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30 novembre 2009 - Adnkronos RICERCA: PRECARI ISPRA, SE SERVE RESTEREMO SUL TETTO FINO A NATALERoma, 30 nov. - (Adnkronos) - «La ricerca e i controlli ambientali sono una risorsa per tutti gli italiani, al di la delle bandiere politiche, e quindi vanno difesi, anzitutto con una battaglia ad oltranza per salvare i 200 contratti a rischio all'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), portando sotto i riflettori quelle che di recente il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha definito 'tematiche trasversali che interessano la destra come la sinistrà. Vale a dire l'ambiente e la ricerca. All'Istituto vigilato dal Ministero dell'Ambiente, da gennaio fino ad oggi, sono già andati a casa 250 tra ricercatori, tecnologi, amministrativi e tecnici, e i lavoratori in lotta ci tengono a non ripetere la loro esperienza, anzi chiedono che i colleghi già allontanati tornino in servizio al più presto». È quanto si legge in una nota dei lavoratori precari dell'Ispra. I lavoratori dell'Ispra che occupano ormai da una settimana il tetto della sede di via Casalotti, hanno annunciato oggi che sono disposti ad andare avanti ad oltranza con le loro iniziative di lotta, nelle forme che saranno decise di volta in volta col sindacato Usi-Rdb. «Tutto dipenderà dalle risposte delle controparti, in particolare il ministero dell'Ambiente di Stefania Prestigiacomo e la struttura commissariale che gestisce l'Istituto, guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi». Tra le decisioni annunciate dai precari quella di restare sul tetto, se necessario, fino a Natale, a dimostrazione di una volontà che non è stata fiaccata nemmeno dall'ondata di forte maltempo che oggi ha investito Roma. Uno dei portavoce dei precari, il biologo marino Massimiliano Bottaro, ha raccontato che le condizioni sul tetto «ora sono difficili, tra diluvio e folate di vento, abbiamo appena dovuto montare un nuovo gazebo più robusto, ma non abbiamo assolutamente intenzione di muoverci da qui». P.A.: PALAZZO CHIGI, RIFORMA LAVORO
PUBBLICO APPLICATA A PRESIDENZA CONSIGLIO Roma, 30 nov. - (Adnkronos) - Le nuove norme sul lavoro della cosiddetta riforma Brunetta si applicano anche alla presidenza del Consiglio. Non a caso, il segretario generale di palazzo Chigi ha istituito una commissione ad hoc per attuare la normativa del caso. È quanto si precisa in una lunga nota in cinque punti diffusa dall'ufficio stampa del governo. «Con riferimento all'articolo di stampa pubblicato a pagina 4 del 'Messaggerò del 30 novembre 2009 -recita il comunicato- riguardante il contratto integrativo della presidenza del Consiglio dei ministri, si precisa quanto segue: la Presidenza del Consiglio dei Ministri non intende in alcun modo sottrarsi alle regole stabilite dalla legge 150/2009 ed è quindi falso affermare che tali nuove disposizioni dettate per riformare il lavoro pubblico non si applicheranno alla Presidenza». L'applicazione, si legge, «avverrà tenendo conto ovviamente della specificità della Presidenza del Consiglio, riconosciuta, come è noto, a livello costituzionale e legislativo, la quale si traduce in un'organizzazione e una peculiarità di prestazioni lavorative non rinvenibili in alcun altro settore della pubblica amministrazione. Al punto due si sottolinea: »Con riguardo al contratto integrativo definitivamente sottoscritto il 10 novembre 2009 e che entra in vigore dal 1° dicembre successivo, occorre innanzitutto precisare che esso si riferisce al CCNL per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007, mentre si deve ancora stipulare il CCNL relativo al biennio economico 2008-2009«. »Ne consegue -recita la nota- che detto contratto integrativo riguarda un periodo antecedente la normativa di riforma del Ministro Renato Brunetta e non poteva quindi contenere il recepimento delle relative regole. Tale recepimento avverrà con apposito decreto in modo tale da rendere le nuove regole operative, come in tutte le amministrazioni pubbliche, dal 2010. È inoltre stabilito, per tutto il settore pubblico, che entro il 31 dicembre 2010 i contratti integrativi già stipulati debbano adeguarsi alle regole in materia di valutazione, merito e premialità previsti dalla nuova normativa«. Al punto 3 palazzo Chigi spiega: «L'articolo confonde impropriamente, laddove attribuisce al contratto integrativo quanto invece previsto dal CCNL sottoscritto da tutte le OO.SS. rappresentative in PCM e quindi anche da RdB e UIL (mentre la CGIL non ha potuto sottoscriverlo in quanto non rappresentativa nel comparto). Infatti, è lo stesso CCNL ad avere stabilito l'aumento dell'orario ordinario di lavoro individuale da 36 a 38 ore settimanali, prevedendo un doveroso incremento proporzionale dello stipendio». Nel punto 4 si sottolinea che «è assolutamente tendenzioso quindi affermare che la decurtazione dell'indennità per i primi dieci giorni di malattia non si applichi ai dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri». Ciò, precisa la nota, «per due ragioni: la prima di tipo normativo, in quanto qualsiasi previsione contrattuale in contrasto con la richiamata normativa di riforma è nulla ope legis; in secondo luogo perchè, al di là dell'incremento dello stipendio tabellare legato alle 38 ore, non esiste alcuna indennità che diventi »a tutti gli effetti una parte del salario fisso«. Per altro verso occorre pure sottolineare come il contratto integrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri è assolutamente rispettoso dei principi normativi sul merito; l'indennità di specificità organizzativa e gli altri compensi in esso disciplinati, infatti, non vengono erogati »a pioggia«, ma solo in relazione a particolari prestazioni lavorative o situazioni di disagio ovvero, ancora, ad entrambi i criteri». Infine, al punto 5 si fa notare che «per completezza di informazione, si segnala che il Segretario generale di Palazzo Chigi ha già istituito l'apposita commissione incaricata di dare specifica attuazione alla normativa di cui alla 'legge Brunettà». 30 novembre 2009 - Omniroma ISPRA, PRECARI: «SE NECESSARIO RESTEREMO SUL TETTO FINO A NATALE» (OMNIROMA) Roma, 30 nov - «La ricerca e i controlli ambientali sono una risorsa per tutti gli italiani, al di là delle bandiere politiche, e quindi vanno difesi, anzitutto con una battaglia ad oltranza per salvare i 200 contratti a rischio all'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), portando sotto i riflettori quelle che di recente il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha definito 'tematiche trasversali che interessano la destra come la sinistrà. Vale a dire l'ambiente e la ricerca. All'Istituto vigilato dal Ministero dell'Ambiente, da gennaio fino ad oggi, sono già andati a casa 250 tra ricercatori, tecnologi, amministrativi e tecnici, e i lavoratori in lotta ci tengono a non ripetere la loro esperienza, anzi chiedono che i colleghi già allontanati tornino in servizio al più presto. Per questo, nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi, i lavoratori dell'Ispra che occupano ormai da una settimana il tetto della sede di via Casalotti, hanno annunciato che sono disposti ad andare avanti ad oltranza con le loro iniziative di lotta, nelle forme che saranno decise di volta in volta col sindacato Usi-Rdb». Così in una nota dei precari dell'Ispra. «Tutto - prosegue il comunicato - dipenderà dalle risposte delle controparti, in particolare il ministero dell'Ambiente di Stefania Prestigiacomo e la struttura commissariale che gestisce l'Istituto, guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi. Tra le decisioni annunciate dai precari quella di restare sul tetto, se necessario, fino a Natale, a dimostrazione di una volontà che non è stata fiaccata nemmeno dall'ondata di forte maltempo che oggi ha investito Roma. Uno dei portavoce dei precari, il biologo marino Massimiliano Bottaro, ha raccontato che le condizioni sul tetto »ora sono difficili, tra diluvio e folate di vento, abbiamo appena dovuto montare un nuovo gazebo più robusto, ma non abbiamo assolutamente intenzione di muoverci da qui«. »Intanto - conclude la nota - l'incontro convocato dall'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, al tavolo regionale per le emergenze occupazionali, è stato disertato dalla struttura commissariale dell'Ispra, che invece domani incontrerà i sindacati nella sede di via Brancati, all'Eur. Tutte le novità sull'occupazione sono visibili sul sito www.nonsparateallaricerca.org, da cui si può accedere al blog dei precari, con tutte le uscite stampa aggiornate, e alla pagina in cui si visualizza la diretta della webcam che trasmette dal tetto, in onda su internet 24 ore su 24«. 30 novembre 2009 - Ansa UNIVERSITÀ:SINDACATI E ASSOCIAZIONI DOCENZA,DDL INADEGUATO (ANSA) - ROMA, 30 NOV - Il ddl di riforma dell'università è stato elaborato «in sintonia con la Crui e senza una reale consultazione delle rappresentanze sindacali e delle organizzazioni universitarie». Lo denunciano in un documento unitario una ventina di sigle tra sindacati e associazioni della docenza (tra cui Adi, Andu, Cisal, Rdb, Cgil-Cisl-Uil di categoria ecc..). Secondo i firmatari del documento le soluzioni proposte «non consentono il rilancio dell'Università pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche per la mancanza di adeguati investimenti». «Nel ddl - spiegano - si evidenziano i seguenti punti sui quali siamo particolarmente critici: l'Università pubblica non viene più indicata come 'sede primaria della ricercà; l'autonomia del sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il Rettore e il Consiglio di Ammnistrazione) il potere di gestione degli Atenei e assoggettando il Ministero competente a quello dell'Economia; i previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito; i problemi del precariato vengono aggravati con l'aggiunta del ricercatore a tempo determinato alle attuali innumerevoli figure a termine, invece di procedere alla loro totale sostituzione con un'unica figura pre-ruolo, dotata di autonomia e responsabilità diretta di progetti di ricerca; assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo; assenza di qualsiasi riferimento alla rappresentanza e al destino del personale tecnico-amministrativo; la nuova figura del 'direttore generalè rischia di sovrapporsi a quella del rettore; le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche». I sindacati e le associazioni della docenza annunciano quindi assemblee e, alla luce di ciò che da esse emergerà, «le iniziative più adeguate». In cantiere anche incontri con forze politiche e gruppi parlamentari. P.CHIGI,OK NORME LAVORO BRUNETTA, MA
SPECIFICITÀPRESIDENZA (ANSA) - ROMA, 30 NOV - «La Presidenza del Consiglio dei Ministri non intende in alcun modo sottrarsi alle regole stabilite dalla legge 150/2009 ed è quindi falso affermare che tali nuove disposizioni dettate per riformare il lavoro pubblico non si applicheranno alla Presidenza». «L'applicazione avverrà tenendo conto ovviamente della specificità della Presidenza del Consiglio, riconosciuta, come è noto, a livello costituzionale e legislativo, la quale si traduce in un'organizzazione e una peculiarità di prestazioni lavorative non rinvenibili in alcun altro settore della pubblica amministrazione». È quanto scritto in una lunga nota diffusa da palazzo Chigi in risposta d un articolo pubblicato oggi dal quotidiano 'Il Messaggerò dal titolo 'Statali, Palazzo Chigi schiva le norme Brunetta. Premesso, dunque, al primo punto che la Presidenza non intende sottrarsi alle regole previste dalla legge Brunetta, la nota così prosegue: «2) Con riguardo al contratto integrativo definitivamente sottoscritto il 10 novembre 2009 e che entra in vigore dal 1/o dicembre successivo, occorre innanzitutto precisare che esso si riferisce al CCNL per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007, mentre si deve ancora stipulare il CCNL relativo al biennio economico 2008-2009. Ne consegue che detto contratto integrativo riguarda un periodo antecedente la normativa di riforma del Ministro Renato Brunetta e non poteva quindi contenere il recepimento delle relative regole. Tale recepimento avverrà con apposito decreto in modo tale da rendere le nuove regole operative, come in tutte le amministrazioni pubbliche, dal 2010. È inoltre stabilito, per tutto il settore pubblico - continua la nota - che entro il 31 dicembre 2010 i contratti integrativi già stipulati debbano adeguarsi alle regole in materia di valutazione, merito e premialità previsti dalla nuova normativa». «3) L'articolo confonde impropriamente - prosegue il comunicato riferendosi sempre al servizio de 'Il Messaggerò - laddove attribuisce al contratto integrativo quanto invece previsto dal CCNL sottoscritto da tutte le OO.SS. rappresentative in PCM e quindi anche da RdB e UIL (mentre la CGIL non ha potuto sottoscriverlo in quanto non rappresentativa nel comparto). Infatti, è lo stesso CCNL ad avere stabilito l'aumento dell'orario ordinario di lavoro individuale da 36 a 38 ore settimanali, prevedendo un doveroso incremento proporzionale dello stipendio». «4) È assolutamente tendenzioso quindi affermare che la decurtazione dell'indennità per i primi dieci giorni di malattia non si applichi ai dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ciò per due ragioni: la prima di tipo normativo, in quanto qualsiasi previsione contrattuale in contrasto con la richiamata normativa di riforma è nulla ope legis; in secondo luogo perchè, al di là dell'incremento dello stipendio tabellare legato alle 38 ore, non esiste alcuna indennità che diventi »a tutti gli effetti una parte del salario fisso«. Per altro verso occorre pure sottolineare come il contratto integrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri è assolutamente rispettoso dei principi normativi sul merito; l'indennità di specificità organizzativa e gli altri compensi in esso disciplinati, infatti, non vengono erogati »a pioggia«, ma solo in relazione a particolari prestazioni lavorative o situazioni di disagio ovvero, ancora, ad entrambi i criteri. 5) Per completezza di informazione - conclude la nota - si segnala che il Segretario generale di Palazzo Chigi ha già istituito l'apposita commissione incaricata di dare specifica attuazione alla normativa di cui alla »legge Brunetta«. 30 novembre 2009 - Apcom Università/ Sindacati: al via assemblee prof e lavoratoriRoma, 30 nov. (Apcom) - Nei prossimi giorni negli atenei i sindacati e le associazioni dei docenti universitari indiranno delle assemblee con i lavoratori per conoscerne il giudizio e formulare eventuali contro-proposte sui contenuti del ddl di riforma universitario, già approvato dal Cdm ed ora all'esame delle commissioni parlamentari: ad annunciarlo, con un comunicato congiunto, sono oggi 17 sigle di organizzazioni che tutelano le varie componenti accademiche. Adu, And, Andu, Apu, Cipur, Cisal, Cisl-Universita', Cnu, Cnru, Confsal, Filc-Cgil, Rdb-Cub, Snals-Docenti Università, Sun, Udu, Ugl-Università e Ricerca, Uilpa-Ur si soffermano le soluzioni proposte dal governo sono state formulate "senza una reale consultazione delle rappresentanze sindacali e delle organizzazioni universitarie" e che in ogni caso non consentirebbero "il rilancio dell'università pubblica come istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del paese, anche per la mancanza di adeguati investimenti". Associazioni e sindacati si soffermano anche sui punti che reputano "particolarmente critici: l'Università pubblica - scrivono - non viene più indicata come 'sede primaria della ricerca'; l'autonomia del sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il rettore e il Cda) il potere di gestione degli atenei e assoggettando il ministero competente a quello dell'Economia". I rappresentanti dei lavoratori accademici sostengono poi che attraverso il ddl di riforma i "previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito". Ritengono dunque che "i problemi del precariato vengono aggravati con l'aggiunta del ricercatore a tempo determinato alle attuali innumerevoli figure a termine, invece di procedere alla loro totale sostituzione con un'unica figura pre-ruolo, dotata di autonomia e responsabilità diretta di progetti di ricerca". Il testo approvato dal Cdm conterrebbe, inoltre, "l'assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo, di qualsiasi riferimento alla rappresentanza e al destino del personale tecnico-amministrativo. E la nuova figura del 'direttore generale' rischia di sovrapporsi a quella del rettore: le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche". E' attorno a questo scenario che "nelle singole sedi - scrivono sempre le 17 sigle - saranno indette assemblee per discutere e approfondire i contenuti del ddl". Già fissato il passo successivo: "il 15 gennaio - annunciano - torneremo a riunirci a Roma per valutare gli sviluppi della situazione, tenendo anche conto dell'esito della assemblee di ateneo. Conseguentemente si decideranno le iniziative più adeguate e si programmeranno gli incontri con le forze politiche e i gruppi parlamentari". 30 novembre 2009 - Repubblica.it Irruzione dell'Rdb in consiglio
comunale Bologna - Ennesima interruzione del Consiglio comunale di Bologna, quest'oggi ad opera delle Rdb. Il sindacato di base, con una piccola delegazione capitanata dal numero uno provinciale Massimo Betti, si e' pero' limitato a un intervento di pochi minuti, chiedendo ai consiglieri comunali di uscire dall'aula e ascoltare in diretta le istanze dei lavoratori. Il presidio organizzato dalle Rdb per le 15.30 in piazza Maggiore, infatti, si e' infatti trasformato in assemblea improvvisata all'ingresso della manica lunga di Palazzo D'Accursio: "In piazza pioveva e ci siamo trasferiti qui", ironizza Betti. Una cinquantina i lavoratori presenti, con bandiere e striscioni, che hanno protestato contro le misure anti-crisi messe in campo dal Comune ("Sbagliate e troppo burocratiche", sentenzia Betti), contro i licenziamenti fatti di recente dall'hotel Carlton e dal 2007 dalla Provincia di Bologna, per effetto dello sforamento del patto di stabilita', e contro il precariato dei lavoratori comunali, in particolare nei nidi e nelle materne. 30 novembre 2009 - Corriere.it CONTINUA LA PROTESTA IN VIA
CASALOTTI ROMA - Di mattina, il vento forte minaccia di strappare
via la tenda piantata sul tetto. Di sera, ci pensa la pioggia torrenziale ad allagare la
terrazza e a bagnare i sacchi a pelo. Ma i ricercatori dellIspra (Istituto Superiore
per la Protezione e la Ricerca Ambientale ) non demordono e restano sul tetto del loro
ente per protestare contro i «licenziamenti» dei 500 precari. «Ormai siamo qui da sette
giorni e sette e nottie se necessario rimarremo fino a Natale spiega Michela
Mannozzi, ricercatrice e rappresentante del coordinamento precari dell'Usi Rdb Ricerca -.
Non abbiamo alcuna intenzione di scendere fin quando non saranno regolarizzati tutti i
precari dellIstituto, proseguiremo la battaglia in cima al tetto fin quando non ci
sarà una soluzione politica alla vicenda». 30 novembre 2009 - Il Messaggero.it La protesta dei precari Ispra: «Se
necessario sul tetto fino a Natale» Roma - ROMA (30 novembre) - I lavoratori precari dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca Ambientale (Ispra) che hanno occupato lo scorso 24 novembre il tetto della sede di via Casalotti, annunciano di esser disposti ad andare avanti a oltranza con la loro iniziativa di protesta, nelle forme che saranno decise di volta in volta con il sindacato dei lavoratori della ricerca Usi-RdB. «Tutto dipenderà - si legge in un comunicato diffuso oggi - dalle risposte delle controparti, in particolare il ministero dell'Ambiente di Stefania Prestigiacomo e la struttura commissariale che gestisce l'Istituto, guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi». Sul tetto dell'istituto fino a Natale. Tra le decisioni annunciate dai precari quella di restare sul tetto se necessario fino a Natale, nonostante l'arrivo dell'inverno e l'ondata di maltempo che oggi ha investito Roma. Uno dei portavoce, il biologo marino Massimiliano Bottaro, ha raccontato che le condizioni sul tetto «ora sono difficili, tra diluvio e folate di vento abbiamo dovuto montare un nuovo gazebo più robusto, ma non abbiamo assolutamente intenzione di muoverci da qui». «Battaglia ad oltranza per salvare i 200 contratti a rischio». «La ricerca e i controlli ambientali sono una risorsa per tutti gli italiani, al di là delle bandiere politiche, e vanno difesi con una battaglia ad oltranza per salvare i 200 contratti a rischio, portando sotto i riflettori quelle che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha definito "tematiche trasversali che interessano la destra come la sinistra"». Da gennaio ad oggi 250 i ricercatori, amministrativi e tecnici Ispra licenziati. «All'Istituto vigilato dal Ministero dell'Ambiente - prosegue la nota - da gennaio fino ad oggi sono già andati a casa 250 tra ricercatori, tecnologi, amministrativi e tecnici: i lavoratori in lotta ci tengono a non ripetere la loro esperienza e chiedono che i colleghi già allontanati tornino in servizio al più presto. Intanto - conclude la nota - l'incontro convocato dall' assessore al Lavoro della Regione Lazio al tavolo regionale per le emergenze occupazionali è stato disertato dalla struttura commissariale dell'Ispra, che invece domani incontrerà i sindacati nella sede di via Brancati all'Eur». In diretta via webcam l'occupazione del tetto dell'Istituto. Tutte le novità sull'occupazione sono visibili sul sito nonsparateallaricerca.org, da cui si può accedere al blog dei precari e alla pagina con la diretta via webcam 24 ore 24 dell'occupazione del tetto dell'istituto di ricerca. 30 novembre 2009 - Villaggio Globale Ispra - «Se serve, sul tetto fino a
Natale» Roma - La ricerca e i controlli ambientali sono una risorsa per tutti gli italiani, al di là delle bandiere politiche, e quindi vanno difesi, anzitutto con una battaglia ad oltranza per salvare i 200 contratti a rischio all'Ispra (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale), portando sotto i riflettori quelle che di recente il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha definito «tematiche trasversali che interessano la destra come la sinistra». Vale a dire l'ambiente e la ricerca. All'Istituto vigilato dal ministero dell'Ambiente, da gennaio fino ad oggi, sono già andati a casa 250 tra ricercatori, tecnologi, amministrativi e tecnici, e i lavoratori in lotta ci tengono a non ripetere la loro esperienza, anzi chiedono che i colleghi già allontanati tornino in servizio al più presto. Per questo, nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi, i lavoratori dell'Ispra che occupano ormai da una settimana il tetto della sede di via Casalotti, hanno annunciato che sono disposti ad andare avanti ad oltranza con le loro iniziative di lotta, nelle forme che saranno decise di volta in volta col sindacato Usi-Rdb. Tutto dipenderà dalle risposte delle controparti, in particolare il ministero dell'Ambiente di Stefania Prestigiacomo e la struttura commissariale che gestisce l'Istituto, guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi. Tra le decisioni annunciate dai precari quella di restare sul tetto, se necessario, fino a Natale, a dimostrazione di una volontà che non è stata fiaccata nemmeno dall'ondata di forte maltempo che oggi ha investito Roma. Uno dei portavoce dei precari, il biologo marino Massimiliano Bottaro, ha raccontato che le condizioni sul tetto «ora sono difficili, tra diluvio e folate di vento, abbiamo appena dovuto montare un nuovo gazebo più robusto, ma non abbiamo assolutamente intenzione di muoverci da qui». Intanto, l'incontro convocato dall'assessore al lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, al tavolo regionale per le emergenze occupazionali, è stato disertato dalla struttura commissariale dell'Ispra, che invece domani incontrerà i sindacati nella sede di via Brancati, all'Eur. Tutte le novità sull'occupazione sono visibili sul sito Non sparate alla ricerca, da cui si può accedere al blog dei precari, con tutte le uscite stampa aggiornate, e alla pagina in cui si visualizza la diretta della webcam che trasmette dal tetto, in onda su internet 24 ore su 24. 30 novembre 2009 - Brindisium.net RdB aderisce alla manifestazione contro la "Strada dei Colli" Cisternino - Le Rappresentanze Sindacali di
Base aderiscono alla manifestazione contro la costruzione della cosiddetta "strada
dei colli" indetta dal Comitato di salvaguardia ambiente e territorio di Cisternino
per giorno 6 dicembre. 30 novembre 2009 - Radio Città Aperta 'La protezione civile non può
essere un business!' La discussione si era aperta la scorsa settimana, a seguito della denuncia delle RdB Vigili del Fuoco, che riguardava una prossima rivoluzione allinterno della Protezione Civile: "Un decreto governativo si appresta a stravolgere la Protezione Civile, lasciando i Vigili del Fuoco alla finestra: dopo il cambio di natura e spirito su cui era originariamente fondata la Protezione Civile, che da struttura per le attività di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio è divenuta primariamente un gestore di grandi eventi, si preannuncia un altro grave stravolgimento che avrà pesanti ricadute sui cittadini e i lavoratori. Il Governo sta infatti predisponendo in questi giorni un decreto legge secretato in cui si prevede, tra laltro, il trasferimento di competenze dal Dipartimento per la Protezione Civile ad una costituenda S.p.A.. In questo modo anche il soccorso diventa un business, un attività che si pone lobiettivo di guadagnare sulla pelle della popolazione" ha denunciato ai microfoni di Radio Città Aperta Antonio Jiritano delle RdB dei Vigili del Fuoco. Secondo il sindacato di base, con questo provvedimento si intende sottrarre il controllo democratico del Parlamento da questo pezzo importante dellorganizzazione statale, sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla Servizi Difesa S.p.A.. Si crea una nuova struttura in grado di acquistare inceneritori da società private con i soldi pubblici stanziati per far fronte alle calamità nel paese, per poi cederli agli enti locali, configurando un ulteriore indebitamento dei comuni. Una società per azioni allinterno della quale i lavoratori della Protezione Civile, a cui verranno sottratte competenze e funzioni, verranno pubblicizzati e quindi, come già successo per i Vigili del Fuoco, privati dei diritti sindacali e gerarchicamente "comandati". La nascita di una società per azioni sotto la diretta dipendenza del presidente del Consiglio - lassicurazione obbligatoria contro calamità per le case private - listituzione di una task force per gli interventi rapidi - il passaggio al Dipartimento della rete di rilevazione sismica nazionale oggi allIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dei poteri di "vigilanza e tutela" sullAssociazione italiana della Croce Rossa: così dovrebbe cambiare volto il Dipartimento della Protezione Civile, almeno stando alla bozza del decreto legge che gli uffici legislativi stanno predisponendo in questi giorni e con il quale verrà non solo chiusa lemergenza rifiuti in Campania ma anche definita la gestione post terremoto in Abruzzo e post alluvione a Messina. Una riorganizzazione che lo stesso ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito non ha escluso, rispondendo ad uninterrogazione dellI.d.v. durante il question time parlamentare. "Non si può escludere» una nuova strutturazione del Dipartimento", ha detto il ministro, sottolineando che "sono al vaglio misure atte a consolidare e migliorare la capacità di risposta del Dipartimento nella tutela delle primarie esigenze delle popolazioni colpite da disastri". E Vito non ha neanche escluso la possibilità che si facciano delle nuove assunzioni di personale che, secondo lIdv, ammonterebbero a 1.200 unità, oltre a 50 dirigenti. Nellultima bozza del decreto è scritto che la "Protezione Civile servizi spa" avrebbe un capitale sociale di un milione di euro e sarebbe posta sotto la vigilanza della presidenza del Consiglio con lobiettivo di garantire economicità e tempestività agli interventi del Dipartimento. La Spa opererebbe secondo gli indirizzi strategici ed i programmi stabiliti dal premier su proposta del capo del Dipartimento e ha ad oggetto lo svolgimento di funzioni strumentali per il Dipartimento, nonché la progettazione, la scelta del contraente, la direzione lavori, la vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, lacquisizione di forniture o servizi rientranti negli ambiti di competenza del Dipartimento, ivi compresi quelli concernenti le situazioni di emergenza socio-economico-ambientale. Nel decreto è inserito un altro punto molto discusso in questi anni, ovvero lobbligatorietà dellassicurazione contro le calamità e gli incendi per le case private. Ma non per quelle abusive. "È esclusa si legge nella bozza del decreto ogni forma di intervento pubblico per la riparazione o la ricostruzione delle unità immobiliari abusive". I premi assicurativi, invece, "sono correlati agli indici di rischio delle diverse aree del territorio, alle tecniche di costruzione, allo stato di manutenzione". Infine, è prevista la costituzione di una task force in grado di intervenire rapidamente per il soccorso delle popolazioni colpite da gravi calamità. Un nucleo di rapido intervento per il quale il capo del Dipartimento della Protezione civile definisce uno specifico mansionario recante i diritti ed i doveri del personale in servizio. Pochi giorni dopo arriva la risposta del capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che spiega come lipotesi di una "Spa" non piaccia e replica: "La possibilità che la Protezione civile sia in via di privatizzazione, come ipotizzano alcuni organi di stampa, sono solo chiacchiere e noi ci occupiamo di fatti. Del resto la protezione civile non può che essere pubblica". "La Protezione Civile" continua Bertolaso "non va riorganizzata e tanto meno trasformata in società per azioni (Spa), ma va sfruttata tutta lesperienza di questanno durante il quale ci siamo dovuti confrontare con il terribile terremoto dellAquila, con lincidente ferroviario di Viareggio e anche con lalluvione di Messina". Per la precisione, però, il Dipartimento della protezione civile non smentisce il ministro Vito ma esclude la creazione di una Spa spiegando che non si è mai parlato della trasformazione in Spa della Protezione Civile nazionale, ma della possibilità che si costituisca una società in house con compiti strumentali rispetto alle finalità della Protezione civile. "Il sottosegretario Bertolaso rilascia dichiarazioni dubbiose e poco rassicuranti circa il futuro del dipartimento della Protezione civile e dei lavoratori addetti a questo delicato settore e servizio dello Stato preposto alla pubblica e privata incolumità. Questultima lunica cosa privata oggi contemplata nella P. Civile". A dirlo in una nota è il segretario nazionale della F.P. Cgil, Antonio Crispi. Nel frattempo la RdB Pubblico Impiego ha organizzato per oggi, dalle ore 9:30, un presidio davanti al Dipartimento della Protezione Civile, in Via Ulpiano 11 a Roma. L'iniziativa è stata indetta a seguito dello stato di agitazione di tutto il personale della Protezione Civile per manifestare contro il progetto governativo di trasformazione della Protezione Civile in società per azioni. Tale progetto, che sottrae un importante settore dell'organizzazione statale al controllo democratico del Parlamento - sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla "Servizi Difesa S.p.A - svuoterà le competenze in capo al Dipartimento ed avrà pesanti ripercussioni sui cittadini e sui lavoratori, trasformando il soccorso in un business e prevedendo la mobilità forzata del personale che vedrà anche trasformato il proprio stato giuridico da dipendente pubblico a privato. Secondo la RdB P.I., la Protezione Civile deve invece rimanere in amministrazione pubblica e svolgere funzioni di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio integrando i Vigili del Fuoco, ora confinati alla manovalanza del soccorso ed a compiti di ordine pubblico. "Utilizzando la decretazione durgenza dicono inoltre fonti sindacali della Cgil che non centra nulla con la riorganizzazione, si sta facendo un colpo di mano. Che non nasce oggi ma nel 2001 e in maniera perfettamente bipartisan". "Il sottosegretario Bertolaso rilascia dichiarazioni dubbiose e poco rassicuranti circa il futuro del dipartimento della Protezione civile e dei lavoratori addetti a questo delicato settore e servizio dello Stato preposto alla pubblica e privata incolumità. Questultima lunica cosa privata oggi contemplata nella P. Civile". A dirlo in una nota è il segretario nazionale della Fp Cgil, Antonio Crispi che poi aggiunge: "A noi, ai lavoratori, questo silenzio non piace e ci creda pensiamo che il paese non avverta tutta questa necessità di una protezione civile privatizzata, seppur sapientemente camuffata". 30 novembre 2009 - Il Giornale di Calabria Regione, assemblea degli ex lsu-lpu: "Linquadramento sia a tempo pieno" CATANZARO - Assemblea generale promossa dalla Rdb giovedì a Catanzaro dei dipendenti regionali ex Lsu-lpu che sollecitano la trasformazione a tempo pieno del loro contratto. Allincontro sono stati invitati il presidente della Regione, Loiero, la Giunta regionale e i capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione. "Dopo oltre 12 anni di lavoro precario e sottopagato - è scritto in un comunicato dei lavoratori - dopo la finta "stabilizzazione", i lavoratori ex Lsu-Lpu di nuovo costretti alla lotta per la trasformazione a tempo pieno del contratto di lavoro. Dopo tanti anni di precariato e ad un anno dalla stabilizzazione, il contratto di lavoro è ancora per 24 ore settimanali (part time); pensiamo che il nostro lavoro, le nostre professionalità non possano e non debbano essere "part time" a vita; pensiamo che il nostro impegno nel lavoro, presso tutti i dipartimenti regionali, debba essere riconosciuto e regolarizzato alla pari di tutti gli altri lavoratori". "Dopo aver accettato il sottoinquadramento - prosegue la nota - solo per la necessità di un posto di lavoro stabile, e dopo aver avuto assicurazioni su veloci passaggi di qualifica, mai messi in atto, pensiamo che le nostre professionalità non possano essere mortificate ulteriormente. Riteniamo che i lavoratori diplomati e laureati della Regione, siano essi ex precari, che a tempo indeterminato, debbano essere inquadrati nella categoria di riferimento e non possiamo permettere che nuovi concorsi di giovani laureati, possano precludere questo diritto". "È pratica antica della maggior parte delle Amministrazioni della Pubblica Amministrazione - conclude la nota - sottoinquadrare i propri dipendenti: bene, noi non siamo più disponibili ad accettare questa situazione. Le lavoratrici e i lavoratori ex Lsu-Lpu sono stati deportati, senza motivazione logica di funzionalità, dalle sedi di assegnazione, dove peraltro lavoravano da anni, per essere assegnati ai dipartimenti regionali di Catanzaro: è giunto il momento di rivendicare una corretta dislocazione regionale". 30 novembre 2009 - Il Quaderno Società provinciale rifiuti, Rdb/Cub: si parte con il piede sbagliato Benevento - Giovanni Venditti, responsabile del sindacato Rdb/Cub di Benevento, ha chiesto un incontro urgente allassessore provinciale allAmbiente, Gianluca Aceto, sulla nuova società di gestione dei rifiuti nel Sannio. Nella nota, ha espresso critiche alle procedure adottate per la nomina del gruppo di esperti. Tutto ciò induce Venditti a "pensare che loperatività di questa società già parte con il piede sbagliato". 30 novembre 2009 - La Nuova Sardegna Sanità, oggi un sit in di protesta OLBIA - È scattata ieri mattina, in piazza Regina Margherita, la mobilitazione promossa dalla Rappresentanza sindacale di base sul fronte della sanità. Il sindacato ha allestito un piccolo presidio domenicale distribuendo un questionario ai cittadini per raccogliere le loro opinioni sulla qualità dei servizi e dellasssistenza sanitaria I questionari, una volta compilati, verranno poi consegnati allassociazione Cittadinanzattiva. Intanto, la mobilitazione sindacale proseguirà questa mattina, alle 8.30, con un sit in davanti al qquartier generale della Asl, in via Caduti sul lavoro, sempre organizzato dalla Rdb. I lavoratori questa volta sollecitano «lassunzione attraverso le graduatorie dei concorsi di tutti gli idonei, la stabilizzazione dei precari, lespletamento dei concorso già banditi e la fine dellutilizzo di agenzie interinali per le assunzioni». 30 novembre 2009 - IMG press IL BALZELLO DEI PARCHEGGI DEL POLICLINICO DI MESSINA Messina - La RdB Cub ha sempre sostenuto che i dipendenti dellAzienda Ospedaliera Policlinico Universitario "Gaetano Martino" non dovevano pagare il balzello dei parcheggi. Ma se ciò doveva necessariamente avvenire, che non ci fossero dipendenti di serie A (cioè i "fortunati" abbonati) e di serie B (coloro che non sono riusciti ad abbonarsi). Finalmente il Rettore e il DG, comprendendo le sacrosante ragioni dei dipendenti e le sollecitazioni dello scrivente, hanno convenuto di estendere labbonamento a tutti i dipendenti, sia del Policlinico che dellUniversità e di prevedere 200 posti auto per specializzandi, dottorandi e assegnisti. Questo non certo grazie a quelli che si erano supinamente dichiarati daccordo per il tetto massimo di 1.200 abbonamenti! 30 novembre 2009 - Il Messaggero Statali, Palazzo Chigi schiva le norme Brunettadi Pietro Piovani ROMA - La trattenuta sui giorni di malattia, prevista per
tutti i dipendenti pubblici, non si applicherà agli impiegati di Palazzo Chigi. E la
classifica dei dipendenti più bravi e meno bravi, i premi maggiorati per i meritevoli e
azzerati per gli incapaci: anche questa regola a Palazzo Chigi non vale. Insomma alcune
delle principali novità introdotte da Renato Brunetta per riformare il lavoro statale non
si applicheranno al la Presidenza del Consiglio. Quindi neanche al Dipartimento Funzione
pubblica, cioè proprio a quel personale che lavora alle dirette dipendenze del ministro
Brunetta. ASCOLI. Riparte la Manuli, con una
emorragia del 40 per cento in meno di operai... ASCOLI - Riparte la Manuli, con una emorragia del 40 per cento in meno di operai, e si muove la Regione con la Svim (agenzia regionale per lo sviluppo) per la Ahlstrom. Con grande fatica si cerca di dare respiro alla situazione occupazionale che ha devastato il Piceno e causa di migliaia di licenziamenti con la "fuga" dei maggiori insediamenti industriali. Questa mattina varcheranno i cancelli della Manuli, dopo 120 giorni di chiusura, gli operai addetti alla manutenzione e i 5 tecnici della centrale di cogenerazione della Cover di Verbania. La produzione dovrebbe ripartire dopo lincontro di mercoledì al Ministero del Lavoro tra lad Roberto Grandi con i sindacati Ugl e Sdl e, il giorno seguente, in Confindustria ad Ascoli il dirigente incontrerà i sindacati confederali. Se non ci saranno intoppi entro il 10 dicembre si dovrebbero conoscere i nomi dei 125 operai che torneranno a lavorare nei reparti "banbury" (che produce la gomma per il comparto "Oil marine") e "Large bore 1" che produce i tubi spiralati. Si saprà anche chi verrà reintegrato nel reparto "Oil marine" in part-time verticale. Novità in vista anche per la Ahlstrom. Il presidio (nella foto) ha deciso che a partire da dicembre i lavoratori resteranno davanti allo stabilimento solo durante il giorno. La notte tutti a casa. Una decisione auspicata da tempo anche dal sindaco Castelli e da altre istituzioni. Contrariamente a quanto poteva accadere alla Manuli, qui non ci sarebbe il "rischio immediato" che lAzienda porti via i macchinari. La protesta resta comunque molto alta. Tanto che il presidente della Regione ha deciso di ricevere una rappresentanza dei lavoratori per capire e decidere insieme come meglio agire. Il primo intervento del Presidente Spacca potrebbe essere quello di interessare la Svim. E la società regionale che contribuisce allo sviluppo delleconomia del territorio marchigiano, supportando lattività dellAmministrazione Pubblica, in stretta collaborazione con le forze economiche. Nel caso della ex Cartiera limpegno potrebbe realizzarsi attraverso lelaborazione di progetti locali, europei ed internazionali nellottica del sostegno alloccupazione e alla promozione del ricambio generazionale, nel rispetto degli indirizzi di programmazione regionale. Un intervento quanto mai opportuno per i 140 operai della Ahlstrom che, nella maggior parte, sono giovani. 30 novembre 2009 - Il Bologna Crisi. A Casalecchio i precari
Castorama bloccano gli ingressi ma riprende la trattativa Bologna - Se l'industria non sta bene, solo nel settore
meccanico 23 mila lavoratori sono interessati dagli ammortizzatori sociali, non stanno
meglio gli altri settori. A iniziare dal commercio dove in queste ultime settimane si sono
ripetute le manifestazioni di protesta e gli scioperi dei dipendenti di alcuni gruppi
della grande distribuzione. Sabato è stato il turno dei dipendenti della Pam e il
sindacato sostiene che la protesta è stato un successo: «I lavoratori hanno presidiato
gli ingressi dei supermercati distribuendo volantini alla clientela per spiegare le
ragioni della protesta - spiega Emiliano Sgargi della Filcams- Cgil - moltissimi clienti
hanno espresso solidarietà ai lavoratori, preferendo rinunciare ai propri acquisti».
L'astensione dal lavoro è legata alla «disdetta del contratto integrativo aziendale».
Ieri la protesta si è spostata a Casalecchio dove, davanti al punto vendita Leroy Merlin,
i precari Castorama hanno manifestato, presidiato l'ingresso, raccolto firme (dicono si
averne raccolto 1500) e invitato i clienti a rinunciare agli acquisti. Il gruppo Leroy
Merlin ha recentemente acquisito Castorama e secondo i lavoratori a termine vuole chiudere
il punto vendita del Navile. Il gruppo, invece, spiega con dei manifesti affissi nella
struttura commerciale di aver salvato settanta posti di lavoro. Ieri comunque c'è stato
un passo avanti nella trattativa con una telefonata della dirigenza ai lavoratori. «Ora
andremo a questo nuovo incontro, ma se non otterremo risultati - spiega Fabiano, uno dei
precari a Zic. it - ci presenteremo di nuovo nei punti vendita Leroy Merlin per
bloccarli». Sos vigili del fuoco Mancano 50 uomini ai vigili del fuoco di Bologna che hanno denunciato la carenza all'amministrazione comunale. Una riduzione di forze che comporta una diminuzione del 25% degli interventi. Ci dovrebbero essere 10 squadre operative ogni giorno contro le 8 che sono attualmente impiegate. 30 novembre 2009 - La Stampa Gli alluvionati si ribellano alla
polizza "anticalamità" ALESSANDRIA - Puntuale come un fungo dopo la pioggia,
rispunta la tentazione di una legge per introdurre l'obbligo dell'assicurazione
anticalamità. Non c'è governo che non ci provi. Fino a ora l'intenzione non si è
tramutata in realtà, anche perché i comitati alluvionati locali sono costantemente in
allerta e hanno le armi sempre affilate. E' accaduto di nuovo in questi giorni. Nelle
assidue peregrinazioni su Internet, i comitati associazione Amici di Borgo Rovereto, Calca
e Noi per l'Osterietta hanno intercettato l'allarme in un comunicato sindacale di Rdb cub
vigili del fuoco. Immediato il contatto e la conferma che, nel piano di trasformare la
Protezione civile in una spa alla dirette dipendenze del presidente del Consiglio, è
inserita anche «l'assicurazione obbligatoria contro le calamità». 29 novembre 2009 - Omniroma ISPRA, SINISTRA E LIBERTÀ: «SERVE PASSO INDIETRO GOVERNO»(OMNIROMA) Roma, 29 nov - Questa mattina una delegazione di Sinistra e Libertà composta da Umberto Guidoni, astronauta ed esponente del Coordinamento Nazionale di SEL, e da Marco Furfaro, del coordinamento regionale di SEL Lazio, hanno fatto visita ai lavoratori dell'Ispra che dal 24 novembre presidiano il tetto dell'istituto per protesta contro il previsto licenziamento di 200 persone. Lo rende noto l'Ufficio Stampa di Sinistra e Libertà. «Sinistra e Libertà, già qualche mese fa, aveva manifestato al fianco dei lavoratori dell'Ispra, chiedendo al governo di stabilizzare i 430 precari che rischiavano di perdere il lavoro. Negli ultimi giorni, al contrario, la situazione è notevolmente peggiorata, costringendo i lavoratori a salire sul tetto dell'istituto per manifestare le loro legittime proteste. Adesso, per recuperare quel capitale umano che il nostro paese non può permettersi di perdere, serve una trattativa vera tra le parti e, sopratutto, un passo indietro del governo - continua la nota - Un passo indietro necessario per due ordini di ragioni, la prima è che bisogna valorizzare la risorse umane legate al mondo della ricerca, già troppo svilito dalle politiche di questo governo. In secondo luogo, mettere alla porta tanti ricercatori significa che l'Italia vedrà messa in discussione l'ottemperanza ad una serie di norme in campo ambientale stabilite a livello europeo. Si tratta di una situazione inaccettabile per un Paese che guarda al futuro. Il rilancio della ricerca italiana deve passare, necessariamente, per la valorizzazione del fattore umano, a cominciare proprio dai ricercatori precari, lavoratori qualificati che svolgono la loro attività professionale in un perenne stato di insicurezza». 29 novembre 2009 - La Nuova Sardegna Sanità. Un questionario per
raccogliere lopinione dei cittadini sulla qualità dellassistenza OLBIA - Scatta la mobilitazione sul fronte della sanità in
Gallura e in piazza scende la Rappresentanza sindacale di base. Il quesito che pone il
sindacato è semplice: «A due anni dallinaugurazioen del nuovo ospedale, cosa
pensano i cittadini della sanità olbiese?». Così a partire da oggi, in piazza Regina
Margherita, la Rdb punterà sul coinvolgimento diretto dei cittadini proponendo un
questionario che raccoglierà le opinioni degli olbiesi sui servizi e sullassistenza
sanitaria prestata dalla Asl. I questionari - annuncia il sindacato di base - verranno poi
consegnati allassociazione Cittadinanzattiva che elaborerà le risposte in un testo
organico. 29 novembre 2009 - Il Cittadino Lunedì se ne parlerà nella
commissione sanità della regione Casale - Il punto di primo intervento di Casale verso la chiusura: la commissione Sanità e Assistenza della regione Lombardia ne discuterà nella prossima seduta del 3 dicembre, quando allordine del giorno è previsto «lesonero dallobbligo di partecipazione quale sede di pronto soccorso del polo di Casalpusterlengo dellAO della provincia di Lodi».La commissione valuterà latto, che è uniniziativa della giunta regionale del 24 novembre scorso, ma quale che sia il contenuto nel dettaglio è difficile prevedere stravolgimenti rispetto a quanto proposto. Anni fa, in unanaloga situazione si era trovato laltro punto di primo intervento della provincia, quello di SantAngelo. Allora, lamministrazione comunale e la Lega Nord alzarono la voce fino a ottenere il mantenimento del presidio.Oggi per Casale, invece, il destino sembra segnato, almeno a sentire Gianfranco Bignamini della Cub/Rdb: «In commissione arriva la delibera di chiusura del punto di primo intervento, e noi della Cub/Rdb non possiamo che essere finalmente soddisfatti - spiega il sindacalista -. Da due anni, da soli, ci battiamo perché il primo intervento sia chiuso. Così come è gestito non ha senso, perché non è un pronto soccorso ed è inserito in un ospedale che non ha caratteristiche generaliste o di pronto intervento».Per Bignamini, insomma, il punto di primo intervento così come è ora arreca più danni che benefici a pazienti e lavoratori. «Oggi si sprecano molte risorse in un primo intervento senza senso, mentre dovrebbero andare a potenziare il pronto soccorso di Codogno - continua Bignamini -. Casale ha ormai una vocazione oncologica e di lungo-degenza che deve essere coltivata e aumentata, in cui il primo intervento non centra ormai più nulla».Già oggi lindicazione che spesso viene fatta ai pazienti è quella di perdere qualche minuto in più ma di recarsi al pronto soccorso della vicina Codogno per le vere emergenze. Il punto di primo intervento è consigliato per i casi lievi o per quelli di immediato soccorso. Resta però da capire quale sarà il contraccolpo sulla struttura, che secondo lopposizione di centrosinistra sarebbe indebolita dalla perdita del punto di primo intervento, da migliorare e rivitalizzare, ma non da chiudere.Nemmeno un mese fa, interrogato in consiglio comunale sulla questione, il sindaco Flavio Parmesani era stato chiaro: «Dallazienda ospedaliera non abbiamo avuto certezze sul mantenimento del primo intervento, ma abbiamo avuto rassicurazioni sul coinvolgimento dellamministrazione comunale qualora si profilasse la chiusura». In pratica, una rassicurazione sul mantenimento del punto almeno fino a metà 2010, con un confronto su ogni ipotesi di diversa soluzione. Una prospettiva oggi messa in dubbio dalla Regione.«Prima di commentare la notizia è necessario conoscere la delibera e valutarne il contenuto - dice Parmesani -. Solo dopo si potrà ragionarne a mente serena». 29 novembre 2009 - Il Messaggero Fara Sabina. I lavoratori
socialmente utili (lsu) del Comune... Fara Sabina - I lavoratori socialmente utili (lsu) del
Comune di Fara Sabina da domani entrano in assemblea permanente. Nonostante la Regione
abbia già inviato la bozza di proroga delle attività per sei mesi e, da quello che
sembra, anche per ulteriori sei, i 29 lavoratori socialmente utili che prestano servizio
negli uffici dellEnte non si accontentano. 29 novembre 2009 - La Repubblica Pompieri a ranghi ridotti, 50 uomini
in meno Bologna - Sono pochi, pagano la manutenzione dei mezzi
e delle sedi di servizio accumulando debiti e non hanno nemmeno il materasso gonfiabile
per i salvataggi durante le evacuazioni. I vigili del fuoco bolognesi se la passano
davvero male. Il comandante La Malfa punta alla
prevenzione antincendio Bologna - «Il problema non è soltanto la mancanza di 50 persone, che pure potrebbero, divise per quattro turni, consentire di avere una squadra in più. Il problema è più generale e riguarda soprattutto gli otto distaccamenti volontari, che spesso non sono operativi 24 ore su 24. La Regione Emilia Romagna, che è al primo posto in Italia per la promozione del volontariato nei vigili del fuoco, ci ha fornito molti mezzi, ma spesso non riusciamo a impiegarli perché ci vogliono più uomini». L´ingegner Antonio La Malfa è il comandante dei Vigili del Fuoco di Bologna dal luglio scorso, arrivato dopo esperienze a Cremona, Parma e Reggio Calabria. Risponde così alle osservazioni di Cgil e Rdb: «Il problema è più vasto. Bisogna tenere anche conto che il nostro impegno è sempre crescente. Il lavoro non si limita certo agli incendi: facciamo una media di 37 interventi al giorno, 13 mila l´anno, ma solo il 21% riguarda incendi». Un compito essenziale del Corpo, al di là delle emergenze, che sta a cuore al nuovo comandante - docente universitario e autore di testi sulla sicurezza antincendio - è la prevenzione. Di recente La Malfa ha scritto a tutti i sindaci della provincia una lettera sulla «sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro e attività soggette alle nome di prevenzione incendi», ricordando che debbono vigilare affinchè vengano eseguite le prescrizioni delle ordinanze antincendio dei vigili del fuoco. «E´ indispensabile per la sicurezza, non bisogna aspettare l´incidente o una denuncia penale. Non ho notizia di lassismo, ma è meglio ricordare agli amministratori i loro compiti». Il dossier Milano - Corrado Delle Donne, leader dello Slai Cobas, ha chiesto un incontro al pm Stefano Civardi, titolare delle indagini sulla microspia piazzata nell´ufficio del city manager del Comune di Milano Giuseppe Sala. Tra i documenti sequestrati ad Angela Di Marzo, l´investigatrice indagata nell´inchiesta, sono stati trovati una relazione dei carabinieri su Delle Donne e degli appunti sulla vicenda Innse. Anche Massimo Gatti, consigliere provinciale di Altra Provincia-Prc-Pdci, chiede l´intervento della magistratura. 29 novembre 2009 - Il Resto del Carlino Manuli, Ugl e Sdl al Ministero
Spostato il presidio Ascoli - IL MINISTERO del Lavoro ha convocato per mercoledì mattina alle 11 i rappresentanti sindacali di Sdl e Ugl sulla questione Manuli. L'incontro arriva dopo che Cgil, Cisl e Uil hanno firmato con il gruppo milanese l'accordo che prevede il reintegro di 135 lavoratori, più cinque entro un anno, 3,7milioni di euro sotto forma di incentivi all'esodo da ripartire tra i lavoratori e l'istituzione di un gruppo di lavoro tra istituzioni e sindacati che con cadenza mensile si riunisce con l'obiettivo di promuovere la piena occupazione delle eccedenze attraverso azioni che portino alla ricollocazione effettiva di tutti i lavoratori. Secondo i sindacati convocati a Roma, l'appuntamento di mercoledì al quale dovrebbe partecipare anche la Manuli, servirà a fare il punto della situazione in virtù del fatto che Ugl e Sdl si sono rifiutati di firmare l'ipotesi di accordo che era stata sottoscritta tra i confederali e la Manuli. «Abbiamo giudicato quell'accordo insufficiente e senza garanzie per il futuro dello stabilimento di Ascoli ha sottolineato Andrea Quaglietti del Sindacato dei lavoratori e ne siamo ancora convinti». IERI, INTANTO, è stato spostato, come avevano annunciato gli operai il presidio creato davanti alal fabbrica che produce tubi in gomma da quando ad agosto l'azienda ha nnunciato l'epertura della procedura di mobilità. Il presidio è stato spostato di qualche metreùo per permettere ad alcuni operai, già da domani mattina, di entrare nello stabilimento per riavviare gli impianti. Si riparte, quindi, ma con la presenza di un nutrito gruppo di lavoratori che presiderà la fabbrica. «La presenza del presidio aggiunge Quaglietti è una chiara dimostarzione del disagio sociale che stanno vivendo tante famiglie di lavoratori della Manuli e di tutto il Piceno». 29 novembre 2009 - Il Giorno LO STABILIMENTO di Arese non deve
chiudere... ARESE - LO STABILIMENTO di Arese non deve chiudere. La
sentenza emessa dalla Cassazione ci dà più forza nella battaglia che come Slai Cobas
stiamo facendo assieme a tutti i lavoratori del gruppo Fiat contro i licenziamenti, cassa
integrazione continuata, chiusura di stabilimenti, precariato, salari da fame e
supersfruttamento. Chiediamo alle istituzioni e alla magistratura di non voltare le spalle
alle nostre lotte. Come è possibile che Fiat, dopo non aver pagato una lira per l'Alfa,
dopo aver avuto solo per Arese 2.000 miliardi di lire, soldi dello Stato, oggi
"venda" Arese buttando sulla strada gli ultimi mille di 20.000 operai e
contemporaneamente rimane proprietaria della stessa area. Il tutto per prendere un'altra
caterva di soldi pubblici con Alfa Romeo/Expo 2015. I 10.00 operai dell'Alfa Sud e del
sito di Pomigliano devono avere una seria prospettiva lavorativa. Basta con la cassa
integrazione continuata, anticamera dei licenziamenti. Il grande piano Marchionne,
sponsorizzato in questi anni anche dalla "sinistra" e dai sindacati confederali,
si è rivelato quello che è: fabbrica di fatto chiusa da tempo. Risarcimenti in arrivo dopo
dieci anni ARESE - DEPOSITA VENERDÌ la sentenza di Cassazione che condanna Cesare Romiti e Francesco Paolo Mattioli al pagamento di 1.508,78 euro, oltre gli interessi legali, a ciascuno dei cento lavoratori Alfa Romeo-Fiat che avevano fatto causa per danni morali e materiali. Questi dipendenti, con lo Slai-Cobas, si erano costituiti parte civile nel processo penale di dieci anni fa sulla tangentopoli Fiat conclusasi a Torino con la condanna di Romiti. Successivamente, con cause civili, hanno chiesto ed ottenuto il risarcimento. Infatti - come sostiene il sindacato che ha preso questa iniziativa - il premio di produzione Fiat, allora legato agli andamenti del bilancio aziendale, era stato decurato per effetti dei falsi in bilancio causati dai fondi neri usati da Fiat per pagare le tangenti. ROMITI AVEVA chiesto l'annullamento delle sentenze di Torino perchè adesso il falso in bilancio non è più reato se non supera una certa percentuale del bilancio aziendale. La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione discutendo la causa il 5 ottobre scorso ha dato ragione ai lavoratori Alfa Romeo e Fiat di Arese, Pomigliano, Torino, Termoli e Modena difesi dagli avvocati Roberto Lamacchia e Giorgio Marpillero di Torino. Il nome dello Slai-Cobas ed in particolare quello del suo coordinatore nazionale e personaggio in prima linea nelle proteste dell'Alfa Romeo, Corrado Delle Donne, appare anche in alcuni documenti sequestrati dalla Digos negli uffici comaschi di un'agenzia investigativa che è sospettata di aver piazzato una microspia sotto il tavolo del city manager milanese Giuseppe Sala. Il documento riguarda la contestazione a Moratti e Formigoni al Teatro Dal Verme durante gli stati generali dell'Expo del 16 luglio scorso. I Cobas hanno già organizzato una manifestazione mercoledì a Napoli davanti alla Prefettura ed il 7 dicembre alla Scala di Milano.(Gi.Do.) 28 novembre 2009 - Ansa LUNEDÌ NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 28 NOV - AVVENIMENTI PREVISTI PER LUNEDÌ
NEL LAZIO:... LAVORO: REALACCI, INACCETTABILE SITUAZIONE ISPRA (ANSA) - ROMA, 28 NOV - «Inaccettabile la posizione del Commissario straordinario dell'Ispra Vincenzo Grimaldi che ieri sera a lungo ha impedito l'accesso alla troupe televisiva del programma della Rai Ballarò per documentare la situazione dei precari dell'Istituto di ricerca che da mesi manifestano contro i licenziamenti». È quanto denuncia Ermete Realacci (PD), riportando quanto accaduto del tardo pomeriggio di ieri. Realacci afferma che «la situazione si è risolta solo quando è riuscito a contattare il Ministro Stefania Prestigiacomo che è intervenuta subito». «Quella dei precari dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale - continua - è una situazione grave che il Governo farebbe bene a non minimizzare. Tagliare sugli investimenti alla ricerca e su risorse preziose come i ricercatori scientifici è una scelta miope e sbagliata che impedisce al nostro paese un futuro all'altezza di un paese civile. Per questa ragione la prossima settimana il Partito Democratico presenterà una serie di emendamenti alla Finanziaria proprio per ripristinare i fondi alla ricerca scientifica». 28 novembre 2009 - Adnkronos RICERCA: PRECARI ISPRA ANNUNCERANNO LUNEDÌ INIZIATIVE LOTTA Roma, 28 nov. (Adnkronos) - I precari dellIspra, che ormai da cinque giorni occupano il tetto della sede romana dellIstituto di via di Casalotti 300, in considerazione del fatto che, come si legge in una nota, «la loro mobilitazione non ha ancora prodotto risposte e impegni concreti da parte degli interlocutori istituzionali, in particolare il ministero dellAmbiente e la struttura commissariale a capo dellIspra», indicono per lunedì 30 novembre, alle 11, una conferenza stampa dove spiegheranno nel dettaglio la loro situazione e annunceranno le prossime iniziative di lotta proiettando anche i loro video «Non sparate alla ricerca » e «Chi Cerca La Ricerca». RICERCA: MAZZOLI INCONTRA LAVORATORI
ISPRA, Roma, 28 nov. - (Adnkronos) - «Questo pomeriggio ho incontrato i lavoratori dell'Ispra, che dal 24 novembre presidiano il tetto dell'istituto per protesta contro il previsto licenziamento di 200 persone. Il Governo, a partire dal ministro dell'Ambiente Prestigiacomo, si deve assumere le proprie responsabilità e fare marcia indietro, evitando quella che sarebbe l'ennesima ferita alla ricerca e ai lavoratori italiani». Lo afferma Alessandro Mazzoli, segretario del Pd del Lazio. «Il personale dell'Ispra - continua Mazzoli - è noto in tutta Europa per la sua professionalità e l'altissima qualità scientifica. Un patrimonio di conoscenze che non può e non deve essere disperso per la dissennata politica del centrodestra, chiaramente mirata allo smantellamento della pubblica amministrazione. Il Partito Democratico condurrà questa battaglia accanto ai lavoratori dell'Ispra» 28 novembre 2009 - Omniroma ISPRA, MAZZOLI (PD): «GOVERNO FACCIA PASSO INDIETRO SU TAGLI» (OMNIROMA) Roma, 28 nov - «Questo pomeriggio ho incontrato i lavoratori dell'Ispra, che dal 24 novembre presidiano il tetto dell'istituto per protesta contro il previsto licenziamento di 200 persone. Il Governo, a partire dal ministro dell'Ambiente Prestigiacomo, si deve assumere le proprie responsabilità e fare marcia indietro, evitando quella che sarebbe l'ennesima ferita alla ricerca e ai lavoratori italiani. Il personale dell'Ispra è noto in tutta Europa per la sua professionalità e l'altissima qualità scientifica. Un patrimonio di conoscenze che non può e non deve essere disperso per la dissennata politica del centrodestra, chiaramente mirata allo smantellamento della pubblica amministrazione. Il Partito Democratico condurrà questa battaglia accanto ai lavoratori dell'Ispra». Lo ha detto, in una nota, Alessandro Mazzoli, segretario del Pd del Lazio. 28 novembre 2009 - Asca ISPRA: REALACCI, SITUAZIONE
INACCETTABILE (ASCA) - Roma, 28 nov - ''Inaccettabile la posizione del Commissario straordinario dell'Ispra Vincenzo Grimaldi che ieri sera a lungo ha impedito l'accesso alla troupe televisiva del programma della Rai 'Ballaro'' per documentare la situazione dei precari dell'Istituto di ricerca che da mesi manifestano contro i licenziamenti. La situazione si e' risolta solo quando il sottoscritto e' riuscito a contattare il Ministro Stefania Prestigiacomo che e' intervenuta subito per risolvere l'incresciosa vicenda''. Lo afferma Ermete Realacci (PD), riportando in un comunicato quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri. ''Quella dei precari dell'Ispra'', aggiunge Realacci, ''e' una situazione grave che il Governo farebbe bene a non minimizzare. Tagliare sugli investimenti alla ricerca e su risorse preziose come i ricercatori scientifici e' una scelta miope e sbagliata che impedisce al nostro paese un futuro all'altezza di un paese civile. Per questa ragione la prossima settimana il Partito Democratico presentera' una serie di emendamenti alla Finanziaria proprio per ripristinare i fondi alla ricerca scientifica''. 28 novembre 2009 - Repubblica.it Violenza sulle donne, la protesta nella capitale Roma - "Basta con i soprusi", "E' femminicidio". Gridano slogan in migliaia le donne di tutta Italia riunite a Roma per la manifestazione nazionale contro la violenza maschile. Vestite di rosa, danzano al ritmo dei tamburi. Da Piazza della Repubblica a San Giovanni alzando cartelli contro la discriminazione, le limitazionie all'autodeterminazione e le limitazioni alla Ru486, la pillola abortiva. Pullman di donne da Bologna, Perugia, dalla Lombardia soprattutto, anche da Montalto di Casto dove domani i collettivi femministi sosterranno la manifestazione di solidarietà alla 15enne vittima di uno stupro di minorenni l'anno scorso. Sul palco allestito in Piazza San Giovanni, si proiettano interviste e video sulla violenza alle donne e sulle mutilazioni genitali femminili. Serena Dandini è la testimonial dello spot che pubblicizza la manifestazione. Come lei anche la scrittrice Dacia Maraini. Gli organizzatori della manifetazione ricordano che in Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo, e sono 6 milioni 743 mila le donne che hannosubito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Per la maggior parte da mariti, fidanzati, padri, parenti. Dati Istat ripetuti anche mercoledì in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dieci anni fa dalle Nazioni unite. Piazza San Giovanni è sommersa di cartelloni rosa e bianchi sui quali è scritta la protesta delle donne. "Unite per la libertà contro la violenza, razzismo e omofobia" si legge su uno striscione scritto con i colori della bandiera della pace. "Chi ci difende dalle ronde? Nessuna azione razzista in nostro nome" si legge su un altro manifesto e ancora "Attente mamme!!! Il modello Barbie fa male alle bambine, le vuole sexy, magre uguali alle veline". E rosa è il colore che tante donne giovani e anziane, hanno scelto per scendere in piazza, collant, gonne, maglioni e perfino make-up. "Sono 40 anni che scendo in piazza - ha detto Edda Billi della Casa internazionale delle donne - e i problemi sono sempre gli stessi, la violenza sulle donne è vecchia come il mondo. Per questo oggi diciamo basta". La giornata di protesta è stata anche l'occasione per l'avvio di una vendita di arance, metà del cui ricavato andrà a sostegno della protesta delle lavoratrici e dei lavoratori di Eutelia contro lo smembramento della società e i conseguenti, massicci, licenziamenti. La restante metà del ricavato andrà ai coltivatori siciliani che forniranno le arance. 28 novembre 2009 - Il Giornale di Sondrio Da lunedì fanno lo sciopero della
fame TIRANO - Alcune lavoratrici della casa di riposo,
dipendenti Team Service, da lunedì daranno vita a uno sciopero della fame. E non saranno
sole. Francesco Beltrama , referente del sindacato di base Rdb, le affiancherà
aggiungendo anche lo sciopero della sete. 28 novembre 2009 - L'Unione Sarda Tribunale. Assemblea il 10 dicembre Oristano - I trenta operatori del Tribunale oristanese
cominciano la lotta. Così come i loro colleghi della Penisola «contro il progetto di
demolizione della giustizia». I rappresentanti sindacali Cgil, Uil e Rdb Attilio Licheri,
Daniela Pireddu e Luciano Ghiani lamentano gravi carenze in particolare a proposito delle
mancate sostituzioni in previsione dei pensionamenti. «Nel giro di poche settimane due
assistenti dei magistrati andranno in pensione» spiega Luciano Ghiani, «e verosimilmente
non saranno sostituiti con problemi che facilmente si possono intuire». Disagi
soprattutto negli uffici del Tribunale: «Chiediamo da tempo nuove assunzioni e ci
rispondono invece con i tagli al personale» spiega Daniela Pireddu. «Contemporaneamente
aspettiamo da anni la riqualificazione, e cioè l'avanzamento di una posizione per
anzianità di servizio e titoli di studio: di recente abbiamo avuto una proposta a costo
zero». 28 novembre 2009 - Il Manifesto ISPRA. LAVORATORI CONVOCATI, MA ANCORA SUL TETTO Roma - Arrivano i primi risultati nella lotta dei lavoratori dell'ente di ricerca Ispra, oggi al quinto giorno di lotta sul tetto. Dopo un presidio ieri in mattinata davanti alla presidenza del Consiglio e accompagnati da Stefano Pedica dell'Idv hanno incontrato la loro piattaforma al consigliere Manlio Strano, che si è impegnato a intervenire presso il ministero dell'Ambiente. Intanto i lavoratori sono stati convocati lunedì al tavolo delle emergenze della regione Lazio. «Sono i primi risultati - dice Michela Mannozzi dell'Usi Rdb - ma la nostra lotta non può fermarsi senza un'intesa che determini per tutti noi contratti a tempo determinato». TUNNEL ALTA VELOCITÀ OGGI NUOVA PROTESTA FIRENZE - Si ritrovano alle 15.30 di oggi pomeriggio in piazza San Marco le realtà associative, politiche e sindacali che continuano a non arrendersi di fronte al progetto del tunnel ferroviario cittadino dell'alta velocità. "Il progetto di sottoattraversamento sembra andare avanti - osservano -nonostante i rischi e i problemi tecnici e ambientali, dall'impatto con la falda idrica ai possibili cedimenti del terreno. L'eventuale spostamento della stazione dai Macelli al sottosuolo della Fortezza da Basso non cambia molto lo scenario, e i costi dell'opera, con le prescrizioni dell'Osservatorio ambientale, andranno fuori da ogni controllo". Di qui la nuova protesta di piazza, organizzata dalla Consulta Tav, con numerose adesioni da vanno da Rifondazione a Perunaltracittà al gruppo Spini per Firenze (quindi con Verdi e Comitati dei Cittadini), passando per il sindacato di base Rdb Cub, l'associazione fi orentina Per una sinistra unita e plurale, le Cinquestelle di Beppe Grillo e altre realtà singole e associative, che chiedono un progetto alternativo di passaggio in superfi cie dei supertreni. 28 novembre 2009 - Il Giorno Pronto intervento. A Casale si
chiude CASALPUSTERLENGO - IL PUNTO di primo intervento dell'ospedale di Casale sparirà. Ormai la decisione è stata presa da tempo ed ora l'argomento verrà trattato durante la seduta della Terza commissione sanità ed assistenza della Regione durante la seduta del prossimo 3 dicembre. Infatti, all'ordine del giorno, si legge che verrà preso in esame «l'esonero dall'obbligo di partecipazione quale sede di pronto soccorso del presidio ospedaliero di Casale». A confermare che il servizio verrà cancellato è il direttore sanitario degli ospedali della Bassa Valerio Tagliaferri. «Non sappiamo ancora quando questo avverrà, ma il Punto di primo intervento di Casale verrà chiuso - ribadisce Tagliaferri -. Ad oggi è un grosso spreco di denaro tenere aperta una struttura del genere. Basti pensare che opera dodici ore al giorno, dalle 8 del mattino fino alle 20 di sera con due medici e due infermieri spalmati al mattino e al pomeriggio. Ma i numeri parlano da soli: a Casale fanno tappa una media di 3,7 pazienti al giorno contro i novanta che invece fanno tappa al Pronto soccorso di emergenza ed urgenza di Codogno. Inoltre credo di poter dire che è pericoloso un servizio di questo tipo in quanto genera aspettative negli utenti che, magari, credono di poter accedere trovando un servizio che invece non può essere erogato. Un punto di primo intervento non ha ragione di esistere in un territorio dove a cinque chilometri di distanza è aperto un pronto soccorso». Intanto scatta la «rivoluzione» nell'area esterna dell'ospedale di Codogno: il parcheggio, sul lato sinistro guardando l'entrata del presidio di viale Marconi, tradizionalmente utilizzato dagli utenti, sarà off limits e riservato al personale ospedaliero. Chi accederà alla struttura per visite sanitarie o per trovare parenti, è dunque «sfrattato» dal posteggio interno. Da ieri e fino al 4 dicembre, saranno effettuati lavori di asfaltatura con la posa di sbarre metalliche per l'accesso riservato. Vi saranno pure stalli per le ambulanze e per i portatori di handicap. Chi dovrà accedere al nosocomio, dovrà posteggiare la propria auto nel vicino maxi parcheggio del centro commerciale Famila. «È UNA NOSTRA vittoria - ribadisce Gianfranco Bignamini del sindacato Rdb - alcuni mesi fa era state rimosse vetture di alcuni dipendenti che avevano lasciato la propria auto tra i vialetti a fianco del presidio. Ora finalmente non ci sarà il rischio che il personale vada incontro a brutte sorprese». 28 novembre 2009 - Libertà Parcheggio off-limits davanti all'ospedale Codogno - (ms) Parcheggio "proibito" per i cittadini che si recano nell'ospedale di Codogno. E' scattata la rivoluzione nella gestione delle aree esterne del presidio ospedaliero. Il parcheggio, che si trova sul lato sinistro guardando l'entrata di viale Marconi, era tradizionalmente utilizzato dai visitatori. Ora diventerà off-limits e sarà riservato solo al personale del nosocomio. Chi dunque dovrà accedere alla struttura per visite sanitarie o per andare a trovare i parenti nei reparti, è dunque "sfrattato" dal posteggio interno. Da ieri e fino al 4 dicembre, saranno effettuati lavori di asfaltatura con la posa di sbarre metalliche per l'accesso riservato. Saranno garantiti stalli per le ambulanze e per i portatori di handicap. Chi dovrà accedere al nosocomio, invece dovrà posteggiare l'auto nel vicino maxiparcheggio del centro commerciale Famila. «E' una nostra vittoria - ribadisce Gianfranco Bignamini del sindacato Rdb - alcuni mesi fa erano state rimosse le auto lasciate da alcuni dipendenti tra i vialetti a fianco del presidio. Ora finalmente non ci sarà il rischio che il personale vada incontro a brutte sorprese». 28 novembre 2009 - Il Cittadino Lunedì se ne parlerà nella
commissione sanità della regione Casale - Il punto di primo intervento di Casale verso la chiusura: la commissione Sanità e Assistenza della regione Lombardia ne discuterà nella prossima seduta del 3 dicembre, quando allordine del giorno è previsto «lesonero dallobbligo di partecipazione quale sede di pronto soccorso del polo di Casalpusterlengo dellAO della provincia di Lodi».La commissione valuterà latto, che è uniniziativa della giunta regionale del 24 novembre scorso, ma quale che sia il contenuto nel dettaglio è difficile prevedere stravolgimenti rispetto a quanto proposto. Anni fa, in unanaloga situazione si era trovato laltro punto di primo intervento della provincia, quello di SantAngelo. Allora, lamministrazione comunale e la Lega Nord alzarono la voce fino a ottenere il mantenimento del presidio.Oggi per Casale, invece, il destino sembra segnato, almeno a sentire Gianfranco Bignamini della Cub/Rdb: «In commissione arriva la delibera di chiusura del punto di primo intervento, e noi della Cub/Rdb non possiamo che essere finalmente soddisfatti - spiega il sindacalista -. Da due anni, da soli, ci battiamo perché il primo intervento sia chiuso. Così come è gestito non ha senso, perché non è un pronto soccorso ed è inserito in un ospedale che non ha caratteristiche generaliste o di pronto intervento».Per Bignamini, insomma, il punto di primo intervento così come è ora arreca più danni che benefici a pazienti e lavoratori. «Oggi si sprecano molte risorse in un primo intervento senza senso, mentre dovrebbero andare a potenziare il pronto soccorso di Codogno - continua Bignamini -. Casale ha ormai una vocazione oncologica e di lungo-degenza che deve essere coltivata e aumentata, in cui il primo intervento non centra ormai più nulla».Già oggi lindicazione che spesso viene fatta ai pazienti è quella di perdere qualche minuto in più ma di recarsi al pronto soccorso della vicina Codogno per le vere emergenze. Il punto di primo intervento è consigliato per i casi lievi o per quelli di immediato soccorso. Resta però da capire quale sarà il contraccolpo sulla struttura, che secondo lopposizione di centrosinistra sarebbe indebolita dalla perdita del punto di primo intervento, da migliorare e rivitalizzare, ma non da chiudere.Nemmeno un mese fa, interrogato in consiglio comunale sulla questione, il sindaco Flavio Parmesani era stato chiaro: «Dallazienda ospedaliera non abbiamo avuto certezze sul mantenimento del primo intervento, ma abbiamo avuto rassicurazioni sul coinvolgimento dellamministrazione comunale qualora si profilasse la chiusura». In pratica, una rassicurazione sul mantenimento del punto almeno fino a metà 2010, con un confronto su ogni ipotesi di diversa soluzione. Una prospettiva oggi messa in dubbio dalla Regione.«Prima di commentare la notizia è necessario conoscere la delibera e valutarne il contenuto - dice Parmesani -. Solo dopo si potrà ragionarne a mente serena». 28 novembre 2009 - Il Bologna Idv con la Fiom Bologna - La rottura tra Cgil e Comune continua ad animare il dibattito politico. Il Pd parla con Luigi Mariucci, dell' esecutivo provinciale e giuslavorista, che in una nota si schiera con il sindaco: «È del tutto improprio chiedere al sindaco di pronunciarsi sul contratto separato dei metalmeccanici». Poi arriva il capogruppo in Consiglio Sergio Lo Giudice ai microfoni di Radio Tau «Non si chieda allamministrazione comunale se vuole bene più al papà o alla mamma». Tradotto: Cgil e Cisl facciano pace. Ma la lotta della Cgil è solo in parte indirizzata ai cugini cattolici. In questo spazio s'insinuano i dipietristi, (all'assemblea della Fiom erano presenti con un gazebo), che fanno propria la causa della Fiom sul consiglio straordinario per parlare di democrazia. Mossa spiazzante come si legge in una nota «Il Consiglio è non solo legittimo - scrive il deputato Silvana Mura - ma, per quanto riguarda lItalia dei valori è addirittura auspicabile». In guerra anche le Rdb che lunedì protestano davanti al Comune.(GBN) 28 novembre 2009 - Quotidiani locali rete Repubblica ALFA/FIAT IN CASSAZIONE MILANO - La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento di 1508,78 euro oltre agli interessi legali a ognuno dei 100 lavoratori Alfa Romeo/Fiat che si erano costituiti parte civile nel processo a Cesare Romiti e Francesco Paolo Mattioli per falso in bilancio nel 1996. Secondo il sindacato Slai-Cobas «il premio di produzione Fiat era stato decurtato per effetto dei falsi in bilancio causati dai fondi neri usati dalla Fiat per pagare le tangenti ai politici». 28 novembre 2009 - La Repubblica Dossier su Innse e sindacalisti Alfa
nell´agenzia della cimice fantasma Milano - Appunti sulla cronologia della vicenda Innse. La
copia di una relazione dei carabinieri su Corrado Delle Donne, coordinatore nazionale
dello Slai Cobas e in prima linea nelle proteste contro la chiusura dell´Alfa Romeo di
Arese. Sono alcuni dei documenti sequestrati dalla Digos negli uffici di Angela Di Marzo,
titolare dell´agenzia investigativa comasca Adm, che secondo il pm Stefano Civardi
avrebbe piazzato una microspia sotto il tavolo del city manager Giuseppe Sala per ottenere
l´affidamento del servizio di bonifica degli uffici. 27 novembre 2009 - Ansa VIOLENZA DONNE: RDB ADERISCONO A MANIFESTAZIONE DI DOMANI(ANSA) - ROMA, 27 NOV - Le donne della RdB aderiscono alla manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne che si terrà domani a Roma. «Siamo consapevoli che la violenza sulle donne, da quella domestica, agli stupri, ai maltrattamenti, alle violenze psicologiche, sino all'assassinio, è una realtà in costante aumento nel corso degli anni. E i governi che avrebbero la responsabilità di fermare la mattanza - affermano le Rdb in una nota - poco o nulla hanno fatto per garantire i diritti fondamentali delle donne. Siamo convinte che il nostro governo non ha nessuna volontà di affrontare il problema, infatti l'attacco ai diritti scatenato negli ultimi tempi colpisce profondamente in primo luogo le donne. L'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 65 anni delle donne del pubblico impiego è un esempio per tutti. Nulla si è fatto nel corso degli anni per rendere più agevole l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro, nel sostenerle nei tempi di cura e assistenza, nel creare strutture e servizi idonei a permettere di affrontare con serenità la maternità». 27 novembre 2009 - Adnkronos RICERCA: USI RDB, TAVOLO SU ISPRA LUNEDÌ IN REGIONE LAZIO Roma, 27 nov. - (Adnkronos) - La lotta dei precari Ispra comincia a dare i primi risultati in termini di impegno delle istituzioni. Ma allo stesso tempo i lavoratori Usi RdB Ricerca continuano nelle iniziative. «Siamo al quarto giorno di lotta - racconta Michela Mannozzi, del coordinamento precari dell'Usi Rdb Ricerca - Stamani siamo andati a manifestare davanti alla Presidenza del Consiglio, e, con il contributo dell'onorevole Pedica dell'Idv, un nostro rappresentante ha illustrato la nostra piattaforma rivendicativa al segretario generale, il Consigliere Manlio Strano. Il segretario si è impegnato ad intervenire presso il ministro Prestigiacomo per risolvere positivamente la situazione». «Frattanto abbiamo ricevuto la convocazione per lunedì 30 presso la Regione Lazio del tavolo per le Emergenze - prosegue Mannozzi - a cui, oltre al nostro sindacato e agli assessori, è stato invitato anche il Commissario. Sono i primi risultati sul fronte istituzionale ma la lotta non può fermarsi senza l'intesa formale con Ispra, che determina per tutti noi contratti a tempo determinato nei prossimi anni. Perciò confermiamo nella mattinata di lunedì una conferenza stampa in cui aggiorneremo sugli sviluppi della nostra battaglia e proietteremo i nostri film Non sparate alla ricerca e Cerca la Ricerca». Conclude la ricercatrice-sindacalista: «Ci prepariamo ad affrontare un fine settimana senza corrente elettrica, ma con moltissima solidarietà e con la convinzione che stiamo ribaltando una situazione che ci vedeva licenziati con la conseguente chiusura dei nostri settori di ricerca. Per questo rimaniamo sul tetto». VIOLENZA SU DONNE: ISCRITTE RDB Roma, 27 nov. - (Adnkronos) - «Siamo consapevoli che la violenza sulle donne, da quella domestica, agli stupri, ai maltrattamenti, alle violenze psicologiche, sino all'assassinio, è una realtà in costante aumento nel corso degli anni. E i governi, che avrebbero la responsabilità di fermare la mattanza, poco o nulla hanno fatto per garantire i diritti fondamentali delle donne. Siamo convinte che il nostro governo non ha nessuna volontà di affrontare il problema, infatti l'attacco ai diritti scatenato negli ultimi tempi colpisce profondamente in primo luogo le donne». Lo hanno dichiarato in una nota le donne della RdB, confermando «la loro adesione alla manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne che si terrà a Roma domani, con partenza alle 14 da Piazza della Repubblica». «L'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 65 anni delle donne del pubblico impiego è un esempio per tutti. Nulla si è fatto nel corso degli anni per rendere più agevole l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro, nel sostenerle nei tempi di cura ed assistenza, nel creare strutture e servizi idonei a permettere di affrontare con serenità la maternità. Eppure - continuano da RdB - garantire l'indipendenza economica delle donne le renderebbe sicuramente più forti. Riteniamo che la prevaricazione degli uomini di tutti i ceti, di tutte le classi sociali e culturali sulle donne costituisca da sempre una discriminante. Riconosciamo che, al di là delle ideologie, della nazionalità, della religione o delle scelte sessuali, una cosa accomuna tutte le donne: il rifiuto della violenza che indistintamente subiamo». «Proprio questa caratteristica trasversale della violenza - concludono dal sindacato - ci spinge a partecipare a questa iniziativa senza alcuna bandiera, anche per rendere più significativo ed evidente che tutte le donne dicono basta. Le donne della RdB ci saranno in quanto donne e ognuna si collocherà nello spezzone delle associazioni per le quali sentirà di avere maggiore rispondenza ma, in ogni caso, all'interno della manifestazione. Diamo quindi appuntamento sabato 28 novembre a tutte le nostre iscritte e a tutte le nostre simpatizzanti, sapendo che riconoscerci in piazza, come di consueto, ci darà reciproca forza». 27 novembre 2009 - Omniroma ISPRA, RDB: «PRIMI RISULTATI MA RIMANIAMO SUL TETTO» (OMNIROMA) Roma, 27 nov - «Siamo al quarto giorno di lotta. Stamani siamo andati a manifestare davanti alla Presidenza del Consiglio, e, con il contributo dell'On. Pedica dell'IDV, un nostro rappresentante ha illustrato la nostra piattaforma rivendicativa al Segretario Generale, il Consigliere Manlio Strano. Il Segretario si è impegnato ad intervenire presso il Ministro Prestigiacomo per risolvere positivamente la situazione. Frattanto abbiamo ricevuto la convocazione per lunedì 30 presso la Regione Lazio del tavolo per le Emergenze a cui, oltre al nostro sindacato e agli Assessori, è stato invitato anche il Commissario». Lo dichiara in una nota Michela Mannozzi, del coordinamento precari dell'Usi Rdb Ricerca. «Sono i primi risultati sul fronte istituzionale - continua Mannozzi - ma la lotta non può fermarsi senza l'intesa formale con Ispra, che determina per tutti noi contratti a tempo determinato nei prossimi anni. Perciò confermiamo nella mattinata di lunedì una conferenza stampa in cui aggiorneremo sugli sviluppi della nostra battaglia e proietteremo i nostri film Non sparate alla ricerca e Cerca la Ricerca». Conclude la ricercatrice-sindacalista: «Ci prepariamo ad affrontare un fine settimana senza corrente elettrica, ma con moltissima solidarietà e con la convinzione che stiamo ribaltando una situazione che ci vedeva licenziati con la conseguente chiusura dei nostri settori di ricerca. Per questo rimaniamo sul tetto». 27 novembre 2009 - Apcom Lazio/ Ispra, Rdb-Cub: primi
risultati su fronte istituzionale (APCOM) - I precari dell'Ispra sono al quarto giorno di protesta e oggi, hanno fatto un presidio la Presidenza del Consiglio, ottenendo "i primi risultati sul fronte istituzionali", - sottolinea Rdb cub - dopo un incontro con il Segretario generale, il consigliere Manlio Strano. Il Segretario si è impegnato ad intervenire presso il ministro dell'Ambiente. Intanto è arrivata anche la convocazione per lunedì 30 novembre in regione Lazio per il tavolo per le emergenze occupazionali. Ma le iniziative dei precari dell'Ispra comunque non si fermano, ed è confermata per lunedì 30, la conferenza stampa sul tetto dell'istituto, in via Casoalotti 300, alle 11.30. "Siamo al quarto giorno di lotta - racconta Michela Mannozzi, del coordinamento precari dell'Usi RdB Ricerca - stamani siamo andati a manifestare davanti alla Presidenza del Consiglio, e, con il contributo dell'onorevole Pedica dell'Idv, un nostro rappresentante ha illustrato la nostra piattaforma rivendicativa al Segretario Generale, il Consigliere Manlio Strano". "Il segretario - Mannozzi - si è impegnato ad intervenire presso il ministro Prestigiacomo per risolvere positivamente la situazione. Frattanto abbiamo ricevuto la convocazione per lunedì 30 presso la Regione Lazio del tavolo per le Emergenze a cui, oltre al nostro sindacato e agli assessori, è stato invitato anche il Commissario". "Sono i primi risultati sul fronte istituzionale - continua Mannozzi - ma la lotta non può fermarsi senza l'intesa formale con Ispra, che determina per tutti noi contratti a tempo determinato nei prossimi anni. Perciò confermiamo nella mattinata di lunedì una conferenza stampa in cui aggiorneremo sugli sviluppi della nostra battaglia e proietteremo i nostri film 'Non sparate alla ricerca' e 'Cerca la Ricerca'"."Ci prepariamo - conclude la ricercatrice-sindacalista - ad affrontare un fine settimana senza corrente elettrica, ma con moltissima solidarietà e con la convinzione che stiamo ribaltando una situazione che ci vedeva licenziati con la conseguente chiusura dei nostri settori di ricerca. Per questo rimaniamo sul tetto". Ispra/ Idv: Non sparate alla
ricerca. Siamo a fianco lavoratori Roma, 27 nov. (Apcom) - "'Non sparate alla ricerca'. E' questo lo slogan che si legge sullo striscione esposto da una delegazione dei lavoratori dell'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che sta protestando davanti a Palazzo Chigi, contro i licenziamenti annunciati dall'Ente. Al fianco dei lavoratori, travestiti da fantasmi della ricerca, con camice e maschera bianca, una delegazione dell'Italia dei Valori, guidata dal Sen. Stefano Pedica. "Al momento - spiega il senatore Pedica - un rappresentante dei ricercatori dell'ISPRA è stato ricevuto dal Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, Manlio Strano. La richiesta è l'apertura di un tavolo di trattativa per affrontare la questione". "Siamo qui in piazza con i precari dell'ISPRA - dichiara Pedica - per chiedere un intervento urgente e immediato del Governo che non può e non deve continuare a rimanere sordo alle legittime richieste dei lavoratori. Questo Esecutivo sta ammazzando la ricerca con tagli indiscriminati ai fondi destinati al comparto e al personale. Per i lavoratori vogliamo risposte concrete e non vane promesse come è accaduto finora". Ispra/ Pd: Situazione grave, i
vertici minimizzano Roma, 27 nov. (Apcom) - "Sulla questione che riguarda i circa 200 ricercatori dell'Ispra che saranno licenziati a fine anno il commissario dell'ente, Grimaldi, nell'audizione in commissione Ambiente, ha parlato di una situazione amplificata dai giornali. Nonostante la protesta continui, i vertici dell'Ispra tendono dunque in sede istituzionale a diminuire la gravità del problema facendo riferimento al fatto che non si tratta di molti numeri ma solo di 15 amministrativi, mistificando una realtà grave". E' quanto affermano Raffaella Mariani e Alessandro Bratti, deputati del Pd in commissione Ambiente di Montecitorio. "Ci chiediamo come mai, a un anno e mezzo dal commissariamento, non ci sia ancora una proposta organizzativa che possa condurre a normalità la gestione di una delle più importanti agenzie ambientali del paese", concludono i parlamentari del Pd. Ispra/ Diliberto: Il Governo vuole
fare morire la ricerca Roma, 27 nov. (Apcom) - "A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca" diceva uno piu' importante di me. E' quello che penso anch'io dopo aver ascoltato i lavoratori dell'Ispra. Sapere che con questo ente in crisi non si fanno piu' alcuni controlli ambientali; sapere che si vuole in qualche modo esternalizzare a privati un tipo di ricerca e che, ad esempio, certe valutazioni di impatto ambientale non sarebbero piu' svolte da personale qualificato ed esperto dell'ente, ma da lavoratori interinali scelti fra aziende private, mi fa pensar male, molto male. Lo ha detto il segretario del Pdci Oliviero Diliberto che e' andato sul tetto dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale a portare la sua solidarieta' e quella dei Comunisti Italiani ai lavoratori precari dell'Istituto in lotta per la difesa del proprio posto di lavoro. "Che non ci sia da parte del Governo la volonta' politica di finanziare e sviluppare la ricerca in Italia e' noto. Ma che addirittura si voglia affossare un Ente un fiore all'occhiello della ricerca italiana prosegue - e' un paradosso. Oltre che un delitto visto che una gran parte del bilancio dell'Ente si paga con quello che i lavoratotori dell'Ispra producono in termini di controlli, consulenze e quant'altro a beneficio delle pubbliche amministrazioni. Ma affossare la ricerca fa parte di un progetto politico che vuole la conoscenza come ultima delle preoccupazioni di un Governo che scientemente perseguie l'obiettivo di far perdere il senso critico ai cittadini, alle nuove generazioni, a tutti. Perche' fa comodo che ci sia un pubblico non informato e non consapevole di fronte a tutte le questioni che ognuno di noi e' costretto ad affrontare quotidianamente. Ai lavoratori precari dell'Ispra, alcuni precari da 15 anni, va tutta la solidarieta' mia e dei Comunisti Italiani". 27 novembre 2009 - Il Manifesto Il processo unitario «interessa» l'Orsa Tra i molti mutamenti che stanno cambiando - ancora sottotraccia - lo scenario della rappresentanza sindacale c'è anche il processo di aggregazione dei vari sindacati di base. Partito inizialmente con il «patto di base» tra RdB-Cub, Cobas e Sdl ora si va allargando ad altre sigle, mentre diventa più vicina la data della probabile «fusione». Un processo ovviamente complicato, ma che vede oggi RdB, SdL, Snater e vasti settori della Cub, «nell'ambito del loro percorso di unificazione in un nuovo soggetto confederale e nazionale», incontrare organizzazioni di sicura rappresentatività. Per due giorni, a Grottaferrata, si sono confrontati con «una delegazione dell'Or.S.A. interessata ad approfondire e sviluppare i contenuti del processo unificante e soprattutto quelli relativi alla definizione di un progetto politico rivendicativo da offrire a tutto il mondo del lavoro». Un incontro positivo, visto che da oggi in poi l'Or.S.A. - (nata dalla fusione di Fisafs e parte del CoMu, quindi forte soprattutto nelle Ferrovie dello stato ) - parteciperà alle «tappe» successive. 27 novembre 2009 - Il Giorno Le dipendenti di Team service fanno lo sciopero della fame TIRANO - PRESIDIO PERMANENTE e sciopero della fame: protestano così le lavoratrici della cooperativa «Team service», che opera presso la Casa di riposo Città di Tirano, contro «l'operato intimidatorio - come cita un comunicato - e persecutorio messo in atto nei confronti di alcune lavoratrici». Da lunedì nei pressi della Prefettura di Sondrio allestiranno un presidio con l'installazione di una tenda, tavolo e sedie, che rimarrà fino al 5 dicembre. Durante il presidio, inoltre, alcune lavoratrici faranno lo sciopero della fame e il delegato della Rdb (Rappresentanze sindacali di base), Francesco Beltrama, le affiancherà facendo lo sciopero della fame e della sete. In pratica i problemi sono iniziati da quando alcuni servizi interni appaltati alla cooperativa «Il Cigno» sono stati presi in carico da «Team Service». «Queste lavoratrici spiega Beltrama si sono accorte che il contratto con la nuova cooperativa non corrispondeva a quello della vecchia e quindi si sono rifiutate di firmarlo e da qui sono iniziati i guai per loro: in poche settimane hanno ricevuto ben 16 provvedimenti sanzionatori e 6 lavoratrici sono state sospese dal lavoro per 4 giorni». 27 novembre 2009 - DNews Loccupazione Il presidio
monitorato da una webcam Roma - Loccupazione dei lavoratori precari dellIspra va in onda sul web. Una webcam, puntata sul tetto delledificio di via Casalotti 300, testimonia il terzo giorno di presidio contro i licenziamenti e lazzeramento della ricerca sul mare. Ieri mattina tre lavoratori, colti da malore, sono stati visitati da un medico dellassociazione Casalotti Libera, che ha riscontrato "condizioni di salute attualmente non preoccupanti". I carabinieri, allertati dal commissario dellI spra, Vincenzo Grimaldi, hanno effettuato un blitz sul tetto delledificio per verificare le condizioni di sicurezza. Una persona sarebbe stata identificata. Il coordinamento dei precari Usi Rdb si è riunito poi in assemblea per esaminare gli imminenti disagi che si prospettano a causa del cambiamento delle condizioni meteorologiche e della sospensione dellenergia elettrica nelledificio, annunciata dallamministrazione per il fine settimana. I lavoratori hanno deliberato di proseguire nel presidio ad oltranza. Intanto le commissioni Lavoro e Ambiente della Provincia chiederanno la convocazione del commissario dellIspra, Vincenzo Grimaldi, per unaudizione con Comune e Regione, sulla questione dei duecento ricercatori che saranno licenziati dal ministero a fine anno. 27 novembre 2009 - Leggo Roma. Quarto giorno di protesta sul tetto per i lavoratori dellIspra... Roma - Quarto giorno di protesta sul tetto per i lavoratori dellIspra: la battaglia contro il licenziamento di 200 precari va avanti ad oltranza, nonostante i primi malori e la sospensione dellenergia elettrica. «Abbiamo esaminato gli imminenti disagi - raccontano i manifestanti Usi Rdb - dovuti al cambiamento del meteo e alla sospensione dellenergia elettrica, annunciata dallamministrazione per il fine settimana. Già alcuni di noi hanno accusato dei malori per il freddo e la stanchezza. Andiamo avanti a oltranza e chiediamo alla cittadinanza di raggiungerci durante il weekend».(L.Loi./ass) 27 novembre 2009 - Il Faro online Fondi alla chiesa: le
priorità sono altre Il Comune di Fiumicino ha deliberato lo stanziamento di 42.000 euro alla Chiesa per attività culturali. Con questo atto la Giunta Canapini dimentica che la chiesa è sì un polo di aggregazione presente nel territorio, ma è anche una struttura economicamente autonoma, e non deve essere finanziata per sostituire un vuoto lasciato proprio dalla struttura comunale". Sono le parole di commenta Fabio Quaresima, RdB Fiumicino che prosegue: "Siamo fermamente convinti prosegue Quaresima - che se questi fondi fossero stati impiegati ad esempio per la scuola, la Giunta avrebbe fatto contenti tanti genitori, che ad oggi sono costretti a spendere soldi per acquistare materiali didattici, e spesso persino carta e sapone. Stanziare fondi a favore di strutture che non hanno un problema finanziario oggettivo, e che non possono essere frequentate da tutta la cittadinanza data la loro natura religiosa, sono un ulteriore schiaffo a tutti quei precari e a tutte quelle famiglie che lottano ogni giorno per la sopravvivenza". "Questa amministrazione conclude conclude il rappresentante RdB - farebbe bene ad essere più attenta ai bisogni dei lavoratori precari, ai disoccupati, e ai cittadini che vivono in questo territorio, adottando una condotta laica e imparziale nella distribuzione di danaro pubblico". 27 novembre 2009 - La Sicilia personale giudiziario in lotta «La Giustizia itlaiana non deve
funzionare!». È la provocazione di Cgil Funzione pubblica, Uil pubblica amministrazione,
Flp, Rdb e Cub del pubblico impiego che in un comunicato stampa hanno annunciato per il 10
dicembre assemblee in tutti gli Uffici giudiziari d'Italia per illustrare ai cittadini le
condizioni lavorative del settore Giustizia. 27 novembre 2009 - Il Gazzettino Padova. Nessuna contrarietà da parte degli autisti del tram... Padova - Nessuna contrarietà da parte degli autisti del tram allavvio nelle prossime settimane del passaggio del mezzo sullintera tratta Nord-Sud, ma solo un sano realismo sulle problematiche da risolvere al più presto. Così gli autisti che fanno capo a Filt Cgil, Fit Cisl e Rdb Cobas rispondono a chi, allinterno di Ugl, avrebbe sostenuto una loro bocciatura dellesercizio definitivo del tram in zona Arcella, già nel periodo pre-natalizio. Le difficoltà sono ancora molte ma non servirebbe a nulla bloccare per lennesima volta il tram, come evidenzia dalla Rsu di Filt Cgil, Sergio Cosimi: «E meglio partire piuttosto che aspettare le calende greche, non ha senso rinviare lesercizio definitivo, e non è assolutamente vero che gli autisti non vogliano andare allArcella. Rimangono le problematiche, come rimane il malcontento da parte degli autisti, ma non è stando fermi che le cose cambieranno». In ballo ci sarebbero ancora alcuni dettagli tecnici che proprio dettagli non sono: «Permangono tratte di promiscuità dove il rischio di incidenti è più alto, ad esempio in Corso del Popolo, cè un problema di climatizzazione percepito anche dai passeggeri che riguarda la postazione di guida dove lo sbrinamento del parabrezza non avviene come dovrebbe riducendo la visibilità. Inoltre prosegue Cosimi la questione degli orari ci lascia ancora perplessi. Riteniamo che i tempi di percorrenza non siano soddisfacenti e sia necessaria una revisione in itinere essendosi dimostrati già insufficienti nel periodo di prova estivo, particolare di cui lazienda è a conoscenza». Dai rappresentanti sindacali di base delle tre organizzazioni una netta condanna della posizione di Ugl: «E stato fatto un utilizzo strumentale del malessere dei lavoratori andando a sostenere altri interessi diversi da quelli degli addetti al Tram che viceversa ritengono necessario il repentino avvio dellintera tratta prima del periodo natalizio, auspicando che serva ad incrementare lutilizzo del trasporto pubblico in questa città». 27 novembre 2009 - Avvenire Ispra, precari sul tetto. Eutelia, si tratta Da tre giorni i lavoratori precari dellIspra (lIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sono sul tetto della sede di via Casalotti, a Roma, per protestare contro i loro licenziamenti e lazzeramento della ricerca sul mare. Ieri mattina il coordinamento dei precari Usi Rdb si è riunito in assemblea: i lavoratori hanno deliberato di proseguire nel presidio a oltranza e chiedono alla cittadinanza di recarsi durante il fine settimana in via Casalotti per esprimere sostegno alla lotta in corso. Una prima risposta è arrivata da Regione Lazio. Per il 30 novembre, lassessore al Lavoro Alessandra Tibaldi, ha convocato sulla vicenda il tavolo interassessoriale. Mentre fino a tarda sera a Palazzo Chigi si è discusso della vertenza ex-Eutelia. Allincontro erano presenti il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e i rappresentanti del gruppo Omega, di cui fa parte Agila (ex-Eutelia). A Omega, dicono fonti sindacali, Letta ha posto come termine il 5 dicembre per il pagamento di tutto ciò che è dovuto ai lavoratori, senza nessun distinguo. Ieri per protesta contro gli esuberi e i mancati pagamenti dellazienda, circa 400 dipendenti hanno riempito via del Corso, bloccando il traffico. 27 novembre 2009 - City Piazza Barberini bloccata, scontri
tra operai e agenti Roma - Piazza Barberini come una campo di battaglia, ieri
mattina: ancora uno scontro tra operai e forze dellordine. Questa volta sono stati
quelli dellAlcoa (colosso americano dellalluminio) venuti da Cagliari, a
manifestare contro la cassa integrazione per limminente chiusura dellimpianto.
Il corteo ha cercato di deviare dal percorso autorizzato e, a largo Santa Susanna, ha
deviato imboccando via Bissolati, dove ha cercato di forzare lo sbarramento della polizia.
Momenti di tensione, con due agenti feriti e un sindacalista finito per terra svenuto:
sarebbe stato colpito da un manganello, anche la Questura nega di aver usato interventi
"repressivi". Gli operai sono rimasti fino al tardo pomeriggio in piazza
Barberini, con gli agenti a cordone che impedivano loro di raggiungere palazzo Chigi, dove
era in corso il vertice sul destino dellazienda. Quando i manifestanti hanno saputo
che la cassa integrazione è rinviata fino al 9 dicembre si sono ritirati. 27 novembre 2009 - Il Giornale di Treviglio I portinai minacciano lo sciopero Romano - Minacciano di entrare in sciopero e di non consegnare più i referti medici ai pazienti. E' la linea dura minacciata dal sindacato Rdb dopo la riorganizzazione dei turni di servizio degli addetti alla portineria dell'ospedale di Romano. Oggetto del contendere è la decisione dell'azienda di non prevedere più la doppia presenza al pomeriggio durante la settimana e al sabato mattina. Da tempo, infatti, gli addetti si lamentano, oltre che per le condizioni del luogo in cui devono operare, anche per i carichi di lavoro che, soprattutto in caso di malattie e ferie, diventano molto pesanti. «I portinai saranno costretti a saltare i pranzi e le cene - ha sottolineato Roberto Cortesi , responsabile del sindacato Rdb - E per non abbandonare la postazione non potranno nemmeno assentarsi per recarsi al bagno Ricordo che il servizio prevede anche il centralino telefonico e la consegna dei referti».Al momento, al pomeriggio ci sono due addetti. Uno che copre l'orario dalle 14 alle 21.30, l'altro quello dalle 14 alle 19. Ed è proprio quest'ultimo che l'azienda sarebbe intenzionata a cancellare. Considerato che c'è un altro operatore che tutti giorni lavora dalle 7.30 alle 15.12, il portinaio sarebbe solo per oltre sei ore. E lo stesso avverrebbe il sabato dalle 8 alle 14. «E' una situazione assurda - ha proseguito Cortesi - Senza contare che con la prossima dismissione del servizio di vigilanza notturna, i portinai resteranno da soli senza nemmeno la protezione di una guardia giurata». Il sindacato Rdb ha quindi deciso di convocare un'assemblea per lunedì mattina, nella sala riunioni dell'ospedale, per decidere sul da farsi. L'ipotesi più probabile è che gli addetti alla portineria incrocino le braccia e decidano di non consegnare più i referti medici agli utenti. Rubato un portaflebo Romano - Entra in ospedale e ruba un'asta portaflebo. E'
successo martedì sera poco prima della mezzanotte. La guardia giurata che era in servizio
e i portinai hanno notato una persona di mezza età che zoppicava e che teneva un braccio
lungo il corpo come se stesse nascondendo qualcosa. Il vigilantes si è lanciato
all'inseguimento e a quel punto l'uomo si è messo a correre verso l'uscita. Durante la
fuga ha lanciato qualcosa di metallico a terra, dopodichè è salito a bordo una vettura,
sembra una «Ford», parcheggiata poco distante, e ha fatto perdere le proprie tracce. La
guardia ha successivamente recuperato l'oggetto abbandonato dal ladro, un'asta metallica
utilizzata per somministrare le flebo ai pazienti. 26 novembre 2009 - Ansa UNIVERSITÀ: RDB-CUB, NO A DDL RIFORMA GELMINI STAMANI PRESIDIO LAVORATORI E STUDENTI DAVANTI CRUI(ANSA) - ROMA, 26 NOV - «No» ai tagli della legge 133 e «no» allo «scandaloso» disegno di riforma dell'università del ministro Gelmini. È la posizione della Rdb università che stamani ha organizzato, assieme alla Rdb scuola, un presidio di lavoratori e studenti davanti alla sede della Conferenza dei Rettori dove si svolgeva la consueta assemblea generale. Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dai rettori. Durante l'incontro la delegazione RdB ha chiesto con forza che i Rettori portino la discussione sul ddl Gelmini all'interno degli Atenei, affinchè tutta la comunità possa esprimersi a riguardo, e che la Crui prenda posizione contro l'applicabilità della Legge 150 (il cosiddetto decreto Brunetta) al personale tecnico-amministrativo. I rettori - secondo quanto riferisce la Rdb - si sono impegnati a portare in Giunta Crui la richiesta di coinvolgimento della comunità accademica sul ddl Gelmini e ad aprire dei tavoli con le organizzazioni sindacali sull'applicabilità del decreto Brunetta. I rettori hanno inoltre fatto presente, sempre secondo quanto riferito dalla Rdb, che continuano a persistere divisioni legate ai meccanismi di valutazione della didattica e della ricerca a cui sono legati parte dei finanziamenti pubblici. Dopo il presidio davanti alla Crui, i lavoratori dell'istruzione e gli studenti si sono recati in piazza Montecitorio per unirsi ai lavoratori Alcoa portando con sè lo striscione «Solidarietà a tutti i lavoratori in lotta. Alcoa, ex Eutelia, Ispra: uniti nelle lotte per non pagare la crisi». LAVORO: ISPRA; RODANO, SUBITO TAVOLO ISTITUZIONALE (ANSA) - ROMA, 26 NOV - «Ancora una volta a pagare il prezzo della recessione sono i precari delle ricerca i nuovi professionisti dell'economia della conoscenza. Purtroppo la vicenda dell'Ispra simboleggia efficacemente la crisi acutissima che un'intera generazione di lavoratori sta attraversando». Lo dice in una nota l'assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. «Ed a salire sui tetti - aggiunge - potrebbero essere domani i ricercatori delle università, delle istituzioni scientifiche, delle Fondazioni culturali. Per questo ritengo auspicabile la rapida apertura di un tavolo istituzionale, che affronti il caso Ispra e manifesti inequivocabilmente l'atteggiamento di disponibilità ed attenzione degli enti locali nei confronti di questa nuova, preoccupante emergenza lavorativa». LAVORO:ISPRA; PROVINCIA ROMA, AUDIZIONE CON COMUNE E REGIONE (ANSA) - ROMA, 26 NOV - «Le Commissioni Lavoro e Ambiente della Provincia di Roma chiederanno la convocazione del Commissario dell'Ispra Vincenzo Grimaldi per un'audizione inter-istituzionale con Comune e Regione, sulla questione dei 200 ricercatori, il cui licenziamento, da parte del Ministero, è previsto a fine anno». A darne notizia i presidenti delle due commissioni Marco Miccoli e Alberto Filisio, entrambi del Pd, che annunciano anche l'intenzione di chiedere che si svolga un'audizione anche in Commissione Lavoro della Camera. È l'esito dell'incontro di stamani, in Provincia, tra i componenti delle Commissioni, in riunione congiunta e una delegazione di ricercatori dell'Ispra. «Ricerca e protezione ambientale sono a rischio insieme al futuro di questi lavoratori - ha spiegato Miccoli - poichè l'ultimo taglio di 200 contratti, che segue il taglio di altri 250 in giugno e di altri 30 lo scorso gennaio riduce di un terzo il numero dei ricercatori». «Intendiamo farci promotori di un'iniziativa comune che riunisca tutti gli Enti locali per sostenere le loro ragioni» ha sottolineato il presidente della Commissione Ambiente Filisio. «Apprezziamo molto la costruttiva solidarietà della Provincia, che è stato il primo ente locale a dare un supporto concreto e a voler incontrare i lavoratori - ha detto Barbara La Porta, ricercatrice precaria da 6 anni - e speriamo che anche gli altri enti vogliano fare lo stesso per trovare una soluzione ad una situazione drammatica culminata nel gesto estremo e disperato di questi giorni con l'occupazione del tetto dell'Istituto». LAVORO: ISPRA; NIERI, SUI TETTI CON I LAVORATORI (ANSA) - ROMA, 26 NOV - «È un vero e proprio scandalo che professionisti qualificati, biologi, geologi, chimici debbano ricorrere a forme di protesta estrema per attirare l'attenzione di un Governo sordo e muto di fronte alla crisi che ci attanaglia». Lo afferma l'assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Nieri, che questa mattina si è recato presso la sede dell'Istituto di via Casalotti che fa capo all'Icram, l'Istituto per la ricerca applicata al mare. «Sono salito sui tetti con i lavoratori per portare la mia solidarietà - aggiunge - a ricercatori e precari in agitazione. I tagli imposti della Legge 133 e lo scandaloso disegno di riforma dell'Università del ministro Gelmini ignorano il fatto che la ricerca è un settore di straordinaria importanza per il futuro del nostro Paese. Con questo atteggiamento, il Governo si illude di risparmiare, ma invece azzera in un sol colpo i sacrifici e gli anni di lavoro di ricerca di intere squadre di professionisti qualificati, che hanno messo il loro talento a servizio del Paese, decidendo di restare qui a fare ricerca, piuttosto che scappare, come purtroppo molti sono costretti a fare, all'estero, dove i ricercatori sono aiutati e giustamente coccolati dallo Stato. La Regione Lazio convocherà con urgenza il Tavolo per l'emergenza occupazionale chiamando il Commissario dell'Ente e tutti i soggetti coinvolti, compreso il Ministero per l'Ambiente, per provare a risolvere la situazione entro il 31 dicembre, data di scadenza dei contratti di ben 200 precari dell'Icram e - conclude Nieri - non disperdere il patrimonio di competenze e il preziosissimo lavoro di queste persone». 26 novembre 2009 - Apcom Lazio/ Roma, terzo giorno sul tetto
dei lavoratori Ispra (APCOM) I precari dell'Ispra affrontano il terzo giorno sul tetto dell'Istituto di via Casalotti 300 a Roma contro i loro licenziamenti e l'azzeramento della ricerca sul mare, e l'Rdb-Cub riferisce di alcuni malori fra gli occupanti, denunciando anche che i lavoratori hanno trascorso il fine settimana senza corrente elettrica. Questa mattina il coordinamento dei Precari Usi RdB si è riunito in assemblea per esaminare gli imminenti disagi che si prospettano a causa del cambiamento delle condizioni meteorologiche e della sospensione dell'energia elettrica nell'edificio, annunciata dall'amministrazione per il fine settimana. I lavoratori hanno deliberato di proseguire nel presidio ad oltranza e chiedono alla cittadinanza di recarsi durante il fine settimana in via Casalotti per esprimere sostegno alla lotta in corso. Alcuni lavoratori hanno accusato dei malori, dovuti principalmente al freddo e alla stanchezza, e sono stati visitati da un medico dell'associazione Casalotti Libera, che ha riscontrato condizioni di salute attualmente non preoccupanti. E' importante che i cittadini sappiano quanto costano alla collettività questi licenziamenti - sottolinea Claudio Argentini, della Segreteria nazionale Usi RdB - gli indici europei riportano che per la formazione di un laureato sono necessari dai 200 ai 500 mila Euro, e per un tecnico specializzato dai 100 ai 250 mila Euro". "Riteniamo che i 200 licenziamenti siano un danno per la collettività e che la Struttura Commissariale e il ministro Prestigiacomo dovranno risponderne", avverte Argentini, concludendo: "Ci chiediamo inoltre quale organo dello Stato sia deputato ai necessari controlli al fine dell'individuazione di queste responsabilità". 26 novembre 2009 - Agi UNIVERSITA': STUDENTI RDB, RETTORI SI OPPONGANO AL DDL (AGI) - Roma, 26 nov. - Si e' da poco concluso il presidio indetto questa mattina a Roma dalla RdB Universita', col sostegno della RdB-CUB Scuola, davanti alla sede della conferenza dei rettori delle universita' italiane in piazza Rondanini, a cui hanno partecipato i lavoratori dell'universita', della scuola e gli studenti. L'iniziativa e' stata indetta per sollecitare i rettori a non accettare i tagli della legge 133 e il disegno di riforma dell'universita' del ministro Gelmini. I rettori, riuniti nella assemblea generale - si legge in una nota RdB Universita' - hanno interrotto i lavori per ricevere una delegazione di manifestanti. Durante l'incontro la delegazione RdB ha chiesto che la discussione sul ddl Gelmini sia portata all'interno degli atenei, affinche' tutta la comunita' possa esprimersi a riguardo, e che la CRUI prenda posizione contro l'applicabilita' della Legge 150 (il cosiddetto decreto Brunetta) al personale tecnico-amministrativo. I rettori - continua la nota - si sono impegnati a portare in giunta CRUI la richiesta di coinvolgimento della comunita' accademica sul ddl Gelmini e ad aprire dei tavoli con le organizzazioni sindacali sull'applicabilita' del decreto Brunetta. I lavoratori dell'istruzione e gli studenti si stanno ora recando in piazza di Montecitorio per unirsi ai lavoratori Alcoa. 26 novembre 2009 - Julie news Vigili del fuoco: il soccorso non è un business ROMA - Dopo il cambio di natura e spirito su cui era originariamente fondata la Protezione Civile, che da struttura per le attività di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio è divenuta primariamente un gestore di "grandi eventi", si preannuncia un altro grave stravolgimento che avrà con pesanti ricadute sui cittadini ed i lavoratori. Il Governo sta infatti predisponendo un decreto legge secretato in cui si prevede, tra l'altro, il trasferimento di competenze dal Dipartimento per la Protezione Civile ad una costituenda S.p.A.. In questo modo anche il soccorso diventa un business, un attività che si pone l'obiettivo di guadagnare sulla pelle della popolazione. Secondo la RdB, con questo provvedimento si intende sottrarre il controllo democratico del Parlamento da questo pezzo importante dell'organizzazione statale, sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla "Servizi Difesa S.p.A.". Si crea una nuova struttura in grado di acquistare inceneritori da società private con i soldi pubblici stanziati per far fronte alle calamità nel paese, per poi cederli agli enti locali, configurando un ulteriore indebitamento dei comuni. Una società per azioni all'interno della quale i lavoratori della Protezione Civile, a cui verranno sottratte competenze e funzioni, verranno pubblicizzati e quindi, come già successo per i Vigili del Fuoco, privati dei diritti sindacali e gerarchicamente "comandati". "Ed i vigili del fuoco ? - si interroga Antonio Jiritano della RdB VVF - Non ce ne è menzione nella bozza del decreto! A questi non rimarrebbe altro che fare da specchietto per le allodole negli scenari colpiti da calamità, come rappresentazione mediatica dello Stato sul territorio, esautorati del loro ruolo nella cabina di regia delle emergenze, estromessi da tutte le attività di protezione civile, dopo la sottrazione di funzioni e competenze operata dalla nuova tipologia contrattuale". "Sarà un ruolo di pura manovalanza pagata a basso prezzo - prosegue Jiritano - ed in alcuni casi nemmeno pagata. Rimaniamo con le sofferenze giornaliere per prestare il soccorso, con i debiti in aumento nei confronti dei creditori, i mezzi ormai tanto usurati dai chilometri percorsi, il personale in servizio che lavora giorno notte e festivi senza ferie o tempo libero per le famiglie. Al soccorso ci penseranno le assicurazioni, visto che nello stesso decreto è prevista l'assicurazione obbligatoria per le civili abitazioni. Ma non è questo che i cittadini e i lavoratori vogliono", conclude il dirigente RdB. 26 novembre 2009 - Adnkronos RICERCA: USI RDB, TERZO GIORNO SU
TETTO PER PRECARI ISPRA Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - Terzo giorno sul tetto dell'edificio di via Casalotti, a Roma, per i lavoratori precari dell'Ispra che continuano il loro presidio contro i licenziamenti e l'azzeramento della ricerca sul mare. Lo rende noto Usi Rdb. «Questa mattina il coordinamento dei Precari Usi Rdb si è riunito in assemblea per esaminare gli imminenti disagi che si prospettano a causa del cambiamento delle condizioni meteorologiche e della sospensione dell'energia elettrica nell'edificio, annunciata dall'amministrazione per il fine settimana - spiegano - I lavoratori hanno deliberato di proseguire nel presidio ad oltranza e chiedono alla cittadinanza di recarsi durante il fine settimana in via Casalotti per esprimere sostegno alla lotta in corso». «Alcuni lavoratori hanno accusato dei malori, dovuti principalmente al freddo e alla stanchezza, e sono stati visitati da un medico dell'associazione Casalotti Libera, che ha riscontrato condizioni di salute attualmente non preoccupanti», continua Usi Rdb. «È importante che i cittadini sappiano quanto costano alla collettività questi licenziamenti - sottolinea Claudio Argentini, della Segreteria nazionale Usi Rdb - gli indici europei riportano che per la formazione di un laureato sono necessari dai 200 ai 500 mila euro, e per un tecnico specializzato dai 100 ai 250mila euro. Riteniamo che i 200 licenziamenti siano un danno per la collettività e che la Struttura Commissariale e il ministro Prestigiacomo dovranno risponderne. Ci chiediamo inoltre quale organo dello Stato sia deputato ai necessari controlli al fine dell'individuazione di queste responsabilità». RICERCA: TIBALDI, 30 NOVEMBRE TAVOLO IN REGIONE LAZIO SU ISPRA Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - «La grave situazione occupazionale dell'Ispra esige delle risposte immediate che tardano ad arrivare da parte delle autorità di Governo nazionale; per questo motivo ho convocato, per il 30 novembre alle ore 14 presso gli uffici dell'assessorato regionale al lavoro, il tavolo interassessorile per le emergenze occupazionali, che affronterà questa vicenda». Lo ha dichiarato l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi in merito alla situazione di crisi dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. «All'incontro ho invitato le parti sociali, azienda e sindacati, e la Provincia di Roma nella persona del Presidente della Commissione Lavoro Miccoli. Per conoscenza - ha concluso Tibaldi - ho indirizzato la lettera di convocazione della riunione anche al ministero dell'Ambiente». RICERCA: PROVINCIA ROMA RICEVE
DELEGAZIONE PRECARI ISPRA Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - «Le commissioni Lavoro e Ambiente della Provincia di Roma chiederanno la convocazione del Commissario dell'Ispra, Vincenzo Grimaldi, per un'audizione inter-istituzionale con Comune e Regione, sulla questione dei 200 ricercatori, il cui licenziamento, da parte del ministero, è previsto a fine anno». A darne notizia, i presidenti delle due commissioni, Marco Miccoli (Lavoro) e Alberto Filisio (Ambiente), entrambi del Pd, che hanno annunciato di voler richiedere che venga fissata, inoltre, un'audizione presso la Commissione Lavoro della Camera. Questo l'esito dell'incontro di stamani, alla Provincia di Roma, tra i componenti delle commissioni in riunione congiunta, e una delegazione di ricercatori dell'Ispra. «Ricerca e protezione ambientale sono a rischio insieme al futuro di questi lavoratori - ha spiegato Miccoli - poichè l'ultimo taglio di 200 contratti, che segue il taglio di altri 250 in giugno e di altri 30 lo scorso gennaio riduce di un terzo il numero dei ricercatori». «Intendiamo farci promotori di un'iniziativa comune che riunisca tutti gli Enti locali per sostenere le loro ragioni. Non esiste infatti risparmio -ha sottolineato il presidente della Commissione Ambiente Filisio- se poi a pagare è l'ambiente e bisogna sempre chiedersi quanto costa in termini di sviluppo e salute pubblica l'assenza di ricerca». Per il vicepresidente della Commissione Ambiente, Gianluca Peciola (Sl): «Il ministero deve chiarire gli obiettivi dell'istituto, per il quale ad oggi non è stato definito nè un regolamento nè uno statuto e dunque alla trasparenza si deve unire la certezza sulla continuità lavorativa». RICERCA: FONTANA (SEL), GOVERNO ASCOLTI LAVORATORI ISPRA Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - «Il governo ascolti le richieste dei lavoratori dell'Ispra, ai quali va la solidarietà del gruppo regionale di Sel, e apra un tavolo di confronto per stabilire le procedure necessarie affinchè il personale precario venga stabilizzato». Lo dichiara in una nota Enrico Fontana, capogruppo di Sinistra ecologia e libertà alla Regione Lazio. RICERCA: RODANO, SUBITO UN TAVOLO
ISTITUZIONALE PER ISPRA Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - «Ancora una volta, a pagare il prezzo della recessione sono i precari delle ricerca, i nuovi professionisti dell'economia della conoscenza. Purtroppo la vicenda dell'Ispra simboleggia efficacemente la crisi acutissima che un'intera generazione di lavoratori sta attraversando. Ed a salire sui tetti potrebbero essere, domani, i ricercatori delle università, delle istituzioni scientifiche, delle Fondazioni culturali». Lo dichiara in una nota l'assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. «Per questo ritengo auspicabile la rapida apertura di un tavolo istituzionale - continua Rodano - che affronti il caso Ispra e manifesti inequivocabilmente l'atteggiamento di disponibilità ed attenzione degli enti locali nei confronti di questa nuova, preoccupante emergenza lavorativa» RICERCA: CARAPELLA, LICENZIAMENTI
ISPRA ROMA SONO DANNO PER COLLETTIVITÀ Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - «Ancora una notte sopra un tetto, ancora freddo, ancora disagi e ancora rabbia. Tutto questo per difendere il proprio posto di lavoro, improvvisamente minacciato da una mannaia che vorrebbe ridurre del 40 % l'intera pianta organica dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, costituito neanche due anni fa ed ora praticamente condannato all'inoperatività». Lo dichiara il presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa alla Pisana, Giovanni Carapella. «Tutto questo - continua Carapella - mentre della green economy ci si riempie la bocca e ad essa si affidano le possibilità di sviluppo economico e l'uscita fuori dalla crisi. La lotta, sacrosanta, dei 200 precari non può essere lasciata sola: occorre che le istituzioni si mobilitino per trovare un punto di mediazione compatibile con i diritti di chi lavora. Il licenziamento dei 200 precari Ispra, unito a quello che l'estate scorsa ne ha già lasciati a casa altri 250, rappresenta un danno per l'intera collettività». RICERCA: FERRANTE (UDC), SOLIDARIETÀ A LAVORATORI ISPRA Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - «Voglio esprimere la mia piena solidarietà ai ricercatori precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che manifestano per la tutela dei loro diritti e del loro posto di lavoro. Auspico una rapida soluzione e risposte certe alle loro legittime richieste». Lo dichiara in una nota il capogruppo a Palazzo Valentini e vicesegretario regionale Udc del Lazio, Mario Ferrante. «La ricerca è un settore cruciale per il futuro del nostro Paese - conclude Ferrante - un settore da troppo tempo trascurato e sul quale bisogna cambiare passo. Alla fallimentare politica dei tagli, che produce solo la fuga all'estero dei nostri migliori talenti e la scure della precarietà per chi sceglie di rimanere, bisogna sostituire un serio piano di investimenti fondati sul merito e sulla valorizzazione della professionalità». RICERCA: PROVINCIA ROMA CONVOCHERÀ COMMISSARIO ISPRA PER AUDIZIONE Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - «Le Commissioni Lavoro e Ambiente della Provincia di Roma chiederanno la convocazione del Commissario dell'Ispra, Vincenzo Grimaldi, per un'audizione inter-istituzionale con Comune e Regione, sulla questione dei 200 ricercatori, il cui licenziamento, da parte del Ministero, è previsto a fine anno». A darne notizia, i presidenti delle due commissioni, Marco Miccoli e Alberto Filisio, entrambi del Pd, che annunciano anche l'intenzione di chiedere che si svolga un'audizione anche in Commissione Lavoro della Camera. Questo l'esito dell'incontro di stamani, in Provincia, tra i componenti delle Commissioni, in riunione congiunta e una delegazione di ricercatori dell'Ispra. «Ricerca e protezione ambientale sono a rischio insieme al futuro di questi lavoratori - ha spiegato Miccoli - poichè l'ultimo taglio di 200 contratti, che segue il taglio di altri 250 in giugno e di altri 30 lo scorso gennaio riduce di un terzo il numero dei ricercatori». «Intendiamo farci promotori di un'iniziativa comune che riunisca tutti gli Enti locali per sostenere le loro ragioni. Non esiste infatti risparmio -ha sottolineato il presidente della Commissione Ambiente Filisio- se poi a pagare è l'ambiente e bisogna sempre chiedersi quanto costa in termini di sviluppo e salute pubblica l'assenza di ricerca». Per il vicepresidente della Commissione Ambiente Gianluca Peciola (Sl) «Il ministero deve chiarire gli obiettivi dell'istituto, per il quale ad oggi non è stato definito nè un regolamento nè uno statuto e dunque alla trasparenza si deve unire la certezza sulla continuità lavorativa». «Apprezziamo molto la costruttiva solidarietà della Provincia, che è stato il primo ente locale a dare un supporto concreto e a voler incontrare i lavoratori - ha detto Barbara La Porta, ricercatrice precaria da 6 anni - e speriamo che anche gli altri enti vogliano fare lo stesso per trovare una soluzione ad una situazione drammatica culminata nel gesto estremo e disperato di questi giorni con l'occupazione del tetto dell'Istituto. »Chiediamo - Massimiliano Bottaro, biologo marino anche lui precario -di poter finalmente avviare, con il Commissario dell'Ispra, una trattativa che garantisca una continuità contrattuale sotto forma di contratto di 5 anni a tempo determinato come previsto dall'art. 5 del contratto nazionale della Ricerca. «Rivendichiamo solo il diritto di lavorare - concludono - e sarebbe davvero segno di disinteresse e scarsa sensibilità da parte del ministro, portare i lavoratori allo stremo delle forze rimandando ancora una risposta». RICERCA: TIBALDI, CONVOCARE TAVOLO CON ISTITUZIONI LOCALI SU ISPRA ROMA Roma, 26 nov. - (Adnkronos) - «I ricercatori precari Ispra che da tre giorni stanno protestando sul tetto dell'azienda hanno diritto ad una interlocuzione per trovare una via d'uscita al problema. Per questo chiediamo la convocazione urgente di un tavolo di trattativa sulla questione, con il coinvolgimento anche della Provincia e del Comune di Roma». Lo dichiara l'assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio Alessandra Tibaldi in merito alla vicenda dei ricercatori Ispra. «La sorte della ricerca nella nostra Regione è quanto mai importante proprio in questo momento di crisi perchè è attraverso le innovazioni dei processi produttivi che si può preparare la strada per uscirne», conclude. 26 novembre 2009 - Omniroma SCUOLA, PRESIDIO RDB-CUB DAVANTI SEDE CONFERENZA RETTORI (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Si è da poco concluso il presidio indetto questa mattina a Roma dalla RdB Università, col sostegno della RdB-CUB Scuola, davanti alla sede della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane in piazza Rondanini, a cui hanno partecipato i lavoratori dell'Università, della Scuola e gli studenti. L'iniziativa è stata indetta per sollecitare i Rettori a non accettare i tagli della Legge 133 e lo scandaloso disegno di riforma dell'Università del ministro Gelmini». Lo comunica in una nota Rdb-Cub. «I rettori, riuniti nella Assemblea Generale, hanno interrotto i lavori per ricevere una delegazione di manifestanti - prosegue la nota - Durante l'incontro la delegazione RdB ha chiesto con forza che i Rettori portino la discussione sul ddl Gelmini all'interno degli Atenei, affinché tutta la comunità possa esprimersi a riguardo, e che la CRUI prenda posizione contro l'applicabilità della Legge 150 (il cosiddetto decreto Brunetta) al personale tecnico-amministrativo. I Rettori si sono impegnati a portare in Giunta CRUI la richiesta di coinvolgimento della comunità accademica sul ddl Gelmini e ad aprire dei tavoli con le organizzazioni sindacali sull'applicabilità del decreto Brunetta. I Rettori hanno inoltre fatto presente che continuano a persistere divisioni legate ai meccanismi di valutazione della didattica e della ricerca a cui sono legati parte dei finanziamenti pubblici». «I lavoratori dell'istruzione e gli studenti si stanno ora recando in piazza di Montecitorio per unirsi ai lavoratori Alcoa, portando con sé lo striscione: Solidarietà a tutti i lavoratori in lotta. Alcoa, ex eutelia, ispra: uniti nelle lotte per non pagare la crisi», conclude Rdb. ISPRA, RDB: «TERZO GIORNO SU TETTO, MALORI TRA LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «I lavoratori precari dell'Ispra affrontano il terzo giorno di presidio contro i loro licenziamenti e l'azzeramento della ricerca sul mare sul tetto dell'Istituto di via Casalotti 300 a Roma. Questa mattina il coordinamento dei Precari Usi RdB si è riunito in assemblea per esaminare gli imminenti disagi che si prospettano a causa del cambiamento delle condizioni meteorologiche e della sospensione dell'energia elettrica nell'edificio, annunciata dall'amministrazione per il fine settimana. I lavoratori hanno deliberato di proseguire nel presidio ad oltranza e chiedono alla cittadinanza di recarsi durante il fine settimana in via Casalotti per esprimere sostegno alla lotta in corso. Alcuni lavoratori hanno accusato dei malori, dovuti principalmente al freddo e alla stanchezza, e sono stati visitati da un medico dell'associazione Casalotti Libera, che ha riscontrato condizioni di salute attualmente non preoccupanti». Così in una nota il sindacato Rdb Cub. «È importante che i cittadini sappiano quanto costano alla collettività questi licenziamenti - sottolinea Claudio Argentini, della Segreteria nazionale Usi RdB - gli indici europei riportano che per la formazione di un laureato sono necessari dai 200 ai 500 mila Euro, e per un tecnico specializzato dai 100 ai 250 mila Euro. Riteniamo che i 200 licenziamenti siano un danno per la collettività e che la Struttura Commissariale e il Ministro Prestigiacomo dovranno risponderne. Ci chiediamo inoltre quale organo dello Stato sia deputato ai necessari controlli al fine dell'individuazione di queste responsabilità», conclude Argentini. ISPRA, NICOTRA (PRC): SUBITO SOLUZIONE CHE GARANTISCA POSTI LAVORO (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Oltre ad esprimere la più ampia solidarietà ai lavoratori che stanno occupando l'azienda, il PRC di Roma denuncia l'arroganza del Ministero dell'Ambiente e del commissario che gestisce l'Ente. Va convocato dalla Regione Lazio un tavolo interistituzionale a cui deve partecipare il commissario dell'Ispra, un rappresentante del Ministero dell'Ambiente, insieme al Comune e alla Provincia di Roma e che veda la partecipazione delle rappresentanze sindacali». Così in una nota Alfio Nicotra, responsabile politico del Prc Roma. «Va trovata, da subito, - prosegue Nicotra - una soluzione che garantisca i posti di lavoro, con ammortizzatori sociali regionali e nazionali, e costringa il Ministero dell'Ambiente ad approntare una risoluzione che permetta di dare continuità alla ricerca pubblica sul mare, mantenendo in attività l'esperienza e le professionalità dell'Ispra». ISPRA, FONTANA (PDL): «GOVERNO ASCOLTI LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Il governo ascolti le richieste dei lavoratori dell'Ispra, ai quali va la solidarietà del gruppo regionale di Sel, e apra un tavolo di confronto per stabilire le procedure necessarie affinché il personale precario venga stabilizzato». Lo dichiara, in una nota, Enrico Fontana, Capogruppo di Sinistra ecologia e libertà alla Regione Lazio. ISPRA, NANNI (PD): «A RIMETTERCI SONO SEMPRE I LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Come al solito gli organi di potere fanno e disfanno ed a rimetterci sono solo e sempre i lavoratori». Ad affermarlo, in una nota, il consigliere Comunale Dario Nanni, con riferimento alla vicenda che vede coinvolti i lavoratori precari dell'Ispra. «Questo istituto di ricerca pubblica ambientale a giugno ha licenziato 200 lavoratori precari ed entro dicembre intende licenziarne altri 250, cifra che corrisponde al 40% del personale impiegato dall'ente. Ma cosa ancor più grave è che questo piano di licenziamenti riguarda in gran parte giovani ricercatori impegnati nel settore della ricerca sul mare - prosegue il Consigliere - Già all'inizio dell'anno incontrai una delegazione dei lavoratori Ispra i quali, a loro volta incontrarono alcuni rappresentanti dell'attuale governo cittadino che garantì un preciso impegno a ricercare un dialogo presso il Governo nazionale per dare una soluzione alle problematiche dell'Istituto di ricerca. Ma l'impegno preso non ha prodotto alcun risultato, tanto che proprio in questi giorni i lavoratori precari dell'Ispra chiedono ancora una volta di essere ascoltati e da tre giorni presidiano il tetto dell'Istituto di via Casalotti per protestare contro i loro licenziamenti e contro l'azzeramento della ricerca sul mare». «A questo punto - conclude il consigliere - oltre rinnovare la mia solidarietà a questi lavoratori, auspicio che il Governo nazionale intervenga e risolva al più presto la questione e che anche l'attuale governo cittadino manifesti il proprio sostegno ai lavoratori dell'Ispra, che sono in primo luogo cittadini e lavoratori romani». ISPRA, RODANO: «SUBITO APERTURA TAVOLO ISTITUZIONALE» (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Ancora una volta, a pagare il prezzo della recessione sono i precari delle ricerca, i nuovi professionisti dell'economia della conoscenza. Purtroppo la vicenda dell'Ispra simboleggia efficacemente la crisi acutissima che un'intera generazione di lavoratori sta attraversando. Ed a salire sui tetti potrebbero essere, domani, i ricercatori delle università, delle istituzioni scientifiche, delle Fondazioni culturali. Per questo ritengo auspicabile la rapida apertura di un tavolo istituzionale, che affronti il caso Ispra e manifesti inequivocabilmente l'atteggiamento di disponibilità ed attenzione degli enti locali nei confronti di questa nuova, preoccupante emergenza lavorativa». Lo dichiara in una nota l'assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, Giulia Rodano. ISPRA, PROVINCIA CONVOCHERÀ COMMISSARIO GRIMALDI (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Le Commissioni Lavoro e Ambiente della Provincia di Roma chiederanno la convocazione del Commissario dell'Ispra, Vincenzo Grimaldi, per un'audizione inter-istituzionale con Comune e Regione, sulla questione dei 200 ricercatori, il cui licenziamento, da parte del Ministero, è previsto a fine anno». A darne notizia, i presidenti delle due commissioni, Marco Miccoli e Alberto Filisio, entrambi del Pd, che in una nota annunciano anche l'intenzione di chiedere che si svolga un'audizione anche in Commissione Lavoro della Camera. Questo l'esito dell'incontro di stamani, in Provincia, tra i componenti delle Commissioni, in riunione congiunta e una delegazione di ricercatori dell'Ispra. «Ricerca e protezione ambientale sono a rischio insieme al futuro di questi lavoratori - ha detto Miccoli - poiché l'ultimo taglio di 200 contratti, che segue il taglio di altri 250 in giugno e di altri 30 lo scorso gennaio riduce di un terzo il numero dei ricercatori». «Intendiamo farci promotori di un'iniziativa comune che riunisca tutti gli Enti locali per sostenere le loro ragioni. Non esiste infatti risparmio - ha sottolineato il presidente della Commissione Ambiente Filisio- se poi a pagare è l'ambiente e bisogna sempre chiedersi quanto costa in termini di sviluppo e salute pubblica l'assenza di ricerca». Per il vicepresidente della Commissione Ambiente Gianluca Peciola (Sl) «Il ministero deve chiarire gli obiettivi dell'istituto, per il quale ad oggi non è stato definito né un regolamento né uno statuto e dunque alla trasparenza si deve unire la certezza sulla continuità lavorativa». «Apprezziamo molto la costruttiva solidarietà della Provincia, che è stato il primo ente locale a dare un supporto concreto e a voler incontrare i lavoratori - ha detto Barbara La Porta, ricercatrice precaria da 6 anni - e speriamo che anche gli altri enti vogliano fare lo stesso per trovare una soluzione ad una situazione drammatica culminata nel gesto estremo e disperato di questi giorni con l'occupazione del tetto dell'Istituto. »Chiediamo - Massimiliano Bottaro, biologo marino anche lui precario -di poter finalmente avviare, con il Commissario dell'Ispra, una trattativa che garantisca una continuità contrattuale sotto forma di contratto di 5 anni a tempo determinato come previsto dall'art. 5 del contratto nazionale della Ricerca. «Rivendichiamo solo il diritto di lavorare - concludono - e sarebbe davvero segno di disinteresse e scarsa sensibilità da parte del ministro, portare i lavoratori allo stremo delle forze rimandando ancora una risposta». ISPRA, TIBALDI: «CONVOCARE TAVOLO CON ISTITUZIONI LOCALI» (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «I ricercatori precari Ispra che da tre giorni stanno protestando sul tetto dell'azienda hanno diritto ad una interlocuzione per trovare una via d'uscita al problema. Per questo chiediamo la convocazione urgente di un tavolo di trattativa sulla questione, con il coinvolgimento anche della Provincia e del Comune di Roma. La sorte della ricerca nella nostra Regione è quanto mai importante proprio in questo momento di crisi perché è attraverso le innovazioni dei processi produttivi che si può preparare la strada per uscirne». Èquanto si legge in una nota diffusa dall'assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio Alessandra Tibaldi. ISPRA, NIERI: SU TETTO CON LAVORATORI PER PORTARE SOLIDARIETÀ (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «È un vero e proprio scandalo che professionisti qualificati, biologi, geologi, chimici debbano ricorrere a forme di protesta estrema per attirare l'attenzione di un Governo sordo e muto di fronte alla crisi che ci attanaglia». È quanto dichiara in una nota Luigi Nieri, Assessore al Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazione della Regione Lazio, che questa mattina si è recato presso la sede dell'Istituto di via Casalotti, 300 a Roma, che fa capo all'Icram, l' Istituto per la ricerca applicata al mare. «Sono salito sui tetti con i lavoratori - aggiunge - per portare la mia solidarietà a ricercatori e precari in agitazione. I tagli imposti della Legge 133 e lo scandaloso disegno di riforma dell'Università del ministro Gelmini ignorano il fatto che la ricerca è un settore di straordinaria importanza per il futuro del nostro Paese. Con questo atteggiamento, il Governo si illude di risparmiare, ma invece azzera in un sol colpo i sacrifici e gli anni di lavoro di ricerca di intere squadre di professionisti qualificati, che hanno messo il loro talento a servizio del Paese, decidendo di restare qui a fare ricerca, piuttosto che scappare, come purtroppo molti sono costretti a fare, all'estero, dove i ricercatori sono aiutati e giustamente coccolati dallo Stato». «La Regione Lazio - conclude - convocherà con urgenza il Tavolo per l'emergenza occupazionale, chiamando il Commissario dell'Ente e tutti i soggetti coinvolti, compreso il Ministero per l'Ambiente, per provare a risolvere la situazione entro il 31 dicembre, data di scadenza dei contratti di ben 200 precari dell'Icram, e non disperdere il patrimonio di competenze e il preziosissimo lavoro di queste persone». ISPRA, FERRANTE (UDC): «SOLIDARIETÀ A PRECARI» (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Voglio esprimere la mia piena solidarietà ai ricercatori precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che manifestano per la tutela dei loro diritti e del loro posto di lavoro. Auspico una rapida soluzione e risposte certe alle loro legittime richieste. La ricerca è un settore cruciale per il futuro del nostro Paese, un settore da troppo tempo trascurato e sul quale bisogna cambiare passo. Alla fallimentare politica dei tagli, che produce solo la fuga all'estero dei nostri migliori talenti e la scure della precarietà per chi sceglie di rimanere, bisogna sostituire un serio piano di investimenti fondati sul merito e sulla valorizzazione della professionalità». Lo dichiara in una nota il capogruppo a Palazzo Valentini e vicesegretario regionale Udc Mario Ferrante. ISPRA, AZUNI (SD): «VICINANZA A LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Intendo esprimere piena solidarietà e vicinanza ai ricercatori precari dell'Ispra che da ieri protestano, con un presidio sul tetto dell'Istituto di Via Casalotti, per il rischio di non veder rinnovati i contratti a tempo determinato in scadenza a dicembre. In qualsiasi paese civile gli investimenti nella ricerca applicata e nella prevenzione soprattutto in ambito ambientale, dovrebbero essere sostenuti per pervenire ad una qualità ambientale che riduca al minino i rischi significativi per la salute umana. Invece nel nostro paese si interviene tagliando e risparmiando, come in questo caso, in un settore strategico come quello della ricerca della protezione del suolo, dell'habitat marino, delle biodiversità etc». Così in una nota Maria Gemma Azuni di Sinistra Democratica. «Secondo le stime dell'organizzazione per l'ambiente dell'ONU - aggiunge - entro il 2030 saranno 20 milioni i 'posti di lavoro verdì in tutto il mondo per la necessità di tutelare, salvaguardare e ripristinare i paesaggi, il suolo, l'aria e l'acqua. Noi invece in una totale miopia non solo non investiamo ma tagliamo addirittura le risorse finora garantite. Mi auguro che il Ministero dell'Ambiente ci ripensi e dia garanzia di continuità e stabilizzazione lavorativa a personale altamente qualificato dimostrando e vera attenzione alle tematiche ambientali visti i continui disastri che ormai con cadenza frequentissima investono i nostri territori e le nostre coste». ISPRA, CARAPELLA (PD): LICENZIAMENTI DANNO PER INTERA COLLETTIVITÀ (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Ancora una notte sopra un tetto, ancora freddo, ancora disagi e ancora rabbia. Tutto questo per difendere il proprio posto di lavoro, improvvisamente minacciato da una mannaia che vorrebbe ridurre del 40 % l'intera pianta organica dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, costituito neanche due anni fa ed ora praticamente condannato all'inoperatività. Tutto questo mentre della green economy ci si riempie la bocca e ad essa si affidano le possibilità di sviluppo economico e l'uscita fuori dalla crisi. La lotta, sacrosanta, dei 200 precari non può essere lasciata sola: occorre che le istituzioni si mobilitino per trovare un punto di mediazione compatibile con i diritti di chi lavora. Il licenziamento dei 200 precari Ispra, unito a quello che l'estate scorsa ne ha già lasciati a casa altri 250, rappresenta un danno per l'intera collettività». È quanto dichiara in una nota il presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa alla Pisana, Giovanni Carapella (Pd). ISPRA, TORRICELLI (SL): «INTERVENTO IMMEDIATO GOVERNO» (OMNIROMA) Roma, 26 nov - «Nell'esprimere la mia solidarietà ai lavoratori Ispra, costretti ad una protesta eclatante per difendere i loro posti di lavoro, chiediamo un intervento immediato del governo». A dichiararlo in una nota Giancarlo Torricelli, del coordinamento regionale di Sinistra e Libertà del Lazio. «Quella dell'Istituto superiore per la ricerca ambientale - prosegue Torricelli - è infatti l'emblema da un lato del fallimento della gestione commissariale dell'ente, che il governo Berlusconi ha voluto, dall'altro della totale denigrazione di figure altamente professionalizzate come quelle che da anni lavorano per l'istituto con contratti precari. È evidente che dopo anche 10 anni di lavoro continuato non si può concepire che un lavoratore venga licenziato o per meglio dire allontanato per mancato rinnovo del contratto. Ciò appare tra l'altro ancora più grave se si pensa che in questo caso il datore di lavoro è il ministero dell'Ambiente». «Subito quindi un intervento che chiarisca le intenzioni del governo e che ponga fine all'ennesima ingiustizia nel mondo dell'occupazione, fatto di lavoratori precari privi di ogni tutela. Al ministro competente suggeriamo quindi di farsi promotore per una iniziativa volta, non solo a salvare centinaia di posti di lavoro, ma a garantire e restituire dignità ad un servizio che l'Ispra svolge per il nostro paese: controllo del territorio, controllo di 11mila Km di costa e dei nostri mari; questioni che dovrebbero stare a cuore al ministro Prestigiacomo», conclude. 26 novembre 2009 - Asca ISPRA: I PRECARI AFFRONTANO IL TERZO GIORNO SUL TETTO(ASCA) - Roma, 26 nov - I lavoratori precari dell'ISPRA affrontano il terzo giorno di presidio contro i loro licenziamenti e l'azzeramento della ricerca sul mare sul tetto dell'Istituto di via Casalotti 300 a Roma. Questa mattina il coordinamento dei Precari Usi RdB si e' riunito in assemblea per esaminare gli imminenti disagi che si prospettano a causa del cambiamento delle condizioni meteorologiche e della sospensione dell'energia elettrica nell'edificio, annunciata dall'amministrazione per il fine settimana. I lavoratori hanno deliberato di proseguire nel presidio ad oltranza e chiedono alla cittadinanza di recarsi durante il fine settimana in via Casalotti per esprimere sostegno alla lotta in corso. Alcuni lavoratori - informano i manifestanti - hanno accusato dei malori, dovuti principalmente al freddo e alla stanchezza, e sono stati visitati da un medico dell'associazione Casalotti Libera, che ha riscontrato condizioni di salute attualmente non preoccupanti. ''E' importante che i cittadini sappiano quanto costano alla collettivita' questi licenziamenti - sottolinea Claudio Argentini, della Segreteria nazionale Usi RdB - gli indici europei riportano che per la formazione di un laureato sono necessari dai 200 ai 500 mila Euro, e per un tecnico specializzato dai 100 ai 250 mila Euro. Riteniamo che i 200 licenziamenti siano un danno per la collettivita' e che la Struttura Commissariale e il Ministro Prestigiacomo dovranno risponderne. Ci chiediamo inoltre quale organo dello Stato sia deputato ai necessari controlli al fine dell'individuazione di queste responsabilita''', conclude Argentini. 26 novembre 2009 - Repubblica.it I lavoratori sfilano nel centro e
provano a forzare il blocco: "Non molliamo". Ex Eutelia, oggi il vertice a
Palazzo Chigi. Occupata la sede dei vigilantes ROMA - Resta alta la tensione intorno al mondo del lavoro.
Oggi Roma è stata lo scenario dei tafferugli tra lavoratori dell'Alcoa e la polizia.
Mentre restano aperte le vicende dell'ex Eutelia e dei ricercatori dell'Ispra. Stamattina
circa tremila lavoratori dell'Alcoa, fabbrica che produce alluminio a Portovesme, in
provincia di Cagliari, sono arrivati a Roma per dire no alla chiusura dello stabilimento.
Sono partiti da piazza della Repubblica, poi, arrivati a largo di Santa Susanna hanno
imboccato via Bissolati, dove hanno cercato di forzare lo sbarramento della polizia. Sono
volate manganellate mentre all'interno del ministero del lavoro una delegazione di
lavoratori stava incontrando i funzionari del dicastero. In ospedale è finito un operaio
di 40 anni raggiunto da una manganellata. "Il nostro compagno aveva l'occhio gonfio a
causa del colpo ricevuto - racconta Antonio -. E' stato trasportato in ospedale da
un'ambulanza, davvero non capiamo perchè le forze dell'ordine abbiano deciso di
caricarci: noi siamo qui per una protesta pacifica". Opposta la versione della
polizia: "Nessuna manganellata e un nostro agente è rimasto ferito". Al momento
gli operai sono a piazza Barberini, decisi a non mollare. "O scendono con delle
risposte o noi da qui non ce ne andiamo. O c'è il lavoro o il sindacato non esiste"
dicono i lavoratori. E al loro fianco scendono in campo sia Antonio Di Pietro che il
segretario della Cgil Guglielmo Epifani. "Non bisogna toccare gli operai, sono
persone arrivate a manifestare in modo pacifico per difendere i posti di lavoro" dice
il leader del sindacato. 26 novembre 2009 - Villaggio Globale La protesta contro i licenziamenti «I lavoratori precari dell'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale) affrontano il terzo giorno di presidio contro i loro licenziamenti e l'azzeramento della ricerca sul mare sul tetto dell'Istituto di via Casalotti 300 a Roma. Questa mattina il coordinamento dei Precari Usi RdB si è riunito in assemblea per esaminare gli imminenti disagi che si prospettano a causa del cambiamento delle condizioni meteorologiche e della sospensione dell'energia elettrica nell'edificio, annunciata dall'amministrazione per il fine settimana. I lavoratori hanno deliberato di proseguire nel presidio ad oltranza e chiedono alla cittadinanza di recarsi durante il fine settimana in via Casalotti per esprimere sostegno alla lotta in corso. Alcuni lavoratori hanno accusato malori, dovuti principalmente al freddo e alla stanchezza, e sono stati visitati da un medico dell'associazione Casalotti Libera, che ha riscontrato condizioni di salute attualmente non preoccupanti». Così in una nota il sindacato Rdb Cub. «È importante che i cittadini sappiano quanto costano alla collettività questi licenziamenti - sottolinea Claudio Argentini, della Segreteria nazionale Usi RdB - gli indici europei riportano che per la formazione di un laureato sono necessari dai 200 ai 500mila Euro, e per un tecnico specializzato dai 100 ai 250mila Euro. Riteniamo che i 200 licenziamenti siano un danno per la collettività e che la Struttura Commissariale e il ministro Prestigiacomo dovranno risponderne. Ci chiediamo inoltre quale organo dello Stato sia deputato ai necessari controlli al fine dell'individuazione di queste responsabilità», conclude Argentini. 26 novembre 2009 - Agenfax NO ALLA PROTEZIONE CIVILE TRASFORMATA IN S.P.A. Dopo il cambio di natura e spirito su cui era originariamente fondata la Protezione Civile, che da struttura per le attività di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio è divenuta primariamente un gestore di "grandi eventi", si preannuncia un altro grave stravolgimento che avrà con pesanti ricadute sui cittadini ed i lavoratori. Il Governo sta infatti predisponendo un decreto legge secretato in cui si prevede, tra laltro, il trasferimento di competenze dal Dipartimento per la Protezione Civile ad una costituenda S.p.A.. In questo modo anche il soccorso diventa un business, un attività che si pone lobiettivo di guadagnare sulla pelle della popolazione. Secondo la RdB, con questo provvedimento si intende sottrarre il controllo democratico del Parlamento da questo pezzo importante dellorganizzazione statale, sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla "Servizi Difesa S.p.A.". Si crea una nuova struttura in grado di acquistare inceneritori da società private con i soldi pubblici stanziati per far fronte alle calamità nel paese, per poi cederli agli enti locali, configurando un ulteriore indebitamento dei comuni. Una società per azioni allinterno della quale i lavoratori della Protezione Civile, a cui verranno sottratte competenze e funzioni, verranno pubblicizzati e quindi, come già successo per i Vigili del Fuoco, privati dei diritti sindacali e gerarchicamente "comandati". "Ed i vigili del fuoco ? " Non ce ne è menzione nella bozza del decreto! A questi non rimarrebbe altro che fare da specchietto per le allodole negli scenari colpiti da calamità, come rappresentazione mediatica dello Stato sul territorio, esautorati del loro ruolo nella cabina di regia delle emergenze, estromessi da tutte le attività di protezione civile, dopo la sottrazione di funzioni e competenze operata dalla nuova tipologia contrattuale". Sarà un ruolo di pura manovalanza pagata a basso prezzo ed in alcuni casi nemmeno pagata. Rimaniamo con le sofferenze giornaliere per prestare il soccorso, con i debiti in aumento nei confronti dei creditori, i mezzi ormai tanto usurati dai chilometri percorsi, il personale in servizio che lavora giorno notte e festivi senza ferie o tempo libero per le famiglie. Al soccorso ci penseranno le assicurazioni, visto che nello stesso decreto è prevista lassicurazione obbligatoria per le civili abitazioni. Ma non è questo che i cittadini e i lavoratori vogliono. 26 novembre 2009 - Il Manifesto RICERCA Dal primo gennaio 200
precari dell'Ispra rischiano il posto ROMA - Dai tetti dell'Ispra di via Casalotti, a Roma,
il mare non si vede proprio. Ma la trentina di ricercatori precari che da martedì mattina
vi si è arrampicata su per protestare contro il piano licenziamenti, sa che il mare
potrebbe sparire definitivamente dall'orizzonte della loro vita lavorativa. Sono
oceanografi, biologi marini, geologi, chimici, esperti in scienze ambientali che da anni
lavorano con contratti precari (co.co.co, assegni di ricerca, borse di studio, contratti
occasionali a tempo determinato) per l'Icram, l'istituto per la ricerca applicata al mare,
confluito poi per effetto della legge 133/08 nell'Istituto superiore per la ricerca e la
protezione ambientale, ente vigilato dal ministero dell'Ambiente tramite un commissario
straordinario. Tra loro anche alcuni dei ricercatori che il 20 settembre partirono sulla
nave oceanografica dell'Ispra Astrea e poi sulla Mare Oceano della Geolab - più
attrezzata - per compiere rilievi al largo di Cetraro, in Calabria, sulle tracce delle
cosiddette "navi dei veleni". Senza di loro nemmeno quell'operazione sarebbe
stata possibile. 26 novembre 2009 - Gli Altri Le vertigini dei precari Mercoledi, ore 15. La prima nottata sul tetto dellIspra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) di via Casalotti a Roma è ormai passata. La protesta però non si spegne. Nonostante lindifferenza manifestata nei loro confronti da televisioni e giornali, i precari Ispra non si scoraggiano. E anzi, alzano il tiro. La storia: ieri laltro, dopo lassemblea indetta da Usi RdB Ricerca (sindacato di base dei lavoratori della ricerca), i lavoratori dellIstituto hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti 300, per protestare contro i licenziamenti. Lente ha infatti già buttato fuori 200 precari "da sempre" e si appresta a congedarne altri 250, ovvero il 40 per cento del personale e la quasi totalità dei giovani lavoratori dellente. Risultato, quattrocentocinquanta precari in cassa integrazione. «E come se non bastasse, riferisce a gli Altri Aldo, cinquantreanni e precario da venti, da gennaio, al termine del piano di licenziamenti, il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato. Se al Ministero non importa di noi precari, che abbia almeno un occhio di riguardo per la Ricerca, quella con la R maiuscola». È così che ieri si è conclusa la seconda giornata di una protesta che si prospetta duratura. «Non scenderemo fino alla conclusione positiva della nostra vertenza. Lo abbiamo già detto, esclama Livio, giovane precario dellIstituto, e lo ripeteremo allinfinito». Lavvertimento era, infatti, già stato lanciato martedì pomeriggio da Michela Mannozzi, del coordinamento precari Ispra dell'Usi Rdb Ricerca: «Questa notte, aveva detto, non sarà l'ultima, perché per ora non ci sono segnali chiari da parte dell'amministrazione. Nei prossimi giorni, oltre a mantenere il presidio sul tetto, ci rivolgeremo alla città di Roma e al Parlamento». E cè di più anche perché, come spiega Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB Ricerca, «oltre ai lavoratori ridotti alla disperazione, licenziati o con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'ente stanno tagliando completamente la ricerca dedicata al mare, azzerando completamente il piano organico per la valorizzazione delle grandi competenze scientifiche presenti. Stiamo assistendo insomma al progressivo smantellamento di gran parte delle attività di ricerca, protezione e monitoraggio ambientale». Proprio nel Bel Paese, terra di spiagge pittoresche mete di turismo estivo, proprio in Italia, dove per dirla con Jean-Claude Izzo "di fronte al mare la felicità è unidea semplice", investite sulla protezione dellambiente sembra non essere poi così importante. E nonostante il silenzio assordante di telegiornali e quotidiani, qualche risposta al malcontento è arrivata da parte del sindacato di base che, a sostegno dei lavoratori, ha messo in campo iniziative che si svolgeranno oggi alla Provincia di Roma e domani al Parlamento. E anche dal Ministero sembrano arrivare delle novità. Qualche giorno fa Stefania Prestigiacomo ha fatto sapere di avere richiesto al governo 1 miliardo di euro per l'ambiente. Tutto bene quel che finisce bene, insomma. Se non fosse che ormai «delle chiacchiere» i precari non si fidano più. «Se non vedo non credo» continua Aldo. Siamo proprio curiosi di sapere quanti di questi soldi saranno destinati allIspra, quanti alla ricerca, e quanti per reintegrare noi precari». Stando a quanto dichiarato dagli scioperanti, il problema non sarebbe solo di tipo economico. «Il problema è soprattutto gestionale. Le modalità di attuazione dei programmi per lassunzione e lutilizzo del personale, nonché per lerogazione delle risorse Ispra sono determinate con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio e del mare. Questo è vero. Ma cè di più, perché è lIspra che, in quanto ente autonomo, gestisce le inerenti risorse finanziarie e il personale». In altre parole i fondi destinati allambiente sono pochi ma il personale Ispra non è in grado di gestirli. Secondo Monia però, quarantatreanni e precaria da quindici, in tutta questa storia «il fatto grave» è unaltro: «In questi giorni, sembra che a parte il caso Marrazzo e la legge sul processo breve in Italia non stia succedendo nulla. Eppure noi ci siamo, siamo saliti sul tetto dellazienda e ci abbiamo passato la notte». Le notizie "dimenticate" sono tante. In Puglia gli agricoltori denunciano la crisi del settore chiedendo misure concrete per la tutela dei prodotti locali. Ma nessuno ne parla. A Parma, gli operai della Eurorubber, unazienda che lavora pneumatici, si sono riuniti davanti alla sede della Provincia per protestare contro 12 licenziamenti, su un totale di circa 50 persone. E ancora, a Caorso, nel piacentino, i lavoratori dellex centrale nucleare hanno scioperato fermando i lavori di smantellamento della struttura per sapere qualcosa sul loro futuro. Solo fatti locali? Sarà, ma cè da stare attenti perché, per dirla con le parole di Monia, «se continuano a fare finta di non sentire, noi urleremo più forte. Allora sì che il problema comincerà ad essere serio anche per loro». 26 novembre 2009 - Liberazione Roma, spiragli per i ricercatori Ispra. Che, però, restano sul tetto Roma - Spiragli nella vertenza dei ricercatori dell'Istituto superiore di protezione ambientale, saliti sul tetto dell'Istituto di via Casalotti 300, a Roma, martedì sera dopo l'annuncio del mancato rinnovo del contratto per 250 precari alla fine di novembre. Secondo «fonti ufficiose», citate dal sindacalista Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi Rdb, il ministero dell'Ambiente, convocando la struttura dirigenziale dell'Ispra, avrebbe intenzione di rimettere in discussione i licenziamenti. «Se ciò sarà confermato vorrà dire che» ciò è avvenuto «grazie alla nostra iniziativa di lotta - ha proseguito Argentini -; la nostra ferma determinazione è di attendere una trattativa vera e non fumosa sul problema specifico della continuazione e della natura dei contratti. Ringraziamo tutti coloro che ci stanno sostenendo - ha concluso il dirigente Usi Rdb -. Noi siamo sempre di più, ed anche stanotte dormiremo sul tetto» 26 novembre 2009 - Il Fatto Ancora sul tetto i ricercatori
dell'ISPRA che rischiano il posto "Non ci muoviamo da qui finché non avremo risposte. Se scendiamo, sappiamo già che il ministro non si occuperà più dellIspra". E questo il grido disperato dei precari dellIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, asserragliati sul tetto della sede di Roma, in via Casalotti, da due giorni e due notti. Quaranta ragazzi, con thermos e sacchi a pelo per ripararsi dal freddo, rappresentano i 430 che in un anno sono stati lasciati a casa dallente. LIspra è stato istituito a giugno del 2008 dal Ministero dellAmbiente attraverso la soppressione di tre enti (lApat-Agenzia per la Protezione dellAmbiente e i servizi Tecnici, lIcram-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare e lInfs-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica). Da allora la struttura è commissariata e i ricercatori e i tecnici precari, legati agli enti anche da dieci anni con contratti a termine, non sono stati più rinnovati. Laccorpamento dei tre soggetti era stato illustrato agli operatori come la costituzione di una grande struttura al pari dellIstituto superiore di sanità. La nascita dellIspra doveva costituire unoccasione per rendere più competitive le conoscenze tecnico-scientifiche di ricerca e controllo su materie come la tutela della biodiversità, i rifiuti, i siti contaminati, gli interventi per le emergenze in mare, linquinamento acustico, la valutazione del rischio nucleare. E invece è stato avviato un processo che porterà al taglio della maggioranza del personale precario (oltre un terzo di tutto il personale). Il ministro Stefania Prestigiacomo, ascoltata ieri dalla Commissione ambiente della Camera, non ha dato risposte prendendosi unaltra settimana di tempo. Il ministero, in una nota, spiega il grande impegno profuso in favore dellIspra in questi anni, compresa lassunzione durante la scorsa primavera di 200 dei 630 precari, "ai sensi della Finanziaria 2008", cioè dallultima legge di bilancio fatta dal governo Prodi. Inoltre è stato bandito un concorso per 69 posti a tempo indeterminato, che deve concludersi entro dicembre. Per il ministero le cessazioni dei contratti dipendono "da progetti che non hanno unestensione, quindi né unattività né un finanziamento per il 2010, da tipologie contrattuali che non si prestano in via ordinaria ad una proroga quali, ad esempio, le borse di studio finalizzate a percorsi di formazione che non giustificano facilmente proroghe contrattuali, e motivi e scelte personali dei detentori dei contratti". Ma 430 tagli sono un numero troppo alto per i precari che non ci stanno: "Resto sul tetto per disperazione racconta Massimiliano Bottaro, precario da 9 anni allIspra il ministro ci ha detto che lei avrebbe voluto tenerci tutti ma non può, con tono materno. Io una madre ce lho e voglio un datore di lavoro onesto. Ci sono precari che hanno famiglie da mantenere. In 9 anni ne ho avuti circa 5 retribuiti, a causa delle interruzioni, e nel frattempo mi sono arrangiato: ho fatto il cameriere, il commesso, e forse questa volta è quella in cui dovrò cambiare lavoro definitivamente. Perché fare ricerca in Italia è diventata unimpresa impossibile". I ricercatori hanno realizzato un video per sensibilizzare le istituzioni sulla loro situazione e un sito nonsparateallaricerca.org? , oltre ad una petizione che sarà consegnata al ministro dellAmbiente. "Io sono stato assunto questanno, ho 46 anni ed ero precario dal 1994 racconta Gabriele La Mesa, ricercatore ma senza il lavoro di tutte queste persone anche noi fortunati non possiamo più fare niente. Ci mancano, oltre ai ragazzi che facevano parte dei gruppi di ricerca da anni, anche servizi essenziali, dalla biblioteca al protocollo". 26 novembre 2009 - Italia Oggi Consiglio dei ministri rovente L'Economia dà parere negativo al decreto Il decreto legge sarà comunque presentato oggi al consiglio dei ministri. E sarà una riunione rovente, probabilmente non l'ultima, visti i presupposti. Già, perché, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il decreto legge che riforma la Protezione civile (si vedano la anticipazioni di IO di ieri), il progetto caro a Guido Bertolaso, parte con un forte handicap: il parere contrario del dicastero dell'economia. Ministero che ha valutato negativamente molti punti del provvedimento. In primis la spa di interesse nazionale, che l'Economia cancellerebbe ben volentieri, a cui passerebbero tutti gli appalti per la fornitura di beni e servizi, aggirando i controlli e i limiti di spesa previsti invece per gli acquisti di tutte le altre pubbliche amministrazioni. Poi ci sono gli inquadramenti in qualifiche più alte e le assunzioni in pianta stabile dei collaboratori del dipartimento che non vanno giù. E poi c'è la struttura stralcio per i rifiuti in Campania e l'acquisto del termovalorizzatore di Acerra ma anche la nomina di Giovanni Chiodi, governatore dell'Abruzzo, a nuovo commissario per l'emergenza terremoto, suscettibili di far crescere le spese. Insomma, sono tante le contestazioni di spesa. E ancora non se ne è parlato con gli altri ministri, che oggi potranno dire la loro. A confermare che la riforma della protezione civile è «in corso di perfezionamento» è stato ieri anche il ministro dei rapporti con il parlamento, Elio Vito. Che si è detto però incerto sui contenuti e la forma del decreto: «Sarà una scelta collegiale». Non è infatti escluso che alcune norme (vedi la spa) possano essere stralciate dal dl. Per essere magari ripresentate in corso di conversione in parlamento. Intanto, alla notizia della riforma, sono insorti i sindacati. «È urgente che il governo ci convochi», dice Antonio Crispi, segretario nazionale Fp-Cgil, «non si capisce l'urgenza e il senso di questo provvedimento». Con la costituenda spa, « anche il soccorso sarà un business sulla pelle della popolazione», attacca il sindacato di base Rdb-Cub. 26 novembre 2009 - Il Sole 24 Ore VERTENZA ISPRA Sono in presidio da martedì notte sul tetto dell'Ispra una decina di precari dell'istituto di ricerca ambientale per protestare contro gli annunciati licenziamenti di altri 250 ricercatori. Secondo i sindacati di base «il ministero dell'Ambiente convocando i dirigenti dell'Ispra potrebbe rimettere in discussione la decisione». 26 novembre 2009 - L'Unità
Tra i fantasmi dellIspra
scaricati dallo Stato Eradicare. Significa estirpare, allIspra lo usano per
dire «licenziare ». È scritto su una circolare in cui si parla di soluzione del
problema del precariato tramite "eradicazione". Sarà perché allIspra si
fa ricerca e protezione ambientale, dunque cè qualche attinenza con la flora.
Oppure perché è inesatto parlare di licenziamento per lavoratori che non sono stati mai
assunti.E i200 ricercatori che a dicembre non avranno il contratto rinnovatononsono
assunti pur svolgendo lo stesso lavoro per otto, nove anni presso lo stesso datore che poi
è il ministero dellAmbiente. È ovvio che non ci stanno e in un crescendo di
proteste laltro ieri sono saliti sul tetto dellistituto a Casalotti,
hinterland a nord di Roma. Hanno sistemato tende e sacchi a pelo e anche una webcam
(www.nonsparateallaricerca. org) per documentare la protesta in presa diretta. Resteranno
lì, promettono, fintanto che non avranno garanzie per il loro lavoro, ma anche per la
ricerca e la protezione ambientale in Italia. Due cose che marciano insieme. Il taglio di
200 contratti segue il taglio di 250 del giugno scorso e di altri 30 in gennaio su un
totale di 1500 ricercatori quindi un terzo, conun evidente svilimento dellattività
dellIstituto, il solo in Italia che, tra laltro, vigila su 11mila chilometri
di coste. I ricercatori sul tetto provengono dallIcram, facevano e fanno ricerca e
protezione marina. 26 novembre 2009 - City Lavorare senza stipendio
dalluniversità ai canili Roma - "La Sapienza non sarà in grado di erogare gli
stipendi a fine anno 2010 a causa della drastica riduzione di risorse":
lannuncio del rettore Luigi Frati è di quelli choc, ma è solo la punta di un
iceberg. Questo mese 119 lavoratori dei canili comunali non avranno lo stipendio, dice la
Cgil. I precari dellIspra (listituto di ricerca ambientale) sono ancora sul
tetto della sede di via Casalotti per protestare contro 250 licenziamenti e hanno anche
attivato una webcam per far seguire la loro battaglia. In agitazione anche le guardie
giurate dellIstituto di vigilanza dellurbe che lo scorso agosto hanno
protestato salendo sul Colosseo, temendo licenziamenti. Per non parlare dellex
Eutelia, ancora alle prese con il serio problema dei tagli al personale: oggi i dipendenti
dellAlcoa e di Agile (ex Eutelia) manifestano a Roma per chiedere al governo di
salvare i rispettivi posti di lavoro. 26 novembre 2009 - Leggo Roma. Dai tetti alla Provincia e poi dritti al Ministero... Roma - Dai tetti alla Provincia e poi dritti al Ministero.
La protesta dei precari dellIspra, lEnte di ricerca ambientale, sembra avere i
suoi effetti: dopo due giorni e due notti sul tetto dellistituto di via Casalotti,
ripresi 24 ore su 24 da una webcam, i ricercatori questa mattina saranno ricevuti dalla
Provincia: il nodo della protesta sarebbero i 250 licenziamenti in vista. 26 novembre 2009 - QN quotidiano nazionale RICERCATORI ISPRA: NO AI LICENZIAMENTI I PRECARI PROTESTANO SUL TETTO ROMA - NOTTE di protesta sul tetto per i precari dell'istituto di ricerca ambientale Ispra, a Roma. Una decina di ricercatori, saliti martedì sul tetto della sede dell'istituto, sono contrari agli annunciati licenziamenti di altri 250 precari. A sostegno dei lavoratori, l'Usi RdB Ricerca ha messo in campo iniziative che si svolgeranno oggi alla Provincia di Roma e domani al Parlamento. Per far seguire e appoggiare la loro battaglia i precari hanno attivato anche una webcam sul tetto. «Sappiamo che questa notte non sarà l'ultima, perché per ora non ci sono segnali chiari da parte dell'amministrazione» ha detto Michela Mannozzi, del coordinamento precari Ispra dell'Usi RdB Ricerca. Gli stessi precari hanno spiegato di sapere «da fonti ufficiose che il ministero ha convocato la struttura commissariale» ha detto Claudio Argentini della segreteria nazionale USI RdB. 26 novembre 2009 - Eco.blog Precari Ispra sul tetto per salvare l'ambiente I controlli e la ricerca ambientale si salvano andando sul tetto. Lo pensano i precari della sede ISPRA di via Casalotti, a Roma, che da ieri hanno occupato il tetto delledificio dove si trovano i loro uffici e lavoratori, per protestare contro lannunciato licenziamento di 200 di loro entro fine anno, che seguirebbe quello di altri 250 colleghi già allontanati tra gennaio e giugno di questanno. La disperazione dei lavoratori non deve però far dimenticare limportanza del ruolo dellIstituto, il principale ente pubblico di ricerca che in Italia si occupa di ambiente, vigilato proprio dal dicastero di via Cristoforo Colombo oggi guidato da Stefania Prestigiacomo: infatti, lISPRA ha funzioni fondamentali per la ricerca e il controllo ambientale nel nostro paese. 26 novembre 2009 - Il Mattino di Padova Appello dellAssociazione
difesa lavoratori allUfficio casa di Padova CAMPODARSEGO - Ha un impiego, è sfrattato, ma non può
aspirare a un alloggio di emergenza a Padova, dove lavora. «Per potersi iscrivere nelle
liste, il Comune di Padova pretende una dichiarazione di inidoneità dellalloggio
attualmente occupato sottoscritto dai servizi sociali del Comune di Campodarsego, che non
intende rilasciarlo» dichiara lincaricato dellAssociazione difesa lavoratori
che tutela Abdelkadir Qabeqba, dipendente di una società di logistica di Padova. 26 novembre 2009 - Corriere di Bologna Crisi, è tregua armata tra Comune e
Cgil. E la 2 giorni divide ancora Bologna - La due giorni sulla crisi a Palazzo
dAccursio si terrà il 3 e il 4 dicembre. Intanto la Cgil, che ieri ha partecipato a
un incontro con il sindaco Flavio Delbono insieme agli altri confederali, dichiara la
tregua col Comune, anche in vista della trattativa sul bilancio. Ma è una tregua armata.
«Come prima non ero in guerra, adesso non sono in pace», chiarisce il segretario, Cesare
Melloni. 26 novembre 2009 - Il Resto del Carlino «Cisl in Comune? L'alternanza fa
bene» Bologna - SA DI BATTUTA ma è una roba seria. «Mi chiede se in Comune comanda la Cisl? Forse un po' di alternanza fa solo bene, dopo un sindaco che è stato segretario generale della Cgil... Cofferati ha fatto pochissimo per la città. Io l'ho detto subito, gli altri poi mi sono venuti dietro. Un sindaco vale due-tre assessori. Quindi ne abbiamo ancora pochi». Così Alessandro Alberani, segretario della Cisl, prima di iniziare l'incontro con Flavio Delbono sulla crisi e i colleghi di Cgil e Uil, Cesare Melloni e Gianfranco Martelli. Tregua tra il sindacato rosso e il Comune. Più o meno traballante. Con un siluro per Unindustria: «Nessuno ha mai posto il tema di quanto rappresenta», butta là Melloni. Alberani resta basito. E IL SINDACO? Non può sentire. E' appena uscito quasi di corsa da una porta laterale. Però detta al portavoce: «Incontro utile, molto positivo». Melloni entra in Comune con il biglietto da visita dello Spi, che spara a zero sul pranzo per gli anziani. Non solo quello. Le critiche all'amministrazione sono state tante, anche sulle misure contro la crisi. Eppure: «Come prima non ero in guerra, così oggi non sono in pace», riassume il segretario. Insiste: «Faccio una trattativa, faccio il mio lavoro. Qui inizia un percorso. Prematuro dire se ci sarà l'accordo sul bilancio e sul mandato». La chiusa è un capolavoro: «Sono abituato a discutere con quella controparte che c'è, non con quella che mi piacerebbe avere». ARGOMENTO spinoso: il 3 e 4 dicembre in Comune si terrà uno speciale crisi, sotto la regia di Maurizio Cevenini, presidente del consiglio comunale. Che, fa sapere ieri mattina dopo la riunione dei capigruppo, ha già fatto partire gli inviti. Lista lunga: i tre sindacati confederali ma anche Rdb e Ugl. Non solo: il prefetto Angelo Tranfaglia, Provincia e Regione, Camera di Commercio e Università, Unindustria, Confartigianato, Cna, Ascom, Confesercenti, Legacoop, Confcooperative, fondazioni del Monte e Carisbo, Aeroporto, Fiera, Caritas e Compagnia delle Opere. Diritto di parola a tutti il 3, commissioni riunite «sulla crisi», mette in chiaro il Cev. Invece il giorno dopo consiglio straordinario. Parla Delbono, gli altri ascoltano. MA si discuterà di democrazia' sui luoghi di lavoro, argomento che divide la Cgil dalle altre sigle e ha già fatto saltare un incontro parallelo in Provincia? «Si parlerà di crisi», tiene il punto Cevenini, con il piglio di chi era ingraiano, vent'anni fa. «Melloni è d'accordo», suggerisce il portavoce del sindaco. Proprio no. «Non c'è limite agli argomenti che possiamo trattare mette in chiaro il segretario nel pomeriggio . Non posso accettare una limitazione. Parlerò di crisi, contratto e democrazia sindacale». E lei, Alberani? «Anch'io», s'allinea. Ma scusi, aveva detto che mai e poi mai si doveva discutere di contratto... «Sì, ma quello era riferito ai metalmeccanici». DALL'ELENCO degli invitati mancano i saggi voluti dal sindaco e messi sulla graticola soprattutto a sinistra. Non sembra sentirne la mancanza Melloni: «Non so chi sono i saggi, io vorrei esserlo!». Chissà se pensa anche a loro quando attacca, citando Confindustria e Ugl: «Ci vorrebbe una legge per misurare la rappresentatività sindacale». Invece il pool è richiesto dal civico Daniele Corticelli. Che va all'attacco, alla riunione dei capigruppo. Il vicepresidente Pdl Paolo Foschini lo sostiene. «Il no dimostra la distonia totale tra il sindaco, che ha un'ansia inclusiva, e il gruppo consiliare, che invece chiude». 26 novembre 2009 - La Repubblica Bologna. Doveva essere pace, e
invece è solo tregua armata.... Bologna - Doveva essere pace, e invece è solo tregua
armata. Non è bastato l´incontro convocato ieri dal sindaco Flavio Delbono con Cgil,
Cisl e Uil per far tornare il sereno nei rapporti tra Comune e Camera del Lavoro. Né tra
Cgil e Cisl. Anzi. Alla vigilia del doppio consiglio comunale anti-crisi convocato per il
3 e 4 dicembre e del via alla discussione sul bilancio, restano molti i nodi da
sciogliere. A dispetto dell´ottimismo di Delbono, che attraverso il suo portavoce
definisce il summit «molto utile e positivo per concordare interventi utili anche quando
dalla crisi si uscirà». 26 novembre 2009 - La Nuova Ferrara/Gazzetta di Reggio-Modena BOLOGNA BOLOGNA - Fissata la data del consiglio comunale sulla crisi. Si svolgerà il 4 dicembre, mentre il 3 verrà svolta unistruttoria sulla situazione economica. Tra gli invitati allassemblea ci sono, oltre a Regione, Provincia e allUniversità, il Prefetto di Bologna, la Camera di Commercio, i tre sindacati confederali più Ugl e Rdb, Unindustria, le associazioni di artigiani e commercianti, il mondo delle cooperative e le due Fondazioni cittadine, poi laeroporto, la Fiera e anche Caritas e Compagnia delle opere. 26 novembre 2009 - Il Giorno Coop di pulizia, le lavoratrici si
appellano al presidente del San Matteo PAVIA - HA SENTITO una parte, ha ascoltato i problemi, poi sentirà l'altra e cercherà di risolvere la situazione. Il presidente del San Matteo, Alessandro Moneta, che ieri mattina con il consigliere Ettore Filippi e il direttore generale, Pietro Caltagirone ha incontrato il sindacato della Flaica Cub e le arrabbiate donne delle pulizie del San Matteo, ha preso un impegno. "Entro 20 giorni saremo riconvocati per capire come si può intervenire - ha detto al termine dell'incontro il sindacalista Pasquale Di Tomaso -. Le donne non possono continuare a lavorare per pochi soldi, con gli straordinari che non vengono pagati e un lavoro che dovrebbe essere accurato anche se non vengono messe nelle condizioni di farlo". Perché le dipendenti sono anche demotivate. Dopo giorni d'attesa, infatti, gli stipendi sono arrivati, ma le buste paga erano sbagliate. "Chi ha lavorato 80 ore - ha spiegato Di Tomaso - ha guadagnato 300 euro, come chi ha lavorato per 180 ore. Un errore, solo che nessuno in ufficio ha l'autonomia per sistemare la situazione e così si rimanda". Nel frattempo è attesa da un momento all'altro la decisione del giudice chiamato ad esprimersi sugli arretrati che le lavoratrici aspettano dall'estate. La vecchia cooperativa appaltatrice sostiene d'aver versato alla Meridional i quattrini per i pagamenti, la nuova ditta sostiene di non averli presi e le dipendenti aspettano.(M.M.) 26 novembre 2009 - La Provincia Pavese Pulizie in ospedale. I sindacati da Moneta PAVIA - Il contenzioso tra il sindacato Cub e la Meridional, società che ad agosto ha vinto lappalto per le pulizie al San Matteo, è arrivato ieri mattina nellufficio del presidente della fondazione, Alessandro Moneta. Una delegazione, guidata da Pasquale Di Tomaso che sta portando avanti la rivendicazione sindacale per conto di un gruppo di lavoratrici, ha incontrato il presidente, il direttore generale Pietro Caltagirone e il consigliere damministrazione Ettore Filippi. «Gli amminisratori hanno ascoltato le nostre rimostranze - spiega Di Tomaso -. Ci aggiorneremo tra una ventina di giorni». 25 novembre 2009 - Adnkronos GOVERNO: RDB, QUESTA VOLTA HA RAGIONE BRUNETTABLOCCO INTERVENTO PUBBLICO RISCHIA STRANGOLARE SALARI Roma, 25 nov. (Adnkronos) - «Questa volta ha ragione Brunetta e non c'è bisogno di essere degli economisti per capire che è indispensabile aprire i cordoni della borsa». Lo dichiara il coordinatore nazionale della RdB Pierpaolo Leonardi. «Ogni volta che ci troviamo a discutere con i vari ministri delle esigenze dei vari dicasteri, e non solo in materia di personale, ci troviamo di fronte alla stessa tiritera: non c'è un euro! La stessa giustificazione addotta per non rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici». «È evidente che la cura Tremonti sta producendo un blocco dell'intervento pubblico che rischia di strangolare, di riflesso, i salari e le disponibilità economiche delle famiglie. Se vogliamo provare a ridurre i danni prodotti dalla crisi, è indispensabile rilanciare la domanda e i consumi e permettere la ripresa degli interventi di spesa ai vari dicasteri», conclude il Coordinatore RdB. RICERCA: USI RDB, PRECARI ISPRA SI
PREPARANO Roma, 25 nov. - (Adnkronos) - Mentre i precari Ispra dell'Usi Rdb Ricerca proseguono il loro presidio ad oltranza e si preparano alla seconda notte sul tetto dell'Istituto, il ministero dell'Ambiente convoca la struttura dirigenziale dell'Ispra. «Sappiamo da fonti ufficiose che il ministero ha convocato la struttura commissariale», dichiara Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi Rdb. «Se ciò sarà confermato vorrà dire che i licenziamenti vengono rimessi in discussione grazie alla nostra iniziativa di lotta - aggiunge - La nostra ferma determinazione è di attendere una trattativa vera e non fumosa sul problema specifico della continuazione e della natura dei contratti». Intanto da domani partono ulteriori iniziative: alle 11.30 una delegazione di precari dell'Usi Rdb Ricerca verrà ricevuta presso il Consiglio Provinciale di Roma, in via IV Novembre 119/A. «Ringraziamo tutti coloro che ci stanno sostenendo, dai singoli cittadini che ci contattano per mostrarci solidarietà, alle forze politiche - aggiunge Argentini - Comunque, se la trattativa non sarà sbloccata, lunedì 30 novembre convocheremo una conferenza stampa proprio sotto il tetto, durante la quale faremo il punto della situazione e proietteremo i film Non sparate alla ricerca e Cerca la ricerca, che abbiamo prodotto come sindacato per denunciare lo stato della ricerca pubblica - conclude il dirigente Usi Rdb - Noi siamo sempre di più, ed anche stanotte dormiremo sul tetto». ROMA: RDB, VIA A VERTENZA LEGALE BUONI PASTO NEGATI A LAVORATORI NIDI Roma, 25 nov. (Adnkronos) - Circa 250 lavoratori degli asili nido, sostenuti dalla RdB, hanno avviato una vertenza legale nei confronti del Comune di Roma per chiedere l'applicazione di quanto previsto dagli accordi sindacali in materia di erogazione dei buoni pasto. Infatti, sottolinea Rdb, «il personale dei nidi, pur avendo diritto ad almeno due buoni pasto settimanali, vede negato questo diritto da oltre quattro anni». «Forse Alemanno ha deciso di imporre a tutti i dipendenti capitolini una dieta forzata», commenta ironicamente Caterina Fida, RdB del Comune di Roma. «È vergognoso che il Comune di Roma neghi il diritto al buono pasto al personale dei nidi provocando così una consistente perdita salariale. Scandaloso inoltre che il buono pasto erogato al resto del personale capitolino sia fermo da quasi 10 anni a poco più di 5 euro. Ci auguriamo che la nostra iniziativa induca l'amministrazione e le altre organizzazioni sindacali a mettere fine a questa situazione inammissibile», conclude la rappresentante RdB. CRISI ECONOMICA: BOLOGNA, IL 4
DICEMBRE Bologna, 25 nov. - (Adnkronos) - È stato fissato al 4 dicembre prossimo alle 15 il consiglio comunale straordinario di Bologna sulla crisi economica. La decisione, comunicata dal presidente del consiglio di Palazzo D'Accursio Maurizio Cevenini, è stata presa nel corso della riunione dei capigruppo di oggi. In realtà, prima della seduta straordinaria, ci sarà un incontro preparatorio il 3 dicembre alle 9.30 tra tutte le commissioni consiliari e i rappresentanti del mondo economico, sindacale e del volontariato. Ai due appuntamenti sono stati invitati il prefetto Angelo Tranfaglia, la Provincia, la Regione Emilia Romagna, la Camera di Commercio, l'università, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Rdb, Unindustria, Confartigianato, Cna, Ascom, Confesercenti, Legacoop, Confcooperative, le fondazioni del Monte e Carisbo, l'Aeroporto, la Fiera, la Caritas e la Compagnia delle Opere. Se il 3 dicembre parleranno Cevenini, un membro della giunta e i rappresentanti delle varie categorie e organizzazioni sociali, il 4 sarà la volta dell'intervento del sindaco Flavio Delbono e del dibattito. «Su questi inviti c'è stato, di massima, l'assenso di tutti» ha spiegato Cevenini ai cronisti, riferendo però che i consiglieri Paolo Foschini (Pdl) e Daniele Corticelli (lista Cazzola) «hanno chiesto di invitare anche i saggi che lavorano al Piano strategico metropolitano». Una richiesta bocciata da Cevenini che ha sottolineato «trovo fuori luogo che i saggi, scelti da Comune e Provincia, per avviare un lavoro che è appena stato messo in moto, vengano già a dare delle risposte sulla crisi. Con loro ci sarà modo di confrontarsi più avanti». Respinta anche la richiesta del capogruppo del Prc Roberto Sconciaforni che aveva chiesto di incentrare la seduta sul tema della democrazia sindacale. Accolta, invece, ma per una discussione in commissione ancora da definire, l'istanza di diversi consiglieri che hanno sollevato la necessità di approfondire il tema legato alle politiche abitative, tramite un confronto con i costruttori e i sindacati di inquilini e proprietari. «È un tema molto sentito -ha concluso Cevenini- che affronteremo in un'apposita commissione». RICERCA: USI RDB, PRIMA NOTTE SUL
TETTO PER I PRECARI DELL'ISPRA Roma, 25 nov. (Adnkronos) - È passata la prima notte sul tetto ma non la determinazione dei precari Ispra, che proseguono nella loro protesta all'Istituto di via Casalotti 300 a Roma. A sostegno dei lavoratori, Usi RdB Ricerca mette in campo iniziative che si svolgeranno domani alla Provincia di Roma e venerdì al Parlamento. «Sappiamo che questa notte non sarà l'ultima, perchè per ora non ci sono segnali chiari da parte dell'amministrazione - riferisce Michela Mannozzi, del coordinamento precari ISPRA dell'USI RdB Ricerca - Nei prossimi giorni, oltre a mantenere il presidio sul tetto, ci rivolgeremo alla città di Roma e al Parlamento». «Ieri il Ministro Prestigiacomo ha richiesto 1 miliardo di Euro per l'ambiente - prosegue Mannozzi - noi siamo interessati a sapere quanti di questi denari saranno destinati ad ISPRA e quanti alla ricerca, e quindi ai precari. Dal Ministro attendiamo l'intervento risolutivo per iniziare e concludere positivamente la trattativa che predisponga la continuazione dei contratti. Allora veramente sarà chiaro che l'intento del Ministro è quello di lavorare per il bene dell'Ambiente. Nel frattempo per tutti coloro che vogliano seguire ed appoggiare la nostra lotta abbiamo attivato una webcam sul tetto (http://it.justin.tv/precariispra). Ci troverete lì, ad oltranza», conclude Mannozzi. RICERCA: SMERIGLIO, SOLIDARIETÀ A PRECARI ISPRA ROMA Roma, 25 nov. - (Adnkronos) - «Siamo vicini ai ricercatori precari dell'Ispra, che da ieri, evidentemente esasperati, sono saliti sui tetti dell'istituto di Via Casalotti a Roma per protestare contro il licenziamento annunciato dall'ente di oltre 250 lavoratori». Lo dichiara in una nota l'assessore al Lavoro e alla Formazione professionale della Provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio . «Purtroppo - conclude Smeriglio - siamo di fronte all'ennesima situazione estrema che porta dei lavoratori, ricercatori, la cui attività è fondamentale per il nostro Paese, a gesti estremi di reazione alla possibilità di perdere non solo uno stipendio, ma un lavoro di dedizione e appassionato impegno nei confronti della ricerca ambientale che li coinvolge da anni. A chi da 24 ore si trova sui tetti dell´Ispra e ai loro colleghi, va tutta la nostra solidarietà». RICERCA: STAMPETE (PD), ALEMANNO MEDI CON IL GOVERNO SU ISPRA Roma, 25 nov. (Adnkronos) - «Questa mattina, mi sono recato qui all'istituto di via Casalotti per portare la mia solidarietà ai lavoratori precari dell'Ispra, che hanno dato atto ad una protesta assolutamente legittima contro i licenziamenti selvaggi dell'azienda». Lo comunica in una nota, il consigliere del comune di Roma Antonio Stampete (Pd). «Il sindaco Alemanno - ha proseguito Stampete - deve intervenire immediatamente sulla questione mediando con il governo. So che è già stato chiesto un miliardo di euro all'esecutivo nazionale da parte del Ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo e vorremmo tutti quanti sapere, quanti di questi soldi saranno destinati al centro di ricerca Ispra e ai lavoratori precari». «Non è ammissibile - ha proseguito Stampete - che vengano gettate via risorse umane così numerose e preziose. Sono stati lasciati a casa già 200 lavoratori lo scorso anno - ha cocluso - non è tollerabile un ulteriore snellimento di un settore che dovrebbe essere il futuro per un italia sempre più all'avanguardia nel rispetto dell'ambiente». 25 novembre 2009 - Ansa LAVORO:ISPRA; PRECARI ANCORA SUL TETTO, MINISTERO IN FERMENTO (ANSA) - ROMA, 25 NOV - «Licenziamenti rimessi in discussione grazie alla nostra iniziativa di lotta». A dichiararlo, riferendosi alla protesta dei precari dell'Istituto di ricerca ambientale Ispra, Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi rdb. Da quanto afferma il sindacato secondo «fonti ufficiose», il ministero dell'Ambiente, convocando la struttura dirigenziale dell'Ispra, rimetterebbe «in discussione i 250 licenziamenti»; un passo avanti nella vicenda che da ieri sera mantiene in presidio sul tetto dell'istituto di ricerca una decina di lavoratori precari. «Se ciò sarà confermato vorrà dire che i licenziamenti vengono rimessi in discussione grazie alla nostra iniziativa di lotta - ha proseguito Argentini -; la nostra ferma determinazione è di attendere una trattativa vera e non fumosa sul problema specifico della continuazione e della natura dei contratti. Ringraziamo tutti coloro che ci stanno sostenendo - ha proseguito il dirigente Usi rdb - dai singoli cittadini che ci contattano per mostrarci solidarietà, alle forze politiche. Noi - ha concluso - siamo sempre di più, ed anche stanotte dormiremo sul tetto». GOVERNO: RDB, QUESTA VOLTA HA RAGIONE BRUNETTA (ANSA) - ROMA, 25 NOV - «Questa volta ha ragione Brunetta - dichiara il coordinatore nazionale della RdB Pierpaolo Leonardi riferendosi alla polemica con Giulio Tremonti - e non c'è bisogno di essere degli economisti per capire che è indispensabile aprire i cordoni della borsa». Secondo Leonardi: «Ogni volta che ci troviamo a discutere con i vari Ministri delle esigenze dei vari dicasteri, e non solo in materia di personale, ci troviamo di fronte alla stessa tiritera: non c'è un euro. La stessa giustificazione addotta per non rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici. È evidente che la cura Tremonti sta producendo un blocco dell'intervento pubblico che rischia di strangolare, di riflesso, i salari e le disponibilità economiche delle famiglie. Se vogliamo provare a ridurre i danni prodotti dalla crisi, è indispensabile rilanciare la domanda e i consumi e permettere la ripresa degli interventi di spesa ai vari dicasteri», conclude il Coordinatore RdB. LAVORO: ISPRA; PROTESTA PRECARI, PRIMA NOTTE SUL TETTO (ANSA) - ROMA, 25 NOV - Prima notte di protesta sul tetto per i precari dell'istituto di ricerca ambientale Ispra, a Roma. Una decina di ricercatori, saliti ieri sul tetto della sede dell'istituto in via Casalotti 300, sono contrari agli annunciati licenziamenti di altri 250 precari. A sostegno dei lavoratori, l'Usi RdB Ricerca ha messo in campo iniziative che si svolgeranno domani alla Provincia di Roma e venerdì al Parlamento. Per far seguire e appoggiare la loro battaglia i precari hanno attivato anche una webcam sul tetto. «Sappiamo che questa notte non sarà l'ultima, perchè per ora non ci sono segnali chiari da parte dell'amministrazione - ha detto Michela Mannozzi, del coordinamento precari Ispra dell'Usi RdB Ricerca -. Nei prossimi giorni, oltre a mantenere il presidio sul tetto, ci rivolgeremo alla città di Roma e al Parlamento. Ieri il Ministro Prestigiacomo ha richiesto un miliardo di euro per l'ambiente noi siamo interessati a sapere quanti di questi denari saranno destinati ad Ispra e quanti alla ricerca, e quindi ai precari. Dal Ministro attendiamo l'intervento risolutivo per iniziare e concludere positivamente la trattativa che predisponga la continuazione dei contratti. Allora veramente sarà chiaro che l'intento del Ministro è quello di lavorare per il bene dell'Ambiente». LAVORO:GRECO, NON TOLLERABILE DISPERDERE CAPITALE UMANO ISPRA (ANSA) - CATANZARO, 25 NOV - «All'Ispra c'è un capitale umano straordinario che rischia di essere disperso. E ciò non è tollerabile». Lo ha detto l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvo Greco, che oggi ha portato la solidarietà degli assessori all'ambiente della Conferenza delle Regioni, di cui è coordinatore, ai ricercatori dell'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale) che ieri sono saliti sul tetto dell'istituto per protestare contro gli annunciati licenziamenti. «Sono preoccupato - ha detto Greco che è un noto biologo marino - per lo smantellamento dell'unico istituto di ricerca sul mare. Il problema è che la ricerca, in Italia, non interessa a nessuno». «Oggi - ha aggiunto - sono voluto venire all'Istituto a portare la solidarietà mia e del coordinamento degli assessori all'Ambiente delle Regioni. Il patrimonio di conoscenze dell'Ispra non può essere disperso». A protestare, ieri, sono stati una decina di precari con contratti Co.co.co. e ricercatori a tempo determinato dell'Istituto. Secondo il sindacato Usi RdB Ricerca, l'ente di ricerca, dopo avere licenziato 200 precari storici, è pronta a fare altrettanto con altri 250, pari al 40% del personale. LAVORO: ISPRA; GUIDONI (SL),TAGLI RICERCA PER ESIGENZE CASSA (ANSA) - ROMA, 25 NOV - «Ancora una volta le esigenze di cassa vengono anteposte alla qualità della investigazione scientifica». È quanto afferma in una nota Umberto Guidoni, del Coordinamento Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, a proposito del licenziamento di 250 giovani ricercatori dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione ambientale (Ispra), che ha subito una decurtazione del 40% della forza lavoro e probabilmente l'espulsione della totalità delle nuove leve. Con questi licenziamenti, che sono «la risposta, prosegue l'esponente di Sl, del governo all'appello del presidente Napolitano sulla valorizzazione della ricerca», il governo «penalizza la ricerca pubblica ed umilia le ambizioni dei giovani ricercatori». «Sinistra, Ecologia Libertà - conclude Guidoni - è solidale con i ricercatori licenziati ed è al fianco delle battaglie dei precari della ricerca» contro «una scelta ideologica che reca grave danno alle prospettive future del nostro Paese». LAVORO: ECODEM CON I RICERCATORI, RIAPRIRE VERTENZA ISPRA (ANSA) - ROMA, 25 NOV - «Necessario riaprire la vertenza per salvaguardare i livelli occupazionali, valorizzare le professionalità e sostenere il settore della ricerca». «Gli Ecologisti Democratici sono al fianco dei dipendenti dell'Ispra che si vedono costretti ad adottare forme di lotta dure ed estreme per difendere il posto di lavoro e per chiedere concreto sostegno al settore della ricerca». È quanto dichiara oggi Marco Ciarafoni, portavoce nazionale dell'Associazione. «La decisione - continua l'esponente Ecodem - di procedere ai licenziamenti di oltre il 40% dei lavoratori è il drammatico segno del fallimento della stagione commissariale voluta dal governo Berlusconi e certifica, se mai ve ne fosse ancora bisogno, il suo completo disinteresse verso gli enti e gli istituti che svolgono, con competenza e professionalità, importanti e qualificate attività di ricerca, protezione, controllo e monitoraggio ambientale». LAVORO: ISPRA; VELTRONI E BRATTI INCONTRANO PRECARI (ANSA) - ROMA, 25 NOV - Oggi pomeriggio una delegazione dei lavoratori precari dell'Ispra ha incontrato i parlamentari del PD Walter Veltroni e Alessandro Bratti a margine dell'audizione in Commissione Ambiente del Ministro Prestigiacomo. ''In commissione Ambiente - riferisce una nota del partito - il Partito Democratico ha chiesto al Ministro di riferire circa il grave stato della situazione in cui versa l'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale con particolare riferimento alla situazione lavorativa dei circa 200 tra ricercatori e tecnici in scadenza di contratto, che da ieri protestano sul tetto della sede dell'Istituto a Roma. Sul punto il Ministro e' stato al momento vago rimandando alla prossima settimana la trattazione dell'argomento. Ieri inoltre il PD ha chiesto in una informativa urgente che il Governo riferisca a riguardo della situazione dei ricercatori precari''.(ANSA). 25 novembre 2009 - Il Velino Ispra, Pd: Sollevata questione dei precari a Prestigiacomo Roma, 25 NOV (Velino) - "Oggi durante l'audizione alla Camera del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, abbiamo sollevato il problema dei precari dell'Ispra la cui drammaticita' e' ormai sotto gli occhi di tutta l'opinione pubblica". Lo dichiarano Raffaella Mariani e Alessandro Bratti, deputati del Pd in commissione Ambiente di Montecitorio. "Il ministro ha preso l'impegno di riferire dettagliatamente sulla situazione e sul futuro dei 250 ricercatori dipendenti dell'istituto superiore per la Ricerca e la protezione ambientale - continuano i due esponenti del Pd -. Continueremo il nostro pressing aspettando dunque le risposte del ministro per risolvere un problema che ci sta a cuore non solo per la vita dei precari stessi, ma per la qualita' e il futuro della ricerca in Italia". Ispra, Pedica/Monai (Idv): Non sparate alla ricerca Roma, 25 NOV (Velino) - "Ieri, una delegazione dell'Italia dei valori e' stata a fianco dei ricercatori dell'Ispra, Istituto superiore di ricerca ambientale, costretti ad un gesto eclatante e disperato, occupare la sede di Roma e dormire sul tetto della stessa, per protestare contro i licenziamenti annunciati dall'Ente". Lo scrivono in un post sul sito dell'Italia dei valori, il senatore Stefano Pedica e il deputato Carlo Monai. "Il prefetto Vincenzo Grimaldi, alla guida dell'Ente malgrado non abbia alcuna competenza in materia ambientale - continuano gli esponenti dell'Idv - ieri ha impedito l'ingresso nella sede ai giornalisti: un tentativo di mettere a tacere la protesta dei lavoratori. L'Ispra oltre ad aver licenziato 200 precari si appresta a licenziarne altri 250 entro la fine dell'anno. Perche'? A detta del governo mancano i soldi. Ma i fondi utilizzati per mantenere questo Istituto, che controlla la qualita' dell'acqua che beviamo e dell'aria che respiriamo, vengono dalla comunita' europea e, quindi, sono disponibili. La vera ragione e' che questo governo, dopo aver deciso di vendere l'acqua, ora vuole esternalizzare anche i controlli ambientali. Al peggio non c'e' mai fine! Ci piace riportare qui le parole del presidente Napolitano: 'C'e' necessita' di investire in ricerca e innovazione, perche' su questo ci giochiamo il nostro futuro, anche per uscire dalla crisi in condizioni migliori di come ci siamo entrati'. La maggioranza, purtroppo, la pensa diversamente. L'Ispra non deve chiudere. L'Italia dei valori sara' vicina a tutti quei ricercatori che hanno deciso di non piegare la testa alla logica distruttiva del ministro dell´Ambiente Prestigiacomo che, pezzo dopo pezzo, sta sfasciando il nostro sistema ambientale. E, per questo, interverremo in Parlamento per continuare ad essere al fianco dei lavoratori e far valere le loro ragioni. Consigliamo a tutti di vedere questo video realizzato dai precari che stanno rischiando il proprio posto di lavoro. Una satira amara che rischia di diventare realta' con questo governo intenzionato ad ammazzare la ricerca e a ridurre sul lastrico i professionisti che a questa hanno dedicato la loro vita". 25 novembre 2009 - Julie news Vigili del fuoco: il soccorso non è un business ROMA - Dopo il cambio di natura e spirito su cui era originariamente fondata la Protezione Civile, che da struttura per le attività di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio è divenuta primariamente un gestore di "grandi eventi", si preannuncia un altro grave stravolgimento che avrà con pesanti ricadute sui cittadini ed i lavoratori. Il Governo sta infatti predisponendo un decreto legge secretato in cui si prevede, tra l'altro, il trasferimento di competenze dal Dipartimento per la Protezione Civile ad una costituenda S.p.A.. In questo modo anche il soccorso diventa un business, un attività che si pone l'obiettivo di guadagnare sulla pelle della popolazione. Secondo la RdB, con questo provvedimento si intende sottrarre il controllo democratico del Parlamento da questo pezzo importante dell'organizzazione statale, sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla "Servizi Difesa S.p.A.". Si crea una nuova struttura in grado di acquistare inceneritori da società private con i soldi pubblici stanziati per far fronte alle calamità nel paese, per poi cederli agli enti locali, configurando un ulteriore indebitamento dei comuni. Una società per azioni all'interno della quale i lavoratori della Protezione Civile, a cui verranno sottratte competenze e funzioni, verranno pubblicizzati e quindi, come già successo per i Vigili del Fuoco, privati dei diritti sindacali e gerarchicamente "comandati". "Ed i vigili del fuoco ? - si interroga Antonio Jiritano della RdB VVF - Non ce ne è menzione nella bozza del decreto! A questi non rimarrebbe altro che fare da specchietto per le allodole negli scenari colpiti da calamità, come rappresentazione mediatica dello Stato sul territorio, esautorati del loro ruolo nella cabina di regia delle emergenze, estromessi da tutte le attività di protezione civile, dopo la sottrazione di funzioni e competenze operata dalla nuova tipologia contrattuale". "Sarà un ruolo di pura manovalanza pagata a basso prezzo - prosegue Jiritano - ed in alcuni casi nemmeno pagata. Rimaniamo con le sofferenze giornaliere per prestare il soccorso, con i debiti in aumento nei confronti dei creditori, i mezzi ormai tanto usurati dai chilometri percorsi, il personale in servizio che lavora giorno notte e festivi senza ferie o tempo libero per le famiglie. Al soccorso ci penseranno le assicurazioni, visto che nello stesso decreto è prevista l'assicurazione obbligatoria per le civili abitazioni. Ma non è questo che i cittadini e i lavoratori vogliono", conclude il dirigente RdB. 25 novembre 2009 - Omniroma COMUNE, RDB: LAVORATORI ASILI NIDO FANNO VERTENZA PER BUONI PASTO (OMNIROMA) Roma, 25 nov - «Circa 250 lavoratori degli asili nido, sostenuti dalla RdB, hanno avviato una vertenza legale nei confronti del Comune di Roma per chiedere l'applicazione di quanto previsto dagli accordi sindacali in materia di erogazione dei buoni pasto. Infatti il personale dei nidi, pur avendo diritto ad almeno due buoni pasto settimanali, vede negato questo diritto da oltre quattro anni». Lo comunica Rdb. «Forse Alemanno ha deciso di imporre a tutti i dipendenti capitolini una dieta forzata- commenta Caterina Fida, RdB del Comune di Roma - È vergognoso che il Comune di Roma neghi il diritto al buono pasto al personale dei nidi provocando così una consistente perdita salariale. Scandaloso inoltre che il buono pasto erogato al resto del personale capitolino sia fermo da quasi 10 anni a poco più di 5 euro. Ci auguriamo che la nostra iniziativa induca l'amministrazione e le altre organizzazioni sindacali a mettere fine a questa situazione inammissibile». CASALOTTI, RDB: «PRIMA NOTTE SU TETTO PER I PRECARI ISPRA» (OMNIROMA) Roma, 25 nov - «È passata la prima notte sul tetto ma non la determinazione dei precari Ispra, che proseguono nella loro protesta all'Istituto di via Casalotti 300 a Roma. A sostegno dei lavoratori, Usi Rdb Ricerca mette in campo iniziative che si svolgeranno domani alla Provincia di Roma e venerdì al Parlamento. Sappiamo che questa notte non sarà l'ultima, perché per ora non ci sono segnali chiari da parte dell'amministrazione», lo dichiara in una nota Michela Mannozzi, del coordinamento precari Ispra dell'Usi Rdb Ricerca. «Nei prossimi giorni, oltre a mantenere il presidio sul tetto, ci rivolgeremo alla città di Roma e al Parlamento - prosegue Mannozzi - Ieri il ministro Prestigiacomo ha richiesto 1 miliardo di euro per l'ambiente noi siamo interessati a sapere quanti di questi denari saranno destinati a Ispra e quanti alla ricerca, e quindi ai precari. Dal Ministro attendiamo l'intervento risolutivo per iniziare e concludere positivamente la trattativa che predisponga la continuazione dei contratti. Allora veramente sarà chiaro che l'intento del Ministro è quello di lavorare per il bene dell'Ambiente. Nel frattempo per tutti coloro che vogliano seguire ed appoggiare la nostra lotta abbiamo attivato una webcam sul tetto (http://it.justin.tv/precariispra). Ci troverete lì, ad oltranza», conclude Mannozzi. ISPRA, SMERIGLIO: «VICINI A RICERCATORI» (OMNIROMA) Roma, 25 nov - «Siamo vicini ai ricercatori precari dell´Ispra, che da ieri, evidentemente esasperati, sono saliti sui tetti dell'istituto di Via Casalotti a Roma per protestare contro il licenziamento annunciato dall'ente di oltre 250 lavoratori. Purtroppo siamo di fronte all'ennesima situazione estrema che porta dei lavoratori, ricercatori, la cui attività è fondamentale per il nostro Paese, a gesti estremi di reazione alla possibilità di perdere non solo uno stipendio, ma un lavoro di dedizione e appassionato impegno nei confronti della ricerca ambientale che li coinvolge da anni. A chi da 24 ore si trova sui tetti dell´Ispra e ai loro colleghi, va tutta la nostra solidarietà». Lo dichiara in una nota l'assessore provinciale al Lavoro e alla Formazione professionale, Massimiliano Smeriglio. ISPRA,STAMPETE(PD):«ALEMANNO MEDI CON GOVERNO PER SBLOCCO FONDI» (OMNIROMA) Roma, 25 nov - «Questa mattina, mi sono recato qui all'istituto di via Casalotti per portare la mia solidarietà ai lavoratori precari dell'Ispra, che hanno dato atto ad una protesta assolutamente legittima contro i licenziamenti selvaggi dell'azienda. Il sindaco Alemanno deve intervenire immediatamente sulla questione mediando con il governo». Lo afferma, in una nota, il consigliere Pd del Comune di Roma Antonio Stampete. «So che è già stato chiesto un miliardo di euro all'esecutivo nazionale da parte del Ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo e vorremmo tutti quanti sapere, quanti di questi soldi saranno destinati al centro di ricerca Ispra e ai lavoratori precari. Non è ammissibile - ha proseguito Stampete - che vengano gettate via risorse umane così numerose e preziose. Sono stati lasciati a casa già 200 lavoratori lo scorso anno - ha concluso - non è tollerabile un ulteriore snellimento di un settore che dovrebbe essere il futuro per una Italia sempre più all'avanguardia nel rispetto dell'ambiente». 25 novembre 2009 - Repubblica.it Precari, la protesta corre via
webcam Giovedì 26 novembre i dipendenti dell'Alcoa e di Agile
(ex Eutelia) manifestano nella Capitale per chiedere al Governo di salvare i rispettivi
posti di lavoro. Intanto i ricercatori precari dell'Ispra hanno passato la notte sul tetto
della sede di via Casalotti e non intendono muoversi fino a quando non riceveranno
proposte concrete. E attraverso questa webcam li si può seguire in diretta. 25 novembre 2009 - Corriere.it via casalotti 300 ROMA - «È passata la prima notte sul tetto ma non la
determinazione dei precari Ispra, che proseguono nella loro protesta all'Istituto di via
Casalotti 300 a Roma. Sappiamo che questa notte non sarà l'ultima, perché per ora non ci
sono segnali chiari da parte dell'amministrazione». Così va avanti ad oltranza la
protesta dei precari Ispra - Istituto superiore di protezione ambientale - che martedì
sono saliti sul tetto per protestare contro il mancato rinnovo del contrattodi 150 precari
in scadenza alla fine di novembre. 25 novembre 2009 - Apcom Ispra/ Roma, precari ancora sul tetto: Qui a oltranzaContinua la protesta iniziata ieri, attivata una webcam (APCOM) Roma - Prosegue a Roma la protesta dei precari dell'Ispra, che da ieri hanno occupato il tetto dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale di via Casalotti 300. "Sappiamo che questa notte non sarà l'ultima, perché per ora non ci sono segnali chiari da parte dell'amministrazione", riferisce Michela Mannozzi, del coordinamento precari Ispra dell'USI RdB Ricerca: "Nei prossimi giorni, oltre a mantenere il presidio sul tetto, ci rivolgeremo alla città di Roma e al Parlamento". "Ieri il ministro Prestigiacomo ha richiesto un miliardo di euro per l'ambiente - prosegue Mannozzi - noi siamo interessati a sapere quanti di questi denari saranno destinati ad Ispra e quanti alla ricerca, e quindi ai precari. Dal Ministro attendiamo l'intervento risolutivo per iniziare e concludere positivamente la trattativa che predisponga la continuazione dei contratti. Allora veramente sarà chiaro che l'intento del Ministro è quello di lavorare per il bene dell'Ambiente. Sul tetto rimarremo ad oltranza". I precari hanno attivato una webcam sul tetto dell'Istituto per seguire la protesta anche on-line (http://it.justin.tv/precariispra). 25 novembre 2009 - Agi LAVORO: ASSEMBLEA PRECARI REGIONE IL 2 A CATANZARO (AGI) - Catanzaro, 25 nov. - E in programma per il prossimo 2 dicembre, alle ore 10,30, a Catanzaro, nella sala conferenza dellIstituto Tecnico Industriale in Piazza Matteotti, organizzata dai lavoratori precari, con lappoggio del Sindacato RdB, lassemblea dei precari della Regione Calabria. Allassemblea, a cui partecipera Paola PalmierI, della segreteria nazionale della RdB, sono stati invitati a partecipare il Governatore della Regione Calabria,. Agazio Loiero, i membri della giunta e del Consglio regionale," per discutere - spiega una nota - della gravissima situazione del personale precario ex Lsu-Lpu della Regione". 25 novembre 2009 - Liberazione 4 dicembre Giornata nazionale contro
sfratti e sgomberi Le previsioni del tempo, per venerdì 4 dicembre, danno clima caldo. Caldissimo. In tutte le città d'Italia. Napoli, Bologna, Firenze, Palermo, Milano. Ma soprattutto Roma. Qui, in occasione di quella che è stata chiamata la Giornata nazionale contro gli sfratti e gli sgomberi, nella Capitale ci sarà un corteo cittadino «per fermare la stagione di guerra contro i diritti e le libertà, inaugurata da Alemanno il primo settembre con lo sgombero dell'ex ospedale Regina Elena e culminata con quello di Horus lo scorso 19 novembre» spiega Paolo Di Vetta di Asia Rdb. Ieri, in una partecipata assemblea presso lo spazio pubblico autogestito Strike, si è deciso di scendere in piazza con una manifestazione «per ricostruire un punto di resistenza diffuso e radicale, rompere l'inerzia di una città governata con la paura e in cui la politica coincide con gli interessi economici, finanziari e immobiliari». Dopo le mobilitazioni contro il Piano Casa e l'occupazione del IV Municipio a seguito dello sgombero di Horus, i movimenti sono pronti a tornare all'attacco. «Abbiamo scelto la data del 4 dicembre» spiega Emiliano dei Blocchi precari metropolitani «per una connessione simbolica e materiale con la giornata di mobilitazione contro gli sfratti che vedrà iniziative diffuse in tutto il paese». Quel giorno tutte le associazioni, i comitati, le realtà politiche cittadine saranno chiamate «a esprimere la ricchezza e la molteplicità delle lotte che vivono negli spazi occupati e autogestiti». Tutte le maggiori città italiane hanno non solo recepito l'appello proveniente da Roma, ma lo hanno "reso proprio". A Bologna, infatti, la giornata contro gli sfratti sarà l'occasione per chiedere «un reale piano casa, sia sul piano regionale che nazionale, che rilanci l'edilizia residenziale pubblica e colpisca a livello fiscale chi specula attraverso la rendita» spiega Lidia Triossi di Asia Rdb. Al centro della mobilitazione ci sarà, ovviamente, la difesa del Lazzaretto Autogestito per il quale, ieri, c'è stato un incontro tra una delegazione del centro sociale, accompagnata da rappresentanti degli altri centri sociali cittadini, e Maurizio Cevenini, presidente del consiglio comunale di Bologna. Incontro che si è risolto con un nulla di fatto. Così, dopo un'assemblea improvvisata all'interno di del Palazzo Comunale, si è deciso di lanciare un'iniziativa pubblica presso l'Xm24 per oggi pomeriggio. A Napoli, invece, la manifestazione cittadina del 4 dicembre sarà incentrata contro la repressione e sulla difesa degli spazi sociali «sempre più criminalizzati dalle forze politiche, dalle forze dell'ordine e dalla stampa» denuncia Antonio Musella del laboratorio Insurgencia. Per questo è stato organizzato un corteo che partirà da piazza Mater Dei, a pochi metri dall'occupazione neofascista di Casa Pound, e che terminerà con un presidio sotto la Prefettura dove una delegazione dei movimenti napoletani incontrerà il prefetto Alessandro Pansa. Il corteo sarà aperto dallo striscione "Verità e Giustizia per Stefano Cucchi". 25 novembre 2009 - Villaggio Globale Prima notte sul tetto per i precari
Ispra Roma - I precari dell'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale) hanno trascorso la prima notte sul tetto della sede dell'istituto in via Casalotti 30, a Roma, continuando la loro protesta iniziata ieri. Sono una decina e sono contrari agli annunciati licenziamenti di altri 250 precari. A sostegno dei lavoratori, l'Usi RdB Ricerca ha messo in campo iniziative che si svolgeranno domani alla Provincia di Roma e venerdì al Parlamento. Per far seguire e appoggiare la loro battaglia i precari hanno attivato anche una webcam sul tetto. «Sappiamo che questa notte non sarà l'ultima, perché per ora non ci sono segnali chiari da parte dell'amministrazione - ha detto Michela Mannozzi, del coordinamento precari Ispra dell'Usi RdB Ricerca -. Nei prossimi giorni, oltre a mantenere il presidio sul tetto, ci rivolgeremo alla città di Roma e al Parlamento. Ieri il Ministro Prestigiacomo ha richiesto un miliardo di euro per l'ambiente noi siamo interessati a sapere quanti di questi denari saranno destinati ad Ispra e quanti alla ricerca, e quindi ai precari. Dal Ministro attendiamo l'intervento risolutivo per iniziare e concludere positivamente la trattativa che predisponga la continuazione dei contratti. Allora veramente sarà chiaro che l'intento del Ministro è quello di lavorare per il bene dell'Ambiente». Forte è la solidarietà delle forze politiche e il consigliere del comune di Roma Antonio Stampete (Pd) ha chiesto esplicitamente la mediazione del sindaco di Roma. «Non è ammissibile - ha detto Stampete - che vengano gettate via risorse umane così numerose e preziose. Sono stati lasciati a casa già 200 lavoratori lo scorso anno non è tollerabile un ulteriore snellimento di un settore che dovrebbe essere il futuro per un Italia sempre più all'avanguardia nel rispetto dell'ambiente». Predisposizione governativa Dopo il cambio di natura e spirito su cui era originariamente fondata la Protezione civile, che da struttura per le attività di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio è divenuta primariamente un gestore di «grandi eventi», si preannuncia un altro grave stravolgimento che avrà pesanti ricadute sui cittadini ed i lavoratori. Il Governo sta infatti predisponendo un decreto legge secretato in cui si prevede, tra l'altro, il trasferimento di competenze dal Dipartimento per la Protezione civile ad una costituenda Spa. Secondo la RdB (Rappresentanze sindacali di base), con questo provvedimento si intende sottrarre il controllo democratico del Parlamento da questo pezzo importante dell'organizzazione statale, sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla «Servizi difesa Spa». Antonio Jiritano della RdB-Vvf si interroga su quello che potrà accedere ai Vvf, e dichiara che «ai Vigili del Fuoco, se il decreto venisse approvato, non rimarrebbe altro che fare da specchietto per le allodole negli scenari colpiti da calamità, come rappresentazione mediatica dello Stato sul territorio, esautorati del loro ruolo nella cabina di regia delle emergenze, estromessi da tutte le attività di protezione civile, dopo la sottrazione di funzioni e competenze operata dalla nuova tipologia contrattuale. «Sarà un ruolo di pura manovalanza pagata a basso prezzo, ed in alcuni casi nemmeno pagata. Rimaniamo con le sofferenze giornaliere per prestare il soccorso, con i debiti in aumento nei confronti dei creditori, i mezzi ormai tanto usurati dai chilometri percorsi, il personale in servizio che lavora giorno notte e festivi senza ferie o tempo libero per le famiglie. Al soccorso ci penseranno le assicurazioni, visto che nello stesso decreto è prevista l'assicurazione obbligatoria per le civili abitazioni. Ma non è questo che i cittadini e i lavoratori vogliono», conclude il dirigente RdB. 25 novembre 2009 - Spoleto City VIGILI DEL FUOCO: RdB, IL SOCCORSO
NON E' UN BUSINESS Dopo il cambio di natura e spirito su cui era
originariamente fondata la Protezione Civile, che da struttura per le attività di
prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio è divenuta primariamente un gestore
di "grandi eventi", si preannuncia un altro grave stravolgimento che avrà con
pesanti ricadute sui cittadini ed i lavoratori. Il Governo sta infatti predisponendo un
decreto legge secretato in cui si prevede, tra l'altro, il trasferimento di competenze dal
Dipartimento per la Protezione Civile ad una costituenda S.p.A.. In questo modo anche il
soccorso diventa un business, un attività che si pone l'obiettivo di guadagnare sulla
pelle della popolazione. Secondo la RdB, con questo provvedimento si intende sottrarre il
controllo democratico del Parlamento da questo pezzo importante dell'organizzazione
statale, sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla "Servizi Difesa
S.p.A.". Si crea una nuova struttura in grado di acquistare inceneritori da società
private con i soldi pubblici stanziati per far fronte alle calamità nel paese, per poi
cederli agli enti locali, configurando un ulteriore indebitamento dei comuni. Una società
per azioni all'interno della quale i lavoratori della Protezione Civile, a cui verranno
sottratte competenze e funzioni, verranno pubblicizzati e quindi, come già successo per i
Vigili del Fuoco, privati dei diritti sindacali e gerarchicamente "comandati".
"Ed i vigili del fuoco ? - si interroga Antonio Jiritano della RdB VVF - Non ce ne è
menzione nella bozza del decreto! A questi non rimarrebbe altro che fare da specchietto
per le allodole negli scenari colpiti da calamità, come rappresentazione mediatica dello
Stato sul territorio, esautorati del loro ruolo nella cabina di regia delle emergenze,
estromessi da tutte le attività di protezione civile, dopo la sottrazione di funzioni e
competenze operata dalla nuova tipologia contrattuale". "Sarà un ruolo di pura
manovalanza pagata a basso prezzo - prosegue Jiritano - ed in alcuni casi nemmeno pagata.
Rimaniamo con le sofferenze giornaliere per prestare il soccorso, con i debiti in aumento
nei confronti dei creditori, i mezzi ormai tanto usurati dai chilometri percorsi, il
personale in servizio che lavora giorno notte e festivi senza ferie o tempo libero per le
famiglie. Al soccorso ci penseranno le assicurazioni, visto che nello stesso decreto è
prevista l'assicurazione obbligatoria per le civili abitazioni. Ma non è questo che i
cittadini e i lavoratori vogliono", conclude il dirigente RdB. 25 novembre 2009 - Il Capoluogo.it RdB: Il soccorso non è business Roma, 25 nov - Un decreto governativo si appresta a
stravolgere la Protezione Civile lasciando i Vigili del Fuoco alla finestra. Dopo il
cambio di natura e spirito su cui era originariamente fondata la Protezione Civile, che da
struttura per le attività di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio è
divenuta primariamente un gestore di "grandi eventi", si preannuncia un altro
grave stravolgimento che avrà con pesanti ricadute sui cittadini ed i lavoratori. Il
Governo sta infatti predisponendo un decreto legge secretato in cui si prevede, tra
l'altro, il trasferimento di competenze dal Dipartimento per la Protezione Civile ad una
costituenda S.p.A.. In questo modo anche il soccorso diventa un business, un attività che
si pone l'obiettivo di guadagnare sulla pelle della popolazione. Secondo la RdB, con
questo provvedimento si intende sottrarre il controllo democratico del Parlamento da
questo pezzo importante dell'organizzazione statale, sulla falsariga di quanto si sta
consumando in merito alla "Servizi Difesa S.p.A.". Si crea una nuova struttura
in grado di acquistare inceneritori da società private con i soldi pubblici stanziati per
far fronte alle calamità nel paese, per poi cederli agli enti locali, configurando un
ulteriore indebitamento dei comuni. Una società per azioni all'interno della quale i
lavoratori della Protezione Civile, a cui verranno sottratte competenze e funzioni,
verranno pubblicizzati e quindi, come già successo per i Vigili del Fuoco, privati dei
diritti sindacali e gerarchicamente "comandati". "Ed i vigili del fuoco ? -
si interroga Antonio Jiritano della RdB VVF - Non ce ne è menzione nella bozza del
decreto! A questi non rimarrebbe altro che fare da specchietto per le allodole negli
scenari colpiti da calamità, come rappresentazione mediatica dello Stato sul territorio,
esautorati del loro ruolo nella cabina di regia delle emergenze, estromessi da tutte le
attività di protezione civile, dopo la sottrazione di funzioni e competenze operata dalla
nuova tipologia contrattuale". "Sarà un ruolo di pura manovalanza pagata a
basso prezzo - prosegue Jiritano - ed in alcuni casi nemmeno pagata. Rimaniamo con le
sofferenze giornaliere per prestare il soccorso, con i debiti in aumento nei confronti dei
creditori, i mezzi ormai tanto usurati dai chilometri percorsi, il personale in servizio
che lavora giorno notte e festivi senza ferie o tempo libero per le famiglie. Al soccorso
ci penseranno le assicurazioni, visto che nello stesso decreto è prevista l'assicurazione
obbligatoria per le civili abitazioni. Ma non è questo che i cittadini e i lavoratori
vogliono", conclude il dirigente RdB. 25 novembre 2009 - La Repubblica "No ai licenziamenti",
ricercatori sul tetto Roma - Si sono portati i sacchi a pelo, qualche bevanda
e alcuni viveri. I trenta ricercatori dell´Ispra (Istituto superiore per la protezione e
la ricerca ambientale), che da ieri mattina sono sul tetto dell´ente, sapevano già che
la protesta sarebbe andata per le lunghe. Così hanno passato la prima notte sulla
terrazza all´ultimo piano di via Casalotti 300. Una mobilitazione organizzata per cercare
di salvare centinaia di posti di lavoro. «Ci vogliono mandare tutti via - spiega Michela
Mannozzi, 37 anni da sei all´Ispra e da ieri sul tetto - Lottiamo contro il precariato.
Non scenderemo finché non avremo certezze sul futuro e la stabilizzazione del
contratto». Scajola avverte Fiat: folle chiudere
Termini TORINO - La prima mossa della giornata arriva da Dubai,
dove il ministro Claudio Scajola accompagna Berlusconi in visita. Dice il titolare
dell´Industria: «Sarebbe folle far morire un polo industriale come quello di Termini
Imerese su cui nel tempo sono stati fatti investimenti importanti». Poi il ministro
chiede «a Fiat che venga aumentata la produzione industriale in Italia dove
immatricoliamo più auto di quante ne produciamo anche se la stessa Fiat ritiene che sei
stabilimenti siano troppi e Termini Imerese abbia difficoltà oggettive». E annuncia:
«Gli incentivi diminuiranno in modo graduale per essere trasferiti ad altri settori». 25 novembre 2009 - Il Manifesto TAGLI ALLA RICERCA/IL CASO ISPRA Roma - I lavoratori dell'Ispra - ente di ricerca pubblica - sono saliti ieri sul tetto della sede di via Casalotti, a Roma. Protestano contro il licenziamento di 200 precari storici - già avvenuto - e l'ipotesi di cacciarne altri 250: il 40% del personale, che coincide con la totalità dei giovani presenti nell'ente. I precari, alcuni dei quali ricercatori dell'equipaggio della nave Astrea inviata il 20 settembre scorso per compiere alcuni rilievi sulla «nave dei veleni» individuata al largo di Cetraro, in Calabria, hanno chiesto di incontrare il commissario dell'Ispra e sono disposti a continuare la protesta fin quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare. Claudio Argentini, della segreteria nazionale dell'Usi-RdB ricerca, parla di «disperazione dei lavoratori, che oltre a perdere il posto, cui hanno dedicato molti anni della loro vita, vedono il ministro e il commissario azzerare completamente la ricerca dedicata al mare». In serata, davanti al silenzio totale delle istituzioni, i dipendenti hanno deciso di rimanere sul tetto anche per la notte. «Non scenderanno se non di fronte a risposte precise sul sostegno al settore della ricerca marina». 25 novembre 2009 - Corriere della Sera Casalotti Roma - Protesta sui tetti a Casalotti. Ieri pomeriggio un gruppo di precari dellente di ricerca pubblica ambientale Ispra ha inscenato una protesta contro il piano di licenziamenti. Una decina di manifestanti ha trascorso la notte sul tetto con tende e sacchi a pelo. 25 novembre 2009 - EPolis Roma ![]() Via Casalotti. L'ente ha previsto un piano che prevede il taglio di personale: a casa già duecento persone Ispra, ricercatori precari sul tetto «entro l'anno 250 licenziamenti» Solidarietà del centrosinistra. Si chiede l'intervento del governo e della Prestigiacomo di Marta Rossi Roma - Un piano da 250 licenziamenti che si vanno ad
aggiungere ai già ducento mandati a casa, in pratica il 40 per cento del personale
dell'Ispra, ente di ricerca pubblica ambientale, è destinato a perdere il lavoro. E dopo
un'assemblea sindacale indetta da Usi Rdb ricerca, in via Casalotti un gruppo di precari
è salito sul tetto dello stabile per protestare contro il piano di licenziamenti che, di
fatto, taglierà fuori dall'ente la quasi totalità del personale giovane.
25 novembre 2009 - Il Tempo La Regione lancia un appello al
governo Roma - I lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), dopo l'assemblea di ieri sono saliti sul tetto della sede di via Casalotti e dichiarano di non voler scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza». L'Ispra ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. «I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, vedono azzerare completamente la ricerca dedicata al mare». «Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione - si legge nella nota del sidnacato - i lavoratori precari dell'Ispra si preparano così ad affrontare la notte sul tetto dell'Istituto di Via Casalotti 300 a Roma. I lavoratori chiedono di incontrare il commissario per l'ente e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009». Sulla vicenda sono intervenuti diversi esponenti politici del Pd e dell'Italia dei Valori. Tra gli altri, anche il vicepresidente della giunta della Regione, Esterino Montino il quale, dopo aver espresso la sua solidarietà ai lavoratori precari, ha rivolto un appello al Governo «e in particolare ai Ministri Prestigiacomo e Sacconi, affinché si adoperino sia per dare riconoscimento delle competenze e certezza di lavoro ai ricercatori, sia per valorizzare le attività dell'Ente». 25 novembre 2009 - Leggo Roma. Alla ricerca non resta che andar per tetti... Roma - Alla ricerca non resta che andar per tetti. E la protesta - quella di occupare il tetto - messa in atto dai precari dellIspra per scongiurare altri licenziamenti. Ieri mattina sono saliti sul tetto dellIstituto, in via Casalotti 300 (foto), per ottenere un incontro risolutivo con il commissario straordinario dellEnte, il prefetto Vincenzo Grimaldi, e bloccare i nuovi licenziamenti. Secondo i manifestanti infatti sarebbero ben 250 i posti a rischio, si andrebbe a perdere quindi ben il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori più giovani. I precari dellIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale infatti hanno già subito 200 licenziamenti la scorsa estate: «Sono disperati. Questa nuova fase ha scatenato infatti la rabbia dei lavoratori - spiega Claudio Argentini, segreteria nazionale Usi RdB Ricerca - ieri mattina hanno deciso di portare la protesta allestremo, occupando il tetto delledificio nel quale lavorano dar anni. Non scenderanno se non con la garanzia del posto di lavoro e del sostegno al settore della ricerca marina».(L.Loi./ass) 25 novembre 2009 - City Precari ispra sul tetto per protesta Roma - I lavoratori precari dellIstituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), dopo unassemblea, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti, dichiarando di non voler scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. LIspra ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dellente. 25 novembre 2009 - City - Genova
25 novembre 2009 - Corriere del Veneto Palazzo Trissino VICENZA - «La rivoluzione del personale messa in atto
dallamministrazione Variati? Negativa». Lo sostengono le rappresentanze sindacali
di base del Comune di Vicenza. «Chi pensava che lamministrazione avrebbe dato il
via ad una serie di progressioni verticali, come avvenne nel 2001, per sistemare
situazioni anacronistiche, rimarrà deluso - spiegano- : rimangono delusi quei 20
impiegati che svolgono a tutti gli effetti mansioni di terminalista o impiegato di
concetto, ma che sono inquadrati al di sotto di operai e cuochi per fare qualche
esempio». 25 novembre 2009 - La Nuova Sardegna NUORO. Sportello Rdb Le RdB-Cub di Nuoro informano i cittadini che presso la sede del sindacato, in via Manzoni 57 di Nuoro (di fronte alla libreria Novecento) sono attivi lufficio vertenze-Sportello legale e il Caf di base. Il primo si preoccupa di fornire consulenza ed assistenza in materia previdenziale e sulle controversie legate al mondo del lavoro. Il Caf, invece, della compilazione della dichiarazione dei redditi Mod. 730 e Unico PF, della compilazione dichiarazione e bollettini Ici, della trasmissione telematica di tutte le dichiarazioni fiscali, dei modelli reddituali Red Inps, Inpdap, Enpals, degli indicatori Ise-Isee, della consulenza su contenzioso tributario. E possibile usufruire dei servizi previa prenotazione telefonica ai seguenti recapiti: Ufficio vertenze-Sportello legale, 392 9337000; Caf di base, 340 9651984; Info generali sindacato, 0784 443140 o 329 0724482. Le RdB-CUB si riuniscono ogni mercoledì alle ore 18.30. 25 novembre 2009 - TRC giornale Icpl, apertura dei privati. Verso il
tavolo con la Regione Civitavecchia - La riunione programmata per oggi tra la società Icpl e le organizzazioni sindacali, nell'ambito dell'avvio delle procedure di licenziamento, è stata rimandata al prossimo 14 dicembre. La comunicazione giunge direttamente dalle Rappresentanze Sindacali di Base che, in una nota stampa, esprimono un parere moderatamente positivo su come sta evolvendo la vertenza. Si ricorderà che al termine dell'incontro che si era svolto lo scorso venerdì, il sindaco Moscherini aveva chiesto ai soci privati di Interporto di stoppare le procedure di licenziamento. Da parte sua Eugenio Bitone, in rappresentanza dell'amministratore delegato Ferdinando Bitonte, aveva affermato che ogni decisione in questo senso sarebbe stata subordinata alla convocazione di un tavolo con la Regione Lazio. Tavolo che non è stato ancora ufficialmente fissato ma che, stando a quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, potrebbe riunirsi la prossima settimana, alla presenza anche dell'assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi. Ma nell'incertezza che ancora caratterizza questa vertenza che, come noto, vede a rischio ventuno unità produttive per un numero massimo di 36 lavoratori, le Rdb chiedono che il tavolo regionale si tenga nel più breve tempo possibile. Tanto più che, come si diceva in apertura, l'azienda ha accettato lo spostamento dell'incontro di oggi in attesa che si trovino "vie alternative alla mobilità attraverso l'intervento congiunto di Regione e Comune" come ha scritto Interporto nella nota trasmessa ai sindacati. Mentre le Rdb ricordano che occorrerà sviluppare tutte le sinergie che portino a uno sbocco più che positivo, che non dimentichi gli altri cinquanta lavoratori di Rtc, sottolineano che "parlare di licenziamenti in una città dove la disoccupazione viaggia a due cifre è veramente essere certi di ritornare nel mare del sommerso per molti lavoratori". 25 novembre 2009 - Libertà Provincia, dipendenti sul piede di
guerra Piacenza - La "voglia di
riscatto" dei dipendenti pubblici: lunedì quelli comunali, ieri quelli provinciali.
L'ondata di "agitazione" infatti, partita a palazzo Mercanti, è poi arrivata in
corso Garibaldi, segnalando una situazione di tensione che sfugge ad ogni colore politico
(considerate le diverse "bandiere" delle amministrazioni): due situazioni quasi
speculari che potrebbero sovrapporsi «in un'azione congiunta», ha infatti commentato
Ermanno Rizzi (Uil Fpl). Circa 150 persone, voto unanime alla delega alle organizzazioni
sindacali di dichiarare all'occorrenza lo stato di agitazione: è questo il quadro
dell'assemblea di ieri mattina in Provincia, dove, rispetto al Comune, una
"tregua" arriverà fino al 1 dicembre, quando la nuova direttrice generale
Cinzia Bricchi incontrerà le delegazioni sindacali. Poi non saranno ammessi ritardi. «Il
7 ottobre - ha spiegato infatti Achille Antonelli, rsu - abbiamo avuto un primo incontro
interlocutorio, poi nessuna risposta». 25 novembre 2009 - Il Messaggero Civitavecchia. I vertici di Icpl accettano la richiesta del sindaco... Civitavecchia - I vertici di Icpl accettano la richiesta
del sindaco Gianni Moscherini e indicono un incontro del Cda per il 14 dicembre. Dopo lo
sciopero di mercoledì scorso e lintervento del primo cittadino, lazienda ha
deciso di sospendere momentaneamente le procedure di licenziamento che avrebbero messo
fuori dai cancelli dellInterporto 21 unità. Contestualmente è stata accolta dalla
società la proposta di aprire un tavolo istituzionale per risolvere la situazione.
Tavolo, questo, che potrebbe essere convocato già nella prossima settimana
dallassessore regionale al Lavoro Daniela Tibaldi, che durante la riunione di
venerdì scorso ha manifestato la volontà di incontrare i rappresentanti di Icpl e le
organizzazioni sindacali. Comunque si dovrà attendere il 14 dicembre per sapere quale
esito avrà la vicenda e se i lavoratori manterranno o meno il loro posto. In quella data,
infatti, i vertici della piastra logistica hanno invitato tutti i soci (Regione Lazio,
Comune di Civitavecchia, Sviluppo Lazio e il gruppo Aponte) e si prenderà una decisione
in merito. 25 novembre 2009 - Corriere di Bologna Crisi Nuovo scontro Bologna - Il Comune di Bologna investe dieci mila euro
per offrire due mila pasti nei centri sociali anziani tra dicembre e gennaio, ma il
sindacato dei pensionati della Cgil gela la giunta: «I pranzi non sono una priorità,
semmai è meglio trovare i 60 mila euro che mancano per lintegrazione delle
badanti». Niente a che vedere con lo scontro della scorsa settimana sugli interventi
anti-crisi, ma comunque un altro duello tra sindacato e amministrazione. 25 novembre 2009 - Il Gazzettino Crisi Komatsu, il sindaco frena Padova - Riunioni provinciali, promesse d'investimento,
piani di recupero e prospettive di esuberi. Non se ne capisce più nulla e gli operai
della Komatsu non sanno se sia meglio rimaner tranquilli in vista della ripresa oppure
aprire l'ombrello. Piove o non piove? Secondo i Cobas è in arrivo il diluvio, mentre il
barometro delle trattative in Provincia delle scorse settimane non segnava ancora
tempesta. «Le informazioni fornite dall'Adl sulla Komatsu devono essere verificate e non
sono ancora passate al vaglio dei tavoli istituzionali - mette le mani avanti il sindaco
di Este, Giancarlo Piva - certo che le dichiarazioni dei Cobas non possono che creare una
certa ansia». Venezia. Alta tensione ieri mattina
a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale... Venezia - Alta tensione ieri mattina a Palazzo Balbi, sede
della giunta regionale, dove 250 lavoratori della Alcoa di Fusina, arrivati alle 9.15,
hanno cercato di forzare il blocco della polizia e di penetrare negli uffici. Ne è
seguito un tafferuglio con spinte e caos nella stretta calle che conduce al portone
d'ingresso, tanto che due agenti sono rimasti contusi e un operaio, Paolo Niero,
schiacciato nella bolgia contro il muro, si è sentito male ed è stato trasportato con
lambulanza in ospedale. 25 novembre 2009 - Corriere Adriatico Varato laccordo alla Manuli Ascoli - Accordo ratificato nella serata di ieri per la Manuli Rubber Industries. La firma contestuale era prevista per ieri in tarda serata a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, dove sindacati (solo i confederali di Cgil, Cisl e Uil, con Ugl e SdL che, confermando la propria contrarietà, sono rimasti ad Ascoli) e proprietà si erano dati appuntamento sin dal primo pomeriggio per siglare laccordo sulla base di quanto contrattato il 30 ottobre. Un accordo travagliato, che ha messo a dura prova la tenuta dellunità dei lavoratori, dopo la burrascosa assemblea che aveva detto no allipotesi di accordo proposta dai confederali e la susseguente presa di posizione, controfirmata, da parte della maggioranza dei lavoratori del gruppo Manuli, che si sono invece espressi a favore. Un clima che quindi non è certo dei migliori quello che fa da corollario ad un accordo che non soddisfa le aspettative ma è il massimo che si è riusciti ad ottenere, come hanno confermato gli stessi sindacati confederali, e che almeno permetterà di sperare ancora nel salvataggio dello stabilimento ascolano, oltre a garantire alcuni anni di ammortizzatori sociali e quindi sostentamento economico a tante famiglie. Non la pensano così la Ugl e lSdL, con il coordinamento Manuli che minaccia vertenze sindacali e querele. "Stiamo ancora discutendo alcune questioni contingenti la dichiarazione di Floriano Canali della Uil rilasciate in serata - ma sostanzialmente laccordo sarà firmato secondo quanto contrattato e definito il 30 ottobre scorso. In particolare, fermo restando i numeri degli esuberi, stiamo verificando le risorse economiche per lincentivazione allesodo". Sostanzialmente quindi, saranno 140 i lavoratori che continueranno a lavorare nello stabilimento ascolano, in aggiunta ai 6 destinati a Bologna, mentre in 230 saranno destinati alla mobilità. Da dire che limpegno sulla cassa integrazione, prevista a rotazione, sarà di due anni, ma con verifica annuale in quanto lammortizzatore sociale è soggetto a rifinanziamento governativo. Confermati anche i 3,7 milioni di euro a disposizione per integrare il sostegno al reddito riguardante la Cigs. In serata, sindacati e azienda stavano ancora discutendo sul presupposto di retroattività della cassa integrazione al 1° settembre, mentre rimane avvolto in uno scenario alquanto nebuloso il futuro stesso dello stabilimento. Il presidio rimane in segno di protesta Ascoli - Dopo aver analizzato in assemblea l'attuale situazione alla luce degli avvenimenti dei giorni scorsi, il presidio della Manuli ha deciso di restare in loco in segno di protesta verso l'immobilità delle istituzioni e della Manuli, rispetto alle continue perdite di posti di lavoro in Manuli e nel resto della vallata e sarà pronto a contestare nei luoghi e nei modi opportuni, individuando gia' da subito la data del 30 novembre quando nella provincia di Ascoli interverranno lex ministro del lavoro e oggi presidente della commissione lavoro al senato Treu unitamente all'assessore regionale al lavoro, Badiali. "Questultimo - affermano Quaglietti di Sdl e Morganti dellUgl - il 4 agosto, durante la prima assemblea tra lavoratori e istituzioni, incitava alla lotta con queste parole: La messa in mobilità come è stata attuata da parte della Manuli è un atto criminale. Noi metteremo in campo tutto quello che e' in nostro potere e dalla Manuli non uscirà neanche un bullone e qualsiasi azione di lotta, compresa l'occupazione, sarà lecita e tutelata dalle istituzioni, visto il comportamento criminale della Manuli!. All'iniziativa parteciperanno oltre ai lavoratori licenziati, anche i lavoratori precari creati dal pacchetto Treu. Nella stessa assemblea è stato altresì valutato che gran parte delle firme raccolte dal Comitato del si' "sono state psicologicamente ottenute dietro paura di un licenziamento e di una eventuale mancata erogazione di incentivi e cassa integrazione, nonostante l'intenzione espressa dall'azienda il giorno 14 novembre di tornare sul tavolo delle trattative. Non volendo condannare nessuno, riflettiamo sul fatto che una anomala raccolta di firme potrebbe essere utilizzata ed allegata a qualsiasi documento legale che potrebbe invalidare qualsiasi iniziativa degli stessi anche in futuro. Sono stati istituiti dei gruppi di lavoro per attuare qualsiasi tipo di protesta al fine di arginare l'emorragia di posti di lavori nel Piceno". Il coordinamento è aggiornato a domenica alle 21.30 al Presidio Manuli. 24 novembre 2009 - Corriere.it EMERGENZA OCCUPAZIONE ROMA - Continua la protesta dei lavoratori precari
dellIspra che, a Roma, sono saliti sul tetto della sede di via di Casalotti 300, per
occuparla contro l'annuncio di altri 150 licenziamenti, dopo i 250 tra gennaio e giugno.
Lamministrazione nominata dal ministro vigilante, la titolare dellAmbiente
Stefania Prestigiacomo, fanno sapere in una nota i lavoratori, per tutta risposta ha
chiamato le forze dellordine, che sono intervenute tra i lavoratori dellIspra.
I precari, appoggiati dal sindacato di base Usi RdB Ricerca, chiedono di salvare il loro
posto di lavoro e riaprire un dialogo con il prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario
straordinario dellIstituto, oltre che con il ministro, «che da quando stata
nominata ha sempre rifiutato di incontrarli», scrivono. 24 novembre 2009 - Repubblica.it Ispra, a rischio 250 posti. I
precari salgono sul tetto Roma - Ancora lavoratori sul tetto che scotta. Stavolta è toccato ai precari dell'Ispra, dopo un'assemblea indetta questa mattina da Usi RdB Ricerca, montare sulla sede dell'ente di via Casalotti e minacciare di restarci fino alla conclusione, positiva, della loro vertenza. L'Ispra, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo e ispezione, ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, "il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente" ricorda l'Usi RdB. "Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio - aggiunge il sindacato - il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato". "I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale Usi RdB Ricerca -. Oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare. Come segreteria nazionale avevamo previsto che ulteriori licenziamenti, dopo i 200 della scorsa estate, sarebbero stati la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e causato l'esplosione della rabbia di questi lavoratori. E non scenderanno se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro e il sostegno al settore della ricerca marina". Tra tante dichiarazioni a sostegno dei lavoratori dellIspra, spiccano le parole di Esterino Montino. "Esprimo tutta la mia solidarietà ai precari Ispra che in queste ore stanno manifestando per la salvaguardia del posto di lavoro - afferma il vicepresidente della giunta della regione Lazio -. Il mio appello è rivolto al Governo, e in particolare ai ministri Prestigiacomo e Sacconi, affinché si adoperi sia per dare riconoscimento delle competenze e certezza di lavoro ai ricercatori, sia per valorizzare le attività dell'ente". 24 novembre 2009 - Il Messaggero.it Precari Ispra sul tetto dell'istituto contro licenziamenti ROMA (24 novembre) - Un gruppo di precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) sono saliti stamattina sul tetto della sede di via Casalotti 300 a Roma per protestare contro il piano di licenziamenti. I precari in mattinata si erano riuniti in un'assemblea indetta dal sindacato di base dei lavoratori della ricerca Usi RdB Ricerca: l'ente ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Al termine del piano di licenziamenti il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato da gennaio. «I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - ha detto Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il ministro e la struttura commissariale che gestisce l'ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare. Ci aspettiamo - ha concluso il sindacalista - che il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che sono possibili sia normativamente che economicamente». «Ci appelliamo al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo perché intervenga sul Commissario Ispra per la salvaguardia dei posti di lavoro e per il rilancio delle attività di ricerca dell'Ente», hanno detto i consiglieri provinciali del Pd Alberto Filisio e Marco Miccoli e il coordinatore del Pd del Municipio XVIII Valentino Mancinelli che questa mattina hanno incontrato i lavoratori precari. «A distanza di un anno - hanno aggiunto i consiglieri - manca completamente un piano organico per la valorizzazione delle grandi competenze scientifiche presenti e si assiste al progressivo smantellamento di gran parte delle attività di ricerca e protezione e monitoraggio ambientale». «Chiediamo - hanno concluso - l'immediata convocazione di un tavolo interistituzionale con Regione, Provincia e Comune, come da mozione già approvata dal Consiglio Provinciale, al fine di avviare le procedure per la soluzione della vertenza Ispra». 24 novembre 2009 - Unità online Ricerca, precari Ispra sui tetti Roma - Un gruppo di precari dell'ente di ricerca pubblica ambientale Ispra sono saliti sul tetto della sede di via Casalotti a Roma per protestare contro il piano di licenziamenti. I precari, questa mattina, si erano riuniti in un'assemblea indetta da Usi RdB Ricerca. L'ente ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Al termine del piano di licenziamenti il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato da gennaio. «I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - ha detto Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare». «Ci aspettiamo - ha concluso il sindacalista - che il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente». 24 novembre 2009 - Ansa LAVORO: ISPRA; REGIONE LAZIO, GOVERNO INTERVENGA SUBITO (ANSA) - ROMA, 24 NOV - Il vicepresidente della giunta della Regione Lazio Esterino Montino ha espresso la sua solidarietà ai lavoratori precari che da questa mattina stanno manifestando sul tetto dell'Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale in via di Casalotti a Roma. «Il mio appello è rivolto al Governo - ha detto Montino -, ed in particolare ai Ministri Prestigiacomo e Sacconi, affinchè si adoperi sia per dare riconoscimento delle competenze e certezza di lavoro ai ricercatori, sia per valorizzare le attività dell'Ente». LAVORO: PD, SOLIDARIETÀ A LAVORATORI ISPRA (ANSA) - ROMA, 24 NOV - «Totale solidarietà» ai lavoratori Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che da stamattina manifestano sul tetto della sede di Roma è stata espressa dai deputati del Pd Raffaella Mariani e Alessandro Bratti, della commissione Ambiente di Montecitorio. «Domani - dicono - in occasione della prevista audizione alla Camera, chiederemo al ministro Prestigiacomo cosa intenda fare per scongiurare nuovi licenziamenti. Siamo in attesa, ormai da due anni, di una soluzione per l'Ispra dopo che la stessa Prestigiacomo ha voluto sciogliere l'Agenzia ambientale e accorpare tre Enti, l'Apat, l' Icram e l'Infs, riducendo il budget complessivo del 20% e creando le basi per una continua precarietà dei dipendenti che rappresentano una enorme risorsa che non viene valorizzata ma al contrario mortificata continuamente». AMBIENTE: PROTESTA ISPRA, PRECARI SU TETTO ISTITUTO(ANSA) - ROMA, 24 NOV - I lavoratori precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), dopo l'assemblea di questa mattina - riferiscono i sindacati in una nota - hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti a Roma e dichiarano di non voler scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. L'Ispra ha gia' licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalita' dei lavoratori giovani dell'ente. ''I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, vedono azzerare completamente la ricerca dedicata al mare''. ''Questa mattina - aggiunge Argentini - un gruppo di lavoratori, delegati sindacali di Usi/RdB, ha deciso di portare la protesta all'estremo, occupando il tetto dell'edificio nel quale hanno lavorato per anni. Non scenderanno se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro ed il sostegno al settore della ricerca marina''. ''Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell' amministrazione - si legge nella nota - i lavoratori precari dell'Ispra si preparano cosi' ad affrontare la notte sul tetto dell'Istituto di Via Casalotti 300 a Roma. I lavoratori chiedono di incontrare il commissario per l'ente e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attivita' di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009''. Roma: precari Ispra sul tetto, no a licenziamenti ROMA - Un gruppo di precari dell'ente di ricerca pubblica ambientale Ispra sono saliti sul tetto della sede di via Casalotti a Roma per protestare contro il piano di licenziamenti. I precari, questa mattina, si erano riuniti in un'assemblea indetta da Usi RdB Ricerca. L'ente ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Al termine del piano di licenziamenti il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato da gennaio. "I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione - ha detto Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare". "Ci aspettiamo - ha concluso il sindacalista - che il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente". Il vicepresidente della giunta della Regione Lazio Esterino Montino ha espresso la sua solidarietà ai lavoratori precari che da questa mattina stanno manifestando sul tetto dell'Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale in via di Casalotti a Roma. "Il mio appello è rivolto al Governo - ha detto Montino -, ed in particolare ai Ministri Prestigiacomo e Sacconi, affinché si adoperi sia per dare riconoscimento delle competenze e certezza di lavoro ai ricercatori, sia per valorizzare le attività dell'Ente". "Totale solidarietà" ai lavoratori Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che da stamattina manifestano sul tetto della sede di Roma è stata espressa dai deputati del Pd Raffaella Mariani e Alessandro Bratti, della commissione Ambiente di Montecitorio. "Domani - dicono - in occasione della prevista audizione alla Camera, chiederemo al ministro Prestigiacomo cosa intenda fare per scongiurare nuovi licenziamenti. Siamo in attesa, ormai da due anni, di una soluzione per l'Ispra dopo che la stessa Prestigiacomo ha voluto sciogliere l'Agenzia ambientale e accorpare tre Enti, l'Apat, l' Icram e l'Infs, riducendo il budget complessivo del 20% e creando le basi per una continua precarietà dei dipendenti che rappresentano una enorme risorsa che non viene valorizzata ma al contrario mortificata continuamente". UNIVERSITÀ: RDB-CUB, GIOVEDÌ PROTESTA DAVANTI ALLA CRUI (ANSA) - ROMA, 24 NOV - La RdB Università, con il sostegno della RdB-Cub Scuola, indice per giovedì, 26 novembre, un presidio di protesta con assemblea pubblica davanti alla sede della Conferenza dei Rettori a cui parteciperanno lavoratori e studenti. L'iniziativa, che si svolgerà in concomitanza con l'assemblea generale della Crui, vuole sollecitare un «forte impegno» da parte dei rettori a difesa dell'Università pubblica. In particolare la RdB chiede che l'intero corpo accademico si batta per il rifinanziamento del sistema senza alcuna altra contropartita, a cominciare dal recupero dei tagli della Legge 133/08, e che gli organi accademici e stati generali possano pronunciarsi liberamente sui contenuti del ddl Gelmini. Secondo la RdB, il ddl Gelmini sull'Università, così come il decreto «salva precari» per la scuola e le riforme, dal maestro unico a quella della secondaria, «sono l'accelerazione del processo di privatizzazione che regala ai privati il controllo del profitto su sapere, ricerca e formazione, cancellando di fatto il diritto sancito dalla Costituzione». La RdB chiede, invece, per l'Università e la Scuola una «riforma condivisa che corregga realmente le storture del sistema formativo delle lauree triennali, che ha causato la dequalificazione dell'istruzione universitaria; il ritiro del ddl Gelmini che getta nelle mani dell'imprenditoria privata il sistema universitario, derubando gli operatori universitari e gli studenti della loro rappresentatività negli Atenei; un piano straordinario di reclutamento per personale tecnico-amministrativo, insegnanti e ricercatori, il cui ruolo è dequalificato dalla precarietà; il rifiuto della finta meritocrazia, che istituisce pochi Atenei d'eccellenza a spese del restante sistema universitario nazionale; corsi universitari, pubblici e gratuiti, di aggiornamento e perfezionamento del personale della scuola pubblica; uno stop allo smantellamento dell'Università pubblica per fermare lo smantellamento di tutta la Pubblica Amministrazione». 24 novembre 2009 - Apcom Lazio/ Roma, precari Ispra: Continua
protesta, interviene polizia Roma - Continua la protesta dei lavoratori precari dell'Ispra che, a Roma, sono saliti sul tetto della sede di via Casalotti, per occuparla contro lannuncio di altri 150 licenziamenti, dopo i 250 tra gennaio e giugno. L'amministrazione nominata dal ministro vigilante, la titolare dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, fanno sapere in una nota, per tutta risposta ha chiamato le forze dell'ordine, che proprio in questi minuti stanno arrivando all'Ispra. I precari, appoggiati dal sindacato di base Usi RdB Ricerca, chiedono di salvare il loro posto di lavoro e riaprire un dialogo con il prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario straordinario dell'Istituto, oltre che con il ministro, "che da quando stata nominata ha sempre rifiutato di incontrarli", scrivono. Lazio/ Roma, Usi Rdb ricerca:
Precari sul tetto sede Ispra Roma - I lavoratori precari dell'Ispra, ente di ricerca ambientale, dopo un'assemblea indetta questa mattina da Usi RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti a Roma e di non scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. L'Ispra, fanno sapere in una nota, ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. "Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato", sottolinea Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi RdB ricerca. "Ci aspettiamo - dice - che il commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente. Questi lavoratori chiedono giustizia e lavoro. Lavoro nella ricerca pubblica". Università/ Roma, giovedì protesta
RdB-Cub a Conferenza rettori La RdB Università, col sostegno della RdB-CUB Scuola, ha indetto per giovedì prossimo a Roma un presidio di protesta con un'assemblea pubblica davanti alla sede della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. L'appuntamento è dalle ore 9 a piazza Rondanini. L'iniziativa, che si svolgerà in concomitanza con l'assemblea generale della Crui, intende "sollecitare un forte impegno da parte dei Rettori a difesa dell'Università pubblica": in particolare la RdB chiede che "l'intero corpo accademico si batta per il rifinanziamento del sistema senza alcuna altra contropartita, a cominciare dal recupero dei tagli della legge 133/08, e che gli organi accademici e stati generali possano pronunciarsi liberamente sui contenuti del ddl Gelmini". Secondo la RdB, "il ddl Gelmini sull'Università, così come il decreto 'salva precari' per la scuola statale e le cosiddette riforme, dal maestro unico a quella della secondaria, sono l'accelerazione del processo di privatizzazione che regala ai privati il controllo del profitto su sapere, ricerca e formazione, cancellando di fatto il diritto sancito dalla Costituzione". 24 novembre 2009 - Roma Today Notte sul tetto contro i
licenziamenti per i precari dell'Ispra I lavoratori precari dellISPRA, dopo unassemblea indetta questa mattina da USI RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti a Roma e di non scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione, i lavoratori precari dellISPRA si preparano ad affrontare la notte sul tetto. I lavoratori chiedono di incontrare il Commissario per lEnte e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009. L'ISPRA, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato. "I lavoratori precari dellISPRA sono ormai alla disperazione", spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca, "oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare". "Come segreteria nazionale", continua Argentini, "avevamo previsto che ulteriori licenziamenti, dopo i 200 della scorsa estate, sarebbero stati la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e causato lesplosione della rabbia di questi lavoratori. Questa mattina un gruppo di lavoratori, delegati sindacali di USI/RdB, ha deciso di portare la protesta all'estremo, occupando il tetto dell'edificio nel quale hanno lavorato per anni. Non scenderanno se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro ed il sostegno al settore della ricerca marina". Conclude il sindacalista di base: "Ci aspettiamo che il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente. Questi lavoratori chiedono giustizia e lavoro. Lavoro nella ricerca pubblica". 24 novembre 2009 - Dire Ispra, precari sul tetto: "Azzerata la ricerca sul mare"Assemblea Usi-Rdb, poi la protesta contro i licenziamenti e i tagli all'ente di ricerca pubblica ambientale: "Non scenderanno fino a quando non avranno certezze sul posto di lavoro" Roma (DIRE) - ROMA - I lavoratori precari dellIspra, dopo unassemblea indetta questa mattina da Usi RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti, a Roma, e di non scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. Lo si legge in una nota. L'Ispra, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, ha già licenziato duecento precari storici e si appresta a licenziarne altri duecentocinquanta, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato. "I lavoratori precari dellIspra sono ormai alla disperazione spiega Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB Ricerca- oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare". "Come segreteria nazionale continua Argentini- avevamo previsto che ulteriori licenziamenti, dopo i duecento della scorsa estate, sarebbero stati la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e causato lesplosione della rabbia di questi lavoratori. Questa mattina un gruppo di lavoratori, delegati sindacali di Usi/RdB, ha deciso di portare la protesta all'estremo, occupando il tetto dell'edificio nel quale hanno lavorato per anni. Non scenderanno se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro ed il sostegno al settore della ricerca marina". Conclude il sindacalista di base: "Ci aspettiamo che il commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente. Questi lavoratori chiedono giustizia e lavoro. Lavoro nella ricerca pubblica". 24 novembre 2009 - Asca ROMA: CONTINUA PROTESTA LAVORATORI
ISPRA (ASCA) Continua la protesta dei lavoratori precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) che da stamane sono saliti sul tetto della sede di via Casalotti 300 a Roma per protestare contro il piano di licenziamenti messo in atto dall'ente. I precari, in mattinata, si erano riuniti in un'assemblea indetta dal sindacato di base RdB Ricerca, per discutere sulle decisioni assunte dall'ente che ha gia' licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, il 40% del personale e la quasi totalita' dei lavoratori giovani. ''Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione, i lavoratori precari dell'Ispra - fa sapere un comun icato del sindacato di base RdB - si preparano ad affrontare la notte sul tetto dell' Istituto di Via Casalotti''. I lavoratori chiedono di incontrare il Commissario per l'Ente e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando ''non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attivita' di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009''. RICERCA: PROTESTA PRECARI ISPRA, SALGONO SUL TETTO SEDE CASALOTTI (ASCA) - Roma, 24 nov - Protesta dei lavoratori precari dell'Ispra che oggi a Roma, dopo un'assemblea indetta questa mattina, hanno deciso di salire sul tetto della sede dell'ente di via Casalotti dove minacciano di voler rimanere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. L'Ispra, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, ''ha gia' licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalita' dei lavoratori giovani dell'ente'' secondo quanto riferisce il sindacato di base Usi RdB Ricerca che sottoliena come ''l'amministrazione per tutta risposta abbia chiamato la polizia che in questi minuti sta giungendo all'Ispra''. I precari chiedono di salvare il loro posto di lavoro e riaprire un dialogo con il prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario straordinario dell'Istituto, oltre che con il ministro, che - riferiscono - da quando e' stata nominata ha sempre rifiutato di incontrarli. 24 novembre 2009 - Omniroma ISPRA, RDB CUB: «PRECARI SI PREPARANO A PERNOTTARE SU TETTO» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione, i lavoratori precari dell'Ispra si preparano ad affrontare la notte sul tetto dell' Istituto di Via Casalotti 300 a Roma. I lavoratori chiedono di incontrare il Commissario per l'Ente e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009». Così in una nota il sindacato Rdb Cub. ISPRA, ZARATTI: «PRESTIGIACOMO INTERVENGA PER BLOCCO LICENZIAMENTI» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Il Governo metta in atto immediatamente gli strumenti più incisivi per porre fine allo stato di precarietà dei lavoratori dell'Ispra, oppure butti la maschera e decida che la ricerca scientifica per la difesa dell'ambiente non è una priorità». Lo afferma in una nota l'assessore regionale all'Ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti: «La difesa dei livelli occupazionali all'Ispra è una questione fondamentale, e lo Stato non può permettersi di ledere i livelli occupazionali in un anno di crisi come questo. Questi lavoratori sono una priorità per la difesa ambientale che non deve privarsi delle intelligenze necessarie sotto il profilo scientifico. Basti pensare che tra i precari Ispra che rischiano il posto di lavoro ci sono alcuni ricercatori impegnati sulle navi dei veleni. La gestione commissariale di Ispra, inoltre, deve produrre un organico piano di riordino e non può limitarsi a licenziare personale qualificato, reinserendolo in Ispra, come è avvenuto in alcuni casi, attraverso agenzie di lavoro interinale». «I lavoratori ai quali non è stato rinnovato il contratto rappresentano un patrimonio di conoscenze, come dimostrano le centinaia di pubblicazioni scientifiche, del quale il nostro Paese non può fare a meno. Senza ricerca scientifica le condizioni ambientali nel nostro Paese sono destinate a peggiorare, con conseguenze pesanti sul fronte della salute dei cittadini - conclude Zaratti - Pertanto chiedo al Ministro Prestigiacomo di intervenire immediatamente per stabilizzare i precari Ispra, ai quali va la mia massima solidarietà, ed evitare che questo patrimonio di conoscenze venga disperso con un gravissimo danno per tutta la collettività nazionale». ISPRA, TIBALDI: «ENNESIMA FERITA A TESSUTO PRODUTTIVO REGIONE» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «La vicenda dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale è l'ennesima dolorosa ferita inferta al tessuto produttivo regionale e ad un patrimonio di conoscenze scientifiche di grande valore, ma colpevolmente trascurato dalle autorità di governo». È quanto dichiara l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi in una nota in merito alla situazione di crisi occupazionale dell'istituto di via Casalotti a Roma. «Nell'esprimere la mia vicinanza e solidarietà alle lavoratrici e lavoratori in lotta - conclude - chiedo al Ministero dell'Ambiente di rinnovare i contratti in scadenza. Sono in gioco 250 posti di lavoro ed un contributo produttivo, anche dal punto di vista qualitativo, di assoluto rilievo sia in ambito regionale che nazionale». ISPRA, LAURELLI (PD): «SOLIDARIETÀ AI PRECARI» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Duecento lavoratori già mandati a casa ed altri 180 non riconfermati a fine dicembre. Quello che sta accadendo all'Ispra è l'ennesimo esempio di una strategia che taglia costi senza alcuna programmazione e senza alcun interesse per la qualità del lavoro e la perdita di professionalità. Alcuni dei dipendenti a rischio lavorano all'Ispra da 15 anni ed hanno acquisito competenze ed esperienza. Ora se ne può fare a meno senza che l'attività dell'istituto ne risenta? Con 380 lavoratori in meno l'attività dell'istituto non potrà che subire un grave ridimensionamento. Mi unisco perciò all'appello al Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo perchè intervenga sul Commissario Ispra per la salvaguardia dei posti di lavoro e per il rilancio delle attività di ricerca dell'ente». Così, in una nota, Luisa Laurelli, consigliere regionale del Pd. ISPRA, CARAPELLA (PD): SCONGIURARE ENNESIMA EMORRAGIA POSTI LAVORO (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Dopo i 200 licenziati quest'estate ora a rischiare il posto sono altri 250 ricercatori dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale: si tratta di un taglio spropositato che, oltre a ledere il diritto di centinaia di lavoratori e a causare un grave pregiudizio per la loro vita e quella delle loro famiglie, rischia di paralizzare, per mancanza di personale necessario, l'attività dell'Istituto stesso. Un paradosso inaccettabile che si abbatte su una struttura appena nata ed in grado di creare competenze proprio in uno dei settori più propagandati del momento, ovvero l'ambiente. Occorre un intervento deciso e congiunto di sindacati e istituzioni affinché sia scongiurata l'ennesima emorragia di forza lavoro sul nostro territorio che ha già pagato prezzi altissimi, vedi la vertenza Alitalia o, per restare sull'attualità, la grave situazione che stanno vivendo gli operai dell'Agile ex Eutelia». È quanto dichiara, in una nota, il presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa, Giovanni Carapella (Pd). ISPRA, RDB CUB: «PRECARI SI PREPARANO A PERNOTTARE SU TETTO» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione, i lavoratori precari dell'Ispra si preparano ad affrontare la notte sul tetto dell' Istituto di Via Casalotti 300 a Roma. I lavoratori chiedono di incontrare il Commissario per l'Ente e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009». Così in una nota il sindacato Rdb Cub. ISPRA, MASINI (PD): «ALTRI ROMANI CHE RESTANO SENZA LAVORO» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Altri cittadini romani, dopo quelli dell'Eutelia, di Gemma si ritrovano senza lavoro e senza stipendio. Con una mozione che chieda al Sindaco Alemanno e all'assessore al Bilancio Leo di intervenire presso il Governo nazionale per tutelare i dipendenti dell'Ispra, porterò il dramma di questi lavoratori in Aula Giulio Cesare». A dichiararlo in una nota Paolo Masini consigliere comunale Pd. «Ormai operai, ricercatori, impiegati per denunciare i loro licenziamenti, la violenza e la vergogna di uno stipendio che non percepiscono, sentendosi abbandonati dallo Stato, non possono far altro che salire sui tetti per manifestare e farsi sentire - continua Masini - La Giunta Alemanno si sta macchiando di un'inerzia che è incapace di garantire serenità e dignità ai propri concittadini di proteggerli dall'operato di un Governo nazionale che segue la sua stessa fede politica. Per questo come consigliere comunale presenterò un atto per sensibilizzare l'amministrazione capitolina affinché si adoperi presso il Governo Nazionale per tutelare i lavoratori dell'Ispra». ISPRA, MONTINO: «INTERVENGA GOVERNO» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Esprimo tutta la mia solidarietà ai lavoratori precari Ispra che in queste ore stanno manifestando per la salvaguardia del posto di lavoro. Il mio appello è rivolto al Governo, ed in particolare ai Ministri Prestigiacomo e Sacconi, affinchè si adoperi sia per dare riconoscimento delle competenze e certezza di lavoro ai ricercatori, sia per valorizzare le attività dell'Ente». Lo dichiara in una nota il vicepresidente della Regione, Esterino Montino. ISPRA, PASETTO (PD): «SOLIDARIETÀ A RICERCATORI» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Esprimo solidarietà e vicinanza ai ricercatori, tecnici e amministrativi del l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) di via dei Casalotti a Roma, molti dei quali hanno già perduto il posto di lavoro ed altri rischiano di perderlo nelle prossime settimane». Lo dice in una nota Giorgio Pasetto, componente dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico. «Da quanto risulta, infatti - aggiunge - in Ispra si licenzia senza badare a quali progetti di ricerca vengono conseguentemente bloccati, come i progetti sul Mose, le bonifiche di zone portuali da ordigni bellici, la bonifica di siti inquinati, i monitoraggi ambientali di piattaforme off shore, la pesca sostenibile e acquacoltura. Faccio un appello al Ministero dell'Ambiente affinché ponga argine a questi licenziamenti rinnovando i contratti di questi lavoratori e - conclude Pasetto - esprimo vicinanza alle rappresentanze sindacali in questa difficile battaglia in difesa del lavoro». ISPRA, PD: «PRESTIGIACOMO INTERVENGA A TUTELA POSTI LAVORO» (OMNIROMA) Roma, 24 nov - «Il Gruppo del Pd alla Provincia di Roma e il Partito Democratico del Municipio XVIII esprimono solidarietà ai lavoratori Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che da stamattina manifestano sul tetto della sede di Roma». A dichiararlo, in una nota, sono i consiglieri provinciali Alberto Filisio e Marco Miccoli (presidenti delle Commissioni Ambiente e Lavoro) e il coordinatore del Pd del Municipio 18 di Roma Valentino Mancinelli, che hanno voluto incontrare i manifestanti in via di Casalotti 300. «L'accorpamento dei tre Enti che hanno dato vita all'Ispra (Apat-Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e i servizi Tecnici, Icram-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare, INFS-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) avrebbe dovuto razionalizzare in un'unica entità le competenze tecnico-scientifiche presenti al fine di corrispondere in modo puntuale ed armonico alla politica ambientale del Paese. A distanza di un anno - affermano i consiglieri - manca completamente un piano organico per la valorizzazione delle grandi competenze scientifiche presenti e si assiste al progressivo smantellamento di gran parte delle attività di ricerca e protezione e monitoraggio ambientale. A giugno già 200 lavoratori precari hanno visto il loro contratto non riconfermato. Un patrimonio intellettuale e professionale di fondamentale valore per l'Istituto, documentato da centinaia di pubblicazioni scientifiche. Ora altri 250 lavoratori rischiano la stessa sorte. Ci appelliamo perciò al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo perché intervenga senza indugio sul Commissario Isra per la salvaguardia dei posti di lavoro e per il rilancio delle attività di ricerca dell'Ente». «Inoltre - continuano i consiglieri del Pd - sosteniamo le richieste dei lavoratori relative al termine del regime di commissariamento, all'adozione di uno statuto che finalmente possa dare certezze circa le finalità e gli obiettivi dell'Ente, all'individuazione dei più idonei strumenti tecnico legislativi per la tutela dei ricercatori non strutturati dell'Istituto al fine di non dissipare le loro competenze e gli investimenti pubblici finalizzati alla loro formazione. Infine - concludono i consiglieri - chiediamo l'immediata convocazione di un tavolo interistituzionale con Regione, Provincia e Comune, come da mozione già approvata dal Consiglio Provinciale, al fine di avviare le procedure per la soluzione della vertenza Ispra». ISPRA, RDB-CUB: «PRECARI A OLTRANZA SU TETTO CONTRO LICENZIAMENTI»(OMNIROMA) Roma, 24 nov - «I lavoratori precari dell'Ispra, dopo un'assemblea indetta questa mattina da USI RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti a Roma e di non scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. L'ISPRA, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato». Lo comunica, in una nota, L'Rdb-Cub. «I lavoratori precari dell'ISPRA sono ormai alla disperazione - spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare». «Come segreteria nazionale - continua Argentini - avevamo previsto che ulteriori licenziamenti, dopo i 200 della scorsa estate, sarebbero stati la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e causato l'esplosione della rabbia di questi lavoratori. Questa mattina un gruppo di lavoratori, delegati sindacali di USI/RdB, ha deciso di portare la protesta all'estremo, occupando il tetto dell'edificio nel quale hanno lavorato per anni. Non scenderanno se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro ed il sostegno al settore della ricerca marina». Conclude il sindacalista di base: «Ci aspettiamo che il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente. Questi lavoratori chiedono giustizia e lavoro. Lavoro nella ricerca pubblica». 24 novembre 2009 - Adnkronos RICERCA: RDB-CUB, PRECARI ISPRA PRONTI A PERNOTTARE SUL TETTORoma, 24 nov. (Adnkronos) - «Vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione, i lavoratori precari dell'Ispra si preparano ad affrontare la notte sul tetto dell'Istituto di Via Casalotti 300 a Roma». È quanto si legge in una nota di Rdb-Cub. «I lavoratori chiedono di incontrare il Commissario per l'Ente e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009», conclude la nota. RICERCA: ESPONENTI PD SU ISPRA ROMA, Roma, 24 nov. - (Adnkronos) - "Il gruppo del Pd alla Provincia di Roma e il Partito Democratico del Municipio XVIII esprimono solidarieta' ai lavoratori Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che da stamattina manifestano sul tetto della sede di Roma". A dichiararlo in una nota sono i consiglieri della Provincia di Roma Alberto Filisio e Marco Miccoli e risprettivamente presidenti delle commissioni Ambiente e Lavoro, e il coordinatore del Pd del Municipio XVIII di Roma Valentino Mancinelli, che hanno voluto incontrare i manifestanti in via di Casalotti 300. "L'accorpamento dei tre enti - continuano - che hanno dato vita all'Ispra (Apat-Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e i servizi Tecnici, Icram-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare, Infs-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) avrebbe dovuto razionalizzare in un'unica entita' le competenze tecnico-scientifiche presenti, al fine di corrispondere in modo puntuale ed armonico alla politica ambientale del Paese. A distanza di un anno - spiegano i consiglieri - manca completamente un piano organico per la valorizzazione delle grandi competenze scientifiche presenti e si assiste al progressivo smantellamento di gran parte delle attivita' di ricerca e protezione e monitoraggio ambientale". "A giugno gia' 200 lavoratori precari hanno visto il loro contratto non riconfermato. Un patrimonio intellettuale e professionale di fondamentale valore per l'Istituto, documentato da centinaia di pubblicazioni scientifiche. Ora - si legge nella nota - altri 250 lavoratori rischiano la stessa sorte. Ci appelliamo percio' al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo, perche' intervenga senza indugio sul Commissario Ispra per la salvaguardia dei posti di lavoro e per il rilancio delle attivita' di ricerca dell'ente". «Inoltre - sottolineano gli esponenenti del Pd - sosteniamo le richieste dei lavoratori relative al termine del regime di commissariamento, all'adozione di uno statuto che finalmente possa dare certezze circa le finalità e gli obiettivi dell'ente, all'individuazione dei più idonei strumenti tecnico legislativi per la tutela dei ricercatori non strutturati dell'Istituto al fine di non dissipare le loro competenze e gli investimenti pubblici finalizzati alla loro formazione». «Infine - concludono i consiglieri - chiediamo l'immediata convocazione di un tavolo interistituzionale con Regione, Provincia e Comune, come da mozione già approvata dal Consiglio provinciale, al fine di avviare le procedure per la soluzione della vertenza Ispra». RICERCA: DI PIETRO, IDV VICINA A LAVORATORI ISPRA Roma, 24 nov. (Adnkronos) - «Esprimo la mia personale solidarietà e quella dell'Italia dei Valori ai lavoratori Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale, oggi costretti ad un gesto eclatante e disperato per protestare contro i licenziamenti annunciati dall'ente». Lo afferma in una nota il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro, in riferimento alla protesta dei lavoratori Ispra che, da questa mattina, sono sul tetto della sede di Roma. «È necessario e doveroso che il Governo intervenga per evitare che altre famiglie finiscano sul lastrico e che le professionalità dei lavoratori vengano mortificate e umiliate -continua Di Pietro- Una delegazione dell'IdV, guidata dal senatore Stefano Pedica, è al fianco dei lavoratori e, sulla delicata vicenda, il gruppo dell'IdV alla Camera presenterà un'interrogazione urgente al Governo affinchè intervenga con immediati provvedimenti». RICERCA: PROTESTA PRECARI ISPRA, Roma, 24 nov. (Adnkronos)- Protesta dei lavoratori precari dell'Ispra che oggi a Roma, dopo un'assemblea indetta questa mattina da Usi RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul tetto della sede dell'ente di via Casalotti dove minacciano di voler rimanere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. L'Ispra, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, «ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente» ricorda l'Usi RdB. «Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio -aggiunge il sindacato- il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato». «I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione perchè -spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale Usi RdB Ricerca- oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare». «Come segreteria nazionale -continua Argentini- avevamo previsto che ulteriori licenziamenti, dopo i 200 della scorsa estate, sarebbero stati la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e causato l'esplosione della rabbia di questi lavoratori». «Questa mattina un gruppo di lavoratori, delegati sindacali di Usi/RdB, ha deciso di portare la protesta all'estremo, occupando il tetto dell'edificio nel quale hanno lavorato per anni. Non scenderanno -avverte Argentini- se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro ed il sostegno al settore della ricerca marina». «Ci aspettiamo che -conclude il sindacalista di base- il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente. Questi lavoratori chiedono giustizia e lavoro. Lavoro nella ricerca pubblica». 24 novembre 2009 - Agi RICERCA: PRECARI ISPRA SALGONO SUL TETTO CONTRO LICENZIAMENTI(AGI) - Roma, 24 nov. - I lavoratori precari dell'ISPRA,
dopo un'assemblea indetta questa mattina da USI RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul
tetto della sede di via Casalotti a Roma e di non scendere fino alla conclusione positiva
della loro vertenza. Lo rende noto un comunicato. L'ISPRA, ente di ricerca pubblica
ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, ha gia' licenziato 200
precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la
quasi totalita' dei lavoratori giovani dell'ente. Se questo piano di licenziamenti verra'
portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sara' di fatto
completamente azzerato. NO A POSTER CLOONEY IN TRIBUNALE, DIPENDENTI INDOSSANO T-SHIRT (AGI) - Genova, 24 nov. - Non solo David Beckham, George
Clooney e Johnny Deep. Sulle magliette che stamani indossavano i dipendenti degli uffici
amministrativi del tribunale di Genova c'era anche l'effigie della bella Belen Rodriguez. 24 novembre 2009 - Uno Notizie ROMA, PROTESTA LAVORATORI ISPRA /
negato confronto I lavoratori precari dellISPRA, dopo unassemblea indetta questa mattina da USI RdB Ricerca, hanno deciso di salire sul tetto della sede di via Casalotti a Roma e di non scendere fino alla conclusione positiva della loro vertenza. L'ISPRA, ente di ricerca pubblica ambientale che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, ha già licenziato 200 precari storici e si appresta a licenziarne altri 250, ovvero il 40% del personale e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente. Se questo piano di licenziamenti verrà portato a termine, da gennaio il settore della ricerca sul mare sarà di fatto completamente azzerato. "I lavoratori precari dellISPRA sono ormai alla disperazione spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare". "Come segreteria nazionale continua Argentini - avevamo previsto che ulteriori licenziamenti, dopo i 200 della scorsa estate, sarebbero stati la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso e causato lesplosione della rabbia di questi lavoratori. Questa mattina un gruppo di lavoratori, delegati sindacali di USI/RdB, ha deciso di portare la protesta all'estremo, occupando il tetto dell'edificio nel quale hanno lavorato per anni. Non scenderanno se non di fronte ad atti chiari che garantiscano loro il mantenimento del posto di lavoro ed il sostegno al settore della ricerca marina". Conclude il sindacalista di base: "Ci aspettiamo che il Commissario abbia il coraggio di invertire la rotta ed avvii subito le iniziative adeguate che, è necessario precisarlo, sono possibili sia normativamente che economicamente. Questi lavoratori chiedono giustizia e lavoro. Lavoro nella ricerca pubblica". Ma vista l'assenza di qualunque risposta da parte dell'amministrazione, i lavoratori precari dellISPRA si preparano ad affrontare la notte sul tetto dell' Istituto di Via Casalotti 300 a Roma. I lavoratori chiedono di incontrare il Commissario per lEnte e sono determinati a proseguire nella protesta fino a quando non verranno individuate soluzioni concrete per bloccare i licenziamenti e per salvaguardare le attività di ricerca sul mare in cui sono prevalentemente impegnati i lavoratori che verrebbero messi alla porta entro dicembre 2009. 24 novembre 2009 - Aprile online Ispra, i precari sul tetto Roma - Un gruppo di precari (i lavoratori questa mattina si
erano riuniti in un'assemblea indetta dall'Usi Rdb) è salito oggi sul tetto della sede di
via Casalotti, a Roma, per protestare contro il piano di licenziamenti. 24 novembre 2009 - CNR media PRECARI ISPRA PROTESTANO SUL TETTO Roma - I lavoratori di Ispra sul tetto dell'ente per chiedere la stabilizzazione dopo anni di precariato. Argentini (RdB Ricerca): "Non scenderemo fino a quando la trattativa non sarà conclusa positivamente". Sul tetto da questa mattina i precari dell'ente di ricerca pubblica ambientale Ispra. Chiedono all'ente di ricerca pubblica ambientale, che effettua anche funzioni di controllo ed ispezione, di sbloccare la trattativa ferma da oltre un anno. "Siamo in trenta, altre quaranta persone sono alla base dell'edificio - racconta a CNRmedia dal tetto dell'Ispra Claudio Argentini della segreteria nazionale Usi RdB Ricerca . "Questa mattina durante un'assemblea sindacale i lavoratori hanno deciso che dopo un anno e mezzo di trattative infruttuose e con il contratto che scade a fine dicembre non c'era altro da fare che prendere un'iniziativa drastica e rimanere sul tetto fino a quando non si chiude una trattativa con esito positivo. Questi - spiega ancora Argentini - sono lavoratori precari che prestano servizio in Ispra da una media di 5-6 anni con punte di 12 o 13 anni. Sono persone che attraggono fondi da vari enti, dall'Unione europea e dal ministero, hanno la capacità di trovare fondi e finanziamenti. Non è un problema economico, quello che noi chiediamo è che venga avviato un piano di stabilizzazione coerente con la loro funzione che è diventata essenziale per l'ente. 24 novembre 2009 - Bari Mia L'Italia che soffre: Roma - Mentre il tema "processo breve" continua ad occupare i media nazionali (e non solo) come se fosse la preoccupazione principale per gli italiani, a Roma questa mattina salgono sul tetto della loro sede, in via Casalotti, i precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Lo fanno per far sentire la loro voce, per rivendicare il loro lavoro e per contestare i licenziamenti che l'Istituto ha messo in atto: 200 precari storici già licenziati e 250 in via di licenziamento. In percentuale si tratta del 40% di lavoratori giovani che vengono messi "fuori" dall'Ispra. Il dirigente nazionale Usi Rdb Ricerca, Claudio Argentini, spiega come questa categoria sia penalizzata per i salari da "fame" e ora rischia anche di perdere il posto di lavoro dopo che sia il Ministero all'Ambiente (nelle vesti del ministro Prestigiacomo) e sia l'Ente Ispra hanno azzerato la ricerca riguardante il mare. Insieme ad Argentini anche i consiglieri provinciali del Pd, Alberto Fisilio e Marco Miccoli, chiedono al ministro Stefania Prestigiacomo un intervento urgente sul commissario dell'Ente affinchè si possa tutelare il lavoro dei precari Ispra e allo stesso tempo si chiede di rilanciare le attività di ricerca (auspicate anche dal Presidente Napolitano). Da parte dei consiglieri Pd non manca la puntualizzazione sulla scarsa attenzione, da parte del governo, nei confronti delle attività di ricerca essendo un utile mezzo per la salvaguardia dell'ambiente. L'Italia è in fermento, i lavoratori scelgono forme più forti per farsi sentire. Da Nord a Sud le problematiche lavorative stanno esplodendo. Dal Mezzogiorno arriva la protesta degli imprenditori agricoli che rischiano di perdere le proprie terre. Forse sarà arrivato il momento di pensare alle problematiche che affliggono seriamente il "popolo" italiano? 24 novembre 2009 - Villaggio Globale Una brutta pagina Roma - Stamattina i lavoratori precari dell'Ispra sono saliti sul tetto della sede di via Casalotti dell'Istituto, per occuparla contro l'annuncio di altri 150 licenziamenti, dopo i 250 che si sono già verificati tra gennaio e giugno 2009. L'amministrazione nominata dal ministro vigilante, la titolare dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, per tutta risposta ha chiamato le forze dell'ordine. I precari, appoggiati dal sindacato di base Usi RdB Ricerca, chiedono di salvare il loro posto di lavoro e riaprire un dialogo con il prefetto Vincenzo Grimaldi, commissario straordinario dell'Istituto, oltre che con il Ministro, che da quando è stata nominata ha sempre rifiutato di incontrarli. Non solo, ma in un improvvido intervento si appropriò di una stabilizzazione non sua. «I lavoratori precari dell'Ispra sono ormai alla disperazione perchè - spiega Claudio Argentini della Segreteria Nazionale Usi RdB Ricerca - oltre a perdere il lavoro, a cui hanno dedicato molti anni della loro vita, spesso con salari da fame, il Ministro e la struttura commissariale che gestisce l'Ente stanno azzerando completamente la ricerca dedicata al mare». La ricerca marina ed una serie di controlli ambientali rischiano, quindi, di saltare in Italia, né l'aver accorpato enti differenti come Apat, Icram e Infs con l'inserimento da parte del Governo di un emendamento al decreto legge sull'emergenza rifiuti, pressati (ufficialmente) dal bisogno di semplificazione degli Enti, si è rivelata una mossa giusta. In pratica sono stati messi a rischio centinaia di posti di lavoro nell'agenzia governativa che esegue i controlli ambientali. L'ex Apat con circa 1.100 dipendenti, di cui oltre 400 precari, quasi il 50% di tutta la pianta organica, che di fatto svolge il 90% delle attività. E solo per un eufemismo, quindi, che si chiamano precari. 24 novembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
41 - 2Anno VI In questo numero: * La Corte dei conti si rivolge alla Consulta, semaforo rosso per il «lodo» statistico* La procura dissequestra il germoplasma * Una banca dei semi bene dell'umanità * L'Ingv trasmigra verso la protezione civile? * Aumenti del 330 per cento per il presidente dell'Istat * Finita la crisi? Si riparte dal vecchio Pil * Primo ricercatore Isae? Con 10 anni di esperienza 24 novembre 2009 - Terra Nuovi licenziamenti alla casa di
assistenza Ri.Rei Strutture fatiscenti, condizioni di lavoro impossibili, minaccia di licenziamenti e gravi ritardi nei pagamenti. E, sabato mattina, la morte di un ragazzo ricoverato nel centro di Santa Severa. Per utenti e lavoratori la situazione dei centri di assistenza ai disabili gestiti dal 2006 dal Consorzio Ri.Rei, costituito dalle cooperative Unisan, Osa e Nuova Sair, peggiora sempre di più. Nonostante tutto Ri. Rei ribadisce la volontà di continuare con le procedure di licenziamento avviate alla fine di agosto per 193 lavoratori sui 450 impegnati nel servizio. In un incontro, avvenuto ieri mattina, tra il consorzio e i sindacati Uil e RdB.Cub, Ri. Rei ha comunicato che avvierà liter presso lassessorato regionale al Lavoro per dar via alla seconda fase dei licenziamenti. «Il termine di conferma delle procedure è scaduto da tempo» spiega Pio Congi di RdB, «per questo tutto liter andrebbe sospeso. Inoltre lassistenza ai disabili è un servizio pubblico e, di conseguenza, a determinare eventuali esuberi dovrebbe essere la Regione Lazio». Intanto i lavoratori stanno ancora aspettando lo stipendio di ottobre «e nessuno», denuncia una dipendente del centro di via Majorana, a Roma, «sa darmi una garanzia di quanto tempo passerà prima di ricevere i prossimi versamenti». Come se non bastasse, i lavoratori sono stanchi di assistere i "loro" disabili in condizioni disastrose: «Panni sporchi, riscaldamenti rotti, in alcuni giorni ci siamo ritrovati senza la benzina per i mezzi per trasportare i ragazzi. Non ne possiamo più». è solo grazie alle competenze e alla passione dei lavoratori che la situazione dei centri non degenera: «Con la nostra esperienza e il nostro affetto», racconta unassistente del centro di Santa Severa, «cerchiamo ogni giorno di sopperire alla scarsità dei mezzi». I genitori degli utenti raccontano come ragazzi, anche con patologie che causano reazioni violente, vengono spesso lasciati insieme nella stessa stanza per mancanza di personale. Ma è a Lavinio che si registra la situazione più grave. Nel centro, da ottobre affidato alla Asl di riferimento con unordinanza del presidente della Regione, la direzione sanitaria dellAsl RmH sta tentando di collocare i disabili nei posti disponibili sparsi nei differenti centri del territorio di competenza. «Questo "spacchettamento"», spiega Teresa Pascucci di RdB Cub, «produrrebbe la progressiva riduzione dei posti di lavoro, se non addirittura la chiusura della struttura ». Esasperati da questa situazione, venerdì mattina un gruppo di lavoratori e genitori dei centri Ri. Rei. ha presidiato la sede della Asl Rm H ad Albano Laziale per esigere un incontro con il direttore generale, Alessandro Cipolla. Dopo unora di proteste una delegazione accompagnata dal consigliere regionale Ivano Peduzzi è stata ricevuta dal direttore sanitario, Vittorio Cicogna. «Chiediamo la sospensione di iniziative unilaterali e la pubblicazione di un bando per lassegnazione del centro a un soggetto qualificato » ha spiegato Pio Congi di RdB. «Soprattutto vogliamo evitare che lo "spacchettamento" di Lavinio diventi un modello "risolutivo" da applicare a tutti gli altri centri». Tutto ciò verrà messo sul tavolo in programma per domani quando il dg riceverà una delegazione di utenti e lavoratori. Il tutto mentre allingresso della struttura si terrà lennesimo presidio. 24 novembre 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. Un picchetto ha bloccato ieri «l'ennesimo sfratto per morosità»... Bologna - Un picchetto ha bloccato ieri «l'ennesimo sfratto per morosità» che pendeva su un'abitazione in via Zaniboni (nella foto). Lo rende noto il sindacato inquilini Asia Rdb, specificando che a rischiare di rimanere senza una casa era «ancora una volta, una famiglia monoreddito: per colpa dell'attuale situazione di crisi, non riusciva a sostenere l'affitto». Per il sindacato di base, come si legge in un comunicato, questa è l'ennesima spia di «un'emergenza abitativa» che a Bologna «sta diventando sistematica». Asia quindi rilancia e sostiene «la giornata nazionale del 4 dicembre contro gli sfratti». Agenzia delle entrate, sindacati sul
piede di guerra «Ci ostacolano nel lavoro» Rovigo - GIÀ A SUO TEMPO, i 18 dipendenti dell'ufficio controllo dell'agenzia delle entrate di Adria, avevano detto di no al trasferimento alla direzione provinciale di Rovigo, richiedendo di continuare a svolgere la propria professione sempre negli uffici della cittadina adriese. In tutta risposta la direzione provinciale ha tolto, ai 18 dipendenti dell'unità di controllo, le pratiche per passarle ai nuovi addetti nella sede di Rovigo. Nella mattinata di ieri, proprio in contemporanea alla partenza della nuova direzione provinciale, i sindacati RdB, assieme ai dipendenti, hanno indetto un'assemblea per contestare e mettere a conoscenza l'opinione pubblica su quanto sta succedendo. La regione Veneto, infatti, ha deciso di operare dei tagli sui costi di gestione, portando solo a quattro gli uffici dell'agenzia delle entrate che potranno disporre di un'unità di controllo su 32 sedi attualmente esistenti. Di conseguenza gli uffici di Adria e di Badia Polesine si sono visti privare del team di controllo che è stato centralizzato a Rovigo. «I dipendenti sono stati sollevati dal loro compito, togliendo loro una professionalità che è stata acquistata nel tempo ha continuato Giacon , anche le persone che avevano incarichi dirigenziali si sono visti togliere le competenze». Il timore, manifestato dai dipendenti, è che questo sia solo un primo passo verso un futuro taglio ancora più drastico, con il timore che l'ufficio di Adria arrivi a diventare un semplice sportello. «La provincia di Rovigo, da un punto all'altro, è lunga circa 160 chilometri ha spiegato Giuseppe Taibi del sindacato RdB . Questi tagli vanno contro la logica. Un dipendente da Rovigo dovrà percorrere molta più strada per muoversi da un punto all'altro, aumentando i costi degli spostamenti, quindi servirà più personale per riuscire a mantenere la stessa efficacia nei controlli. Dove sta allora il risparmio? Inoltre, lo spostamento dell'ufficio di controllo creerà non pochi disagi all'utenza della zona che, in caso di bisogno, dovrà recarsi a Rovigo. Per chi abita nel comune di Porto Tolle la strada non è poi così breve». «Tutto è partito con le affermazioni del ministro Brunetta ha contestato uno dei dipendenti dell'ufficio parlando di dipendenti pubblici fannulloni. Noi abbiamo sempre lavorato per obiettivi e li abbiamo sempre raggiunti. Inoltre, siamo monitorizzati nel lavoro, visto che lavoriamo in rete usando il software di gestione e, tranne per alcuni uffici, non disponiamo di internet. Così intanto hanno anche aumentato le spese, da tre direttori, a Rovigo, siamo passati a quattro». Il nuovo direttore provinciale è stato nominato nel pomeriggio di venerdì «La nomina ha spiegato Giacon deve essere fatta quaranta giorni prima, per poter organizzare il lavoro. Questo è mettere i bastoni fra le ruote ad un sistema funzionante». 24 novembre 2009 - La Repubblica La vertenza Genova - MA LE rappresentanze di base non ci stanno: oggi alle 14, all´inizio del consiglio comunale, nuovo presidio dei laboratori e delle lavoratrici dei Nidi davanti a Tursi. Che denunciano come, nonostante la rigidità del Comune e le dichiarazioni tranquillizzanti, le famiglie siano in rivolta rispetto all´intero sistema della riorganizzazione. In vista un confronto tra i capigruppo consiliari e i lavoratori. 24 novembre 2009 - Corriere di Bologna Lemergenza I primi cittadini
chiedono più risorse allo stato: Bologna - Sotto le Due Torri è emergenza casa. A Bologna
il rischio di sfratto coinvolge 1.828 famiglie. E anche nei comuni vicini la situazione è
da allarme rosso. «I sindaci dei Comuni della provincia non possono essere chiamati da
soli a far fronte ad unemergenza sociale che ha natura eccezionale e straordinaria
», recita lordine del giorno approvato ieri dalla Conferenza metropolitana. Un
documento sottoscritto da tutti i primi cittadini su iniziativa del vicepresidente della
Provincia, Giacomo Venturi (che ha parlato di una «situazione particolarmente
esplosiva»), in accordo con lassessore alla Casa del Comune di Bologna, Milena
Naldi. Del resto i numeri parlano da soli. Solo a Bologna per il 2009 le richieste di
sfratto previste sono 2.900. Nel giro di due anni, inoltre, le domande valide per la
graduatoria Erp sono aumentate del 45,3 per cento. Passando dalle 5.465 del 2007 alle
7.943 del 2009. E le assegnazioni vanno a rilento: solo 287 negli ultimi dodici mesi. 24 novembre 2009 - Il Mattino di Padova Komatsu, rischiano il posto in 250 ESTE - Vertenza Komatsu, di male in peggio. Rischiano
il posto in 200, forse 250. Nellultimo comunicato che il direttore del personale
Francesco Blasi ha consegnato ai delegati sindacali Baio, Naso, Schiona e Tamiazzo, i dati
e le prospettive per lazienda meccanica di via Atheste, legata al colosso giapponese
degli escavatori, sono diventati più neri rispetto a quello che si immaginava.
Tantè che, nel verbale dincontro sottoscritto il 5 novembre scorso dai
dirigenti Blasi, Trevisan e Stecchini oltre che dalle Rsu, si parla apertamente di
«consistente numero di esuberi, che dovrebbero scattare alla fine della Cassa
integrazione straordinaria» e di «una perdita di 800.000 euro di fatturato nel solo mese
di ottobre». 24 novembre 2009 - Il Gazzettino Padova. Autunno nero, nerissimo per il lavoro... Padova - Autunno nero, nerissimo per il lavoro nell'estense. Dove il colosso Komatsu inizia a far sentire preoccupanti scricchiolii, nonostante le rassicurazioni istituzionali dello scorso ottobre. La cassa integrazione prosegue, ma c'è il rischio che a gennaio il rubinetto venga improvvisamente ghiacciato. A darne notizia è Stefano Pieretti, coordinatore regionale dell'Adl Cobas. «Da un incontro delle rsu con la dirigenza dell'azienda taglia corto Pieretti risulta che non viene garantito il trattamento dopo le ferie natalizie della cigs, che quindi potrebbe non proseguire come invece era stato promesso». Pare infatti che gli "scivoli" messi a disposizione dei dipendenti dalla ditta, in modo da incentivare le dimissioni e diminuire quindi il volume della forza lavoro, non abbiano ricevuto la risposta che ci si aspettava. Molti lavoratori preferiscono rimanere in cassa integrazione, magari con la prospettiva di poter iniziare a lavorare nuovamente un giorno, piuttosto che ritrovarsi a cercare una nuova occupazione. Un anno, forse addirittura 18 mesi di stipendio anticipato, non hanno convinto molti operai. «Speravano in una maggior riduzione del personale con questi incentivi ammette il delegato Adl Cobas ora stanno valutando la possibilità di ricorrere, con tempi e modi ancora da stabilire, alla mobilità ed ai licenziamenti. Anche se c'è un accordo siglato in Provincia che prevede la cassa integrazione sino al 2011 e l'arrivo di 10 milioni di euro per dare nuove risorse allo stabilimento». La situazione economica è peggiorata dalle ultime stime ed il mercato italiano è sceso del 49 per cento rispetto a due anni fa. Quello europeo non dà segni di ripresa e pare che qualche raggio di luce si vedrà solo verso il 2013. Troppo tardi per salvare tutta la baracca. La sede estense è preda di una costante perdita economica, che nel solo mese di ottobre è stata di circa 800 mila euro. Nei primi sei mesi di quest'anno il crollo produttivo è stato del 75 per cento sulla media degli anni passati. La Komatsu ha prodotto 7300 mezzi nel primo semestre del 2007 e 5600 nello stesso periodo del 2008, mentre 900 sono stati immessi sul mercato tra gennaio e luglio di questanno. «Bisogna arrivare quanto prima ad un altro incontro con l'azienda e la Provincia dice infine Pieretti prima di Natale o al massimo dopo le feste, qui c'è il rischio di perdere tutta la fabbrica». Rovigo. Nel giorno in cui è partita l'operazione di riorganizzazione... Rovigo - Nel giorno in cui è partita l'operazione di
riorganizzazione territoriale degli uffici, sale alta la protesta degli impiegati
dell'Agenzia delle entrate di Adria, in disaccordo con quanto stabilito a livello
regionale. Telecamere sui pontili e "spie" travestite da clienti Venezia - Turnazione agli sportelli; una telecamera in ogni biglietteria per controllare il maneggio del denaro; sistematiche "incursioni" di finti acquirenti. Sono le misure che la direzione di Actv e della società controllata, Vela, ha concordato assieme ai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Rdb Cub, per evitare nuove scorrettezze da parte del personale. La decisione è stata assunta allinizio di novembre, dopo il caso di presunte irregolarità denunciate da "Striscia la notizia". Provvedimenti, ha precisato lazienda, che hanno lo scopo di tutelare sia il cliente che i lavoratori che svolgono onestamente il loro lavoro. 24 novembre 2009 - La Nazione Siena. I FISCHI della contestazione... Siena - I FISCHI della contestazione arrivano all'interno dei «Rinnovati» quando la trattativa va in porto: una delegazione può entrare a parlare con il ministro Gianfranco Rotondi. Sono in 5 gli ammessi al colloquio (foto in alto) che fa ritardare l'inizio dei lavori di «Governincontra». Fra loro c'è Lorenzo Costa dell'Rdb, Massimo Tarantini, leader dei ricercatori precari. Ma la prima a raccontare a Rotondi le storture della riforma dell'istruzione è un'insegnante. «Quest'anno per fortuna mi è toccato il posto ma il prossimo? I soldi, invece di tagliare nella scuola, prendiamoli dove sono e facciamo rientrare le truppe dall'Afganistan». Tarantini stuzzica Rotondi: «Ma lei lo sa quanto prende un docente a contratto?» Un altro interviene: «Lo farebbe lei il ministro a tre mesi, rinnovabile?» Rotondi ribatte: «Anche il nostro lavoro è sempre sub judice». Promette che si farà portavoce delle loro istanze nelle sedi competenti. E, una volta presa la parola nella sala, parla dell'incontro con i 5 ricordando «che non sono questioni immediatamente risolvibili, bisogna fare i conti con il debito pubblico». Coglie qui la palla al balzo per «spezzare una lancia nei confronti del collega Tremonti (attaccato da Brunetta nei giorni scorsi, ndr): la dieta dimagrante fa effetto, l'Italia acquista credibilità invece di continuare ad essere considerata sciupona».(La.Valde.) 24 novembre 2009 - Il Bologna Centri sociali. Protesta senza
precedenti per la struttura che a fine anno sarà abbattuta Bologna - La mobilitazione ha coinvolto tutti, non solo il Lazzaretto. Quando alle 17.10 il presidio contro lo "sgombero senza alternative valide" decide di salire a Palazzo, in sala D'Ercole si ritrovano in 300. Se ne vanno dopo tre ore di pacifica occupazione, i rappresentanti di centri sociali e associazioni, con la promessa di un incontro tra 7 giorni, che dovrebbe significare riapertura delle trattative. Perchè la richiesta di Giorgio Simbola, rappresentante della struttura destinata all'abbattimento, non ammetteva mediazioni: "Si trovi una soluzione, diversa da quelle prospettate sinora, e fino ad allora ci garantiscano dallo sgombero". Con una condizione: al prossimo incontro non ci dovrà essere l'assessore Luisa Lazzaroni, ma il sindaco Delbono. Oggi il presidente del consiglio Cevenini comunicherà la data, mentre domani all'Xm 24 un'assemblea pubblica deciderà come muoversi in vista dell'incontro. Non è stata una festa di belle statuine e striscioni, il presidio di piazza Maggiore: Xm, Vag, Crash, Tpo, due sigle politiche, il sindacato Rdb e Bologna prende casa assecondano il piglio decisodi Simbola, snervato da anni di trattative, e fanno della solidarietà al Lazzaretto una protesta in nome del diritto ad avere spazi di cultura e condivisione degni. Gli attivisti ottengono, dopo aver bloccato il consiglio ed esposto in aula slogan, un incontro ristretto: in 8, alla presenza dei cronisti, faccia a faccia con Cevenini e col capo di gabinetto Cremonesi. Le posizioni sembrano inavvicinabili: il Comune rimane a via San Carlo ("90 metri quadri più cantina, che ci facciamo?") più l'utilizzo, 2-3 volte al mese, del Link, loro non ci stanno e Simbola ripercorre tutte le proposte: quelle congeniali ma poi accantonate di Parco dei cedri, Corticella e via Fantoni, quelle "inaccettabili" di via Felsina e via della Canapa, quella da loro presentata dell'ex Enel, "mai considerata". Tra l'incubo dello sgombero, anche se le barricate sono pronte, si avvicina: il 30 scade la proroga della convenzione, a fine anno l'abbattimento. Ma la resistenza, ieri, è cominciata: "Se non viene trovata una soluzione lasceremo un segno tale che il Comune avrà paura in futuro a sgomberare un centro sociale". 24 novembre 2009 - Il Giornale di Brescia Gli operai dellAlfa di Arese
occupano lA9 MILANO - Un gruppo di operai dellAlfa Romeo di Arese,
nel milanese, ha bloccato ieri mattina per circa mezzora lautostrada A9
allaltezza del casello di Lainate, per protestare contro il trasferimento a Torino
di 232 lavoratori del centro stile progettazione. Il corteo era partito dallo stabilimento
e i lavoratori sono tornati dopo una trentina di minuti davanti ai cancelli dove era in
corso un presidio indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria. 24 novembre 2009 - Quotidiani rete Corriere Tensione e assemblee per tutta la
giornata MILANO «Adesso basta! Questa volta lei resta
qui con noi e ci spiega quando arriveranno gli stipendi arretrati». Parlare di sequestro
di persona sarebbe troppo. Resta il fatto che ieri, al call center Omnia, periferia Nord
di Milano, la tensione è rimasta alta tutto il pomeriggio. Intorno alle 14 i 400
dipendenti in turno hanno «convinto» il direttore del personale, Manuel Putto, a fare
chiarezza riguardo il futuro dellazienda: ormai da un anno gli stipendi vengono
pagati a singhiozzo, in questo momento i mesi di ritardo sono due. 24 novembre 2009 - Il Giorno ARESE, A9 MILANO LAGHI ARESE - IL SINDACATO si ricompatta e i lavoratori in cassa integrazione dell'Alfa Romeo, insieme a una rappresentanza di altre aziende in crisi della zona, bloccano insieme l'autostrada. L'unità ritrovata e l'accordo di andare avanti uniti in questa "guerra" contro la Fiat, ha portato al blocco di circa un'ora del traffico sulla Milano-Laghi. La decisione, che era già nell'aria dalla scorsa settimana dopo la decisione di Fiat di trasferire 232 lavoratori da Arese a Torino, è stata presa definitivamente ieri mattina dopo il concetramento organizzato dallo Slai-Cobas e dalla Fiom Cgil davanti alla portineria centrale dello stabilimento aresino. DA QUI si è mosso il corteo che ha poi raggiunto lo svincolo autostradale della Laghi dove, nonostante Polizia Stradale e Società Autostrade fossero al corrente della protesta, non era ancora stato bloccato il traffico. Per questo motivo, il corteo è stato fermato sullo svincolo d'ingresso da un cordone delle forze dell'ordine, decisione che ha fatto surriscaldare l'atmosfera per alcuni minuti. In autostrada si è svolta l'assemblea dove Corrado Delle Donne dello Slai Cobas dopo aver affermato che l'impedimento a entrare è stato «Un fatto molto grave» ha affermato: «Se vogliamo accendiamo dei falò e rimando quì anche per due giorni». Il sindacalista ancora una volta ha attaccato la Regione che non ha mantenuto le promesse fatte . «Saremo vigili e presenti in tutti i consigli comunali dove si dovrà discutere della ridefinizione dell'aerea ex Alfa», hanno detto. CARLO PARIANI del Cub, ricordando i 22 anni di proteste che molti lavoratori hanno alle spalle, ha urlato: «L'Alfa Romeo non se ne deve andare da Milano. Teniamo i nervi saldi, arriveranno altre provocazioni, ma di questo non dobbiamo spaventarci». L'assemblea è stata chiusa da Maria Sciancati, segretario generale Fiom di Milano che definendo i trasferimenti dei «Veri e propri licenziamenti» ha chiesto al presidente Formigoni: «Perché i soldi dei finanziamenti del Polo Sostenibile non sono mai stati usati?» e ha ribadito che i lavoratori dovranno rimanare ad Arese. Tutti d'accordo, quindi, sulla parola d'ordine per le prossime iniziative: «Dobbiamo restare uniti per sconfiggere la Fiat. Arese non si chiude». 23 novembre 2009 - Adnkronos RICERCA: USI RDB, VICINI A LICENZIAMENTO 200 PRECARI ISPRAARGENTINI, SI CONTINUA A SMANTELLARE SETTORE PUBBLICO A FAVORE RICERCA INDUSTRIALE Roma, 23 nov. - (Adnkronos) - «Il ministro Prestigiacomo e la struttura commissariale dell'Ispra 'buttano a marè la ricerca pubblica ambientale italiana. Dopo i 240 licenziati di giugno nel settore del controllo ambientale e territoriale terrestre, ora per i circa 200 precari del settore marino si approssima la stessa fine e con i loro licenziamenti la chiusura di un intero settore». A denunciarlo è l'Usi Rdb. «È davvero incredibile come nello stesso momento in cui la Francia investe 16 miliardi sulla ricerca e l'università pubblica, in Italia si continua a smantellare il nostro settore pubblico e a regalare miliardi alla ricerca industriale che molto spesso è fittizia e non è sottoposta ad alcuna verifica» afferma Claudio Argentini della segreteria nazionale dell'Usi RdB Ricerca. «In sostanza -continua il sindacalista- il Ministro e la dirigenza dell'Ispra stanno chiudendo un intero settore di intervento pubblico. Nell'ente sta crescendo la rabbia dei lavoratori che vedono buttati a mare anni di professionalità, di lavoro e sacrifici. Alla faccia di tutte le belle parole sull'importanza della ricerca». «Nei fatti i fondi alla ricerca vengono tagliati, gli enti ridimensionati rinunciando ad interi campi di intervento con danni anche ai controlli correlati e le giovani generazioni licenziate. La vicenda dei precari Ispra -conclude Argentini- sta diventando emblematica delle politiche di questo Governo sulla Ricerca Pubblica e la nostra Organizzazione intende continuare a stare a fianco dei lavoratori che non intendono mollare. I lavoratori non vogliono ammortizzatori e chi li chiede li prepara al licenziamento, i precari vogliono lavoro e futuro, non la miseria.» 23 novembre 2009 - Ansa ALCOA: PROTESTA, BLOCCATI CANCELLI CENTRALE ENEL (ANSA) - CAGLIARI, 23 NOV - «Sta succedendo quello che temevamo, non riusciamo più a controllare gli operai. Il blocco dei camion delle biomasse è stata un'iniziativa estemporanea, è la fotografia della tensione che si vive in fabbrica». Così il rappresentate della RdB dell'Alcoa, Roberto Ballocco, ha commentato quanto è accaduto la scorsa notte a Portovesme, dove alcuni lavoratori sardi dell'Alcoa hanno bloccato i cancelli della centrale termoelettrica dell'Enel. «L'Alcoa - spiega il sindacalista - continua a lavorare ma dai cancelli non esce il prodotto finito. Esce solo del materiale per un'azienda locale, del nostro territorio, che altrimenti sarebbe costretta a chiudere. Vediamo cosa succederà nell'incontro di giovedì a Roma, ma per ora non abbiamo avuto notizie. La chiusura temporanea dell'impianto, come annunciato dalla proprietà, è solo uno stratagemma. Non si può chiudere e riaprire uno stabilimento di questo tipo, sarebbe troppo costoso. È solo una scusa per poi far partire le lettere di cassa integrazione», ha concluso il sindacalista. 23 novembre 2009 - Polis blog Riforma Gelmini università: le ragioni dei contrari Le proposte di riforma dellUniversità italiana presentate dal governo stanno suscitando così come a suo tempo quelle per le scuole elementari e superiori vibranti proteste da parte di molte delle associazioni sindacali coinvolte. Vediamone il dettaglio. Secondo le RdB-CUB Universita, ad esempio, il disegno di legge del Ministro Gelmini e da bocciare per vari motivi: più in generale, esso viene considerato come "una riforma autoritaria che accelera laziendalizzazione dellUniversita, scaricando i costi su lavoratori, precari e studenti, violando apertamente gli articoli 3 e 33 della Costituzione". Un primo punto di contrasto sono i nuovi organi istituzionali rappresentativi. In particolare si denuncia leccessivo accentramento di poteri di "governance" nei nuovi Consigli di Amministrazione, che subordinerebbero il Senato Accademico e, al di là dei richiami retorici ad una gestione più efficiente, rischiano secondo i critici di trasformarsi in un consesso in cui "entrano su chiamata diretta i privati e i politici trombati del territorio". Viene criticata inoltre lespulsione del personale Tecnico Amministrativo (che costituisce spesso la maggioranza relativa dei dipendenti di un Ateneo) da tutti i nuovi organi rappresentativi. Secondo la RdB-CUB Università, poi, lintroduzione dei prestiti donore non è un valido strumento per il sostegno del diritto allo studio, ma costituisce invece un modo per introdurre lindebitamento degli studenti. Oggetto di strali è poi anche proprio il metodo della riforma, considerata "autoritaria" in quanto impone la modifica degli statuti universitari con la forza, minacciando il commissariamento degli atenei proprio nel momento in cui i tagli ne aumentano il sotto-finanziamento. Le rappresentanze di base invitano dunque tutte le diverse componenti della comunita universitaria e le forze politiche che condividono la loro diagnosi a "unopposizione di massa che riesca a gennaio ad imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini". Un appello che non pare per il momento aver trovato molto ascolto: a differenza di un anno fa, gli atenei del paese non sembrano essere attraversati da fermenti di mobilitazione. 23 novembre 2009 - Il Faro Nidi chiusi durante le festività
natalizie, in strada la protesta Fiumicino - Hanno sfilato fino al ponte Due Giugno gridando la loro rabbia contro lamministrazione, i genitori dei bambini delle scuole per linfanzia, insieme alle precarie. I rapporti sono completamente sbriciolati, se da un lato i genitori chiedono altre scuole pubbliche questanno sono rimasti fuori 1.000 bambini lamministrazione risponde che non ci sono fondi. A far scattare lennesima protesta, è stata la scelta di chiudere i nidi durante le festività natalizie, dal 22 dicembre al 7 gennaio prossimi. "Lunico motivo per cui lamministrazione possa aver fatto questa scelta spiega Daniele Pecci, presidente del Comitato Genitori Scuole per lInfanzia è solo per risparmiare qualche soldo, creando disagi alle famiglie e lasciando senza lavoro le insegnanti precarie. Vorrei inoltre ricordare che in sei anni non sono riusciti a creare una struttura scolastica, tanto da arrivare al numero esorbitante di bambini esclusi questanno. Tenendo presente che questo Comune cresce di 2.500 abitanti ogni anno, non immaginiamo come sarà la situazione il prossimo anno". Le proposte del comitato sono due: stanziare soldi per trasformare più classi possibili a tempo pieno già dal prossimo anno, e trovare una copertura di spesa per il settore scuola: "Ed iniziare i lavori per la famosa scuola da "4" milioni di euro prosegue Pecci - che l amministrazione vende a livello mediatico da anni come se fosse già realizzata,ricordando che tutti questi bambini tra qualche anno avranno bisogno di una scuola elementare che li possa accogliere". A sostenere la causa anche Fabio Quaresima, delegato territoriale Rdb Cub, che sottolinea la grave situazione in cui versano le insegnanti precarie: "Ci sono addirittura alcune insegnanti che attendono la regolarizzazione dal 95, ma con lintenzione dellamministrazione di privatizzare il settore dei servizi non obbligatori, il lavoro di anni andrà perduto. Bisognerà mettere in piedi un percorso di lotta per difendere queste lavoratrici". Sono molti quindi i motivi che hanno portato alla rottura, e non di poco conto. Fiumicino è un Comune con unetà media dei residenti che tende al ribasso, questo grazie anche alla nascita di nuovi quartieri che hanno spinto molte giovani coppie a trasferirsi qui. La carenza di infrastrutture doveva essere compensata con nuovi progetti, ora la situazione appare però fuori controllo. "Non è possibile variare la durata delle vacanze scolastiche con unordinanza del Sindaco afferma Di Marco, coordinatore di Sinistra e Libertà Va invece presentata in Consiglio Comunale. Noi appoggiamo la battaglia dei genitori, perché comprendiamo la necessità di nuovi asili pubblici. Presentammo anche un emendamento, che venne bocciato, per gli oneri aggiuntivi del nuovo porto turistico, nel quale si richiedeva al privato la costruzione di una struttura scolastica. Nessun genitore può permettersi di mandare suo figlio ad un asilo nido privato, con i costi che di solito vengono proposti, lamministrazione conclude dovrà focalizzare la propria attenzione verso questo grave problema". 23 novembre 2009 - Brindisium Cobas: lottare per l'internalizzazione Brindisi - Comunicato stampa Un gruppo di lavoratori delle ditte e cooperative che operano nel mondo della sanità della provincia di Brindisi, iscritti al Cobas del lavoro Privato e alla Rdb-Cub, ha partecipato con i colleghi delle altre province pugliesi allincontro svoltosi alle ore 13,00 di Venerdì 20 Novembre presso la presidenza della Regione Puglia alla presenza del Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola e dellAssessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, per discutere della possibilità di essere trasferiti entro la fine dellanno ad una società pubblica di proprietà dellAsl. Si tratta di realizzare quello che è stato fatto a Foggia dove è stata creata la società Sanitaservice, di proprietà dellAsl, che ha assorbito i lavoratori delle ditte e delle cooperative in appalto. Lesempio della realtà foggiana, nato sotto la spinta realizzata in questi anni del Cobas e della Rdb-Cub, diventa quindi lesempio da seguire. Fermo restando la necessità di discutere in maniera costruttiva tutti gli importanti risvolti di questo processo di internalizzazione, non bisogna tuttavia dimenticare che questa vertenza e stata condotta dal sindacalismo di base già da diversi anni, con lobiettivo dichiarato di porre fine al diffuso fenomeno del precariato ed allo sperpero di denaro pubblico finito nelle tasche di faccendieri e speculatori senza scrupoli. Basta leggere le cronache giudiziarie di questi giorni, sia a livello regionale sia a livello locale, per avere conferma che la pratica degli appalti esterni nella sanità hanno costituito zone d'ombra sul piano amministrativo e generato vere e proprie politiche del malaffare. Ma non solo, spesso hanno rappresentato disagio organizzativo, provvisorietà dei rapporti di lavoro, negazione di diritti, logiche imprenditoriali lontane dai bisogni degli utenti, mancata formazione del personale, ecc. ecc. Queste sono le motivazioni che ci hanno spinto a chiedere una gestione diretta di questi servizi da parte della asl e che avvenga presso tutte le asl della regione. La volontà espressa nel corso della riunione dal Governatore e dallAssessore alla Sanità è quella di arrivare in tempi brevi alla realizzazione di questa importante trasformazione. Hanno anche affermato che il tutto per essere realizzato ha bisogno comunque di una forte coesione politica della maggioranza, che non deve vedere alcun tipo di sfilacciatura perché il tempo a disposizione non è molto. Per fare questo è necessario mobilitarsi e far sentire la propria voce. Cè la necessità da parte della Regione Puglia di realizzare atti deliberativi e procedure affinché il trasferimento del personale possa essere compiuto rispettando le leggi. I pericoli sono dietro langolo per la presenza di leggi come quella di Brunetta e di ulteriori peggioramenti legislativi che il governo vuole intraprendere a favore delle aziende appaltatrici. Per questi motivi i Sindacati Cobas del Lavoro Privato ed Rdb-Cub hanno deciso di inviare ai Consiglieri Regionali della maggioranza una lettera. In questa lettera si inviteranno i Consiglieri Regionali ad adoperarsi nel miglior modo possibile , affinché questo percorso avviato dalla Regione Puglia possa concludersi nel più breve tempo possibile. Cobas ed Rdb chiederanno a tutti i Sindaci della Provincia di Brindisi e al Presidente della stessa, Massimo Ferrarese di convocare la Conferenza dei Sindaci allargata allaltro Ente Locale, per sostenere questi percorsi di lotta alla precarietà occupazionale che coinvolge la vita di migliaia di cittadini della nostra provincia. La riunione si è conclusa con la firma condivisa di un comunicato in cui sostanzialmente si afferma la validità della strada intrapresa a favore dei lavoratori interessati e di mettere in campo tutte le iniziative possibili al più breve completamento di questa operazione , che ad oggi è unica in Italia. Cobas ed Rdb della provincia di Brindisi realizzeranno assemblee sui posti di lavoro per spiegare ai lavoratori direttamente i contenuti della riunione e della necessità di organizzarsi ancora meglio. 23 novembre 2009 - Il Gazzettino Rovigo. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori dell'Agenzia delle entrate... Rovigo - Le organizzazioni sindacali dei lavoratori
dell'Agenzia delle entrate di Adria iniziano a "scendere in campo" contro la
nuova riorganizzazione degli uffici. Chiaro e forte il loro segnale proprio oggi, con
tanto di iniziative presso gli uffici di piazzale Lupati, nel giorno in cui decolla
ufficialmente la Direzione provinciale di Rovigo. 23 novembre 2009 - Rainews 24 Gli operai dell'Alfa Romeo di Arese bloccano l'A9 Milano - Circa 300 lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese hanno occupato l'autostrada A9 per protestare contro il trasferimento a Torino dal 4 gennaio di 232 dipendenti del centro stile e progettazione. Il corteo, organizzato dalla Fiom-Cgil, dallo Slai-Cobas e dai Cub e' partito dai cancelli dello stabilimento e si e' diretto verso l'autostrada, dove e' in corso un'assemblea dei sindacati. Alla manifestazione sono presenti i lavoratori di altre fabbriche occupate del milanese, dalla Lares di Paderno Dugnano (Milano) all'Eutelia-Agile di Pregnana Milanese. 23 novembre 2009 - Il Padova MultiutilitiesL'Adl Cobas e i Verdi: «No all'acqua privatizzata» Padova - Una presa di posizione ufficiale da parte dei cda delle società partecipate e degli enti pubblici con quote nelle multiutilities contro il decreto 135/09. La chiede Adl Cobas, che legge nel processo di privatizzazione di settori chiave come acqua e rifiuti il primo passo verso «l'aumento delle tariffe e il peggioramento dei servizi, un accentuarsi delle carenze della rete di distribuzione e un minor controllo sul funzionamento dei termovalorizzatori o delle discariche». Ininfluente per Adl anche il fatto «che questa logica della privatizzazione sia trasversale agli schieramenti». Contro la privatizzazione dell'acqua sono scesi in campo anche i "Verdi per La Costituente Ecologista" Aurora dAgostino e Roberto Marinello. In cantiere una raccolta di firme. obiettivo: promuovere referendum per dire No al nucleare, Sì al solare, NO allacqua privata. D'Agostino, già consigliera comunale, ricorda che lo scorso anno fu proposta la discussione di un odg in materia. 23 novembre 2009 - Il Bologna La protesta. Sfrattato per far
spazio a un quartiere, il centro sociale prepara barricate. Bologna - «Dopo lunga agonia, muore per mano delle scelte politiche del Comune di Bologna il Lazzaretto». Il manifesto listato a lutto e griffato dalla lettera elle simbolo del centro sociale disegna graffiante tutta la rabbia dei suoi attivisti. Loro non ci stanno, con le scelte del Palazzo e le proposte da questo ricevute per trovare una sede che sostituisca degnamente quella che tra una settimana dovranno liberare, e avendo deciso di «non svendere una storia lunga 13 anni » sono pronti a lottare. Oggi dalle 16 saranno in piazza Maggiore, dove renderanno pubbliche la protesta nella speranza che il sindaco, come da loro richiesta, intervenga personalmente. Con i ragazzi del Lazzaretto Autogestito ci saranno Rc, Rdb, Pcl, gli altri centri sociali: sono solo una parte delle 2500 firme raccolte dalla fine di settembre, quando lappello di Giorgio Simbola, referente delle associazioni della struttura, presagiva il raffreddarsi del dialogo. Così è stato, e dunque via alla resistenza: «Come allora avevamo annunciato, non abbiamo intenzione di cedere. E dunque abbiamo alzato la recinzione e altre barriere per resistere alla polizia». Come fecero al Pratello, la prima sede, 13 anni fa: li volevano sgomberare, loro salirono sui tetti. Le facce di allora non sono cambiate, solo cresciute di numero. Nel '96 la vertenza si risolse, oggi le associazioni vorrebbero qualcosa di almeno simile a quella che è diventata la loro casa. Ora, però, hanno contro il tempo: tra 7 giorni finirà la proroga della convenzione scaduta a fine settembre, ed entro il 31 dicembre quello che era un casolare semidiroccato e i ragazzi hanno trasformato in centro di scambio e cultura, sarà distrutto. La società cui Palazzo DAccursio ha venduto larea, sulle ceneri del centro sociale edificherà un quartiere, oltre 4 ettari che sono solo una parte del progetto di riqualificazione dell'area. Le proposte dellassessore Luisa Lazzaroni, linterlocutore di mesi di dialogo infruttuoso, non sono cambiate: «Una sede in via San Carlo, troppo piccola, e una in periferia, troppo lontana. Le vorremmo tutte e due, anche se insieme non fanno due terzi del Lazzaretto, ma non ce le concedono. Abbiamo proposto la ristrutturazione, a nostre spese, di una ex centrale Enel al Navile. Nulla. Poi il dialogo si è interrotto, solo una telefonata. Siamo disposti a riaprire le trattative, ma non ad accettare proposte che sminuiscono la nostra esperienza». Che è fatta di uno studio di registrazione, tre sale prove, un laboratorio di scenografia, una sala danza, un piccolo auditorium, due magazzini per attrezzature audio. Lattività (concerti, laboratori, eventi), in questi mesi non si è fermata. Ora si concentrerà su altro. Ora, è il momento della resistenza. 22 novembre 2009 - Il Messaggero Fiumicino. Genitori dei bambini
esclusi dalla scuola dellinfanzia e insegnanti precarie manifestano... Fiumicino - Genitori dei bambini esclusi dalla scuola
dellinfanzia e insegnanti precarie manifestano insieme in piazza a Fiumicino. Al
corteo hanno aderito un centinaio di persone e protestato contro lassenza di scuole,
dopo le «promesse fatte dallamministrazione in campagna elettorale». 22 novembre 2009 - Il Piccolo DA DUE ENERGUMENI, MA IL CONDUCENTE
SI È DIFESO BENE IL CASO Trieste - «A bordo dei mezzi pubblici non si può
fumare». È bastato che lautista in servizio sulla linea 34 pronunciasse questa
frase per scatenare laltro giorno la reazione incontrollata di due passeggeri
alterati dallabuso di droga e alcol. Ne è nata una vera e propria rissa, che ha
costretto tutti e tre gli uomini coinvolti a farsi medicare al Pronto soccorso: il
conducente ha riportato lesioni al volto e colpi in testa giudicati guaribili in cinque
giorni (a cui si è aggiunta una prognosi di altri sette giorni emessa dal medico
dellInail), ma ai due aggressori pare sia andata ancora peggio. Lautista preso
di mira, G.V. di 37 anni, è infatti uomo ben piazzato e molto sportivo che, anziché
soccombere sotto i colpi dei due balordi, si è difeso sferrando a sua volta calci e
pugni. 22 novembre 2009 - Left Leredità del capoAssunzioni senza concorso e pagate coi soldi degli sfollati aquilani.La nomina di Chiodi a commissario per il terremoto. Lacquisto dellinceneritore di Acerra. Una spa per gli appalti. In anteprima, il decreto con cui il governo disegna il dopo Bertolaso di Manuele Bonaccorsi E' il decreto di addio di Guido Bertolaso. Ventisette
pagine che smontano e rimontano alcuni tra gli uffici più delicati e influenti della
pubblica amministrazione: il dipartimento della Protezione civile, il Segretariato
generale della Presidenza del consiglio, i commissariamenti ai rifiuti napoletani e
allemergenza Abruzzo. Centri di potere che gestiscono i ricchi appalti legati alla
ricostruzione de LAquila, agli impianti di smaltimento dei rifiuti, ai Grandi
eventi. In un Paese dove ormai tutto è emergenza. Guido Bertolaso, per ora, lascia tutto
questo: luomo più potente dItalia, vera ombra del premier Berlusconi,
ufficialmente va in pensione. E annuncia un suo viaggio in Africa (sì, la stessa promessa
non mantenuta di Veltroni) per dimenticare in riva al Nilo le inchieste giudiziarie che lo
riguardano. Prima che i tanti buchi riempiti di monnezza straripino e gli aquilani si
rendano conto che nelle new town non cè posto per tutti. Ma a poche settimane dal
meritato riposo - in attesa, si immagina, di una nuova carica - Bertolaso ha voluto
lasciare il segno. Cosa prevede la bozza di decreto, ancora segreta, che il governo si
appresta ad approvare? Centinaia di assunzioni negli uffici romani, quelli che contano,
decise da Guido Bertolaso. Ma pagate coi soldi stanziati per gli sfollati, quelli del
decreto Abruzzo. Lacquisto «oneroso» da parte del governo dellinceneritore
dei veleni di Acerra. Assunzioni nei consorzi dei rifiuti campani. La nomina dei nuovi
commissari per il terremoto aquilano. E ancora: la costituzione, alle dirette dipendenze
della Protezione civile, di una società per azioni. Un soggetto di diritto privato che
coprirà tutti i compiti operativi del dipartimento, una specie di megastazione
appaltante, senza le briglie proprie degli uffici pubblici. E per finire, il varo
dellassicurazione obbligatoria degli edifici contro le calamità naturali. Una nuova
tassa sugli immobili che sostituirà lIci. Con lobiettivo di trasferire ai
privati il più importante compito della Protezione civile. Che Bertolaso, in questi anni,
aveva dimenticato: la prevenzione delle calamità naturali, la messa in sicurezza del
territorio. |