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Il Sindacato di Base e Indipendente

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12/11/09

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 31 ottobre 2009


Botta e Risposta: Paolo Leonardi su PdCI TV


31 ottobre 2009 - Liberazione

Al via la prima assemblea con partiti, collettivi, associazioni e sindacati
Contro il "modelllo Roma" di Alemanno il movimento si rimette a lavoro

Roma - Tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria, Roma ha visto un aumento del 282% nel periodo tra gennaio e marzo del 2009 (219% nel Lazio). E questo, di fronte a un dato nazionale nello stesso periodo del 184%. Entro la
fine dell'anno si prevedono settantamila cassaintegrati. Sono questi a grandi linee i dati della crisi economica a Roma.
Dati che ieri sono stati sottolineati nel corso dell'assemblea, la prima di una lunga serie, di un cartello di associazioni e partiti che intendono reagire alla devastazione sociale indicando i veri responsabili della crisi economica. L'assemblea si è tenuta presso l'associazione "Esquilino domani" ed è stata davvero molto partecipata, tanto che per tutta la prima ora e mezza di discussione molti sono stati costretti a rimanere fuori. Tra gli altri, tra i primi firmatari figurano Prc e Pdci, Sinistra critica, Rete dei comunisti, e diversi coordinamenti, associazioni e pezzi di sindacato: il coordinamento precari della scuola, il coordinamento dei collettivi "La Sapienza", Sinistra e libertà, Comunisti uniti, Pcl, ed anche "Rete 28 aprile" e "Lavoro e società" (entrambi aree della Cgil). Moltissimi gli interventi, da Asia-Rdb, ad Sdl, Usi, Ait, Attac, Unione inquilini. L'obiettivo è quello di fare in modo che "nessuno resti solo" di fronte alla crisi economica. Un obiettivo concreto, che in diversi interventi è stato declinato con la necessità di rendere gratuiti, per esempio, i servizi per disoccupati, migranti e precari; ma anche un obiettivo politico, che mette insieme diverse forze sociali e politiche nella prospettiva di costruire non un cartello elettorale ma un punto di riferimento di opposizione e di mobilitazione.
Tra i temi in discussione, ovviamente, c'è il "modello Roma", della giunta Alemanno. E c'è anche un modello di sviluppo economico, tutto basato sulla rendita fondiaria e sui servizi, concorrenziali sul costo del lavoro, ormai giunto al capolinea. Non a caso, tra le varie proposte è uscita quella di una
manifestazione da tenersi a marzo del 2010. Per adesso è al lavoro un "gruppo di continuità" che tesserà reti territoriali e garantirà la presenza unitaria nelle varie situazioni di lotta e nelle vertenze.
«Si rende necessario - si legge nel documento di convocazione - connettere le realtà politiche, sociali, di movimento, sindacali per costruire una efficace risposta unitaria alla crisi a Roma. Un percorso di discussione e di azione che permetta di supportare le lotte e le vertenze che si sviluppano nella città e allo stesso tempo provi a costruire percorsi di mobilitazioni sociali unitari». Insomma, il tema dell'unità diventa centrale. E ne sanno qualcosa i lavoratori dell'Eutelia, in lotta da mesi contro l'azzeramento dei posti di lavoro.
Lavoratori che se la possono cavare solo con la solidarietà. E se, da una parte, la sfida è quella di connettere salario e reddito sociale, dall'altra, non si può far finta che la risposta alla crisi non sia una trasversalità che rimetta insieme i frammenti del vivere sociale. Una risposta di quantità ma anche di qualità che riponga al centro un modello di sviluppo diverso e alternativo. Per Giuseppe Carroccia, segretario del Prc di Roma, a questo punto «occorre non disperdere il patrimonio potenziale di conoscenze e disponibilità e mettersi subito al lavoro per aprire vertenzialità nei territori». «A questo intervento va data continuità. Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di rivederci a breve (il 4 novembre, ndr) per stringere su alcuni temi».(F.S.)

Fermati gli impianti a Torrevaldaliga Nord

Civitavecchia - L'indiscutibile successo dello sciopero generale del sindacalismo di base, svoltosi venerdì scorso con 100mila lavoratori che hanno manifestato per le vie della capitale, ha avuto giovedì 29 ottobre uno straordinario e significativo epilogo: nell'ambito del programma settimanale di sciopero previsto per le centrali elettriche, impossibilitate per legge a fermarsi nello stesso giorno, i lavoratori turnisti di Torrevaldaliga Nord hanno infatti incrociato le braccia fermando gli impianti di produzione. Un fatto importante rispetto al quale Rifondazione Comunista esprime grande soddisfazione.
Con la crisi che batte sulle famiglie italiane, lo sciopero rappresenta un evidente sostegno alla piattaforma del sindacalismo di base per il blocco dei licenziamenti e l'istituzione di un reddito minimo garantito, contro lo scudo fiscale, i tagli alla scuola, il precariato. Esso costituisce altresì una reazione al tentativo di governo e Confindustria di azzerare il conflitto nel nostro paese, imponendo la prassi degli accordi separati: una pratica che vorrebbe spingere il sindacato non più alla semplice moderazione, come avvenuto durante la concertazione, bensì all'effettiva complicità con il padronato. Non a caso allo sciopero hanno partecipato anche numerosi iscritti della Filcem Cgil.
Appare d'altro canto innegabile come la fermata degli impianti, che ha preso in contropiede l'azienda elettrica imponendole una pesante perdita economica e non pochi problemi gestionali, sia la naturale conseguenza del pessimo clima raggiunto sul piano delle relazioni sindacali interne, laddove alle mancate risposte su temi di primaria importanza - dalla sicurezza all'organizzazione del lavoro - si aggiungono da tempo una sfilza di favoritismi e intimidazioni francamente intollerabili. O anche di palesi forzature indegne per un'azienda come Enel, che mirano a dividere le organizzazioni sindacali e alimentano tensioni tra i lavoratori: prova ne sia il recente accordo sul semiturno firmato solo con una parte della Rsu e senza l'assenso dei delegati RdB e Cgil, a cui è stata impedita anche la semplice convocazione di una assemblea. Un modo di procedere a cui ieri è stato detto basta.
Federazione di Civitavecchia


31 ottobre 2009 - La Repubblica

Brindisi, sciopero negato all´Enel
Il ministro precetta i turnisti. I sindacati: limitazione inaccettabile
La spa: la centrale è fondamentale per la sicurezza del sistema elettrico nazionale
di SONIA GIOIA

BRINDISI - I lavoratori del settore elettrico non possono e non devo scioperare. Il diktat arriva direttamente dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, precetto che colpisce anche i turnisti della centrale Enel di Brindisi Federico II. Azzerate quindi le iniziative per domani e lunedì organizzate da RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro Privato, sigle che avevano annunciato la partecipazione allo sciopero generale indetto dalla Confederazione Unitaria di Base, da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas. Le motivazioni alla base della precettazione hanno a che fare, lo comunica la stessa Enel, con l´importanza della centrale brindisina nel panorama energetico nazionale.
L´impianto di Cerano è infatti composto da quattro sezioni da 660 megawatt per una potenza totale di 2.640 megawatt, lo sciopero dunque, avrebbe come conseguenza un black out giudicato intollerabile per la nazione. A interpretare il messaggio di Scajola ci pensa l´Enel: "Il ministero ha spiegato – dicono dalla centrale - che l´ordinanza dispone per l´1 e il 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell´ulteriore personale addetto all´esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l´incompatibilità di astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale".
Precettazione del tutto indigesta per i sindacati, Cobas in testa. Lo sciopero elettrico, come lo chiamano gli addetti ai lavori, era stato organizzato "con assoluto senso di responsabilità", scandito in due tranche proprio per non incorrere nelle conseguenze paventate dal ministro. Allo sciopero generale del 23 ottobre hanno partecipato infatti solo i lavoratori giornalieri, la seconda ondata di sciopero prevista per i primi di novembre era stata organizzata invece per i turnisti di tutta Italia, a gruppi di quattro-cinque centrali per volta. "La precettazione dall´alto del ministro Scajola – ribatte Bobo Aprile dei Cobas di Brindisi – è una ulteriore, ingiustificata e inaccettabile limitazione del diritto allo sciopero". I sindacati intanto preparano la controffensiva, iniziative che saranno preannunciate nei prossimi giorni.


31 ottobre 2009 - Il Giornale di Sondrio

Con la Rdb Cub un convegno dedicato alla nostra sanità

SONDRIO - Un convegno per fare il punto sulla sanità nella nostra provincia. Un momento di riflessione e analisi che vedrà confrontarsi i vertici dell'Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna e dell'Asl di Sondrio con lavoratori, sindacati, forze politiche e sociali. L'iniziativa è in cartellone per giovedì 5 novembre alle 21 nella sala Besta della Banca Popolare di Sondrio. A organizzare il convegno dal titolo «Quale futuro per il sistema sanitario in provincia di Sondrio» è la federazione provinciale Rdb Cub. Interverrano in qualità di relatori i direttori generale di Aovv e Asl, Marco Votta Luigi Gianola , e il coordinatore nazionale sanità Rdb Cub, Gianfranco Bignamini . Si tratteranno argomenti locali in relazione agli indirizzi, attuali e futuri, della politica sanitaria messa in atto da Regione Lombardia.


31 ottobre 2009 - Il Messaggero Veneto

COMIZIO IN PIAZZA
I giovani di sinistra accusano le teste rasate

Pordenone - Oggi alle 15, nella corte interna del Caffè Letterario di piazza della Motta, Comitato 25 Aprile, Anpi, Arci "Tina Merlin" Montereale, Iniziativa Libertaria, Circolo Libertario Zapata, Giovani Comunisti, Rc, Rdb-CUB, Cobas e Usi/Ait terranno una conferenza stampa per denunciare con testimonianze dirette che sabato scorso, dopo l’autorizzzazione del presidio a Casa Pound Italia, durante il pomeriggio, per diverse ore, «almeno una decina di teste rasate dichiaratamente fasciste e vicine a gruppi neonazisti hanno prima minacciato e poi inseguito alcuni ragazzi colpevoli di aver partecipato a un volantinaggio svoltosi in piazza Risorgimento».


31 ottobre 2009 - La Nuova Ferrara

«La caserma non è ancora sicura»
La denuncia dei vigili del fuoco

Ferrara - «Dopo tre anni dall’incidente che ha colpito il nostro collega Marco Galan assistiamo ad un totale immobilismo sugli accessi nella sede del Comando provinciale, permanendo così una situazione di rischio immutata che vede automezzi del Comando, del 118, dei dipendenti e quelli esterni di ‘corrieri e quant’altro’ confluire in promiscuità in un unico portone di entrata con il grave rischio che si possa ripetere un altro incidente».
I sindacati dei vigili del fuoco di Ferrara, Confsal, RdB Cub, Uil P.A. denunciano la permamente pericolosità della caserma in cui si registrò il drammatico incidente di Galan. E spigano che già dall’insediamento dell’attuale dirigente, l’ingegner Guglielmo Guglielmi, avevano affrontato il problema della sicurezza sul lavoro e «pensavamo che la cosa si potesse risolvere nel più breve tempo possibile». Così nei giorni scorsi i sindacati dopo un incontro hanno dovuto prendere atto che la strada è privata e fino a quando il Comune non la renderà pubblica non possono transitare automezzi. «Siamo stanchi di essere presi in giro!!!».
Ma i sindacati denunciano anche che «l’utilizzo del secondo varco metterebbe in risalto la "discarica" e ci riferiamo al cimitero di vecchi automezzi dimessi posto a ridosso del confine con la casa protetta per anziani "S. Caterina"».


31 ottobre 2009 - Il Gazzettino

Venezia. Se la vicenda dei cosiddetti "bigliettai furbetti"...

Venezia - Se la vicenda dei cosiddetti "bigliettai furbetti" approderà in un’aula di Tribunale, l’amministrazione comunale intende costituirsi parte civile. Lo ha deciso ieri la Giunta, su proposta dell’assessore alla Mobilità (ed ex presidente di Actv) Enrico Mingardi. La questione, portata a galla da un filmato di "Striscia la notizia" è però tutt’altro che chiara. Da un lato c’è il bigliettaio manesco che ha spintonato l’attore ingaggiato da Mediaset, il quale ha subito ammesso pubblicamente le sue responsabilità per quel gesto. Per quanto riguarda la presunta cresta sui biglietti venduti ai turisti, occorre verificare se effettivamente il resto sia stato trattenuto, perché i filmati mostravano che il resto veniva subito restituito una volta reclamato.
«Ho visto il video e sono rimasto negativamente impressionato - commenta Giampietro Antonini, segretario del sindacato Rdb Cub - però se è vero quello che viene fuori, i responsabili si devono assumere la responsabilità. Da cittadino, però, sentire che Comune e Actv fanno i "puri" lo trovo un discorso da farisei. Proprio loro che da una vita trattengono un euro ad ogni turista, che in realtà non serve a migliorare i servizi all’utenza, ma per ripianare i conti del Comune».
Antonini annuncia poi una mossa nei confronti di amministratori e dirigenti.
« Ho pronto un esposto alla Corte dei conti - aggiunge - per chiedere se sia giusto che con i soldi pubblici si facciano attività private, come i servizi granturismo con le motonavi che saranno svolti da Venice by boat srl. E poi, Actv ha pagato un milione e mezzo per comportamento anticoncorrenziale e non lo tireranno fuori i dirigenti, ma la collettività. Per Imob sono stati spesi un sacco di soldi e poi si continua a prorogare il cartaceo. per questo dico che non deve pagare solo il piccolo».
Una possibile ricetta per risolvere l’impasse delle biglietterie arriva da Jan Van der Borg, dell’Università Ca’ Foscari.
«Da questa squallida vicenda - commenta - si può trarre una lezione sola: bisogna passare al più presto ad un sistema di bigliettazione elettronica e automatica che richiede l’utilizzo minimale di contanti e di risorse umane. Peccato che nel gruppo Actv lo abbia capito solo il presidente di Vela Alessandro Bares».
Il presidente di Actv, intanto risponde alle accuse della Provincia: «Già un anno fa i controlli hanno consentito di smascherare, tra i tanti bigliettai che svolgono il loro lavoro correttamente, il comportamento illegittimo di sette dipendenti che sono stati poi licenziati».


31 ottobre 2009 - Il Manifesto

FIAT
Chiude Arese, scioperi a oltranza

La Fiat vuole smobilitare il Centro Stile e Progettazione dello stabilimento di Arese, ma gli operai non ci stanno e annunciano scioperi a oltranza, allargando la protesta all'intero sito industriale. La decisione è stata presa da Slai-Cobas ed FlmU-Cub, che hanno tenuto le rispettive assemblee in due angoli diversi della fabbrica, mentre la Fiom-Cgil si riunirà martedì 3 novembre, ma ha già fatto sapere che «se la Fiat non intende trattare, anche per noi non si tratta». Il Lingotto ha annunciato di voler trasferire a Torino 230 lavoratori in cassa integrazione fino al prossimo 3 gennaio. In pratica, a partire dal giorno successivo, i dipendenti Fiat dovrebbero fare la spola tra il capoluogo lombardo e quello piemontese. Unanime l'opposizione delle varie sigle sindacali, che parlano di un «licenziamento mascherato».


31 ottobre 2009 - Il Giorno

All'Alfa di Arese torna a sventolare bandiera rossa
SCIOPERI E RIPRESA DELLA LOTTA DOPO L'ANNUNCIO DELLA FIAT DI CHIUDERE IL CENTRO STILE

MILANO - FIAT SMOBILITA il Centro Stile e Progettazione, l'ultimo baluardo dello stabilimento Alfa Romeo di Arese, ma gli operai non ci stanno e annunciano scioperi a oltranza, allargando la protesta all'intero sito industriale. La decisione è stata presa da Slai-Cobas e FlmU-Cub, che hanno tenuto le rispettive assemblee in due angoli diversi della fabbrica, mentre la Fiom-Cgil si riunirà martedi' 3 novembre, ma ha già fatto sapere che «se la Fiat non intende trattare, anche per noi non si tratta». Il Lingotto ha annunciato di voler trasferire a Torino 230 lavoratori in cassa integrazione fino al prossimo 3 gennaio. In pratica, a partire dal giorno successivo, i dipendenti Fiat dovrebbero fare la spola tra il capoluogo lombardo e quello piemontese. Unanime l'opposizione delle varie sigle sindacali, che parlano di «licenziamenti mascherati». Lo Slai-Cobas, organizzazione di base nata proprio nello stabilimento di Arese, ha annunciato «scioperi a partire da lunedì», spiegando che «ogni giorno ci sarà un'iniziativa diversa» per salvare quello che resta della fabbrica. La FlmU-Cub, altra organizzazione di base, ha previsto «iniziative veramente clamorose», mentre la Fiom-Cgil deve ancora radunare i propri iscritti. Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai-Cobas, ha spiegato che la lotta non coinvolgerà solo i lavoratori trasferiti, ma «sarà di sito», perché riguarderà anche i lavoratori delle altre aziende presenti nell'area. SU PARTE dei 2,5 milioni di metri cubi che costituiscono la fabbrica, lavorano oggi circa 2 mila persone per aziende che sono subentrate a Fiat, che ha ceduto l'area nel 2002. Nel 1986, all'arrivo del Lingotto, lo stabilimento contava 16 mila dipendenti e oggi è ridotto all'osso, con un organico di 314 lavoratori Fiat, di cui 230 in cassa integrazione. Centottanta lavorano per Powertrain (cambi e motori), di cui 150 cassintegrati e altri 500 sono impegnati nel call center. La decisione di chiudere anche il reparto progettazione avviene, ironia della sorte, proprio a pochi mesi dall'avvio dei festeggiamenti per i 100 anni dell'Alfa Romeo.


31 ottobre 2009 - La Provincia di Cremona

Auto. Cade l’ultimo baluardo, 230 lavoratori in cassa trasferiti a Torino
Alfa di Arese da salvare Fiat, sciopero a oltranza

MILANO — Fiat vuole smobilitare il Centro Stile e Progettazione, l'ultimo baluardo dello stabilimento di Arese, ma gli operai non ci stanno e annunciano scioperi a oltranza, allargando la protesta all'intero sito industriale. La decisione è stata presa da Slai-Cobas ed FlmU-Cub, che hanno tenuto le rispettive assemblee in due angoli diversi della fabbrica, mentre la Fiom-Cgil si riunirà martedì 3 novembre, ma ha già fatto sapere che «se la Fiat non intende trattare, anche per noi non si tratta». Il Lingotto ha annunciato di voler trasferire a Torino 230 lavoratori in cassa integrazione fino al prossimo 3 gennaio. In pratica, a partire dal giorno successivo, i dipendenti Fiat dovrebbero fare la spola tra il capoluogo lombardo e quello piemontese. Unanime l'opposizione delle varie sigle sindacali, che parlano di un «licenziamento mascherato», anche se appare difficile, dato l'alto grado di litigiosità, che possano adottare iniziative comuni. Lo Slai-Cobas, organizzazione di base nata proprio nello stabilimento di Arese, ha annunciato «scioperi a partire da lunedì», spiegando che «ogni giorno ci sarà una iniziativa diversa» per salvare quello che resta della fabbrica. La FlmU-Cub, altra organizzazione di base, ha previsto «iniziative veramente clamorose», mentre la Fiom-Cgil deve ancora radunare i propri iscritti. Assenti Fim-Cisl e Uilm-Uil. Nel 1986, con l'arrivo del Lingotto, lo stabilimento contava 16.000 dipendenti e oggi è ridotto all'osso, con un organico ridotto a 314 lavoratori Fiat, di cui 230 in cassa integrazione.


30 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna

CENTRALE ENEL
Sciopero, il ministro precetta il settore elettrico

PORTOVESME - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico (per il territorio riguarda la centrale Sulcis di Portovesme), in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali RdB-Cub Energia e Cobas Lavoro Privato hanno dato l’adesione allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione unitaria di base da Sdl intercategoriale e da Confederazione Cobas per fine mese. L’ordinanza, in particolare, dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell’ulteriore personale addetto all’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l’incompatibilità dell’astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono la Centrale Sulcis (per il 31) con Monfalcone, Priolo G., quindi Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2).


30 ottobre 2009 - Il Gazzettino

Intitolarlo Parco della pace è ipocrita

Vicenza - "Caro sindaco, le consultazioni sulla parte civile del Dal Molin, cui non abbiamo partecipato, pare abbiano dato una risposta chiara: parco e non aeroporto". Così inizia la lettera scritta giorni fa dal segretario dell’Rdb Cub di Vicenza, Germano Raniero, al sindaco Achille Variati, sull’utilizzo dell’area verde adiacente al Dal Molin. "La proposta di chiamare l’area vicina alla base – prosegue Raniero - Parco della pace ci pare ipocrita e beffarda. Un insulto per chi si oppone alle guerre ed al militarismo". Ed alla proposta municipale Raniero ribatte: "avere la base militare è già pesante, essere presi in giro è insopportabile".


30 ottobre 2009 - Il Piccolo

Precettati per domani i lavoratori della centrale

Gorizia - Anche i lavoratori della centrale termoelettrica monfalconese di A2A sono stati precettati dal ministero per la giornata di domani per evitare possibili danni al sistema energetico in relazione allo sciopero generale di alcune sigle sindacali.
Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per le giornate di domani, domenica e lunedì, dei lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro privato hanno aderito allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione unitaria di base da Sdl Intercategoriale e dalla Confederazione Cobas il 23 ottobre scorso.
L’ordinanza, spiega una nota del ministero, dispone per il 31 ottobre, l’1 e il 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell’ulteriore personale addetto all’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l’incompatibilità dell’astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale.
Gli impianti in questione sono, appunto, quello termoelettrico di Monfalcone, di Priolo e di Sulcis per la giornata di domani, Brindisi Sud e Fiumesanto per domenica e lunedì, Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 per lunedì.


30 ottobre 2009 - Il Tempo

Posto fisso, domani la protesta sotto al Comune
Asili, tornano in piazza le maestre e le mamme
Gli insegnanti e i genitori degli asili e delle materne di Fiumicino tornano sul piede di guerra
di Giulia Bianconi

Fiumicino - Domani mattina le docenti precarie scenderanno in piazza per protestare contro la mancata stabilizzazione da parte del Comune che va avanti da 15 anni. Al loro fianco ci saranno anche le famiglie dei bambini, che si sono dette pronte anch'esse a manifestare se l'Amministrazione non darà loro rassicurazioni riguardo la possibile chiusura dei nidi dal 24 dicembre al 7 gennaio. «Quest'anno ci hanno già tolto il sabato. Ora vogliono sospendere il servizio anche durante le festività natalizie a discapito di tutti quei padri e quelle madri che lavorano», dice il presidente del Cgsi (Comitato genitori scuola per l'infanzia), Alessio Pecci. Ma per l'assessore alla Scuola, Gino Percoco, «non c'è ancora nulla di sicuro». Eppure i genitori sostengono di aver ricevuto la notizia proprio da un funzionario dell'assessorato durante la nomina del presidente del comitato di gestione dei nidi. «Abbiamo chiesto conferma in tutte e sei le scuole comunali», afferma Pecci che ha inviato una richiesta di incontro urgente a sindaco e assessori per il pomeriggio del 5 novembre. «Vogliamo che ci dimostrino più attenzione, sennò torneremo a protestare». Intanto domani mattina alle 9.30 le insegnanti protesteranno a piazza Grassi. A preoccupare è stato anche l'annuncio del primo cittadino, durante uno degli ultimi Consigli comunali, di avviare una privatizzazione dei servizi scolastici. «Questa notizia ha messo in uno stato di grave preoccupazione le lavoratrici, che dopo anni di servizio vedono sfumare la legittima aspettativa di un posto di lavoro sicuro», dice Fabio Quaresima, delegato RdB di Fiumicino.


30 ottobre 2009 - La Provincia Pavese

Arsenale, oggi i sindacati trattano per l’assunzione al Provveditorato
Cento dipendenti sperano nel reimpiego

PAVIA - Si apre uno spiraglio per cento dipendenti dell’Arsenale che potrebbero essere impiegati all’interno del Provveditorato agli studi. Per i sindacati stamattina si apre una nuova giornata di trattativa sul piano di reimpiego e potrebbe essere ufficializzato l’impegno del ministero dell’Istruzione per assumere un centinaio di dipendenti come amministrativi.
Ma all’orizzonte si intravedono tavoli separati per le rappresentanze di base e quelle confederali anche se, al momento, non è stata ancora formalizzata la richiesta.
Pinuccio Musolino, delegato sindacale in quota Uil, spiega: «Il Provveditorato ha scritto venti giorni fa al prefetto spiegando che ci sarebbe la possibilità di impiegare un centinaio di dipendenti. E c’è anche una lettera del Gabinetto del ministero della Difesa al Miur. Ma a farsi carico del reperimento del locale e degli arredi necessari all’inserimento dei dipendenti dovrebbe essere l’amministrazione provinciale. Se non ci saranno nuove variabili da prendere in considerazione, questa possibilità potrebbe diventare concreta durante la trattativa». E quindi già stamattina.


30 ottobre 2009 - Il Bologna

Sindacato
Sciopero alla Dimac tensioni al Carlton

Bologna - Produzione ferma per sciopero alla Dimac di Ozzano dove da lunedì i 65 operai sono in presidio davanti ai cancelli dell'azienda. Lotta dura, confermata ieri in assemblea, per scongiurare la cassa integrazione a zero ore per 25 dipendenti. «Nei fatti si sta discutendo di 25 esuberi di lavoratori - spiega in una nota Giuliana Righi (Fiom Cgil) con i delegati aziendali Mauro Leonelli e Stefano Cimini - a cui si pretenderebbe di imporre la sospensione in cigs a zero ore per 12 mesi, senza rotazione». Questo approccio, secondo il sindacato, porterebbe al licenziamento di dipendenti scelti direttamente dell'azienda e non secondo criteri oggettivi. Inoltre si teme la delocalizzazione degli impianti nella sede di Rimini del gruppo Aetna. Tensioni anche al hotel Carlton dove è fallita la consultazione indetta da Cgil Cils è boicottato dalle Rdb, un loro delegato rischia il licenziamento, che ieri hanno inviato una diffida alla Provincia perchè non siano esclusi dal tavolo istituzionale.


30 ottobre 2009 - Il Sannio online

Valle Telesina: Comune, dipendenti in stato di agitazione

I dipendenti del Comune di Ponte in stato di agitazione. La notizia ed i motivi che sono alla base della decisione cono contenuti in una nota informativa diramata nella mattinata di ieri dalla federazione provinciale Rdb/Cub.
Tutto segue alla riunione di contrattazione integrativa decentrata che si è svolta l’altro giorno (il 27 ottobre presso la casa comunale).
Riunione dove – a giudizio del sindacato – "è stato raggiunto un accordo che nei fatti ha scontentato tutti".
E si passa all’analisi dei termini previsti. "Così come era avvenuto anche per il 2008, l’accordo raggiunto ai fini dell’erogazione degli incentivi alla produttività per l’anno in corso, è stato quello di recepire pari- pari l’impianto lo scorso anno aumentando, giustamente, di qualche centinaio di euro le indennità per i lavoratori del settore amministrativo ed alcuni di qualche altro settore, ed escludendo a piè pari quelli del settore tecnico – manutentivo, ovvero quelli che espletano servizio esterno da queste forme di incentivazioni, nonostante esse siano previste dalle norme contrattuali. Le varie indennità quali: indennità di rischio; indennità di disagio; indennità per lo svolgimento di compiti per specifiche responsabilità; indennità di pronta reperibilità, e non vi è traccia alcuna per quanto attiene la valutazione della produttività – sono state commisurate, probabilmente secondo lo strumento innovativo della meritocrazia, e non si sa su quale base, le cui indennità oscillano per alcuni dai 1.000 ai 2.500 euro mentre nulla è previsto per altri".
in particolare si fa osservare nella nota che "i lavoratori del settore che espletano le proprie attività in servizi esterni, i quali devono fronteggiare finanche le avverse condizioni atmosferiche, e non equipaggiati neanche degli strumenti minimi riconducibili alle norme per la sicurezza sul lavoro, non sono meritevoli di incentivi premiali. Eppure questi lavoratori, anch’essi impegnati quotidianamente nell’assolvere al proprio dovere di dipendente pubblico, cercano di erogare un decoroso servizio a panneggio della collettività, essendo, tra l’altro questi servizi l’interfaccia dell’amministrazione".
E si spiega: "Queste sono solo alcune delle motivazioni che hanno fatto scattare la protesta proclamando l’immediato stato di agitazione e nel contempo è stata avanzata una richiesta di incontro sia la Prefetto di Benevento per avviare le procedure di raffreddamento, per scongiurare uno sciopero, sia all’amministrazione comunale di tornare sui suoi passi riconsiderando anche questa categoria di lavoratori le cui attività vengono assolte con dignità e cognizione di causa".
In conclusione vie sottolineato che "le mobilitazioni per salario, diritti e dignità sono gli strumenti necessari per affermare maggiore democrazia sindacale nei luoghi di lavoro".


30 ottobre 2009 - Libertà

Castello sempre più multietnico
Per presenza di stranieri (17,8%) è il terzo centro in regione
di Mariangela Milani

Castelsangiovanni - Spetta ancora a Castelsangiovanni la palma di comune più multietnico di tutta la provincia di Piacenza. Il comune capofila dalla Valtidone, con il suo 17,8% di presenza di cittadini stranieri sul suo territorio (secondo il rapporto Caritas/Migrantes presentato di recente a Piacenza), resta il comune con la maggiore presenza di extracomunitari che abitano, vivono, lavorano e si muovono sul suo territorio. All'interno della classifica stilata dallo stesso rapporto, in tutta la Regione Emilia Romagna solo altri due comuni superano Castelsangiovanni: Galeata (Forlì-Cesena) con il 20,1% di stranieri, e Luzzara (Reggio Emilia) con il 18,9%.
La crescita della popolazione straniera è continua e pone interogativi agli amministratori locali, e a quanti si occupano della rete sociale territoriale. «Siamo la porta della Valtidone - dice il sindaco Carlo Capelli - e abbiamo "drenato" parecchi nuovi residenti stranieri attratti sia dalle prospettive occupazionali del polo logistico e industriale sia dalla zona vitivinicola delle colline circostanti. Se da un lato questi nuovi arrivi fino ad oggi non hanno mai costituito un problema, visto che hanno rappresentato una ricchezza dal punto di vista della manodopera, ora però dobbiamo cominciare a porci qualche domanda».
Non c'è dubbio che la crisi, osserva infatti il sindaco di Castelsangiovanni, ha rallentato anche l'economia locale. «Con le ovvie ricadute sull'area occupazionale, che ad oggi risulta sostanzialmente ferma. Tutto questo si fa sentire e noi, come comune, ne abbiamo ogni giorno sentore nelle tante persone, di cui parecchi extracomunitari, che vengono a bussare in cerca di lavoro. Il problema è che il Comune non ha posti di lavoro e non può nemmeno svolgere le funzioni di un centro per l'impiego con cui occorrerà nelle prossime settimane incontrarci, magari anche con la Provincia sindacati e soggetti interessati, per capire come sono le proiezioni per il futuro».
L'alta percentuale di immigrati si riflette anche sulla rete dei servizi. A Castello ad esempio sono in funzione ben tre sportelli a loro dedicati, di cui uno ha preso il via solo qualche giorno fa. Due di questi si trovano in via Romagnosi (uno avviato dalla Cisl ed uno dalla rappresentanze sindacali di base) ed uno in via Giordano Bruno, promosso dal Comune insieme ad una cooperativa. «La nostra volontà - annuncia Capelli - resta sicuramente quella di confermare anche per il prossimo anno l'apertura dello sportello immigrati gestito dalla cooperativa Insieme del cui operato siamo finora molto soddisfatti. Resta da vedere, compatibilmente con le ristrettezze di bilancio, come potenziare questo servizio che interessa tutta la vallata». Lo sportello Cisl apre il lunedì dalle 15,30 alle 18, quello delle Rdb il sabato mattina e quello promosso da Comune e cooperativa Insieme in via Giordano Bruno giovedì pomeriggio e sabato mattina.


29 ottobre 2009 - Ansa

UNIVESITÀ: PER RDB-CUB RIFORMA DA BOCCIARE

(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Il testo finale della riforma dell'Università, licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri, peggiora i termini delle precedenti versioni del ddl laddove, prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura. E il giudizio delle Rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego. Nel testo, sottolineano, «resta confermata la svendita della gestione e della mission stessa degli atenei pubblici ai privati, i quali entreranno anche nei Cda, insieme a consulenti 'di prestigiò, per nomina diretta dei rettori. Questi ultimi avranno la discrezionalità di nominare 4 degli 11 membri del Cda. I privati potranno addirittura finanziare direttamente gli stipendi di professori a contratto e ricercatori, previsti solo a tempo determinato, con un precariato che si allunga così di altri 6 anni oltre ai 6 anni degli assegni di ricerca». Il Senato Accademico, secondo le Rdb, viene inoltre declassato a «mero istituto propositivo sottomesso al Cda», le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle degli studenti ridotte al puro «diritto di tribuna». «Il ministro Gelmini, nascondendosi dietro il malgoverno degli atenei, dimentica che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133» aggiungono. Quanto ai rettori della Crui, che plaudono alla proposta di legge, «dimenticano che il mondo universitario ha già nettamente espresso forti e argomentate contestazioni contro la cosiddetta meritocrazia, opponendosi alla distribuzione del 7% dei fondi in base alla valutazione della didattica e della ricerca». A questo punto, concludono, «non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti ed è necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità universitaria» per «imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini e fermare lo smantellamento dell'Università pubblica».

SCIOPERI: SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI ELETTRICITÀ DA 31/10

(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le Organizzazioni Sindacali RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro Privato aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre 2009. L'ordinanza, spiega una nota del Ministero, dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono quelli di Monfalcone, Priolo G. e Sulcis (31 ottobre), Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2 novembre).


29 ottobre 2009 - Dire

Energia, il 31 sciopero: Scajola precetta i lavoratori elettrici
L'astensione proclamata da Rdb Cub e Cobas incompatibile con la sicurezza del sistema elettrico nazionale

(Dire) ROMA - Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, "in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali 'RdB-Cub–Energia' e 'Cobas Lavoro Privato' aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione unitaria di base, da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas". L'ordinanza, in particolare, dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre "la precettazione dei lavoratori turnisti e dell’ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica", per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, "ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale". Gli impianti in questione sono quelli di Monfalcone, Priolo G. e Sulcis (31 ottobre), Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2 novembre).

29 ottobre 2009 - Dire

LAVORO BOLOGNA. CARLTON, RDB: FALLITO REFERENDUM CGIL-CISL
MARINELLI: SE CI SARANNO, IMPUGNEREMO LICENZIAMENTI ED ACCORDO

(DIRE) Bologna, 29 ott. - Niente quorum per il referendum indetto da Cgil e Cisl sull'accordo con la direzione dell'hotel Carlton di Bologna, intenzionata ad esternalizzare 24 dipendenti. Lo annunciano le Rdb, contrarie all'accordo: "I lavoratori dell'hotel hanno seguito l'indicazione delle Rdb- spiega una nota del sindacato di base firmata da Luigi Marinelli- e non hanno partecipato al referendum-trappola impedendo cosi' il raggiungimento del quorum per dichiararlo valido". Di conseguenza, "questa mattina abbiamo inviato una diffida all'amministrazione provinciale che sta incontrando Cgil, Cisl e parti datoriali- continua la nota- a dare seguito a qualsiasi accordo, con particolare riferimento alla proposta di esternalizzazione del personale dipendente". E' necessario, aggiunge Marinelli, che l'assessore provinciale al Lavoro, Anna Pariani, "convochi urgentemente le Rdb in quanto sindacato maggiormente rappresentativo fra i lavoratori oggetto della procedura di licenziamento e ripristini cosi' un minimo di regole democratiche". Nelle prossime ore le Rdb decideranno "insieme ai lavoratori come proseguire la mobilitazione- conclude Marinelli- ed impugneremo il licenziamento ed ogni ipotesi di accordo di esternalizzazione, che nient'altro rappresenta se non l'anticamera del licenziamento collettivo". A Cgil e Cisl, nonche' alla direzione dell'albergo, intanto, le Rdb rifilano accuse pesanti in merito alle contestazioni disciplinari inflitte ieri ad Antonio Lomonaco: "La direzione del Carlton ripaga il lavoro sporco fatto da questi sindacati addebitando al nostro delegato presunte 'frasi offensive' nei confronti dei delegati Cgil e Cisl", ritenuti quindi "politicamente responsabili" degli "atti intimidatori" da parte dell'azienda.

UNIVERSITA'. RDB: RIFORMA DA BOCCIARE, SERVE MOBILITAZIONE
"MINISTRO PRIVATIZZA GLI ATENEI"

(DIRE) Roma, 29 ott. - Il testo della riforma dell'Universita', licenziato ieri dal Consiglio dei ministri "peggiora i termini delle precedenti versioni del disegno di legge laddove, prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura". La pensa cosi' l'Rdb Universita'. "Nel testo resta confermata la svendita della gestione e della mission stessa degli atenei pubblici ai privati- dice il sindacato- i privati potranno addirittura finanziare direttamente gli stipendi di professori a contratto. Il ministro Gelmini, nascondendosi dietro il malgoverno degli atenei, dimentica che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andra' in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133". Secondo la RdB Universita' "a questo punto non ci sono piu' margini per ambiguita' e rimpianti ed e' necessaria la mobilitazione della parte sana della comunita' universitaria contro le menzogne e lo sfascio dei riformatori, per imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini e fermare lo smantellamento dell'universita' pubblica".


29 ottobre 2009 - Omniroma

COMUNE, RDB-CUB: «CONCORSI A VELOCITÀ DIFFERENZIATE»

(OMNIROMA) Roma, 29 ott - «Con grande disappunto abbiamo verificato una improvvisa accelerazione riguardo il concorso interno per 3 posti da dirigente della Polizia Municipale, mentre hanno subito l'ennesimo rinvio le prove d'esame del concorso pubblico per 34 posti di funzionario, per 30 di istruttore dei servizi di orientamento lavorativo, come pure quelle per dirigente dell'ambiente, tutti concorsi banditi fin dal 2006». Lo dichiara, in una nota, Roberto Betti della RdB del Comune di Roma. «Abbiamo il forte sospetto - prosegue Betti - che la Giunta stia operando in favore di qualche sindacalista, seduto ai tavoli negoziali, forse per addolcire i possibili contrasti che potrebbero generarsi in vista della revisione della pianta organica dell'ente. È questo il Modello Roma versione Alemanno?» «Crediamo che, dopo più di tre anni trascorsi dall'emanazione del bando, Alemanno debba una risposta ai candidati: non è tollerabile che questi concorsi siano rinviati all'infinito!», conclude il rappresentante RdB .


29 ottobre 2009 - Adnkronos

SCIOPERI: SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI SETTORE ELETTRICO

Roma, 29 ott. (Adnkronos)- Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro Privato aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base, da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre 2009.


29 ottobre 2009 - Asca

ENERGIA: SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI SETTORE ELETTRICO

(ASCA) - Roma, 29 ott - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le Organizzazioni Sindacali ''RdB-Cub-Energia'' e ''Cobas Lavoro Privato'' aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas il 23 ottobre scorso. Lo comunica il ministero, specificando che l'ordinanza dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna SpA, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilita' dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono quelli di Monfalcone, Priolo G. e Sulcis (31 ottobre), Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2 novembre).


29 ottobre 2009 - Teleborsa

Energia: MSE, precettazione lavoratori settore elettrico

(Teleborsa) - Roma, 29 ott - Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le Organizzazioni Sindacali "RdB-Cub-Energia" e "Cobas Lavoro Privato" aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre 2009.
L'ordinanza, in particolare, dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna SpA, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono quelli di Monfalcone, Priolo G. e Sulcis (31 ottobre), Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2 novembre).


29 ottobre 2009 - Il Bologna

Hotel Carlton
Ieri è stato sospeso il delegato delle Rdb

Bologna - È guerra tra sindacati, Rdbverso Cgil e Cisl, all’hotel Carlton dove da mesi si protesta contro il progetto di esternalizzare all'esterno alcuni lavori. Ieri la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un referendum, indetto da Cgil e Cisl, sull'accordo. C'è stata tensione e alla fine la proprietà dell'azienda ha sospeso dal lavoro il delegato sindacale delle Rdb Antonio Lomonaco. Per il sindacato di base si tratta del preavviso di un licenziamento in tronco. A Cgil e Cisl si contesta di aver fatto votare i lavoratori non interessanti dall'accordo. Infine i cronisti sono stati allontanati dalla direzione dell'Hotel.


29 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino

LA VERTENZA
Nuove tensioni al Carlton. Sospeso un delegato Rdb

Bologna - Nuove scintille all'hotel Carlton, dove le Rdb si oppongono all'esternalizzazione di 24 dipendenti. A far salire la tensione, il referendum indetto da Cgil e Cisl (contestato dalle Rdb) e la sospensione di un delegato Rdb.


29 ottobre 2009 - La Nazione

Firenze. E IL NUOVO piano strutturale?...
di PAOLA FICHERA

Firenze - E IL NUOVO piano strutturale? E l'indispensabile regolamento urbanistico di cui Firenze ha bisogno per non restare paralizzata nella sua crescita economica? Che cosa accadrà ora a questi due strumenti amministrativi che la giunta Renzi deve predisporre e il consiglio comunale approvare entro luglio? Pena la ripartenza dell'intero iter che, notoriamente (grazie a osservazioni dei cittadini e controdeduzioni dell'amministrazione), è lunghissimo? I punti di vista sono discordanti. I timori altissimi. Le risposte contraddittorie. Ma il rischio c'è. E a sollevare il problema non sono solo le forze di opposizione, Pdl e De Zordo in testa, ma i comitati dei cittadini e i sindacati di base. Senza contare le decine e decine di fiorentini che, dopo aver letto le accuse della Procura, possono decidere di chiedere maggior chiarezza su una delle osservazioni che la passata commissione urbanistica ha respinto nella prima fase di presentazione del piano strutturale preparato dala giunta Domenici. I «comitati dei cittadini», per esempio, hanno già messo in chiaro le loro intenzioni: «Chiediamo all'amministrazione e alle forze politiche atti politici chiari che attestino un netto cambio di direzione. Primi temi: piano strutturale e regolamento urbanistico. Che fare? Quali le prospettive e le proposte? Appare inoltre necessaria una ridiscussione delle opere in itinere collegate allo Studio Quadra». Anche perché loro lo sostengono da tempi non sospetti: «Non si può dare un buon governo senza l'ascolto dei cittadini». E l'inchiesta sulla Quadra lo dimostra: «In questa inquietante vicenda in cui sostengono una volta di più, le battaglie dei cittadini, dei comitati e delle associazioni hanno portato all'attenzione una gestione della cosa pubblica che poco ha a che vedere con il bene comune». Se i comitati accusano, i sindacati incalzano, in prima fila le rappresentaze di base (Rdb cub): «E' possibile che quasi nessuno di quelli che sedevano e/o siedono ancora sugli scranni del Salone de' Dugento non si sia mai fermato un attimo a interrogarsi, a riflettere o a meditare su cosa accadeva o accade nella nostra Firenze? Ora siamo in attesa di vedere se quelli della new age' fiorentina avranno coraggio di fare un'inversione di marcia, a partire dalla sanificazione' del marciume edilizio diffuso, se bloccheranno il mostro del piano strutturale, se bloccheranno il sottoattraversamento, insomma se saranno in grado di dare risposte serie e concrete per la difesa del bene comune». IN REALTÀ sul fronte della giunta e, in particolare dell'assessore all'urbanistica in carica, lo stesso sindaco, il lavoro va avanti. Renzi non ha mai condiviso il vecchio piano strutturale, nemmeno da candidato alle primarie. Disse a Domenici che sarebbe stato meglio fermare tutto, l'allora sindaco per tutta risposta gli consigliò caldamente di non candidarsi per le primarie. Il giovane Renzi, però, è sempre stato convinto di fare in tempo, entro il luglio 2010, ad approvare il nuovo piano che disegnerà il futuro di Firenze. Anzi, per essere più precisi, il primo passo del lungo iter amministrativo che porterà alle nuove regole da rispettare per la crescita della città. In gioco il sindaco rampante lo sa bene ci sono molte cose: dalla cittadella viola a Castello, all'alta velocità, a tutti gli atti di tutela degli spazi verdi («un giardino a dieci minuti dalla casa di ogni cittadino), al recupero delle aree dismesse, comprese quelle caserme del demanio che, grazie alla Legge speciale spera di reuperare fra gli spazi utili alla città. Sul tema non fa dichiarazioni precise, ma manda a dire: «Lasciatemi lavorare».


29 ottobre 2009 - Libertà

«Aumentano i debiti per il Corpo con risorse diminuite del 28%»
di Paolo Marino

Piacenza - I problemi del corpo dei vigili del fuoco sono stati discussi ieri mattina in un incontro alla caserma di viale Dante con i rappresentanti del coordinamento nazionale delle Rappresentanze di Base, la sigla sindacale che venerdì scorso ha organizzato una manifestazione a Roma contro la politica dei tagli messa in atto dal governo. Relatori Antonio Jiritano e Vladimiro Alpa, del coordinamento nazionale, e Luca Orlandi, delegato provinciale Rdb.
«I problemi sono tanti - spiega Jiritano - a partire da come sono andate le cose per l'emergenza terremoto in Abruzzo. La macchina dei soccorsi non ha funzionato perfettamente come si è voluto far credere: basta pensare che il Corpo ha ancora un sistema di allertamento basato sui fax. E poi le colonne mobili si sono trovate con mezzi sui quali, da anni, non veniva eseguita manutenzione. Detto questo, le risorse spese in occasione del terremoto hanno aggravato la nostra situazione debitoria: un fatto che si spiega perché oggi, rispetto a due anni fa, abbiamo il 28 per cento di risorse in meno. I tagli sono iniziati col ministro Bersani e continuati con l'attuale governo». Si passa ai problemi di personale: «A livello nazionale si parla di un migliaio di nuove assunzioni a fronte di una richiesta di 15mila. Senza contare che da due anni è scaduto il contratto nazionale e che l'offerta del governo per il rinnovo è di 51 euro lordi in due anni».
Problemi che, ovviamente, si riflettono a livello locale. Anche se qualche passo avanti, negli ultimi mesi, è stato fatto. Per esempio, per il momento sembra essere risolto il problema del distaccamento di Bobbio, che per anni è andato avanti a singhiozzo. «Ora riusciamo a mantenerlo funzionante - afferma Orlandi - visto che l'attuale dotazione di personale è migliorata. È rimasta però la carenza di alcuni capisquadra. Vedremo infine come andrà quando ci sarà la caserma di Castelsangiovanni». Problemi grossi, invece, sul fronte della nuova caserma di Piacenza «visto che il cantiere è fermo da circa un anno».


29 ottobre 2009 - Inviato Speciale

Sindacato di base contro la riforma Gelmini
Rdb denuncia la "svendita" dell’univerità ai privati

Per le rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego il testo finale della riforma dell’Università, licenziato dal Consiglio dei Ministri, peggiora i termini delle precedenti versioni del ddl laddove, prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura. Nel testo Rdb ha sottolineato, "resta confermata la svendita della gestione e della mission stessa degli atenei pubblici ai privati, i quali entreranno anche nei Cda, insieme a consulenti ‘di prestigio’, per nomina diretta dei rettori. Questi ultimi avranno la discrezionalità di nominare 4 degli 11 membri del Cda. I privati potranno addirittura finanziare direttamente gli stipendi di professori a contratto e ricercatori, previsti solo a tempo determinato, con un precariato che si allunga così di altri 6 anni oltre ai 6 anni degli assegni di ricerca". Il Senato Accademico, secondo le Rdb, viene inoltre declassato a "mero istituto propositivo sottomesso al Cda", le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle degli studenti ridotte al puro "diritto di tribuna". "Il ministro Gelmini, nascondendosi dietro il malgoverno degli atenei, dimentica che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133? hanno aggiunto. Quanto ai rettori della Crui, che plaudono alla proposta di legge, "dimenticano che il mondo universitario ha già nettamente espresso forti e argomentate contestazioni contro la cosiddetta meritocrazia, opponendosi alla distribuzione del 7 per centi dei fondi in base alla valutazione della didattica e della ricerca". A questo punto, ha concluso Rdb "non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti ed è necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità universitaria" per "imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini e fermare lo smantellamento dell’Università pubblica".


29 ottobre 2009 - DentroSalerno

RdB CuB: riforma universitaria, Gelmini da bocciare

Il Consiglio dei Ministri ha licenziato il 28 ottobre la bozza del disegno di legge di "riforma" dell’Università. Il testo finale peggiora i termini delle precedenti versioni laddove prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura. In quanto alla tanto sbandierata "meritocrazia" che dovrebbe presiedere al finanziamento degli atenei bisogna ricordare, soprattutto ai rettori della CRUI, le forte e argomentate contestazioni al 7% distribuito in base alla valutazione della didattica e della ricerca. Resta confermata la svendita della gestione e la "mission" stessa degli atenei pubblici ai privati che entreranno nei Consigli d’Amministrazione direttamente nominati dai rettori insieme a "prestigiosi" consulenti e magari qualche politico locale, titolato ma trombato (il CdA con non più di 11 componenti, rettore compreso, avrà solo 5 componenti eletti dalla e nella comunità accademica). Il Senato Accademico viene declassato a mero istituto propositivo sottomesso al CdA, le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle degli studenti ridotte al puro "diritto di tribuna". I privati, addirittura, potranno finanziare direttamente gli stipendi di professori e ricercatori che sono previsti solo con contratti a tempo determinato (si allunga così, di altri 6 anni il precariato eccellente che si aggiunge ai 6 anni di assegni di ricerca). L’ineffabile min. Gelmini si nasconde dietro il malgoverno di questi atenei dimenticando due cose: che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133; che la sua "riforma" fa ricadere su studenti e lavoratori il malgoverno degli atenei e non sui veri responsabili che sono propri i baroni con cui ha concertato la "riforma" (altro che premiazione del merito !).E’ facile immaginare cosa potrà succedere nei prossimi mesi per gli atenei "non virtuosi" come è altrettanto facile immaginare chi pagherà tagli e malgoverno: gli studenti, il personale tecnico amministrativo, i precari, e le città universitarie per le quali gli atenei sono diventati dopo gli ospedali uno delle poche fonti di reddito rimaste sul territorio. I Rettori della CRUI plaudono. Ecco le parole del presidente, prof. Decleva: "La proposta di legge del Ministro Gelmini approvata oggi dal Consiglio dei Ministri, per l’ampiezza del suo impianto e la valenza riformatrice degli interventi previsti, rappresenta un’occasione fondamentale e per molti versi irripetibile per chi ha davvero a cuore il recupero e il rilancio dell’università italiana". A questo punto non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti, è necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità accademica contro le menzogne e lo sfascio dei "riformatori", per imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gemini e fermare lo smantellamento dell’Università Pubblica.
p/direzione nazionale RdB CUB Università Pietro Di Gennaro


29 ottobre 2009 - Il Nuovo Soldo

Università: Rdb, riforma da bocciare. Trasforma in aziende private gli atenei pubblici e peggiora il precariato

Il testo finale della riforma dell’Università, licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri, peggiora i termini delle precedenti versioni del disegno di legge laddove, prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura. Nel testo resta confermata la svendita della gestione e della mission stessa degli atenei pubblici ai privati, i quali entreranno anche nei Consigli d’Amministrazione, insieme a consulenti "di prestigio", per nomina diretta dei rettori. Questi ultimi avranno la discrezionalità di nominare 4 degli 11 membri del CdA . I privati potranno addirittura finanziare direttamente gli stipendi di professori a contratto e ricercatori, previsti solo a tempo determinato, con un precariato che si allunga così di altri 6 anni oltre ai 6 anni degli assegni di ricerca. Il Senato Accademico viene inoltre declassato a mero istituto propositivo sottomesso al CdA, le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle degli studenti ridotte al puro "diritto di tribuna". Il Ministro Gelmini, nascondendosi dietro il malgoverno degli atenei, dimentica che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133. I Rettori della CRUI, tramite il Presidente, plaudono la proposta di legge come un’occasione fondamentale e irripetibile per il recupero e il rilancio del sistema universitario italiano, dimenticando che il mondo universitario ha già nettamente espresso forti e argomentate contestazioni contro la cosiddetta meritocrazia opponendosi alla distribuzione del 7% dei fondi in base alla valutazione della didattica e della ricerca. Secondo la RdB P.I. Università, a questo punto non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti ed è necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità universitaria contro le menzogne e lo sfascio dei "riformatori", per imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini e fermare lo smantellamento dell’Università Pubblica.
Per il Coordinamento Rdb/Cub - Roberto Laudini


29 ottobre 2009 - Rinascita Campania

La riforma Gelmini è da bocciare...ma la CRUI plaude alla soluzione finale per gli Atenei

Il Consiglio dei Ministri ha licenziato il 28 ottobre la bozza del disegno di legge di "riforma" dell'Università. Il testo finale peggiora i termini delle precedenti versioni laddove prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura. In quanto alla tanto sbandierata "meritocrazia" che dovrebbe presiedere al finanziamento degli atenei bisogna ricordare, soprattutto ai rettori della CRUI, le forte e argomentate contestazioni al 7% distribuito in base alla valutazione della didattica e della ricerca. Resta confermata la svendita della gestione e la "mission" stessa degli atenei pubblici ai privati che entreranno nei Consigli d'Amministrazione direttamente nominati dai rettori insieme a "prestigiosi" consulenti e magari qualche politico locale, titolato ma trombato (il CdA con non più di 11 componenti, rettore compreso, avrà solo 5 componenti eletti dalla e nella comunità accademica). Il Senato Accademico viene declassato a mero istituto propositivo sottomesso al CdA, le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle degli studenti ridotte al puro "diritto di tribuna". I privati, addirittura, potranno finanziare direttamente gli stipendi di professori e ricercatori che sono previsti solo con contratti a tempo determinato (si allunga così, di altri 6 anni il precariato eccellente che si aggiunge ai 6 anni di assegni di ricerca). L'ineffabile min. Gelmini si nasconde dietro il malgoverno di questi atenei dimenticando due cose:
1.che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133
2.che la sua "riforma" fa ricadere su studenti e lavoratori il malgoverno degli atenei e non sui veri responsabili che sono propri i baroni con cui ha concertato la "riforma" (altro che premiazione del merito !).
E' facile immaginare cosa potrà succedere nei prossimi mesi per gli atenei "non virtuosi" come è altrettanto facile immaginare chi pagherà tagli e malgoverno: gli studenti, il personale tecnico amministrativo, i precari, e le città universitarie per le quali gli atenei sono diventati dopo gli ospedali uno delle poche fonti di reddito rimaste sul territorio. I Rettori della CRUI plaudono. Ecco le parole del presidente, prof. Decleva: "La proposta di legge del Ministro Gelmini approvata oggi dal Consiglio dei Ministri, per l'ampiezza del suo impianto e la valenza riformatrice degli interventi previsti, rappresenta un'occasione fondamentale e per molti versi irripetibile per chi ha davvero a cuore il recupero e il rilancio dell'università italiana". A questo punto non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti, è necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità accademica contro le menzogne e lo sfascio dei "riformatori", per imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gemini e fermare lo smantellamento dell'Università Pubblica.
p/direzione nazionale RdB CUB Università


29 ottobre 2009 - La Tua Voce

NO NUKE DAY A MONTALTO
NUCLEARE, RdB CI SARA'
NUCLEARE: UN INGANNEVOLE BUSINESS AI DANNI DELLA SOCIETA’. RdB CUB aderisce al NO NUKE DAY Sabato 31/10/2009 Montalto di Castro

29 ottobre 2009 - New Tuscia

'No nuke day', il sindacato RdB aderisce
alla giornata di mobilitazione a Montalto di Castro

29 ottobre 2009 - Maremma Oggi

Montalto di Castro. RdB CUB aderisce al NO NUKE DAY
Sabato 31 ottobre a Montalto di Castro. 'NUCLEARE: UN INGANNEVOLE BUSINESS AI DANNI DELLA SOCIETA’'

29 ottobre 2009 - Viterbo Oggi

L'RdB contro il nucleare
Montalto di Castro - Saranno presenti alla manifestazione organizzata da Legambiente

29 ottobre 2009 - Tuscia web

Montalto di Castro - Aderisce anche Rdb Cub
"Al No nuke day ci saremo anche noi"

Riceviamo e pubblichiamo - RdB aderisce alla manifestazione contro il nucleare organizzata da Legambiente che si svolgerà sabato 31 Ottobre a Montalto di Castro a partire dalle ore 9,00. Una iniziativa importante tramite la quale i cittadini potranno far sentire la loro voce in merito al ritorno al nucleare sancito grazie all’approvazione delle "Legge Sviluppo", entrata in vigore il 15 Agosto scorso, che di fatto calpesta la volontà degli italiani espressa tramite referendum e avvia una forma di produzione energetica tra le più pericolose e dannose per la popolazione. Una scelta non condivisibile sotto ogni punto di vista: - Rimane insoluto il problema della sicurezza; non esiste ancora oggi nessuna tecnologia in grado di eliminare i rischi di incidente, persino per le centrali di nuova generazione gli esperti parlano di "mitigazione del rischio" ma mai di annullamento. Ricordiamo che l’incidente di Chernobyl ha fino ad oggi causato mezzo milione di morti sul territorio ex sovietico, di cui 30.000 solo per la ripulitura della centrale, e danni enormi alla salute delle nuove generazioni del posto che stanno ancora subendo le conseguenze; - Si tratta di una operazione antieconomica : i costi del combustibile ( in questo caso l’uranio che, tra l’altro, dovremmo acquistare all’estero) ed i costi di gestione generale del processo sono talmente alti che persino i paesi che negli anni precedenti hanno investito sul nucleare stanno tornando indietro e puntando su nuove forme di energia rinnovabile. Negli Stati Uniti da 30 anni non si ordinano centrali nucleari; in altri paesi, Germania, Spagna, ecc. si investe nell’eolico, nell’energia solare ed in altre fonti alterative, avvicinandosi con questa operazione a quel 20% indicato dall’Unione Europea. - resta il problema delle scorie: in un paese che non sa gestire neanche i rifiuti ordinari è facile immaginare come possa essere affrontato il delicato tema delle scorie nucleari, molto appetibile alla criminalità organizzata che potrebbe trarne enormi profitti. I disastri ambientali venuti alla luce in questi giorni con le "navi del Veleno" ne sono diretta testimonianza; il loro carico radioattivo disperso nel mare della Calabria, e chissà in quanti altri siti del Mediterraneo, fa paura per i gravi danni che potrebbe provocare alla salute della popolazione e per tutto quello che, si teme, abbia già provocato . Si è registrato un enorme aumento delle leucemie e di varie forme di cancro che, secondo le associazioni dei medici oncologi, sono da ricondursi all’inquinamento ambientale ma sappiamo bene che la malavita, che in molte parti del nostro paese si sostituisce allo stato, si nutre di questo tipo di speculazione e non si ferma neanche quando la posta in gioco è la salute della gente. Recentemente si è sfiorata una nuova tragedia con l’alluvione che ha colpito il Piemonte e che per poco non ha fatto riemergere le scorie nucleari stoccate a Salluggia; i residui delle ex centrali sono tuttora sparsi per il paese in condizioni spesso precarie. Per tutti questi motivi riteniamo che si debba puntare sulla ricerca e sull’attuazione di nuove fonti di energia rinnovabile pulita che in molti paesi europei sta diventando una importante realtà e non riproporre modelli ormai falliti che avrebbero effetti negativi e devastanti per l’ambiente, per l'economia e per la salute di una popolazione che democraticamente ha espresso il suo NO. Attualmente Montalto di Castro è uno dei siti candidati ad ospitare una centrale nucleare. Non permettiamo che in nome di un distorto sviluppo economico, funzionale solo ai profitti della grande imprenditoria, i nostri territori vengano portati all’infarto ecologico . Opponiamoci con forza al ritorno del nucleare in Italia. Non restiamo a guardare, rendiamoci protagonisti del nostro futuro. Noi ci saremo.
RdB CUB Federazione Prov.le di Viterbo


29 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova

COBAS E PRIVATIZZAZIONI

Padova - Preoccupati i lavoratori di AcegasAps e di Etra. Sul banco degli imputati il decreto legge, firmato dai ministri Fitto e Calderoli, che prevede la privatizzazione delle società che gestiscono servizi pubblici: «Riteniamo la vendita ai privati una scelta sbagliata, visto che servizi utili alla collettività come acqua, rifiuti e gas devono essere gestiti con un’ottica diversa rispetto a chi segue logiche di mercato», spiega Pieretti dei Cobas.


29 ottobre 2009 - La Nuova Venezia

I SINDACATI
«Giusto mandarli via Infangano gli onesti»

Venezia - Non potranno contare sul sostegno dei sindacati, i quattro bigliettai finiti sotto l’occhio-denuncia di «Striscia». «Gli stupidi non smettono mai di far danni: il loro è un comportamento immorale, che merita anche il licenziamento», commenta Giampietro Antonini, segretario Rdb-Cub, «abbiamo chiesto un incontro urgente con l’azienda, per cercare una soluzione congiunta al problema, che non si può liquidare con un "sono poche mele marce". Quello che mi interessa è difendere la maggior parte dei lavoratori Vela, che opera onestamente». Davanti al direttore generale di Vela, Vincenzo Monaco, i quattro bigliettai protagonisti della cresta sui resti si sono difesi parlando di errori fatti in buona fede: una scusa che non regge alla prova delle immagini. «Mi auguro che gli stessi dipendenti di Vela denuncino i comportamenti irregolari dei loro colleghi, se ve ne sono altri», commenta Walter Novembrini, della Cgil-Trasporti, «perché è chiaro che la maggior parte della categoria lavora onestamente. Per certi versi, questo comportamento è se possibile ancora più grave della truffa scoperta l’anno scorso ai danni dell’azienda, perché è un malcostume che danneggia direttamente i clienti e rovina l’immagine di Venezia in Italia». «Sono stati messi in atto comportamenti ai danni di turisti che non usano l’euro, perché è più facile raggirarli: un comportamento intollerabile, da veri vigliacchi», commenta il presidente di Vela, Alessandro Bares, «con rabbia prendo però l’aspetto positivo di questa faccenda: sono convinto che con l’aiuto del sindacato e un piccolo investimento in tecnologie, riusciremo a spazzare via ogni malcostume».(r.d.r.)


29 ottobre 2009 - Il Faro

‘Precariato, saremo al fianco delle insegnati della scuola materna’
Fiumicino - Calicchio (pd): ‘Abbiamo sentito l'esigenza di dare una dimensione politica al problema e ora attendiamo risposte concrete’

(Il Faro on line) Fiumicino - "Il Partito democratico aderisce alla manifestazione indetta dalle insegnanti precarie della scuola materna del comune, sostenute dal sindacato di base RdB-Cub". Lo comunicano in una nota il segretario comunale Pd, Michela Califano e il capogruppo comunale Paolo Calicchio. "Riteniamo questa protesta legittima. Saremo a fianco dei lavoratori precari che anche l'amministrazione comunale di Fiumicino ha creato. - hanno spiegato - Abbiamo sostenuto e sollevato più volte questo problema in Consiglio con mozioni, ordini del giorno e interrogazioni. Abbiamo sentito l'esigenza di dare una dimensione politica al problema e ora attendiamo risposte concrete da quanti, anche all'interno della maggioranza, ritengono che il lavoro sia una priorità e che la precarietà sia una dimensione esistenziale e lavorativa da affrontare e da risolvere".


29 ottobre 2009 - Corriere.it

La denuncia - Davano resti sbagliati. Boraccetti: polizia giudiziaria all’opera
Sospesi i bigliettai incastrati da Striscia e l’Actv pensa a controlli con le telecamere
L’azienda: esposto in Procura, se c’è reato rischiano il licenziamento
di Alessio Antonini

VENEZIA — La comunicazione formale sarà annunciata oggi. Ma i quattro bigliettai inquadrati dalle telecamere di «Striscia la Notizia », il tigì satirico di Canale 5, mentre «sbagliavano a dare il resto», sono stati allontanati dal lavoro. «Per il momento abbiamo deciso di sospenderli dal servizio e dallo stipendio — dice il presidente di Actv, Marcello Panettoni —. Abbiamo visionato le immagini del filmato di Canale 5 e fatto un esposto alla Procura, una volta acquisita la documentazione procederemo con gli opportuni provvedimenti ». Che potrebbero arrivare fino al licenziamento dei bigliettai. Misura già adottata nei confronti dei sette dipendenti dell’Actv finiti sotto indagine l’anno scorso per aver sottratto migliaia di euro vendendo biglietti ordinari da 1.10 euro a 6,50. «È probabile che daremo incarico alla polizia giudiziaria di raccogliere elementi sulla vicenda, ma è ancora presto per dire se apriremo o meno un’inchiesta — spiega il procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti —. Bisogna valutare se questa accusa abbia una rilevanza penale o se invece non si sia trattato davvero di un errore. In ogni caso, l’ipotesi di reato non potrebbe essere altro che truffa». Secondo Panettoni però il problema per Actv e Vela non sta solo nell’allontanare i lavoratori nel caso in cui «la loro scarsa professionalità si dimostri un reato», ma evitare che altri episodi simili si ripetano in futuro. I vertici dell’azienda dei trasporti proporranno allora ai sindacati, in un incontro convocato per il prossimo 5 novembre, di installare una serie di telecamere nelle biglietterie a maggior afflusso turistico, per controllare periodicamente le registrazioni e avere così la certezza che non vengano commessi errori nella consegna dei resti. «E’ un’ipotesi condivisibile — riflette Gianpietro Antonini di Rdb Cub — purché queste telecamere servano a inquadrare le mani del dipendente e l’area del maneggio del denaro. Non per sapere quante volte va in bagno». «Del resto — aggiunge Giorgio Bullo della Uil — la presenza di controlli mirati va a garantire proprio quei dipendenti onesti che invece lavorano in una situazione di tensione per colpa di qualche mela marcia. Prevenire permette di non criminalizzare, ben vengano le telecamere». D’altra parte nei confronti dei quattro bigliettai hanno perso le distanze molti colleghi, che all’imbarcadero di piazzale Roma non hanno voluto commentare una parola di ciò che è stato trasmesso da «Striscia la Notizia», e per di più in un paio di occasioni sono stati insultati da alcuni utenti. «Questi episodi colpiscono in primo luogo i lavoratori onesti ed è interesse di tutti che l’azienda faccia gli opportuni controlli — dice Valter Novembrini della Cgil —. I sindacati difendono i lavoratori, non chi ci imbarazza commettendo reati. Se i quattro saranno incriminati si dovranno far difendere dall’avvocato». A provare imbarazzo per la situazione è anche il presidente di Vela, Alessandro Bares, che però sottolinea che l’azienda di recente non aveva ricevuto reclami per i mancati resti. «Ce ne sono stati cinque-sei per questioni legate alla maleducazione di alcuni dipendenti — precisa Bares — ma fatti come quelli messi in luce dalla televisione coinvolgono soprattutto i turisti che provengono da aree al di fuori dell’euro, quindi è più difficile che ci siano segnalazioni».


29 ottobre 2009 - Il Gazzettino

Padova. «Privatizzare Acegas-Aps, entro il 2012, ed Etra, entro il 2011...

Padova (M.B.) - «Privatizzare Acegas-Aps, entro il 2012, ed Etra, entro il 2011, è un’operazione assurda che non tutelerà il cittadino e che a lungo termine nemmeno porterà benefici alle casse delle amministrazioni comunali». Parola di Stefano Pieretti, rappresentante sindacale di Adl-Cobas. Che poi aggiunge: «Quando sentiamo parlare della vendita di questi gioielli di famiglia ci vengono i brividi. Tanto più se poi i soldi ricavati vengono sperperati per il tram, che non porta alcun vantaggio economico ai padovani».
Ma a preoccupare fortemente il sindacalista è anche la posizione dei dipendenti oggi impiegati sia in Etra, sia in Acegas-Aps: «Al decreto Calderoli-Fitto che prevede la vendita delle quote pubbliche delle multiutility, secondo noi comunque da bocciare, chiediamo vengano posti almeno due vincoli: la salvaguardia dei lavoratori e la vendita delle quote in pacchetti azionari piccoli così nessuno potrà avere l’assoluto controllo sulle decisioni».
«Domani – termina Stefano Pieretti – ci verrà presentato da parte dell’amministratore delegato di Acegas-Aps, Cesare Pillon, il piano d’impresa dell’azienda. Per noi è fondamentale comprendere quale sarà il progetto futuro dell’azienda, perché da questo dipende anche il posto di lavoro di molti dipendenti».

Venezia. Chi se la passa peggio...

Venezia - Chi se la passa peggio sono quelli "duri e puri" di Rdb-Cub, i Comitati di base. Quelli sempre «tutti d’un pezzo», pronti alla guerra in qualsiasi occasione e che in più di un caso hanno messo alle strette l’Actv.
E c’è un pizzico di rabbia e di delusione per Giampiero Antonini, storico leader sindacale di base. «Tra quei bigliettai che facevano la cresta - dice con un peso sullo stomaco - ce n’erano due che facevano parte del nostro sindacato».
E poi quasi per mettere le mani avanti: «Non posso mica verificare il dna... Di certo per loro abbiamo già stabilito la radiazione. E diciamo sì anche alle telecamere per controllare le casse».
Nel frattempo, pur prendendo atto della situazione, Rdb-Cub ha chiesto un incontro urgente alla direzione dell’azienda sul danno di immagine e per salvaguardare tutti quei dipendenti che con questa vicenda non c’entrano per nulla.
Ma la questione pesa come un macigno. Forse per la prima volta, grazie al servizio di "Striscia la notizia", i sindacati unitari e autonomi si ritrovano sul banco degli imputati anche dopo le recenti inchieste della magistratura sulle "creste" effettuate da alcuni bigliettai balzati agli onori delle cronache negli scorsi mesi in merito agli incassi dell’Imob.
Ora, ancora una volta, di mezzo ci finiscono i lavoratori. E non è un caso - forse più unico che raro - che oggi i dipendenti Actv, chiamati in causa tutti insieme, hanno deciso di scrivere una "lettera aperta" alla cittadinanza per prendere le distanze da chi si è ritrovato nel servizio di "Striscia la notizia". E oltre ai due iscritti al Rdb, in ballo ci sono anche un iscritto alla Cgil e un altro della Cisl.
La prende male anche Valter Novembrini (Cgil): «Ci sono state sicuramente alcune mele marce - dice - ma non possiamo fare di tutta un’erba un fascio. La magistratura faccia il suo corso e così pure l’azienda. Per quel che ci riguarda abbiamo dato l’assistenza legale al nostro iscritto». E ne sa qualcosa anche Marino De Terlizzi (Cisl). «Situazione pesante - dice - occorre trasparenza e chiarezza».
Sebastiano Costalonga, segretario regionale di Ugl Trasporti, sindacato non toccato dalla vicenda, invoca un provvedimento esemplare. «Basta - attacca - con le accuse generalizzate che danneggiano tutti. Chi ha sbagliato dovrà pagare, anche per salvaguardare chi ha sempre lavorato onestamente».


29 ottobre 2009 - Corriere Fiorentino

Autocritica Pd: non c’è stata trasparenza
Caso Formigli, documento del gruppo consiliare: «Ora basta conflitti d’interesse»
di Marzio Fatucchi Federica Sanna

Firenze - Abbiamo avuto «scarsa attenzione » sul principio della «trasparenza ». Va tracciata una riga per riportare «coerenza» tra «valori etici e comportamenti». Ma non si può non criticare gli altri livelli del partito, che finora hanno solo usato «toni diplomatici», lasciandoci di fatto soli.
È una sintesi (ragionata) del documento del gruppo consiliare del Pd, partorito ieri dopo una riunione durata tre ore.
Non c’è Salvatore Scino, il consigliere eletto nella lista Renzi e poi passato al Pd, indagato anche lui per un presunto falso su una dichiarazione di inizio attività in scadenza: si parla di sospensione o dimissione dal ruolo che ora ricopre, quello di vicepresidente del consiglio. Potrebbe essere uno dei segnali che il Pd vuole dare, dopo essere stato indicato al centro delle relazioni sull’urbanistica finite, ormai, in diverse inchieste della Procura. Il documento del gruppo consiliare cita persino Lenin: «Che fare?». Il primo dovere è, per il gruppo del Pd, «superare il distacco che, nel tempo, si è venuto a creare tra i cittadini e la politica, rimettendo, con forza, al centro della sua azione la coerenza fra i valori etici dichiarati e i comportamenti posti in essere. In sostanza, non dovranno ripetersi circostanze o situazioni in cui si possano intravedere più o meno latenti forme di conflitto d’interessi o, comunque, zone d’ombra che si caratterizzano per l’opacità dei rapporti ». Basta «consigli» ai propri esponenti per dimissioni, non bisogna neanche arrivarci, come è successo con Formigli (geometra, progettista, presidente della commissione urbanitica).
Una cesura, insomma, rispetto al passato e alle vicende che emergono dall’inchiesta su Quadra. Inchiesta sulla quale non si danno commenti «giuridici », «noi riponiamo la massima fiducia nell’operato della magistratura, precisando che, non essendo a conoscenza dei particolari riguardanti le indagini sin qui svolte, non siamo in grado di compiere nessun tipo di valutazione concreta, fermo restando naturalmente il principio di non colpevolezza sancito dalla Costituzione». Ma anche se tutti i consiglieri comunali confidano che «chi oggi si trova coinvolto nella vicenda giudiziaria risulterà completamente estraneo ai fatti contestati», c’è la politica: «L’impressione che si ritrae, forse condizionata anche dalla complessa fase di costituzione ed organizzazione del nuovo partito, è quella di un movimento che non ha corrisposto pienamente ai dichiarati valori dell’etica politica e del necessario rigore», scrivono. Per questo motivo, nasce la scelta di «prendere le distanze da un modo di agire che certamente non risponde al principio della trasparenza». Il partito si deve fare carico della «carenza di attenzione» che c’è stato sui comportamenti scorretti, ma senza cadere nell’errore di ritenere che «comportamenti non trasparenti ascrivibili ai singoli, siano attribuiti all’intero partito». Ma il gruppo ce l’ha anche con il resto del Pd, che in sostanza li ha lasciati soli: nessuno ha parlato «forte e chiaro», il segretario cittadino non c’è, quelle metropolitano e regionale hanno evitato di esporsi, pensano nel gruppo consiliare. Troppo poco: «Il Pd fiorentino non può dare l’impressione di affrontare solo "in modo diplomatico" un così elevato obiettivo, ma ne deve fare una bandiera da perseguire e difendere per essere all’altezza del grande investimento di fiducia e di speranza che milioni di persone ci hanno riconosciuto votando alle primarie».
È anche questa una risposta, indiretta, al sindaco Domenici, che dalle pagine del Corriere fiorentino aveva detto: «Il Pd parli ». Ma c’è chi non ha preso bene quell’affermazione.
«La risposta del Pd c’è stata, anche allora — afferma l'ex segretario cittadino del Pd Giacomo Billi, ora assessore provinciale al turismo — eccome se c’è stata, fino al punto di mettere sul piatto le mie dimissioni se non si fosse dimesso Formigli (e Cioni ndr ). Credo di essere stato uno dei pochi a rispondere con i fatti senza emettere alcuna condanna, con la consapevolezza che chi ha una responsabilità pubblica non deve essere soltanto onesto ma anche apparire tale». E l’ex segretario socialista Tommaso Ciuffoletti ha ricevuto 20 commenti su Facebook scrivendo: «Domenici sembra un alieno capitato per caso a Palazzo Vecchio». Parole diverse arrivano dalla coalizione: «L’entità di questa vicenda non era assolutamente prevedibile – dice Eros Cruccolini, ex presidente del consiglio comunale, ora esponente de La sinistra – Domenici non c’entra e non credo assolutamente fosse informato. Ora spetta a noi andare a vedere gli atti e capire se ci sono state difformità di trattamento. E se questo dipende dalle norme, dobbiamo scriverne di più rigide». Ma la vicenda Quadra ha uno strascico fuori Firenze: Il capogruppo del Pdl a Scandicci, Paolo Marcheschi, ha scritto al direttore generale del Comune per conoscere «se sono intercorsi rapporti tra il Comune e la società Quadra». Così come l’ex consigliere comunale Pino Comanzo, assieme alla Sinistra per Scandicci. E le Rdb di Firenze parlano di una «questione morale».


29 ottobre 2009 - Corriere della Sera

Il caso Oggi in Assolombarda primo incontro tra azienda e sindacati. Resta il rebus dell’area
Chiude il polo di Arese: 300 posti in bilico La Fiat: c’è la crisi, costi insostenibili

Alfa di Arese, 1963-2010. La Fiat ha annunciato il trasloco a Torino dal 4 gennaio di quello che oggi resta ad Arese di Fiat Group Automobiles. E cioè centro stile, sperimentazione e progettazione Alfa Romeo per un totale di 229 tra tecnici e tute blu. Destino incerto per i 113 dipendenti Powertrain (società Fiat che raggruppa le attività relative a motori e trasmissioni). Di certo c’è che 91 di questi resteranno in cassa integrazione ordinaria fino al prossimo febbraio. La smobilitazione in corso lascia nell’incertezza anche gli oltre 300 dipendenti del call centre e gli 80 commerciali.
«La pesante contrazione di attività provocata dalla crisi ha già comportato una lunga sospensione del lavoro per circa duecento dipendenti degli enti centrali attraverso la cassa integrazione. I costi di funzionamento e di struttura del polo di Arese sono diventati insostenibili », dicono in Fiat. L’azienda torinese è convinta che «la razionalizzazione delle attività consentirà di ottenere un significativo miglioramento di efficienza e produttività». La cassa ordinaria garantirà un’entrata ai dipendenti fino al tre gennaio. «Questa disponibilità di tempo faciliterà la ricerca della scelta più conveniente a livello individuale da parte dei lavoratori e il superamento di tutte le problematiche connesse al trasferimento», concludono in Fiat.
Stamattina, in Assolombarda, si terrà il primo incontro azienda-sindacati per discutere del piano di uscita. Promettono battaglia Fiom, Cobas e Cub, le uniche organizzazioni presenti ad Arese.
«Faremo davvero tutto il possibile perché il piano Fiat non diventi realtà. Le responsabilità dell’azienda sul declino industriale dell’area sono enormi. E al Pirellone chiederemo che fine hanno fatto i progetti e le intese per il polo della mobilità sostenibile», si scalda Maria Sciancati, segretario generale della Fiom di Milano.
«Venerdì mattina terremo la prima assemblea con i lavoratori di Arese e decideremo cosa fare. Di certo non resteremo con le mani in mano — annuncia anche Corrado Delledonne dei Cobas —. Chiediamo al governo e alle autorità locali un deciso intervento sull’azienda perché ritorni sui suoi passi. Non si può continuare a sostenere Fiat con fondi e incentivi e avere licenziamenti in cambio».
Intanto l’uscita di Fiat lascia libera un’area su cui negli ultimi anni si sono fatti i progetti più vari: da terminale logistico del porto di Genova a territorio su cui far traslocare la Chinatown di via Paolo Sarpi. Anche il piano più credibile — quello del polo della mobilità sostenibile voluto dalla regione — alla fine è rimasto sulla carta.(Ri.Que.)


29 ottobre 2009 - Il Messaggero

Ascoli. Ultima chiamata oggi a Roma per decidere il futuro dei 376 lavoratori...
di ENNIO MANCINI

Ascoli - Ultima chiamata oggi a Roma per decidere il futuro dei 376 lavoratori e dello stabilimento Manuli. Dovrebbe essere il finale di una serie di incontri che ha portato azienda, istituzioni e sindacati all’ultimo minuto utile per sottoscrivere un possibile protocollo di intesa. Rabbia e delusione serpeggia però tra i lavoratori che, ancora una volta, oggi saranno a Roma per far sentire le loro ragioni. Al Presidio oggi si raduneranno tutti gli operai che resteranno in città. Resteranno in attesa di notizie dal Mise e non è difficile prevedere che a seconda di come volgerà la trattativa potrebbero essere prese iniziative eclatanti al momento difficili da ipotizzare. La manifestazione prevista per sabato è stata anticipata ad oggi. Sicuramente, se dovesse andar male, non resteranno con le mani in mano. «La Manuli commenta Andrea Quaglietti delegato Sdl , con il verbale fatto sottoscrivere a Roma lunedì scorso dai sindacati nazionali dei chimici da un lato vuole proseguire la sua politica di smantellamento del sito di Ascoli, senza presentare un piano industriale serio, e dall’altro vuole anche continuare ad ottenere benefici e sussidi e ciò solo aumentando di poco o niente i lavoratori da non licenziare (ne usciranno subito sempre 226». «Come si fa ad accettare un verbale del genere continua Quaglietti quando non è stato neanche discusso con gli operai? E perché i sindacati confederali non hanno aderito alla nostra manifestzione?». Il braccio di ferro tra lavoratori e Manuli è stato da subito durissimo perché i dipendenti non riescono ancora a capire come possa un’azienda, che nel 2008 ha chiuso il bilancio dello stabilimento di Campolungo con un utile superiore a 42 milioni di euro, decidere di mettere tutti alla porta. Oggi a Roma si parlerà soprattutto di numeri: secondo le indiscrezioni della vigilia la nuova proposta della Manuli prevederebbe 150 unità lavorative (inizialmente 118). L’azienda avrebbe anche accolto la richiesta di aumentare (circa 2 milioni di euro) il plafond dell’incentivazioni per 55 prepensionamenti con l’uscita volontaria di 15-20 lavoratori. Sei impiegati sarebbero trasferiti a Milano e altri 10 operai ricollocati in part-time verticale per sei mesi nel comparto "Oil marine". Sempre nella giornata di oggi verrà affrontato anche l’altro problema, ugualmente spinoso, riguardante la concessione della cassa integrazione a seguito della messa in mobilità dallo scorso 3 agosto. La Manuli ha pagato i lavoratori nei mesi di agosto, settembre e ottobre come periodo di ferie. Lo scopo dell’azienda è quello di trattenere poi le mensilità di settembre e ottobre, periodi non coperti da ferie effettivamente maturate, al momento del pagamento di fine rapporto. E per non mettere a carico dei lavoratori le due mensilità, la Manuli ha chiesto al Ministero del lavoro di far partire la cassa integrazione non da novembre bensì dal primo settembre scorso in modo da coprire le "ferie figurative" già pagate. Secondo i sindacati quanto fatto dall’azienda, relativamente al pagamento di settembre e ottobre, è illegale. I lavoratori, dicono, hanno diritto alla normale retribuzione.


29 ottobre 2009 - La Repubblica

Asili nido, esplode la rivolta, la Cgil: "Stop agli inserimenti"
Il sindacato: bimbi in più, ma lavori ancora in corso
di MICHELA BOMPANI

Genova - «Il Comune deve sospendere gli inserimenti negli asili nido finché tutte le strutture destinate ad accoglierli non avranno ottenuto le autorizzazioni dalla Asl e dagli uffici regionali e comunali competenti»: la Cgil entra in rotta di collisione con l´assessore comunale alla Scuola, Paolo Veardo.
«Si tratta di atti amministrativi in corso - replica l´assessore - che stanno arrivando al Comune, ne avremo 32 tra poco, anche nel 2008 è cominciato l´anno scolastico senza che tutte le strutture avessero ricevuto l´autorizzazione: allora, che facciamo, chiudiamo tutti gli asili? Quella della Cgil è una provocazione fine a sé stessa, non ci possono più attaccare sul personale perché stiamo assumendo insegnanti, e allora colpiscono altrove».
E´ clamorosa la sirena suonata dalla Cgil: ha firmato l´accordo con il Comune per il "piano Veardo" che prevede di incrementare di circa 500 posti l´offerta nei nidi della città e ribadisce di «condividerne l´obiettivo: investire e aumentare l´offerta del pubblico», spiega Gianfelice Isola, responsabile delle Autonomie locali della Cgil. Sul "piano Veardo" i mal di pancia sono diffusi, soprattutto tra gli insegnanti: sfociati in uno sciopero lo scorso 8 ottobre, organizzato da Cobas, RdB e dal Comitato di difesa sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola del Comune di Genova. Ora però entra in campo la Cgil e suona, forte, l´allarme.
Isola denuncia che le verifiche sulle strutture scolastiche, a lezioni iniziate, stanno avvenendo proprio in questi giorni. In alcuni casi, poi, i lavori di adeguamento si svolgerebbero con i bimbi nelle strutture. «Nell´accordo che abbiamo firmato era previsto un inserimento graduale di questi 500 bambini in più - spiega il sindacalista - ma prima vanno rispettate le regole: le scuole sono a norma per accogliere questo "sovraccarico"? Ecco perché chiediamo al Comune di poter visionare tutte le autorizzazioni, se le ha, altrimenti sospenda gli inserimenti».
Veardo allarga le braccia: «E´ assurdo tutto questo. Chiedono di sospendere gli inserimenti dei 500 bimbi in più quando non li abbiamo neanche cominciati. Finora abbiamo inserito 1.380 bimbi, settanta in meno dell´anno scorso, dobbiamo ancora arrivare al "regime ordinario". Gli interventi di adeguamento delle strutture, comunque, stanno procedendo così come stabilito a luglio e comunque secondo il calendario che anche la Cgil possiede».
Isola ha compiuto sopralluoghi, asilo dopo asilo, per vedere con i suoi occhi la situazione: «Alla Rondine, in piazza Solaris - afferma - c´erano lavori in corso con i bimbi all´interno, a Sestri Ponente, al nido Il Veliero, ci sono 200 metri quadrati abbandonati: gli spazi ci sono, ma bisogna adeguarli prima di allargare l´offerta. Entro dicembre la quota "più 500" bimbi annunciata dal Comune non può essere raggiunta, noi diciamo sì all´aumento dei posti, che è un´operazione preziosa e virtuosa, ma più diluita nel tempo».
«Non è vero che ci sono lavori durante la permanenza dei piccoli nelle scuole - sbotta Veardo - insomma la Cgil queste cose le deve sapere: non ho mai detto che i 500 bimbi in più sarebbero entrati negli asili entro dicembre. Anzi. Se Cgil avesse letto il piano lavori, saprebbe certamente che ci sono interventi previsti per novembre, e i piccoli entreranno a gennaio, così per altri lavori che si effettueranno a dicembre e gli inserimenti partiranno a febbraio: non acceleriamo certo a scapito della buona qualità del servizio».


29 ottobre 2009 - Corriere Adriatico

Anticipata la manifestazione. Oggi summit al ministero
Presidio davanti alla Manuli

Ascoli - Il coordinamento lavoratori del Piceno ha spostato ad oggi la manifestazione di protesta prevista per sabato contro il piano di ristrutturazione della Manuli. E Andrea Quaglietti del Sdl polemizza con i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che non hanno aderito alla manifestazione. Questo pomeriggio buona parte dei 375 dipendenti che rischiano il posto di lavoro sarà presente si al presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Gli operai attenderanno lì notizie dell’incontro presso il ministero per lo Sviluppo economico a Roma, l’ultimo convocato per chiedere all’azienda un piano industriale che preveda tagli di personale ben inferiori a quelli prospettati. "La Manuli, con il verbale fatto sottoscrivere a Roma lunedì scorso dai sindacati nazionali dei chimici, da un lato vuole proseguire la sua politica di smantellamento del sito di Ascoli, senza presentare alcun piano industriale serio, e dall’altro vuole continuare ad ottenere benefici e sussidi", dice il sindacato Sdl. Il piano della multinazionale prevede il mantenimento solamente di un terzo del personale ma il numero degli occupati potrebbe aumentare secondo i più ottimisti fino a 150 unità ma non di più. Per gli altri la multinazionale è disposta solo ad aumentare gli incentivi per andare via con la possibilità, d’intesa con le istituzioni, di attiovare la cassa integrazione retroattiva da settembre.


28 ottobre 2009 - Iris

FIUMICINO: IL 31 OTTOBRE ASSEMBLEA PUBBLICA
DELLE INSEGNANTI PRECARIE DELLA MATERNA

(IRIS) - ROMA, 28 OTT - Sabato 31 ottobre in piazza G.B. Grassi a Fiumicino, dalle ore 9.30, le insegnanti precarie della scuola materna del comune, sostenute dal sindacato di base RdB-CUB, indicono un’assemblea pubblica con cui intendono portare all’attenzione dei cittadini le problematiche legate al loro stato di precariato che si prolunga ormai da 15 anni.
Nella stessa sede le insegnanti, che hanno invitato gli amministratori comunali, chiederanno che venga individuato e avviato un percorso di stabilizzazione, finora negato, a soluzione del loro problema.
"Il Sindaco Canapini ha affermato in sede di Consiglio Comunale che entro il prossimo anno scolastico si avvierà la privatizzazione dei servizi educativi di Fiumicino", dichiara Fabio Quaresima, delegato RdB di Fiumicino.
"Questa enunciazione - continua Quaresima - mette in uno stato di grave preoccupazione le lavoratrici, che dopo anni di servizio vedono sfumare la legittima aspettativa di un posto di lavoro sicuro".
"Le insegnanti sono stanche e deluse da questi amministratori, che in campagna elettorale hanno promesso loro la stabilizzazione e che oggi si rimangiano la parola data – conclude Quaresima - senza contare che la situazione di precarietà non può dare la continuità necessaria all’insegnamento e si ripercuoterà inevitabilmente anche sulla qualità della formazione degli utenti finali, e cioè, i bambini".


28 ottobre 2009 - Adnkronos

ROMA: RDB-CUB, SABATO ASSEMBLEA PUBBLICA
INSEGNANTI MATERNA A FIUMICINO

Roma, 28 ott. - (Adnkronos) - ''Sabato 31 ottobre in piazza G.B. Grassi a Fiumicino, dalle 9.30, le insegnanti precarie della scuola materna del comune, sostenute dal sindacato di base RdB-Cub, indicono un'assemblea pubblica con cui intendono portare all'attenzione dei cittadini le problematiche legate al loro stato di precariato che si prolunga ormai da 15 anni''. Lo comunica in una nota il sindacato di base RdB-Cub, che prosegue ''nella stessa sede le insegnanti, che hanno invitato gli amministratori comunali, chiederanno che venga individuato e avviato un percorso di stabilizzazione, finora negato, a soluzione del loro problema''. ''Il Sindaco Canapini ha affermato in sede di Consiglio Comunale che entro il prossimo anno scolastico si avviera' la privatizzazione dei servizi educativi di Fiumicino'', dichiara Fabio Quaresima, delegato RdB di Fiumicino. ''Questa enunciazione - prosegue Quaresima - mette in uno stato di grave preoccupazione le lavoratrici, che dopo anni di servizio vedono sfumare la legittima aspettativa di un posto di lavoro sicuro''. ''Le insegnanti sono stanche e deluse da questi amministratori, che in campagna elettorale hanno promesso loro la stabilizzazione e che oggi - conclude - si rimangiano la parola data senza contare che la situazione di precarieta' non puo' dare la continuita' necessaria all'insegnamento e si ripercuotera' inevitabilmente anche sulla qualita' della formazione degli utenti finali, e cioe', i bambini''.


28 ottobre 2009 - Liberazione

Roma. "La crisi a Roma, perché nessuno resti solo" assemblea

Roma - Alle 17.30 nella sede dell'Associazione "Esquilino domani", via Galilei 53, "La crisi a Roma, perché nessuno resti solo" , assemblea con esponenti di forze politiche e sindacali, comitati, associazioni: Rdb, Sdl, Unione Inquilini, Attac, Usi Ait.


28 ottobre 2009 - Il Manifesto

CALL CENTER ANSWERS OCCUPA IL COMUNE

PISTOIA - Hanno occupato la sala Maggiore del palazzo Comunale i lavoratori del call center pistoiese Answers, forte di 650 addetti in maggioranza donne. I circa trecento manifestanti di Answers che hanno protestato in palazzo Comunale sono poi stati ricevuti dal vicesindaco Tuci, dall'assessore comunale Lucchesi e dalla presidente provinciale Fratoni. Già da settimane i lavoratori protestavano contro il ritardo negli stipendi, ancor più in generale la quotidiana precarietà di chi lavora nel call center Answers era stata denunciata da mesi dal sindacato di base Cub . "Ma ora la goccia che ha fatto traboccare il vaso - spiega Michele Gargini, segretario provinciale della Slc Cgil - è stata l'assenza dei rappresentanti del gruppo Phonemedia-Omega, di cui Answers fa parte, all'incontro previsto ieri al ministero delle Attività produttive". Oggi sul caso Answers è in programma un incontro con l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini.


28 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino

Brutta sorpresa in busta paga Slitta di due giorni la trattativa
di EMANUELA ASTOLFI

ASCOLI - SLITTA a domani la scadenza della procedura di mobilità alla Manuli Rubber Industries di Ascoli. La chiusura delle trattative era, in un primo momento, prevista per ieri. «Su questa vertenza c'è una grande confusione dice Andrea Quaglietti, Rsu del Sindacato dei Lavoratori non si capisce come dall'incontro al Minitsero del Lavoro si è arrivati alla data del 29 ottobre». L'incontro è fissato alle 14,30 al Ministero dello Sviluppo economico, dove si tirano le somme su una vertenza simbolo' per il Piceno. «Aspettiamo l'incontro di giovedì dice Floriano Canali della Uil per adesso non abbiamo nuovi elementi sulle intenzioni dell'azienda che non si è mai espressa sul versante delle incentivazioni all'esodo». Tutto si gioca sui numeri. LA PROPOSTA della Manuli, al momento, prevede il riassorbimento di 128 unità lavorative su un totale di 375. «E' chiaro che la Manuli non vuole chiudere per non pagare oneri allo Stato aggiunge Quaglietti ma non possiamo permettere che resti e detti le condizioni. Tutta la forza lavoro deve essere riassorbita». Ieri sera, gli operai si sono ritrovati davanti alla fabbrica per un incontro alla luce delle novità arrivate da Roma. La tensione è alle stelle anche perché ieri alcuni lavoratori hanno ricevuto le buste paga. E per loro è stata un'amara sorpresa. «L'azienda ha messo due mesi di ferie, settembre e ottobre spiega Quaglietti , ma in realtà è stata la Manuli a tenerci lontano dal lavoro». Anche Canali della Uil su questo punto spiega che le maestranze, dopo la pausa estiva di agosto, avevano dato disponibilità a tornare al lavoro con una lettera inviata all'azienda. «E' un'azione arbitraria dell'azienda che non è corretta aggiunge Canali . Alcuni lavoratori, infatti, non avendo le ferie si sono ritrovati sotto di duecento ore». L'ESITO dell'incontro di domani tra la Manuli, i sindacati e le istituzioni avrà pesanti ripercussioni. I rapporti sindacali sono piuttosto tesi. Quaglietti dell'Sdl ha accusato Cgil, Cisl e Uil di aver già firmato una bozza di verbale congiunto, che verebbe discussa domani al Mise. Per Quaglietti «è inaccettabile che i sindacati, senza peraltro aver ascoltato Rsu e lavoratori, possano dire sì alle proposte della Manuli». A suo dire, al punto 9 dell'accordo sarebbero addirittura i sindacati a impegnarsi ad agevolare il recupero dei posti di lavoro anche attraverso nuove attivitè produttive nell'area che verrà liberata dall'azienda. Per i confederali, invece, la firma del verbale congiunto era indispensabile per poter ottenere gli ammortizzatori sociali, e non può essere in alcun modo tradotta in un sì al piano industriale della Manuli.


28 ottobre 2009 - Il Messaggero

Otto cordate sono pronte a correre al capezzale della Videocon...
di EMILIANO PAPILLO

Otto cordate sono pronte a correre al capezzale della Videocon e a salvare lo stabilimento anagnino ed i suoi 1300 lavoratori. E’ quanto emerso ieri sera nel vertice ministeriale al quale hanno partecipato per il governo il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, sindacati ed Rsu. Le otto cordate che puntano all’acquisto del sito ed alla riconversione attraverso il fotovoltaico al quale di potranno aggiungere anche altre produzioni innovative sono Massimo Pugliese, Aurelio Regina, Tvp Solar di Piero Abbate, Harianne Trading di Piero Pancotti, Global Energy Holding A.D. guidata da Elio Moretti, Office Srl di Romolo Sacco, Fincogest Srl di Valdo Saccomani oltre al piano Provincia-Regione Lazio con quattro imprenditori. Sembra essersi tirata indietro invece la Keymat che potrebbe però rientrare con Aurelio Regina. Il Governo da adesso in poi seguirà la vicenda proprio attraverso il Sottosegretario. Degli otto progetti in campo, il Ministero, senza nominarli, ha fatto sapere che due sono in vantaggio e sarebbero in stato molto avanzato. Secondo indiscrezioni si tratterebbe dei progetti di Regina e di Pugliese. Il Governo intanto ha fissato per il prossimo 17 novembre un altro incontro. Moderatamente soddisfatti i sindacati: «Si intravede un po’ di luce anche se la strada è ancora lunga. Il fatto importante che è emerso, oltre all’interesse degli otto gruppi imprenditoriali è quello che il Ministero si è impegnato su tre questioni: la prima è che il sottosegretario relazionerà direttamente alla Presidenza del Consiglio l’andamento della vertenza; la seconda è quella che invierà una nota all’ambasciata indiana per richiamare la famiglia Dhoot ad una collaborazione fattiva alla riconversione; la terza l’impegno garantito del Governo. Il 17 novembre verranno verificati i progetti punto a punto e si inizierà a selezionare i migliori. Le forme, anche forti, di protesta sono servite a qualcosa» hanno spiegato Silvio Campoli della Cgil e Mariano Ranieri della Cisl presenti con i colleghi di Cisal, Sdl e Ugl.
«Abbiamo chiesto al Ministero di fissare le caratteristiche dei piani industriali: sostenibilità economica, settore di produzione, mercato di riferimento e ricollocazione del personale» ha aggiunto Paolo Sabatini della Sdl. Secondo quanto riferito dal Ministero i progetti sul fotovoltaico da una prima analisi potrebbero collocare in fabbrica fino ad un massimo di 900 addetti. Ora resta il problema della Cigs. A tal proposito è attesa entro la prossima settimana una convocazione delle parti alla Regione Lazio. Intanto in fabbrica anche domani continuerà il presidio dei lavoratori che sono guardati a vista da polizia e carabinieri. «Il presidio proseguirà anche se sarà una protesta in forma pacifica. Attendiamo il vertice sulla Cigs» ha concluso Campoli. I lavoratori intanto stanno continuando a raccogliere le firme. Oltre a quelle interne alla fabbrica, si sta allargando la petizione a tutto il territorio. Le firme saranno consegnate al Presidente Della Repubblica, Giorgio Napolitano ed al Premier, Silvio Berlusconi. A breve ci sarà anche un’audizione al Senato per i sindacati nazionali.


28 ottobre 2009 - Corriere del Mezzogiorno

Atitech, il ministro Scajola sfida l’operaio arrabbiato
Scambio di battute (e insulti) davanti allo stabilimento
di Patrizio Mannu

NAPOLI — C’è riuscito un operaio dell’Atitech a far perdere le staffe (verbali) al ministro Claudio Scajola. Per i suoi compagni e in una manciata di secondi Paolo Esposito è diventato l’eroe del giorno; quello che gliele ha cantate, insomma, al ministro dello Sviluppo economico. Tanto da costringere Scajola a lasciarsi scappare una parolina: «stronzo ». L’esponente di governo era a Napoli, all’Atitech, per illustrare l’accordo che porterà, seppure nel tempo, al salvataggio delle officine di manutenzione di Capodichino.
Il match dialettico si svolge fulmineo, al termine della visita (inaspettata) del ministro negli hangar dell’Atitech. Terminato il giro fra turbine in manutenzione e velivoli a controllo, Scajola si è intrattenuto con alcuni operai. Un gesto di cortesia con le maestranze ma dall’esito imprevisto. Il ministro è di qua dal cancello dello stabilimento, Esposito dall’altra parte, vicino ai tornelli d’ingresso; le sbarre ‘‘sezionano’’ la sua silouette. «Ma quale piano per salvarci », comincia. «Ci hanno tolto la mensa e siamo tornati 40 anni indietro. Ho figli e prendo 1.500 euro al mese e non riesco ad andare avanti. Bisogna dare più potere d’acquisto ai salari», incalza. Scajola risponde, dandogli sulla voce: «Preferiva il fallimento? Preferiva il fallimento? Preferiva il fallimento». L’operaio non s’abbatte. «Altro che piano. Qui ci sono solo politici ladri e imprenditori ladri che si arricchiscono su di noi». Il ministro volta le spalle e fa per andarsene. Dieci passi dieci, poi torna indietro. «Perché generalizza — rimarca — perché generalizza? E’ come se dicessi che tutti gli operai sono stronzi come lei, però non lo dico». Resta impietrito Esposito, così come gli uomini dello staff ministeriale, sbianca l’onorevole Paolo Russo (Pdl). Gli addetti stampa s’attaccano al telefono, il presidente dell’Unione industriali Gianni Lettieri (con la sua Meridie interviene a rilevare Atitech) guarda fisso a terra. Nel giorno in cui s’intravede uno spiraglio per i circa 600 lavoratori del polo manutentivo partenopeo, cala un fendente il ministro. E’ la medesima persona che venti minuti dopo dirà, nell’incontro istituzionale di presentazione dell’accordo, di «sperare che presto torni il sorriso nelle case degli operai»; il medesimo ministro che nel giugno del 2002 disse di Marco Biagi (assassinato dalle Br) «che era un rompicoglioni». Le parole di Scajola arrivano nelle sedi dei sindacati. Interviene la Cgil che parla ‘‘di caduta di stile’’. «Per la responsabilità che contraddistinguono il ruolo del ministro — sottolinea l’organizzazione guidata da Michele Gravano — sono necessari nervi saldi e una grande capacità di ascolto delle istanze di tutti, in particolare dei lavoratori».
L’inizio ‘‘caldo’’ di mattinata si concluderà per Scajola con l’illustrazione del piano di salvataggio di Atitech (intanto il ministro incontrerà oggi la Iervolino per l’ufficializzazione di Napoli Est quale zona franca; poi la sindaca nel pomeriggio vedrà Letta per riproporre la questione del Forum delle culture). Ecco, dunque, il piano. E’ previsto che gli acquirenti (per il 75% Manutenzioni aeronautiche, controllata da Meridie; 10% Finmeccanica; 15% Alitalia. Il capitale è tutto privato, 25 milioni di euro) conservino le proprie partecipazioni in Atitech per almeno 5 anni e l’impiego a regime, nel 2014, di 500 lavoratori selezionati da quelli posti in cassa integrazione straordinaria. Altri 140 andranno in cassa integrazione dal gennaio 2011. Per quelli che saranno reinseriti nel ciclo produttivo, la cig sarà a rotazione a partire dall’ultimo trimestre 2010 esclusi i 60 dipendenti che saranno assorbiti dal gruppo Finmeccanica e i 70 che al termine del periodo di 7 anni di ammortizzatori sociali (4 di cigs e 3 di mobilità) avranno raggiunto l’età per essere prepensionati. Alitalia si impegna ad affidare ad Atitech per 5 anni dal 2010 la manutenzione in esclusiva di tutti gli aerei, inclusi quelli di lungo raggio. Finmeccanica cercherà nelle proprie società eventuali opportunità di lavoro. Di Atitech, Donazza sarà l’amministratore delegato, De Pompeis il capo del personale.
I sindacati di categoria vogliono vedere gli sviluppi. «Per adesso — dice Pasquale Vitiello dell’Sdl — in base al business plan ci siamo ridotti lo stipendio del 10%, pur promettendo una produttività maggiore: 38,5 ore settimanali, rispetto alle 37,5. Questo è il sacrificio dei lavoratori per salvare l’azienda». Chi non si salverà saranno i lavoratori dell’indotto: i 120 dipendenti fra FoodCompany (mensa), Arm (magazzino), Progress (pulizia). «Siamo da agosto senza stipendio», denuncia Stefano Cimitile della FoodCompany. «Da novembre l’azienda andrà via da Napoli e ci lascia tutti a terra. Per noi non ci sono ammortizzatori sociali; quelli annunciati dalla Regione noi non li abbiamo visti. So che parlerete di salvataggio dell’Atitech, ma così non sarà. Che competenze ha Lettieri di aeronautica? Sulla nostra azienda ha chiesto un’indagine di mercato. Ma qualcuno ha mai chiesto un’indagine di mercato sulla gestione delle sue aziende?».


27 ottobre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 37 - 2Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Articolo 64, la sentenza della Cassazione dice Tar e riscrive lo status dei ricercatori
* Giustizia malata, cittadino indifeso
* Cnr a secco, Maiani raschia il barile
* Oltre 3 mila adesioni per salvare la Ricerca
*Malattie, Brunetta si pente e allunga le fasce orarie?
* No al taglio di salari e diritti, in 150 mila sfilano a Roma
* Pioggia di azioni risarcitorie nei confronti dei chirurghi
* Equiparazioni tra lauree, pubblicate nuove tabelle


27 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova

CAMPOSAMPIERO
Protesta all’ospedale

CAMPOSAMPIERO - Presidio di protesta all’ospedale di Camposampiero da parte delle rappresentanze sindacali di Base del Veneto Cub per rivendicare la sospensione definitiva del turno spezzato, come già fatto a Cittadella. «E’ da oltre un anno che se ne discute, ma all’ultimo minuto la direzione nega l’incontro con i delegati Rdb e i lavoratori interessati sulla problematica molto sentita del turno spezzato, che persiste a Camposampiero da anni e che i lavoratori hanno subìto per sopperire alla carenza di personale» dice una nota Rdb.(g.a.)


27 ottobre 2009 - Il Secolo XIX

la protesta dei pompieri

Genova - RINNOVO DEL CONTRATTO, pagamento degli straordinari, aumento del personale e delle risorse destinate al potenziamento delle strutture. Sono queste le richieste dei vigili del fuoco che ieri mattina hanno manifestato davanti alla Regione, in piazza De Ferrari e davanti alla prefettura. Un'iniziativa organizzata dai sindacati Cgil, Cils, Uil, RdB e Confsal, in vista dell'incontro con il ministero dell'Interno che si terrà il 29 ottobre. Il presidente Burlando ha assicurato di farsi da tramite per un incontro col ministro Roberto Maroni.


26 ottobre 2009 - Agi

MANULI: RSU E LAVORATORI ASCOLI, NO FIRMA SENZA CONSULTAZIONE

(AGI) - Ascoli Piceno, 26 ott. - "Non firmeremo nessun accordo con il gruppo Manuli, se prima non saremo stati consultati". Lo ha detto oggi Mirko Morganti Rsu della Ugl nella fabbrica di Tubi in gomma di Ascoli, nel corso della conferenza stampa pomeridiana organizzata davanti ai cancelli del sito produttivo dal "coordinamento dei lavoratori del piceno", nuovo organismo a cui aderiscono rappresentanti di diversi sindacati, movimenti e singoli lavoratori.
"Le notizie che giungono da Roma e dal ministero dello Sviluppo economico sono ambigue e non confortanti - ha affermato Morganti, alla presenza di un nutrito gruppo di operai in presidio da quasi tre mesi - e sembrano spingere per l'intesa entro domani, data di scadenza della procedura. Tutto cio' fa supporre che le altre parti coinvolte nella vertenza vogliano acconsentire alla proposta dell'azienda, e cioe' quella di ricollocare solo 128 persone su 376. Noi questo non lo possiamo accettare - ha aggiunto il sindacalista - e certo non firmeremo, anche perche' non siamo presenti all'incontro con le segreterie nazionali dei nostri sindacali".
Ha sottolineato Andrea Quaglietti, delegato Sdl, il maggior sindacato della fabbrica ascolana: "Senza l'assenza della Rsu di fabbrica nessun accordo e' valido". Nel corso della conferenza poi, Gianluca Gaspari e altri componenti del coordinamento dei lavoratori del Piceno, hanno annunciato di avere promosso per sabato prossimo, 31 ottobre un altro grande corteo di protesta che si svolgera' per le vie di Ascoli, e avanzato anche una richiesta precisa alla Manuli, al ministero e alle istituzioni: "La trattativa deve essere spostata da Roma ad Ascoli, presso la prefettura".


26 ottobre 2009 - Il Secolo XIX online

Rinnovo del contratto, vigili del fuoco in piazza

Genova - Risorse umane, fondi per gli straordinari e rinnovo del contratto scaduto da quasi 2 anni: sono queste le richieste portate dai vigili del fuoco a un presidio davanti alla Regione Liguria, in mattinata a Genova, al quale è intervenuto anche il presidente regionale Claudio Burlando. «Continuiamo la protesta iniziata al Salone nautico - ha spiegato il coordinatore regionale Cgil Luca Infantino al presidio indetto anche da Cisl, Uil, Rdb e Confsal -; i mezzi di soccorso sono datati, il contratto di lavoro scaduto, rispetto al piano 1997 mancano 3.600 persone a livello nazionale e 150 in Liguria». Inoltre i vigili del fuoco lamentano il mancato pagamento degli straordinari dal dicembre scorso, la riduzione dei fondi per la manutenzione dei mezzi (tagliati del 90 per cento, passando da 140 mila a 15 mila euro in Liguria) e le risorse irrisorie per le sedi (1.227 euro per 2009 per le sedi della provincia di Genova). Il presidente Burlando, prendendo il megafono a piazza De Ferrari, ha assicurato di impegnarsi per un incontro col ministro dell’interno Roberto Maroni, dal quale dipende il corpo dei vigili del fuoco: «abbiamo fatto scelte chiare - ha aggiunto Burlando -; con Carige abbiamo investito 7 milioni di euro per un elicottero moderno che sarà pronto tra poche settimane. Non è stato facile, abbiamo avuto molte opposizioni». Burlando ha aggiunto che «è giusto riconoscere le vostre pratiche qui come all’Aquila e darvi mezzi e uomini. Poi c’è un problema di sapere e di formazione. La crisi finanziaria c’è, ma non si può risparmiare su scuola, salute, sicurezza».


26 ottobre 2009 - Varese news

Roma-Varese
Sindacati di base uniti in piazza, a Roma in 150 mila
Anche due pullman da Varese hanno preso parte alla manifestazione

Centinaia di migliaia i lavoratori che venerdì mattina hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas. 150.000 a Roma per la manifestazione nazionale, dove hanno sfilato in corteo da Piazza della Repubblica a San Giovanni i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro, compresi un centinaio di varesini partiti con due autobus da Gallarate: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell’istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l’ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti/e.
Il corteo è stato aperto dallo striscione unitario del Patto di Base: Unificare le lotte per non pagare la crisi.
In testa una "Banda Bassotti", con tanto di mascherina e refurtiva: Brunetta, Tremonti, Confindustria e Cgil Cisl Uil che portano via nel sacco Salari, Diritti, Dignità e Democrazia. Tanti gli scudi di cartone, con sopra il volto del Ministro del Tesoro e la scritta "Scudo fiscale = condono agli evasori e più tasse ai lavoratori".
Impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell’ennesimo intervento da parte del Ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (12.00/16.00), hanno organizzato un presidio a Fiumicino.
In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore.


26 ottobre 2009 - IVG

Liguria. Si svolgerà a Genova questa mattina la protesta dei vigili del fuoco liguri...

Liguria - Si svolgerà a Genova questa mattina la protesta dei vigili del fuoco liguri, indetta unitariamente da Fp-Cgil, Fns-Cisl, Uil Pubblica amministrazione, Rdb-Cub e Confsal, che denunciano le condizioni operative in cui i pompieri si trovano a svolgere gli interventi, definite "gravi e inadeguate", ma anche la situazione economica causata dal mancato rinnovo del contratto (scaduto nel dicembre 2007) e le ormai annose carenze di organico. I pompieri liguri, inoltre, richiedono anche un adeguamento delle risorse economiche destinate al Corpo e finalizzate al miglioramento di comandi provinciali e distaccamenti, mezzi ed attrezzature.


26 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino

DRAMMA
Hafida Naim, 19 anni, in ospedale. Con la sua famiglia, i genitori e due fratelli più piccoli, era rimasta senza una casa a metà ottobre
di ENRICO BARBETTI

Bologna - COSTRETTA a letto nel reparto di ortopedia dell'ospedale Maggiore, il giorno dopo il dramma Hafida Naim è lucida e determinata, nonostante il dolore delle fratture e lo choc di un volo da sette metri che poteva costarle la vita. Sabato mattina si è lanciata dalla finestra dell'ufficio del sindaco di Budrio Carlo Castelli, dopo essersi rivolta a lui chiedendo un intervento per ritrovare un tetto per lei, i genitori e due fratelli minori, rimasti senza casa in seguito allo sfratto eseguito il 13 ottobre. La ragazza marocchina parla con la rabbia di una diciannovenne che le circostanze della vita hanno costretto a crescere più in fretta delle sue coetanee. E se una lacrima le scende sul volto, non è per il tormento della vertebra e del bacino rotti, ma per la sensazione d'impotenza che le stringe il cuore. Da quanto tempo i servizi sociali erano al corrente della vostra situazione? «Da quando mio padre non è più riuscito a pagare l'affitto, oltre un anno fa». Perché allora non fu presentata una domanda per la casa popolare? «A mio padre hanno detto che non si poteva avere perché solo mio padre era residente». Vi è stato proposto di tornare in Marocco. Perché questo secondo voi non è possibile? «Tornare in Marocco? Questo mai. Non è una soluzione; anche se avessimo dei soldi finirebbero subito. Lì dovremmo ricominciare tutti da zero, mio padre è qui da 15 anni, i miei fratelli dovrebbero lasciare la scuola. E io che faccio in Marocco? Mi metto a spacciare droga? O magari finisco su una brutta strada? La mia vita è qui». Anche tu studiavi, perché hai smesso? «Secondo te? Ci dicevano: nessuno di voi lavora e per trovare una casa serve un contratto. Ecco, ho trovato questo lavoro per distribuire volantini con un contratto regolare di tre mesi. Venerdì mio padre glielo ha portato ma ci hanno detto che non bastava e ci siamo sentiti presi in giro» Per questo sabato sei andata in Comune? «Abbiamo dormito in auto e la mattina sono andata su a vedere se c'era il sindaco». Cosa vi siete detti nel suo ufficio? «Lui mi raccontava che è andato a lavorare a 13 anni, ma io gli ho risposto che rispetto a cinquant'anni fa è cambiato tutto e oggi non si può andare a lavorare a 13 anni. Non mi ascoltava e non mi ha seguito quando sono uscita. Ora mi vergogno». Perché? «Adesso tutti conoscono la nostra situazione per quello che hanno letto sui giornali. Una cugina che non mi chiama mai mi ha telefonato per sapere e non mi ha chiesto nemmeno come sto». Hai sentito il sindaco? «No. So che mio padre ha parlato con gli assistenti sociali ma al sindaco adesso non voglio chiedere più niente». Non hai avuto paura delle conseguenze del tuo gesto? «Paura? No, non ho avuto paura. Per la mia famiglia io sono pronta... (Hafida fa una pausa, ndr) Sono disposta a dare tutto».

Bologna. FEDERICO ORLANDINI del sindacato inquilini Asia Rdb...

Bologna - FEDERICO ORLANDINI del sindacato inquilini Asia Rdb, dopo il dramma di Budrio, rilancia «ogni forma di resistenza, dai picchetti anti sfratto all'occupazione dei tetti delle case sotto sgombero». Per Asia è «l'amministrazione regionale ad essere chiamata in causa», per «un nuovo piano casa popolare».


25 ottobre 2009 - Il Messaggero

Anagni. La tanto attesa fumata bianca è arrivata a mezzanotte di venerdì...
di EMILIANO PAPILLO

Anagni - La tanto attesa fumata bianca è arrivata a mezzanotte di venerdì. La famiglia Dhoot, proprietaria dello stabilimento Videocon di Anagni, collegata in video conferenza dall’India con la fabbrica ciociara, ha infatti accettato dopo oltre tre ore di trattative di ritirare da subito l’apertura della mobilità per i 1300 lavoratori. Sono sindacati ed Rsu a dare la notizia agli oltre 500 operai, rimasti per ora senza cibo e sotto la pioggia ad aspettare la fumata bianca davanti la palazzina degli uffici amministrativi. Silvio Campoli della Cgil, Mariano Ranieri della Cisl, Mauro Piscitelli della Uil, Paolo Sabatini della Sdl, Gianni Spaziani della Cisal e l’Ugl, soddisfatti sventolano il documento firmato dai vertici aziendali tra gli applausi dei lavoratori, stremati ormai per la giornata di lotte che li aveva visti protagonisti del blocco dell’autostrada Roma-Napoli per ben sei ore. Sindacati ed Rsu hanno poi tenuto una lunga assemblea alla sala mensa della fabbrica, finita a notte fonda quando ormai anche le centinaia di poliziotti e carabinieri, alcuni in versione antisommossa ed i vigili del fuoco stavano facendo ritorno alla base. «E’ stata durissima, una giornata infernale. Dopo la rottura delle trattative pomeridiane che hanno portato alla dura protesta, ci sono volute altre tre ore per convincere gli indiani che non volevano proprio mollare. Ormai è assodato che a dicembre se ne andranno, ma volevano farlo già da oggi (ieri). Erano quasi riusciti nel loro intento se stavolta le Istituzioni locali, in primis il Prefetto non avessero fatto pressioni. Li ringraziamo per questo. Ormai eravamo pronti a tutto», ha spiegato Mariano Ranieri della Cisl.
Operai, Rsu e sindacati non abbassano però la guardia temendo un colpo di mano della proprietà. «C’è un accordo scritto, ma dobbiamo tenere alta la guardia. Continueremo a stare in assemblea, lunedì mattina ed il pomeriggio per decidere insieme come e quanti andare a Roma alla riunione ministeriale prevista per martedì 27 al Dicastero dello Sviluppo Economico», hanno aggiunto Silvio Campoli della Cgil e Paolo Sabatini della Sdl. Domani sera scadono i termini fissati dal Ministero per presentare le offerte di acquisto dello stabilimento. Poi martedì inizieranno le analisi dei progetti presentati alla presenza per la prima volta del Governo con alcuni sottosegretari. Un giorno quindi decisivo per le sorti dello stabilimento. Si presenteranno ed analizzeranno i progetti. «Finalmente avremo il Governo al tavolo, non era possibile che a decidere dovessero essere i tecnici», ha concluso Ranieri. Martedì si parlerà anche di Cigs che per ora resta per 910 lavoratori fino a dicembre. Potrebbe prolungarsi fino a febbraio ed anche oltre con la rotazione. Intanto ieri pomeriggio il vescovo di Anagni Vincenzo Loppa si è recato in visita alla Videocon dove è rimasto a colloquio con gli operai.


25 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino

La Cgil scende dal bus
Esulta l'Ugl: Risultato storico'': è primo per le Rsu
di Paolo Patria

Reggio E. - «RISULTATO storico», esulta l'Ugl. Il sindacato di destra conquista un sorprendente primo posto alle elezioni per le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) nelle Autolinee dell'Emilia, la società (oltre 200 dipendenti) alla quale Act ha affidato la gestione del trasporto pubblico locale. «Quando ho visto i risultati ho avuto paura - scherza Giambattista Bassi, segretario provinciale Ugl Trasporti -, noi siamo un sindacato piccolo, non possiamo mettere in campo una grande forza e organizzazione, ma abbiamo fatto il sorpasso». IL VOTO resta però sospeso. Un ricorso presentato dalla Uil potrebbe far annullare il risultato. «Crediamo sia corretto aspettare la riunione della Commissione elettorale della prossima settimana, prima di fare un commento», si limita a dire Marco Barilli, segretario provinciale Filt Cgil. La contestazione della Uil riguarda mancanza - per alcune ore - di uno scrutatore a un seggio. MA IL RICORSO non cancella il segnale arrivato dalla votazione. L'Ugl non trattiene l'entusiasmo: «E' un risultato inedito nella storia della Repubblica in tutto il territorio emiliano». Dopo l'exploit della Lega alle ultime elezioni amministrative, dal mondo sindacale arriva un altro messaggio di un mondo che sta cambiando. «Posso dire che tanti dei nostri iscritti sono dichiaratamente di sinistra - dice Bassi -. Perchè stanno con noi? Quello che so è che noi non facciamo certo una politica di sinistra, noi facciamo il sindacato e lavoriamo sul sociale. Se poi qualcuno vuol dire che il sociale è di destra...». L'EXPLOIT personale di Bassi, che ha ottenuto da solo 27 preferenze, ha trascinato l'Ugl. Nella miriade di sigle che costellano il mondo sindacale nel settore dei trasporti, l'Ugl ha ottenuto 50 voti e tre seggi. La Cgil ha pareggiato il conto dei seggi, ma fermandosi a 40 voti. Poi ci sono il Cub (33 voti e due seggi), i Cobas (32 voti, due seggi), la Cisl (31 voti, due seggi), gli autonomi della Faisa Cisal (18 voti e un seggio) e la Uil (13 voti, un seggio). L'UGL è in azienda dal '98. «Questi ultimi anni sono stati molto difficili - dice Bassi -, c'è stata una forte trasformazione che ha tolto i diritti ai lavoratori. Oggi si svolge lo stesso lavoro con tre contratti diversi tra Autolinee dell'Emilia, Til ed ex Consorzio Orfeo. C'è chi porta in piazza i lavoratori per un doppio regime salariale, noi qui ne abbiamo tre. E tre condizioni di lavoro diverse. Su questo tutti i sindacati sono d'accordo, chiediamo di riunificare le aziende». IL SORPASSO arriva in una realtà dove c'era già un testa a testa, tra Ugl e Cgil, sul numero degli iscritti. «Ora per noi, ricorso o no, non cambia niente. Il 28 ottobre ci riuniamo davanti alla commissione elettorale, quello che uscirà sarà condiviso. C'è il caso che si torni a votare, ma io sono tranquillissimo: male non fare, paura non avere». MA IL RICORSO non è stato indolore nei rapporti tra i sindacati. Proprio la Filt Cgil ha distribuito un duro volantino, dove ripercorre la vicenda: «Non intendiamo più subire denigrazioni», scrive il sindacato di via Roma, replicando a chi l'accusa di non aver profuso l'impegno necessario perchè il voto fosse regolare. E indica il responsabile'': «Lo scrutatore della Faisa non era disponibile e sarebbe toccato alla stessa Faisa risolvere la questione». Per poi criticare anche la Uil: «Solo dopo aver attribuito i voti, la Uil ha confermato l'intenzione di ricorrere. Non vi nascondiamo che abbiamo contattato, ancora di più alla faccia di chi ci accusa di aver remato contro, il segretario Uiltrasporti chiedendogli di ripensarci, anche perchè per l'attribuzione dei seggi non cambierebbe nulla, ma la sua risposta è stata negativa». Attacco finale: «Fare sindacato non è come parlare di calcio al bar, ma un impegno serio che se fatto con leggerezza e irresponsabilità mette a repentaglio le condizioni di lavoro dei colleghi».

EMERGENZA LAVORO
«Trattiamo con la famiglia Manuli»
Il fronte si sposta, contatti diretti tra Ministero e proprietà. Ultime ore per decidere
di EMANUELA ASTOLFI

Ascoli P. - PRIMA il blocco della strada, poi l'occupazione della mensa all'interno della fabbrica. Gli operai della Manuli annunciano altre azioni di protesta, contro il piano industriale voluto dall'azienda, se entro domani non avranno le risposte che cercano da giorni. Vogliono sapere quali sono le intenzioni finali del gruppo milanese, dopo le richieste avanzate da ministero, istituzioni locali e sindacti al tavolo di mercoledì scorso a Roma. La trattativa in queste ultime ore si è spostata su un altro fronte. Il dottor Giampietro Castano, dirigente dell'unità di crisi del Ministero dello sviluppo economico, sta trattanto direttamente con la famiglia Manuli. Senza intermediari'. «Rispetto a chi si siede al tavolo del ministero con un mandato preciso, delle direttive e cifre da rispettare dice Marsilio Antonucci, della Cisl questo nuovo contatto è un passo in avanti. Si parla direttamente con la proprietà. Non conosciuamo il contenuto delle richieste avanzate dal ministero, ma di certo si tratta di un'offerta da prendere o lasciare. Il dottor Castano, comunque, dall'inizio aveva un obiettivo: non lasciare nessun lavoratore a casa. Se mantiene questo proposito possiamo sperare». Secondo il sindacalista della Cisl un primo risultato c'è già. «La fabbrica non chiude aggiunge i numeri che ha prospettato per noi non sono accetabili». C'È UNA scadenza temporale che incombe come un macigno sul futuro dello stabilimento. Entro martedì la partita si deve chiudere. «Sappiamo che ci sono contattatti tra i vertici del Ministero e la famiglia Manuli, per questo aspettiamo di conoscere l'esito dell'incontro e poi torneremo a protestare» dice Andrea Quaglietti, Sdl e rsu della fabbrica che segue la vertenza dal giorno dell'apertura della procedura di mobilità. Ieri mattina, tutta la Rsu della fabbrica che rpoduce tubi in gomma si è riunita davanti ai cancelli dello stabilimento, dove è ancora attivo il presidio dei lavoratori. Vogliono evitare che dallo stabilimento siano portati via dei macchinari.


25 ottobre 2009 - La Stampa

Lettere
Le tragicomiche dell’economia

Il 23 ottobre si è svolta una giornata di sciopero generale dal sindacato RdB-CUB (prossimamente SdL, Sindacato dei Lavoratori) per manifestare contro l'attacco alle funzioni pubbliche e la continua criminalizzazione dei dipendenti pubblici.
Sostenere, per convincere, che la crisi economica sia in dirittura d'arrivo, ovvero in fase di esaurimento, rappresenta quel modo di dare la disinformazione ai cittadini; com'è possibile congelare all'anno successivo i rinnovi contrattuali del pubblico impiego (il rinnovo è triennale, non più biennale), definire l'aumento contrattuale dei metalmeccanici di 100 e passa euro lordi (spalmato in tre anni), ovvero non garantire un equo potere d'acquisto ai lavoratori, e rilasciare al contempo dichiarazioni che sostengono esattamente il contrario?
A maggior ragione, come può il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sostenere che il posto fisso è la base per organizzare il proprio progetto di vita, mentre si incancrenisce sempre più la carenza di organico nel settore del pubblico impiego?
Ancor più, ogni giorno centinaia di lavoratori nel settore privato continuano a perdere il loro impiego come se nulla fosse e quell'affermazione alimenta un contrasto sociale tra i lavoratori del pubblico impiego e quelli del privato.
Sarebbe questa la giusta applicazione dell'articolo 3 della Costituzione Italiana che afferma «....è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese»?
Con l'introduzione del principio di una falsa meritocrazia, parte dello stipendio verrà decurtato al lavoratore, concedendo solo al 25 per cento dello stesso la metà delle risorse disponibili riguardanti il salario accessorio (dove come salario accessorio s'intende l'adeguamento salariale al costo della vita reale), mentre la restante parte accessoria finirebbe nelle tasche soltanto del 50 per cento. E il 25% rimanente dev'essere considerato un «fannullone»? Su quali basi, su quali criteri, se la Pubblica Amministrazione, nonostante la fortissima carenza di personale, continua a garantire il servizio all'utenza?
Ho scambiato opinioni con alcuni rappresentanti di altre sigle sindacali e con qualche collega proprio di questa meravigliosa congettura del ministro Brunetta, sentendomi rispondere che ogni decreto legge (quindi legge), venendo meno ai diritti del lavoratore, se applicato subirà un processo che lo instraderà sicuramente alla non applicazione dello stesso; mestamente, mi sono chiesto dov'è finita la dignità del lavoratore se ogni decisione calata dall'alto deve essere accettata senza diritto di replica, confidando in qualche futura valutazione esterna finalizzata a sopprimere l'applicabilità di una legge.
Un altro (dei tanti) diritto inalienabile del lavoratore pubblico verrà cancellato, grazie alla nostra grande forza nel giustificare ad ogni costo ogni qualsivoglia intenzione dei diversi ministri che si avvicendano nell'ingarbugliata matassa contrattuale nel settore del pubblico impiego.
A questo punto mi sembra proprio di assistere al remake di un film tragicomico italiano: Fantozzi, il ritorno!
LEONARDO GARRAPA - SINDACALISTA RSU


24 ottobre 2009 - Left

Il 23 ottobre sciopero generale dei sindacati di base. Che lanciano una nuova sigla unitaria. Sarà presentata in primavera, in tempo per il congresso della Cgil
«Epifani va a destra, i lavoratori a sinistra»
di Manuele Bonaccorsi

Il 23 ottobre è sciopero generale dei sindacati di base. Quell’universo di sigle, molto forte specialmente nel settore pubblico, che anche negli anni della concertazione tra governo, Confindustria e sindacati confederali non ha mai smesso di calcare le piazze. Quella del 23 ottobre, però, non è la semplice riproposizione di uno schema già rodato. C’è molto di più, in gioco, in questo autunno della crisi più nera. C’è il contrastato accordo separato sul nuovo modello contrattuale e una difficile stagione di rinnovi; c’è il congresso della Cgil, che dovrà decidere se cercare una via per l’unità perduta (quella con Cisl e Uil) o continuare in solitudine la propria strada di opposizione. Il sindacato di base si presenta all’appuntamento con un’arma in più. Proprio quella che manca alla sinistra: l’unità. Il 23 ottobre saranno in piazza tutti i sindacati di base. Molti dei quali hanno messo in campo un progetto di unificazione. Con l’obiettivo di «coprire un vuoto di conflitto» e «lanciare un nuovo sindacato, che sappia rappresentare il lavoro che non ha più un luogo di lavoro: i precari, i senza casa, gli addetti dei servizi a rete», spiega Pierpaolo Leonardi, coordinatore di Rdb-Cub e regista del progetto, insieme allo Snater (molto forte specie nelle telecomunicazioni) e all’Sdl (tra le più importanti sigle nel trasporto pubblico e in Alitalia). Il progetto, ci spiega Leonardi, dovrebbe andare in porto questa primavera, prima del rinnovo delle Rsu nel pubblico impiego, dove Rdb ha il suo nocciolo duro. E quasi in contemporanea al congresso della Cgil. Su cui Leonardi esprime un preciso convincimento: «In Cgil la "destra" vincerà a mani basse e sposterà l’asse sulla stessa lunghezza d’onda del sindacato "complice", Cisl e Uil». Un convincimento che è anche una "speranza": «A quel punto per migliaia di iscritti rimanere in Cgil sarà molto difficile». Per loro sarà pronto il nuovo soggetto che Leonardi prepara da mesi: «Un sindacato forte, conflittuale, unitario». Una specie di Cgil dei vecchi tempi, ma più democratica, separata dai partiti (se si esclude qualche linea di contatto col Prc) e molto vicina a movimenti metropolitani e centri sociali. Con un centro "confederale" snello, e solide radici territoriali. Lo sciopero generale sarà una prima prova. Poi, nell’autunno, i sindacati di base testeranno la loro forza nel pubblico impiego e nei trasporti, i settori dove Rdb e Sdl hanno radici più solide. Nel primo caso tutto fa pensare a una stagione di conflitti. Tremonti non ha stanziato un euro per i rinnovi contrattuali e col "suo" decreto Brunetta prova a tagliare le gambe ai sindacati. «Il ministro ha avuto gioco facile nel colpire un imbarbarimento della pubblica amministrazione, dove i dirigenti sono nominati, manuale Cencelli alla mano, proprio dai sindacati confederali», è la dura accusa di Leonardi. «Il ministro coglie questa contraddizione per smantellare i servizi pubblici: una specie di sussidiarietà al contrario, dove il privato fa tutto e il pubblico copre i buchi». Infine, il settore dei trasporti, dove il governo da tempo progetta stringenti limitazioni al diritto di sciopero. La scorsa settimana il ministro delle Attività produttive Scajola ha parlato di "precettazione" per i dipendenti di tre centrali elettriche (si trattava, invece, del servizio minimo garantito anche in caso di sciopero); mentre il suo collega ai Trasporti Matteoli ha scritto ai sindacati di recedere da comportamenti che potrebbero produrre «una grave lesione per gli utenti». Per la cronaca, lo sciopero era stato indetto con largo anticipo, il 4 agosto. «È un tentativo di limitare il diritto di sciopero», aggiunge Leonardi. «Facciamo questa battaglia da quando siamo nati: quello della democrazia nei posti di lavoro sarà un tema centrale nel nuovo soggetto».


24 ottobre 2009 - Il Manifesto

SCIOPERO GENERALE È riuscita la difficile prova di piazza del sindacalismo di base
C'è chi dice no, io non ci sto
«Blocco di licenziamenti e sfratti, reddito minimo, aumenti salariali»
di Francesco Piccioni

ROMA - La prova del budino si fa mangiandolo, quella del radicamento sociale scendendo in piazza. Anche stavolta la prova è riuscita, nonostante i timori per una situazione sociale difficile e le previsioni di pioggia torrenziale sulla capitale. Circa centomila persone hanno partecipato alla manifestazione nazionale organizzata dal «patto di base», ossia da RdB-Cub. Cobas, SdL intercategoriale, Snater e altre sigle meno note. Quasi due milioni invece, sarebbero i lavoratori che hanno incrociato le braccia in tutta Italia.
Difficile come sempre confrontare le diverse cifre date da sindacati e aziende, ma alcuni dati sembrano incontrovertibili. Molte scuole e uffici pubblici sono rimasti completamente chiusi, così come molti problemi si sono registrati nel trasporto pubblico locale. A Roma, per esempio, l'Atac ha minimizzato la percentuale di bus rimasti nei depositi. Ma il Comune ha dovuto aprire i varchi ztl alle automobili private per sopperire al bisogno di mobilità. L'Alitalia aveva invece previsto su Fiumicino la cancellazione di soli 6 voli, durante le 4 ore cui era stato ridotto lo sciopero dall'intervento autoritario del ministro Matteoli. Non aveva fatto i conti con il personale di terra, cosicché poi sono stati 17 in partenza e 13 in arrivo, più altri 8 a Bologna, quelli effettivamente cancellati.
La piattaforma rivendicativa è piuttosto nutrita: si va dalla richiesta di un blocco immediato dei licenziamenti alla riduzione di orario di lavoro a partità di salario; dal «no» ai tagli sulla scuola pubblica al reddito minimo garantito per tutti. Su questo punto, intorno alle 15, alcune centinaia di precari ha manifestato anche sotto le finestre del ministero dell'economia. Non si tratta di un «classico» obiettivo sindacale, ma del rsto il sindacalismo di base si caratterizza per un'attenzione molto alta al «sociale»; e non teme di esplorare terreni limitrofi a quelli del lavoro dipendente, come l'instabile precarietà propria della metropoli. Sarà un caso, ma un solo partito (Rifondazione) ha aderito ufficialmente alla manifestazione, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato fino a piazza S. Giovanni.
Soddisfatti, alla fine, i coordinatori nazionali delle tre pincipali sigle costituenti il «patto». Per Pierpaolo leonardi, dell'RdB-Cub, «lo sciopero generale di oggi è pienamente riuscito, con un'alta adesione nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione. E rappresenta per ora l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia». Per Fabrizio Tomaselli (SdL), «questa presenza di tanta parte del mondo del lavoro in lotta, rende ancora più evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro, il sindacato che serve alla gente». «L'anno scorso abbiamo sfilato gridando 'noi la crisi non la paghiamo' - ha ricordato Piero Bernocchi, portavoce Cobas - Purtroppo a tutt'oggi la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, e non dai banchieri, dagli industriali e dai mafiosi che l'hanno determinata. Ma quello slogan deve diventare realtà. Per questo oggi ci sono tanti i lavoratori in piazza, anche se fare uno sciopero è una mazzata economica: è indispensabile unificare le lotte contro la sordità sia del governo che dell'opposizione».
Un grande pezzo di corteo è stato animato dal «mondo della scuola», sia precari che personale di ruolo. Nel pomeriggio si sono dati appuntamento davanti al ministero della Gelimini, «assediandolo» ancora una volta. Deludente stavolta, invece, la partecipazione degli studenti, mentre l'anno scorso - in piena «onda» - avevano dato un segno forte alla giornata del 17 ottobre. Visibilissimi i dipendenti della sanità e in generale del pubblico impiego, Come sempre applauditissimi i vigili del fuoco, che si muovono dando l'idea di un «corpo» molto solidale e abituato a lavorare come un collettivo organizzato scientificamente. I metalmeccanici erano rappresentati soprattutto da Pomigliano d'arco e dalla Videocon di Anagni, che poi sono tornati ad occupare l'autostrada del Sole.
A Milano oltre 4.000 persone, tra lavoratori aderenti alla Cub, precari della scuola e studenti, hanno sfilato fin sotto il provveditorato agli studi. Corteo dei precari anche a Palermo. Forse è presto per dire che è nato il «quarto sindacato». Di sicuro, però, se ne comincia a intravedere la forma.

LA PROTESTA DELLA VIDEOCON DI ANAGNI
Gli operai bloccano l'A1: 30 km di coda

La mattina hanno partecipato al corteo di Roma dei sindacati di base. Il pomeriggio, tornati alla base e dopo un infruttuso incontro con la Regione Lazio, 700 lavoratori della Videocon di Anagni (in provincia di Frosinone) hanno occupato il tratto dell'autostrada Roma-Napoli nelle vicinanze dello stabilimento: per ore il traffico intorno a Roma è rimasto in tilt, con code lunghe fino a 30 chilometri e l'Italia praticamente divisa in due. L'autostrada è stata chiusa e il traffico si è riversato sulla vicina via Casilina. La Videocon, di proprietà di un gruppo indiano, ha aperto la mobilità per tutti i 1300 dipendenti. La protesta è scattata dopo il fallimento dell'incontro presso la Regione Lazio: l'azienda, spiega la Rdb-Cub-Sdl (il patto dei sindacati di base che hanno manifestato ieri a Roma), «ha dichiarato di essere disponibile a ritirare le mobilità solo ponendo ulteriori condizioni, che sono state ritenute inaccettabili da tutti i sindacati: l'allargamento del numero dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria e, sostanzialmente, la chiusura della produzione».
Trenta lavoratori nei giorni scorsi si sono anche arrampicati sul tetto dello stabilimento, dove sono rimasti per qualche giorno. La Regione Lazio sollecita «l'intervento del governo, perché avvii una trattativa diplomatica con le massime autorità indiane affinché facciano pressione sui proprietari e mettano fine a questa sporca speculazione». In serata, dopo diversi inascoltati interventi della prefettura, il blocco è stato tolto e i lavoratori hanno deciso di allentare la protesta in attesa di un incontro con i vertici dell'azienda. Una tregua, per il momento, arrivata dopo la notizia che la Videocon avrebbe deciso di ritirare la procedura di mobilità per tutti 1.294 operai.

LAVORO · Ieri in piazza i sindacati di base, oggi in marcia Cgil e Cisl
Gli studenti trascinano lo sciopero della «base»
di Luce Manara

Milano - Lo sciopero più o meno generale andava proclamato e basta, anche se la fase non è proprio di quelle propulsive. Per cui è poco utile dire «milioni» hanno aderito (i mezzi ieri a Milano circolavano più o meno regolarmente) e 150 mila hanno sfilato (la dignitosa e grande manifestazione che da largo Cairoli ieri ha raggiunto il provveditorato non è nemmeno lontana parente di quella strepitosa che ha invaso Milano lo scorso anno). Questo per fotografare la situazione, che non è brillante, e si sapeva, nonostante mai come in questo momento il mondo del lavoro la sinistra tout court - sia sotto botta e percepisca nella pancia la necessità di allontare in qualche modo la disperazione e il senso di sconfitta. Il corteo (30 mila) è stato trascinato dal Coordinamento dei collettivi studenteschi, un'allegra e lucidissima rilettura del tormentone del posto fisso , tanto per squadernare i motivi per cui bisognerebbe scendere in piazza tutti i giorni: «Gli unici posti fissi che abbiamo visto realizzare dal governo sono le scuole private, i centri di detenzione per i migranti, il prof di religione, le tendopoli per gli aquilani, la strada per chi ha bisogno di una casa...». Questo di gran lunga lo spezzone più consistente del corteo, vivacizzato dalla presenza degli studenti dell'Accademica di Brera (sotto trasloco forzato) e del liceo civico serale Gandhi che il Comune vorrebbe smantellare - e dal tradizionale lancio di uova per una frittatina sovversiva cucinata sui caschi della polizia schierata in forza davanti al provveditorato (sono i «momenti di tensione»). ReteScuole c'era, solo i militanti, purtroppo, perché le maestre e i bambini (tranne una decina di piccoli eroi avvolti nella tradizionale bandiera gialla) sono rimasti in classe, a lottare con meno fiducia dello scorso anno, rimboccandosi le maniche in silenzio per far quadrare orari e «buchi» provocati dalla «riforma» Gelmini. In ordine sparso, sfilavano gli anarchici, i neopunk sovversivi che rianimano il quartiere Ticinese e qualche nome tristemente famoso che in queste settimane allunga l'elenco vertiginoso di aziende che stanno per chiudere (Tenaris Dalmine, per dire la più grande). Poi, naturalmente, bandiere e uomini e donne del cosiddetto «patto di base», che anche questa volta è riuscito a riempire una piazza tutt'altro che facile, nel momento più difficile. Un bilancio? I «mi aspettavo di più» si alternano ai «mi aspettavo di meno». Oggi, intanto, Milano accoglie non uno sciopero - del resto è sabato... - ma una «marcia per il lavoro». La organizzano Cgil e Cisl con il conforto di Arci e Acli. Si parte alle 14 da Porta Venezia, si arriva in piazza Castello. Hanno aderito ciò che resta dei partiti di sinistra (c'erano anche ieri) e alcuni esponenti del mondo della cultura.


24 ottobre 2009 - Liberazione

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Riuscito lo sciopero generale nazionale di Rdb, Sdl e Cobas
In migliaia alla manifestazione di Roma
di Daniele Nalbone

Per non pagare la crisi c'è una sola strada da percorrere: «unificare le lotte». Così, dietro la Banda Bassotti formata da Tremonti, Brunetta, Confindustria e Cgil-Cisl-Uil che scappano con il malloppo rappresentato da salari, diritti, dignità e democrazia, migliaia di persone provenienti da tutta Italia hanno manifestato a Roma in occasione dello sciopero generale nazionale proclamato da RdB, SdL e Cobas. Presenti al corteo che ha unito piazza della Repubblica con piazza San Giovanni tutti i comparti sindacali: precari ed esternalizzati della sanità, la scuola in difesa della pubblica istruzione, il pubblico impiego in rivolta contro il decreto Brunetta, decine di fabbriche mobilitate contro i licenziamenti e, con loro, una folta rappresentanza studentesca «in piazza con i lavoratori in lotta». Il tutto sotto l'ala protettrice di Beata Assunta, portata in processione da un gruppo di precari vestiti a lutto, con tanto di fiaccole, per rivendicare «lavoro vero e diritti per tutti». E per chi proverà a dire che "erano pochi" (vedi la questura di Roma che è riuscita a contare appena 5 mila persone a fronte di almeno cinque volte tanto) portiamo una testimonianza significativa: quella di un lavoratore del pubblico impiego di Palermo che ci ha raccontato come «io sono qui, a Roma, ma mia moglie è a lavorare perché 70 euro possiamo perderle, ma 150 no». Ma il vero protagonista del corteo di ieri è stato il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti: precari e movimenti hanno distribuito migliaia di copie di un giornalino chiamato Quanto Basta (scaricabile dal sito www.liberaroma.org) per scimmiottare il Q.B. tremontiano relativo ai fondi stanziati per gli ammortizzatori sociali mentre centinaia di persone brandivano in mano uno scudo di cartone, con sopra il volto del ministro, con la scritta "Scudo fiscale = condono agli evasori e più tasse per i lavoratori". Gli unici assenti al corteo sono stati i lavoratori del trasporto aereo che, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, si sono visti restringere lo sciopero a sole quattro ore. «Per questo» ha spiegato Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale SdL, «hanno organizzato un presidio a Fiumicino». Dopo tre ore di cammino, il corteo è giunto in piazza San Giovanni dove i coordinatori nazionali e i protagonisti delle lotte si sono alternati in una serie di interventi che, comunque, finivano tutti in un medesimo percorso: quello unitario, «in grado di dar vita a un unico sindacato di base alternativo, indipendente e conflittuale» ha spiegato Pierpaolo Leonardi, coordinatore RdB, «in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro». A saltare all'occhio è, però, l'assenza dei partiti della sinistra: solo il Prc ha infatti partecipato alla manifestazione «per due motivi» ha spiegato il segretario Paolo Ferrero: «perché il percorso unitario del sindacalismo di base è il segnale più confortante di questo inizio di autunno e perché la piattaforma stilata dai tre sindacati sta coprendo il vuoto di iniziativa creato dalla Cgil», chiamando le opposizioni a una mobilitazione unitaria contro la crisi «e non solo contro Berlusconi». Ma la mobilitazione di ieri non si è conclusa con la fine degli interventi dal camion parcheggiato in piazza. I precari della scuola, infatti, si sono spostati sotto il ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere, «per continuare nell'opposizione contro la riforma Gelmini» ha spiegato Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas, ricordando che «l'anno scorso abbiamo sfilato gridando "Noi la crisi non la paghiamo" ma, ad oggi, la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, fra i quali quelli della scuola, licenziati in massa da questo Governo, e non dai banchieri e dagli industriali che l'hanno determinata». E'arrivato, quindi, «il momento di far diventare realtà questo slogan». Come? «Semplice: unificando le lotte contro le sordità di Governo e opposizione».Trecento "disoccupati e precari per il Reddito" hanno invece bloccato via XX Settembre in prossimità del ministero del Tesoro dietro lo striscione "WinforRights" avviando, di fatto, la battaglia per una legge nazionale sul reddito garantito: «il reddito e i diritti non possono essere una lotteria» ha spiegato Irene dei Blocchi precari metropolitani. Per questo, prendendo spunto da Win for Life, il nuovo concorso che mette in palio un reddito di 4 mila euro al mese per 20 anni, «abbiamo deciso di portare la protesta fin sotto Casa Tremonti, rendendo così, per l'ennesima volta, carta straccia qualsiasi protocollo che limiti i cortei e il diritto di manifestare». Per oltre un'ora, rischiando di venire a contatto con le forze dell'ordine schierate a presidio del ministero, i movimenti hanno bloccato la strada fino a quando non si è riusciti a ottenere un incontro con i vertici del Tesoro per portare a conoscenza di "mr Quanto Basta" le rivendicazioni di una parte di cittadinanza «che non può accettare che la propria vita venga trasformata in una lotteria».

Non era un corteo di "bianchi che guidano i neri", ma così l'ha presentato la stampa
Noi immigrati, fantasma nella manifestazione del 17 ottobre
di Edgar Galiano*

Circa 7 anni dopo l'"antirazzismo" italiano si fa vedere nazionalmente con un imponente, colorato, agguerrito, trasversale, antifascista, unitario corteo. Le strade romane sono state testimoni del passaggio di una valanga umana. Al di là delle cifre (circa 200mila), è stato importante vedere i due pezzi del "Fronte Antirazzista": sono gli immigrati, con tutta la loro auto organizzazione; le italiane e gli italiani che sono "accanto" ai neri, gialli, rossi stranieri, ai mangia aglio-cipolla, agli importatori di Kebab; ai fedeli maomettani, agli indù, ai non cattolici; ai Rom e Sinti. Questa volta la presenza è stata al 50% (italiani-immigrati).
Al di là delle notizie, sono state presenti le persone e le organizzazioni aderenti all'appello ed alla piattaforma: documenti, faticosamente elaborati, dai promotori e dalle organizzazioni che si sono aggiunte dopo. Materiale ben visibile nel sito web "www.17ottobreantirazzista.org". Per gli immigrati del comitato promotore del corteo, è stato un lavoro pesantissimo fare l'ago della bilancia fra le forze del sindacalismo di base (Rdb, Cobas, Sdl, Usi, Unicobas, Slaicobas, ecc) e la Cgil, così com'è stato faticoso ritrovarci nel "tira e molla" dello schieramento politico della "Sinistra" che ha aderito. Una cosa è certa, la convocazione alle riunioni preparatorie doveva essere fatta soltanto dagli immigrati, al contrario, nessuna delle strutture associative, sindacali, politiche che sono partite da Piazza della Repubblica e sono arrivate a Piazza "Bocca della Verità", si unificavano.
Rileggendo i punti della piattaforma è chiaro che, da oggi in avanti, non sarà più peccato "mortale" parlare e lottare per la sanatoria per tutti, principale parola d'ordine del corteo; quindi non si potrà più definirsi antirazzisti senza chiedere permesso di soggiorno per tutti i lavoratori irregolari presenti in Italia, senza essere contro il reato di clandestinità e per la cancellazione del pacchetto sicurezza. E' stata fatta propria dai firmatari di questo "Fronte Antirazzista" la volontà di lottare - indipendentemente da chi è al governo - per abrogare questa legge vergogna. Tre punti della piattaforma riguardavano direttamente il mondo del lavoro: scollegare il soggiorno dal contratto di lavoro, garantire il soggiorno a chi ha perso il lavoro ed essere a fianco di tutte le lotte operaie di questo tempo. Sono punti che stanno cambiando il sindacalismo sia di base sia quello confederale, visto che questo ricatto genera il sovra-sfruttamento che è alla base dell'attuale razzismo. Sono poi fondamentali: la chiusura dei Cie (ex Cpt), l'accoglienza per tutti e la volontà di contrastare gli accordi che permettono i respingimenti in mare. Sono dei punti che mostrano il pugno alla legge Bossi-Fini, alla legge Turco-Napolitano ma anche a qualsiasi progetto di legge proposto da un Neo-Centro Sinistra.
Finisco, rendendo pubblico l'accordo riguardante gli interventi che dovevano tenersi sul palco in nome del comitato 17 ottobre: sette dei promotori (Abou Soumahoro, Comitato 17 ottobre, Sally Kane, Cgil, Bachcu, del Comitato Immigrati, Edda Pando, dell'Arci, Thierno Gaye, Associazione 3 febbraio, Riad Zagane, per il Patto di Base e Renato Scarola, del Coordinamento "Stop Razzismo"), uno per lavoratori immigrati in lotta di Caserta, un esponente dei movimenti Lgbt, Aurelio Mancuso e poi Concita De Gregorio, Tonio Dall'Olio, Moni Ovadia e Dino Greco, sostituito alla fine con Haidi Giuliani.
Secondo quest'ordine, che rappresentava l'importanza del protagonismo immigrato e il riconoscimento alla lotta sociale degli immigrati, era doveroso che parlassero "in primis" loro, quelli che il razzismo lo vivono sulla pelle, perché Berlusconi e i suoi alleati vogliono sfruttare di più la forza-lavoro di pelle scura, terrorizzare chi ha sapori e odori diversi nella cultura e intimorire coloro che professano un altro Dio. Dopo di che, parlavate voi italiani, come testimonianza della "Barbarie" della vostra società, che comincia a discriminare di più anche chi è considerato diverso sessualmente. Aspettavamo anche interventi dell'altra Italia, antifascista e oggi antirazzista. Purtroppo non tutti voi, autoctoni, vi rendete conto dell'oscurantismo che copre l'Italia dall'8 agosto 2009, questo nuovo razzismo contro la "razza" dei lavoratori ed in favore della "Grande Razza" degli imprenditori.
Spero che Liberazione esca dalla logica degli altri mezzi di comunicazione, che disinformando, falsando la verità, hanno filtrato le notizie. Alla società sono arrivati segnali di un anti-razzismo "bianco", senza contenuti, senza parole, anti Bossi-Fini e anti Turco-Napolitano; senza la rabbia dei lavoratori stranieri che chiedono diritti per se stessi e per le loro famiglie; senza mostrare il coraggio degli immigrati ad affrontare il governo anti-operaio e anti-immigrati di Berlusconi; senza il grido accusatorio allo schieramento politico "che non ha voluto cancellare la Bossi-Fini" e non voleva sentire la parola "sanatoria". I giornali, che scrivono nomi d'interventi di persone che nemmeno sono salite sul palco, pretendendo di ridisegnare le immagini "del bianco che guida i neri", portano gli immigrati a "destra"; questa ipocrisia favorisce il razzismo. Le parole d'ordine, gli slogan gridati, l'auto-organizzazione degli immigrati, sono il fantasma della piazza; c'erano e nessuno li ha visti.
Due cose rimangono da fare: capire che in Italia in questo momento i cortei non pagano, che bisogna andare verso la preparazione (visto che il mondo sindacale era presente) dello sciopero dei lavoratori immigrati contro il razzismo e contro il sovra sfruttamento; e, secondo, ricominciare una campagna culturale per valorizzare l'immigrazione trasversalmente a tutta la società.
*Segretario generale comitato immigrati, Roma


24 ottobre 2009 - Il Sole 24 Ore

SCIOPERI
Cobas: 150mila in corteo a Roma

Secondo i sindacati di base sono stati in 150mila a manifestare ieri a Roma per lo sciopero generale indetto da Cobas, Rdb e Sdl, a cui avrebbero aderito in tutta Italia circa due milioni di lavoratori. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero che oltre ai trasporti ha riguardato scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Il corteo romano si è snodato da piazza della Repubblica fino a piazza San Giovanni.


24 ottobre 2009 - Il Secolo XIX

la protesta
Gli autonomi non fanno flop. Italia ferma, trasporti nel caos
In 2 milioni aderiscono, 150mila in piazza. Pesanti disagi nelle grandi città

Roma - In piazza a Roma sono scesi in 150mila, mentre oltre due milioni di lavoratori incrociavano le braccia. Sullo striscione del corteo romano campeggiava la scritta "unificare le lotte per non pagare la crisi". I numeri sono forniti da chi ha indetto lo sciopero generale, i sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. Nonostante non fossero coinvolte Cgil, Cisl e Uil, l'astensione dal lavoro ha avuto un impatto pesante sul Paese. Molte le scuole e gli uffici pubblici chiusi. In tilt il traffico nelle maggiori città a causa del mancato servizio del trasporto pubblico. Pesanti disagi anche negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie.
Gli autonomi definiscono la protesta «perfettamente riuscita». Aziende e ministeri si affrettano a dichiarare invece che le ripercussioni sono state limitate. Cobas e ministero della Funzione pubblica sfiorano la rissa: il primo fornisce un'adesione generale allo sciopero «pari al 2,52% dei lavoratori» e a ruota le Rdb del pubblico impiego dichiarano di «non riuscire a comprendere sulla scorta di quale rilevazione il ministro Brunetta dia i numeri sulla partecipazione».
Oltre 150mila lavoratori - ma per la questura erano 5.000 più un migliaio di studenti - hanno sfilato per le strade di Roma al grido di «noi la crisi non la paghiamo» per dire «no» alla politica dei tagli, soprattutto nella pubblica amministrazione, e per sollecitare fondi per i rinnovi contrattuali e la stabilizzazione dei precari. Tra i più numerosi in piazza i lavoratori della scuola, che insieme a precari e studenti hanno occupato la scalinata del ministero in viale Trastevere.
«Abbiamo dimostrato - dice il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi - che la partecipazione della scuola al conflitto è sicuramente la più attiva. L'attacco alla scuola, con il taglio di 180mila posti in tre anni è il più massiccio, ha gia provocato disastri, e lo farà ancora di più in seguito». Dal fronte degli autonomi arriva non solo un attacco al governo, ma anche una severa critica nei confronti dell'operato dei sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil. A darle voce è Pier Paolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb-Cub. «Questo - spiegava ieri il sindacalista in piazza - è uno sciopero generale che coinvolge tutti i lavoratori e siamo qui per esprimere un'unica protesta. Cgil, Cisl e Uil - sottolineava - non stanno mettendo in campo nessuna forma di contrasto alla crisi, accettando passivamente la politica del governo. Noi invece - aggiungeva - vogliamo riunificare le lotte e dare prospettive ai lavoratori».
Pesanti i disagi patiti da quanti ieri hanno tentato di salire su un autobus, un treno o un aereo, nonostante l'Asstra abbia fornite cifre al ribasso. Secondo l'associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale in Italia le percentuali di partecipazione allo sciopero a Roma si attestano al 31% alla Trambus e al 54,67% al Cotral; all'Atm di Milano non si andrebbe oltre il 28%. All'Anm di Napoli l'adesione si sarebbe limitata al 12%, alla Gtt (servizio urbano) di Torino al 20% e per il servizio extraurbano si sarebbe fermata al 2%. All'Atc di Bologna l'adesione dichiarata dall'azienda è del 40%, all'Ataf di Firenza dell'11%, all'Amt di Genova del 14,5%, all'Amat di Palermo del 12%, all'Actv di Venezia del 60%.
Rispetto al trasporto aereo, Alitalia ha dichiarato nelle ore dello sciopero (dalle 12 alle 16) lo sciopero «ha avuto un impatto insignificante sul personale». La compagnia non ha cancellato nessuno dei 190 voli previsti in quell'arco di tempo, ma i ritardi causati dall'agitazione del personale sono stati abbondanti e nei giorni scorsi aveva preventivamente cancellato sei voli Cityliner.(Gil.F.)


24 ottobre 2009 - Libertà

Gruppi sindacali di base in corteo contro Governo, industria e sindacati confederali

ROMA - Il popolo dei sindacati di base scende in piazza per «unificare la lotta contro chi ha generato la crisi». Lo sciopero generale nazionale di 24 ore ha portato in corteo a Roma, ma anche a Milano, Firenze, Palermo, anime diverse: insegnanti, lavoratori pubblici, della sanità, dei trasporti, vigili del fuoco e studenti, uniti, appunto, nella protesta contro il Governo, l'industria, i sindacati confederali. E per il Patto di base (Rappresentanza di base, Sindacato dei lavoratori e Cobas) è un successo, con circa due milioni di lavoratori che hanno incrociato le braccia.
Ma per il ministero della funzione pubblica, da dati provvisori (34,8% delle amministrazioni) l'adesione allo sciopero è stata del 2,52%, cifra non condivisa naturalmente dai sindacati. Non c'è stata, poi, la paralisi dei trasporti, anche per l'ordinanza del ministro Altero Matteoli che ha limitato a 4 ore lo stop degli aerei. E di quattro ore è stato anche lo sciopero nelle Ferrovie, con scarsi disagi. In tilt il traffico a Roma, per il fermo di molti bus, cortei e pioggia.
«Riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto» è stato, così, lo slogan che ha portato in piazza, nella capitale, 150mila persone secondo gli organizzatori (6.000 secondo la questura) sfilate in corteo. «I tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro, dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari» hanno spiegato Rdb, Sdl e Cobas «per rompere la solitudine operaia». La richiesta è lavoro stabile per tutti e riduzione dell'orario a parità di salario, difesa del reddito per cassintegrati e atipici, forti aumenti di salari e pensioni, sicurezza a tutto tondo.
«Questa partecipazione plurale - ha sottolineato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb - rende ancora più evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro» e «capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil». «È indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria», ha detto Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale Sdl. «Purtroppo a tutt'oggi la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, e non dai banchieri, dagli industriali e dai mafiosi che l'hanno determinata» ha osservato Pietro Bernocchi dei Cobas.
In corteo, una Banda Bassotti con mascherine nere e nomi di Brunetta, Tremonti, Confindustria e sindacati confederali che portano i quattro grandi sacchi neri "dignità", "salario", "diritti" e "democrazia"; manifestanti con "scudi fiscali" di cartone, con sopra la foto di Tremonti e la scritta "Condono agli evasori, più tasse ai lavoratori". Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, che ha anche invocato «una nuova iniziativa generale in piazza di tutta l'opposizione».
In migliaia sono sfilati pacificamente a Milano verso il Provveditorato agli studi dove c'è stato un breve lancio di sassi, uova e fumogeni da parte di manifestanti contro le forze dell'ordine. A Palermo corteo con una statua in legno, raffigurante san Precario.


24 ottobre 2009 - Il Messaggero

ROMA. Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in altre città...

ROMA - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna, mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche treno, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore del Patto di base che ha riguardato anche i trasporti. Per Rdb, Cobas e Sdl lo sciopero è pienamente riuscito, con 150 mila persone (6.000 per la questura) scese in piazza nella capitale in un corteo che ha messo in ginocchio la circolazione nel centro città con ripercussioni anche nelle zone a ridosso. Cortei anche a Milano, Firenze, Palermo, dove il traffico non ha, però, sofferto particolarmente.
Non c’è stato il temuto blocco di bus, tram e metropolitane, la cui sospensione è sempre articolata città per città: per l’Asstra (l’associazione che riunisce le aziende) c’è stata una «scarsissima adesione» con le percentuali più alte a Roma, Bologna e Venezia. Roma ha sofferto più di tutte per lo stop degli autobus scattato alle 8.30 fino alle 17 a cui si è aggiunta la pioggia battente caduta nella prima mattina, che ha indotto molti a prendere l’automobile.


24 ottobre 2009 - La Nuova Venezia

Disagi in tutta la terraferma per lo sciopero dei Cobas
Bus fermi nel venerdì «nero» pendolari a piedi, traffico in tilt
Forti disagi per i passeggeri all’ora di punta Adesione alla protesta superiore al 60 per cento Interessato l’intero settore del pubblico impiego

Venezia - Un venerdì «nero» sul fronte trasporti in terraferma con una raffica di corse di autobus saltate e tanti disagi per gli utenti del trasporto pubblico. In sciopero per 24 ore i Cobas (Rdb Cub) di Actv e per 4 ore anche i ferrovieri e il personale degli aeroporti. A Mestre i disagi maggiori in una caotica giornata con trasporti a singhiozzo e migliaia di persone costrette a muoversi in auto, intasando le strade. In città, confermano dall’Asstra, l’adesione più alta alla mobilitazione nazionale dei Cobas. Adesione al 60% secondo l’azienda, del 85% per i sindacati.
Sessanta per cento di adesione nel settore automobilistico di Actv, 45 per cento per la navigazione. Un flop invece è stato lo sciopero dei Cobas per le linee extraurbane che collegano Venezia e Mestre a Chioggia, con nessun dipendente di Actv che ha deciso ieri di incrociare le braccia e corse perfettamente regolari. A Mestre ci sono i disagi maggiori con l’ovvio disappunto dell’utenza alle prese con un venerdì «nero» sul fronte dei trasporti pubblici. Lo sciopero di 24 ore dei Cobas ha fermato gli autobus e i vaporetti tutta la giornata, salvo due «finestre» di corse garantite dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30. Solo in questi orari hanno corso regolarmente gli autobus. A Venezia, in centro storico, alle «finestre» si sono aggiunti i collegamenti minimi per le isole, sempre garantiti in caso di sciopero. I disagi in terraferma si sono visti soprattutto all’ora di pranzo per il rientro a casa di molti lavoratori, rimasti alle fermate in vana attesa di un autobus che non è passato. Piazzale Roma e le principali fermate di Mestre sono state invase da passeggeri rimasti a terra, alcuni anche non informati sullo sciopero proclamato da settimane. Il dato dell’adesione al 60%, calcolato dall’azienda di trasporto pubblico, attorno alle 12 di ieri è stato confermato nel pomeriggio. E anche se l’Asstra, l’associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale in Italia, parla di scarsissima adesione dei lavoratori allo sciopero indetto dai sindacati autonomi, i dati nazionali confermano che a Venezia si sono viste le percentuali più alte di adesione. Che sono anche ben maggiori, dicono invece i Cobas. Giampietro Antonini, leader dei Cub veneziani, ieri dal corteo romano contro la crisi e i mancati interventi del governo ha spiegato «che l’adesione allo sciopero per il personale di Actv è stato addirittura del 85% in linea con il resto del territorio». Da Venezia è partito ieri un autobus con iscritti al sindacato di base per partecipare alla manifestazione nazionale.
Lo sciopero nazionale di 24 ore del Pubblico impiego ha interessato anche treni (fermi 4 ore dalle 11 alle 15), aerei, ospedali, scuole. Sul fronte dei trasporti pare abbiano aderito anche iscritti ad altri sindacati, almeno tra gli autisti di Actv. Un autista, ieri in servizio perché iscritto alla Cgil, ieri ci ha spiegato: «Hanno scioperato anche iscritti ad altri sindacati. Colleghi che hanno appoggiato la protesta anche se iscritti alla Cisl o all’Ugl».


24 ottobre 2009 - La Gazzetta di Reggio

Bus fermi, adesione al 60%
Sciopero dei trasporti: ieri braccia incrociate della Cub

REGGIO E. - Per il coordinatore provinciale della Cub trasporti, Pasquale Tucci, l’adesione allo sciopero di ieri nei settore del trasporto pubblico è andato piuttosto bene. In mattinata l’adesione, stimata dai Cub, è stata intorno al 40%, mentre nel pomeriggio la partecipazione è arrivata a superare il 60%. Oltre al settore del trasporto pubblico, la presenza dei sindacati autonomi nella nostra provincia, si fa sentire in particolare nelle scuole, nella Camera di commercio e all’Agenzia delle entrate.
Anche in tutti questi settori lavorativi, per i Cub l’adesione è stata abbastanza elevata. «I dati definitivi arriveranno sabato» dice Pasquale Tucci, mentre sta rientrando dalla manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma, cui era presente anche un pullman proveniente da Reggio.


24 ottobre 2009 - Il Piccolo

Scioperi, stop al trasporto. Disagi, solo Roma va in tilt
Decine i voli in ritardo o cancellati. Traffico ferroviario regolare. A Trieste picco di adesioni: 47%

ROMA - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna, mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche treno, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore di ieri del Patto di base che ha riguardato anche i trasporti.
Per Rdb, Cobas e Sdl lo sciopero è pienamente riuscito, con 150 mila persone (6.000 per la questura) scese in piazza nella capitale in un corteo che ha messo in ginocchio la circolazione nel centro città con ripercussioni anche nelle zone a ridosso. Cortei anche a Milano, Firenze, Palermo, dove il traffico non ha, però, sofferto particolarmente.
Non c'è stato il temuto blocco di bus, tram e metropolitane, la cui sospensione è sempre articolata città per città: per l'Asstra (l'associazione che riunisce le aziende) c'è stata una «scarsissima adesione» con le percentuali più alte a Roma, Bologna e Venezia. Roma ha sofferto più di tutte per lo stop degli autobus scattato alle 8.30 fino alle 17 a cui si è aggiunta la pioggia battente caduta nella prima mattina, che ha indotto molti a prendere l'automobile,. Metro regolare a Milano, 9 autobus su 10 in servizio a Napoli, 40% l'adesione degli autisti di bus e tram a Torino, dicono gli organizzatori, del 24% dice l'azienda, e 47% il picco di adesione allo sciopero a Trieste secondo i sindacati. Queste, secondo l'Asstra, le percentuali di adesioni. Roma: Trambus 31% e Cotral 54,67% (metro e ferrovie concesse si fermano solo dalle 20 a mezzanotte); Milano: Atm (autobus) 28%; Atm (metropolitana) servizio regolare. Sospeso l'Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati.


24 ottobre 2009 - La Nuova Ferrara

SCIOPERO
In città ha aderito il 25% dei trasporti

Ferrara - Il 25% dei trasporti urbani ferraresi ha aderito alla sciopero proclamato ieri dalla Rdb Cub e sindacati. Una decina le persone recatesi a Roma, in rappresentanza della città estense, alla manifestazione nazionale contro la cattiva gestione economica della crisi e il decreto-Brunetta. «Rivendichiamo i diritti dei lavoratori - dichiarano i responsabili della Rdb - e il diritto al reddito sociale e garantito. In città sono saltate solo alcune corse autobus perchè non volevamo creare particolari disagi, non siamo per atti clamorosi ma dovevamo farci sentire». Lo sciopero di ieri, dalla durata di 24 ore, era stato proclamato in tutta Italia e le piazze di Roma erano epicentro della manifestazione; sciopero generale a cui hanno aderito, in tutta la regione, trasporti, servizi pubblici e tantissime fabbriche.(a.c)


24 ottobre 2009 - Il Bologna

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Cobas. Guerra dei numeri tra Atc e manifestanti sulle percentuali di adesione alla protesta
Voli cancellati, bus parcheggiati e lo sciopero ferma anche gli asili
In molti asili nido i genitori visto il servizio dimezzato hanno lasciato i bimbi a casa
di Gian Basilio Nieddu
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Bologna - La città non si è bloccata ma non sono mancati i disagi per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base (Rdb Cobas Sdl) a livello nazionale. Sulle strade hanno viaggiato un autobus su due, qualche volo è stato cancellato al Marconi mentre nei nidi numerosi genitori hanno dovuto ingaggiare la baby sitter o assoldare nonni o sorelle per stare con i bimbi. Aeroporto. Al Marconi le compagnie aeree hanno cancellato otto voli in arrivo e altrettanti in partenza. In particolare sono saltati i voli in arrivo da Amsterdam, Bruxelles, Francoforte, Lione, Monaco, Parigi Charles De Gaulle (2) e Praga mentre quello proveniente da Londra Gatwick «è stato dirottato su Milano Linate - si legge nel comunicato della società di gestione dello scalo -, con riprotezione dei passeggeri via superficie». Autobus: su questo fronte non è mancata la solita guerra dei numeri tra Atc e sindacati sulla percentuale dei lavoratori che hanno aderito allo sciopero. L'azienda di trasporto dichiara che l'astensione ha toccato il 40% dei dipendenti mentre per il sindacato il personale che ha incrociato le braccia arriva al 80% «C'è stata un'altissima partecipazione - sostiene Italo Quarti dei CubTrasporti - in almeno due depositi si è arrivati a percentuali notevoli». Asili nido. Tanti genitori hanno rinunciato a mandare i bimbi quando il servizio è stato garantito solo a metà: «Su cinquanta asili hanno scioperato in trenta». Soddisfatti anche i rappresentanti degli insegnanti: «C'è stata una buona adesione nonostante il solito intervento di alcuni dirigenti che si opponevano e a cui abbiamo ricordato la legislazione - sostiene Francesco Bonfini, della Cub Scuola -. Alcune scuole hanno chiuso e si sono registrate anche buone adesioni alle superiori». Ma su altri settori la partecipazione è stata abbastanza bassa. Oltre l'astensione del lavoro qualche centinaio di militanti ha raggiunto Roma per la manifestazione nazionale: «È andata bene abbiamo noleggiato sei pullman, più quelli che sono andati con mezzi propri - spiega Massimo Betti - oltre 350 persone. Siamo soddisfatti.La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane». Sempre sul fronte sindacale ieri Cgil Cisl Uil hanno indetto uno «sciopero a sorpresa» al Carrefour di Casalecchio. Mobilitazione per la disdetta del contratto integrativo aziendale «La partecipazione è stata molto alta con la presenza del 90% dei lavoratori in turno che ha determinato disagi per la clientela soprattutto le file alle casse».


24 ottobre 2009 - Il Venezia

Il caso. Actv, adesioni al 60 per cento nell'automobilistico al 40 nel navigazione. Veritas, nessun problema
Sciopero, appiedata mezza città

Venezia - Adesione oltre il 50 percento nell'Actv per lo sciopero proclamato ieri dalle sigle sindacali minori. I maggiori problemi in terraferma, dove oltre la metà degli autobus è rimasta in deposito. Ovviamente strade intasate e traffico elevato soprattutto tra i pendolari che per non restare appiedati hanno mosso i propri mezzi per recarsi al lavoro. Fatte salve le ore in fascia protetta grande adesione anche nel compartimento navigazione, con la città storica messa in ginocchio dalle braccia incrociate dei lavoratori, ma non completamente appiedate, visto che s'è registrata un'adesione un po' inferiore alla terraferma, circa il 45 percento del personale. Complice di questa astensione la proclamazione nella strategica giornata di venerdì, propedeutica al "ponte lungo". Nessun problema invece sul fronte dei rifiuti ne in terraferma ne in centro storico. La bassa adesione registrata in Veritas non ha fatto scoppiare i cassonetti a Mestre ne lasciato calli e campielli inondati di rifiuti. Anzi la città è stata pulita come al solito. Per lunedì sono previste altre assemblee tra i lavoratori; la Fiadel ha indetto un'assemblea del personale dei cimiteri di Venezia e quindi potrebbero verificarsi dei ritardi nelle operazioni.(A.CIC)


24 ottobre 2009 - Il Friuli

La protesta. Per il trasporto pubblico, Trieste registra punte del 47%
I sindacati lo confermano: «Uno sciopero ben riuscito»

Trieste - Lo sciopero generale indetto ieri in regione dalle tre organizzazioni sindacali di base (Cub, Cobas, Sdl intercategoriale), secondo i tre coordinatori regionali risulta pienamente riuscito. Riguardo al trasporto pubblico locale, Trieste ha registrato una adesione pari al 47%, Udine del 29%, Pordenone del 7% e Gorizia del 20%. Per quanto riguarda i Vigili del Fuoco, buone adesioni a livello regionale con punte del 36% a Udine.Per la sanità, nonostante i notevoli disagi per l'utenza sono stati garantiti i servizi minimi essenziali e le emergenze. Nelle scuole la quota di adesione è del 25% con la chiusura di diversi istituti e dipartimenti universitari; adesioni del 53% nelle telecomunicazioni.Tra le motivazioni dello sciopero: un maggiore salario, la fine della precarietà e degli omicidi sul lavoro.


24 ottobre 2009 - EPolis Roma

Sciopero. Sindacati di base in piazza, città in ginocchio. Sul protocollo sigle compatte: va bene così
Il corteo manda il traffico in tilt, i negozianti: vadano in periferia
Esercenti di via Merulana e viaNazionale: «Tutte qui le manifestazioni,spostatele»
di Paolo Anastasio

Roma - Centocinquantamila secondo gli organizzatori, seimila per la Questura i manifestanti che ieri hanno partecipato al corteo indetto dai sindacati di base - Cobas, Sdl intercategoriale e Rdb - in occasione dello sciopero generale che ha coinvolto scuola, trasporti e sanità. Il corteo da piazza della Repubblica ha raggiunto San Giovanni, mandando in tilt il traffico in zona Porta Maggiore, San Giovanni, San Lorenzo, via Merulana, tangenziale est e Cristoforo Colombo, 40 chilometri di coda sul Gra, a Fiumicino cancellati 17 voli in partenza e 13 in arrivo, bus fermi. Intanto, i negozianti e i residenti di via Merulana guardavano sconsolati la massa di manifestanti che dalla basilica di Santa maria Maggiore procedeva con la musica sparata, in mezzo ai carretti di venditori di birra verso San Giovanni: «Non ne possiamo più - dicono i negozianti - qui c'è almeno una manifestazione alla settimana, l'ultima sabato scorso. Traffico in tilt, senza parlare dei danni alla cittadinanza e all'amministrazione e a noi». I negozianti di via Merulana, ma anche quelli di via Nazionale, hanno inviato diverse petizioni al Comune, chiedendo un cambio di percorso dei cortei. «Secondo noi sarebbe giusto variare i percorsi - dicono gli esercenti - perché non vanno in periferia? anche lì è Roma». Un ragionamento che non sembra riscuotere i consensi dei sindacati. Ieri Cgil, Cisl e Uil, ma anche l'Ugl, hanno ribadito il loro no alla possibilità di far svolgere i cortei solo in determinati giorni, ad esempio nel fine settimana, o di vietare l'utilizzo di alcune piazze del centro storico. «Quella del Prefetto è stata una sortita erratissima, deve parlare con noi e non con i giornali», ha detto il segretario della Uil di Roma e Lazio Luigi Scardaone, puntando il dito contro il tema delle lobby. «Ne abbiamo discusso al tavolo con il Prefetto - ha detto Scardaone - il caso vuole che su piazza Barberini ci sia l'albergo di proprietà del presidente di Federalberghi Roma, quindi la piazza non si può toccare. Se agiamo con questa logica delle lobby, Roma è paralizzata». Il segretario regionale della Uil propone di rinviare a gennaio la revisione del protocollo. Sulla stessa linea il segretario della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino e il segretario romano della Cisl Mario Bertone, che precisa: «Il protocollo è vigente e vale, siamo disposti a fare delle verifiche ma non ad azzerarlo. Attendiamo la proposta del Comune - ha detto Bertone - per fare un processo di attuazione del protocollo quello esistente e non per farne un altro». Tornando allo sciopero, il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, ha detto: «Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale importantissima tra insegnanti, lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e dei vigili del fuoco. La presenza studentesca è ridotta rispetto allo scorso anno ma ci sono tanti lavoratori. La parola d'ordine è unificare le nostre lotte contro chi ha generato la crisi, come i finanzieri». Sciolte le righe a San Giovanni, circa 300 manifestanti dei Cobas si sono riuniti nel pomeriggio a viale Trastevere davanti al ministero dell'Istruzione. Cortei non autorizzati di studenti alla Sapienza e a Circo Massimo, bloccando il traffico sul lungotevere.


24 ottobre 2009 - Il Firenze

La manifestazione. Precari della scuola, studenti e dipendenti delle Poste in piazza. Tra loro i soliti vandali
Protesta sotto l'acqua, imbrattati muri e auto
In 300 hanno sfilato per le vie del centro. Le scritte sono comparse anche sulla facciata di una chiesa in via Pietrapiana

Firenze - In trecento hanno sfilato ieri mattina sotto la pioggia in occasione dello sciopero generale promosso dalle Rdb-Cub, dai Cobas della scuola e da Sdl. C'erano precari della scuola, mamme con bambini, esponenti dei centri sociali, dei Cobas delle poste e soprattutto tanti studenti. Poi c'erano i "soliti", con la sciarpa avvolta intorno al viso per nascondersi, che hanno imbrattato non solo muri, ma anche macchine e chiese al loro passaggio. L'appuntamento era in piazza Santissima Annunziata. Da via Cavour sono arrivati in via dell'Oriolo e qui hanno preso di mira un'utilitaria grigia: un grosso cerchio sul cofano disegnato con la vernice spray viola e poi una bella riga ondulata lungo la fiancata. Poi è toccato ad un camioncino: qui è comparsa la scritta "militari assassini". Una signora, che non era la proprietaria dell'auto, è uscita fuori da un negozio con uno straccio, cercando di ripulire, ma inutilmente: non resta che riverniciarla. Poi arrivati in via Pietrapiana, sempre i soliti, hanno lasciato un'altra firma sulla chiesa, questa volta con la vernice nera: "contro la scuola dei padroni". Arrivati in piazza Beccaria, i manifestanti hanno proseguito in piazza Ghiberti bloccando per pochi minuti il viale. E lì il corteo si è sciolto, sempre sotto la pioggia. Ma non solo vandali. Ieri mattina a protestare c'erano gli insegnanti senza cattedra, le precarie della scuola e il personale Ata. C'erano anche i dipendenti delle poste, preoccupati della rivoluzione che riguarderà l'azienda: «I vertici sono sempre più orientati verso i prodotti bancari e anche a Firenze ci sarà un taglio pesante dei portalettere». C'erano le mamma, rappresentanti dei genitori di una scuola elementare di Scandicci, con le figlie, che chiedevano più ore: «Con i tagli decisi dal Governo - hanno detto - ci hanno tolto il tempo pieno. Non ci sarà più tempo per fare altre attività: la scuola così diventa un parcheggio». Tante anime, tutti con le loro richieste e le loro storie da raccontare. Gli studenti delle superiori in corteo evocavano l'occupazione degli istituti, fallita un po' ovunque in città per la scarsa adesione e rilanciano: «Ci riuniremo per rilanciare l'ondata di occupazioni». E intanto il traffico andava in tilt, non tanto per la manifestazione, ma per la pioggia. Un po' ha inciso anche lo sciopero degli autobus, per lo stop a livello nazionale indetto dai Cobas. Ma ieri l'adesione, fa sapere l'Ataf, è stata solo del 10 per cento, tra autisti e personale amministrativo.


24 ottobre 2009 - Il Messaggero Veneto

I Cobas esultano per lo sciopero
In provincia adesioni al 7 per cento La protesta

Pordenone - «Pienamente riuscito» lo sciopero dei sindacati di base secondo i segretari regionali di Cub, Federazione Cobas e Sdl, anche in Friuli Venezia Giulia. In realtà le adesioni alla protesta nel Friuli occidentale sono state modeste nel Tpl, il trasporto pubblico locale, che - per stessa ammissione delle tre organizzazioni - si è fermato al 7%. E’ andata meglio nelle altre tre province: 47% di adesione a Trieste, 29% a Udine, 20% a Gorizia.
Per quel che concerne gli altri settori, l’agitazione dei sindacati di base ha fatto sì che venisse cancellato il volo in arrivo da Monaco; nel trasporto ferroviario l’adesione media è stata del 14% e la linea Udine-Monfalcone è rimasta ferma fino alle 15 di ieri; a livello regionale i vigili del fuoco si sono attestati si buone cifre medie, con la punta del 36% a Udine; nel comparto sanità si sono avuti notevoli disagi per l’utenza, sono stati garantiti i servizi minimi essenziali e le emergenze. Passando alla pubblica amministrazione, nelle scuole ha sciopero il 25% del personale, e quindi diverse classi hanno rimandato gli studenti a casa; 53% secondo i Cobas la media degli scioperanti tra i ministeriali; media del 10% alle dogane con punte del 19% alla direzione regionale.
Numerose le motivazioni all’ordine della protesta a sostegno delle ragioni dei lavoratori dei settori pubblici e privati «che nell’azione dell’attuale governo, così come del precedente, continuano a non intravedere delle efficaci iniziative in grado di risolvere realmente le gravi emergenze che sconvolgono il mondo del lavoro».


24 ottobre 2009 - Il Gazzettino

Due città isolate, ieri, Mestre e Venezia...
di Raffaella Vittadello

Venezia - Due città isolate, ieri, Mestre e Venezia, con un’astensione dei lavoratori del trasporto pubblico che al di là delle cifre fornite da Actv (parla di 60 per cento di adesione nel settore automobilistico, del 45 per cento nella navigazione) ha creato pesanti disagi negli spostamenti, anche nelle fasce protette in cui i mezzi sono stati presi d’assalto.
Lo sciopero, proclamato a livello nazionale dal coordinamento delle rappresentanze sindacali di base, si è esteso anche a molti altri settori, dalla sanità alla scuola, ma i trasporti hanno registrato il picco più massiccio e hanno determinato un effetto a catena in altri ambiti, soprattutto nelle periferie dove erano più utili i mezzi pubblici per raggiungere il luogo di lavoro e alcuni hanno scioperato proprio per non dover affrontare un viaggio di durata molto incerta.
Nella scuola sentita l’adesione alla protesta da parte dei precari, che si sono riuniti in assemblea al centro civico di via Sernaglia a Mestre, in alcuni istituti non è stata garantita la refezione, all’aeroporto, dove lo sciopero è stato ridotto a quattro ore ci sono stati vari disguidi per cui un volo è stato cancellato.
Al Lido nessun collegamento diretto con Piazzale Roma, neanche nelle fasce protette, solo spole fino a San Zaccaria e con l’ospedale ogni mezz’ora, con le immancabili proteste perchè il ferry boat (è stata anche presentata una denuncia ai Carabinieri) non è inserito tra i servizi minimi previsti dalla legge e in mattinata il primo mezzo è partito solo alle 11.40, con corse a singhiozzo fino alle 15.


24 ottobre 2009 - Avvenire

Sciopero dei mezzi: Roma in tilt E gli operai bloccano tratto della A1

ROMA - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna. Il venerdì dello sciopero indetto dai Cobas ha provocato problemi alla circolazione nella Capitale, mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche treno.
Per Rdb, Cobas e Sdl lo sciopero è pienamente riuscito, con 150mila persone scese in piazza. Cifre assolutamente ridimensionate dalla Questura, secondo cui i manifestanti erano solo 6mila. In ogni caso, il risultato è stato quello di paralizzare la città di Roma, mettendo in crisi il traffico nel centro città con ripercussioni anche nelle zone a ridosso.
Cortei anche a Milano, Firenze, Palermo, dove la circolazione non ha, però, sofferto particolarmente. Gravissimi disagi invece sulla A1, tra i caselli di Anagni e Frosinone, dove un gruppo di 700 operai ha completamente bloccato il tratto autostradale della Ciociaria per tutto il pomeriggio. Non c’è stato invece il temuto blocco di bus, tram e metropolitane, la cui sospensione è sempre articolata città per città: per l’Asstra (l’associazione che riunisce le aziende) c’è stata una «scarsissima adesione» con le percentuali più alte a Roma, Bologna e Venezia. Roma ha sofferto più di tutte per lo stop degli autobus scattato alle 8.30 fino alle 17 (riprende alle 20 sino a fine servizio) a cui si è aggiunta la pioggia battente caduta nella prima mattina, che ha indotto molti a prendere l’automobile, e per il corteo dei lavoratori (da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni) in cui è confluito parte di quello degli studenti (partito vicino il Circo Massimo).


24 ottobre 2009 - Gazzetta del Sud

Sciopero Lo sostengono baldanzosi i sindacati di base
In migliaia incrociano le braccia

ROMA - Sono diverse migliaia alle prime stime diffuse dal Patto di base, i lavoratori che ieri hanno incrociato le braccia: «Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi, pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore» si legge in una nota congiunta. Secondo i sindacati, è stata «impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (dalle 12 alle 16), hanno organizzato un presidio a Fiumicino». Al corteo a Roma, si legge nella nota «hanno sfilato i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti». «Il nostro sciopero è l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia», ha commentato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale RdB.


24 ottobre 2009 - Brescia Oggi/Arena/Giornale Vicenza

PROTESTA. Manifestazioni per i contratti
Trasporti, sciopero. La capitale va in tilt
Voli cancellati a Fiumicino e Bologna ma treni attivi Inferno sull’A1 ad Anagni per gli operai in protesta

ROMA - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna, mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche treno, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore del Patto di base che ha riguardato anche i trasporti.
Per Rdb, Cobas e Sdl lo sciopero è pienamente riuscito, con 150 mila persone scese in piazza nella capitale. Nel trasporto aereo stop di sole 4 ore (12-16), dopo l’ordinanza del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. A Fiumicino cancellati 17 voli in partenza e 13 in arrivo e forti ritardi per una quindicina di collegamenti (tra due e cinque ore); a Bologna cancellati preventivamente otto voli in arrivo e altrettanti in partenza. Nessun volo cancellato da Alitalia dei 190 previsti nelle 4 ore di sciopero. Nessun treno di media e lunga percorrenza è stato soppresso nelle quattro ore di sciopero, dalle 11 alle 15.
Pomeriggio d’inferno tra i caselli di Anagni e Frosinone della A1, in entrambe le direzioni, con code di auto di 6 chilometri, con la chiusura tra Cassino ed Anagni e incolonnamenti fino a 22 chilometri tra l’allacciamento A/1 diramazione Roma sud e Anagni, in direzione di Napoli, per un blocco stradale fatto da 700 operai della fabbrica Videocon di Anagni contro la decisione dell’azienda, di proprietà di una multinazionale indiana, di aprire la procedura di mobilità per 1.294 operai.


24 ottobre 2009 - Quotidiani rete Repubblica

PER OTTO ORE
Operai bloccano l’A1

FROSINONE - Una lunga trattativa tra il questore, i vertici delle forze dell’ordine e gli operai della Videocon, l’arrivo del reparto mobile e poi la decisione di liberare l’A1 tra Anagni e Frosinone. La manifestazione dei 1300 operai licenziati dalla multinazionale indiana (per 4 giorni sono stati sul tetto dello stabilimento di Anagni), ha paralizzato per 8 ore il centro Italia. L’autostrada Napoli-Roma, dove si è creata una coda di 40 km, è stata impercorribile per chiunque. Ha dovuto intervenire la protezione civile. Disagi limitati invece per lo sciopero dei trasporti del Patto di base, il peggio a Roma per il corteo che ha paralizzato il traffico.


24 ottobre 2009 - La Nazione

Lo sciopero, i cortei. E le solite scritte sui muri
Nuova manifestazione nelle vie del centro. Vandali scatenati imbrattano i palazzi
di MONICA PIERACCINI

Firenze - NON C'È stato il caos del 9 ottobre scorso, quando due cortei uno dei metalmeccanici, l'altro degli studenti paralizzarono la città. Non ci sono stati nemmeno i lanci di petardi e vernice e gli autobus hanno circolato pressoché regolarmente. Secondo i dati diffusi da Asstra, l'associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale, l'adesione allo sciopero generale promosso da Cobas, Sdi e Rdb-Cub è stata, infatti, in Ataf di appena l'11%. I vandali, però, anche stavolta, non sono mancati. Tra i circa 250-300 manifestanti per i tre quarti studenti che ieri, partendo da piazza Santissima Annunziata, hanno sfilato lungo le vie del centro, c'era anche qualche facinoroso, che, armato di bomboletta spray, ha lasciato la sua firma' lungo via dell'Oriuolo, via Pietrapiana e Borgo la Croce. I muri sono stati imbrattati con scritte del tipo «contro la scuola dei padroni», «militaristi assassini», «padroni e Confindustria nemici dei lavoratori». In via dell'Oriuolo, con una vernice viola, ma, sembra, per fortuna dei proprietari, lavabile, un ragazzo in fondo al corteo ha lasciato delle decorazioni' su alcune auto. Indignati i commercianti e i passanti, che hanno reagito con un: «Anziché scioperare sarebbe meglio andaste a lavorare». L'unico lancio di fumogeni è avvenuto davanti alle poste di via Pietrapiana. Tra i manifestati c'erano, infatti, alcuni dipendenti delle Poste, appartenenti agli Slai Cobas, che hanno espresso la loro preoccupazione rispetto ai tagli decisi a livello nazionale dall'azienda, che avranno, secondo loro, forti ricadute a livello locale, in particolare rispetto al servizio di smistamento e di consegna della corrispondenza. Di lì il corteo ha proseguito verso piazza Beccaria e, bloccando per qualche minuto i viali, è quindi rientrato in piazza Ghiberti, dove, poco prima di mezzogiorno, si è sciolto. Sotto la pioggia ininterrotta hanno dunque sfilato studenti, collettivi, frequentatori dei centri sociali. Pochi i lavoratori che invece hanno partecipato al corteo, nonostante gli striscioni «Tra lavoratori e studenti ci sono ancora onesti delinquenti», «Basta morti sul lavoro», «Tagli, licenziamenti, precarietà: rilanciamo la solidarietà» facessero pensare il contrario. In gran parte, infatti, hanno raggiunto Roma, dove, da piazza della Repubblica, è partita la manifestazione dei lavoratori del pubblico impiego. Unici rappresentanti del mondo del lavoro, oltre ai dipendenti delle Poste, alcuni delegati della federazione regionale Usi Sanità. Tra i manifestanti, anche due mamme, rappresentanti del comitato dei genitori delle scuole di Scandicci, che hanno sfilato con le loro figlie. In occasione del corteo di ieri, gli studenti hanno rilanciato la protesta, «contro classi sovraffollate, strutture fatiscenti, chiusura di scuole e di sedi decentrate, licenziamenti di massa nelle scuole e nelle fabbriche», dandosi appuntamento per un'assemblea cittadina il prossimo 4 novembre, luogo ancora da definire.

PONSACCO. TORNA domani, in piazza della Repubblica, la Festa Multietnica e antifascista...

PONSACCO TORNA domani, per il sesto anno consecutivo, in piazza della Repubblica, la Festa Multietnica e antifascista, organizzata dal circolo "Che" Guevara di Ponsacco, la Rete dei comunisti, Verdi per la pace, Rifondazione comunista, l'associazione Amicizia Italia-Cuba, i Cobas di Pontedera, la Tienda bottega equo e solidale, lo sportello immigrati Rdb di Pisa, il Comitato antifascista Valdera, l'associazione Bella Ciao e il circolo Arci Agorà Pisa. «E' una manifestazione organizzata in maniera autonoma dal Comune spiega Alessandro Rossi, uno degli organizzatori E' difficile organizzarla perché mancano i fondi ma è essenziale che questa festa ci sia perché diamo la possibilità di far conoscere ai concittadini le comunità di immigrati che a Ponsacco, come nel resto del Paese, sono una realtà, dando anche a loro la possibilità di farsi conoscere. L'obiettivo è quello di ottenere un'integrazione il più possibile vicina alla civiltà perché la diversità culturale che l'immigrazione porta con sè è una grande ricchezza e noi vorremmo che tutti la conoscessero». La festa è anche e soprattuto un'occasione di scambio di idee e per farlo è stato organizzato un dibattito che si terrà alle 15 e a cui saranno presenti i rappresentanti di ciascuna comunità e il responsabile nazionale delle Rdb (Rappresentanze sindacali di base) immigrati, Aboubakar Soumahoro. «E' un onore per noi averlo alla festa prosegue Rossi Vorremmo che ci fosse un confronto aperto e che venissero fuori le perplessità che sappiamo esistere da sempre negll'animo dei cittadini per aprirci finalmente al dialogo». La giornata prevede una merenda/cena con cibi e pietanze tipiche delle comunità ospitate e momenti di danze popolari multietniche insieme ad un cospicuo numero di stand gastronomici e non solo che animeranno il lungo pomeriggio in piazza della Repubblica.(F.A.)


24 ottobre 2009 - Il Cittadino

Sciopero, a Milano la metro regolare e disagi contenuti

Milano - Disagi in molte città per lo sciopero generale dei sindacati di base: i maggiori problemi si sono registrati nel trasporto pubblico locale, anche per le inevitabili conseguenze sulla circolazione. In particolare, a Roma quella di ieri si è subito trasformata in una giornata di passione per il traffico andato in tilt, mentre a Milano la metropolitana ha funzionato regolarmente. Una valutazione sull’andamento della protesta, comunque, potrà essere fatta solo in chiusura di giornata. Lo stop indetto dalle organizzazioni Rdb, Sdl e Cobas interessava tutto il mondo del lavoro, quindi tra i settori interessati ci sono i trasporti, la sanità e la scuola. Tra le richieste dei sindacati il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e l’introduzione di un reddito minimo di lavoro garantito per tutti. A Milano, per l’Atm, la circolazione delle linee metropolitane è stata regolare. Due le fasce di garanzia per i trasporti pubblici nel capoluogo lombardo: la prima è stata fino alle 8.45 di mattina, la seconda tra le 15 e le 18. È stato, poi, sospeso l’Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati. Lo sciopero ha interessato il traffico ferroviario tra le 11 e le 15, ma - fanno sapere le Fs - non si sono registrati disagi di rilievo.


24 ottobre 2009 - La Repubblica

Il corteo "bagnato" dell´Onda anomala

Palermo - Hanno sfilato sotto la pioggia da piazza Politeama a Palazzo d´Orleans, sede della Presidenza della Regione. Centinaia di precari e studenti insieme per lo sciopero generale proclamato dai Cobas, dalla Rbd e dal coordinamento Precari della scuola. «La nostra è una lotta per la qualità della scuola - dice Rita Todaro, insegnante di Lettere rimasta senza incarico - molti di noi hanno perso il posto di lavoro dopo anni di precariato». Cori di protesta contro i tagli della riforma Gelmini e in testa la statua di legno di San Precario. «È la seconda manifestazione che organizziamo con la ripresa dell´anno accademico - dice Giorgio Martinico della facoltà di Lettere e filosofia, portavoce dei ragazzi dell´Onda Anomala - È nostro dovere, infatti, batterci per i diritti degli studenti e per l´università pubblica. Al nostro fianco sono scesi anche i ragazzi di tante scuole superiori, questo è molto importante».(c.b.)


24 ottobre 2009 - InAbruzzo

Vigili del fuoco, no ad accordi gennaio

L’Aquila – Una nota sindacale sulla situazione dei vigili del fuoco, ai quali sono stati promessi miglioramenti, che tuttavia nonsono ritenuti sufficienti. "Lavoratori, ancora una volta il solo sindacalismo di base è in piazza per contrastare le attività di questo governo, dice la nota diffusa via internet – I Vigili del Fuoco hanno ribadito il loro NO agli accordi sottoscritti a gennaio dai sindacati confederali e ripresi poi nei contratti di lavoro nei vari settori; CCNL che prevedono, validità triennale della loro vigenza, nuovi coefficienti per stabilire l’inflazione programmata depurata dai prezzi del petrolio, aumenti secondo amicizie e raccomandazioni. Ma soprattutto i Vigili del Fuoco hanno confermato la necessità di una struttura di Protezione Civile nella quale siano a capo per gestire le emergenze, come è stato ampiamente dimostrato nelle ultime calamità, senza voler "copiare " modelli di altri messi peggio di noi. Sono state richieste risorse contrattuali al posto di quelle offerte dal governo, che si aggirano intorno ai 50 ? medi e lordi per il biennio 2008/09, e nuove risorse per il contratto integrativo prossimo che dovrebbe partire dal 2010. Abbiamo necessità di sapere da questo governo, dopo le promesse verbali, quali siano i finanziamenti per la struttura generale del corpo nazionale, inoltre quali per le indennità che saranno devolute al personale. Ad oggi solo promesse. Altre rivendicazioni pronunciate nella manifestazione sono quelle di avere un sistema previdenziale che recepisca l’usura del personale operativo e i conseguenti riconoscimenti in termini previdenziali. Queste in sintesi le battaglie della RdB. Altro che ritiro delle manifestazioni alla semplice convocazione. Ci rivolgiamo ai sindacati di Stato che ritirano le iniziative appena ricevuto l’invito del ministro. Le battaglie perse sono quelle che non si fanno!".
Antonio Jiritano


24 ottobre 2009 - Corriere di Viterbo

RdB, scoppia la bufera sulle indennità
Sergio de Paola cerca di fare chiarezza e di rendere la massima trasparenza

Viterbo - Chiarezza e trasparenza. Richieste che i dipendenti della RdB di Viterbo fanno da tempo alla dirigenza in merito alla elargizione delle indennità di responsabilità ma anche in merito ai progetti salariali e intersettoriali. Si tratta di compensi, che dovrebbero, in teoria, essere elargiti a determinate persone in base ai ruoli che ricoprono ma che ,in pratica, hanno interessato solo una parte dei dipendenti. Il problema ha investito, anche, la distribuzione dei progetti salariali e intersettoriali. Sergio de Paola della RdB di Viterbo tenta di fare chiarezza. Partiamo dalle indennità di responsabilità. De Paola, ci spieghi la questione. "In pratica si tratta della distribuzione di indennità effettuata in maniera soggettiva. Le indennità di responsabilità sono, dei corrispettivi che vengono dati a dipendenti. Non a tutti, però. Si tratta solo di dipendenti che ricoprono particolari ruoli. Tuttavia queste indennità hanno interessato 220 dipendenti su 380 creando di fatto delle disparità enormi. Sono stati creati lavoratori di serie A e lavoratori di serie B applicando un metro di giudizio assolutamente poco oggettivo". Perché parla di maniera poco oggettiva? "Perché questa distribuzione che ha premiato troppe persone e tutti in settori specifici ha lasciato totalmente a vuoto chi per esempio lavora allo sportello classificandolo, palesemente con un lavoratore di un livello inferiore. Anche perché questa distribuzione effettuata, di fatto, su criteri soggettivi, non è prevista dal contratto sindacale. La cosa più grave è che sono stati individuati un 25% di inefficienti, non avendo ricevuto indennità. Io non vorrei azzardare l'ipotesi che questa scelta di distribuzione delle indennità sia stata fatta solo per aderire al decreto Brunetta e non si sia, invece, pensato al lavoro svolto dai dipendenti". Perché lei dice che non sono stati rispettati gli accordi sindacali? Quali erano gli accordi? "Gli accordi prevedevano pari opportunità tra tutti i dipendenti e una remunerazione che doveva essere equivalente alla professionalità e alla disponibilità espressa. Questo non si è verificato. Pensiamo che alcuni dirigenti non convinti della contrattazione sindacale abbiano di fatto aggirato il contenuto garantendo ad alcuni dipendenti, in genere i vertici organizzativi degli uffici, quote aggiuntive di salario. Mentre chi era in basso non ha ricevuto niente. Quindi non si è guardato al merito bensì al posto ricoperto. Il 25% di inefficienti che sono scaturiti dalle indennità versate non corrisponde a verità poiché le corresponsioni sono state elargite seguendo criteri poco validi". Invece per quanto riguarda i progetti settoriali e intersettoriali? "Più o meno il problema non cambia. In questo caso si tratta di progetti che vengono presentati dalla dirigenza e la cui partecipazione porta merito e compensi maggiorati rispetto al normale stipendio percepito. Anche qui solo per alcuni la partecipazione ai progetti è stata garantita ad altri no. Anche qui in barba agli accordi sindacali che prevedevano pari opportunità. A quanto pare, invece, sono stati reinseriti progetti ad hoc ( un esempio quelli per il settore strade) inizialmente non previsti e poi magicamente apparsi". I documenti da voi richiesti per prendere atto dei criteri che hanno portato a questa distribuzione delle indennità e dei progetti vi sono stati dati? "Per quanto riguarda le indennità di responsabilità da una richiesta fatta a luglio ci sono arrivati dopo tre mesi. Per le altre ci dicono che devono fare le fotocopie, ma non hanno tempo. Di fatto ora ci troviamo in mano ad una dirigenza che ha creato, in anticipo, senza contraddittorio e senza motivazioni percorsi preferenziali per progressioni, incentivi e licenziamenti, così come annunciato dal famigerato decreto. Mi piacerebbe sapere se la giunta e ancor più il presidente, siano a conoscenza del fatto oppure se sono proiettati esclusivamente verso le campagne congressuali e non. Adesso chiediamo l'accesso a tutti i documenti richiesti insieme ad una commissione di verifica degli accordi in merito all'utilizzo del fondo per il salario accessorio"


24 ottobre 2009 - La Provincia di Lecco

la protesta
Brunetta non piace in tribunale
Lo sciopero fa saltare i processi Adesione massiccia in Procura: garantiti solamente i servizi essenziali

(p. gia.) Braccia incrociate ieri a Palazzo di Giustizia. Tutto il personale della Procura e gran parte di quelli del tribunale civile e penale, infatti, hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dalle rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego e dalla Confederazione unitaria di base contro le riforme del ministro Brunetta. Un'adesione massiccia, che va sottolineata, anche perchè si sono astenuti dal lavoro anche dipendenti iscritti ad altri sindacati che, formalmente, non avevano proclamato questo sciopero.
In Procura erano presenti solamente alcuni dipendenti, espressamente precettati per garantire i servizi minimi essenziali. Nel Tribunale come detto, le presenze erano maggiori, ma il lavoro ne ha comunque risentito in maniera abbastanza pesante.
D'altronde, lungo tutti i corridoi, sulle bacheche e sulle porte dei vari uffici era appeso un cartello che informava avvocati e utenti senza lasciare spazio ad alcun dubbio.
«Sciopero generale contro il decreto Brunetta. - si leggeva infatti nel volantino - Verranno garantiti solo i seguenti servizi: l'assistenza nei processi con rito direttissimo, con imputati in stato di fermo o detenzione, i provvedimenti restrittivi della libertà personale, i provvedimenti cautelari urgenti e indifferibili». Vale a dire, in parole povere, tutti quegli atti o quei processi che non potevano essere rinviati senza compromettere diritti o posizioni particolari.
Alcune delle udienze previste ieri mattina, così sono saltate: ne è stata celebrata una legata a un delicato caso di maltrattamenti in ambito familiare, con l'imputato detenuto per altra causa. E per sentire i bambini che secondo l'accusa sarebbero stati maltrattati l'udienza è stata "trasferita" all'Asl dove c'è un ambiente protetto per audizioni di questo genere.
Ma quali sono i motivi che hanno spinto allo sciopero? «Il ministero della Giustizia è sempre il primo ad applicare le riforme di Brunetta, mai il primo a pensare ai lavoratori e allo riqualificazione. - hanno spiegato i sindacati - La riforma Brunetta individua per legge contingenti di bravi, meno bravi e pessimi elementi che non avranno un centesimo del Fondo Unico di Amministrazione. Ma questi sono soldi dei lavoratori e, secondo noi, a loro devono ritornare»
Poi la stoccata finale: «Questa riforma scatenerà una concorrenza distruttiva e al ribasso tra i lavoratori, affossando ulteriormente la qualità del servizio».


24 ottobre 2009 - Il Giorno

MILANO. SASSI, PETARDI, uova e fumogeni contro la polizia...
di GIOVANNI VELLUTO

MILANO - SASSI, PETARDI, uova e fumogeni contro la polizia. Momenti di tensione davanti al Provveditorato regionale agli studi in via Ripamonti. Dallo spezzone degli studenti, nel corteo formato da circa quattromila tra alunni e lavoratori in sciopero, la rivolta contro lo schieramento di forze dell'ordine che, in tenuta antisommossa, presidiava l'ingresso. Gli agenti si sono protetti con gli scudi e non hanno reagito, lasciando che la manifestazione iniziasse a sciogliersi pacificamente nei minuti successivi. Una carica delle forze dell'ordine avrebbe potuto scatenare il caos. Al corteo degli studenti milanesi, aperto anche operai, impiegati e pensionati, avrebbero partecipato, secondo gli organizzatori, oltre diecimila persone. Fra le sigle e le organizzazioni presenti i rappresentanti del Cub, confederazione unitaria di base, il coordinamento dei collettivi degli studenti e il comitato degli inquilini di San Siro, oltre che diversi centri sociali e movimenti fra cui il Cantiere, il Vittoria e i Corsari. La manifestazione è sfilata per le vie del centro e ha raggiunto poco prima dell'una il provveditorato. Una scelta con cui i partecipanti hanno voluto ribadire l'opposizione "ai tagli alla scuola pubblica". Il grande striscione degli studenti che apriva il corteo sintetizzava gli slogan della protesta: «Scuola e diritti vanno a puttane, sarà contento il Cavaliere: fondi alla scuola pubblica, reddito ai precari e diritti per tutti». LUNGO il percorso, decine di muri sono stati scritti da writers che a volto coperto e armati di bomboletta hanno disegnato la loro "tag", ovvero la firma con il nome d'arte. Gli studenti hanno poi lasciato davanti all'ingresso del provveditorato due assegni giganti che riportavano la cifra di tre milioni di euro. «Rappresentano la svendita della scuola pubblica - spiegano - La riforma Gelmini sta distruggendo l'istruzione italiana. Continuano a parlare di alti standard, di riforme, di innovazione e intanto fanno cadere a pezzi il sistema scolastico lasciando gli studenti senza professori, in classi sovraffollate». «Non vedo le ragioni di questa manifestazione - spiega il direttore scolastico regionale, Giuseppe Colosio - se non una motivazione politica di carattere generale. Per quanto riguarda noi, tutti gli interventi possibili sono stati fatti. Anche i sindacati hanno dichiarato nei giorni scorsi che coloro che utilizzano lo strumento del protocollo d'intesa siglato tra Ministero dell'Istruzione Regione Lombardia sono pochissimi, come tra l'altro prevedevamo. Dal punto di vista politico ognuno è libero di manifestare come vuole, magari evitando di tirare uova e fumogeni contro la polizia, ma non ci sono argomentazioni tecniche tali da farci prendere in considerazione la manifestazione. La situazione di precariato è stata generata da norme molto vecchie che hanno creato illusioni che non si sarebbero potute mantenere e che, di fatto, impedisce l'ingresso a persone giovani che vorrebbero entrare nel mondo della scuola». In ogni caso, è la tesi «coloro che l'anno scorso avessero avuto un contratto e quest'anno non se lo trovassero possono usufruire, oltre che dell'ammortizzatore sociale dato dall'Inps, anche dell'accordo tra Ministero e Regione».

E sui mezzi va in scena lo stop «fantasma»
L'AGITAZIONE È UN FLOP: IL METRÒ CIRCOLA, SOLO RALLENTAMENTI PER BUS E TRAM

MILANO - «E' VERO, oggi c'è lo sciopero dei mezzi», si batte la fronte una signora alla fermata del 5, fissando il tabellone che non segna minuti d'attesa nonostante i proclami dell'azienda trasporti sulle «informazioni in tempo reale» del sistema Infotraffico. Un uomo seduto con la ventiquattrore sulle ginocchia la tranquillizza: «Guardi», e le indica due tram che passano in sequenza nella direzione opposta. Tempo cinque minuti e arriva anche il suo. Via Giovanni Antonio Amadeo, Città Studi, intorno alle 11 di ieri mattina. Quando il grosso dei disagi annunciati insieme allo sciopero del trasporto pubblico (ricaduta di quello generale proclamato dai sindacati di base) si era già consumato. Poca roba: già prima dello scoccare della fascia di garanzia (tra le 15 e le 18), l'agitazione aveva già l'aria di un mezzo flop. «Ripercussioni minime» anche sui treni, hanno dichiarato a fine giornata le Ferrovie dello Stato della Lombardia. SOTTOTERRA, le tre linee della metropolitana hanno funzionato da subito regolarmente. Alle 11.30 l'Atm comunicava un'adesione del 28% sulle linee di superficie, inferiore al 31% di Roma, al 40% di Bologna e al 60% di Venezia. I più prudenti erano gli autisti in servizio: «Chissà se trovo qualcuno a darmi il cambio...», sospirava un conducente a Porta Venezia al collega salito per uno «strappo». Che a sua volta, ai passeggeri che chiedevano lumi sullo sciopero «fantasma», rispondeva: «Bisogna vedere cosa succede al cambio di turno. Magari ci sarà da aspettare un po'». E infatti alle 13.30 la risposta su tram e bus era lievitata al 32,4%, mentre il metrò continuava a circolare, per attestarsi, a fine giornata, al 32%. Comunque un'adesione più alta di Torino, Napoli, Firenze, Genova delle grandi città del Sud, che hanno fatto decretare ad Asstra (l'associazione delle aziende di trasporto pubblico locale italiane) il fallimento dello sciopero indetto da Rdb, Sdl e Cobas. A Milano, ha causato più disagi la manifestazione, che in centro ha rallentato i mezzi di superficie e il traffico all'interno dei bastioni - per l'occasione sgravati dalla tariffa Ecopass. E soprattutto l'effetto annuncio, che s'è fatto sentire nella prima mattinata sulle vie d'accesso alla città: in previsione di disagi assai più massicci, i pendolari hanno preferito l'auto, intasando i viali e la circonvallazione esterna prima dello sciopero.(Gi.Bo.)

Stress da ufficio? Il Comune corre ai ripari e il sindacato applaude

Monza - CHE STRESS il lavoro! E in Comune si corre ai ripari. Situazioni tese in ufficio possono causare perdita di rendimento ma pure rischi di tipo sanitario. Dal dirigente all'usciere, nessuno dei quasi mille dipendenti comunali sembra immune, tanto che l'ultima iniziativa dell'assessorato al Personale è un programma di intervento per la valutazione e il contenimento dei rischi derivanti da stress da lavoro. Un percorso introdotto per legge nel 2008, che a Monza viene realizzato nell'ambito del piano di sorveglianza sanitaria previsto dalla convenzione con l'Unità di medicina occupazionale del San Gerardo. L'attività è già iniziata con una giornata di informazione. Si proseguirà con una check list sulle condizioni lavorative, la compilazione di questionari anonimi e la stesura di un report per suggerire interventi di contenimento e controllo dello stress. «Analizzare le cause di stress spiega l'assessore Alfonso Di Lio è indispensabile per una miglior gestione del personale». L'iniziativa piace anche al sindacato di base del Comune. «È positivo - commenta Massimo Andreotti, delegato RdB per la sicurezza -. Lo stress c'è ed è cresciuto da quando è in atto la campagna di discredito dei lavoratori pubblici che sta facendono aumentare i casi di cittadini che non hanno rapporti sereni con gli uffici».(M.Ag.)

Pulizie al San Matteo, arrivano gli stipendi: scongiurato lo sciopero
VERTENZA LE CIRCA CENTO DIPENDENTI DELLA COOP CHIEDONO PERÒ DI RIVEDERE I CONTRATTI «PENALIZZANTI»

PAVIA - FINALMENTE i soldi sono arrivati ed entro fine mese ci dovrebbe essere anche un incontro per ridiscutere i contratti. Con queste promesse le donne che effettuano le pulizie al San Matteo hanno accettato di continuare a lavorare. Non incroceranno le braccia e non permetteranno alla polvere di accumularsi. Almeno fino alla fine del mese. Poi, se il tanto promesso confronto con il presidente della Meridional, la società che ha vinto l'appalto per effettuare le pulizie, non ci sarà, si arriverà allo sciopero. "Promesse ne abbiamo avute tante - ripetevano ieri mattina le donne - ma non è mai cambiato nulla. Speriamo che questa sia la volta buona". E in effetti potrebbe esserlo. Perché entro una settimana al massimo la Meridional che ha sede a Messina dovrebbe rendere operativo un ufficio a Pavia, in cui le dipendenti potrebbero sempre trovare un referente del presidente Giacomo Giordano, con il quale confrontarsi. "Dovrebbe essere sempre qui in città - sottolinea Pasquale Di Tomaso, sindacalista della Cub che sta seguendo le donne - e con lui potrebbero andare a discutere dei contratti sottoscritti per 3 o 4 ore di lavoro al giorno, quando invece l'impegno quotidianamente richiesto supera le 7-8 ore. Un extra che viene pagato in straordinario, ma che non consente di maturare tanti diritti che spetterebbero a queste donne".(M.M.)


24 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna

L’imbianchino ora ha una casa
Il Comune ha trovato l’alloggio allo sfrattato dalla palazzina Area
di NADIA COSSU

NUORO - Mario Corrias, l’imbianchino precario sfrattato dalla palazzina popolare di via Costituzione, da ieri ha una casa. Gliel’ha trovata il Comune di Nuoro che aveva preso a cuore questa drammatica storia di solitudine e povertà. Avrà anche un sussidio mensile.
L’amministrazione comunale di Nuoro si era attivata da subito per trovare una sistemazione al sessantenne nuorese che, dopo lo sfratto dallo scantinato Area che aveva occupato abusivamente per alcuni anni, era rimasto senza un tetto. Per sei giorni Mario Corrias aveva alloggiato in un albergo della città ma non poteva chiaramente essere una sistemazione definitiva. Da allora l’uomo girovagava per Nuoro, senza un letto su cui dormire e arrangiandosi qua e là per il pranzo e la cena. Un caso disperato. L’assessore ai Servizi sociali Graziano Pintori non ha dimenticato la storia dell’imbianchino per un solo istante. Ha fatto il possibile, insieme alle assistenti sociali, per trovargli un alloggio.
Situazione parzialmente risolta anche grazie al bando regionale per le estreme povertà, che sarà pubblicato a breve, e che prevede un sussidio mensile per quelli che, appunto, vengono qualificati come "estremi poveri". A Nuoro saranno oltre cento i nuclei familiari che potranno beneficiare di un sussidio di circa 350 euro che durerà per sei mesi. E tra questi ci sarà anche Mario Corrias al quale l’amministrazione comunale di Nuoro ha voluto dare una mano per uscire da una oggettiva situazione di drammatica difficoltà.
Intanto, ieri mattina, una delegazione di inquilini Area e del sindacato Rdb-Cub è stata ricevuta nel palazzo del municipio da Francesco Muscau, capo di gabinetto del sindaco Mario Zidda. Un incontro durante il quale è stata ribadita la necessità di convocare una conferenza di servizi tra Comune, prefettura, Area e una delegazione dei sindacati per individuare insieme le possibili soluzioni all’emergenza casa in città.

Precari e studenti in piazza
Anche i ragazzi uniscono la loro voce alla protesta dei docenti

ORISTANO - Questa volta, accanto ai docenti precari a sfilare per le vie della città c’erano anche gli studenti. Non tanti, in verità, ma certamente agguerriti. E motivati. Per lo più provenienti delle Industriali, dalle Magistrali e dal Classico. Loro, i giovanissimi, hanno portato una nota di colore alla manifestazione che ha visto scendere in piazza il coordinamento dei docenti precari, assieme ai Cobas.
Gli stessi che con Cub e Sdl proprio per ieri avevano indetto una giornata di sciopero generale della scuola, con accanto Rifondazione comunista e altre sigle sindacali. Uno sciopero per ribadire l’ennesimo «no» alla cosiddetta riforma Gelmini. Che ha cancellato ogni possibilità di lavoro ad almeno 240 precari (fra docenti e personale tecnico) nella sola provincia di Oristano, e che dal prossimo anno scolastico decreterà la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni.
«Protestiamo perchè hanno licenziato la nostra professoressa che in classe c’è stata appena 20 giorni.», spiegavano gli studenti che per esprimere solidarietà, hanno gridato a squarciagola slogan di protesta per l’intera durata della manifestazione.
Ma portato anche striscioni e cartelli e persino una bara di cartone «per celebrare la fine della scuola pubblica». Il corte lo ha fatto tappa anche alla sede dell’Ufficio scolastico provinciale, dove, una delegazione è stata ricevuta dal coordinatore vicario Giovanna Corriga: «Che ha spiegato come l’Ufficio di Oristano, che dipende interamente dalla sede regionale ha di fatto le mani legate.», ha riferito Alessandra Giammusso, portavoce del coordinamento, «Dal canto nostro, abbiamo chiesto che ogni provvedimento venga congelato in attesa dei riosultati del nuovo confronto Stato-Regione».
Poi il corteo si è spostato in piazza Eleonora, dove, è stato accolto dal sindaco Angela Nonnis, che sulle gradinate del palazzo degli Scolopi, ha assicurato «pieno sostegno da parte della giunta».
Intanto martedì, alle 17.30, nella sede dell’amministrazione provinciale si riunirà il Tavolo tecnico che servirà ad avviare un confronto fra la Regione e le amministrazioni locali, i sindacati e l’Ufficio scolastico, con il coinvolgimento dei parlamentari e dei consiglieri regionali.(m.c.)


24 ottobre 2009 - Il Tirreno

Ponsacco, in piazza della Repubblica Musica delle tradizioni e dibattiti sulla sicurezza alla festa multietnica

PONSACCO - Domani, in piazza Della Repubblica, si terrà la sesta edizione della "Giornata Multietnica antifascista", un momento di conoscenza e di dibattito tra le comunità straniere che vivono a Ponsacco e i ponsacchini di origine.
L’iniziativa inizia alle 15 con un dibattito pubblico sul tema "Il pacchetto sicurezza realizzato dal governo e il tema dell’immigrazione", con gli interventi dei rappresentanti delle comunità presenti in Valdera e con la partecipazione di associazioni del territorio che lavorano sul tema dell’ immigrazione e il responsabile nazionale Rdb immigrati Aboubakar Soumahoro.
La giornata proseguirà con musica dal mondo e della nostra tradizione, sarà anche possibile trovare cibi e prodotti delle comunità, per conoscerci meglio anche da un punto di vista culinario e culturale.
Organizza il Circolo "Che Guevara" di Ponsacco.


23 ottobre 2009 - Ansa

SCIOPERI: SINDACATI BASE, SCIOPERO PIENAMENTE RIUSCITO

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Lo sciopero generale di oggi promosso dalle Rdb-Cub, i Cobas della scuola e Sdl è «pienamente riuscito». Lo sostiene il coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, secondo il quale la protesta sta avendo un'alta adesione soprattutto nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione. «Molti uffici pubblici - sostiene - sono rimasti chiusi». Alla manifestazione, che si svolge a Roma, - ha detto ancora il sindacalista - sono presenti anche rappresentanti «di alcune fabbriche in lotta come l'Alfa di Pomigliano o Arese». Nella Capitale lo sciopero degli autobus è in corso dalle 8,30 e si concluderà alle 17 per poi ricominciare alle 20 fino alle 24. Per quanto riguarda la metropolitana la protesta è stata indetta dalle 20 alle 24. Il corteo si concluderà a piazza San Giovanni con gli interventi di Leonardi, Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Leonardi è convinto che anche oggi, come avvenne nella precedente mobilitazione generale dei sindacati di base del 17 ottobre dello scorso anno, si riuscirà ad arrivare a quasi due milioni di adesioni. «Si intravede un nuovo soggetto sindacale capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil - ha affermato Leonardi -. L'obiettivo è quello di riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto».

SCIOPERI: CORTEO COBAS A ROMA; ORGANIZZATORI, SIAMO 150 MILA

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Sono 150 mila, secondo gli organizzatori, i manifestanti che hanno partecipato a Roma al corteo dei sindacati di base in occasione dello sciopero generale di oggi. «Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale importantissima tra insegnanti, lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e dei vigili del fuoco. La presenza studentesca è ridotta rispetto allo scorso anno ma ci sono tanti lavoratori. La parola d'ordine da oggi è unificare le nostre lotte contro chi ha generato la crisi, come i finanzieri», ha detto il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi. Una Banda Bassotti con tanto di mascherine nere e nomi di Brunetta, Tremonti, Confindustria e sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che portano i quattro grandi sacchi neri 'dignita«, 'salariò, 'dirittì e 'democrazià è la protesta-trasvestimento inscenata da alcuni lavoratori, un infermiere e tre impiegati, durante la manifestazione. Al corteo alcuni manifestanti hanno sfilato anche con 'scudi fiscalì di cartone, con sopra la foto di Tremonti e la scritta 'Condono agli evasori, più tasse ai lavoratorì. Tra i manifestanti anche tanti studenti e i lavoratori della scuola, i quali hanno annunciato che dopo aver raggiunto piazza San Giovanni si sposteranno in corteo diretti a viale Trastevere davanti al ministero dell'Istruzione per protestare sui tagli alla scuola. Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che ha anche invocato »una nuova iniziativa generale in piazza di tutta l'opposizione«.

SCIOPERI: IN MIGLIAIA A CORTEO COBAS A ROMA

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - «Unificare le lotte per non pagare la crisi». Dietro questo striscione migliaia di lavoratori stanno manifestando a Roma aderendo allo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. Il corteo, partito da piazza della Repubblica, attraverserà le vie del centro, passando per piazza Esquilino, via Merulana, viale Manzoni, fino a piazza San Giovanni. Tra i manifestanti, i lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia.

SCIOPERI: COBAS IN PIAZZA CONTRO CRISI, UNIFICARE LOTTA
STOP 24 ORE DA SCUOLA A TRASPORTI; BRUNETTA MINIMIZZA ADESIONE

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Il popolo dei sindacati di base scende in piazza per «unificare la lotta contro chi ha generato la crisi». Lo sciopero generale nazionale di 24 ore porta in corteo a Roma, ma anche a Milano, Firenze, Palermo, anime diverse: insegnanti, lavoratori pubblici, della sanità, dei trasporti, vigili del fuoco e studenti, uniti, appunto, nella protesta contro il governo, l'industria, i sindacati confederali. E per il Patto di Base (Rappresentanza di base, Sindacato dei lavoratori e Cobas) è un successo, con circa due milioni di lavoratori che hanno incrociato le braccia. Ma per il ministero della Funzione pubblica, da dati provvisori (34,8% delle amministrazioni) l'adesione allo sciopero è stata del 2,52%, cifra non condivisa naturalmente dai sindacati. Non c'è stata, poi, la paralisi dei trasporti, anche per l'ordinanza del ministro Altero Matteoli che ha limitato a 4 ore lo stop degli aerei. E di quattro ore è stato anche lo sciopero nelle Ferrovie, con scarsi disagi. In tilt il traffico a Roma, per il fermo di molti bus, cortei e pioggia. «Riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto» è stato, così, lo slogan che ha portato in piazza, nella capitale, 150 mila persone secondo gli organizzatori (6.000 secondo la questura) sfilate in corteo. «I tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro, dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari» hanno spiegato Rdb, Sdl e Cobas «per rompere la solitudine operaia». La richiesta è lavoro stabile per tutti e riduzione dell'orario a parità di salario, difesa del reddito per cassintegrati e atipici, forti aumenti di salari e pensioni, sicurezza a tutto tondo. «Questa partecipazione plurale - ha sottolineato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale RdB - rende ancora più evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro» e «capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil». «È indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria», ha detto Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale SdL. «Purtroppo a tutt'oggi la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, e non dai banchieri, dagli industriali e dai mafiosi che l'hanno determinata» ha osservato Pietro Bernocchi dei Cobas. In corteo, una Banda Bassotti con mascherine nere e nomi di Brunetta, Tremonti, Confindustria e sindacati confederali che portano i quattro grandi sacchi neri 'dignita«, 'salariò, 'dirittì e 'democrazià; manifestanti con 'scudi fiscalì di cartone, con sopra la foto di Tremonti e la scritta 'Condono agli evasori, più tasse ai lavoratorì. Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che ha anche invocato »una nuova iniziativa generale in piazza di tutta l'opposizione«. Poi, sit-in davanti ai ministeri dell'Economia e dell'Istruzione, e davanti all'ambasciata di Spagna per chiedere la liberazione dei sindacalisti baschi arrestati. In migliaia sono sfilati pacificamente a Milano verso il Provveditorato agli studi dove c'è stato un breve lancio di sassi, uova e fumogeni da parte di manifestanti contro le forze dell'ordine. A Palermo corteo con una statua in legno, raffigurante S. Precario.

SCIOPERI: STOP TRASPORTI, DISAGI MA SOLO ROMA IN TILT
NELLE ALTRE CITTÀ NON È VENERDÌ NERO. OK AEREI E TRENI

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna, mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche treno, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore del Patto di base che ha riguardato anche i trasporti. Per Rdb, Cobas e Sdl lo sciopero è pienamente riuscito, con 150 mila persone (6.000 per la questura) scese in piazza nella capitale in un corteo che ha messo in ginocchio la circolazione nel centro città con ripercussioni anche nelle zone a ridosso. Cortei anche a Milano, Firenze, Palermo, dove il traffico non ha, però, sofferto particolarmente. Non c'è stato il temuto blocco di bus, tram e metropolitane, la cui sospensione è sempre articolata città per città: per l'Asstra (l'associazione che riunisce le aziende) c'è stata una «scarsissima adesione» con le percentuali più alte a Roma, Bologna e Venezia. Roma ha sofferto più di tutte per lo stop degli autobus scattato alle 8.30 fino alle 17 (riprende alle 20 sino a fine servizio) a cui si è aggiunta la pioggia battente caduta nella prima mattina, che ha indotto molti a prendere l'automobile, e per il corteo dei lavoratori (da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni) in cui è confluito parte di quello degli studenti (partito vicino il Circo Massimo). TRASPORTO PUBBLICO LOCALE. Metro regolare a Milano, 9 autobus su 10 in servizio a Napoli, 40% l'adesione degli autisti di bus e tram a Torino, dicono gli organizzatori, del 24% dice l'azienda, e 47% il picco di adesione allo sciopero a Trieste secondo i sindacati. Queste, secondo l'Asstra, le percentuali di adesioni. ROMA: Trambus 31% e Cotral 54,67% (metro e ferrovie concesse si fermano solo dalle 20 a mezzanotte); MILANO: Atm (autobus) 28%; Atm (metropolitana) servizio regolare. Sospeso l'Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati; NAPOLI: Anm 12%; TORINO: Gtt (urbano) 20%; Gtt (extraurbano) 2%, regolare la metro; BOLOGNA: Atc 40%; FIRENZE: Ataf 11%; GENOVA: Amt (autobus) 14,5%; Amt (metropolitana) nessuna adesione; PALERMO: Amat 12%; VENEZIA: Actv 60%; CAGLIARI: Ctm nessuna adesione; CATANIA: Amt nessuna adesione. TRASPORTO AEREO. Stop di sole 4 ore (12-16), dopo l'ordinanza del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. A Fiumicino cancellati 17 voli in partenza e 13 in arrivo e forti ritardi per una quindicina di collegamenti (tra due e cinque ore); a Bologna cancellati preventivamente otto voli in arrivo e altrettanti in partenza. Nessun volo cancellato da Alitalia dei 190 previsti nelle 4 ore di sciopero. TRASPORTO FERROVIARIO. Nessun treno di media e lunga percorrenza soppresso nelle quattro ore di sciopero, dalle 11 alle 15, fascia oraria che non ha interessato dunque i pendolari tutelati dalle fasce protette (6-9 e 18-21), afferma Fs. La protesta ha, però, bloccato qualche treno, in particolare in Liguria dove c'è maggiore adesione ai sindacati di base.

SCIOPERI: SINDACATI,DA PRIME STIME STOP 2 MILIONI LAVORATORI
PATTO DI BASE, UNIFICARE LOTTE PER NON PAGARE CRISI

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Sono circa due milioni, in base alle prime stime diffuse dal Patto di base, i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia: «molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi, pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore» si legge in una nota congiunta. Secondo i sindacati, è stata «impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (dalle 12 alle 16), hanno organizzato un presidio a Fiumicino». Al corteo a Roma, si legge nella nota «hanno sfilato i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti». «Il nostro sciopero rappresenta l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia», ha commentato durante la manifestazione Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale RdB. «Questa partecipazione plurale, questa presenza di tanta parte del mondo del lavoro in lotta, rende ancora più evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro, il sindacato che serve alla gente». «Lo sciopero di oggi dimostra che è possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, è indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria», ha dichiarato Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale SdL. «Dopo questa positiva giornata di lotta di carattere nazionale da domani avremo più forza per costruire insieme vertenze e proteste articolate nei territori e nelle categorie». «L'anno scorso abbiamo sfilato gridando 'Noi la crisi non la paghiamò - ha ricordato Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas - Purtroppo a tutt'oggi la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, e non dai banchieri, dagli industriali e dai mafiosi che l'hanno determinata. Ma quello slogan deve diventare realtà. E per questo oggi ci sono tanti i lavoratori in piazza, anche se fare uno sciopero è una mazzata economica: perchè è indispensabile unificare le lotte contro la sordità sia del governo che dell'opposizione».

SCUOLA: COBAS, TRA DOCENTI E ATA ADESIONE DEL 35% A SCIOPERO

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - «Per quanto riguarda gli insegnanti e il personale Ata, l'adesione allo sciopero generale indetto dai Cobas, è stata del 35% circa. In pratica nella scuola oggi ha scioperato una persona su tre». Lo ha riferito il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, riportando «i dati di un'analisi effettuata dal sindacato in 20 grandi città italiane».

SCIOPERI:MINISTERO FUNZIONE PUBBLICA, DATI DA AMMINISTRAZIONI

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - I dati relativi agli scioperi «pervengono al Dipartimento della Funzione pubblica da parte delle singole amministrazioni pubbliche». Così il ministero della Funzione pubblica risponde a Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB Pubblico Impiego. Le singole amministrazioni pubbliche, si legge in una nota del ministero, «sono tenute per legge a fornirli nella stessa giornata in cui si svolge l'astensione dal lavoro, la quale - come ogni altra assenza - viene riscontrata all'inizio della prestazione lavorativa». «Rispetto al passato, la percentuale delle amministrazioni che hanno fornito i dati nella stessa giornata dello svolgimento dello sciopero è sensibilmente aumentata. In ogni caso - prosegue la nota - alle ore 18 la partecipazione generale allo sciopero risulta essere stata pari al 2,58% dei lavoratori, con un aumento quindi dello 0,06% rispetto ai dati precedentemente resi noti. Non si tratta però un vero trend di crescita perchè in alcune realtà, come ad esempio le Agenzie fiscali, rispetto al precedente 9,53% (relativo al 10% delle amministrazioni) si è passati al 6,51% (relativo a circa il 90% delle amministrazioni)». Nel Servizio sanitario nazionale, «la percentuale di adesione è invece scesa allo 0,98% dopo che è raddoppiato il numero delle amministrazioni che ci fatto pervenire i loro dati. In ogni caso, come sempre nel passato - conclude la nota - i dati complessivi e definitivi sulla partecipazione allo sciopero di oggi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione (www.innovazionepa.it)».

SCIOPERI: RDB-CUB, SU ADESIONE BRUNETTA SI SBILANCIA

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Le Rdb del pubblico impiego affermano di ''non riuscire a comprendere sulla scorta di quale rilevazione il ministro Brunetta dia i numeri sulla partecipazione allo sciopero odierno''. ''Il ministro - sostengono - si sbilancia''. Daniela Mencarelli, della direzione nazionale Rdb ricorda che ''in occasione dell'ultimo sciopero dello scorso 3 luglio si e' dovuto attendere oltre tre settimane prima che le amministrazioni fornissero dati minimamente attendibili. Ci chiediamo, dunque, come sia possibile, a poche ore dallo sciopero (peraltro di 24 ore e quindi ancora in corso), dare percentuali cosi' precise; a noi risulta la chiusura per sciopero di innumerevoli uffici pubblici'', conclude la sindacalista.


23 ottobre 2009 - Adnkronos

SCIOPERO: LEONARDI (RDB-CUB), IN PIAZZA A ROMA PER RIUNIFICARE LOTTE
'CGIL, CISL E UIL ACCETTANO PASSIVAMENTE POLITICHE GOVERNO'

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - «Oggi è uno sciopero generale che coinvolge tutti i lavoratori e siamo qui per esprimere un'unica protesta. Cgil, Cisl e Uil non stanno mettendo in campo nessuna forma di contrasto alla crisi, accettando passivamente la politica del governo». Lo ha detto Pier Paolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb-Cub oggi al corteo in corso nella Capitale. «Vogliamo riunificare le lotte e dare prospettive ai lavoratori -ha proseguito- Oggi sono migliaia i lavoratori che lottano per il posto di lavoro, contro la devastazione messa in campo dalle politiche del governo. Al momento lo sciopero sta andando bene dai trasporti fino alle fabbriche e siamo molto soddisfatti».

SCIOPERO: COBAS IN PIAZZA, 150 MILA A ROMA PER STOP A TAGLI E STABILIZZARE PRECARI. PER QUESTURA SOLO 6.000 AL CORTEO, PER FUNZIONE PUBBLICA ADESIONE AL 2,52%

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Rdb, Sdl e Cobas in piazza, oggi, contro la politica del governo per fronteggiare la crisi economica. Oltre 150 mila lavoratori, secondo le stime dei sindacati, infatti, hanno sfilato per le strade di Roma al grido di «noi la crisi non la paghiamo» per dire 'nò alla politica dei tagli, soprattutto nella pubblica amministrazione, e sollecitare fondi per i rinnovi contrattuali e la stabilizzazione dei precari. Un serpentone colorato e rumoroso che ha attraversato la capitale scandiendo così anche lo sciopero generale proclamato per oggi a cui, secondo i dati del patto di base, avrebbero aderito oltre 2 milioni di lavoratori. Uno sciopero particolarmente avvertito nel settore del trasporto locale che ha creato non pochi disagi nelle città ma che ha 'paralizzatò, dicono ancora i Cobas, molte scuole e uffici pubblici. Inevitabile su questo la guerra dei numeri. Per la questura non più di 5.000 i lavoratori che hanno preso parte alla manifestazione di Roma ai quali si sono uniti circa un migliaio di studenti. Bassa la partecipazione anche per il Dipartimento della Funzione Pubblica secondo cui ad incrociare le braccia nella pubblica amministrazione sono stati non più del 2,52% dei dipendenti pubblici: il 9,53% nelle Agenzie fiscali, l'1,69% nel Servizio sanitario nazionale, il 2,23% nella Scuola, il 9,30% negli Enti pubblici non economici e il 2,10% nelle Regioni ed Enti locali. Scarsa adesione anche secondo l'Asstra, l'associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale in Italia. Secondo i dati forniti dall'associazione, le percentuali di partecipazione allo sciopero a Roma si attestano al 31% alla Trambus e al 54,67% al Cotral. All'Atm di Milano non si va oltre il 28% mentre regolare è stato il servizio della metropolitana. All'Anm di Napoli l'adesione si è limitata al 12%, alla Gtt (servizio urbano) di Torino al 20% e per il servizio extraurbano è pari al 2%. All'Atc di Bologna l'adesione è del 40%, all'Ataf di Firenza all'11%, all'Amt di Genova al 14,5%, all'Amat di Palermo al 12%, all'Actv di Venezia al 60%. Nessuna adesione alla Ctm di Cagliari e all'Amt di Catania. Ad aprire il corteo romano lo striscione unitario «Unificare le lotte per non pagare la crisi» ma tantissimi sono stati i richiami ironici ai temi più caldi: da una variegata «Banda Bassotti», Brunetta, Tremonti, Confindustria e Cgil Cisl Uil che con tanto di mascherina portano via, in un sacco, salari, diritti, dignità e democrazia, ai mille 'scudì di cartone con il volto del Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti e la scritta «scudo fiscale = condono agli evasori e più tasse ai lavoratori». «Oggi in piazza c'è un misto di società che deve far riflettere. Siamo qui per chiedere aumenti dei salari e delle pensioni, il blocco dei licenziamenti, la cancellazione dei tagli alla scuola e un reddito minimo garantito perchè la crisi deve essere pagata da chi l'ha provocata», spiega il portavoce nazionale dei Cobas Piero Bernocchi. Ma a dare corpo alle dure critiche che colpiscono anche i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil è Pier Paolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb-Cub.«Oggi è uno sciopero generale che coinvolge tutti i lavoratori e siamo qui per esprimere un'unica protesta. Cgil, Cisl e Uil non stanno mettendo in campo nessuna forma di contrasto alla crisi, accettando passivamente la politica del governo. Noi invece vogliamo riunificare le lotte e dare prospettive ai lavoratori. Oggi sono migliaia i lavoratori che lottano per il posto di lavoro, contro la devastazione messa in campo dalle politiche del governo», aggiunge Leonardi. Nutrita la partecipazione dei dipendenti del settore sanità. «La riforma del pubblico impiego -sottolinea Sabino Venezia, del coordinamento nazionale Rdb-Cub - è un'aggressione al Servizio sanitario nazionale. Non a caso, uno dei tanti striscioni che si vedono sfilare al corteo recita: 'No alla distruzione della sanita»«.Tra i manifestanti anche molti lavoratori della ricerca. »Almeno 500, precari e non, giunti da tutta Italia«, afferma Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca. Tra le loro richieste, »il rilancio del settore, più finanziamenti e meno tagli. E naturalmente la stabilizzazione del personale precario. Ma anche - conclude Argentin - la non applicazione della legge Brunetta sulla valutazione del merito«. Per i lavoratori della scuola la manifestazione ha avuto anche una coda dvanti al ministero della pubblica istruzione dove studenti, precari, docenti hanno 'occupandò la scalinata del ministero in Viale Trastevere.»Anche oggi -sottolinea il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi - abbiamo dimostrato che la partecipazione della scuola al conflitto è sicuramente la più attiva. L'attacco alla scuola, con il taglio di 180mila posti in tre anni è il più massiccio e ha gia provocato disastri, e lo farà ancora di più in seguito. Classi sovraffollate, anche con 40 alunni, orari assurdi, con docenti che fanno 18 ore in 18 classi diverse. Il danno principale è alla qualità della scuola. In discussione c'è la qualità dell'offerta formativa. La crisi deve essere pagata da chi l'ha provocata. Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di unificare le lotte«. Ad appoggiare sciopero e manifestazione è Rifondazione Comunista. »Pieno appoggio a questa lotta di fronte ad un governo che sta scaricando la crisi sui lavoratori«, dice sfilando a Roma il segretario nazionale Paolo Ferrero. »È necessaria una iniziativa generale che coinvolga tutte le opposizioni. Bisogna portare in piazza una protesta forte e che coinvolta tutti«, prosegue. Un' unità possibile anche per il coordinatore nazionale dell'Sdl, Fabrizio Tomaselli. »Lo sciopero di oggi dimostra che è possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, è indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria«, dice.

SCIOPERO: ROMA, A PIAZZA DELLA REPUBBLICA TUTTO PRONTO PER CORTEO

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - Tutto pronto a piazza della Repubblica per il corteo di Cobas, Rdb e Sdl che sfilerà per le vie del centro di Roma fino a raggiungere piazza San Giovanni. I lavoratori che aderiscono ai sindacati di base, pubblici e privati, scioperano per sollecitare il governo ad interventi di contrasto della crisi economica.

SCIOPERO: MANIFESTANTI DA TUTTA ITALIA PER CORTEO ROMA

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - Dalla Lombardia alla Sicilia passando per la Liguria. Arrivano da tutta Italia i manifestanti oggi in piazza della Repubblica per il corteo organizzato dai Cobas, Rdb, Sdl, per chiedere al governo interventi di contrasto alla crisi economica. Palloncini colorati, bandiere dei Cobas, fischietti e musica stanno accompagnando l'attesa in piazza della Repubblica. Tra i presenti i Cobas Alfa Romeo di Arese, il Coordinamento precari della scuola, il Coordinamento 118 Subappennino Foggia e i movimenti di lotta per la casa di Palermo.

SCIOPERO: PARTE CORTEO ROMA, 'UNIFICARE LOTTE PER NON PAGARE CRISI'

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - 'Unificare le lotte per non pagare la crisì. È questo lo striscione in testa al corteo appena partito da piazza della Repubblica organizzato da Cobas, Rdb e Sdl che percorrerà le vie del centro di Roma fino a raggiungere piazza San Giovanni. I lavoratori da quelli della scuola a quelli della sanità e delle aziende private sono scesi oggi in piazza per sollecitare al governo interventi di contrasto alla crisi economica a cominciare dal blocco dei licenziamenti fino all'introduzione di un reddito minimo garantito.

SCIOPERO: CORTEO ROMA, SIAMO IN 150MILA

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Centocinquantamila manifestanti, questa la stima fatta dagli organizzatori del corteo di Rdb, Rdl e Cobas in corso nella capitale. «Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale forte -ha affermato Piero Bernocchi portavoce nazionale Cobas- con vari componenti che sono scesi in piazza, dagli operai, ai dipendenti della scuola, a quelli del pubblico impiego». «La presenza dei lavoratori -ha sottolineato Bernocchi- è forte. La crisi deve essere pagata da chi l'ha provocata. Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di unificare le lotte».

SCIOPERO: ROMA, NEL CORTEO ANCHE LA 'BANDA BASSOTTI'
MANIFESTANTI CON SCUDI DI CARTONE
'CONDONI AGLI EVASORI E PIÙ TASSE AI LAVORATORI'

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - In testa al corteo organizzato dai sindacati di base che sta sfilando per le strade della Capitale anche la 'Banda Bassottì che rappresenta Brunetta, la Confindustria, Cgil, Cisl e Uil e Tremonti. Numerosi anche i lavoratori che portano al collo scudi di cartone 'Scudo fiscale: condoni agli evasori e più tasse ai lavoratori'.

SCIOPERO: FERRERO, SCENDANO IN PIAZZA TUTTE LE OPPOSIZIONI

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - «Pieno appoggio a questa lotta di fronte ad un governo che sta scaricando la crisi sui lavoratori». Lo ha detto il segretario nazionale di Rifondazione comunista Paolo Ferrero oggi in corteo per la manifestazione organizzata a Roma da Rdb, Sdl e Cobas. «È necessaria -ha sottolineato Ferrero- una iniziativa generale che coinvolta tutte le opposizioni. Bisogna portare in piazza una protesta forte e che coinvolta tutti».

MILANO: ATM, ADESIONE ALLO SCIOPERO PARI AL 28%
METROPOLITANE FUNZIONANO REGOLARMENTE

Milano, 23 ott. (Adnkronos) - Alle 11,30 la percentuale di adesione per i mezzi di superficie è pari a circa il 28 per cento. Ricordiamo che si registrano ritardi e rallentamenti per tutte le linee che transitano dal centro città a causa della manifestazione degli studenti, in corso da questa mattina alle 9. Proseguono a circolare regolarmente le tre linee metropolitane. La prima fascia dell'agitazione, iniziata alle 8,45 si concluderà alle 15. Da quest'orario, si entrerà nella fascia di garanzia ed i mezzi circoleranno regolarmente anche in superficie fino alle 18.

VIDEOCON: RDB CUB-SDL, DOPO ROTTURA TRATTATIVA OPERAI OCCUPANO A1

Frosinone, 23 ott. - (Adnkronos/Labitalia) - I lavoratori della Videocon di Anagni, in provincia di Frosinone, hanno nuovamente occupato il tratto dell'autostrada Roma-Napili, nelle vicinanze dello stabilimento. La protesta, come comunica in una nota il sindacato Rdb Cub-Sdl, arriva «dopo che l'incontro sulla vertenza, fissato questa mattina presso la regione Lazio, si è interrotto quando, a fronte della disponibilità dell'amministrazione, a erogare immediatamente il pagamento della cassa integrazione in deroga e a consentirne il prolungamento anche dopo il 31 dicembre 2009, condizione già posta dalla Videocon per ritirare la procedura di mobilità per tutti i 1.300 dipendenti dello stabilimento Anagni». La Videocon, continua il sindacato, «ha dichiarato di essere disponibile a ritirare la procedura di mobilità solo ponendo ulteriori condizioni, che sono state ritenute inaccettabili da tutte le organizzazioni sindacali. In particolare, l'allargamento del numero dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria e, sostanzialmente, la chiusura della produzione all'interno dello stabilimento». «Giudichiamo inaccettabile -ha dichiarato Paolo Sabatini, vicecoordinatore nazionale Sdl - questo comportamento ricattatorio dell'azienda. La invitiamo al ritiro immediato della procedura di mobilità e all'apertura di una trattativa vera che assicuri il futuro dello stabilimento».

SCIOPERO: IL 'POPOLO DELLA SCUOLA' SI RADUNA SOTTO MINISTERO ISTRUZIONE
BERNOCCHI, ANCORA ATTUALISSIMO SLOGAN 'NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO'

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Hanno cominciato ad arrivare alla spicciolata, studenti, precari, docenti che stamane hanno partecipato alla manifestazione, 'occupandò la scalinata del ministero dell'Istruzione in Viale Trastevere dove si terrà una 'assemblea apertà dei Cobas per «discutere su come portare avanti la protesta, programmare e decidere le future strategie di lotta». «Anche oggi - sottolinea all'ADNKRONOS il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi - abbiamo dimostrato che la partecipazione della scuola al conflitto è sicuramente la più attiva. Anche se la partecipazione alla lotta dei precari da parte degli studenti e da parte di chi ha il posto sicuro è abbastanza limitata. L'anno scorso - ricorda Bernocchi - abbiamo coniato lo slogan 'Noi la crisi non la paghiamò ma purtroppo a pagare il prezzo più alto continuano ad essere i lavoratori e i precari. Lo slogan rimane quindi attualissimo. Oggi in piazza c'è un misto di società che deve far riflettere». «Siamo qui - sottolinea - per chiedere aumenti dei salari e delle pensioni, il blocco dei licenziamenti, la cancellazione dei tagli alla scuola e un reddito minimo garantito. L'Attacco alla scuola, con il taglio di 180mila posti in tre anni è il più massiccio e ha gia provocato disastri, e lo farà ancora di più in seguito. Classi sovraffollate, anche con 40 alunni, orari assurdi, con docenti che fanno 18 ore in 18 classi diverse. Il danno principale è alla qualità della scuola. In discussione c'è la qualità dell'offerta formativa. La crisi deve essere pagata da chi l'ha provocata. Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di unificare le lotte».

SCIOPERO: SINDACATI DI BASE, DATI ADESIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA
PROTESTA CONTRO GOVERNO CHE NON AFFRONTA LA CRISI

Trieste, 23 ott. - (Adnkronos) - I tre sindacati di base del Friuli Venezia Giulia (Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale), hanno reso noti i primi dati relativi all'adesione in regione allo sciopero generale indetto nei settori pubblici e privati. Il settore Trasporto pubblico locale registra a Trieste un'adesione del 47%, a Udine del 29%, a Pordenone del 7% e a Gorizia del 20%. Per il trasporto aereo, è stato già cancellato il volo in arrivo da Monaco. Per i Vigili del fuoco, buone adesioni a livello regionale con punte del 36% a Udine. La Sanità registra notevoli disagi per l'utenza e vede garantiti i servizi minimi essenziali e le emergenze. Nella Scuola, 25% di adesione con la chiusura di diversi istituti. Nell'Università, buone percentuali di adesione, con la chiusura di interi dipartimenti. Nel Ministero delle telecomunicazioni, adesioni del 53%. Nel Parastato, notevoli disagi agli sportelli. Nelle Dogane, 10% di adesioni con punte del 19 % alla Direzione Regionale. Motivo della protesta, l'azione dell'attuale governo, che secondo le organizzazioni sindacali di base non ha intrapreso delle efficaci iniziative in grado di risolvere realmente le gravi emergenze che sconvolgono il mondo del lavoro.

SCIOPERO: RDB-CUB, 5 MILA LAVORATORI SANITÀ IN CORTEO ROMA

Roma, 23 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono «almeno cinquemila» i lavoratori della sanità che stanno partecipando a Roma alla manifestazione dei dipendenti pubblici e privati. Il corteo, formato da «oltre 100mila lavoratori», è organizzato dai sindacati di base (Federazione nazionale Rdb-Cub, Cobas, Sdl intercategoriale e Unione sindacale italiana - Usi Ait) che hanno indetto per oggi uno sciopero generale di 24 ore. «Al momento - afferma all'ADNKRONOS SALUTE Sabino Venezia, del coordinamento nazionale Rdb-Cub - l'affluenza al corteo è questa. Ma non escludo che possa crescere. La stima di adesione allo sciopero, invece, dai primi dati che ci arrivano dal Lazio, è intorno al 15-18%». La protesta riguarda anche i lavoratori, precari e non, del settore sanità che chiedono maggiore salario, fine della precarietà e rilancio del Ssn. Tra i principali 'bersaglì dei manifestanti, il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. «La sua riforma del pubblico impiego - spiega Venezia - è un'aggressione al Servizio sanitario nazionale. Non a caso, uno dei tanti striscioni che si vedono sfilare al corteo recita: 'No alla distruzione della sanita»«. Tra i centomila manifestanti anche i lavoratori della ricerca. »Almeno 500, precari e non, giunti da tutta Italia«, afferma Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca. Tra le loro richieste, »il rilancio del settore, più finanziamenti e meno tagli. E naturalmente la stabilizzazione del personale precario. Ma anche - conclude Argentin - la non applicazione della legge Brunetta sulla valutazione del merito«.

SCIOPERO: ATM MILANO, METRO REGOLARE E DISAGI LIMITATI IN SUPERFICIE

Milano, 23 ott. (Adnkronos) - A Milano oggi la metropolitana ha funzionato regolarmente, mentre in superficie si sarebbero registrati «disagi limitati». È il resoconto della giornata di oggi fornito dall'Atm di Milano. Durante la prima fascia di sciopero iniziata alle 8,45 e terminata alle 15, afferma l'Atm, tutte e tre le linee della metropolitana hanno circolato regolarmente. In superficie, continua l'Atm, ha continuato ad effettuare servizio quasi il 70 per cento dei mezzi: alle 10,30 l'adesione era al 28%, alle 13,30 al 32,4%. I disagi maggiori si sono verificati per le linee di bus e tram transitanti dal centro a causa del corteo di studenti che ha provocato disagi e rallentamenti ai mezzi fino alle 12,30 circa. Alle 18, ora di inizio della seconda fascia di agitazione, secondo l'Atm i treni continuano a circolare su tutte e tre le linee della metropolitana. Per la superficie, una fotografia della situazione con i dati di adesione allo sciopero si potrà avere solo intorno alle 19.30.

SCIOPERO: RDB P.I, BRUNETTA SI SBILANCIA MA MOLTI UFFICI CHIUSI

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - «Non riusciamo a comprendere sulla scorta di quale rilevazione il Ministro Brunetta dia i numeri sulla partecipazione allo sciopero odierno». È quanto afferma Daniela Mencarelli, della Direzione nazionale RdB Pubblico Impiego. «In occasione dell'ultimo sciopero del 3 luglio 2009 abbiamo infatti dovuto attendere oltre tre settimane prima che le Amministrazioni fornissero dati minimamente attendibili», ricorda. «Ci chiediamo quindi come sia possibile a poche ore dallo sciopero, che peraltro è di 24 ore e quindi ancora in corso, dare percentuali così precise; a noi risulta la chiusura per sciopero di innumerevoli uffici pubblici», conclude la dirigente RdB P.I..

SCIOPERO: FUNZIONE PUBBLICA, IN P.A. HANNO ADERITO 2,58% LAVORATORI

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - I dati relativi agli scioperi pervengono al Dipartimento della Funzione pubblica da parte delle singole amministrazioni pubbliche. Rispetto al passato, la percentuale delle amministrazioni che hanno fornito i dati nella stessa giornata dello svolgimento dello sciopero è sensibilmente aumentata. In ogni caso, alle ore 18 la partecipazione generale allo sciopero risulta essere stata pari al 2,58% dei lavoratori, con un aumento quindi dello 0,06% rispetto ai dati precedentemente resi noti. È quanto fa sapere il ministero della Pubblica amministrazione. Non si tratta però un vero trend di crescita perchè in alcune realtà, come ad esempio le Agenzie fiscali, rispetto al precedente 9,53% (relativo al 10% delle amministrazioni) si è passati al 6,51% (relativo a circa il 90% delle amministrazioni). Nel Servizio sanitario nazionale la percentuale di adesione è invece scesa allo 0,98% dopo che è raddoppiato il numero delle amministrazioni che ci fatto pervenire i loro dati. In ogni caso, come sempre nel passato, i dati complessivi e definitivi sulla partecipazione allo sciopero di oggi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione (www.innovazionepa.it). «In risposta alle affermazioni rilasciate dalla signora Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB Pubblico Impiego, si ricorda che i dati relativi agli scioperi pervengono al Dipartimento della Funzione pubblica da parte delle singole amministrazioni pubbliche. Queste sono tenute per legge a fornirli nella stessa giornata in cui si svolge l'astensione dal lavoro, la quale - come ogni altra assenza - viene riscontrata all'inizio della prestazione lavorativa» precisa la nota.

SCIOPERO: ALITALIA, IMPATTO INSIGNIFICANTE NESSUN VOLO CANCELLATO

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Lo sciopero generale indetto da alcune sigle sindacali del settore del trasporto aereo per oggi, dalle 12 alle 16 ha avuto un impatto insignificante sul personale di Alitalia. La compagnia aerea non ha cancellato nessuno dei 190 voli previsti nell'orario dello sciopero e che sono stati tutti operati. È quanto si legge in una nota di Alitalia. La Compagnia ha cancellato preventivamente nei giorni scorsi, solo sei voli Cityliner, dandone informazione preventiva ai passeggeri che sono stati ricollocati su altri voli. Nella fascia oraria, interessata dallo sciopero, si sono registrati dei ritardi a causa dell'agitazione di personale di altri enti. Alitalia ringrazia ancora una volta l'impegno del proprio personale che ha consentito di ridurre al minimo i disagi e di assicurare la regolarità e del servizio nella giornata di oggi.

SCIOPERO: QUESTURA ROMA, A CORTEO CIRCA 5MILA MANIFESTANTI

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Sono circa cinquemila, secondo il dati della Questura di Roma, i lavoratori che hanno partecipato questa mattina alla manifestazione organizzata dai sindacati di base Rdb, Sdl e Cobas per sollecitare il governo a effettuare interventi di contrasto alla crisi economica. Il corteo è partito da piazza della Repubblica e ha raggiunto piazza San Giovanni.

SCIOPERO: ASSTRA, SCARSISSIMA ADESIONE A PROTESTA TRASPORTO LOCALE

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - È stata «scarsissima» l'adesione dei lavoratori del trasporto pubblico allo sciopero dei sindacati autonomi. A riferirlo è l'Asstra, l'associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale in Italia. Secondo i dati forniti dall'associazione, le percentuali di partecipazione allo sciopero a Roma si attestano al 31% alla Trambus e al 54,67% al Cotral. All'Atm di Milano non si va oltre il 28% mentre regolare è stato il servizio della metropolitana. All'Anm di Napoli l'adesione si è limitata al 12%, alla Gtt (servizio urbano) di Torino al 20% e per il servizio extraurbano è pari al 2%. All'Atc di Bologna l'adesione è del 40%, all'Ataf di Firenza all'11%, all'Amt di Genova al 14,5%, all'Amat di Palermo al 12%, all'Actv di Venezia al 60%. Nessuna adesione alla Ctm di Cagliari e all'Amt di Catania.

SCIOPERO: ROMA, CORTEO RAGGIUNGE PIAZZA SAN GIOVANNI

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Ha raggiunto piazza San Giovanni la manifestazione organizzata da Rdb, Sdl e Cobas che si è svolta oggi nella capitale. Nel pomeriggio intorno alle 14.30 una parte dei manifestanti precari della scuola e studenti raggiungeranno la sede in viale Trastevere del ministero dell'Istruzione.


23 ottobre 2009 - Ami

Sciopero nazionale e manifestazioni in tutta Italia
«Unificare le lotte per non pagare la crisi» I sindacati di base in piazza
Pier Paolo Leonardi: «Siamo qui per esprimere un'unica protesta»
Da tutta Italia sono giunti nella capitale per prendere parte al corteto: dalla Lombardia alla Sicilia passando per la Liguria. Palloncini colorati, bandiere dei Cobas, fischietti e musica stanno accompagnando il corteo che parte da piazza della Repubblica, indetto in parallelo allo sciopero generale di oggi promosso dalle Rdb-Cub, i Cobas della scuola e Sdl.

"Unificare le lotte per non pagare la crisi". È questo lo striscione in testa al corteo partito da piazza della Repubblica organizzato da Cobas, Rdb e Sdl che percorre le vie del centro di Roma fino a raggiungere piazza San Giovanni. I lavoratori, da quelli della scuola a quelli della sanità e delle aziende private, sono scesi oggi in piazza per sollecitare al governo interventi di contrasto alla crisi economica a cominciare dal blocco dei licenziamenti fino all'introduzione di un reddito minimo garantito.
Lo sciopero generale di oggi promosso dalle Rdb-Cub, i Cobas della scuola e Sdl è «pienamente riuscito». Lo dichiara Pier Paolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb-Cub oggi al corteo in corso nella Capitale. «Lo sciopero coinvolge tutti i lavoratori e siamo qui per esprimere un'unica protesta. Cgil, Cisl e Uil non stanno mettendo in campo nessuna forma di contrasto alla crisi, accettando passivamente la politica del governo. Vogliamo riunificare le lotte e dare prospettive ai lavoratori - ha proseguito -. Sono migliaia i lavoratori che lottano per il posto di lavoro, contro la devastazione messa in campo dalle politiche del governo. Al momento lo sciopero sta andando bene dai trasporti fino alle fabbriche e siamo molto soddisfatti».
Nella Capitale lo sciopero degli autobus è in corso dalle 8,30 e si concluderà alle 17 per poi ricominciare alle 20 fino alle 24. Per quanto riguarda la metropolitana la protesta è stata indetta dalle 20 alle 24. Il corteo si concluderà a piazza San Giovanni con gli interventi di Leonardi, Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Leonardi è convinto che anche oggi, come avvenne nella precedente mobilitazione generale dei sindacati di base del 17 ottobre dello scorso anno, si riuscirà ad arrivare a quasi due milioni di adesioni. «Si intravede un nuovo soggetto sindacale capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil - ha affermato Leonardi -. L'obiettivo è quello di riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto».
Intanto circa 200 persone stanno partecipando a Palermo alla manifestazione organizzata nell'ambito dello sciopero generale proclamato dai Cobas, dalla Rbd e dal coordinamento Precari della scuola. I precari della scuola hanno portato in piazza una statua in legno, raffigurante S. Precario, alla quale sono state attaccate immagini dei ministri Gelmini e Brunetta e del premier Berlusconi. Assieme a studenti, lavoratori e precari ci sono anche gli aderenti al comitato dei genitori.

Sciopero generale del sindacalismo di base
Crisi, 150mila in piazza a Roma con i sindacati di base
Protesta contro il governo e l'assenza di iniziativa dei sindacati confederali

di valerio perogio

ASCOLTA L'INTERVISTA

Corteo organizzato da Rdb Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale per contestare le politiche anticrisi del governo Berlulsconi. Tra i punti centrali della protesta la richiesta di blocco dei licenziamenti, maggiori ammortizzatori sociali, politiche di sostengo a giovani e precari. Non è mancata la contestazione nei confronti di Cgil, Cisl e Uil: «Non mette in campo la forza per contrastare i progetti del governo. Noi ci stiamo provando», dice il coordinatore nazionale della Cub, Pierpaolo Leonardi. 150 mila persone hanno preso parte, secondo gli organizzatori, al corteo romano indetto dalle sigle Rdb Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale in occasione dello sciopero nazionale del sindacalismo di base. Una giornata densa di appuntamenti, oltre alla capitale altre manifestazioni hanno avuto luogo a Milano e Torino, diverse le iniziative a livello locale in varie parti del paese. Blocchi in numerosi comparti, dalle aziende private al trasporto pubblico locale. «Unificare le lotte per non pagare la crisi» è stato lo slogan del corteo, ben visibile sullo striscione di apertura del corteo che a Roma è partito da piazza della Repubblica per arrivare a piazza San Giovanni dopo aver percorso le vie del centro. I lavoratori, da quelli della scuola a quelli della sanità e delle aziende private, sono scesi oggi in piazza per sollecitare al governo interventi di contrasto alla crisi economica a cominciare dal blocco dei licenziamenti fino all'introduzione di un reddito minimo garantito. Alla protesta si sono uniti anche gli studenti, per contestare le politiche ddi tagli messe in campo dal governo. Lo sciopero è «pienamente riuscito», ha commentato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb-Cub. Decine di migliaia di persone «hanno cercato di rappresentare la propria rabbia di fronte a una crisi profonda e all'assenza di una chiamata dei lavoratori alla lotta», ha aggiunto il sindacalista, illustrando i punti centrali della protesta: «La piattaforma articolata che il sindacalismo di base porta avanti da anni chiede il blocco dei licenziamenti, più risorse per ammortizzatori sociali, reddito garantito per giovani e precari, diritto a casa e salario: esprime un fermo no alla riforma della contrattazione collettiva e rivendica maggiore potere per il contratto nazionale, contro la polverizzazione dei contratti in corso». Un'azione «unitaria», che ha voluto mettere insieme «decine di aziende private che lottano da sole, i lavoratori del pubblico impiego in attesa di contratto, i precari a rischio licenziamento e giovani senza reddito per mettere in campo una forza tale da costringere il governo a cambiare rotta». Non manca la stoccata ai sindacati confederali e alla loro «immobilità». «Oggi c'è bisogno di una risposta molto forte alla crisi, ma il sindacato concertativo non ha intenzione di mettere in campo la forza per contrastare i progetti del governo. Noi ci stiamo provando e il risultato di oggi ci fa ben sperare».
Una giornata lunga e ricca di iniziative. Oltre al corteo della mattina sono numerose le azioni messe in programma dai sindacati di base, soprattutto nella capitale: i precari della scuola si sono riuniti all'esterno del ministero dell'Istruzione in viale Trastevere, a via XX settembre sotto il Tesoro si sono aggiunti anche i movimenti cittadini che hanno contestato l'assenza di interventi sugli ammortizzatori sociali, rappresentati metaforicamente da numerosi materassini stesi a terra, definiti «gli unici ammortizzatori rimasti». Sit-in della Rdb Cub all'ambasciata di Spagna contro l'arresto di 5 militanti del sindacato basco Lab da parte delle autorità di Madrid.


23 ottobre 2009 - Apcom

Sciopero/ Sindacati: Hanno aderito in circa 2 mln
A Roma 150mila alla manifestazione principale

(APCOM) Sono centinaia di migliaia i lavoratori che questa mattina hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Lo riferiscono in una nota le tre sigle secondo le quali si sono verificati "pesanti disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli di impedire lo sciopero nel settore". A Roma per la manifestazione nazionale, riferiscono le tre sigle, 150.000 persone hanno sfilato in corteo da Piazza della Repubblica a San Giovanni per le lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari sono scesi in piazza per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti. Impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (dalle 12 alle 16), hanno organizzato un presidio a Fiumicino. "Il nostro sciopero rappresenta l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia - ha commentato durante la manifestazione Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale RdB - questa partecipazione plurale, questa presenza di tanta parte del mondo del lavoro in lotta, rende ancora più evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro, il sindacato che serve alla gente". "Lo sciopero di oggi - ha dichiarato Fabrizio Tomaselli, Coordinatore nazionale SdL - dimostra che è possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, è indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria. Dopo questa positiva giornata di lotta di carattere nazionale da domani avremo più forza per costruire insieme vertenze e proteste articolate nei territori e nelle categorie". "L'anno scorso abbiamo sfilato gridando 'Noi la crisi non la paghiamo' - ha ricordato Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas - purtroppo a tutt'oggi la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, e non dai banchieri, dagli industriali e dai mafiosi che l'hanno determinata. Ma quello slogan deve diventare realtà. E per questo oggi ci sono tanti i lavoratori in piazza, anche se fare uno sciopero è una mazzata economica: perché è indispensabile unificare le lotte contro la sordità sia del governo che dell'opposizione".

Sciopero/ Sindacati: Blitz a ministero Economia dopo corteo
In 300 chiedono a Tremonti incontro su nuovo welfare

(APCOM) Al termine della manifestazione nazionale indetta a Roma per lo sciopero generale, circa 300 fra attivisti di RdB, Cobas, SdL, Blocchi Precari Metropolitani, del movimento di lotta per la casa, dei centri sociali, dei coordinamenti dei migranti e dei disoccupati, si sono recati in corteo davanti al Ministero dell'Economia e Finanze e stanno dando vita ad un'iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessità del Paese. Dietro allo striscione "Win for rights - il reddito non è una lotteria" - si legge in una nota - è stata bloccata via XX Settembre, mentre tende e materassini, definiti come "gli unici ammortizzatori sociali rimasti", sono stati collocati davanti all'ingresso principale del Mef insieme ad una riproduzione della Ruota della Fortuna ed alla "Misery card", contro la politica dell'elemosina sociale. I partecipanti chiedono un incontro con il ministro per un reale confronto su quale tipo di welfare è stato disegnato per il nostro Paese.

Scuola/ Conclusa manifestazione e assemblea Cobas davanti Miur
Bernocchi: chiesti investimenti, aumenti stipendio e assunzioni

(APCOM) Dopo aver partecipato al corteo della mattina, organizzato da Cobas, Cub e Sdl, nel pomeriggio alcune centinaia di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, in prevalenza precari, si sono radunati davanti al ministero dell'Istruzione: sulle scale che portano da viale Trastevere al Miur i Cobas della scuola hanno dato vita all'assemblea nazionale dei precari per fare il punto della situazione sullo stato dei tagli e decidere il piano delle mobilitazioni future. Durante gli interventi, cui hanno assistito un raggruppamento di studenti, docenti e Ata hanno ribadito le richieste nei confronti del governo: rivendicazioni riassunte dallo striscione "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari". "Abbiamo chiesto l'annullamento dei tagli e dell'espulsione dei precari dalla scuola - ha spiegato Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas - ma anche detto no alla legge Aprea e ai contratti di disponibilità: la scuola pubblica italiana necessita di massicci investimenti, dell'assunzione dei precari su tutti i posti vacanti e di significativi aumenti salariali sia per docenti sia per Ata". Per quanto riguarda l'adesione allo sciopero generale della scuola, indetto sempre dai Cobas, il dipartimento della Funzione pubblica ha fatto sapere (dopo aver monitorato poco più di un terzo degli istituti) che il comparto istruzione ha fatto registrato solo il 2,23%. L'esecutivo nazionale dei Cobas parla invece di "grande successo dello sciopero generale", con la scuola che avrebbe fatto riportare la media più alta di scioperanti: "circa il 40% - ha sottolineato Bernocchi - secondo i dati affluiti dalle 30 città più grandi".

Trasporti/ Atm: a Milano sciopera il 38% dei mezzi di superficie
Regolare la circolazione della metropolitana

Milano, 23 ott. (Apcom) - Lo sciopero dei trasporti indetto dai Cobas ha avuto ripercussioni relative sul trasporto pubblico milanese. Atm fa infatti sapere che alle 19,30 l'adesione all'agitazione per quanto riguarda i mezzi di superficie si è attestata al 38%, le tre linee della metropolitana, invece, hanno continuato a circolare regolarmente. Atm in una nota spiega che "durante la prima fascia di sciopero, iniziata alle 8,45 e terminata alle 15, tutte e tre le linee della metropolitana hanno circolato regolarmente, mentre in superficie erano in servizio quasi il 70 per cento dei mezzi: alle 10,30 l'adesione era al 28%, alle 13,30 al 32,4%. I disagi maggiori si sono verificati per le linee di bus e tram transitanti dal centro a causa del corteo di studenti che ha provocato disagi e rallentamenti ai mezzi fino alle 12,30 circa. La seconda fascia dell'agitazione, iniziata alle 18 si protrarrà fino al termine del servizio".

Trasporti/ Asstra: Scarsissima adesione a sciopero generale
A Roma tra il 31% e il 54,67%. A Milano il 28%

(Apcom) L'adesione allo sciopero generale da parte dei lavoratori del trasporto pubblico locale "è scarsissima". Lo sottolinea l'Asstra, l'Associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale in Italia, in una nota in relazione all'agitazione indetta dai sindacati autonomi. Le percentuali, al momento, registrate nelle principali città italiane, riferisce l'Asstra in una nota, sono le seguenti: Roma: Trambus 31%; Cotral 54,67%. Milano: Atm (autobus) 28%; Atm (metropolitana) in servizio regolare. Napoli: Anm 12%. Torino: Gtt (urbano) 20%; Gtt (extraurbano) 2%. Bologna: Atc 40%. Firenze: Ataf 11%. Genova Atm (autobus) 14,5%. Amt (metropolitana) 0%. Palermo: Amat 12%. Venezia: Actv 60%. Cagliari: Ctm 0%. Catania: Amt 0%.

Sciopero/ Funzione pubblica: Adesione lavoratori p.a. del 2,58%
In aumento dello 0,6%

(APCOM) Alle ore 18.00 la partecipazione generale allo sciopero dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, risulta essere stata pari al 2,58% dei lavoratori, con un aumento quindi dello 0,06% rispetto ai dati precedentemente resi noti. Lo comunica il ministero della Funzione pubblica. Il ministero spiega inoltre, rispondendo alle affermazioni rilasciate dalla signora Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB Pubblico impiego, "che i dati relativi agli scioperi pervengono al dipartimento della Funzione pubblica da parte delle singole amministrazioni pubbliche. Queste sono tenute per legge a fornirli nella stessa giornata in cui si svolge l'astensione dal lavoro, la quale - come ogni altra assenza - viene riscontrata all'inizio della prestazione lavorativa". "Rispetto al passato - aggiunge il ministero - la percentuale delle amministrazioni che hanno fornito i dati nella stessa giornata dello svolgimento dello sciopero è sensibilmente aumentata. In ogni caso, alle ore 18 la partecipazione generale allo sciopero risulta essere stata pari al 2,58% dei lavoratori, con un aumento quindi dello 0,06% rispetto ai dati precedentemente resi noti". Per il ministero tuttavia "non si tratta però un vero trend di crescita perché in alcune realtà, come ad esempio le Agenzie fiscali, rispetto al precedente 9,53% (relativo al 10% delle amministrazioni) si è passati al 6,51% (relativo a circa il 90% delle amministrazioni). Nel Servizio sanitario nazionale la percentuale di adesione è invece scesa allo 0,98% dopo che è raddoppiato il numero delle amministrazioni che ci fatto pervenire i loro dati. In ogni caso, come sempre nel passato, i dati complessivi e definitivi sulla partecipazione allo sciopero di oggi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione".

Sciopero/ Brunetta: Nella P.A. dati provvisori adesione pari a 2,5%
Cifre fornite dal 34,8% del totale delle amministrazioni

Roma, 23 ott. (Apcom) - Sostanziale insuccesso dello sciopero generale indetto dai Cobas nella pubblica amministrazione. Lo comunica il dipartimento della Funzione pubblica sulla base dei dati che le amministrazioni pubbliche hanno fin qui fornito (il 34,8% del totale): l'agitazione ha registrato un'adesione generale pari al 2,52% dei lavoratori. In particolare, si legge in una nota, si è registrata una punta di adesione del 9,53% nelle Agenzie fiscali, dell'1,69% nel Servizio sanitario nazionale, del 2,23% nella Scuola, del 9,30% negli Enti pubblici non economici e del 2,10% nelle Regioni ed Enti locali.

Scuola/ Milano, tensione a corteo: sassi e uova contro la polizia
Schierata davanti a Provveditorato.A manifestazione 4mila persone

(Apcom) Momenti di tensione davanti al Provveditorato regionale agli studi in via Ripamonti a Milano: dallo spezzone degli studenti del corteo formato da circa 4mila tra alunni e lavoratori in sciopero sono volati sassi, uova e fumogeni contro lo schieramento di forze dell'ordine che, in tenuta antisommossa, presidiava l'ingresso. Gli agenti si sono protetti con gli scudi e non hanno reagito, lasciando che la manifestazione iniziasse a sciogliersi pacificamente nei minuti successivi. Al corteo, indetto dalla Cub nell'ambito dello sciopero generale, erano presenti molti studenti e collettivi delle scuole superiori e università milanesi che con la scelta di passare sotto il provveditorato hanno voluto ribadire la loro contrarietà e opposizione "ai tagli alla scuola pubblica". Il grande striscione degli studenti che apriva il corteo sintetizzava gli slogan della protesta: "Scuola e diritti vanno a puttane, sarà contento il Cavaliere: fondi alla scuola pubblica, reddito ai precari e diritti per tutti". Quelli in via Ripamonti sono stati gli unici momenti di tensione di una manifestazione che ha visto sfilare nel centro di Milano, in modo rumoroso e colorato ma assolutamente pacifico per tutta la mattina, migliaia di lavoratori.


23 ottobre 2009 - Dire

SCIOPERO. SINDACATI DI BASE: IN 150 MILA A CORTEO DI ROMA
"CIRCA DUE MILIONI I LAVORATORI DEL PAESE" CHE SI SONO FERMATI

(DIRE) Roma, 23 ott. - Sono centinaia di migliaia, i lavoratori che questa mattina hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato da RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas. A Roma, secondo quanto riportano gli organizzatori, hanno sfilato in 150.000 nel corteo partito da Piazza della Repubblica e diretto a San Giovanni. Tanti i protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura- aggiunge la nota- ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti/e. Secondo quanto denunciano ancora gli organizzatori, impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (12-16), hanno organizzato un presidio a Fiumicino. In base alle prime stime riportate dalla nota, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante - si aggiunge - il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore. "Il nostro sciopero rappresenta l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia- ha commentato durante la manifestazione Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale RdB- Questa partecipazione plurale, questa presenza di tanta parte del mondo del lavoro in lotta, rende ancora piu' evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro, il sindacato che serve alla gente". Secondo Fabrizio Tomaselli, Coordinatore nazionale SdL, "lo sciopero di oggi dimostra che e' possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, e' indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria. Dopo questa positiva giornata di lotta di carattere nazionale- conclude- da domani avremo piu' forza per costruire insieme vertenze e proteste articolate nei territori e nelle categorie".

CRISI. MENO TAGLI PIU' SALARI, SINDACATI BASE IN CORTEO A ROMA
ALTISSIMA PRESENZA DI PRECARI DELLA SCUOLA: VOGLIAMO IL LAVORO

(DIRE) Roma, 23 ott. - Ci sono i lavoratori del pubblico impiego, quelli della sanita', i vigili del fuoco, gli operatori dei 118 ma, soprattutto, ci sono gli insegnanti. A Roma e' appena partito il corteo dei sindacati di base indetto in occasione dello sciopero generale dei lavoratori proclamato dalle sigle sindacali Cobas, Rdb Cub, Sdl. Il cordone di manifestanti attraversera' Roma partendo da piazza della Repubblica per poi approdare a piazza San Giovanni, mentre nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si spostera' sotto al ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste ("Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari") davanti alla "casa" del ministro Mariastella Gelmini. "Un anno fa abbiamo fatto una manifestazione e uno sciopero piu' o meno in una data simile a quella di oggi- ricorda Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola- avevamo lanciato uno slogan 'Noi la crisi non la paghiamo' che era bellissimo ma che e' rimasto tragicamente tale. La crisi non l'hanno pagata i banchieri che l'hanno generata, ma i precari e i lavoratori. In molti hanno perso il posto, soprattutto nella scuola dove 60 mila tra insegnanti e Ata sono rimasti fuori per via dei tagli, mentre altri 30-35 mila non rientreranno neppure nelle supplenze. Con questa manifestazione chiediamo il blocco dei licenziamenti per tutti i settori, la cancellazione dei tagli sulla scuola, un reddito minimo per chi non ha lavoro, l'aumento di salari e pensioni". Unificare le lotte per non pagare la crisi, e' questo lo slogan che apre il corteo romano firmato dal Patto di base. Oltre alle bandiere dei sindacati sventolano anche quelle del Coordinamento precari scuola e quelle dell'Unione degli studenti. La componente scolastica e', infatti, quella piu' numerosa.

SCIOPERO. CORTEO ROMA, TREMONTI-BRUNETTA-GELMINI I PIÙ CONTESTATI
'RITRATTI' COME LA BANDA BASSOTTI

(DIRE) Roma, 23 ott. - Tremonti, Brunetta, Gelmini: i ministridell'Economia, della Pubblica amministrazione e dell'Istruzione sono al centro delle contestazioni del corteo dei sindacati di base in corso a Roma. Ai tre esponenti di governo, infatti, e' dedicata la maggior parte degli striscioni che stanno sfilando alla manifestazione indetta dai sindacati di base. Tra i manifestanti ci sono anche due lavoratori del pubblico impiego, un infermiere e un impiegato del settore energia, travestiti da componenti della Banda bassotti con, sulla maglia, i nomi di Tremonti e Brunetta. In mano il bottino: sopra c'e' scritto salari. "Il ministro Brunetta- ironizza uno dei due impiegati- ci ha tolto poco: puo' fare di piu'. Ha ragione lui, siamo fannulloni, che ci paga a fare?". Sfilano, poi, moltissimi docenti. Alcuni sono mascherati da pesci e marinai: "Siamo vestiti cosi'- spiegano- perche' la scuola e' in un mare di guai". Poi gridano: "Gelmini, ma che cavolo fai?". Il messaggio per il ministro dell'Istruzione, chiarisce una precaria romana, Francesca Pandolfi, e' che deve fare retromarcia, deve eliminare quegli 8 miliardi di tagli previsti non solo perche' c'e' in ballo il nostro diritto al lavoro, ma perche' e' evidente che una scuola impoverita non e' una scuola di qualita'. Io ho 40 anni, sono precaria da vemti, forse il posto fisso non lo vedro' mai". Gli insegnanti vengono da tutta Italia, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Calabria, dal Lazio. Cosi' come gli altri lavoratori. Tra le categorie presenti, anche i Vigili del fuoco e gli operatori di alcuni servizi regionali del 118.

CRISI/BOLOGNA. SCIOPERO GENERALE, RDB: FERMO 80-85% DEI BUS
BETTI ALLA CISL: NOI SBAGLIAMO? NO, VOI COMPLICI DEL GOVERNO

(DIRE) Bologna, 23 ott. - Lo sciopero generale indetto per oggi dai sindacati di base, a Bologna ha fermato "l'80-85%" degli autobus che avrebbero dovuto circolare questa mattina. A renderlo noto e' Italo Quartu, delle Rdb trasporti, parlando di un "grande successo" dell'iniziativa e di una "chiara adesione dei lavoratori a uno sciopero indetto contro le politiche del governo e per la difesa dei servizi" locali. Quartu, infatti, spiega che un decreto di fine settembre stabilisce che i servizi come il trasporto pubblico locale debbano essere messi a gara entro il 31dicembre 2010; e contro la gara, gia' in passato, i sindacati di base (e non solo) a Bologna hanno condotto una lunghissima battaglia. Nel giorno dello sciopero, inoltre, spazio anche a una polemica a distanza tra Rdb e Cisl. Ieri il segretario provinciale della Cisl, Alessandro Alberani, ha definito quello di oggi uno "sciopero sbagliato". E cosi', Massimo Betti, responsabile delle Rdb di Bologna, contro-accusa la Cisl di essere "complice delle politiche governative. La complicita' sindacale produce un indicibile contratto come quello per i lavoratori metalmeccanici ed il sostegno al Decreto Brunetta contro i dipendenti pubblici considerati tutti quanti dei fannulloni. Ecco- dice Betti in una nota- il nostro e' lo sciopero dei lavoratori che non vogliono un sindacato complice dichi, dopo averla prodotta, vuol fare pagare loro i costi della crisi economica". E, per il momento, il sindacato di base dice di avere ragione dato che "migliaia di lavoratori del nostro territorio si sono alzati ed hanno deciso di scioperare perche' non vogliono essere loro a pagare la crisi".

SCIOPERO. RDB-CUB: MANIFESTANTI CHIEDONO INCONTRO A TREMONTI
IN CIRCA TRECENTO DANNO VITA A PROTESTA AL MINISTERO

(DIRE) Roma, 23 ott. - Al termine della manifestazione nazionale indetta a Roma per lo sciopero generale, circa 300 fra attivisti di RdB, Cobas, SdL, Blocchi Precari Metropolitani, del movimento di lotta per la casa, dei centri sociali, dei coordinamenti dei migranti e dei disoccupati, si sono recati in corteo davanti al ministero dell'Economia e Finanze e stanno dando vita a un'iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessita' del Paese. E' quanto si legge in un comunicato diffuso da Rdb-Cub. Dietro allo striscione 'Win for rights - Il reddito non e' una lotteria', e' stata bloccata via XX Settembre, mentre tende e materassini, definiti come "gli unici ammortizzatori sociali rimasti", sono stati collocati davanti all'ingresso principale del ministero insieme a una riproduzione della Ruota della Fortuna e alla 'Misery card', contro la politica dell'elemosina sociale. I partecipanti, al grido "Non e' che Tremonti sta difendendo l'unico posto fisso, che e' il suo?", chiedono un incontro con il ministro Tremonti- conclude la nota- per un reale confronto su quale tipo di welfare e' stato disegnato per il nostro Paese.

SCIOPERO. OGGI A CORTEO COBAS ANCHE UNIVERSITARI ROMANI
ORA CONTINUERÀ MOBILITAZIONE

(DIRE) Roma, 23 ott. - Anche gli studenti della Sapienza di Roma e dell'ateneto Roma Tre hanno partecipato oggi al corteo dei Cobas a Roma con uno spezzone organizzato dal Coordinamento dei collettivi che prima ha sfilato all'interno della citta' universitaria per poi ricongiungersi al corteo dei lavoratori a piazza della Repubblica. Lo striscione d'apertura dello spezzone dei collettivi universitari recitava: "Meritocrazia dei potenti, tagli e licenziamenti. Fermiamoli". Gli studenti annunciano che la mobilitazione continuera'.


23 ottobre 2009 - Agi

SCIOPERI: PATTO DI BASE, CENTINAIA DI MIGLIAIA IN PIAZZA

(AGI) - Roma, 23 ott. - Sono centinaia di migliaia i lavoratori che questa mattina hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas: lo annuncia il sindacato probotore in una nota. 150.000 a Roma per la manifestazione nazionale, dove hanno sfilato in corteo da Piazza della Repubblica a San Giovanni i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti/e. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore.

SCIOPERI: MIGLIAIA IN PIAZZA PER STOP SINDACATI DI BASE

(AGI) - Roma, 23 ott. - Stop di migliaia di lavoratori del trasporto pubblico locale, della scuola e della pubblica amministrazione. Scontro di cifre sull'adesione, in particolare nel settore dei trasporti che secondo ASSTRA sarebbe stata molto bassa. A Roma, 150.000 per la manifestazione nazionale, dove hanno sfilato in corteo da Piazza della Repubblica a San Giovanni i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti/e. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore.

TRASPORTI: SCIOPERO, CANCELLATI 8 VOLI AL 'MARCONI' DI BOLOGNA

(AGI) - Bologna, 23 ott. - In seguito allo sciopero di oggi nel settore dei trasporti proclamato a livello nazionale da RdB, Confederazione Cobas e Sdl tra le 12 e le 16, alcune compagnie aeree hanno cancellato preventivamente otto voli in arrivo ed altrettanti in partenze all'aeroporto Guglelmo Marconi di Bologna. Si tratta dei voli in arrivo da Amsterdam, Buxelles, Francoforte, Lione, Monaco, Parigi (2) e Praga. Cancellate anche le partenze relative. Un volo proveniente da Londra e' stato dirottato su Milano con 'riprotezione' dei passeggeri 'via superficie'.

SCIOPERI: PDCI, BASTA PRESE IN GIRO DA GOVERNO CLASSISTA

(AGI) - Roma, 23 ott. - Per Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del Pdci, "lo sciopero di oggi e' importante". In Italia, ha spiegato in una nota, "siamo di fronte a una crisi devastante, che si sta abbattendo come un'onda assassina solo sui lavoratori italiani, e al cospetto di un governo completamente appiattito ai voleri dei padroni e lontano anni luce dalle rivendicazioni dei lavoratori". Dunque, ha aggiunto, "da questo governo classista basta prese in giro e parole. Servono fatti concreti: urge la moratoria dei licenziamenti, l'aumento dei salari e il rispetto dei diritti dei lavoratori, sempre piu' spesso calpestati nell'indifferenza di troppi".


23 ottobre 2009 - Omniroma

VIDEOCON, RDB: «ROTTE TRATTATIVE, LAVORATORI BLOCCANO AUTOSOLE»

(OMNIROMA) Roma, 23 ott - «L'incontro sulla vertenza della Videocon di Anagni, fissato questa mattina presso la Regione Lazio si è interrotto quando, a fronte della disponibilità della Regione Lazio ad erogare immediatamente il pagamento della cassa integrazione in deroga ed a consentirne il prolungamento anche dopo il 31-12-2009, condizione già posta dalla Videocon per ritirare la procedura di mobilità per tutti i 1.300 dipendenti dello stabilimento Anagni, la Videocon ha dichiarato di essere disponibile a ritirare la procedura di mobilità solo ponendo ulteriori condizioni, che sono state ritenute inaccettabili da tutte le organizzazioni sindacali. In particolare l'allargamento del numero dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria e, sostanzialmente, la chiusura della produzione all'interno dello stabilimento». Lo comunica Rdb-Cub. «Mentre proseguiva la discussione - continua la nota - le organizzazioni sindacali hanno riferito ai lavoratori riuniti in assemblea presso lo stabilimento i quali, come segno di protesta contro l'azienda, hanno nuovamente attuato il blocco dell'autostrada Roma-Napoli, all'altezza dello stesso stabilimento anagnino» «Giudichiamo inaccettabile questo comportamento ricattatorio dell'azienda. La invitiamo al ritiro immediato della procedura di mobilità e all'apertura di una trattativa vera che assicuri il futuro dello stabilimento», ha detto Paolo Sabatini, Vice coordinatore nazionale SdL.

SCIOPERO, COTRAL: ALLE 12 ADESIONE 5,35% AUTISTI

(OMNIROMA) Roma, 23 ott - «I dati parziali dello sciopero di oggi per Cotral Spa, Compagnia del Trasporto Extraurbano della Regione Lazio, hanno comportato l'astensione dal programma di esercizio rispettivamente del 5,35% degli autisti e del 5,22% delle corse. Nello specifico sulla direttrice Roma-Latina si è verificata un'astensione di 12 autisti su 366 pari al 3,28% che ha comportato la soppressione di 10 corse su 424 pari al 2,36%, sulla Roma-Viterbo di 3 autisti su 325 pari allo 0,92% e 2 corse su 423 pari allo 0,47%, sulla Roma-Rieti di 38 autisti su 281 pari al 13,52% e 56 corse su 349 pari al 16,05%, sulla Roma-Frosinone di 14 autisti su 281 pari al 4,98% e 10 corse su 298 pari al 3,36%. L'adesione allo sciopero da parte degli inidonei, del personale addetto alla bigliettazione ed alla verifica e degli impiegati è stata dell' 1,16%».


23 ottobre 2009 - Asca

SCIOPERO: OGGI DISAGI PER MOBILITAZIONI RDB, SDL E COBAS

(ASCA) - Roma, 23 ott - Giornata di disagi oggi in Italia. Lo sciopero generale indetto dalle sigle del patto di base RdB, SdL e Cobas riguarda infatti i trasporti, la sanita', il settore privato e la pubblica amministrazione con scuole e universita' comprese. Lo sciopero e' stato proclamato per protestare contro i tagli e i licenziamenti e a favore della riduzione dell'orario di lavoro. Varie le mobilitazioni. A Roma si svolgera' la manifestazione nazionale dove un corteo partira' alle 10 da piazza della Repubblica e percorrera' via Cavour, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto per arrivare in Piazza San Giovanni. A Milano si terra' invece una manifestazione con partenza alle 9 da Largo Cairoli. Nella Pubblica Amministrazione (scuola, universita', ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del Consiglio) lo sciopero sara' per l'intera giornata; nella Sanita' da inizio del primo turno di oggi a fine dell'ultimo turno; per i Vigili del fuoco scioperera' il personale operativo turnista nel servizio operativo aeroportuale dalle 10 alle 14, mentre per il personale a servizio giornaliero per l'intera giornata; nel Settore privato per l'intero orario di servizio; per il Trasporto Aereo 4 ore, dalle 12 alle 16; per il Trasporto Ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici sciopereranno per l'intera giornata, mentre gli Addetti alla circolazione dei treni per 4 ore, dalle 11 alle 15; nel Trasporto Marittimo lo sciopero sara' dalle 8 del 23 ottobre alle 8 del 24 ottobre, mentre nei Collegamenti delle isole minori dalle 00 di oggi alle 24; nel Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica l'astensione sara' articolata a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da citta' a citta'. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana e le ferrovie si fermeranno soltanto dalle 20 alle 24. I sindacati che hanno indetto lo sciopero, in una nota, fanno sapere che i turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sciopereranno dal 22 ottobre al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno.

SCIOPERO: CUB, HANNO ADERITO MILIONI DI LAVORATORI

(ASCA) - Roma, 23 ott - Milioni di lavoratori hanno aderito allo sciopero generale indetto dal Sindacalismo di Base, e centinaia di migliaia di lavoratori, studenti e pensionati hanno partecipato alle manifestazioni di Milano, Torino e Roma. In particolare, precisa un comunicato, la manifestazione di Milano ha visto un'imponente partecipazione di circa 150mila persone al corteo che si e' snodato da piazza Cairoli fino all'Ufficio Scolastico Provinciale di via Ripamonti. Anche il corteo di Roma ha visto una buona partecipazione, e un discreto successo ha riscosso anche il presidio di Torino, per un appuntamento che continua un percorso di iniziative di lotta e mobilitazione con ulteriori sviluppi gia' nelle prossime settimane. Tra gli obiettivi del Sindacalismo di Base, la difesa della stabilita' lavorativa con la riduzione dell'orario di lavoro a parita' di retribuzione, la trasformazione in contratto a tempo indeterminato dei contratti a termine dei precari, la difesa del reddito per cassintegrati e lavoratori atipici, e forti aumenti di salari e pensioni e l'introduzione del canone sociale. Inoltre, l'opposizione ai tagli nella scuola pubblica, la messa in sicurezza degli edifici a rischio sismico, e un forte impegno in favore della ''green economy'' con la creazione di nuovi posti di lavoro in questo settore, contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua. Altri importanti temi contenuti nelle rivendicazioni della CUB sono l'uscita dai fondi pensione, un pesante inasprimento delle pene per chi causa morti sul lavoro e la difesa del libero diritto di sciopero e di manifestazione

SCIOPERO: DOPO MANIFESTAZIONE DI ROMA ''BLITZ'' A MINISTERO ECONOMIA

(ASCA) - Roma, 23 ott - Al termine della manifestazione nazionale indetta a Roma per lo sciopero generale, circa 300 fra attivisti di RdB, Cobas, SdL, Blocchi Precari Metropolitani, del movimento di lotta per la casa, dei centri sociali, dei coordinamenti dei migranti e dei disoccupati, si sono recati in corteo davanti al Ministero dell'Economia e Finanze e stanno dando vita ad un'iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessita' del Paese. Dietro allo striscione ''WIN FOR RIGHTS - IL REDDITO NON E' UNA LOTTERIA'' - si legge in una nota sindacale -, e' stata bloccata via XX Settembre, mentre tende e materassini, definiti come ''gli unici ammortizzatori sociali rimasti'', sono stati collocati davanti all'ingresso principale del MEF insieme ad una riproduzione della Ruota della Fortuna ed alla ''Misery card'', contro la politica dell'elemosina sociale. ''Non e' che Tremonti sta difendendo l'unico posto fisso, che e' il suo?'', gridano i partecipanti, che chiedono un incontro con il Ministro per un reale confronto su quale tipo di welfare e' stato disegnato per il nostro Paese.


23 ottobre 2009 - Dazebao online

Sciopero dei Sindacati di Base: a Roma 150 mila in piazza
di Alessandro Bongarzone

ROMA - Come al solito è guerra di cifre. Per gli organizzatori erano più di 150 mila le persone che questa mattina hanno sfilato per il centro di Roma, aderendo allo sciopero generale indetto da Cobas, SdL e RdB, al grido di "Unificare le lotte per non pagare la crisi". Una cifra ben lontana dalla poco credibile (almeno a giudicare dal traffico) fornita dalla questura capitolina secondo cui in piazza i manifestanti sarebbero stati poco più di 5 mila ai quali andrebbero aggiunti i circa mille studenti.
Non ci sono, al momento, invece, contestazioni circa il numero dei lavoratori, che secondo gli organizzatori sarebbe stimato attorno ai 2 milioni. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi oltre al blocco del trasporto ferroviario e locale andato in tilt.
Numerose le richieste alla base della protesta di oggi, che oltre ai trasporti hanno riguardato anche la scuola, la pubblica amministrazione, la sanità, i vigili del fuoco e il settore privato, per contrastare il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, gli aumenti di salari e pensioni e l'introduzione di un reddito minimo garantito per tutti.
A Roma e Milano si sono svolte le due manifestazioni nazionali anche se quella romana - di gran lunga la più partecipata - ha catalizzato le presenze dei numerosi lavoratori giunti dal sud. Il corteo, partito da Piazza della Repubblica attorno alle 11, si è diretto verso Piazza San Giovanni, seguendo il percorso autorizzato da viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell?Esquilino, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, a viale Manzoni per terminare a piazza San Giovanni.
In testa ha sfilato una "Banda Bassotti" molto particolare. Un infermiere e tre impiegati, con tanto di mascherine nere, si sono travestiti - imitando i celebri personaggi di Walt Disney - per rappresentare Brunetta, Tremonti, Confindustria e sindacati confederali CGIL, CISL e UIL. In mano quattro grandi sacchi neri: dignità, salario, diritti e democrazia.
Ma la più bersagliata dal corteo, ancor più che Brunetta e Tremonti, è stata - sicuramente - la ministra dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. A lei era rivolto il manichino vestito da Santa Assunzione (tanto per replicare l'inflazionata Beata Ignoranza) con tanto di aureola con la scritta "Contratto a tempo indeterminato".
Lo spezzone più numeroso era, ovviamente, quello degli insegnanti arrivati un pò da tutt'Italia, soprattutto dal sud: Sicilia, Sardegna e Calabria. Qualcuno di loro era vestito da pesce, qualche altro da marinaio dietro uno striscione che ne spiegava il motivo: "La Gelmini è uno tsunami e la scuola è in un mare di guai".
Al traguardo finale a piazza San Giovanni si è svolto il comizio conclusivo in cui hanno preso la parola Paolo Leonardi, coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Piero Bernocchi portavoce nazionale dei Cobas e Fabrizio Tomaselli del SdL, sindacato molto attivo nel trasporto aereo. Unico partito che ha aderito è quello di Rifondazione comunista, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato tra i cordoni del corteo.
"Abbiamo ricostruito - ha spiegato dal palco Piero Bernocchi - un'alleanza sociale importantissima tra insegnanti, lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e dei vigili del fuoco. Forse la presenza studentesca è ridotta rispetto allo scorso anno ma ci sono tanti, tanti lavoratori in più".
Leonardi, invece, si è soffermato sulle più che giuste motivazioni dello sciopero generale che hanno portato, ha detto, alla "sua piena riuscita, con un'alta adesione nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione". "Molti uffici pubblici - ha sostenuto il leader delle Rdb-Cub - sono rimasti chiusi e in piazza si sono caratterizzati anche i rappresentanti di alcune fabbriche in lotta come l'Alfa di Pomigliano e quella di Arese".
"S'intravede - ha concluso Leonardi - un nuovo soggetto sindacale capace di dare filo da torcere a CGIL, CISL e UIL con l'obiettivo di riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto?.
Al termine della manifestazione circa 300 attivisti di RdB, Cobas, SdL, Blocchi Precari Metropolitani, Movimento di lotta per la casa e dei centri sociali, si sono recati in corteo davanti al ministero dell'Economia e Finanze e hanno vita a un presidio per rivendicare un welfare adeguato alle drammatiche necessità del paese.


23 ottobre 2009 - Repubblica.it

Lo sciopero riguarda trasporti, scuola, P.A., sanità, vigili del fuoco e settore privato. Le richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari"
Cobas, 150mila in corteo a Roma, disagi nei trasporti in tutta Italia
A Roma la protesta va avanti fino alle 17 e ricomincia alle 20 anche per metro e ferrovie. In base alle prime stime, hanno incrociato le braccia due milioni di lavoratori

ROMA - "Unificare le lotte per non pagare la crisi". Dietro questo striscione, centocinquantamila persone, secondo gli organizzatori, hanno manifestato a Roma per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. Manifestazioni si sono svolte anche in altre città. In base alle stime degli organizzatori, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti riguarda anche scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Il corteo di Roma, partito da piazza della Repubblica e finito a piazza San Giovanni, si è concluso con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e di Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Unico partito che ha aderito è quello di Rifondazione comunista, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato. Al termine della manifestazione circa 300 fra attivisti di Rdb, Cobas, Sdl, Blocchi Precari Metropolitani, Movimento di lotta per la casa e dei centri sociali si sono recati in corteo davanti al ministero dell'Economia e Finanze e hanno dato vita a un'iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessità del Paese. Tra i manifestanti, lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Lo spezzone della scuola si è invece spostato sotto il ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari". L'articolazione della protesta. Nel trasporto aereo, dopo l'intervento del ministro Altero Matteoli lo stop è stato di sole 4 ore, dalle 12 alle 16. Alitalia ha fatto sapere che per ridurre al minimo i disagi degli utenti ha deciso di cancellare preventivamente 6 voli dell'operatore AirOne cityliner. I 190 passeggeri coinvolti sono stati imbarcati su altri voli. Nel trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici si sono fermati per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni si è astenuto dal lavoro per 4 ore, fino alle 15. Le ferrovie dello stato non hanno previsto cancellazioni di convogli a media e lunga percorrenza né ripercussioni sulle fasce a maggiore mobilità pendolare. Nel trasporto pubblico locale e nel trasporto merci e logistica, lo sciopero è stato articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. L'agitazione nel trasporto marittimo ha riguardato la giornata di oggi, fino alle 8 di domani. I collegamenti con le isole minori sono stati interrotti fino alla mezzanotte. Nella Pubblica amministrazione (scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del consiglio) lo sciopero è durato per l'intera giornata. La sanità si è fermata dall'inizio del primo turno alla fine dell'ultimo. Quanto ai vigili del fuoco, il personale turnista nel servizio operativo e aeroportuale ha scioperato dalle 10 alle 14, il personale a servizio giornaliero per l'intera giornata. Nel settore privato lo sciopero ha riguardato l'intero orario di servizio. I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sono in sciopero da ieri al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno.

Cobas, affollato corteo a Roma "Unificare le lotte contro la crisi"

ROMA - "Unificare le lotte per non pagare la crisi". Dietro questo striscione migliaia di lavoratori stanno manifestando a Roma aderendo allo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. La piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti riguarda anche scuola, Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato, chiede, tra l'altro, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Manifestazioni sono in corso anche in altri capoluoghi. Il corteo, partito da piazza della Repubblica, attraverserà le vie del centro, passando per piazza Esquilino, via Merulana, viale Manzoni, fino a piazza San Giovanni. Il corteo si concluderà con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e di Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Tra i manifestanti, i lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si sposterà sotto al ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari". Per Leonardi, lo sciopero generale di oggi è "pienamente riuscito". Secondo Leonardi la protesta sta avendo un'alta adesione soprattutto nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione. "Molti uffici pubblici - sostiene - sono rimasti chiusi". Alla manifestazione, che si svolge nella capitale - ha detto ancora il sindacalista - sono presenti anche rappresentanti "di alcune fabbriche in lotta come l'Alfa di Pomigliano o Arese". L'articolazione della protesta. Nel trasporto aereo, dopo L'intervento del ministro Altero Matteoli lo stop sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16. Alitalia ha fatto sapere che per ridurre al minimo i disagi dei clienti ha deciso di cancellare preventivamente 6 voli dell'operatore AirOne cityliner. I 190 passeggeri coinvolti sono stati riprotetti su altri voli. Nel trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici si fermeranno per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni si asterrà dal lavoro per 4 ore, dalle 11 alle 15. Le ferrovie dello stato hanno comunicato che nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato e, per quanto riguarda il trasporto locale, lo sciopero non interesserà le fasce a maggiore mobilità pendolare. Nel trasporto pubblico locale e nel trasporto merci e logistica lo sciopero sarà articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. L'agitazione nel trasporto marittimo riguarderà la giornata di oggi dalle ore 8 alla stessa ora del giorno successivo. I collegamenti con le isole minori si interromperanno dalle ore 00 alle 24. Nella Pubblica amministrazione (scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del consiglio) lo sciopero riguarderà l'intera giornata. La sanità si fermerà da inizio del primo turno del 23 alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Nei Vigili del fuoco il personale operativo turnista nel servizio operativo e aeroportuale si fermerà dalle 10 alle 14 mentre il personale a servizio giornaliero si fermerà per l'intera giornata. Nel settore privato lo sciopero riguarderà l'intero orario di servizio. I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sono in sciopero da ieri al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno. A Roma lo sciopero degli autobus è in corso dalle 8,30 e si concluderà alle 17 per poi ricominciare alle 20 fino alle 24. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale, nella capitale la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 alle 24. A Milano, alle 11.30 la percentuale di adesione allo sciopero generale per i mezzi pubblici di superficie è pari del 28 per cento. Atm ricorda in una nota che si registrano ritardi e rallentamenti per tutte le linee che transitano dal centro città a causa della manifestazione degli studenti, in corso da questa mattina alle 9. Proseguono invece a circolare regolarmente le tre linee metropolitane. La prima fascia dell'agitazione, iniziata alle 8,45 si concluderà alle 15. Da quest'orario, si entrerà nella fascia di garanzia ed i mezzi circoleranno regolarmente anche in superficie fino alle 18. Leonardi è convinto che anche oggi, come avvenne nella precedente mobilitazione generale dei sindacati di base del 17 ottobre dello scorso anno, si riuscirà ad arrivare a quasi due milioni di adesioni. "Si intravede un nuovo soggetto sindacale capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil - ha affermato Leonardi -. L'obiettivo è quello di riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto".


23 ottobre 2009 - Corriere.it

LA PROTESTA CONTRO LA MOBILITA' DI 1294 PERSONE
Videocon, trattativa interrotta. E gli operai bloccano per ore la A1
I lavoratori hanno occupato la carreggiata. Autostrada chiusa tra Frosinone e Anagni: 40 chilometri di coda
di Claudia Voltattorni

ANAGNI (Frosinone) - L'hanno bloccata ancora. Ma stavolta dicevano «ad oltranza». Perché i lavoratori dell'azienda Videocon, «dopo 5 anni di cassaintegrazione e sofferenza» hanno raggiunto il limite di pazienza e sopportazione. E alle 15,20 di venerdì 23 ottobre «la rabbia è esplosa»: hanno lasciato il loro luogo di lavoro, ad Anagni, e sono scesi in autostrada, sull'A1. L'hanno bloccata. Per ore. Alle 20.30, decidono di sbloccare almeno la carreggiata in direzione sud. Gira infatti la voce che la proprietà possa ripensarci sulla mobilità. «Hanno mostrato un'apertura - spiega Paolo Sabatini, vice coordinatore nazionale SdL - che non è ancora un impegno netto a ritirare il procedimento di mobilità, ma intanto ci siederemo di nuovo ad un tavolo a trattare». E stavolta ci sarà anche il governo. L'incontro sarà martedì, con lavoratori, proprietà e il sottosegretario Michele Vietti.
LO SBLOCCO - È a sentire questa notizia che, alle 9 passate di sera, dopo oltre 6 ore di presidio, i circa 400 lavoratori della Videocon decidono di togliere il blocco. Del tutto. Su entrambi i lati dell'A1. Certo, l'arrivo di decine di agenti magari ha accelerato un po' la decisione. «Ad un certo punto, eravamo circondati, tutta la forza pubblica era lì davanti a noi», raccontano gli operai. Viene riaperto il tratto verso sud dell'autostrada. Per un po' invece quello verso nord resta chiuso. Lo decide la polizia. «Forse hanno avuto paura che potessimo ritornare sulla strada», ipotizzano gli ex presidianti. Che dietro a loro si lasciano code per 40 chilometri.
CODE E DISAGI- Sotto la pioggia. Con il traffico del venerdì sera, dei pendolari che tornano a casa dopo una settimana di lavoro. Appena partita la protesta, la Società Autostrade ha chiuso l'A1 nei due sensi di marcia tra Anagni e Frosinone. Uscite obbligatorie. Ma i disagi sono molti. La coda ha raggiunto i 40 chilometri.
LA PROTESTA - Non si passava più. Fermate macchine, camion, moto. Impossibile andare avanti. In centinaia nel primo pomeriggio hanno occupato la carreggiata per protestare contro la decisione della proprietà di Videcon, società che fa capo al magnate indiano Venugopaal Dooth, di aprire la procedura di mobilità per 1294 operai dello stabilimento di Fratta Rotonda ad Anagni. Sirene di ambulanze e polizia. Anche qualche momento di tensione con le forze dell'ordine. «Ci hanno detto che chiuderemo», spiegava Paolo Sabatini, «noi non volevamo arrivare a tanto, ma la situazione è esplosa, a questo punto cerchiamo un contatto con il governo, che finora ci ha ignorato, se qui, in autostrada, non si fa vivo nessuno, noi andremo avanti ad oltranza».
TRATTATIVA ROTTA - Già martedì i lavoratori Videocon avevano bloccato la A1. Ma solo per due ore. La protesta era arrivata dopo l'annuncio della mobilità deciso dalla proprietà. Poi si era aperto un nuovo tavolo di trattative e i lavoratori avevano lasciato l'autostrada. Il nuovo blocco è scattato dopo l'incontro di venerdì mattina al ministero dello Sviluppo Economico, al termine del quale i vertici dell'azienda hanno confermato la decisione: si chiude. Nonostante la disponibilità della Regione Lazio ad erogare immediatamente il pagamento della cassa integrazione in deroga e a consentirne il prolungamento anche dopo il 31-12-2009, condizione già posta dalla Videocon per ritirare la procedura di mobilità per tutti i 1.300 dipendenti dello stabilimento Anagni. Ma l'azienda ha dichiarato di essere disponibile a ritirare la procedura di mobilità solo ponendo ulteriori condizioni, che sono state ritenute inaccettabili da tutte le organizzazioni sindacali. Lo spiega Paolo Sabatini aggiungendo che tra le condizioni nuove poste dalla Videocon c’erano l'allargamento del numero dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria e, sostanzialmente, la chiusura della produzione all`interno dello stabilimento. Appuntamento a martedì.

BUS E METRO' FERMI DALLE 8.30 ALLE 17 E DALLE 20 FINO A FINE SERVIZIO
Sciopero generale, caos traffico. E i manifestanti attaccano Brunetta
In piazza San Giovanni migliaia di persone: lavoratori di scuola, trasporti pubblici, sanità. Aerei: stop di 4 ore

ROMA - Sono 150 mila, secondo gli organizzatori, 5.000 secondo la Questura, i manifestanti che hanno partecipato a Roma al corteo dei sindacati di base in occasione dello sciopero generale. Riuniti dalle 9 sotto una pioggia battente nei pressi della stazione Termini, hanno poi formato - graziata da una schiarita meteo - il grande corteo che ha attraversato la Capitale fino a San Giovanni. Giornata difficilissima per il traffico cittadino: molti romani, infatti, causa maltempo e sciopero dei trasporti, hanno scelto di raggiungere il lavoro in automobile. Numerose strade consolari e le principali arterie dell'Urbe sono intasate.
BANDA BASSOTTI - In testa al corteo organizzato dai sindacati di base che ha sfilato per le strade della Capitale anche la «Banda Bassotti» che rappresenta Brunetta, la Confindustria, Cgil, Cisl e Uil e Tremonti. Numerosi anche i lavoratori che portano al collo scudi di cartone «Scudo fiscale: condoni agli evasori e più tasse ai lavoratori». Due lavoratori del pubblico impiego, un infermiere e un impiegato del settore energia, travestiti da componenti della nota Banda dei fumetti, portano sulla maglia i nomi di Tremonti e Brunetta. In mano il bottino: sopra c'è scritto «salari». «Il ministro Brunetta - ironizza uno dei due impiegati - ci ha tolto poco: può fare di più. Ha ragione lui, siamo fannulloni, che ci paga a fare?». E con Tremonti e Brunetta - ministri di Economia, Pubblica amministrazione - tra i più bersagliati dalle contestazioni del corteo c'è anche Maria Stella Gelmini. Ai tre esponenti di governo è dedicata la maggior parte degli striscioni che stanno sfilando.
INSEGNANTI COME PESCI - Docenti della scuola sono mascherati da pesci e marinai: «Siamo vestiti così - spiegano - perchè la scuola è in un mare di guai». Poi gridano: «Gelmini, ma che cavolo fai?». Il messaggio per il ministro dell'Istruzione, chiarisce una precaria romana, Francesca, è che «deve fare retromarcia, deve eliminare quegli 8 miliardi di tagli previsti non solo perchè c'è in ballo il nostro diritto al lavoro, ma perchè è evidente che una scuola impoverita non è una scuola di qualità». Poi aggiunge: «Io ho 40 anni, sono precaria da veti, forse il posto fisso non lo vedrò mai». Gli insegnanti vengono da tutta Italia, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Calabria, dal Lazio. Così come gli altri lavoratori. Tra le categorie presenti, anche i Vigili del fuoco e gli operatori di alcuni servizi regionali del 118.
STUDENTI NON AUTORIZZATI - Anche centinaia di studenti manifestano nella Capitale contro i tagli alla scuola e all'università, sfilando in cortei non autorizzati. Circa 300 giovani delle scuole superiori romane hanno attraversato il Lungotevere bloccando il traffico, diretti a San Giovanni. Un altro corteo di universitari ha sfilato all'interno della cittadella de La Sapienza e si appresta a raggiungere il concentramento di manifestanti dei sindacati di base.
IL PERCORSO UFFICIALE - Nell'ambito dello sciopero nazionale dei lavoratori pubblici e privati, indetto dai sindacati di base - proclamato dalla Confederazione unitaria di base (Cub) prevede manifestazioni di protesta anche a Milano e Torino - tra le 9 e le 14 è in programma un corteo da piazza della Repubblica a piazza di Porta San Giovanni. I manifestanti sfileranno lungo viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell'Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, viale Manzoni e via Emanuele Filiberto. Saranno deviate o limitate le linee di bus H, 3, 16, 36, 40 e 60Express, 64, 70, 71, 75, 81, 84, 85, 87, 105, 170, 175, 218, 360, 571, 590, 649, 650, 665, 673, 714, 810, 850, 910 e i tram 5 e 14. Altre difficoltà sono dovute a lavori in corso, restringimenti di corsia, semafori non funzionanti - in viale Marconi nei pressi di piazza Edison e in via Casilina altezza Tor Tre Teste -, allagamenti - in largo delle Crociate direzione centro - e code.
SCUOLA - «Cobas, Cub e SdL hanno chiamato per il 23 ottobre i lavoratori e le lavoratrici allo sciopero generale e alla manifestazione nazionale a Roma per dare una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di tante aziende, all'attacco al contratto nazionale, alla xenofobia e al razzismo». Lo ricorda il portavoce nazionale dei Cobas Piero Bernocchi. «Il popolo della scuola pubblica - sottolinea Bernocchi - abbandonerà le aule e riempirà, insieme agli altri lavoratori, agli studenti, ai giovani dei centri sociali, le strade di Roma con un grande corteo, che partirà alle 10 da Piazza della Repubblica e si concluderà a Piazza San Giovanni.»
LO STOP DI MATTEOLI - È ridotto a sole quattro ore dalle 12 alle 16, nel trasporto aereo, lo sciopero generale proclamato da tutte le categorie pubbliche e private del settore. Lo ha stabilito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, con una ordinanza. In particolare, vengono ridotti gli scioperi di tutto il personale navigante di Air One Cityliner su tutti i voli nazionali. Resta confermato, lo sciopero generale per l'intera giornata del 23 ottobre negli altri settori del trasporto pubblico e privato. La decisione si è resa necessaria per attenuare la situazione di forte disagio che dovranno affrontare i cittadini.
AUTOBUS FERMI - La protesta coinvolge anche il settore del trasporto pubblico locale e si svolgerà dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio, nel rispetto delle fasce a garanzia degli utenti». È quanto riferisce Atac in una nota spiegando che «dallo sciopero sono esclusi i servizi di sicurezza delle metropolitane, gli ingegneri centrali, i capitecnici e i capi di movimento centrali». «Lo sciopero - conclude Atac - potrebbe coinvolgere la rete di bus e tram, le due linee della metropolitana e le ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Termini-Giardinetti».
METROPOLITANA - Nella metropolitana di Roma inizierà solo alle 20 lo sciopero degli autonomi . Mentre bus, tram e filobus saranno interessati dall'agitazione dalle 8,30 alle 17. Sulle due linee della metropolitana e sulle ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo, le eventuali ripercussioni dello sciopero si registreranno solo di sera, dalle 20 a fine turno.
PULLMAN COTRAL - La Cotral Spa, rende noto che il 23 il personale di movimento si asterrà dalle prestazioni lavorative dalle ore 8,30 alle ore 17,00 e dalle ore 20.00 a fine servizio. L'astensione dal lavoro dei dipendenti Cotral è in attuazione dello sciopero generale delle organizzazioni sindacali Cub Cobas-Sdl. I bus extraurbani sospenderanno le corse dai capolinea dalle ore 8,30 alle ore 17 e dalle ore 20 a fine servizio per riprendere il lavoro al termine dello sciopero con le partenze dei bus dalle rimesse di appartenenza. Il personale addetto alla verifica sciopererà con le stesse modalità dell'esercizio. Per tutti i lavoratori degli uffici, degli impianti fissi e per tutto il personale non indicato, lo sciopero avverrà per l'intero turno. Sono esclusi dallo sciopero gli addetti ai centralini telefonici, i guardiani e gli addetti alla portineria.
TRENI - Treni regolari, invece, secondo Fs. «Ferrovie dello Stato rende noto che i treni circoleranno regolarmente in occasione dello sciopero di quattro ore del personale FS proclamato da alcuni sindacati autonomi minori dalle 11.00 alle 15.00 di venerdì 23 ottobre». L'azienda, con una nota, indica che «nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato e, per quanto riguarda il trasporto locale, lo sciopero non interesserà le fasce a maggiore mobilità pendolare». Le quattro ore di astensione dal lavoro del personale ferroviario addetto alla circolazione rientrano nel più ampio sciopero generale nazionale dei trasporti indetto per venerdì prossimo dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale).


23 ottobre 2009 - La Voce

Secondo le prime stime a Milano e Napoli pochi disagi
Sciopero dei trasporti, Roma va in tilt
Nella capitale erano 150 mila al corteo dei sindacati Cobas, Rdb e Sdl
di Vincenzo Malara

Roma - Sciopero nazionale dei trasporti pubblici e dei suoi sindacati di base. In queste ore si fanno i conti coi disagi nelle maggiori città italiane. L'Atm a Milano fa sapere che è il 28% l'adesione in città dei mezzi in superficie, mentre le tre linee metropolitane funzionano regolarmente. Se a Milano i disagi sembrano limitati è Roma invece la città che in queste ore sembra subire il caos maggiore con il traffico andato in tilt e con 150 mila, secondo le stime, le persone che hanno partecipato al corteo indetto dai sindacati di base dei Cobas, Rdb e Sdl . A Napoli, la percentuale di mezzi dell'Anm rientrati nei depositi, alle prima rilevazione, sarebbe stata pari all'11,62%. Quindi circolano 9 bus su 10 in città e l'adesione sembra ridotta. Lo stop dei trasporti interessa tutto il mondo del lavoro, quindi tra i settori interessati ci sono i trasporti, la sanità e la scuola. In queste ore le ferrovie dello stato hanno comunicato che nessun convoglio a media e lunga percorrenza è stato cancellato. In generale, in base alle prime stime dei sindacati, sarebbero state due milioni le persone che hanno aderito allo sciopero con molti uffici e scuole rimasti chiusi in molte zone della penisola.


23 ottobre 2009 - Messaggero.it

Corteo Cobas a Roma: «Siamo 150mila». Bus fermi nella capitale, traffico in tilt
Sciopero dei trasporti e nella pubblica amministrazione. In piazza anche gli studenti, a Milano sassi contro la polizia

ROMA (23 ottobre) - Giornata pesante oggi a Roma per lo sciopero dei trasporti di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). Lo stop degli autobus è scattato alle 8.30 e si concluderà alle 17, poi il blocco dei trasporti ripartirà dalle 20 fino a fine servizio. Sciopero anche nella Pubblica amministrazione, nella Sanità e nel corpo dei vigili del fuoco. Sono 150 mila, secondo gli organizzatori, i manifestanti che hanno partecipato a Roma al corteo dei sindacati di base. «Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale importantissima tra insegnanti, lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e dei vigili del fuoco. La presenza studentesca è ridotta rispetto allo scorso anno ma ci sono tanti lavoratori. La parola d'ordine da oggi è unificare le nostre lotte contro chi ha generato la crisi, come i finanzieri», ha detto il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi. «Chiediamo aumenti dei salari e delle pensioni, il blocco dei licenziamenti, la cancellazione dei tagli alla scuola e un reddito minimo garantito», ha aggiunto Bernocchi. Una Banda Bassotti con tanto di mascherine nere e nomi di Brunetta, Tremonti, Confindustria e sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che portano i quattro grandi sacchi neri "dignità", "salario", "diritti" e "democrazia" è la protesta-trasvestimento inscenata da alcuni lavoratori, un infermiere e tre impiegati, durante la manifestazione. Al corteo alcuni manifestanti hanno sfilato anche con "scudi fiscali" di cartone, con sopra la foto di Tremonti e la scritta "Condono agli evasori, più tasse ai lavoratori". Tra i manifestanti anche tanti studenti e i lavoratori della scuola. Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che ha anche invocato «una nuova iniziativa generale in piazza di tutta l'opposizione». Cortei non autorizzati di studenti contro i tagli alla scuola e all'università, hanno sfilato in mattinata a Roma in cortei non autorizzati. Circa trecento studenti delle scuole superiori romane hanno attraversato il Lungotevere bloccando il traffico, diretti probabilmente a San Giovanni, dove sarà diretta l'altra manifestazione dei Cobas. Un altro corteo di studenti universitari ha sfilato all'interno della città universitaria della Sapienza e annunciato, poi, di riaggiungere il concentramento di manifestanti dei sindacati di base, riuniti a piazza della Repubblica. Da lì è in partenza un corteo dei lavoratori della pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e trasporti e marittimo, organizzato dai Cobas in occasione dello sciopero generale indetto per oggi dal sindacato. A Milano, davanti al Provveditorato regionale agli studi, in via Ripamonti, sono stati lanciati sassi, uova e fumogeni contro gli agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa schierati davanti all'ingresso. Il lancio proviene dalla testa del corteo, formata dagli studenti dei collettivi delle scuole superiori e degli atenei della città. La manifestazione indetta dal Cub nell'ambito dello sciopero generale è arrivata davanti alla sede del Provveditorato dopo aver attraversato pacificamente il centro città.
Ecco la situazione a causa dello sciopero in alcune delle principali citta. Roma. Nella capitale lo stop degli autobus è scattato alle 8.30 per concludersi alle 17, poi riprenderà alle 20 fino a fine servizio. Si registra anche un traffico intenso per il corteo che in mattinata si conclude a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno solo dalle 20 a mezzanotte. Milano. Per l'Atm, la circolazione delle linee metropolitane è regolare. Due le fasce di garanzia per i trasporti pubblici nel capoluogo lombardo: la prima è stata fino alle 8.45 di mattina, la seconda sarà tra le 15 e le 18. È stato, poi, sospeso l'Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati. Lo sciopero interesserà il traffico ferroviario tra le 11 e le 15, ma al momento - fanno sapere le Fs - non sono previsti disagi di rilievo. Il traffico aereo sarà invece interessato tra le 12 e le 16. Anche in questo caso i passeggeri sono già stati informati della protesta. Napoli. Non sta provocando grossi problemi lo sciopero. La percentuale di mezzi dell'Anm rientrati nei depositi, alle prima rilevazione, è stata pari all'11,62%. Quindi circolano 9 bus su 10 in città. L'autoparco dove i vertici dell'Azienda di trasporti hanno registrato maggiore adesione allo sciopero è quello di San Giovanni a Teduccio, con il 20,83% di mezzi fermi. Palermo. Circa 200 persone stanno partecipando a Palermo alla manifestazione organizzata dai sindacati e dal coordinamento Precari della scuola. Un corteo di studenti che aderiscono all'Onda è partito da Piazza Politeama ed è giunto in piazza Massimo, dove si è unito a un centinaio di lavoratori, disoccupati e precari. I precari della scuola hanno portato in piazza una statua in legno, raffigurante S. Precario, alla quale sono state attaccate immagini dei ministri Gelmini e Brunetta e del premier Berlusconi. Torino. Per gli organizzatori, l'adesione degli autisti di bus e tram allo sciopero è stata del 25%; per l'azienda ha scioperato il 20% degli autisti e i disagi sono stati quindi molto contenuti. Hanno funzionato regolarmente la metropolitana e i treni Gtt Torino-Ceres e Canavesana. A Torino il trasporto urbano è garantito nelle fasce dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. «Ci aspettiamo una adesione più alta - spiega Leonardo Locci, coordinatore provinciale delle Rdb - come di consueto nel pomeriggio quando riprenderà lo sciopero».


23 ottobre 2009 - Metropolis web

Sciopero trasporto locale: disagi in molte città

ROMA - Disagi in molte città per lo sciopero generale dei sindacati di base: i maggiori problemi si registrano al momento nel trasporto pubblico locale, anche per le inevitabili conseguenze sulla circolazione. In particolare, a Roma quella di oggi si prospetta come una giornata di passione e il traffico è già andato in tilt, mentre a Milano la metropolitana per ora funziona regolarmente. Una valutazione sull´andamento della protesta, comunque, potrà essere fatta solo successivamente perché gli autobus si fermano in orari diversi a seconda delle città. Lo stop indetto dalle organizzazioni Rdb, Sdl e Cobas interessa tutto il mondo del lavoro, quindi tra i settori interessati ci sono i trasporti, la sanità e la scuola. Tra le richieste dei sindacati il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell´orario di lavoro a parità di salario e l´introduzione di un reddito minimo di lavoro garantito per tutti. Ecco la situazione a causa dello sciopero in alcune delle principali citta. - ROMA. Nella capitale lo stop degli autobus è scattato alle 8.30 per concludersi alle 17, poi riprenderà alle 20 fino a fine servizio. Si registra anche un traffico intenso per il corteo che in mattinata si conclude a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno solo dalle 20 a mezzanotte. - MILANO. Per l´Atm, la circolazione delle linee metropolitane é regolare. Due le fasce di garanzia per i trasporti pubblici nel capoluogo lombardo: la prima è stata fino alle 8.45 di mattina, la seconda sarà tra le 15 e le 18. E´ stato, poi, sospeso l´Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati. Lo sciopero interesserà il traffico ferroviario tra le 11 e le 15, ma al momento - fanno sapere le Fs - non sono previsti disagi di rilievo. Il traffico aereo sarà invece interessato tra le 12 e le 16. Anche in questo caso i passeggeri sono già stati informati della protesta. - NAPOLI. Non sta provocando grossi problemi lo sciopero. La percentuale di mezzi dell´Anm rientrati nei depositi, alle prima rilevazione, è stata pari all´11,62%. Quindi circolano 9 bus su 10 in città. L´autoparco dove i vertici dell´Azienda ditrasporti hanno registrato maggiore adesione allo sciopero è quello di San Giovanni a Teduccio, con il 20,83% di mezzi fermi. - PALERMO. Circa 200 persone stanno partecipando a Palermo alla manifestazione organizzata dai sindacati e dal coordinamento Precari della scuola. Un corteo di studenti che aderiscono all´Onda è partito da Piazza Politeama ed è giunto in piazza Massimo, dove si è unito a un centinaio di lavoratori, disoccupati e precari. I precari della scuola hanno portato in piazza una statua in legno, raffigurante S. Precario, alla quale sono state attaccate immagini dei ministri Gelmini e Brunetta e del premier Berlusconi. - TORINO. Per gli organizzatori, l´adesione degli autisti di bus e tram allo sciopero è stata del 25%; per l´azienda ha scioperato il 20% degli autisti e i disagi sono stati quindi molto contenuti. Hanno funzionato regolarmente la metropolitanae i treni Gtt Torino-Ceres e Canavesana. A Torino il trasporto urbano è garantito nelle fasce dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. "Ci aspettiamo una adesione più alta - spiega Leonardo Locci, coordinatore provinciale delle Rdb - come di consueto nel pomeriggio quando riprenderà lo sciopero".


23 ottobre 2009 - Dire

"Meno tagli più salari", sindacati di base in corteo a Roma
Altissima la presenza di precari della scuola:
"Vogliamo il lavoro. Blocco dei licenziamenti in tutti i settori"

ROMA - Ci sono i lavoratori del pubblico impiego, quelli della sanità, i vigili del fuoco, gli operatori dei 118 ma, soprattutto, ci sono gli insegnanti. A Roma, questa mattina, il corteo dei sindacati di base indetto in occasione dello sciopero generale dei lavoratori proclamato dalle sigle sindacali Cobas, Rdb Cub, Sdl. Il cordone di manifestanti attravera Roma partendo da piazza della Repubblica per poi approdare a piazza San Giovanni, mentre nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si sposterà sotto al ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste ("Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari") davanti alla "casa" del ministro Mariastella Gelmini. "Un anno fa abbiamo fatto una manifestazione e uno sciopero più o meno in una data simile a quella di oggi- ricorda Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola- avevamo lanciato uno slogan 'Noi la crisi non la paghiamo' che era bellissimo ma che è rimasto tragicamente tale. La crisi non l'hanno pagata i banchieri che l'hanno generata, ma i precari e i lavoratori. In molti hanno perso il posto, soprattutto nella scuola dove 60 mila tra insegnanti e Ata sono rimasti fuori per via dei tagli, mentre altri 30-35 mila non rientreranno neppure nelle supplenze. Con questa manifestazione chiediamo il blocco dei licenziamenti per tutti i settori, la cancellazione dei tagli sulla scuola, un reddito minimo per chi non ha lavoro, l'aumento di salari e pensioni". Unificare le lotte per non pagare la crisi, è questo lo slogan che apre il corteo romano firmato dal Patto di base. Oltre alle bandiere dei sindacati sventolano anche quelle del Coordinamento precari scuola e quelle dell'Unione degli studenti. La componente scolastica è, infatti, quella più numerosa.

TRASPORTI: SCIOPERO, CANCELLATI 8 VOLI AL 'MARCONI' DI BOLOGNA

(AGI) - Bologna, 23 ott. - In seguito allo sciopero di oggi nel settore dei trasporti proclamato a livello nazionale da RdB, Confederazione Cobas e Sdl tra le 12 e le 16, alcune compagnie aeree hanno cancellato preventivamente otto voli in arrivo ed altrettanti in partenze all'aeroporto Guglelmo Marconi di Bologna. Si tratta dei voli in arrivo da Amsterdam, Buxelles, Francoforte, Lione, Monaco, Parigi (2) e Praga. Cancellate anche le partenze relative. Un volo proveniente da Londra e' stato dirottato su Milano con 'riprotezione' dei passeggeri 'via superficie'.


23 ottobre 2009 - Repubblica.it

SCIOPERO
I Cobas scendono in piazza. Nel corteo la 'Banda Bassotti'
di Katia Ancona

Mattinata di passione per il traffico romano. Molte le strade bloccate a causa dello sciopero generale di tutte le categorie di lavoro dipendente indetto da Cobas, Cub e Sdl e a causa della pioggia caduta nelle prime ore della giornata.
Il percorso - Il corteo è partito da Piazza della Repubblica, poco dopo le 9 arriverà a Piazza San Giovanni. Attraversa il centro della Capitale: viale Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell´Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto, piazza di Porta San Giovanni Per consentire la partecipazione alla manifestazione la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno solo dalle 20 a mezzanotte.
La 'Banda Bassotti' - In testa al corteo organizzato dai sindacati di base anche la 'Banda Bassotti' che rappresenta Brunetta, la Confindustria, Cgil, Cisl e Uil e Tremonti. Numerosi anche i lavoratori che portano al collo scudi di cartone 'Scudo fiscale: condoni agli evasori e piu' tasse ai lavoratori.
La protesta
Tra gli obiettivi della protesta, spiega il portavoce nazionale dei Cobas Piero Bernocchi, la richiesta di un ''blocco dei licenziamenti, aumenti significativi di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti, cassa integrazione almeno all'80% del salario, abrogazione della Bossi-Fini e del 'pacchetto sicurezza', blocco degli sfratti e canone sociale per i bassi redditi, ritiro della riforma Brunetta, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole e dei trasporti, assunzione stabile dei precari e re-internalizzazione dei servizi, fine del monopolio di Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali''.
Lo sciopero, riguardando la pubblica amministrazione, coinvolge i lavoratori delle università e della ricerca. Per l´intero settore della sanità, lo stato di agitazione si articolerà dal primo fino all´ultimo turno di lavoro.
Il traffico - Polstrada definisce "drammatica" la situazione del Gra. Tra la Roma-Firenze e la Pisana tra il km 22 e il 64, tra le uscite 10 e 32 ci sono ben 40 chilometri di coda. A questi disagi si aggiungono piccoli tamponamenti e file. Rallentamenti anche all'altezza dell'ospedale S.Andrea e fino alla Salaria. 3 i chilometri di coda. Le consolari risentono del traffico del raccordo. Difficoltà sulla Casilina, all'altezza del civico 909 per un allagamento. Vanno meglio le cose in centro. Per ora blocchi limitati a via Cavour e via di Porta Capena. A piazza della Repubblica continuano a confluire i manifestanti per il corteo.
I trasporti - L´astensione dal lavoro interessa anche il settore del trasporto pubblico: l´Atac ha comunicato che gli orari della protesta per bus, tram e filobus sono compresi dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; sulle due linee della metropolitana e sulle ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti, Roma Civitacastellana-Viterbo, le eventuali ripercussioni dello sciopero si registreranno solo di sera, dalle 20 a fine turno. Disagi più gravi, invece, per i cittadini che utilizzano i mezzi extraurbani del Cotral: i sindacati di base hanno deciso la sospensione delle corse nello stesso orario dei mezzi Atac.
Ferrovie - Per ora nessun ritardo nelle partenze dei treni e piccoli ritardi arrivi da Reggio Calabria e Ancona.

Lo sciopero riguarda trasporti, scuola, P.A., sanità, vigili del fuoco e settore privato
Le richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari"
Cobas, 150mila in corteo a Roma disagi nei trasporti in tutta Italia
A Roma la protesta va avanti fino alle 17 e ricomincia alle 20 anche per metro e ferrovie

ROMA - "Unificare le lotte per non pagare la crisi". Dietro questo striscione, centocinquantamila persone, secondo gli organizzatori, stanno manifestando a Roma per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti riguarda anche scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Manifestazioni sono in corso anche in altre città. Il corteo di Roma, partito da piazza della Repubblica e diretto a piazza San Giovanni, si concluderà con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e di Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Unico partito che ha aderito è quello di Rifondazione comunista, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato. Tra i manifestanti, lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si sposterà sotto il ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari". Per Leonardi, lo sciopero generale di oggi è "pienamente riuscito" con un'alta adesione nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione. "Molti uffici pubblici - sostiene il leader delle Rdb-Cub - sono rimasti chiusi. In piazza sono presenti anche rappresentanti "di alcune fabbriche in lotta come l'Alfa di Pomigliano o Arese".


23 ottobre 2009 - Rainews 24

I Cobas: a Roma siamo in 150mila
Sciopero generale dei sindacati di base
Lo sciopero generale di oggi promosso dalle Rdb-Cub, i Cobas della scuola e Sdl e' 'pienamente riuscito'. Lo sostiene il coordinatore nazionale di Rdb-Cub, Paolo Leonardi.

Roma, 23-10-2009 - Sciopero generale oggi indetto dai sindacati di base Cobas, Rdb e Sdl contro licenziamenti e crisi economica. Coinvolge scuola, trasporti, pubblica amministarazione, Sanita', Vigili del fuoco e settore privato. La circolazione delle linee metropolitane e' regolare a Milano, ha dichiarato l'Atm. Oggi e' stato sospeso l'Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati. Corteo con Cobas e precari a Palermo; a Torino l'adesione stata del 25%.Invece non sta provocando grossi problemi agli utenti lo sciopero a Napoli: quindi circolano 9 bus su 10. Tensione nel capoluogo lombardo dove gli studenti hanno lanciato sassi, uova e fumogeni contro gli agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa.
I Cobas: a Roma siamo in 150mila
Sono 150 mila, secondo gli organizzatori, i manifestanti che hanno partecipato a Roma al corteo dei sindacati di base in occasione dello sciopero generale di oggi. "Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale importantissima tra insegnanti, lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e dei vigili del fuoco. La presenza studentesca e' ridotta rispetto allo scorso anno ma ci sono tanti lavoratori. La parola d'ordine da oggi e' unificare le nostre lotte contro chi ha generato la crisi, come i finanzieri", ha detto il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi.
Tensione a Milano
Momenti di tensione davanti al Provveditorato regionale agli studi in via Ripamonti a Milano: dallo spezzone degli studenti del corteo formato da circa 4mila tra alunni e lavoratori in sciopero sono volati sassi, uova e fumogeni contro lo schieramento di forze dell'ordine che, in tenuta antisommossa, presidiava l'ingresso. Gli agenti si sono protetti con gli scudi e non hanno reagito, lasciando che la manifestazione iniziasse a sciogliersi pacificamente nei minuti successivi.


23 ottobre 2009 - Carta

Roma, il corteo del Patto di base: «Siamo 150 mila»

«Unificare le lotte per non pagare la crisi»: dietro questo striscione, decine di migliaia di persone [150 mila secondo gli organizzatori] hanno manifestato a Roma per lo sciopero generale indetto dai sindacati del Patto di base. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti ha riguardato e riguarderà nel corso della giornata anche scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Manifestazioni sono in corso anche in altre città. Il corteo di Roma si è concluso a piazza San Giovanni, con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi [Cobas Scuola] e di Fabrizio Tomaselli [Sdl, presente nel trasporto aereo]. Unico partito che ha aderito è quello di Rifondazione comunista, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato nel corteo. Tra i manifestanti, lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Nel pomeriggio lo spezzone della scuola si è spostato sotto il ministero della Pubblica istruzione per una nuova manifestazione e per l’assemblea nazionale dei lavoratori e dei precari della scuola che aderiscono ai sindacati di base.


23 ottobre 2009 - Swissinfo.ch

Italia: sciopero sindacati base, disagi nei trasporti

ROMA - Disagi oggi in molte città italiane per lo sciopero generale dei sindacati di base: i maggiori problemi si sono registrati nel trasporto pubblico locale, anche per le inevitabili conseguenze sulla circolazione. In particolare, a Roma è una giornata di passione e il traffico è già andato in tilt, mentre a Milano la metropolitana in mattinata funzionava regolarmente. Una valutazione sull'andamento della protesta, comunque, potrà essere fatta solo successivamente perché gli autobus si fermano in orari diversi a seconda delle città. Lo stop indetto dalle organizzazioni Rdb, Sdl e Cobas interessa tutto il mondo del lavoro, quindi tra i settori interessati ci sono i trasporti, la sanità e la scuola. Tra le richieste dei sindacati il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e l'introduzione di un reddito minimo di lavoro garantito per tutti.


23 ottobre 2009 - Il Manifesto

SCIOPERO GENERALE
«Unificare le lotte, non pagare la crisi» Intervista all'SdL
di Francesco Piccioni

ROMA - Alle 10, stamattina, parte da piazza della Repubblica - e termina a S. Giovanni - la manifestazione nazionale che concentra la partecipazione allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base. Parte importante di questa galassia è l'SdL, da anni protagonista delle vertenze in Alitalia. Parla Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale.
Quale valore assume questo sciopero nel bel mezzo della crisi?
Arriva dopo mesi in cui la crisi ha cominciato a mordere pesantemente in termini di occupazione. Sono poi seguite le proteste dei precari e le lotte «sui tetti», che però sono state marginalizzate in singoli territori o aziende. Il valore di questo sciopero è tentare di unificare queste lotte. Magari non in senso letterale, ma almeno di fornire un quadro organico e un unico punto di vista, un approccio sindacale che non può che essere «generale». Le altre organizzazioni non fanno nulla: Cisl e Uil collaborano con governo e Confindustria, la Cgil è in balia della sua vertenza interna, ossia il congresso. Lo sciopero può perciò rappresentare un momento di rottura sia rispetto allo scontro interno agli altri sindacati, sia soprattutto tra i lavoratori, un momento alto di opposizione.
Matteoli vi ha ridotto l'orario sia per le ferrovie che per il trasporto aereo.
Avevamo già limitato a 4 ore l'agitazione nelle Fs, proprio per evitare che Matteoli agisse d'imperio. Non è bastato. Nel trasporto aereo fare solo quattro ore non serve quasi a niente; le aziende possono rimediare molto facilmente. E' evidente che si tratta di un attacco al diritto di sciopero in quanto tale. A febbraio il governo aveva chiesto mano libera per «riformare» completamente la materia. Ci sembra chiaro che siano stati stretti accordi per rivedere la natura della rappresentanza, in linea con l'«accordo separato» di gennaio (quello senza la Cgil, ndr) e un nuovo modello di contrattazione. Il tutto va nella riduzione degli spazi democratici nel paese.
Matteoli non perde un'occasione...
Stiamo per chiedere alla magistratura di indagare sul suo sistematico divieto di sciopero in Alitalia. Quando di agisce così, è legittimo il sospetto che non si stia «difendendo il diritto degli utenti», ma solo gli interessi di un'azienda particolare. Su cui, tra l'altro, il governo ha investito molto, sia come risorse pubbliche che come immagine.
Lo sciopero è indetto dal «patto di base», ma come va il processo di unificazione?
Lo sciopero è figlio del lavoro comune di due anni con Cobas e Cub. Ma riteniamo che debba comprendere anche altre forze, ancora non interne al percorso. Quali che siano le future forme organizzative del sindacalismo di base, la forma di aggregazione del «patto» va comunque mantenuta e sviluppata. All'interno di questo processo, noi - insieme all'RdB-Cub, lo Snater, categorie significative della Cub, ecc - sentiamo la necessità di far avanzare in tempi rapidi l'unificazione del sindacalismo di base. Non è un semplice ambito di «confronto» tra forze diverse, ma ha l'ambizione di rappresentare un'alternativa vera come sindacato di massa e democratico.


23 ottobre 2009 - La Gazzetta del Sud

Aerei, treni, navi, bus e tram: possibili disagi per gli utenti nel corso dell'agitazione
Trasporti, oggi sciopero generale
Lo "stop" di 24 ore è stato proclamato dal Patto di Base

ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte.
Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l'ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Oggi sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali.
Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri.
Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di oggi. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari.
Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città.
Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8 di oggi; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di oggi alle 24 di domani 23 ottobre.
La piattaforma dello sciopero – che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato – chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori "atipici", con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi; difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali».(b.a.)


23 ottobre 2009 - Il Giornale di Brescia

Sciopero, oggi disagi nei trasporti
Si fermano i sindacati di base. Le Ferrovie: sono garantiti tutti i convogli principali

ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (Rdb, Sdl Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno solo dalle 20 a mezzanotte.
Trasporto aereo: lo sciopero sarà di 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l’ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Oggi sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l’assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali.
Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l’intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15. Le Ferrovie hanno fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari.
Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città.
Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8 di domani; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di oggi alle 24 di sabato.
Lo sciopero nazionale dei sindacati di base riguarda anche con modalità diverse da città a città Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato.


23 ottobre 2009 - Quotidiani rete Repubblica

Giornata di passione per chi deve viaggiare
Stop dei trasporti Sciopero generale del Patto di Base

ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). Trasporto aereo: lo sciopero sarà di 4 ore, dalle 12 alle 16 di oggi. Scioperano anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali.
Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l’intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di oggi. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari.
Trasporto pubblico locale: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8 di oggi; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di oggi alle 24 di sabato 23 ottobre.


23 ottobre 2009 - Il Cittadino

I sindacati di base Giornata nera per i trasporti: mezzi fermi da Nord a Sud

ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie si fermeranno solo dalle 20 alle 24.Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l’ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Oggi sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l’assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell’azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner. Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l’intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di domani. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso.Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette.Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di oggi alle 24 di sabato 23 ottobre.


23 ottobre 2009 - L'Adige

ROMA. Giornata di passione, oggi, per gli spostamenti a causa dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas)

ROMA - Giornata di passione, oggi, per gli spostamenti a causa dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Nel trasporto aereo l'astensione sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l'ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Incrocia le braccia anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Nel trasporto ferroviario, a fermarsi saranno gli uomini degli impianti fissi e agli uffici per l'intera giornata mentre il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Lo sciopero non interessa le fasce di maggior flusso di pendolari. Sul fronte del trasporto pubblico locale, delle merci e della logistica, la protesta varia da città a città. I collegamenti via nave con le isole minori saranno sospesi fino alla mezzanotte di oggi fino alle 24 di domani. La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti» ed anche la «fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali».


23 ottobre 2009 - Il Messaggero Veneto

PATTO DI BASE
Oggi in sciopero Sanità, Trasporti e uffici pubblici

TRIESTE. Oggi sciopero generale di 24 ore indetto dal patto di base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas) con una manifestazione a Roma e corteo da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni dalle 10. Interesserà la Pubblica amministrazione, la Sanità, i Vigili del fuoco (il personale operativo solo dalle 10 alle 14). il Settore privato, il trasporto aereo (il personale soggetto alla l.146/90 solo dalle 12 alle 16, il trasporto ferroviario (il personale addetto alla circolazione dei treni dalle 11 alle 15), il trasporto marittimo.

Oggi lo sciopero proclamato dai sindacati di base
Possibili disagi nei settori del trasporto pubblico, della scuola, della sanità e dell’energia La protesta

Pordenone - Gli autonomi si mobilitano rivendicando «maggiore salario, la fine della precarietà, degli omicidi sul lavoro, il rilancio della scuola, della previdenza e della sanità pubblica, il forte impulso alla contrattazione nazionale e la reintroduzione della scala mobile per lavoratori e pensionati, diritti uguali per cittadini italiani e migranti, il diritto alla casa». Sono queste le ragioni alla base dello sciopero proclamato da Cub, federazione Cobas e Sdl intercategoriale, per la giornata di oggi in molti settori: dal trasporto ferroviario a quello locale, dai vigili del fuoco al personale della sanità e degli enti locali. Diverse le modalità con cui si articoleranno le 8 ore di protesta. Nel trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi e uffici, l’astensione dal lavoro vale per l’intera giornata di oggi, per il personale addetto alla circolazione dei treni sono invece 4 le ore di sciopero, dalle 11 alle 15, quattro ore anche per il trasporto aereo, 24 per quello marittimo (dalle 8 di oggi alle 8 di domani).
Per quel che riguarda il trasporto pubblico locale, il servizio urbano si fermerà dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 a fine turno, quello extraurbano dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 16 a fine servizio.
Nella sanità, il personale aderente alle organizzazioni sindacali di base si asterranno dal lavoro per l’intera giornata. Stessa cosa per il resto della pubblica amministrazione (scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali). Anche nel settore privato l’astensione dal lavoro si protrarrà per l’intero orario di servizio.
I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica hanno cominciato ieri e proseguiranno sino a martedì. La precettazione inizialmente decretata dal ministero dello Sviluppo economico è stata revocata, e le centrali si attiveranno per garantire i servizi minimi essenziali.
I tre coordinatori dei sindacati di base del Friuli Venezia Giulia anticipano una «forte adesione allo sciopero, con conseguenti forti disagi che si registreranno in particolare nella scuola, negli uffici pubblici e nei trasporti». Lo sciopero, ricordano i Cobas, «è stato indetto contro i provvedimenti del governo in materia di scuola, pubblico impiego e precarietà, contro l’attacco dei padroni al mondo del lavoro e per impedire che siano i lavoratori a pagare la crisi del capitale».
Le organizzazioni sindacali hanno promosso una manifestazione nazionale a Roma per la giornata di oggi alla quale parteciperanno anche lavoratori del Friuli Venezia Giulia partiti ieri sera in pullman alla volta della capitale.(e.d.g.)

Trasporto e sanità, disagi in vista per lo sciopero
Oggi saranno garantiti soltanto i servizi essenziali. Si ferma anche la pubblica amministrazione

Trieste - I coordinatori regionali delle tre organizzazioni sindacali di base, Ferdinando Zebochin per la Cub, Daniela Antoni per la Confederazione Cobas, Mario Ferrucci per Sdl intercategoriale, hanno confermato l’articolazione dello sciopero generale di 24 ore per tutte le categorie dei lavoratori pubblici e privati del Friuli Venezia Giulia, nella giornata di oggi, con le seguenti modalità.
Trasporto ferroviario, addetti impianti fissi e uffici: intera giornata; personale addetto alla circolazione dei treni: dalle 11 alle 15 di oggi. Trasporto aereo, personale navigante, personale di terra turnista: 24 ore con rispetto delle fasce di garanzia.
Trasporto marittimo dalle 8 di oggi alle 8 di domani; Trasporto pubblico locale: Udg Gorizia servizio urbano ed extraurbano dalle 0 alle 6; dalle 9 alle 12; dalle 15 alle 24. Trasporto merci e logistica, intera giornata vigili del fuoco, personale operativo turnista (compresi aeroporti): dalle 10 alle 14. Vigili del fuoco, personale a servizio giornaliero: intera giornata. Sanità: dall’inizio del primo turno del giorno 23 alla fine dell’ultimo turno dello stesso giorno.
Saranno garantiti i servizi minimi essenziali, le emergenze e i contingenti minimi stabiliti in ogni azienda. Pubblica amministrazione (scuola, università, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali) intera giornata,con garanzia dei servizi minimi essenziali.
I tre coordinatori hanno confermato la forte adesione allo sciopero, prevista anche da parte dei lavoratori del Friuli Venezia Giulia, con conseguenti forti disagi che si registreranno in particolare nella scuola, negli uffici pubblici e nei trasporti.
Lo sciopero rivendica principalmente un aumento salariale, la fine della precarietà, degli omicidi sul lavoro, il rilancio della scuola, della previdenza e della sanità pubblica, il forte impulso alla contrattazione nazionale e la reintroduzione della scala mobile per lavoratori e pensionati, diritti uguali per cittadini italiani e migranti, il diritto alla casa.
È stato indetto contro i provvedimenti del governo in materia di scuola, pubblico impiego e precarietà, contro l’attacco dei padroni al mondo del lavoro e per impedire che siano i lavoratori a pagare la crisi del capitale.
Alla manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma sono attese migliaia di persone, che giungeranno anche dal Friuli Venezia Giulia, a bordo dei treni e dei pullman partiti ieri da Gorizia alle 22.


23 ottobre 2009 - La Nazione

Oggi scioperano i trasporti

Firenze - DISAGI in vista, oggi, non solo per chi usa il bus ma anche per chi vola da e per l'aeroporto di Peretola. A seguito dello sciopero generale indetto per oggi da Cub Trasporti, al quale ha aderito anche l'organizzazione sindacale Cub presente in Adf, all'aeroporto di Firenze potranno registrarsi ritardi e modifiche alla normale attività operativa, dalle ore 12 alle 16. Per ulteriori dettagli è consigliabile mettersi in contatto direttamente con le singole compagnie aeree.

«Nessuna pressione sugli operai»

TERNI - LA THYSSENKRUPP -Acciai speciali Terni, in merito a dichiarazioni di organizzazioni sindacali ternane aderenti al patto di base Cobas, Cub e Sdi su «minacce ingiustificate di licenziamento ai lavoratori» che parteciperanno oggi allo sciopero generale indetto contro la firma separata del contratto dei metalmeccanici, smentisce che ci siano state pressioni di alcun tipo sui lavoratori. L'azienda precisa però che i Cobas, che avevano parlato di «duro attacco al diritto di sciopero», non avendo firmato alcun contratto metalmeccanico, non sono in condizioni dal punto di vista legale di attuare uno sciopero nel settore siderurgico. TKAst sottolinea inoltre che i Cobas, pur essendosi presentati con una loro lista alle votazioni per il rinnovo delle Rsu, su 2.388 aventi diritto al voto hanno ottenuto 32 voti e quindi nessun delegato.


23 ottobre 2009 - L'Arena/Brescia Oggi/Giornale di Vicenza

CONTRATTI. Attive le maggiori tratte delle Fs
Sciopero a singhiozzo per treni, aerei e bus

ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas).
Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l’ordinanza del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto i 190 passeggeri.
Trasporto ferroviario: il personale addetto alla circolazione dei treni incrocia le braccia dalle 11 alle 15 di oggi. Ma Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente e nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato. Lo sciopero non interesserà le fasce di flusso di pendolari. Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città.


23 ottobre 2009 - Libertà

Trasporti, scioperano i sindacati di base
Le Ferrovie assicurano: treni regolari

ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte.
Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l'ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Oggi sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali.
Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri.
Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di oggi. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari.
Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8 di domani; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di domani alle 24 di sabato 23 ottobre.
La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario».


23 ottobre 2009 - La Repubblica

Scioperi Bus e scuola giorno di passione
di ERNESTO FERRARA

Firenze - Sarà un venerdì di passione: c´è lo sciopero generale indetto dalle rappresentanze sindacali di base, annunciati disagi sui bus, nelle scuole, all´aeroporto e negli uffici comunali. Nemmeno il meteo ci grazierà, è annunciata pioggia battente fin dal mattino: ma se agli sportelli degli enti pubblici si prevedono disservizi tutto sommato limitati, è sulle strade che si rischia il caos. Ad incrociare le braccia per una vertenza nazionale contro le politiche economiche del governo saranno infatti i lavoratori che aderiscono al cosiddetto «patto di base» (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas), che proprio in Ataf costituiscono una componente significativa seppure minoritaria. Saranno garantite le fasce protette, lo sciopero per oggi è annunciato dall´inizio del servizio alle 06:00, dalle 09:15 alle 11:45 e dalle 15:15 a fine servizio. Non solo: in centro c´è anche una manifestazione organizzata dall´assemblea cittadina di studenti, genitori e insegnanti che protestano contro i tagli all´istruzione: parte alle 9 da Santissima Annunziata per concludersi in piazza Beccaria. A rischio il traffico.
E´ il giorno dello sciopero generale dei sindacati di base. Rischio ritardi sui bus per quasi tutto il giorno tranne che nelle fasce di garanzia: è capitato più volte in passato che a scioperi indetti dai Cobas aderissero anche autisti non iscritti o aderenti ad altri sindacati creando ritardi e corse saltate. Gli autisti chiedono aumenti salariali e revisione dei contratti ma è una vertenza nazionale.
Disservizi possibili anche nelle scuole, dai nidi alle superiori: nei giorni scorsi sono arrivate le circolari che avvertivano gli alunni delle possibili mancanze di insegnanti, a cui si potrebbe far fronte anche con uscite anticipate. E proprio per stamani è convocato un corteo studentesco di protesta contro i tagli all´istruzione: partirà alle 9 da piazza Santissima Annunziata, passerà davanti al liceo Michelangelo, continuerà verso le Poste centrali, proseguirà verso Santa Croce e terminerà in piazza Beccaria. Aderiscono comitati di genitori come quello della scuola Montagnola-Isolotto, la rete degli studenti medi, Uds e vari collettivi universitari. Anche per questa manifestazione alcune linee Ataf potrebbero esser deviate e subire ritardi.
E si teme anche per il traffico già messo a dura prova dai lavori per la pedonalizzazione di piazza Duomo che scatta domenica. Disagi possibili anche all´aeroporto di Peretola dalle 12 alle 16: alcuni voli potrebbero subire modifiche, ritardi o persino cancellazioni, occorre informarsi direttamente presso le compagnie aeree.
Il Comune di Firenze rende noto che non potrà essere assicurato il regolare funzionamento degli uffici del Quartiere 5 e dei punti anagrafici di viuzzo delle Calvane e di via Carlo Bini. Disagi annunciati anche agli sportelli degli uffici urbanistica di via Andrea del Castagno. Le Rdb di Palazzo Vecchio intanto denunciano gli «sprechi» della nuova giunta Renzi: «Ad oggi sono già stati assunti 44 nuovi dipendenti, alcuni anche dirigenti - sostengono - si può tranquillamente affermare che la spesa per i nuovi entrati può già essere quantificata su base annua fra i 3,5 e i 3,7 milioni di euro: per 5 anni si tratta di una cifra mostruosa, fra i 17,5 e i 18,5 milioni di euro».

La protesta C´è sciopero, mezzi pubblici a rischio

Milano - Lo sciopero generale di 24 ore indetto per oggi da Cub, Cobas e Sdl interessa scuole, aziende municipalizzate, aziende private e anche il settore dei trasporti pubblici, aderente con l´organizzazione sindacale A. L. (Associazione Lavoratori) Cobas. Il traffico ferroviario potrà subire disagi per quattro ore: il personale addetto alla circolazione dei treni si fermerà dalle 11 alle 15. Per quanto riguarda il trasporto locale milanese, Atm rispetterà le due consuete fasce protette. Metro, bus e tram circoleranno quindi regolarmente dall´inizio del servizio alle 8.45 e dalle 15 alle 18.

La protesta
Sciopero nei trasporti, bus e treni a rischio

Bari - Coinvolgerà anche il trasporto pubblico locale lo sciopero generale di 24 ore proclamato per oggi dai sindacati del Patto di Base RdB, SdL intercategoriale e Confederazione Cobas, per richiedere, tra le altre, un blocco dei licenziamenti, aumenti significativi di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti, cassa integrazione almeno all´80% del salario, abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza.
Notevoli disagi per tutta la giornata, anche se restano garantite le fasce orarie nelle principali città italiane. A Bari la Stp garantirà il servizio dalle 6 alle 8,30 e dalle 12,30 alle15,30. Treni delle Fal in servizio tra le 5,30 e le 8,30 e dalle 12,30 alle 15,30, come per le Ferrovie sud est e la municipalizzata dei trasporti dell´Amtab. Il personale Sita al lavoro dalle 5,30 alle 8,30 e dalle 12,30 alle 16,00. Per la Ferrotranviara, invece, mezzi in viaggio tra le 5 e le 8 e dalle 12 alle 15.
Tra i settori maggiormente interessati dalla manifestazione, c´è quello della scuola e dell´università. Una nutrita delegazione della Rete di docenti precari e studenti parteciperà infatti al corteo a Roma che si snoderà poi fino al ministero dell´Istruzione dove dalle 14,30, si svolgeranno un sit-in e un´assemblea nazionale della scuola per decidere come proseguire la lotta contro i tagli e contro i cosiddetti «contratti di disponibilità». Si preannuncia alta, infine, l´adesione all´interno delle strutture scolastiche regionali.

Lo sciopero
Trasporti a rischio 8-17 e dalle 20

Roma - Per lo sciopero di Cobas, RdB, Sdl, disagi sul trasporto Atac dalle 8.30 alle 17 e a dalle 20 a fine servizio. Sono previste astensioni dal lavoro sulle linee metro e sulle ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti, Roma Civitacastellana-Viterbo. Un corteo, dalle 9 alle 14, si snoderà da piazza della Repubblica a piazza di Porta San Giovanni. Un sit-in di protesta si svolgerà alle 14.30 davanti al ministero della Pubblica Istruzione in viale Trastevere.


23 ottobre 2009 - Savona News

Savona: sciopero dei trasporti pubblici,disagi in provincia

Savona - Disagi in vista oggi per chi viaggia a causa dello sciopero generale dei trasporti. I lavoratori aderenti ai sindacati di base Rdb, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, incroceranno le braccia. Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia), quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici, 4 ore, dalle 11 alle 15 per il personale viaggiante, il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale, merci e logistica. Lo stop del trasporto pubblico locale - spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette.(r.c.)


23 ottobre 2009 - Avvenire

Trasporti, oggi rischio paralisi

ROMA - Stop dei trasporti, oggi per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base ( RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas).
A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte.
Trasporto aereo: lo sciopero sarà di 4 ore, dalle 12 alle 16. Sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner ( gruppo Alitalia).
Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l’intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di domani. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari. Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8 di oggi: i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di oggi alle 24 domani 23 ottobre.


23 ottobre 2009 - City

Sciopero nei trasporti

Possibili disagi in vista oggi per lo sciopero generale di 24 ore, indetto dalle sigle del patto di base RdB, SdL e Cobas contro i licenziamenti e a favore della riduzione dell’orario di lavoro. Scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali e sanità incroceranno le braccia tutto il giorno. Il trasporto aereo dalle 12 alle 16. I treni dalle 11 alle 15. Il trasporto pubblico locale sciopererà con orari diversi a seconda delle città, ma rispettando le fasce protette.

Cobas, oggi sciopero totale

Firenze - Giornata di disagi, oggi, nell’ambito dei trasporti e dei servizio pubblici. È in corso infatti, per tutta la giornata, lo sciopero delle Rappresentanze Sindacali di Base. Per quanto riguarda i bus dell’Ataf, i lavoratori aderenti ai Cobas incroceranno le braccia dall’inizio del servizio alle 6 e dalle 9.15 alle 11.45. Poi di nuovo, nel pomeriggio, dalle 15.15 alla fine del servizio. Da Palazzo Vecchio fanno sapere, inoltre, che potranno verificarsi disservizi in alcuni ambiti. In particolare "non potrà essere assicurato il regolare funzionamento degli Uffici del Quartiere 5 e dei Punti Anagrafici di viuzzo delle Calvane e di via Carlo Bini".


23 ottobre 2009 - Quotidiani rete Corriere

TRASPORTI
Dai treni agli aerei Raffica di scioperi

Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (Rdb, Sdl Intercategoriale, Confederazione Cobas). Sciopero dalle 12 alle 16 per il trasporto aereo e del personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Stop anche delle Ferrovie: il personale addetto alla circolazione dei treni si fermerà dalle 11 alle 15, ma i treni circoleranno regolarmente. Trasporto marittimo sospeso per 24 ore. La piattaforma dello sciopero chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario».


23 ottobre 2009 - Corriere del Veneto

Sciopero Previsti disagi oggi per la protesta dei sindacati di base
Bus, scuole, ospedali un giorno di paralisi
Trasporti garantiti solo in due fasce orarie

VENEZIA – Il tempo si preannuncia sereno e senza rovesci, ma i disagi per chi esce di casa ci saranno lo stesso. Perché a partire dalle 6 di questa mattina è iniziato lo sciopero generale di 24 ore dei sindacati di base (Rdb Cub, Cobas e Sdl) che continuerà fino alle 6 di domani. Si fermeranno dunque i trasporti pubblici di terra e acqua, la maggior parte dei treni e anche alcuni aerei, a causa del blocco del personale degli aeroporti. Ma anche giunti a destinazione potrebbero verificarsi delle difficoltà visto che lo sciopero coinvolge il personale scolastico e degli uffici pubblici, tanto che Veritas non assicura il normale svolgersi della raccolta rifiuti e delle operazioni cimiteriali. Disagi anche per chi si recherà in ospedale, perché il personale incrocerà le braccia e lavorerà per tutta la giornata a orario ridotto garantendo solo le urgenze, e per i turisti che arriveranno a Venezia e che potrebbero addirittura trovare chiusi gli sportelli che vendono le wc card. D'altra parte i sindacati di base questa volta protestano contro i licenziamenti indiscriminati, contro l'ipotesi di aumentare l’età pensionabile e perché venga immediatamente ritirata la proposta di riforma del pubblico impiego presentata dal ministro Brunetta. Chiedono inoltre la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e l'introduzione degli ammortizzatori sociali e della cassaintegrazione anche per i lavoratori atipici. La giornata di sciopero, indetta in tutto il territorio nazionale, vedrà una forte diminuzione della frequenza dei bus (salvo per le fasce garantite, cioè dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 16.30 alle 19.30, Actv non assicura il passaggio di nessun mezzo) e la sospensione dei vaporetti per le linee 1, 51, 52, 61 e 62, 5, T e Diretto Murano a partire dalla mezzanotte di ieri. La linea N invece verrà sostituita da un servizio provvisorio tra San Zaccaria e il Lido con corse ogni mezzora. A partire dalle 4 del mattino invece non saranno garantiti i collegamenti da piazzale Roma fino al Tronchetto e da piazzale Roma a Rialto, mentre sarà possibile andare dalle Zattere alla Giudecca e viceversa ogni dieci minuti. Saranno garantite la spola tra Fondamente Nove e Murano Colonna e i collegamenti tra San Zaccaria e Punta Sabbioni e tra Fondamente Nove, Murano, Burano, Torcello e Treporti (con relativi servizi notturni). Saranno invece regolari i trasporti del servizio Alilaguna diretti all'aeroporto. Per quanto riguarda i collegamenti aerei e ferroviari invece il personale addetto si fermerà solo per alcune ore della giornata anche se non sono garantite le partenze e gli arrivi. Anche se ci sono meno adesioni previste lo sciopero coinvolgerà anche i settori privati a partire dal primo turno di questa mattina fino all'ultimo turno di venerdì.(Al.A.)

La protesta
Lavoratori davanti ai cancelli La ditta paga

VERONELLA – Hanno vinto una prima battaglia, ma promettono di voler proseguire nella loro «guerra». Perché i 40 lavoratori della cooperativa Genius, impiegati nel magazzino della Dhl di Veronella, quando non hanno ricevuto la busta paga di settembre (sarebbe dovuta arrivare entro martedì), non hanno avuto esitazione e hanno picchettato i cancelli dell’azienda di spedizioni. Mercoledì mattina, sostenuti dal sindacato di base Adl Cobas a cui tutti sono iscritti, si sono presentati con lucchetti e striscioni di fronte al magazzino impedendo l’accesso ai camion e bloccando l’attività. È bastata una giornata di protesta e i bonifici sono presto arrivati. Ieri il picchetto è stato smobilitato e i quaranta dipendenti hanno ripreso il lavoro. «È ora di finirla con questo sistema di appalti e subappalti di cooperative - ha detto l’avvocato Roberto Malesani, legale del sindacato - dove si passano di mano in mano la responsabilità dei pagamenti. Se la cooperativa subappaltata non paga, lo deve fare l’azienda appaltatrice». Ora che gli stipendi sono arrivati, la vertenza sindacale continua comunque. «La prossima settimana – ha spiegato Malesani - avremo un colloquio con i rappresentanti di Genius e Dhl. Vogliamo ottenere un nuovo contratto adeguato a quello collettivo nazionale che regola il settore logistica e trasporto».(E.P.)


23 ottobre 2009 - Liberazione

L'adesione di Rifondazione
Oggi sciopera il Patto di Base: stop licenziamenti, aumentare salari e pensioni

Trasporti, scuole, aziende municipalizzate e private: coinvolge tutte le categorie lo sciopero generale di 24 ore proclamato per oggi dai sindacati del Patto di Base (SdL, Confederazione Cobas, Cub). Tra gli obiettivi della protesta: blocco dei licenziamenti, aumento di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti, blocco degli sfratti, ritiro della riforma Brunetta, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, fine del monopolio di Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali. Allo sciopero si affianca una manifestazione nazionale che si terrà a Roma: un corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e percorrerà via Cavour, via Merulana, via Emanuele Filiberto, per concludersi in piazza San Giovanni. Ma sono previste manifestazioni anche a Milano (da piazza Cairoli) e a Torino (Via Verdi). Si tratta di «un passaggio importante nella costruzione dell'opposizione al governo Berlusconi - commenta Paolo Ferrero nel dare l'adesione del Prc allo sciopero - che con la controriforma della contrattazione, con i tagli a scuola, sanità, enti locali, sta portando avanti un attacco senza precedenti al lavoro, allo stato sociale, alla democrazia. Un disegno tanto regressivo sul piano sociale, quanto autoritario sul terreno della democrazia».


23 ottobre 2009 - Il Messaggero

ROMA. Stop dei trasporti, oggi, nell’ambito dello sciopero generale nazionale...

ROMA - Stop dei trasporti, oggi, nell’ambito dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A Roma è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Nel trasporto aereo lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l’ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Nel trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l’intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente.

Roma. Altra giornata di passione oggi per lo sciopero...

Roma - Altra giornata di passione oggi per lo sciopero dei trasporti di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). Corteo alle 9 da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Per quanto riguarda gli autobus, invece, per il rispetto delle fasce di garanzia, lo stop sarà compreso dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 fino a fine servizio. La piattaforma dello sciopero riguarda anche pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato. Nel pomeriggio, poi, sarà chiusa al traffico via della Conciliazione per lo svolgimento dell’evento "Contromafie" all’Auditorium al quale parteciperà il presidente della Repubblica.
Domani dalle 14 altro corteo da piazza della Bocca della Verità fino a giungere in piazza Navona. Spiegano all’Atac: «Fino alle 18, sono previste limitazioni o temporanee deviazioni del servizio di bus e tram delle linee C3, H, 8, 30 Express, 40 Express, 44, 46, 60, 62, 63, 64, 70, 81, 84, 85, 87, 95, 116, 117, 119, 160, 170, 175, 186, 271, 492, 571, 590, 628, 630, 715, 716, 780, 781, 810, 916, 110 Open e Archeobus. Sempre domani, quarta edizione della maratona Run for food che prevede una corsa competitiva su un percorso di 10 Km e un’altra non competitiva su percorso dimezzato. A partire dalle 16,30 sarà chiusa al traffico la corsia centrale di via delle Terme di Caracalla e la conseguente deviazione delle linee 118, 160 e 628 mentre, dalle 17,30 e fino alle 19,30 circa, saranno deviati o limitati i percorsi dei bus delle linee 3, C3, 60, 75, 81, 175, 271, 671, 673, 714, 715, 110 Open e Archeobus. La maratona avrà inizio alle 18 e interesserà tutta un’ampia area compresa tra via delle Terme di Caracalla, il Colosseo, il Circo Massimo e piazza Albania».

AVEZZANO. Oggi casse tiket ed uffici Cup (centro prenotazioni) chiusi e servizio "118" non garantito per lo sciopero...
di LUIGI RICCIARDI

AVEZZANO – Oggi casse tiket ed uffici Cup (centro prenotazioni) chiusi e servizio "118" non garantito per lo sciopero proclamato dal sindacato RdB CUB a cui aderiscono anche i 35 lavoratori precari della Asl Avezzano, Sulmona e Csatel di Sangro. Reclamano la stabilizzazione all’interno dell’azienda sanitaria. Ieri l’assemblea del personale si è riunita per definire le modalità dell’astensione dal lavoro che si articolerà dall’inizio alla fine di ogni fine turno. In pratica lo sciopero si effettuerà per l’intera giornata di oggi con tutti i disagi e le difficoltà che, come sempre, ricadranno sugli incolpevoli cittadini-utenti del servizio sanitario. La rivendicazione di poter fare finalmente affidamento su un posto fisso e durevole è giusta e sacrosanta ove si consideri che tra i 35 precari attualmente in attività nella Asl marsico-peligno-sangrina, figurano persone che vantano ormai un’anzianità di servizio ultradecennale. C’è inoltre da aggiungere che gli stessi precari sono figure essenziali ed indispensabili per lo svolgimento di alcuni compiti come, ad esempio, quello del servizio di emergenza "118", Cup, cassa tiket, ecc. e senza la loro opera la Asl si troverebbe nell’impossibilità di fornire alla collettività un servizio di fondamentale importanza.


23 ottobre 2009 - Il Piccolo

OGGI DISAGI
È sciopero dei trasporti Autonomi, stop generale. Cisl e Cgil fermano i voli

ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte.
Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l'ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Domani sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali.
Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri.
Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di oggi. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari.
Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città.
Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8 di domani; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di domani alle 24 di sabato 23 ottobre.
La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori 'atipicì, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati».


23 ottobre 2009 - Gazzetta dello Sport

Venerdì nero: bus, treni, aerei e metro a rischio
Sciopero di 24 ore dei sindacati di base dei trasporti. Si fermano anche scuole, ospedali e ministeri.
A Roma il corteo nazionale

Sarà un venerdì difficile, oggi, per lo sciopero generale di 24 ore indetto dai sindacati di base (RdB, SdL Intercategoriale, Cobas). Disagi in vista non solo per i trasporti: a incrociare le braccia, anche i dipendenti discuole ,aziende municipalizzate, ministeri. Attuano una protesta unitaria contro i licenziamenti, l’attacco al contratto nazionale, le gabbie salariali, i tagli alla scuola pubblica e l’espulsione in massa dei precari. Prevista, in mattinata a Roma , la manifestazione nazionale :
il corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e si concluderà in piazza San Giovanni. Per agevolare la partecipazione della gente alla protesta, la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20 alle 24. Anche a Milano — dove i mezzi dell’Atm sono garantiti fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18 — è prevista una manifestazione, alle ore 9, in largo Cairoli. Nel trasporto pubblico locale e nel trasporto merci, lo sciopero sarà articolato rispettando le fasce protette, che cambiano da città a città.
Treni e aerei Per il trasporto aereo ,
dopo l’intervento del ministro
Altero Matteoli, lo stop sarà di sole 4 ore , dalle 12 alle 16. Per quanto riguarda i treni,
Ferrovie dello Stato ha comunicato che la circolazione sarà regolare: «Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato». Lo sciopero, in ogni caso, non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari. Nel trasporto marittimo, invece, i collegamenti con le isole minori saranno sospesi fino alle 24 di domani.
Gli altri settori Lo sciopero coinvolgerà anche la scuola, le università, i ministeri, gli enti locali, le agenzie fiscali. Per medici e operatori sanitari l’astensione avrà inizio dal primo turno fino all’ultimo turno, per l’intera giornata.(s.an.)


23 ottobre 2009 - Il Giorno

Corse garantite mattina e pomeriggio
SCIOPERO MEZZI

MILANO - SI PREVEDONO disagi per migliaia di passeggeri a causa dello sciopero generale indetto per oggi dai sindacati. Nel settore del trasporto pubblico, ovvero metropolitana, tram e autobus,saranno comunque garantite determinate fasce orarie. Al mattino i mezzi funzioneranno regolarmente da inizio servizio fino alle 8.45, quando sarà effettuata la prima sospensione dal lavoro. Poi metropolitane e autobus riprenderanno a circolare dalle 15 fino alle 18, orario in cui si fermeranno di nuovo fino al termine del servizio. Difficile prevedere quale sarà l'adesione dei lavoratori allo sciopero. A secondo del numero dei partecipanti i disagi per il pubblico saranno più o meno elevati. In questo caso si tratta di uno sciopero generale proclamato dai sindacati del Patto di base Rdb, Sdl Intercategoriale e Confederazione Cobas e dunque l'adesione potrebbe essere consistente.


23 ottobre 2009 - Il Mattino

Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale...

Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL intercategoriale, Confederazione Cobas). A soffrire sarà soprattutto Roma, dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l’ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli. Sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l’assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell’azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l’intera giornata. Il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato. Lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari. Trasporto locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: 24 ore da stamattina alle 8. I collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di oggi alle 24 di domani. La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra l’altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all’80% del salario e reddito per i lavoratori atipici, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi; difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali».


23 ottobre 2009 - Liberazione

L'adesione di Rifondazione
Oggi sciopera il Patto di Base: stop licenziamenti, aumentare salari e pensioni

Trasporti, scuole, aziende municipalizzate e private: coinvolge tutte le categorie lo sciopero generale di 24 ore proclamato per oggi dai sindacati del Patto di Base (SdL, Confederazione Cobas, Cub). Tra gli obiettivi della protesta: blocco dei licenziamenti, aumento di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti, blocco degli sfratti, ritiro della riforma Brunetta, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, fine del monopolio di Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali. Allo sciopero si affianca una manifestazione nazionale che si terrà a Roma: un corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e percorrerà via Cavour, via Merulana, via Emanuele Filiberto, per concludersi in piazza San Giovanni. Ma sono previste manifestazioni anche a Milano (da piazza Cairoli) e a Torino (Via Verdi). Si tratta di «un passaggio importante nella costruzione dell'opposizione al governo Berlusconi - commenta Paolo Ferrero nel dare l'adesione del Prc allo sciopero - che con la controriforma della contrattazione, con i tagli a scuola, sanità, enti locali, sta portando avanti un attacco senza precedenti al lavoro, allo stato sociale, alla democrazia. Un disegno tanto regressivo sul piano sociale, quanto autoritario sul terreno della democrazia».

Al largo di Cetrara la nave Oceano sta scagliando il mare
di Castalda Musacchio

Al largo di Cetrara la nave Oceano sta scagliando il mare. A bordo tecnici specializzati dirigeranno con un joy stick i bracci meccanici del "Rov" ( il robot che scandaglierà il relitto) per tentare di carpire la verità. Uno strumento che nella normalità è utilizzato per scoprire i giacimenti del petrolio è, ora, al servizio della giustizia. Servirà a rivelare se quella affondata al largo delle coste calabre è la presunta Kunsky una delle navi dei veleni di cui parlò cinque anni fa il pentito di n'drangheta Francesco Fonti. Se la verità accertata dovesse essere quella che tutti temono, vorrebbe dire che le denunce ad oggi effettuate dai comitati civici, dalle associazioni ambientali, da partiti e sindacati sono reali. La Calabria sta morendo seppellita da veleni tossici, da sostanze radioattive, da materiali di scarto. Ad Amantea i pescatori hanno già incrociato le braccia. Ottocento famiglie rischiano la sopravvivenza, là dove la pesca oltre che il turismo rappresentano le uniche risorse di una tra le Regioni "dimenticate" d'Italia. E sono i fatti ancora a dimostrare quanto la realtà probabilmente superi il peggiore degli scenari.
Nella valle del fiume Oliva, per esempio, i rilievi effettuati dall'Agenzia per l'ambiente hanno accertato la presenza di un fortissimo tasso di radioattività. Veleni seppelliti qua e là hanno ormai allertato la magistratura su tutto il territorio calabrese. Ad Oliva, nella zona di Foresta Aiello, comune di Serra d'Aiello, provincia di Cosenza, sarebbero sepolti i rifiuti radioattivi e tossici trasportati dalla nave "Rosso" (ex "Jolly Rosso"), finita sulla spiaggia di Campanara San Giovanni - frazione di Amantea - nella notte del 14 gennaio del 1990. A Crotone le scuole, i palazzi, le abitazioni sono inquinate da materiali tossici che stanno avvelenando giorno dopo giorno proprio loro: i bambini. Il materiale? Proviene dalla Pertusola, fabbrica dimessa e mai bonificata da dove sono partite le 35mila tonnellate di ferriti di zinco ancora sepolti nella sibaritide. L'ultima denuncia? A Praia a Mare, sotto l'arenile, sono stati scoperti altri rifiuti tossici sotterrati. Da chi e perché? Secondo la magistratura e i rilievi effettuati questi proverrebbero proprio dalla Marlene, fabbrica della Marzotto che è stata alla ribalta delle cronache per i tanti casi di tumore accertati sul territorio e per la quale il forum ambientalista si costituirà ora parte civile nel dibattimento che seguirà a difesa del territorio «ed a fianco - sottolinea Pesacane - dei molti, troppi, operai morti per le pratiche messe in atto senza controllo nella fabbrica dei veleni».
Nel frattempo per domani la cittadinanza è pronta a manifestare. E domani ad Amantea si tornerà a chiedere lo stato d'emergenza in tutto il territorio costiero che va da Maratea fino ad Amantea e in siti come Crotone e la Sibaritide. «Neppure un ministro - continua Pesacane - si è degnato di scendere un attimino giù semplicemente per dare uno sguardo, capire di cosa stiamo parlando». Ma nel silenzio delle istituzioni parleranno i cittadini. I pescatori in prima linea e i contadini della valle dell'Olivo e tutte le categorie della zona che vivono di turismo non possono che chiedere di essere indennizzati dopo anni di malaffare, di 'ndrangheta e camorra, soprattutto dopo anni di silenzio da parte dello Stato. Il movimento chiede ancora che vengano dati mezzi e risorse perché vengano immediatamete recuperate la nave Kunsky e la Yvonne di fronte a Maratea insieme al loro carico di morte. E non sono solo queste le richieste sul tavolo. Domani si tornerà di nuovo in piazza per una protesta indetta da oltre trecento associazioni - da sindacati come la Cgil nazionale, la Cisl e la Uil regionale, l'Rdb Unicobas nazionale, il Wwf, Legambiente, oltre al comitato civico Natale De Graia, al movimento ambientalista del Tirreno, al forum ambientalista nazionale, a Rosso Cetraro, a Valle Oliva-Terre da perdere, ad "Ammazzeteci tutti" movimento antimafia, al comitato beni comuni di Cosenza - affinché vengano inoltre bonificati tutti i luoghi inquinati e venga riaperta l'inchiesta sulla Jolly Rosso così come per tutte le altre in corso, processi riguardanti soprattutto i disastri ambientali che hanno danneggiato e stanno facendo morire una delle Regioni che, per il suo sistema eco-ambientale, è riconosciuta come quasi l'unica in Europa.


23 ottobre 2009 - Corriere Adriatico

Misure più efficaci contro la crisi. Si fermano anche statali, sanità e vigili del fuoco
E’ sciopero generale, trasporti a rischio

Roma - Stop dei trasporti per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A Roma è previsto un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l’ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli. Oggi sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l’assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto "da quasi un anno, con rarissime eccezioni" da parte di Matteoli "degli scioperi indetti in Alitalia-Cai" per verificare "se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari" perseguibili. I sindacati ipotizzano che "le continue ordinanze del ministro" servano "più alla tutela degli interessi dell’azienda che non a quella della mobilità dei cittadini". Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l’intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di domani. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari. Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte alle 24 di domani. La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra l’altro, "il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all’80% del salario e reddito per i lavoratori "atipici", con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi".

Il rinnovo di Cda e Senato acacdemico fa emergere alleanze tra le Facoltà. Resta fuori la Cgil
Ateneo, un voto con tanti colpi di scena

Macerata Al voto hanno partecipato in molti. l’80% degli aventi diritto e dunque c’è stato grande interesse per il rinnovo dei componenti del Senato accademico e del consiglio di amministrazione dell’Università. Il fronte dei prof. A giudicare dalle risultanze, e quindi dagli eletti, pare di intuire che ci sia stata la tenuta di un accordo di fondo tra Giurisprudenza, Lettere e Scienze della Formazione che ha consentito l’ingresso al vertice anche di rappresentanti delle Facoltà più piccole che diversamente non avrebbero mai avuto i numeri per l’accesso. Ad essere rappresentate sono quasi tutte le Facoltà, una eccezione è Economia. Il fronte del personale tecnico amministrativo. Si conferma forte la lista Rdb, c’è l’ingresso di rappresentanti autonomi e desta clamore l’assenza di rappresentanti della Cgil che non sono stati eletti. Ed ecco i nomi. In Consiglio di amministrazione sono entrati per i ricercatori Giuseppe Riccetti (Giurisprudenza), Claudio Socci (Scienze della Formazione) e Clara Ferranti (Lettere), per gli associati Ines Corti (Scienze Politiche), Andrea Romani (Scienze comunicazione), Andrea Fradeani (Scienze Formazione), per gli ordinari Massimo Montella (Beni culturali), Carlo Menghi (Giurisprudenza) e Francesco Totaro (Lettere). In Senato accademico in rappresentanza di istituti e dei direttori di dipartimento sono entrati Gianluca Contaldi (Giurisprudenza) Mariano Cingolani (Giurisprudenza), Anna Ascenzi (Scienze Formazione) e Luciana Gentili (Lettere). Quanto al personale tecnico amministrativo al Consiglio di amministrazione sono state elette Barbara Di Tizio per Rdb e Giorgio Pasqualetti con una candidatura autonoma. Primo dei non eletti Alberto Cicarè della Cgil. Al Senato accademico invece entrano Rita Monicelli per Rdb e Giovanni Gison con una candidatura autonoma. Prima dei non eletti Cristina Isidori della Cgil. Una elezione, quella per alcuni componenti del consiglio di amministrazione e del senato accademico dell’Università degli Studi di Macerata, che consente anche di intuire quale potrà essere il movimento che porterà tra pochi mesi all’elezione del rettore che andrà a succedere al prof Roberto Sani.(L.PAT.)


23 ottobre 2009 - Il Grecale

San Severo, protesta dei lavoratori "Formula Ambiente"
L’azienda non si era seduta al tavolo delle trattative

San Severo - La loro azienda non aveva partecipato al piano di trattative indetto dal Comune e da CGIL, UGL e RdB e la conseguenza ovvia è stata quella dello sciopero. Sono i lavoratori della "Formula Ambiente", che detiene l’appalto per la gestione del servizio di nettezza urbana della Città di San Severo. I dipendenti lamentano la mancanza dei requisiti minimi di sicurezza nei cantieri. I rappresentanti sindacali, invece, denunciano la mancanza di estintori e cassette di pronto soccorso, ma soprattutto di una turnazione settimanale dei servizi, adesso giornaliera e il numero esiguo dei lavoratori, vista la notevole espansione della cittadina dell’alto Tavoliere. A San Severo, ovviamente, sono stati assicurati i servizi essenziali di nettezza urbana, cioè quelli dell’ospedale, del carcere, delle scuole, dei mercati rionali e della raccolta di rifiuti speciali, come le siringhe. Già il 25 settembre scorso era stata proclamata una giornata di sciopero, poi l’intervento del sindaco Savino e dei sindacati, ma la "Formula Ambiente" non si era seduta al tavolo delle trattative.


23 ottobre 2009 - Il Tempo

Chi si mette dalla parte della gente comune?
Tutto fa pensare che sarà un'altra giornata disastrosa per quanti viaggiano, ma in realtà anche per molti altri.

È sufficiente porre mente a chi sarà costretto a non mandare a scuola il figlio, nel timore che ad ora di pranzo l'autobus del ritorno non si presenti, o a chi dovrà rinviare appuntamenti di lavoro o di altro tipo. La mania italica degli scioperi selvaggi, a dispetto della legge 146 del 1990 che avrebbe dovuto risolvere il problema, continua a fare vittime: e anche se non c'è alcuna ragione che militi dalla parte di chi si permette di bloccare treni e autobus, la cittadinanza sembra rassegnata a subire. Stavolta a dichiarare lo sciopero è il cosiddetto Patto di Base (a cui aderiscono Rdb, Sdl Intercategoriale, Confederazione Cobas), una realtà della cui consistenza è lecito dubitare, ma che può certamente creare problemi alle ferrovie, agli aeroporti e al trasporto cittadino. Particolarmente toccata sarà di sicuro Roma, dove si terrà l'immancabile corteo, e - come si sa - nella Capitale basta davvero poco per mandare in tilt la circolazione. Una simile situazione è inaccettabile, poiché siamo in presenza di settori largamente monopolizzati dallo Stato e in cui è possibile che un minuscolo gruppo di persone (i macchinisti, ad esempio) operi in maniera ricattatoria, sapendo che a poco prezzo riuscirà a causare notevoli disagi. E anche se questa sera poi magari si dirà che lo sciopero - come spesso accade - è stato per lo più ignorato dai lavoratori, il semplice annuncio già ora produce conseguenze rilevanti. In America, uno degli atti più significativi del cambiamento - soprattutto culturale - introdotto da Ronald Reagan fu proprio il braccio di ferro contro i controllori di volo. Il presidente utilizzò l'esercito, fece licenziare i ricattatori e difese i diritti di tutti contro le pretese di pochi. Ecco: da noi ci sarebbe bisogno di qualcuno che abbia il coraggio di mettersi dalla parte della gente comune e decida di reagire con vigore dinanzi a queste azioni anti-sociali. Non si tratta di mettere in discussione la libertà di scioperare o ridimensionare i diritti di chicchessia, ma di comprendere che nessuno può abusare della propria posizione per mettere in scacco un'intera città o un intero Paese.

Da Matteoli
Alitalia, ridotta la protesta
I sindacati di base Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno nei prossimi giorni alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Altero Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari che possano configurarsi quali azioni penalmente, amministrativamente e civilmente perseguibili»

Le tre sigle sindacali - in un comunicato congiunto - osservano che «un ministro dei Trasporti, nelle sue funzioni di garante della mobilità dei cittadini, è sicuramente autorizzato e obbligato a intervenire nei casi in cui lo sciopero può mettere in discussione realmente tale diritto per lungo tempo e in specifiche situazioni, ma è altrettanto vero che egli non può sostituirsi alla Commissione di Garanzia quando essa considera legittimi gli scioperi e comunque in qualsiasi situazione che possa mettere in discussione l'operatività di un singolo vettore aereo». L'ultimo episodio - ricordano i sindacati - è quello dello sciopero generale del 23 ottobre (quello di oggi, ndr) e rispetto al quale il ministro ha emesso «in modo arbitrario e dal nostro punto di vista illegittimo, una ordinanza attraverso la quale lo sciopero nel trasporto aereo viene ridotto a 4 ore, negando quindi la valenza e l'importanza di uno sciopero generale per l'intera giornata».

Il ministro
Scajola precetta i turnisti degli impianti elettrici
Nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha deciso di precettare i dipendenti del settore elettrico che avevano annunciato l'adesione allo sciopero generale di oggi

Il provvedimento, spiega una nota, è stato adottato «in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali 'RdB-Cub-Energià e Cobas Lavoro Privato aderiscono allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base, da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre prossimo». In base alla delega per le vertenze sindacali nel settore elettrico conferita al ministro dal Presidente del Consiglio dei Ministri, l'ordinanza dispone per «il 22 ed il 24 ottobre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale». In particolare, gli impianti in questione sono quello di Montalto di Castro (22 ottobre), Priolo Gargallo (24 ottobre), di proprietà di Enel, e Monfalcone (22 ottobre), di proprietà di A2A. Il Ministero, conclude il comunicato, valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 29 ottobre 2009, in esito alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna.


23 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova

Agenzia delle entrate bloccati i trasferimenti

Vertenza Agenzie delle Entrate: resta tutto congelato per ora. Nell’incontro che si tenuto ieri a Venezia, i dirigenti regionali dell’Agenzia hanno accettato alcune richieste dei rappresentanti dei lavoratori (tutte le sigle, Cobas e autonomi inclusi). Anche se la nascita delle Direzioni provinciali del Fisco è confermata per il 14 dicembre, la controparte ha già bloccato ogni eventuale modifica dell’orario ed il programma della mobilità. Intanto per oggi sono previsti disagi in numerosi sportelli delle Agenzie delle Entrate sparsi sul territorio a causa dello sciopero nazionale, indetto dai Cobas, Rdb e Sdl contro il decreto Brunetta e la politica economica del governo Berlusconi.


23 ottobre 2009 - L'Arena

IN CONSIGLIO. Si chiude la vicenda dei precari
Mense scolastiche trasferite all’Agec. Arriva il sì definitivo
Passa la proposta del Pd per lo stop al parcheggio della Giarina

Verona - Agec si occuperà delle mense scolastiche e il parcheggio alla Giarina viene definitivamente stralciato dal piano delle opere pubbliche. Lo ha deciso ieri il consiglio comunale che ha approvato entrambe le delibere. Il documento che ha sancito l’affidamento ad Agec del servizio di refezione pasti scolastici ha chiuso una lunga stagione di scontri con i lavoratori che ha visto impegnate tutte le sigle sindacali. Di queste solo la Rdb non ha firmato l’accordo per lo spostamento degli oltre 400 dipendenti comunali nell’azienda partecipata. L’assessore al Bilancio, Pier Luigi Paloschi, ha accolto gli ordini del giorno presentati da Giancarlo Montagnoli (Pd) e Antonia Pavesi (Lista Tosi) e l’emendamento proposto da Roberto Fasoli (Pd) che rimarcava i riferimenti espliciti ai due accordi sindacali, mettendo poi ai voti la delibera. Mentre la maggioranza ha votato in modo compatto a favore, l’opposizione si è espressa in tre modi diversi: Patrizia Bravo (Per Verona Civica) ha espresso parere favorevole precisando la necessità di mantenere la vigilanza sulle garanzie riservate ai lavoratori e sulla qualità del servizio, mentre Graziano Perini (Comunisti italiani), ha votato contro la delibera dicendo: «L’unica cosa certa è che dal primo novembre i lavoratori non saranno più dipendenti del Comune, mentre per il resto c’è ancora molta confusione». Infine, si sono astenuti i consiglieri del Partito democratico, che nel corso delle ultime commissioni si erano battuti chiedendo modifiche alla delibera per dare maggiori tutele ai lavoratori, modifiche che hanno ottenuto con l’accoglimento di tutte le istanze da parte dell’assessore Paloschi. Un’altra vittoria della minoranza è stata la votazione all’unanimità della proposta di delibera di Giancarlo Montagnoli (Pd) di stralciare dal Piano triennale delle opere pubbliche il contestato parcheggio della Giarina. Inoltre il Consiglio ha anche approvato l’ordine del giorno del consigliere Elio Insacco (Pdl)di una riqualificazione generale del giardino della Giarina, e la delibera proposta da Lucia Cametti (Pdl) di intitolare l’ospedale maggiore di Borgo Trento all’avvocato Luigi Selmo.(G.C.)


22 ottobre 2009 - Ansa

SCIOPERI: DOMANI PROTESTA SINDACATI BASE,STOP TRASPORTI
SI FERMANO 24 ORE ANCHE P.A., SANITÀ, VIGILI FUOCO

(ANSA) - ROMA, 22 OTT - Stop dei trasporti, domani, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l'ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Domani sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di domani. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari. Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8 di domani; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di domani alle 24 di sabato 23 ottobre. La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori 'atipicì, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi; difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali».

SCIOPERI: ALITALIA; SINDACATI, SI INDAGHI SU DIVIETI MATTEOLI

(ANSA) - ROMA, 22 OTT - I sindacati di base Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno nei prossimi giorni alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Altero Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari che possano configurarsi quali azioni penalmente, amministrativamente e civilmente perseguibili». Le tre sigle sindacali - in un comunicato congiunto - osservano che «un ministro dei Trasporti, nelle sue funzioni di garante della mobilità dei cittadini, è sicuramente autorizzato e obbligato a intervenire nei casi in cui lo sciopero può mettere in discussione realmente tale diritto per lungo tempo e in specifiche situazioni, ma è altrettanto vero che egli non può sostituirsi alla Commissione di Garanzia quando essa considera legittimi gli scioperi e comunque in qualsiasi situazione che possa mettere in discussione l'operatività di un singolo vettore aereo». I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro siano indirizzate più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini. Quanto alla necessaria tutela dei diritti dei lavoratori e del diritto di sciopero, evidentemente questo ministro la considera del tutto estranea alle sue funzioni». L'ultimo episodio - ricordano i sindacati - è quello dello sciopero generale che si terrà domani, 23 ottobre, e rispetto al quale il ministro ha emesso «in modo arbitrario e dal nostro punto di vista illegittimo, una ordinanza attraverso la quale lo sciopero nel trasporto aereo viene ridotto a 4 ore, negando quindi la valenza e l'importanza di uno sciopero generale per l'intera giornata, che era stato considerato del tutto corretto dalla Commissione di Garanzia». Da quando SdL «si è contrapposto ad Alitalia/Cai, cioè da circa un anno, - si legge nella nota - il ministro ha di fatto permesso due 'mezzi scioperi di 4 orè ed ha sistematicamente vietato lo sciopero di 24 ore, se pur limitato nella sua efficacia dalla legge in quanto esistono fasce orarie (complessivamente 6 ore) nelle quali i voli (circa la metà di quelli programmati quotidianamente) devono essere comunque garantiti».

TK AST: 'NESSUNA PRESSIONE' PER SCIOPERO GENERALE DOMANI

(ANSA) - TERNI, 22 OTT - La Thyssen Krupp Acciai speciali Terni, in merito a dichiarazioni di organizzazioni sindacali ternane aderenti al patto di base Cobas, Cub e Sdi su «minacce ingiustificate di licenziamento ai lavoratori» che parteciperanno domani allo sciopero generale indetto contro la firma separata del contratto dei metalmeccanici smentisce che ci siano state pressioni di alcun tipo sui lavoratori. L' azienda precisa però che i Cobas, non avendo firmato alcun contratto metalmeccanico, non sono in condizioni dal punto di vista legale di attuare uno sciopero nel settore siderurgico. Ricorda inoltre che alla TK Ast i Cobas pur essendosi presentati con una loro lista alle votazioni per le nuove Rsu, su 2.388 aventi diritto al voto hanno ottenuto solo 32 voti e nessun delegato.


22 ottobre 2009 - Apcom

Trasporti/ Domani sciopero, a rischio bus, metro, aerei e treni
Protestano Rdb-Sdl-Cub.Stop anche per scuole, sanità e ministeri

(APCOM) Giornata di disagi nel settore dei trasporti domani per lo sciopero generale di 24 ore indetto da da Rdb, Sdl Intercategoriale, Confederazione Cobas che manifesteranno la mattina a Roma, con il rischio di mandare in tilt la città. Il corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e terminerà in Piazza San Giovanni. L'articolazione sarà la seguente: nel trasporto aereo, dopo l'intervento del ministro Altero Matteoli lo stop sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16. Alitalia ha fatto sapere che per ridurre al minimo i disagi dei clienti, ha deciso di cancellare preventivamente 6 voli dell'operatore Air One CityLiner. I 190 passeggeri coinvolti sono stati riprotetti su altri voli. Nel trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici si fermeranno per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni si asterrà dal lavoro per 4 ore, dalle 11 alle 15. Le Ferrovie dello stato hanno comunicato che nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato e, per quanto riguarda il trasporto locale, lo sciopero non interesserà le fasce a maggiore mobilità pendolare. Nel trasporto pubblico locale e nel trasporto merci e logistica lo sciopero sarà articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 alle 24. L'agitazione nel trasporto marittimo riguarderà la giornata del 23 dalle ore 8 alla stessa ora del giorno successivo. I collegamenti con le isole minori si interromperanno dalle ore 00 alle 24 del 23 ottobre. Nella Pubblica amministrazione (Scuola, Università, Ricerca, Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali, Presidenza del Consiglio) lo sciopero riguarderà l'intera giornata. La Sanità si fermerà da inizio del primo turno del 23 alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Le tre sigle segnalano che, "nonostante lo sciopero sia st