testa1.jpg (24414 byte)

testa2.jpg (15476 byte)

Il Sindacato di Base e Indipendente

data di creazione
11/12/09

rassegna_logopicc_news_01.gif (3953 byte)

a

rassegna_logolungo_lenews.jpg (27081 byte)
dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 dicembre 2009


10 dicembre 2009 - Iris

TFR: LEONARDI (RDB), UN FURTO ANNUNCIATO

(IRIS) - ROMA, 10 DIC - "La decisione del Governo di utilizzare oltre 3 miliardi di euro provenienti dagli accantonamenti del Tfr dei lavoratori a copertura di un terzo dell'intera Finanziaria è un furto annunciato", afferma Pierpaolo Leonardi, Cordinatore nazionale RdB. "Già dalla decisione di trasferire il Tfr dalle aziende ai fondi pensione e all'Inps - spiega Leonardi - era chiaro che il risparmio affidato ai fondi pensione sarebbe diventato carta straccia, e quello all'Inps sarebbe stato utilizzato dal Tesoro a copertura di esigenze che nulla hanno a che vedere con la previdenza dei lavoratori". "Dunque, non ci stupisce tanto questo - prosegue Leonardi - quanto il fatto che Cgil, Cisl, Uil, Ugl, che hanno fortemente voluto e sostenuto il trasferimento del Tfr ai fondi pensione e lo smantellamanto di fatto dell'istituto del Tfr, oggi si stupiscano dell'uso che il Governo ne intende fare ". "Non solo RdB diffida il governo dall'utilizzare questi fondi in modo diverso da quello che è il loro unico scopo, ovvero garantire la buonuscita dei lavoratori, ma ritiene che sia ormai improcrastinabile - conclude il Coordinatore RdB l'introduzione di una norma che almeno consenta od ogni singolo lavoratore di fare marcia indietro e di riprendersi i propri risparmi".(bar.co.)


10 dicembre 2009 - Agi

GIUSTIZIA: ASSEMBLEA UFFICI GIUDIZIARI GENOVA CONTRO TAGLI

(AGI) - Genova, 10 dic. - Assemblea stamani negli uffici giudiziari di Genova del personale aderente Cgil Funzione pubblica, Uil pubblica amministrazione, Flp e Rdb contro i tagli alla giustizia previsti dalla finanziaria attualmente in discussione. All'assemblea hanno preso parte anche rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati, dell'Ordine degli Avvocati, di Federconsumatori e Confconsumatori. "Le rappresentanze sindacali - si legge in una nota consuntiva - hanno sottolineato il carattere unitario della manifestazione e non hanno escluso altre possibili iniziative di protesta se il Governo non cambiera' politica nei confronti del comparto giudiziario". Secondo i sindacalisti "Il Governo dice di voler approvare una legge sul processo breve ma di fatto di fatto lavora per l'estinzione dei processi. Nemmeno un centesimo - prosegue la nota - e' contenuto nella legge finanziaria per il riconoscimento professionale dei lavoratori giudiziari, ne' per nuove assunzioni necessarie a garantire la prosecuzione del servizio: si ricorda che a livello ligure c'e' un sottodimensionamento percentuale generalizzato del 30 per cento. Da parte dell'Amministrazione c'e' una proposta di ordinamento professionale che demansiona e dequalifica i lavoratori garantendo un sicuro peggioramento del servizio.
Infine nessun investimento e nessun progetto di modernizzazione e' stato effettuato: nei tribunali, compreso quello di Genova, continua a mancare la carta per le fotocopie, il personale utilizza il proprio cellulare per le chiamate di servizio e computer sono guasti od obsoleti.


10 dicembre 2009 - Fidest

I lavoratori non devono pagare la crisi

Torino 11 dicembre 2009 – Ore 20.30 Corso Stati Uniti 23: I lavoratori non devono pagare la crisi. E’ questo il tema del dibattito.. Sarà presente per l’occasione il Segretario Nazionale dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto. In un momento economico difficile come quello che stiamo vivendo è importante capire le problematiche dei lavoratori e studiare quelle che sono le possibili soluzioni ai problemi che, giorno dopo giorno, devono affrontare. Arrivare alla terza settimana del mese è sempre più difficile ed il Governo non sta aiutando in modo concreto le famiglie italiane. Introdurrà il dibattito Mao Calliano, Segretario Provinciale dei Comunisti Italiani. Interverrà Vincenzo Chieppa, Segretario Regionale e Consigliere Regionale dei Comunisti Italiani. Discuteranno del tema anche Cataldo Ballistrieri, Rsu Fiat Power Train; Leonardo Locci, Esecutivo Regionale Rdb-Cub; Fulvio Perini, Associazione "Lavoro e Solidarietà"; Patrizia Porello, Lavoratrice Agile/Omega ex Eutelia.


10 dicembre 2009 - Italia Sera

Niente certezze per i 217 precari
Ispra, resta l’incognita

"Anche dopo aver ricevuto in regalo dai precari ISPRA un albero di Natale, il ministro Prestigiacomo continua nell’inerzia sul problema sollevato drammaticamente dalla protesta giunta al sedicesimo giorno sul tetto dell’istituto". Lo dichiara, in una nota, Claudio Argentini della segreteria nazionale dell’Usi Rdb Ricerca. "Questo comportamento appare come un chiaro segnale per la struttura commissariale a proseguire con il lavoro di smantellamento dell’ente ed i licenziamenti. Domani - prosegue Argentini - pubblicheremo una lettera aperta per raccontare ai cittadini come, in un periodo di crisi, un Ministro che potrebbe salvare centinaia di posti di lavoro ed un rilevante settore pubblico preferisce far finta di nulla". Sottolinea Argentini: "Ci preme inoltre smentire categoricamente i numeri al ribasso resi noti da qualche sindacato che evidentemente ha interesse a ridimensionare la protesta per cercare di metterla sotto controllo. I numeri veri parlano infatti di 217 precari a rischio, senza che ad oggi esista un solo atto ufficiale che ne determini il mantenimento in servizio per i prossimi anni. Lo ribadiamo con molta determinazione e con la tranquillità di poter provare questi dati, mai smentiti nemmeno dalla struttura commissariale". Aggiunge il dirigente Usi RdB: "Non vorremmo poi che la guerra dei numeri sortisca l’effetto di spostare l’attenzione dal vero problema, ovvero la difesa del lavoro per i precari dell’Ispra e la difesa di un Ente fondamentale nella tutela dell’ambiente.
La determinazione dei lavoratori precari dell’Ispra ci induce a non mollare e la prossima settimana rilanceremo la mobilitazione con la convocazione di un’Assemblea Generale dei precari della Ricerca, che si terrà proprio all’Ispra come segnale di solidarietà verso i colleghi e per far diventare questa lotta la lotta di tutti".


10 dicembre 2009 - Il Messaggero

Civitavecchia. Vertenza Icpl, è arrivata finalmente la convocazione in Regione...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - Vertenza Icpl, è arrivata finalmente la convocazione in Regione. E’ atteso per il 14 dicembre l’incontro che l’assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi, ha indetto per cercare una soluzione alternativa ai licenziamenti che la dirigenza della piastra logistica vuole attuare per «salvare l’azienda».
Il tavolo istituzionale, a cui prenderanno parte oltre a tutti gli azionisti anche le organizzazioni sindacali, era stato chiesto più volte dal sindaco Gianni Moscherini durante l’assemblea del 20 novembre scorso all’aula Pucci, tenuto conto del fatto che anche la Regione ha investito fondi nella creazione della piastra logistica.
La vicenda Icpl esplose all’inizio di novembre, quando il direttore generale Gianfranco Santini comunicò alle sigle sindacali che l’azienda avrebbe provveduto al licenziamento di 21 unità, che si sono poi tradotti in 36 lavoratori, ossia più della metà dell’attuale organico che conta 72 dipendenti. I lavoratori poi incrociarono le braccia e manifestarono sotto palazzo del Pincio, fino a strappare al sindaco la promessa di intercedere con l’Icpl per stoppare i licenziamenti. Dopo l’assemblea del 20 novembre, a cui presenziò anche il figlio dell’amministratore delegato di Icpl Ferdinando Bitonte, l’azienda optò per un congelamento della situazione in attesa che la Regione riconvocasse le parti definitivamente.
Nel frattempo, sempre per il 14 dicembre, l’Interporto ha convocato nei suoi uffici le organizzazioni sindacali. All’ordine del giorno: "Avvio delle procedure per la cassa integrazione". Questo farebbe pensare che l’azienda, tenuto conto del silenzio delle istituzioni fino a oggi e che i tempi stringono e la fine dell’anno è vicina, abbia scelto di ricorrere alla cassa integrazione e quindi licenziare le 21 unità. Ma se la data della convocazione in Regione, ancora ufficiosa, diventerà ufficiale, la riunione aziendale salterebbe e la questione potrebbe essere affrontata in modo diverso. All’atteso tavolo istituzionale che si terrà alla Pisana, infatti, all’azienda potrebbe essere fornito un ventaglio di proposte su cui ragionare, scongiurando così una volta per tutte il pericolo dei licenziamenti.
Intanto tutta la vicenda preoccupa e molto le organizzazioni sindacali che stanno aspettando con ansia il 14 dicembre. La questione dei licenziamenti e il fatto che questo porterebbe a una riduzione drastica dell’organico, che scenderebbe al di sotto le 30 unità, fanno riflettere i sindacati che chiedono se tutto ciò non porterà a un blocco dei lavori, con conseguenze poi davvero serie che investirebbero l’azienda a tutti i livelli.
«Siamo in attesa - commenta Giancarlo Ricci dell’Rdb Cub - che la convocazione della Regione diventi ufficiale, anche se ormai sembra che la data sia certa. Confidiamo molto in questo incontro perché speriamo di mettere la parola fine su tutta la questione. E’ un momento difficile, ma non possono essere sempre i lavoratori a pagarne le spese».


10 dicembre 2009 - Il Manifesto

ISPRA /SEDICESIMA NOTTE SUL TETTO
Lunedì assemblea dei ricercatori

Sedicesimo giorno sul tetto per i lavoratori a termine dell'Ispra, l'istituto per la ricerca sul mare, che annunciano l'organizzazione di un'assemblea generale di tutti i precari della Ricerca nelle prossime settimane. «Anche dopo aver ricevuto in regalo dai precari Ispra un albero di Natale, il ministro Prestigiacomo continua nell'inerzia sui problemi sollevati dalla protesta - dice Claudio Argentini, della Usi RdB Ricerca - Questo appare come un chiaro segnale per la struttura commissariale a proseguire con il lavoro di smantellamento dell'ente e i licenziamenti. Domani (oggi per chi legge, ndr) pubblicheremo una lettera aperta per raccontare ai cittadini come, in un periodo di crisi, un ministro che potrebbe salvare centinaia di posti di lavoro e un rilevante settore pubblico preferisce far finta di nulla».
La Usi Rdb, inoltre, smentisce «i numeri al ribasso resi noti da qualche sindacato che ha interesse a ridimensionare la protesta per cercare di metterla sotto controllo: i numeri veri parlano di 217 precari a rischio, senza che ancora esista un solo atto ufficiale che ne determini il mantenimento in servizio per i prossimi anni. Lo ribadiamo con molta determinazione e con la tranquillità di poter provare questi dati, mai smentiti nemmeno dalla struttura commissariale».
«Non vorremmo poi - conclude il sindacato della ricerca - che la guerra dei numeri sortisca l'effetto di spostare l'attenzione dal vero problema, ovvero la difesa del lavoro per i precari dell'Ispra e la difesa di un Ente fondamentale nella tutela dell'ambiente. La determinazione dei lavoratori precari dell'Ispra ci induce a non mollare e la prossima settimana rilanceremo la mobilitazione con la convocazione di un'Assemblea generale dei precari della Ricerca, che si terrà proprio all'Ispra come segnale di solidarietà verso i colleghi e per far diventare questa lotta la lotta di tutti».


10 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova

Fisco, in via Turazza Direzione provinciale con 100 nuovi addetti
di FELICE PADUANO

Padova - Lunedì prossimo, 14 dicembre, Padova conoscerà una piccola rivoluzione del fisco. Nasce la Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate - che avrà sede in via Turazza alla Stanga, nell’ambito degli attuali uffici di Padova Uno - e, nello stesso tempo, vengono totalmente modificate le funzioni degli altri sportelli fiscali che si trovano in via Vergerio, nel capoluogo, a Cittadella e a Este.
In sostanza, nei locali di via Turazza sarà allestito l’ufficio unico provinciale incaricato di condurre gli accertamenti e le verifiche nelle grandi e medie aziende, nelle piccole imprese e sulle persone fisiche, mentre nelle altre tre agenzie fiscali del Padovano il lavoro del personale sarà limitato al front office (soprattutto area informazioni) e al rimborso Iva. Nessun problema occupazionale per i dipendenti, ma già alla vigilia dell’istituzione della Direzione provinciale, è stata effettuata una capillare mobilità interna dei lavoratori. Così, a partire da lunedì, nell’ex Agenzia Entrate di Padova Uno lavoreranno circa certo dipendenti in più rispetto a oggi, mentre nelle sedi periferiche ci sarà meno personale.
Tutto bene, dunque, visto che l’occupazione non viene scalfita e la mobilità interna è stata effettuata solo su base volontaria? «Magari fosse così», replica Celeste Giacon, coordinatore dei Cobas del settore «invece, a quattro giorni dalla nascita della Direzione Provinciale, mancano gli spazi fisici dove dovranno lavorare i cento dipendenti trasferiti negli uffici di via Turazza dalle altre sedi. Non a caso tutte le Rsu, ossia non solo noi dei Cobas, ma anche tutti gli altri sindacati, compresi quelli confederali, avevano chiesto il rinvio della nascita della nuova organizzazione delle Agenzie delle Entrate. Invece ancora una volta è prevalsa la logica del concetto armiamoci e partite». Giacon rivela un altro particolare non di poco conto. «Il nuovo direttore provinciale dovrebbe essere, al novanta per cento, l’attuale dirigente di Padova UnoM Gregorio Portorico, il dirigente che, pochissimi mesi fa, ha sostituito Franca Voltolina. Ebbene la sua nomina non è ufficiale perché da Roma non è ancora arrivata l’investitura formale».


10 dicembre 2009 - Spoleto City

INAUGURATA A PERUGIA LA SEDE UNITARIA DEL SINDACALISMO DI BASE

Perugia - Anticipando quanto sta avvenendo a livello nazionale COBAS, SdL e RdB-CUB dell’Umbria decidono di percorrere insieme una strada per salvaguardare innanzitutto i diritti dei lavoratori e più in generale le classi più deboli, i Beni Comuni, i Servizi Pubblici. Dal 4 dicembre 2009, la sede di via del Lavoro 29, sarà "APERTA "e a disposizione di tutti coloro (disoccupati, precari, lavoratori, studenti, pensionati, associazioni) che vorranno opporsi all’attuale modello di sviluppo e di società. Una società discriminatoria, dove le ricchezze sono nelle mani di pochi, i salari sono i più bassi d’Europa (eccetto il Portogallo), la maggior parte delle pensioni non coprono neanche il pagamento delle bollette e la forbice tra ricchi e poveri sta ulteriormente aumentando nell’attuale devastante crisi. Infatti, come era facilmente prevedibile, la crisi si sta ripercuotendo soprattutto sui ceti popolari. Poi, al di là della negativa congiuntura internazionale, le decisioni adottate dal Governo italiano non prevedono né aiuti a salari e pensioni, né incentivi all’occupazione stabile, né l’introduzione di un reddito minimo garantito per chi non trova o perde il lavoro. La politica del Governo italiano è, invece, tutta orientata a elargire aiuti a banche e a grandi imprese, privatizzare ciò che rimane della P.A., a criminalizzare i pubblici dipendenti e a portare un attacco profondo alle libertà sindacali e costituzionali. Tutto ciò sta avvenendo senza che l’opposizione (si fa per dire!) e i sindacati concertativi si siano contrapposti in maniera significativa e concreta; la CGIL ha proclamato uno sciopero (solo del P.I) dopo che per mesi i lavoratori in difficoltà sono stati costretti a salire sopra i tetti e a bloccare le strade autonomamente. In Umbria la gravità della crisi è ampiamente dimostrata dalla perdita di 6.000 posti di lavoro in un anno! Un numero enorme, anche se in linea con la media nazionale. Mentre ciò che distingue, in negativo, rispetto alla media nazionale, è il ricorso alla cassa integrazione, che, in Umbria, continua a crescere. Dati alla mano in ottobre le ore autorizzate dall’INPS sono state 1.346.416, contro le 990.355 del mese di settembre. Un dato in controtendenza con quanto sta avvenendo a livello nazionale dove il ricorso alla cassa integrazione è in calo rispetto a settembre del 9.72%. L’Umbria è quindi lontana anche da una leggera ripresa, mentre purtroppo continuano gli infortuni seri sul lavoro. Solo per citare l’ultimo mese: il 12 novembre a Terni un operaio è stato colpito violentemente da una gru in movimento riportando ferite gravi; il 25 novembre, sempre a Terni, un giovane operaio è stato sfigurato al volto da una mola; l’ultimo infortunio il 1 dicembre, terribile, alla Thyssen krupp dove Diego Bianchina ha trovato la morte per le esalazioni di acidi tra l’impotenza e la costernazione dei compagni. Appunto il tema della sicurezza sul lavoro, la difesa e la riqualificazione del bellissimo territorio, l’affermazione dei diritti fondamentali di ogni persona, sono al centro della piattaforma rivendicativa del sindacalismo di base in Umbria. Convinti che sia giunto il momento di lasciar perdere le differenze per unificare e riaggregare tutte le forze che non si rassegnano alle politiche antipopolari e vogliono costruire una società con più uguaglianza. Alla gremita assemblea inaugurale tutti gli interventi si sono incentrati sul valore della sede come punto di riferimento per il territorio, completamente autonomo ed indipendente dai partiti. Gli accenti si sono posti anche sulla necessità di intraprendere iniziative culturali e di controinformazione. Il primo appuntamento è già stato fissato per il 18 dicembre alle ore 18.30: verrà presentato il libro "Piazza Fontana. Una strage lunga quarant’anni", a cui seguirà un dibattito, interverrà Sergio Cararo.
Hanno scelto di condividere la sede con il sindacalismo di base già due Associazioni culturali perugine: ARGO e UAAR, mentre l’Associazione culturale Casa Rossa di Spoleto e l’Associazione ATTAC hanno manifestato la volontà ad intraprendere lotte comuni.


10 dicembre 2009 - Viterbo Oggi

Gruppo Ro.Ri, scongiurata la cassa integrazione per 250 lavoratori

Roma - Oggi il tavolo tecnico alla Regione. Si è tenuto oggi, presso Regione Lazio, il tavolo tecnico proposto dall’Assessore Regionale Parroncini, sulla situazione del Centro Riabilitazione di Nepi e sulla Clinica S. Teresa. Come fa sapere Lino Rocchi della federazione RdB VT, l’emergenza occupazionale è stata tamponata ed è stata scongiurata la messa in cassa integrazione o in mobilità di circa 250 lavoratori. Durante l’incontro la RdB ha ricordato al Vice Presidente Montino, all’Assessore agli Enti locali Parroncini e al Direttore Generale della Asl di Viterbo, Adolfo Pipino, inoltre, di tener presente nel nuovo piano di rientro Sanitario regionale delle carenze riscontrate nel viterbese, dove la nuova media di posti letto è del 3,25 per mille.


10 dicembre 2009 - Tuscia web

Sanità - Riunione in Regione - Interviene Rdb
"Gruppo Ro-Ri, scongiurata la cassa integrazione"

Viterbo - Riceviamo e pubblichiamo:
Oggi 10 dicembre, presso la Regione Lazio, c’è stato il tavolo tecnico, proposto dall’assessore regionale Parroncini, sulla situazione del Centro riabilitazione di Nepi e sulla Clinica S. Teresa - dichiara Lino Rocchi della federazione Rdb - con Montino, Prroncini, Pipino, Calabretta ed il gruppo Ro.Ri., abbiamo tamponato l’emergenza occupazionale, scongiurato la messa in cassa integrazione od in mobilità di circa 250 lavoratori, ed abbiamo avviato un percorso virtuoso per risolvere definitivamente i problemi delle 2 strutture, evitare di disperdere professionalità e di penalizzare ancora i cittadini del Viterbese che avrebbero perso altri posti letto. La sensibilità dimostrata dal vicepresidente della Regione Lazio Montino - prosegue Aurelio Neri della RdB Sanità - e la disponibilità del direttore generale della Asl Vt, Pipino, hanno contribuito a fugare le prospettive di licenziamento dei Lavoratori ed ad impedire un peggioramento della sanità nella nostra Provincia, il trasferimento, poi, della vecchia S. Teresa, nella nuova struttura sulla tuscanese, (i permessi saranno pronti l’inizio della prossima settimana), consente un miglioramento notevole degli standard di qualità nelle prestazioni Sanitarie mettendoli al passo con quelli Europei. Possiamo ora occuparci del futuro nella nostra provincia; per avere una vera sanità privata che sia sussidiaria di quella pubblica, mancano posti letto per la riabilitazione ed un abbattimento delle lista d’attesa per le sa; manteniamo alta la guardia, per impedire ripensamenti o colpi di mano e, per il momento, incassiamo il fatto che almeno 250 famiglie passeranno un natale senza lo spettro dell’incertezza del futuro. Durante l’incontro - conclude Rocchi - la Rdb ha ricordato al vicepresidente Montino, all’assessore Parroncini, ed al direttore generale Pipino, che stante la disponibilità in questa occasione, occorre tenere presente nel nuovo piano di rientro Sanitario regionale, delle carenze del viterbese, se la nuova media di posti letto sarà del 3,25 per mille, la nostra provincia è ora a meno dell’1,7 posti letto per mille abitanti. Una situazione insostenibile, qui non vanno fatti tagli ma, anzi, vanno aumentati i servizi alla cittadinanza, sia per evitare la "mobilità passiva", cioè che i nostri cittadini vadano a farsi curare nelle regioni limitrofe con un costo non indifferente per le casse della Regione, sia per ridare dignità ad un territorio troppe volte sfruttato e mai valorizzato, lo ricordiamo soprattutto al Commissario Straordinario per la sanità del Lazio Guzzanti, e al sub commissario Morlacco. Ora la "palla" passa a loro, vedremo quali saranno gli sviluppi.
Aurelio Neri - Lino Rocchi


10 dicembre 2009 - Strill.it

Regione: avvio lavori Conferenza dei Capigruppo

Reggio C. - Sono in corso i lavori della Conferenza dei capigruppo consiliari convocata dal Presidente Giuseppe Bova ed alla quale partecipa Paolo Naccarato, delegato per le riforme della Giunta regionale. In apertura della riunione, su richiesta del capogruppo di Rifondazione Comunista, Nino De Gaetano, la Conferenza dei capigruppo ha ricevuto una delegazione di lavoratori precari ex Lsu-Lpu, ora stabilizzati. Accompagnati da un dirigente sindacale della RDB, i lavoratori hanno esposto il disagio in cui si trovano in quanto molti di loro non sono stati stabilizzati con un orario pieno e hanno anche la sede di lavoro lontana dalla provincia di provenienza. Pertanto, chiedono di avere il completamento dell’orario a 36 ore settimanali, l’assegnazione a sedi vicine alla loro residenza e l’ammissione a percorsi di valorizzazione della loro professionalità. I lavori sono tutt’ora in corso.


10 dicembre 2009 - Quotidiani rete Repubblica

Morti per l’amianto, inizia il maxiprocesso Eternit

TORINO - Si apre oggi, al Tribunale di Torino, con quasi tremila parti lese, il maxi-processo Eternit. Sul banco degli imputati i due responsabili della multinazionale, lo svizzero Stephan Schmidhaeny e il belga Louis De Cartier, accusati delle morti legate alla lavorazione dell’amianto nelle quattro sedi italiane di Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Capi d’imputazione sono disastro ambientale doloso e inosservanza volontaria delle norme sulla sicurezza. Davanti al Palazzo di Giustizia ci saranno almeno mille lavoratori: raggiungeranno Torino con dieci pullman da Casale, quattro dalla Francia e uno da Reggio Emilia, altri arriveranno in volo da Napoli.
Una manifestazione è stata organizzata anche dalla Cub. Per la prima volta in Europa in una causa per danni ambientali sarà un collegio internazionale a difendere le parti civili.


10 dicembre 2009 - La Provincia Pavese

Il Consiglio sempre più spaccato
Adenti per il dialogo «Adesso servono scelte responsabili»
I sindacati di base manifestano per il lavoro che manca

PAVIA - Dentro l’aula magna del collegio Ghislieri aleggia la polemica sul metodo di scelta dei benemeriti 2009, fuori, i Cub distribuiscono volantini per richiamare l’attenzione sui temi del lavoro e della povertà. A tenere banco dopo la cerimonia, però, è la frattura istituzionale che ha tenuto l’opposizione lontana dalla sala. «La maggioranza ha scelto i "suoi" sansirini, era inevitabile che li premiasse da sola», commenta il capogruppo del Pd Franceco Brendolise. Comportamento che Francesco Adenti di "Pavia città per l’uomo" stigmatizza, pur cercando di ricucire. «Mi auguro sia stato un inciampo - commenta - perché appare difficile chiedere giustamente l’apertura di un dialogo, e poi alla prima criticità assumere posizioni dirompenti. Abbiamo di fronte passaggi rilevanti sui quali maggioranza e minoranza è auspicabile aprano un confronto responsabile».(s. ro.)


9 dicembre 2009 - Omniroma

ISPRA, RDB-CUB: «PRECARI AL 16° GIORNO LOTTA SU TETTO»

(OMNIROMA) Roma, 09 dic - «Anche dopo aver ricevuto in regalo dai precari ISPRA un albero di Natale, il ministro Prestigiacomo continua nell'inerzia sul problema sollevato drammaticamente dalla protesta giunta al sedicesimo giorno sul tetto dell'istituto». Lo dichiara, in una nota, Claudio Argentini della segreteria nazionale dell'Usi Rdb Ricerca. «Questo comportamento appare come un chiaro segnale per la struttura commissariale a proseguire con il lavoro di smantellamento dell'ente ed i licenziamenti. Domani - prosegue Argentini - pubblicheremo una lettera aperta per raccontare ai cittadini come, in un periodo di crisi, un Ministro che potrebbe salvare centinaia di posti di lavoro ed un rilevante settore pubblico preferisce far finta di nulla». Sottolinea Argentini: «Ci preme inoltre smentire categoricamente i numeri al ribasso resi noti da qualche sindacato che evidentemente ha interesse a ridimensionare la protesta per cercare di metterla sotto controllo. I numeri veri parlano infatti di 217 precari a rischio, senza che ad oggi esista un solo atto ufficiale che ne determini il mantenimento in servizio per i prossimi anni. Lo ribadiamo con molta determinazione e con la tranquillità di poter provare questi dati, mai smentiti nemmeno dalla struttura commissariale». Aggiunge il dirigente Usi RdB: «Non vorremmo poi che la guerra dei numeri sortisca l'effetto di spostare l'attenzione dal vero problema, ovvero la difesa del lavoro per i precari dell'Ispra e la difesa di un Ente fondamentale nella tutela dell'ambiente. La determinazione dei lavoratori precari dell'Ispra ci induce a non mollare e la prossima settimana rilanceremo la mobilitazione con la convocazione di un'Assemblea Generale dei precari della Ricerca, che si terrà proprio all'Ispra come segnale di solidarietà verso i colleghi e per far diventare questa lotta la lotta di tutti».


9 dicembre 2009 - Apcom

Ispra/ Usi RdB: A Roma protesta al 16mo giorno, a rischio in 217
Lunedì 14 assemblea generale dei precari della ricerca

(APCOM) - "Anche dopo aver ricevuto in regalo dai precari Ispra un albero di Natale, il ministro Prestigiacomo continua nell'inerzia sul problema sollevato drammaticamente dalla protesta giunta al sedicesimo giorno sul tetto dell'istituto". Lo dichiara in una nota Claudio Argentini della segreteria nazionale dell'Usi RdB Ricerca, per il quale "questo comportamento appare come un chiaro segnale per la struttura commissariale a proseguire con il lavoro di smantellamento dell'ente ed i licenziamenti. Domani pubblicheremo una lettera aperta per raccontare ai cittadini come, in un periodo di crisi, un Ministro che potrebbe salvare centinaia di posti di lavoro ed un rilevante settore pubblico preferisce far finta di nulla". "Ci preme inoltre smentire categoricamente i numeri al ribasso resi noti da qualche sindacato che evidentemente ha interesse a ridimensionare la protesta per cercare di metterla sotto controllo. I numeri veri - sottolinea Argentini - parlano infatti di 217 precari a rischio, senza che ad oggi esista un solo atto ufficiale che ne determini il mantenimento in servizio per i prossimi anni. Lo ribadiamo con molta determinazione e con la tranquillità di poter provare questi dati, mai smentiti nemmeno dalla struttura commissariale". "Non vorremmo poi che la guerra dei numeri sortisca l'effetto di spostare l'attenzione dal vero problema, ovvero la difesa del lavoro per i precari dell'Ispra e la difesa di un Ente fondamentale nella tutela dell'ambiente. La determinazione dei lavoratori precari dell'Ispra - conclude il dirigente Usi RdB - ci induce a non mollare e la prossima settimana rilanceremo la mobilitazione con la convocazione di un'assemblea generale dei precari della Ricerca, che si terrà proprio all'Ispra come segnale di solidarietà verso i colleghi e per far diventare questa lotta la lotta di tutti".


9 dicembre 2009 - Ansa

LAVORO: ISPRA, 217 PRECARI, PRESTIGIACOMO FA FINTA DI NULLA

(ANSA) - ROMA, 9 DIC -«Anche dopo aver ricevuto in regalo dai precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) un albero di Natale, il Ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo continua nell'inerzia sul problema sollevato dalla protesta giunta al sedicesimo giorno sul tetto dell'istituto». Lo ha detto, in una nota, Claudio Argentini della segreteria nazionale dell'Usi RdB Ricerca. «Questo comportamento appare come un segnale per la struttura commissariale a proseguire con il lavoro di smantellamento dell'ente ed i licenziamenti. Domani - ha proseguito Argentini - pubblicheremo una lettera aperta per raccontare ai cittadini come, in un periodo di crisi, un Ministro preferisce far finta di nulla». «Ci preme inoltre smentire - ha proseguito il sindacalista - i numeri al ribasso resi noti da qualche sindacato che vuole ridimensionare la protesta per tenerla sotto controllo. I numeri parlano di 217 precari a rischio, senza che ad oggi esista un solo atto ufficiale che ne determini il mantenimento in servizio per i prossimi anni». «La determinazione dei lavoratori precari dell'Ispra ci induce a non mollare e la prossima settimana rilanceremo la mobilitazione con la convocazione di un'assemblea generale dei precari della Ricerca, che si terrà proprio all'Ispra in via Casalotti 300 alle 11, come atto di solidarietà», ha concluso il dirigente dell'Usi RdB Argentini.

ETERNIT: DOMANI MAXI-PROCESSO VERTICI PER MORTI AMIANTO
COLLEGIO INTERNAZIONALE PER PARTI CIVILI. PRESIDIO LAVORATORI

(ANSA) - TORINO, 9 DIC - Si apre domani, al Tribunale di Torino, con quasi tremila parti lese, il maxi-processo Eternit. Sul banco degli imputati i due responsabili della multinazionale, lo svizzero Stephan Schmidhaeny e il belga Louis De Cartier, accusati delle morti legate alla lavorazione dell'amianto nelle quattro sedi italiane di Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Capi d'imputazione sono disastro ambientale doloso e inosservanza volontaria delle norme sulla sicurezza. Davanti al Palazzo di Giustizia ci saranno almeno mille lavoratori: raggiungeranno Torino con dieci pullman da Casale, quattro dalla Francia e uno da Reggio Emilia, altri arriveranno in volo da Napoli. Una manifestazione è stata organizzata anche dalla Cub. Per la prima volta in Europa in una causa per danni ambientali sarà un collegio internazionale a difendere le parti civili. Accanto agli avvocati della Cgil, Sergio Bonetto e Laura D'Amico, ci saranno legali provenienti da Francia, Belgio, Svizzera e Germania. «È un processo storico - afferma il segretario generale della Cgil Piemonte, Vincenzo Scudiere - auspichiamo che abbia un corso breve e che si concluda con una sentenza giusta. Deve essere sancito che non si può più morire per lavoro e che non si può intervenire sulla sicurezza solo quando ci sono dei morti». La Cgil rappresenta 1.610 persone: 1.228 lavoratori (298 ancora viventi e 930 deceduti) e 382 cittadini (17 viventi e 365 deceduti). «Grazie allo scambio di informazioni - dice l'avvocato francese, Paul Taissoniere - abbiamo scoperto che in tutti gli stabilimenti si lavorava allo stesso modo. Non erano quindi comportamenti decisi da dirigenti locali, ma una politica deliberata, cosciente e volontaria voluta dai vertici. Siamo insieme perchè non vogliamo che si mettano i lavoratori di un Paese contro quelli di un altro». «È un occasione decisiva, una grande operazione verità - sottolinea Bruno Pesce, che è stato segretario della Camera del Lavoro di Casale ed è ora coordinatore della vertenza amianto - condotta da Guariniello e dai suoi collaboratori». «Il tribunale ha ammesso la testimonianza da me richiesta di Romano Prodi - spiega l'avvocato delle vittime Ezio Bonanni - al quale in dibattimento faremo delle domande anche in ordine all'indulto, che è una misura premiale di cui quegli imputati possono beneficiare».


9 dicembre 2009 - Asca

CALABRIA: BOVA SI IMPEGNA PER SOLUZIONE SITUAZIONE PRECARI REGIONE

(ASCA) - Reggio Calabria, 9 dic - Il Presidente e i Capi gruppo del Consiglio regionale della Calabria, hanno ricevuto una delegazione dei lavoratori precari (ex Lsu/Lpi) della Regione e dei dirigenti RdB. I lavoratori ex Lsu/Lpu, stabilizzati part time e con le qualifiche piu' basse, nell'Assemblea Regionale organizzata da RdB lo scorso 2 dicembre a Catanzaro, avevano chiesto con forza il prolungamento dell'orario di lavoro da 24 a 36 ore settimanali, il riconoscimento delle mansioni svolte durante i 9 anni di precariato e la delocalizzazione verso le sedi periferiche, dove avevano operato in precedenza. Nel corso dell'incontro, i lavoratori hanno esposto le loro ragioni, chiedendo una soluzione alle problematiche evidenziate. Il Presidente del Consiglio, unitamente ai Capi Gruppi presenti - si legge in una nota di RdB - dopo aver ascoltato con attenzione quanto detto dai lavoratori e dal sindacato, concordando sulla fondatezza di quanto esposto, hanno chiesto qualche giorno di tempo per poter verificare la disponibilita' economica al fine di poter apportare emendamenti alla finanziaria regionale. I lavoratori hanno accolto con soddisfazione la posizione del Presidente e dei Capi gruppo, riservandosi di seguire con attenzione gli sviluppi e aggiornandosi ai prossimi giorni per la verifica della situazione alla luce degli impegni assunti. Analoga richiesta di incontro era stata inoltrata da RdB anche al Governatore della Regione Loiero e all'assessore Frasca', ma sinora non vi sono state risposte.

SICILIA: BUFARDECI CONVOCA COMMERCIANTI SU SALDI DI FINE STAGIONE

(ASCA) - Palermo, 9 dic - L'assessore regionale siciliano alla Cooperazione, Titti Bufardeci, ha convocato per il prossimo 16 dicembre le associazioni di categoria per verificare le richieste del settore commerciale su tempi e modalita' dei saldi di fine stagione. L'incontro, richiesto dalle sigle che rappresentano i commercianti siciliani, servira' a verificare ogni ipotesi utile per anticipare i tempi dei saldi, in considerazione delle oggettive difficolta' create dalla congiuntura economica negativa. ''Non abbiamo sottovalutato le indicazioni che in queste settimane ci sono giunte dai commercianti - spiega Bufardeci - molto preoccupati per la contrazione del settore. Verificheremo le posizioni delle associazioni di categoria per realizzare un programma che sia condiviso e trovi consenso sia tra i commercianti che tra i consumatori''. Esclusa, in ogni caso,la liberalizzazione dei saldi tout court. ''Non a caso - continua l'assessore - si chiamano saldi di fine stagione. Il meccanismo e' vincolato ai cicli del commercio. Ricordo, pero', che nel disegno di legge che potrebbe riformare il commercio in Sicilia, sono previste novazioni importanti per quel che riguarda le vendite promozionali''.
Alla riunione del prossimo 16 dicembre sono stati convocati: Confcommercio, Confesercenti, Cidec, Ucict, Fedarcom, Confimpresa, Ucat, Faid - Federdistribuzione, Laliac, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confedir, Confsal, Cisal, Rdb Cub, Cisas, Adiconsum, Adusbef, Unione nazionale consumatori, Federconsumatori, Codacons, Agrisalus, Assoutenti, Legambiente, Lega consumatori Sicilia, Associazione volontari consumatori e utenti, Ados, Noi consumatori, Noi cittadini, Consambiente, Acu Onlus, Anci Sicilia.


9 dicembre 2009 - Villaggio Globale

Da 16 giorni ricercatori sul tetto Ispra
Lunedì prossimo assemblea di precari della ricerca. E il ministro Prestigiacomo non risponde all'emergenza nonostante le sollecitazioni ad intervenire

«Anche dopo aver ricevuto in regalo dai precari Ispra un albero di Natale, il ministro Prestigiacomo continua nell'inerzia sul problema sollevato drammaticamente dalla protesta giunta al sedicesimo giorno sul tetto dell'istituto - dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale dell'Usi RdB Ricerca -. Questo comportamento appare come un chiaro segnale per la struttura commissariale a proseguire con il lavoro di smantellamento dell'ente ed i licenziamenti. Domani - prosegue Argentini - pubblicheremo una lettera aperta per raccontare ai cittadini come, in un periodo di crisi, un Ministro che potrebbe salvare centinaia di posti di lavoro ed un rilevante settore pubblico preferisce far finta di nulla». Sottolinea Argentini: «Ci preme inoltre smentire categoricamente i numeri al ribasso resi noti da qualche sindacato che evidentemente ha interesse a ridimensionare la protesta per cercare di metterla sotto controllo. I numeri veri parlano infatti di 217 precari a rischio, senza che ad oggi esista un solo atto ufficiale che ne determini il mantenimento in servizio per i prossimi anni. Lo ribadiamo con molta determinazione e con la tranquillità di poter provare questi dati, mai smentiti nemmeno dalla struttura commissariale». Aggiunge il dirigente Usi RdB: «Non vorremmo poi che la guerra dei numeri sortisca l'effetto di spostare l'attenzione dal vero problema, ovvero la difesa del lavoro per i precari dell'Ispra e la difesa di un Ente fondamentale nella tutela dell'ambiente. La determinazione dei lavoratori precari dell'Ispra ci induce a non mollare e la prossima settimana rilanceremo la mobilitazione con la convocazione di un'Assemblea Generale dei precari della Ricerca, che si terrà proprio all'Ispra come segnale di solidarietà verso i colleghi e per far diventare questa lotta la lotta di tutti», conclude Argentini.


9 dicembre 2009 - Caserta 7

GIUSTIZIA, SINDACATI IN AGITAZIONE:
IL 10/12 ASSEMBLEA TRIBUNALE S. MARIA C.V.

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta), 9 dicembre 2009 - "Si dibatte quotidianamente di giustizia e di accelerazione dei tempi dei processi ma i comportamenti del Governo vanno in direzione opposta. Nessuna risposta nella legge finanziaria per il riconoscimento professionale dei lavoratori giudiziari ne' per nuove assunzioni necessarie a garantire la prosecuzione del servizio; da parte dell'Amministrazione una proposta di Ordinamento professionale che demansiona e dequalifica i lavoratori garantendo un sicuro peggioramento del servizio. Nessun investimento e nessun progetto di modernizzazione: non e' questa la strada per accelerare i tempi dei processi, il ministro Alfano deve chiarire quali sono le sue vere intenzioni perche' in queste condizioni nessuna riforma potra' essere efficace per i cittadini". E' quanto si legge in un comunicato congiunto diffuso da Fp-Cgil, Uil-Pa, Flp e Rdb-Cub Pubblico impiego. "A sostegno della vertenza dei lavoratori giudiziari - continua la nota - queste organizzazioni sindacali hanno indetto per domani, 10/12/09, delle assemblee nei posti di lavoro aperte alla stampa: a Milano, Genova, Torino, Trento, Bologna, Parma, Modena, Firenze, Ancona, Napoli, S. Maria Capua Vetere, Bari, Lecce, Trani, Foggia, Taranto, Campobasso, Catanzaro, Palermo, Reggio Calabria, Roma e in altre citta', si illustreranno all'opinione pubblica le condizioni in cui versano uffici giudiziari italiani e si discutera' di cosa serve veramente per far funzionare la giustizia".


9 dicembre 2009 - Liberazione

Inchiesta dopo i fatti di Pistoia
Scuole materne, affari per pochi e rischi per tutti

I recenti avvenimenti dell'asilo nido privato Cip e Ciop di Pistoia hanno creato molto sconcerto, e non solo nell'opinione pubblica "mainstream" (su facebook si è formato subito un gruppo che chiede l'ergastolo per le maestre, fondato da un giovane che si dichiara appartenente a l'Italia dei Valori) ma anche tra gli "addetti ai lavori", dove però c'è anche un forte disorientamento.
"Cip e Ciop" è un nido privato. Uno dei tanti che, sopratutto nelle grandi città sono cresciuti come funghi negli ultimi tempi. «La continua tendenza da parte delle istituzioni a concedere licenze di esercizio per attività di sostegno alla famiglia e all'infanzia è attualmente paragonabile alle licenze di esercizio concesse ai commercianti», dichiara Cinzia Conti, una rappresentante sindacale delle Rdb-Cub a Roma. «Questa mercificazione è solo il risultato di una campagna volta a smaltire le lunghe liste di bambini in attesa di un posto nido che arrivano a contare nelle grandi città anche cifre a quattro zeri». A Roma i bambini in attesa sono quasi diecimila. Negli ultimi otto anni le strutture private sono passate da 3 a circa 200. Una vera e propria esplosione, che ha travolto qualsiasi "paletto" e qualsiasi controllo. A regolare la materia c'è una legge, la 285/97, ma ognuna l a interpreta in base alle "sue esigenze". L´articolo 5 comma 1 parla di servizi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale per bambini da zero a tre anni, che prevedano la presenza di genitori, familiari o adulti che quotidianamente si occupano della loro cura, organizzati secondo criteri di flessibilità; servizi con caratteristiche educative e ludiche per l'assistenza a bambini da diciotto mesi a tre anni per un tempo giornaliero non superiore alle cinque ore, privi di servizi di mensa e di riposo pomeridiano. I servizi di cui al comma 1 non sono sostitutivi degli asili nido previsti dalla legge 6 dicembre 1971, n. 1044, e possono essere anche auto-organizzati dalle famiglie, dalle associazioni e dai gruppi. La realizzazione del servizio "tagersmutter", letteralmente "mamme di giorno" vede donne che nella loro casa accudiscono 4/5 bambini, previo corso di formazione di poche ore fornito da un qualsiasi Ente pubblico. Il nostro bel paese in questo è unito. Da Nord a Sud le politiche sono le stesse, anzi più si scende e meno asili si trovano. «Spesso nelle grandi città come Roma - sottolinea Caterina Fida, responsabile del settore scuola per Rdb-Cub - gli asili vengono improvvisati nei garage e mancano i controllori. Del resto, i funzionari pubblici preposti al controllo devono letteralmente correre dietro a quasi seicento strutture tra pubbliche e private. A volte capita anche il nido convenzionato in cui si trova personale preparato ma il ritmo di crescita di questi anni è stato fortissimo e sono mancati i controlli». E così basta poco per trasformare una semplice ludoteca in una scuola di infanzia o in un asilo. «Il progetto educativo è una pia illusione. L'amministrazione pubblica parla di servizi alle famiglie ma poi dentro non ci mette niente di sostanzioso». Se sulla carta il rapporto tra insegnanti e bimbi deve essere di uno a sei, nella stragrande maggioranza dei casi, e della quotidianeità i numeri possono arrivare anche al doppio. «Il pubblico però garantisce un più alto livello di qualità - sostiene Antonio Amantini, responsabile Scuola della Cgil di Roma e del Lazio - mentre nel nido privato le educatrici ricoprono anche tre ruoli contemporaneamente».
Anche a Milano gli asili sorgono nei garage. L´amministrazione ha recentemente concesso alle cooperative la gestione di 56 asili. Peccato che i finanziamenti troppo avari, circa 520 euro al mese a bambino inserito, non consentono alle cooperative di andare avanti, se non attuando tagli alle ore di servizio del personale e in alcuni casi anche licenziamenti. E infatti il prossimo 16 dicembre ci sarà uno sciopero della categoria. «L´attuale tendenza a risparmiare sul ruolo dell'asilo nido e delle sue professionalità - conclude Cinzia - si può tradurre in un feroce attacco, non solo al ruolo della donna ed al valore della famiglia ma soprattutto ai bambini che non possono essere considerati "pacchetti" da conservare integri per comodità di vita. I bambini sono degli individui già complessi psicologicamente e per giunta vulnerabili. Sono esseri da rispettare ai quali va rivolta massima attenzione per farli crescere sani e carichi di esperienze umane, cognitive e pedagogiche. Non basta "conservarli" bene».(Fa.Seba.)


9 dicembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 43 - 2Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Il Cnr bussa alle banche per ottenere 25 mln da investire in progetti edilizi
* Arriva in Parlamento la battaglia dell'Ispra
* Assemblea nazionale dei precari della ricerca
* Uno spiraglio per le anzianità dei precari
* Le mani del governo sul Tfr detenuto dall'Inps
* Cra, concorsi interni per docenti o ricercatori?
* Istat sui media americani: Giovannini batte Obama
* Agenzia nucleare in panne, sos al manuale Cencelli?


9 dicembre 2009 - Il Tempo

Da due settimane sul tetto per difendere la ricerca
Oltre 200 lavoratori protestano per non perdere il lavoro

Roma - Quattordici giorni. Sono passate due settimane da quando i ricercatori dell'Ispra hanno deciso di accamparsi sul tetto del loro istituto. Sfidando senza timore pioggia, vento e freddo. Di giorno e di notte. Perché l'obiettivo è difendere il posto di lavoro. Duecento precari sono già stati licenziati a giugno. Ad altri 217 scade il contratto a fine mese. Sono le forze più giovani su cui può contare l'ente in via Casalotti. Sono determinati: «Non scenderemo fino a quando non ci sarà garantita stabilità». Molti di loro sono precari anche da dieci anni. L'età va dai 26 ai 42 anni. A protestare sono soprattutto i lavoratori dell'ex Icram, l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologia applicata al mare, che un anno e mezzo fa è stato incorporato nel nuovo Ispra, guidato dal commissario Vincenzo Grimaldi sotto la vigilanza del ministero dell'Ambiente. Ricercatori e tecnici non hanno alcuna intenzione di mollare. Anche ieri hanno passato la festa dell'Immacolata sul tetto, avvolti nelle loro giacche a vento, sotto la tenda e con un'unica grande stufa. Al cibo e alle bevande ci pensano i residenti di Casalotti. «Mai avremmo pensato in un sostegno simile da parte della gente - raccontano - non ci hanno fatto mancare niente. Ci portano pasta, carne e dolci. Ci fanno sentire tutta la loro solidarietà». La maggior parte di questi lavoratori sta cercando di costruirsi un futuro. Stefano ha 38 anni, fa il biologo da più di dieci anni. Attualmente lavora al rigassificatore di Chioggia, a Porto Levante: «Si sente dire che la ricerca è importante, ma poi, nei fatti, non interessa a nessuno. Saremo costretti ad andare all'estero per trovare opportunità che in Italia stanno scomparendo». L'Istituto da un anno a questa parte sta subendo un considerevole ridimensionamento. All'inizio contava circa 1600 dipendenti. Il 31 dicembre scorso 50 precari non sono stati rinnovati. Altri 200 hanno lasciato a giugno. Ora tocca ai 217 che stanno protestando. Il lavoro che viene svolto all'Ispra è unico in tutta Italia. In un Paese con ottomila chilometri di coste questo istituto fa ricerche sullo sviluppo sostenibile, la salvaguardia della biodiversità dell'ambiente marino e si occupa di politiche per la pesca e la maricoltura. «Noi siamo l'organo di supporto scientifico del ministero dell'Ambiente, è così che si intende investire in questo settore?» si domanda Jessica, chimico di 38 anni con un contratto co.co.co scaduto a gennaio, poi rinnovato per altri cinque mesi ad agosto e di nuovo in scadenza a fine anno. Molti ricercatori che in questi giorni stanno protestando fanno lavori fondamentali per l'ecosistema, come il monitoraggio delle piattaforme marine e dei siti di bonifica. Sono loro che, ad esempio, devono controllare l'impatto ambientale della posa dell'elettrodotto che attraversa tutto il Mar Tirreno da Porto Torres a Nettuno. Nel caso di un'emergenza, come una perdita inquinante in mare, è a questi lavoratori a cui ci si deve rivolgere per valutare i danni ambientali e capire come intervenire. Sono sempre loro che effettuano le indagini sui siti di interesse internazionale, come il parco marino di Orbetello. Simone Canese è responsabile scientifico di un progetto sulla biodiversità marina lungo le coste calabresi. È a lui e alla sue équipe che si deve la scoperta della foresta di corallo nero più vasta al mondo. Trentamila colonie tra i 50 e i 110 metri di profondità sui fondali rocciosi dell'omerica Scilla. Anche Simone ha il contratto in scadenza. Sono progetti come questi che, assieme ai precari, rischiano di affondare. L'altro giorno i ricercatori hanno consegnato al ministro Prestigiacomo un albero di Natale simbolico per ricordarle che tra poco saranno licenziati. «Il 25 novembre il ministro ha detto che entro una settimana avrebbe risolto la nostra situazione - dice Massimiliano, biologo marino che lavora qui da nove anni - ne sono passate due e ancora nulla è stato fatto. Ora c'è la conferenza sul clima di Copenaghen: tanti buoni propositi, ma nella pratica la ricerca viene ignorata».


8 dicembre 2009 - Apcom

Scuola/ Sciopero 11/12, con Cgil neanche precari: in altro corteo
Cps amaro: da sindacato ci aspettavamo mobilitazione tutto campo

(APCOM) Venerdì la Flc-Cgil sfilerà da sola: saranno due i cortei che l'11 dicembre si svolgeranno a Roma per protestare contro i tagli all'istruzione e l'approvazione delle riforme sulla scuola. A comunicarlo è stato il 'Coordinamento precari scuola', che ha già ottenuto dalla questura l'autorizzazione a muovere i propri manifestanti da piazza dei Cinquecento (di fronte a Palazzo Massimo nei pressi della stazione Termini) fino al ministero dell'Istruzione; mentre la Flc-Cgil, la cui piattaforma non è gradita ai vertici del Cps, sfilerà da piazza della Repubblica a piazza del Popolo. La decisione del 'Coordinamento precari scuola' è giunta per sottolineare le differenze delle proprie posizioni da quelle del sindacato guidato da Pantaleo: i precari avrebbero infatti voluto dalla Flc-Cgil una linea ancora più in contrapposizione di quella che l'ha portata a non firmare l'ultimo contratto sulla scuola e a 'sganciarsi' dagli altri sindacati di settore (che non a caso l'11 non hanno aderito a sciopero e manifestazione). Secondo il Cps le rivendicazioni del sindacato sarebbero invece ormai orientate ad evitare altri tagli. Senza puntare a recuperare quelli già attuati. E soprattutto senza aver attuato una mobilitazione a tutto campo. Le distanze tra i due raggruppamenti non sono tuttavia abissali: durante un incontro svolto a Roma dai delegati del coordinamento dei precari, assieme ai responsabili dei settori della formazione di Rifondazione e Comunisti italiani, oltre che rappresentanti di Usi e Cub, è stato deciso che il movimento dei precari verrà rappresentato anche all'interno del corteo della Flc-Cgil attraverso una delegazione rappresentata da uno striscione identico a quello dal proprio raggruppamento. E non è da escludere che il primo sindacato decida di fare altrettanto. Non solo: a piazza del Popolo, dove terminerà la mobilitazione dei lavoratori della conoscenza Cgil, un rappresentante del Cps (la candidata è Donatello D'Arcangelo, una docente precaria di Pescara) spiegherà anche le ragioni dei precari intervenendo dal palco. La volontà di distinguersi, ma allo stesso tempo di partecipare attivamente ad entrambe le proteste, è stata espressa dalla maggior parte dei precari: desiderosi di esprimere le differenze con la Flc-Cgil "in forme non contrappositive, ma costruttive. Si è infatti convenuto - spiegano in una nota - che il Cps, fatto di lavoratori della scuola, deve continuare in un'opera autonoma di rivendicazioni sul lavoro e la qualità della scuola sulle quali spingere a convergere i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Si è perciò ribadito che il corteo del Cps l'11 sarà autonomo e che vi parteciperanno, insieme ai precari, i movimenti degli studenti universitari e medi, i coordinamenti dei genitori e tutti gli altri soggetti della formazione che vogliano aderire". Il 'Coordinamento precari scuola' ha anche deciso di sintetizzare la propria piattaforma in alcuni punti ritenuti prioritari: "Rifiuto della riforma Gelmini dei cicli delle superiori; rifiuto dei patti territoriali Miur-Regioni che aprono la via alla regionalizzazione della scuola statale; rifiuto dei finanziamenti alla scuola privata; rifiuto della gerarchizzazione tra docenti e degli altri elementi riconducibili ai decreti Brunetta sulla contrattazione collettiva; equiparazione tra i lavoratori della scuola (docenti e Ata) di ruolo e precari". L'assemblea dei precari ha poi stabilito che l'11 dicembre "non può considerarsi - spiegano dal Cps - se non un momento di passaggio e costruzione di un piano di rivendicazioni e mobilitazioni che rilancino ulteriormente le lotte per la scuola. Si pensa ad un'assemblea nazionale con manifestazione nazionale per l'inverno-primavera prossimi". Previste anche iniziative da svolgere direttamente nelle scuole: assemblee di sensibilizzazione verso gli insegnanti di ruolo (in particolare sugli straordinari); attivarsi nei Collegi docenti per progetti a favore dei lavoratori disoccupati del territorio; pianificare blocchi degli scrutini (rispetto a questi alcuni interventi hanno evidenziato la difficoltà di realizzazione soprattutto in relazione alla reale efficacia e per questo chi li propone ha sottolineato la necessità che, qualora si decida di praticarli, siano preparati in modo da raggiungere un'efficacia dimostrata da simili azioni in passato). I precari intendono quindi creare comitati misti su base regionale e assemblee regionali e interregionali che facilitino i contatti e le mobilitazioni. Prevista anche, sempre in questo a.s. una due-giorni di stati generali su "la scuola che vorremmo"; la creazione di un sito-contenitore unico (simile al sito di Green peace); iniziative di contrasto del finanziamento delle scuole private e dello sfruttamento dei lavoratori in cambio del punteggio, oltre che della dequalificazione della scuola (con sit in davanti a istituzioni scolastiche private); iniziative legali, come le diffide (Abruzzo) in materia di sicurezza: monitoraggio degli effetti occupazionali della riforma Gelmini delle superiori e dei danni, attraverso le esperienze condivise dei lavoratori, prodotti dai contratti di disponibilità.


8 dicembre 2009 - La Nuova Venezia

Positivo il bilancio secondo RdB Trasporti
Sciopero lavoratori Actv «Fermi l’85% degli autobus»

Venezia - Il 90% complessivo sommando automobilistico e navigazione secondo RdB Trasporti; il 59,6% in terraferma, il 36% per il trasporto acqueo secondo l’azienda. Al di là della guerra di cifre, lo sciopero Actv di ieri è pienamente riuscito. Pochi i mezzi in circolazione, fatte salve le «finestre» della fasce garantite per i pendolari.
Ieri pomeriggio a Mestre si sono visti circolare un 10 e un 13, un bus diretto a Dolo, alcuni con la scritta «Fuori servizio». Il blocco maggiore ha riguardato come sempre le linee extraurbane, soprattutto per i centri non serviti dal treno. In un comunicato, RdB esulta: «Grossa soddisfazione del sindacato RdB Trasporti per la forte adesione dei lavoratori Actv allo sciopero aziendale di 24 ore di tutti i servizi», si legge nella nota firmata per il sindacato da Danilo Scattolin. «L’adesione ha avuto punte del 90% in alcuni settori, mediamente dell’80/85% nel servizio automobilistico e superiore al 65% nel servizio di navigazione. Questa è la risposta che i lavoratori hanno voluto dare all’azienda e alle sue disastrose politiche», aggiunge il documento, «vedi Imob/evasione/controllo, sicurezza/pontili, Tronchetto/depositi/capolinea, turni, normative, percorrenze, deviazioni, cantieri. Ma questa è anche la risposta che i lavoratori hanno voluto dare ai sindacati concertativi di Cgil, Cisl e Uil e Faisa che, incuranti del malcontento che dilaga sempre più, continuano a firmare accordi senza la preventiva e doverosa consultazione» dei dipendenti dell’azienda.
Il blocco ha inevitabilmente comportato disagi per gli utenti, soprattutto per le tratte maggiormente frequentate, come la 7/Mirano, non servite direttamente da trasporti pubblici alternativi come il treno. Ancor più perché, vista la giornata festiva di oggi, Immacolata Concezione, la giornata di ieri, lunedì, è stata utilizzata come classico «ponte» festaiolo.

Sciopero Actv, adesione del 60%
Corse regolari in Canal Grande

Venezia - Vaporetti a singhiozzo, ma con i servizi essenziali garantiti, la linea 2 in funzione ogni dicei minuti da Piazzale Roma a Rialto, il ferry-boat per il Lido per tutto il giorno e la linea 41-42 fino a Murano ogni 20 minuti.
Così lo sciopero di Actv di ieri che per 24 ore ha fatto incrociare le braccia ai dipendenti di Cobas-Rdb. Per quanto riguarda il settore della navigazione lo sciopero aveva coinvolto mediamente il 60 per cento dei lavoratori mentre per l’automobilistico l’adesione è stata del 54 per cento.
I disagi, nonostante il massiccio afflusso di turisti, sono stati inferiori a quanto temuto per una giornata a cavallo tra due feste.
I dipendenti che non hanno aderito allo sciopero hanno comunque consentito ad alcune linee di funzionare quasi regolarmente. Come la linea 2 da Piazzale Roma a Rialto che ha svolto le sue corse lungo il Canal Grande ogni dieci minuti.
Nessun problema nemmeno per il ferry boat dal Tronchetto al Lido che è stato assicurato per l’intera giornata. Due mezzi in servizio la mattina e uno il pomeriggio. I vaporetti della linea 41 e 41 per Murano hanno avuto una frequenza ogni venti minuti. Collegamenti assicurati anche per altre isole e, naturalmente, corse in servizio anche nelle fasce d’orario protette.
Gli autobus hanno funzionato nelle fasce garantite, e cioè dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30.(m.pi.)


8 dicembre 2009 - Il Gazzettino

Sciopero ma con pochi disagi
Guerra di cifre sulle adesioni: 90 per cento per le Rdb; "solo" il 65 per cento secondo l’azienda

Venezia - Actv ringrazia. Per fortuna i disagi sono stati pochi. E prendendola con ironia si potrebbe dire che non c’era giorno migliore per fare sciopero. Approfittare della giornata pre-festiva. E così è stato. Con un pizzico di malizia, l’astensione di 24 ore proclamata di Rdb-Cub ha consentito anche ai militanti del sindacato di base - bontà loro - di fare il "ponte".
Tant’è. Pochi, insomma, i disservizi e i ritardi, anche se - come è ovvio - più di qualche corsa è saltata sia nel settore Navigazione sia nell’Automobilistico. Ma di fronte ai lavoratori Rdb che hanno incrociato le braccia, è toccato ai sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil e Faisa garantire la mobilità non solo nelle ore di punta e dei pendolari, ma anche nel resto della giornata.
A fine serata l’azienda ha comunicato le percentuali dell’astensione dal lavoro: 60 per cento nel settore Navigazione; qualcosina meno nell’Automobilistico (54 per cento). Cifre non da capogiro, insomma, e niente paralisi a Venezia e a Mestre. Peraltro l’azienda Actv ci ha tenuto a sottolineare che il servizio di ferry-boat da e per Lido ha funzionato senza particolari intoppi e così pure la linea 1 in Canal Grande (ogni dieci minuti) e così le linee 41 e 42 (ogni 20 minuti). Garantite le fascie delle ore di punta in tutta la terraferma. Regolare infine, il servizio da e per Punta Sabbioni, mentre i collegamenti per le isole (Murano, Burano) si sono avuti ogni 20 minuti.
Dal canto suo la Rdb Trasporti festeggia sottolineando "la grande soddisfazione - dice Danilo Scattolin della segreteria Rdb - per la forte adesione dei lavoratori». Secondo il sindacato le adesioni hanno raggiunto punte del 90 per cento in alcuni settori e mediamente l’80/85 per cento nel settore automobilistico e il 65 per cento nella navigazione. «Questa è la risposta - sottolinea Scattolin - che i lavoratori hanno voluto dare all’azienda e alle sue disastrose politiche (Imob, evasione/controllo; sicurezza sui pontili, turni, percorrenze, deviazioni, cantieri). Ma questa è anche la risposta ai sindacati concertativi di Cgil, Cisl, Uil e Faisa che, incuranti del malcontento che dilaga sempre più, continuano a firmare accordi senza la preventiva e doverosa consultazione dei dipendenti Actv».


8 dicembre 2009 - La Nuova Sardegna

Giovedì un’assemblea in tribunale
Sale il malcontento: protestano i lavoratori del comparto giustizia

ORISTANO - Altro che processo breve e proposte di palazzo. Guardando la giustizia da molto più in basso, ovvero dai tribunali, la realtà è ben lontana da quella delle riforme, o presunte tali, sbandierate nelle dimore romane.
E poco importa se la Cisl, unico sindacato, si dissocia dal coro delle proteste. Queste infatti si sono levate alte già dal 23 novembre, quando c’è stato un incontro locale dal quale è scaturito un documento assai pesante verso i provvedimenti che coinvolgeranno i dipendenti del settore giustizia.
I numeri, nel tribunale cittadino, sono già di per sé impietosi, visto che si continua ad andare in pensione senza che il personale venga rimpiazzato. Succederà nuovamente a breve, con due nuove caselle che resteranno vacanti. Ci si ritrova coi magistrati senza l’appoggio diretto del funzionario, con gli straordinari non equamente comparati, con i criteri dei salari accessori assai criticabili.
Il secondo passo sarà quello dell’assemblea dei lavoratori, in programma giovedì dalle 10 a mezzogiorno, indetta dalla Fp Cgil, dalla Uil, e dalle rappresentanze di base, tramite i loro rappresentanti Attilio Licheri, Daniela Pireddu e Luciano Ghiani. Poi si farà rotta verso Roma, dove il 16, i lavoratori della giustizia parteciperanno ad una manifestazione.(e.c.)


8 dicembre 2009 - Il Giornale di Monza

Per la sede provinciale dell'Inps si muovono i parlamentari

Monza - La battaglia per un Inps provinciale continua, anche dopo che è stato ufficializzato il passaggio a Filiale di coordinamento, facendo rientrare la filiale brianzola nell'area metropolitana. Un accordo che alle Rdb-Cub della filiale monzese non piace, tanto che domani, mercoledì, è stata convocata un'assemblea del personale per rilanciare la lotta per una sede provinciale.
L'argomento è stato portato all'attenzione del Consiglio provinciale dal consigliere del Pd Mimmo Guerriero , che ha parlato di «declassamento», termine che non è piaciuto al presidente Dario Allevi perchè di fatto la lotta condotta sin qui ha invece evitato questo declassamento. Allevi ha comunque assicurato che continuerà il suo impegno per un Inps provinciale.Su questo fronte si sono mossi anche i parlamentari del Pd, che hanno presentato un'interrogazione in Senato.Nel documento Emanuela Baio , Luigi Vimercati e Fiorenza Bassoli chiedono al ministro Maurizio Sacconi «se non intenda, nel breve periodo, porre in essere quanto necessario per ottemperare alla costituzione della nuova sede provinciale Inps di Monza e Brianza; se non ritenga necessario predisporre criteri per la costituzione delle nuove sedi Inps provinciali, quali ad esempio il numero degli abitanti e delle aziende e il bacino di utenza, la fine di ponderare l'allocazione di risorse pubbliche e fornire i servizi solo ove necessario».


8 dicembre 2009 - Il Giorno

IL CASO DELLA CORENA DI NERVIANO
I lavoratori riavranno il posto
I dipendenti saranno assunti da una nuova cooperativa
di CRISTIANA MARIANI

NERVIANO - MOMENTI DI TENSIONE davanti ai cancelli della Corena, ma alla fine la resistenza ha dato i suoi frutti. Quasi tutti gli ottanta ex lavoratori delle cooperative Orizzonte e Smile, che avevano avuto l'appalto dall'azienda nervianese, avranno, infatti, di nuovo un'occupazione già dai prossimi giorni, visto che tutti saranno assunti dalla nuova cooperativa Alfa. L'accordo fra rappresentanti dei lavoratori, azienda e nuova cooperativa è stato raggiunto ieri in tarda mattinata, dopo alcuni giorni di presidio. «Posso dire di essere abbastanza soddisfatto ha spiegato Giuseppe Tampanella della Confederazione unitaria di base . Nel giro di pochi giorni siamo riusciti non solo a inserire il rispetto dell'articolo 18, ovvero quello che stabilisce il licenziamento solo per giusta causa, nel regolamento della nuova cooperativa, ma abbiamo anche concordato il pagamento dei minimi tabellari a tutti». Per una ventina di lavoratori i problemi non sembrano ancora del tutto risolti. «Alcuni risultano ancora dipendenti di una delle due cooperative che operavano in passato all'interno di Corena ha raccontato il sindacalista , però credo che entro pochi giorni riusciremo a porre rimedio anche a questo aspetto. Ne discuteremo la prossima settimana, ma sono fiducioso». Nei giorni scorsi la protesta davanti ai cancelli di via Marzorati si era fatta vibrante. Dopo aver lasciato scadere il 15 novembre la mobilità degli 80 dipendenti e non aver più effettuato comunicazioni ufficiali in merito al loro futuro, ieri mattina la proprietà aziendale aveva deciso di far entrare negli stabilimenti venti lavoratori provenienti dalla nuova cooperativa alla quale è stato dato l'appalto in sostituzione delle uscenti Orizzonte e Smile. Non sono mancate contestazioni nei confronti dei vertici e qualcuno ha anche temuto che si potesse arrivare allo scontro, ma i lavoratori sono riusciti a tenere sotto controllo le emozioni e a non compiere gesti avventati. «Tutti hanno dimostrato una tenacia invidiabile ha sottolineato Tampanella , è anche grazie al loro atteggiamento che siamo riusciti a far rispettare i diritti dei lavoratori». Negli ultimi due anni la Corena, azienda nervianese che si occupa di magazzinaggio e logistica di riviste e giornali rimasti invenduti, ha lavorato per la Parrini, società che si occupa di distribuzioni editoriali in tutto il territorio nazionale. Per svolgere l'attività affidata da Parrini, l'impresa nervianese si era rivolta alle cooperative Orizzonte e Smile, che avevano "fornito" 80 lavoratori. Alla perdita dell'appalto da parte di Corena ha corrisposto la messa in mobilità dei dipendenti. Per loro il timore di restare senza un'occupazione era concreto, ma ora quello che si è aperto è ben più di uno spiraglio.


8 dicembre 2009 - Il Giornale

La nuova contestazione assedia il teatro. Dopo anni torna la paura
Tensione in piazza: i manifestanti forzano le transenne. Pioggia di petardi. Interviene la polizia e torna la calma. Strade chiuse e tiratori scelti sui tetti per proteggere il presidente Napolitano
di Enrico Silvestri

Milano - Senza scomodare il Dino Buzzati di «Paura alla Scala», ieri pomeriggio, dopo anni di tranquillità, gli spettatori della prima hanno dovuto entrare a testa bassa tra fischi, insulti e qualche uovo. Forse è colpa di Bizet, perché l’ultima contestazione risale al 1984, presidente della Repubblica Sandro Pertini, capo del Governo Bettino Craxi. In piazza 300 operai della Magneti Marelli appena licenziati, in scena appunto la «Carmen». Mentre lo «storico» lancio di uova risale al 1968: protagonisti Mario Capanna e il «Don Carlo» di Giuseppe Verdi.
Le contestazioni tuttavia non hanno mai raggiunto toni drammatici, solo durante uno «spingi spingi» una ragazza rovina a terra e ci rimane con un polso dolorante. Merito dell’attento impegno delle Forze dell’ordine, del resto sotto pressione da giorni. Il loro lavoro, data la presenza del Presidente della Repubblica, era infatti iniziato sabato con la «bonifica», dai portarifiuti ai tombini, e il controllo del territorio, poi sigillato e messo sotto stretta vigilanza con i tiratori scelti sui tetti. Ieri alle 14 via Manzoni viene chiusa al traffico, aperta solo alle auto blu, con conseguente modifica di percorso dei tram. Contemporaneamente in piazza Scala, dalla parte di palazzo Marino, vengono piazzate le transenne, per consentire le contestazioni a tiro di voce ma non di lanci. Così già verso le 15 iniziano ad assieparsi i lavoratori dello spettacolo. Raggiunti verso le 16 dagli operai dell’Alfa Romeo e della Fiat, sostenuti da Cub e Slai Cobas, le frange più estreme del sindacalismo, e militanti dei centri sociali. E dopo un quarto d’ora la tensione è subito alle stelle.
Alle 16.25 Cub e Slai cercano di sfondare in via Case Rotte, vengono tamponati dalla polizia, ma da quel momento non c’è più un attimo di pace. I manifestanti, 100/150 operai e una cinquantina di antagonisti, si muovono in cerca di un punto debole dello «schieramento» tra via Santa Margherita e via Filodrammatici. E gli agenti sono costretti a corse continue per chiudere i varchi. Alle 17 i primi ingressi: uomini in smoking, donne in pelliccia, abito da sera e tacchi alti, in precario equilibrio sul pavé bagnato. E parte la contestazione: urla e insulti, petardi e fumogeni rossi. A cui non sfuggono neppure i rappresentanti del centro sinistra «Majorino non entrare» rivolto al Pierfrancesco, capo gruppo del Partito democratico. «Macché, è entrato». E ricompaiono le uova che riportano alla memoria i 7 dicembre del ’68 e dell’84. Ne segue un’ora di passione. Chiunque voglia entrare deve passare le Forche Caudine dei manifestanti, a testa bassa, lo sguardo spaventato. Alle 17.45 lo spazio davanti alla Scala è un unico ingorgo di auto blu, tanto che si rende necessario aprire via Santa Margherita, presidiata dai manifestanti. I carabinieri cominciano a spingere, ne segue un parapiglia, una manifestante rotola a terra e rimane leggermente contusa. Ma siamo ormai alla fine. Qualche minuto ancora e l’ultimo spettatore è entrato. I dimostranti restano in piazza un’altra mezz’oretta poi anche questa prima finisce in archivio. Con molta paura ma pochissimi danni.


7 dicembre 2009 - Il Venezia

Trasporti. Garantiti i servizi minimi nelle ore di punta.
Uffici di Veritas e Insula chiusi per fino a mercoledì
Vaporetti e bus fermi oggi sciopero di 24 ore

Venezia - Giornata che si preannuncia nera per i pendolari che questa mattina si muoveranno da casa per andare sul posto di lavoro: scatta oggi infatti lo sciopero generale di 24 ore dei mezzi Actv lungo la rete sia di terraferma che di navigazione. La manifestazione di protesta è stata indetta da Rdb Cub contro la mancata firma del contratto nazionale di categoria degli autoferrotramvieri, ma le altre sigle sindacali non hanno aderito. L'azienda veneziana dei trasporti come di consueto ha comunque predisposto una serie di servizi per garantire la copertura degli orari di punta, così come sono garantiti anche i servizi minimi per le isole. Linea 2:spola P. Roma-Ferrovia-Rialto Da P. Roma corse ogni dieci minuti dalle 5.59 alle 8.59 e dalle 16.19 alle 19.29. Dalle 16.19 alle 19.29 fermata aggiuntiva a San Marcuola. Da Rialto corse ogni dieci minuti dalle 6 alle 9 e dalle 16.20 alle 19.30. Dalle 16.20 alle 19.30 fermata aggiuntiva a San Marcuola. Per quel che riguarda i servizi automobilistici urbani ed extraurbani di terraferma saranno garantiti solo in due fasce orarie per assicurare le corse maggiormente sfruttate da pendolari e studenti: dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29. Per qualsiasi informazioni sugli orari chiamare eventualmente il call center dell'Actv al numero: 041 24.24. In vista del ponte dell'Immacolata inoltre, oggi, giorno considerato prefestivo, lo sportello unico attività produttive (Suap) di Venezia, in campo Manin, apre al pubblico dalle 9.30 alle 12.30 anzichè in orario pomeridiano come di consueto. Mentre gli uffici di Insula rimarranno chiusi sia oggi che domani e riapriranno regolarmente da mercoledì 9 dicembre. Lo stesso infine per i centri servizi di Veritas a Venezia (piazzale Roma e Santa Croce), a Mestre (via Dante e Ca' Savio) e a Mogliano Veneto (via Pia) che oggi resteranno chiusi al pubblico, riapriranno regolarmente dopo il ponte, dunque da mercoledì.


7 dicembre 2009 - La Nuova Venezia

Pullman garantiti dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29
Actv, scioperano 24 ore i Cobas
Due «finestre» per i servizi bus

Venezia - Sciopero dei servizi pubblici di Actv, sia nel settore automobilistico che di navigazione, per tutta la giornata di oggi. Si fermano per 24 ore i dipendenti dei Cobas-Rdb Cub. Per il servizio automobilistico, urbano ed extraurbano di terraferma, il servizio degli autobus sarà garantito solo tra le 6 e le 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29. Non sono garantite invece le linee N1 e N2, notturne, che collegano Venezia a Mestre. Per il servizio di navigazione con vaporetti sono garantiti i servizi essenziali con le isole. Informazioni sul sito dell’azienda alla pagina web www.actv.it. La linea 1 ad esempio sarà sospesa, ultima corsa ieri sera alle 23.41 limitata a San Zaccaria. Limitazioni per le linee notturne. Sospeso anche il servizio Giracittà 51&52 mentre sarà parzialmente regolare quello della linea 20.


7 dicembre 2009 - Leggo

VENEZIA. Oggi vaporetti e autobus a rischio a causa dello sciopero...

VENEZIA - Oggi vaporetti e autobus a rischio a causa dello sciopero aziendale di 24 ore proclamato dall’organizzazione sindacale RdB-Cub. Lo scioperò, che coinvolge anche il personale delle biglietterie Actv, verrà attuato con il rispetto delle fasce orarie, dalle 6 alle 9 e dalle 16,30 alle 19,30 per gli autobus, e delle corse minime del servizio di navigazione Actv. Le informazioni sulle corse dei vaporetti e gli orari degli autobus prima e dopo l’agitazione sindacale sono sul sito www.actv.it. (P. Mas./ass)


7 dicembre 2009 - Campania Report

"Da anni i braccianti della Piana del Sele sono stati tenuti in condizioni vergognose"
Sgombero San Nicola Varco, Rdb: "C'è anche un'emergenza legalità"
"Chi aveva diritto alla regolarizzazione perchè lavorava è stato tenuto fuori"

Sabato mattina, nell’assemblea pubblica tenuta presso la Federazione Provinciale delle Rappresentanze di Base, si è discusso dell’emergenza umanitaria che continua dall’11 novembre scorso, data dello sgombero di San Nicola Varco ad Eboli. "Dove c’è lavoro ci sono i lavoratori e quindi prima di tutto ci devono essere la dignità e diritti dei lavoratori. Dignità e diritti che sono scomparsi perchè occultati da chi invece aveva avuto il mandato istituzionale di occuparsi dell’intervento umanitario e della bonifica dell'area di San Nicola Varco" si legge in una nota dei sindacati. "Da anni i braccianti della Piana del Sele sono stati tenuti in condizioni vergognose di schiavitù per tenere basso il costo del lavoro, alto il loro tasso di ignoranza e quello dello sfruttamento disumano dei lavoratori. Tutto questo insieme allo sfruttamento intensivo della terra hanno permesso di massimizzare i profitti degli agrari. La radice dello sfruttamento, quello delle persone, quello delle risorse pubbliche destinate all’accoglienza a all’integrazione, è l’illegalità diffusa e incuneata in ogni aspetto della vita sociale, politica e lavorativa che stiamo vivendo" denunciano le Rdb. "Dal rispetto della legalità dobbiamo ripartire per spazzare via tutto il marciume che ha investito tutta la Piana del Sele e che ha indelebilmente coperto di vergogna la classe politica del nostro territorio regionale. Chi aveva diritto alla regolarizzazione perchè lavorava è stato volutamente tenuto fuori dal circuito legale per garantire un esercito di riserva a basso costo e in queste ore viene braccato da una giustizia che non c’è" aggiunge Rdb che conclude: "i lavoratori ci raccontano che c’è tanto lavoro fino a primavera e poi c’è ne sarà ancora di più. Manca un alloggio dignitoso e una doccia per questi lavoratori che sono la ricchezza del primo settore in quella che è una delle pianure più produttive e fertili d’Europa".


7 dicembre 2009 - Il Giornale di Vicenza

IN MUNICIPIO. Incontro tra l’assessore Ruggeri e i sindacati
Riordino di personale 29 le "progressioni"

Vicenza - Nell’ambito del processo di riorganizzazione complessiva del Comune di Vicenza, si è tenuto venerdì scorso un confronto con attinenza in particolare alle progressioni verticali, quindi al riconoscimento delle professionalità e del merito dei dipendenti del comune stesso. Dopo l’ultima riunione, caratterizzata anche da attacchi personali che non hanno aiutato le trattative, una buona parte del tavolo sindacale ha avanzato delle proposte costruttive che hanno consentito all’Amministrazione di approfondire i temi in discussione.
«A seguito di un lavoro considerevole – dichiara l’assessore al personale Tommaso Ruggeri - , del quale ringrazio tutto il gruppo di lavoro coinvolto ed in particolare il segretario generale Simone Maurizio Vetrano e il dirigente del settore risorse umane Micaela Castagnaro, si è arrivati ad una proposta importante che prevede il riconoscimento di 29 progressioni verticali, quindi "avanzamenti di carriera".
Il lavoro è stato reso ancor più duro dal fatto che sempre più alle pubbliche amministrazioni vengono imposte limitazioni e tagli di spesa e di personale a prescindere dalla qualità organizzativa e dal lavoro di ottimizzazione delle risorse operato negli anni in rapporto anche al numero dei dipendenti. Ringrazio le organizzazioni sindacali che sono state in grado di fare un confronto costruttivo e sottolineo come, in un momento così critico, è necessario assumere atteggiamenti di grande responsabilità per avere costantemente un miglioramento organizzativo volto a dare ai cittadini servizi maggiori e di qualità, e riconoscere la professionalità e il merito di chi si impegna»
La proposta andrà in giunta mercoledì 9 dicembre.
Le segreterie di Csa/Fiadel, RdB Cub e Sulpm Ugl commentano positivamente in una nota «l'incontro con l'amministrazione comunale di VIcenza. Sulla vertenza in atto per le progressioni verticali del personale comunale si è passati dalle iniziali due progressioni verticali alle odierne 29: una bella differenza. Ciò significa che se si voleva si potevano proporre subito. Come sindacati si è dovuto protestare per ottenerle ma siamo contenti di averlo fatto».


7 dicembre 2009 - L'Unità

La grave crisi dell'Ispra
di LAURA SUDIRO

Giovani, precari, in odor di licenziamento, e per questo accomunati da un'esasperazione tale da indurli a forme estreme di lotta. Il copione si ripete, ma stavolta a salire sul tetto è il mondo della ricerca. Sono i lavoratori dell'Ispra (Istituto superiore perla protezione e la ricerca ambientale) di Roma, impegnati da più di dieci giorni in una protesta a oltranza contro un piano di licenziamenti che, se portato a termine, lascerà a casa un centinaio di persone, disperdendo un formidabile patrimonio intellettuale e professionale e bloccando di fatto importanti progetti: da quello sul Mose (riguardante il problema dell'acqua alta a Venezia) alle bonifiche di zone portuali da ordigni bellici, al risanamento dei siti inquinati. Colpa della recessione? Solo indirettamente. Secondo Angela Imperi, coordinatrice nazionale Flc dell'istituto la messa in discussione dei posti di lavoro all'Ispra appare più che altro "il risultato di un modus operandi scellerato delI'esecutivo"."L'Ispra -spiega- è frutto di un accorpamento che ha portato alla cancellazione di due enti di ricerca, l'lcram e l'Infs, e dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e i servizi tecnici. Scelta fatta passare come un'iniziativa di razionalizzazione, ma che si sta concretimando stilla pelle dei lavoratoti. Da più di un anno manca un piano per la valorizzazione delle competenze scientifiche esistenti e la gestione commissariale, voIuta dal governo Berlusconi, si è rivelata fallimentare". Nei prossimi giorni, spiega Imperi, oltre ai 170 contratti di collaborazione già scaduti a giugno, verranno meno i contratti di altri 145 addetti altamente specializzati che non hanno ancora ricevuto alcuna assicurazione circa il loro posto di lavoro. È necessario dunque trovare soluzioni adeguate ad assicurare condizioni di normalità all'istituto. Ciò richiede una piena assunzione di responsabilità da patte del team commissariale e, in particolare, da parte del ministero dell'Ambiente e dell'esecutivo. Il prossimo incontro con la struttura commissariale è fissato per il 14 dicembre.


7 dicembre 2009 - La Gazzetta di Parma

SINDACATI. «SIAMO DISCRIMINATI». I CASI AL GIUDICE DEL LAVORO
Due lavoratori Tep: «L'azienda fa mobbing»

Parma - I due dipendenti, spalleggiati dal sindacato Cub-Cobas Trasporti, parlano di mobbing; l'azienda ribatte ribatte sostenendo di «aver sempre operato con correttezza». Fatto sta che alla Tep si sta combattendo un'aspra guerra a suon di denunce e controdenunce e la questione è arrivata sul tavolo del giudice del lavoro, che dovrà prendere una decisione. Diverse le storie dei due dipendenti, comune la «discriminazione » che ritengono di aver subìto.
«Sono in Tep da trent'anni e da cinque, da quando ho osato contestare i vertici dell'azienda, mi sento perseguitato - dice Rodolfo Trinei, già protagonista della consegna di un "tapiro" ai dirigenti Tep - In due anni mi sono stati inflitti 32 giorni di sospensione dal lavoro. Ho esibito tre certificati medici per varie patologie: alcuni mi sono stati contestati, per altri ho subito ispezioni. E mi hanno cambiato i turni di servizio, impedendomi di sottopormi a cure fisioterapiche».
Al culmine della querelle arriva persino una denuncia ai carabinieri di Collecchio, per ingiuria e diffamazione, contro due funzionari aziendali che a loro volta avevano accusato Trinei di aver registrato un colloquio riservato in azienda e di aver minacciato uno di loro. «Mai fatto niente del genere», sostiene Trinei.
Di mobbing parla anche Simona Reale, autista in Tep dal 2002. Nel 2007, dopo un concorso interno, viene trasferita in amministrazione con un contratto di un anno, poi prorogato per altri sei mesi. «Tutti erano contenti di me, mi avevano promesso un'ulteriore proroga, avevo già firmato un pre-contratto. Poi, la doccia fredda. A metà settembre 2008 un responsabile dell'azienda mi convoca e mi comunica, dispiaciuto, che fra due settimane sarei tornata alla guida dei bus. Il mio posto sarebbe stato preso da un dipendente di Tep Services che non aveva sostenuto alcun concorso», racconta la donna. Un cambiamento che mette in crisi la gestione familiare: la donna ha due bimbi piccoli, e il marito lavora oltre otto ore al giorno. «Avevo organizzato la vita con l'orario di ufficio, improvvisamente mi sono trovata a dover fare turni pomeridiani che mi costringevano a lasciare i bambini soli a casa».
La donna entra in depressione, deve iniziare una terapia farmacologica e resta a casa tre mesi. Al ritorno al lavoro, sostiene, iniziano «controlli serrati sul mio operato, e mi viene impedito, in caso di bisogno, di cambiare turno con altri autisti». Una situazione di stress che porta, a metà ottobre scorso, a un ricovero in ospedale «per stato di ansia e depressione reattiva», recita il referto. «Ora sono in malattia e sto nuovamente prendendo farmaci. Non è giusto: dove sono meritocrazia e correttezza?».


6 dicembre 2009 - Liberazione

Colorata protesta all'inaugurazione del tratto To-Mi dell'Alta velocità
E a Torino Berlusconi viene stoppato da No Tav e pendolari
di Fabio Sebastiani

Torino - Una enorme carota di polistirolo e decine di carote vere a simboleggiare i "carotaggi" in Val di Susa, cappelli a punta con la forma di montagna, un maiale capostazione con le fattezze che ricordano quelle del premier e, sul cappello, la scritta "No Cav.". Doveva essere la giornata inaugurale del tratto di Alta velocità tra Torino e Milano, e invece, nel capoluogo piemontese, si è trasformata nell'ennesima protesta dei "No Tav" e dei pendolari. A Milano, stessa scena di caos, con i passeggeri infuriati per le lunghe code provocate dal transennamento della stazione "per ragioni di sicurezza".
A Torino i manifestanti "No-Tav", che da piazza Castello hanno raggiunto la stazione di Torino Porta Nuova, erano circa trecento. Sono rimasti in attesa dell'arrivo del presidente del Consiglio nel piazzale davanti la stazione. Decisamente sproporzionata l'imonente presenza delle forze dell'ordine. Al presidio si sono uniti anche alcuni giovani dei centri sociali che hanno esposto uno striscione con la scritta "Libera la mente e gli spazi occupazione autogestione" contro gli sgomberi dei centri sociali e case occupate. Presenti anche diversi militanti di Sinistra critica, di Rdb-Cub e di Legambiente
A farsi sentire è stata anche la protesta dei pendolari "della bassa velocità", a Torino. Anche per loro il ritrovo è stato in piazza San Carlo, dove il Comitato pendolari Torino-Milano ha allestito una mostra temporanea di "foto-denuncia" «delle inefficienze dei treni e degli sprechi per le linee ad alta velocità». «Spendere 54 milioni al chilometro per avere sette treni al giorno da Torino e altrettanti da Milano è puro delirio», spiega Ettore Fittavolini, presidente del Comitato pendolari di Piacenza. «La Tav è stata fatta sulla nostra pelle - aggiunge Cesare Carbonari, presidente del comitato Torino-Milano - per Rfi, Trenitalia e Trenitalia divisione trasporto regionale si possono prefigurare i reati di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, favoreggiamento». Un altro gruppo di pendolari, gli utenti della Torino-Milano ad alta velocità, hanno incontrato, prima del viaggio del Frecciarossa, l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, e il sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino.
Tra Roma e Milano, dal 13 dicembre, saranno oltre 48mila, spiega Fs, i posti a disposizione per viaggiare in due ore e 45 minuti tra Roma Tiburtina e Milano Rogoredo e in due ore e 59 minuti tra Roma Termini e Milano Centrale.
Una riduzione di tempi che non giustifica i costi che la comunità p costretta a sopportare. Secondo uno studio dell'immmobiliare Gabetti, dal 2003 i quartieri delle città italiane interessati da progetti legati all'Alta Velocità hanno fatto registrare un incremento delle quotazioni superiore rispetto alle medie della città nello stesso periodo. A Bologna, per esempio,intorno alla stazione centrale sono cresciuti di quasi il 40%, contro il 26% segnato dall'intera città. Lo stesso fenomeno si è registrato anche a Napoli: se per il capoluogo campano l'aumento è stato del 25,6%, ad Afragola l'incremento è stato del 34,8%. Caso particolare, rileva l'ufficio studi della Gabetti, è quello di Milano Rogoredo dove i prezzi delle abitazioni sono cresciuti del 38,5% rispetto al 27,5% di Milano.


6 dicembre 2009 - Gazzetta del Sud

Senza risposte concrete i precari torneranno in piazza
Il faccia a faccia con il sindaco Scopelliti e le richieste del sindacato
di Francesco Toscano

GIOIA TAURO - «L'assemblea indetta dall'organizzazione sindacale RdB, tenuta con i lavoratori Lsu/Lpu della Piana di Gioa Tauro, è stata una vera manifestazione di partecipazione attiva alla ripresa della lotta dei lavoratori precari. L'obiettivo è ridare dignità e prospettiva a centinaia di lavoratori presenti nella sala consiliare del comune». È quanto affermano, in un comunicato stampa, i responsabili nazionale e regionale del sindacato, Elisabetta Callari e Aurelio Monte, i quali fanno rilevare che «nel corso dell'assemblea, a grande maggioranza, i lavoratori hanno deciso di sospendere la riunione per fare un blitz nel luogo di inaugurazione della galleria dell'autostrada A3, dove avrebbe dovuto presenziare il presidente Berlusconi». Una numerosa delegazione si è recata, percorrendo sentieri in campagna e scoscesi pendii, per aggirare il blocco di polizia, fino al tetto della galleria. Qui i lavoratori, in assenza del Capo del Governo, hanno manifestato davanti ai politici calabresi presenti. Una protesta rumorosa che non poteva passare inosservata. La folta delegazione è stata ascoltata dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, costretto ad una insolita arrampicata sulla scarpata per il confronto con i lavoratori e con i responsabili RdB, Elisabetta Callari e Aurelio Monte. RdB ha chiesto un intervento sul Governo del Sindaco candidato a presidente della regione Calabria. Giuseppe Scopelliti «si è impegnato, a richiedere un incontro a Roma con il Sottosegretario Pasquale Viespoli, per trovare una soluzione al problema delle migliaia di precari lsu/lpu calabresi». RdB ha ribadito a Scopelliti la proposta già presentata al Governo da più di un anno, «su cui Viespoli non si è ancora pronunciato e che riguarda: trasferimento di risorse statali e regionali; deroga al rispetto del patto di stabilità e al limite di spesa, anche limitato al costo dell'assunzione; trasferimento degli esuberi, finalizzato all'assunzione presso altri enti pubblici statali e regionali; prepensionamento dei lavoratori vicini alla pensione; riconoscimento d'ufficio dei contributi utili alla pensione»: «Soltanto con l'approvazione di queste disposizioni (e non solo con la riserva dei posti come sostiene il sindaco Scopelliti) – secondo i due esponenti sindacali di RdB – si potrà sanare "il lavoro nero di Stato", vergognosamente avallato e giustificato dal risparmio di spesa, nei riguardi di chi è costretto da 13 anni ad una sussidio inadeguato, senza contratto di lavoro e senza contributi». Al termine della manifestazione il sindacato RdB ha comunque dichiarato che se nei prossimi giorni non si avrà conferma di un incontro con Viespoli, promuoverà un blocco delle attività in tutti gli enti con l'interruzione dei servizi attualmente garantiti dai lavoratori lsu/lpu, anche in difformità ai progetti: «A tal fine – concludono i due sindacalisti – l'assemblea ora sospesa, sarà riconvocata nei prossimi giorni». I tamburi tornano a rullare.


6 dicembre 2009 - La Città di Salerno

Ieri riunione della Rdb Cub: «Responsabilità politiche e morali per l'emergenza,umanitaria»
Immigrati, c'è villa Falcone
Il comune l'ha adibita a centro per cinquanta sfollati
di Maria Vita Della Monica

Eboli - A quasi un mese dallo sgombero di San Nicola Varco, continua l'emergenza umanitaria. Mentre i Cobas e i coordinamenti antirazzisti- ribadiscono l'esigenza di interventi che facciano fronte alla situazione, il Comune apre una nuova struttura, villa "Falcone-Borsellino", da adibire a centro di accoglienza per gli immigrati sfollati. Da ieri sera la villa, confiscata al boss Galasso, ha aperto le sue porte a venti cittadini stranieri. <Il centro di Torre Barriate, che era stato aperto, in via di urgenza, dal Cornune e dalla Caritas nelle prime ore dell'emergenza, esaurisce la sua funzione e nelle prossime ore verrà chiuso al fine di consentire il prossimo avvio dei lavori di riqualificazione e ristrutturazione>, ha dichiarato I'assessore alle politiche sociali, Luca Sgroia. Altre strutture sono in via di individuazione, non solo ad Eboli ma anche nel comuni limitrofi di Battipaglia e Capaccio. «Nei prossimi giorni proseguirà I'azione di sostegno per tutti i migranti che rientrano nel piano regionale - ha aggiunto Sgroia - rimane il rammarico, umano e politico, per i limiti normativi che impediscono di poter assistere tutti indistintamente, considerando la straordinaria ricchezza in termini di apporto economico e culturale rappresentato dai migranti. Procederemo all'inserimento di ciascuno di questi cittadini stranieri nei piani di trattamento individualizzati dei servizi sociali territoriali». Resta la presa di posizione del volontariato, che in questa vicenda ha svolto un ruolo fondamentale a tamponare l'emergenza post sgombero. Scrive in una nota il comitato antirazzista, costituitosi in seguito al sequestro dell'ex mercato ortofrutticolo: «Dal primo giorno abbiamo raccolto i migranti nascosti nella terra gelata. Abbiamo cercato insieme, liberi cittadini, militanti di partito e qualche prete cristiano non votato al potere, di organizzare i pasti e i medicinali per l'assistenza. Nessuna istituzione ci ha veramente aiutati». Intanto, ieri mattina a Salerno, l'Rdb Cub ha organizzato una assemblea provinciale pro immigrati, per discutere la situazione. «L'emergenza umanitaria della Piana del Sele è dovuta a precise responsabilità politiche e morali che non possono essere taciute - afferma Pietro Di Gennaro, della segreteria provinciale - vogliamo sapere la task force per San Nicola Varco, nominata dalla regione Campania lo scorso giugno, cosa ha fatto e cosa ha in programma nell'immediato futuro. Chiedidmo, inoltre, che siano discussi e resi pubblici tutti gli interventi specifici che in queste settimane sono stati e saranno messi in atto». Buone nuove, dunque, per gli sfollati regolari. Per gli "invisibili" senza permesso di soggiorno, invece, continua la diaspora nei casolari abbandonati della Piana.


6 dicembre 2009 - Julie news

Piana del Sele: L'emergenza umanitaria è emergenza della legalità

Salerno - Questa mattina, nell’assemblea pubblica tenuta presso la Federazione Provinciale delle Rappresentanze Sindacali di Base, si è discusso dell’emergenza umanitaria che continua dall’undici novembre scorso, data dello sgombero di San Nicola Varco. Dove c’è lavoro ci sono i lavoratori e quindi prima di tutto ci devono essere la dignità e diritti dei lavoratori. Dignità e diritti che sono scomparsi perchè occultati da chi invece aveva avuto il mandato istituzionale di occuparsi dell’Intervento umanitario e bonifica area San Nicola Varco – Eboli. Da anni i braccianti della Piana del Sele sono stati tenuti in condizioni vergognose di schiavitù per tenere basso il costo del lavoro, alto il loro tasso di ignoranza e quello dello sfruttamento disumano dei lavoratori. Tutto questo insieme allo sfruttamento intensivo della terra hanno permesso di massimizzare i profitti degli agrari. La radice dello sfruttamento, quello delle persone, quello delle risorse pubbliche destinate all’accoglienza a all’integrazione, è l’illegalità diffusa e incuneata in ogni aspetto della vita sociale, politica e lavorativa che stiamo vivendo. Dal rispetto della legalità dobbiamo ripartire per spazzare via tutto il marciume che ha investito tutta la Piana del Sele e che ha indelebilmente coperto di vergogna la classe politica del nostro territorio regionale. Chi aveva diritto alla regolarizzazione perchè lavorava è stato volutamente tenuto fuori dal circuito legale per garantire un esercito di riserva a basso costo e in queste ore viene braccato da una giustizia che non c’è. I lavoratori ci raccontano che c’è tanto lavoro fino a primavera e poi c’è ne sarà ancora di più. Manca un alloggio dignitoso e una doccia per questi lavoratori che sono la ricchezza del primo settore in quella che è una delle pianure più produttive e fertili d’Europa.
L’EMERGENZA UMANITARIA e di LEGALITA’ della Piana del Sele non è dovuta ad un fenomeno naturale ma a precise responsabilità politiche, etiche e morali che non possono essere né taciute né nascoste. In queste ore continuero a tenere alta l’attenzione e la partecipazione, coinvolgendo lavoratori, istituzioni, l’INPS e Direzione Provinciale del Lavoro.


6 dicembre 2009 - Corriere del Veneto

Domani bus e vaporetti a rischio

VENEZIA — Bus e vaporetti a singhiozzo, domani, a causa dello sciopero di 24 ore del personale Actv indetto da Rdb Cub. Al di fuori delle fasce di garanzia stabilite per legge (6-9, 16.30-19.30) in cui il servizio è assicurato, per il resto della giornata – resa difficoltosa anche dal ponte dell’Immacolata – i mezzi del trasporto pubblico potrebbero creare più di qualche disservizio. Non subirà invece alcuna interruzione il servizio delle biglietterie (Vela) che si svolgerà quindi regolarmente. Lo sciopero del sindacato di base arriva dopo una lunga trattativa con l'azienda, mai andata in porto, che aveva già rischiato lo scorso luglio di mettere ko la viabilità cittadina nel giorno del Redentore. Le parti non sono riuscite a trovare un accordo sui temi legati a Imob e ai controlli a vista a bordo degli autobus.

Lieta sorpresa per i dipendenti
Le promozioni in municipio salgono da due a ventinove

VICENZA — Dipendenti comunali: ventinove progressioni verticali al posto di due. E’ questo il risultato raggiunto dopo una lunga riunione fra amministrazione comunale e sindacati. «Un lavoro considerevole – spiega l’assessore al Personale di Vicenza Tommaso Ruggeri – del quale ringrazio tutto il gruppo di lavoro coinvolto ed in particolare il segretario generale Simone Maurizio Vetrano e il dirigente del settore risorse umane Micaela Castagnaro. Così si è arrivati ad una proposta importante che prevede il riconoscimento di 29 progressioni verticali, quindi "avanzamenti di carriera". Il lavoro è stato reso ancor più duro dal fatto che sempre più alle pubbliche amministrazioni vengono imposte limitazioni e tagli di spesa e di personale a prescindere dalla qualità organizzativa e dal lavoro di ottimizzazione delle risorse operato negli anni in rapporto anche al numero dei dipendenti». Dal Comune si sottolinea che «le organizzazioni sindacali sono state in grado di fare un confronto costruttivo». Soddisfazione viene espressa anche dalle segreterie di Csa-Fiadel, Rdb-cub e Sulpm-Ugl.


6 dicembre 2009 - Il Giorno

Domani sciopero ai Riuniti

Bergamo - POTREBBERO esserci problemi domani agli Ospedali Riuniti di Bergamo, a causa di uno sciopero proclamato dai sindacati di base RdB-Cub per il personale dipendente. Lo annuncia lo stesso ospedale in una nota, nella quale dichiara che «in vista dello sciopero programmato per l'intera giornata di lunedì 7 dicembre, gli Ospedali Riuniti di Bergamo assicurano agli utenti l'erogazione delle cure e dei servizi essenziali, ma segnalano il rischio di possibili disagi e rallentamenti nelle prestazioni». IN PARTICOLARE, POTREBBE essere ridotta o sospesa l'attività del call center del Cups, centro unico prenotazioni e servizi, «ma sarà comunque possibile - conclude la nota dell'ospedale - prenotare regiolarmente visite ed esami direttamente agli sportelli di Largo Barozzi e ritirare i referti agli sportelli dedicati, situati all'ingresso numero 28».


6 dicembre 2009 - La Provincia di Varese

trasporto pubblico/vertenza complicata
Lo sciopero fa centro: neanche un bus in strada
I dipendenti della Sila ora minacciano: «Siamo pronti a uno stop di otto ore a ridosso delle feste»

Varese - (lr) Nemmeno un autobus della linea urbana ieri pomeriggio a Varese: lo sciopero dei dipendenti della Sila (azienda che 4 anni fa è subentrata ad Avt) come previsto è iniziato alle 17.30, quando tutti i mezzi sono rientrati al deposito dell'ex Macello civico per dar vita a un sit-in di protesta. Lo sciopero è poi proseguito sino a tarda sera raccogliendo il 100% di adesioni.
Una cifra che da sola testimonia il livello di esasperazione raggiunto dai lavoratori (100 autisti più una ventina di persone tra addetti all'officina e all'amministrazione) che lamentano il mancato rispetto degli accordi aziendali e il completo abbandono da parte dell'amministrazione pubblica: «Per mantenere in piedi il servizio da anni accettiamo turni che prevedono fino a 30 ore mensili di straordinari, ma gli orari di percorrenza, stabiliti sul traffico di 30 anni fa, sono all'origine di ritardi e corse saltate quotidianamente», racconta Antonio Marangiolo, della Cgil. «E altrettanto quotidiane sono le umiliazioni che riceviamo da un'utenza ormai esasperata e che si sfoga con i rappresentanti del servizio che ha a tiro. Gli autisti», aggiunge Ludovico Testa della Cub. «L'amministrazione pubblica chiede ai cittadini di non usare l'auto, ma se il servizio pubblico non funziona gli appelli cadono nel vuoto ? afferma Sergio Pisoni della Uil ? Se l'autobus deve essere la soluzione per ridurre traffico e smog allora bisogna aggiornare gli orari e aumentare le corsie preferenziali per rendere il servizio più veloce».
Il personale della Sila quindi si aspetta un impegno più concreto da parte dell'amministrazione e all'azienda chiede di redistribuire gli straordinari in maniera equa «mentre ora lavora di più chi costa meno, perché ha un contratto più recente», spiega Salvatore Romeo della Faipa. «Siamo già stati anche dal prefetto. L'azienda si mostra sempre disponibile ma al momento della firma scappa ? conclude Luciano Bisanti della Cisl - Se non saremo convocati il prossimo sciopero sarà di 8 ore e a ridosso delle Feste».


6 dicembre 2009 - Corriere Adriatico

Riparte la produzione alla Manuli

Ascoli - Con i primi lavoratori, nella fattispecie manutentori, rientrati in fabbrica (una trentina più alcune ditte esterne), alla Manuli si sta per riavviare il ciclo produttivo sotto l’incognita di un futuro certo non facile e, soprattutto, non ancora chiaro rispetto ai programmi ed ai piani industriali della multinazionale della gomma. Con i sindacati, in questo caso i confederali di Cgil, Cisl e Uil, che hanno scommesso molto della loro credibilità per tenere in vita lo stabilimento di Campolungo, negando alla propria vista quelli che sono e rimangono grossi problemi (in primis, la mancanza di investimenti di carattere produttivo, senza i quali lo stabilimento, non oggi, non domani, ma in un futuro non lontano sarebbe destinato comunque a morire), e con Sdl e Ugl insieme al coordinamento dei lavoratori che nei mesi scorsi hanno dato vita al presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica che non si rassegnano e promettono di andare avanti con la loro battaglia, la vicenda della Manuli è emblematica rispetto al problema dei problemi.


5 dicembre 2009 - Asca

CALABRIA: RDB, CON FSE STABILIZZARE PRECARI

(ASCA) - Catanzaro, 5 dic - Con i fondi sociali europeri, recuperati dalla Regione Calabria, ''e' opportuno stabilizzare tutti i precari, che lavorano nei vari enti della regione, compresi quelli comunali e provinciali''. Lo sostiene il Sindacato RdB, dopo avere appreso la notizia, data dal Governatore Loiero e dalla sua Giunta, del recupero di 200 milioni di euro, riferiti a fondi europei non utilizzati dalla giunta precedente Giunta e che sembravano persi, e dopo l'annuncio dello stanziamento di ulteriori fondi europei, per 860 milioni di euro, per la programmazione 2007-2013. ''Si potrebbe iniziare, stabilizzando ''veramente'' quei lavoratori che, dopo quasi 10 anni di precariato - dice RdB - sono stati assunti a 24 ore e con qualifiche umilianti sia per il lavoro svolto in quei 10 anni, che per i loro titoli di studio e che hanno affollato l'assemblea di mercoledi' scorso a Catanzaro, organizzata da RdB, nella quale ha brillato l'assenza della politica, a partire dalle istituzioni regionali''. ''Noi riteniamo che la Calabria - sostiene RdB - non possa permettersi il lusso di emarginare simili professionalita', visto che laureati e diplomati, sono stati ingiustamente inquadrati ai livelli iniziali delle progressioni di carriera, con mansioni, quindi, assai dequalificanti. Se non si vuole bruciare questi fondi in finanziamenti verso aziende fantasma, che producono solo opere incompiute e nessun posto di lavoro - sostine il Sindacato - bisogna che questa Giunta Regionale rivolga finalmente la propria attenzione verso i precari, che, da troppi anni, vivono nell'incertezza del proprio futuro''.


5 dicembre 2009 - Repubblica.it

Berlusconi inaugura Alta Velocità, protesta e insulti a Porta Nuova
Insulti e cori di protesta hanno accolto il presidente del Consiglio giunto alla stazione torinese per inaugurare il Freccia Rossa Torino-Milano. Un gruppo di circa 250 manifestanti aveva bloccato il traffico all'incrocio tra corso Vittorio Emanuele e via Sacchi. Al presidio hanno partecipato anche militanti di Sinistra Critica, Cub, Legambiente e centri sociali

Torino - Un centinaio di manifestanti, tra i quali alcuni no Tav, hanno accolto il premier Silvio Berlusconi, che oggi inaugura l'Alta Velocità Torino-Milano, con fischi e cori di protesta. Alcuni hanno invocato per il premier "la galera" e chiesto le sue "dimissioni", mentre altri hanno intonato la canzone partigiana "Bella ciao". I manifestanti si trovano nell'atrio della stazione, nei pressi del binario 15 da cui sta per partire il viaggio inaugurale dell'Alta Velocità. Circa 250 persone hanno bloccato il traffico vicino alla stazione, all'incrocio tra corso Vittorio Emanuele e via Sacchi.Alla protesta prendono parte, oltre ai no Tav, anche militanti di Sinistra Critica, Cub, Legambiente e centri sociali. Simbolo della protesta una gigantesca carota di cartapesta che fa riferimento all'imminente inizio dei lavori di carotaggio per la realizzazione dell'Altra Velocità in valle Susa. Tra i cartelli uno raffigura un capostazione con una caricatura del viso di Berlusconi.Alcuni manifestanti indossano un cappello a punta con la scritta No Tav, mentre un gruppo di musicisti di strada del centro sociale Il Gabrio suona con i tamburi. Uno striscione, in particolare, contesta lo sgombero dei centri sociali di Torino.


5 dicembre 2009 - La Nuova Sardegna

Impiegati al lavoro con le mascherine antivirus
I sindacati di base contro i tagli decisi dal ministro Brunetta in caso di malattia

CAGLIARI - Da sindacalisti duri e puri ma comunque rispettosi delle procedure hanno inviato tempo fa una lettera al ministro che vuole riformare la pubblica amministrazione, per chiedergli un passo indietro sul taglio al salario ai dipendenti pubblici in caso di malatti. Da Renato Brunetta però non è arrivata alcuna risposta e ieri mattina i sindacalisti della Rappresentanze di Base hanno deciso di distribuire, a cominciare dagli uffici della Cittadella finanziaria, mascherine antivirus, unico mezzo per tentare di proteggersi dalla diffusione del contagio.
Non solo: visto che Brunetta non ha risposto all’appello, le RdB si sono rivolte a Topo Gigio, sperando che il topo più famoso d’Italia utilizzato per gli spot governativi per la prevenzione dell’influenza A ‹‹sia più sensibile di Brunetta - dice Enrico Rubiu, delle RdB Pubblico impiego -. Abbiamo utilizzato questa forma ironica di pressione sul ministro per evidenziare la situazione paradossale che si è venuta a determinare negli uffici pubblici a seguito del diffondersi della pandemia. Da un lato c’è il ministro Sacconi e il suo portavoce, Topo Gigio, che esortano a stare a casa ai primi sintomi dell’influenza, dall’altro Brunetta che continua imperterrito la sua caccia alle streghe, penalizzando i dipendenti pubblici››. L’oggetto del contendere è l’applicazione della legge 133 del 2008 che taglia del 30 per cento il salario ai dipendenti pubblici in caso di assenza per malattia.
‹‹Questa imposizione - aggiunge ancora il rappresentante delle Rdb - li costringe a recarsi al lavoro nonostante siano colpiti dai primi sintomi influenzali se non vogliono compromettere ancora di più la possibilità di arrivare con lo stipendio alla fine del mese. Anche per questo motivo continueremo a contrastare gli assurdi provvedimenti del ministro Brunetta con ogni mezzo disponibile››.(p.s.)

All’Agenzia delle entrate sit-in dell’Rdb contro la circolare Brunetta
«Costretti a lavorare influenzati» scatta la protesta in mascherina

NUORO - Il ministro Sacconi, ai primi sintomi dell’influenza, dice loro che è decisamente meglio stare a casa. Il ministro Brunetta, invece, li spinge di fatto a rimanere in ufficio, nonostante febbre, raffreddore e dintorni. Perché altrimenti, sullo stipendio già piuttosto basso, scattano delle trattenute da paura. I dipendenti pubblici, insomma, non sanno più che pesci pigliare. E sono piuttosto arrabbiati per quella che ritengono una grossa ingiustizia. «Un provvedimento assurdo» scrivono in un comunicato sindacale.
Ieri mattina, la loro protesta è arrivata anche a Nuoro, grazie a un sit-in organizzato dal sindacato Rdb-Cub in contemporanea con tantissime altre città d’Italia. A metà mattina, davanti all’Agenzia delle entrate di via Oggiano, un gruppo di lavoratori ha messo su una forma singolare e simpatica di dissenso alla circolare Brunetta. Ognuno, infatti, si è presentato con una mascherina sulla faccia, di quelle che si utilizzano per proteggersi dai virus. E un discreto numero delle stesse mascherine sono state distribuite agli utenti. Come dire: Brunetta ci costringe ad andare al lavoro malati, per non perdere lo stipendio, quindi almeno voi utenti proteggetevi dai lavoratori influenzati.
«È evidente - scrivono in un volantino i rappresentati dell’Rdb pubblico impiego - che nessuno di noi può permettersi il lusso di starsene a casa in caso di primi sintomi influenzali perdendo tanti soldi e per questo Brunetta ci ha trasformato in una sorta di "untori" dell’influenza A, contribuendo, nostro malgrado al diffondersi della pandemia». Per i lavoratori pubblici, insomma, ammalarsi sembra diventato un lusso che quasi nessuno di loro può permettersi.
«Ci è sembrato necessario - scrive ancora l’Rdb-Cub - che l’utenza di questo ufficio fosse avvertita di quello che accade nel nostro paese e di come è gestita la Pubblica amministrazione. Da parte nostra, non possiamo fare altro che invitarvi a indossare, in via precauzionale, la mascherina che i lavoratori hanno acquistato di tasca loro».(v.g.)


5 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova

Dipendenti pubblici: vietato ammalarsi
Cub all’Agenzia delle Entrate: chi ha l’influenza si vede lo stipendio tagliato

Padova - Vietato ammalarsi per i dipendenti pubblici: si rischia di rimetterci di tasca propria fino a 35 euro al giorno. Questo il monito di Rdb Cub, sindacato di base indipendente. Ieri mattina un gruppo di lavoratori delle agenzie fiscali si sono presentati in via Turazza, alla sede dell’Agenzia delle Entrate, bardati di mascherine per denunciare le disposizioni del ministro Brunetta. «I primi 10 giorni di malattia (ero caduto dal motorino) mi sono costati 170 euro e non mi ammalavo da 10 anni». Questa la testimonianza di Giuseppe D’Agostini, dipendente di settimo livello all’Agenzia Tributaria e delegato Rsu. «Nelle Agenzie fiscali - aggiunge il collega Celestino Giacon - un giorno di malattia costa un trentesimo dell’indennità di Agenzia e si perde il buono pasto. I primi 10 giorni si pagano sempre, anche se si sta a casa un mese. Queste disposizioni fanno a pugni con quelle previste per l’influenza A/H1N1 che suggeriscono di rimanere a casa tempestivamente. Il governo in carica ha così articolato una serie di interventi punitivi nei confronti dei lavoratori che si ammalano».(e.sci.)

Allo sportello con la mascherina per protesta contro Brunetta

ESTE - Si è animata anche all’Agenzia delle Entrate di Este la protesta indetta da RdB Cub in tutti gli uffici pubblici della provincia.
Il sindacato punta il dito contro la «tassa sulla malattia», che viene addebitata al lavoratore, appunto, in caso di assenza per malattia.
Poco dopo le 10.30 i dipendenti dell’Agenzia di via Brunelli hanno indossato delle mascherine anti-contagio, distribuendo volantini ai clienti.
«Queste norme non assicurano la tutela della salute pubblica perché, ad esempio, non garantiscono l’osservanza della profilassi per arginare la pandemia da influenza suina - si legge nei manifestini consegnati alla gente -. Nelle agenzie fiscali un giorno di malattia costa un trentesimo dell’indennità di agenzia, oltre a indennità di professionalità (la «quattordicesima»), produttività d’ufficio, l’indennità di disagio e responsabilità... Infine nella giornata di malattia si perde anche il buono pasto».
Da qui la decisione di sensibilizzare l’utenza di Este, che si è dimostrata sensibile a volantini e mascherine: «Abbiamo voluto informare i cittadini sui rischi che corrono nel nostro Paese - spiega la nota arrivata da RdB Cub - dove ammalarsi è un lusso per pochi, visto che per non perdere cifre consistenti di salario un lavoratore è tentato di andare a lavorare anche quando è ammalato».(n.c.)


5 dicembre 2009 - Il Quotidiano della Calabria

Influenza, Rdb Agenzie fiscali Calabria scrivono a "Topo Gigio"
Una ironica ma veritiera lettera a Topo Gigio che nella sua pubblicità televisiva contro l'influenza A, invita il malato a rimanere a letto

I lavoratori delle Agenzie fiscali, "unitamente a tutti i lavoratori pubblici, sono costretti ad andare a lavorare lo stesso, anche se malati" di influenza A, "per non vedersi diminuire lo stipendio". Lo sostiene l’esecutivo regionale Rdb Agenzie fiscali, che stamani ha organizzato una protesta davanti agli uffici finanziari della Calabria.
"Il ministro Brunetta, infatti – prosegue la nota – è rimasto insensibile ad una nota di Rdb, con la quale il sindacato di base chiedeva di sospendere la trattenuta sulla busta paga (prevista in caso di malattia) in occasione di questa pandemia in corso. Brunetta, dimostrando un profondo disinteresse non solo verso i dipendenti, ma anche verso la salute dei cittadini che devono recarsi in uffici pubblici, non ha assolutamente risposto alla richiesta di Rdb". "Con una lettera aperta a Topo Gigio, che nella pubblicità raccomanda a tutti di stare a casa ai primi sintomi di influenza suina – è scritto nella nota – si è svolta questa mattina una iniziativa di Rdb davanti agli uffici finanziari della Calabria, così come in tutta Italia, consegnando agli utenti che hanno affollato gli uffici, un volantino e una mascherina per proteggersi dal virus. Infatti, contrariamente alle raccomandazioni del buon Topo Gigio, i lavoratori delle Agenzie fiscali, unitamente a tutti i lavoratori pubblici, sono costretti ad andare a lavorare lo stesso, anche se malati".


5 dicembre 2009 - Corriere del Veneto

Il sindacato regala le mascherine

VERONA - Mascherine contro l’influenza. A distribuirle il sindacato di base Rdb-Cub, che ieri mattina ha portato avanti questa singolare protesta nella sede dell’Inps, contro la battaglia anti-assenti di Brunetta.(d.o.)

La protesta
Legge Brunetta, ammalarsi costa

PADOVA — «Con questa legge nessuno ha più il coraggio di restare a casa dal lavoro anche se è malato. Perché vuol dire perdere in media 35 euro ogni giornata di assenza».
Parole di Celestino Giacon, rappresentante sindacale RdB delle agenzie fiscali.
Ieri mattina ha capeggiato la manifestazione dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate contro la legge nota come la «Brunetta I» anti-fannulloni pubblici.
«Chi è malato sul serio è penalizzato rispetto a quanti fanno i furbetti. Ci sono, sì – conclude Giacon – ma li combattiamo noi stessi».(N.M.)


5 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

SOS CASA
Presidio e blocchi del traffico contro 2.500 sfratti in arrivo

Bologna - IN OCCASIONE della giornata nazionale per il blocco degli sfratti (e all'indomani dell'allarme della Caritas che non esclude il rischio di ribellioni a fronte del problema casa sotto le Due torri) il sindacato inquilini delle Rdb, Asia, ha organizzato ieri un presidio sotto la prefettura con inquilini e attivisti di Bologna Prende Casa'. La mobilitazione, informa una nota del sindacati, «è proseguita attraverso un blocco del traffico nel centro cittadino. Era stato chiesto un incontro con il prefetto, richiesta alla quale non c'è stata risposta», fa sapere Lidia Triossi di Asia. La stessa Triossi ricorda che «a Bologna ci sono più di 2.500 sfratti già passati in giudicato e che presto saranno eseguiti, c'è stato in soli 10 mesi un aumento del 50% degli sfratti per morosità. Questa emergenza è ormai riconosciuta da diverse figure che vanno dall'amministrazione comunale alla Caritas». Dunque, «per risolvere questa situazione è necessario che tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali lavorino di concerto per arrestare l'emergenza e per rimettere al centro un nuovo piano casa popolare». Asia rilancia «una mobilitazione unitaria» di lavoratori, precari, disoccupati e inquilini per sabato 19 dicembre, ribattezzata dalle Rdb «giornata cittadina contro la crisi».


5 dicembre 2009 - La Stampa

MASCHERINE E VOLANTINI
Sacconi o Brunetta? Dilemma all’Inps

Novara - Il ministro del Lavoro Sacconi invita i lavoratori a stare a casa se avvertono i sintomi dell’influenza, mentre Brunetta introduce la penalizzazione per chi sta a casa in malattia. Come fare? L’hanno chiesto ieri mattina i rappresentanti sindacali dell’Inps di Novara, che hanno effettuato un volantinaggio, con i Cobas, davanti alla sede di corso della Vittoria muniti di mascherina antivurs. I lavoratori hanno distribuito le mascherine anche agli utenti: «Nessuno di noi può permettersi il lusso di stare a casa in caso di sintomi influenzali, perdendo tanti soldi e per questo Brunetta ci ha trasformato in una sorta di "untori" dell’influenza A, contribuendo, nostro malgrado, al diffondersi della pandemia».


5 dicembre 2009 - Il Gazzettino

Padova. Mascherine gratis agli utenti...

Padova - Mascherine gratis agli utenti. Le hanno distribuite ieri mattina un gruppo di dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di via Turazza che hanno aderito alla giornata di protesta nazionale indetta dal sindacato di base "RdB Agenzie fiscali" contro la politica introdotta dal ministro Renato Brunetta che prevede in caso di assenza per malattia pesanti tagli allo stipendio.
Con una circolare – ha sottolineato Celestino Giacon rappresentante RdB – il ministro della salute Sacconi ha invitato tutti i lavoratori a contatto con il pubblico a restare a casa appena si manifestano i sintomi del virus A. Purtroppo i dipendenti pubblici non possono tenere conto della sua esortazione. Ammalarsi costa salato ai dipendenti che si vedono detrarre mediamente 35 euro di stipendio al giorno dalla busta paga. Una penalizzazione assurda che costringe a marcare il cartellino anche con la febbre». «Nessuno di noi può permettersi il lusso di stare a casa in presenza di normali sintomi influenzali e perciò non possiamo assicurare che in questi uffici siano state rispettate le indicazioni provenienti dal ministero della Salute».


5 dicembre 2009 - Il Mattino

Napoli. No alla repressione. Sì alla difesa degli spazi sociali occupati e autogestiti...
di Giuliana Covella

Napoli - No alla repressione. Sì alla difesa degli spazi sociali occupati e autogestiti. A scendere in piazza, per il «Liberiamoci Day», circa un migliaio tra studenti, lavoratori e disoccupati. Il corteo, partito da Materdei, si è diretto verso la prefettura, dove è stato consegnato un appello per dire basta alle violenze e agli abusi in carcere, invocare giustizia per l'uccisione di Stefano Cucchi, Carlo Giuliani, Federico Aldovrandi e Raffaele Sandri, bloccare gli sgomberi di case e centri sociali occupati, chiedere l'amnistia per le sanzioni amministrative legate alle lotte sociali. La pioggia incessante non ha fermato i dimostranti, che hanno fatta tappa davanti Palazzo San Giacomo, alla luce dei recenti sgomberi dell'ex convento di Materdei e dell'ex scuola Schipa. «L'amministrazione comunale - hanno urlato i manifestanti - si decida se spalleggiare i fascisti o i centro sociali». «È folle da parte del Comune - tuona l’ex deputato Francesco Caruso - equiparare i rigurgiti fascisti che stanno emergendo in città con i centri sociali». Presente in piazza il comitato abitanti di Materdei, che proporrà alla Municipalità di «utilizzare l'ex convento e la Schipa - spiega Roberto Moresco - per realizzare un asilo nido comunale, nuove aule per la scuola media Fava-Gioia e gli spazi socio-sanitari soppressi con la chiusura del Gesù e Maria». A essere contestate anche le migliaia di condanne che pendono sul capo di attivisti e rappresentanti dei movimenti. «Solo a Napoli negli ultimi cinque anni - rimarca Enzo De Vincenzo, segretario di Rdb Campania - a carico di lavoratori, studenti e centri sociali sono oltre cinquemila le multe». «Si sta costruendo un diritto penale che prevede punizioni più severe per i più deboli - dice Dario Dell'Aquila, di Antigone Campania - ed è tragico costatare che c'è voluta la morte di Cucchi per sollevare un problema che non è affatto nuovo». Nelle stesse ore è scoppiata la polemica sulla «schedatura» di esponenti del Pdl campani in un dossier redatto dai centri sociali. Dossier che ha fatto scattare, immediata, la denuncia dei diretti interessati. Secondo il vice capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Pietro Diodato, «è una schedatura che si nutre di menzogne tali da creare la criminalizzazione dell'avversario grazie alla complicità delle istituzioni di centro-sinistra». «Preoccupante è la modalità con cui alcuni estremisti di sinistra hanno elaborato il documento, con il chiaro intento di segnalare me ed altri colleghi come i nemici da abbattere», dice Andrea Santoro, consigliere comunale del Pdl. Per Domenico Palmieri, esponente comunale del Nuovo Psi «l'amministrazione comunale deve scrivere la parola fine alle occupazioni abusive».


5 dicembre 2009 - Corriere di Bologna

La protesta
Casa e sfratti, le Rdb fermano il traffico

Bologna - In occasione della giornata nazionale per il blocco degli sfratti (e all’indomani dell’allarme della Caritas che non esclude il rischio di ribellioni a fronte del problema casa sotto le Due torri) il sindacato inquilini delle Rdb, Asia, ha organizzato ieri un presidio sotto la prefettura con inquilini e attivisti di Bologna Prende Casa. La mobilitazione, informa una nota del sindacati, «è proseguita attraverso un blocco del traffico nel centro cittadino». «Era stato chiesto un incontro con il Prefetto, richiesta alla quale non c’è stata risposta», ha fatto sapere Lidia Triossi di Asia.
La stessa Triossi ha ricordato che «a Bologna ci sono più di 2.500 sfratti già passati in giudicato e che presto saranno eseguiti, c’è stato in soli 10 mesi un aumento del 50 per cento degli sfratti per morosità». Dunque, «per risolvere questa situazione è necessario che tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali lavorino di concerto per arrestare l’emergenza e per rimettere al centro un nuovo piano casa popolare». Asia rivendica anche l’utilità dei picchetti anti-sfratto e rilancia «una mobilitazione unitaria» di lavoratori, precari, disoccupati e inquilini per sabato 19 dicembre, ribattezzata dalle Rdb «giornata cittadina contro la crisi».


5 dicembre 2009 - L'Unione Sarda

I dipendenti della Cittadella finanziaria si lamentano per le eccessive trattenute in caso di malattia
Mascherine anti influenza per protesta
di NICOLA PERROTTI

Cagliari - Gli utenti che arrivavano alla Cittadella finanziaria proprio non se l'aspettavano: all'ingresso degli uffici venivano distribuite le mascherine antivirus contro l'influenza A e gli impiegati di alcuni sportelli avevano nasi e bocche coperte per prevenire il contagio. È accaduto proprio questo, ieri, nella sede dell'Agenzia delle entrate di via Cesare Pintus. Ma quella che poteva sembrare un'emergenza sanitaria da codice rosso, invece, era una manifestazione di protesta organizzata dal sindacato di base del pubblico impiego (Rdb) contro il taglio degli stipendi nei confronti degli impiegati in malattia: una norma, quella contenuta nella legge 133/2008, che secondo l'associazione di categoria, costringe i dipendenti a recarsi sul posto di lavoro anche se febbricitanti e doloranti, col rischio di contagiare gli utenti.
LA PROTESTA Davanti agli uffici Cagliari 1, Cagliari 2 e a quello dell'Agenzia del territorio, sono state distribuite circa cinquecento mascherine ad altrettante persone: molti sono rimasti sorpresi, hanno chiesto spiegazioni e letto i volantini che venivano distribuiti, altri sono rimasti indifferenti. Nessuno di loro ha però scelto di indossare le protezioni contro i virus. Quattro impiegati degli sportelli, invece, hanno ricevuto gli utenti indossando le mascherine. «Questa legge», spiega Enrico Rubiu rappresentante della Rdb Pubblico impiego, «costringe i dipendenti a recarsi al lavoro nonostante siano colpiti dai primi sintomi influenzali se non vogliono compromettere ancora di più la possibilità di arrivare con lo stipendio alla fine del mese».
I TAGLI Secondo l'organizzazione sindacale, che contesta il provvedimento a livello nazionale, un lavoratore con retribuzione di seconda area F3 che lavora in un ufficio delle entrate mediamente produttivo e resta a casa per cinque giorni di malattia perde 165 euro dalla busta paga. Che aumentano se si sale di categoria. Il sindacato annuncia nuove iniziative in città: mercoledì le mascherine saranno distribuite all'ingresso del palazzo di giustizia, poi sarà la volta degli sportelli Inps e della Direzione regionale del lavoro.


5 dicembre 2009 - Il Giorno

Provocazione in Comune, il sindacato Rdb distribuisce mascherine anti-influenza

Monza - «INDOSSARE mascherine antinfluenza A/H1 N1 prima di entrare in Municipio». È la precauzione che ieri mattina i delegati della rappresentanza sindacale di base consigliavano a tutti i cittadini prima di recarsi agli sportelli o chiedere servizi nei vari uffici. E, assieme al consiglio, hanno distribuito gratuitamente le mascherine assieme a un comunicato per spiegare l'iniziativa. Si tratta di una protesta dei dipendenti della pubblica amministrazione di fronte alle «contraddizioni» che arrivano dal Governo. Da una parte, spiegano i sindacalisti, è stata diffusa una circolare del ministro del Lavoro e della Salute Sacconi che invita tutti i lavoratori a diretto contatto con il pubblico a restare a casa al manifestarsi dei primi sintomi dell'influenza. Dall'altro ci sono i provvedimenti del ministro Brunetta che ha introdotto la riduzione fino al 30% sul salario accessorio in caso di assenza per malattia. «Avevamo già scritto a Brunetta sull'ingiustizia e assurdità del suo provvedimento - spiega Massimiliano Andreotti dell'RdB -. Ora abbiamo scritto a Topo Gigio per capire l'altro provvedimento del ministero della Salute. Intanto, vogliamo informare la gente di quello che ci accade. Nessuno dei dipendenti comunali può permettersi il lusso di stare a casa. Quindi, da Brunetta siamo stati trasformati in una sorta di untori».(M.Ag.)

SANT'AMBROGIO NON SOLO SCALA
Brera e Cenacolo anche lunedì
Accordo coi sindacati per assicurare l'apertura dei musei. La coda a Santa Maria delle Grazie il 16 novembre, ultima apertura straordinaria del Cenacolo Vinciano
di GIULIA BONEZZI

MILANO - LA PINACOTECA di Brera e il Cenacolo Vinciano saranno aperti per Sant'Ambrogio: ieri i rappresentanti del Ministero per i Beni e le attività culturali hanno trovato un accordo coi sindacati. I musei funzioneranno di lunedì (giorno di chiusura) con l'orario normale: dalle 8.15 alle 19 (ma si entra fino alle 18.45, e solo su appuntamento) per ammirare l'Ultima cena di Leonardo e dalle 8.30 alle 19.15 (ingresso fino a 45 minuti prima della chiusura) per perdersi tra i quadri e le sculture di Palazzo Brera. COME CONTROPARTITA, i sindacati hanno spuntato un incontro con Mario Resca, capo della neonata Direzione generale per la valorizzazione del Ministero, e contano di concretizzarlo entro il 15 dicembre, spiega Misia Fasano della Uil Beni e attività culturali, ricordando l'apertura pomeridiana del Cenacolo il 14 (di nuovo un lunedì), «fortemente voluta dai sindacati, come quella del 16 novembre». Sindacati che spingono per le aperture straordinarie: con Fp Cgil, Rdb Cub e Confsal, la Uil aveva accusato Resca e il soprintendente regionale Mario Turetta di «carenze gestionali» per il ritardo nel progettare Sant'Ambrogio. «Manca un referente sul territorio», denuncia Fasano. I sindacati si oppongono anche alla nomina di Resca a commissario straordinario per Brera: «Non ha senso, perché non ci sono i soldi», ossia «60 milioni di euro» per il restauro della Pinacoteca. E esortano a «utilizzare spazi alternativi disponibili nell'immediato»: meglio un Palazzo Citterio oggi che, domani, una Grande Brera «gravosa e incerta per costi e tempi di realizzazione», sostengono i sindacati, preoccupati perché «sembrerebbe che l'attuale dirigenza ministeriale sia interessata a riempire Palazzo Citterio con eventi gestiti dalla Fondazione Trussardi».

Operai Alfa, stop al trasferimento a Torino
Marcia indietro di Fiat: sospesa per tre mesi la «deportazione» di 232 tute blu
di GIULIO DOTTO

ARESE - STOP per tre mesi al trasferimento di 232 lavoratori da Arese a Torino. La Fiat ha deciso di fare marcia indietro. Un provvedimento temporaneo che dà piccole speranze ai cassintegrati perché, come insegna la storia dello stabilimento dell'Alfa Romeo, Fiat ben difficilmente cambia le sue decisioni. Nonostante la decisione che è trapelata già giovedì sera, ma che è giunta ufficialmente ieri mattina, sindacati e lavoratori saranno ancora molto vigili sia perché non sanno quale sarà la prossima mossa di Torino sia perché sull'area ex Alfa Romeo non accetteranno che vengano fatte speculazioni. La proposta di trasferire i 232 lavoratori da Arese alla Fiat di Torino, era stata fatta nel mese di ottobre quando sotto la forbice della dirigenza della casa automobilistica erano cadute le maestranze che lavorano nel centro stile e progettazione. LA DECISIONE ufficiale dei trasferimenti, nonostante il parere contrario dei sindacati, era arrivata dalla Fiat dopo un «caldo» incontro avvenuto in Assolombarda a Milano il 18 novembre scorso. In queste ultime settimane molte sono state le iniziative di protesta dei lavoratori quasi sempre affiancati da Slai-Cobas. Blocchi delle portinerie e stradali con occupazione anche dell'autostrada dei Laghi e della statale Varesina che hanno provocato numerosi disagi alla circolazione. Assemblea ovunque per far conoscere a tutti, amministratori locali e popolazione, la morte di uno stabilimento tutto milanese che da oltre 18mila dipendenti si sta trovando sull'orlo della chiusura. I 232 trasferimenti che avrebbero dovuto essere operativi dal prossimo 4 gennaio, chiamati dai sindacati «deportazione» sono stati quelli che dopo un periodo di tregua, hanno risvegliato la voglia di ritornare a protestare con forza. AL PROBLEMA scaturito dalla decisione presa dalla Fiat in questi ultimi giorni si è unito anche quello sollevato dai cassintegrati della Innova Service, la società che gestisce le portinerie e la vigilanza interna che dopo aver assunto una settantina di cassintegrati Alfa, ne ha rimessi in cassa ancora una quarantina, ha eliminato il servizio mensa e fatto scattare la guerra delle denunce tra la direzione dell'Istituto e i lavoratori. Ieri pomeriggio per fare chiarezza su questa vicenda nell'area ex Alfa si sono recati i consiglieri regionali Luciano Muhlbauer, provinciale Massimo Gatti e del comune di Milano Basilio Rizzo che alcuni giorni fa avevano inviato una lettera al prefetto chiedendo la «sospensione della Innova Service». «Abbiamo fatto questo sopralluogo su invito degli operai e per acquisire direttamente ulteriori elementi su questa inquietante vicenda» ha affermato il capogruppo del Prc, Muhlbauer.

«Un primo risultato, ma non molleremo»
LE REAZIONI DEI SINDACATI
di Giulio Dotto

ARESE - MOLTE sono le reazioni dei sindacati, ma anche delle forze politiche legate alla decisione, temporanea della Fiat, di fare dietrofront con i 232 trasferimenti a Torino. Gli scioperi, le manifestazioni, le denunce, le lotte portate avanti contro la chiusura della stabilimento di Arese e la deportazione dei lavoratori hanno avuto un primo risultato molto importante. «Pur registrando con soddisfazione questo primo risultato, non molleremo di un millimetro le lotte con i lavoratori. Adesso occorre costringere la Fiat, invece di svuotare le officine, a riportare ad Arese le lavorazioni da tempo trasferite altrove. I 60 milioni stanziati dal Governo per la mobilità sostenibile ad Arese devono essere usati qui e non per fare speculazioni. Sia ben chiaro che non concederemo a nessuno che il Centenario dell'Alfa Romeo venga festeggiato con i reparti chiusi» afferma Corrado Delle Donne dello Slai Cobas. PER MARIA SCIANCAti della Fiom-Cgil di Milano questo «è un primo risultato, le lotte dei lavoratori sono state premiate, ora occorre coinvolgere anche le istituzioni, perché ad Arese, su cui è in discussione il progetto di riqualificazione dell'area, deve rimanere la parte industraile che si chiama Fiat». «Malgrado tutti i problemi sul futuro di Arese rimangano aperti, questo è un primo risultato importante» aggiunge Carlo Pariani della Flm Uniti della Cub. Per la Fiom di Milano «è il primo risultato della tenacia con cui i lavoratori hanno saputo opporsi alla Fiat nonostante il colpevole silenzio delle istituzioni». «La Fiat è chiamata a confrontarsi con le esigenze occupazionali dei propri dipendenti, senza continuare, come se nulla fosse, sulla propria strada, decidendo di ridurre i costi e investire altrove. Per questo invito i colleghi della giunta regionale a seguire con attenzione la vicenda» conclude Davide Boni della Lega Nord.


5 dicembre 2009 - Il Giornale di Sondrio

Senza risultati lo sciopero della fame di Beltrama & C.

Sondrio - Si conclude oggi, sabato, lo sciopero della fame delle cinque lavoratrici della cooperativa sociale Team Service, e di Francesco Beltrama , delegato Rdb, che ha attuato anche sciopero della sete. Una scelta scattata lunedì insieme al presidio permanente allestito nel centro di Sondrio, che aveva lo scopo di portare la vicenda all'attenzione delle Istituzioni. «Non si è fatto vivo nessuno, nè a livello istituzionale nè da parte di Team Service - raccontano amareggiate le lavoratrici - ».
Dal lato suo Team Service ha diffuso un comunicato, sottoscritto e integrato da 17 dipendenti solidali con la cooperativa (e che si dissociano totalmente dalle posizioni delle 5 colleghe), in replica alle accuse delle "scioperanti" e di Beltrama. «Team Service - cita il comunicato - prendendo in gestione alcuni servizi della "Fondazione Casa di Riposo Città di Tirano" ed in applicazione del Ccnl delle Cooperative Sociali, ha riconosciuto le medesime condizioni contrattuali precedentemente previste nei confronti di tutte le dipendenti interessate dal cambio di gestione, senza inserire nuove o illegittime clausole contrattuali [...] Alcune lettere di assunzione sono state restituite sottoscritte ma con delle modifiche, senza che di ciò la cooperativa fosse stata avvisata; le dipendenti interessate si sono poi rifiutate anche successivamente di firmare le lettere di assunzione originali. Alcuna vessazione è stata effettuata nei loro confronti, avendo la cooperativa legittimamente optato di sottoporre l'intera vicenda al Giudice del Lavoro».


5 dicembre 2009 - La Provincia di Varese

trasporto pubblico
Bus di Sila, oggi «lo sciopero della rabbia»
Mezzi fermi dalle 17.30 alle 21.30 e protesta davanti alla sede di largo Gigli

Varese - «Sarà lo sciopero della rabbia». Sì, lo hanno battezzato proprio così, i 120 dipendenti della Sila, lo stop generale al servizio del trasporto pubblico sulla rete urbana, organizzato per oggi dalle 17.30 alle 21.30. Uno sciopero aziendale e unitario perché a proclamarlo sono state tutte e cinque le sigle sindacali rappresentate, i confederali la Faisa e i Cub. «L'adesione sarà pressoché totale» dice Sergio Pisoni, membro della Rsu per la Uil. Incroceranno le braccia gli autisti ma anche il personale dell'officina, intorno alle sei davanti alla sede di largo Gigli ci sarà poi una piccola manifestazione di protesta.
I lavoratori sollevano una doppia vertenza. Per un verso c'è il malcontento derivato dal contratto integrativo, rimasto tale e quale a quindici anni fa. Ma non di soli soldi è la questione se è vero che il personale oggi sciopera anche per rilanciare il servizio stesso: «Siamo stufi ed esasperati dalle continue umiliazioni subite dai passeggeri a loro volta arrabbiati per i ritardi costanti delle corse - continua Pisoni - noi crediamo nel rilancio del trasporto pubblico e per questo chiediamo di aggiornare l'orario e potenziare le corsie preferenziali per rendere più rapido lo spostamento dei mezzi». In effetti l'utenza degli autobus, nonostante una viabilità al limite del collasso, continua ad essere ai minimi termini. Al di là di anziani e studenti, i mezzi continuano a viaggiare semi-vuoti. «Ritardi e corse saltate sono ormai diventate circostanze quotidiane - continua Pisoni - noi pretendiamo di essere messi nelle condizioni di svolgere al meglio il nostro lavoro».
Difficile valutare quale sarà l'impatto dello sciopero sul traffico cittadino. In altre recenti occasioni lo stop era stato poco avvertito. Proprio per l'esiguità della popolazione che abitualmente vi fa riferimento.


4 dicembre 2009 - Agenfax

RdB AL: RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI,
BRUNETTA AVVIA UN CONFRONTO SOLO CON CISL E UIL

La Funzione Pubblica ha convocato la prossima settimana i sindacati per un confronto sul rinnovo dei contratti pubblici in scadenza il prossimo 31 dicembre, con il solo obiettivo, dopo il riuscito sciopero generale del sindacalismo di base del 23 ottobre, di smorzare la crescente conflittualità dei lavoratori piuttosto che cercare la soluzione ai problemi che si sono accumulati nel settore. Dai tagli al salario accessorio della legge 133/08 ai contenuti del D.Lgs. 150/09, dal blocco delle assunzioni con il conseguente aumento dei carichi di lavoro ai processi di ristrutturazione senza alcuna garanzia per i dipendenti, il tutto in un quadro di crisi economica che ha fortemente indebolito il potere d’acquisto degli stipendi, determinano una fase in cui il rinnovo dei contratti viene vissuto con molta aspettativa e rabbia. La convocazione di Palazzo Vidoni interviene senza che ci siano le condizioni minime per poter avviare un seria trattativa: la finanziaria 2010 non stanzia alcuna risorsa per un rinnovo, che oltretutto sarà triennale, mentre il governo non ha ancora nominato il nuovo Presidente e il Comitato Direttivo dell’Aran, né inviato le direttive per la ridefinizione dei comparti di contrattazione. La ripresa, poi, della prassi di convocare solo i sindacati che hanno firmato un qualche accordo con il governo risulta essere un ritorno al recente passato quando la sola RdB veniva esclusa per non aver firmato il famigerato accordo di luglio"93 e, con la forte complicità di Cgil, Cisl e Uil, veniva tenuta per oltre un decennio fuori dal confronto politico formale con i vari governi che si sono succeduti. Oggi anche la Cgil, che si trova nelle stesse condizioni, grida allo scandalo, denunciando un comportamento antidemocratico che in passato non solo aveva avallato ma anche invocato e provocato nei confronti della RdB.


4 dicembre 2009 - Apcom

Ispra/ Precari regalano albero Natale a ministro Prestigiacomo
Per ricordare che 200 di loro rischiano licenziamento a dicembre

(Apcom) - Dai precari Ispra un albero di natale per il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Il dono arriva in occasione della ricorrenza dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata concezione. Da due settimane, i precari occupano il tetto della sede dell'Istituto in via Casalotti, e hanno deciso di donare l'ambero per ricordare al ministro "che 200 di loro saranno licenziati entro il 31 dicembre". I precari invitano il ministro "a intervenire subito in loro favore, facendo sì che anche i lavoratori dell'ente possano passare le feste con le loro famiglie, come immaginano che faccia la Prestigiacomo". Un gruppo di ricercatori, tra cui delegati sindacali dell'Usi-Rdb Ricerca, alle 15.30 di oggi consegnerà presso la sede del Ministero, in via Cristoforo Colombo 44, l'albero di Natale, accompagnato dalla maglietta con la scritta "Non sparate alla ricerca", e da una maschera bianca che rappresenta la loro invisibilità agli occhi dello Stato, che tra gennaio e giugno ha già allontanato dall'Ispra 250 colleghi. In particolare, non sono intenzionati "a scendere dal tetto, almeno finché a tutti i lavoratori del nostro Istituto venga riconosciuto che svolgono un lavoro subordinato - ha dichiarato la coordinatrice Usi - Rdb Ricerca dell'Ispra, Emma Persia - e chiediamo alla ministro che si impegni a garantire un futuro alla ricerca e ai controlli ambientali nel nostro Paese, che sono un patrimonio di tutti i cittadini al di là delle idee politiche".


4 dicembre 2009 - Asca

AMBIENTE: DA PRECARI ISPRA REGALO NATALE AL MINISTRO PRESTIGIACOMO

(ASCA) - Roma, 4 dic - In occasione della ricorrenza dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata concezione, i precari dell'ISPRA, che da due settimane occupano il tetto della sede dell'Istituto in via Casalotti, offrono un regalo di Natale al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per ricordarle che 200 di loro saranno licenziati entro il 31 dicembre ed invitarla ad intervenire subito in loro favore, facendo si' che anche i lavoratori dell'ente possano passare le feste con le loro famiglie, come immaginano che faccia la ministro. Un gruppo di ricercatori, tra cui delegati sindacali dell'USI - Rdb Ricerca, alle 15.30 di oggi consegnera' presso la sede del Ministero, in via Cristoforo Colombo, un albero di Natale assemblato da loro stessi, accompagnato dalla maglietta con la scritta ''Non sparate alla ricerca'' e da una maschera bianca che rappresenta la loro ''invisibilita' agli occhi dello Stato, che tra gennaio e giugno ha gia' allontanato dall'ISPRA 250 loro colleghi e non sembra voler riconoscere i loro diritti''. In particolare, aggiungono, ''non siamo intenzionati a scendere dal tetto, almeno finche' a tutti i lavoratori del nostro Istituto venga riconosciuto che svolgono un lavoro subordinato - ha dichiarato la coordinatrice USI - Rdb Ricerca dell'ISPRA, Emma Persia - e chiediamo alla ministro che si impegni a garantire un futuro alla ricerca e ai controlli ambientali nel nostro Paese, che sono un patrimonio di tutti i cittadini al di la' delle idee politiche''.


4 dicembre 2009 - Il Sardegna

20091204_ilcagliari_gigio.jpg (93127 byte)

La protesta. Gli impiegati pubblici: è più affidabile di Brunetta
In ufficio con il virus: lettera a Topo Gigio
di Tommaso Miraglia

Cagliari - Una lettera a Topo Gigio per far cambiare idea al ministro Renato Brunetta è stata scritta dalle rappresentanze sindacali di base del Pubblico Impiego. Il roditore più famoso del piccolo schermo è stato scelto in qualità di testimonial della campagna di prevenzione varata dal Governo contro l'influenza ("A" e stagionale). Nello spot trasmesso a reti unificate in questo periodo, Topo Gigio invita le categorie "a rischio" a sottoporsi senza indugio alla vaccinazione e dispensa i consigli (del ministero della Salute) a quanti sono già ammalati: «Se avete tosse, raffreddore, dolori articolari e febbre restate a casa e chiamate il vostro medico di famiglia». Consigli ovvi quanto banali: come si fa ad andare in ufficio quando si sta male? Per tutelare la loro salute i dipendenti pubblici rischiano però di pagare un conto salato. «Se si ammalano - denuncia Enrico Rubiu, Rdb - sono sottoposti a una sorta di "gabella medievale" che consiste nella riduzione dello stipendio. La legge 133/2008, che taglia del 30 per cento il salario in caso di assenza per malattia, li costringe a recarsi al lavoro nonostante siano colpiti dai primi sintomi influenzali, con il rischio di infettare colleghi e utenza». Alla richiesta di accantonare i tagli, secondo le Rdb, il ministro avrebbe risposto col silenzio. È nata così l'idea di scrivere a Topo Gigio, sperando che almeno lui possa far qualcosa. «Negli uffici pubblici la situazione che si è venuta a creare è paradossale: da un lato il ministro Sacconi e il suo portavoce Topo Gigio esortano a stare a casa a seguito del diffondersi della pandemia, dall'altro Brunetta che continua imperterrito la sua caccia alle streghe». La lettera a Topo Gigio e le mascherine anti contagio saranno diffuse oggi nel corso di una manifestazione di protesta che si terrà a partire dalle ore 10 presso la Cittadella Finanziaria di via Vesalio.


4 dicembre 2009 - Il Giornale

I dipendenti pubblici scrivono a Topo Gigio: «Difendici da Brunetta»

«Lettera aperta al roditore più famoso d’Italia», alias Topo Gigio. Firmato: i lavoratori pubblici. Dicono che il ministro Renato Brunetta non gli ha risposto, promettono che se lui, il «caro Gigio», vorrà uscire dal «buco nel muro di casa Rai» per perorare la loro causa, verrà «strapazzato di coccole». Perché ha un bel dire in tv, il topastro, «sei malato e vai al lavoro? Macosamidicimai!». Loro a casa non ci possono stare, perché sennò, con una «gabella medievale» che fa loro «girare forte le ciribiriscatole», il ministro gli taglia lo stipendio. «Se tu fossi a conoscenza di questo fatto qualche piccola modifica al tuo spot governativo l’avresti apportata», scrivono le Rdb-Cub. E adesso chi glielo dice, che invece è stato proprio Topo Gigio a suggerire a Brunetta il provvedimento punitivo con chi si abbona ai certificati medici, all’urlo di: «Stanno a casa e gli diamo la crosta di formaggio? Macosamidicimai!»...


4 dicembre 2009 - Il Giornale di Vicenza

SIT IN. Rdb cub elenca i guai nei vari settori
Protesta al S. Bortolo «Manca personale»

Vicenza - Sit-in ieri all'ingresso del S. Bortolo, per poi salire nell’ufficio del direttore generale dell'Ulss 6, Antonio Alessandri, avvisandolo dell'intenzione di indire lo stato di agitazione e di coinvolgere il prefetto per una conciliazione che scongiuri una giornata di sciopero.
Protagonista il sindacato Rdb Cub, che con Bonifacio Dal Bianco del coordinamento Rsu, riassume i punti critici e dà voce ai 380 tesserati: «Carenze di personale, soprattutto tra gli infermieri di ematologia, nefrologia, geriatria, neurologia, pediatria, ortopedia e pronto soccorso, costringono i lavoratori a turni massacranti e all'accumulo di centinaia di ore di straordinario non pagati. Degli operatori socio sanitari di assistenza, 7 saranno lasciati a casa a fine anno. Al servizio veterinario da mesi il personale non può fare i riposi. In chirurgia cardiovascolare abbiamo registrato turni di 24 ore continuative, tanto che a fine estate abbiamo fatto una denuncia in Procura. Il cantiere della nuova mensa fa mancare 50 posti auto, e a proposito di mense, finché quella del Centro salute mentale a S. Felice è chiusa, il ticket restaurant da 5 euro priva il personale di un pasto completo. Spiacevole anche la mobilità di ufficio da Vicenza a Noventa imposta a tre fisioterapisti con problemi di usura fisica. E la preselezione al concorso per amministrativi, su 429 candidati, ne ha ammessi solo 13 all'esame. Così mancano graduatorie e decine di impiegati».(G.M.MAS.)


4 dicembre 2009 - L'Arena

RDB PUBBLICO IMPIEGO
OGGI PROTESTE ALL’INPS CONTRO LA «TASSA SULLA MALATTIA»

Verona - Il sindacato «RdB Pubblico Impiego» organizza per quest’oggi una giornata nazionale di protesta contro la «tassa sulla malattia» a carico dei dipendenti pubblici. Alle 11 iniziative pubbliche anche a tutela dell'utenza presso le sedi Inps di Verona in via Cesare Battisti, 19 e di Villafranca in via Marconi, 18.


4 dicembre 2009 - Il Mattino

Napoli. Intellettuali in campo contro le politiche sulla sicurezza...
di Giuliana Covella

Napoli - Intellettuali in campo contro le politiche sulla sicurezza, dagli sgomberi dei centri sociali alla «repressione dei movimenti», dal pacchetto sicurezza agli «abusi in carcere». Un appello verrà consegnato al prefetto Pansa nel corso del Liberiamoci-Day, che partirà oggi alle 10 da Materdei. Primi firmatari gli scrittori Erri De Luca e Maurizio Braucci, l’ex senatrice Haidi Giuliani, lo storico Giuseppe Aragno, il presidente di Antigone Campania Dario Dell’Aquila, Elena Coccia dei Giuristi democratici, Andrea Morniroli dei Cantieri sociali, Gianni Manzo, coordinatore del progetto Chance, il cantante Luca Persico, Rosario Stornaiuolo, segretario di Federconsumatori Campania, Samuele Ciambriello dell’associazione Città invisibile e Enzo De Vincenzo, segretario Rdb Campania. «Mentre i bisogni sociali compressi dalla crisi cominciano a venir fuori - si legge in un comunicato - ecco dispiegarsi un intero armamentario repressivo consolidato negli ultimi anni: dalle leggi speciali ai migliaia di processi a carico degli attivisti e dei movimenti agli sgomberi dei centri sociali. Il pacchetto sicurezza e le altre norme sull’immigrazione rappresentano, infatti, una sperimentazione avanzata di legiferazione discriminatoria che fa a pezzi il diritto e la dignità umana. Lo stesso scopo ha il foraggiamento politico delle spinte autoritarie e dei gruppi neofascisti come CasaPound a Napoli, che vengono legittimati e sostenuti nella loro attività di servizio al paradigma securitario. Ecco allora perché dobbiamo liberarci da questa cappa asfissiante partendo dai movimenti, dai comitati ambientalisti, dagli studenti, dai migranti, dall’associazionismo».


4 dicembre 2009 - Villaggio Globale

La protesta
Ispra - Dai precari un albero di Natale al Ministro
Da due settimane occupano il tetto della sede dell'Istituto. 200 di loro saranno licenziati entro il 31 dicembre. Chiedono che a tutti i lavoratori dell'Istituto venga riconosciuto che svolgono un lavoro subordinato
20091204_villaggio_globale_ispra.jpg (46605 byte)

Roma - In occasione della ricorrenza dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata concezione, i precari dell'Ispra, che da due settimane occupano il tetto della sede dell'Istituto in via Casalotti, offrono un regalo di Natale al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per ricordarle che 200 di loro saranno licenziati entro il 31 dicembre ed invitarla ad intervenire subito in loro favore, facendo sì che anche i lavoratori dell'ente possano passare le feste con le loro famiglie, come immaginano che faccia la ministro. Un gruppo di ricercatori, tra cui delegati sindacali dell'Usi-Rdb Ricerca, alle 15,30 di oggi consegnerà presso la sede del Ministero, in via Cristoforo Colombo 44, un albero di Natale assemblato da loro stessi, accompagnato dalla maglietta con la scritta «Non sparate alla ricerca» e da una maschera bianca che rappresenta la loro invisibilità agli occhi dello Stato, che tra gennaio e giugno ha già allontanato dall'Ispra 250 loro colleghi e non sembra voler riconoscere i loro diritti. In particolare, non sono intenzionati «a scendere dal tetto, almeno finché a tutti i lavoratori del nostro Istituto venga riconosciuto che svolgono un lavoro subordinato - ha dichiarato la coordinatrice Usi-Rdb Ricerca dell'Ispra, Emma Persia - e chiediamo alla ministro che si impegni a garantire un futuro alla ricerca e ai controlli ambientali nel nostro Paese, che sono un patrimonio di tutti i cittadini al di là delle idee politiche».


4 dicembre 2009 - Italia Sera

Incontro alla Federlazio con le piccole e medie imprese della Regione
Crisi, si parla del ‘fondo rotativo’
Ancora giorni di protesta all’Ipra ed al Gruppo Italeco

Incontro nella sede di Federlazio con le piccole e medie imprese dell’associazione, per discutere i contenuti del nuovo "Fondo Rotativo per le imprese" recentemente istituito dalla Regione Lazio. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il direttore Generale di Sviluppo Lazio, Gianluca Lo Presti, e il vicedirettore generale della Federlazio, Luciano Mocci. "Il Fondo, gestito da Sviluppo Lazio, - si legge nella nota di Federlazio - è nato per consentire alle imprese di sostenere nuovi progetti di investimento per un volume complessivo di 240 milioni di euro. L’agevolazione verrà concessa sotto forma di finanziamento a tasso agevolato della durata di 5 anni che copre il 100% dell’investimento e una garanzia pubblica prestata da Bil (Banca Impresa Lazio). Purtroppo continuano le situazioni emergenziali: "A quasi due settimane dall’inizio dell’occupazione del tetto nella loro sede di via Casalotti, la battaglia dei ricercatori dell’Ispra approda in Parlamento, dopo gli incontri informali ottenuti da loro rappresentanze coi presidenti delle Commissioni Lavoro, Ambiente e Cultura di Camera e Senato. In particolare, a Palazzo Madama i lavoratori hanno avuto in sede U.P.I. (Ufficio di Presidenza Integrato), un’audizione informale alla presenza del presidente, senatore Antonio D’Alì. Anche in sede politica – fanno sapere i lavoratori -, i precari denunciano una situazione che li vede operare di fatto, da anni, come lavoratori subordinati, seppure con contratti che variano ad ogni rinnovo, con l’alternarsi di borse di studio, assegni di ricerca e contratti di collaborazione, sempre portati avanti alle dipendenze del medesimo ente e sotto la spada di Damocle di un mancato rinnovo. Nei mesi scorsi non sono stati rinnovati i contratti a ben 250 ricercatori ed altri 200 rischiano la medesima sorte entro il 31 dicembre". E dall’Ipra ad un’altra realtà: "I 47 dipendenti della società Italeco hanno i giorni contati e passeranno le feste di Natale a casa senza lavoro mentre sono già tre mesi che non ricevono lo stipendio". La Filca Cisl di Roma, ha sollecitato di nuovo il Comune di Roma che potrebbe essere decisivo nella vicenda.


4 dicembre 2009 - Emilianet

Festa amara dei pompieri
di Cristina Bonfatti

Modena - Oggi è Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco. Ma la tradizionale festa quest’anno ha un sapore amaro. La carenza di personale ha reso la situazione drammatica, parola di comandante provinciale. Le celebrazioni per Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco, sono iniziate con la deposizione di una corona al monumento simbolo dell’affetto dei modenesi verso il corpo. Perché a ogni problema, difficoltà, emergenza ai cittadini il primo numero che viene in mente di chiamare è il 115. E i pompieri rispondono sempre, con cortesia e professionalità. Ma farlo diventa sempre più difficile. Il lavoro non cala, anzi, ma gli uomini sono sempre meno, si stima un 70% sotto organico. Nel 2009 sono stati 7.200 gli interventi tra incendi, incidenti, danni da acqua, per non parlare dei giorni passati a L’Aquila per il terremoto; tutte emergenze a cui dare risposta professionale, a scapito di formazione e prevenzione: mille i sopralluoghi antiincendio, 500 per vigilanza. Serve personale, e – spiegano i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Rdb – non si deve abusare dei precari, servono professionisti. E servono risorse. Non a caso nel suo discorso, che è seguito alla tradizionale messa, il comandante provinciale del corpo si è augurato di poter superare anche un "periodo brutto come questo". Durante la cerimonia sono stati premiati anche alcuni pompieri per il loro impegno, perché quello non lo fanno mancare mai, a costo di sacrifici personali. Ma con l’attuale situazione non basta più nemmeno questo.


4 dicembre 2009 - Julie news

A nulla sono serviti gli appelli dei quotidiani
Piana del Sele: l'emergenza umanitaria continua

EBOLI - Il giorno 16 novembre Maria Vita Della Monica sul quotidiano La Città, raccogliendo un comunicato di denuncia di RdB ha aperto il dibattito. Il giorno dopo sul quotidiano "Il Corriere del Mezzogiorno", il direttore Marco De Marco affronta la questione nel rispondere ad un lettore nella rubrica Lettera&Opinioni. Sono seguiti articoli, assemblee e dibattiti e in ultimo lo scontro tra i politici di c-destra e c-sinistra. Gli invisibili, i lavoratori braccianti della Piana del Sele in fuga e braccati come quelli "regolari" ufficialmente assistiti, restano invisibili come un effetto collaterale di scarsa rilevanza. Vogliamo verità e giustizia sullo sgombero pianificato dei braccianti ad Eboli. Vogliamo interventi veri per contrastare un fenomeno che è già diventato palesemente una violazione dei diritti fondamentali dell’uomo, come anche l’Assessore Luca Sgroia ha confermato parlando di "emergenza umanitaria" nella Piana del Sele. I lavoratori ci raccontano che c’è tanto lavoro fino a primavera e poi c’è ne sarà ancora di più. Manca un alloggio dignitoso e una doccia per questi lavoratori che sono la ricchezza del primo settore in quella che è una delle pianure più produttive e fertili d’Europa. Ribadiamo la nostra richiesta: vogliamo sapere la "task force" per San Nicola Varco, nominata dalla Regione Campania (DECRETO DELL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI n. 153 del 5 giugno 2009), cosa ha fatto e cosa ha in programma nell’immediato futuro, come vogliamo che siano discussi e resi pubblici tutti gli interventi che in queste settimane sono stati affrontati dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno e dai Comuni interessati. Denunciamo con forza l’uso "strumentale" e "politico" della caccia al criminale del "clandestino" che tale non è perché ha lavorato, lavora e lavorerà ancora nella Piana del Sele. L’EMERGENZA UMANITARIA della Piana del Sele non è dovuta ad un fenomeno naturale ma a precise responsabilità politiche, etiche e morali che non possono essere né taciute né nascoste. Questo sarà l’argomento dell’assemblea provinciale che si terrà sabato 5 dicembre presso la sede della Federazione RdB CUB di via Zara 32 a Salerno.


4 dicembre 2009 - L'Eco di Bergamo

Sciopero ai Riuniti. Lunedì disagi al Cups

Bergamo - Gli Ospedali Riuniti di Bergamo, in vista della giornata di sciopero programmata per l’intera giornata di lunedì 7 dicembre, assicurano agli utenti l'erogazione delle cure e dei servizi essenziali, ma segnalano il rischio di possibili disagi e rallentamenti nelle prestazioni. In particolare potrebbe essere ridotta o sospesa l’attività del Call Center del Cups, ma sarà comunque possibile prenotare regolarmente visite ed esami direttamente agli sportelli di Largo Barozzi e ritirare i referti agli sportelli dedicati situati all’ingresso 28. Lo sciopero è stato proclamato dall’organizzazione sindacale RdB-CUB.


4 dicembre 2009 - Spoleto City

CONTRATTO INTREGRATIVO AZIENDALE 2006/2009 ASL 2 PERUGIA
LA RdB-CUB NON FIRMA
di RdB-CUB sanità

Perugia - Il 13 novembre 2009, la Direzione aziendale della ASL 2 di Perugia e tutti i sindacati hanno sottoscritto l’ipotesi del Contratto Integrativo Aziendale 2006/2009.
COSA C’ERA ERA DA FIRMARE ??? GIUDICATE VOI!!
- Peggiora le condizioni lavorative e disattende le aspettative dei lavoratori;
- Discrimina centinaia di lavoratori;
- Non prende in esame le problematiche legate all’orario di servizio – orario di lavoro;
- Mette nel dimenticatoio istituti quale la flessibilità e la Banca Ore;
- E le problematiche della Reperibilità???
- E l’aggravio dei costi dei servizi affidati ai privati? (vedi l’ultimo appalto della ristorazione "cibo refrigerato" per i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere);
- E per il personale sanitario? NULLA
Ma l’assurdo è che i sindacati hanno firmato una delega in bianco alla Direzione aziendale della ASL 2 di Perugia sia nella gestione delle posizioni organizzative sia per le progressioni orizzontali e verticali. Le risorse dell'art. 31, vengono depredate continuamente. Perché i soldi non ci sono mai quando si tratta dell’ interesse di tutti ed invece vengono sempre fuori (e in gran quantità) quando si tratta di favorire i soliti singoli individui (e non la professionalità)??? Quanto costano alla collettività tutti questi incarichi? Lo sapete che i soldi dirottati sulle posizioni organizzative incidono del 12% sul fondo di tutti??? Per finanziare la progressione orizzontale di tutto il personale ne basterebbero di meno. Questi pseudo sindacalisti si sono messi in competizione con il Ministro Brunetta nello smantellare il Pubblico Impiego e nella cancellazione dei diritti del lavoratore. Più volte abbiamo espresso la nostra contrarietà a questo sistema perverso e vessatorio che i lavoratori hanno già sperimentato sulla loro pelle e che sta diventando lo strumento per i passaggi di progressione orizzontale, per la mobilità interna, per l’accesso alla formazione, ai crediti ECM, ed altro. La delegazione sindacale ha disatteso il mandato conferitole dai lavoratori. E’ preoccupante che anziché migliorare il regolamento aziendale approvato nel 2006 (ad esempio per accedere alla posizione organizzativa c’era il requisito della laurea specialistica) ci si riduca alla totale discrezionalità del Direttore Generale. La RdB CUB non ci sta e chiama tutti i lavoratori a discutere sui luoghi di lavoro mediante assemblee indette dalla RSU per sottoporre l’Accordo sul Contratto Integrativo Aziendale 2006/2009, così come sulla penosa situazione dei buoni pasto???? Cosa si può comprare da mangiare con 4,13 euro????
RdB-CUB sanità


4 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

Ferrara. I cobas della RdB-Cub manifestano per il diritto alla casa...

Ferrara - I cobas della RdB-Cub manifestano per il diritto alla casa, nella giornata nazionale contro gli sfratti: stamattina sarà consegnata al sindaco Tiziano Tagliani ed al presidente della Provincia Marcella Zappaterra la nota dell'Associazione Inquilini e Assegnatari, nella quale si denuncia e si evidenzia la carenza di misure atte a ridurre le sofferenze dei cittadini nell'affrontare il disagio dovuto all'azione forzosa dello sfratto. Situazione aggravata dalla crisi economica in atto.

Bologna. FUORI ONDA...
di RITA BARTOLOMEI

Bologna - FUORI ONDA. «Scusa s'informa provocatoriamente Alessandro Alberani della Cisl . L'altro giorno ho incontrato un tuo iscritto. Mi ha chiesto: i 110 euro del contratto in più li devo prendere o no? Cosa gli devo rispondere?». Bruno Papignani, leader della Fiom, sta uscendo dalla maratona sulla crisi in Comune scortata dalla Digos dopo aver ascoltato il segretario della Camera del Lavoro, Cesare Melloni. «Al mio iscritto devi dire che quei soldi può prenderli», risponde al rivale'. L'altro: «Guarda che li abbiamo ottenuti noi, con il rinnovo che non avete firmato». «Quei soldi li ha dati il padrone», non si rassegna il capo delle tute blu. COSI', ieri pomeriggio, va in frantumi una tregua sindacale rincorsa faticosamente. Anzi: i cocci li hanno già raccolti in mattinata alla Gd, «la più grande azienda metalmeccanica della provincia», come ricorda Marco Bentivogli della Fim nazionale. Proprio lui stava tenendo un'assemblea sul contratto quando «una settantina di attivisti della Fiom sono entrati con il volto coperto da una maschera bianca». Bentivogli condanna «una cultura settaria che fino ad oggi era stata bandita dal movimento dei lavoratori». Alberani nel pomeriggio nel faccia a faccia con Papignani rincara: «E' stato messo in discussione un diritto democratico fissato dalla Costituzione. Non avete neanche il coraggio di far vedere i vostri volti». L'altro gli ribatte: «Vi avevamo proposto un'assemblea unitaria, avete detto no». L'unità sindacale pare morta... «Non credo sia all'orizzonte», sospira Papignani. «E' molto lontana da anni», conferma il segretario Cisl. Anche se l'intervento di Melloni gli è sembrato «molto equilibrato». NON pare finita qui. Perché i delegati Cgil della Gd ieri mattina c'è stato anche un presidio ai cancelli, in via Battindarno promettono in un volantino che «la mobilitazione continua!», annunciano altri scioperi e accusano: «La vergogna non ha fine! Fim e Uilm non hanno fatto nemmeno votare i loro iscritti in Gd!». Assicurano che la presenza in assemblea è stata «composta». Sostengono che la maschera bianca «significa che agli occhi di Fim e Uilm questi lavoratori non esistono». Più o meno in contemporanea, ieri mattina, Gianfranco Martelli della Uil in consiglio, nella no stop sulla crisi, affondava la Fiom: «Siamo profondamente rispettosi delle istituzioni. Non ci saremmo mai permessi di presentarci qui con cartelli. Far vedere i muscoli a chi la pensa diversamente è un grave atto di arroganza». E mentre Massimo Betti delle Rdb annuncia una manifestazione per il 19 «partenza da piazza Maggiore con cassintegrati e precari» Alberani chiede di più al Comune ma anche alle banche uniche assenti in questa maratona e insiste sulle municipalizzate: «Diano un segnale, una risposta anche come opportunità di lavoro». Il sindaco Flavio Delbono ascolta tutto, ogni tanto durante la maratona si assenta, ogni tanto cerca ispirazione guardando il soffitto. Il regista, il presidente del consiglio Maurizio Cevenini, a fine giornata è soddisfatto. Delbono a domanda non sa ancora se sarà in piazza l'11, per lo sciopero generale della Cgil, «non ci ho ancora pensato». Ha già assicurato la sua presenza, invece, Silvana Mura, parlamentare e numero due dell'Idv.


4 dicembre 2009 - Il Messaggero

Perugia. Condizioni lavorative peggiorate...

Perugia - Condizioni lavorative peggiorate, vantaggi economici solo per il settanta per cento dei dipendenti e troppi servizi affidati all’esterno. Così il sindacato di base della Asl 2 boccia il contratto integrativo 2006/2009 firmato dai confederali e dalla direzione aziendale. Un contratto che «disattende le aspettative - scrive l’Rdb Cub sanità -, discrimina centinaia di lavoratori, non prende in esame le problematiche legate all’orario di servizio-orario di lavoro, mette nel dimenticatoio istituti come la flessibilità e la banca ore». Il contratto, secondo l’Rdb, non prenderebbe in considerazione i problemi legati alla reperibilità e «l’aggravio dei costi dei servizi affidati ai privati, vedi l’ultimo appalto della ristorazione "cibo refrigerato" per i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere». E a proposito di cibo, il sindacato di base lamenta «la penosa situazione dei buoni pasto. Cosa si può comprare da mangiare - chiede il delegato Luigi Fucchi - con 4,13 euro?». Chiamando a raccolta i lavoratori, infine, l’Rdb Cub oggi pomeriggio, alle 17,30, inaugurerà la nuova sede unitaria del sindacalismo di base, in via del lavoro 29.(E.Prio.)


4 dicembre 2009 - Corriere della Sera

Durante le festività
Brera e Cenacolo. È scontro per le aperture

Milano - Scontro aperto sui musei. Brera e Cenacolo chiusi il 7 dicembre, lunedì di riposo. O forse no, apertura straordinaria per Sant’Ambrogio. Il braccio di ferro tra sindacati e soprintendenze sta facendo slittare la decisione: oggi sono in programma gli incontri decisivi. Cgil, Uil, Rdb e Confsal lanciano l’ultimatum: «Ad oggi non è pervenuta alcuna proposta. Si tratta dell’ennesima riprova di carenze gestionali del direttore regionale, Mario Turetta, e del responsabile della direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, Mario Resca, candidato alla figura di commissario straordinario per Brera». Sullo sfondo, dietro la trattativa sull’apertura festiva a Sant’Ambrogio, cresce la protesta sindacale sugli organici, l’ipotesi del commissariamento di Brera annunciata dal ministro Sandro Bondi, la mancanza dei 52 milioni di euro necessari per il restyling e l’ampliamento della Pinacoteca e il progetto di una Fondazione che gestisca il «rilancio» del museo. I lavoratori attaccano, sono contrari: «Operazioni di facciata». Reclamano piuttosto «la necessità di utilizzare spazi alternativi e disponibili subito, come le sale di Palazzo Citterio, utilizzabili con moderati costi di intervento e invece destinati a ospitare eventi gestiti dalla Fondazione Trussardi». Il soprintendente ai Beni culturali, Alberto Artioli e la collega di Brera, Sandrina Bandera, ascolteranno oggi le ragioni dei sindacati: «Ma la proposta per lunedì è stata fatta. Aspettiamo una risposta».(a.st.)


4 dicembre 2009 - Il Giorno

A SANT'AMBROGIO
Si tratta per aprire Brera e il Cenacolo

Milano - SI TRATTA per tenere aperti la Pinacoteca di Brera e il Cenacolo Vinciano il 7 dicembre. Sant'Ambrogio ma anche lunedì, giornata di chiusura per i due musei. Una risposta potrebbe arrivare stamattina, da una riunione a Brera: «Stiamo facendo la contrattazione», spiega la soprintendente Sandrina Bandera che dirige la Pinacoteca («Ma col Cenacolo si cerca di muoversi in tandem»). Il rischio chiusura era stato denunciato martedì da Cgil, Uil, Rdb Cub e Confsal. Che puntano il dito contro il soprintendente regionale Mario Turetta e il direttore generale Mario Resca, rei di «non aver ancora fatto pervenire alcuna proposta». E ricordano i successi registrati a ogni apertura straordinaria, dal Ferragosto di Brera al 16 novembre del Cenacolo.(Gi.Bo.)

Gli operai vogliono leggere sul palco
Il direttore: «Non è nel nostro stile»

MILANO - LA PROTESTA degli operai dell'Alfa di Arese si sposta in città. Dall'autostrada alla Scala. Ieri mattina una folta delegazione della Cub si è presentata davanti al Teatro per farsi ricevere dal sovrintendente Stéphan Lissner. L'obiettivo dei sindacalisti è quello di far leggere sul palco della Scala un comunicato per sensibilizzare il pubblico della prima sulla loro situazione. La delegazione ha incontrato però solo il direttore generale Maria Di Freda. «Non è nello stile del Teatro» questa è stata la ferma risposta della Di Freda agli appelli del sindacato. Guido Trifeletti, della confederazione unitaria di base, è sconcertato dalla risposta: «Credono di vivere in una torre d'avorio, del tutto estranei alla realtà in cui siamo. Con i soldi di un biglietto della Prima un operaio vive per due mesi. Noi comunque per il diciottesimo anno consecutivo saremo davanti al teatro a protestare. Per rimarcare il distacco dal mondo reale tengo a sottolineare che a Sant'Ambrogio anche le Fondazioni liriche di tutta Italia saranno al nostro fianco per protestare contro lo spreco inutile della Prima davanti ai veri problemi della città».


4 dicembre 2009 - La Nazione

SINDACATI PREOCCUPATI PER LO STILE BRUNETTA
«INGIUSTIFICATA ARIA DI CACCIA ALLE STREGHE»

Firenze - SULLA VICENDA dei provvedimenti contro i nove dipendenti sotto accusa per pause caffè non regolarmente timbrate', per ora non prendono posizione. «Non abbiamo in mano nulla di ufficiale commenta Stefano Cecchi (Rdb) , certo negli ultimi giorni stanno circolando molte voci e in Comune si respira un'aria pesante', ma non andrei oltre questo». Invece sulla circolare che, di fatto, mette regole molto precise ai tempi della colazione, Cecchi ha un solo commento da fare: «Con quella comunicazione commenta Cecchi si cerca di mettere ordine nel disordine, ma non ci vedo nulla di particolarmente penalizzante. Del resto in Comune è stato istituito da tempo l'orario elastico (l'ingresso e l'uscita posticipati di un'ora) e chi ha bisogno di assentarsi per motivi diversi e più seri può chiedere l'autorizzazione al suo responsabile e rimettere le ore fino al mese successivo». PIÙ severo il giudizio di Paolo Becattini, responsabile della Uil: «La verità è che il nuovo stile Brunetta ha instillato in tutti i dipendenti un timore precondizionato. Si vive in un ingiustificato clima di caccia alle streghe. E, per ora, non ci sono riscontri ufficiali sui quali, pronunciarsi».


4 dicembre 2009 - Leggo

VENEZIA. Lunedì vaporetti e autobus a rischio a causa dello sciopero...

VENEZIA - Lunedì vaporetti e autobus a rischio a causa dello sciopero aziendale di 24 ore proclamato dall’organizzazione sindacale RdB-Cub. Lo scioperò, che coinvolge anche il personale delle biglietterie, verrà attuato con il rispetto delle fasce orarie 6-9 e 16,30-19,30 per i bus, e delle corse minime del servizio di navigazione Actv.


4 dicembre 2009 - La Nuova Sardegna

NUORO. Sportello Rdb

Nuoro - Le RdB-Cub di Nuoro informano i cittadini che presso la sede del sindacato, in via Manzoni 57 di Nuoro (di fronte alla libreria Novecento) sono attivi l’ufficio vertenze-Sportello legale e il Caf di base. Il primo si preoccupa di fornire consulenza ed assistenza in materia previdenziale e sulle controversie legate al mondo del lavoro. Il Caf, invece, della compilazione della dichiarazione dei redditi Mod. 730 e Unico Pf, della compilazione dichiarazione e bollettini Ici, della trasmissione telematica di tutte le dichiarazioni fiscali, dei modelli reddituali Red Inps, Inpdap, Enpals, degli indicatori Ise-Isee, della consulenza su contenzioso tributario. È possibile usufruire dei servizi previa prenotazione telefonica ai seguenti recapiti: Ufficio vertenze-Sportello legale, 392 9337000; Caf di base, 340 9651984; info generali sindacato, 0784 443140 oppure 329 0724482. Le RdB-Cub si riuniscono ogni mercoledì alle ore 18.30.


4 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova

COBAS CONTRO I CORSI PER DIRIGENTI

Padova - «Noi il teatrino dei dirigenti lo vediamo tutti i giorni» Adl Cobas, guidata da Stefano Pieretti, protesta contro i corsi di formazione organizzati dal Comune per i dirigenti di palazzo Moroni.


3 dicembre 2009 - Omniroma

ISPRA, PRECARI INCONTRANO COMMISSIONI LAVORO AMBIENTE E CULTURA

(OMNIROMA) Roma, 03 dic - «A quasi due settimane dall'inizio dell'occupazione del tetto nella loro sede di via Casalotti, la battaglia dei ricercatori dell'Ispra approda in Parlamento, dopo gli incontri informali ottenuti da loro rappresentanze coi presidenti delle Commissioni Lavoro, Ambiente e Cultura di Camera e Senato. In particolare, a Palazzo Madama i lavoratori hanno avuto in sede U.P.I. (Ufficio di Presidenza Integrato), un'audizione informale alla presenza del presidente, senatore Antonio D'Alì». Così in una nota diffusa dai precari dell'Ispra. «Anche in sede politica - continua la nota -, i precari denunciano una situazione che li vede operare di fatto, da anni, come lavoratori subordinati, seppure con contratti che variano ad ogni rinnovo, con l'alternarsi di borse di studio, assegni di ricerca e contratti di collaborazione, sempre portati avanti alle dipendenze del medesimo ente e sotto la spada di Damocle di un mancato rinnovo. Nei mesi scorsi non sono stati rinnovati i contratti a ben 250 ricercatori ed altri 200 rischiano la medesima sorte entro il 31 dicembre. I ricercatori, tra cui erano presenti delegati Usi - RdB, hanno ribadito alle Commissioni che la loro non è solo una vertenza di lavoro ma una questione nazionale che investe direttamente il problema della ricerca e della protezione ambientale, la quale necessita di un serio investimento, anche al fine di uscire dalla situazione drammatica per cui si interviene sempre dopo le catastrofi anziché fare un monitoraggio e una prevenzione continua per evitare la perdita di vite umane e risorse che in Italia accompagna ogni evento naturale estremo. Hanno poi chiesto ai rappresentanti politici di aiutarli nei rapporti con il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che finora ha sempre rifiutato di incontrarli, e ha rinviato di un'altra settimana la risposta alle questioni che sull'argomento le ha posto la Commissione Ambiente della Camera. Intanto, il territorio romano continua a sposare la causa dei precari dell'Ispra: associazioni e movimenti della capitale stanno dando un sostegno fattivo ed anche i Municipi, come già avvenuto nel XVIII e nel XIX, approvano all'unanimità mozioni a favore di una rapida soluzione della loro vertenza, a dimostrazione che la questione non appartiene a una parte politica ma a tutti i cittadini del nostro paese».

PROGETTO MILLENNIUM, RDB: «NON UNA PAROLA SU LAVORATORI E BAMBINI»

(OMNIROMA) Roma, 03 dic - «Nei 139 progetti per il futuro non viene spesa nemmeno una parola sui lavoratori e sui bambini della nostra città». Lo afferma in una nota Roberto Betti delle RdB in merito al progetto Millennium. «È singolare che le idee per il futuro di Roma Capitale, elaborate dalla Commissione presieduta da Antonio Marzano, abbiano del tutto dimenticato i bambini e il lavoro ad essi dedicato dal personale degli asili nido e delle scuole dell'infanzia del Comune di Roma - aggiunge Roberto Betti - Risulta poi inspiegabile, all'interno dei 139 progetti, la totale assenza del lavoro come tema strategico e non si comprende come Alemanno pensi di realizzare questi ambiziosi propositi dal momento che non una riga è dedicata al personale capitolino che dovrà operare su questo programma strategico. La poca concretezza della Giunta di centrodestra rispetto ai temi dell'occupazione e delle politiche sociali è palpabile in ogni suo atto, se non intervenissero cambiamenti sostanziali sulle politiche per l'infanzia, per il lavoro e sulla valorizzazione del personale capitolino lo scontro sociale diverrà inevitabile» conclude il rappresentante sindacale delle RdB.


3 dicembre 2009 - Ansa

RICERCA: CASO ISPRA ARRIVA IN PARLAMENTO

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - La battaglia dei ricercatori dell'ISPRA arriva in parlamento dopo circa due settimane: da quando una parte di loro è salita sul tetto dell'ente per denunciare una situazione che li vede da anni operare di fatto come lavoratori subordinati, con contratti che variano di rinnovo in rinnovo con un alternarsi di borse di studio e assegni di ricerca, contratti di collaborazione, sempre portati avanti alle dipendenze del medesimo ente, e sotto la spada di Damocle del mancato rinnovo. Nei mesi scorsi non sono stati rinnovati i contratti a ben 200 ricercatori ed altri 250 rischiano la medesima sorte il 31 dicembre prossimo. Oggi finalmente i ricercatori ISPRA delegati di USI-RdB/Ricerca hanno ottenuto degli incontri informali con i presidenti delle commissioni Lavoro, Ambiente e Cultura, Scienza e Istruzione di Camera e Senato dove hanno ribadito che la loro non è solo una vertenza di lavoro ma è una questione nazionale che investe direttamente il problema della ricerca e della protezione ambientale, che necessita di un serio investimento.

STATALI: BRUNETTA, PAGLIARINI HA VUOTO MEMORIA

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - «Il comunista Pagliarini ha un vuoto di memoria. Sono anni che le organizzazioni sindacali non firmatarie di un accordo non vengono convocate per l'applicazione dell'accordo stesso». Così il portavoce del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, replica al responsabile Lavoro del Pdci, sulla non convocazione della Cgil. «Ricordiamo ad esempio - prosegue la nota - che le Rdb Cub non sono mai state convocate a Palazzo Chigi in quanto non firmatarie dell'accordo del luglio 1993 e questo nonostante il suo Pdci fosse uno dei tanti partiti di maggioranza nel governo Prodi e lui stesso presidente della commissione Lavoro della Camera. Pagliarini preferisce anche non ricordarsi che a suo tempo il ministro Brunetta ha invece invitato a Palazzo Chigi tutte le sigle sindacali (comprese Cgil e le Rdb) per illustrare i contenuti della sua riforma della Pubblica amministrazione. Lasci perdere quindi gli stucchevoli e impropri riferimenti agli 'anni bui del fascismò e si ripassi piuttosto la materia: in tutti i contratti collettivi nazionali di lavoro è infatti previsto espressamente che la partecipazione alla contrattazione integrativa di secondo livello sia riservata alle sole sigle sindacali che li hanno sottoscritti».


3 dicembre 2009 - Adnkronos

GIUSTIZIA: SINDACATI VERSO SCIOPERO PERSONALE GIUDIZIARIO
MOBILITAZIONE DI CGIL, CISL, UIL, RDB

Roma, 3 dic. (Adnkronos/Labitalia) - «Se non ci saranno risposte concrete ed impegni fattivi da parte del Governo lo sciopero dei lavoratori della giustizia sarà inevitabile». Così i sindacati di categoria, Fp Cgil, Uil Pa, Flp Cisl e RdB, annunciano in una nota la mobilitazione del personale giudiziario, che intanto prevede assemblee in tutti gli uffici giudiziari per giovedì 10 dicembre e una manifestazione a Roma mercoledì 16. Al centro della protesta, la mancata risposta, in finanziaria, «per il riconoscimento professionale dei lavoratori giudiziari e per nuove assunzioni necessarie a garantire la prosecuzione del servizio». «Il Governo dice di voler approvare la legge sul processo breve -si legge nella nota unitaria- ma di fatto lavora per l'estinzione dei processi». Ai lavoratori, invece, lamentano i sindacati, è arrivata «da parte dell'Amministrazione una proposta di ordinamento professionale che demansiona e dequalifica i lavoratori garantendo un sicuro peggioramento del servizio». «Nessun investimento e nessun progetto di modernizzazione -avvertono i sindacati- non è questa la strada per accelerare i tempi dei processi, il Ministro Alfano deve chiarire quali sono le sue vere intenzioni poichè in queste condizioni -concludono- nessuna riforma potrà essere efficace per i cittadini».

MODENA: VIGILI DEL FUOCO, MANCA IL 70% DEL PERSONALE QUALIFICATO
CARENZE DEL 30% TRA AMMINISTRATIVI E EQUIPAGGIAMENTI INSUFFICIENTI

Modena, 3 dic. - (Adnkronos) - Carenze del 70% tra il personale qualificato e del 30% per l'amministrativo, compresi i capi reparto che dovrebbero essere 24 e in realtà sono soltanto 2. Nessuna opportunità di carriera e stipendi che superano di poco i 1.200 euro al mese. E ancora, assunzioni con il contagocce e un sistema che si regge sui precari. Sono solo alcuni dei numeri che tracciano la situazione in cui versa il corpo dei Vigili del Fuoco di Modena e che sarà al centro dell'iniziativa promossa per domani dai lavoratori del settore, assieme a Cgil, Cisl, Uil e Rdb. Sotto la Ghirlandina, infatti, i pompieri faranno un volantinaggio per informare i cittadini in occasione della festa di Santa Barbara. «Solo quest'anno - spiegano i sindacati di categoria e di base - sono stati richiamati in servizio temporaneo 450 precari per un costo complessivo di circa 1 milione di euro». Una situazione di fronte alla quale, i Vigili del fuoco si chiedeono «cosa costa stabilizzare questi lavoratori visto che comunque i soldi ogni anno vengono spesi? Cosa costa assicurare che i concorsi interni possano essere banditi con velocità e in modo snello, ma soprattutto con l'intento di un serio percorso professionale?» e ancora, «perchè non si rinnova il contratto di lavoro scaduto da 23 mesi?». Ma le richieste riguardano anche l'assistenza economica alle vedove, agli orfani e ai tanti lavoratori che hanno subito infortuni e la garanzia di equipaggiamenti, carburanti e attrezzature sufficienti. «Ai politici, agli amministratori e alle autorità di Governo - recita il volantino che saraàò chiediamo un più incisivo e continuo interessamento ai problemi dei pompieri che, è bene ricordare, sono coloro che in qualsiasi momento rispondono alle richieste di soccorso di qualsiasi cittadino».


3 dicembre 2009 - Il Salvagente

I lavoratori pubblici scrivono a Topo Gigio: ''Parlaci tu con Brunetta''
Il sindacato Rdb compra degli spazi sui giornali per pubblicarci una lettera aperta.

Simpatica iniziativa dei lavoratori pubblici del sindacato autonomo Rdb (Rappresentanze di base) che oggi hanno acquistato uno spazio pubblicitario su alcuni quotidiani per pubblicare una lettera aperta a Topo Gigio. Una missiva molto ironica scritta al protagonista dello spot voluto dal governo per informare su come comportarsi quando si hanno i sintomi dell'influenza. Ma che mette in contraddizione il governo che da una parte - con Topo Gigio - dice di restare a casa in caso di malattia, e che dall'altra - col ministro Brunetta - scoraggia le assenze per malattia decurtando considerevolmente la paga nei primi giorni di malattia.
Ma nessuno glielo ha detto a Topo Gigio?
(Lettera aperta al roditore più simpatico dItalia)
Caro Gigio,
visto che come immaginavamo Brunetta non risponde alla nostra lettera, ci rivolgiamo a te. Ci fidiamo di più! Durante lo spot televisivo sulle indicazioni per la prevenzione dellinfluenza A, ad un certo punto affermi: ce se avete tosse, raffreddore, dolori articolari e febbre restate a casa e chiamate il vostro medico di famiglia. Sagge parole, ma lo sai che non tutti i lavoratori possono praticare i tuoi ottimi consigli per contrastare la pandemia influenzale ?!? Ad esempio i lavoratori pubblici se si ammalano sono sottoposti ad una sorta di gabella medievale che consiste nella riduzione dello stipendio. Caro Gigio, tu vivi in un buco nel muro di casa RAI, vesti le solite braghette con camicia a scacchi e taccontenti di rosicchiare qualche crosta di formaggioc Non devi fare i salti mortali per pagare mutui o affitti, non devi certo preoccuparti per come far proseguire gli studi ai tuoi figli o come riuscire a riempire il carrello della spesa! Perché un dopo dovrebbe interessarsi a tutti questi affanni umani? Siamo certi, però, che se tu, icona dellinfanzia di più generazioni, mito dei nostri pomeriggi privi di computer e SMS, fossi a conoscenza di questo fatto (proprio per la tua natura infantilmente anarchica che ti porta a respingere qualsiasi ingiustizia), qualche piccola modifica allo spot governativo lavresti apportata. Intanto, alla notizia che centinaia di migliaia di lavoratori sono costretti a scegliere se curarsi rimanendo a casa, e vedere decurtata la retribuzione, oppure recarsi febbricitanti al lavoro con il rischio di infettare colleghi e utenza, se non altro avresti sicuramente esclamato il tuo classico: MACOSAMIDICIMAI!!! e di rimando nelle ultime indicazioni dello spot avresti aggiunto: crimanete a casa tuttictutti tranne i lavoratori pubblici che se proprio vogliono curarsi debbono rassegnarsi a vedere ridotto il salario. Un consiglio, però, te lo vogliamo dare, caro Gigio, nel caso tu fossi così sensibile da intraprendere questa scelta: non vorremmo che contravvenendo ai dettami dei vertici politici rischiassi una sanzione disciplinare o addirittura un licenziamento in tronco! In fondo sei anche tu quasi un pubblico dipendente con più di 40 anni di onorata carrierace certi soggetti potrebbero non avere un briciolo di comprensione neanche per un simpatico topolino come te. Certo è che però, se tu fossi così coraggioso da intervenire a nostra difesa rivendicando pari dignità e pari diritti, i lavoratori pubblici, a cui da anni girano forte, forte, ma proprio forte, le ciribiriscatole, sarebbero tutti pronti a strapazzarti di vere e proprie coccole!
I Lavoratori Pubblici


3 dicembre 2009 - Città e Regione

Il sindacato RdB e le buche di Alemanno al progetto millennium

Roma - "Nei 139 progetti per il futuro non viene spesa nemmeno una parola sui lavoratori e sui bambini della nostra città" è questa la critica più forte che muove RdB al Sindaco di Roma – tramite il suo rappresentante Roberto Betti – dopo la presentazione del progetto Millennium da parte della Giunta Alemanno. "E’ singolare che le idee per il futuro di Roma Capitale, elaborate dalla Commissione presieduta da Antonio Marzano, abbiano del tutto dimenticato i bambini e il lavoro ad essi dedicato dal personale degli asili nido e delle scuole dell’infanzia del Comune di Roma" spiega Roberto Betti. "Risulta poi inspiegabile, all’interno dei 139 progetti, la totale assenza del lavoro come tema strategico e non si comprende come Alemanno pensi di realizzare questi ambiziosi propositi dal momento che non una riga è dedicata al personale capitolino che dovrà operare su questo programma strategico" prosegue ancora il rappresentante sindacale delle RdB. "La poca concretezza della Giunta di centrodestra rispetto ai temi dell’occupazione e delle politiche sociali è palpabile in ogni suo atto, se non intervenissero cambiamenti sostanziali sulle politiche per l’infanzia, per il lavoro e sulla valorizzazione del personale capitolino lo scontro sociale diverrà inevitabile" conclude il rappresentante sindacale delle RdB.


3 dicembre 2009 - La Città di Salerno

DIPENDENTI IN AGITAZIONE
In Tribunale è rivolta contro i tagli

Salerno - Il sindacato Rdb Giustizia, riunito ieri in assemblea al Tribunale di Salerno, è «pronto a mettere in campo tutte le iniziative di lotta a difesa della dignità, del salario,dei diritti e contro qualsiasi tentativo di smantellamento o privatizzazione di un servizio pubblico costituzionalmente garantito» com'è quello della giustizia, a fronte degli «attacchi del governo in questo settore tesi ad affossare con le riforme messe in campo in questi anni». Cancellieri e dipendenti del tribunale lamentano carichi di lavoro notevolmente aumentati, personale diminuito, tagli alle risorse . «Occorre invece ampliare la dotazione organica - dice il rappresentante Pio Antonio De Felice. Occorre dotare i lavoratori di strumenti tecnologici al passo con i tempi, snellendo i processi lavorativi a tutto vantaggio per i cittadini e per la velocità dei processi». L'assemblea del sindacato ha anche diffuso i dati della diminuzione degli organici negli ultimi tre anni. I tagli maggiori nel distretto di Salerno si sono verificati per le qualifiche C3 che riguarda i dirigenti del settore: in tre anni si è avuto un taglio del 75 per cento. Per le qualifiche C2, il taglio si aggira intorno al 56 per cento. Diminuzioni intorno al 20 per cento riguardano poi tutte le altre posizioni. «La modernizzazione tanto sbandierata dal ministro Alfano e dal suo omologo Brunetta con ingannevoli dichiarazioni è al momento solo una chimera - accusano dal sindacato. Oggi ci sono solo strumenti obsoleti».


3 dicembre 2009 - Campania Report

"Scandalosa situazione in cui versa tutta la pubblica amministrazione"
Dopo la Giustizia, protestano anche i lavoratori Inail a Salerno
Struttura sindacale con le lavoratrici dei servizi di pulizia all’azienda ospedaliera

Salerno - Dopo l'affollata assemblea di ieri al Palazzo di Giustizia di Salerno, con l’intervento della delegata nazionale di RdB Giustizia, Pina Todisco, anche i lavoratori dell’Inail si riuniscono in assemblea per discutere della scandalosa situazione in cui versa tutta la pubblica amministrazione in Italia, parastato compreso di cui l’Inail costituisce un pilastro fondamentale insieme all’Inps e all’Inpdap. "Mancanza di risorse, corruzione, disinformazione e perdita costante di efficacia ed efficienza vengono scaricate vergognosamente sui lavoratori che vengono costantemente umiliati e precarizzati. A pagare sono i cittadini che vengono privati di servizi e tutele in un periodo di grande crisi sociale ed economica che invece richiederebbero politiche coraggiose con veri investimenti e non tagli orizzontali generalizzati" denunciano le rappresentanze sindacali di base di Salerno. La riconquista del protagonismo dei lavoratori di RdB non si ferma: dopo Salerno Mobilità al tavolo di contrattazione nella sede di Piazza Amedeo, nel pomeriggio si costituisce una struttura sindacale con le lavoratrici dei servizi di pulizia all’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di via San Leonardo. Continua, inoltre, l’impegno di denuncia e di organizzazione dei lavoratori braccianti della Piana del Sele "che dopo il vergognoso sgombero di San Nicola Varco vivono una vera emergenza umanitaria" denuncia il sindacato. Ieri, alla concertazione del Piano Sociale di Zona S5 con le associazioni del Terzo Settore, tenuto dall’assessore alle Politiche Sociali, Luca Sgroia, del Comune di Eboli, "è stata messa sul tavolo una somma ridicola: 32mila euro" denuncia ancora il sinbdacato. Di questo e di tutta la verità e le responsabilità che ancora non sono emerse, si parlerà in un'assemblea provinciale che si terrà sabato prossimo 5 dicembre dalle 10, presso la Federazione RdB CUB di Salerno a via Zara 32.


3 dicembre 2009 - Villaggio Globale

Il caso Ispra in Parlamento
Dopo due settimane dall'inizio dell'occupazione del tetto della loro sede, incontrate le Commissioni Lavoro, ambiente e cultura. La Prestigiaconmo rinvia le risposte di una settimana

Roma - A quasi due settimane dall'inizio dell'occupazione del tetto nella loro sede di via Casalotti, la battaglia dei ricercatori dell'Ispra approda in Parlamento, dopo gli incontri informali ottenuti da loro rappresentanze coi presidenti delle Commissioni Lavoro, Ambiente e Cultura di Camera e Senato. In particolare, a Palazzo Madama i lavoratori hanno avuto in sede Upi (Ufficio di Presidenza Integrato), un'audizione informale alla presenza del presidente, senatore Antonio D'Alì. nche in sede politica, i precari denunciano una situazione che li vede operare di fatto, da anni, come lavoratori subordinati, seppure con contratti che variano ad ogni rinnovo, con l'alternarsi di borse di studio, assegni di ricerca e contratti di collaborazione, sempre portati avanti alle dipendenze del medesimo ente e sotto la spada di Damocle di un mancato rinnovo. Nei mesi scorsi non sono stati rinnovati i contratti a ben 250 ricercatori ed altri 200 rischiano la medesima sorte entro il 31 dicembre. I ricercatori, tra cui erano presenti delegati Usi - RdB, hanno ribadito alle Commissioni che la loro non è solo una vertenza di lavoro ma una questione nazionale che investe direttamente il problema della ricerca e della protezione ambientale, la quale necessita di un serio investimento, anche al fine di uscire dalla situazione drammatica per cui si interviene sempre dopo le catastrofi anziché fare un monitoraggio e una prevenzione continua per evitare la perdita di vite umane e risorse che in Italia accompagna ogni evento naturale estremo. Hanno poi chiesto ai rappresentanti politici di aiutarli nei rapporti con il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che finora ha sempre rifiutato di incontrarli, e ha rinviato di un'altra settimana la risposta alle questioni che sull'argomento le ha posto la Commissione Ambiente della Camera. Intanto, il territorio romano continua a sposare la causa dei precari dell'Ispra: associazioni e movimenti della capitale stanno dando un sostegno fattivo ed anche i Municipi, come già avvenuto nel XVIII e nel XIX, approvano all'unanimità mozioni a favore di una rapida soluzione della loro vertenza, a dimostrazione che la questione non appartiene a una parte politica ma a tutti i cittadini del nostro paese.


3 dicembre 2009 - Corriere di Rieti

Gli Lsu verso l’assemblea permanente
Decisivo l’incontro di ieri con l’assessore Ruggeri

Magliano - (s.pan.) Si è tenuto ieri sera in Comune l'incontro tra i Lavoratori socialmente utili e l'assessore al personale Antonello Ruggeri. La riunione è stata richiesta dagli Lsu locali per cercare delle rassicurazioni sulla situazione poco chiara che li vede protagonisti, per metà disoccupati e per metà precari, a servizio della pubblica amministrazione. Nello specifico i lavoratori hanno chiesto un incontro in seguito ad un appello partito dalla rappresentanza sindacale di base che promuove un'assemblea permanente come protesta nei luoghi di lavoro fino al 4 dicembre. Una mobilitazione alla quale i maglianesi non hanno ancora aderito e che le Rdb promuovono in risposta alla "indifferenza calcolata a tavolino - si legge nel comunicato - sullo sfruttamento, il ricatto, la povertà di una classe di lavoratori, gli ultimi nella scala dei precari della pubblica amministrazione". Gli Lsu chiedono quindi un segnale riguardo questa situazione di precariato e una regolarizzazione del "lavoro nero" di Stato, per l'assunzione e la copertura contributiva. Nel corso dell'incontro l'assessore Ruggeri ha potuto unicamente rassicurare in parte i lavoratori con la notizia giunta proprio ieri dalla Regione. La giunta della Pisana attraverso una delibera regionale garantisce la prosecuzione del sostegno regionale per il pagamento degli assegni di utilizzo e degli assegni per il nucleo familiare corrisposti ai lavoratori socialmente utili nel periodo dal 1 gennaio 2010 al 30 giugno 2010. Saranno ora agli Lsu di Magliano a decidere se tale delibera rappresenti una sufficiente garanzia.


3 dicembre 2009 - Spoleto City

LA RdB-CUB SULLA MORTE DELL'OPERAIO DELLA THYSSEN
di Ettore Magrini

Diego aveva 31 anni ed è morto forse per la reazione chimica provocata dall’acido cloridrico e da un’altra sostanza altamente nociva. Opprimente è il dolore e la rabbia per l’ennesima morte di lavoro. Il dramma degli incidenti non si attenua. L’Umbria detiene il triste record di frequenze di infortunio sul lavoro. Giovedì 12 novembre a Terni un operaio è stato colpito con violenza dal braccio meccanico di una gru in movimento, riportando ferite gravi a livello delle vertebre. Mercoledì 25 novembre ancora a Terni altro grave incidente: un operaio è stato sfigurato al volto da una mola che gli ha procurato un taglio e la necessità di 150 punti di sutura sul viso. La lunga serie di mutilazioni, invalidità, malattie e morti sul lavoro può essere arrestata: PREVENIRE GLI INCIDENTI E’ POSSIBILE! Va combattuto e cambiato l’attuale modello di sviluppo che mette davanti a tutto il profitto delle imprese, diventato più importante della vita e della sicurezza dei lavoratori. Cordoglio e vicinanza delle Istituzioni, dei politici, dei sindacati concertativi fanno sicuramente piacere a chi ha perso un fratello, figlio o amico, fa sentire meno solo chi è sprofondato nel dolore più grande. Non cambia, però, i meccanismi di fabbrica che tutti conoscono, fatti di sudditanza, ricatti e minacce quotidiane a cui sono costretti i lavoratori. Siamo arrivati addirittura ad una sorta di "caccia alle streghe" contro i lavoratori relativamente più tutelati, cioè i pubblici dipendenti. Se non si cambia atteggiamento con atti concreti e prese di posizione inequivocabili, forse sarebbe più dignitoso rimanere in silenzio davanti ad incidenti tanto strazianti, quanto "prevedibili" perché generati da un CLIMA che vuole sconfitto il mondo del lavoro rispetto ai guadagni delle imprese. Un argine all’insicurezza sul lavoro, forse si può creare solo se si annulla la precarietà sociale e lavorativa, se i lavoratori si appropriano dell’organizzazione del lavoro, se i propri rappresentanti per la sicurezza (RLS) vengono tutelati e garantiti e se le Istituzioni di controllo si attivano per seri controlli preventivi sui luoghi di lavoro. La RdB-CUB dell’Umbria esprime solidarietà ai familiari e ai colleghi di Diego.
RdB-CUB Umbria - Ettore Magrini


3 dicembre 2009 - Tuscia web

Viterbo - RdB giudica non efficace le norme del decreto stilate dal ministro
"Saremo felici di firmare un documento anti-Brunetta"

Riceviamo e pubblichiamo - Il rettore ha convocato il primo dicembre le organizzazioni sindacali per valutare gli effetti del decreto Brunetta sul personale della Università di Viterbo. E’ questa una buona notizia che mostra una sensibilità ignota alla gran parte delle amministrazioni del nostro territorio e non solo. RdB P.I., nel corso della riunione ha ribadito la propria posizione: contestare la legittimità costituzionale della normativa, aprire e sostenere contenziosi individuali e collettivi nei confronti delle amministrazioni, contrastare ogni tentativo di applicare una meritocrazia definita per legge utilizzando i soldi che contrattualmente sono già dei lavoratori. Nessun governo può stabilire per legge che il 25% dei dipendenti ogni anno deve risultare incompetente e improduttivo. Abbiamo constatato con piacere che tutte le organizzazioni sindacali, assente la Cgil, oggi convengono sull'arbitrarietà e sulla non efficacia delle norme contenute nel decreto Brunetta. Se, come dichiarato, Cisl e Uil hanno intenzione di smentire il percorso sostenuto dai loro nazionali saremo felici di sottoscrivere documenti di contrasto al decreto Brunetta. Nella riunione in questione abbiamo concordato di procedere alla definizione del fondo anno 2010 immediatamente: nel 2009 Cisl, Cgil e Snals hanno sottoscritto l’accordo per l’attribuzione di indennità di responsabilità al 30% del personale creando le condizioni di squilibrio volute da Brunetta. RdB chiede che per il 2010 siano azzerate tutte le posizioni di responsabilità rimettendo tutti i lavoratori in una condizione di parità di rischio e di capacità, a nessuno sia garantito un salvacondotto: Cgil, Cisl e Snals concordano? Provocatoriamente vorremmo poi chiedere ai dirigenti che prendono incentivi di migliaia di euro e che plaudono a Brunetta: anche per voi un dirigente su quattro non prende incentivi, non fa carriera e può essere messo in mobilità? Infine: l'amministrazione ha comunicato che la decurtazione del 10% del fondo salario accessorio del personale Unitus voluta da Brunetta e sottoscritta da Cisl e Uil non verrà reintegrata con buona pace delle rassicurazioni avute dai sindacati sottoscrittori e come da noi facilmente previsto. L’amministrazione con un termine dolce ci ha comunicato una dura realtà, vuole "rimodulare il fondo 2010" per recuperare il 10% già erogato ai lavoratori. Non è facile demagogia o sterile polemica ricordare le scelte operate da ogni soggetto, i sindacati concertativi però non possono fare i danni sui contratti e disposizioni nazionali e affidare ai dirigenti locali il compito di fare opposizione; questo sarebbe trasformismo.
Sergio De Paola - RdB Cub Viterbo

Asl - La RdB chiede un intervento in tempi brevi
"Gruppo Ro.ri., Parroncini mantenga le promesse"

3 dicembre 2009 - Maremma Oggi

Rdb Cub, Rocchi e Neri:
'L’On. PARRONCINI mantenga gli impegni presi dal Prefetto!'

Viterbo - Giovedì 26 novembre alla riunione in prefettura, le organizzazioni sindacali, i sindaci, il prefetto, il gruppo Ro.Ri., la direzione della Asl di Viterbo e i lavoratori presenti, hanno sentito dalla "viva voce" della Regione Lazio rappresentata da Giuseppe Parroncini la promessa dell’apertura di un tavolo regionale, entro una settimana, per scongiurare il licenziamento di 250 lavoratori del gruppo stesso. "A distanza di una settimana, non solo non c’è il tavolo, ma non ci sono neanche le sedie - dichiara Lino Rocchi della Federazione RdB di Viterbo -. Non che sia sorpreso, il buon giorno, una stretta di mano ed un tavolo tecnico non si rifiutano mai a nessuno, ma quando c’è in ballo il futuro di 250 lavoratori, 45 precari già licenziati, 15 che lo saranno tra poco, le rispettive famiglie, il futuro dell’assistenza sanitaria per i cittadini della provincia di Viterbo, crediamo non si possa scherzare". La RdB è stata chiara, o la Asl di Viterbo si fa carico di assumere tutti i lavoratori del gruppo, i precari licenziati, fornire lo stesso servizio che verrebbe a mancare, oppure visto che la Clinica Nuova Santa Teresa è in realtà un albergo a cinque stelle e che il Cra Nepi esprime un servizio di qualità tale che contro la sua chiusura hanno già firmato più di 3000 famiglie, si smette di pasticciare con ritardi e scuse e si procede all’apertura della clinica, (apertura sancita anche da una sentenza del TAR dell’otto aprile 2009), e si ripristinano i servizi al Cra. "Abbiamo dichiarato alla riunione di giovedì - prosegue Aurelio Neri RdB Sanità - che siamo pronti a scendere in piazza insieme con i lavoratori, i cittadini e gli amministratori locali e a portare la protesta sotto la Regione Lazio. Il territorio di Viterbo non può permettersi di perdere né un posto letto, né un posto di lavoro, la dispersione poi delle alte professionalità di questi lavoratori sarebbe uno scandalo ed uno spreco. Non comprendiamo poi come 60 operatori della "vecchia" Santa Teresa siano costretti a lavorare ed a fornire servizi in un ambiente "fatiscente" quando potrebbero farlo in una struttura ultra moderna quale la nuova Santa Teresa". "La Sanità privata, deve essere sussidiaria a quella pubblica, ed in questo caso lo è - conclude Rocchi - perché quindi questo accanimento terapeutico contro un gruppo che ha investito nel nostro territorio molte decine di milioni di euro? Qualcuno avrebbe preferito altri nomi od altri colori? A noi non interessa, per noi un imprenditore si valuta solo ed esclusivamente dal servizio che fornisce, da come lo fornisce e se rispetta le regole ed i lavoratori, i posti letto per abitante nel Viterbese sono meno della metà della media nazionale, se qualcuno pensa che l’argomento Sanità, in questo territorio, serva come "serbatoio di voti", o sia appannaggio di "miracolati" ha sbagliato i sui conti, noi stiamo con i cittadini, i lavoratori e per servizi garantiti a tutti, dalla cultura, alla salute, alle libertà individuali. Chiediamo che Parroncini rispetti gli impegni presi in nome della Regione Lazio e ci spieghi le ragioni di questo ritardo, gli ricordiamo che la RdB ha chiesto di partecipare al tavolo regionale, che siamo pronti a scendere in piazza e che un "politico" si valuta dalle promesse mantenute. Tra meno di cinque mesi ci saranno le elezioni regionali, si tireranno le somme, lì potremo gridare "il Re è nudo", e non ci saranno giustificazioni di sorta se 400 famiglie saranno senza lavoro ed i cittadini viterbesi ancora trattati da "malati" di serie B".
Aurelio Neri - RdB Cub Viterbo Sanità
Lino Rocchi - Federazione RdB Cub Viterbo


3 dicembre 2009 - Catanzaro Informa

Assemblea ex Lsu-Lpu all'istituto Scalfaro

Catanzaro - Si è tenuta ieri, nell'Aula Magna Grecia dell'Istituto ''E. Scalfaro' di Catanzaro, l'assemblea sindacale dei dipendenti regionali (ex comparto LSU-LPU), che ha visto un'ampia partecipazione di circa 200 lavoratori con diversi interventi, coordinati dai rappresentanti nazionali e regionali della Rdb - pubblico impiego, per discutere dell'ordine del giorno concordato con il coordinamento degli stessi lavoratori, ossia: aumento delle ore settimanali fino al raggiungimento del full-time; giusto inquadramento del personale secondo le professionalità acquisite; razionalizzazione dell'impiego nei vari uffici, anche sedi periferiche; riconoscimento dei contributi, ai fini pensionistici, relativi agli anni precedenti la stabilizzazione. Quello che è immediatamente risaltato, all'inizio dei lavori dell'Assemblea, e stata l'assenza totale delle Istituzioni invitate, dal Presidente della Regione Calabria, assessori Regionali, capigruppo di maggioranza e di minoranza del Consiglio Regionale, Presidenti delle Provincie calabresi e Sindaci delle varie Amministrazioni Comunali, che ha denotato un disinteresse generale verso i problemi dei lavoratori. Ciò ha indotto il Coordinamento dei dipendenti a pensare forme di protesta immediate e plateali quali il blocco delle mansioni superiori, svolte fino ad ora nei vari Dipartimenti in uffici determinanti, scioperi e manifestazioni o qualsiasi altra forma di lotta civile si ritenga necessaria al fine di un sollecito, necessario e proficuo coinvolgimento di tutti gli esponenti politici a vario titolo coinvolti, per l'immediata risoluzione delle richieste avanzate nella piattaforma, da parte degli stessi lavoratori interessati.


3 dicembre 2009 - Sassuolo 2000

Appello Sindacati Vigili del Fuoco Modena per la festa di Santa Barbara

Modena - Il testo dell’appello unitario dei Sindacati dei Vigili del Fuoco FP/Cgil, FNS/Cisl, Uil/PA e RDB di Modena che verrà distribuito a tutti gli invitati alla cerimonia per la festa di Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco, domani mattina venerdì 4 dicembre, presso la sede di via Formigina.
Autorità, Cittadini,
La festività di Santa Barbara è la nostra festa e siamo tutti lieti di condividerla con Voi. Il piacere di condividere questa giornata con voi, però, è anche occasione per lanciarVi questo appello. La nostra città ogni giorno esprime apprezzamenti per il nostro lavoro. Un lavoro che è basato fondamentalmente sulla solidarietà e sulla capacità di assicurare in ogni momento 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno il soccorso a tutti i cittadini senza alcuna distinzione. Purtroppo l’apprezzamento dei cittadini, la stima delle istituzioni e le varie onorificenze, pur se importanti, non sono sufficienti per andare avanti! I motivi sono sempre i soliti e ultimamente la situazione sta maggiormente peggiorando. La carenza di organico, il mancato stanziamento di fondi per gli automezzi, per le attrezzature e per la manutenzione delle sedi di servizio sta portando la nostra organizzazione che è al vostro servizio in una difficoltà più grande di qualsiasi immaginazione e che solo grazie al sacrificio dei Vigili del Fuoco, a Modena, è poco sentito. L’amarezza che si prova ogni giorno, riscontrando la non adeguata attenzione della politica ai problemi dei vigili del fuoco, è più forte dei sacrifici che quotidianamente si fanno per assicurare un servizio dignitoso affinché ogni cittadino possa sentirsi sicuro. Nel corso degli anni tutti i Governi che si sono succeduti ci hanno fatto promesse di impegni per risolvere i nostri problemi, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Oggi siamo in attesa dell’esito degli impegni che il Ministro dell’Interno si è assunto e che sono in discussione in finanziaria. La carenza di organico qualificato è del 70% e amministrativo è del 30%; un esempio per tutti: i Capi Reparto (che sono i responsabili del servizio di soccorso nell’ambito della provincia) dovrebbero essere 24 in realtà sono soltanto 2!! Le opportunità di avere un percorso di carriera, che è l’unico riconoscimento della professionalità acquisita, oggi praticamente non esistono. I riflessi sotto l’aspetto economico non sono irrilevanti visto che lo stipendio di un pompiere è di poco più di 1.200 euro. Le assunzioni si fanno col contagocce e la conseguenza è che, il Comando di Modena, per la gestione del soccorso si deve avvalere dell’aiuto di precari. Solo quest’anno sono stati richiamati in servizio temporaneo 450 precari per un costo complessivo di circa 1 milione di euro. Cosa costa stabilizzare questi lavoratori visto che comunque i soldi ogni anno vengono spesi ? Cosa costa assicurare che i concorsi interni possano essere banditi con velocità e in modo snello, ma soprattutto con l’intento di un serio percorso professionale? Perché non si rinnova il contratto di lavoro scaduto da 23 mesi? Cosa costa restituire i soldi dei pompieri al loro Ente assistenziale che garantisce una copertura assicurativa e un’assistenza economica alle vedove, agli orfani e ai tanti lavoratori che hanno subito infortuni? Perché non si pensa che lo stanziamento di fondi per i carburanti è una necessità, così come è una necessità dotare i pompieri di equipaggiamenti e attrezzature sufficienti?
Ai Politici, agli Amministratori e alle Autorità di Governo presenti oggi chiediamo un più incisivo e continuo interessamento ai problemi dei pompieri che, è bene ricordare, sono coloro che in qualsiasi momento rispondono alle richieste di soccorso di qualsiasi cittadino.
Metteteci nella condizione di poterlo continuare a fare !!!
Grazie a tutti


3 dicembre 2009 - Aprile online

Ispra, la ricerca è il futuro. Non uccidiamolo
In mattinata il presidio convocato dai sindacati interni e dai lavoratori per protestare contro il taglio al personale previsto dai vertici dell'ente. Nel pomeriggio, la battaglia dei ricercatori è approdata in Senato, dove i lavoratori hanno avuto in sede U.P.I. un'audizione informale. I lavoratori hanno chiesto ai rappresentanti politici di aiutarli nei rapporti con il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che finora ha sempre rifiutato di incontrarli, e ha rinviato di un'altra settimana la risposta alle questioni che sull'argomento le ha posto la Commissione Ambiente della Camera

"In un periodo di crisi come questo è fondamentale investire nella ricerca, non tagliare i fondi": è quanto afferma Salvo Merlo, segretario nazionale della Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) della Cgil, aprendo l'assemblea di stamattina alla sede centrale dell'Ispra di Roma.
Un presidio convocato dai sindacati interni e dai lavoratori per protestare contro il taglio al personale previsto dai vertici dell'ente. Dopo le vicende di giugno, in cui non fu rinnovato il contratto di lavoro a circa 170 collaboratori dell'Istituto superiore per la protezione e ricerca dell'ambiente, adesso si parla di un'ulteriore scrematura, che lascerebbe a casa 145 ricercatori entro la fine di gennaio. In concomitanza con la protesta dei lavoratori a rischio che proseguono il presidio sul tetto della struttura dell'Ispra di via Casalotti, anche presso la sede principale dell'Eur a via Brancati si è decisa una mobilitazione per solidarizzare con i colleghi e chiedere garanzie alla struttura commissariale nominata dal ministero dell'Ambiente. All'assemblea era presente anche Paola Agnello Modica, segretaria confederale della Cgil, che ha voluto dimostrare concretamente la propria vicinanza ai lavoratori, dichiarando: "Un lavoratore dell'Ispra non può avere come termine del contratto la fine del commissariamento dell'ente, ma il termine del proprio progetto di ricerca. Questa è una follia". La segretaria confederale si è poi interrogata su quale sarà il ruolo dell'Italia al prossimo vertice sull'ambiente di Copenhagen: "In un momento in cui gli altri paesi investono sull'ambiente e sulla ricerca noi torniamo indietro. Con quale credenziali il presidente del Consiglio si presenterà al prossimo G8 sull'ambiente? Di cosa parlerà?". La sindacalista ha infine concluso il proprio intervento con una riflessione sui costi del commissariamento dell'Ispra e sul futuro che attende i lavoratori: "Dobbiamo competere sulla qualità e sulla ricerca. Al momento la mission di questa struttura è pari a zero. Non possiamo permettercelo, anche perché i commissariamenti costano parecchio". Concorde anche Salvo Merlo, che ha ribadito la necessità di "investire sulla green economy, anche alla luce delle potenzialità ambientali dell'Italia". Il segretario della Flc ha poi accusato il ministero dell'Ambiente di voler stabilire "un rapporto fra sovrano e suddito con i lavoratori dell'ente", sottolineando la priorità di "mettere il personale in condizione di poter svolgere il proprio compito e di portarlo a termine". Dopo gli interventi del sindacato, hanno preso la parola i diretti interessati: i dipendenti, che hanno chiesto garanzie e mobilitazione. "Qui dentro non c'è democrazia. È tutto verticistico, non abbiamo forme di difesa. Siamo tornati al Medioevo, questa non è democrazia, è puro feudalesimo. Non abbiamo pretese assurde, chiediamo solo il rispetto del contratto di lavoro e che i rinnovi siano gestiti con serietà, non come se fossimo ad un mercatino": queste le amare parole di Francesca Assennato, dipendente Ispra. L'atmosfera di rabbia, mista a rassegnazione rivive nelle parole di un dipendente licenziato a giugno insieme a altri 169 colleghi: "Quando perdi la voce per lottare, nulla ha più un senso. Ho lavorato qui per cinque anni con un co.co.co. e poi a giugno non mi è stato rinnovato. Lavoro qui per 'sport', adesso ho un contratto come consulente di una società esterna, ma fra un mese dovrò andarmene". La Cgil interna ha infine annunciato la propria partecipazione allo sciopero generale dell'11 dicembre, indetto dalla Federazione dei lavoratori della conoscenza, che vedrà in piazza ricercatori, insegnanti e universitari. Nel pomeriggio, la battaglia dei ricercatori è approdata in Parlamento, dove a palazzo Madama i lavoratori hanno avuto in sede U.P.I. (Ufficio di Presidenza Integrato), un'audizione informale alla presenza del presidente, senatore Antonio D'Alì. Anche in sede politica, i precari denunciano una situazione che li vede operare di fatto, da anni, come lavoratori subordinati, seppure con contratti che variano ad ogni rinnovo, con l'alternarsi di borse di studio, assegni di ricerca e contratti di collaborazione, sempre portati avanti alle dipendenze del medesimo ente e sotto la spada di Damocle di un mancato rinnovo. Nei mesi scorsi non sono stati rinnovati i contratti a ben 250 ricercatori ed altri 200 rischiano la medesima sorte entro il 31 dicembre. I ricercatori, tra cui erano presenti delegati USI - RdB, hanno ribadito alle Commissioni che la loro non è solo una vertenza di lavoro ma una questione nazionale che investe direttamente il problema della ricerca e della protezione ambientale, la quale necessita di un serio investimento, anche al fine di uscire dalla situazione drammatica per cui si interviene sempre dopo le catastrofi anziché fare un monitoraggio e una prevenzione continua per evitare la perdita di vite umane e risorse che in Italia accompagna ogni evento naturale estremo. Hanno poi chiesto ai rappresentanti politici di aiutarli nei rapporti con il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che finora ha sempre rifiutato di incontrarli, e ha rinviato di un'altra settimana la risposta alle questioni che sull'argomento le ha posto la Commissione Ambiente della Camera.


3 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

Rdb, protesta anti Brunetta
DIP COMUNALI IN SCIOPERO IL 21

Bologna - PROTESTA ieri pomeriggio delle Rdb in piazza Liber Paradisus contro l'Anci e il ministro Brunetta accusato di voler privatizzare la pubblica amministrazione. Intanto, alla vigilia degli stati generali sulla crisi convocati a Palazzo d'Accursio, la giunta comunale si ritrova con l'annuncio di uno sciopero dei propri dipendenti, il primo da quando è in carica Delbono. E' sempre il sindacato di base Rdb a proclamare l'agitazione dei lavoratori, che dovrebbe svolgersi il 21 dicembre. Alla base della protesta, la vertenza che coinvolge 150 precarie storiche' dei nidi e delle materne comunali.


3 dicembre 2009 - Libertà

Dipendenti pubblici: una mascherina contro il Governo

Piacenza - Domani, 4 dicembre, a Piacenza sarà realizzata un iniziativa contro la "tassa sulla malattia" imposta a tutti i dipendenti pubblici dalla legge 133/2008. «Nell'occasione - spiega Paolo Campioni (RdB PI) - saranno distribuite delle mascherine protettive ai dipendenti pubblici e ai cittadini che si recano negli uffici per valutare le conseguenze alle forte penalizzazioni imposte dalla legge». Quello che segue è il testo del volantino che sarà distribuito, insieme alla mascherina antinfluenzale, dalle ore 9 alle ore 10 in tre diversi punti della città: viale Beverora presso l'Anagrafe, in via Campo Sportivo Vecchio presso l'Agenzia del Territorio e in via Modenesi presso l'Agenzia delle Entrate: «Gentile utente, come avrai appreso dagli organi di informazione, non possiamo escludere che in questo ufficio, come del resto in tutti i luoghi pubblici, ci siano lavoratori affetti dalla sindrome influenzale A/H1N1. Con una circolare il ministro della Salute Sacconi, ha invitato tutti i lavoratori a diretto contatto con il pubblico, a restare a casa qualora si manifestino i primi sintomi del virus. Purtroppo questa sua corretta esortazione è contraddetta dalle decisioni del collega di Governo on. Brunetta che con un provvedimento punitivo e assurdo (la legge 133 del 2008) ha introdotto la penalizzazione economica di tutti i lavoratori pubblici in caso di malattia. Tale penalizzazione comporta una riduzione dello stipendio che lo stesso ministro Brunetta ha quantificato intorno al 30% della retribuzione quotidiana».


3 dicembre 2009 - La Nuova Ferrara/Gazzetta di Modena

Delbono, primo schiaffo dai precari
Salta l’assunzione di 150 maestre d’asilo. Protesta la Rdb del Comune
Lo sciopero annunciato alla vigilia del consiglio comunale della crisi

BOLOGNA - Uno sciopero contro il precariato nell’amministrazione comunale annunciato proprio alla vigilia degli stati generali sulla crisi convocati da Palazzo D’Accursio, vale a dire la due giorni di consiglio comunale sulla crisi che inizia proprio oggi e che ha come obiettivo fotografare la realtà locale dell’economia e trovare i rimedi. L’amministrazione Delbono si ritrova così con l’annuncio di uno sciopero dei propri lavoratori, il primo da quando è in carica il nuovo sindaco. È il sindacato di base Rdb, molto radicato tra i circa 5.000 dipendenti del municipio, ad annunciare l’agitazione dei lavoratori, che dovrebbe svolgersi il 21 dicembre (curiosamente, proprio il giorno in cui l’assessore al Bilancio Villam Rossi presenterà in Consiglio il Bilancio 2010). A causare lo sciopero, la vertenza che coinvolge 150 precarie storiche dei nidi e delle materne comunali, che l’amministrazione - come spiegano le stesse Rappresentanze sindacali di base - non ha accettato di assumere: «Questa mattina (cioè ieri, ndr) si è tenuto in Prefettura il tentativo di conciliazione tra Rdb e l’amministrazione comunale in merito alla richiesta di assunzione di 150 precarie storiche che lavorano negli asili nidi e nelle scuole materne. La giunta comunale ha negato ogni possibilità di stabilizzazione di queste precarie con il chiaro intento di arrivare al primo di gennaio 2010 e potere così addossare la responsabilità al governo nazionale visto che col nuovo anno scatterà l’impossibilità normativa di fare concorsi riservati al precariato storico».
Per le Rdb si tratta di un comportamento vergognoso che considera le lavoratrici e i lavoratori precari come oggetti da utilizzare per la battaglia politica. Quella contro la crisi economica, che l’amministrazione ha condotto in aperta polemica con quelle che considera le mancate risposte del Governo nazionale.
«Una vergogna - sottolinea il sindacato - che avrà come effetto quello di aumentare il numero di famiglie in difficoltà a causa della situazione economica e sociale in cui versa il paese». Di qui la decisione del sindacato di annunciare uno sciopero.


3 dicembre 2009 - Il Giorno

Protestano le lavoratrici della coop Team service
SONDRIO PRESIDIO E SCIOPERO DELLA FAME

SONDRIO - SCIOPERO DELLA FAME per alcune lavoratrici della cooperativa «team Service» e per il delegato della Rdb (Rappresentanze sindacali di base), Francesco Beltrama (che ha scelto di fare anche lo sciopero della sete), che da lunedì protestano contro l'operato della cooperativa. Le donne, che lavorano presso la casa di riposo Città di Tirano, accusano la coop di aver messo in atto comportamenti definiti «intimidatori» nei confronti di alcune di loro. I problemi sono iniziati da quando alcuni servizi interni appaltati alla cooperativa «Il Cigno» sono stati presi in carico da «Team Service». «Queste lavoratrici spiega Beltrama si sono accorte che il contratto con la nuova cooperativa non corrispondeva a quello della vecchia e quindi si sono rifiutate di firmarlo. Da qui sono iniziati i guai per loro: in poche settimane hanno ricevuto ben 16 provvedimenti sanzionatori e 6 lavoratrici sono state sospese dal lavoro per 4 giorni». Così da lunedì le lavoratrici, affiancate dal sindacalista, hanno allestito un presidio tra via Trieste e via XXV Aprile con l'installazione di una tenda, tavolo e sedie, che rimarrà fino a sabato. Sempre fino a sabato le lavoratrici porteranno avanti lo sciopero della fame, supportate da Beltrama che sta facendo sia lo sciopero della fame che della sete nella speranza che la forte presa di posizione possa risolvere i problemi all'interno della cooperativa.

L'Inps di Monza non sarà sede provinciale. Il sindacato: «Ora si muova la politica»
FIRMATO L'ACCORDO SULLA RIORGANIZZAZIONE REGIONALE

Monza - L'INPS di Monza non sarà sede provinciale (c'è chi dice per il momento, ma chi vive sperando...). Dopo annunci, battaglie, ora sta scritto nero su bianco nel verbale d'intesa «Proposta di riorganizzazione dell'area metropolitana milanese» sottoscritto, il 30 novembre, a livello regionale dalla direzione dell'Istituto nazionale di previdenza sociale e i sindacati (tutti tranne Rdb) dell'ente. Una vicenda intricata, cominciata in giugno quando in concomitanza con le prime elezioni provinciali, mentre si attendeva una promozione dell'Inps della Brianza a «sede provinciale» era invece arrivata una retrocessione ad «agenzia complessa» con la possibile conseguente perdita di alcuni servizi (come ad esempio le visite per invalidi da fare a Milano). Uno smacco per tutti quelli che «con la nuova provincia avremo servizi migliori e... bla, bla, bla». Uno smacco parzialmente ridimensionato nei giorni scorsi grazie alle decisione di rendere Monza «filiale di coordinamento». Una struttura che permetterebbe, almeno, di non diminuire i servizi, di mantenere gli organici inalterati, di avere un direttore e un'autonomia economica. Ma i malumori non mancano. Secondo il sindacato autonomo Rdb, che avrebbe voluto subito il riconoscimento a «sede provinciale», Cgil, Cisl, Uil e Cisal hanno firmato a livello regionale «un documento che inquadra l'Inps di Monza in un modo che le stesse sigle sindacali avevano bollato come "totalmente insoddisfacente" (c'è un comunicato stampa del 27 novembre a testimoniarlo) a livello territoriale». Una contraddizione respinta dai firmatari. «Si tratta di un accordo a livello regionale - spiega Pippo Leone della Cisl-Brianza - che parla della riorganizzazione delle diverse sedi lombarde. Non si poteva far certo saltare solo perché l'Inps di Monza non è inquadrata come sede provinciale! Noi comunque continuiamo a sostenere questa necessità. Tanto è vero che al termine del verbale è stata inserita una nota nella quale diciamo che la "filiale di coordinamento pur superando i vincoli della precedente ipotesi di agenzia complessa, non soddisfa la nostra richiesta che a Monza venga istituita una sede provinciale"». «Un obiettivo per il quale ci continueremo a battere», spiegano sia Pippo Leone e Alberto Dotto (Cisal) che si augura «di continuare a portare avanti questa battaglia in modo unitario». «Ora deve essere la politica a muoversi. Noi abbiamo fatto quanto nelle nostre possibilità», conclude Leone. Il 10 dicembre si svolgerà un'assemblea alla quale dovrebbero partecipare anche i rappresentanti di Rdb che sull'accordo tengono a precisare: «In questa maniera rientreremo nell'Area Metropolitana... Ma non siamo mica diventati provincia? Poi i lavoratori ci hanno dato mandato a trattare per avere una sede provinciale. Riteniamo che la parola debba tornare a lavoratori per discutere di questo accordo capestro siglato a livello regionale».(F.Lomb.)


3 dicembre 2009 - Il Giornale di Vicenza

SINDACATI. La pianta organica in Comune
«Delusi, 2 progressioni solo su 72 posti vuoti»

Vicenza - «Una proposta inaccettabile per i lavoratori del Comune di Vicenza che attendono di vedere sanata un’evidente ingiustizia». Ieri mattina i sindacati autonomi di base Csa/Fiadel, RdB Cub e Sulpm Ugl erano nel cortile di palazzo Trissino a discutere della presentazione della nuova dotazione organica. «Presentazione che ci ha delusi - hanno sottolineato - perché prevede solo due progressioni verticali, su 72 posti vacanti in pianta organica».
La preoccupazione dei sindacati è duplice. Da un lato c’è la questione economica: «In molti percepiscono compensi da cassintegrati. Eppure lo staff del sindaco costa almeno 400mila euro all’anno. È difficile accettare che alcune persone siano coperte d’oro mentre altre, pur rivestendo incarichi di impegno e responsabilità, debbano accontentarsi di compensi da fame». La questione riconoscimenti non è secondaria: «La riqualificazione del personale - hanno considerato Germano Raniero (Rdb Cub) e Giancarlo Chemello (Sulpm-Ugl) - avverrebbe quasi a costo zero. Riteniamo che dovrebbe interessare almeno una cinquantina di dipendenti e non solo due persone». Le richieste: espletare al più presto le procedure di ricognizione sui ruoli da riqualificare, le progressioni verticali per i posti vacanti e poi i concorsi pubblici; privilegiare i dipendenti impossibilitati a progredire, avendo già raggiunto il massimo livello economico di categoria. «Invitiamo l’amministrazione a trovare gli strumenti e le risorse per applicare l’istituto delle progressioni verticali - ha aggiunto Francesco Urbani (Csa/Fiadel) - entro fine anno».(C.M.)

E oggi sit-in all’ospedale San Bortolo

Vicenza - Dalle 13 alle 14.30 di oggi sotto la palazzina uffici dell’ospedale San Bortolo, si tiene oggi un presidio di lavoratori delle Rdb-Cub che denuncia la carenza di personale infermieristico costretto a saltare ferie e riposi e in continua reperibilità, ma anche la situazione degli operatori di assistenza e il sottoutilizzo di reparti come i dozzinanti.


3 dicembre 2009 - La Gazzetta del Sud

Lsu-Lpu Affollata assemblea della Rdb-Cub
I vertici regionali disertano l’incontro con gli ex precari

Catanzaro - Nessuno degli assessori, capigruppo consiliari nonché il presidente della Regione Calabria, seppur invitato con comunicato ufficiale, si è presentato all’as - semblea dei lavoratori ex Lpu ed Lsu, indetta dalla sigla sindacale RdB/Cub, rappresentanze sindacali di base – federazione del pubblico impiego, servizi, industria e settore privato, nella sala conferenze dell’Istituto industriale. Paola Palmieri, della segreteria nazionale dell’RdB, Antonio Jiritano del coordinamento nazionale, Antonio Fragiacomo della federazione regionale ed AurelioMonti, coordinatore RdB dei precari della Calabria hanno sottolineato come già l’assenza della parte politica e dirigenziale dell’ente dimostri una mancanza di correttezza comunicativa che implica una risposta ad un invito.  Gremita la sala conferenze. I lavoratori ex Lpu ed Lsu, divenuti dipendenti regionali dopo nove anni e mezzo di precariato con una modalità di stabilizzazione che ha imposto loro, il primo aprile 2008, la categoria B (pari al quarto livello) degradandoli dai livelli di appartenenza (sesto e settimo), sono sul piede di guerra affinchè, una volta per tutte, vengano loro riconosciuti i diritti per tanto tempo mortificati.  Lo scorso 11 novembre, dopo un’assemblea organizzata per strada, avendo ricevuto il rifiuto per l’utilizzo di una sala all’interno dell’Assessorato al Personale, i lavoratori hanno presentato una richiesta urgente di incontro con l’assessore Liliana Frascà ed il direttore generale, Antonio Izzo, che è stata ignorata. In tempi brevissimi l’RdB chiederà, di nuovo, la possibilità di discutere della piattaforma che implica anche i contributi figurativi arretrati mai versati, il passaggio a full time, l’utilizzazione funzionale delle risorse umane compatibilmente con la sede di residenza negli uffici periferici che la Regione Calabria, sta continuando a tenere aperti nonostante una prima comunicazione della volontà di chiusura. Se, anche questa volta, i rappresentanti regionali non intenderanno dare seguito a questa richiesta, si procederà con una serie di azioni mirate, coinvolgendo tutti i politici per una tavola rotonda prima dell’approvazione del bilancio, bloccando le mansioni estranee alla categoria B pretese nei vari dipartimenti dai dirigenti ai lavoratori. Una delegazione del coordinamento si recherà il 9 dicembre a Reggio Calabria dove si svolgerà la riunione dei capigruppo consiliari.(d.l.)


3 dicembre 2009 - Il Mattino

Pomigliano. Un presidio davanti alla Prefettura di Napoli,
per il prossimo 14 dicembre...

Pomigliano - Un presidio davanti alla Prefettura di Napoli, per il prossimo 14 dicembre, con sindaci, rappresentati della Regione Campania, della Provincia di Napoli, sindacati e lavoratori, è stato deciso nel corso del tavolo permamente sulla crisi dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, convocato dal sindaco Antonio Della Ratta. Nel corso della riunione, le parti hanno deciso di organizzare la manifestazione per tenere alta l’attenzione sullo stabilimento automobilistico campano, i cui dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria dallo scorso 16 novembre. La situazione dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco è stata poi al centro di un incontro tra una delegazione dello Slai Cobas e dell’Rdb, con rappresentanti dell’Ufficio di Gabinetto della Prefettura di Napoli. «Nel corso dell’incontro - ha spiegato Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas - abbiamo esposto l’uso distorto che la Fiat fa della cassa integrazione da oltre vent’anni, senza soluzione di continuità, sprecando capitale pubblico sempre con le stesse motivazioni. Alla luce, poi, di quanto annunciato da Marchionne, che vuole altri soldi, mortificando al contempo l’occupazione negli stabilimenti italiani, è impensabile che il Governo non faccia nulla. Quindi abbiamo invitato il prefetto di chiedere al Ministero del Lavoro, una rendicontazione su questi vent’anni di ammortizzatori sociali utilizzati dalla Fiat». I sindacati di base, infine, hanno annunciato una manifestazione di tutti i lavoratori del gruppo Fiat per il prossimo 21 dicembre a Roma, data in cui è previsto l’incontro tra i vertici dell’azienda, le organizzazioni sindacali ed il Governo.


3 dicembre 2009 - Il Gazzettino

Carenza infermieri: "Si rischia il collasso"
Protesta oggi dei sindacati di base davanti alla palazzina uffici del S. Bortolo

Vicenza - Protesta delle Rappresentanze di base oggi davanti alla Palazzina uffici del San Bortolo contro "la situazione assistenziale che rischia il collasso". Chiare le ragioni della sollevazione: "la carenza infermieristica non trova soluzione. Ferie negate, riposi col contagocce, straordinari a go go, richiami in servizio, continue reperibilità e carichi insostenibili – spiegano dal sindacato vicentino - sono soltanto alcune delle problematiche".In concreto: "La Direzione pensa di avviare nuovi progetti (Medicina Riabilitativa) e tiene aperti reparti inutilizzati (Dozzinanti) quando si fatica a garantire un’assistenza decente e solo grazie all’impegno ed alla dedizione del personale. Pesante la situazione degli Operatori socio assistenziali: ne vengono lasciati a casa 6-7 a fine anno, per questioni di bilancio ed elettorali". "Inoltre - aggiungono - Non si riesce a dare soluzione al Servizio Veterinario, dove i lavoratori sono costretti a turni massacranti; altrettanto per gli operatori del Dipartimento Cardiovascolare e a Noventa c’è l’obbligo di mobilità a rotazione tra i fisioterapisti con limitazioni fisiche."

Padova. Buoni pasto tolti dal Comune...

Padova - (Al.Rod) Buoni pasto tolti dal Comune, la parola passa alla madre del bimbo di 5 anni che si è visto negare il diritto alla mensa. «Non è vero che non ho chiesto la rateizzazione della somma dovuta relativa ai mesi di settembre, ottobre, novembre, dicembre 2008 e gennaio 2009 – polemizza Giorgia Zampieron - nonostante le mie ripetute sollecitazioni rivolte agli sportelli, la richiesta di rateizzare mi è sempre stata negata verbalmente». L’assessore alle Politiche scolastiche, Claudio Piron insiste però sul fatto che non è stata presentata la documentazione necessaria per l’esenzione dal pagamento della mensa. «Ho presentato domanda di buono pasto nel settembre 2007- ribatte la Zampieron -. Il mese successivo mi è stata richiesta un’integrazione della documentazione, a novembre, dopo aver atteso i tempi del Tribunale per rilasciare l'attestazione, i documenti in questione accertavano poi una situazione esistente già a settembre 2007, pertanto ero in possesso dei requisiti per accedere gratuitamente al servizio fin da quella data».
Nicola Grigion di Adl Cobas denuncia poi che, a partire da gennaio, palazzo Moroni eliminerà l’esenzione dal pagamento della retta degli asili nido per le famiglie con reddito da 0 a 5 mila euro.


3 dicembre 2009 - Il Bologna

Sindacato. Oggi tour de force dei consiglieri per il Consiglio straordinario su crisi
Colletta per Phonemedia il 21 stop precari degli asili
Domani proteste dei dipendenti pubblici contro Brunetta, ieri l'Onda contro Unicredit
di Gian Basilio Nieddu

Bologna - Oggi si prepara il Consiglio straordinario sulla crisi, dalla mattina e fino al pomeriggio in commissione, ma ieri è stata un'altra giornata di proteste e vertenze per il mondo di lavoro. A iniziare dai precari comunali (150 lavoratrici interessate) riuniti con il Prefetto, per proseguire con i lavoratori di Phonemedia di Casalecchio in occupazione e per cui è partita una colletta di raccolta fondi, qualche spiraglio arriva per i lavoratori della Haworth con la concessione della Cassa integrazione straordinaria per due anni.
L'Onda. Intanto ieri si è mossa pure l'Onda con alcune manifestazioni, dirette a contestare Unicredit, per promuovere lo sciopero generale fissato per l'11 dicembre e indetto dalla Cgil a cui parteciperanno con un corteo autonomo. Da non dimenticare la protesta di domani dei dipendenti pubblici che indosseranno e distribuiranno una mascherina per contestare il decreto Brunetta che taglia lo stipendio per chi si assenta per malattia: "I lavoratori vanno a lavorare anche malati - spiega Donato delle Rdb - e per il pubblico aumenta il pericolo di contagio. Per questo regaliamo le mascherine, per difendersi dal virus". Oggi, invece, gli operai di Ponemedia decideranno se proseguire l'occupazione dello stabilimento di Casalecchio. Tutto dipende dall'esito dell'incontro in Provincia, previsto per le 16, tra parti sociali e proprietà. La vertenza riguarda anche i 70 impiegati metalmeccanici bolognesi di Agile (Ex Eutelia) che fanno parte dello stesso gruppo. Ben conosciuto alle cronache nazionali per le sue vicende economiche.
Colletta Phonemedia. Per sostenere la lotta dei lavoratori di Phonemedia i comunisti di Prc/Pdci hanno promosso una raccolta fondi "Per difendere il posto di lavoro, dopo una serie di compravendite e cessioni di ramo d’azienda - spiega il consigliere provinciale Giovanni Venturi - i lavoratori si sono trovati senza il tfr, senza stipendio da diverso tempo, con i fornitori non pagati, in arretrato con gli affitti dello stabilimento". Una piccola boccata d'ossigeno è arrivata per i 160 dipendenti della Haworth di San Giovanni in Persiceto e Imola con la concessione di due anni di cassa integrazione straordinaria. Un risultato raggiunto grazie alla mediazione di Regione e Provincia e legato ad un piano industriale. Lottano per il posto di lavoro anche 150 precari (personale degli asilo nido e delle scuole materne ), ieri incontro con il prefetto ma le Rdb non sono soddisfate e proclamano lo sciopero per il 21 dicembre. "La giunta comunale ha negato ogni possibilità di stabilizzazione di queste precarie con il chiaro intento di arrivare al gennaio 2010 e potere così addossare la responsabilità al governo nazionale".


3 dicembre 2009 - Il Padova

Istruzione. Da gennaio nessuno sarà escluso dal versamento del contributo
Asili, via l'esenzione: retta per tutti

Padova - Da gennaio sparisce l'esenzione totale per l'accesso agli asili nido comunali. Fino a settembre il contributo minimo dovrebbe attestarsi sui 60 euro, per salire a 100 da settembre. L'assessore ai Servizi Scolastici Claudio Piron conferma l'abolizione dell'esenzione. "Visti i tagli della Finanziaria non possiamo più permetterci di avere 1600 utenti su 1500 che non versano un centesimo: l'obiettivo è estendere la platea di chi partecipa ai costi del servizio" spiega Piron, che avrebbe prefigurato anche la chiusura per la Petrarca. La denuncia viene da Nicola di Adl, cui si è rivolta Giorgia Zampieron, la mamma che si è vista rifiutare l'accoglienza del figlio a scuola perché non in gradi di pagare gli arretrati per il buono pasto. "Nessuno ha mai risposto alla mia richiesta di rateizzazione" spiega Giorgia.(SIL.FA.)


3 dicembre 2009 - Il Mattino di Padova

BUONI PASTO
«Volevo rateizzare il debito»

Padova - «Ho presentato richiesta scritta per rateizzare il mio debito e riottenere i buoni pasto. Ma Piron ha dato una risposta vergognosa». Ce l’ha con il Comune Giorgia Z., la mamma costretta dalle maestre a ritirare il figlio prima di pranzo da scuola perché senza buoni pasto. Si è rivolta ad Adl, l’associazione difesa lavoratori. Dice Nicola Grigion di Adl: «Non possono essere i bambini a pagare».


3 dicembre 2009 - Corriere del Veneto

Vertenze pubbliche/1 I sindacati contro l’amministrazione
«Dipendenti comunali sottopagati»

VICENZA — «Cara amministrazione, non hai mantenuto le tue promesse ai lavoratori di questo Comune». Proteste per buona parte dei dipendenti di Palazzo Trissino che attende da anni di vedere sanata la propria situazione di «sotto-inquadramento » con relativo stipendio inferiore ai compiti svolti.
«Dopo la presentazione della nuova dotazione organica notiamo con sorpresa che l’amministrazione comunale propone, per riqualificare il personale in servizio, solo due progressioni verticali su un totale di 72 posti vacanti in pianta organica — spiegano congiuntamente Francesco Urbani di Csa-Fiadel, Germano Raniero di Rdb-Cub e Giancarlo Chemello di Sulpm-Ugl — Questa proposta è inaccettabile. Attese e speranze del personale con molti anni di servizio per la cittadinanza e per l’Amministrazione con impegno e professionalità, non possono più essere procrastinate e nemmeno sostituite da concorsi pubblici».
La richiesta dei sindacati: «Chiediamo che, per ogni settore e qualifica siano individuati quei lavoratori che svolgono, di fatto, mansioni superiori o uguali a quelle di colleghi con inquadramenti giuridici superiori privilegiando chi, ha alle spalle decine di anni di servizio. Si trovino strumenti e risorse economiche per applicare in modo più ampio l’istituto delle progressioni verticali ». In agitazione e su posizioni simili anche i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.

Vertenze pubbliche/2 Oggi Rappresentanze di base in presidio
«Usl 6, il personale è insufficiente»
di Andrea Alba

VICENZA — Rappresentanze sindacali di base (Rdb) sul piede di guerra per i lavoratori dell’Usl 6 di Vicenza. Le «Rdb-Cub» annunciano una mobilitazione, con un’assemblea-presidio oggi pomeriggio — dalle 13 alle 14.30 — sotto la palazzina degli uffici dell'azienda sanitaria.
«La situazione assistenziale di questa Usl rischia il collasso — denunciano i rappresentanti vicentini del sindacato autonomo — la carenza d’infermieri non trova soluzione: ci sono continuamente ferie negate, riposi col contagocce, richiami in servizio, carichi insostenibili di lavoro. La direzione pensa di avviare nuovi progetti, come Medicina riabilitativa e tiene aperti reparti inutilizzati come i Dozzinanti quando si fatica a garantire un’assistenza decente ».
Il sindacato segnala anche una serie di altri problemi: «L’impossibilità per i dipendenti di trovare parcheggio in certi orari è ormai insostenibile, serve una soluzione in tempi brevi. E nella sede di San Felice è assente il servizio mensa». Infine, i Cub denunciano «stranezze» nelle selezioni per l’ultimo concorso pubblico per «amministrativo C»: «La preselezione è stata una mattanza, su 429 candidati solo 13 possono fare il concorso. C’è qualcosa che non va».


3 dicembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno

L’agitazione
Sindacati e tribunale: «Pianta organica carente»

SALERNO — Sarà un anno movimentato quello che il personale giudiziario del distretto di Corte di Appello di Salerno vivrà nel 2010. La prima manifestazione, contro i tagli annunciati dal Governo Berlusconi, ci sarà a gennaio. La seconda è fissata per il 17 aprile. «La situazione a Salerno è disastrosa - taglia corto il coordinatore regionale delle rappresentanze di base, Piero De Felice, che ieri ha organizzato un’assemblea a Palazzo di giustizia - ed è peggiorata soprattutto negli ultimi tre anni». I dirigenti di cancelleria sono passati da 27 a 7. I cancellieri di categoria C2 sono diminuiti di 56 unità (passando da 100 a 52). Sono aumentati solo i B1 (da 84 a 116), ma nonostante ciò la pianta organica è carente con una perdita complessiva di funzionari giudiziari di 91 persone, passando da 799 a 708.


3 dicembre 2009 - Il Messaggero

Ascoli. Saranno 160 i reintegri alla Manuli...

Ascoli - Saranno 160 i reintegri alla Manuli, più 5-6 impiegati. Lo ha reso noto l’Azienda nell’incontro di ieri avuto con i sindacati autonomi Ugl e Sdl al Ministero del Lavoro. Un numero maggiore rispetto a quanto concordato, ma di questi lavoratori una trentina sarà reintegrata per consentire la rotazione. L’ad Roberto Grandi ha anche informato Sdl e Ugl che i reparti che verranno riaperti saranno quattro. E a sorpresa si è saputo che il comparto "Refrigerazione" sarà spostato dallo "Small bor" attualmente alla Maflow, all’interno del perimetro della Manuli. In questo reparto verranno occupati circa 18 operai. Funzionerà, inoltre, la linea di produzione "Large bore 1", con 110 lavoratori a regime, e la produzione della gomma "banbury", con una quarantina di unità. Reparto strategico quest’ultimo perché produce gomma per il comparto "Oil marine". L’Azienda ha informato che verrà riattivato anche la sezione "Tal" che realizza tubi lisci. «Tra due anni saranno 130 i lavoratori a regime. dice Andrea Quaglietti di Sdl ieri presente alla riunione di Roma E’ un numero sicuramente molto contenuto rispetto ad appena quattro mesi fa, ma è stato ottenuto con le unghie e con i denti, grazie alla lotta fatta dagli operai del Presidio». Si profilano invece problemi nel reperire le 10 unità di personale per il comparto "Oil marine". Operai che verranno impiegati in part-time verticale. In pratica lavorano 6 mesi all’anno e per il resto a spasso senza alcun incentivo. Chi tornerà al proprio posto di lavoro troverà però subito una brutta sorpresa. La Manuli riparte da zero. In pratica il contratto di secondo livello è praticamente azzerato e si torna al tavolo della trattativa per gli incentivi alla produzione. Una lotta quella dei contratti di secondo livello che è stata spesso motivo di forte frizione. Ora è stata semplicemente cancellata. «Come sindacato compiremo un monitoraggio costante. Incalzeremo costantemente l’Azienda perché afferma Quaglietti ci ridia dignità lavorativa e uno soprattutto uno stipendio dignitoso. L’impegno continua è anche per chi resta fuori perché venga ricollocato sia all’interno dell’Azienda che in altri siti di produzione». Ieri a Roma l’ad Roberto Grandi non ha fatto promesse, ma ha stabilito un punto da dove ripartire. Non si può oggi dire che la Manuli riparta da zero come 40 anni fa, ma il dirigente ha tenuto a sottolineare che, se da qui a due anni verranno centrati alcuni obiettivi, l’attuale progetto potrà andar avanti con altri reintegri e una maggiore produzione.(E.Man.)


2 dicembre 2009 - Ansa

FIAT: POMIGLIANO, INCONTRO IN PREFETTURA PER SINDACATI BASE

(ANSA) - POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI), 2 DIC - La situazione dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli), è stata al centro di un incontro tra una delegazione dello Slai Cobas e dell'Rdb, con rappresentanti dell'Ufficio di Gabinetto della Prefettura di Napoli. «Nel corso dell'incontro - ha spiegato Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas - abbiamo esposto l'uso distorto che la Fiat fa della cassa integrazione da oltre vent'anni, senza soluzione di continuità, sprecando capitale pubblico sempre con le stesse motivazioni. Alla luce, poi, di quanto annunciato da Marchionne, che vuole altri soldi, mortificando al contempo l'occupazione negli stabilimenti italiani, è impensabile che il Governo non faccia nulla. Quindi abbiamo invitato il prefetto di chiedere al Ministero del Lavoro, una rendicontazione su questi vent'anni di ammortizzatori sociali utilizzati dalla Fiat». I rappresentanti dei sindacati di base, inoltre, hanno posto l'accento sulle «gravi ripercussioni sociali» che potrebbe avere il mancato anticipo dei sussidi di cassa integrazione straordinaria da parte dell'azienda. «Tra poco sarà Natale - ha concluso Granillo - ed i lavoratori non potranno trascorrerlo in tranquillità con una busta paga fortemente decurtata. Non è escluso che la tensione salga alle stelle». I sindacati di base, infine, hanno annunciato una manifestazione di tutti i lavoratori del gruppo Fiat per il prossimo 21 dicembre a Roma, data in cui è previsto l'incontro tra i vertici dell'azienda, le organizzazioni sindacali ed il Governo.


2 dicembre 2009 - Adnkronos

RICERCA: USI-RDB, A RISCHIO 200 PRECARI ISS
DOMANI PROTESTA AL MINISTERO DELLA SALUTE

Roma, 2 dic. - (Adnkronos) - «Siamo estremamente preoccupati: attualmente in finanziaria manca lo stanziamento di 8 milioni che ormai da otto anni garantisce il rinnovo del contratto a circa 200 precari». Lo dichiara Cristiano Fiorentini della segreteria nazionale di Usi-RdB Ricerca, facendo riferimento alla situazione dell'Istituto Superiore di Sanità. «In ballo per l'Iss, come per tutti gli enti di ricerca, c'è il futuro dell'ente - prosegue Fiorentini - e il ruolo che esso svolge per la collettività, questione strettamente connessa al destino dei lavoratori precari. Oltre agli 8 milioni per i rinnovi dei contratti si rischia un taglio di 9 milioni di euro del bilancio istituzionale e si sta andando verso un provvedimento di riordino che, particolarmente in questo contesto di attacco alla ricerca pubblica, desta serie preoccupazioni». Per questi motivi i lavoratori domani protesteranno davanti al ministero della Salute. «Pretendiamo che il vice ministro Fazio - chiede Fiorentini - si impegni per il Governo a rinnovare gli stanziamenti per i rinnovi dei contratti e quelli per il bilancio istituzionale, inoltre vogliamo garanzie che il processo di riordino non determini un ridimensionamento dell'ente e della sua mission rispetto alla salute pubblica in questo Paese». «Questa iniziativa rientra per noi nella nostra strategia di difesa della ricerca pubblica che abbiamo lanciato a partire dalla vertenza Ispra e che ha continuato con le proteste dell'Asi, dell'Inea, del Cra e dell'Inran. Questo Governo - conclude Fiorentini - sta conducendo un feroce attacco contro il settore pubblico e contro la ricerca pubblica. Usi-Rdb si opporrà su tutti i fronti che sono aperti dalla questione precariato al riordino degli enti di ticerca fino all'applicazione del decreto Brunetta».

FINANZIARIA: PD, SERVONO FONDI PER PRECARI RICERCA, ISPRA VA SALVATA

Roma, 2 dic. (Adnkronos) - «Il Partito Democratico ha presentato alla commissione Bilancio un emendamento alla legge Finanziaria per una dotazione di alcuni milioni di euro da destinare ad Ispra con priorità alla stabilizzazione dei lavoratori precari». Lo ha dichiarato Raffaella Mariani, capogruppo Pd in commissione Ambiente. «L'emendamento a prima firma Vannucci trova la convergenza dei parlamentari delle commissioni Ambiente, Lavoro e Cultura. È una proposta concreta - sottolinea Mariani - rivolta al governo per non disperdere un patrimonio di risorse umane fondamentali al mantenimento della principale agenzia di ricerca e controllo ambientale».


2 dicembre 2009 - Metropolis web

Fiat, in fabbrica per 4 giorni, e oggi il presidio in Prefettura
di Gabriella Bellini

POMIGLIANO D´ARCO (NAPOLI) - Quattro giorni di lavoro a dicembre per gli operai Fiat. Ieri l’azienda ha comunicato che gli addetti alla lavorazione della Alfa 159 torneranno in fabbrica dal 14 al 18 dicembre, mentre quelli impegnati sulla 147 saranno al lavoro per soli due giorni dal 16 al 18. Intanto per oggi è previsto il presidio indetto da "Slai/Cobas di Pomigliano d’Arco e la Federazione Campana dell’RdB" davanti alla Prefettura di Napoli per "ribadire la netta contrarietà ad ogni piano di ridimensionamento o di chiusura dello stabilimento di Pomigliano e denunciare l’uso abnorme e discrezionale dello strumento della cassa integrazione nonché per il pagamento in busta paga delle spettanze".
Una decisione, quella della protesta, presa nel corso di un’assemblea degli operai dello scorso 25 novembre, nel corso della quale i lavoratori aderenti allo Slai Cobas hanno deciso di rilanciare le iniziative di mobilitazione proponendo proprio la manifestazione di stamattina e una da organizzare per il 21 dicembre. Quella del 21 sarà a carattere nazionale e indetta "non solo a difesa dei livelli occupazionali in Fiat ed indotto", si legge in una nota del sindacato, "ma dell’insieme delle aziende pubbliche e private colpite dagli effetti antisociali della crisi economica. Parimenti vogliamo continuare a denunciare il gravissimo attacco alla democrazia sindacale nei luoghi di lavoro. Dopo il sequestro del voto dei lavoratori per l’elezione delle Rsu operato a Pomigliano da parte di Fiom-Fim-Uilm, costoro si apprestano a ripetere questa vergognosa manovra nel settore Trasporti ed in quello della Sanità impedendo autoritariamente la libera espressione dei lavoratori. Questo non è più tollerabile perché senza una vera democrazia sindacale non vi può essere alcuna prospettiva futura per far valere le ragioni e gli interessi del mondo del lavoro". Una data non casuale, a Roma il 21 dicembre si terrà l’incontro tra il premier Silvio Berlusconi, la Fiat e i sindacati per fare il punto sul piano industriale che il Lingotto intende proporre per gli stabilimenti italiani. Intanto, su questo stesso argomento l’amministratore delegato della casa automobilistica ieri ha incontrato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. A chiedere impegni all’azienda automobilistica per salvare anche lo stabilimento di Pomigliano è Maurizio Zipponi, responsabile Welfare e Lavoro dell’Italia dei Valori. "In Italia si vendono 2 milioni di auto, di queste solo un terzo sono prodotte nel nostro Paese, perciò il Governo ha tutto il diritto di chiedere alla Fiat che, a fronte degli incentivi concessi, continui a produrre vetture negli stabilimenti nazionali, attraverso l’introduzione di nuovi modelli in particolare a Termini Imerese e Pomigliano d’Arco". Critica con l’azienda anche Susanna Camusso, segretario confederale della Cgil che commenta così le trattative in corso con il gruppo Fiat su occupazione e produzione: "Manca il piano sull’Italia, manca un’indicazione che era stata data prima di tutta la vicenda Chrysler, cioè la prospettiva di nuovi modelli che adesso non si capisce se esista o se tutti gli sforzi siano stati spostati sugli Stati Uniti". Così si è espressa la Camusso, la leader sindacale che dal settembre del 1993 alla fine del 1997 e’ stata in segreteria nazionale della Fiom proprio con la responsabilità del settore auto. "Vorremmo dei chiarimenti sul fatto che l’auto elettrica si fa negli Stati Uniti", ha aggiunto, "C’e’ in corso uno spostamento della ricerca e della produzione?". La produzione della Fiat è direttamente legata alla sopravvivenza di almeno due dei cinque stabilimenti italiani dell’azienda. Quello di Termini Imerese e di Pomigliano d’Arco. Qui dal 16 novembre oltre 5mila operai sono in cassa integrazione straordinaria. E proprio su queste fabbriche e quelle dell’indotto a loro direttamente collegate che si riferisce la Camusso. "L’attenzione", ha concluso, "e’ concentrata su Termini Imerese e Pomigliano. Ma poi c’e’ Fma (lo stabilimento di Pratola Serra in provincia di Avellino, ndr) che doveva essere il grande stabilimento sui motori. Anche lì siamo alla cassa integrazione senza capire dove si andrà".


2 dicembre 2009 - La Sicilia

Dichiarato lo stato di agitazione
Arsenale, tagli agli organici

Augusta - Dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti dell'Arsenale Militare di Augusta dalle Rsu di Marinarsen e dai sindacati: Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Unsa e Rdb riunitesi in assemblea con i lavoratori il 30 novembre scorso. Questi ultimi in una nota inviata, tra gli altri, al ministro della Difesa e al prefetto di Siracusa: «esprimono forte preoccupazione sull'immediato futuro dell'arsenale di Augusta e dei livelli occupazionali dei territori interessati a seguito dell'attenta lettura dello «studio» del Cramm, proposto al Ministro della Difesa, il quale prevede fantasiose riqualificazioni delle lavorazioni, che produrranno consistenti tagli agli organici e un depotenziamento mirato a ridurre la struttura attuale ad officina di pronto intervento a supporto delle ridotte unità navali previste per il futuro. In questo piano industriale si aggiungono, nel medio e lungo periodo, ulteriori tagli». I sindacati dicono di non comprendere l'orientamento del Ministero della Difesa che sembrerebbe ignorare la strategica posizione geografica della base di Augusta, in uno scenario di difesa europea: «Consapevoli di una necessaria ristrutturazione degli arsenali e ritenendo inaccettabile la proposta del Cramm, rivendicano per Augusta lo stesso ruolo ed la stessa importanza che rivestono gli arsenali di Taranto e La Spezia; il mantenimento del livello occupazionale; l'avvio di Turn-over, percorsi formativi e quanto necessario per l'ammodernamento degli arsenali». Annunciate opportune iniziative mirate al raggiungimento delle rivendicazioni avanzate.(A.s.)


2 dicembre 2009 - Estense

Contro gli sfratti a Ferrara
Manifestazione delle rappresentanze di base

Ferrara - Anche le RdB di Ferrara manifestano per il diritto alla casa, protesta che si svolgerà nella giornata di venerdì 4 dicembre in tutto il territorio nazionale. Per l’occasione i sindacati di base consegneranno al sindaco e alla presidente della Provincia di Ferrara la nota dell’Associazione inquilini e assegnatari, nella quale "si denuncia e si evidenzia la carenza di misure atte a ridurre le sofferenze dei cittadini nell’affrontare il disagio dovuto all’azione forzosa dello sfratto". La manifestazione, rappresentata dall’AS.I.A ., "vuole mettere sotto l’occhio dell’opinione pubblica – spiega Claudio Grabinski, del coordinamento provinciale RdB-CUB – la grave situazione prodotta dalla crisi economica nei riguardi dei cassaintegrati, disoccupati, precari e lavoratori in cerca di primo impiego, che hanno estrema difficoltà ad affrontare i costi di gestione famigliari per il mantenimento di vita dignitoso". "A Ferrara non abbiamo dati precisi sul fenomeno sfratti – continua Grabinski -. Questi dati dovrebbero essere di dominio pubblico e forniti dalle preposte competenti istituzioni. Speriamo che con questa manifestazione di fare emergere dal silenzio la realtà e la proporzione di questo problema anche a Ferrara e quindi demandarlo al dovere sociale che è proprio nella responsabilità alle cariche istituzionali di Ferrara".


2 dicembre 2009 - Corriere del Veneto

Actv Il sindacato di nuovo sulle barricate per turni, Imob e controlli
Trasporti a rischio per l’Immacolata Rdb proclama lo sciopero per il 7

VENEZIA - Non è la prima volta che minacciano lo sciopero in giorni particolarmente critici per la viabilità cittadina. Dopo quello del Redentore, a luglio, (scongiurato in extremis con l'azienda pronta a precettare), stavolta tocca al ponte lungo dell'Immacolata: Rdb Cub Trasporti ha infatti indetto per lunedì 7 dicembre uno sciopero di 24 ore in Actv. Inutile dire che per residenti e turisti potrebbe trattarsi di un disagio notevole, considerati i quattro giorni di ponte di cui in molti vorranno approfittare per una breve vacanza. Le parti stanno tentando in queste ore di raggiungere un accordo che scongiuri lo sciopero. La nuova rottura fra Rdb e i vertici aziendali arriva dopo tre procedure di raffreddamento su questioni come Imob, il contratto della marineria, i turni. Il sindacato di base in particolare chiede chiarimenti sul nuovo sistema elettronico di bigliettazione in un periodo, peraltro, che precede l'introduzione di importanti novità nell'azienda: entro gennaio dovrebbero entrare in funzione le telecamere anti-truffa nei pontili così come le migliorie al software delle macchine validatrici che tanti grattacapi continuano a creare agli utenti a scapito del corretto utilizzo di Imob. Ancora aperto, infine, il nodo dei controlli a vista a bordo degli autobus che Actv richiede ai conducenti (in cambio di una quota parte del premio di risultato, dopo un accordo firmato con le sigle sindacali) e ancora però disatteso dalla maggioranza degli autisti. Tutte questioni che in questi giorni saranno discusse al tavolo delle trattative per cercare di raggiungere un accordo che coniughi le esigenze aziendali di limitare l'evasione e le riserve dei conducenti nel riuscire ad applicare l'accordo.(P.V.)


2 dicembre 2009 - Il Messaggero

Civitavecchia. L’Rdb cub, torna all’attacco e pone l’attenzione sulle assunzioni...

Civitavecchia - L’Rdb cub, torna all’attacco e pone l’attenzione sulle assunzioni, che in questi giorni, stanno avvenendo all’interno delle holding.
«Le assunzioni nelle Holding non tengono conto delle leggi e delle norme previste per le Società pubbliche». Questa in sintesi, l’accusa che l’organizzazione sindacale rivolge ai vertici delle società e all’amministrazione.
Secondo la sigla, infatti, le assunzioni all’interno delle società partecipate sono regolamentate da due decreti legge che affermano che il «reclutamento di personale nelle società a partecipazione pubblica deve sottostare alla normativa vigente in materia di pubblica amministrazione». «Le società - si legge nel comunicato stampa - che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica, adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi per il reclutamento di personale delle amministrazioni pubbliche».
L’altra questione sollevata dall’Rdb riguarda poi il non rispetto del patto di stabilità, a cui gli enti pubblici devono sottostare.
«Le predette società adeguano inoltre le proprie politiche di personale alle disposizioni vigenti per le amministrazioni controllanti in materia di contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o indennitaria e per consulenze. Sono definite le modalità e la modulistica per l’assoggettamento al patto di stabilità interno delle società a partecipazione pubblica, locale totale o di controllo, che siano titolari di affidamenti diretti di servizi pubblici locali senza gara».
«Assunzioni clientelari - si legge in conclusione - incarichi e consulenze regalati, e il tutto a danno dei cittadini che si trovano a dover pagare per servizi inadeguati».(Giu.Am.)


2 dicembre 2009 - La Stampa

VIGILI DEL FUOCO
Un’assemblea per i problemi della caserma

Savona - L’assemblea dei vigili del fuoco di Savona ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Rdb per ricercare ogni soluzione percorribile che consenta al personale di lavorare in una sede centrale che sia adeguata e funzionale. «Attualmente i lavori - spiegano i pompieri - della nuova sede di via Nizza risultano infatti sospesi e i locali precari di Legino (dell’Italgas) necessitano di interventi migliorativi per le esigenze lavorative dei vigili del fuoco».


2 dicembre 2009 - La Nuova Venezia

LUNEDI’ PROSSIMO
Sciopero ad Actv

Venezia - Il sindacato Rdb-cub Trasporti ha comunicato la proclamazione di uno sciopero Actv della durata di 24 ore per lunedì 7 dicembre.


2 dicembre 2009 - La Gazzetta di Reggio

Act, fumata nera davanti al prefetto
Ennesimo incontro tra Autolinee dell’Emilia e sindacati

REGGIO E. - Finisce in fumo anche l’ennesimo tentativo di conciliazione davanti al prefetto tra Autolinee dell’Emilia e l’organizzazione sindacale (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e gli autonomi Fiasa, Cisal, e Cub) e il confronto torna a salire di tono. Dai sindacati parte l’accusa alla direzione di Ae (Autolinee dell’Emilia) di «non essere in grado di fornire risposte soddisfacenti non solo ai lavoratori, ma di non essere nemmeno in grado di garantire un futuro al Trasporto pubblico locale e di voler solo continuare a perdere tempo per nascondere anni di fallimento».
Ma dietro ad Ae c’è Act (Azienda Consorziale Trasporti) e il suo presidente Angelo Malagoli, che viene accusato di volere trasferire in Autolinee dell’Emilia asset industriali e funzioni «senza un preventivo confronto con i sindacati» e di lasciare decidere, al socio privato di minoranza (Agi) «che sul bacino di Reggio ha tratto solo benefici», le politiche aziendali di Ae. Da ultimo i sindacati denunciano «le diseconomie in azienda, veicoli inaffidabili, mancati controlli su lavorazioni esterne, frutto di scelte scellerate e di una totale assenza di investimenti e programmazione» per arrivare all’annuncio di presidio di protesta per l’11 dicembre in piazza Prampolini.
Si tratta dell’ennesima puntata di un dialogo faticoso, che non è mai partito in cui si scontrano due filosofie (pubblico contro privato) e che anche nell’ultimo incontro si è interrotto sul nascere per poi approdare inutilmente davanti al prefetto.
La replica da parte del presidente di Act è netta: «Il trasporto pubblico a Reggio costa 3,5 milioni di euro in più dei 24 milioni di euro che incassa. Bisogna quindi ristrutturare la rete dei servizi che è poco efficace. Oggi trasporta 17 milioni di viaggiatori e per arrivare al pareggio dovrebbe trasportarne il 15-20% in più».
Ma la questione non è solo economica, sostiene Malagoli. «C’è un problema di efficacia e non solo di efficienza del servizio. In primavera, come Act in qualità di proprietario di Ae, abbiamo proposto al sindacato di ridiscutere tutto il sistema». Per parlare di tempi, turni, vendita dei biglietti a bordo, di lotta all’evasione, e non solo dell’ipotesi delle tre ore settimanali in più di straordinario volontario per ogni autista, dice Malagoli, ma la risposta è stata che «loro avevano già dato e hanno rifiutato di discutere». Scelta che non ha consentito di entrare nel merito di cosa fare per ottenere migliori economie del servizio. «Il mio obiettivo - conclude Malagoli - è quello di far quadrare i conti e recuperare i 3,5 milioni di euro di deficit». Per quanto riguarda la ripresa della trattativa «la contrattazione si farà in Ae - dice Malagoli - e per fare un nuovo contratto aziendale si dovrà tener conto che l’azienda deve diventare a tutti gli effetti proprietaria degli automezzi e dell’officina, dei titoli di viaggio e del relativo controllo. Funzioni che oggi sono detenute da Act. Ae non sarà più solo un’azienda di autisti ma un’impresa industriale completa che deve far quadrare i conti, compreso il rischio imprenditoriale che oggi è invece a carico di Act».(r.f.)


2 dicembre 2009 - La Repubblica

A Palazzo D´Accursio
Consiglio sulla crisi con Dionigi e Campagnoli

Bologna - L´assessore regionale alle attività produttive Duccio Campagnoli e il rettore Ivano Dionigi apriranno le due sessioni del primo giorno di consiglio comunale straordinario a Palazzo d´Accursio sulla crisi. Appuntamento messo in calendario domani e chiesto prima da Rifondazione, poi dai sindacati. Il programma messo a punto dal presidente del consiglio comunale Maurizio Cevenini prevede, dopo l´intervento di Campagnoli, le relazioni dei rappresentanti delle associazioni di categoria, dei sindacati, delle istituzioni e del volontariato. Quindi nel pomeriggio è previsto il discorso del rettore Dionigi. Venerdì, invece, seconda giornata di lavori straordinari, sarà la volta dei consiglieri e del sindaco Flavio Delbono che daranno vita a un consiglio comunale vero e proprio. Tra gli invitati all´assemblea ci sono, oltre a Regione, Provincia e Università, anche il prefetto di Bologna, la Camera di commercio, i tre sindacati confederali più Ugl e Rdb, Unindustria, le associazioni di artigiani e commercianti, il mondo delle cooperative e le due fondazioni cittadine, poi l´aeroporto, la Fiera e anche Caritas e Compagnia delle opere.


2 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

LAVORO
Manuli, Ugl e Sdl convocati a Roma Cancelli riaperti

Ascoli - CI SONO due appuntamenti in calendario, questa settimana, nell'ambito della vertenza Manuli. Oggi i rappresentanti sindacali di Ugl e Sdl sono stati convocati a Roma al Ministero del lavoro, dove sarà presente anche la proprietà dello stabilimento. Domani, invece, nella sede ascolana di Confindustria è in programma un faccia a faccia in cui si dovrebbe discutere la ripartizione degli incentivi all'esodo, previsti nell'accordo firmato a Roma dalla Manuli e dai sindacati confederali. Una somma che ammonta a 3,7 milioni di euro e che dovrà essere ripartita tra i lavoratori. Intanto, all'interno dello stabilimento di Campolungo sono rientrati i primi lavoratori. Una trentina che sono soprattutto impiegati. «Sono rientrati alcuni operai che si occupano di far ripartire gli impianti ha commentato Andrea Quaglietti del Sindacato dei lavoratori , ma i manutentori sono tutti operai di ditte esterne». Dopo circa quattro mesi di stop, riprende a funzionare lo stabilimento che produce tubi in gomma. A metà dicembre, invece, sarà resa nota la lista definitiva di tutti i lavoratori reintegrati, secondo l'accordo che è stato ratificato da Cgil, Cisl e Uil con l'azienda lo scorso 24 novembre. Il sindaco Guido Castelli, invece, oggi incontrerà i sindacati per esaminare la piattaforma elaborata da Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione del welfare locale.(e.a.)

L'Sdl: «Cgil e Cisl scorretti»
SCONTRO TRA SINDACATI

PORTO SANT'ELPIDIO - TEMPO di polemiche tra sindacati, anche a livello locale. E' accaduto, ad esempio, che in una azienda di Porto Sant'Elpidio che occupa un centinaio di lavoratori si è tenuta un'assemblea degli operai da parte di Cgil e Cisl. All'ordine del giorno le regole per eleggere la Rsu e la nomina di una commissione elettorale. Secondo quanto riferisce il Sindacato dei Lavoratori è accaduto che «Cgil e Cisl hanno allontanato alcuni operai, perché iscritti ad altro sindacato». L'Sdl esprime tutto il proprio sdegno verso «chi adotta principi antidemocratici pur dicendo di lottare per la piena libertà di pensiero e di espressione». La nuova sigla ricorda che ci sono norme precise secondo cui «le assemblee sono indette dalle Rsa e riguardano tutti gli operai, nessuno escluso in base a idee politiche diverse o adesione a sindacati magari più piccoli».


2 dicembre 2009 - Il Giorno

Alfa, tensione alle stelle
I lavoratori: commissariare il servizio di vigilanza
di GIULIO DOTTO

ARESE - SALE ALLE STELLE la tensione tra i responsabili che gestiscono il servizio di portineria del sito ex Alfa Romeo ed i dipendenti. Dopo la messa in cassa integrazione di una quarantina dei 69 lavoratori, in buona parte ex dello stabilimento automobilistico, il braccio di ferro continua e la situazione si è ancor più aggravata con le indagini scattate dopo il ritrovamento della cimice nell'ufficio del city manager del Comune di Milano che vede indagata la titolare dell'Istituto di vigilanza e la decisione di sospendere il servizio mensa e di chiudere di notte, la portineria sud-ovest. E la vicenda da ieri è anche sul tavolo del prefetto di Milano, al quale i lavoratori, sostenuti dal sindacato Slai-Cobas, si sono rivolti per far "commissariare" il servizio di controllo agli ingressi. Sulla vicenda sono intervenuti anche il consigliere regionale del Prc, Luciano Muhlbauer, quello provinciale Massimo Gatti e quello comunale di Milano, Basilio Rizzo che hanno scritto una lettera congiunta al prefetto Gian Valerio Lombardi, mentre lunedì Corrado Delle Donne e Renato Parimbelli, sindacalisti Cobas, si sono recati in Prefettura per discutere proprio di questa vicenda. Sotto accusa c'è la «Innova Service, la società che gestisce vigilanza e portinerie dell'ex Alfa Romeo che fa capo ad Angela Di Marzo. DI MARZO È LA titolare dell'Agenzia Adm, già indagata per la cimice ritrovata negli uffici del comune di Milano», e nei cui uffici «la Procura di Milano avrebbe sequestrato appunti sugli operai dell'Innse e, soprattutto una relazione su Corrado Delle Donne, dirigente sindacale dello Slai Cobas». Nella lettera al prefetto Lombardi si legge inoltre che «in questi anni la Innova Service si sarebbe resa responsabile di angherie di ogni tipo nei confronti degli operai... e per questo riteniamo necessario ed urgente un suo intervento affinchè le attività di vigilanza Innova Service nel sito ex Alfa Romeo di Arese vengano sospese anche in considerazione della difficile e delicata vertenza sindacale». DA IERI INTANTO È stato sospeso il servizio mensa ai lavoratori e come scritto in un comunicato appeso nella bacheca della portineria, «ogni lavoratore trovato all'interno del sito durante la pausa mensa sarà allontanato con la forza». Ieri mattina in segno di protesta tutti i lavoratori, anche quelli in cassa integrazione, si sono presentati al lavoro, hanno timbrato, entrando in ditta. La stessa scena si è ripetuta ieri sera davanti alla portineria centrale. «La situazione è diventata insostenibile e la tensione tra i lavoratori è alle stelle», afferma Renato Parimbelli dello Slai- Cobas. - Alcuni nostri tentativi di interpellare la Innova Service sono andati a vuoto».


1 dicembre 2009 - Adnkronos

RICERCA: PRECARI ISPRA, CHIEDIAMO TRATTATIVA CON PRESTIGIACOMO

Roma, 1 dic. - (Adnkronos) - I ricercatori precari dell'Ispra chiedono di trattare la loro posizione direttamente con «chi davvero può avere un mandato politico per risolvere la nostra situazione, vale a dire il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e i rappresentanti del Governo nazionale». A riferire la richiesta è la coordinatrice dell'Usi RdB Ricerca all'Ispra, Emma Persia, che, in una nota sottolinea che «i precari sul tetto della sede Ispra di via Casalotti iniziano da oggi ad addobbare l'albero di Natale, dopo l'incontro di oggi con la struttura commissariale che non ha portato novità sui 200 ricercatori a rischio di licenziamento, i quali andrebbero ad aggiungersi ai 250 lavoratori già allontanati nei mesi scorsi». «Abbiamo chiesto una pregiudiziale sugli argomenti da affrontare nel corso della riunione -afferma Emma Persia- visto che poche ore prima i commissari avevano cambiato le carte in tavola, spostando il precariato all'ultimo posto nell'ordine del giorno». «Questa richiesta è stata accettata, tuttavia la struttura commissariale nominata dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si è posta poi su una posizione del tutto interlocutoria -prosegue Persia- limitandosi ad esporre la situazione numerica dei precari del nostro Istituto, peraltro con cifre inesatte, senza prospettare nessuna soluzione credibile per i lavoratori che perderanno il posto entro poche settimane, con conseguenze drammatiche per il futuro della ricerca e dei controlli ambientali». Per questo motivo, la delegazione dell'Usi RdB ha deciso di «abbandonare l'incontro, non prima di avere ribadito -riferisce Persia- le sue richieste di trasformazione dei contratti del personale atipico in contratti a tempo determinato, ed assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori che hanno già un contratto di lavoro subordinato e hanno superato una selezione pubblica». I rappresentanti sindacali hanno quindi chiesto l'apertura di un tavolo di trattativa «che coinvolga chi davvero può avere un mandato politico per risolvere la nostra situazione. Vale a dire -conclude Persia- il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e i rappresentanti del Governo nazionale».

RICERCA: USI RDB, STRUTTURA COMMISSARIALE ISPRA ELUDE TAVOLO REGIONE LAZIO
'RISPONDEREMO ADEGUATAMENTE A QUESTA MANCANZA DI RISPETTO'

Roma, 1 dic. - (Adnkronos) - «Siamo di fronte a un chiaro atteggiamento di chiusura, mentre continuiamo a ricevere attestati e solidarietà da tutto il paese attraverso il nostro sito, http://www.firmiamo.it/nonsparateallaricerca, e direttamente sul tetto dell'Ispra di Casalotti. La struttura commissariale ha eluso il tavolo aperto dalla Regione ieri con la nostra organizzazione sindacale e i rappresentanti Usi Rdb Ricerca dei precari». Lo dichiara Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi Rdb. «In tarda serata è giunto l'ordine del giorno della convocazione a tutte le organizzazioni sindacali che conferma l'inerzia del Commissario e dei suoi collaboratori: il precariato è stato 'retrocesso» al terzo punto - aggiunge Argentini - Non sappiamo come reagiranno gli altri sindacati a questo dato di fatto, ma Usi Rdb non accetta che i lavoratori sul tetto da 7 giorni, al freddo e al gelo, siano 'retrocessì da una struttura commissariale chiaramente inadatta a gestire questa emergenza«. »In questi mesi la situazione contrattuale dei ricercatori, tecnici e amministrativi precari dell'Ispra è stata lasciata incancrenire in maniera colpevole - continua il dirigente sindacale - e ora, pur essendo sotto l'attenzione dei media, evidentemente sentendosi intoccabili, continuano a non intervenire. Dopo l'incontro di oggi, come sindacato avvieremo le iniziative per rimuovere questo ostacolo alla trattativa, nelle sedi opportune e a tutti i livelli istituzionali«. »Noi risponderemo adeguatamente alla mancanza di rispetto che questa struttura commissariale mostra verso i lavoratori che manifestano pacificamente sul tetto - conclude - Vedremo se il ministro ed il Governo sapranno e vorranno intervenire in questa crisi«.


1 dicembre 2009 - Ansa

SANITÀ:RDB, SE REGIONE BLOCCA STIPENDI NOI FERMIAMO SETTORE

(ANSA) - ROMA, 1 DIC - «Se la Regione blocca gli stipendi noi blocchiamo la sanità. A fronte del mancato trasferimento, da parte del Governo, dei 4 miliardi dovuti alla Regione Lazio, Montino minaccia di non pagare gli stipendi ai lavoratori della sanità». Lo ha fatto sapere il sindacato Rdb-Cub. «Se da una parte - ha detto il sindacato - è indecente il comportamento di questo governo nei confronti della sanità laziale, ridotta allo stremo da un piano di rientro che ha già tagliato più di 4000 posti letto e portato oltre i livelli massimi le tasse locali, dall'altra è vergognoso che Montino utilizzi i lavoratori della sanità come 'testa d'arietè nei confronti dello stesso governo costringendoli a mettere a rischio i servizi sanitari ai cittadini». «Se è vero - ha detto l'esponente del Coordinamento regionale sanità della Rdb, Licia Pera - che il deficit regionale lasciato in eredità a questa Giunta ammontava a 10 miliardi di euro, più di una finanziaria, è pur vero che il rientro dal debito è stato fatto pagare solo ai cittadini e ai lavoratori con un'evidente contrazione del diritto alla salute e pesanti tagli sul salario, con lunghe liste d'attesa e aumento dei carichi di lavoro per il blocco del turnover».


1 dicembre 2009 - Omniroma

ISPRA, RDB-CUB: «PRECARI SU TETTO PREPARANO ALBERO NATALE»

(OMNIROMA) Roma, 01 dic - «I precari sul tetto della sede Ispra di via Casalotti iniziano da oggi ad addobbare l'albero di Natale, dopo l'incontro di oggi con la struttura commissariale, che non ha portato novità sui 200 ricercatori a rischio di licenziamento, i quali andrebbero ad aggiungersi ai 250 lavoratori già allontanati nei mesi scorsi». Lo comunica, in una nota, L'Usi Rdb. «Abbiamo chiesto una pregiudiziale sugli argomenti da affrontare nel corso della riunione - ha dichiarato Emma Persia, coordinatrice dell'USI RdB Ricerca all'ISPRA - visto che poche ore prima i commissari avevano cambiato le carte in tavola, spostando il precariato all'ultimo posto nell'ordine del giorno». «Questa richiesta è stata accettata, tuttavia la struttura commissariale nominata dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si è posta poi su una posizione del tutto interlocutoria - prosegue Persia - limitandosi ad esporre la situazione numerica dei precari del nostro Istituto, peraltro con cifre inesatte, senza prospettare nessuna soluzione credibile per i lavoratori che perderanno il posto entro poche settimane, con conseguenze drammatiche per il futuro della ricerca e dei controlli ambientali». «Per questo motivo, la delegazione dell'USI RdB ha deciso di abbandonare l'incontro, non prima di avere ribadito le sue richieste di trasformazione dei contratti del personale atipico in contratti a tempo determinato, ed assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori che hanno già un contratto di lavoro subordinato e hanno superato una selezione pubblica». I rappresentanti sindacali hanno infine chiesto l'apertura di un tavolo di trattativa «che coinvolga chi davvero può avere un mandato politico per risolvere la nostra situazione - ha concluso Emma Persia - vale a dire il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e i rappresentanti del Governo nazionale». «Dopo l'incontro di oggi - aggiunge Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB - come sindacato avvieremo le iniziative per rimuovere questo ostacolo alla trattativa, nelle sedi opportune e a tutti i livelli istituzionali. Vedremo se il Ministro ed il Governo sapranno e vorranno intervenire in questa crisi».

SANITÀ,RDB-CUB:«SE REGIONE BLOCCA STIPENDI NOI BLOCCHIAMO SETTORE»

(OMNIROMA) Roma, 01 dic - «Se la Regione blocca gli stipendi noi blocchiamo la sanità. A fronte del mancato trasferimento, da parte del Governo, dei 4 miliardi dovuti alla Regione Lazio, Montino minaccia di non pagare gli stipendi ai lavoratori della sanità. Se da una parte è indecente il comportamento di questo governo nei confronti della sanità laziale, ridotta allo stremo da un piano di rientro che ha già tagliato più di 4000 posti letto e portato oltre i livelli massimi le tasse locali, dall'altra è vergognoso che Montino utilizzi i lavoratori della sanità come 'testa d'arietè nei confronti dello stesso governo costringendoli a mettere a rischio i servizi sanitari ai cittadini». Lo afferma in una nota il sindacato RdB/CUB. «La realtà è che ancora una volta si fa una spregiudicata e cinica campagna elettorale sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori della sanità - dichiara Licia Pera del Coordinamento regionale sanità della RdB/CUB - Se è vero che il deficit regionale lasciato in eredità a questa Giunta ammontava a 10 miliardi di euro - più di una finanziaria - è pur vero che il rientro dal debito è stato fatto pagare solo ai cittadini e ai lavoratori con un'evidente contrazione del diritto alla salute e pesanti tagli sul salario, con lunghe liste d'attesa e aumento dei carichi di lavoro per il blocco del turnover. Continuano, invece, gli appalti senza controlli, le consulenze d'oro, le esternalizzazioni dei servizi, mentre i precari rischiano di diventare a breve disoccupati. Se Montino non sa dove prendere i soldi per gli stipendi dei lavoratori, che ogni giorno mandano avanti il Servizio Sanitario Regionale, incominci dagli stipendi dei manager ai quali, in assenza di alcun evidente risultato, è stato pagato il 20% in più legato al raggiungimento degli obiettivi».


1 dicembre 2009 - Asca

ISPRA: RICERCATORI, STRUTTURA COMMISSARIALE EMARGINA I PRECARI

(ASCA) - Roma, 1 dic - ''Dopo la grave assenza al tavolo di emergenza occupazionale convocato dalla Regione il Commissario ha cambiato l'ordine del giorno 'retrocedendo' il precariato all'ultimo punto''. Lo denuncia l'USI RdB Ricerca, il sindacato dei ricercatori italiani che da giorni assiste i precari dell'Ispra che protestano pacificamente sul tetto della sede di Casalotti, a Roma. ''Siamo di fronte ad un chiaro atteggiamento di chiusura, mentre continuiamo a ricevere attestati e solidarieta' da tutto il paese attraverso il nostro sito - http://www.firmiamo.it/nonsparateallaricerca - e direttamente sul tetto dell'Ispra di Casalotti'', denuncia il sindacato. ''La struttura Commissariale ha eluso il tavolo aperto dalla regione ieri con la nostra organizzazione sindacale e i rappresentanti USI RdB Ricerca dei precari - dichiara Claudio Argentini della Segreteria Nazionale - in tarda serata e' giunto l'ordine del giorno della convocazione a tutte le organizzazioni sindacali che conferma l'inerzia del Commissario e dei suoi collaboratori: il precariato e' stato 'retrocesso' al terzo punto. Non sappiamo come reagiranno gli altri sindacati a questo dato di fatto, ma USI RdB non accetta che i lavoratori sul tetto da 7 giorni, al freddo e al gelo, siano retrocessi da una struttura commissariale chiaramente inadatta a gestire questa emergenza''. ''In questi mesi la situazione contrattuale dei ricercatori, tecnici e amministrativi precari dell'Ispra e' stata lasciata incancrenire in maniera colpevole - continua il dirigente sindacale - e ora, pur essendo sotto l'attenzione dei media, evidentemente sentendosi intoccabili, continuano a non intervenire. Dopo l'incontro di oggi, come sindacato avvieremo le iniziative per rimuovere questo ostacolo alla trattativa, nelle sedi opportune e a tutti i livelli istituzionali. Noi risponderemo adeguatamente alla mancanza di rispetto, che questa struttura commissariale mostra verso i lavoratori che manifestano pacificamente sul tetto. Vedremo se il Ministro ed il Governo sapranno e vorranno intervenire in questa crisi'', conclude Argentini.


1 dicembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 42 - 2Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Precari della ricerca arrampicati sui tetti per difendere posto di lavoro e dignità
* Ispra, ente pubblico di ricerca allo sbando
* Governi mercantili che cercano profitti
* Tra Ingv e Protezione civile la spunta ancora Enzo Boschi?
* Condanna per un rettore poco retto
* Enea, commissione dopo 23 sedute un solo verbale
* Concorsi interni al Cnr, 172 posti, 2032 domande
* Istat, indennità di carica e calcolo dell'inflazione
* Brunetta: e sempre allegri bisogna stare


1 dicembre 2009 - Campania Report

In pianta organica appena 580 informatici a fronte di 2.133 uffici giudiziari
Processo breve e Contratto integrativo, Rdb: "Giustizia smantellata"
"Il Contratto ha riesumato antiche figure professionali e parcellizzato le funzioni"

"Il disegno di legge sul processo breve, presentato in Parlamento come 'panacea per i mali della Giustizia', rappresenta un’amnistia mascherata utile solo ai potenti ed una scorciatoia che, senza toccare il cuore dei problemi, non risponde alle esigenze di giustizia dei cittadini". Lo denuncia la RdB Pubblico Impiego di Salerno che ha organizzato per domani 2 dicembre, alle 11.30, nell'aula "Parrilli" Palazzo di Giustizia, sul Corso Garibaldi a Salerno, un'assemblea distrettuale dei lavoratori della Giustizia. Le rappresentanze sindacali di base si chiedono come possa il ministro Alfano "sbandierare ai quattro venti che si sta lavorando alla modernizzazione della Giustizia attraverso il processo telematico, le notifiche on-line e la digitalizzazione degli atti giudiziari, quando la realtà dei fatti ci dice invece che in tutta l’organizzazione giudiziaria esistono in pianta organica appena 580 informatici a fronte di 2.133 uffici giudiziari, pari quindi a circa un quarto di unità per ufficio. Con questi numeri appare inevitabile che il processo telematico interessi attualmente appena lo 0.04% degli uffici, senza contare che gli scanner sono quasi assenti e non vi è alcun indirizzo di posta elettronica certificata per l’invio delle notifiche". E non solo. "La proposta di Contratto Integrativo, presentata lunedì scorso ai sindacati, invece di prevedere le nuove professionalità, necessarie alle esigenze di un’amministrazione più moderna, ha riesumato antiche figure professionali, parcellizzato le funzioni e dequalificato le mansioni. Una modalità vecchia e riferita a oltre 20 anni fa, quando il personale in servizio ammontava a oltre 53mila unità, mentre ora si è scesi a scarse 41mila unità con la previsione (da fonte ministeriale) di un ulteriore calo di 5mila unità per i prossimi tre anni causa pensionamenti. I fatti dimostrano - concludono i sindacati - che i carichi di lavoro aumentano in maniera proporzionale alle riforme, il personale diminuisce a ritmo vertiginoso grazie ai tagli in pianta organica, ai pensionamenti e al blocco delle assunzioni, le risorse sono ridotte al lumicino, gli strumenti vecchi ed obsoleti, i palazzi di giustizia fatiscenti".


1 dicembre 2009 - Terra

La protesta dei precari Ispra. Pronti a continuare fino a Natale
RICERCA. Gli scienziati sono arrivati al settimo giorno di occupazione della loro sede romana per contrastare il probabile licenziamento di 200 loro colleghi. Una mobilitazione che, però, non ha smosso il ministero dell’Ambiente
di Rossana De Rossi

Roma - Una mobilitazione da portare avanti ad oltranza, con l’occupazione del tetto o in altre forme da decidere giorno per giorno, per difendere i controlli e la ricerca ambientale, che devono essere «una risorsa per tutti gli italiani, al di la delle bandiere politiche». è la posizione espressa durante la conferenza stampa dei precari dell’Ispra, che ormai da una settimana occupano la loro sede di via Casalotti, a Roma, dal biologo marino Massimiliano Bottaro, portavoce dei ricercatori impegnati nella protesta contro il probabile licenziamento, entro gennaio, di 200 lavoratori, che seguirebbero i 250 già andati a casa da gennaio. L’appuntamento coi giornalisti è stato l’occasione per fare il punto sui primi sette giorni di occupazione in cui i lavoratori sul tetto, sostenuti dal sindacato di base Usi-Rdb Ricerca, hanno ricevuto visibilità mediatica e «molta solidarietà » da parte del territorio, ma ancora non sembrano esser riusciti a far breccia nel ministero dell’Ambiente, dicastero vigilante per l’Istituto, e nemmeno nella struttura commissariale guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi, il quale in un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera ha parlato di una situazione che riguarda «solo quindici funzionari amministrativi », che comunque per l’ex vicecapo della Polizia sarebbe stata «enfatizzata dai media». Bottaro invece ha sottolineato come la loro battaglia riguardi «tutta la collettività», citando anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale ha ricordato che «su grandi temi come l’ambiente e la ricerca ci può essere un interesse trasversale da destra a sinistra». Il ricercatore si è poi detto «orgoglioso » che Furio Colombo abbia definito la lotta dei precari una «battaglia di civiltà», mentre la sua collega Michela Mannozzi ha chiesto che ricerca e controllo «rimangano pubblici », specie su temi delicati come l’ambiente, evitando esternalizzazioni che rendono i lavoratori più ricattabili e i cittadini meno sicuri. Alle possibili soluzioni pratiche per risolvere il problema dei precari si è invece dedicato il segretario nazionale di Usi Rdb, Rocco Tritto, che ha portato l’esempio di come la situazione dei lavoratori atipici sia stata risolta all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, con provvedimenti «a costo zero» che hanno consentito di riconoscere la subordinazione ai ricercatori. Una strada che i commissari dell’Ispra, secondo il sindacalista «poco abituati a trattare e sicuramente più bravi a dare ordini » rifiuterebbero di intraprendere, continuando invece, per il geologo Andrea Fiorentino, a «dire cose completamente di verse da quelle che poi mettono in pratica», rassicurando i lavoratori per poi metterli di fronte al fatto compiuto del mancato rinnovo dei contratti. L’unica certezza è che i precari «non hanno nessuna intenzione di scendere dal tetto, almeno fino a quando la controparte non darà risposte chiare sul loro futuro »: il primo appuntamento, convocato per ieri pomeriggio dall’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, era al tavolo regionale per le emergenze occupazionali, che è stato però disertato dalla struttura commissariale dell’Ispra. Sicuro invece l’incontro di oggi nella sede dell’Istituto all’Eur, in cui i commissari incontreranno tutte le sigle sindacali, con al primo punto dell’ordine del giorno il problema del precariato. Molti lavoratori sono scettici sui possibili risultati, e si preparano a una lunga lotta che, sussurrava qualcuno a margine della conferenza stampa, potrebbe «farci festeggiare anche Natale e Capodanno sul tetto, oltre al ponte dell’Immacolata».


1 dicembre 2009 - Villaggio Globale

La protesta dei precari
Ispra - Natale sul tetto con albero
I ricercatori preparano l'albero e chiedono di trattare col ministro Prestigiacomo. Chiedono un tavolo con mandato politico al ministero dell'Ambiente. Nessuna novità dall'incontro di oggi

Roma - I precari sul tetto della sede Ispra di via Casalotti iniziano da oggi ad addobbare l'albero di Natale, dopo l'incontro di oggi con la struttura commissariale, che non ha portato novità sui 200 ricercatori a rischio di licenziamento, i quali andrebbero ad aggiungersi ai 250 lavoratori già allontanati nei mesi scorsi. «Abbiamo chiesto una pregiudiziale sugli argomenti da affrontare nel corso della riunione - ha dichiarato Emma Persia, coordinatrice dell'Usi RdB Ricerca all'Ispra - visto che poche ore prima i commissari avevano cambiato le carte in tavola, spostando il precariato all'ultimo posto nell'ordine del giorno». Questa richiesta è stata accettata, tuttavia la struttura commissariale nominata dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si è posta poi «su una posizione del tutto interlocutoria - prosegue Persia - limitandosi ad esporre la situazione numerica dei precari del nostro Istituto, peraltro con cifre inesatte, senza prospettare nessuna soluzione credibile per i lavoratori che perderanno il posto entro poche settimane, con conseguenze drammatiche per il futuro della ricerca e dei controlli ambientali». Per questo motivo, la delegazione dell'Usi RdB ha deciso di abbandonare l'incontro, non prima di avere ribadito le sue richieste «di trasformazione dei contratti del personale atipico in contratti a tempo determinato, ed assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori che hanno già un contratto di lavoro subordinato e hanno superato una selezione pubblica». I rappresentanti sindacali hanno infine chiesto l'apertura di un tavolo di trattativa «che coinvolga chi davvero può avere un mandato politico per risolvere la nostra situazione - ha concluso Emma Persia - vale a dire il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e i rappresentanti del Governo nazionale». «Dopo l'incontro di oggi - aggiunge Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB - come sindacato avvieremo le iniziative per rimuovere questo ostacolo alla trattativa, nelle sedi opportune e a tutti i livelli istituzionali. Vedremo se il Ministro ed il Governo sapranno e vorranno intervenire in questa crisi».


1 dicembre 2009 - Il Gazzettino

Morto Paolo Andreatta dirigente sindacale Rdb

Venezia - Lutto nel mondo sindacale dell’Actv. É morto a 54 anni, Paolo Andreatta, sindacalista della Rdb-Cub, esponente della Rsu dell’azienda di trasporto. Andreatta, 54 anni, è deceduto per un male incurabile all’ospedale all’Angelo. «Lavoratore apprezzato e dirigente sindacale - sottolineano i colleghi della Rdb-Cub - ha vissuto sforzandosi di realizzare tutta intera la sua umanità, guardando in faccia la morte». I funerali di Andreatta si terranno domani, alle 9, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Goretti a Mestre.


1 dicembre 2009 - Avvenire

Ispra, prosegue la protesta dei precari «Resteremo sul tetto fino a Natale»

ROMA - «La ricerca e i controlli ambientali sono una risorsa per tutti gli italiani, e quindi vanno difesi, anzitutto con una battaglia a oltranza per salvare i 200 contratti a rischio». All’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale vigilato dal ministero dell’Ambiente, continua la protesta dei lavoratori precari: da una settimana occupano il tetto della sede di via Casalotti e sono disposti a proseguire l’agitazione fino a Natale.


1 dicembre 2009 - Metronews

Ispra: sul tetto fino a Natale

Roma - Pioggia, vento e da ieri pure freddo: malgrado tutto i ricercatori dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) non mollano e restano sul tetto del loro ente per protestare contro i «licenziamenti » dei 500 precari. «Siamo qui da sette giorni, se necessario rimarremo fino a Natale». «Non abbiamo alcuna intenzione di scendere fin quando non saranno regolarizzati tutti i precari dell’Istituto - hanno reso noto i manifestanti - proseguiremo la battaglia sul tetto fin quando non ci sarà una soluzione politica alla vicenda». Ma la questione non è di semplice soluzione. L'incontro convocato ieri dall' assessore al Lavoro della Regione Lazio al tavolo regionale per le emergenze occupazionali è stato infatti disertato dalla struttura commissariale dell'Ispra, che invece oggi incontrerà i sindacati nella sede di via Brancati all'Eur.


1 dicembre 2009 - Il Resto del Carlino

BOLOGNA. Ennesima interruzione del Consiglio comunale...

BOLOGNA - Ennesima interruzione del Consiglio comunale di Bologna, ieri ad opera delle Rdb. Il sindacato di base, con una delegazione capitanata dal numero uno provinciale Massimo Betti, si è però limitato a un intervento di pochi minuti, chiedendo ai consiglieri comunali di uscire dall'aula e ascoltare in diretta le istanze dei lavoratori. Il presidio organizzato dalle Rdb in piazza Maggiore, si è trasformato in assemblea improvvisata all'interno di Palazzo D'Accursio: «In piazza pioveva e ci siamo trasferiti qui», ironizza Betti. Una cinquantina i lavoratori presenti, con bandiere e striscioni, che hanno protestato contro le misure anti-crisi messe in campo dal Comune, «Sbagliate e troppo burocratiche», sentenzia Betti.


1 dicembre 2009 - La NuovaSardegna

Assunzioni e liste d’attesa, in piazza il sindacato di base

OLBIA - Otto mesi di attesa per un ecocardiogramma in ospedale, tre mesi per una ecografia ginecologica, tre mesi per una visita cardiologica nel poliambulatorio. Il j’accuse della Rappresentanza sindacale di base è un vero e proprio libro bianco che parte proprio dalle lunghe liste d’attesa per arrivare sino al precariato, alle assunzioni e ai concorsi banditi dalla Asl. Un pacchetto di rivendicazioni che il sindacato di base ha messo sul tavolo ieri nel corso di un sit in di protesta svolto in via Caduti sul lavoro, davanti al quartier generale dell’azienda sanitaria olbiese. Le liste d’attesa, le assunzioni «che prestano il fianco a sospetti di clientela» (così almeno sostiene il sindacato e, naturalmente, nega la Asl), il ricorso frequente alle agenzie interinali sono i grandi temi che da anni caratterizzano l’azione sindacale della Rdb che ancora una volta ha deciso di ricorrere alla mobilitazione in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di salute della Asl. «L’azienda - replica la direzione generale - sta lavorando nel tentativo di migliorare, per quanto possibile, l’offerta del servizio sanitario e per questo è stato richiesto alla Regione un ulteriore adeguamento della pianta organica. Per quanto riguarda assunzioni e concorsi, l’azienda ha cercato di fare della trasparenza il suo cavallo di battaglia. Inoltre, è intenzione della Asl bandire concorsi e avvisi pubblici per tutte le professioni al fine di ridurre al minimo il ricorso alle agenzie interinali».

NUORO. Sportello Rdb

Le RdB-Cub di Nuoro informano i cittadini che presso la sede del sindacato, in via Manzoni 57 sono attivi l’ufficio vertenze-Sportello legale e il Caf di base. Il primo si preoccupa di fornire consulenza ed assistenza in materia previdenziale e sulle controversie legate al mondo del lavoro. Il Caf, invece, della compilazione della dichiarazione dei redditi Mod. 730 e Unico Pf, della compilazione dichiarazione e bollettini Ici, della trasmissione telematica di tutte le dichiarazioni fiscali, dei modelli reddituali Red Inps, Inpdap, Enpals, degli indicatori Ise-Isee, della consulenza su contenzioso tributario. È possibile usufruire dei servizi previa prenotazione telefonica: Ufficio vertenze-Sportello legale, 3929337000; Caf di base, 3409651984; info generali sindacato, 0784443140 oppure 3290724482. Le RdB-Cub si riuniscono ogni mercoledì alle ore 18.30.


1 dicembre 2009 - Il Sardegna

Sanità. Ieri manifestazione del sindacato davanti alla sede amministrativa dell'ente
Liste d'attesa e interinali alla Asl esposto alla guardia di finanza
Denuncia delle Rappresentanze di base su criteri di selezione e sulle prestazioni private
di Francesco Giorgioni

Olbia - Da una parte una graduatoria scaturita da una regolare selezioni pubblica, dall'altra una società interinale - la E Work, sede legale a Milano - che da ormai qualche anno offre infermieri e impiegati alla Asl di Olbia. Ai duri e puri del sindacato Rdb, i criteri di reclutamento del personale in uso all'azienda sanitaria continuano a suscitare diffidenze e sospetti: «Perchè si continuano ad assumere lavoratori dall'interinale - si chiede Maria Rosaria Uras, referente del sindacato per la provincia - se c'è una selezione ancora aperta?». Così come da chiarire dovrebbero essere modalità e quantità delle attività di intra moenia dei medici, quelle prestate da privati tra le mura dell'ospedale pubblico.
Tutti dubbi finiti in una serie di comunicati e note diffuse nei giorni scorsi dalle Rappresentanze di base. E, fra qualche giorno, sul tavolo del comandante della Guardia di Finanza di Olbia Cesare Antuofermo, cui si chiederà di fare luce su questi aspetti della gestione dell'ente sanitario. Domande già finite in un questionario che ieri mattina è stato distribuito agli utenti che transitavano davanti alla sede amministrativa della Asl. «La E work collaboracon la Asl dai tempi in cui il direttore generale era Efisio Scarteddu - aggiunge la Uras - e da allora si continuano ad assumere dipendenti senza un criterio preciso, secondo noi sulla base delle segnalazioni di questo o quel politico». In una delle note recentemente diffuse dal sindacato appare anche un velato riferimento alla moglie di un noto politico locale del centrodestra, assunta dalla società interinale e miracolosamente finita nella direzione amministrativa dell'ente attraverso una chiamata diretta, episodio che - se confermato - autorizza i dubbi delle Rdb sulla gestione del personale.
Altro aspetto degno di approfondimenti e che finirà nell'esposto è quello legato alle liste d'attesa, che avrebbero fatto registrare una nuova dilatazione dei tempi. «Ci vogliono otto mesi per fare l'ecocardiogramma - spiega la Uras - e tre mesi e mezzo per un elettrocardiogramma. Sui perchè una nostra idea ce l'abbiamo». L'idea che i sindacalisti si sono fatti e che stia emergendo uno squilibrio tra prestazioni pubbliche - svolte dai medici nella loro veste di dipendenti della Asl - e quelle private, che gli stessi professionisti sono autorizzati a svolgere dalla legge. «Per questo noi chiediamo che ci sia un monitoraggio severo e puntuale su queste attività», prosegue la Uras. Nel faldone da indirizzare nei prossimi giorni alla Guardia di Finanza figura anche la richiesta di approfondimenti sulla cifra introitata dalla Asl per le prestazioni intramoenia nell'ultimo anno: seicentomila euro (di cui circa l'ottanta per cento va ai medici), una somma che alle Rdb sembra decisamente ridotta rispetto all'utenza dell'ospedale Giovanni Paolo II.


1 dicembre 2009 - EPolis Roma

La crisi. Prosegue la protesta dei ricercatori: ieri l'ente ha disertato un tavolo ragionale
Ispra, braccio di ferro tra le parti, precari sul tetto anche a Natale
Pioggia e vento non hanno scalfito la volontà di andare avanti e difendere 200 posti di lavoro
di Marta Rossi

Roma - Sono disposti ad andare avanti anche fino a Natale con la protesta, se necessario resteranno fino alle festività sul tetto. I precari dell'Ispra, l'ente di ricerca ambientale a rischio da qui alla fine dell'anno, non cedono e annunciano la resistenza a oltranza. «La ricerca e i controlli ambientali sono una risorsa per tutti gli italiani, al di là delle bandiere politiche, e quindi vanno difesi, anzitutto con una battaglia ad oltranza per salvare i 200 contratti a rischio all’Ispra, portando sotto i riflettori quelle che di recente il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha definito "tematiche trasversali che interessano la destra come la sinistra". Vale a dire l’ambiente e la ricerca. All’Istituto vigilato dal ministero dell’Ambiente, da gennaio fino a oggi, sono già andati a casa 250 tra ricercatori, tecnologi, amministrativi e tecnici, e i lavoratori in lotta ci tengono a non ripetere la loro esperienza, anzi chiedono che i colleghi già allontanati tornino in servizio al più presto», si legge in una nota dei precari. La volontà di proseguire senza indugio sulla via della protesta ha resistito anche al maltempo che ieri pomeriggio ha colpito la Capitale: vento e pioggia hanno flagellato anche il tetto dell'istituto. Un portavoce dei precari, il biologo marino Massimiliano Bottaro, spiega che le condizioni sul tetto «sono difficili, tra diluvio e folate di vento, abbiamo appena dovuto montare un nuovo gazebo più robusto, ma non abbiamo assolutamente intenzione di muoverci da qui», racconta. L’incontro convocato dall’assessore al Lavoro della Regione, Alessandra Tibaldi, al tavolo regionale per le emergenze occupazionali, è stato disertato dalla struttura commissariale dell’Ispra: oggi, dicono i precari, incontrerà i sindacati nella sede di via Brancati. L'aggiornamento della situazione è possibile anche sul sito www.nonsparateallaricerca. org, da cui si può accedere al blog dei precari, con tutte le uscite stampa aggiornate, e alla pagina in cui si visualizza la diretta della webcam che trasmette dal tetto. L'assenza dell'ente al tavolo convocato dalla Regione è evidenziata anche dagli assessori Tibaldi e Luigi Nieri, al Bilancio. «Come Regione Lazio, ed unitamente alla Provincia di Roma ed ai rappresentanti sindacali, deploriamo l’assenza del Commissario dell’Ispra alla riunione », dicono. Durante l'incontro, si è espressa «la volontà di tutelare la ricerca pubblica e di appoggiare la richiesta di stabilizzazione occupazionale. Vogliamo individuare delle soluzioni condivise per tutelare i circa 500 ricercatori coinvolti in questa vertenza che, pur essendo altamente qualificati, svolgono di fatto mansioni di stampo istituzionale».


1 dicembre 2009 - Leggo

Precari Ispra sul tetto

Roma - Ricercatori precari dell’Ispra sul tetto da sei giorni: nonostante il maltempo, la protesta in via Casalotti prosegue ad oltranza. Ieri è partito il tavolo in Regione ma non è ancora sufficiente per scongiurare il licenziamento di 200 precari, con il contratto in scadenza a fine dicembre.


1 dicembre 2009 - Il Bologna

Rdb in Consiglio
Occupata la Phone 40 esuberi alla Giuliani

Bologna - Autunno sempre più caldo. Ieri occupata la Phonemedia di Casalecchio, sciopero alla Igmi di Giuliani che dichiara 40 esuberi e vuole trasferire 200 lavoratori nello stabilimento di Faenza, oggi presidio Fiom alla Rainer di Lippo di Calderara. Infine invasione del Consiglio comunale delle Rdb che considerano inadeguate le misure anti crisi del Comune. L'occupazione di Phonemedia (oggi delegazione dei comunisti in solidarietà) è legata la tavolo di crisi, in Provincia, di domani. «Riguarda anche i 70 lavoratori Agile (Ex Eutelia) - spiega Marco Colli della Fiom -. L'azienda cura i server dell'Università, di banche, della Coop che pagano la proprietà mentre i lavoratori sono senza stipendio da tre mesi e si pagano pure le trasferte. Questi enti si devono prendere le loro responsabilità». Alla Giuliani Fim e Fiom hanno proclamato l'agitazione. «Non possiamo permettere che a fronte di diversi interessi sull’area - dice Enzo Cucinotta della Fim Cisl - i costi di questa operazione vengano distribuiti sui lavoratori». Il Pd con Raffaele Donini, Presidente del gruppo in Provincia, chiede di «non cedere ai licenziamenti».(GBN)


1 dicembre 2009 - InAlessandria

Bocciata molte volte, riappare ancora in Finanziaria,
la richiesta di ‘assicurazione anticalamità’

Assicurazione anticalamità? E ci risiamo! 2003, 2006 e ora 2009….quella che definisco una "porcheria" piace infinitamente molto a tutti: destra sinistra indistintamente, bocciata molte volte anche con il nostro contributo di Comitato Alluvionati del Casalese – C.AL.CA. (unico comitato di politica diffusa in Italia). Ogni Finanziaria teniamo d’occhio questo settore e sinceramente pensavano che avessero accantonato l’idea, ma no! Già ad aprile dopo il sisma dell’Aquila, Brunetta lanciava tale proposta, ritornando ad esternare in questo senso dopo la tragedia del messinese , Brunetta dovrebbe spiegare agli italiani che colpa hanno se il suo "mondo" politico, amministrativo, tecnico burocratico, insomma chi gestisce il bene pubblico da tempo hanno lasciato andare il territorio a "puttane" nel senso che soldi stanziati tanti, forse sulla carta, ma finiti in altri rivoli. Dunque Finanziaria blindata, ma un provvidenziale Comunicato di RdB -WF da Roma (di cui allego copia) e con cui ho avuto un colloquio telefonico per accertarmi personalmente di due gravi notizie che andavano comunicando: con un Decreto secretato è in atto la privatizzazione della Protezione Civile in spa (roba da non crederci), con inserimento della famigerata assicurazione contro le calamità. Con una esperienza su questa materia direi "certosina" su battaglie dal 2003 ad oggi, dossier e informazioni a 360 gradi su i pro e contro questo tipo di polizza a livello mondiale, per combattere contro certe imposizioni di business a vantaggio di lobby che verrebbero scaricate sul groppone di ogni cittadino che possiede due mattoni, noi cittadini organizzati ne dobbiamo conoscerne più del diavolo e i vantaggi "pro" sono pochi e i "contro" sono molti. A differenza delle altre volte che si è collaborato con parlamentari e con l’VIII Commissione della Camera, oggi l’unico percorso possibile è stato quello di inviare i due telegrammi (che allego) al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, non è che ci speriamo molto, e non siamo così ingenui ma perlomeno ci abbiamo provato. Segnalo alcune informazioni spicce in merito a questo possibile nuovo balzello. Lo Stato imponendo per Legge l’assicurazione obbligatoria si disimpegna sotto ogni punto di vista per ogni tipo di calamità naturale, già non spende per la difesa del suolo dai rischi idrogeologici, così non deve neanche più risarcire i danni. Non dimentichiamo che solo il sisma, il tifone, la tromba d’aria, il maremoto, l’eruzione vulcanica sono calamità naturali ed imprevedibili, oggi le esondazioni dei corsi d’acqua, i franamenti sono colposi soprattutto quanto tornano a ripetersi perché i preposti o non hanno fatto nulla o hanno perso tempo: noi ne siamo un esempio!. La Confedilizia Nazionale come noi cittadini, non accetta questa nuova tassa sulla casa e dichiara che la polizza esiste già da anni in una apposita Legge rimasta inattuata a opera degli Esecutivi che si sono succedutisi e che venga ignorato che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato abbia con parere negativo bocciato per ben due volte, nel 1999 e 2003. Inoltre la Confedilizia sottolinea che la proprietà immobiliare corrisponde già ai Consorzi di Bonifica, per essere difesa dalle calamità, ingenti somme che nel 2006 hanno raggiunto l’importo di 146.911.470 euro . Infine la Confedilizia Nazionale spiega come funziona fuori dall’Italia questo tipo ad assicurazione: in Francia il terremoto ricade come evento accessorio nell’ambito delle polizze antincendio, è volontaria in Gran Bretania e in USA , in Spagna c’è l’obbligatorietà. Molta è la informazione in nostro possesso che testa l’inadeguatezza di tale polizza a svantaggio soprattutto delle compagnie assicuratrici a livello mondiale, perché se nulla viene fatto è ben vero che quando dovranno risarcire due, tre, quattro o più volte a che prezzo saliranno le polizze per non fallire? Noi Comitati rifiutiamo questa eventuale obbligatorietà, tirare troppo la corda non giova a nessuno e tantomeno chi prende certe decisioni sulla nostra testa, questi sono momenti di vacche magre, diamo già molto, subiamo tanto, siamo stanchi e diciamo BASTA!!!!
Graziella Zaccone Languzzi - Componente Comitati Alluvionati


1 dicembre 2009 - AgoraVox

Provincia di Napoli: lo scandalo dei bandi di assunzione

Ormai quando si legge un bando di assunzione non si presta molta attenzione ai particolari, si pensa subito a controllare se si è idonei per presentare la propria candidatura. In realtà dovremmo stare molto attenti, come dimostra la vicenda dei bandi-scandalo scoppiata in Campania e di cui non si è parlato abbastanza. All’inizio dello scorso maggio l’assessore alle Finanze del Comune di Napoli, Riccardo Realfonzo, ha bloccato i concorsi indatti dall’Arin e da Napolipark. La prima è l’azienda delle risorse idriche di Napoli, mentre Napolipark è l’azienda partenopea che si occupa di semafori e soste all’aperto. Il blocco delle assunzioni è stato necessario a causa di inadeguatezze nelle modalità di partecipazione previste dai bandi. Un caso simile ha coinvolto anche la SIS (Social Innovation Services), un’azienda che si occupa dei servizi a valenza sociale per la comunità del territorio della provincia di Napoli. Il bando in questione fa riferimento all’assunzione di sei addetti al trasporto disabili e di un impiegato amministrativo che, ai sensi della legge 68/99, devono essere iscritti nell’elenco dei disabilidisoccupati della provincia di Napoli. I sindacati hanno subito denunciato delle anomalie nel bando, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania del 15 dicembre 2008. Il bando è stato bloccato per alcuni mesi e poi sbloccato sotto le elezioni. Il momento elettorale corrisponde alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno 2009. Oltre a questo "piccolo" particolare, i sindacati hanno denunciato la struttura anomala del bando che è abbastanza evidente. Si nota subito una grave mancanza nella sezione riguardante il trattamento dei dati personali. Non viene data, infatti, un’informazione completa sul destino dei propri dati personali e non vi è nessuna informazione sul nominativo dei responsabili del trattamento dei dati. Tra parentesi si legge, infatti, definire l’ufficio o il responsabile del trattamento dati. Un altro elemento strano si riscontra nella sezione in cui si spiega la valutazione dei titoli utili per l’assunzione. Nella parte del bando riguardante l’assunzione dell’impiegato amministrativo viene comunicato che per la laurea si ottengono 2 punti, per i vari attestati professionali si possono ottenere massimo 3 punti, mentre chi è in possesso dell’ECDL ottiene 15 punti. Il punteggio è evidentemente eccessivo, soprattutto se si pensa che l’European Computer Driving Licence è una licenza abbastanza facile da ottenere. Lo stessa sistema di punteggi è utilizzato per la selezione degli addetti al trasporto. Vengono attribuiti 15 punti a coloro che sono in possesso del certificato di abilitazione professionale di tipo KB. La cosa più incredibile è che il 7 agosto la SIS ha licenziato Rosario Cercola, rappresentante dei lavoratori (Rdb Cub). Solo il 4 settembre, dopo varie proteste dei lavoratori e di alcuni politici, Cercola è stato reintegrato. Un sindacalista non può essere licenziato per aver denunciato gravi irregolarità nella gestione della cosa pubblica. Attenzione ai bandi, ma attenzione anche ai propri posti di lavoro.


1 dicembre 2009 - Il Messaggero

Ascoli. Riapertura con "giallo" alla Manuli...
di ENNIO MANCINI

Ascoli - Riapertura con "giallo" alla Manuli. Ieri mattina, come programmato, sono stati riaperti i cancelli dello stabilimento di Campolungo per consentire ai manutentori di compiere i lavori di servizio prima di riattivare la produzione. Diverse le ditte esterne chiamate a compiere la manutenzione, mentre -prima sorpresa- sono rimasti a casa gli ex tecnici della Manuli preposti a questo tipo di lavoro. Con i manutentori sono tornati al lavoro -seconda sorpresa- anche 4-5 impiegati che facevano parte dei "centri di costo". Una novità in quanto l’Azienda, da tempo, aveva cessato ad Ascoli questo tipo di servizio spostandolo a Milano. Anche i 5 tecnici della centrale di cogenerazione Cover sono tornati al loro posto. Il "giallo" del primo giorno viene denunciato dai lavoratori del presidio e dal sindacato Sdl. In pratica i tecnici esterni, non solo starebbero compiendo la programmata manutenzione, ma starebbero anche smontando i macchinari. Non è chiaro se questa attività rientra nell’ambito della manutenzione, oppure sono pezzi che andranno poi a finire in Cina. Questo lavoro di "sezionamento" dei macchinari viene compiuto solo nei comparti "large bore" e non in altri. Sulla base dell’accordo sottoscritto a Roma da Azienda e sindacati confederali, ad Ascoli dovrebbe restare funzionante una solo linea di produzione di "large bore 1", quella dei tubi spiralati più grandi. Le modernissime attrezzature di "large bore 2 e 3" dovrebbero essere smontate e portati via per "consentire" la contestatissima riconversione del sito ad altre attività produttive. Se così fosse non ci sarebbe nulla di diverso da quanto previsto dall’accordo, ma l’insolita fretta della Manuli di portarsi via i macchinari ancora prima di riavviare l’azienda la dice lunga sulla reale volontà futura di compiere investimenti nello stabilimento ascolano. Ma quella di ieri è stata anche la giornata della contestazione all’ex ministro Tiziano Treu e all’assessore regionale al Lavoro, Fabio Badiali. Una delegazione di operai Manuli si è recata ieri sera a Grottammare per contestare il responsabile della legge del "Pacchetto Treu" del ‘97 che -secondo gli operai del Presidio - avrebbe di fatto dato il via alla precarietà dei lavoratori in Italia. Contestazione anche all’assessore regionale Fabio Badiali perché -sempre secondo gli operai- dopo un forte coinvolgimento iniziale a sostegno dei lavoratori di Campolungo, li avrebbe "abbandonati" per seguire la linea dell’Azienda. I lavoratori hanno issato uno striscione davanti al ristorante "le Terrazze". Una delegazione del "Presidio Manuli", grazie all’interessamento dell’ex Sottosegretario, Pietro Colonnella è stata ricevuta dall’ex ministro Tiziano Treu e dall’assessore regionale, Fabio Badiali.


a

Federazione Nazionale RdB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233