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31 gennaio 2010 - Julie news Sciopero nazionale degli LSU Prorogati i pagamenti dallInps fino a febbraio ma restano da firmare le convenzioni tra Ministero e Regioni per i finanziamenti del 2010 !!! Addirittura nei giorni scorsi, si è deciso con un botta e risposta stravolgente (note Ministero del Lavoro del 22.12.09 e risposta Inpdap del 23.12.09), di richiedere agli enti la restituzione dellincentivo statale alle assunzioni !!! Mentre i lavoratori fanno i conti solo con la condizione di precarietà e non hanno nellimmediato prospettive di superare lo svantaggio economico e sociale, il dibattito politico si arena sulle discussioni interne alle coalizioni per restare sulle poltrone. In questi anni, nessuna Regione, si è davvero fatta carico della stabilizzazione dei lavoratori se non mettendo in campo incentivi per gli enti locali, derivanti da trasferimenti statali, per assunzioni part-time, per bassi profili, ma senza assunzioni dirette a creare occupazione nei settori e negli enti di competenza regionale. Di fronte alla ripresa di coscienza della propria precarietà e delle lotte che i precari hanno fatto scegliendo di battersi per lassunzione invece delle proroghe-contentino ricattatorie, dobbiamo registrare il disimpegno delle Regioni e la totale ostilità del Governo. Niente possiamo aspettarci dal Governo Berlusconi, che vuole incrementare i lavori socialmente utili, gratuitamente, con lutilizzo dei carcerati. Tutto dipenderà soprattutto dalle azioni di lotta che sapremo mettere in campo, con il Governo e con le Regioni. Non vogliamo più assistere allo stillicidio delle promesse pre-elettorali, degli annunci dassunzione, che in passato e da 15 anni hanno significato solo rinvio della stabilizzazione di migliaia di lsu/lpu e il rigetto continuo di proposte per la contrattualizzazione e il riconoscimento dufficio dei contributi per la pensione. La verità è una sola: i lavoratori precari storici lsu/lpu non sono nellagenda politica dei governi. RdB denuncia loscenità che viene consumata sulle vite dei lavoratori e lavoratrici lsu/lpu e non risparmia critiche a chi governa per aver trascurato o ignorato lopportunità di sanare il lavoro nero dentro le pubbliche amministrazioni. Pertanto, rimettendo al centro le nostre rivendicazioni, le prossime elezioni regionali diventeranno occasione di lotta e di riscatto e non il solito ritornello delle promesse. Il primo appuntamento per il 2010 è lo sciopero nazionale con manifestazioni regionali del 5 febbraio. 31 gennaio 2010 - Il Gazzettino «Quota stranieri, in classe si creano alunni di serie B» VICENZA - Il nuovo Piano scolastico territoriale porterà alla spaccatura formativa e ci saranno studenti di serie A e studenti di serie B. È la grave denuncia lanciata dal segretario vicentino dellRdb-Cub Germano Raniero allindomani della presentazione del Piano scolastico territoriale da parte dellassessore allIstruzione Alessandra Moretti. «Lautonomia voluta dal ministro Gelmini spiega Germano Raniero non ha certo raggiunto l'obbiettivo di dare pari opportunità a tutti gli studenti, di dare la stessa offerta formativa. Sempre più esiste una divisione di classe. E la strada intrapresa dal Comune di Vicenza è interessante, ma come tutte le strade per l'inferno è lastricata delle migliori intenzioni». È evidente la questione del forte numero di stranieri, che implica una corretta gestione. «Sappiamo che la situazione attuale porta al rischio di scuole ghetto prosegue Germano Raniero - e sappiamo che per ragioni di lavoro qualcuno da altre zone iscrive i figli in scuole diverse da quelle del circolo di residenza. Per gli studenti stranieri vanno tenute presenti le loro difficoltà, il fatto che tendono a fare comunità, così come avviene tra gli italiani. Bisogna evitare che ci troviamo di fronte a situazioni in cui italiani ed immigrati si sentano discriminati». E sulla percentuale di stranieri da inserire in ogni classe lRdb-Cub aggiunge: «La percentuale prevista dal Comune deve essere flessibile e rispondere ai bisogni reali, infischiandosene della direttiva Gelmini. E per rispondere razionalmente ed efficacemente ai bisogni di studenti e famiglie è opportuno istituire un tavolo permanente di lavoro». Treviso. «Ventiquattro ore senza di noi»... Treviso - «Ventiquattro ore senza di noi». Dove quel
"noi" sono gli stranieri pronti ad "astenersi dalla società" il
prossimo primo marzo. A scioperare, insomma. Per far sentire il peso della loro assenza in
una comunità che li vorrebbe lavoratori dalle otto del mattino alle cinque del
pomeriggio. E poi, fantasmi che non disturbano. Lidea arriva dalla Francia. Ma si è
sparsa subito in tutta Italia. Anche a Treviso, accolta da un gruppo di immigrati (ma
anche di italiani), supportati dallassociazione Adl-Invisibili. Non sarà uno
sciopero classico, però. O, per lo meno, non solo. Nessuna connotazione politica,
innanzitutto. Solo un colore, il giallo, per unire gli intenti sotto ununica
bandiera. E poi tante idee da far correre, ancora una volta, sulle pagine di Facebook. 31 gennaio 2010 - Il Giornale di Vicenza OSPEDALE. Nursind, Rdb-cub e Fsi
attendono di incontrare Alessandri Vicenza - Crisi nei reparti di cardiochirurgia e chirurgia
vascolare del S. Bortolo per la situazione di disagio del personale del comparto impegnato
nelle sale operatorie. Nursind, Rdb-Cub e Fsi, i tre sindacati autonomi, sospendono lo
stato di agitazione in attesa di una soluzione promessa dall'Ulss. 30 gennaio 2010 - Left CODICE DI PROCEDURA INCIVILESono migliaia gli invisibili impiegati negli uffici giudiziari italiani. Lasciati allo sbando, senza ricambio generazionale e con compiti sempre più pesanti. Il 5 febbraio scendono in piazza. Todisco: «Nessuno ci informa, le leggi le apprendiamo dal Sole 24 Ore» di Donatella Coccoli
«Sa come lo chiamo? Il lento dissolvimento della
giustizia». La voce, con un caldo accento napoletano, di Pina Todisco si ferma un attimo,
come un segno di rispetto per quel che resta del complesso universo
dellamministrazione della giustizia. È di questi giorni il disegno di legge del
cosiddetto "processo breve" approvato al Senato e adesso in via di discussione.
Lultimo di una lunga serie di provvedimenti che più o meno dal 1995, dagli anni
successivi a "Mani pulite", cioè, stanno portando allo sbriciolamento del
sistema che deve garantire la giustizia a tutti i cittadini. Unoperazione che
coinvolge anche i governi di centrosinistra, unoperazione «trasversale, parlano i
fatti», afferma seccamente Pina Todisco, sindacalista delle Rdb, cancelliere con 35 anni
di attività alle spalle, appena uscita da unassemblea al Tribunale di Roma in vista
dello sciopero nazionale del 5 febbraio. Vittoria Tutti giù per terra, il posto è salvo. Nel bel mezzo
della crisi, ai lavoratori sembra non resti altro che salire sui tetti per farsi ascoltare
e, soprattutto, per difendere il posto di lavoro. Così, infatti, è stato per i 230
ricercatori dellIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra)
che, dopo ben 59 giorni passati sulla terrazza del loro posto di lavoro, in via Casalotti
a Roma, la notte del 20 gennaio hanno ottenuto il rinnovo di tutti i contratti in
scadenza. «Ci sono voluti quasi due mesi di tenda, Natale compreso, per vedere
riconosciuto un nostro diritto ma alla fine ce labbiamo fatta», racconta Michela
Mannozzi, portavoce dei ricercatori e delegata dellUsi-Rdb, il sindacato che ha
seguito la vertenza dei lavoratori dal suo inizio. «Questa è una vittoria importante ma
non è la fine della lotta: ora dobbiamo vigilare sul rispetto dellaccordo, preso
dopo 14 ore di trattativa serrata con il ministro dellAmbiente Prestigiacomo». «I
contratti in scadenza fra il 31 dicembre e il 31 marzo - spiega la giovane ricercatrice
precaria - sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare i 170
contratti scaduti a giugno». Il protocollo siglato dal ministero dellAmbiente con i
rappresentanti di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb impegna il governo a
rinnovare tutti i contratti a tempo determinato «senza soluzione di continuità».
LIspra dovrà «continuare ad avvalersi delle collaborazioni e degli assegni di
ricerca, attivi al 31 dicembre 2009, fino al 31 dicembre 2010». Infine, secondo
laccordo, il governo dovrà «attivare, sulla base delle esigenze
dellIstituto, ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per
assegni di ricerca» attivati successivamente al 20 gennaio 2010, nei quali «valorizzare
le esperienze professionali maturate presso lIspra». Ovvero a ripescare tra i
precari licenziati in passato. Insomma, la precarietà rimane, e non cè alcuna
certezza di riassumere coloro che hanno già perso il posto. Ma il rischio di
licenziamento per 230 persone, per ora, è scongiurato. 30 gennaio 2010 - Terra No ai licenziamenti. Sciopero alla
Ri.Rei Ventiquattro ore di sciopero per dire no al licenziamento, reclamare il pagamento degli stipendi degli ultimi tre mesi e salvaguardare i centri di assistenza disabili. I lavoratori del consorzio Ri.Rei, che da tre anni gestisce, senza aver vinto alcun bando di gara, diversi centri di recupero in provincia di Roma, incroceranno le braccia per unintera giornata. A indire lo sciopero, il sindacato di base Rdb, che lancia per la stessa data un presidio sotto la Regione Lazio a partire dalle 9:30 per chiedere un incontro con il vicepresidente Montino e il commissario straordinario Guzzanti. «La Regione deve riprendere il confronto con i lavoratori e chi li rappresenta - dice Maria Teresa Pascucci, della Federazione regionale Rdb - per costruire una solida alternativa gestionale al disastro che è ormai sotto gli occhi di tutti». Secondo la Pascucci, da un lato «la Ri.Rei sta facendo di tutto per ottenere autorizzazioni e accreditamenti per i quali ha ampiamente dimostrato di non possedere i requisiti», dallaltro «la Regione sta evitando di assumersi la responsabilità di una soluzione che restituisca certezza al futuro dei lavoratori e degli assistiti». Il braccio di ferro tra il Consorzio e la Regione sta di fatto aggravando ulteriormente la situazione: lennesimo mancato pagamento degli stipendi e le procedure per la messa in mobilità di oltre 200 dipendenti, e lincertezza riguardo alla continuità del diritto allassistenza per i disabili e le loro famiglie. «In queste condizioni - continua la sindacalista - la proposta di cassa integrazione in deroga per oltre il 50 per cento dei lavoratori, oltre a rappresentare un pericolo per la sicurezza della gestione dei centri, è di fatto lanticamera del licenziamento, un ulteriore regalo economico a carico della collettività alla Ri.Rei, che in questi anni non ha adempiuto ai doveri contrattuali di risanamento delle strutture e di riqualificazione del personale, nonché un modo per scaricare tutto nelle mani della prossima giunta. Dobbiamo impedire che il diritto alla salute e al lavoro divengano slogan per spot elettorali». 30 gennaio 2010 - Il Fatto online Sanità Lazio, Pera: ticket è scelta odiosa ed ingiusta ROMA ''La scelta di Guzzanti di introdurre il ticket in Pronto Soccorso, se confermata, oltre che odiosa è particolarmente ingiusta e penalizzante'', commenta Licia Pera della RdB Sanità Lazio. ''Infatti i cittadini del Lazio sono già costretti a pagare IRPEF e IRAP oltre i livelli massimi, grazie ad un piano di rientro che non ha migliorato le prestazioni sanitarie né, tantomeno, ridotto le liste d'attesa. Ha invece soppresso ben 3 ospedali solo a Roma, tagliando complessivamente circa 5.000 posti letto e, come evidenziato dalla Corte dei Conti nella sua relazione, continua a produrre costantemente altro debito''. Precisa la rappresentante RdB: ''Una mera operazione di cassa che, oltre a non intervenire strutturalmente sulle cause che provocano l'affollamento dei Pronto Soccorsi, finirà per colpire le fasce più deboli della popolazione, che non sapranno più a quale santo votarsi mentre chi può permetterselo by-passerà le lunghe liste d'attesa ambulatoriali. Assurdo e contradditorio poi che a tale provvedimento si affianchi la conferma del blocco del turn over del personale, ridotto già all'osso da un decennale blocco delle assunzioni e che solo negli ultimi 3 anni ha visto una diminuzione di circa 4.000 unità. Chi si occuperà del triage e delle pratiche amministrative per il pagamento del ticket, se il personale non è sufficiente nemmeno a garantire soccorso ai codici rossi e gialli?''. ''La RdB, infine, trova patetico e in malafede questo modo di considerare la salute e la sanità come un bancomat per qualsiasi Governatore o Commissario, quando ormai le cause degli sprechi sono evidenti a tutti: appalti, esternalizzazioni, proliferazione di manager e consulenti, assenza di controlli sul privato accreditato, ovvero tutto ciò a cui chiunque si sia succeduto alla guida del Lazio si è ben guardato di mettere mano'', conclude Licia Pera. 30 gennaio 2010 - Il Cittadino ASSEMBLEA E SCIOPERO PER IL
PERSONALE DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA, Lodi - Prima unassemblea dei lavoratori, martedì. Poi una giornata di sciopero, venerdì, con la garanzia dei soli "servizi essenziali": anche il personale della giustizia lodigiana è in agitazione per il nuovo ordinamento professionale ratificato dallaccordo tra il sindacato di categoria della Cisl, la sigla autonoma Sag e il ministero della Giustizia. «Un accordo che dà luogo a un miglioramento economico, assegna compiti in più ma non dà luogo a progressioni di qualifica», spiega Leo Piccione, per la Cgil nelle Rsu del tribunale di Lodi. A promuovere lassemblea tra i lavoratori presso il palazzo di giustizia di viale Milano, martedì dalle 12.30 alle 14, e lo sciopero nazionale di venerdì 5 febbraio sono le sigle Cgil Funzione pubblica, Uil Pubblica amministrazione, Flp Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche, e Rdb Cub Pubblico impiego. «Tra laltro questi aumenti di retribuzione sono finanziati con soldi nostri prosegue il rappresentante sindacale visto che attingono al "fondo unico per lamministrazione" del 2009: risorse che dovevano essere destinate allincentivo della produttività, la "14esima" del settore, che invece viene distribuita su tutte le mensilità». Laumento medio potrebbe aggirarsi sui 100 euro lordi mensili, «ma non sappiamo come verranno reperite le risorse per il futuro conclude Piccione, una situazione di incertezza e di mancata qualificazione che si aggiunge ad altri noti problemi». Per il tribunale di Lodi, la carenza di personale amministrativo in primis, a partire dal settore chiave delle notifiche, che sono la base di ogni procedimento giudiziario. Ci sono anche inchieste importanti bloccate alla soglia della richiesta di rinvio a giudizio perché il servizio postale in quattro mesi non è riuscito a recapitare un avviso di fine indagini. Venerdì saranno assicurati solamente i servizi e i procedimenti giudiziari connessi a persone con restrizioni della libertà oppure a misure cautelari urgenti. E questa settimana decine di processi sono stati rinviati di settimane per lo sciopero degli avvocati dellUnione delle camere penali, mentre lUnione nazionale dei giudici di pace ha proclamato lastensione dalle udienze da lunedì scorso a venerdì prossimo. E stamane in corte dappello a Milano, per linaugurazione dellanno giudiziario, è attesa polemica sul "processo breve". 30 gennaio 2010 - Il Mattino RIFIUTI Benevento - I circa 150 dipendenti dei disciolti consorzi di bacino (Bn1-Bn2-Bn3) hanno deciso di continuare la loro protesta scaturita dal fatto che ancora non è stata trovata una soluzione in merito al mancato pagamento degli stipendi. Per rendere ancora più pubblico il loro stato di disagio, è stato organizzato un presidio che si terrà, lunedì I° febbraio, davanti al palazzo del Governo con inizio alle ore 10.30. È stato anche chiesto un incontro con lo stesso prefetto. In un lungo ed articolato documento, inviato alle massime cariche istituzionali e politiche del capoluogo e della provincia, i sindacati «Rdb», «Confsal», «Uap», «Cesil», «Cobas» e «Fesica Confasl» denunciano: «Lincapacità delle autonomie locali: Comune, Consorzi di bacino, presidente della Provincia ed assessore allambiente dello stesso ente, di trovare le risorse economiche per garantire nel tempo gli stipendi degli addetti e lassenza alla riunione dello scorso 28 gennaio del presidente della Provincia, del responsabile della società provinciale Samte, dei commissari liquidatori nominati, nonché del tesoriere della Provincia». 30 gennaio 2010 - Corriere di Siena "Taglio drastico alla
Cooperativa sociale Solidarietà " Siena - Il risanamento di questo ateneo non smette di
mietere le proprie vittime. Dal 1 febbraio, infatti, l'ateneo farà a meno di una ventina
di colleghi della Cooperativa sociale Solidarietà, che si fa carico dell'inserimento e
dell' integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro. Molti nemmeno
se ne preoccupano, perché non sono vittime illustri, come magari un docente settantenne
che decide di andare in prepensionamento con l'incentivo ed a cui sembra siano dovuti dei
ringraziamenti da parte di tutta la comunità.No, quelli che vanno via ora sono vittime,
sconosciute a molti, che anzi nemmeno ci dovrebbero interessare perché sono fornitori
esterni. Vero, non siamo colleghi per dipendenza, qualcuno con un'espressione spiacevole
può chiamarli anche fornitori esterni, ma per noi rimangono colleghi che hanno lavorato
al nostro fianco guadagnando stipendi miserevoli, perché 800 euro, se va bene, in un mese
oggi è miserevole. Noi come organizzazioni sindacali dell'università non li
rappresentiamo ma sappiamo cosa vuol dire quando vediamo calpestare la dignità ed i
diritti dei lavoratori e non possiamo stare zitti. Abbiamo davanti agli occhi due
questioni: la prima è che la lenta cacciata della Cooperativa da questo ateneo è
vergognosa perché si comincia col tagliare dai più deboli. Apre poi uno scenario
inquietante dal primo luglio perché o si farà una gara d'appalto al ribasso, che vuol
dire sfruttare ancora di più i lavoratori con la complicità grave dellateneo,
oppure vuol dire mandare a casa tutti e sostituirli con lavoratori dell'Università,
proposta già fatta in Cda. La seconda è che non si può solo ragionare in termini di
risparmio e di perdita. Si, perché perdiamo dei servizi che non potranno essere rimessi
in piedi in breve tempo. Il servizio nei didattici, gestione calendario lezioni, (per fare
qualche esempio) non è cosa da poco, anche se molti pensano sia una sine cura. Andassero
i fautori dei tagli a stare una settimana in un didattico, a gestire i rapporti con i
docenti e poi ne riparleremmo. Vi è poi l'aspetto umano, molti di coloro che da lunedì
non ci saranno, hanno avuto la notizia dalla sera alla mattina. Ancora una volta chi ha
responsabilità ai vertici dell'Università ha proceduto in modo poco opportuno e
drasticamente. Non vogliamo assistere al rimpallo delle responsabilità: chi dice i
vertici dell'ateneo, chi il vertice della Cooperativa. 30 gennaio 2010 - Il Gazzettino Bitonci replica: «Nessuno è discriminato» Vicenza - (M.C.) «Il signor Mourad Bentrand è talmente rispettoso delle nostre regole e così ben inserito nel nostro contesto civile e sociale, da non pagare l'affitto pur lavorando e si fa difendere da un gruppo di no global patavini in trasferta, assoldati ad hoc e non cittadellesi. Impari a rispettare il regolamento che vale per tutti ed i contratti che ha sottoscritto. Da noi non avrà alcuno sconto nè beneficio. Se non gli garbano le nostre norme e le nostre regole applicate a tutti, se ne può tornare da dove viene con buona pace di tutti». Molto forte la replica del sindaco della città murata e parlamentare Massimo Bitonci in seguito allo sfratto per cessata locazione di una famiglia marocchina, bloccato mercoledì dall'intervento di una cinquantina di attivisti di Razzismo stop e Adl Cobas che lamentavano l'eccessivo termine (10 anni) per avere punteggio nella residenza. «Il punteggio più elevato va a chi risiede a Cittadella da oltre 18 anni. Non si vuole discriminare nessuno, gli stranieri da un solo giorno possono presentare domanda». 30 gennaio 2010 - Il Mattino di Padova Komatsu, altri 150 licenziamenti Il
presidente ESTE - La situazione alla Komatsu sta precipitando. Tre
giorni fa il presidente di Komatsu Utility Europe, Enrico Prandini (ex dirigente di Fiat
Hitachi, che è anche il numero uno del Comamoter), ha parlato ai dipendenti riuniti in
assemblea in modo franco ed esplicito. 30 gennaio 2010 - La Provincia di Cremona Benefattori, protesta del Sdl «Vogliamo trattare anche noi» Cremona - Presidio di protesta ieri mattina davanti alla sede della Fondazione Benefattori Cremaschi in via Kennedy da parte del Sindacato dei Lavoratori. Una decina tra infermieri professionali, operatori socio-sanitari e assistenti sanitari, guidati dal responsabile intercategoriale Piergiuseppe Bettenzoli hanno avanzato una serie di richieste per la dirigenza della struttura. «Abbiamo trenta iscritti tra gli ottanta operatori (medici e amministrativi esclusi) della sede di via Kennedy ha spiegato Bettenzoli siamo il sindacato più rappresentato allinterno della struttura, per questo chiediamo di poterci sedere al tavolo delle trattative con i dirigenti. Sono trascorsi oltre 8 anni dallultima elezione della rappresentanza sindacale unitaria. E ora di indire nuove elezioni. Il presidente Walter Donzelli e il suo vice, Franco Conz non rispondono alle nostre richieste, protocollate tramite lettera da mesi. Vogliamo aumenti di stipendio, per i lavoratori che ne hanno diritto. Ci sono persone la cui retribuzione è ferma da quattro o cinque anni». A mezzogiorno i membri di Sdl sono stati ricevuti dal direttore generale della fondazione Giampaolo Foina che ha comunicato che lamministrazione discuterà con il sindacato ad un tavolo separato per dare resoconti sugli accordi raggiunti con i sindacati unitari. 29 gennaio 2010 - Adnkronos Roma: Rdb pubblico impiego occupa sede Enam a TrastevereRoma, 29 gen. (Adnkronos) - Una nutrita delegazione della RdB Pubblico Impiego Parastato ha occupato la stanza del Presiedente dell'Enam, l'ente che si occupa dell'assistenza degli insegnanti delle scuole elementari e materne, con sede a Roma, in viale Trastevere 231, a Roma. ''All'origine della protesta - si legge in una nota - il grave ritardo da parte dell'Amministrazione, che ad oggi non e' stata in grado di sottoporre nemmeno i documenti tecnici preliminari per la sottoscrizione dell'accordo integrativo per i dipendenti, nonostante la discussione sia stata avviata quattro mesi orsono''. La RdB P.I. ricorda che ''l'Enam, ente di cui era stato annunciato lo scioglimento entro il 31 dicembre 2009 ma ancora attivo, annovera un Presidente, un Cda composto da 12 consiglieri, un Collegio dei Revisori, un direttore Generale, tre dirigenti e dei Comitati Provinciali, espressione delle organizzazioni sindacali, che amministrano l'assistenza sul territorio. Tale apparato non e' stato in grado di produrre i documenti preliminari per la sottoscrizione dell'accordo riguardante i 66 dipendenti dell'Ente. La RdB permane nella stanza presidenziale e chiede che vengano consegnate tutte le carte utili alla formazione del contratto integrativo''. 29 gennaio 2010 - Apcom Lazio/ Roma, Rdb pubblico impiego
occupa la sede dell'Enam (Apcom) Una delegazione della RdB Pubblico Impiego Parastato ha occupato la stanza del presidente dell'Enam, l'ente che si occupa dell'assistenza degli insegnanti delle scuole elementari e materne di Roma, in viale Trastevere 231. All'origine della protesta, denuncia il sindacato, "il grave ritardo da parte dell'amministrazione, che ad oggi non è stata in grado di sottoporre nemmeno i documenti tecnici preliminari per la sottoscrizione dell'accordo integrativo per i dipendenti, nonostante la discussione sia stata avviata quattro mesi or sono". L'Enam, ente di cui era stato annunciato lo scioglimento entro il 31 dicembre 2009 ma ancora attivo, "annovera un presidente, un cda composto da 12 consiglieri, un collegio dei revisori, un direttore generale, tre dirigenti e dei comitati provinciali, espressione delle organizzazioni sindacali, che amministrano l'assistenza sul territorio. Tale apparato non è stato in grado di produrre i documenti preliminari per la sottoscrizione dell'accordo riguardante i 66 dipendenti dell'Ente". La RdB chiede che vengano consegnate tutte le carte utili alla formazione del contratto integrativo. 29 gennaio 2010 - Dire Scuola. RDB: Ecco documenti per contratto, fine occupazione (Dire) Roma, 29 gen. - E' cessata l'occupazione della stanza presidenziale all'ENAM, l'ente che si occupa dell'assistenza degli insegnanti delle scuole elementari e materne, attuata questa mattina a Roma dalla RdB Pubblico Impiego Parastato, in segno di protesta contro il grave ritardo da parte dell'Amministrazione nelle procedure di rinnovo del contratto integrativo per i dipendenti dell'Ente. E' quanto si legge in una nota di RdB. La delegazione RdB, spiega la nota, ha finalmente ottenuto dall'Amministrazione i documenti necessari al rinnovo contrattuale. Non ha tuttavia ritenuto di apporre la propria firma al contratto relativo al 2009, in quanto questo non affronta tutte le materie in discussione al tavolo ma semplicemente le rinvia al successivo contratto 2010. Inoltre gli impegni assunti dall'Amministrazione nel contratto 2009 rischiano essere disattesi a causa della Legge 15, la cosiddetta Legge Brunetta, che introduce nuove modalita' sia sull'organizzazione del lavoro, sia sulla retribuzione accessoria, conclude la nota. La RdB P.I. si adoperera' affinche' gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori dell'ENAM vengano rispettati dall'Amministrazione. 29 gennaio 2010 - Carta Palazzo Chigi Spa Per governare questo paese ho bisogno dei poteri della Protezione civile». Lo diceva Silvio Berlusconi pochi giorni dopo il sisma aquilano. Detto, fatto: il vero retroscena della nascente Protezione civile servizi Spa il cui uomo immagine, Guido Bertolaso, tenta la santificazione non solo sul suolo patrio ma anche ad Haiti è il premierato forte. Insomma, la riforma costituzionale che Silvio Berlusconi sogna da anni può arrivare anche attraverso un decreto legge di stampo governativo. Senza dibattito parlamentare. Chi lo dice? Lo dicono i fatti e i documenti che vengono descritti il 23 gennaio a LAquila. Presenti politici, giornalisti, sindacalisti, semplici cittadini aquilani, si tiene un incontro informativo dal titolo Protezione Spa, sul recente operato e sulle modifiche che sta subendo il dipartimento nazionale di protezione civile. Un incontro da cui emergono tutte le ombre dellormai famigerato decreto 195 del 30 dicembre 2009. Di luci, a dire il vero, ce ne sono ben poche. E non solo nel decreto in sé, ma proprio nelluso della Protezione civile che viene fatto dallinseparabile duo Berlusconi-Bertolaso dal 2001 in avanti con consenso pressoché bipartisan fra tanti grandi eventi e poche emergenze. Quando arriva lemergenza vera, a LAquila, diventa chiaro, definitivamente, che si può andare in deroga alle leggi vigenti anche per le grandi opere [come altro si può definire, il Piano C.A.S.E. con le sue 19 new town?]. E così, LAquila diventa banco di prova, esperimento per il futuro. Al microfono, gli interventi, sfilano uno dopo laltro, Manuele Bonaccorsi, autore di «Potere assoluto. La Protezione civile al tempo di Bertolaso»; Alessandro Tettamanti, del comitato aquilano 3e32, che parla della militarizzazione della città dopo il sisma; Daniele Nalbone che fa un excursus sui mondiali di nuoto a Roma gestiti dal Dpc in quanto «grande evento» lavvocato Valentini, che ha denunciato il dipartimento di protezione civile per omicidio colposo stante la mancata prevenzione; Angelo Venti, giornalista di Libera che lavora dal 6 aprile allOsservatorio sulla ricostruzione, esponenti degli RdB, un urbanista che critica duramente il ridisegno della città de LAquila fatto a colpi di ordinanza. Insomma, è evidente come, già prima della Spa, grazie a un altro decreto di un precedente governo Berlusconi, la Protezione civile posta sotto controllo diretto della Presidenza del consiglio dei ministri goda di potere enorme [ordinanza e deroghe], bilancio illimitato e nessun controllo da parte della Corte dei conti. Con la costituzione della Spa le cose peggioreranno: il consiglio di amministrazione della stessa verrà nominato direttamente dalla Presidenza del consiglio, che ne definirà anche lo statuto, un codice della Protezione civile cui si sta lavorando e che tira in ballo «calamità naturali, catastrofi o altri eventi che per intensità e estensione devono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari». Senza mezzi termini, è Giovanna Martini [circolo Pd della Protezione civile] a rilevare: «Questo decreto ha realizzato il premierato forte. Forse dovremmo parlare di Palazzo Chigi Spa». La genericità del mandato della Spa conferisce alla Presidenza del consiglio dei ministri un potere pressoché assoluto. Come? Lo spiega Paola Agnello Modica [Cgil]: nel decreto, cè unestensione dellemergenza alle «situazioni di emergenza socio-economico-ambientali». Una dicitura talmente ampia, talmente indeterminata e ambigua da poter essere applicata in qualunque contesto. Magari, anche uno sciopero che disturba può entrare nel novero di questi eventi emergenziali, la cui definizione non è data ma verrà stabilita di volta in volta. Sempre dal presidente del consiglio. Non basta. Si afferma, nel decreto, che la Spa lavorerà in maniera «prevalente» per il dipartimento della protezione civile. Altra ambiguità, altri spiragli. Infine, la Spa potrà avere utili: si passa dal concetto costi-benefici al concetto costo-ricavi, allontanandosi moltissimo dal principio di sussidiarietà. E si può andare in deroga a tutto, tranne ai non meglio specificati «assi principali dellordinamento italiano ed europeo». Ennesima ambiguità che richiederà interpretazioni. E intanto, in attesa di interpretazioni, il decreto è fatto. I numeri per lapprovazione in parlamento ci sono. E anche lobiezione di incostituzionalità che verrà sollevata lo dichiara la senatrice Pd Maria Fortuna Incostante avrà bisogno di un suo iter. Nel frattempo, ecco lemergenza carceri. Lemergenza Haiti. E poi, magari, ci saranno lemergenza Tav, lemergenza centrali nucleari, lemergenza dissenso: tutte le emergenze che possano essere definite «socio-economico-ambientali». Che potranno essere affrontate con discrezionalità e in deroga alle leggi. Altro che appalti doro e conti non controllati. La partita è molto più grossa: questo è lennesimo attacco alla democrazia, che arriva attraverso un decreto diabolico e lapparenza angelica del dipartimento di San Guido Bertolaso. Unimmagine mediatica «buona» e «del fare» che rende difficile la critica. Lallarme è partito il 23 gennaio da LAquila, il territorio che, ultimo in ordine di tempo, ha subito il comando e il controllo del potere assoluto. Cè da chiedersi se verrà raccolto dalla politica e dalla società civile. 29 gennaio 2010 - Il Giornale di Calabria Cdm a Reggio, rdb: "Censurare le proteste non rimuove i problemi"REGGIO CALABRIA - "Ancora una volta Reggio Calabria è stata palcoscenico e vetrina per il Governo. Ancora una volta cè stata una manifestazione di piazza organizzata da tutti i comparti della pubblica amministrazione delle RdB: parastatali, ministeriali, università, vigili del fuoco, beni culturali, Lsu e Lpu, comitato precari della scuola. In tutto circa un migliaio di persone contro e proprio per questo costrette a protestare alle spalle della Prefettura. Ghettizzati nel retro del palcoscenico perchè le telecamere, al passaggio e allarrivo di Berlusconi, non registrassero il malcontento, la protesta. Viceversa, agli striscioni inneggianti al Presidente del Consiglio e alla relativa claque, è stato consentito di schierarsi a favore di telecamere". Lo si legge in una nota della federazione regionale del sindacato RdB. "La protesta dei lavoratori - è scritto nel documento - è una protesta necessaria che si leva da una terra che è costretta a chiedere: a chiedere un intervento straordinario del governo a favore degli Enti locali per far cessare la piaga del lavoro nero di Stato e la messa in ruolo di tutti i precari LSU - LPU negli enti di appartenenza; a chiedere un piano urgente per risolvere il problema del precariato nella scuola e nelle università, perchè è proprio la Regione Calabria la più penalizzata per i tagli subiti e per laccorpamento selvaggio di molti istituti scolastici. E nonostante tutto questo le università calabresi, in particolare Rende e Catanzaro, continuano a lavorare grazie alloperato di centinaia di lavoratori a tempo determinato e Co.co.co. Già il 21 scorso, allarrivo del presidente Napolitano, - si evidenzia nella nota - i lavoratori precari erano scesi in piazza, anche in quelloccasione inascoltati, ma allora non ci furono problemi a manifestare e ad esporre gli striscioni a portata di sguardo del Capo dello Stato, con tanto di denuncia scritta a caratteri cubitali sullo striscione "migranti, lavoratori in nero nel privato. Lsu-Lpu, lavoratori in nero nello Stato", con il megafono e tanta e giusta esasperazione. Ma ieri è stato diverso, è stato peggio. Perchè si è scelto, con la solita ipocrisia di mostrare una città felice, con bandiere e striscioni Pdl, esultanti per larrivo del massimo rappresentante del governo. Si è sollevato il tappeto per nasconderci sotto la polvere. Ma escludere alla vista delle telecamere il problema - scrive il sindacato autonomo - non lo risolve, al contrario, lo acuisce. E infatti il problema si ripresenterà e i lavoratori scenderanno ancora in piazza, a breve con una nuova una manifestazione regionale sul precariato, organizzata da RdB con tutto il sindacalismo di base". Regione, Cersosimo incontra una delegazione sindacale RdB CATANZARO - Si è svolto a Catanzaro, presso la sede dellAssessorato allIstruzione, un incontro tra una nutrita delegazione del sindacato RdB e il Vice Presidente della Giunta Regionale, Domenico Cersosimo. Nellincontro la delegazione RdB, composta, oltre che da membri dellesecutivo Regionale, anche da rappresentanti di alcuni dei settori in cui lorganizzazione è più presente nella regione (pubblico impiego, scuola, precari, pensionati), ha rivendicato con forza il diritto alla pari dignità nellambito delle trattative sindacali. Infatti, pur essendo RdB una confederazione sindacale maggiormente rappresentativa a livello nazionale e regionale, viene tuttavia, ingiustificatamente esclusa da quasi tutti gli incontri che la Regione Calabria ha con le parti sociali: i lavoratori hanno tutti pari dignità e tutte le organizzazioni sindacali che li rappresentano, devono essere ascoltate, ha affermato la sigla. RdB ha anche illustrato le linee guida della propria azione sindacale soprattutto in materia di politica sindacale, soffermandosi su alcuni settori strategici meritevoli di particolare attenzione, ma anche in materie inerenti alle politiche sociali, alle politiche ambientali e al ripristino della legalità. Il Vice Presidente Cersosimo, concordando su molti delle questioni esposte, a partire dalla centralità della lotta alla criminalità organizzata, ha dato ampie rassicurazioni a RdB sulle future convocazioni della stessa sigla ai tavoli regionali. Al termine dellincontro i dirigenti sindacali si sono dichiarati soddisfatti degli impegni assunti dal Vice Presidente. 29 gennaio 2010 - Il Quaderno Lavoratori Consorzi Rifiuti: Benevento - I segretari regionali dei sindacati RdB, Confsal Sindacato Azzurro, UAP, Cesil, Slai Cobas e Fesica Confsal hanno annunciato un presidio che si terrà lunedì 1° febbraio alle ore 10,30, presso la Prefettura di Benevento, in merito alla situazione riguardante i lavoratori dei Consorzi Rifiuti Bn1, 2 e 3. "La manifestazione si legge in una nota avrà carattere pacifico ed è tesa in prima istanza a un colloquio con il prefetto di Benevento al quale verrà consegnato un esposto denuncia sulle manchevolezze istituzionali avvenute sul territorio (già trasmesse alla Guardia di Finanza competente)". Per loccasione, si terrà una conferenza stampa alle ore 11, nello spazio antistante la Prefettura. Ci sarà la presenza di Vincenzo Guidotti, segretario nazionale della Confsal Sindacato Azzurro. Inoltre, in un'altra nota congiunta, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Cesil, Cisal e Flaica CUB di Benevento sottolineano una "evidente sottovalutazione delle parti istituzionali e consortili, nel risolvere tale emergenza, ponendosi più il problema della forma tecnico- burocratica per giustificare gli impedimenti che la ricerca di soluzioni, per evitare che le mancate spettanze salariali possano avere sul servizio e sulla cittadinanza. Chiedono, quindi, al Presidente della Provincia, ai Consorzi di bacino, di verificare fino in fondo tutte le possibilità per anticipare le somme necessarie e chiedono al prefetto di Benevento di farsi carico di questa situazione e di attivare le necessarie azioni per costringere i Comuni a coprire i debiti nei confronti dei consorzi stessi". 29 gennaio 2010 - La Sicilia GIUSTIZIA Catania - Grande partecipazione, ieri
all'assemblea del personale giudiziario organizzata dalle quattro organizzazioni
sindacali: Cgil, Uil, R.d..B. e Flp le quali non hanno sottoscritto l'ipotesi di accordo
del 15 dicembre scorso, che nega la riqualificazione interna attesa da decenni dai
lavoratori della giustizia e penalizza alcune qualifica dimensionandone la loro
professionalità. 29 gennaio 2010 - Il Fatto online Cdm a Reggio, precari: è stata soltanto una vetrina REGGIO CALABRIA "Ieri, ancora una volta Reggio Calabria è stata palcoscenico e vetrina per il Governo. Ancora una volta c'è stata una manifestazione di piazza organizzata da tutti i comparti della pubblica amministrazione delle RdB: parastatali, ministeriali, università, vigili del fuoco, beni culturali, Lsu e Lpu, comitato precari della scuola. In tutto circa un migliaio di persone contro e proprio per questo costrette a protestare alle spalle della Prefettura. Ghettizzati nel retro del palcoscenico perché le telecamere, al passaggio e all'arrivo di Berlusconi, non registrassero il malcontento, la protesta. Viceversa, agli striscioni inneggianti al Presidente del Consiglio e alla relativa claque, è stato consentito di schierarsi a favore di telecamere". Lo si legge in una nota della federazione regionale del sindacato RdB. "La protesta dei lavoratori - è scritto nel documento - è una protesta necessaria che si leva da una terra che è costretta a chiedere: a chiedere un intervento straordinario del governo a favore degli Enti locali per far cessare la piaga del lavoro nero di Stato e la messa in ruolo di tutti i precari LSU - LPU negli enti di appartenenza; a chiedere un piano urgente per risolvere il problema del precariato nella scuola e nelle università, perché è proprio la Regione Calabria la più penalizzata per i tagli subiti e per l'accorpamento selvaggio di molti istituti scolastici. E nonostante tutto questo le università calabresi, in particolare Rende e Catanzaro, continuano a lavorare grazie all'operato di centinaia di lavoratori a tempo determinato e Co.co.co. Già il 21 scorso, all'arrivo del presidente Napolitano, - si evidenzia nella nota - i lavoratori precari erano scesi in piazza, anche in quell'occasione inascoltati, ma allora non ci furono problemi a manifestare e ad esporre gli striscioni a portata di sguardo del Capo dello Stato, con tanto di denuncia scritta a caratteri cubitali sullo striscione "migranti, lavoratori in nero nel privato. Lsu-Lpu, lavoratori in nero nello Stato", con il megafono e tanta e giusta esasperazione. Ma ieri è stato diverso, è stato peggio. Perché si è scelto, con la solita ipocrisia di mostrare una città felice, con bandiere e striscioni Pdl, esultanti per l'arrivo del massimo rappresentante del governo. Si è sollevato il tappeto per nasconderci sotto la polvere. Ma escludere alla vista delle telecamere il problema - scrive il sindacato autonomo - non lo risolve, al contrario, lo acuisce. E infatti il problema si ripresenterà e i lavoratori scenderanno ancora in piazza, a breve con una nuova una manifestazione regionale sul precariato, organizzata da RdB con tutto il sindacalismo di base". 29 gennaio 2010 - Il Gazzettino VICENZA. Sospeso lo stato dagitazione del Dipartimento Cardiovascolare... VICENZA - Sospeso lo stato dagitazione del Dipartimento Cardiovascolare. Il dialogo sembra essere la chiave delle relazioni sindacali tra sindacati autonomi (Fsi, Nursind ed Rdb-Cub) e Asl 6 in merito alle spinose questioni del personale del comparto dei Dipartimento Cardiovascolare. Questo quanto emerso nel corso del tentativo di conciliazione esperito ieri dalle parti interessate dinanzi al Prefetto di Vicenza, a seguito dello stato di agitazione proclamato lo scorso 21 gennaio. «Tra le ragioni del contendere», spiegano i sindacalisti vicentini di Fsi, Nursind ed Rdb-Cub, «lelevato carico di lavoro che non permette un adeguato recupero psico-fisico ai lavoratori; lelevato numero di chiamate in urgenza/emergenza non compatibili con lorganizzazione del personale; la costante violazione dei diritti contrattuali in merito alla pronta disponibilità e orario di lavoro che più volte ha superato le 12 ore fino a raggiungere le 14-16-18 ore nellarco delle 24, mettendo a rischio la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti e le elevate richieste di turnover dai dipendenti assegnati a questo dipartimento a causa dellelevato sacrificio richiesto». Tutte problematiche comunicate formalmente allUfficio Provinciale del Lavoro ed alla Procura della Repubblica con due diverse denunce nel corso del 2009, ma alle quali non sono seguiti provvedimenti migliorativi da parte dellAzienda. «Inoltre proseguono i sindacalisti vicentini - lavvicendamento del direttore di Cardiochirurgia, che doveva portare lattività entro limiti accettabili e la promessa del direttore generale di ridurre da 10 a 8 le sedute di elezione, non sono stati rispettati». Nonostante ciò i vertici dellAsl 6 davanti al Prefetto hanno dimostrato apertura e collaborazione. LAsl 6, infatti, si è resa disponibile a portare la sua proposta di soluzione nel prossimo incontro sindacale che si terrà martedì 2 febbraio. 29 gennaio 2010 - Il Giornale Servizio 118 allo sbando: la nuova
centrale è stata soltanto uno spot Roma - Il servizio 118 è allo sbando. Lo denuncia Rosita Di Gregorio, della RdB e Rsu, che critica la dirigenza: «Avrebbe dovuto ridare impulso a questo fondamentale servizio pubblico, ma a due anni dal suo insediamento non è stato presentato ancora un piano strategico che ne indichi linee ed indirizzi». Secondo Di Gregorio «il direttore generale dellAres 118 ha pensato bene di investire su una pletora di dirigenti nel totale disprezzo del resto del personale ovvero quello che permette a questo servizio di funzionare, dal territorio alla centrale operativa, al quale questo mese non è stato neanche pagato il dovuto in busta paga». Di Gregorio denuncia anche «lutilizzo elettorale che si fa di questo servizio» e ricorda «lultimo taglio di nastro, al cospetto dei vertici regionali, della nuova centrale operativa di Roma. Come volevasi dimostrare è stato solo uno spot elettorale, a più di un mese la "nuova centrale" non solo non è operativa ma le scrivanie acquistate non consentono lalloggiamento dei computer come previsto dalla norma, mentre sono inesistenti la mappa digitale unica dove sono localizzate le ambulanze e il sistema satellitare che ne segue gli spostamenti annunciati dal commissario Montino, così come, del resto, non esiste alcun isolamento acustico per la Sala Radio. Ma a pensarci bene questo non è un problema visto che le nuove ambulanze sono tutte sprovviste di radio a bordo e si comunica solo attraverso telefoni cellulari, ovviamente quando cè campo». 29 gennaio 2010 - Il Quaderno Benevento: RdB/CUB al fianco dei lavoratori dei Consorzi Rifiuti Benevento - Sulla vicenda riguardante i lavoratori dei Consorzi di Bacino Bn1, 2 e 3 si registra lintervento di Giovanni Venditti (RdB/CUB di Benevento). "La questione - afferma in una nota - occupazionale e stipendiale degli oltre 130 lavoratori è al centro di un dibattito Istituzionale, a cui appare difficile trovare soluzioni praticabili. Il passaggio storico dalla fase straordinaria a quella ordinaria nella gestione del sistema dei rifiuti, le cui funzioni, in virtù del D.L. 195/2009, sono passate in capo ai Presidenti delle Province, deve trovare una sinergia ed intervento Istituzionale per dare continuità e concretezza lavorativa per questi lavoratori che in forza di un contratto pubblico, ex legge 608 del 96 e 2000 assunti ex OPCM 2948 e successive ordinanze commissariali, hanno per oltre 15 anni assolto alle proprie prerogative lavorative. E inammissibile, pertanto, che oggi, nonostante questi lavoratori continuino ad espletare le proprie attività, non si trova una Entità Giuridica e Amministrativa Contabile, entità meglio conosciuta come datore di lavoro a cui dover fare riferimento. E inammissibile, inoltre, che a fare le spese della crisi determinatasi per le tante e difficili interpretazioni delle norme emanate, siano sempre ed esclusivamente i lavoratori. Per questi motivi siamo al fianco di questi lavoratori che già domani mattina protesteranno sotto la Prefettura". 29 gennaio 2010 - Il Bologna Le reazioni Bologna - C'è "sconcerto" tra i lavoratori del Cup 2000, la società finita nel mirino della Procura per il Cinzia-gate. Ma a "metterci la faccia", ora, sono i dipendenti, che chiedono "chiarezza e rispetto", come sottolineano le Rappresentanze sindacali di base. La vicenda "mostra che il Cup è stato utilizzato come una sorta dufficio di collocamento -si legge nel comunicato- attuando favoritismi e atteggiamenti poco rispettosi della maggior parte dei lavoratori che, normalmente, sono costretti ad un lungo periodo di precariato". 29 gennaio 2010 - La Gazzetta di Reggio CUB TRASPORTI Reggio E. - Il 13 gennaio scorso Autolinee dellEmilia è stata condannata a risarcire un lavoratore cui aveva contestata illegittimamente lirreperibilità alla visita di controllo per infortunio sul lavoro. Una vittoria per i sindacati Rdb Trasporti-Cub. Il giudice ha così deciso perché lazienda ha mancato al dovere di informare i dipendenti sui cambiamenti delle norme sulla reperibilità, «norme - dicono i sindacati - tra laltro pesantemente discriminatorie nei confronti dei lavoratori dei trasporti, unici in tutta Italia a dover sottostare alle fasce di reperibilità anche in caso di infortunio sul lavoro. Il dipendente in questione, allontanatosi dalla propria abitazione per una prestazione medica non sapeva nulla su queste novità visto che lazienda, così veloce nellapplicare sanzioni disciplinari, non si era nemmeno degnata di affiggere un avviso in bacheca». 29 gennaio 2010 - Il Centro «Nuova Asl, tante incognite» VASTO - Emodinamica, primariati vacanti e piccoli ospedali. Vecchi problemi che attendono soluzione e nuovi problemi come il blocco degli incentivi al personale. Pesano numerose incognite sulla Asl unica provinciale, nata dalla fusione delle due aziende sanitarie di Chieti e di Lanciano-Vasto. A chiedere lumi sui programmi che il nuovo management vuole portare avanti, sono le rappresentanze sindacali di base (Rdb) che lanciano un appello alle forze politiche locali e ai sindaci «affinché la zona sud dellAbruzzo non venga ulteriormente penalizzata e privata di ulteriori servizi fondamentali per i cittadini. A oggi la direzione generale non ha ancora convocato le organizzazioni sindacali per informarle se il piano elaborato dalla precedente gestione è ancora valido», attacca Emilio Meo delle Rdb, «cioè se a Vasto aprirà, come era previsto, lEmodinamica che servirà a salvare qualche vita umana, se saranno ricoperti i posti vacanti di primario e che fine faranno gli ospedali più piccoli. Un territorio come quello della vecchia Asl Lanciano-Vasto ha bisogno di risposte, impegno e risorse umane ed economiche. I primi segnali non sono incoraggianti». 29 gennaio 2010 - Il Messaggero Civitavecchia - Interporto, firmata
la procedura per la cassa integrazione... Civitavecchia - Interporto, firmata la procedura per la
cassa integrazione. Rispetto alla bozza che le organizzazioni sindacali e lazienda
hanno siglato davanti allassessore regionale Alessandra Tibaldi, ci sono una serie
di novità a favore dei lavoratori. Infatti, dopo unattenta verifica, i sindacati
hanno evidenziato che non tutte le 36 unità erano compatibili con la procedura e alla
fine saranno 31 i dipendenti interessati dalla Cigs. Le organizzazioni di categoria sono
riuscite anche a far accettare allazienda la rotazione del personale, specie per
quanto riguarda le attività allinterno del magazzino. «Inoltre abbiamo chiesto e
ottenuto - si legge in un comunicato di Rdb Cub e Cgil - che i rientri dei lavoratori
dalla Cigs, qualora se ne verificassero i presupposti, avvengano 48 ore prima
dellinizio attività e con un rientro minimo di due settimane. Siamo convinti che
con questo accordo si riuscirà a garantire nel breve tempo la ripresa
economico-produttiva». 29 gennaio 2010 - La Stampa PALAZZO ROSSO.SINDACATI La Rsu del Comune, con le segreterie provinciali Cgil,
Cisl, Uil, Rdb e Sulpm, ha dichiarato lo stato di agitazione di tutto personale. Il
sindacato esprime «rammarico per latteggiamento dellamministrazione che
rifiuta il dialogo sui tanti problemi del personale, provocando un inesorabile
smaltellamento della macchina comunale, con forti disagi nellerogazione dei servizi
ai cittadini». 29 gennaio 2010 - Il Giornale di Vicenza ACCORDO. Chi cambia azienda avrà lo
stesso contratto e un incentivo Vicenza - Con laccordo relativo al trattamento
economico dei dipendenti si è definitivamente chiusa la lunga guerra dell'acqua che
vedeva i sei comuni di Camisano, Grumolo delle Abbadesse, Grisignano di Zocco. Montegalda,
Montegaldella e Torri di Quartesolo, pur inserite nellambito dellAto
Bacchiglione, avere la bizzarra situazione di fognatura e depurazione gestite da Aim
Acqua, ma con servizio idrico gestito da Etra. 29 gennaio 2010 - Gazzetta del Sud Ufficio delle Entrate, i dipendenti si mobilitano Catanzaro - Sono tante le cose che non vanno nell'ufficio cittadino delle Entrate. Questo sostengono Cgil, Cisl, Uil e Rdb-Cub in un comunicato congiunto in cui esprimono soprattutto una forte carenza di personale. La protesta dei sindacati unitari e della Rsu, la rappresentanza sindacale unitaria aziendale, è scoppiata dopo l'assemblea della scorsa settimana, che ha chiesto «il potenziamento dell'organico dell'ufficio e la salvaguardia di tutti i dipendenti degli sportelli». ed ha evidenziato «la necessità che venga eliminata con carattere di immediatezza la criticità non oltre sopportabile riguardante diversi servizi». Per quanto concerne l'ufficio territoriale, nella nota si evidenzia «la carenza di personale addetto agli sportelli di front-office, l'inesistenza di un addetto alla prima informazione ed all'assistenza al contribuente». I sindacati proseguono: «Il servizio postale risulta carente, con conseguenti disagi e profondi ritardi nella spedizione degli atti, specie per quelli da notificare. Il personale addetto al servizio sgravi, controllo avvisi irregolarità, prenotazioni e servizio al pubblico, rateazioni e abilitazioni telematiche, risulta insufficiente, con forti disagi e lunghe attese per l'utenza che spesso protesta anche vivacemente. Per gli atti giudiziari il servizio risulta carente, attesa anche in questo caso la presenza di una sola unità». Secondo i rappresentanti dei dipendenti dell'Agenzia delle entrate «sarebbe opportuno intensificare la formazione del personale in modo da renderlo interscambiabile». E sottolineano anche «l'insostenibilità dei carichi di lavoro per il personale dell'ex team legale, già in evidenti difficoltà prima dell'istituzione della direzione provinciale pur con la presenza di una unità in più, poi passata alla direzione regionale Calabria. Il personale suddetto riusciva con notevole impegno e sacrificio, anche familiare, ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi, dovendo istruire solo i ricorsi presentati all'ufficio lametino, mentre ad oggi il carico di lavoro è aggravato dal fatto che spesso, per la carenza di personale dell'area legale della direzione provinciale, deve provvedere all'istruttoria delle vertenze relative a tutto il territorio provinciale, il che comporta anche problemi logistici ed organizzativi». Segnalazioni anche sull'area controllo: «L'assemblea ha ritenuto irrinunciabile il mantenimento e potenziamento degli attuali team in considerazione del vasto bacino d'utenza, nell'ambito del quale l'economia sommersa gestita prevalentemente dalla criminalità organizzata, necessita di una sempre più attenta presenza e vigilanza di qualificate figure professionali dell'Agenzia, non potendosi comunque ipotizzare che l'incremento della lotta all'evasione fiscale possa verificarsi depotenziando il controllo diretto ed efficace del bacino di riferimento». Da qui l'auspicio dell'assemblea del personale «che l'intera vertenza, anche e principalmente con il prefetto di Catanzaro, possa spostarsi su binari di corretti e democratici oltre che sereni confronti fra parte sociale e parte pubblica». Nessun bagno di folla all'arrivo del premier Reggio C. - Nessun bagno di folla per Silvio Berlusconi e i
suoi ministri. I reggini, forse intirizziti dal freddo, hanno preferito guardare con
distacco l'evento istituzionale che ha segnato la storia della città. D'altronde le
rigide misure di sicurezza hanno scoraggiato chi avrebbe voluto curiosare davanti alla
prefettura per vedere sfilare i ministri e Berlusconi. Dietro le transenne pochi
estimatori del Popolo della libertà in attesa di una stretta di mano, mentre sul Corso
Vittorio Emanuele precari e portuali agitavano striscioni e slogan. La divisione in due
ali (simpatizzanti davanti all'ingresso principale e contestatori sull'altra sponda) è
stata colta dai rappresentanti sindacali dei precari del pubblico impiego (Rdb): «Una
disparità di trattamento che non abbiamo condiviso». Agenzia delle entrate Il sindaco
critica il piano di riduzione degli sportelli CHIARAVALLE CENTRALE - Arriva in periferia e tocca l'entroterra il Piano di ridimensionamento degli uffici dell'Agenzia delle Entrate. L'allarme è praticamente scattato, attraverso una nota delle organizzazioni sindacali di categoria, che hanno espresso forti critiche al provvedimento di restringere il "braccio operativo" degli sportelli e dei funzionari che al momento svolgono il servizio. Sull'argomento il sindaco di Chiaravalle Centrale Nino Bruno ha inteso rappresentare ai vertici della struttura regionale e allo stesso ministro dell'Economia, l'importanza del servizio che lo Sportello dell'Agenzia delle Entrate ha dato e continua a dare a tutta la popolazione delle Preserre Catanzaresi. «In questo contesto e nella prospettiva del potenziamento dello sportello, - rincara la dose il sindaco - l'amministrazione comunale di Chiaravalle Centrale ha ritenuto di dover dare in comodato d'uso gratuito i locali di via Francesco Spasari all'Agenzia, per il prezioso servizio offerto negli anni ad un territorio dell'entroterra privo di infrastrutture di collegamento adeguate con il capoluogo di Regione». Il rifiuto è secco a quella politica di contenimento dei costi e di spopolamento dei servizi dalle aree più svantaggiate. «Oggi conclude il sindaco Bruno - assistiamo ad una centralizzazione del servizio a beneficio degli uffici di Catanzaro con la penalizzazione di quelli situati in realtà periferiche ma tuttavia importanti come quelle del Chiaravallese. La nostra solidarietà va quindi ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali che, correttamente, hanno posto il problema della valorizzazione delle Sezioni staccate proprio in virtù di un servizio diretto ed immediato che queste possono e debbono offrire ai cittadini». Nello specifico gli amministratori della sede municipale di via Castello chiedono, per lo sportello di Chiaravalle Centrale, che sia nominato stabilmente il Responsabile, mancante ormai da tempo, e sia evitato il pendolarismo del personale verso Catanzaro con grave pregiudizio del servizio. Una nota è stata trasmessa agli organismi di Catanzaro, dove si invita il Direttore Provinciale Demetrio Amaddeo, nel quadro del rilancio di tutte le sezioni decentrate, a valutare il potenziamento dello sportello del grosso centro delle Preserre, sede tra l'altro di una sezione Staccata del Tribunale che ha competenze a livello comprensoriale e che serve una popolazione residente in oltre 20 Comuni del circondario, evitando una centralizzazione foriera di disservizi che non possono che far aumentare il distacco fra i cittadini e le Istituzioni. Il rappresentante istituzionale ha inteso mettere mano ad una articolata missiva che presto arriverà sul tavolo del Governo. Si punta molto al mantenimento dell'ufficio e per questa ragione, l'interesse si è spostato pure su Attilio Befera direttore nazionale dell'Agenzia, Antonino Di Geronimo per l'area regionale e Demetrio Amaddeo per quella provinciale. Quindi le segreterie delle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Cud, chiamate in cause per dare la spinta propulsiva ad una azione di coraggio per mantenere in vita i servizi nelle periferie. 28 gennaio 2010 - Asca LAZIO/SANITA': SINDACATI, ODIOSI E INGIUSTI TICKET PRONTO SOCCORSO(ASCA) - Roma, 28 gen - ''La scelta di Guzzanti di introdurre il ticket in Pronto Soccorso, se confermata, oltre che odiosa e' particolarmente ingiusta e penalizzante'', commenta Licia Pera della RdB Sanita' Lazio. ''Infatti i cittadini del Lazio sono gia' costretti a pagare IRPEF e IRAP oltre i livelli massimi, grazie ad un piano di rientro che non ha migliorato le prestazioni sanitarie ne', tantomeno, ridotto le liste d'attesa. Ha invece soppresso ben 3 ospedali solo a Roma, tagliando complessivamente circa 5.000 posti letto e, come evidenziato dalla Corte dei Conti nella sua relazione, continua a produrre costantemente altro debito''. Precisa la rappresentante RdB: ''Una mera operazione di cassa che, oltre a non intervenire strutturalmente sulle cause che provocano l'affollamento dei Pronto Soccorsi, finira' per colpire le fasce piu' deboli della popolazione, che non sapranno piu' a quale santo votarsi mentre chi puo' permetterselo by-passera' le lunghe liste d'attesa ambulatoriali. Assurdo e contradditorio poi che a tale provvedimento si affianchi la conferma del blocco del turn over del personale, ridotto gia' all'osso da un decennale blocco delle assunzioni e che solo negli ultimi 3 anni ha visto una diminuzione di circa 4.000 unita'. Chi si occupera' del triage e delle pratiche amministrative per il pagamento del ticket, se il personale non e' sufficiente nemmeno a garantire soccorso ai codici rossi e gialli?''. ''La RdB, infine, trova patetico e in malafede questo modo di considerare la salute e la sanita' come un bancomat per qualsiasi Governatore o Commissario, quando ormai le cause degli sprechi sono evidenti a tutti: appalti, esternalizzazioni, proliferazione di manager e consulenti, assenza di controlli sul privato accreditato, ovvero tutto cio' a cui chiunque si sia succeduto alla guida del Lazio si e' ben guardato di mettere mano'', conclude Licia Pera. 28 gennaio 2010 - City Assistenza disabili "stipendi da fame" Firenze - Alcuni di loro avevano il corpo coperto da lenzuola bianche: "Siamo lavoratori fantasma", era lo slogan. Così, ieri, oltre 150 educatori dei servizi di assistenza scolastica agli alunni disabili hanno sfilato per le vie del centro. Loccasione era data dallo sciopero indetto dalla categoria per protestare contro le condizioni del contratto di lavoro. Il corteo è partito da largo Alinari, ha attraversato piazza del Duomo e si è concluso davanti a Palazzo Vecchio. Distribuiti ai passanti volantini (a firma Educatori delle rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub). "Abbiamo contratti invisibili - ha detto Stefano Cecchi delle Rdb-Cub - e non abbiamo garanzie nel salario. Lo stipendio di 600 euro al mese ci fa vivere sotto la soglia di povertà. In questo settore i lavoratori impiegati sono 250. Quella di oggi è la prima iniziativa di lotta". 28 gennaio 2010 - EPolis Roma Asili nido. Appello dei sindacati di baseEducatrici in agitazione: «Il sindaco ci dia ascolto» Roma - Dopo lavvio di trattative «giunte ad un punto morto», si riaccende la protesta delle lavoratrici dei nidi del Comune di Roma organizzate dalla RdB. «Le trattative, condotte dallassessore al Personale Cavallari e dallassessore alla Scuola Marsilio e si trascinano in modo infruttuoso e inconcludente - dice Caterina Fida, della RdB Comune di Roma -Per sbloccare la situazione le lavoratrici hanno richiesto un intervento diretto del sindaco». «RdB si è fatta interprete di questa esigenza - prosegue Fida - e ha chiesto un incontro con Alemanno per far presente che è possibile coniugare lobiettivo di evitare sprechi con un quello di un miglioramento del servizio. Anche perché lelargizione di denaro pubblico verso le strutture private non è affatto tollerato dalle lavoratrici del settore». 28 gennaio 2010 - Il Manifesto PISA/FIRENZE "Il rettore Pasquali non ha rispettato gli accordi: non ha stabilizzato trenta precari, e a rischio ce ne sono altri sessanta da stabilizzare entro quest'anno". La denuncia arriva dai Cobas pisani, che ricordano un accordo preso tempo addietro alla Direzione provinciale del lavoro: "Secondo questo accordo - segnala il sindacato di base - entro il 31 dicembre scorso l'Università avrebbe dovuto stabilizzare trenta precari tra tecnici, amministrativi e bibliotecari. Invece non è stato fatto niente, e così si disattende non solo una conciliazione della Direzione provinciale del lavoro ma perfi no atti formali dell'ateneo. In realtà il rettore vuole 'immobilizzare' l'ateneo, nell'attesa che scada il suo mandato. Una scelta incomprensibile, se consideriamo che ci sono i fondi per nuove assunzioni". Proteste precarie anche a Firenze, dove con la solidarietà dei Verdi e lo slogan "siamo lavoratori fantasma" oltre 150 educatori dei servizi di assistenza scolastica agli alunni disabili hanno sfi lato per le vie del centro, con alcuni di loro che avevano il corpo coperto da lenzuola bianche per mascherarsi da fantasmi. "I totale sono circa 250 e hanno contratti 'invisibili' - spiegano dal sindacato di base Rdb Cub - senza garanzie. Lo stipendio di 600 euro al mese fa vivere sotto la soglia di povertà, ma l'amministrazione comunale non si è presentata al tavolo di trattativa". Appena due giorni fa sotto Palazzo Vecchio c'era stata un'altra protesta precaria, questa volta degli insegnanti degli asili nido, in aperto contrasto con l'amministrazione comunale a causa della "riorganizzazione" del servizio, con numerosi genitori che hanno solidarizzato con il centinaio di manifestanti in sciopero. 28 gennaio 2010 - Il Mattino di Padova Strangolato dalla crisi, per ora resiste allo sfratto STANGA - Sfratto rinviato all8 aprile in via Manara 39 per una famiglia di origine marocchina strangolata dalla crisi. Il presidio della rete antisfratto di Adl, Asc e Razzismo stop riesce nellobiettivo di ottenere una proroga di due mesi e mezzo dallufficiale giudiziario. Ma le associazioni puntano più in alto, chiedendo aiuto al prefetto Ennio Mario Sodano: «Nei prossimi mesi ci saranno decine di mobilitazioni come questa - fa sapere Nicola Grigion - Chiediamo al prefetto una moratoria». Da quando la fabbrica non ha abbastanza lavoro, Ashfar ha dovuto scegliere se pagare laffitto o far mangiare la sua famiglia: «Ho aspettato sette mesi per vedere il primo pagamento della cassa integrazione - racconta - prendo 750 euro al mese e siamo in tre. Per mantenere la mia famiglia non posso pagare un affitto così oneroso». Solidale con la giovane coppia il comitato residenti di via Manara.(s.var.) 28 gennaio 2010 - TRC giornale Icpl, partita la cassa integrazione.
"Urge incontro con Ciani" Civitavecchia - L'attivazione della cassa integrazione in deroga per i lavoratori della società Interporto non significa certamente la conclusione della vertenza. L'accordo, che resterà attivo fino al termine del 2010, infatti, ha il solo scopo di tamponare una situazione emergenziale, "nell'attendere fiduciosamente la ripresa del mercato e la ripresa economico-produttiva, con il conseguente riassorbimento dei lavoratori" come hanno scritto oggi in una nota i sindacati Rdb-Cub e Filt Cgil. La cassa integrazione, infatti, è ufficialmente partita ieri, e quindi oggi non poteva mancare l'importante riflessione delle organizzazioni dei lavoratori, anche per annunciare le iniziative in programma nell'immediato. In cima alla lista c'è "la richiesta di un incontro urgente al presidente dell'Autorità Portuale, Fabio Ciani, per verificare se la società Rct, concessionaria della banchina containers, è ancora interessata a questo traffico a Civitavecchia". I sindacati, infatti, ricordano che quella di Icpl è in realtà una doppia vertenza, e che ci sono ancora cinquantadue lavoratori ovvero ex corsisti rimasti fuori da tutto. Il nodo del traffico containers, quindi, è cruciale, specie in prospettiva, laddove però i sindacati sottolineano che proprio "la Rct con il suo comportamento non sta aiutando la ripresa complessiva di Icpl". Sul fronte della cassa integrazione, le organizzazioni sindacali hanno voluto rivendicare la bontà delle loro posizioni nella trattativa. "Da una rotazione del personale data come impossibile scrivono infatti nella nota siamo riusciti a ottenere la rotazione in alcuni reparti, dimostrando che si tratta di una procedura vantaggiosa". Sempre l'analisi dei sindacati ha consentito di far scendere le unità interessate dalla cassa integrazione da 36 a 31. Rdb e Filt, però, mettono in evidenza anche l'assenza del sindaco nella vertenza, sottolineando che dopo le iniziative di protesta attivate in novembre "il primo cittadino non l'abbiamo più visto". 28 gennaio 2010 - La Città di Salerno Sede dei Giudici di Pace: pochi
spazi, celebrare i processi diventa un atto creativo SALERNO - Forse il fatto di condividere lo stabile con lIstituto dArte, li rende anche loro artisti. Di quelli anche un po folli, costretti ogni giorno a dipingere e scolpire qualcosa che si avvicini quanto più possibile allidea di giustizia. Folli, perché certo occorre un minimo di pazzia per imbarcarsi in questi mpresa. Basta recarsi una mattina qualsiasi nella vecchia palazzina di via Prudente che ospita i locali del Giudice di Pace di Salerno e costatare con i propri occhi quanto accadde. Probabilmente molti vi avranno giá messo piede, visto che competenze del Gdp si allargano a macchia dolio e riguardano casi di vita quotidiana, dalla diatriba col vicino alla contestazione di una multa. E mentre la decenza vorrebbe una proporzione di 2,5 amministrativi al fianco di ogni magistrato, qui la proporzione diventa di 0,5 ogni giudice. Pio Antonio De Felice, cancelliere e sindacalista della Rdb, ama particolarmente una metafora che indubbiamente rende lidea: «E come se a un macchinista chiedessero di condurre contemporaneamente due treni. E materialmente impossibile». Ma le carenze dorganico sono sparite grazie alle magie del ministero. Basta stabilire meno persone in pianta organica e voilá non manca più il personale. Incontriamo De Felice nel suo ufficio. La giornata è grigia e rende necessario laccensione dei malfunzionanti neon. «Purtroppo non possono essere riparati, perché ormai questo modello è fuori produzione. Figurarsi se si pensa di sostituirli con nuovi». Certo è che forse tutto limpianto elettrico non è propriamente a norma, con fili che penzolano un po ovunque. E di solito le migliaia di persone che ogni giorno affollano questi uffici, che prima del 95 ospitavano una facoltá dellUniversitá, si fanno spazio tra armadi stracolmi di fascicoli (alla mercé di chiunque) e piccole aule dove svolgere le udienze. Nessuna uscita di sicurezza, ma neanche la scensore. Così «quando arriva un portatore di handicap spostiamo lu fficio al pian terreno, oppure dobbiamo prenderlo in braccio e portarlo qui. E mortificante per tutti. Speravamo nei nuovi uffici della cittadella giudiziaria, ma a quanto pare non ci sará spazio per noi». Al materiale di cancelleria, penne e fogli, ci pensano i cancellieri. «Nessuno, indipendentemente dal colore politico - dice il sindacalista. vuole che in realtá la giustizia funzioni». Letá media del personale supera i 50 anni. Nessun concorso da almeno 15 anni, praticamente non cè ricambio. «Il ministero prevede un altro taglio di 5mila unitá in Italia - dice De Felice. Non so come e quanto questo sistema potrá ancora reggere. Siamo al collasso». 28 gennaio 2010 - L'Unità online Reggio Calabria, in piazza solo
manifestanti pro Berlusconi Reggio C. - "Presidente siamo con te!" Le immagini che vedrete alle ore 13 sul Tg 1 di Minzolini mostreranno 300 giovani tirati a lustro con striscioni che inneggiano a Berlusconi e striscioni dei Circoli della Libertà, venuti a omaggiare il loro presidente del Consiglio. Siamo in piazza Italia, cuore amministrativo di Reggio Calabria, dove da pochi minuti è arrivato il presidente del Consiglio a presenziare la prima riunione dei Ministri mai tenuta in Calabria. I segretari dei circoli di Catanzaro, Reggio Cosenza, Vibo, Crotone e di altre 15 cittadine calabresi sono stati molto calorosi e si sono mostrati sorridenti alle telecamere nazionali. Ma a un centinaio di metri cè unaltra Calabria. Quella dei 400 operai del porto di Gioja Tauro che dal 2 febbraio entreranno in Cassa integrazione, senza garanzie di prolungare la misura di sostegno, oltre sei mesi; ci sono centinaia di precari della scuola, e 300 studenti del corso universitario di Servizio Sociale di Locri che hanno visto il loro ateneo decentrato, chiudere per taglio di fondi dalla ministra M.S. Gelmini. Una Calabria alla quale alle 9.30 è stato negato accesso in Piazza; di fronte il palazzo della Prefettura dove il Governo si riunisce, ci possono stare solo gli ex forzitalioti (e sparute rappresentanze di ex An, come i membri di Giovane Italia, come si chiamano adesso gli ex Azione Giovani). "Abbiamo chiesto autorizzazione regolare in prefettura tre giorni fa, e ci è stato detto che potevamo manifestare per esprimere le nostre richieste", spiega Peppe Marra del centro sociale Cartella, Rete Migranti. "La nostra autorizzazione indica espressamente che possiamo stare in piazza di fronte la prefettura, ma da 3 ore ci tengono a distanza dal Palazzo", spiega Alessio Magro dellassociazione Da Sud. Il rappresentante locale di Rifondazione Danilo Barreca chiede di parlare con il funzionario incaricato della Digos, Crea: "Perché i giovani di Berlusconi possono spiegare i loro striscioni amorevoli in piazza e i lavoratori che non hanno un futuro devono essere tenuti a distanza?". "Ah, ma quei signori sono stati invitati personalmente dal Presidente Berlusconi!" è la risposta di un altro responsabile Digos. Un moto di protesta sorge come un ruggito dalla folla di centinaia di disoccupati e precari transennati contro le aiuole del Lungomare da un cordone umano di oltre duecento questurini. "Qui si cerca come al solito di criminalizzare il dissenso, invece di ascoltare la voce di chi perde il lavoro", sbotta il politico locale. "La piazza è di tutti, non potete tenerci lontani", grida Aurelio Monte "precario da 14 anni al comune di Melito Porto Salvo" e incazzato delle Rdb, Rappresentanze di Base: "Vogliamo lavoro, anche noi dipendenti precari abbiamo i nostri caporali, che sono i funzionari amministrativi". Ma come son andate le cose? Un commissario Digos (niente nomi per favore) sostiene che "ci sono disposizioni ben precise su gravi motivi di ordine pubblico" per tenere lontani dalla piazza gran parte dei manifestanti. "Hanno paura che qualcuno tiri al presidente del Consiglio una statuetta con un finto Bronzo di Riace", scherza un agente che fa da guardaspalle al funzionario. "Lordine del giorno parla appunto di gravi motivi di sicurezza del Presidente", chiarisce il funzionario Digos. "Si ma perché alcuni si e altri no?" "Infatti è una situazione anomala, ora cerchiamo di mediare con i signori dei sindacati (Cgil, Cisl hanno le loro bandiere bagnate dalla pioggia sul lungomare) per trovare una soluzione". "Noi siamo qui dalle 8 e mezza del mattino,un viaggio di due ore perché la Salerno Reggio è quel che è, e ci siamo svegliati alle 5 per dare il nostro appoggio al nostro presidente, siamo venuti da Catanzaro" spiega Rosario Lucisano del circolo del capoluogo regionale. "Siamo stati regolarmente autorizzati, ha organizzato tutto da Roma il nostro presidente Vallucci da giorni. In questo momento di tensione e dopo quel che è successo a Milano, è forse più prudente che alcuni elementi stiano lontano dal presidente",dice il coordinatore regionale Emilio Verrengia, che presidia alle 11.30 una cinquantina di superstiti. "Ha piovuto, alcuni di noi hanno trovato riparo nei bar, ma rimaniamo noi a dare la vicinanza a Berlusconi e per fare capire allItalia che noi siamo con i magistrati che combattono la Mafia, perché non tutti i magistrati svolgono una azione che interferisce con il potere esecutivo, ma parecchi sono apprezzati dal Governo". Sulla Gazzetta del Sud, giornale il cui editore è anche consigliere della società Ponte sullo Stretto Spa, stamane cera una lettera di Berlusconi ai calabresi: "Prometto di sconfiggere la 'ndrangheta con questo Governo". "Certo che ce la farà il presidente, ribattono i responsabili regionale e provinciale dei Circoli non avete visto che questo Governo ha il record di sequestri di beni e di arresti di latitanti?" "Ragazzi, per adesso dovete sgomberare, ci vediamo alle 15 30" una voce alle spalle interrompe il colloquio tra fan di Berlusconi e cronisti. "Adesso da qui dovete andarvene, andate a mangiar un boccone e ci rivediamo dopo", un alto dirigente Digos nazionale con pesante accento romano e grisaglia ministeriale invita tutti a rientrare dopo la fine della riunione di Governo. La soluzione è stata trovata: molti colleghi delle tv calabresi ronzavano intorno gli slogan dei Circoli della Libertà e da bravi cronisti ponevano tutti la stessa domanda: "Ma perché voi si e i cassintegrati No?". Meglio fare pari e patta, tutti a debita distanza, e lontani dagli occhi dei giornalisti. 28 gennaio 2010 - La Provincia di Cremona Sdl, domani presidio davanti al Kennedy Chiesto laccesso al tavolo di trattativa Il Sindacato dei Lavoratori si mobiliterà, domani, davanti alla sede della Fondazione Benefattori Cremaschi in via Kennedy, per organizzare un presidio di protesta nei confronti dellente. Lappuntamento inizierà alle 9 e 30 e proseguirà sino alle 15. Numerose le motivazioni alla base di questa iniziativa. Come sindacato con il maggior numero di dipendenti iscritti, tra coloro che lavorano presso la fondazione, Sdl chiede di essere ammesso ai tavoli di trattativa tra ente e personale. Inoltre vuole labolizione del rientro del sabato, una gestione delle ferie e dei permessi rispettosa delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori, una progressione economica orizzontale per tutti i dipendenti. 27 gennaio 2010 - Ansa SCUOLA: FIRENZE, SCIOPERO EDUCATORI, CORTEO VESTITI DA FANTASMI(ANSA) - FIRENZE, 27 GEN - 'Siamo lavoratori fantasmà: con questo slogan oltre 150 educatori dei servizi di assistenza scolastica agli alunni disabili(in sciopero oggi per protestare contro le condizioni del loro contratto di lavoro) che hanno sfilato per le vie del centro: alcuni di loro avevano il corpo coperto da lenzuola bianche per mascherarsi da fantasmi. Il corteo è partito da largo Alinari, ha attraversato piazza del Duomo e si è concluso davanti Palazzo Vecchio. I manifestanti hanno distribuito ai passanti volantini (a firma Educatori delle rappresentanze sindacali di base-Rdb-Cub) in cui si sottolinea che «gli educatori dei servizi di assistenza scolastica e domiciliare, dipendenti delle cooperative Agorà e Di Vittorio, in appalto dal Comune di Firenze» nei mesi estivi non vengono pagati perchè «il Comune sospende il servizio», oppure «il Comune non paga quando un alunno disabile è assente per più di un giorno». «Abbiamo contratti invisibili - ha detto Stefano Cecchi delle rappresentanze sindacali di base - e non abbiamo garanzie nel salario. Lo stipendio di 600 euro al mese ci fa vivere sotto la soglia di povertà. Abbiamo fatto un primo tentativo di contatto con il Comune, che però non si è presentato al tavolo. In questo settore i lavoratori impiegati sono 250. Quella di oggi è la prima iniziativa di lotta». SCUOLA: RDB, PRONTI A RIAPRIRE MOBILITAZIONE SU ASILI NIDO (ANSA) - ROMA, 27 GEN - «Dopo l'avvio di trattative giunte ad un punto morto, si riaccende la protesta delle lavoratrici dei nidi del Comune di Roma organizzate dalla RdB». Lo ha annunciato, in una nota, Caterina Fida, della RdB del Comune di Roma. «Le trattative, condotte dall'assessore al Personale Cavallari e dall'assessore alla Scuola Marsilio, risentono di contrasti interni al PdL e - ha aggiunto la sindacalista - si trascinano in modo infruttuoso e inconcludente. Per sbloccare questa situazione le lavoratrici hanno richiesto un intervento diretto del sindaco, in modo da trovare una soluzione appropriata alle esigenze educative e culturali che la delicatezza di questi servizi richiede». «RdB si è fatta interprete di questa esigenza - ha concluso Fida - e ha chiesto un incontro con Alemanno per far presente che è possibile coniugare l'obiettivo di evitare sprechi con un quello di un miglioramento del servizio. Anche perchè l'elargizione di denaro pubblico verso le strutture private non è affatto tollerato dalle lavoratrici del settore». 27 gennaio 2010 - Omniroma RI.REI, RDB: «LUNEDÌ 1 FEBBRAIO SCIOPERO LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 27 gen - RdB, si legge in una nota del sindacato, «proclama per lunedì 1 febbraio lo sciopero dell'intera giornata dei lavoratori Ri.Rei, con presidio davanti alla Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi, dalle ore 9.30. Lo sciopero è indetto contro le procedure di licenziamento, per l'immediato pagamento degli ultimi tre stipendi, per la salvaguardia dei centri di assistenza ai disabili. Il braccio di ferro tra il Consorzio Ri.Rei, che gestisce da tre anni il servizio con un affidamento temporaneo e senza gara, e la Regione Lazio sta portando la situazione a conseguenze drammatiche: per i lavoratori l'ennesimo mancato pagamento degli stipendi e le procedure per la messa in mobilità di oltre 200 dipendenti, per gli assistiti e le loro famiglie l'incertezza del futuro e della continuità del diritto all'assistenza». Dichiara Maria Teresa Pascucci, della Federazione Regionale RdB: «Il Consorzio sta facendo di tutto per ottenere autorizzazioni e accreditamenti per i quali, malgrado le sue dichiarazioni a mezzo stampa, ha ampiamente dimostrato di non possedere i requisiti; la Regione sta evitando di assumersi definitivamente la responsabilità di una soluzione che restituisca certezza al futuro dei lavoratori e degli assistiti, tirandoli fuori dal pantano delle irregolarità». «In queste condizioni - continua la sindacalista RdB - la proposta di cassa integrazione in deroga per oltre il 50% dei lavoratori, oltre a rappresentare un pericolo per la sicurezza della gestione dei centri, è di fatto l'anticamera del licenziamento, un ulteriore regalo economico a carico della collettività al Consorzio Ri.Rei., che in questi anni non ha adempiuto ai doveri contrattuali di risanamento delle strutture e di riqualificazione del personale, nonché un modo per scaricare tutto nelle mani della prossima Giunta». Conclude Pascucci: «Dobbiamo impedire che il diritto alla salute e al lavoro diventino anche in questa circostanza slogan per spot elettorali. La Regione riprenda il confronto con i lavoratori e chi li rappresenta, per costruire una solida alternativa gestionale al disastro che è ormai sotto gli occhi di tutti. Per questo la RdB ha chiesto un incontro urgente con il Vice Presidente Montino e il Commissario Straordinario Guzzanti, in concomitanza con lo sciopero del 1° febbraio». ASILI NIDO, RDB-CUB:PRONTI A MOBILITAZIONE SE ALEMANNO IGNORA RICHIESTE (OMNIROMA) Roma, 27 gen - «Dopo l'avvio di trattative giunte ad un punto morto, si riaccende la protesta delle lavoratrici dei nidi del Comune di Roma organizzate dalla RdB. Le trattative, condotte dall'assessore al personale Cavallari e dall'assessore alla Scuola Marsilio, risentono di contrasti interni al PdL e si trascinano in modo infruttuoso e inconcludente. Per sbloccare questa situazione le lavoratrici, nel corso di un'assemblea molto partecipata che si è svolta la settimana scorsa, hanno richiesto un intervento diretto del Sindaco, in modo da trovare una soluzione appropriata alle esigenze educative e culturali che la delicatezza di questi servizi richiede». Lo dichiara, in una nota, Caterina Fida, della RdB Comune di Roma. «RdB si è fatta interprete di questa esigenza - prosegue Fida - e ha chiesto un incontro con Alemanno per far presente che è possibile coniugare l'obiettivo di evitare sprechi con un quello di un miglioramento del servizio. Anche perché l'elargizione di denaro pubblico verso le strutture private non è affatto tollerato dalle lavoratrici del settore. Solo quando il sindaco dimostrerà di saper cogliere l'opportunità di questo vero e proprio investimento per il futuro dei nidi pubblici interromperemo le mobilitazioni e toglieremo lo stato di agitazione». 27 gennaio 2010 - Adnkronos ROMA: RDB, SINDACO INVESTA NEL FUTURO DEI NIDI PUBBLICI Roma, 27 gen. - (Adnkronos) - Dopo l'avvio di trattative giunte ad un punto morto, si riaccende la protesta delle lavoratrici dei nidi del Comune di Roma organizzate dalla Rdb. «Le trattative, condotte dall'assessore al Personale Cavallari e dall'assessore alla Scuola Marsilio, risentono di contrasti interni al Pdl e si trascinano in modo infruttuoso e inconcludente - dichiara Caterina Fida, della Rdb Comune di Roma - Per sbloccare questa situazione le lavoratrici, nel corso di un'assemblea molto partecipata che si è svolta la settimana scorsa, hanno richiesto un intervento diretto del Sindaco, in modo da trovare una soluzione appropriata alle esigenze educative e culturali che la delicatezza di questi servizi richiede». «Rdb si è fatta interprete di questa esigenza - prosegue Fida - e ha chiesto un incontro con Alemanno per far presente che è possibile coniugare l'obiettivo di evitare sprechi con un quello di un miglioramento del servizio. Anche perchè l'elargizione di denaro pubblico verso le strutture private non è affatto tollerata dalle lavoratrici del settore. Solo quando il Sindaco dimostrerà di saper cogliere l'opportunità di questo vero e proprio investimento per il futuro dei nidi pubblici interromperemo le mobilitazioni e toglieremo lo stato di agitazione». 27 gennaio 2010 - Nove Sciopero educatori delle Coop che lavorano col Comune di Firenze Firenze - Si è tenuta questa mattina in occasione dello sciopero dei lavoratori educatori delle Cooperative che lavorano per gli appalti del Comune, una manifestazione dei lavoratori e delle lavoratrici da Largo Alinari sede della Lega delle Cooperative a Palazzo Vecchio. Oggetto della manifestazione è stata la richiesta del rispetto del salario, dei diritti e della dignità degli educatori delle Cooperative. "Gli educatori si legge in un comunicato della Federazione RdB Firenze - che sono lavoratori con contratto a tempo indeterminato, di fatto subiscono gravi tagli salariali quando lalunno disabile è assente, oppure quando la didattica è sospesa. Non percepiscono altresì retribuzione nei mesi estivi quando il Comune sospende il servizio, ciò nonostante non possono accedere agli ammortizzatori sociali, come se destate i mutui, le bollette o la spesa al supermercato non si pagassero. Molti vivono con retribuzioni che a mala pena raggiungono ì 600-700 euro. Il Comune di Firenze in questo ha una grande responsabilità in quanto committente degli appalti, e dovrebbe spiegare come mai a fronte di 20-25 euro pagati per ora di servizio, agli educatori vanno solo le briciole 6-7 euro lora. Laltra grande responsabilità è di Cgil, Cisl, Uil che firmano per questi lavoratori i peggiori contratti al ribasso totale". "E giunta lora che servizi così importanti alla persona vengano reinternalizzati dalle amministrazioni pubbliche, e che nella via transitoria ai lavoratori venga applicato almeno il contratto di lavoro di riferimento dellente appaltante, garantendo in questo modo maggior diritti ai lavoratori ed un salario decente" termina la nota. Allarrivo in Palazzo Vecchio il corteo ha incontrato per caso il sindaco Renzi, con il quale si aperto per alcuni minuti in piazza un sereno e vivace confronto. "Il sindaco fanno sapere i manifestanti - ha dichiarato di non essere a conoscenza del problema, ma che si sarebbe informato, invitando i lavoratori a formalizzargli le richieste via e- mail". 27 gennaio 2010 - Corriere Fiorentino Foto del Giorno Firenze - «Siamo lavoratori fantasma»: con questo slogan oltre 150 educatori dei servizi di assistenza scolastica agli alunni disabili(in sciopero per protestare contro le condizioni del loro contratto di lavoro) hanno sfilato per le vie del centro: alcuni di loro avevano il corpo coperto da lenzuola bianche per mascherarsi da fantasmi. Il corteo è partito da largo Alinari, ha attraversato piazza del Duomo e si è concluso davanti Palazzo Vecchio dove hanno incontrato il sindaco Matteo Renzi. 27 gennaio 2010 - Civonline Ri.Rei: ancora uno sciopero dei
lavoratori S. MARINELLA - Ri.Rei, la RdB ha proclamato per lunedì prossimo uno sciopero dellintera giornata dei lavoratori, con presidio davanti alla Regione Lazio. «Manifestiamo - dichiara il sindacato - contro le procedure di licenziamento, per limmediato pagamento degli ultimi tre stipendi, per la salvaguardia dei centri di assistenza ai disabili. Il braccio di ferro tra il Consorzio Ri.Rei e la Regione Lazio sta portando la situazione a conseguenze drammatiche: per i lavoratori lennesimo mancato pagamento degli stipendi e le procedure per la messa in mobilità di oltre 200 dipendenti, per gli assistiti e le loro famiglie lincertezza del futuro e della continuità del diritto allassistenza». Nel frattempo la Ri.Rei ha scritto una lunga lettera aperta alla giunta regionale. «Nel 2006 - scrivono i rappresentanti di Unisan e Legacoop - siamo stati chiamati in causa dalla Regione per dare una risposta immediata alla grave crisi provocata dalla messa in liquidazione dellAssociazione Anni Verdi, che gestiva diverse strutture per la cura e la riabilitazione dei disabili sul territorio laziale. Dopo quasi 4 anni di duro lavoro e di ingenti investimenti finanziari da parte delle cooperative, però, la Regione Lazio non ha ancora voluto normalizzare questa vicenda, ritardando sempre più i pagamenti e non concedendo a Ri.Rei. lautorizzazione e laccreditamento delle strutture. Oggi siamo ancora una volta testimoni impotenti di accordi non mantenuti, di parole che non diventano fatti, della preoccupazione delle famiglie dei nostri lavoratori e degli assistiti a cui non sappiamo dare certezze sul futuro dei servizi. Lassenza di risposte da parte della Regione ha generato uno stato di grave disagio dei lavoratori». Icpl, 31 gli esuberi: parte domani la cassa integrazione CIVITAVECCHIA - Si è chiuso, dopo diversi mesi, laccordo per quanto riguarda il futuro dei lavoratori di Interporto. Da oggi è attivata, infatti, la cassa integrazione in deroga per 31 unità, secondo i calcoli effettuati ieri mattina dai vertici della società e dai rappresentanti di Filt Cgil, Rdb Cub e Cub Trasporti. In realtà, come hanno precisato poi gli stessi sindacalisti, 10 unità saranno interessate dalla rotazione, almeno per ora. «Lobiettivo, infatti - hanno aggiunto Enrico Seri della Filt Cgil e Giancarlo Ricci della Rdb Cub - è quello di far rientrare in questo processo anche altri gruppi operativi allinterno della società». Sindacalisti che hanno poi esortato le istituzioni, specie quelle locali, a non spegnere i riflettori su Icpl, «società - hanno sottolineato - comunque in crisi». E hanno sollecitato anche le aziende locali, e chi ora gestisce la banchina 25, a puntare sullinterporto. 27 gennaio 2010 - TRC giornale Le RdB indice uno sciopero per Lunedì dei lavoratori dell'istituto ex Anni Verdi Civitavecchia - Le Rappresentanze Sindacali di Base hanno indetto uno sciopero per i lavoratori della Ri.Rei per l'intera giornata del 1 Febbraio. Inoltre verrà fatto un presidio davanti alla Regione Lazio. Lo sciopero è indetto contro le procedure di licenziamento, per limmediato pagamento degli ultimi tre stipendi, per la salvaguardia dei centri di assistenza ai disabili. Secondo le RdB "il braccio di ferro tra il Consorzio Ri.Rei, che gestisce da tre anni il servizio con un affidamento temporaneo e senza gara, e la Regione Lazio sta portando la situazione a conseguenze drammatiche: per i lavoratori lennesimo mancato pagamento degli stipendi e le procedure per la messa in mobilità di oltre 200 dipendenti, per gli assistiti e le loro famiglie lincertezza del futuro e della continuità del diritto allassistenza". 27 gennaio 2010 - Il Manifesto Vittime DI TARANTO TARANTO - L'ultima volta che a Taranto si è parlato
pubblicamente di morti sul lavoro è stato il 12 giugno scorso. In piazza Garibaldi, per
iniziativa dell'associazione che da quella data prende il nome, in memoria di Paolo Franco
e Pasquale D'Ettorre, operai caduti all'Ilva lo stesso giorno dello stesso mese del 2003.
Avevano poco più di vent'anni quando sono stati sepolti dal braccio di una gru nei parchi
minerali. Per loro quella piazza, simbolo della reazione civile alla routine di morti e
infortuni in fabbrica, applaude: tre minuti di mani che si sfregano, piccole e grandi. Poi
le parole di Fabrizia Ramondino, intellettuale scomparsa un anno fa. Nel '69, dopo aver
seguito i comitati dei lavoratori in lotta all'Italsider di Bagnoli, scriveva: «Non so
dire se in quei mesi gli operai abbiano imparato qualcosa da noi o se in qualche modo
siamo stati loro d'aiuto. So invece che loro ci hanno insegnato molto: a vivere con
maggiore consapevolezza, responsabilità, dirittura morale. A vedere dietro ogni manufatto
dell'uomo, dal frigorifero al ninnolo di casa, dalla macchinetta del caffè all'ombrellone
da spiaggia, il lavoro che li ha prodotti (...)». L'ultima «morte bianca» è arrivata
invece l'altro ieri, questa volta all'Arsenale di Taranto, «devastato da una
ristrutturazione selvaggia e dalla privatizzazione delle lavorazioni in atto da oltre
dieci anni», come denuncia Giuliano Greggi delle Rdb. La prima della Difesa spa. 27 gennaio 2010 - La Repubblica Il caso Napoli - Versano contributi all´Inps senza aver mai
firmato un contratto di lavoro. È quello che sta accadendo a migliaia di immigrati a
Napoli. Gli oltre 24 mila tra colf e badanti che hanno presentato a settembre la domanda
di regolarizzazione stanno ricevendo in questi giorni i bollettini per il pagamento dei
contributi all´ente previdenziale. La maggior parte dei migranti sta procedendo al
pagamento delle quote - tra 630 e i 690 euro - per coprire i contributi da luglio a
dicembre pur non avendo ancora firmato un contratto di lavoro. «La contribuzione
spetterebbe ai datori di lavoro che invece spesso stanno chiedendo agli immigrati di
sborsare di tasca propria le somme - spiega Svitlana Hrynorchuk, responsabile dello
sportello immigrati Rdb - poiché non c´è alcuna garanzia che la domanda di
regolarizzazione vada a buon fine, potrebbe trattarsi di un pagamento inutile». 27 gennaio 2010 - Il Gazzettino Senza rifinanziamenti la "cassa" è a rischio VICENZA - Migliaia di lavoratori vicentini rischiano di restare senza cassa integrazione per la mancanza di fondi. La denuncia giunge dal segretario dellRdb-Cub Germano Raniero, che evidenzia come esistano le norme, nazionali e regionali, ma mancano i soldi per concretizzare la cassa integrazione in deroga, indispensabile in questo momento di crisi. «Quarantamila lavoratori in cassa integrazione, 28mila i lavoratori disoccupati», spiega il segretario Germano Raniero. Vicenza. Migliaia di lavoratori vicentini rischiano di restare senza cassa integrazione... Vicenza - Migliaia di lavoratori vicentini rischiano di
restare senza cassa integrazione per la mancanza di fondi. La denuncia giunge dal
segretario dellRdb-Cub Germano Raniero, che evidenzia come esistano le norme,
nazionali e regionali, ma mancano i soldi per concretizzare la cassa integrazione in
deroga, indispensabile in questo momento di crisi. «Quarantamila lavoratori in cassa
integrazione, 28mila lavoratori, che diventeranno 35mila nel corso dellanno,
disoccupati», spiega il segretario Germano Raniero, «che non troveranno lavoro anche in
caso di ripresa economica: piccoli artigiani alla prese con il credito, grosse aziende che
approfittano della crisi per ristrutturare ed espellere lavoratori, giovani in cerca di un
lavoro che non c'è, se non per pochissimi (uno su quattro secondo le previsioni)». La
situazione è pesante, anche nel Vicentino, area tra le meno colpite dalla crisi. «I
soldi previsti per la cassa integrazione in deroga», prosegue Germano Raniero, «non sono
stati stanziati dal Governo e di conseguenza dalla Regione Veneto e se verranno stanziati,
non prima della fine di marzo, molti serviranno a pagare gli arretrati del 2009. Ma non è
finita. L'Ebav, Ente bilaterale dellartigianato veneto, che eroga otto euro al
giorno per i primi tre mesi ha finito i soldi. Tale situazione riguarda 30mila lavoratori,
il 20% dei quali stranieri». 27 gennaio 2010 - Il Messaggero Civitavecchia. Inchiesta Etm, in tre rischiano il rinvio a giudizio... Civitavecchia - Inchiesta Etm, in tre rischiano il rinvio a
giudizio. La procura della Repubblica ha infatti chiuso le indagini sulla municipalizzata,
nate dalla denuncia presentata da Flavio Zeppa, della Rdb Cub, e da Gabriella Rossi, di
Ambiente&Lavoro. Piuttosto pesanti le ipotesi di reato: corruzione ed abuso
dufficio per Salvatore Renda, ex direttore della muncipalizzata, e lavvocato
Rudy Antonini, presidente del comitato tecnico di Etm; solo abuso dufficio per Paolo
Iarlori, direttore di esercizio. Civitavecchia. Lex direttore
di Etruria Trasporto e Mobilità... Civitavecchia - Lex direttore di Etruria
Trasporto e Mobilità Salvatore Renda, quello di esercizio della stessa municipalizzata
Paolo Iarlori, e lavvocato Rudy Antonini, presidente del comitato tecnico di Etm,
adesso rischiano il rinvio a giudizio. 27 gennaio 2010 - Il Giorno Apertura a rischio per Brera e
Cenacolo MILANO - NUOVA PROTESTA contro la decisione del governo di commissariare la Pinacoteca di Brera con una disposizione di Protezione civile: oggi si terrà un'assemblea dei lavoratori dei 12 istituti dei Beni culturali di Milano, che resteranno chiusi dalle 12,30 alle 14,30. E questo include, oltre a Brera, il Cenacolo, la biblioteca Braidense e l'archivio di Stato. Dopo l'assemblea, poi, ci sara' un presidio di protesta contro l'ingresso del palazzo di Brera. «LE ORGANIZZAZIONI sindacali spiega un comunicato firmato da Cgil, Cisl, Uil Rdb Confsal Beni culturali sono fortemente contrarie alla scelta di un commissario per Brera, giustificata con la necessità di snellire e coordinare procedure di spesa per i lavori di ristrutturazione; infatti gli oltre 50 milioni di euro necessari al completamento del restauro, ad oggi non ci sono». Secondo i sindacati, infatti, manca un progetto complessivo per la Grande Brera, così come manca un progetto per il trasferimento dell'Accademia di Brera alla ex caserma di via Mascheroni. E «l'urgenza del ministero, e naturalmente del Governo, è davvero tutta politica e non certo la necessità di effettuare operazioni di protezione civile' o di messa in sicurezza. L'obiettivo - concludono - e' poter assegnare e consegnare a terzi tutte le risorse finanziarie disponibili, entro la fine di questa legislatura, disapplicando ogni norma prevista dal Codice dei Beni Culturali e dalla normativa in materia di appalti pubblici». 27 gennaio 2010 - Avvenire Arese, nuovo presidio allex Alfa Operai convocati dal prefetto ARESE - I lavoratori della società Innova Service di Arese sono tornati a picchettare lingresso dellex stabilimento Alfa Romeo. Una sessantina, coinvolti a sorpresa nei giorni scorsi con una cassintegrazione che interessa 54 su 69 unità, hanno bloccato entrata ed uscita dei mezzi. Motivo dellennesima contestazione: il licenziamento di un delegato sindacale dello Slai Cobas, Renato Parimbelli, e i pesanti dubbi sul loro futuro. La Innova Service gestisce le portinerie nellarea dellex stabilimento automobilistico. La protesta si è conclusa quando da Milano è giunta la notizia che il prefetto Gian Valerio Lombardi li riceverà domani mattina. «Aspettavamo da giorni questo incontro diretto per aprire un tavolo e discutere sulla situazione occupazionale dellarea ha spiegato il coordinatore dello Slai Cobas, Corrado Delle Donne . Al Prefetto chiederemo il rientro dei delegati sindacali licenziati dallInnova Service e il commissariamento di unazienda che, come più volte abbiamo ribadito, calpesta i diritti dei lavoratori».(F.Cla.) 26 gennaio 2010 - Adnkronos UNIVERSITÀ: RDB, VALORIZZARE RUOLO E DIGNITÀ PERSONALE ATA E CELPRESENTATI EMENDAMENTI A DDL GELMINI Roma, 26 gen. (Adnkronos) - Questa mattina una delegazione della RdB Pubblico Impiego è stata ricevuta dalla settima Commissione del Senato. Lo annuncia, in una nota, la stessa Rdb precisando che l'audizione «ha avuto come oggetto il disegno di riforma dell'Università, il cosiddetto Ddl Gelmini, al quale la RdB ha confermato le proprie critiche, ritenendo che tale disegno peggiori nel breve e lungo periodo la condizione e la prospettiva del sistema universitario italiano». La Rappresentanza sindacale di Base del Pubblico impiego, prosegue la nota, «ha inoltre presentato una serie di emendamenti finalizzati a rivendicare il valore, il ruolo e la dignità del personale tecnico amministrativo e Cel (Collaboratori esperti linguistici), personale che annovera professionalità notevoli nella gestione degli atenei, nel supporto alla didattica e alla ricerca». Tra gli emendamenti proposti, RdB evidenzia quelli «recanti il diritto dei lavoratori tecnico amministrativi alla partecipazione al voto per l'elezione del Rettore e per la presenza dei lavoratori negli organi accademici elettivi come CdA e Senato Accademico; la rimozione dei limiti alle assunzioni del personale tecnico-amministrativo, con il varo di un piano straordinario di riequilibrio che permetta alle autonomie universitarie di adeguare gli organici alle necessità del servizio». Il Senatore Valditara, relatore del Ddl, ha prestato attenzione agli emendamenti proposti dalla RdB, ed ha ritenuto di riconvocare le organizzazioni sindacali il prossimo 2 febbraio, alle 12.00, per un ulteriore approfondimento. «Il vero dramma - sottolinea Pietro Di Gennaro, della direzione nazionale RdB P.I. - è costituito dalle limitatissime opportunità offerte in Italia ai giovani di talento, che grazie al nostro sistema formativo, una volta raggiunti livelli altissimi di professionalità e maturità accademica, sono costretti ad emigrare facendo la fortuna di altri paesi». «Questo dato - aggiunge - di fatto giustifica e rende praticabile ogni nostra rivendicazione sindacale di riforma strutturale, una riforma vera che sappia stabilizzare, allargare e gratificare l'ossatura che tiene in piedi l'Università italiana attraverso il lavoro del personale tecnico amministrativo, bibliotecario e degli insegnati madrelingua sottoinquadrati come Cel», conclude il dirigente RdB. 26 gennaio 2010 - Ansa GIUSTIZIA:SINDACATI,SUBITO RIFORMA PERSONALE,IL 5/2 SCIOPERO (ANSA) - ROMA, 26 GEN - Per riformare la giustizia occorrono «più risorse finanziarie, nuove assunzioni e una riqualificazione costante del personale giudiziario». Lo affermano le organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Uilpa, Flp e Rdb, che oggi a Roma, alla Corte d'appello, si sono riunite in assemblea in vista dello sciopero dei lavoratori giudiziari indetto per il 5 febbraio. In queste condizioni, ha affermato Pina Todisco (Rdb) «la legge sul processo breve non può funzionare. Per far funzionare la giustizia occorrono almeno 10 mila nuove assunzioni». Non ci sono possibilità, per Todisco, neppure per il processo telematico dal momento che «oltre metà dei lavoratori della giustizia non hanno un indirizzo di posta elettronica». Secondo Antonino Nasone (Uilpa) e Piero Piazza (Flp) «non ci può quindi essere una riforma della giustizia senza prima coinvolgere i dipendenti della giustizia. In un paese dove non funziona la giustizia, ci sono rischi anche per la democrazia». I sindacati - ha aggiunto Antonio Crispi (Fp-Cgil) - manifesteranno il 5 febbraio anche contro «l'ipotesi di accordo sul contratto integrativo, firmata dall'amministrazione della giustizia e da Cisl e Unsa-Sag, che sancisce un nuovo ordinamento professionale che viola il contratto nazionale e, separando le funzioni e demansionando il personale, porterà ad un ulteriore peggioramento del servizio e a una divisione del lavoro che va contro ogni principio di buona organizzazione». Ad ascoltare le istanze dei sindacati anche alcuni rappresentanti politici come Luigi Li Gotti (Idv) e Giovanni Russo Spena (Prc). «Il Pd - hanno spiegato i sindacalisti - ha invece annunciato la presentazione di un emendamento al ddl del processo breve per riorganizzare il personale degli uffici giudiziari, per almeno 3 mila nuove assunzioni e internalizzare il personale destinato alla stenotipia e all'assistenza informatica. Ma questo è solo un primo passo». UNIVERSITÀ:RDB, MODIFICHE PER VALORIZZARE PERSONALE TECNICO (ANSA) - ROMA, 26 GEN - I sindacati di base chiedono modifiche alla riforma dell'università per valorizzare il ruolo del personale tecnico e amministrativo. Una delegazione della Rdb pubblico impiego stamani è stata ricevuta dalla 7ma Commissione del Senato e ha presentato a questo proposito un pacchetto di emendamenti. Tra l'altro si sottolinea il diritto dei lavoratori tecnico amministrativi alla partecipazione al voto per l'elezione del Rettore e alla presenza negli organi accademici elettivi come CdA e Senato Accademico. Si chiede, inoltre, la rimozione dei limiti alle assunzioni del personale tecnico-amministrativo, con il varo di un piano straordinario di riequilibrio che permetta alle autonomie universitarie di adeguare gli organici alle necessità del servizio. Il Senatore Valditara, relatore del ddl ha riconvocato le organizzazioni sindacali il prossimo 2 febbraio per un ulteriore approfondimento. «Il vero dramma - sottolinea Pietro Di Gennaro, della direzione nazionale RdB P.I. - è costituito dalle limitatissime opportunità offerte in Italia ai giovani di talento, che grazie al nostro sistema formativo, una volta raggiunti livelli altissimi di professionalità e maturità accademica, sono costretti a emigrare facendo la fortuna di altri paesi. Questo dato di fatto giustifica e rende praticabile ogni nostra rivendicazione sindacale di riforma strutturale, una riforma vera che sappia stabilizzare, allargare e gratificare l'ossatura che tiene in piedi l'Università italiana attraverso il lavoro del personale tecnico amministrativo, bibliotecario e degli insegnanti madrelingua sotto-inquadrati come Cel». MUSEI: A MILANO PROTESTA CONTRO COMMISSARIAMENTO BRERA (ANSA) - MILANO, 26 GEN - Nuova protesta contro la decisione del governo di commissariare la Pinacoteca di Brera con una disposizione di Protezione civile: domani si terrà un'assemblea dei lavoratori dei 12 istituti dei Beni culturali di Milano, che resteranno chiusi dalle 12,30 alle 14,30. E questo include, oltre a Brera, il Cenacolo, la biblioteca Braidense e l'archivio di Stato. Dopo l'assemblea, poi, ci sarà un presidio di protesta contro l'ingresso del palazzo di Brera. «Le organizzazioni sindacali - spiega un comunicato firmato da Cgil, Cisl, Uil Rdb Confsal Beni culturali - sono fortemente contrarie alla scelta di un commissario per Brera, giustificata con la necessità di snellire e coordinare procedure di spesa per i lavori di ristrutturazione; infatti gli oltre 50 milioni di euro necessari al completamento del restauro, ad oggi non ci sono». Secondo i sindacati, infatti, manca un progetto complessivo per la Grande Brera, così come manca un progetto per il trasferimento dell'Accademia di Brera alla ex caserma di via Mascheroni. E «l'urgenza del ministero, e naturalmente del governo, è davvero tutta politica e non certo la necessità di effettuare operazioni di 'protezione civilè o di messa in sicurezza. L'obiettivo - concludono - è poter assegnare e consegnare a terzi tutte le risorse finanziarie disponibili, entro la fine di questa legislatura, disapplicando ogni norma prevista dal Codice dei Beni Culturali e dalla normativa in materia di appalti pubblici». 26 gennaio 2010 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 3
- Anno VII In questo numero: * Una sentenza dei giudici amministrativi dà l'ok alle coltivazioni transgeniche* Se i togati invadono il campo degli Ogm * I precari Ispra hanno lasciato il tetto * Ricercatori Cnr e Inaf attaccano De Mattei * Malattie e fasce orarie, scattano le nuove regole * Infn, accordo sindacale proroga contratti a termine * Esonero dal servizio e durata del volontariato * Aumentano in Italia le macchine blu: sono 626.760 26 gennaio 2010 - Il Manifesto L'AQUILA Comitati anti «Console»
da tutta Italia L'AQUILA - Nelle stesse ore in cui ad Haiti Guido
Bertolaso si scontrava apertamente con le altre organizzazioni internazionali presenti per
affermare il proprio modello di gestione dell'emergenza messo a punto col terremoto in
Abruzzo - accentramento dei poteri decisionali, trasferimento in massa della popolazione
di Port-au-Prince in tendopoli montate in periferia, divieto di accampamento autogestito:
sono solo le prime proposte italiane - dall'Aquila partiva la protesta nazionale contro la
trasformazione in Spa della Protezione civile nostrana operata a fine anno per volere
dello stesso sottosegretario. L'Aquila è stata il miglior palcoscenico per la coppia
Berlusconi-Bertolaso ma con l'assemblea che si è tenuta sabato - la più importante e
partecipata che ci sia mai stata dal 6 aprile scorso, organizzata dal centro sociale
occupato "3,32" con la partecipazione di comitati giunti anche da altre parti
d'Italia -, il capoluogo abruzzese si candida a diventare il boomerang che si abbatte
contro chi l'ha usato, contro chi ne ha fatto la propria «fiera delle vanità». Gli antirazzisti incalzano il sindacato Anche a Roma, una partecipazione sorprendente. Domenica
scorsa alla prima riunione nazionale antirazzista - promossa da decine e decine di realtà
che avevano costruito la manifestazione dello scorso 17 ottobre - hanno preso la parola
cinquanta persone per sottolineare l'importanza di impegnarsi per lo sciopero del Primo
Marzo, in concomitanza con la giornata sans nous organizzata dai migranti in Francia. Il
primo ad intervenire è stato un lavoratore nero cacciato da Rosarno, poi a seguire decine
di militanti di altrettante associazioni sparse su tutto il territorio hanno dato la loro
adesione «ufficiale» e si sono impegnati a costruire ovunque comitati locali. In sala
sono stati visti anche alcuni rappresentanti della Cgil come «osservatori speciali»,
nonostante il sindacato si sia già pronunciato contro l'ipotesi di uno sciopero dei
migranti. E proprio per incalzare il sindacato, alcuni comitati presenti in Lombardia e
Veneto la prossima settimana chiederanno alla Cgil di discutere pubblicamente la sua
posizione, la stessa che nei giorni scorsi ha messo in imbarazzo alcuni militanti presi in
contropiede dalla pressante richiesta dei lavoratori immigrati che, invece, sarebbero
favorevoli ad incrociare le braccia. Per ora sembra che solo la Rete 28 Aprile della Cgil
si sia già sbilanciata in favore dello sciopero del primo marzo. 26 gennaio 2010 - Liberazione Dimissioni ma solo dopo il voto al
bilancio. Bologna - C'è il nodo del bilancio da votare e che andrà
in discussione già nei prossimi giorni e lo spettro di lunghi mesi di commissariamento.
Ma se Palazzo Chigi volesse, basterebbe un decreto ad hoc e sotto le Due Torri si
tornerebbe a votare in autunno. La svolta del cosiddetto Cinzia-gate (dove Cinzia sta per
Cinzia Cracchi, ex segretaria personale ed ex compagna del quasi ex sindaco) arriva due
giorni dopo le cinque ore di interrogatorio al termine delle quali Delbono aveva
seccamente respinto ogni ipotesi di dimissioni. A sentire lui si sarebbe trattato di
irregolarità per 490 euro, il costo di una diaria che non doveva percepire per una
missione mai svolta nel 2007, frutto di un disguido amministrativo. Doveva essere per
lavoro a Cancun ma era a Santo Domingo con Cracchi. Chi pagò le spese della fidanzata? Ma
la procura indaga non solo per truffa aggravata, peculato e abuso d'ufficio in seguito
alle rivelazioni di Cracchi che seguì in veste di segretaria le trasferte di Delbono tra
il 2001 e il 2004 e poi, in veste privata, fino al 2008 quando termina la relazione. Nel
mirino ci sarebbero non solo le ormai arcinote missioni all'estero, in Centroamerica e
nell'Est Europa, ma anche una serie di dodici week end italiani su cui ci sarebbe pronto
un nuovo fascicolo per peculato e abuso d'ufficio. I "soliti" reati contestati a
Delbono da quando la sua ex, risentita per il trasferimento dalla Regione al centralino
del Cup dopo la rottura, aveva aperto i rubinetti delle rivelazioni con l'antagonista di
Delbono alla corsa a sindaco, Cazzola del Pdl. E poi c'è la faccenda del bancomat da cui
Cracchi ha prelevato mille euro al mese. Delbono sostiene siano denari restituiti da un
socio in un mancato affare immobiliare a Malta e titolare della carta. Costui, però, è
anche in affari informatici col Cup, l'ente in cui lavora Cinzia. Quei soldi, secondo la
Procura, avrebbero finanziato il silenzio di Cinzia. 26 gennaio 2010 - Il Giorno PLATEALI Le prime «vittime» delle
esternalizzazioni nell'Azienda ospedaliera guidata da Carla Dotti furono le centraliniste
che si resero protagoniste di varie manifestazioni LEGNANO - L'ASSEMBLEA dei lavoratori dell'ospedale Civile il primo febbraio. La convocazione dal prefetto, Gian Valerio Lombardi, il 4 febbraio. Sono queste le prossime tappe certe della nuova battaglia cavalcata da Rdb - Rappresentanze di base - e Sdl - Sindacato dei lavoratori - dell'azienda ospedaliera. Oggetto: il destino dei lavoratori dipendenti attualmente impiegati in servizi che verranno affidati ad aziende esterne con il passaggio al nuovo nosocomio di San Paolo. Qualche giorno fa i sindacati hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale del comparto dell'azienda ospedaliera di Legnano. «Siamo di fronte alla mancanza totale di certezze sul futuro di una parte di lavoratori, nell'ipotesi di accordo raggiunto il 19 gennaio fra direzione e Cgil, Cisl e Uil - afferma Riccardo Germani, Rdb -. Nel documento sottoscritto si parla solamente di 10-15 operatori addetti alla cucina che andranno a lavorare nella concessionaria con contratto pubblico, ma non si parla del futuro e della destinazione dei rimanenti 50 lavoratori esternalizzati. Inoltre, nello stesso accordo, non viene data nessuna risposta sul destino del personale amministrativo. Invece, si apre la porta ad eventuali nuove esternalizzazioni. Quali? Non è dato saperlo». SECONDO GERMANI, anche il fronte della formazione mostra qualche falla. «Per il personale dei servizi sanitari non è stato ancora previsto un piano sufficiente di aggiornamento e addestramento sulle nuove modalità e procedure lavorative: l'unica certezza è il trasferimento durante la seconda metà di agosto. Ci chiediamo se le ferie verranno garantite o bloccate». «Rappresentanze di base ed Sdl, sentiti i lavoratori che hanno più volte sollevato il problema all'azienda senza avere ancora una volta nessuna risposta - prosegue Germani - ritengono il documento del 19 gennaio assolutamente insoddisfacente al problema specifico. Chiedono che vengano date risposte certe nei modi, nei luoghi e nel tempo più breve possibile. Ritenendo che il superamento di tali criticità sia interesse comune dei lavoratori, della azienda ospedaliera e degli utenti, e che lo scopo condiviso sia quello di dare un sempre migliore servizio ai cittadini, chiediamo all'azienda di accogliere le nostre richieste come gesto di reciproca responsabilità». E se non venissero accolte? «Proclameremo lo sciopero. E lanceremo un'iniziativa più forte dello strip delle centraliniste». 26 gennaio 2010 - Il Giornale di Vicenza Infermieri in agitazione per due chirurgie Vicenza - Nursind, Rdb Cub e Fsi, i sindacati autonomi del
comparto presenti al S.Bortolo, dichiarano lo stato di agitazione del personale che lavora
nelle sale operatorie del dipartimento cardio-vascolare dell'ospedale. 26 gennaio 2010 - Il Firenze Il presidio. Amanti delle due ruote
e dipendenti degli asili nido insieme di fronte a Palazzo Vecchio Firenze - Ciclisti e dipendenti degli asili nido comunale. Categorie che in comune non hanno nulla, se non la voglia di pretestare. Si sono incontrati ieri pomeriggio, in occasione del Consiglio Comunale, davanti a Palazzo Vecchio. A presidiare lingresso delledificio comunale alcuni attivisti dellassociazione "Città ciclabile" che chiedono allamministrazione di «dare concreta attuazione agli annunciati provvedimenti per favorire luso della bici in città». Con loro circa 50 addetti degli asili nidi comunali, che denunciano come «Palazzo Vecchio abbia aumentato arbitrariamente la capienza degli asili senza incrementarne gli organici né potenziare i servizi». «L'amministrazione - ha detto Stefano Cecchi, della Rsu dei nidi comunali - lo ha deciso con un atto unilaterale adottato alcuni mesi fa senza consultare ne informare i rappresentanti sindacali, un fatto inaccettabile. Vogliamo dunque che Palazzo Vecchio riattivi subito un tavolo di confronto sui nidi». L'Assessore alla pubblica istruzione, Rosa Maria Di Giorgi, rispondendo alla domanda di attualità del consigliere Grassi (Spini per Firenze), ha spiegato che «non è unoperazione di bilancio. La riformulazione delle tariffe ha come obiettivo favorire le giovani coppie e le famiglie in difficoltà ». E annuncia: «Liste dattesa azzerate nel 2?11». I manifestanti di Città Ciclabile, dal canto loro, hanno spiegato come «il Comune, estremamente efficace e rapido nel sanzionare i ciclisti, fatto dimostrato dai sequestri dellultimo dellanno, non lo sia altrettanto nellattuare le promesse misure a sostegno e tutela della bicicletta come mezzo di trasporto in città». «Vogliamo - ha spiegato la presidente dellassociazione Carla Lucatti -che lamministrazione dia seguito alla mozione pro bici adottata dal consiglio tempo fa, e rimasta, a tutt'oggi, lettera morta». 26 gennaio 2010 - Il Gazzettino Dipendenti in agitazione Rovigo - Stato di agitazione tra i dipendenti
dellAgenzia delle entrate. Ieri lo sportello al pubblico è rimasto chiuso dalle 12
per unassemblea del personale che rivendica una maggiore flessibilità di orario. Da
quando, a fine novembre scorso, la sede di Rovigo è diventata direzione provinciale,
accentrando su di sé molte funzioni che prima venivano espletate anche dagli uffici
periferici di Adria e Badia, il modello organizzativo è cambiato e avrebbe peggiorato le
condizioni di lavoro dei dipendenti. Manifestazione Cobas per il no-sfratto day Padova - (M.B.) Una manifestazione, quella avvenuta ieri
mattina davanti allUfficio Casa comunale di via Tommaseo, che lAsc
Agenzia sociale per la casa Razzismo Stop e Adl Cobas hanno organizzato sia per
promuovere il No-sfratto day di domani, sia per criticare lattuale politica
abitativa del Comune. Ma dai manifestanti è arrivata anche la proposta, diretta al
Prefetto, di bloccare, almeno per un anno, gli sfratti a Padova e provincia. 26 gennaio 2010 - Il Resto del Carlino Agenzia delle Entrate, dipendenti in
agitazione Rovigo - DA VENERDÌ scorso i dipendenti dell'Agenzia delle Entrate di Rovigo (circa 160 persone, comprese anche quelle che lavorano nelle succursali di Badia ed Adria) sono in stato di agitazione. Il motivo affonda le radici nella riorganizzazione voluta il 23 novembre dello scorso anno e che ha previsto l'accentramento di alcuni servizi (come quello del controllo) nella sede di Rovigo. Come spiegano i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil (rappresentati rispettivamente da Eriberto Tartari, Antonio Barbiani e Claudia Previato), le Rdb (Giuseppe Taibi) e il Salfi, insieme ai lavoratori riuniti ieri mattina in assemblea, «il nodo principale è quello della mancanza di flessibilità negli orari di lavoro imposta dalla direzione». «In tutti gli uffici pubblici i dipendenti godono infatti della flessibilità spiegano i sindacati : se devono staccare mezz'ora prima, possono farlo, recuperando la mezz'ora i giorni successivi, per fare solo un esempio. Ora per i dipendenti dell'Agenzia delle entrate non è più possibile». Vana, fino ad ora, la trattativa con la direzione, che non ha accolto le proposte presentate, «volte a conciliare le esigenze dei lavoratori con quella di garantire una migliore funzionalità del servizio». E se la direzione non farà un passo indietro, pare di capire, i lavoratori sono pronti a continuare con assemblee, anche due volte alla settimana. Assemblee programmate negli orari di front-office e che di fatto creeranno qualche disagio anche agli utenti dell'ufficio, che lo troveranno chiuso (come è avvenuto ieri, a mezzogiorno). «Speravamo, anche di fronte alla disponibilità manifestata dai dipendenti nella fase della riorganizzazione continuano i sindacati in un modello in linea con i tempi e con le esigenze dell'utenza, invece sono stati ripresi modelli burocratici superati, in contrasto con lo spirito di efficacia ed efficenza, visto che si vogliono imporre gli stessi orari di lavoro in tutte le sedi del Veneto». I sindacati tengono comunque a ricordare che non sono messi in discussione gli orari di apertura al pubblico, che restano quelli attuali. 26 gennaio 2010 - Il Messaggero Civitavecchia. Icpl: firmato laccordo tra organizzazioni sindacali e vertici dellazienda... Civitavecchia - Icpl: firmato laccordo tra
organizzazioni sindacali e vertici dellazienda. Dopo le tante rotture tra dirigenza
e organizzazioni di categoria, finalmente si è riusciti a mettere la parola fine sulla
vertenza dei lavoratori dellInterporto. Perugia. Se la sanità può, almeno
in parte, sorridere, la giustizia finisce in bolletta... Perugia - .... 26 gennaio 2010 - Il Mattino di Padova Volantinaggio anti-sfratto Adl mobilitata STANGA - Volantinaggio e manifestazione (nella foto) ieri dalle 10 alle 12 davanti allUfficio Casa del Comune in via Tommaseo. A protestare la rete anti-sfratto di Adl, Asc e Razzismo Stop, che lancia per domani liniziativa di «no sfratto day». La mobilitazione si concretizzerà domani in via Manara, in zona Stanga, e a Cittadella, in via 2 giugno.(s.var.) 26 gennaio 2010 - L'Eco di Bergamo Gleno: niente licenziamenti, sì
alla «cassa» Salvi: un accordo dell'ultima ora ha permesso di
evitare la procedura di messa in mobilità per 14 dipendenti del Gleno. La questione degli
esuberi (15, inizialmente) nasce dalla fase di ristrutturazione della casa di riposo Gleno
diventata da Ipab a Fondazione Casa di Riposo Santa Maria ausiliatrice onlus: insieme alla
ristrutturazione aziendale, in base a un accordo di programma siglato 2 anni fa da
Fondazione e sindacati che evidenziava gli esuberi, con relativa messa in mobilità a
partire dall'1 gennaio 2010. Con quest'anno era stato subito aperto un tavolo di
trattative per evitare il licenziamento secco dei 14 dipendenti: ieri l'accordo
risolutivo. Accordo che, spiegano Fiorenza Mologni, Cgil e Giulio Pennacchia, Cisl, è
stato accolto, dopo una serie di «limature» chieste dalle organizzazioni sindacali alla
Fondazione rispetto alla bozza che era stata presentata nei giorni scorsi: «È stato
davvero un buon segnale per la tutela di 14 lavoratori. Siamo soddisfatti di questa
importante tappa, che dimostra l'importanza delle trattative sindacali. E, nel caso del
Gleno, siamo ulteriormente soddisfatti perché si dimostra così che il dialogo, a volte
anche animato e concitato, serve sempre per risultati soddisfacenti per tutti». Convinto
della bontà dell'accordo anche Fabrizio Lazzarini, direttore generale della Fondazione.
L'accordo prevede quindi la cassa in deroga di 12 mesi (la pratica, spiegano dalla Cisl,
verrà avviata da subito), a rotazione, che permetterà quindi ai lavoratori di restare
ancora un anno all'interno della Fondazione, con la possibilità anche, spiega Fiorenza
Mologni, Cgil, «di poter accedere a occasioni di riqualificazione professionale per
questi lavoratori, così da poter rendere più concreta una ipotesi di ricollocazione».
Ovviamente con l'accordo sottoscritto ieri e l'avvio della cassa in deroga si blocca
automaticamente la procedura della messa in mobilità dei 14 esuberi previsti nell'accordo
di programma. 26 gennaio 2010 - TRC giornale Caso Etm, Renda, Iiarlori e Antonini a rischio di rinvio a giudizio Civitavecchia - La procura della Repubblica di Civitavechia ha chiuso le indagini sul caso Etm. A rischiare il rinvio a giudizio sono in tre, l'ex direttore di Etm Salvatore Renda, il direttore di esercizio Paolo Iarlori e l'avvocato Rudy Antonini, presidente del comitato tecnico della municipalizzata. Tutti e tre risultavano infatti iscritti sul registro degli indagati, Renda per truffa ai danni dell'erario e gli altri due per abuso d'ufficio. Con la chiusura delle indagini del sostituto procuratore Margherita Pinto, titolare dell'inchiesta, adesso resta da vedere se le ipotesi di reato sono rimasti tali o se sono cambiati. Il caso era nato dopo la denuncia del sindacalista della rdb Cub Flavio Zeppa e dell'esponente di Ambiente e Lavoro Gabriella Rossi. Secondo quanto avrebbe accertato la magistratura inquirente, i tre avrebbero stipulato un contratto con la Santa Rita Logistica, per il trasporto di olio, senza aver sentito il socio unico, ovvero l'amminitrazione comunale, per un servizo che non aveva scopi pubblici. A questo punto resta da attendere le prossime iniziative della procura, che può avanzara la richiesta di rinvio a giudizio per i tre indagati, oppure archiviare il tutto. Intanto le difese hanno chiesto di poter avere accesso agli atti per iniziare ad organizzare l'eventuale strategia difensiva. 25 gennaio 2010 - Adnkronos BOLOGNA: RDB-CUB, DIMISSIONI DELBONO TROPPO IN RITARDO'SUBITO IN BILANCIO PROVVEDIMENTI A FAVORE LAVORATORI E CETI POPOLARI' Bologna, 25 gen. - (Adnkronos) - Le dimissioni di Flavio Delbono, sindaco di Bologna, «sono state date troppo in ritardo determinando così la possibilità di un lungo commissariamento del Comune e, per questo, fanno rischiare ulteriori e serie conseguenze per i lavoratori e i ceti popolari in generale». Lo rileva Massimo Betti delle Rdb/CUb, osservando che si tratta di «dimissioni dovute che arrivano a seguito delle inchieste che hanno messo in evidenza una parte di quella gestione privatistico-affaristica del bene pubblico presente nel nostro territorio». «Il sistema affaristico e privatistico della cosa pubblica che sta emergendo in queste settimane, che tira doppiamente in causa il governo del Comune e della Regione, non si cancella certo con le dimissioni di Delbono» aggiunge, osservando che si tratta di «dimissioni che tanto addolorano i poteri forti e speculativi di questa città che già si stanno stracciando le vesti, come ad esempio l'Ascom per voce del suo presidente Postacchini». «Tutto ciò avviene in un contesto dove il welfare cittadino, devoluto ai quartieri, è stato frantumato e dove si dovrebbe urgentemente intervenire: l'incoscienza degli amministratori coinvolti in questo sistema è doppiamente odiosa, a partire dalle responsabilità del Sindaco e dall'assessore alle Politiche Sociali Lazzaroni, perchè acuisce la fatica di tanti cittadini in difficoltà quotidiana a mantenere livelli minimi di dignità di vita per se e le proprie famiglie» aggiunge Betti che chiede «immediate modifiche al bilancio perchè a rimetterci per responsabilità di altri non siano i soliti noti: lavoratori, precari, disoccupati, pensionati». LAVORO: TIBALDI, CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA PER 35 DIPENDENTI ICPL CIVITAVECCHIA Roma, 25 gen. - (Adnkronos) - «La vicenda della Icpl si è finalmente sbloccata, e con l'accordo sottoscritto oggi è stata concessa la cassa integrazione in deroga, per il periodo che va dal prossimo 28 gennaio fino alla fine anno, per un numero massimo di 35 lavoratrici e lavoratori ritenuti in esubero dall'azienda». È quanto dichiara l'assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della regione Lazio, Alessandra Tibaldi, al termine dell'incontro odierno sull'azienda di Civitavecchia svoltosi nella sede della Regione Lazio con i rappresentanti aziendali e sindacali della Filt Cgil e delle Rdb Cub Trasporti. «In questo lasso di tempo - conclude Tibaldi - le parti si incontreranno periodicamente al fine di verificare la possibilità di applicare l'ammortizzatore sociale a rotazione tra tutto il personale interessato dal trattamento. Inoltre l'intesa prevede un intervento di politica attiva del lavoro a favore di ciascun lavoratore posto in cassa integrazione, erogabile attraverso i Centri per l'Impiego ed avente l'obiettivo di favorire un utile processo di reintegro nel mercato del lavoro». 25 gennaio 2010 - Omniroma ICPL,TIBALDI:CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA PER MASSIMO 35 LAVORATORI (OMNIROMA) Roma, 25 gen - «La vicenda della ICPL si è finalmente sbloccata, e con l'accordo sottoscritto oggi è stata concessa la cassa integrazione in deroga, per il periodo cha va dal prossimo 28 gennaio fino alla fine anno, per un numero massimo di 35 lavoratrici e lavoratori ritenuti in esubero dall'azienda». È quanto dichiara, in una nota, l'assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della regione Lazio Alessandra Tibaldi al termine dell'incontro odierno sull'azienda di Civitavecchia svoltosi nella sede della Regione Lazio con i rappresentanti aziendali e sindacali della Filt Cgil e delle RdB Cub Trasporti. «In questo lasso di tempo - conclude Tibaldi - le parti si incontreranno periodicamente al fine di verificare la possibilità di applicare l'ammortizzatore sociale a rotazione tra tutto il personale interessato dal trattamento. Inoltre l'intesa prevede un intervento di politica attiva del lavoro a favore di ciascun lavoratore posto in cassa integrazione, erogabile attraverso i Centri per l'Impiego ed avente l'obiettivo di favorire un utile processo di reintegro nel mercato del lavoro». 25 gennaio 2010 - Il Reporter Educatori scolastici in piazza,
"Stipendio da fame" Firenze - Educatori scolastici e accompagnatori sugli scuolabus sul piede di guerra. Mercoledì prossimo, 27 gennaio, oltre 400 bambini rimarranno a piedi o senza sostegno scolastico e pre/post scuola, a causa dello sciopero che riunisce i dipendenti delle due maggiori cooperative del settore, la Agorà e la Di Vittorio. Sono oltre 300 gli educatori scolastici che operano su Firenze tra assistenza scolastica, domiciliare, pre e post scolastica, compreso il servizio di accompagnamento a scuola con il pulmino. Servizi che il Comune appalta annualmente alle cooperative sociali (le solite due ormai da diversi anni) e che sono regolati da un contratto nazionale di riferimento. "Un contratto ridicolo affermano gli educatori delle Rappresentanze Sindacali di Base RdB CUB che prevede la sospensione dello stipendio per il periodo di chiusura delle scuole". Piccolo dettaglio che molti non sanno, infatti, è che gli educatori scolastici, da giugno a settembre, sono di fatto disoccupati, ma non di diritto. Il che significa che non percepiscono stipendio, ma non hanno diritto a nessun ammortizzatore sociale. Stessa cosa vale per i giorni in cui i bambini a cui fanno assistenza sono assenti. Questo perché il Comune sborsa esattamente per le ore di lavoro effettuato, anche se poi i dipendenti delle cooperative sociali sono assunti da queste con un contratto a tempo indeterminato, almeno nella maggior parte dei casi. Il che significa che dovrebbero essere le stesse cooperative a garantire ai lavoratori il pagamento anche per i giorni di assenza dei bambini. Ma così non è. "E il nostro stipendio, già da fame, si assottiglia ancor di più". Si creano così delle situazioni al limite del paradossale. "Siamo a gennaio e non ho ancora un orario definito racconta Paolo Vecchi, educatore nelle scuole superiori non è possibile alzarsi la mattina e non sapere se prenderai uno stipendio, se e dove andrai a lavorare. Com'è possibile concentrarsi sul lavoro in queste condizioni?" "Altro paradosso è che gli educatori rimangano senza stipendio nel periodo estivo, durante il quale in realtà il Comune appalta un altro tipo di servizio continua un altro educatore, Vladimiro Orlandi quello dei centri estivi". In questo caso però il servizio viene appaltato ad altri tipi di associazioni e retribuito tramite rimborsi spese, il che dovrebbe consentire un certo risparmio alle casse comunali. "I contratti nazionali sono rispettati replica l'assessore comunale all'istruzione Rosa Maria Di Giorgi e il Comune vigila sul rispetto dei diritti dei lavoratori". Ma i sindacati non ci stanno. E mercoledì gli educatori incroceranno le braccia. 25 gennaio 2010 - Corriere Fiorentino la manifestazione Firenze - Doppia manifestazione di protesta, nel
pomeriggio, di fronte a Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria. A presidiare
lingresso delledificio comunale alcuni attivisti dellassociazione
«Città ciclabile» che chiedono allamministrazione di «dare concreta attuazione
agli annunciati provvedimenti per favorire luso della bici in città», e circa 50
addetti degli asili nidi comunali, che denunciano come «Palazzo Vecchio abbia aumentato
arbitrariamente la capienza degli asili senza incrementarne gli organici nè potenziare i
servizi». 25 gennaio 2010 - Articolo 21 Testimoninanza ricercatori ISPRA Ringrazio a nome dellUSI RdB Ricerca ISPRA che
rappresenta i "ricercatori sul tetto" lAssociazione Articolo 21 che ci
permette di portare la testimonianza di una battaglia condotta a nome ed in difesa della
Ricerca pubblica ambientale di questo Paese. 25 gennaio 2010 - Roma Notizie RDB-CUB: IL CENTROSINISTRA NON USI
LA CANDIDATURA POLVERINI "Non condivido la scelta della Polverini di lasciare la guida dellUGL per candidarsi alla Regione Lazio per il PdL, ma nessuno usi la sua candidatura per mettere in ridicolo il ruolo del sindacato nel Paese, non ce nè bisogno, ci riesce da solo!". Pierpaolo Leonardi, leader dellRdB attacca così quanti, stampa e politici, per contrastare la candidatura di Renata Polverini alla guida della Regione Lazio, non trovano di meglio che attaccare il suo ruolo sindacale nellUGL. "Siamo tra coloro che più di altri hanno sofferto la sovraesposizione mediatica dellUGL di Polverini, in verità molto debole tra i lavoratori sia pubblici che privati, la cui regia è stata assunta direttamente dai leader confederali Bonanni, Angeletti ed Epifani per dimostrare che in Italia la contestazione a Cgil, Cisl e Uil può venire solo da destra. Ma siamo anche coscienti che gli stessi media che lhanno pompata finora saranno tra quelli che, per mettere in difficoltà la candidata presidente, attaccheranno non le sue scelte politiche, ma le vicende del suo sindacato, così contribuendo a rafforzare lopera di demolizione della funzione sindacale di tutela dei diritti dei lavoratori che è uno degli obbiettivi principali del centrodestra". "Non ci prestiamo a questo gioco, anche se molti redattori di quotidiani - sia del centrodestra che del centrosinistra - ci chiamano incessantemente, interessati a qualsiasi tipo di gossip in materia di tessere e di reale consistenza sindacale dellUGL, a noi interessa davvero solo la tutela dei lavoratori e pensiamo che essa spetti ai sindacati che, per esercitarla, non possono che essere indipendenti" conclude Leonardi. 25 gennaio 2010 - Rassegna.it Agenda economico-sindacale .... Martedì 26 gennaio 25 gennaio 2010 - Corriere di Arezzo I lavoratori chiedono risorse E
venerdì 5 incrociano le braccia Arezzo - I lavoratori della giustizia scioperano venerdì 5 febbraio. Lo annunciano Fp Cgil, Uil pubblica amministrazione, Flp e RdB CUB del pubblico impiego che parlando di problemi del settore "aggravati nel tempo". "Da tempo - ricordano i sindacati - gli uffici giudiziari del paese versano in condizioni gravi, mancano le persone che li facciano funzionare, mancano le risorse e non vi sono progetti di modernizzazione per accelerare i tempi dei processi". Il Governo, invece di finanziare il settore con adeguati investimenti e risorse, sceglie un Ddl sul cosiddetto 'processo breve' che inevitabilmente determinerà l'estinzione dei processi penali senza alcun miglioramento per l'efficienza del servizio. "A ciò si aggiunge la firma da parte dell'Amministrazione della Giustizia e delle organizzazioni sindacali minoritarie (CISL e UNSA-SAG) dell'ipotesi di accordo sul Contratto Integrativo che sancisce un nuovo ordinamento professionale che viola il Contratto Nazionale e - dice la Cgil - peggiorerà il servizio" 25 gennaio 2010 - La Nazione Radiologia, operatori dimezzati:
proteste e volantini Firenze - «SE SUBITE disagi, la colpa è della mancanza di personale». Ieri mattina un volantino firmato Rdb è stato affisso sulle pareti della radiologia di Careggi, proprio vicino ai bunker che ospitano i 4 acceleratori lineari, strumenti che irradiano raggi nucleari per distruggere le cellule tumorali in maniera mirata. Il volantino spiega che «per colpa di politiche aziendali sbagliate» sono troppo poche le persone che si devono occupare dei tanti pazienti da sottoporre a esami di radioterapia usati per combattere patologie oncologiche. E la gente si è già accorta che qualcosa nel reparto non funziona più come prima: «A volte denunciano alcuni pazienti ci vogliono varie ore di attesa dall'orario dell'appuntamento a quando realmente è possibile entrare nel bunker del sottosuolo di Careggi per sottoporsi alla terapia». Secondo la ricostruzione di alcuni lavoratori del reparto, se fino a qualche mese fa alla radioterapia erano impiegati 4 operatori sociosanitari la mattina e 4 il pomeriggio oltre a uno che lavorava in regime di straordinario per tenere aperti e attivi i bunker anche fino alle 23, oggi il personale è più che dimezzato: gli operatori sono in tutto 4 al giorno, ma una collega è assente a causa di un infortunio riportato proprio sul luogo di lavoro. Così in alcune giornate capita che sono solo due gli operatori che si occupano della radioterapia al mattino, uno nel turno di pomeriggio. In tre in una giornata devono occuparsi di una quarantina di pazienti. E per supportare il lavoro di infermieri e tecnici radiologi non è possibile essere così pochi. MA SECONDO la direzione di Careggi, la situazione è ben diversa. «A pieno regime gli operatori sociosanitari sono 6, cioè uno per ogni acceleratore lineare in attività più altri colleghi che possono sostituirli in caso di assenza. A dicembre una persona è stata trasferita perché non giudicata idonea a quella mansione dal medico del lavoro ed è stata aperta la procedura per sostituirla. La scorsa settimana si sono ammalati due operatori e quindi son rimasti in tre al lavoro ai quali si è aggiunto un altro operatore preso da un altro reparto. Tutto funziona come dovrebbe, nessun disagio per i pazienti». 25 gennaio 2010 - TRC giornale Icpl, scongiurato il licenziamento. Esuberi in cassa integrazione Civitavecchia - Si è sbloccata positivamente la vertenza Interporto. Al termine dell'incontro svoltosi oggi a Roma, infatti, presso l'assessorato regionale al Lavoro, è stato sottoscritto un accordo tra le parti che di fatto recepisce quelli che erano stati, già prima di Natale, i suggerimenti delle organizzazioni sindacali. L'accordo prevede infatti l'attivazione della procedura di cassa integrazione in deroga fino al termine del 2010, per un numero massimo di 35 esuberi, pari a venti unità produttive. All'incontro di oggi sono intervenuti, oltre all'assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi, i rappresentanti dell'azienda e per i sindacati la Filt Cgil e le Rdb-Cub Trasporti. "Fino alla fine dell'anno ha scritto la Tibaldi in una nota le parti si incontreranno periodicamente al fine di verificare la possibilità di applicare l'ammortizzatore sociale a rotazione tra tutto il personale interessato dal trattamento. L'intesa conclude la nota - prevede inoltre un intervento di politica attiva del lavoro a favore di ciascun lavoratore in cassa integrazione, erogabile attraverso i centri per l'impiego, con l'obiettivo di favorire il rientro nel mercato del lavoro. 25 gennaio 2010 - Orvieto.si Potere assoluto - la Protezione
civile ai tempi di Bertolaso Vietato parlare male di Bertolaso. Questa sembra essere la logica con la quale il Dipartimento dei Vigili del Fuoco presso il Ministero degli Interni, facendo riferimento ad una circolare (la n.3 del 16 settembre 2009) mai fatta pervenire alle organizzazioni sindacali, ha negato la disponibilità dei locali di via Genova 3/A, sede del Comando Provinciale VV.F di Roma, per la presentazione del libro "Potere assoluto - la Protezione civile ai tempi di Bertolaso", del giornalista Manuele Bonaccorsi, organizzata dalla RdB Pubblico Impiego. La presentazione è stata poi confermata e spostata al Centro Congressi Cavour. Tra gli interventi in programma vi erano quelli dellautore del libro, di alcuni rappresentanti delle reti abruzzesi Epicentro Solidale e 3e32, di alcuni parlamentari di PDCI, VERDI e IDV (tra cui Orazio Licandro, Leoluca Orlando, Angelo Bonelli), di rappresentanti sindacali di CGIL Vigili del Fuoco e RdB Pubblico Impiego. Uninchiesta a firma di Albero Statera, della quale vi consigliamo caldamente la lettura (http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/20/news/bertolaso_protezione_civile-2012264/), descrive chiaramente nuovi poteri e allegre modalità di gestione di soldi pubblici, da parte di colui che è stato già soprannominato Vicerè, e la sua struttura "Bertolaso s.p.a." Il capo della protezione civile potrà spendere allinfinito, non solo per frane, incendi e terremoti, ma per qualunque "grande evento" sia giudicato degno di un "decreto emergenziale", con una quasi totale deroga alle tradizionali norme di legge per i fondi in transito da palazzo Chigi e destinati ai più svariati scopi: dalle gare ciclistiche, alla celebrazione di santi, dalle feste di Stato ai viaggi del Papa, dalle piscine alle discariche, dal traffico delle gondole in laguna alle regate, dagli alberghi di lusso agli scenari di cartapesta per i vertici internazionali. Sbaglierebbe pertanto chi credesse che l'emergenza della "Bertolaso Spa" si sostanzi soltanto nei terremoti, nelle frane, nelle esondazioni, negli incendi. Tutto è ormai emergenza - dice Statera - in questo paese: dal quattrocentesimo anniversario della nascita di San Giuseppe da Copertino, celebrato in provincia di Lecce con l'ordinanza "emergenziale" 3356, al congresso eucaristico nazionale, previsto ad Ancona dal 4 all'11 settembre 2011, di cui Bertolaso è già commissario, per ora con una dote di soli 200 mila euro da spendere per la buona riuscita dell'evento. Spiccioli. Ben altri sono gli interessi che sotto la voce "Protezione civile" fanno fluire centinaia e centinaia di milioni. Spesso agli amici e agli amici degli amici - prosegue linchiesta - così come fa impressione il fatto che nessun organo di controllo sia in grado al momento di sapere quanto la coppia "B&B" è riuscita a spendere negli ultimi anni, senza alcun controllo di legittimità. Certo è che le cifre parlano da sole: tra il 2001, quando Bertolaso venne nominato capo della Protezione civile e i primi cinque mesi del 2009, la presidenza del Consiglio ha emesso 587 "ordinanze emergenziali", di cui solo una parte riferita a calamità naturali. Il resto a "Grandi eventi", o presunti tali. Il dossier snocciola cifre, legami e intrallazzi vari tra politici, funzionari e palazzinari: tra il 3 dicembre 2001 e il 30 gennaio 2006 la presidenza del Consiglio ha varato 330 ordinanze. Di queste, sono pubblici gli stanziamenti di 75 ordinanze, che valgono circa un miliardo e 490 mila euro. Nei cinque anni, tramite ordinanze della Protezione civile, in spregio alle norme sugli appalti e le assunzioni, sarebbero stati spesi 6,5 miliardi. Se si fa il calcolo su 587 ordinanze della presidenza del Consiglio in meno di nove anni, si arriva a 10,6 miliardi. Una somma sufficiente - giudicano gli autori del dossier - a costruire un blocco di potere indistruttibile, segreto e libero da qualsiasi regola. E quindi evidente perché Bertolaso, diventato oggi l'imperatore di tutti gli appalti, che il centrosinistra considerava uno dei suoi, dichiara nelle interviste che tra tutti i quattordici governi in cui ha "servito", il Berlusconi quater è "il migliore". La preoccupazione di questo strapotere è tale che si è creato oggi un fronte molto allargato di oppositori, anche in diversi settori delle istituzioni: oltre ad alcuni esponenti parlamentari, al momento si annoverano tra questi, la Cgil, la Conferenza delle Regioni e l'Associazione dei comuni. Nella repubblica democratica italiana non è mai accaduto che un membro del governo abbia avuto contemporaneamente la carica di sottosegretario e di direttore generale. È come se il ministro dell'Interno Maroni fosse anche il capo delle polizia. Alcune sindacati autonomi, ma anche lavoratori facenti riferimento alle sigle confederali, da anni si battono affinché la Protezione Civile recuperi la sua funzione originaria e diventi lo strumento necessario a tutte le attività prevenzione, previsione, monitoraggio e pianificazione, nel quale i Vigili del Fuoco rappresentino la struttura centrale per tutte le attività di soccorso tecnico urgente nel paese. Mentre tutto questo accade sopra le nostre teste, e a spese delle nostre tasche, nessuna presa di posizione ufficiale in merito nel nostro territorio, né da parte di sindacati confederali, tanto meno da parte della delegazione orvietana della stessa protezione civile. 25 gennaio 2010 - La Provincia di Cremona Casa di riposo Manifestazione sindacale Cremona - Il Sindacato dei lavoratori organizzerà venerdì 29 gennaio dalle 9 e 30 alle 15 un presidio davanti alla fondazione Benefattori Cremaschi in via Kennedy 2 per chiedere labolizione del rientro del sabato, una gestione di ferie e permessi rispettosa delle esigenze dei dipendenti e una progressione economica orizzontale per tutti i lavoratori. Inoltre verrà richiesta lammissione di Sdl ai tavoli di trattativa, in qualità di sindacato con più iscritti allinterno della fondazione. 25 gennaio 2010 - La Provincia di Varese il fenomeno/erano già 380 gli
iscritti BUSTO ARSIZIO - Tutti vogliono fare il
vigile urbano, seconda puntata. Riaperti i termini per il concorso pubblico per sei posti
di agente di polizia locale: ci sono già 380 candidati ma il numero è destinato a
lievitare ulteriormente. La crisi fa tornare di moda una professione spesso bistrattata:
ci sono già la bellezza di 380 potenziali candidati per il concorso che mette in palio
appena 6 posti di agente di polizia locale presso il comando di Busto Arsizio. 24 gennaio 2010 - Ansa REGIONALI: RDB-CUB, NON USARE POLVERINI CONTRO SINDACATO(ANSA) - ROMA, 24 GEN - «Non condivido la scelta della Polverini di lasciare la guida dell'Ugl per candidarsi alla Regione Lazio per il PdL, ma nessuno usi la sua candidatura per mettere in ridicolo il ruolo del sindacato nel Paese, non ce n'è bisogno». Lo afferma in una nota Pierpaolo Leonardi, leader dell'RdB. Leonardi critica i media che, «per mettere in difficoltà la candidata presidente, attaccheranno non le sue scelte politiche, ma le vicende del suo sindacato, così contribuendo a rafforzare l'opera di demolizione della funzione sindacale di tutela dei diritti dei lavoratori che è uno degli obbiettivi principali del centrodestra». «Non ci prestiamo a questo gioco - assicura Rdb - anche se molti redattori di quotidiani, sia del centrodestra che del centrosinistra, ci chiamano incessantemente, interessati a qualsiasi tipo di gossip in materia di tessere e di reale consistenza sindacale dell'Ugl, a noi interessa davvero solo la tutela dei lavoratori e pensiamo che essa spetti ai sindacati che, per esercitarla, non possono che essere indipendenti», conclude Leonardi. 24 gennaio 2010 - Liberazione La rete "3e32" pronta alla
mobilitazione E' partita da L'Aquila la campagna nazione per impedire la trasformazione della Protezione Civile in Spa come previsto dal Decreto legge del 30/12/2009. L'occasione è stata un incontro, organizzato dalla rete cittadini aquilana "3e32", tenutosi presso l'auditorium Carispaq. Moderate da Manuele Bonaccorsi, l'autore del discusso libro "Potere Assoluto - la Protezione Civile al tempo di Bertolaso" (ed.Alegre), diverse realtà territoriali, sindacali (Rdb e Cgil) e politiche (Prc e Pd) si sono confrontate per analizzare come, nel corso dei nove anni di "comando" Bertolaso, si sia trasformato quello che era nato come uno strumento di autotutela della cittadinanza. Si è partiti dal racconto "aquliano" del terremoto per spiegare come l'emergenza si sia trasformata, in Abruzzo, immediatamente in militarizzazione del territorio: «Nelle tendopoli niente volantinaggi ma anche niente cioccolata e caffè, sostanze che avrebbero potuto "eccitare" i terremotati» ha ricordato Alessandro Tettamanti del comitato. E' nato così il "modello L'Aquila", «perenne e quotidiana deroga alle norme di base», che ha gettato le fondamenta per la definizione finale della Protezione Civile Spa. «Una definizione che ha avuto il suo laboratorio nella gestione della "emergenza rifiuti" napoletana» ha spiegato Antonio Musella del presidio di Chiaiano, per il quale il decreto, in cui si parla di "fine emergenza rifiuti in Campania", «ha l'obiettivo di instaurare un nuovo modello di governance, dove si punta ad annullare il dissenso e la partecipazione, distruggendo ogni spazio di democrazia». La costituzione della Protezione Civile Spa, come riporta il decreto, "per garantire un risparmio di tempi negli interventi del Dipartimento", «punta a costruire una SpA a capitale pubblico» spiegano della neonata Rete contro la privatizzazione della Protezione Civile «che, di fatto, può agire da general contractor, consegnando nelle mani dei privati la gestione delle emergenze». Il che, tradotto, significa che tra qualche mese la Protezione Civile potrà non solo assumere partecipazioni, detenere immobili ed avere utili (!), ma che compiti della SpA saranno gestire la flotta aerea e le risorse tecnologiche, dirigere e vigilare sugli interventi, ma soprattutto non meglio specificati compiti in tema di emergenza socio-economico-ambientale e di organizzazione dei Grandi Eventi. «Temiamo», spiegano dalla Rete «che dopo la gestione "militare" dell'emergenza terremoto e dei rifiuti, la gestione "perennemente derogatoria" dei Grandi Eventi e la futura gestione della "emergenza carceri" (che prevede la costruzione di 27 nuove strutture), la Protezione civile si potrebbe trovare a gestire la costruzione della Tav o del Ponte sullo Stretto». Tutto questo «è decisamente preoccupante» spiega Paola Angello Modica, della segreteria Cgil: «Istituire "commissari per l'emergenza" nel nostro paese significa dire che, in Italia, tutto è commissariabile. Commissariare, significa porre le condizione per derogare a qualsiasi norma. Ed estendere il concetto di emergenza a quelle socio-economico-ambientali potrebbe significare, ad esempio, la possibilità di intervenire per bloccare scioperi che possono disturbare qualcuno?». «Quello contro cui ci batteremo» spiega Maurizio Acerbo, consigliere regionale Abruzzo del Prc,«è che "qualcuno" si stia approfittando della crisi, del terremoto de L'Aquila, ieri, e di Haiti, oggi, dell'emergenza rifiuti e dell'emergenza traffico, per gettare le basi affinché la Protezione Civile possa produrre degli "utili" a livello economico». La prova di tutto ciò «già si è avuta a Napoli» commentano dalla Rete, «dove, dopo (non) aver risolto l'emergenza rifiuti, la Protezione Civile ha presentato al Comune un conto di ben 160 milioni di euro». La mobilitazione per fermare tutto ciò è partita. Prossimo appuntamento, Roma, quando il decreto sbarcherà in Parlamento. 24 gennaio 2010 - Il Resto del Carlino Bologna. E' FINITA sotto Palazzo d'Accursio... Bologna - E' FINITA sotto Palazzo d'Accursio con uno striscione ironico, che allude al Cinzia-gate, la manifestazione delle Rdb contro la crisi. Alcune attiviste lo hanno srotolato: «Contro la crisi Bancomat per tutte= paga la Regione». 24 gennaio 2010 - Il Giornale di Vicenza PALAZZO TRISSINO. I rappresentanti
di Rdb- Cub criticano le scelte dellAmministrazione Vicenza - Uffici sguarniti per mancanza di personale,
incarichi dirigenziali che durano un anno, il piano di formazione professionale bloccato
chissà dove, i sistemi informatici in stallo. La mancanza di cinque dirigenti di settore.
«E gli sprechi - sottolineano in una nota i rappresentanti dei Rdb-Cub - nei confronti
dellufficio di gabinetto del sindaco, dove lavorano tre persone. Se dal prossimo
mese non cambierà nulla - afferma Germano Raniero - presidieremo il Consiglio in modo da
rendere pubblica la delusione che serpeggia tra i dipendenti del Comune». 24 gennaio 2010 - Il Gazzettino Ulss 6, verso lo sciopero del personaleStato di agitazione di infermieri e tecnici delle sale operatorie del Dipartimento cardiovascolare Vicenza - (M.C.) Il Nursind vicentino con Rdb-Cub ed Fsi dichiarano lo stato di agitazione del personale del comparto (infermieri, operatori sociosanitari e tecnici) delle sale operatorie del Dipartimento Cardiovascolare dellUlss n. 6 di Vicenza. Proprio laltro giorno i segretari provinciali delle tre organizzazioni sindacali autonome hanno inviato al prefetto la dichiarazione sullo stato di agitazione, alla quale seguirà linvito del prefetto stesso per lespletamento del tentativo di conciliazione. "Le motivazioni che, in caso di mancato accordo, porteranno alla dichiarazione di sciopero spiegano i tre sindacalisti - sono la costante violazione delle previsioni contrattuali in merito ai turni di pronta disponibilità del personale delle sale operatorie e la gestione delle urgenze e delle sedute ordinarie non compatibile con lattuale organizzazione del personale". Tutte questioni delle quali i tre sindacati di base vicentini hanno trattato in precedenza con i vertici dellUlss n. 6, ma senza giungere a soddisfacenti risultati. Il soccorso in appalto Vicenza - (Mc.) LRdb-Cub denuncia lappalto dei servizi di pronto soccorso da parte dellUlss n. 5 negli ospedali di Arzignano, Montecchio Maggiore e Valdagno, ma il direttore generale Renzo Alessi si difende: "in Veneto non ci sono medici di pronto soccorso sufficienti a coprire le esigenze delle Aziende". La carenza di medici di pronto soccorso, per i quali è richiesta la specialità in Medicina di pronto soccorso e Medicina durgenza, è consolidata ormai da anni e non soltanto in Veneto, ma in tutta Italia. "Nel 2006 la Regione Veneto spiega il direttore generale dellUlss n. 5 Renzo Alessi ha disposto che lAzienda potesse ricorrere alla copertura dei cinque posti di medico di pronto soccorso carenti attraverso lappalto del servizio ad una cooperativa, che può fornire medici, secondo quanto previsto dalla legge italiana, anche non specializzati per la destinazione al pronto soccorso". Ogni sei mesi lUlss n. 5 Ovest Vicentino, a partire dal 2006, ha bandito un concorso per la copertura di quei cinque posti, ma nessuna candidatura è mai pervenuta. "Allultimo bando prosegue il direttore generale Renzo Alessi ci sono stati cinque candidati al bando ed a tutti è stato riconosciuto il posto di medico del pronto soccorso. Il pensionamento di due medici, però, ha creato una situazione di sostanziale equilibrio, tale da richiedere nuovamente il ricorso allappalto del servizio per scongiurare linterruzione di pubblico servizio o la riduzione dei livelli essenziali dassistenza". Una questione spinosa, dunque, e senza unapparente soluzione. "Le Università venete conclude il direttore generale dellUlss n. 5 formano ogni anno una quindicina di medici specializzati per il pronto soccorso, ma il fabbisogno è decisamente maggiore. Due potrebbero essere le soluzioni: o ne vengono formati di più oppure, come avviene nel resto dEuropa, viene consentito il servizio di pronto soccorso anche ai medici internisti". 24 gennaio 2010 - Corriere dell'Umbria Sciopera il personale I penalisti si astengono Perugia - La crisi della Giustizia diventa sempre più palpabile, proprio nella settimana in cui è prevista linaugurazione dellanno giudiziario, fissata per sabato prossimo. Per il 27, 28 e 29 gennaio è programmata lastensione degli avvocati delle Camere Penali Italiani che protestano contro i provvedimenti del governo in tema di giustizia. In questi tre giorni salteranno tutti i processi in cui non ci saranno detenuti da difendere. Tra i processi che salteranno anche quello che riguarda una coda del processo per lomicidio di Meredith Kercher (la diffusione del filmato girato dalla polizia sulla scena del delitto con scene crude del corpo nudo della vittima), che vede coinvolti alcuni familiari di Solelcito e il direttore e un giornalista di Telenorba Bari.. Per domani, lunedì, è provista una manifestazione del sindacati Cgil-Uil,. RdB, Flp, che si concretizzerà in un sit-in (dalle 12.20 alle 13.30) in piazza Matteotti. La manifestazione sarà il preannuncio dello sciopero di tutto il personale fissato per il prossimo 5 febbraio. Manifestazione e sciopero sono relativi alla firma del contratto integrativo (sottoscritto da Cisl e Usla e respinto dalle altre sigle sindacali). 24 gennaio 2010 - Il Giorno Lavoratori esterni Salario da
dipendenti Legnano - TRA CGIL, CISL, Uil e dell'Azienda ospedaliera (Ao) è stato firmato il protocollo d'intesa che conserva lo status di dipendenti pubblici ai lavoratori destinati ai servizi esternalizzati nel nuovo ospedale del rione San Paolo. Un punto rivendicato da Stefano Dell'Acqua, segretario generale Uil e Rocco Sabatino e Paolo Vieri Bursich, rispettivamente delle segreterie Cisl e Uil. «La nostra preoccupazione - spiega Sabatino - era di garantire ai 63 dipendenti coinvolti nella esternalizzazione dei servizi di guardiania, manutenzione, cucina, mensa e distribuzione pasti, il mantenimento del rapporto di lavoro pubblico dal punto di vista economico e giuridico. Solo una quindicina di addetti alla cucina potrà essere interessato ad un passaggio funzionale, ma non gerarchico al concessionario, rimanendo però dei dipendenti pubblici». «Abbiamo - osserva il sindacalista Vieri Bursich - messo nero su bianco anche una procedura concertativa in caso di future ulteriori esternalizzazioni di cui le rappresentanze sindacali saranno preventivamente messe al corrente». Nel protocollo si prende atto anche della destinazione dell'area del vecchio nosocomio in via Candiani, come deliberato dal Consiglio comunale, con una parte destinata a servizi di natura socio-assistenziale, un'altra ad area verde e parte ad uso residenziale. Nel protocollo come fa notare Dell'Acqua si affronta un altro punto importante che sarà all'ordine del giorno molto presto: «Le parti hanno convenuto di riservare massima attenzione agli aspetti viabilistici e di mobilità pubblica relativi al nuovo ospedale, mettendo in atto ogni azione positiva nei confronti degli enti proposti». Il protocollo d'intesa non è andato giù però a Rdb Pubblico Impiego e Sdl Intercategoriale che per bocca di Riccardo Germani e Alberto Morelli hanno espresso tutte le proprie perplessità sull'accordo firmato dai confederali, proclamando lo stato di agitazione: «Nell'accordo del 19 gennaio si parla solamente di 10-15 lavoratori addetti alla cucina che andranno a lavorare presso la concessionaria con contratto pubblico ma non si mette in discussione quale futuro e quale destinazione è prevista per i rimanenti 50 lavoratori esternalizzati. Non viene data nessuna risposta sul destino del personale amministrativo, e se trasferito, dove e in quali tempi ciò avverrà?». Un altro sindacalista licenziato ARESE - UN ALTRO LEADER dello Slai Cobas si è ritrovato la lettera di licenziamento. Si tratta di Renato Parimbelli, storico sindacalista nato dalle prime proteste all'Alfa Romeo e personaggio sempre in prima linea, a fianco del coordinatore nazionale Corrado Delle Donne, nella manifestazioni contro i tagli occupazionali ad Arese. Alla fine di dicembre i licenziamenti dei sindacalisti da parte di Innova Service, la società che gestisce le portinerie e i servizi nell'ex area Alfa, erano iniziati con l'estromissione del delegato Rsu, Carmelo D'Arpa. Un provvedimento, come più volte sottolineato nei comunicati dei Cobas, fatto «per rappresaglia». Ieri mattina è arrivata la seconda raccomandata a Renato Parimbelli, altro delegato Rsu-Cobas. «Ieri ho ritirato ben tre raccomandate della Innova Service. In due mi si facevano delle contestazioni con la possibilità di rispondere entro 5 giorni, cosa impossibile visto che con queste c'era anche la terza del licenziamento. Innova Service ormai cerca di usare solo la forza sui lavoratori per arrivare ai licenziamenti, in primis quelli dei delegati Rsu-Cobas. E' ALLUCINANTE che da dicembre ad oggi abbiamo dovuto rispondere a ben 130 lettere di contestazioni inviate ai lavoratori. Questo provvedimento al quale, come Carmelo D'Arpa farò ricorso al giudice, non fa altro che caricarmi ancora di più», afferma Renato Parimbelli. E il licenziamento, come sostiene il coordinatore Corrado Delle Donne «peserà molto nei prossimi giorni ed aggraverà senza ombra di dubbio i nostri rapporti con l'azienda che ha il solo scopo di licenziare». La settimana scorsa i delegati Slai-Cobas erano stati convocati dal prefetto di Milano per discutere la vicenda e in particolare la gestione di Innova Service. Gian Valerio Lombardi nei prossimi giorni darà una risposta, ma il nuovo licenziamento peggiorerà senz'altro la vertenza. 24 gennaio 2010 - Il Megafono quotidiano Piccolo caso editoriale per una
grande battaglia Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco presso il Ministero degli Interni ha cercato di non infastidire il capo della Protezione civile, e ha negato la sala della sede nazionale per la presentazione organizzata dai Vigili del fuoco delle Rdb. Ma il fastidio è arrivato lo stesso. Giovedì, dopo la presentazione che si è tenuta comunque a Roma al Centro congressi Cavour e alcune agenzie come quella di Leoluca Orlando (Idv) che annunciava un'ispezione sulla Protezione civile proprio a partire dai contenuti del libro, Bertolaso ha sbottato: «sono orgoglioso, lieto e onorato per tutta questa attenzione al nostro movimento e per questa voglia di fare i conti in tasca e con il microscopio alla Protezione Civile». A volte anche un piccolo libro, persino di una piccola casa editrice come la nostra e di un autore nemmeno trentenne come Manuele Bonaccorsi, può dare molto fastidio a chi detiene un "potere assoluto". E' quello che sta accadendo in questi giorni con il libro Potere assoluto. La protezione civile al tempo di Bertolaso. Mentre Bertolaso viene osannato dai media come grande salvatore che in modo apparentemente inattaccabile interviene solo con il mero compito di soccorso in caso di calamità naturali, qualcuno è andato a vedere come opera realmente la Protezione civile. Senza il libro la trasmissione di lunedì sera di Minoli - La storia siamo noi - sarebbe stata una semplice agiografia dell'uomo dalla polo blu, così come è stato il libro a dare gli strumenti a vari giornali in questi giorni - soprattutto Repubblica - per analizzare gli interessi che spingono il Governo a trasformare la Protezione civile in una Spa. Pochi sanno infatti che l'ordinanza di protezione civile permette di agire in deroga all'intera legislazione italiana, gestendo così senza alcun controllo, e a volte con la secretazione, appalti per centinaia di milioni di euro. E ancora meno sanno che tale ordinanza non viene utilizzata solo nei casi di calamità naturali ma anche per gestire eventi sportivi, religosi, addirittura il problema del traffico in alcune città. Un business enorme che la trasformazione in Spa può solo aumentare. Non a caso l'imprenditore Tarantini - famoso per il caso delle escort - aveva chiesto un solo favore a Berlusconi: "Fammi conoscere Bertolaso". Il tutto in barba alle migliaia di volontari che si impegnano gratuitamente per la Protezione civile, e a quei lavoratori - come appunto i vigili del fuoco - che rischiano realmente la vita nelle emergenze. Ma soprattutto a danno delle popolazioni che subiscono le calamità naturali, perchè pochissimo viene speso per la prevenzione. Il piccolo libro di Bonaccorsi è stata la prima voce precisa e documentata a denunciare questo funzionamento e l'attenzione che sta sucitando nella stampa in questi giorni, fino alla prima pagina di Liberazione di venerdì, può aiutare la nascita di una grande battaglia che coinvolga le popolazioni che subiscono tali processi e chi con la privatizzazione perderà ulteriori diritti. Oggi, per la seconda volta in poche settimane, il libro viene presentato a L'Aquila dal Comitato 3 e 32. Bertolaso è infastidito da noi, ma è dai lavoratori e dalla popolazione di una città che rischia di sparire che può arrivare il fastidio vero. La forza per bloccare la privatizzazione e ridare priorità ai bisogni e ai diritti dei cittadini. 24 gennaio 2010 - Gazzetta del Sud Ammesse solo le 22 in testa alla graduatoria ROSSANO - Con riferimento al progetto borse lavoro erogate dal Comune, si precisa che rispetto alla graduatoria delle centosei complessive partecipanti risultate idonee, sono ammesse però solo le prime ventidue in testa alla classifica. Le partecipanti possono consultare la graduatoria finale visitando il sito internet del Comune di Rossano ed, eventualmente, presentare ricorso entro 10 giorni dalla data di pubblicazione avvenuta l'altro ieri, 21 gennaio. Sul progetto, finalizzato alla tutela delle donne in difficoltà, è intervenuto anche Nilo Morfù, responsabile dell'Sdl, il quale si augura che la selezione sia stata effettuata nella massima trasparenza e legalità, sottolineando come le borse lavoro rappresentino un valido strumento ed una occasione di occupazione per quelle donne che vivono in situazioni di grave disagio economico.(a.r.) 23 gennaio 2010 - Apcom Tav/ Più di 20mila manifestanti arrivati nel centro di SusaIl leader No Tav Alberto Perino: "Non ci fermeremo qui" Susa (Torino) , 23 gen. (Apcom) - E' entrato nel centro storico di Susa il chilometrico corteo dei no Tav, partiti verso le 15 dall'autoporto: i manifestanti hanno marciato lungo le statali 25 e 24. Sono più di 40mila secondo gli organizzatori, almeno 20mila secondo la Digos. Per circa un decina di minuti la folla dei manifestanti si è fermata in piazza del Sole, in pieno centro, ed è in corso un comizio in cui ha parlato per primo lo storico leader no Tav Alberto Perino: "Oggi siamo molti di più di 40mila ha urlato al megafono acclamato dalla popolazione no Tav - e sono in corso anche altre due manifestazioni in Francia una nel paese di Andai e un'altra in Spagna oltre i Pirenei. Là in Francia i sindaci non si vergogna a manifestare con la fascia tricolore, da loro non è proibito". Perino, indicando un manifesto con un foto di Antonio Ferrentino, un tempo leader no Tav ma oggi non più, sindaco di Sant'Antonino, ha esclamato: "Toglietemi di fronte il cartello con la faccia di quella persona perchè è un traditore visto che è passato dalla parte del governo". Poi ha preso la parola Sandro Plano, il presidente del comunità montana Val Susa e Val Sangone (Pd), "oggi abbiamo smentito tutte le persone che dicono che qui i Val di Susa a a manifestare contro la Tav siamo quattro gatti. Abbiamo smentito tutti quelli che hanno detto che la nostra protesta è solo una storia. Noi siamo qui anche senza fascia tricolore. Vogliono fare un'opera che costerà alla valle dieci miliardi di euro per un linea ferroviaria che avrà una capienza non superiore alle 5mila persone. Per noi è un investimento sbagliato e pensiamo che questi soldi vadano trasferiti al miglioramento del trasporto locale". Sono centinaia le bandiere no Tav, sventolate o avvolte sulle schiene delle persone presenti in piazze. Molte le famiglie, i bambini e anche molti cani con la bandiere no Tav. Il grande corteo è entrato nel centro di Susa verso le 17. In testa un striscione lungo circa 10 metri con scritto "la valle che resiste, no Tav". A trainare la massa un grande trattore e due asini con avvolti sul dorso due striscioni con scritto "sono sempre un po' depresso continuano a chiamarmi Chiamparino e Bresso". Lele Rizzo, leader dei movimento no Tav legato ai centri sociali ha detto: "Chiamparino diceva che loro del Pd domani faranno la marci adei 40mila (la manifestazione T Tav che si terrà domani mattina a Torino proposta dal sindaco e che ha raccolto l'adesione del Pd ma non della minoranza, ndr). Oggi stiamo dimostrando invece che 40 mila sono qui. La valle è tutta no Tav. La vera manifestazione è qui". Tra i manifestanti oltre a Paolo Ferrero leader della Federazione della sinistra, molti consiglieri regionali del suo partito, Giorgio Airaudo, segretario nazionale della Fiom - Cgil e il filosofo che è anche deputato dell'Idv Gianni Vattimo. "Sono contento di questa ampia adesione popolare ha detto il filosofo - questo significa che nonostante i bombardamenti dei media che sono pro Tav la gente non si è lasciata intimidire. Ormai è chiaro il distacco tra la volontà delle comunità locali e in grandi partiti del potere che sono contaminati dalle mafie". Sono centinaia gli striscioni esibiti, tra cui quelli di Federazione della sinistra, Verdi per la pace, Cub, Anarchici, Auotonomi : "Alta velocità uguale mafia". In un altro: "Vento neve e gelo siamo sempre qua". Tra i cori cantati "Caro Virano (Presidente dell'osservatorio tecnico della Torino Lione, ndr) vai pure da Letta ma senza Tav vacci in bicicletta". E ancora: "Susa, stiamo arrivando e continueremo a occupare tutti i nostri presidi". Il corteo si è svolto pacificamente, poche le forze dell'ordine. Ad attendere la fiumana di gente all'ingresso della cittadina, solo una decina di carabinieri e altrettanti membri della Digos. Nonostante la temperatura sotto lo zero, centinaia di persone sono ancora in piazza del Sole ad ascoltare il comizio, che si concluderà a breve. "Siamo in tanti e continueranno a rimproverarci ha detto Alberto Perino - ma noi continueremo a occupare i nostri presidi a Susa, a Venaus e in tutti gli altri punti della Valle. Il sito S68 dell'autoporto di Susa non lo abbiamo ancora abbandonato e lì non hanno ancora trivellato. ma arriveranno e noi staremo pronti a rispondere. Sono venti anni che rispondiamo". 23 gennaio 2010 - Left APPUNTAMENTO Il 23 gennaio a LAquila, alle 15:30 allauditorim Carispaq, si terrà un incontro informativo sulla nuova società di servizi cui dovrebbe essere demandata la gestione dellemergenza: la Protezione civile servizi spa. Parteciperanno, fra gli altri, Angelo Venti di Libera, Paola Agnello Modica (segretaria confederale della Cgil); Fabio Morabito e Vladimiro Alpa (RdB pubblico impiego); alcuni esponenti dei comitati cittadini aquilani sorti dopo il sisma, due avvocati del Legal Team Italia; lAvvocato Valentini che ha ipotizzato il reato di omicidio colposo per le continue rassicurazioni che provenivano agli aquilani dalla commissione Grandi rischi. Unoccasione per fare il punto sulle evoluzioni passate e recenti della Protezione civile.(a.p.) 23 gennaio 2010 - Il Manifesto VAL SUSA Un grande corteo dalla
valle a Torino. Domani contromanifestazione di Pd e Pdl I No Tav ne sono convinti: «Sarà una grande
manifestazione. Contro l'alta velocità, i sondaggi truffa e tutte le mafie». Oggi è un
giorno importante in Val Susa, il movimento dovrà dimostrare di essere vivo e per nulla
rassegnato. Sono attese migliaia di persone, dalla valle e da Torino, dalle province del
Piemonte ma anche dal resto d'Italia, da tutte le lotte per la difesa dei territori e
dell'ambiente. Il corteo partirà alle 14 dal presidio Maiero-Mejer di Susa (zona
Autoporto) per chiudersi in piazza del Sole intorno alle 18. La dismissione del restauro All'interno del progetto politico di questo governo che
prevede lo smantellamento e la privatizzazione del settore pubblico (scuola, salute,
cultura) applicandovi l'aberrante logica del mercato, si colloca anche la vicenda
dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (Iscr). L'Iscr, istituzione
che ha fatto, anche a livello internazionale, la storia del restauro scientifico
contribuendo alla fruizione del patrimonio culturale, verrà a giorni sfrattato dalla sua
sede storica di P.zza S Francesco di Paola che occupa dal 1939, quando fu fondato da
Cesare Brandi. L'immobile è di proprietà dei Frati Minimi e la vicenda dello sfratto,
iniziata nel 2001, sta giungendo alla sua conclusione nel modo peggiore in quanto non è
stata individuata una sede alternativa idonea. Da circa venticinque anni la metà di
questo istituto (scuola e laboratori di restauro, laboratori di fisica e di documentazione
grafica, biblioteca) si trova nel complesso del S. Michele a Ripa mentre a breve la
restante metà (laboratori di chimica, prove sui materiali, biologia, archivio storico dei
restauri, archivio ed amministrazione) verrà dispersa in ambienti non ancora individuati.
I referenti a livello sia di Ministero dei beni e attività culturali che politico di
tutti gli schieramenti che si sono succeduti non hanno dato risposte concrete per la
collocazione in una sede unica ed idonea e si paventa quindi una totale frammentazione di
questo istituto, anticamera della sua dismissione. Per contrastarla si chiede con forza di
trovare una soluzione che permetta a questa Istituzione di continuare a rendere il proprio
servigio alla collettività attraverso la conservazione del patrimonio culturale, che è
di tutti, e la formazione di operatori del restauro altamente qualificati. 23 gennaio 2010 - Il Bologna Welfare. Dal Comune 400 mila euro
per le persone che hanno perso il lavoro. Bologna - Arrivano i primi dati sulla destinazione dei soldi stanziati dal Comune per il fondo anti crisi. Ieri l'assessore al bilancio Villiam Rossi ha fornito i numeri. Per quanto riguarda gli aiuti "scolastici" per i lavoratori, (quelli colpiti da mobilità, cassa integrazione o contratti di solidarietà), si sono registrati 403 interventi. In specifico si tratta di 55 esenzioni totali e 348 riduzioni di tariffe. Si tratta di sconti per le rette dei nidi, per la mensa e altri servizi a pagamento. Per quanto riguarda i nuovi posti negli asili nido, 50 promessi ad autunno, al momento c'è ne sono 12 e sono in via di assegnazione. In totale si tratta di 420 mila euro ma le domande, per le diverse esenzioni possono essere presentate fino a giugno. Sul fronte dei sostegni al pagamento degli affitti sono state presentate 181 domande, si tratta di 220 mila euro, che si liquidano entro gennaio. Al fondo ordinario sugli affitti sono state presentate 7.700 domande per 4 milioni e 300 mila euro, di cui 1 milione e 400 mila escono dalle casse comunali. Intanto l'assessore Lembi, martedì prossimo, in una conferenza stampa presenterà "ScuolaBologna", per recuperare il "tempo" tagliato dalla Gelmini. Oggi corteo anti crisi, partenza alle 15 in piazza dell'Unità. 23 gennaio 2010 - La Nazione Firenze. TANTE le rassicurazioni arrivate ieri ai sindacati... Firenze - TANTE le rassicurazioni arrivate ieri ai sindacati e alla Rsu del Comune di Firenze. Durante l'incontro in prefettura, in occasione della procedura di raffreddamento, l'amministrazione comunale ha di nuovo ribadito quanto affermato lunedì scorso dal sindaco Matteo Renzi ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Ovvero, che il contratto decentrato non sarà toccato e che dunque gli stipendi dei dipendenti comunali resteranno gli stessi. Smentita anche l'intenzione di interrompere il dialogo con le organizzazioni sindacali. Un segnale di apertura che è stato apprezzato. «L'aria sembra cambiata», è il commento di Stefano Cecchi, delle Rdb Cub. «Aspettiamo però di vedere cosa succede lunedì 1 febbraio, quando incontreremo di nuovo l'amministrazione comunale». «Oggi è stato un primo momento di verifica», aggiunge Giovanni Giuliani, segretario provinciale della funzione pubblica Cisl. «Abbiamo avuto la sensazione di un atteggiamento più dialogante rispetto al passato, anche se per ora non abbiamo ravvisato novità tali da giungere alla firma della conciliazione». In attesa, dunque, del nuovo incontro, resta confermata l'assemblea generale dei lavoratori del Comune di Firenze, in programma giovedì 4 febbraio al Saschall. Confermato anche lo sciopero di lunedì degli educatori e del personale degli asili nido, che incroceranno le braccia per l'intera giornata e, a partire dalle 15.30, manifesteranno insieme agli altri dipendenti comunali sotto Palazzo Vecchio.(mo.pi.) 23 gennaio 2010 - Il Firenze Palazzo Vecchio Firenze - Un incontro in Palazzo Vecchio, il primo febbraio, tra amministrazione comunale, Rsu e le organizzazioni sindacali dei lavoratori del Comune di Firenze per discutere del contratto integrativo e delle risorse per il piano assunzioni. È stato deciso ieri in Prefettura, al termine della procedura di raffreddamento. La Rsu ha invitato tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero, con presidio in piazza della Signoria, del personale degli asili nido previsto per lunedì alle 15.30. «È il primo momento di iniziativa e lotta dei lavoratori e delle lavoratrici del Comune di Firenze», spiega la Rsu. Tutto è iniziato lo scorso 18 gennaio, quando, il sindaco Matteo Renzi aveva dichiarato che lamministrazione comunale «non intende sospendere lapplicazione del contratto decentrato e il pagamento delle indennità». E, intanto, il 4 febbraio al Saschall è in programma lassemblea generale dei dipendenti comunali per discutere di un eventuale sciopero. 23 gennaio 2010 - Andria live Pastore (RdB): per le donne
lavoratrici andare in pensione diventa più duro Andria - Tempi duri per il conseguimento della pensione di
vecchiaia per le donne lavoratrici del pubblico impiego. Lo sottolinea Marco Pastore,
Segretario aziendale della Rappresentanza di Base al Comune di Andria. "Lart.
22-ter della legge n. 102/2009, di conversione del Dl n. 78/2009 introduce, infatti, a
decorrere dal 1° gennaio 2010, per le predette lavoratrici, nuovi requisiti anagrafici
per la maturazione del diritto ad un trattamento pensionistico di vecchiaia nonché per
quello previsto dallart. 1, co. 6, lett. b), della legge n. 243/2004. In
particolare, le disposizioni su indicate individuano, per il 2010, il requisito anagrafico
di 61 anni per accedere al pensionamento di vecchiaia che viene ulteriormente incrementato
di un anno, a decorrere dal 1° gennaio 2012, nonché di un ulteriore anno per ogni
biennio successivo, fino al raggiungimento delletà di 65 anni. Linnalzamento
graduale di tale limite di età scatta anche nei confronti delle lavoratrici del comparto
Sanità, compreso il personale infermieristico, il cui regolamento organico stabilisce il
limite di età di 60 anni per la pensione di vecchiaia. Va evidenziato pure che le
lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2009 i requisiti di età e di
anzianità contributiva previsti dalla normativa attuale conseguono il diritto al
trattamento pensionistico di vecchiaia secondo la previgente normativa e possono chiedere
allente di appartenenza la certificazione di questo diritto. Da ultimo, va suggerita
alle lavoratrici che desiderano continuare ad andare in pensione alletà di 60 anni
una strada per non cadere nella rete del predetto innalzamento graduale delletà
pensionabile per la pensione di vecchiaia. Ecco in breve di cosa si tratta. Nel panorama
legislativo previdenziale esistono due norme che possono far comodo a queste lavoratrici
che desiderano trasferire gratuitamente la posizione contributiva Inpdap presso
lInps dove le donne lavoratrici continuano ad andare in pensione di vecchiaia a 60
anni. 23 gennaio 2010 - Arezzo news 5 febbraio, sciopero dei lavoratori della giustizia Il 5 febbraio sciopereranno i lavoratori della giustizia. La decisione è stata assunta unitariamente da Fp Cgil, Uil pubblica amministrazione, Flp e RdB CUB del pubblico impiego. La Funzione Pubblica Cgil sottolinea come i problemi della giustizia italiana non siano una novità e che si sono progressivamente aggravati nel tempo. I rapporti di istituzioni nazionali ed internazionali, da ultimo il Consiglio dEuropa, denunciano una situazione di degrado al limite del collasso e una durata eccessiva dei processi. A causa di ciò il cittadino si trova in una situazione di impotenza per la negazione del suo diritto costituzionale alla giustizia. "Da tempo ricordano i sindacati - gli uffici giudiziari del paese versano in condizioni gravi, mancano le persone che li facciano funzionare, mancano le risorse e non vi sono progetti di modernizzazione che possano garantire una accelerazione dei tempi dei processi". Il Governo, invece di finanziare il settore con adeguati investimenti e risorse, sceglie un DDL sul cosiddetto processo breve che, in queste condizioni, inevitabilmente determinerà lestinzione dei processi penali, senza alcun miglioramento per lefficienza del servizio. "A ciò si aggiunge la recente firma da parte dell'Amministrazione della Giustizia e delle organizzazioni sindacali minoritarie (CISL e UNSA-SAG) dell'ipotesi di accordo sul Contratto Integrativo che sancisce un nuovo ordinamento professionale che viola il Contratto Nazionale e, separando le funzioni e demansionando il personale, porterà ad un ulteriore peggioramento del servizio e ad una divisione del lavoro che va contro ogni principio di buona organizzazione. LAmministrazione ha rifiutato di aprire un confronto sulla proposta di accordo da noi presentata, improntata allefficienza del servizio e basata su un documento emanato dallo stesso Governo, ovvero lallegato al dpef 2010/13, nel quale si affermava la necessità, per attuare le riforme in programma e quelle già avviate, di dare il giusto riconoscimento professionale al personale e di procedere a 3000 nuove assunzioni, per sopperire alle gravi carenze di organico e garantire la prosecuzione del servizio". FPCGIL, UILPA, RdB e FLP, che hanno presentato questa proposta, "rappresentano la maggioranza dei lavoratori e dunque, preso atto dellatteggiamento contraddittorio e antidemocratico dellAmministrazione che, pur di attuare la violazione contrattuale ha proceduto alla firma con la minoranza dei sindacati, hanno proclamato lo sciopero del personale dell'Organizzazione Giudiziaria per il prossimo 5 febbraio. Il personale degli uffici giudiziari, profondamente demotivato, attende da anni il giusto riconoscimento professionale e lavora in condizioni di gravi carenze di organico, senza mezzi né risorse. In queste condizioni nessuna riforma determinerà l'accelerazione dei tempi dei processi e il buon andamento degli uffici giudiziari. Il 10 luglio scorso concludono i sindacati - abbiamo firmato, insieme con lAssociazione Nazionale Magistrati, lOrganismo Unitario dellAvvocatura, le Magistrature Associate e lAssociazione Dirigenti della Giustizia il 'Patto per la giustizia e per i cittadini' che costituisce una piattaforma unitaria di tutti gli operatori della giustizia e che fa proposte concrete per una vera riforma che porti ad un miglioramento del servizio. 23 gennaio 2010 - Laquila.com PROTEZIONE CIVILE SPA: UN BUSINNES COLOSSALE Roma, 23 gen 2010- La Protezione civile s.p.a.? Un "business miliardiario" e una "concezione sbagliata della difesa del territorio". A lanciare ancora dure critiche al progetto di trasformazione della Protezione civile italiana e a non lesinare critiche al suo capo, Guido Bertolaso, definito "il capo assoluto degli italiani", sono i sindacati di base dei Vigili del Fuoco che stamane a Roma hanno presentato un libro-inchiesta del giornalista Manuele Bonaccorsi dal significativo titolo: "Potere assoluto - La Protezione civile ai tempi di Bertolaso", per i tipi delle Edizioni Alegre. Un libro nel quale lautore definisce Bertolaso il "Re Sole dellintervento pubblico" e ricostruisce gli ultimi fatti legati alla Protezione civile affermando che questa ormai "non si occupa soltanto di soccorsi in caso di calamita naturali ma decide la ricostruzione delle citta disastrate, coordina gli appalti pubblici, amministra risorse finanziarie di proporzioni rilevanti". Una macchina con pochi intralci che "gestisce grandi eventi, manifestazioni sportive, meeting religiosi. Utilizza lemergenza per governare il territorio. Ma non fa prevenzione, come dimostra il caso de LAquila e quello di Messina". Insomma, in un paese delle emergenze continue come il nostro, una organizzazione a cui non manchera mai il lavoro e soprattutto un "business milionario". "Tutte cose - ha sottolineato Paola Palmieri, della Federazione nazionale dei sindacati di base RdB - da noi puntualmente denunciate da mesi e che hanno trovato stranissimi e intricati intrecci trasversali che hanno portato al risultato della S.p.a. Tutto nasce nel 2004 quando il Corpo dei Vigili del fuoco e stato spostato nel cosiddetto Comparto sicurezza alle dirette dipendenze dei Prefetti e cioe del potere politico. La concezione che questo governo ha dellimportante settore della difesa del territorio la sta dimostrando con i suoi ultimi provvedimenti ma una sperimentazione importante ce stata a partire dal G8 di Genova quando, denunciammo che alcuni mezzi del Vigili del fuoco furono riverniciati e usati per lordine publico". Altro esempio negativo della nuova gestione della Protezione civile e venuto, secondo i sindacati di base, anche nellultimo terremoto in Abruzzo. "Basti dire - ha denunciato Antonio Jatano, della RdB Vigili del Fuoco - che a otto mesi dal sisma il centro storico dellAquila e ancora deserto e impraticabile. Tornando allaprile scorso, poi, nessuno ha sottolineato abbastanza che lo svuotamento della Protezione civile si e toccato con mano subito dopo il sisma, con lallertamento che non ha funzionato cosi come e stato disastroso lavvio dei soccorsi. Ricordo che le nostre colonne mobili, subito partite per lAbruzzo, anche per la mancanza di manutenzione, sono state falcidiate bloccandosi per la meta sullautostrada e lintera macchina della Protezione civile non ha, di fatto, funzionato nei primi tre giorni dal sisma". 22 gennaio 2010 - Adnkronos RICERCA: RDB, PRESTIGIACOMO ALLA PROVA SU NUOVA DIRIGENZA ISPRAENTRO 3 MESI SINDACATO PRONTO A GIOCARE CARTA SCIOPERO PER TUTTI GLI ENTI Roma, 22 gen. (Adnkronos) - L'Ispra ha bisogno di una dirigenza che capisca qualcosa di ricerca! E ne ha bisogno con urgenza, ben prima del 31 marzo, data di scadenza di una struttura commissariale (prorogata da poco) che «non ha di certo curricula di tipo scientifico». Una lacuna che purtroppo, stando a quanto affermato dall'Usi Rdb e dai precari dell'Ente nella conferenza stampa di oggi, si è tradotta in una «gestione insufficiente sia dal punto di vista scientifico che amministrativo»: a distanza di 18 mesi dalla nomina i commissari «non hanno ancora scritto nè il regolamento (fermo al Consiglio di Stato), nè lo Statuto che definisce la mission dell'Istituto», ma hanno trovato il tempo per licenziare tanti ricercatori «nonostante le norme vigenti consentissero di evitarlo». Ecco perchè la scelta di una presidenza idonea è per l'appunto uno dei banchi di prova della titolare dell'Ambiente. Stefania Prestigiacomo, infatti, sarà ora chiamata a tenere fede ai nove impegni presi dai commissari nel Protocollo d'Intesa siglato con il sindacato («La prossima settimana - fa sapere Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi Rdb - chiederemo un incontro con i commissari» per verificare l'applicazione del capitolo del protocollo che prevede il rinnovo dei precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo«) e a dimostrare, più in generale, quanto le sta realmente a cuore l'ambiente e la relativa ricerca. Come? Con atti concreti, uno dei quali, scandisce Crisitiano Fiorentini della direzione nazionale Rdb Pubblico Impiego, è appunto quello di »non aspettare la fine di marzo« per ritenere chiusa l'esperienza commissariale e scegliere un presidente nell'ambito di figure della comunità scientifica. Le altre azioni sono, invece, scritte nero su bianco nel protocollo e sono impegni da concretizzare nel tempo. Oggi però è stata anche una giornata dedicata alla presa di coscienza dell'efficacia della strategia di lotta assunta. Salire sul tetto e restarci, nonostante il freddo e tutti i disagi del caso, per ben due mesi di fila, ha funzionato! I precari dell'Ispra sono stati ascoltati dal ministro e di conseguenza i commissari si sono impegnati a rinnovare tutti i contratti in scadenza e a bandire concorsi per selezionare contratti a tempo determinato con riserve di legge per gli interni. E, visto che la lotta ha funzionato e che la ricerca pubblica italiana continua a 'viverè di tagli in Finanziaria e di precarietà (a fronte di »una ricerca privata cui il governo assicura sgravi e quindi risorse«), allora l'Rdb rilancia e si prepara ad »allargare la mobilitazione anche agli altri enti di ricerca, a partire da Enea, Inea e Cnr. Tutti gli enti, infatti, basano le loro attività sui precari!«. Sulla data dello sciopero l'Rdb tace ma fa notare: »Dal 5 gennaio, data in cui è fallito il tentativo di conciliazione, abbiamo tre mesi per indire lo sciopero«. Usi Rdb ancora non ha deciso se allargare lo sciopero a Scuola e Università, ma ha comunque le idee chiare sulla necessità di difendere la ricerca pubblica italiana, soprattutto a fronte di un governo che, come evidenzia Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi Rdb, «finanzia la ricerca privata attraverso sgravi fiscali, senza sottoporla ad alcuna valutazione di merito». Proprio per contrastare questa tendenza l'Rdb sta anche preparando un grande convegno per convincere l'esecutivo, che «i finanziamenti devono essere diretti alla ricerca pubblica». Alla conferenza stampa di oggi ha preso parte anche Michela Mannozzi, delegato sindacale Usi Rdb ricerca nell'Ispra, che è tornata sulle ragioni della scelta del 'tettò, evidenziando «l'incoscienza di chi non ha nulla da perde» e «la forza e la consapevolezza di dover lanciare un grido d'allarme» per un vulnus che riguarda tutta la comunità e non solo i precari dell'Ispra, visto che «i controlli ambientali pubblici» sono anche contemplati anche dalla carta costituzione italiana agli articoli 9 ('La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnicà) e 32 ('La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umanà) e che, restare inermi avrebbe lasciato campo libero ad «una vera e propria mattanza». È stata un'esperienza vincente, ha osservato la portavoce della lotta, «in fondo, però - ha aggiunto con una punta di amarezza - siamo stati due mesi sul tetto per far rispettare norme già in vigore negli altri Enti di ricerca». Resta il fatto, però, che , «grazie a questa scelta, il ministro Prestigiacomo ha aperto un tavolo di trattativa e che il Protocollo d'Intesa che ne è scaturito sconfessa tutte le procedure dei commissari». Altra tappa a breve della vertenza Ispra è, ha fatto sapere Argentini, verificare che l'impegno assunto dalla Provincia si concretizzi: «aveva detto che avrebbe investito 10 mln di euro» rinnovando la Convenzione con l'Ispra e contrattualizzando a tempo determinato i ricercatori necessari ai controlli ambientali sul territorio. «Vogliamo quindi incontrare rappresentanti della Provincia - ha detto - per avere certezza della cosa». Al termine della gestione commissariale, una partita tutta da giocare per l'Usi Rdb Ricerca sarà quella di verificare se diventerà realtà l'impegno meno a breve termine assunto nel Protocollo d'Intesa e cioè se l'Ispra riuscirà ad avere un piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato attraverso concorsi pubblici, valorizzando anche le professionalità interne. 22 gennaio 2010 - Agenzia AMI Accordo dopo 2 mesi sul tetto. Previsto un piano triennale di assunzioniIspra, intesa con il ministero. I ricercatori: «Continueremo a vigilare» I punti: contratti rinnovati, collaborazioni estese a fine 2010, concorsi per recuperare i licenziati di Valerio Perogio Dopo 59 giorni passati sul tetto, ricercatori e tecnici dell'Ispra possono tornare al lavoro con in mano l'intesa raggiunta con il ministero dell'Ambiente. Rinnovati tutti i contratti a tempo determinato, estese collaborazioni e assegni di ricerca in essere al 31 dicembre 2009 fino alla fine dell'anno in corso. Impegno ad attivare concorsi per il recupero dei 250 lavoratori già licenziati in estate. previsto anche un piano di assunzioni per il 2010-2012. Cauta soddisfazione tra dipendenti e sindacati, l'Usi-Rdb: «Il ministro si è impegnata in prima persona, ma la mobilitazione prosegue: cambiano solo le forme». «Un'intesa che ci soddisfa abbastanza». Dalla segreteria Usi-Rdb, la sigla sindacale che dall'inizio ha sostenuto la vicenda Ispra, Claudio Argentini commenta con prudenza il protocollo d'intesa firmato per Ispra con il ministero il 20 gennaio, insieme a Flc-Cgil, Fir-Cisl, Uil-Paur e Cida Anpri. «Un punto di partenza» lo definiscono ricercatori e tecnici precari, scesi dopo due mesi di protesta dal tetto dell'istituto di via Casalotti, ma la vertenza non è finita qui: «Vigileremo che i punti sottoscritti siano tutti rispettati, altrimenti riprenderemo la lotta», spiega Cristiano Fiorentini, altro rappresentante sindacale. Il protocollo, illustrano alla sede della Rdb-Cub, recepisce sostanzialmente alcune delle principali richieste avanzate dall'inizio della protesta. Il ministero, si legge nel documento, rinnova tutti i contratti a tempo determinato dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale «senza soluzione di continuità», a fronte dall'«incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo; si impegna a estendere le collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 - erano 200 i posti a rischio - fino a fine 2010; viene aperta la possibilità di riassunzione per i lavoratori senza contratto da luglio 2009, attraverso specifiche selezioni e saranno inoltre attivati ulteriori bandi per convertire i cosiddetti co.co.co. e assegni di ricerca in contratti a tempo determinato. Previsto infine un piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato e determinato sulla base della normativa vigente. Non mancano comunque le perplessità, «è un accordo che giudichiamo valido per quanto riguarda le nostre richieste, ma resta importante definire le modalità di selezione a tempo determinato, un punto non chiaramente definito», spiega Argentini. Positivo invece l'impegno a recuperare i 250 lavoratori senza contratto dalla fine del giugno scorso: «L'inserimento di selezioni ad hoc è comunque un passo importante per questi lavoratori, che attualmente sono senza stipendio e senza alcun rapporto con l'Ente». L'atteggiamento non cambia sul fronte dei 60 dipendenti Ispra protagonisti dell'occupazione e che da lunedì torneranno al lavoro. C'è cauto ottimismo, molti sono convinti che si può parlare di vittoria perchè «il ministero alla fine ha ceduto». Al di là di tutto Michela Mannozzi, ricercatrice precaria e delegata Usi-Rdb Ricerca per l'istituto, ritiene «confortante che il ministro abbia preso un impegno politico serio per il rilancio dell'ente e per la difesa professionalità dell'Ente» e che il confronto sia avvenuto direttamente con il ministero.«Se il protocollo fosse stato sottoscritto solo dai commissari (l'Ispra è attualmente in gestione commissariale, ndr) non potremmo pensare che il protocollo rappresenta una base di partenza». Una base attorno a cui continuerò a muoversi la mobilitazione dei ricercatori: «La lotta prosegue, cambiano solo le forme: dal tetto, la forma più clamorosa, si passa a quella già in atto oggi più incentrata sulla vertenza, il rinnovo del contratto e le norme. Controlleremo che l'intesa sia applicata secondo fino in fondo». La mobilitazione dunque continua, in programma una conferenza sulla settore ricerca organizzata dall'Usi-Rdb e uno sciopero del settore per contestare un governo «che non investe nella ricerca pubblica, ma regala due miliardi di euro a quella privata». 22 gennaio 2010 - Liberazione
I vigili del fuoco denunciano:
Protezione Civile senza controlli Dalla gestione "mediatica" delle emergenze
fino ad arrivare ai grandi eventi e alle grandi opere. Tutto questo è la Protezione
Civile "modello Bertolaso". Un sistema apparentemente inattaccabile, che ha come
obiettivo quello di superare il mero compito di soccorso in caso di calamità naturali per
il quale è stato creato e che già oggi « decide delle città disastrate, coordina gli
appalti pubblici, amministra risorse finanziarie di proporzioni rilevanti, gestisce grandi
eventi, manifestazioni sportivi, meeting religiosi». Ma alcune crepe, nel solido muro di
"omertà mediatica" eretto dalla premiata ditta B&B, Berlusconi &
Bertolaso, iniziano a notarsi. La prima scalfittura è merito di un libro, dal quale è
tratto il virgolettato di cui sopra, di Manuele Bonaccorsi, intitolato "Potere
assoluto - La Protezione civile ai tempi di Bertolaso" (Ed. Alegre) e presentato,
ieri, tra mille difficoltà, non da "addetti ai lavori" della cultura, ma dai
Vigili del Fuoco aderenti al sindacato Rdb. Tra mille difficoltà perché, inizialmente,
la presentazione, con annesso dibattito al quale hanno partecipato diverse forze politiche
del centrosinistra (presenti Angelo Bonelli, segretario dei Verdi, Francesco Piobbichi,
responsabile politiche sociali del Prc e Orazio Licandro del PdCI) e rappresentanti dei
movimenti aquilani, doveva tenersi nei locali di via Genova, sede del Comando Provinciale
dei Vigili del Fuoco. «Avevamo organizzato tutto» racconta Antonio Jiritano,
responsabile Rdb dei vigili del fuoco, «ma martedì pomeriggio, facendo riferimento a una
circolare, la n.3 del 16 settembre 2009, mai fatta pervenire alle organizzazioni
sindacali, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco presso il Ministero degli Interni ha
bloccato tutto, in quanto il libro in questione, definito "dai contenuti forti"
dal Dipartimento stesso, avrebbe potuto suscitare la contrarietà del capo della
Protezione Civile». Ma alla fine non solo la presentazione c'è stata ugualmente, ma è
stata l'occasione per gettare le basi per un'ampia mobilitazione, sia a livello
territoriale che politico, contro la gestione privata e privatistica della Protezione
Civile, «un organo che ormai utilizza l'emergenza per governare il territorio,
dimenticandosi, però, di fare "prevenzione e monitoraggio"» ha spiegato
Michele D'Ambrogio, coordinatore nazionale Rdb Pubblico Impiego. «Per dare l'idea della
sproporzione di mezzi e stanziamenti economici» ha sottolineato Manuele Bonaccorsi
«basti pensare che mentre, nel 2008, per far fronte allo stato di emergenza dichiarato
per Messina, dove poi si sarebbe verificata la drammatica alluvione di pochi mesi fa, sono
stati stanziati appena 3 milioni di euro, per organizzare il G8 della Maddalena di milioni
ne sono stati spesi 300». Intesa al ministero dopo 57 giorni
sul tetto della sede. «Ora la stabilizzazione» Dopo 57 giorni passati sul tetto, i precari dell'Ispra, l'ente per la protezione e la ricerca ambientale, hanno siglato un accordo con il ministero dell'Ambiente. Dopo un primo incontro interlocutorio svoltosi l'11 gennaio, seguito da alcuni tavoli tecnici, mercoledì scorso si è aperta la seduta decisiva. Iniziata alle 15, la trattativa è terminata a mezzanotte. «All'inizio le posizioni erano molto distanti», racconta Emma Persia dell'Usi-Rdb. Alla fine nove sono stati i punti su cui si è trovato un compromesso, tra cui il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato» e nuovi bandi. Nella mattinata di ieri si è tenuta l'assemblea dei lavoratori per discutere i contenuti dell'accordo, al temine della quale gli occupanti hanno deciso di scendere dal tetto. «Sono stati giorni carichi di emozioni intense», spiegava una di loro. Iniziata in sordina a fine di novembre, la protesta ha lentamente guadagnato terreno e visibilità mediatica, soprattutto sotto le feste di fine anno quando il commissario prefettizio messo alla testa dell'ente ha deciso la serrata dei cancelli chiudendo gli occupanti all'interno. Una delegazione di deputati giunti in visita ha dovuto quasi scavalcare i cancelli per entrare. Allora la popolazione del quartiere è venuta incontro ai precari in lotta portando cibo, panettoni, spumante e solidarietà. Pochi giorni dopo, malgrado le intemperie, un incontro pubblico si è tenuto sulla piazza di Casalotti dove ha sede l'Ispra. «L'assemblea - ha riferito Michela Mannozzi, portavoce degli occupanti - ha dato un giudizio positivo sull'intesa con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell'ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari». L'accordo stipulato prevede il mantenimento dei livelli occupazionali (i 230 contratti in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo saranno tutti rinnovati), l'impegno a riassorbire i lavoratori mandati via a giugno e la conversione successiva a forme contrattuali a tempo indeterminato. Tra due mesi sarà eseguita una prima verifica. Incontri periodici sono stati previsti per controllare le modalità di applicazione degli accordi. La ministra Prestigiacomo si è portata garante del protocollo d'intesa. Scesi dal tetto, i precari avviano ora la seconda fase della loro lotta mantenendo lo stato di agitazione. Oltre a vigilare sull'intesa, i ricercatori puntano sul rilancio dell'attività dell'Ispra a partire innanzitutto dall'interruzione del regime commissariale dell'istituto e la nomina di nuovi vertici con competenze scientifiche e una cultura del controllo e della ricerca ambientale. All'interno di questo percorso l'obiettivo è il varo di un nuovo statuto che sfoci anche in un piano triennale di assunzioni. Tra le varie questioni ancora non risolte vi è il mantenimento della sede di Casalotti, che i commissari prefettizi sollevando pretestuosi problemi di sicurezza mai certificati hanno messo sul mercato. Il progetto di smantellamento dell'Ispra prevedeva, infatti, oltre alla dismissione dell'immobile, la cessione del parco della Cellulosa di proprietà dell'ente e unico spazio verde del quartiere. Una cessione che, accompagnata da un cambio di destinazione d'uso, fa gola alla speculazione edilizia molto attiva nella zona, un tempo terreno del piccolo abusivismo edilizio tirato su a "pane e cipolla", tipico delle borgate della periferia romana, e oggi oggetto delle mire della grande speculazione. Il parco della Cellulosa si trova a ridosso del comprensorio del monte Aurelio, dove è stata proposta la costruzione del nuovo stadio calcistico dell'As Roma, accompagnato da importanti cubature di cemento residenziale e commerciale e opere di urbanizzazione come il prolungamento della metropolitana. Alle 12 di oggi gli ex occupanti del tetto terranno una conferenza stampa presso la sede nazionale delle RdB nella quale annunceranno le prossime tappe della battaglia in difesa della ricerca pubblica. 22 gennaio 2010 - Terra Protezione civile, laffaire
della privatizzazione Il primo appuntamento per il No Bertolaso Day, sarà sabato, a LAquila, in un convegno indetto dai comitati dei terremotati, contro la trasformazione della Protezione civile in una società per azioni. Come prevede un decreto legge già in vigore, che nei prossimi giorni sarà discusso in Parlamento per lapprovazione definitiva. Per pubblicizzare liniziativa i ragazzi del 3e32 e di Epicentro solidale hanno riempito la città di manifesti: «198 euro un giubbino della Protezione civile; 35 euro un buono pasto per chi lavora al dipartimento, contro i 5 euro a pasto per i vigili del fuoco». Evento che ha suscitato limmediata reazione del capo della protezione civile Guido Bertolaso, abituato ad accettare le provocazioni: «Non abbiamo nulla da nascondere - ha detto il sottosegretario - nulla da temere, ben vengano queste critiche, tanto sono i risultati che contano». Certo, qualche domanda più precisa gli aquilani - come i napoletani, i messinesi e i tanti altri che hanno avuto a che fare con le mille emergenze annunciate del Paese - vorrebbero rivolgerla alluomo delle catastrofi. Il quale su Repubblica, laltro ieri, smentiva ogni accusa su uneccessiva spesa della Protezione civile, avanzata dal giornalista di Left Manuele Bonaccorsi nel suo libro Potere assoluto, la protezione civile ai tempi di Bertolaso: «Sciocchezze, il nostro bilancio è di circa un miliardo lanno». Se Bertolaso non avesse nulla da nascondere potrebbe anche rendere pubblici i dati sullemergenza rifiuti campana e quelli dei cantieri della Maddalena, coperti dal segreto di Stato. E pubblicare, magari, un bel contro dossier, per farci sapere, per ogni ordinanza (elenco molto lungo, sono oltre 600 dal 2001), quanti soldi pubblici sono stati spesi senza rispettare regolamenti ambientali, urbanistici e il codice degli appalti pubblici. Prima che la Protezione civile deleghi tutto alla sua Spa. La quale potrà gestire «progettazione, scelta del contraente, direzione lavori, lacquisitura di forniture e servizi ». E domani, magari, costrui re grandi opere malvolute dalla popolazione o centrali nucleari. Se necessario con lintervento dellesercito, come accaduto per lemergenza rifiuti di Napoli. Il tutto in deroga allintero ordinamento giuridico italiano, grazie ai poteri speciali delle ordinanze di Protezione civile. Qualcosa, però sembra scricchiolare. Contro la Spa pende il duro atto daccusa dei sindacati. Cgil e Rdb, il sindacato di base molto rappresentativo tra i vigili del fuoco, secondo cui la Protezione civile Spa rappresenta «un business miliardiario e una concezione sbagliata della difesa del territorio». Anche parte del volontariato è con loro - oltre un milione di cittadini nel Paese - che comincia a interrogarsi se la Protezione civile di Bertolaso si sia o meno trasformata in altro, rispetto agli obiettivi originari. Dure critiche anche da esponenti dellopposizione. «La Protezione civile di Bertolaso è divenuta un problema per la democrazia, per la legalità costituzionale. A pagarne i costi sono i cittadini. Basti pensare allinceneritore di Acerra, che viola sistematicamente i limiti delle emissioni di polveri sottili, avvelenando unintera città», ha affermato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. «Laccentramento personalistico e la privatizzazione produce una progressiva e costante mortificazione degli operatori della Protezione civile, ma anche di vigili del fuoco, volontari, lavoratori e collaboratori, ed esalta al contempo i vizi del sistema, rendendoli insindacabili», ha denunciato Leoluca Orlando, portavoce dellItalia dei Valori, durante la presentazione del libro di Manuele Bonaccorsi. «Come il testo spiega egregiamente - ha proseguito Orlando - Bertolaso si comporta ormai come sovrano assoluto e gestore unico di eventi di ogni tipo, dalle calamità naturali ai meeting religiosi e ai viaggi pastorali dei pontefici. Tutto ciò senza nessuno controllo di spese e appalti». Il portavoce dellItalia dei Valori, infine, ha annunciato un atto ispettivo, a partire dal libro, insieme a Sergio Piffari dellIdv. «Bertolaso dica pubblicamente a quanto ammontano le spese della Protezione civile, e smentisca, se può, i dati pubblicati in questi giorni dai giornali», ha aggiunto Orazio Licandro dei Comunisti italiani. Intanto i senatori del Pd Bianco, Adamo, Bastico, Ceccanti, De Sena, Incostante, Marino, Sanna e Vitali del Pd hanno presentato una «proposta alternativa di parere », che boccia la Protezione civile Spa, ritenuta, incostituzionale e contraria alla legislazione vigente. 22 gennaio 2010 - Avvenire Ispra, fatto laccordo. I
precari scendono Tutti giù dal tetto, laccordo è stato firmato.
Cinquantanove giorni dopo si chiude la protesta dei lavoratori dellIspra, in
mobilitazione permanente dal 24 novembre scorso. Decisiva lintesa raggiunta nella
notte di mercoledì tra i ricercatori e il ministero dellAmbiente, che ha portato al
rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato «senza soluzione di continuità» .
Accolte dunque le richieste dei precari, secondo cui è stato fatto «un passo importante
per bloccare il processo di smantellamento dellente e si è aperta una finestra per
poter recuperare i lavoratori già licenziati» . Soddisfatto anche il ministro
dellAmbiente, Stefania Prestigiacomo, che ha voluto chiudere a tutti i costi la
vicenda e ha parlato di «intesa difficile e sofferta. È prevalsa la positiva volontà di
tutte le parti di non disperdere un patrimonio di esperienza e professionalità» . 22 gennaio 2010 - Il Manifesto Accordo sui contratti Dopo 57 notti
precari giù dal tetto Roma - Hanno passato sul tetto anche la
cinquantasettesima notte, quella dell'accordo. Tredici ore di confronto serrato al
ministero, una notte a discutere e un'affollatissima assemblea ieri mattina per decidere
se togliere la riserva dalla firma apposta la notte precedente. Il «sì» è stato
bulgaro. Solo allora, prima di smontare il tendone sul tetto di via Casalotti, hanno
brindato. 22 gennaio 2010 - EPolis Roma ![]() Via Casalotti. Dopo due mesi di lotta, sciolto il presidio dei ricercatori dell'Istituto di ricerca ambientale Giù dal tetto i precari dell'Ispra c'è l'accordo, contratti rinnovati Mannozzi (UsiRdb): "Confermate 230 persone in scadenza, spiraglio per i licenziati"
Roma - Dopo due mesi al freddo, alla fine i precari dell'Ispra sono scesi dal tetto di via Casalotti. Dopo lunghe trattative è stato siglato al ministero dell'Ambiente un protocollo di intesa sulla vertenza dei precari Ispra (Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale). A siglare l'accordo sono stati il ministro dell'Ambiente, il commissario Ispra e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. "L'assemblea ha dato un giudizio positivo sull'intesa, con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell'ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari - ha detto Michela Mannozzi dell'Usi RdB, portavoce della lotta sul tetto - Tra i 230 precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati". Oggi a mezzogiorno, alla Federazione Nazionale RdB Via dell'Aeroporto 129, in programma l'assemblea dei ricercatori. "Soddisfazione" per il positivo esito della trattativa è stato espresso dal ministro Prestigiacomo. "È prevalsa - ha detto il ministro - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente". Soddisfatto anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: "Credo che la vicenda dell'Ispra possa diventare un simbolo per chi non si arrende e per chi vuole difendere il diritto al lavoro e la valorizzazione delle eccellenze del nostro Paese". Meno entusiastiche le reazioni di Alessandra Tibaldi, assessore regionale al Lavoro, e del senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica:"Parziale soddisfazione per l'intesa firmata fra il Ministero dell'Ambiente e i rappresentanti sindacali dei lavoratori dell'Ispra - dice Pedica - innanzitutto perchè le garanzie contrattuali sono solo fino a dicembre prossimo, in secondo luogo perchè per 200 lavoratori non c'è ancora certezza di reintegro, ed infine perchè non posso esimermi dal pensare che per vedere riconosciuto il diritto fondamentale al lavoro non dovremmo essere costretti a passare due mesi, giorno e notte, sui tetti". "L'accordo firmato la notte scorsa sulla vertenza dei precari Ispra dimostra che la lotta paga". Così il portavoce della Federazione della Sinistra Paolo Ferrero, idem Ivano Peduzzi, portavoce in Consiglio regionale della Federazione della Sinistra (Prc-Pdci, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà) e Claudio Fiorella, responsabile Lavoro Prc Lazio. I punti principali dell'accordo riguardano il rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità; l'impegno a continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca, attivi al 31 dicembre 2009, fino al 31 dicembre 2010; l'impegno ad attivare, sulla base delle esigenze dell'Istituto, ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca; il bando di concorsi pubblici, a tempo indeterminato e a tempo determinato, nel triennio 2010-2012; la previsione di incontri periodici con la componente ministeriale per il monitoraggio dell'attuazione del protocollo.(P.A.) 22 gennaio 2010 - La Repubblica Ispra, vincono i precari: stop alla
protesta sul tetto Roma - Dopo 59 giorni di protesta, ieri alle 13, i precari dell´Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono scesi tutti dal tetto della loro sede di lavoro. «Dopo 14 ore di trattativa - ha detto un precario - hanno risposto alle nostre richieste all´80-90 per cento». L´accordo è stato siglato da ministero dell´Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Con l´intesa si è sventato il rischio di lasciare a casa 200 persone. Per quanto riguarda il Protocollo d´intesa, sono nove i punti che compongono l´accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell´ambito della disponibilità economica, motivato dall´incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo»; l´impegno a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010», fatte salve necessità relative ai progetti. C´è poi l´impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell´accordo, e i concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. Soddisfatta Stefania Prestigiacomo ministro dell´Ambiente: «Una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti. E´ prevalsa la positiva volontà di tutte le parti per trovare le soluzioni possibili e non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell´Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell´ambiente nel nostro Paese». La striscione dei lavoratori del
Cup. Bologna - Il web si divide, ma le Rdb hanno le idee chiare sul Cinzia-gate: «Contro la crisi, un bancomat per tutti». Questo l´ironico slogan che i sindacati di base porteranno in corteo sabato, nero su bianco su uno striscione. Più sfumata la risposta della rete. In tempi di grillismo semplici ombre sull´operato di un politico bastano a invocare i fantasmi: da Mario Chiesa al ritorno nell´agenda della sinistra della berlingueriana «questione morale», passando per «un complotto organizzato dalla P2». Il popolo della web si spacca e il Cinzia-gate non fa eccezione, suscitando sentimenti contrastanti tra gli internauti che hanno firmato gli oltre 200 commenti apparsi sul sito di Repubblica Bologna. C´è chi, rievocando i recenti scandali che hanno coinvolto il premier Silvio Berlusconi, invoca «10 domande» per Flavio Delbono e coloro i quali, al contrario, chiedono che Cinzia Cracchi faccia «chiarezza» nella speranza che «la bufera passi presto». Se per stm01 esprimersi prima della conclusione delle indagini significa «avere atteggiamenti pregiudiziali», per alcontrario il sindaco «dovrebbe dimettersi» senza pensarci due volte anche se i reati contestati non sembrano tali, dice laos, da «obbligare a lasciare la carica in caso di rinvio a giudizio». Altri esprimono fiducia «nell´operato della magistratura», ma non manca l´ironia nel commentare una vicenda che ha sorpreso non pochi elettori del Pd: «Con le salsicce non si scherza» ammonisce Nopolpot. Marcone non ha dubbi che «Delbono uscirà indenne da questa storia», ma molti consigliano al primo cittadino almeno di «autososperdersi» in attesa di far luce sulla vicenda. Sarà una «storiella da balera» o una classico «esempio di nepotismo» le notizie corrono sul web ed il popolo dei lettori non esita a dire la sua. 22 gennaio 2010 - Il Tempo Protesta I precari sono rimasti sul
tetto dell'Istituto per 59 giorni Roma - Si tratta dei ricercatori che verranno sicuramente ricordati per l immagine simbolo del panettone che «vola» oltre i cancelli proprio la notte di Natale. Per loro è arrivato l'accordo sindacale che apre le porte alle assunzioni e al salvataggio di 200 persone. «Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa alle 23:00 del 20 gennaio - ha detto uno dei precari che hanno vissuto per quasi due mesi sul tetto dell'Istituto, Simone Canese, di 40 anni - abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all'80-90 per cento e oggi intorno alle 13:00 siamo scesi dal tetto». L'accordo è stato siglato da ministero dell'Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Al momento della sigla il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva parlato di un'intesa «difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti». L'intesa garantisce, tra l'altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. Nove i punti dell'accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo; l'impegno a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010», fatte salve necessità relative ai progetti; l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. 22 gennaio 2010 - La Stampa ROMA. Alla fine duecento ce
lhanno fatta a salvare il posto di lavoro per un altro anno... ROMA - Alla fine duecento ce lhanno fatta a
salvare il posto di lavoro per un altro anno. Sono i ricercatori dellIspra,
lIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Dai supplenti delle
scuole agli operai delle fabbriche in tanti in questi ultimi mesi sono saliti sui tetti
dei loro luoghi di lavoro per richiamare lattenzione sui licenziamenti o sui mancati
rinnovi dei contratti. 22 gennaio 2010 - Leggo Roma. Quasi due mesi sul tetto... Roma - Quasi due mesi sul tetto, Natale compreso, per difendere il posto di lavoro e poi finalmente la svolta: i ricercatori precari dellIspra hanno trovato un accordo con il ministero dellAmbiente e, ieri, hanno lasciato il presidio di via Casalotti. «Siamo soddisfatti dellintesa ha commentato la portavoce della protesta, Michela Mannozzi dellUsi RdB - con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dellente che passava attraverso il licenziamento dei precari. Ora i 230 lavoratori in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati. Noi manteniamo comunque lo stato di agitazione e vigileremo sullattuazione degli accordi».(L.Loi./ass) 22 gennaio 2010 - La Stampaweb Diritto di cronaca Alla fine in duecento ce lhanno fatta a salvare il
posto di lavoro per un altro anno. Sono i ricercatori dellIspra, lIstituto
superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Dai supplenti dellle scuole agli
operai delle fabbriche in tanti in questi ultimi mesi sono saliti sui tetti dei loro
luoghi di lavoro per richiamare lattenzione sui licenziamenti o sui mancati rinnovi
dei contratti. 22 gennaio 2010 - Il Piccolo DUE MESI SUL TETTO ROMA - Dopo quasi due mesi di protesta sul tetto dellistituto per non perdere il lavoro (compresa la notte di Natale) è arrivata la notizia: siglata l'intesa tra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Si tratta dei lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Per quanto riguarda il protocollo d'intesa, sono nove i punti che compongono l'accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo». 22 gennaio 2010 - Il Messaggero Roma. Dopo 59 giorni di protesta, ieri, i precari... Roma - Dopo 59 giorni di protesta, ieri, i precari dellIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono tutti scesi dal tetto. «Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa la sera di mercoledì - ha detto Simone Canese, di 40 anni, uno dei precari che ha vissuto sul tetto dellIstituto - abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste allottanta per cento». Laccordo è stato siglato da ministero dellAmbiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Lintesa garantisce, tra laltro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. Con lintesa si è sventato il rischio, ha sottolineato Canese, di lasciare a casa duecento persone. 22 gennaio 2010 - La Provincia di Cremona Contratti. Quasi due mesi di
protesta a cielo aperto ROMA È finita alle 13 di ieri la protesta dei precari tettisti che hanno resistito 59 giorni sul tetto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) per difendere il posto di lavoro. Si tratta dei ricercatori che verranno sicuramente ricordati per l' immagine simbolo del panettone che vola oltre i cancelli proprio la notte di Natale. Per loro è arrivato l'accordo sindacale che apre le porte alle assunzioni e al salvataggio di 200 persone. «Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa alle 23 del 20 gennaio ha detto uno dei precari che hanno vissuto per quasi due mesi sul tetto dell'Istituto, Simone Canese, di 40 anni abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all' 80-90 per cento e ieri intorno alle 13 siamo scesi dal tetto». L'accordo è stato siglato da ministero dell'Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. L'intesa garantisce, tra l'altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. Nove i punti dell'accordo. Tra questi il rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato, l'impegno a continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative, l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. 22 gennaio 2010 - Il Messaggero Veneto Ispra, accordo dopo le proteste: lavoratori per 59 giorni sul tetto ROMA - È finita alle 13 di ieri la protesta dei precari
"tettisti" che hanno resistito 59 giorni sul tetto dellIstituto superiore
per la protezione e la ricerca ambientale per difendere il posto di lavoro. Si tratta dei
ricercatori che verranno sicuramente ricordati per limmagine simbolo del panettone
che "vola" oltre i cancelli proprio la notte di Natale. Per loro è arrivato
laccordo sindacale che apre le porte alle assunzioni e al salvataggio di 200
persone. 22 gennaio 2010 - La Gazzetta di Parma ISPRA Roma - Quasi due mesi sul tetto per non perdere il lavoro e mercoledì sera, dopo aver passato anche la notte di Natale al presidio a cielo aperto, è arrivata la notizia: siglata lintesa tra il ministero dellAmbiente e i rappresentanti dei sindacati. Sono i lavoratori precari dellIstituto superiore protezione e ricerca ambientale (Ispra). 22 gennaio 2010 - Radio Città Aperta Protezione Civile Spa. Un
libro-inchiesta Roma - La Protezione civile s.p.a rappresenta un 'business miliardario' e una 'concezione sbagliata della difesa del territorio'. A lanciare ancora dure critiche al progetto di trasformazione della Protezione civile italiana e a non lesinare critiche al suo capo, Guido Bertolaso, definito ''il capo assoluto degli italiani'', sono le RdB dei Vigili del Fuoco che ieri mattina a Roma hanno presentato un libro-inchiesta del giornalista Manuele Bonaccorsi dal significativo titolo: ''Potere assoluto - La Protezione civile ai tempi di Bertolaso'', edito dalle Edizioni Alegre. Un libro nel quale l'autore definisce Bertolaso il ''Re Sole dell'intervento pubblico'' e ricostruisce gli ultimi fatti legati alla Protezione civile affermando che questa ormai ''non si occupa soltanto di soccorsi in caso di calamità naturali ma decide la ricostruzione delle città disastrate, coordina gli appalti pubblici, amministra risorse finanziarie di proporzioni rilevanti''. «Il centro d'interesse della protezione civile dichiara Bonaccorsi durante la conferenza stampa organizzata da RdB Pubblico Impiego -, oramai non è più la prevenzione ma l'ingegneria fisica. Alla protezione civile interessa la gestione del potere che viene dall'alto e discende al basso. Quando il sindaco di Catania Umberto Scapagnini è stato chiamato dai consiglieri comunali per relazionare su come stesse utilizzando il denaro dei cittadini, ha risposto che lui non aveva nulla da dire: a Catania aveva avuto il potere dall'altro, da Berlusconi stesso e non dal Comune». Secondo il giornalista, quello proposto da Bertolaso e dal Governo «è un modello da ripetere: questo è il potere assoluto. Non esiste potere più assoluto di quello che il proprietario ha rispetto alla sua proprietà e questa, al momento, è una precisa concezione della cosa pubblica». Come esempio, Manuele Bonaccorsi prende il terremoto dell'Aquila dello scorso aprile: «I campi sono diventati subito campi militari, dove era impedito ai cittadini di riunirsi e discutere. Il modello di costruzione è diventato solo un grande affare. E infatti 8000 aquilani sono ancora negli alberghi della costa. Bisogna fermare questa protezione civile Spa, impedire che diventi cosa privata. C'è da difendere la costituzione e la democrazia italiana». La protezione diventa sempre più una macchina con pochi intralci che ''gestisce grandi eventi, manifestazioni sportive, meeting religiosi. Utilizza l'emergenza per governare il territorio. Ma non fa prevenzione, come dimostrano il caso de L'Aquila prima e quello di Messina dopo''. ''Tutte cose - ha sottolineato Paola Palmieri, della Federazione Nazionale delle RdB - da noi puntualmente denunciate da mesi e che hanno trovato stranissimi e intricati intrecci trasversali che hanno portato al risultato della S.p.a. Tutto nasce nel 2004 quando il Corpo dei Vigili del fuoco è stato spostato nel cosiddetto 'Comparto sicurezza' alle dirette dipendenze dei Prefetti e cioè delle emanazioni territoriali del potere politico. La concezione che questo governo ha dell'importante settore della difesa del territorio la sta dimostrando con i suoi ultimi provvedimenti ma una sperimentazione importante c'è stata a partire dal G8 di Genova quando già denunciammo che alcuni mezzi del Vigili del fuoco furono riverniciati e usati con funzioni di ordine pubblico''. Altro esempio negativo della nuova gestione della Protezione civile è venuto, secondo i sindacati di base, anche nell'ultimo terremoto in Abruzzo. ''Basti dire - ha denunciato Antonio Jiritano, della RdB Vigili del Fuoco - che a otto mesi dal sisma il centro storico dell'Aquila è ancora deserto e impraticabile. Ricordo che le nostre colonne mobili, subito partite per l'Abruzzo, anche per la mancanza di manutenzione, sono state falcidiate bloccandosi per la metà sull'autostrada e l'intera macchina della Protezione civile non ha, di fatto, funzionato nei primi tre giorni dal sisma''. La presentazione del libro e il lungo dibattito al quale hanno preso parte oltre all'autore Bonaccorsi e gli esponenti dei sindacati di base dei Vigili del Fuoco anche esponenti dei comitati abruzzesi, si doveva tenere nei locali del Comando Provinciale dei VVFF di Roma, in Via Genova. Ma martedì il Ministero degli Interni con una banale scusa lo ha vietato, obbligando le RdB del Pubblico Impiego a cercare un'altra sala. A proposito di potere assoluto... Lazio. La Corte dei Conti boccia i
piani antideficit della sanità. Roma - "Da anni lottiamo, in completa solitudine, contro i piani di rientro dal deficit additandoli come uno strumento fallimentare di gestione della sanità pubblica" dichiara Licia Pera dellesecutivo nazionale sanità della RdB/CUB. In nome dei Piani di Rientro sono stati chiusi interi ospedali e servizi, tagliati posti letto (più di 4000 solo nel Lazio), ridotto fino al collasso il personale sanitario con il blocco del turn over, decurtati i salari e avviati alla mobilità e al licenziamento centinaia di precari e operatori della sanità privata e innalzate ai massimi livelli le tasse regionali, "senza che in alcun modo ciò si sia tradotto in maggiore qualità dellassistenza e delle prestazioni, come del resto dimostrano laumento del deficit e lallungamento delle liste dattesa" prosegue la sindacalista. "Fin dalla vicenda Lady ASL abbiamo dimostrato attraverso la stesura di numerosi libri bianchi, oggetto di attenzione della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica, dove risiedano realmente gli sprechi: cartolarizzazioni, appalti, esternalizzazione dei servizi, proliferazione di manager da stipendi milionari con lauti extra pure in assenza di risultato" continua indignata la sindacalista "siamo perciò soddisfatti che il nostro grido non sia più isolato ma addirittura confermato da un organo autorevole come la Corte dei Conti attraverso una dettagliata relazione, che dovrebbe far riflettere numerose forze politiche e sindacali che di quei Piani sono stati artefici e sostenitori". E il caso che riflettano a fondo anche quanti si apprestano a campagne elettorali tutte allimpronta delle promesse di "buona sanità", nel Lazio in particolare, le parole dordine finora agitate sono da una parte la rinegoziazione del Piano di Rientro e dallaltra loperazione "trasparenza", "programmi che devono essere rivisitati al più presto se anche la Corte dei Conti dichiara il fallimento totale del primo e lincompatibilità del secondo stante la conferma dellattuale politica sanitaria. E evidentemente arrivato il momento di cambiare rotta." conclude la sindacalista. 22 gennaio 2010 - Il Giornale della Protezione Civile I costruttori temono la nascita di
una nuova e potente edilizia di stato "La spa della Protezione civile e', insieme al commissariamento per il piano carceri, un altro segnale della volonta' di procedere negli appalti pubblici con procedure straordinarie, ed emergenziali, in deroga alle regole ordinarie. Una cosa del genere non puo' passare con un decreto legge senza che si svolga un ampio dibattito". E' quanto afferma, in un'intervista al Sole 24 Ore, il presidente della Ance Paolo Buzzetti, aggiungendo che "dopo aver vinto con la legge sui servizi pubblici locali una battaglia storica contro l'in house, ora lo Stato si dota di una struttura in house le cui competenze hanno confini incerti. Un general contractor di Stato che ci fa tornare ai tempi dello Stato costruttore. Incredibile". Secondo Buzzetti "c'è il timore largamente condiviso nel nostro mondo che si vogliano estendere a questa struttura le competenze relative a eventi speciali di ogni tipo. Ora, passi per emergenze vere come la prima ricostruzione in Abruzzo, ma sarebbe assurdo pensare di affidare a questa spa, fuori di tutte le regole di mercato, organizzazione di eventi come Olimpiadi, G8 o Expo. Il decreto legge presenta profili di incostituzionalità, lo dicono anche autorevoli esponenti della maggioranza". Per quanto riguarda il piano carceri, Buzzetti riferisce che "il ministro Alfano sei mesi fa ha chiamato Confindustria e noi, ci ha chiesto se c'era spazio per operazioni finanziate da private. Abbiamo dato questa disponibilita' e abbiamo prospettato alcuni strumenti. Ci siamo messi a studiare le soluzioni. poi improvvisamente apprendiamo, senza che nessuno ci avvisi, che si procedera' con un commissario e le regole di emergenza della protezione civile. Non va bene. Abbandonando le regole ordinarie, convinti che con la protezione civile si faccia prima, non solo vengono meno le regole fondamentali di trasparenza, ma si rinuncia anche ad accelerare le procedure ordinarie come noi chiediamo da tempo. La via maestra - conclude - deve essere quella, procedure ordinarie veloci, non leggi speciali". Contro la privatizzazione della Protezione Civile hanno manifestato inoltre ieri a Roma le RdB e i Vigili del Fuoco. 22 gennaio 2010 - Rassegna.it Giustizia, 5 febbraio sciopero operatori giudiziari Fp Cgil, Uil Pa, RdB e Flp, hanno proclamato lo sciopero del personale dell'Organizzazione Giudiziaria per il prossimo 5 febbraio 2010. "Il personale degli uffici giudiziari - si legge in un comunicato delle organizzazioni sindacali - è profondamente demotivato e attende da anni il giusto riconoscimento professionale e lavora in condizioni di gravi carenze di organico, senza mezzi né risorse". "Il 10 luglio scorso - spiegano ancora le organizzazioni sindacali - abbiamo firmato, insieme con lAssociazione Nazionale Magistrati, lOrganismo Unitario dellAvvocatura, le Magistrature Associate e lAssociazione Dirigenti della Giustizia il 'Patto per la giustizia e per i cittadini' che costituisce una piattaforma unitaria di tutti gli operatori della giustizia e che fa proposte concrete per una vera riforma che porti ad un miglioramento del servizio". Per illustrare le motivazioni dello sciopero le 4 sigle hanno convocato una conferenza stampa per il prossimo 26 gennaio alle ore 12,30 presso la Sala Conferenze della Corte DAppello di Roma "per discutere insieme agli altri operatori della giustizia ed ai rappresentanti delle forze politiche di cosa serve per far funzionare veramente la giustizia nel nostro Paese". 22 gennaio 2010 - Il Giornale del Treviglio «Il Comune faccia qualcosa per l'ospedale» Romano - Il sindacato Rdb dell'ospedale di Romano attacca
l'Amministrazione comunale. Dopo i numerosi episodi di scarsa sicurezza nel nosocomio
cittadino (l'ultimo in ordine di tempo è stato l'«assalto» di un gruppo di zingari il
31 dicembre ai danni del Pronto soccorso), il responsabile Roberto Cortesi ha chiesto
l'intervento del Comune, in particolare della Lega Nord, affinchè si mobiliti presso la
Regione. 22 gennaio 2010 - Il Resto del Carlino Ispra, i lavoratori scendono dal tetto Accordo dopo 59 giorni di protesta ROMA - Dopo 59 giorni di protesta, ieri i precari dell'Ispra sono scesi tutti dal tetto. L'accordo trovato garantisce, tra l'altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. Fini, accuse di bluff ZOLA PREDOSA - Tensione anche alla Fini compressori, azienda di Zola che nei giorni scorsi ha annunciato l'esubero di 106 dipendenti su 260. Il Comune in una nota solidarizza con i lavoratori, mentre Nicoletta Frabboni (Flmu-Rdb), in vista del corteo di domani contro la crisi, accusa l'azienda di dirottare una parte della produzione in un altro magazzino per fare apparire ancora inferiore l'attività. Accusa rafforzata da Tiziano Loreti (ex dipendente, oggi esponente di Terre Libere), che sostiene che l'operazione servirebbe anche a garantire «una valvola di sfogo» all'azienda in modo da aggirare eventuali blocchi messi in campo dai lavoratori dello stabilimento di via Toscana.(g.m.) Bologna. I DIPENDENTI del Cup 2000 iscritti al sindacato di base Rdb... Bologna - I DIPENDENTI del Cup 2000 iscritti al sindacato di base Rdb, si ritagliano uno spazio nel Cinzia-gate' con questo messaggio ironico: «Contro la crisi, bancomat per tutti». Recita così lo striscione che porteranno alla manifestazione in piazza domani. 22 gennaio 2010 - Il Gazzettino «Privatizzato il pronto soccorso negli ospedali dellAsl 5» Vicenza - LAsl 5 Ovest Vicentino affida a unimpresa specializzata, la Efds srl di Casalecchio di Reno (BO), per 46mila euro al mese, lespletamento di prestazioni mediche di pronto soccorso da effettuarsi presso gli ospedali di Arzignano, Montecchio Maggiore e Valdagno per il corrente anno. Il direttore generale Renzo Alessi ha preso tale decisione per scongiurare linterruzione di pubblico servizio, la diminuzione dei livelli di assistenza in atto e linterruzione della continuità assistenziale. Forte la reazione di Germano Raniero dellRdb-Cub, che in una lettera al dg dellAsl 5 scrive: «Come mai una scelta simile? ci risulta che questi medici privati siano numerosi con relativo impegno di spesa non trascurabile. Solitamente per prestazioni del genere si va a concorsi per assunzione diretta: questi concorsi sono stati indetti? E come mai non si è provveduto ad assumerli nello scorso anno? Crediamo che questa vicenda sia utile spiegarla alla popolazione, da parte nostra siamo ad esprimerle la contrarietà a questa forma di "privatizzazione" e ad invitarla alla scadenza dei termini previsti dalla delibera ad assumere per concorso i medici per svolgere il servizio di pronto soccorso». 22 gennaio 2010 - La Nazione UNIVERSITA' Siena - «ABBIAMO chiesto che ogni responsabilità attribuita o indennità riconosciuta nel 2009, che non rispetti quanto previsto dai contratti collettivi integrativi vigenti, venga interamente bloccata. Non si può assistere al perdurare di discriminazioni fra i lavoratori», annuncia l'Rdb in un lungo comunicato. Dove si sofferma, dopo l'incontro «teso ma sempre nel rispetto dei ruoli» con il direttore amministrativo, anche sul nodo degli straordinari. «Abbiamo chiesto una seduta monotematica prosegue per decidere la ripartizione delle ore in modo che non si assista più alla selvaggia corresponsione delle stesse ad alcuni senza alcuna logica o controllo. Vero che ci sono strutture che hanno carichi di lavoro che necessariamente, in certi periodi, comportano la necessità di ricorrere alle ore di lavoro straordinario, ma a fine anno va fatta un'analisi che permetta di non trovarsi nelle stesse condizioni l'anno successivo, rafforzando la dotazione di personale delle strutture. Non ci dovrebbero essere problemi, visto che tutti dicono che i tecnici amministrativi sono in esubero». CONFERMATO CHE scatterà la denuncia unitaria al giudice del lavoro per comportamento antisindacale relativa alla questione degli scatti, nel dibattito si inserisce anche la Uil-Pa-Ur-Afam evidenziano fra l'altro che il punto è individuare come rientrare in tempi congrui dalla crisi finanziaria «con un bilancio preventivo di oltre 143 milioni di euro scrive la sigla a fronte di 120 milioni di Ffo. La strada intrapresa è ancora una volta diversificata per il personale docente e il personale tecnico-amministrativo: ai primi viene chiesto il pre-pensionamento incentivato da un contratto di collaborazione e l'uso delle risorse e spazi dell'Ateneo, mentre ai tecnici viene indicata la via della mobilità volontaria». 22 gennaio 2010 - Il Mattino Benevento. Non solo il personale
medico, Benevento - Non solo il personale medico, ma anche quello infermieristico del Rummo scende sul piede di guerra, a causa di un provvedimento di trasferimento, definito «illecito ed ingiusto», di alcuni operatori che è stato ieri al centro di unassemblea dei lavoratori. Ma sullo sfondo, come spiega in una nota il responsabile provinciale del sindacato Rdb-Cub, vi è anche il malcontento per i tagli ai fondi e quindi al salario accessorio; e per «le croniche carenze di organico che stanno mettendo in ginocchio la funzionalità dellazienda ospedaliera con una grave perdita in termini di qualità delle prestazioni rese e con un enorme aggravio dei carichi di lavoro per i dipendenti». Lassemblea ha dunque concluso i lavori di ieri dando mandato al sindacato Rdb-Cub di proclamare lo stato di agitazione e di diffidare il direttore generale dellazienda ospedaliera « ritirare, con immediatezza, i provvedimenti emanati e nel contempo, avviare allinterno delle relazioni sindacali, rappresentanze unitarie comprese, lanalisi di tutte le Unità operative dellazienda per un intervento atto ad una migliore e razionale distribuzione degli infermieri allinterno dellospedale». Se entro 20 giorni non giungeranno risposte adeguate dai vertici dellazienda i lavoratori, fa sapere il responsabile del Rdb/Cub, torneranno a riunirsi in assemblea per decidere leventuale inasprimento delle forme di lotta, scegliendo «quelle che si riterranno più opportune a difesa della discriminazione - vessazione subita dai lavoratori trasferiti, e non escludendo lintervento dellautorità giudiziaria». 22 gennaio 2010 - Corriere Adriatico Una battaglia tra sindacati Porto SantElpidio - "Faremo subito ricorso alla Commissione elettorale interna, e se non basterà direttamente al Comitato dei Garanti della Direzione provinciale dellIspettorato del Lavoro, ad Ascoli". Lo afferma il vicecoordinatore provinciale del Sindacato dei Lavoratori (ex Sincobas), e membro del coordinamento nazionale Andrea Quaglietti, denunciano "lennesimo atto prevaricatore di Cigl e Cisl alla Euroinga di Porto S.Elpidio (azienda che produce suole per calzature). I due sindacati conferederali hanno per la seconda volta e ad appena due giorni dalle elezioni per il rinnovo della Rsu di fabbrica, escluso martedì scorso, 19 gennaio, in maniera illegittima la lista SdL dalla votazione, impedendo ai lavoratori di poter scegliere realmente e liberamente i propri rappresentanti. E questo nonostante il Sindacato dei Lavoratori avesse ottemperato a tutte le procedure necessarie per partecipare allelezione". "Cgil e Cisl lo hanno fatto anche nel novembre scorso ricorda Quaglietti ottenendo poi niente altro che lannullamento dellelezione. Nonostante ciò, nonostante la regolarità del nostro comportamento, e anche nonostante il fatto che il SDL ha regolarmente firmato laccordo del 20 dicembre 1993 in materia di costituzioni delle RSU di fabbrica, anche martedì si è ripetuto questo vergognoso atteggiamento di censura e prevaricazione. I nostri documenti e la nostra lista di delegati da sottoporre ai lavoratori aggiunge il dirigente SdL erano tutti in regola, ma i due confederali a due giorni dal voto altro non potevano fare che semplicemente toglierci dalla consultazione". Il Sindacato dei Lavoratori giudica latto di Cgil e Cisl alla Euroinga "gravissimo". 21 gennaio 2010 - Adnkronos RICERCA: USI/RDB, PER ISPRA LA LOTTA PAGA E NON SI FERMADOMANI CONFERENZA STAMPA SU ACCORDO E PROSSIME VALUTAZIONI Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - La lotta paga e non si ferma: questo in sintesi il risultato dell'assemblea dei lavoratori dell'Ispra organizzata questa mattina dall'Usi/RdB per discutere l'accordo siglato in tarda serata con il Ministero dell'Ambiente che domani sarà al centro della conferenza stampa presso la Federazione Nazionale RdB nel corso della quale saranno annunciate le prossime tappe della battaglia in difesa della Ricerca pubblica. «L'assemblea ha dato un giudizio positivo sull'intesa, con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell'ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari. Ora i 230 precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati», dice Michela Mannozzi dell'Usi RdB, portavoce della lotta sul tetto. «Inoltre - sottolinea - abbiamo posto delle basi per una prospettiva futura. Il patrimonio di professionalità rimane dentro l'ente, a disposizione chi verrà a guidarlo. Abbiamo impedito che i commissari facessero scelte strategiche per le quali non erano competenti e confidiamo che la futura dirigenza venga dal mondo scientifico ed abbia preparazione adeguata per valutare ricercatori che hanno competenze riconosciute all'estero». «L'accordo - aggiunge la portavoce - verrà comunque qualificato nella sua applicazione. Il Ministro Prestigiacomo sarà garante del percorso che si è aperto con la firma del protocollo. Noi intanto manteniamo lo stato di agitazione del personale, e riteniamo di esercitare un ruolo fondamentale nell'applicazione e nell'interpretazione del protocollo. Domani -conclude Mannozzi- annunceremo i prossimi passi della battaglia». RICERCA: ISPRA, DOPO DUE MESI PRECARI SCENDONO DA TETTO Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - Dopo circa due mesi di protesta i lavoratori precari dell'Ispra che erano sul tetto dell'Istituto sono scesi. Al termine dell'Assemblea che si è svolta questa mattina i lavoratori «hanno giudicato che l'accordo» raggiunto nella notte «rappresenta un buon punto di partenza e quindi hanno deciso di scendere dal tetto» sottolinea Cristiano Fiorentini della direzione nazionale di Usi-RdB. Ora, sottolinea Fiorentini, «bisognerà vedere l'applicazione dell'accordo. Tutti i punti importanti per noi sono stati toccati: alcuni di meno, altri di più. C'è ancora lavoro da fare». Sono previsti incontri periodici per vedere le modalità di applicazione dell'accordo. RICERCA: USI-RDB, SU ISPRA PASSO IMPORTANTE, IL TESTO DELL'ACCORDO Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - «L'assemblea dei lavoratori dell'Ispra ha dato un giudizio positivo sull'intesa siglata con il ministero dell'Ambiente: un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell'ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari». A riferirlo in una nota è Michela Mannozzi dell'Usi RdB, portavoce di una lotta che ha portato i lavoratori a vivere sul tetto della sede di Via Casalotti per ben due mesi. «Ora - rimarca - i 230 precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati». Il 'comè si evince dai 'capitolì del protocollo siglato dalle parti che hanno convenuto sull'attuazione, «nel corso del 2010», di una serie di misure «in materia di assunzione e mantenimento in servizio del personale con contratto di lavoro flessibile, fermo restando il rispetto della soglia massima dei tetti di spesa» (il 35% del capitolo di spesa 2003 relativo ai contratti flessibili dei tre enti confluiti in Ispra. Contratti che gravano su fondi ordinari e non su fondi esterni). Il ministero dell'Ambiente, in particolare, si è impegnato a rinnovare tutti i contratti a tempo determinato «senza soluzione di continuità» (e quindi senza stacco) con la possibilità di estendere il contratto fino a 5 anni; a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca, attivi al 31 dicembre 2009, fino al 31 dicembre 2010, fatte salve le necessità legate a specifiche esigenze delle connesse attività progettuali che saranno di volta in volta verificate, a valersi su fondi esterni e, salvo capienza, sui fondi istituzionali, anche su progetti diversi o su diverse linee di attività purchè afferenti a mansioni equivalenti». Ed anche «ad attivare, sulla base delle esigenze dell'Istituto, ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca» attivati successivamente al 20 gennaio 2010, nei quali «valorizzare le esperienze professionali maturate presso l'Ispra o amministrazioni confluite a valersi su fondi esterni e, salvo capienza, sui fondi istituzionali ». La «funzione auspicabile di questo punto dell'intesa - spiega Mannozzi - è quella di far rientrare tutti gli esplulsi del 2009». Il ministero guidato da Stefania Prestigiacomo si è impegnato poi a «bandire nel triennio 2010-2012 concorsi pubblici (a tempo indeterminato e a tempo determinato)» nell'ambito dei quali «saranno valorizzate le esperienze professionali maturate presso Ispra o amministrazioni confluite, nonchè eventuali previsioni di riserva di posti nei limiti consentiti dalla legislazione vigente». Il dicastero ha garantito anche il «rispetto delle linee di assunzioni richiamate dal sottosegretario Roberto Menia in osservanza dei seguenti principi: massima occupazione entro i tetti di spesa» fissati dalla finanziaria 2007 «tenuto conto anche delle economie derivanti dal turn over; utilizzazione delle graduatorie di idoneità, scaturite dai concorsi a tempo indeterminato in corso di svolgimento, sia per l'assunzione a tempo indeterminato nell'ambito della programmazione dei fabbisogni sia per le assunzioni a tempo determinato necessarie a far fronte alle necessità contingenti dell 'Istituto». Poi, una volta scritto lo Statuto dell'Ispra (ancora non definito), la nuova dirigenza si impegna ad aggiornare il piano triennale delle assunzioni. Il ministero dell'Ambiente, inoltre, si impegna ad «individuare entro due mesi» dalla sottoscrizione di questo protocollo «le professionalità e le linee di attività non presidiate dai concorsi già attivati al fine di bandire appositi concorsi a tempo determinato per i corrispondenti profili professionali. Nell'ambito di tali concorsi saranno valorizzate le esperienze professionali maturate presso Ispra o amministrazioni confluite, nonchè eventuali previsioni di riserva di posti nei limiti consentiti dalla legislazione vigente». Altro impegno assunto è quello di «verificare le condizioni delle diverse sedi Ispra» per migliorare le condizioni di lavoro e la previsione di incontri periodici con la componente ministeriale per il «monitoraggio dell'attuazione del protocollo» ma anche per affrontare le tematiche di maggiore rilievo dell'Ispra. RICERCA: ACCORDO RAGGIUNTO SU VERTENZA ISPRARoma, 21 gen. - (Adnkronos) - Dopo circa due mesi di protesta sul tetto della sede dell'Istituto, accordo raggiunto nella notte sulla vertenza dei precari Ispra, l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale. L'intesa è stata siglata tra ministero dell'Ambiente, Commissario Ispra e sindacati. Rdb ha firmato l'accordo con riserva. RICERCA: PAGLIARINI (PDCI), LA LOTTA PAGA, MA GRAVE MIOPIA PRESTIGIACOMO Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - «Che si sia giunti ad un accordo è cosa buona, a testimonianza del fatto che la determinata lotta dei lavoratori, che per 50 lunghi giorni hanno vissuto sui tetti per tallonare l'esecutivo, paga, ma la grave miopia della Prestigiacomo, che ha solo permesso il rinnovo annuale dei contratti a tempo determinato senza soluzioni di continuità, fa male alla Ricerca, che più che una risorsa viene considerata un peso da questo Governo». Ad affermarlo in una nota è Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del Pdci - Federazione della sinistra a commento del protocollo di intesa siglato tra il ministero dell'Ambiente, il commissario Ispra e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb, presso il ministero dell'Ambiente sulla vertenza dei precari Ispra (Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale). «Complimenti ai lavoratori, dunque, che ora -sottolinea Pagliarini- devono continuare a tenere alta l'attenzione mediatica sull'Ispra, affinchè la determinatezza dei contratti si tramuti in lavoro stabile». RICERCA: PD, ACCORDO VERTENZA ISPRA PASSO AVANTI MA ORA VALORIZZARE RUOLO Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - «L'accordo raggiunto è solo l'inizio di un percorso. Ribadiamo la necessità di operare attivamente per la valorizzazione piena dell'agenzia, un fiore all'occhiello del sistema ambientale e della ricerca nel nostro Paese». Ad affermarlo in una nota congiunta sono i parlamentari del Partito Democratico Raffaella Mariani, Marianna Madia, Manuela Ghizzoni e Cesare Damiano, dopo che nella notte è stato raggiunto un accordo nella vertenza Ispra. Le risorse umane e il ruolo dell'Ispra, aggiungono, «servono a utilizzare al meglio conoscenze e capacità di controllo e di valutazione in un settore tanto delicato per la tutela e la qualità della vita dei cittadini e del nostro sistema ambientale. Nella fase nuova che si sta aprendo, questo ruolo non può essere ignorato da un governo che intenda prestare vera attenzione alle tematiche ambientali. Continueremo a vigilare per una piena e soddisfacente applicazione dell'accordo e perchè questo sia seguito da una reale valorizzazione dell'istituto e delle sue professionalità». Per i parlamentari del Pd «resta intatta la preoccupazione per la politica del governo, che, colpevolmente, riduce le risorse in favore della ricerca pubblica, scelta che si dimostra ancora più grave data una congiuntura economica che richiederebbe invece ogni sforzo possibile e massicci investimenti per l'innovazione e per la società della conoscenza». RICERCA: PEDICA (IDV), PARZIALE
SODDISFAZIONE PER INTESA SU ISPRA Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - «Parziale soddisfazione per l'intesa firmata fra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti sindacali dei lavoratori dell'Ispra, innanzitutto perchè le garanzie contrattuali sono solo fino a dicembre prossimo, in secondo luogo perchè per 200 lavoratori non c'è ancora certezza di reintegro, ed infine perchè non posso esimermi dal pensare che per vedere riconosciuto il diritto fondamentale al lavoro non dovremmo essere costretti a passare due mesi, giorno e notte, sui tetti». Lo afferma il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica, che ha seguito da vicino la questione dell'Ispra partecipando alla protesta dei precari. Il silenzio del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, «è stato assordante per ben 58 giorni -continua Pedica- e se non fosse stato per il coraggio dei precari, per l'attenzione dei media e anche per il mio intervento del 31 dicembre, quando chiamando direttamente il ministro Brunetta dal tetto dell'Istituto si è sbloccata l'indifferenza del governo, questo risultato non sarebbe arrivato». Per questo l'Italia dei Valori, conclude Pedica, «continuerà a vigilare attentamente sull'applicazione concreta dell'intesa e sul futuro dei ricercatori». RICERCA: SMERIGLIO, SODDISFATTI PER RISOLUZIONE ISPRA MA NON ABBASSARE GUARDIARoma, 21 gen. - (Adnkronos) - «La risoluzione positiva della vicenda Ispra, che vedeva i ricercatori protestare sui tetti della sede di Casalotti da quasi due mesi, è sicuramente una notizia molto positiva. Rimane il dato di fatto però, che ci deve far riflettere e costringere a non abbassare la guardia: una lotta estrema dei lavoratori, che hanno vissuto, dormito, lavorato per giorni su un tetto del loro luogo di lavoro e che hanno continuato a dimostrare grande senso di responsabilità durante tutto il periodo». Lo ha dichiarato in una nota Massimiliano Smeriglio, assessore al Lavoro e Formazione della Provincia di Roma. «L'accordo con il Ministero, i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali è solo una prima fase, importantissima, ma solo l'inizio di un percorso che deve portare alla stabilizzazione. La ricerca è motore fondamentale di un Paese; il mantenimento di un polo pubblico, la tutela e il potenziamento di quelle professionalità, competenze e esperienze che hanno fatto dell'Istituto un'eccellenza nelle tematiche ambientali, devono essere obiettivi prioritari per le istituzioni a tutti i livelli. Proprio per questo, - conclude Smeriglio - anche grazie all'impegno in prima persona del Presidente Zingaretti, ci siamo impegnati fin da subito per sostenere la vertenza e difendere il ruolo strategico della ricerca nel nostro territorio». RICERCA: REALACCI (PD), BENE ACCORDO ISPRA, È SOLO INIZIO PER PIÙ DIGNITÀ Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - «L'accordo raggiunto per i precari dell'Ispra è sicuramente un fatto positivo. Ma è solo l'inizio di un processo che deve portare più certezze, risorse e dignità alla ricerca scientifica in Italia». Lo afferma in una nota l'esponente del Pd, Ermete Realacci, commentando l'accordo raggiunto fra il Governo e i ricercatori dell'Ispra che da mesi protestano per il rinnovo del contratto. «Quello dei ricercatori dell'Ispra non è un caso isolato. L'Italia -sottolinea Realacci- deve puntare, per guardare al futuro, ad una ricerca in campo ambientale e scientifico all'altezza di un grande paese civile. E questo si ottiene solo investendo risorse, dando certezze ai ricercatori, valorizzando le tante eccellenze che operano nel nostro paese». RICERCA: GENTILI (PD), ACCORDO ISPRA È PASSO AVANTI. ORA VIGILARE SU IMPEGNI Roma, 21 gen.(Adnkronos) - «Dopo circa sessanta giorni di protesta democratica e di pesanti sacrifici, per i ricercatori dell'Ispra si apre una concreta possibilità di difesa del posto di lavoro. L'accordo delineatosi è certamente un passo in avanti». Lo dichiara Sergio Gentili, della Direzione nazionale del Pd «Alla solidarietà che è stata forte e convinta, si dovrà ora affiancare la vigilanza per far rispettare gli accordi e l'impegno a realizzare una vera e seria riforma del sistema della ricerca e dei controlli ambientali», conclude. RICERCA: PD SU ACCORDO ISPRA, VITTORIA DELLA SOLIDARIETÀ Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - «La notizia del protocollo siglato da ministero e precari Ispra, riempie di soddisfazione, perchè importante passo avanti. È una vittoria non soltanto per i lavoratori ma per l'intera ricerca italiana e il nostro territorio che vuole conservare le sue eccellenze». Lo dichiarano i consiglieri Paolo Masini, Marco Miccoli e Enzo Foschi, esponenti del Partito Democratico rispettivamente del Comune, della Provincia e della Regione Lazio. «In questi mesi, enti locali come Provincia e Regione ma anche privati cittadini - proseguono gli esponenti del Pd - si sono mobilitati e stretti accanto ai precari Ispra, non solo per tutelarne l'occupazione ma proteggere quel bene pubblico che la ricerca aiuta e difende: il nostro ambiente. Per questo vogliamo ringraziare tutti i protagonisti di questa vicenda. Se un primo risultato è arrivato, sebbene dopo mesi di mobilitazioni e difficoltà, si deve infatti al grande livello di solidarietà, che unita all' attenzione mediatica ha fatto sì che la battaglia di alcuni divenisse una battaglia generale per far vincere i valori umani e tutelare un bene di tutti». «Da parte nostra - concludono gli esponenti del Pd - l'attenzione resterà vigile affinchè l'accordo venga rispettato e la ricerca e i suoi protagonisti siano prioritari nell'agenda di un governo finora indifferente tanto alla crisi occupazionale quanto alle tematiche ambientali». RICERCA: ZINGARETTI SU ISPRA, RISULTATO STRAORDINARIO PER LAVORATORI Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - «Sono molto contento per il raggiungimento dell'accordo tra il ministero dell'Ambiente e i lavoratori dell'Ispra. Per i ricercatori si tratta di un risultato straordinario, che premia il loro impegno nel portare avanti una battaglia importante per il riconoscimento della loro professionalità». È quanto dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. «Credo che la vicenda dell'Ispra possa diventare un simbolo per chi non si arrende e per chi vuole difendere il diritto al lavoro e la valorizzazione delle eccellenze del nostro Paese - prosegue Zingaretti - Non dimentichiamo, infine, quei lavoratori che stanno portando avanti altre importanti rivendicazioni e che, in questo momento così delicato e così complesso, abbiamo il dovere di ascoltare, di non abbandonare per individuare una soluzione capace di salvare il nostro tessuto produttivo, e soprattutto di rilanciarlo su nuove basi». 21 gennaio 2010 - Ansa LAVORO: ISPRA, OGGI DOPO 59 GIORNI
PRECARI SCESI DA TETTO (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Dopo 59 giorni di protesta, oggi, intorno alle 13:00, i precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sono scesi tutti dal tetto. «Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa alle 23:00 del 20 gennaio - ha detto uno dei precari che hanno vissuto per quasi due mesi sul tetto dell'Istituto, Simone Canese, di 40 anni - abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all' 80-90 per cento e oggi intorno all'una siamo scesi dal tetto». L'accordo è stato siglato da ministero dell'Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. L'intesa garantisce, tra l'altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. Con l'intesa si è sventato il rischio, ha sottolineato Canese, di lasciare a casa 200 persone. LAVORO: ACCORDO PER ISPRA, PRECARI
59 GIORNI SUL TETTO (ANSA) - ROMA, 21 GEN - È finita alle 13:00 di oggi la protesta dei precari 'tettistì che hanno resistito 59 giorni sul tetto dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) per difendere il posto di lavoro. Si tratta dei ricercatori che verranno sicuramente ricordati per l' immagine simbolo del panettone che 'volà oltre i cancelli proprio la notte di Natale. Per loro è arrivato l'accordo sindacale che apre le porte alle assunzioni e al salvataggio di 200 persone. «Dopo 14 ore di trattativa che si è chiusa alle 23:00 del 20 gennaio - ha detto uno dei precari che hanno vissuto per quasi due mesi sul tetto dell'Istituto, Simone Canese, di 40 anni - abbiamo portato a casa un protocollo di intesa che rappresenta una buona piattaforma e risponde alle nostre richieste all' 80-90 per cento e oggi intorno alle 13:00 siamo scesi dal tetto». L'accordo è stato siglato da ministero dell'Ambiente e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Al momento della sigla il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, aveva parlato di un'intesa «difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti». L'intesa garantisce, tra l'altro, assunzioni sulla base del turnover dei pensionamenti, concorsi per la trasformazione dei contratti atipici in contratti a tempo determinato e indeterminato. «Ogni notte eravamo in 15 sul tetto. Complessivamente noi 'tettistì eravamo 50 e ci alternavamo sul tetto. Il clima è stato freddo, abbiamo sopportato condizioni estreme - ha raccontato Canese - con temporali e temperatura sotto zero, tempeste di vento. Poche le speranze, qualche attimo di euforia, poi si ricadeva nello sconforto. Il primo segnale da parte del ministro dell'Ambiente è arrivato dopo un mese. Ma noi eravamo determinati. Non difendevamo il salario. La nostra protesta è stata molto di più. Abbiamo lottato come giganti per la nostra identità». Canese ringrazia quanti hanno sostenuto lui e gli altri 49 'tettistì: «Abbiamo avuto il supporto di tanti partiti e di tutti i cittadini del quartiere che ci hanno portato coperte, brandine, lasagne e ogni genere alimentare. Dopo l'accordo le cose sicuramente cambieranno in questo Istituto. Ora torno a fare il mio lavoro, il biologo marino ma so che c'è ancora molto da fare almeno però ora abbiamo una strada». Tanti i commenti. Per il segretario generale della FLC-Cgil Domenico Pantaleo «l'accordo va bene ma la vertenza continua»; il senatore del Pd Ignazio Marino sottolinea la necessità di sostenere la ricerca. Sostengono l'accordo i parlamentari del Partito Democratico Raffaella Mariani, Marianna Madia, Manuela Ghizzoni e Cesare Damiano secondo i quali ora vanno valorizzate le conoscenze mentre Maurizio Zipponi, Responsabile Welfare e Lavoro dell'Italia dei Valori, annuncia lotta per ottenere nuove garanzie. Nove i punti dell'accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall' incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo«; l'impegno a »continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010«, fatte salve necessità relative ai progetti; l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. LAVORO: ISPRA; C'È ACCORDO, PRECARI SCENDONO DA TETTOINTESA MINISTERO-SINDACATI;PRESTIGIACOMO,DURA MA SODDISFATTI (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Quasi due mesi sul tetto per non perdere il lavoro e ieri sera, dopo aver passato anche la notte di Natale al presidio a cielo aperto, è arrivata la notizia: siglata l'intesa tra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Questi ultimi hanno annunciato che nelle prossime ore, in seguito alla firma dell'intesa, verrà rimosso il presidio dei lavoratori che da quasi 2 mesi protestano sul tetto della sede dell'Istituto. Si tratta dei lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), Una decina è rimasta sul tetto dal 24 novembre scorso. Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo: «Una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti». «È prevalsa - ha dichiarato Prestigiacomo - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente nel nostro Paese». Il ministro ha quindi riconosciuto l'impegno della gestione commissariale e delle rappresentanze sindacali. Per quanto riguarda il Protocollo d'intesa, sono nove i punti che compongono l'accordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo«; l'impegno a »continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010«, fatte salve necessità relative ai progetti; l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. A rischio, oltre i 200 lavoratori che avevano già terminato il rapporto con l'Ispra, erano altri 250 precari. LAVORO:ISPRA;PRESTIGIACOMO,INTESA SOFFERTA MA SODDISFAZIONE (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Un'intesa «difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in merito all'accordo sulla vertenza dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che ha visto per quasi due mesi i lavoratori precari protestare sul tetto dell'istituto a Roma. «È prevalsa - ha dichiarato Prestigiacomo - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente nel nostro paese». A siglare il protocollo d'intesa il ministero dell'ambiente, il commissario Ispra e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Questi ultimi hanno annunciato che nelle prossime ore, in seguito alla firma dell'intesa, verrà rimosso il presidio dei lavoratori che dal 24 novembre protestano sul tetto della sede dell'istituto. Nove i punti dell'accordo tra cui il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» e nuovi bandi. LAVORO:ISPRA; IDV, CI BATTEREMO PER ULTERIORI GARANZIE (ANSA) - ROMA, 21 GEN - «Quel poco raggiunto è tutto merito dei lavoratori, ma è poco e, quindi, deve essere intergrato con ulteriori garanzie». Lo afferma in una nota Maurizio Zipponi, Responsabile Welfare e Lavoro dell'Italia dei Valori, commentando l'intesa firmata fra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti sindacali dell'Ispra. «Questa vicenda ha dimostrato come, ancora una volta, il governo non investa nella ricerca e nei ricercatori, figure di altissima professionalità che sono state sistematicamente mortificate. L'esecutivo continua a non voler scommettere in settori fondamentali per il futuro del Paese quali quello della ricerca e della conoscenza». «L'Italia dei Valori - conclude - continuerà a battersi affinchè ai lavoratori dell'Ispra vengano date le giuste garanzie». LAVORO: ISPRA; PD, OK ACCORDO MA ORA VALORIZZARE CONOSCENZE (ANSA) - ROMA, 21 GEN - «La decisione dei lavoratori di Ispra di scendere dal tetto dopo 2 mesi di mobilitazione è certamente una buona notizia, ma l'accordo raggiunto è solo l'inizio di un percorso». Lo affermano i parlamentari del Partito Democratico Raffaella Mariani, Marianna Madia, Manuela Ghizzoni e Cesare Damiano. «Ribadiamo - proseguono - la necessità di operare attivamente per la valorizzazione piena dell'agenzia, un fiore all'occhiello del sistema ambientale e della ricerca nel nostro Paese. Le risorse umane e il ruolo dell'Ispra servono a utilizzare al meglio conoscenze e capacità di controllo e di valutazione in un settore tanto delicato per la tutela e la qualità della vita dei cittadini e del nostro sistema ambientale. Nella fase nuova che si sta aprendo, questo ruolo non può essere ignorato da un governo che intenda prestare vera attenzione alle tematiche ambientali. Continueremo a vigilare per una piena e soddisfacente applicazione dell'accordo e perchè questo sia seguito da una reale valorizzazione dell'istituto e delle sue professionalità. Resta intatta la preoccupazione per la politica del governo, che, colpevolmente, riduce le risorse in favore della ricerca pubblica, scelta che si dimostra ancora più grave data una congiuntura economica che richiederebbe invece - concludono - ogni sforzo possibile e massicci investimenti per l'innovazione e per la società della conoscenza». LAVORO: ISPRA; FERRERO, INSEGNA CHE LA LOTTA PAGA (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Per Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della Sinistra, «la positiva vicenda della conclusione dei lavoratori dell'Ispra e il rinnovo di tutti i loro contratti dimostra che la lotta paga». «È stata infatti la lunga azione di lotta dei lavoratori, che ha assunto anche forme simboliche altamente efficaci, a portare a casa il risultato, non certo il volere del governo. Questa lotta e il suo successo dimostrano che se si alza la testa e si protesta con vigore i licenziamenti vengono bloccati ma anche che bisogna chiedere a tutti i sindacati di iniziative piu» energiche e decise a difesa dell'occupazione e dei precari, unico modo che rende possibile, anzi obbligatorio l'intervento del governo - conclude - dove sono in gioco i posti di lavoro«. LAVORO: ISPRA; MARINO, BENE SOLUZIONE, SOSTENERE LA RICERCA (ANSA) - ROMA, 21 GEN - «Ho passato con i ricercatori dell'Ispra Natale e Capodanno. Spero che davvero non ci sia più bisogno di tornare su quello o su altri tetti di istituti di ricerca, per difendere il lavoro dei nostri scienziati. In ogni caso io sarò sempre al loro fianco». Così il senatore del Pd Ignazio Marino commenta l'intesa siglata tra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti sindacali dei lavoratori dell'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, per quasi due mesi impegnati in una protesta sul tetto della sede di Casalotti, a Roma. «Mi auguro - dice Marino - che la proposta del ministro Prestigiacomo soddisfi le esigenze di tutela dei posti di lavoro e mi aspetto che, oltre alla conservazione di questo straordinario patrimonio di esperienze, si lavori ad un serio piano di rilancio dell'Istituto». «Sembra questo - conclude Marino - un segnale di cambiamento di visione del governo della destra che finora, priva della lungimiranza necessaria nella gestione del futuro del Paese, ha sottratto risorse allo sviluppo e all'innovazione». LAVORO: ISPRA; BIANCHI(PD), BENE ACCORDO, MA È SOLO INIZIO (ANSA) - ROMA, 21 GEN - «La sigla dell'accordo sulla vertenza dei precari Ispra è una buona notizia. È un risultato ottenuto soprattutto grazie alla tenacia dei lavoratori che si sono mobilitati in questi mesi», afferma Stella Bianchi, della segreteria nazionale del Pd, responsabile Ambiente. «Ma si tratta - aggiunge - solo dell'inizio di un percorso. È necessario far uscire definitivamente l'Ispra da una logica di precarietà e dare alla protezione ambientale e alla ricerca il ruolo centrale che deve avere in un Paese come il nostro. È giunta l'ora - conclude - che il governo e il ministero dell'Ambiente investano maggiori risorse e diano certezze e stabilità ai compiti dell'istituto, emanando finalmente quello statuto atteso da un anno e mezzo». LAVORO:ISPRA; ZINGARETTI, SIA SIMBOLO PER CHI NON SI ARRENDE (ANSA) - ROMA, 21 GEN - «Credo che la vicenda dell'Ispra possa diventare un simbolo per chi non si arrende e per chi vuole difendere il diritto al lavoro e la valorizzazione delle eccellenze del nostro Paese». Lo ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Zingaretti si è detto «molto contento per il raggiungimento dell'accordo tra il Ministero dell'Ambiente e i lavoratori dell' Ispra. Per i ricercatori - ha sottolineato - si tratta di un risultato straordinario, che premia il loro impegno nel portare avanti una battaglia importante per il riconoscimento della loro professionalità». Il presidente della Provincia di Roma invita a non dimenticare «quei lavoratori che stanno portando avanti altre importanti rivendicazioni e che, in questo momento così delicato e così complesso, abbiamo il dovere di ascoltare, di non abbandonare per individuare una soluzione capace di salvare il nostro tessuto produttivo, e soprattutto di rilanciarlo su nuove basi». 21 gennaio 2010 - Omniroma GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI (OMNIROMA) Roma, 21 gen - .... Conferenza stampa sulla
vicenda Ispra organizzata da Rdb. Federazione nazionale Rdb, via dell'aeroporto 129 (ore
12). ISPRA, PRECARI SCESI DA TETTO (OMNIROMA) Roma, 21 gen - Scesi dal tetto i precari dell'Ispra dopo 57 giorni di protesta nella sede dell'istituto a Casalotti. «Abbiamo deciso d'accordo con il sindacato Usi Rdb - spiga Michela Mannozzi, rappresentante dei precari - di togliere la riserva alla firma apposta sull'accordo raggiunto stanotte. Il protocollo per noi rappresenta la vittoria della battaglia, senza la protesta sul tetto ci sarebbe stato un massacro di precari come accaduto a giugno. Dobbiamo riconosce l'impegno significativo del ministro Prestigiacomo, cui va dato atto di aver 'addolcitò e ridimensionato il comportamento della struttura commissariale. Voglio specificare che il tetto è sì smobilitato, ma restiamo vigili perché il protocollo sottoscritto va poi attuato». I lavoratori hanno indetto per domani una conferenza stampa presso la Federazione Nazionale RdB. Prosegue Michela Mannozzi dell'Usi RdB, portavoce della lotta sul tetto: «L'assemblea - dichiara in una nota - ha dato un giudizio positivo sull'intesa, con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell'ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari. Ora i 230 precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati». «Inoltre - sottolinea Mannozzi - abbiamo posto delle basi per una prospettiva futura. Il patrimonio di professionalità rimane dentro l'ente, a disposizione chi verrà a guidarlo. Abbiamo impedito che i commissari facessero scelte strategiche per le quali non erano competenti e confidiamo che la futura dirigenza venga dal mondo scientifico ed abbia preparazione adeguata per valutare ricercatori che hanno competenze riconosciute all'estero». «L'accordo - aggiunge la portavoce - verrà comunque qualificato nella sua applicazione. Il Ministro Prestigiacomo sarà garante del percorso che si è aperto con la firma del protocollo. Noi intanto manteniamo lo stato di agitazione del personale, e riteniamo di esercitare un ruolo fondamentale nell'applicazione e nell'interpretazione del protocollo. Domani annunceremo i prossimi passi della battaglia». ISPRA, GUIDONI (SEL): «ORA GOVERNO INVESTA SU RICERCA» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «Ci sono voluti 59 giorni passati sulla terrazza dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, per arrivare ad un accordo che soddisfacesse le legittime richieste delle ricercatrici e dei ricercatori dell'Istituto. I ragazzi sono stati costretti ad allontanarsi dalle loro famiglie per rivendicare il loro sacrosanto diritto al lavoro per 2 mesi: una cosa che dovrebbe farci vergognare di fronte al mondo. Fortunatamente, è stato raggiunto un accordo positivo, che risponde alle esigenze dei lavoratori, ma è uno scandalo che questo governo pensi al processo breve piuttosto che a investire sul futuro, puntando sulla professionalità e la qualità dei nostri ragazzi. Mi auguro che ci sia un cambio di rotta del governo e che finalmente il governo italiano cerchi di invertire la rotta che ci vede fanalino di coda per quanto investe e per come tratta i nostri ricercatori». Lo dichiara in una nota Umberto Guidoni, responsabile Università e Ricerca di Sinistra Ecologia Libertà. ISPRA, FEDERAZIONE SINISTRA: «LA LOTTA PAGA» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «L'accordo firmato la notte scorsa sulla vertenza dei precari Ispra dimostra che la lotta paga. Nessuna intesa, infatti, sarebbe stata possibile senza la grande determinazione dei lavoratori in difesa della loro professionalità e del ruolo centrale dell'Istituto nella ricerca pubblica ambientale». Così in una nota Ivano Peduzzi, portavoce in Consiglio regionale della Federazione della Sinistra (Prc-Pdci, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà) e Claudio Fiorella, responsabile Lavoro Prc Lazio. «È grande la soddisfazione per questo accordo che apre una prospettiva di rilancio. Soprattutto - dicono Peduzzi e Fiorella - sono stati salvati i posti di lavoro. Adesso l'importante è dare esecuzione all'intesa. Ricordiamo che la fine dell'occupazione del tetto della sede di Casalotti non significa che la lotta si ferma: andrà avanti per vigilare sul rispetto del protocollo, quindi fino al completamento delle assunzioni e al superamento di tutte le forme di precariato. La Federazione della Sinistra - concludono - continuerà ad affiancare e sostenere i lavoratori». ISPRA, MEI (PD): «SODDISFAZIONE PER SOLUZIONE POSITIVA» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «Sono molto soddisfatto per la sottoscrizione del Protocollo d'intesa tra i lavoratori dell'Ispra ed il ministero dell'Ambiente. I precari hanno vinto una battaglia importante per la salvaguardia del posto di lavoro e della propria professionalità.» È quanto dichiara, in una nota, il vice-capogruppo del PD Mario Mei. «I lavoratori dell'Ispra - aggiunge Mei - hanno contribuito ad accrescere il patrimonio di conoscenze del nostro Paese in campo ambientale, ed il Governo avrebbe commesso un grande errore nell'ignorare questo valore aggiunto». ISPRA, FILISIO (PD): BENE ACCORDO, MA VICENDA LASCIA SEGNO PROFONDO (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «La notizia del raggiungimento dell'accordo tra Ministero dell'Ambiente e precari dell'Ispra è motivo di grande soddisfazione perché risultato del coraggio e della determinazione dei lavoratori e della solidarietà dei cittadini che insieme ad enti locali come Provincia e Regione si sono loro stretti intorno nel nome della ricerca e della tutela dei diritti». È quanto dichiara, in una nota, il presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Roma, Alberto Filisio (Pd). «In questi mesi - aggiunge - abbiamo voluto sostenere questa battaglia importante per preservare la professionalità dei ricercatori, il cui lavoro è strettamente legato alla qualità della vita di tutti e al futuro dell'ambiente. Anche se il protocollo è solo un primo ma importante passo la vicenda dell'Ispra lascia un profondo segno perché ribadisce come l'unione sia l'elemento chiave per dare forza vincente alle giuste rivendicazioni contro un governo miope nel privare la ricerca scientifica della sua linfa professionale ed economica». ISPRA, SMERIGLIO: «POSITIVA RISOLUZIONE VICENDA» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «La risoluzione positiva della vicenda Ispra, che vedeva i ricercatori protestare sui tetti della sede di Casalotti da quasi due mesi, è sicuramente una notizia molto positiva. Rimane il dato di fatto però, che ci deve far riflettere e costringere a non abbassare la guardia: una lotta estrema dei lavoratori, che hanno vissuto, dormito, lavorato per giorni su un tetto del loro luogo di lavoro e che hanno continuato a dimostrare grande senso di responsabilità durante tutto il periodo». Lo afferma in una nota Massimiliano Smeriglio, assessore al Lavoro e Formazione della Provincia di Roma. «L'accordo con il Ministero, i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali è solo una prima fase, importantissima, ma solo l'inizio di un percorso che deve portare alla stabilizzazione - aggiunge - La ricerca è motore fondamentale di un Paese; il mantenimento di un polo pubblico, la tutela e il potenziamento di quelle professionalità, competenze e esperienze che hanno fatto dell'Istituto un'eccellenza nelle tematiche ambientali, devono essere obiettivi prioritari per le istituzioni a tutti i livelli». «Proprio per questo, - conclude Smeriglio - anche grazie all'impegno in prima persona del Presidente Zingaretti, ci siamo impegnati fin da subito per sostenere la vertenza e difendere il ruolo strategico della ricerca nel nostro territorio». ISPRA, PD: «BATTAGLIA DI TUTTI E VITTORIA SOLIDARIETÀ» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «La notizia del protocollo siglato da ministero e precari Ispra, riempie di soddisfazione, perchè importante passo avanti. È una vittoria non soltanto per i lavoratori ma per l'intera ricerca italiana e il nostro territorio che vuole conservare le sue eccellenze». Lo dichiarano, in una nota, i consiglieri Paolo Masini, Marco Miccoli e Enzo Foschi, esponenti del Partito Democratico rispettivamente del Comune, della Provincia e della Regione Lazio, che aggiungono: «In questi mesi, enti locali come Provincia e Regione ma anche privati cittadini, si sono mobilitati e stretti accanto ai precari Ispra, non solo per tutelarne l'occupazione ma proteggere quel bene pubblico che la ricerca aiuta e difende: il nostro ambiente - proseguono - Per questo vogliamo ringraziare tutti i protagonisti di questa vicenda. Se un primo risultato è arrivato, sebbene dopo mesi di mobilitazioni e difficoltà, si deve infatti al grande livello di solidarietà, che unita all' attenzione mediatica ha fatto sì che la battaglia di alcuni divenisse una battaglia generale per far vincere i valori umani e tutelare un bene di tutti. Da parte nostra l'attenzione resterà vigile affinché l'accordo venga rispettato e la ricerca e i suoi protagonisti siano prioritari nell'agenda di un governo finora indifferente tanto alla crisi occupazionale quanto alle tematiche ambientali». ISPRA, ZINGARETTI: «RISULTATO STRAORDINARIO PER LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «Sono molto contento per il raggiungimento dell'accordo tra il Ministero dell'Ambiente e i lavoratori dell'Ispra. Per i ricercatori si tratta di un risultato straordinario, che premia il loro impegno nel portare avanti una battaglia importante per il riconoscimento della loro professionalità. Credo che la vicenda dell'Ispra possa diventare un simbolo per chi non si arrende e per chi vuole difendere il diritto al lavoro e la valorizzazione delle eccellenze del nostro Paese. Non dimentichiamo, infine, quei lavoratori che stanno portando avanti altre importanti rivendicazioni e che, in questo momento così delicato e così complesso, abbiamo il dovere di ascoltare, di non abbandonare per individuare una soluzione capace di salvare il nostro tessuto produttivo, e soprattutto di rilanciarlo su nuove basi». È quanto dichiara, in una nota, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. ISPRA, SENATORI PD:OK ACCORDO,ORA CERTEZZE PER ISTITUTO E LAVORATORI (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «Bene l'accordo ma ora si operi per dare certezza e continuità all'Ispra e a chi ci lavora». Così in una nota i senatori del Partito democratico Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e Vincenzo Vita commentano il protocollo di intesa sulla vertenza dei precari Ispra siglato ieri tra il Ministero dell'Ambiente e le rappresentanze sindacali dell'Ispra. «L'accordo - spiegano i senatori - è un primo risultato della mobilitazione messa in atto dai lavoratori dell'istituto che da mesi si battono per difendere il loro lavoro e il futuro della ricerca ambientale in Italia. Grazie a questa prima intesa ora è possibile avviare una discussione di merito che porti rapidamente a scelte del Ministero e delle strutture direttive dell'Ispra capaci di assicurare stabilità, dignità a centinaia di ricercatori che devono essere sollevati dal continuo e ricorrente pericolo di perdere il posto di lavoro». «L'Italia - concludono i senatori Pd - ha bisogno nel campo della ricerca e protezione ambientale di una struttura pubblica solida e autorevole. Finora i lavoratori dell'Ispra si sono dimostrati più consapevoli del governo di questa necessità che è un interesse generale dell'intero Paese, l'auspicio dunque è che il loro impegno generoso contagi anche chi tiene le redini delle politiche ambientali». ISPRA, TIBALDI: «DA MINISTERO PARZIALE RISPOSTA» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «Il ministero dell'Ambiente ha finalmente dato una risposta, seppur parziale, alle ricercatrici e ai ricercatori ISPRA che da due mesi protestavano sui tetti dell'azienda in condizioni difficilissime». È quanto dichiara, in una nota, l'assessore regionale al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili Alessandra Tibaldi in merito all'accordo raggiunto al ministero dell'Ambiente sull'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. «Si tratta - conclude - di un primo riconoscimento dei diritti di questi lavoratori precari che portano avanti attività di ricerca di straordinaria importanza. Il nostro punto di vista, fin dal primo momento in cui abbiamo ascoltato le loro richieste, è stato quello di percorrere la strada verso la stabilizzazione lavorativa. Soltanto riconoscendo questo diritto la ricerca, nella nostra Regione e nel nostro Paese, sarà favorita e sostenuta come dovuto». ISPRA, PEDICA (IDV): «PARZIALE SODDISFAZIONE PER INTESA» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «Parziale soddisfazione per l'intesa firmata fra il Ministero dell'Ambiente e i rappresentanti sindacali dei lavoratori dell'Ispra, innanzitutto perché le garanzie contrattuali sono solo fino a dicembre prossimo, in secondo luogo perché per 200 lavoratori non c'è ancora certezza di reintegro, ed infine perché non posso esimermi dal pensare che per vedere riconosciuto il diritto fondamentale al lavoro non dovremmo essere costretti a passare due mesi, giorno e notte, sui tetti». Lo afferma in una nota il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica. «Il silenzio del Ministro Prestigiacomo è stato assordante per ben 58 giorni - continua Pedica - e se non fosse stato per il coraggio dei precari, per l'attenzione dei media e anche per il mio intervento del 31 dicembre, quando chiamando direttamente il Ministro Brunetta dal tetto dell'Istituto si è sbloccata l'indifferenza del governo, questo risultato non sarebbe arrivato. Per questo l'Italia dei Valori continuerà a vigilare attentamente sull'applicazione concreta dell'intesa e sul futuro dei ricercatori, anche se oggi possiamo scendere da quel tetto con la soddisfazione di una prima vittoria che la società civile si è presa nei confronti di un governo che troppo spesso taglia risorse fondamentali per i lavoratori, la ricerca pubblica e l'ambiente». 21 gennaio 2010 - Asca PROTEZIONE CIVILE: RDB, S.P.A. LA TRASFORMA IN COLOSSALE BUSINESS(ASCA) - Roma, 21 gen - La Protezione civile s.p.a.? Un ''business miliardiario'' e una ''concezione sbagliata della difesa del territorio''. A lanciare ancora dure critiche al progetto di trasformazione della Protezione civile italiana e a non lesinare critiche al suo capo, Guido Bertolaso, definito ''il capo assoluto degli italiani'', sono i sindacati di base dei Vigili del Fuoco che stamane a Roma hanno presentato un libro-inchiesta del giornalista Manuele Bonaccorsi dal significativo titolo: ''Potere assoluto - La Protezione civile ai tempi di Bertolaso'', per i tipi delle Edizioni Alegre. Un libro nel quale l'autore definisce Bertolaso il ''Re Sole dell'intervento pubblico'' e ricostruisce gli ultimi fatti legati alla Protezione civile affermando che questa ormai ''non si occupa soltanto di soccorsi in caso di calamita' naturali ma decide la ricostruzione delle citta' disastrate, coordina gli appalti pubblici, amministra risorse finanziarie di proporzioni rilevanti''. Una macchina con pochi intralci che ''gestisce grandi eventi, manifestazioni sportive, meeting religiosi. Utilizza l'emergenza per governare il territorio. Ma non fa prevenzione, come dimostra il caso de L'Aquila e quello di Messina''. Insomma, in un paese delle emergenze continue come il nostro, una organizzazione a cui non manchera' mai il lavoro e soprattutto un ''business milionario''. ''Tutte cose - ha sottolineato Paola Palmieri, della Federazione nazionale dei sindacati di base RdB - da noi puntualmente denunciate da mesi e che hanno trovato stranissimi e intricati intrecci trasversali che hanno portato al risultato della S.p.a. Tutto nasce nel 2004 quando il Corpo dei Vigili del fuoco e' stato spostato nel cosiddetto 'Comparto sicurezza' alle dirette dipendenze dei Prefetti e cioe' del potere politico. La concezione che questo governo ha dell'importante settore della difesa del territorio la sta dimostrando con i suoi ultimi provvedimenti ma una sperimentazione importante c'e' stata a partire dal G8 di Genova quando, denunciammo che alcuni mezzi del Vigili del fuoco furono riverniciati e usati per l'ordine publico''. Altro esempio negativo della nuova gestione della Protezione civile e' venuto, secondo i sindacati di base, anche nell'ultimo terremoto in Abruzzo. ''Basti dire - ha denunciato Antonio Jatano, della RdB Vigili del Fuoco - che a otto mesi dal sisma il centro storico dell'Aquila e' ancora deserto e impraticabile. Tornando all'aprile scorso, poi, nessuno ha sottolineato abbastanza che lo svuotamento della Protezione civile si e' toccato con mano subito dopo il sisma, con l'allertamento che non ha funzionato cosi' come e' stato disastroso l'avvio dei soccorsi. Ricordo che le nostre colonne mobili, subito partite per l'Abruzzo, anche per la mancanza di manutenzione, sono state falcidiate bloccandosi per la meta' sull'autostrada e l'intera macchina della Protezione civile non ha, di fatto, funzionato nei primi tre giorni dal sisma''. ISPRA: ACCORDO RAGGIUNTO,PRECARI SCENDONO DAL TETTO DOPO 50 GIORNI (ASCA) - Roma, 21 gen - Stanno finalmente scendendo dal tetto, dopo 50 giorni di proteste e anche le feste passate al freddo, i lavoratori precari dell'Ispra, ricevuta la notizia dell'intesa fra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. L'accordo prevede, fra l'altro, il rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuita' nell'ambito della disponibilita' economica'' e l'impegno a ''continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010''. ''Una intesa difficile e sofferta'' per il ministro dell'Ambiente, Prestigiacomo, ma ''un risultato di cui possiamo essere soddisfatti''. RICERCA: ZINGARETTI, RISULTATO STRAORDINARIO PER LAVORATORI ISPRA (ASCA) - Roma, 21 gen - ''Sono molto contento per il raggiungimento dell'accordo tra il Ministero dell'Ambiente e i lavoratori dell'Ispra. Per i ricercatori si tratta di un risultato straordinario, che premia il loro impegno nel portare avanti una battaglia importante per il riconoscimento della loro professionalita'''. E' quanto dichiara il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. ''Credo che la vicenda dell'Ispra - prosegue Zingaretti - possa diventare un simbolo per chi non si arrende e per chi vuole difendere il diritto al lavoro e la valorizzazione delle eccellenze del nostro Paese. Non dimentichiamo - conclude Zingaretti - quei lavoratori che stanno portando avanti altre importanti rivendicazioni e che, in questo momento cosi' delicato e cosi' complesso, abbiamo il dovere di ascoltare, di non abbandonare per individuare una soluzione capace di salvare il nostro tessuto produttivo, e soprattutto di rilanciarlo su nuove basi''. ISPRA: GENTILI (PD), ACCORDO E' PASSO AVANTI, ORA VIGILARE SU IMPEGNI (ASCA) - Roma, 21 gen - ''Dopo circa sessanta giorni di protesta democratica e di pesanti sacrifici, per i ricercatori dell'Ispra si apre una concreta possibilita' di difesa del posto di lavoro. L'accordo delineatosi e' certamente un passo in avanti. Ai ricercatori dell'Ispra e alle loro organizzazioni sindacali deve andare un ringraziamento da parte di tutte le forze democratiche, perche' con la loro battaglia hanno portato alla luce lo stato di precarieta' e di abbandono in cui versano in Italia le strutture e gli istituti della ricerca. E in particolare quelli ambientali''. Lo dichiara Sergio Gentili, della Direzione nazionale del Pd. ''Essere riusciti a sventare il tracollo dell'occupazione all'Ispra - prosegue - significa anche aver conquistato maggiori spazi per riaprire la discussione sul sistema della ricerca e dei controlli ambientali in Italia''. ''Alla solidarieta' che e' stata forte e convinta - avverte - si dovra' ora affiancare la vigilanza per far rispettare gli accordi e l'impegno a realizzare una vera e seria riforma del sistema della ricerca e dei controlli ambientali''. 21 gennaio 2010 - Dire Accordo Ispra, giù dal tetto:
rinnovo di contratti e collaborazioni ROMA - Alla fine l'accordo è arrivato. Dopo una lunga
giornata di trattative, intorno alle 23 di ieri è stato siglato al ministero
dell'Ambiente un protocollo di intesa sulla vertenza dei precari Ispra (Istituto per la
Protezione e la Ricerca Ambientale). A siglare l'accordo sono stati il ministero
dell'Ambiente, il commissario Ispra e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb.
Questi ultimi hanno annunciato che nelle prossime ore, in seguito alla firma dell'intesa,
verrà rimosso il presidio dei lavoratori che da quasi due mesi protestano sul tetto della
sede dell'Istituto a Roma, in via Casalotti. "Soddisfazione" per il positivo
esito della trattativa è stato espresso dal ministro Prestigiacomo. "E' prevalsa- ha
dichiarato il ministro- la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito
delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di
esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di
rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela
dell'ambiente nel nostro paese. Do atto alla gestione commissariale ed alle rappresentanze
sindacali di essersi adoperati con il massimo impegno per raggiungere una intesa
difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo
essere soddisfatti". Ricerca. Ispra, i precari: "Per noi l'accordo è un punto partenza" Roma - "Siamo scesi dal tetto con la consapevolezza che quello di oggi e' un punto di partenza importante per noi, un punto che vede accettate con chiarezza solo alcune delle nostre richieste". Cinquantanove giorni dopo essere saliti sui tetti della sede di via Casalotti a Roma, i precari dell'Ispra fanno il percorso inverso: a questo e' servito l'accordo raggiunto solo ieri in tarda serata tra i vertici dell'Istituto di ricerca ambientale, il ministero dell'Ambiente e le organizzazioni sindacali. Un accordo che "prevede in sostanza il rinnovo del contratto per parte del personale- spiega all'agenzia Dire uno dei portavoce dei precari, il biologo marino Massimiliano Bottaro- Questo e' sicuramente fondamentale in un momento di crisi: il ministro Prestigiacomo e i rappresentanti dell'istituto si sono impegnati a far fronte anche ad altre nostre richieste tramite questo protocollo d'intesa". Su cui poco fa l'assemblea dei lavoratori ha dato il proprio parere positivo dopo alcune ore di riunione che hanno interessato l'intera mattinata. Ma non e' finita qui. "Noi vigileremo con estrema cura per il rispetto del protocollo che deve far fronte alle nostre esigenze, basilari per quel che riguarda i posti di lavoro ma anche per il rilancio dell'istituto: ci aspettiamo- aggiunge Bottaro- che non solo da parte nostra ma pure dai sindacati, dalle forze politiche e dal ministero ci sia la volonta' di farsi garante per il mantenimento della parola data". Il presidio e' stato portato avanti da circa 50-60 lavoratori che in queste settimane si sono dati il cambio in rappresentanza di 400 lavoratori che vedevano a rischio il proprio lavoro. La 'calata' dai tetti, dopo praticamente due mesi fatti di proteste e notti passate al freddo, comprese quelle di Natale e Capodanno e di tutto il periodo festivo, e' quindi solo il primo passo per rispondere all'accordo. Anche se resta l'amarezza. "Ci addolora che siano stati necessari 59 giorni di protesta sui tetti per arrivare a un punto di partenza- sottolinea Bottaro- C'e' amarezza per questo ma alla fine e' venuta fuori la nostra determinazione a non mollare e a restare uniti per raggiungere un obiettivo che va al di la' della conservazione del nostro posto di lavoro, pur importantissimo. Noi vogliamo che venga estirpato il precariato dal settore della ricerca, perche' non permette di lavorare in modo serio". Alla fine, pero', per i precari resta comunque "una parziale soddisfazione". E proprio questo ha permesso di dare "un segno preciso- spiega Bottaro- della nostra volonta' di trattare su temi concreti come quelli del protocollo, verso cui agiremo con grande determinazione per far si', come ha detto lo stesso ministro, che le nostre competenze non vengano disperse e si possa rilanciare in pieno l'Istituto. Certo, sarebbe stato meglio un ottenimento certo delle nostre richieste: alcune infatti sono chiare, altre sono interpretabili. Ma questo- ripete in conclusione Bottaro- e' solo il primo passo che pone l'amministrazione dell'Ispra e il ministero dell'Ambiente nell'ottica di agire in modo concreto". Ricerca, Realacci (Pd): "Ok intesa Ispra, ma più dignità al settore" Roma - "L'accordo raggiunto per i precari dell'Ispra e' sicuramente un fatto positivo. Ma e' solo l'inizio di un processo che deve portare piu' certezze, risorse e dignita' alla ricerca scientifica in Italia": lo afferma Ermete Realacci (Pd), commentando l'accordo raggiunto fra il Governo e i ricercatori dell'Ispra che da mesi protestano per il rinnovo del contratto. "Quello dei ricercatori dell'Ispra non e' un caso isolato- avverte pero' Realacci- l'Italia deve puntare, per guardare al futuro, ad una ricerca in campo ambientale e scientifico all'altezza di un grande paese civile". E questo si ottiene "solo investendo risorse, dando certezze ai ricercatori, valorizzando le tante eccellenze che operano nel nostro paese", conclude il democratico. Ricerca. Ispra, Gentili (Pd): "Passo avanti, vigilare sugli impegni" Roma - "Dopo circa sessanta giorni di protesta democratica e di pesanti sacrifici, per i ricercatori dell'Ispra si apre una concreta possibilita' di difesa del posto di lavoro. L'accordo delineatosi e' certamente un passo in avanti. Ai ricercatori dell'Ispra e alle loro organizzazioni sindacali deve andare un ringraziamento da parte di tutte le forze democratiche, perche' con la loro battaglia hanno portato alla luce lo stato di precarieta' e di abbandono in cui versano in Italia le strutture e gli istituti della ricerca. E in particolare quelli ambientali". Lo dichiara Sergio Gentili, della Direzione nazionale del Pd. "Essere riusciti a sventare il tracollo dell'occupazione all'Ispra significa anche aver conquistato maggiori spazi per riaprire la discussione sul sistema della ricerca e dei controlli ambientali in Italia- aggiunge Gentili- il centro destra dopo un anno di intollerabile disinteresse dovra' tornare ora a discutere con le forze sociali e sindacali e con il Parlamento sulla funzione e sul ruolo da assegnare all'Ispra, superando cosi' quelle incertezze e quei vuoti nella missione dell'ente che sono state alla base di assurde ipotesi di tagli occupazionali, sottovalutazioni, confusione, disfunzioni e ritardi organizzativi". Alla solidarieta' "che e' stata forte e convinta- conclude il democratico- si dovra' ora affiancare la vigilanza per far rispettare gli accordi e l'impegno a realizzare una vera e seria riforma del sistema della ricerca e dei controlli ambientali". 21 gennaio 2010 - Apcom Ispra/ Raggiunto ieri sera accordo
su vertenza precari (Apcom) Accordo raggiunto sulla vertenza dei precari Ispra, l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale. Ieri sera alle 23 è stato siglato presso il Ministero dell'Ambiente un protocollo di intesa dal ministero dell'Ambiente, dal Commissario Ispra e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Questi ultimi hanno annunciato che nelle prossime ore, in seguito alla firma dell'intesa, verrà rimosso il presidio dei lavoratori che da quasi 2 mesi protestano sul tetto della sede dell'Istituto. "Soddisfazione" per il positivo esito della trattativa è stato espresso dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. "E' prevalsa - ha dichiarato il Ministro - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente nel nostro paese. Do atto alla gestione commissariale ed alle rappresentanze sindacali - ha detto - di essersi adoperati con il massimo impegno per raggiungere una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti". 21 gennaio 2010 - Agi PROTEZIONE CIVILE: RDB VV. FF, LA SPA UNO STRUMENTO INUTILE(AGI) - Roma, 21 gen. - "La Protezione Civile Spa rischia di diventare uno strumento inutile, uno strumento che non serve a niente tanto meno alle emergenze". E' l'accusa lanciata questa mattina da Antonio Jiritano, rappresentante della Rdb dei Vigili del Fuoco, a margine della presentazione del libro 'Potere assoluto, la Protezione Civile ai tempi di Bertolaso', di Manuele Bonaccorsi. "La Protezione Civile - ha detto ancora Jiritano delle rappresentanze sindacali di base - senza il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e' svuotata del suo spirito. Gli effetti li abbiamo gia' avuti il 6 aprile scorso con il terremoto in Abruzzo dove i primi tre giorni la macchina della Protezione Civile e' stata inesistente". "Con la Protezione Civile Spa - ha detto Paolo Palmieri, della Federazione nazionale Rdb - viene fuori cio' che il Governo ha in mente da anni per la gestione del territorio e il soccorso. La Protezione Civile Spa gestira' un fiume di denaro che potra' essere speso senza controllo con potere assoluto di Bertolaso. Tutto questo parte da lontano, gia' dal 2004 quando i Vigili del Fuoco sono stati spostati nel comparto sicurezza. E' passato da un servizio al cittadino a un servizio per l'ordine pubblico". 21 gennaio 2010 - Radio Città Aperta La lotta paga: dopo 2 mesi sul tetto dellIspra tutti salvi i lavoratori.Scendiamo dal tetto ma la lotta continua di Marco Santopadre Roma - Sono scesi finalmente dal tetto i precari dell'Ispra. Ieri in tarda serata è arrivata la notizia che al ministero dell'Ambiente è stata siglata un'intesa con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Usi-Rdb. I punti che compongono l'accordo sono nove: il più importante di tutti è il rinnovo dei contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità e quindi dovrebbero essere salve anche le oltre 200 collaborazioni coordinate e continuative fino al 31 dicembre 2010. Previsto inoltre l'impegno ministeriale ad «attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo». Si prevedono «concorsi pubblici per posizioni a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012». Sul tetto dell'Istituto ci sono rimasti per 57 giorni, e notti, ma adesso sembra che la fatica fatta e subita abbia prodotto un primo risultato. Dopo la vittoria dei lavoratori dell'Innse, nellagosto dellanno scorso a Milano, un altro risultato positivo che dimostra che la mobilitazione può servire a difendere il lavoro e i diritti dei lavoratori. La lotta paga e non si ferma: questo in sintesi il risultato dell'assemblea dei lavoratori dell'ISPRA organizzata questa mattina sul tetto dellente di Via di Casalotti 300 dall'Usi/RdB per discutere l'accordo siglato nella tarda serata di ieri con il Ministero dell'Ambiente. Intorno alle 13, dopo unassemblea durata circa 3 ore, i lavoratori hanno deciso di scendere dal tetto, dove hanno dovuto trascorrere quasi due mesi prima che le autorità competenti si degnassero di prendere in considerazione la loro situazione, ed hanno indetto per domani, venerdì 22 gennaio, una conferenza stampa presso la Federazione Nazionale RdB in cui illustreranno le loro valutazioni ed annunceranno le prossime tappe della battaglia in difesa della Ricerca Pubblica che, nonostante la fine della protesta sul tetto, continua sotto altre forme. Ha raccontato questa mattina ai microfoni di Radio Città Aperta Michela Mannozzi, dell'Usi RdB e una delle portavoce della lotta sul tetto: "L'assemblea ha dato un giudizio positivo sull'intesa, con cui abbiamo fatto un passo importante per bloccare il processo di smantellamento dell'ente che passava attraverso il licenziamento dei lavoratori precari. Ora i 230 precari in scadenza fra il 31 dicembre il 31 marzo sono tutti rinnovati e si è aperta una finestra per poter recuperare quelli già licenziati". "Inoltre - sottolinea Mannozzi - abbiamo posto delle basi per una prospettiva futura. Il patrimonio di professionalità rimane dentro l'ente, a disposizione chi verrà a guidarlo. Abbiamo impedito che i commissari facessero scelte strategiche per le quali non erano competenti e confidiamo che la futura dirigenza venga dal mondo scientifico ed abbia preparazione adeguata per valutare ricercatori che hanno competenze riconosciute all'estero". "L'accordo ha aggiunto la portavoce - verrà comunque qualificato nella sua applicazione. Il Ministro Prestigiacomo sarà garante del percorso che si è aperto con la firma del protocollo. Noi intanto manteniamo lo stato di agitazione del personale, e riteniamo di esercitare un ruolo fondamentale nell'applicazione e nell'interpretazione del protocollo. Domani - conclude Mannozzi - annunceremo i prossimi passi della battaglia". 21 gennaio 2010 - Green Report Una vittoria dei lavoratori della
ricerca italiana ROMA - I precari dell'Istituto per la protezione e la
ricerca ambientale (Ispra) lo hanno annunciato su internet e sui Facebook: «WebCam
Broadcaster precari Ispra: interrompiamo le trasmissioni e scendiamo dal tetto! Grazie a
tutti per il sostegno!». Hanno smontato le tende e messo fine all'occupazione del tetto
dell'Istituto superiore per la ricerca ambientale. «Dopo 59 giorni di lotta abbiamo
ottenuto un protocollo di intesa con il Ministero - dicono - ora lo nostra lotta consiste
nel farlo rispettare!». Ieri notte alle 23 è stato siglato al ministero dell'ambiente un
protocollo di intesa sulla vertenza dei precari Ispra. Hanno firmato il Commissario Ispra
e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. I sindacalisti hanno poi annunciato
che in seguito alla firma dell'intesa si sarebbe proceduto a rimuovere il presidio dei
lavoratori che da quasi 2 mesi protestavano sul tetto della sede dell'Istituto. Ministro
dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha espresso «Soddisfazione per il positivo esito
della trattativa. E' prevalsa la positiva volontà di tutte le parti per trovare
nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il
patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un
processo di rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela
dell'ambiente nel nostro paese. Do atto alla gestione commissariale ed alle rappresentanze
sindacali di essersi adoperati con il massimo impegno per raggiungere una intesa
difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo
essere soddisfatti». La battaglia dei precari Ispra per la dignità del lavoro e della
ricerca italiana ha pagato e greenreport.it è orgogliosa di aver dato anche un minimo
contributo, accompagnandola e sostenendola dalle nostre pagine elettroniche. 21 gennaio 2010 - Carta Ispra, accordo raggiunto. I precari scendono dal tetto Sono rimasti 57 giorni sul tetto della loro sede di Casalotti, ma adesso i precari dellIspra [Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale] si apprestano a scendere. Questa notte è stata siglata lintesa tra il ministero dellAmbiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Appena le carte saranno firmate dal ministro Prestigiacomo, assicurano i lavoratori, si terrà unassemblea [sul tetto] e si deciderà se il protocollo soddisfa davvero le esigenze di tutela dei posti di lavoro. Il gruppo, composto a fasi alterne da 10-20 ricercatori, era salito sul tetto dal 24 novembre scorso. Sono nove i punti che compongono laccordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nellambito della disponibilità economica, motivato «dallincremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo». E qui si gioca il punto più critico, perché nei giorni scorsi era circolata voce che in base alla normativa vigente non sarebbe stato possibile «stabilizzare» i 430 ricercatori a contratto a tempo determinato che rischiano il mancato rinnovo. A rischio, oltre i 200 lavoratori che avevano già terminato il rapporto con lIspra, ci sono infatti altri 230 precari. Nella bozza ci sarebbe poi limpegno a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010», fatte salve necessità relative ai progetti. Si cita inoltre limpegno ministeriale ad «attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dellaccordo». Si prevedono «concorsi pubblici per posizioni a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012». 21 gennaio 2010 - Articolo 21 Ispra: " Vigileremo affinchè l'accordo venga rispettato" Dopo un lungo braccio di ferro, durato ben 57 giorni, tra i lavoratori dell'Ispra e il Ministero dell'Ambiente finalmente la firma di un protocollo d'intesa che da garanzie ai precari a rischio licenziamento. Ora si può scendere dal tetto e i primi commenti sono quelli di chi dopo una lunga battaglia può finalmente tirare un sospiro di sollievo ma continuando a rimanere vigile. " Bilancio sull'accordo soddisfacente, ci sono le condizioni per scendere... ma noi vigileremo perchè l'accordo venga rispettato, continueremo a portare avanti le nostre richieste e chiediamo al Ministro dell'ambiente di vigilare affinchè il protocollo venga rispettato e vengano nominati vertici che siano esperti in materia ambientale..." Così Emma Persia, coordinatrice dell'Usi RdB Ricerca all'Ispra, ai microfoni di Italia Radioweb. 21 gennaio 2010 - Sky Tg24 Ispra, i precari giù dal tetto:
hanno vinto loro Roma - Quasi due mesi sul tetto per non perdere il lavoro e ieri sera, dopo aver passato anche la notte di Natale al presidio a cielo aperto, è arrivata la notizia: siglata l'intesa tra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Questi ultimi hanno annunciato che nelle prossime ore, in seguito alla firma dell'intesa, verrà rimosso il presidio dei lavoratori che da quasi 2 mesi protestano sul tetto della sede dell'Istituto. Si tratta dei lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), Una decina è rimasta sul tetto dal 24 novembre scorso. Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo: "Una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti". "E' prevalsa - ha dichiarato Prestigiacomo - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente nel nostro Paese". Il ministro ha quindi riconosciuto l'impegno della gestione commissariale e delle rappresentanze sindacali. Per quanto riguarda il Protocollo d'intesa, sono nove i punti che compongono l'accordo. Tra questi il "rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità" nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo"; l'impegno a "continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010", fatte salve necessità relative ai progetti; l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. A rischio, oltre i 200 lavoratori che avevano già terminato il rapporto con l'Ispra, erano altri 250 precari. 21 gennaio 2010 - Julie news Ispra: firmato il contratto, i
precari scendono dal tetto ROMA - Ci sono voluti due mesi di protesta, ma i
precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ce
l'hanno fatta. Infatti ieri i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb hanno
firmato il contratto al Ministero dell'Ambiente. Questo ha permesso ai precari di
rinunciare alla postazione creata in cima all'edificio, dove erano presenti sempre una
decina di persone che si davano il cambio e mantenevano un presidio attivo. Un presidio
anche abbastanza organizzato, con brandine, tende ecc., sin dal 24 novembre scorso. 21 gennaio 2010 - Corriere.it CRISI E OCCUPAZIONE ROMA - Su quel tetto sono rimasti 57 giorni, ma adesso i
precari dell'Ispra possono sorridere e tornare alle loro case. Dopo quasi due mesi di
presidio nella sede di Casalotti, a Roma, i ricercatori dell'Istituto superiore per la
protezione e la ricerca ambientale (Ispra) intorno alle 13 sono scesi dal tetto su cui
avevano montato tende e ripari per difendersi dal freddo. CRISI E OCCUPAZIONE ROMA - Su quel tetto sono rimasti 57 giorni, ma adesso i
precari dell'Ispra possono sorridere e tornare alle loro case. Dopo quasi due mesi di
presidio nella sede di Casalotti, a Roma, i ricercatori dell'Istituto superiore per la
protezione e la ricerca ambientale (Ispra), si apprestano a scendere dal tetto su cui
avevano montato tende e ripari per difendersi dal freddo. Per non perdere il lavoro e
difendere 430 contratti a rischio, avevano passato lassù anche la notte di Natale. E al
presidio a cielo aperto era giunta anche la solidarietà degli abitanti del quartiere: una
fiaccolata e varie visite per lanciare viveri e panettoni oltre i cancelli bloccati dai
dirigenti dell'azienda. Lassù erano saliti vari leader politici a portare il loro
sostegno e ad ascoltare le ragioni dei ricercatori. Adesso si scende. 21 gennaio 2010 - La Repubblica BELPAESE IL REGNO DI BERTOLASO E´ l´uomo forse più potente dopo Berlusconi e Gianni Letta. Eppure c´è chi si permette di criticare dall´interno Guido Bertolaso. Le RdB, Rappresentanze sindacali di base dei Vigili del Fuoco, saranno oggi, a Roma, in prima fila alla presentazione del libro di Manuele Bonaccorsi «Potere assoluto-La Protezione Civile ai tempi di Guido Bertolaso». Quel che non piace è la piega che sta prendendo la creatura gestita dall´attuale numero uno della struttura, quel filo diretto con il governo che sarà rafforzato dal progetto di privatizzazione in discussione al Senato. Le RdB dei Vigili del Fuoco lamentano «la marginalizzazione e militarizzazione» del corpo. «La Protezione Civile - è l´accusa - sta diventando un Regno a parte e Bertolaso beneficia di una discrezionalità totale». Coraggiosi. 21 gennaio 2010 - Liberazione Tendopoliz, nella capitale la crisi
è di casa Numeri più o meno vicini alla realtà ne sono stati
fatti ormai a iosa. Soprattutto sull'emergenza abitativa. Eppure questi stessi numeri non
sono sufficienti per spingere l'amministrazione comunale ad un diverso passo nelle
politiche abitative capitoline. Anzi, gli interessi della rendita immobiliare continuano a
prevalere. A leggere con attenzione il "piano casa" di Alemanno appare evidente
il tentativo di dimostrare che l'emergenza in questa città non c'è. Che le necessità da
affrontare si possono risolvere con poche centinaia di alloggi popolari, mentre il
"pacchetto edilizio" dell'housing sociale diventa la vera partita da giocare.
Qui i numeri spariscono, come accadrà ai 42mila nuclei aventi diritto ad una casa
popolare. Questo perché la graduatoria per l'edilizia residenziale pubblica di Roma sta
per essere cancellata. Un genocidio sociale di massa, nel più assoluto silenzio della
stampa capitolina e senza alcuna comunicazione ufficiale agli interessati, con molti e
molte di loro che aspettano da anni ignari della loro sorte e che dovranno nuovamente
compilare la domanda. Ci si potrebbe aspettare che il nuovo bando cammini insieme a un bel
lotto di alloggi popolari, per non alimentare speranze già andate deluse con il
precedente del 2000. Purtroppo i numeri qui ci sono e sono davvero scarsi. Forse 3mila
alloggi entro 3 anni, e quel forse non è una sottolineatura di natura ideologica o un
atto di sfiducia nei confronti dell'assessore, nonché europarlamentare, Antoniozzi: non
sono proprio chiare le procedure per arrivare a quella cifra. Siccome il Cresme parla di
un deficit di alloggi pari circa a 42mila e 600 unità, l'amministrazione fa un
capolavoro: inventa 25mila e 600 appartamenti sociali che dovrebbero sorgere con fondi
privati e aree pubbliche, senza contare gli incentivi fiscali, i premi di cubatura, le
compensazioni e le procedure edilizie semplificate. Un regalo per i costruttori e un gran
"pacco" per chi soffre in emergenza abitativa. Ora 25.600 più 3.000 fa 28.600.
Mancherebbero ancora, secondo il Cresme, 14mila case per risolvere il fabbisogno esistente
e cosa fa il Comune? Tira fuori dal cilindro il bonus casa coprendo così con geometrica
potenza l'intera necessità della città. Questa stessa amministrazione, però, si è
insediata con slogan efficaci: superamento della politica dell'emergenza e dello spreco,
basta con i residence e con il buono casa, 35mila alloggi popolari per Roma, nessuna
remora verso i costruttori romani, la destra sociale non è la sinistra bettiniana (di
Goffredo Bettini) che considera Caltagirone una risorsa. Dalla destra sociale all'housing
sociale, il passo è stato breve, con l'Acer e le cooperative a fregarsi le mani, con le
banche pronte ad organizzare i fondi immobiliari necessari con buona pace di chi da anni
attende una casa popolare e se non avrà la pazienza di aspettare le varianti al piano
regolatore e le deroghe necessarie per mettere mano sull'agro romano, e soprattutto non
avrà i soldi per un affitto superiore ai 500 euro, potrà dire addio ad una politica
abitativa pubblica, l'unica in grado di tutelare il diritto alla casa per tutti e tutte.
La precarietà che sta divorando questa città è ben rappresentata da tendopoli,
arrampicamenti, presidi, picchetti e sgomberi. Da una parte, la forte spinta a dare
visibilità alle resistenze in atto dall'Ispra all'Eutelia, dall'assessorato alla casa a
via del Policlinico, dalle scuole medie all'università, nelle mobilitazioni dei migranti.
Dall'altro il tentativo sistematico di cancellare questa insorgenza. A Rosarno come a
Roma. Fino all'eliminazione fisica della graduatoria per una casa popolare, che possiamo
considerare la continuazione della politica degli sgomberi e degli sfratti con la forza
pubblica. Il generoso tentativo di tenere accesi i riflettori su un'emergenza, che il
prefetto di Roma ha messo al primo posto nel discorso di fine anno, dà un valore più
grande al presidio - ribattezzato "Tendopoliz"- che dal 23 dicembre abbiamo
allestito sotto l'assessorato alla casa. Quel valore che i media ignorano perché
subordinati agli interessi della rendita ma che la città deve invece assumere, sostenendo
il presidio come baluardo nella difesa dei beni comuni. La casa, come l'acqua, deve essere
pubblica e non un diritto appaltato al miglior gestore. Intrecciare la lotta per il
diritto all'abitare con i lavoratori, i precari, gli studenti declinandola come forma di
resistenza nella crisi, di lotta al caro affitti, all'insostenibilità dei mutui, al peso
delle tariffe, al costo del diritto allo studio, ai licenziamenti, alla precarietà del
reddito: Tendopoliz prova a racchiudere tutto questo nella proposta "abitare nella
crisi", senza voler schiacciare tutto sull'emergenza abitativa e provando a mantenere
l'ariosità necessaria per costruire sinergie, commistioni e nuovo attivismo
metropolitano. Anche nelle forme di lotte si respira un vento che sembra spirare nella
stessa direzione. La radicalità e la conflittualità, l'indipendenza e la necessità di
allargare l'orizzonte delle tutele sindacali, la trattativa non più immaginata come
difesa di una corporazione o di una lobbie, ma la precarietà assunta come paradigma
generale e la generalizzazione delle mobilitazioni come atto che rafforza tutti sia sul
piano della politica che delle questioni materiali. La sfida immaginata con "abitare
nella crisi" sta tutta qui ed è per questo che o la si ignora o la si reprime.
Oppure, come voleva fare la questura in occasione della visita del papa alla sinagoga di
Roma, a due passi dal presidio sotto l'assessorato, si tenta di nasconderla impedendo la
prosecuzione della tendopoli. Proprio pochi giorni dopo che il pontefice ha incontrato gli
amministratori locali raccomandando la cura degli ultimi e mettendoli in guardia dal
produrre nuove cementificazioni. 21 gennaio 2010 - Repubblica.it Ispra, c'è l'accordo. Giù i
precari "Ma l'attenzione resta alta" Roma - Quasi due mesi sul tetto per non perdere il lavoro e ieri sera, dopo aver passato anche la notte di Natale al presidio a cielo aperto, è arrivata la notizia: siglata l'intesa tra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Così i lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) rimuovono il presidio: una decina era rimasta sul tetto con tende e brandine, dal 24 novembre scorso. "Siamo soddisfatti". E' il commento a caldo di Massimiliano Bottaro, biologo marino che si occupa prevalentemente di squali. "Abbiamo spuntato qualcosa nell'immediato - spiega il ricercatore - si tratta di un prolungamento contrattuale da non sottovalutare, anche se - come in tutte le trattative - alcune richieste non sono state accolte". La protesta, cominciata con l'inverno, è stata lunga e sfiancante. Ma adesso i precari che "scadevano" il 31 dicembre scorso possono contare su un altro anno di lavoro. "Se non fossimo saliti sul tetto saremmo stati spazzati via" - un bilancio obbligato per Massimiliano, che però avverte: l'attenzione resta alta, soprattutto per quanto riguarda il futuro dell'Istituto. "Ci aspettiamo un piano di rilancio e la conservazione di un patrimonio di esperienze" - conclude - poiché negli ultimi mesi era successo tutto il contrario". Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo: "Una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti". "E' prevalsa - ha dichiarato Prestigiacomo - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente nel nostro Paese". Il ministro ha quindi riconosciuto l'impegno della gestione commissariale e delle rappresentanze sindacali. Per quanto riguarda il Protocollo d'intesa, sono nove i punti che compongono l'accordo. Tra questi il "rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità" nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo"; l'impegno a "continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010", fatte salve necessità relative ai progetti; l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. A rischio, oltre i 200 lavoratori che avevano già terminato il rapporto con l'Ispra, erano altri 250 precari. Quasi due mesi di protesta, compresa
la notte di Natale in presidio a cielo aperto ROMA - Quasi due mesi sul tetto per non perdere il lavoro e ieri sera, dopo aver passato anche la notte di Natale al presidio a cielo aperto, è arrivata la notizia: siglata l'intesa tra il ministero dell'Ambiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Questi ultimi hanno annunciato che nelle prossime ore, in seguito alla firma dell'intesa, verrà rimosso il presidio dei lavoratori che da quasi 2 mesi protestano sul tetto della sede dell'Istituto. Si tratta dei lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), Una decina è rimasta sul tetto dal 24 novembre scorso. Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo: "Una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti". "E' prevalsa - ha dichiarato Prestigiacomo - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela dell'ambiente nel nostro Paese". Il ministro ha quindi riconosciuto l'impegno della gestione commissariale e delle rappresentanze sindacali. Per quanto riguarda il Protocollo d'intesa, sono nove i punti che compongono l'accordo. Tra questi il "rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità" nell'ambito della disponibilità economica, motivato dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo"; l'impegno a "continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010", fatte salve necessità relative ai progetti; l'impegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. A rischio, oltre i 200 lavoratori che avevano già terminato il rapporto con l'Ispra, erano altri 250 precari. 21 gennaio 2010 - La Stampaweb LA CRISI ROMA - Quasi due mesi sul tetto per non perdere il lavoro e ieri sera, dopo aver passato anche la notte di Natale al presidio a cielo aperto, è arrivata la notizia: siglata lintesa tra il ministero dellAmbiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi e Usi-Rdb. Questi ultimi hanno annunciato che nelle prossime ore, in seguito alla firma dellintesa, verrà rimosso il presidio dei lavoratori che da quasi 2 mesi protestano sul tetto della sede dellIstituto. Si tratta dei lavoratori precari dellIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), di cui una decina è rimasta sul tetto dal 24 novembre scorso. Soddisfazione è stata espressa dal ministro dellAmbiente, Stefania Prestigiacomo: «Una intesa difficile, sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere soddisfatti». «È prevalsa - ha dichiarato Prestigiacomo - la positiva volontà di tutte le parti per trovare nellambito delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di rilancio e valorizzazione dellIstituto che ha un ruolo centrale nella tutela dellambiente nel nostro Paese». Il ministro ha quindi riconosciuto limpegno della gestione commissariale e delle rappresentanze sindacali. Per quanto riguarda il Protocollo dintesa, sono nove i punti che compongono laccordo. Tra questi il «rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato senza soluzione di continuità» nellambito della disponibilità economica, motivato dallincremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo; limpegno a «continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010», fatte salve necessità relative ai progetti; limpegno ad attivare ulteriori bandi per collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data dellaccordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi nel triennio 2010-2012. A rischio, oltre i 200 lavoratori che avevano già terminato il rapporto con lIspra, erano altri 250 precari. 21 gennaio 2010 - Aprile online Ispra, la protesta è finita "Siamo scesi dal tetto con la consapevolezza che
quello di oggi è un punto di partenza importante per noi, un punto che vede accettate con
chiarezza solo alcune delle nostre richieste". Cinquantanove giorni dopo essere
saliti sui tetti della sede di via Casalotti a Roma, i precari dell'Ispra fanno il
percorso inverso: a questo è servito l'accordo raggiunto solo ieri in tarda serata tra i
vertici dell'Istituto di ricerca ambientale, il ministero dell'Ambiente e le
organizzazioni sindacali. Un accordo che "prevede in sostanza il rinnovo del
contratto per parte del personale- spiega uno dei portavoce dei precari, il biologo marino
Massimiliano Bottaro-. Questo è sicuramente fondamentale in un momento di crisi: il
ministro Prestigiacomo e i rappresentanti dell'istituto si sono impegnati a far fronte
anche ad altre nostre richieste tramite questo protocollo d'intesa". Su cui poco fa
l'assemblea dei lavoratori ha dato il proprio parere positivo dopo alcune ore di riunione
che hanno interessato l'intera mattinata. Ma non è finita qui. "Noi vigileremo con
estrema cura per il rispetto del protocollo che deve far fronte alle nostre esigenze,
basilari per quel che riguarda i posti di lavoro ma anche per il rilancio dell'istituto:
ci aspettiamo - aggiunge Bottaro - che non solo da parte nostra ma pure dai sindacati,
dalle forze politiche e dal ministero ci sia la volontà di farsi garante per il
mantenimento della parola data". Il presidio è stato portato avanti da circa 50-60
lavoratori che in queste settimane si sono dati il cambio in rappresentanza di 400
lavoratori che vedevano a rischio il proprio lavoro. La calata'dai tetti, dopo
praticamente due mesi fatti di proteste e notti passate al freddo, comprese quelle di
Natale e Capodanno e di tutto il periodo festivo, è quindi solo il primo passo per
rispondere all'accordo. Anche se resta l'amarezza. "Ci addolora che siano stati
necessari 59 giorni di protesta sui tetti per arrivare a un punto di partenza - sottolinea
Bottaro -. C'è amarezza per questo ma alla fine è venuta fuori la nostra determinazione
a non mollare e a restare uniti per raggiungere un obiettivo che va al di là della
conservazione del nostro posto di lavoro, pur importantissimo. Noi vogliamo che venga
estirpato il precariato dal settore della ricerca, perché non permette di lavorare in
modo serio". Alla fine, però, per i precari resta comunque "una parziale
soddisfazione". E proprio questo ha permesso di dare "un segno preciso- spiega
Bottaio - della nostra volontà di trattare su temi concreti come quelli del protocollo,
verso cui agiremo con grande determinazione per far sì, come ha detto lo stesso ministro,
che le nostre competenze non vengano disperse e si possa rilanciare in pieno l'Istituto.
Certo, sarebbe stato meglio un ottenimento certo delle nostre richieste: alcune infatti
sono chiare, altre sono interpretabili. Ma questo- ripete in conclusione Bottaio - è solo
il primo passo che pone l'amministrazione dell'Ispra e il ministero dell'Ambiente
nell'ottica di agire in modo concreto". Soddisfazione per l'intesa è stata espressa
dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. E' stata "un'intesa difficile,
sofferta ma che alla fine credo rappresenti un risultato di cui tutti possiamo essere
soddisfatti. E' prevalsa la positiva volontà di tutte le parti per trovare nell'ambito
delle leggi vigenti tutte le soluzioni possibili per non disperdere il patrimonio di
esperienza e professionalità rappresentato dai ricercatori e consentire un processo di
rilancio e valorizzazione dell'Istituto che ha un ruolo centrale nella tutela
dell'ambiente nel nostro Paese". Il ministro ha quindi riconosciuto l'impegno della
gestione commissariale e delle rappresentanze sindacali. I punti che caratterizzano
l'accordo sono nove. Tra questi il "rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato
senza soluzione di continuità" nell'ambito della disponibilità economica, motivato
dall'incremento imprevisto delle richieste di pensionamento del personale di ruolo";
l'impegno a "continuare ad avvalersi delle collaborazioni coordinate e continuative e
degli assegni di ricerca attivi al 31 dicembre 2009 fino al 31 dicembre 2010", fatte
salve necessità relative ai progetti; l'impegno ad attivare ulteriori bandi per
collaborazioni coordinate e continuative e per assegni di ricerca attivati dopo la data
dell'accordo; concorsi pubblici a tempo determinato e indeterminato che saranno banditi
nel triennio 2010-2012. A rischio, oltre i 200 lavoratori che avevano già terminato il
rapporto con l'Ispra, erano altri 250 precari. "L'accordo raggiunto è solo l'inizio
di un percorso - hanno commentato i parlamentari del Partito democratico Raffaella
Mariani, Marianna Madia, Manuela Ghizzoni e Cesare Damiano -. Ribadiamo la necessità di
operare attivamente per la valorizzazione piena dell'agenzia, un fiore all'occhiello del
sistema ambientale e della ricerca nel nostro Paese. Resta intatta la preoccupazione per
la politica del governo, che, colpevolmente, riduce le risorse in favore della ricerca
pubblica, scelta che si dimostra ancora più grave data una congiuntura economica che
richiederebbe invece ogni sforzo possibile e massicci investimenti per l'innovazione e per
la società della conoscenza". "Credo che la vicenda dell'Ispra - ha aggiunto
Zingaretti - possa diventare un simbolo per chi non si arrende e per chi vuole difendere
il diritto al lavoro e la valorizzazione delle eccellenze del nostro Paese. Non
dimentichiamo, infine, quei lavoratori che stanno portando avanti altre importanti
rivendicazioni e che, in questo momento così delicato e così complesso, abbiamo il
dovere di ascoltare, di non abbandonare per individuare una soluzione capace di salvare il
nostro tessuto produttivo, e soprattutto di rilanciarlo su nuove basi". |