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10 novembre 2009 - Adnkronos ROMA: RDB-CUB, TEATRO DELL'OPERA
CAMBIA IL VERTICE Roma, 10 nov. - (Adnkronos) - «Con il commissariamento e la nomina del nuovo sovrintendente ad interim eravamo fermamente convinti di un radicale cambiamento nella gestione della fondazione ma, evidentemente, abbiamo preso un abbaglio». Lo ha dichiarato in una nota il sindacato Rdb-Cub del Teatro dell'Opera di Roma. «In effetti all'inizio, il nuovo sovrintendente, aveva dato l'impressione che volesse rompere le vecchie sciagurate logiche con le quali è stato governato il teatro negli ultimi dieci anni sotto la gestione Ernani che, ricordiamo a tutti, ha annichilito uno dei tempi della musica tra i più famosi al mondo operando una conduzione che definire allegra è un eufemismo. L'attuale gestione - ha sottolineato il sindacato -, nonostante la denuncia continua degli sprechi, soprattutto nell'utilizzo dei servizi esternalizzati e le proposte per una migliore organizzazione del lavoro fatte dal nostro sindacato, persegue la vecchia strada». «Noi crediamo che per risollevare questo teatro, che ricordiamo essere patrimonio di tutti- ha spiegato Rdb-Cub -, vadano valorizzate le risorse professionali interne, che in certi casi raggiungono vere e proprie punte di eccellenza, vada sfruttato il patrimonio di scenografie e costumi, e vadano messi da parte quei dirigenti legati alla vecchia gestione che tuttora danno prova di non avere capacità all'altezza della situazione di crisi nella quale versa la ondazione». «Rileviamo, inoltre, che l'attuale direzione si sceglie i propri interlocutori lasciando fuori dal confronto il sindacato di base che è rappresentativo sia nei reparti tecnici che artistici», ha sottolineato nella nota Rdb-Cub. «Quella di escludere le RdB dai vari tavoli di confronto, non è sicuramente una prova di democrazia e, tale scelta, ci riporta ad un passato buio - ha proseguito il sindacato -. Di fatto escludendoci si estromettono dalle decisioni decine di lavoratori che ogni giorno si impegnano per confezionare un prodotto di pregio». «Riprenderemo, con la forza che da sempre ci contraddistingue, a denunciare a tutti i livelli tutto ciò che riteniamo non vada verso la salvaguardia del posto di lavoro di centinaia di famiglie - ha proseguito Rdb-Cub -, non ultima la disorganizzazione della direzione degli allestimenti scenici, la quale, col suo disordine organizzativo, non solo mette in difficoltà interi reparti tecnici ma contribuisce anche all'innalzamento dei costi del trasporto scene. »Facciamo un ultimo appello al senso di responsabilità del sovrintendente - hanno concluso le rappresentanze di base - affinchè avvii un deciso cambio di rotta ricordando che le RdB sono da sempre disponibili ad un cambiamento radicale proiettato verso il futuro che veda il Teatro dell'Opera di Roma ritornare agli antichi splendori«. 10 novembre 2009 - Julie news Occupata la direzione sanitaria del
San Giovanni Bosco NAPOLI - Sempre meno personale, di fronte ad un lavoro che potrebbe diventare ingestibile nel giro di poche settimane. E la preoccupazione espressa dalla RdB (Federazione Regionale della Campania) in un comunicato stampa in cui si chiede un incontro con le Istituzioni prima che la sanità debba fare i conti col picco influenzale previsto per dicembre. "Il rischio di trovarci di fronte ad una sanità inadeguata ad affrontare il momento del picco influenzale, previsto per la fine dellanno, si fa sempre più probabile, considerata la situazione esistente, già precaria ed al di sotto degli standard Nazionali della normalità, - si legge nel comunicato, - un rischio che diventa una drammatica certezza con laggravante applicazione delle delibere sui tagli ai servizi, al personale ed al salario degli operatori, previsti per realizzare il piano di rientro". Lorganizzazione sindacale chiede nel comunicato un incontro con la Prefettura di Napoli, alla presenza dei responsabili politici ed istituzionali titolati ad assumere decisioni "che possano evitare drammatiche conseguenze per i cittadini della Regione in questo frangente". "La richiesta della Rdb/Cub, - conclude il comunicato, - è quella di decidere una moratoria delle delibere dei piani di rientro per fronteggiare adeguatamente questa grave emergenza sanitaria". Intanto, è di pochi minuti fa la notizia che circa venti operatori, aderenti a diverse sigle sindacali (tra le quali anche la Rdb), hanno occupato la direzione sanitaria dellospedale napoletano San Giovanni Bosco. 10 novembre 2009 - Omniroma TEATRO OPERA, RDB-CUB: «CAMBIA VERTICE MA MUSICA SEMPRE UGUALE»(OMNIROMA) Roma, 10 nov - «Con il commissariamento e la nomina del nuovo Sovrintendente ad interim eravamo fermamente convinti di un radicale cambiamento nella gestione della Fondazione ma, evidentemente, abbiamo preso un abbaglio». Così, in una nota, il sindacato RdB-CUB del Teatro dell'Opera di Roma. «In effetti all'inizio, il nuovo sovrintendente, aveva dato l'impressione che volesse rompere le vecchie sciagurate logiche con le quali è stato governato il teatro negli ultimi dieci anni sotto la gestione Ernani che, ricordiamo a tutti, ha annichilito uno dei tempi della musica tra i più famosi al mondo operando una conduzione che definire allegra è un eufemismo - continua la nota sindacale - L'attuale gestione, nonostante la denuncia continua degli sprechi, soprattutto nell'utilizzo dei servizi esternalizzati e le proposte per una migliore organizzazione del lavoro fatte dal nostro sindacato, persegue la vecchia strada. Noi crediamo che per risollevare questo teatro, che ricordiamo essere patrimonio di tutti, vadano valorizzate le risorse professionali interne, che in certi casi raggiungono vere e proprie punte di eccellenza, vada sfruttato il patrimonio di scenografie e costumi, e vadano messi da parte quei dirigenti legati alla vecchia gestione che tuttora danno prova di non avere capacità all'altezza della situazione di crisi nella quale versa la Fondazione. Rileviamo, inoltre, che l'attuale direzione si sceglie i propri interlocutori lasciando fuori dal confronto il sindacato di base che è rappresentativo sia nei reparti tecnici che artistici. Quella di escludere le RdB dai vari tavoli di confronto, non è sicuramente una prova di democrazia e, tale scelta, ci riporta ad un passato buio - proseguono le RdB - Di fatto escludendoci si estromettono dalle decisioni decine di lavoratori che ogni giorno si impegnano per confezionare un prodotto di pregio. Riprenderemo, con la forza che da sempre ci contraddistingue, a denunciare a tutti i livelli tutto ciò che riteniamo non vada verso la salvaguardia del posto di lavoro di centinaia di famiglie, non ultima la disorganizzazione della direzione degli allestimenti scenici, la quale, col suo disordine organizzativo, non solo mette in difficoltà interi reparti tecnici ma contribuisce anche all'innalzamento dei costi del trasporto scene. Facciamo un ultimo appello al senso di responsabilità del sovrintendente affinché avvii un deciso cambio di rotta ricordando che le RdB sono da sempre disponibili ad un cambiamento radicale proiettato verso il futuro che veda il Teatro dell'Opera di Roma ritornare agli antichi splendori - concludono le rappresentanze di base». 10 novembre 2009 - Il Quaderno Stipendi in ritardo alla Meridionale Servizi: protesta la RdB/Cub Benevento - La Federazione provinciale della RdB/Cub di Benevento protesta dopo la comunicazione della Meridionale Servizi, cooperativa impegnata nellappalto di pulizia in alcuni Istituti scolastici nella provincia, in merito allimpossibilità di definire una data per il pagamento delle retribuzioni di ottobre agli ex lavoratori socialmente utili. "Di questo gioco dello scaricabarile si legge in una nota del sindacato - i lavoratori ne hanno le scatole piene, per cui oggi più che mai si è arrivati alla consapevolezza che bisogna rimboccarsi le maniche e scendere in campo, in prima persona, per difendere almeno i diritti e la dignità". 10 novembre 2009 - TRC giornale Licenziamenti Icpl, Rdb: "Quale logistica? Il Comune intervenga" Civitavecchia - Proprio ieri il sindaco Moscherini, parlando della think tank UrbanPromo, inquadrava ancora una volta la logistica come il futuro di questo territorio. Oggi viene fuori che lo dicono le Rdb Cub-Trasporti la situazione di sofferenza dellInterporto è dovuta, oltre che a una crisi generale, anche a unempasse su alcuni nodi infrastrutturali che non si spiega. "Il comune continua a tenere chiusa la strada per lInterporto da Grosseto dicono Fabio Pallassini e Giancarlo Ricci delle Rdb e non concede i nulla osta necessari allattivazione dei binari da parte di Rfi. Tutte cose che, unite al blocco di molti traffici per la crisi generale, significano far peggiorare la situazione di Icpl". Ora, anche se è tutta da verificare la sofferenza della società, in questa situazione si iscrive il licenziamento di 21 lavoratori di Icpl, come illustrato dallamministratore Ferdinando Bitonte nella nota a Regione Lazio e sindacati dello scorso 5 novembre. I 21 sono una parte dei lavoratori rimasti degli originari 160 corsisti dellInterporto, di quei tanto contestati corsi la cui trasparenza rimase, e a questo punto rimarrà, un enigma. In ogni caso di quei 160, 12 rinunciarono quasi subito allinserimento lavorativo, altri più tardi. Ma tra loro ci sono anche una quarantina di persone che devono essere ancora assunte da Rtc, concessionaria della "banchina 25 ancora incompleta e spesso utilizzata impropriamente dalle crociere" proseguono le Rdb. Rtc che però non è più di proprietà del concessionario originario ma del gruppo Aponte. La richiesta dei sindacati è che il comune intanto "non venda le sue quote per lavarsi le mani dellintera situazione" e che soprattutto "si faccia sentire per evitare il licenziamento dei 21 e eventuali altre situazioni di sofferenza che potrebbero dischiudersi nel futuro". 10 novembre 2009 - New Tuscia Spedizione all'Eutelia, RDB CUB: 'Sembra essere tornati negli anni '20 in USA' (NewTuscia) - VITERBO - Alle primissime ore di questa
mattina si è verificato un gravissimo episodio all Eutelia, occupata ormai da
settimane dai lavoratori contro la chiusura. Una squadraccia di 15 bodyguard, sarebbe
meglio chiamarli con il loro vero nome, mazzieri mercenari, è penetrata nei locali
occupati scardinando porte con i piedi di porco, svegliando in malo modo i lavoratori e,
spacciandosi per poliziotti, identificandoli, minacciandoli e cercando di sgomberarli. La
pronta reazione degli occupanti ha fatto sì che la provocazione non riuscisse: i 15
mazzieri, appartenenti ad una Società, Barani Group, di cui esibivano la scritta sui
giubbotti, sono stati rinchiusi in una stanza e solo larrivo della polizia ha
evitato loro una più dura lezione. La loro spedizione, tanto sfortunata più perchè sul
posto era presente un operatore televisivo, ricorda le imprese delle agenzie americane
degli anni venti, quando i padroni USA non arretravano davanti a niente per spezzare i
movimenti sindacali, e fa riflettere sulla durezza dello scontro quando in ballo ci sono i
diritti fondamentali dei lavoratori, primo fa tutti il diritto al lavoro e al salario. Il
Governo sbandiera ai quattro venti che il peggio è passato, che stiamo uscendo dalla
crisi; basta guardare agli episodi di lotta che diventano sempre più numerosi per
sbugiardare chi ci Governa. Ai lavoratori dellEutelia tutta la nostra solidarietà e
un grazie per aver respinto in maniera così decisa una provocazione che avrebbe potuto
avere ben più gravi conseguenze. 10 novembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
39 - 2Anno VI In questo numero: * Mai visto un decreto legislativo per tagliare la busta paga dei lavoratori* Un presidio sanitario ricorda Provasoli * Qualcuno apprezza il nostro lavoro * Sul Corriere della Sera le storie del Foglietto * Pioggia di euro pubblici su giornali e tivvù * Cnr, per i direttori tempo d'esami * L'Istat colto da amnesia dimentica la commissione * Fondi per la ricerca, Italia ultima in Europa 10 novembre 2009 - La Sicilia lavoratori senza stipendio Palermo - L'emergenza rifiuti in città
sembra avere le ore contate, malgrado in questi casi sia bene non cantare subito vittoria.
Il rischio di essere smentiti è dietro l'angolo. In provincia, invece, nei 50 comuni più
interessati dal caos dell'immondizia, l'emergenza è ancora viva e ci vorranno parecchi
giorni prima che tutte le tonnellate di spazzatura possano essere confluite nella
discarica di contrada «Baronia» a Partinico, riaperta ieri dopo un'ordinanza del
presidente della Provincia, Giovanni Avanti. Un provvedimento «tampone» che durerà non
più di un mese, poi i comuni dovranno cercare un altro sito dove poter conferire i
rifiuti, dato che per loro la discarica di Bellolampo è «vietata» a causa dei debiti
accumulati nei confronti dell'Amia, si parla di oltre 65 milioni di euro. Oggi a Bagheria
si deciderà se chiudere uffici e scuole per l'emergenza salute provocata dai rifiuti. Nel
frattempo nella giornata di sabato sono state raccolte lungo le strade della città quasi
1.200 tonnellate di rifiuti. Ieri fino alle 18 gli operatori dell'Amia avevano inviato a
Bellolampo circa 600 tonnellate di spazzatura. Scenario a «macchia di leopardo». Le zone
del centro città sono tornate quasi alla normalità; immagine ben diversa, invece, in
periferia dove i cumuli di rifiuti sono ammassati agli angoli delle strade. Situazione
critica a Brancaccio, Villaggio Santa Rosalia, Zen, e in diverse zone del quartiere Borgo
Nuovo. 10 novembre 2009 - La Repubblica Lunedì 2 Mercoledì 4 Sabato 7 La
guerriglia Il rientro L´assenteismo Palermo - GLI spazzini di Amia Essemme sono tornati al
lavoro, ma le strade sono ancora sporche. Hanno ripreso a lavorare sabato, ma già per
oggi annunciano uno stop alle 13. Un gruppo di lavoratori delle Rappresentanze di base si
riunirà in un sit-in a piazza Pretoria. Dalla manifestazione si dissocia il sindacato
Alba, che riunisce circa 200 dei 477 operatori impegnati nello spazzamento di strade e
marciapiedi. Le Rdb chiedono che i dipendenti siano tutti inglobati nell´Amia spa, mentre
gli autonomi di Alba spingono perché la società satellite venga sganciata dall´Amia e
acquistata dal Comune. 10 novembre 2009 - Il Giornale di Vicenza LO SCONTRO POLITICO. Rolando invita
il sindaco ad azzerare i vertici. Appelli di Cgil e Rdb Cub Vicenza - «Avete visto Federico Formisano? Lo cercavo per
firmare la petizione sul caso Ipab». Se ne andava alla ricerca del capogruppo del Pd,
ieri mattina Gerardo Meridio, dicendosi pronto, tra il serio e il divertito, a
sottoscrivere lappello popolare per esortare il consiglio di amministrazione
dellente a rassegnare le dimissioni in blocco: «È proprio quanto sostengo io, non
posso che essere favorevole». Tutti a casa, allora, giusto per citare il ritornello più
ascoltato di questi tormentati giorni, mentre tutti gli occhi sono puntati su Venezia,
dove la Regione sta esaminando bilanci e delibere targati Ipab per stabilire se vi sia la
giusta causa per azzerare i vertici. Le strade sono due: il commissariamento o nuove
nomine affidate al sindaco Achille Variati, sempre che emergano difficoltà gestionali o
di bilancio. 10 novembre 2009 - La Città di Salerno E domani i precari della scuola manifestano davanti alla Prefettura Salerno - Una manifestazione davanti alla Prefettura per denunciare, ancora una volta, la grave situazione che vivono, sulla propria pelle, i precari della scuola. Liniziativa, in programma per domani pomeriggio alle 17, è stata promossa dal Comitato insegnanti e Ata precari, dal Cobas scuola, da Rete studenti e da Patto di base Salerno. «In Italia, con la Legge Treu del 24 giugno 1997, è stato istituzionalizzato il processo di precarizzazione del lavoro da parte di governi di centrodestra e di centrosinistra, con la complicitá dei sindacati confederali. Da allora - scrivono i promotori della manifestazione in un comunicato - il contratto a termine ha avuto unescalation che ha costretto soprattutto i più giovani ad adattarsi a condizioni di lavoro incerte e senza tutele». La recente rivalutazione del posto fisso da parte del ministro delleconomia Giulio Tremonti è vista come un insulto, dato il continuo ricorso al lavoro precario anche nei settori di competenza pubblica come la scuola. «Chiediamo al ministro di passare dalle parole ai fatti. Licenziamenti, precarietá, disoccupazione: sono un problema che riguarda lintero impiego pubblico e privato». 10 novembre 2009 - Il Resto del Carlino Assemblea e votazioni Ascoli - DOMANI dalle 10 alle 12 al centro congressi della Camera di Commercio in via della Repubblica si svolgerà l'assemblea indetta da Cgil, Cisl e Uil, per tutti i lavoratori della Manuli. Saranno illustrati i contenuti dell'ipotesi di accordo che è stato sottoscritto a Roma a fine ottobre tra i sindacati confederali e la proprietà dell'azienda che produce tubi in gomma, dopo una lunga ed accesa trattativa. Quel giorno Ugl e Sdl hanno abbandonato il tavolo ritenendo che non c'erano margini per trovare un accordo e che il piano industriale proposto dalla Manuli non era sufficiente a garantire il futuro produttivo del sito e l'occupazione agli operai in mobilità. Sempre domani, l'assemblea sarà seguita dall'atteso referendum in cui i lavoratori saranno chiamati ad esprimersi sull'accordo firmato (votando si o no). Per questo dovranno presentarsi muniti di un documento di riconoscimento. Cgil, Cisl e Uil. Dopo le assemblee fatte con i lavoratori nei giorni scorsi, illustreranno anche un'ipotesi di ripartizione degli incentivi che la Manuli ha concesso. La somma, 3 milioni e 700mila euro, che deve essere ripartita tra sostegno al reddito e incentivi all'espodo. Una piattaforma studiata dai sindacati dopo aver ascoltato le esigenze dei lavoratori e che dovrà comunque trovare la loro approvazione. LA TENSIONE è molto alta tra gli operai, soprattutto dopo che i rappresentanti di Sdl e Ugl hanno esortato tutto l'organico della fabbrica a bocciare l'accordo. C'è una spaccatura evidente che è emersa già all'indomani della firma. Ieri, intanto, il Sindacato dei lavoratori ha incontrato ad Ancona i rappresentanti della Manuli. Il contenuto del faccia a faccia chiesto dall'Sdl è stato illustrato ieri sera nel corso di un'assemblea davanti alla fabbrica. Lì è ancora attivo un presidio dei lavoratori che da quando è stata annunciata l'apertura della procedura di mobilità per i 376 operai della fabbrica, all'inizio delle ferie di agosto, hanno sorvegliato giorno e notte i cancelli dello stabilimento. 10 novembre 2009 - Il Messaggero Ascoli. E fissato per domani
il referendum dei lavoratori della Manuli... Ascoli - E fissato per domani il referendum dei lavoratori della Manuli che devono accettare o meno lipotesi di accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil lo scorso 29 e 30 ottobre al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero del lavoro. Se passerà il si, dal 16 novembre lo stabilimento riaprirà alla produzione, se verrà bocciato si parlerà solo di licenziamenti. Si voterà presso il salone dei congressi della camera di Commercio in viale della Repubblica, subito dopo lassemblea. Ma prima di esprimere il proprio voto ci sarà un incontro tra tutti i 376 operai della Manuli e i sindacati confederali. Dalle ore 10 alle 12 le tre sigle sindacali rappresentate da Ubaldo Falciani (Cgil), Floriano Canali (Uil) e Marsilio Antonucci (Cisl) illustreranno i punti dellaccordo sottoscritto al ministero ed indicheranno anche le ipotesi di distribuzione degli incentivi relativi ai 3,7 milioni di euro messi a disposizione dallAzienda. E il momento più importante per il futuro del sito produttivo di Ascoli dopo la messa in mobilità di tutti i lavoratori. Sulla base dei risultati del referendum verrà deciso se la Manuli di Ascoli chiuderà i battenti oppure continuerà lattività produttiva, seppur con un numero di lavoratori decimato, appena 140 su 376. Il malumore è forte e lo scontento è totale. Dagli incontri fatti dai sindacati confederali con gli iscritti è emerso un sostanziale via libera allaccordo. Cè però una irriducibile percentuale di operai propensi a bocciare laccordo, soprattutto quelli legati allUgl e Sdl. Ma la sensazione più diffusa è che alla fine prevalga il senso di responsabilità, ovvero accettare il male minore rappresentato dallaccettazione dellaccordo. Ieri pomeriggio, come annunciato, cè stato lincontro tra lad della Manuli, Roberto Grandi e i rappresentati nazionali e locali del Sindacato dei Lavoratori ad Ancona. Un incontro fiume che si è protratto fino a tarda notte. Lappuntamento è stato chiesto dallAzienda dopo che lSdl aveva fortemente contestato la non convocazione al primo tentativo di conciliazione tenutosi il 10 agosto ad Ostia Lido. LSdl è riuscito ad ottenere dallAzienda «maggiori garanzie per il futuro dei lavoratori e che il numero di 140 reintegri non è forzatamente vincolante», hanno detto i responsabili Sdl. La richiesta che i 140 reinserimenti sul posto di lavoro deve rappresentare la base per laumento del numero degli operai da reintegrare è stata differita alle reali esigenze del mercato. Questa mattina (ore 11) appuntamento in Confindustria per discutere del futuro degli 80 operai della B&B di Campolungo. Il gruppo di Novedrate (Como) è fortemente deciso a chiudere il sito ascolano. I sindacati Cgil, Cisl e Uil sono fortemente contrari a questa ipotesi in quanto gli operi, già in cassa integrazione, sono disposti ad ulteriori sacrifici pur di non far dismettere la produzione. Si tenterà la strada dei contratti di solidarietà, lunica via realmente percorribile e in grado di far dissuadere i responsabili del Fondo Investimento "Opera" di Milano, maggiore azionista della B&B. 10 novembre 2009 - Il Tirreno Lettere. IPERMERCATO La Coop non doveva sostituire gli scioperanti Livorno - In questi giorni abbiamo potuto leggere dello sciopero dei lavoratori dellIpercoop (alle origini "La Proletaria") indetto dalle rappresentanze di base, al quale hanno aderito un gran numero di lavoratori (per lo più precari) e la dirigenza ha risposto a tale protesta con la sostituzione degli scioperanti con personale dirigente. Non entro nel merito delle ragioni dello sciopero, ma sicuramente la sostituzione degli scioperanti è, a mio parere, un fatto da condannare ancor di più, viste le premesse e il contesto. 9 novembre 2009 - Il Quaderno La RdB a Gabriele: definire lintero pacchetto dei lavoratori socialmente utili Benevento - La Federazione provinciale della RdB/Cub di Benevento interviene dopo aver appreso che giovedì 12 novembre lassessore al Lavoro e alla Politiche Formative della Regione Campania, Corrado Gabriele, sarà presente a Benevento presso la Rocca dei Rettori per firmare un documento che sancisce la stabilizzazione di 14 lavoratori socialmente utili (LSU), attualmente impegnati presso il Comune di Telese Terme. "Pur apprezzando liniziativa volta a fronteggiare le dinamiche della precarietà si legge in una nota -, la RdB pone laccento su questo preoccupante tema facendo leva in maniera particolare alla questione della stabilizzazione dei precari LSU nel suo complesso, atteso che queste figure lavorative attualmente e da diversi anni vengono utilizzate nei diversi Enti della provincia di Benevento, espletando un ruolo attivo e significativo negli stessi Enti utilizzatori, assolvendo a compiti istituzionali in ragione dei vuoti strutturali in organico determinatesi per effetto del blocco del turn-over imposto dalle leggi finanziarie. Per tale motivo si sollecita lassessore regionale ad attivare un tavolo di confronto con la RdB anche in ragione del protocollo dintesa sottoscritto tra lo stesso Assessorato al Lavoro e la RdB/CUB Campania, per definire, in maniera compiuto, lintero pacchetto LSU nella provincia di Benevento al pari di quelli del Comune di Telese". 9 novembre 2009 - New Tuscia RdB contesta la legge che considera
di rilevanza economica 9 novembre 2009 - Uno Notizie CI RUBANO L'ACQUA / giovedì 12 novembre mobilitazione generale contro privitizzazione di un bene essenziale come l'acqua 9 novembre 2009 - Viterbo Oggi RdB Viterbo: "Ci rubano
l'acqua" (NewTuscia) - ROMA - Il 5 novembre il Senato ha votato la
conversione in legge del decreto 135/09 con il quale si è sancito che i servizi pubblici
locali sono di rilevanza economica, come il gas, i trasporti e soprattutto lacqua.
Questo vuol dire, dichiara Lino ROCCHI RdB CUB VT, che laffidamento di questi
servizi avverrà solo attraverso gara pubblica, vuol dire che i comuni non possono
detenere più del 30% del capitale societario e che per averlo dovranno mettere a gara le
azioni di cui oggi sono già proprietari per poi, magari attraverso prestiti bancari,
cercare di riprendersele. 9 novembre 2009 - Il Resto del Carlino Manuli, accordo in mano agli operai Ascoli - I RAPPRESENTANTI del Sindacato dei lavoratori incontreranno oggi ad Ancona l'amministratore delegato della Manuli. L'incontro è stato richiesto dal sindacato dopo che la proprietà della fabbrica non aveva invitato l'Sdl alla trattativa di messa in mobilità. Un questione puramente tecnica, come ha spiegato Andrea Quaglietti Rsu della fabbria e membro del coordinamento nazionale del Sindacato dei lavoratori. «Il nostro obiettivo dice Queglietti è migliorare, per quanto possibile, l'ipotesi di accordo firmata a Roma da Cgil, Cisl e Uil per offrire maggiori garanzie ai lavoratori della fabbrica». Per i 376 operai della Manuli, la settimana che si apre oggi è decisiva. Proprio in questi giorni, infatti, saranno chiamati a votare l'ipotesi di accordo che i sindacati confederali hanno sottoscritto a Roma con l'azienda. Su questo punto c'è una divisione netta. Ugl e Sdl hanno esortato i lavoratori a bocciare l'accordo, mentre Cgil, Cisl e Uil ritengono che i contenuti del documento firmato siano il massimo che si poteve ottenere dalla Manuli. Mercoledì è in programma un'assemblea generale tra sindacati e operai. In evoluzione, anche la situazione della B&B che ha annuncito la chiusura dello stabilimento. Nella fabbrica lavorano un'ottantina di operai. Domani i rappresentanti sindacali incontreranno l'azienda nella sede di Confindustria. I sindacati si opporranno alla chiusura e all'intenzione di delocalizzare la produzione, in uno stabilimento in provincia di Como. Stamattina, invece, davanti ai cancelli della Ahlstrom a partire dalle 9,30 è in programma un'assemblea del Coordinamento dei lavoratori, nato spontaneamente dopo l'annuncio della chiusura della Manuli trai lavoratori delle fabbriche del Piceno in crisi. Il tema al centro della discussione sono le difficoltà occupazionali che hanno investito il territorio e le opportunità di ripresa per le aziende. 9 novembre 2009 - Il Messaggero ASCOLI. Emergenza lavoro: in questa
settimana si decide ASCOLI - Emergenza lavoro: in questa settimana si decide il
destino di centinaia e centinaia di lavoratori. In programma appuntamenti di enorme
importanza. Un calendario fittissimo. Intanto il ministro Claudio Scajola si rivolge
direttamente a Silvio Berlusconi per sbloccare i fondi riguardanti le riconversioni
industriali tra le quali quella della ex Sgl Carbon. Oggi ci sarà ad Ancona, ore 17,
lincontro "riparatore" tra Manuli e Sdl sulla mobilità. Cè un
vizio di forma da correggere. «Cercherò in tutti i modi di essere presente», dice
lassessore regionale al lavoro Fabio Badiali. «Se non mi sarà possibile, qualche
altro della Regione ci sarà sicuramente. Abbiamo sostenuto con forza limpegno dei
lavoratori della Manuli e non verremo meno neanche in questa occasione». Si guarda con
grande attenzione a questo summit in quanto il sindacato Sdl non si limiterà
allaspetto formale ma chiederà alla Manuli unintegrazione allipotesi di
accordo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil. «Chiederemo che il numero dei 140 reintegri non
sia fine a se stesso sostiene Andrea Quaglietti dirigente Sdl ma rappresenti la base per
un successivo aumento». Per dopodomani i sindacati confederali hanno indetto
unassemblea di tutti i lavoratori. Faranno conoscere i parametri e gli indici a cui
ogni operaio avrà diritto se posto in cassa integrazione, in prepensionamento oppure se
deciderà di lasciare il lavoro. Un incontro che introduce al referendum che si terrà lo
stesso giorno per decidere se accettare o meno laccordo sottoscritto lo scorso 30
ottobre a Roma da Cgil,Cisl e Uil. Frosinone - Settimana importante per il futuro di alcune aziende... Frosinone - Settimana importante per il futuro di alcune
aziende ciociare che stanno vivendo una fase delicata... 8 novembre 2009 - La Repubblica Gli spazzini ritornano al lavoro Palermo - «Ci hanno ricattati, per questo torniamo a
lavorare». Dopo tre giorni di astensione in massa dal lavoro, ieri gli spazzini di Amia
Essemme sono tornati a pulire le strade e a svuotare i cestini. Ma i sindacati avvertono:
«Non abbiamo mezzi idonei e non lavoriamo in sicurezza - dice Paolo Di Gaetano delle Rdb
che ieri mattina ha organizzato una conferenza stampa - Se riprendiamo il servizio è solo
perché Amia spa ha minacciato di rescindere il contratto con Essemme». 8 novembre 2009 - Il Giornale di Vicenza Lettere. Mi ha fatto impressione
questa mattina Mi ha fatto impressione questa mattina (venerdì 6
novembre) transitare per la rotatoria di San Bortolo, davanti alla Caserma Chinotto, in
via Cricoli. Non capivo più se ero in Italia o nei Paesi Baschi. Sei, sette cellulari
della "Guardia Civil" spagnola stazionavano, nelle rotatorie o si muovevano
lungo la strada con tanto di lampeggianti attivi. 8 novembre 2009 - Sicilia Informazione Rifiuti, domani sit-in dei lavoratori Amiaessemme Palermo - Domani alle 13 il sindacato Rdb (Rappresentanze sindacali di base) ha indetto un sit-in dei lavoratori Amiaessemme, società che fa capo all'azienda di igiene ambientale Amia spa, che si terrà davanti al municipio di Palermo. Il sit-in è stato indetto per sollecitare l'attenzione del Consiglio comunale circa la vertenza che interessa la società e il futuro occupazionale dei 926 dipendenti che ieri hanno ripreso il lavoro dopo un'astensione di sette giorni. Il sindacato chiederà un incontro con i capigruppo del Consiglio comunale per chiarire alcuni aspetti della stessa vertenza che "strumentalmente - dice Paolo Di Gaetano, segretario regionale delle Rdb - è stata presentata dagli organi di informazione in maniera distorta, disconoscendo il diritto di replica". 7 novembre 2009 - Ansa RIFIUTI: A PALERMO SOMMERSA RIENTRA SCIOPERO OPERATORI(ANSA) - PALERMO, 7 NOV - È rientrata stamattina l'astensione dal lavoro dei 926 dipendenti dell'Amia Essemme, cominciata il 31 ottobre. È così tornata a regime la raccolta dei rifiuti a Palermo, anche se in alcune zone della città la situazione resta critica, in particolare nei quartieri Oreto, Arenella, Zisa, Papireto e nei pressi della Fiera. Lunedì i sindacati incontreranno i vertici della società e quelli della capogruppo Amia spa, che conta 1670 unità lavorative. I dipendenti di Amia-Essemme lamentano i costanti ritardi nel pagamento degli stipendi, le precarie condizioni delle sedi, la mancata di vaccinazione degli ultimi assunti, una ottantina, e l'interruzione della profilassi per gli altri lavoratori. Inoltre, l'80% dei dipendenti rifiuta di accettare l'ipotesi di passaggio alla società d'ambito Palermo Ambiente, chiedendo l'assunzione all'Amia spa. I dipendenti, tutti provenienti dal bacino degli ex Lavoratori socialmente utili, sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato dall'agosto 2004 e stamane, in una conferenza stampa nella sede del sindacato Rdb, hanno fornito dei dati che dimostrerebbero il costante aumento dei carichi di lavoro: dai 132 mila chilometri spazzati nel 2005, si è passati ai 187 mila del 2008. «I lavoratori di Amia-Essemme - spiega il segretario regionale del sindacato, Paolo Di Gaetano - a fronte di un lavoro che comprende anche la pulizia di tombini, delle sedi aziendali, del diserbo, guadagnano meno dei colleghi di Amia spa e non hanno mai attivato la contrattazione di secondo livello». 7 novembre 2009 - Corriere di Viterbo Vetralla Servizi, cè
lintesa Vetralla - Allassemblea dei lavoratori della Vetralla Servizi aderenti alla RdB, organizzazione con la maggioranza allinterno della società, sono stati illustrati i risultati dellincontro in Regione con i rappresentanti del Comune, (sindaco in testa), della società, della Regione Lazio, della RdB Cub e della Cisal, rappresentando in modo particolare la decisione condivisa da tutte le parti di attivare per il 2010 la cassa integrazione solo a fronte di un piano per la reinternalizzazione dei servizi e dei lavoratori ora in capo alla Vetralla Servizi, che dovrà essere presentato alla Regione Lazio al prossimo incontro da tenersi entro i primi dieci giorni di dicembre. Dopo una iniziale soddisfazione ed entusiasmo espressi di fronte a notizie non più negative, lassemblea, insieme al rappresentante RdB, hanno evidenziato la necessità di fare presto, perché dicembre è già alle porte e si rischia di non portare nulla di concreto per l'incontro in regione. Precisa Rocchi: "Occorrono dei passaggi formali prima di dicembre, la giunta e il Consiglio devono deliberare la reinternalizzazione dei servizi, devono verificare le carenze in pianta organica del Comune (che comunque ha ad oggi una carenza di personale di circa il 40%), devono formalizzare la decisione di reinternalizzare con i tempi e i modi previsti dalle norme vigenti i lavoratori, (attuando così un risparmio sul bilancio comunale di almeno 180mila euro), e devono infine far uscire allo scoperto le posizioni contrarie a questa risoluzione siano essi assessori, consiglieri o la segretaria comunale". Lassemblea si è conclusa dando mandato al sindacato RdB di seguire costantemente levolversi della situazione e di accertare chi, allinterno dellamministrazione, stia davvero facendo qualcosa per risolvere positivamente questa vicenda e chi invece tenti di sottrarsi sia per motivi politici, sia per incapacità gestionale. "Ho visto i volti dei lavoratori un po più distesi - conclude Rocchi - ma al tempo stesso determinati a non essere ancora strumentalizzati o accantonati, lAssociazione nazionale dei comuni dItalia ha espresso parere positivo, la Corte dei Conti non può che essere daccordo con la reinternalizzazione visto che le casse del Comune di Vetralla, quindi tutti i cittadini, avrebbero un risparmio di almeno 180-200mila euro, non andrebbero perse professionalità acquisite nei vari anni di lavoro e i servizi alla cittadinanze ne avrebbero ricadute positive, e allora? Basta con limmobilismo e con tentativi da parte di alcuni dirigenti e amministratori di non assumere nessuna iniziativa, se hanno intenzione di andare contro il parere dellAnci e contro un risparmio certo, pur di non firmare nessun atto, si dimettano o si licenzino e la smettano di parlottare nei corridoi del Comune, non lo accettiamo più. Si espongano al pubblico giudizio se hanno qualcosa da dire". 7 novembre 2009 - Il Giornale di Sondrio «Non chiudo, razionalizzo» SONDRIO - «O sono un pazzo oppure non spenderei tanti
soldi per migliorare le infrastrutture e poi chiudere gli ospedali. Semmai serve una
razionalizzazione. E occorre scordarsi di avere un primario e un laboratorio in ogni
presidio». 7 novembre 2009 - Il Giorno Scatta la protesta Pompieri in corteo PAVIA - Martedì 10 novembre, dalle 10 per la mobilitazione regionale dei Vigili del fuoco si terrà un presidio davanti alla caserma provinciale di viale Campari. La protesta è organizzata dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, RdB e Confsal. Oltre a un volantinaggio alla cittadinanza sui motivi della protesta (contratto scaduto il 31 dicembre 2007, carenze di personale e mezzi) un corteo arriverà in Prefettura, chiedendo un incontro col prefetto Ferdinando Buffoni. 7 novembre 2009 - Bari live A Bari, in via Garruba Bari - Un cittadino bengalese, venditore ambulante in
centro di Bari, provoca involontariamente un danno alla macchina di un cittadino italiano.
Alla subitanea e un po' rozza richiesta di soldi per risarcire il danno (poco più di una
strisciata fatta al fianco di un'auto durante una manovra), il bengalese risponde che per
queste cose c'è l'assicurazione e non sgancia un euro. Questo qualche giorno fa. Si
susseguono continue richieste di denaro, da parte di un tizio che dice di parlare in nome
del danneggiato. Richieste sempre seguite da un deciso diniego del bengalese, che fa
sempre riferimento all'assicurazione. 7 novembre 2009 - La Nazione «Solo rassicurazioni verbali: non
bastano» Siena - «SE IL RETTORE non quantifica il denaro che arriverà, non giustifica perché viene concesso a Siena e con quali modalità, c'è da avere paura». Questo il messaggio (non l'unico) che i sindacati Cgil-Cisl-Uil e Rdb trasmettono al personale quando, poco dopo mezzogiorno, inizia l'assemblea. Non partecipatissima, a conferma della stanchezza che anche i lavoratori provano di fronte alla drammatica telenovela che è diventata la crisi dell'Università. Poco prima delle 15 l'incontro si chiude con il calendario delle iniziative concordate: stamani, alle 10, ritrovo nel cortile del rettorato, vestiti significativamente di nero, pronti a distribuire un volantino dal titolo: «State sereni. Ma a tranquillo... (come di dice a Siena)». Se poi riusciranno a leggerlo anche durante l'inaugurazione dell'anno accademico avrebbe maggiore risonanza. Martedì, poi, tutti al consiglio comunale a manifestare mentre si discute la mozione di otto pagine presentata dalla maggioranza sull'Ateneo. QUELLO CHE TUTTI volevano sapere, però, era il risultato dell'incontro avuto ieri dai sindacati alle 10,30 con il rettore. «L'abbiamo chiesto per confrontarci sulla lettura delle parole contenute nel comunicato con cui si assicurava che l'ordinaria amministrazione era salva», esordisce Iacoboni rilanciando la necessità di «un'informazione corretta rispetto alla realtà che si sta vivendo». Era stato un dialogo fra sordi quello avvenuto poco prima fra sigle e Magnifico. Quest'ultimo, riferiscono all'assemblea, «a fronte della richiesta di svelare le ragioni tecniche dei finanziamenti si è limitato a ribadire che c'è un impegno forte per il sostentamento dell'Università. Solo rassicurazioni verbali, non abbiamo visto alcun atto amministrativo: ecco il quadro. Cosa vuol dire poi che le soluzioni verranno prese da Roma?». Nessun documento è stato sbandierato per dimostrare che esistono le risorse sufficienti a fronteggiare il fabbisogno che, di qui a gennaio, è di 110 milioni: 7,5 milioni per gli stipendi di novembre, 12milioni e 100 per dicembre, 13 milioni e 400mila per l'Inpdap del bimestre, 12 milioni per pagamenti vari e altri per i mutui. «Si continua ad affrontare il problema come un'emergenza continua, senza guardare al futuro», rilancia Iacoboni che, dietro il ddl Gelmini ma anche in passaggi dell'intesa con la Regione vede l'intenzione «di fondere gli Atenei oppure di realizzare una federazione. Un progetto pilota è stato attuato in Puglia (terra da cui proviene il direttore amministrativo, ndr), altro tentativo in Piemonte che parte dal Politecnico». Dall'assemblea è emerso però anche un mea culpa del personale tecnico-amministrativo èer non aver fatto sentire finora la sua voce. «Forse nessuno crede veramente che l'Università vada a rotoli», asserisce una donna. «In realtà servono garanzie documentali per capire quanto ossigeno abbiamo per decidere come muoverci», dice un altro. Anche perché la mobilità, la possibilità di traslocare altrove, i dipendenti cominciano a ritenerla concreta. «Difficile intervenire in un settore in cui il personale è diviso», osserva con un pizzico di rammarico Iacoboni che conclude: «Nessuna protesta, nessuna reazione di fronte alle prese in giro e alle calunnie. Se non ci muoviamo, a seguito di questo stato di cose, ci troveremo dentro qualcosa che è poi incontrollabile. Non possiamo aspettare ogni volta l'intervento del governo, né subire il laccio al collo. Non si può vivere così». Oggi il personale ha l'occasione di dimostrare che è stanco di tale situazione anche se, come sembra, stipendi, contributi e pagamenti legati alla gestione ordinaria sono assicurati. Parola del direttore amministrativo Miccolis che, mentre l'assemblea è in corso, ribadisce «con forza quanto garantito dal rettore». 7 novembre 2009 - L'Unione Sarda Portovesme. Paralizzata dalla
protesta tutta l'area industriale mentre si avvicina la data in cui la fabbrica potrebbe
chiudere i battenti Blocchi nelle strade e presidi con gli operai in tutti
gli accessi del polo industriale di Portovesme: la rabbia dei lavoratori dell'Alcoa si è
fatta sentire anche ieri mattina con un'iniziativa che ha paralizzato per diverse ore
tutta l'area industriale. 6 novembre 2009 - Apcom Caso Cucchi/ Domani a Roma corteo per verità e giustiziaFederazione nazionale Rdb aderisce alla manifestazione (APCOM) Verità e giustizia per Stefano Cucchi. Domani manifestazione a Roma per il giovane morto dopo l'arresto. Il corteo partirà alle 15 da via dell'Acquedotto Alessandrino ed arriverà al mercato coperto di via Ciro da Urbino, nei pressi dell'abitazione della famiglia Cucchi. "Il caso di Stefano - si spiega in una nota - è tragicamente simile a molti altri episodi di violenza istituzionale, esercitata ai danni di persone rimaste in silenzio perché sole, spaventate o minacciate, che non hanno ricevuto la stessa risonanza mediatica". La Federazione nazionale RdB aderisce alla manifestazione: "Questa violenza, di cui si chiede con forza che vengano accertate tutte le responsabilità, è frutto di un sistema securitario inutile e dannoso, il quale dimostra di non garantire l'incolumità e la vita stessa di tanti cittadini, italiani ed immigrati". Poi si sottolinea: "Per quanto attiene il percorso sanitario seguito da Stefano, c'è il rischio che la gestione dello stato detentivo abbia prevalso sulle necessità di cura del paziente e che la ricerca affannosa delle responsabilità degli operatori sanitari metta in secondo piano le carenze oggettive di un sistema penitenziario inadeguato alle necessità di salute". 6 novembre 2009 - Carta Il Forum dell'acqua si riunisce a
Firenze Dopo l'approvazione dell'articolo 15 del decreto 135,
la campagna per l'acqua bene comune sale di tono. Previste manifestazioni il 19 a Roma e
in altre città, in vista della discussione alla camera, fissata per il 24 novembre. E la
Puglia, intanto, ripubblicizza il suo acquedotto. 6 novembre 2009 - Maremma Oggi Lassemblea dei lavoratori
della Vetralla Servizi dice SI alla reinternalizzazione, VETRALLA - Allassemblea dei lavoratori della Vetralla Servizi aderenti alla RdB, organizzazione con la maggioranza allinterno della società, sono stati illustrati i risultati dellincontro in regione con i rappresentanti del Comune, (sindaco in testa), della società, della regione Lazio, della RdB CUB e della Cisal, rappresentando in modo particolare la decisione condivisa da tutte le parti di ultra attivare per il 2010 la cassa integrazione solo a fronte di un piano per la reinternalizzazione dei servizi e dei lavoratori ora in capo alla Vetralla Servizi, che dovrà essere presentato alla regione Lazio al prossimo incontro da tenersi entro i primi dieci giorni di Dicembre. Dopo una iniziale soddisfazione ed entusiasmo espressi di fronte a notizie non più negative, lassemblea insieme al rappresentante RdB, hanno evidenziato la necessità di fare presto, perché dicembre è già alle porte e si rischia di non portare nulla di concreto per lincontro in regione. Precisa ROCCHI, occorrono dei passaggi formali prima di dicembre, la Giunta ed il Consiglio devono deliberare la reinternalizzazione dei servizi, devono verificare le carenze in pianta organica del comune (che comunque ha ad oggi una carenza di personale di circa il 40%), devono formalizzare la decisione di reinternalizzare con i tempi ed i modi previsti dalle norme vigenti i lavoratori, (attuando così un risparmio sul bilancio comunale di almeno 180.000 euro), e devono infine far uscire allo scoperto le posizioni contrarie a questa risoluzione siano essi assessori, consiglieri o la Segretaria Comunale. Lassemblea si è conclusa dando mandato alla O. S. RdB di seguire costantemente levolversi della situazione e di accertare chi, allinterno dellamministrazione, stia davvero facendo qualcosa per risolvere positivamente questa vicenda e chi invece tenti di sottrarsi sia per motivi politici, sia per incapacità gestionale. Ho visto i volti dei lavoratori un po più distesi, conclude Rocchi, ma al tempo stesso determinati a non essere ancora strumentalizzati o accantonati, lAssociazione Nazionale dei Comuni dItalia ha espresso parere positivo, la Corte dei Conti non può che essere daccordo con la reinternalizzazione visto che le casse del Comune di Vetralla, quindi tutti i cittadini, avrebbero un risparmio di almeno 180.000/200.000 euro, non andrebbero perse professionalità acquisite nei vari anni di lavoro ed i servizi alla cittadinanze ne avrebbero ricadute positive, ed allora? Basta con limmobilismo e con tentativi da parte di alcuni dirigenti ed amministratori di non assumere nessuna iniziativa, se hanno intenzione di andare contro il parere dellAnci e contro un risparmio certo, pur di non firmare nessun atto, si dimettano o si licenzino e la smettano di parlottare nei corridoi del Comune, non lo accettiamo più. Si espongano al pubblico giudizio se hanno qualcosa da dire! 6 novembre 2009 - Il Tempo Denuncia di Rdb Civitavecchia - A lanciare l'allarme è il sindacato Rdb Cub che da tempo denuncia la grave situazione igienica nei locali pubblici, addirittura nello stesso palazzo comunale che teoricamente dovrebbe essere sotto controllo delle maggiori autorità cittadine. Bagni sporchi e privi di tutti gli accessori (sapone, asciugatrici, carta, suppellettili e detersivi per pavimento), uffici non spazzati e cestini non svuotati oltre alla pulizia dei vetri che ormai è stata completamente dimenticata. «Da notizie di corridoio afferma la Rdb Cub - sembra che l'Etruria Servizi, ora fornitrice provvisoria del servizio pulizie in attesa dell'appalto che il comune deve effettuare, non fornisca il materiale utile per servizio igienico-sanitario al minimo della decenza. Da notizie certe invece l'Etruria Servizi non fornisce neanche le buste per l'immondizia». «Paradossale prosegue il sindacato - è che l'Etruria Servizi, fornitrice del servizio raccolta rifiuti, non fornisca nemmeno le buste per l'immondizia ai propri lavoratori impegnati nelle pulizie degli uffici. L'esternalizzazione del servizio pulizie conclude Rdb - è la causa di tutto ciò: soltanto il mantenimento del servizio pubblico garantisce i diritti e la sicurezza ai lavoratori e i servizi efficenti all'utenza». 6 novembre 2009 - Roma Notizie RDB ADERISCE A MANIFESTAZIONE La Federazione nazionale RdB aderisce alla manifestazione indetta a Roma per chiedere verità e giustizia per Stefano Cucchi, che domani, 7 novembre, partirà alle ore 15.00 da via dellAcquedotto Alessandrino ed arriverà al mercato coperto di via Ciro da Urbino, nei pressi dellabitazione della famiglia Cucchi. Il caso di Stefano Cucchi è tragicamente simile a molti altri episodi di violenza istituzionale, esercitata ai danni di persone rimaste in silenzio perché sole, spaventate o minacciate, che non hanno ricevuto la stessa risonanza mediatica. Questa violenza, di cui la RdB chiede con forza che vengano accertate tutte le responsabilità, è frutto di un sistema securitario inutile e dannoso, il quale dimostra di non garantire lincolumità e la vita stessa di tanti cittadini, italiani ed immigrati. Per quanto attiene il percorso sanitario seguito da Stefano Cucchi, cè il rischio che la gestione dello stato detentivo abbia prevalso sulle necessità di cura del paziente e che la ricerca affannosa delle responsabilità degli operatori sanitari metta in secondo piano le carenze oggettive di un sistema penitenziario inadeguato alle necessità di salute. 6 novembre 2009 - Il Quaderno LRdb minaccia lo sciopero dei dipendenti comunali di Ponte La segreteria provinciale del sindacato Rdb/Cub di Benevento è pronta a indire lo sciopero del personale del Comune di Ponte Settori Tecnico, Manutentivo e Urbanistico, Edilizio. "Nonostante la proclamazione dello stato di agitazione attraverso cui si rivendicano diritti avviando il confronto su tematiche definite dal Contratto Collettivo Nazionale di Comparto - si legge in una nota -, a oggi nessuna comunicazione è pervenuta né tanto meno si sono poste le basi per avviare un confronto sulla vertenza in atto. La RdB unitamente ai lavoratori rappresentano che se nei prossimi giorni non interverrà la convocazione del tavolo negoziale, da parte dellAmministrazione e/o del prefetto che in questa vertenza è chiamato in causa, si procederà allindizione dello sciopero dei lavoratori". 6 novembre 2009 - Corriere del Veneto La storia. I Cobas: lavoro duro,
paghe da fame. LAps li assuma PADOVA Vite da precari. A poco più di 1.100 euro
(lordi) al mese. È la storia infinita di 5 spazzini «stranieri», tutti regolarmente
residenti a Padova. Dal 2003, ogni giorno, domenica compresa, si occupano della pulizia
delle Piazze del centro storico. Nella loro giubba arancione fosforescente, rimettono in
ordine piazza delle Erbe, dei Frutti e dei Signori dopo il mercato mattutino e fanno lo
stesso, nelle notti del mercoledì e del sabato, al termine delle serate dello spritz. 6 novembre 2009 - La Repubblica Cresce la rivolta degli spazzini
nessuno si presenta in servizio Palermo - ieri nessuno spazzino si è presentato al lavoro:
i dipendenti Essemme hanno dato forfait in massa. Se due giorni fa sei lavoratori su dieci
erano assenti, ieri la cifra è lievitata: «L´astensione dal lavoro ha sfiorato il cento
per cento», ammette il presidente Filippo Cucina. Dopo la guerriglia di lunedì notte
davanti agli autoparchi dell´Amia, con quattro autisti finiti in ospedale e uno sfregiato
in volto con il collo di una bottiglia rotta, ieri i dipendenti Essemme non hanno preso
servizio. Denunciano di non poter lavorare in sicurezza. Una ragione ritenuta
insufficiente dal cda dell´Amia spa che ieri ha inviato una lettera di diffida alla
società satellite: «Abbiamo intimato di riprendere subito il servizio, altrimenti
rescinderemo il contratto», dice il presidente Gaetano Lo Cicero. 6 novembre 2009 - Tuscia web Vetralla servizi- Interviene Lino
Rocchi (Rdb) Riceviamo e pubblichiamo -
Allassemblea dei lavoratori della Vetralla Servizi aderenti alla RdB, organizzazione
con la maggioranza allinterno della società, sono stati illustrati i risultati
dellincontro in regione con i rappresentanti del Comune, (sindaco in testa), della
società, della regione Lazio, della RdB CUB e della Cisal, rappresentando in modo
particolare la decisione condivisa da tutte le parti di ultra attivare per il 2010 la
cassa integrazione solo a fronte di un piano per la reinternalizzazione dei servizi e dei
lavoratori ora in capo alla Vetralla Servizi, che dovrà essere presentato alla regione
Lazio al prossimo incontro da tenersi entro i primi dieci giorni di Dicembre. Dopo una
iniziale soddisfazione ed entusiasmo espressi di fronte a notizie non più negative,
lassemblea insieme al rappresentante RdB, hanno evidenziato la necessità di fare
presto, perché dicembre è già alle porte e si rischia di non portare nulla di concreto
per lincontro in regione. Precisa Rocchi, occorrono dei passaggi formali prima di
dicembre, la Giunta ed il Consiglio devono deliberare la reinternalizzazione dei servizi,
devono verificare le carenze in pianta organica del comune (che comunque ha ad oggi una
carenza di personale di circa il 40%), devono formalizzare la decisione di
reinternalizzare con i tempi ed i modi previsti dalle norme vigenti i lavoratori,
(attuando così un risparmio sul bilancio comunale di almeno 180.000 euro), e devono
infine far uscire allo scoperto le posizioni contrarie a questa risoluzione siano essi
assessori, consiglieri o la Segretaria Comunale. Lassemblea si è conclusa dando
mandato alla O. S. RdB di seguire costantemente levolversi della situazione e di
accertare chi, allinterno dellamministrazione, stia davvero facendo qualcosa
per risolvere positivamente questa vicenda e chi invece tenti di sottrarsi sia per motivi
politici, sia per incapacità gestionale. Ho visto i volti dei lavoratori un po più
distesi, conclude Rocchi, ma al tempo stesso determinati a non essere ancora
strumentalizzati o accantonati, lAssociazione Nazionale dei Comuni dItalia ha
espresso parere positivo, la Corte dei Conti non può che essere daccordo con la
reinternalizzazione visto che le casse del Comune di Vetralla, quindi tutti i cittadini,
avrebbero un risparmio di almeno 180.000/200.000 euro, non andrebbero perse
professionalità acquisite nei vari anni di lavoro ed i servizi alla cittadinanze ne
avrebbero ricadute positive, ed allora? Basta con limmobilismo e con tentativi da
parte di alcuni dirigenti ed amministratori di non assumere nessuna iniziativa, se hanno
intenzione di andare contro il parere dellAnci e contro un risparmio certo, pur di
non firmare nessun atto, si dimettano o si licenzino e la smettano di parlottare nei
corridoi del Comune, non lo accettiamo più. Si espongano al pubblico giudizio se hanno
qualcosa da dire! 6 novembre 2009 - Il Gazzettino Telecamere e rotazione contro i furbetti di Actv Venezia - In ogni biglietteria una telecamera riprenderà
costantemente la scena del maneggio del denaro, saranno organizzate sistematiche
"incursioni" di finti acquisti e si procederà alla turnazione per evitare che
il personale si fossilizzi nello stesso gabbiotto. Sono le misure decise ieri sera, al
termine dellincontro tra Actv, la controllata Vela e i sindacati Cgil, Cisl, Uil,
Rdb Cub, per evitare nuove scorrettezze da parte del personale. Il problema, come è noto,
è balzato agli onori delle cronache con un servizio di "Striscia la notizia"
messo in onda martedì scorso che aveva evidenziato un comportamento quantomeno
discutibile da parte di alcuni addetti agli sportelli dei biglietti. Se si tratterà di
distrazione o di dolo lo chiarirà la magistratura. Per le due aziende limportante
è correre ai ripari, per evitare un danno di immagine ancora più grande. Questi
provvedimenti - hanno precisato i rappresentanti delle due aziende - hanno lo scopo di
tutelare sia il cliente che i lavoratori che compiono onestamente il loro dovere. Padova. Contribuiscono a tener pulito il salotto buono della città... Padova - Contribuiscono a tener pulito il salotto buono della città. Ogni giorno, con la pioggia o con il sole, già di buon mattino sono lì, ramazza in mano e pettorina sgargiante, che puliscono il cortile di palazzo Moroni e attorno alle piazze. Quando verso le due del pomeriggio le bancarelle se ne vanno sono loro a tirare a lucido il selciato. Quando anche lultimo tiratardi se ne torna a casa a notte fonda, a raccogliere il mare di bicchieri lasciato dal popolo degli spritz ci pensano sempre loro. Ci sono la domenica allalba e il sabato. I loro nomi sono Nhannino Chukundi, Agbontaen Ibude, Joseph Ninolisa, Paul Ndaseh e Petru Cazacu. Sono originari del Camerum, della Nigeria e della Moldavia, ed hanno un unico desiderio: poter vivere dignitosamente lavorando. Un sogno che rischia di infrangersi allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre. Dal primo gennaio infatti potrebbero rimanere disoccupati. A lanciare lallarme è Gianni Boetto di Adl Cobas. «la situazione è preoccupante - tuona -. Queste persone ormai da anni lavorano per lamministrazione comunale, ma non sanno quale sarà il loro futuro. Dipendono da AcegasAps che però ha esternalizzato il servizio. Nel 2003 sono stati assunti dalla società Ecosistema per passare due anni dopo alla cooperativa PuliVeneto. Nel 2008 poi sono diventati dipendenti della cooperativa sociale La Casona che ora non è più in grado di garantire il rinnovo del contratto». Un contratto che prevede poco più di 7 euro lorde allora (comprensive di tredicesima, ferie e malattia). «A volte - raccontano - al sabato sera stacchiamo a mezzanotte e la domenica mattina alle 6 siamo già in piazza con la scopa in mano». «E capitato che con una busta paga da 700 euro, in banca ce ne siano stati accreditati 600» aggiungono. «E scandaloso che dei lavoratori, di fatto alle dipendenze del Comune, possano avere un trattamento del genere», rincara Stefano Pieretti sempre di Adl Cobas. «Non essere in grado di assorbire 5 persone - conclude Boetto - sarebbe paradossale». 6 novembre 2009 - Corriere della Sera Il caso. Tagli alle borse di studio
e persino al materiale di cancelleria. ROMA Luciano Maiani, fisico di chiara fama
presidente del Consiglio nazionale delle ricerche dal primo febbraio 2008, non ha avuto
altra scelta. Il 20 ottobre ha scritto a tutti i direttori chiedendogli di stringere la
cinghia. Allegato alla lettera, un «provvedimento durgenza» con le sforbiciate
necessarie per arrivare a San Silvestro senza arrampicarsi sugli specchi. Si va dai due
milioni di euro da risparmiare sugli affitti (si spendono 19 milioni lanno) e la
logistica, ai 150 mila euro per borse di studio e concorsi, ai 600 mila euro di spese
varie: carta, matite, bollette... 6 novembre 2009 - La Nuova Venezia Accordo sulle telecamere alle
biglietterie Venezia - Sì alla videosorveglianza in tutte le
biglietterie con telecamere puntate sul banco cassa, sì al «cliente misterioso», sì a
controlli più stringenti e frequenti da parte degli ispettori aziendali, sì anche a
versamenti quotidiani dei corrispettivi di cassa. «Nì» alla turnazione del personale
tra gruppi dambito di biglietterie. 6 novembre 2009 - La Nazione Acquisizione del Policlinico Da Firenze parte un ricorso Siena - L'UNIVERSITA' di Siena tiene banco anche a Firenze. Alcuni consiglieri regionali di centrodestra starebbero infatti preparando un ricorso per far dichiarare illegittima l'acquisizione delle Scotte che, invece, secondo i consiglieri, spetterebbe alla Regione in comodato d'uso gratuito. Il sindacato dal canto suo sta mobilitandosi. Per discutere dell'evolversi della situazione e per informare il personale tecnico-amministrativo, Cigl, Cisl, Uil, Ugl e Rdb hanno convocato per stamani alle 12, nell'aula magna storica del Rettorato, un'assemblea d'urgenza. «SALVARE e rilanciare l'Università di Siena». E' questo invece il titolo dell'iniziativa che si svolgerà oggi alle 17.30, al Circolo Arci di S.Andrea: un primo incontro con i dipendenti iscritti al Pd, al quale seguiranno altre iniziative che culmineranno con la conferenza sull'Università, in programma a gennaio. All'iniziativa parteciperanno il presidente della Provincia Bezzini, il sindaco Cenni, Franco Ceccuzzi, deputato del Pd; Luciano Cortonesi, capogruppo del Pd in consiglio comunale; Dino Marchese, coordinatore provinciale del Forum sull'Università; Elisa Meloni, segretario provinciale del Pd; Alberto Monaci, capogruppo del Pd in consiglio regionale e Marco Nasorri, capogruppo del Pd in consiglio provinciale. L'incontro sarà l'occasione per esprimere una valutazione sul piano di risanamento ad un anno dall'emersione del debito. 6 novembre 2009 - Il Messaggero Civitavecchia. Lavoratori senza gli "attrezzi del mestiere"... Civitavecchia - Lavoratori senza gli "attrezzi del
mestiere": condizioni igienico-sanitarie del comune al limite. 6 novembre 2009 - Liberazione Raccolta firme in Parlamento, mentre
Prc, Pdci e sinistra popolare continuano la battaglia fuori Si può definire in molti modi la vicenda dei cinque
patrioti cubani detenuti, da oltre 11 anni, nelle carceri americane: «accanimento
sconcertante», «strumentalizzazione del diritto per fini politici», «scandalo
internazionale». Ma a ben vedere, essa altro non è che una palese ingiustizia. Talmente
palese da non lasciare nessuno indifferente. E così, ieri, al dibattito organizzato alla
Camera dei deputati dall'Associazione italiana giuristi democratici e dall'Italia dei
Valori, oltre alla presenza di esponenti delle forze della sinistra (Pdci, Prc, Sinistra
popolare), delle associazioni impegnate a fianco di Cuba e, ovviamente, dell'ambasciatore
cubano in Italia, tra gli intervenuti c'era anche Matteo Brigandì, deputato della Lega
Nord. Venuto a dire, papale papale: cari compagni, io non sono comunista e Cuba è vicina
a voi, non a me; sono d'accordo che si tratta di un'ingiustizia e ho preparato una mozione
su cui ho raccolto già 30 firme, ma spetta a voi darvi da fare in parlamento. 5 novembre 2009 - Il Messaggero Viterbo. «Le esternalizzazioni di servizi pubblici... Viterbo - «Le esternalizzazioni di servizi pubblici e la
costituzione di società private per gestire denaro pubblico sono solo la rovina della
città, dellutenza e dei lavoratori». A dichiararlo è stata la Rdb, che in un
comunicato solidarizza con i lavoratori e le lavoratrici che stanno passando nelle holding
e nelle sot. PESARO. «Un incontro
urgente» tra i vertici regionali dei vigili del fuoco... PESARO - «Un incontro urgente» tra i vertici regionali dei vigili del fuoco di Marche ed Emilia Romagna, quelli di Pesaro e Rimini e le organizzazioni sindacali di settore. E questo che chiedono il segretario regionale di categoria della Cisl, Cinzio Scatassa, il segretario provinciale della Cgil, Maurizio Marini, quello della Rdb, Paolo Giuliani, e gli altri rappresentanti sindacali intervenuti ieri pomeriggio nella sede Cisl di via Porta Rimini. «Un incontro costruttivo e possibilmente risolutivo. Lasciando da parte i livori, le ripicche politiche e guardando al sodo. Ovvero, alle reali problematiche della categoria». Lintento è quello di chiudere le polemiche scoppiate dopo il passaggio dei sette comuni della Valmarecchia in Romagna e a seguito del "passaggio di mezzi" da un territorio allaltro, che ha dato il via alla bagarre. Un trasloco, questultimo, definito «non corretto» a Rimini e dintorni. Visto diversamente, invece, a Pesaro e provincia. «I mezzi di cui si parla chiarisce infatti il segretario Cisl, Scatassa - se proprio vogliamo buttarla sulle polemiche di bandiera, sono nostri. Quindi, nessuno ha portato via nulla a nessuno. Oltretutto nel momento in cui Novafeltria passa in Romagna e se, come sembra ormai certo, si aprirà il presidio fisso a Macerata Feltria, a questa nuova sede, quali mezzi diamo? Siccome però il nostro intervento vuole essere costruttivo e non polemico, chiediamo semplicemente di smetterla con questa battaglia tra poveri. Come? Lasciando da parte le querelle puramente politiche e guardando al pratico. E chi meglio dei rispettivi vertici regionali e provinciali, e delle organizzazioni sindacali di settore, conosce le difficoltà oggettive della categoria? Chi, meglio di questi soggetti può sapere cosa fare per porre fine a una disputa che non ha fatto altro che distogliere lattenzione dai veri problemi del settore, come la cronica carenza di risorse, di uomini e mezzi? Questi sono i nodi da risolvere. Non altri». 5 novembre 2009 - Il Cittadino Rsa psichiatrica, i lavoratori sono
in stato di agitazione Lodi - Il personale della Rsa psichiatrica dellAsl di Lodi dichiara lo stato di agitazione in seguito allannuncio della ristrutturazione della struttura e alla sua riconversione in Rsa per anziani. I posti di lavoro a rischio nellimmediato sono nove, ma i sindacati pretendono garanzie anche sul mantenimento della gestione pubblica della futura casa di riposo.In un incontro il 20 ottobre scorso, il direttore generale dellAsl di Lodi Emilio Triaca aveva spiegato i termini della ristrutturazione della sede della Rsa, annunciando lo spostamento di 13 pazienti al Sacro Cuore del Fatebenefratelli di San Colombano entro dicembre e quindi lo spostamento dei rimanenti 38 entro il 2011, al termine della costruzione del nuovo padiglione del centro Sacro Cuore. Loperazione comporta il mancato rinnovo di nove contratti a termine in scadenza nei prossimi mesi tra gli operatori della Rsa di Codogno, e la sua riconversione nel 2011 in Rsa per anziani con 56 posti letto accreditati.Per questo le segreterie provinciali dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e della Rdb/Cub hanno chiesto al prefetto e agli enti coinvolti «lattivazione della procedura per il tentativo obbligatorio di conciliazione», passaggio obbligatorio nei servizi pubblici ed essenziali prima di proclamare possibili azioni di sciopero. Il prefetto ha già convocato le parti per martedì prossimo 10 novembre alle 11 del mattino.I sindacati si prefiggono di ottenere dallincontro le garanzie da parte dellAsl di Lodi sul «mantenimento della gestione pubblica della Rsa di Codogno, sul mantenimento della continuità del rapporto di lavoro pubblico dei lavoratori a tempo indeterminato della struttura, sullavvio di procedure di stabilizzazione del personale con rapporto di lavoro atipico», come si legge nella lettera di richiesta.Inoltre, nella stessa sede, si chiederanno precisi impegni perché «il trasferimento delle pazienti al Fatebenefratelli costituisca elemento vincolante per il Fatebenefratelli stesso a non procedere agli annunciati licenziamenti». La struttura banina ha dichiarato in esubero 59 dipendenti, ma i sindacati sperano di far cambiare idea allazienda con un impegno formale e vincolante da parte dellAsl per il trasferimento dei 51 pazienti della Rsa di Codogno entro il 2011. 5 novembre 2009 - Il Padova Patto di stabilità. Comune in
ritardo nel saldo di 51mila euro, Esso blocca le Fuel Card Padova - Palazzo Moroni non paga la benzina e le auto del Comune restano ferme. È bastato un ritardo di un paio di giorni nel saldo delle fatture per i rifornimenti effettuati nel mese di ottobre, per un importo di 51mila euro. La Esso, aggiudicataria dell'erogazione del servizio per l'ente pubblico, ha deciso di chiudere le pompe senza neppure preavvisare. La brutta sorpresa l'hanno avuta ieri mattina i dipendenti comunali che sono andati a fare rifornimento. Nessun distributore della città accettava la Fuel Card prepagata con cui i dipendenti dei settori, dalla Polizia Municipale ai Messi, all'Ambiente fino alle "auto blu" di rappresentanza dell'amministrazione, riforniscono i mezzi per l'adempimento delle proprie funzioni. Risultato: alcuni dipendenti che avevano già ricevuto il carburante erogato hanno dovuto pagare di tasca, propria anticipando l'importo. A denunciarlo è il sindacalista di Adl Cobas Stefano Pieretti: «È vero che il Governo ha tagliato i trasferimenti, ma è inaccettabile che a settori vitali del Comune come la Municipale manchi la benzina per lo svolgimento del servizio». L'assessore al Provveditorato Umberto Zampieri chiarisce che «si tratta di un problema relativo ai flussi di cassa dovuto al rispetto del patto di stabilità». Il settore Risorse Finanziarie ha subito disposto il pagamento dovuto. «Questione di qualche giorno e tutto tornerà normale, con Fuel Card efficienti e importo pienamente disponibile» prosegue Zampieri. Nel frattempo i settori sono stati invitati ad attingere dal fondo cassa Provveditorato. «Il problema è stato il mancato preavviso di Esso: nel caso l'episodio dovesse ripetersi dovremmo pensare a una denuncia per interruzione di pubblico servizio» conclude Zampieri. Contro l'influenza Padova - Un gruppo di una decina di dipendenti sono andati ieri mattina al settore Salute e Prevenzione in via Raggio di Sole con mascherina e guanti. «Denunciamo un eccesso di zelo nell'applicazione della direttiva nazionale da parte dell'amministrazione e uno spreco di risorse» spiega il sindacalista Stefano Pieretti. 5 novembre 2009 - Viterbo Oggi NO COKE DI TARQUINIA VITERBO - "Dopo un incontro con i rappresentanti del
Comitato NO COKE di Tarquinia, la Direzione Provinciale delle RdB CUB ha deciso di aderire
al Comitato No Coke - dichiara Lino Rocchi - condividendone le motivazioni ed il percorso;
per una Organizzazione che difende il lavoro ed i lavoratori è automatico difendere anche
la salute degli stessi e di tutti i cittadini, smascherando false contrapposizioni tra
tutela della salute e perdita di posti di lavoro create da chi ha solo a cuore i propri
capitali. Con loccasione abbiamo elaborato un primo comunicato a sostegno delle tesi
condivise". 5 novembre 2009 - TRC giornale Rdb/Cub: "Il Comune è sporco" Civitavecchia - Bagni sporchi e privi di accessori, uffici non spazzati e cestini non svuotati, vetri che non vedono uno straccio da tempo. È il quadro desolante di Palazzo del Pincio tracciato dalle Rdb/Cub, che in una nota parlano di condizioni igienico sanitarie scadenti da circa un mese. Il sindacato punta il dito contro Etruria Servizi, fornitrice provvisoria del servizio pulizia in attesa dellappalto che il Comune deve effettuare. Per le Rdb/Cub sembrerebbe che lazienda non dia il materiale utile per effettuare una pulizia decente, mentre è certo che non fornisce le buste per limmondizia. Secondo il sindacato la causa di tutto questo è lesternalizzazione del servizio pulizie. 5 novembre 2009 - Aprile online La storia di chi osò chiedere tutto Roma - A quaranta anni dall'Autunno Caldo del '69,
sabato 7 novembre a Roma si terrà una giornata di confronto, testimonianze, analisi sulla
stagione di lotta ed emancipazione che dichiarò i lavoratori e i salari variabili
indipendenti dal capitale e li rese protagonisti del cambiamento di un'epoca. Ci è
sembrato decisamente opportuno che gli attivisti, i militanti, gli intellettuali che non
hanno abdicato al conflitto di classe prendano di nuovo la parola sull'"Autunno
Caldo" del 69 a quarant'anni dall'evento che segna il punto più alto dell'anomalia
italiana. L'autunno caldo è caratterizzato sicuramente dall'irruzione sulla scena
politica del movimento operaio emerso dalla rincorsa dell'Italietta
all'industrializzazione e dalla immigrazione interna che riempì le città-fabbrica del
nord di immigrati meridionali. Non solo. L'autunno caldo segna anche la
"proletarizzazione" del '68 studentesco che, lasciato a se stesso, avrebbe
potuto limitarsi a dare protagonismo politico alle ambizioni della nuova borghesia
italiana in sofferenza rispetto all'arretratezza della borghesia tradizionale e al
moderatismo culturale e politico dominanti fino agli anni sessanta. 5 novembre 2009 - Il Gazzettino Padova. Tutti a piedi, i mezzi di palazzo Moroni rimangono senza benzina... Padova - Tutti a piedi, i mezzi di palazzo Moroni rimangono senza benzina. Stupore, disappunto, incredulità. Sono stati questi i sentimenti delle decine di dipendenti comunali che ieri mattina, come tante altre volte, sono andati a far rifornimento in uno dei distributori della Esso convenzionati con lamministrazione. «Mi dispiace, ma la carta è disabilitata» si sono sentiti dire agenti della Polizia municipale, messi comunali, dipendenti dei settori che, come di consueto, avevano «strisciato» la loro scheda carburante. «Molto semplicemente, è successo che il comune non ha pagato le fatture- tuona Stefano Pieretti di Adl Cobas coinvolto in prima persona nel "disguido"-. Questa mattina sono andato a fare benzina con il mio scooter e ho dovuto mettere di tasca mia 5 euro». «Peggio di me è andata a uno degli autisti delle auto blu che ha dovuto pagarsi il pieno o ai vigili che sono andati a fare rifornimento alle auto di sevizio». A determinare questa situazione sarebbe stato un blocco dei pagamenti determinato dai nuovi parametri del Patto di stabilità che hanno impedito al settore Provveditorato di onorare la fattura alla Esso. «Almeno avrebbero potuto avvertirci- sbotta lassessore alle Manutenzioni Umberto Zampieri che conferma la circostanza-. E vero, non abbiamo effettuato in tempo il pagamento di 51 mila euro che scadeva a fine ottobre, ma non si può sospendere il servizio dalloggi al domani senza nessuna comunicazione». Per lesponente del Partito democratico, per uscire dallempasse dovrebbero bastare un paio di giorni: «Abbiamo già dato il mandato per liquidare la somma ed entro il fine settimana dovrebbero essere riabilitate le schede carburante». Nel frattempo però i dipendenti dovranno fare rifornimento ai mezzi comunali a spese proprie? «Niente affatto- replica-. Per far fronte a questa situazione di emergenza verrà utilizzato un fondo di riserva che sarà nelle disponibilità del Provveditorato». Sulla questione è intervento ieri anche il Segretario generale Giuseppe Contino. «Linconveniente è stato causato dalla mancata segnalazione di detta priorità nel pagamento da parte del Settore Provveditorato - ha spiegato in un comunicato -. Non appena venuti a conoscenza del fatto, si è disposto limmediato pagamento delle forniture, avvenuto in data odierna». 5 novembre 2009 - Il Resto del Carlino «L'autobotte è nostra: Novafeltria
ha scelto la Romagna» Pesaro - LE ORGANIZZAZIONI sindacali Cgil, Cisl e Rdb dei Vigili del Fuoco di Pesaro, si sono incontrate per discutere i problemi relativi al passaggio del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Novafeltria dal Comando Provinciale di Pesaro a quello di Rimini. Sì perché questo passaggio di problemi ne ha creati, a partire dai ritardi dell'amministrazione centrale nell'emanare apposite disposizioni. Al centro delle polemiche le assegnazioni dei mezzi: la miccia si è accesa con il trasferimento di un'autobotte 4x4 da Novafeltria a Cagli. «I mezzi, già molto pochi, sono stati assegnati dal Ministero dell'Interno al Comando di Pesaro interviene il Segretario regionale Marche della Federazione Nazionale Sicurezza Cisl Cinzio Scatassa , quindi intervengono sul nostro territorio, come è successo per l'autobotte trasferita a Cagli, il comune della zona a maggior rischio d'incendi boschivi». L'assegnazione dei mezzi è diventata una questione centrale in vista dell'apertura di un nuovo distaccamento dei Vigli del Fuoco a Macerata Feltria, dove ora esiste solo una sede provvisoria estiva. «In conseguenza al passaggio di Novafeltria a Rimini spiega Cinzio Scatassa tra qualche mese verrà inaugurato un nuovo distaccamento a Macerata Feltria che diventerà un punto strategico». Il segretario Regionale Cisl a questo punto si sbottona: «La scelta di distaccarsi è stata della Valmarecchia e di certo non può ricadere sugli altri cittadini. Dialogare e accordarsi con il Comando di Rimini è comunque la soluzione auspicata dai sindacati». «Basta con le polemiche, la
politica rimanga fuori» GIU' i toni e fuori la politica. Queste le linee guida delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Rdb dei Vigili del Fuoco di Pesaro e Urbino, che si sono incontrate ieri per discutere i problemi relativi al passaggio del distaccamento di Novafeltria dei Vigli del Fuoco dal Comando provinciale di Pesaro e Urbino a quello di Rimini. Sì perché questo passaggio di problemi ne ha creati, in conseguenza ai ritardi dell'amministrazione centrale nell'emanare apposite disposizioni. Al centro delle polemiche l'assegnazioni dei mezzi: dopo la presunta questione del camion Eurofire, la miccia si è riaccesa con il trasferimento di un'autobotte 4x4 da Novafeltria a Cagli. «I mezzi, già molto pochi, sono stati assegati dal Ministero dell'Interno al Comando di Pesaro e Urbino interviene il Segretario regionale della Federazione Nazionale Sicurezza (Fns) Cisl Cinzio Scatassa , quindi appartengono a Pesaro che ne è il responsabile, e si muovono a seconda delle esigenze che intervengono sul territorio, come è successo per l'autobotte che è stata trasferita a Cagli non a caso, ma perché è il Comune della zona a maggior rischio d'incendi boschivi». Accanto a Cinzio Scatassa, il Segretario provinciale Fns Cisl Fabio Sacchi, il Segretario provinciale Fns Cgil Maurizio Marini e il segretario provinciale Fns Rdb Paolo Giuliani, tutti d'accordo sull'esigenza di pianificare un incontro tra la Dirigenza delle Marche insieme al Comando provinciale di Pesaro e la Dirigenza dell'Emilia Romagna con il Comando di Rimini. «Auspichiamo un incontro al più presto afferma il segretario provinciale Fns Cisl Fabio Sacchi senza polemiche e senza ulteriori strumentalizzazioni create dall'intromissione della politica». L'ASSEGNAZIONE dei mezzi è diventata una questione centrale in vista dell'apertura di un nuovo distaccamento dei Vigili del Fuoco a Macerata Feltria, dove ora esiste solo una sede provvisoria estiva. «In conseguenza al passaggio di Novafeltria a Rimini spiega Cinzio Scatassa tra qualche mese verrà inaugurato un nuovo distaccamento a Macerata Feltria, che diventerà un punto strategico con competenze in una porzione importante del territorio provinciale, da Carpegna a Casinina. Un servizio di soccorso che deve essere garantito da una celere assegnazione dei mezzi». A questo punto il segretario Regionale Cisl si sbottona: «E se proprio qualche piccolo disagio ci deve essere, visto che la coperta è corta, non dovrebbe essere il territorio sotto il Comando di Pesaro Urbino a pagarne le spese. La scelta di distaccarsi è stata della Valmarecchia e di certo non può ricadere sugli altri cittadini». Dato il carattere di corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, dialogare e accordarsi con il Comando di Rimini è comunque la soluzione indicata e auspicata dai sindacati. 5 novembre 2009 - La Nazione «I milioni? Datemi due giorni di
tempo» Siena - «DATEMI DUE GIORNI di tempo», ha chiesto ieri il rettore Silvano Focardi al consiglio di amministrazione. Obtorto collo (ma potevano fare altrimenti?) gli sono stati concessi. In realtà i milioni-salvagente per l'Università potrebbero arrivare anche oggi. «Siamo in attesa che il Ministero delle finanze autorizzi al Miur l'anticipazione del Fondo di finanziamento ordinario 2010», spiega a caldo Focardi quando, alle 19.20, il cda termina. Guai a sbilanciarsi sulle cifre perché, evidentemente, esiste una forbice entro cui i palazzi romani possono agire. Martedì si era parlato di 35 milioni in arrivo. Il direttore amministrativo Emilio Miccolis non si è pronunciato al riguardo. Sarà anche perché nella seduta appena conclusa c'era stata un bel po' di maretta sull'argomento fondi e su come è stata gestita la vicenda risanamento negli ultimi cinque mesi, da quando è stato approvato il Piano. Bacchettate ai vertici sono giunte anche sugli «annunci» ripetuti di obiettivi perseguiti mentre, magari, bisognava ancora lavorare molto o, addirittura, si era lontani dall'averli centrati. Il caso dei milioni per pagare l'Inpdap (il 9 devono essere in cassa per sbrigare le pratiche) e gli stipendi non deve essere insomma l'ennesimo proclama a cui non seguono risultati, questo il rimprovero. Ma i volti di rettore e direttore amministrativo, a differenza di momenti di tensione passati, tradivano tranquillità. «Sono fiducioso che il denaro necessario alla vita del nostro Ateneo arriverà nei tempi giusti. Fiducioso ribadisce il rettore perché le assicurazioni che ho ricevuto personalmente mi rendono tale». Colloqui importanti, si dice. In cda sarebbe circolato addirittura il nome di Gianni Letta. Restano da capire però le modalità di erogazione. «Impossibile che neppure una delle strade aperte venga perseguita prosegue il Magnifico , sia essa quella dell'anticipazione oppure un'altra via. So bene che questo denaro, se arriverà non sarà mai sufficiente al fabbisogno di 65 milioni per chiudere l'esercizio di bilancio 2009, per cui dovremmo attivarci per una soluzione finanziaria alternativa». Quale, però, non si sa. Ecco allora che in cda si è ribadito che qualora fosse necessario una sorta di Piano B questo dovrebbe passare per il coinvolgimento maggiore della Regione e della Banca Mps, magari, senza mangiarsi il fondo di finanziamento ordinario 2010. Al contempo i vertici sostengono di «continuare a caldeggiare l'ipotesi dell'autorizzazione alla linea di finanziamento approvata dalla Banca che ad oggi manca perché è la strada che permetterebbe maggiore respiro. La possibilità di adesione è del resto valida dicono fino al 10 febbraio prossimo». UN BREVE PASSAGGIO in cda anche sulla revisione dello Statuto per caldeggiare «la prosecuzione dei lavori per l'approvazione. E' stato chiesto al rettore di impegnarsi personalmente. La bozza deve essere aggiornata rapidamente con le modifiche proposte, ritornando magari alla commissione che l'ha formulato». Il 9 il pacchetto va in Senato accademico mentre è stata rinviata al consiglio del 16 (quando si dovrebbe portare anche la riorganizzazione dei servizi amministrativi) la questione, posta ieri dai sindacati Flc-Cgil, Cisl, Uil-Pa e Rdb dei contratti in scadenza a 39 stabilizzandi. Dodici terminano nel 2009, gli altri cadenzati nel 2010, 2011 e 2012. La lettera inviata a consiglieri, rettore e direttore amministrativo chiedeva una proroga dei contratti di quanti sono inseriti nelle apposite graduiate ribadendo che ogni nuova procedura concorsuale per assunzioni a tempo determinato e indeterminato sia subordinata all'uso di queste ultime e ogni nuovo ingresso derivi da quelle e non da altre procedure». Accennato alle «aspettative prospettate finora e alle rassicurazioni profuse senza che però venisse attivata alcuna soluzione», domandano al cda «di farsi portatore del problema e insieme ad amministrazioni e istituzioni presenti nel territorio di attivare contratti di solidarietà per garantire un 'ponte' agli addetti». Intanto annunciano che «già a partire dai prossimi giorni in molte biblioteche di facoltà non si potranno garantire i servizi di base con la riduzione o addirittura la chiusura di alcuni di essi, vedi le aperture serali e le sale di lettura». Il personale, altro tasto dolente in un periodo di vacche magrissime come l'attuale. Anche se siamo in tempi elettorali e, a parte alcuni tecnici, nessuno lo ammette apertamente, è anche qui che bisogna intervenire per risanare. Il fondo di finanziamento ordinario dello Stato non basta (siamo molto distanti!) a coprire il costo dei lavoratori a tutto tondo. Però si tace. In cda l'argomento è stato sfiorato quando si è detto che per ora c'è solo «interesse» al pre-pensionamento incentivato dei prof. Il 31 dicembre scade il termine per le domande. 5 novembre 2009 - Il Giorno Lavoratrici delle coop in Consiglio PAVIA - DECRETI ingiuntivi per costringere la Meridional a versare gli arretrati alle donne che si occupano delle pulizie del San Matteo. L'avvocato della Flaica Cub li sta già preparando, ma nel frattempo, i sindacati si organizzano per far conoscere la situazione in cui sono costrette ad operare queste lavoratrici. Per questa ragione da tempo hanno chiesto un incontro al consiglio di amministrazione del policlinico. "Vogliamo portare alla sua attenzione le problematiche di chi effettua le pulizie all'interno del San Matteo - dice il sidacalista della Cub, Pasquale Di Tomaso - perché il lavoro svolto dalle lavoratrici è di estrema importanza in un contesto delicato come quello della sanità". Ma, secondo la Cub, tutte le istituzioni cittadine "hanno l'obbligo morale e politico di vigilare". "Quindi - conclude Di Tomaso - lunedì, data del prossimo consiglio comunale, andremo al Mezzabarba con le lavoratrici della Meridional".(M.M.) «Ho una famiglia e dei figli che
vanno a scuola: con mille euro come faccio?» LEGNANO - «VOGLIAMO il lavoro». Le richieste degli oltre cento dipendenti della Giovanni Crespi, azienda con sede a Legnano e a Buscate in cui si produce materiale high tech sintetico, sono tanto semplici da risultare disarmanti. Per affermare a gran voce i propri diritti i lavoratori hanno sfilato ieri pomeriggio per le vie del centro di Legnano partendo dal piazzale del Mercato e raggiungendo piazza San Magno. Che la situazione economica dell'azienda di via Pasubio non fosse delle più rosee era evidente già da almeno tre anni. Nessuno, però, si aspettava il tracollo. Attualmente è a rischio il destino di ben 150 dei 207 dipendenti totali della storica azienda legnanese. «All'inizio della crisi ci era stato detto che alcuni nostri prodotti erano ormai fuori mercato e che quindi sarebbe stato necessario tagliare alcuni settori - spiega Giuseppe Locatelli della Rsu -. Proprio per questo a maggio sono stati messi in cassa integrazione straordinaria 89 dipendenti». A questi se ne sono, però, aggiunti altri sessanta che, come loro, prenderanno i soldi fino a maggio 2010. «Una clausola inserita in quell'accordo prevede la possibilità per l'azienda di ricorrere allo stesso provvedimento per altri lavoratori, visto che si tratta di una richiesta di cassa integrazione per crisi - dichiarano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil -. A questo punto si tratta di comprendere quale sarà il piano industriale che l'azienda intende adottare». DIVERSI MESI FA nello stabilimento legnanese di via Pasubio erano state avviate le operazioni di smantellamento. «Ormai il sito di Legnano è praticamente chiuso - racconta Filippo Arcidiacona della Rsu Cub -. Lì ci sono soltanto magazzini e uffici, mentre tutto è stato trasferito a Buscate. L'intenzione dell'azienda sembra adesso essere quella di trasferire la produzione in altre aziende lasciando a Buscate soltanto la sede nominale». Imminente sembra il passaggio alla toscana Nuova Mabel. «Di fatto si tratta di uno spostamento a un'azienda del gruppo, visto che questa ditta era stata acquistata dalla Giovanni Crespi Spa» spiegano i confederali. Di altro avviso sono invece alcuni lavoratori, che con il trasferimento della produzione perderebbero il posto. «Quello toscano è uno stabilimento più piccolo e quindi con costi di gestione inferiori - sottolineano -. In realtà, attraverso una gestione più attenta e oculata, la direzione avrebbe potuto far diminuire le spese anche delle due sedi altomilanesi». Sotto accusa anche la modalità in cui si sta svolgendo la cassa integrazione straordinaria. «La legge prevede che questo provvedimento coinvolga i lavoratori a rotazione, ma in realtà non è così - affermano alcuni operai -. Per non parlare del fatto che ormai nello stabilimento di Buscate mancano le condizioni di sicurezza per poter lavorare con tranquillità». IL CORTEO - organizzato da Cgil, Cisl e Uil e al quale hanno partecipato anche i rappresentanti del Cub, ovvero la Confederazione unitaria di base - è culminato con l'incontro fra i sindacati e il primo cittadino legnanese, Lorenzo Vitali. «Il sindaco si è impegnato a utilizzare tutti gli strumenti per alleviare il disagio dei cittadini legnanesi - affermano Cgil, Cisl e Uil -. Ha anche assicurato che nel bilancio sono previste somme destinate al sostegno ai lavoratori in difficoltà». A rincarare la dose hanno pensato i rappresentanti della Cub, che hanno incontrato Vitali in una riunione separata. «Il sindaco ha promesso che sarà sua premura capire al più presto quanti lavoratori sono realmente in esubero e cosa intende farne la proprietà - racconta Giuseppe Tampanella -. Speriamo che alle parole seguano i fatti». 4 novembre 2009 - Omniroma PERTINI, RDB-CUB:PRESIDIO PERMANENTE PER STABILIZZAZIONE PRECARI(OMNIROMA) Roma, 04 nov - «La Rdb e i lavoratori precari della Asl RmB stanno effettuando un presidio permanente con un gazebo installato nei giardini dell'Ospedale Pertini». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Nonostante da anni lavoratori e lavoratrici di ditte private e cooperative garantiscano l'effettiva funzionalità di gran parte dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali - dichiara Stefano Zecchetti della RdB della RmB - ad oggi risultano invisibili, persone in affitto come oggetti, privi di diritti e sottopagati, per favorire finti appalti che in realtà nascondono solo fornitura di manodopera e producono aumento della spesa sanitaria. Solo l'immediata reinternalizzazione di questi servizi e la stabilizzazione di tutto il personale delle ditte in appalto e delle cooperative, possono garantire dignità, diritti e salario a questi lavoratori/ici e riportare risorse nelle casse della sanità pubblica: l'unica in grado di garantire il diritto alla salute costituzionalmente sancito». 4 novembre 2009 - Ansa DOMANI IN LOMBARDIA (ANSA) - MILANO, 4 NOV - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI,
GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE, IN LOMBARDIA:... 4 novembre 2009 - Il Giorno Scuola Borsa, sindacati sul piede di
guerra Monza - «CHIEDIAMO l'apertura immediata di un tavolo di concertazione per il futuro della scuola civica Borsa e dei suoi lavoratori». RdB, la rappresentanza sindacale di base dei dipendenti del Comune, e Cgil funzione pubblica tornano ad alzare la voce contro le prospettive di esternalizzazione dei circa 40 insegnati (due terzi precari) e 12 dipendenti amministrativi della scuola civica Borsa, il centro attivo dal 1.861 che segue circa 250 alunni ogni anno offrendo corsi di preparazione di attestati e diplomi per ragazzi con difficoltà scolastiche e percorsi di inserimento professionale per diversamente abili. Un servizio destinato, entro fine anno, a cambiare status e passare dalla gestione diretta del Comune a quella di un'azienda speciale istituita dalla Giunta per seguire le direttive della nuova legge regionale sull'autonomia dei centri di formazione pubblici. UN'OPERAZIONE già criticata dai sindacati perché, spiegano, «l'azienda speciale, anche se sotto il controllo comunale, opererà secondo logiche di profitto e non di servizio». Con il 2010 sarà attiva l'azienda speciale ma ancora non si è aperto un confronto sul futuro dei lavoratori. «Sembra - spiegano i sindacalisti - che i circa 50 dipendenti comunali dovranno passare all'azienda. Ma non si sa con che contratto né con quali garanzie. Siamo contrari all'esternalizzazione e proponiamo che si usi il cosiddetto distacco funzionale: i lavoratori restano assunti dal Comune ma vengono distaccati e gestiti dall'azienda. E' una soluzione a cui però la Giunta sembra contraria solo per questioni di bilancio». Ma, intanto, il confronto tra le parti non c'è ancora stato e i sindacati si stanno mobilitando: è iniziata una raccolta firme tra i genitori degli alunni della Borsa, gli ex allievi e i cittadini mentre, se la situazione non si sbloccherà velocemente, seguiranno altre iniziative. 4 novembre 2009 - La Repubblica L´iniziativa Sono oltre 4 mila le
colf e badanti che hanno richiesto la carta di soggiorno: Napoli - L´ottanta per cento delle oltre 4 mila colf e
badanti che ha richiesto il permesso di soggiorno alla prefettura di Napoli rischia di non
averlo. La ragione? La maggior parte dei migranti in questi giorni sta attraversando un
vero e proprio calvario per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa e così
completare la richiesta di regolarizzazione. Dal 30 settembre ad oggi su quattromila
richieste di permessi di soggiorno meno di ottocento sono state completate. Se infatti gli
immigrati con difficoltà ottengono un contratto di locazione, quasi mai riescono ad avere
il certificato di idoneità alloggiativa per completare la richiesta di regolarizzazione:
significa che l´abitazione dove vivono deve essere a norma. Un atto che accerta la
planimetria dell´appartamento e i requisiti igienico-sanitari. «Se l´immigrato è
fortunato e riesce ad avere il contratto di locazione dal proprietario - spiega Svitlana
Hryhorchuk, dello Sportello immigrati Cub/Rdb Napoli - deve recarsi all´ufficio comunale
per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa che comporta una trafila burocratica
complicata. Serve la planimetria della casa che spesso i proprietari non hanno e bisogna
richiedere al catasto, la conformità dell´impianto elettrico e lo stato di famiglia.
Nella maggior parte dei casi i proprietari rinunciano e affittano l´abitazione ad altri.
Chiediamo una procedura più semplice». 4 novembre 2009 - Tuscia web La posizione di Rdb sulla situazione
all'Univeristà della Tuscia Viterbo - Riceviamo e pubblichiamo - Alla prossima
riunione della delegazione trattante dellUniversità della Tuscia, convocata per Il
16/11/09 si dovranno approvare i criteri di distribuzione delle indennità di
responsabilità. Lipotesi consegnata alle RdB nella riunione precedente, prevede
lerogazione di tale indennità a gran parte del personale Amministrativo con
inquadramento D e solamente ad una ristretta parte del personale Tecnico con pari
qualifica. Non comprendiamo perché si debbano pagare in modo ricorrente da anni posizioni
che nella stragrande maggioranza dei casi dovrebbero essere già comprese nello stipendio
tabellare. Nel caso in cui si trattasse invece di mansioni aggiuntive e/o superiori
dovrebbe essere, a nostro avviso, ammissibile il pagamento solo per un periodo limitato
nel tempo e per tamponare uneventuale situazione straordinaria. Riteniamo
inaccettabile un modello organizzativo che crea le condizioni per cui solo una parte del
personale accede ad un incremento salariale creandosi nel contempo condizioni di sviluppo
di carriera in base ai titoli utili a percepire il reddito in parola. Le RdB pensano che
tale indennità venga utilizzata come una sorta di premio di produttività aggiuntivo
destinato al personale che negli anni ha potuto conseguire, in assenza di un modello
organizzativo certo, certificazioni e lettere di incarico specifiche. Non vorremmo a
questo punto sentire parlare di meritocrazia e professionalità poiché, a fronte di
stipendi medi di 1000 euro, di part-time a 800 e di precari a 500 e quindi inferiori a
qualsiasi concetto di dignità sociale, riteniamo di secondaria importanza andare a
ricompensare posizioni su cui avanziamo perplessità di efficacia e legittimità
normativa. Poiché i fondi destinati al pagamento delle indennità di responsabilità
pesano negli equilibri di bilancio allinterno delle spese del personale riteniamo
più corretto e più etico proporre che dette risorse siano destinate allincremento
della produttività del personale tutto. Questo anche in considerazione del fatto che
riteniamo impossibile, nella nostra realtà, dove esistono moltissime tipologie
lavorative, identificare criteri oggettivi, giusti e certi che possano attribuire ad
alcune figure professionali, e non ad altre, mansioni o competenze che giustifichino
lerogazione di unindennità per di più differenziata. Inoltre tutto questo
strizza locchio al Decreto Brunetta, le cui ricadute provocheranno un 25% di Super
lavoratori ed un 25% in automatico di fannulloni da licenziare, precostituendo una classe
di "garantiti" cui creare corsie preferenziali per i prossimi anni. Le RdB non
possono quindi accettare questo gioco al massacro che non riguarda né produttività, né
responsabilità, né efficienza, né fannulloni, né razionalità, ma fa solo parte del
grande progetto di smantellamento della Pubblica Amministrazione, con laggravante
per le università di una ormai palese privatizzazione della cultura, che rischia di
tornare ad essere appannaggio delle Classi abbienti, escludendo dallaccesso alla
cultura la maggior parte della popolazione, un ritorno al passato che porterebbe
lItalia ad essere una delle più arretrate nazioni delloccidente. 3 novembre 2009 - Adnkronos BOLOGNA: PRECARI COMUNE SI MOBILITANO PER ASSUNZIONEBologna, 3 nov. - (Adnkronos) - I precari del Comune di Bologna si mobilitano per chiedere l'assunzione. "Ci sono ancora tanti precari nella pubblica amministrazione che saranno espulsi a causa del blocco delle stabilizzazioni del ministro Brunetta. Sono i precari storici che, dopo aver assicurato la funzionalita' dei servizi per anni, rischiano di andare a casa, entro il 31 dicembre 2009" si legge in una nota delle Rdb". L'amministrazione del comune di Bologna, dopo un anno di iniziative e mobilitazioni delle educatrici precarie dei nidi, sostenute da RdB, con il risultato di 30 assunzioni nel mese di giugno e con l'impegno di riaprire il tavolo di trattativa in settembre, e' nell'immobilismo piu' totale" denunciano le rappresentanze sindacali di base annunciando un presidio nel pomeriggio di oggi alle 15,30 in piazza Maggiore. 3 novembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
38 - 2Anno VI In questo numero: * Enti di ricerca, briciole dal 5 per mille e maglia nera all'Istat con 130 euro* Maxi offerta dei soci privati di Quantica * Vertici enti di ricerca, un boom di nomine * H1N1, trattamento peggiore della malattia? * Il decreto legislativo "Brunetta" è legge * Polizza sanitaria al Cnr, il cda stanzia bonus da 1,3 milioni? * Riordino in gran segreto per alcuni enti di ricerca * Per le malattie, Brunetta riallarga le fasce orarie * Tutti gli ex parlamentari vittime del terrorismo? 3 novembre 2009 - Il Bologna Occupazione. Lavoratori sgomberati
dalla polizia. Blitz in Consiglio provinciale Bologna - Sale la temperatura nella vertenza sui dipendenti Carlton che secondo i piani dell'azienda devono essere esternalizzati. Progetto che non piace ai lavoratori rappresentanti dalle Rdb, «anticamera di licenziamento», che nei giorni scorsi hanno fatto fallire una consultazione di Cgil e Cisl. Tensioni che poi hanno portato anche a dei provvedimenti, possono portare al licenziamento, contro un delegato Rdb. Ieri una ventina di lavoratori hanno occupato gli uffici di Ascom chiedendo un incontro con il presidente Enrico Postacchini. I dirigenti dell'associazione hanno condannato l'azione: «Le Rdb senza ragione si sono introdotte e si sono intrattenute in maniera illecita all'interno della nostra sede - spiega il vice presidente di Ascom Giancarlo Tonelli -. E' un accordo assolutamente positivo perchè i lavoratori non perderanno il posto di lavoro e lo stipendio». Poi la polizia ha sgomberato i lavoratori che si sono diretti in Provincia dove è stato sospeso il Consiglio e sono stati invitati ad uscire. «Uno striscione non è niente in confronto ai problemi reali dei lavoratori» hanno risposto prima di strappare un incontro, nei prossimi giorni, con l'assessore Anna Pariani. Accusata di non farli sedere al tavolo, come la Cgil e la Cisl. I grillini con Favia con hanno espresso solidarietà ai lavoratori. Alloggi. L'associazione replica
all'assessore alla Casa che promette tolleranza zero sulle occupazioni Bologna - Lassessore comunale alla Casa Milena Naldi, dai microfoni di Radio Città del Capo, parla delle misure anti-crisi sulla casa, di contributi stanziati e della speranza di revisione dei meccanismi di erogazione dei contributi regionali. "Perché - fa sapere - il fondo sociale regionale per laffitto è troppo spalmato, garantisce in media di 900 euro a famiglia, a nucleo, allanno e alle volte è anche meno. In momento di crisi reale dare 50-100 euro al mese non aiuta, è troppo poco". Ma avverte: "non tollereremo una nuova ondata di occupazioni come conseguenza della crisi e del problema casa". Parole che non sono piaciute molto allassociazione degli inquilini assegnatari (Asia- RdB) che ha subito replicato. "Le dichiarazioni dell'assessore Naldi - fanno sapere - perpetrano la politica dello struzzo per quanto riguarda l'emergenza abitativa sul nostro territorio tentando di illuderci che diminuendo le persone a cui si dà il contributo per l'affitto si migliora la situazione. Mentre di investire più fondi per il problema casa non si parla, anzi vengono diminuiti, così come non si tocca il caro-affitti e l'esistenza di migliaia di case sfitte. In più - accusa - si minaccia tolleranza zero per le occupazioni che altro non sono che un tentativo di usufruire di diritto, quello alla casa. Di nuovo all'emergenza sociale si risponde con soluzioni di ordine pubblico e ci si guarda bene dall'affrontare le vere cause del problema e quindi anche solo dal provare a risolvere. Luso delle forze dellordine viene invocato contro le vertenze sociali, trasversalmente contro il mondo del lavoro come alle problematicità del territorio. La speculazione immobiliare è ovviamente tutelata secondo la vecchia logica: potente coi deboli, debole coi forti. E significativo chequesta zelante difesa dei 'poteri forti' della città venga sostenuta e sviluppata dagli stessi settori politici di 'sinistra' che siedono a palazzo".(FR.MU.) 3 novembre 2009 - City Vertenza Carlton, le Rdb occupano lAscom Bologna - Manifestanti delle Rappresentanze sindacali di base hanno occupato ieri la sede dellAscom in strada Maggiore. Motivo del gesto, lo stato dagitazione allHotel Royal Carlton. Loccupazione - hanno spiegato le Rdb - si è resa necessaria perché Ascom e direzione dellHotel rifiutano ogni dialogo con le Rdb, nonostante siano il sindacato maggiormente rappresentativo fra i lavoratori che contestano la soluzione alla crisi prospettata: esternalizzazione dei lavoratori a cooperative, vista come lanticamera del licenziamento. Le Rdb accusano la controparte di "sconfinata arroganza" per aver di fatto obbligato i lavoratori al trasferimento e "proseguito sulla via del licenziamento del delegato Rdb Antonio Lo Monaco che a tutto ciò si oppone da mesi". I manifestanti hanno chiesto di incontrare il presidente Enrico Postacchini, poi hanno occupato i locali, mentre altri lavoratori presidiavano lentrata. Dal canto suo, lAscom ha duramente condannato "loccupazione illecita della propria sede" e si è rifiutato di incontrare il sindacato. Nel merito, peraltro, contesta le ragioni stesse della protesta, ricordando che laccordo accettato da Cgil e Cisl garantisce posto e stipendio ai lavoratori esternalizzati. Due ore dopo, i manifestanti hanno lasciato lAscom scortati dalla Polizia. 3 novembre 2009 - La Repubblica Le Rdb occupano l´Ascom, la polizia sgombera Bologna - Due ore di occupazione della sede di Ascom, finché la polizia non è intervenuta a sgomberarli. Tanto è durata la protesta messa delle Rdb e di alcuni lavoratori dell´hotel Royal Carlton, in sciopero contro l´esternalizzazione di alcuni dipendenti dell´albergo, nella sede dell´associazione dei commercianti nella centralissima Strada Maggiore. Al termine del blitz, i manifestanti hanno dovuto lasciare Palazzo Segni Masetti scortati dagli agenti del reparto mobile della polizia. Nessuna mediazione è stata possibile, perché l´associazione non ha acconsentito ad incontrare il sindacato. «E´ un epilogo triste - commenta il direttore di Ascom Giancarlo Tonelli - dovuto all´atteggiamento delle Rdb che senza ragione si sono introdotte nella nostra sede per dare seguito ad un´azione sindacale illogica». L´associazione, contestando le modalità dell´irruzione del sindacato nei propri uffici, ha subito fatto sapere di non essere disponibile ad una faccia a faccia e ha chiesto l´intervento delle forze dell´ordine. Sfiorata la protesta a oltranza, alla fine le Rdb, guidate da Luigi Marinelli, hanno accettato di lasciare il palazzo scortati dagli agenti. «Spiace che si sia giunti ad un finale del genere» osserva il presidente dell´associazione di Strada Maggiore Enrico Postacchini. Ascom, peraltro, contesta le ragioni stesse della protesta di oggi, ricordando che l´accordo accettato da Cgil e Cisl garantisce i lavoratori che saranno esternalizzati (26 in tutto, tre pare abbiano già accettato). «E´ un accordo assolutamente positivo - spiega Tonelli - Il comportamento di Rdb è fuori logica, soprattutto in un momento come questo». Asili nido, la battaglia dello
sciopero Genova - Asili nido: è ancora sciopero. Con giallo. Ad
annunciare la mobilitazione è il Comitato di difesa sindacale delle lavoratrici e dei
lavoratori della scuola del Comune di Genova con un volantino "da affiggere in tutti
i luoghi pubblici": l´11 novembre non solo lo sciopero interromperà il servizio, ma
dalle 10, alla Fiera di Genova, si formerà un presidio in occasione dell´inaugurazione
del Salone nazionale dell´educazione "Abcd". E iniziative di sensibilizzazioni
si ripeteranno alla Fiera, sfruttando la ribalta nazionale, anche nei due giorni
successivi. 3 novembre 2009 - La Nuova Ferrara/La Gazzetta di Reggio-Modena Contro il licenziamento di un
delegato sindacale e lesternalizzazione dei dipendenti BOLOGNA - Nellaula del Consiglio provinciale è
arrivata la protesta delle Rdb per il licenziamento di un suo delegato sindacale
allhotel Carlton e contro lesternalizzazione dei dipendenti. I manifestanti,
una ventina, sono arrivati esibendo uno striscione con scritto «No ai licenziamenti
politici» e chiedendo un incontro con lassessore provinciale al Lavoro. Sono stati
però invitati ad uscire. Hanno risposto così: «Uno striscione non è niente in
confronto ai problemi reali dei lavoratori. Facile per voi che sotto avete le auto blu».
I lavori del Consiglio provinciale sono stati sospesi per riprendere poco dopo le 15.30 a
fronte della possibilità di un incontro oggi. 3 novembre 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. Il Comune deve preoccuparsi
dei suoi precari Bologna - Il Comune deve preoccuparsi dei suoi precari negli asili nido e nelle materne. Questa la richiesta delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb) che rilanciano la mobilitazione per chiedere di stabilizzare educatrici e collaboratori scolastici degli asili e delle materne. Lo faranno con un presidio in piazza Maggiore oggi dalle 15.30, in concomitanza con i lavori del Consiglio comunale: chiesto anche un incontro all'assessore comunale all'Istruzione, Simona Lembi. 3 novembre 2009 - La Nazione L'Ente Cassa punta al 17% di AdF
«Governance, cambio necessario» Firenze - LA NOTIZIA che l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze è interessato a rilevare il 17,4% di Meridiana in Adf ha colto di sorpresa i sindacati. Eppure le voci su una possibile cordata fiorentina si rincorrono da tempo. E, in ogni caso, si profilano mesi caldi, dove si giocherà la partita che porterà a un cambio di governance. Il cda di Adf spa scade a fine anno, infatti, e a marzo si insedierà quello nuovo. I sindacati, che si stanno organizzando per costituire un consiglio di azienda e andare quindi alle elezioni per la Rsu, sperano effettivamente che un vento nuovo soffi quanto prima sull'aeroporto di Peretola. Dopo mobilitazioni e scioperi (gli ultimi a maggio e a settembre), i rapporti tra i rappresentanti dei lavoratori e la proprietà sono ridotti a zero. «Un cambio nella governance è più che necessario commenta Alessio Ammannati, della Cgil per il rilancio dell'aeroporto fiorentino e per il miglioramento dei rapporti sindacali. E' ora, infatti, di mettere mano all'organizzazione del lavoro». Da tempo, infatti, i sindacati chiedono la stabilizzazione dei precari e il rinnovo e il pagamento dei contratti integrativi. Che sia poi l'Ente Cassa a cambiare gli equilibri, attraverso un patto di sindacato con i soci pubblici che riesca a trasformare quel 17,4%, oggi in quota Meridiana, in una effettiva maggioranza, ai sindacati non dispiace. «ANCHE SE bisognerà attendere di capire sottolinea Ammannati se il cambio al vertice comporterà davvero un'inversione di rotta nella gestione dell'aeroporto». «Sarà il nuovo piano industriale a fare la differenza», dichiara Roberto Iuorio, della Fit-Cisl. «Non dovrà essere volto, infatti, a fare cassa e basta, com'è stato fino ad oggi». Più cauto Roberto Bencini, delle Rdb-Cub. «Il presunto interesse dell'Ente Cassa per le quote di Meridiana mi ha colto di sorpresa. Non è certo, poi, che l'operazione andrà a buon fine. Prima di pronunciarmi preferisco saperne qualcosa di più».(mo.pi.) 3 novembre 2009 - Liberazione Muore di crepacuore dopo il licenziamento Milano - È morto di crepacuore dopo dieci giorni dalla perdita del posto un lavoratore di una società di pulizie appalti ferroviari già in precarie condizioni di salute. A segnalare la vicenda sono i Cub di Milano. L'uomo, Saidur Rahman, era stato lasciato a casa il 19 ottobre, giorno in cui la Pietro Mazzone Ambiente aveva perso l'appalto di pulizie per Trenitalia nello scalo della Stazione Centrale di Milano in favore della Tim Service. Malgrado le rassicurazioni dei colleghi, afferma sempre la confederazione unitaria di base, la salute del lavoratore si è gradualmente aggravata fino al ricovero una decina di giorni dopo e al decesso in ospedale lo stesso giorno. Lettere. Licenziato perché non sta
"zitto" Cara "Liberazione", il 19 ottobre Maurizio
Stabile è stato licenziato. Maurizio è un portalettere da sempre impegnato nella difesa
dei diritti dei lavoratori e attivo nella denunzia delle condizioni di precarietà e di
pericolosità in cui lavorano i postini. Il 10 marzo 2008 - per ricordare Roberto Scavo
giovane precario morto mentre distribuiva la corrispondenza - insieme a Rifondazione, al
Cobas Pt Cub, ai Giovani comunisti e ai lavoratori di Como, organizza un'assemblea
pubblica, che ha per tema, la sicurezza sui posti di lavoro. Si vuole rompere il muro di
silenzio, che circonda le morti bianche in Poste italiane. La partecipazione dei
lavoratori e dei delegati sindacali è notevole e oltremodo significante è la presenza
dei genitori di Roberto Scavo, che narrano il loro dramma e l'isolamento vissuto fino a
quel momento. La mamma di Roberto più volte ripete che non esistono morti di serie B e
che la battaglia, che loro portano avanti, è per garantire ai portalettere maggiore
sicurezza, affinché ciò che è successo al loro ragazzo non accada a nessun altro. Il 29
maggio, data della riapertura del processo, le stesse organizzazioni e gli stessi
lavoratori presidiano il tribunale di Como. La famiglia di Roberto diventa la famiglia di
tutti i postini, i lavoratori vogliono far sentire che ci sono, manifestare tutto il loro
calore e la loro solidarietà, oltre a sensibilizzare l'opinione pubblica. Maurizio è
sempre in prima fila: volantina, parla con le persone che si fermano e solidarizzano. Non
è capace di stare zitto, lui ha 50 anni e dice, sempre, che Roberto sarebbe potuto essere
suo figlio (Roberto aveva 19 anni). Continua anche dopo il presidio, dal suo sito, a
denunciare le condizioni in cui operano i portalettere. La sua è una voce che scuote le
coscienze, che ti impone di muoverti, di far qualcosa. Ti dice che non puoi rimanere a
guardare. Maurizio è stato licenziato, non perché "fannullone", il suo lavoro
lo fa con spirito di servizio, perché lui crede che Poste sia un servizio per la
collettività. E' stato licenziato per aver danneggiato, con le sue denunce, l'immagine di
Poste. Il messaggio è chiaro: nessuno deve sapere e se si muore pazienza, è un semplice
incidente stradale. I postini muoiono sulla strada (perché la strada è il loro posto di
lavoro) lasciati sull'asfalto, come cani abbandonati in estate, in autostrada, dai
padroni. I cani hanno servizi sui telegiornali. I postini no. 3 novembre 2009 - Il Giorno Operaio perde il posto e muore di crepacuore MILANO - È MORTO di crepacuore dopo dieci giorni dalla perdita del posto un lavoratore di una società di pulizie appalti ferroviari già in precarie condizioni di salute. A segnalare la vicenda sono i Cub di Milano. L'uomo, Saidur Rahman, era stato lasciato a casa il 19 ottobre, giorno in cui la Pietro Mazzone Ambiente aveva perso l'appalto di pulizie per Trenitalia nello scalo della stazione Centrale di Milano in favore della Tim Service. Malgrado le rassicurazioni dei colleghi, afferma sempre la confederazione unitaria di base, la salute del lavoratore si è gradualmente aggravata fino al ricovero una decina di giorni dopo e al decesso in ospedale lo stesso giorno. E sempre in tema di tragedie sul lavoro, ieri un operaio di 61 anni è rimasto vittima di un incidente all'interno dell'officina meccanica in cui stava lavorando, in via Ripamonti. L'uomo mentre stava compiendo un intervento di riparazione su un'auto, ha riportato lievissime ferite alle mani e alle braccia. Soccorso dai colleghi, si è fatto medicare sul posto rinunciando al trasporto in ospedale. 3 novembre 2009 - Il Tirreno SINDACATI CONTRO LIVORNO - «Lo sciopero di domenica ha assunto un significato enorme. I lavoratori hanno sposato la linea decisa delle rsu e alla fine hanno detto: "Siamo stanchi di farci prendere in giro"». Non ha dubbi Diego Perez, rappresentante del sindacato di base Sdl e membro della rsu interna dellIpercoop: «Lo sciopero di domenica è stato un successo sia per i rappresentanti sindacali che per i lavoratori che hanno aderito in massa (oltre il 90%)». Perez ribadisce le ragioni della protesta e risponde alle accuse dellazienda: «La storia della maggiorazione già prevista in busta paga in caso doppia festività è unassurdità, uno specchietto per le allodole: quei soldi rappresentano una sorta di rimborso per la festività che viene "bruciata" nel corso del mese e sono previsti per tutti i dipendenti, anche quelli che scelgono di non lavorare nel weekend. Non solo: ci sarebbero spettati anche se domenica lipermercato fosse rimasto chiuso». Il sindacato di base chiede che ai lavoratori sia riconosciuta la prestazione straordinaria festiva (una giornata doppia oltre al ventiseiesimo del contratto nazionale). «A fare gli scioperi - conclude Perez - non si diverte nessuno. Ma in questo caso la responsabilità è tutta dellazienda che ci ha avvisato dellennesimo cambio di linea solo venerdì». E la "scorrettezza" dei vertici sembra essere lunico punto di incontro tra sindacati di base e confederali. «Domenica - interviene Franco Franceschini (Filcams Cgil) abbiamo proclamato mezzora di sciopero proprio per protestare contro latteggiamento tenuto dai vertici. Ma quella della rsu è una richiesta inapplicabile, perché fuori dal contratto nazionale. Fermare lIpercoop è stato un errore. Non stiamo parlando di uno sciopero scolastico: qui si perdono incassi e immagine».(j.g.) 3 novembre 2009 - La Stampa Retroscena. La ripartizione dei
fondi dei contribuenti TORINO - AllIstat si è aperta la caccia ai tre
sconosciuti e ormai leggendari benefattori che hanno destinato il loro 5X1000
allistituto. Sono stati gli unici in Italia. Il loro contributo di 58,03 euro è
salito a 130 solo grazie alla ripartizione di chi aveva indicato un settore generico senza
indicare alcun ente. Il sindacato dellRdb-Cub ironizza: «Ma come? Con un
presidente, un direttore generale, 18 direttori centrali e 60 capi servizio a
sottoscrivere sarebbero dovuti essere almeno in 80, per spirito di corpo. Forse la
credibilità dellistituto è bassissima anche tra i suoi vertici?». 2 novembre 2009 - Adnkronos BOLOGNA: LAVORATORI 'ROYAL CARLTON' OCCUPANO ASCOM,A BREVE INCONTRO IN PROVINCIA Bologna, 2 nov. - (Adnkronos) - Si è conclusa con un presidio in consiglio provinciale la giornata di mobilitazione delle Rdb a fianco dei lavoratori del Royal Carlton Hotel di Bologna. Una giornata iniziata con la decisione di indire uno sciopero immediato contro la decisione della direzione di trasferire i lavoratori alle cooperative. I dipendenti e i rappresentanti delle Rdb hanno dunque organizzato un presidio sotto la sede Ascom e ne hanno occupato i locali. La mobilitazione è proseguita poi durante la seduta del consiglio provinciale, dove è stato srotolato uno striscione ed è stato chiesto un incontro urgente all'assessore provinciale al Lavoro che ha già trattato di tale questione, ma «esclusivamente con Cgil e Cisl» afferma Massimo Betti delle rappresentanze sindacali di base. La giornata si è conclusa con la garanzia di un incontro entro la settimana con l'assessore. MILANO: CUB, MUORE DI CREPACUORE DOPO AVER PERSO IL LAVORO Milano, 2 nov. - (Adnkronos) - È morto di crepacuore dopo dieci giorni dalla perdita del posto un lavoratore di una società di pulizie appalti ferroviari già in precarie condizioni di salute. A segnalare la vicenda sono i Cub di Milano. L'uomo, Saidur Rahman, era stato lasciato a casa il 19 ottobre, giorno in cui la Pietro Mazzone Ambiente aveva perso l'appalto di pulizie per Trenitalia nello scalo della Stazione Centrale di Milano in favore della Tim Service. Malgrado le rassicurazioni dei colleghi, afferma sempre la confederazione unitaria di base, la salute del lavoratore si è gradualmente aggravata fino al ricovero una decina di giorni dopo e al decesso in ospedale lo stesso giorno. 2 novembre 2009 - Caserta news Costituito sindacato RdB nell'azienda Salerno Mobilità Spa Salerno - Nell'Azienda Salerno Mobilità Spa, società con capitale sociale interamente detenuto dal Comune di Salerno, si è costituito il terminale associativo dell'Organizzazione Sindacale Rappresentanze Sindacali di Base - RdB - aderente alla Confederazione Unitaria di Base CUB. I lavoratori hanno designato, Rosario Guerra e Vincenzo De Stefano a coordinare la struttura sindacale per lo sviluppo e la diffusione del progetto del sindacalismo di base. L'avvio delle relazioni sindacali è stato ufficializzato il giorno 30 ottobre con un incontro tenuto con il CdA di Salerno Mobilità Spa presso la sede di Piazza Principe Amedeo a Salerno. La delegazione RdB CUB è stata ricevuta dall'Avvocato Stefano Solibene responsabile delle relazioni sindacali e del personale. L'incontro è stato franco e denso di contenuti in merito alle relazioni sindacali da intraprendere, all'organizzazione del lavoro, la formazione nonché riqualificazione dei dipendenti di Salerno Mobilità che da anni sono impegnati nella gestione coordinata delle aree di sosta urbane con la gestione dei parcheggi, lavorando alla tutela e la razionalità del sistema di mobilità cittadina. L'azienda ha chiesto un dettagliato resoconto delle rivendicazioni che RdB CUB si propone di presentare dopo un confronto assembleare con i lavoratori. A partire dai diritti e della dignità dei lavoratori, RdB CUB prende atto della disponibilità dimostrata dall'Azienda e la attendono alla prova dei fatti. 2 novembre 2009 - Cronache del Mezzogiorno La sigla sindacale approda nella Spa
del Comune capoluogo Salerno - Approda anche nell'Azienda Salerno Mobilità Spa, società con capitale sociale interamente detenuto dal Comune di Salerno, si è costituito il terminale associativo dellOrganizzazione Sindacale Rappresentanze Sindacali di Base - RdB - aderente alla Confederazione Unitaria di Base CUB. I lavoratori hanno designato, Rosario Guerra e Vincenzo De Stefano a coordinare la struttura sindacale per lo sviluppo e la diffusione del progetto del sindacalismo di base.Lavvio delle relazioni sindacali è stato ufficializzato lo scorso 30 ottobre con un incontro tenuto con il CdA di Salerno Mobilità Spa presso la sede di Piazza Principe Amedeo a Salerno. La delegazione RdB CUB è stata ricevuta dallAvvocato Stefano Solibene responsabile delle relazioni sindacali e del personale. "Lincontro è stato franco e denso di contenuti in merito alle relazioni sindacali da intraprendere, allorganizzazione del lavoro, la formazione nonché riqualificazione dei dipendenti di Salerno Mobilità che da anni sono impegnati nella gestione coordinata delle aree di sosta urbane con la gestione dei parcheggi, lavorando alla tutela e la razionalità del sistema di mobilità cittadina - si legge in una nota diffusa dal segretario provinciale Pietro Di Gennaro - Lazienda ha chiesto un dettagliato resoconto delle rivendicazioni che RdB CUB si propone di presentare dopo un confronto assembleare con i lavoratori. A partire dai diritti e della dignità dei lavoratori, RdB CUB prende atto della disponibilità dimostrata dallAzienda e la attendono alla prova dei fatti". 2 novembre 2009 - Il Resto del Carlino I sindacati: «La caserma è una
discarica Per questo il secondo varco resta chiuso» Ferrara - LA DEFINISCONO una discarica. Secondo i sindacati Confsal, Rdb Cub e Uil, il cimitero' dei vecchi automezzi lasciati a morire a ridosso del confine con la casa protetta per anziani Santa Caterina' sarebbe il vero motivo per cui non viene aperto un secondo accesso alla sede del comando provinciale di Ferrara dei vigili del fuoco. «A tre anni dall'incidente in cui è stato coinvolto il nostro collega Marco Galan, assistiamo a un totale immobilismo», accusano le organizzazioni di categoria. La «situazione di rischio» non è stata risolta e gli «automezzi del comando, del 118, dei dipendenti, e degli esterni» continuano a utilizzare «un unico portone d'entrata con il grave pericolo che si possa ripetere» quanto successo all'esperto vigile del fuoco. Nel 2006, Marco Galan era sdraiato a terra, quando un corriere postale entrò nella caserma. L'autista non si accorse di un cavo teso fra due automezzi e ci andò a sbattere contro. Uno dei due veicoli travolse il vigile, che ancora oggi è in stato vegetativo. Nel 2007 arriva un nuovo dirigente e i sindacati affrontano subito la questione della sicurezza sul posto di lavoro. «Considerato il drammatico incidente scrivono in una nota congiunta Confsal, Rdb Cub e Uil pensavamo che la cosa si potesse risolvere nel più breve tempo possibile, ma ancora oggi» e nonostante «i ripetuti inviti, la situazione è immutata». La sede del comando provinciale è dotata di un secondo varco che la collega con i magazzini e che se aperto potrebbe evitare il transito dei veicoli «esterni all'amministrazione nelle aree operative, dove il personale svolge le attività di controllo dell'efficienza di automezzi, attrezzature e di addestramento». Il 23 di ottobre i sindacati si sono incontrati con il comandante e hanno discusso dell'argomento. «Abbiamo ascoltato la solita telenovela. La strada, via Luciano Chailly, è ancora privata e fino a quando il sindaco non la rende pubblica non possono transitare automezzi». I SINDACATI dubitano che alle due amministrazioni che si sono avvicendate dal 2006 a oggi siano stati necessari «anni per soddisfare una richiesta di un comando provinciale dei vigili del fuoco, legata alla sicurezza sul lavoro». Tiziano Tagliani, raggiunto telefonicamente, dichiara di non sapere a che punto sia l'iter. «Non posso essere a conoscenza spiega della situazione di tutte le strade di Ferrara. Contatti il nostro ufficio Viabilità». Nelle organizzazioni si è così instillato il dubbio che «il comandante sia preoccupato dal fatto che l'utilizzo del secondo varco metterebbe in risalto la discarica' dei vecchi automezzi. Quel mucchio di rottami rappresenta una situazione di pericolo e degrado, oltretutto in contrasto con la normativa vigente e senza dimenticare il pericolo di infestazioni d'insetti a ridosso di una struttura che ospita persone che necessitano di assistenza costante». Ma non è solo la sicurezza ad agitare i vigili del fuoco di Ferrara. «Un altro elemento di dissapore è rappresentato dal trattamento» del personale inviato nelle zone colpite dal sisma in Abruzzo, «dove dalle 6 del mattino al tramonto i vigili del fuoco lavorano incessantemente». I vigili sono contrariati «dall'atteggiamento del nostro comandante che con grande fiscalità, discutibile sul piano delle procedure contabili, rende difficoltoso al personale ricevere l'anticipo di missione. Parliamo di 22 euro che permetterebbero di usufruire di un pasto durante il rientro dopo una settimana di lavoro». 2 novembre 2009 - Viterbo Oggi Condannato il Comune contro una dipendente RdB Riceviamo e pubblichiamo. 2 novembre 2009 - Il Tirreno Ipercoop bloccata dallo sciopero LIVORNO - Uno sciopero ha bloccato ieri
lIpercoop. Lazienda ha provato ad aprire lipermercato mettendo alle
casse i pochi lavoratori che non hanno aderito allagitazione ma non potendo
garantire il normale deflusso della clientela alla fine ha dovuto arrendersi. E così,
dopo aver funzionato a singhiozzo per tutta la mattinata, a mezzogiorno e mezza
lipermercato è stato chiuso. 2 novembre 2009 - La Nazione L'Ipercoop chiude, sciopero riuscito LIVORNO - APERTURA a singhiozzo fino alle 12.30, con sole sei casse in funzione, ed una quindicina di addetti regolarmente al lavoro in tutto il supermercato, poi la resa definitiva allo sciopero proclamato dai sindacati di base dell'Ipercoop Fonti del Corallo per contestare il dietrofront della direzione aziendale in merito al riconoscimento della paga per lo straordinario festivo della domenica di Ognissanti. Per non saltare l'appuntamento con la prima domenica di apertura del supermercato coincidente ieri con la festa comandata del Primo Novembre, Unicoop del Tirreno ce l'ha messa tutta. Incluso dicono gli organizzatori della clamorosa «serrata», «arruolare alle casse e come assistenti agli scaffali, anche il personale amministrativo, i coordinatori e i capireparto. Ma alla fine della fiera, hanno dovuto rassegnarsi ad abbassare la saracinesca dell'ipermercato, invitando i clienti ad uscire, perché lo sciopero cui stavolta ha aderito la stragrande maggioranza dei dipendenti è andato a segno, paralizzando l'attività e rendendone impossibile la prosecuzione, dopo mezzogiorno e mezza. DAL CANTO LORO i rappresentanti sindacali della Sdl Ipercoop Fonti del Corallo hanno tenuto duro, mantenendo la promessa annunciata sabato al nostro giornale di mettere in piedi il presidio ad oltranza fin davanti agli ingressi del supermercato fin dalle 3.30 del mattino. «Per informare spiegano i dipendenti che ancora non era stato possibile avvisare, visti i tempi ristretti con cui l'azienda ci ha comunicato che non ci avrebbe pagato la giornata di straordinario». Come noto, infatti, la direzione dell'ipermercato, prima ha dato l'ok al riconoscimento in busta paga del lavoro straordinario nel giorno nella domenica di Ognissanti, ha poi fatto marcia indietro, comunicandolo alle rappresentanze sindacali soltanto venerdì mattina, con soli due giorni di preavviso sull'apertura festiva. Un comportamento, questo, che è stato stimmatizzato anche da Cgil, Cisl e Uil, che hanno criticato la condotta altalenante di Unicoop Tirreno, imputandogli di «creare confusione e disagi ai dipendenti». LA TRIPLICE però aveva scelto una linea di protesta più «soft», proclamando sì lo sciopero, ma soltanto per mezz'ora a fine turno. Una mobilitazione che avrebbe comunque consentito l'apertura domenicale dell'Ipercoop, anche se avrebbe magari anticipato la chiusura alle 20, anziché alle 21 previste. In realtà, invece, ieri soltanto i livornesi più mattinieri hanno potuto far la spesa. Le casse sono state aperte regolarmente dalle 10 alle 11, poi sono state chiuse, poi hanno riaperto dalle 11.30 alle 12.30. Nel pomeriggio, chi si è recato alle Fonti del Corallo, ha trovato le saracinesche dell'ipermercato abbassate e un cartello ad avvisarli della «chiusura causa sciopero». Ne hanno beneficiato gli altri esercizi del centro commerciale, soprattutto, i negozi del centro città, regolarmente aperti come lo saranno sempre, da qui, a Natale. 1 novembre 2009 - Tribuna Economica Energia: Mse, partecipazione lavoratori settore elettrico Il Ministro dello Sviluppo Economico, on. Claudio Scajola,
ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore
elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le Organizzazioni Sindacali
"RdB-CubEnergia" e "Cobas Lavoro Privato" aderivano allo
sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da Sdl Intercategoriale
e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre 2009. 1 novembre 2009 - La Nazione Il precedente del 17 ottobre Livorno - RISALE AL 17 ottobre l'ultimo sciopero ei dipendenti di Ipercoop Livorno. «Una giornata di chiusura straordinaria e di paralisi dell'attività che dicono i sindacati di base è stata letteralmente nascosta ai clienti. Gli avvisi lanciati dagli altoparlanti e i cartelli all'interno dell'ipermercato parlavano di "problemi tecnici" per giustificare i disagi e l'impossibilità di aprire altre casse. La realtà è invece che la causa di ciò è l'adesione di buona parte dei dipendenti allo sciopero generale indetto dalle sigle Cobas, Cub e SdL intercategoriale». 1 novembre 2009 - La Tribuna di Treviso Firme per il voto agli stranieri Treviso - Una raccolta di firme per sostenere la proposta
di legge presentata alla Camera in questi giorni da un ampio schieramento di forze e che
mira a dare agli immigrati il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo cinque
anni di regolare residenza in Italia. Liniziativa è promossa da UnAltra
Treviso, Associazione Difesa Lavoratori, Verdi. 1 novembre 2009 - Il Messaggero Veneto Rincorsi e minacciati da teste
rasate Pordenone - Forti intimidazioni sono state denunciate
da alcuni appartenenti alla galassia della sinistra di Pordenone nel corso della
manifestazione di Casa Pound che si è svolta in città la scorsa settimana. Ne hanno
parlato, in una conferenza stampa al caffè Letterario, appartenenti a Comitato 25 aprile,
Anpi Pordenone, Arci Tina Merlin Montereale, Iniziativa libertaria, Circolo libertario
Zapata, Giovani comunisti Pordenone, Rifondazione comunista, Rdb Cub Pordenone, Cobas
scuola e Uis-Ait Pordenone.Il banchetto predisposto da Casa Pound in piazza Cavour aveva
suscitato nei giorni precedenti lindignazione di una parte della sinistra
pordenonese, cui era stata negata lautorizzazione per manifestare. I collettivi
comunque avevano deciso di "rispondere" con un volantinaggio in piazza
Risorgimento, dove hanno denunciato di essere «rimasti imprigionati» per oltre tre ore. 1 novembre 2009 - Il Resto del Carlino Gli operai: continueremo a
presidiare la Manuli Ascoli - «I CENTOQUARANTA lavoratori che la Manuli reintegrerà sono il risultato della lotta che i dipendenti dello stabilimento hanno portato avanti dal 3 agosto fino ad oggi. Il risultato portato a casa dai sindacati è invece la perdita di 240 posti di lavoro». Ci sarà sicuramente qualcuno soddisfatto dall'accordo raggiunto al Ministero dello Sviluppo Economico, ma la gran parte dei dipendenti della Manuli Idraulica non brinda all'ipotesi firmata da Cgil, Cisl e Uil. Ad affermarlo e a farsi portavoce dei lavoratori è ancora una volta Andrea Quaglietti, Rsu della Manuli e rappresentante sindacale Sdl che, in proposito, aggiunge: «I sindacati confederali non si sono battuti per tutti i dipendenti, non hanno lottato per mantenere attivo il sito: se ci fosse stata una lotta più dura non si sarebbe permesso all'azienda di smantellare il sito ascolano, come invece accadrà a breve. Noi, come lavoratori, continuiamo a presidiare l'azienda, perché non accettiamo che questo avvenga. La lottizzazione dell'area presuppone un lento declino dell'attività produttiva che continua, comunque, in Cina». Per farla breve, l'opinione diffusa tra i lavoratori è che l'azienda «abbia utilizzato la cessazione di attività per ridurre l'organico drasticamente, invece di dichiarare lo stato di crisi». INDUBBIAMENTE, l'ipotesi d'accordo firmata al Ministero, ha accentuato ancora di più la spaccatura già esistente tra Ugl e Sdl e Cgil, Cisl e Uil. E cioè gli stessi sindacati confederali che, all'annuncio della nuova manifestazione che si sarebbe dovuta svolgere sabato scorso, avevano risposto picche all'invito rivolto loro dal Coordinamento dei Lavoratori del Piceno. Nel corso dell'incontro romano, Ugl e Sdl hanno abbandonato la seduta, perché non soddisfatti della proposta fatta dall'azienda, firmata, invece, dalle altre sigle sindacali presenti. Una situazione che sembra abbia portato anche alla decisione, d'ora innanzi, di tenere assemblee sindacali separate. E quindi, se per Cgil, Cisl e Uil c'è un buon punto di partenza da offrire ai lavoratori, per le altre sigle sindacali la lotta continua. «Il presidio non si toglie ha detto ancora Quaglietti . Ancora non è stato predisposto un piano d'azione', ma lunedì ci incontreremo per decidere il da farsi. L'accordo firmato a Roma non è l'obiettivo che ci eravamo prefissi. L'azienda mantiene l'organico minimo per far andare avanti quella sezione ancora aperta, ma non avvia un piano industriale strategico per il territorio e continua a produrre tubi in Cina da rivendere in Italia, mentre i lavoratori continuano a pagare il prezzo, sempre più alto, della crisi». 1 novembre 2009 - La Provincia fiat: la mobilitazione MILANO - Fiat vuole smobilitare il Centro stile e progettazione, l'ultimo baluardo dello stabilimento di Arese, ma gli operai non ci stanno e annunciano scioperi a oltranza. La decisione è stata presa da Slai-Cobas e FlmU-Cub, che hanno tenuto le rispettive assemblee in due angoli diversi della fabbrica, mentre la Fiom-Cgil si riunirà martedì, ma ha già fatto sapere che «se la Fiat non intende trattare, anche per noi non si tratta». Il Lingotto ha annunciato di voler trasferire a Torino 230 lavoratori in cassa integrazione fino al 3 gennaio. |