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20 gennaio 2010 - Ansa LAVORO: ISPRA; RAGGIUNTO ACCORDO SU VERTENZA (ANSA) - ROMA, 20 GEN - È stato firmato un accordo sulla vertenza dell'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) da tutti i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil e il sindacato Usi. Lo rende noto il ministero dell'Ambiente dove per tutta la giornata si è svolto l'ultimo rush della vicenda Ispra che ha visto per giorni i lavoratori protestare sul tetto dell'istituto. Il ministero ha riferito che a seguito dell'accordo gli stessi lavoratori che sono ancora sul tetto hanno annunciato che scenderanno domani mattina. DOMANI NEL LAZIO(ANSA) - ROMA, 20 GEN - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL
LAZIO: ... 10.30 - Roma, Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/a. Presentazione del libro
«Potere assoluto. La Protezione civile ai tempi di Bertolaso», di Manuele Bonaccorsi,
organizzata dalla Rdb Pubblico Impiego. Partecipano, tra gli altri, l'autore, Bonelli
della Federazione Verdi, Licandro del Pdci. Orlando dell'Idv e Morabito del coordinamento
nazionale Rdb Pi. 20 gennaio 2010 - Omniroma REGIONE, LAVORATORI SETTORI SANITÀ PROTESTANO DAVANTI PISANA (OMNIROMA) Roma, 20 gen - Davanti l'ingresso del consiglio regionale del Lazio è in corso una protesta dei lavoratori del settore sanitario. A manifestare sono i lavoratori del consorzio Ri.Rei, quelli del consorzio Cosisan e quelli del Santa Lucia. «Per il Ri.Rei chiediamo che la Regione blocchi la procedura di licenziamento attuata dal consorzio e che affidi il servizio alle Asl», dichiara Pio Congi, di Rdb. «Per il consorzio Cosisan chiediamo una proroga del servizio fino all'assegnazione del servizio al nuovo gestore e che nel bando siano previste le clausole di salvaguardia per i lavoratori», spiega un manifestante. I lavoratori del Santa Lucia, invece, chiedono il ritiro della delibera di giunta regionale «che prevede la riduzione dell'Irccs a casa di cura». GLI APPUNTAMENTI PER DOMANI (OMNIROMA) Roma, 20 gen - ...- Presentazione del libro
«Potere assoluto. La protezione civile ai tempi di Bertolaso» scritto da Manuele
Bonaccorsi, organizzata da Rdb Cub. Centro congressi Cavour. Via Cavour, 50/A (ore 10.30) 20 gennaio 2010 - Adnkronos GIUSTIZIA: FP CGIL, PROCESSO BREVE È RIFORMA PER UN SOLO CITTADINO Roma, 20 gen. - (Adnkronos/Labitalia) - «Il Governo ancora una volta passa sopra i diritti costituzionali dei cittadini: il ddl sul cosiddetto 'processo brevè è stato approvato oggi in Senato». Lo dichiara il segretario nazionale della Fp Cgil, Antonio Crispi. «Tuttavia -prosegue Crispi- come dichiarato pubblicamente da un importante dirigente del Ministero della Giustizia collaboratore del Ministro Alfano, in realtà questa è una norma sull'estinzione dei processi: infatti con la giustizia in condizioni precarie, senza le persone dentro ai tribunali, senza risorse nè progetti di modernizzazione, varare una legge del genere significa condannare all'estinzione migliaia di processi. Altro che riforma per i cittadini, -dice Crispi- questa è un riforma per un solo cittadino». «Quattro sindacati che rappresentano la maggioranza del personale amministrativo, Fp Cgil, Uil Pa, RdB e Flp hanno proclamato uno sciopero unitario per il prossimo 5 febbraio, per rivendicare condizioni di lavoro migliori, nuove assunzioni e contrastare l'approvazione di un Ordinamento Professionale che peggiorerà ulteriormente il servizio portando gli uffici giudiziari nel caos. È così - osserva - che il Governo vuole garantire l'efficienza del servizio? Senza discutere con la Magistratura, l'Avvocatura ed il personale Amministrativo? Senza prendere in considerazione le effettive condizioni degli uffici giudiziari?» «Il Governo ascolti le proposte contenute nel 'Patto per la giustizia e per i cittadinì -avverte Crispi- oppure dimostrerà che l'obiettivo riformatore non ha come destinatari i cittadini ma gli interessi della politica». 20 gennaio 2010 - Civonline Icpl, scongiurata la messa in mobilità CIVITAVECCHIA - Per i lavoratori dellInterporto si va verso la cassa integrazione in deroga. Nel corso della riunione fiume di ieri alla Regione Lazio, infatti, quando sindacati (Rdb Cub e Filt Cgil) e azienda si sono incontrati con il funzionario responsabile dellassessorato al Lavoro Raffaele Fontana, è stata scongiurata la mobilità che, come spiegato più volte dalle organizzazioni sindacali, rappresenterebbe lanticamera per i licenziamenti. Il nodo da sciogliere rimane però la possibilità o meno della rotazione. I rappresentanti di Filt Cgil e Rdb Cub Enrico Seri e Giancarlo Ricci hanno infatti ribadito come questa possa essere la strada migliore «per ripartire nel modo più equo possibile - hanno spiegato - il peso della sospensione dellattività». Lazienda, invece, attraverso lamministratore unico Ferdinando Bitonte ha parlato di salvare 37 unità che continueranno a lavorare per Icpl, mettendone in cassa integrazione 35, senza turnazione, almeno fino al 31 dicembre prossimo, in attesa, si spera di condizioni di lavoro migliori e della ripresa del mercato. Di questo si disucterà lunedì prossimo, termine ultimo per decidere e per sottoscrivere laccordo. 20 gennaio 2010 - Liberazione La prima giornata di sciopero degli
immigrati può attendere La prima giornata di sciopero degli immigrati può
attendere. I tempi non sono ancora maturi e in ogni caso, se sciopero sarà, dovrà
riguardare tutti i lavoratori, italiani e stranieri. I sindacati frenano sull'idea di
celebrare così la "Giornata senza immigrati" del primo marzo. La proposta, nata
in Francia, ha raccolto molte adesioni da parte di associazioni politiche, soprattutto del
volontariato di sinistra, ed è esplosa su internet (oltre 40mila gli iscritti al gruppo
nato su Facebook). E tuttavia per fare uno sciopero non basta che sia giusto: bisogna che
riesca, perché non si trasformi in un boomerang. 20 gennaio 2010 - Rassegna.it Processo breve: sindacati, degrado sistema Giustizia Milano - Al termine dellAssemblea convocata il 20 gennaio 2010 da Fp Cgil Uil Pa - Flp Rdb Cub Pubblico Impiego, i lavoratori degli Uffici Giudiziari di Milano, esprimono "la propria preoccupazione per il degrado del sistema della Giustizia nel nostro Paese". E' quanto si legge in un comunicato unitario delle 4 sigle sindacali. "Tagli alle risorse, blocco del turnover, mancata riqualificazione del personale (con un vergognoso contratto integrativo siglato da una minoranza sindacale contro cui vi sarà uno sciopero il 5 febbraio p.v. con manifestazioni in varie città), carenza ed obsolescenza degli strumenti, sedi sovente fuori norma e non adeguate ad accogliere dignitosamente un pubblico servizio: sono tutti elementi in inconciliabile contrasto con il dichiarato e condivisibile obiettivo di superare i limiti della situazione attuale", scrivono le 4 sigle nel comunicato. I sindacati sottolineano inoltre che "alla luce di questo quadro a tinte fosche, la legge sul cosiddetto 'processo breve', approvata in queste ore al Senato, rivela tutta la sua beffarda strumentalità e lassenza totale di ogni relazione con lobiettivo di una Giustizia più efficiente a servizio dei cittadini". 20 gennaio 2010 - Bologna 2000 Prosegue la mobilitazione dei
sindacati del personale giudiziario: Bologna - Prosegue la mobilitazione dei sindacati a tutela
dei diritti dei lavoratori per una giustizia efficace nella difesa della legalità e dei
diritti di cittadinanza che avrà un importante momento con lo sciopero unitario nazionale
proclamato per il 5 febbraio 2010. Contro la politica dei tagli alle risorse, contro la
pratica degli accordi separati, per una riqualificazione reale delle professionalità e
della qualità del servizio, le organizzazioni sindacali reg.li FP CGIL, UIL PA, FLP, RdB
dellEmilia Romagna scendono in campo venerdi 22 gennaio 2010 con due iniziative a
sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto integrativo del personale giudiziario
e per un serio progetto di riforma della giustizia che assicuri la modernizzazione,
lefficacia e la funzionalità del sistema. 20 gennaio 2010 - Giornale di Calabria Catanzaro, vertenza Phonemedia: protesta dei lavoratori e traffico in tilt in centro CATANZARO - Un centinaio di lavoratori del call center Phonemedia, senza stipendio da mesi, ha manifestato ieri per le strade di Catanzaro, bloccando anche la circolazione stradale in alcuni punti. I lavoratori dell'azienda, tanti giovani e moltissime donne (anche qualche passeggino con piccolo al seguito), che in Calabria occupa 2.500 persone, hanno chiesto risposte alle Istituzioni sulla loro sorte lavorativa, recandosi anche davanti la sede della Giunta Regionale. Alla manifestazione era presente una delegazione dei Cobas nazionali di settore. I manifestanti, seguiti da uno schieramento di poliziotti e carabinieri, si sono poi spostati con l'intento di proseguire la protesta in altre zone della città. E traffico in tilt in città quando la protesta si è spostata sul viadotto Morandi dove è stato attuato un blocco della circolazione. Loccupazione dellimportante via daccesso al centro storico della città è stata tolta nel tardo pomeriggio. I lavoratori hanno fatto ritorno nella sede del call center per proseguire nell'occupazione della struttura che va avanti dallo scorso 4 gennaio. 20 gennaio 2010 - Italia Oggi Per Bertolaso un libro infuocato Viene accusato dalle rappresentanze di base di essere la reincarnazione del «re sole». Infatti, il libro di Manuele Bonaccorsi è intitolato «Potere assoluto. La protezione civile ai tempi di Guido Bertolaso». Che però domani non verrà presentato nella sala del comando provinciale di Roma dei Vigili del fuoco ma al centro congressi Cavour. Una «mattinata di fuoco», vista la decisione del Viminale di non concedere lo spazio istituzionale per l'incontro al quale parteciperanno con l'autore, i rappresentanti delle reti abruzzesi Epicentro Solidale e 3e32, il comitato contro la discarica di Chiaiano, i politici Luigi Zanda, Angelo Bonelli, Orazio Licandro, Leoluca Orlando e Maurizio Acerbo. Più Michele D'Ambrogio, coordinatore nazionale Cgil Vigili del Fuoco, e Fabio Morabito, per il coordinamento nazionale delle rappresentanze di base del pubblico impiego. Gli organizzatori accusano Bertolaso di voler marginalizzare il ruolo dei vigili del fuoco a vantaggio della Protezione civile spa. 20 gennaio 2010 - Dagospia PER BERTOLASO UN LIBRO INFUOCATO... Viene accusato dalle rappresentanze di base di essere la reincarnazione del «re sole». Infatti, il libro di Manuele Bonaccorsi è intitolato «Potere assoluto. La protezione civile ai tempi di Guido Bertolaso». Che però domani non verrà presentato nella sala del comando provinciale di Roma dei Vigili del fuoco ma al centro congressi Cavour. Una «mattinata di fuoco», vista la decisione del Viminale di non concedere lo spazio istituzionale per l'incontro al quale parteciperanno con l'autore, i rappresentanti delle reti abruzzesi Epicentro Solidale e 3e32, il comitato contro la discarica di Chiaiano, i politici Luigi Zanda, Angelo Bonelli, Orazio Licandro, Leoluca Orlando e Maurizio Acerbo. Più Michele D'Ambrogio, coordinatore nazionale Cgil Vigili del Fuoco, e Fabio Morabito, per il coordinamento nazionale delle rappresentanze di base del pubblico impiego. Gli organizzatori accusano Bertolaso di voler marginalizzare il ruolo dei vigili del fuoco a vantaggio della Protezione civile spa. 20 gennaio 2010 - La Repubblica Precari Ispra, due mesi sul tetto
"Non chiediamo la luna ma lavoro" ROMA - Sul tetto si prepara l´ultima notte. Forse. Ne
sono già passate cinquantotto. Due mesi di protesta senza precedenti per chiedere di
tornare a essere precari a tuttotondo; per avere la "sicurezza" di un contratto
co. co. co. a poco più di mille euro al mese, non un contratto a tempo indeterminato.
Paradossi di una storia tutta italiana nella quale l´unico ente pubblico che fa ricerca e
controlli sull´ambiente (l´Ispra) avrebbe voluto sbarazzarsi nel silenzio di oltre 400
suoi ricercatori, proprio mentre il mondo scommette sulla green economy per uscire dalla
grande recessione. Ma il 24 novembre i ricercatori, da più di un decennio precari e ormai
ex giovani, sono saliti sul tetto e non sono ancora scesi. Potrebbero farlo oggi, se
l´incontro al ministero dell´Ambiente finirà con l´impegno a confermare i contratti
scaduti. 20 gennaio 2010 - Il Tempo Reddito minimo, sindacati di base
pronti ai ricorsi Rieti - Sono accuse dirette e pesanti quelle che arrivano dal sindacato Rappresentanze di base (Rdb) di Rieti e che riguardano la compilazione delle graduatorie per il Reddito minimo garantito. Ma la sigla dei lavoratori affonda ancor di più e parla di fallimentare gestione nell'applicazione della norma, una norma che avrebbe dovuto venire in aiuto dei disoccupati e precari laziali, garantendo fino a 580 euro al mese per un anno. «Dopo gli errori delle prime graduatorie, uscite il 25 novembre, anche le nuove graduatorie d'assegnazione dell'11 gennaio sono distorte scrive Marco Salini, delegato Rdb - Risultano, infatti, inclusi tra gli aventi diritto, persone che hanno presentato domanda senza specificare la data di nascita (il diritto spetta a chi ha tra i 30 e 44 anni compiuti nel 2009 ndr). E altre amenità regolamentari dle genere. Senza parlare poi del sito web della Provincia di Rieti, che ha per giorni tenuto on line i vecchi elenchi, senza avvertire che non fossero più validi». Insomma, la sigla sindacale di base (ma anche la Cisl di Rieti, che si è occupata a più riprese del Reddito Minimo) esorta tutti gli esclusi «per motivi formali» a presentare istanza di revisione entro il 26 di gennaio, inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno alla Provincia di Rieti Palazzo Dosi - settore I° - piazza Vittorio Emanuele II 02100 Rieti. Le Rdb sono a disposizione per fornire maggiori informazioni, nella sede di via Fratelli Sebastiani 171, telefono 0746/218439. La denuncia Roma - Ma dentro sembra terremotato. Il padiglione Marchiafava «cade a pezzi» denunciano le Rdb-cub (Rappresentanze sindacali di base) del San Camillo che in un volantino hanno messo nero su bianco il disastro. «Personale e degenti del Forlanini sono stati trasferiti in fretta e furia e si sono ritrovati in un cantiere ancora aperto pieno di calcinacci, con gli ascensori incartati e già sporchi». Mentre per il personale infermieristico ed ausiliario sono stati disposti spogliatoi «ampi e ariosi come le catacombe» ironizza il sindacato. Ma il peggio è quando piove. «L'acqua risale dagli scarichi e, mista ad escrementi, allaga tutto e rende l'aria irrespirabile». «Dove sono i controlli del Ditro?» chiede il sindacato.(G.M.C.) 20 gennaio 2010 - Gazzetta del Sud I lavoratori dal viceprefetto Oggi
il sit-in di protesta in piazza Catanzaro - Il viceprefetto aggiunto Ferdinando Trombadori si è impegnato a concertare a breve un incontro con il presidente della Regione Agazio Loiero e il neo prefetto Giuseppina Di Rosa (assente per motivi istituzionali) per presentare una proposta operativa che dia risposte concrete ai lavoratori Phonemedia-Omega. È questo l'esito della riunione che si è tenuta ieri in Prefettura alla presenza di una delegazione del coordinamento di lotta Phonemedia, di Francesco Aroma e Giuseppe Mazzitelli del coordinamento provinciale Pcl (partito comunista lavoratori), di Antonio Fragiacomo e Giovanni Carioti rispettivamente responsabili regionale e provinciale della Rdb. Un incontro a porte chiuse durato circa due ore in cui i dipendenti hanno esposto per l'ennesima volta le gravi difficoltà economiche che stanno incontrando dal mese di settembre per la mancata erogazione degli stipendi da parte della società Phonemedia-Omega, chiedendo una moratoria sui mutui, sulle finanziarie e la gratuità dei trasporti pubblici regionali. Hanno illustrato a Trombadori tutta la situazione, hanno parlato dell'azienda «fantasma più volte inutilmente sollecitata», delle denunce alla Polizia tributaria per ottenere le buste paghe, di quegli 11 milioni di euro che la Regione ha stanziato per avviare l'attività del call center «finiti nel nulla o nelle tasche di chissà chi. Ci aspettavamo risposte concrete - hanno detto gli operatori dell Call center di Santa Maria- e ad un mese dal primo incontro in prefettura ci troviamo a chiedere sempre le stesse cose e sentiamo solo belle parole». La Rdb e il Pcl hanno chiesto la stabilizzazione dei lavoratori o quanto meno la nomina di un commissario con poteri esecutivi per il rispetto della legge e per la difesa dei diritti. Oggi intanto alle 9 in piazza Matteotti si terà un sit-in di protesta dei lavoratori Phonemedia-Omega. «I politici non possono - hanno dichiarato - farsi vedere solo quando devono chiedere voti. Le regioni della Puglia, della Lombardia e della Sicilia si sono mosse a tutela dei lavoratori, perché qui la Regione non fa nulla?». Intanto si sta lavorando per la creazione di un osservatorio nazionale sui call center e il ministero dello Sviluppo economico ha convocato le segreterie della Slc-Cgil, della Fistel-Cisl, della Uilcom- Uil e della Ugl telecomunicazioni a presentarsi a Roma il prossimo 25 gennaio. 20 gennaio 2010 - La Nazione Tribunale a rischio chiusura:
sindacati in rivolta, proclamato uno sciopero MASSA - «UN GRAVE atto che penalizzerebbe oltre modo la cittadinanza della Provincia di Massa Carrara e i lavoratori della giustizia». Reagisce così e annuncia uno sciopero per il 5 febbraio la Funzione Pubblica della Cgil dinanzi alla notizia, da confermare, che il Tribunale di Massa sia inserito nella lista delle sedi giudiziarie che il Consiglio Superiore della Magistratura consiglia di chiudere a causa del fatto che lo stesso non raggiunge il minimo d'organico dei magistratura ritenuto funzionale all'erogazione dei servizi giudiziari. LA CGIL crede che l'erogazione di un servizio essenziale quale quello della giustizia «in un capoluogo di Provincia, non possa essere affrontato col solo dato dell'organico dei magistrati. Se si vuole davvero riformare le sedi giudiziarie spiegano dal sindacato occorre tenere conto del servizio che bisogna erogare in tutti le sedi capoluogo di Provincia dove risiedono cittadini che hanno il sacrosanto diritto di poter adire la giustizia». Ed è per questi motivi che la Cgil chiede che il Tribunale di Massa «venga messo in condizioni di poter operare dotando lo stesso del personale amministrativo e dei magistrati necessari, in base ai carici di lavoro, a dare risposte concrete alla fame' di giustizia che anche nella nostra Provincia risente delle lungaggini determinate non solo da carenze di magistrati, ma anche e soprattutto da organici amministrativi al limite della sopravvivenza e da risorse finanziarie sempre più risicate». PERTANTO, Cgil Uil Flp e RdB il prossimo 5 febbraio sciopereranno a sostegno della vertenza sulla mancata riqualificazione, e «contro il nuovo ordinamento professionale siglato dall'amministrazione e dalla minoranza delle organizzazioni sindacali che demansiona e dequalifica i lavoratori, separa le funzioni con il conseguente peggioramento del servizio ed il rallentamento dei tempi dei processi». 20 gennaio 2010 - Il Mattino Napoli. Rimangono i presidi agli
impianti per lo smaltimento dei rifiuti... Napoli - Rimangono i presidi agli impianti per lo smaltimento dei rifiuti ma le sigle sindacali (e sono ben undici) che hanno dichiarato lo stato di agitazione firmano una tregua e revocano ogni azione di protesta. È il giorno dopo gli scontri di piazza Cavour, la Provincia convoca i sindacati ma alla fine escono tutti «soddisfatti»: per il momento non si può completare il piano industriale del nuovo consorzio dei rifiuti perchè il decreto legge del Governo che trasferisce funzioni e compiti alle Province non è stato ancora convertito in legge. Lannuncio dellassessore provinciale allambiente Romano fa tirare il primo sospiro di sollievo per il futuro occupazionale. Ma soprattutto cè lannuncio che il presidente Cirielli ha autorizzato i consorzi di bacino salernitani (1, 2, 3 e 4) a chiedere lanticipazione di cassa al tesoriere per garantire gli stipendi per tutto il 2010. Ieri sera al confronto con i sindacati lassessore provinciale allAmbiente ha spiegato che se non si converte in legge il decreto non si avrà un assetto definitivo del ciclo di gestione dei rifiuti. E i sindacati, quelli di base, i più duri, annunciano solo presidi anche negli impianti a Salerno e nel resto della regione (infatti si annunciano esuberi nel passaggio ai consorzi unici a Napoli e Caserta). Ma se si bloccano gli impianti regionali, a Salerno saranno guai non essendoci discariche aperte in provincia ed essendo esaurita quella di Basso dellOlmo. Oggi a Roma in un incontro allex commissariato di governo per lemergenza rifiuti, potrebbero esserci indicazioni sulle modifiche al decreto (magari evitando conflitti con le indicazioni contenute nella finanziaria della Regione che lascia ai consorzi preesistenti tutte le competenze). Dalla riunione esce comunque un «impegno politico» sul mantenimento dei livelli occupazionali (oltre 1500 i dipendenti di tutti i consorzi esistenti). Severo il rappresentante del sindacato Azzurro, Guidotti: «Anche lassessore ha ammesso di aver ricevuto dai consorzi contenitori vuoti e quindi incapaci di produrre reddito». Piano industriale e stipendi sono le due facce del progetto che Romano esibisce allincontro. Se lassessore non è in grado di fornire una ricetta definitiva per la gestione del ciclo rifiuti e la riscossione della Tarsu, mancando un quadro normativo certo, pacifica gli animi assicurando gli stipendi e mantenendo i livelli occupazionali. Costituita la società, insomma, bisogna deciderne il contenuto. «Siamo sereni sul tema della puntualità dei pagamenti e del mantenimento dei livelli occupazionali», dice Franco Tavella, segretario provinciale della Cgil. Che poi fa un passo indietro a lunedì: «Non siamo abituati alle cariche della polizia e agli scontri con feriti. Non era mai successo da quindici anni in città. La tensione che non aiuta nessuno: le istituzioni, le forze di polizia e i lavoratori». Ancora un centinaio di persone fino a ieri sera erano al sit in alla Provincia. Ma ieri piazza Cavour non si è trasformata in teatro di scontri con le forze dellordine. Sotto il presidio stretto dei celerini, ieri pomeriggio sono sfilate le delegazioni di ben undici sigle sindacali convocate allincontro con lassessore Romano e lassessore al Lavoro Anna Ferrazzano. Il piano industriale che verrà pone anche molti interrogativi e i sindacati sono pronti a dare battaglia. «Romano ha riconosciuto che i commissari liquidatori non hanno potere. Un piano che non abbiamo avuto modo di discutere - dice Vincenzo Guidotti, del sindacato azzurro - e poi perchè i riferimenti di legge non sono ancora stati definiti: non cè la conversione in legge del decreto rifiuti e anche la finanziaria regionale non è stata pubblicata». Per Tavella è invece necessario chiarire che al primo posto sono i lavoratori: «I pagamenti degli stipendi sono al centro di questa vertenza. Speriamo che lo scontro politico e le velleità elettorali non prevalgano nella gestione futura di questa delicata vicenda». Benevento. Con lufficializzazione, avvenuta ieri... Benevento - Con lufficializzazione, avvenuta ieri, delle nomine dei tre commissari liquidatori per i consorzi Bn1 (emilia Tarantino), Bn2 (Carmine Cossiga) e Bn3 (Santa Brancati) al Bn3, torna drammaticamente dattualità il nodo delle sorti lavorative dei dipendenti degli organismi. «Il decreto 195/2009 - fa presente Giovanni Venditti, responsabile del sindacato Rdb-Cub - non tutela i lavoratori dei disciolti consorzi di bacino in palese violazione degli articoli 3 e 4 della Costituzione». Di qui la richiesta «che le Province di Napoli, Benevento, Avellino, Caserta e Salerno convochino un tavolo di confronto al fine di elaborare un piano industriale, salvaguardando tutti i 2400 legittimi lavoratori dei Consorzi di Bacino». 20 gennaio 2010 - Avvenire Seconda notte sul tetto: ancora
incerto il futuro delle scuole civiche Milano - Finora la loro protesta non ha portato alla riapertura delle scuole civiche, chiuse ormai da sei mesi. Ma i cinque studenti saliti lunedì sul tetto della scuola di piazza XXV aprile sono intenzionati a restare lassù al freddo «a oltranza» , cioè fino a quando le lezioni non saranno ripristinate. Sono studentilavoratori tra i 20 e i 40 anni, e alcuni, come nel caso di un operaio, hanno dovuto prendere le ferie per poter attuare la propria protesta. Dopo due notti alladdiaccio sulla terrazza della sede storica del liceo civico "Gandhi", la speranza è che oggi arrivi il verdetto favorevole del Consiglio di Stato, che si è già espresso una volta a favore del Comune dopo il ricorso di Palazzo Marino a seguito del pronunciamento del Tar che aveva disposto la sospensiva del provvedimento di chiusura delle classi del liceo. Il Comune, tramite lassessorato competente, Politiche sociali ed Educazione, ha proposto agli studenti corsi gratuiti verso lesame didoneità, da sostenere privatamente. Ma «andare a scuola non è esattamente la stessa cosa» , ribatte lSdl, il sindacato dei Lavoratori intercategoriale, che da sei mesi sostiene con cortei e presidi la protesta degli studenti delle serali, con un presidio fisso e le tende canadesi montate davanti alla sede di piazza XXV aprile. Il patrimonio di scuole pubbliche serali paritarie di Milano comprende quattro licei ( classico, scientifico, sociopsicopedagogico e linguistico), due istituti tecnici ( ragionieri e geometri) e un professionale ( per lindustria e lartigianato), per un costo annuale è di 258 Euro. Il Comune, che le gestisce, le ha chiuse allinizio dellanno perché alcuni corsi erano vuoti. I sostenitori delle serali ribadiscono che migliaia di studenti, in 50 anni, hanno conseguito un diploma nelle scuole civiche serali paritarie, che questanno contavano 600 iscritti ( per 106 dei quali i corsi non sono partiti). Molti studenti diplomati alle serali si sono poi inseriti nel mondo del lavoro. Gli studenti citano sempre il nome del ballerino Roberto Bolle e di dirigenti dazienda: persone che hanno abbandonato gli studi per varie ragioni ma hanno voluto riprendere la scuola, immigrati e diversamente abili che per motivi detà non venivano più accolti dalle scuole diurne. Oggi la situazione è notevolmente cambiata, aveva spiegato lassessore Mariolina Moioli prima dellinizio dellanno scolastico: «La domanda è diminuita di molto, tanto che non è possibile comporre classi che rispettino gli standard stabiliti dalla legge» . 20 gennaio 2010 - Il Manifesto MANULI /ASCOLI PICENO Incidente spiacevole, ieri, al gazebo permanente degli operai Manuli, in presidio davanti all'azienda di Ascoli Piceno: è stato completamente svaligiato e reso inutilizzabile per incontri e riunioni. Il gazebo si trova a pochi metri dalla portineria della fabbrica: due sere fa, sono stati rubati frigoriferi, televisori, documenti, tavoli, sedie, forni a microonde e tutti gli oggetti utili custoditi nel presidio, rimasto sempre attivo anche dopo la firma dell'accordo di fine novembre fra azienda e sindacati confederali, mai accettato da Sdl e Ugl. Il membro del coordinamento Sdl e Rsu Andrea Quaglietti annuncia una denuncia contro ignoti e parla di un atto di «intimidazione contro i lavoratori da mesi in lotta per difendere il loro posto, e che va contro la libertà di pensiero e di manifestazione. Noi comunque non ci scoraggeremo perché l'episodio denota la paura che gli operai rimasti fuori dalla fabbrica in seguito all'intesa, possano riorganizzarsi per ottenere quello che spetta loro». 20 gennaio 2010 - Il Messaggero Ascoli. È stato completamente svaligiato e reso inutilizzabile... Ascoli - È stato completamente svaligiato e reso
inutilizzabile per incontri e riunioni il gazebo del presidio permanente degli operai
della Manuli di Ascoli Piceno, punto di ritrovo per tutti i lavoratori della vallata del
Tronto, dallagosto scorso ad oggi. Lo ha reso noto la sigla sindacale Sdl. Il gazebo
si trova a pochi metri dalla portineria della fabbrica: ignoti, nella tarda serata di
ieri, hanno portato via frigoriferi, televisori, documenti, tavoli, sedie, forni a
microonde e tutti gli oggetti utili custoditi nel presidio, rimasto sempre attivo anche
dopo la firma dellaccordo di fine novembre fra azienda e sindacati confederali, mai
accettato da Sdl e Ugl. Il membro del coordinamento nazionale Sdl e Rsu della Manuli
Andrea Quaglietti annuncia una denuncia contro ignoti e parla di un atto di
«intimidazione contro i lavoratori da mesi in lotta per difendere il loro posto di
lavoro, e che va contro la libertà di pensiero e di manifestazione. Noi comunque non ci
scoraggeremo - aggiunge - perchè lepisodio denota anche la paura che gli operai
rimasti fuori dalla fabbrica in seguito allintesa, possano riorganizzarsi per
ottenere quello che gli spetta». 19 gennaio 2010 - Adnkronos GIUSTIZIA: SINDACATI, SCIOPERO DEL PERSONALE IL 5 FEBBRAIOL'AGITAZIONE ANNUNCIATA DA CGIL, UIL, RDB E FLP VERRÀ ILLUSTRATA MARTEDÌ 26 GENNAIO A ROMA Roma, 19 gen. (Adnkronos) - Sciopero del personale dell'organizzazione giudiziaria il prossimo 5 febbraio. Le ragioni dello sciopero, proclamato da Fp Cgil, Uil Pa, RdB Pubblico impiego e Flp, verranno illustrate in una conferenza stampa martedì 26 gennaio, alle 12.30, presso la Sala Conferenze della Corte D'Appello di Roma. 19 gennaio 2010 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 2
- Anno VII In questo numero: * Istat, stop al regolamento di riordino il Consiglio di Stato sospende l'esame* Ci aspetta un anno di forte impegno * Precari Ispra in difesa del bene comune * Boschi: il Cnr ci dia in gestione Anacapri * Consulenze nella P.A., nel 2008 aumento boom * Le vicende interne dell'Inaf sconvolgono il firmamento * Tre mesi dopo Il Foglietto scoprono contratto H1N1 * Brunetta trova il posto occupato e se ne va 19 gennaio 2010 - Corriere.it Lavoratori in piazza contro la crisi
Ma il corteo si scontra con il divieto Bologna - Una manifestazione contro la crisi «perchè in
questa città possano essere visibili le nostre rivendicazioni». Lappuntamento è
per sabato prossimo, 23 gennaio, e a lanciarlo è un appello firmato da circa 60
lavoratori di svariati settori (lindirizzo di posta elettronica a cui inviare
eventuali adesioni è quello del sindacato di base Rdb). MERCOLEDì VERTICE AL DICASTERO
DELL'AMBIENTE ROMA - I precari dellIspra si preparano a
smontare le tende. Se tutto andrà bene, infatti, tra poche ore terminerà
loccupazione del tetto dellIstituto superiore per la ricerca ambientale. Tutto
dipenderà dallincontro al ministero dellAmbiente fissato per mercoledì alle
12: è lì che i tre commissari dellIspra presenteranno un protocollo dintesa
per la risoluzione della vertenza. «Se terranno in considerazione le nostre proposte
scenderemo presto dal tetto», assicura Michela Mannozzi, coordinamento precari Ispra
dell'Usi-Rdb Ricerca, una delle più attive nella protesta. 19 gennaio 2010 - Il Giorno Codogno, sciopero alla Rsa CODOGNO - I SINDACATI di base della Bassa all'attacco dei vertici dell'Asl di Lodi. Dopo la denuncia di tre pazienti della Rsa di Codogno morte poco dopo il trasferimento nell'istituto Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro, ieri c'è stato lo sciopero dei dipendenti della casa di riposo di Codogno contro i tagli previsti dopo la perdita di ricoveri. «L'organizzazione sindacale, e il delegato Rsu aziendale dopo lo sciopero riuscito si legge nella lettera aperta scritta dal sindacalista Gianfranco Bignamini anche con il boicottaggio della capo sala della Rsa di Codogno e di questa Amministrazione (su questo sarà la commissione di Garanzia ad intervenire) l'assemblea dei lavoratori pienamente riuscita ha dato mandato di chiedere un incontro con i vertici aziendali per il giorno 25 gennaio 2010, alla presenza del sindacato RdB e una rappresentanza dei dipendenti».La lettera prosegue con una minaccia: «In attesa di un vostro riscontro vi si legge ricordiamo che se ci sarà ancoro un silenzio da parte di questa Amministrazione continueranno le giornate di sciopero e occupazione della palazzina amministrativa».(R.Lo.) 19 gennaio 2010 - La Repubblica Precari Ispra, da due mesi sul tetto
picchetto-simbolo per la ricerca Roma - Cinquantasette giorni ai piedi del cielo per non
finire all´inferno: 1.368 ore sul tetto di un istituto che li vorrebbe fuori dalla porta.
«Siamo saliti quassù il 24 novembre scorso per difendere il nostro posto e la nostra
dignità», spiega Simone, 40 anni, rimasto dopo 11 anni senza lavoro. «Non possiamo
tornare in strada senza aver visto riconosciuti i nostri diritti». Come lui ci sono altri
60 giovani biologi, ingegneri, chimici che hanno scelto la via della protesta per
raccontare la loro storia. Nel giugno 2009 all´Ispra (Istituto Superiore per la
Protezione e Ricerca Ambientale) scadono 170 contratti che non vengono rinnovati. A
dicembre sono altri 150, ai quali miracolosamente il ministro dell´Ambiente, Stefania
Prestigiacomo, promette il rinnovo. Ma per il primo nucleo la situazione non si sblocca, e
così non si ferma la clamorosa protesta dei ricercatori che qui sul tetto hanno trovato
un nuovo acronimo per quell´ente che non li vuole più: "Insieme Si Può Resistere
Ancora". 19 gennaio 2010 - Libertà «Noi stranieri andiamo bene
solamente in fabbrica CASTELSANGIOVANNI - Quali prospettive
per gli stranieri in questi tempi di crisi? Con quali mezzi possono difendersi da ogni
tipo di sfruttamento e regolarizzare la propria situazione lavorativa? Queste e molte
altre le domande a cui si è cercato di dare risposta nel corso dell'incontro "Lavoro
e immigrazione" organizzato venerdì sera dalle Rappresentanze Sindacali di Base
(Rdb) presso il centro culturale di Castelsangiovanni. In sala, presenti diversi immigrati
che hanno offerto al dibattito la propria personale esperienza; a rispondere, Aboubakar
Soumahoro, responsabile nazionale per il settore immigrazione dell'Rdb - Cub e Giovanna
Raffaglio dell'Rdb di Lodi e responsabile, insieme a Rafik Touil, dello sportello
immigrati di Castello. 19 gennaio 2010 - Il Cittadino Morta unaltra paziente trasferita a San Colombano Codogno - Rappresentanze sindacali di base e autonomi del sindacato Slai Cobas uniti nella protesta per lex psichiatrico di Codogno. È successo ieri davanti alla Rsa di viale Ganfoldi. Durante il presidio è emersa inoltre la notizia di un ulteriore decesso: è morta infatti unaltra delle undici donne trasferite a fine dicembre dalla Rsa al Fatebenefratelli di San Colombano. «Questo è il terzo decesso da fine dicembre ad oggi - ha detto il sindacalista Rdb Gianfranco Bignamini -. I conti si fanno da soli, un decesso ogni sei giorni». Allex psichiatrico ieri cera anche Luca Beretta, segretario provinciale Slai Cobas. Il presidio è continuato fino a metà pomeriggio, alle 14 è poi iniziata lassemblea dei lavoratori organizzata dalle Rdb, la stessa che ha visto presenti una quindicina di lavoratori della Rsa. E lo sciopero? «Quattro lavoratori della Rsa hanno aderito, degli altri abbiamo notizie di intimidazioni che ne hanno frenato ladesione - sottolineava in serata Bignamini -. Noi comunque non ci fermiamo: invieremo una lettera alla dirigenza Asl con la richiesta di un incontro urgente. Se non avremo risposta, andremo avanti con gli scioperi». «Il trasferimento delle prime undici ospiti psichiatriche della Rsa di Codogno al Fatebenefratelli avvia alla conclusione una vicenda sempre stata conseguenza di un disegno rispondente a interessi puramente economici, pensato e realizzato sulle spalle delle ospiti prima e dei lavoratori della struttura poi - così dallo Slai Cobas -. Una vicenda triste, che mette la parola fine ad un servizio pubblico unico sul territorio e a 12 posti di lavoro». 19 gennaio 2010 - Il Mattino Napoli. Per il momento disagi gravi
non si registrano. Napoli - Per il momento disagi gravi non si registrano. Ma la situazione potrebbe precipitare già oggi a causa della protesta dei lavoratori del Consorzio che ieri hanno inscenato una manifestazione a Napoli davanti alla Provincia e, in maniera più aggressiva, a Salerno. A Caserta situazione più tranquilla per la decisione adottata dai vertici del Consorzio unico di «risolvere in tempi brevi» i nodi relativi allassunzione del personale e al contenimento degli esuberi. In particolare, a protestare ieri sono state le organizzazioni sindacali Slai Cobas, Sindacato Azzurro, Rdb, Cesil, Uap e Fesica che in una nota hanno ribadito lo sciopero di 48 ore iniziata domenica a mezzanotte. Oggi anche da Caserta partiranno gruppi di lavoratori per unaltra manifestazione davanti a Montecitorio. Da Terra di Lavoro si muoveranno alcuni pullman per raggiungere la capitale: lobiettivo delle organizzazioni sindacali è quello di spostare lattenzione della vicenda davanti agli organi parlamentari e davanti al governo. La protesta è contro le norme del decreto 195 (in discussione da domani in commissione Ambiente del Senato). Secondo Vincenzo Guidotti, portavoce dei sindacati in sciopero, i dipendenti dei consorzi erano inizialmente 2400 e sono poi lievitati fino ad ottomila. Dovevano occuparsi della raccolta differenziata, poi le cose cambiarono. Il decreto 195 prevede che i dirigenti del consorzio unico di Napoli e Caserta definiscano gli organici in base al piano industriale. Il personale eventualmente in esubero entrerebbe in una lista di mobilità e rischierebbe di tornare a casa nellarco di due anni. In una prima versione del provvedimento, invece, era prevista una deroga al patto di stabilità che avrebbe permesso il graduale assorbimento da parte degli enti locali. Erano state calcolate nei mesi scorsi 551 unità. Ma gli attuali dirigenti del «consorzione» sperano di poter ridurre il numero degli esclusi. Se i servizi fossero forniti su base provinciale i lavoratori potrebbero essere impegati anche al di fuori dei Comuni che del consorzio hanno fatto parte. Perciò annunciano di voler fermare gli impianti di Maruzzella, Ferrandelle, Macchia Soprana, Sardone, Casalduni, Terzigno, Chiaiano. I sindacati annunciano anche di voler bloccare la raccolta differenziata. Alla protesta di ieri non hanno aderito i dipendenti degli impianti di tritovagliatura e imballaggio che sono attualmente gestiti dallAsia.(lor.ca.) 19 gennaio 2010 - Il Quotidiano.it Svaligiato il Presidio Manuli: "gravissimo gesto intimidatorio" Ascoli Piceno - Il gazebo allestito dai lavoratori della Manuli di fronte allo stabilimento è stato svaligiato nella tarda serata di ieri ed è ora inutilizzabile per incontri e riunioni. Il Sindacato dei Lavoratori: "Fatto gravissimo, non ci faremo intimidire". E' stato completamente svaligiato e reso inutilizzabile per incontri e riunioni di qualsiasi genere, il grande gazebo che ospita il presidio permanente degli operai della Manuli di Ascoli, punto di ritrovo, oltre che di accessi confronti e di tensione con le forze dell'ordine, per tutti i lavoratori della Vallata del Tronto, dall'agosto scorso ad oggi. Ignoti, nella tarda serata di ieri, hanno portato via frigoriferi, televisori, documenti, tavoli, sedie, forni a microonde e tutti gli oggetti utili e di un qualche valore che erano custoditi dagli operai nel presidio, rimasto attivo anche dopo la firma dell'accordo di fine novembre fra azienda e sindacati confederali; accordo mai accettato dal Sindacato dei Lavoratori (maggioritario nella fabbrica ascolana del gruppo milanese) e dall'UGL. "Si tratta di un fatto gravissimo che comporterà da subito una denuncia contro ignoti - commenta Andrea Quaglietti del coordinamento nazionale SDL e RSU della Manuli -. Un atto che vuole essere un intimidazione contro i lavoratori da mesi in lotta per difendere il loro posto di lavoro, e che va contro la libertà di pensiero e di manifestazione". "Noi non ci scoraggeremo - aggiunge Quaglietti - perché l'episodio denota anche la paura di qualcuno legata al fatto che gli operai rimasti fuori dalla fabbrica in seguito all'intesa, possano riorganizzarsi per ottenere quello che gli spetta". "E' strano - si legge nel comunicato inviato dai Sindacati - che quanto accaduto, con il furto di numerosi oggetti voluminosi e di valore, per alcuni migliaia di euro, possa essere avvenuto in maniera apparentemente facile, visto che la portineria del sito della Manuli si trova a pochi metri di distanza". 18 gennaio 2010 - Asca CATANZARO: RDB, CONTINUA OCCUPAZIONE SEDE PHONOMEDIA(ASCA) - Catanzaro, 18 gen - Continua da parte dei lavoratori del call-center Phonomedia di Catanzaro l'occupazione della sede per capire se si continuera' a lavorare oppure i lavoratori sono destinati a fare statistica in termini di disoccupati. Ma la cosa piu' grave e' che, fino ad ora, nessun proprietario ( multinazionale o altro) si e' presentato alla sede per discutere del futuro o della ricollocazione del call-center. Gli unici riferimenti di questi lavoratori sono diventati alcuni sindacalisti concertativi, che con ''messaggini telefonici '' invitano i lavoratori a riprendere a lavorare''. Lo si legge in una nota del Sindacato RdB. ''Lavorare sulla base di quali presupposti? Arretrati non pagati - dice RdB - commesse che continuano a mancare, anzi sono di oggi alcune notizie che alcune multinazionali hanno disdettato i vecchi contratti di vendita alla Phonemedia/Omega''. ''Martedi', 19 gennaio, alle ore 17, una delegazione del sindacalismo di base sara' ricevuta dal prefetto di Catanzaro, a cui verranno posti tre fondamentali interventi: la ricollocazione dell'attuale sede del call-center come sede per produrre nuove o vecchie attivita' lavorative per i 2.500 lavoratori piu' tutto l'indotto che gira intorno a queste famiglie; la sicurezza di continuare a lavorare e cominciare a parlare di stabilizzazione del lavoro; individuazione dei flussi di denaro che sono stati percepiti dalla vecchia multinazionale e come sono stati impiegati - e quelli che potrebbero essere individuati per il futuro lavorativo della citta' di Catanzaro''. 18 gennaio 2010 - Ansa UNIVERSITÀ: SIGLE DOCENZA, DDL GOVERNO NON CONSENTE RILANCIO SVUOTA AUTONOMIA, AGGRAVA PRECARIATO E CREA SOVRAPPOSIZIONI(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Le soluzioni proposte dal ddl governativo sull'università «non consentono il rilancio dell'Università pubblica come istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche per la mancanza di adeguati investimenti». Lo affermano le sigle della docenza in un documento unitario che sarà al centro degli incontri con i gruppi parlamentari e le forze politiche. Entrando nel merito del provvedimento i firmatari della nota (Adi, Adu, And, Apu, Cipur-Confsal, Cisl università, Cnu, Cnru, Confsal, Flc-Cgil, Rdb-Cub, Snals-docenti università, Sun, Udu, Ugl-università e ricerca, Uilpa-Ur) individuano alcuni punti particolarmente critici. «L»Università pubblica - osservano - non viene piu« indicata come 'sede primaria della ricercà; l'autonomia del sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il Rettore e il Cda) il potere di gestione degli Atenei e assoggettando il Ministero competente a quello dell'Economia; i previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito; la istituzione della figura del ricercatore a tempo determinato, in aggiunta alla pletora di figure post-dottorato, aggrava il problema del precariato; la progressione economica dei professori e dei ricercatori viene completamente affidata alla discrezionalità dell'Esecutivo, di fatto del ministro dell'Economia; c'è l'assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo; non viene prevista alcuna riforma del dottorato di ricerca; la nuova figura del »direttore generale« rischia di sovrapporsi a quella del rettore; le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche e rinviano a una delega totale all'Esecutivo». Le organizzazioni della docenza, infine, ritengono «inaccettabile la differenziazione del regime pensionistico tra le varie figure docenti» denunciando, in particolare, «i prepensionamenti di associati e ricercatori, in corso in diversi Atenei, sulla base di recenti normative incoerenti e discriminatorie». 18 gennaio 2010 - Brindisium Cobas e Rdb-Cub sui mancati pagamenti di Innovambiente Brindisi - Il Coordinamento Pugliese del "Patto di
base" che comprende i Sindacati Cobas, Rdb-Cub, Sdl intercategoriale esprime la sua
solidarietà ai lavoratori di Innovambiente di Brindisi che versano in una situazione di
difficoltà . Alle già note difficoltà si aggiunge oggi il mancato pagamento degli
stipendi che secondo la Innovambiente potrà avvenire solo nei prossimi giorni. Il Patto
di Base inoltre racconta ai lavoratori e alla opinione pubblica brindisina quello che è
già successo a San Severo in provincia di Foggia. A San Severo la Innovambiente , anche
lì subentrata con una cessione di ramo dazienda alla Aspica , ha finito di lavorare
nel mese di Aprile 09 lasciando dietro di sé i mancati pagamenti della
liquidazione, delle ferie, della tredicesima, dei ratei trattenuti e non versati.
DallAprile 09 i lavoratori di San Severo non hanno più visto un Euro di
quelli che avanzavano. Il "Patto di base" della Puglia considera positiva
lazione di denuncia dai lavoratori di Brindisi sullappropriazione indebita
realizzata dalla Innovambiente sui ratei dovuti alle finanziarie e che ha comportato in
questi giorni lintervento della magistratura. Quando in solitaria solitudine
denunciammo lo strana cessione di ramo di azienda che Aspica realizzava a favore di
Innovambiente , che nasceva con un capitale sociale di 10.000 Euro , scrivemmo anche che
quello che stava accadendo era il segnale negativo dellinizio di una grande crisi
economica della società. Valutammo anche che quella crisi economica a livello nazionale,
dovuta soprattutto alla mancanza di liquidità nelle casse, li avrebbe portati al collasso
producendo solo danni per i lavoratori. Per questo il "Patto di base" ritiene
che le azioni intraprese da parte dei lavoratori in questi mesi possono solo produrre un
risultato positivo , rivolto ad una maggiore tutela per i soldi che si avanzano, che
rischiano di scappare e di non essere più visti. 18 gennaio 2010 - La Repubblica Il caso Più piccoli nei
"nidi" comunali, il sindacato accusa: Genova - «PER il Comune, sei bambini valgono un water»:
accusano, e assicurano che il calcolo sia scientifico, Cobas, Rdb e l´"assemblea
permanente delle lavoratrici e dei lavoratori del servizio 0-6" che rilanciano lo
stato di agitazione, e dopo una rovente assemblea pubblica, che si è svolta negli scorsi
giorni, annunciano un nuovo sciopero del settore, all´inizio di febbraio. 18 gennaio 2010 - Gazzetta del Sud vertenza sempre più aspra La vertenza Phonemedia approda davanti al nuovo prefetto Giuseppina Di Rosa. Secondo quanto annunciato dal sindacato Rdb, in una nota a firma di Antonio Jiritano, una delegazione dell'organizzazione autonoma sarà ricevuta alle 17 a Palazzo del Governo. 18 gennaio 2010 - Il Mattino Napoli. Via a allo sciopero... Napoli - Via a allo sciopero degli aderenti ai sindacati autonomi dei consorzi di bacino. Le organizzazioni sindacali Slai Cobas, Fesica Sindacato Azzurro, Rdb, Cesil, Uap e Fesica in una nota hanno ribadito la protesta di 48 ore iniziata ieri a mezzanotte. Oggi i lavoratori manifesteranno davanti alle sedi delle cinque Province campane e martedì a Roma in piazza Montecitorio. Protestano contro le norme del decreto 195 che,a loro parere, non offre alcuna certezza occupazionale per i dipendenti. Difficile valutare limpatto sui servizi che potrebbe farsi sentire soprattutto in quei comuni dove il ciclo è affidato interamente ai consorzi. Intanto venerdì i lavoratori degli impianti di tritovagliatura e imballaggio di Tufino e Giugliano hanno firmato laccordo con lAsia ottenendo il contratto a tempo indeterminato di Federambiente: in un primo momento lazienda aveva proposto unassunzione temporanea in attesa della conversione del decreto. I cosiddetti Stir, dunque, dovrebbero continuare a funzionare. Secondo Vincenzo Guidotti, portavoce dei sindacati in sciopero i dipendenti dei consorzi erano inizialmente 2400 e sono poi lievitati fino ad ottomila. Dovevano occuparsi della raccolta differenziata, poi le cose cambiarono: «Dopo avere lavorato alacremente i primi quattro anni - sostiene Guidotti - i dipendenti si videro sottrarre le attività dai sindaci che pur facendo parte dei consorzi facevano concorrenza agli stessi creando proprie società, con ulteriori assunzioni clientelari di soggetti molto spesso legati allecomafia». Di qui, è la tesi degli autonomi, le attuali difficoltà che, a loro parere non possono ricadere sui lavoratori.Il decreto 195 prevede che i dirigenti del consorzio unico di Napoli e Caserta definiscano gli organici in base al piano industriale che dovrebbe essere reso pubblico proprio lunedì. Il personale eventualmente in esubero entrerebbe in una lista di mobilità e rischierebbe di tornare a casa nellarco di due anni. In una prima versione del provvedimento, invece, era prevista una deroga al patto di stabilità che avrebbe permesso il graduale assorbimento da parte degli enti locali. Erano stati calcolati nei mesi scorsi 551 unità. Ma gli attuali dirigenti del cosiddetto consorzione sperano di poter ridurre il numero degli esclusi: se i servizi fossero forniti su base provinciale i lavoratori potrebbero essere impegati anche al di fuori dei Comuni che del consorzio hanno fatto parte. Perciò annunciano di voler fermare gli impianti di Maruzzella, Ferrandelle, Macchia Soprana,Sardone, Casalduni, Terzigno, Chiaiano. I sindacati annunciano anche di voler bloccare la raccolta differenziata. Oggi i manifestanti, alle 10, si concentreranno in un presidio dinanzi alle sedi delle rispettive Province per presentare un documento di protesta. A Napoli si sono dati appuntamento in piazza Matteotti. Per la giornata di domani, invece, è prevista una manifestazione a Roma. Il corteo di pullman dalla Campania partità alle 6,30 del mattino. Obiettivo: essere ricevuti «da un rappresentante del governo».(d.d.c.) 18 gennaio 2010 - Il Messaggero Civitavecchia. «La denuncia avanzata... Civitavecchia - «La denuncia avanzata dalla Filcem-Cgil in
merito alle carenze dorganico di Torrevaldaliga Nord è assolutamente fondata»: lo
sostiene Roberto Bonomi del Partito di Rifondazione comunista che ricorda come faccia
seguito ad una analoga denuncia della RdB Energia-CUB, che, sempre evidenziando i riflessi
sulla sicurezza delle carenze occupazionali, già diversi mesi fa «aveva inutilmente
invitato il sindaco ad intervenire verso lazienda». 18 gennaio 2010 - Fidest Libro: Potere assoluto Roma 21 gennaio Via Genova 3/A ore 10.30 Comando Provinciale dei Vigili Del Fuoco. La RdB Pubblico Impiego, che da anni si batte affinché la Protezione Civile recuperi la sua funzione originaria e diventi lo strumento necessario a tutte le attività prevenzione, previsione, monitoraggio e pianificazione, nel quale i Vigili del Fuoco rappresentino la struttura centrale per tutte le attività di soccorso tecnico urgente nel paese, organizza la presentazione del libro "Potere Assoluto La Protezione Civile ai tempi di Bertolaso", del giornalista Manuele Bonaccorsi, pubblicato per i tipi delle Edizioni Alegre. Liniziativa, intende porsi come momento di dibattito sul futuro della Protezione Civile, sulla sua trasformazione in società per azioni, e sul ruolo dei Vigili del Fuoco. Partecipano: Lautore, Manuele Bonaccorsi Rappresentanti delle reti abruzzesi Epicentro Solidale e 3e32 Rappresentanti del Comitato contro la discarica di Chiaiano Il Sen. Luigi Zanda, PD LOn. Angelo Bonelli, Federazione Verdi LOn. Orazio Licandro, PdCI LOn. Leoluca Orlando, IdV LOn Maurizio Acerbo, Consigliere Regione Abruzzo, PRC Michele DAmbrogio, Coordinatore nazionale FP CGIL Vigili del Fuoco Fabio Morabito, Coordinamento nazionale RdB Pubblico Impiego Coordina: Antonio Jiritano, RdB P.I. Vigili del Fuoco Sono stati inoltre invitati: Il Capo Dipartimento CN.VV.F., Prefetto Francesco Paolo Tronca Tutte le forze politiche e sindacali 18 gennaio 2010 - inAbruzzo "Protezione civile e potere assoluto" LAquila Nuova iniziativa in occasione della poubblicazione di un libro sul ruolo dei vigili del fuoco e sullassetto della Protezione civile, destinata secondo progetti molto vicini alla realizzazione ad essere ristrutturata in modo che non tutti condividono. La RdB Pubblico Impiego, che da anni si batte affinché la Protezione Civile recuperi la sua funzione originaria e diventi lo strumento necessario a tutte le attività prevenzione, previsione, monitoraggio e pianificazione, nel quale i Vigili del Fuoco rappresentino la struttura centrale per tutte le attività di soccorso tecnico urgente nel paese, organizza la presentazione del libro "Potere Assoluto la Protezione Civile ai tempi di Bertolaso", del giornalista Manuele Bonaccorsi, pubblicato per i tipi delle Edizioni Alegre. Liniziativa, che si terrà giovedì 21 gennaio a Roma, presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Via Genova 3/A alle ore 10.30, intende porsi come momento di dibattito sul futuro della Protezione Civile, sulla sua trasformazione in società per azioni, e sul ruolo dei Vigili del Fuoco. Partecipano: lautore, Manuele Bonaccorsi, rappresentanti delle reti abruzzesi Epicentro Solidale e 3e32 , il Sen. Luigi Zanda, PD; lOn. Angelo Bonelli, Federazione Verdi , Maurizio Acerbo, Consigliere Regione Abruzzo, PRC; Michele DAmbrogio, Coordinatore nazionale FP CGIL Vigili del Fuoco , Fabio Morabito, Coordinamento nazionale RdB Pubblico Impiego. Invitati i dirigenti dei vigili del fuoco e le forze politiche e sindacali. 18 gennaio 2010 - myCatanzaro RdB tuonano su call center Phonomedia Riceviamo e pubblichiamo 18 gennaio 2010 - èCostiera Campania: tra scioperi e proteste arrivano le prime modifiche al decreto sui rifiuti Campania - Mentre i consorzi di bacino scioperano, nei "palazzi" della politica si discute del decreto 195 che sancisce la fine dell'emergenza rifiuti in Campania e la gestione affidata alle Province, che proprio non è piaciuta ai sindaci. Ma si dovrà attendere a metà febbraio perché il decreto passi al Senato. E dopo le contestazioni dei sindaci rappresentati dallAnci, è probabile che il testo venga aggiornato. Le principali modifiche riguarderanno, probabilmente, proprio i punti considerati critici dai primi cittadini e dagli amministratori provinciali che hanno chiesto un "tempo ragionevole" per il decollo delle società provinciali. La prima modifica riguarderà il decollo della nuova organizzazione:dovrebbe essere introdotto un "periodo ponte" di sei mesi con possibile proroga di altri sei mesi per dare modo alle province di organizzare le società che attraverso gli Ato gestiranno il ciclo. La Tarsu continuerà a essere riscossa dai Comuni fino alla fine del periodo del "periodo ponte". Le amministrazioni continueranno a provvedere allo spazzamento, alla raccolta e al trasporto. Dovranno, però, pagare le società provinciali, che gestiranno gli impianti, per lo smaltimento. Finora i Comuni hanno pagato con grande ritardo o non hanno pagato affatto accumulando un debito complessivo di 400 milioni di euro nei confronti del commissariato di governo prima e della struttura di Bertolaso dopo. Dora in poi, se non verseranno il dovuto, vedranno le somme trattenute dai trasferimenti erariali. Dal primo dicembre del 2011 Tarsu e Tia saranno pagate alle Province . Nellattuale decreto il trasferimento doveva avvenire entro trenta giorni e i soldi dovevano essere subito riscossi dalle Province. Gli impianti saranno gestiti dalle società provinciali. I Comuni avranno il compito di disegnare il proprio sistema di raccolta e spazzamento dei rifiuti sulla cui base sarà calcolata la Tarsu. La Provincia utilizzerà i rapporti contrattuali in essere e li ottimizzerà. Probabilmente nella provincia di Napoli e in quella di Salerno ci saranno più Ato, mentre gli ambiti di Benevento, Avellino e Caserta potrebbero essere unici. Intanto le organizzazioni sindacali Slai Cobas, Fesica Sindacato Azzurro, Rdb, Cesil, Uap e Fesica in una nota hanno ribadito la protesta di 48 ore iniziata domenica 17 gennaio a mezzanotte. I lavoratori hanno manifestato davanti alle sedi delle cinque Province campane e la manifestazione di martedì (19 gennaio) a Roma in piazza Montecitorio è stata revocata per uno sciopero "ad oltranza". Difficile valutare limpatto sui servizi che potrebbe farsi sentire soprattutto in quei comuni dove il ciclo è affidato interamente ai consorzi. I lavoratori sollecitano garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali. A Salerno ci sono stati momenti di tensione: hanno bloccato il traffico veicolare con alcuni autocompattatori che sono stati poi rimossi. I sindacati hanno chiesto anche le dimissioni del Questore di Salerno per un "vergognoso uso della forza pubblica". 18 gennaio 2010 - UniMagazine Università. Sigle della docenza
criticano DDL Le soluzioni proposte dal ddl governativo sull'università "non consentono il rilancio dell'Università pubblica come istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche per la mancanza di adeguati investimenti". Lo affermano le sigle della docenza in un documento unitario che sarà al centro degli incontri con i gruppi parlamentari e le forze politiche. Entrando nel merito del provvedimento i firmatari della nota (Adi, Adu, And, Apu, Cipur-Confsal, Cisl università, Cnu, Cnru, Confsal, Flc-Cgil, Rdb-Cub, Snals-docenti università, Sun, Udu, Ugl-università e ricerca, Uilpa-Ur) individuano alcuni punti particolarmente critici. "L'Università pubblica - osservano - non viene più indicata come "sede primaria della ricerca". L'autonomia del sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il Rettore e il Cda) il potere di gestione degli Atenei e assoggettando il Ministero competente a quello dell'Economia; i previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito; la istituzione della figura del ricercatore a tempo determinato, in aggiunta alla pletora di figure post-dottorato, aggrava il problema del precariato; la progressione economica dei professori e dei ricercatori viene completamente affidata alla discrezionalità dell'Esecutivo, di fatto del ministro dell'Economia; c'è l'assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo; non viene prevista alcuna riforma del dottorato di ricerca; la nuova figura del "direttore generale" rischia di sovrapporsi a quella del rettore; le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche e rinviano a una delega totale all'Esecutivo". Le organizzazioni della docenza, infine, ritengono "inaccettabile la differenziazione del regime pensionistico tra le varie figure docenti" denunciando, in particolare, "i prepensionamenti di associati e ricercatori, in corso in diversi Atenei, sulla base di recenti normative incoerenti e discriminatorie". 18 gennaio 2010 - TRC giornale Prc: fondate denunce della Filcem, a Tvn carenza d'organico Civitavecchia - La denuncia avanzata dalla Filcem-Cgil in merito alle carenze dorganico di Torrevaldaliga Nord è assolutamente fondata". Inizia così una nota stampa del Partito della Rifondazione Comunista, dopo la presa di posizione della Filcem e una analoga denuncia della Rdb-Cub, che aveva anche chiesto aiuto al sindaco Moscherini. Intanto il Prc precisa che, se anche è vero che l'attuale organico è stato concordato da Enel con le organizzazioni sindacali nazionali, questa "è una responsabilità tutta delle segreterie nazionali", ricordando che "i lavoratori in materia di organico e organizzazione del lavoro avevano indicato obiettivi assai diversi". Poi il Prc precisa che "a fronte della quantità e delle dimensioni dei nuovi impianti, il numero complessivo degli occupati risulta infatti addirittura più basso che nella vecchia centrale, con tutto ciò che ne consegue in termini di criticità sul piano della sicurezza e di quello ambientale. Il problema principale si legge ancora nella nota risiede nel fatto che Enel, nel definire la nuova struttura del personale, ha non solo abbandonato il principio dellautonomia operativa - estendendo quindi le esternalizzazioni su manutenzioni e discarica carbone ma ha inoltre sopravvalutato gli effetti di una estesa automatizzazione dei processi che si sta dimostrando impraticabile". Scelte che sono evidenti nel fatto che "numerose posizioni lavorative sono ancora vacanti" e che per ricoprirle "anziché ricorrere a nuove assunzioni Enel sta ricorrendo a trasferimenti da altre realtà". Se non ci saranno soluzioni adeguate, quindi, per Rifondazione potrebbe esserci un nuovo sciopero dei gruppi di produzione. 18 gennaio 2010 - Città di Genova Il 5 febbraio sciopero nazionale della giustizia, aderiranno anche i lavoratori genovesi Genova - Nellassemblea dei lavoratori giudiziari che si è svolta oggi presso il Palazzo di Giustizia di Genova, le OO. SS. CGIL Funzione Pubblica, UIL Pubblica Amministrazione, RDB ed FLP hanno confermato lo sciopero del 5 febbraio prossimo contro i nuovi provvedimenti del Governo nel campo della giustizia. LAmministrazione della giustizia ha recentemente firmato, con il solo consenso di alcune OO. SS. minoritarie (CISL e UNSA-SAG), unipotesi di accordo sul nuovo Contratto Integrativo, non solo in violazione del Contratto Nazionale, ma anche dannosa per i lavoratori e lintero sistema della giustizia italiana. Nicoletta Grieco, Segreteria Nazionale FP CGIL, non nasconde il proprio dissenso: "Non solo assistiamo ad un continuo attacco alla rappresentanza dei lavoratori, ora hanno anche firmato un accordo antidemocratico, discusso in segreto ed alle spalle dei lavoratori. La bozza daccordo alternativa che avevamo proposto non è stata neanche presa in considerazione". Se laccordo diventasse esecutivo la già precaria situazione della giustizia italiana si farebbe ancor più insostenibile: il personale verrebbe demansionato in nome di una flessibilità selvaggia, il servizio peggiorerebbe ulteriormente, mentre ogni dipendente perderebbe circa 350 euro allanno in busta paga. Tutte le OO. SS. presenti in assemblea hanno denunciato come ormai da anni si assiste ad una cronica mancanza di risorse, mentre, solo per sopperire alle gravi carenze di organico, sarebbero necessarie 3000 nuove assunzioni. Il Governo, invece, punta solo sugli annunci propagandistici: a dispetto della tanto sbandierata informatizzazione della Pubblica Amministrazione oltre la metà dei lavoratori giudiziari non ha la possibilità di ottenere un indirizzo di posta elettronica sul luogo di lavoro. In queste condizioni garantire il diritto costituzionale alla giustizia è impresa sempre più ardua. Per tutti questi motivi occorre che i lavoratori giudiziari facciano sentire la loro voce. Anche a Genova, così come in tutte altre regioni italiane, le locali iniziative di protesta richiameranno lattenzione su uno dei più gravi problemi del nostro paese. I lavoratori ed i cittadini italiani attendono da troppi anni una riforma della giustizia seria e concreta, che ponga fine ad una situazione scandalosa". 18 gennaio 2010 - Gazzetta della Martesana SCIOPERO COLOGNO MONZESE - Un centinaio di dipendenti di Mediaset ha
protestato davanti alla sede di Cologno in seguito alla decisione da parte dell'azienda di
cedere a una società esterna, la Pragma service Srl con sede a Pioltello, il settore
trucco, acconciature e sartoria. E' durato due giorni il presidio dei lavoratori. Dopo il
sit-in di domenica, una rappresentanza di iscritti alle sigle sindacali Slai, Slc, Cobas,
Cgil, Cisl e Fistel ha incrociato le braccia anche per l'intera giornata di lunedì,
costringendo la Videotime a fare ricorso ad agenzie esterne per mettere ugualmente in onda
i programmi in palinsesto. Diversi giornalisti hanno espresso solidarietà ai 56 colleghi,
seppure operanti in un altro settore, informando gli spettatori della vertenza e offrendo,
in qualche caso, programmi privi di alcuni contenuti «caratterizzanti». E' stato il caso
di Controcampo, la trasmissione di calcio in onda tutte le domeniche sera su Italia 1. Il
conduttore Alberto Brandi , in apertura di collegamento, ha comunicato la decisione da
parte della redazione di «confezionare» un programma in versione ridotta, in segno di
vicinanza ai lavoratori in agitazione. 17 gennaio 2010 - Gazzetta del Sud Call center, continua la protesta Martedì l'incontro col prefetto Catanzaro - Prosegue da parte dei lavoratori del
call-center ex Phonemedia l'occupazione della sede «per capire se si continuerà a
lavorare oppure sono destinati a fare statistica in termini di disoccupati». Lo ha
ricordato il sindacalista Antonio Jiritano della federazione regionale RdB secondo il
quale «la cosa più grave è che fino ad ora nessun proprietario (multinazionale o altro)
si è presentato alla sede per discutere del futuro o della ricollocazione del call
center. Gli unici riferimenti di questi lavoratori sono diventati alcuni sindacalisti
concertativi che con "messaggini telefonici" invitano i lavoratori a riprendere
a lavorare». Jiritano a questo punto si chiede: «Lavorare sulla base di quali
presupposti? Arretrati non pagati, commesse che continuano a mancare, anzi sono di oggi
alcune notizie che alcune multinazionali hanno disdettato i vecchi contratti di vendita
alla Phonemedia-Omega. Si è parlato tanto di 'ndrangheta in questi giorni nella nostra
regione dopo Rosarno. Dobbiamo far rilevare che di solito la 'ndrangheta non si fa
depredare il territorio anzi è gelosissima della propria terra, della propria cultura,
delle proprie origini. Qua a Catanzaro invece sono arrivati gli "Unni" hanno
sfruttato la manodopera, hanno preso i soldi e ora nessuno li conosce! Fantasmi del
passato. Forse la domanda è implicita: dove sta la ndrangheta in Calabria oppure
altrove?». 17 gennaio 2010 - Il Mattino Napoli. Confermato per domani lo sciopero dei lavoratori del settore rifiuti... Napoli - Confermato per domani lo sciopero dei lavoratori del settore rifiuti. Le organizzazioni sindacali Slai Cobas, Fesica Sindacato Azzurro, Rdb, Cesil, Uap e Fesica - in una nota hanno ribadito la protesta di 48 ore con inizio alle 24 di stasera che produrrà inevitabilmente anche una serie di problemi nel ciclo di smaltimento. Domani i manifestanti, alle 10, si concentreranno in un presidio dinanzi alle sedi delle rispettive Province per presentare un documento di protesta. A Napoli si sono dati appuntamento in piazza Matteotti. Per la giornata di martedì, invece, è prevista una manifestazione a Roma. Il corteo di pullman dalla Campania partità alle 6,30 del mattino. Obiettivo: essere ricevuti «da un rappresentante del governo». Al centro della vertenza il decreto sui rifiuti che affida alla Province una serie di competenze dirette nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania e in particolare la gestione del personale dei consorzi, per molti dei quali - denunciano i lavoratori - non esiste alcuna certezza occupazionale. Nella giornata di domani, per la manifestazione che si svolgerà in tutte le cinque province della Campania, rischiano di fermarsi gli impianti di Maruzzella, Ferrandelle, Macchia Soprana, Casalduni, Sardone, Chiaiano, Terzigno. Disagi annunciati anche per la raccolta differenziata, il prelievo e il trasporto. 17 gennaio 2010 - Il Messaggero Civitavecchia. Ordine del giorno:
pronto. Iniziative popolari: in itinere... Civitavecchia - Ordine del giorno: pronto. Iniziative
popolari: in itinere. Convegno già in calendario a febbraio. Obiettivo: "aprire il
dibattito in città sulla privatizzazione del servizio idrico". Parola dordine:
lacqua è pubblica e tale deve restare. «Pronti a contrastare con qualsiasi mezzo
legale lo scippo dellacqua che sta preparando la Giunta Moscherini». Aula Cutuli
ore 11. Allappello non manca nessuno, o quasi. Civitavecchia cè. Riformisti
di sinistra, Pdci, Prc, Coordinamento Medici, Comitato piazza pulita, Nodo ambientalista
Sinistra Europea, Cobas, Sinistra Ecologia e Libertà, Rdb-Cub, Comitato 4 Porte, Rete
socialista cittadina e due consiglieri comunali: Marco Piendibene (Pd) e Alessandro
Manuedda (Verdi) questi ultimi a titolo personale. Sedici sigle che danno vita ad un unico
volto: "il tavolo di coordinamento dellopposizione" ovvero
"coordinamento per lazione comune" come tiene a precisare Maurizio Puppi
del Comitato Piazza pulita per mettere fine una volta per tutte alle affermazioni di chi
ha indicato questo raggruppamento di uomini, associazioni, partiti e movimenti, come
tavolo di coordinamento del centro sinistra. «La nostra è unanima laica - prosegue
Valentina Di Gennaro, segretaria del Prc - il coordinamento prevede ladesione di
singoli, quindi anche di consiglieri comunali qualora ne sentano lesigenza. Qui si
parla di argomenti e non di partiti». Argomenti come la privatizzazione dellacqua.
Il primo dei cinque temi (acqua, energia, rifiuti, diritto allabitare e lavoro) sui
quali il coordinamento punta la barra a dritta contro palazzo del Pincio. E il primo passo
di quella che sarà una lunga marcia, è la mozione contro la privatizzazione
dellacqua e la contrarietà più totale allingresso del comune di
Civitavecchia nellAto2 - Acea. Mozione che attende le firme dei consiglieri comunali
«di opposizione e maggioranza - spiega Manuedda -. Su questo tema auspichiamo la più
ampia convergenza possibile anche da parte di consiglieri di centro destra».
Lassunto principale? Uno soltanto. «Lacqua non può essere considerata un
bene economico che apporta fondi ai bilanci comunali. E un diritto inalienabile di
tutti i cittadini». Cassino. Uno sciopero di due ore nello stabilimento Fiat... Cassino - Uno sciopero di due ore nello stabilimento Fiat di Cassino è stato indetto dal sindacato SDL (ex Cobas) per il prossimo 27 gennaio (le ultime due ore per turno) e con un presidio dalle 12 alle 14 presso lex ITCA 6. Questa protesta precede quella del 3 febbraio organizzata dai sindacati confederali a sostegno del sito di Termini Imerese e della produzione. Di recente la Fiat ha riassorbito tutte le aziende che erano state terziarizzate tra cui Itca e Ceva. Ora Sdl critica quelle cessioni perché «come da noi denunciato furono un grave errore economico e la Fiat approfittò di quelle cessioni di ramo dazienda per liberarsI del personale ritenuto scomodo sia per ragioni politico sindacali che per motivi di salute. Le aziende che vennero costituite, come la Ceva, non persero tempo ed iniziarono da subito a spedire in cigs tantissimi dipendenti, molti dei quali restarono in cigs per anni, stante il rifiuto della società di attuare la rotazione». Secondo il segretario Ascione «i recenti trasferimenti forzati di lavoratori che operavano nel sito Fiat alla ex Itca e viceversa segue esattamente lo stesso tipo di logica dei reparti confino creati a Pomigliano, uno stile intimidatorio in cui la minaccia continua è che se non righi dritto vieni spedito al reperto confino o in cassa integrazione. Noi crediamo invece che non si possano accettare i reparti confino, che sia vergognoso che i lavoratori e lavoratrici vengano trasferiti dalla sera alla mattina senza spiegazione né motivazione».(D.Tor.) 17 gennaio 2010 - Leggimi "Potere Assoluto - la
Protezione Civile ai tempi di Bertolaso" La RdB Pubblico Impiego, che da anni si batte affinché la
Protezione Civile recuperi la sua funzione originaria e diventi lo strumento necessario a
tutte le attività prevenzione, previsione, monitoraggio e pianificazione, nel quale i
Vigili del Fuoco rappresentino la struttura centrale per tutte le attività di soccorso
tecnico urgente nel paese, organizza la presentazione del libro "Potere Assoluto - la
Protezione Civile ai tempi di Bertolaso", del giornalista Manuele Bonaccorsi,
pubblicato per i tipi delle Edizioni Alegre. 17 gennaio 2010 - Il Giornale di Vicenza No Dal Molin in stazione...con il treno da Cavazzale Vicenza - Una piccola malandrinata come fuori-programma, incassata pazientemente dagli uomini della Questura. È quella messa a segno ieri alle 17 dai manifestanti del Presidio No Dal Molin, per aggirare il divieto di utilizzare la stazione dei treni per il loro sit-in di solidarietà con la popolazione della Val di Susa contraria alla realizzazione del corridoio ferroviario dellalta velcità. Mentre una cinquantina di No Dal Molin davano vita, come da programma, ad un picchetto allesedra Ovest di Campo Marzo, unaltra pattuglia riusciva a compiere lagognato raggiungimento della stazione in modo legale e pacifico: salendo, munita di biglietto, sul treno proveniente da Cavazzale. Il drappello ha sostato per qualche minuto sul marciapiedi del binario 1, per poi ricongiungersi con gli altri manifestanti sul piazzale della stazione. Gerardo Bonuomo , vicario della Questura, commenta: «Potevamo usare la forza, ma non aveva senso creare tensione e disagi. Ci aspettavamo un diversivo del genere e infatti in stazione cerano già polizia e carabinieri». Un secondo picchetto di protesta è stato animato, alle 18, dai militanti del sindacato Rdb-Cub, che in piazza Matteotti hanno atteso gli ospiti del Galà a palazzo Chiericati inalberando striscioni in cui si invitava a boicottare Israele, tra le protagoniste della Fiera dellOro». 17 gennaio 2010 - La Provincia di Cremona Iniziativa. Ieri pomeriggio in
Galleria un anno dopo piombo fuso Cremona - Manifestazione contro il lento genocidio della popolazione palestinese nella striscia di Gaza ieri pomeriggio in Galleria. Promossa dal Gap, Gruppo Antifascista Partigiano di Cremona, ha voluto ricordare anche loperazione piombo fuso del 27 dicembre 2008. In quella data lo Stato di Israele come sostiene il volantino distribuito ieri, ha sferrato un criminale attacco militare, la cosiddetta operazione piombo fuso, di fatto accanendosi contro la popolazione civile, attraverso intensi bombardamenti con armi di distruzione di massa (tra cui il temibilissimo fosforo bianco). Lesercito israeliano ha provocato la morte di oltre 1.400 persone, di cui un terzo bambini, distrutto abitazioni, infrastrutture e presidi sanitari. Ancora: a un anno esatto da quel massacro, lassedio a Gaza e il disastro umanitaro continua di fronte allimmobilità silenziosa e complice della comunità internazionale. Noi non vogliamo dimenticare. Ecco perchè il Gap chiede un futuro per Gaza e il popolo palestinese. Alla manifestazione, che si è tenuta in modo pacifico, hanno aderito anche la Federazione dei Comunisti Anarchici, Alternativa Comunista, Csa Kavarna, Rinfondazione Comunista-Federazione della Sinistra, Movimento Studentesco, Associazione Italia-Cuba, Csa Dordoni, Arcigay La Rocca, Giovani per la Federazione della Sinistra, Partito dei Comunisti Italiani, Rdb Rappresentanze Sindacali di base. 16 gennaio 2010 - Ansa LUNEDÌ IN PUGLIA(ANSA) - BARI, 16 GEN - ...09.00 - Taranto - ingresso
Ospedale SS.Annunziata, via Bruno Corteo di protesta dei lavoratori delle ditte e
cooperative appaltatrici presso la Asl Ta per la 'vertenza precarì, indetta dalle
organizzazioni sindacali RdB e Cobas. 16 gennaio 2010 - Iris LIBRI: RDB PRESENTA, (IRIS) - ROMA, 15 GEN - La RdB Pubblico Impiego, che da anni si batte affinché la Protezione Civile recuperi la sua funzione originaria e diventi lo strumento necessario a tutte le attività prevenzione, previsione, monitoraggio e pianificazione, nel quale i Vigili del Fuoco rappresentino la struttura centrale per tutte le attività di soccorso tecnico urgente nel paese, organizza la presentazione del libro "Potere Assoluto La Protezione Civile ai tempi di Bertolaso". Il libro è del giornalista Manuele Bonaccorsi, pubblicato per i tipi delle Edizioni Alegre. Liniziativa, che si terrà giovedì 21 gennaio a Roma, presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Via Genova 3/A alle ore 10.30, intende porsi come momento di dibattito sul futuro della Protezione Civile, sulla sua trasformazione in società per azioni, e sul ruolo dei Vigili del Fuoco. 16 gennaio 2010 - Radio Città Aperta Centinaia di lavoratori e cittadini
allassemblea dei precari dellIspra: Roma - Centinaia di persone lavoratori dellIspra, ricercatori degli enti di ricerca pubblica come lENEA, aderenti ai sindacati di base della scuola, lavoratori e ricercatori dellUniversità e di alcune aziende in crisi come lEutelia - hanno partecipato ieri allassemblea cittadina convocata nella sede di Via di Casalotti 300, presidiata ormai da 54 giorni dai dipendenti dellistituto che protestano contro il licenziamento di fatto di centinaia di loro e il rischio di chiusura dellente di protezione ed indagine ambientale. L'assemblea si è svolta in un'aula gremita, che non è riuscita a contenere le oltre 300 presenze fra lavoratori, esponenti politici, dell'arcipelago ambientalista e di tanti comitati e cittadini romani che da settimane hanno portato la loro solidarietà alla battaglia contro i licenziamenti ISPRA e a sostegno della ricerca pubblica. Obiettivo dell'iniziativa, oltre a riaffermare il sostegno ai lavoratori ISPRA, è stato quello di unificare le lotte, a partire dai precari della ricerca per estenderle a tutti i settori della conoscenza ed in lotta contro la precarietà, con la consapevolezza che in gioco non ci sono solo dei posti di lavoro ma il futuro di tutto il Paese. "L'assemblea di oggi - spiega Cristiano Fiorentini, della Segreteria Nazionale Usi/RdB - rappresenta una tappa di un percorso che ha come obiettivo immediato la costruzione dello sciopero degli Enti di Ricerca, per il quale abbiamo concluso le procedure di conciliazione, attraverso il rilancio delle vertenze locali e di momenti di aggregazione e di confronto sulle questioni relative al sistema della formazione e della Ricerca Pubblica, guardando con estrema attenzione a tutte le alle altre vertenze che coinvolgono lavoratori italiani e migranti. Un ulteriore momento di questo percorso sarà l'organizzazione di un convegno internazionale sul ruolo e la funzione della Ricerca Pubblica nel nostro paese e nel panorama internazionale", ha concluso il dirigente sindacale. I precari dell'Ispra, sul tetto dell'Istituto di via Casalotti da quasi due mesi ormai "sono solo interessati a continuare a servire lo Stato italiano, con ricerche e controlli ambientali essenziali per la salute pubblica". Lo hanno dichiarato ieri al termine dellassemblea in una nota in cui esprimono "dispiacere sentire il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ripetere che la vertenza riguarda solo 21 lavoratori, che per di più non avrebbero superato un concorso. I contratti scaduti sono invece 188 e per 42, che scadranno tra gennaio e marzo, c'è certezza di non rinnovo, per decisione della Struttura commissariale, mentre presso l'Ispra non si è ancora svolto nessun concorso per ricercatori". E questo proprio "mentre è finalmente in corso una trattativa sul futuro lavorativo dei 430 ricercatori e tecnici allontanati nel corso del 2009 o in scadenza nel 2010", scrivono i ricercatori. La piattaforma dei lavoratori, ricordano, prevede la trasformazione dei contratti atipici in subordinati a tempo determinato, un piano triennale per la graduale immissione in ruolo dei precari e il rinnovo di tutti i contratti scaduti finora: "su questi punti è in corso un dialogo, - spiegano - ma ancora non si è raggiunto un accordo, per questo i ricercatori hanno deciso di restare sul tetto, non certo per rendere la situazione 'esplosiva' o rendere la discussione meno serena, come afferma il ministro". "I ricercatori dell'Ispra non sono degli agitatori, ma scienziati con anni di esperienza e centinaia di pubblicazioni alle spalle, molti dei quali conosciuti e stimati a livello internazionale: se hanno scelto una forma di protesta eclatante è stato solo perché indotti da sgomento e disperazione per aver visto tanti loro validi colleghi perdere il posto di lavoro e constatato di fatto il completo svilimento della ricerca ambientale pubblica, settore strategico di primaria importanza" hanno spiegato alcuni dei lavoratori intervenuti durante la lunga assemblea. "La vertenza ISPRA è ormai diventata la nostra vertenza", spiega Barbara Battista, della RdB Scuola. "Gli enti di ricerca e le università continuano ad essere piene di lavoratori precari che consentono alla ricerca pubblica di andare avanti ed in cambio hanno un presente ed un futuro all'insegna della precarietà sul lavoro e nella vita. Lo stesso avviene nella scuola dove le cosiddette riforme del governo in realtà attuano la restaurazione di un sistema sordo a qualsiasi progresso civile e sociale e dove la cultura, la formazione e la ricerca vengono finalizzati solo agli interessi di una minoranza assetata di guadagni immediati senza nessuna prospettiva di futuro". Conclude Barbara Battista: "Licenziando chi protegge l'ambiente, chi insegna ai nostri giovani, stanno mettendo le mani sul futuro di tutti". Alliniziativa di ieri hanno partecipato anche alcuni rappresentanti del comitato delle insegnanti precarie di Benevento, protagoniste di un'altra importante battaglia sui tetti del nostro paese nellautunno scorso. «Ci aspettavamo entro oggi una comunicazione dal tavolo di trattativa e invece non è arrivato nulla. Finché non sarà scritto tutto nero su bianco, noi dal tetto non scenderemo» ha denunciato a fine giornata Michela Mannozzi, portavoce dei precari Ispra aderenti allUSI-RdB. «Dopo l'incontro di lunedì al ministero ci era stato detto che entro venerdì avremmo avuto una risposta - continua Mannozzi - fino ad ora, però, nulla». 16 gennaio 2010 - Liberazione In più di cinqueceno nell'aula
magna dell'istituto «Ci aspettavamo entro oggi (ieri, ndr) una comunicazione
dal tavolo di trattativa e invece non è arrivato nulla. Finché non sarà scritto tutto
nero su bianco, noi dal tetto non scenderemo». Michela Mannozzi, rappresentante sindacale
Usi-Rdb e portavoce dei precari Ispra che da più di cinquanta giorni protestano sul tetto
della sede, in via Casalotti a Roma, rilancia la battaglia contro il precariato e la
mancata riconferma di una ventina di ricercatori a tempo determinato. Ieri è stata una
giornata importante per quelli dell'Ispra. Con loro oltre cinquecento persone tra semplici
cittdadini, lavoratori e lavoratrici in assemblea nell'aula magna dell'istituto: Eutelia,
Inap, precari della scuola e degli asili del Comune di Roma, e anche alcuni rappresentanti
di Prc, Pdci, Pd. Una intera mattinata di solidarietà, insomma. Secondo Claudio
Argentini, delle Rappresentanze di base, «si è cercato di tenere alta l'attenzione verso
il tema ampio del lavoro e della precarietà, non solo in Istituto ma sull'intero
territorio». Tentativo riuscito se si pensa all'intervento efficace di Alessandra
Carnicella della Fiom di Eutelia e di Paolo Di Nunzio del Blocco Metropolitano che ha
raccontato l'esperienza altrettanto importante di chi a Roma lotta per il diritto
all'abitare. Una grande esperienza di lotta a cui non è mancata la solidarietà degli
insegnanti precari che per primi quest'anno hanno dato inizio alle mobilitazioni nel
comparto della conoscenza coinvolgendo migliaia di docenti in tutta Italia. Una insegnate
precaria di Benevento, Patrizia Lepore, che è stata protagonista in agosto
dell'occupazione dei tetti del suo provveditorato è intervenuta raccontando la sua
esperienza di vita, la sua lotta che è diventata lotta collettiva. «Questo governo ci
leva la dignità, ma non si rende conto che così ci rende più forti. Mai avrei pensato
un tempo che avrei trovato il coraggio di parlare a un pubblico così numeroso eppure oggi
sono qui, perché tra di voi ho trovato una nuova famiglia allargata». Mentre la visita divide il mondo
ebraico, emergono i problemi sociali Roma è ormai, da tempo, una città-vetrina. Tutto deve
essere, all'apparenza, perfetto. Così la visita di Benedetto XVI alla Sinagoga, in
programma per domani, sta assumendo sempre di più i caratteri del "Grande
Evento". Comune e Questura stanno lavorando, nei minimi particolari, affinché la
scenografia che accompagnerà il Santo Padre nella visita al ghetto sia semplicemente
perfetta. Per far questo, però, c'è un problema da risolvere: quello relativo a una
"fastidiosa" e scomoda tendopoli, allestita ventidue giorni fa sul Lungotevere
de' Cenci, a pochi metri dal luogo di culto ebraico. Gli accampati sono decine di famiglie
in emergenza abitativa, dimenticate da un'amministrazione più attenta ai bisogni dei
costruttori che a quelli degli inquilini. L'emergenza abitativa deve essere invisibile:
questo il diktat proveniente dal Campidoglio, spaventato da una protesta così
significativa della "vera Roma" che potrebbe attirare l'attenzione degli oltre
cinquecento giornalisti accreditati per immortalare e raccontare la storica visita di
Benedetto XVI nella Sinagoga. Così la Questura ha imposto lo smantellamento del presidio
Tendopoliz, allestito dai Movimenti per il diritto all'abitare davanti all'Assessorato
alla Casa del Comune di Roma. «Si dice per motivi di sicurezza», commentano i Movimenti,
«in realtà questa scelta nasconde la volontà di rendere invisibile, agli occhi del
Pontefice e del Paese, la testimonianza della cruda realtà dell'emergenza abitativa,
simbolo delle contraddizioni sociali che affliggono la città di Roma». Ma le centinaia
di nuclei familiari in emergenza abitativa, che sono rimasti accampati sul Lungotevere De'
Cenci per tutte le feste natalizie, non sono disposte ad accettare di tornare a vivere
nell'invisibilità, «scomparendo velocemente come polvere da nascondere sotto un
tappeto». Per questo i Movimenti hanno lanciato un appello alle associazioni, ai
movimenti, alle forze politiche e ai rappresentanti istituzionali per dar vita a un
presidio ad oltranza, sotto l'assessorato alla Casa, oggi pomeriggio a partire dalle
14,30: «dopo aver manifestato pacificamente, al freddo e sotto la pioggia di questo
rigido inverno, per chiedere al sindaco Alemanno di non cancellare come annunciato circa
40mila persone dalla graduatoria per l'assegnazione delle case popolari e per ottenere
soluzioni vere e dignitose». Così spiega Luca Fagiano del Coordinamento cittadino di
lotta per la casa. «Chiediamo al Santo Padre di interessarsi alla vicenda e di riceverci,
evitando così che questa sua visita fuori dallo Stato Vaticano si macchi, sia pure
indirettamente, di questa brutale e violenta chiusura». Le famiglie che hanno trovato
rifugio al Tendopoliz ricordano quando, a Natale, il Santo Padre ha pranzato con i poveri
che frequentano e vivono le strutture di accoglienza della Comunità di Sant'Egidio.
«Quante volte ha richiamato i governanti a non lasciare nessuno, in questo momento di
crisi e grave difficoltà, indietro e solo? Quante volte si è scagliato contro
l'emarginazione e a favore degli ultimi?» si chiedono le persone che sono state costrette
a trascorrere le feste in tenda o al riparo sotto al portico di Lungotevere De' Cenci.
«Appena mercoledì scorso - ricorda Paolo Di Vetta di Asia Rdb - Papa Ratzinger ha
incontrato gli amministratori regionali, provinciali e comunali chiedendo loro grande
attenzione verso le famiglie in difficoltà, accennando anche alla necessità di curare la
qualità della vita nella progettazione della città. Ecco la risposta di Roma
». 16 gennaio 2010 - Il Manifesto Il futuro sul tetto ROMA - Dopo cinquantaquattro giorni sul tetto il tasso
di emozione è palpabile. Segna ogni parola, vena ogni intervento, sfuma in impercettibile
commozione. Sono le dieci del mattino e la stanza dalle finestre a vetri che apre
direttamente sul parco della Cellulosa si fa d'improvviso piccolissima. L'assemblea
cittadina organizzata dai ricercatori precari dell'Istituto superiore per la protezione
ambientale (Ispra) - «quale futuro per la ricerca e per l'ambiente» - ha fatto il pieno.
Il pieno di colleghi degli altri enti pubblici di ricerca, di cittadini del quartiere che
da 54 giorni solidarizzano con 'il tetto' di via Casalotti, c'è una rappresentanza di
Eutelia e ci sono delegazioni di altre realtà locali battute dalla crisi. Ai politici
ieri (ai pochi presenti) non è stata data parola. AMBIENTE (S. F.) Perchè, a più di un anno dal
commissariamento e dalla nascita, l'Ispra, l'ente nazionale che dovrebbe occuparsi dello
stato di salute del nostro territorio, ancora non ha uno statuto, nè una mission? Le
ricerche, quelle europee soprattutto, scivolano via insieme ai contratti non rinnovati
(250, solo tra gennaio e giugno 2009), i tecnici e gli amministrativi denunciano la
progressiva spoliazione delle competenze, la struttura commissariale è del tutto sorda e,
quel che è peggio, una vicenda che ha attirato l'attenzione del Financial Times e di
Science, la rivista scientifica più influente e più letta al mondo, sembra non importare
un granchè alla ministra competente. 16 gennaio 2010 - Il Quotidiano della Calabria Phonemedia. Il sindacato di base
incontra martedì il prefetto Catanzaro - Una delegazione del sindacalismo di base sarà ricevuta martedì prossimo dal prefetto di Catanzaro per discutere della vertenza Phonemedia. Lo ha annunciato Antonio Jiritano, della Rdb Cub regionale. Al centro dellincontro, secondo quanto anticipa il sindacalista, «la ricollocazione dellattuale sede del call-center come sede per produrre nuove o vecchie attività lavorative per i 2.500 lavoratori più tutto lindotto che gira intorno a queste famiglie; la sicurezza di continuare a lavorare e cominciare a parlare di stabilizzazione del lavoro; l'individuazione dei flussi di denaro che sono stati percepiti dalla vecchia multinazionale e come sono stati impiegati e quelli che potrebbero essere individuati per il futuro lavorativo della città di Catanzaro». Il sindacalista ha ricordato che «prosegue, da parte dei lavoratori del call-center di Catanzaro, loccupazione della sede per capire se si continuerà a lavorare oppure sono destinati a fare statistica in termini di disoccupati. Ma la cosa più grave ha concluso Jiritano è che fino ad ora nessun proprietario (multinazionale o altro) si è presentato alla sede per discutere del futuro o della ricollocazione del call-center. Gli unici riferimenti di questi lavoratori sono diventati alcuni sindacalisti concertativi che con 'messaggini telefonicì invitano i lavoratori a riprendere a lavorare». 16 gennaio 2010 - Bari live L'altra notte ignoti vandali hanno
imbrattato le pareti della struttura Bari - Scritte razziste allingresso del Ferrhotel. Laltra notte alcuni ignoti hanno imbrattato con scritte xenofobe e svastiche naziste la facciata della struttura, dove risiedono 40 rifugiati politici somali. "Raus", che equivale a "Fuori" in italiano e che richiama uno dei comandi usati dai kapó e dalle SS nei confronti dei deportati, ripreso su una delle pareti delledificio. "Denunciamo questo atto provocatorio gravissimo di matrice fascista". E il primo commento di Chouaib Chtiwi, coordinatore regionale dello Sportello immigrati Rdb/Cub. "Bisogna bloccare questa spirale di violenza razzista, prima che si traduca in una drammatica violenza fisica, anche qui a Bari", dichiara Chtiwi. Un appello in tal senso è stato lanciato a tutte le istituzioni politiche e agli organi preposti al controllo dellordine pubblico, affinché gli autori del vile gesto vengano identificati. "Ci battiamo da sempre e continueremo a farlo, perché la città di Bari possa essere multietnica, multirazziale, democratica e civile nei confronti di tutti gli extracomunitari", ha concluso il rappresentate di Rdb. Intanto, domani 17, è prevista, nellambito della giornata mondiale del migrante, uniniziativa che si terrà presso il centro culturale "Terre di Babele" in via Fornari 19. Alle 18.30, infatti, si terrà la proiezione di due film, cui seguiranno un dibattito e una festa multietnica. Si parlerà dei fatti di Rosarno e degli ultimi episodi di razzismo. Alla tavola rotonda prenderà parte anche Onofrio Romano, docente dellUniversità degli Studi di Bari. Oggi pomeriggio alle 16.00, invece, è previsto il presidio della Rete Antirazzista davanti al CIE del quartiere S.Paolo. 16 gennaio 2010 - TRC Giornale Acqua pubblica, coordinamento in
campo. Si attende il Pd Civitavecchia - Sedici adesioni complessivamente, tra
partiti, movimenti, associazioni e singoli consiglieri comunali, per una prima proposta
operativa. Il Coordinamento di tutti questi gruppi si è presentato per la prima volta
questa mattina alla stampa, nel corso di un incontro svoltosi alla sala Cutuli di Palazzo
del Pincio. Come ha spiegato nella sua introduzione la segretaria del Prc, Valentina Di
Gennaro, "il Coordinamento è nato dall'esigenza di creare un collante tra tutte le
vertenze aperte sul territorio, con l'obiettivo di avviare in primo luogo un'opposizione
sociale a questa amministrazione comunale, convinti che siamo in una città in
emergenza". In questa prospettiva quindi "il Coordinamento ha aggiunto la
Di Gennaro non ha posto alcun veto dal punto di vista ideologico, nei confronti di
nessuno, chiedendo invece adesione su cinque punti fondamentali: lavoro, diritto
all'abitare, gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, acqua pubblica, no al carbone".
Nel corso della conferenza stampa, Roberto Melchiorri dell'associazione
"Civitavecchia c'è" ha dato lettura una mozione che, come anticipato nei giorni
scorsi, prevede il mantenimento pubblico del servizio idrico. Mozione già sottoscritta da
alcuni consiglieri comunali (quelli che fanno già parte del Coordinamento sono Vittorio
Petrelli di Ambiente e Lavoro, Alessandro Manuedda dei Verdi per Porro, e Marco Piendibene
del Pd), e sarà presentata quanto prima in consiglio, chiedendo su di essa la più larga
adesione. "Auspichiamo la maggiore convergenza possibile ha dichiarato
Manuedda anche da parte dei consiglieri di maggioranza, visto anche il programma
delle larghe intese su questo punto". Per Manuedda, comunque, il governo nazionale
nel considerare l'acqua un servizio di interesse economico ha operato una "forzatura
perché non c'è alcun obbligo comunitario di privatizzare il servizio idrico". Il
riferimento, come noto, è al decreto legge Ronchi sulla liberalizzazione dei servizi,
compreso anche quello idrico. In questo senso Simona Ricotti (Nodo Ambientalista) ha
richiamato l'articolo 17 della direttiva Ce 2006/123 (cosiddetta Bolkeinstein) sui
servizi, nella versione emendata e approvata il 12 dicembre del 2006. L'articolo 17,
infatti, esclude i servizi di interesse generale dal campo di applicazione della legge,
rivolta appunto a servizi di interesse economico. Ma prima di arrivare in Europa, c'è la
mozione da firmare. Estremamente significativa, in questo senso, sarà la decisione del
Partito democratico, la cui direzione si è tenuta ieri. Nel caso in cui la mozione non
venisse approvata, il Coordinamento che ha già aderito alla proposta di referendum
nazionale non esclude la richieda di un referendum cittadino, una petizione
popolare e, soprattutto, di impugnare dinnanzi al Tar del Lazio l'eventuale delibera di
giunta che, secondo indiscrezioni, dovrebbe varare la privatizzazione del settore. 16 gennaio 2010 - Il Giornale di Vicenza PROTESTA PRO PALESTINA. Alle 18
davanti al galà a palazzo Chiericati Vicenza - Boicottare la Fiera e la Golden Night che
ospitano aziende e rappresentanti di Israele. Questo il proposito che alle 18 porterà
Rdb-Cub, Collettivo studenti per la scuola pubblica e Associazione vicentine per la
Palestina davanti a Palazzo Chiericati, dove si svolgerà il gala di benvenuto che
legherà linaugurazione di VicenzaOro First alla Golden night. 16 gennaio 2010 - Il Mattino di Padova Rinviati due sfratti BRUGINE - E stata concessa una proroga alle due famiglie extracomunitarie che rischiavano di essere sfrattare ieri mattina. La data è stata posticipata «inderogabilmente» a martedì 9 febbraio, giorno in cui le due abitazioni dovranno essere liberate. Il primo avviso di sfratto è stato comunicato ai residenti in via Buffa 39. Padre, madre e due figli piccolissimi (il maggiore di 2 anni e il più piccolo di appena 20 mesi) non pagano laffitto da almeno un anno. Il marito è disoccupato dal 2008. Laltro sfratto è stato notificato a una famiglia che risiede in via IV Novembre. Anche qui il marito ha perso il posto di lavoro. Ieri difronte labitazione di via Buffa si sono date appuntamento oltre 25 persone che, coordinate da «Rete anti-sfratto», hanno costituito un movimento autonomo per la difesa delle famiglie. «Il prossimo passo - ha annunciato Nicola Grigion - è chiedere lintervento del Prefetto di Padova affinché venga firmata una moratoria sugli sfratti per morosità che pendono sulle famiglie colpite dalla crisi economica». Lassociazione, che collabora con «Agenzia sociale per la casa», «Adl-Cobas» e «Razzismo Stop» ha anche avviato una trattativa con il Comune di Brugine. «Attraverso lassociazione Nuovo Villaggio verrà trovata una sistemazione provvisoria alle due famiglie - annuncia il sindaco Davide Zanetti - Prima di tutto infatti si deve pensare alla tutela dei minori. Si tratta comunque di due provvedimenti che si potevano prevedere, in quanto questa situazione dura da anni». Che doccia fredda per Voltabrusegana VOLTABRUSEGANA - Niente corsa bis per lautobus 5,
lunico che serve Voltabrusegana. Dopo le voci dei giorni scorsi - che ventilavano un
potenziamento del servizio per far fronte ai cronici ritardi nella linea a causa del
recente cambio di tragitto - arriva la doccia gelata per centinaia di utenti, cui si
aggiunge la beffa del contemporaneo rincaro delle tariffe. Le speranze, però, non sono
svanite. Uno spiraglio potrebbe aprirsi la settimana prossima, con lapertura di un
tavolo tra sindacati di categoria e Aps. Lazienda sostiene che, attualmente, a causa
del personale risicato, non è possibile aggiungere una corsa bis. 16 gennaio 2010 - Strill.it Catanzaro: RdB tuonano su call center PhonomediaDi seguito il comunicato diffuso dalle RdB/Cub relativo
alla situazione dei dipendenti del call center di Catanzaro 16 gennaio 2010 - Corriere Adriatico Lufficio del fisco è ancora sguarnito Fermo - Allarme dei sindacati (Rsu, Cgil, Cisl, Uil Salfi e
Rdb) in merito alla situazione del personale allAgenzia delle entrate di Fermo,
Chiedono pari dignità con le altre province. "Più volte i dipendenti - scrivono -
per gli enormi carichi di lavoro hanno lamentato problemi di salute a livello
psico-fisico. Abbiamo ripetutamente chiesto una maggiore disponibilità di risorse umane,
nonché una più oculata ed equa distribuzione. Invece la Direzione regionale ha assegnato
i nuovi dipendenti assunti lunedì scorso ad Ancona, Pesaro e Macerata, tralasciando
completamente Fermo". 16 gennaio 2010 - Il Resto del Carlino Assemblea all'ingresso della Manuli Ascoli - IERI dalle 12 si è svolta la prima assemblea tra i rappresentanti sindacali di Ugl e Sdl (Marucci e Quaglietti) e i lavoratori della Manuli, dopo la ripartenza delle produzione all'interno della fabbrica di Campolungo. L'incontro è stato chiesto dai due sindacati che hanno posto sul tavolo della discussione alcune questioni molto sentite dagli operai. L'assemblea, a cui hanno partecipato lavoratori in cassa integrazione ma anche operai che hanno ripreso a lavorare nello stabilimento è andata avanti per un paio d'ore. «Dalla discussione spiega Andrea Quaglietti del Sindacato dei lavoratori e Rsu della fabbrica è emersa la volontà forte dei lavoratori della Manuli di insistere affincheé le istituzioni si adoperino per convocare prima possibile quel gruppo di lavoro' tra istituzioni, sindacati e azienda previsto nell'accordo sottoscritto a Roma tra i sindacati confederali e l'azienda». Nel corso dell'assemblea, i dipendenti della Manuli hanno deciso di riunirsi ogni lunedì sera e di chiedere un incontro e breve termine con il presidente della Provincia Celani. 16 gennaio 2010 - Avvenire Ancora proteste allex Alfa di
Arese ARESE - Blocchi presidio e momenti di tensione alla
portineria dellex Alfa di Arese. Motivo dellennesima protesta la
cassintegrazione in deroga per 54 dei 69 lavoratori dipendenti della ditta Innova Service.
Si tratta dellazienda che gestisce la sicurezza nel sito ex Alfa. 15 gennaio 2010 - Adnkronos RICERCA: RDB SU ISPRA, PRESTO SCIOPERO,ASSEMBLEA CITTADINA TAPPA IMPORTANTE Roma, 15 gen. - (Adnkronos) - La vertenza Ispra va avanti ed oggi l'assemblea cittadina presso la sede dell'Istituto è ha registrato una grande partecipazione. Prossima tappa lo sciopero della ricerca. Ad informare dell'esito dell'iniziativa è l'Usi Rdb in una nota. «Si è tenuta questa mattina a Roma l'assemblea cittadina sui temi della Ricerca Pubblica, della precarietà e della tutela dell'ambiente indetta dall'Usi/RdB Ricerca presso l'Ispra di via di Casalotti 300, sede dell'Istituto e luogo simbolo della lotta che vede i lavoratori al 52° giorno sul tetto. L'assemblea - racconta il sindacato - si è svolta in un'aula gremita, che non è riuscita a contenere le oltre 300 presenze fra lavoratori precari della Ricerca, della Scuola e dell'Università, esponenti politici, dell'arcipelago ambientalista e di tanti comitati e cittadini romani che da subito hanno dato solidarietà alla battaglia contro i licenziamenti Ispra e per la ricerca pubblica». Obiettivo dell'iniziativa, oltre a riaffermare il sostegno ai lavoratori Ispra, è stato quello di «unificare le lotte, a partire dai precari della ricerca per estenderle a tutti i settori della conoscenza ed in lotta contro la precarietà, con la consapevolezza che in gioco non ci sono solo dei posti di lavoro ma il futuro di tutto il Paese». «L'assemblea di oggi - sottolinea Cristiano Fiorentini della segreteria nazionale Usi/Rdb - rappresenta una tappa di un percorso che ha come obiettivo immediato la costruzione dello sciopero degli Enti di Ricerca, per il quale abbiamo concluso le procedure di conciliazione, attraverso il rilancio delle vertenze locali e di momenti di aggregazione e di confronto sulle questioni relative al sistema della formazione e della Ricerca Pubblica, guardando con estrema attenzione a tutte le alle altre vertenze che coinvolgono lavoratori italiani e migranti. Un ulteriore momento di questo percorso sarà l'organizzazione di un convegno internazionale sul ruolo e la funzione della Ricerca Pubblica nel nostro paese e nel panorama internazionale», conclude il dirigente sindacale«. ROMA: RDB CUB, LAVORATRICI ASILI NIDO PRONTE A NUOVE MOBILITAZIONI Roma, 15 gen. - (Adnkronos) - «Ha dell'incredibile l'operato della Giunta Alemanno: da un lato dice di non avere soldi per ripristinare le unità di personale sottratte ai nidi comunali, ma subito si smentisce erogando soldi alle scuole dell'infanzia paritarie». È quanto afferma in una nota Roberto Betti, responsabile RdB al Comune di Roma, «in merito al sostanziale stallo delle trattative sindacali per il personale dei nidi comunali». «Da due anni e mezzo le lavoratrici dei nidi si sono sobbarcate un carico di lavoro senza precedenti - prosegue il sindacalista - lavorando con personale a ranghi ridotti, ma vengono additate dall'amministrazione comunale come causa principale dello sfascio economico. A nostro giudizio il vero spreco è quello attuato da Alemanno con la fornitura di pistole che i vigili non useranno poichè inidonei, o per pagare concerti e baccanali vari». «Se questa città può permettersi il lusso di ospitare la Formula 1 o le Olimpiadi - conclude Betti - può certamente finanziare i costi di funzionamento dei nidi pubblici, permettendo condizioni dignitose di lavoro al personale addetto e di rispetto per le necessità dei bambini. In caso contrario le lavoratrici dei nidi sono pronte a riprendere iniziative di mobilitazione». AMBIENTE: RDB PI, ISPETTORATO 'SPOLPA' COMPETENZE VIGILI FUOCORoma, 15 gen. (Adnkronos) - L'istituzione dell'ispettorato con commissari straordinari presso il ministero dell'Ambiente al fine di attuare «interventi urgenti in situazioni di rischio idrogeologico e salvaguardare la sicurezza delle infrastrutture ed il patrimonio ambientale e culturale» toglie competenze al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. È quanto stigmatizza la Rdb Pubblico Impiego evidenziando che con il decreto del 30 dicembre (n. 195 all'art. 17) per la sua istituzione, viene superata la proposta della Rdb di due anni fa di far transitare i Vigili del Fuoco nel ministero dell'Ambiente, una proposta motivata dal fatto che con le sue attività di tutela dell'ambiente e del patrimonio nazionale e le sue strutture sparse su tutto territorio aveva sicuramente maggiore attinenza con le funzioni svolte da tale dicastero piuttosto che con gli Interni, dove sarebbe stato trasformato in un'altra forza di polizia. «La RdB VV.F si domanda se il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sia diventato una sorta di carcassa che ogni giorno può essere spolpata da parte degli avvoltoi di turno - continua la rdb - ad oggi infatti una parte di competenze dei vigili del Fuoco è già stata sottratta dall'attuale organizzazione parallela della Protezione Civile, ora trasformata in società per azioni; altre competenze, che appartengono strettamente agli enti locali, sono però surrogate dai VV.F. Non mancava che il ministero dell'Ambiente, per intervenire con un Ispettorato sulle emergenze idrogeologiche ambientali e patrimoniali». «Secondo la RdB P.I. VV.F è impensabile che una struttura diffusa sull'intero territorio nazionale, con conoscenze dirette del patrimonio ambientale e culturale del nostro paese, venga relegata - conclude - a mera manovalanza del soccorso. Pertanto la RdB proseguirà nella sua battaglia a difesa del ruolo dei Vigili del Fuoco, augurandosi che molti altri si schierino a difesa del patrimonio culturale e professionale rappresentato dal Corpo Nazionale». 15 gennaio 2010 - Omniroma ASILI NIDO, RDB: «TRATTATIVE IN STALLO, PRONTI A MOBILITAZIONE» (OMNIROMA) Roma, 15 gen - «Ha dell'incredibile l'operato della Giunta Alemanno: da un lato dice di non avere soldi per ripristinare le unità di personale sottratte ai nidi comunali, ma subito si smentisce erogando soldi alle scuole dell'infanzia paritarie». È quanto afferma, in una nota, Roberto Betti, responsabile RdB al Comune di Roma, in merito «al sostanziale stallo delle trattative sindacali per il personale dei nidi comunali». Prosegue il sindacalista: «Da due anni e mezzo le lavoratrici dei nidi si sono sobbarcate un carico di lavoro senza precedenti, lavorando con personale a ranghi ridotti, ma vengono additate dall'amministrazione comunale come causa principale dello sfascio economico. A nostro giudizio il vero spreco è quello attuato da Alemanno con la fornitura di pistole che i vigili non useranno poiché inidonei, o per pagare concerti e baccanali vari». «Se questa città può permettersi il lusso di ospitare la Formula 1 o le Olimpiadi - conclude Betti - può certamente finanziare i costi di funzionamento dei nidi pubblici, permettendo condizioni dignitose di lavoro al personale addetto e di rispetto per le necessità dei bambini. In caso contrario le lavoratrici dei nidi sono pronte a riprendere iniziative di mobilitazione». ISPRA, PRECARI: «OGGI NESSUNA RISPOSTA, RIMANIAMO SU TETTO» (OMNIROMA) Roma, 15 gen - (RIPETIZIONE CON TESTO CORRETTO) «Ci aspettavamo entro oggi una comunicazione dal tavolo di trattativa e invece non è arrivato nulla. Finché non sarà scritto tutto nero su bianco, noi dal tetto non scenderemo». Lo dice Michela Mannozzi, portavoce dei precari Ispra che da un mese e mezzo circa si trovano sul tetto della sede dell'Icram, in via Casalotti, per protestare contro il rischio-licenziamento. «Dopo l'incontro di lunedì al ministero ci era stato detto che entro oggi avremmo avuto una risposta - continua Mannozzi - fino ad ora, però, nulla». Stamani all'interno dell'edificio di via Casalotti si è tenuta un'assemblea pubblica a cui hanno partecipato circa 300 persone tra lavoratori Eutelia, Inap, precari della scuola, e rappresentanti di Prc, Pdci, Pd. «Sappiamo che si sta predisponendo un protocollo d'intesa sulle nostre richieste tutte dichiarate, tra le parti, legittime - continua la portavoce - richieste che vanno dalla prosecuzione contrattuale degli attuali lavoratori Ispra alla sottoscrizione di contratti a tempo determinato e il blocco dell'accesso di precari esterni. Per arrivare a concorsi per contratti di lavoro a tempo determinato. Ora aspettiamo. Saremo ben felici di scendere una volta trovata una soluzione. Il nostro prossimo obiettivo sarà quello di migliorare la funzionalità dell'ente stesso, ridotto ad oggi ad una scatola vuota». ISPRA, FED. SINISTRA: STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE AD ASSEMBLEA (OMNIROMA) Roma, 15 gen - «La grande assemblea di oggi dei dipendenti Ispra, che ha visto una straordinaria partecipazione anche di delegazioni di altre realtà in crisi, a partire da Eutelia, conferma che i lavoratori stanno lottando non solo per difendere il proprio posto di lavoro ma anche per salvare un settore strategico per il sistema Paese, che è quello della ricerca ambientale». Così in una nota congiunta Ivano Peduzzi, portavoce in Consiglio regionale del gruppo federato Prc, Pdci, Socialismo 2000, e Claudio Fiorella, responsabile Lavoro del Prc Lazio, che insieme a Giuseppe Carroccia, Alfio Nicotra, Salvatore Bonadonna, Fabio Nobile e Mario Marioli hanno portato ai lavoratori la solidarietà della Federazione della Sinistra. «Certamente - aggiungono - oggi è stata affermata in maniera molto netta l'importanza di unire le vertenze per arrivare a una soluzione dei problemi. Il diritto al lavoro deve tornare ad essere al centro delle lotte e delle rivendicazioni con l'obiettivo del superamento della precarietà del lavoro che oggi si traduce in precarietà esistenziale. In questa fase, è determinante l'individuazione di un percorso comune a fronte di un governo che 'svendè settori pubblici fondamentali ai privati. In Italia - dicono ancora Peduzzi e Fiorella - il comparto della ricerca muove circa 30 miliardi di euro, non è vero quindi che mancano i soldi. La verità è che proprio perché ci sono, e sono tanti, vogliono dirottarli sugli amici degli amici. Ma il processo che bisogna cambiare è proprio quello delle privatizzazioni». 15 gennaio 2010 - Ansa LAVORO: ISPRA; USI-RDB,COSTRUZIONE SCIOPERO ENTI DI RICERCA (ANSA) - ROMA, 15 GEN - «L'assemblea di oggi rappresenta una tappa di un percorso che ha come obiettivo immediato la costruzione dello sciopero degli Enti di Ricerca, per il quale abbiamo concluso le procedure di conciliazione, attraverso il rilancio delle vertenze locali e di momenti di aggregazione e di confronto sul sistema della formazione e della Ricerca Pubblica, guardando con estrema attenzione a tutte le altre vertenze che coinvolgono lavoratori italiani e migranti». Lo sostiene, in una nota, Cristiano Fiorentini della Segreteria Nazionale Usi/RdB commentando l'affollata assemblea. All'assemblea hanno partecipato oltre 300 persone fra lavoratori precari della Ricerca, della Scuola e dell'Università, esponenti politici, dell'arcipelago ambientalista e di tanti comitati e cittadini romani che da subito hanno dato solidarietà alla battaglia contro i licenziamenti Ispra e per la ricerca pubblica. «Un ulteriore momento di questo percorso - aggiunge la sindacalista - sarà l'organizzazione di un convegno internazionale sul ruolo e la funzione della Ricerca Pubblica nel nostro paese e nel panorama internazionale». LAVORO: ISPRA; ASSEMBLEA RICERCATORI,SOLIDARIETÀ DI TOUADÌ (ANSA) - ROMA, 15 GEN - Un'assemblea cittadina dei precari e dei ricercatori dell'Ispra si è svolta stamani presso lo stabile sul cui tetto da 54 giorni i lavoratori dell'Istituto vivono giorno e notte «per difendere il loro lavoro e la ricerca pubblica». Tra i partecipanti all'assemblea anche il deputato del Pd Jean Leonard Touadi che ha portato la sua solidarietà ai precari. «Ho ascoltato e ho visto l'enorme dignità di questi nostri ricercatori - ha detto Touadi - che rappresentano la pietra angolare di ogni ragionamento sullo sviluppo economico e culturale dell'Italia». «Sono salito sul tetto insieme ai ricercatori dell'Ispra ed ho offerto loro tutta la mia solidarietà - ha aggiunto Touadi - mi hanno raccontato con entusiasmo l'amore per il loro lavoro, mi hanno spiegato il valore eccezionale della loro ricerca per la salvaguardia del territorio e della salute pubblica». «Il Governo - ha proseguito Touadi - deve dare delle risposte positive ai ricercatori dell'Ispra, negare loro un futuro contrattuale significherebbe condannare alla disoccupazione centinaia di lavoratori della conoscenza e contestualmente uccidere ogni speranza per lo sviluppo e il progresso dell'Italia». 15 gennaio 2010 - Roma Notizie ISPRA: ASSEMBLEA CITTADINA GREMITA. USI/RDB,PRESTO SCIOPERO DELLA RICERCA Si è tenuta questa mattina a Roma lassemblea cittadina sui temi della Ricerca Pubblica, della precarietà e della tutela dellambiente indetta dallUsi/RdB Ricerca presso lISPRA di via di Casalotti 300, sede dellIstituto e luogo simbolo della lotta che vede i lavoratori al 52° giorno sul tetto. Lassemblea si è svolta in unaula gremita, che non è riuscita a contenere le oltre 300 presenze fra lavoratori precari della Ricerca, della Scuola e dellUniversità, esponenti politici, dellarcipelago ambientalista e di tanti comitati e cittadini romani che da subito hanno dato solidarietà alla battaglia contro i licenziamenti ISPRA e per la ricerca pubblica. Obiettivo delliniziativa, oltre a riaffermare il sostegno ai lavoratori ISPRA, è stato quello di unificare le lotte, a partire dai precari della ricerca per estenderle a tutti i settori della conoscenza ed in lotta contro la precarietà, con la consapevolezza che in gioco non ci sono solo dei posti di lavoro ma il futuro di tutto il Paese. "Lassemblea di oggi sottolinea Cristiano Fiorentini, della Segreteria Nazionale Usi/RdB - rappresenta una tappa di un percorso che ha come obiettivo immediato la costruzione dello sciopero degli Enti di Ricerca, per il quale abbiamo concluso le procedure di conciliazione, attraverso il rilancio delle vertenze locali e di momenti di aggregazione e di confronto sulle questioni relative al sistema della formazione e della Ricerca Pubblica, guardando con estrema attenzione a tutte le alle altre vertenze che coinvolgono lavoratori italiani e migranti. Un ulteriore momento di questo percorso sarà lorganizzazione di un convegno internazionale sul ruolo e la funzione della Ricerca Pubblica nel nostro paese e nel panorama internazionale", conclude il dirigente sindacale. Dipendenti spiati con telecamere a Euroma 2? RDB chiede chiarimenti La Federazione Nazionale RdB esprime preoccupazione e sgomento in merito a quanto emerso dai mezzi di informazione sui sistemi di videosorveglianza e di registrazioni telefoniche che sarebbero stati messi in atto nei confronti dei lavoratori da parte della Coop Lombardia. La RdB, largamente presente nei supermercati ed ipermercati Coop di Roma e del Lazio, si augura che lepisodio, se accertato nella sua gravità, sia circoscritto alla sola Coop Lombardia. Ritiene inoltre urgente e doveroso che Coop rassicuri tutti i lavoratori sullargomento. La RdB fa inoltre presente che, raccogliendo la sollecitazione di alcuni lavoratori, ha già richiesto dal 19 novembre 2009 un incontro ad Unicoop Tirreno per valutare la collocazione di diverse telecamere poste nellarea di lavoro dellipermercato Coop presso il centro commerciale Euroma2. A tale richiesta non è stata ancora fornita risposta da parte di Unicoop Tirreno. La RdB sottolinea di non aver mai sottoscritto gli accordi che consentono la videosorveglianza nella grande distribuzione e che si adopererà in ogni modo per contrastare qualunque comportamento lesivo dei diritti e della dignità dei lavoratori. 15 gennaio 2010 - C6 Tv Assemblea cittadina dei precari
ISPRA dopo 54 giorni di protesta sul tetto Dopo 54 giorni di occupazione del tetto dell Ispra di Casalotti, i precari tornano a farsi vedere con una assemblea cittadina. Partecipano ricercatori e dipendenti dell'istituto e alcuni rappresentanti della cittadinanza e dei sindacati, per discutere il futuro della ricerca e soprattutto dei ricercatori, da anni legati alla precarietà del settore. Negli ultimi 3 anni la riduzione del personale per la ricerca all'Ispra si è ridotto del 38%. circa 500 tra co.co.co. contratti a progetto, e borse di studio non rinnovate. 15 gennaio 2010 - Corriere.it LA PROTESTA CONTINUA ROMA - «Ci aspettavamo entro oggi una comunicazione dal
tavolo di trattativa e invece non è arrivato nulla. Finché non sarà scritto tutto nero
su bianco, noi dal tetto non scenderemo». Lo dice Michela Mannozzi, portavoce dei precari
Ispra che da un mese e mezzo circa si trovano sul tetto della sede dell'Icram, in via
Casalotti, per protestare contro il rischio-licenziamento. «Dopo l'incontro di lunedì al
ministero ci era stato detto che entro oggi (venerdì ndr) avremmo avuto una risposta -
continua Mannozzi - fino ad ora, però, nulla». Da 54 giorni i lavoratori dell'Istituto
vivono giorno e notte sul tetto. 15 gennaio 2010 - Eco Tv Vigili del Fuoco: Emergenze idrologiche a Ministero Ambiente Circa due anni fa la RdB Pubblico Impiego dei Vigili del Fuoco aveva chiesto al governo il transito del Dipartimento VV.F al Ministero dellAmbiente in virtù del fatto che, con le sue attività di tutela dellambiente e del patrimonio nazionale e le sue strutture sparse su tutto territorio, il Corpo dei VV.F aveva sicuramente maggiore attinenza con le funzioni svolte da tale dicastero piuttosto che con gli Interni, dove sarebbe stato trasformato in unaltra forza di polizia. Oggi il governo "supera" la proposta della RdB, e con il decreto del 30 dicembre n. 195, allart. 17, stabilisce listituzione di un Ispettorato con commissari straordinari presso il Ministero dellAmbiente al fine di attuare «interventi urgenti in situazioni di rischio idrogeologico e salvaguardare la sicurezza delle infrastrutture ed il patrimonio ambientale e culturale» . La RdB VV.F si domanda se il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sia diventato una sorta di carcassa che ogni giorno può essere spolpata da parte degli avvoltoi di turno. Ad oggi infatti una parte di competenze dei VV.F è già stata sottratta dallattuale organizzazione parallela della Protezione Civile, ora trasformata in società per azioni; altre competenze, che appartengono strettamente agli enti locali, sono però surrogate dai VV.F. Non mancava che il Ministero dellAmbiente, per intervenire con un Ispettorato sulle emergenze idrogeologiche ambientali e patrimoniali. Eppure, in questi mesi, tutti si sono riempiti la bocca della professionalità ingegneristica e specialistica del Corpo Nazionale, a partire da quello che è successo in Abruzzo per finire con la Sicilia. Secondo la RdB P.I. VV.F è impensabile che una struttura diffusa sullintero territorio nazionale, con conoscenze dirette del patrimonio ambientale e culturale del nostro paese, venga relegata a mera manovalanza del soccorso. Pertanto la RdB proseguirà nella sua battaglia a difesa del ruolo dei Vigili del Fuoco, augurandosi che molti altri si schierino a difesa del patrimonio culturale e professionale rappresentato dal Corpo Nazionale. 15 gennaio 2010 - Liberazione «Il precariato nella ricerca è un
problema politico» Cosa rispondete alla Prestigiacomo che ha bollato la vostra
assemblea come una adunata e si è sostanzialmente deresponsabilizzata? 15 gennaio 2010 - Left Via la ricerca, arriva il cemento «Lo Stato uccide la ricerca», tra licenziamenti di
precari e speculazione edilizia. Non è solo lo slogan azzeccato che i lavoratori
dellIspra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) usano ormai
da tempo per la lotta che ha come obiettivo la loro sopravvivenza in un settore che in
Italia è sempre stato figlio di un dio minore. Ma anche un concetto che si concretizza
visitando la sede dellIstituto a via Casalotti e parlando con chi la vive. Uno
spazio della periferia nord romana, allinterno del parco della Cellulosa, che fino
al 1994-95 ha ospitato lEnte nazionale cellulosa e carta e dal 1997 al 2008
lIcram (Istituto centrale per la ricerca tecnologica applicata al mare, poi sciolto
nellIspra), da oltre cinquanta giorni occupato da ricercatori e tecnici, che
protestano per il lavoro ma anche per lo stato di abbandono cui è stata ridotta la
storica sede. CRONOLOGIA DELLA PROTESTA 25 giugno 2008. Il decreto legge n. 112 istituisce
lIspra, che nasce dallaccorpamento di Apat, Icram e Infs. Al suo interno, i
precari sono 618, oltre un terzo del personale. MOVIMENTI Napoli - La Corte dappello di Napoli ha ribaltato la sentenza di primo grado a carico di 9 attivisti dei movimenti campani che erano stati condannati a tre anni e mezzo di carcere con laccusa di "estorsione aggravata", in merito alle mobilitazioni contro il carovita del 2005. Tra gli imputati figurava anche lex deputato di Rifondazione comunista, Francesco Caruso. Erano finiti sotto processo dopo aver inscenato una manifestazione di protesta in un supermercato di Afragola (Na), sottraendo dagli scaffali beni di prima necessità. Era la famosa "spesa proletaria". In realtà, hanno sempre sostenuto gli attivisti, si trattava di una sorta di contrattazione sociale con la direzione del centro commerciale, che aderì alla campagna dei "Comitati per la quarta settimana". In quegli anni, le "spese proletarie" erano diventate una delle pratiche politiche maggiormente utilizzate dai disobbedienti e avevano portato a dure reazioni da parte del mondo politico. Sindaci di centrodestra e di centrosinistra erano uniti nella condanna. Oggi, invece, i movimenti si sentono soddisfatti. «Viene finalmente riconosciuta la matrice sociale e il carattere assolutamente politico e trasparente di quelle iniziative - affermano in una nota - che si erano concluse talvolta con lofferta, da parte della direzione aziendale, di beni di prima necessità distribuiti ai clienti stessi del supermercato». In questo caso, ha vinto san Precario. 15 gennaio 2010 - IVG Il Vostro Giornale Vigili del Fuoco: "Ingiustamente privati di competenze da parte del Governo" "Circa due anni fa la RdB Pubblico Impiego dei Vigili
del Fuoco aveva chiesto al governo il transito del Dipartimento VV.F al Ministero
dellAmbiente in virtù del fatto che, con le sue attività di tutela
dellambiente e del patrimonio nazionale e le sue strutture sparse su tutto
territorio, il Corpo dei VV.F aveva sicuramente maggiore attinenza con le funzioni svolte
da tale dicastero piuttosto che con gli Interni, dove sarebbe stato trasformato in
unaltra forza di polizia". "Oggi il governo "supera" la proposta
della RdB, e con il decreto del 30 dicembre n. 195, allart. 17, stabilisce
listituzione di un Ispettorato con commissari straordinari presso il Ministero
dellAmbiente al fine di attuare "interventi urgenti in situazioni di rischio
idrogeologico e salvaguardare la sicurezza delle infrastrutture ed il patrimonio
ambientale e culturale" . "La RdB VV.F si domanda se il Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco sia diventato una sorta di carcassa che ogni giorno può essere spolpata
da parte degli avvoltoi di turno. Ad oggi infatti una parte di competenze dei VV.F è già
stata sottratta dallattuale organizzazione parallela della Protezione Civile, ora
trasformata in società per azioni; altre competenze, che appartengono strettamente agli
enti locali, sono però surrogate dai VV.F. Non mancava che il Ministero
dellAmbiente, per intervenire con un Ispettorato sulle emergenze idrogeologiche
ambientali e patrimoniali. Eppure, in questi mesi, tutti si sono riempiti la bocca della
professionalità ingegneristica e specialistica del Corpo Nazionale, a partire da quello
che è successo in Abruzzo per finire con la Sicilia". "Secondo la RdB P.I. VV.F
è impensabile che una struttura diffusa sullintero territorio nazionale, con
conoscenze dirette del patrimonio ambientale e culturale del nostro paese, venga relegata
a mera manovalanza del soccorso. Pertanto la RdB proseguirà nella sua battaglia a difesa
del ruolo dei Vigili del Fuoco, augurandosi che molti altri si schierino a difesa del
patrimonio culturale e professionale rappresentato dal Corpo Nazionale". 15 gennaio 2010 - Il Manifesto ISPRA Ministro sordo, oggi assemblea aperta Roma - I ricercatori dell'Ispra restano sul tetto dell'Istituto, in via Casalotti a Roma. Qui, per questa mattina alle 10.30, hanno indetto un'assemblea pubblica: «a dimostrazione che la lotta dei precari è quella di tutti i cittadini italiani che hanno a cuore le sorti del mare e dell'ambiente». Gli scienziati, che oggi staccano il foglio numero 53 al calendario della loro protesta, ripetono che «non chiedono nessuna stabilizzazione e non convocano adunate, ma sono interessati a continuare a servire lo Stato». Chiedono al ministero dell'ambiente che i contratti atipici siano trasformati in contratti subordinati a tempo determinato; che si rendano di ruolo i precari e che si rinnovino tutti i contratti scaduti finora. «È in corso un dialogo - dicono - ma ancora non si è raggiunto un accordo». Per questo «hanno deciso di restare sul tetto, non certo per rendere la situazione 'esplosiva', come afferma il ministro». Inoltre, «è un dispiacere sentire il ministro Prestigiacomo ripetere che la vertenza riguarda solo 21 persone». Lo scorso anno, infatti, hanno perso il proprio lavoro 430 ricercatori: «scienziati con anni di esperienza e centinaia di pubblicazioni alle spalle, molti dei quali conosciuti anche a livello internazionale».(gi.tor) 15 gennaio 2010 - Il Resto del Carlino PERSONALE Ascoli - I DIPENDENTI della direzione provinciale fermana dell'Agenzia delle entrate protestano per le condizioni di lavoro, cui sono sottoposti e per le carenze di organico. Al termine dell'assemblea del personale, svoltasi nei giorni scorsi, la rappresentanza sindacale unitaria e le organizzazioni sindacali regionali e territoriali di Cgil, Cisl, Uil, Salfi, Rdb hanno diffuso un comunicato in cui annunciano una serie di iniziative di protesta. I dipendenti dell'Agenzia delle entrate di Fermo rivendicano da tempo si legge in una nota «il diritto di poter lavorare in condizioni umane e dignitose e non pericolose per la propria salute. A tal fine hanno ripetutamente chiesto una maggiore disponibilità di risorse umane, nonché una più oculata ed equa distribuzione delle stesse. Contro gli accordi, invece, la direzione regionale ha assegnato i nuovi dipendenti assunti l'11 gennaio alle direzioni di Ancona, Pesaro e Macerata, tralasciando la direzione di Fermo». Non si ricompone la frattura tra le
Rsu di Cisl e Uil con la Cgil Rovigo - «I COMPONENTI delle Rsu eletti nella lista della Cgil spesso non hanno partecipato agli incontri delle Rsu». Replicano così i componenti delle rappresentanze sindacali unitarie del Comune alla polemica innescatasi con i colleghi' della Cgil dopo l'assemblea prenatalizia. «Se loro avessero partecipato alla denigrata' assemblea si legge in una nota convocata per informare sugli esiti dei vari incontri avuti con l'amministrazione, avrebbero potuto rendersi conto che i lavoratori presenti avevano ben altre cose da lamentare e da chiedere ai proprio rappresentanti. Prova ne è continua la nota che da quella assemblea è scaturito il chiaro e inequivocabile mandato, deliberato all'unanimità dei presenti, di bloccare, dal primo gennaio, l'erogazione di qualsiasi indennità del salario accessorio del 2010, previa contrattazione con i rappresentanti dei lavoratori, per evitare di arrivare anche a fine di quest'anno, così come successo per il 2008 e il 2009 dicono le Rsu a decidere sulla distribuzione delle somme dovute quando i soldi sono già stati spesi con decisioni unilaterali». Per questo i rappresentanti delle Rsu di Cisl, Uil e le Rdb si sono attivati inviando una diffida agli organi competenti, «diffida non sottoscritta dalla Cgil senza motivare il perchè». Con questa precisazione le Rsu della Cisl e della Uil vogliono informare i dipendenti del Comune «di come si sono realmente svolti i fatti, affinchè loro possano valutare, in piena autonomia chi sta realmente, con impegno e dedizione, difendendo i loro diritti, soprattutto in questo momento di pesante crisi economica, che si riflette su tutte le famiglie e impone una oculata gestione delle risorse». 15 gennaio 2010 - Il Giorno Brera, tensione con i sindacati MILANO - NIENTE CODE al Cenacolo o visite all'uovo sospeso di Piero della Francesca oggi, tra le 12.30 e le 14.30. I musei di piazza Santa Maria delle Grazie e di via Brera sono chiusi per un'assemblea dei lavoratori e delle due soprintendenze dei beni artistici e dei beni architettonici di Milano, che si svolgerà in una sala dell'Accademia delle belle arti. La nomina di Mario Resca come Commissario delegato della Grande Brera che comprende le due sedi museali ha scatenato la reazione delle Rappresentanze sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Rdb Cub e Confsal) che criticano l'incarico, ritenuto «inutile», e lo stipendio che verrà attribuito. E allora: chiusura di Brera e del museo vinciano tra mezzogiorno e primo pomeriggio. Chi ha prenotato da mesi una visita all'«Ultima cena» leonardesca in quelle due ore rimarrà a spasso. I SINDACATI PROTESTANO contro una decisione ritenuta inopportuna dal punto di vista finanziario. «I soldi per il commissario si sono trovati, ma i 50 milioni di euro per la ristrutturazione di Brera non si sono ancora visti», afferma Maria Antonia Galeone, delle Rsu. Secondo il decreto del presidente del Consiglio del 30 dicembre scorso lo stipendio di Resca viene equiparato a quello di un direttore dei lavori. Una ricostruzione minuziosa della Uil ha spiegato che tale carica, quando viene ricoperta da un funzionario di provenienza esterna come in questo caso, dà diritto a ricevere il 3-5% complessivo della spesa totale per il progetto di ristrutturazione. Mario Resca potrebbe ricevere tra 2 e 2,5 milioni di euro come stipendio. Se invece il commissario fosse stato scelto all'interno dell'Accademia, avrebbe ricevuto circa lo 0,5%. MA C'È UN ALTRO aspetto. «La nomina di Resca fa notare Nicola Cavalieri (Cgil) è stata indicata in fondo a un decreto fatto passare come "disposizioni urgenti di protezione civile"». Infatti è contenuta nel ventunesimo e ultimo articolo del decreto e segue gli interventi previsti per alcune calamità naturali, tra cui quelle di Sarno, L'Aquila e Messina. Resca inoltre diventa commissario delegato «nell'ambito delle iniziative» del «150° anniversario dell'Unità d'Italia», una manifestazione che finora non sembrava avere interessato particolarmente il governo. «In Italia aggiunge Misia Fasano (Uil) le assunzioni nei musei sono state bloccate dal decreto anticrisi del luglio scorso del ministro Tremonti, che ha sospeso l'ultimo concorso. E Brera non assume lavoratori a tempo pieno dal 1998». 15 gennaio 2010 - La Gazzetta di Modena Sgombero, domani un corteo del Cam Modena - Non si danno per vinti gli attivisti del
Collettivo Autonomo Modenese, recentemente sgomberati dallex-concessionario Ford
alla Sacca a seguito delle denunce presentate dal proprietario dellimmobile in cui
avevano creato lo Spazio Antagonista Guernica. 15 gennaio 2010 - La Provincia di Cremona Gruppo Antifascista Partigiano Cremona - «Il 27 dicembre del 2008, lo Stato di Israele ha sferrato un criminale attacco militare, la cosiddetta operazione piombo fuso, di fatto accanendosi contro la popolazione civile, attraverso intensi bombardamenti con armi di distruzione di massa (tra cui il temibilissimo fosforo bianco). Lesercito israeliano ha provocato la morte di oltre 1400 persone di cui un terzo bambini, distrutto abitazioni, infrastrutture e presidi sanitari: a un anno esatto da quel massacro, lassedio a Gaza e il disastro umanitario continua di fronte allimmobilità silenziosa e complice della comunità internazionale. Noi non vogliamo dimenticare». E per questo il Gap organizza un presidio domani in Galleria, dalle 16: «La nostra solidarietà deve tradursi in una azione politica quotidiana, incessante, per conseguire la fine delloccupazione colonialista e di apartheid sionista, per non consentire il radicamento di strutture religiose integraliste, per una resistenza laica e fuori dalla logica di negoziazioni fallimentari e di collusioni con la politica della diplomazia internazionale vergognosamente schierata con Israele». Tutti sono chiamati a dare un contributo «perché il futuro non può esistere senza Memoria». Oltre al GAP Gruppo Antifascista Partigiano di Cremona hanno già aderito alliniziatica la Federazione dei Comunisti Anarchici, il Partito di Alternativa Comunista, il centro sociale autogestito Kavarna, Rifondazione Comunista, la Federazione della Sinistra, il Movimento Studentesco, lassociazione Italia-Cuba, il centro sociale autogestito Dordoni. Ancora: non mancheranno lArcigay La Rocca, il gruppo Giovani per la Federazione della Sinistra, il partito dei Comunisti Italiani e, per finire, RdB, le rappresentanze sindacali di base. 15 gennaio 2010 - Il Tempo Anagni Oggi a Roma l'atteso vertice
al Ministero dello sviluppo ANAGNI Rappresentanti della famiglia indiana Dooth,
proprietaria dell'azienda, esponenti del Governo centrale, imprenditori e segreterie
nazionali di tutte le sigle sindacali si incontreranno oggi alle 13 a via Molise, sede del
Ministero dello Sviluppo economico, per trarre, si spera, le conclusioni definitive dalla
serie di riunioni tenutesi in questi ultimi mesi per decidere le sorti dello stabilimento
anagnino della Videocon, ex Videocolor. 14 gennaio 2010 - Omniroma ISPRA, RDB-CUB: ADERIAMO A ASSEMBLEA CITTADINA INDETTA DA PRECARI(OMNIROMA) Roma, 14 gen - «La RdB-CUB Scuola aderisce all'assemblea cittadina indetta dai precari dell'Ispra per venerdì 15 gennaio all'Istituto di via Casalotti 300. La vertenza ISPRA è ormai diventata la nostra vertenza. Gli enti di ricerca e le università continuano ad essere piene di lavoratori precari che consentono alla ricerca pubblica di andare avanti ed in cambio hanno un presente ed un futuro all'insegna della precarietà sul lavoro e nella vita. Lo stesso avviene nella scuola dove le cosiddette riforme del governo in realtà attuano la restaurazione di un sistema sordo a qualsiasi progresso civile e sociale e dove la cultura, la formazione e la ricerca vengono finalizzati solo agli interessi di una minoranza assetata di guadagni immediati senza nessuna prospettiva di futuro». Lo dichiara, in una nota, Barbara Battista, della RdB-CUB Scuola. «Licenziando chi protegge l'ambiente, chi insegna ai nostri giovani, stanno mettendo le mani sul futuro di tutti - conclude - Per discutere di questi temi e organizzare il rilancio delle lotte saremo all'assemblea cittadina dell'ISPRA, a cui parteciperà anche una rappresentanza delle insegnanti precarie di Benevento protagoniste di un'altra importante battaglia sui tetti del nostro paese. Dobbiamo aggregarci e ricostruire un fronte compatto che metta insieme tutte le lotte e ne apra altre mille laddove si assiste con rassegnazione alla cancellazione dei diritti e della dignità dei lavoratori». 14 gennaio 2010 - Ansa RESTAURO: SINDACATI, ICR A RISCHIO SFRATTO E DISMISSIONE (ANSA) - ROMA, 14 GEN - Sfratto a giorni a Roma l'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, di piazza San francesco di Paola, sede che occupa dal 1939, quando fu fondato da Cesare Brandi. Lo denunciano i sindacati confederali e le rappresentanze di base. Che chiedono al segretario generale del ministero dei beni culturali un incontro per trovare «soluzioni definitive al problema di una sede», mentre invitano a intervenire anche i rappresentanti nazionali dei sindacati. Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Rsu spiegano che l'immobile è di proprietà dei Frati Minimi e che la vicenda dello sfratto era iniziata nel 2001. Due giorni fa, riferiscono, l'attuale Direttore, «che ha ereditato una tale situazione, ha comunicato l'imminenza dello sfratto esecutivo che diventa emergenza se si considera che non sono stati individuati locali per la collocazione definitiva degli uffici dei servizi e dei laboratori scientifici». Il timore è quello della «frammentazione fisica» dell'istituto, che porterà, dicono, «ad una totale impossibilità di ottemperare ai compiti istituzionali propri e determinerà inadeguati livelli di tutela delle condizioni lavorative del personale dipendente; situazione che sembra configurarsi - sottolineano- come l'anticamera di una dismissione strisciante di questa istituzione». 14 gennaio 2010 - Iris LAVORO: RDB-CUB SCUOLA ADERISCE AD ASSEMBLEA PRECARI ISPRA (IRIS) - ROMA, 14 GEN - La RdB-CUB Scuola aderisce allassemblea cittadina indetta dai precari dellISPRA per venerdì 15 gennaio allIstituto di via Casalotti 300. "La vertenza ISPRA è ormai diventata la nostra vertenza", spiega Barbara Battista, della RdB-CUB Scuola. "Gli enti di ricerca e le università continuano ad essere piene di lavoratori precari che consentono alla ricerca pubblica di andare avanti ed in cambio hanno un presente ed un futuro allinsegna della precarietà sul lavoro e nella vita. Lo stesso avviene nella scuola continua la rappresentante RdB dove le cosiddette riforme del governo in realtà attuano la restaurazione di un sistema sordo a qualsiasi progresso civile e sociale e dove la cultura, la formazione e la ricerca vengono finalizzati solo agli interessi di una minoranza assetata di guadagni immediati senza nessuna prospettiva di futuro". "Licenziando chi protegge l'ambiente, chi insegna ai nostri giovani, stanno mettendo le mani sul futuro di tutti. Per discutere di questi temi e organizzare il rilancio delle lotte saremo allassemblea cittadina dellISPRA, a cui parteciperà anche una rappresentanza delle insegnanti precarie di Benevento protagoniste di unaltra importante battaglia sui tetti del nostro paese. Dobbiamo aggregarci - conclude Battista - e ricostruire un fronte compatto che metta insieme tutte le lotte e ne apra altre mille laddove si assiste con rassegnazione alla cancellazione dei diritti e della dignità dei lavoratori".(bar.co.) 14 gennaio 2010 - Il Manifesto ISPRA «Li capisco umanamente ma non si possono pensare dei provvedimenti ad hoc per loro». Dopo oltre cinquanta giorni trascorsi in silenzio, mentre per i ricercatori precari Ispra Natale e capodanno trascorrevano sul tetto di via Casalotti - e la loro protesta finiva sulle pagine del Financial Times - ieri il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo ha parlato chiaro: «Tutto quello che si può fare sono dei progetti, ma non la stabilizzazione che è difficile e che non sono in condizione di potere garantire», ha detto. Non è piaciuta al ministro l'idea di organizzare un'assemblea pubblica (venerdì mattina alle 10 in via Casalotti) per discutere con tutti coloro che vorranno partecipare del caso Ispra e del ruolo della ricerca pubblica nel paese. E così il ministro dell'ambiente vorrebbe lavarsi le mani dell'istituto nazionale che si occupa della ricerca ambientale. «È una situazione che ho ereditato, abbiamo fatto il massimo». Falso. L'Ispra è nato come accorpamento di tre enti preesistenti per mano di Tremonti con la finanziaria 2008. A un anno dalla decisione, l'istituto è ancora commissariato e privo di uno statuto. Dal sindacato Usi Rdb, che sta seguendo la vicenda, ribadiscono che un'intesa è possibile. 14 gennaio 2010 - Villaggio Globale Il Ministro non sa ancora quanti
sono i precari Ispra I precari dell'Ispra, sul tetto dell'Istituto per protesta da cinquantadue giorni, non chiedono nessuna stabilizzazione e non convocano adunate, ma sono solo interessati a continuare a servire lo Stato italiano, con ricerche e controlli ambientali essenziali per la salute pubblica. È quindi un dispiacere, proprio mentre è finalmente in corso una trattativa sul futuro lavorativo dei 430 ricercatori e tecnici allontanati nel corso del 2009 o in scadenza nel 2010, sentire il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ripetere che la vertenza riguarda solo 21 lavoratori, che per di più non avrebbero superato un concorso. I contratti scaduti sono invece 188 e per 42, che scadranno tra gennaio e marzo, c'è certezza di non rinnovo, per decisione della Struttura commissariale, mentre presso l'Ispra non si è ancora svolto nessun concorso per ricercatori. La piattaforma dei lavoratori prevede la trasformazione dei contratti atipici in subordinati a tempo determinato, un piano triennale per la graduale immissione in ruolo dei precari e il rinnovo di tutti i contratti scaduti finora: su questi punti è in corso un dialogo, ma ancora non si è raggiunto un accordo, per questo i ricercatori hanno deciso di restare sul tetto, non certo per rendere la situazione «esplosiva» o rendere la discussione meno serena, come afferma il Ministro. A dimostrazione che la lotta dei precari è quella di tutti i cittadini italiani che hanno a cuore le sorti del mare e dell'ambiente, senza distinzioni tra destra e sinistra, oltre alla solidarietà di molti esponenti locali del centrodestra i precari hanno ricevuto oggi la visita di Fabio Granata, deputato del Popolo della libertà, vicepresidente della Commissione antimafie e capogruppo Pdl alla Commissione cultura della Camera. I ricercatori dell'Ispra non sono agitatori, ma scienziati con anni di esperienza e centinaia di pubblicazioni alle spalle, molti dei quali conosciuti e stimati a livello internazionale: se hanno scelto una forma di protesta eclatante è stato solo perché indotti da sgomento e disperazione per aver visto tanti loro validi colleghi perdere il posto di lavoro e constatato di fatto il completo svilimento della ricerca ambientale pubblica, settore strategico di primaria importanza. Il loro invito ai cittadini romani e a tutti i soggetti che in Italia si occupano di ricerca, ambiente e lavoro, non è quindi per un «adunanza» ma per un'assemblea pubblica che si terrà domani, 15 gennaio, alle ore 10,30, presso la sede Ispra di via Casalotti 300. 14 gennaio 2010 - Il Tempo Prestigiacomo Questi i principali obiettivi con cui nasce Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali - pericolosi e non pericolosi - presentato al ministero dell'Ambiente e il cui provvedimento sarà pubblicato domani in Gazzetta ufficiale. La massa di rifiuti che sarà sorvegliata speciale è di 147 milioni di tonnellate all'anno di cui il 10% ritenuti pericolosi. Con Sistri si terrà, infatti, sotto controllo la movimentazione 24 ore su 24 dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento. Intanto Prestigiacomo ha anche precisato che i lavoratori sul tetto dell'Ispra, che protestano da più di 50 giorni, sono solo 21. E che, in ogni caso, si sta facendo tutto il possibile per risolvere tutte le situazioni contrattuali: «Ma non si possono fare provvedimenti ad hoc».(F.P.) 14 gennaio 2010 - Il Mattino di Padova Pieretti (Adl Cobas) critica la
giunta per gli incarichi Padova - «Si continuano a privilegiare gli esterni, senza sfruttare le risorse interne al Comune che sono invece di ottima qualità». Commenta così Stefano Pieretti di Adl Cobas la conferma e neo assunzione come consulente di Marzio Pilotto, che torna a palazzo Moroni con un incarico da 82mila euro, quasi 7 mila euro al mese. Pilotto ha già lavorato 42 anni e a dicembre era andato in pensione. Per pochi giorni. Ma non solo. «Veniamo a sapere che ci sarà una commissione guidata da un esterno, Aldo Zanetti, per la scelta del nuovo comandante dei Vigili. Altre risorse sprecate, mentre si potevano sfruttare le risorse già presenti nel corpo o bandire un concorso». 14 gennaio 2010 - La Repubblica Servizi interni nelle Asl la
maggioranza si divide Bari - Giù le mani dall´internalizzazione dei servizi
nelle Asl. È questo in sintesi, il messaggio che l´assessore regionale alla Salute
Tommaso Fiore e i lavoratori delle Asl pugliesi lanciano ai diciassette consiglieri che
martedì hanno firmato un´interrogazione urgente, in cui chiedono di «avviare un tavolo
di concertazione con le parti economiche e sociali ed esaminare la problematica
dell´internalizzazione in una seduta di Consiglio regionale monotematico». 14 gennaio 2010 - Il Giorno Ex Alfa, scatta il blocco alle
portinerie ARESE - «SE IL PREFETTO non ci riceverà personalmente la lotta diventerà sempre più dura. Siamo ormai stanchi di essere presi in giro e la vertenza aperta contro la Innova Service, società che gestisce la sicurezza nel sito ex Alfa, deve finire con l'allontanamento di questa ditta». Sono decisi i rappresentanti dello Slai Cobas Alfa Romeo che ieri mattina, nonostante la pioggia, hanno ripreso le proteste bloccando due portinerie dell'ex area Alfa e creando lunghe file di autotreni sia all'interno che all'esterno dello stabilimento. Una manifestazione che ha avuto anche momenti di tensione quando si era ipotizzato un intervento di forza della polizia, ma che alla fine con il dialogo ed il buon senso e la promessa di essere subito ricevuti dal prefetto di Milano, è tornata nella normalità. «CI SENTIAMO presi in giro. In prefettura siamo andati molte volte e siamo stanchi di parlare con i funzionari. La nostra richiesta era quella di avere un colloquio direttamente con il prefetto al quale vogliamo dare prove concrete su come i lavoratori sono trattati e chiedere la rimozione di questa società in quanto la sua titolare è coinvolta nella vicenda delle microspie trovare nell'ufficio del direttore generale del comune di Milano. Il prefetto anche questa volta non si è fatto trovare ed ha mandato una sua delegata. Nulla contro di lei, ma è mai possibile che il rappresentante del governo non si faccia mai trovare? La sua rappresentante ha promesso che gli riferirà quanto da noi richiesto. Speriamo di avere una riposta al più presto. Così non si può più andare avanti. La nostra lotta diventerà sempre più dura» ha affermato Corrado Delle Donne, coordinatore nazionale dello Slai-Cobas. La convocazione in prefettura, arrivata ieri mattina, durante la manifestazione, ha convinto i lavoratori a togliere un presidio da una portineria permettendo il movimento dei mezzi pesanti. DAVANTI all'ingresso «est» rinmasto bloccato fino a mezzogiorno, si è tenuta un'assemblea nella quale è stato chiesto a Innova Service di «far rientrare il licenziamento del delegato Carmelo D'Arpa, avvenuto alla fine di dicembre, dopo che ispettori dell'Inps avevano dichiarato illegale la cassa integrazione per 70 lavoratori, ex Alfa, applicata dalla Innova che ha anche fatto decine di provvedimenti disciplinari contro i suoi dipendenti, abolito la mensa e impedita ai lavoratori la piossibilità di rimanere in ditta durante la pausa pranzo». NELL'ASSEMBLEA è stato chiesto ancora una volta l'intervento delle Istituzioni e non è stato trascurato neppure il problema Fiat che «deve ritirare i 232 trasferimenti da Arese a Torino e non deve far scomparire questo sito dalla cartina geografica in cambio dei milioni in arrivo da Expo». Se la situazione non si sbloccherà, nei prossimi giorni si potrebbe ritornare a proteste che non si fermeranno ai blocchi delle portinerie, ma potrebbero arrivare ancora in autostrada. 13 gennaio 2010 - Adnkronos RICERCA: USI RDB SU VERTENZA ISPRA, RIBADIAMO DISPONIBILITÀ A CONFRONTO E VOLONTÀ DI ARRIVARE AD UNA INTESARoma, 13 gen. - (Adnkronos) - «Ribadiamo la nostra disponibilità al confronto e la nostra volontà di arrivare ad un'intesa». A dichiararlo è Cristiano Fiorentini, della segreteria nazionale di Usi/Rdb Ricerca dopo le dichiarazioni del ministro Prestigiacomo sulla vicenda Ispra. «Prova ne è - dice - che proprio oggi abbiamo inviato al ministero e all'Ispra i contenuti che a nostro avviso potrebbero portare ad una soluzione positiva della vertenza. I punti fondamentali sono il mantenimento in servizio di tutto il personale precario e l'avvio di un percorso che porti alla trasformazione dei contratti parasubordinati in contratti a tempo determinato, che meglio rappresentano i rapporti di lavoro in essere. Poi, quando l'Ente avrà finalmente una mission ben definita, riteniamo indispensabile che si arrivi ad un piano triennale di assunzioni». «Teniamo inoltre a precisare - conclude il dirigente sindacale - che coloro che stanno conducendo la protesta sono lavoratori con eccellenti professionalità ed un attaccamento al lavoro tali da portarli durante l'occupazione ad intervenire per risolvere situazioni problematiche come il ritrovamento, l'8 dicembre scorso, di uno squalo sulla spiaggia di porto Empedocle, solo per fare un esempio» . RICERCA: USI-RDB SU TRATTATIVA ISPRA, NOSTRE RICHIESTE IN PROTOCOLLO INTESA. VENERDÌ ASSEMBLEA CITTADINA NELLA SEDE DI VIA CASALOTTI 300 ALLE 10.30 Roma, 13 gen. (Adnkronos) - «La trattativa Ispra è giunta ad un momento cruciale. Si prospetta, infatti, un accordo dopo il tavolo tecnico fra ministeri dell'Ambiente e della Funzione pubblica, struttura commissariale e organizzazioni sindacali». Per questo è ora fondamentale che le richieste dei precari vengano «formalizzate in un Protocollo di Intesa». È quanto si legge in una nota dell'Usi Rdb a due giorni dall'avvio della trattativa in sede tecnica di lunedì scorso. «Effettivamente nella seduta dell'11 gennaio abbiamo riscontrato delle aperture da parte del ministero in relazione ai punti che per Usi/Rdb Ricerca sono fondamentali - riferisce Cristiano Fiorentini della segreteria nazionale - La formalizzazione di quei punti in un protocollo d'intesa potrebbe essere - fa sapere - una soluzione adeguata. È chiaro - precisa - che tutto dipende dai contenuti, infatti non bisogna solo risolvere il problema contingente dei licenziamenti, ma dare una prospettiva vera a questi lavoratori». «La vertenza Ispra comunque - rileva Fiorentini - ha evidenziato come la questione precarietà nella Ricerca è ancora tutta aperta e il governo deve trovare gli strumenti adeguati per affrontarla, strumenti che certamente non sono quelli di cui si è dotato in questo inizio di legislatura. È un fatto di scelte: se si destinano 2 miliardi alla ricerca delle imprese e si tagliano i bilanci degli Enti Pubblici di Ricerca vuol dire che non si intende investire sulla ricerca pubblica e sulle professionalità che, pur in una condizione di grande precarietà, consentono da anni a questi enti di svolgere un ruolo fondamentale nel nostro Paese». «Di Ricerca Pubblica e di precarietà, ma anche di tutela dell'ambiente, di crisi e di lavoro - annuncia il sindacalista - parleremo nell'assemblea cittadina che si svolgerà venerdì 15 gennaio dalle ore 10.30 nella sede Ispra di via di Casalotti 300, a cui invitiamo tutti gli esponenti delle istituzioni, del mondo scientifico e accademico, delle associazioni ambientaliste, i lavoratori precari e la cittadinanza tutta». AMBIENTE: RDB PI, IN NOME
DELL'EMERGENZA SI SMANTELLA MINISTERO Roma, 13 gen. (Adnkronos) - «C'è una parola magica che nel nostro paese tutto giustifica, con la quale è possibile scavalcare regole e responsabilità stabilite, aggirare le forme di controllo democratico, snaturare le funzioni di enti ed istituzioni. Questa parola magica è Emergenza; uno dei sui strumenti d'elezione è la decretazione di urgenza». È quanto sottolineano in una nota le rappresentanze di base del pubblico impiego. «Con l'ennesimo ricorso alla decretazione d'urgenza, - spiega la nota - il Governo sta procedendo allo smantellamento della tutela del territorio e del ministero dell'Ambiente, ad essa preposto. Il decreto legge varato il 30 dicembre 2009, lo stesso attraverso il quale viene posto temine all'emergenza rifiuti in Campania e viene costituita la Protezione Civile Spa, sottrae infatti risorse economiche e riduce dirigenti e uffici al ministero dell'Ambiente, mettendo così il ministero nell'impossibilità di operare per i suoi scopi istituzionali di monitoraggio e prevenzione». «Lo scopo del provvedimento è quello di istituire e pagare un nuovo Ispettorato con dei commissari dotati di poteri straordinari, a cui saranno trasferite le competenze della gestione dell'emergenza nelle situazioni a più elevato rischio idrogeologico sul territorio nazionale, un'emergenza che però è stata generata dalla mancanza di pianificazione e di progetto da parte del Ministero e che contraddistingue l'operato del Governo. Nessuna riposta è stata fornita alle domande avanzate dalla RdB Pubblico Impiego in merito al destino di tanti lavoratori del Ministero dell'Ambiente impegnati negli uffici coinvolti dal provvedimento». La RdB «si oppone a questo nefasto progetto e, come già avvenuto col sostegno dato ai lavoratori dell'Ispra, sosterrà la lotta dei lavoratori del ministero dell'Ambiente ponendo in essere ogni possibile azione di contrasto e di informazione e rivolgendo un appello a tutte le forze politico-parlamentari, sociali e dell'ambientalismo per costruire un'iniziativa comune e rilanciare un ministero dell'Ambiente di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile e la tutela delle risorse, con fondi e competenze adeguate». 13 gennaio 2010 - Apcom Ispra/ Usi-Rdb Cub: trattative
giunte a un momento cruciale (APCOM) La trattativa Ispra è giunta ad un momento cruciale. In seguito al tavolo tecnico che si è tenuto lunedì 11 gennaio, a cui hanno preso parte il ministero dell'Ambiente, la struttura commissariale, il ministero della Funzione Pubblica e le organizzazioni sindacali, si prospetta l'ipotesi di un accordo: "Effettivamente nella seduta di lunedì abbiamo riscontrato delle aperture da parte del Ministero in relazione ai punti che per USI/RdB Ricerca sono fondamentali - riferisce Cristiano Fiorentini della segreteria nazionale di Usi/RdB Ricerca - La formalizzazione di quei punti in un protocollo d'intesa per noi potrebbe essere una soluzione adeguata. E' chiaro che tutto dipende dai contenuti, infatti non bisogna solo risolvere il problema contingente dei licenziamenti, ma dare una prospettiva vera a questi lavoratori". Ispra/ Damiano: Grave negare
stabilizzazione precari (APCOM) "E' grave quanto ha affermato il ministro Prestigiacomo a proposito dei ricercatori Ispra. Negare la possibilità di assunzione e ripiegare su ipotetici progetti, vuol dire ricondurre questi lavoratori di alta professionalità nell'area del lavoro precario, dell'indeterminatezza e della mancanza di futuro lavorativo". Lo afferma Cesare Damiano, capogruppo del Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio, dopo l conferenza stampa del ministro Prestigiacomo sui precari Ispra. "Tutto questo - conclude - vuole condannare le nuove generazioni, ancora una volta, a dover sopportare il peso di un mercato del lavoro strutturalmente instabile ed impedire loro la possibilità di costruire un progetto di vita". 13 gennaio 2010 - Ansa LAVORO: ISPRA; PRESTIGIACOMO, STABILIZZAZIONE DIFFICILE OK A PROGETTI ANCHE ESTERNI; SERVE COLLABORAZIONE SERENA (ANSA) - ROMA, 13 GEN - «Li capisco umanamente ma non si possono pensare dei provvedimenti ad hoc per loro. Quello che si può fare sono dei progetti ma non la stabilizzazione che è difficile e che non sono in posizione di poter garantire». Questo il pensiero del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, a margine della conferenza di presentazione del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, sui precari dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che da oltre 50 giorni sono organizzati in protesta occupando il tetto di una delle sedi dell'Istituto (quella dell'ex Icram, l'Istituto di ricerca ambientale applicata al mare), a Roma. A proposito delle trattative, in corso da giorni per tentare di trovare una soluzione, il ministro dice:«Sto cercando di fare del mio meglio ma ci vuole anche collaborazione. Il fatto che siano comparsi molti manifesti che chiamano la città a una adunanza significa che non siamo in presenza della volontà di discutere in maniera serena». Tempo fa, rileva Prestigiacomo, «la provincia era disponibile a mettere 10 milioni di euro per dei progetti. Io - spiega - non ho difficoltà a dire che l'Ispra possa operare anche con progetti esterni provenienti da parte di terzi. Eravamo disponibili verso la provincia, li abbiamo chiamati ma questi soldi ancora non ci sono». In Ispra, racconta il ministro, ho trovato «una situazione delicata: ho trovato tre istituti nel caos organizzativo, con il 38% di precari e alcune forme di contratto che per natura non prevedevano la stabilizzazione». Noi, continua Prestigiacomo, «abbiamo fatto i concorsi, cioè quello che in 24 anni non era mai stato fatto, e alcuni di quelli che sono sul tetto hanno partecipato ma non lo hanno superato». Il ministro allora chiude:«Sono professionalità preziose, però è una situazione che ho ereditato e abbiamo fatto il massimo di quello che potevamo fare. E, poi, nei prossimi tre anni si prevede un incremento delle assunzioni». 13 gennaio 2010 - Asca ISPRA: RDB, RIBADIAMO DISPONIBILITA' A CONFRONTO E VOLONTA' INTESA (ASCA) - Roma, 13 gen - ''In relazione alle dichiarazioni del Ministro Prestigiacomo sulla vicenda Ispra ci sentiamo di ribadire la nostra disponibilita' al confronto e la nostra volonta' di arrivare ad un'intesa''. E' quanto ha dichiarato Cristiano Fiorentini, della Segreteria Nazionale di USI-RdB Ricerca. ''Prova ne e' che proprio oggi abbiamo inviato al Ministero e all'Ispra i contenuti che a nostro avviso potrebbero portare ad una soluzione positiva della vertenza''. Le richieste del sindacato di base restano il mantenimento in servizio di tutto il personale precario e l'avvio di un percorso che porti alla trasformazione dei contratti parasubordinati in contratti a tempo determinato, rpima che si giunga a varare un piano triennale di assunzioni. 13 gennaio 2010 - Il Fatto Ispra, prime trattative ma senza il
ministro Sono passati cinquanta giorni e i ricercatori dellIspra sono ancora sul tetto della sede di Roma. Ieri, le rappresentanze sindacali degli scienziati dellIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale si sono sedute al tavolo del ministero dellAmbiente per trattare dei loro contratti e del loro futuro. Il ministro Stefania Prestigiacomo ha lasciato ledificio poco prima dellinizio della riunione. Niente interesse diretto nel problema quindi, che viene lasciato al vicecapo di gabinetto Bernadette Nicotra, al funzionario del ministero della Funzione pubblica Maria Barilà, ai commissari dellIspra Stefano La Porta ed Emilio Santori. Di fronte a loro, in due riunioni separate, il sindacato di base Usi-Rdb e i confederali Cgil e Uil. La Cisl ha preferito non partecipare, mostrando il fianco al divide et impera. "E stato un incontro interlocutorio ma ci è sembrato proficuo ha detto Michela Mannozzi, delegata Usi-Rdb abbiamo aperto una trattativa, chiesto il mantenimento dei rapporti scaduti e in scadenza e una prospettiva futura di rapporti subordinati che si trasformino in un chiaro piano occupazionale". I presupposti ci sono, ma non si fanno illusioni: "Adesso aspettiamo il riscontro della disponibilità mostrata oggi al tavolo spiega Mannozzi - sia attraverso il verbale che sarà redatto dopo le riunioni, sia con la convocazione del prossimo incontro che deve avere allordine del giorno le nostre richieste". I ricercatori Ispra erano presenti al ministero con una piccola delegazione perché è stato difficile per loro dividersi in due gruppi per mantenere il presidio sul tetto. Infatti questi ultimi sono stati i giorni dellinfluenza, della tosse e della febbre. Lumidità e la pioggia hanno provato la salute degli studiosi oltre al loro morale. I contratti, infatti, sono scaduti il 31 dicembre, e più di 200 persone sono rimaste senza lavoro, dopo gli altrettanti terminati a giugno. Lunedì scorso il ministro dellAmbiente aveva accettato di ricevere i ricercatori in seguito alle tensioni natalizie che avevano costretto i deputati dellopposizione a scavalcare i cancelli scortati dalla polizia, e durante la riunione era stata decisa lapertura del tavolo di trattativa. In attesa dei prossimi passi, è stata convocata unassemblea cittadina, venerdì mattina presso la sede Ispra di via Casalotti, durante la quale saranno verificate le condizioni per interrompere la protesta o continuarla. 13 gennaio 2010 - InAlessandria Se giustizia è fatta ora bisogna riappropriarsi dei diritti negati:un brindisi per Kovacic Alessandria - La RdB, nel partecipare virtualmente al
brindisi, causa impegni, martedi alle ore 17 presso il comune di Alessandria per la
positiva e ovvia risoluzione decisa dal giudice del lavoro che ha disposto il reintegro al
lavoro di Renato Kovacic dipendente dellazienda partecipata Aristor del Comune di
Alessandria, vuole porre allattenzione dei contribuenti e dei lavoratori alcune
considerazioni in merito. Quando si dice "Giustizia è fatta" non basta ora
bisogna continuare a fare "giustizia" a tutela dei diritti dei lavoratori e dei
contribuenti. Ci riferiamo alle sacrosante spese da rifondere per i danni economici e
morali provocati ad un lavoratore da parte dellamministrazione comunale tramite un
"direttore" evidentemente non allaltezza di tale compito e che moralmente,
a nostro avviso, dovrebbe dimettersi immediatamente e in caso contrario dovrebbe essere
lamministrazione a sollevarlo dagli incarichi per manifesta incompetenza. Per quanto
riguarda le spese non dovrebbero essere a carico della collettività, in quanto essendo
purtroppo in vigore le regole cervellotiche "brunettiane", applicabili anche ai
dirigenti,...allora dovrebbe pagare di tasca propria chi ha dimostrato arroganza e
incompetenza in materia contrattuale perseverando nellaccanimento nei confronti di
un lavoratore malato. Questo lo dovrebbe sapere anche il sindaco di Alessandria che non
molto tempo fa si compiaceva per lintroduzione, sempre a nostro avviso di
cervellotica brunettiana, degli "emoticons" di gradimento per il servizio reso
al cittadino da parte dei dipendenti ora dovrebbe prendere coerentemente provvedimenti per
il ritorno dimmagine negativo causato dal "suo dirigente". Abbiamo usato
il condizionale in quanto sappiamo bene che tutto ciò non avverrà daltronde la
politica nazionale insegna ad essere forti con i deboli e viceversa, per poi usare soldi
pubblici per risanare banche o socializzare le perdite di imprese private. La Rdb vuole
ricordare ai dipendenti comunali, sia a tempo indeterminato che precari ed esternalizzati,
che questa vicenda è il frutto delle scelte politiche fallimentari di esternalizzazione
messe in atto negli ultimi anni che hanno permesso e consentono tuttora ai vari
amministratori "destri e sinistri", con il consenso sindacale concertativo, di
creare scatole cinesi, matriosche vuote di contenuti, ovvero servizi resi alla comunità,
ma piene di risorse economiche, quelle si dei contribuenti, che servono a retribuire con
stipendi e buone uscite consulenti, dirigenti e quantaltro meno che gli stipendi dei
lavoratori per non parlare dei contratti a perdere che vengono applicati agli
esternalizzati in termini di diritti e tutele del posto di lavoro, dei veri e propri buchi
neri. La RdB ritiene pertanto indispensabile che le forze politiche, che prossimamente
chiederanno ai contribuenti di amministrare questa città, debbano farsi carico di tutto
ciò per essere credibili e ricomprendere nei propri programmi elettorali la
reinternalizzazione dei servizi e dei lavoratori per rilanciare un servizio pubblico alla
portata di tutti. Invitiamo inoltre i lavoratori ad uscire dalla "gabbia"
sindacal-concertativa e ad organizzarsi con lunica organizzazione sindacale che ad
Alessandria, a fianco e sostenendo i lavoratori cimiteriali, ha dimostrato che solo con la
lotta e lopposizione a queste politiche scellerate si ottengono risultati positivi.
CIN CIN e auguri per un "rivoluzionario" 2010...con la RdB naturalmente. 13 gennaio 2010 - La Repubblica Garage e sottoscala diventano un
business: Bari - Garage, sottoscala, solai e scantinati, veri e
propri tuguri di trenta-quaranta metri quadri affittati per 450-500 euro al mese. Sotto lo
stesso tetto vivono ammassati da otto a quindici tra donne, uomini e bambini. Tutti
immigrati, spesso clandestini o in attesa del permesso di soggiorno. A prevalere sono
contratti completamente in nero, in caso contrario il titolare è un prestanome, nella
maggior parte dei casi un italiano o un connazionale con regolare permesso di soggiorno,
che provvede a subaffittare un posto letto nelle grandi camerate. 13 gennaio 2010 - La Nuova Venezia «I body scanner non sono una
priorità» TESSERA. Voli che restano scoperti per carenza di
personale di terra, situazioni lavorative precarie, politiche di risparmio anche
sullassistenza. Sono queste, secondo Pietro Antonini dellRdb Trasporti, le
questioni che devono essere affrontate allaeroporto Marco Polo di Tessera: «I body
scanner - attacca - dovrebbero essere lultimo pensiero davanti a una situazione di
degrado complessivo. Al di là dellinvasività di questo strumento, i problemi nello
scalo veneziano sono altri, anche se vengono spesso sottaciuti». Già oggi, annuncia
Antonini, «tre voli resteranno in parte scoperti per quanto riguarda il servizio di
carico-scarico bagagli. Questo per carenza di personale dellAviapartner. Il
Lufthansa in arrivo alle 12.45 e quello in partenza alle 18.30 saranno assistiti da due
addetti invece che 6. La stessa cosa succede al volo per Zurigo delle 14.50». 13 gennaio 2010 - Il Messaggero S.Severa. I lavoratori del consorzio Ri.Rei restano sul tetto... S.Severa - I lavoratori del consorzio Ri.Rei restano sul tetto. Ieri dalle istituzioni non è giunta alcuna risposta concreta in grado di porre fine alliniziativa di protesta in atto nel centro per disabili di Santa Severa che prosegue ormai da oltre un mese. Un serio impegno a trovare una soluzione che blocchi le procedure di licenziamento e assicuri la continuità dei servizi assistenziali a favore dei disabili ospitai nei centri ex Anni Verdi è giunta ieri dallassessore al bilancio Luigi Nieri, intervenuto insieme allex consigliere Enrico Luciani allassemblea promossa dal sindacato RdB Cup. Assemblea che si sarebbe dovuta tenere allinterno del centro di Santa Severa ma per il rifiuto posto dai dirigenti del consorzio si è svolta nella sala parrocchiale di San Giuseppe gremita di lavoratori e genitori dei disabili. «Già da domani mattina (oggi) ha assicurato lassessore Nieri - tornerò ad affrontare la problematica con il vice presidente della giunta Montino con lobiettivo di convergere sulla migliore soluzione auspicabile, per garantire in futuro il mantenimento dei posti di lavoro e il pagamento regolare degli stipendi». Non si comprende infatti come hanno ribadito i rappresentanti sindacali su quali base il consorzio Ri.Rei dichiari lesistenza di un esubero del personale tale da poter giustificare il licenziamento del 60% dei lavoratori attualmente assunti. Poiché in Regione il settore sanità è ancor oggi sotto legida del commissario di governo Guzzanti, Nieri non ha potuto sciogliere il nodo sul futuro accreditamento delle strutture sanitarie a favore del consorzio Ri.Rei. Unipotesi contro la quale si sono scagliati i lavoratori e i familiari dellassociazione disabili che hanno chiesto la revoca della gestione da parte delle Coop. 13 gennaio 2010 - Terra DIRITTI. Da novembre non ricevono lo
stipendio, i lavoratori del centro sono ancora sul tetto Continua la battaglia dei genitori e dei lavoratori dei centri di assistenza ai disabili del consorzio laziale Ri.Rei. Lunedì pomeriggio una cinquantina di persone ha risposto allappello dellAssociazione genitori utenti disabili-Onlus e dellAssociazione Luca Coscioni radunandosi davanti alla sede della prefettura di Roma, in piazza Santi Apostoli. «Siamo qui - spiega Angelamaria Contona, presidente dellAgud - per incontrare il prefetto Pecoraro, sperando che un suo intervento ripristini al più presto la legalità nei centri di assistenza Ex Anni Verdi». Ma la delegazione che avrebbe dovuto partecipare allincontro, composta da lavoratori e genitori Ri. Rei e alcuni rappresentanti istituzionali, è stata ricevuta solo in parte dalla vicecapo di Gabinetto della prefettura, Clara Vaccaro. Unica concessione: sollecitare il reggente del Lazio Montino a versare nelle casse di Ri. Rei i soldi necessari a pagare gli stipendi dei lavoratori dei centri, che da novembre non ricevono lo stipendio. «Nessun interessamento per i diritti e la dignità dei disabili ospitati nei centri - commenta Contona - nemmeno di fronte al dolore di una madre anziana come Mariella che ogni giorno è costretta a vedere il figlio vivere in condizioni poco dignitose». Come spiega un lavoratore del centro diurno di via Majorana, «le ore di assistenza agli utenti sono state ridotte da sette a quattro, provvedimento ingiustificato che invalida gran parte delle attività riabilitative» e motivo per cui il 4 gennaio i genitori del centro hanno sporto denuncia per interruzione di pubblico servizio. La soluzione? «Affida re temporaneamente il servizio alle Asl di competenza e indire un bando pubblico che assegni il servizio a un gestore idoneo a garantirlo e solo dopo le opportune verifiche. Il tutto», concordano i rappresentanti istituzionali, lAgud e i sindacati presenti (Cgil, Uil, RdB) «in tempi brevi, in quanto la situazione è insostenibile da diversi mesi». Come dimostrano i 32 giorni che i lavoratori Ri.Rei hanno, a oggi, passato sul tetto del centro di Santa Severa. 13 gennaio 2010 - Libertà Venerdì incontro su lavoro e immigrazione promosso da Rdb Castelsangiovanni - (mm) Venerdì 15 gennaio a Castelsangiovanni la Federazione delle Rappresentanze sindacali di Base di Piacenza in collaborazione con quella lodigiana organizza un'assemblea pubblica che avrà per tema: "Lavoro e immigrazione". L'incontro si terrà a partire dalle ore 21 al centro culturale di via Mazzini 2. Interverranno all'assemblea Aboubarak Soumahoro, responsabile nazionale per il settore immigrazione Rdb Cub e responsabile del comitato immigrati in Italia, Giovanna Raffaglio, delegata Rdb Cub e responsabile dello sportello immigrati di Castelsangiovanni e Casalpusterlengo e Rafik Touil, referente per lo sportello immigrati di Castelsangiovanni. 13 gennaio 2010 - Il Mattino Napoli. Fervono i preparativi per la doppia manifestazione... Napoli - Fervono i preparativi per la doppia manifestazione dei lavoratori del consorzio unico di Napoli e Caserta, in programma lunedì e martedì. A rischio mobilità, i dipendenti terranno presidi davanti alle sedi delle cinque Province della Campania lunedì e si trasferiranno in massa a Roma martedì per chiedere al governo di rivedere il tanto discusso decreto sui rifiuti. A tal proposito, le organizzazioni sindacali autonome (Sindacato azzurro, Cobas, Rdb, Cesil, Uap, Fesica Confsal) stanno già organizzando i bus per raggiungere la capitale. Alliniziativa, però, non parteciperanno i sindacati confederali, che a loro volta hanno già rifiutato incontri collegiali. Mentre la Fiat di Pomigliano e il
suo indotto annaspano... Pomigliano - Mentre la Fiat di Pomigliano e il suo indotto annaspano nella palude della cassa integrazione la giunta regionale continua a battere la strada degli aiuti sociali. Dopo la delibera-pilota relativa ai 630 euro al mese e ai bonus assunzione per i 38 precari non confermati dalla Fiat, l'esecutivo Bassolino serba infatti nella sua agenda un altro provvedimento analogo. Stavolta però di portata notevole: un sostegno salariale accompagnato da incentivi alle imprese per i circa 1400 precari di tutto il settore automobilistico campano, dalla Fiat di Pomigliano alla Magneti Marelli di Napoli, Pomigliano e Marcianise, dalla Fma di Pratola Serra alla Proma di San Nicola La Strada, tanto per fare qualche esempio. «Stiamo preparando - conferma l'assessore regionale al lavoro Corrado Gabriele - questo nuovo provvedimento, Pomigliano ha fatto scuola». Ieri la Fiat ha annunciato che Pomigliano e le fabbriche collegate potranno lavorare, a gennaio, soltanto tre giorni: dal 19 al 21. Il 19 produzioni in ripresa solo per il modello Alfa 159. Dal 20, invece, rientro in fabbrica consentito anche agli operai addetti al modello Alfa 147. La cassa integrazione affligge quasi senza soluzione di continuità questo nevralgico settore della nostra industria dal settembre del 2008. «Tre giorni - dice Luigi Aprea, rsu dello Slai Cobas - che non risolvono il problema soprattutto a Pomigliano, per il quale l'azienda ha illustrato solo progetti vaghi, senza dare certezze sull'occupazione». Domani i 38 precari estromessi dalla Fiat parteciperanno alla processione per il patrono di Pomigliano, San Felice. Porteranno la statua del santo insieme con gli sfortunati colleghi del pastificio Russo, a rischio licenziamento. Sempre per domani, in mattinata, è previsto un appuntamento sindacale importante: la riunione congiunta delle segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Obiettivo dell'incontro: stabilire un calendario di lotta contro il piano per gli stabilimenti italiani, presentato il 22 dicembre scorso a palazzo Chigi dall'amministratore delegato Sergio Marchionne. «Il coordinamento nazionale della Uilm - fa sapere Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm - ha deciso di proporre due ore di sciopero in tutto il gruppo automobilistico». «Si tratta di definire un vero e proprio piano di iniziative - aggiunge Massimo Brancato, segretario generale della Fiom di Napoli - anche perché il sindacato a Palazzo Chigi ha già espresso il suo giudizio negativo, unanime, sul piano Marchionne: domani il no del sindacato al funesto progetto Fiat sarà ulteriormente confermato». La chiusura di Termini Imerese e le incertezze sul futuro occupazionale di Pomigliano non sono state accolte favorevolmente dalla giunta regionale. L'altro giorno proprio l'assessore Gabriele ha annunciato la sospensione dei finanziamenti pubblici da assegnare alla Fiat-Elasis allo scopo di favorire la ricerca sull'auto elettrica. Dopodomani la giunta Bassolino si riunirà per decidere sulla questione. C'è voglia di portare la rabbia in piazza. «Appoggeremo - fa sapere Laura De Rosa, della segreteria nazionale Ugl-metalmeccanici - qualsiasi forma di lotta che sarà necessario intraprendere». «Il problema dei precari - dice Felice Mercogliano, della segreteria nazionale Fismic - fa capire quale brutta piega sta assumendo la vertenza Pomigliano per cui subito un incontro con l'azienda». In questa direzione si attendono notizie dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. «Credo che però riusciremo a ottenere chiarezza soltano in primavera», conclude Michele Liberti, segretario provinciale della Fim-Cisl. 13 gennaio 2010 - Il Denaro giustizia Napoli - Francesco Caruso, ex deputato del Prz, è stato assolto in secondo grado dall'accusa di estorsione. La vicenda è quella dell'irruzione all'interno dell'Ipercoop di Afragola avvenuta nel 2004 per protestare contro il carovita e per il diritto al reddito. In primo grado erastato condannati a tre anni e 4 mesi di reclusione con l'accusa di estorsione. Stessa condanna inferta anche a Mario Avoletto del laboratorio Ska, Michele Franco e Antonietta Terracciano del movimento precari della Rdb. Ieri i giudici della Corte di Appello hanno assolto tutti, accogliendo la richiesta del pg Giuseppe Lucantonio. L'episodio risale al 27 ottobre 2004, quando alcune centinaia di persone attuarono una manifestazione all'Ipercoop di Afragola. Dopo aver riempito i carrelli della spesa fino all'orlo con merce prelevata alla rinfusa dagli scaffali, i manifestanti occuparono la barriera delle casse chiedendo lo sconto "del 50 per cento del prezzo di vendita". Secondo l'accusa iniziale, per questo motivo uno dei responsabili avrebbe consegnato loro generi alimentari per un valore di 350 euro. Gli imputati respinsero l'addebito sostenendo che non vi fu violenza.(S.M.) 13 gennaio 2010 - Il Tempo Usi-Rdb In particolare, si legge che a luglio 2008 erano in servizio «534 lavoratori con contratto flessibile», mentre il ministro Stefania Prestigiacomo, in audizione alla commissione ambiente della Camera il 29 ottobre 2008, ha affermato che i precari in Ispra erano 618. Sulla citata scadenza di a111 contrattiA, si precisa che le scadenze proseguono nel 2010, per un totale di 230 rapporti a termine: di questi, oltre 150 non hanno avuto proroga, non si tratta dunque di 21 lavoratori come riportato. I contratti scaduti sono 188 e per 42, che scadranno tra gennaio e marzo, c'è certezza di non rinnovo, per decisione della Struttura commissariale. Ad oggi sarebbero in servizio per tutto il 2010 solo 28 tempi Determinati con contratto sine die, 28 Assegni di Ricerca e 24 Tempi Determinati definiti «scorritori». Nel 2010 solo 12 contratti su 100 a
tempo determinato I lavoratori dell'Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale sono ancora lì sui tetti a protestare. Il loro sindacato (Usi-Rdb), che rappresenta poco più del dieci per cento dei dipendenti dell'ente, continua una battaglia in difesa di 21 lavoratori, con un eco tale da farli apparire centinaia. Chiedendo anche a Il Tempo di rettificare i dati pubblicati, forniti però in via ufficiale dal ministero dell'Ambiente. Eppure i numeri smentiscono le ragioni di una protesta che ha raccolto l'attenzione dei media. L'attuale governo non sta smobilitando la ricerca in Italia a causa del mancato rinnovo dei contratti precari Ispra. La realtà è profondamente diversa, rispetto alla versione del sindacato. La gestione commissariale dell'Istituto ha varato un piano di stabilizzazioni che punta a portare l'area della precarietà in Ispra dal 38 per cento, ricevuto in eredità dal governo Prodi, al 12 per cento. Con un aumento del personale impiegato di circa il 2 per cento entro il 2010. L'Ispra passerà, a fine anno, dai 905 contratti a tempo indeterminato del 2008 a 1271, riducendo i precari da 534 a 180. Insomma, non proprio un assassinio della ricerca, come urlano i rappresentanti sindacali. Durante un mese e mezzo di proteste sul tetto della sede, si è parlato di centinaia di precari che sarebbero stati «mandati a casa» entro il 31 dicembre. Ma il «saldo reale» a fine 2009 (fra contratti rinnovati e altre assunzioni adottate) è di sole 21 persone. E, nonostante gli sforzi già effettuati, un ulteriore segnale di distensione è arrivato aprendo una trattativa sindacale volta a cercare di affrontare le singole posizioni personali e professionali. Un tavolo tecnico con il ministro Stefania Prestigiacomo è stato aperto proprio per affrontare fino in fondo i problemi dell'ente. In questo quadro, conferma il governo, i massimi sforzi per conservare le risorse umane della ricerca dell'Istituto si stanno effettuando. 12 gennaio 2010 - Adnkronos RICERCA: 50ESIMO GIORNO SUL TETTO PER PRECARI ISPRA,VENERDÌ IL VERDETTO SE AFFONDASSE UNA PETROLIERA INTERVERREMMO TARDI E CON COSTI MOLTO ALTI Roma, 12 gen. - (Adnkronos) - Sono passati ormai 50 giorni da quando i precari dell'Ispra hanno iniziato la loro protesta sul tetto dell'Istituto in Via Casalotti e venerdì prossimo è atteso il 'verdettò sulla reale disponibilità della «parte pubblica» di dare seguito alle aperture verbali manifestate ieri, primo giorno del tavolo tecnico con ministero dell'Ambiente, Funzione Pubblica e struttura commissariale. «Il tavolo è stato proficuo - dice all'ADNKRONOS Michela Mannozzi, ricercatrice precaria Ispra del coordinamento precari dell'Usi Rdb Ricerca - e attendiamo per venerdì un riscontro attraverso un verbale in cui dovranno essere esplicitate le intenzioni emerse al tavolo. Questo sarebbe un primo passo importante verso la concretizzazione degli accordi». «La nostra richiesta - evidenzia - si è suddivisa in tre fasi. La prima prevede la prosecuzione di tutti i rapporti di lavoro scaduti nel 2009 e in scadenza nel 2010. La seconda, prevede l'indizione di selezioni per trasformare contratti atipici in contratti subordinati per mezzo di concorsi con riserve previste dalla legge. La terza, un piano per assunzioni a tempo indeterminato anche in vista del turn over (dovrebbero essere circa 200 infatti i prepensionamenti). Abbiamo anche chiesto il finanziamento di alcuni progetti (Sima e Indigest) in modo da salvaguardare le professionalità coinvolte. Si tratta, infatti, di progetti cui afferiscono figure interdisciplinari e personale amministrativo fondamentali per gestire i programmi di ricerca». «È stata fondamentale - racconta la ricercatrice - la presenza di Funzione pubblica che ha dichiarato congrue, rispetto alla normativa vigente, le nostre istanze dimostrando così che l'atteggiamento finora tenuto dalla struttura commissariale era pregiudiziale. Dopo due ore di dibattito, abbiamo raggiunto un momento di sintesi nel quale la controparte pubblica ci ha invitato ad inviare un documento esplicitando le tre fasi e ci ha annunciato a voce una disponibilità che dovrebbe ora concretizzarsi». Al momento, fa sapere la ricercatrice, »l'unica situazione chiara è che gli interessi dei precari da un lato e quelli della struttura commissariale e del ministero (con l'avallo della Funzione pubblica) possono convergere sulla prosecuzione di tutti i rapporti di lavoro scaduti nel 2009 e in scadenza nel 2010«. Questo punto, però, per i precari ormai da 50 giorni sul tetto, è »necessario ma non sufficiente« per smobilitare la protesta. Infatti, come dice Mannozzi, i precari si aspettano »un impegno concreto rispetto al passaggio da contratti atipici a contratti a tempo determinato, a normativa vigente«. Nel frattempo, a giugno, ricorda Mannozzi, »l'Italia ha perso due ricercatori che, con l'Ispra non avevano nemmeno la 'precarieta« garantita (il loro contratto è scaduto a dicembre), e invece in Inghilterra sono stati assunti nel giro di pochi giorni con un contratto a tempo indeterminato. Ed è stato pagato loro persino il trasloco!». Intanto per venerdì prossimo, giorno del 'verdettò, l'Usi Rdb Ricerca ha indetto per le 10 e 30 un'assemblea cittadina aperta a tutti nella sede di Via Casalotti con lo scopo di «parlare della vertenza Ispra, ma anche della situazione dell ricerca in Italia e dei controlli ambientali. Il tema infatti è di interesse per tutti. »Se oggi una petroliera affondasse in uno dei nostri mari - dice la ricercatrice per dare la misura della centralità della questione - il ministero dell'Ambiente non avrebbe la possibilità di intervervenire con la tempestività necessaria e a costi sostenibili. Primo - spiega - perchè di fatto non c'è più il gruppo emergenze che dovrebbe coordinare gli interventi (da 13 unità sono diventate 4). Secondo, non c'è più la convenzione tra ministero dell'Ambiente e Rete Castalia, un consorzio di armatori con il compito di entrare in azione in questi casi«. «In sostanza - chiarisce Mannozzi - dato lo stato dell'arte, passerebbero giorni prima che tutti i tasselli amministrativi fossero messi in ordine per consentire l'intervento della Rete Castalia». In soldoni, per le due ragioni suddette, se una petroliera affondasse «gli interventi idonei scatterebbero »troppo tardi per poter davvero evitare i danni maggiori« e, per di più, »l'intervento avrebbe comunque costi ben superiori a quelli previsti nel caso di strutture di intervento ordinarie«. Insomma la macchina dei controlli ambientali deve essere ben oliata ed efficiente per offrire tutte le garanzie necessarie. »A giugno - ricorda la precaria del coordinamento Usi Rdb Ricerca - quando c'è stato il primo licenziamento di massa (179 i licenziati) i controlli previsti nella discarica di Malagrotta hanno subìto forti rallentamenti se non la paralisi«. E l'Italia, prosegue, è persino »andata in infrazione comunitaria perchè tra i licenziati di giugno c'era una collega che si occupava di certificazione Emas nelle industrie della cercamica e che, causa licenziamento, non ha potuto fare il suo lavoro. Poi - fa sapere Mannozzi - l'hanno dovuta riprendere e hanno optato per un contratto interinale«. 12 gennaio 2010 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 1
- Anno VII In questo numero: * Ispra, da 50 giorni sul tetto dell'Istituto per difendere ambiente e posto di lavoro* Figlio del malgoverno sfruttamento del lavoro * Cnr, bufera per due concorsi da guinness * Odifreddi attacca De Mattei ma "risparmia" Maiani * Enrico Fermi da 10 anni aspetta il suo Museo * Per l'Istat i risultati sono confidenziali * Corte dei conti: all'Inrim servono nuovi impianti * All'Ense ancora non si ferma il periplo a 360 gradi * Addio a un grande avvocato amico dei lavoratori 12 gennaio 2010 - Cronache del Mezzogiorno Tagli al personale, RdB d'ateneo:
«Vigileremo» Salerno - Venerdì scorso, presso il Salone del CdA dellUniversità degli Studi di Salerno, il Rettore Raimondo Pasquino ha presentato alle Organizzazioni Sindacali e alla RSU, il bilancio di previsione per il 2010. "Nessun taglio per il personale tecnico ammninistrativo": queste le parole del Magnifico. La RdB Pubblico Impiego, attraverso il coordinatore Pietro Di Gennaro nel suo intervento ha ribadito con fermezza che controllerà nel corso dellanno limpegno assunto dal Rettore, verificando se le parole saranno supportate dai fatti. La RdB ha ribadito come ogni anno al rito del bilancio di previsione poi segue, in modo sistematico da anni ormai, la mancata discussione sul bilancio consuntivo che priva, nella sostanza, i lavoratori, di qualsiasi controllo ed effettivo intervento sulla parte economica integrativa del loro stipendio. «La verità è che questanno si sono consolidati i tagli del trattamento accessorio già operati nel 2009, tagli che da diversi anni sono una costante della contrattazione integrativa dellAteneo salernitano», denuncia il sindacato. Pertanto, la RdB ha chiesto al Rettore di sbloccare il varo del nuovo regolamento "conto terzi" che permetterebbe di apportare un minimo di risorse aggiuntive nella contrattazione. Inoltre, sul reclutamento, è necessario affrontare subito la programmazione triennale per ribandire i 14 posti di lavoro per personale tecnico ammninistrativo, che sono stati revocati nel 2009. La pianta organica và ripristinata visto che la Legge 1/2009 prevede che le Università «possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell'anno precedente». Infine la RdB ha sollecitato lurgenza di affrontare la discussione sulle riforme «che si abbatteranno sullAteneo a causa del DDL Gemini e del D.Lgs. 150/09 (riforma Brunetta della Pubblica Ammninistrazione). Il trattamento accessorio dei lavoratori dellUniversità di Salerno è ormai ridotto al minimo storico, sotto l1% dei 200 milioni di euro di tutto il bilancio dellAteneo: sempre più paradossale si rivela la propaganda di chi vuole far credere che così si premia la produttività e si qualifica il lavoro dei dipendenti pubblici». 12 gennaio 2010 - Liberazione Riunioni in corso nei comitati,
assemblea il 24 a Roma «Siamo partite in 4, donne normali, impegnate nell'antirazzismo e nelle dinamiche dell'interculturalità.- racconta Stefania Ragusa - Quando è uscita l'iniziativa francese abbiamo pensato che i tempi fossero maturi anche in Italia e ne abbiamo parlato con tante altre persone, italiani e immigrati che conosciamo e a cui siamo legati. Abbiamo lanciato ad ottobre la proposta di seguire l'esempio d'oltralpe e tramite la rete hanno aderito in tanti e si sono costituiti dei gruppi locali per promuovere quella che anche noi abbiamo immaginato come una giornata senza il lavoro migrante». Stefania è una delle promotrici del movimento "primomarzo2010", è consapevole di aver lanciato una forte provocazione e prova a spiegarne le ragioni: «Non pensiamo di fermare il Paese ma semplicemente provare a far capire l'importanza e il ruolo della presenza migrante in Italia, partendo dal presupposto che non vogliamo "aiutare gli immigrati" ma che in questo contesto di leggi razziali dobbiamo lottare insieme per difendere i diritti di tutti e tutte, oggi messi a rischio. Viviamo in un contesto di inesorabile e giusto passaggio al meticciato, le seconde generazioni in gran parte d'Italia rappresentano il presente ma esiste una discriminazione di base da affrontare. Sappiamo che lo sciopero è difficile da organizzare, che forse, se i sindacati non lo indicono, potremmo fare uno sciopero della fame o una astensione dai consumi, o inventarci altro, ma il primo marzo vogliamo uscire fuori. Anche la data è importante, se cresce anche in Francia comincia ad assumere dimensione europea e non vogliamo rinunciarci». Stefania è molto netta su un punto: questo movimento può crescere, costruire un percorso, porsi obbiettivi, ma non deve essere sovradeterminato da partiti o da altri soggetti. Sì al dialogo e al lavoro comune, no a tentativi egemonici. Il movimento primomarzo, dopo i fatti di Rosarno ha avuto una grande visibilità mediatica, aumentano di giorno in giorno contatti e adesioni, ma è possibile che riesca via web a dare vita a iniziative concrete? Domenica 17 marzo, a Milano ci sarà la prima uscita pubblica con la presentazione del lavoro sinora svolto e non mancano considerazioni da parte dell'arcipelago delle associazioni di migranti e antirazziste. che chiedono di mobilitarsi avendo obbiettivi più definiti - la legge Bossi Fini, il pacchetto sicurezza, il razzismo istituzionale - e di lavorare rapidamente per costruire dal basso, con i lavoratori e le lavoratrici migranti, questo percorso. Alcuni coordinamenti territoriali si stanno riunendo in questi giorni per decidere il da farsi, la stessa Fiom ne discuterà il 21 gennaio e il tema verrà sicuramente posto il 24 gennaio nell'assemblea convocata a Roma, dalla rete nata dalla manifestazione che si è svolta il 17 ottobre scorso. Aboubakar Soumhoro, responsabile nazionale immigrazione delle Rdb: «Uno sciopero non può nascere dal web e non può essere solo uno slogan da agitare. Chi lavorava a Rosarno o nelle campagne del sud non ha modo di navigare in internet né di essere protagonista di un processo del genere. Gli ingredienti per arrivare ad uno sciopero ci sono ma questo va costruito realmente, insieme, italiani e migranti per dare voce ai veri invisibili che oggi non hanno di che campare. Va quindi organizzato se no è solo una inutile sparata sulla nostra pelle ma non può essere rimandato all'infinito. Le difficoltà che i sindacati confederali evidenziano non debbono divenire un ricatto». 12 gennaio 2010 - City Antirazzisti manifestano per Rosarno Bologna - Una cinquantina di persone, per la maggior parte italiani, hanno manifestato ieri pomeriggio in centro per esprimere solidarietà agli immigrati di Rosarno dopo i disordini scoppiati nei giorni scorsi. Al presidio, organizzato in piazza Nettuno dalle associazioni "3 febbraio", "Socialismo rivoluzionario" e dai comitati antirazzisti cittadini, erano presenti anche alcuni esponenti delle rappresentanze sindacali di base. Al centro del presidio uno striscione con scritto: "Solidarietà con i fratelli di Rosarno contro il razzismo". E da domani, in Piazza Puntoni, sorgerà fino al 20 gennaio una "tenda della solidarietà umana", sia per "la libertà in Iran" che per la "dignità dei fratelli immigrati". 12 gennaio 2010 - Il Manifesto LAVORO Ma la Cgil non c'è e pensa
invece a uno sciopero generale ROMA - «Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo
di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se
a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?».
La giornata senza immigrati arriva anche in Italia, buttata lì da Emma Bonino,
concretamente lanciata da quattro donne (di cui tre immigrate) e portata alla ribalta,
«nostro malgrado» dicono loro, dai fatti di Rosarno. Astensione dal lavoro per chi
potrà permetterselo, sciopero dei consumi come alternativa, «20 mila contatti su
facebook non sono una stima realistica, lo sappiamo», dicono le organizzatrici, «ma
accanto allo sciopero ci sono molte forme di partecipazione, e quindi il primo marzo
potrà anche non fermarsi il paese, l'importante sarà che arrivi un segnale».
Soprattutto dopo Rosarno. 12 gennaio 2010 - EPolis Roma La protesta. I ricercatori da 48 giorni sul tetto dello stabile di via Casalottiper manifestare contro i "tagli" Precari Ispra, verso la schiarita al via il tavolo per la trattativa Vertice al ministero dell'Ambiente per fare il punto sui fondi a disposizione per i contratti di Giulia Bertagnolio Roma - Schiarita in vista per i precari dell'Ispra, l'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente nato dall'accorpamento di Apat, Icram, Infs, da 48 giorni sul tetto della sede di via Casalotti per protestare contro i licenziamenti e le scelte della struttura commissariale. Ieri alle 15 e 30 nella sede del Ministero si è aperto un tavolo tecnico per cercare di risolvere la spinosa situazione determinata dal taglio di oltre 400 posti di lavoro, anche se il percorso si presenta in salita e la svolta appare ancora lontana. La protesta dei ricercatori atipici è cominciata il 24 novembre quando sono scattati i primi licenziamenti e mancava un mese allo scadere di decine di altri contratti per i quali non c'era alcuna garanzia di continuità: i lavoratori hanno subito scelto una forma estrema e provocatoria per manifestare il proprio dissenso, passando sul tetto giorno e notte inclusi Natale e Capodanno, ma fino ad ora nulla di concreto è cambiato anche se nelle scorse settimane in tanti, tra politici e gente del quartiere, hanno manifestato solidarietà ai neo disoccupati. Loro non si danno per vinti: lottano con tutte le forze contro i licenziamenti «camuffati da un semplice mancato rinnovo di un contratto a termine che i tre commissari dell'ente di ricerca ritengono necessari per la riorganizzazione dell'Istituto». Per far sì che qualcuno si interessasse alla protesta il gruppo ha chiesto incontri con il ministro Prestigiacomo, che solo il 4 gennaio scorso si è concesso, e anche occupato gli uffici del ministero dell'Ambiente. La speranza ora è tutta riposta nei risvolti del vertice di ieri, forse l'apertura di uno spiraglio per una trattativa: al vaglio i percorsi che potrebbero permettere di dare risposte alle rivendicazioni dei precari e valutare la reale disponibilità delle risorse messe a disposizione da Regione e Provincia. Secondo le informazioni dei precari «i soldi ci sono» tanto che sarebbero in piedi convenzioni per complessivi diciassette milioni per le attività di ricerca marina per il 2010. L'Istituto per la Ricerca ambientale Ispra è nato circa due anni fa dall'unione di tre Enti pubblici di ricerca con l'obiettivo di razionalizzare le competenze tecnico scientifiche presenti. «Finora però abbiamo avuto solo licenziamenti - sottolinea Emma Persia, coordinatrice dell'Usi-RdB dell'Ispra nel dicembre del 2008 sono andati via i primi 50. Lo scorso giugno, invece, non è stato rinnovato il contratto a 200 ricercatori e altri 200 rischiano di fare la stessa fine a gennaio 2010». La previsione dei sindacati è nera: «Si potrebbe arrivare presto a 500 licenziamenti, ovvero il 40 per cento del personale in meno». 12 gennaio 2010 - Il Giornale di Vicenza CORNEDO. Rdb-Cub Cornedo (VI) - Vento di novità nelle relazioni fra
dipendenti comunali e la nuova giunta del sindaco Martino Montagna. Pace fatta tra Comune
e sindacati, sulla vicenda dei premi alla produttività dei dipendenti. A confermarlo è
Maria Teresa Turetta, coordinatrice provinciale delle Rappresentanze sindacali di base-Cub
per il pubblico impiego. 12 gennaio 2010 - Andria live CSA ed RdB del Comune di Andria Andria - La segreteria del Coordinamento Sindacale Autonomo
-C.S.A.- e la Segreteria Aziendale della Rappresentanza di Base - R.d.B.- entrambe del
Comune di Andria hanno inviato una nota ai vertici istituzionali, in primis al Primo
Cittadino, avv. Vincenzo Zaccaro, per ottenere chiarimenti in merito alle progressioni
economiche orizzontali -non effettuate da oltre due anni- ed all incremento del
valore del buono pasto per i lavoratori del Comune di Andria. 12 gennaio 2010 - Gazzetta del Sud Vallecrati, bocciata la mobilità
Salta l'assemblea del Consorzio Vallecrati - altre due riunioni con esito negativo. L'incontro tra il liquidatore Aldo Rizzuti e i sindacati si è chiuso con un verbale di mancato accordo. L'assemblea dei sindaci per l'elezione del nuovo presidente in sostituzione del dimissionario Perugini è saltata per mancanza di numero legale. Teatro delle due riunioni la sede del Consorzio, in contrada Cutura. In mattina, attorno a un tavolo, oltre a Rizzuti, si sono seduti i responsabili di categoria Ianni della Cgil, Campolongo della Cisl, Verrino dell'Uil, Morrone dell'Ugl, D'Ambrosio dell'Isa, Benigno dell'Unicobas e De Luca della Rdb e quelli aziendali Luise (Cgil), Brogno (Cisl), De Rose (Uil), Fortino (Ugl), D'Apolito (Isa), Aceto (Unicobas) e Gozzi (Rdb). Aldo Rizzuti ha esposto i motivi che hanno porto all'avvio della procedura di mobilità. «I soci della Vallecrati hanno posto in liquidazione la società, pertanto l'unico ammortizzatore sociale applicabile è questo, previsto dalla legge 223/91. Né è possibile applicare gli ammortizzatori sociali in deroga in presenza di quelli ordinari. Tantomeno Cig e Cigs in quanto non sussistono le condizioni per la ripresa dell'attività del settore rifiuti. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali sono rimasti fermi sulla loro posizione contestando il provvedimento del liquidatore. Per i sindacati Rizzuti «ha avviato la procedura senza consultarli» aggiungendo che «la soluzione della vicenda deve necessariamente seguire altri percorsi rispetto alla mobilità». Al liquidatore è stato chiesto infine di convocare un incontro istituzionale con il prefetto, l'assessorato regionale al Lavoro e la direzione provinciale del lavoro da tenersi in tempi brevi. Dopo di che Rizzuti andrà avanti con il suo lavoro interpellando la commissione tripartita. Per i sindacati sarebbe stato meglio aspettare l'esito degli incontri dell'apposita commissione mista con gli amministratori dei comuni dove dovrebbero essere impiegati gli operai. Operazione non facile, considerato che sono pochi i sindaci che intendono accollarsi qualche tuta gialla in più rispetto a quelle già assegnate (domani è previsto un incontro con Rende che potrebbe passare da 24 a 28 operai). Prima dell'incontro liquidatore-sindacati a Coda di Volpe c'erano stati momenti di tensione. I circa 170 operai del cantiere di Rende che avevano finito le ferie sabato 9 hanno trovato chiusi i cancelli. In realtà le ferie erano state prolungate fino alla conclusione della procedura di mobilità. Gli operai sono entrati ugualmente ed è cominciata una trattativa tra i sindacalisti della Cgil e il liquidatore che alla fine ha rassicurato i lavoratori: le ferie saranno pagate a chi le ha finite o le sta maturando. 12 gennaio 2010 - Il Giorno SOLIDARIETÀ ARESE - ERA PRESENTE anche una delegazione di operai dell'Alfa Romeo di Arese, domenica 10, allo «storico» presidio-sciopero di circa 3.000 dipendenti Mediaset tenutosi a Cologno Monzese. Lo sciopero è stato indetto per protestare contro l'esternalizzazione dei settori di sartoria, trucco e acconciatura in tutto 56 dipendenti - da Videotime (società del gruppo Mediaset) a Pragma Service. Una alleanza che può sembrare «singolare», quella tra dipendenti Alfa e dipendenti Videotime, che si occupano di ambiti molto diversi tra loro. Quali le motivazioni? Le spiega Corrado Delle Donne, «storico» sindacalista dello Slai-Cobas: «La nostra solidarietà è dovuta soprattutto al fatto che siamo di fronte ad un film già visto. A nostro avviso, infatti, esternalizzare è sinonimo di licenziare. Nel caso dell'Alfa l'esternalizzazione avviene soprattutto all'estero, ma non solo: anche mensa, manutenzione, pulizie hanno subito la stessa sorte». Perfino i carrellisti, che lavorano gomito a gomito con gli operai Alfa, dipendono da un'altra azienda. «E lo smantellamento è sotto gli occhi di tutti». A DELLE DONNE FA ECO Paolo Casamassima, della Rsu-Cobas, delegato per Videotime: «Il nostro settore era considerato tra i più garantiti. In quanto a garanzie invece siamo ormai paragonabili ai lavoratori di un call center. Molti temono che l'esternalizzazione di Videotime sia solo l'inizio». Pragma Service, la nuova azienda su cui verranno «dirottati» i 56 dipendenti, per Casamassima sembrerebbe un bluff: «Le informazioni che abbiamo parlano di un'azienda sull'orlo del fallimento». Dopo un autunno piuttosto caldo, dunque, anche i mesi a venire vedranno probabilmente delle agitazioni. 12 gennaio 2010 - Europa Duecentomila con lUgl e non
due milioni. Le altre sigle prendono le distanze Un iscritto vero ogni dieci. È questo il sistema
Polverini: dichiarare dieci volte le tessere reali per vantare più potere di
rappresentanza di quello che effettivamente si ha. Più precisamente, dire di avere due
milioni di iscritti quando si superano di poco i 200mila lavoratori affiliati. Due milioni? No, 200mila. La vera
forza della Polverini Dieci volte tanto. Come se il Partito democratico
dichiarasse otto milioni di tessere invece delle 800mila ufficiali. Il bluff di Renata
Polverini sul numero degli iscritti allUgl pian piano si sta svelando in tutta la
sua interezza. E le proporzioni lasciano di stucco. 11 gennaio 2010 - Agi ROSARNO: BOLOGNA, PRESIDIO SOLIDARIETA' AGLI IMMIGRATI (AGI)- Bologna, 11 gen. - Una cinquantina di persone, per la maggior parte italiani, hanno manifestato nel pomeriggio a Bologna per esprimere solidarietà agli immigrati di Rosarno dopo i disordini scoppiati nei giorni scorsi. Al presidio, organizzato in piazza Nettuno nel pieno centro città, erano presenti anche alcuni esponenti delle rappresentanze sindacali di base. Al centro del presidio uno striscione con scritto: "Solidarietà con i fratelli di Rosarno contro il razzismo". 11 gennaio 2010 - Rainews 24 Non sparate alla ricerca è lo slogan Roma - Il mondo dei media porta la sua solidarieta' ai precari dell'Ispra, dopo che questi ultimi avevano chiesto sostegno con un appello rivolto all'Associazione per la liberta' di stampa Articolo 21, per denunciare che la "ricerca precaria e' una ricetta sotto ricatto che non fa bene al Paese", e chiedere che l'azione mediatica aiutasse la loro protesta "a non spegnersi". E' quanto comunicano in una nota i precari dell'Ispra che sottolineano per questa mattina come "uno dei fondatori dell'associazione, il deputato Giuseppe Giulietti, sara' sul tetto insieme a Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa (Fnsi - il sindacato unitario dei giornalisti), al direttore di RaiNews24, a Corradino Mineo, e a Santo Della Volpe, della redazione del TG3, per portare solidarieta' ai ricercatori e tecnici Ispra che ormai da 47 giorni occupano il tetto della sede dell'Istituto in via Casalotti 300". "Nonostante l'importanza del nostro Istituto e la drammaticita' della sua situazione - ha dichiarato Emma Persia, Coordinatrice dell'Usi - Rdb Ricerca Ispra - siamo convinti che l'attenzione dei media e il contributo dei giornalisti sia essenziale per riuscire a ottenere dei risultati concreti, nella difficile trattativa che si aprira' nei prossimi giorni sul futuro della ricerca pubblica, dell'Ispra e dei suoi lavoratori". 11 gennaio 2010 - Ansa LAVORO: ISPRA; PEDUZZI, SOSTEGNO A PROTESTA PRECARI(ANSA) - ROMA, 11 GEN - «Ai lavoratori dell'Ispra che stanno lottando per difendere il proprio posto di lavoro e restituire centralità al ruolo pubblico della ricerca va tutta la nostra solidarietà. È necessario dare un futuro a questa realtà potenziando un settore tecnicamente di eccellenza, che può svolgere una funzione fondamentale di supporto agli enti pubblici sia a livello locale che nazionale». Lo affermano in una nota congiunta il portavoce della Federazione della Sinistra al Consiglio regionale del Lazio Ivano Peduzzi, portavoce della Federazione di Sinistra in Consiglio regionale, e il responsabile Lavoro Prc Lazio Claudio Fiorella che ieri hanno partecipato a un incontro con i lavoratori sul tetto della sede di via Casalotti. Con loro anche Mario Michelangeli, Alfio Marioli e Maria Antonietta Grosso del Pdci e il segretario regionale Idv Stefano Pedica. «Auspichiamo - dicono ancora Peduzzi e Fiorella - la cessazione di ogni tentativo di speculazione sia nei confronti dei lavoratori sia su piano edilizio. Non è un mistero che la sede di Casalotti potrebbe far gola a quanti ipotizzano in quell'area la costruzione del nuovo stadio di Roma». Il prossimo 15 gennaio, annunciano infine, parteciperanno «all'assemblea organizzata dal comitato cittadino di sostegno alla lotta dei lavoratori Ispra». 11 gennaio 2010 - Corriere.it CRISI e occupazione ROMA - E sono 48. Giorno e notte sul tetto. Pioggia, vento,
sole. Giorno feriale, giorno festivo. Natale e Capodanno. Non importa. La lotta dei
precari dell'Ispra (Istituto per la Ricerca Ambientale) va avanti dalla fine di novembre,
quando per far sentire la loro voce salirono sul tetto della sede di via Casalotti. Da
allora, non sono mai scesi. Protestano contro i 430 licenziamenti («camuffati da un
semplice mancato rinnovo di un contratto a termine») che i tre commissari dellente
di ricerca ritengono necessari per la riorganizzazione dellIstituto che si
troverebbe così ad avere il 40 per cento della forza lavoro in meno. Hanno chiesto
incontri con il ministro Prestigiacomo, hanno perfino occupato gli uffici del ministero
dell'Ambiente per far sì che qualcuno si interessasse alla loro protesta. 11 gennaio 2010 - Redattore Sociale Emergenza casa: a Roma sale la
protesta tra tendopoli, presìdi e occupazioni ROMA - Contro l'emergenza abitativa, a Roma monta la protesta. Il 2010 si apre tra tendopoli, presidi e occupazioni. Un po' come si è chiuso il 2009. Negli ultimi mesi, a partire dall'approvazione del piano Casa, si è sempre più alzata la voce dei movimenti per il diritto alla casa, che oggi pomeriggio incontreranno i capigruppo del consiglio comunale e alcuni rappresentanti del gabinetto del Sindaco, in una manifestazione pubblica convocata per le 16,30 davanti all'assessorato alla Casa (Lungotevere de'Cenci 5). L'incontro farà seguito alla conferenza dei capigruppo, in programma per le 15.00, in cui dovrebbe essere calendarizzato il consiglio comunale straordinario sul problema casa. L'incontro di oggi si terrà presso "Tendopoliz", l'ultima tendopoli che i movimenti hanno piantato proprio davanti all'assessorato lo scorso 23 dicembre e che è andata ad aggiungersi al presidio permanente iniziato lo scorso 4 dicembre a viale del policlinico, di fronte a due palazzi vuoti di proprietà della Bnp/Paribas e di Unicredit. Sono solo le tappe più recenti di una protesta che sta impegnando, a Roma, migliaia di persone che avrebbero diritto a un alloggio popolare, ma che da anni aspettano invano un'assegnazione. "Contestiamo l'impianto e i numeri messi in campo dall'amministrazione con il piano Casa ci spiega Paolo Di Vetta, rappresentante del sindacato di Base indipendente Rdb - Un piano che privilegia l'housing sociale, a spese dell'edilizia residenziale pubblica. Solo 3.000 alloggi saranno impiegati in edilizia residenziale pubblica nei prossimi 3 anni, mentre 25.000 alloggi saranno destinati ad housing sociale, secondo modalità e formule non ancora chiare". Ma qual è la differenza? "Una casa popolare ha canone che varia in base al reddito, ma che si aggira intorno ai 100 euro. Un alloggio in housing sociale costa circa 400 euro: non è per tutti, insomma". Ma c'è un altro punto che preoccupa ancor di più gli animatori della protesta: "Entro la fine di gennaio continua Di Vetta - sarà pubblicato un nuovo bando generale per chiedere in affitto le case popolari del Comune. Sostituirà integralmente il vecchio bando del 2000. La vecchia graduatoria sarà cancellata e, insieme a questa, circa 42.000 nomi di persone che da anni aspettano un'assegnazione. Persone che non sanno nulla di tutto questo, non hanno ricevuto nessuna comunicazione fino ad oggi e quindi rischiano di non essere più inserite nella graduatoria". Intanto, due giorni fa, è stata pubblicata dal comune di Roma la graduatoria definitiva aggiornata al 31 dicembre 2008 nell'ambito delle richieste di assegnazione case popolari. "Ma riguarda solo i cosiddetti punti 10: circa 2 mila persone, che da anni aspettano un alloggio ma che molto probabilmente continueranno a non averlo". Perché? Perché le ultime assegnazioni di case popolari a Roma risalgono a circa un anno fa, quando "in pompa magna furono assegnati circa 330 alloggi a Ponte di Nona. Ora, altre 167 case saranno disponibili molto presto, mentre entro il 2010 dovrebbero essere disponibili altri 300 alloggi provenienti dall'ultimo bando per l'acquisto, da parte del comune, di alloggi da destinare all'edilizia residenziale pubblica, pubblicato la scorsa settimana. Entro la fine dell'anno si potrebbe arrivare a un totale di 600 nuovi alloggi: poca cosa, rispetto ai 2.000 punti 10 e soprattutto rispetto ai 42.000 con meno di 10 punti. Intanto conclude Di Vetta il comune continua a buttare 32 milioni l'anno tra buoni per la locazione, case di accoglienza e residence per l'accoglienza temporanea".(cl) 11 gennaio 2010 - La Voce d'Italia Ispra: dopo il primo incontro col
ministro Il 2010, oltre che con il Capodanno sul tetto e la
fiaccolata nel quartiere di Casalotti, a Roma, in favore dei precari dell´Ispra, si è
aperto con una dichiarazione del ministro dell´Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che lo
considera "un anno decisivo per costruire una nuova, più salda e consapevole
progettualità per l'ambiente. Ed in questa direzione le parole del Papa Ratzinger e del
presidente Napolitano rappresentano il più autorevole sostegno al nostro impegno".
Salutando positivamente questa presa di posizione del ministro, i ricercatori hanno atteso
fiduciosi lunedì 4 gennaio, quando la ministro ha incontrato una delegazione di occupanti
del tetto dell´Ispra, che da più di 40 giorni proseguono la loro protesta sul tetto
della sede di via Casalotti contro l´allontanamento di oltre 400 lavoratori precari,
circa un terzo di tutto il personale dell´Istituto: "Il primo incontro col ministro
Stefania Prestigiacomo e il capo dipartimento della Funzione pubblica ha mostrato una
volontà di affrontare le problematiche al centro della protesta che va avanti ormai da 47
giorni ha detto Emma Persia, coordinatrice dellUsi Rdb Ricerca
dellIstituto in particolare, il ministro vigilante ha affermato di voler
agire per la valorizzazione delle professionalità presenti allIspra. Per questo
ha aggiunto la rappresentante sindacale nel tavolo tecnico che il ministro
ha deciso di aprire da domani lunedì 11 gennaio, porteremo i numeri esatti e presenteremo
soluzioni tecniche ed economiche, oltre a quelle già offerte dalle istituzioni locali,
sperando che in quella sede vengano esaminate adeguatamente, visto che consentono il
totale rispetto della normativa vigente". 11 gennaio 2010 - Articolo 21 Ispra: oggi sul tetto con i lavoratori Questa mattina alle ore 12, rispondendo all'appello dell'Ispra una delegazione di Articolo21 formata dal portavoce Giuseppe Giulietti, dal direttore Stefano Corradino insieme al presidente della Fnsi Roberto Natale, al direttore di Rainews24 Corradino Mineo e al vicepresidente di Libera Informazione Santo Della Volpe sarà sul tetto con i lavoratori. "Abbiamo raccolto l'appello - scrive Articolo21 in una nota - per far sì che sulla vicenda Ispra come sulle altre, da Termini Imerese all'Eutelia, non cada il silenzio e affinchè la questione sociale torni ad essere all'attenzione quotidiana della politica e dei media". 11 gennaio 2010 - Il Giorno Mediaset, truccatori in sciopero e Tg5 in onda senza firme ROMA - I GIORNALISTI del Tg5 hanno ritirato le firme nell'edizione delle 20 di ieri sera perché l'azienda non ha autorizzato la lettura del comunicato sindacale di solidarietà ai lavoratori in sciopero. E' infatti partita ieri, e proseguirà anche oggi, la protesta dei dipendenti Mediaset contro la cessione di alcuni rami d'azienda come il settore trucco, sartoria e acconciature. I lavoratori ieri hanno formato piccoli presidi di protesta davanti agli studi di Roma e di Cologno Monzese mentre non è mancata la polemica politica, ma le trasmissioni sono andate avanti tranquillamente mentre si ipotizzano possibili difficoltà questa sera per Il Grande fratello' che pure è annunciato regolarmente in onda. Lo sciopero è stato indetto dalle segreterie nazionali Slc-Cgil, Fistel-Cisl E Uilcom-Uil per i lavoratori del Gruppo Mediaset (Videotime, Rti, Elettronica Industriale) ed ha aderito anche lo Slai-Cobas. Secondo Emilio Miceli, segretario generale Slc/Cgil nazionale, «l'azienda sta tentando in tutti i modi di mantenere la programmazione e lo sta facendo usando anche mezzi dubbi sul piano della legittimità, tali da rendere possibile il ricorso per attività antisindacale». DA PARTE sua l'azienda, in un comunicato, rassicura i dipendenti spiegando che l'operazione «non avrà alcun effetto sull'occupazione o sulla condizione retributiva» dei lavoratori coinvolti che «avranno posto di lavoro assicurato». Inoltre, l'azienda sottolinea che considera sempre «strategica l'attività televisiva». Polemica anche sul fronte politico dove dal Pd Vincenzo Vita sottolinea che «fa specie che proprio una dirigente sindacale come Renata Polverini, candidata alla Regione Lazio, abbia rilasciato una lunga intervista al Tg5 nel giorno dello sciopero dei lavoratori del gruppo». Per il senatore «forse distratta, forse disattenta, certo la Polverini poteva evitare una simile e sgradevole gaffe». Mediaset, presidio anti cessione COLOGNO MONZESE - PER LA PRIMA volta i lavoratori Mediaset incrociano le braccia per protestare contro la decisione dell'azienda di cedere dal prossimo 1 febbraio il settore trucco, acconciature e sartoria a un'agenzia esterna. Sono stati circa un centinaio i dipendenti che ieri hanno aderito allo sciopero indetto dalle sigle Slai Cobas, Slc, Cgil, Fistel, Cisl e Uilcom Uil e che hanno partecipato al presidio all'entrata degli studi di viale Europa. Sarti, truccatori e parrucchieri che da anni, in alcuni casi decenni, lavorano negli studi di Mediaset e che si dicono spiazzati e delusi dalla decisione dell'azienda di esternalizzare il loro settore. «Mediaset non è in crisi e quindi non c'è motivo di procedere all'esternalizzazione di un settore importante come quello di truccatori, sarti e acconciatori spiega Paolo Casamassima, rappresentante Slai Cobas Videotime . Crediamo che la manovra sia paragonabile a un licenziamento: ecco perché chiediamo all'azienda di tornare sui suoi passi e di sedersi a un tavolo con i lavoratori». Secondo quanto comunicato nei giorni scorsi da Videotime, da febbraio 56 addetti a trucco, parrucco e sartoria dovrebbero essere «ceduti» a una agenzia esterna, la Pragma Service Srl. LA PREOCCUPAZIONE dei lavoratori, 26 dei quali impiegati negli studi di Cologno, è finita anche in una lettera inviata direttamente al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cui un gruppo di truccatrici rivolge al Premier un accorato appello: «Molte di noi hanno condiviso con Lei gli anni della fondazione del gruppo. Nel 2010 Canale 5 compirà 30 anni: vogliamo festeggiare con quella che è stata la nostra famiglia professionale. Confidiamo in Lei e nella sua sensibilità». Secondo i sindacalisti, ieri non è stato permesso ai lavoratori di entrare in azienda per verificare l'adesione allo sciopero e molti programmi sarebbero andati in onda grazie all'intervento di personale esterno. Durante il Tg5 delle 13 una nota dell'azienda ha assicurato che l'operazione «non avrà effetto sull'occupazione o sulla condizione retributiva». |