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20 novembre 2009 - Omniroma REGIONE, BUCCI (IDV): «CONCORSISTI CHIEDANO I DANNI»(OMNIROMA) Roma, 20 nov - «Da quanto apprendiamo dai dati resi noti dal comunicato della RdB-CUB troppe sembrerebbero le 'strane coincidenzè e le irregolarità gravi che obbligano una presa di posizione ed un passo indietro: si faccia chiarezza attraverso un' indagine della procura che individui i possibili responsabili di eventuali manipolazioni e che sgombri il campo da qualsiasi legittimo dubbio». È quanto dichiara il Consigliere dell'Italia dei Valori Claudio Bucci, che in una nota «esprime la propria indignazioni nei confronti di quelle che sembrerebbero delle evidenze di irregolarità nel concorso indetto dal Consiglio regionale del Lazio». «Ciò tenuto conto anche del fatto che il Consiglio di Stato ha appena respinto l'appello della Giunta Regionale sulla sospensiva del Tar sul bando per 25 posti da dirigente in Consiglio - continua il Consigliere Idv - Invito tutti coloro che hanno partecipato ai concorsi a pensare ad una possibile azione collettiva per il risarcimento del danno morale e materiale chiedo che la magistratura indaghi su tutte le fasi del procedimento concorsuale, annullando immediatamente le graduatorie». 20 novembre 2009 - Roma Notizie Asili Nido. RDB-CUB: il peggioramento del servizio è una realtà Roma - Dopo la presentazione del rapporto dellAgenzia per il Controllo della qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, la RdB rileva il dato negativo del peggioramento della qualità erogata nei nidi comunali tra il 2007 e il 2009. "La grave situazione in cui versano i nidi comunali e che RdB va denunciando da anni, trova un riscontro oggettivo nei dati pubblicati dallAgenzia", commenta Caterina Fida della RdB del Comune di Roma. "Alemanno sembra troppo impegnato a militarizzare la città per accorgersi delle reali esigenze dei cittadini di Roma che hanno chiesto, con molta chiarezza, servizi di qualità per i propri figli". "A nostro giudizio - continua ancora Caterina Fida - è giunto il momento di invertire la rotta e potenziare questo primario servizio pubblico, ampliando lofferta di posti e strutture pubbliche, anziché erogando contributi ai privati. Il dato negativo dei nidi fa il paio con il peggioramento generale dei servizi sociali, nei quali impera la esternalizzazione dei servizi, auspichiamo che Alemanno si avveda di essere il Sindaco della Città capitale dItalia anche per il livello dei servizi che offre", conclude la rappresentante sindacale. 20 novembre 2009 - Agora Magazine Enti locali Lazio RdB: Peggiora la
qualità dei nidi comunali Roma - ASILI NIDO COMUNALI - anche lAgenzia per il
Controllo della qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma si accorge del
peggioramento. Dopo la presentazione di Martedì pomeriggio del rapporto dellAgenzia
per il Controllo della qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, la RdB
rileva il dato negativo del peggioramento della qualità erogata nei nidi comunali tra il
2007 e il 2009. "La grave situazione in cui versano i nidi comunali e che RdB va
denunciando da anni, trova un riscontro oggettivo nei dati pubblicati
dallAgenzia" commenta Caterina Fida della RdB del Comune di Roma.
"Alemanno sembra troppo impegnato a militarizzare la città per accorgersi delle
reali esigenze dei cittadini di Roma che hanno chiesto, con molta chiarezza, servizi di
qualità per i propri figli" continua ancora Caterina Fida. "A nostro giudizio
è giunto il momento di invertire la rotta e potenziare questo primario servizio pubblico,
ampliando lofferta di posti e strutture pubbliche, anziché erogando contributi ai
privati" prosegue la sindacalista. "Il dato negativo dei nidi fa il paio con il
peggioramento generale dei servizi sociali, nei quali impera la esternalizzazione dei
servizi, auspichiamo che Alemanno si avveda di essere il Sindaco della Città capitale
dItalia anche per il livello dei servizi che offre". 20 novembre 2009 - Trieste Oggi AGGRESSIONI SUI BUS DELLA TRIESTE TRASPORTI. RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE: "NON RIENTRA NELLE MANSIONI DEGLI AUTISTI FARSI INSULTARE O MALMENARE DA UTENTI SQUILIBRATI" Trieste - Non sta scritto su nessun regolamento che il
personale di guida dei bus, è obbligato a prendere provvedimenti diretti, nel caso in cui
a bordo del mezzo, si trovino delle persone che fumano, che bevono, che si drogano, che
portano dei passeggini, degli animali o peggio ancora delle armi ! ! ! 20 novembre 2009 - Il Bologna La protesta Rdb al Carlton problemi a
Phonemedia Bologna - La crisi non colpisce solo la meccanica e fa perdere colpi anche al terziario. A iniziare dal turismo come dimostrano i 24 licenziamenti all'Hotel Carlton dove ieri si è tenuto un sit in e raccolte firme, un centinaio, dei partecipanti ad un convegno. Le Rdb chiedono l'intervento delle istituzioni. Intanto Rifondazione rilancia l'allarme, per un possibile sfratto, sul call center di Phonemedia a Casalecchio di Reno. Tensioni anche all'Inps dove otto precari, «lavorano da nove anni», rischiano di perdere il lavoro. 20 novembre 2009 - Liberazione La polizia ha fatto irruzione nel
centro sociale ieri mattina. Immediata la mobilitazione degli attivisti Roma - E se fosse partito un colpo? La domanda se la
devono essere posta in molti, ieri, nella giornata dello sgombero del centro sociale
Horus, a Roma. Chi scrive ha visto un agente sfoderare la pistola di ordinanza davanti a
cinque ragazzi che tentavano di entrare nella sede del IV Municipio per protestare contro
il terzo sgombero in sette giorni da parte di Alemanno & co. All'agente-sceriffo in
questione è caduta la pistola e questo poteva essere la scintilla per far esplodere
definitivamente una situazione già molto tesa. Dunque: se fosse partito un colpo? Questa
domanda va ora girata al Prefetto di Roma, al sindaco, al presidente della Commissione
sicurezza. Quanto accaduto ieri dimostra che l'aria che si respira in città, dopo gli
ultimi sgomberi, è un'aria pesante. 20 novembre 2009 - Il Messaggero Roma. Ieri mattina in Regione circolavano dei volantini... Roma - Ieri mattina in Regione circolavano dei volantini, diffusi dalla rappresentanza sindacale di base pubblico impiego, che ironizzava sugli undici concorsi banditi dal consiglio regionale per la copertura di oltre 130 posti. Cera una lunga lista di persone che sono risultate idonee, «tutti candidati di spicco, riconducibili al circuito politico-sindacale-amministrativo». Nellelenco molti collaboratori di assessori e consiglieri regionali di maggioranza e minoranza. Attacca il portavoce di Prc, Pdci e Socialismo 2000, Ivano Peduzzi. Dice no alle primarie per la scelta del candidato del presidente, ma chiede anche discontinuità su vicende come «i concorsi banditi dalla Pisana: fra gli idonei risultano numerosi nomi riconducibili a personaggi politici, del centro sinistra come del centro destra». «E sulla questione morale - dice Peduzzi - che senso ha lassunzione della figlia del deputato Pd, Pietro Tidei, nellufficio di presidenza del consiglio regionale? Il consiglio regionale è sciolto». 20 novembre 2009 - Cronache del Mezzogiorno Provvedimenti contro chi sta crando
disagi Salerno - "I lavoratori non sono accattoni, a Salerno Mobilità rivendichiamo trasparenza, diritti e dignità". A sostenerlo sono i lavoratori di Salerno Mobilità che si sono dissociati dai colleghi che da alcuni giomi sono in stato di agitazione. A rispondere ai dipendenti è il vicepresidente della società Vincenzo Carrella il quale ha tenuto a sottolineare la massima disponibilità dell'azienda a dialogare con i dipendenti al fine di intraprendere un percorso comune e insieme lavorare sul piano industriale in parte rappresentato dalla nuova tariffazione e annuncia prowedimenti nei confronti di chi sta determinando disagi. Ieri mattina nella sede di piazz.a Frincipe Amedeo a Salerno, per oltre 2 ore, si è svolta la prima riunione di contrattazione con l'azienda rappresentata al tavolo dal presidente Vincenzo Napoli, dal vice presidente Vincenzo Carrella e dal consigliere d'armministrazione Stefano Salimbene. Nel corso dell'incontro l'azienda ha ribadito che il tavolo separato è stato voluto dalle altre organizzazioni sindacali e che in queste ore subisce la pressione di uno sciopero "fantasma" di cui non si sanno modalità e conseguenze operative. Lazienda ha rassicurato i rappresentanti dei lavoratori: non c'è nessuna minaccia all'occupazione né agli stipendi che anzi, continueranno ad essere regolari. La delegazione RdB Cub, guidata da Rosario Guerra e Vincenzo De Súefano, ha preso atto del piano industriale in costruzione dai manager di Salerno Mobilità e ha preso le distanze da ogni discorso politico/sindacale che sottomette i lavoratori ad abusi strumentali di chi, oltre ad imporre tavoli separati di contrattazione, sta manovrando per mante nere posti di controllo dentro la società a scapito dei diritti e della dignità dei lavoratori. Noi rappresentiamo i lavoratori, quelli veri, che non solo fanno il loro dovere ma che addirittura si sacrificano per il bene dell'azienda e per il miglioramento dei servizi erogati. Durante lincontro la RdB Cub ha posto questioni rilevanti in merito alla riqualificazione del personale, all'organizzazione del lavoro e alla sicurezza. Nello specifico, la RdB Cub ha segnalato prowedimenti che l'azienda deve prendere con urgenza in varie sedi dislocate in città. Inoltre la RdB Cub pretende una necessaria regolamentazione dello straordinario usato spesso in modo improduttivo e clientelare. I problemi sono tanti e la questione economica è subordinata alle risorse che il nuovo piano industriale sarà capace di portare sul tavolo della contrattazione integrativa. Le rivendicazioni e le denunce di RdB Cub, saranno formalizzate nei prossimi incontri che l'azienda ha chiesto di tenere, possibilmente ad un tavolo unico."Visto il piano di allargamento sul territorio sia delle aree di parcheggio, eia delle ulteriori attività che Salerno Mobilità èarà chiamata a svolgere, la RdB Cub si ritiene soddisfatta dell'incontro e prende atto delle floride prospettive che i dirigenti hanno illustrato. La contrattazione aziendale è awiata e i lavoratori faranno la loro parte se la società saprà superare con sorietA i nodi critici denunciati per migliorurc tutti quei servizi pubblici che i cittadini pretendono ogni giomo da Salemo Mobilità".A margine del tavolo di confronto Carrella ha illustrato Ia posizione di Salerno Mobilità sottolineando la massima disponibilità dell'azienda a coinvolgere i dipendenti sul piano industriale. "Una volta che avremo avuto il piano definitivo, lo stesso verrà comunicato e illustrato ai lavoratori e insieme faremo un percorso comune che andrà sul solco già tracciato. Ma il tutto prenderà il via ad inizio anno. Non posso negare che vi è tanta amarezza per la situazione che si è venuto o creare. La modalità di sciopero posta in atto non rispecchia la normativa in materia e noi non staremo a guardare, faremo quanto richiede la circostanza e informeremo le autorità competenti in materia. In questo momonto chiediamo una maggiore disponibilità da parte dei cittadini. Dal canto nostro cercheremo di ridune al massimo i disagi che potrebbero determinarsi a seguito di questo stato di agitazione. Stiamo già predisponendo tutte le misure cautelative".(pi.fe) 20 novembre 2009 - Il Quaderno Comune di Benevento, la RdB/Cub chiede informazioni sullUfficio Affissioni Benevento - Giovanni Venditti, segretario provinciale del sindacato RdB/Cub di Benevento, ha scritto una nota al sindaco Fausto Pepe in cui chiede informazioni sullUfficio comunale Affissioni Gestor attualmente fermo per la vertenza intrapresa dai dipendenti che non vengono pagati da alcuni mesi. Il sindacalista protesta per latteggiamento degli amministratori: "In un sistema dominante, peraltro da tempo perseguito, quale è quello dellesternalizzazione e privatizzazione dei servizi da rendere allutenza, come sta avvenendo in questi giorni anche per lacqua, nei fatti concreti determina questa situazione, per cui alla fine a farne le spese sono sempre i lavoratori". 20 novembre 2009 - Vivienna Sicilia. Sindacati: Vigili del fuoco non sono mercenari Le segreterie e coordinamenti regionali Vigili del fuoco
Sicilia di CGIL, FNS CISL, UIL, RdB e CONFSAL hanno diramato la seguente lettera
aperta: 20 novembre 2009 - Il Secolo XIX Protesta dei dipendenti del
tribunale Savona - QUESTA MATTINA, dalle 9 alle 11, Fp-Cgil, Fps-Cisl, Rdb-Cub e Confsal-Unsa organizzano un presidio davanti alla Prefettura per denunciare le carenze di organico degli uffici giudiziari savonesi. Una delegazione di dipendenti degli uffici giudiziari sarà ricevuta dal Prefetto Nicoletta Frediani. I sindacati pongono l'attenzione soprattutto sulla sezione distaccata del tribunale di Albenga che risente di carenza di organico del personale amministrativo.«Le organizzazioni sindacali e la Rsu hanno evidenziato alla dirigenza e alla Corte d'Appello le gravi carenze di organico di tutti gli uffici giudiziari situati nel territorio provinciale di Savona -denunciano i sindacati - e negli anni non è stato attivato nessun provvedimento a soluzione di quanto segnalato, quali mobilità o assunzione del personale. Il risultato è stato un progressivo depauperamento delle attività ed uno spropositato aumento dei carichi di lavoro. Le tarature di organico non sono andate di pari passo con le attribuzioni di competenze: gli uffici dei Giudici di pace, ad esempio, hanno visto diminuire gli organici a fronte di un aumento consistente di lavoro. Oggi a fronte di una gravissima situazione ingeneratasi negli uffici di Albenga, l'unica soluzione individuata è stata quella del procedere con le applicazioni di personale di Savona provocando però una carenza sullo stesso tribunale già in sofferenza». I pompieri Savona - «TRA QUALCHE settimana vanno a scadere i termini
per la riconsegna della sede dei Vigili del Fuoco di via Nizza ma la struttura ad oggi
incompiuta rimane uno scheletro di cemento armato che rischia purtroppo di essere
abbandonato alle intemperie per lungo tempo». 20 novembre 2009 - Il Padova Finanze. Ieri in VIII commissione
terzo ritocco da 2,5 milioni al bilancio del 2009 Padova - Niente soldi per sistemare la nuova sede di Informambiente; 2,5 milioni in meno in entrata dalle multe della Ztl; 2,5 milioni di dividendo di AcegasAps volatilizzati. Le finanze del Comune non godono di buona salute e le conseguenze rischiano di ripercuotersi sul servizio al cittadino. Per quanto riguarda le multe non dovrebbero tuttavia esserci variazioni. «La previsione di entrata per il 2009 sarà rispettata: contiamo di incassare tutti e 9 milioni di euro preventivati» spiega l'assessore alla Municipale Marco Carrai. Nessuna modifica dunque alle entrate dalle sanzioni, che nonostante il calo in valore assoluto dovrebbero comunque compensare le minori entrate per colpa del dividendo dimezzato di AcegasAps. Una voce da 890mila euro sarà ricavata dalla messa in ruolo delle multe, 1,5 milioni da tagli sulle spese, 300mila da minori spese per interessi passivi e 800mila da un taglio generalizzato nei settori. Le ristrettezze finanziarie di palazzo Moroni stanno anche bloccando il trasloco dei 12 dipendenti di Informambiente dalla sede di via Vlacovich, da lunedì senza riscaldamento, alla nuova sede della Guizza, in via dell'Orna. Ieri la protesta di Stefano Pieretti (Adl) dall'assessore Carrai, che ha promesso di verificare la fattibilità del trasloco. «I 60mila euro necessari ai lavori in via dell'Orna non ci sono, stiamo rivendendo il progetto per renderlo meno oneroso» ha spiegato Carrai. Sull'assestamento del Bilancio, votato martedì dalla giunta, si è incontrata ieri la VIII commissione presieduta da Antonio Foresta. A sollevare la polemica è stato l'esponente della Lega Nord Luca Littamè, che ha puntato il dito contro i tempi ristretti data ai consiglieri per l'analisi di documenti importanti come quelli dei conti del Comune, «al pari di quanto accaduto per il Piano Casa» spiega il consigliere, che ha chiesto di mettere a verbale la richiesta all'assessore alla Partecipazione Silvia Clai «di garantire l'accesso alla documentazione quanto prima possibile». Sotto accusa la procedura adottata. Ieri mattina era convocato il collegio dei revisori per approvare l'assestamento, il cui contenuto è stato poi messo in cassetta ai consiglieri della commissione, convocata per la fine mattinata. Gli stessi consiglieri comunali avranno tempo da oggi fino a lunedì per visionare le carte.(SIL.FA.) 20 novembre 2009 - Corriere del Veneto «Lavoro al freddo» Protesta in Comune PADOVA Oltre sette mesi fa, con una delibera di giunta del 16 aprile 2009, veniva ratificato il trasferimento degli uffici comunali del settore Ambiente. Da via Vlacovich a via dellOrna. Ad oggi, però, nulla è stato fatto. «E noi continuiamo a lavorare nella vecchia sede spiega una dipendente, Daniela Luise dove piove dentro e il riscaldamento non funziona». In segno di protesta, ieri mattina, alcuni impiegati (guidati da Stefano Pieretti dellAdl-Cobas) hanno occupato lufficio dellassessore Marco Carrai. Minacciando altre occupazioni se il trasloco non dovesse diventare realtà entro un mese. 20 novembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno La vertenza. La Cgil: «L80%
dei lavoratori sta con noi» SALERNO È sempre più duro lo scontro in atto
tra i sindacati e i vertici di Salerno Mobilità in vista dello sciopero dei lavoratori
previsto per la giornata di domani. La querelle si protrae ormai da due settimane e sembra
non avere altro esito se non lannunciata paralisi per ventiquattro ore del sistema
di parcheggio a pagamento in tutta la città di Salerno, a partire dalle sei di domani
mattina e fino alle sei di domenica. Una situazione che si fa complicata dopo la
spaccatura tra la triade confederale (Cgil, Cisl e Uil) da un lato, e Rdb e Ugl
dallaltro. Queste due ultime sigle hanno avuto, ieri mattina, un incontro con i
dirigenti di Salerno Mobilità, nel corso del quale è emersa la forte contrapposizione
rispetto alla posizione di Cgil, Cisl e Uil. Rdb e Ugl (che rappresentano una ventina di
dipendenti in tutto) non aderiscono infatti allo sciopero di domani. «Questi lavoratori -
ha confermato il vice presidente di Salerno Mobilità Enzo Carrella - sono tutti impegnati
nel turno serale che va dalle 18 alle 24 e dunque in quella fascia oraria, lazienda
conta di poter offrire un servizio allutenza, seppur ovviamente a regime ridotto.
Per il resto confermiamo la nostra serenità rispetto al lavoro fatto e la più ampia
disponibilità a riprendere il dialogo con i sindacati ». Nonostante lintento, le
posizioni delle due parti sono ancora molto distanti e se nulla accadrà di rilevante
nelle prossime ore, lo sciopero si farà. 20 novembre 2009 - Il Mattino La vertenza Il presidente Napoli: «Garantiremo la funzionalità dei parcheggi chiusi»Salerno Mobilità si tratta sullo sciopero Salerno - Pronti allo sciopero, lasciando aperti spiragli di trattative: i 108 lavoratori di Salerno Mobilità domani non dovrebbero andare a lavorare. Motivo dello scontro un premio di risultato lungamente atteso, proprio mentre la società è in ristrutturazione. «Mentre tutti licenziano stiamo difendendo strenuamente i posti di lavoro - dice il presidente Enzo Napoli - Lo sciopero si fa per cose gravi, ma noi manteniamo aperto il dialogo». Al momento lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil (ma non condiviso dalla RdB, la rappresentanza di base che parla di «sciopero fantasma» voluto da qualcuno per mantenere posti di controllo dentro la società a scapito dei diritti e della dignità dei lavoratori») si farà. Domani, dunque, nessun controllo per strada mentre sorge un problema per le aree perimetrate come quelle di via Alvarez e piazza della Concordia. Teoricamente le sbarre dovrebbero rimanere alzate per la gioia degli automobilisti. Il caos «In realtà si rischia di generare solo un enorme caos - dice Enzo Napoli - Senza sbarre e senza conteggi dei posti disponibili una volta occupati i parcheggi gli automobilisti vagheranno alla ricerca di uno spazio libero intasando i parcheggi da cui sarà anche difficile uscire. Stiamo perciò cercando di alleviare i problemi degli utenti garantendo il servizio almeno in queste aree». I lavoratori rivendicano un premio di risultato, lazienda risponde sottolineando una congiuntura non favorevole a nessuno in cui altrove si pensa più ai licenziamenti che ai premi. «Stiamo sostenendo in una serie di incontri - continua Napoli - Salerno Mobilità sta pensando ad una razionalizzazione con un piano industriale che una volta ultimato vedrà la convocazione dei sindacati. Lamministrazione sta facendo sforzi immani per la ristrutturazione del settore parcheggi in città e si prepara a darci in gestione altri 500 posti auto tra via Carella, via Flacco e larea vicina al Grand Hotel. Lo sciopero dunque in questo momento è intempestivo e secondo me è sbagliato perché va fatto per cose gravi. Mi sembra che ci sia spazio per continuare a dialogare, spero che si riesca a trovare un accordo». Ieri altro giro di consultazioni in azienda. A cui, seppure ad un tavolo separato, hanno partecipato anche i rappresentanti della RdB-Cub. «Abbiamo avuto assicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali - dicono Rosario Guerra e Vincenzo De Stefano - Abbiamo preso atto del piano industriale in costruzione, perciò prendiamo le distanze da ogni iniziativa che sottomette i lavoratori ad abusi strumentali di chi, oltre ad imporre tavoli separati di contrattazione, sta manovrando per mantenere posti di controllo dentro la società a scapito dei diritti e della dignità dei lavoratori».(f.s.) 20 novembre 2009 - La Provincia storie d'impresa Milano - La Fiat non ha accolto la
richiesta dei sindacati di ritirare la procedura di trasferimento per 232 lavoratori del
centro stile progettazione di Arese a partire dal 4 di gennaio. Corrado Delle Donne,
sindacalista dello Slai Cobas, esce dalla sede di Assolombarda, dove era in corso
l'incontro tra i rappresentanti della Fiat e i sindacalisti, e scuote il capo. Di fatto si
configura la chiusura del Centro stile e progettazione a cui seguirà quella di Powertrain
col trasferimento anche del call center e quindi l'abbandono definitivo - temono i
sindacati - dell'Alfa Romeo di Arese. 20 novembre 2009 - Settegiorni ORGANIZZATI DALL'ASSESSORATO ALLA
CULTURA CASSINETTA - Il Comune ospita due incontri, organizzati dall'assessorato alla cultura, per discutere su temi d'attualità . Il primo appuntamento, intitolato «Precarietà : opportunità o disgrazia?», si terrà mercoledì 25 novembre alle 21. Interverranno, coordinati dal giornalista Fabrizio Tassi , Andrea Fumagalli , docente della facoltà di economia all'università di Pavia e vicepresidente dell'associazione Bin-Italia, Giorgio Cremaschi, membro della segreteria nazionale della Fiom, e un'attivista dell'associazione Bios/SanPrecario e della rete nazionale «Colsenter». Il secondo incontro è in programma per sabato 28 novembre alle 21 con una serata intitolata: «Crisi economica: il peggio è passato o deve ancora venire?» alla quale parteciperanno il sindaco di Cassinetta Domenico Finiguerra , il segretario confederale Cgil Ticino Olona Vieri Bursich , un esponente Rdb-Cub e il «Folletto 25603» di Abbiategrasso. Entrambe le serate si terranno nella sala consigliare del Comune di Cassinetta. Per gli amanti di cinema, giovedì 3 dicembre alle 21, è prevista inoltre una serata di cineforum col film «Tutta la vita davanti» di Virzì. 20 novembre 2009 - La Nazione Answers, solidarietà senza fine Pistoia - UNA GRANDE serata di solidarietà quella organizzata mercoledì sera alla casa del popolo di Bonelle. Il circolo, insieme all'Arci provinciale e alla Rsu del call center Answers (quasi 600 lavoratori in assemblea permanente che non percepiscono lo stipendio) hanno messo in piedi l'iniziativa che ha avuto una grande risposta: alla cena offerta dalla sezione soci della Coop hanno partecipato 350 persone e ha fruttato 3200 euro per il fondo di solidarietà dei lavoratori Answers, decine dei quali non hanno più una casa e i soldi per andare avanti. «Ringraziamo sottolinea Michele Gargini segretario della Slc Cgil l'Arci, il circolo e la sezione soci Coop per l'organizzazione della cena a Bonelle, così come tutti coloro che sono intervenuti. La distribuzione dei fondi raccolti è iniziata già ieri sera presso il call center per le situazioni familiari di magior disagio». «Il mutuo soccorso tra i lavoratori è il mattone fondante delle case del popolo dice Federico Tasselli vicepresidente Arci Questa è la via de seguire, a cominciare dalla serata di musica 'ska' solidale coi lavoratori Answers che si terrà domani sera al Cral Breda (suoneranno i Taylor Made da Torino)». «I nostri soci sono felici quando sanno che le attività dell'associazione sono rivolte a dare una speranza a centinaia di persone, soprattutto giovani», dice Dora Donarelli, presidente della sezione soci Coop Pistoia. E c'è anche la voce della giovanissima Enrica Fragai, 24 anni, presidente del Circolo di Bonelle che rappresenta 300 soci: «Su tutti dobbiamo ringraziare i 30 volontari che tengono aperte pizzeria e ristorante della casa del popolo. Il volontariato è nel dna del nostro circolo e cene che portino una speranza di futuro a lavoratori in difficoltà sono il nostro miglior incentivo». Intanto, sostegno ai lavoratori Answers arriva anche dalla confederazione unitaria di base e dalla Federazione metalmeccanici uniti che hanno organizzato una raccolta di fondi per i lavoratori di Sant'Agostino. «L'offerta dicono può essere fatta nella sede in via Porta San Marco 134 o tramite bonifico bancario alla Caripit, codice Iban IT 40 N 06260 13898000305270C00 con la causale 'Solidarietà Answers'». I fondi raccolti verranno consegnati ai lavoratori Answers.(S.Vet.) 20 novembre 2009 - Corriere Adriatico "Operai narcotizzati dai sindacati confederali" Ascoli - "Con le manovre degli ultimi giorni, le firme, le accuse e quantaltro, i sindacati Cgil, Cisl e Uil stanno narcotizzando i lavoratori, per dare via libera alla Manuli nel suo progetto ormai palese di smantellamento della fabbrica di Campolungo, e sferrare così un colpo decisivo verso la desertificazione industriale del territorio piceno." Lo afferma Andrea Quaglietti, dirigente Sdl Ascoli e dipendenti della stessa Manuli. "I confederali da un lato stanno sempre di più confondendo le idee ai lavoratori dello stabilimento sostiene Quaglietti e dallaltro attaccano loperato del sindacato dei Lavoratori, che ha sempre ribadito che non avrebbe mai firmato un accordo che prevedeva lo smantellamento del sito produttivo ascolano e nientaltro. 19 novembre 2009 - Omniroma ASILI NIDO, RDB: «PEGGIORAMENTO DATO DI FATTO OGGETTIVO»(OMNIROMA) Roma, 19 nov - «Dopo la presentazione del rapporto dell'Agenzia per il Controllo della qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, la RdB rileva il dato negativo del peggioramento della qualità erogata nei nidi comunali tra il 2007 e il 2009». È quanto si legge in una nota di Rdb. «La grave situazione in cui versano i nidi comunali e che RdB va denunciando da anni, trova un riscontro oggettivo nei dati pubblicati dall'Agenzia - commenta Caterina Fida della RdB del Comune di Roma - Alemanno sembra troppo impegnato a militarizzare la città per accorgersi delle reali esigenze dei cittadini di Roma che hanno chiesto, con molta chiarezza, servizi di qualità per i propri figli». «A nostro giudizio - continua ancora Caterina Fida - è giunto il momento di invertire la rotta e potenziare questo primario servizio pubblico, ampliando l'offerta di posti e strutture pubbliche, anziché erogando contributi ai privati. Il dato negativo dei nidi fa il paio con il peggioramento generale dei servizi sociali, nei quali impera la esternalizzazione dei servizi, auspichiamo che Alemanno si avveda di essere il sindaco della città capitale d'Italia anche per il livello dei servizi che offre». 19 novembre 2009 - Julie news Salerno Mobilità: avviata la contrattazione aziendale SALERNO - Nella sede di Piazza Principe Amedeo a Salerno, questa mattina, per oltre 2 ore, si è svolta la prima riunione di contrattazione con lazienda rappresentata al tavolo dal presidente Napoli e dai dirigenti Carrella, Attianese e Salimbene. Lazienda ha ribadito che il tavolo separato è stato voluto dalle altre organizzazioni sindacali e che in queste ore subisce la pressione di uno sciopero "fantasma" di cui non si sanno modalità e conseguenze operative. Lazienda ha rassicurato i rappresentanti dei lavoratori: non cè nessuna minaccia alloccupazione né agli stipendi che anzi, continueranno ad essere regolari. La delegazione RdB CUB, guidata da Rosario Guerra e Vincenzo De Stefano, ha preso atto del piano industriale in costruzione dai manager di Salerno Mobilità e ha preso le distanze da ogni discorso politico/sindacalese che sottomette i lavoratori ad abusi strumentali di chi, oltre ad imporre tavoli separati di contrattazione, sta manovrando per mantenere posti di controllo dentro la società a scapito dei diritti e della dignità dei lavoratori. Noi rappresentiamo i lavoratori, quelli veri, che non solo fanno il loro dovere ma che addirittura si sacrificano per il bene dellazienda e per il miglioramento dei servizi erogati. Durante lincontro RdB CUB ha posto questioni rilevanti in merito alla riqualificazione del personale, allorganizzazione del lavoro e alla sicurezza regolamentata nel testo unico D.lgs 81/08 (ex 626/94) corretto dal D.lgs 106/09 entrato in vigore il 20 agosto 2009. Nello specifico, la RdB CUB ha segnalato provvedimenti che lazienda deve prendere con urgenza in varie sedi dislocate in città. Inoltre la RdB CUB pretende una necessaria regolamentazione dello straordinario usato spesso in modo improduttivo e clientelare. I problemi sono tanti e la questione economica è subordinata alle risorse che il nuovo piano industriale sarà capace di portare sul tavolo della contrattazione integrativa. Le rivendicazioni e le denunce di RdB CUB, saranno formalizzate nei prossimi incontri che lazienda ha chiesto di tenere, possibilmente ad un tavolo unico. Visto il piano di allargamento sul territorio sia delle aree di parcheggio, sia delle ulteriori attività che Salerno Mobilità sarà chiamata a svolgere, la RdB CUB si ritiene soddisfatta dellincontro e prende atto delle floride prospettive che i dirigenti hanno illustrato. La contrattazione aziendale è avviata e i lavoratori faranno la loro parte se la società saprà superare con serietà i nodi critici denunciati per migliorare tutti quei servizi pubblici che i cittadini pretendono ogni giorno da Salerno Mobilità. 19 novembre 2009 - Radio Città Aperta Roma: allalba sgomberato
lHorus, gli attivisti occupano il IV Municipio Roma - "Abbiamo occupato la sede del Quarto Municipio in Via di Monte Rocchetta, per protestare contro lo sgombero dellHorus di Piazza Sempione e per denunciare latteggiamento ambiguo del presidente Bonelli che ancora questa mattina ha negato che sia in suo potere ogni intervento concreto a difesa di uno spazio sociale che ha recuperato alla socialità, alla cultura e al quartiere un posto abbandonato da anni. Con lo sgombero di questa mattina ha vinto la rendita, hanno vinto i poteri forti che volevano trasformare lHorus in un ennesimo centro commerciale. Vorremmo capire chi governa questa città, se i politici o i poteri forti. Invitiamo tutti e tutte a unirsi a questa protesta perché non è possibile che i movimenti sociali e i cittadini di questa città vengano trattati in questo modo da Alemanno e dalla sua giunta". Lo ha detto ai microfoni di Radio Città Aperta Irene di Noto, dei Blocchi Precari Metropolitani, raccontando quanto avvenuto durante la mattinata. Anche il tetto della sede del municipio è stata occupato, e gli attivisti hanno esposto lo striscione: "La libertà non si paga si strappa! Guai a chi ci tocca". "Quando gli attivisti delle reti cittadine per il diritto allabitare raggiungevano in corteo la sede del Municipio un poliziotto ha estratto incredibilmente la pistola dordinanza a scopo intimidatorio, puntandola contro un ragazzo di 17 anni. Pistola che poi gli è caduta dalle mani. Un gesto inaccettabile che la dice lunga sul clima che si respira nella città e che abbiamo documentato con le nostre telecamere." Mentre in Campidoglio era convocato per questa mattina lennesimo tavolo tra movimenti di lotta per la casa e rappresentanti della giunta Alemanno sul tema dellemergenza abitativa e degli spazi sociali, centinaia tra Vigili urbani, Carabinieri e Polizia in assetto antisommossa hanno fatto irruzione nel centro sociale Horus Liberato in piazza Sempione, entrando allinterno dei locali e bloccando la circolazione nella piazza per evitare che gli attivisti dello spazio occupato e dei blocchi precari metropolitani potessero avvicinarsi. Le forze dellordine presidiano tuttora tutta la zona mentre alcuni esperti stanno perquisendo i locali del centro sociale e sequestrando materiali che in gergo questurino vengono definiti in una nota oggetti contundenti ed atti ad offendere. Secondo varie fonti una ruspa avrebbe letteralmente distrutto dallinterno il centro sociale mentre alcuni muratori installavano delle sbarre sulle finestre delledificio. Gli attivisti dellHorus e dei movimenti di lotta per la casa si sono concentrati in Piazza Sempione; per le 12 avevano convocato una conferenza stampa che poi non si è tenuta perchè nel frattempo un centinaio di persone aveva scavalcato i cancelli della sede del municipio di zona procedendo all'occupazione. Alle 16 invece è previsto un presidio a piazza San Marco mentre sempre oggi ma dalle 18 all'ex GIL di Viale Adratico è prevista un'assemblea cittadina. Nei confronti dello spazio occupato di Piazza Sempione sembra esistere una vera e propria persecuzione: venne infatti sgomberato per la prima volta nell'ottobre del 2008, dopo un anno di occupazione, e poi fu rioccupato alcune settimane dopo. Si conferma così la volontà della Giunta Alemanno di voler affrontare il problema dellemergenza abitativa e della mancanza di spazi sociali e di aggregazione nella città di Roma attraverso sgomberi e denunce, mentre le trattative in corso attraverso i cosiddetti tavoli tra le parti in causa non sembrano impegnare più di tanto le istituzioni capitoline e le forze dellordine. "Ci aspettavamo lo sgombero. Da qualche giorno tirava una brutta aria. Quanto sta avvenendo questa mattina è la dimostrazione che qualsiasi tavolo di trattativa con il sindaco è impossibile" denuncia ai microfoni di Radio Città Aperta Valentina, una delle attiviste dellHorus e dei BPM. Ieri circa seicento persone, tra attivisti dei movimenti di lotta per la casa e famiglie in attesa di ricevere un alloggio popolare, hanno manifestato prima sotto lassessorato alla casa e poi in Campidoglio bruciando le richieste di assegnazione della casa popolare come forma di protesta contro le politiche della giunta alemanno che privilegiano gli interessi dei palazzinari. Una settima fa i Blocchi Precari Metropolitani avevano occupato la sala consiliare del IV municipio contro l'operazione di vendita delle case popolari del Tufello e contro lo sgombero, avvenuto il giorno prima, di una villetta di via Alpi Apuane dove da più di un anno vivevano una decina di studenti e lavoratori precari che ne avevano occupato i locali abbandonati ormai da anni. 19 novembre 2009 - Corriere di Siena Gli stabilizzandi lanciano accorato
appello SIENA - Riceviamo e pubblichiamo il comunicato degli stabilizzandi dellUniversità di Siena. In occasione del tavolo interistituzionale rinnoviamo alle istituzioni presenti, già informate in merito alla nostra situazione mediante la lettera aperta del 6 novembre scorso, la richiesta di un intervento immediato al fine di affrontare l'emergenza che si sta consumando. Ci auguriamo che nella seduta di oggi (ieri ndr) tutte le parti convenute si uniscano nella volontà di cercare e trovare soluzioni concrete per aiutare gli ex-stabilizzandi che hanno perso il lavoro, di giorno in giorno più numerosi: domani altri due colleghi timbreranno per l'ultima volta il cartellino, tre la settimana prossima, cinque prima di Natale. C'è un'emergenza da affrontare subito: non è possibile rimandare oltre, non si può attendere il risanamento dei conti dell'Ateneo. Crediamo che sia indispensabile uno sforzo congiunto da parte di tutte le forze operanti nel territorio, superando le divisioni politiche e risolvendo eventuali problemi tecnici o burocratici. Vi chiediamo di difendere le nostre professionalità, di difendere la nostra dignità di lavoratori e il nostro diritto al lavoro, impegnandovi a sfruttare le nostre competenze consentendoci di continuare a fare il nostro lavoro all'Università o in altre strutture idonee nel territorio. Siamo persone abituate a lavorare con competenza e serietà, e chiediamo che ci venga data la possibilità di continuare a farlo, provvedendo con onore e dignità al sostentamento delle nostre famiglie. Non vogliamo, in seguito alla scadenza dei nostri contratti, essere dimenticati dall'ateneo e dalla città tutta. Non vogliamo diventare "invisibili". Non lo permetteremo. Anche le organizzazioni sindacali (Cisal, Cisapuni, Cisl, Flc-Cgil, Rdb Pubblico Impiego, Uil-Pa-ur - Ugl) sostengono la lettera degli stabilizzandi con scadenza contrattuale e ne difendono i valori. "Riteniamo che ogni piano di risanamento o iniziativa da mettere in atto per uscire dalla crisi non possa essere fatta solo di tagli ma anche di investimenti. Con le poche migliaia di euro necessarie per la copertura dei nostri contratti l'Università degli Studi di Siena difenderebbe non solo l'essere un'istituzione pubblica di qualità, a partire dai servizi che eroga, ma anche la qualità dei suoi investimenti e delle sue scelte sulle persone, a favore dell'intera comunità. Se non si deciderà di investire sulla difesa del personale e dei rapporti di lavoro si potranno aprire scenari difficili da accettare per l'impatto su tutto il territorio. Chiediamo quindi sostegno alle istituzioni anche con scelte importanti e coraggiose a sostegno dell'economia e del futuro delle nostre famiglie e del territorio in cui viviamo". 19 novembre 2009 - Diritti Distori Reintegrato dal Tribunale lavoratore licenziato dalla Cooop di Genzano di Roma La buona notizia di un diritto riconosciuto, questa volta, ci arriva dal Tribunale del Lavoro di Velletri che due giorni fa ha reintegrato al suo posto di lavoro Fabio Saracino, delegato Sindacale RdB presso la COOP di Genzano, giudicando illegittimo il suo licenziamento avvenuto lo scorso maggio. "Fabio spiega in una nota la Federazione Nazionale RdB - invalido al 100%, assunto come categoria protetta, era stato licenziato al primo provvedimento disciplinare dopo 20 anni di servizio presso la Coop con la motivazione di aver interrotto il rapporto fiduciario con UNICOOP TIRRENO". RdB "esprime soddisfazione per una sentenza che riconsegna a Fabio la dignità di lavoratore sottrattagli da un illegittimo ed immotivato licenziamento, ringrazia i colleghi di lavoro, che hanno concretamente espresso la propria solidarietà attraverso il sostegno economico al delegato licenziato, ed i soci della COOP di Genzano, che hanno raccolto quasi mille firme a sostegno del reintegro di Fabio" La Federazione Nazionale RdB si augura che con questa vittoria si apra una nuova strada per corrette relazioni sindacali, per laffermazione del principio di democrazia nei luoghi di lavoro e per un assoluto rispetto dei principi di condotta espressi nello statuto della Coop. 19 novembre 2009 - IVG Savona, vigili del fuoco: "Inadeguata la sede attuale" Savona - Le organizzazioni sindacali dei vigili del fuoco (Fns-Cisl, Cgil-Fp, Rdb-Vvf) lamentano le condizioni di disagio del personale presente nella sede operativa di via Bonini 14 a Legino. A fronte di una controversia legale sulla ricostruzione della sede di via Nizza a Savona, che rischia di allungarsi a tempi indefiniti rispetto a quelli preventivati, la sede operativa di via Bonini comincia a mostrare i primi segni di inadeguatezza, accettabili fino ad oggi soltanto in quanto la disponibilità della stessa era stata assicurata come provvisoria (durata massima di 23 mesi per la consegna della sede ricostruita in via Nizza). In particolare, si evidenziano gli spazi limitati interni, le infiltrazioni di acqua piovana, i servizi sanitari fatiscenti, lassenza di strutture di riparo laterale dalle intemperie del capannone adibito ad autorimessa dei mezzi, la presenza di containers in sostituzione di idonee strutture murarie per i magazzini, i laboratori, eccetera. Peraltro la sede di via Bonini è stata concessa in comodato gratuito dalla società Italgas per due anni prorogabili. I tempi per la riconsegna della sede di via Nizza vanno a scadere tra qualche settimana, ma la struttura ad oggi incompiuta rimane uno scheletro in cemento armato che rischia di essere abbandonato alle intemperie per lungo tempo. Le organizzazioni sindacali chiedono aiuto alle autorità locali per ricercare una soluzione volta a rendere più agevole il lavoro già difficoltoso dei vigili del fuoco. 19 novembre 2009 - Il Gazzettino Padova. Energie rinnovabili, Adl Cobas crea un gruppo dacquisto... Padova - (Al.Rod.) Energie rinnovabili, Adl Cobas crea un gruppo dacquisto. In gergo si chiamano Gas, lacronimo di Gruppi dacquisto solidali. In pratica sono gruppi organizzati di cittadini che si mettono assieme per acquisire un maggior potere dacquisto "dal basso" e spuntarla sul prezzo dei prodotti di consumo. E proprio dal sindacato di base parte uniniziava per lacquisto di pannelli solari. «Vogliamo mettere a disposizione di tutti lopportunità proposta da alcuni istituti di credito spiega Stefano Pieretti di Adl Cobas-. In pratica le banche offrono mutui molto convenienti a chi acquista e installa pannelli solari e fotovoltaici». «Alla fine loperazione diventa a costo zero aggiunge dal momento che lenergia elettrica non utilizzata per le utenze domestiche viene venduta allEnel e con quei soldi si riescono a pagare le rate dei mutui». «Oltre a contribuire al risparmio energetico e alla tutela ambientale dice ancora Pieretti loperazione può rivelarsi economicamente vantaggiosa dal momento che, una volta estinto il mutuo, i pannelli fotovoltaici diventano fonte di reddito». Dal canto suo il sindacato si offre di fare da intermediario tra il cittadino, gli istituti bancari e le imprese che dovranno installare gli impianti. 19 novembre 2009 - L'UnioneSarda Durante il dibattito la Polizia
scopre nel vicino parco di Sant'Onofrio una pistola con otto proiettili. Appello di Milia:
«Subito le riforme» NUORO - L'assemblea in trasferta a Nuoro si è aperta
da pochi minuti con le parole del presidente Claudia Lombardo quando sul colle di
Sant'Onofrio, oasi verde a un passo dall'Istituto etnografico trasformato in aula
consiliare, la Polizia scorge una pistola. È una calibro 6.35 Astra con otto colpi nel
caricatore. Sta nascosta in un anfratto, assieme a 22 proiettili infilati in una bustina.
Il materiale, avvolto nel cellophane, salta fuori durante i controlli eseguiti dalle forze
dell'ordine attorno all'insolita sede del Consiglio regionale. Le Squadriglie notano il
pacchetto lucido vicino a una roccia: all'interno c'è una pistola comunemente definita da
donna. La Squadra mobile avvia subito le indagini mentre nella sala la presidente
Lombardo, dopo il suo intervento, annuncia: «La parola al sindaco di Nuoro». Piccola
gaffe perché il sindaco non c'è. Mario Zidda è fuori, per un altro appuntamento perché
- si dice - non avrebbe ricevuto l'invito a partecipare al Consiglio.E allora la parola
arriva a Graziano Milia, presidente del Consiglio delle autonomie. Denuncia il ruolo
marginale delle amministrazioni locali di fronte a una platea dove le assenze non mancano,
non solo tra gli amministratori locali ma anche tra gli stessi consiglieri regionali.
«Abbiamo fatto il federalismo fiscale senza decidere di essere uno stato federale»,
sottolinea invocando la necessità di mettere mano allo statuto. «Se ne parla da
trent'anni, ma si rimanda sempre», dice richiamando «riforme nella maniera più sovrana
possibile e una classe dirigente che su questo recuperi unità». A Portovesme gioia dei lavoratori
per un risultato che sembrava irraggiungibile Portovesme - Salvi i 2 mila posti di lavoro, salve le
prospettive di rilancio del polo industriale di Portovesme: dopo una giornata ad altissima
tensione i lavoratori dell'Alcoa e le organizzazioni sindacali incassano il risultato più
ambito, cioè l'impegno dell'azienda a non fermare gli impianti. 19 novembre 2009 - Corriere di Novara "Sullo scudo fiscale"Gentile Direttore, 19 novembre 2009 - Il Giorno Fiat irremovibile: Arese deve
chiudere ARESE - LE CAMPANE suonano a morte per lo stabilimento dell'Alfa Romeo di Arese. L'agonia della storica fabbrica automobilistica lombarda, iniziata alcuni anni fa, è ormai entrata in una fase irreversibile perchè il mitico "biscione di Arese", dovrebbe chiudere con la fine dell'anno. Ieri c'è stato l'ennesimo tentativo sindacale per salvare il salvabile, ma anche questo è andato a vuoto perchè Fiat ha deciso di non accogliere la richiesta di ritirare la procedura di trasferimento per 230 lavoratori del centro Stile progettazione di Arese. Una presa di posizione dolorosa non solo per la morte di una fabbrica tutta milanese, ma anche per chi ci lavorava, ormai con numeri ridotti all'osso, e per chi è impegnato nell'indotto dell'azienda. IERI DALL'ATTESO incontro in Assolombarda si aspettava un cenno di buona volontà per evitare la chiusura totale. La delegazione della Fiat era guidata da Andrea Finazzo, il manager che era stato sequestrato per qualche ora a Bruxelles, in aprile, dai dipendenti metalmeccanici a seguito dei licenziamenti che il gruppo aveva annunciato in Belgio. E ieri c'è stato un secco "no" alla richiesta dei sindacati. Quindi la procedura di trasferimento dei 230 lavoratori da Arese a Torino diventerà operativa dal prossimo 4 gennaio. Ieri mattina le delegazioni dei lavotori in cassa integrazione con le bandiere e gli striscioni di Slai-Cobas, Fiom-Cgil e Flmu-Cub, hanno protestato davanti alla sede milanese degli industriali annunciando l'apertura di numerose iniziative di protesta che prenderanno il via domani mattina con assemblee, picchetti e altro davanti alle portinerie dell'Alfa di Arese ed il 7 dicembre davanti alla Scala di Milano. La richiesta dei sindacati è rivolta in particolare alle Regione Lombardia e al presidente Roberto Formigoni con il quale, afferma lo Slai Cobas, «Abbiamo firmato un accordo sull'auto ecologica. Non è possibile che in Lombardia non si produca più una vettura e continuino i licenziamenti mentre la Regione si prepara a festeggiare da gennaio il centenario dell'Alfa Romeo con la famiglia Agnelli utilizzando soldi pubblici». LA LOMBARDIA è stata chiamata in causa anche perché nel 2004 aveva predisposto il "piano della mobilità sostenibile" con il mantenimento dell'Alfa Romeo ad Arese e l'arrivo di nuove iniziative imprenditoriali rivolte all'attività di ricerca e produzione di veicoli a basso impatto ambientale. La paura espressa dai sindacati riguarda anche il piano per l'area Alfa Romeo in vista di Expo 2015, che sarà presentato a Rho e per il quale i sindacati hanno già annunciato "battaglia non solo nei confronti della Fiat, ma anche verso le istituzioni". QUESTO IL CALENDARIO della prossime iniziative sindacali. Domani, ore 9.30 assemblea Slai-Cobas con iniziative da decidere al momento davanti alla portineria Sud-ovest che rimarrà bloccata, mentre lunedì prossimo alle ore 9.30 "assemblea ed iniziative di lotta" di tutti i lavoratori e sindacati davanti alla portineria centrale perchè, come afferma la Fiom, «A parte il sindacato, non esiste altro soggetto che non si tolga il cappello davanti ai voleri della Fiat». 19 novembre 2009 - Il Resto del Carlino La Manuli di Ascoli diventa un caso
disperato Anche i sindacati ora sembrano crederci poco ASCOLI PICENO - SLITTA a data da destinarsi il vertice in Regione tra le istituzioni, i sindacati e l'aziendaa Manuli. L'atteso incontro convocato dalla Regione per fare il punto sulla vertenza, alla luce della bocciatura dell'ipotesi di accordo da parte dei lavoratori e dell'arrivo delle prime lettere di licenziamento, non c'è stato. Ed è saltato per l'indisponibilità comunicata all'ultimo minuto da parte di alcuni partecipanti. «E' assurdo sottolinea Andrea Quaglietti del Sindacato dei lavoratori e rsu della fabbrica che in un momento così delicato e davanti ad una convocazione della Regione con l'azienda disposta ad essere presente e a riaprire la discussione, qualcuno si tiri indietro per altri impegni». Difficile capire di chi è stato il forfait che ha fatto saltare tutto. Ieri, invece, il sindaco Castelli ha annunciato un incontro tra istituzioni proprio sul caso Manuli, domani in Regione. Secondo il sindacalista Sdl «con le manovre degli ultimi giorni, le firme, i sindacati Cgil, Cisl e Uil stanno narcotizzando' i lavoratori, permettendo alla Manuli di realizzare il suo progetto di smantellamento del sito e sferrare così un colpo decisivo verso la desertificazione industriale del piceno». Alcuni lavoratori, infatti, si sono attivati per raccogliere firme e chiedere all'azienda di rivedere tutto'. Ma anche queso tentativo estremo sembra non essere condiviso da tutti. «Non c'è unità d'intenti tra i lavoratori spiega Marsilio Antonucci della Cisl di Ascoli e questo rende ancora più difficile la situazione. Dubito che possa cambiare qualcosa, ma la speranza c'è sempre. Ci vorrebbe una spinta forte dei lavoratori per ribaltare il risultato. L'azienda ha già licenziato». Ad Ascoli tremano anche ottanta operai della B&B Italia che produce complementi d'arredo, per l'annunciata chiusura. 19 novembre 2009 - La Nazione Nel 2010 servono 145 milioni
Stabilizzandi, l'ipotesi fondo di solidarietà in cda Siena - «NON VOGLIAMO diventare invisibili. Non lo permetteremo». Si concludeva così l'appello letto da Ilaria Neri, uno dei 40 stabilizzandi del nostro Ateneo che stanno per perdere il posto. Dopo aver manifestato davanti a Palazzo Berlinghieri, indossando maschere bianche da fantasma ed esponendo cartelli che scandivano il conto alla rovescia con la data dell'ultimo giorno di lavoro, è stato consentito loro di leggere il documento. Ed entrare nella stanza dei bottoni. Mai termine fu più adeguato visto che, finalmente, qualche elemento di concretezza e cifre sono state portate. Unitamente a un documento di 6 pagine dove si avanzava una proposta concreta per consentire alle 40 risorse della nostra Università di restare in servizio. Ci hanno lavorato tutto il giorno Cgil-Cisl e Uil, insieme alle altre sigle che l'hanno firmato: Cisal, Cisapuni, Rdb pubblico impiego e Ugl. Un segno di unità che era importante dare ai vertici di via Banchi di Sotto. Le proposte? Due gli stabilizzandi già a casa. Visto che è impossibile prolungare ora la loro presenza in Ateneo i sindacati sollecitano «soluzioni in altri enti per arrivare alla data di stabilizzazione del primo luglio 2010». Una risposta indiretta fermo restando che il rettore Silvano Focardi si è impegnato a portare il testo nel cda di domani per una valutazione è giunta proprio dal Tavolo interistituzionale. E' stata infatti assicurata la disponibilità a verificare quali spazi occupazionali esistono negli enti locali. Tuttavia, poiché sarebbero probabilmente poche decine e la mobilità volontaria è parsa a tutti i presenti alla riunione un passo indispensabile seppure in fase di studio, Bezzini ha proposto di sondare altri istituti. Si è inoltre profilata un'ipotesi di mobilità allargata ad Arezzo e Grosseto visto che (almeno per ora) i poli «resistono», unitamente ad un sondaggio per capire se sono praticabili forme di sostegno al reddito specifiche per chi esce dall'Ateneo. Tornando alle proposte dei sindacati, è emerso che quella di prelevare un quota del 3% sul conto terzi senz aincidere sui conti non è praticabile: il delegato del rettore al bilancio, Antonio Barretta, ha evidenziato che il 10% è già impegnato quindi si creerebbe un altro buco. Non resta che la seconda. Ossia predisporre un regolamento per creare un fondo di solidarietà da discutere al tavolo di contrattazione al fine di stipulare un contratto integrativo per usare tali somme per i colleghi inseriti nelle procedure di stabilizzazione «scaduti», garantendone la continuità lavorativa e al contempo l'erogazione dei servizi da parte dell'Ateneo. Se poi ciascuno docente o tecnico-amministrativo desse 60 euro all'anno si raccoglierebbe un bel gruzzolo.C'è poi uno spiraglio nel chiaroscuro dei conti. Perché se è vero che le razionalizzazioni operate lasciano intravedere il ritorno a qualche segno positivo nelle cifre, al contempo per pagare tutto nel 2010 servirebbe una cifra intorno ai 145 milioni. Non siamo insomma assolutamente usciti dalla crisi che si combatte con la vendita di Scotte e Pontignano entro giugno, più l'ok alla linea Mps. Magari anche facendo sì che i 35 milioni del Governo non debbano essere restituiti ma vengano considerati anticipazione del fondo di rotazione previsto dal Ddl Gelmini. A proposito di Banca Mps: dopo il Tavolo in Comune, alle 18, ieri riunione tecnica alla Rocca per valutare se, ed eventualmente in quale forma, la Banca può intervenire per i 30 milioni ancora da trovare. Purché, il vice-presidente Ernesto Rabizzi a detta di tutti è stato chiaro, venga portata avanti una politica di risanamento seria e credibile. Apprezzati anche gli interventi dei senatori Tommaso Detti e Lorenzo Gaeta nel porre il tema del riposizionamento dell'Università che nascerà dal dopo crisi. Domani il cda, ci saranno gli stabilizzandi ad attendere il verdetto. Mentre si pone anche una questione etica: non ci possono essere privilegi ad personam in Ateneo mentre tanti vanno a casa. L'imperativo è massima trasparenza. 19 novembre 2009 - Il Mattino di Padova Fotovoltaico: le banche pronte a collaborare Padova - I pannelli fotovoltaici o solari? Te li paga e
installa a costo zero la banca, rifacendosi poi senza pesare sulle tasche del cittadino,
ma prelevando una parte della somma che limpianto installato ti farà risparmiare.
Chi fosse interessato (già 15 le famiglie prenotate) può rivolgersi al gruppo
dacquisto solidale organizzato dal sindacato Adl Cobas, con appuntamento il lunedì
pomeriggio (15.30-19) nella sede di via Felice Cavallotti. 19 novembre 2009 - Leggo PADOVA. Un gruppo dacquisto
per linstallazione di impianti fotovoltaici... PADOVA - Un gruppo dacquisto per linstallazione di impianti fotovoltaici e solari senza spendere un euro. E liniziativa ideata e portata avanti dallAdl di Padova ed è rivolta alle famiglie per incentivarle a utilizzare lenergia rinnovabile ed installare gli impianti (di una potenza che va dai 3 ai 4,5 kw) nei propri appartamenti. A provvedere al finanziamento saranno una decina di banche, già individuate dal sindacato, che si accorderanno con il Gse (gestore servizi elettrici) e offriranno ai privati la possibilità di risparmiare non solo sulle bollette di elettricità e acqua, ma anche dellinstallazione dellimpianto. Per 15 anni la spesa potrà essere ammortizzata grazie allenergia risparmiata che verrà venduta allEnel e permetterà ai finanziatori di avere un rientro. Già una quindicina di famiglie hanno aderito alliniziativa, che partirà ufficialmente la settimana prossima. Da lunedì ci si potrà recare nella sede di Via Cavallotti dalle 15 alle 19 dove un esperto sarà a disposizione per illlustrare i vantaggi delle energie rinnovabili. 19 novembre 2009 - La Provincia Pavese Arese verso la chiusura MILANO - Il Lingotto non cede e conferma ai sindacati che,
per «esigenze organizzative finalizzate al miglioramento», i 232 lavoratori del Centro
Stile e Progettazione di Arese, autori tra laltro della MiTo, «sicuramente saranno
trasferiti dal 4 gennaio a Mirafiori». 19 novembre 2009 - Il Messaggero Roma. Ancora centro paralizzato, ancora cortei... Roma - Ancora centro paralizzato, ancora cortei, ancora
circolazione a rischio, ancora disagi per i romani. Sembra essere diventata una condanna
quotidiana per la Capitale. Una condanna destinata a non esaurirsi mai. Dopo i giorni del
calvario causati dal vertice Fao, coincisi anche con due cortei di protesta che hanno
paralizzato il centro, ieri a portare scompiglio e disagi nel cuore della città ci ha
pensato una manifestazione di lavoratori arrivati dalla Sardegna. 18 novembre 2009 - Il Mattino di Padova Antonio Campagnaro Padova - La messa, la partita della sua squadra di calcio seguita da bordo campo allAppiani, la cena con unamica. Unultima domenica trascorsa in serenità, prima di andarsene in silenzio. Antonio Campagnaro, 46 anni, sindacalista di Adl-Cobas e dirigente della Polisportiva San Precario, è morto nella notte tra domenica e lunedì. Non vedendolo arrivare in sede né sentendolo rispondere al telefono, i compagni dellAdl hanno allertato i carabinieri che lhanno trovato senza vita nella sua abitazione di via Salerno 4. Una fine prematura, a pochi giorni dallanniversario della morte della madre, scomparsa il 18 novembre 2006. Antonio, operaio specializzato, soffriva di crisi di epilessia e viveva da solo. Era attivo in parrocchia alla Madonna Incoronata, dove collaborava allorganizzazione della sagra. Della Polisportiva San Precario era dirigente, guardalinee e factotum della squadra di calcio di Terza categoria. Nel sindacato Adl-Cobas si dedicava alle vertenze del precariato da quando aveva vissuto sulla propria pelle le peripezie alla Color Color e alla Cet Eletric di Limena, che sei mesi fa lo ha messo in cassa integrazione.(s.var.) 18 novembre 2009 - Radio Sherwood Antonio ci ha lasciato Padova - Non è facile ricordare in poche righe una persona
come Antonio. Ieri improvvisamente ci ha lasciato. Antonio lo abbiamo conosciuto alcuni
anni fa durante loccupazione di una palazzina di alcune famiglie immigrate. Da lì
il suo impegno nellAss.ne Razzismo Stop di Padova e poi nellAss.ne Difesa
Lavoratori. Una delle persone più generose che abbiamo mai incontrato. Antonio ha speso
la sua vita a fianco di chi non aveva diritti, di chi aveva bisogno di aiuto, dei più
deboli di questa società. Lo vogliamo ricordare sui campi di calcio di 3° categoria dove
negli ultimi anni faceva il guardalinee nelle partite della Polisportiva San Precario. Lo
vogliamo ricordare allo Sherwood Festival mentre spaccava il ghiaccio nello stand dei
cocktails. Lo ricorderemo nelle nostre battaglie di tutti i giorni per costruire un
mondo migliore. 18 novembre 2009 - Corriere del Veneto Il lutto Guardalinee del San
Precario stroncato da infarto a 46 anni PADOVA Si è accasciato a terra con ancora addosso il giaccone granata del San Precario. E da lì, solo nella sua casa di via Salerno alla Madonna Incoronata, a due passi dal Tennis Club, non si è più rialzato. Se ne è andato così, reduce dallennesima domenica trascorsa sui campi polverosi dellintera provincia, Antonio Campagnaro, 46 anni, per tutti «Toni». Allenatore ed educatore di rara grandezza morale, umana e sportiva. Conosciuto e stimato ovunque negli ambienti del calcio dilettantistico padovano. Un buono. Un maestro. Un esempio da seguire, pieno comera desperienza e dumiltà. Da qualche mese, era stato mandato in cassa integrazione dalla Cet Eletric Srl di Limena, lazienda dovera impiegato. E per questo, temporaneamente, «lavorava» un po allAdl- Cobas. Tra gli ideatori, più di ventanni fa, del «Natalizio» di Santa Giustina, torneo invernale riservato ai bimbi under 12, Campagnaro era cresciuto (prima da giocatore e poi da preparatore, specie dei portieri) nellExcelsior. Quindi, a metà anni Novanta, era passato allSms 1956 e, ancora, al Real Padova. Dal 2007, Toni aveva sposato con la passione di sempre il progetto San Precario, la squadra di Terza categoria vicina a Radio Sherwood e al centro sociale Pedro. Domenica scorsa, a Grisignano, nelle solite vesti di guardalinee, ha indossato per lultima volta quel giaccone granata di cui tanto andava fiero. Sentiva freddo e, rinunciando alla partita del Padova in tivù al bar, ha preferito tornare a casa. Un malore improvviso lha portato via per sempre. Ciao Toni.(D.DA.) 18 novembre 2009 - Il Gazzettino San Precario in lutto: è morto Campagnaro Padova - (al.rod.) È morto nel sonno, probabilmente per un infarto, a soli 46 anni. Antonio Campagnaro era conosciuto in città per il suo impegno nel San Precario, la polisportiva vicina al Pedro, e nel sindacato di base Adl Cobas. Domenica aveva passato il pomeriggio seguendo la "squadra del cuore" a Grisignano. Lunedì sera gli amici del sindacato, insospettiti per un telefono che troppo a lungo suonava a vuoto, lhanno trovato morto a letto, nella sua casa in via Salerno alla Sacra Famiglia. «Era accompagnatore fisso del San Precario lo ricorda commosso Stefano Pieretti di Adl Cobas si occupava di tutti gli aspetti organizzativi, la sua è una perdita molto pesante». 18 novembre 2009 - Il Padova La scomparsa. Il 46enne era uno dei
"grandi" del calcio amatoriale padovano Padova - Ucciso da un malore improvviso, si è spento nella notte fra domenica e lunedì Antonio Campagnaro, 46 anni, "Tony". Nel pomeriggio aveva fatto da guardalinee a Grisignano durante il match del "suo" San Precario, poche ore dopo si è accasciato nella sua casa di via Salerno alla Madonna Incoronata. Noto nell'ambiente del calcio amatoriale, era un simbolo per tutti gli appassionati nell'ambiente del calcio dilettantistico padovano. Nell'allenare si era rivelato un educatore universalmente stimato. Da qualche mese la Cet Eletric Srl di Limena, l'azienda dove lavorava, l'aveva messo in cassa integrazione. In attesa di tornare al suo posto di lavoro era temporaneamente impiegato all'Adl-Cobas. Oltre 20 anni fa fu tra i fondatori del "Natalizio" di Santa Giustina, dal 2007 seguiva con passione il progetto del San Precario. "Anticipo della cig negato ai morosi"Padova - Il fondo anticrisi istituito dalla Provincia di Padova ha rappresentato una boccata d'ossigeno per molti lavoratori colpiti dalla crisi che hanno potuto ottenere l'anticipo della cassaintegrazione attesa dall'Inps. Un salvagente per i dipendenti delle imprese che non hanno la liquidità sufficiente per garantire l'anticipo. Un aiuto da cui alcuni operai sono rimasti però esclusi: "Le banche - spiega infatti Gianni Boetto di Adl Cobas - non hanno concesso il contributo ai lavoratori che risultavano morosi prima dell'inizio della cassa integrazione". Chi ha saltato qualche rata del mutuo perché in difficoltà o magari ha dimenticato di pagare la rata della finanziaria si è ri trovato così completamente a secco: la maggior parte degli istituti di credito si sono mostrati inflessibili nell'applicare i criteri con cui abitualmente decidono se erogare i finanziamenti. Fra i lavoratori esclusi, due operai marocchini sposati e con figli che lavoravano alla Sirz Energy di Terradura di Due Carrare, storica azienda fallita nei mesi scorsi. 18 novembre 2009 - La Nuova Sardegna Il Consiglio regionale in città. Tema: la manovra finanziaria NUORO - Il parlamento sardo sbarca nel capoluogo della Barbagia. Ma il grande assente sarà proprio lui: il presidente della Regione Ugo Cappellacci. È di ieri, infatti, lindiscrezione secondo la quale il capo dellesecutivo non potrà essere presente al Consiglio regionale convocato per questo pomeriggio a Nuoro, a partire dalle ore 16, nellauditorium del Museo etnografico. Una seduta congiunta che vedrà impegnati attorno allo stesso tema lassemblea popolare con il Consiglio delle autonomie locali della Sardegna. Allordine del giorno: «La discussione della manovra finanziaria». Documento che dovrebbe "entrare" nellaula di via Roma a Cagliari soltanto tra una settimana, ossia il 24 novembre. Quella di Nuoro, dunque, sarebbe una tappa strategica, un colpo di teatro, per ridurre i tempi della burocrazia e per lanciare un segnale di attenzione verso le zone interne dellisola, troppe volte dimenticate. Rimane il fatto, comunque, che largomento della crisi economica del Nuorese non è certo al centro della discussione odierna. Anche se il tema potrà essere portato sul tavolo dellassise sia dal presidente della Provincia Roberto Deriu sia dal sindaco di Nuoro Mario Zidda. Entrambi, infatti, potranno prendere parola in quanto componenti del Consiglio delle autonomie locali. Non a caso la seduta congiunta è stata promossa dal presidente del Cal Graziano Milia e dal presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo. Iniziativa contestata dal Coordinamento provinciale Rdb-Cub di Nuoro, che ha annunciato un presidio sindacale in contemporanea allassemblea allIsre, per urlare a tutti quanto la Regione sia lontana dai problemi reali delle zone interne.(l.p.) 18 novembre 2009 - L'Unione Sarda Protesta dei sindacati di base in
concomitanza con l'assemblea che inizia alle 16 Nuoro - La seduta del Consiglio regionale si svolge oggi
pomeriggio, alle 16, nell'auditorium dell'Istituto etnografico. La riunione in città
dell'assemblea come atto di attenzione a un territorio inghiottito dalla crisi è stata a
suo tempo proposta dai leader provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Di recente l'idea è stata
rilanciata dai Riformatori. L'attesa non manca. Il coordinamento provinciale Rdb-Cub
(comitati unitari di base) annuncia un presidio di protesta in concomitanza con la seduta
consiliare e la mobilitazione dei precari dell'Ente foreste e della pubblica
amministrazione, dei cassintegrati e dei lavoratori in mobilità, dei disoccupati e degli
studenti delle scuole superiori e dell'università nuorese, degli sfrattati dagli alloggi
di Area. «Per il diritto al lavoro, alla casa, alla salute, all'istruzione», spiegano in
una nota. Tribunale Tempio - Questa volta il giudice del lavoro si è occupato
della guerra Meridiana-sindacati, nessun rinvio per il caso Sdl. La sigla che rappresenta
assistenti di volo della compagnia aerea si era infatti rivolta al tribunale di Tempio
chiedendo un intervento urgente per una presunta condotta antisindacale di Meridiana. Tra
gli episodi segnalati al giudice del lavoro, oltre al licenziamento di un delegato Sdl, ci
sono comportamenti discriminatori nei confronti dei rappresentanti di hostess e steward.
Più in generale si tratta di episodi che, secondo i legali della sigla, hanno un unico
significato: colpire il sindacato nato di recente dentro l'azienda sarda. Il giudice ieri
mattina ha iniziato a trattare il caso sentendo i primi testimoni ed esaminando alcune
richieste degli avvocati di Meridiana e di quelli del Sindacato dei lavoratori. 18 novembre 2009 - Il Messaggero Civitavecchia. Summit sulla crisi occupazionale allInterporto... Civitavecchia - Summit sulla crisi occupazionale
allInterporto. Lo ha indetto il sindaco e si terrà venerdì al Pincio. Al tavolo
sono stati invitati i vertici dellIcpl, i sindacati e il presidente
dellAuthority Ciani, e sarà il momento, ha detto Moscherini per «verificare la
situazione produttiva degli imbarchi e sbarchi in porto e la situazione gestionale
dellInterporto. Solo così avremo finalmente chiari i termini della vicenda per
trarre le conclusioni». La decisione del sindaco è scaturita dopo il sit in inscenato
lunedì sotto il Pincio dai lavoratori dellIcpl, preoccupati dal drastico
ridimensionamento dellorganico che lazienda ha programmato. Secondo il
sindaco, comunque, lunica «soluzione a questa crisi può essere trovata solo
allinterno del porto e con laiuto delle imprese portuali. Voglio sottolineare
che lInterporto è una struttura complementare alle attività portuali le quali
invece di crescere diminuiscono, soprattutto nel settore legato al traffico dei container.
Serve una svolta in tal senso». 18 novembre 2009 - Il Manifesto PRESIDIO Milano - CONSOLATO TURCO , via Larga 19, ore 18: presidio di solidarietà con gli attivisti e le attiviste sindacali in Turchia arrestati, organizzano Sdl, Cub e Marcia mondiale delle donne. PREFETTURA , corso Monforte, ore 10: in occasione dello sciopero generale contro le privatizzazioni indetto dalla Cub, c'è presidio davanti alla Prefettura dei lavoratori aderenti alla FlaicaUniti, l'organizzazione del commercio e dei servizi della Cub. 18 novembre 2009 - Il Mattino Salerno. Una carovana di
striscioni... Salerno - Una carovana di striscioni, cori e slogan. Rumorosa, nutrita. Ma soprattutto pacifica. È stato il giorno della protesta degli studenti. Anche a Salerno, come nel resto del Paese. A salire in cattedra, ieri, sono stati proprio loro. Traffico in tilt e strade del centro invase dall'onda di protesta degli studenti salernitani, scesi in piazza in occasione della giornata internazionale di mobilitazione studentesca proclamata dall'Unione nazionale degli studenti, dal Link coordinamento universitario e dalla Rete degli studenti. A sfilare in un corteo che ha attraversato tutto corso Vittorio Emanuele sono stati più di tremila manifestanti. Accomunati dalla lotta per la difesa del diritto allo studio. "Riprendiamoci il nostro futuro", "Cambiare ora!", "La scuola non è in vendita", eccoli alcuni degli striscioni preparati per l'occasione che riassumono il senso della mobilitazione. Nel giorno della protesta del mondo degli studenti di Salerno, si sono insinuati anche problemi di carattere locale. Solidarietà agli immigrati sgomberati dal "ghetto" di San Nicola Varco di Eboli è stata espressa dall'unanimità dei manifestanti che nel corso di un'assemblea pubblica svoltasi a piazza Portanova hanno cercato di offrire all'opinione pubblica spunti di riflessione. «Era nostro dovere - spiega Francesco Santimone, coordinatore provinciale dell'Uds - esprimere il nostro disappunto di fronte alla barbarie che si è consumata nei confronti di poveri extracomunitari costretti a subire, oltre allo sfregio del caporalato e dello sfruttamento, anche quello dello sgombero disumano». Confronto, ma anche l'immancabile colore di una fiumana di manifesti, volantini e slogan fischiettati che hanno riempito il corso. Un appuntamento a cui non ha voluto mancare proprio nessuno. Al corteo partito ieri da piazza Ferrovia dopo le 9.30 hanno preso parte le delegazioni studentesche di tutti gli istituti del capoluogo. Presenze anche dalla provincia. Da Battipaglia, Eboli, dalla valle dell'Irno. Proprio gli studenti di alcune scuole di Mercato San Severino e dell'area battipagliese, hanno posto all'attenzione generale la precarietà edilizia dei loro istituti. «Sono emerse nel corso del confronto - spiega Santimone dell'Uds - situazioni serie di difficoltà strutturale, la questione della sicurezza nelle scuole deve diventare una priorità soprattutto nella nostra provincia». Studenti in piazza per ribadire ancora una volta il loro secco "no" alla riforma dell'istruzione, al piano di riordino di quella rete scolastica introdotta dal ministro dell'istruzione Gelmini che ha fatto scattare l'accesa agitazione del mondo degli insegnanti. Anche loro scesi in piazza tra agosto e settembre per contrastare la riforma della scuola pubblica. Da ieri gli studenti hanno cominciato ad alzare la voce. E, a sentirli ieri, nella grande sfilata di piazza durata mezza giornata, si direbbe che sono pronti a non fare alcun passo indietro. «Le proteste continueranno - afferma il coordinatore dell'Uds - abolire la scuola e l'università pubblica, come di fatto propone il governo, significa sostanzialmente rassegnarsi in maniera definitiva al declino del nostro paese e alla sconfitta della nostra generazione». Dal centro del capoluogo all'Ateneo di Fisciano, non cambiano gli scenari di protesta. Lo sciopero generale del mondo studentesco, ieri, si è diffuso a macchia d'olio. Mobilitazione in mattinata anche all'Università dove in piazza del Sapere una folta rappresentanza di studenti si è riunita in una assemblea pubblica denunciando gli "arretramenti che il diritto allo studio sta subendo in questi anni". «Il disegno di legge che riguarda l'università - fanno sapere in una nota la Rdb Cub pubblico impiego-Università e la Rete degli studenti di Salerno - avvia una riforma autoritaria che accelera l'aziendalizzazione dell'università, scaricando i costi su lavoratori, precari e studenti». 18 novembre 2009 - La Nazione Contratto Miccolis, la verità in
cda Siena - IL CONSIGLIERE Vareno Cucini, che rappresenta il Comune, pretende chiarezza sul contratto del direttore amministrativo dell'Università Emilio Miccolis? Vuole che venga portato in cda? Otterrà quanto richiesto, assicura l'Ateneo, venerdì mattina nella riunione che doveva svolgersi ieri alle 18 ed è invece slittata. L'argomento è stato al centro del dibattito cittadino-sindacale, ovviamente anche all'interno dell'Università. Perché, questo il concetto che circola con forza nelle stanze, se si devono chiedere sacrifici agli altri bisogna che a farlo sia una persona sulla quale non vi è neppure un'ombra. Ritiene di esserlo Miccolis, che infatti ha depositato una querela ieri in procura attraverso il suo legale Luigi De Mossi, sostenendo che non rispondono a verità notizie diffuse su un presunto contenzioso da lui avuto con la Corte dei Conti. Ma alla Flc-Cgil, alla Cisl Università, insieme a Uil, Cisal, Cisapuni e Ugl non basta. In una nota chiedono lumi sull'eventuale «scelta di un contratto integrativo per sopperire alle spese di mobilità sostenute» dal direttore. La definiscono, nel caso fosse vera, inaccettabile anche perché, a loro dire, «sarebbe stata compiuta senza portarne a conoscenza gli organi di governo che statutariamente devono essere coinvolti». E ancora. «Se risulterà vero che questo atto è stato firmato si inserisce Lorenzo Costa dell'Rdb o fa parte del contratto, esprimiamo rabbia perché ci sono 40 colleghi stabilizzandi che stanno per andare a casa e che guadagnano 1000 euro al mese, perché sono stati mandati a casa i colleghi della cooperativa. Se tale atto è legittimo non c'interessa poiché pensiamo che in questo momento chi guida l'Ateneo debba avere l'umiltà di rinunciare a certi privilegi». Costa introduce l'argomento precari: oggi, a partire dalle 14,30, si raduneranno davanti al Comune in occasione dello svolgimento del tavolo interistituzionale con rettore, sindacati, istituzioni e Banca Mps. «Intendiamo ribadire con la nostra presenza alle istituzioni locali scrivono stante l'urgenza e la drammaticità della situazione della quale ci auguriamo si discuterà con impegno e serietà da parte di tutti nella riunione». L'idea di trovare forme di prolungamento del contratto almeno fino a inizio estate era stata portata in cda dall'Rdb ma oggi verrà ampliata e rinforzata dalla condivisione con Cgil-Cisl-Uil. Attingendo a risorse in conto terzi, quindi esterne, si punta ad allungare il contratto dei 40 (altri due scadono domani) fino a inizio estate. Per quella data si confida (ottimisticamente) di essere rientrati entro il 90% dell'Ffo e poterli dunque stabilizzare. La presenza di Comune e Provincia al tavolo consentirà comunque anche di ipotizzare eventuali soluzioni di mobilità. Da segnalare che il rettore aveva chiesto al Senato se, alla luce della richiesta avanzata in tal senso anche dalla commissione per il Piano strategico dell'Ateneo, qualcuno voleva partecipare al Tavolo. Ebbene, oggi sarà infatti accompagnato dal decano Tommaso Detti e dal preside di Giurisprudenza Lorenzo Gaeta. Chissà che qualche novità sui 30 milioni che servono per arrivare a fine dicembre arrivi proprio nel corso della riunione. Non c'è stato infatti ieri il summit Miccolis-Baretta-Mps di cui si parlò a fine seduta del consiglio di lunedì. Il rettore confida di avere notizie da portare al riguardo nel cda del 20. 18 novembre 2009 - Il Giornale di Brescia Alfa di Arese: è il giorno delle
scelte ARESE - Lultimo tassello del mosaico dellAlfa
Romeo, storico marchio fondato nel 1910 a Milano, rischia di essere trasferito da Arese,
ridotta ormai ad una fabbrica fantasma fatta di tanti capannoni vuoti, a Torino. È
previsto per oggi infatti il secondo round di un faccia a faccia tra Fiat e sindacati
nella sede di Assolombarda, dove il Lingotto rilancerà la propria proposta di trasferire
il Centro Stile e Progettazione nel capoluogo piemontese. Una decisione contrastata fin
dallinizio dai sindacati, che per domani hanno organizzato un presidio davanti alla
sede degli imprenditori. 18 novembre 2009 - Il Resto del Carlino Manuli, arrivano le lettere. Pronti
369 licenziamenti. Oggi vertice ad Ancona Ascoli - SONO ARRIVATE ieri mattina le prime lettere di licenziamento per i dipendenti della Manuli Rubber Industries di Ascoli. La multinazionale di tubi idraulici che ad agosto aveva annunciato la messa in mobilità dell'intero organico della fabbrica è passata ai fatti. E' l'epilogo, per certi versi atteso, dopo che l'accordo fra azienda e sindacati confederali per il reintegro di parte dei dipendenti, raggiunto al Ministero dello sviluppo economico, è stato respinto da Sdl e Ugl e bocciato dall'assemblea dei lavoratori, svoltasi in un clima di forte tensione. Le lettere portano la data del 14 novembre, giorno dal quale i licenziamenti, che in tutto dovrebbero essere 373, decorrono ufficialmente. Lunedì mattina a Roma, la Manuli ha preso atto del mancato accordo sul piano industriale. Una bocciatura che, come avevano annunciato i sindacati, prefigurava l'invio delle lettere. «I LAVORATORI si stanno organizzando per una raccolta di firme per dare mandato a Cgil, Cisl e Uil di tentare di riaprire in extremis la trattativa con la direzione della Manuli» ha spiegato Antonio Angelini, segretario provinciale della Cisl. «Tecnicamente aggiunge abbiamo ancora un po' di tempo, finché i lavoratori non si iscriveranno alla mobilità potremmo chiedere all'azienda di sospendere i licenziamenti, anche se a questo punto è molto difficile». Stamattina è in programma un incontro ad Ancona sulla vicenda che interessa lo stabilimento. La Regione ha convocato un tavolo tra sindacati (Cgil, Cisl,Uil, Ugl e Sdl) e rappresentanti dell'azienda nella speraza di scongiurare il peggio. L'amministratore delegato della Manuli, Grandi ha detto Andrea Quaglietti, Sdl e rsu della fabbrica ci ha detto che l'azienda ha spedito 369 lettere di licenziamento, domani (oggi, ndr) ad Ancona cercheremo di capire se ci sono ancora margini per muoverci e dare garanzie ai lavoratori della fabbrica». Ieri mattina alcuni lavoratori si sono riuniti davanti alla fabbrica per un'assemblea in cui hanno fatto il punto della situazione, alla luce dei licenziamenti. Che adesso non sono più una voce che circola tra gli operai, senza trovare conferma, ma sono diventati realtà. 18 novembre 2009 - Quotidiani locali rete Repubblica LAlfa Romeo lascia Arese. Oggi il vertice decisivo MILANO - Lultimo tassello del mosaico dellAlfa Romeo, storico marchio fondato nel 1910 a Milano, rischia di essere trasferito a Torino lasciando Arese, ridotta ormai ad una fabbrica fantasma fatta di tanti capannoni vuoti. E previsto per oggi infatti il secondo round di un faccia a faccia tra Fiat e sindacati nella sede di Assolombarda, dove il Lingotto rilancerà la propria proposta di trasferire il «Centro stile e progettazione» nel capoluogo piemontese. Una decisione contrastata fin dallinizio dai sindacati, che per domani hanno organizzato un presidio davanti alla sede degli imprenditori. Divisi da alcuni anni sulle strategie per salvare Arese, Fiom-Cgil, Slai-Cobas ed FlmU-Cub hanno ritrovato lunità con lannuncio del Lingotto ed hanno già avviato una serie di iniziative unitarie culminate con loccupazione dellAutostrada dei Laghi ed un presidio davanti alla sede della Regione Lombardia, altro grande protagonista della vicenda insieme al Lingotto. In gioco cè il futuro di 232 lavoratori dei cosiddetti "enti tecnici", mentre per quanto riguarda i 113 colleghi di PowerTrain, la divisione cambi e motori del gruppo, la decisione è rinviata solo di qualche mese. 18 novembre 2009 - Il Giorno Alla «Giovanni Crespi» non sono
stati pagati gli stipendi di ottobre BUSCATE - DUE ORE DI SCIOPERO e di presidio davanti ai cancelli fino al pagamento dello stipendio di ottobre. I circa 70 dipendenti rimasti nello stabilimento di Buscate della "Giovanni Crespi" hanno scelto di sollecitare in questo modo risposte concrete alla proprietà. «L'azienda ha dichiarato di non avere le risorse finanziarie adeguate per pagare gli stipendi a tutti i dipendenti - hanno spiegato alcuni rappresentanti della Rsu - Eppure avevano promesso che le buste paga sarebbero state consegnate entro il 28 novembre. La paura è che possa diventare una scusa per non versare il salari di novembre». Il pagamento dello stipendio di ottobre riguarda solo una settantina di lavoratori. Per gli altri 130 dipendenti della "Giovanni Crespi", società che dal oltre 50 anni produce tessuti sintetici, è in atto da maggio la cassa integrazione straordinaria della durata di un anno. Vi è poi un documento, firmato da proprietà e sindacati, che prospetta il rischio di chiusura dell'azienda per la metà del 2010. «A CAUSA della cassa integrazione, le somme di cui si deve far carico l'azienda non sono più molto elevate - hanno sottolineato - Pertanto, non dovrebbe essere difficoltoso pagarle. Attraverso questa iniziativa di protesta si vuole far capire alla proprietà che non si intende accettare la violazione dei diritti dei lavoratori e che non ci si fermerà finchè non verranno date risposte concrete». L'INIZIATIVA - suggerita dai sindacalisti di Femca Cisl, Filcem Cgil e Uilcem Uil e accolta dai lavoratori nell'assemblea che si è svolta ieri pomeriggio nello stabilimento di Buscate, dove è ormai convogliata l'intera forza lavoro della "Giovanni Crespi" - proseguirà fino al 28 novembre. «In assenza di risposte verranno attuate altre iniziative di altro genere, ma di certo non ci si arrenderà», hanno affermato i lavoratori. SOTTO ACCUSA anche il ruolo degli istituti di credito, che non sembrano disposti a collaborare. "Secondo i dati in possesso del sindacato, ci sarebbero commesse per alcuni milioni di euro che attendono di essere evase, ma mancano i fondi per l'acquisto delle materie prime - hanno spiegato Vito Zagaria della Femca Cisl e Rosario Sergi della Filcem Cgil -. Il paradosso è che sono le banche ad impedire la ripresa delle attività non rifinanziando il debito dell'azienda». Dipendenti e sindacati sono preoccupati non solo per i ritardi economici, ma anche per «le norme di sicurezza sul lavoro che non vengono rispettate», ha denunciato Giuseppe Tampanella della Cub. «La cassa integrazione straordinaria dovrebbe coinvolgere a rotazione tutti i dipendenti - hanno commentato alcuni operai - In realtà, viene lasciato a casa chi rifiuta gli straordinari o non è ben visto dalla dirigenza. Chi lavora, invece, opera in situazione di costante emergenza. L'organico è talmente ridotto che spesso sui macchinari lavora anche personale non qualificato». IERI MATTINA, lavoratori e sindacati hanno incontrato il sindaco di Buscate, Luigi Serati. «La riunione è stata molto positiva - hanno spiegato Sergi e Zagaria - Il primo cittadino si è detto disponibile non solo ad aiutare i dipendenti buscatesi, ma anche a sensibilizzare le Giunte di Cuggiono e Castano Primo. Nei prossimi giorni verrà chiesta, invece, l'apertura di tavoli provinciali e regionali». 18 novembre 2009 - La Provincia Pavese Caso pulizie, incontro con il
presidente PAVIA - Si avvicina il giorno di paga degli stipendi per le
dipendenti della Meridional, la società che nel mese di agosto ha vinto lappalto
delle pulizie al San Matteo. 17 novembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
40 - 2Anno VI In questo numero: * Dirigente Ispra contesta un appalto: "Quella banca dati possiamo farla noi"* Riordino degli enti o delle poltrone? * La Ricerca con la Scuola? La Flc-Cgil lo rivendica * Quantica: il Cnr snobba la maxi offerta dei privati * Per l'Agenzia nucleare una corsa per quattro * Dal Cnr 1,3 milioni di euro alla sanità assicurativa * Consiglio di Stato, Kramer contro Kramer * Dal 2009 al 2011, in 6 enti di ricerca 1313 assunzioni 17 novembre 2009 - Radio Città Aperta Bologna: i senza casa occupano i
tetti del Comune, Si è concluso intorno alle 18.00 di ieri sera
loccupazione del Consiglio Comunale e dei tetti del Comune di Bologna da parte di un
consistente numero di inquilini e sfrattati. La mobilitazione è stata sospesa solo quando
lassessore alla casa Milena Naldi ha garantito che verrà trovata una soluzione che
accompagnerà la famiglia, sfrattata ieri mattina, fino allassegnazione di casa
popolare prevista per linizio del prossimo anno, mantenendo così unito il nucleo
famigliare. E stato fissato un appuntamento per domani pomeriggio con il sindacato
AS.I.A.-RdB e la famiglia in questione per illustrare la soluzione trovata. 17 novembre 2009 - La Nuova Sardegna Domani presidio allauditorium
in contemporanea con il consiglio NUORO - Un presidio sindacale allAuditorium museo del
costume. In contemporanea con il consiglio regionale, che domani si riunirà a Nuoro. Lo
promuove il coordinamento provinciale Rdb-Cub di Nuoro, che intende : «Levare alta la
voce contro coloro che sono i veri responsabili delle fallimentari politiche del lavoro
promosse negli ultimi ventanni». 17 novembre 2009 - Il Resto del Carlino ASIA-RDB Bologna - DUE ATTIVISTI di Asia-Rdb sono saliti per più di mezz'ora su una tettoia del Comune (nella foto) per protestare contro uno sfratto eseguito in mattinata in via del Tagliamento. Contemporaneamente alcune decine di manifestanti, con striscioni e bombette, hanno interrotto il consiglio comunale, chiedendo il blocco degli sfratti e l'istituzione di ostelli popolari. Dopo una lunga trattativa con l'assessore alla casa, Milena Naldi, è stato fissato un incontro per giovedì pomeriggio e la protesta è rientrata. A SCATENARE l'azione dei sindacalisti di base è stato lo sfratto di una famiglia extracomunitaria monoreddito con un bimbo a carico affetto da gravi problemi di salute. La Naldi ha auspicato una situazione transitoria che possa permettere il loro inserimento nelle graduatorie Erp di gennaio, una soluzione solo in parte accolta da Asia. Nell'incontro di giovedì le due parti tenteranno un nuovo accordo. Già nella mattina c'era stata la protesta del sindacato di base dei vigili del fuoco che erano stati chiamati per forzare la porta dell'appartamento. «I vigili del fuoco non devono essere usati come bassa manovalanza della Polizia», aveva protestato Ciro Bartolomei, del coordinamento bolognese RdB. 17 novembre 2009 - Il Piccolo ARCHIVIATA LA DENUNCIA DELLA TRIESTE
TRASPORTI ALLA RDB Trieste - Definire i vertici della Trieste Trasporti
«vampiri che succhiano il sangue ai lavoratori», come fatto di recente dalle Rdb, non
configura il reato di diffamazione. Lha stabilito il presidente aggiunto del gip
Guido Patriarchi, disponendo larchiviazione della denuncia presentata
dallazienda di trasporto pubblico. Una decisione accolta con grande soddisfazione
dalla sigla autonoma e quasi ignorata invece dalla spa. 17 novembre 2009 - La Repubblica Il caso Bologna - Blitz delle Rdb fin sul tetto di Palazzo D´Accursio, per protestare contro gli sfratti dalle case popolari del Comune. Mezz´ora di trattative e proteste, con i lavori del Consiglio interrotti, per convincere i due attivisti del sindacato degli inquilini Asia-Rdb a scendere da una delle tettoie che si affacciano sul cortile del pozzo. La protesta è nata dallo sfratto di ieri mattina quando alle 7 la famiglia di Said, disoccupato e con un figlio in attesa di essere operato, ha dovuto lasciare la casa in via Tagliamento. Contro l´operazione era stato organizzato alle 17 un presidio in piazza Maggiore ma gli attivisti hanno preferito "scalare" il Palazzo. Famiglie con bambini al seguito hanno interrotto il Consiglio Comunale chiedendo il blocco degli sfratti e l´istituzione di ostelli popolari, mentre i due attivisti sono saliti sul tetto, e sono scesi solo quando l´assessore alla casa, Milena Naldi, ha dato la disponibilità ad incontrare il sindacato di base giovedì alle 15 per «cercare di trovare una soluzione». Anche i vigili del fuoco del sindacato di base hanno protestato per aver dovuto forzare la porta dell´appartamento: «Esprimiamo solidarietà alla famiglia, questo non vuol dire non stare dalla parte del diritto - ha scritto il coordinatore provinciale Ciro Bartolomei - perché crediamo nel diritto delle persone ad avere un tetto sopra la testa. I Vigili non devono essere usati come bassa manovalanza della Polizia». 17 novembre 2009 - Il Bologna Via Tagliamento Bologna - Ieri i vigili del fuoco, alle 7, hanno sfrattato una famiglia, composta da madre, padre e un bambino di 16 mesi affetto da gravi problemi di salute, in via Tagliamento. Ne dà notizia Asia, l'Associazione inquilini assegnatari, che fa sapere che il bambino è stato immediatamente ricoverato dalle unità sanitarie giunte sul posto. «Avevamo chiesto al Comune il passaggio da "casa a casa" in vista dellassegnazione di una casa popolare prevista per la prossima primavera», fa presente lassociazione, che ha poi occupato il tetto di Palazzo D'Accursio. Naldi ha promesso un incontro per trovare una soluzione. 17 novembre 2009 - Corriere di Bologna Protesta Il sindacato: ci impiegano
come manovalanza Bologna - «I vigili del fuoco non devono essere usati
come bassa manovalanza della Polizia». La protesta arriva dai sindacati di base dei
pompieri di Bologna, utilizzati spesso per forzare lingresso di appartamenti colpiti
da sentenza di sfratto. Come è avvenuto ieri mattina, in via Tagliamento, dove, dopo che
i Vigili del Fuoco hanno aperto la porta, la polizia ha sgomberato da unabitazione
una famiglia marocchina composta da due genitori e un bimbo di 16 mesi con gravi problemi
di salute. 17 novembre 2009 - TRC giornale Icpl, vertice in Comune. Dal sindaco attacco personale a Piendibene Civitavecchia - Il sindaco Moscherini indica la sua strada sulla vertenza Interporto. Lo fa oggi in un lungo comunicato stampa, dove attacca duramente anche il consigliere del Pd, Marco Piendibene, il quale ieri aveva definito Moscherini corresponsabile del licenziamento che rischiano i lavoratori, perché membro del cda di Interporto. Quanto al primo punto il sindaco ha annunciato di avere convocato per venerdì un incontro con sindacati, Icpl, Autorità Portuale e Regione sulla crisi occupazionale in atto. Moscherini ha spiegato che "lamministrazione comunale segue direttamente questa vicenda ma lo fa attraverso una reale vicinanza nei confronti dei lavoratori e non con prese in giro o strumentalizzazioni". Il sindaco, pertanto, ribadisce che "la situazione di sofferenza di Icpl" sarebbe dovuta alla "diminuzione del traffico portuale, con specifico riferimento a quello container". In questa prospettiva, pertanto, a suo avviso "la riunione di venerdì dovrà servire a verificare la situazione produttiva degli imbarchi e sbarchi in porto e la situazione gestionale di Icpl", sottolineando subito con chiarezza che "la soluzione si può trovare solo allinterno dellorganico delle imprese portuali". Di tuttaltro parere, invece, le organizzazioni sindacali che intanto, con Giancarlo Ricci delle Rdb-Cub, fanno sapere che fino a metà pomeriggio la Regione, la cui presenza considerano imprescindibile, non era stata informata. I sindacati, visto anche "come sono finiti lo scorso anno i programmati corsi sulla sicurezza che pure avevano la copertura finanziaria della Regione", affermano che "non è decisamente il caso di rimettersi su questa strada". A loro avviso "comune e regione devono restare in Icpl, e da quella posizione difendere i lavoratori". Su Piendibene il sindaco si è sbizzarrito. A suo avviso sarebbe "notoriamente un tuttologo presunto e presuntuoso, che non sa di cosa parla, che calunnia e illude i lavoratori", tanto che il sindaco li invita a "non fidarsi di uomini indegni di rappresentarli". Sempre secondo Moscherini il consigliere del Pd sarebbe "un ciarlatano, che utilizza le disgrazie dei lavoratori per attaccare la maggioranza e lo invita quindi "a prendere un trenino e fare il suo lavoro di consigliere comunista scrive testualmente per andare a Roma, visto che anche la Regione fa parte di Icpl". 17 novembre 2009 - Il Messaggero Ieri il sit davanti al Pincio
organizzato da Cobas e Rdb Civitavecchia - Vertenza Icpl, in 40 sotto al Comune
per non essere licenziati. Ieri mattina i lavoratori dellInterporto si sono riuniti
in sit-in davanti a Palazzo del Pincio per cercare di essere ricevuti dal sindaco e
ottenere garanzie contro le procedure di licenziamento che i vertici della società hanno
messo in atto nei giorni scorsi. Ascoli. Emergenza
lavoro su tutti i fronti... Ascoli - Emergenza lavoro su tutti i fronti. Manuli e
B&B su tutti. Ieri a Roma è stato ratificato il verbale di mancato accordo per la
Manuli. Svanisce la possibilità di riaprire lo stabilimento e il reintegro di 140 sui 376
dipendenti. Per la B&B nuovo summit oggi in Confindustria e "pressing" dei
sindacati confederali sullAzienda per tentare di non far dismettere la produzione
nello stabilimento ascolano. A Roma i sindacati confederali hanno ratificato il verbale di
mancato accordo e lAzienda ha informato di aver spedito le lettere di licenziamento
per tutti. Nel pomeriggio cè stata un incontro con Sdl e Ugl. I sindacati autonomi
hanno chiesto di poter comunque accedere alla cassa integrazione. LAzienda ha
ribadito il diniego non essendoci le condizioni dellaccordo tra i lavoratori. Una
possibilità la Manuli lha fatta palesare: «Siamo disponibili a un nuovo incontro
-riferisce Andrea Quaglietti di Sdl- là dove le istituzioni si assumono impegni seri a
favore di tutti i lavoratori». In altre parole, Regione, Comune e Provincia dovrebbero
intervenire con finanziamenti cospicui sugli ammortizzatori sociali. Mobilitazione
generale del presidio Manuli nelliniziativa di raccolta di firme. «Al presidio
Manuli è possibile firmare una petizione che rimarchi la volontà di tutti gli operai a
riaprire il tavolo della trattativa. La petizione -si legge- verrà presentata
allAzienda, ai sindacati e alle istituzioni, che si riserveranno sulla possibile
rimessa in discussione dellaccordo». 17 novembre 2009 - Il Manifesto MENSA POLITECNICO ,via Golgi, ore 14,30: sciopero e corteo... MENSA POLITECNICO ,via Golgi, ore 14,30: sciopero e corteo dei lavoratori della mensa universitaria del Politecnico organizzato da Sdl e Rdb-Cub contro la decisione del Cda del Politecnico che la vorrebbe chiudere a partire dal 31 dicembre lincenziando 40 persone, la manifestazione parte dalla mensa e si conclude in piazza Leonardo Da Vinci, ci saranno anche gli studenti in solidarietà con i lavoratori e per la difesa del diritto allo studio. 17 novembre 2009 - Corriere della Sera Periferie Sono state destinate a chi
non supera i 18 mila euro lanno di reddito Roma - «Cercasi gastronomo esperto di grande
distribuzione per supermercato a Ponte di Nona: si richiede capacità di disossamento
prosciutti». Lannuncio è rimasto inevaso tra le pagine on line di unimpresa
interinale, a dispetto dei riflessi fulminei che, solitamente, accompagnano
lincrocio tra domanda e offerta di lavoro. 17 novembre 2009 - La Nazione Siena. MANCANO ancora 30 milioni di
euro... Siena - MANCANO ancora 30 milioni di euro per i pagamenti del bimestre novembre-dicembre 2009: l'incontro odierno fra il direttore amministrativo Emilio Miccolis e i vertici tecnici della Banca Mps servirà per individuare la formula (dilazione dei pagamenti?) in cui ottenerli. Così è stato concordato in cda dopo che al mattino c'era stata una riunione preliminare del rettore Silvano Focardi alla Rocca. Comunque sia, l'operazione contribuirà ad aumentare il debito per il 2010 anche alla luce del fatto che è stato ribadito nel corso dell'interminabile seduta durata fino alle 20.30 e che riprenderà oggi alle 18 i 35 milioni giunti dal Governo devono essere restituiti. Vero che sono a tasso zero e non è stato posto un termine per il rientro, ma si tratta pur sempre di euro da ridare indietro. I consiglieri hanno preteso e ottenuto di conoscere l'origine dei trasferimenti che sembra arrivino direttamente dal ministero. Questi alcuni passaggi di una riunione di cda caldissima che ha visto gli stabilizzandi attendere ieri fino a tarda sera, davanti alla porta, l'esito della proposta avanzata tramite il sindacato Rdb. Che mirava a consentire la prosecuzione dei loro contratti, almeno fino a inizio estate, attingendo al 10% del conto terzi. Ossia a risorse esterne, senza gravare sulle finanze dell'Ateneo. Tale punto all'ordine del giorno non è stato discusso, tuttavia del caso-stabilizzandi si parlerà domani al tavolo interistituzionale. Apriamo un inciso, al riguardo, per evidenziare che ad esso parteciperà il rettore. Ma con lui, per la prima volta, dovrebbero recarsi due senatori. Non dei «tutor», come si era ironizzato l'estate scorsa. L'ipotesi è ventilata ieri nella riunione informale dei senatori durante la quale sono stati messi in ordine i rilievi di facoltà, dipartimenti e consiglio studentesco sul nuovo statuto. Se per le questioni tecnico-formali si rimedierà velocemente, servirà un'altra riunione (il 26 novembre) per quelli «politici» quali la composizione del cda. LO SCONTRO, DURISSIMO, che ha segnato il consiglio di amministrazione ieri riguardava non solo l'annuncio di querela di Miccolis (vedi articolo a fianco) ma anche la richiesta, avanzata da un consigliere, di avere ulteriori chiarimenti sul contratto del direttore amministrativo. Si è chiesto esplicitamente di portarlo in cda visto che è un atto pubblico ed è già stato da esso approvato. La discussione si è poi arenata sul nuovo modello organizzativo dei servizi amministrativi che è passato con 10 voti a favore e 7 astenuti. Non solo. E' stato ottenuto di inserire nella delibera che l'intera operazione deve essere a costo zero e che ogni onere aggiuntivo passi dalle forche caudine del cda. Innumerevoli le contestazioni sul funzionigramma e, in particolare, sull'attribuzione di livelli dirigenziali ad alcune figure. Immaginate poi la levata di scudi quando si è saputo che eventuali risorse per il riordino sarebbero state attinte dal salario accessorio. Nulla da fare invece per la sigla del contratto con cui la società incaricata a trovare un compratore per la Certosa di Pontignano doveva procedere. Se tramonteranno le speranze di ottenere l'autorizzazione dal Ministero per la linea di finanziamento dell'Università, la vendita dei beni diventa manovra strategica. Ma questi non possono essere ceduti per tappare un buco, quanto soltanto nell'ambito di un piano di risanamento complessivo. Ecco perché si è deciso di chiedere alla società una proroga della scadenza del diritto di prelazione (il 19) per mettere a punto una delibera motivata. Oggi pomeriggio, come detto, nuovo round in cda. 17 novembre 2009 - Il Mattino di Padova Adl Cobas contro la Santa Tecla ESTE - Continua il braccio di ferro tra i Cobas e la Fondazione Santa Tecla. Nellassemblea tenuta da Cgil, Cisl e Uil nella Rsa di Este è stato affermato che tali organizzazioni sindacali, negli incontri con la direzione, non rappresenteranno tutti i dipendenti ma solo i propri iscritti. A segnalarlo è lAdl Cobas: «Crediamo che tale affermazione registri il fatto che alla Santa Tecla la maggioranza dei lavoratori iscritti ai sindacati abbia scelto di aderire al Cobas per lopposizione che ha sviluppato ai piani aziendali di riorganizzazione, imponendo sacrifici continui ai lavoratori con aumento dei carichi di lavoro e diminuzione del salario». I Cobas puntano il dito contro limposizione dettata ad alcuni lavoratori di pagarsi autonomamente il corso per operatori sanitari per preservare il posto: «La direzione ha creato difficoltà a non finire ai nostri iscritti - aggiungono i Cobas - costringendoci a ripresentare tutte le deleghe, anche di lavoratori ai quali da anni veniva praticata la trattenuta nei nostri confronti. Lintimidazione non è riuscita: le nostre deleghe sono state nuovamente sottoscritte e tra novembre e dicembre dovranno essere effettuate regolarmente le trattenute a nostro favore».(n.c.) La Spezia. SI DELINEANO i percorsi
per il nuovo assetto industriale dell'Arsenale... La Spezia - SI DELINEANO i percorsi per il nuovo assetto industriale dell'Arsenale militare della Spezia, tra drastici tagli al personale, riorganizzazione delle strutture e prospettiva di apertura al mercato per mettere le mani anche sul naviglio mercantile con parallela trasformazione dello stabilimento in «ente pubblico non economico». Con tre mesi di ritardo sulla tabella di marcia, ieri a Roma, a palazzo Marina, il Sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga ha scoperto le prime carte dello studio sviluppato dal Cramm, il Comitato per la riconversione degli Arsenali della Marina Militare. Lo ha fatto incontrando le rappresentanze sindacali, con l'allestimento di tavoli separati: uno con i confederali, gli altri con i sindacati autonomi Flp, Rdb, Confsalunsa. Unici spezzini presenti, Elio Di Grazia (responsabile nazionale del settore Difesa della Flp) e Emanuele Benardini (segretario provinciale Fp Cgil-Difesa). Per ora nessuna reazione ufficiale. Anche perché, a quanto pare, la documentazione consegnata si rivela assai complessa e articolata e, a dire degli stessi sindacalisti, le conclusioni potranno essere tratte solo dopo una lettura approfondita e integrata con ulteriori elementi, ancora da approfondire, a cominciare dalle risorse reali a disposizione dell'Arsenale e dal destino delle aree non più necessarie per le attività dello stabilimento. Ma qualcosa è trapelato. In primo luogo, sul piano delle attività di manutenzione della flotta, l'Arsenale della Spezia manterrà il rango di stabilimento 'maggiore' insieme a Taranto. Sarà destinato a svolgere anche parte degli interventi manutentivi finora abitualmente svolti dall'Arsenale di Augusta, che verrà declassato ad unità produttiva «minore». LE TABELLE ORGANICHE sono destinate ad una consistente contrazione, nell'arco di cinque anni, con primo step al termine del 2012. Per quel tempo i dipendenti dovranno attestarsi a 868 unità, a fronte delle 965 attuali. Fra cinque anni, ancora di meno: 665. Ciò comunque in parallelo ad assunzioni e corsi di formazione, per rilanciare la dimensione produttiva in senso stretto. La scure dei tagli volteggerà esclusivamente sul fronte del personale amministrativo di supporto all'attività industriale. Ciò in parallelo ad una centralizzazione dei servizi amministrativi a livello romano, con la costituzione di una holding che sovrintenderà agli stabilimenti. Nessun licenziamento. Ma percorsi morbidi di smaltimento: scivoli verso la pensione, ammortizzatori sociali. Nell'arco di cinque anni, dovrebbero essere 35 le unità navali dipendenti direttamente dall'Arsenale della Spezia. Fra queste non ci sarà come diversamente auspicava il consiglio comunale della che aveva votato all'unanimità una richiesta allo Stato Maggiore della Marina la portaerei Cavour: la nave ammiraglia costruita dalla Fincantieri a Riva Trigoso e al Muggiano resterà alla Spezia solo per lo stretto tempo necessario alla messa a punto; poi, rotta su Taranto, dove è in corso l'allestimento della base operativa. Nulla, durante gli incontri con i sindacati, è stato detto sulle risorse disponibili per finanziare il nuovo corso. Resta ferma la necessità di 59 milioni di euro per attuare, almeno, il piano Brin, tra realizzazione di officine polifunzionali e messa in sicurezza di bacini e strutture. Si delinea, invece, l'inquadramento del personale sul piano contrattuale. La prospettiva è quella di un nuovo contratto sganciato dalla configurazione «ministeriale»: allo studio la realizzazione di un vero e proprio settore dell'industria della difesa. Novità rilevante e anche la prospettiva di aumentare i carichi di lavoro dell'Arsenale con la ricerca di attività all'esterno, al servizio delle navi mercantili, per la loro manutenzioni. Gli operai dell'Arsenale, dunque, sarebbero destinati ad intervenire anche sulle unità civili. Insomma, il tessuto cantieristico spezzino avrà nell'Arsenale un...concorrente. 17 novembre 2009 - La Tribuna di Treviso I lavoratori occupano la sede
dellUsl ASOLO - I lavoratori delle cooperative del project occupano la sede dellUsl 8. Sono gli aderenti alla Cub (sindacati di base) che ieri alle 9.30 si sono dati appuntamento alla sede istituzionale dellUsl 8 per protestare contro lesternalizzazione dei servizi ospedalieri alla Asolo Hospital Service. Chiedono di far tornare tre dipendenti, ora impiegati allospedale di Castelfranco, dalla gestione della Asolo Hospital Service alla gestione pubblica dellUsl 8. Precedentamente altri nove dipendenti hanno chiesto e ottenuto il riassorbimento nellUsl, ma la questione, secondo il direttore generale dellUsl 8 Renato Mason, è più complessa. «Io devo garantire tutti i 76 dipendenti passati alla Asolo Hospital Service, perciò i tre lavoratori che chiedono di tornare allUsl dovranno essere rimpiazzati». Il Cub, rappresentato da Federico Martelletto, non si lascia intimorire e annuncia: «Se i lavoratori non verranno al più presto spostati, torneremo ad occupare la sede di Asolo, e stavolta per un bel po di tempo». Dopo un breve colloquio tra Martelletto e Mason, tutti i dipendenti presenti sono stati invitati a discutere assieme al direttore generale. Questultimo ha spiegato le difficoltà tecniche che impediscono la velocizzazione del processo di spostamento, ma si è anche impegnato a trovare una soluzione quanto prima. «Analizzando la questione caso per caso, per una persona lo spostamento è più fattibile in quanto si tratta di un cambiamento di settore, rimanendo nei servizi, ma per le altre due professionalità devo assolutamente trovare una precisa sostituzione» spiega Mason. Infatti per quanto riguarda i dipendenti con competenze professionali accertate, ad esempio operatori socio sanitari e infermieri, la sostituzione devessere più puntuale, rispetto a coloro che svolgono mansioni nei servizi. La trattativa di ieri si è conclusa con limpegno tra Cub e Mason di ritrovarsi prima di Natale per un aggiornamento della questione. 17 novembre 2009 - Il Secolo XIX Prefettura Savona - IERI MATTINA il tentativo di conciliazione promosso da Filt / Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Cub, nei confronti di Acts e Sar sulla contrattazione integrativa aziendale e il processo di fusione tra le società di trasporto pubblico si è copncluso con un nulla di fatto. «La procedura di mediazione - si legge in una nota della Prefettura -è risultata infruttuosa e, pertanto, permane lo stato di agitazione dei lavoratori». I sindacati adesso ritengono fondamentale l'incontro che è stato convocato dall'assessore provinciale Paolo Marson il 24 novembre prossimo, finalizzato alla stipula del protocollo d'Intesa in vista dell'unificazione prevista dal 1 gennaio 2010. 16 novembre 2009 - Adnkronos BOLOGNA: ASIA, IN VIA TAGLIAMENTOSFRATTATA FAMIGLIA CON BIMBO MALATO Bologna, 16 nov. - (Adnkronos) - E' stato eseguito dai vigili del fuoco, questa mattina a Bologna, alle 7, lo sfratto di una famiglia, composta da madre, padre e un bambino di 16 mesi affetto da gravi problemi di salute, in via Tagliamento. Ne da' notizia Asia, l'Associazione inquilini assegnatari, che fa sapere che il bambino e' stato immediatamente ricoverato dalle unita' sanitarie giunte sul posto. "Avevamo chiesto al Comune il passaggio da 'casa a casa' in vista dell'assegnazione di una casa popolare prevista per la prossima primavera di questo nucleo famigliare", fa presente l'associazione, secondo cui, invece, "l'amministrazione comunale risolve il problema dell'emergenza abitativa con la forza pubblica, criminalizzando chi oggi per colpe non sue si trova a dover affrontare una situazione di disagio legato alla precarieta' sociale diffusa". Asia torna dunque a chiedere che venga messo a disposizione " un ostello pubblico che possa ospitare gli sfrattati per un periodo sufficiente a trovare un nuovo alloggio, come gia' in diverse regioni sta avvenendo". Intanto nel pomeriggio alle 17 e' stato indetto un presidio sotto la sede del Comune. 16 novembre 2009 - Ansa CASA: BOLOGNA; ATTIVISTI RDB SU TETTO COMUNE CONTRO SFRATTO(ANSA) - BOLOGNA, 16 NOV - Due attivisti di Asia-Rdb sono saliti per più di mezz'ora su una tettoia del comune di Bologna per protestare contro uno sfratto eseguito in mattinata. Contemporaneamente alcune decine di manifestanti, con striscioni e bombette, hanno interrotto il consiglio comunale, chiedendo il blocco degli sfratti e l'istituzione di ostelli popolari. Dopo una lunga trattativa con l'assessore alla casa Milena Naldi è stato fissato un incontro per giovedì pomeriggio e la protesta è rientrata. A scatenare l'azione dei sindacalisti di base è stato lo sfratto di una famiglia extracomunitaria monoreddito con un bimbo a carico affetto da gravi problemi di salute. La Naldi ha auspicato una situazione transitoria che possa permettere il loro inserimento nelle graduatorie Erp di gennaio, una soluzione solo in parte accolta da Asia. Nell'incontro di giovedì le due parti tenteranno un nuovo accordo. Già nella mattina c'era stata la protesta del sindacato di base dei vigili del fuoco che erano stati chiamati per forzare la porta dell'appartamento. «I vigili del fuoco non devono essere usati come bassa manovalanza della Polizia», aveva protestato Ciro Bartolomei, del coordinamento bolognese RdB. RDB VIGILI FUOCO BOLOGNA, POLIZIA
NON CI USI PER MANOVALANZA (ANSA) - BOLOGNA, 16 NOV - La RdB Vigili del Fuoco di Bologna protesta per l'impiego di una squadra di pompieri che questa mattina hanno dovuto forzare la porta d'ingresso di un appartamento, poi sgomberato per uno sfratto da forze di polizia. «I vigili del fuoco non devono essere usati come bassa manovalanza della Polizia», ha protestato Ciro Bartolomei, del coordinamento bolognese RdB. I pompieri - ha spiegato - hanno forzato la porta di ingresso «consentendo alle forze di Polizia di operare lo sgombero. La RdB Vigili del Fuoco denuncia l'uso improprio dei pompieri per compiti di polizia. I vigili del fuoco sono innanzitutto preposti al soccorso tecnico urgente. Denunciamo da anni una cronica carenza di uomini e di mezzi, che si aggrava di anno in anno rendendo sempre più difficile garantire il soccorso su tutto territorio». Secondo il sindacalista quindi, «non è solo una questione morale, ma pratica, non ci possiamo permettere di distrarre dal soccorso squadre per effettuare azioni di polizia, azioni che non si conciliano con la figura del vigile del fuoco». Bartolomei ha espresso solidarietà alla famiglia sfrattata (padre, madre e figlio di 16 mesi con gravi problemi di salute, una famiglia monoreddito che non riusciva più a pagare l'affitto) e ha auspicato che «in futuro non si ripetano casi analoghi e che le forze di Polizia si dotino degli strumenti necessari per poter svolgere il proprio lavoro senza utilizzare i vigili del fuoco, che devono avere compiti diversi». Sullo sfratto è intervenuta anche l' As.I.A-RdB (associazione inquilini assegnatari) che ha protestato contro il Comune per non avere trovato soluzioni alternative allo sgombero e ha annunciato un presidio davanti a Palazzo d'Accursio per il pomeriggio. 16 novembre 2009 - Julie news Sfratto in via Tagliamento: Vigili del
Fuoco usati BOLOGNA - Questa mattina alle ore 7 i Vigili del Fuoco
sono intervenuti in appoggio alle forze dell'ordine per consentire uno sfratto coatto di
una famiglia. Salerno: La RdB CUB chiede un incontro
urgente SALERNO - Apprendiamo dalla stampa che per venerdi 21 novembre sarebbe stato proclamato uno sciopero dei lavoratori di Salerno Mobilità perché cè stata una rottura tra sindacati e la società. Ma quali lavoratori hanno deciso lo sciopero ? Dovè la piattaforma della trattativa ? Cosa è stato chiesto a quel tavolo ? Quali sono le motivazioni che spingono verso il più alto atto di lotta che i lavoratori possono mettere in campo contro il loro datore di lavoro ? Quello che noi sappiamo è che la trattativa non è ancora iniziata e che dopo 3 anni di completa assenza di relazioni sindacali ufficiali in poche ore si passa da una convocazione allo sciopero. I fatti (e i documenti allegati) dicono che al tavolo delle trattative, per il giorno 13 novembre, lazienda ha convocato anche la RdB CUB, però poi con un fax ha spostato la convocazione al giorno 19, adducendo sopravvenuti motivi organizzativi e aziendali. Però, sabato 14 leggiamo sul quotidiano La Città che la riunione si è svolta regolarmente anche se con esito catastrofico. Il fatto ancora più grave è un altro: mercoledì 11 novembre cè stata unassemblea dei lavoratori che però è stata vietata ad alcuni lavoratori non iscritti alle sigle organizzatrici, in palese violazione di ogni criterio minimo di democrazia sindacale e di rispetto alla dignità e ai diritti dei lavoratori. Cosa sta succedendo allora in Salerno Mobilità ? I sindacati tolgono la parola e la partecipazione ai lavoratori, la dirigenza rompe con i sindacati o i sindacati rompono con la dirigenza ? E ora di smetterla. I lavoratori pretendono chiarezza e lo chiedono a chi ha la responsabilità politica e manageriale della Salerno Mobilità Spa: il Sindaco De Luca e il Presidente Napoli, sono vittime o responsabili di tutta questa "ammuina"? I lavoratori e i cittadini vogliono e devono sapere. 16 novembre 2009 - Agi CONSIGLIO REGIONALE A NUORO: MERCOLEDI PRESIDIO RDB-CUB(AGI) - Nuoro, 16 nov. - Il coordinamento provinciale di Nuoro Rdb-Cub ha promosso per mercoledi prossimo, 18 novembre, un presidio sindacale "per il diritto al lavoro, alla casa, alla salute e allistruzione", in occasione della convocazione in citta della seduta congiunta del Consiglio regionale e del Consiglio delle autonomie locali. "Il Consiglio regionale sbarca a Nuoro per dar fiato alle parole, promettendo attenzione per il territorio, rilancio economico, aumento degli aiuti per combattere la disoccupazione", sostiene il sindacato di base, in una nota in cui annuncia il presidio davanti allAuditorium del museo del costume. "In realta, lunica cosa che aumentera sara la retorica della crisi. Invitiamo tutti i lavoratori e lavoratrici della provincia, i disoccupati, i precari a incontrarsi fuori dallauditorium per levare alta la voce contro coloro che sono i veri responsabili delle fallimentari politiche del lavoro promosse negli ultimi ventanni". 16 novembre 2009 - Corriere.it L'AZIONE DI ASIA-RDB Bologna - Famiglie sfrattate in consiglio comunale, con
tanto di bimbi e passeggini. Due attivisti del sindacato inquilini Asia-Rdb hanno sono
saliti su una delle tettoie di Palazzo DAccursio (che si affacciano sul cortile).
Contemporaneamente la delegazione, di una ventina di persone, ha bloccato i lavori del
consiglio, esponendo striscioni a favore delle case popolari e contro la rendita. Il
sindacato protesta per lo sfratto avvenuto questa mattina alle 7 in via Tagliamento,
contro il quale aveva organizzato un presidio di protesta alle 17 in piazza Maggiore. 16 novembre 2009 - Il Quaderno La Cub denuncia in Procura la
Provincia di Benevento: Benevento - Per la mancata nomina del gestore unico dei traporti provinciali, la Cub di categoria ha inviato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Benevento in data odierna. Come spiega il segretario provinciale, Marcelo Amendola, lesposto fa seguito alla diffida che la Cub sannita in data 9.10.2009, inviata alla Provincia "per porre in essere, entro e non oltre 15 giorni, tutte le attività necessarie e sufficienti alla pubblicazione del bando per lassegnazione delle linee provinciali di trasporto". Per la Cub Trasorti sannita ci si trova davanti a "uninspiegabile omissione dellEnte provinciale competente; in particolare, questultimo, con deliberazione di giunta numero 776 del 30.11.2007, aveva deciso di predisporre il bando di gara per laffidamento dellintero servizio di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano mediante gara a procedura aperta, ma dopo 2 anni ancora non ha provveduto agli adempimenti necessari per la scelta del gestore unico, impedendo di fatto di uscire dalla assurda situazione in atto caratterizzata dalla presenza di una ventina di micro concessionari". "Dopo molteplici sollecitazioni continua Amendola -, provenienti sia dalle associazioni rappresentative dei consumatori che dal sindacato scrivente, la Provincia, attraverso il presidente, aveva assicurato, a luglio, che avrebbe immediatamente provveduto agli adempimenti necessari. Dopo un ulteriore rinvio, determinato dalla mancata trasmissione delle necessarie deleghe regionali, preso atto, da parte dellassessore ai Trasporti, dellintervenuta trasmissione, sin da agosto, delle stesse deleghe da parte della Regione, consumatori e lavoratori attendevano, finalmente, che il procedimento iniziato 2 anni fa arrivasse a definizione: nulla di tutto ciò è accaduto". La diffida del 9 ottobre scorso, infatti, non ha avuto riscontro. E così "in assenza di ragionevoli spiegazioni la Cub Trasporti ha deciso - atteso il grado di importanza dei diritti in gioco, soprattutto di quelli dei dipendenti danneggiati da una situazione di inaccettabile precarietà e discriminazione - che sia necessario un intervento della Magistratura inquirente volto a verificare lesistenza, nella fattispecie, di eventuali elementi di reato, soprattutto di tipo omissivo, tali da aver pregiudicato gli interessi dei lavoratori rappresentati. Da ciò lesposto denunzia recapitato in data odierna". 16 novembre 2009 - TRC giornale Vertenza Icpl, lavoratori in Comune: "Sindaco barbiere" Civitavecchia - "Sindaco barbiere, chiuso il lunedì". "Amministrazione assenteista". Sono questi solo alcuni degli slogan scanditi questa mattina sotto palazzo del Pincio, con il rumoroso accompagnamento dei fischietti, dai lavoratori di Interporto che rischiano il licenziamento. "Visto che alla nostra richiesta scritta il sindaco Moscherini non ha mai risposto hanno dichiarato i lavoratori chiediamo di essere ricevuti oggi". Ma stamattina è andata male: il sindaco non era in comune, il vice-sindaco Gino Vinaccia era in riunione dal vescovo, il presidente del consiglio Francesco Cappellani sembra che se ne sia andato. E allora che faranno i lavoratori di Icpl? "Ritorneremo rispondono fino a quando qualcuno non ci riceverà". Al momento il gruppo è ancora compatto. Circa quaranta i manifestanti, tutti potenzialmente interessati dalla procedura di licenziamento che non si sa ancora chi andrà a colpire. Tempo di conclusione dellintero iter: due mesi e mezzo. "Ci sono ancora margini quindi spiega Giancarlo Ricci della Rdb Cub per una positiva soluzione". Intanto per oggi lamministratore delegato di Icpl, Ferdinando Bitonte, aveva convocato le organizzazioni sindacali (rappresentanza sindacale aziendale) a un incontro per le 14.30. Impossibile partecipare per la Rsa, a causa della manifestazione di oggi. Soprattutto si cerca una difficile sponda nellamministrazione comunale. "Sia chiaro che con questo comportamento hanno spiegato ancora i lavoratori il sindaco sarà considerato diretto responsabile dei licenziamenti dal momento che è membro del consiglio di amministrazione che lo ha deciso". Per tutta risposta però questa mattina, andando a vedere la data di protocollo della corrispondenza su questa vertenza, è venuto fuori che "mentre il 10 novembre i sindacati chiedevano un incontro urgente al sindaco per metterlo a conoscenza della grave situazione spiegano ancora i sindacati lo stesso giorno il comune faceva tuttaltro". Cosa? "Si comunica che è stato conferito al dottor Gianluca Piredda si legge nella nota del Pincio 62059 del 10 novembre lincarico peritale finalizzato allacquisizione della perizia di stima concernente la partecipazione azionaria del comune in Icpl". Insomma, mentre i lavoratori chiedono aiuto il comune sembra che inizi a preoccuparsi solo di liberarsi quanto prima di Interporto. 16 novembre 2009 - Civonline Icpl, un sit-in per salvare l'occupazione CIVITAVECCHIA - Un sit-in sotto Palazzo del Pincio per richiamare lattenzione del primo cittadino e discutere insieme del futuro di Icpl. Peccato che il sindaco Moscherini, però, non fosse in Comune. In realtà la richiesta formale per un incontro urgente era già stata inviata il 10 novembre scorso da parte dei sindacati. «Daltronde hanno spiegato Giancarlo Ricci di Rdb Cub e Fabio Pallassini, di Cub Trasporti lamministrazione comunale fa parte del consiglio di amministrazione di Icpl: questo vuol dire che anche Moscherini ha firmato i licenziamenti. Per questo avevamo chiesto un incontro urgente, a cui ancora non ci è stato risposto. Anzi il Sindaco, il giorno prima dellinvio della comunicazione di licenziamento collettivo, ossia proprio il 10 novembre, ha affidato allo studio romano Ferri-Minnetti-Piredda lincarico peritale finalizzato allacquisizione della perizia di stima concernente la partecipazione azionaria del Comune in Icpl». I rappresentanti sindacali, a nome dei lavoratori interessati, chiedono quindi che vengano rispettati gli accordi stipulati l8 gennaio scorso in Regione a tutela dei posti di lavoro e che non si vendano le quote, «iniziava - hanno aggiunto - che parlato deve passare attraverso il consiglio comunale». La società aveva convocato le parti per ieri pomeriggio alle 14.30, con lettera inviata però venerdì sera alle 19.30: lincontro è slittato. Alla fine la delegazione è stata ricevuta dal vice sindaco Gino Vinaccia e dal consigliere di An Dimitri Vitali, ai quali hanno chiesto di bloccare i licenziamenti e portare lstanza al Cda. «Il problema delloccupazione - ha spiegato Vinaccia - è anche un problema dellamministrazione comunale e per questo, nonostante si tratti di una vicenda complessa, ci impegneremo a risoverla per il meglio. Informerò il Sindaco per promuovere al più presto un nuovo incontro». 16 novembre 2009 - Alguer I sindacati a Nuoro invitano al
presidio il prossimo mercoledì quando il parlamento regionale si sposterà in città per
rivendicare il diritto alla casa, alla salute, all´istruzione e al lavoro NUORO - I sindacati a Nuoro invitano al presidio il prossimo mercoledì 18 novembre quando il parlamento regionale si sposterà in città per rivendicare il diritto alla casa, alla salute, all'istruzione e al lavoro. «Il Consiglio regionale sbarca nel capoluogo, per dar fiato alle parole promettendo attenzione per il territorio, rilancio economico del medesimo, aumento degli aiuti per combattere la disoccupazione. In realtà lunica cosa che aumenterà sarà la retorica sulla crisi» si legge nella nota. Secondo le sigle sindacali RdB CUB di Nuoro «Oramai, con la scusante della crisi, padroni e governanti parlano e agiscono in lungo e in largo, senza che nulla cambi per i lavoratori e tutto a vantaggio dei soliti noti». Fanno i nomi i sindacati nuoresi in aperta polemica con l'esecutivo regionale: «Legler, Equipolymers, Ideamotore e chi più ne ha più ne metta, sono solo alcune delle brillanti operazioni messe a segno dagli "strateghi" economici del governo regionale». Per questi motivi, le Rappresentanze Sindacali di Base invitano «tutti i lavoratori e le lavoratrici della provincia, tutti i disoccupati e le disoccupate, tutti i precari e le precarie a incontrarsi fuori dallauditorium del Museo del Costume di Nuoro, per levare alta la voce contro coloro che sono i veri responsabili delle fallimentari politiche del lavoro promosse negli ultimi ventanni. Per promuovere il conflitto e la solidarietà tra gli sfruttati. Per supportare le vertenze del lavoro che si aprono nel territorio e far si che nessun lavoratore, precario, disoccupato, uomo, donna, giovane, vecchio, si senta solo. Per urlare al Consiglio Regionale la nostra rabbia». 16 novembre 2009 - Il Messaggero Il consigliere del Pd Piendibene
smentisce il sindaco: «Illude i dipendenti dellIcpl, che co-amministra da tre
anni» Civitavecchia - Dalle 9 alle 13, stamattina, la Federazione
Rdb Cub invita la cittadinanza ad aderire al sit in a piazzale del Pincio, per offrire
solidarietà ai lavoratori dellIcpl. «Dove - spiega il sindacalista Giancarlo Ricci
- 21 di essi saranno messi in licenziamento collettivo, dopo lespletamento delle
procedure di legge». 16 novembre 2009 - Marketpress SALERNO: LU.O. DI PEDIATRIA SI ALLAGA OGNI VOLTA CHE PIOVE Salerno, 16 novembre 2009 Questa è purtroppo lamara conclusione a cui è arrivata l Organizzazione Sindacale Rdb Pubblico Impiego Cub dopo gli esiti negativi di tutti gli interventi richiesti per il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie e per evitare gli infortuni sia al personale dipendente sia ai piccoli pazienti ricoverati che ai visitatori. La vicenda è nota anche al Direttore Sanitario che ha ricevuto un esposto dalla Rdb a cui ha anche risposto, ma dellintervento dellUfficio Tecnico chiamato in causa dal Direttore Sanitario non vi è traccia a distanza di un anno dallesposto. E semplicemente vergognoso che in un Reparto così particolare come la Pediatria (ristrutturato da pochi anni e arredato con tecnologie moderne), uno dei più delicati del P. O. "Umberto I" di Nocera Inferiore, sia per il grande flusso di piccoli pazienti che vi afferiscono e sia per le patologie trattate, non si ponga rimedio ad una grave infiltrazione di acqua piovana che costringe il Personale Infermieristico ad asciugare lacqua distogliendolo dalle attività assistenziali ai bambini ricoverati (abbiamo diverse immagini fotografiche degli allagamenti che si verificano ogni volta che piove e dei secchi che si mettono per contenere lacqua piovana dalla copiosa infiltrazione!!!). Tutto la vicenda è aggravata dal fatto che in questo periodo, a causa della influenza suina (e relativa psicosi), il reparto è intasato dalle richieste di ricovero e dalle consulenze provenienti dal Pronto Soccorso. Il sindacato si auspica che la denuncia ai Nas di Salerno insieme a quella alla opinione pubblica possa determinare gli opportuni interventi di manutenzione per riparare la infiltrazione ma nello stesso tempo anche la dovuta punizione per tutti coloro che sono stati inadempienti rispetto a quanto denunciato un anno fa dalla Rdb Cub. 16 novembre 2009 - Il Gazzettino Sanità, "mansioni non dovute" ASOLO - (L.Bon) Gli operatori socio sanitari del Veneto a confronto ad Asolo. Appuntamento oggi nella sala Meneghetti di Villa d'Asolo dalle 14 alle 16 su organizzazione del sindacato Cub Si tornerà a parlare delle "mansioni non dovute" compiute dagli Oss che, inquadrati nel ruolo tecnico, svolgono assistenza diretta sui malati. Nell'occasione verranno varate le prossime azioni di lotta, dopo la diffida già inviata alle direzioni generali. 16 novembre 2009 - Caserta news Rappresentanze Sindacali Base: Eboli - "Vogliamo verità e giustizia sullo sgombero
dei braccianti ad Eboli: politici e sindacalisti di mestiere, acrobati dell'infimo
sottobosco degli assessorati, dirigenze di partiti e sindacati complici, partitini allo
sbando che cercano di rifarsi una verginità, tutti hanno concorso alla pianificazione
dello sgombero di San Nicola Varco ed ora oscurano quella che è una vera EMERGENZA
UMANITARIA, fatta di disperazione e di una vergognosa caccia all'uomo
"illegale". 16 novembre 2009 - Il Secolo XIX Trasporti Savona - CONFRONTO questa mattina in Prefettura tra sindacati e dirigenti di Acts e Sar. Il trasporto pubblico locale con gli annessi problemi occupazionali dei lavoratori di Acts e Sar legati all'inquadramento salariale nel contratto, alla fusione tra le due aziende savonesi di trasporto pubblico e una serie di cause di lavoro, sarà al centro questa mattina con inizio alle ore 11.30 del tentativo di conciliazione («obbligatorio» in base alla legge 146 del 1990) che si terrà in Prefettura. Il prefetto Nicoletta Frediani farà da mediatrice tra le parti. Al tavolo i delegati della Filt/Cgil, Fit/Cisl, Uiltrasporti, Faisa/Cisal e Cub Trasporti e i responsabili di Acts e Sar. Invitati anche gli amministratori della Provincia. 16 novembre 2009 - La Provincia di Como sit in alle Poste COMO - «Ho denunciato le condizioni di lavoro dei postini, soprattutto sul fronte della sicurezza, e non ritengo di avere fatto nulla di male con i video pubblicati su Internet»: Maurizio Stabile, postino comasco, annuncia ricorso contro il licenziamento. Ieri mattina ha spiegato le proprie ragioni durante un sit-in di solidarietà che si è svolto di fronte alle Poste centrali, organizzato dai Cobas (dei quali è esponente), da Rifondazione comunista e altre realtà di base della sinistra. Interpellate sul caso, Poste italiane hanno ribadito la linea del «no comment» di fronte a simili cause di lavoro. Nella lettera di licenziamento l'azienda contesta contenuti e tenore dei video, ritenendosi lesa non solo nel rapporto di fiducia con il dipendente ma anche nell'immagine. Un fatto che Stabile contesta: «Mi colpiscono perché non accetto di stare zitto. Tanti colleghi mi hanno espresso solidarietà, ma non tutti se la sentono di denunciare apertamente quello che non va. Insieme ai Cobas voglio fare valere i diritti di chi ogni giorno rischia per fare il proprio dovere: in un anno 14 colleghi hanno perso la vita». E a esprimere solidarietà al postino ieri c'era anche il padre di Roberto Scavo, portalettere precario morto in servizio a Limido Comasco. 16 novembre 2009 - La Città di Salerno «Sono tutti colpevoli per San
Nicola Varco» EBOLI - I Cobas non ci stanno. Parlano, a proposito di San Nicola Varco, di una vera e propria "deportazione". E per discutere di quello che è successo e, in parte, sta ancora accadendo, hanno fissato un incontro pubblico. Si terrá, oggi alle diciotto, nella sala della chiesa del Volto Santo a Salerno un incontro pubblico. Si legge nella nota: «Vogliamo veritá e giustizia sullo sgombero dei braccianti ad Eboli: politici e sindacalisti di mestiere, acrobati dellinfimo sottobosco degli assessorati, dirigenze di partiti e sindacati complici, partitini allo sbando che cercano di rifarsi una verginitá, tutti hanno concorso alla pianificazione dello sgombero di San Nicola Varco». Parole durissime che vengono, come dire, "rincarate": «Ora oscurano quella che è una vera emergenza umanitaria, fatta di disperazione e di una vergognosa caccia alluomo "illegale". Chiediamo un confronto pubblico per determinare una piattaforma condivisa di rivendicazione che abbia il carattere della emergenza umanitaria su cui chiamare alle loro responsabilitá, tutte le istituzioni locali - comuni, provincia e regione». Una posizione che fará discutere, sicuramente forte e netta, dove alla fine non viene risparmiato niente e nessuno. Nel comunicato si legge ancora: «Queste istituzioni si sono giá caratterizzate per il più bieco razzismo, ed in queste istituzioni ci sono tutte le rappresentanze politiche di sinistra e di destra, al governo e allopposizione». Botte da orbi, dunque, per tutti: «Il razzismo e lo sfruttamento dei braccianti poveri è abietto sia che venga da destra che da sinistra, da laici o da cattolici. Vogliamo sapere la "task force" per San Nicola Varco, nominata dalla Regione Campania (decreto dellassessore alle Politiche sociali Lilli De Felice numero 153 del 5 giugno 2009), cosa ha fatto e cosa ha in programma nellimmediato futuro». Le rappresentanze dei Cobas annunciano in un certo qual modo anche le iniziative in cantiere per il futuro più vicino e per quello prossimo. Si legge infatti: «Denunciamo con forza luso "strumentale" e "politico" del sequestro disposto dalla magistratura per ragioni di igiene e sicurezza e la caccia al criminale del "clandestino" e di chi, in queste ore, organizza ogni tipo di assistenza umanitaria, sindaci compresi. Allo stesso tempo, denunciamo gli "avvertimenti" che i media stanno passando allopinione pubblica: chi è mosso da sentimenti umanitari stia attento, anche lintervento umanitario deve essere compatibile coi decreti-flussi. Tutto questo non è accettabile». Una posizione che naturalmente ognuno è libero di condividere o meno, in tutta la sua crudezza. Allora ecco la sintesi finale del lungo ragionamento. «Lemergenza umanitaria di San Nicola Varco non è dovuta ad un fenomeno naturale ma a precise responsabilitá politiche, etiche e morali che non possono essere né taciute né nascoste». Il dibattito è aperto. 15 novembre 2009 - Corriere Adriatico Quaglietti chiede lintervento della Regione Ascoli - "Abbiamo chiesto al presidente Spacca di intervenire presso la Manuli affinchè riapra la trattativa, e lui ci ha promesso che si impegnerà in questa direzione. Nulla è perduto, perchè dal mancato accordo, giovedì 12 novembre, se lazienda vuole, ci sono ancora 75 giorni per tornare a discutere sul futuro dello stabilimento ascolano". Lo afferma Andrea Quaglietti, membro del direttivo nazionale del Sindacato dei Lavoratori (Sdl)e delegato Rsu nella fabbrica di Campolungo. Per il dirigente Sdl, il piano industriale presentato dalla Manuli non si poteva accettare. La discussione poteva essere proseguita solo su altre basi: "il mantenimento del posto di lavoro per almeno 200 addetti, il cospicuo finanziamento degli ammortizzatori sociali per gli altri, in cassa integrazione, e un piano di rientro complessivo per tutti i lavoratori, erano e restano le uniche basi su cui confrontarci, in maniera dignitosa. Non altro". 15 novembre 2009 - Corriere del Veneto La polemica PADOVA La proroga dei 18 incarichi «fiduciari », decisa mercoledì scorso dal sindaco Flavio Zanonato, per i capo settore di Palazzo Moroni in scadenza, non va giù a Stefano Pieretti, messo comunale e sindacalista dellAdl-Cobas: «Per lennesima volta attacca Pieretti vengono utilizzati due pesi e due misure. La condizione contrattuale di pochi ed alti dirigenti viene sistemata in quattro e quattrotto. Mentre quella di oltre 450 dipendenti che, ormai da quasi due anni, aspettano una minima progressione orizzontale continua a passare sotto silenzio...». «Mi spiace dirlo conclude Pieretti ma, se nulla cambierà nelle prossime settimane, sarà difficile garantire lo standard di servizi mantenuto finora».(D.DA.) 15 novembre 2009 - Il Mattino di Padova PIERETTI (COBAS) Padova - «Da una giunta che si dice di centrosinistra mi sarei aspettato qualcopsa di meglio. Così viene il dubbio che si usino due pesi e due misure». Per Stefano Pieretti (nella foto) dei Cobas-Adl, il decreto del sindaco sui 18 dirigenti di fiducia stride con la condizione degli altri 1.933 dipendenti comunali. «Per i dirigenti si provvede in quattro e quattrotto, mentre 450 lavoratori che guadagnano 1.100-1.700 euro sono ancora in attesa del pagamento di quanto dovuto dal 1º gennaio 2009» attacca. Pieretti osserva: «Nellarco degli ultimi dieci anni, dalla giunta Destro alle giunte Zanonato, programmazione pari a zero nella gestione del personale. Con il direttore generale ricordo 2-3 incontri ufficiali. E ricordo 250 mila euro spesi con il Cuoa per unindagine finita in qualche cassetto. Il sindaco ora mi sembra più interessato ad altro. Ma forse fra qualche mese sarà arduo garantire lefficienza degli stessi servizi. Basta pensare agli operai delle manutenzioni, ridotti a quattro gatti». E conclude così: «Non si nota la stessa solerzia nei corsi-concorsi per i dipendenti "normali". I precari del Comune continuano a restare tali. Sui dirigenti, misureremo lAmministrazione in base a chi andrà sul serio in pensione». 15 novembre 2009 - Il Resto del Carlino «Manuli, 75 giorni di tempo» Ascoli - «ABBIAMO chiesto al presidente della Regione Gian Mario Spacca di intervenire presso la Manuli, affinché riapra la trattativa. Nulla è perduto, perché dal mancato accordo se l'azienda vuole ci sono ancora 75 giorni per tornare a discutere sul futuro dello stabilimento ascolano. Spacca ci ha garantito impegno in questa direzione». Andrea Quaglietti, del direttivo nazionale del Sindacato dei lavoratori e delegato rsu della fabbrica, insiste sulla necessità di riaprire la vertenza dopo l'assemblea di mercoledì scorso alla Camera di Commercio. Un appello che il sindacato ha rivolto con l'Ugl ai confederali. Domani mattina alle 11, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl saranno al Ministero del lavoro dove incontreranno i vertici della Manuli, dopo la bocciatura dell'ipotesi di accordo da parte dei lavoratori. «I LAVORATORI non hanno bocciato l'accordo di Cgil, Cisl e Uil ribadisce Quaglietti ma un piano in cui l'azienda non dava nessuna garanzia per il futuro della produzione locale e questo anche per i 125 addetti che avrebbero, secondo l'ipotesi sottoscritta dai confederali, continuato a lavorare nello stabilimento» Secodo Quaglietti, la discussione poteva essere proseguita solo su altre basi. «Il mantenimento del posto di lavoro per almeno 200 addetti aggiunge , il cospicuo finanziamento degli ammortizzatori sociali per gli altri, in cassa integrazione, e un piano di rientro complessivo per tutti i lavoratori, erano e restano le uniche basi su cui confrontarci, in maniera dignitosa». NESSUNA confermana da parte dei sindacati locali della voce che circola tra gli operai della fabbrica che produce tubi in gomma, sull'ipotetica partenza di lettere di licenziamento da parte del gruppo milanese per l'intero organico dello stabilimento ascolano. «PER UNA BUONA riuscita di tutta questa faccenda abbiamo bisogno dell'intesa tra sindacati di base e confederali, un atteggiamento isolazionista non giova a nessuno» fa sapere in una nota il circolo del Prc di Ascoli «Peppe Fanesi» che interviene sulla vertenza Manuli. 15 novembre 2009 - La Provincia di Varese risarcimenti BUSTO ARSIZIO - La rabbia dei
dipendenti in presidio fuori da palazzo Gilardoni. «Non chiediamo la luna, solo quello
che ci spetta». Alla fine dal sindaco Gigi Farioli, invocato a gran voce, arrivano le
risposte attese: «Gli accordi saranno rispettati, non una parola in più, non una in
meno». Una piccola vittoria (per ora) per le rappresentanze sindacali che hanno dato «un
segnale» all'amministrazione chiamando in assemblea i dipendenti dopo le richieste di
risarcimento dalla Corte dei Conti. 15 novembre 2009 - La Repubblica La denuncia Sindacati in allarme.
Adf: non è grave Firenze - Lunedì scorso un aereo pronto a decollare da Peretola ha urtato con un´ala la scala per l´imbarco dei passeggeri. A denunciare l´incidente è il sindacato di base Cub trasporti: «E´ successo alle 13.45 circa. L´incidente, che non ha provocato danni importanti ma è comunque molto grave, va ad aggiungersi ad altri che con sempre maggiore frequenza si verificano all´aeroporto». Da Adf spiegano che si è trattato di un problema non grave. «Il volo Meridiana in partenza per Catania, durante la manovra al parcheggio urtava lievemente con l´ala una scala, senza provocare conseguenze né per i passeggeri né per il personale Adf. Il velivolo è stato fermato per verificare eventuali danni e riprendeva l´operatività lo stesso pomeriggio. Abbiamo avviato un´inchiesta interna per accertare le responsabilità del mancato rispetto di una procedura standard, ripetuta per ogni volo». Cioè il via libera all´aereo solo dopo l´allontanamento di tutti i mezzi dalle aree di sicurezza. 15 novembre 2009 - La Provincia di Como la manifestazione Como - «Nessuno tocchi il postino!»: con
questo slogan i Cobas Pt Cub di Como, insieme a diverse organizzazioni sindacali e di
partito (Rifondazione comunista, Giovani comunisti, Collettivo Knr e tanti altri)
organizzano questa mattina in via Gallio, di fronte alla sede delle Poste Italiane, un sit
in di solidarietà nei confronti di Maurizio Stabile, un postino in servizio da oltre
vent'anni e licenziato proprio da Poste Italiane lo scorso mese di ottobre. 15 novembre 2009 - Il Tirreno Ai lavoratori i gettoni di presenza PISTOIA - La città si muove in aiuto dei 560
lavoratori Answers. Mentre prosegue il presìdio dellazienda, il sindaco di Sambuca
Marcello Melani annuncia che i consiglieri comunali devolveranno il gettone di presenza
della prossima seduta ai dipendenti del call center. 14 novembre 2009 - Asca CALABRIA: RDB, PROTESTANO I PRECARI DELLA REGIONE(ASCA) - Catanzaro, 14 nov - ''I lavoratori precari ex Lsu e Lpu della regione Calabria, in agitazione per vedere riconosciuti i propri diritti, pesantemente calpestati, e disperati per il protrarsi di una situazione davvero insostenibile, hanno chiesto l'appoggio dei sindacati, appoggio che la sola RdB ha prontamente fornito''. lo si legge in una nota del Sindacato Rdb- Cub. ''Infatti, il nostro sindacato - continua Rdb - e', da sempre, particolarmente attento e sensibile a questa problematica: non a caso nell'assemblea che i lavoratori hanno tenuto l'altro giorno per strada, davanti la sede del Dipartimento dell'Assessorato regionale al Lavoro, la RdB e' stata presente con i suoi massimi vertici nazionali, Paola Palmieri, della Segreteria Nazionale di RdB, e regionali, che hanno ascoltato i vari interventi sui disagi patiti ed hanno prospettato le strategie da seguire, con la creazione di un coordinamento, che prepari una grande assemblea regionale''. ''I lavoratori, costantemente umiliati nelle professionalita' e discriminati nella qualifica di lavoratori a tempo pieno - continua la nota di Rdb - sono stati ''assunti'' solo a tempo parziale e con qualifiche largamente inferiori a quelle che dovrebbero avere sia per i titoli di studio posseduti, che per le professionalita' acquisite negli anni di precariato. La creazione del coordinamento dei lavoratori e' indispensabile, poiche' bisogna essere consapevoli che occorre organizzarsi al meglio, da una parte per difendersi dalla totale indifferenza mostrata sin qui dalla Giunta Regionale e dalle forze politiche, e dall'altra per difendersi dalle insidie di quelle organizzazioni che, a livello nazionale, si sono rese complici di questo governo, condividendone pienamente la scelta di fare la guerra, non al precariato, ma ai precari, mentre poi in periferia cercano di ricostruirsi una verginita' agli occhi dei lavoratori, fingendo di schierarsi a fianco di chi e' stato, anche da loro, costantemente mortificato''. Per questo motivo la RdB ''ha messo a disposizione dei lavoratori le strutture regionali e provinciali del sindacato, affinche' si elabori tutti insieme la piattaforma per portare avanti nel migliore dei modi le rivendicazioni, a partire dalla grande assemblea regionale, su cui si sta gia' lavorando e che coinvolgera' gli amministratori ed i politici regionali''. 14 novembre 2009 - Ansa LAVORO: LUNEDÌ SCIOPERO DIPENDENTI ICPL CIVITAVECCHIA (ANSA) - CIVITAVECCHIA (ROMA), 13 NOV - Sciopero dalle 9 alle 13 di lunedì prossimo dei dipendenti della Icpl (Interporto Civitavecchia piastra logistica), la società mista che gestisce l'interporto, contro il preannunciato avvio delle procedure di licenziamento nei confronti di 30 lavoratori. Oltre a scioperare, i lavoratori daranno vita ad un sit in davanti alla sede del Comune, detentore di alcune quote della società che il sindaco Gianni Moscherini intende vendere. Ad indire la protesta sono stati i sindacati Rdb Trasporti, Cobas e Rdb Cub, mentre le organizzazioni confederali ritengono che esistano ancora i margini per una trattativa. AEROPORTI: FIUMICINO; MARTEDÌ ASSEMBLEA LAVORATORI TERRA (ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 14 NOV - Per la difesa del posto di lavoro e contro il precariato, il sindacato dei lavoratori intercategoriale (Sdl) e la Cub Trasporti hanno organizzato per martedì 17 novembre a Fiumicino un'assemblea dei lavoratori di terra. Per l'occasione, si legge in un volantino a firma dei due sindacati autonomi, che chiedono tra l'altro il rinnovo del contratto nazionale di lavoro aeroportuale «scaduto da due anni», verrà fatto un sit-in di cinque ore (dalle 11 alle 16) davanti al varco equipaggi. LAVORO: CUB, 'FANTASMI' I LICENZIATI HOTEL HILTON MILANO (ANSA) - MILANO, 14 NOV - La crisi non risparmia nemmeno i lavori meno retribuiti nella filiera alberghiera: 33 camerieri ai piani, lavapiatti, facchini e addetti alla manutenzione dell'Hotel Hilton, in via Galvani a Milano, hanno perso - denuncia il sindacato Cub in una nota - il posto di lavoro «per poi essere sostituiti da lavoratori precari e molto meno pagati assunti in forma di cooperativa». E ora «sono diventati dei fantasmi». «L'Hilton ha chiesto il licenziamento con la procedura della mobilità per 33 dipendenti - afferma Ferdinando Maestroni sindacalista della Confederazione unitaria di base - che è scattata dal 24 settembre: alcuni se ne sono andati, altri hanno accettato un bonus. Per dieci abbiamo presentato ricorso al giudice perchè si eliminano posti non perchè manchi il lavoro, ma per pagare meno dei lavoratori di cooperative che non hanno stabilità ed equivalenti contributi previdenziali e contributivi. La storia è da film 'Ghostbusters', non se ne parla, la stampa non se ne occupa. Nei giorni scorsi infatti abbiamo fatto una protesta proprio vestiti con i lenzuoli». 14 novembre 2009 - Adnkronos FIRENZE: CUB TRASPORTI DENUNCIA
INCIDENTE IN AEROPORTO Firenze, 14 nov. - (Adnkronos) - «Alle 13.45 circa del 9 novembre un aereo in partenza» dall'aeroporto di Firenze 'Amerigo Vespuccì «andava ad urtare con un'ala la scala che era stata appena utilizzata per l'imbarco dei passeggeri del volo stesso». Lo denuncia, in una nota, il sindacato di base Cub Trasporti. «Tale incidente, molto grave, va ad aggiungersi ad altri che con sempre maggiore frequenza si verificano all'aeroporto di Firenze», denuncia ancora Cub Trasporti, ricordando che l'estate scorsa un gruppo elettrogeno si era incendiato mentre era posizionato sotto la carlinga di un aereo. 14 novembre 2009 - Il Messaggero Contro gli annunciati 21
licenziamenti , Cobas e Rdb cub e trasporti hanno scelto la linea dura Civitavecchia - Icpl: sciopero di quattro ore per
lunedì e manifestazione sotto palazzo del Pincio. 14 novembre 2009 - Il Treviso Ospedale. Le RdB: «Cooperative amiche»Rivolta al Ca' Foncello «Servizi dati ai privati» Treviso - Amministrativi, sindacati di base in rivolta contro l'Usl 9 che ha deciso di affidare in appalto i servizi di segreteria nelle sedi territoriali, concentrando al Ca' Foncello i dipendenti attualmente in servizio nei distretti. «Gli appalti non costano certamente meno, anzi talvolta costano parecchio di più -. accusano le Rappresentanze di Base - rappresentano lallargamento del precariato. Va aggiunto che vincono gli appalti sempre le stesse Cooperative "amiche", addirittura alcune legate alle organizzazioni sindacali». Non solo gli uffici, le coop starebbero entrando anche nei servizi, come la sterilizzazione e nella fornitura di operatori socio sanitari: «A piccoli passi, per non dare nellocchio - accusa Federico Martelletto (RdB) - stanno attribuendo pezzi sempre maggiori ai privati». 14 novembre 2009 - La Tribuna di Treviso Superturni in sala operatoria,
apertura di Dario Il direttore generale Claudio Dario «apre» alle
organizzazioni sindacali. E nei prossimi giorni chiamerà attorno a un tavolo le
rappresentanze sindacali unitarie dellAsl 9 che giusto laltro ieri avevano
proclamato lo stato di agitazione a causa dei turni massacranti cui gli operatori sanitari
delle sale operatorie sono sottoposti. Secondo il sindacato il mancato rispetto delle
norme contrattuali sulla pronta disponibilità da parte dellUls 9 ha portato a una
situazione non sostenibile. «Questo può comportare la riduzione delle ore di riposo
notturno degli operatori, con rischio per i pazienti», denunciano i rappresentanti delle
sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Il direttore generale, così, ha deciso di incontrare le
delegazioni sindacali per evitare lo stato di agitazione che potrebbe creare molti disagi
allutenza. «Ho dato mandato allufficio relazione sindacali di convocare il
tavolo la settimana prossima e di ascoltare le richieste dei rappresentanti dei
lavoratori» spiega il direttore generale. 14 novembre 2009 - La Nazione «Telecamere, istigazione al reato E
non possono controllarci i primari» Firenze - «LA CIRCOLARE inviata dalla Regione alle aziende sanitarie per l'installazione di telecamere che controllino l'ingresso e l'uscita dei dipendenti è un'istigazione al reato». Non usa mezzi termini il segretario regionale Fpl Uil Mario Renzi: la ricetta dettata dall'assessore alla salute Enrico Rossi contro i furbetti' della sanità che timbrano i cartellini al posto dei colleghi o marcano la loro presenza sul luogo di lavoro quando non ci sono, non va giù al sindacato. «La legge dice Renzi vieta di utilizzare la videosorveglianza per ragioni di controllo. Anche la Cassazione ha ribadito questo concetto. Quindi ci sembra assurdo che chieda telecamere per controllare le timbrature». Ma il Grande Fratello' sanitario in alcune strutture già esiste. «All'ospedale di Poggibonsi da anni abbiamo una telecamera per ogni macchina spiega il segretario regionale dei medici ospedalieri Anaao Carlo Palermo e nessuno ha mai protestato». Ai primari, dice Rossi, spetterà controllare la presenza effettiva dei loro dipendenti. «Di fatto già lo facciamo prosegue Palermo perché ai primari spetta la stesura dei piani di lavoro che verifichiamo mensilmente coi tabulati emessi dalle macchinette della timbratura. Bisogna però capire che il lavoro del personale sanitario deve essere flessibile perché non possiamo uscire all'ora che ci spetta abbandonando pazienti che ancora hanno bisogno della nostra assistenza». Ma il sistema delle telecamere secondo i Cobas non è realizzabile, almeno a Careggi. «Abbiamo almeno 50 macchine per la timbratura dei cartellini, impossibile attrezzarle tutte dice Roberto Barbuti -. Non possono poi essere i primari a controllare i dipendenti, ma i responsabili di comparto». «Noi rispondiamo all'azienda, non ai direttori di dipartimento spiega Franco Pietrangeli, responsabile Cisl di Careggi -. Se vogliono mettere le telecamere lo facciano: ben venga tutto ciò che è per la trasparenza. Ma si accorgeranno che i sospetti sui "furbetti" tra i dipendenti della sanità sono infondati». Secondo Aurelio Minichiello di Rdb, invece qualche furbetto' c'è, ma «lo statuto dei lavoratori non permette di controllare con la videosorveglianza. Va cercato qualche altro sistema». Anche per Roberto Vangelisti, responsabile Cgil per le trattative di Careggi e del Meyer, le telecamere possono pure esser messe, «ma non possono essere i primari a controllarci. E a loro chi li controlla quando abusano della pronta disponibilità e del lavoro aggiuntivo di infermieri e operatori?» 14 novembre 2009 - Il Resto del Carlino «Adesso serve unione, vertenza da
riaprire» Ascoli - «SE I LAVORATORI vanno a casa la colpa è solo della Manuli che il tre agosto ha chiuso lo stabilimento». Ugl e Sdl respingono le accuse mosse dai sindacati confederali di aver fatto perdere il posto a 376 operai, bocciando l'ipotesi di accordo firmata a Roma. Poi chiedono a Cgil, Cisl e Uil di «cercare di riaprire insieme le trattative». I due sindacati sono convinti che la partita non sia ancora chiusa. E lanciano un appello ai confederali. «Non è tutto irreversibile. Un sindacato attento deve essere vicino alla volontà dei lavoratori dice Giuseppe Marucci, segretario provinciale dell'Ugl , facciamo in modo che il Governo intervenga per congelare questa trattativa. Manuli non vuole chiudere lo stabilimento di Ascoli, ma non può pensare di saccheggiare il territorio. E' una battaglia in cui, adesso più che mai, le istituzioni devono intervenire». IL SINDACATO dei lavoratori per voce di Andrea Quaglietti sottolinea che «durante l'ssemblea di mercoledì c'è stata una richiesta chiara dei lavoratori: quell'accordo firmato a Roma non offre garanzie sul futuro della fabbrica». «In questi mesi aggiunge Quaglietti, rsu dello stabilimento da dieci anni , Manuli non ha dato risposte serie ai lavoratori, per questo noi non abbiamo firmato l'accordo». Secondo Mirko Morganti, rsu Ugl, non ci sarebbe stata nessuna trattativa tra la Manuli e i sindacati confederali. «L'ipotesi di accordo firmata dice Morganti è la proposta fatta dalla Manuli. Le condizioni per cui Manuli voleva restare ad Ascoli sono un'offesa anche per gli imprenditori che lavorano ancora qui con le proprie forze e non chiedono nulla». Il riferimanto è alla linea elettrica che Manuli ha chiestoi di realizzare al Comune dalla sezione idraulica della Manuli alla sezione Oil. Manuli, per Ugl e Sdl, non può chiudere lo stabilimento di Ascoli perché al suo interno c'è una produzione di qualità. «Su questo sottolinea Marucci bisogna fare leva per trattare ancora, ma a questo punto deve intervenire direttamente il Governo, devono rinnovare il loro impegno gli enti locali e deve scendere in campo direttamente la famiglia Manuli». IL RESPONSABILE provinciale di CasaPound di Ascoli, Giorgio Ferretti, invece, interviene sulla polemica dopo l'infuocata assemblea di mercoledì alla Camera di Commercio. CasaPound respinge le affermazioni della Cisl secondo cui il referendum sull'accordo per la Manuli Rubbers Industries sarebbe stato bocciato anche per iniziativa di «infiltrati politici ed estremisti come i membri dell'associazione CasaPound. La soluzione proposta da Cigl, Cisl e Uil non ha incontrato il favore dei lavoratori a dimostrazione di quanto gli operai si sentano scarsamente tutelati». Per CasaPound l'accordo bocciato «non contemplava nessun piano di investimento e nessuna garanzia sul futuro dell'azienda e dei lavoratori dell'indotto». 13 novembre 2009 - Adnkronos MILANO: MENSA POLITECNICO VERSO CHIUSURA,MARTEDÌ SCIOPERO LAVORATORI TROPPO COSTOSA PER L'ATENEO, 33 DIPENDENTI IN MOBILITÀ Milano, 13 nov. - (Adnkronos Salute) - «Il Politecnico vuole chiudere la storica mensa di via Golgi». A lanciare l'allarme sono i sindacati Rdb e Sdl, che annunciano uno sciopero con manifestazione per martedì prossimo e hanno già raccolto 4 mila firme contro lo smantellamento del servizio che «condanna al licenziamento i 33 lavoratori della struttura, visto che la loro società (la Serist) ha già avviato le procedure di mobilità». La mensa oggi serve circa 1.500 pasti al giorno in convenzione a studenti, docenti e lavoratori di Politecnico, Statale e di altre strutture della zona. Ma «l'ateneo sostiene che questo servizio è un aggravio insopportabile di spese», attaccano i sindacati in una nota, dimenticando «di dire che i fondi sono quelli stanziati per il diritto allo studio dalla Regione per oltre 40 mila studenti su Città Studi, che la mensa garantisce un pasto completo e caldo con un adeguato servizio e funziona da calmiere dei prezzi in zona». E, aggiungono i delegati di Rdb e Sdl, «risulta discutibile anche la scelta di garantire ai soli studenti con borsa di studio i servizi mensa presso i bar della zona a 4,50 euro, mentre fino a oggi erano gratuiti». Il cda del Politecnico ha deliberato a fine settembre la chiusura definitiva della mensa per il 31 dicembre. I sindacati, su mandato dell'assemblea che si è tenuta nei giorni scorsi, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e hanno lanciato «un accorato appello» a comunità universitaria, lavoratori, abitanti di Città Studi, Comune e Regione. «Non si può tollerare questo ennesimo attacco al diritto allo studio - si legge nella nota - questo uso proprietario dei fondi pubblici per cancellare servizi e diritti». Per martedì i lavoratori della mensa hanno scelto una forma di sciopero che rispetti le esigenze degli studenti: per non lasciarli senza pranzo, distribuiranno ugualmente pasti forniti dall'azienda gratis. Alle 14.30 scatterà la manifestazione di protesta con corteo che partirà dalla mensa di via Golgi per concludersi in piazza Leonardo da Vinci, sotto la sede del rettorato del Politecnico. Gli studenti hanno assicurato la loro partecipazione in solidarietà con i lavoratori in mobilità. 13 novembre 2009 - Il Venerdì di Repubblica Dipendenti pubblici e influenza A:
due ministri, due regole. Opposte ROMA - L'influenza A sta mettendo a dura prova non solo gli
ospedali, ma anche la pazienza dei dipendenti pubblici, schiacciati dalle diverse
richieste che arrivano dai vari ministeri. Da una parte, il ministro del Welfare Sacconi e
il suo vice alla Salute Fazio, che, per evitare il diffondersi del contagio, hanno
invitato tutti coloro che stanno a contatto con il pubblico a restare a casa se
manifestano i sintomi del virus. Dall'altra, il ministro della Pubblica amministrazione
Renato Brunetta, che, con la nota legge 133 del 2008, ha imposto per i giorni di assenza
per malattia il taglio di indennità e premi di produzione, che lo stesso ministro
quantificò intorno al 25-30 per cento della retribuzione quotidiana. 13 novembre 2009 - Tempo Stretto La denuncia della
RdB/PubblicoImpiego Messina - Una denuncia dai toni forti quella a firma di Roberto Laudini, della Rappresentanze sindacale di Base per il pubblico impiego, rispetto alla situazione del pronto soccorso pediatrico del Policlinico di Messina che Laudini definisce da "terzo mondo". Una riflessione nata sulla scorta di un'esperienza personale, dopo essersi recato nei locali dell'azienda universitaria con il proprio figlio che, malgrado le cure prescritte dal pediatra di fiducia, continuava ad avere febbre alta e mal di testa. Questa la cronaca dei fatti raccontata da Laudini: «Sono stato costretto dalle circostanze, vedi virus influenzale (A N1/H1 o febbre suina) a recarmi al Policlinico dietro consiglio della Pediatra, per richiedere assistenza. Giunto lì alle 20.00 circa dell8 novembre 2009 (giorno festivo, Domenica),con moglie e figlio danni 10 che, da tre giorni, nonostante fosse seguito a casa dalla pediatra, continuava ad accusare mal di testa, febbre alta (39°), tosse, dolori muscolari, mi ritrovai in una situazione da " Terzo Mondo", una fila dattesa lunghissima; genitori, con bambini dogni età, nellattesa di poter essere visitati dallunico Medico Pediatrico presente coadiuvato da un infermiere e da due operatori socio sanitari; un androne adibito a sala dattesa dove i bambini, sofferenti e con diverse patologie, sono costretti a stare a contatto. Mi domando se un ospedale e principalmente un pronto soccorso pediatrico non dovrebbe essere un luogo accogliente, con persone professionalmente preparate, competenti, disponibili,cordiali, per cercare di rendere meno traumatico il momentaneo, si presume soggiorno. Questo forse in altre Città del Nord, non a Messina dove appena presentatomi mi sono sentito dire: "cè dattendere, non lo faccia scendere, lo lasci in macchina (quasi tre ore), meglio non correre rischi", per non parlare poi se devi essere sottoposto ad altri accertamenti diagnostici, come RX o TAC ECC, nel qual caso vieni accompagnato a piedi da un operatore sociosanitario attraverso i sotterranei anche se hai 40° di febbre perché non cè un mezzo (Ambulanza) disponibile, e se chiedi di poter usare il tuo mezzo ti senti rispondere: " non è possibile, il regolamento non lo prevede", e questo accade sempre, non solo in questo periodo di emergenza .Alla fine, se sei fortunato e ti va bene, dopo un paio dore, forse riesci a sapere da quale patologia è affetto tuo figlio, se non deve essere ospedalizzato altrimenti inizia un altro calvario. Ecco, per essere breve questo è quello che accade ogni qual volta ci si reca al pronto soccorso pediatrico». Una disavventura che, a detta di Laudini, in questi giorni di grande caos legati soprattutto al panico da influenza A può capitare a tanti cittadini che si recano al Policlinico e continua il sindacalista «passando per i reparti è facile sentire il malcontento del personale infermieristico e di supporto. Il Direttore Generale in una conferenza sosteneva che avrebbe garantito il minimo assistenziale in tutte le Unità Operative, ma la realtà è ben diversa» . Luci sempre accese dunque sul Policlinico univeristario: qualche giorno fa, infatti, i rappresentanti sindacali attraverso una nota hanno espresso profondo disappunto rispetto al ritardo nella nomina del direttore sanitario dell'azienda. 13 novembre 2009 - TRC giornale Interporto, Rdb e Ciani "sbugiardano" il sindaco Civitavecchia - Non potevano mancare le repliche di sindacati e Autorità Portuale alle dichiarazioni di ieri del sindaco Moscherini, il quale aveva accusato le organizzazioni dei lavoratori di dire "stupidaggini" e il presidente Fabio Ciani di essere il responsabile della crisi dellInterporto a causa di quella che Moscherini ha definito la sua gestione improduttiva dello scalo. Ciani afferma che la flessione nel traffico containers degli ultimi anni, con un -19% nel 2008, questanno fatto registrare uninversione di tendenza, sia per lingresso di Europe Terminal nel quadro azionario di Rtc e il trasferimento alla banchina 25. Sulla base degli esiti del primo e secondo trimestre, infatti, Ciani parla di un calcolo tendenziale e prudenziale che lascia ipotizzare per il 2009 un + 1,5%. "Voler legare presunte colpe dellAutorità Portuale alla situazione di Icpl è strumentale, anche perché lInterporto va avanti grazie al traffico delle provviste delle crociere". Da parte loro i sindacati dicono che tutte le istituzioni, sia Comune che Authority, hanno fallito, e affermano da un lato che molo Vespucci deve incrementare i traffici e dallaltro che il sindaco non deve vendere le quote, specie in un momento in cui non conviene. "Il Comune non può lasciare i cittadini senza appoggio da parte delle istituzioni hanno detto ancora le Rdb e per questo è assolutamente negativo che il sindaco non abbia nemmeno nominato le persone che stanno per essere licenziate, facendo credere che la strada giusta è solo quella di recuperare i soldi". 13 novembre 2009 - La Repubblica Si rifiutano di guidare il nuovo
filobus perché è pericoloso Bologna - Il Civis non deve muoversi dal deposito, l´opera su cui punta la giunta (nella foto l´assessore Simonetta Saliera) viene contestata dai lavoratori. I sindacati faranno di tutto per non fare girare il tram su gomma, almeno finché non verranno risolti i problemi di sicurezza. E in caso di incidenti promettono: «Ci costituiremo parte civile». Gli autisti si rifiutano di guidare il filobus, giudicato «troppo pericoloso» dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, oltre che di Ugl, Cisal, Sdl e Rdb. Il problema, spiegano i sindacati, è che «girare col Civis nelle vie medievali del centro storico è rischioso, senza una sede stradale protetta. Per questo invieremo il nostro dossier al Ministero dei Trasporti, alla Motorizzazione e al Prefetto - annuncia Maurizio Lunghi, segretario provinciale della Filt-cgil - e se non vengono trovate soluzioni al problema, non escludiamo anche azioni legali». Tutta colpa di Atc, Comune e Provincia, accusati di sottovalutare la questione. «E´ sconvolgente e stucchevole l´atteggiamento degli assessori e del Presidente Sutti - attacca Daniele Galletti della Fisa-Cisal - sghignazzavano mentre noi parlavamo di questi problemi». Non si fa attendere la risposta del vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi: «Spiace l´ironia che i sindacati hanno manifestato. Quelli sollevati sono problemi di natura tecnica, di cui si stanno occupando due commissioni tecniche, una sulla sicurezza e una sui mezzi». E il Pdl coglie l´occasione per chiedere la revisione del progetto. 13 novembre 2009 - Il Giornale di Vicenza No base Luomo è entrato nel
cantiere mercoledì. E accusato di spionaggio. VICENZA - E stato arrestato la sera di mercoledì
al Dal Molin, portato per alcune ore alla caserma Ederle dai carabinieri della Setaf, e di
lì rinchiuso al carcere di San Pio X. Salvatore «Turi» Vaccaro, pacifista siciliano di
56 anni, è accusato di ingresso abusivo in zona militare con possesso di «strumenti atti
allo spionaggio». Questa mattina alle 9 inizia il processo per direttissima a suo carico:
secondo larticolo 260 del codice penale rischia da uno a cinque anni di reclusione.
Ma la solidarietà di molti vicentini si è fatta sentire: ieri alle 18.30 cento persone
si sono ritrovate sotto le finestre del carcere, portando bandiere No Dal Molin e rametti
di ulivo, per chiedere la sua immediata scarcerazione. Nuova Asm, si occuperà di multe e
recupero crediti ROVIGO Si chiamerà As2 e sarà il nuovo ramo
dazienda della spa municipale Asm. A dare semaforo verde alla costituzione della
nuova società è stato ieri pomeriggio il consiglio comunale, con lok della
maggioranza e luscita dallaula dellopposizione (esclusi lUdc
Rinaldo Salvan e il leghista Alessandro Zanforlini DIsanto astenutisi), critica più
nel metodo che nel merito. 13 novembre 2009 - Il Resto del Carlino SICUREZZA SUL LAVORO Rovigo - «IL COMUNE, che tra l'altro dovrebbe dare il primo esempio, risulta inadempiente rispetto alla normativa vigente sulla sicurezza sui luoghi di lavoro». Dopo la diffida, partita nel mese di dicembre dello scorso anno, ora arriva la denuncia, da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Fabio Raule e Laura Cuozzo, alla Spisal. Ieri mattina i due si sono recati alla sede della Spisal, in Cittadella sanitaria, e hanno presentato denuncia formale nei confronti dell'amministrazione comunale. «Ormai quasi un anno fa spiega Raule avevo diffidato il Comune, il sindaco e i dirigenti, affinché si mettessero in regola con la normativa. Da allora soltanto nel mese di maggio ci è stato possibile effettuare lo specifico corso sulla sicurezza. Ma su molte cose il Comune è inadempiente. La redazione del documento sulla valutazione dei rischi, col quale si decidono le politiche per eliminare gli eventuali infortuni, non è stata fatta. Questo è grave osserva Raule perché credo che l'ente pubblico, tanto più su tematiche come queste, dovrebbe dare l'esempio, mentre se ne disinteressa totalmente». Il rappresentante dei lavoratori spiega che durante il corso dell'anno è stata fatta solamente un riunione sulla sicurezza: poco più di un mese fa, il 16 ottobre: «E su 9 dirigenti spiega Raule ben cinque erano assenti e avevano delegato altre persone al posto loro. Così come vengono date alte retribuzioni ai dirigenti, che sono i datori di lavoro, ritengo sia giusto che proprio la classe dirigenziale si prenda le responsabilità che deve». Smesse le vesti di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Raule torna a indossare quelle di battagliero portavoce delle Rdb del Comune: «Ricordo che nemmeno a novembre i dipendenti hanno avuto la produttività». E annuncia: «Ci stiamo preparando a fare una denuncia alla Corte dei Conti rispetto all'utilizzo dei soldi pubblici per pagare i dipendenti comunali. Vogliamo evidenziare la mala gestione fatta dall'amministrazione Merchiori, visto che secondo noi c'è uno spreco di risorse». «Non guideremo questo Civis»
Pronto un dossier per Matteoli Bologna - SONO PRONTI al gran rifiuto: «Non guideremo il Civis». Almeno non quello che Atc ha acquistato da Irisbus, con la «pericolosissima» guida centrale. I sette sindacati degli autisti Atc (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Sdl e Rdb) minacciano di «non fare uscire i nuovi mezzi dal deposito» se non saranno risolti i problemi di sicurezza segnalati. Nato «per girare in sede protetta», come un tram o un metrò, il Civis dovrà invece affrontare il traffico cittadino e le vie medievali. Ma «il grande cruscotto impedisce una visibilità adeguata nel traffico, causando un angolo cieco di 3-4 metri davanti e di fianco», denuncia Maurizio Lunghi, della Filt-Cgil. Con evidenti «problemi di sicurezza guidando fra bici, motorini, pedoni e auto». E «vergognose» vengono definite da Claudia Stefanelli (Fit-Cisl) le condizioni di salita e discesa di disabili in carrozzina nelle strade come strada Maggiore e via San Vitale in cui non ci saranno banchine alle fermate. L'autista «dovrà scendere, montare uno scivolo, smontarlo, riporlo, risalire e ripartire». Con il disabile «sempre costretto a chiedere aiuto per salire». IN ALTRE CITTÀ europee la guida centrale è stata rifiutata. E negli anni 70, ricorda Franco Fioresi, al volante da 36 anni e istruttore, «i bus con la guida al centro furono eliminati perché pericolosi». Eppure, Atc, Comune e Provincia, accusa Daniele Galletti (Faisa-Cisal), «sembrano pronte a ignorare il problema pur di fare girare il Civis a ogni costo». Trattano la cosa «con incredibile leggerezza e non danno risposte», dicono Gianni Cremonini (Rdb) e Giuseppe D'Ambrosio (Sdl). Gli autisti sono dunque sul piede di guerra. L'unico modo per utilizzare questo Civis è realizzare corsie dedicate, affermano all'unisono i sindacati. Pronti «a spedire un dossier completo al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, al Prefetto e a tutti gli organismi competenti», avverte Lunghi. LA PROVINCIA respinge le accuse. «Abbiamo sempre affrontato il tema con grande senso di responsabillità», assicura il vicepresidente, Giacomo Venturi. I sindacati sollevano «problemi di natura tecnica di cui si occupano due commissioni tecniche». Intanto, il deputato del Pdl Fabio Garagnani chiede al governo di bloccare i finanziamenti statali per il Civis. E al sindaco, Flavio Delbono, di «rivedere totalmente il progetto». Mentre i comitati No Civis' guardano con sospetto alla «protesta ad orologeria» degli autisti. «Non hanno detto nulla quando si era in tempo per cambiare: oggi il loro scopo è ottenere nuove preferenziali e lavorare con più tranquillità». «Se partono i licenziamenti, noi faremo ricorso» Ascoli - «LA RESPONSABILITÀ di quanto è accaduto ricade sull'azienda e su quelle organizzazioni che la sostengono» afferma Andrea Quaglietti (Sdl e del Coordinamento dei lavoratori), che ha tenuto un'assemblea degli operai davanti alla sede della fabbrica. «Nel caso partissero i licenziamenti ha aggiunto , noi faremo ricorso e denunceremo l'azienda». Il Coordinamento ha lanciato un appello ai partiti e alle forze politiche del territorio affinché difendano i posti di lavori in pericolo. 13 novembre 2009 - Il Piccolo ACCORDO TRA SINDACATI E TMT PER IL
MOLO SETTIMO Trieste - Il Molo VII reagisce alla crisi ed evita
almeno per il momento il ricorso alla cassa integrazione. Prosegue nel
frattempo la linea con il Far East messa in piedi dalla joint venture tra Maersk e
Cma-Cgm: una nave transoceanica ha toccato ieri lo scalo triestino. 13 novembre 2009 - Tribuna Novarese «LA STRUTTURA è sottoutilizzata» NOVARA - L'eventuale privatizzazione del servizio di cura dei portatori di handicap, ospiti di Villa Segù e le sorti dei dipendenti comunali che vi operano all'interno è un tema che preoccupa le rappresentanze sindacali di base. Ma l'assessore alle politiche sociali Massimo Contaldo getta acqua sul fuoco e parla di "allarme ingiustificato e strumentale". "Pare vi sia l'intenzione dell'Amministrazione, non solo di esternalizzare il centro diurno di Villa Segù, che, attualmente ospita una ventina di portatori d'handicap, ma altresì di cedere il personale, attualmente impegnato, alle dirette dipendenze del soggetto a cui verrà assegnata la gestione esternalizzata del centro medesimo - si legge in una delle Rdb-Cub - Si paventerebbe un non meglio precisato processo di privatizzazione di servizi pubblici con delega a privati di funzioni che, a nostro parere, assolutamente, devono essere proprie di un Ente Pubblico per la salvaguardia delle stesse prestazioni e per la difesa di quello che ririmane un baluardo dello stato sociale". Invece, secondo i sindacati di base, "sembra che materie così delicate possano essere ere riconduci bili a mere operazioni di maquillage organizzativo in una bieca logica di mercato, dove il presunto fine ultimo dovrebbe essere un ipotetico risparmio". Alla luce di questi timori i sindacati di base chiedono di ricevere "una Direttiva emanata dalla Giunta Comunale, dalla quale si evincerebbero le reali intenzioni dell'amministrazione". 'Villa Segù al momento è una struttura sovradimensionata, rispetto al suo reale utilizzo - spiega l'assessore Contaldo - Il mio predecessore (Ferullo) ne ha promosso la sistemazione e ora abbiamo due piani che restano vuoti. La privatizzazione del servizio è al momento solo una mera ipotesi di lavoro, che fa parte di un ragionamento per un utilizzo più ottimale di Villa Segù. E aggiunge: "All'interno operano dipendenti comunali, che sono lì da più di 20 anni. Anche umanamente non me la sentirei mai di mettere queste persone in difficoltà sul piano lavorativo, soprattutto in un momento come quello che stiamo attraversando".(e.f.) 13 novembre 2009 - Irpinia news Caschi rossi in agitazione per carenza di organico Avellino - Caschi rossi in emergenza. Nonostante richieste
degli ultimi mesi, sembra che il primo dirigente del comando provinciale di avellino attui
un dispositivo di organizzazione del soccorso senza cognizione di logica. "Solo 5
vigili del fuoco a servizio della popolazione di Avellino e di tutti i comuni coperti
dalla centrale operativa. Se non si corre ai ripari in tempi stretti, gravi saranno le
ripercussioni sul soccorso tanto da mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini e degli
stessi vigili del fuoco". Questo è quanto dichiarano i sindacati di Cgil, Cisl, Uil,
Confsal e Rdb del comando provinciale avellinese. 13 novembre 2009 - Il Gazzettino Esposto allo Spisal contro la giunta Rovigo - Questione sicurezza negli enti pubblici. Parte la
denuncia delle Rdb del Comune contro l'amministrazione di Palazzo Nodari. Ieri, infatti,
Fabio Raule e Laura Cuomo hanno presentato denuncia alla Spisal (Servizio di prevenzione
igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro) per l'inadempienza dell'ente rispetto alle
disposizioni previste dal Testo unico per la sicurezza. 13 novembre 2009 - Basilicatanet FIAT SATA, FLMUNITI-CUB: OGGI SCIOPERO DI 4 ORE La FlmUniti-Cub di Potenza e provincia sciopera oggi alla
Fiat-Sata e nelle aziende dell'Indotto di San Nicola di Melfi, 4 ore alla fine di ogni
turno per chiedere "il ritorno al lavoro di tutti i 174 lavoratori della Lasme;
aumenti consistenti dei salari; contro gli accordi che danno le briciole agli
operai". 13 novembre 2009 - Liberazione Nessuno tocchi il postino Le "buone" notizie che appaiono di frequente
sulla stampa nazionale riguardo lo stato di benessere della più grande azienda di servizi
italiana, Poste Italiane Spa, nascondono all'opinione pubblica lo stato di sofferenza dei
lavoratori, che ivi prestano la propria opera, stretti nella contraddizione tra gli
interessi di mercato, a cui si sta avviando l'impresa, e i propri bisogni di vita. 13 novembre 2009 - Corriere di Novara RDB CUB Novara - Nota al sindaco e al personale del Comune della Rdb sulla presunta «volontà o l'intendimento dell'Amministrazione di non più occuparsi in linea diretta del Centro diurno semiresidenziale che, allo stato, si trova nella Villa Segù di Olengo. Nello specifico pare vi sia l'intenzione dell'Amministrazione, non solo di esternalizzare il centro diurno di VillaSegù, ma altresì di cedere il personale, attualmente impegnato, alle dirette dipendenze del soggetto a cui verrà assegnata la gestione esternalizzata del centro medesimo. Si paventerebbe un non meglio precisato processo di privatizzazione di servizi pubblici essenziali con delega a privati di funzioni che, a nostro parere, assolutamente, devono essere proprie di un Ente Pubblico per la salvaguadia delle stesse prestazioni e per la difesa di quello che rimane un baluardo dello stato sociale». Alla Rdb Cub appare "fortemente lesivo non solo dei lavoratori, ma del ruolo dell'amministrazione, il progettare in tutta segretezza una simile modifica del servizio che da pubblico diverrebbe privato, senza conoscerne tempi, modalità, ma soprattutto motivazioni». Per questo si chiede "copia della Direttiva della Giunta Comunale attraverso la quale si evincono le vere intenzioni dell'Amministrazione circa l'esternalizzazione del Centro diurno nonché del passaggio del personale dal Comune ad altro soggetto; di conoscere le motivazioni formali e sostanziali che spingerebbero l'amministrazione ad una simile e definitiva scelta di campo».(p.v. 13 novembre 2009 - Il Mattino di Padova Longo: «Ce lo impone lUe» Padova - Il penalista-sentatore-docente Piero Longo,
collega di studio ma soprattutto maestro in punta di procedura dellex allievo
Niccolò Ghedini, lancia un monito ai detrattori del disegno di legge sul processo breve.
«Ce lo impone la Corte Europea, stanca di comminare sanzioni allItalia per
leccessiva lunghezza dei processi. Finora abbiamo dovuto sborsare la bellezza di 80
milioni di euro per cause vinte dai cittadini sul punto. E va pure rispettato
larticolo 111 della Costituzione». 13 novembre 2009 - Corriere di Bologna La polemica Preparano dossier e
azioni legali: «Troppo pericoloso» Bologna - I sindacati fanno fronte comune contro il Civis.
Gli autisti iscritti a Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Sdl ed Rdb dichiarano guerra ad Atc e
annunciano che faranno di tutto perché il tram su gomma non esca dal deposito. Si
rifiutano di guidarlo, insomma, per i problemi di sicurezza del mezzo più volte da loro
sollevati. Lannuncio pubblico non piace al numero due della Provincia, Giacomo
Venturi, che ai sindacati risponde ricordando come «due commissioni tecniche, una sulla
sicurezza e una sui mezzi, stiano lavorando attentamente prendendo anche in considerazione
le questioni sollevate dai lavoratori». 13 novembre 2009 - Leggo Bologna. Gli autisti dellAtc
protestano Bologna - Gli autisti dellAtc protestano e chiedono
che il Civis non si muova dal deposito. Nel mirino, dicono i sindacati di categoria, ci
sono problemi di sicurezza, denunciati dagli stessi conducenti: «finchè non verranno
risolti dicono faremo di tutto per tenere il nuovo tram su gomma in garage». 13 novembre 2009 - Il Messaggero Frosinone. Uno sciopero di quattro
ore per turno Frosinone - Uno sciopero di quattro ore per turno dei
lavoratori metalmeccanici dela provincia di Frosinone è stato indetto per oggi da
Fiom-Cgil e Sdl-Intercategoriale (ex Cobas) in segno di protesta contro il rinnovo del
contratto firmato soltanto da Fim-Cisl e Uilm. Una manifestazione è prevista questa
mattina dalle 9 alle 13 in via del Plebiscito davanti alla sede della Confindustria. Il
primo turno sciopera dalle 10 alle 14, il terzo turno dalle 2 alle 6 del mattino mentre
per consentire una maggiore partecipazione dei lavoratori alle iniziative sindacali il
secondo turno si ferma dalle 14 alle 18. Questi orari riguardano sia gli stabilimenti Fiat
che dellindotto ma anche tutte le fabbriche metalmeccaniche della provincia. Ascoli. «La responsabilità del
mancato accordo... Ascoli - «La responsabilità del mancato accordo e il reintegro di 140 operai, oltre a 60-70 lavoratori dellindotto, è ben chiara, è tutta di Sdl e Ugl. Entrambi dovranno rispondere ai lavoratori e alle famiglie di oltre 200 operai del perché ora non potranno più avere il posto». I sindacati confederali denunciano con forza quello che hanno definito "stato di intimidazione durante lassemblea convocata da Cgil, Cisl e Uil per il referendum sullipotesi di accordo sottoscritto a Roma". «Ora tutti i 376 lavoratori della Manuli non potranno più accedere alla cassa integrazione per due anni e agli incentivi, avranno diritto solo allindennità di mobilità in base alletà anagrafica». «Durante lassemblea indetta per tutti i lavoratori della Manuli, per colpa di alcune frange estremiste e infiltrati politici con nessun interesse sindacale, sono venuti meno i principi fondamentali della democrazia e della civile convivenza -ha stigmatizzato Antonio Angelini, segretario della Cisl anche a nome della Cgil (Giancarlo Collina) e Uil (Giuseppe Pacetti)-. Ancora più grave è poi il fatto che frange interne ed esterne, queste ultime senza alcun diritto di stare tra i lavoratori Manuli, abbiano di fatto impedito che si svolgesse il referendum. Gruppi squadristi che si trincerano dietro sigle sindacali, dei centri sociali, di Rifondazione Comunista e naziskin che hanno determinato una situazione da rissa nei confronti del segretario nazionale della Cisl chimici (Angelo Colombini, ndr) a cui va tutta la nostra solidarietà. Purtroppo gli effetti di questa situazione -ha concluso Angelini- pesano ora sulle spalle dei lavoratori della Manuli e quelli dellindotto». Ugualmente contrariato il segretario provinciale Cgil, Giancarlo Collina. «Non voglio dare giudizi ma voglio invece sottolineare come in una vera democrazia il diritto di espressione è irrinunciabile. E allarmante quanto accaduto perché non è stato consentito di far parlare i dipendenti della Manuli durante unassemblea indetta e riservata solo a loro. I responsabili di tutto questo li conosciamo bene». Neanche Giuseppe Pacetti, Uil è tenero. «Denunciamo pubblicamente chi aizza i lavoratori con volantini o siti Internet. Chiediamo alle istituzioni di essere equanimi di fronte a queste situazioni. Abbiamo totalmente creduto ai lavoratori, tanto che abbiamo convocato lassemblea nella sala più bella della città. Risultato? Oggi ci troviamo a pagare i danni». Quindi tutta colpa dei sindacati Ugl e Sdl? Manco a pensarci. «Il Coordinamento dei Lavoratori del Piceno, a cui aderiscono Sdl, Ugl, singoli lavoratori e movimenti, rigetta le accuse mosse da un delegato della Cgil che ha sostenuto che la responsabilità del mancato accordo per la Manuli e dei licenziamenti ricade sul Coordinamento dei lavoratori. La responsabilità -si legge in un comunicato di Sdl- ricade esattamente sullazienda e su quelle organizzazioni che la sostengono. Nel caso partissero i licenziamenti, come sostiene la Cgil, noi faremo ricorso e denunceremo lazienda». Mirko Morganti (delegato Rsu-Ugl) parlando ai lavoratori di fronte allo stabilimento ha sostenuto: «Lipotesi di accordo firmato a Roma, quello che è accaduto mercoledì e le prese di posizioni contro i lavoratori, dimostrano che la Cgil non è interessata più ai tesserati e ai lavoratori. E ora che gli operai della Manuli alzino il livello dello scontro -si legge- e, se necessario, occupino la fabbrica. E lunico modo per risolvere la nostra situazione». Lunedì a Roma la Manuli (se ci sarà) potrebbe comunicare lesecutività dei licenziamenti. Ma in una situazione così caotica non si escludono neanche altre ipotesi. 13 novembre 2009 - Il Tirreno La lotta per il lavoro non si ferma PISTOIA - Due giorni e due notti di presìdio
nellazienda, e la voglia di andare avanti per rivendicare il proprio diritto al
lavoro. I dipendenti Answers hanno ricevuto ieri pomeriggio la visita del presidente della
Provincia, Federica Fratoni, venuta a portare la solidarietà delle istituzioni. 12 novembre 2009 - Omniroma UNIVERSITÀ, RDB-CUB:«OPPOSIZIONE DI MASSA CONTRO RIFORMA GELMINI»(OMNIROMA) Roma, 12 nov - «La RdB-CUB Università, nel pomeriggio di ieri, convocata al ministero dell'Istruzione Università e Ricerca per un tavolo tecnico sul disegno di riforma dell'università del Ministro Gelmini, ha denunciato l'espulsione del personale Tecnico Amministrativo da tutti gli organi istituzionali rappresentativi. Ha denunciato la sua ferma opposizione all'università impresa che accentra tutta la 'governancè in un ristretto ma potentissimo Consiglio di Amministrazione in cui entrano su chiamata diretta i privati e i politici trombati del territorio. Si introduce l'indebitamento degli studenti con i prestiti d'onore, altro che diritto allo studio. Questo disegno di legge è una vergogna che viola apertamente gli articoli 3 e 33 della Costituzione e scarica i costi della riforma universitaria su lavoratori, precari e studenti. Il disegno di legge proposto dal ministro avvia una riforma autoritaria imponendo la modifica degli statuti universitari minacciando il commissariamento degli atenei. È un atto di forza, parallelo ai tagli che aumentano il sotto-finanziamento degli Atenei, che impone lo svilimento del Senato Accademico declassato a mero istituto propositivo sottomesso al CdA, per mettere in condizione i Rettori di accelerare il processo di aziendalizzazione privatistica degli Atenei italiani. Cavalcando la demagogia della meritocrazia questo disegno di legge rafforza il progetto di smantellamento dell'Università Pubblica; per questo respingiamo questo DDL. Invitiamo alla discussione tutte le diverse componenti della comunità universitaria, a partire dalle RSU degli atenei insieme alle forze politiche parlamentari ed extraparlamentari del territorio, per dare corpo ad un'opposizione di massa che riesca a gennaio ad imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini». Lo comunica, in una nota, la Rdb-Cub. 12 novembre 2009 - Inviato Speciale Il Teatro dellOpera di Roma
sempre più in difficoltà Roma - In una nota, il sindacato RdB-CUB del Teatro dellOpera di Roma ha affermato: "Con il commissariamento e la nomina del nuovo Sovrintendente ad interim eravamo fermamente convinti di un radicale cambiamento nella gestione della Fondazione ma, evidentemente, abbiamo preso un abbaglio". Continua il comunicato: "In effetti allinizio, il nuovo sovrintendente, aveva dato limpressione che volesse rompere le vecchie sciagurate logiche con le quali è stato governato il teatro negli ultimi dieci anni sotto la gestione Ernani che, ricordiamo a tutti, ha annichilito uno dei tempi della musica tra i più famosi al mondo operando una conduzione che definire allegra è un eufemismo". Per i sindacalisti "lattuale gestione, nonostante la denuncia continua degli sprechi, soprattutto nellutilizzo dei servizi esternalizzati e le proposte per una migliore organizzazione del lavoro fatte dal nostro sindacato, persegue la vecchia strada. Noi crediamo che per risollevare questo teatro, che ricordiamo essere patrimonio di tutti, vadano valorizzate le risorse professionali interne, che in certi casi raggiungono vere e proprie punte di eccellenza, vada sfruttato il patrimonio di scenografie e costumi, e vadano messi da parte quei dirigenti legati alla vecchia gestione che tuttora danno prova di non avere capacità allaltezza della situazione di crisi nella quale versa la Fondazione". Se la situazione generale è allarmante anche le relazioni sindacali non vanno bene. "Rileviamo, inoltre, - ha psiegato Rdb-Cub che lattuale direzione si sceglie i propri interlocutori lasciando fuori dal confronto il sindacato di base che è rappresentativo sia nei reparti tecnici che artistici. Quella di escludere le Rdb dai vari tavoli di confronto, non è sicuramente una prova di democrazia e, tale scelta, ci riporta ad un passato buio. Di fatto escludendoci si estromettono dalle decisioni decine di lavoratori che ogni giorno si impegnano per confezionare un prodotto di pregio. Riprenderemo, con la forza che da sempre ci contraddistingue, a denunciare a tutti i livelli tutto ciò che riteniamo non vada verso la salvaguardia del posto di lavoro di centinaia di famiglie, non ultima la disorganizzazione della direzione degli allestimenti scenici, la quale, col suo disordine organizzativo, non solo mette in difficoltà interi reparti tecnici ma contribuisce anche allinnalzamento dei costi del trasporto scene". Il comunicato si conclude con un appello "al senso di responsabilità del sovrintendente affinché avvii un deciso cambio di rotta ricordando che le RdB sono da sempre disponibili ad un cambiamento radicale proiettato verso il futuro che veda il Teatro dellOpera di Roma ritornare agli antichi splendori". 12 novembre 2009 - Il Giornale di Vicenza ASSEMBLEA. Rappresentanti nazionali
di Rdb Vicenza - «La questione del personale al tribunale di
Vicenza è conosciuta. È sotto organico e si fanno i salti mortali per garantire un
servizio il più efficiente possibile». A dirlo sono i rappresentanti romani del
sindacato Rdb che ieri hanno incontrato gli impiegati nellaula della corte
dassise. Sono stati espressi una serie di no contro la "meritocrazia" del
decreto Brunetta perché «è un sistema per premiare i pochi con i soldi di tutti,
perciò è inaccettabile oltre che immorale». 12 novembre 2009 - La Città di Salerno Liniziativa per il "Posto
fisso day" organizzata dai lavoratori della scuola Salerno - «Credo nel posto fisso, la precarietá non
è un valore», parola di Giulio Tremonti. E i precari della scuola, insieme ai Cobas e al
neonato Comitato disoccupati organizzati di Battipaglia, prendendo spunto proprio
dallaffermazione del ministro delleconomia, hanno provocatoriamente indetto,
così come avvenuto ieri in molte cittá italiane, il "Posto fisso day". Alle 17
cè stato un presidio simbolico davanti alla Prefettura che poi si è spostato,
creando qualche problema al traffico, su via Roma. Una cinquantina di precari ha occupato
per circa unoretta la strada, creando rallentamenti al traffico, usando la tecnica
dellattraversamento continuo sulle strisce pedonali mentre ai conducenti delle auto
bloccate venivano distribuiti volantini che spiegavano il perché della protesta. 12 novembre 2009 - Il Bologna Lavoro. Licenziati al Carlton tensione alla Sabo Bologna - Ben 24 lavoratori licenziati all'hotel Carlton, gruppo Monrif, dopo il rifiuto di accettare il trasferimento in una agenzia esterna. Per tutta risposta una parte dei lavoratori ieri ha manifestato davanti al negozio di Enrico Postacchini, presidente Ascom. Un vero atto d'accusa contro l'organizzazione dei commercianti. Tensione, sempre ieri, davanti al centro stampa Sabo del Gruppo Espresso quando all'arrivo di due camion per ritirare dei macchinari, è prevista la chiusura del centro a dicembre, i lavoratori hanno cercato di ostacolare l'operazione. Sono poi intervenuti i carabinieri e la Digos. 12 novembre 2009 - Il Resto del Carlino I sindacati contro il Civis: «L'abbiamo guidato, è pericoloso» Bologna - IL CIVIS «È PERICOLOSO». Almeno per potere circolare così com'è. I sindacati confermano l'allarme lanciato più di un anno fa: sotto accusa, il tracciato in sede promiscua e la posizione centrale del posto guida, «pericolosissima». Tanto che la Uil arriva a proporre agli altri rappresentanti dei lavoratori un documento in cui si prevede che «in caso di gravi incidenti con il Civis, i sindacati si costituiscano parte civile». La questione della sicurezza del mezzo è stata sollevata ancora una volta dalle sette sigle sindacali che rappresentano gli autisti Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl, Sdl e Rdb in una riunione tenuta in Provincia. Presenti il presidente Atc, Francesco Sutti, gli assessori ai Trasporti di Comune e Provincia, Simonetta Saliera e Giacomo Venturi, tecnici dell'azienda e rappresentanti della commissione sicurezza, che stanno valutando la conformità del mezzo. SECONDO GLI AUTISTI, il posto di guida centrale andrebbe spostato a sinistra. E «molto rischioso» è anche il tracciato del Civis in sede promiscua. «Il mezzo in strada è sicuro solo in sede protetta», afferma senza giri di parole Gianluca Neri, segretario cittadino della Uil Trasporti. A fine incontro, i sindacati sono usciti scontenti. «Non abbiamo avuto risposte dall'azienda e dagli assessori. Sutti ha spiegato che finora sono state fatte 43 modifiche al Civis riferisce Neri tranne quella che abbiamo chiesto sul posto guida». «FINO A QUEST'ESTATE avevamo soltanto valutazioni teoriche e tecnico-visive sul mezzo spiega Maurizio Lunghi, numero uno della Filt-Cgil a Bologna; ora, dopo averlo guidato su strada, abbiamo la prova provata delle problematiche del Civis». Insomma, afferma Lunghi, «siamo molto lontani» dagli standard di sicurezza. Per il Pdl, il grido di allarme dei sindacati «è di una gravità assoluta». Ilaria Giorgetti e Michele Facci, consiglieri comunali, si dicono «preoccupati di fronte alla grande leggerezza con la quale le istituzioni coinvolte evitano di affrontare e risolvere aspetti di sicurezza da lungo tempo segnalati dagli autisti». La rivolta della Manuli: scomunicato
il sindacato ASCOLI PICENO - Mai come ieri mattina, gli operai della Manuli Rubber Industries di Ascoli sono sembrati uniti. Almeno lo sono stati tutti quelli che al termine di un'infuocata assemblea tra delegati locali e nazionali di Cgil, Cisl e Uil del settore gomma e lavoratori hanno alzato la mano per dire no all'ipotesi di accordo firmata a Roma. Hanno bocciato il documento sottoscritto dalla Manuli e dai sindacati confederali nella notte tra il 29 e il 30 ottobre. Una votazione fatta tra urla, insulti e provocazioni. Nessuno dei presenti è riuscito a prendere la parola senza essere ripetutamente interrotto. Alla fine è stato necessario l'intervento della Digos e di una pattuglia dei carabinieri. I sindacalisti sono usciti scortati. Colombini della Cisl è stato aggredito e intimidito fisicamente. Quella di ieri, per i lavoratori della fabbrica che produce tubi in gomma, doveva essere un'assemblea per conoscere meglio i contenuti del documento firmato tra Manuli (che ad agosto ha messo in mobilità l'intero organico della fabbrica di Ascoli, 376 operi), Cgil, Cisl e Uil al Ministero del Lavoro. Subito dopo era previsto un referendum. Ogni operaio della Manuli, in forma anonima e con tanto di documento d'identità, avrebbe votato si o no all'accordo. Ma arrivare a questo punto non è stato possibile. La situazione all'interno della sala congressi della Camera di Commercio di Ascoli, gremita fino all'ultimo posto, è degenerata molto prima. Anzi è iniziata già in un clima rovente. I sindacati sono stati attaccati sin dal loro arrivo. «Buffoni, buffoni» hanno gridato alcuni operai ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil del settore gomma. «Abbiamo convinto l'azienda a non chiudere ha detto Angelo Colombini della Csil gomma nazionale ed a mantenere attivo il sito Manuli di Ascoli». L'accordo, bocciato da Ugl e Sdl, prevede il reintegro di 135 lavoratori nell'immediato, 5 entro un anno e 3,7 milioni di euro di incentivazione per chi fosse andato in mobilità o in cassa integrazione. LA RABBIA di alcuni operai è esplosa quando Colombini ha ipotizzato di rimandare il referendum ritenendo il clima troppo accesso. A quel punto alcuni lavoratori si sono scagliati contro i responsabili sindacali. Li hanno aggrediti verbalmente, lanciando anche un bicchiere d'acqua ed è scattata la votazione per alzata di mano. «Un gesto estemporaneo» ha detto Falciani della Cgil di Ascoli. Alcuni lavoratori, nel frattempo, si erano allontanati. «Nell'assemblea di ieri hanno commentato i delegati regionali di Cgil, Cisl e Uil è stato impedito con intimidazioni e interruzioni continue di dare ai lavoratori informazioni in modo chiaro e completo. Una vera e propria aggressione squadrista' ha poi bloccato anche l'iniziativa del sindacato confederale di sottoporre al voto dei dipendenti Manuli con un referendum a scrutinio segreto, i contenuti dell'accordo. Cgil Cisl Uil respingono il tentativo di impedire la dialettica democratica, l'espressione libera dell'attività sindacale, il tentativo responsabile e tenace del sindacato confederale di salvaguardare in tutti i modi l'occupazione». 12 novembre 2009 - Il Piccolo ALLORDINE DEL GIORNO DELLA
GIUNTA ODIERNA TRIESTE - La giunta regionale dovrebbe dare oggi il via
libera alla ricapitalizzazione dellAeroporto di Ronchi dei Legionari.
Loperazione, autorizzata con la legge di assestamento di bilancio, comporterà una
spesa di poco più di 600 mila euro con la quale la Regione parteciperà allaumento
di capitale della società di gestione di cui detiene il 49% delle quote. Ieri intanto
lassessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi ha illustrato ai
sindacati dei trasporti Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal e Federazione delle rappresentanze
sindacali di base-Cub le azioni messe in atto dalla giunta nel settore viabilità e
trasporti, il terzo pilastro della Finanziaria, con sanità e occupazione. Proprio per
quanto riguarda laeroporto, Riccardi ha rimarcato la necessità di un programma di
investimenti che impegneranno 12 milioni di euro. «È in atto - ha aggiunto
lassessore - una negoziazione non facile, in quanto legata a limiti di mercato, con
Cai-Alitalia per il ripristino della rotta Ronchi-Milano Linate». Per quanto riguarda il
sistema portuale, Riccardi ha affermato di «voler chiudere al più presto la partita
legata alle risorse Cipe per la Piattaforma logistica di Trieste e, al contempo, di voler
approfondire con Ferrovie dello Stato il tema delle connessioni ferroviarie dello scalo
giuliano». Per Monfalcone e Porto Nogaro, ha continuato lassessore,
lobiettivo è quello di una governance unica per i due scali. 12 novembre 2009 - La Repubblica Abcd, inaugurazione con
contestazione in piazza gli insegnanti degli asili nido Genova - C´è l´Agenzia Spaziale europea con il
videogioco «Star4Physics» che insegna a conoscere lo spazio, ci sono i bambini
dell´asilo che giocano a inventare giocattoli di cartone e gommapiuma riciclati, i
ragazzi dei licei impegnati a raccontare cosa si fa al Colombo o al Cassini e ci sono
anche gli insegnanti di asilo in corteo con gli striscioni che protestano contro la
riforma messa in campo dal Comune. Tutto questo e molto altro ancora compone il puzzle
variegato di Abcd-Orientamenti, il salone dell´educazione inaugurato ieri mattina in
Fiera. Al taglio del nastro hanno preso parte il presidente della Provincia Alessandro
Repetto, l´assessore regionale al lavoro Enrico Vesco, il rettore dell´Università
Gaetano De Ferrari, il presidente della Fiera Paolo Lombardi e la sindaco Marta Vincenzi,
principale destinataria della contestazione organizzata dai sindacati Rdb Cub. «Negli
asili nido genovesi - denuncia Patrizia Borrello del Comitato di difesa sindacale
lavoratrici e lavoratori della scuola - a fronte di una aumento dei bambini iscritti, che
passano dai 1.456 del 2008 ai 1.920 di quest´anno, il numero degli insegnanti è rimasto
sostanzialmente invariato». «Se si tolgono risorse ai Comuni ed alla scuola il rischio
è di ridurre la qualità del servizio - risponde la Vincenzi - ma il nostro obiettivo è
mantenere alta questa qualità, operando quel cambiamento dell´organizzazione del lavoro
che ormai è necessario e che non bisogna considerare come un arretramento sui diritti dei
lavoratori». 12 novembre 2009 - Il Messaggero Ascoli. Respinta dai lavoratori
lipotesi di accordo per la Manuli... Ascoli - Respinta dai lavoratori lipotesi di
accordo per la Manuli. Insulti, parole grosse e alla fine i sindacalisti che se ne vanno
scortati dalle forze dellordine. Allassemblea di ieri voluta da Cgil, Cisl e
Uil per il referendum sullipotesi di accordo sottoscritto dai confederali a Roma, è
accaduto di tutto. Per sedare gli animi è stato necessario lintervento di Polizia e
Carabinieri che hanno formato un cordone di protezione davanti al tavolo dove sedevano i
delegati per respingere ogni tentativo di aggressione. Il segretario nazionale dei Chimici
della Cisl, Angelo Colombini, è uscito dal salone dei congressi della Camera di Commercio
protetto dalla Polizia. Quando ha detto che il referendum si sarebbe dovuto comunque fare,
anche dopo il voto assembleare, è successo il finimondo. Il salone dei congressi è
diventato una bolgia e si sono levate grida e cori del tipo: "venduti" e
"buffoni". Nel caos più totale, Andrea Quaglietti di Sdl (sigla che non ha
organizzato lassemblea) ha preso la parola invitando i circa 300 presenti a votare
subito per alzata di mano. La gran parte dei lavoratori ha alzato la mano per dire no
allaccordo. Al voto di controprova nessuno ha risposto. Subito qualcuno ha posto
laccento sulla validità o meno di questo tipo di votazione. «Prendo atto di questo
clima aggressivo -dice Stefania Pomante, delegata Cgil -dove non è stato possibile
spiegare i termini esatti dellaccordo. Purtroppo chi veramente ci rimetterà sono le
famiglie. Questo è laspetto più drammatico». Cauto anche Colombini: «Il mancato
accordo comporta, sulla base delle ipotesi sottoscritte a Roma, la messa in mobilità dei
lavoratori. Quanto accaduto oggi è un metodo molto, ma molto lontano da una democrazia
sindacale». «Bocciando lipotesi di accordo dice Ubaldo Falciani della Cgil i
lavoratori hanno deciso che lazienda deve chiudere. Come dire "muoia Sansone
con tutti i filistei". Ma tanti già nel pomeriggio si sono accorti della grande
fesseria che è stata fatta». 12 novembre 2009 - Marketpress TRASPORTI FVG: ANCHE INFRASTRUTTURE TRA PRIORITÀ 2010 Trieste, 12 novembre 2009 - Salute ed occupazione sono al primo posto delle priorità d´intervento 2010 del Governo Tondo con la prossima legge finanziaria ma, ha segnalato ieri l´assessore regionale alla Viabilità e Trasporti Riccardo Riccardi incontrando le organizzazioni sindacali di categoria, "il terzo pilastro" della manovra regionale per il prossimo anno si concentra sulla politica delle infrastrutture, nella consapevolezza sia della strategicità di impostare un programma di grandi opere viarie per evitare la "marginalizzazione fisica del Friuli Venezia Giulia e del suo sistema imprenditoriale che dalla necessità di sostenere, oggi e nei prossimi anni, le dinamiche economiche regionali". Ai rappresentanti regionali di Filt-cgil, Fit-cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Cisal e Federazione delle rappresentanze sindacali di base-Cub l´assessore Riccardi ha quindi illustrato le azioni messe in atto dal Governo regionale per il comparto di Viabilità e Trasporti a sostegno delle infrastrutture e del diritto alla mobilità. Così, per quanto riguarda l´aeroporto di Ronchi dei Legionari, Riccardi ha posto l´accento sull´esigenza sia su un programma di investimenti per complessivi 10 milioni di euro sia di un aumento di capitale, che sarà sostenuto dall´Amministrazione del Friuli Venezia Giulia. "E´ in atto - ha quindi aggiunto - una negoziazione non facile, in quanto legata a limiti di mercato, con Cai-alitalia per il ripristino della rotta Ronchi-milano Linate". In campo portuale, "contiamo di chiudere al più presto la partita legata alle risorse di fonte Cipe necessarie per la Piattaforma logistica di Trieste ma nel contempo di approfondire con Ferrovie dello Stato il tema delle connessioni ferroviarie dello scalo giuliano". Per quanto riguarda, invece, Monfalcone (il grande interrogativo resta il suo Piano regolatore) e Porto Nogaro, è già emersa chiaramente la volontà della Regione di "un modello di governance unico per i due scali". "Va avanti, secondo i programmi del presidente della regione, Renzo Tondo, commissario per la gestione dell´emergenza sulla A4, il complesso piano per la realizzazione della terza corsia sulla Venezia-trieste - ha osservato Riccardi - con il prossimo obiettivo del bando di gara, entro fine 2009, per il lotto Gonars-villesse". Sempre in campo stradale, ma nei programmi di Fvg Strade, il 2010 sarà l´anno dell´apertura dei cantieri della cosiddetta "variante di Mariano" e della bretella tra la statale 14 e l´interporto di Cervignano. Più complicato di altri, ha quindi indicato l´assessore, la partita dei collegamenti ferroviari, merci e di persone. Per tale motivo, "occorre, anche con l´aiuto dei sindacati, riprendere il discorso ed assumere delle decisioni (´una riflessione forte´, ha ribadito Riccardi), considerato l´evidente disimpegno del Gruppo Fs sul trasporto merci". Un accenno, poi, alle connessioni da Trieste ed Udine per Roma e Milano: "come minimo vogliamo confermare lo stesso numero di treni ma il nostro sforzo, e la trattativa è in corso, è teso anche a garantire tempi di percorrenza inferiori tra i nostri due capoluoghi e la capitale". Infine il "capitolo" della banda larga e del superamento dello svantaggio digitale di alcune parti della regione e, in particolare, dell´area montana, che per questo motivo viene "privilegiata": sui 122 milioni di euro previsti, ha affermato Riccardi, 50 milioni di euro di lavori sono già stati realizzati. 12 novembre 2009 - Varese news Presidio dei lavoratori del Cub
davanti all'Agusta Samarate - Prosegue ormai da diversi mesi il braccio di ferro tra i lavoratori addetti alla movimentazione all'interno dello stabilimento Agusta di Cascina Costa e l'azienda Compass (ex Palmar). I lavoratori, tramite le loro rappresentanze (RSU), hanno da mesi chiesto un incontro con l'azienda ma quest'ultima non ne vuol sapere di intraprendere contrattazioni di alcun genere: «Nonostante siano passati 5 mesi, l'azienda, con il solo scopo di innervosire i lavoratori e creare spaccature tra loro, continua a tergiversare si legge in un comunicato del Cub -. I numerosi provvedimenti disciplinari per futili motivi arrivati alla RSU/RLS sono un chiaro segnale sulla indisponibilità ad un qualsiasi approccio negoziale da parte di Compass, ma i lavoratori non ci stanno. Dal 6 ottobre si è alzato il livello dello scontro e, dopo che l'azienda ha disatteso le due date di incontro proposte dalle RSU, i lavoratori hanno dichiarato lo stato di agitazione con l'immediato blocco dello straordinario e 10 ore di sciopero fatte fino ad oggi. Sia Compass che Agusta cercano di recuperare i ritardi dovuti allo stato di agitazione utilizzando, fino allo sfinimento, i soliti quattro crumiri. I lavoratori chiedono solo il rispetto della legge in materia di prevenzione infortuni e di poter contrattare, con i loro rappresentanti sindacali (RSU), ogni richiesta di variazione di orario, notturno, straordinario o altro senza che vi siano imposizioni unilaterali da parte aziendale. Chiedono, inoltre, un riconoscimento economico per i lavori disagiati e pesanti come quello dei mulettisti, degli operatori del magazzino barre ecc., oltre a un incremento economico per tutti». 12 novembre 2009 - La Provincia di Cremona Cappella Cantone. La denuncia è
stata depositata martedì al palazzo di giustizia. CAPPELLA CANTONE Depositato in Procura il primo esposto contro la discarica di amianto di Cappella Cantone. Il ricorso alla magistratura porta la firma del comitato Cittadini contro lamianto, di Laltra Lombardia - Su la testa, dei sindacati di base (Cub Crema) e del coordinamento dei comitati ambientalisti della Lombardia. La documentazione si propone di dimostrare linadeguatezza del sito di Retorto e i pericoli che un eventuale centro di stoccaggio di amianto potrebbe procurare (in primis) alle comunità di Oscasale, San Bassano e Corte Madama. «E la stessa relazione tecnica dei cavatori a non lasciare tranquilli spiega la portavoce Mariella Megna ; le loro indagini geologiche e idrogeologiche non escludono che le falde acquifere possano correre dei rischi, e chi si ricorda lesondazione del settembre 2007 proprio in quella zona non può non domandarsi cosa sarebbe successo se allepoca fosse già stata realizzata la discarica. Dove sarebbero finite le fibre di eternit? Semplice: nei fossi, nei campi, persino nellacquedotto. Per queste ragioni, e per molte altre ancora, ci aspettiamo che la procura salvaguardi la salute e lincolumità pubblica dei cittadini, bloccando liter autorizzativo dellimpianto. Limpatto ambientale non si gestisce riparando i danni, ma prevenendo i danni». Lesposto è stato curato dallavvocato Ezio Bonanni, specializzato nelle cause a tutela delle vittime dellamianto. «I pareri favorevoli di Comune, Provincia e Regione non sono così vincolanti prosegue Megna ; chiamando in causa la magistratura accerteremo se i giudizi tecnici emessi dai loro uffici sono conformi o meno alla normativa vigente. Noi crediamo di no perchè lo spirito della legge è quello di individuare la soluzione meno impattante possibile per il territorio; qui a Cappella Cantone il tentativo non è neanche stato fatto perché il progetto alternativo, peraltro sostenuto da undici Comuni, non è nemmeno stato preso in esame». A margine dellillustrazione dellesposto, Giorgio Riboldi di Laltra Lombardia ha rivolto alle istituzioni tre domande ancora senza risposta: «Perchè un terreno che valeva uno, dai cavatori è stato pagato sei? Come mai non si sono voluti prendere in considerazione metodi alternativi allinterramento? E perché per un impianto più grande come dimensioni ma meno impattante dal punto di vista ambientale come quello di Cingia de Botti la Regione ha, a mio avviso, giustamente sospeso il giudizio, mentre il progetto di Cappella Cantone è stato subito autorizzato?». 11 novembre 2009 - Adnkronos BOLOGNA: SIT-IN DIPENDENTI MONRIF DAVANTI NEGOZIO PRESIDENTE ASCOMMARINELLI, POSTACCHINI NON VUOLE EVITARE 24 LICENZIAMENTI Bologna, 11 nov. - (Adnkronos) - Dopo l'occupazione della sede dell'Ascom di Bologna in strada Maggiore, i lavoratori degli Hotel Royal Carlton e Hotel Internazionale hanno preso di mira, questa volta, il negozio del presidente dell'associazione dei commercianti Enrico Postacchini. Organizzati delle Rdb, i lavoratori hanno, infatti, promosso un presidio di protesta proprio davanti al punto vendita di Postacchini in via Carbonesi, sotto le Due Torri. Secondo i manifestanti che contestano il licenziamento di 24 persone ci sarebbero «forti responsabilità dell'Ascom che si è rifiutata di aprire una vera trattativa a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori». «Il presidente dell'Ascom, Enrico Postacchini, - sostiene Luigi Marinelli delle Rdb - si è dimostrato assolutamente indisponibile a trovare alternative dignitose per evitare i licenziamenti, riproponendo ricatti ed accordi siglati con Cgil e Cisl, ma rifiutati, giustamente, dai lavoratori». «Il gruppo Monrif, proprietario degli hotel, licenzia non perchè in crisi, ma per poter aumentare margini di profitto utilizzando il personale 'ad orè piuttosto che in maniera stabile» prosegue Marinelli che afferma «l'Ascom si è quindi prestata a fare un lavoro sporco e dovrà aspettarsi iniziative di protesta ad ogni occasione pubblica». In particolare le Rdb chiede il ritiro dei licenziamenti e al Comune di Bologna ed alla Regione Emilia Romagna di intervenire perchè i 24 lavoratori non perdano il posto, «riteniamo - conclude il sindacalista - che i comportamenti di Ascom e Gruppo Monrif non possano trovare la complicità del silenzio assenso delle istituzioni locali». 11 novembre 2009 - Ansa DOMANI IN UMBRIA (ANSA) - PERUGIA, 11 NOV - QUESTI GLI AVVENIMENTI PREVISTI
PER DOMANI IN UMBRIA:... 11 novembre 2009 - La Provincia Pavese «Basta rischi e basta morti» PAVIA - «Davide sarebbe stato qui oggi, insieme ai suoi
colleghi. E allora sono venuto io». Ernestino Achilli è il padre del vigile del fuoco
morto la notte del 12 agosto per arginare un incendio che stava per propagarsi alle case
di Romagnese. Ieri faceva parte della folta delegazione che ha incontrato il prefetto. 11 novembre 2009 - La Repubblica Intorno a Palermo un mare di rifiuti Palermo - Il sindaco di Bagheria pensa di chiudere le
scuole. Perché nei comuni del Palermitano, da Bagheria a Partinico, da Monreale a
Borgetto, è scoppiata l´emergenza, con i residenti che, esasperati, cominciano a dare
alle fiamme i cassonetti. Da quando la discarica di Bellolampo ha chiuso le porte agli Ato
morosi, nessun autocompattatore ha scaricato nell´invaso di Partinico, la cui apertura
era stata autorizzata dal presidente della Provincia, Giovanni Avanti. Dopo la polemica
sollevata dal sindaco e dai consiglieri comunali di Partinico, contrari all´apertura
della discarica per tutti e sessanta i comuni, adesso c´è anche un problema tecnico:
manca un trituratore che consenta di smaltire almeno 300 tonnellate di immondizia ogni sei
ore. Muratore ucciso nel crollo i
colleghi "in nero" fuggono Milano - Travolto e ucciso da un tramezzo, al decimo
piano di un palazzo nel cuore della città: è il palazzo delle Generali all´inizio di
via Vittor Pisani, guarda la stazione Centrale, da quell´altezza si vede da vicino il
Pirellone, all´orizzonte ci sono le torri delle radio di piazza Repubblica e le guglie
del Duomo. Muore sul lavoro, Youssef Ahmed Ihab Fouad, 39 anni, egiziano irregolare e
senza famiglia che a Milano (abitava in zona Certosa) era arrivato due anni fa a fare il
muratore. E muore da solo: quando arrivano i sanitari del 118, i pompieri e gli agenti
delle volanti, sul posto trovano solo il capocantiere italiano, che aveva sentito grida
d´allarme da quegli uffici sventrati e in ristrutturazione e aveva dato l´allarme col
cellulare. Gli altri operai sono spariti. Più tardi, alcuni di loro torneranno sul posto
per mettere a verbale che un collega si era sentito male alla vista di Fouad morto, che
erano usciti a rianimarlo, che non scappavano. Altri testimoni, i sindacalisti di Cub e
Fiom che dalla mattina manifestavano sotto la sede della Regione, arrivano quasi
contemporaneamente sul posto e raccontano un´altra scena. «Scappavano tutti - dice
Pierluigi Sostaro, dei Cub - andavano a prendere caschi e protezioni prima che arrivasse
la polizia. Nessuno aveva visto nulla. Ma ci hanno detto che nel palazzo ci sono almeno
quaranta aziende al lavoro». Luciano Muhlbauer, consigliere regionale Prc, era anche lui
al presidio: «Ne ho contati almeno sei che "telavano". Ovviamente perché non
erano in regola. Fa rabbia». 11 novembre 2009 - Catanzaro Informazione Manifestazione ex Lsu-Lpu della Regione Calabria I lavoratori della Regione Calabria dell'ex comparto
LPU-LSU si sono riuniti, oggi pomeriggio, per strada, muniti di megafono, nella piazza
antistante l'Assessorato al Lavoro, per manifestare le loro gravi perplessità relative ai
seguenti punti: 11 novembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno Le rappresentanze sindacali di base SALERNO Il piano di rientro della sanità campana fa tante vittime quanto linfluenza A. Si può riassumere così la denuncia della segreteria provinciale di Salerno delle Rappresentanze sindacali di base che lancia una provocazione: decidere la moratoria delle delibere del piano di rientro. Lappello è rivolto al ministro della Salute, Maurizio Sacconi, al governatore Antonio Bassolino e ai prefetti delle cinque province campane. «Quando a fine anno arriverà il picco influenzale, la sanità campana, nella condizione in cui è costretta - incalza il sindacato, riferendosi ai tagli previsti dalle continue delibere, regionali prima e commissariali dopo, emesse per sanare il buco economico del comparto - non sarà in grado di garantire ai cittadini una vera e propria assistenza. Non a caso un terzo delle morti per influenza suina in Italia sono avvenute proprio in Campania». E se lRdb si batte contro i tagli, la Cisl la segue a ruota. Portando come esempi due presidi ospedalieri in grave emergenza di personale. Come quello di Sarno, ristrutturato da soli tre anni ma non meno sofferente di altri. Tanto che ieri il segretario provinciale della Cisl, Pietro Antonacchio, ha chiesto a gran voce lintervento dellIspettorato del lavoro al fine di avviare uninchiesta sui turn over massacranti a cui sono costretti medici e personale infermieristico. La situazione non migliora a Scafati, dove a soffrire maggiormente è il reparto di anatomia patologica. «Lenorme carico di lavoro dirottato da tutta lAsl sullesiguo numero di lavoratori - scrive il sindacalista - deve mettere lazienda nella condizione di poter determinare la capacità del servizio di ottemperare compiti richiesti, reperendo personale o convenzionare strutture analoghe per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza».(A.C.) 11 novembre 2009 - Il Mattino Benevento. Con un messaggio indirizzato a tutte le organizzazioni sindacali... Benevento - Con un messaggio indirizzato a tutte le organizzazioni sindacali, la Meridionale Servizi, cooperativa impegnata nell'appalto di pulizia in alcuni Istituti scolastici nella provincia di Benevento, ha comunicato che «stante il perdurare dei noti ritardi nei pagamenti da parte degli Istituti scolastici, non è nelle condizioni di definire una data per il pagamento delle retribuzioni del mese di ottobre». Con la stessa nota viene annunciato che «presumibilmente si provvederà all'erogazione delle retribuzioni entro il giorno 19 novembre in una misura compatibile con i flussi finanziari in arrivo». La Federazione provinciale RdB/CUB di Benevento denuncia quello che considera «un gioco dello scarica barile, per cui oggi più che mai si è arrivati ad una consapevolezza che bisogna rimboccarsi le maniche e scendere in campo, in prima persona, per difendere i diritti e la dignità, richiedendo, con fermezza ed incisività, di andare oltre le cooperative, ditte, o meglio che si è arrivati ad un bivio in cui pretendere di togliere di mezzo questi intermediari del lavoro. In questi lunghissimi 8 anni si è perpetrato solo sfruttamento dei lavoratori, gabbati con false stabilizzazioni a tempo, pagate a caro prezzo dallo Stato (accordo Consorzi-Ministero del 26 gennaio 2005 dove il Ministero evidenzia l'importo da versare ai Consorzi «costo mensile procapite per ciascun addetto ex LSU da corrispondere è di 2029.91 euro da portare ad un massimo 2131.29 euro») il tutto avallato dai sindacato confederali. Napoli. Sprint sulla vaccinazione
per i mille bambini campani... Napoli - Sprint sulla vaccinazione per i mille bambini campani che hanno dai sei mesi ai due anni e che sono ad alto rischio di complicanze se contagiati dal virus H1N1. Si tratta di bambini nati prima della 32esima settimana di gestazione o con peso inferiore ai 1.500 grammi. «Oggi cominciamo a chiamare i piccoli pazienti che sono stati dimessi dalla nostra terapia intensiva per vaccinarli in ospedale», dice il professore Roberto Paludetto, direttore della neonatologia del Secondo Policlinico che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello alle famiglie sullimportanza di aderire al programma di prevenzione, sottolineado i maggiori pericoli collegati allinfluenza A per questi bambini che hanno una ridotta funzionalità polmonare e di altri organi. «Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che il vaccino contro linfluenza A faccia male ai bambini non sani», sottolinea Maria Triassi, ordinario di Igiene dellospedale universitario Federico II di Napoli. E aggiunge: la vaccinazione «serve per lintera comunità»; «più persone si vaccinano meno il virus circola». In Campania salgono intanto a quattordici le vittime, lultima a Eboli. Si chiamava Ciro DAzzo, aveva 42 anni, era disabile e malato di cuore. È preoccupante anche il quadro clinico di altri diciotto adulti e di due bambini ricoverati nelle terapie intensive degli ospedali campani. In più, esplodono tre proteste in corsia: gli operatori sociosanitari del San Giovanni Bosco ieri hanno occupato la direzione sanitaria, i sindacalisti dellAnaao-Assomed (medici ospedalieri) lamentano le carenze di personale al Cardarelli, quelli della Rdb-Cub chiedono un incontro urgente al prefetto. Medici e infermieri, infatti, sono chiamati a sostenere un carico di lavoro notevole. Come dimostra il bollettino della giornata di ieri. Al Cotugno sono sessantasette i degenti. Occupati tutti i posti disponibili in rianimazione, sono sette gli ammalati gravi. Tra questi, E.S., la donna di 29 anni con seri problemi respiratori, positiva al test del virus A e trasferita dal San Leonardo di Castellammare. Al Secondo Policlinico, quattro i ricoverati in rianimazione; mentre al Cardarelli ci sono in tutto trenta pazienti contagiati dallinfluenza A, di cui sedici in osservazione nel padiglione Palermo. Migliorano le condizioni della ragazza di 15 anni di Avellino ricoverata nella rianimazione pediatrica dellospedale, stazionario il quadro clinico del neonato di 25 giorni. Due pazienti sono, invece, in Utif (terapia intensiva per il fegato): si tratta di due trapiantati risultati positivi al test. Uno di loro aveva ricevuto un rene cinque giorni fa. E anche nella rianimazione del Monaldi è ricoverato un trapiantato di rene, assieme a un giovane che è sotto trattamento con la macchina Ecmo proveniente dal Cotugno. Buone notizie dal Santobono: è stato dimesso il bimbo di 10 anni, di Caserta, ricoverato nei giorni scorsi in rianimazione. Rimangono ricoverati nove bimbi nella pediatria durgenza, uno in cardiologia, quattro in immunologia, cinque in nefrologia. Tra questi ultimi, un bambino con patologie pregresse in condizioni gravi dai medici, mentre per altri dieci casi sospetti si attende lesito del tampone. Unaltra bambina di 9 mesi di Marzano di Nola, con un quadro clinico severo e diagnosi non ancora confermata, è stata trasferita dallospedale di Nola. A Caserta, allospedale SantAnna e San Sebastiano ci sono otto casi accertati e sei sospetti. E restano stazionarie le condizioni dei due pazienti, padre e figlio (il ragazzo pesa 210 chili), ricoverati in rianimazione. Quadro clinico invariato anche per il 60enne ricoverato in rianimazione nellospedale Moscati di Avellino. Nellospedale di Eboli (Salerno) ci sono quindici pazienti (tra cui sei bambini), tre adulti in rianimazione. 11 novembre 2009 - Il Messaggero Civitavecchia. Il direttore generale dellIcpl, Gianfranco Santini, interviene... Civitavecchia - Il direttore generale dellIcpl,
Gianfranco Santini, interviene poi sulla questione dei 21 licenziamenti che lazienda
ha previsto per la fine dellanno. «E una scelta forzata - ha detto - comunque
valuteremo anche altre soluzioni e speriamo di poter poi riassorbire una parte di questo
personale». 11 novembre 2009 - Il Manifesto PISTOIA. CALL CENTER ANSWERS OCCUPATA L'AZIENDA I circa 600 lavoratori, in gran parte donne, del call center Answers hanno occupato la sede dell'azienda, in un ex capannone industriale alla periferia di Pistoia. La protesta riguarda il mancato pagamento degli stipendi da agosto, e più in generale il clima di grande incertezza sulle sorti del call center. A settembre un gruppo di dipendenti della Answers si incatenò simbolicamente con rotoli di carta igienica di fronte allo stabilimento, mentre il mese scorso, durante uno sciopero, circa 300 manifestanti occuparono pacifi camente per un paio di ore una sala del palazzo comunale di Pistoia, per poi manifestare nei giorni seguenti davanti al Consiglio regionale nel centro di Firenze, in una iniziativa di protesta organizzata dal sindacato di base Cub e dalla Slc Cgil. Ieri pomeriggio, dopo una serie di incontri con le istituzioni ai quali non sono seguite risposte dell'azienda, negli ultimi tempi latitante, i lavoratori hanno proclamato assemblea permanente e hanno occupato l'immobile. Il call center fa parte del gruppo internazionale Phonemedia-Omega, su tutta la vicenda l'assessore regionale Gianfranco Simoncini alcni giorni fa aveva osservato: "Comprendiamo le ragioni della mobilitazione dei lavoratori: dalla rivendicazione del diritto allo stipendio, all'obiettivo di rafforzare la presenza di una realtà importante, con un patrimonio professionale consolidato nel paese. Un patrimonio che non vogliamo sia disperso" . 11 novembre 2009 - La Stampa VIA LIBERA DALLA COMUNITÀ MONTANA Murialdo - Dopo quattro anni di riunioni e dibattiti, ieri, nella sede della Comunità montana a Millesimo, la Conferenza dei Servizi ha approvato il progetto di realizzazione dellimpianto biologico alla cartiera Bormida di Murialdo. Grande la soddisfazione dei Cub, sindacato che «per primo ha intuito nel depuratore lunica possibilità di continuità per la cartiera insistendo con la direzione che per avere un prodotto di qualità lunica soluzione era appunto una lavorazione con acqua rigenerata attraverso un impianto biologico». Aggiunge Giampiero Icardo, segretario dei Cub e dipendente della cartiera: «Ringraziamo lattuale direttore tecnico, per il supporto dato allattuazione del progetto, e non vorremmo fossero dimenticati i residenti delle borgate vicine alla fabbrica che per anni hanno sopportato i miasmi con la speranza che qualcosa cambiasse». Prosegue: «Vorremmo ringraziare tutti coloro che si sono interessati per riuscire a dare un futuro ai dipendenti della Bormida e allindotto, quali lassessore regionale alle Attività produttive, Enrico Vesco; lamministrazione di Murialdo, i sindaci Mozzoni, Righello, Ferraro, e il presidente della Comunità montana Fracchia». 11 novembre 2009 - Il Giorno Scuola Borsa Incontro in Provincia Monza - IL FUTURO della scuola civica Borsa e dei suoi 13 dipendenti passa oggi dall'incontro tra Provincia e RdB, il sindacato di base dei lavoratori del Comune, e prosegue lunedì con l'apertura di un tavolo con l'Amministrazione comunale. Il sindacato alza la voce dopo la scelta della Giunta di costituire entro fine anno un'azienda speciale in cui travasare servizi e dipendenti della scuola Borsa e già ieri ha dato il via al pressing. Un centinaio di lavoratori hanno presidiato l'ultimo Consiglio comunale per rilanciare, spiega Massimo Andreotti delegato RdB, «la soluzione del distacco funzionale, con cui i lavoratori restano dipendenti del Comune e non passano sotto un'azienda che non dà garanzie sul futuro e snatura l'attività formativa e di servizio che dal 1861 ha contraddistinto la scuola Borsa». La manifestazione ha ricevuto la solidarietà dell'opposizione con Pd, lista Faglia e Prc, mentre l'assessore all'Istruzione Piefranco Maffé ha difeso la scelta dell'azienda speciale: «sarà al 100% comunale, quindi sarà salvaguardata la vocazione pubblica della scuola».(M.Ag.) Lavoratori coop, la rabbia in
Consiglio PAVIA - LA NUOVA amministrazione comunale non aveva ancora subito un'irruzione simile: una cinquantina di lavoratori e lavoratrici che si presentano nella sala consiliare per esporre un proprio problema. E' accaduto lunedì sera, quando i dipendenti della Meridional che ha vinto l'appalto per le pulizie al policlinico San Matteo sono arrivati "armati" di volantini e striscioni per raccontare ai rappresentanti politici le loro condizioni occupazionali. E inizialmente la relazione è stata difficile. "Il presidente del consiglio comunale non voleva farci parlare - ha spiegato Pasquale Di Tomaso, sindacalista della Flacia Cub che guidava la protesta -. Avrebbe voluto leggere lui il nostro comunicato, quando noi chiedevamo al sindaco e all'intero consiglio comunale di intercedere per fare in modo che si potesse realizzare quell'incontro con il cda del San Matteo richiesto ufficialmente da un mese per discutere diverse questioni". SECONDO i sindacati, infatti, per svolgere i compiti loro assegnati le donne sono costrette a lavorare al limite delle loro possibilità con turni massacranti, ricorrendo ad ore straordinarie non pagate come tali. "Questa è la dimostrazione di come l'appalto non tiene conto delle reali esigenze del servizio». Al termine della lettura del comunicato, su proposta del capogruppo di "Democrazia e solidarietà", Antonio Sacchi è stato votato un ordine del giorno (approvato con 31 voti, 1 astenuto e 4 consiglieri che non hanno partecipato al voto perché in disaccordo con la discussione di un argomento non in agenda) con il quale l'amministrazione comunale si impegna a sollecitare un incontro tra una delegazione sindacale e il consiglio d'amministrazione del policlinico. 11 novembre 2009 - Leggo Milano. E morto sotto i resti
di una parete che lha travolto... Milano - E morto sotto i resti di una parete che
lha travolto mentre la stava abbattendo. Operaio irregolare, in un grosso cantiere
nel cuore di Milano, in via Vittor Pisani, al decimo piano di un palazzo delle
assicurazioni Generali, a due passi dalla Regione, a due passi dalla manifestazione dei
sindacati che, davanti al Pirellone, chiedevano più certezze per i lavoratori in tempo di
crisi. Lui, F. I., egiziano di 39 anni, era impegnato ad abbattere unintercapedine,
qualcosa è andato storto. Le macerie gli hanno schiacciato il petto e questo gli è stato
fatale. Secondo alcuni testimoni, proprio i lavoratori che stavano protestando - e gli
investigatori non smentiscono - il cantiere presenterebbe numerose irregolarità, a
partire dal numero di operai in regola, troppo pochi per una mole di lavoro enorme. 11 novembre 2009 - Il Resto del Carlino ASSEMBLEA E VOTAZIONE SULL'ACCORDO Ascoli - SARÀ UN'ATMOSFERA bollente quella che respireranno questa mattina i lavoratori della Manuli, riuniti nel centro congressi della Camera di Commercio. A partire dalle 10 i delagati sindacali di Cgil, Cisl e Uil locali (Falciani, Antonucci e Canali) e nazionali illustreranno il contenuto dell'accordo firmato a Roma a fine ottobre con la proprietà della Manuli. Sul sito del presidio (creato da alcuni operai davanti alla fabbrica dall'apertura della procedura di mobilità) già ieri pomeriggio, si annunciavano azioni di forte protesta in programma per stamattina, quando dopo l'assemblea gli operai saranno chiamati a promuovere o bocciare l'accordo. Proprio quello, per i 376 lavoratori dello stabilimento, sarà il momento decisivo. Subito dopo le votazioni si procederà allo spoglio dei voti che sarà fatto da un'apposita commissione elettorale. Per gli operai della fabbrica che produce tubi in gomma sarà una giornata lunghissima. Difficile fare previsioni sull'esito del referendum. «L'esito della votazione dice Andrea Quaglietti, rsu della fabbrica e sindacalista dell'Sdl sarà una specia di lotteria. Ogni lavoratore sarà solo con se stesso e deciderà sulla base delle prospettive che ha». I RAPPRESENTANTI di Ugl e Sdl hanno esortato i lavoratori a votare no' all'intesa siglata a Roma tra Manuli e sindacati confederali. «Ci auguriamo che l'accordo passi sottolinea invece Marsilio Antonucci della Femca Cisl . Se i lavoratori decideranno di bocciarlo non ci saranno alternative ai licenziamenti». 11 novembre 2009 - L'Unione Sarda Alcoa, esplode la rabbia degli
operai La rabbia degli operai dell'Alcoa di Portovesme si è
trasferita ieri a Cagliari: è stato bloccato il porto. |