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20 dicembre 2009 - La Provincia di Varese sdl e cub Varese - (a. a.) «Uniti per affrontare la crisi». E' la scelta che fanno i sindacati di base Sdl e Cub per rafforzare la lotta. Presentato nella sede Sdl di Busto il percorso che porterà entro la primavera alla nascita di «un nuovo sindacato di base di massa», anche sul nostro territorio, attraverso la fusione. Un percorso che, dopo essere stato lanciato con il patto di base che comprendeva anche i Cobas, entra nel vivo: ieri a Varese il primo attivo con i delegati Cub e Sdl, a gennaio le assemblee con i lavoratori, da marzo i congressi. L'obiettivo è «stravolgere il panorama sindacale - spiega Marco Galli, Cub - unendo le forze a sinistra della Triplice per fare massa critica e tutelare meglio i lavoratori. Le aziende in crisi preferiscono le più moderate Cgil, Cisl e Uil, ma se uniamo le forze possiamo diventare il quarto sindacato più rappresentativo». «In aeroporto saremo il terzo sindacato» annuncia Luca Pistoia, segretario provinciale Sdl. Malpensa è uno dei terreni più complicati: «La nostra azione attraverso le vie legali è servita ad eliminare la precarietà» sottolinea Francesco Mainardi di Cub. Tir sfonda il blocco: tensione al
picchetto Turate - Ieri sera sono dovuti intervenire
in forze i carabinieri della compagnia di Cantù per riportare la calma al picchetto dello
sciopero ai magazzini di via Isonzo a Turate. Per fortuna non si sono registrati feriti
nonostante un tir avesse sfondato il blocco degli operai: a quel punto si sono vissuti
momenti di tensione e tafferugli, ma la situazione è presto tornata alla normalità. 20 dicembre 2009 - La Voce d'Italia Precari della ricerca Ispra sul
tetto da 25 giorni Roma - Persistono, dal 26 novembre, a rimanere sul
tetto della loro sede, lIstituto di Casalotti,i poveri precari della ricerca Ispra,
in lotta da mesi contro il loro ormai imminente licenziamento e per la difesa della
ricerca pubblica e dei controlli ambientali, ma assicurano che con il cuore sono sulle
spiagge della Puglia dove sono morti spiaggiati i Capodogli e che sono stati al lavoro
anche nel giorno dell´Immacolata per avvistare squali nelle spiagge siciliane: ora hanno
anche scritto un'accorata lettera al Presidente Napolitano. "Avremmo le competenze
per la costituzione della task force capace di intervenire con mezzi adeguati per cercare
di salvare grandi cetacei come quelli, come annunciato dal ministro Stefania
Prestigiacomo, ed invece i ricercatori precari che se ne occupano sono vicini ad essere
licenziati", dichiara Emma Persia, coordinatrice USI RB Ricerca dell´ISPRA. "Dal
tetto, l´8 dicembre, giorno festivo, abbiamo fornito assistenza tecnica alla Capitaneria
di Porto Empedocle che ci segnalava lo spiaggiamento di uno squalo", proseguono i
ricercatori Ivan Consalvo e Massimiliano Botta "Nel nostro Istituto vengono
catalogati tutti gli avvistamenti di specie protette e minacciate di estinzione e anche la
presenza di specie tropicali, che sono sempre più presenti nel nostro mare, a seguito del
riscaldamento globale. Se ne studia il comportamento e la biologia come nel caso dello
squalo tigre, che desta allarmi del tutto infondati per i bagnanti". Oltre a
questa forma di protesta contro i licenziamenti, dopo venticinque giorni, i precari
scrivono al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sostenuti dal sindacato di
base USI Rdb Ricerca: "Ci aiuti, lo Stato ci abbandona. Siamo esposti al freddo e
alle intemperie ma questo non ci fa male, ciò che ferisce è l´indifferenza.
Indifferenza dei nostri vertici, dei commissari dell´Ente, indifferenza del Ministro
dell´Ambiente, on. Stefania Prestigiacomo, l´indifferenza di uno Stato che abbandona i
suoi figli senza un perché". Questo è solo un passaggio della lettera che si
può leggere in fondo per intero, con la quale i precari dell´ISPRA, chiedono il suo
aiuto per cambiare l´atteggiamento di uno Stato che è lo stesso che li ha mandati
"in Libano, per il più grande disastro ambientale degli ultimi anni in Mediterraneo,
che richiede il nostro intervento sulle Navi dei Veleni, che rappresentiamo con orgoglio
ai tavoli tecnico-scientifici internazionali, anche in ambito ONU, che esportiamo nel
mondo con i nostri nomi in numerose pubblicazioni scientifiche. Uno Stato che a parole
vuole organizzare task force in campo ambientale, senza sapere che gli esperti in quei
campi li sta licenziando, dissipando con un gesto conoscenze e cultura
irrecuperabili". Intanto, il Parlamento inizia a riconoscere le ragioni della lotta
dei precari dell´ISPRA, e, in attesa della convocazione definitiva per l´incontro
previsto lunedì prossimo, 21 dicembre, con il vice capo di Gabinetto del Ministero
dell´Ambiente, delegato direttamente dal ministro, in sede di votazione della Legge
Finanziaria, sono stati approvati dalla Camera dei deputati due ordini del giorno, che
chiedono al governo di "adottare opportune iniziative volte ad individuare le
risorse necessarie per valorizzare e sostenere la ricerca in materia ambientale, al fine
di stabilizzare le professionalità che lavorano presso l´ISPRA". 20 dicembre 2009 - Il Giornale di Vicenza DOMANI. In Camera di commercio
atteso anche Tomat (Confindustria) Vicenza - «Una crisi senza precedenti che ha cambiato e
cambierà profondamente il modo di fare impresa nel NordEst. Le piccole e medie imprese
del tessuto produttivo veneto si ritrovano a fare filiera e anche il modello del welfare
deve necessariamente cambiare, pensando soprattutto alle categorie più deboli. È obbligo
del sindacato mantenere la dignità dei salari, ma in tutto questo il federalismo fiscale
può assumere un ruolo determinate?». 20 dicembre 2009 - Corriere Adriatico "Bisogna puntare tutto sui marchi territoriali" Ascoli - Molto determinato infine, il pensiero di Andrea Quaglietti, leader del SdL: "Basta con le multinazionali che dopo aver saccheggiato il territorio fuggono indisturbate. La politica deve mettere dei paletti attraverso lo strumento legislativo, affinché le aziende che decidono di andarsene debbano lasciare sul territorio quanto avuto in precedenza. Altrimenti il sindacato sarà costretto sempre a rincorrere una riduzione del danno. Bisogna inoltre spingere le istituzioni a puntare su politiche che favoriscano la tutela dei marchi territoriali, così come sono convinto che bisognerebbe incentivare di più le piccole e medie imprese locali, assai più radicate sul territorio rispetto alle grandi aziende o peggio le multinazionali che hanno testa e cuore altrove e non nutrono alcun legame con il Piceno, con il risultato che nel momento di crisi non si fanno alcuno scrupolo nel lasciare in mezzo alla strada tanti lavoratori e tante famiglie". Intanto continua a crescere il numero degli iscritti al Sindacato dei Lavoratori intercategoriale di Ascoli. E non solo nelle industrie e fabbriche del territorio e della vallata del Tronto, ma ora anche negli enti pubblici. Dopo la lotta sostenuta a difesa e a tutela degli operai della Manuli, nellazienda altri 10 lavoratori hanno aderito al Sdl, rafforzando ancora un organizzazione che era già maggioritaria nel sito produttivo del gruppo della gomma. "Il nostro obiettivo è quello di sostenere tutti, non solo quelli già garantiti afferma Quaglietti". 19 dicembre 2009 - La Repubblica Sindacati, fumata nera sul bilancio Bologna - Niente esenzioni sugli aumenti della tassa
dei rifiuti Tarsu, e i sindacati salgono sulle barricate contro il Bilancio 2010 del
Comune. Ieri si è concluso con una fumata nera il primo incontro di Cgil, Cisl e Uil con
l´assessore Villiam Rossi, ma si tenta di correre ai ripari, la prossima riunione è
convocata per il 23 dicembre. L´amministrazione comunale è ottimista e il placet dei
sindacati sembra raggiungibile. «Sono molto soddisfatto del lavoro fatto - aveva detto
Delbono in mattinata - credo che abbiamo fatto due miracoli, riuscendo a evitare tagli e
mantenere alto il livello dei servizi». La giunta non esclude di sgravare dall´aumento
Tarsu i ceti più deboli, ma cerca lo strumento più adatto, al posto del parametro Isee.
«Stiamo studiando le modalità tecniche affinché si evitino impatti sulle fasce più
deboli della popolazione», spiega Rossi. 19 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. RUSCO o non rusco, questo
è il problema.. Bologna - RUSCO o non rusco, questo è il problema. Continua la polemica sulla tassa dei rifiuti dopo la messa a bilancio dell'aumento di un più 1,8%. Solo 30 centesimi al mese, per un totale annuo di 3,60 euro, come puntualizzato dall'assessore Villiam Rossi. Ma sono in molti a storcere il naso. In prima linea le Rdb, che avviano le procedure per lo sciopero generale dei dipendenti comunali: «Abbiamo appreso dai quotidiani dell'intenzione della Giunta di tagliare 3,7 milioni di euro di spese per il personale, di aumentare la Tarsu, e di non modificare nella sostanza le inefficaci misure anticrisi adottate fino ad oggi. Queste decisioni dovevano essere oggetto di discussione in sede di trattativa sul bilancio 2010, così non è stato». INTANTO è saltata anche l'intesa sul bilancio fra Comune e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. Sfumata perché «l'amministrazione non vuole rispettare ciò che ha sottoscritto», accusa Alberto Schincaglia (Cisl). Cioè l'accordo che blocca tariffe e tasse per chi ha un Isee inferiore a 20mila euro. La trattativa è stata aggiornata all'antivigilia di Natale. «Ma sull'esenzione non deroghiamo», avverte Mauro Alboresi (Cgil). mentre Luciano Roncarelli (Uil) allarga le braccia: «Come faccio a discutere di un accordo con chi non lo rispetta solo pochi giorni dopo la firma?». «Bisogna trovare misure non impattanti sulle fasce più deboli. Ci siamo riservati un'altra soluzione commenta Rossi, dopo un incontro durato circa quattro ore , La volontà c'è e ora elaboreremo le nostre proposte che saranno pronte per il tavolo del 23 dicembre». 19 dicembre 2009 - Il Bologna Comune. Ieri fumata nera di Cgil
Cisl Uil sull'accordo sulle tariffe. Bologna - Un bilancio letto con lenti diverse. Quelle
del sindaco Flavio Delbono, «Credo che in questa fase il miracolo sarebbe stato quello di
non tagliare. Credo che ne abbiamo fatti due, riuscendo anche a mantenere l'alto livello
di servizi di questa città e in alcuni casi di ampliarlo ed estenderlo», quelle con
gradazione diversa dei sindacati. Cgil Cisl Uil che ieri hanno innestano la retromarcia
dal tavolo di trattativa e si sono presi qualche giorno, fino al 23 mattina, per sedersi
nuovamente a discutere con l'amministrazione. Intanto il sindacato di base Rdb ha
proclamato l'agitazione, lunedì lo sciopero, per i tagli alle spese del personale, circa
5 milioni di euro, i confederali contestano soprattutto, ma non solo, l'aumento della
Tarsu. Presidio a Santa Lucia Bologna - Cisl Uil ed Rdb disertano mentre oggi la Cgil fa un presidio informativo all'inaugurazione dell'anno accademico universitario. 19 dicembre 2009 - Libertà «Telecom Italia, sciopero ok» Piacenza - (mir) «Lo sciopero
indetto dalla Cub e dalle Rsu di Telecom Italia per la giornata di ieri, riguardante tutti
i dipendenti di Piacenza, ha visto la partecipazione quasi totale dei dipendenti». E'
Mauro Bruzzi, rsu aziendale, a comunicare i dati dell'agitazione che ha visto protagonisti
i lavoratori piacentini. 19 dicembre 2009 - Corriere di Bologna La trattativa La Cgil: non
deroghiamo. Prossimo incontro il 23 Bologna - «Ci mettiamo poco: se non passa
lesenzione della Tarsu andiamo via», avevano confessato i sindacati
allingresso. Previsione smentita dai fatti. Lincontro con lassessore al
Bilancio, Villiam Rossi, sulla manovra del Comune è andato avanti per tutto il pomeriggio
per poi arrivare alla fumata nera. Sul rimborso da 3 euro e 60 centesimi si è arenata la
trattativa. Tutto rimandato al 23 dicembre quando le parti si siederanno al tavolo per
chiudere la partita. 19 dicembre 2009 - Il Messaggero Ascoli. Forte tensione tra i
lavoratori della Manuli... Ascoli - Forte tensione tra i lavoratori della Manuli e tensione anche tra sindacati confederali e autonomi. Sono due le vicende che stanno infiammando questa vigilia di Natale. Da una parte sta andando a rotoli lunità sindacale tra confederali e autonomi. Dallaltra cè il rischio che vada ugualmente a rotoli laccordo sottoscritto a fine ottobre da Cgil, Cisl, Uil con la Manuli. Proprio in questi giorni è in atto una raccolta di firme da parte degli operai per conoscere con chiarezza il contenuto di quanto sottoscritto a Roma. Ma vediamo con ordine. Sembrano praticamente insanabili i rapporti tra tutte le sigle sindacali. «Cgil, Cisl e Uil chiederanno in futuro tavoli separati nelle contrattazioni aziendali», dice il neo rieletto segretario provinciale della Uil Giuseppe Pacetti. «Il comparto dei chimici ha già fatto una richiesta in questa direzione a Confindustria», precisa. Si sgretola quindi il fronte comune dei sindacati. Una crisi iniziata tre mesi fa con la manifestazione del 19 settembre quando i sindacati autonomi (Ugl e Sdl) manifestarono ad Ascoli e i sindacati Confederali a Pagliare del Tronto. Frattura che si è ulteriormente acuita con la sottoscrizione di Cgil, Cisl e Uil dellipotesi di accordo per la Manuli e la conseguente "bagarre" scatenata durante lassemblea. «Chiederemo ufficialmente a Confindustria e alle aziende dove ci saranno delle contrattazione di sentirci su tavoli separati», tiene a sottolineare Pacetti. Iniziative arrivano anche dai lavoratori Manuli che chiedono chiarezza sul "reale contenuto" dellaccordo sottoscritto con lazienda. A quasi due mesi dalla firma ancora oggi non è stato deciso come spalmare gli incentivi dei 3,7 milioni di euro messi a disposizione dallazienda. In questo periodo lad Roberto Grandi si trova in Australia e lincontro programmato il 3 dicembre scorso, poi differito per motivi di sicurezza, non è stato ancora fissato. Con una petizione avente come oggetto «Richiesta di verifica e gestione dellaccordo», indirizzata a Cgil, Cisl e Uil, una sessantina di operai, ma il numero sarebbe destinato a crescere, chiedeo «unassemblea urgente al fine di chiarire alcuni aspetti oscuri sottoscritti dalla parti». Va detto che attualmente alla Manuli è stato reintegrato un centinaio di operai. Di questi una decina ha rinunciato al lavoro ritenendo che non ci siano le necessarie condizioni di garanzia. I firmatari della petizione chiedono ai sindacati confederali di chiarire gli aspetti relativamente a: «rientri e tempi di rientro delle maestranze, ripartizione quote incentivo cassa integrazione speciale, mobilità ed esodo». Inoltre: «Premio maturato periodo luglio-agosto e non ancora pagato, clausola di salvaguardia premio di produzione (1.390 euro), chiarimento del pagamento delle ferie, salario di riferimento per i lavoratori reintegrati e da ultimo, condizioni ambientali e organizzazione del lavoro dei reintegrati». 19 dicembre 2009 - Corriere Adriatico "Bisogna puntare tutto sui marchi territoriali" Ascoli - Molto determinato infine, il pensiero di Andrea Quaglietti, leader del SdL: "Basta con le multinazionali che dopo aver saccheggiato il territorio fuggono indisturbate. La politica deve mettere dei paletti attraverso lo strumento legislativo, affinché le aziende che decidono di andarsene debbano lasciare sul territorio quanto avuto in precedenza. Altrimenti il sindacato sarà costretto sempre a rincorrere una riduzione del danno. Bisogna inoltre spingere le istituzioni a puntare su politiche che favoriscano la tutela dei marchi territoriali, così come sono convinto che bisognerebbe incentivare di più le piccole e medie imprese locali, assai più radicate sul territorio rispetto alle grandi aziende o peggio le multinazionali che hanno testa e cuore altrove e non nutrono alcun legame con il Piceno, con il risultato che nel momento di crisi non si fanno alcuno scrupolo nel lasciare in mezzo alla strada tanti lavoratori e tante famiglie". Intanto continua a crescere il numero degli iscritti al Sindacato dei Lavoratori intercategoriale di Ascoli. E non solo nelle industrie e fabbriche del territorio e della vallata del Tronto, ma ora anche negli enti pubblici. Dopo la lotta sostenuta a difesa e a tutela degli operai della Manuli, nellazienda altri 10 lavoratori hanno aderito al Sdl, rafforzando ancora un organizzazione che era già maggioritaria nel sito produttivo del gruppo della gomma. "Il nostro obiettivo è quello di sostenere tutti, non solo quelli già garantiti afferma Quaglietti". 18 dicembre 2009 - Apcom Ispra/ I precari scrivono a
Napolitano: Lo Stato ci abbandona Roma, 18 dic. (Apcom) - "Siamo esposti al freddo e alle intemperie ma questo non ci fa male, ciò che ferisce è l'indifferenza. Indifferenza dei nostri vertici, dei commissari dell'Ente, indifferenza del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, l'indifferenza di uno Stato che abbandona i suoi figli senza un perché". E' un passaggio della lettera che i precari dell'Ispra, che da venticinque giorni occupano il tetto della loro sede di via Casalotti, sostenuti dal sindacato di base USI Rdb Ricerca, hanno scritto oggi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo il suo aiuto per cambiare l'atteggiamento di uno Stato che è lo stesso che li ha mandati "in Libano, per il più grande disastro ambientale degli ultimi anni in Mediterraneo, che richiede il nostro intervento sulle Navi dei Veleni, che rappresentiamo con orgoglio ai tavoli tecnico-scientifici internazionali, anche in ambito ONU, che esportiamo nel mondo con i nostri nomi in numerose pubblicazioni scientifiche. Uno Stato che a parole vuole organizzare task force in campo ambientale, senza sapere che gli esperti in quei campi li sta licenziando, dissipando con un gesto conoscenze e cultura irrecuperabili". Intanto, il parlamento inizia a riconoscere le ragioni della lotta dei precari dell'Ispra: in attesa della convocazione definitiva per l'incontro previsto lunedì prossimo, 21 dicembre, con il vice capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, delegato direttamente dal ministro, ieri, in sede di votazione della Legge Finanziaria, sono stati approvati dalla Camera dei deputati due ordini del giorno che chiedono al governo di "adottare opportune iniziative volte ad individuare le risorse necessarie per valorizzare e sostenere la ricerca in materia ambientale, al fine di stabilizzare le professionalità che lavorano presso l'Ispra". 18 dicembre 2009 - Varese news SdL e Cub verso un grande sindacato
di base unitario Varese - Unire le forze per porsi come vera alternativa ai sindacati confederali e per aumentare il potere di contrattazione con Confindustria. Questo l'obiettivo principale dell'unione dei due sindacati di base SdL intercategoriale e Cub annunciato questa mattina nella sede bustocca di SdL. Luca Pistoia, segretario provinciale di SdL, Francesco Mainardi e Marco Galli (entrambi della segretaria Cub Varese) hanno annunciato dalla sede di via Genova che anche in provincia le due forze sindacali hanno avviato il percorso che porta all'unione sotto un'unica sigla: «Il nome non è stato ancora deciso ma la vera novità è la decisione di aggregare forze che singolarmente escono spesso sconfitte dalle vertenze ma che, una volta unite, non potranno essere ignorate dal mondo dell'imprenditoria - ha detto Francesco Mainardi - insieme solo in provincia arriviamo a contare quasi duemila iscritti e puntiamo qui ad essere la terza forza sindacale». SdL viene è forte nel settore pubblico e ha una buona base di iscritti a Malpensa mentre Cub viene dal mondo delle fabbriche. Insieme potranno contare su una buona rappresentatività sia nel settore pubblico che in quello privato e in questo modo far pesare le posizioni più radicali che da sempre rappresentano: «Ce l'hanno chiesto i nostri iscritti di percorrere la via dell'unione - ha detto Marco Galli, storico sindacalista varesino - e altre sigle potrebbero aggiungersi alle nostre. Noi lo speriamo». Per i due sindacati inizia proprio oggi, con le assemblee degli iscritti, un percorso che porterà ai congressi nazionali del prossimo anno, luoghi dove si deciderà lo scioglimento e l'entrata nel nuovo soggetto unitario dal nome ancora indefinito. Il percorso per un grande sindacato di base è iniziato - fanno sapere i tre - ora anche le altre sigle dovranno fare i conti con questa nuova realtà e almeno tre sindacati (Orsa, Snater e Slai Cobas) stanno già avvicinandosi alle posizioni del nuovo sindacato di base dei lavoratori. 18 dicembre 2009 - Villaggio Globale I precari Ispra scrivono a
Napolitano «Siamo esposti al freddo e alle intemperie ma questo non ci fa male, ciò che ferisce è l'indifferenza. Indifferenza dei nostri vertici, dei commissari dell'Ente, indifferenza del ministro dell'Ambiente, on. Stefania Prestigiacomo, l'indifferenza di uno Stato che abbandona i suoi figli senza un perché». È un passaggio della lettera che i precari dell'Ispra, che da venticinque giorni occupano il tetto della loro sede di via Casalotti, sostenuti dal sindacato di base Usi Rdb Ricerca, hanno scritto oggi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo il suo aiuto per cambiare l'atteggiamento di uno Stato che è lo stesso che li ha mandati «in Libano, per il più grande disastro ambientale degli ultimi anni in Mediterraneo, che richiede il nostro intervento sulle Navi dei Veleni, che rappresentiamo con orgoglio ai tavoli tecnico-scientifici internazionali, anche in ambito Onu, che esportiamo nel mondo con i nostri nomi in numerose pubblicazioni scientifiche. Uno Stato che a parole vuole organizzare task force in campo ambientale, senza sapere che gli esperti in quei campi li sta licenziando, dissipando con un gesto conoscenze e cultura irrecuperabili». Intanto, il Parlamento inizia a riconoscere le ragioni della lotta dei precari dell'Ispra appoggiata dall'Usi Rdb Ricerca. In attesa della convocazione definitiva per l'incontro previsto lunedì prossimo, 21 dicembre, con il vice capo di Gabinetto del ministero dell'Ambiente, delegato direttamente dal Ministro, ieri, in sede di votazione della Legge Finanziaria, sono stati approvati dalla Camera due ordini del giorno che chiedono al governo di «adottare opportune iniziative volte ad individuare le risorse necessarie per valorizzare e sostenere la ricerca in materia ambientale, al fine di stabilizzare le professionalità che lavorano presso l'Ispra». 18 dicembre 2009 - Liberazione "Io so. Ma non ho le prove" Perugia - Presentazione del libro Piazza Fontana. Una strage lunga quarant'anni , alle 18.30 nella la sede Cobas, via del Lavoro 29, con Antonio Pedone, RdB CUB dell'Umbria; Sergio Cararo, coautore del libro. Alle 21 proiezione del film Processo politico di Francesco Leonetti. 18 dicembre 2009 - Il Manifesto PROTEZIONE CIVILE Sì alla
privatizzazione ROMA - Di urgente non c'è proprio nulla, nemmeno
l'addio a Guido Bertolaso. Il capo della Protezione civile rimarrà lontano dal focolare
domestico - o dall'Africa, a seconda della versione - ancora per un altro anno. Niente
prepensionamento, sarà troppo impegnato ad «alleggerire il Dipartimento»
esternalizzando praticamente tutte le attività preposte al servizio ad una Società per
azioni a capitale pubblico. E saranno contenti i terremotati aquilani che in compenso si
sono visti stralciare dal decreto legge approvato ieri in Consiglio dei ministri - unico
reale motivo che giustificava la decretazione d'urgenza - la proroga della sospensione dei
tributi. 18 dicembre 2009 - EPolis Roma La manifestazione Roma - Tre particolari Re Magi sono andati ieri mattina sotto la fondazione Enasarco per protestare contro la fondazione insieme con oltre cento inquilini e lavoratori organizzati con le Rdb. Dopo l'arrivo degli Enasarco-Magi che hanno consegnato i doni della Fondazione (dismissioni a prezzi di mercato, sfratti e licenziamenti) una delegazione è stata ricevuta dai responsabili della gestione della dismissione del patrimonio Enasarco. Hanno difeso l'accordo che darà il via l'anno prossimo alla vendita a prezzi di mercato di 17 mila alloggi, confermando le intenzioni della Fondazione di non rimettere in discussione quanto già pattuito. Rispetto ai lavoratori che protestano da mesi, invece, hanno assicurato che portieri e pulitori degli stabili in dismissione non verranno licenziati e che la Fondazione si farà carico di riconvertirli. "Registriamo positivamente la decisione di garantire i lavoratori, ma continueremo a mobilitarci per chiedere alle istituzioni di intervenire a tutela degli inquilini interessati alla dismissione", dice l'Rdb. Oggi il coordinamento dei comitati degli inquilini Enasarco, dei portieri e pulitori parteciperranno all'assemblea pubblica indetta dai movimenti per il diritto all'abitare al Volturno. 18 dicembre 2009 - La Nuova Sardegna I dipendenti della Procura «Servono investimenti adeguati» NUORO - Anche la terza commissione del Consiglio superiore della magistratura indica al ministro Alfano il caso degli organici scoperti della Procura di Nuoro, il 67%, il più alto della Sardegna. La denuncia arriva allindomani della grande manifestazione che ha visto 23 associazioni sfilare con gli avvocati. Le carenze riguardano i magistrati ma anche i dipendenti amministrativi. «Da parecchio tempo - ha detto a nome di tutti Natalina Farris - i lavoratori soffrono una situazione di disagio totale». «Noi lavoratori della Procura e del tribunale - hanno scritto Cgil funzione pubblica e Rdb-Cub pubblico impiego - siamo convinti che la preoccupante crisi di funzionalità degli uffici giudiziari si ripercuota negativamente sul tessuto sociale della provincia di Nuoro». «Per garantire servizi efficienti e di qualità e per uneffettiva accelerazione dei processi - si legge - servono investimenti, un giusto riconoscimento professionale dei lavoratori, assunzioni e forme di modernizzazione del sistema. Solo una riforma che affronti i nodi della legislazione e delle carenze organizzative e strumentali può garantire la riduzione dei tempi dei processi».(na.co.) 18 dicembre 2009 - Il Bologna EmergenzaSos casa, Asia Rdb: fate ostelli per sfrattati Bologna - Ostelli contro l'emergenza abitativa, da destinare agli sfrattati. L'idea è di Asia-Rdb, che sollecita investimenti diretti nell'edilizia residenziale pubblica, ma "non unicamente costruendo nuove case", bensì anche da "da un punto di vista amministrativo", e cioè "requisendo le case sfitte private". L'emergenza abitativa, scrive Lidia Triossi, "è provocata dalla crisi economica in atto, tuttavia non si può nascondere chi oggi specula direttamente attraverso la rendita sul disagio abitativo" mentre "le migliaia di cassintegrati, i precari, i nuovi disoccupati sul territorio bolognese non hanno altra soluzione che resistere mobilitandosi direttamente". Le Rdb denunciano poi la "cronica mancanza di alloggi residenziali pubblici", ma bocciano anche le "aperture al cosiddetto housing sociale", perché "è un regalo agli speculatori". Piuttosto, gli enti locali dovrebbero realizzare "un nuovo piano casa popolare che tuteli lavoratori, precari e disoccupati". Ateneo. Rdb Cils Uil domani
disertano l'inaugurazione dell'anno accademico. Frattura con la Cgil Bologna - L'inaugurazione dell'anno accademico on line e via web ma soprattutto accolto con le proteste del sindacato. Quelli di Cisl, Uil, Rdb e Udb annunciano di disertare la cerimonia di domani, in S.Lucia, mentre la Cgil sarà presente con un presidio all?esterno dell'aula magna. Gli esponenti del sindaco di via Marconi consegneranno un documento al rettore Ivano Dionigi, al sindaco di Bologna, Flavio Delbono, e a tutti i presenti, «Per chiedere un impegno concreto contro i tagli delle risorse agli Atenei e contro la riforma della governance delle Università, che ne penalizza l'autonomia». Poi «un piano di reclutamento straordinario di ricercatori precari e tipologie di contratto capaci di garantire diritti e retribuzioni dignitose». Infine il riferimento agli stipendi del personale con la richiesta di un incontro al Rettore. Una "protesta" che non convince le altre sigle «Ci sembra quanto meno singolare - criticano Cisl, Uil e le Rsu dell'Ateneo - pretendere di portare un messaggio a nome del personale quando la maggioranza dei rappresentanti legittimamente eletti dalle stesso personale non condivide questa scelta. Il rettore ha dimostrato una grave mancanza di attenzione nei confronti del personale». 18 dicembre 2009 - La Repubblica Anno Accademico, Cisl e Uil
disertano la cerimonia Bologna - SARA´ il debutto ufficiale per Ivano
Dionigi. Domani il rettore aprirà l´anno accademico, il numero 922 dalle origini
dell´Alma Mater, il primo del suo rettorato. Con una nuova formula e la diretta dal
Comune, ma non senza polemiche. I sindacati, che l´anno scorso decisero di disertare
compatti la cerimonia, si spaccano: andrà (e parlerà) solo la Cgil, che però si farà
sentire con un presidio alle 9.30 davanti a Santa Lucia. Le altre sigle (Cisl, Uil, RdB e
le Rsu a maggioranza) attaccano: «Noi non ci saremo per protesta». Il nervo scoperto, da
anni, è l´esclusione dal voto per le elezioni del rettore del personale tecnico
amministrativo. «Le promesse fatte dal suo predecessore sono rimaste parole e lei ha
evitato l´argomento anche in campagna elettorale», scrivono Cisl e Uil a Dionigi. Bruno
Soro delle RdB parla di emergenza salariale e per questo di «celebrazioni fuori luogo». 18 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino Università, si apre l'anno
accademico numero 922 Bologna - SARÀ trasmessa in diretta su uno schermo nel cortile di Palazzo d'Accursio e su internet attraverso il giornale on-line dell'Ateneo (www.unibo.it/magazine) l'inaugurazione del 922° anno accademico, che inizierà domani alle 10,30 nell'aula magna di Santa Lucia (via Castiglione 36). L'ingresso, a inviti, è fino ad esaurimento posti. Apre il rettore Ivano Dionigi poi, per la prima volta nella storia recente dell'Ateneo, prenderà la parola il sindaco, Flavio Delbono (nella foto). Dopo l'intervento del rappresentante degli studenti e del rappresentante del personale tecnico-amministrativo, la prolusione del professor Tommaso Ruggeri su L'Universo matematico: dalla Meccanica celeste ai Sistemi complessi'. Seguirà L'Università necessaria', una serie di letture dal Libro della Sapienza, da Nietzsche, Brecht, Calamandrei e dalla Magna Charta Universitatum, recitate da Toni Servillo. In chiusura, la consegna del Sigillo d'Ateneo a Isabella Seràgnoli (nella foto). E alle 21, concerto di coro e orchestra del Collegium Musicum Almae Matris. Si spacca intanto il fronte sindacale universitario: mentre Cisl, Uil, Rdb e Udb diserteranno la cerimonia, la Cgil fa sapere che sarà presente con un presidio all'esterno dell'aula magna. Al rettore, al sindaco e al pubblico verrà consegnato un documento con richieste legate ai tagli delle risorse e al reclutamento del personale. 18 dicembre 2009 - Corriere di Bologna Ateneo Cisl e Uil diserteranno
lappuntamento. Parteciperà invece la Cgil: ascoltiamo il nuovo rettore Bologna - I sindacati del personale non docente
dellAteneo si spaccano alla prima inaugurazione di anno accademico del rettore Ivano
Dionigi. Da una parte Cisl, Uil e gli autonomi Rdb e Udb che disertano lappuntamento
di domani. Dallaltra la Cgil che invece annuncia un presidio davanti allaula
magna di Santa Lucia. E durante la cerimonia sarà uniscritta alla Cgil, Valentina
Filippi, a parlare a nome dei tecnici e amministrativi. Ma gli altri sindacati sbottano:
«Ci sembra quanto meno singolare pretendere di portare un messaggio a nome del personale
quando la maggioranza dei rappresentanti legittimamente eletti dallo stesso personale non
condivide questa scelta». Insomma, vigilia di polemiche (lanno scorso i sindacati
disertarono in blocco) per linaugurazione del 922esimo anno accademico, dalle 10,30
nellaula magna di via Castiglione, trasmessa in diretta su uno schermo nel cortile
di Palazzo dAccursio e su Internet attraverso il magazine sul portale Unibo. 17 dicembre 2009 - Adnkronos RICERCA: VERTENZA ISPRA, USI RDB INCONTRA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERAMAGGIORANZA E OPPOSIZIONE PREPARANO AZIONI PARLAMENTARI PER SOLUZIONE DELLA VERTENZA Roma, 17 dic. - (Adnkronos) - I ricercatori Michela Mannozzi e Massimiliano Bottaro, del coordinamento precari Ispra dell'USI RdB Ricerca, questa mattina hanno lasciato il tetto dell'istituto, dove prosegue la protesta, per incontrare la Commissione Ambiente della Camera. «Possiamo dirci estremamente soddisfatti di questi ultimi due giorni», commenta Michela Mannozzi. «Dopo aver ottenuto l'intervento diretto del Ministro Prestigiacomo, che riteniamo essenziale per evitare i licenziamenti e per avviare l'opera di stabilizzazione sia per i nostri posti di lavoro che per le attività di ricerca, oggi in Parlamento abbiamo avuto un incontro estremamente positivo, in cui fattivamente abbiamo ricevuto l'attenzione dei parlamentari della maggioranza e dell'opposizione, a conferma di tutte le manifestazioni di appoggio raccolte in questi 23 giorni di lotta». «I parlamentari - continua Mannozzi - hanno ascoltato con interesse le nostre analisi e le nostre proposte, dimostrando profonda conoscenza del settore e volontà progettuale per il bene del Paese. L'impegno da parte della Commissione si dovrebbe concretizzare nei prossimi giorni in azioni positive proprio nelle sedi parlamentari per accompagnare la trattativa che inizia lunedì con la partecipazione diretta del Ministero. Dal canto nostro, abbiamo da proporre soluzioni normative ed economiche che, se affiancate all'azione parlamentare, potrebbero a breve consentirci di tornare al lavoro, certi di avere ottenuto risultati concreti», conclude la rappresentante Usi RdB. 17 dicembre 2009 - Omniroma CASA, COMITATI: INQULINI E LAVORATORI IN PRESIDIO DAVANTI ENASARCO (OMNIROMA) Roma, 17 dic - «Si è svolto questa mattina, davanti la sede nazionale della Fondazione Enasarco, un presidio di oltre cento inquilini e lavoratori organizzati con le Rdb.Dopo l'arrivo degli Enasarco-Magi che hanno consegnato i doni della Fondazione (dismissioni a prezzi di mercato, sfratti e licenziamenti, una delegazione è stata ricevuta dal dottor Marcucci e dall'ingegnere Ribaldeschi, responsabili della gestione della dismissione del patrimonio Enasarco. Entrambi hanno difeso l'accordo che darà il via l'anno prossimo alla vendita a prezzi di mercato di 17 mila alloggi, confermando le intenzioni della Fondazione di non rimettere in discussione quanto già pattuito. Rispetto ai lavoratori che protestano da mesi, invece, hanno assicurato che portieri e pulitori degli stabili in dismissione non verranno licenziati e che la Fondazione si farà carico di riconvertirli. Registriamo positivamente la decisione di garantire i lavoratori, ma continueremo a mobilitarci per chiedere alle istituzioni di intervenire a tutela degli inquilini interessati al processo di dismissione. Domani parteciperemo all'assemblea pubblica indetta dai movimenti per il diritto all'abitare al Volturno alle ore 17.30 per discutere insieme alle altre reti, ai comitati, agli sfrattati e agli amministratori del ruolo delle banche, del libero mercato e delle dismissioni senza tutele nella crisi abitativa». Così, in una nota, il Coordinamento dei comitati degli inquilini Enasarco, dei portieri e pulitori. ISPRA, USI RDB INCONTRA COMMISSIONE AMBIENTE CAMERA (OMNIROMA) Roma, 17 dic - «I ricercatori Michela Mannozzi e Massimiliano Bottaro, del coordinamento precari Ispra dell'Usi RdB Ricerca, questa mattina hanno lasciato il tetto dell'istituto, dove prosegue la protesta, per incontrare la Commissione Ambiente della Camera». Lo comunica Rdb. «Possiamo dirci estremamente soddisfatti di questi ultimi due giorni - commenta Michela Mannozzi - Dopo aver ottenuto l'intervento diretto del Ministro Prestigiacomo, che riteniamo essenziale per evitare i licenziamenti e per avviare l'opera di stabilizzazione sia per i nostri posti di lavoro che per le attività di ricerca, oggi in Parlamento abbiamo avuto un incontro estremamente positivo, in cui fattivamente abbiamo ricevuto l'attenzione dei parlamentari della maggioranza e dell'opposizione, a conferma di tutte le manifestazioni di appoggio raccolte in questi 23 giorni di lotta». «I parlamentari - continua Mannozzi - hanno ascoltato con interesse le nostre analisi e le nostre proposte, dimostrando profonda conoscenza del settore e volontà progettuale per il bene del Paese. L'impegno da parte della Commissione si dovrebbe concretizzare nei prossimi giorni in azioni positive proprio nelle sedi parlamentari per accompagnare la trattativa che inizia lunedì con la partecipazione diretta del Ministero. Dal canto nostro, abbiamo da proporre soluzioni normative ed economiche che, se affiancate all'azione parlamentare, potrebbero a breve consentirci di tornare al lavoro, certi di avere ottenuto risultati concreti», conclude la rappresentante Usi RdB. 17 dicembre 2009 - Apcom Ispra/ Usdi Rdb incontra commissione
ambiente della Camera (Apcom) I ricercatori Michela Mannozzi e Massimiliano Bottaro, del coordinamento precari Ispra dell'USI RdB Ricerca, questa mattina hanno lasciato il tetto dell'istituto, dove prosegue la protesta, per incontrare la Commissione Ambiente della Camera. "Possiamo dirci estremamente soddisfatti di questi ultimi due giorni - commenta Michela Mannozzi - Dopo aver ottenuto l'intervento diretto del Ministro Prestigiacomo, che riteniamo essenziale per evitare i licenziamenti e per avviare l'opera di stabilizzazione sia per i nostri posti di lavoro che per le attività di ricerca, oggi in Parlamento abbiamo avuto un incontro estremamente positivo, in cui fattivamente abbiamo ricevuto l'attenzione dei parlamentari della maggioranza e dell'opposizione, a conferma di tutte le manifestazioni di appoggio raccolte in questi 23 giorni di lotta". I parlamentari hanno ascoltato con le analisi e le nostre proposte, "dimostrando profonda conoscenza del settore e volontà progettuale per il bene del Paese. L'impegno da parte della Commissione - dice Mannozzi - si dovrebbe concretizzare nei prossimi giorni in azioni positive proprio nelle sedi parlamentari per accompagnare la trattativa che inizia lunedì con la partecipazione diretta del Ministero. Dal canto nostro, abbiamo da proporre soluzioni normative ed economiche che, se affiancate all'azione parlamentare, potrebbero a breve consentirci di tornare al lavoro, certi di avere ottenuto risultati concreti". 17 dicembre 2009 - Il Manifesto ROMA A Palazzo Chigi la protesta dei
dipendenti ROMA - «Con questa manovra di fine anno Silvio Berlusconi
mette la prima pietra per la "Mediaset delle calamità"». I lavoratori e i
dipendenti della Protezione civile sono più che preoccupati, e anche arrabbiati - se non
fosse che la parola di questi tempi è tabù -, per la trasformazione del "loro"
Dipartimento in una società per azioni a capitale pubblico. Manovra inserita
«ingiustificatamente» nel Decreto legge che questa mattina, salvo ulteriori rinvii,
dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri. NATALE SUI TETTI DA UDINE A ROMA E
POMIGLIANO Non c'è freddo che tenga. Le aziende in punto di
chiusura sono centinaia e - dopo la vittoria dell'Innse - chiunque provi a resistere,
giustamente, si arrampica da qualche parte. I più organizzati sembrano i quattro della
Yamaha di Lesmo, in Brianza, che hanno affrontato il problema forti della loro esperienza
di alpinisti. Tenda, sacco a pelo da notte in parete, rifornimenti «anche per un mese» e
via sul tetto. L'azienda per ora resta ferma: Lesmo si chiude, anche se Valentino vince.
Se ne parlerà comunque domani alle 11, al ministero del welfare, per verificare le
possibilità di cassa integrazione per i 66 dipendenti. 17 dicembre 2009 - Radio Città Aperta Operai sui tetti a Pomigliano e
Lesmo, Ieri una ventina di lavoratori di un reparto nello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, nel napoletano, dopo aver appreso che lazienda non intende prorogare 38 contratti a termine in scadenza a partire da dicembre, hanno deciso di arrampicarsi. La protesta è nata nellambito di due ore di sciopero. La protesta, indetta da Fiom, Fim e Uilm, ha avuto inizio alle 14.30 e i lavoratori, alcune centinaia, hanno anche bloccato lingresso 1 per le merci. In serata le tute blu hanno poi abbandonato i presidi nella fabbrica e si sono diretti verso la sede del Comune, per unassemblea pubblica. «La Fiat - ha dichiarato Massimo Brancato, segretario generale Fiom Cgil di Napoli - non intende onorare un accordo sindacale sottoscritto liberamente tra le parti che prevedeva la stabilizzazione di questi lavoratori. Anche il futuro di altri 55 lavoratori della Fiat Handling, il cui contratto di apprendistato scadrà nel marzo 2010, è segnato, se non cambierà la decisione dell'azienda. La Fiom - ha concluso - non intende recedere di fronte alla richiesta giusta e legittima di stabilizzazione di questi lavoratori e chiede alla Fiat di onorare gli impegni presi». Intanto sempre ieri i sindacati di base Cobas, Rdb e Sdl Intercategoriale hanno annunciato "per martedì 22 dicembre una manifestazione nazionale a Roma in occasione dell'incontro Fiat-governo-sindacati collaborazionisti". Scrivono i sindacati aderenti al Patto di Base: "Col cosiddetto piano Marchionne la Fiat con l'avallo sostanziale del governo si appresta a chiudere da subito gli stabilimenti di Arese e Termini Imerese, a dimezzare Pomigliano d'Arco e ridimensionare in progressione l'intero gruppo auto nella prospettiva di un pesante azzeramento della produzione in Italia in funzione della delocalizzazione verso l'estero". Secondo Slai Cobas, Rdb e Sdl "Fiom-Fim-Uilm, dopo aver accettato in questi anni - nascondendolo ai lavoratori - la sostanza antioperaia del piano Marchionne, ancora oggi insistono nella strategia di divisione di fatto del conflitto sindacale tra gli stabilimenti in immediato pericolo, e tra questi e tutti gli altri. Una scelta scellerata che mette i lavoratori in concorrenza tra loro, all'evidente scopo di aziendalizzare, indebolire e controllare la lotta operaia per renderla compatibile alle politiche di concertazione/consociazione politica e sindacale". Si va sui tetti anche a Lesmo, Monza, dove quattro operai dello stabilimento Yamaha Italia, del quale è stata annunciata la chiusura, protestano «per intensificare e drammatizzare la protesta dei lavoratori in lotta da oltre un mese e mezzo». Secondo i compagni di lavoro dei quattro, tutti uomini, gli operai sarebbero attrezzati per rimanere sul tetto della fabbrica «fino a un mese, Natale e Capodanno inclusi». Con loro hanno portato anche una tenda da campeggio. «A fronte del pesante atteggiamento di chiusura da parte di Yamaha Motor Italia di affrontare con l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria la difficile situazione venutasi a creare con l'annunciato licenziamento di 66 lavoratori - spiega un sindacalista - quattro operai del settore metalmeccanico esasperati sono saliti sul tetto della società a Gerno di Lesmo». Contemporaneamente la rappresentanza sindacale unitaria di Yamaha Motor Italia ha indetto uno «sciopero a oltranza» con un presidio permanente presso lo stabilimento. 17 dicembre 2009 - Terra Protezione civile spa, la nuova
azienda del Cav GOVERNO. Oggi nel Consiglio dei ministri il decreto che
privatizza il dipartimento diretto da Bertolaso. Previste misure sulle emergenze di
Abruzzo e Campania. E il secondo punto allordine del giorno del primo
Consiglio dei ministri dopo il triste evento di Milano. E difficilmente qualcuno, nel
governo, avrà il coraggio di opporsi allinsistenza del "Berlusconi
ferito". Il Cdm di oggi, dopo sette tentativi andati a vuoto, dovrebbe approvare il
decreto voluto dal premier e dalla sua spalla destra nelle emergenze Guido Bertolaso, che
trasformerà in una società per azioni la Protezione civile. Un grande ente appaltatore,
che potrà gestire senza i lacci propri di un soggetto pubblico i ricchi appalti legati
alle "emergenze" gestite dal dipartimento. Dove il significato della parola
"emergenza" ha assunto, nel tempo, significati sempre più ampi, dai
"grandi eventi" sportivi e politici allemergenza traffico in numerosi
Comuni, passando per il modello delle new town imposto a LAquila dopo il sisma del 6
aprile. Il testo ha suscitato le ire dellAnci e del presidente della Conferenza
delle Regioni, lemiliano Vasco Errani, che l11 dicembre ha preso carta e penna
per scrivere a Gianni Letta una missiva, pregandolo di non approvare il provvedimento.
Della versione che oggi è giunta sul tavolo di palazzo, e che certo porterà con sé un
lungo stuolo di polemiche, Terra è in grado di anticipare i contenuti più importanti. 17 dicembre 2009 - EPolis Roma Ispra Roma - Dal tetto al ministero: ieri una quindicina tra precari dell'Ispra e sindacalisti delle Rdb dell'Usi hanno occupato il quinto piano del dicastero dell'Ambiente. E per il 21 dicembre è stato fissato l'incontro tra i precari, i sindacati e il vicecapo di gabinetto del ministero dell'Ambiente, su delega del ministro e la struttura commissariale dell'ente. L'Usi Rdb chiede che «vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza». «Mentre a Copenhagen si cercano soluzioni per salvare l'ambiente - dichiara Stefano Pedica senatore Idv - qua in Italia si tenta di licenziare 250 ricercatori dell'istituto che si occupa di controllo ambientale, al fine di affidare il servizio a società private. Non è tollerabile». Solidarietà ai lavoratori che da tre settimane sono barricati sul tetto dell'ente da Andrea Alzetta, Roma in Action e Antonio Stampete, Pd. «È ora che il governo si assuma le sue responsabilità, e che faccia qualcosa per tanti lavoratori qualificati e per le loro famiglie», dice Alessandro Mazzoli, segretario laziale del Pd. 17 dicembre 2009 - Italia Sera Ispra, finalmente si apre la "trattativa". Pedica: passo importanteRoma - Unoccupazione-lampo del ministero dellAmbiente per sottolineare la gravità di una situazione che attende da troppo tempo lintervento risolutivo delle Istituzioni. Ieri i lavoratori dellIspra hanno alzato la voce ottenendo un tavolo di incontro fissato per lunedì prossimo. "Un primo passo importante. commenta il Senatore Stefano Pedica che ha condotto le trattative insieme ai lavoratori - Dopo un silenzio lungo il mese finalmente un cenno che il Ministro Prestigiacomo ci è. Speriamo adesso, anche, che ci faccia". "Ho parlato direttamente con il Vice Capo di Gabinetto della Prestigiacomo, dottoressa Nicotra, la quale ha appunto convocato, su delega del Ministro, il tavolo ministeriale assieme alla struttura Commissariale dellIspra - continua Pedica - mi auguro che dallincontro possano uscire le soluzioni reali per il futuro dei ricercatori". 17 dicembre 2009 - Leggo Vertenza Ispra Roma - Altra giornata di lotta per i ricercatori dellIspra che protestano da 3 settimane sul tetto dellistituto contro i licenziamenti: ieri hanno occupato il ministero dellAmbiente lasciandolo dopo aver ottenuto un incontro per lunedì. 17 dicembre 2009 - La Repubblica La protesta Bologna - «E´ inaccettabile che si spendano centinaia di migliaia di euro per il veglione di Capodanno, per cancellare i graffiti, che si aumenti la tassa sui rifiuti solidi urbani e che contemporaneamente si licenzino decine e decine di lavoratori precari». Lo dice Massimo Betti, segretario dell´Rdb Cub che ha annunciato la ripresa della mobilitazione contro il Comune di Bologna. «Si spendono centinaia di migliaia di euro per il veglione di capodanno per fare contenta l´Ascom che ha fatto licenziare i 24 lavoratori dell´Hotel Royal Carlton. E stesso discorso vale per i cococo della Cineteca, mandati a casa dal Comune». 17 dicembre 2009 - Il Cittadino Un vertice sulladdio della Biffi&Premoli: «Bisogna difendere i diritti dei lavoratori» Un tavolo istituzionale a tutela dei lavoratori della storica azienda Biffi&Premoli. Lo chiede il sindacalista delle rappresentanze di base (Rdb) Gianfranco Bignamini in nome di una certezza: «Tutti i lavoratori, quando si vedono negati i propri diritti, vanno difesi con la medesima forza». Anche quelli, cinque in tutto, della Biffi&Premoli, «che non rappresenteranno i grandi numeri della Lever Gibbs o dellAkzo Nobel ma che meritano comunque linteressamento istituzionale del territorio», sottolinea Bignamini. Il sindacalista chiama così a rapporto lamministrazione comunale. «Chiedo al sindaco Emanuele Dossena di convocare con urgenza un tavolo istituzionale, aperto al presidente della Provincia e al Prefetto - questo lappello del sindacalista lodigiano -. La situazione dei cinque dipendenti della Biffi&Premoli deve essere oggetto di unanalisi a largo spettro. Per trovare soluzioni reali». Il socio di maggioranza, limprenditore Franco Mazzini di Rimini, ha infatti deciso di trasferire quanto resta della produzione dellazienda codognese a Mondaino, in Romagna. Per i cinque dipendenti, una sola alternativa: trasferirsi o restare senza lavoro. «So bene che al di sotto dei 15 dipendenti non vige la mobilità- dice Bignamini -. Ma dei "paracadute", degli ammortizzatori sociali devono comunque essere trovati per questi lavoratori. Parliamoci chiaro: limprenditore privato non può prima sfruttare il territorio e poi usare diktat inaccettabili per i lavoratori». Le istituzioni, secondo il sindacalista Bignamini, potrebbero così diventare un elemento importante in questa fase delicata. «Sarebbe una vergogna- conclude Bignamini- se il territorio rimanesse indifferente alla situazione di questi lavoratori». 17 dicembre 2009 - Corriere del Veneto Sfollati dopo il rogo «Paghino
laffitto» PADOVA Si trasforma in un caso lincendio
della palazzina di via Tonzig che, lo scorso 7 gennaio, venne semidistrutta dalle fiamme.
Secondo la denuncia mossa ieri dallAdl-Cobas (lAssociazione difesa lavoratori
invisibili), il Comune avrebbe messo in conto agli sfollati 17 persone, molte
straniere il soggiorno nella struttura di accoglienza che era stata loro offerta
dopo il rogo. Per un totale di oltre 21 mila euro. «È uno scandalo», ha accusato il
sindacalista di Adl, Nicola Grigion. «Non sarà lamministrazione ad accollarsi
quella spesa», ha ribattuto lassessore comunale ai Servizi sociali Claudio
Sinigaglia. 17 dicembre 2009 - Il Padova Sociale. Alle 10 famiglie accolte
dopo l'incendio in via Tonzig chiesti 21mila euro Padova - Un conto da 7.338 euro per la permanenza di due persone per 82 giorni alla Casa Colori di via del Commissario. A vedersi recapitare l'esosa fattura sono stati Ifguss El Bachir e sua moglie. Conto analogo da saldare è arrivato anche gli altri 17 inquilini sfollati da via Tonzig lo scorso gennaio, dopo che un incendio aveva reso inagibile lo stabile, che ad oggi non risulta ancora completamente a norma. Attraverso l'avvocatura civica del Comune il settore Servizi Sociali ha chiesto alle famiglie di saldare complessivamente 21.059 euro, per permanenze che in media hanno avuta la durata di 80 giorni. Ifguss si trova così a dover sborsare entro i prossimi 20 giorni una somma pari a 2.500 euro al mese, 44 euro al giorno, per sè e la moglie. «Nessuno mi aveva mai informato che avrei dovuto pagare, anzi io stesso avevo chiesto al Comune di aiutarmi a trovare un alloggio in affitto: sicuramente mi sarebbe costato meno della Casa Colori» spiega Ifguss. Impossibilitato a saldare il dovuto, l'inquilino si è rivolto insieme a Rita Ekhator (che ha visto recapitare al marito un conto di 2.342 euro) all'Adl. «I Servizi sociali non hanno mai risposto alle nostre richieste di chiarimento» spiega Nicola Grigion dell'Adl. «Chiediamo l'interessamento diretto dell'assessore Sinigaglia per risolvere la questione» chiede l'esponente dell'Associazione Difesa Lavoratori. «Cercheremo una mediazione con gli inquilini,che però erano stati informati fin dall'inizio che avrebbero dovuto pagare per il soggiorno» spiega l'assessore ai Servizi sociali Claudio Sinigaglia. L'esponente della giunta tiene a chiarire: «Una dilazione sui tempi del saldo è possibile, in attesa di incassare l'importo dell'assicurazione, ma l'ammontare dovuto deve essere corrisposto: il Comune non può accollarsi questa spesa».(SIL.FA.) 17 dicembre 2009 - Il Gazzettino Conto salato agli sfollati della casa a Colori Padova - «Il Comune fa pagare 21 mila euro agli sfollati di via Tonzing». A puntare il dito contro palazzo Moroni è Nicola Grigion di Adl Cobas. Secondo il rappresentante del sindacato di base, lamministrazione Zanonato, dopo aver accolto nella casa a Colori di via del Commissario le 10 famiglie (soprattutto stranieri) sfollate a causa dellincendio che lo scorso 7 gennaio ha colpito il condominio di via Tonzing 10, ha recapitato ai diretti interessati il conto. «Un conto salatissimo, degno di una albergo di livello attacca Grigion -. Emblematica è la vicenda di Ifguiss El Bachir che, per aver soggiornato con la moglie e una figlia piccola nella struttura per 82 giorni, si è visto recapitare una richiesta di pagamento dallAvvocatura civica da 7338 euro». «Il tutto da pagare entro 20 giorni o al massimo in comode rate», rincara la dose lesponente di Adl Cobas che poi conclude: «Mi pare lennesimo segnale di un atteggiamento di chiusura portato avanti da questa amministrazione. Un atteggiamento che porta a far pagare le mense scolastiche anche a chi ha reddito». Le famiglie che hanno ricevuto il conto della Casa colori sostengono poi che durante il loro "soggiorno" gli era stata garantita dal Comune la gratuità dellalloggio. «Non è affatto vero ribatte lassessore ai Servizi sociali Claudio Sinigaglia -. I primi giorni laccoglienza era gratuita, poi sono stati informati che avrebbero dovuto contribuire». «Nessuno vuole obbligare a pagare migliaia di euro a chi è indigente conclude . Riteniamo però importante che ognuno faccia la sua parte. Non dimentichiamo che le assicurazioni dovrebbero rifondere i danni dellincendio». 17 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova Brutta sorpresa per gli inquilini
del condominio incendiato STANGA - Ospitalità a caro prezzo. Le famiglie del
condominio di via Tonzig, dopo lincendio del 7 gennaio, erano in teoria «a carico»
del Comune. Invece è arrivata la lettera dellAvvocatura Civica di palazzo Moroni,
che per conto dei Servizi Sociali e della Casa a colori sollecita tutti al pagamento di 21
mila euro e 58 cent. 17 dicembre 2009 - Leggo PADOVA. Dopo il danno, la beffa... PADOVA - Dopo il danno, la beffa. Conto salato per 10
famiglie residenti a Padova, "ospitate" da gennaio a fine marzo nella Casa a
Colori della Cooperativa Città So.La.Re. dopo essere state vittime dellincendio del
7 gennaio scorso in via Tonzig. Gli sfollati, rimasti senza un posto dove andare, sono
stati sistemati dai servizi sociali del comune di Padova, che a inizio novembre ha però
mandato una raccomandata a ognuno di loro (10 famiglie per 17 persone in tutto)
presentando il conto. Salatissimo, specie nel caso di Ifguiss El Bachir, che ha vissuto in
una stanza con moglie e figlioletto per 82 giorni e si è visto chiedere 7mila e 338 euro,
quasi 90 al giorno. Da pagare entro 20 giorni. Un conto quasi da hotel a 5 stelle,
sicuramente superiore a quello che avrebbe speso affittando un appartamento, o dormendo in
hotel. 17 dicembre 2009 - Il Giorno CORENA DI NERVIANO NERVIANO - ADESSO è ufficiale: il posto di lavoro degli ottanta ex dipendenti delle cooperative Orizzonte e Smile all'interno della Corena, azienda nervianese che si occupa del magazzinaggio e della logistica delle riviste e dei giornali invenduti in tutta la penisola, è salvo. A sancirlo è stato un accordo siglato dalla nuova cooperativa Alfa, subentrata alle due realtà precedenti nella gestione dell'appalto, e ratificata poi dall'assemblea di tutti i dipendenti, gli ottanta lavoratori, che erano rimasti senza occupazione a causa della perdita dell'appalto commissionato dall'impresa Parrini alla Corena. «Siamo soddisfatti, perché siamo riusciti a ottenere l'assunzione di tutti i dipendenti precedentemente presenti nel sito di Nerviano - spiega Giuseppe Tampanella della Confederazione unitaria di base -, oltre all'applicazione senza deroghe economiche o normative del Contratto nazionale di lavoro nel settore logistica, trasporto merci e spedizione». Diversi gli altri punti importanti dell'accordo: mantenimento delle condizioni economiche in essere conconservazione dell'anzianità, festività retribuite nei mesi in cui hanno scadenza e regolamentazione del pagamento delle ore di straordinario secondo il Contratto nazionale. «Un altro importante passo avanti è stato fatto per quanto riguarda i licenziamenti - commenta il sindacalista -, che possono essere messi in atto solo per giusta causa. L'accordo prevede anche il rispetto dei diritti sindacali da parte della cooperativa Alfa: Ci batteremo ancora per migliorare le condizioni di lavoro, ma almeno adesso sappiamo che possiamo essere ascoltati».(C.M.) 17 dicembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno Il caso Gli uffici «blindati»
dalla Polizia. Stefàno pronto alla «tassazione» degli assessori TARANTO Sono tornati anche ieri mattina. I
disoccupati organizzati dai Cobas raddoppiano. Non paghi di aver strappato a Nichi
Vendola, presidente della Regione, un appuntamento il 22 dicembre per discutere del loro
impiego nella raccolta differenziata dei rifiuti come valvola risolutiva alla loro
mancanza di occupazione, ora puntano a un risultato più immediato: la strenna natalizia
da parte del Comune di Taranto. Ieri mattina si sono ripresentati a Palazzo di città,
sede ormai abituale delle loro proteste giornaliere, e hanno chiesto a gran voce un
sussidio per Natale. Erano in tutto una trentina, avanguardia del bacino sponsorizzato da
Slai Cobas. Per impedire una nuova, eventuale occupazione degli uffici di Palazzo di
città, lesposizione di striscioni e luso delle scrivanie come pedane da ballo
è intervenuta la Polizia. Ha preso in mano le redini della situazione e ha ordinato la
chiusura del portone daccesso al Municipio. Nessuno, fin quasi a mezzogiorno, è
potuto entrarvi né uscire, compreso il sindaco che ha dovuto così spostare in altra sede
una conferenza. 16 dicembre 2009 - Asca LAVORO:PRECARI ISPRA;SÌ A INCONTRO MINISTRO,VIA OCCUPAZIONE(ANSA) - ROMA, 16 DIC - La delegazione di rappresentanti dell'Usi-dB che questa mattina, insieme ai precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, ha tolto l'occupazione a fronte di un incontro sulla vertenza Ispra. L'incontro, hanno fatto sapere i precari in una nota,è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi-RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico. GIUSTIZIA: CONTRO CONTRATTO PROTESTA DAVANTI CAMERA (ANSA) - ROMA, 16 DIC - Contro l'ipotesi di accordo sul contratto integrativo del personale della giustizia firmato da due soli sindacati, protesta davanti a Moneticitorio delle organizzazioni che non hanno sottoscritto l'intesa (tra le altre Cgil, Uil, Rdb e Ugl). «Così si mette in discussione la volontà reale dei lavoratori», sostiene in una nota l'Ugl Ministeri, facendo presente che l'intesa è stata sottoscritta «solo da una minoranza di sindacati». «Chiediamo che vengano riconosciute le funzioni realmente svolte dal personale giudiziario - dice il segretario Paola Saraceni - soprattutto alla luce della riforma sul processo breve che vedrà impegnato tutto il personale». LAVORO: ISPRA, PRECARI OCCUPANO PIANO MINISTERO AMBIENTE (ANSA) - ROMA, 16 DIC - Una delegazione di rappresentanti dell'Usi-Rdb Ricerca, precari dell'Ispra e precari di altri enti pubblici di ricerca, ha occupato oggi a Roma il quinto piano del ministero dell'Ambiente, chiedendo un incontro «in data certa» con il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. La delegazione, informa in una nota la Usi-Rbd Ricerca, chiede che «l'incontro venga fissato in tempi certi al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai più di tre settimane». 16 dicembre 2009 - Adnkronos RICERCA: ROMA, OTTENUTO INCONTRO CON
MINISTERO PRECARI ISPRA TOLGONO OCCUPAZIONE Roma, 16 dic. (Adnkronos) - La delegazione di rappresentanti dell'Usi e dell'RdB che questa mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, ha tolto l'occupazione a fronte di un incontro sulla vertenza Ispra. L'incontro è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico. RICERCA: USI RDB, PRECARI OCCUPANO
QUINTO PIANO MINISTERO AMBIENTE Roma, 16 dic. - (Adnkronos) - «Una delegazione di circa 15 rappresentanti dell'Usi e dell'RdB, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti pubblici di ricerca, ha occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo 44 a Roma, ove hanno sede gli uffici del Ministro e del Capo di Gabinetto». È quanto si legge in una nota delle Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego. «La delegazione - spiega la nota - chiede un incontro con il ministro Prestigiacomo, la quale si è finora sottratta al confronto sulla vertenza, e che l'incontro venga fissato in tempi certi al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai più di tre settimane». 16 dicembre 2009 - Omniroma ISPRA, RDB CUB: «TOLTA OCCUPAZIONE MINISTERO AMBIENTE» (OMNIROMA) Roma, 16 dic - «La delegazione di rappresentanti dell'Usi e dell'RdB che questa mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, ha tolto l'occupazione a fronte di un incontro sulla vertenza Ispra. L'incontro è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico». Lo comunica Rdb Cub. ISPRA, RDB CUB: «PRECARI OCCUPANO UFFICI MINISTERO AMBIENTE» (OMNIROMA) Roma, 16 dic - «Una delegazione di circa 15 rappresentanti dell'Usi e dell'RdB, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri enti pubblici di Ricerca, ha occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo 44 a Roma, ove hanno sede gli uffici del Ministro e del Capo di Gabinetto. La delegazione chiede un incontro con il Ministro Prestigiacomo, la quale si è finora sottratta al confronto sulla vertenza, e che l'incontro venga fissato in tempi certi al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai più di tre settimane». Lo comunica Rdb Cub. 16 dicembre 2009 - Asca ISPRA: PRECARI OTTENGONO INCONTRO CON MINISTERO,REVOCATA OCCUPAZIONE (ASCA) - Roma, 16 dic - La delegazione di rappresentanti dell'Usi e dell'RdB che questa mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, ha tolto l'occupazione a fronte di un incontro sulla vertenza ISPRA. L'incontro e' stato fissato per lunedi' 21 dicembre alle ore 12.00 e vi partecipera' il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico. ISPRA: PRECARI RICERCA OCCUPANO MINISTERO AMBIENTE(ASCA) - Roma, 16 dic - Una delegazione di circa 15 rappresentanti dell'Usi e dell'RdB, insieme ai precari Ispra e ai delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, ha occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo 44 a Roma, ove hanno sede gli uffici del Ministro e del Capo di Gabinetto. La delegazione chiede un incontro con il Ministro Prestigiacomo, la quale - spiega - ''si e' finora sottratta al confronto sulla vertenza'', e che ''l'incontro venga fissato in tempi certi al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai piu' di tre settimane''. ISPRA: PEDICA (IDV), MINISTERO DIA RISPOSTE AI RICERCATORI(ASCA) - Roma, 16 dic - ''La situazione dei ricercatori dell'Ispra, che da ben 4 settimane chiedono un incontro con il Ministro Pestigiacomo e da ben 4 settimane ricevono soltanto silenzio, e' scandalosa'': lo afferma il Senatore Stefano Pedica, commentando l'occupazione del Ministero dell'Ambiente da parte dei lavoratori dell'Ispra. ''Mentre a Copenaghen si cercano soluzioni per salvare l'ambiente - continua Pedica - qua in Italia si tenta di licenziare 250 ricercatori dell'Istituto che si occupa di controllo ambientale, al fine di affidare il servizio a societa' private, e, suppongo, abbassare conseguentemente il livello di controllo. L'Italia va sempre in senso inverso rispetto al resto dei paesi. Non e' tollerabile''. Pedica, che si sta recando presso gli occupanti al Ministero, esorta ''il governo, nella persona del Ministro Prestigiacomo, ad aprire il dialogo con i ricercatori al fine di non perdere una eccellenza nella ricerca e nella tutela dell'ambiente''. 16 dicembre 2009 - Omniroma ISPRA, RDB CUB: "PRECARI OCCUPANO UFFICI MINISTERO AMBIENTE"(Omniroma) "Una delegazione di circa 15 rappresentanti dell'Usi e dell'RdB, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri enti pubblici di Ricerca, ha occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo 44 a Roma, ove hanno sede gli uffici del Ministro e del Capo di Gabinetto. La delegazione chiede un incontro con il Ministro Prestigiacomo al fine di dare risposte adeguate ai lavoratori precari dell'Ispra, sul tetto del loro istituto da ormai più di tre settimane". Lo comunica Rdb Cub. 16 dicembre 2009 - Repubblica.it Vertenza Ispra, prima l'occupazione
e poi il vertice Roma - E' fissato per lunedì 21 dicembre l'incontro tra ministero dell'Ambiente e i rappresentanti dell'Usi, delle RdB e i precari dell'Ispra che stamani avevano occupato il quinto piano del ministero che si trova in via Cristoforo Colombo. La protesta aveva coinvolto una quindicina di esponenti delle rappresentanze sindacali dei ricercatori che da ben quattro settimane chiedono un incontro al ministro Stefania Prestigiacomo per ricevere rassicurazioni sul proprio futuro professionale. "Mentre a Copenhagen si cercano soluzioni per salvare l'ambiente - dichiara Stefano Pedica senatore Idv commentando in un nota l'occupazione - qua in Italia si tenta di licenziare 250 ricercatori dell'istituto che si occupa di controllo ambientale, al fine di affidare il servizio a società private, e, suppongo, abbassare conseguentemente il livello di controllo. L'Italia va sempre in senso inverso rispetto al resto dei paesi. Non è tollerabile". All'incontro della prossima settimana parteciperà il vicecapo di gabinetto del ministero dell'Ambiente, su delega del ministro e la struttura commissariale dell'ente. L'Usi Rdb chiede che "vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico". 16 dicembre 2009 - Corriere.it ISTITUTO PER LA RICERCA AMBIENTALE Roma - La delegazione di rappresentanti dell'Usi e dell'RdB
che mercoledì mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti
Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente di via
Cristoforo Colombo, ha sospeso l'occupazione a fronte della promessa di un incontro sulla
vertenza Ispra. L'incontro è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi
parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell'Ambiente, su delega del Ministro
Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dell'Ente. Usi RdB chiede che vengano rimessi
in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano
le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il
profilo normativo che economico. ISTITUTO PER LA RICERCA AMBIENTALE ROMA - «Una delegazione di circa 15 rappresentanti
dell'Usi e dell'RdB, insieme ai precari Ispra e a delegati precari di altri enti pubblici
di Ricerca, ha occupato il quinto piano del Ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo
Colombo 44 a Roma, ove hanno sede gli uffici del Ministro e del Capo di Gabinetto». 16 dicembre 2009 - Roma Notizie ISPRA: OTTENUTO INCONTRO COL MINISTERO DELLAMBIENTE PRECARI TOLGONO OCCUPAZIONE Roma - La delegazione di rappresentanti dellUsi e dellRdB che questa mattina, insieme ad i precari Ispra e a delegati precari di altri Enti Pubblici di Ricerca, aveva occupato il quinto piano del Ministero dellAmbiente, ha tolto loccupazione a fronte di un incontro sulla vertenza ISPRA. Lincontro è stato fissato per lunedì 21 dicembre alle ore 12.00 e vi parteciperà il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dellAmbiente, su delega del Ministro Prestigiacomo, e la Struttura Commissariale dellEnte. Usi RdB chiede che vengano rimessi in discussione i licenziamenti dei lavoratori precari ed auspica che dal tavolo emergano le iniziative adeguate a risolvere la vertenza, iniziative che sono possibili sia sotto il profilo normativo che economico. 16 dicembre 2009 - Terra Sotterrata la civiltà. Si protesta
sul tetto ROMA - Dopo mesi senza stipendio, arrivano i licenziamenti. Per questo, da sabato pomeriggio, una quindicina di lavoratori del centro di assistenza ai disabili ex Anni Verdi di Santa Severa è accampata sul tetto della struttura per protestare contro «la scellerata gestione Ri.Rei». Sono ben 260 i lavoratori messi alla porta dal consorzio su un totale di 400 dipendenti, mentre solo nel centro di Santa Severa sono state avviate le procedure di licenziamento per 40 lavoratori su 85. Senza contare che questi, dopo più di un anno di ritardi negli stipendi, non ricevono le retribuzioni da ottobre. «Rimarremo sul tetto avvertono - fino a quando il reggente della Regione Lazio, Esterino Montino, non accetterà di fare chiarezza». Intanto il direttore generale della Asl RmF, Salvatore Squarcione, ha dichiarato la sua disponibilità ad assumere temporaneamente la gestione del servizio in attesa di trovare un nuovo soggetto a cui affidarlo. «Iter che può essere approvato e avviato» spiega Pio Congi di RdB Cub «solo dalla Regione Lazio, così come dovrebbe essere di competenza della Regione, e non del consorzio Ri.Rei, stabilire il numero di esuberi». A tutto questo si aggiunge la condizione di degrado in cui versano tutti i centri Ex Anni Verdi. «Lultimo allarme» racconta Pio Congi «ci è stato comunicato lunedì: il centro di via Dionisio, nel quartiere La Romanina, è chiuso da quasi una settimana, sembra, per scabbia e diversi pazienti si sarebbero ammalati di questa dermatosi contagiosa». Preoccupanti anche le dichiarazioni del presidente della commis sione Politiche Sociali della Regione Lazio, Giuseppe Mariani, quando definisce il centro di Santa Severa «degno di un girone dantesco con una puzza che toglie il respiro». Lì, solo tre settimane fa, un paziente è morto per asfissia. Così, per difendere lavoro e qualità del servizio per «i propri ragazzi», come li definiscono i lavoratori del centro, non rimane che conquistare il tetto. «Ma il servizio sarà mantenuto - assicurano - Nonostante la protesta». 16 dicembre 2009 - Rassegna.it Finanziaria: lavoratori giustizia in protesta a Montecitorio Roma - Si terrà oggi, 16 dicembre, a piazza Montecitorio alle ore 16, una manifestazione dei lavoratori della giustizia. Ne danno notizia in una nota unitaria i sindacati Fp Cgil, Uil Pa, Fpl e Rdb Cub. "Nonostante il dibattito politico sul cosiddetto processo breve e le previsioni del Dpef 2010/13 - si legge nel documento -, non vi è nessuna risposta nella legge finanziaria per la giustizia: nessun investimento, nessun progetto di modernizzazione, ma solo una proposta di ordinamento professionale respinto dalla maggioranza dei lavoratori che allungherà i tempi dei processi". Il ministro Alfano, proseguono le quattro sigle sindacali, "dimostra di non dire la verità quando parla di accelerazione dei tempi dei processi, perché ha proposto un ordinamento professionale che demansiona e dequalifica i lavoratori garantendo un sicuro peggioramento del servizio, ed è determinato a portarlo avanti con la firma di due soli sindacati minoritari contro la maggioranza dei sindacati che hanno presentato a loro volta una proposta unitaria". "Chiediamo alle forze politiche e al governo - conclude la nota - di fermare questa operazione che porterà allo sfascio della giustizia e di discutere di un vero progetto partendo dal Patto per la giustizia e per i cittadini firmato dai sindacati che oggi scenderanno in piazza e da tutte le magistrature associate, dagli avvocati e dalle associazioni dei dirigenti. Nei prossimi giorni indicheremo la data per lo sciopero contro questo progetto di smantellamento della giustizia". 16 dicembre 2009 - Il Secolo XIX.it Sit in dei dipendenti di palazzo di Giustizia Genova - I dipendenti dellamministrazione giudiziaria di Genova si sono riuniti questa mattina in un sit in per aderire simbolicamente alla manifestazione nazionale di Roma che si sta svolgendo in queste ore, a piazza Montecitorio. I dipendenti si sono riuniti per mezzora «anche se - fanno sapere alcuni rappresentanti sindacali - non tutti i dirigenti hanno concesso i permessi per partecipare alla riunione». In particolare, gli iscritti alla Cgil, Uil funzione pubblica, Federazione lavoratori pubblici e Rdb pubblico impiego, protestano contro la firma del nuovo contratto integrativo della giustizia che, secondo i sindacati, squalifica il personale giudiziario. 16 dicembre 2009 - Nove da Firenze RdB CUB: oggi presidio dei lavoratori del Convitto ex Istituto dei Ciechi Firenze 16 Dicembre 2009- Oggi si è tenuto presso la sede di via Nicolodi, promosso dalla RSU del Comune di Firenze, un presidio dei lavoratori del Convitto ex Istituto dei Ciechi, al quale ha partecipato anche una delegazione degli ospiti del Convitto. I lavoratori che sono in lotta contro lesternalizzazione del servizio hanno vivacemente protestato esponendo cartelli e chiedendo a gran voce di essere ricevuti dallAssessore alla Pubblica istruzione e dal Direttore allIstruzione. La protesta è andata avanti per oltre un ora, dopo di che i rappresentanti della RSU e i lavoratori sono stati ricevuti dal Direttore allIstruzione. Nel corso dellincontro la Dott.ssa Danti ha nuovamente comunicato che è intenzione dellAmministrazione procedere in una prima fase ad una parziale esternalizzazione del servizio attraverso lappalto di alcune funzioni. La RSU ha ribadito la propria totale contrarietà alla scelta che per altro oltre ad essere lanticamera della definitiva chiusura del Convitto ex Istituto dei Ciechi, un servizio per altro di grande importanza, comporta anche una grave penalizzazione professionale per i lavoratori oltre che una forte penalizzazione economica per gli stessi. Inoltre cosa ancor più grave, alla fine delloperazione anche 14 lavoratori di una cooperativa che opera nei Punti Insieme resteranno per strada. 16 dicembre 2009 - Corriere di Rieti "Lsu in Provincia problema
grave" Rieti - I lavoratori socialmente utili della Provincia al centro di uninterrogazione consiliare del centrodestra di Palazzo Dosi. Il capitolo Lsu non sembra proprio trovare pace e così ai già preesistenti problemi manifestati nei giorni scorsi dai lavoratori precari ed ex precari, se ne aggiungono di nuovi. Per Felice Costini, capogruppo del Pdl in Provincia, "la vicenda degli lsu dellente continua ad aggravarsi e a riservare perplessità su alcune azioni amministrative non proprio trasparenti". Secondo il consigliere "il 4 maggio scorso è stato approvato il contratto di servizio tra Provincia e Rieti Turismo spa, Risorse Sabine spa, Ittica Rieti srl. Questo ha decorrenza dal 31 maggio, come previsto da una delibera di giunta, e ha inglobato nelle società partecipate 119 lsu per lo svolgimento di attività previste nellaccordo. Un aspetto grave di questa vicenda è, però, che lamministrazione provinciale è costretta ad anticipare per intero gli stipendi al personale delle società, con un aggravio di spesa rispetto alla cifra stabilita dalle previsioni contrattuali. Altre preoccupazioni emergono su alcune operazioni che meriterebbero maggiore trasparenza. Vogliamo sapere, infatti, se le società stiano procedendo alla firma di ulteriori contratti per collaborazioni esterne, assumendo nuovo personale che dovrebbe essere impiegato negli uffici della Provincia con funzioni tecniche, in particolare consulenze per tecnici informatici". Tra le tante cose che non funzionano per Costini risulta poi che "una ventina di dipendenti della società Risorse Sabine spa venga oggi impiegata con ruoli di accoglienza, una mansione che non risulta tra quelle previste dal contratto. Mi auguro che alcuni sindacati, sempre solerti dopo le richieste di alcune forze politiche, lo siano anche stavolta per quello che sta accadendo nella stanze di palazzo Dosi". Nei giorni scorsi intanto di lsu se ne era già parlato e precisamente a dare nellocchio erano stati due episodi: la manifestazione organizzata dal sindacato Rdb per stimolare lassunzione dei lavoratori che nella categoria conta precari da oltre 13 anni e la protesta di alcuni ex lavoratori socialmente utili, assunti nel 2009, che lamentano il mancato introito di alcuni voucher formativi dovuti dalla Regione alla Provincia. Il capitolo Lsu è quindi tuttaltro che chiuso e così la Provincia, oltre che rispondere a chi aspetta risposte (in questo caso a chi lamenta il mancato introito dei voucher), dovrà rispondere al consigliere che ha presentato una interrogazione con lappoggio di tutto il centro destra. 16 dicembre 2009 - La Sicilia Fiat, sindacati in piazza il 22 dicembre «Su Termini Imerese non si scherza» Roma - Slai Cobas, Rdb e Sdl
Intercategoriale annunciano «per martedì 22 dicembre una manifestazione nazionale a Roma
in occasione dell'incontro Fiat-governo-sindacati collaborazionisti». Lo comunicano le
sigle sindacali in una nota. «Col cosiddetto piano Marchionne la Fiat - si legge nel
comunicato - con l'avallo sostanziale del governo si appresta a chiudere da subito gli
stabilimenti di Arese e Termini Imerese, a dimezzare Pomigliano d'Arco e ridimensionare in
progressione l'intero gruppo auto nella prospettiva di un pesante azzeramento della
produzione in Italia in funzione della delocalizzazione verso l'estero». 16 dicembre 2009 - Il Giorno «Le ospiti dell'ex pisichiatrico
restino qui» CODOGNO - «DICIAMO con forza no al trasferimento delle ospiti dell'ex psichiatrico di Codogno al Fatebefratelli di San Colombano. Le utenti non sono un pacco e non sono una merce di scambio all'interno di un accordo sindacale». È duro il commento di Gianfranco Bignamini, sindacalista Rdb, sulla firma del patto che «sancisce di fatto il licenziamento di 12 operatori dell'Rsa codognese» e, per Bignamini, mette in pratica il futuro avvento di una Fondazione nella gestione. «Per la Rsa di Codogno di viale Gandolfi scatterà la ristrutturazione e la trasformazione dei vecchi edifici in una casa di riposo (per 56 ospiti) che, secondo noi, verrà poi affidata ai privati», ribadisce. «NON SIAMO d'accordo su quello che accadrà e non abbiamo firmato l'accordo che hanno sottoscritto Cgil, Cisl, Uil e Confsal. Per noi un punto fermo è che le pazienti devono restare a Codogno e la struttura deve restare in mano pubblica. I posti di lavoro del Fatebenefratelli devono essere salvaguardati, ma non possono diventare merce di scambio con le pazienti che vengono spostate come pacchi postali». Ieri è saltato l'incontro fra Asl, Fatebenefratelli e sindacati. I vertici dell'istituto religioso non si sono presentati. Pare però che per i 56 lavoratori a rischio del polo di San Colombano si aprano scenari favorevoli. «L'Asl ha garantito altri 40 pazienti all'azienda per scongiurare i tagli», rivela Stefano Lazzarini (Confsal). Invalido accusa il Comune «Mi
spostano per punirmi» ABBIATEGRASSO - UN DIPENDENTE comunale si autodenuncia: «Lavoro troppo poco». Sembra una barzelletta, invece è la realtà. Piero Sebri ha scelto questa via per far conoscere alla città le difficoltà che sta vivendo come dipendente del Comune di Abbiategrasso, dove ricopre anche incarichi sindacali per conto del Sindacato dei Lavoratori (SdL). «Sono invalido al 75 per cento - spiega - cardiopatico in attesa di trapianto, con una scheda di valutazione dell'attività svolta nell'anno 2008 in cui i giudizi sono tutti molto scarsi, "al di sotto delle aspettative", compresa la "cortesia e disponibilità nei confronti degli utenti". Addirittura sono "non valutabile" per "professionalità (non rispetto delle norme di sicurezza, per evitare il verificarsi di condizioni ed eventi pericolosi per sé e per gli altri)". Ebbene - continua il lavoratore - il segretario generale Carmelo Fontana ha disposto che uno come me debba lavorare presso gli uffici dei Servizi sociali, con le seguenti mansioni: "Sorveglianza all'ingresso, accoglienza degli utenti e orientamento ai diversi uffici". Ritengo ci siano delle contraddizioni e provocazioni molto pesanti. Il sottoscritto, portatore di defibrillatore cardiaco, è stato mandato ai Sevizi sociali per fare, in pratica, il bodyguard degli operatori sociali e di qualche presunto responsabile». Da contratto, Sebri dovrebbe lavorare 36 ore. È per quelle che è pagato. «In realtà - rivela - visti gli orari dell'ufficio e le mansioni che mi sono state affidate, lavoro solo 14 ore e mezza. È chiaro che mi sorge una domanda da porre alla direzione del personale: vorrei sapere cosa sorveglio io all'ingresso e quali utenti devo accogliere e orientare ai diversi uffici, se questi sono chiusi al pomeriggio, escluso il solo giorno di lunedì?». Per l'Amministrazione replica il segretario generale Carmelo Fontana, chiamato in causa da Piero Sebri. «Per quanto mi consta - dichiara Fontana - il dipendente svolge presso gli uffici di via San Carlo le stesse mansioni che svolgeva in Piazza Marconi. Per altro verso, preciso che le "punizioni" passano esclusivamente attraverso sanzioni disciplinari già definite nella sede della Direzione provinciale del lavoro». 16 dicembre 2009 - Libertà «Anziani, no al trasloco da Codogno a San Colombano» CODOGNO - (m. s.) «Ribadiamo con forza il
nostro parere contrario al trasferimento delle ospiti dell'ex psichiatrico di Codogno al
Fatebefratelli di San Colombano al Lambro. Le utenti non sono un pacco e soprattutto non
sono una merce di scambio all'interno di un accordo sindacale». E' duro il commento di
Gianfranco Bignamini, sindacalista autonomo Rdb, sulla firma del patto che «sancisce di
fatto il licenziamento di dodici operatori dell'Rsa codognese» e, secondo Bignamini,
mette in pratica il progetto dell'avvento di una Fondazione nella gestione. 16 dicembre 2009 - Il Giornale di Vicenza RdB pubblico impiego Vicenza - Alla circoscrizione 3, in viale della Pace, alle 14.30, incontro regionale delegati del pubblico impiego, con Paola Palmieri responsabile nazionale RdB. 16 dicembre 2009 - Maremma Oggi Provincia di viterbo. Spese per il personale, le delegazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, RdB Cub, suplm, Feneal hanno abbandonato la riunione con la parte pubblica Viterbo - Le delegazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, RdB
Cub, suplm, Feneal, hanno ieri,14/12/09, interrotto e abbandonato la riunione con la parte
pubblica, appena venuti in possesso del prospetto pluriennale delle spese per il costo del
personale. Dal 2007 al 2010 la provincia ha diminuito unilateralmente di 1000.000 di euro
il costo del personale dipendente incidendo sul salario accessorio e sul mancato reintegro
del personale pensionato.Dal 2007 al 2010 sono stati spesi 1.500.000 euro per pagare le
segreterie politiche ed il Direttore generale.Nello stesso periodo è stato speso
1.000.000 di euro in più, pagando le agenzie di lavoro interinale per la fornitura di
lavoro precario fuori dalle procedure selettive di verifica di merito e congruenza.
Bastano solo questi 3 dati per capire che: 16 dicembre 2009 - MB news Inps Monza, due ore di sciopero:
"La Brianza ha diritto a una sede provinciale" Monza - Due ore di sciopero per protestare contro la "quasi promozione" della sede di Monza dellInps: che da una parte non sarà soppresso. Ma dallaltra non ha neppure ottenuto la dignità di Ufficio provinciale, e resterà condannato a restare sotto lala dellInps di Milano. Un verdetto che alla Rsu del personale dellInps di Monza non è decisamente andato giù. Ieri per quattro ore i lavoratori si sono riuniti in assemblea. E alla fine il verdetto è stato duro: sciopero. Rsu Inps Monza, Fp-Cgil, Cisl-Fps Uilpa Cisal e Rdb-Cub hanno scelto la linea della protesta a oltranza: "Esprimiamo la nostra completa insoddisfazione rispetto allinserimento di Monza nellArea Metropolitana Milanese e della sua definizione come Filiale di Coordinamento protesta il sindacalista Marco Marino -. Abbiamo già indetto due ore di sciopero per protestare contro una decisione ingiusta per il nostro territorio e se non ci sarà un ripensamento la protesta proseguirà a oltranza. La Brianza ha diritto a una sede Inps provinciale". 16 dicembre 2009 - Il Cittadino «Le pazienti dello psichiatrico non siano merce di scambio» Codogno - «Le donne dellex psichiatrico devono restare nella struttura di Codogno». Nome di spicco delle rappresentanze sindacali di base (Rdb), Gianfranco Bignamini non usa mezzi termini nellaffrontare la spinosa questione dellannunciato trasferimento al Fatebenefratelli di San Colombano delle pazienti dellex psichiatrico (oggi Rsa) di Codogno: una vicenda, questa, che Bignamini non esita a definire «scandalosa» e su cui il sindacalista annuncia battaglia. «Ricordiamocelo bene: queste donne rappresentano un pezzo di storia di Codogno, hanno legittimo diritto ad una dignità di persona - incalza Bignamini -. Per questo è come minimo inaccettabile che ora vengano usate come merce di scambio per salvare i posti di lavoro a rischio al Fatebenefratelli. Sia chiaro: i posti di lavoro sono sacrosanti. Non vanno però salvati con manovre vergognose, bensì con accordi e trattative da farsi direttamente con i vertici del Fatebenefratelli». La questione è di estrema attualità e pure Bignamini non intende perdere tempo. Proprio per questo il sindacalista chiede un incontro urgente con i vertici provinciali dellAsl. «Questo incontro si deve fare entro breve - dichiara -. Se così non fosse, non esiterò a portare lAsl davanti al Prefetto». La vicenda del trasferimento delle donne dellex psichiatrico di Codogno al Fatebenefratelli sta catalizzando il dibattito territoriale da settimane. I piani dellAsl sono chiari: trasferimento delle attuali pazienti a San Colombano, quindi riconversione futura dellRsa in una nuova casa di riposo per ospitare anziani oggi in lista di attesa negli altri ricoveri del Lodigiano. «Ma questo sarebbe solo il primo passo verso una svendita futura al privato della Rsa- sbotta Bignamini -. È il piano dellex direttore generale Andrea Belloli che ritorna e che prevedeva una Fondazione proprio allex psichiatrico. Noi però non ci stiamo». Per il sindacalista la questione deve così tornare oggetto di confronto. «Noi riteniamo fondamentale che lRsa di Codogno resti struttura pubblica- conclude il sindacalista- E in essa vi devono restare le donne dellex psichiatrico». E la parte di edificio non terminata, il cui restyling sta per ripartire? «I soldi per rimetterla a posto ci sono- dice Bignamini- LAsl la sistemi e la converta pure in una nuova casa di riposo. Che sia però pubblica, non svenduta al privato solo per fare cassa». 16 dicembre 2009 - Tempo Stretto Piano interventi di messa in
sicurezza. LOrdine degli Ingegneri chiede un incontro con il commissario Lombardo Messina - Alla notizia del piano di interventi di messa in sicurezza del territorio nelle zone alluvionate che qualche giorno fa il commissario Lombardo ha detto essere in via di definizione, segue oggi la richiesta di un incontro urgente da parte del presidente dellOrdine degli Ingegneri Santi Trovato. Questultimo, infatti, sottolineando il lavoro svolto negli ultimi mesi, a titolo gratuito, da numerosi professionisti del settore per verificare le condizioni strutturali di oltre 800 abitati, chiede unoccasione di confronto con il commissario per l'emergenza ed i tecnici da lui nominati, prima della stesura finale del documento. Trovato, infatti, pur sottolineando lassoluta utilità del Piano in via di definizione, considera al tempo stesso necessario prendere in considerazione il parere ed i risultati raccolti in occasione dei sopralluoghi effettuati dal 5 ottobr in poi, così da ottenere uno strumento di intervento ancor più valido e completo. Intanto giunge notizia che il presidente dellottava Commissione Parlamentare Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, in visita nei villaggi di Messina lo scorso 5 dicembre, ha accolto la richiesta presentata dal deputato Germanà sulla convocazione dei presidente degli ordini professionali di ingegneri, architetti e geologi della provincia di Messina. "Il presidente Angelo Alessandri afferma Germanà ha fissato lincontro per il prossimo 12 gennaio alla ripresa dellattività parlamentare". Il deputato ribadisce inoltre quanto dichiarato nel corso della riunione avuta a Palazzo Zanca nel giorno del sopralluogo della commissione, chiedendo la sottoscrizione di un protocollo dintesa tra Stato-Regione-Comune. Da Messina sud giungono invece nuove richieste di interventi urgenti per Ponte Schiavo da parte del consiglio del Primo Quartiere. Nel villaggio infatti da diverse sere, secondo quanto denunciato dal consigliere Natale Trsichitta, manca lilluminazione per un guasto allimpianto elettrico causato dal nubifragio, su ancora non si è intervenuti. Il rappresentante di circoscrizione nel rivolgersi al sindaco Buzzanca e allassessore Isgrò, sottolinea gli enormi disagi arrecati soprattutto agli studenti sfollati di Giampilieri Superiore, "i quali nelle ore serali, con i doppi turni, frequentano lIstituto Comprensivo " L. da Vinci " di Ponteschiavo. Quel tratto di strada è completamente al buio". Nuova iniziativa invece da parte dei comitati per le zone alluvionate. Venerdì infatti, alle 19.30, presso la Sala Ausilia di Itala, si terrà un incontro dibattito pubblico sul tema: "Dissesto del territorio e/o dissesto delle istituzioni? Qaule politica per la sicurezza del territorio? Quali soluzioni alla precarietà dellambiente e del lavoro?". Ad intervenire Giacomo Di Leo, comitato "NO FRANE" della riviera jonica messinese; Fabrizio Nigro, geologo, dipendente Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sez. di Palermo; Giuseppe Lanza, presidente Associazione Civica "collettivo Santa Margherita Marina"; Saro Visicaro, osservatorio per i diritti dei minori "Lucia Natoli"; Salvatore Granata, segretario regionale di Legambiente; Luca Cangemi, segretario regionale Prc; Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL. E poi ancora i lavoratori del NOLU (Nucleo Organizzato Lavoratori Uniti); un rappresentante della Rete No Ponte, un rappresentante Rdb "Vigili del Fuoco", un rappresentante della Cub e dei Cobas. Linvito è esteso a tutti gli altri comitati presenti su territorio e ai rappresentanti di Cgil, OrSa, Legambiente, Wwf, il Cip, il Movimento Popolare Giampilieri e a tutta la cittadinanza. 16 dicembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno Municipio Taranto - È rientrata la protesta dei disoccupati organizzati aderenti allo Slai Cobas di Taranto - un centinaio in tutto - che hanno trascorso la notte negli uffici del Comune per ribadire la loro richiesta di essere impegnati nel servizio di raccolta differenziata porta a porta. I disoccupati hanno interrotto il presidio nel Comune dopo aver ottenuto la promessa di un incontro con il presidente della Regione, che si terrà il 22 dicembre a Bari, alla presenza del sindaco Stefàno. 15 dicembre 2009 - Ansa FIAT: SLAI COBAS-RDB-SDL, MANIFESTAZIONE 22 DICEMBRE A ROMACONTRO PIANO MARCHIONNE E DELOCALIZZAZIONE ALL'ESTERO (ANSA) - ROMA, 15 DIC - Slai Cobas, Rdb e Sdl Intercategoriale annunciano «per martedì 22 dicembre una manifestazione nazionale a Roma in occasione dell'incontro Fiat-governo-sindacati collaborazionisti». Lo comunicano le sigle sindacali in una nota. «Col cosiddetto piano Marchionne la Fiat - si legge nel comunicato - con l'avallo sostanziale del governo si appresta a chiudere da subito gli stabilimenti di Arese e Termini Imerese, a dimezzare Pomigliano d'Arco e ridimensionare in progressione l'intero gruppo auto nella prospettiva di un pesante azzeramento della produzione in Italia in funzione della delocalizzazione verso l'estero». Secondo Slai Cobas, Rdb e Sdl «Fiom-Fim-Uilm, dopo aver accettato in questi anni - nascondendolo ai lavoratori - la sostanza antioperaia del piano Marchionne, ancora oggi insistono nella strategia di divisione di fatto del conflitto sindacale tra gli stabilimenti in immediato pericolo, e tra questi e tutti gli altri. Una scelta scellerata - si legge ancora nella nota - che mette i lavoratori in concorrenza tra loro, all'evidente scopo di aziendalizzare, indebolire e controllare la lotta operaia per renderla compatibile alle politiche di concertazione/consociazione politica e sindacale». LAVORO:ISPRA;ASSEMBLEA PRECARI,ESTENDERE PROTESTA ALTRI ENTI (ANSA) - ROMA, 15 DIC - Nessun risultato soddisfacente dalla trattativa svoltasi ieri tra i sindacati e la struttura commissariale che guida l'Ispra, l'istituto di ricerca ambientale occupato dai lavoratori precari dalla sera del 24 novembre scorso. Lo ha reso noto oggi l'assemblea generale dei precari degli enti di ricerca, indetta ieri da Usi/Rdb Ricerca nella sede di via Casalotti a Roma. Nell'incontrl è stata approvata una mozione in cui, oltre a manifestare la solidarietà ai lavoratori dell'Ispra, è stata espressa la volontà di estendere la protesta a tutti gli altri enti di ricerca. L'Usi/Rdb Ricerca ha sottolineato la necessità di aprire un tavolo politico con il Ministero dell'Ambiente «per affrontare la situazione e dare risposte concrete ai lavoratori precari che entrano oggi nella quarta settimana di occupazione». 15 dicembre 2009 - Omniroma ISPRA, RDB-CUB:NULLA DI FATTO DA TRATTATIVA CON STRUTTURA COMMISSARIALE (OMNIROMA) Roma, 15 dic - «L'assemblea generale dei precari della ricerca, che si è svolta ieri, lunedì 14 dicembre, presso la sede Ispra occupata, ha visto la partecipazione di oltre 150 delegati e lavoratori provenienti da tutti gli Enti Pubblici di Ricerca. Molti gli interventi in rappresentanza di Enea, Iss, Inran, Inea, Cra, ecc., nei quali, oltre ad esprimere solidarietà, è stata manifestata la ferma volontà di unirsi alle lotte dei lavoratori Ispra e ad estenderle in tutti gli enti di ricerca. Nel tardo pomeriggio di ieri si è poi svolto il secondo round della trattativa tra la struttura commissariale che guida l'Ispra e le Organizzazioni sindacali. Per Usi RdB, che sta conducendo l'occupazione sul tetto dell'istituto, anche il tavolo di ieri non ha prodotto risultati minimamente soddisfacenti. Appare dunque sempre più evidente la necessità di un tavolo politico con il Ministro Prestigiacomo, per affrontare la situazione e dare risposte concrete ai lavoratori precari che entrano oggi nella quarta settimana di occupazione». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI (OMNIROMA) Roma, 15 dic - ....- Presidio sotto l'Acea indetto da RdB Energia Acea, Cobas Energia Acea, Sdl Intercategoriale, Attac Roma e Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua contro i cambiamenti climatici. Piazzale Ostiense 2 (ore 10.00 - 14.00).... 15 dicembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
44 - 2Anno VI In questo numero: * Il Cnr sempre più in cerca di profitti nega il parcheggio all'Ise di Verbania* C'è davvero poco da festeggiare * Ex Icram, 3 mln di euro scomparsi e poi riapparsi * Consulenza inutile, risarcimento mite * Riordino enti di ricerca, decreto in Parlamento * Ufficio stampa missing a piazzale Aldo Moro? * Il sito www.usirdbricerca.it supera i 500 mila accessi * Sereno Natale e Felice 2010 dalla redazione del Foglietto 15 dicembre 2009 - La Città di Salerno I precari urlano: «Mafiosi».
Presidio davanti al teatro Augusteo SALERNO - "Mafiosi","Buffoni". Così un gruppo di manifestanti ha accolto davanti al teatro Augusteo ministri e sottosegretari. Sono poche decine, in gran parte esponenti del precariato della scuola e dell'Università, con l'unica sigla sindacale della Rdb Cub. Gli striscioni recitano che "L'Università pubblica" non si tocca, e sbeffeggiano la delegazione governativa con un "Salerno ospita il circo". Sono lì dalle 14.30, mezz'ora prima dell'orario fissato per l'appuntamento governativo. Urlano "buffoni" quando arrivano i primi ministri, e ripetono un "mafiosi, mafiosi" quando dal teatro esce il ministro della giustizia, Alfano. I manifestanti restano dietro le transenne, guardati a vista dalle forze dell'ordine. Nessun contatto con i membri del Governo. «Io le persone che protestano le ho sempre ricevute - precisa il ministro Gianfranco Rotondi - ma da domenica, con l'aggressione al premier, la politica italiana è cambiata». 15 dicembre 2009 - Roma Notizie ISPRA OCCUPATO: NULLA DI FATTO DA TRATTATIVA CON STRUTTURA COMMISSARIALE Roma - Lassemblea generale dei precari della ricerca,
che si è svolta ieri, lunedì 14 dicembre, presso la sede IPSRA occupata, ha visto la
partecipazione di oltre 150 delegati e lavoratori provenienti da tutti gli Enti Pubblici
di Ricerca. Molti gli interventi in rappresentanza di ENEA, ISS, INRAN, INEA, CRA, ecc.,
nei quali, oltre ad esprimere solidarietà, è stata manifestata la ferma volontà di
unirsi alle lotte dei lavoratori ISPRA e ad estenderle in tutti gli enti di ricerca. Nel
tardo pomeriggio di ieri si è poi svolto il secondo round della trattativa tra la
struttura commissariale che guida lISPRA e le Organizzazioni Sindacali. Per USI RdB,
che sta conducendo loccupazione sul tetto dellistituto, anche il tavolo di
ieri non ha prodotto risultati minimamente soddisfacenti. Appare dunque sempre più
evidente la necessità di un tavolo politico con il Ministro Prestigiacomo, per affrontare
la situazione e dare risposte concrete ai lavoratori precari che entrano oggi nella quarta
settimana di occupazione. 15 dicembre 2009 - Il Messaggero Civitavecchia. Rinviato a lunedì prossimo lincontro... Civitavecchia - Rinviato a lunedì prossimo lincontro
in Regione per discutere sui licenziamenti Icpl. Dalla Pisana è finalmente arrivata la
convocazione: il 21 dicembre tutti i soci e le organizzazioni sindacali si siederanno
intorno a un tavolo per cercare una soluzione ai 21 licenziamenti che la dirigenza
dellInterportoa ha predisposto. Anagni - La Cigs in deroga per i 1300 lavoratori della Videocon... Anagni - La Cigs in deroga per i 1300 lavoratori della
Videocon di Anagni scadrà il 31 marzo. Ieri sera, allUnione industriali di
Frosinone, è stato firmato laccordo che prevede la proroga di un mese del
provvedimento per tutti gli operai. Inizialmente la Cigs in deroga scadeva il 28 febbraio.
In questo modo si scongiura lapertura della procedura di mobilità che poteva essere
fatta già da oggi e che ora si posticipa di almeno un mese. Nel frattempo si cercherà di
chiudere il quadro sul nuovo proprietario. A tal proposito oggi a partire dalle ore 18
nuovo incontro al Ministero Dello Sviluppo Economico. Verranno esaminati due nuovi
progetti di riconversione, quello del Gruppo di 8 imprenditori cinesi e quello con a capo
un magnate arabo che prevede al suo interno anche alcuni indiani. Ma ieri sulla firma
dellaccordo si è confermata la divisione del sindacato. Non hanno infatti
partecipato allincontro la Cisl e la Sdl. La Cgil che sembrava inizialmente
scettica, ha invece firmato. Soddisfatto il rappresentante della Cisal, Massimo Arilli.
«E un grande risultato, abbiamo scongiurato lapertura della procedura della
mobilità che poteva avvenire già domani (oggi, ndr)». Ascoli. Continuano, a rilento, i
reintegri dei lavoratori alla Manuli... Ascoli - Continuano, a rilento, i reintegri dei lavoratori alla Manuli. Dopo i 55 operi tornati in fabbrica la scorsa settimana, ieri ne sono stati reinseriti poco più di un trentina. Complessivamente sono circa 90, che vanno ad aggiungersi ai capi reparto e ai manutentori esterni, per complessive 105 unità lavorative. Oggi come oggi, però, alla Manuli si lavora, ma non si produce. Proprio così, i macchinari girano a vuoto. Gli operai lavorano su due turni giornalieri con orario ridotto e senza mensa: riceveranno tutti un buono mensa e, per tutti, lorario lavorativo verrà pagato per intero (8 ore giornaliere). Le linee di produzione più che tirar fuori tubi o gomma, girano in prova, in costante verifica. Un modo questo per meglio prepararle per quando si tornerà a produrre a pieno regime (non prima di Natale), ma è sicuramente un modo molto insolito. Forse anche per questo sono operativi oggi solo i due terzi della manodopera che verrà effettivamente impegnata nella produzione. I restanti operai da reinserire, circa una cinquantina, verranno riassunti per il turnover che lazienda intende compiere ogni sei mesi. E sui nomi di chi è tornato cè molto dissenso. Diversi, secondo quanto riferiscono gli stessi operai, sarebbero coloro che oggi lavorano ma che fino allo scorso mese di luglio erano occupati in ben altri settori. «E assolutamente necessario chiarire chi deve rientrare dice preoccupato Marsilio Antonucci della Cisl perché, se ci sono stati reintegri da altri reparti, questa è una cosa che non va bene. Ci vuole maggiore chiarezza». E su questo argomento Andrea Quaglietti di Sdl non le manda a dire: «Ad oggi sono rimasti fuori dallo stabilimento ben 20 operai che stavano nei reparti che torneranno a produrre. Posso capire che non sono stati richiamati quelli che hanno unanzianità lavorativa elevata ma gli altri hanno il diritto di lavorare». Si profila una guerra tra poveri sulla quale la Manuli sembra voler procedere di propria iniziativa senza alcun confronto sindacale. «Abbiamo chiesto maggiore chiarezza allAzienda» dice ancora Quaglietti. «Ci è stato risposto che è inopportuno incontrarci perché quanto cera da dire è stato tutto detto. Nessuno riuscirà a tapparci la bocca perché se lazienda pensa realmente di voler intavolare la discussione su unattività antisindacale si sbaglia di grosso. Il presidio sta sempre lì, resterà lì proprio a monito che vengano fatte le cose correttamente, uguali per tutti». Ed entro oggi o domani dovrebbe esserci lincontro tra Manuli e sindacati confederali per decidere come spalmare gli incentivi (3,7 milioni di euro) a favore dei cassintegrati o quanti hanno deciso di lasciare volontariamente il lavoro. Un incontro differito dallo scorso 3 dicembre quando lazienda non si presentò in Confindustria. E un passo urgente quello di ripartire i fondi perché i lavoratori non hanno ricevuto incentivi né per il mese di novembre e, presumibilmente, neanche per dicembre. Lazienda ha anticipato, per conto dellInps, 800 euro di cassa integrazione. 15 dicembre 2009 - Tuscia web Vetralla servizi - Se il Comune non si presenterà con atti formali"Rdb non firmerà la proroga di cassa integrazione" 15 dicembre 2009 - New Tuscia CASSA INTEGRAZIONE PER I LAVORATORI
DELLA VETRALLA SERVIZI: 15 dicembre 2009 - On Tuscia VETRALLA SERVIZI, LA RDB: "E' ARRIVATA L'ORA DELLA VERITA'" VETRALLA - Mercoledì 16 dicembre 2009, alle ore 10,00 Il
comune di Vetralla, la Vetralla Servizi e le OO.SS. sono convocate presso la regione
Lazio, per discutere della Cassa integrazione della società Vetralla servizi per il 2010.
Finora da parte del Sindaco e del Presidente del consiglio del comune di Vetralla abbiamo
ascoltato solo buone intenzioni, dichiara Lino Rocchi della RdB CUB Viterbo, finalmente
vedremo se le loro sono state promesse da "marinaio" oppure manterranno
lintenzione di formalizzare la re-internalizzazione dei servizi e dei lavoratori. La
RdB non firmerà una proroga della cassa integrazione anche per il 2010, se il Comune di
Vetralla non si presenterà al tavolo con atti formali e concreti che vadano in tale
direzione. Comprendiamo lo spettro di perdere il lavoro dei 23 dipendenti rimasti, ma non
possiamo sopportare che ci sia un ulteriore spreco di risorse pubbliche. La Società
Vetralla Servizi, come tutte le "Partecipate" degli enti locali della nostra
provincia, è destinata a morire, le possibilità di mantenerla in piedi non vanno oltre
il 31 dicembre del 2010 e con grande spreco di denaro pubblico. Lunica soluzione,
per risparmiare soldi delle casse comunali, non disperdere professionalità qualificate e
non depauperare servizi ai cittadini, è quella di re-internalizzare, tesi sostenuta anche
dallANCI, dal fantomatico "Tavolo tecnico", da tutti gli esperti
ascoltati, e dalla RdB CUB. Avrà il coraggio Il Sindaco Marconi di fare la cosa giusta,
conclude Rocchi, o vorrà barcamenarsi per un altro anno per poi licenziare e mettere in
mezzo alla strada 23 famiglie di suoi concittadini? Tra meno di 24 ore avremo la risposta,
e se sarà negativa la RdB insieme ai lavoratori che vorranno farlo inasprirà la
vertenza, fin dove i dipendenti saranno disposti a seguirci. 15 dicembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno Il Governo a Salerno: collaboriamo
con De Luca SALERNO Città blindata per accogliere, ieri pomeriggio, i ministri Renato Brunetta, Gianfranco Rotondi, Angelino Alfano e Mara Carfagna e i sottosegretari Viespoli e Crosetto, intervenuti a «Governincontra» al teatro Augusteo. E mentre fuori impazzava la contestazione dei precari della scuola, in sala si riaffermava il feeling tra il sindaco De Luca, rimasto fino alla fine, seduto per quasi quattrore, e il Pdl. Cinquanta tra automezzi blindati e macchine di scorta, oltre trecento uomini tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale a presidiare Palazzo di Città. Intorno alledificio misure di sicurezza eccezionali, con un elicottero che sorvolava lintera area del centro storico. Non poteva mancare il dissenso, pacifico e civile, di chi si oppone alle scelte di questo governo. Su via Roma, infatti, i precari della scuola, i vigili del fuoco e i sindacati di base dei lavoratori delluniversità hanno esposto i propri striscioni di contestazione. Fischi e cori di disapprovazione («buffoni, buffoni») hanno salutato larrivo delle auto blu. Molte le defezioni allultimo momento, a causa dellaggressione subita da Berlusconi. Assenti i ministri Maroni, Matteoli, Bondi e Fitto, i sottosegretari Cosentino e Pizza. In una sala gremita soprattutto da sindaci con fasce tricolori, amministratori locali e simpatizzanti del Pdl, il ministro Rotondi ha introdotto levento partendo da quanto accaduto domenica a Milano: «Attenzione, qui si sta giocando col fuoco. Esiste un clima dellodio contro questo governo e soprattutto contro il premier, evidente nei tanti siti internet che inneggiano ad ammazzarlo». Restando in tema, il guardasigilli Alfano: «Insieme al ministro Maroni stiamo pensando di allargare il reato di istigazione alla violenza ed apologia di reato ai gruppi presenti su Facebook e siti simili». È stata poi la volta di Renato Brunetta, che ha stupito tutti, aprendo ad una stretta collaborazione con il sindaco De Luca: «Ognuno faccia il suo mestiere, ma non sarò certo io a mettere il bastone tra le ruote al sindaco di Salerno. Anzi, se posso dargli una mano, ben venga. Occorre superare stereotipi e partiti, quelli che hanno buona volontà devono stare dalla stessa parte ed io sto dalla parte di sindaci come De Luca». Prima della ministra Carfagna, è intervenuto il sottosegretario Viespoli: «Il Governo per la Campania ha individuato 114 milioni di euro per il 2009 per la cassa integrazione e la mobilità in deroga. A ciò si aggiungono 54 milioni per gli Lsu. Questa è la prova che oltre alla quantità delle risorse cè il problema della qualità delle risorse e della pubblica amministrazione: al Sud cè deficit di progettualità, il problema non sono i soldi ma lincapacità di progettare per risolvere i problemi». 15 dicembre 2009 - Julie news Morte capodogli per licenziamento ricercatori Ispra, sdegno dell'Italia dei Diritti FOGGIA - "Sulla vicenda dei cetacei morti sulle spiagge pugliesi non possiamo che censurare l'operato del Ministro Prestigiacomo che annunciava l'avvio di una squadra speciale a tal proposito". Queste le prime parole del responsabile per il Lavoro e l'Occupazione dell'Italia dei Diritti Giuseppe Criseo alla notizia del licenziamento dei ricercatori precari dell'Ispra - Istituto per la ricerca ambientale - al ventesimo giorno di protesta sul tetto della sede di via di Casalotti a Roma. Nonostante la lotta hanno fornito tutto il loro contributo e le loro competenze nell'avvistamento degli squali in Sicilia e avevano un piano per salvare i capodogli sulle spiagge pugliesi bloccato dal mancato avvio della task force annunciata dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Incalza così l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "Gli intenti e gli annunci non bastano, occorre intervenire concretamente. Gli specialisti esistono e sono coloro che lavorano all'Ispra, ricercatori precari. Dove vogliamo andare se continuiamo su questa strada, senza dare i meriti a chi ha dimostrato il proprio valore sul campo? I ricercatori proseguono la loro lotta e intanto i cetacei muoiono, risultato della politica dell'apparire". Alle polemiche di Criseo si aggiungono quelle del responsabile per la Tutela degli Animali dell'Italia dei Diritti Marco Di Cosmo: "Mentre i grandi del mondo fanno finta di occuparsi di ambiente a Copenaghen, in Italia i cambiamenti climatici danno già i loro effetti. Ne sono testimonianza i decessi degli ultimi capodogli spiaggiati tre giorni fa lungo il litorale di Foce Varano. Nel frattempo le persone competenti, cioè i ricercatori che ogni giorno si adoperano per monitorare e salvaguardare il più grande patrimonio italiano della biodiversità, vengono bloccate e addirittura licenziate. Ciò avviene perché questo schizofrenico e poco lungimirante Governo, anziché tagliare finalmente gli inutili privilegi della casta politica, preferisce fare economia su tutte quelle attività che consentono di produrre non solo posti di lavoro ma di valorizzare il patrimonio ambientale nazionale. A nome dell'Italia dei Diritti - conclude Di Cosmo - esprimo solidarietà alle proteste dei ricercatori poiché chi ci va realmente di mezzo sono gli animali: oggi è toccato ai cetacei ma la lista delle specie a rischio di estinzione ogni anno che passa aumenta sempre di più". 15 dicembre 2009 - La Stampa Dischi. Esce "Oggi mi alzo e
canto!" con lex Groovers Novara - La «premiata cooperativa Anelli» sforna un
disco che per tanti motivi merita attenzione: «Oggi mi alzo e canto!» propone, tra
altri, i brani che erano intonati da mondine e operai e qui sono rivisitati in chiave
rockn folk. Atteso ritorno, con nuovi stimoli e ideali di sempre, quello del rocker
Michele Anelli da Lesa, 45 anni. Già consigliere provinciale di Rifondazione, confida:
«Di questi tempi con la chitarra in mano mi sento meglio che in politica. Osservo, penso
e canto». Ora è leader di una nuova line-up, la formazione, che coinvolge gli amici ex
«Groovers» Evasio Muraro «Eva» e Paolo Montanari «Pol», i giovanissimi figli Elia,
Gioele e Matteo (10 anni), la moglie cantante Federica Diana «Fede», più Lorenzo
Prealoni (ex «In the Kitchen»), Michele Berti, Elena Toscan e Anna Marra. Altra uscita
in cd con Dna novarese è firmato Carlo Bernardinello: qui si viaggia su nuovi itinerari
di jazz europeo. 15 dicembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno La protesta Vogliono un posto nella
raccolta dei rifiuti TARANTO Non mollano la presa i disoccupati
organizzati da Slai Cobas la cui protesta va avanti da mesi. Sono duecento e tutti
puntano, attraverso la raccolta differenziata porta a porta, a rovesciare la loro
condizione, da disoccupati storici in persone con un lavoro. Il progetto, però, ancora
non esiste, anche perché richiede una quindicina di milioni per essere messo in pratica,
ma è stato ventilato durante una delle tante riunioni in prefettura da un dirigente della
Regione. Da allora questo è diventato il loro obiettivo perché lunico in grado di
garantire loccupazione di tutti. Ieri mattina, di buonora, hanno preso
dassalto ancora una volta Palazzo di città occupando le sale del primo piano ed
esponendo striscioni dai balconi. Hanno invano atteso di parlare con il sindaco Stefàno
per spingerlo a chiedere al presidente della Regione Nichi Vendola un appuntamento.
Chiedono una parola chiarificatrice e definitiva. I finanziamenti eventuali per avviare il
progetto della raccolta casa per casa sono regionali e vengono triangolati dagli Ato ai
Comuni. Quindi il vero interlocutore dei disoccupati è la Regione, piuttosto che
lamministrazione comunale semplice tramite in questa vertenza. Slai Cobas sottolinea
che la raccolta porta a porta, oltre a dare una sistemazione a duecento persone,
raggiungerebbe altri due obiettivi di cui gli amministratori devono tener conto. Uno di
carattere ambientale e laltro economico. Con la differenziata lazienda di
igiene urbana (Amiu) otterrebbe notevoli economie e questa dovrebbe essere, secondo i
Cobas, la molla decisiva a realizzare il progetto. 15 dicembre 2009 - Il Piccolo TRASPORTO PUBBLICO URBANO Trieste - «Apriremo un tavolo di confronto a tre con
Provincia, Trieste trasporti e rappresentanti sindacali per tentare di risolvere un
confronto tra azienda e lavoratori che sta diventando eccessivamente conflittuale».
Lannuncio è stato dato ieri dallassessore provinciale alle infrastrutture
Vittorio Zollia che già oggi incontrerà personalmente i vertici di Tt:
lamministratore delegato Cosimo Paparo e il direttore generale Piergiorio Luccarini. 14 dicembre 2009 - Corriere.it VENTESIMO GIORNO DI OCCUPAZIONE
DELLA SEDE DI VIA CASALOTTI ROMA - Sono ancora sul tetto. Al ventesimo giorno di
occupazione della sede di via Casalotti, a Roma. Nonostante il freddo, la pioggia. E il
Natale in avvicinamento. «Noi resteremo qui ad oltranza», avevano detto. Lo stanno
facendo. E nonostante la loro situazione non sembri destinata a migliorare, i lavoratori
dell'Ispra, Istituto per la ricerca ambientale, fanno sapere: «Non dimentichiamo i nostri
doveri verso lambiente in generale e le creature marine in particolare». 14 dicembre 2009 - TRC giornale Privatizzazione acqua, le Rdb/Cub incalzano il Comune Civitavecchia - Una riunione con l'amministrazione comunale per informare i lavoratori della cessione del settore idrico da parte del Comune all'Acea Ato 2. Tornano a chiederla le Rdb/Cub Enti Locali, che già il 4 dicembre avevano scritto al sindaco ed all'assessore al Personale per discutere queste problematiche, senza però ricevere risposta. Flavio Zeppa sottolinea però che nel frattempo continuano le riunioni al Pincio tra l'amministrazione comunale e l'Acea, senza che i sindacati vengano resi partecipi delle contrattazioni e delle decisioni. "Interi settori della pubblica amministrazione sono in subbuglio dichiara Flavio Zeppa ed a pagare le nefandezze politiche del sindaco Moscherini e dellassessore Vinaccia sono i dipendenti, preoccupati della loro sorte lavorativa e familiare. Nel ribadire la nostra totale convinzione che lacqua è un bene primario pubblico e come tale va gestita e controllata dal Comune e non affidata a privati, riteniamo necessario ed urgente una riunione con lamministrazione al fine di informare questi lavoratori e di tutelarne i loro diritti". 14 dicembre 2009 - Civonline «Lamministrazione comunale disattende le regole sindacali» CIVITAVECCHIA - Rdb-Cub Federazione sindacale di Civitavecchia, lo scorso 4 dicembre, ha inviato una lettera per richiedere un incontro urgente con il sindaco Moscherini e lassessore al Personale, per discutere dei problemi dei lavoratori del settore idrico che verrà privatizzato. «Nessuna risposta è tuttora pervenuta», si lamentano i sindacati che vedono minacciati i diritti dei loro lavoratori: «Da più di un mese si susseguono incontri al Comune tra amministrazione e Acea - aggiungono - eppure nessuno informa la Rsu comunale e le organizzazioni sindacali territoriali». Inoltre il sindacato torna a precisare che «lacqua è un bene primario pubblico e come tale va gestito e controllato dal Comune e non affidato a privati». I Sindacati a questo punto attendono una riunione al Pincio, al fine di potere informare i lavoratori sul loro futuro professionale. «In questo modo - commentano - lamministrazione comunale disattende le regole sindacali previste dai contratti e dalle leggi». 14 dicembre 2009 - La Tua Voce TFR: STORIA DI UN FURTO ANNUNCIATO 14 dicembre 2009 - New Tuscia STORIA DI UN FURTO ANNUNCIATO 14 dicembre 2009 - Uno Notizie FINANZIARIA E TFR / un terzo dell'intera Finanziara coperta dagli accantonamenti del tfr dei lavoratori. Chi li garantisce? 14 dicembre 2009 - Occhio Viterbese Storia di un furto annunciato VITERBO - La decisione del Governo di utilizzare oltre 3 miliardi di Euro provenienti dagli accantonamenti del Tfr dei lavoratori a copertura di un terzo dell'intera Finanziaria è un "furto annunciato", afferma Lino ROCCHI della RdB VT, (nella foto) già dalla decisione di trasferire il Tfr dalle aziende ai fondi pensione, ed all'Inps era chiaro che i "risparmi" dei lavoratori affidati ai fondi pensione sarebbero diventati carta straccia, e quelli all'Inps sarebbero stati utilizzati dal Tesoro a copertura di esigenze che nulla hanno a che vedere con la previdenza dei lavoratori. Non ci stupisce quindi questo, ma il fatto che Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, che hanno fortemente voluto e sostenuto il trasferimento del Tfr ai fondi pensione e lo smantellamento, di fatto, dell'istituto del Tfr, oggi si stupiscano dell'uso che il Governo ne intende fare. Poco più di due anni fa, il governo di centrosinistra, le confederazioni sindacali ed i "sindacatini" che oggi si "stracciano le vesti", ebbero la faccia tosta di presentare la riforma del TFR come un vantaggio per i lavoratori, annunciando che i fondi pensione sarebbero cresciuti sul mercato finanziario e che il TFR "inoptato" sarebbe stato, in ogni caso, "garantito" dallInps. In realtà, è accaduto lopposto, i fondi pensione sono stati colpiti dalla crisi con una perdita che va dal 3 al 7%, ed il TFR depositato allInps è diventato il Bancomat del governo, esattamente come avevano denunciato e previsto il sindacalismo di base, gli unici che si erano opposti. Quel 84,8% di lavoratori del privato che, anche grazie alla nostra campagna di informazione, prosegue Rocchi, non ha ceduto alla tentazione di conferire il proprio TFR ai fondi pensione rischia oggi di vedere i propri "risparmi", (ricordiamo che il Tfr è in realtà un salario differito), andare in fumo. Certo, meglio dei loro colleghi che, attirati "nellorto dei miracoli dal gatto e la volpe di turno", hanno scelto incautamente i fondi, perché ora con una crisi che sta rallentando, ma, solo per i padroni, chi è stato licenziato, o rischia di perdere nel prossimo futuro il posto di lavoro, non ha più nemmeno il paracadute di quei pochi Euro della "liquidazione" per tirare avanti qualche mese nella speranza di tempi migliori, perché i loro soldi sono "Blindati" nei fondi pensione e non rientrano nelle disponibilità dei lavoratori. E chi ora teme per i propri soldi e singolarmente vorrebbe uscire dai fondi non può farlo, peggio di una trappola per topi. Non solo la RdB diffida il governo dall'utilizzare questi fondi in modo diverso da quello che è il loro unico scopo, conclude Rocchi, ovvero garantire la buonuscita dei lavoratori, ma ritiene che sia ormai improcrastinabile l'introduzione di una norma che almeno consenta od ogni singolo lavoratore di fare marcia indietro e di riprendersi i propri risparmi, ci troviamo di fronte da un lato, ad un gigantesco condono per i grandi evasori fiscali e dall'altro, al sequestro di tre miliardi dalla "buonuscita" dei lavoratori, non è questo che ci si aspetta da una legge Finanziaria. 14 dicembre 2009 - Leggo Torino. Sciopero di quattro ore dei mezzi pubblici... Torino - Sciopero di quattro ore dei mezzi pubblici, oggi a Torino, organizzato dalla segretaria sindacale Cub-Rdb. Il servizio urbano e suburbano (escluse le linee 43, 46b e 19) si fermerà dalle 17,30 alle 21,30. Stesso orario (dalle 17,30 alle 21,30) per il metrò, mentre per le linee extraurbane e quelle urbane 43, 46b e 19 lo stop andrà dalle 10,30 alle 14,30. Per quanto riguarda le ferrovie Torino-Ceres e Canavesana lo sciopero andrà dalle 9 alle 13. In ogni caso, sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro lorario di inizio dello sciopero. Maggiori informazioni potranno essere richieste al numero verde Gtt 800-019152.(C.Fer./ass) 14 dicembre 2009 - La Città di Salerno Oggi Governoincontra. In arrivo otto ministri Salerno - Otto ministri e quattro sottosegretari sbarcheranno oggi a Salerno per "Governoincontra", liniziativa promossa dal Ministro per lAttuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, per avvicinare le istituzioni ai problemi dei territori. Contestualmente sia gli insegnanti precari che il sindacato Rdb hanno organizzato un presidio di protesta in piazza Amendola. Critico anche Luigi Ciancio (Uil): «Rischia di essere solo una passerella». 14 dicembre 2009 - Gazzetta del Mezzogiorno.it Disoccupati sul cornicione del
Comune di Taranto TARANTO - Una cinquantina di persone, aderenti al comitato spontaneo 'Disoccupati organizzati' dello Slai Cobas, questa mattina ha occupato gli uffici del Comune di Taranto. Alcuni di loro sono saliti su un cornicione del palazzo di città. I disoccupati chiedono un incontro con la Regione Puglia per discutere di progetti sulla raccolta differenziata porta a porta e lamentano il fatto che dagli uffici regionali non sia giunta ancora alcuna risposta concreta. Lo Slai Cobas chiede anche l'avvio di corsi di formazione e forme di sostegno al reddito. 13 dicembre 2009 - Ansa GOVERNO: DOMANI PRESIDIO RDB-CUB IN PIAZZA A SALERNO (ANSA) - SALERNO, 13 DIC - Un presidio di protesta, promosso dalla Federazione nazionale delle rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub. si terrà domani alle 15, in piazza Amendola a Salerno, in concomitanza con 'Governoincontrà, l'appuntamento al teatro Augusteo della città campana dove è annunciata la presenza di sette ministri e un collegamento video con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Sarà la solita rappresentazione mediatica - si legge nella nota sindacale dell'Rdb-Cub - di una casta politica e imprenditoriale che non ha alcuna volontà di affrontare e risolvere i problemi reali della gente: disoccupazione, mancanza di reddito economico e sociale, precarietà. Presentiamo loro il conto del peggiore governo degli ultimi 150 anni. Manifestiamo insieme il nostro dissenso, in un fronte comune di resistenza contro corrotti e corruttori, truffatori e pifferai della propaganda del lusso e dell'effimero, manipolatori della realtà, predatori ingordi di immense risorse pubbliche frutto del sudore di milioni di lavoratori onesti che pagano le tasse alla fonte ma stentano ad assicurare a loro e alle loro famiglie un vita dignitosa e un briciolo di speranza per il futuro. Facciamo appello di partecipare al presidio - conclude la nota - a cittadini, pensionati, lavoratori, precari, studenti, disoccupati, cassintegrati che stanno pagando insieme a noi la crisi». AMBIENTE:PRECARI ISPRA,CI LICENZIANO
MA NOI SALVIAMO CETACEI (ANSA) - ROMA, 13 DIC - «Ci licenziano, ma siamo noi che salviamo le balene». È la protesta dei ricercatori precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), giunti al ventesimo giorno di occupazione del tetto nella loro sede di Roma, che sottolineano come l'intenzione del ministro dell'Ambiente di istituire una task force 'salva-cetaceì sia contraddetta dalla «inerzia sul rinnovo dei contratti» dei lavoratori che si occupano di tali interventi. «La lotta - affermano i ricercatori precari - non ci ha impedito, anche in giorni festivi, di lavorare all'avvistamento di squali in Sicilia e pensare a un intervento per i nove capodogli che in questi giorni si sono arenati e sono morti sulle spiagge pugliesi». Gli specialisti dell'Ispra «avrebbero tutte le competenze per costituire una task force capace di intervenire, con mezzi adeguati, per cercare di salvare questi grandi cetacei - afferma la coordinatrice USI RdB Ricerca dell'Ispra Emma Persia - invece i ricercatori precari che se ne occupano stanno per essere licenziati». È stata lo stesso ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ricordano i ricercatori, «ad annunciare la costituzione di una simile task force, ma le sue parole sono contraddette dall'inerzia sul rinnovo dei contratti e l'immissione in ruolo proprio dei lavoratori che si occupano di questi delicati interventi». «Anche l'8 dicembre, giorno festivo, mentre ci trovavamo sul tetto del nostro Istituto, abbiamo fornito assistenza tecnica alla Capitaneria di Porto Empedocle, che ci segnalava lo spiaggiamento di uno squalo», sottolineano i ricercatori Ivan Consalvo e Massimiliano Bottaro, ricordando come all'Ispra vengano catalogati tutti gli avvistamenti di specie protette e minacciate di estinzione, oltre che la presenza di pesci tropicali, sempre più diffusi nel nostro mare a causa del riscaldamento globale. 13 dicembre 2009 - Villaggio Globale Il caso Ispra I precari Ispra, giunti al ventesimo giorno di occupazione
del tetto nella loro sede di via Casalotti, a Roma, nonostante la drammatica situazione
occupazionale non dimenticano i loro doveri verso l'ambiente in generale e le creature
marine in particolare. La lotta non gli ha impedito infatti, anche in giorni festivi come
oggi e quello dell'Immacolata, di lavorare all'avvistamento di squali in Sicilia e pensare
a un intervento per i nove capodogli che in questi giorni si sono arenati e sono morti
sulle spiagge pugliesi, senza che ci sia stato un gruppo di ricercatori capace di
salvarli. Gli specialisti dell'Ispra avrebbero tutte le competenze «per costituire una task
force capace di intervenire, con mezzi adeguati, per cercare di salvare questi grandi
cetacei - secondo la coordinatrice Usi RdB Ricerca dell'Ispra, Emma Persia - invece i
ricercatori precari che se ne occupano stanno per essere licenziati». 13 dicembre 2009 - Aprile online Ispra, una lotta che ci riguarda
tutti Sembra davvero singolare la coincidenza della vicenda dei ricercatori Ispra, che hanno cercato e trovato visibilità in queste settimane con la loro protesta simile a quella di altri lavoratori in questi mesi, con il vertice mondiale sul clima e l'ambiente a Copenaghen. Lì si parla della sopravvivenza del Pianeta per i prossimi cinquanta anni e degli indispensabili investimenti per contenere le emissioni nocive, qui invece si chiede la sopravvivenza di centinaia di posti di lavoro necessari per difendere il nostro ed altrui territorio. "Non sparare sulla ricerca", essi affermano, perché si rischia la distruzione di un patrimonio di intelligenze e di esperienze accumulato faticosamente in tanti anni, un delitto per l'ambiente, la cultura, l'intera società. Eppure si tratta non solo di ricerca e di sperimentazione ma anche del controllo e della protezione dei siti che riguardano ben ottomila km di coste italiane. In questo governo c'è insensibilità, superficialità, ignoranza oppure un preciso disegno che va smascherato? Il primo atto dell'attuale legislatura fu quello di creare Ispra per un migliore funzionamento dell'intero ministero dell'Ambiente, successivamente si cambiarono i direttori generali e si decapitò la commissione delle AIA, quella che decide delle autorizzazioni a produrre delle grandi aziende. In seguito si nominò commissario, un ex prefetto, per la gestione delle risorse umane dell'Istituto, il quale ha affermato di recente che il suo unico problema rimane quello di ricollocare 15 funzionari e che il resto è stato enfatizzato nelle ultime settimane dai media, per cui tutti i contratti precari sono destinati a decadere di conseguenza alla loro scadenza naturale. Nei fatti entro la fine di quest'anno escono cinquecento ricercatori, la metà circa dell'intero organico. Il lavoro, quello iniziato e futuro, andrebbe esternalizzato a società private, perché lì non è possibile, è noto, si possano annidare "fannulloni". Si privatizzano i controlli e le bonifiche e con essi la salute e la sicurezza dei cittadini, beni pubblici e diritti costituzionali. Eppure l'operazione non va fatta per ripianare i conti dello Stato, la "coperta troppa corta" dei conti pubblici, perché il bilancio Icram è fortemente in attivo. Nel rendiconto 2008 a fronte di costi per lo Stato pari a 7 milioni di euro, i progetti preparati ed eseguiti, gran parte da questi precari, hanno fatto incassare all'Istituto ben 40 milioni da fondi europei, da altri ministeri, regioni, provincie e privati. Quindi questi giovani e meno giovani che si vogliono licenziare si pagano ampiamente i loro sudati guadagni, lo fanno volentieri perché la difesa dell'ambiente è per molti di loro una missione, una scelta di vita. Essi sono lì, in queste ore, alle intemperie ed a "tempo indeterminato" sino alla soluzione del "loro e nostro problema", sul terrazzo dell'Istituto. I cittadini di Casalotti lo hanno compreso, bene e subito, non facendo mancare la loro solidarietà morale e materiale. Questi lavoratori sono lì, i loro censori ed avversari possono vederli attraverso una webcam 24 ore su 24. Si sono resi visibili a tutti ed anche controllabili. Non cederanno, consapevoli che in gioco non è solo il loro futuro. Il merito, per tutti noi una lezione, è quello di legare con la loro lotta la grande questione sociale del "precariato" con quella "ambientale". Il disegno del governo è molto chiaro e preciso, spetta alla politica intervenire. 13 dicembre 2009 - Quotidiani rete Repubblica Morti gli ultimi due capodogli FOGGIA - Sono morti ieri mattina i due capodogli rimasti
agonizzanti dei sette spiaggiati 4 giorni fa per cause ancora sconosciute lungo il
litorale della Foce Varano. Sabato si era discusso se interrompere lagonia con una
iniezione letale ma il ministero dellAmbiente si era opposto alleutanasia.
Stretti in uno specchio dacqua poco profondo, sono morti asfissiati per lo
schiacciamento del diaframma. 13 dicembre 2009 - Il Manifesto PRECARIETÀ Qualche scatto «di
sinistra» Dopo un anno e mezzo passato a capire dove si era
sbagliato e a ricostruire formazioni uscite malconce dalla sconfitta elettorale e dalle
successive scissioni, la sinistra «extraparlamentare» prova a prendere l'iniziativa su
temi che riguardano direttamente la vita di decine di milioni di persone. A fine gennaio,
con molta probabilità, sarà lanciata la campagna per la raccolta di firme per tre
referendum decisamente «popolari»: contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e
la «legge 30». 13 dicembre 2009 - Corriere del Veneto Padova Contestato allospedale:
«Vai a lavorare» PADOVA Ha avuto una buona parola per tutti, ieri
mattina, il ministro Renato Brunetta. Giunto allospedale di Padova in mattinata per
una visita «privata» (in realtà ampiamente annunciata a tutti i media da giorni) ai
bimbi ricoverati in Oncoematologia pediatrica e per presentare il progetto «Smart
inclusion », il titolare della Funzione pubblica ha trovato ad accoglierlo non
lannunciato governatore Giancarlo Galan, ma una delegazione dei Cobas. I
sindacalisti della sigla Rdb, sui volti maschere riproducenti il viso del rappresentante
di governo che dorme «sottotitolato» dallo slogan «Ci vuole tutti come lui»,
lhanno travolto con fischi e grida di contestazione. «Brunetta buffoneee, vai a
lavorare!», «Vergogna, sei un provocatore, sono due anni che ci insulti», «Il
fannullone sei tu», ha scandito al megafono la delegazione in rappresentanza dei
lavoratori di scuola, sanità, Comune e agenzie fiscali. Degna cornice del siparietto un
enorme striscione con la scritta: «A differenza del ministro i dipendenti pubblici non
dormono». 13 dicembre 2009 - La Città di Salerno In piazza Amendola un presidio di protesta Salerno - Cobas, Rappresentanza sindacale di base e Sindacato dei lavoratori hanno promosso per domani alle 14, in concomitanza con la manifestazione Governoincontra, un presidio di protesta in piazza Amendola. "Presentiamo il conto ai ministri di Beriusconi" è lo slogan dell'iniziativa. Motivo della mobilitazione, le scelte di politica economica del Governo contro le quali le organizzazioni dei lavoratori chiedono una decisa sterzata. Il cammino tutto in salita di chi ha
scontato il proprio debito con la giustizia Salerno - "Casa, lavoro, reddito per non andare, per non tornare in carcere". A caratteri cubitali, era questo uno dei messaggi più forti scritti sugli striscioni che ieri mattina hanno attirato l'attenzione di quanti passavano nei pressi della casa circondariale di Fuorni, dove un gruppo dei giovani universitari della "Rete degli studenti" ha dato vita a una giornata di riflessione in memoria delle vittime della strage di Piazza Fontana. Gli universitari, insieme ad ex detenuti, familiari di persone in carcere, esponenti del Comitato di lotta dei corsisti del progetto "Conoscenza e lavoro", Cobas, Rdb e Rsa Cgil, hanno così inteso rinnovare il ricordo «di uno dei giorni più neri della nostra storia repubblicana». «La strage di Piazza Fontana - era spiegato in un volantino distribuito dai partecipanti all'iniziativa - si collega a una serie di avvenimenti drammatici e morti "strane" che partendo da Pinelli, Valpreda fino ad arrivare a Carlo Giuliani, Franco Mastrogiovanni e Stefano Cucchi vedono da una parte l'impunità dello Stato verso gli artefici delle stragi e dall'altra una barbara repressione verso chi si batte per ridare giustizia alle vittime di un disegno eversivo in cui il primo indagato è lo Stato stesso». Tra i manifestanti, anche un ex detenuto, Michelangelo Iovine, rimasto in carcere per 19 anni per scontare il proprio debito con la giustizia e ritornato "alla vita normale" otto anni fa. Ioevine è tra quelli che hanno partecipato al corso di formazione "Conoscenza e lavoro", durato tre anni e conclusosi la scorsa estate. Ora aspetta il bando rivolto alle aziende per completare la formazione con il work experience di sei mesi, visto che "fuori" ha incontrato enormi difficoltà per impiegarsi, tanto che ancora oggi risulta ancora inoccupato. La manifestazione ha puntato l'attenzione sulle condizioni di vita dei detenuti e sul triste capitolo delle morti nei penitenziari. «Secondo una stima aggiornata al 9 dicembre, dall'inizio dell'anno in Italia sono 67 i suicidi avvenuti in carcere su 169 casi di decesso. Inoltre - ha affermato Franz Cittadino, Rsu Cobas del Comune di Salerno - l'assistenza sanitaria è disastrata, numerosi sono i maltrattamenti e le morti per cause non chiare». A Salerno, hanno fatto notare alcuni genitori di detenuti hanno denunciato le spese che bisogna sostenere per l'acquisto dei beni di prima necessità. «Si tratta di costi che non possiamo permetterci ma dobbiamo comunque trovare il modo di dare i soldi ai nostri figli per farli vivere» hanno affermato. Dalla giornata di ieri ci si aspetta che «le istituzioni salernitane pongano maggiore attenzione alla condizione dei detenuti, evitando il sovraffollamento delle unità che causa esasperazione e stati di avvilimento nell'individuo» come ha sottolineato lo studente Mario Garloni. Che ha concluso: «Va attuato, inoltre, un sistema riabilitativo concreto per coloro che hanno scontato la pena e hanno diritto al reinserimento sociale». 13 dicembre 2009 - Julie news TFR: Un furto secondo le organizzazioni sindacali "La decisione del Governo di utilizzare oltre 3 miliardi di Euro provenienti dagli accantonamenti del Tfr dei lavoratori a copertura di un terzo dell'intera Finanziaria è un furto annunciato". "Già dalla decisione di trasferire il TFR dalle aziende ai fondi pensione e all'Inps era chiaro che il risparmio affidato ai fondi pensione sarebbe diventato carta straccia, e quello all'Inps sarebbe stato utilizzato dal Tesoro a copertura di esigenze che nulla hanno a che vedere con la previdenza dei lavoratori". "Dunque, non ci stupisce tanto questo quanto il fatto che Cgil, Cisl, Uil, Ugl, che hanno fortemente voluto e sostenuto il trasferimento del Tfr ai fondi pensione e lo smantellamanto di fatto dell'istituto del TFR, oggi si stupiscano dell'uso che il Governo ne intende fare ". "Non solo RdB diffida il governo dall'utilizzare questi fondi in modo diverso da quello che è il loro unico scopo, ovvero garantire la buonuscita dei lavoratori, ma ritiene che sia ormai improcrastinabile l'introduzione di una norma che almeno consenta od ogni singolo lavoratore di fare marcia indietro e di riprendersi i propri risparmi". APPROFONDIMENTO: TFR, UN FURTO ANNUNCIATO La Legge finanziaria procede speditamente verso il voto di fiducia e, in attesa del gettito proveniente dallo scudo fiscale, tra le pieghe della Legge il governo ha introdotto il meccanismo attraverso il quale drenare 3,1 miliardi dal TFR dei lavoratori. Infatti, l'esecutivo, grazie alle norme della "riforma" Prodi del 2007, sottoscritta da CGIL, CISL, UIL e UGL, si appresta ad un prelievo forzoso del TFR depositato all'Inps. Due anni fa, il governo di centrosinistra e le burocrazie sindacali confederali e di destra, ebbero la faccia tosta di presentare la riforma del TFR come un vantaggio per i lavoratori, annunciando che i fondi pensione sarebbero cresciuti sul mercato finanziario e che il TFR "inoptato" sarebbe stato, in ogni caso, "garantito" dallInps. In realtà, è accaduto lopposto. I fondi pensione sono stati colpiti dalla crisi, e il TFR depositato allInps è diventato il Bancomat del governo: esattamente come avevano denunciato e previsto il sindacalismo di base, gli unici che si erano opposti. Ora, il governo usa a proprio vantaggio, contro i lavoratori, leredità del centrosinistra: purtroppo non solo sul TFR ma, anche, su tanti altri terreni. Insomma, se oggi il governo di centrodestra mette le mani nei risparmi dei lavoratori è perché il governo Prodi gli ha spianato la strada. Prodi lo definì un "accordo verso la concertazione" mentre il suo Ministro dell'Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa Schioppa, noto ai lavoratori del MEF per la destrutturazione del dicastero, "un accordo storico". Le dichiarazioni di soddisfazione da parte del sindacato confederale furono incontenibili: "una buona intesa, un accordo soddisfacente", anche perché, in questo modo, "i lavoratori potranno scegliere liberamente". Era ottobre del 2006 e si respirava grande soddisfazione tra Governo, Confindustria e CGIL, CISL, UIL e UGL anche dopo la sigla dell'accordo che spostava il cosiddetto TFR inoptato quello, cioè, che non viene dirottato dai lavoratori alla previdenza complementare, sul Fondo Tesoreria dell'Inps. Si trattava esattamente della riforma che, oggi, la finta opposizione e la CGIL rimproverano al governo Berlusconi e al ministro Tremonti ma che, in realtà, è il prodotto delle politiche del secondo governo Prodi. Più precisamente, la norma era prevista dalla finanziaria 2007. L'ex presidente del Consiglio, infatti, dichiarava che "quelli del TFR e della previdenza integrativa sono temi centrali per l'impianto della manovra e per le scelte di fondo della politica di governo" mentre, Tommaso Padoa Schioppa, non vedeva l'ora di poter disporre di un Fondo di alcuni miliardi di euro. L'accordo fu raggiunto dopo alcune tribolazioni. Il governo, infatti, voleva trasferire presso l'Inps tutto "l'inoptato", circa 6 miliardi di euro, scatenando la protesta delle piccole e medie imprese che si sarebbero viste così sottrarre una enorme quantità finanziaria molto importante per il loro autofinanziamento. Solo dopo un lungo tira e molla, il padronato di Confindustria, ottenne l'esenzione per le imprese con meno di 50 dipendenti. L'accordo fu siglato nell'ambito del lancio della previdenza complementare, già stabilito dal precedente governo ma che il governo Prodi decise di anticipare di sei mesi, al primo gennaio 2007. Una riforma che prevede l'investimento dei fondi del TFR in appositi fondi di investimento previdenziali, con l'odiosa truffa del silenzio-assenso, e il cui andamento dal 2007 a oggi è stato poco più che disastroso. La burrasca finanziaria che ha colpito il mondo intero si è abbattuta come una mannaia sui risparmi dei lavoratori che, oggi, sono falcidiati e che dovranno attendere molto tempo ancora prima di poter essere rivalutati, a differenza dei fondi mantenuti nel TFR, che si sono rivalutati in misura del 2-3% annuo. Oggi, il Ministro Tremonti, approfitta di quella norma per incamerare circa 3 miliardi di fondi "inoptati" e utilizzarli per far quadrare i conti facendo, quindi, debito, cosa sempre categoricamente esclusa finora. Uno scippo dei soldi dei lavoratori, a cui nessuno ha chiesto il parere, esattamente come accadde tre anni con il governo Prodi. Solo che, allora, a gestire la misura fu il governo di centrosinistra con il consenso esplicito di CGIL, CISL e UIL. E' bene ricordare che per i lavoratori pubblici, gli stessi autori della rapina del TFR dei lavoratori privati, si apprestarono a sottoscrivere all'Aran, con un vero e proprio blitz estivo (1 agosto 2007) "lAccordo per la costituzione del Fondo Nazionale Pensione Complementare per i lavoratori dei Comparti Pubblici", con la chiara intenzione di non rinunciare al bottino del TFS. La decisione del Governo, quindi, di utilizzare oltre 3 miliardi di euro provenienti dagli accantonamenti del TFR dei lavoratori a copertura di un terzo dell'intera Finanziaria è un furto già annunciato. Già dalla decisione di trasferire il TFR dalle aziende ai fondi pensione e all'Inps era chiaro che il risparmio affidato ai fondi pensione sarebbe diventato carta straccia, e quello all'Inps sarebbe stato utilizzato dal Tesoro a copertura di esigenze che nulla hanno a che vedere con la previdenza dei lavoratori. Dunque, non ci stupisce tanto questo quanto il fatto che CGIL, CISL, UIL e UGL, che hanno fortemente voluto e sostenuto il trasferimento del TFR ai fondi pensione e lo smantellamanto di fatto dell'istituto del TFR, oggi si stupiscano dell'uso che il Governo ne intende fare. Non solo la RdB diffida il governo dall'utilizzare questi fondi in modo diverso da quello che è il loro unico scopo, ovvero garantire la buonuscita dei lavoratori, ma ritiene che sia ormai improcrastinabile l'introduzione di una norma che almeno consenta ad ogni singolo lavoratore di fare marcia indietro e di riprendersi i propri risparmi. Ci troviamo, quindi, di fronte da un lato a un gigantesco condono per i grandi evasori fiscali e, dall'altro, al sequestro di tre miliardi dalle "buonuscite" dei lavoratori. Questi sono gli unici pilastri della legge finanziaria del governo attuale. 13 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova PROTESTA DEI SINDACATI Padova - Entrata ed uscita di scena con contestazione.
Doppio «no a Brunetta» da parte delle sigle sindacali. Ad inizio cerimonia a protestare
contro il ministro della Funzione pubblica sono stati alcuni lavoratori della Cgil-Rdb
capeggiati da Paola Fungenzi di Fp Cgil, al termine invece ad esprimere il proprio
dissenso è stato Adl Cobas: questi ultimi si sono presentati con slogan e striscioni anti
ministro e con il volto ironicamente coperto da unimmagine fotocopiata di Renato
Brunetta. Paola Fungenzi, al grido di «Brunetta non funziona» ha sottolineato che
«lattuale ministro della Funzione pubblica svilisce il nostro lavoro, abusa del suo
potere, non premia il merito, divide i lavoratori». Ha poi aggiunto che «criminalizza la
malattia e non rinnova i contratti di lavoro». Il ministro, nel corso della presentazione
del progetto Smart inclusion, al terzo piano della palazzina dei servizi dellazienda
ospedaliera, ha commentato le azioni sindacali: «La libertà di manifestazione va bene,
ma farlo di fronte ad un contenuto di questo genere mi sembra di cattivo gusto. Brunetta
è poi passato allattacco: «Nessuno si è accorto dello sciopero dei lavoratori
pubblici e della scuola della Cgil di ieri (venerdì, ndr): vi ha partecipato il 9,5% dei
dipendenti pubblici, meno degli iscritti alla Cgil. Uno sciopero, quindi, senza capo né
coda». Il ministro ha poi chiesto polemicamente: «Sono venuti a contestare cosa? Che
contestino me, ci sono abituato, ma contestare le cose buone che fa questo Paese e
labnegazione del personale sanitario che è straordinaria mi provoca tanta
tristezza». 13 dicembre 2009 - Il Cittadino Un presidio per difendere loccupazione sul territorio Lodi - Lo Slai Cobas scende in piazza per un presidio contro la crisi, affinché non siano solamente i più deboli a pagare le conseguenze della situazione economica. «Ci avevano detto che per difendere loccupazione dovevamo garantire la competitività delle imprese - fa sapere il Coordinamento contro il precariato e la disoccupazione di Lodi -, aumentare la produttività del lavoro, cioè il nostro sfruttamento, i salari dovevano restare dentro i limiti dellinflazione programmata, cioè diminuire, o dovevamo andare in pensione più tardi. Erano tutte bugie, la competitività fra le imprese è stata scaricata sui lavoratori che sono diventati concorrenti fra loro, ovviamente al ribasso. Meno salario, meno diritti, meno tutela sullambiente di lavoro, più precarietà, più malattie professionali, più povertà, più disoccupazione, più disperazione, più razzismo. Continuiamo a crepare di lavoro e di malattie professionali, i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri sono di più e più poveri. Loccupazione è diminuita assieme ai salari e ai servizi sociali. Il valore reale delle pensioni è diminuito alla pari di quello dei salari». La manifestazione è stata organizzata per la giornata di domenica (13 dicembre) in piazza Barzaghi, dalle 9 alle 18, tra coloro che hanno aderito alliniziativa ci sono Rdb-Cub Lodi, la rappresentanza sindacale unitaria Inps Lodi e Fabrizio Gerlanzani dellRsu Abb Adda. «Se non vogliamo pagare ancora noi dobbiamo rivendicare più lavoro, unirci a tutti gli altri lavoratori per costruire una piattaforma nazionale». 13 dicembre 2009 - La Nuova Sardegna Anche gli impiegati sono in
sofferenza NUORO - Non hanno internet né e-mail, e i pochi computer
esistenti sono in "comunione di beni" tra diversi impiegati. Altro che processo
telematico. Gomme e matite? Spesso le comprano di tasca propria perché il ministero non
sgancia più neppure un euro. E le note più dolenti, per i dipendenti
dellamministrazione giudiziaria e per quelli del tribunale nuorese in particolare,
devono ancora arrivare. La pianta organica, ad esempio, al Palazzo di giustizia
barbaricino, è ferma da quindici anni: lultimo concorso per assumere qualcuno
risale proprio a tre lustri fa. Nessun concorso, nessun rinforzo. Sino a quattro anni fa,
ogni tanto, per tappare i buchi dellorganico, lamministrazione attingeva
dallufficio di collocamento e assumeva per qualche mese alcuni precari. Ora niente. 13 dicembre 2009 - Il Messaggero Civitavecchia. Dopo essersi confrontati e aver trovato unità... Civitavecchia - Dopo essersi confrontati e aver trovato
unità dintenti su argomenti quali "la difesa del lavoro", "il
diritto allabitare e gestione dellemergenza abitativa" con un secco no
alle casette di legno, "gestione virtuosa dei rifiuti", "no alla
privatizzazione dellacqua" e "no al carbone", alcuni cittadini e
rappresentanti di partiti, sindacati, associazioni, comitati e movimenti, hanno costituito
un gruppo denominato "Il Coordinamento". 13 dicembre 2009 - La Stampa TRASPORTI URBANI, DOMANI SCIOPERO DI QUATTRO ORE La Segreteria Sindacale CUB-RdB ha indetto uno sciopero di 4 ore per domani. Dalle 17.30 alle 21.30 si fermeranno i mezzi urbani, suburbani e la metropolitana; dalle 10.30 alle 14.30 si fermeranno i mezzi extraurbani e le linee 43, 46 barrato e 19 del servizio urbano. Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro lorario dinizio dello sciopero. 12 dicembre 2009 - Asca STATALI: BRUNETTA, NESSUNO SI E' ACCORTO SCIOPERO CGIL(ASCA) - Padova, 12 dic - ''Nessuno si e' accorto'' dello sciopero dei dipendenti pubblici della Cgil, svoltosi ieri. Lo ha detto il ministro Renato Brunetta, a Padova, spiegando che ''vi ha aderito il 9,5% dei dipendenti pubblici, un numero inferiore agli iscritti della Cgil. Insomma, uno sciopero senza ne' capo ne' coda''. Brunetta lo ha detto alla presentazione del progetto 'Smart inclusion' presso il reparto di onco-ematologia pediatrica dell'Azienda ospedaliera di Padova, al cui ingresso c'erano anche alcuni cartelli di contestazione da parte di Rdb-Cgil. ''Certo, c'e' liberta' di manifestare, ma queste critiche di fronte ad un progetto come questo mi sembrano francamentte di cattivo gusto - ha commentato Brunetta -. Di piu', con questo progetto portiamo il sorriso ai bambini ricoverati e che vengono collegati via internet con le loro famiglie, con i loro amici, con la scuola. Di fronte a tutto questo - ha concluso Brunetta - la Cgil viene a contestare, ma a contestare che cosa?: la generosita' di Telecom, l'abnegazione del personale sanitario, di chi organizza questo progetto? tutto cio' mi fa tanta tristezza''. 12 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova PUBBLICO IMPIEGO Padova - Arriva il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta questa mattina al reparto di oncoematologia pediatrica dellazienda ospedaliera, per linaugurazione del progetto «Smart inclusion». Assieme a lui ci saranno il presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri di Genola, il presidente del Veneto Giancarlo Galan, il direttore dellazienda ospedaliera Adriano Cestro e il rettore Giuseppe Zaccaria. Ma ad aspettare il ministro ci saranno anche i dipendenti pubblici che protestano contro la riforma della pubblica amministrazione. Il sindacato RdB Cub Pubblico impiego ha organizzato un sit-in alle 10.15 davanti allentrata dellospedale. Una contestazione «scenografica» al ministro che ha fatto della «lotta ai fannulloni» il centro della sua azione di governo. 12 dicembre 2009 - Corriere di Rieti Lsu: sale la protesta per il mancato
incasso dei voucher Rieti - Gli Lsu del comune reatino protestano. Da piazza Vittorio Emanuele, dove ieri cè stata una manifestazione organizzata dal sindacato RdB per stabilizzare i lavoratori socialmente utili, il malcontento arriva nei palazzi della Provincia e qui a protestare sono i lavoratori già stabilizzati. Al centro delle polemiche mosse da oltre 100 neodipendenti delle due società satellite dellente pare esserci un credito vantato sul quale si sta generando una sorta di mistero. Oggetto delle polemiche è un voucher formativo dal valore procapite di mille 400 euro relativo un pacchetto riferito alla formazione del personale per lanno 2008. Nel trambusto generale la vicenda sta assumendo sfumature differenti e così da una parte giungono le rassicurazioni generali del vice presidente Oreste Pastorelli che specifica come il mancato versamento sia causato esclusivamente dal non aver percepito ancora i fondi in oggetto dalla Regione e dallaltra gli Lsu dicono chiaramente che i soldi sono stati già trasferiti e che la Provincia vorrebbe farne un uso sostanzialmente diverso. Se la verità sta a metà strada un qualche elemento in più potrebbe darlo quanto riferito dall'assessore Luigi Taddei per il quale il problema non sarebbe unicamente riferibile al mancato trasferimento dei fondi, ma a una sorta di inghippo amministrativo per il quale la Provincia potrebbe non riconoscere quanto reclamato dai lavoratori con la scusante che i voucher erano per il personale precario,mentre loro sono poi stati stabilizzati. Vero che una stabilizzazione è arrivata, ma vero anche che nel 2008 gli Lsu erano precari e che comunque la formazione la hanno fatta eccome. Altro elemento in favore degli Lsu è poi quello che i loro colleghi dislocati nei comuni hanno già percepito questo credito, mentre in Provincia si nicchia. Dalla Regione intanto il dirigente responsabile del procedimento conferma che latto è giunto al termine del suo iter e che sono state fatte sia la determina che lordinativo di pagamento. Questione di tempo? In molti lo sperano e comunque le parole del vice Pastorelli tendono al rasserenamento con i lavoratori: "La Provincia - dichiara - aspetta solo i fondi dalla Regione. La nostra volontà è quella di regolarizzare la situazione nel migliore dei modi e quando avremo tutte le carte in regola si procederà con il dare le risposte che tutti i lavoratori aspettano".(Leo.Ran.) 12 dicembre 2009 - Il Gazzettino Padova. Sit-in contro la riforma Brunetta... Padova - (F.C.) Sit-in contro la riforma Brunetta stamane all'ingresso dell'Ospedale civile dove, non a caso, è atteso il ministro Renato Brunetta in persona. RdB Cobas pubblico impiego, con i suoi portavoce Stefano Pieretti e Celestino Giacon, promettono di "dare il benvenuto" al responsabile del dicastero per la pubblica amministrazione e l'innovazione, invitato a Pediatria per presentare "Smart inclusion", il primo progetto italiano di teledidattica per i bambini ospedalizzati. Grazie all'innovativo terminale touchscreen "Smart Care" con telecamera al bordo del letto, i bimbi possono partecipare alle lezioni scolastiche. 12 dicembre 2009 - Il Tirreno In stato di agitazione i lavoratori della giustizia LUCCA - In agitazione i dipendenti della giustizia che
organizzano assemblee in preparazione della manifestazione nazionale di mercoledì per
protestare contro i provvedimenti del ministro della giustizia Angelino Alfano. Il Governo
dice di voler approvare la legge sul processo breve, ma, di fatto, lavora per
lestinzione dei processi. A denunciarlo sono i sindacati, Cgil, Flp, Uil e RdB Cub,
impegnati unitariamente nella vertenza: attraverso i provvedimenti che
lAmministrazione giudiziaria intenderebbe adottare per il personale si peggiorano i
servizi, si allungano i tempi dei processi, non si garantisce il funzionamento di nessun
settore della Giustizia, si riduce sensibilmente il numero dei lavoratori impiegati nelle
attività essenziali, si mortificano le professionalità e ogni giusta aspettativa del
personale giudiziario. Con una pseudo riqualificazione al ribasso si cerca di sopperire
alla mancanza di cancellieri (B3), addetti allassistenza alludienza, dando
mansioni nuove a figure che fino ad oggi svolgevano attività di cancelleria, come gli
operatori B2. «Tutto questo a costo zero - dicono i sindacati - in quanto il mero
passaggio economico allinterno delle aree sarà finanziato coi soldi del salario
accessorio». 12 dicembre 2009 - Corriere Adriatico Dipendenti degli uffici giudiziari in allarme Ancona - Si è svolta ieri mattina, nel quadro di mobilitazione nazionale, lassemblea sindacale dei lavoratori della Giustizia di Ancona presso la sala biblioteca del Tribunale, alla presenza della Fp Cgil e della Rdb Pi. Lassemblea ha visto una straordinaria partecipazione di lavoratrici e lavoratori ( oltre 70) i quali hanno denunciato la difficile condizione di lavoro degli Uffici giudiziari di Ancona, in sofferenza per carenze di organico. I lavoratori della giustizia di Ancona respingono con fermezza la proposta di ordinamento professionale dellamministrazione giudiziaria, "in quanto sbagliata per i lavoratori che verrebbero dequalificati, e per il servizio che verrebbe danneggiato da un ordinamento che, invece di guardare ad un progetto futuro, riporta lamministrazione indietro di dieci anni". Una proposta che "renderà il servizio meno efficiente per lutenza, rallentando i tempi dei procedimenti e disegnando un ordinamento antiquato attraverso la separazione delle funzioni delle figure professionali". I lavoratori della giustizia parlano di "unoperazione devastante per il servizio della giustizia, per lefficienza del settore, per i lavoratori che si troveranno spogliati delle funzioni svolte in questi ultimi dieci anni in condizioni difficilissime". 12 dicembre 2009 - Il Messaggero Viterbo. La Provincia è stata condannata per attività antisindacale... Viterbo - La Provincia è stata condannata per attività
antisindacale. Ne danno notizia, con un comunicato a firma congiunta, numerose sigle del
comparto funzione pubblica (Cgil, Uil, RdB, Ugl, Diccap) diffondendo un pronunciamento
emesso nei giorni scorsi del giudice del lavoro del Tribunale, Mauro Ianigro. Rieti. Cinquecentocinquanta ancora a galleggiare... Rieti - Cinquecentocinquanta ancora a galleggiare nel bacino provinciale dopo 14 anni di precariato, molti di meno in piazza a reclamare la regolarizzazione di quello che definiscono «lavoro nero di Stato», ieri mattina i lavoratori socialmente utili del reatino hanno manifestato sotto Palazzo Vincentini e sono stati ricevuti insieme a qualche sindaco dalla Prefetto Silvana Riccio. Prefetto che «conosce benissimo la nostra condizione, visto che quando era commissario al Comune di Colleferro stabilizzò tutti gli lsu in servizio», riferisce ai lavoratori rimasti sotto ad aspettare Elisabetta Callari, responsabile nazionale della Rdb. Ma inutile pensare che "il miracolo" possa ripetersi: «Il percorso di stabilizzazione avviato due anni fa dal Governo Prodi con questo Governo si è interrotto: col sottosegretario Viespoli non cè stato verso di aprire un confronto, nemmeno tramite la Regione. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto dalla Riccio limpegno a premere insieme agli altri Prefetti interessati per avere un tavolo di confronto». Tavolo sul quale far arrivare le proposte del sindacato di base che da sempre segue le vicissitudini degli lsu: «Primo, mettere fine ad una situazione immorale qual è quella di utilizzare lavoratori precari per coprire le carenze di organico. Come fare? Capiamo che la situazione al momento non è rosea ma non dobbiamo neanche pensare di stare a chiedere la luna: col trasferimento agli enti dellassegno per i lavoratori e gli incentivi della Regione ad un part time si potrebbe arrivare». Con quali soldi? «Al Governo chiederemo di trovare le risorse dallevasione fiscale. Risorse che la Regione può integrare. Soldi che possono servire anche ad avviare al prepensionamento chi tra noi è più avanti negli anni». La pattuglia degli lsu che si ritrovano in piazza stretti intorno alla Calleri per ascoltare è assai assortita: ci sono giovani e persone più avanti negli anni, ma su tutto domina lo scoramento e la rassegnazione: «E proprio quello che dobbiamo vincere - dice la Calleri - i comuni non sono nostri antagonisti, eccezion fatta per qualcuno che non vuole tenere gli lsu nemmeno se pagati dallo Stato. Cito per tutti il caso di Longone: una vergogna. Se necessario andremo a manifestare anche la perché nessuno si senta abbandonato». Dopo tante promesse, la tentazione è forte.(A.L.) Pomezia. Prosegue lo stato di
agitazione... Pomezia - Prosegue lo stato di agitazione da parte
degli 81 lavoratori del servizio di nettezza urbana a Pomezia. 12 dicembre 2009 - Il Cittadino Un presidio per difendere loccupazione sul territorio Lodi - Lo Slai Cobas scende in piazza per un presidio contro la crisi, affinché non siano solamente i più deboli a pagare le conseguenze della situazione economica. «Ci avevano detto che per difendere loccupazione dovevamo garantire la competitività delle imprese - fa sapere il Coordinamento contro il precariato e la disoccupazione di Lodi -, aumentare la produttività del lavoro, cioè il nostro sfruttamento, i salari dovevano restare dentro i limiti dellinflazione programmata, cioè diminuire, o dovevamo andare in pensione più tardi. Erano tutte bugie, la competitività fra le imprese è stata scaricata sui lavoratori che sono diventati concorrenti fra loro, ovviamente al ribasso. Meno salario, meno diritti, meno tutela sullambiente di lavoro, più precarietà, più malattie professionali, più povertà, più disoccupazione, più disperazione, più razzismo. Continuiamo a crepare di lavoro e di malattie professionali, i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri sono di più e più poveri. Loccupazione è diminuita assieme ai salari e ai servizi sociali. Il valore reale delle pensioni è diminuito alla pari di quello dei salari». La manifestazione è stata organizzata per la giornata di domenica (13 dicembre) in piazza Barzaghi, dalle 9 alle 18, tra coloro che hanno aderito alliniziativa ci sono Rdb-Cub Lodi, la rappresentanza sindacale unitaria Inps Lodi e Fabrizio Gerlanzani dellRsu Abb Adda. «Se non vogliamo pagare ancora noi dobbiamo rivendicare più lavoro, unirci a tutti gli altri lavoratori per costruire una piattaforma nazionale». 11 dicembre 2009 - Omniroma COMUNE, RDB: «BENE RICONOSCIMENTO (OMNIROMA) Roma, 11 dic - «La RdB del Comune di Roma accoglie positivamente le dichiarazioni dell'assessore Laura Marsilio in merito al riconoscimento della professionalità del personale educativo e della capacità di coinvolgimento dei genitori nei processi di cura extrafamiliare. Non si riesce invece a comprendere in cosa si concretizzi l'attenzione verso la qualità dei nidi da parte del Comune di Roma, visto che in questi anni le politiche all'infanzia sono state caratterizzate da pesanti tagli agli organici tali da mettere in crisi tutto il modello educativo. È evidente che l'assessore dimentica le numerose proteste del personale e degli utenti che, proprio a causa di questi tagli, vivono situazioni costantemente emergenziali. Da tempo la RdB denuncia la situazione drammatica in cui versano i nidi della capitale, denunce recentemente avvalorate anche dall' Ente di controllo della Qualità dei Servizi del Comune di Roma. Inoltre, nei nidi in convenzione, il monitoraggio sulla qualità è del tutto inesistente. I 200 funzionari educativi in servizio, a cui viene demandato il controllo di oltre 670 strutture, sono infatti in numero decisamente insufficiente a garantire qualsiasi forma di controllo o di eventuale correttivo. Secondo la RdB, ai bambini e alle lavoratrici dei nidi, più che le altisonanti parole espresse dall'assessore Marsilio, sarebbe sicuramente più utile un numero adeguato di educatrici e di funzionari tale da realizzare concretamente le buone pratiche educative». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. 11 dicembre 2009 - Agenfax RdB CUB ALESSANDRIA: "USARE 3 MLD DI EURO DAGLI ACCANTONAMENTI DEL TFR E' UN "FURTO ANNUNCIATO""(Agenfax) La decisione del Governo di utilizzare oltre 3 miliardi di Euro provenienti dagli accantonamenti del Tfr dei lavoratori a copertura di un terzo dell'intera Finanziaria è un "furto annunciato". Già dalla decisione di trasferire il Tfr dalle aziende ai fondi pensione e all'Inps era chiaro che il risparmio affidato ai fondi pensione sarebbe diventato carta straccia, e quello all'Inps sarebbe stato utilizzato dal Tesoro a copertura di esigenze che nulla hanno a che vedere con la previdenza dei lavoratori. Pertanto, non ci stupisce tanto questo, quanto il fatto che Cgil, Cisl, Uil, Ugl, che hanno fortemente voluto e sostenuto il trasferimento del Tfr ai fondi pensione e lo smantellamanto di fatto dell'istituto del Tfr, oggi si stupiscano dell'uso che il Governo ne intende fare . Non solo RdB diffida il governo dall'utilizzare questi fondi in modo diverso da quello che è il loro unico scopo, ovvero garantire la buonuscita dei lavoratori, ma ritiene che sia ormai improcrastinabile l'introduzione di una norma che almeno consenta od ogni singolo lavoratore di fare marcia indietro e di riprendersi i propri risparmi". 11 dicembre 2009 - Corriere di Viterbo Le organizzazioni sindacali
incassano e premono sulla Regione: Viterbo - Risolta la vertenza Ro. Ri., per i sindacati è lora di guardare al futuro. "La sensibilità dimostrata dal vice presidente della Regione Lazio Montino - dice Aurelio Neri della RdB Sanità -, e la disponibilità del direttore generale della Asl di Viterbo, Pipino, hanno contribuito a fugare le prospettive di licenziamento dei lavoratori ed ad impedire un peggioramento della sanità nella nostra provincia". Secondo il lorganizzazione sindacale i vertici sanitari potranno, ora, occuparci del futuro della Provincia: "Per avere una vera sanità privata che sia sussidiaria di quella pubblica - continua Rdb -, mancano posti letto per la riabilitazione ed un abbattimento delle lista d'attesa per le Rsa; manteniamo alta la guardia, per impedire ripensamenti o colpi di mano e, per il momento, incassiamo il fatto che almeno 250 famiglie passeranno un natale senza lo spettro dell'incertezza del futuro". Sullargomento, il responsabile viterbese di Rdb, Lino Rocchi, ha ricordato al vice presidente Montino, allassessore Parroncini, ed al direttore generale Pipino, che: "Stante la disponibilità in questa occasione, occorre tenere presente nel nuovo piano di rientro Sanitario regionale, delle carenze del viterbese, se la nuova media di posti letto sarà del 3,25 per mille, la nostra provincia è ora a meno dell'1,7 posti letto per mille abitanti.Una situazione insostenibile, qui non vanno fatti tagli ma, anzi, vanno aumentati i servizi alla cittadinanza, sia per evitare la "mobilità passiva", cioè che i nostri cittadini vadano a farsi curare nelle regioni limitrofe con un costo non indifferente per le casse della Regione" 11 dicembre 2009 - Corriere di Rieti Lsu precari protestano in piazza Rieti - Le rappresentanze sindacali di base scendono in piazza e lo fanno in nome e in difesa dei lavoratori socialmente utili non ancora stabilizzati.Appuntamento questa mattina alle 9.30 in piazza Vittorio Emanuele dove il sindacato riporterà in primo piano lo status precario che molti Lsu vivono ancora dopo 13 anni dalla loro assunzione. "Dopo una settimana di blocco dei servizi ai quali sono stati assegnati che hanno portato alla paralisi dell'attività degli enti pubblici utilizzatori - fanno sapere dal sindacato - i lavoratori socialmente utili della Provincia di Rieti incontreranno il prefetto Silvana Riccio per rivendicare il loro sacro santo diritto ad un lavoro stabile ed un salario dignitoso". Obiettivo dei manifestanti sarà quello di "denunciare questa scandalosa condizione lavorativa che dura ormai da più di 13 anni nonostante le attuali disposizioni in materia di stabilizzazione del personale contenute nella legge 102/2009 che prevede per gli enti pubblici la possibilità di assunzione del personale precario a partire da gennaio 2010 fino al 31 dicembre 2012 che di fatto non consentiranno di stabilizzare i lavoratori utilizzati perché le stesse non sono supportate dalle risorse necessarie e tuttavia sarebbero comunque subordinate al rispetto del vincolo di spesa e del patto di stabilità". Diverse le richieste del sindacato autonomo RdB che tra le alternative per uscire da questo circolo vizioso propone soluzioni di diverso genere tra cui la deroga al rispetto del patto di stabilità, la portabilità dell'assegno o i prepensionamenti con il riconoscimento dei contributi agli stabilizzati. La piazza torna a mobilitarsi e i manifestanti daranno libero sfogo per urlare contro quello che definiscono "il lavoro nero di Stato". Una condizione che persiste ormai da lungo tempo e con i chiari di luna allorizzone rischia di finire nel dimenticatoio.(Leo.Ran.) 11 dicembre 2009 - Il Secolo XIX Giustizia-volontariato, penne e
carta da casa Genova - PENNE, carta e persino chiamate dai telefoni
cellulari personali; tutto a carico del personale amministrativo del tribunale di Genova.
È la giustizia-volontariato, che si regge, a sentire le rappresentanze di categoria di
cancellieri e impiegati, «solo sulla buona volontà e la disponibilità degli
operatori». È una delle denunce emerse ieri nel corso di una conferenza stampa convocata
dalle maggiori sigle sindacali della giustizia, (Cgil, Uil, Flp e Rdb) in apertura
dell'assemblea pubblica organizzata per discutere dei problemi e delle carenze del
settore, alla presenza di magistrati, avvocati e associazioni dei consumatori. 11 dicembre 2009 - L'Unione Sarda tribunale Oristano - La lotta non si ferma. I trenta operatori degli uffici giudiziari di Oristano ieri, come nel resto della Penisola, si sono fatti sentire contro quello che loro definiscono un «progetto di demolizione della giustizia». Negli uffici si è svolta un'assemblea per illustrare la situazione e i disagi con cui devono fare i conti. I lavoratori respingono la proposta di ordinamento professionale «è sbagliata per i lavoratori che verrebbero mortificati e dequalificati - si legge nella petizione, - ma anche per il servizio che tornerebbe indietro di dieci anni». I rappresentanti Cgil, Uil e Rdb Attilio Licheri, Daniela Pireddu e Luciano Ghiani lamentano gravi carenze in particolare per le mancate sostituzioni in previsione dei pensionamenti. «Nel giro di poche settimane due assistenti dei magistrati andranno in pensione e se non saranno sostituiti, si possono immaginare i problemi». Di nuove assunzioni non si parla, né di riqualificazione o di avanzamento di una posizione per anzianità di servizio e titoli di studio.Infine la richiesta ai capi degli uffici giudiziari «di respingere la proposta dell'Amministrazione e di farsi portavoce delle difficili condizioni di lavoro degli uffici».(v.p.) 11 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino «Il processo breve? Al macero il
36% dei fascicoli» Bologna - PER TENERE alta la guardia sul tema del processo breve e dimostrare che le preoccupazioni dei magistrati sono motivate, l'Anm dell'Emilia-Romagna ha deciso di fare calcoli per poi dire al ministro Angelino Alfano che le sue stime sui processi a rischio «non tornano proprio». Lo dimostra, secondo il segretario regionale Pier Luigi Di Bari, l'indagine realizzata dall'Anm in regione prendendo a riferimento una giornata di udienze, il 1° dicembre, e andando a verificare l'effetto virtuale della riforma nei Tribunali monocratici. Il risultato è il seguente: l'effetto peggiore si registrerebbe a Rimini, dove andrebbero al macero il 71% dei fascicoli in trattazione. Bologna è al terzo posto fra le province con quattro processi su 11 (36%). QUANTO al secondo grado, annuncia l'Anm, ad oggi il 37,1% dei processi pendenti alla Corte d'Appello di Bologna (4.329 su 11.658) andrebbe buttato, perché i procedimenti hanno già superato i due anni a partire dalla sentenza di primo grado. I magistrati dell'Anm sono tornati ieri a far sentire la propria voce, schierandosi a fianco dei sindacati dei lavoratori degli uffici giudiziari (Cgil, Uil, Flp e Rdb) che protestano contro i tagli e l'assenza di riqualificazione. In Emilia-Romagna, attacca la coordinatrice regionale Cgil giustizia Paola Morga, «con la legge 133 del 2008 il personale di cancelleria è stato tagliato del 10%, da 1.840 a 1.700 unità, non è così che si fanno le riforme». Quello che i sindacati degli operatori giudiziari vogliono far capire è che «si sta mettendo in atto un progetto di demolizione dei servizi della giustizia» e che «il personale giudiziario non può più continuare a lavorare in queste condizioni», spiega Morga. «SONO 10 ANNI che il personale attende una riqualificazione professionale che non e' mai avvenuta prosegue la sindacalista intanto la legge 133, inserita nella Finanziaria 2008, ha trovato piena applicazione e sono state tagliate tutte le figure apicali, quelle più qualificate. E' una cosa assurda, tutte le amministrazioni moderne stanno andando nel senso esattamente contrario, quella della giustizia in questo modo fa un salto indietro di 20 anni». I dipendenti del ministero della
Giustizia protestano: Rovigo - SI È TENUTA ieri anche a Rovigo, come in moltissime altre città d'Italia, l'assemblea dei dipendenti del Ministero della Giustizia, che hanno protestato «contro il progetto di smantellamento della giustizia» e hanno «illustrato le condizioni di lavoro degli uffici giudiziari». Condizioni molto difficili anche nel tribunale rodigino, dove una trentina di dipendenti, ieri, si sono riuniti insieme alle sigle sindacali che hanno promosso l'assemblea: FpCgil, Flp, Rdb e Uilpa (che ha aderito all'iniziativa a livello nazionale sul fronte giustizia, ma non per il contratto). Come spiega Eriberto Tartari (FpCgil), è stata firmata una petizione, condivisa anche da alcuni impiegati della casa circondariale, nella quale vengono messe in luce le istanze dei lavoratori. L'occasione di ieri è servita per ribadire le gravi carenze di organico: «A Rovigo lavorano una sessantina di dipendenti, ma non bastano dice Tartari anche se stando alla pianta organica non risultano in carenza. Eppure i carichi di lavoro sono molto gravosi. In particolare mancano tantissimi cancellieri e amministrativi». D'altra parte per avere un'idea della situazione in cui versa la macchina del tribunale rodigino basta fare un giro per i corridoi della Procura, dove, accatastati sui carrelli e sui tavoli, giacciono pile infinite di faldoni. «Si dibatte ogni giorno di giustizia e accelerazione dei processi afferma Tartari ma i comportamenti del Governo vanno in direzione opposta: nessuna risposta nella legge finanziaria per il riconoscimento professionale dei lavoratori giudiziari nè per nuove assunzioni necessarie a garantire la prosecuzione del servizio. Inoltre da parte dell'amministrazione c'è una proposta di ordinamento professionale che demansiona e dequalifica i lavoratori garantendo un sicuro peggioramento dei servizi». In più i sindacati non vedono «alcun investimento e nessun progetto di modernizzazione: non è questo la strada per accelerare i tempi dei processi».(m.c.) «Tagli, così il tribunale rischia
il collasso» Ancona - I LAVORATORI del tribunale di Ancona dicono no ai tagli alla giustizia che dal 2010 influenzeranno il lavoro delle strutture giudiziarie anconetane. Una petizione firmata da decine di lavoratori che denunciano le precarie condizioni di lavoro. Un'assemblea pubblica aperta dei lavoratori accesa quella che si è svolta ieri mattina nella biblioteca al quarto piano del palazzo di giustizia di Ancona dove l'adesione ai lavori è stata pressoché totale da parte dei lavoratori, cancellieri, operatori. Secondo la nuova pianta organica in vigore l'anno prossimo, il tribunale di Ancona perderà il 10% della propria forza lavoro: «Il tutto a fronte dell'ingresso nel campo giudiziario di nuove figure di reati ha spiegato ai lavoratori Alberto Beltrani, dirigente della Fp-Cgil Marche come quello di immigrazione clandestina che intasa l'attività delle procure. Invece di potenziare il servizio si è deciso di depotenziare gli organici e ciò in prospettiva provocherà soltanto nuovi problemi». UN'ASSEMBLEA partecipata quella organizzata ieri ad Ancona dalla Fp Cgil, da segnalare tuttavia la presenza di alcuni rappresentanti del sindacato autonomo Rdb, sempre presente sul fronte delle lotte nella pubblica amministrazione. Nel cuore dei lavori la partecipazione dei lavoratori è stata pressoché totale, circa un'ottantina di presenze. Ricordiamo che la riorganizzazione del lavoro nel tribunale di Ancona nel 2010 produrrà in pratica un taglio di sei posti di lavoro. Da 80 si passerà a 74 unità, più che tagli si tratta di mancata copertura del turn-over e dei pensionamenti. I lavoratori degli uffici giudiziari hanno sottoscritto una petizione presentata dai sindacati di categoria e costruita su cinque punti in cui appunto si contesta le decisioni del governo. Per ora si tratta di una petizione condivisa, ma proprio nell'ultimo punto emerge la forte probabilità che alle parole seguano i fatti attraverso nuove iniziative di contrasto: «Denunciamo si legge nella petizione le difficili condizioni di lavoro degli uffici giudiziari di Ancona che soffrono di gravi carenze di organico e mancanza di risorse. Respingiamo inoltre l'impianto della legge Brunetta non finalizzata ad un miglioramento del servizio, piuttosto ad una punizione e mortificazione dei lavoratori pubblici». 11 dicembre 2009 - La Nuova Venezia Ieri assemblee. Intanto la Corte
dappello accelera i processi civili Venezia - Mentre in Parlamento si discute di processo breve
e di riforme della giustizia, negli uffici giudiziari i lavoratori protestano per le
condizioni in cui sono costretti a lavorare: sotto organico, senza alcun riconoscimento
della loro professionalità (dal 1980 il ministero della Giustizia non organizza corsi
professionali e gli scatti di carriera sono di fatto bloccati) e con messi e risorse
inadeguati (mancano le fotocopiatrici, se un computer si blocca non cè chi lo
aggiusta, addirittura la carta per le copie e le penne non si trovano). Secondo il
lavoratori non è certo così che si accorciano i tempi dellsa giustizia. 11 dicembre 2009 - Il Giorno Nuovi tagli in vista. Tutti contro
Brunetta Bergamo - APPARECCHIATURE obsolete, carenza di personale e nuovi tagli in arrivo. E tutto questo in tempi in cui si parla di processo breve. Il lavoro dei dipendenti del Ministero della Giustizia assomiglia ad un vero e proprio percorso a ostacoli. Per questo ieri mattina i lavoratori del tribunale di Bergamo (in totale sono 144 fra il palazzo di giustizia di via Borfuro e la Procura di Piazza Dante), così come è accaduto in tutta Italia, hanno partecipato ad un'assemblea, organizzata da Fp-Cgil, Uilpa-Uidag e Flp e Rdb, per discutere della situazione. Al centro dell'incontro, che è durato 4 ore, la proposta di ordinamento professionale dell'amministrazione giudiziaria, una proposta considerata dai sindacati «sbagliata per i lavoratori che verrebbero mortificati e dequalificati, nonchè per il servizio che verrebbe danneggiato da un ordinamento che, invece di guardare ad un progetto futuro, riporta l'amministrazione indietro di 10 anni». L'assemblea ha anche affrontato il problema delle carenze di organico, aggravate pesantemente dai tagli previsti dal Decreto Brunetta, quantificati in un 10% in meno degli organici in servizio. Per il tribunale di Bergamo significa che dai 97 oggi in servizio si scenderà a 87 (quando la pianta organica, cioè i posti di lavoro effettivamente necessari, sarebbero invece 125). In Procura non va meglio: «Ci risulta - sottolinea Giovanni Martina, della Fp-Cgil - che in servizio ci siano 47 lavoratori e che negli ultimi 5 anni ne siano andati persi, cioè mai sostituiti, 13. Ora col Decreto Brunetta altre 14 unità saranno tagliate». 11 dicembre 2009 - La Nuova Sardegna tagli al personale, le carenze
dorganico e la riqualificazione tra i punti dello scontro col governo ORISTANO - Niente di nuovo sotto il sole. La Finanziaria
non regala sorprese gradite, semmai offre conferme poco piacevoli. Così mentre si
continua a parlare di processi più o meno brevi, si prosegue nel dribblare il vero
problema del malfunzionamento della giustizia italiana. E allora, non resta altro da fare
se non dare vita ad una protesta generalizzata. 11 dicembre 2009 - Nuova Ferrara/Gazzetta di Modena e Reggio PENDENTI DA DUE ANNI BOLOGNA - Su 11.658 processi pendenti alla Corte dappello di Bologna, 4.329 (il 37,1%) sarebbero già morti se entrasse in vigore il ddl sul processo breve, tenendo conto delle deroghe previste nel disegno di legge per determinati reati e pene ma escludendo i processi a carico di recidivi (questultimo dato non è disponibile). In altre parole il 37,1% dei processi è in attesa di sentenza di 2º grado già da due anni. Questi i dati diffusi dalla Anm dellEmilia-Romagna allassemblea organizzata a Bologna, come nel resto dItalia, da Cgil, Uil, Rdb e Federazione lavoratori pubblici. 11 dicembre 2009 - La Repubblica La protesta Genova - CON una carenza di personale del trenta per cento e nessun investimento in prospettiva, nelle strutture e tantomeno nella formazione, gli operatori della giustizia rischiano il collasso. Ieri negli uffici giudiziari genovesi si è riunito il personale aderente Cgil Funzione pubblica, Uil pubblica amministrazione, Flp e Rdb, protestando contro i tagli alla giustizia previsti dalla finanziaria attualmente in discussione. All´assemblea hanno preso parte anche rappresentanti dell´Associazione nazionale magistrati, dell´Ordine degli Avvocati, di Federconsumatori e Confconsumatori. Piano anti-crisi, aiuti a 200
famiglie Bologna - Oltre duecento le famiglie che hanno già
ottenuto sconti ed esenzioni sulle rette per la refezione scolastica e i nidi. Più del
doppio le richieste a Caf e patronati. Anche se è solo uno (per ora) il lavoratore
autonomo che ha avuto accesso agli sconti. Decolla, pur con qualche ombra, il piano
anti-crisi promosso da Flavio Delbono. In soli due mesi il primo atto della manovra da 1,9
milioni di euro messa in piedi dalla nuova giunta per dare una mano alle famiglie colpite
dalla crisi supera nei numeri quella lanciata da Sergio Cofferati nel gennaio scorso, che
aveva soddisfatto lo stesso numero di richieste in oltre sei mesi. 11 dicembre 2009 - Telesanterno ANM Emilia-Romagna: "Magistrati stanchi di sentirsi dare dei fannulloni" Bologna - Sono tantissimi i processi penali che verrebbero
annullati in regione se passasse la legge sul processo breve. Ad affermarlo oggi da
Bologna nellambito dellassemblea dei lavoratori degli uffici giudiziari è
lANM dellEmilia-Romagna. Tornando alle recenti accuse di scarsa produttività
arrivate dal Governo il sindacato delle toghe ha ribadito: "i magistrati sono stanchi
di sentirsi dare dei fannulloni". 11 dicembre 2009 - Il Bologna Giustizia. I magistrati hanno
simulato una giornata tipo Bologna - Una giornata a campione per certificare quanti potrebbero essere i processi che finirebbero sotto la mannaia del nuovo progetto di legge sul processo breve. E un test che ha fatto lAnm dellEmilia Romagna prendendo a riferimento una giornata di udienze, il primo dicembre, nei tribunali monocratici di quasi tutto il distretto. Un lavoro a campione che ha portato a risultati diversi: a Bologna morirebbe il 36% dei processi che quel giorno erano a ruolo, a Rimini il 71%, Forlì il 14%, Ravenna il 12,5% e Modena il 10% mentre Ferrara sarebbe sotto il 10%. Alla Corte dAppello invece i processi che hanno già superato i due anni dalla sentenza di primo grado rappresentano il 37,1% di quelli pendenti. I magistrati dell'Anm emiliano-romagnola tornano a far sentire la propria voce schierandosi a fianco dei sindacati dei lavoratori degli uffici giudiziari (Cgil, Uil, Flp e Rdb) che protestano contro i tagli e l'assenza di riqualificazione. In Emilia-Romagna, attacca la coordinatrice regionale Cgil giustizia Paola Morga, "con la legge 133 del 2008 il personale di cancelleria e' stato tagliato del 10%, da 1.840 a 1.700 unità, non e' così che si fanno le riforme". Quello che i sindacati degli operatori giudiziari vogliono far capire e' che "si sta mettendo in atto un progetto di demolizione dei servizi della giustizia" e che "il personale giudiziario non può più continuare a lavorare in queste condizioni". "Sono 10 anni che il personale attende una riqualificazione professionale che non e' mai avvenuta". La Cgil nel denunciare un "progetto che ripropone fratture professionali", si allea con l'Anm e insieme ai magistrati manda a dire ad Alfano che "senza investimenti e processi di modernizzazione non si accelerano i processi, servono interventi concreti". In Corte d'Appello ieri si è tenuta un'assemblea pubblica con i lavoratori. I sindacati contro la Saliera per la sicurezza del mezzo Prc con i lavoratori Bologna - Ieri i sindacati si sono arrabbiati con l'assessore Saliera perchè quando si è iniziato a parlare dei problemi di sicurezza del Civis, un motociclista mesi fa ha perso la vita schiantandosi contro il mezzo, ha lasciato la Commissione. «E' una mancanza di rispetto», è sbottato Gianni Cremonini delle Rdb. Appoggiato da Roberto Sconciaforni di Rifondazione: «Si è parlato per mesi di ciottoli e di quanti posti auto sarebbero stati cancellati dal Civis, mentre qui i lavoratori stanno dicendo che c'è il concreto rischio di investire un bambino guidando questo mezzo. E l'assessore se ne va». Accordata, per questo, un 'altra seduta. I sindacati confermano i rischi già denunciati: «In caso di incidente - sostiene Gian Luca Neri della Uil - ci costituiremo parte civile e informeremo il Prefetto come garante del trasporto pubblico». Il presidente di Atc Francesco Sutti minimizza e sostiene che non ci sono problemi con i lavoratori ma il conflitto con i sindacati resta. 11 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova AGITAZIONE AL CONFIGLIACHI Padova - RdB Cub rende noto, con una lettera al prefetto, lo stato di agitazione sindacale di tutto il personale dellIpab Configliachi, che prevede una giornata di sciopero. Le motivazioni: «I dipendenti che svolgono mansioni assistenziali non sono ancora inquadrati come Oss». 11 dicembre 2009 - Libertà Striscia di Gaza: video e assemblea al centro culturale Castelsangiovanni - (mm) Stasera alle 21 il centro culturale di via Mazzini di Castelsangiovanni ospita un'assemblea pubblica dal titolo "Piombo fuso. Nella striscia di Gaza. 27 dicembre 2008 - 18 gennaio 2009", promossa dalle Rappresentanze Sindacali di Base, federazione provinciale di Piacenza. Durante la serata verrà proiettato il video Gaza. Il genocidio e il silenzio a cura del Forum Palestina che mostra le immagini dei bombardamenti su Gaza, quelle della manifestazione per la Palestina del 17 gennaio, la delegazione del Forum Palestina e quelle della delegazioni di medici che è riuscita ad arrivare all'ospedale Al Awda di Gaza ecc. Durante la serata interverranno attivisti del Forum Palestina. 11 dicembre 2009 - Corriere di Bologna Il filobus Saliera: «Seguiremo la
Soprintendenza, via Riva Reno non è fondamentale» Bologna - Lassessore al Traffico Simonetta Saliera
assicura che il Civis tra due anni sarà una realtà e aggiorna il conto dei cantieri
chiusi (via Longo, via Arno e via Marconi), di quelli aperti (piazza Trento e Trieste, via
Irnerio e rotonda Decorati) e di quelli da aprire a breve (via Gramsci e via Bellaria a
gennaio) per far circolare il filobus a guida ottica. In alto mare, però, rimane la
questione del centro: in Strada Maggiore i lavori di ripavimentazione, con il ripristino
delle pietre anche nellultimo tratto ma senza banchine, si faranno destate,
più nel 2011 che nel 2010 come ha annunciato ieri lassessore. Ma su via Ugo Bassi,
via Rizzoli, via San Vitale, via San Felice e via Riva Reno il Comune sta ancora trattando
con la Soprintendendenza e la soluzione non sembra dietro langolo. 11 dicembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno Arsenale Brindisi - La visita del prefetto Domenico Cuttaia, svolta
nei giorni scorsi in tutte le sedi del polo militare brindisino, aveva fatto temere ai
lavoratori dellArsenale il vicino taglio del personale. Una visita «sospetta»
lavevano definita i rappresentanti dei sindacati (Cisl, Cgil, Uil, Flb, Rdb ed Rsu)
che ieri sono stati ricevuti nel Palazzo di Governo. Ma le esigenze operative, con la
presenza della base Onu, e gli impegni internazionali delItalia non fanno
presupporre alcun ridimensionamento anzi, potrebbero portare presto a Brindisi un aumento
del personale del Battaglione San Marco. E stato proprio il prefetto, nel corso
dellincontro con le rappresentanze sindacali, a chiarire infatti che di «sospetto»
le sua visita non avesse nulla. «Ho ritenuto doveroso conoscere più da vicino questa
realtà - spiega il prefetto Cuttaia - anche come semplice ringraziamento
dellefficienza e della concretezza della presenza militare a Brindisi. Era questo il
significato della mia visita». 11 dicembre 2009 - Il Quotidiano Sdl e iscritti al fondo si
autofinanziano Dal Sindacato dei Lavoratori intercategoriale di Ascoli
Piceno riceviamo: 11 dicembre 2009 - Il Messaggero Ascoli. Trattativa infinita, fino a
tarda notte... Ascoli - Trattativa infinita, fino a tarda notte in Confindustria, tra sindacati e legali della B&B. Oltre ai rappresentanti di Assindustria era presente il presidente della Provincia, Piero Celani. E stato un discorso tra sordi, almeno fino ad ieri sera. Da una parte i sindacati confederali di Cgil (Francesco Petrocchi), Cisl (Tonino Passaretti), Uil (Leonardo Frascarelli) e dallaltra i legale dello Studio Bernasconi di Como, in rappresentanza del Fondo Investimento "Opera", azionista di maggioranza della B&B Italia. I sindacati hanno chiesto certezze sulla cassa integrazione (la richiesta è di un anno più uno) e un congruo adeguamento agli incentivi che, al momento, ammonterebbero a poco più di 7 mila euro per ognuno dei 77 dipendenti da spalmare nel periodo della cig e della mobilità. Lirrigidimento dellAzienda è, presumibilmente, dovuto al fatto che i dipendenti non avrebbero portato a conclusione un lavoro da consegnare entro il 2009. Il presidio istituito dagli operai davanti alla fabbrica, oltre a richiamare lattenzione sulla loro situazione, ha anche lo scopo di evitare che venga portato via qualcosa dallinterno del sito produttivo. I dipendenti sono già a conoscenza da fine estate che la fabbrica di Ascoli è destinata alla chiusura. In presenza di una decisione già assunta dal Fondo Investimento "Opera", gli operai hanno messo in atto tutte le strategie possibili per avere un adeguato incentivo nel periodo della cassa integrazione. Problemi non indifferenti ci sono anche alla Manuli. Durissima la protesta degli operai del presidio e di SdL. «La direzione della Manuli non ci convoca e non ci informa circa i futuri programmi per lo stabilimento di Campolungo. Non sappiamo più nulla -denuncia Andrea Quaglietti, Sdl- relativamente agli organici, assetti organizzativi, volumi di produzione, retribuzioni, modalità di integrazione al reddito per i dipendenti in cassa integrazione. Alla luce di quanto sta avvenendo, in questi giorni, quasi in sordina, lazienda sta compiendo singole e arbitrarie riassunzioni di personale in alcuni reparti produttivi (circa 50 addetti), tutto senza nessun confronto con i sindacati. A dieci giorni dalla riapertura dei cancelli dice ancora Quaglietti- abbiamo chiesto un colloquio con la direzione per comprendere meglio quali sono i programmi per questo stabilimento, anche per poterli comunicare ai lavoratori in una prossima assemblea di fabbrica. Lincontro chiesto, fino ad ora, ci è stato negato, e lazienda va avanti per conto suo». Per la prima volta in tanti anni -viene fatto notare - la Manuli ha negato lassegnazione dei pacchi con i regali natalizi per tutti i dipendenti, e perfino i regali per i bambini che per tradizione vengono donati a gennaio, durante lEpifania. Tutto è stato sempre finanziato dal fondo sociale dellazienda, sulla base dei contributi degli stessi lavoratori. I regali di Natale verranno comunque consegnati, fin da ieri, davanti al presidio. |