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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 31 dicembre 2009


31 dicembre 2009 - Ansa

LAVORO: ISPRA; PRESTIGIACOMO INCONTRA PRECARI IL 4 GENNAIO

(ANSA) - ROMA, 31 DIC - Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo incontrerà il 4 gennaio presso la sede del ministero i precari dell'Ispra che da settimane manifestano su tetto della sede dell'Istituto. «Obiettivo del tavolo presieduto dal ministro - è detto in una nota - sarà quello di verificare la possibilità di individuare una soluzione per quelle professionalità che non hanno trovato una opportunità di stabilizzazione in questi mesi, nell'ambito del piano che ha condotto alla positiva soluzione per la stragrande maggioranza delle posizioni lavorative precarie dell'Istituto».

MO: GAZA; SIT-IN A AMBASCIATA EGITTO ROMA PER FREEDOM MARCH

(ANSA) - ROMA, 31 DIC - In contemporanea con Londra, Parigi e Gaza, attivisti che sostengono la Freedom March che intendeva ricordare, ad un anno esatto, l'operazione piombo fuso hanno protestato davanti l'ambasciata egiziana a Roma dopo che stamani i pacifisti rappresentanti di 42 paesi sono stati malmenati a Il Cairo dopo essere stati bloccati nella loro intenzione di varcare il confine e unirsi alle manifestazioni di Gaza. Circa 200 attivisti con bandiere palestinesi e striscioni con su scritto «Egitto vergogna» e «Gaza libera boicotta l'Egitto», hanno scandito davanti l'ambasciata egiziana a Roma slogan di protesta alzando numerosi striscioni di contestazione alla scelta egiziana di fermare gli attivisti pacifisti. Proteste anche per il ferimento di due partecipanti alla Freedom March. Marco Benevento, in rappresentanza del Forum Palestina, ha spiegato che al sit-in hanno partecipato le comunità islamiche, le rappresentanze Rdb, la Fiom, la Federazione della sinistra e la comunità di San Paolo. I manifestanti hanno anche protestato strappando davanti l'ambasciata i depliant illustrativi di note mete turistiche egiziane e invitando al boicottaggio di questo paese arabo che «aiuta Israele a strangolare Gaza».

RICERCA:ISPRA; MARINO, IMPORTANTE SEGNALE APERTURA

(ANSA) - ROMA, 31 DIC - «Sono davvero lieto di questo importante segnale di apertura del Ministro Prestigiacomo. Insieme a Rosa Calipari, abbiamo parlato con il Vice Capo di Gabinetto del Ministro, la Dottoressa Bernadette Nicotra, che ci ha comunicato l'appuntamento del Ministro con i ricercatori lunedì alle 10:00». Ignazio Marino spiega come la vertenza dei ricercatori dell'Ispra si sia sbloccata, dopo 38 giorni di protesta degli scienziati sul tetto dell'Istituto. «Mi auguro ora che ai buoni propositi seguano i fatti - afferma Marino - e che i ricercatori siano tutti confermati nell'importante lavoro di tutela ambientale che svolgono con altissime qualifiche, al momento più apprezzate all'estero che in Italia. Spero inoltre che questo sia un segnale di cambiamento di visione del governo della destra che finora sulla ricerca non ha investito nulla, sottraendo invece risorse allo sviluppo e all'innovazione, chiavi di volta del futuro del nostro Paese».

RICERCA: ISPRA; MARINO, MIOPIA GOVERNO SVENDE FUTURO PAESE

(ANSA) - ROMA, 31 DIC - «È inaccettabile che ricercatori altamente specializzati siano costretti ad occupare l'Ispra per tentare di avere la visibilità necessaria alla propria causa e mantenere il posto di lavoro. Ma è ancora più inaccettabile l'indifferenza delle istituzioni» e «il silenzio del Ministro dell'Ambiente». Così l'esponente del Partito Democratico Ignazio Marino, torna oggi a portare la sua solidarietà ai ricercatori, sul tetto della sede di Casalotti, a Roma. «È incredibile - accusa Marino - la miopia di questa destra che non investe in sviluppo, innovazione e, in questo caso, anche in tutela del patrimonio ambientale: sono i lavoratori dell'Ispra ad essersi occupati della nave dei veleni in Calabria, dei capodogli arenatisi in Puglia, del disastro idrogeologico di Messina. Cos'altro deve succedere per capire che è indispensabile un ente pubblico che si occupa di protezione ambientale?». «A chi sarà affidato - prosegue Marino - il monitoraggio dei nostri mari, dei nostri ecosistemi? Le imprese private avranno la stessa imparzialità? E poi sembra ovvio, ma evidentemente non lo è per questo governo: bisogna investire o, almeno non disinvestire, nella ricerca, se non si vuole svendere il futuro del nostro Paese».

LAVORO: ISPRA; NIERI, DOMANI SARÒ A FIACCOLATA SOLIDARIETÀ

(ANSA) - ROMA, 31 DIC - «Domani parteciperò alla fiaccolata di solidarietà. Aderisco con convinzione a questo Capodanno di lotta e solidarietà per i lavoratori e le lavoratrici precarie dell'Ispra impegnati da più di un mese nell'occupazione del tetto dell'Istituto per chiedere l'immediato rinnovo di tutti i contratti in scadenza». Lo ha detto l'assessore al Bilancio della Regione Lazio ed esponente di Sinistra Ecologia Libertà Luigi Nieri. «E un vero scandalo - continua Nieri - che la parte pi qualificata di questo paese, giovani biologi, geologi e chimici, che per la nostra Regione effettuano importanti compiti tra cui i monitoraggi ambientali per la tutela della salute dei cittadini quali quelli della centrale a carbone di Civitavecchia o per l'area di Malagrotta, siano costretti a queste forme di protesta estreme». «Il Governo - continua Nieri - con i tagli previsti dal decreto 133 della Ministra Gelmini da un lato e con il silenzio assordante della Ministra Prestigiacomo dall'altro, dimostra la sua incapacità nell'affrontare questa crisi che dovrebbe vedere, proprio attraverso il rilancio della ricerca ambientale, uno dei volani per affrontarla. La Regione e la Provincia hanno messo disposizione un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per chiedere al Governo lo sblocco di questa vicenda».


31 dicembre 2009 - Apcom

Ispra/ Prestigiacomo: Il 4 gennaio tavolo con i precari
Con obiettivo di cercare una soluzione per la stabilizzazione

Roma, 31 dic. (Apcom) - Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, incontrerà il 4 gennaio i precari dell'Ispra che da settimane manifestano sul tetto della sede dell'Istituto. Lo rende noto un comunicato del ministero dell'Ambiente dove si terrà l'incontro. Obiettivo del tavolo presieduto dal ministro, si legge nella nota, sarà quello di "verificare la possibilità di individuare una soluzione per quelle professionalità che non hanno trovato una opportunità di stabilizzazione in questi mesi, nell'ambito del piano che ha condotto alla positiva soluzione per la stragrande maggioranza delle posizioni lavorative precarie dell'Istituto".


31 dicembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno.it

Crisi, Prestigiacomo: il 4 gennaio incontro con i precari dell'Ispra

ROMA - Faccia a faccia tra il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e i precari dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che da settimane manifestano sul tetto della sede dell'Istituto. Appuntamento il 4 gennaio. "Obiettivo del tavolo - dice una nota del dicastero - sara' quello di verificare la possibilita' di individuare una soluzione per quelle professionalita' che non hanno trovato un'opportunita' di stabilizzazione".(RCD)


31 dicembre 2009 - Corriere.it

OCCUPAZIONE
Precari Ispra, anche Capodanno sul tetto
Dopo oltre un mese di protesta in via Casalotti, neanche apertura del tavolo delle trattative
di Carlotta De Leo

ROMA - «C’è poco da festeggiare. Per noi questo 2010 comincia nel modo peggiore: allo scoccare della mezzanotte del primo gennaio, in 230 saremo ufficialmente disoccupati. Sarà un Capodanno davvero triste». A parlare è Michela Mannozzi, una dei ricercatori che da 38 giorni sono fissi sul tetto dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per protestare contro i licenziamenti, «camuffati da un semplice mancato rinnovo di un contratto a termine».
NESSUNA APERTURA - Dopo oltre un mese sul tetto della sede di via Casalotti, i precari Ispra non hanno ottenuto neppure l'apertura di un tavolo per le trattative. «Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, mercoledì si è limitata a chiederci di scendere immediatamente dal tetto – dice la Mannozzi che fa parte del coordinamento precari Ispra dell'Usi-Rdb Ricerca –. In cambio ci avrebbe fissato un incontro per il 26 gennaio. Ma non è questo che chiediamo: noi pretendiamo una soluzione della vertenza in corso». E a dir la verità, una soluzione per tamponare l’emergenza ci sarebbe pure. «Se la Prestigiacomo applicasse le norme del ministro Brunetta, verrebbe garantita la continuità contrattuale. E invece la Prestigacomo e i tre commissari dell’Ispra interpretano la legge 133 del 2008 e le successive sui precari in modo restrittivo. E così dal primo gennaio, senza misure dell'ultima ora, noi saremo tutti disoccupati».
LA FIACCOLATA – Non si vede, insomma, la fine del tunnel. L'unica luce in questa vicenda, sembra essere al momento la fiaccolata di solidarietà fissata per il primo gennaio che vedrà sfilare tanti cittadini del quartiere Casalotti (in cui ha sede l'Istituto). Solidarietà che arriva anche dal mondo della politica: una lunga lista di esponenti dell’opposizione hanno già fatto visita ai precari sul tetto, da Dario Franceschini a Nicola Zingaretti. «Aspettiamo anche i politici della maggioranza che hanno promesso di venirci a trovare – aggiunge la Mannozzi -. Abbiamo invitato Renata Polverini, Maurizio Lupi, Gianfranco Fini e tutti i politici del Pdl perché la nostra è una questione di interesse nazionale e non di partiti che siano di destra o di sinistra». Nel pomeriggio del 31 dicembre, anche Ignazio Marino (senatore del Pd) ritornerà sul tetto. «Dovrà scavalcare di nuovo– dice la Mannozzi -. Come a Natale, i commissari ci hanno isolato e chiuderanno i cancelli dalle alle 15,50 del 31 dicembre fino alle 7 di mattina del 4 gennaio».
«SUL TETTO FINO ALLA STABILIZZAZIONE» – Ma cosa chiedono i precari per scendere dal tetto? «Subito, il rinnovo contrattuale per tutti. Le risorse economiche ci sono – dice la Mannozzi - Si tratta solo di un problema politico. Per i prossimi 3 anni, infatti, ci sono finanziamenti già erogati per un totale di 10,5 milioni» E poi la stabilizzazione: «Certo non subito – aggiunge – ma nel medio periodo vogliamo il risconoscimento del nostro lavoro come subordinati. Dopo 12 anni di contratti atipici, i precari devono diventare dipendenti a tutti gli effetti. Questo sì che sarebbe il vero segnale che il ministro e il ministero puntano sull'Ispra per un rilancio della politica di protezione e tutela dell'ambiente».
I NUMERI - L’Ispra nasce circa due anni fa dall’unione di tre Enti pubblici di ricerca (Apat, Icram e Infs) con la finalità di razionalizzare le competenze tecnico scientifiche presenti. «Finora però – afferma ancora Emma Persia, coordinatrice dell'Usi-RdB dell'Ispra – abbiamo avuto solo licenziamenti. Nel dicembre dello scorso anno sono andati via i primi 50. Lo scorso giugno, invece, non è stato rinnovato il contratto ad altri 200 ricercatori e altri 230 saranno disoccupati dal primo gennaio. Si arriva così a più di 500 licenziamenti, ovvero il 40 per cento del personale in meno. Persone mandate via solo perché hanno un contratto a termine: io, che ho il posto fisso, posso garantire che questi colleghi che rischiano svolgono il mio stesso lavoro con la stessa professionalità».


31 dicembre 2009 - Il Gazzettino

Sciopero di 24 ore delle biglietterie

Venezia - Il danno economico stimato è intorno ai 300 mila euro. Ma anche la partita in gioco è molto alta, considerato lo schieramento quasi unitario dei sindacati di base (Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil) e il sindacato autonomo RdbCub che hanno indetto uno sciopero di 24 ore su tutti gli sportelli di vendita e le biglietterie Vela/Hellovenezia sparse sul territorio per oggi, giornata particolarmente calda dal punto di vista turistico. In un comunicato "l'azienda si rammarica per questa decisione unilaterale" e parla di "preconcetto atteggiamento di chiusura dimostrato dalle sigle sindacali", dopo una serie di incontri infruttuosi. Vela si era dichiarata disposta a firmare un accordo che prevedeva l'assunzione di 10 lavoratori a tempo indeterminato e a dare continuità ai contratti a tempo determinato, obiettivo considerato dai sindacati non sufficiente rispetto alla mole di richieste disattese da tempo.
Vela auspica una improbabile revoca dell’agitazione e prosegue con toni molto pesanti:«Il danno che tale sciopero potrebbe causare rischia di rendere ancora più problematico l'accoglimento di quanto già negoziato con Cgil, Cisl, Uil».


31 dicembre 2009 - Corriere di Viterbo/Rieti

Altolà della Regione sull’Ispra: niente sgombero
Inviata al governo la richiesta di un incontro sul presidio occupato dai ricercatori

"Ci auguriamo che non si proceda ad uno sgombero forzato del presidio effettuato dai ricercatori dell’Ispra". È quanto affermano, in una nota congiunta, gli assessori regionali al Lavoro, Alessandra Tibaldi, e al Bilancio, Luigi Nieri, l’assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Smeriglio, e il Presidente della Commissione Lavoro della Provincia di Roma, Marco Miccoli al termine della riunione che si è tenuta presso l’assessorato al Lavoro della Regione Lazio alla presenza delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dei ricercatori dell’Ispra. "La questione non va affrontata nel senso dell’ordine pubblico, bensì con la convocazione da parte del Governo di un tavolo di confronto per discutere nel merito, allargato a Regione, Provincia e Comune- spiegano gli assessori- La Regione e la Provincia sono disponibili ad effettuare una ricognizione al fine di reperire eventuali fonti di cofinanziamento aggiuntive per trovare soluzioni al caso, attivando progetti che siano utili al territorio e legati alla mission dell’istituto". Sulla vicenda interviene anche il vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino: "Ho scritto al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo al fine di sollecitare la convocazione di un tavolo di confronto che, coinvolgendo tutte le istituzioni locali, affronti concretamente la vicenda dei ricercatori dell’Ispra ormai in protesta da settimane". «L’iniziativa congiunta di oggi tra Regione e Provincia dimostra la corretta attenzione nei confronti di una vicenda, che non colpisce solo centinaia di posti di lavoro ma un patrimonio di conoscenze e competenze che sarebbe irresponsabile disperdere. Intervenire attraverso uno sgombero forzato, invece che con il dialogo, per affrontare una situazione tanto delicata sarebbe una scelta davvero poco lungimirante".


31 dicembre 2009 - Articolo 21

L'Italia vera sui tetti. Caso Ispra, Della Seta: "I soldi ci sono, governo intervenga"
di Nello Trocchia

C’è l’Italia vera che lotta sui tetti per un posto di lavoro e c’è l’Italia degli onorevoli Trombetta che onorano latitanti, elevano mafiosi ad eroi e camminano al ritmo del ‘lei non sa chi sono io’. Sui tetti c’è il mondo del lavoro, dimenticato. A Roma, in via Casalotti, c’è anche un pezzo del futuro di questo paese: la ricerca e lo sviluppo. Tra oggi e nei prossimi giorni scadranno i contratti di circa 230 ricercatori dell’Ispra, l’ente di ricerca pubblica ambientale. A giugno già in 250 erano andati a casa. Qualche giorno fa della lora battaglia si è occupato anche il Financial Times, l’autorevole quotidiano economico. Il giornale scriveva: " L’Italia è il paese fanalino di coda per investimenti in ricerca e sviluppo". In tempo di crisi l’unica cosa che non si taglia sono i fondi alla ricerca, nel nostro paese si tagliano direttamente i ricercatori. Avanguardia italica. " Ci sono colleghi che hanno una famiglia e rischiano di tornare a casa – racconta Michela Mannozzi, ricercatrice Ispra – ma pensiamo anche a chi vorrebbe immaginare un futuro e semmai costruirsi una famiglia". La classe dirigente di questo paese si acciuffa nei talk intorno a vacui concetti di famiglia, organizza anche manifestazioni per difenderla, poi dimentica chi ne ha una o semplicemente sogna di progettare il futuro. La ministra dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, qualche giorno fa, ha inviato un comunicato. Sui tetti Prestigiacomo non si è vista, troppo impegnata tra panettoni, ponte sullo stretto e nucleare all’italiana. Nella prima parte del comunicato si legge: "La situazione dei ricercatori precari è stata affrontata in questi mesi con il massimo impegno e il massimo senso di responsabilità riuscendo a individuare soluzioni positive per la stragrande maggioranza delle posizioni". Alla ministra risponde Claudio Argentini, segreteria nazionale Rdb ricerca, "Non sappiamo a quali posizioni si riferisca Prestigiacomo visto che a giugno sono stati già tagliati 250 ricercatori". Più avanti nel comunicato la ministra invita i lavoratori a sospendere la protesta. " Non scenderemo fino a quando - prosegue Mannozzi - non ci sarà data garanzia, non solo del rinnovo dei contratti, ma anche di un piano prospettico che riesca a stabilizzare la nostra situazione". Dulcis in fundo, Prestigiacomo rivolge un appello al governo: "L’altro appello lo rivolgo al governo affinché , nell’ambito degli ultimi provvedimenti, sia trovato il modo per non disperdere il grande patrimonio di professionalità di questi ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturate". La ministra che rivolge l’appello al governo di cui fa parte, sdoppiamento della personalità. Ma oltre al danno c’è la beffa. " In realtà i soldi per rinnovare i contratti – denuncia Roberto Della Seta, senatore Pd – ci sono, ma forse il governo, chiudendo positivamente la vicenda Ispra, teme che si possano aprire nuovi fronti di lotta". Intanto i ricercatori aspettano risposte, l’Italia del lavoro resta sui tetti mentre l’italietta dibatte se dedicare o no una strada ad un pluricondannato, morto da latitante. Buon 2010.


31 dicembre 2009 - Liberazione

Ispra, precari continuano l'occupazione dell'istituto

«Al nuovo irrigidimento della struttura commissariale rispondiamo generalizzando la lotta». Così Claudio Argentini, della segreteria nazionale UsI RdB Ricerca, annuncia la prosecuzione della protesta dei ricercatori dell'Ispra di Roma. Da ieri i cancelli della sede di via Casalotti 300, dove da 38 giorni prosegue l'occupazione pacifica del tetto da parte dei precari che già da domani rischiano il licenziamento, sono stati chiusi ai giornalisti e «probabilmente - spiega Argentini- rimarranno sbarrati anche alle personalità politiche di entrambi gli schieramenti». «Questa decisione -prosegue - potrebbe essere propedeutica allo sgombero dei lavoratori. Il silenzio di Prestigiacomo determina da parte nostra la richiesta di intervento da parte del Governo, che non può permettere che un singolo dicastero determini, in un periodo di crisi, ulteriori licenziamenti. Lo sciopero sarà un appuntamento importante ma non unico. La Federazione RdB sta infatti preparando un'assemblea cittadina proprio su Ispra che veda il contributo di forze politiche e istituzionali e che faccia capire al Governo che i precari Ispra non sono soli».


31 dicembre 2009 - Avvenire

«Noi precari, sui tetti in attesa di un futuro»
Due ricercatori dell’Ispra: qui anche il primo dell’anno. E i nostri sogni di famiglia?
di DIEGO MOTTA

Sul tetto dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, stanno ballando da soli da più di un mese. Lo faranno anche il giorno di Capodanno. Lui, Pier Paolo Giordano, 35 anni, da nove tecnico di ricerca nel servizio emergenza ambientale in mare; lei, Michela Mannozzi, 36 anni, laureata in scienze ambientali, da sei incaricata del monitoraggio delle piattaforme
off shore.
«Il problema è che qui, a trenta metri d’altezza, balla anche il futuro della nostra coppia – spiega al telefono Pier Paolo – Vorremmo creare una famiglia e avere dei figli, ma come possiamo farlo se da gennaio non potremo più ricevere lo stipendio? Se i nostri contratti, che lo Stato ha sin qui rinnovato in qualche modo, dovessero davvero essere bloccati?» .
Tra le tende allestite a Roma, in via di Casalotti, i sacchi a pelo dispo- sti in ordine sotto i teli e le troupe
televisive che vanno e vengono per documentare la protesta di questo gruppo di ricercatori, si consuma dunque uno dei piccoli grandi drammi generazionali che gli anni della crisi economica ( o dei licenziamenti di Stato, se preferite) stanno trascinando con sé: la difficoltà sempre maggiore di dare forma a un futuro carico di progetti e speranze. Pier Paolo e Michela, tra i leader della mobilitazione contro il taglio di circa 200 posti previsti dal governo nel piano di riorganizzazione dell’Ispra, mettono insieme con due stipendi poco più di 2.500 euro: sono «precari di Stato» , nel senso più nobile del termine, «perché per noi fare ricerca per conto di un ente pubblico è un orgoglio: in fondo, vuol dire lavorare per il proprio Paese» . Pier Paolo ha fatto rilevazioni ambientali un po’ ovunque, dal mare Adriatico al Libano, una media di 20 trasferte all’anno, sabati e domeniche comprese, mentre Michela lavora a una serie di progetti finanziati dall’Eni. Vivono insieme da due anni, in una casa per cui pagano ogni mese una rata di mutuo da 780 euro, più le spese alimentari. «Perdendo il posto di lavoro, rischiamo di perdere un po’ tutto» confida Pier Paolo. Perché allora non andare all’estero, magari cercando un impiego in una delle tante multinazionali che hanno offerto un posto sicuro a migliaia di ' cervelli in fuga'? «Perché sarebbe una sconfitta, significherebbe interrompere il percorso iniziato qui e abbandonare i legami e le amicizie a cui teniamo di più» .
A dargli man forte è anche la mamma, che ha da poco perso il marito, e che adesso non smette di chiedersi: «Quanto dovranno aspettare ancora questi due ragazzi per avere la possibilità di ' mettere su famiglia'?» . I diretti interessati, per ora, non hanno avuto fretta, ma il precipitare degli eventi li ha costretti questa volta a reagire rapidamente. «Ormai pensiamo al nostro futuro 24 ore su 24. Lo facciamo tra di noi, con gli amici e con i colleghi. Dal tetto è più facile farci sentire e ' bucare' il muro dell’informazione. Noi però vorremmo soltanto riuscire a costruire insieme qualcosa di duraturo, ma non sappiamo nemmeno da che parte muoverci. Eppure il desiderio di creare una famiglia c’è» . Per ora ci sono occhi e orecchie solo per quanto accadrà nel futuro dell’Ispra, l’unica casa in cui davvero si sono riconosciuti ( almeno fino a oggi): ogni momento è buono perché la vertenza arrivi a una «svolta» . Armati di stufette a gas, beni di prima necessità e giubbotti pesanti capaci di sfidare il gelo dell’ultimo Natale, nelle ultime settimane hanno visto sfilare personalità politiche e hanno incassato la solidarietà del quartiere, che il giorno di Capodanno sfilerà per loro in segno di solidarietà. «In questi giorni è successo di tutto nella nostra vita – osserva Pier Paolo – ma finora i risultati concreti sono pari a zero. Eppure vogliamo provarci fino all’ultimo, ne va anche del futuro dei nostri figli».

IL CASO
Una mobilitazione che dura da 38 giorni

Trentotto giorni di protesta ininterrotta, con un solo obiettivo: garantire il rinnovo ai 217 ricercatori che da domani, salvo novità dell’ultim’ora, saranno ufficialmente «scaduti». Il pressing dei lavoratori dell’Ispra, l’unica agenzia pubblica di ricerca e controllo ambientale, si è rivolto principalmente al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che alla vigilia di Natale è intervenuta per lanciare a sua volta due appelli: «il primo – ha detto – ai lavoratori per sospendere la protesta. Il loro problema è stato posto con energia ed evidenza e la protesta avrà i suoi effetti. L’altro appello lo rivolgo al governo affinché, nell’ambito degli ultimi provvedimenti, sia trovato il modo per non disperdere il grande patrimonio di professionalità di questi ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturate».
L’impressione, nel giorno di San Silvestro, è che le posizioni restino molto distanti, anche solo rispetto al metodo da trovare per intavolare una trattativa: il ministero dell’Ambiente ha proposto prima un confronto a febbraio, anticipandolo poi a gennaio. La risposta arrivata dal tetto dell’istituto è stata sempre la stessa: servono atti concreti. Una firma in grado di ristabilire la situazione prima dei tagli, in attesa magari di una successiva regolarizzazione dei precari. Nel frattempo la protesta ha acquisito via via visibilità mediatica e politica, con parlamentari accorsi sui tetti a incontrare i giovani protagonisti della mobilitazione e a promettere interventi immediati. Ieri è toccato al presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ha rilanciato «la richiesta di un incontro e l’apertura di un tavolo» tra le parti.
E c’è chi dice che sia già pronta un’offerta di 10 milioni di euro, di Provincia e Regione Lazio, disponibili a farsi carico finanziariamente del futuro dei ricercatori.(D.M.)


31 dicembre 2009 - La Voce d'Italia

Ispra, sul tetto sale Zingaretti: 'Vi aiutero''
Dopo 38 giorni di protesta, i ricercatori non hanno ancora certezze per il futuro
di Chiara Bianchi

Roma - Sono trentotto giorni che i trenta ricercatori dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vivono sul tetto di quell'edificio di via Casalotti 300 che non assicura loro un posto fisso. Infatti, sono circa 200 i contratti di studiosi che scadranno oggi, oltre ai 250 già mandati a casa durante l'ultimo anno. Attendendo di essere convocati dal ministro per l´ambiente Stefania Prestigiacomo, confidano in una visita del sindaco per avere qualche novità. Per ora nulla di certo, se non che passeranno questa notte, l'ultima del 2009, a una quindicina di metri da terra con i cancelli chiusi davanti ai loro occhi, come già successo a Natale. In cima a quello stesso stabile è salito anche il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, un gesto "che non è solo solidarietà ma impegno concreto", ha sottolineato il responsabile di Palazzo Valentini aggiungendo che si tratta di una "orma di protesta giusta, civile e non violenta. Voglio sottolineare che la mia è una testimonianza di un impegno che continuerà nelle prossime settimane se questa crisi non dovesse risolversi". Zingaretti ha quindi evidenziato che "in tutti questi giorni di protesta non c´è stato nessun segnale di attenzione da parte del ministro Stefania Prestigiacomo" alla quale, qualche ora più tardi il presidente della Provincia ha inviato una lettera nella quale propone l´apertura "di un tavolo di confronto per discutere e capire cosa è possibile fare per garantire all´istituto le risorse necessarie per procedere nell´attività. Sarebbe molto importante e, a mio giudizio, doveroso, dare tale segnale concreto in maniera tempestiva", aggiungendo che "l'Amministrazione provinciale è pronta a cooperare per cercare di garantire all´Ispra il ritorno alla sua normale attività".


31 dicembre 2009 - Corriere di Siena

Ateneo - Progressioni, i botti di fine anno
L’amministrazione dell’università congela il fondo e i sindacati compatti si ribellano. "Un atto illegittimo e censurabile non applicare l’accordo"

Siena - L’ultimo atto del 2009 dell’università è stato dedicato alle progressioni economiche del personale tecnico amministrativo, dopo che il fondo è stato "congelato" in attesa che venga vagliato da un ispettore del ministero. Dopo l’incontro il rettore Silvano Focardi e il direttore amministrativo Antonio Barretta hanno diffuso questa nota, rivolta al personale: "Si è tenuto un incontro di contrattazione con all'ordine del giorno l'avviso per le progressioni economiche orizzontali del personale tecnico e amministrativo. L'amministrazione ha ritenuto necessario sospendere l'emanazione di tale avviso, prevista dal contratto collettivo integrativo firmato nel settembre 2009, per i seguenti motivi. È innanzitutto necessario fare chiarezza sulla determinazione del fondo per il trattamento accessorio e sul suo utilizzo nel periodo 2000-2009. Questo avverrà in tempi brevi, anche attraverso un soggetto terzo che valuterà la reale entità del fondo, nell'interesse dei lavoratori e dell'istituzione. L'amministrazione ha ritenuto opportuno sospendere l'emissione dell'avviso anche in attesa di comprendere, al pari di altri atenei italiani, come il dettato del Decreto legislativo 150/2009, attuativo della Legge Brunetta, possa intervenire su questa materia. In ogni caso la nostra intenzione è quella di garantire in pieno i diritti di voi lavoratori e la correttezza dell'operato dell'amministrazione. Questa operazione, infatti, deve essere intesa come un'occasione importante per la ridefinizione e per un utilizzo equo del fondo per il trattamento accessorio, nell'intento di assicurare il riconoscimento e la valorizzazione delle reali competenze, professionalità e funzioni di quanti operano nell'amministrazione universitaria. Proprio in tal senso verrà avviata in tempi brevi la possibilità di aggiornare i vostri curricula, per consentire la valutazione ai fini delle progressioni economiche orizzontali e per rendere la nostra amministrazione sempre più al passo con i tempi. La reazione Il punto di vista dei sindacati Flc-Cgil, Cisl-Univeristà, Uil-Pa-Ur, Rdb Cub, Ugll è molto duro in merito alla decisione del direttore amministrativo e così "censurano e giudicano illegittimo l'atto di non applicare l'accordo integrativo relativo alle progressioni economiche orizzontali siglato il 23 settembre 2009", come scrivono in una nota. "E' inaccettabile l'arbitrarietà di questa decisione. L'accordo siglato è stato approvato in cda a seguito della certificazione del relativo fondo per la copertura economica ad opera del Collegio dei revisori dei conti, riunitosi il 16 settembre 2009 (verbale n.170) che ha anche ricostruito l'entità dell'intero fondo per le progressioni e la produttività (art.87 Ccnl 2006/2009) dall'anno 2000 all'anno 2009. L'accordo siglato è stato inviato all'Aran e alla Corte dei Conti per le relative registrazioni e valutazioni di compatibilità di spesa". "Le organizzazioni sindacali firmatarie - prosegue la nota - hanno come specifica finalità quella di tutelare gli interessi economici e professionali del personale delle università con rapporto di lavoro sia a tempo determinato che a tempo indeterminato. La sospensione dell'emissione dell'avviso disposta dall'Università risulta illegittima sotto ogni profilo nonché in contrasto con quanto previsto dalla normativa contrattuale sopra richiamata che, avendo piena autonomia in materia, prevede in maniera espressa la sua corresponsione in favore del personale universitario. Il decreto legge n.150/2009 massacrerà il fondo del salario accessorio ma questo avverrà dopo la pubblicazione dei relativi decreti attuativi. Tuttavia l'applicazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 150/2009, richiedendo necessariamente l'adozione di provvedimenti sia nazionali (commissione nazionale di valutazione che stabilisce i criteri a cui si dovranno conformare le amministrazioni, Dpcm che stabilisce le modalità di raccordo con le agenzie di valutazione esistenti) che locali (organismo di valutazione di amministrazione, definizione del programma triennale a cui legare la valutazione, emanazione delle direttive generali, modalità di verifica delle performance), prevede il 1° gennaio 2011 come data in cui i sistemi di valutazione dovranno diventare operativi. L'amministrazione non è titolata a fare alcunché all'infuori dell'applicazione dei Ccci vigenti, che ricordiamo, per quanto riguarda l'Accordo per le progressioni economiche orizzontali, prevede l'impegno ad espletare tutte le relative procedure entro il 2009 (art.5). L'Amministrazione è già palesemente inadempiente. Per tutte le ragioni sopra esposte, quindi, l'eventuale distrazione dei fondi attualmente destinati alle progressioni economiche risulterebbe palesemente illegittima nonché lesiva dei diritti e degli interessi del personale universitario. Diffidiamo quindi l'Amministrazione a perseguire oltre e ci riserviamo di intraprendere ogni iniziativa capace di tutelare i diritti del personale universitario".


31 dicembre 2009 - Il Cittadino

Asl, i sindacati proclamano lo sciopero «Basta licenziamenti e privatizzazioni»

Lodi - Dal momento che il tentativo di conciliazione non è andato a buon fine, il sindacato Rdb/Cub dell’Asl ha deciso di proclamare uno sciopero per il 18 gennaio. L’incontro, organizzato per cercare di risolvere le questioni più spinose, si è tenuto nella giornata di mercoledì davanti al prefetto di Lodi, la dottoressa Peg Strano Materia. «L’esito è stato negativo - puntualizza Gianfranco Bignamini, il referente sindacale -, per questo la nostra organizzazione ha deciso di proclamare uno sciopero per la giornata di lunedì 18 gennaio per tutto il personale Asl di Lodi». I lavoratori incroceranno le braccia per 24 ore. La manifestazione è stata organizzata «contro questa amministrazione, per lo spostamento dei pazienti dalla Rsa di Codogno, per la diminuzione del personale - licenziamenti - presso l’Rsa, per la privatizzazione della struttura Rsa di Codogno». Per tutti questi motivi il sindacato è sul piede di guerra. «Invitiamo - conclude infine Bignamini - il direttore generale a rispettare la legge 146/90 e l’accordo sulla regolamentazione dello sciopero».

Brembion Scontri con gli agenti dopo la protesta per il contratto peggiorativo e il blocco dei camion da parte degli operai
Violenza davanti ai cancelli della Fiege
Sei tra contusi e feriti e due arresti, in ospedale anche i poliziotti
di Andrea Bagatta Paola Arensi

Brembio - Sei tra contusi e feriti, di cui due delle forze dell’ordine, e due arresti, con la convocazione urgente di un tavolo di crisi presso la prefettura oggi a mezzogiorno: è il bilancio del pomeriggio di tensione, proteste e scontri davanti ai cancelli della Fiege Borruso di Brembio, la multinazionale della logistica che sta attuando un ricambio di parte dei 68 lavoratori nell’ambito del contestato cambio dell’appalto di lavoro interno.Nei giorni scorsi l’azienda aveva forzato la mano ai lavoratori sottoponendo un nuovo contratto di lavoro in vigore dal primo gennaio, con condizioni peggiorative rispetto a quello attualmente in vigore. Con questa manovra ha spaccato il fronte dei lavoratori, e chi è rimasto tagliato fuori ha inscenato ieri pomeriggio una protesta spontanea davanti ai cancelli dell’azienda, come già era successo quindici giorni fa. Allora, la presenza dei sindacati confederali aveva calmato le acque riportando la vicenda al tavolo di crisi del prefetto. Ieri invece non è stato così, anche per la presenza di un fronte di lavoratori che si è avvicinato alle posizioni di protesta dura portate avanti dai sindacalisti dello Slai Cobas presenti sul posto. Attorno alle tre sarebbe cominciato dunque un blocco degli accessi dei camion alla struttura da parte di 25 o 30 lavoratori, spalleggiati da alcuni simpatizzanti, ex colleghi e sindacalisti di base. La situazione è degenerata una prima volta poco dopo le 17, quando alcuni lavoratori sono venuti alle mani tra di loro per una divergenza d’opinioni sulla condotta della protesta. In particolare, la rissa avrebbe coinvolto due lavoratori romeni, il 29enne B. M. di Zelo, e il romeno 32enne I. A. di Sergnano, in provincia di Cremona, entrambi finiti al pronto soccorso di Codogno alle 17,30 in codice verde per traumi lievi.Nel frattempo erano arrivate le forze dell’ordine, presenti con i carabinieri del nucleo radiomobile operativo e con due pattuglie della stazione di Codogno, coordinati dalla questura di Lodi che aveva il comando della situazione ed era presente con diversi funzionari della Digos.Poco dopo le 18, tutto sembrava essersi calmato anche se il blocco agli ingressi continuava. La notizia della convocazione per oggi del tavolo di crisi presso la prefettura aveva convinto quindi la maggioranza dei lavoratori ad abbandonare il presidio. Solo un piccolo gruppo, capitanato da un rappresentante dello Slai Cobas, ha insistito nell’attuazione della protesta, ed è stato allora che polizia e carabinieri, su spinta dell’azienda per riprendere la normale attività, hanno avuto l’ordine di forzare il blocco dei lavoratori. La carica, manganelli alla mano, ha disperso subito quasi tutti i lavoratori rimanenti. Nella confusione sono rimasti a terra la romena R. A. di Ricengo in provincia di Cremona, che ha accusato un attacco di panico, e l’albanese di Brembio G. E., 31enne residente a Brembio, leggermente contuso. Anch’essi sono stati portati al pronto soccorso di Codogno per accertamenti. Durante la mischia sono rimasti feriti e contusi anche il dirigente responsabile della Digos di Lodi Angelo Di Legge e un altro ispettore della polizia, entrambi recatisi al pronto soccorso di Lodi in serata: il primo ha rimediato una costola rotta, mentre il secondo è stato ricoverato con una sospetta frattura alla spalla. Proprio in seguito agli scontri, due persone sono state arrestate con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale: si tratta del sindacalista 41enne dello Slai Cobas che ha guidato la protesta e di un operaio albanese di 31 anni, Brembio. Le loro generalità non sono state diffuse dalle forze dell’ordine. La spiegazione dei fatti è stata fornita dal vice questore Umberto Pensa: «Abbiamo cercato per tre ore di dialogare con i manifestanti - commenta -. Solo dopo c’è stato il nostro intervento coattivo. È statoq uando abbiamo visto che non desistevano dal picchettare i cancelli non lasciando passare i camion aziendali. Gli arrestati saranno portati stasera (ieri, ndr) nel carcere di via Cagnola». Ieri sera, una trentina di operai della Fiege ha inscenato una manifestazione di protesta davanti alla questura. Tra le richieste, la liberazione dei due arrestati e l’incontro con un funzionario. Alle 23 la situazione non si era ancora sbloccata.


31 dicembre 2009 - Il Manifesto

Chiusi i cancelli e nessuna risposta

Roma - Da ieri mattina i cancelli della sede Ispra di via Casalotti, dove da 38 giorni prosegue l'occupazione pacifica del tetto da parte dei precari, sono stati chiusi a giornalisti e «probabilmente anche ai politici». Secondo Claudio Argentini dell'Usi Rdb «questa decisione potrebbe essere propedeutica allo sgombero dei lavoratori», che da ben 38 giorni sono asserragliati sul tetto dell'Istituto nazionale per la protezione e la ricerca ambientale. La vertenza ha ricevuto l'attenzione del Financial Times e anche della prestigiosa rivista Science, non una parola invece dal ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo. L'Ispra, nato con decreto del ministero dell'economia, dall'accorpamento di tre enti preesistenti, è commissariato da circa un anno e ancora non ha uno statuto. In tutto, ci sono oltre 200 contratti in scadenza. I ricercatori denunciano che insieme alle professionalità che hanno perso e perderanno il lavoro si sta smantellando il controllo, la prevenzione e la ricerca ambientale del Paese.


31 dicembre 2009 - Corriere della Sera

Vertenza Ispra Il presidente della Provincia partecipa alla protesta
Zingaretti sul tetto occupato «Sono al fianco dei ricercatori»

Roma - Sul tetto con i ricercatori che protestano contro il rischio-licenziamento. Nicola Zingaretti ha espresso così la propria solidarietà ai lavoratori dell’Ispra di via Casalotti, che da fine di novembre sono salito sul tetto dell’istituto di ricerca ambientale, contestando il piano di risanamento dei conti deciso del commissario nominato dal governo, Vincenzo Grimaldi. Il presidente della Provincia è stato fra l’alto durissimo con il ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo che ha competenze sull’ente. «Trovo folle che dopo 37 giorni di protesta non ci sia stato nessun segnale di attenzione da parte del ministro Prestigiacomo - ha detto Zingaretti - . L'apertura di un tavolo con il governo è il minimo indispensabile».
La visita di Zingaretti ha creato anche momenti di tensione. L’azienda in un primo momento ha sbarrato i cancelli per negare l’accesso ai giornalisti al seguito del presidente della Provincia. Ed è circolata la voce di un imminente intervente delle forze dell’ordine per sgomberare il tetto occupato. In ogni caso gli uomini della vigilanza, cortesi ma fermi, erano in evidente imbarazzo: «Disposizioni superiori, i giornalisti non possono entrare», hanno detto. Dopo una veloce trattativa e qualche telefonata, è arrivato il via libera. E la delegazione, di cui faceva parte anche l’assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Smeriglio, è entrat. Davanti ai lavoratori, Zingaretti ha lanciato un appello alla Presigiacomo: «Faccia il suo dovere - ha detto - anche se mi pare che ad oggi prevalga una volontà di non ascolto, malgrado una forma di protesta giusta, civile e non violenta come questa. Da parte nostra garantisco che la mia presenza qui oggi non sarà una parentesi ma la testimonianza di un impegno che continuerà nelle prossime settimane se questa crisi non dovesse risolversi. Concretamente si può fare molto. Come Provincia siamo pronti a collaborare per garantire all'Ispra la normalità della propria attività anche nei prossimi anni. Mi dicono che c'è ora la preoccupazione per quanto riguarda la stabilità del terrazzo, è evidente che se così fosse questo dovrebbe essere certificato scientificamente dalla Asl o dalle strutture competenti. Mi auguro invece che non si usi come pretesto per mettere in campo operazioni di sgombero che non possono essere giustificate in alcun modo».(Pa.Fo.)


31 dicembre 2009 - La Repubblica

Il presidente della Provincia insieme ai ricercatori con i contratti in scadenza. Dopo quaranta giorni trascorreranno il Capodanno all´aperto
E Zingaretti sale sul tetto dell´Ispra "Difenderò il vostro lavoro d´eccellenza"
A rischio i contratti di oltre cento ricercatori. Altri 250 sono stati già mandati a casa Scende in campo anche Montino: "Ho chiesto al ministro Prestigiacomo di aprire un tavolo"
di ANNA RITA CILLIS

Roma - Sarà un capodanno all´addiaccio il loro. Nonostante i sacchi a pelo, due tende sotto le quali ripararsi, una stufa a gas. Da 38 giorni trenta ricercatori dell´Ispra, l´Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, con un futuro incerto - i contratti di circa 200 studiosi scadranno oggi e si parla di un 50% di tagli oltre ai 250 già mandati a casa durante l´ultimo anno - vivono sul tetto di quell´edificio, in via di Casalotti 300. Attendono di essere convocati dal ministro per l´ambiente Stefania Prestigiacomo, attendono una visita del sindaco, attendono qualche novità. Per adesso nulla, ma l´unica cosa certa è che passeranno questa notte, l´ultima del 2009, a una quindicina di metri da terra con i cancelli chiusi davanti ai loro occhi, come già successo a Natale.
E in cima a quello stabile è salito, ieri, anche il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, un gesto «che non è solo solidarietà ma impegno concreto», ha sottolineato il responsabile di Palazzo Valentini aggiungendo che si tratta di una «forma di protesta giusta, civile e non violenta. Voglio sottolineare che la mia è una testimonianza di un impegno che continuerà nelle prossime settimane se questa crisi non dovesse risolversi. Sono convinto che si possa fare molto per risolvere la vicenda: si tratta di un polo di eccellenza strategico. Da parte della Regione ci sono degli stanziamenti pronti e come Provincia vogliamo collaborare per garantire all´Ispra la continuità». Un lavoro di sinergia, come ha rimarcato anche l´assessore provinciale alle politiche del lavoro, Massimiliano Smeriglio: «Regione, Provincia e Comune potrebbero aprire un rapporto con l´Ispra e potenziare le commesse. Il punto però è capire se il governo ha deciso di investire su questo ente e sulla ricerca o no». Zingaretti, ha poi evidenziato che «in tutti questi giorni di protesta» non c´è stato «nessun segnale di attenzione da parte del ministro Stefania Prestigiacomo» alla quale, qualche ora più tardi il presidente della Provincia ha inviato una lettera nella quale, in sostanza, propone l´apertura «di un tavolo di confronto per discutere e capire cosa è possibile fare per garantire all´istituto le risorse necessarie per procedere nell´attività. Sarebbe molto importante e, a mio giudizio, doveroso, dare tale segnale concreto in maniera tempestiva», aggiungendo che «l´Amministrazione provinciale è pronta a cooperare per cercare di garantire all´Ispra il ritorno alla sua normale attività». E sulla vicenda è intervenuto anche Esterino Montino, alla guida della Regione, spiegando di aver scritto anche lui al ministro Prestigiacomo per «sollecitare la convocazione di un tavolo». Intanto domani alle 16, a sostegno dei ricercatori sarà organizzata in piazza Ormea dai comitati di quartiere e con la partecipazione di Legambiente una fiaccolata che attraverserà via Casalotti e si concluderà davanti ai cancelli dell´ente.


31 dicembre 2009 - La Nuova Venezia

LE PROTESTE
Fenice, orchestrali tricolori Actv, biglietterie in sciopero

Venezia - «Siamo orgogliosi di essere italiani, ma vorremmo che anche l’Italia lo fosse di noi, per il contributo che diamo alla sua cultura musicale». E’ questo lo slogan ideale che accompagnerà la fascia tricolore al braccio che indosseranno i membri di Orchestra e Coro della Fenice che già da ieri hanno iniziato a presentare in teatro - diretti dal maestro John Eliot Gardiner - il Concerto di Capodanno che avrà il suo clou domattina con il tradizionale appuntamento musicale ripreso in diretta da Raiuno. E’ questa la forma di civile protesta dei dipendenti del teatro per i tagli al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, decisi dal Governo. Sarà anche letto un comunicato che illustra la situazione, si spera accompagnato da un messaggio di sostegno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Avrà invece un carattere più penalizzante la protesta proclamata per oggi dai sindacati di base del trasporto pubblico Actv per il personale della controllata Vela. Lo sciopero di 24 ore per il 31 dicembre riguarderà gli sportelli di vendita e le biglietterie Vela/Hellovenezia sparse sul territorio. Lo rende noto la stessa Actv, che si «rammarica per questa decisione unilaterale delle sigle sindacali che avrà come unica conseguenza quella di causare disagi a tutti i clienti (cittadini e turisti) che anche per queste vacanze fortunatamente si attendono numerosi». Per acquistare i biglietti di vaporetti e autobus pubblici bisognerà rivolgersi alle tabaccherie, o usare le macchinette automatiche, oppure pagare il ticket al personale Actv sui vaporetti. Lo sciopero, indetto dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e dagli autonomi RdbCub, è legato alla mancata assunzioni dei precari, alle incertezze sul futuro della società e alla ristrutturazione delle biglietterie.


30 dicembre 2009 - Adnkronos

LAVORO: ISPRA, I PRECARI IN LOTTA DI NUOVO CHIUSI DENTRO I CANCELLI
ARGENTINI (USI RDB), IN PREPARAZIONE SCIOPERO GENERALE RICERCA PUBBLICA

Roma, 30 dic. (Adnkronos/Labitalia) - «Al nuovo irrigidimento della struttura commissariale rispondiamo generalizzando la lotta». Così Claudio Argentini, della segreteria nazionale USI RdB Ricerca, annuncia la prosecuzione della protesta dei ricercatori dell'Ispra di Roma. Da stamani i cancelli della sede Ispra di via Casalotti 300, dove da 38 giorni prosegue l'occupazione pacifica del tetto da parte dei precari che già da dopodomani rischiano il licenziamento, sono stati chiusi ai giornalisti e «probabilmente -spiega Argentini- rimarranno sbarrati anche alle personalità politiche di entrambi gli schieramenti». «Questa decisione -prosegue il sindacalista- potrebbe essere propedeutica allo sgombero dei lavoratori. Ebbene, questo ci rafforza nella decisione di generalizzare la lotta e stamani formalizzeremo le procedure per arrivare allo sciopero della Ricerca Pubblica. La vertenza ISPRA deve vedere il sostegno di tutti i lavoratori degli Enti e la generalizzazione della lotta ha come obbiettivi sia l'ottenimento di una soluzione immediata per i lavoratori dell'Ispra sia quello di bloccare lo smantellamento non solo di Ispra ma anche dell'Enea, dell'Isfol e degli altri enti in riordino». Aggiunge Argentini: «Il silenzio del Ministro Prestigiacomo determina da parte nostra la richiesta forte di intervento da parte del Governo, che non può permettere che un singolo dicastero determini, in un periodo di crisi, ulteriori licenziamenti. Lo sciopero sarà un appuntamento importante ma non unico. La Federazione RdB sta infatti preparando un'assemblea cittadina proprio su Ispra che veda il contributo di forze politiche e istituzionali e che faccia capire al Governo che i precari Ispra non sono soli ma fanno parte di un tessuto che reagisce duramente contro il tentativo di emarginarli, contro i licenziamenti ed i tagli alla cosa pubblica. Questi lavoratori vogliono posti di lavoro, non ammortizzatori, vogliono essere utili alla collettività recuperando dignità e diritti. Contro chi anche con mezzucci di basso livello tenta di isolarli, risponderemo portando la città e la Ricerca Pubblica all'Ispra», conclude Argentini.

RICERCA: CAPODANNO DA DISOCCUPATI PER PRECARI ISPRA
AD OGGI 37 GIORNI SUL TETTO - FIACCOLATA IL 1° GENNAIO NEL QUARTIERE CASALOTTI

Roma, 30 dic. - (Adnkronos) - Ben 230 ricercatori dell'Ispra 'festeggerannò il Capodanno da disoccupati. Mancano infatti poco più di 24 ore allo scadere dei contratti dei precari dell'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente, nato dall'accorpamento di Apat, Icram, Infs e principale ente pubblico di ricerca ambientale. E, l'unica luce in questa vicenda, sembra essere al momento la fiaccolata del 1° gennaio che vedrà sfilare tanti cittadini del quartiere in cui ha sede l'Istituto in segno di solidarietà. Dopo oltre un mese trascorso sul tetto della sede di Via Casalotti, i precari Ispra non hanno infatti ottenuto neppure l'apertura di una trattativa: insomma nulla si è mosso. Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo si è limitata a chiedere ai delegati Usi Rdb di scendere dal tetto in attesa di qualche soluzione, ma non ha ancora aperto il dialogo per la soluzione della vertenza in corso. Ed è un fatto che allo scoccare della mezzanotte di Capodanno i contratti decadranno. «Sono sul tetto del palazzo dell'Ipsra da 37 giorni - racconta all'ADNKRONOS Michela Mannozzi, delegato Usi Rdb Ricerca e ricercatrice precaria Ispra - e il ministro non ci ha dato ancora modo di spiegare le nostre ragioni e di indicare le soluzioni che noi proponiamo. Se la Prestigiacomo per esempio applicasse le norme e i pareri della Funzione Pubblica e quindi del ministro Brunetta, almeno verrebbe garantita la continuità contrattuale, risolvendo l'emergenza occupazionale del momento. E invece il ministro Prestigacomo, così come la struttura commissariale da lei nominata, interpretano la legge 133 del 2008 e le successive sui precari in modo restrittivo, nonostante le deroghe previste per il comparto della ricerca. E così dal 1° gennaio, in assenza di una misura dell'ultima ora, noi saremo tutti disoccupati». «La legge 133 stabilisce regole che limitano l'utilizzo di personale precario nella PA - spiega la ricercatrice salutando dalla webcam installata sul tetto - ma prevede anche deroghe per le quali ha rilievo la continuità della linea di ricerca e del singolo ricercatore e non il finanziamento del progetto per il quale viene pagato. Per esempio - spiega - non ha senso interrompere il contratto di un ricercatore precario dell'Ispra se le sue competenze in acquacoltura vengono usate prima per il progetto della Laguna di Orbetello e poi per quello della Laguna di Venezia. In entrambi i casi, infatti - sottolinea Mannozzi - la competenza richiesta è la stessa e quindi non ha senso interrompere la continuità contrattuale con l'Ispra in base allo specifico progetto cui il ricercatore fa capo. Questo in sostanza prevedono le deroghe applicate dalla Funzione Pubblica che, invece, nè la Prestigiacomo , nè i commissari voglio attuare costringendo così il ricercatore a restare a spasso per 8 - 10 mesi anche quando il bando è stato espletato e il concorso vinto». Altra cosa che la delegata Usi Rdb Ricerca mette in evidenza è «il non senso dello stacco di 20 giorni nell'ambito del rinnovo dei contratti a tempo determinato. Stacco che - chiarisce - significa perdita di anzianità di servizio ed è espressione di una interpretazione restrittiva della norma che per il comparto ricerca prevede la possibilità di un contratto continuativo fino a 5 anni. Noi, invece, dopo un anno e mezzo ci vediamo licenziati senza alcuna certezza di riassunzione, promesse a parte». «Siamo accampati in una sorta di tenda da 37 giorni - ricorda Mannozzi - e siamo riusciti a superare il freddo e i relativi malanni grazie alla solidarietà concreta di tanti cittadini che ci hanno portato viveri, stufe a gas e molto altro. In tutto questo abbiamo anche continuato a lavorare per quanto possibile. L'8 dicembre per esempio è stato rinvenuto uno squalo a porto Empedocole e la Capitaneria di porto ci ha chiamato mandandoci le foto per effettuare il riconoscimento. Cosa che abbiamo puntualmente fatto». Tra i disagi c'è stata anche la chiusura dei cancelli dell'Istituto il 24 dicembre scorso per ordinanza dei commissari che ha di fatto isolato i precari nel corso della notte. Un diktat che si ripeterà anche da domani alle 15,50 fino alle 7 di mattina del 4 gennaio. «Durante il giorno possiamo uscire perchè c'è il vigilante - fa sapere Mannozzi - ma durante la notte, dalle 20 in poi, siamo chiusi dentro con tutti i rischi del caso». Cosa chiedono i 230 precari per scendere dal tetto? «Subito, il rinnovo contrattuale per tutti. Le risorse economiche ci sono - dice - Si tratta solo di un problema politico. Per i prossimi 3 anni, infatti, ci sono finanziamenti già erogati che ammontano a complessivi 10,5 mln, 3,5 per tre anni. Nel medio periodo, invece, chiediamo impegni seri, scritti nero su bianco, per una progettazione che preveda il risconoscimento della natura subordinata del lavoro effettuato sotto forma di contratti atipici dal personale precario e quindi la stabilizzazione». Insomma, «basta con i contratti atipici. Solo contratti di natura subordinata. Questo sì - spiega la delegata Usi Rdb, precaria Ispra - sarebbe il vero segnale che il ministro e il ministero puntano sull'Ispra per un rilancio della politica di protezione e tutela dell'ambiente». «Il capo della Protezione civile Bertolaso - ricorda - ha definito quest'anno 'catastrofico per l'ambientè in Italia e ha evidenziato l'importanza della protezione civile per gestire la situazione. Noi, ponendo l'accento sulle sue parole, diciamo che è ora di cominciare una politica di vera prevenzione delle catastrofi che può e deve partire dall'Ispra». Quanto alla schiera di politici che hanno già fatto visita ai precari sul tetto e a quelli che invece lo hanno promesso, Mannozzi sottolinea che sono attesi Renata Polverini, Maurizio Lupi e tutti i politici della Pdl perchè - rimarca - la nostra è una questione di interesse nazionale e non di partiti che siano di destra o di sinistra«. La vicenda Ispra comunque non è iniziata con questa ultima tranche di contratti sospesi nel vuoto. «La prima tranche di licenziamenti (circa 250) - spiega l'addetto stampa della Rdb nazionale Rossella Lamina - è avvenuta prima dell'estate. Si è trattato di ricercatori e tecnici con 10-15 anni di esperienza nella ricerca ambientale. Tutti ricercatori andati avanti per anni con contratti a termine, rinnovati di volta in volta». Di fatto, osserva, «stiamo assistendo a un problema che non riguarda solo la perdita di posti di lavoro, ma di strategia nell'ambito della ricerca ambientale e di fuga di cervelli che ora si buttano a mare come se niente fosse». Usi-Rdb chiede che si apra una trattativa vera perchè «esistono gli strumenti sia legislativi che economici per poter salvare questi posti di lavoro» e ringrazia tutte le testimonianze di solidarietà offerte finora ai precari sul tetto non ultima la visita di vari medici dell'associazione Casalotti libera, essenziale per curare i ricercatori colpiti dall'influenza nei giorni di super freddo«.

LAVORO: ZINGARETTI, APRIRE TAVOLO CON IL GOVERNO PER LAVORATORI ISPRA; 'LA PROVINCIA È PRONTA A COOPERARE'

Roma, 30 dic. - (Adnkronos) - «Trovo semplicemente folle che dopo 37 giorni di protesta dei lavoratori Ispra non ci sia stato nessun segno di attenzione da parte del ministro Prestigiacomo, che chiamerò fra un pò, e rinnovo l'appello perchè ci sia un segnale contro il rischio che questa denuncia venga percepita come invisibile. La richiesta di un incontro e l'apertura di un tavolo con il governo è il minimo indispensabile che si possa fare». A dirlo è il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che stamattina ha incontrato i lavoratori Ispra che dal 24 novembre scorso protestano sul tetto della sede di via di Casalotti contro i licenziamenti e lo smantellamento della ricerca ambientale. I lavoratori sul tetto sono in tutto una cinquantina, organizzati in turni. «La mia presenza qui è un atto dovuto e motivato -ha aggiunto Zingaretti- in primo luogo per mantenere accesi i riflettori nei confronti di una civile forma di lotta e di protesta di lavoratrici e lavoratori che meritano l'attenzione della nostra comunità. L'Ispra è un centro di ricerca che rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio, e tante parole su come rispondere alla crisi e avviare un sistema economico virtuoso diventano ridicole se poi si mortificano tali eccellenze. È sbagliato banalizzare la forma di protesta di questi ricercatori e bisogna invece continuare a interessarsene». «Rinnovo pertanto l'invito al ministro a fare il suo dovere -ha proseguito Zingaretti- da parte nostra garantisco che la mia visita qui non è una parentesi prima della fine dell'anno, ma la testimonianza di un impegno che c'è e continuerà nelle prossime settimane se questa crisi non dovesse risolversi. Concretamente si può fare molto -ha spiegato- già un coinvolgimento diretto degli enti locali come Regione e Provincia potrebbe garantire all'Istituto le risorse per procedere nella propria attività. So che da pare della Regione ci sono stanziamenti pronti e anche come Provincia siamo pronti a cooperare e collaborare per garantire all'Ispra la normalità della propria attività anche nei prossimi anni. Si tratta di una semplice volontà politica e di superare una miopia che non vede che mortificando un istituto come questo si mortifica un pezzo di qualità ed eccellenza del nostro sistema pubblico». Riguardo alla stabilità del terrazzo sul quale manifestano i lavoratori Ispra, «è evidente che un eventuale instabilità dovrebbe essere certificata scientificamente dalla Asl -ha affermato il presidente della Provincia- e mi auguro che non si usi tale preoccupazione per mettere in campo operazioni di sgombero non giustificabili dal punto di vista dell'ordine pubblico. Preoccupazioni di questo tipo devono essere fondate su rilievi scientifici, i quali però devono essere effettuati senza nessuna furbizia». «Non sono qui solo per esprimere la mia solidarietà ai lavoratori, che è dovuta -ha concluso Zingaretti- ma perchè vedo in questo istituto una di quelle eccellenze che Roma non può perdere e per la quale siamo disposti a fare la nostra parte. Tenere aperto questo centro serve non solo ai lavoratori, ma a tutta la comunità, perchè in caso di chiusura Roma sarà più povera».

RICERCA: ZINGARETTI SCRIVE A PRESTIGIACOMO, SU ISPRA DOVEROSO SEGNALE CONCRETO

Roma, 30 dic. - (Adnkronos) - «Questa mattina ho fatto visita ai ricercatori dell'Ispra, che stanno portando avanti una forma civile di lotta e di protesta in difesa del proprio lavoro, alla quale la nostra comunità deve grande attenzione. Una presenza dovuta, la mia, perchè l'Ispra rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio, un modello di efficienza e qualità del sistema pubblico, che non possiamo mortificare come sta avvenendo». Lo dichiara il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti in una lettera inviata al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. «Mi sono impegnato con i lavoratori dell'Ispra a contattarla per proporle la possibilità di aprire un tavolo di confronto per discutere e capire cosa è possibile fare per garantire all'istituto le risorse necessarie per procedere nella propria attività - si legge nella lettera - Sarebbe molto importante e, a mio giudizio, doveroso, dare tale segnale concreto in maniera tempestiva. L'Amministrazione provinciale - conclude Zingaretti nella lettera - è pronta, per quanto è nelle nostre possibilità, a cooperare e collaborare per cercare di garantire all'Ispra il ritorno alla sua normale attività».

RICERCA: LEGAMBIENTE SU ISPRA, BEFANA CONSEGNERÀ CARBONE AL PREFETTO GRIMALDI

Roma, 30 dic. - (Adnkronos) - «Ci piacerebbe molto che il nuovo anno cominciasse bene per i precari dell'Ispra, ancora sul tetto dell'edificio per protestare contro i licenziamenti. Ci farebbe molto piacere per loro, ma anche per il Paese che insieme ai posti di lavoro di queste persone, rischia di perdere un grande patrimonio nel settore strategico della ricerca, con grave danno per l'ambiente e la sostenibilità. Speriamo che il Prefetto ci ripensi. Per convincerlo noi faremo la nostra parte». Con queste parole Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha annunciato per il prossimo 5 gennaio un blitz presso la sede Ispra (l'ente creato da circa un anno dalla fusione di Apat, Infs e Icram) da parte di una particolare Befana ambientalista, che consegnerà un sacco pieno di carbone al Prefetto Grimaldi, Commissario straordinario dell'Ispra, finora «sordo» a tutte le sollecitazioni ricevute per cercare di trovare una soluzione che tenga conto delle competenze e della professionalità degli addetti minacciati dai licenziamenti. La befana di Legambiente interverrà quindi per cercare di scongiurare il rischio che importanti attività come gli interventi sulla biodiversità marina, le emergenze in mare (anche sulle cosiddette «navi dei veleni»), le bonifiche di siti contaminati, la pesca sostenibile, l'informazione ambientale, l'aggiornamento del registro delle emissioni in atmosfera e la prevenzione del dissesto idrogeologico siano definitivamente compromesse da licenziamenti e privatizzazioni frettolose. «L'azione che il prefetto sta intentando, irrigidendo le procedure e tagliando posti di lavoro - ha concluso Cogliati Dezza - impedirà la prosecuzione delle ricerche su un bene primario per l'interesse generale del paese e, oltre a disperdere professionalità e competenze, determinerà anche l'impossibilità di sviluppare il controllo pubblico su temi di primaria importanza e di interesse generale. Il governo deve fare il possibile affinchè la ricerca pubblica ambientale non venga svenduta».

LAVORO: VITERBO, INCONTRO TRA PROVINCIA E SINDACATI SU PRECARIATO

Viterbo, 30 dic. (Adnkronos/Labitalia) - Il presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, l'assessore alle Politiche per il lavoro, Stefano Di Meo, e la dirigente del Personale, Giuliana Aquilani, questa mattina a Palazzo Gentili hanno incontrato le organizzazioni sindacali per discutere dei problemi inerenti il personale precario e non. Alla riunione hanno partecipato Sergio Riccardi (Cgil Fp), Giuseppe Fraticello (Feneal), Mario Fiorucci (Sulpm), Renato Trapè (Cisl Fp), Sergio De Paola (Rdb) e Rosa Maria Meschini (Uil Fpl). Durante l'incontro, è stata sottolineata la validità degli accordi sottoscritti dai sindacati e dalla provincia il 14 dicembre scorso. Gli accordi che riguardano il salario accessorio, l'aumento dell'orario di lavori degli ex Lsu e dei cantieristi e il precariato. Accordi, hanno specificato tutte le sigle sindacali, mai messi in discussione. L'incontro, dove sono stati chiariti tutti gli aspetti, è stato aggiornato con l'impegno da parte della provincia di rimpinguare le risorse inerenti la spesa del personale e il salario accessorio.


30 dicembre 2009 - Omniroma

ISPRA, TIBALDI-MICCOLI: «GOVERNO CONVOCHI TAVOLO CON ENTI LOCALI»

(OMNIROMA) Roma, 30 dic - «Ci auguriamo che non si proceda ad uno sgombero forzato del presidio effettuato dai ricercatori dell'Ispra». È quanto dichiarano in una nota gli Assessori regionali al Lavoro Alessandra Tibaldi e al Bilancio Luigi Nieri, l'Assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio e il Presidente della Commissione Lavoro della Provincia di Roma Marco Miccoli al termine della riunione che si è tenuta presso l'Assessorato al Lavoro della regione Lazio alla presenza delle Organizzazioni Sindacali e dei rappresentanti dei ricercatori dell'Ispra. «La questione - aggiungono - non va affrontata nel senso dell'ordine pubblico, bensì con la convocazione da parte del Governo di un tavolo di confronto per discutere nel merito, allargato a Regione, Provincia e Comune. La Regione e la Provincia sono disponibili ad effettuare una ricognizione al fine di reperire eventuali fonti di cofinanziamento aggiuntive per trovare soluzioni al caso, attivando progetti che siano utili al territorio e legati alla mission dell'istituto».

ISPRA, MONTINO: «CONVOCARE TAVOLO CONFRONTO»

(OMNIROMA) Roma, 30 dic - «Ho scritto al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo al fine di sollecitare la convocazione di un tavolo di confronto che, coinvolgendo tutte le istituzioni locali, affronti concretamente la vicenda dei ricercatori dell'Ispra ormai in protesta da settimane. L'iniziativa congiunta di oggi tra Regione e Provincia dimostra la corretta attenzione nei confronti di una vicenda che non colpisce solo centinaia di posti di lavoro ma un patrimonio di conoscenze e competenze che sarebbe irresponsabile disperdere. Intervenire attraverso uno sgombero forzato, invece che con il dialogo, per affrontare una situazione tanto delicata sarebbe una scelta davvero poco lungimirante. Alla disponibilità mostrata da Provincia di Roma e Regione Lazio per l'individuazione di soluzioni anche finanziarie, devono adesso fare seguito scelte altrettanto responsabili da parte del Governo». È quanto dichiara in una nota il vicepresidente della giunta regionale del Lazio, Esterino Montino.


30 dicembre 2009 - Ansa

LAVORO:ISPRA;TIBALDI, NO SGOMBERO. GOVERNO CONVOCHI TAVOLO

(ANSA) - ROMA, 30 DIC - «Ci auguriamo che non si proceda ad uno sgombero forzato del presidio effettuato dai ricercatori dell'Ispra». È quanto hanno detto in una nota congiunta l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi e al Bilancio Luigi Nieri, l'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio e il presidente della Commissione Lavoro della Provincia di Roma Marco Miccoli al termine della riunione all'Assessorato al Lavoro della regione Lazio alla presenza delle Organizzazioni Sindacali e dei rappresentanti dei ricercatori dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). «La questione - hanno aggiunto - non va affrontata nel senso dell'ordine pubblico, bensì con la convocazione da parte del Governo di un tavolo di confronto per discutere nel merito, allargato a Regione, Provincia e Comune. La Regione e la Provincia - hanno concluso - sono disponibili ad effettuare una ricognizione al fine di reperire eventuali fonti di cofinanziamento aggiuntive per trovare soluzioni al caso, attivando progetti che siano utili al territorio e legati alla mission dell'istituto».

LAVORO: ISPRA; ZINGARETTI A PRESTIGIACOMO, CONVOCHI TAVOLO

(ANSA) - ROMA, 30 DIC - «Questa mattina ho fatto visita ai ricercatori dell'Ispra, che stanno portando avanti una forma civile di lotta e di protesta in difesa del proprio lavoro, alla quale la nostra comunità deve grande attenzione. Una presenza dovuta, la mia, perchè l'Ispra rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio, un modello di efficienza e qualità del sistema pubblico, che non possiamo mortificare come sta avvenendo». È quanto si legge in una lettera che, dopo aver portato la solidarietà dell'Amministrazione provinciale ai ricercatori precari dell'Ispra, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti ha inviato al Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. «Mi sono impegnato - si legge nel testo - con i lavoratori dell'Ispra a contattarla per proporle la possibilità di aprire un tavolo di confronto per discutere e capire cosa è possibile fare per garantire all'istituto le risorse necessarie per procedere nella propria attività. Sarebbe molto importante e, a mio giudizio, doveroso, dare tale segnale concreto in maniera tempestiva». «L'Amministrazione provinciale - conclude Zingaretti nella lettera - è pronta, per quanto è nelle nostre possibilità, a cooperare e collaborare per cercare di garantire all'Ispra il ritorno alla sua normale attività».

LAVORO: ISPRA; SENATORI PD, GOVERNO AGISCA CON URGENZA

(ANSA) - ROMA, 30 DIC - Il governo «non sprechi queste ultime ore preziose, chiarisca le ragioni ingiustificabili della riduzione del personale dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e intraprenda urgentemente le iniziative utili per arrivare ad una soluzione che permetta il rilancio delle attività di ricerca dell'istituto, salvaguardando i 250 posti di lavoro». Lo chiedono i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. «Sono ormai 38 i giorni trascorsi sul tetto dai precari dell'Ispra, per i quali domani rischia di essere l'ultimo giorno di lavoro se il governo non deciderà di intervenire. Si tratta - affermano i senatori Pd - di 250 persone, in gran parte con famiglie a carico e con ottimi curricula; lavoratori che hanno dedicato anni al servizio del controllo ambientale e che il ministro dell'Ambiente finora si è rifiutato di incontrare e ascoltare». Il ministro Prestigiacomo, è l'invito di Ferrante e Della Seta, «intervenga urgentemente, tamponando la situazione di emergenza con uno spostamento di risorse in dote al ministero, quali i 7 milioni di euro previsti per i contributi ordinari dell'ex Infs e dell'ex Icram». Secondo i sentori ecodem, «l'indurimento deciso dal prefetto Grimaldi, che oggi ha chiuso i cancelli dell'istituto impedendo il libero accesso, risulta incomprensibile e gravissimo: Il ministro Prestigiacomo - affermano - intervenga per garantire ai lavoratori in protesta sul tetto dell'istituto la possibilità di circolare liberamente e di ricevere assistenza dall'esterno». L'atteggiamento «sordo del governo - continuano gli esponenti Pd - è tanto più incomprensibile alla luce del bilancio previsionale dell'Ispra per il 2010 di 126 milioni di euro e l'iscrizione al bilancio stesso di attività per svariati milioni di euro, coerenti con le finalità istituzionali dell'Ente: è facile immaginare che tali attività, senza l'apporto fondamentale dei precari non riconfermati - concludono - verranno esternalizzate».

LAVORO: ISPRA; LEGAMBIENTE,BEFANA DONERÀ CARBONE A COMMISSARIO BLITZ IL 5 GENNAIO; PRECARI ANCORA SU TETTO CONTRO LICENZIAMENTI

(ANSA) - ROMA, 30 DIC - La Befana di Legambiente porta il carbone al prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario straordinario dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) i cui lavoratori precari da giorni protestano sul tetto dell'edificio contro i previsti licenziamenti. Il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha infatti annunciato per il prossimo 5 gennaio un blitz presso la sede Ispra da parte di una particolare Befana ambientalista, che consegnerà un sacco pieno di carbone al prefetto Grimaldi, «finora 'sordò a tutte le sollecitazioni ricevute per cercare di trovare una soluzione che tenga conto delle competenze e della professionalità degli addetti minacciati dai licenziamenti». La befana di Legambiente, ha affermato Cogliati Dezza, «interverrà quindi per cercare di scongiurare il rischio che importanti attività come gli interventi sulla biodiversità marina, le emergenze in mare, le bonifiche di siti contaminati, la pesca sostenibile, l'informazione ambientale, l'aggiornamento del registro delle emissioni in atmosfera e la prevenzione del dissesto idrogeologico siano definitivamente compromesse da licenziamenti e privatizzazioni frettolose». «L'azione che il prefetto sta intentando, irrigidendo le procedure e tagliando posti di lavoro - ha sottolineato il presidente di Legambiente - impedirà la prosecuzione delle ricerche su un bene primario per l'interesse generale del paese e, oltre a disperdere professionalità e competenze, determinerà anche l'impossibilità di sviluppare il controllo pubblico su temi di primaria importanza e di interesse generale». Il governo, è l'appello di Cogliati Dezza, «deve fare il possibile affinchè la ricerca pubblica ambientale non venga svenduta».


30 dicembre 2009 - Asca

ISPRA: DI NUOVO CHIUSI I CANCELLI. RICERCATORI BLOCCATI ALL'INTERNO

(ASCA) - Roma, 30 dic - ''Al nuovo irrigidimento della struttura commissariale rispondiamo generalizzando la lotta'', annuncia Claudio Argentini, della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca. ''Da stamani i cancelli della sede ISPRA di via Casalotti 300, dove da 38 giorni prosegue l'occupazione pacifica del tetto da parte dei precari che gia' da dopodomani rischiano il licenziamento, sono stati chiusi ai giornalisti e probabilmente rimarranno sbarrati anche alle personalita' politiche di entrambi gli schieramenti''. Prosegue Argentini: ''Questa decisione potrebbe essere propedeutica allo sgombero dei lavoratori. Ebbene, questo ci rafforza nella decisione di generalizzare la lotta e stamani formalizzeremo le procedure per arrivare allo sciopero della Ricerca Pubblica. La vertenza ISPRA deve vedere il sostegno di tutti i lavoratori degli Enti e la generalizzazione della lotta ha come obbiettivi sia l'ottenimento di una soluzione immediata per i lavoratori dell'ISPRA sia quello di bloccare lo smantellamento non solo di ISPRA ma anche dell'ENEA, dell'ISFOL e degli altri enti in riordino''. Aggiunge Argentini: ''Il silenzio del Ministro Prestigiacomo determina da parte nostra la richiesta forte di intervento da parte del Governo, che non puo' permettere che un singolo dicastero determini, in un periodo di crisi, ulteriori licenziamenti. Lo sciopero sara' un appuntamento importante ma non unico. La Federazione RdB sta infatti preparando un'assemblea cittadina proprio su ISPRA che veda il contributo di forze politiche e istituzionali e che faccia capire al Governo che i precari ISPRA non sono soli ma fanno parte di un tessuto che reagisce duramente contro il tentativo di emarginarli, contro i licenziamenti ed i tagli alla cosa pubblica. Questi lavoratori vogliono posti di lavoro, non ammortizzatori, vogliono essere utili alla collettivita' recuperando dignita' e diritti. Contro chi anche con mezzucci di basso livello tenta di isolarli, risponderemo portando la citta' e la Ricerca Pubblica all'ISPRA'', conclude Argentini.


30 dicembre 2009 - Julie news

Ispra:precari ancora chiusi nei cancelli

Al nuovo irrigidimento della struttura commissariale rispondiamo generalizzando la lotta". Cosi' Claudio Argentini, della segreteria nazionale USI RdB Ricerca, annuncia la prosecuzione della protesta dei ricercatori dell'Ispra di Roma. Da stamani i cancelli della sede Ispra di via Casalotti 300, dove da 38 giorni prosegue l'occupazione pacifica del tetto da parte dei precari che gia' da dopodomani rischiano il licenziamento, sono stati chiusi ai giornalisti e "probabilmente -spiega Argentini- rimarranno sbarrati anche alle personalita' politiche di entrambi gli schieramenti". "Questa decisione -prosegue il sindacalista- potrebbe essere propedeutica allo sgombero dei lavoratori. Ebbene, questo ci rafforza nella decisione di generalizzare la lotta e stamani formalizzeremo le procedure per arrivare allo sciopero della Ricerca Pubblica. La vertenza ISPRA deve vedere il sostegno di tutti i lavoratori degli Enti e la generalizzazione della lotta ha come obbiettivi sia l'ottenimento di una soluzione immediata per i lavoratori dell'Ispra sia quello di bloccare lo smantellamento non solo di Ispra ma anche dell'Enea, dell'Isfol e degli altri enti in riordino". Aggiunge Argentini: "Il silenzio del Ministro Prestigiacomo determina da parte nostra la richiesta forte di intervento da parte del Governo, che non puo' permettere che un singolo dicastero determini, in un periodo di crisi, ulteriori licenziamenti. Lo sciopero sara' un appuntamento importante ma non unico. La Federazione RdB sta infatti preparando un'assemblea cittadina proprio su Ispra che veda il contributo di forze politiche e istituzionali e che faccia capire al Governo che i precari Ispra non sono soli ma fanno parte di un tessuto che reagisce duramente contro il tentativo di emarginarli, contro i licenziamenti ed i tagli alla cosa pubblica. Questi lavoratori vogliono posti di lavoro, non ammortizzatori, vogliono essere utili alla collettivita' recuperando dignita' e diritti. Contro chi anche con mezzucci di basso livello tenta di isolarli, risponderemo portando la citta' e la Ricerca Pubblica all'Ispra", conclude Argentini.


30 dicembre 2009 - Adnkronos

LAVORO: ISPRA, I PRECARI IN LOTTA DI NUOVO CHIUSI DENTRO I CANCELLI

Roma, 30 dic. (Adnkronos/Labitalia) - "Al nuovo irrigidimento della struttura commissariale rispondiamo generalizzando la lotta". Cosi' Claudio Argentini, della segreteria nazionale USI RdB Ricerca, annuncia la prosecuzione della protesta dei ricercatori dell'Ispra di Roma. Da stamani i cancelli della sede Ispra di via Casalotti 300, dove da 38 giorni prosegue l'occupazione pacifica del tetto da parte dei precari che gia' da dopodomani rischiano il licenziamento, sono stati chiusi ai giornalisti e "probabilmente -spiega Argentini- rimarranno sbarrati anche alle personalita' politiche di entrambi gli schieramenti".


30 dicembre 2009 - Corriere del Veneto.it

Sciopero di capodanno per le biglietterie dei vaporetti
Venezia, giornata di stop annunciata dai sindacati dell'Actv per il 31 dicembre. Tabaccherie o macchinette automatiche per l'acquisto dei ticket

VENEZIA - Una difficoltà in più per quanti si apprestano domani a raggiungere Venezia per il Capodanno. I sindacati di base dell’azienda di trasporto pubblico Actv hanno annunciato uno sciopero di 24 ore il 31 dicembre per gli sportelli di vendita e le biglietterie Vela/Hellovenezia sparse sul territorio. Lo rende noto la stessa Actv, che si «rammarica per questa decisione unilaterale delle sigle sindacali che avrà come unica conseguenza quella di causare disagi a tutti i clienti (cittadini e turisti) che anche per queste vacanze fortunatamente si attendono numerosi». Per acquistare i biglietti di vaporetti e autobus pubblici bisognerà necessariamente rivolgersi alle tabaccherie, oppure utilizzare le macchinette automatiche (sono una decina in città) oppure pagare il ticket direttamente al personale Actv sui vaporetti. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e dagli autonomi RdbCub. Actv, in una nota, si augura che «questo atto irresponsabile venga revocato, anche per evitare che nell’immaginario collettivo della città e dei suoi ospiti, non si accresca l’impressione che alcuni lavoratori di Vela, oltre ad essere dei «furbetti», approfittino di una giornata particolare, come quella l’ultimo dell’anno, per non lavorare a scapito di altri lavoratori che invece al posto di lavoro ci devono andare».


30 dicembre 2009 - Tuscia web

Università della Tuscia
In seguito alla riunione per il salario accessorio del personale tecnico-amministrativo
La Rdb è contraria all'accordo

Viterbo - Riceviamo e pubblichiamo - Ieri si è riunita la delegazione trattante per il salario accessorio anno 2010 del personale tecnico amministrativo della Università della Tuscia. Finalmente e purtroppo costatiamo che la Rdb aveva ragione a denunciare che il decreto Brunetta e gli accordi nazionali sottoscritti da Cisl, Uil avrebbero comportato la decurtazione di parti sostanziali di salario accessorio. Per mesi la Cisl in molti posti di lavoro ha speso parole per rassicurare i lavoratori che il taglio del 10% del fondo salario accessorio sarebbe stato reintegrato in virtù delle rassicurazioni avute dal proprio nazionale. Alla prova dei numeri mancano circa 150mila euro. La RdB ha sostenuto che la decurtazione del fondo, che comporta una diminuzione di reddito pro capite, per ogni lavoratore, di circa 400 euro annue, dovesse interessare in primis le indennità di responsabilità. Tale nostra indicazione nasceva da varie considerazioni: l’Università sta varando un piano di ristrutturazione della sua organizzazione tale per cui verranno più che dimezzati i posti suscettibili di tale indennità; se diminuiscono il numero delle indennità deve ridursi anche il valore delle indennità stesse perché i sacrifici vengono affrontati da tutto il personale anche da quelli posizionati in alto nella organizzazione funzionale. Di fronte a tutto ciò noi apprezziamo la proposta dell'amministrazione nella figura del rettore di incrementare la parte fissa del salario ma non ci capacitiamo del perché le posizioni di responsabilità, che riguardano una minoranza del personale posta in alto della carriera, non possano essere di fatto ridotte o annullate. Vorremmo sbagliarci ma ultimamente abbiamo la vista lunga: il motivo per cui non si toccano sostanzialmente le posizioni di responsabilità potrebbe risiedere nel fatto che chi è destinatario di tale indennità è di fatto, ai sensi del decreto Brunetta, già inserito nel gruppo di eccellenza e quindi fruitore di maggior salario accessorio futuro e di potenziali premi e semplificazioni nei passaggi di carriera? Per questi motivi ieri RdB non ha firmato l’accordo perché non ci piace che la meritocrazia venga fatta con i soldi contrattualmente già dei lavoratori, perché ci sembra discutibile che vi siano alcuni lavoratori più protetti di altri nel reddito e nella professionalità. La trattativa è andata in porto, Cgil, Cisl e Cisal in linea con la loro idea di meritocrazia pagata coi soldi di tutti, hanno sottoscritto con l’amministrazione. Vorremmo non dover dire tra un anno che anche in questo caso avevamo ragione visto che i danni degli accordi siglati da alcuni sindacati nel tempo sono sempre i lavoratori a pagarli.
Sergio de Paola - Rdb


30 dicembre 2009 - MB news

Buone novelle: la provincia di Monza e Brianza ha la sua sede Inps autonoma

Monza - Niente dimezzamento. Niente rischio di dover andare a Milano per le varie pratiche. L’annuncio è ufficiale: l’agenzia Inps di Monza diventerà sede provinciale MB e non sarà declassa come si temeva. In sostanza l’Inps di Milano ha "promosso" l’inps di Monza a ente provinciale, rendendolo autonomo e con tutti i servizi sul territorio. Una diatriba aperta da mesi che aveva visto scendere in campo parti sociali e istituzioni, per prima la neonata provincia il cui Consiglio aveva chiesto che l’Inps MB fosse autonoma da Milano. Un risultato frutto della mobilitazione collettiva e della capacità di aver saputo coinvolgere in questa lotta il territorio e l’utenza – commenta il Coordinamento RdB-CUB (INPS Monza), la forza sindacale che ha spinto per questo risultato – Abbiamo consolidato il territorio della Brianza con la presenza di un pilastro dello Stato Sociale rappresentato dall’Inps».


30 dicembre 2009 - Terra

Capodanno precario
di Rossana De Rossi

LA STORIA. Da 36 giorni 200 ricercatori e tecnici precari dell'Ispra occupano il tetto dell’Istituto a Roma per protestare contro la scadenza dei loro contratti. Dal primo gennaio 2010 molti resteranno senza lavoro, come già accaduto quest’anno a 250 loro colleghi. Inutile la trattativa con la struttura commissariale, guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi, e le richieste di incontro con il ministro Stefania Prestigiacomo. E' iniziato il conto alla rovescia sul tetto dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Non si tratta del classico countdown che precede capodanno: il -1 che è sulla bocca dei 200 ricercatori e tecnici precari, che ormai da 36 giorni occupano il tetto dell’Istituto a Roma, è riferito alla scadenza dei loro contratti. Da venerdì, molti dei migliori scienziati esperti di mare resteranno senza lavoro, come già accaduto quest’anno a 250 loro colleghi che si occupavano (tra le altre cose) di dissesto idrogeologico ed emissioni: inutile la trattativa con la struttura commissariale, guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi, nominata dal ministero dell’Ambiente, come le richieste di incontro con la titolare del dicastero, Stefania Prestigiacomo, che alla vigilia di Natale si è limitata a un’incredibile dichiarazione nella quale chiedeva al governo di intervenire, quasi che lei non facesse parte dell’esecutivo. «Quelle parole sono state le uniche che abbiamo sentito dal ministro - conferma Massimiliano Bottaro, biologo marino - in sede di trattativa il prossimo incontro è stato fissato intorno al 20 gennaio, ossia quando i nostri contratti saranno scaduti da un pezzo». Per aggiungere al danno la beffa, nei giorni festivi a cavallo di Natale l’amministrazione ha deciso di chiudere i cancelli dell’Istituto, cercando di impedire le visite dall’esterno ai precari: solo l’arrivo di molti parlamentari ha convinto i commissari a uno "strappo" alla regola, in particolare dopo che il senatore Ignazio Marino era stato costretto a scavalcare il cancello. Questa situazione si ripeterà nei primi giorni del nuovo anno, mentre quasi ogni sera si diffonde la notizia di un possibile sgombero imminente: «Cercano di intimidirci - attacca Bottaro - ma non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare al nostro diritto di protestare in modo civile; ci piace pensare di essere diventati un simbolo per la ricerca e la salvaguardia dell’ambiente, e questo ci incoraggia ad andare fino in fondo». La richiesta non è solo quella di un rinnovo dei contratti. «Da sempre chiediamo un piano per la graduale immissione in ruolo del personale precario e il rilancio dell’ente - sintetizza Michela Mannozzi del coordinamento Usi-Rdb Ricerca Ispra - per restare in tema festivo non ci accontenteremo del piatto di lenticchie del rinnovo dei contratti, peraltro indispensabile, ma vogliamo arrivare alla soluzione definitiva di una situazione grottesca ormai nota anche all’estero, da quando ne hanno parlato addirittura la rivista Science e il Financial Times».


30 dicembre 2009 - Il Nuovo Roma Oggi

OCCUPAZIONE - La Prestigiacomo li snobba. Loro restano sul tetto
Ispra: la vigilia del disastro
Ultimi due giorni di contratto per 250 lavoratori appesi a un filo
di Vincenzo Bisbiglia

Ultimi due giorni di lavoro per i 250 lavoratori dell’Ispra, Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, tagliati dalla mancanza di fondi elargiti dal ministero dell’Ambiente dopo il primo taglio di 200 persone effettuato il giugno scorso. Nei giorni scorsi il ministro Stefania Prestigiacomo si era appellata ai lavoratori "per sospendere la protesta e tornare per queste festività a casa dalle loro famiglie". A questo punto, come dire: "Tornate a casa e restateci". Un vero e proprio caso occupazionale che sta commovendo Roma e tutta l’Italia, con i lavoratori che finora hanno ottenuto soltanto pochi cenni di solidarietà ma nessun impegno fattivo. Impegno mai negato dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che questa mattina sarà sui tetti dell’Ispra insieme ai lavoratori "per dimostrare la mia vicinanza ai lavoratori che da giorni stanno portando avanti una protesta silenziosa e civile mentre troppo spesso finiscono sui giornali solo le azioni violente". Solidarietà che ieri, sempre nella capitale, ha espresso anche Legambiente. "Aderiamo alle iniziative di solidarietà alla vertenza dei lavoratori precari dell’Ispra che nelle prossime ore rischiano di veder chiusa l’importante esperienza di ricerca ambientale. Da giorni le associazioni ed i comitati del quartiere di Casalotti a Roma, tra i quali il circolo Legambiente Parco della Cellulosa, stanno sostenendo i lavoratori in lotta, mentre mancano poche ore alla fine dell’anno e quindi alla scadenza dei contratti". "Sono innumerevoli – affermano da Legambiente - le analisi che gli Istituti dell’Ispra conducono da anni, permettendo non solo di migliorare le conoscenze nelle materie ambientali ma soprattutto di valutare le scelte da compiere: se è noto l’andamento della produzione di rifiuti, ad esempio, lo si deve al ‘Rapporto rifiutì che da diversi anni analizza la situazione, se la qualità e la quantità delle emissioni delle industrie viene certificata lo si deve all’’Inventario nazionale delle Emissioni’. Tra i numeri resi noti da Ispra c’è la produzione di rifiuti della Capitale, di 1.764.612 tonnellate di immondizia (2007), ben 649 chilogrammi per abitante, oppure ci sono i dati relativi ai 18 impianti industriali più inquinanti del Lazio, da cui emerge che 62 su 72 valori dichiarati per gli inquinanti locali (86%), risultano essere al di sopra la soglia fissata dalle normative". "Altra importante considerazione – conclude l’organizzazione ambientalista - riguarda la possibilità che il destino dei precari possa essere legato ad interessi immobiliari e speculativi, visto che la sede Ispra di via di Casalotti 300 è per una parte di proprietà demaniale e potrebbe quindi essere conferita al Comune di Roma con la Finanziaria ed essere utilizzata eventualmente per l’housing sociale. Un’ipotesi da sventare, essendo la magnifica area inserita all’interno del Parco Regionale della Cellulosa ‘Monumento Naturale’ di 97 ettari".


30 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova

ADL: AUMENTO BUS SBAGLIATO

Padova - «L’aumento dei biglietti dei bus è ingiustificato e fuori luogo» dice Adl Cobas. «Il trasporto pubblico è un servizio utile due volte: evita code e traffico e riduce lo smog. Sono decisioni prese sulla pelle dei lavoratori di Aps e dei cittadini».


30 dicembre 2009 - Il Gazzettino

«I rincari sono colpa del tram»
Insorgono centrodestra e sindacato Cobas sull’aumento del biglietto del trasporto pubblico

Padova - L’aumento del costo del biglietto - da 1 a 1,10 euro - dei mezzi pubblici in realtà serve solo a ripianare il deficit della gestione del tram. È la tesi sostenuta dai consiglieri comunali della Lega Nord, Mario Venuleo e Luca Littamè. Che, dati alla mano, caricano a testa bassa contro l’assessore alla Mobilità Ivo Rossi.
«Il tram – fanno notare - al chilometro costa oltre 13 euro mentre un autobus 4,8. Il primo poi trasporta 10mila passeggeri al giorno, il secondo oltre 90mila. L’aumento del costo del biglietto quindi non può essere giustificato da altro se non da un piano finanziario di investimento per il tram fatto male».
«Ora – riprendono i due consiglieri leghisti – l’abbonamento mensile per uno studente che usa i mezzi pubblici salirà del 5 per cento e quello trimestrale del 5,5 per cento. Per l’abbinata bus più parcheggio a Brusegana sarà poi un vero e proprio salasso: più 8,3 per cento. Se proprio volevano aumentare il costo del biglietto dovevano farlo solo per quello del tram, così invece si finisce per vessare esclusivamente gli utenti degli autobus». Quindi l’ultimo affondo: «Il tram, è evidente, sta marciando in perdita. E’ come se una famiglia mangiasse più di quanto guadagnano i suoi componenti. Speriamo Ivo Rossi desista dal progettare altre linee altrimenti un biglietto arriverà a costare anche 1euro e 50. Inoltre fa un effetto strano vedere come la presidente del consiglio comunale, Daniela Ruffini, accetti così, di buon grado, questo aumento ingiusto e ingiustificato che va a colpire le fasce di utenza più deboli».
Ma sul sentiero di guerra è anche il capo gruppo del Pdl a Palazzo Moroni, Alberto Salmaso: «L’incremento del prezzo del biglietto di bus e tram serve al Comune solo per fare cassa e a rimetterci, come sempre, sono i cittadini più deboli: i ragazzi che vanno a scuola e gli anziani, ovvero le categorie obbligate a servirsi dei mezzi di trasporto pubblici. La realtà è che con i soldi derivanti dall’aumento del ticket l’amministrazione comunale di centro sinistra cercherà di ripianare il "buco" di Aps».
E non usano mezze misure nemmeno i rappresentanti sindacali di Adl Cobas. «È un aumento totalmente fuori luogo – sentenziano i sindacalisti in una nota – e, come al solito, queste decisioni vengono prese sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini senza il minimo confronto con i loro rappresentanti. L’unico scopo dell’amministrazione è quello di cercare di ripianare nel modo più semplice e veloce una situazione, come quella del trasporto pubblico locale, che invece andrebbe sviscerata e valutata approfonditamente».

Padova - In merito all’aumento del biglietto...

Padova - In merito all’aumento del biglietto, deciso dal CdA di APS e dal suo proprietario cioè il Comune di Padova, desideriamo precisare quanto segue.
Questi aumenti altro non fanno che penalizzare i cittadini con particolare riferimento a quelli del Comune di Padova che fanno del trasporto pubblico il loro unico mezzo di spostamento. Siamo infatti in una fase economica che sicuramente non è a favore dei lavoratori e dei cittadini comuni, la crisi economica che sta attanagliando il nostro paese e quasi tutte le economie, va ovviamente a colpire più di tutti i soggetti più deboli, i lavoratori dipendenti, i precari, gli anziani, gli studenti e non aiuta a diffondere l’uso del mezzo pubblico anche tra le altre categorie produttive. Il Trasporto Pubblico Locale (TPL) deve essere visto come un servizio due volte utile, la prima per evitare intasamenti di traffico e code interminabili nella nostra città, la seconda come uno dei mezzi più importanti per ridurre l’inquinamento e dopo il fallimento delle trattative di Copenhagen anche per ridurre il riscaldamento globale del Pianeta e quindi non può a nostro avviso essere considerato solo dal punto di vista del pareggio del Bilancio, ma deve essere visto come un bene comune a disposizione di tutti i cittadini.
Inoltre riteniamo inaccettabile addurre a giustificazione per la richiesta di aumento il Contratto Integrativo dei lavoratori del TPL come ha dichiarato il Presidente Levorato tanto più che il Contratto Integrativo meglio conosciuto sotto il nome di Premio di Risultato, proprio in quanto Premio di Risultato viene erogato solo al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Non accettiamo quindi che si voglia scaricare sulle spalle dei lavoratori una richiesta che sicuramente non godrà il favore degli utenti e che a nostro parere andrà anzi nella direzione di disincentivare l’uso del mezzo pubblico tanto che ad ogni aumento tariffario si riscontra circa il 5% in meno di utenza.
Inoltre come al solito queste decisioni sono prese sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini senza il minimo confronto con i rappresentanti degli stessi con l’unico scopo di cercare di ripianare nel modo più semplice e con il mezzo più immediato una situazione come quella del TPL che invece andrebbe sviscerata e valutata approfonditamente cercando di fare in modo invece che l’ente erogatore dei contributi e cioè la Regione aumentasse il valore dei contributi a favore dei chilometri percorsi e del servizio dato.
Riteniamo inoltre che se il Comune di Padova facesse quanto di sua spettanza, cioè mettere in atto quegli interventi strutturali per far sì che il servizio pubblico possa competere in modo efficace con il traffico privato sia in velocità che in puntualità, il bilancio dell’Azienda ne guadagnerebbe in maniera sensibile. (Rammentiamo che ad ogni chilometro di velocità commerciale recuperata l’Azienda mette in tasca circa 500.000 euro).
Per tutti questi motivi crediamo sia giusto ancora una volta esprimere come abbiamo già fatto in passato il nostro "no" ad un aumento che riteniamo del tutto ingiustificato e totalmente fuori luogo.
CUB Trasporti


29 dicembre 2009 - Omniroma

ISPRA, LEGAMBIENTE: «ADERIAMO A INIZIATIVE LAVORATORI PRECARI»

(OMNIROMA) Roma, 29 dic - «Legambiente aderisce alle iniziative di solidarietà alla vertenza dei lavoratori precari dell'ISPRA che nelle prossime ore rischiano di veder chiusa l'importante esperienza di ricerca ambientale. Da giorni le associazioni ed i comitati del quartiere di Casalotti a Roma, tra i quali il circolo Legambiente Parco della Cellulosa, stanno sostenendo i lavoratori in lotta, mentre mancano poche ore alla fine dell'anno e quindi alla scadenza dei contratti. Sono innumerevoli le analisi che gli Istituti dell'ISPRA conducono da anni, permettendo non solo di migliorare le conoscenze nelle materie ambientali ma soprattutto di valutare le scelte da compiere: se è noto l'andamento della produzione di rifiuti, ad esempio, lo si deve al 'Rapporto rifiutì che da diversi anni analizza la situazione, se la qualità e la quantità delle emissioni delle industrie viene certificata lo si deve all'»Inventario nazionale delle Emissioni«. Tra i numeri resi noti da ISPRA c'è la produzione di rifiuti della Capitale, di 1.764.612 tonnellate di immondizia (2007), ben 649 chilogrammi per abitante, oppure ci sono i dati relativi ai 18 impianti industriali più inquinanti del Lazio, da cui emerge che 62 su 72 valori dichiarati per gli inquinanti locali (86%), risultano essere al di sopra la soglia fissata dalle normative». Lo comunica, in una nota, Legambiente. «Per questo Legambiente - prosegue la nota - esprime una preoccupazione forte e fondata, visto che i licenziamenti dei precari corrisponderebbero certamente ad uno svuotamento delle capacità di monitoraggio sull'ambiente e intervento sulle emergenze, tanto più che tra i compiti importanti dell'Istituto che toccano la nostra regione ci sono parte del monitoraggio della centrale a carbone di Civitavecchia ed un'analisi della situazione dell'area di Malagrotta. Altra importante considerazione riguarda la possibilità che il destino dei precari possa essere legato ad interessi immobiliari e speculativi, visto che la sede ISPRA di via di Casalotti 300 è per una parte di proprietà demaniale e potrebbe quindi essere conferita al Comune di Roma con la Finanziaria ed essere utilizzata eventualmente per l'housing sociale. Un'ipotesi da sventare, essendo la magnifica area inserita all'interno del Parco Regionale della Cellulosa 'Monumento Naturalè di 97 ettari».

ISPRA, ZINGARETTI: DOMANI SU TETTI A FIANCO LAVORATORI

(OMNIROMA) Roma, 29 dic - «Domani mattina andrò sui tetti dell'Ispra per dimostrare la mia vicinanza ai lavoratori che da giorni stanno portando avanti una protesta silenziosa e civile mentre troppo spesso finiscono sui giornali solo le azioni violente». Lo ha detto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti presentando questa mattina a palazzo Valentini i nuovi bandi provinciali per le azioni di formazione del «progetto obiettivo 2010».


29 dicembre 2009 - Il Manifesto

RICERCA I ricercatori sul tetto dell'istituto. Ma il ministro Prestigiacomo continua a tacere
Ispra: la vertenza sul Financial Times e Science
di Giulia Torbidoni

Dopo Natale, anche capodanno. I ricercatori dell'Ispra si preparano a salutare il 2010 dal tetto dell'istituto dove stanno da più di un mese per protestare contro i tagli alla ricerca decisi dal governo. «Anche se ci dovessero rinnovare il contratto per pochi mesi, noi non scenderemmo. Siamo stanchi di rinnovi per poco tempo», ha detto Michela Mannozzi, ricercatrice dell'Ispra. Dal tetto non si scende quindi, e mentre il governo tace la notizia inizia ad attrarre la stampa internazionale.
La più importante rivista scientifica del mondo, Science, ha pubblicato sul suo sito la notizia della situazione dei ricercatori dell'Ispra. E a gennaio, dicono gli scienziati, uscirà l'articolo sul numero cartaceo. «Scienziati italiani contestano i tagli» è, invece, il titolo che il Financial Times ha dato al suo articolo sui ricercatori dell'Ispra apparso ieri in terza pagina, proprio sotto al pezzo sulle proteste iraniane. «Con tende bagnate e alberi di Natale di plastica sono arroccati nel loro centro di ricerca», inizia l'articolo che prosegue «gli scienziati dell'ambiente italiani stanno entrando nella sesta settimana di protesta sul tetto contro i larghi tagli imposti dal governo Berlusconi». L'articolo ripercorre la storia dell'Istituto: «Stefania Prestigiacomo, ministro dell'ambiente che proviene da una famiglia di industriali siciliani, ha fondato l'Ispra l'anno scorso, unendo tre istituti di ricerca e protezione ambientale.\L'Ispra è stato messo sotto la gestione di un commissario speciale che è l'ex vice capo della polizia». La situazione attuale è che «200 lavoratori hanno perso il lavoro quest'anno e oltre 230 lo rischiano da gennaio, mentre il ministro ha rafforzato un corpo separato, chiamato Sogesid, specializzato in servizi ambientali e che, si dice, può avere assegnati dei contratti senza un'asta pubblica». Il Financial Times sottolinea che «nè Prestigiacomo nè il commissario speciale sono andati dai manifestanti» e che il nostro paese «sta in fondo alla classifica europea della spesa pubblica per ricerca e sviluppo».
In compenso, come denuncia sul suo blog Marco Cattaneo (Le Scienze), i soldi che servono a stabilizzare i ricercatori dell'Ispra ci sarebbero già e il ministero dovrebbe sborsare un milione all'anno. È troppo, se si pensa che Natale a Beverly Hills, inserito nella lista di pellicole a interesse culturale, è costato «1,5 milioni di euro»?


29 dicembre 2009 - Il Tempo

Vertenza
I precari sul tetto si appellano a Prestigiacomo
Tre senatori del Pd chiedono alla Prestigiacomo che il governo convochi un tavolo istituzionale per risolvere la vertenza, formalizzando un piano organico di sviluppo dell'Istituto che permetta di salvaguardare i posti di lavoro

I precari e i senatori democratici lanciano un appello al ministro Prestigiacomo perché intervenga sulla vicenda dell'Ispra. «Ormai sul tetto sono saliti tutti: rappresentanti delle forze politiche di ogni schieramento, esponenti delle principali associazioni ambientaliste e inviati dei media di tutto il mondo. Manca all'appello solo chi, come il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, potrebbe davvero risolvere il problema dei precari dell'Ispra», chiede Michela Mannozzi, del Coordinamento Precari Ispra dell'Usi RdB Ricerca, che sottolinea come «dopo l'ennesima notte passata al freddo, la situazione sembra immobile; tutto tace, nelle sedi che determinano il nostro futuro lavorativo e quello del nostro settore». Un comparto, quello ambientale, che è sempre più fondamentale per il sistema Italia, come testimoniano le parole spese dal direttore della Protezione civile Bertolaso, che ha ricordato l' «impressionante sequenza di disastri avvenuta nel 2009 in Italia», aggiungendo che «i tempi sono maturi per un programma che metta a sistema la sicurezza del territorio».
«Bertolaso non ha però precisato che molti dei compiti di prevenzione ambientale ordinaria, nel nostro Paese, spettano proprio all'Ispra, Istituto che tra pochi giorni perderà centinaia di ricercatori in scadenza di contratto, e che quasi in contemporanea con le sue parole ha emesso una circolare che prosegue la linea dura: contraddicendo il ministro Prestigiacomo, che richiama alla ricerca di soluzioni - spiega Mannozzi - la struttura commissariale si chiude infatti a riccio, rifiutando di individuare possibili soluzioni concrete». E i senatori del Pd Magda Negri, Claudio Molinari e Antonio Rusconi chiedono alla Prestigiacomo che il governo convochi al più presto un tavolo istituzionale per risolvere la vertenza, formalizzando un piano organico di sviluppo dell'Istituto che permetta di salvaguardare i posti di lavoro.


29 dicembre 2009 - Corriere di Rieti/Viterbo

"Prestigiacomo, vieni tu sul tetto dell’Ispra"
Appello dei precari che occupano l’istituto da 25 giorni

«Ormai sul tetto sono saliti tutti: rappresentanti delle forze politiche di ogni schieramento, esponenti delle principali associazioni ambientaliste e inviati dei media di tutto il mondo. Manca all’appello solo chi, come il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, potrebbe davvero risolvere il problema dei precari dell’Ispra». Sono parole di Michela Mannozzi, del Coordinamento Precari Ispra dell’Usi RdB Ricerca, che sottolinea come «dopo l’ennesima notte passata al freddo, la situazione sembra immobile; tutto tace, nelle sedi che determinano il nostro futuro lavorativo e quello del nostro settore». Il 31 dicembre scadrà infatti il contratto per circa 200 precari Ispra. Un comparto, quello ambientale, "che è sempre più fondamentale per il sistema Italia, come testimoniano le parole spese dal direttore della Protezione civile, Guido Bertolaso che ha ricordato l’impressionante sequenza di disastri avvenuta nel 2009 in Italia". Bertolaso "non ha però precisato che molti dei compiti di prevenzione ambientale ordinaria, nel nostro paese, spettano proprio all’Ispra, Istituto che tra pochi giorni perderà centinaia di ricercatori in scadenza di contratto, e che quasi in contemporanea con le sue parole ha emesso ’una circolare che prosegue la linea dura: contraddicendo il ministro Prestigiacomo, che richiama alla ricerca di soluzioni- spiega Mannozzi- la struttura commissariale si chiude infatti a riccio, rifiutando di individuare possibili soluzioni concrete".


29 dicembre 2009 - Corriere di Bologna

La classifica Presenze in consiglio, il recordman resta l’azzurro Carella
Assente a molte sedute e maglia nera nei voti: c’è poco Flavio in Aula
Troppe proteste, chiusa sala d’Ercole

Bologna - È il sindaco Delbono la sorpresa in negativo della classifica delle presenze e delle votazioni dei consiglieri comunali, dopo i primi sei mesi di attività dell’aula. È uno dei più assenti dall’aula (ha partecipato a 20 sedute su 34) perché peggio di lui hanno fatto solo il consigliere comunale Pd, Andrea Mingardi (Pd) e Alfredo Cazzola (entrambi con 15 presenze). Ma, soprattutto, Delbono è la maglia nera per il numero di votazioni effettuate: ha infatti schiacciato il suo pulsante solo 55 volte su 215 con una media di un voto effettuato su quattro. Meglio di lui hanno fatto anche i suoi sfidanti alle elezioni di giugno, entrambi accusati in queste settimane di scarsa partecipazione: per Alfredo Cazzola 15 presenze e 70 votazioni, per Giorgio Guazzaloca 23 e 108.
Nulla di drammatico per carità anche se la difesa di Delbono, nel corso di un’intervista a è-tv non è stata efficacissima: «Abbiamo una maggioranza così solida e compatta che non c’è bisogno del sindaco, ma se fosse necessario voterei anch’io». Subito dopo, però, ha precisato: «In molti casi sono in ufficio, perché si utilizza anche il lunedì pomeriggio per incontrare persone o fare altre cose e a volte riesco a correre in consiglio per votare e a volte no. Se fosse richiesto sarei ovviamente presente ed è chiaro che in occasione di appuntamenti importanti, come il bilancio, sicuramente sarò in aula al momento del voto».
Per il resto nella classifica c’è una certezza inossidabile: il più presente è stato ancora una volta il consigliere Daniele Carella (Pdl) che ha partecipato a 211 votazioni, senza contare le decine di interpellanze e domande di attualità presentate in questi mesi. A tallonarlo due consiglieri del Pd con 210 votazioni, Marina Accorsi e Andrea De Maria (segretario del Pd). Tra i più assenti anche il consigliere del Pdl Galeazzo Bignami con appena 74 votazioni, nonostante le oltre mille preferenze ottenute alle elezioni.
«La maggior parte dei consiglieri ha comunque registrato un 70-80% di presenze», ha sottolineato un soddisfatto Paolo Foschini (Pdl), vicepresidente del consiglio. Sotto il 50%, infatti, sono rimasti solo Cazzola e Andrea Mingardi.
Per il futuro l’obiettivo è porre un freno alle proteste: «Per chiunque ha un problema è ormai obbligatorio venire a fare un saluto ai consiglieri comunali», ha ricordato Foschini, spiegando che «questa è una formula ricattatoria di trattativa». Ad animare le ultime sedute sono state soprattutto le Rdb chiedendo a ripetizione incontri su precari e casa. Per questo il presidente Maurizio Cevenini ha già deciso di chiudere l’esposizione su Marconi in sala d’Ercole durante le prossime sedute: «Non vogliamo ritrovarci con persone sparse lungo la mostra con cui trattare, ma regolare meglio il flusso dei visitatori: basta un attimo perchè si rompa qualcosa», ha spiegato. Nei primi sei mesi di attività il consiglio si è riunito 34 volte, ha eseguito 215 votazioni. Ci sono stati 157 interventi di inizio seduta, 115 domande di attualità, 73 interrogazioni e 89 interpellanze. Sono stati discussi infine 59 ordini del giorno: 29 sono stati approvati e 30 sono stati respinti.(O.Ro.)


29 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

Bologna. La presidenza del consiglio comunale corre ai ripari per frenare le proteste durante le sedute...

Bologna - La presidenza del consiglio comunale corre ai ripari per frenare le proteste durante le sedute; le ultime sono state dei sindacati Rdb che hanno chiesto incontri su precari e casa. Quindi, come annuncia il presidente del parlamentino, Maurizio Cevenini, durante le riunioni il lunedì pomeriggio e il venerdì mattina saranno chiuse le mostre che si tengono a Palazzo d'Accursio nella Sala D'Ercole, che va percorsa per accedere al consiglio. Rendendo così più puntuali i controlli. «Non vogliamo trovarci con persone nella mostra con cui trattare, ma regolare meglio il flusso dei visitatori».

«Avviare quel tavolo per la ricollocazione»
MANULI SDL SCRIVE ALLA PROPRIETA'
di Emanuela Astolfi

Ascoli - HANNO CHIESTO un incontro con la proprietà della fabbrica, dopo che è ripartita la produzione all'interno dello stabilimento Manuli Rubber Industries di Campolungo. Il faccia a faccia, gli operai lo hanno sollecitato tramite il Sindacato dei Lavoratori e al tempo stesso hanno chiesto, rivolgendosi anche al presidente della Provincia Piero Celani, l'attivazione di quel tavolo tra istituzioni, azienda e sindacati previsto nell'accordo siglato tra Manuli e sindacati confederali a fine novembre. «Ci sono aspetto legati al riavviamento della produzione spiega Andrea Quaglietti Sdl e Rsu della fabrica che devono essere chiariti. La produzione è ripartita senza un confronto. Ad una nostra prima richiesta, l'azienda ha risposto che non ritiene utile l'incontro. ma a nostro avviso il confronto è necessario per capire i volumi produttivi, il premio di risultato, le ferie...». LA SECONDA questione da affrontare, per il sindacalista Sdl, riguarda la ripartizione della somma che la Manuli ha messo a disposizione dei lavoratori, sotto forma di incentivo all'esodo. «Sono tre miloni e 700 mila euro dice Quaglietti da ripartire tra gli operai». Domani, invece, intorno alle 21 è stato promosso uno scambio di auguri per le festività tra gli operai della Manuli che si ritroveranno davanti ai cancelli della fabbrica. «Il presidio creato all'inizio di agosto aggiunge Quaglietti è ancora li per dimostrare la contrarietà dei lavoratori rispetto alla strategia dell'azienda». IL DOCUMENTO che Cgil, Cisl e Uil hanno firmato a Roma con la Manuli prevede il reintegro di 135 operai più 5 entro un anno, su un totale di oltre 370 lavoratori. Sindacati, istituzioni e azienda si sono impeganti a costituire un gruppo di lavoro' per verificare i piani di formazione e riqualificazione del personale, manifestazioni di interesse alla reindustrializzazione del sito e avviare processi di outplacement.


28 dicembre 2009 - Adnkronos

RICERCA: SENATORI PD, PRESTIGIACOMO CONVOCHI TAVOLO
SU VERTENZA ISPRA

Roma, 28 dic. - (Adnkronos) - Il governo convochi al più presto un tavolo istituzionale per risolvere la vertenza Ispra formalizzando un piano organico di sviluppo dell'Istituto che permetta di salvaguardare i posti di lavoro. Lo chiedono al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, i senatori del Pd Magda Negri, Claudio Molinari e Antonio Rusconi che, condividendo l'impegno preso con i dipendenti dell'Ispra dal capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, hanno presentato un'interrogazione urgente. «L'Ispra - si legge nell'interrogazione - è il principale ente pubblico di ricerca che si occupa di ambiente, con molte funzioni fondamentali anche in ambito di controllo ambientale. Per assolvere alla pluralità di compiti, sarebbe essenziale», a giudizio degli interroganti, «che l'Ispra non perdesse personale nè fondi. In questo senso, l'accorpamento dei tre enti che hanno dato vita all'Ispra - Apat, Infs e Icram - avrebbe dovuto corrispondere a una migliore utilizzazione delle competenze tecnico-scientifiche, sia del personale di ruolo sia di quello a tempo determinato e precario». Invece, già da luglio, «i sindacati avevano paventato il pericolo che le modalità relative alla creazione del nuovo Ente avrebbero potuto creare problematiche rilevanti, in particolare alla gestione del personale, con il rischio di metterne in discussione le professionalità». A tal proposito, i senatori del Pd fanno presente che non sono stati riconfermati «ben 200 contratti di collaborazione di lavoratori precari» e che «nel dicembre 2010 scadranno i contratti di altri 250 lavoratori». Ciò significa, rilevano i senatori Pd, che «oltre il 40 per cento del personale dell'istituto, e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente, prevalentemente impegnati in attività di ricerca sul mare, non verrebbero riconfermati, con la conseguenza di vedere praticamente azzerate tali attività di ricerca». Negri, Molinari e Rusconi sottolineano inoltre che «i tagli ai contratti non sono giustificati con la necessità di risparmi di spesa, dal momento che l'attività dell'Ispra è finanziata con fondi pubblici e privati, italiani ed internazionali, dell'Unione europea: dunque anche dal mercato, da cui si possono attrarre risorse esclusivamente attraverso progetti, servizi e professionalità adeguate alle richieste che dal mercato provengono; riconoscendo dunque la funzione, divenuta essenziale per l'istituto, dei lavoratori precari e della loro approfondita conoscenza delle tematiche d'interesse». «Il ministro - concludono i parlamentari - chiarisca pertanto le ragioni ingiustificabili della riduzione del personale dell'Ispra e quali iniziative intenda assumere urgentemente per arrivare ad una soluzione che permetta il rilancio delle attività di ricerca dell'istituto, assieme alla valorizzazione delle professionalità e delle competenze scientifiche dei suoi ricercatori».

RICERCA: FERRANTE (PD), GRAVE E INQUIETANTE SILENZIO
GOVERNO SU ISPRA

Roma, 28 dic. (Adnkronos) - «Il perdurante silenzio del governo sul caso dei lavoratori dell'Ispra è grave, inquietante e irresponsabile». Lo denuncia il senatore del Pd Francesco Ferrante che è nuovamente tornato per portare solidarietà ai lavoratori che vivono da oltre un mese sul tetto di una delle sedi. «È un fatto grave - aggiunge - perchè l'esecutivo dimostra così di abbandonare tanti lavoratori che rischiano di essere licenziati il 31 dicembre se non vi sarà nessun intervento concreto. È inquietante perchè in questo modo all'Istituto pubblico che si occupa di ricerca ambientale viene e verrà di fatto impedito di svolgere la sua importante funzione di ricerca. Il governo non soltanto boicotta così uno dei temi fondanti delle politiche del futuro, la tutela dell'ambiente, ma impedisce che anche in Italia gli investimenti nel settore crescano, sia sul fronte pubblico che su quello privato, come sta avvenendo nel resto dei Paesi più avanzati». «Ormai mancano solo 72 ore e non è possibile aspettare oltre- conclude Ferrante - Il governo deve dare delle risposte chiare ed esaustive e il Pd continuerà a chiederle in ogni sede istituzionale al fine di trovare la giusta soluzione per i lavoratori e per il futuro della ricerca ambientale nel nostro Paese. Non è pensabile che un comportamento così irresponsabile da parte dei ministri competenti possa passare sotto silenzio».


28 dicembre 2009 - Asca

AMBIENTE: SENATORI PD, PRESTIGIACOMO CONVOCHI TAVOLO
PER VERTENZA ISPRA

(Asca) ''Il governo convochi al piu' presto un tavolo istituzionale per risolvere la vertenza Ispra formalizzando un piano organico di sviluppo dell'Istituto che permetta di salvaguardare i posti di lavoro''. Lo chiedono al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, i senatori del Pd Magda Negri, Claudio Molinari e Antonio Rusconi che, condividendo l'impegno preso con i dipendenti dell'Ispra dal capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, hanno presentato un'interrogazione urgente. ''L'Ispra - si legge nell'interrogazione - e' il principale ente pubblico di ricerca che si occupa di ambiente, con molte funzioni fondamentali anche in ambito di controllo ambientale. Per assolvere alla pluralita' di compiti, sarebbe essenziale'' a giudizio degli interroganti ''che l'Ispra non perdesse personale ne' fondi. In questo senso, l'accorpamento dei tre enti che hanno dato vita all'Ispra - Apat, Infs e Icram - avrebbe dovuto corrispondere a una migliore utilizzazione delle competenze tecnico-scientifiche, sia del personale di ruolo sia di quello a tempo determinato e precario''. Invece, gia' da luglio, ''i sindacati avevano paventato il pericolo che le modalita' relative alla creazione del nuovo Ente avrebbero potuto creare problematiche rilevanti, in particolare alla gestione del personale, con il rischio di metterne in discussione le professionalita'''. A tal proposito, i senatori del Pd fanno presente che non sono stati riconfermati ''ben 200 contratti di collaborazione di lavoratori precari'' e che ''nel dicembre 2010 scadranno i contratti di altri 250 lavoratori''. Cio' significa che ''oltre il 40 per cento del personale dell'istituto, e la quasi totalita' dei lavoratori giovani dell'ente, prevalentemente impegnati in attivita' di ricerca sul mare, non verrebbero riconfermati, con la conseguenza di vedere praticamente azzerate tali attivita' di ricerca''. Negri, Molinari e Rusconi sottolineano inoltre che ''i tagli ai contratti non sono giustificati con la necessita' di risparmi di spesa, dal momento che l'attivita' dell'Ispra e' finanziata con fondi pubblici e privati, italiani ed internazionali, dell'Unione europea: dunque anche dal mercato, da cui si possono attrarre risorse esclusivamente attraverso progetti, servizi e professionalita' adeguate alle richieste che dal mercato provengono; riconoscendo dunque la funzione, divenuta essenziale per l'istituto, dei lavoratori precari e della loro approfondita conoscenza delle tematiche d'interesse''. ''Il ministro - concludono i parlamentari - chiarisca pertanto le ragioni ingiustificabili della riduzione del personale dell'Ispra e quali iniziative intenda assumere urgentemente per arrivare ad una soluzione che permetta il rilancio delle attivita' di ricerca dell'istituto, assieme alla valorizzazione delle professionalita' e delle competenze scientifiche dei suoi ricercatori''. 


28 dicembre 2009 - Villaggio Globale

Ministro salga sul tetto dell'Ispra
«Ormai sul tetto sono saliti tutti: rappresentanti delle forze politiche di ogni schieramento... Manca all'appello solo chi, come il ministro dell'Ambiente, potrebbe davvero risolvere il problema dei precari dell'Ispra»

Roma - «Ormai sul tetto sono saliti tutti: rappresentanti delle forze politiche di ogni schieramento, esponenti delle principali associazioni ambientaliste e inviati dei media di tutto il mondo. Manca all'appello solo chi, come il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, potrebbe davvero risolvere il problema dei precari dell'Ispra». Sono parole di Michela Mannozzi, del Coordinamento Precari Ispra dell'Usi RdB Ricerca, che sottolinea come «dopo l'ennesima notte passata al freddo, la situazione sembra immobile; tutto tace, nelle sedi che determinano il nostro futuro lavorativo e quello del nostro settore». Un comparto, quello ambientale, che è sempre più fondamentale per il sistema Italia, come testimoniano le parole spese oggi dal direttore della Protezione civile, Guido Bertolaso, che ha ricordato l'«impressionante sequenza di disastri avvenuta nel 2009 in Italia», aggiungendo che «i tempi sono maturi per un programma che metta a sistema la sicurezza del territorio». Bertolaso non ha però precisato che molti dei compiti di prevenzione ambientale ordinaria, nel nostro Paese, spettano proprio all'Ispra, Istituto che tra pochi giorni perderà centinaia di ricercatori in scadenza di contratto, e che quasi in contemporanea con le sue parole ha emesso «una circolare che prosegue la linea dura: contraddicendo il ministro Prestigiacomo, che richiama alla ricerca di soluzioni - spiega Mannozzi - la struttura commissariale si chiude infatti a riccio, rifiutando di individuare possibili soluzioni concrete». A questo punto diventa fondamentale un incisivo intervento del Ministro, anche perché con questa prolungata inerzia, in presenza di norme e finanziamenti favorevoli ai lavoratori, l'opinione pubblica si rende sempre più conto che la situazione dell'Istituto è anomala. È proprio su questo punto, sulla reale ragione dell'inerzia sua e dell'amministrazione Ispra, che il Ministro è chiamato ad un chiarimento, richiesto anche dall'interrogazione urgente presentata oggi da un gruppo di senatori del Partito democratico. «Se veramente la Prestigiacomo tiene alla ricerca ambientale e alla salvaguardia degli investimenti che lo stato ha attuato in passato in questo settore, deve intervenire ora - conclude Mannozzi - ribadiamo che è quanto mai urgente un incontro col Ministro entro la fine dell'anno, per evitare l'allontanamento di altri 200 lavoratori e definire un serio piano per la graduale immissione in ruolo del personale precario, in modo che l'Ispra possa continuare a svolgere i fondamentali compiti che il Ministero gli assegna nel campo del controllo e della ricerca ambientale».


28 dicembre 2009 - Corriere di Bologna.it

I DATI SUI PRIMI SEI MESI DI LAVORI IN CONSIGLIO COMUNALE
Consiglio, Carella è lo stacanovista, Cazzola maglia nera delle presenze
Poco attivo anche il sindaco: una votazione su quattro. Intanto per le troppe proteste chiuse le mostre al 1° piano

Bologna - Lo stacanovista è, come sempre, il Pdl Daniele Carella. Per lui punteggio pieno. Non solo per non essersi perso nessuna delle 34 sedute di consiglio comunale, ma anche per le 211 votazioni, senza contare le decine di interpellanze e domande di attualità presentate in questi mesi. La maglia nera delle presenze, nel bilancio dei primi sei mesi di lavori del consiglio comunale, va invece ad Alfredo Cazzola. L'ex sfidante di Delbono per la poltrona di sindaco ha in totale 15 sedute e 70 votazioni. E se ha meno presenze del sindaco, lo batte invece per votazioni: Delbono, pur partecipando a 20 delle 34 sedute in aula, ha infatti schiacciato il suo bottone solo 55 volte su 215 con una media di un voto effettuato su quattro. Meglio di lui ha fatto un altro suo sfidante alle elezioni di giugno: per Giorgio Guazzaloca 23 presenze e 108 votazioni.
I PIU' PRESENTI - A tallonare lo stacanovista Carella sono cinque consiglieri del Pd, tutti con il pieno delle presenze (34 su 34), ma meno attivi nelle votazioni: Marina Accorsi (210 votazioni), Andrea De Maria (209), Maurizio Cevenini (206), Francesco Critelli (205) e Daniele Ara (202). Tra i più assenti spicca Andrea Mingardi (Pd), con 15 presenze e 108 votazioni; da segnalare anche Paolo Castelli di Bologna Capitale (presente a 25 sedute e a 91 votazioni) e Galeazzo Bignami del Pdl, con 28 sedute e 74 votazioni nonostante le oltre mille preferenze ottenute alle elezioni.
TROPPE PROTESTE - «La maggior parte dei consiglieri ha comunque registrato un 70-80 per cento di presenze», ha sottolineato un soddisfatto Paolo Foschini, vicepresidente del consiglio. Sotto il 50 per cento sono rimasti solo Cazzola e Mingardi. Per il futuro l’obiettivo è porre un freno alle proteste. Troppe sono state infatti, secondo Foschini e Cevenini, le «invasioni» del consiglio comunale. Da qui la decisione del Comune, che sarà operativa dalla prima seduta del 2010, di chiudere l’accesso alle mostre in Sala D’Ercole (mentre restano aperti i musei al secondo piano di Palazzo D’Accursio), sia per proteggere le esposizioni, come ha sottolineato Cevenini, sia per consentire un migliore filtraggio dei visitatori che intendono seguire i lavori del consiglio comunale. A animare le ultime sedute sono state soprattutto le Rdb chiedendo a ripetizione incontri su precari e casa. Per questo il presidente Maurizio Cevenini ha già deciso di chiudere l’esposizione su Marconi in sala d’Ercole durante le prossime sedute: «Non vogliamo ritrovarci con persone sparse lungo la mostra con cui trattare, ma regolare meglio il flusso dei visitatori», ha spiegato.


28 dicembre 2009 - Financial Times

Italian scientists challenge cutbacks
by Guy Dinmore

Rome - With soggy tents and a plastic Christmas tree perched on their research centre near Rome, Italian environmental scientists are entering their sixth week of a rooftop protest against sweeping job cuts imposed by Silvio Berlusconi's centre-right government. Scientists and opposition politicians are concerned that the official "rationalisation" of the Institute for Environmental Protection and Research, known as Ispra, is part of broader government plans to undermine the independence of academia, facilitate big infrastructure projects and reduce transparency in awarding public tenders. Separate from the controversy at Ispra, the government is restructuring its civil protection agency which deals with disasters and emergencies such as the Naples rubbish crisis. A new corporate structure will make it less transparent, critics say. In its larger role, still headed by Guido Bertolaso, Mr Berlusconi's right-hand man, the agency plans to take away seismic monitoring functions from INGV, the national geophysics institute. This would give it exclusive access to sensitive seismic information regarding such projects as new nuclear power stations. The cuts at Ispra stem from government frustration at impediments to its industrial development programme, say critics. "This gives the government a free hand in speeding up their projects," said Loredana De Petris, a former Green party senator. After struggling under three-month renewable work contracts for years, some 200 workers at Ispra lost their jobs this year and about 230 more expect to from January. This accounts for about a third of Ispra's workforce. Massimiliano Bottaro, an expert in biodiversity and fisheries management, is one of 15 rooftop protesters, most of whom hold doctorates or are PhD candidates. Italy is cutting environmental research while other countries are increasing it, he said."They are dismantling us," said Mr Bottaro. Italy languishes close to the bottom of the European league table in public expenditure on research and development. Stefania Prestigiacomo, the environment minister who comes from a family of Sicilian industrialists, set up Ispra last year. It combined three environmental research and protection institutes - Apat for technical services; INFS, the national institute for wildlife; and Icram for marine science. Their independent boards were dissolved and Ispra was put under the management of a special commissioner who is a former deputy head of police. Meanwhile the ministry has beefed up a separate body specialising in environmental services called Sogesid which it says "may be assigned contracts without submitting itself to a public tender procedure". Neither Ms Prestigiacomo nor the commissioner has visited the protesters. The minister has urged them to come off the roof and promised to ask the government to find a way not to lose such "a great asset".


28 dicembre 2009 - Greenreport

Science prova a illuminare gli italiani: «Non sparate sui ricercatori Ispra»
Centinaia di ricercatori precari dell'Ispra rischiano il posto. Da un mese sono asserragliati sul tetto dell'istituto
di Lucia Venturi

GROSSETO - Sarà bollata ancora una volta come la stampa che rema contro il nostro Paese l'iniziativa del sito internet di «Science», la più autorevole rivista scientifica del mondo, in cui si parla della situazione dei lavoratori precari dell'Ispra e della loro protesta contro i tagli ai posti di lavoro recentemente annunciati dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Duecento persone sono state già licenziate quest'anno, e altre 250 potrebbero vedere il mancato rinnovo dei loro contratti temporanei nel 2010. «Più di un terzo degli oltre 1.000 scienziati che lavorano all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale italiano sono a rischio, dicono i manifestanti». «Don't shoot research, Italian Environmental Scientists Protest», titola l'articolo che rimanda anche la link del video autoprodotti dai ricercatori che si intitola, appunto, «Non sparate alla ricerca». I precari dell'Istituto, che da oltre un mese occupano il tetto della sede di via Casalotti per protestare contro i licenziamenti annunciati per fine anno, vi hanno trascorso anche Natale, isolati dall'esterno, perchè un avviso al personale del prefetto Vincenzo Grimaldi (commissario dell'ente), aveva stabilito rigide limitazioni all'accesso in sede per il periodo festivo. Gli unici a raggiungerli, anche scavalcando i cancelli chiusi, alcuni deputati del Pd che hanno voluto portare la loro solidarietà ai precari che rischiano il posto. I cancelli della sede Ispra sono infatti rimasti chiusi, nonostante nei giorni antecedenti le festività natalizie ci fosse stata un'apertura da parte del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che aveva lanciato un appello al Governo per «non disperdere il grande patrimonio di professionalità dei ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturate». Oltre ai parlamentari Marianna Madia, Giovanni Bachelet, Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Furio Colombo e Ignazio Marino, che hanno organizzato una "staffetta" per non lasciare soli i manifestanti, c'è stato anche un presidio continuo dei cittadini del quartiere, che hanno consegnato cibo e bevande attraverso il cancello sbarrato. Inutile è stato anche il tentativo del sindacato USI - RdB, che ha chiesto un'assemblea urgente alla vigilia di Natale per tenere la sede aperta, la richiesta è stata infatti respinta dalla struttura commissariale. «E' assurdo e inaccettabile - ha dichiarato Roberto Della Seta - che né il ministro Prestigiacomo né il commissario dell'Ispra abbiano finora accettato d'incontrare i lavoratori in lotta. Li trattano come avversari, quasi come degli intrusi, mentre sono un patrimonio di conoscenza e di intelligenza prezioso, di cui qualunque altro Paese andrebbe fiero. Chiedono solo di poter dare il loro contributo di lavoro e di ricerca in un campo, l'ambiente, che in tutto il mondo vede crescere anno dopo anno gli investimenti sia pubblici che privati». Tutti i lavoratori precari dell'Ispra, che rischiano di essere mandati a casa il 31 dicembre di quest'anno, svolgono compiti di ricerca e monitoraggio in settori quali svolti la gestione dei rifiuti, compresi quelli nucleari, l'inquinamento dell'aria, gli ecosistemi marini: competenze fondamentali per la tutela ambientale, verso i quali però in questi oltre 30 giorni di protesta c'è stata l'indifferenza pressoché totale,da parte delle istituzioni e in particolare dal ministero dell'Ambiente, che di queste competenze dovrebbe fare tesoro. «Se il 2010 sarà per l'Italia un 'buon anno'- ha detto Della Seta- dipende anche dall'esito della lotta dei lavoratori dell'Ispra, che da oltre un mese vivono sul tetto di una delle sedi dell'Istituto per difendere il loro lavoro e il futuro della ricerca ambientale nel nostro Paese». «Per questo motivo - ha continuato Della - bisogna che il governo si muova con rapidità, e il Partito democratico farà di tutto per favorire l'unica soluzione degna di questa incredibile vicenda: la continuità del lavoro per tutti i ricercatori dell'Ispra».


28 dicembre 2009 - La Voce d'Italia

A Natale i precari Ispra sono rimasti sul tetto
Inutile anche il tentativo del sindacato USI - RdB

"Ispra: a Natale precari sul tetto e cancelli chiusi" questo è il titolo del comunicato inviato da questi disperati ricercatori che prosegue "La rigidità della struttura commissariale che gestisce l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) non si allenta nemmeno a Natale: dal pomeriggio del 24 dicembre i precari dell’Istituto, che da 32 giorni occupano il tetto della sede di via Casalotti per protestare contro i licenziamenti annunciati per fine anno, sono isolati dall’esterno, dopo un avviso al personale del prefetto Vincenzo Grimaldi (a capo dell’ente), che ha stabilito rigide limitazioni all’accesso in sede per il periodo festivo". I cancelli della struttura infatti sono rimasti chiusi, nonostante nei giorni scorsi ci fosse stata un’apertura da parte del ministro vigilante, la titolare dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che aveva lanciato un appello al Governo per "non disperdere il grande patrimonio di professionalità dei ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturate". La conseguenza di ciò è che ormai da tre giorni, i lavoratori non possono ricevere né cibo né visite: per fortuna, almeno un gruppo di parlamentari ha organizzato una "staffetta" per essere sempre presente al loro fianco. Si sono quindi alternati Marianna Madia, Giovanni Bachelet, Roberto Della Seta, Stefano Ferrante, Furio Colombo e Ignazio Marino, che è addirittura entrato, scavalcando il cancello trovato chiuso. Grande è la solidarietà del territorio, dimostrata da un presidio continuo dei cittadini del quartiere, che hanno consegnato cibo e bevande attraverso il cancello inesorabilmente sbarrato. Inutile purtroppo anche il tentativo del sindacato USI - RdB, che ha chiesto un’assemblea urgente alla vigilia di Natale per tenere la sede aperta, vedendo la richiesta respinta dalla struttura commissariale. Ricordiamo che all’Ispra sono a rischio circa 200 tra ricercatori e tecnici, sui quali ancora non si ha alcuna certezza di rinnovo, mentre altri 250 lavoratori sono già stati allontanati da gennaio 2009 in poi: circa un terzo del personale totale e quasi tutti i giovani in servizio presso l’ente. La diretta conseguenza è che importanti attività dell’Istituto rischiano di essere definitivamente compromesse, come per esempio gli interventi sulla ricerca della biodiversità marina, le emergenze in mare tipo le cosiddette "navi dei veleni", le bonifiche di siti contaminati, la pesca sostenibile, le svariate ed importanti attività di informazione ambientale, l’aggiornamento del registro delle emissioni in atmosfera, la collaborazione attiva alla stesura di documenti come il Rapporto rifiuti e l’Annuario dei dati ambientali e, per finire, la prevenzione del dissesto idrogeologico: tutte attività della massima importanza per la conservazione del nostro pianeta. A questo punto le ultime prese di posizione dei vertici dell’Istituto rafforzano la scelta dei ricercatori di aspettare sul tetto fatti concreti che facciano seguito alle parole del Ministro Stefania Prestigiacomo, cui dall’inizio dell’occupazione chiedono una convocazione e l’apertura di una reale trattativa presso il loro ente, per arrivare alla proroga di tutti i contratti in essere e ad un piano per la graduale immissione in ruolo del personale precario. Nonostante le contraddizioni, i precari si augurano che le aperture del ministro si rafforzino nei prossimi giorni, e sono consapevoli del fatto che la Prestigiacomo può essere loro alleata nel rilancio dell’Istituto e della ricerca pubblica ambientale in Italia.
Per maggiori informazioni i ricercatori invitano tutti a contattarli al telefono – 3470632009 oppure all'e-mail : precarispra@gmail.com o http://precariispra.blogspot.com e a visitare il sito www.nonsparateallaricercaorg


28 dicembre 2009 - La Repubblica

La protesta Ispra, Franceschini sale sul tetto

Roma - «Chiedo al governo un intervento immediato al fine di scongiurare il licenziamento per i 250 ricercatori dell´Ispra, che alla fine del mese avranno i contratti scaduti e si troveranno senza un lavoro». È quanto ha dichiarato il capogruppo alla Camera del Pd, Dario Franceschini, al termine di una visita ai ricercatori dell´Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che da più di un mese protestano sui tetti dell´edificio della sede romana.
Franceschini, nel sottolineare la qualità del lavoro dei ricercatori, ha invitato il governo, il commissario e il ministro Stefania Prestigiacomo a «dare risposte certe e rapide a questa incresciosa situazione».


27 dicembre 2009 - Apcom

Ispra/ Franceschini incontra oggi a Roma ricercatori in protesta
Capogruppo del Pd sarà alle 15.30 presso la sede dell'Istituto

(Apcom) Il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, sarà questo pomeriggio alle 15.30 alla sede dell'Ispra, in via di Casalotti 300 a Roma. Franceschini - informa una nota - incontrerà i ricercatori dell'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale che da oltre un mese protestano sui tetti dell'Istituto. L'ex segretario del Pd "porterà la solidarietà sua e del Partito Democratico ai giovani ricercatori di questa che è l'unica agenzia nazionale pubblica di ricerca e controllo ambientale. L'esponente del Pd intende così denunciare il colpevole silenzio del governo e del commissario che non hanno ancora chiarito il destino dell'Ispra, una risorsa pubblica di eccellenza per il paese".


27 dicembre 2009 - Villaggio Globale

La protesta dei precari Ispra
Il Natale dei ricercatori sul tetto
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Le ultime prese di posizione dei vertici dell'Istituto rafforzano la scelta dei ricercatori di aspettare sul tetto fatti concreti che facciano seguito alle parole del ministro Prestigiacomo. Nonostante le contraddizioni, i precari si augurano che le aperture del Ministro si rafforzino nei prossimi giorni, e sono consapevoli del fatto che la Prestigiacomo può essere loro alleata. Come previsto e, senza nessun intervento governativo, la protesta dei ricercatori italiani che lavorano per Ispra, il principale istituto di ricerca ambientale italiano, è continuata anche in questi giorni di festa ed hanno trascorso sul tetto dell'Istituto a Roma, anche la notte di Natale, e sono così oltre 32 giorni. Protestano contro i tagli ai posti di lavoro recentemente annunciati dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Duecento persone sono state già licenziate quest'anno, e altre 250 potrebbero vedere il mancato rinnovo dei loro contratti temporanei nel 2010. Più di un terzo degli oltre 1.000 scienziati che lavorano all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale italiano sono a rischio. «I cancelli sono rimasti chiusi, nonostante nei giorni scorsi ci fosse stata un'apertura da parte del ministro vigilante, la titolare dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che aveva lanciato un appello al Governo per "non disperdere il grande patrimonio di professionalità dei ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturate" - si legge in un comunicato -. Da tre giorni, i lavoratori non possono ricevere cibo né visite: per fortuna, un gruppo di parlamentari ha organizzato una "staffetta" per essere sempre presente al loro fianco. Si sono quindi alternati Marianna Madia, Giovanni Bachelet, Roberto Della Seta, Stefano Ferrante, Furio Colombo e Ignazio Marino, che è entrato scavalcando il cancello trovato chiuso. Grande la solidarietà del territorio, dimostrata da un presidio continuo dei cittadini del quartiere, che hanno consegnato cibo e bevande attraverso il cancello inesorabilmente sbarrato. Inutile il tentativo del sindacato Usi-RdB, che ha chiesto un'assemblea urgente alla vigilia di Natale per tenere la sede aperta, vedendo la richiesta respinta dalla struttura commissariale. All'Ispra sono a rischio circa 200 tra ricercatori e tecnici, sui quali ancora non si ha alcuna certezza di rinnovo, mentre altri 250 lavoratori sono stati allontanati da gennaio 2009 in poi: circa un terzo del personale totale e quasi tutti i giovani in servizio presso l'ente. Importanti attività dell'Istituto rischiano di essere compromesse, tra cui gli interventi su biodiversità marina, emergenze in mare (anche sulle cosiddette "navi dei veleni"), bonifiche di siti contaminati, pesca sostenibile, attività di informazione ambientale, aggiornamento del registro delle emissioni in atmosfera, collaborazione alla stesura di documenti come il Rapporto rifiuti e l'Annuario dei dati ambientali, prevenzione del dissesto idrogeologico». «Le ultime prese di posizione dei vertici dell'Istituto rafforzano la scelta dei ricercatori di aspettare sul tetto fatti concreti che facciano seguito alle parole del ministro Prestigiacomo, cui dall'inizio dell'occupazione chiedono una convocazione e l'apertura di una reale trattativa presso il loro ente, per arrivare alla proroga di tutti i contratti in essere e ad un piano per la graduale immissione in ruolo del personale precario. Nonostante le contraddizioni, i precari si augurano che le aperture del Ministro si rafforzino nei prossimi giorni, e sono consapevoli del fatto che la Prestigiacomo può essere loro alleata nel rilancio dell'Istituto e della ricerca pubblica ambientale in Italia».


27 dicembre 2009 - Liberazione

La riforma della giustizia? Non c'è una lira
di Giovanni Russo Spena Gennaro Santoro

Vi è una grandissima disinformazione sulla situazione degli uffici giudiziari e a ciò hanno contribuito le conferenze stampa ad effetto dei ministri Brunetta ed Alfano, che costantemente danno un'immagine "menzognera" della realtà degli uffici giudiziari. Di fatto i provvedimenti varati dall'attuale governo hanno peggiorato la situazione con tagli indiscriminati alle risorse economiche e al personale che quotidianamente cerca di far funzionare le strutture. Sono infatti intervenuti i tagli della legge 133 alle risorse ed agli organici che hanno provocato una situazione di stallo degli uffici. La situazione in alcune parti di Italia è così grave che si è arrivati al punto, per esempio a Vicenza, di mandare in udienza, in virtù di una discutibile convenzione, i carabinieri in pensione. Ma l'attenzione mediatica è oggi concentrata sul disegno di legge relativo al "processo breve": una legge sull'estinzione dei processi utile, come è noto, al Presidente del Consiglio e a chi ha interesse a difendersi dal processo piuttosto che nel processo. Un ddl che non ha nulla a che fare con la velocizzazione dei processi e con il miglioramento degli uffici giudiziari, dato che è lo stesso ministro della Giustizia ad ammettere che riguarderà l'1% dei procedimenti pendenti. E ' l'ennesima sortita demagogica della maggioranza che, facendo leva sulla oggettiva situazione di collasso della giustizia italiana, vuol far passare una legge ad personam come una legge utile per tutta la cittadinanza perché risolutiva dei problemi della giustizia.
D'altronde lo stesso governo, pochi mesi fa, nel Documento di Programmazione economica e finanziaria, aveva annunciato in pompa magna che per fare le riforme necessarie per la giustizia sono necessari fondi per il personale e tremila nuove assunzioni. Ebbene il governo, nonostante i proclami sugli investimenti necessari per il "processo breve" sino ad oggi non ha messo un centesimo per il personale e per le necessarie assunzioni; anzi, sono intervenute le riforme del processo civile e le norme del pacchetto sicurezza senza nessun investimento sul personale, con l'aumento di competenze dei Giudici di Pace che sono tra gli uffici più sofferenti per quanto riguarda gli organici dei Giudici e del personale Amministrativo.
Dopo i proclami ufficiali, dunque, sono arrivate la finanziaria light di Tremonti (che nulla dispone in termini di cassa per gli uffici giudiziari) e un contratto integrativo (peggiorativo) del Ccnl di settore, che schiaccia le figure professionali verso il basso, crea conflittualità tra i lavoratori, e, infine, peggiora il servizio rallentando i tempi dei processi. Un contratto integrativo firmato con organizzazioni sindacali minoritarie e con le altre in rivolta (FpCgil, RdB, Uil-Pa e Flp). Eppure i media, imitando la politica, hanno glissato l'argomento.
Vogliamo esprimere la nostra piena solidarietà ai lavoratori in agitazione. Nella scorsa legislatura eravamo giunti all'approvazione, in commissione giustizia alla Camera, di un disegno di legge denominato "Ufficio per il Processo" che scaturiva da un protocollo di intesa firmato dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali. Un ddl che partiva dalla consapevolezza che una vera riforma della Giustizia va fatta in primo luogo impegnando fondi per le assunzioni e la riqualificazione del personale.
Oggi che non siamo più nelle Istituzioni vogliamo a maggior ragione mescolarci tra i lavoratori per denunciare la farsa del processo breve e chiedere riforme vere a chi governa.

Dagli operai Fiat di Pomigliano e Termini Imerese, agli ex Eutelia e ai precari Ispra Sui tetti o in fabbrica, il triste Natale di chi lotta per il lavoro
di Roberto Farneti

Li hanno costretti a passare il Natale in fabbrica, sul tetto dell'edificio dove lavorano o in una sala del municipio occupata per protesta. Sono i lavoratori, i cassintegrati, i precari che rischiano di ritrovarsi disoccupati nell'Italia che ha saputo resistere alla crisi: quella, cioè, che esiste solo nella fantasia del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Dalle tute blu della Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli) e Termini Imerese (Palermo) ai ricercatori Ispra, passando per i dipendenti di Agile (ex Eutelia) e di moltissime altre piccole aziende in difficoltà, sono migliaia le famiglie che non hanno potuto vivere serenamente le festività natalizie.
La decisione di interrompere la produzione di auto nello stabilimento siciliano a partire dal 2012, confermata l'altro giorno a Palazzo Chigi dall'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, è stata commentata con amarezza dall'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, nella sua omelia pronunciata a Natale in cattedrale: «Non posso non sentirmi vicino allo scoraggiamento degli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, su cui grava all'orizzonte lo spettro di una drammatica chiusura, a quelli dei Cantieri Navali di Palermo, per i quali scarseggiano le commesse», ha detto Romero.
E mentre in Sicilia si pensa a quali forme di lotta intraprendere (lo stabilimento, ora fermo per la cig, riaprirà i battenti il 7 gennaio), a Pomigliano prosegue la protesta dei 92 precari a cui la Fiat non vuole rinnovare il contratto e che, dal 16 dicembre, occupano il municipio della città. Loro il Natale lo hanno passato assistendo a una messa di solidarietà celebrata in Comune dal vescovo di Nola. «La protesta continuerà - spiegano - fino a quando l'azienda non rinnoverà i nostri contratti».
Un'ansia condivisa dai loro colleghi del Giambattista Vico, circa 5mila operai da tempo in cassa integrazione. «Continuiamo a lavorare tre giorni, quattro mesi al mese al massimo, e dalle dichiarazioni che sono state fatte a Palazzo Chigi penso che questa situazione andrà avanti per un bel po'», spiega Domenico Loffredo, Rsu della Fiom. Il trasferimento della produzione della Panda a Pomigliano, annunciato da Marchionne, non tranquillizza affatto gli operai, dal momento che l'altro modello attualmente in produzione, l'Alfa 159, «tra due anni sarà finito e noi - sottolinea Loffredo - ci ritroveremo probabilmente nella stessa situazione, visto che la 147 è ormai praticamente dimessa. Siamo preoccupati - aggiunge il sindacalista - non vorremmo che parlare della Panda fosse solo un modo per tenerci buoni nel frattempo».
Natale tra scrivanie e computer anche per i dipendenti del call center Agile. In 1.800 sono a rischio licenziamento, tutti non ricevono gli stipendi da mesi. Da giorni sia gli uffici lombardi che quelli romani della società sono occupati. Tuttavia, rispetto ad altri lavoratori di aziende in crisi, gli ex Eutelia hanno trovato sotto l'albero un primo spiraglio di speranza: il tribunale fallimentare ha infatti deciso il sequestro dei beni dell'azienda e la nomina di tre custodi fallimentari. «Siamo soddisfatti di questo passo avanti - commenta Angelo Pagaria, delegato Fiom Cgil - e ci auguriamo di incontrare i custodi subito dopo Natale. In questa fase bisogna agire molto velocemente, ripristinare le attività produttive, saldare i debiti con i fornitori e garantire ai dipendenti il pagamento degli arretrati».
I lavoratori rimarranno però in presidio «fino a quando non verranno date garanzie alle 200 persone che rischiano il licenziamento nello stabilimento di Pregnana», che conta circa 400 dipendenti.
Restano sul tetto, in attesa di notizie sul rinnovo dei loro contratti, i ricercatori precari dell'Ispra, a cui è stato negato persino il diritto di parlare della loro situazione in Tv. Le telecamere del Tg5, infatti, non sono riuscite a entrare nell'edificio romano che ospita l'istituto perchè i commissari che gestiscono l'istituto hanno disposto la chiusura dei cancelli per Natale. Qui i posti a rischio sono circa 200 tra ricercatori e tecnici, per i quali ancora non c'è alcuna certezza di rinnovo, mentre altri 250 lavoratori sono stati allontanati da gennaio 2009 in poi: circa un terzo del personale totale e quasi tutti giovani.
Eppure «i fondi per assumerli ci sono tutti, nel bilancio ci sono residui attivi inutilizzati», denuncia Adriana Spera, della segreteria nazionale del sindacato Usi-Rdb. In gioco, in questa vertenza, non ci sono "solo" i posti di lavoro. «Con il taglio 500 precari, l'organico dell'Ispra - osserva Spera - diventa insufficiente. Di conseguenza, i controlli ambientali rischiano di essere sottratti alla mano pubblica e affidati a società esterne».
Un bicchiere di spumante e una fetta di panettone è stato il menù di Natale anche per gli operai della Ave Industries di Spinea (Venezia), azienda in crisi e da alcuni giorni occupata dai cento dipendenti.


27 dicembre 2009 - Il Manifesto

STORIE DI CRISI
Natale di lavoro e di lotta
Una ripresa senza lavoro, che ripresa è? È la fotografia di quel che sta accadendo nel mondo. Sempre meno occupati, sempre meno contratti, sempre più precari. Non resta che il tetto, o la piazza

Cancello chiuso, cibo in staffetta Da tre giorni, i lavoratori non possono ricevere cibo né visite: per fortuna, un gruppo di parlamentari ha organizzato una staffetta per essere sempre presente al loro fianco. Si sono quindi alternati Marianna Madia, Giovanni Bachelet, Roberto Della Seta, Stefano Ferrante, Furio Colombo e Ignazio Marino, che è entrato scavalcando il cancello trovato chiuso. Il 24 dicembre li hanno sbarrati dentro i ricercatori dell'Ispra, 230 precari da più di un mese in lotta affinché venga loro rinnovato un contratto per continuare a lavorare all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale di Roma. Lavorano sul futuro, il loro ma anche il nostro. «Abbiamo qualche problema nel riuscire a portare cibo e bevande a quelli che sono rimasti sul tetto a causa del fatto che i cancelli dell'Istituto sono stati chiusi. Ma il quartiere Casalotti ci aiuta. Portano vivande e anche regali per i lavoratori», racconta ai microfoni di CNRmedia Claudio Argentini, della rappresentanza sindacale unitaria dell'Ispra. I ricercatori precari dell'istituto restano sul tetto in attesa di notizie sui loro contratti. «Qualcosa al ministero si muove - continua Argentini - speriamo che per i primi giorni della prossima settimana si avvii una trattativa vera e propria». La gente del quartiere della periferia romana solidarizza. Al di là del cancello, chiuso d'autorità, si passano cibo e vivande. A un certo punto vola pure un pandoro Bauli, che diavolo di Natale sarebbe altrimenti? Il vescovo di Nola
con i precari della Fiat Una messa con il vescovo di Nola in Comune: l'hanno passato così il Natale i 93 operai della Fiat di Pomigliano D'Arco che da metà dicembre si sono incatenati in municipio. Sono tutti precari, con contratti in scadenza tra fine dicembre e inizio marzo. E non hanno nessuna intenzione di lasciare la sede del Comune, finché non avranno ricevuto assicurazioni sul posto di lavoro. Natale o no, poco importa: è bastata una cena di fortuna, la presenza di mogli e figli. «La protesta continuerà - spiegano gli operai - fino a quando l'azienda non rinnoverà i nostri contratti. Siamo stati contenti della presenza del vescovo di Nola e della partecipazione di tanta gente alla messa celebrata in Comune, speriamo che tanta solidarietà spinga la Fiat a rinnovare i nostri contratti». E non è stato un Natale migliore per i loro colleghi, circa 5.000 operai da tempo in cassa integrazione. I vertici del gruppo promettono di portare a Pomigliano la linea della Panda. Ma dal 2012. Eutelia, tutti ai loro posti. Dietro un pc Via computer, si sono collegati con i precari dell'Ispra per scambiarsi gli auguri. E' stato un Natale tra scrivanie e computer anche per i dipendenti dell'Eutelia, che occupano da giorni sia gli uffici lombardi che quelli romani della società. Anche se, rispetto ai colleghi di altre aziende in crisi, gli ex Eutelia hanno trovato sotto l'albero almeno un primo spiraglio di speranza: il tribunale fallimentare ha deciso il sequestro dei beni dell' azienda e la nomina di tre custodi fallimentari. Che proprio la vigilia di Natale hanno incontrato per la prima volta i lavoratori nella sede della Omega-Agile (società ex Eutelia) sulla Tiburtina. E sul posto, assieme ai dipendenti (1.800 sono a rischio licenziamento, tutti non ricevono gli stipendi da mesi) è stato convocato anche l'ex amministratore delegato dell'azienda, Claudio Massimo Massa, per - come raccontano gli stessi occupanti sul loro blog - un primo passaggio di consegne. Presto i commissari incontreranno anche gli altri dipendenti, quelli che occupano la sede lombarda della società. «Pagare gli stipendi e fermare le lettere di licenziamento», ha chiesto il 25 dicembre il presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa, Giovanni Carapella. Fiat o non Fiat, Termini Imerese si ferma. E rilancia La fabbrica di Termini Imerese è chiusa non soltanto per le festività. La Fiat ha deciso che a fine 2011 qui non si produrranno più automobili del gruppo e che la linea della Lancia Y verrà spostata in una fabbrica in Polonia. Così i circa 1500 lavoratori si sono fernati, e con essi l'indotto. Aspettando che il governo mantenga le sue promesse di aprire una nuova trattativa in gennaio con le parti e che si dia da fare sia per aiutare la riconversione, sia per cercare un acquirente privato. «Se un altro produttore di automobili è interessato allo stabilimento Fiat di Termini Imerese, la Cgil valuterà la proposta sulla base delle garanzie occupazionali», ha detto alla vigilia delle festività il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, in un'intervista sulla Repubblica, commentando le indiscrezioni circa l'interessamento di una casa automobilistica cinese allo stabilimento siciliano. «La situazione italiana è certamente anomala - ha detto ancora Epifani - non è normale che in un settore tanto importante ci sia un solo produttore. Sono state superate le rendite di posizione in tanti campi, pubblici e privati e sarebbe positivo che anche nell'automobile si arrivasse a una situazione di maggiore competizione tra costruttori» Casa Antonio,
la crisi che dura Non si batte un elettrodomestico nel gruppo Antonio Merloni, a più di un anno dalla messa in amministrazione straordinaria. I lavoratori vedono nero. Perché con i tempi bui che ci sono, non ci sono state manifestazioni di interesse per un gruppo importante che conta 3.000 dipendenti in Italia, quasi tutti concentrati fra Marche e Umbria, più altri 6-7 mila dell'indotto. Il 17 dicembre i lavoratori hanno organizzato una manifestazione con in testa i gonfaloni di Fabriano, Sassoferrato, Foligno, Gubbio e altri ancora, presenti i governatori delle e dell'Umbria, insieme si segretari generali della Cgil e della Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bobanni, più Carmelo Barbagallo della Uil. Perché la vertenza Antonio Merloni riguarda tutti, oltre che tanti.
Fincantieri, si dorme dentro Alla Fincantieri, i lavoratori di Sestri Ponente a Genova, di Muggiano a La Spezia e di Ancona sono da giorni mobilitati per difendere il posto di lavoro. Dormono in cantiere e bloccano la circolazione stradale, protestando per il taglio dei 750 euro di premio di efficienza mentre sono sempre a rischio le prospettive per i cantieri di Castellammare di Stabia. La cantieristica e le attività portuali sono tra i molti settori in difficoltà tanto che proprio a Taranto, il sindacato ha firmato un accordo con Evergeen per la Cigs a zero ore di un anno alla Taranto terminal contanier, mentre proteste dei lavoratori delle Fs si sono svolte anche a Civitavecchia. 8.2% IL TASSO di disoccupazione in italia a fine ottobre con oltre 2 milioni di senza lavoro. In 12 mesi è salito di 2 punti, anche se «mascherato» da quasi 900 mila cassintegrati.


27 dicembre 2009 - Il Tirreno

In piazza contro il razzismo
Striscioni e bandiere per dire a no "White Christmas" «Anche il centro di Pisa è un fortino assediato»

PISA - La pioggia a tratti sferzante non ha fermato il presidio antirazzista del 24 dicembre a Pisa.
Oltre quaranta rappresentanti di varie associazioni di migranti, insieme al Circolo Agorà ed allo Sportello Immigrati delle RdB di Pisa, hanno tenuto la piazza con striscioni, bandiere e volantinaggio.
«L’occasione per l’iniziativa - spiegano gli organizzatori dell’evento - è stata la volontà di respingere provvedimenti razzisti e xenofobi di alcune amministrazioni leghiste con il famigerato "White Christmas", coperto dal ministro dell’Interno Maroni come provvedimento legittimato dalle norme del "pacchetto sicurezza". Più in generale la nostra denuncia, attraverso un comunicato distribuito ai cittadini impegnati negli acquisti natalizi, è stata contro politiche "bipartisan" che tentano costantemente di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sul fenomeno dell’immigrazione, trasformato in un problema di ordine pubblico, per deviare rabbia e frustrazione verso i veri responsabili delle attuali migrazioni e, più in generale, della grave crisi economica in atto».
Puntuale «il riferimento ai provvedimenti della amministrazione locale Pd, la quale con una serie di delibere assume in pieno lo spirito delle norme razziste governative, trasformando sempre più la città di Pisa in un fortino assediato a protezione del commercio, dello sfruttamento degli stessi lavoratori migranti e della tranquillità di un centro storico appannaggio esclusivo delle classi agiate locali». «La risposta al nostro appello - aggiungono le associazioni promotrici - che sarebbe stata sicuramente superiore con condizioni climatiche migliori, dimostra che nel prossimo futuro ci saranno ampi margini di ricomposizione di un forte fronte antirazzista cittadino». Intanto ieri sera al circolo Agorà (via Bovio 48/50) "Black & White Christmas", ovvero cena senegalese e festa con musica africana.


27 dicembre 2009 - Il Giorno

Quaranta educatrici rimaste senza tredicesima
MONZA LE ADDETTE DEI NIDI COMUNALI MINACCIANO LO SCIOPERO
di MARTINO AGOSTONI

MONZA - NON È STATO un lieto Natale per una quarantina di educatrici degli asili nido comunali. Stanno passando le feste tirando la cinghia, con la 13esima che non si è ancora vista. Le sorprese (brutte) le ricevono già da un po' di mesi, da quando, rispetto a ciò che accadeva in passato, gli stipendi arrivano in ritardo. Ma con dicembre la situazione si è fatta più grave e per loro il mese si sta chiudendo senza aver visto neppure un soldo. Anche la 13esima con cui contavano di poter organizzare un Natale normale non è ancora arrivata. E da inizio mese l'Rdb del municipio, la rappresentanza sindacale di base, è sul piede di guerra con Cesed, la cooperativa a cui il Comune ha esternalizzato il servizio svolto dalle ausiliarie nei 7 asili nido comunali. «Una grande cooperativa, che opera per tanti Comuni - spiega Gianni Romano, rappresentante dell'RdB dei dipendenti comunali - ma che da tempo non sta rispettando le scadenze delle mensilità. E, nonostante le ripetute richieste di chiarimento da parte delle lavoratrici, non hanno mai risposto. Ora, per Natale si è raggiunto il limite: hanno lasciato le lavoratrici senza soldi, e per coloro che hanno a carico la famiglia e i figli non c'è stata la possibilità di poter trascorrere in modo normale le feste». Il sindacato di base il 18 dicembre ha inviato a Cesed una diffida per far erogare la 13esima mensilità nei tempi previsti: «in caso contrario - si legge nel documento - indiremo lo stato di agitazione delle lavoratrici con il conseguente blocco dei servizi sociali erogati». UNO SCIOPERO che il sindacato è pronto ad attuare dal primo giorno di riapertura degli asili dopo le vacanze. Il lavoro delle 40 educatrici è affidato alla cooperativa ma anche il Comune è stato coinvolto. «Abbiamo mandato copia della diffida anche in municipio - chiarisce Romano - perché è compito del Comune controllare queste cooperative. Inoltre, continuiamo a fare pressione contro le esternalizzazione dei dipendenti comunali, metodi che penalizzano chi lavora e tolgono le qualità del servizio pubblico». Ma gli attriti con Cesed non si fermano qui. I lavoratori della cooperativa, durante l'anno, sono stati chiamati a versare a rate 1.000 euro come quota sociale di partecipazione. «Hanno tolto, con una decisione unilaterale, di poter versare la quota a rate - dice Romano -. Cesed chiede ai lavoratori di saldare tutto il rimanente, circa 700 euro, entro febbraio. È incredibile». «Finora non si erano mai verificati problemi con Cesed - dice l'assessore ai Servizi sociali Stefano Carugo -. Ora verificheremo la situazione per eventuali interventi».

«Ospizio, pazienti come pacchi postali»
Il sindacato di base attacca i trasferimenti fra Codogno e San Colombano

SAN COLOMBANO AL LAMBRO - SE L'ACCORDO fra l'istituto Fatebenefratelli e gran parte dei sindacati pare ormai a un passo, a Codogno infuria la polemica sulla casa di riposo. «L'accordo "verbale" dell'incontro del 22 dicembre (sulla base di circa 50 nuovi pazienti garantiti al Fatebenefratelli di San Colombano, cassa integrazione e formazione per 59 dipendenti che rischiano il posto, ndr) fra Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Fatebenefratelli segna la fine della Rsa di Codogno, una storia fatta di lotte e conquiste per le ospiti e i lavoratori», attacca la sigla RdB-Cub Sanità Lodigiana, guidata da Gianfranco Bignamini. «L'accordo umilia le pazienti ricoverate nella Rsa di Codogno, e le usa come pacchi postali per pianificare le richieste di un accordo vergognoso». Poi, l'attacco al direttore generale dell'Asl di Lodi. «Come un piccolo feudatario si legge in un volantino di Rdb arriva nel nostro territorio e senza conoscere la storia e senza alcun accordo con la Rsu (...) sposta sotto le feste in gran segreto le donne rinchiudendole in un "manicomio" invece che investire come la legge dice in case-alloggio o nella loro "casa" (a Codogno, ndr) ristrutturandola e investendo in personale per dargli dignità». Poi, l'appello agli enti locali: «Nessuno dice niente: la Conferenza dei sindaci, il sindaco di Codogno, il presidente della Provincia, il prefetto, la Regione, niente. Queste donne non hanno diritti, sono pazze, si ricordano di loro alle votazioni e per amministrare il loro patrimonio», polemizzano i sindacati. BIGNAMINI SPOSTA la polemica sugli organici: «Se le pazienti pian piano se ne vanno, ci vuole meno personale di assistenza a Codogno. Che fine faranno le 3 lavoratrici dell'Asl che hanno il contratto in scadenza? La risposta è già scritta: non sarà più rinnovato l'incarico. Che fine faranno le 5 infermiere e 5 operatrici sociosanitarie interinali? Saranno rimandate al mittente». Poi, la Rdb lancia un sospetto: «Così facendo si svuota la Rsa, pronta per regalarla ai privati facendola diventare Fondazione, così ci sarà una Rsa dove le quote mensili per gli anziani saranno gestite per riempire i conti ai nuovi "amici di merende"».(F.Lu.)


27 dicembre 2009 - Il Messaggero

Roma. Il pandoro e un po’ di bevande passate
al di sopra del cancello chiuso dell’Ispra...

Roma - Il pandoro e un po’ di bevande passate al di sopra del cancello chiuso dell’Ispra, in via Casalotti, cancello chiuso dal pomeriggio del 24 dicembre. Ecco il Natale festeggiato dai lavoratori dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Ad aiutarli ci ha pensato il quartiere e altri lavoratori che erano all’esterno dell’immobile. «Abbiamo qualche problema nel riuscire a portare cibo e bevande a quelli che sono rimasti sul tetto, perché che i cancelli dell’Istituto sono stati chiusi. Ma il quartiere Casalotti ci aiuta. Portano vivande e anche regali per i lavoratori», racconta Claudio Argentini, della rappresentanza sindacale unitaria dell’Ispra. I ricercatori precari dell’istituto restanno sul tetto in attesa di notizie sui loro contratti. «Qualcosa al ministero si muove - continua Argentini - speriamo che per i primi giorni della prossima settimana si avvii una trattativa vera e propria».
Eppoi c’è il quartiere, gente che sta vivendo il dramma dei precari arrampicati sul tetto, lasciati senza il risultato di una trattativa. C’è un presidio dei cittadini della zona, e loro continuano a consegnare cibo e bevande attraverso il cancello inesorabilmente sbarrato. Inutile il tentativo del sindacato USI-RdB, che ha chiesto un’assemblea urgente alla vigilia di Natale per tenere la sede aperta, vedendo la richiesta respinta dalla struttura commissariale.
I precari hanno scritto: «La rigidità della struttura commissariale che gestisce l’Ispra non si allenta nemmeno a Natale: i precari dell’Istituto, che da 32 giorni occupano il tetto della sede di via Casalotti per protestare contro i licenziamenti annunciati per fine anno, sono isolati dall’esterno, dopo un avviso al personale del prefetto Vincenzo Grimaldi (a capo dell’ente), che ha stabilito rigide limitazioni all’accesso in sede per le festività».
I cancelli - proseguono i lavoratori - sono rimasti chiusi, nonostante un’apertura da parte del ministro vigilante, la titolare dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che aveva lanciato un appello al Governo per non disperdere il grande patrimonio di professionalità dei ricercatori e valorizzarne le competenze maturate. Da tre giorni, i lavoratori non possono ricevere cibo né visite: per fortuna, un gruppo di parlamentari ha organizzato una staffetta. Si sono alternati Marianna Madia, Giovanni Bachelet, Roberto Della Seta, Stefano Ferrante, Furio Colombo e Ignazio Marino, che è entrato scavalcando il cancello trovato chiuso».
I ricercatori aspettano sul tetto «fatti concreti che facciano seguito alle parole del Ministro Prestigiacomo, cui dall’inizio dell’occupazione chiedono una convocazione e l’apertura di una reale trattativa presso il loro ente, per arrivare alla proroga di tutti i contratti in essere e ad un piano per la graduale immissione in ruolo del personale precario».(Be.Pi.)


27 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

Civis, i sindacati non mollano «Mezzo insicuro, va cambiato»
LETTERA AGLI ASSESSORI

Bologna - TRE SIGLE sindacali (Rdb, Uiltrasporti e Faisa-Cisal) tornano a denunciare i problemi di sicurezza del Civis (foto) a guida centrale. E, in una lettera inviata agli assessori comunale e provinciale ai Trasporti (Simonetta Saliera e Giacomo Venturi) oltre che al presidente di Atc Francesco Sutti, confermano l'intenzione di costituirsi parte civile nelle cause che dovessero aprirsi a seguito di incidenti del mezzo. Ma l'intento della lettera è dire che «non è tardi per modificare il veicolo, portando la guida a sinistra, e salvare i finanziamenti. A nostro parere, i costi per questo intervento non sono neppure paragonabili ai 50 milioni di euro di riserve del costruttore, che già incombono sul progetto, o ai costi della modifica già avvenuta due volte del tracciato». Andare avanti lasciando dove è ora il posto di guida del super tram che collegherà il cuore della città a San Lazzaro, cioè al centro del mezzo, significa esporre a «un rischio elevatissimo» cittadini e autisti. Eppure, dicono i sindacati, «tutto nel mondo fa capire che questi veicoli sono inadeguati». L'unico posto dove gira un Civis oggi è Las Vegas, ma in una situazione «non confrontabile per condizioni di guida, tipo di servizio e pericolosità per il conducente». A Las Vegas, ricordano, oltre metà del percorso del Civis è in sede non riservata e in strade larghe il doppio di quelle di Bologna, e in centro è in sede protetta; ha una frequenza dai 12 ai 30 minuti, mentre sotto le Due torri sarebbe di due. E questo, dicono i sindacalisti, era stato fatto presente ad Atc l'azienda di trasporto pubblico quando era stato costruito un solo Civis a guida centrale per Bologna; insomma c'era il tempo per ordinarli con una configurazione differente di quella «considerata tecnicamente non idonea». QUINDI, agli amministratori, i sindacati ci tengono a chiarire che «non esiste in Europa nessun altro utilizzo di un veicolo a guida centrale Civis come quello che si vuole utilizzare a Bologna, in un centro storico con strade di ridotte dimensioni, circolante nel traffico privato e senza protezioni». Intanto, in via Bellaria si registrano «sostanziali cambiamenti effettuati sul progetto del Civis». Li ha registrati, e riportati in una nota, il comitato No al Civis Mazzini-Savena'. Si tratta, spiega il comitato, «di quei tratti che ancora possono essere modificati, e su cui il nuovo corso dell'amministrazione si è resa disponibile a lavorare per migliorare, o contenere i danni». In via Bellaria, «non esiste più la distinzione fra corsie protette e corsie laterali incanalate a traffico privato, che avrebbero notevolmente rallentato la viabilità» e «il rifacimento della sede stradale non prevede più uno scavo profondo come per gli altri cantieri già chiusi, con una durata dei lavori, si spera, molto più corta».


27 dicembre 2009 - Quotidiani rete Repubblica

Causa crisi, Natale in fabbrica o sui tetti
Dall’Ispra alla Fiat, la mappa di chi ha protestato anche durante le feste Qualche spiraglio nella trattativa per l’ex Eutelia

ROMA - Negli uffici occupati o in fabbrica, sui tetti o incatenati al municipio per protesta: è stato questo il Natale 2009 di precari, cassaintegrati e lavoratori delle aziende in crisi. Dalla Fiat di Pomigliano D’Arco alle sedi di Eutelia, dai precari dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale) alle tante piccole imprese in crisi: è questa la mappa delle feste 2009 disegnata dalle vertenze ancora aperte.
Fiat. Una messa con il vescovo di Nola in Comune: l’hanno passato così il Natale i 93 operai della Fiat di Pomigliano D’Arco che da metà dicembre si sono incatenati in municipio. Sono tutti precari, con contratti in scadenza tra fine dicembre e inizio marzo. E non hanno nessuna intenzione di lasciare la sede del Comune, finchè non avranno ricevuto assicurazioni sul posto di lavoro. E non è stato un Natale migliore per i loro colleghi, circa 5.000 operai da tempo in cassa integrazione. Proteste durante le feste anche a Termini Imerese.
Eutelia. Natale tra scrivanie e computer anche per i dipendenti dell’Eutelia, che occupano da giorni sia gli uffici lombardi che quelli romani della società. Anche se, rispetto ai colleghi di altre aziende in crisi, gli ex Eutelia hanno trovato sotto l’albero almeno un primo spiraglio di speranza: il tribunale fallimentare ha deciso il sequestro dei beni dell’azienda e la nomina di tre custodi fallimentari. Che proprio la vigilia di Natale hanno incontrato per la prima volta i lavoratori. E sul posto, assieme ai dipendenti (1.800 sono a rischio licenziamento, tutti non ricevono gli stipendi da mesi) è stato convocato anche l’ex amministratore delegato dell’azienda, Claudio Massimo Massa, per un primo passaggio di consegne.
Ispra. Sul tetto delle loro sedi, nonostante il freddo, sono invece rimasti i ricercatori precari dell’Ispra. In 500 rischiano di perdere il posto per il mancato rinnovo del contratto. E la situazione non è migliorata a Natale: anzi, i commissari che gestiscono l’istituto hanno deciso di chiudere i cancelli. Tanto che hanno avuto difficoltà ad esprimere la loro vicinanza ai lavoratori anche parlamentari come Marianna Madia e Ignazio Marino, che nel giorno di Natale ha dovuto scavalcare le recinzioni per entrare nell’Istituto.


27 dicembre 2009 - Il Tempo

Negli uffici occupati o in fabbrica, sui tetti o incatenati al municipio per protesta: è il Natale di precari, cassaintegrati e lavoratori delle aziende in crisi
Cene della vigilia e pranzi di Natale con portate di fortuna, piatti di plastica e bicchieri di spumante sui tavoli in ufficio

Roma - Niente regali ma solo la speranza di trovare una soluzione, salvare il posto di lavoro, avere ancora un stipendio nel 2010. Così, è Natale tra scrivanie e computer per i dipendenti dell'Eutelia, che occupano da giorni sia gli uffici lombardi che quelli romani della società. Dopo 32 giorni, restano ancora sul tetto delle loro sedi, nonostante il freddo e la pioggia, i ricercatori precari dell'Ispra. In 500 rischiano di perdere il posto per il mancato rinnovo del contratto a fine anno. E la situazione non è migliorata a Natale: anzi, i commissari che gestiscono l'istituto hanno deciso di chiudere i cancelli, nonostante le aperture al dialogo per risolvere la querelle da parte del ministro Stefania Prestigicaomo. Cibo e bevande sono state però assicurate dai residenti del quartiere Casalotti, che hanno costituito un comitato permanente di solidarietà ai ricercatori, e da una staffetta di parlamentari Pd. Ai dipendenti è venuto poi in soccorso anche il web: gli occupanti, anche per sentirsi meno soli, si sono collegati online con i «colleghi» dell'ex Eutelia e di altre aziende in crisi.


27 dicembre 2009 - L'Unione Sarda

Il caso. Condotta antisindacale
Vertenza Meridiana-Sdl: la compagnia aerea condannata in Tribunale
di ANDREA BUSIA

Tempio - Batosta di fine anno per Meridiana, la compagnia aerea chiude il 2009 con una pesante censura del giudice del lavoro. La vertenza promossa dalla sigla Sdl contro l'azienda si è infatti conlcusa nei giorni scorsi e Meridiana è stata condannata per condotta antisindacale. Il Tribunale di Tempio ha imposto la riassunzione di un iscritto Sdl, licenziato con l'accusa di aver fumato a bordo di un velivolo. Contestazione grave che portò all'allontanamento definitivo del sindacalista Paolo Cossu, un assistente di volo particolarmente impegnato nelle attività della organizzazione Sdl. Condanna anche per le liste di iscritti colpiti con provvedimenti discriminatori da parte della compagnia aerea, le cosiddette black list.
Il giudice del lavoro Chiara Aytano ha firmato un provvedimento immediatamente esecutivo, Meridiana dovrà subito rimuovere gli effetti delle sue decisioni. Nella sentenza si legge che il licenziamento dell'assistente di volo è un atto con una chiara finalità antisindacale. Venne adottato durante la fase più dura della contrapposizione tra Meridiana e Sdl, il periodo era quello della trattativa per la procedura di mobilità, l'accordo venne raggiunto nel marzo scorso. Il Tribunale ha accolto le richieste dell'avvocato del Sindacato dei lavoratori, Alessandro Meloni. Secondo il legale il motivo vero del licenziamento era quello di punire l'attività sindacale, seppure indirettamente, colpendo Sdl. Il tutto attraverso "l'intimidazione rappresentata dall'allontanamento di un importante sindacalista". Il giudice ha disposto la riassunzione di Cossu. Meridiana in realtà ha già volontariamente rimediato per questa come per altre situazione segnalate dagli avvocati di Sdl. Anche sulle blask list, la compagnia aerea si becca la reprimenda del giudice del lavoro. In pratica si tratta di atti ritorsivi con i quali sono stati colpiti i sindacati che non hanno stipulato l'accordo aziendale del marzo 2009, questa almeno la valutazione del magistrato. Il Tribunale ha stabilito che la condotta antinsindacale si configura anche quando il destinatario è un semplice iscritto e non un dirigente dell'organizzazione destinataria dei provvedimenti discriminatori.
Meridiana incassa la sconfitta e vince su un altro importante punto, l'accordo di marzo resta valido perchè Sdl non aveva i titoli a partecipare alle trattative.


26 dicembre 2009 - Ansa

Cibo da vicini ai precari Ispra
Argentini (rsu), speriamo prossima settimana avvio trattativa

(ANSA)- ROMA, 26 DIC - I ricercatori precari dell'Ispra restano sul tetto in attesa di notizie sui contratti. Il quartiere gli porta cibo e regali. 'Abbiamo qualche problema a rifornirli a causa del fatto che i cancelli dell'Istituto sono stati chiusi. Ma il quartiere Casalotti ci aiuta'. Lo racconta Claudio Argentini, della rappresentanza sindacale dell'Ispra. 'Qualcosa al ministero si muove - continua Argentini - speriamo che si avvii una trattativa vera e propria'.


26 dicembre 2009 - Apcom

Roma, Natale sul tetto a cancelli chiusi per precari Ispra
Cibo passato attraverso inferriate, da 32 giorni la protesta

Natale sul tetto dell'istituto per i precari dell'Ispra che da 32 giorni protestano contro i licenziamenti, e 'feste' in solitaria: i precari infatti sono isolati dall'esterno: i cancelli dell'entrata di via Casalotti - denunciano - sono rimasti chiusi per ordine del commissario dell'ente. Il cibo viene passato loro attraverso le inferriate dei cancelli sbarrati e una staffetta di solidarietà, che coinvolge anche molti parlamentari, sostiene la loro protesta. Di fronte "alla rigidità della struttura commissariale", dal tetto i precari lanciano i loro appello direttamente al ministro dell'Ambiente Sfefania Prestigiacomo, sperando che alle sue aperture facciano seguito fatti concreti e invitano il ministro ad esser loro alleata per non perdere il patrimonio dei ricercatori dell'Ispra e anzi rilanciare la ricerca pubblica, ma nel frattempo - annunciano - "resteremo sul tetto". "La rigidità della struttura commissariale che gestisce l'Ispra - denunciano i precari - non si allenta nemmeno a Natale: dal pomeriggio del 24 dicembre i precari dell'Istituto, che da 32 giorni occupano il tetto della sede di via Casalotti per protestare contro i licenziamenti annunciati per fine anno, sono isolati dall'esterno, dopo un avviso al personale del prefetto Vincenzo Grimaldi (a capo dell'ente), che ha stabilito rigide limitazioni all'accesso in sede per il periodo festivo". I cancelli quindi sono rimasti chiusi, nonostante - ricordano i precari - nei giorni scorsi ci fosse stata un'apertura da parte del ministro vigilante, la titolare dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che aveva lanciato un appello al governo per "non disperdere il grande patrimonio di professionalità dei ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturate". Così da tre giorni, i lavoratori non possono ricevere cibo né visite: per fortuna - sottolineano - un gruppo di parlamentari ha organizzato una staffetta per essere sempre presente al loro fianco. Si sono quindi alternati Marianna Madia, Giovanni Bachelet, Roberto Della Seta, Stefano Ferrante, Furio Colombo e Ignazio Marino, che è entrato scavalcando il cancello trovato chiuso. "Grande la solidarietà del territorio, dimostrata - sottolineano i precari - da un presidio continuo dei cittadini del quartiere, che hanno consegnato cibo e bevande attraverso il cancello inesorabilmente sbarrato". Inutile - spiegano i precari Ispra - il tentativo del sindacato Usi-Rdb, che ha chiesto un'assemblea urgente alla vigilia di Natale per tenere la sede aperta: la richiesta è stata respinta dalla struttura commissariale. All'Ispra sono a rischio circa 200 tra ricercatori e tecnici, sui quali ancora non c'è alcuna certezza di rinnovo, mentre altri 250 lavoratori sono stati allontanati da gennaio 2009 in poi: circa un terzo del personale totale e quasi tutti i giovani in servizio presso l'ente. Così - avvertono i precari - importanti attività dell'Istituto rischiano di essere compromesse, tra cui gli interventi su biodiversità marina, emergenze in mare, anche sulle cosiddette navi dei veleni, bonifiche di siti contaminati, pesca sostenibile, attività di informazione ambientale, aggiornamento del registro delle emissioni in atmosfera, collaborazione alla stesura di documenti come il Rapporto rifiuti e l'Annuario dei dati ambientali, prevenzione del dissesto idrogeologico. Ma i vertici dell'istituto sembrano non rispondere agli appelli dei precari, così i ricercatori hanno deciso - annunciano loro stessi - "di aspettare sul tetto fatti concreti che facciano seguito alle parole del ministro Prestigiacomo, cui dall'inizio dell'occupazione chiedono una convocazione e l'apertura di una reale trattativa presso il loro ente, per arrivare alla proroga di tutti i contratti in essere e ad un piano per la graduale immissione in ruolo del personale precario". E "nonostante le contraddizioni, i precari si augurano che le aperture del ministro si rafforzino nei prossimi giorni, e sono consapevoli del fatto che la Prestigiacomo può essere loro alleata nel rilancio dell'Istituto e della ricerca pubblica ambientale in Italia".


26 dicembre 2009 - Repubblica.it

L'Ispra resiste: "Restiamo sul tetto"
Regali e cibo dai residenti della zona. Casalotti si mobilita per i precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale
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Roma - "Abbiamo qualche problema nel riuscire a portare cibo e bevande a quelli che sono rimasti sul tetto a causa del fatto che i cancelli dell'Istituto sono stati chiusi. Ma il quartiere Casalotti ci aiuta. Portano vivande e anche regali per i lavoratori". Lo racconta ai microfoni di CNRmedia Claudio Argentini, della rappresentanza sindacale unitaria dell'Ispra. I ricercatori precari dell'istituto, da un mese sul tetto, restano in attesa di notizie sui loro contratti, tutti in scadenza il 31 dicembre. Ma la speranza è davvero l'ultima a morire, in questi giorni di fine anno. "Qualcosa al ministero si muove - continua Argentini - speriamo che per i primi giorni della prossima settimana si avvii una trattativa vera e propria".


26 dicembre 2009 - Omniroma

ISPRA, PRECARI:«MINISTRO PRESTIGIACOMO PUÒ ESSERE NOSTRA ALLEATA»

(OMNIROMA) Roma, 26 dic - «La rigidità della struttura commissariale che gestisce l'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) non si allenta nemmeno a Natale: dal pomeriggio del 24 dicembre i precari dell'Istituto, che da 32 giorni occupano il tetto della sede di via Casalotti per protestare contro i licenziamenti annunciati per fine anno, sono isolati dall'esterno, dopo un avviso al personale del prefetto Vincenzo Grimaldi (a capo dell'ente), che ha stabilito rigide limitazioni all'accesso in sede per il periodo festivo». È quanto si legge in una nota di un gruppo di precari Ispra. «I cancelli sono rimasti chiusi, nonostante nei giorni scorsi ci fosse stata un'apertura da parte del ministro vigilante, la titolare dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che aveva lanciato un appello al Governo per 'non disperdere il grande patrimonio di professionalità dei ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturatè - prosegue il comunicato - Da tre giorni, i lavoratori non possono ricevere cibo né visite: per fortuna, un gruppo di parlamentari ha organizzato una 'staffettà per essere sempre presente al loro fianco. Si sono quindi alternati Marianna Madia, Giovanni Bachelet, Roberto Della Seta, Stefano Ferrante, Furio Colombo e Ignazio Marino, che è entrato scavalcando il cancello trovato chiuso. Grande la solidarietà del territorio, dimostrata da un presidio continuo dei cittadini del quartiere, che hanno consegnato cibo e bevande attraverso il cancello inesorabilmente sbarrato. Inutile il tentativo del sindacato USI-RdB, che ha chiesto un'assemblea urgente alla vigilia di Natale per tenere la sede aperta, vedendo la richiesta respinta dalla struttura commissariale. All'Ispra sono a rischio circa 200 tra ricercatori e tecnici, sui quali ancora non si ha alcuna certezza di rinnovo, mentre altri 250 lavoratori sono stati allontanati da gennaio 2009 in poi: circa un terzo del personale totale e quasi tutti i giovani in servizio presso l'ente. Importanti attività dell'Istituto rischiano di essere compromesse, tra cui gli interventi su biodiversità marina, emergenze in mare (anche sulle cosiddette »navi dei veleni«), bonifiche di siti contaminati, pesca sostenibile, attività di informazione ambientale, aggiornamento del registro delle emissioni in atmosfera, collaborazione alla stesura di documenti come il Rapporto rifiuti e l'Annuario dei dati ambientali, prevenzione del dissesto idrogeologico». «Le ultime prese di posizione dei vertici dell'Istituto rafforzano la scelta dei ricercatori di aspettare sul tetto fatti concreti che facciano seguito alle parole del Ministro Prestigiacomo, cui dall'inizio dell'occupazione chiedono una convocazione e l'apertura di una reale trattativa presso il loro ente, per arrivare alla proroga di tutti i contratti in essere e ad un piano per la graduale immissione in ruolo del personale precario. Nonostante le contraddizioni, i precari si augurano che le aperture del ministro si rafforzino nei prossimi giorni, e sono consapevoli del fatto che la Prestigiacomo può essere loro alleata nel rilancio dell'Istituto e della ricerca pubblica ambientale in Italia», prosegue la nota.

ISPRA, PEDICA (IDV): «DEPLOREVOLE ORDINANZA SGOMBERO A NATALE»

(OMNIROMA) Roma, 26 dic - «Piena solidarietà ai ricercatori dell'Ispra che denunciano la circolare emanata dal Commissario dell'ente, la quale nega l'accesso all'Istituto a partire da questo pomeriggio, apparentemente per chiusura natalizia ma con il palese effetto di interrompere la legittima protesta dei precari». Lo dichiara il Senatore Idv Stefano Pedica, in una nota del 24 dicembre. «È deplorevole - afferma Pedica - che proprio alla vigilia di Natale arrivi l'ordinanza di sgombero. Invito commissario e governo a non assumere provvedimenti sconsiderati,anche perché reprimere la protesta dell'Ispra con la forza potrebbe essere la scintilla che fa da detonatore alla rivolta in tante fabbriche in agitazione e tante società in mobilitazione che segnano tristemente questo natale italiano», conclude Pedica.


26 dicembre 2009 - Rainews 24

Sindacati: positiva la posizione del ministro Prestigiacomo
Ricercatori Ispra sul tetto
Natale poco divertente e denso di preoccupazioni: è quello dei lavoratori che difendono il proprio posto di lavoro. Fra questi i ricercatori dell'Ispra di Roma, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che dopo un mese di occupazione hanno passato un'altra notte sopra il tetto del loro Istituto.

Roma - Natale poco divertente e denso di preoccupazioni: è quello dei lavoratori che difendono il proprio posto di lavoro. Fra questi i ricercatori dell'Ispra di Roma, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che dopo un mese di occupazione hanno passato un'altra notte sopra il tetto del loro Istituto. Duecento lavoratori hanno il contratto in scadenza il 31 dicembre. Il sindacato Ispra Usi-Rdb ha detto che mercoedì c'è stata un'importante apertura sulla vicenda da parte del ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo.


25 dicembre 2009 - Uno Notizie

NATALE, ROMA: PRECARI ISPRA PASSANO NATALE SUL TETTO
Incontro ministero ambiente interlocutorio

Il Natale dei precari Ispra sul tetto a Roma - Si è svolto presso la sede centrale dell’ISPRA, l’incontro sulla vertenza dei precari dell’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) a cui hanno preso parte il Vice Capo di Gabinetto, Dottoressa Nicotra, ed i rappresentanti della struttura commissariale. Pur riscontrando l’intervento diretto da parte del Ministero, si è dovuto prendere atto della scarsa conoscenza della situazione, dovuta anche alla qualità delle informazioni fornite al Ministero dalla struttura commissariale. L’incontro ha dunque avuto un esito solo interlocutorio, di cui Usi RdB si dichiara insoddisfatta. Di fatto ad oggi su 230 lavoratori solo 56, con diverse tipologie contrattuali, hanno certezza del rinnovo. Rispetto alla delicatezza e drammaticità di tale situazione Usi RdB ritiene necessario che lo stesso Ministro Prestigiacomo scenda in campo direttamente e con urgenza. USI RdB ha pertanto richiesto l’apertura di una trattativa vera, in cui il Ministro porti a soluzione la vertenza a partire da norme già praticabili per rinnovare i contratti in essere. In attesa di riscontri concreti, i precari hanno deciso di restare sul tetto ad oltranza, nonostante il periodo festivo.


25 dicembre 2009 - Corriere.it

CRISI OCCUPAZIONALE
Natale in azienda o sui tetti: ma nascosti, la festa amara di ex Eutelia e Ispra
I lavoratori dell'Omega Agile incontrano i 3 curatori. Negata la diretta televisiva ai ricercatori di Casalotti

ROMA - Prima visita alla sede di Omega-Agile (ex Eutelia) sulla Tiburtina dei tre curatori nominati dal tribunale fallimentare (la sentenza è stata pubblicata giovedì). Alla vigilia di Natale i tre hanno convocato sul luogo l'amministratore delegato dell'azienda, Claudio Massimo Massa, che ha trascorso il pomeriggio nella sede romana per una sorta di passaggio di consegne.
Nella sede erano presenti anche i lavoratori in occupazione, che hanno deciso di organizzare il pranzo di Natale tra le scrivanie, negli uffici. I curatori hanno voluto incontrare anche i dipendenti - 1.800 di loro sono a rischio licenziamento - e lunedì partiranno per Milano dove visiteranno la sede lombarda di Omega Agile. Anche gli uffici lombardi sono occupati da lavoratori in agitazione. Il resoconto dell'incontro è riportato sul blog www.eulav.net
DIRETTA NEGATA ALL'ISPRA - Natale in azienda anche per i ricercatori dell'Ispra che da oltre un mese protestano sul tetto di una delle sedi: contestano il mancato rinnovo di circa 500 contratti a termine. I dipendenti avevano organizzato una diretta televisiva per far vedere come avrebbero trascoros la notte di Natale sul tetto. Ma i tre commissari cui è delegata la gestione dell'Istituto per la protezione ambientale hanno rifiutato alle troupe televisive l'ingresso oltre i cancelli della sede di Casalotti.
Gli stessi lavoratori denunciano un irrigidimento della dirigenza: nuove restrizioni sono state imposte a chi si muove nell'area dell'azienda dopo le proteste dei giorni scorsi contro il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
MARINO SCAVALCA I CANCELLI - L'irrigidimento delle norme di accesso alle strutture occupate messo in atto dall'azienda ha fatto due «vittime» eccellenti nei giorni intorno al Natale: giovedì 24 , la deputate del Pd Marianna Madia era rimasta prigioniera nella sede Ispra per circa mezzora, dopo una visita di solidarietà ai lavoratori. Il giorno di Natale, l'ex candidato alle primarie del Pd, Ignazio Marino, avendo trovato i cancelli chiusi, ha dovuto scavalcare le recinzioni. Il senatore si è poi intrattenuto con i lavoratori. Continuano le visite di altri parlamentari dell'opposizione al presidio dei precari: «Aspettiamo anche gli esponenti della maggioranza, che ci hanno dato la loro solidarietà: primo tra tutti Maurizio Lupi e Renata Polverini (ndr. neo candidata del Pdl alla Regione Lazio). Perchè la nostra battaglia non ha colore politico», dice Michela Mannozzi, ricercatrice e sindacalista del coordinamento precari Ispra dell'Usi-Rdb Ricerca.


25 dicembre 2009 - Repubblica.it

I ricercatori precari dell'Ispra sono stati 'chiusi dentro', e il senatore Marino stamattina ha dovuto scavalcare i cancelli con la troupe del Tg3 per raggiungerli
Natale sul tetto o in fabbrica per precari e cassintegrati
I dipendenti della Fiat di Pomigliano occupano dal 16 il municipio. Oggi la messa con il vescovo di Nola. Presidiano la fabbrica anche i dipendenti Eutelia
di ROSARIA AMATO

ROMA - Natale in fabbrica, o sul tetto, o all'interno del municipio occupato da giorni: i figli dei precari e dei cassintegrati della Fiat, dell'Ispra, di Agile, del pastificio Russo, non hanno chiesto quest'anno a Babbo Natale un giocattolo, ma il posto di lavoro per i loro genitori. Che anche nella notte tra il 24 e il 25 dicembre hanno continuato a presidiare il posto di lavoro, sperando che il clamore suscitato dalle loro vicende possa portare qualche novità positiva nel 2010. Ispra: cancelli chiusi, niente cibo. Per i ricercatori precari dell'Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale istituito nel 2008) l'unica novità è stata la chiusura dei cancelli, con divieto assoluto a chiunque di entrare negli spazi dell'Istituto tranne che per motivi di emergenza. Tanto che questa mattina il senatore del Pd Ignazio Marino, che già ieri aveva annunciato che avrebbe passato il Natale con i duecento precari che il 31 dicembre perderanno il posto di lavoro (come già altri loro 200 colleghi nel giugno di quest'anno), per raggiungere i ricercatori che protestavano ha dovuto scavalcare i cancelli. "Per ora abbiamo ancora un po' di provviste - dice Massimiliano Bottaro, uno dei ricercatori precari che da 32 giorni sta occupando il tetto dell'Ispra, per protestare contro lo smantellamento di fatto dell'Istituto - e per i prossimi giorni ci arrangeremo, vorrà dire che andremo in controtendenza, anziché ingrassare a Natale per un eccesso di pranzi e cene, dimagriremo un po'...". Battute a parte, la chiusura dei cancelli dell'Ispra è stata vista dai ricercatori in sciopero come l'ennesimo atto di disattenzione e di prepotenza: "Siamo stati sentiti in Commissione Ambiente sia della Camera che del Senato, due giorni fa finalmente dopo 30 giorni d'indifferenza c'è stato il comunicato del ministro Prestigiacomo - ricorda Bottaro - che si è mostrata molto aperta nei nostri confronti, c'invitava a scendere dal tetto e chiedeva però al governo di valorizzare l'ampio valore delle competenze dell'Ispra. Fino a ieri quindi c'era un clima disteso. Poi ieri s'è cominciato a parlare di sgombero, e dopo lo sgombero ci è stata annunciata la chiusura dei cancelli, che di fatto ci isola dal resto del mondo. Si sono uniti alle nostre proteste l'onorevole Madia, il Tg3, che segue la nostra protesta, il sindacato RDB Cub. Per cui alla fine ieri sera i cancelli sono rimasti aperti, ma questa mattina li abbiamo trovati chiusi. In teoria, non possono passare neanche le persone che vengono a portarci generi di prima necessità, possono entrare solo le persone autorizzate dalla struttura commissariale. Oggi aspettiamo ancora visite di esponenti politici che ci hanno dichiarato la loro solidarietà: alle 15 Furio Colombo, alle 17 Roberto Della Seta, attuale presidente di Legambiente. Siamo anche sorvegliati dalle forze dell'ordine, c'è una pattuglia in borghese. Non capiamo il perché di un atteggiamento così chiuso nei nostri confronti. Noi siamo gente che ha sempre lavorato dentro lo Stato. E per il primo gennaio, quando i nostri contratti saranno scaduti e non avremo più titolo per rimanere qui, a questo punto temiano lo sgombero". A Pomigliano gli operai in municipio. Anche a Pomigliano d'Arco, in Campania, ci sono 92 lavoratori precari della Fiat che stanno per perdere il posto di lavoro, e che dal 16 dicembre occupano il municipio della città. Con loro, oltre al sindaco, si è schierato anche il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, che oggi alle 18 celebrerà la messa di Natale nel municipio insieme agli occupanti e alle loro famiglie. Il problema non è solo di coloro che stanno per perdere il posto di lavoro: anche gli altri 5000 dipendenti sono da tempo in una situazione estremamente incerta, lavorano sì e no una settimana al mese, e per il resto c'è solo la Cassa Integrazione. Le assicurazioni dell'amministratore delegato della Fiat, fatte il 22 dicembre nel corso dell'incontro con il governo a Palazzo Chigi, non li hanno affatto tranquillizzati: "Il 30 avremo un nuovo incontro in prefettura, con il prefetto, i sindacati e un paio di sindaci che ci sono vicini. Però non vediamo novità immediate, - spiega Domenico Loffredo, Rsu della Fiom - continuiamo a lavorare tre giorni, quattro mesi al mese al massimo, e dalle dichiarazioni che sono state fatte a Palazzo Chigi penso che questa situazione andrà avanti per un bel po'. Certo, nel 2012 dovremo entrare nel ciclo produttivo della Panda e lavorare un pochino di più. Però intanto l'altro modello che abbiamo, la 159, tra due anni sarà finito, ci ritroveremo probabilmente nella stessa situazione, visto che la 147 è ormai praticamente dimessa. Siamo preoccupati, non vorremmo che parlare della Panda fosse solo un modo per tenerci buoni nel frattempo". Intanto, gli operai di Pomigliano, nonostante abbiano dormito nel municipio, con le loro proteste, non hanno rinunciato al pranzo della vigilia di Natale: "C'è un presidio permanente, ma abbiamo voluto fare lo stesso una minicena di Natale. Anche oggi saremo lì tutta la giornata, e alle 18 ci sarà la messa con il vescovo". Anche gli operai Fiat di Termini Imerese, stabilimento che verrà chiuso entro il 2011, come ha annunciato Marchionne, hanno organizzato scioperi e proteste anche per i giorni di festa. Eutelia: "Rimaniamo nell''azienda". Anche i dipendenti dell'Agile (ex Eutelia) di Pregnana Milanese sono rimasti all'interno dell'azienda, occupata da quasi due mesi. Lo hanno deciso ieri, durante l'assemblea organizzata dai sindacati per "valutare le forme di mobilitazione" dopo la decisione del Tribunale civile di Roma di disporre il sequestro dei beni dell'azienda e di nominare tre custodi per gestire l'ordinaria amministrazione. "Siamo soddisfatti di questo passo avanti - ha detto Angelo Pagaria, delegato della Fiom-Cgil - e ci auguriamo di incontrare i custodi subito dopo Natale. In questa fase bisogna agire molto velocemente, ripristinare le attività produttive, saldare i debiti con i fornitori e garantire ai dipendenti, da mesi senza stipendio, il pagamento degli arretrati". I lavoratori rimarranno però in presidio "fino a quando non verranno date garanzie alle 200 persone che rischiano il licenziamento nello stabilimento di Pregnana", che conta circa 400 dipendenti. "Rimaniamo nell'azienda in turni di 10-15 persone, e qualcuno di noi trascorrerà il Natale in presidio. Porteremo spumante e panettone - ha concluso Pagaria - e cercheremo comunque di festeggiare".


24 dicembre 2009 - Asca

ISPRA: RDB, DOPO APERTURE PRESTIGIACOMO PRECARI ATTENDONO INCONTRO

(ASCA) - Roma, 24 dic - ''Nella serata di ieri c'e' stata da parte del Ministro Prestigiacomo un'importante apertura sulla vicenda dei precari Ispra, ma per prendere in considerazione la sospensione dell'occupazione sul tetto attendiamo una convocazione da parte del Ministro e l'apertura di una reale trattativa presso il nostro Ente''. E' quanto ha dichiarato Michela Mannozzi, del coordinamento Ispra Usi-RdB. ''E' un fatto positivo che il Ministro intenda, anche attraverso il governo, andare alla soluzione della vertenza - aggiunge Mannozzi - adesso aspettiamo che alle parole seguano i fatti: dopo l'incontro recente col suo vice capo di gabinetto, la Prestigiacomo e' a conoscenza del fatto che oltre 200 lavoratori hanno contratti in scadenza al 31 dicembre e solo una piccola minoranza ha certezza del rinnovo''. Per questo, considerando anche che l'inerzia della struttura commissariale Ispra resta evidente, ''i lavoratori sono certi - conclude la rappresentante sindacale - che il Ministro comprendera' la decisione di continuare per il momento in una forma di protesta civile e pacifica, come e' stato fatto finora. Nel momento in cui vedremo sviluppi concreti, non solo sulle proroghe dei contratti in essere ma anche su un piano di inserimento in ruolo del personale precario, saremo senza dubbio noi i piu' felici di poter scendere dal tetto''.


24 dicembre 2009 - Adnkronos

RICERCA: PRECARI ISPRA, RIMANIAMO SU TETTO FINCHÈ NON SAREMO CONVOCATI
IERI POSITIVA APERTURA DA PRESTIGIACOMO MA SI APRA TRATTATIVA

Roma, 24 dic. (Adnkronos) - I ricercatori precari dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che fa capo al ministero dell'Ambiente, continuano la loro protesta volta a sollecitare il governo affinchè provveda alla condizione di circa 200 lavoratori ai quali il 31 dicembre scadranno i contratti. «Nella serata di ieri c'è stata da parte del Ministro Prestigiacomo un'importante apertura sulla vicenda dei precari Ispra, ma per prendere in considerazione la sospensione dell'occupazione sul tetto - dichiara Michela Mannozzi, del coordinamento Ispra Usi - RdB - attendiamo una convocazione da parte del Ministro e l'apertura di una reale trattativa presso il nostro Ente». «È un fatto positivo che il Ministro intenda, anche attraverso il governo, andare alla soluzione della vertenza - aggiunge Mannozzi - adesso aspettiamo che alle parole seguano i fatti: dopo l'incontro recente col suo vice capo di gabinetto, la Prestigiacomo è a conoscenza del fatto che oltre 200 lavoratori hanno contratti in scadenza al 31 dicembre e solo una piccola minoranza ha certezza del rinnovo». Per questo, considerando anche che l'inerzia della struttura commissariale Ispra resta evidente, «i lavoratori sono certi - conclude la rappresentante sindacale - che il ministro comprenderà la decisione di continuare per il momento in una forma di protesta civile e pacifica, come è stato fatto finora. Nel momento in cui vedremo sviluppi concreti, non solo sulle proroghe dei contratti in essere ma anche su un piano di inserimento in ruolo del personale precario, saremo senza dubbio noi i più felici di poter scendere dal tetto».


24 dicembre 2009 - Ansa

LAVORO: ISPRA; SINDACATO, BENE PRESTIGIACOMO

(ANSA) - ROMA, 24 DIC - «Nella serata di ieri c'è stata da parte del Ministro Prestigiacomo un'importante apertura sulla vicenda dei precari Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ma per prendere in considerazione la sospensione dell'occupazione sul tetto attendiamo una convocazione da parte del Ministro e l'apertura di una reale trattativa presso il nostro Ente». Così Michela Mannozzi, rappresentante sindacale del coordinamento Ispra Usi-Rdb, commenta le parole del ministro dell'Ambiente. «È un fatto positivo che il Ministro intenda, anche attraverso il governo, andare alla soluzione della vertenza - aggiunge Mannozzi - adesso aspettiamo che alle parole seguano i fatti: dopo l'incontro recente col suo vice capo di gabinetto, la Prestigiacomo è a conoscenza del fatto che oltre 200 lavoratori hanno contratti in scadenza al 31 dicembre e solo una piccola minoranza ha certezza del rinnovo». Mannozzi conclude comunicando «la decisione di continuare per il momento in una forma di protesta civile e pacifica, come è stato fatto finora», cioè con l'occupazione del tetto dell'edificio di via Casalotti a Roma dove ha sede l'Istituto.


24 dicembre 2009 - Ami

Il commissario dell'ente chiude i cancelli, occupanti isolati
Ispra, aperture del ministro. Ma i ricercatori passano il Natale sul tetto
Contatti con la Prestigiacomo, ora i precari attendono un incontro
di valerio perogio, alessandro fioroni

Dopo un mese dall'inizio dell'occupazione del tetto, i lavoratori precari dell'Ispra hanno registrato una prima apertura del ministro dell'Ambiente. Nononstante gli apprezzamenti per l'avvicinamento, ricercatori e tecnici aspettano però una convocazione ufficiale e nell'attesa proseguono la loro protesta anche durante le Feste, sfidando freddo e la pioggia: «Il ministro ci dica quanto personale sarà in servizio dal 1 gennaio». Massimiliano saluta tutti per tornare un paio di ore a casa «a vedere se mia figlia è cresciuta di un centimetro nelle ultime settimane». Marco ha lasciato i colleghi solo due notti. Sotto il telone strappato dal vento e legato nuovamente al parapetto, Emma scrive l'ennesimo comunicato stampa da girare alle redazioni: «Oggi è il complimese, sono 31 giorni che siamo qui su. Ma nessuno sa dire quanto ancora ci resteremo», dice con amarezza. Intanto gli altri continuano ad arrivare con in mano pandori e bottiglie di spumante. Era il 24 novembre quando alcuni ricercatori e tecnici dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sono saliti sul tetto della sede di via Casalotti a Roma: con più di 200 precari in scadenza di contratto, l'obiettivo è di richiamare l'attenzione del ministero dell'Ambiente che, dicono dal tetto, si è interessato concretamente alla vicenda solo da pochi giorni. Dopo esattamente un mese di occupazione, dal ministro Prestigiacomo è arrivato un primo contatto, che i lavoratori in mobilitazione non hanno comunque ritenuto sufficiente per desistere dall'occupazione che andrà avanti per tutto il periodo delle Feste. Un Natale sul tetto nonostante il freddo, raccolti sotto un gazebo di fortuna durante il giorno e rinchiusi nelle tende e nei sacchi a pelo la notte. «Questa azione rappresenta il culmine di un anno e mezzo di lotte», spiega Emma. L'Ispra nasce con decreto del giugno 2008 dalla fusione di tre istituti controllati dal ministero dell'Ambiente: l'Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare (Icram), l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (Infs) e l'Agenzia per la Protezione del Territorio e dei servizi tecnici (Apat). Accentrando tutte le funzioni in un unico ente di ricerca, che «all'inizio conta 926 dipendenti di ruolo e 618 precari: di questi circa 250 già persi e oltre 200 destinati ad andare a casa tra dicembre e febbraio». Di fatto ad oggi su 230 lavoratori solo 56, con diverse tipologie contrattuali, hanno certezza del rinnovo. Di fronte a questa situazione, la decisione di occupare il tetto della sede romana di via Casalotti, a oltranza se necessario, in assenza di un colloquio diretto con il ministro. Una prima apertura si è registrata il 23 dicembre: da parte della Prestigiacomo, spiega Michela Mannozzi del coordinamento Ispra Usi-RdB, «c'è stata un'importante apertura sulla nostra vicenda, ma per prendere in considerazione la sospensione dell'occupazione attendiamo una convocazione da parte del Ministro e l'apertura di una reale trattativa presso il nostro Ente». Nell'attesa i ricercatori e tecnici dell'Ispra restano sul tetto: «Il Ministro comprenderà la decisione di continuare per il momento in una forma di protesta civile e pacifica, come e' stato fatto finora», continua Mannozzi assicurando che «nel momento in cui vedremo sviluppi concreti, non solo sulle proroghe dei contratti in essere ma anche su un piano di inserimento in ruolo del personale precario, saremo senza dubbio noi i più felici di poter scendere dal tetto». Intanto però i lavoratori devono far fronte alla chiusura dei cancelli dell'istituto decisa dal commissario dell'Ente Vincenzo Grimaldi. Dalle 16 del 24 alle 7 di lunedì 28 dicembre, ufficialmente per chiusura degli uffici, sarà vietato l'accesso ai soggetti non autorizzati. Questo vuol dire che nessuno, soprattutto i cittadini del quartiere che in queste settimane hanno manifestato il loro apppoggio alla protesta fornendo cibo agli occupanti, potrà avvicinarsi al tetto. Una mossa interpretata come un tentativo di sgombero, che ha scatenato le proteste di rappresentati delle istituzioni provinciali e regionali e di diversi esponenti politici: «Un gesto vile, provocatorio e inqualificabile», ha commentato tra gli altri Ermete Realacci, parlamentare del Pd, «piena solidarietà» arriva da Stefano Pedica dell'Idv. «Il governo desista dall'assumere dei provvedimenti repressivi, come la ventilata minaccia di sgombero, e assuma invece, con grande senso di responsabilità, il problema del rinnovo dei contratti in scadenza e delle loro successiva trasformazione in contratti a tempo indeterminato, così come previsto dalla normativa degli enti di ricerca», afferma invece l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi.

l'iniziativa in piazza dante
Migranti, a Napoli un mercato multietnico contro i razzismi
L'alternativa natalizia alla bancarella osteggiata da finanzieri e vigili urbani
di adriano meis

Napoli - Un mercato multietnico nel centro di Napoli per concedere un'alternativa ai migranti rispetto all'arronzata, l'improvvisata e spesso fugace bancarella per la strada. Iniziativa delle Rdb, il mercato multietnico di Napoli giunge alla quarta edizione, concedendo a un vasto numero di migranti la legittimazione a lavorare alla luce del sole e ai numerosi napoletani di conoscere una realtà altrimenti vista per strada solo come illegale. L'unica regola è non vendere merce contraffatta. Per tutto il resto il "mercatino multietnico", iniziativa autogestita dalle Rdb di Napoli è l'alternativa inclusiva attuata a Napoli contro il "White Christmas" d'impronta leghista tanto in voga al nord. Napoli è il primo grande hub per l'immigrazione che viene dall'Africa, prima città europea dove nel bene e nel male ci si riesce ad arrangiare. Facile è trovare la mercanzia per allestire una bancarella, facile è trovare una brandina in un appartamento sovraffollato per non troppi euro. Poi, salendo dopo Napoli, c'è l'Europa, quella vera. Quella che se ti va bene ti offre qualche opportunità per l'ambita osmosi sociale. Ma la bancarella è un rischio: finanzieri, vigili urbani, carabinieri, presidiano le strade sollecitati dai commercianti che vorrebbero libero e ampio passaggio sui marciapiedi.La bancarella è il primo mestiere di sopravvivenza. Se una città ha l'ambizione di essere inclusiva, tanto vale provare a governare i fenomeni anziché contrastarli con la vana speranza che si annullino. Nel pieno centro di Napoli, a piazza Dante, una moltitudine di gazebo vengono montati per ospitare il mercato multietnico. Ivoriani, senegalesi, ma anche cinesi, ucraini vendono in serenità la propria mercanzia. Merce del paese d'origine e non che trova la giusta collocazione in un'esposizione non clandestina e fugace. Si lascia il tempo a una serena contrattazione. Anche le donne, le anziane napoletane possono valutare la qualità del prodotto proposto e di pensarne l'eventuale utilità. Una donna si misura i cappelli in tutta calma. Sono i medesimi che si trovano a terra sui lenzuoli bianchi, ma lo spazio espositivo fa tanto ed è come se tutto avvenisse in una boutique. La passeggiata fra i gazebo è un continuo affacciarsi su voci e prodotti di diversi continenti.


24 dicembre 2009 - Repubblica.it

Ispra: "Grazie Ministro, ma noi restiamo sul tetto"
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Roma - Nonostante l’importante "apertura" del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per la risoluzione della loro vertenza, i ricercatori precari dell’Ispra proseguono la loro protesta sul tetto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che fa capo al dicastero. L’obiettivo è sempre lo stesso: sollecitare il governo affinché provveda a sanare la situazione di circa 200 lavoratori ai quali il 31 dicembre scadranno i contratti. Pur sottolineando quanto sia stato significativo l’intervento della Prestigiacomo, "per prendere in considerazione la sospensione dell'occupazione sul tetto attendiamo una convocazione da parte del ministro e l'apertura di una reale trattativa presso il nostro Ente" dichiara Michela Mannozzi, del coordinamento Ispra Usi – RdB. "E' un fatto positivo che il ministro intenda, anche attraverso il governo, andare alla soluzione della vertenza – spiega ancora Mannozzi - adesso aspettiamo che alle parole seguano i fatti". E, considerando l'inerzia della struttura commissariale Ispra, "i lavoratori sono certi - conclude la rappresentante sindacale - che il ministro comprenderà la decisione di continuare per il momento in una forma di protesta civile e pacifica, come è stato fatto finora. Nel momento in cui vedremo sviluppi concreti, non solo sulle proroghe dei contratti in essere ma anche su un piano di inserimento in ruolo del personale precario, saremo senza dubbio noi i più felici di poter scendere dal tetto". Mentre i precari Ispra affrontano un Natale "sul tetto che scotta", un importante sostegno giunge loro da Alessandra Tibaldi. L'assessore al Lavoro della Regione Lazio accompagna la sua visita ai ricercatori dell’istituto con una nota: "Sono qui per essere vicina alle 230 lavoratrici e lavoratori che da un mese stanno dando vita a una straordinaria azione di protesta in difesa del posto di lavoro e di un settore della ricerca scientifica strategico per lo sviluppo del paese e la fuoriuscita dalla crisi". "Nei confronti di questi ricercatori - continuato la Ribaldi - il governo desista dall'assumere dei provvedimenti repressivi, come la ventilata minaccia di sgombero, e assuma invece, con grande senso di responsabilità, il problema del rinnovo dei contratti in scadenza e delle loro successiva trasformazione in contratti a tempo indeterminato, così come previsto dalla normativa degli enti di ricerca. Il ministro prestigiacomo dica chiaramente quanti dei contratti in scadenza verranno rinnovati all'1 gennaio 2010".

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24 dicembre 2009 - La Voce d'Italia

Ispra, Prestigiacomo: trovare una soluzione per i precari
Il Ministro dell'Ambiente richiama l'attenzione del Governo sulla vicenda
di Massimo Miato

Milano - La protesta dei precari dell'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale potrebbe finalmente essere giunta ad una svolta. Dopo un mese esatto di occupazione del tetto dell'istituto, i ricercatori dell'Ispra hanno attirato l'attenzione del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha lanciato un appello al governo perché "sia trovato il modo per non disperdere il grande patrimonio di professionalita' di questi ricercatori e valorizzarne per il futuro le competenze maturate". Ricordiamo che la protesta è nata dopo che lo stesso ministero dell'Ambiente ha licenziato circa 200 ricercatori, e ha annunciato il mancato rinnovo del contratto per il 2010 per altre 250 persone impiegate dall'Istituto. I precari dell'Ispra hanno reagito organizzando l'occupazione giorno e notte del tetto dell'istituto, occupazione che va avanti ormai da 30 giorni e che, nonostante l'assordante indifferenza di buona parte dei media tradizionali, è salita alla ribalta grazie al sito Internet www.nonsparateallaricerca.org, sul quale i ricercatori pubblicano informazioni in tempo reale sulla protesta. E' inoltre possibile vedere la diretta dell'occupazione su http://it.justin.tv/precariispra#r=yBdGRs0.
La risposta del ministro Prestigiacomo arriva dopo che l'autorevole rivista Science si è occupata del caso, con un articolo dall'esplicativo titolo "Don't Shoot Research, Italian Environmental Scientists Protest", che sottolinea come il mancato rinnovo del contratto dei ricercatori si accompagni ad una fuga di finanziamenti dalla ricerca pubblica a quella privata. Auguriamo ai precari dell'Ispra che le feste natalizie possano portare loro il tanto agognato rinnovo del contratto.


24 dicembre 2009 - Giornale di Vicenza/Arena/Brescia Oggi

CONTRATTI. Incontro sulle tappe dei rinnovi
Statali, sindacati del no dal ministro Brunetta

ROMA - Segni di disgelo tra Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, e Guglielmo Epifani, leader della Cgil, dopo lo sciopero dell’11 dicembre. Nell’incontro di ieri sul rinnovo dei contratti degli statali, il conflitto ha lasciato posto al confronto, ma le differenze non sono state appianate. Sul risultato della riunione Brunetta ha mostrato ottimismo: «È andata benissimo», «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo». Epifani è apparso più scettico: «mancano risorse», «la strada è in salita».
Oltre alla Cgil hanno partecipato al faccia a faccia con Brunetta gli altri sindacati del «fronte del no», Rdb e Cosmed, le altre organizzazioni dei lavoratori che si sono rifiutate di firmare l’accordo sul nuovo modello contrattuale.
Nel corso della riunione Brunetta ha illustrato le tappe per attuare la riforma con «il calendario delle fasi relative ai diversi contratti» che, ha ricordato, saranno ridotti a 4.


24 dicembre 2009 - Il Piccolo

Contratto statali, disgelo con Brunetta
Riprende il dialogo con Epifani della Cgil Tavolo a maggio

ROMA - Segni di disgelo tra il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, e il leader della Cgil, Guglielmi Epifani, dopo lo sciopero dell'11 dicembre. Nell'incontro di ieri a Palazzo Vidoni sul rinnovo dei contratti degli statali, il conflitto ha lasciato posto al confronto, però le differenze di posizione non sono state appianate. Sul risultato della riunione Brunetta ha mostrato ottimismo: «è andata benissimo», «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo»; mentre Epifani è apparso più scettico: «mancano le risorse», «la strada è ancora in salita».
Oltre alla Cgil hanno partecipato al faccia a faccia con il ministro gli altri sindacati del «fronte del no», Rdb e Cosmed, ovvero le altre organizzazioni dei lavoratori che si sono rifiutate di firmare l'accordo sul nuovo modello contrattuale.
Nel corso della riunione Brunetta ha illustrato le tappe per l'attuazione della riforma con «il calendario delle fasi relative ai diversi contratti» che, ha ricordato, saranno ridotti a quattro. Il ministro ha detto di aver dato «piena disponibilità per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012». Secondo Brunetta, i lavori per rendere operativa la riforma partiranno con l'inizio del nuovo anno e a maggio dovrebbero cominciare le trattative.
All'uscita dall'incontro Epifani ha sottolineato come «il problema resti quello che avevamo già sollevato», «continuano a mancare i soldi: la Finanziaria non mette risorse per i contratti pubblici e la strada rimane tutta in salita, non si riesce a capire come e quando si possa sbloccare». Il leader della Cgil ha ribadito che finora sono state stanziate risorse solo per l'ex indennità di vacanza contrattuale, mentre rimane senza copertura finanziaria la stessa intesa separata, che per il settore pubblico ha un valore di 7 miliardi di euro. Sulla stessa linea l'Rdb, la federazione delle rappresentanze sindacali di base, che ha osservato come «senza risorse parlare di contratti sia pleonastico». A riguardo, Brunetta ha tagliato corto: «Ci lamentiamo tutti per i soldi, l'importante però è non essere in bancarotta come la Grecia e non avere il mal di pancia come la Spagna e l'Irlanda». Insomma il rinnovo dei contratti avverrà «nel rispetto dei conti pubblici».


24 dicembre 2009 - EPolis Roma

La crisi. Presidio permanente per i ricercatori dell'ente ambientale
e i lavoratori del gruppo informatico
Natale amaro, precari sul tetto feste al gelo per Ispra ed Eutelia
Nella nostra regione 70mila cassintegrati e 15mila licenziamenti in fabbricanel 2009
di Paolo Anastasio
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Roma - I precari dell'Ispra, l'Istituto superiore per la ricerca ambientale, sul tetto da un mese le feste le passeranno lì, al freddo di via Casalotti. Lo stesso faranno i dipendenti dell'Agile, ex Eutelia, che Natale e capodanno lo trascorreranno nella sede aziendale di via Bona 67, zona Tiburtina. Ieri i dipendenti dell'Eutelia, da tre mesi senza stipendio, erano in presidio in piazza Santi Apostoli. Il collegio dei giudici ha deliberato il sequestro cautelare dell'azienda, in attesa di nominare il commissario straordinario del gruppo - a rischio più di 1.200 lavoratori informatici. I dipendenti hanno incassato la solidarietà del presidente della Provincia Zingaretti: «I lavoratori non restino soli». «Oggi (ieri ndr) il tribunale ha stabilito il sequestro dell'azienda e l'estromissione della proprietà (Landi ndr) - dice Giovanni Seccia della Fiom Cgil Roma sud - in attesa dei commissari, le sedi dell'Agile-Eutelia restano occupate nel periodo delle feste». Secondo la Cgil, nel 2009 il settore manifatturiero nel Lazio ha espulso 15mila occupati dalle fabbriche, 246 aziende in cassa integrazione straordinaria.
«La situazione qui sul tetto dell'Ispra è drammatica, se la Polverini vuole venirci a trovare ci fa piacere, ma che non sia uno spot elettorale - dice Emma Persia, coordinatrice dell'Usi RdB Ricerca all'Ispra - lo stesso vale per tutti gli esponenti politici che possono aiutarci. Ma non vogliamo essere strumentalizzati politicamente da nessuno». Dopo 30 giorni sul tetto i ricercatori sono stanchi. Il 21 abbiamo avuto un incontro interlocutorio con il vice capo di gabinetto del ministro dell'Ambiente Prestigiacomo - aggiunge Persia - l'unica con il Parlamento che potrebbe evitare il taglio di 450 precari, il 40 per cento della forza lavoro dell'istituto di ricerca sul mare. Lottiamo per la stabilizzazione dei contratti». Solidarietà ai 230 precari che rischiano di non vedersi rinnovato il contratto da parte di Massimiliano Smeriglio, assessore provinciale al lavoro, e Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sl e coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra in Provincia.
Insomma, un quadro a tinte fosche, che riguarda anche altri settori come auto, appalti telefonici, telecomunicazioni, informatica, ma anche il settore militare, difesa e spazio. Suggellato dalla lettera congiunta inviata ieri al sindaco Alemanno e al presidente della Zingaretti dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil - Di Berardino, Bertone e Scardaone - per chiedere una mobilitazione straordinaria delle istituzioni. «L'anno che va finendo è stato sicuramente difficile. Pesanti gli effetti della crisi sull'apparato produttivo e le condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie a Roma e nel Lazio: 70mila i lavoratori in cassa integrazione e mobilità, di cui 45mila a Roma. Nonostante i segnali di ripresa, è convinzione non solo del sindacato, ma anche delle associazioni imprenditoriali, che il 2010 potrebbe essere anche peggio».


24 dicembre 2009 - Il Manifesto

ISPRA Vigilia di lotta anche per i ricercatori ambientali
I precari sul tetto «Salvate la ricerca»
di Sara Farolfi

ROMA - Dal tetto di via Casalotti si vede nitidamente lo stato in cui versa la ricerca italiana. Ci sono saliti apposta su quel tetto, un mese esatto fa, i ricercatori dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), «perchè tutti sappiano che cosa si sta distruggendo». Si sono inventati di tutto, Marco, Michela, Andeka, Emma, Ivan e tutti gli altri che da un mese hanno fermato le loro vite, dottorati e matrimoni, contro «il terrore di essere invisibili». Hanno stampato magliette, realizzato un video, scritto lettere e stampato comunicati, mentre una webcam segue giorno dopo giorno la loro protesta (www.nonsparateallaricerca.org). Dentro al tendone che campeggia sul tetto hanno addobbato anche un piccolo albero di natale, anzi due, a quello classico ne hanno affiancato uno precario. Hanno raccolto la solidarietà del quartiere, ma non una parola da parte del ministero dell'ambiente di cui l'Ispra costituisce il supporto tecnico scientifico.
Anche questa è l'Italia. Un paese con 8 mila chilometri di coste che butta alle ortiche la ricerca sul mare (e non solo quella naturalmente). Un paese dove l'ente nazionale per la ricerca ambientale - l'Ispra appunto - viene costituito per decreto dal ministero dell'economia (mediante l'accorpamento, nel luglio 2008, di 3 enti preesistenti) e dopo un anno e mezzo è ancora commissariato e sprovvisto di uno statuto. Un paese dove tecnici e ricercatori sono costretti a salire su un tetto per farsi sentire.
Il tetto di via Casalotti è quello che sovrasta la vecchia sede dell'Icram, l'istituto per la ricerca sul mare che dal 2008 è parte dell'Ispra. I corridoi che si dipananano in mezzo ai laboratori sono deserti, e sono appena le sei del pomeriggio. Deserti i laboratori. Manca la corrente elettrica in alcuni punti, non c'è carta e mancano persino penne e pennarelli.
Nonostante lo stato di abbandono, è di qui che sono partiti alcuni ricercatori per raggiungere la Mareoceano, mentre al largo di Cetraro erano in corso le verifiche sulla nave dei veleni. Di qui sono partite nel 2006 anche una decina di ricercatori alla volta del Libano, in seguito al bombardamento di una centrale termoelettrica. Sono i ricercatori dell'Icram che elaborano, per gli enti locali, i modelli previsionali sulle coste della nostra penisola e partecipano ai tavoli ministeriali dove si decide come recepire le direttive europee. Sono loro che redigono i progetti di bonifica di diverse aree del paese (Priolo e Porto Marghera) e che seguono il monitoraggio di alcune attività industriali (piattaforme petrolifere e rigassificatori). Che forniscono i dati sulla pesca sostenibile e sulla maricoltura. Che studiano le mucillaggini e, tra gli ultimi progetti in ambito Nato, l'impatto degli ordigni bellici sui fondali marini al largo di Bari e Molfetta.
«Carta straccia, evidentemente», dicono dal tetto. Da un anno e mezzo, il declino pare irreversibile. Inaugurato da una «razionalizzazione» che ha avuto solo l'effetto di un'«iperburocratizzazione» delle procedure amministrative. Poi con la progressiva espulsione dei precari, che a bocce ferme, e cioè all'atto di costituzione dell'Ispra erano ben 618. Entro gennaio arriveranno a scadenza 200 contratti e senza interventi il numero dei ricercatori espulsi salirà a 450. Per questo nei laboratori di via Casalotti è in corso una desertificazione. Le postazioni sono vuote e le poche persone che si vedono in giro sono intente alla compilazione di bandi di ricerca presso altri istituti, in altri paesi.
Ma non si tratta di un problema economico. «Abbiamo già firmato convenzioni che permettono la copertura dei nostri contratti», spiegano. Nel dettaglio lo spiega un dossier elaborato dal sindacato Rdb. Dalla sua costituzione, l'Ispra ha visto una riduzione di risorse del 20% e ciò nonostante vanta, per il 2010, un bilancio previsionale di 126 milioni di euro a fronte di un contributo di 86 milioni. Stesso discorso per l'Icram, che nonostante un contributo ordinario di 6 milioni, era in grado di attrarre 40 milioni di euro di finanziamenti pubblici e privati. È per questo che i ricercatori chiedono, oltre alla riorganizzazione amministrativa che consenta all'istituto di riprendere le attività, anche il riconoscimento del lavoro subordinato e l'inserimento in pianta organica. «I soldi ci sono», E allora perchè buttare alle ortiche un tale patrimonio?
L'intenzione sembra quella di mettere fuori i precari e esternalizzare l'attività di ricerca. A infittire i sospetti, alcuni mesi, l'affidamento di alcuni incarichi di pertinenza Icram alla Sogesid, agenzia in house del ministero, nel cui consiglio di amministrazione siedono uomini della segreteria tecnica della ministra e il cui presidente è Vincenzo Assenza, è concittadino di Stefania Prestigiacomo. Mentre l'Ispra licenziava, la Sogesid assumeva personale. «Ma la ricerca e i controlli ambientali devono restare pubblici - è il messaggio che risuona dal tetto di via Casalotti - Se elimini chi fa i controlli, chi resta a farli: la fabbrica che inquina?».

UN ANNO «SENZA» CRISI
di Galapagos

Le nefandezze di questo governo sono ben rappresentate dall'Ispra, acronimo di «Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale», cosa che all'Italia serve come il pane. Oggi è un mese che i lavoratori dell'Ispra stanno sui tetti dell'Istituto in via Casalotti a Roma. In sei mesi sono stati già licenziati 430 ricercatori e il prossimo anno altri rischiano di fare la stessa fine. Eppure molti sostengono che la «green economy» è la chiave per la crescita del prossimo futuro. Ma non è solo l'ignavia della ministra dell'ambiente a pesare. «Lo Stato ammazza la ricerca», sostiene uno slogan dei ricercatori dell'Ispra. Lo Stato è questo governo che non ha trovato un po' di milioni di euro - rispetto a una finanziaria da oltre 10 miliardi - per potenziare un istituto fondamentale per l'economia italiana. La responsabilità maggiore è, ancora una volta, di Giulio Tremonti. Ieri il ministro dell'economia nella tradizionale conferenza di fine anno ha sostenuto che è sbagliato ironizzare sui 100 milioni destinati nella finanziaria per le micro misure. Spiegando: «che ci sia una quota minima destinata dai parlamentari ai loro territori è un elemento di democrazia». Insomma, con la finanziaria blindata e i voti di fiducia si difende la democrazia.
Per Tremonti «l'Italia ha dimostrato una forte tenuta nella crisi». Quale crisi? Quella che è stata negata per quasi un'anno? Quella che ora sta apparentemente alle spalle? Quella che ha fatto crescere di 2 punti in dodici mesi il tasso di disoccupazione che seguiterà a crescere anche nel 2010 e nel 2011? La crisi che in due anni ha fatto precipitare il Pil italiano di quasi il 6%, peggio di tutti gli altri paesi industrializzati? Inutile rivolgere queste domande al ministro. Tremonti, invece, seguita a lodare il suo condono tombale per gli evasori che hanno portato soldi all'estero. Parole simili le aveva pronunciate nel 2002 quando aveva varato un condono simile (poi reiterato) con la promessa di lotta senza quartiere all'evasione fiscale. Ma perché non rendere noti i nomi degli evasori?
Ieri si è vantato perché 100 miliardi di Euro (quasi 200 mila miliardi di lire) sono rientrati dall'estero. Se non fossero mai usciti e se gli evasori ci avessero pagato le tasse, staremmo tutti meglio e, forse, gli onesti pagherebbero meno tasse. Che non piacciono a nessuno, ma c'è chi le può evadere e chi no. E Tremonti, sistematicamente, tifa per chi le tasse le ha evase e a favore di un Ponte, per la costruzione del quale nessun privato ha voluto metterci un euro. Tra pochi giorni entreranno in vigore i nuovi coefficienti pensionistici. Dal primo gennaio a chi va in pensione sarà pagata una rendita inferiore del 3-4 per cento a quella che avrebbero incassato prima. E con gli anni le pensioni diventeranno sempre più magre. L'età anagrafica cresce e il sistema pensionistico non è in grado di continuare a pagare le stesse prestazioni, è la giustificazione. La soluzione: lavorare di più. Giusto. Ma come si fa? La disoccupazione giovanile è esplosa e in una fase di crisi e ristrutturazioni violente (modello Termini Imerese) i lavoratori sono attaccati con i denti al loro lavoro, non vogliono mollarlo, vorrebbero evitare cassa integrazione e licenziamenti. E per farlo si arrampicano sui tetti. Ma il governo ignora e non ammazza solo la ricerca, ma la vita di milioni di persone.


24 dicembre 2009 - Telesanterno

Bologna: il dibattito sul Civis non si ferma neanche a Natale
Fa discutere anche a Natale il Civis, il tram su gomma che entrerà in servizio a Bologna. I sindacati degli autotrasportatori denunciano nuovamente problemi di sicurezza, mentre i comitati dei residenti apprezzano le modifiche al progetto pensate per la periferia

Bologna - Non si arresta nemmeno per la vigilia di Natale il dibattito sul Civis, il tram su gomma che dovrebbe fare la sua comparsa sotto le Due Torri. Da una parte ci sono Faisa-Cisal, Rdb e Uiltrasporti che tornano a denunciare i problemi di sicurezza di un veicolo con guida centrale, e che in una lettera inviata agli Assessori comunale e provinciale ai Trasporti Simonetta Saliera e Giacomo Venturi, oltre che al Presidente dell’Atc Francesco Sutti, confermano la loro intenzione già annunciata di costituirsi parte civile in quelle cause che dovessero aprirsi in seguito ad incidenti stradali. Dall’altra c’è il Comitato "No al Civis" del Quartiere Savena, che segnala cambiamenti sostanziali nel progetto per la zona di Via Bellaria, uno fra quei tratti per cui l’Amministrazione Delbono si è dimostrata disponibile a prendere in considerazione le modifiche proposte: sparisce la distinzione fra le corsie protette per la circolazione del Civis e quelle laterali per il traffico privato, che avrebbe rallentato in maniera notevole l’intera viabilità della zona, e fermate che tornano ad essere quattro, e tutte integrate nei marciapiedi, per evitare anche in questo caso di ostacolare la circolazione. Se i comitati plaudono all’inizio del primo capitolo di una nuova esperienza sul Civis, contraddistinta dal dialogo e dalla collaborazione, i sindacati promettono invece battaglia, con la convinzione che non è ancora troppo tardi per modificare il progetto senza correre il rischio di perdere i finanziamenti.


24 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

Bologna. L'AUMENTO dell'1,8% della tassa sui rifiuti...

Bologna - L'AUMENTO dell'1,8% della tassa sui rifiuti risparmierà circa il 50% delle famiglie bolognesi. La decisione del Comune è di esentare i nuclei familiari al di sotto dei 14mila euro pro capite. E' l'esito dell'accordo raggiunto ieri da amministrazione e sindacati Cgil, Cisl e Uil, che hanno sottoscritto l'intesa sul bilancio. «Nelle prossime settimane verranno preparati gli atti amministrativi che fisseranno i criteri di esenzione, legati ai redditi del 2007» spiegano dal Comune. In ogni caso, assicura l'assessore comunale Villiam Rossi, l'esenzione sarà applicata «senza fare impazzire le famiglie, perché farà tutto il Comune». Nell'accordo «è prevista la proroga per il 2010 delle misure anticrisi in favore delle persone con redditi più bassi che comprendono riduzioni ed esenzioni dalle rette scolastiche, sostegno agli affitti, e sostegno alla regolarizzazione delle badanti». Il Comune «si impegna ad applicare le esenzioni e le riduzioni sulle rette scolastiche anche nella stagione 2010-2011». Niente firma da parte dei sindacati di base, Rdb: «Misure insufficienti». Intanto, i bolognesi cominciano a risparmiare acqua. La nuova bolletta pro-capite, studiata dall'agenzia provinciale d'ambito Ato5, inizia a dare frutti. A sostenerlo è Marco Morselli, direttore di Ato Bologna. Introdotta a inizio anno, la tariffa è stata sperimentata in otto Comuni del Bolognese. «Le bollette delle famiglie mediamente sono calate riferisce Morselli . A dicembre abbiamo introdotto la tariffa pro capite a Bologna e i risultati vanno nella stessa direzione». Ovvero, ci sarebbe un risparmio nei consumi.


24 dicembre 2009 - Il Messaggero

Civitavecchia. Ennesima fumata nera ieri per l’Icpl...

Civitavecchia - Ennesima fumata nera ieri per l’Icpl. Nel pomeriggio di ieri Cgil Csl e Uil, oltre all’Rdb hanno preso parte al tavolo con il presidente Ferdinando Bitonte per cercare una mediazione sui licenziamenti predisposti dall’azienda per risanare il bilancio. E come già annunciato, le organizzazioni sindacali hanno prodotto un mancato accordo chiedendo «la cassa integrazione a giro». Una tutela questa, che permetterebbe ai lavoratori di mantenere un rapporto con la ditta pur essendo retribuiti dall’Inps. La proposta non è stata accolta dall’azienda che ha riconfermato la volontà di applicare la mobilità. L’unica novità emersa è che l’Icpl avrebbe predisposto per alcuni la mobilità e per altri la cassa integrazione. Il presidente, però, non è voluto entrare nel merito affermando che «questo si farà solo in Regione».
«Non abbiamo firmato - hanno spiegato i sindacati - perché non crediamo che questa sia la strada giusta per affrontare la situazione. L’unica soluzione, nell’attesa che l’azienda si riorganizzi e che i traffici commerciali riprendano, è quella di applicare la cassa integrazione a turni tra le 21 unità». L’incontro istituzionale si dovrebbe svolgere dopo il 10 gennaio e in quella sede il presidente Bitonte presenterà la lista dei lavoratori che dovranno essere messi in mobilità o in cassa integrazione. La Regione, invece, farà delle nuove proposte per cercare di scongiurare i licenziamenti.

Roma. Segni di disgelo tra il ministro...

Roma - Segni di disgelo tra il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, e il leader della Cgil, Guglielmi Epifani, dopo lo sciopero dell’11 dicembre. Anche se dopo l’incontro di ieri a Palazzo Vidoni sul rinnovo dei contratti degli statali, il ministro ha mostrato ottimismo: «è andata benissimo», «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo»; mentre Epifani è apparso più prudente: «mancano le risorse», «la strada è ancora in salita».
Oltre alla Cgil hanno partecipato al faccia a faccia con Brunetta gli altri sindacati del "fronte del no", Rdb e Cosmed che non hanno firmato l’accordo sul nuovo modello contrattuale. Il ministro ha detto di aver dato «piena disponibilità per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012», e che i lavori per rendere operativa la riforma partiranno con l’inizio del nuovo anno e a maggio dovrebbero cominciare le trattative. Epifani ha sottolineato che «la Finanziaria non mette risorse per i contratti pubblici e la strada rimane tutta in salita, non si riesce a capire come e quando si possa sbloccare».
Una novità dovrebbe arrivare da gennaio sul fronte dei concorsi pubblici. «Stiamo lavorando con il Formez e la Bocconi per importare dal mondo anglosassone format di hardware e software per concorsi pubblici "puliti" dove si premi solo il merito come nei paesi anglosassoni», ha annunciato il ministro. «Si chiamerà ‘concorsi pulitì oppure "premiare il merito": lo faremo in tutti i ministeri e per ora lo offriremo spontaneamente. Sarà poi il pubblico a dire che il Comune tal dei tali ha aderito oppure no, e chi fa il concorso in casa oppure no».


24 dicembre 2009 - Corriere Fiorentino

Rottura No a Falchetti
I sindacati dicono basta: «Scioperi»
di Federica Sanna

Firenze - È rottura fra sindacati e amministrazione comunale. La decisione di abbandonare il tavolo della trattativa è stata presa, lo scorso venerdì, da tutte le sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Cobas, Ugl, Rdb e Siapol), dopo l’ultimo incontro con l’amministrazione. E a gennaio partiranno gli scioperi. «In trent’anni da dipendente — afferma Stefano Cecchi della Rdb — non si era mai arrivati a una situazione del genere: viviamo una totale mancanza di relazioni con il Comune e l’arroganza di chi considera i lavoratori come una zavorra: una situazione tremenda». I sindacati chiedono all’amministrazione che vengano ripristinati i premi incentivanti che erano stati sospesi e il rispetto degli accordi sindacali presi con la precedente amministrazione. Esiste un problema di rapporti: «Viviamo una condizione esasperata: non abbiamo mai informative sui cambiamenti che saranno fatti all’organizzazione — afferma Chiara Tozzi della Cgil — i dipendenti sono trattati come se fossero da rottamare».
L’assessore all’organizzazione Angelo Falchetti ribatte: «Il Comune si pone in modo progettuale, seguendo le regole.
Forse i sindacati erano abituati ad avere una contrattazione su qualsiasi tema. Gli interessi politici avevano forse troppi punti di contatto fra ente e dipendenti».
Intanto il primo sciopero sarà il 13 gennaio da parte dei dipendenti degli asili comunali. E altre forme di mobilitazione e scioperi saranno organizzate, sempre a gennaio, dopo l’assemblea dei lavoratori.


24 dicembre 2009 - Il Mattino

«Un modello per concorsi pubblici puliti».
Ad annunciare la svolta per le assunzioni degli statali...

«Un modello per concorsi pubblici puliti». Ad annunciare la svolta per le assunzioni degli statali è il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta. «Stiamo lavorando con Formez e Bocconi per importare dal mondo anglosassone un format di hardware e software che valuti solo il merito», spiega nel corso della conferenza stampa di fine anno. Da gennaio verrà offerto questo format a tutte le pubbliche amministrazioni, ma l’adozione del nuovo modello sarà «spontanea», per dirla con le parole del ministro. Solo successivamente sarà introdotto anche qualche obbligo di legge. E nel pianeta della Pubblica amministrazione un’altra novità riguarderà l’uso degli sms per ricordare le scadenze fiscali, il pagamento di multe o del canone Rai. Già da gennaio, tutte le scuole che lo vorranno, potranno infatti utilizzare il servizio per mandare messaggini ai genitori in caso di assenza a scuola dei figli. Ed entro maggio, tutti i certificati medici correranno on line. Sarà, quindi, un 2010 all'insegna delle innovazioni tecnologiche. Intanto si manifestano segni di disgelo tra il ministro e il leader della Cgil, Guglielmi Epifani, dopo lo sciopero dell'11 dicembre. Nell'incontro di ieri a Palazzo Vidoni sul rinnovo dei contratti degli statali, il conflitto ha lasciato posto al confronto, però le differenze di posizione non sono state appianate. Sul risultato della riunione Brunetta ha mostrato ottimismo: «È andata benissimo», «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo». Mentre Epifani è apparso più scettico: «mancano le risorse», «la strada è ancora in salita». Oltre alla Cgil hanno partecipato al faccia a faccia con il ministro gli altri sindacati del fronte del no, Rdb e Cosmed, ovvero le altre organizzazioni dei lavoratori che si sono rifiutate di firmare l'accordo sul nuovo modello contrattuale. Nel corso della riunione Brunetta ha illustrato le tappe per l'attuazione della riforma con «il calendario delle fasi relative ai diversi contratti» che, ha ricordato, saranno ridotti a quattro. Il ministro ha detto di aver dato «piena disponibilità per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012». Secondo Brunetta, i lavori per rendere operativa la riforma partiranno con l'inizio del nuovo anno e a maggio dovrebbero cominciare le trattative. All'uscita dall'incontro Epifani ha sottolineato come «il problema resti quello che avevamo già sollevato», «continuano a mancare i soldi: la Finanziaria non mette risorse per i contratti pubblici e la strada rimane tutta in salita, non si riesce a capire come e quando si possa sbloccare». Il leader della Cgil ha ribadito che finora sono state stanziate risorse solo per l'ex indennità di vacanza contrattuale, mentre rimane senza copertura finanziaria la stessa intesa separata, che per il settore pubblico ha un valore di 7 miliardi di euro. Sulla stessa linea l'Rdb, la federazione delle rappresentanze sindacali di base, che ha osservato come «senza risorse parlare di contratti sia pleonastico». A riguardo, Brunetta ha tagliato corto: «Ci lamentiamo tutti per i soldi, l'importante però è non essere in bancarotta come la Grecia e non avere il mal di pancia come la Spagna e l'Irlanda».


24 dicembre 2009 - Il Gazzettino

«Ancora uno sfratto, ma si vendono le case erp»

Padova - (Al.Rod) «Che fine faranno i soldi ricavati dalla vendita degli alloggi Erp?». A chiederselo sono Adl Cobas e Razzismo Stop ancora una volta sul piede di guerra contro palazzo Moroni. «Questi soldi saranno messi a servizio di una vera politica abitativa adeguata alla realtà contemporanea?» si chiede ancora Nicola Grigion di Adl che poi aggiunge: «Se così non fosse, i risultati sarebbero disastrosi. Un primo esempio lo stiamo vivendo in questi giorni con Abdelkbir che, con la moglie e tre figli, è stato sfrattato dalla sua abitazione di Campodarsego proprio a ridosso del Natale».
«Abdelkbir, lavorando in una cooperativa di logistica e facchinaggio a Padova, avrebbe diritto, secondo la legge, di presentare richiesta per l’emergenza abitativa in città, ma gli uffici competenti lo hanno sempre respinto» rincara la dose Luca Bertolino di Razzismo Stop. «Questi sono i frutti avvelenati delle politiche abitative portate avanti dall’assessore Pipitone che ha ridotto sensibilmente la quota di assegnazione dell’"emergenza" – conclude Grigion - Per questo abbiamo deciso di accogliere questa famiglia nella sede di Razzismo stop, in attesa che qualcuno possa affittare loro un alloggio ad un prezzo ragionevole».

ROMA. «L’incontro è andato benissimo, l’anno prossimo sarà rinnovato il contratto del Pubblico Impiego»...

ROMA - «L’incontro è andato benissimo, l’anno prossimo sarà rinnovato il contratto del Pubblico Impiego». Soddisfatto il ministro Renato Brunetta dopo il vertice di ieri con i rappresentanti di Cgil guidata dal segretario Guglielmo Epifani, Rdb e Cosmed. Cauti i sindacati. Mancano le risorse e c’è il problema della stabilizzazione del precariato. Secondo la Cgil sono esclusi almeno 20.000 addetti e c’è il problema di 378.000 persone che perderanno il lavoro con le razionalizzazioni.


24 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova

RAZZISMO STOP Ospita 5 sfrattati

Padova - Come casa la sede dell’associazione Razzismo Stop. Abdelkbir Qabeqba, la moglie e i tre figli (di cui due piccoli) hanno trovato così un tetto d’emergenza. Luca Bertolino (Razzismo Stop) e Nicola Grigion (Adl Cobas) denunciano: «Non è stata accettata la richiesta di emergenza abitativa presentata al Comune di Padova». E non è un caso isolato.


24 dicembre 2009 - La Gazzetta di Modena

Guiglia. A Roccamalatina
Evitati i 18 sfratti Il sindacato critica gli istituti di credito
di ALEX SCARDINA

GUIGLIA - Sta diventando sempre più difficile la situazione per le 18 famiglie di Roccamalatina sulle quali incombe minaccioso, dallo scorso 29 settembre, lo sfratto esecutivo.
Infatti nel corso della mattinata di martedì scorso era previsto lo sgombero dello stabile, pignorato dalle banche alla signora Giacomelli, a seguito dell’insolvenza dovuta al mancato pagamento dei debiti contratti negli anni passati. I residenti hanno risposto immediatamente al provvedimento barricandosi per far valere i loro diritti.
Le banche hanno pertanto deciso di attendere fino a marzo, limitandosi ad emanare una semplice notifica. «La storia della signora Giacomelli - ha commentato Maria Tartaglia, sindacalista del Cub, che da anni si occupa di difesa dei diritti dei lavoratori, dei precari e del diritto alla casa - è nota almeno dal 1995, ciò nonostante le istituzioni, in questi 15 anni, sono rimaste inerti. Si aggiunga che la Giacomelli tuttora continua a stipulare contratti anche se soggetta a pignoramenti».
Venendo agli accadimenti di martedì mattina, «abbiamo nuovamente affiancato i residenti. Li appoggiamo dallo scorso 29 settembre, per difendere il loro diritto alla casa; di conseguenza siamo rimasti con loro dalle prime ore della giornata fino alle 15, quando ormai sembrava chiaro che non si sarebbe verificato alcuno sgombero. Ma soltanto alle 17 ci è stato comunicato che era stata firmata la proroga degli sfratti fino a marzo».
«Queste famiglie - ha proseguito la sindacalista - hanno sempre pagato e rispettato tutte le scadenze e ora vedono ricadere su di loro colpe di altri soltanto perché trattasi di soggetti più deboli rispetto la controparte. Per questo abbiamo cercato più volte di avere contatti con le banche ma queste ad oggi si sono sempre negate, probabilmente perché intravedono all’orizzonte la possibilità di laute speculazioni. Più volte le aste in cui erano proposte le proprietà Giacomelli sono andate deserte, col risultato di abbassare ogni volta la base d’asta in modo che le banche stesse possano acquistare quei beni con la minor spesa possibile».
«Da parte nostra - ha dichiarato il sindaco di Guiglia Monica Amici - abbiamo più volte invitato il curatore fallimentare a confrontarsi con il comitato antisfratto. Questo è stato però impossibile perché l’iter burocratico prevede che il curatore sia autorizzato dalla magistratura».


24 dicembre 2009 - L'Eco di Bergamo

Figli assenti a scuola? Sms ai genitori

ROMA - «Entro il mese di gennaio nelle scuole verrà generalizzato, per tutti quelli che lo vorranno, il servizio sms attraverso cui i genitori saranno avvisati delle assenze dei propri figli». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, nel corso della conferenza di fine anno, parlando delle novità da introdurre nel 2010.
In realtà, ha spiegato il ministro, «il servizio è già attivo in alcune scuole», e «da gennaio partirà la sperimentazione, che andrà avanti per sei mesi». «In questa fase il servizio sarà gratuito», ha sottolineato Brunetta.
E ha aggiunto: «Il mio piccolo grande sogno è far ricevere sui cellulari – sempre attraverso sms – comunicazioni del tipo: "guarda che non hai pagato la tassa" o "guarda che non hai pagato il canone", che è molto meglio di ricevere a casa la sanzione». Brunetta si augura, quindi, che nel prossimo anno questo servizio sms possa riguardare oltre che la scuola anche le tasse e la sanità.
Intanto ci sono timidi segni di disgelo tra Brunetta, e il leader della Cgil, Guglielmi Epifani, dopo lo sciopero dell'11 dicembre. Nell'incontro di ieri a Palazzo Vidoni sul rinnovo dei contratti degli statali, il conflitto ha lasciato posto al confronto, però le differenze di posizione non sono state appianate. Sul risultato della riunione Brunetta ha mostrato ottimismo: «È andata benissimo», «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo»; mentre Epifani è apparso più scettico: «Mancano le risorse», «la strada è ancora in salita».
Nel corso della riunione Brunetta ha illustrato le tappe per l'attuazione della riforma con «il calendario delle fasi relative ai diversi contratti» che, ha ricordato, saranno ridotti a quattro. Il ministro ha detto di aver dato «piena disponibilità per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012». Secondo Brunetta, i lavori per rendere operativa la riforma partiranno con l'inizio del nuovo anno e a maggio dovrebbero cominciare le trattative.
All'uscita dall'incontro Epifani ha sottolineato come «il problema resti quello che avevamo già sollevato», «continuano a mancare i soldi: la Finanziaria non mette risorse per i contratti pubblici e la strada rimane tutta in salita, non si riesce a capire come e quando si possa sbloccare». Il leader della Cgil ha ribadito che finora sono state stanziate risorse solo per l'ex indennità di vacanza contrattuale, mentre rimane senza copertura finanziaria la stessa intesa separata, che per il settore pubblico ha un valore di 7 miliardi di euro. Sulla stessa linea l'Rdb, la federazione delle rappresentanze sindacali di base, che ha osservato come «senza risorse parlare di contratti sia pleonastico». A riguardo, Brunetta ha tagliato corto: «Ci lamentiamo tutti per i soldi, l'importante però è non essere in bancarotta come la Grecia e non avere il mal di pancia come la Spagna e l'Irlanda». Insomma il rinnovo dei contratti avverrà «nel rispetto dei conti pubblici».
Durante l'incontro la Cgil ha anche riproposto il problema dei precari. Il sindacato ha ricordato come siano ancora 20 mila i lavoratori flessibili in possesso dei requisiti di stabilizzazione.


24 dicembre 2009 - Gazzetta del Sud

Contratto degli statali, segni di disgelo tra il ministro Brunetta ed Epifani (Cgil)

ROMA - Segni di disgelo tra il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, e il leader della Cgil, Guglielmi Epifani, dopo lo sciopero dell'11 dicembre. Nell'incontro di ieri a Palazzo Vidoni sul rinnovo dei contratti degli statali, il conflitto ha lasciato posto al confronto, però le differenze di posizione non sono state appianate. Sul risultato della riunione Brunetta ha mostrato ottimismo: «È andata benissimo», «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo»; mentre Epifani è apparso più scettico: «mancano le risorse», «la strada è ancora in salita». Oltre alla Cgil hanno partecipato al faccia a faccia con il ministro gli altri sindacati del "fronte del no", Rdb e Cosmed, ovvero le altre organizzazioni dei lavoratori che si sono rifiutate di firmare l'accordo sul nuovo modello contrattuale. Nel corso della riunione Brunetta ha illustrato le tappe per l'attuazione della riforma con «il calendario delle fasi relative ai diversi contratti» che, ha ricordato, saranno ridotti a quattro. Il ministro ha detto di aver dato «piena disponibilità per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012». Secondo Brunetta, i lavori per rendere operativa la riforma partiranno con l'inizio del nuovo anno e a maggio dovrebbero cominciare le trattative. All'uscita dall'incontro Epifani ha sottolineato come «il problema resti quello che avevamo già sollevato», «continuano a mancare i soldi: la Finanziaria non mette risorse per i contratti pubblici e la strada rimane tutta in salita, non si riesce a capire come e quando si possa sbloccare». Il leader della Cgil ha ribadito che finora sono state stanziate risorse solo per l'ex indennità di vacanza contrattuale, mentre rimane senza copertura finanziaria la stessa intesa separata, che per il settore pubblico ha un valore di 7 miliardi di euro. Sulla stessa linea l'Rdb, la federazione delle rappresentanze sindacali di base, che ha osservato come «senza risorse parlare di contratti sia pleonastico». A riguardo, Brunetta ha tagliato corto: «Ci lamentiamo tutti per i soldi, l'importante però è non essere in bancarotta come la Grecia e non avere il mal di pancia come la Spagna e l'Irlanda». Insomma il rinnovo dei contratti avverrà «nel rispetto dei conti pubblici». Durante l'incontro la Cgil ha anche riproposto il problema dei precari. Il sindacato ha ricordato come siano ancora 20 mila i lavoratori flessibili in possesso dei requisiti di stabilizzazione.


24 dicembre 2009 - Quotidiani rete Corriere

Governo e sindacati Per il ministro la riunione «è andata benissimo».
Ma Epifani: la strada è ancora in salita
«Pubblico impiego, contratto entro metà anno»
La rassicurazione di Brunetta nell’incontro del «disgelo» con la Cgil

ROMA — Faccia a faccia, ieri, tra Renato Brunetta e i vertici della Cgil. Dopo mesi di polemiche quotidiane tra il ministro della Pubblica amministrazione e il sindacato guidato da Guglielmo Epifani, la riunione è servita a far ripartire il dialogo, anche se i problemi restano tutti da risolvere, a partire dal rinnovo del contratto 2010-2012 per tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici. Rinnovo che Brunetta ha assicurato avverrà entro la prima parte dell’anno, mentre la Cgil sottolinea che al momento non ci sono gli stanziamenti necessari. Brunetta ha incontrato anche gli altri due sindacati non firmatari della riforma della contrattazione, Rdb e Cosmed. A tutti ha spiegato il percorso che intende seguire. Dopo le vacanze natalizie cominceranno i lavori per attuare la riforma (a partire dalla riduzione dei comparti) mentre a maggio partiranno le trattative per i nuovi contratti. A metà gennaio, intanto, Brunetta conta di rinnovare il contratto del comparto sicurezza con un aumento di «100 euro in più al mese, ovvero 30 in più rispetto alla media » .
Secondo il ministro la riunione con la Cgil «è andata benissimo ». Per Epifani, invece, «la strada è ancora in salita». Il segretario generale puntualizza che al momento la Finanziaria ha stanziato solo le risorse per assicurare «l’indennità di vacanza contrattuale», cioè circa 20 euro al mese lordi, mentre mancano i 7 miliardi di euro che servirebbero per coprire nel triennio aumenti di retribuzione in linea con l’inflazione. Epifani lamenta inoltre la mancata stabilizzazione di 378 mila lavoratori precari del pubblico impiego, che per questo rischiano di perdere preso il lavoro.
Al di là della immutata distanza nelle posizioni, l’incontro di ieri ha un significato politico. Il tentativo è quello di normalizzare le relazioni tra il ministro e la Cgil dopo un anno di guerra continua. È significativo che ieri non si sia registrato il solito scambio di accuse tra Brunetta e il leader degli statali Cgil, Carlo Podda. Anzi il ministro sostiene che, durante la riunione, Podda, richiesto di una valutazione su Brunetta, abbia «schiacciato la faccetta gialla», cioè la via di mezzo tra la verde (giudizio positivo) e la rossa (negativo).
In una successiva conferenza stampa il ministro ha riepilogato le molte cose fatte quest’anno, a partire dalla riforma della pubblica amministrazione, e ha confermato che da gennaio le scuole manderanno un sms ai genitori degli alunni assenti.(Enr.Ma.)


24 dicembre 2009 - Il Sole 24 Ore

Il ministro fa il punto sullo stato della Pa
Brunetta: in arrivo concorsi «puliti»

ROMA - È un Renato Brunetta diviso a metà quello che incontra la stampa per la conferenza di fine anno. Con la mente ancora protesa ai risultati del 2009. Ma con gli occhi già proiettati sugli appuntamenti del 2010. Che porterà con sé, si augura il ministro della Pubblica amministrazione, il rinnovo del con-tratto degli statali e un format per avere concorsi pubblici «puliti».
Guardando ai 12 mesi appena trascorsi, il titolare di palazzo Vidoni ricorda: «Abbiamo chiuso i contratti, abbiamo fatto una grande legge orientata al merito, alla trasparenza e la premialità punendo i "fannulloni" e premiando quelli bravi ». A proposito delle altre iniziative già partite Brunetta cita la lotta all'assenteismo: «Una battaglia che è stata vinta visto che le assenze per malattia sono scese dal 30 al 40%».
Poco dopo la sua attenzione si sposta sul futuro imminente. Nel 2010, da lui definito «l'anno di convergenza delle riforme», arriverà «un nuovo modello per i concorsi pubblici ». A tal fine, spiega il ministro, «stiamo lavorando con Formez e Bocconi per importare dal mondo anglosassone un format di hardware e software che valuti solo il merito ». Ma, a suo giudizio, il prossimo sarà anche l'anno del rafforzamento delle nuove tecnologie. A cominciare dalla «posta elettronica certificata per colloquiare con la pubblica amministrazione» e dai «certificati medici on line », per giungere agli «sms fiscali» per ricordare le scadenze da rispettare oppure ai «messaggini delle scuole per i genitori che vogliono controllare la presenza in aula dei figli».
Altro tema caldo i contratti. A gennaio dovrebbe arrivare la firma del rinnovo per il comparto sicurezza. «Gli aumenti – ricorda – ammontano a 100 euro in più al mese per tutti i dipendenti della sicurezza, quindi 30 euro in più rispetto alla media dei dipendenti dei ministeri». Nel sottolineare che gli incontri tecnici sono già in corso il ministro della Pa chiarisce: «I contratti si fanno in due, se parte e controparte non si mettono d'accordo, si procederà per legge».
Per gli statali bisognerà invece aspettare metà maggio quando diventerà operativa la legge 150 sulla riforma della Pa. Di questo il ministro aveva discusso qualche ora prima a palazzo Vidoni con una delegazione della Cgil, guidata dal segretario Guglielmo Epifani, e i rappresentanti di Rdb e Cosmed, cioè le organizzazioni che non hanno firmato l'accordo sul nuovo modello contrattuale.
Opposte le reazioni al termine della riunione. Ottimista Brunetta: «È andata benissimo » e «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo». Più scettico Epifani: «Mancano le risorse» e «la strada è ancora in salita».(Eu.B.)


24 dicembre 2009 - L'Unione Sarda

Brunetta-Cgil, riparte il dialogo

Segni di disgelo tra il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta (nella foto) e il leader della Cgil, Guglielmi Epifani, dopo lo sciopero dell'11 dicembre. Nell'incontro di ieri a Palazzo Vidoni sul rinnovo dei contratti degli statali, il conflitto ha lasciato posto al confronto, però le differenze di posizione non sono state appianate. Sul risultato della riunione Brunetta ha mostrato ottimismo: «è andata benissimo», «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo». Epifani è apparso più scettico: «mancano le risorse», «la strada è ancora in salita». Oltre alla Cgil hanno partecipato al faccia a faccia con il ministro gli altri sindacati del "fronte del no", Rdb e Cosmed, ovvero le altre organizzazioni dei lavoratori che si sono rifiutate di firmare l'accordo sul nuovo modello contrattuale. I lavori per rendere operativa la riforma. ha detto il ministro, partiranno con l'inizio del nuovo anno.


23 dicembre 2009 - Ansa

FIAT: POMIGLIANO; GRANILLO, PIANO MARCHIONNE? SOLO 'FARSA'

(ANSA) - POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI), 23 DIC - «Il cosiddetto piano Marchionne presentato ieri a Roma è solo una 'farsà per scroccare ulteriori e multimiliardari finanziamenti pubblici, e nello stesso tempo licenziare, chiudere e ridimensionare gli stabilimenti pur avendo realizzato in questi anni il doppio della capacità produttiva rispetto alle richieste di mercato». Lo ha sostenuto Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas, sottolineando che «già nel 2003, con il piano di rilancio per Pomigliano, l'azienda si impegnava ad investimenti per due miliardi e mezzo di euro per il quinquennio 2003/2007, che però non sono mai stati spesi». «Nel 2007 - ha aggiunto Granillo - Marchionne ha millantato supercorsi di formazione ed un ammodernamento impiantistico, e ieri ha presentato un nuovo piano di 'fumosì investimenti, ma nel frattempo licenzia, si appresta a chiudere Termini Imerese ed Arese, a dimezzare Pomigliano, visto che per la produzione della Panda occorre circa un terzo della manodopera occupata nello stabilimento. Ed intanto si appresta a licenziare un centinaio di lavoratori precari che stamattina si sono addirittura incatenati al comune per difendere il proprio futuro occupazionale». «I cori dei lavoratori alla manifestazione di ieri erano chiari - ha concluso il sindacalista - e la forte presenza di Slai Cobas, Rdb e Sdl ha segnato la giornata, in quanto a Palazzo Chigi si consumava l'ennesima trattativa 'pilotatà, mentre gli operai contestavano il famigerato piano Marchionne, chiedendo che la Fiat restituisca le ingenti risorse pubbliche ricevute in questi decenni per rilanciare gli stabilimenti».

STATALI: RIPARTE CONFRONTO BRUNETTA-SINDACATI DEL NO
MINISTRO SODDISFATTO, A MAGGIO TAVOLO PER RINNOVO CONTRATTI

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Segni di disgelo tra il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, e il leader della Cgil, Guglielmi Epifani, dopo lo sciopero dell'11 dicembre. Nell'incontro di oggi a Palazzo Vidoni sul rinnovo dei contratti degli statali, il conflitto ha lasciato posto al confronto, però le differenze di posizione non sono state appianate. Sul risultato della riunione Brunetta ha mostrato ottimismo: «è andata benissimo», «a maggio partirà il tavolo sul rinnovo»; mentre Epifani è apparso più scettico: «mancano le risorse», «la strada è ancora in salita». Oltre alla Cgil hanno partecipato al faccia a faccia con il ministro gli altri sindacati del 'fronte del nò, Rdb e Cosmed, ovvero le altre organizzazioni dei lavoratori che si sono rifiutate di firmare l'accordo sul nuovo modello contrattuale. Nel corso della riunione Brunetta ha illustrato le tappe per l'attuazione della riforma con «il calendario delle fasi relative ai diversi contratti» che, ha ricordato, saranno ridotti a quattro. Il ministro ha detto di aver dato «piena disponibilità per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012». Secondo Brunetta, i lavori per rendere operativa la riforma partiranno con l'inizio del nuovo anno e a maggio dovrebbero cominciare le trattative. All'uscita dall'incontro Epifani ha sottolineato come «il problema resti quello che avevamo già sollevato», «continuano a mancare i soldi: la Finanziaria non mette risorse per i contratti pubblici e la strada rimane tutta in salita, non si riesce a capire come e quando si possa sbloccare». Il leader della Cgil ha ribadito che finora sono state stanziate risorse solo per l'ex indennità di vacanza contrattuale, mentre rimane senza copertura finanziaria la stessa intesa separata, che per il settore pubblico ha un valore di 7 miliardi di euro. Sulla stessa linea l'Rdb, la federazione delle rappresentanze sindacali di base, che ha osservato come «senza risorse parlare di contratti sia pleonastico». A riguardo, Brunetta ha tagliato corto: «Ci lamentiamo tutti per i soldi, l'importante però è non essere in bancarotta come la Grecia e non avere il mal di pancia come la Spagna e l'Irlanda». Insomma il rinnovo dei contratti avverrà «nel rispetto dei conti pubblici». Durante l'incontro la Cgil ha anche riproposto il problema dei precari. Il sindacato ha ricordato come siano ancora 20 mila i lavoratori flessibili in possesso dei requisiti di stabilizzazione.

STATALI: RDB;TORNA DIALOGO CON BRUNETTA MA ANCORA DIFFERENZE

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - «Siamo tornati a parlarci e non è poco, anche se, ovviamente, su alcune questioni le differenze persistono», così Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Rdb, la federazione della rappresentanze di base, ha commentato l'incontro sul rinnovo dei contratti per il pubblico impiego con il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta. «Il calendario prospettato dal ministro è coerente con il decreto Brunetta e probabilmente consentirà in tempi ragionevoli di definire i nuovi comparti e avviare le procedure contrattuali», ha spiegato Leonardi. «Ovviamente senza risorse parlare di contratti è pleonastico», ha aggiunto. Inoltre, ha sottolineato, la Rdb ha chiesto «anche soldi freschi per la produttività». Sulla nuova Aran (l'agenzia per la rappresentanza nazionale delle pubbliche amministrazioni) e sulle relazioni sindacali, ha fatto sapere Leonardi, «abbiamo sostenuto, trovando consenso, la necessità di restituire trasparenza alle procedure di verifica della rappresentatività». Alla fine dell'incontro l'Rdb ha chiesto al ministro di interessarsi alla vicenda dei precari dell'Ispra (l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), «su cui abbiamo registrato una positiva disponibilità», ha precisato Leonardi.

STATALI: BRUNETTA, INCONTRO CON EPIFANI È ANDATO BENISSIMO

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - «L'incontro è andato benissimo, è stato molto interessante», così il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta, ha commentato la riunione con la Cgil e le altre sigle sindacali (Rdb e Cosmed) che non hanno sottoscritto il nuovo contratto per il pubblico impiego. Nel corso della conferenza stampa di fine anno, Brunetta ha spiegato che durante l'incontro, a cui ha partecipato il leader della Cgil Guglielmo Epifani, ha «illustrato l'implementazione della riforma Brunetta con il calendario delle fasi relative ai diversi contratti» che, ha ricordato, sono stati ridotti a quattro. Il ministro ha detto di aver dato «piena disponibilità per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012». Il tavolo per il rinnovo partirà a gennaio. Brunetta ha sottolineato come sia suo interesse «implementare la riforma con buoni contratti». Riguardo al commento di Epifani sull'incontro di oggi, Brunetta ha affermato: «Ci lamentiamo tutti per i soldi, Epifani non ha detto cose nuove. L'importante però è non essere in bancarotta come la Grecia, non avere il mal di pancia come la Spagna e come l'Irlanda e ancora non avere incubi notturni come il Portogallo». Per Brunetta «l'Italietta naviga meglio di altri Paesi europei». Infine, il ministro ha precisato come il segretario generale della Funzione pubblica della Cgil, Carlo Podda, abbia giudicato non male il colloquio: «Podda ha dato come giudizio la faccetta gialla, che non è quella verde (giudizio positivo) ma neanche quella rossa (negativo)».


23 dicembre 2009 - Ankronos

STATALI: BRUNETTA, NEL 2010 VERRÀ SIGLATO
CONTRATTO DEL PUBBLICO IMPIEGO

Roma, 23 dic. (Adnkronos) - Il ministro Renato Brunetta ha incontrato stamattina a Palazzo Vidoni i rappresentanti di Cgil, Rdb e Cosmed al fine di completare gli incontri con le organizzazioni sindacali alla luce dei nuovi adempimenti previsti dal decreto legislativo n. 150 del 2009. Durante gli incontri (separati), che si sono svolti in un clima molto positivo e produttivo, sono stati affrontati i temi della contrattazione e alcune problematiche del precariato. È quanto si legge in una nota di Palazzo Vidoni. «Il ministro Brunetta ha ribadito la volontà del Governo a voler fare il contratto del pubblico impiego nel 2010 e - si legge nella nota - ha consegnato alle organizzazioni sindacali la cronologia degli adempimenti previsti dalla legge. Per quanto riguarda il precariato, il ministro ha sottolineato che tale problema - già affrontato sulla base delle normative emanate dal Governo precedente, alla luce dei fatti dimostratesi inadeguate - sarà adesso trattato secondo le nuove disposizioni di legge che, nel rispetto dei principi costituzionali, prevedono concorsi pubblici riservati per coloro che vantano posizioni di lavoro flessibile».

STATALI: BRUNETTA, OGGI CON EPIFANI INCONTRO MOLTO INTERESSANTE

Roma, 23 dic. (Adnkronos) - Il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha incontrato questa mattina una delegazione della Cgil guidata da Guglielmo Epifani e altre due delegazioni della Rdb e Cosmed, le sigle sindacali che non hanno sottoscritto il nuovo modello contrattuale. Il ministro, durante la conferenza stampa di fine anno, ha commentato l'incontro con il leader della Cgil dicendo "e' stato molto interessante, e' andata benissimo, ho raccontato l'implementazione del dl 150 (la riforma Brunetta) e ho dato il calendario delle fasi di implementazione dei comparti, ridotti a quattro. Ed inoltre ho dato la disponibilita' per il rinnovo della fase contrattuale , 2010-2012 da meta' maggio dell'anno prossimo". Lo ha affermato il ministro, riferendo appunto dell'incontro odierno con la Cgil, presenti anche il segretario generale della Fp Cgil Carlo Podda, il segretario generale della Flc Cgil Mimmo Pantaleo.


23 dicembre 2009 - Apcom

Statali/ Brunetta: Incontro Cgil in clima positivo e costruttivo
Ministro ribadisce volontà di rinnovare i contratti nel 2010

Roma, 23 dic. (Apcom) - Il ministro Renato Brunetta ha incontrato a Palazzo Vidoni i rappresentanti di Cgil, Rdb e Cosmed al fine di completare gli incontri con le organizzazioni sindacali alla luce dei nuovi adempimenti previsti dal decreto legislativo n. 150 del 2009. Lo riferisce un comunicato del ministero della Funzione pubblica. "Durante gli incontri (separati), che si sono svolti in un clima molto positivo e produttivo - spiega la nota - sono stati affrontati i temi della contrattazione e alcune problematiche del precariato. Il ministro Brunetta ha ribadito la volontà del Governo a voler fare il contratto del pubblico impiego nel 2010 e ha consegnato alle organizzazioni sindacali la cronologia degli adempimenti previsti dalla legge. Per quanto riguarda il precariato, il ministro ha sottolineato che questo problema, già affrontato sulla base delle normative emanate dal Governo precedente, alla luce dei fatti dimostratesi inadeguate, sarà adesso trattato secondo le nuove disposizioni di legge che, nel rispetto dei principi costituzionali, prevedono concorsi pubblici riservati per coloro che vantano posizioni di lavoro flessibile".


23 dicembre 2009 - Il Messaggero.it

Contratti, Brunetta: da gennaio incontri per il rinnovo. Epifani: mancano i soldi
Il ministro: l'Italietta naviga meglio di altri Paesi europei. E annuncia la firma per il settore sicurezza pubblica a gennaio

ROMA (23 dicembre) - Incontro sul rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici e sulla situazione dei precari tra il ministro Renato Brunetta, la Cgil e le altre sigle sindacali (Rdb e Cosmed) che non hanno sottoscritto il nuovo contratto per il pubblico impiego. Da gennaio il tavolo per il rinnovo. Brunetta ha durante l'incontro, a cui ha partecipato il leader della Cgil Guglielmo Epifani, ha «illustrato l'implementazione della riforma Brunetta con il calendario delle fasi relative ai diversi contratti» che, ha ricordato, sono stati ridotti a quattro. Il ministro ha detto di aver dato «piena disponibilità per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012». Il tavolo per il rinnovo partirà a gennaio. «Il ministro ha predisposto il calendario - ha commentato Epifani - ma continuano a mancare i soldi, il problema resta quello che avevamo già sollevato». E ha spiegato: «La Finanziaria non mette soldi per i contratti pubblici e la strada rimane tutta in salita». Inoltre, ha ricordato il leader della Cgil, «abbiamo ancora tanti precari da sistemare che in una situazione di crisi generalizzata come questa diventano un problema da risolvere per non aggiungere precariato a precariato». Riguardo al commento di Epifani Brunetta ha affermato: «Ci lamentiamo tutti per i soldi, Epifani non ha detto cose nuove. L'importante però è non essere in bancarotta come la Grecia, non avere il mal di pancia come la Spagna e come l'Irlanda e ancora non avere incubi notturni come il Portogallo». Per Brunetta «l'Italietta naviga meglio di altri Paesi europei». Infine, il ministro ha precisato come il segretario generale della Funzione pubblica della Cgil, Carlo Podda, abbia giudicato non male il colloquio: «Podda ha dato come giudizio la faccetta gialla, che non è quella verde (giudizio positivo) ma neanche quella rossa (negativo)». Entro la metà di gennaio 2010 il ministro conta di firmare il contratto per il comparto della sicurezza pubblica. «Proseguono gli incontri con il comparto sicurezza - ha spiegato - la finanziaria è chiusa, non c'è più una lira, gli aumenti ammontano a 100 euro in più al mese per tutti i dipendenti della sicurezza, quindi 30 euro in più rispetto alla media dei dipendenti dei ministeri». Brunetta ha quindi spiegato che gli incontri tecnici stanno andando avanti e che vorrebbe «arrivare alla sottoscrizione del contratto entro metà gennaio». Ha poi aggiunto tuttavia che «i contratti si fanno in due, se parte e controparte non si mettono d'accordo, si procederà per legge». Modello per conocorsi puliti. «Per il 2010 stiamo definendo un modello per concorsi pubblici puliti, stiamo lavorando con Formez e Bocconi per importare dal mondo anglosassone un format di hardware e software che valuti solo il merito» ha annunciato il ministro spiegando che «da gennaio verrà offerto questo format a tutte le pubbliche amministrazioni». Brunetta ha precisato che l'adozione del nuovo modello sarà «spontanea» ma «poi sarà introdotto anche qualche obbligo di legge».


23 dicembre 2009 - Dire

RICERCA. ISPRA, LA PROTESTA DEI PRECARI ARRIVA SU SCIENCE
L'ARTICOLO "DON'T SHOOT RESEARCH" SU SITO RIVISTA SCIENTIFICA

(DIRE) Roma, 23 dic. - "Con una protesta sul tetto trasmessa via internet e un surreale video che mostra un gruppo di scienziati mascherati che vengono abbattuti a fucilate, i ricercatori italiani che lavorano per il principale istituto di ricerca ambientale del Paese stanno protestando contro i tagli ai posti di lavoro, recentemente annunciati dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Duecento persone sono state gia' licenziate quest'anno, e altre 250 potrebbero vedere il mancato rinnovo dei loro contratti temporanei nel 2010. 'Piu' di un terzo degli oltre 1000 scienziati che lavorano all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale italiano sono a rischio', dicono i manifestanti". Inizia cosi' l'articolo "Don't shoot research, italian environmental scientists protest", pubblicato sul sito internet di Science, la piu' autorevole rivista scientifica del mondo, in cui si parla della situazione dei lavoratori precari dell'Ispra, evidenziando i rilevanti compiti svolti attualmente dai lavoratori a rischio (gestione dei rifiuti anche nucleari, inquinamento dell'aria, ecosistemi marini) e l'indifferenza pressoche' totale mostrata finora, nei loro confronti, dalle istituzioni e in particolare dal ministero dell'Ambiente. L'articolo, che contiene anche il link al video autoprodotto "Non sparate alla ricerca", sara' probabilmente seguito, a gennaio, da una pubblicazione sulla versione cartacea della rivista, edita dalla American Association for the Advancement of Science e diffusa in oltre un milione di copie in tutto il mondo.


23 dicembre 2009 - Il Velino

Precari Ispra finiscono su Science.it

Roma, 23 DIC (Velino) - "Con una protesta sul tetto trasmessa via internet e un surreale video che mostra un gruppo di scienziati mascherati che vengono abbattuti a fucilate, i ricercatori italiani che lavorano per il principale istituto di ricerca ambientale del paese stanno protestando contro i tagli ai posti di lavoro recentemente annunciati dal Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Duecento persone sono state gia' licenziate quest'anno, e altre 250 potrebbero vedere il mancato rinnovo dei loro contratti temporanei nel 2010. Piu' di un terzo degli oltre 1000 scienziati che lavorano all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale italiano sono a rischio, dicono i manifestanti." Inizia cosi' l'articolo "Don't shoot research, Italian Environmental Scientists Protest", pubblicato sul sito internet di Science, la piu' autorevole rivista scientifica del mondo, in cui si parla della situazione dei lavoratori precari dell'Ispra, evidenziando i rilevanti compiti svolti attualmente dai lavoratori a rischio (gestione dei rifiuti anche nucleari, inquinamento dell'aria, ecosistemi marini) e l'indifferenza pressoche' totale mostrata finora, nei loro confronti, dalle istituzioni e in particolare dal Ministero dell'ambiente. L'articolo, che contiene anche il link al video autoprodotto "Non sparate alla ricerca", sara' probabilmente seguito, a gennaio, da una pubblicazione sulla versione cartacea della rivista, edita dalla American Association for the Advancement of Science e diffusa in oltre 1 milione di copie in tutto il mondo.


23 dicembre 2009 - Uno Notizie

ROMA, PRECARI ISPRA: NATALE SUL TETTO?
Incontro al ministero dell'ambiente solo interlocutorio ed insoddisfacente

Roma - Si è svolto presso la sede centrale dell’ISPRA, l’incontro sulla vertenza dei precari dell’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) a cui hanno preso parte il Vice Capo di Gabinetto, Dottoressa Nicotra, ed i rappresentanti della struttura commissariale. Pur riscontrando l’intervento diretto da parte del Ministero, si è dovuto prendere atto della scarsa conoscenza della situazione, dovuta anche alla qualità delle informazioni fornite al Ministero dalla struttura commissariale. L’incontro ha dunque avuto un esito solo interlocutorio, di cui Usi RdB si dichiara insoddisfatta. Di fatto ad oggi su 230 lavoratori solo 56, con diverse tipologie contrattuali, hanno certezza del rinnovo. Rispetto alla delicatezza e drammaticità di tale situazione Usi RdB ritiene necessario che lo stesso Ministro Prestigiacomo scenda in campo direttamente e con urgenza. USI RdB ha pertanto richiesto l’apertura di una trattativa vera, in cui il Ministro porti a soluzione la vertenza a partire da norme già praticabili per rinnovare i contratti in essere. In attesa di riscontri concreti, i precari hanno deciso di restare sul tetto ad oltranza, nonostante il periodo festivo.


23 dicembre 2009 - TRC giornale

Icpl, salta l'accordo tra azienda e sindacati

Civitavecchia - Si è concluso con la firma di un mancato accordo l'incontro odierno tra Ferdinando Bitonte, presidente di Icpl, e Rdb Cub Trasporti, Filt Cgil e Fit Cisl. Le parti non sono riuscite a trovare un'intesa sul futuro dei lavoratori, in quanto l'azienda ha ribadito la volontà di adottare la soluzione della mobilità ed i sindacati hanno invece chiesto la cassa integrazione in deroga. Secondo Rdb Cub Trasporti, Filt Cigl e Fit Cisl la mobilità non è nient'altro che l'anticamera del licenziamento, con cui Icpl punta a rilanciare l'azienda. Una soluzione che i sindacati si augurano possa essere scongiurata dall'incontro che si terrà a gennaio in Regione.


23 dicembre 2009 - La Repubblica

Roma, corteo di 400 lavoratori di Termini e Pomigliano fino a Piazza Venezia dopo il sit-in
E alla stazione blocco-lampo dei binari
E gli operai interrompono lo shopping

ROMA - Pacchi di Natale, taxi bloccati nel traffico, caschi blu della polizia, transenne di ferro e turisti stupiti che chiedono spiegazioni. Succede di tutto, intorno alle 16, nelle vie intorno a Palazzo Chigi, con i cortei delle tute blu che scendono dalla stazione Termini proprio nell´ora di punta dello shopping. Alle 16,15 la sede della trattativa è sotto assedio. Con un corteo di duecento operai di Pomigliano che scende da via del Tritone mentre i sindacati metalmeccanici e i Cobas conquistano la posizione davanti a Montecitorio e l´Ugl di Termini Imerse presidia il marciapiede di via del Corso davanti alla sede di Intesa Sanpaolo. Più comoda la scelta del Fismic che si difende dalla pioggia sotto i portici della galleria Colonna.
«Siam venuti fin qua per vedere Marchionne che fa», canta con cori da stadio il gruppo più numeroso di Pomigliano. Ma molti sanno già che per lo stabilimento napoletano il futuro si chiama Panda. Davanti all´obelisco di Montecitorio il gruppo delle tute blu di Termini apprende dai messaggini sui cellulari e dai cronisti la conferma della chiusura della produzione auto nel 2011: «Marchionne prende i soldi degli incentivi e chiude gli stabilimenti», dice Pasquale, 37 anni protestando contro la scelta del Lingotto: «Dovrebbero avere rispetto per uno stabilimento che ha una lunga storia e che ha dato tanto al gruppo Fiat», aggiunge Roberto Mastrosimone della Fiom.
La protesta dei 400 di Termini è meno colorita di quella dei loro colleghi napoletani. Anche perché il rischio della chiusura della produzione auto è molto concreto e relativamente ravvicinato. L´arrivo di un nuovo produttore straniero potrebbe essere una soluzione: «Noi - dice Luigi, 45 anni - continuiamo a sperare che la Fiat ci ripensi. Anche con degli incentivi che potrebbero arrivare dalla Regione Sicilia. Ma certo se Marchionne se ne vuole andare è meglio l´arrivo dei cinesi o degli indiani che niente».
Alle 20, quando le delegazioni cominciano a lasciare il palazzo, le tute blu circondano i sindacalisti che improvvisano con un megafono un breve resoconto dell´accaduto. Alle 20,30 il corteo torna a bloccare via del Corso, ormai semideserta per la chiusura dei negozi e raggiunge la stazione. Qui ancora attimi di tensione: il treno speciale per la Sicilia che doveva partire alle 22 non c´è. Qualcuno blocca i binari per protesta, altri lanciano petardi.
Oggi a Termini sarà assemblea permanente e molti già annunciano lo sciopero. Anche Marchionne lascia Palazzo Chigi per raggiungere Torino. A chi gli chiede un commento risponde che «è stata una scelta sciagurata quella di organizzare questo incontro due giorni prima di Natale». E non solo, probabilmente, per gli ingorghi al traffico dello shopping.(p.g.)


23 dicembre 2009 - Il Giornale di Vicenza

OCCUPAZIONE. Dopo il presidio di RdbCub
Sul caso "Stefani" il ministro Sacconi riceve i sindacati
Programmato un tavolo di trattative con la società che annuncia investimenti per 30 milioni di euro
di Alessia Zorzan

Vicenza - Anche il ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, a quanto pare, si muoverà per il caso Scm Group, spingendo per la convocazione di un nuovo tavolo nazionale.
L’impegno stavolta è stato strappato da un gruppo di lavoratori della Stefani Scm organizzati nel sindacato di Base Cub. L’altra mattina hanno infatti presidiato la Camera di commercio di Vicenza, dove il ministro Sacconi era atteso in occasione del convegno promosso dalla Uil Veneto. I rappresentanti del sindacato di base sono riusciti così ad ottenere un colloquio con il ministro, a cui ha partecipato anche l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan.
«Durante l’incontro - precisano in un comunicato i rappresentanti della sigla sindacale di base Germano Raniero e Roberto Galvanin - abbiamo spiegato che le trattative sono bloccate e che il piano aziendale è sbilanciato a favore degli stabilimenti dell'Emilia Romagna. Abbiamo chiesto e ottenuto l'impegno del Ministro ad una convocazione nazionale di tutte le parti in causa, ossia Regioni, sindacati e azienda, in modo da valutare effettivamente se il piano Scm Stefani sia un piano di crisi o un piano di ristrutturazione aziendale, che colpisce solo alcuni stabilimenti».
Il presidio è la seconda azione del sindacato di base-Cub. La settimana scorsa, il sindacato avevainviato una lettera a Comune, alla Provincia e Regione per rilanciare il caso.
Alle richieste dei sindacati di base, la proprietà della Stefani risponde con un piano di investimenti da 30 milioni di euro. «Creeremo dei poli di eccellenza a Thiene, oltre che a Rimini e Bergamo - sostiene il direttore generale di Scm Group Stefano Monetini - questo denota la volontà di investire anche in Veneto, rinnovando l’intera gamma dei prodotti e aumentando la competitività nelle fasce di mercato più basse ed estendendo l’offerta alla fasce più alte».


23 dicembre 2009 - Corriere di Bologna

La polemica
Rdb: Liber Paradisus, uffici al freddo. «Non è vero»

Bologna - La NewCoDuc s.p.a. che gestisce la sede comunale di piazza Liber Paradisus declina ogni responsabilità per la temperatura troppo bassa negli uffici, denunciata ieri da Rdb, e indica Hera come responsabile della situazione.
«Oggi (ieri, ndr) il riscaldamento c’era in tutti gli uffici. Ho i tabulati che lo dimostrano» ci tiene a sottolineare Rita Finzi, presidente della società, che ieri pomeriggio, a Palazzo D’Accursio, ha incontrato il direttore generale Gaudenzio Garavini. «Fino a lunedì, invece, ci sono stati problemi al riscaldamento che, da venerdì, è andato in blocco quattro volte. Dovrebbe esserci un dispositivo per cui viene avvisata automaticamente la centralina di Hera del guasto, invece non funziona. Se il Comune chiederà i danni noi non li pagheremo: spetta a Hera».(P.B.M.)


23 dicembre 2009 - La Gazzetta di Modena

Roccamalatina, presidio anti sgombero
Guiglia. Ieri è arrivata la proroga per le diciotto famiglie straniere

GUIGLIA - E’ stato evitato ieri lo sgombero delle 18 famiglie di Roccamalatina che avrebbero dovuto essere cacciate di casa. L’ufficiale giudiziario si è presentato nel tardo pomeriggio per notificare la proroga al 30 marzo 2010. Ieri fino alle 15.30 lo sportello dei diritti (sindacalisti Rdb, volontari del Cam e attivisti) ha organizzato un presidio di protesta. «Questo sgombero avviene in nome del denaro che le banche debbono recuperare da una ultraottantenne che non ha pagato i debiti. E le cauzioni versate dagli inquilini? Chiediamo a sindaco e assistenti sociali di coinvolgere le banche nella soluzione del disagio. Siamo pronti alla resistenza se non saranno trovati percorsi per sistemare le famiglie».


23 dicembre 2009 - Il Tirreno

DOMANI DAVANTI AL COMUNE
Presidio contro il White Christmas

PISA - In provincia di Brescia il comune leghista di Coccaglio lancia l’operazione "White Christmas", mandando i vigili casa per casa a controllare gli extracomunitari: chi non è in regola perde la residenza. Obiettivo: "Far piazza pulita" dice il sindaco.
E l’assessore alla Sicurezza afferma «Natale non è la festa dell’accoglienza ma della tradizione cristiana». A Pisa i gruppi Senegal Mbolo, Anda Soppi, Agorà, Sportello Immigrati Rdb Cub organizzano domani alle 17, in Piazza XX Settembre, un presidio-conferenza stampa contro il White Christmas «per un Natale di tutti i colori». «Vogliamo trasformare la serata del 26 dicembre al circolo Agorà - affermano - non solo in un momento di incontro, aggregazione e festa, ma anche in una occasione di denuncia.
Di qui il progetto del presidio contro il White Christmas, per un natale laico, multietnico, di mille colori.


23 dicembre 2009 - Il Giorno

FAMIGLIE ROM
Presidio al gelo davanti al Comune
di Manuela Marziani

PAVIA - PRESIDIO PERMANENTE davanti a palazzo Mezzabarba. Da ieri otto delle dieci famiglie rom sgomberate quasi un mese fa dal centro di accoglienza di Fossarmato dormono in auto davanti al Comune. Hanno deciso di attuare questa forma di protesta non violenta perché, mentre con la mediazione dei sindacati si stava trattando per trovare una sistemazione temporanea, che non separasse i genitori dai figli, l'operazione sembra essersi arenata. "In questi giorni - ha detto in conferenza stampa Giovanni Giovannetti uno dei volontari che sta aiutando i rom - il Comune ha predisposto un piano che prevede l'assistenza ai "senza fissa dimora" purché non siano Rom". Con il supporto di Cgil, Cisl, Uil, Cub, Unicef, Federazione per la Sinistra pavese, Insieme per Pavia, Sinistra e Libertà, Lista Albergati e Partito democratico, quindi hanno deciso di rendersi visibili. "Avrebbero voluto piantare una tenda - ha aggiunto Antonio Floriano della Cisl - poi i vigili non l'hanno permesso e dormiranno in auto, disubbidendo a un'ordinanza del sindaco". "Perché non sono dei delinquenti - ha sottolineato il segretario cittadino del Pd, Antonio Ricci - sono dei poveracci che hanno perso il lavoro e non intendono separarsi dai loro figli". La proposta dell'amministrazione comunale, infatti, prevede i bambini vengano affidati all'assessorato ai Servizi sociali fino alla conclusione dell'anno scolastico. "Una soluzione che non accetteranno mai - ha aggiunto Ricci -, mentre ci sono altre possibilità". Secondo Aldo Scarioni, segretario cittadino dei Comunisti italiani poi "queste famiglie hanno mostrato una volontà di integrazione". "Anche in questa situazione di precarietà mandano i figli a scuola - ha ricordato Floriano - e cercano di lavorare".


22 dicembre 2009 - Ansa

FIAT: SINDACATI DI BASE, PIANO MARCHIONNE UNA PROVOCAZIONE

(ANSA) - ROMA, 22 DIC - Sindacati di base sul piede di guerra: «quella di Marchionne, che mantiene inalterato il suo piano, è una grave provocazione», afferma Vittorio Gramillo, dello Slai Cobas di Pomigliano, aggiungendo: «è incredibile che Cgil Cisl Uil accettino di rimanere al tavolo mentre tutta la piazza grida vergogna». Consistente, nonostante il maltempo, la partecipazione al presidio dei lavoratori della Fiat e dell'indotto, che da Termini Imerese, Pomigliano, Cassino, Arese, e dalla Sevel di Atessa sono giunti a Roma per l'incontro fra vertici Fiat ed organizzazioni sindacali. «Se l'unione fa la forza, in tutto il gruppo Fiat una sola lotta», lo slogan dei lavoratori, con le bandiere di RdB, Slai Cobas e Sdl Intercategoriale. I sindacati di base respingono il piano Marchionne e chiedono che la Fiat restituisca le ingenti risorse pubbliche ricevute per rilanciare gli stabilimenti, anzichè ristrutturare e licenziare. RdB, Slai Cobas e Sdl - spiegano - continueranno a mantenere alta la mobilitazione unitaria e già dai prossimi giorni rilanceranno le iniziative per difendere i diritti dei lavoratori Fiat contro gli interessi delle elite imprenditoriali e sindacali.


22 dicembre 2009 - Fidest

Roma: Manifestazione e la circolazione nel caos

Roma 22 dicembre. I lavoratori della Fiat e dell’indotto, che da Termini Imerese, Pomigliano, Cassino, Arese, e dalla Sevel di Adessa sono giunti in Piazza di Monte Citorio mentre a Palazzo Chigi è in corso il confronto fra vertici Fiat ed organizzazioni sindacali, hanno fatto sentire la loro presenza ed hanno messo in ginocchio il traffico della Capitale che già intenso per le festività natalizie è andato letteralmente in tilt costringendo i romani a lunghissime attese sui bus e in auto. Sul fronte del lavoro va registrata una spaccatura tra i confederali Cisl Cgil e Uil e i RdB, Slai Cobas e Sdl Intercategoriale. Questi ultimi non hanno accettato il piano Marchionne e i toni tra le parti restano duri. Dichiara Vittorio Gramillo, dello Slai Cobas di Pomigliano "Quella di Marchionne, che mantiene inalterato il suo piano, è una grave provocazione". "E’ incredibile che Cgil Cisl Uil accettino di rimanere al tavolo mentre tutta la piazza grida vergogna". E soggiunge: "RdB, Slai Cobas e Sdl continueranno a mantenere alta la mobilitazione unitaria e già dai prossimi giorni rilanceranno le iniziative per difendere i diritti dei lavoratori Fiat contro gli interessi delle elite imprenditoriali e sindacali".


22 dicembre 2009 - Adnkronos

RICERCA: USI RDB, PER I PRECARI ISPRA SI PROFILA NATALE SUL TETTO

Roma, 22 dic. - (Adnkronos) - «Si è svolto ieri pomeriggio, presso la sede centrale dell'Ispra, l'incontro sulla vertenza dei precari dell'istituto a cui hanno preso parte il vice capo di gabinetto Nicotra, ed i rappresentanti della struttura commissariale. In attesa di riscontri concreti, i precari hanno deciso di restare sul tetto ad oltranza, nonostante il periodo festivo». Lo comunica Usi Rdb Ricerca, che, «pur riscontrando l'intervento diretto da parte del ministero, ha dovuto prendere atto della scarsa conoscenza della situazione, dovuta anche alla qualità delle informazioni fornite al ministero dalla struttura commissariale». L'incontro ha dunque avuto un esito solo interlocutorio, di cui Usi Rdb si dichiara «insoddisfatta». «Di fatto - spiega il sindacato - ad oggi su 230 lavoratori solo 56, con diverse tipologie contrattuali, hanno certezza del rinnovo. Rispetto alla delicatezza e drammaticità di tale situazione Usi Rdb ritiene necessario che lo stesso ministro Prestigiacomo scenda in campo direttamente e con urgenza. Usi Rdb ha pertanto richiesto l'apertura di una trattativa vera, in cui il ministro porti a soluzione la vertenza a partire da norme già praticabili per rinnovare i contratti in essere».


22 dicembre 2009 - Omniroma

ISPRA, RDB-CUB: «PER PRECARI SI PROFILA NATALE SUL TETTO»

(OMNIROMA) Roma, 22 dic - «Si è svolto ieri pomeriggio, presso la sede centrale dell'ISPRA, l'incontro sulla vertenza dei precari dell'istituto a cui hanno preso parte il Vice Capo di Gabinetto, dottoressa Nicotra, ed i rappresentanti della struttura commissariale. Usi RdB Ricerca, pur riscontrando l'intervento diretto da parte del ministero, ha dovuto prendere atto della scarsa conoscenza della situazione, dovuta anche alla qualità delle informazioni fornite al ministero dalla struttura commissariale. L'incontro ha dunque avuto un esito solo interlocutorio, di cui Usi RdB si dichiara insoddisfatta. Di fatto ad oggi su 230 lavoratori solo 56, con diverse tipologie contrattuali, hanno certezza del rinnovo. Rispetto alla delicatezza e drammaticità di tale situazione Usi Rdb ritiene necessario che lo stesso ministro Prestigiacomo scenda in campo direttamente e con urgenza. USI Rdb ha pertanto richiesto l'apertura di una trattativa vera, in cui il ministro porti a soluzione la vertenza a partire da norme già praticabili per rinnovare i contratti in essere. In attesa di riscontri concreti, i precari hanno deciso di restare sul tetto ad oltranza, nonostante il periodo festivo». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub.


22 dicembre 2009 - Asca

PUGLIA: INTERNALIZZAZIONE ASL,
SINDACATI INCONTRANO CAPIGRUPPO REGIONE

(ASCA) - Bari, 22 dic - Una rappresentanza di lavoratori delle Asl appartenenti a Cobas e RdB ha manifestato dinanzi all'ingresso del palazzo del Consiglio regionale pugliese per sollecitare le conclusioni delle procedure di internalizzazione dei dipendenti dei servizi di ausiliariato all'Asl. La delegazione sindacale e' stata ricevuta dai capigruppo consiliari e dal presidente del Consiglio, Pietro Pepe. Nell'incontro hanno chiesto a opposizione e maggioranza di portare a termine il progetto di internalizzazione dei servizi in tutte le Asl pugliesi, per uscire dalla precarieta' e riacquistare dignita' di uomini e di lavoratori. I rappresentanti sindacali hanno sottolineato l'importanza del progetto che riqualifica il personale, per rispondere appieno alle esigenze dell'utenza e al risparmio delle risorse economiche. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito che l'internalizzazione dei servizi consentirebbe di evitare la fase di intermediazione tra l'azienda privata e l'Asl, alla quale, oggi, qualsiasi problematica e' sottoposta sempre e comunque, provocando dei ritardi anche quando c'e' l'esigenza di una risoluzione immediata.Al termine dell'incontro il presidente Pepe, ha rassicurato i sindacati, impegnandosi a fornire risposte concrete sul percorso del processo di internalizzazione.


22 dicembre 2009 - Dire

Ispra, sarà un Natale sul tetto per i precari a Roma
Continua la battaglia dei ricercatori dell'Istituto di ricerca ambientale: "Solo 56 su 230 sicuri del rinnovo. Interlocutorio l'incontro con il ministero dell'Ambiente, intervenga la Prestigiacomo"

ROMA - "Interlocutorio". E' questo, secondo Usi RdB, l'esito dell'incontro che si è svolto ieri pomeriggio nella sede centrale dell’Ispra tra il vicecapo di Gabinetto, Bernadette Nicotra, e rappresentanti della struttura commissariale, riguardanti la vertenza dei precari dell’istituto di monitoraggio e ricerca ambientale. Che profilano a questo punto la permanenza sul tetto per protesta anche durante le festività natalizie. Usi RdB Ricerca, pur riscontrando l’intervento diretto da parte del ministero dell'Ambiente, "ha dovuto prendere atto della scarsa conoscenza della situazione, dovuta anche alla qualità delle informazioni fornite allo stesso ministero dalla struttura commissariale. L’incontro ha dunque avuto un esito solo interlocutorio, di cui Usi RdB si dichiara insoddisfatta". Di fatto, "a oggi su 230 lavoratori solo 56, con diverse tipologie contrattuali, hanno certezza del rinnovo". Rispetto "alla delicatezza e drammaticità di tale situazione, Usi RdB ritiene necessario che lo stesso ministro, Stefania Prestigiacomo, scenda in campo direttamente e con urgenza". Usi RdB ha pertanto richiesto l’apertura di una trattativa vera, in cui il ministro porti a soluzione la vertenza a partire da norme già praticabili per rinnovare i contratti in essere. "In attesa di riscontri concreti, i precari hanno deciso di restare sul tetto ad oltranza, nonostante il periodo festivo".


22 dicembre 2009 - Iris

ISPRA: SOLO 56 LAVORATORI SU 230 HANNO CERTEZZA DEL RINNOVO

(IRIS) - ROMA, 22 DIC - Si è svolto ieri pomeriggio, lunedì 21 dicembre, presso la sede centrale dell’ISPRA, l’incontro sulla vertenza dei precari dell’istituto a cui hanno preso parte il Vice Capo di Gabinetto, Dottoressa Nicotra, ed i rappresentanti della struttura commissariale. Usi RdB Ricerca, pur riscontrando l’intervento diretto da parte del Ministero, ha dovuto prendere atto della scarsa conoscenza della situazione, dovuta anche alla qualità delle informazioni fornite al Ministero dalla struttura commissariale. L’incontro ha dunque avuto un esito solo interlocutorio, di cui Usi RdB si dichiara insoddisfatta. Di fatto ad oggi su 230 lavoratori solo 56, con diverse tipologie contrattuali, hanno certezza del rinnovo. Rispetto alla delicatezza e drammaticità di tale situazione Usi RdB ritiene necessario che lo stesso Ministro Prestigiacomo scenda in campo direttamente e con urgenza. USI RdB ha pertanto richiesto l’apertura di una trattativa vera, in cui il Ministro porti a soluzione la vertenza a partire da norme già praticabili per rinnovare i contratti in essere. In attesa di riscontri concreti, i precari hanno deciso di restare sul tetto ad oltranza, nonostante il periodo festivo.


22 dicembre 2009 - Agenfax

I VIGILI DEL FUOCO PERPLESSI PER LA CEMENTIFICAZIONE DEGLI ARGINI

Pubblichiamo una lettera dell' RdB Vigili del Fuoco sulla cementificazione degli argini del Tanaro.
"Non entrando nel merito ma comunque evidenziando le proprie negatività e perplessità sulla cementificazione argini fiume Tanaro e abbattimento ponte Cittadella la RdB Vigili del fuoco ha chiesto alle autorità cittadine, Prefetto, Sindaco, AISPO, in una lettera se quantomeno fossero previste rampe di accesso a monte e a valle del fiume per i mezzi nautici di soccorso nell'eventualità di interventi di soccorso tecnico urgente. Questa richiesta, già portata a conoscenza delle autorità in anni precedenti, nasce oltre che da esigenze operative proprio dal fatto che negli anni le autorità cambiano, dai Prefetti, ai Sindaci. Pertanto, oltre che dei soliti buoni propositi ci piacerebbe avere delle risposte concrete di fattibilità."


22 dicembre 2009 - Science

Don't Shoot Research, Italian Environmental Scientists Protest
by Laura Margottini

With a rooftop protest televised over the Internet and a surreal video depicting masked scientists being gunned down, Italian researchers working for the country’s main environmental research institute are protesting job cuts recently announced by Minister of Environment Stefania Prestigiacomo. Already 200 people have been fired this year and another 250 may not see their short-term contracts renewed for 2010. More than one third of the 1000-plus scientists working at Italy's Institute for Environmental Protection and Research (ISPRA ) have jobs at risk, say the protesters. Upset researchers first gathered 1 month ago on the roof of ISPRA. They are broadcasting the ongoing protest via webcam. A video they’ve made, called Do Not Shoot Research, shows the work ISPRA does, followed by a black-masked, suited man firing imaginary bullets at a lineup of lab-coated, white-masked, anonymous scientists. The researchers, who work on waste management, air pollution, nuclear waste, marine ecosystems, and more, claim that the job cuts will devastate environmental monitoring in Italy. They also worry that ISPRA functions, and its money, are being shifted to Sogesid, a private environmental science company funded by the Ministry that isn’t under the same regulations as full-fledged government agencies. Last week, ISPRA researchers occupied the 5th floor of the Ministry bulding until Prestigiacomo agreed to hold a meeting yesterday with the scientists. That discussion appears to have resolved little, however; a Ministry spokeperson of the Ministry, Bernadette Nicotra, who met with researchers on Monday, declined to answer to questions from Science and researchers say they fear that police will force them off ISPRA’s roof in the next few days. Another meeting between the two sides is planned for next year.


22 dicembre 2009 - Il Gazzettino

«Il ministro ci ha insultato»
di Luca Pozza

Vicenza - Erano una trentina ad aspettarlo all'esterno della sede della Camera di Commercio, con una temperatura di 3 gradi sottozero, con tanto di bandiere e volantini.
Ma dopo un'attesa di un paio d'ore, quando l'on. Maurizio Sacconi è arrivato, un gruppo dei Sindacati di base (RdB, Sdl e Cub), uniti ai rappresentanti di alcune fabbriche del Vicentino (tra cui il Gruppo Scm Stefani di Thiene), non sono riusciti ad incontrarlo, come avevano chiesto. Anzi, secondo il racconto degli stessi sindacalisti, in un frangente peraltro durato pochi secondi, sarebbero volate parole grosse.
"Non solo il ministro ha rifiutato di prendere il nostro volantino - hanno raccontato in coro - ma ci ha mandato, per usare un eufemismo, a quel paese. Che riuscissimo a parlargli avevamo molti dubbi anche noi, ma che ci trattasse in questo modo non ce l'aspettavamo proprio. In fondo rappresentiamo operai che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro e che quindi sono in grave difficoltà. Inoltre lui è un rappresentante dello Stato e non può permettersi certe frasi".
Anche prima dell'arrivo del Ministro Sacconi l'aria era tesa in corso Fogazzaro, dove è proseguito per tutta la mattinata il volantinaggio, davanti allo sguardo attento delle forze dell’ordine, che non hanno avuto bisogno di intervenire.
"La crisi - si leggeva in uno dei manifesti - è sotto gli occhi di tutti e si aggrava di giorno in giorno. Nel Veneto siamo al primo posto in Italia, abbiamo superato le 50 milioni di ore di cassa integrazione".
"Il panorama vicentino del settore metalmeccanico - è stato precisato - non lascia dubbi sulla gravità di questa crisi. Casi come la Polidoro di Schio, la Busellato di Piovene, la GDS di Cornedo, la Sinico di Montebello, la Tomet, la Polimec e la Marzotto di Valdagno, la Campagnolo di Vicenza, la Xiang di Malo, la Smith Texile e la Man Turbo di Schio sono ormai noti a tutti. E la Stefani di Thiene rischia di lasciare a casa 270 lavoratori".


22 dicembre 2009 - Il Fatto

Scendete o sgomberiamo
di Caterina Perniconi

Roma - All’Ispra sono i giorni di massima tensione. I ricercatori dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale sono sul tetto da ventinove giorni e l’incontro di ieri al ministero dell’ambiente tra i rappresentanti sindacali e il vice capo di gabinetto è stato inconcludente. Dopo qualche ora è arrivata anche una telefonata suonata come un avvertimento: "O scendete dal tetto, o sarete sgomberati". A rischio ci sono 230 contratti, e altrettanti già interrotti a giugno. I lavoratori, alle prese con l’inverno romano più freddo degli ultimi anni, ripetono lo stessa frase ormai da un mese: "Non ci muoviamo da qui finché non avremo risposte. Se scendiamo, sappiamo già che il ministro non si occuperà più dell’Ispra". Ma se saranno costretti a interrompere la protesta sarà sempre più difficile ricostruire il gruppo e farsi ascoltare. Punto sul quale il ministero scommette tutto, rimandando il prossimo incontro al 20 gennaio. L’Ispra, è stato istituito a giugno del 2008 dal ministero dell'ambiente attraverso la soppressione di tre enti (l'Apat-Agenzia per la protezione dell'ambiente e i servizi tecnici, l'Icram-Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare e l'Infs-Istituto nazionale per la fauna selvatica). Da allora la struttura è commissariata e i ricercatori e i tecnici precari, legati agli enti anche da dieci anni con contratti a termine, non sono stati più rinnovati. L’accorpamento dei tre soggetti era stato illustrato agli operatori come la costituzione di una grande struttura al pari dell’Istituto superiore di sanità. E invece è stato avviato un processo che porterà al taglio di oltre un terzo di tutto il personale.


22 dicembre 2009 - Villaggio Globale

Comportamenti irresponsabili
Ora i precari Ispra rischiano lo sgombero
Occupano il tetto dell'Istituto da un mese per difendere il posto di lavoro e pur svolgendo un delicato lavoro di controllo sul territorio non hanno avuto uno straccio di interesse reale dal ministero dell'Ambiente

Roma - «Quello tenutosi doveva essere un tavolo di trattative fra i precari dell'Ispra e il ministro dell'Ambiente, al fine di evitare i 250 licenziamenti dei ricercatori dell'Istituto. Invece è stato solo un incontro interlocutorio con il Vice Capo di Gabinetto, la dott.ssa Nicotra, la quale ha rinviato la questione ad un ulteriore appuntamento, ma da tenersi non prima di febbraio. Ma al governo si sono dimenticati che i ricercatori dell'Ispra stanno protestando, ormai da un mese, notte e giorno sopra il tetto dell'Istituto?». Lo chiede il Senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica, che continua «come se non bastasse questa indifferenza nei confronti di ricercatori, adesso giungono voci che sia imminente lo sgombero. Forse anche questa notte». «Ma che governo è questo che invece di trovare risposte reprime il disagio economico e sociale con la forza? Ma non voleva abbassare i toni? L'Italia dei Valori - conclude Pedica - se davvero si verificasse lo sgombero di pacifici manifestanti, sarà presente per impedirlo». Solidarietà anche dal presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini. «Chiedo al governo di intervenire, con rapidità e con soluzioni praticabili, per risolvere la vergognosa situazione dei precari dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Sono armai 30 giorni che i giovani ricercatori protestano sui tetti dell'Istituto. A loro va tutta la mia solidarietà per una rivendicazione giusta e sacrosanta», dice Franceschini. «È davvero grave - sottolinea Franceschini - che il governo non abbia ancora mosso un dito per risolvere questa incresciosa situazione, evitando da mesi di chiarire il destino dell'Ispra e dei suoi ricercatori che hanno stipendi che oscillano dagli 800 ai 1.200 euro al mese. Ispra è l'unica agenzia nazionale pubblica di ricerca e controllo ambientale e rappresenta una risorsa e non un problema per il paese. Mi auguro dal commissario parole chiare e immediate». Veramente inspiegabile e fuori ormai da ogni logica di serio rapporto fra cittadini e rappresentanti dei cittadini. Ovviamente lasciamo alla politica le considerazioni e i comportamenti perché i cittadini sono in grado di trarre le loro conclusioni. E come cittadini non possiamo che essere preoccupati per la carenza di ricerca e di controllo (a cui noi abbiamo delegato la politica) che viene ad essere fortemente e in modo preoccupante messa in gioco con il depauperamento di quelle forze che in concreto operano sul territorio. Qui non si parla di una ricerca da produrre, che pure è sacrosanta in un paese civile, ma di una ricerca che già opera e ci mette al riparo da problematiche geologiche, alimentari, di qualità dell'aria e di sicurezza.


22 dicembre 2009 - Corriere di Bologna

FOTO DEL GIORNO
Faccia a faccia
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Bologna - Da una parte i rappresentanti delle Rdb, dall'altra il presidente del Consiglio comunale Maurizio Cevenini e gli assessori Villiam Rossi e Milena Naldi. «Noi non ci muoviamo, facciamo Natale qua», la minaccia urlata al megafono dai sindacalisti, che chiedevano un incontro col Comune su licenziamenti, cassintegrati e diritto alla casa. Gli uffici comunali però potrebbero non essere troppo confortevoli durante le Feste: anche se il sindaco Flavio Delbono ha annunciato che nessun assessore farà vacanza, sembra ci siano stati dei problemi con il riscaldamento.


22 dicembre 2009 - La Repubblica

Irruzione dei sindacati di base con striscioni e fischietti. Chiesto e ottenuto un incontro urgente
Precari, blitz delle Rdb in consiglio
L´assessore Rossi sul bilancio: "Rischiamo il minimo storico negli investimenti"

Bologna - E´ scontro tra Rdb e Comune. I sindacati di base hanno fatto irruzione ieri in consiglio comunale con striscioni e fischietti. La richiesta: un incontro urgente con il sindaco Flavio Delbono sul taglio dei precari dei nidi e del Comune, compresi i 30 cococo "tagliati" dalla Cineteca. Scatta la trattativa, con Palazzo D´Accursio che concede due incontri ma boccia l´interruzione della seduta: «Un comportamento preoccupato solo dell´effetto mediatico e indifferente ai problemi reali dei lavoratori».
Fatto sta che per oltre mezz´ora il consiglio è stato ostaggio di una cinquantina di rappresentanti Rdb, guidati dal numero uno Massimo Betti. Le Rdb accusano il Comune di aver escluso dalla trattativa sul Bilancio i sindacati di base. L´assessore alla Casa Milena Naldi e quello al Bilancio Villiam Rossi aprono una trattativa che sfocia in un incontro improvvisato, mentre Idv e Prc incalzano la giunta sui precari, che nella sua manovra finanziaria ha tagliato di netto i fondi per i precari e ha sforbiciato di 3,7 milioni di euro quelli per il personale. «Bisogna salvarli» dicono i dipietristi e il capogruppo Prc Roberto Sconciaforni. Alla fine le Rdb strappano due incontri sul Bilancio, oggi e domani. Ma la giunta resta critica e puntualizza che era già previsto un incontro, ieri alle 15: «Ma le Rdb hanno preferito farlo saltare per poi inscenare una protesta in consiglio». Terminato il blitz è proseguito ieri l´iter del bilancio, con Rossi che ha lanciato l´allarme investimenti: «Se non ci saranno interventi correttivi nella manovra di finanzia pubblica, nel 2010 Bologna raggiungerà i minimi storici nella sua capacità d´investimento».(s.b.)


22 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

Le Rdb interrompono il consiglio comunale
E strappano due incontri al Palazzo: oggi e domani
BILANCIO E PRECARIATO

Bologna - DOPO un faccia a faccia con gli assessori comunali Villiam Rossi (Bilancio), Milena Naldi (Casa) e Plinio Lenzi (Lavoro), le Rdb strappano due incontri con il Comune su bilancio e precariato. Ma Palazzo D'Accursio, pur avendo concesso gli incontri oggi e domani, critica il sindacato di base per il blitz di ieri in consiglio comunale. Comportamento preoccupato solo dell'effetto mediatico e indifferente ai problemi reali dei lavoratori».Il punto di vista delle Rdb è diametralmente opposto: «Da due settimane chiediamo un incontro dice Massimo Betti e siamo stati convocati solo dopo lo sciopero di ieri e il nostro comunicato stampa». Oggi alle 14 le Rdb torneranno a Palazzo per discutere delle vertenze in atto esterne al Comune.


22 dicembre 2009 - Il Piccolo

RdB contro Trieste Trasporti. Querela archiviata dal Gip
Nessuna diffamazione nelle critiche espresse sul bollettino aziendale

Trieste - Non avevano gradito alcune critiche espresse dalla Trieste Trasporti nell’ambito di un articolo pubblicato nel 2006 sul bollettino aziendale. E, ritenendole ingiuriose, i rappresentanti delle Rappresentanze sindacali di base RdB avevano deciso di sporgere querela per diffamazione a mezzo stampa contro la direzione generale della spa. Querela che ora il presidente del Gip, accogliendo la richiesta avanzata in tal senso anche dal pubblico ministero, ha deciso di archiviare.
Il giudice Raffaele Morvay, rende noto la stessa Trieste Trasporti, ha ritenuto non valide le argomentazioni del sindacato di base sostenendo che, nell’articolo incriminato, «mancano oggettivamente espressioni offensive». «Ma anche a voler valorizzare qualche parola sgradita al querelante - si legge ancora nella motivazione del presidente del Gip -, è pienamente applicabile il diritto di critica come scriminante, trattandosi di blanda contrapposizione datore di lavoro - sindacato».
La notizia dell’archiviazione è stata accolta con soddisfazione dai vertici dell’azienda di trasporto pubblico, che considerano finalmente chiusa una vicenda che «ha chiamato ingiustamente in causa» persone del tutto estranee alle accuse contestate.


22 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova

Una poetica cartolina per posta elettronica
I Cobas contestano in rima «il podestà della città»

Padova - Da sempre, cercano di "sensibilizzare" il sindaco. Dal 2004 hanno alternato manifestazioni ironiche (Stefano Pieretti nei panni di Babbo Natale) a duri richiami durante i (rari) confronti sindacali. A distanza di cinque anni, Adl-Cobas sceglie di disertare la cerimonia degli auguri e preferisce affidarsi alla «poesia». Attaccando senza tanti complimenti l’Amministrazione Zanonato.
Ieri la rappresentanza sindacale del Comune ha spedito per posta elettronica un biglietto natalizio, che anche dal colore (azzurro berlusconiano...) rinnova la contestazione. Sotto le renne, 14 righe "poeticamente" rimate a nome dei dipendenti che si riconoscono nell’Associazione difesa dei lavoratori. Versi in libertà, che forse non sono stati vincolati nemmeno al correttore automatico. Parole precise che accompagnano la cartolina natalizia destinata all’indirizzo ufficiale del sindaco.
Così on line i Cobas hanno espresso la loro «scheda di valutazione» sull’Amministrazione. Fin dall’esordio poco spazio ai dubbi: «Illustrissimo podestà ella dice sempre che dobloni non ha, ma noi misero popolino siamo già alla carità, ma per cortigiani nani e ballerine per far corsi e feste varie in castelli o fuori regno problemi non ce né».
A Zanonato-Podestà, il sindacato di base rimprovera l’altra faccia della medaglia: «Le nostre sedi son cadenti, i tetti fatiscenti, ma al palazzo non mancano i banchetti. Voglia di intonare canti e cori vari non ne abbiamo visto che alla fame ormai siamo» si legge nel "volantino" d’auguri.
Senza citare esplicitamente l’ultimo decreto di Zanonato sui dirigenti, Adl-Cobas insiste sulla «piramide rovesciata» proprio dalla giunta di centrosinistra. «Illustrissimo Podestà di ricordarle ci và che funziona la città grazie solo alla nostra capacità. E se in considerazione non ci terrà un po’ di caos nascerà».
Si profila un 2010 sul sentiero di guerra? E’ l’ultimo avviso alla giunta Zanonato-4? Il biglietto elettronico firmato «I dipendenti» si conclude così: «Per non emulare in tutto il Signore delle malattie una sola cosa può fare: dalla tasca prelevare i dobloni da assegnare al volgare popolino per ridare dignità a quello che ognuno di noi fa».
Solo carbone nella calza della Befana?

I Cobas regalano il carbone al direttore dell’Agenzia entrate

Padova - Un sacco di carbone al direttore dell’Agenzia delle Entrate Gregorio Portirico, reo di aver sbagliato l’organizzazione degli uffici finiti nel caos. L’idea è del sindacato Rdb/Cub, coordinato da Celeste Giacon, che ieri ha organizzato un sit in di protesta con regalo-sorpresa contro la decisione di accorpare la nuova Direzione provinciale delle Agenzie delle Entrate in via Turazza dove prima c’era soltanto l’Agenzia Fiscale Padova Uno. Una scelta giudicata folle dai Cobas, perché avrebbe rivoluzionato in peggio sia l’organizzazione del lavoro che la qualità del servizio ai contribuenti. Tant’è che, ieri mattina, Giacon e compagni hanno tenuto una spettacolare conferenza-stampa con regalo sorpresa: due chili di carbone al direttore, che non ha replicato.


22 dicembre 2009 - Il Manifesto

RICERCA «A rischio sgombero i precari dell'Ispra»

Roma - «Ma che governo è questo che invece di trovare risposte reprime il disagio economico e sociale con la forza progettando di sgomberare i pacifici ricercatori dell'Ispra (Istituto di ricerca ambientale) che da ormai un mese, notte e giorno, occupano i tetti dell'istituto per protesta contro i tagli e il licenziamento dei precari? Ma non voleva abbassare i toni?» Lo chiede il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica che denuncia, come fa anche Raffaella Mariani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, «l'indifferenza del governo». «Quello tenutosi stamani - precisa Pedica - doveva essere un tavolo di trattative fra i precari dell'Ispra e il Ministro dell'Ambiente, al fine di evitare i 250 licenziamenti dei ricercatori. Invece è stato solo un incontro interlocutorio con il Vice Capo di Gabinetto, la dott.ssa Nicotra, la quale ha rinviato la questione ad un ulteriore appuntamento, ma da tenersi non prima di febbraio».


22 dicembre 2009 - Il Mediano

«IL FUTURO DELLA FIAT DI POMIGLIANO PASSA ATTRAVERSO
LA RICONFERMA DEI 93 CONTRATTI ATIPICI»
Alla vigilia del tavolo con il Lingotto, il Governo, i sindacati e le Regioni le tute blu espongono lo slogan sul cornicione del comune. Sale l’attesa:«Adda passà a nuttata»
di Salvatore Alligrande

Sale l’attesa tra le tute blu della Fiat Vico di Pomigliano d’Arco in vista dell’appuntamento di oggi a palazzo Chigi. Nell’Urbe, nel primo pomeriggio, infatti, è in programma il tanto atteso tavolo di confronto tra l’entourage societario del colosso torinese, i sindacati di categoria, il Governo centrale e le Regioni: sul taccuino degli eventi all’ordine del giorno, diverse e scottanti argomentazioni, una su tutte la salvaguardia dei livelli occupazionali nel Paese, specie in due aree particolarmente soggette a rischio, quali Termini Imerese e Pomigliano. Ieri intanto gli operai hanno scaglionato i loro rientri sulle postazioni lavorative, facendo sì che restasse a presidio dell’aula consiliare pomiglianese (ancora occupata) una delegazione pronta a rinverdire il segno di protesta:domattina in agenda ancora qualche picchetto per evitare l’ingresso ai varchi d’accesso di Viale Ex Aeroporto. Le coordinate poste a premessa di una battaglia che va avanti da lunghe settimane sono riassunte in un significativo striscione esposto nella serata di ieri sul cornicione della casa comunale di Piazza Municipio: "ll futuro della Fiat di Pomigliano – recita lo slogan - passa attraverso la riconferma dei 93 contratti atipici". Raggiungiamo la sala di Via Libertà per testare un po’ l’umore dei lavoratori alla vigilia della partenza per Piazza Montecitorio. C’è chi ricorda con nostalgia le lacrime versate in occasione della solidarietà estesa dal vescovo di Nola Mons. Depalma, chi dà un’occhiata ai quotidiani additando l’ad Marchionne come «maggior responsabile della crisi pomiglianese», chi ribadisce l’importanza di una corretta informazione giornalistica sui termini della questione, chi ha accettato di buon grado la presenza di domenica mattina in aula del Governatore Antonio Bassolino. «Stiamo combattendo con tutte le forze possibili oramai da giorni – ci dice Aniello,uno dei lavoratori in sala – e oramai adda passà a’nuttata»; Giuseppe, invece, insiste sull’importanza della giornata di oggi, 22 dicembre: «Dobbiamo concentrarci al massimo solo sull’evento di Roma, sperando di ritornare a casa con il risultato in tasca». Intanto fonti siciliane fanno sapere che da Termini Imerese un convoglio trasporterà all’ombra di Palazzo Chigi oltre 300 operai, mentre si allarga sempre più la lista delle istituzioni partenopee dettesi pronte a sostenere la causa Fiat Vico, schierandosi al fianco dei lavoratori in protesta. «Con i lavoratori Fiat, senza se e senza ma» recita una scritta recante come estensori i componenti di Slai Cobas, Rdb e SdL, i quali fanno appello a tutto il parco lavoratori affinchè «riparta l’iniziativa per la difesa dei livelli occupazionali fuori e all’interno delle fabbriche Fiat e in tutte le aziende pubbliche e private colpite dagli effetti antisociali della crisi economica».


22 dicembre 2009 - EPolis Roma

La novità. Consegna simbolica delle pistole.
Nei prossimi mesi in 2.800 inizieranno l'iter di formazione
Armi ai vigili, 350 con la Beretta «Ma niente pistoleri arroganti»
Il comandante Giuliani: «Sono soddisfatto, il corpo ha intrapreso la strada giusta»
di Marta Rossi

Roma - Dopo venti anni di dibattito, i vigili urbani di Roma hanno la possibilità di essere armati: finora in trecento hanno passato i test psicofisici e pratici alla scuola di polizia di Nettuno e sono già dotati di una Beretta 84. L'iter per l'assegnazione andrà avanti per altri 2.800 agenti della municipale. Ieri la cerimonia di consegna con il comandante Angelo Giuliani, il sindaco, i delegati per la Sicurezza e la Sicurezza urbana, Giorgio Ciardi e Fabrizio Santori.
E' agosto del 2008 quando Alemanno annuncia il raggiungimento dell'accordo con le sigle sindacali, a eccezione dell'Rdb, per fornire su base volontaria la pistola ai 6.800 "pizzardoni" della Capitale. Il dibattito sulla necessità di dotare di pistola i vigili va avanti però da almeno due decenni e si era intensificato già nel primo Veltroni. Il 28 gennaio arriva il voto in Aula, con i voti contrari di Alzetta e Azuni e la pioggia di emendamenti da parte del Pd specie per l'assunzione dei 500 precari del corpo. Da giugno, con l'entrata in vigore della delibera, è iniziata la formazione. Sia il sindaco che Giuliani predicano professionalità: «Niente pistoleri - ammonisce Alemanno - ma Polizia municipale in grande di svolgere fino in fondo il proprio lavoro senza bisogno di essere scortata. Sono convinto che la Polizia municipale a Roma sia perfettamente in grado di assumere questa nuova responsabilità». Ciò «deve spingere tutti gli appartenenti al Corpo a una grande attenzione e a una grande umiltà nell'approccio con i cittadini, non deve esserci crescita di arroganza». Giuliani si dice «molto soddisfatto perché vedo che il corpo della Polizia municipale ha intrapreso la strada giusta. L'armamento non è fine a se stesso, ma serve a tutelare la sicurezza dei cittadini. La vera sfida non è aver acquisito l'arma ma è come portare l'arma. E lì ci vuole testa».
L'ITER. Stefano Tonelli, direttore della Scuola di formazione, spiega la formazione. «Per prima cosa, c'è la visita medica per accertare le condizioni fisiche e psicologiche. Poi, si affrontano sei giorni di idoneità tecnica con un esame di finale di tiro. A questo punto, se si è passata anche questa ultima prova viene consegnata l'arma e ogni anno si ripeterà la visita medica e l'addestramento al poligono». Alessandro Marchetti, segretario del Sulpm, nel ringraziare l'amministrazione dice: «E ora si passi agli altri strumenti di tutela previsti dal regolamento: lo spray e il bastone distanziometro che consentiranno ai vigili di poter usare una forza uguale a quella che si dovesse eventualmente contrapporre». Gabriele Di Bella, dirigente sindacale del corpo, dice invece: «Mi sembra si tratti di un obiettivo numerico. Non c'è l'indennità di disagio custodia dell'arma, come avviene in altre città. E non ci sono celle di sicurezza per riporre le armi. Il tutto non è stato accompagnato da un progetto politico».


22 dicembre 2009 - Il Bologna

Sciopero Precari
Blitz di RdB in Consiglio riaperte le trattative

Bologna - "Incontriamoci in ordine ai licenziamenti, ai cassintegrati e al diritto alla casa". L'appello viene gridato nel megafono da Massimo Betti (Rdb) mentre una quarantina di esponenti delle Rdb irrompono in Consiglio comunale e lo costringono a sospendere i lavori. "Di qui non ci muoviamo" dice Betti, irritato dal fatto che Rdb siano stati esclusi dalla trattativa sindacale sul bilancio. Ne segue un incontro flash con gli assessori Rossi, Lenzi e Naldi che porta a un incontro di due giorni sui temi del bilancio comunale e del precariato pubblico. Alla ripresa dei lavori IdV chiede che il bilancio inserisca "strumenti per dare una prospettiva futura ai precari del Comune". Sconciaforni (Prc) è più netto: "Questi precari sono di fatto dipendenti comunali il blocco del turnover non può giustificare tagli pesanti" (una cinquantina di Co.co.co) e auspica che l'incidente sindacale venga ricomposto al più presto: "Il Comune non può scegliersi la controparte" dice.


22 dicembre 2009 - Corriere di Bologna

La manovra del Comune
Rossi: è allarme investimenti E le Rdb invadono il consiglio

Bologna - «Se non ci saranno interventi correttivi nella Finanziaria nazionale, nel 2010 Bologna raggiungerà i minimi storici negli investimenti». L’assessore al Bilancio Villiam Rossi, presentando in consiglio comunale il bilancio 2010 (da approvare entro fine gennaio), sfoga tutta la sua amarezza per una manovra che non era quella che sperava. «Al primo anno di mandato chiunque avrebbe voluto presentare un bilancio diverso — lamenta Rossi — ma è comunque solido e salvaguarda i servizi». La presentazione del bilancio comunale, ieri, ha rischiato di saltare a causa dell’occupazione dell’aula da parte delle Rdb. Una quarantina di esponenti del sindacato di base, infatti, ha bloccato con striscioni e fischietti i lavori del consiglio per oltre mezz’ora, lamentando di essere stati ignorati dall’amministrazione comunale sui temi del bilancio e del precariato. Dopo una breve trattativa le Rdb hanno ottenuto un incontro oggi alle 14 sui licenziamenti in Fiera e all’Hotel Royal Carlton. Domani, invece, le Rdb saranno in Comune alle 16 in contemporanea con Cgil, Cisl e Uil.


22 dicembre 2009 - Corriere del Veneto

AGENZIA DELLE ENTRATE
Lavoratori «parcheggiati» Protesta degli autonomi

PADOVA – Protesta simbolica, ieri mattina in via Vergerio, di lavoratori dell’Agenzia delle Entrate.
Capitanati da Celestino Giacon, leader sindacale Rdb-Cub, alcuni impiegati hanno raggiunto la direzione con un particolare dono natalizio: un grosso pezzo di carbone. «Il nostro — ha spiegato Giacon — è stato un gesto di solidarietà nei confronti di 35 nostri colleghi che, la maggior parte trasferiti dall’ufficio di Cittadella, si trovano qui in quello di Padova 2 da tre settimane in attesa di essere spostati di nuovo in quello centrale di via Turazza. Dove, però, i locali loro destinati non sono ancora pronti. E sono costretti a stare qui, parcheggiati senza far niente».


22 dicembre 2009 - City

Blitz delle Rdb in Consiglio "Qui a Natale"

Bologna - Blitz delle Rdb ieri in Consiglio comunale. Una quarantina di esponenti del sindacato di base ha interrotto i lavori con bandiere, striscioni, trombe e fischietti. "Vogliamo un incontro con il sindaco su licenziamenti, cassintegrati e casa - urla il numero uno Rdb, Massimo Betti - noi qua ci facciamo Natale." Le Rdb protestano per i precari della Cineteca in scadenza, le maestre dei nidi, i lavoratori della Fiera e l’emergenza sfratti. Alla fine sono state incluse nel vertice che la giunta ha in programma con gli altri sindacati domani sul bilancio. Oggi invece vedranno l’assessore al lavoro Plinio Lenzi per le vertenze contrattuali ancora aperte.


22 dicembre 2009 - Il Quotidiano

Sdl Ascoli verso l’incontro con i Segretari delle Province
Ascoli Piceno Il Sindacato dei Lavoratori, impegnato oggi nell’incontro con i rappresentanti delle nuove province di Ascoli e Fermo, teme interventi peggiorativi a danno dei lavoratori trasferiti.

"Non accettiamo - fanno sapere da SDL - e con noi molti lavoratori, le modifiche peggiorative all'accordo del 23 marzo scorso fra sindacati confederali e Province di Ascoli e Fermo, relative al personale dipendente da trasferire nella nuove sede amministrative. Per questo abbiamo chiesto ad entrambe le Amministrazioni provinciali un incontro per risolvere i problemi esistenti." Queste le parole di Andrea Quaglietti, leader del Sindacato dei Lavoratori, alla vigilia della riunione di stamane ad Ascoli, fra rappresentanti sindacali e Segretari delle due Provincie, proprio per dare il via libera alle nuovi condizioni dell'intesa. "Già l'accordo del marzo scorso - sostiene Quaglietti - era un pasticcio all'italiana, senza trasparenza e chiarezza sugli obblighi e le conseguenze che comportava, in rapporto al collocamento del personale, alle risorse economiche e alla giusta retribuzione, alle indennità previste per il trasferimento e altro. E con una graduatoria pilotata che ha costretto molti ad andare a Fermo e altri invece, appartenenti a gruppi più forti, a poter restare ad Ascoli." Per il responsabile del Sdl, dopo che molti lavoratori hanno accettato il trasferimento nella nuova sede senza percepire l'indennità di disagio, le modifiche che si vogliono apportare saranno "ulteriormente peggiorative". "Si va - secondo il Sindacato - dall'impossibilità del rientro ad Ascoli in caso di copertura di organico per il personale in prepensionamento, alla stessa previsione di revisione dell'ammontare del rimborso-spese, fino alla mancata definizione di quella convenzione per i 48 dipendenti, mai individuati dalla graduatoria e quindi mai trasferiti a Fermo." "Tutto questo - conclude Quaglietti - non è ammissibile: perciò chiederemo con forza alle due Amministrazioni provinciale di discutere il problema, e garantire a tutti i dipendenti i loro diritti, oltre che prevedere condizioni uguali sia per quelli trasferiti che per gli altri."


22 dicembre 2009 - Corriere Adriatico

"Non accettiamo modifiche peggiorative"

Ascoli - "Non accettiamo e con noi molti lavoratori, le modifiche peggiorative all’accordo del 23 marzo scorso fra sindacati confederali e Province di Ascoli e Fermo, relative al personale dipendente da trasferire nella nuove sede amministrative. Per questo abbiamo chiesto ad entrambe le Amministrazioni provinciali un incontro per risolvere i problemi esistenti." Lo afferma Andrea Quaglietti, leader del Sindacato dei lavoratori, alla vigilia della riunione di domani di oggi ad Ascoli, fra rappresentanti sindacali e segretari delle due Provincie, proprio per dare il via libera alle nuovi condizioni dell’intesa. "Già l’accordo del marzo scorso – sostiene Quaglietti – era un pasticcio all’italiana, senza trasparenza e chiarezza sugli obblighi e le conseguenze che comportava, in rapporto al collocamento del personale, alle risorse economiche e alla giusta retribuzione, alle indennità previste per il trasferimento e altro. E con una graduatoria pilotata che ha costretto molti ad andare a Fermo e altri invece, appartenenti a gruppi più forti, a poter restare ad Ascoli." Per il responsabile del Sdl, "ora poi, con molti lavoratori che hanno accettato il trasferimento nella nuova sede, ma non hanno percepito l’indennità di disagio, le modifiche che si vogliono apportare sono ulteriormente peggiorative. Si va dall’impossibilità del rientro ad Ascoli in caso di copertura di organico per il personale in prepensionamento, alla stessa previsione di revisione dello stesso ammontare del rimborso-spese o indennità fino alla mancata definizione di quella convenzione per i 48 dipendenti, mai individuati dalla graduatoria e quindi mai trasferiti a Fermo. Chiederemo con forza alle due Amministrazioni provinciale di discutere il problema, e garantire a tutti i dipendenti i loro diritti".


21 dicembre 2009 - Ansa

STATALI: BRUNETTA CONVOCA CGIL PER 23 DICEMBRE

(ANSA) - ROMA, 21 DIC - Brunetta chiama la Cgil. Mercoledì prossimo - secondo quanto si apprende da fonti sindacali - ci sarà una riunione a Palazzo Vidoni tra il ministro della Funzione Pubblica e la confederazione guidata da Guglielmo Epifani sui rinnovi contrattuali. Nei giorni scorsi Brunetta aveva già incontrato la Cisl, la Uil e l'Ugl insieme alle altre sigle firmatarie dell'accordo del nuovo modello contrattuale. Alla riunione di dopodomani dovrebbe prendere parte lo stesso Epifani insieme ai segretari delle categorie dei lavoratori pubblici e della scuola, Carlo Podda e Domenico Pantaleo. L'incontro segue anche allo sciopero generale nel pubblico impiego della Cgil che si è svolto lo scorso 11 dicembre. Nella stessa giornata il ministro dovrebbe vedere anche la federazione delle rappresentanze di base (Rdb) che, come la Cgil, non ha sottoscritto a suo tempo l'intesa sui nuovi contratti.

DOMANI IN PUGLIA

(ANSA) - BARI, 21 DIC.:...09.00 - Bari - dinanzi a Palazzo Regione, via Capruzzi In concomitanza con la riunione del Consiglio regionale pugliese, sit-in organizzato da RdB e Cobas, a sostegno del percorso di internalizzazione dei servizi della sanità pugliese....

LAVORO: FRANCESCHINI,GOVERNO INTERVENGA RAPIDAMENTE SU ISPRA

(ANSA) - ROMA, 21 DIC - «Chiedo al governo di intervenire, con rapidità, e con soluzioni praticabili, per risolvere la vergognosa situazione dei precari dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale». Lo afferma Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera. «Sono ormai 30 giorni - ricorda Franceschini - che i giovani ricercatori protestano sui tetti dell'Istituto. A loro va tutta la mia solidarietà per una rivendicazione giusta e sacrosanta. È davvero grave che il governo non abbia ancora mosso un dito per risolvere questa incresciosa situazione, evitando da mesi di chiarire il destino dell'Ispra e dei suoi ricercatori che hanno stipendi che oscillano dagli 800 ai 1200 euro al mese». «Ispra è l'unica agenzia nazionale pubblica di ricerca e controllo ambientale - conclude Franceschini - e rappresenta una risorsa e non un problema per il paese. Mi auguro dal commissario parole chiare e immediate».


21 dicembre 2009 - Adnkronos

BOLOGNA: COMUNE, NEGATIVA E PRETESTUOSA PROTESTA RDB IN CONSIGLIO
'CERCANO EFFETTO MEDIATICO E NON SOLUZIONI PER LAVORATORI'

Bologna, 21 dic. - (Adnkronos) - «Un comportamento preoccupato solo dell'effetto mediatico e indifferente ai problemi reali dei lavoratori». Il Comune di Bologna giudica negativamente e bolla così la protesta messa in atto questo pomeriggio dalle Rdb che hanno fatto irruzione in consiglio comunale con fischietti e cartelli. «Nonostante fosse previsto da tempo un incontro alle 15 tra i rappresentanti Rdb e i dirigenti del Comune - spiega l'amministrazione - le Rdb hanno preferito farlo saltare. 'Non ci possiamo vedere perchè è troppo tardì, è stata la spiegazione del sindacato che, però, alle 16 si è presentato puntualmente in consiglio per inscenare la sua protesta». Secondo Palazzo D'Accursio, la posizione delle rappresentanze di base appare, inoltre, «pretestuosa anche nel merito della vicenda. I lavoratori assunti a tempo determinato nella scuola dell'infanzia, che Rdb dice di voler difendere, hanno infatti contratti con scadenza giugno 2010, - ricorda il Comune - e da parte dell'Amministrazione non ci sono state finora preclusioni al dialogo».

RICERCA: PEDICA (IDV), RISCHIO SGOMBERO PER PRECARI ISPRA
GOVERNO USA FORZA INVECE DI TROVARE SOLUZIONI

Roma, 21 dic. - (Adnkronos)- Per i ricercatori precari dell'Ispra, potrebbe essere «imminente», forse già questa notte, lo sgombero dall'istituto. A riferirlo è il senatore dell'Italia dei Valori, Stefano Pedica, che accusa il Governo di «usare la forza invece di trovare una soluzione per questi lavoratori» che, ricorda, «stanno protestando, ormai da un mese, notte e giorno sopra il tetto dell'istituto». «Quello tenutosi stamani - dice Pedica - doveva essere un tavolo di trattative fra i precari dell'Ispra e il Ministro dell'Ambiente, al fine di evitare i 250 licenziamenti dei ricercatori dell'Ispra. Invece è stato solo un incontro interlocutorio con il vice capo di Gabinetto, che ha rinviato la questione ad un ulteriore appuntamento, ma da tenersi non prima di febbraio». «Come se non bastasse questa indifferenza nei confronti di ricercatori, adesso giungono voci che sia imminente lo sgombero. Forse anche questa notte», dice Pedica. «Ma che governo è questo che invece di trovare risposte reprime il disagio economico e sociale con la forza? Ma non voleva abbassare i toni? L'Italia dei Valori -conclude Pedica- se davvero si verificasse lo sgombero di pacifici manifestanti, sarà presente per impedirlo».


21 dicembre 2009 - Repubblica.it

Le Rdb protestano per i precari della Cineteca
Irruzione in Consiglio comunale, anche a difesa dei posti di lavoro negli asili nidi
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Bologna - Le Rdb irrompono in Consiglio comunale per difendere i posti di lavoro delle insegnanti dell'asilo nido e dei collaboratori della Cineteca, e ottengono una disponibilità al dialogo di Palazzo D'Accursio, che pure condanna la forma di protesta. Una quarantina di rappresentanti del sindacato di base ha interrotto i lavori dell'aula con striscioni, bandiere, fischietti e trombe da stadio. "Vogliamo un incontro sui licenziamenti, sui cassintegrati e sul diritto alla casa- urla al megafono il numero uno delle Rdb, Massimo Betti- noi da qui non ci muoviamo, vogliamo un incontro con il sindaco Flavio Delbono. Facciamo Natale qua". Le Rdb protestano per i precari della Cineteca, in scadenza il prossimo 31 dicembre, per le maestre precarie dei nidi ("l'assessore Lembi non ci ha ancora incontrato dall'inizio del mandato"), per i lavoratori della Fiera e per l'emergenza sfratti. E Palazzo D'Accursio dice di sì, accetta la proposta di dialogo, ma condannando la forma di protesta: dopo oltre mezz'ora di faccia a faccia con gli assessori comunali le Rdb strappano una due-giorni di incontri con il Comune di Bologna sul tema del bilancio e del precariato. Ma l'amministrazione di Palazzo D'Accursio, pur avendo concesso i due appuntamenti di domani e dopodomani, critica duramente il sindacato di base per il blitz di questo pomeriggio in Consiglio comunale con cui ha strappato la convocazione delle riunioni.


21 dicembre 2009 - L'Unione Sarda.it

Brunetta: convocata Cgil il 22 Dicembre

Brunetta chiama la Cgil. Mercoledì prossimo - secondo quanto si apprende da fonti sindacali - ci sarà una riunione a Palazzo Vidoni tra il ministro della Funzione Pubblica e la confederazione guidata da Guglielmo Epifani sui rinnovi contrattuali. Nei giorni scorsi Brunetta aveva già incontrato la Cisl, la Uil e l'Ugl insieme alle altre sigle firmatarie dell'accordo del nuovo modello contrattuale. Alla riunione di dopodomani dovrebbe prendere parte lo stesso Epifani insieme ai segretari delle categorie dei lavoratori pubblici e della scuola, Carlo Podda e Domenico Pantaleo. L'incontro segue anche allo sciopero generale nel pubblico impiego della Cgil che si è svolto lo scorso 11 dicembre. Nella stessa giornata il ministro dovrebbe vedere anche la federazione delle rappresentanze di base (Rdb) che, come la Cgil, non ha sottoscritto a suo tempo l'intesa sui nuovi contratti.


21 dicembre 2009 - Bologna 2000

Bologna, Relazioni Sindacali: la posizione dell’Amministrazione comunale rispetto alla protesta di RDB

Bologna - Un comportamento preoccupato solo dell’effetto mediatico e indifferente ai problemi reali dei lavoratori. Il Comune di Bologna giudica negativamente la protesta messa in atto questo pomeriggio da Rdb. Nonostante fosse previsto da tempo un incontro, alle 15, tra i rappresentanti di Rdb e i dirigenti del Comune, Rdb ha preferito farlo saltare. "Non ci possiamo vedere perchè è troppo tardi", è stata la spiegazione di Rdb che, però, alle 16 si è presentata puntualmente in Consiglio comunale per inscenare la sua protesta, armata di fischietti e cartelli. La posizione di Rdb appare pretestuosa anche nel merito della vicenda. I lavoratori assunti a tempo determinato nella scuola dell’infanzia, che Rdb dice di voler difendere, hanno infatti contratti con scadenza giugno 2010, e da parte dell’Amministrazione non ci sono state finora preclusioni al dialogo.


21 dicembre 2009 - Il Bologna

Alloggi. L'associazione accusa la Regione di aver messo in campo misure inadeguate
Casa, ormai è crisi nera. Asia: «Non paghiamo»

Bologna - Il problema della casa si fa sempre più grave e da Asia-Rdb, l'Associazione Inquilini e Assegnatari, arriva un messaggio chiaro: «Noi non vogliamo più pagare». Una decisione che nasce dalla situazione di grave crisi in cui sono cadute numerose aziende e, inevitabilmente, anche i lavoratori. «Il numero delle aziende in crisi - scrive Asia- Rdb - è in rapido aumento, coinvolgendo il settore industriale e quello dei servizi. Molti lavoratori che hanno avuto fino ad oggi un reddito garantito, per quanto minimo, si troveranno senza alcuna copertura salariale. Dalla cassa-integrazione si passerà o alla mobilità, con una ulteriore diminuzione del salario o direttamente al licenziamento. Questo aumenterà inevitabilmente il settore precario fino ad arrivare a vere e proprie sacche di disoccupazione strutturale, fenomeno inedito in questa regione». Una situazione di disagio che avrà conseguenze pesanti anche sugli affitti.«L'affitto e la rata del mutuo - continua la nota - sono le spese che più incidono sul reddito famigliare, l'aumento dell'insolvenza di entrambe è la prima spia della sofferenza economica dei lavoratori e gli strumenti messi a disposizione dalla Regione per affrontare il problema casa sono assolutamente inadeguati». A partire dal fondo per l'affitto. «Il fondo per l'affitto che non si pensa di finanziare - continua - al contrario si sta pensando di ridurre il numero di persone che potranno accedervi mentre il bando prime case per giovani coppie che conta solo 703 alloggi in tutta l'Emilia Romagna, che oltre ad essere in territori poco accessibili, prevede ovviamente un ulteriore indebitamento dei nuclei famigliari». Ma che fare? «Nel nostro territorio ? conclude la nota - i movimenti e le organizzazioni di lotta per la casa devono affrontare l'emergenza abitativa. In primis gli sfratti per morosità, chiedendone il blocco e soluzioni temporanee per chi già ha perso la casa»

Sindacato
Sciopero Rdb contro tagli municipali

Bologna - Le Rdb in guerra con il Comune per «le inefficaci misure anticrisi adottate fino ad oggi», per il taglio di 3,7 milioni di euro di spese per il personale e oggi sciopero che vede in prima linea le precarie degli asili nido e delle scuole materne comunali. «I tagli previsti al personale vogliono dire una consistente diminuzione dei posti di lavoro - spiega il sindacalista Massimo Betti -, il licenziamento di decine e decine di precari, l'aumento dei carichi di lavoro ed il peggioramento dei servizi comunali». Venerdì scorso erano stati i confederali, in una conferenza stampa, a denunciare dei possibili tagli nelle Asp.


21 dicembre 2009 - Gazzetta della Martesana

SEDE In via Roma 81
C'è UNA CASA COMUNE PER I SINDACATI DI BASE

Cassina - Giovedì 17 è stata aperta la nuova sede di Cub Milanoest in via Roma 81 nei locali della cooperativa La Speranza. «L'inaugurazione avverrà il 16 gennaio - ha detto Tonino Vetrano, responsabile del Cub Milanoest - la casa comune dei sindacati di base di Milanoest servirà per dare nuovo impulso alla costruzione di un punto di riferimento per lavoratori, precari, pensionati, migranti e cittadini. Delegati delle categorie della Cub Milanoest, Cub Informazione, delle RdbCub, di Sdl intercategoriale, della Confederazione Cobas avranno una sede comune per coordinare le lotte».


21 dicembre 2009 - TRC Giornale

Icpl, chiesta la cassa integrazione in deroga. Azienda contraria
di Katia Trombetta

Civitavecchia - Tutto rimandato a gennaio per quanto riguarda la vertenza di Icpl. Al termine dell'incontro svoltosi questa mattina in Regione, su convocazione dell'assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi, si è disposto un aggiornamento a gennaio, subito dopo le feste, per verificare quale strada si potrà percorrere. La richiesta delle organizzazioni sindacali, presenti con le Rdb-Cub, la Filt Cgil e la Fit Cisl, è quella di sostituire la procedura della mobilità, avviata da Interporto, con il ricorso alla cassa integrazione in deroga. Come noto, al momento, la mobilità riguarda venti unità produttive, per un numero massimo di 35 lavoratori. Una procedura che porta dritta al licenziamento. La strategia dei sindacati, invece, è proprio quella di tenere i lavoratori legati all'azienda attraverso la cassa integrazione, in modo da poterli reintegrare quando migliorerà la situazione economica. Come hanno commentato Giancarlo Ricci delle Rdb ed Enrico Seri della Filt, "bisogna evitare di far entrare i lavoratori nell'anticamera del licenziamento, per cui la cassa integrazione ci sembra un'alternativa accettabile, che consentirebbe di avviare una rotazione del personale". Ma l'azienda, presente oggi con il suo amministratore delegato, Fernando Bitonte, non sembra intenzionata a un accordo su questo punto. Continua a sostenere che il taglio del personale è necessario, pena ulteriori problemi che potrebbero compromettere anche gli altri posti di lavoro. Ma indiscrezioni riferiscono che l'azionista di maggioranza sarebbe intenzionato a vendere, e a farlo alle condizioni più convenienti, e cioè con meno lavoratori possibile. Si spera molto, comunque, nella mediazione della Regione, che è d'accordo con i sindacati e che riconvocherà tutti a gennaio. Intanto mercoledì alle 15 in programma un incontro bilaterale tra sindacati e azienda, nel corso del quale le organizzazioni dei lavoratori hanno già annunciato la stesura di un verbale in disaccordo. Intanto nel pomeriggio il Pincio ha diramato una nota stampa sull'incontro nella quale il sindaco Moscherini ha sottolineato "l'importanza della sinergia tra istituzioni e sindacati". Due i pilastri sui quali costruire la soluzione per il primo cittadino: la "trasformazione del servizio di trasporto con la Sardegna", per incrementare la funzione di magazzino di Interporto, e "l'acquisto delle quote azionarie di Icpl da parte di Trenitalia". In questa prospettiva il sindaco ritiene fondamentale lo sviluppo dei traffici container, e chiede a chi ha acquistato la banchina 25 di "dimostrare entro quattro mesi di avere i traffici per il porto". In caso contrario per Moscherini "la convenzione va annullata e rimessa sul mercato".


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