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Botta e Risposta: Paolo Leonardi su PdCI TV 31 ottobre 2009 - Liberazione Al via la prima assemblea con
partiti, collettivi, associazioni e sindacati Roma - Tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria,
Roma ha visto un aumento del 282% nel periodo tra gennaio e marzo del 2009 (219% nel
Lazio). E questo, di fronte a un dato nazionale nello stesso periodo del 184%. Entro la Fermati gli impianti a Torrevaldaliga Nord Civitavecchia - L'indiscutibile successo dello sciopero
generale del sindacalismo di base, svoltosi venerdì scorso con 100mila lavoratori che
hanno manifestato per le vie della capitale, ha avuto giovedì 29 ottobre uno
straordinario e significativo epilogo: nell'ambito del programma settimanale di sciopero
previsto per le centrali elettriche, impossibilitate per legge a fermarsi nello stesso
giorno, i lavoratori turnisti di Torrevaldaliga Nord hanno infatti incrociato le braccia
fermando gli impianti di produzione. Un fatto importante rispetto al quale Rifondazione
Comunista esprime grande soddisfazione. 31 ottobre 2009 - La Repubblica Brindisi, sciopero negato all´Enel BRINDISI - I lavoratori del settore elettrico non
possono e non devo scioperare. Il diktat arriva direttamente dal ministro dello Sviluppo
economico Claudio Scajola, precetto che colpisce anche i turnisti della centrale Enel di
Brindisi Federico II. Azzerate quindi le iniziative per domani e lunedì organizzate da
RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro Privato, sigle che avevano annunciato la partecipazione
allo sciopero generale indetto dalla Confederazione Unitaria di Base, da Sdl
Intercategoriale e da Confederazione Cobas. Le motivazioni alla base della precettazione
hanno a che fare, lo comunica la stessa Enel, con l´importanza della centrale brindisina
nel panorama energetico nazionale. 31 ottobre 2009 - Il Giornale di Sondrio Con la Rdb Cub un convegno dedicato alla nostra sanità SONDRIO - Un convegno per fare il punto sulla sanità nella nostra provincia. Un momento di riflessione e analisi che vedrà confrontarsi i vertici dell'Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna e dell'Asl di Sondrio con lavoratori, sindacati, forze politiche e sociali. L'iniziativa è in cartellone per giovedì 5 novembre alle 21 nella sala Besta della Banca Popolare di Sondrio. A organizzare il convegno dal titolo «Quale futuro per il sistema sanitario in provincia di Sondrio» è la federazione provinciale Rdb Cub. Interverrano in qualità di relatori i direttori generale di Aovv e Asl, Marco Votta Luigi Gianola , e il coordinatore nazionale sanità Rdb Cub, Gianfranco Bignamini . Si tratteranno argomenti locali in relazione agli indirizzi, attuali e futuri, della politica sanitaria messa in atto da Regione Lombardia. 31 ottobre 2009 - Il Messaggero Veneto COMIZIO IN PIAZZA Pordenone - Oggi alle 15, nella corte interna del Caffè Letterario di piazza della Motta, Comitato 25 Aprile, Anpi, Arci "Tina Merlin" Montereale, Iniziativa Libertaria, Circolo Libertario Zapata, Giovani Comunisti, Rc, Rdb-CUB, Cobas e Usi/Ait terranno una conferenza stampa per denunciare con testimonianze dirette che sabato scorso, dopo lautorizzzazione del presidio a Casa Pound Italia, durante il pomeriggio, per diverse ore, «almeno una decina di teste rasate dichiaratamente fasciste e vicine a gruppi neonazisti hanno prima minacciato e poi inseguito alcuni ragazzi colpevoli di aver partecipato a un volantinaggio svoltosi in piazza Risorgimento». 31 ottobre 2009 - La Nuova Ferrara «La caserma non è ancora sicura» Ferrara - «Dopo tre anni dallincidente che ha
colpito il nostro collega Marco Galan assistiamo ad un totale immobilismo sugli accessi
nella sede del Comando provinciale, permanendo così una situazione di rischio immutata
che vede automezzi del Comando, del 118, dei dipendenti e quelli esterni di corrieri
e quantaltro confluire in promiscuità in un unico portone di entrata con il
grave rischio che si possa ripetere un altro incidente». 31 ottobre 2009 - Il Gazzettino Venezia. Se la vicenda dei cosiddetti "bigliettai furbetti"... Venezia - Se la vicenda dei cosiddetti "bigliettai
furbetti" approderà in unaula di Tribunale, lamministrazione comunale
intende costituirsi parte civile. Lo ha deciso ieri la Giunta, su proposta
dellassessore alla Mobilità (ed ex presidente di Actv) Enrico Mingardi. La
questione, portata a galla da un filmato di "Striscia la notizia" è però
tuttaltro che chiara. Da un lato cè il bigliettaio manesco che ha spintonato
lattore ingaggiato da Mediaset, il quale ha subito ammesso pubblicamente le sue
responsabilità per quel gesto. Per quanto riguarda la presunta cresta sui biglietti
venduti ai turisti, occorre verificare se effettivamente il resto sia stato trattenuto,
perché i filmati mostravano che il resto veniva subito restituito una volta reclamato. 31 ottobre 2009 - Il Manifesto FIAT La Fiat vuole smobilitare il Centro Stile e Progettazione dello stabilimento di Arese, ma gli operai non ci stanno e annunciano scioperi a oltranza, allargando la protesta all'intero sito industriale. La decisione è stata presa da Slai-Cobas ed FlmU-Cub, che hanno tenuto le rispettive assemblee in due angoli diversi della fabbrica, mentre la Fiom-Cgil si riunirà martedì 3 novembre, ma ha già fatto sapere che «se la Fiat non intende trattare, anche per noi non si tratta». Il Lingotto ha annunciato di voler trasferire a Torino 230 lavoratori in cassa integrazione fino al prossimo 3 gennaio. In pratica, a partire dal giorno successivo, i dipendenti Fiat dovrebbero fare la spola tra il capoluogo lombardo e quello piemontese. Unanime l'opposizione delle varie sigle sindacali, che parlano di un «licenziamento mascherato». 31 ottobre 2009 - Il Giorno All'Alfa di Arese torna a sventolare
bandiera rossa MILANO - FIAT SMOBILITA il Centro Stile e Progettazione, l'ultimo baluardo dello stabilimento Alfa Romeo di Arese, ma gli operai non ci stanno e annunciano scioperi a oltranza, allargando la protesta all'intero sito industriale. La decisione è stata presa da Slai-Cobas e FlmU-Cub, che hanno tenuto le rispettive assemblee in due angoli diversi della fabbrica, mentre la Fiom-Cgil si riunirà martedi' 3 novembre, ma ha già fatto sapere che «se la Fiat non intende trattare, anche per noi non si tratta». Il Lingotto ha annunciato di voler trasferire a Torino 230 lavoratori in cassa integrazione fino al prossimo 3 gennaio. In pratica, a partire dal giorno successivo, i dipendenti Fiat dovrebbero fare la spola tra il capoluogo lombardo e quello piemontese. Unanime l'opposizione delle varie sigle sindacali, che parlano di «licenziamenti mascherati». Lo Slai-Cobas, organizzazione di base nata proprio nello stabilimento di Arese, ha annunciato «scioperi a partire da lunedì», spiegando che «ogni giorno ci sarà un'iniziativa diversa» per salvare quello che resta della fabbrica. La FlmU-Cub, altra organizzazione di base, ha previsto «iniziative veramente clamorose», mentre la Fiom-Cgil deve ancora radunare i propri iscritti. Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai-Cobas, ha spiegato che la lotta non coinvolgerà solo i lavoratori trasferiti, ma «sarà di sito», perché riguarderà anche i lavoratori delle altre aziende presenti nell'area. SU PARTE dei 2,5 milioni di metri cubi che costituiscono la fabbrica, lavorano oggi circa 2 mila persone per aziende che sono subentrate a Fiat, che ha ceduto l'area nel 2002. Nel 1986, all'arrivo del Lingotto, lo stabilimento contava 16 mila dipendenti e oggi è ridotto all'osso, con un organico di 314 lavoratori Fiat, di cui 230 in cassa integrazione. Centottanta lavorano per Powertrain (cambi e motori), di cui 150 cassintegrati e altri 500 sono impegnati nel call center. La decisione di chiudere anche il reparto progettazione avviene, ironia della sorte, proprio a pochi mesi dall'avvio dei festeggiamenti per i 100 anni dell'Alfa Romeo. 31 ottobre 2009 - La Provincia di Cremona Auto. Cade lultimo baluardo,
230 lavoratori in cassa trasferiti a Torino MILANO Fiat vuole smobilitare il Centro Stile e Progettazione, l'ultimo baluardo dello stabilimento di Arese, ma gli operai non ci stanno e annunciano scioperi a oltranza, allargando la protesta all'intero sito industriale. La decisione è stata presa da Slai-Cobas ed FlmU-Cub, che hanno tenuto le rispettive assemblee in due angoli diversi della fabbrica, mentre la Fiom-Cgil si riunirà martedì 3 novembre, ma ha già fatto sapere che «se la Fiat non intende trattare, anche per noi non si tratta». Il Lingotto ha annunciato di voler trasferire a Torino 230 lavoratori in cassa integrazione fino al prossimo 3 gennaio. In pratica, a partire dal giorno successivo, i dipendenti Fiat dovrebbero fare la spola tra il capoluogo lombardo e quello piemontese. Unanime l'opposizione delle varie sigle sindacali, che parlano di un «licenziamento mascherato», anche se appare difficile, dato l'alto grado di litigiosità, che possano adottare iniziative comuni. Lo Slai-Cobas, organizzazione di base nata proprio nello stabilimento di Arese, ha annunciato «scioperi a partire da lunedì», spiegando che «ogni giorno ci sarà una iniziativa diversa» per salvare quello che resta della fabbrica. La FlmU-Cub, altra organizzazione di base, ha previsto «iniziative veramente clamorose», mentre la Fiom-Cgil deve ancora radunare i propri iscritti. Assenti Fim-Cisl e Uilm-Uil. Nel 1986, con l'arrivo del Lingotto, lo stabilimento contava 16.000 dipendenti e oggi è ridotto all'osso, con un organico ridotto a 314 lavoratori Fiat, di cui 230 in cassa integrazione. 30 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna CENTRALE ENEL PORTOVESME - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico (per il territorio riguarda la centrale Sulcis di Portovesme), in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali RdB-Cub Energia e Cobas Lavoro Privato hanno dato ladesione allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione unitaria di base da Sdl intercategoriale e da Confederazione Cobas per fine mese. Lordinanza, in particolare, dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dellulteriore personale addetto allesercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato lincompatibilità dellastensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono la Centrale Sulcis (per il 31) con Monfalcone, Priolo G., quindi Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2). 30 ottobre 2009 - Il Gazzettino Intitolarlo Parco della pace è ipocrita Vicenza - "Caro sindaco, le consultazioni sulla parte civile del Dal Molin, cui non abbiamo partecipato, pare abbiano dato una risposta chiara: parco e non aeroporto". Così inizia la lettera scritta giorni fa dal segretario dellRdb Cub di Vicenza, Germano Raniero, al sindaco Achille Variati, sullutilizzo dellarea verde adiacente al Dal Molin. "La proposta di chiamare larea vicina alla base prosegue Raniero - Parco della pace ci pare ipocrita e beffarda. Un insulto per chi si oppone alle guerre ed al militarismo". Ed alla proposta municipale Raniero ribatte: "avere la base militare è già pesante, essere presi in giro è insopportabile". 30 ottobre 2009 - Il Piccolo Precettati per domani i lavoratori della centrale Gorizia - Anche i lavoratori della centrale termoelettrica
monfalconese di A2A sono stati precettati dal ministero per la giornata di domani per
evitare possibili danni al sistema energetico in relazione allo sciopero generale di
alcune sigle sindacali. 30 ottobre 2009 - Il Tempo Posto fisso, domani la protesta sotto al ComuneAsili, tornano in piazza le maestre e le mamme Gli insegnanti e i genitori degli asili e delle materne di Fiumicino tornano sul piede di guerra di Giulia Bianconi Fiumicino - Domani mattina le docenti precarie scenderanno in piazza per protestare contro la mancata stabilizzazione da parte del Comune che va avanti da 15 anni. Al loro fianco ci saranno anche le famiglie dei bambini, che si sono dette pronte anch'esse a manifestare se l'Amministrazione non darà loro rassicurazioni riguardo la possibile chiusura dei nidi dal 24 dicembre al 7 gennaio. «Quest'anno ci hanno già tolto il sabato. Ora vogliono sospendere il servizio anche durante le festività natalizie a discapito di tutti quei padri e quelle madri che lavorano», dice il presidente del Cgsi (Comitato genitori scuola per l'infanzia), Alessio Pecci. Ma per l'assessore alla Scuola, Gino Percoco, «non c'è ancora nulla di sicuro». Eppure i genitori sostengono di aver ricevuto la notizia proprio da un funzionario dell'assessorato durante la nomina del presidente del comitato di gestione dei nidi. «Abbiamo chiesto conferma in tutte e sei le scuole comunali», afferma Pecci che ha inviato una richiesta di incontro urgente a sindaco e assessori per il pomeriggio del 5 novembre. «Vogliamo che ci dimostrino più attenzione, sennò torneremo a protestare». Intanto domani mattina alle 9.30 le insegnanti protesteranno a piazza Grassi. A preoccupare è stato anche l'annuncio del primo cittadino, durante uno degli ultimi Consigli comunali, di avviare una privatizzazione dei servizi scolastici. «Questa notizia ha messo in uno stato di grave preoccupazione le lavoratrici, che dopo anni di servizio vedono sfumare la legittima aspettativa di un posto di lavoro sicuro», dice Fabio Quaresima, delegato RdB di Fiumicino. 30 ottobre 2009 - La Provincia Pavese Arsenale, oggi i sindacati trattano
per lassunzione al Provveditorato PAVIA - Si apre uno spiraglio per cento dipendenti
dellArsenale che potrebbero essere impiegati allinterno del Provveditorato
agli studi. Per i sindacati stamattina si apre una nuova giornata di trattativa sul piano
di reimpiego e potrebbe essere ufficializzato limpegno del ministero
dellIstruzione per assumere un centinaio di dipendenti come amministrativi. 30 ottobre 2009 - Il Bologna SindacatoSciopero alla Dimac tensioni al Carlton Bologna - Produzione ferma per sciopero alla Dimac di Ozzano dove da lunedì i 65 operai sono in presidio davanti ai cancelli dell'azienda. Lotta dura, confermata ieri in assemblea, per scongiurare la cassa integrazione a zero ore per 25 dipendenti. «Nei fatti si sta discutendo di 25 esuberi di lavoratori - spiega in una nota Giuliana Righi (Fiom Cgil) con i delegati aziendali Mauro Leonelli e Stefano Cimini - a cui si pretenderebbe di imporre la sospensione in cigs a zero ore per 12 mesi, senza rotazione». Questo approccio, secondo il sindacato, porterebbe al licenziamento di dipendenti scelti direttamente dell'azienda e non secondo criteri oggettivi. Inoltre si teme la delocalizzazione degli impianti nella sede di Rimini del gruppo Aetna. Tensioni anche al hotel Carlton dove è fallita la consultazione indetta da Cgil Cils è boicottato dalle Rdb, un loro delegato rischia il licenziamento, che ieri hanno inviato una diffida alla Provincia perchè non siano esclusi dal tavolo istituzionale. 30 ottobre 2009 - Il Sannio online Valle Telesina: Comune, dipendenti in stato di agitazione I dipendenti del Comune di Ponte in stato di agitazione. La
notizia ed i motivi che sono alla base della decisione cono contenuti in una nota
informativa diramata nella mattinata di ieri dalla federazione provinciale Rdb/Cub. 30 ottobre 2009 - Libertà Castello sempre più multietnico Castelsangiovanni - Spetta ancora a
Castelsangiovanni la palma di comune più multietnico di tutta la provincia di Piacenza.
Il comune capofila dalla Valtidone, con il suo 17,8% di presenza di cittadini stranieri
sul suo territorio (secondo il rapporto Caritas/Migrantes presentato di recente a
Piacenza), resta il comune con la maggiore presenza di extracomunitari che abitano,
vivono, lavorano e si muovono sul suo territorio. All'interno della classifica stilata
dallo stesso rapporto, in tutta la Regione Emilia Romagna solo altri due comuni superano
Castelsangiovanni: Galeata (Forlì-Cesena) con il 20,1% di stranieri, e Luzzara (Reggio
Emilia) con il 18,9%. 29 ottobre 2009 - Ansa UNIVESITÀ: PER RDB-CUB RIFORMA DA BOCCIARE(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Il testo finale della riforma dell'Università, licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri, peggiora i termini delle precedenti versioni del ddl laddove, prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura. E il giudizio delle Rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego. Nel testo, sottolineano, «resta confermata la svendita della gestione e della mission stessa degli atenei pubblici ai privati, i quali entreranno anche nei Cda, insieme a consulenti 'di prestigiò, per nomina diretta dei rettori. Questi ultimi avranno la discrezionalità di nominare 4 degli 11 membri del Cda. I privati potranno addirittura finanziare direttamente gli stipendi di professori a contratto e ricercatori, previsti solo a tempo determinato, con un precariato che si allunga così di altri 6 anni oltre ai 6 anni degli assegni di ricerca». Il Senato Accademico, secondo le Rdb, viene inoltre declassato a «mero istituto propositivo sottomesso al Cda», le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle degli studenti ridotte al puro «diritto di tribuna». «Il ministro Gelmini, nascondendosi dietro il malgoverno degli atenei, dimentica che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133» aggiungono. Quanto ai rettori della Crui, che plaudono alla proposta di legge, «dimenticano che il mondo universitario ha già nettamente espresso forti e argomentate contestazioni contro la cosiddetta meritocrazia, opponendosi alla distribuzione del 7% dei fondi in base alla valutazione della didattica e della ricerca». A questo punto, concludono, «non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti ed è necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità universitaria» per «imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini e fermare lo smantellamento dell'Università pubblica». SCIOPERI: SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI ELETTRICITÀ DA 31/10 (ANSA) - ROMA, 29 OTT - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le Organizzazioni Sindacali RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro Privato aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre 2009. L'ordinanza, spiega una nota del Ministero, dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono quelli di Monfalcone, Priolo G. e Sulcis (31 ottobre), Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2 novembre). 29 ottobre 2009 - Dire Energia, il 31 sciopero: Scajola
precetta i lavoratori elettrici (Dire) ROMA - Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, "in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali 'RdB-CubEnergia' e 'Cobas Lavoro Privato' aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione unitaria di base, da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas". L'ordinanza, in particolare, dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre "la precettazione dei lavoratori turnisti e dellulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica", per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, "ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale". Gli impianti in questione sono quelli di Monfalcone, Priolo G. e Sulcis (31 ottobre), Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2 novembre). 29 ottobre 2009 - Dire LAVORO BOLOGNA. CARLTON, RDB: FALLITO REFERENDUM CGIL-CISLMARINELLI: SE CI SARANNO, IMPUGNEREMO LICENZIAMENTI ED ACCORDO (DIRE) Bologna, 29 ott. - Niente quorum per il referendum indetto da Cgil e Cisl sull'accordo con la direzione dell'hotel Carlton di Bologna, intenzionata ad esternalizzare 24 dipendenti. Lo annunciano le Rdb, contrarie all'accordo: "I lavoratori dell'hotel hanno seguito l'indicazione delle Rdb- spiega una nota del sindacato di base firmata da Luigi Marinelli- e non hanno partecipato al referendum-trappola impedendo cosi' il raggiungimento del quorum per dichiararlo valido". Di conseguenza, "questa mattina abbiamo inviato una diffida all'amministrazione provinciale che sta incontrando Cgil, Cisl e parti datoriali- continua la nota- a dare seguito a qualsiasi accordo, con particolare riferimento alla proposta di esternalizzazione del personale dipendente". E' necessario, aggiunge Marinelli, che l'assessore provinciale al Lavoro, Anna Pariani, "convochi urgentemente le Rdb in quanto sindacato maggiormente rappresentativo fra i lavoratori oggetto della procedura di licenziamento e ripristini cosi' un minimo di regole democratiche". Nelle prossime ore le Rdb decideranno "insieme ai lavoratori come proseguire la mobilitazione- conclude Marinelli- ed impugneremo il licenziamento ed ogni ipotesi di accordo di esternalizzazione, che nient'altro rappresenta se non l'anticamera del licenziamento collettivo". A Cgil e Cisl, nonche' alla direzione dell'albergo, intanto, le Rdb rifilano accuse pesanti in merito alle contestazioni disciplinari inflitte ieri ad Antonio Lomonaco: "La direzione del Carlton ripaga il lavoro sporco fatto da questi sindacati addebitando al nostro delegato presunte 'frasi offensive' nei confronti dei delegati Cgil e Cisl", ritenuti quindi "politicamente responsabili" degli "atti intimidatori" da parte dell'azienda. UNIVERSITA'. RDB: RIFORMA DA
BOCCIARE, SERVE MOBILITAZIONE (DIRE) Roma, 29 ott. - Il testo della riforma dell'Universita', licenziato ieri dal Consiglio dei ministri "peggiora i termini delle precedenti versioni del disegno di legge laddove, prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura". La pensa cosi' l'Rdb Universita'. "Nel testo resta confermata la svendita della gestione e della mission stessa degli atenei pubblici ai privati- dice il sindacato- i privati potranno addirittura finanziare direttamente gli stipendi di professori a contratto. Il ministro Gelmini, nascondendosi dietro il malgoverno degli atenei, dimentica che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andra' in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133". Secondo la RdB Universita' "a questo punto non ci sono piu' margini per ambiguita' e rimpianti ed e' necessaria la mobilitazione della parte sana della comunita' universitaria contro le menzogne e lo sfascio dei riformatori, per imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini e fermare lo smantellamento dell'universita' pubblica". 29 ottobre 2009 - Omniroma COMUNE, RDB-CUB: «CONCORSI A VELOCITÀ DIFFERENZIATE» (OMNIROMA) Roma, 29 ott - «Con grande disappunto abbiamo verificato una improvvisa accelerazione riguardo il concorso interno per 3 posti da dirigente della Polizia Municipale, mentre hanno subito l'ennesimo rinvio le prove d'esame del concorso pubblico per 34 posti di funzionario, per 30 di istruttore dei servizi di orientamento lavorativo, come pure quelle per dirigente dell'ambiente, tutti concorsi banditi fin dal 2006». Lo dichiara, in una nota, Roberto Betti della RdB del Comune di Roma. «Abbiamo il forte sospetto - prosegue Betti - che la Giunta stia operando in favore di qualche sindacalista, seduto ai tavoli negoziali, forse per addolcire i possibili contrasti che potrebbero generarsi in vista della revisione della pianta organica dell'ente. È questo il Modello Roma versione Alemanno?» «Crediamo che, dopo più di tre anni trascorsi dall'emanazione del bando, Alemanno debba una risposta ai candidati: non è tollerabile che questi concorsi siano rinviati all'infinito!», conclude il rappresentante RdB . 29 ottobre 2009 - Adnkronos SCIOPERI: SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI SETTORE ELETTRICORoma, 29 ott. (Adnkronos)- Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro Privato aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base, da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre 2009. 29 ottobre 2009 - Asca ENERGIA: SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI SETTORE ELETTRICO (ASCA) - Roma, 29 ott - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre di lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le Organizzazioni Sindacali ''RdB-Cub-Energia'' e ''Cobas Lavoro Privato'' aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas il 23 ottobre scorso. Lo comunica il ministero, specificando che l'ordinanza dispone per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna SpA, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilita' dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono quelli di Monfalcone, Priolo G. e Sulcis (31 ottobre), Brindisi Sud e Fiumesanto 2-3 (1 novembre), Termini Imerese Ponente e Fiumesanto 1-4 (2 novembre). 29 ottobre 2009 - Teleborsa Energia: MSE, precettazione lavoratori settore elettrico (Teleborsa) - Roma, 29 ott - Il Ministro dello Sviluppo
Economico Claudio Scajola, ha disposto la precettazione per il 31 ottobre, 1 e 2 novembre
di lavoratori del settore elettrico, in seguito alla dichiarazione con cui le
Organizzazioni Sindacali "RdB-Cub-Energia" e "Cobas Lavoro Privato"
aderivano allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da Sdl
Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre 2009. 29 ottobre 2009 - Il Bologna Hotel Carlton Bologna - È guerra tra sindacati, Rdbverso Cgil e Cisl, allhotel Carlton dove da mesi si protesta contro il progetto di esternalizzare all'esterno alcuni lavori. Ieri la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un referendum, indetto da Cgil e Cisl, sull'accordo. C'è stata tensione e alla fine la proprietà dell'azienda ha sospeso dal lavoro il delegato sindacale delle Rdb Antonio Lomonaco. Per il sindacato di base si tratta del preavviso di un licenziamento in tronco. A Cgil e Cisl si contesta di aver fatto votare i lavoratori non interessanti dall'accordo. Infine i cronisti sono stati allontanati dalla direzione dell'Hotel. 29 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino LA VERTENZA Bologna - Nuove scintille all'hotel Carlton, dove le Rdb si oppongono all'esternalizzazione di 24 dipendenti. A far salire la tensione, il referendum indetto da Cgil e Cisl (contestato dalle Rdb) e la sospensione di un delegato Rdb. 29 ottobre 2009 - La Nazione Firenze. E IL NUOVO piano
strutturale?... Firenze - E IL NUOVO piano strutturale? E l'indispensabile regolamento urbanistico di cui Firenze ha bisogno per non restare paralizzata nella sua crescita economica? Che cosa accadrà ora a questi due strumenti amministrativi che la giunta Renzi deve predisporre e il consiglio comunale approvare entro luglio? Pena la ripartenza dell'intero iter che, notoriamente (grazie a osservazioni dei cittadini e controdeduzioni dell'amministrazione), è lunghissimo? I punti di vista sono discordanti. I timori altissimi. Le risposte contraddittorie. Ma il rischio c'è. E a sollevare il problema non sono solo le forze di opposizione, Pdl e De Zordo in testa, ma i comitati dei cittadini e i sindacati di base. Senza contare le decine e decine di fiorentini che, dopo aver letto le accuse della Procura, possono decidere di chiedere maggior chiarezza su una delle osservazioni che la passata commissione urbanistica ha respinto nella prima fase di presentazione del piano strutturale preparato dala giunta Domenici. I «comitati dei cittadini», per esempio, hanno già messo in chiaro le loro intenzioni: «Chiediamo all'amministrazione e alle forze politiche atti politici chiari che attestino un netto cambio di direzione. Primi temi: piano strutturale e regolamento urbanistico. Che fare? Quali le prospettive e le proposte? Appare inoltre necessaria una ridiscussione delle opere in itinere collegate allo Studio Quadra». Anche perché loro lo sostengono da tempi non sospetti: «Non si può dare un buon governo senza l'ascolto dei cittadini». E l'inchiesta sulla Quadra lo dimostra: «In questa inquietante vicenda in cui sostengono una volta di più, le battaglie dei cittadini, dei comitati e delle associazioni hanno portato all'attenzione una gestione della cosa pubblica che poco ha a che vedere con il bene comune». Se i comitati accusano, i sindacati incalzano, in prima fila le rappresentaze di base (Rdb cub): «E' possibile che quasi nessuno di quelli che sedevano e/o siedono ancora sugli scranni del Salone de' Dugento non si sia mai fermato un attimo a interrogarsi, a riflettere o a meditare su cosa accadeva o accade nella nostra Firenze? Ora siamo in attesa di vedere se quelli della new age' fiorentina avranno coraggio di fare un'inversione di marcia, a partire dalla sanificazione' del marciume edilizio diffuso, se bloccheranno il mostro del piano strutturale, se bloccheranno il sottoattraversamento, insomma se saranno in grado di dare risposte serie e concrete per la difesa del bene comune». IN REALTÀ sul fronte della giunta e, in particolare dell'assessore all'urbanistica in carica, lo stesso sindaco, il lavoro va avanti. Renzi non ha mai condiviso il vecchio piano strutturale, nemmeno da candidato alle primarie. Disse a Domenici che sarebbe stato meglio fermare tutto, l'allora sindaco per tutta risposta gli consigliò caldamente di non candidarsi per le primarie. Il giovane Renzi, però, è sempre stato convinto di fare in tempo, entro il luglio 2010, ad approvare il nuovo piano che disegnerà il futuro di Firenze. Anzi, per essere più precisi, il primo passo del lungo iter amministrativo che porterà alle nuove regole da rispettare per la crescita della città. In gioco il sindaco rampante lo sa bene ci sono molte cose: dalla cittadella viola a Castello, all'alta velocità, a tutti gli atti di tutela degli spazi verdi («un giardino a dieci minuti dalla casa di ogni cittadino), al recupero delle aree dismesse, comprese quelle caserme del demanio che, grazie alla Legge speciale spera di reuperare fra gli spazi utili alla città. Sul tema non fa dichiarazioni precise, ma manda a dire: «Lasciatemi lavorare». 29 ottobre 2009 - Libertà «Aumentano i debiti per il Corpo
con risorse diminuite del 28%» Piacenza - I problemi del corpo dei vigili del fuoco
sono stati discussi ieri mattina in un incontro alla caserma di viale Dante con i
rappresentanti del coordinamento nazionale delle Rappresentanze di Base, la sigla
sindacale che venerdì scorso ha organizzato una manifestazione a Roma contro la politica
dei tagli messa in atto dal governo. Relatori Antonio Jiritano e Vladimiro Alpa, del
coordinamento nazionale, e Luca Orlandi, delegato provinciale Rdb. 29 ottobre 2009 - Inviato Speciale Sindacato di base contro la riforma
Gelmini Per le rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego il testo finale della riforma dellUniversità, licenziato dal Consiglio dei Ministri, peggiora i termini delle precedenti versioni del ddl laddove, prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura. Nel testo Rdb ha sottolineato, "resta confermata la svendita della gestione e della mission stessa degli atenei pubblici ai privati, i quali entreranno anche nei Cda, insieme a consulenti di prestigio, per nomina diretta dei rettori. Questi ultimi avranno la discrezionalità di nominare 4 degli 11 membri del Cda. I privati potranno addirittura finanziare direttamente gli stipendi di professori a contratto e ricercatori, previsti solo a tempo determinato, con un precariato che si allunga così di altri 6 anni oltre ai 6 anni degli assegni di ricerca". Il Senato Accademico, secondo le Rdb, viene inoltre declassato a "mero istituto propositivo sottomesso al Cda", le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle degli studenti ridotte al puro "diritto di tribuna". "Il ministro Gelmini, nascondendosi dietro il malgoverno degli atenei, dimentica che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133? hanno aggiunto. Quanto ai rettori della Crui, che plaudono alla proposta di legge, "dimenticano che il mondo universitario ha già nettamente espresso forti e argomentate contestazioni contro la cosiddetta meritocrazia, opponendosi alla distribuzione del 7 per centi dei fondi in base alla valutazione della didattica e della ricerca". A questo punto, ha concluso Rdb "non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti ed è necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità universitaria" per "imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini e fermare lo smantellamento dellUniversità pubblica". 29 ottobre 2009 - DentroSalerno RdB CuB: riforma universitaria, Gelmini da bocciare Il Consiglio dei Ministri ha licenziato il 28
ottobre la bozza del disegno di legge di "riforma" dellUniversità. Il
testo finale peggiora i termini delle precedenti versioni laddove prevedendo ulteriori
tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o
la chiusura. In quanto alla tanto sbandierata "meritocrazia" che dovrebbe
presiedere al finanziamento degli atenei bisogna ricordare, soprattutto ai rettori della
CRUI, le forte e argomentate contestazioni al 7% distribuito in base alla valutazione
della didattica e della ricerca. Resta confermata la svendita della gestione e la
"mission" stessa degli atenei pubblici ai privati che entreranno nei Consigli
dAmministrazione direttamente nominati dai rettori insieme a "prestigiosi"
consulenti e magari qualche politico locale, titolato ma trombato (il CdA con non più di
11 componenti, rettore compreso, avrà solo 5 componenti eletti dalla e nella comunità
accademica). Il Senato Accademico viene declassato a mero istituto propositivo sottomesso
al CdA, le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle
degli studenti ridotte al puro "diritto di tribuna". I privati, addirittura,
potranno finanziare direttamente gli stipendi di professori e ricercatori che sono
previsti solo con contratti a tempo determinato (si allunga così, di altri 6 anni il
precariato eccellente che si aggiunge ai 6 anni di assegni di ricerca). Lineffabile
min. Gelmini si nasconde dietro il malgoverno di questi atenei dimenticando due cose: che
la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non vengono restituiti
i fondi sottratti con la legge 133; che la sua "riforma" fa ricadere su studenti
e lavoratori il malgoverno degli atenei e non sui veri responsabili che sono propri i
baroni con cui ha concertato la "riforma" (altro che premiazione del merito
!).E facile immaginare cosa potrà succedere nei prossimi mesi per gli atenei
"non virtuosi" come è altrettanto facile immaginare chi pagherà tagli e
malgoverno: gli studenti, il personale tecnico amministrativo, i precari, e le città
universitarie per le quali gli atenei sono diventati dopo gli ospedali uno delle poche
fonti di reddito rimaste sul territorio. I Rettori della CRUI plaudono. Ecco le parole del
presidente, prof. Decleva: "La proposta di legge del Ministro Gelmini approvata oggi
dal Consiglio dei Ministri, per lampiezza del suo impianto e la valenza riformatrice
degli interventi previsti, rappresenta unoccasione fondamentale e per molti versi
irripetibile per chi ha davvero a cuore il recupero e il rilancio delluniversità
italiana". A questo punto non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti, è
necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità accademica contro le menzogne
e lo sfascio dei "riformatori", per imporre al Parlamento la bocciatura della
riforma Gemini e fermare lo smantellamento dellUniversità Pubblica. 29 ottobre 2009 - Il Nuovo Soldo Università: Rdb, riforma da bocciare. Trasforma in aziende private gli atenei pubblici e peggiora il precariato Il testo finale della riforma dellUniversità,
licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri, peggiora i termini delle precedenti versioni
del disegno di legge laddove, prevedendo ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli
atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la chiusura. Nel testo resta
confermata la svendita della gestione e della mission stessa degli atenei pubblici ai
privati, i quali entreranno anche nei Consigli dAmministrazione, insieme a
consulenti "di prestigio", per nomina diretta dei rettori. Questi ultimi avranno
la discrezionalità di nominare 4 degli 11 membri del CdA . I privati potranno addirittura
finanziare direttamente gli stipendi di professori a contratto e ricercatori, previsti
solo a tempo determinato, con un precariato che si allunga così di altri 6 anni oltre ai
6 anni degli assegni di ricerca. Il Senato Accademico viene inoltre declassato a mero
istituto propositivo sottomesso al CdA, le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse
dagli organi accademici, quelle degli studenti ridotte al puro "diritto di
tribuna". Il Ministro Gelmini, nascondendosi dietro il malgoverno degli atenei,
dimentica che la stragrande maggioranza degli atenei nel 2010 andrà in rosso se non
vengono restituiti i fondi sottratti con la legge 133. I Rettori della CRUI, tramite il
Presidente, plaudono la proposta di legge come unoccasione fondamentale e
irripetibile per il recupero e il rilancio del sistema universitario italiano,
dimenticando che il mondo universitario ha già nettamente espresso forti e argomentate
contestazioni contro la cosiddetta meritocrazia opponendosi alla distribuzione del 7% dei
fondi in base alla valutazione della didattica e della ricerca. Secondo la RdB P.I.
Università, a questo punto non ci sono più margini per ambiguità e rimpianti ed è
necessaria la mobilitazione della parte sana della comunità universitaria contro le
menzogne e lo sfascio dei "riformatori", per imporre al Parlamento la bocciatura
della riforma Gelmini e fermare lo smantellamento dellUniversità Pubblica. 29 ottobre 2009 - Rinascita Campania La riforma Gelmini è da bocciare...ma la CRUI plaude alla soluzione finale per gli Atenei Il Consiglio dei Ministri ha licenziato il 28 ottobre la
bozza del disegno di legge di "riforma" dell'Università. Il testo finale
peggiora i termini delle precedenti versioni laddove prevedendo ulteriori tagli ai
finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, ne programma il commissariamento o la
chiusura. In quanto alla tanto sbandierata "meritocrazia" che dovrebbe
presiedere al finanziamento degli atenei bisogna ricordare, soprattutto ai rettori della
CRUI, le forte e argomentate contestazioni al 7% distribuito in base alla valutazione
della didattica e della ricerca. Resta confermata la svendita della gestione e la
"mission" stessa degli atenei pubblici ai privati che entreranno nei Consigli
d'Amministrazione direttamente nominati dai rettori insieme a "prestigiosi"
consulenti e magari qualche politico locale, titolato ma trombato (il CdA con non più di
11 componenti, rettore compreso, avrà solo 5 componenti eletti dalla e nella comunità
accademica). Il Senato Accademico viene declassato a mero istituto propositivo sottomesso
al CdA, le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle
degli studenti ridotte al puro "diritto di tribuna". I privati, addirittura,
potranno finanziare direttamente gli stipendi di professori e ricercatori che sono
previsti solo con contratti a tempo determinato (si allunga così, di altri 6 anni il
precariato eccellente che si aggiunge ai 6 anni di assegni di ricerca). L'ineffabile min.
Gelmini si nasconde dietro il malgoverno di questi atenei dimenticando due cose: 29 ottobre 2009 - La Tua Voce NO NUKE DAY A MONTALTO 29 ottobre 2009 - New Tuscia 'No nuke day', il sindacato RdB
aderisce 29 ottobre 2009 - Maremma Oggi Montalto di Castro. RdB CUB aderisce
al NO NUKE DAY 29 ottobre 2009 - Viterbo Oggi L'RdB contro il nucleare 29 ottobre 2009 - Tuscia web Montalto di Castro - Aderisce anche
Rdb Cub Riceviamo e pubblichiamo - RdB aderisce alla
manifestazione contro il nucleare organizzata da Legambiente che si svolgerà sabato 31
Ottobre a Montalto di Castro a partire dalle ore 9,00. Una iniziativa importante tramite
la quale i cittadini potranno far sentire la loro voce in merito al ritorno al nucleare
sancito grazie allapprovazione delle "Legge Sviluppo", entrata in vigore
il 15 Agosto scorso, che di fatto calpesta la volontà degli italiani espressa tramite
referendum e avvia una forma di produzione energetica tra le più pericolose e dannose per
la popolazione. Una scelta non condivisibile sotto ogni punto di vista: - Rimane insoluto
il problema della sicurezza; non esiste ancora oggi nessuna tecnologia in grado di
eliminare i rischi di incidente, persino per le centrali di nuova generazione gli esperti
parlano di "mitigazione del rischio" ma mai di annullamento. Ricordiamo che
lincidente di Chernobyl ha fino ad oggi causato mezzo milione di morti sul
territorio ex sovietico, di cui 30.000 solo per la ripulitura della centrale, e danni
enormi alla salute delle nuove generazioni del posto che stanno ancora subendo le
conseguenze; - Si tratta di una operazione antieconomica : i costi del combustibile ( in
questo caso luranio che, tra laltro, dovremmo acquistare allestero) ed i
costi di gestione generale del processo sono talmente alti che persino i paesi che negli
anni precedenti hanno investito sul nucleare stanno tornando indietro e puntando su nuove
forme di energia rinnovabile. Negli Stati Uniti da 30 anni non si ordinano centrali
nucleari; in altri paesi, Germania, Spagna, ecc. si investe nelleolico,
nellenergia solare ed in altre fonti alterative, avvicinandosi con questa operazione
a quel 20% indicato dallUnione Europea. - resta il problema delle scorie: in un
paese che non sa gestire neanche i rifiuti ordinari è facile immaginare come possa essere
affrontato il delicato tema delle scorie nucleari, molto appetibile alla criminalità
organizzata che potrebbe trarne enormi profitti. I disastri ambientali venuti alla luce in
questi giorni con le "navi del Veleno" ne sono diretta testimonianza; il loro
carico radioattivo disperso nel mare della Calabria, e chissà in quanti altri siti del
Mediterraneo, fa paura per i gravi danni che potrebbe provocare alla salute della
popolazione e per tutto quello che, si teme, abbia già provocato . Si è registrato un
enorme aumento delle leucemie e di varie forme di cancro che, secondo le associazioni dei
medici oncologi, sono da ricondursi allinquinamento ambientale ma sappiamo bene che
la malavita, che in molte parti del nostro paese si sostituisce allo stato, si nutre di
questo tipo di speculazione e non si ferma neanche quando la posta in gioco è la salute
della gente. Recentemente si è sfiorata una nuova tragedia con lalluvione che ha
colpito il Piemonte e che per poco non ha fatto riemergere le scorie nucleari stoccate a
Salluggia; i residui delle ex centrali sono tuttora sparsi per il paese in condizioni
spesso precarie. Per tutti questi motivi riteniamo che si debba puntare sulla ricerca e
sullattuazione di nuove fonti di energia rinnovabile pulita che in molti paesi
europei sta diventando una importante realtà e non riproporre modelli ormai falliti che
avrebbero effetti negativi e devastanti per lambiente, per l'economia e per la
salute di una popolazione che democraticamente ha espresso il suo NO. Attualmente Montalto
di Castro è uno dei siti candidati ad ospitare una centrale nucleare. Non permettiamo che
in nome di un distorto sviluppo economico, funzionale solo ai profitti della grande
imprenditoria, i nostri territori vengano portati allinfarto ecologico . Opponiamoci
con forza al ritorno del nucleare in Italia. Non restiamo a guardare, rendiamoci
protagonisti del nostro futuro. Noi ci saremo. 29 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova COBAS E PRIVATIZZAZIONI Padova - Preoccupati i lavoratori di AcegasAps e di Etra. Sul banco degli imputati il decreto legge, firmato dai ministri Fitto e Calderoli, che prevede la privatizzazione delle società che gestiscono servizi pubblici: «Riteniamo la vendita ai privati una scelta sbagliata, visto che servizi utili alla collettività come acqua, rifiuti e gas devono essere gestiti con unottica diversa rispetto a chi segue logiche di mercato», spiega Pieretti dei Cobas. 29 ottobre 2009 - La Nuova Venezia I SINDACATI Venezia - Non potranno contare sul sostegno dei sindacati, i quattro bigliettai finiti sotto locchio-denuncia di «Striscia». «Gli stupidi non smettono mai di far danni: il loro è un comportamento immorale, che merita anche il licenziamento», commenta Giampietro Antonini, segretario Rdb-Cub, «abbiamo chiesto un incontro urgente con lazienda, per cercare una soluzione congiunta al problema, che non si può liquidare con un "sono poche mele marce". Quello che mi interessa è difendere la maggior parte dei lavoratori Vela, che opera onestamente». Davanti al direttore generale di Vela, Vincenzo Monaco, i quattro bigliettai protagonisti della cresta sui resti si sono difesi parlando di errori fatti in buona fede: una scusa che non regge alla prova delle immagini. «Mi auguro che gli stessi dipendenti di Vela denuncino i comportamenti irregolari dei loro colleghi, se ve ne sono altri», commenta Walter Novembrini, della Cgil-Trasporti, «perché è chiaro che la maggior parte della categoria lavora onestamente. Per certi versi, questo comportamento è se possibile ancora più grave della truffa scoperta lanno scorso ai danni dellazienda, perché è un malcostume che danneggia direttamente i clienti e rovina limmagine di Venezia in Italia». «Sono stati messi in atto comportamenti ai danni di turisti che non usano leuro, perché è più facile raggirarli: un comportamento intollerabile, da veri vigliacchi», commenta il presidente di Vela, Alessandro Bares, «con rabbia prendo però laspetto positivo di questa faccenda: sono convinto che con laiuto del sindacato e un piccolo investimento in tecnologie, riusciremo a spazzare via ogni malcostume».(r.d.r.) 29 ottobre 2009 - Il Faro Precariato, saremo al fianco
delle insegnati della scuola materna (Il Faro on line) Fiumicino - "Il Partito democratico aderisce alla manifestazione indetta dalle insegnanti precarie della scuola materna del comune, sostenute dal sindacato di base RdB-Cub". Lo comunicano in una nota il segretario comunale Pd, Michela Califano e il capogruppo comunale Paolo Calicchio. "Riteniamo questa protesta legittima. Saremo a fianco dei lavoratori precari che anche l'amministrazione comunale di Fiumicino ha creato. - hanno spiegato - Abbiamo sostenuto e sollevato più volte questo problema in Consiglio con mozioni, ordini del giorno e interrogazioni. Abbiamo sentito l'esigenza di dare una dimensione politica al problema e ora attendiamo risposte concrete da quanti, anche all'interno della maggioranza, ritengono che il lavoro sia una priorità e che la precarietà sia una dimensione esistenziale e lavorativa da affrontare e da risolvere". 29 ottobre 2009 - Corriere.it La denuncia - Davano resti
sbagliati. Boraccetti: polizia giudiziaria allopera VENEZIA La comunicazione formale sarà annunciata oggi. Ma i quattro bigliettai inquadrati dalle telecamere di «Striscia la Notizia », il tigì satirico di Canale 5, mentre «sbagliavano a dare il resto», sono stati allontanati dal lavoro. «Per il momento abbiamo deciso di sospenderli dal servizio e dallo stipendio dice il presidente di Actv, Marcello Panettoni . Abbiamo visionato le immagini del filmato di Canale 5 e fatto un esposto alla Procura, una volta acquisita la documentazione procederemo con gli opportuni provvedimenti ». Che potrebbero arrivare fino al licenziamento dei bigliettai. Misura già adottata nei confronti dei sette dipendenti dellActv finiti sotto indagine lanno scorso per aver sottratto migliaia di euro vendendo biglietti ordinari da 1.10 euro a 6,50. «È probabile che daremo incarico alla polizia giudiziaria di raccogliere elementi sulla vicenda, ma è ancora presto per dire se apriremo o meno uninchiesta spiega il procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti . Bisogna valutare se questa accusa abbia una rilevanza penale o se invece non si sia trattato davvero di un errore. In ogni caso, lipotesi di reato non potrebbe essere altro che truffa». Secondo Panettoni però il problema per Actv e Vela non sta solo nellallontanare i lavoratori nel caso in cui «la loro scarsa professionalità si dimostri un reato», ma evitare che altri episodi simili si ripetano in futuro. I vertici dellazienda dei trasporti proporranno allora ai sindacati, in un incontro convocato per il prossimo 5 novembre, di installare una serie di telecamere nelle biglietterie a maggior afflusso turistico, per controllare periodicamente le registrazioni e avere così la certezza che non vengano commessi errori nella consegna dei resti. «E unipotesi condivisibile riflette Gianpietro Antonini di Rdb Cub purché queste telecamere servano a inquadrare le mani del dipendente e larea del maneggio del denaro. Non per sapere quante volte va in bagno». «Del resto aggiunge Giorgio Bullo della Uil la presenza di controlli mirati va a garantire proprio quei dipendenti onesti che invece lavorano in una situazione di tensione per colpa di qualche mela marcia. Prevenire permette di non criminalizzare, ben vengano le telecamere». Daltra parte nei confronti dei quattro bigliettai hanno perso le distanze molti colleghi, che allimbarcadero di piazzale Roma non hanno voluto commentare una parola di ciò che è stato trasmesso da «Striscia la Notizia», e per di più in un paio di occasioni sono stati insultati da alcuni utenti. «Questi episodi colpiscono in primo luogo i lavoratori onesti ed è interesse di tutti che lazienda faccia gli opportuni controlli dice Valter Novembrini della Cgil . I sindacati difendono i lavoratori, non chi ci imbarazza commettendo reati. Se i quattro saranno incriminati si dovranno far difendere dallavvocato». A provare imbarazzo per la situazione è anche il presidente di Vela, Alessandro Bares, che però sottolinea che lazienda di recente non aveva ricevuto reclami per i mancati resti. «Ce ne sono stati cinque-sei per questioni legate alla maleducazione di alcuni dipendenti precisa Bares ma fatti come quelli messi in luce dalla televisione coinvolgono soprattutto i turisti che provengono da aree al di fuori delleuro, quindi è più difficile che ci siano segnalazioni». 29 ottobre 2009 - Il Gazzettino Padova. «Privatizzare Acegas-Aps, entro il 2012, ed Etra, entro il 2011... Padova (M.B.) - «Privatizzare Acegas-Aps, entro il 2012,
ed Etra, entro il 2011, è unoperazione assurda che non tutelerà il cittadino e che
a lungo termine nemmeno porterà benefici alle casse delle amministrazioni comunali».
Parola di Stefano Pieretti, rappresentante sindacale di Adl-Cobas. Che poi aggiunge:
«Quando sentiamo parlare della vendita di questi gioielli di famiglia ci vengono i
brividi. Tanto più se poi i soldi ricavati vengono sperperati per il tram, che non porta
alcun vantaggio economico ai padovani». Venezia. Chi se la passa peggio... Venezia - Chi se la passa peggio sono quelli "duri e
puri" di Rdb-Cub, i Comitati di base. Quelli sempre «tutti dun pezzo», pronti
alla guerra in qualsiasi occasione e che in più di un caso hanno messo alle strette
lActv. 29 ottobre 2009 - Corriere Fiorentino Autocritica Pd: non cè stata
trasparenza Firenze - Abbiamo avuto «scarsa attenzione » sul
principio della «trasparenza ». Va tracciata una riga per riportare «coerenza» tra
«valori etici e comportamenti». Ma non si può non criticare gli altri livelli del
partito, che finora hanno solo usato «toni diplomatici», lasciandoci di fatto soli. 29 ottobre 2009 - Corriere della Sera Il caso Oggi in Assolombarda primo
incontro tra azienda e sindacati. Resta il rebus dellarea Alfa di Arese, 1963-2010. La Fiat ha annunciato il trasloco
a Torino dal 4 gennaio di quello che oggi resta ad Arese di Fiat Group Automobiles. E
cioè centro stile, sperimentazione e progettazione Alfa Romeo per un totale di 229 tra
tecnici e tute blu. Destino incerto per i 113 dipendenti Powertrain (società Fiat che
raggruppa le attività relative a motori e trasmissioni). Di certo cè che 91 di
questi resteranno in cassa integrazione ordinaria fino al prossimo febbraio. La
smobilitazione in corso lascia nellincertezza anche gli oltre 300 dipendenti del
call centre e gli 80 commerciali. 29 ottobre 2009 - Il Messaggero Ascoli. Ultima chiamata oggi a Roma
per decidere il futuro dei 376 lavoratori... Ascoli - Ultima chiamata oggi a Roma per decidere il futuro dei 376 lavoratori e dello stabilimento Manuli. Dovrebbe essere il finale di una serie di incontri che ha portato azienda, istituzioni e sindacati allultimo minuto utile per sottoscrivere un possibile protocollo di intesa. Rabbia e delusione serpeggia però tra i lavoratori che, ancora una volta, oggi saranno a Roma per far sentire le loro ragioni. Al Presidio oggi si raduneranno tutti gli operai che resteranno in città. Resteranno in attesa di notizie dal Mise e non è difficile prevedere che a seconda di come volgerà la trattativa potrebbero essere prese iniziative eclatanti al momento difficili da ipotizzare. La manifestazione prevista per sabato è stata anticipata ad oggi. Sicuramente, se dovesse andar male, non resteranno con le mani in mano. «La Manuli commenta Andrea Quaglietti delegato Sdl , con il verbale fatto sottoscrivere a Roma lunedì scorso dai sindacati nazionali dei chimici da un lato vuole proseguire la sua politica di smantellamento del sito di Ascoli, senza presentare un piano industriale serio, e dallaltro vuole anche continuare ad ottenere benefici e sussidi e ciò solo aumentando di poco o niente i lavoratori da non licenziare (ne usciranno subito sempre 226». «Come si fa ad accettare un verbale del genere continua Quaglietti quando non è stato neanche discusso con gli operai? E perché i sindacati confederali non hanno aderito alla nostra manifestzione?». Il braccio di ferro tra lavoratori e Manuli è stato da subito durissimo perché i dipendenti non riescono ancora a capire come possa unazienda, che nel 2008 ha chiuso il bilancio dello stabilimento di Campolungo con un utile superiore a 42 milioni di euro, decidere di mettere tutti alla porta. Oggi a Roma si parlerà soprattutto di numeri: secondo le indiscrezioni della vigilia la nuova proposta della Manuli prevederebbe 150 unità lavorative (inizialmente 118). Lazienda avrebbe anche accolto la richiesta di aumentare (circa 2 milioni di euro) il plafond dellincentivazioni per 55 prepensionamenti con luscita volontaria di 15-20 lavoratori. Sei impiegati sarebbero trasferiti a Milano e altri 10 operai ricollocati in part-time verticale per sei mesi nel comparto "Oil marine". Sempre nella giornata di oggi verrà affrontato anche laltro problema, ugualmente spinoso, riguardante la concessione della cassa integrazione a seguito della messa in mobilità dallo scorso 3 agosto. La Manuli ha pagato i lavoratori nei mesi di agosto, settembre e ottobre come periodo di ferie. Lo scopo dellazienda è quello di trattenere poi le mensilità di settembre e ottobre, periodi non coperti da ferie effettivamente maturate, al momento del pagamento di fine rapporto. E per non mettere a carico dei lavoratori le due mensilità, la Manuli ha chiesto al Ministero del lavoro di far partire la cassa integrazione non da novembre bensì dal primo settembre scorso in modo da coprire le "ferie figurative" già pagate. Secondo i sindacati quanto fatto dallazienda, relativamente al pagamento di settembre e ottobre, è illegale. I lavoratori, dicono, hanno diritto alla normale retribuzione. 29 ottobre 2009 - La Repubblica Asili nido, esplode la rivolta, la
Cgil: "Stop agli inserimenti" Genova - «Il Comune deve sospendere gli inserimenti
negli asili nido finché tutte le strutture destinate ad accoglierli non avranno ottenuto
le autorizzazioni dalla Asl e dagli uffici regionali e comunali competenti»: la Cgil
entra in rotta di collisione con l´assessore comunale alla Scuola, Paolo Veardo. 29 ottobre 2009 - Corriere Adriatico Anticipata la manifestazione. Oggi
summit al ministero Ascoli - Il coordinamento lavoratori del Piceno ha spostato ad oggi la manifestazione di protesta prevista per sabato contro il piano di ristrutturazione della Manuli. E Andrea Quaglietti del Sdl polemizza con i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che non hanno aderito alla manifestazione. Questo pomeriggio buona parte dei 375 dipendenti che rischiano il posto di lavoro sarà presente si al presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Gli operai attenderanno lì notizie dellincontro presso il ministero per lo Sviluppo economico a Roma, lultimo convocato per chiedere allazienda un piano industriale che preveda tagli di personale ben inferiori a quelli prospettati. "La Manuli, con il verbale fatto sottoscrivere a Roma lunedì scorso dai sindacati nazionali dei chimici, da un lato vuole proseguire la sua politica di smantellamento del sito di Ascoli, senza presentare alcun piano industriale serio, e dallaltro vuole continuare ad ottenere benefici e sussidi", dice il sindacato Sdl. Il piano della multinazionale prevede il mantenimento solamente di un terzo del personale ma il numero degli occupati potrebbe aumentare secondo i più ottimisti fino a 150 unità ma non di più. Per gli altri la multinazionale è disposta solo ad aumentare gli incentivi per andare via con la possibilità, dintesa con le istituzioni, di attiovare la cassa integrazione retroattiva da settembre. 28 ottobre 2009 - Iris FIUMICINO: IL 31 OTTOBRE ASSEMBLEA PUBBLICADELLE INSEGNANTI PRECARIE DELLA MATERNA (IRIS) - ROMA, 28 OTT - Sabato 31 ottobre in piazza G.B.
Grassi a Fiumicino, dalle ore 9.30, le insegnanti precarie della scuola materna del
comune, sostenute dal sindacato di base RdB-CUB, indicono unassemblea pubblica con
cui intendono portare allattenzione dei cittadini le problematiche legate al loro
stato di precariato che si prolunga ormai da 15 anni. 28 ottobre 2009 - Adnkronos ROMA: RDB-CUB, SABATO ASSEMBLEA PUBBLICAINSEGNANTI MATERNA A FIUMICINO Roma, 28 ott. - (Adnkronos) - ''Sabato 31 ottobre in piazza G.B. Grassi a Fiumicino, dalle 9.30, le insegnanti precarie della scuola materna del comune, sostenute dal sindacato di base RdB-Cub, indicono un'assemblea pubblica con cui intendono portare all'attenzione dei cittadini le problematiche legate al loro stato di precariato che si prolunga ormai da 15 anni''. Lo comunica in una nota il sindacato di base RdB-Cub, che prosegue ''nella stessa sede le insegnanti, che hanno invitato gli amministratori comunali, chiederanno che venga individuato e avviato un percorso di stabilizzazione, finora negato, a soluzione del loro problema''. ''Il Sindaco Canapini ha affermato in sede di Consiglio Comunale che entro il prossimo anno scolastico si avviera' la privatizzazione dei servizi educativi di Fiumicino'', dichiara Fabio Quaresima, delegato RdB di Fiumicino. ''Questa enunciazione - prosegue Quaresima - mette in uno stato di grave preoccupazione le lavoratrici, che dopo anni di servizio vedono sfumare la legittima aspettativa di un posto di lavoro sicuro''. ''Le insegnanti sono stanche e deluse da questi amministratori, che in campagna elettorale hanno promesso loro la stabilizzazione e che oggi - conclude - si rimangiano la parola data senza contare che la situazione di precarieta' non puo' dare la continuita' necessaria all'insegnamento e si ripercuotera' inevitabilmente anche sulla qualita' della formazione degli utenti finali, e cioe', i bambini''. 28 ottobre 2009 - Liberazione Roma. "La crisi a Roma, perché nessuno resti solo" assemblea Roma - Alle 17.30 nella sede dell'Associazione "Esquilino domani", via Galilei 53, "La crisi a Roma, perché nessuno resti solo" , assemblea con esponenti di forze politiche e sindacali, comitati, associazioni: Rdb, Sdl, Unione Inquilini, Attac, Usi Ait. 28 ottobre 2009 - Il Manifesto CALL CENTER ANSWERS OCCUPA IL COMUNEPISTOIA - Hanno occupato la sala Maggiore del palazzo Comunale i lavoratori del call center pistoiese Answers, forte di 650 addetti in maggioranza donne. I circa trecento manifestanti di Answers che hanno protestato in palazzo Comunale sono poi stati ricevuti dal vicesindaco Tuci, dall'assessore comunale Lucchesi e dalla presidente provinciale Fratoni. Già da settimane i lavoratori protestavano contro il ritardo negli stipendi, ancor più in generale la quotidiana precarietà di chi lavora nel call center Answers era stata denunciata da mesi dal sindacato di base Cub . "Ma ora la goccia che ha fatto traboccare il vaso - spiega Michele Gargini, segretario provinciale della Slc Cgil - è stata l'assenza dei rappresentanti del gruppo Phonemedia-Omega, di cui Answers fa parte, all'incontro previsto ieri al ministero delle Attività produttive". Oggi sul caso Answers è in programma un incontro con l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini. 28 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino Brutta sorpresa in busta paga Slitta
di due giorni la trattativa ASCOLI - SLITTA a domani la scadenza della procedura di mobilità alla Manuli Rubber Industries di Ascoli. La chiusura delle trattative era, in un primo momento, prevista per ieri. «Su questa vertenza c'è una grande confusione dice Andrea Quaglietti, Rsu del Sindacato dei Lavoratori non si capisce come dall'incontro al Minitsero del Lavoro si è arrivati alla data del 29 ottobre». L'incontro è fissato alle 14,30 al Ministero dello Sviluppo economico, dove si tirano le somme su una vertenza simbolo' per il Piceno. «Aspettiamo l'incontro di giovedì dice Floriano Canali della Uil per adesso non abbiamo nuovi elementi sulle intenzioni dell'azienda che non si è mai espressa sul versante delle incentivazioni all'esodo». Tutto si gioca sui numeri. LA PROPOSTA della Manuli, al momento, prevede il riassorbimento di 128 unità lavorative su un totale di 375. «E' chiaro che la Manuli non vuole chiudere per non pagare oneri allo Stato aggiunge Quaglietti ma non possiamo permettere che resti e detti le condizioni. Tutta la forza lavoro deve essere riassorbita». Ieri sera, gli operai si sono ritrovati davanti alla fabbrica per un incontro alla luce delle novità arrivate da Roma. La tensione è alle stelle anche perché ieri alcuni lavoratori hanno ricevuto le buste paga. E per loro è stata un'amara sorpresa. «L'azienda ha messo due mesi di ferie, settembre e ottobre spiega Quaglietti , ma in realtà è stata la Manuli a tenerci lontano dal lavoro». Anche Canali della Uil su questo punto spiega che le maestranze, dopo la pausa estiva di agosto, avevano dato disponibilità a tornare al lavoro con una lettera inviata all'azienda. «E' un'azione arbitraria dell'azienda che non è corretta aggiunge Canali . Alcuni lavoratori, infatti, non avendo le ferie si sono ritrovati sotto di duecento ore». L'ESITO dell'incontro di domani tra la Manuli, i sindacati e le istituzioni avrà pesanti ripercussioni. I rapporti sindacali sono piuttosto tesi. Quaglietti dell'Sdl ha accusato Cgil, Cisl e Uil di aver già firmato una bozza di verbale congiunto, che verebbe discussa domani al Mise. Per Quaglietti «è inaccettabile che i sindacati, senza peraltro aver ascoltato Rsu e lavoratori, possano dire sì alle proposte della Manuli». A suo dire, al punto 9 dell'accordo sarebbero addirittura i sindacati a impegnarsi ad agevolare il recupero dei posti di lavoro anche attraverso nuove attivitè produttive nell'area che verrà liberata dall'azienda. Per i confederali, invece, la firma del verbale congiunto era indispensabile per poter ottenere gli ammortizzatori sociali, e non può essere in alcun modo tradotta in un sì al piano industriale della Manuli. 28 ottobre 2009 - Il Messaggero Otto cordate sono pronte a correre
al capezzale della Videocon... Otto cordate sono pronte a correre al capezzale della
Videocon e a salvare lo stabilimento anagnino ed i suoi 1300 lavoratori. E quanto
emerso ieri sera nel vertice ministeriale al quale hanno partecipato per il governo il
Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, sindacati ed Rsu. Le otto cordate
che puntano allacquisto del sito ed alla riconversione attraverso il fotovoltaico al
quale di potranno aggiungere anche altre produzioni innovative sono Massimo Pugliese,
Aurelio Regina, Tvp Solar di Piero Abbate, Harianne Trading di Piero Pancotti, Global
Energy Holding A.D. guidata da Elio Moretti, Office Srl di Romolo Sacco, Fincogest Srl di
Valdo Saccomani oltre al piano Provincia-Regione Lazio con quattro imprenditori. Sembra
essersi tirata indietro invece la Keymat che potrebbe però rientrare con Aurelio Regina.
Il Governo da adesso in poi seguirà la vicenda proprio attraverso il Sottosegretario.
Degli otto progetti in campo, il Ministero, senza nominarli, ha fatto sapere che due sono
in vantaggio e sarebbero in stato molto avanzato. Secondo indiscrezioni si tratterebbe dei
progetti di Regina e di Pugliese. Il Governo intanto ha fissato per il prossimo 17
novembre un altro incontro. Moderatamente soddisfatti i sindacati: «Si intravede un
po di luce anche se la strada è ancora lunga. Il fatto importante che è emerso,
oltre allinteresse degli otto gruppi imprenditoriali è quello che il Ministero si
è impegnato su tre questioni: la prima è che il sottosegretario relazionerà
direttamente alla Presidenza del Consiglio landamento della vertenza; la seconda è
quella che invierà una nota allambasciata indiana per richiamare la famiglia Dhoot
ad una collaborazione fattiva alla riconversione; la terza limpegno garantito del
Governo. Il 17 novembre verranno verificati i progetti punto a punto e si inizierà a
selezionare i migliori. Le forme, anche forti, di protesta sono servite a qualcosa» hanno
spiegato Silvio Campoli della Cgil e Mariano Ranieri della Cisl presenti con i colleghi di
Cisal, Sdl e Ugl. 28 ottobre 2009 - Corriere del Mezzogiorno Atitech, il ministro Scajola sfida
loperaio arrabbiato NAPOLI Cè riuscito un operaio
dellAtitech a far perdere le staffe (verbali) al ministro Claudio Scajola. Per i
suoi compagni e in una manciata di secondi Paolo Esposito è diventato leroe del
giorno; quello che gliele ha cantate, insomma, al ministro dello Sviluppo economico. Tanto
da costringere Scajola a lasciarsi scappare una parolina: «stronzo ». Lesponente
di governo era a Napoli, allAtitech, per illustrare laccordo che porterà,
seppure nel tempo, al salvataggio delle officine di manutenzione di Capodichino. 27 ottobre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
37 - 2Anno VI In questo numero: * Articolo 64, la sentenza della Cassazione dice Tar e riscrive lo status dei ricercatori* Giustizia malata, cittadino indifeso * Cnr a secco, Maiani raschia il barile * Oltre 3 mila adesioni per salvare la Ricerca *Malattie, Brunetta si pente e allunga le fasce orarie? * No al taglio di salari e diritti, in 150 mila sfilano a Roma * Pioggia di azioni risarcitorie nei confronti dei chirurghi * Equiparazioni tra lauree, pubblicate nuove tabelle 27 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova CAMPOSAMPIERO CAMPOSAMPIERO - Presidio di protesta allospedale di Camposampiero da parte delle rappresentanze sindacali di Base del Veneto Cub per rivendicare la sospensione definitiva del turno spezzato, come già fatto a Cittadella. «E da oltre un anno che se ne discute, ma allultimo minuto la direzione nega lincontro con i delegati Rdb e i lavoratori interessati sulla problematica molto sentita del turno spezzato, che persiste a Camposampiero da anni e che i lavoratori hanno subìto per sopperire alla carenza di personale» dice una nota Rdb.(g.a.) 27 ottobre 2009 - Il Secolo XIX la protesta dei pompieri Genova - RINNOVO DEL CONTRATTO, pagamento degli straordinari, aumento del personale e delle risorse destinate al potenziamento delle strutture. Sono queste le richieste dei vigili del fuoco che ieri mattina hanno manifestato davanti alla Regione, in piazza De Ferrari e davanti alla prefettura. Un'iniziativa organizzata dai sindacati Cgil, Cils, Uil, RdB e Confsal, in vista dell'incontro con il ministero dell'Interno che si terrà il 29 ottobre. Il presidente Burlando ha assicurato di farsi da tramite per un incontro col ministro Roberto Maroni. 26 ottobre 2009 - Agi MANULI: RSU E LAVORATORI ASCOLI, NO FIRMA SENZA CONSULTAZIONE(AGI) - Ascoli Piceno, 26 ott. - "Non firmeremo nessun
accordo con il gruppo Manuli, se prima non saremo stati consultati". Lo ha detto oggi
Mirko Morganti Rsu della Ugl nella fabbrica di Tubi in gomma di Ascoli, nel corso della
conferenza stampa pomeridiana organizzata davanti ai cancelli del sito produttivo dal
"coordinamento dei lavoratori del piceno", nuovo organismo a cui aderiscono
rappresentanti di diversi sindacati, movimenti e singoli lavoratori. 26 ottobre 2009 - Il Secolo XIX online Rinnovo del contratto, vigili del fuoco in piazza Genova - Risorse umane, fondi per gli straordinari e rinnovo del contratto scaduto da quasi 2 anni: sono queste le richieste portate dai vigili del fuoco a un presidio davanti alla Regione Liguria, in mattinata a Genova, al quale è intervenuto anche il presidente regionale Claudio Burlando. «Continuiamo la protesta iniziata al Salone nautico - ha spiegato il coordinatore regionale Cgil Luca Infantino al presidio indetto anche da Cisl, Uil, Rdb e Confsal -; i mezzi di soccorso sono datati, il contratto di lavoro scaduto, rispetto al piano 1997 mancano 3.600 persone a livello nazionale e 150 in Liguria». Inoltre i vigili del fuoco lamentano il mancato pagamento degli straordinari dal dicembre scorso, la riduzione dei fondi per la manutenzione dei mezzi (tagliati del 90 per cento, passando da 140 mila a 15 mila euro in Liguria) e le risorse irrisorie per le sedi (1.227 euro per 2009 per le sedi della provincia di Genova). Il presidente Burlando, prendendo il megafono a piazza De Ferrari, ha assicurato di impegnarsi per un incontro col ministro dellinterno Roberto Maroni, dal quale dipende il corpo dei vigili del fuoco: «abbiamo fatto scelte chiare - ha aggiunto Burlando -; con Carige abbiamo investito 7 milioni di euro per un elicottero moderno che sarà pronto tra poche settimane. Non è stato facile, abbiamo avuto molte opposizioni». Burlando ha aggiunto che «è giusto riconoscere le vostre pratiche qui come allAquila e darvi mezzi e uomini. Poi cè un problema di sapere e di formazione. La crisi finanziaria cè, ma non si può risparmiare su scuola, salute, sicurezza». 26 ottobre 2009 - Varese news Roma-Varese Centinaia di migliaia i lavoratori che venerdì mattina
hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero
generale nazionale di 24 ore proclamato RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas.
150.000 a Roma per la manifestazione nazionale, dove hanno sfilato in corteo da Piazza
della Repubblica a San Giovanni i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i
settori del mondo del lavoro, compresi un centinaio di varesini partiti con due autobus da
Gallarate: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il
decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione
dellistruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che,
nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto
lala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per
tutti/e. 26 ottobre 2009 - IVG Liguria. Si svolgerà a Genova questa mattina la protesta dei vigili del fuoco liguri... Liguria - Si svolgerà a Genova questa mattina la protesta dei vigili del fuoco liguri, indetta unitariamente da Fp-Cgil, Fns-Cisl, Uil Pubblica amministrazione, Rdb-Cub e Confsal, che denunciano le condizioni operative in cui i pompieri si trovano a svolgere gli interventi, definite "gravi e inadeguate", ma anche la situazione economica causata dal mancato rinnovo del contratto (scaduto nel dicembre 2007) e le ormai annose carenze di organico. I pompieri liguri, inoltre, richiedono anche un adeguamento delle risorse economiche destinate al Corpo e finalizzate al miglioramento di comandi provinciali e distaccamenti, mezzi ed attrezzature. 26 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino DRAMMAHafida Naim, 19 anni, in ospedale. Con la sua famiglia, i genitori e due fratelli più piccoli, era rimasta senza una casa a metà ottobre di ENRICO BARBETTI Bologna - COSTRETTA a letto nel reparto di ortopedia dell'ospedale Maggiore, il giorno dopo il dramma Hafida Naim è lucida e determinata, nonostante il dolore delle fratture e lo choc di un volo da sette metri che poteva costarle la vita. Sabato mattina si è lanciata dalla finestra dell'ufficio del sindaco di Budrio Carlo Castelli, dopo essersi rivolta a lui chiedendo un intervento per ritrovare un tetto per lei, i genitori e due fratelli minori, rimasti senza casa in seguito allo sfratto eseguito il 13 ottobre. La ragazza marocchina parla con la rabbia di una diciannovenne che le circostanze della vita hanno costretto a crescere più in fretta delle sue coetanee. E se una lacrima le scende sul volto, non è per il tormento della vertebra e del bacino rotti, ma per la sensazione d'impotenza che le stringe il cuore. Da quanto tempo i servizi sociali erano al corrente della vostra situazione? «Da quando mio padre non è più riuscito a pagare l'affitto, oltre un anno fa». Perché allora non fu presentata una domanda per la casa popolare? «A mio padre hanno detto che non si poteva avere perché solo mio padre era residente». Vi è stato proposto di tornare in Marocco. Perché questo secondo voi non è possibile? «Tornare in Marocco? Questo mai. Non è una soluzione; anche se avessimo dei soldi finirebbero subito. Lì dovremmo ricominciare tutti da zero, mio padre è qui da 15 anni, i miei fratelli dovrebbero lasciare la scuola. E io che faccio in Marocco? Mi metto a spacciare droga? O magari finisco su una brutta strada? La mia vita è qui». Anche tu studiavi, perché hai smesso? «Secondo te? Ci dicevano: nessuno di voi lavora e per trovare una casa serve un contratto. Ecco, ho trovato questo lavoro per distribuire volantini con un contratto regolare di tre mesi. Venerdì mio padre glielo ha portato ma ci hanno detto che non bastava e ci siamo sentiti presi in giro» Per questo sabato sei andata in Comune? «Abbiamo dormito in auto e la mattina sono andata su a vedere se c'era il sindaco». Cosa vi siete detti nel suo ufficio? «Lui mi raccontava che è andato a lavorare a 13 anni, ma io gli ho risposto che rispetto a cinquant'anni fa è cambiato tutto e oggi non si può andare a lavorare a 13 anni. Non mi ascoltava e non mi ha seguito quando sono uscita. Ora mi vergogno». Perché? «Adesso tutti conoscono la nostra situazione per quello che hanno letto sui giornali. Una cugina che non mi chiama mai mi ha telefonato per sapere e non mi ha chiesto nemmeno come sto». Hai sentito il sindaco? «No. So che mio padre ha parlato con gli assistenti sociali ma al sindaco adesso non voglio chiedere più niente». Non hai avuto paura delle conseguenze del tuo gesto? «Paura? No, non ho avuto paura. Per la mia famiglia io sono pronta... (Hafida fa una pausa, ndr) Sono disposta a dare tutto». Bologna. FEDERICO ORLANDINI del sindacato inquilini Asia Rdb... Bologna - FEDERICO ORLANDINI del sindacato inquilini Asia Rdb, dopo il dramma di Budrio, rilancia «ogni forma di resistenza, dai picchetti anti sfratto all'occupazione dei tetti delle case sotto sgombero». Per Asia è «l'amministrazione regionale ad essere chiamata in causa», per «un nuovo piano casa popolare». 25 ottobre 2009 - Il Messaggero Anagni. La tanto attesa fumata
bianca è arrivata a mezzanotte di venerdì... Anagni - La tanto attesa fumata bianca è arrivata a
mezzanotte di venerdì. La famiglia Dhoot, proprietaria dello stabilimento Videocon di
Anagni, collegata in video conferenza dallIndia con la fabbrica ciociara, ha infatti
accettato dopo oltre tre ore di trattative di ritirare da subito lapertura della
mobilità per i 1300 lavoratori. Sono sindacati ed Rsu a dare la notizia agli oltre 500
operai, rimasti per ora senza cibo e sotto la pioggia ad aspettare la fumata bianca
davanti la palazzina degli uffici amministrativi. Silvio Campoli della Cgil, Mariano
Ranieri della Cisl, Mauro Piscitelli della Uil, Paolo Sabatini della Sdl, Gianni Spaziani
della Cisal e lUgl, soddisfatti sventolano il documento firmato dai vertici
aziendali tra gli applausi dei lavoratori, stremati ormai per la giornata di lotte che li
aveva visti protagonisti del blocco dellautostrada Roma-Napoli per ben sei ore.
Sindacati ed Rsu hanno poi tenuto una lunga assemblea alla sala mensa della fabbrica,
finita a notte fonda quando ormai anche le centinaia di poliziotti e carabinieri, alcuni
in versione antisommossa ed i vigili del fuoco stavano facendo ritorno alla base.
«E stata durissima, una giornata infernale. Dopo la rottura delle trattative
pomeridiane che hanno portato alla dura protesta, ci sono volute altre tre ore per
convincere gli indiani che non volevano proprio mollare. Ormai è assodato che a dicembre
se ne andranno, ma volevano farlo già da oggi (ieri). Erano quasi riusciti nel loro
intento se stavolta le Istituzioni locali, in primis il Prefetto non avessero fatto
pressioni. Li ringraziamo per questo. Ormai eravamo pronti a tutto», ha spiegato Mariano
Ranieri della Cisl. 25 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino La Cgil scende dal bus Reggio E. - «RISULTATO storico», esulta l'Ugl. Il sindacato di destra conquista un sorprendente primo posto alle elezioni per le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) nelle Autolinee dell'Emilia, la società (oltre 200 dipendenti) alla quale Act ha affidato la gestione del trasporto pubblico locale. «Quando ho visto i risultati ho avuto paura - scherza Giambattista Bassi, segretario provinciale Ugl Trasporti -, noi siamo un sindacato piccolo, non possiamo mettere in campo una grande forza e organizzazione, ma abbiamo fatto il sorpasso». IL VOTO resta però sospeso. Un ricorso presentato dalla Uil potrebbe far annullare il risultato. «Crediamo sia corretto aspettare la riunione della Commissione elettorale della prossima settimana, prima di fare un commento», si limita a dire Marco Barilli, segretario provinciale Filt Cgil. La contestazione della Uil riguarda mancanza - per alcune ore - di uno scrutatore a un seggio. MA IL RICORSO non cancella il segnale arrivato dalla votazione. L'Ugl non trattiene l'entusiasmo: «E' un risultato inedito nella storia della Repubblica in tutto il territorio emiliano». Dopo l'exploit della Lega alle ultime elezioni amministrative, dal mondo sindacale arriva un altro messaggio di un mondo che sta cambiando. «Posso dire che tanti dei nostri iscritti sono dichiaratamente di sinistra - dice Bassi -. Perchè stanno con noi? Quello che so è che noi non facciamo certo una politica di sinistra, noi facciamo il sindacato e lavoriamo sul sociale. Se poi qualcuno vuol dire che il sociale è di destra...». L'EXPLOIT personale di Bassi, che ha ottenuto da solo 27 preferenze, ha trascinato l'Ugl. Nella miriade di sigle che costellano il mondo sindacale nel settore dei trasporti, l'Ugl ha ottenuto 50 voti e tre seggi. La Cgil ha pareggiato il conto dei seggi, ma fermandosi a 40 voti. Poi ci sono il Cub (33 voti e due seggi), i Cobas (32 voti, due seggi), la Cisl (31 voti, due seggi), gli autonomi della Faisa Cisal (18 voti e un seggio) e la Uil (13 voti, un seggio). L'UGL è in azienda dal '98. «Questi ultimi anni sono stati molto difficili - dice Bassi -, c'è stata una forte trasformazione che ha tolto i diritti ai lavoratori. Oggi si svolge lo stesso lavoro con tre contratti diversi tra Autolinee dell'Emilia, Til ed ex Consorzio Orfeo. C'è chi porta in piazza i lavoratori per un doppio regime salariale, noi qui ne abbiamo tre. E tre condizioni di lavoro diverse. Su questo tutti i sindacati sono d'accordo, chiediamo di riunificare le aziende». IL SORPASSO arriva in una realtà dove c'era già un testa a testa, tra Ugl e Cgil, sul numero degli iscritti. «Ora per noi, ricorso o no, non cambia niente. Il 28 ottobre ci riuniamo davanti alla commissione elettorale, quello che uscirà sarà condiviso. C'è il caso che si torni a votare, ma io sono tranquillissimo: male non fare, paura non avere». MA IL RICORSO non è stato indolore nei rapporti tra i sindacati. Proprio la Filt Cgil ha distribuito un duro volantino, dove ripercorre la vicenda: «Non intendiamo più subire denigrazioni», scrive il sindacato di via Roma, replicando a chi l'accusa di non aver profuso l'impegno necessario perchè il voto fosse regolare. E indica il responsabile'': «Lo scrutatore della Faisa non era disponibile e sarebbe toccato alla stessa Faisa risolvere la questione». Per poi criticare anche la Uil: «Solo dopo aver attribuito i voti, la Uil ha confermato l'intenzione di ricorrere. Non vi nascondiamo che abbiamo contattato, ancora di più alla faccia di chi ci accusa di aver remato contro, il segretario Uiltrasporti chiedendogli di ripensarci, anche perchè per l'attribuzione dei seggi non cambierebbe nulla, ma la sua risposta è stata negativa». Attacco finale: «Fare sindacato non è come parlare di calcio al bar, ma un impegno serio che se fatto con leggerezza e irresponsabilità mette a repentaglio le condizioni di lavoro dei colleghi». EMERGENZA LAVORO Ascoli P. - PRIMA il blocco della strada, poi l'occupazione della mensa all'interno della fabbrica. Gli operai della Manuli annunciano altre azioni di protesta, contro il piano industriale voluto dall'azienda, se entro domani non avranno le risposte che cercano da giorni. Vogliono sapere quali sono le intenzioni finali del gruppo milanese, dopo le richieste avanzate da ministero, istituzioni locali e sindacti al tavolo di mercoledì scorso a Roma. La trattativa in queste ultime ore si è spostata su un altro fronte. Il dottor Giampietro Castano, dirigente dell'unità di crisi del Ministero dello sviluppo economico, sta trattanto direttamente con la famiglia Manuli. Senza intermediari'. «Rispetto a chi si siede al tavolo del ministero con un mandato preciso, delle direttive e cifre da rispettare dice Marsilio Antonucci, della Cisl questo nuovo contatto è un passo in avanti. Si parla direttamente con la proprietà. Non conosciuamo il contenuto delle richieste avanzate dal ministero, ma di certo si tratta di un'offerta da prendere o lasciare. Il dottor Castano, comunque, dall'inizio aveva un obiettivo: non lasciare nessun lavoratore a casa. Se mantiene questo proposito possiamo sperare». Secondo il sindacalista della Cisl un primo risultato c'è già. «La fabbrica non chiude aggiunge i numeri che ha prospettato per noi non sono accetabili». C'È UNA scadenza temporale che incombe come un macigno sul futuro dello stabilimento. Entro martedì la partita si deve chiudere. «Sappiamo che ci sono contattatti tra i vertici del Ministero e la famiglia Manuli, per questo aspettiamo di conoscere l'esito dell'incontro e poi torneremo a protestare» dice Andrea Quaglietti, Sdl e rsu della fabbrica che segue la vertenza dal giorno dell'apertura della procedura di mobilità. Ieri mattina, tutta la Rsu della fabbrica che rpoduce tubi in gomma si è riunita davanti ai cancelli dello stabilimento, dove è ancora attivo il presidio dei lavoratori. Vogliono evitare che dallo stabilimento siano portati via dei macchinari. 25 ottobre 2009 - La Stampa Lettere Il 23 ottobre si è svolta una giornata di sciopero
generale dal sindacato RdB-CUB (prossimamente SdL, Sindacato dei Lavoratori) per
manifestare contro l'attacco alle funzioni pubbliche e la continua criminalizzazione dei
dipendenti pubblici. 24 ottobre 2009 - Left Il 23 ottobre sciopero generale dei sindacati di base. Che lanciano una nuova sigla unitaria. Sarà presentata in primavera, in tempo per il congresso della Cgil«Epifani va a destra, i lavoratori a sinistra» di Manuele Bonaccorsi Il 23 ottobre è sciopero generale dei sindacati di base. Quelluniverso di sigle, molto forte specialmente nel settore pubblico, che anche negli anni della concertazione tra governo, Confindustria e sindacati confederali non ha mai smesso di calcare le piazze. Quella del 23 ottobre, però, non è la semplice riproposizione di uno schema già rodato. Cè molto di più, in gioco, in questo autunno della crisi più nera. Cè il contrastato accordo separato sul nuovo modello contrattuale e una difficile stagione di rinnovi; cè il congresso della Cgil, che dovrà decidere se cercare una via per lunità perduta (quella con Cisl e Uil) o continuare in solitudine la propria strada di opposizione. Il sindacato di base si presenta allappuntamento con unarma in più. Proprio quella che manca alla sinistra: lunità. Il 23 ottobre saranno in piazza tutti i sindacati di base. Molti dei quali hanno messo in campo un progetto di unificazione. Con lobiettivo di «coprire un vuoto di conflitto» e «lanciare un nuovo sindacato, che sappia rappresentare il lavoro che non ha più un luogo di lavoro: i precari, i senza casa, gli addetti dei servizi a rete», spiega Pierpaolo Leonardi, coordinatore di Rdb-Cub e regista del progetto, insieme allo Snater (molto forte specie nelle telecomunicazioni) e allSdl (tra le più importanti sigle nel trasporto pubblico e in Alitalia). Il progetto, ci spiega Leonardi, dovrebbe andare in porto questa primavera, prima del rinnovo delle Rsu nel pubblico impiego, dove Rdb ha il suo nocciolo duro. E quasi in contemporanea al congresso della Cgil. Su cui Leonardi esprime un preciso convincimento: «In Cgil la "destra" vincerà a mani basse e sposterà lasse sulla stessa lunghezza donda del sindacato "complice", Cisl e Uil». Un convincimento che è anche una "speranza": «A quel punto per migliaia di iscritti rimanere in Cgil sarà molto difficile». Per loro sarà pronto il nuovo soggetto che Leonardi prepara da mesi: «Un sindacato forte, conflittuale, unitario». Una specie di Cgil dei vecchi tempi, ma più democratica, separata dai partiti (se si esclude qualche linea di contatto col Prc) e molto vicina a movimenti metropolitani e centri sociali. Con un centro "confederale" snello, e solide radici territoriali. Lo sciopero generale sarà una prima prova. Poi, nellautunno, i sindacati di base testeranno la loro forza nel pubblico impiego e nei trasporti, i settori dove Rdb e Sdl hanno radici più solide. Nel primo caso tutto fa pensare a una stagione di conflitti. Tremonti non ha stanziato un euro per i rinnovi contrattuali e col "suo" decreto Brunetta prova a tagliare le gambe ai sindacati. «Il ministro ha avuto gioco facile nel colpire un imbarbarimento della pubblica amministrazione, dove i dirigenti sono nominati, manuale Cencelli alla mano, proprio dai sindacati confederali», è la dura accusa di Leonardi. «Il ministro coglie questa contraddizione per smantellare i servizi pubblici: una specie di sussidiarietà al contrario, dove il privato fa tutto e il pubblico copre i buchi». Infine, il settore dei trasporti, dove il governo da tempo progetta stringenti limitazioni al diritto di sciopero. La scorsa settimana il ministro delle Attività produttive Scajola ha parlato di "precettazione" per i dipendenti di tre centrali elettriche (si trattava, invece, del servizio minimo garantito anche in caso di sciopero); mentre il suo collega ai Trasporti Matteoli ha scritto ai sindacati di recedere da comportamenti che potrebbero produrre «una grave lesione per gli utenti». Per la cronaca, lo sciopero era stato indetto con largo anticipo, il 4 agosto. «È un tentativo di limitare il diritto di sciopero», aggiunge Leonardi. «Facciamo questa battaglia da quando siamo nati: quello della democrazia nei posti di lavoro sarà un tema centrale nel nuovo soggetto». 24 ottobre 2009 - Il Manifesto SCIOPERO GENERALE È riuscita la
difficile prova di piazza del sindacalismo di base ROMA - La prova del budino si fa mangiandolo, quella
del radicamento sociale scendendo in piazza. Anche stavolta la prova è riuscita,
nonostante i timori per una situazione sociale difficile e le previsioni di pioggia
torrenziale sulla capitale. Circa centomila persone hanno partecipato alla manifestazione
nazionale organizzata dal «patto di base», ossia da RdB-Cub. Cobas, SdL
intercategoriale, Snater e altre sigle meno note. Quasi due milioni invece, sarebbero i
lavoratori che hanno incrociato le braccia in tutta Italia. LA PROTESTA DELLA VIDEOCON DI ANAGNI La mattina hanno partecipato al corteo di Roma dei
sindacati di base. Il pomeriggio, tornati alla base e dopo un infruttuso incontro con la
Regione Lazio, 700 lavoratori della Videocon di Anagni (in provincia di Frosinone) hanno
occupato il tratto dell'autostrada Roma-Napoli nelle vicinanze dello stabilimento: per ore
il traffico intorno a Roma è rimasto in tilt, con code lunghe fino a 30 chilometri e
l'Italia praticamente divisa in due. L'autostrada è stata chiusa e il traffico si è
riversato sulla vicina via Casilina. La Videocon, di proprietà di un gruppo indiano, ha
aperto la mobilità per tutti i 1300 dipendenti. La protesta è scattata dopo il
fallimento dell'incontro presso la Regione Lazio: l'azienda, spiega la Rdb-Cub-Sdl (il
patto dei sindacati di base che hanno manifestato ieri a Roma), «ha dichiarato di essere
disponibile a ritirare le mobilità solo ponendo ulteriori condizioni, che sono state
ritenute inaccettabili da tutti i sindacati: l'allargamento del numero dei lavoratori in
cassa integrazione straordinaria e, sostanzialmente, la chiusura della produzione». LAVORO · Ieri in piazza i sindacati
di base, oggi in marcia Cgil e Cisl Milano - Lo sciopero più o meno generale andava proclamato e basta, anche se la fase non è proprio di quelle propulsive. Per cui è poco utile dire «milioni» hanno aderito (i mezzi ieri a Milano circolavano più o meno regolarmente) e 150 mila hanno sfilato (la dignitosa e grande manifestazione che da largo Cairoli ieri ha raggiunto il provveditorato non è nemmeno lontana parente di quella strepitosa che ha invaso Milano lo scorso anno). Questo per fotografare la situazione, che non è brillante, e si sapeva, nonostante mai come in questo momento il mondo del lavoro la sinistra tout court - sia sotto botta e percepisca nella pancia la necessità di allontare in qualche modo la disperazione e il senso di sconfitta. Il corteo (30 mila) è stato trascinato dal Coordinamento dei collettivi studenteschi, un'allegra e lucidissima rilettura del tormentone del posto fisso , tanto per squadernare i motivi per cui bisognerebbe scendere in piazza tutti i giorni: «Gli unici posti fissi che abbiamo visto realizzare dal governo sono le scuole private, i centri di detenzione per i migranti, il prof di religione, le tendopoli per gli aquilani, la strada per chi ha bisogno di una casa...». Questo di gran lunga lo spezzone più consistente del corteo, vivacizzato dalla presenza degli studenti dell'Accademica di Brera (sotto trasloco forzato) e del liceo civico serale Gandhi che il Comune vorrebbe smantellare - e dal tradizionale lancio di uova per una frittatina sovversiva cucinata sui caschi della polizia schierata in forza davanti al provveditorato (sono i «momenti di tensione»). ReteScuole c'era, solo i militanti, purtroppo, perché le maestre e i bambini (tranne una decina di piccoli eroi avvolti nella tradizionale bandiera gialla) sono rimasti in classe, a lottare con meno fiducia dello scorso anno, rimboccandosi le maniche in silenzio per far quadrare orari e «buchi» provocati dalla «riforma» Gelmini. In ordine sparso, sfilavano gli anarchici, i neopunk sovversivi che rianimano il quartiere Ticinese e qualche nome tristemente famoso che in queste settimane allunga l'elenco vertiginoso di aziende che stanno per chiudere (Tenaris Dalmine, per dire la più grande). Poi, naturalmente, bandiere e uomini e donne del cosiddetto «patto di base», che anche questa volta è riuscito a riempire una piazza tutt'altro che facile, nel momento più difficile. Un bilancio? I «mi aspettavo di più» si alternano ai «mi aspettavo di meno». Oggi, intanto, Milano accoglie non uno sciopero - del resto è sabato... - ma una «marcia per il lavoro». La organizzano Cgil e Cisl con il conforto di Arci e Acli. Si parte alle 14 da Porta Venezia, si arriva in piazza Castello. Hanno aderito ciò che resta dei partiti di sinistra (c'erano anche ieri) e alcuni esponenti del mondo della cultura. 24 ottobre 2009 - Liberazione
Per non pagare la crisi c'è una sola strada da percorrere: «unificare le lotte». Così, dietro la Banda Bassotti formata da Tremonti, Brunetta, Confindustria e Cgil-Cisl-Uil che scappano con il malloppo rappresentato da salari, diritti, dignità e democrazia, migliaia di persone provenienti da tutta Italia hanno manifestato a Roma in occasione dello sciopero generale nazionale proclamato da RdB, SdL e Cobas. Presenti al corteo che ha unito piazza della Repubblica con piazza San Giovanni tutti i comparti sindacali: precari ed esternalizzati della sanità, la scuola in difesa della pubblica istruzione, il pubblico impiego in rivolta contro il decreto Brunetta, decine di fabbriche mobilitate contro i licenziamenti e, con loro, una folta rappresentanza studentesca «in piazza con i lavoratori in lotta». Il tutto sotto l'ala protettrice di Beata Assunta, portata in processione da un gruppo di precari vestiti a lutto, con tanto di fiaccole, per rivendicare «lavoro vero e diritti per tutti». E per chi proverà a dire che "erano pochi" (vedi la questura di Roma che è riuscita a contare appena 5 mila persone a fronte di almeno cinque volte tanto) portiamo una testimonianza significativa: quella di un lavoratore del pubblico impiego di Palermo che ci ha raccontato come «io sono qui, a Roma, ma mia moglie è a lavorare perché 70 euro possiamo perderle, ma 150 no». Ma il vero protagonista del corteo di ieri è stato il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti: precari e movimenti hanno distribuito migliaia di copie di un giornalino chiamato Quanto Basta (scaricabile dal sito www.liberaroma.org) per scimmiottare il Q.B. tremontiano relativo ai fondi stanziati per gli ammortizzatori sociali mentre centinaia di persone brandivano in mano uno scudo di cartone, con sopra il volto del ministro, con la scritta "Scudo fiscale = condono agli evasori e più tasse per i lavoratori". Gli unici assenti al corteo sono stati i lavoratori del trasporto aereo che, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, si sono visti restringere lo sciopero a sole quattro ore. «Per questo» ha spiegato Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale SdL, «hanno organizzato un presidio a Fiumicino». Dopo tre ore di cammino, il corteo è giunto in piazza San Giovanni dove i coordinatori nazionali e i protagonisti delle lotte si sono alternati in una serie di interventi che, comunque, finivano tutti in un medesimo percorso: quello unitario, «in grado di dar vita a un unico sindacato di base alternativo, indipendente e conflittuale» ha spiegato Pierpaolo Leonardi, coordinatore RdB, «in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro». A saltare all'occhio è, però, l'assenza dei partiti della sinistra: solo il Prc ha infatti partecipato alla manifestazione «per due motivi» ha spiegato il segretario Paolo Ferrero: «perché il percorso unitario del sindacalismo di base è il segnale più confortante di questo inizio di autunno e perché la piattaforma stilata dai tre sindacati sta coprendo il vuoto di iniziativa creato dalla Cgil», chiamando le opposizioni a una mobilitazione unitaria contro la crisi «e non solo contro Berlusconi». Ma la mobilitazione di ieri non si è conclusa con la fine degli interventi dal camion parcheggiato in piazza. I precari della scuola, infatti, si sono spostati sotto il ministero dell'Istruzione, in viale Trastevere, «per continuare nell'opposizione contro la riforma Gelmini» ha spiegato Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas, ricordando che «l'anno scorso abbiamo sfilato gridando "Noi la crisi non la paghiamo" ma, ad oggi, la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, fra i quali quelli della scuola, licenziati in massa da questo Governo, e non dai banchieri e dagli industriali che l'hanno determinata». E'arrivato, quindi, «il momento di far diventare realtà questo slogan». Come? «Semplice: unificando le lotte contro le sordità di Governo e opposizione».Trecento "disoccupati e precari per il Reddito" hanno invece bloccato via XX Settembre in prossimità del ministero del Tesoro dietro lo striscione "WinforRights" avviando, di fatto, la battaglia per una legge nazionale sul reddito garantito: «il reddito e i diritti non possono essere una lotteria» ha spiegato Irene dei Blocchi precari metropolitani. Per questo, prendendo spunto da Win for Life, il nuovo concorso che mette in palio un reddito di 4 mila euro al mese per 20 anni, «abbiamo deciso di portare la protesta fin sotto Casa Tremonti, rendendo così, per l'ennesima volta, carta straccia qualsiasi protocollo che limiti i cortei e il diritto di manifestare». Per oltre un'ora, rischiando di venire a contatto con le forze dell'ordine schierate a presidio del ministero, i movimenti hanno bloccato la strada fino a quando non si è riusciti a ottenere un incontro con i vertici del Tesoro per portare a conoscenza di "mr Quanto Basta" le rivendicazioni di una parte di cittadinanza «che non può accettare che la propria vita venga trasformata in una lotteria». Non era un corteo di "bianchi
che guidano i neri", ma così l'ha presentato la stampa Circa 7 anni dopo l'"antirazzismo" italiano
si fa vedere nazionalmente con un imponente, colorato, agguerrito, trasversale,
antifascista, unitario corteo. Le strade romane sono state testimoni del passaggio di una
valanga umana. Al di là delle cifre (circa 200mila), è stato importante vedere i due
pezzi del "Fronte Antirazzista": sono gli immigrati, con tutta la loro auto
organizzazione; le italiane e gli italiani che sono "accanto" ai neri, gialli,
rossi stranieri, ai mangia aglio-cipolla, agli importatori di Kebab; ai fedeli maomettani,
agli indù, ai non cattolici; ai Rom e Sinti. Questa volta la presenza è stata al 50%
(italiani-immigrati). 24 ottobre 2009 - Il Sole 24 Ore SCIOPERI Secondo i sindacati di base sono stati in 150mila a manifestare ieri a Roma per lo sciopero generale indetto da Cobas, Rdb e Sdl, a cui avrebbero aderito in tutta Italia circa due milioni di lavoratori. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero che oltre ai trasporti ha riguardato scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Il corteo romano si è snodato da piazza della Repubblica fino a piazza San Giovanni. 24 ottobre 2009 - Il Secolo XIX la protesta Roma - In piazza a Roma sono scesi in
150mila, mentre oltre due milioni di lavoratori incrociavano le braccia. Sullo striscione
del corteo romano campeggiava la scritta "unificare le lotte per non pagare la
crisi". I numeri sono forniti da chi ha indetto lo sciopero generale, i sindacati di
base dei Cobas Rdb e Sdl. Nonostante non fossero coinvolte Cgil, Cisl e Uil, l'astensione
dal lavoro ha avuto un impatto pesante sul Paese. Molte le scuole e gli uffici pubblici
chiusi. In tilt il traffico nelle maggiori città a causa del mancato servizio del
trasporto pubblico. Pesanti disagi anche negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie. 24 ottobre 2009 - Libertà Gruppi sindacali di base in corteo contro Governo, industria e sindacati confederali ROMA - Il popolo dei sindacati di base
scende in piazza per «unificare la lotta contro chi ha generato la crisi». Lo sciopero
generale nazionale di 24 ore ha portato in corteo a Roma, ma anche a Milano, Firenze,
Palermo, anime diverse: insegnanti, lavoratori pubblici, della sanità, dei trasporti,
vigili del fuoco e studenti, uniti, appunto, nella protesta contro il Governo,
l'industria, i sindacati confederali. E per il Patto di base (Rappresentanza di base,
Sindacato dei lavoratori e Cobas) è un successo, con circa due milioni di lavoratori che
hanno incrociato le braccia. 24 ottobre 2009 - Il Messaggero ROMA. Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in altre città... ROMA - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in
altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna,
mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche
treno, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore del Patto di base che ha riguardato
anche i trasporti. Per Rdb, Cobas e Sdl lo sciopero è pienamente riuscito, con 150 mila
persone (6.000 per la questura) scese in piazza nella capitale in un corteo che ha messo
in ginocchio la circolazione nel centro città con ripercussioni anche nelle zone a
ridosso. Cortei anche a Milano, Firenze, Palermo, dove il traffico non ha, però, sofferto
particolarmente. 24 ottobre 2009 - La Nuova Venezia Disagi in tutta la terraferma per lo
sciopero dei Cobas Venezia - Un venerdì «nero» sul fronte trasporti in
terraferma con una raffica di corse di autobus saltate e tanti disagi per gli utenti del
trasporto pubblico. In sciopero per 24 ore i Cobas (Rdb Cub) di Actv e per 4 ore anche i
ferrovieri e il personale degli aeroporti. A Mestre i disagi maggiori in una caotica
giornata con trasporti a singhiozzo e migliaia di persone costrette a muoversi in auto,
intasando le strade. In città, confermano dallAsstra, ladesione più alta
alla mobilitazione nazionale dei Cobas. Adesione al 60% secondo lazienda, del 85%
per i sindacati. 24 ottobre 2009 - La Gazzetta di Reggio Bus fermi, adesione al 60% REGGIO E. - Per il coordinatore provinciale della Cub
trasporti, Pasquale Tucci, ladesione allo sciopero di ieri nei settore del trasporto
pubblico è andato piuttosto bene. In mattinata ladesione, stimata dai Cub, è stata
intorno al 40%, mentre nel pomeriggio la partecipazione è arrivata a superare il 60%.
Oltre al settore del trasporto pubblico, la presenza dei sindacati autonomi nella nostra
provincia, si fa sentire in particolare nelle scuole, nella Camera di commercio e
allAgenzia delle entrate. 24 ottobre 2009 - Il Piccolo Scioperi, stop al trasporto. Disagi,
solo Roma va in tilt ROMA - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in
altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna,
mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche
treno, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore di ieri del Patto di base che ha
riguardato anche i trasporti. 24 ottobre 2009 - La Nuova Ferrara SCIOPERO Ferrara - Il 25% dei trasporti urbani ferraresi ha aderito alla sciopero proclamato ieri dalla Rdb Cub e sindacati. Una decina le persone recatesi a Roma, in rappresentanza della città estense, alla manifestazione nazionale contro la cattiva gestione economica della crisi e il decreto-Brunetta. «Rivendichiamo i diritti dei lavoratori - dichiarano i responsabili della Rdb - e il diritto al reddito sociale e garantito. In città sono saltate solo alcune corse autobus perchè non volevamo creare particolari disagi, non siamo per atti clamorosi ma dovevamo farci sentire». Lo sciopero di ieri, dalla durata di 24 ore, era stato proclamato in tutta Italia e le piazze di Roma erano epicentro della manifestazione; sciopero generale a cui hanno aderito, in tutta la regione, trasporti, servizi pubblici e tantissime fabbriche.(a.c) 24 ottobre 2009 - Il Bologna ![]() Cobas. Guerra dei numeri tra Atc e manifestanti sulle percentuali di adesione alla protesta Voli cancellati, bus parcheggiati e lo sciopero ferma anche gli asili In molti asili nido i genitori visto il servizio dimezzato hanno lasciato i bimbi a casa di Gian Basilio Nieddu
Bologna - La città non si è bloccata ma non sono mancati i disagi per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di base (Rdb Cobas Sdl) a livello nazionale. Sulle strade hanno viaggiato un autobus su due, qualche volo è stato cancellato al Marconi mentre nei nidi numerosi genitori hanno dovuto ingaggiare la baby sitter o assoldare nonni o sorelle per stare con i bimbi. Aeroporto. Al Marconi le compagnie aeree hanno cancellato otto voli in arrivo e altrettanti in partenza. In particolare sono saltati i voli in arrivo da Amsterdam, Bruxelles, Francoforte, Lione, Monaco, Parigi Charles De Gaulle (2) e Praga mentre quello proveniente da Londra Gatwick «è stato dirottato su Milano Linate - si legge nel comunicato della società di gestione dello scalo -, con riprotezione dei passeggeri via superficie». Autobus: su questo fronte non è mancata la solita guerra dei numeri tra Atc e sindacati sulla percentuale dei lavoratori che hanno aderito allo sciopero. L'azienda di trasporto dichiara che l'astensione ha toccato il 40% dei dipendenti mentre per il sindacato il personale che ha incrociato le braccia arriva al 80% «C'è stata un'altissima partecipazione - sostiene Italo Quarti dei CubTrasporti - in almeno due depositi si è arrivati a percentuali notevoli». Asili nido. Tanti genitori hanno rinunciato a mandare i bimbi quando il servizio è stato garantito solo a metà: «Su cinquanta asili hanno scioperato in trenta». Soddisfatti anche i rappresentanti degli insegnanti: «C'è stata una buona adesione nonostante il solito intervento di alcuni dirigenti che si opponevano e a cui abbiamo ricordato la legislazione - sostiene Francesco Bonfini, della Cub Scuola -. Alcune scuole hanno chiuso e si sono registrate anche buone adesioni alle superiori». Ma su altri settori la partecipazione è stata abbastanza bassa. Oltre l'astensione del lavoro qualche centinaio di militanti ha raggiunto Roma per la manifestazione nazionale: «È andata bene abbiamo noleggiato sei pullman, più quelli che sono andati con mezzi propri - spiega Massimo Betti - oltre 350 persone. Siamo soddisfatti.La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane». Sempre sul fronte sindacale ieri Cgil Cisl Uil hanno indetto uno «sciopero a sorpresa» al Carrefour di Casalecchio. Mobilitazione per la disdetta del contratto integrativo aziendale «La partecipazione è stata molto alta con la presenza del 90% dei lavoratori in turno che ha determinato disagi per la clientela soprattutto le file alle casse». 24 ottobre 2009 - Il Venezia Il caso. Actv, adesioni al 60 per
cento nell'automobilistico al 40 nel navigazione. Veritas, nessun problema Venezia - Adesione oltre il 50 percento nell'Actv per lo sciopero proclamato ieri dalle sigle sindacali minori. I maggiori problemi in terraferma, dove oltre la metà degli autobus è rimasta in deposito. Ovviamente strade intasate e traffico elevato soprattutto tra i pendolari che per non restare appiedati hanno mosso i propri mezzi per recarsi al lavoro. Fatte salve le ore in fascia protetta grande adesione anche nel compartimento navigazione, con la città storica messa in ginocchio dalle braccia incrociate dei lavoratori, ma non completamente appiedate, visto che s'è registrata un'adesione un po' inferiore alla terraferma, circa il 45 percento del personale. Complice di questa astensione la proclamazione nella strategica giornata di venerdì, propedeutica al "ponte lungo". Nessun problema invece sul fronte dei rifiuti ne in terraferma ne in centro storico. La bassa adesione registrata in Veritas non ha fatto scoppiare i cassonetti a Mestre ne lasciato calli e campielli inondati di rifiuti. Anzi la città è stata pulita come al solito. Per lunedì sono previste altre assemblee tra i lavoratori; la Fiadel ha indetto un'assemblea del personale dei cimiteri di Venezia e quindi potrebbero verificarsi dei ritardi nelle operazioni.(A.CIC) 24 ottobre 2009 - Il Friuli La protesta. Per il trasporto
pubblico, Trieste registra punte del 47% Trieste - Lo sciopero generale indetto ieri in regione dalle tre organizzazioni sindacali di base (Cub, Cobas, Sdl intercategoriale), secondo i tre coordinatori regionali risulta pienamente riuscito. Riguardo al trasporto pubblico locale, Trieste ha registrato una adesione pari al 47%, Udine del 29%, Pordenone del 7% e Gorizia del 20%. Per quanto riguarda i Vigili del Fuoco, buone adesioni a livello regionale con punte del 36% a Udine.Per la sanità, nonostante i notevoli disagi per l'utenza sono stati garantiti i servizi minimi essenziali e le emergenze. Nelle scuole la quota di adesione è del 25% con la chiusura di diversi istituti e dipartimenti universitari; adesioni del 53% nelle telecomunicazioni.Tra le motivazioni dello sciopero: un maggiore salario, la fine della precarietà e degli omicidi sul lavoro. 24 ottobre 2009 - EPolis Roma Sciopero. Sindacati di base in
piazza, città in ginocchio. Sul protocollo sigle compatte: va bene così Roma - Centocinquantamila secondo gli organizzatori, seimila per la Questura i manifestanti che ieri hanno partecipato al corteo indetto dai sindacati di base - Cobas, Sdl intercategoriale e Rdb - in occasione dello sciopero generale che ha coinvolto scuola, trasporti e sanità. Il corteo da piazza della Repubblica ha raggiunto San Giovanni, mandando in tilt il traffico in zona Porta Maggiore, San Giovanni, San Lorenzo, via Merulana, tangenziale est e Cristoforo Colombo, 40 chilometri di coda sul Gra, a Fiumicino cancellati 17 voli in partenza e 13 in arrivo, bus fermi. Intanto, i negozianti e i residenti di via Merulana guardavano sconsolati la massa di manifestanti che dalla basilica di Santa maria Maggiore procedeva con la musica sparata, in mezzo ai carretti di venditori di birra verso San Giovanni: «Non ne possiamo più - dicono i negozianti - qui c'è almeno una manifestazione alla settimana, l'ultima sabato scorso. Traffico in tilt, senza parlare dei danni alla cittadinanza e all'amministrazione e a noi». I negozianti di via Merulana, ma anche quelli di via Nazionale, hanno inviato diverse petizioni al Comune, chiedendo un cambio di percorso dei cortei. «Secondo noi sarebbe giusto variare i percorsi - dicono gli esercenti - perché non vanno in periferia? anche lì è Roma». Un ragionamento che non sembra riscuotere i consensi dei sindacati. Ieri Cgil, Cisl e Uil, ma anche l'Ugl, hanno ribadito il loro no alla possibilità di far svolgere i cortei solo in determinati giorni, ad esempio nel fine settimana, o di vietare l'utilizzo di alcune piazze del centro storico. «Quella del Prefetto è stata una sortita erratissima, deve parlare con noi e non con i giornali», ha detto il segretario della Uil di Roma e Lazio Luigi Scardaone, puntando il dito contro il tema delle lobby. «Ne abbiamo discusso al tavolo con il Prefetto - ha detto Scardaone - il caso vuole che su piazza Barberini ci sia l'albergo di proprietà del presidente di Federalberghi Roma, quindi la piazza non si può toccare. Se agiamo con questa logica delle lobby, Roma è paralizzata». Il segretario regionale della Uil propone di rinviare a gennaio la revisione del protocollo. Sulla stessa linea il segretario della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino e il segretario romano della Cisl Mario Bertone, che precisa: «Il protocollo è vigente e vale, siamo disposti a fare delle verifiche ma non ad azzerarlo. Attendiamo la proposta del Comune - ha detto Bertone - per fare un processo di attuazione del protocollo quello esistente e non per farne un altro». Tornando allo sciopero, il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, ha detto: «Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale importantissima tra insegnanti, lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e dei vigili del fuoco. La presenza studentesca è ridotta rispetto allo scorso anno ma ci sono tanti lavoratori. La parola d'ordine è unificare le nostre lotte contro chi ha generato la crisi, come i finanzieri». Sciolte le righe a San Giovanni, circa 300 manifestanti dei Cobas si sono riuniti nel pomeriggio a viale Trastevere davanti al ministero dell'Istruzione. Cortei non autorizzati di studenti alla Sapienza e a Circo Massimo, bloccando il traffico sul lungotevere. 24 ottobre 2009 - Il Firenze La manifestazione. Precari della
scuola, studenti e dipendenti delle Poste in piazza. Tra loro i soliti vandali Firenze - In trecento hanno sfilato ieri mattina sotto la pioggia in occasione dello sciopero generale promosso dalle Rdb-Cub, dai Cobas della scuola e da Sdl. C'erano precari della scuola, mamme con bambini, esponenti dei centri sociali, dei Cobas delle poste e soprattutto tanti studenti. Poi c'erano i "soliti", con la sciarpa avvolta intorno al viso per nascondersi, che hanno imbrattato non solo muri, ma anche macchine e chiese al loro passaggio. L'appuntamento era in piazza Santissima Annunziata. Da via Cavour sono arrivati in via dell'Oriolo e qui hanno preso di mira un'utilitaria grigia: un grosso cerchio sul cofano disegnato con la vernice spray viola e poi una bella riga ondulata lungo la fiancata. Poi è toccato ad un camioncino: qui è comparsa la scritta "militari assassini". Una signora, che non era la proprietaria dell'auto, è uscita fuori da un negozio con uno straccio, cercando di ripulire, ma inutilmente: non resta che riverniciarla. Poi arrivati in via Pietrapiana, sempre i soliti, hanno lasciato un'altra firma sulla chiesa, questa volta con la vernice nera: "contro la scuola dei padroni". Arrivati in piazza Beccaria, i manifestanti hanno proseguito in piazza Ghiberti bloccando per pochi minuti il viale. E lì il corteo si è sciolto, sempre sotto la pioggia. Ma non solo vandali. Ieri mattina a protestare c'erano gli insegnanti senza cattedra, le precarie della scuola e il personale Ata. C'erano anche i dipendenti delle poste, preoccupati della rivoluzione che riguarderà l'azienda: «I vertici sono sempre più orientati verso i prodotti bancari e anche a Firenze ci sarà un taglio pesante dei portalettere». C'erano le mamma, rappresentanti dei genitori di una scuola elementare di Scandicci, con le figlie, che chiedevano più ore: «Con i tagli decisi dal Governo - hanno detto - ci hanno tolto il tempo pieno. Non ci sarà più tempo per fare altre attività: la scuola così diventa un parcheggio». Tante anime, tutti con le loro richieste e le loro storie da raccontare. Gli studenti delle superiori in corteo evocavano l'occupazione degli istituti, fallita un po' ovunque in città per la scarsa adesione e rilanciano: «Ci riuniremo per rilanciare l'ondata di occupazioni». E intanto il traffico andava in tilt, non tanto per la manifestazione, ma per la pioggia. Un po' ha inciso anche lo sciopero degli autobus, per lo stop a livello nazionale indetto dai Cobas. Ma ieri l'adesione, fa sapere l'Ataf, è stata solo del 10 per cento, tra autisti e personale amministrativo. 24 ottobre 2009 - Il Messaggero Veneto I Cobas esultano per lo sciopero Pordenone - «Pienamente riuscito» lo sciopero dei
sindacati di base secondo i segretari regionali di Cub, Federazione Cobas e Sdl, anche in
Friuli Venezia Giulia. In realtà le adesioni alla protesta nel Friuli occidentale sono
state modeste nel Tpl, il trasporto pubblico locale, che - per stessa ammissione delle tre
organizzazioni - si è fermato al 7%. E andata meglio nelle altre tre province: 47%
di adesione a Trieste, 29% a Udine, 20% a Gorizia. 24 ottobre 2009 - Il Gazzettino Due città isolate, ieri, Mestre e
Venezia... Venezia - Due città isolate, ieri, Mestre e Venezia,
con unastensione dei lavoratori del trasporto pubblico che al di là delle cifre
fornite da Actv (parla di 60 per cento di adesione nel settore automobilistico, del 45 per
cento nella navigazione) ha creato pesanti disagi negli spostamenti, anche nelle fasce
protette in cui i mezzi sono stati presi dassalto. 24 ottobre 2009 - Avvenire Sciopero dei mezzi: Roma in tilt E gli operai bloccano tratto della A1 ROMA - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in
altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna. Il
venerdì dello sciopero indetto dai Cobas ha provocato problemi alla circolazione nella
Capitale, mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di
qualche treno. 24 ottobre 2009 - Gazzetta del Sud Sciopero Lo sostengono baldanzosi i
sindacati di base ROMA - Sono diverse migliaia alle prime stime diffuse dal Patto di base, i lavoratori che ieri hanno incrociato le braccia: «Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi, pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore» si legge in una nota congiunta. Secondo i sindacati, è stata «impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (dalle 12 alle 16), hanno organizzato un presidio a Fiumicino». Al corteo a Roma, si legge nella nota «hanno sfilato i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti». «Il nostro sciopero è l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia», ha commentato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale RdB. 24 ottobre 2009 - Brescia Oggi/Arena/Giornale Vicenza PROTESTA. Manifestazioni per i
contratti ROMA - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in
altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna,
mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche
treno, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore del Patto di base che ha riguardato
anche i trasporti. 24 ottobre 2009 - Quotidiani rete Repubblica PER OTTO ORE FROSINONE - Una lunga trattativa tra il questore, i vertici delle forze dellordine e gli operai della Videocon, larrivo del reparto mobile e poi la decisione di liberare lA1 tra Anagni e Frosinone. La manifestazione dei 1300 operai licenziati dalla multinazionale indiana (per 4 giorni sono stati sul tetto dello stabilimento di Anagni), ha paralizzato per 8 ore il centro Italia. Lautostrada Napoli-Roma, dove si è creata una coda di 40 km, è stata impercorribile per chiunque. Ha dovuto intervenire la protezione civile. Disagi limitati invece per lo sciopero dei trasporti del Patto di base, il peggio a Roma per il corteo che ha paralizzato il traffico. 24 ottobre 2009 - La Nazione Lo sciopero, i cortei. E le solite
scritte sui muri Firenze - NON C'È stato il caos del 9 ottobre scorso, quando due cortei uno dei metalmeccanici, l'altro degli studenti paralizzarono la città. Non ci sono stati nemmeno i lanci di petardi e vernice e gli autobus hanno circolato pressoché regolarmente. Secondo i dati diffusi da Asstra, l'associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale, l'adesione allo sciopero generale promosso da Cobas, Sdi e Rdb-Cub è stata, infatti, in Ataf di appena l'11%. I vandali, però, anche stavolta, non sono mancati. Tra i circa 250-300 manifestanti per i tre quarti studenti che ieri, partendo da piazza Santissima Annunziata, hanno sfilato lungo le vie del centro, c'era anche qualche facinoroso, che, armato di bomboletta spray, ha lasciato la sua firma' lungo via dell'Oriuolo, via Pietrapiana e Borgo la Croce. I muri sono stati imbrattati con scritte del tipo «contro la scuola dei padroni», «militaristi assassini», «padroni e Confindustria nemici dei lavoratori». In via dell'Oriuolo, con una vernice viola, ma, sembra, per fortuna dei proprietari, lavabile, un ragazzo in fondo al corteo ha lasciato delle decorazioni' su alcune auto. Indignati i commercianti e i passanti, che hanno reagito con un: «Anziché scioperare sarebbe meglio andaste a lavorare». L'unico lancio di fumogeni è avvenuto davanti alle poste di via Pietrapiana. Tra i manifestati c'erano, infatti, alcuni dipendenti delle Poste, appartenenti agli Slai Cobas, che hanno espresso la loro preoccupazione rispetto ai tagli decisi a livello nazionale dall'azienda, che avranno, secondo loro, forti ricadute a livello locale, in particolare rispetto al servizio di smistamento e di consegna della corrispondenza. Di lì il corteo ha proseguito verso piazza Beccaria e, bloccando per qualche minuto i viali, è quindi rientrato in piazza Ghiberti, dove, poco prima di mezzogiorno, si è sciolto. Sotto la pioggia ininterrotta hanno dunque sfilato studenti, collettivi, frequentatori dei centri sociali. Pochi i lavoratori che invece hanno partecipato al corteo, nonostante gli striscioni «Tra lavoratori e studenti ci sono ancora onesti delinquenti», «Basta morti sul lavoro», «Tagli, licenziamenti, precarietà: rilanciamo la solidarietà» facessero pensare il contrario. In gran parte, infatti, hanno raggiunto Roma, dove, da piazza della Repubblica, è partita la manifestazione dei lavoratori del pubblico impiego. Unici rappresentanti del mondo del lavoro, oltre ai dipendenti delle Poste, alcuni delegati della federazione regionale Usi Sanità. Tra i manifestanti, anche due mamme, rappresentanti del comitato dei genitori delle scuole di Scandicci, che hanno sfilato con le loro figlie. In occasione del corteo di ieri, gli studenti hanno rilanciato la protesta, «contro classi sovraffollate, strutture fatiscenti, chiusura di scuole e di sedi decentrate, licenziamenti di massa nelle scuole e nelle fabbriche», dandosi appuntamento per un'assemblea cittadina il prossimo 4 novembre, luogo ancora da definire. PONSACCO. TORNA domani, in piazza della Repubblica, la Festa Multietnica e antifascista... PONSACCO TORNA domani, per il sesto anno consecutivo, in piazza della Repubblica, la Festa Multietnica e antifascista, organizzata dal circolo "Che" Guevara di Ponsacco, la Rete dei comunisti, Verdi per la pace, Rifondazione comunista, l'associazione Amicizia Italia-Cuba, i Cobas di Pontedera, la Tienda bottega equo e solidale, lo sportello immigrati Rdb di Pisa, il Comitato antifascista Valdera, l'associazione Bella Ciao e il circolo Arci Agorà Pisa. «E' una manifestazione organizzata in maniera autonoma dal Comune spiega Alessandro Rossi, uno degli organizzatori E' difficile organizzarla perché mancano i fondi ma è essenziale che questa festa ci sia perché diamo la possibilità di far conoscere ai concittadini le comunità di immigrati che a Ponsacco, come nel resto del Paese, sono una realtà, dando anche a loro la possibilità di farsi conoscere. L'obiettivo è quello di ottenere un'integrazione il più possibile vicina alla civiltà perché la diversità culturale che l'immigrazione porta con sè è una grande ricchezza e noi vorremmo che tutti la conoscessero». La festa è anche e soprattuto un'occasione di scambio di idee e per farlo è stato organizzato un dibattito che si terrà alle 15 e a cui saranno presenti i rappresentanti di ciascuna comunità e il responsabile nazionale delle Rdb (Rappresentanze sindacali di base) immigrati, Aboubakar Soumahoro. «E' un onore per noi averlo alla festa prosegue Rossi Vorremmo che ci fosse un confronto aperto e che venissero fuori le perplessità che sappiamo esistere da sempre negll'animo dei cittadini per aprirci finalmente al dialogo». La giornata prevede una merenda/cena con cibi e pietanze tipiche delle comunità ospitate e momenti di danze popolari multietniche insieme ad un cospicuo numero di stand gastronomici e non solo che animeranno il lungo pomeriggio in piazza della Repubblica.(F.A.) 24 ottobre 2009 - Il Cittadino Sciopero, a Milano la metro regolare e disagi contenuti Milano - Disagi in molte città per lo sciopero generale dei sindacati di base: i maggiori problemi si sono registrati nel trasporto pubblico locale, anche per le inevitabili conseguenze sulla circolazione. In particolare, a Roma quella di ieri si è subito trasformata in una giornata di passione per il traffico andato in tilt, mentre a Milano la metropolitana ha funzionato regolarmente. Una valutazione sullandamento della protesta, comunque, potrà essere fatta solo in chiusura di giornata. Lo stop indetto dalle organizzazioni Rdb, Sdl e Cobas interessava tutto il mondo del lavoro, quindi tra i settori interessati ci sono i trasporti, la sanità e la scuola. Tra le richieste dei sindacati il blocco dei licenziamenti, la riduzione dellorario di lavoro a parità di salario e lintroduzione di un reddito minimo di lavoro garantito per tutti. A Milano, per lAtm, la circolazione delle linee metropolitane è stata regolare. Due le fasce di garanzia per i trasporti pubblici nel capoluogo lombardo: la prima è stata fino alle 8.45 di mattina, la seconda tra le 15 e le 18. È stato, poi, sospeso lEcopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati. Lo sciopero ha interessato il traffico ferroviario tra le 11 e le 15, ma - fanno sapere le Fs - non si sono registrati disagi di rilievo. 24 ottobre 2009 - La Repubblica Il corteo "bagnato" dell´Onda anomala Palermo - Hanno sfilato sotto la pioggia da piazza Politeama a Palazzo d´Orleans, sede della Presidenza della Regione. Centinaia di precari e studenti insieme per lo sciopero generale proclamato dai Cobas, dalla Rbd e dal coordinamento Precari della scuola. «La nostra è una lotta per la qualità della scuola - dice Rita Todaro, insegnante di Lettere rimasta senza incarico - molti di noi hanno perso il posto di lavoro dopo anni di precariato». Cori di protesta contro i tagli della riforma Gelmini e in testa la statua di legno di San Precario. «È la seconda manifestazione che organizziamo con la ripresa dell´anno accademico - dice Giorgio Martinico della facoltà di Lettere e filosofia, portavoce dei ragazzi dell´Onda Anomala - È nostro dovere, infatti, batterci per i diritti degli studenti e per l´università pubblica. Al nostro fianco sono scesi anche i ragazzi di tante scuole superiori, questo è molto importante».(c.b.) 24 ottobre 2009 - InAbruzzo Vigili del fuoco, no ad accordi gennaio LAquila Una nota sindacale sulla situazione
dei vigili del fuoco, ai quali sono stati promessi miglioramenti, che tuttavia nonsono
ritenuti sufficienti. "Lavoratori, ancora una volta il solo sindacalismo di base è
in piazza per contrastare le attività di questo governo, dice la nota diffusa via
internet I Vigili del Fuoco hanno ribadito il loro NO agli accordi sottoscritti a
gennaio dai sindacati confederali e ripresi poi nei contratti di lavoro nei vari settori;
CCNL che prevedono, validità triennale della loro vigenza, nuovi coefficienti per
stabilire linflazione programmata depurata dai prezzi del petrolio, aumenti secondo
amicizie e raccomandazioni. Ma soprattutto i Vigili del Fuoco hanno confermato la
necessità di una struttura di Protezione Civile nella quale siano a capo per gestire le
emergenze, come è stato ampiamente dimostrato nelle ultime calamità, senza voler
"copiare " modelli di altri messi peggio di noi. Sono state richieste risorse
contrattuali al posto di quelle offerte dal governo, che si aggirano intorno ai 50 ? medi
e lordi per il biennio 2008/09, e nuove risorse per il contratto integrativo prossimo che
dovrebbe partire dal 2010. Abbiamo necessità di sapere da questo governo, dopo le
promesse verbali, quali siano i finanziamenti per la struttura generale del corpo
nazionale, inoltre quali per le indennità che saranno devolute al personale. Ad oggi solo
promesse. Altre rivendicazioni pronunciate nella manifestazione sono quelle di avere un
sistema previdenziale che recepisca lusura del personale operativo e i conseguenti
riconoscimenti in termini previdenziali. Queste in sintesi le battaglie della RdB. Altro
che ritiro delle manifestazioni alla semplice convocazione. Ci rivolgiamo ai sindacati di
Stato che ritirano le iniziative appena ricevuto linvito del ministro. Le battaglie
perse sono quelle che non si fanno!". 24 ottobre 2009 - Corriere di Viterbo RdB, scoppia la bufera sulle
indennità Viterbo - Chiarezza e trasparenza. Richieste che i dipendenti della RdB di Viterbo fanno da tempo alla dirigenza in merito alla elargizione delle indennità di responsabilità ma anche in merito ai progetti salariali e intersettoriali. Si tratta di compensi, che dovrebbero, in teoria, essere elargiti a determinate persone in base ai ruoli che ricoprono ma che ,in pratica, hanno interessato solo una parte dei dipendenti. Il problema ha investito, anche, la distribuzione dei progetti salariali e intersettoriali. Sergio de Paola della RdB di Viterbo tenta di fare chiarezza. Partiamo dalle indennità di responsabilità. De Paola, ci spieghi la questione. "In pratica si tratta della distribuzione di indennità effettuata in maniera soggettiva. Le indennità di responsabilità sono, dei corrispettivi che vengono dati a dipendenti. Non a tutti, però. Si tratta solo di dipendenti che ricoprono particolari ruoli. Tuttavia queste indennità hanno interessato 220 dipendenti su 380 creando di fatto delle disparità enormi. Sono stati creati lavoratori di serie A e lavoratori di serie B applicando un metro di giudizio assolutamente poco oggettivo". Perché parla di maniera poco oggettiva? "Perché questa distribuzione che ha premiato troppe persone e tutti in settori specifici ha lasciato totalmente a vuoto chi per esempio lavora allo sportello classificandolo, palesemente con un lavoratore di un livello inferiore. Anche perché questa distribuzione effettuata, di fatto, su criteri soggettivi, non è prevista dal contratto sindacale. La cosa più grave è che sono stati individuati un 25% di inefficienti, non avendo ricevuto indennità. Io non vorrei azzardare l'ipotesi che questa scelta di distribuzione delle indennità sia stata fatta solo per aderire al decreto Brunetta e non si sia, invece, pensato al lavoro svolto dai dipendenti". Perché lei dice che non sono stati rispettati gli accordi sindacali? Quali erano gli accordi? "Gli accordi prevedevano pari opportunità tra tutti i dipendenti e una remunerazione che doveva essere equivalente alla professionalità e alla disponibilità espressa. Questo non si è verificato. Pensiamo che alcuni dirigenti non convinti della contrattazione sindacale abbiano di fatto aggirato il contenuto garantendo ad alcuni dipendenti, in genere i vertici organizzativi degli uffici, quote aggiuntive di salario. Mentre chi era in basso non ha ricevuto niente. Quindi non si è guardato al merito bensì al posto ricoperto. Il 25% di inefficienti che sono scaturiti dalle indennità versate non corrisponde a verità poiché le corresponsioni sono state elargite seguendo criteri poco validi". Invece per quanto riguarda i progetti settoriali e intersettoriali? "Più o meno il problema non cambia. In questo caso si tratta di progetti che vengono presentati dalla dirigenza e la cui partecipazione porta merito e compensi maggiorati rispetto al normale stipendio percepito. Anche qui solo per alcuni la partecipazione ai progetti è stata garantita ad altri no. Anche qui in barba agli accordi sindacali che prevedevano pari opportunità. A quanto pare, invece, sono stati reinseriti progetti ad hoc ( un esempio quelli per il settore strade) inizialmente non previsti e poi magicamente apparsi". I documenti da voi richiesti per prendere atto dei criteri che hanno portato a questa distribuzione delle indennità e dei progetti vi sono stati dati? "Per quanto riguarda le indennità di responsabilità da una richiesta fatta a luglio ci sono arrivati dopo tre mesi. Per le altre ci dicono che devono fare le fotocopie, ma non hanno tempo. Di fatto ora ci troviamo in mano ad una dirigenza che ha creato, in anticipo, senza contraddittorio e senza motivazioni percorsi preferenziali per progressioni, incentivi e licenziamenti, così come annunciato dal famigerato decreto. Mi piacerebbe sapere se la giunta e ancor più il presidente, siano a conoscenza del fatto oppure se sono proiettati esclusivamente verso le campagne congressuali e non. Adesso chiediamo l'accesso a tutti i documenti richiesti insieme ad una commissione di verifica degli accordi in merito all'utilizzo del fondo per il salario accessorio" 24 ottobre 2009 - La Provincia di Lecco la protesta (p. gia.) Braccia incrociate ieri a Palazzo
di Giustizia. Tutto il personale della Procura e gran parte di quelli del tribunale civile
e penale, infatti, hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dalle rappresentanze
sindacali di base del pubblico impiego e dalla Confederazione unitaria di base contro le
riforme del ministro Brunetta. Un'adesione massiccia, che va sottolineata, anche perchè
si sono astenuti dal lavoro anche dipendenti iscritti ad altri sindacati che, formalmente,
non avevano proclamato questo sciopero. 24 ottobre 2009 - Il Giorno MILANO. SASSI, PETARDI, uova e
fumogeni contro la polizia... MILANO - SASSI, PETARDI, uova e fumogeni contro la polizia. Momenti di tensione davanti al Provveditorato regionale agli studi in via Ripamonti. Dallo spezzone degli studenti, nel corteo formato da circa quattromila tra alunni e lavoratori in sciopero, la rivolta contro lo schieramento di forze dell'ordine che, in tenuta antisommossa, presidiava l'ingresso. Gli agenti si sono protetti con gli scudi e non hanno reagito, lasciando che la manifestazione iniziasse a sciogliersi pacificamente nei minuti successivi. Una carica delle forze dell'ordine avrebbe potuto scatenare il caos. Al corteo degli studenti milanesi, aperto anche operai, impiegati e pensionati, avrebbero partecipato, secondo gli organizzatori, oltre diecimila persone. Fra le sigle e le organizzazioni presenti i rappresentanti del Cub, confederazione unitaria di base, il coordinamento dei collettivi degli studenti e il comitato degli inquilini di San Siro, oltre che diversi centri sociali e movimenti fra cui il Cantiere, il Vittoria e i Corsari. La manifestazione è sfilata per le vie del centro e ha raggiunto poco prima dell'una il provveditorato. Una scelta con cui i partecipanti hanno voluto ribadire l'opposizione "ai tagli alla scuola pubblica". Il grande striscione degli studenti che apriva il corteo sintetizzava gli slogan della protesta: «Scuola e diritti vanno a puttane, sarà contento il Cavaliere: fondi alla scuola pubblica, reddito ai precari e diritti per tutti». LUNGO il percorso, decine di muri sono stati scritti da writers che a volto coperto e armati di bomboletta hanno disegnato la loro "tag", ovvero la firma con il nome d'arte. Gli studenti hanno poi lasciato davanti all'ingresso del provveditorato due assegni giganti che riportavano la cifra di tre milioni di euro. «Rappresentano la svendita della scuola pubblica - spiegano - La riforma Gelmini sta distruggendo l'istruzione italiana. Continuano a parlare di alti standard, di riforme, di innovazione e intanto fanno cadere a pezzi il sistema scolastico lasciando gli studenti senza professori, in classi sovraffollate». «Non vedo le ragioni di questa manifestazione - spiega il direttore scolastico regionale, Giuseppe Colosio - se non una motivazione politica di carattere generale. Per quanto riguarda noi, tutti gli interventi possibili sono stati fatti. Anche i sindacati hanno dichiarato nei giorni scorsi che coloro che utilizzano lo strumento del protocollo d'intesa siglato tra Ministero dell'Istruzione Regione Lombardia sono pochissimi, come tra l'altro prevedevamo. Dal punto di vista politico ognuno è libero di manifestare come vuole, magari evitando di tirare uova e fumogeni contro la polizia, ma non ci sono argomentazioni tecniche tali da farci prendere in considerazione la manifestazione. La situazione di precariato è stata generata da norme molto vecchie che hanno creato illusioni che non si sarebbero potute mantenere e che, di fatto, impedisce l'ingresso a persone giovani che vorrebbero entrare nel mondo della scuola». In ogni caso, è la tesi «coloro che l'anno scorso avessero avuto un contratto e quest'anno non se lo trovassero possono usufruire, oltre che dell'ammortizzatore sociale dato dall'Inps, anche dell'accordo tra Ministero e Regione». E sui mezzi va in scena lo stop
«fantasma» MILANO - «E' VERO, oggi c'è lo sciopero dei mezzi», si batte la fronte una signora alla fermata del 5, fissando il tabellone che non segna minuti d'attesa nonostante i proclami dell'azienda trasporti sulle «informazioni in tempo reale» del sistema Infotraffico. Un uomo seduto con la ventiquattrore sulle ginocchia la tranquillizza: «Guardi», e le indica due tram che passano in sequenza nella direzione opposta. Tempo cinque minuti e arriva anche il suo. Via Giovanni Antonio Amadeo, Città Studi, intorno alle 11 di ieri mattina. Quando il grosso dei disagi annunciati insieme allo sciopero del trasporto pubblico (ricaduta di quello generale proclamato dai sindacati di base) si era già consumato. Poca roba: già prima dello scoccare della fascia di garanzia (tra le 15 e le 18), l'agitazione aveva già l'aria di un mezzo flop. «Ripercussioni minime» anche sui treni, hanno dichiarato a fine giornata le Ferrovie dello Stato della Lombardia. SOTTOTERRA, le tre linee della metropolitana hanno funzionato da subito regolarmente. Alle 11.30 l'Atm comunicava un'adesione del 28% sulle linee di superficie, inferiore al 31% di Roma, al 40% di Bologna e al 60% di Venezia. I più prudenti erano gli autisti in servizio: «Chissà se trovo qualcuno a darmi il cambio...», sospirava un conducente a Porta Venezia al collega salito per uno «strappo». Che a sua volta, ai passeggeri che chiedevano lumi sullo sciopero «fantasma», rispondeva: «Bisogna vedere cosa succede al cambio di turno. Magari ci sarà da aspettare un po'». E infatti alle 13.30 la risposta su tram e bus era lievitata al 32,4%, mentre il metrò continuava a circolare, per attestarsi, a fine giornata, al 32%. Comunque un'adesione più alta di Torino, Napoli, Firenze, Genova delle grandi città del Sud, che hanno fatto decretare ad Asstra (l'associazione delle aziende di trasporto pubblico locale italiane) il fallimento dello sciopero indetto da Rdb, Sdl e Cobas. A Milano, ha causato più disagi la manifestazione, che in centro ha rallentato i mezzi di superficie e il traffico all'interno dei bastioni - per l'occasione sgravati dalla tariffa Ecopass. E soprattutto l'effetto annuncio, che s'è fatto sentire nella prima mattinata sulle vie d'accesso alla città: in previsione di disagi assai più massicci, i pendolari hanno preferito l'auto, intasando i viali e la circonvallazione esterna prima dello sciopero.(Gi.Bo.) Stress da ufficio? Il Comune corre ai ripari e il sindacato applaude Monza - CHE STRESS il lavoro! E in Comune si corre ai ripari. Situazioni tese in ufficio possono causare perdita di rendimento ma pure rischi di tipo sanitario. Dal dirigente all'usciere, nessuno dei quasi mille dipendenti comunali sembra immune, tanto che l'ultima iniziativa dell'assessorato al Personale è un programma di intervento per la valutazione e il contenimento dei rischi derivanti da stress da lavoro. Un percorso introdotto per legge nel 2008, che a Monza viene realizzato nell'ambito del piano di sorveglianza sanitaria previsto dalla convenzione con l'Unità di medicina occupazionale del San Gerardo. L'attività è già iniziata con una giornata di informazione. Si proseguirà con una check list sulle condizioni lavorative, la compilazione di questionari anonimi e la stesura di un report per suggerire interventi di contenimento e controllo dello stress. «Analizzare le cause di stress spiega l'assessore Alfonso Di Lio è indispensabile per una miglior gestione del personale». L'iniziativa piace anche al sindacato di base del Comune. «È positivo - commenta Massimo Andreotti, delegato RdB per la sicurezza -. Lo stress c'è ed è cresciuto da quando è in atto la campagna di discredito dei lavoratori pubblici che sta facendono aumentare i casi di cittadini che non hanno rapporti sereni con gli uffici».(M.Ag.) Pulizie al San Matteo, arrivano gli
stipendi: scongiurato lo sciopero PAVIA - FINALMENTE i soldi sono arrivati ed entro fine mese ci dovrebbe essere anche un incontro per ridiscutere i contratti. Con queste promesse le donne che effettuano le pulizie al San Matteo hanno accettato di continuare a lavorare. Non incroceranno le braccia e non permetteranno alla polvere di accumularsi. Almeno fino alla fine del mese. Poi, se il tanto promesso confronto con il presidente della Meridional, la società che ha vinto l'appalto per effettuare le pulizie, non ci sarà, si arriverà allo sciopero. "Promesse ne abbiamo avute tante - ripetevano ieri mattina le donne - ma non è mai cambiato nulla. Speriamo che questa sia la volta buona". E in effetti potrebbe esserlo. Perché entro una settimana al massimo la Meridional che ha sede a Messina dovrebbe rendere operativo un ufficio a Pavia, in cui le dipendenti potrebbero sempre trovare un referente del presidente Giacomo Giordano, con il quale confrontarsi. "Dovrebbe essere sempre qui in città - sottolinea Pasquale Di Tomaso, sindacalista della Cub che sta seguendo le donne - e con lui potrebbero andare a discutere dei contratti sottoscritti per 3 o 4 ore di lavoro al giorno, quando invece l'impegno quotidianamente richiesto supera le 7-8 ore. Un extra che viene pagato in straordinario, ma che non consente di maturare tanti diritti che spetterebbero a queste donne".(M.M.) 24 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna Limbianchino ora ha una casa NUORO - Mario Corrias, limbianchino precario
sfrattato dalla palazzina popolare di via Costituzione, da ieri ha una casa. Glielha
trovata il Comune di Nuoro che aveva preso a cuore questa drammatica storia di solitudine
e povertà. Avrà anche un sussidio mensile. Precari e studenti in piazza ORISTANO - Questa volta, accanto ai docenti precari a
sfilare per le vie della città cerano anche gli studenti. Non tanti, in verità, ma
certamente agguerriti. E motivati. Per lo più provenienti delle Industriali, dalle
Magistrali e dal Classico. Loro, i giovanissimi, hanno portato una nota di colore alla
manifestazione che ha visto scendere in piazza il coordinamento dei docenti precari,
assieme ai Cobas. 24 ottobre 2009 - Il Tirreno Ponsacco, in piazza della Repubblica Musica delle tradizioni e dibattiti sulla sicurezza alla festa multietnica PONSACCO - Domani, in piazza Della Repubblica, si terrà la
sesta edizione della "Giornata Multietnica antifascista", un momento di
conoscenza e di dibattito tra le comunità straniere che vivono a Ponsacco e i ponsacchini
di origine. 23 ottobre 2009 - Ansa SCIOPERI: SINDACATI BASE, SCIOPERO PIENAMENTE RIUSCITO(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Lo sciopero generale di oggi promosso dalle Rdb-Cub, i Cobas della scuola e Sdl è «pienamente riuscito». Lo sostiene il coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, secondo il quale la protesta sta avendo un'alta adesione soprattutto nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione. «Molti uffici pubblici - sostiene - sono rimasti chiusi». Alla manifestazione, che si svolge a Roma, - ha detto ancora il sindacalista - sono presenti anche rappresentanti «di alcune fabbriche in lotta come l'Alfa di Pomigliano o Arese». Nella Capitale lo sciopero degli autobus è in corso dalle 8,30 e si concluderà alle 17 per poi ricominciare alle 20 fino alle 24. Per quanto riguarda la metropolitana la protesta è stata indetta dalle 20 alle 24. Il corteo si concluderà a piazza San Giovanni con gli interventi di Leonardi, Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Leonardi è convinto che anche oggi, come avvenne nella precedente mobilitazione generale dei sindacati di base del 17 ottobre dello scorso anno, si riuscirà ad arrivare a quasi due milioni di adesioni. «Si intravede un nuovo soggetto sindacale capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil - ha affermato Leonardi -. L'obiettivo è quello di riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto». SCIOPERI: CORTEO COBAS A ROMA; ORGANIZZATORI, SIAMO 150 MILA (ANSA) - ROMA, 23 OTT - Sono 150 mila, secondo gli organizzatori, i manifestanti che hanno partecipato a Roma al corteo dei sindacati di base in occasione dello sciopero generale di oggi. «Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale importantissima tra insegnanti, lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e dei vigili del fuoco. La presenza studentesca è ridotta rispetto allo scorso anno ma ci sono tanti lavoratori. La parola d'ordine da oggi è unificare le nostre lotte contro chi ha generato la crisi, come i finanzieri», ha detto il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi. Una Banda Bassotti con tanto di mascherine nere e nomi di Brunetta, Tremonti, Confindustria e sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che portano i quattro grandi sacchi neri 'dignita«, 'salariò, 'dirittì e 'democrazià è la protesta-trasvestimento inscenata da alcuni lavoratori, un infermiere e tre impiegati, durante la manifestazione. Al corteo alcuni manifestanti hanno sfilato anche con 'scudi fiscalì di cartone, con sopra la foto di Tremonti e la scritta 'Condono agli evasori, più tasse ai lavoratorì. Tra i manifestanti anche tanti studenti e i lavoratori della scuola, i quali hanno annunciato che dopo aver raggiunto piazza San Giovanni si sposteranno in corteo diretti a viale Trastevere davanti al ministero dell'Istruzione per protestare sui tagli alla scuola. Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che ha anche invocato »una nuova iniziativa generale in piazza di tutta l'opposizione«. SCIOPERI: IN MIGLIAIA A CORTEO COBAS A ROMA (ANSA) - ROMA, 23 OTT - «Unificare le lotte per non pagare la crisi». Dietro questo striscione migliaia di lavoratori stanno manifestando a Roma aderendo allo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. Il corteo, partito da piazza della Repubblica, attraverserà le vie del centro, passando per piazza Esquilino, via Merulana, viale Manzoni, fino a piazza San Giovanni. Tra i manifestanti, i lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. SCIOPERI: COBAS IN PIAZZA CONTRO CRISI, UNIFICARE LOTTASTOP 24 ORE DA SCUOLA A TRASPORTI; BRUNETTA MINIMIZZA ADESIONE (ANSA) - ROMA, 23 OTT - Il popolo dei sindacati di base scende in piazza per «unificare la lotta contro chi ha generato la crisi». Lo sciopero generale nazionale di 24 ore porta in corteo a Roma, ma anche a Milano, Firenze, Palermo, anime diverse: insegnanti, lavoratori pubblici, della sanità, dei trasporti, vigili del fuoco e studenti, uniti, appunto, nella protesta contro il governo, l'industria, i sindacati confederali. E per il Patto di Base (Rappresentanza di base, Sindacato dei lavoratori e Cobas) è un successo, con circa due milioni di lavoratori che hanno incrociato le braccia. Ma per il ministero della Funzione pubblica, da dati provvisori (34,8% delle amministrazioni) l'adesione allo sciopero è stata del 2,52%, cifra non condivisa naturalmente dai sindacati. Non c'è stata, poi, la paralisi dei trasporti, anche per l'ordinanza del ministro Altero Matteoli che ha limitato a 4 ore lo stop degli aerei. E di quattro ore è stato anche lo sciopero nelle Ferrovie, con scarsi disagi. In tilt il traffico a Roma, per il fermo di molti bus, cortei e pioggia. «Riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto» è stato, così, lo slogan che ha portato in piazza, nella capitale, 150 mila persone secondo gli organizzatori (6.000 secondo la questura) sfilate in corteo. «I tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro, dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari» hanno spiegato Rdb, Sdl e Cobas «per rompere la solitudine operaia». La richiesta è lavoro stabile per tutti e riduzione dell'orario a parità di salario, difesa del reddito per cassintegrati e atipici, forti aumenti di salari e pensioni, sicurezza a tutto tondo. «Questa partecipazione plurale - ha sottolineato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale RdB - rende ancora più evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro» e «capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil». «È indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria», ha detto Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale SdL. «Purtroppo a tutt'oggi la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, e non dai banchieri, dagli industriali e dai mafiosi che l'hanno determinata» ha osservato Pietro Bernocchi dei Cobas. In corteo, una Banda Bassotti con mascherine nere e nomi di Brunetta, Tremonti, Confindustria e sindacati confederali che portano i quattro grandi sacchi neri 'dignita«, 'salariò, 'dirittì e 'democrazià; manifestanti con 'scudi fiscalì di cartone, con sopra la foto di Tremonti e la scritta 'Condono agli evasori, più tasse ai lavoratorì. Alla manifestazione ha partecipato anche il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che ha anche invocato »una nuova iniziativa generale in piazza di tutta l'opposizione«. Poi, sit-in davanti ai ministeri dell'Economia e dell'Istruzione, e davanti all'ambasciata di Spagna per chiedere la liberazione dei sindacalisti baschi arrestati. In migliaia sono sfilati pacificamente a Milano verso il Provveditorato agli studi dove c'è stato un breve lancio di sassi, uova e fumogeni da parte di manifestanti contro le forze dell'ordine. A Palermo corteo con una statua in legno, raffigurante S. Precario. SCIOPERI: STOP TRASPORTI, DISAGI MA
SOLO ROMA IN TILT (ANSA) - ROMA, 23 OTT - Traffico automobilistico in tilt a Roma e disagi in altre città, decine di voli cancellati e ritardi in particolare a Fiumicino e Bologna, mentre il traffico ferroviario è stato regolare con la soppressione solo di qualche treno, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore del Patto di base che ha riguardato anche i trasporti. Per Rdb, Cobas e Sdl lo sciopero è pienamente riuscito, con 150 mila persone (6.000 per la questura) scese in piazza nella capitale in un corteo che ha messo in ginocchio la circolazione nel centro città con ripercussioni anche nelle zone a ridosso. Cortei anche a Milano, Firenze, Palermo, dove il traffico non ha, però, sofferto particolarmente. Non c'è stato il temuto blocco di bus, tram e metropolitane, la cui sospensione è sempre articolata città per città: per l'Asstra (l'associazione che riunisce le aziende) c'è stata una «scarsissima adesione» con le percentuali più alte a Roma, Bologna e Venezia. Roma ha sofferto più di tutte per lo stop degli autobus scattato alle 8.30 fino alle 17 (riprende alle 20 sino a fine servizio) a cui si è aggiunta la pioggia battente caduta nella prima mattina, che ha indotto molti a prendere l'automobile, e per il corteo dei lavoratori (da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni) in cui è confluito parte di quello degli studenti (partito vicino il Circo Massimo). TRASPORTO PUBBLICO LOCALE. Metro regolare a Milano, 9 autobus su 10 in servizio a Napoli, 40% l'adesione degli autisti di bus e tram a Torino, dicono gli organizzatori, del 24% dice l'azienda, e 47% il picco di adesione allo sciopero a Trieste secondo i sindacati. Queste, secondo l'Asstra, le percentuali di adesioni. ROMA: Trambus 31% e Cotral 54,67% (metro e ferrovie concesse si fermano solo dalle 20 a mezzanotte); MILANO: Atm (autobus) 28%; Atm (metropolitana) servizio regolare. Sospeso l'Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati; NAPOLI: Anm 12%; TORINO: Gtt (urbano) 20%; Gtt (extraurbano) 2%, regolare la metro; BOLOGNA: Atc 40%; FIRENZE: Ataf 11%; GENOVA: Amt (autobus) 14,5%; Amt (metropolitana) nessuna adesione; PALERMO: Amat 12%; VENEZIA: Actv 60%; CAGLIARI: Ctm nessuna adesione; CATANIA: Amt nessuna adesione. TRASPORTO AEREO. Stop di sole 4 ore (12-16), dopo l'ordinanza del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. A Fiumicino cancellati 17 voli in partenza e 13 in arrivo e forti ritardi per una quindicina di collegamenti (tra due e cinque ore); a Bologna cancellati preventivamente otto voli in arrivo e altrettanti in partenza. Nessun volo cancellato da Alitalia dei 190 previsti nelle 4 ore di sciopero. TRASPORTO FERROVIARIO. Nessun treno di media e lunga percorrenza soppresso nelle quattro ore di sciopero, dalle 11 alle 15, fascia oraria che non ha interessato dunque i pendolari tutelati dalle fasce protette (6-9 e 18-21), afferma Fs. La protesta ha, però, bloccato qualche treno, in particolare in Liguria dove c'è maggiore adesione ai sindacati di base. SCIOPERI: SINDACATI,DA PRIME STIME
STOP 2 MILIONI LAVORATORI (ANSA) - ROMA, 23 OTT - Sono circa due milioni, in base alle prime stime diffuse dal Patto di base, i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia: «molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi, pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore» si legge in una nota congiunta. Secondo i sindacati, è stata «impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (dalle 12 alle 16), hanno organizzato un presidio a Fiumicino». Al corteo a Roma, si legge nella nota «hanno sfilato i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti». «Il nostro sciopero rappresenta l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia», ha commentato durante la manifestazione Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale RdB. «Questa partecipazione plurale, questa presenza di tanta parte del mondo del lavoro in lotta, rende ancora più evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro, il sindacato che serve alla gente». «Lo sciopero di oggi dimostra che è possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, è indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria», ha dichiarato Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale SdL. «Dopo questa positiva giornata di lotta di carattere nazionale da domani avremo più forza per costruire insieme vertenze e proteste articolate nei territori e nelle categorie». «L'anno scorso abbiamo sfilato gridando 'Noi la crisi non la paghiamò - ha ricordato Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas - Purtroppo a tutt'oggi la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, e non dai banchieri, dagli industriali e dai mafiosi che l'hanno determinata. Ma quello slogan deve diventare realtà. E per questo oggi ci sono tanti i lavoratori in piazza, anche se fare uno sciopero è una mazzata economica: perchè è indispensabile unificare le lotte contro la sordità sia del governo che dell'opposizione». SCUOLA: COBAS, TRA DOCENTI E ATA ADESIONE DEL 35% A SCIOPERO (ANSA) - ROMA, 23 OTT - «Per quanto riguarda gli insegnanti e il personale Ata, l'adesione allo sciopero generale indetto dai Cobas, è stata del 35% circa. In pratica nella scuola oggi ha scioperato una persona su tre». Lo ha riferito il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, riportando «i dati di un'analisi effettuata dal sindacato in 20 grandi città italiane». SCIOPERI:MINISTERO FUNZIONE PUBBLICA, DATI DA AMMINISTRAZIONI (ANSA) - ROMA, 23 OTT - I dati relativi agli scioperi «pervengono al Dipartimento della Funzione pubblica da parte delle singole amministrazioni pubbliche». Così il ministero della Funzione pubblica risponde a Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB Pubblico Impiego. Le singole amministrazioni pubbliche, si legge in una nota del ministero, «sono tenute per legge a fornirli nella stessa giornata in cui si svolge l'astensione dal lavoro, la quale - come ogni altra assenza - viene riscontrata all'inizio della prestazione lavorativa». «Rispetto al passato, la percentuale delle amministrazioni che hanno fornito i dati nella stessa giornata dello svolgimento dello sciopero è sensibilmente aumentata. In ogni caso - prosegue la nota - alle ore 18 la partecipazione generale allo sciopero risulta essere stata pari al 2,58% dei lavoratori, con un aumento quindi dello 0,06% rispetto ai dati precedentemente resi noti. Non si tratta però un vero trend di crescita perchè in alcune realtà, come ad esempio le Agenzie fiscali, rispetto al precedente 9,53% (relativo al 10% delle amministrazioni) si è passati al 6,51% (relativo a circa il 90% delle amministrazioni)». Nel Servizio sanitario nazionale, «la percentuale di adesione è invece scesa allo 0,98% dopo che è raddoppiato il numero delle amministrazioni che ci fatto pervenire i loro dati. In ogni caso, come sempre nel passato - conclude la nota - i dati complessivi e definitivi sulla partecipazione allo sciopero di oggi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione (www.innovazionepa.it)». SCIOPERI: RDB-CUB, SU ADESIONE BRUNETTA SI SBILANCIA(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Le Rdb del pubblico impiego affermano di ''non riuscire a comprendere sulla scorta di quale rilevazione il ministro Brunetta dia i numeri sulla partecipazione allo sciopero odierno''. ''Il ministro - sostengono - si sbilancia''. Daniela Mencarelli, della direzione nazionale Rdb ricorda che ''in occasione dell'ultimo sciopero dello scorso 3 luglio si e' dovuto attendere oltre tre settimane prima che le amministrazioni fornissero dati minimamente attendibili. Ci chiediamo, dunque, come sia possibile, a poche ore dallo sciopero (peraltro di 24 ore e quindi ancora in corso), dare percentuali cosi' precise; a noi risulta la chiusura per sciopero di innumerevoli uffici pubblici'', conclude la sindacalista. 23 ottobre 2009 - Adnkronos SCIOPERO: LEONARDI (RDB-CUB), IN
PIAZZA A ROMA PER RIUNIFICARE LOTTE Roma, 23 ott. (Adnkronos) - «Oggi è uno sciopero generale che coinvolge tutti i lavoratori e siamo qui per esprimere un'unica protesta. Cgil, Cisl e Uil non stanno mettendo in campo nessuna forma di contrasto alla crisi, accettando passivamente la politica del governo». Lo ha detto Pier Paolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb-Cub oggi al corteo in corso nella Capitale. «Vogliamo riunificare le lotte e dare prospettive ai lavoratori -ha proseguito- Oggi sono migliaia i lavoratori che lottano per il posto di lavoro, contro la devastazione messa in campo dalle politiche del governo. Al momento lo sciopero sta andando bene dai trasporti fino alle fabbriche e siamo molto soddisfatti». SCIOPERO: COBAS IN PIAZZA, 150 MILA A ROMA PER STOP A TAGLI E STABILIZZARE PRECARI. PER QUESTURA SOLO 6.000 AL CORTEO, PER FUNZIONE PUBBLICA ADESIONE AL 2,52% Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Rdb, Sdl e Cobas in piazza, oggi, contro la politica del governo per fronteggiare la crisi economica. Oltre 150 mila lavoratori, secondo le stime dei sindacati, infatti, hanno sfilato per le strade di Roma al grido di «noi la crisi non la paghiamo» per dire 'nò alla politica dei tagli, soprattutto nella pubblica amministrazione, e sollecitare fondi per i rinnovi contrattuali e la stabilizzazione dei precari. Un serpentone colorato e rumoroso che ha attraversato la capitale scandiendo così anche lo sciopero generale proclamato per oggi a cui, secondo i dati del patto di base, avrebbero aderito oltre 2 milioni di lavoratori. Uno sciopero particolarmente avvertito nel settore del trasporto locale che ha creato non pochi disagi nelle città ma che ha 'paralizzatò, dicono ancora i Cobas, molte scuole e uffici pubblici. Inevitabile su questo la guerra dei numeri. Per la questura non più di 5.000 i lavoratori che hanno preso parte alla manifestazione di Roma ai quali si sono uniti circa un migliaio di studenti. Bassa la partecipazione anche per il Dipartimento della Funzione Pubblica secondo cui ad incrociare le braccia nella pubblica amministrazione sono stati non più del 2,52% dei dipendenti pubblici: il 9,53% nelle Agenzie fiscali, l'1,69% nel Servizio sanitario nazionale, il 2,23% nella Scuola, il 9,30% negli Enti pubblici non economici e il 2,10% nelle Regioni ed Enti locali. Scarsa adesione anche secondo l'Asstra, l'associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale in Italia. Secondo i dati forniti dall'associazione, le percentuali di partecipazione allo sciopero a Roma si attestano al 31% alla Trambus e al 54,67% al Cotral. All'Atm di Milano non si va oltre il 28% mentre regolare è stato il servizio della metropolitana. All'Anm di Napoli l'adesione si è limitata al 12%, alla Gtt (servizio urbano) di Torino al 20% e per il servizio extraurbano è pari al 2%. All'Atc di Bologna l'adesione è del 40%, all'Ataf di Firenza all'11%, all'Amt di Genova al 14,5%, all'Amat di Palermo al 12%, all'Actv di Venezia al 60%. Nessuna adesione alla Ctm di Cagliari e all'Amt di Catania. Ad aprire il corteo romano lo striscione unitario «Unificare le lotte per non pagare la crisi» ma tantissimi sono stati i richiami ironici ai temi più caldi: da una variegata «Banda Bassotti», Brunetta, Tremonti, Confindustria e Cgil Cisl Uil che con tanto di mascherina portano via, in un sacco, salari, diritti, dignità e democrazia, ai mille 'scudì di cartone con il volto del Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti e la scritta «scudo fiscale = condono agli evasori e più tasse ai lavoratori». «Oggi in piazza c'è un misto di società che deve far riflettere. Siamo qui per chiedere aumenti dei salari e delle pensioni, il blocco dei licenziamenti, la cancellazione dei tagli alla scuola e un reddito minimo garantito perchè la crisi deve essere pagata da chi l'ha provocata», spiega il portavoce nazionale dei Cobas Piero Bernocchi. Ma a dare corpo alle dure critiche che colpiscono anche i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil è Pier Paolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb-Cub.«Oggi è uno sciopero generale che coinvolge tutti i lavoratori e siamo qui per esprimere un'unica protesta. Cgil, Cisl e Uil non stanno mettendo in campo nessuna forma di contrasto alla crisi, accettando passivamente la politica del governo. Noi invece vogliamo riunificare le lotte e dare prospettive ai lavoratori. Oggi sono migliaia i lavoratori che lottano per il posto di lavoro, contro la devastazione messa in campo dalle politiche del governo», aggiunge Leonardi. Nutrita la partecipazione dei dipendenti del settore sanità. «La riforma del pubblico impiego -sottolinea Sabino Venezia, del coordinamento nazionale Rdb-Cub - è un'aggressione al Servizio sanitario nazionale. Non a caso, uno dei tanti striscioni che si vedono sfilare al corteo recita: 'No alla distruzione della sanita»«.Tra i manifestanti anche molti lavoratori della ricerca. »Almeno 500, precari e non, giunti da tutta Italia«, afferma Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca. Tra le loro richieste, »il rilancio del settore, più finanziamenti e meno tagli. E naturalmente la stabilizzazione del personale precario. Ma anche - conclude Argentin - la non applicazione della legge Brunetta sulla valutazione del merito«. Per i lavoratori della scuola la manifestazione ha avuto anche una coda dvanti al ministero della pubblica istruzione dove studenti, precari, docenti hanno 'occupandò la scalinata del ministero in Viale Trastevere.»Anche oggi -sottolinea il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi - abbiamo dimostrato che la partecipazione della scuola al conflitto è sicuramente la più attiva. L'attacco alla scuola, con il taglio di 180mila posti in tre anni è il più massiccio e ha gia provocato disastri, e lo farà ancora di più in seguito. Classi sovraffollate, anche con 40 alunni, orari assurdi, con docenti che fanno 18 ore in 18 classi diverse. Il danno principale è alla qualità della scuola. In discussione c'è la qualità dell'offerta formativa. La crisi deve essere pagata da chi l'ha provocata. Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di unificare le lotte«. Ad appoggiare sciopero e manifestazione è Rifondazione Comunista. »Pieno appoggio a questa lotta di fronte ad un governo che sta scaricando la crisi sui lavoratori«, dice sfilando a Roma il segretario nazionale Paolo Ferrero. »È necessaria una iniziativa generale che coinvolga tutte le opposizioni. Bisogna portare in piazza una protesta forte e che coinvolta tutti«, prosegue. Un' unità possibile anche per il coordinatore nazionale dell'Sdl, Fabrizio Tomaselli. »Lo sciopero di oggi dimostra che è possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, è indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria«, dice. SCIOPERO: ROMA, A PIAZZA DELLA REPUBBLICA TUTTO PRONTO PER CORTEO Roma, 23 ott. (Adnkronos) - Tutto pronto a piazza della Repubblica per il corteo di Cobas, Rdb e Sdl che sfilerà per le vie del centro di Roma fino a raggiungere piazza San Giovanni. I lavoratori che aderiscono ai sindacati di base, pubblici e privati, scioperano per sollecitare il governo ad interventi di contrasto della crisi economica. SCIOPERO: MANIFESTANTI DA TUTTA ITALIA PER CORTEO ROMA Roma, 23 ott. (Adnkronos) - Dalla Lombardia alla Sicilia passando per la Liguria. Arrivano da tutta Italia i manifestanti oggi in piazza della Repubblica per il corteo organizzato dai Cobas, Rdb, Sdl, per chiedere al governo interventi di contrasto alla crisi economica. Palloncini colorati, bandiere dei Cobas, fischietti e musica stanno accompagnando l'attesa in piazza della Repubblica. Tra i presenti i Cobas Alfa Romeo di Arese, il Coordinamento precari della scuola, il Coordinamento 118 Subappennino Foggia e i movimenti di lotta per la casa di Palermo. SCIOPERO: PARTE CORTEO ROMA, 'UNIFICARE LOTTE PER NON PAGARE CRISI' Roma, 23 ott. (Adnkronos) - 'Unificare le lotte per non pagare la crisì. È questo lo striscione in testa al corteo appena partito da piazza della Repubblica organizzato da Cobas, Rdb e Sdl che percorrerà le vie del centro di Roma fino a raggiungere piazza San Giovanni. I lavoratori da quelli della scuola a quelli della sanità e delle aziende private sono scesi oggi in piazza per sollecitare al governo interventi di contrasto alla crisi economica a cominciare dal blocco dei licenziamenti fino all'introduzione di un reddito minimo garantito. SCIOPERO: CORTEO ROMA, SIAMO IN 150MILA Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Centocinquantamila manifestanti, questa la stima fatta dagli organizzatori del corteo di Rdb, Rdl e Cobas in corso nella capitale. «Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale forte -ha affermato Piero Bernocchi portavoce nazionale Cobas- con vari componenti che sono scesi in piazza, dagli operai, ai dipendenti della scuola, a quelli del pubblico impiego». «La presenza dei lavoratori -ha sottolineato Bernocchi- è forte. La crisi deve essere pagata da chi l'ha provocata. Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di unificare le lotte». SCIOPERO: ROMA, NEL CORTEO ANCHE LA
'BANDA BASSOTTI' Roma, 23 ott. (Adnkronos) - In testa al corteo organizzato dai sindacati di base che sta sfilando per le strade della Capitale anche la 'Banda Bassottì che rappresenta Brunetta, la Confindustria, Cgil, Cisl e Uil e Tremonti. Numerosi anche i lavoratori che portano al collo scudi di cartone 'Scudo fiscale: condoni agli evasori e più tasse ai lavoratori'. SCIOPERO: FERRERO, SCENDANO IN PIAZZA TUTTE LE OPPOSIZIONI Roma, 23 ott. (Adnkronos) - «Pieno appoggio a questa lotta di fronte ad un governo che sta scaricando la crisi sui lavoratori». Lo ha detto il segretario nazionale di Rifondazione comunista Paolo Ferrero oggi in corteo per la manifestazione organizzata a Roma da Rdb, Sdl e Cobas. «È necessaria -ha sottolineato Ferrero- una iniziativa generale che coinvolta tutte le opposizioni. Bisogna portare in piazza una protesta forte e che coinvolta tutti». MILANO: ATM, ADESIONE ALLO SCIOPERO
PARI AL 28% Milano, 23 ott. (Adnkronos) - Alle 11,30 la percentuale di adesione per i mezzi di superficie è pari a circa il 28 per cento. Ricordiamo che si registrano ritardi e rallentamenti per tutte le linee che transitano dal centro città a causa della manifestazione degli studenti, in corso da questa mattina alle 9. Proseguono a circolare regolarmente le tre linee metropolitane. La prima fascia dell'agitazione, iniziata alle 8,45 si concluderà alle 15. Da quest'orario, si entrerà nella fascia di garanzia ed i mezzi circoleranno regolarmente anche in superficie fino alle 18. VIDEOCON: RDB CUB-SDL, DOPO ROTTURA TRATTATIVA OPERAI OCCUPANO A1 Frosinone, 23 ott. - (Adnkronos/Labitalia) - I lavoratori della Videocon di Anagni, in provincia di Frosinone, hanno nuovamente occupato il tratto dell'autostrada Roma-Napili, nelle vicinanze dello stabilimento. La protesta, come comunica in una nota il sindacato Rdb Cub-Sdl, arriva «dopo che l'incontro sulla vertenza, fissato questa mattina presso la regione Lazio, si è interrotto quando, a fronte della disponibilità dell'amministrazione, a erogare immediatamente il pagamento della cassa integrazione in deroga e a consentirne il prolungamento anche dopo il 31 dicembre 2009, condizione già posta dalla Videocon per ritirare la procedura di mobilità per tutti i 1.300 dipendenti dello stabilimento Anagni». La Videocon, continua il sindacato, «ha dichiarato di essere disponibile a ritirare la procedura di mobilità solo ponendo ulteriori condizioni, che sono state ritenute inaccettabili da tutte le organizzazioni sindacali. In particolare, l'allargamento del numero dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria e, sostanzialmente, la chiusura della produzione all'interno dello stabilimento». «Giudichiamo inaccettabile -ha dichiarato Paolo Sabatini, vicecoordinatore nazionale Sdl - questo comportamento ricattatorio dell'azienda. La invitiamo al ritiro immediato della procedura di mobilità e all'apertura di una trattativa vera che assicuri il futuro dello stabilimento». SCIOPERO: IL 'POPOLO DELLA SCUOLA'
SI RADUNA SOTTO MINISTERO ISTRUZIONE Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Hanno cominciato ad arrivare alla spicciolata, studenti, precari, docenti che stamane hanno partecipato alla manifestazione, 'occupandò la scalinata del ministero dell'Istruzione in Viale Trastevere dove si terrà una 'assemblea apertà dei Cobas per «discutere su come portare avanti la protesta, programmare e decidere le future strategie di lotta». «Anche oggi - sottolinea all'ADNKRONOS il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi - abbiamo dimostrato che la partecipazione della scuola al conflitto è sicuramente la più attiva. Anche se la partecipazione alla lotta dei precari da parte degli studenti e da parte di chi ha il posto sicuro è abbastanza limitata. L'anno scorso - ricorda Bernocchi - abbiamo coniato lo slogan 'Noi la crisi non la paghiamò ma purtroppo a pagare il prezzo più alto continuano ad essere i lavoratori e i precari. Lo slogan rimane quindi attualissimo. Oggi in piazza c'è un misto di società che deve far riflettere». «Siamo qui - sottolinea - per chiedere aumenti dei salari e delle pensioni, il blocco dei licenziamenti, la cancellazione dei tagli alla scuola e un reddito minimo garantito. L'Attacco alla scuola, con il taglio di 180mila posti in tre anni è il più massiccio e ha gia provocato disastri, e lo farà ancora di più in seguito. Classi sovraffollate, anche con 40 alunni, orari assurdi, con docenti che fanno 18 ore in 18 classi diverse. Il danno principale è alla qualità della scuola. In discussione c'è la qualità dell'offerta formativa. La crisi deve essere pagata da chi l'ha provocata. Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di unificare le lotte». SCIOPERO: SINDACATI DI BASE, DATI
ADESIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA Trieste, 23 ott. - (Adnkronos) - I tre sindacati di base del Friuli Venezia Giulia (Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale), hanno reso noti i primi dati relativi all'adesione in regione allo sciopero generale indetto nei settori pubblici e privati. Il settore Trasporto pubblico locale registra a Trieste un'adesione del 47%, a Udine del 29%, a Pordenone del 7% e a Gorizia del 20%. Per il trasporto aereo, è stato già cancellato il volo in arrivo da Monaco. Per i Vigili del fuoco, buone adesioni a livello regionale con punte del 36% a Udine. La Sanità registra notevoli disagi per l'utenza e vede garantiti i servizi minimi essenziali e le emergenze. Nella Scuola, 25% di adesione con la chiusura di diversi istituti. Nell'Università, buone percentuali di adesione, con la chiusura di interi dipartimenti. Nel Ministero delle telecomunicazioni, adesioni del 53%. Nel Parastato, notevoli disagi agli sportelli. Nelle Dogane, 10% di adesioni con punte del 19 % alla Direzione Regionale. Motivo della protesta, l'azione dell'attuale governo, che secondo le organizzazioni sindacali di base non ha intrapreso delle efficaci iniziative in grado di risolvere realmente le gravi emergenze che sconvolgono il mondo del lavoro. SCIOPERO: RDB-CUB, 5 MILA LAVORATORI SANITÀ IN CORTEO ROMA Roma, 23 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono «almeno cinquemila» i lavoratori della sanità che stanno partecipando a Roma alla manifestazione dei dipendenti pubblici e privati. Il corteo, formato da «oltre 100mila lavoratori», è organizzato dai sindacati di base (Federazione nazionale Rdb-Cub, Cobas, Sdl intercategoriale e Unione sindacale italiana - Usi Ait) che hanno indetto per oggi uno sciopero generale di 24 ore. «Al momento - afferma all'ADNKRONOS SALUTE Sabino Venezia, del coordinamento nazionale Rdb-Cub - l'affluenza al corteo è questa. Ma non escludo che possa crescere. La stima di adesione allo sciopero, invece, dai primi dati che ci arrivano dal Lazio, è intorno al 15-18%». La protesta riguarda anche i lavoratori, precari e non, del settore sanità che chiedono maggiore salario, fine della precarietà e rilancio del Ssn. Tra i principali 'bersaglì dei manifestanti, il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. «La sua riforma del pubblico impiego - spiega Venezia - è un'aggressione al Servizio sanitario nazionale. Non a caso, uno dei tanti striscioni che si vedono sfilare al corteo recita: 'No alla distruzione della sanita»«. Tra i centomila manifestanti anche i lavoratori della ricerca. »Almeno 500, precari e non, giunti da tutta Italia«, afferma Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca. Tra le loro richieste, »il rilancio del settore, più finanziamenti e meno tagli. E naturalmente la stabilizzazione del personale precario. Ma anche - conclude Argentin - la non applicazione della legge Brunetta sulla valutazione del merito«. SCIOPERO: ATM MILANO, METRO REGOLARE E DISAGI LIMITATI IN SUPERFICIE Milano, 23 ott. (Adnkronos) - A Milano oggi la metropolitana ha funzionato regolarmente, mentre in superficie si sarebbero registrati «disagi limitati». È il resoconto della giornata di oggi fornito dall'Atm di Milano. Durante la prima fascia di sciopero iniziata alle 8,45 e terminata alle 15, afferma l'Atm, tutte e tre le linee della metropolitana hanno circolato regolarmente. In superficie, continua l'Atm, ha continuato ad effettuare servizio quasi il 70 per cento dei mezzi: alle 10,30 l'adesione era al 28%, alle 13,30 al 32,4%. I disagi maggiori si sono verificati per le linee di bus e tram transitanti dal centro a causa del corteo di studenti che ha provocato disagi e rallentamenti ai mezzi fino alle 12,30 circa. Alle 18, ora di inizio della seconda fascia di agitazione, secondo l'Atm i treni continuano a circolare su tutte e tre le linee della metropolitana. Per la superficie, una fotografia della situazione con i dati di adesione allo sciopero si potrà avere solo intorno alle 19.30. SCIOPERO: RDB P.I, BRUNETTA SI SBILANCIA MA MOLTI UFFICI CHIUSI Roma, 23 ott. (Adnkronos) - «Non riusciamo a comprendere sulla scorta di quale rilevazione il Ministro Brunetta dia i numeri sulla partecipazione allo sciopero odierno». È quanto afferma Daniela Mencarelli, della Direzione nazionale RdB Pubblico Impiego. «In occasione dell'ultimo sciopero del 3 luglio 2009 abbiamo infatti dovuto attendere oltre tre settimane prima che le Amministrazioni fornissero dati minimamente attendibili», ricorda. «Ci chiediamo quindi come sia possibile a poche ore dallo sciopero, che peraltro è di 24 ore e quindi ancora in corso, dare percentuali così precise; a noi risulta la chiusura per sciopero di innumerevoli uffici pubblici», conclude la dirigente RdB P.I.. SCIOPERO: FUNZIONE PUBBLICA, IN P.A. HANNO ADERITO 2,58% LAVORATORI Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - I dati relativi agli scioperi pervengono al Dipartimento della Funzione pubblica da parte delle singole amministrazioni pubbliche. Rispetto al passato, la percentuale delle amministrazioni che hanno fornito i dati nella stessa giornata dello svolgimento dello sciopero è sensibilmente aumentata. In ogni caso, alle ore 18 la partecipazione generale allo sciopero risulta essere stata pari al 2,58% dei lavoratori, con un aumento quindi dello 0,06% rispetto ai dati precedentemente resi noti. È quanto fa sapere il ministero della Pubblica amministrazione. Non si tratta però un vero trend di crescita perchè in alcune realtà, come ad esempio le Agenzie fiscali, rispetto al precedente 9,53% (relativo al 10% delle amministrazioni) si è passati al 6,51% (relativo a circa il 90% delle amministrazioni). Nel Servizio sanitario nazionale la percentuale di adesione è invece scesa allo 0,98% dopo che è raddoppiato il numero delle amministrazioni che ci fatto pervenire i loro dati. In ogni caso, come sempre nel passato, i dati complessivi e definitivi sulla partecipazione allo sciopero di oggi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione (www.innovazionepa.it). «In risposta alle affermazioni rilasciate dalla signora Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB Pubblico Impiego, si ricorda che i dati relativi agli scioperi pervengono al Dipartimento della Funzione pubblica da parte delle singole amministrazioni pubbliche. Queste sono tenute per legge a fornirli nella stessa giornata in cui si svolge l'astensione dal lavoro, la quale - come ogni altra assenza - viene riscontrata all'inizio della prestazione lavorativa» precisa la nota. SCIOPERO: ALITALIA, IMPATTO INSIGNIFICANTE NESSUN VOLO CANCELLATO Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Lo sciopero generale indetto da alcune sigle sindacali del settore del trasporto aereo per oggi, dalle 12 alle 16 ha avuto un impatto insignificante sul personale di Alitalia. La compagnia aerea non ha cancellato nessuno dei 190 voli previsti nell'orario dello sciopero e che sono stati tutti operati. È quanto si legge in una nota di Alitalia. La Compagnia ha cancellato preventivamente nei giorni scorsi, solo sei voli Cityliner, dandone informazione preventiva ai passeggeri che sono stati ricollocati su altri voli. Nella fascia oraria, interessata dallo sciopero, si sono registrati dei ritardi a causa dell'agitazione di personale di altri enti. Alitalia ringrazia ancora una volta l'impegno del proprio personale che ha consentito di ridurre al minimo i disagi e di assicurare la regolarità e del servizio nella giornata di oggi. SCIOPERO: QUESTURA ROMA, A CORTEO CIRCA 5MILA MANIFESTANTI Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Sono circa cinquemila, secondo il dati della Questura di Roma, i lavoratori che hanno partecipato questa mattina alla manifestazione organizzata dai sindacati di base Rdb, Sdl e Cobas per sollecitare il governo a effettuare interventi di contrasto alla crisi economica. Il corteo è partito da piazza della Repubblica e ha raggiunto piazza San Giovanni. SCIOPERO: ASSTRA, SCARSISSIMA ADESIONE A PROTESTA TRASPORTO LOCALE Roma, 23 ott. (Adnkronos) - È stata «scarsissima» l'adesione dei lavoratori del trasporto pubblico allo sciopero dei sindacati autonomi. A riferirlo è l'Asstra, l'associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale in Italia. Secondo i dati forniti dall'associazione, le percentuali di partecipazione allo sciopero a Roma si attestano al 31% alla Trambus e al 54,67% al Cotral. All'Atm di Milano non si va oltre il 28% mentre regolare è stato il servizio della metropolitana. All'Anm di Napoli l'adesione si è limitata al 12%, alla Gtt (servizio urbano) di Torino al 20% e per il servizio extraurbano è pari al 2%. All'Atc di Bologna l'adesione è del 40%, all'Ataf di Firenza all'11%, all'Amt di Genova al 14,5%, all'Amat di Palermo al 12%, all'Actv di Venezia al 60%. Nessuna adesione alla Ctm di Cagliari e all'Amt di Catania. SCIOPERO: ROMA, CORTEO RAGGIUNGE PIAZZA SAN GIOVANNI Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Ha raggiunto piazza San Giovanni la manifestazione organizzata da Rdb, Sdl e Cobas che si è svolta oggi nella capitale. Nel pomeriggio intorno alle 14.30 una parte dei manifestanti precari della scuola e studenti raggiungeranno la sede in viale Trastevere del ministero dell'Istruzione. 23 ottobre 2009 - Ami Sciopero nazionale e manifestazioni
in tutta Italia "Unificare le lotte per non pagare la crisi". È
questo lo striscione in testa al corteo partito da piazza della Repubblica organizzato da
Cobas, Rdb e Sdl che percorre le vie del centro di Roma fino a raggiungere piazza San
Giovanni. I lavoratori, da quelli della scuola a quelli della sanità e delle aziende
private, sono scesi oggi in piazza per sollecitare al governo interventi di contrasto alla
crisi economica a cominciare dal blocco dei licenziamenti fino all'introduzione di un
reddito minimo garantito. Crisi, 150mila in piazza a Roma con i sindacati di base Protesta contro il governo e l'assenza di iniziativa dei sindacati confederali di valerio perogio Corteo organizzato da Rdb Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale
per contestare le politiche anticrisi del governo Berlulsconi. Tra i punti centrali della
protesta la richiesta di blocco dei licenziamenti, maggiori ammortizzatori sociali,
politiche di sostengo a giovani e precari. Non è mancata la contestazione nei confronti
di Cgil, Cisl e Uil: «Non mette in campo la forza per contrastare i progetti del governo.
Noi ci stiamo provando», dice il coordinatore nazionale della Cub, Pierpaolo Leonardi.
150 mila persone hanno preso parte, secondo gli organizzatori, al corteo romano indetto
dalle sigle Rdb Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale in occasione dello sciopero nazionale
del sindacalismo di base. Una giornata densa di appuntamenti, oltre alla capitale altre
manifestazioni hanno avuto luogo a Milano e Torino, diverse le iniziative a livello locale
in varie parti del paese. Blocchi in numerosi comparti, dalle aziende private al trasporto
pubblico locale. «Unificare le lotte per non pagare la crisi» è stato lo slogan del
corteo, ben visibile sullo striscione di apertura del corteo che a Roma è partito da
piazza della Repubblica per arrivare a piazza San Giovanni dopo aver percorso le vie del
centro. I lavoratori, da quelli della scuola a quelli della sanità e delle aziende
private, sono scesi oggi in piazza per sollecitare al governo interventi di contrasto alla
crisi economica a cominciare dal blocco dei licenziamenti fino all'introduzione di un
reddito minimo garantito. Alla protesta si sono uniti anche gli studenti, per contestare
le politiche ddi tagli messe in campo dal governo. Lo sciopero è «pienamente riuscito»,
ha commentato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Rdb-Cub. Decine di migliaia di
persone «hanno cercato di rappresentare la propria rabbia di fronte a una crisi profonda
e all'assenza di una chiamata dei lavoratori alla lotta», ha aggiunto il sindacalista,
illustrando i punti centrali della protesta: «La piattaforma articolata che il
sindacalismo di base porta avanti da anni chiede il blocco dei licenziamenti, più risorse
per ammortizzatori sociali, reddito garantito per giovani e precari, diritto a casa e
salario: esprime un fermo no alla riforma della contrattazione collettiva e rivendica
maggiore potere per il contratto nazionale, contro la polverizzazione dei contratti in
corso». Un'azione «unitaria», che ha voluto mettere insieme «decine di aziende private
che lottano da sole, i lavoratori del pubblico impiego in attesa di contratto, i precari a
rischio licenziamento e giovani senza reddito per mettere in campo una forza tale da
costringere il governo a cambiare rotta». Non manca la stoccata ai sindacati confederali
e alla loro «immobilità». «Oggi c'è bisogno di una risposta molto forte alla crisi,
ma il sindacato concertativo non ha intenzione di mettere in campo la forza per
contrastare i progetti del governo. Noi ci stiamo provando e il risultato di oggi ci fa
ben sperare». 23 ottobre 2009 - Apcom Sciopero/ Sindacati: Hanno aderito in circa 2 mlnA Roma 150mila alla manifestazione principale (APCOM) Sono centinaia di migliaia i lavoratori che questa mattina hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Lo riferiscono in una nota le tre sigle secondo le quali si sono verificati "pesanti disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli di impedire lo sciopero nel settore". A Roma per la manifestazione nazionale, riferiscono le tre sigle, 150.000 persone hanno sfilato in corteo da Piazza della Repubblica a San Giovanni per le lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari sono scesi in piazza per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti. Impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (dalle 12 alle 16), hanno organizzato un presidio a Fiumicino. "Il nostro sciopero rappresenta l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia - ha commentato durante la manifestazione Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale RdB - questa partecipazione plurale, questa presenza di tanta parte del mondo del lavoro in lotta, rende ancora più evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro, il sindacato che serve alla gente". "Lo sciopero di oggi - ha dichiarato Fabrizio Tomaselli, Coordinatore nazionale SdL - dimostra che è possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, è indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria. Dopo questa positiva giornata di lotta di carattere nazionale da domani avremo più forza per costruire insieme vertenze e proteste articolate nei territori e nelle categorie". "L'anno scorso abbiamo sfilato gridando 'Noi la crisi non la paghiamo' - ha ricordato Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas - purtroppo a tutt'oggi la crisi è stata pagata solo dai lavoratori, e non dai banchieri, dagli industriali e dai mafiosi che l'hanno determinata. Ma quello slogan deve diventare realtà. E per questo oggi ci sono tanti i lavoratori in piazza, anche se fare uno sciopero è una mazzata economica: perché è indispensabile unificare le lotte contro la sordità sia del governo che dell'opposizione". Sciopero/ Sindacati: Blitz a
ministero Economia dopo corteo (APCOM) Al termine della manifestazione nazionale indetta a Roma per lo sciopero generale, circa 300 fra attivisti di RdB, Cobas, SdL, Blocchi Precari Metropolitani, del movimento di lotta per la casa, dei centri sociali, dei coordinamenti dei migranti e dei disoccupati, si sono recati in corteo davanti al Ministero dell'Economia e Finanze e stanno dando vita ad un'iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessità del Paese. Dietro allo striscione "Win for rights - il reddito non è una lotteria" - si legge in una nota - è stata bloccata via XX Settembre, mentre tende e materassini, definiti come "gli unici ammortizzatori sociali rimasti", sono stati collocati davanti all'ingresso principale del Mef insieme ad una riproduzione della Ruota della Fortuna ed alla "Misery card", contro la politica dell'elemosina sociale. I partecipanti chiedono un incontro con il ministro per un reale confronto su quale tipo di welfare è stato disegnato per il nostro Paese. Scuola/ Conclusa manifestazione e
assemblea Cobas davanti Miur (APCOM) Dopo aver partecipato al corteo della mattina, organizzato da Cobas, Cub e Sdl, nel pomeriggio alcune centinaia di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, in prevalenza precari, si sono radunati davanti al ministero dell'Istruzione: sulle scale che portano da viale Trastevere al Miur i Cobas della scuola hanno dato vita all'assemblea nazionale dei precari per fare il punto della situazione sullo stato dei tagli e decidere il piano delle mobilitazioni future. Durante gli interventi, cui hanno assistito un raggruppamento di studenti, docenti e Ata hanno ribadito le richieste nei confronti del governo: rivendicazioni riassunte dallo striscione "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari". "Abbiamo chiesto l'annullamento dei tagli e dell'espulsione dei precari dalla scuola - ha spiegato Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas - ma anche detto no alla legge Aprea e ai contratti di disponibilità: la scuola pubblica italiana necessita di massicci investimenti, dell'assunzione dei precari su tutti i posti vacanti e di significativi aumenti salariali sia per docenti sia per Ata". Per quanto riguarda l'adesione allo sciopero generale della scuola, indetto sempre dai Cobas, il dipartimento della Funzione pubblica ha fatto sapere (dopo aver monitorato poco più di un terzo degli istituti) che il comparto istruzione ha fatto registrato solo il 2,23%. L'esecutivo nazionale dei Cobas parla invece di "grande successo dello sciopero generale", con la scuola che avrebbe fatto riportare la media più alta di scioperanti: "circa il 40% - ha sottolineato Bernocchi - secondo i dati affluiti dalle 30 città più grandi". Trasporti/ Atm: a Milano sciopera il
38% dei mezzi di superficie Milano, 23 ott. (Apcom) - Lo sciopero dei trasporti indetto dai Cobas ha avuto ripercussioni relative sul trasporto pubblico milanese. Atm fa infatti sapere che alle 19,30 l'adesione all'agitazione per quanto riguarda i mezzi di superficie si è attestata al 38%, le tre linee della metropolitana, invece, hanno continuato a circolare regolarmente. Atm in una nota spiega che "durante la prima fascia di sciopero, iniziata alle 8,45 e terminata alle 15, tutte e tre le linee della metropolitana hanno circolato regolarmente, mentre in superficie erano in servizio quasi il 70 per cento dei mezzi: alle 10,30 l'adesione era al 28%, alle 13,30 al 32,4%. I disagi maggiori si sono verificati per le linee di bus e tram transitanti dal centro a causa del corteo di studenti che ha provocato disagi e rallentamenti ai mezzi fino alle 12,30 circa. La seconda fascia dell'agitazione, iniziata alle 18 si protrarrà fino al termine del servizio". Trasporti/ Asstra: Scarsissima
adesione a sciopero generale (Apcom) L'adesione allo sciopero generale da parte dei lavoratori del trasporto pubblico locale "è scarsissima". Lo sottolinea l'Asstra, l'Associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale in Italia, in una nota in relazione all'agitazione indetta dai sindacati autonomi. Le percentuali, al momento, registrate nelle principali città italiane, riferisce l'Asstra in una nota, sono le seguenti: Roma: Trambus 31%; Cotral 54,67%. Milano: Atm (autobus) 28%; Atm (metropolitana) in servizio regolare. Napoli: Anm 12%. Torino: Gtt (urbano) 20%; Gtt (extraurbano) 2%. Bologna: Atc 40%. Firenze: Ataf 11%. Genova Atm (autobus) 14,5%. Amt (metropolitana) 0%. Palermo: Amat 12%. Venezia: Actv 60%. Cagliari: Ctm 0%. Catania: Amt 0%. Sciopero/ Funzione pubblica:
Adesione lavoratori p.a. del 2,58% (APCOM) Alle ore 18.00 la partecipazione generale allo sciopero dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, risulta essere stata pari al 2,58% dei lavoratori, con un aumento quindi dello 0,06% rispetto ai dati precedentemente resi noti. Lo comunica il ministero della Funzione pubblica. Il ministero spiega inoltre, rispondendo alle affermazioni rilasciate dalla signora Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB Pubblico impiego, "che i dati relativi agli scioperi pervengono al dipartimento della Funzione pubblica da parte delle singole amministrazioni pubbliche. Queste sono tenute per legge a fornirli nella stessa giornata in cui si svolge l'astensione dal lavoro, la quale - come ogni altra assenza - viene riscontrata all'inizio della prestazione lavorativa". "Rispetto al passato - aggiunge il ministero - la percentuale delle amministrazioni che hanno fornito i dati nella stessa giornata dello svolgimento dello sciopero è sensibilmente aumentata. In ogni caso, alle ore 18 la partecipazione generale allo sciopero risulta essere stata pari al 2,58% dei lavoratori, con un aumento quindi dello 0,06% rispetto ai dati precedentemente resi noti". Per il ministero tuttavia "non si tratta però un vero trend di crescita perché in alcune realtà, come ad esempio le Agenzie fiscali, rispetto al precedente 9,53% (relativo al 10% delle amministrazioni) si è passati al 6,51% (relativo a circa il 90% delle amministrazioni). Nel Servizio sanitario nazionale la percentuale di adesione è invece scesa allo 0,98% dopo che è raddoppiato il numero delle amministrazioni che ci fatto pervenire i loro dati. In ogni caso, come sempre nel passato, i dati complessivi e definitivi sulla partecipazione allo sciopero di oggi saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione". Sciopero/ Brunetta: Nella P.A. dati
provvisori adesione pari a 2,5% Roma, 23 ott. (Apcom) - Sostanziale insuccesso dello sciopero generale indetto dai Cobas nella pubblica amministrazione. Lo comunica il dipartimento della Funzione pubblica sulla base dei dati che le amministrazioni pubbliche hanno fin qui fornito (il 34,8% del totale): l'agitazione ha registrato un'adesione generale pari al 2,52% dei lavoratori. In particolare, si legge in una nota, si è registrata una punta di adesione del 9,53% nelle Agenzie fiscali, dell'1,69% nel Servizio sanitario nazionale, del 2,23% nella Scuola, del 9,30% negli Enti pubblici non economici e del 2,10% nelle Regioni ed Enti locali. Scuola/ Milano, tensione a corteo:
sassi e uova contro la polizia (Apcom) Momenti di tensione davanti al Provveditorato regionale agli studi in via Ripamonti a Milano: dallo spezzone degli studenti del corteo formato da circa 4mila tra alunni e lavoratori in sciopero sono volati sassi, uova e fumogeni contro lo schieramento di forze dell'ordine che, in tenuta antisommossa, presidiava l'ingresso. Gli agenti si sono protetti con gli scudi e non hanno reagito, lasciando che la manifestazione iniziasse a sciogliersi pacificamente nei minuti successivi. Al corteo, indetto dalla Cub nell'ambito dello sciopero generale, erano presenti molti studenti e collettivi delle scuole superiori e università milanesi che con la scelta di passare sotto il provveditorato hanno voluto ribadire la loro contrarietà e opposizione "ai tagli alla scuola pubblica". Il grande striscione degli studenti che apriva il corteo sintetizzava gli slogan della protesta: "Scuola e diritti vanno a puttane, sarà contento il Cavaliere: fondi alla scuola pubblica, reddito ai precari e diritti per tutti". Quelli in via Ripamonti sono stati gli unici momenti di tensione di una manifestazione che ha visto sfilare nel centro di Milano, in modo rumoroso e colorato ma assolutamente pacifico per tutta la mattina, migliaia di lavoratori. 23 ottobre 2009 - Dire SCIOPERO. SINDACATI DI BASE: IN 150 MILA A CORTEO DI ROMA"CIRCA DUE MILIONI I LAVORATORI DEL PAESE" CHE SI SONO FERMATI (DIRE) Roma, 23 ott. - Sono centinaia di migliaia, i lavoratori che questa mattina hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato da RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas. A Roma, secondo quanto riportano gli organizzatori, hanno sfilato in 150.000 nel corteo partito da Piazza della Repubblica e diretto a San Giovanni. Tanti i protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura- aggiunge la nota- ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti/e. Secondo quanto denunciano ancora gli organizzatori, impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell'ennesimo intervento da parte del ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (12-16), hanno organizzato un presidio a Fiumicino. In base alle prime stime riportate dalla nota, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante - si aggiunge - il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore. "Il nostro sciopero rappresenta l'unica concreta risposta di massa in grado di rompere la solitudine operaia- ha commentato durante la manifestazione Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale RdB- Questa partecipazione plurale, questa presenza di tanta parte del mondo del lavoro in lotta, rende ancora piu' evidente il bisogno di accelerare il percorso verso un sindacato di base unitario, alternativo, indipendente e conflittuale, in grado di raccogliere le istanze di tutti i soggetti che si muovono fra lavoro e non lavoro, il sindacato che serve alla gente". Secondo Fabrizio Tomaselli, Coordinatore nazionale SdL, "lo sciopero di oggi dimostra che e' possibile unificare le lotte dei lavoratori e che partendo dalle tante proteste di questi ultimi mesi, e' indispensabile e utile costruire momenti di rottura e di protesta generale contro le politiche sociali e del lavoro del Governo e della Confindustria. Dopo questa positiva giornata di lotta di carattere nazionale- conclude- da domani avremo piu' forza per costruire insieme vertenze e proteste articolate nei territori e nelle categorie". CRISI. MENO TAGLI PIU' SALARI,
SINDACATI BASE IN CORTEO A ROMA (DIRE) Roma, 23 ott. - Ci sono i lavoratori del pubblico impiego, quelli della sanita', i vigili del fuoco, gli operatori dei 118 ma, soprattutto, ci sono gli insegnanti. A Roma e' appena partito il corteo dei sindacati di base indetto in occasione dello sciopero generale dei lavoratori proclamato dalle sigle sindacali Cobas, Rdb Cub, Sdl. Il cordone di manifestanti attraversera' Roma partendo da piazza della Repubblica per poi approdare a piazza San Giovanni, mentre nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si spostera' sotto al ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste ("Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari") davanti alla "casa" del ministro Mariastella Gelmini. "Un anno fa abbiamo fatto una manifestazione e uno sciopero piu' o meno in una data simile a quella di oggi- ricorda Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola- avevamo lanciato uno slogan 'Noi la crisi non la paghiamo' che era bellissimo ma che e' rimasto tragicamente tale. La crisi non l'hanno pagata i banchieri che l'hanno generata, ma i precari e i lavoratori. In molti hanno perso il posto, soprattutto nella scuola dove 60 mila tra insegnanti e Ata sono rimasti fuori per via dei tagli, mentre altri 30-35 mila non rientreranno neppure nelle supplenze. Con questa manifestazione chiediamo il blocco dei licenziamenti per tutti i settori, la cancellazione dei tagli sulla scuola, un reddito minimo per chi non ha lavoro, l'aumento di salari e pensioni". Unificare le lotte per non pagare la crisi, e' questo lo slogan che apre il corteo romano firmato dal Patto di base. Oltre alle bandiere dei sindacati sventolano anche quelle del Coordinamento precari scuola e quelle dell'Unione degli studenti. La componente scolastica e', infatti, quella piu' numerosa. SCIOPERO. CORTEO ROMA,
TREMONTI-BRUNETTA-GELMINI I PIÙ CONTESTATI (DIRE) Roma, 23 ott. - Tremonti, Brunetta, Gelmini: i ministridell'Economia, della Pubblica amministrazione e dell'Istruzione sono al centro delle contestazioni del corteo dei sindacati di base in corso a Roma. Ai tre esponenti di governo, infatti, e' dedicata la maggior parte degli striscioni che stanno sfilando alla manifestazione indetta dai sindacati di base. Tra i manifestanti ci sono anche due lavoratori del pubblico impiego, un infermiere e un impiegato del settore energia, travestiti da componenti della Banda bassotti con, sulla maglia, i nomi di Tremonti e Brunetta. In mano il bottino: sopra c'e' scritto salari. "Il ministro Brunetta- ironizza uno dei due impiegati- ci ha tolto poco: puo' fare di piu'. Ha ragione lui, siamo fannulloni, che ci paga a fare?". Sfilano, poi, moltissimi docenti. Alcuni sono mascherati da pesci e marinai: "Siamo vestiti cosi'- spiegano- perche' la scuola e' in un mare di guai". Poi gridano: "Gelmini, ma che cavolo fai?". Il messaggio per il ministro dell'Istruzione, chiarisce una precaria romana, Francesca Pandolfi, e' che deve fare retromarcia, deve eliminare quegli 8 miliardi di tagli previsti non solo perche' c'e' in ballo il nostro diritto al lavoro, ma perche' e' evidente che una scuola impoverita non e' una scuola di qualita'. Io ho 40 anni, sono precaria da vemti, forse il posto fisso non lo vedro' mai". Gli insegnanti vengono da tutta Italia, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Calabria, dal Lazio. Cosi' come gli altri lavoratori. Tra le categorie presenti, anche i Vigili del fuoco e gli operatori di alcuni servizi regionali del 118. CRISI/BOLOGNA. SCIOPERO GENERALE,
RDB: FERMO 80-85% DEI BUS (DIRE) Bologna, 23 ott. - Lo sciopero generale indetto per oggi dai sindacati di base, a Bologna ha fermato "l'80-85%" degli autobus che avrebbero dovuto circolare questa mattina. A renderlo noto e' Italo Quartu, delle Rdb trasporti, parlando di un "grande successo" dell'iniziativa e di una "chiara adesione dei lavoratori a uno sciopero indetto contro le politiche del governo e per la difesa dei servizi" locali. Quartu, infatti, spiega che un decreto di fine settembre stabilisce che i servizi come il trasporto pubblico locale debbano essere messi a gara entro il 31dicembre 2010; e contro la gara, gia' in passato, i sindacati di base (e non solo) a Bologna hanno condotto una lunghissima battaglia. Nel giorno dello sciopero, inoltre, spazio anche a una polemica a distanza tra Rdb e Cisl. Ieri il segretario provinciale della Cisl, Alessandro Alberani, ha definito quello di oggi uno "sciopero sbagliato". E cosi', Massimo Betti, responsabile delle Rdb di Bologna, contro-accusa la Cisl di essere "complice delle politiche governative. La complicita' sindacale produce un indicibile contratto come quello per i lavoratori metalmeccanici ed il sostegno al Decreto Brunetta contro i dipendenti pubblici considerati tutti quanti dei fannulloni. Ecco- dice Betti in una nota- il nostro e' lo sciopero dei lavoratori che non vogliono un sindacato complice dichi, dopo averla prodotta, vuol fare pagare loro i costi della crisi economica". E, per il momento, il sindacato di base dice di avere ragione dato che "migliaia di lavoratori del nostro territorio si sono alzati ed hanno deciso di scioperare perche' non vogliono essere loro a pagare la crisi". SCIOPERO. RDB-CUB: MANIFESTANTI
CHIEDONO INCONTRO A TREMONTI (DIRE) Roma, 23 ott. - Al termine della manifestazione nazionale indetta a Roma per lo sciopero generale, circa 300 fra attivisti di RdB, Cobas, SdL, Blocchi Precari Metropolitani, del movimento di lotta per la casa, dei centri sociali, dei coordinamenti dei migranti e dei disoccupati, si sono recati in corteo davanti al ministero dell'Economia e Finanze e stanno dando vita a un'iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessita' del Paese. E' quanto si legge in un comunicato diffuso da Rdb-Cub. Dietro allo striscione 'Win for rights - Il reddito non e' una lotteria', e' stata bloccata via XX Settembre, mentre tende e materassini, definiti come "gli unici ammortizzatori sociali rimasti", sono stati collocati davanti all'ingresso principale del ministero insieme a una riproduzione della Ruota della Fortuna e alla 'Misery card', contro la politica dell'elemosina sociale. I partecipanti, al grido "Non e' che Tremonti sta difendendo l'unico posto fisso, che e' il suo?", chiedono un incontro con il ministro Tremonti- conclude la nota- per un reale confronto su quale tipo di welfare e' stato disegnato per il nostro Paese. SCIOPERO. OGGI A CORTEO COBAS ANCHE
UNIVERSITARI ROMANI (DIRE) Roma, 23 ott. - Anche gli studenti della Sapienza di Roma e dell'ateneto Roma Tre hanno partecipato oggi al corteo dei Cobas a Roma con uno spezzone organizzato dal Coordinamento dei collettivi che prima ha sfilato all'interno della citta' universitaria per poi ricongiungersi al corteo dei lavoratori a piazza della Repubblica. Lo striscione d'apertura dello spezzone dei collettivi universitari recitava: "Meritocrazia dei potenti, tagli e licenziamenti. Fermiamoli". Gli studenti annunciano che la mobilitazione continuera'. 23 ottobre 2009 - Agi SCIOPERI: PATTO DI BASE, CENTINAIA DI MIGLIAIA IN PIAZZA (AGI) - Roma, 23 ott. - Sono centinaia di migliaia i lavoratori che questa mattina hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas: lo annuncia il sindacato probotore in una nota. 150.000 a Roma per la manifestazione nazionale, dove hanno sfilato in corteo da Piazza della Repubblica a San Giovanni i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti/e. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore. SCIOPERI: MIGLIAIA IN PIAZZA PER STOP SINDACATI DI BASE (AGI) - Roma, 23 ott. - Stop di migliaia di lavoratori del trasporto pubblico locale, della scuola e della pubblica amministrazione. Scontro di cifre sull'adesione, in particolare nel settore dei trasporti che secondo ASSTRA sarebbe stata molto bassa. A Roma, 150.000 per la manifestazione nazionale, dove hanno sfilato in corteo da Piazza della Repubblica a San Giovanni i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell'istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza sotto l'ala protettrice della Beata Assunta per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti/e. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Pesanti i disagi nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore. TRASPORTI: SCIOPERO, CANCELLATI 8 VOLI AL 'MARCONI' DI BOLOGNA (AGI) - Bologna, 23 ott. - In seguito allo sciopero di oggi nel settore dei trasporti proclamato a livello nazionale da RdB, Confederazione Cobas e Sdl tra le 12 e le 16, alcune compagnie aeree hanno cancellato preventivamente otto voli in arrivo ed altrettanti in partenze all'aeroporto Guglelmo Marconi di Bologna. Si tratta dei voli in arrivo da Amsterdam, Buxelles, Francoforte, Lione, Monaco, Parigi (2) e Praga. Cancellate anche le partenze relative. Un volo proveniente da Londra e' stato dirottato su Milano con 'riprotezione' dei passeggeri 'via superficie'. SCIOPERI: PDCI, BASTA PRESE IN GIRO DA GOVERNO CLASSISTA (AGI) - Roma, 23 ott. - Per Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del Pdci, "lo sciopero di oggi e' importante". In Italia, ha spiegato in una nota, "siamo di fronte a una crisi devastante, che si sta abbattendo come un'onda assassina solo sui lavoratori italiani, e al cospetto di un governo completamente appiattito ai voleri dei padroni e lontano anni luce dalle rivendicazioni dei lavoratori". Dunque, ha aggiunto, "da questo governo classista basta prese in giro e parole. Servono fatti concreti: urge la moratoria dei licenziamenti, l'aumento dei salari e il rispetto dei diritti dei lavoratori, sempre piu' spesso calpestati nell'indifferenza di troppi". 23 ottobre 2009 - Omniroma VIDEOCON, RDB: «ROTTE TRATTATIVE, LAVORATORI BLOCCANO AUTOSOLE» (OMNIROMA) Roma, 23 ott - «L'incontro sulla vertenza della Videocon di Anagni, fissato questa mattina presso la Regione Lazio si è interrotto quando, a fronte della disponibilità della Regione Lazio ad erogare immediatamente il pagamento della cassa integrazione in deroga ed a consentirne il prolungamento anche dopo il 31-12-2009, condizione già posta dalla Videocon per ritirare la procedura di mobilità per tutti i 1.300 dipendenti dello stabilimento Anagni, la Videocon ha dichiarato di essere disponibile a ritirare la procedura di mobilità solo ponendo ulteriori condizioni, che sono state ritenute inaccettabili da tutte le organizzazioni sindacali. In particolare l'allargamento del numero dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria e, sostanzialmente, la chiusura della produzione all'interno dello stabilimento». Lo comunica Rdb-Cub. «Mentre proseguiva la discussione - continua la nota - le organizzazioni sindacali hanno riferito ai lavoratori riuniti in assemblea presso lo stabilimento i quali, come segno di protesta contro l'azienda, hanno nuovamente attuato il blocco dell'autostrada Roma-Napoli, all'altezza dello stesso stabilimento anagnino» «Giudichiamo inaccettabile questo comportamento ricattatorio dell'azienda. La invitiamo al ritiro immediato della procedura di mobilità e all'apertura di una trattativa vera che assicuri il futuro dello stabilimento», ha detto Paolo Sabatini, Vice coordinatore nazionale SdL. SCIOPERO, COTRAL: ALLE 12 ADESIONE 5,35% AUTISTI (OMNIROMA) Roma, 23 ott - «I dati parziali dello sciopero di oggi per Cotral Spa, Compagnia del Trasporto Extraurbano della Regione Lazio, hanno comportato l'astensione dal programma di esercizio rispettivamente del 5,35% degli autisti e del 5,22% delle corse. Nello specifico sulla direttrice Roma-Latina si è verificata un'astensione di 12 autisti su 366 pari al 3,28% che ha comportato la soppressione di 10 corse su 424 pari al 2,36%, sulla Roma-Viterbo di 3 autisti su 325 pari allo 0,92% e 2 corse su 423 pari allo 0,47%, sulla Roma-Rieti di 38 autisti su 281 pari al 13,52% e 56 corse su 349 pari al 16,05%, sulla Roma-Frosinone di 14 autisti su 281 pari al 4,98% e 10 corse su 298 pari al 3,36%. L'adesione allo sciopero da parte degli inidonei, del personale addetto alla bigliettazione ed alla verifica e degli impiegati è stata dell' 1,16%». 23 ottobre 2009 - Asca SCIOPERO: OGGI DISAGI PER MOBILITAZIONI RDB, SDL E COBAS (ASCA) - Roma, 23 ott - Giornata di disagi oggi in Italia. Lo sciopero generale indetto dalle sigle del patto di base RdB, SdL e Cobas riguarda infatti i trasporti, la sanita', il settore privato e la pubblica amministrazione con scuole e universita' comprese. Lo sciopero e' stato proclamato per protestare contro i tagli e i licenziamenti e a favore della riduzione dell'orario di lavoro. Varie le mobilitazioni. A Roma si svolgera' la manifestazione nazionale dove un corteo partira' alle 10 da piazza della Repubblica e percorrera' via Cavour, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto per arrivare in Piazza San Giovanni. A Milano si terra' invece una manifestazione con partenza alle 9 da Largo Cairoli. Nella Pubblica Amministrazione (scuola, universita', ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del Consiglio) lo sciopero sara' per l'intera giornata; nella Sanita' da inizio del primo turno di oggi a fine dell'ultimo turno; per i Vigili del fuoco scioperera' il personale operativo turnista nel servizio operativo aeroportuale dalle 10 alle 14, mentre per il personale a servizio giornaliero per l'intera giornata; nel Settore privato per l'intero orario di servizio; per il Trasporto Aereo 4 ore, dalle 12 alle 16; per il Trasporto Ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici sciopereranno per l'intera giornata, mentre gli Addetti alla circolazione dei treni per 4 ore, dalle 11 alle 15; nel Trasporto Marittimo lo sciopero sara' dalle 8 del 23 ottobre alle 8 del 24 ottobre, mentre nei Collegamenti delle isole minori dalle 00 di oggi alle 24; nel Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica l'astensione sara' articolata a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da citta' a citta'. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana e le ferrovie si fermeranno soltanto dalle 20 alle 24. I sindacati che hanno indetto lo sciopero, in una nota, fanno sapere che i turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sciopereranno dal 22 ottobre al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno. SCIOPERO: CUB, HANNO ADERITO MILIONI DI LAVORATORI(ASCA) - Roma, 23 ott - Milioni di lavoratori hanno aderito allo sciopero generale indetto dal Sindacalismo di Base, e centinaia di migliaia di lavoratori, studenti e pensionati hanno partecipato alle manifestazioni di Milano, Torino e Roma. In particolare, precisa un comunicato, la manifestazione di Milano ha visto un'imponente partecipazione di circa 150mila persone al corteo che si e' snodato da piazza Cairoli fino all'Ufficio Scolastico Provinciale di via Ripamonti. Anche il corteo di Roma ha visto una buona partecipazione, e un discreto successo ha riscosso anche il presidio di Torino, per un appuntamento che continua un percorso di iniziative di lotta e mobilitazione con ulteriori sviluppi gia' nelle prossime settimane. Tra gli obiettivi del Sindacalismo di Base, la difesa della stabilita' lavorativa con la riduzione dell'orario di lavoro a parita' di retribuzione, la trasformazione in contratto a tempo indeterminato dei contratti a termine dei precari, la difesa del reddito per cassintegrati e lavoratori atipici, e forti aumenti di salari e pensioni e l'introduzione del canone sociale. Inoltre, l'opposizione ai tagli nella scuola pubblica, la messa in sicurezza degli edifici a rischio sismico, e un forte impegno in favore della ''green economy'' con la creazione di nuovi posti di lavoro in questo settore, contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua. Altri importanti temi contenuti nelle rivendicazioni della CUB sono l'uscita dai fondi pensione, un pesante inasprimento delle pene per chi causa morti sul lavoro e la difesa del libero diritto di sciopero e di manifestazione SCIOPERO: DOPO MANIFESTAZIONE DI ROMA ''BLITZ'' A MINISTERO ECONOMIA (ASCA) - Roma, 23 ott - Al termine della manifestazione nazionale indetta a Roma per lo sciopero generale, circa 300 fra attivisti di RdB, Cobas, SdL, Blocchi Precari Metropolitani, del movimento di lotta per la casa, dei centri sociali, dei coordinamenti dei migranti e dei disoccupati, si sono recati in corteo davanti al Ministero dell'Economia e Finanze e stanno dando vita ad un'iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessita' del Paese. Dietro allo striscione ''WIN FOR RIGHTS - IL REDDITO NON E' UNA LOTTERIA'' - si legge in una nota sindacale -, e' stata bloccata via XX Settembre, mentre tende e materassini, definiti come ''gli unici ammortizzatori sociali rimasti'', sono stati collocati davanti all'ingresso principale del MEF insieme ad una riproduzione della Ruota della Fortuna ed alla ''Misery card'', contro la politica dell'elemosina sociale. ''Non e' che Tremonti sta difendendo l'unico posto fisso, che e' il suo?'', gridano i partecipanti, che chiedono un incontro con il Ministro per un reale confronto su quale tipo di welfare e' stato disegnato per il nostro Paese. 23 ottobre 2009 - Dazebao online Sciopero dei Sindacati di Base: a
Roma 150 mila in piazza ROMA - Come al solito è guerra di cifre. Per gli
organizzatori erano più di 150 mila le persone che questa mattina hanno sfilato per il
centro di Roma, aderendo allo sciopero generale indetto da Cobas, SdL e RdB, al grido di
"Unificare le lotte per non pagare la crisi". Una cifra ben lontana dalla poco
credibile (almeno a giudicare dal traffico) fornita dalla questura capitolina secondo cui
in piazza i manifestanti sarebbero stati poco più di 5 mila ai quali andrebbero aggiunti
i circa mille studenti. 23 ottobre 2009 - Repubblica.it Lo sciopero riguarda trasporti,
scuola, P.A., sanità, vigili del fuoco e settore privato. Le richieste: "Stop ai
tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari" ROMA - "Unificare le lotte per non pagare la crisi". Dietro questo striscione, centocinquantamila persone, secondo gli organizzatori, hanno manifestato a Roma per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. Manifestazioni si sono svolte anche in altre città. In base alle stime degli organizzatori, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti riguarda anche scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Il corteo di Roma, partito da piazza della Repubblica e finito a piazza San Giovanni, si è concluso con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e di Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Unico partito che ha aderito è quello di Rifondazione comunista, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato. Al termine della manifestazione circa 300 fra attivisti di Rdb, Cobas, Sdl, Blocchi Precari Metropolitani, Movimento di lotta per la casa e dei centri sociali si sono recati in corteo davanti al ministero dell'Economia e Finanze e hanno dato vita a un'iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessità del Paese. Tra i manifestanti, lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Lo spezzone della scuola si è invece spostato sotto il ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari". L'articolazione della protesta. Nel trasporto aereo, dopo l'intervento del ministro Altero Matteoli lo stop è stato di sole 4 ore, dalle 12 alle 16. Alitalia ha fatto sapere che per ridurre al minimo i disagi degli utenti ha deciso di cancellare preventivamente 6 voli dell'operatore AirOne cityliner. I 190 passeggeri coinvolti sono stati imbarcati su altri voli. Nel trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici si sono fermati per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni si è astenuto dal lavoro per 4 ore, fino alle 15. Le ferrovie dello stato non hanno previsto cancellazioni di convogli a media e lunga percorrenza né ripercussioni sulle fasce a maggiore mobilità pendolare. Nel trasporto pubblico locale e nel trasporto merci e logistica, lo sciopero è stato articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. L'agitazione nel trasporto marittimo ha riguardato la giornata di oggi, fino alle 8 di domani. I collegamenti con le isole minori sono stati interrotti fino alla mezzanotte. Nella Pubblica amministrazione (scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del consiglio) lo sciopero è durato per l'intera giornata. La sanità si è fermata dall'inizio del primo turno alla fine dell'ultimo. Quanto ai vigili del fuoco, il personale turnista nel servizio operativo e aeroportuale ha scioperato dalle 10 alle 14, il personale a servizio giornaliero per l'intera giornata. Nel settore privato lo sciopero ha riguardato l'intero orario di servizio. I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sono in sciopero da ieri al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno. Cobas, affollato corteo a Roma "Unificare le lotte contro la crisi" ROMA - "Unificare le lotte per non pagare la crisi". Dietro questo striscione migliaia di lavoratori stanno manifestando a Roma aderendo allo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. La piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti riguarda anche scuola, Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato, chiede, tra l'altro, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Manifestazioni sono in corso anche in altri capoluoghi. Il corteo, partito da piazza della Repubblica, attraverserà le vie del centro, passando per piazza Esquilino, via Merulana, viale Manzoni, fino a piazza San Giovanni. Il corteo si concluderà con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e di Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Tra i manifestanti, i lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si sposterà sotto al ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari". Per Leonardi, lo sciopero generale di oggi è "pienamente riuscito". Secondo Leonardi la protesta sta avendo un'alta adesione soprattutto nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione. "Molti uffici pubblici - sostiene - sono rimasti chiusi". Alla manifestazione, che si svolge nella capitale - ha detto ancora il sindacalista - sono presenti anche rappresentanti "di alcune fabbriche in lotta come l'Alfa di Pomigliano o Arese". L'articolazione della protesta. Nel trasporto aereo, dopo L'intervento del ministro Altero Matteoli lo stop sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16. Alitalia ha fatto sapere che per ridurre al minimo i disagi dei clienti ha deciso di cancellare preventivamente 6 voli dell'operatore AirOne cityliner. I 190 passeggeri coinvolti sono stati riprotetti su altri voli. Nel trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici si fermeranno per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni si asterrà dal lavoro per 4 ore, dalle 11 alle 15. Le ferrovie dello stato hanno comunicato che nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato e, per quanto riguarda il trasporto locale, lo sciopero non interesserà le fasce a maggiore mobilità pendolare. Nel trasporto pubblico locale e nel trasporto merci e logistica lo sciopero sarà articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. L'agitazione nel trasporto marittimo riguarderà la giornata di oggi dalle ore 8 alla stessa ora del giorno successivo. I collegamenti con le isole minori si interromperanno dalle ore 00 alle 24. Nella Pubblica amministrazione (scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del consiglio) lo sciopero riguarderà l'intera giornata. La sanità si fermerà da inizio del primo turno del 23 alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Nei Vigili del fuoco il personale operativo turnista nel servizio operativo e aeroportuale si fermerà dalle 10 alle 14 mentre il personale a servizio giornaliero si fermerà per l'intera giornata. Nel settore privato lo sciopero riguarderà l'intero orario di servizio. I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sono in sciopero da ieri al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno. A Roma lo sciopero degli autobus è in corso dalle 8,30 e si concluderà alle 17 per poi ricominciare alle 20 fino alle 24. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale, nella capitale la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 alle 24. A Milano, alle 11.30 la percentuale di adesione allo sciopero generale per i mezzi pubblici di superficie è pari del 28 per cento. Atm ricorda in una nota che si registrano ritardi e rallentamenti per tutte le linee che transitano dal centro città a causa della manifestazione degli studenti, in corso da questa mattina alle 9. Proseguono invece a circolare regolarmente le tre linee metropolitane. La prima fascia dell'agitazione, iniziata alle 8,45 si concluderà alle 15. Da quest'orario, si entrerà nella fascia di garanzia ed i mezzi circoleranno regolarmente anche in superficie fino alle 18. Leonardi è convinto che anche oggi, come avvenne nella precedente mobilitazione generale dei sindacati di base del 17 ottobre dello scorso anno, si riuscirà ad arrivare a quasi due milioni di adesioni. "Si intravede un nuovo soggetto sindacale capace di dare filo da torcere a Cgil, Cisl e Uil - ha affermato Leonardi -. L'obiettivo è quello di riunificare il mondo del lavoro e rilanciare il conflitto". 23 ottobre 2009 - Corriere.it LA PROTESTA CONTRO LA MOBILITA' DI
1294 PERSONE ANAGNI (Frosinone) - L'hanno bloccata ancora. Ma
stavolta dicevano «ad oltranza». Perché i lavoratori dell'azienda Videocon, «dopo 5
anni di cassaintegrazione e sofferenza» hanno raggiunto il limite di pazienza e
sopportazione. E alle 15,20 di venerdì 23 ottobre «la rabbia è esplosa»: hanno
lasciato il loro luogo di lavoro, ad Anagni, e sono scesi in autostrada, sull'A1. L'hanno
bloccata. Per ore. Alle 20.30, decidono di sbloccare almeno la carreggiata in direzione
sud. Gira infatti la voce che la proprietà possa ripensarci sulla mobilità. «Hanno
mostrato un'apertura - spiega Paolo Sabatini, vice coordinatore nazionale SdL - che non è
ancora un impegno netto a ritirare il procedimento di mobilità, ma intanto ci siederemo
di nuovo ad un tavolo a trattare». E stavolta ci sarà anche il governo. L'incontro sarà
martedì, con lavoratori, proprietà e il sottosegretario Michele Vietti. BUS E METRO' FERMI DALLE 8.30 ALLE
17 E DALLE 20 FINO A FINE SERVIZIO ROMA - Sono 150 mila, secondo gli organizzatori, 5.000
secondo la Questura, i manifestanti che hanno partecipato a Roma al corteo dei sindacati
di base in occasione dello sciopero generale. Riuniti dalle 9 sotto una pioggia battente
nei pressi della stazione Termini, hanno poi formato - graziata da una schiarita meteo -
il grande corteo che ha attraversato la Capitale fino a San Giovanni. Giornata
difficilissima per il traffico cittadino: molti romani, infatti, causa maltempo e sciopero
dei trasporti, hanno scelto di raggiungere il lavoro in automobile. Numerose strade
consolari e le principali arterie dell'Urbe sono intasate. 23 ottobre 2009 - La Voce Secondo le prime stime a Milano e
Napoli pochi disagi Roma - Sciopero nazionale dei trasporti pubblici e dei suoi sindacati di base. In queste ore si fanno i conti coi disagi nelle maggiori città italiane. L'Atm a Milano fa sapere che è il 28% l'adesione in città dei mezzi in superficie, mentre le tre linee metropolitane funzionano regolarmente. Se a Milano i disagi sembrano limitati è Roma invece la città che in queste ore sembra subire il caos maggiore con il traffico andato in tilt e con 150 mila, secondo le stime, le persone che hanno partecipato al corteo indetto dai sindacati di base dei Cobas, Rdb e Sdl . A Napoli, la percentuale di mezzi dell'Anm rientrati nei depositi, alle prima rilevazione, sarebbe stata pari all'11,62%. Quindi circolano 9 bus su 10 in città e l'adesione sembra ridotta. Lo stop dei trasporti interessa tutto il mondo del lavoro, quindi tra i settori interessati ci sono i trasporti, la sanità e la scuola. In queste ore le ferrovie dello stato hanno comunicato che nessun convoglio a media e lunga percorrenza è stato cancellato. In generale, in base alle prime stime dei sindacati, sarebbero state due milioni le persone che hanno aderito allo sciopero con molti uffici e scuole rimasti chiusi in molte zone della penisola. 23 ottobre 2009 - Messaggero.it Corteo Cobas a Roma: «Siamo
150mila». Bus fermi nella capitale, traffico in tilt ROMA (23 ottobre) - Giornata pesante oggi a Roma per lo
sciopero dei trasporti di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale,
Confederazione Cobas). Lo stop degli autobus è scattato alle 8.30 e si concluderà alle
17, poi il blocco dei trasporti ripartirà dalle 20 fino a fine servizio. Sciopero anche
nella Pubblica amministrazione, nella Sanità e nel corpo dei vigili del fuoco. Sono 150
mila, secondo gli organizzatori, i manifestanti che hanno partecipato a Roma al corteo dei
sindacati di base. «Abbiamo ricostruito un'alleanza sociale importantissima tra
insegnanti, lavoratori del pubblico impiego, dei trasporti e dei vigili del fuoco. La
presenza studentesca è ridotta rispetto allo scorso anno ma ci sono tanti lavoratori. La
parola d'ordine da oggi è unificare le nostre lotte contro chi ha generato la crisi, come
i finanzieri», ha detto il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi. «Chiediamo
aumenti dei salari e delle pensioni, il blocco dei licenziamenti, la cancellazione dei
tagli alla scuola e un reddito minimo garantito», ha aggiunto Bernocchi. Una Banda
Bassotti con tanto di mascherine nere e nomi di Brunetta, Tremonti, Confindustria e
sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che portano i quattro grandi sacchi neri
"dignità", "salario", "diritti" e "democrazia" è
la protesta-trasvestimento inscenata da alcuni lavoratori, un infermiere e tre impiegati,
durante la manifestazione. Al corteo alcuni manifestanti hanno sfilato anche con
"scudi fiscali" di cartone, con sopra la foto di Tremonti e la scritta
"Condono agli evasori, più tasse ai lavoratori". Tra i manifestanti anche tanti
studenti e i lavoratori della scuola. Alla manifestazione ha partecipato anche il
segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, che ha anche invocato «una nuova
iniziativa generale in piazza di tutta l'opposizione». Cortei non autorizzati di studenti
contro i tagli alla scuola e all'università, hanno sfilato in mattinata a Roma in cortei
non autorizzati. Circa trecento studenti delle scuole superiori romane hanno attraversato
il Lungotevere bloccando il traffico, diretti probabilmente a San Giovanni, dove sarà
diretta l'altra manifestazione dei Cobas. Un altro corteo di studenti universitari ha
sfilato all'interno della città universitaria della Sapienza e annunciato, poi, di
riaggiungere il concentramento di manifestanti dei sindacati di base, riuniti a piazza
della Repubblica. Da lì è in partenza un corteo dei lavoratori della pubblica
amministrazione, sanità, vigili del fuoco e trasporti e marittimo, organizzato dai Cobas
in occasione dello sciopero generale indetto per oggi dal sindacato. A Milano, davanti al
Provveditorato regionale agli studi, in via Ripamonti, sono stati lanciati sassi, uova e
fumogeni contro gli agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa schierati
davanti all'ingresso. Il lancio proviene dalla testa del corteo, formata dagli studenti
dei collettivi delle scuole superiori e degli atenei della città. La manifestazione
indetta dal Cub nell'ambito dello sciopero generale è arrivata davanti alla sede del
Provveditorato dopo aver attraversato pacificamente il centro città. 23 ottobre 2009 - Metropolis web Sciopero trasporto locale: disagi in molte città ROMA - Disagi in molte città per lo sciopero generale dei sindacati di base: i maggiori problemi si registrano al momento nel trasporto pubblico locale, anche per le inevitabili conseguenze sulla circolazione. In particolare, a Roma quella di oggi si prospetta come una giornata di passione e il traffico è già andato in tilt, mentre a Milano la metropolitana per ora funziona regolarmente. Una valutazione sull´andamento della protesta, comunque, potrà essere fatta solo successivamente perché gli autobus si fermano in orari diversi a seconda delle città. Lo stop indetto dalle organizzazioni Rdb, Sdl e Cobas interessa tutto il mondo del lavoro, quindi tra i settori interessati ci sono i trasporti, la sanità e la scuola. Tra le richieste dei sindacati il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell´orario di lavoro a parità di salario e l´introduzione di un reddito minimo di lavoro garantito per tutti. Ecco la situazione a causa dello sciopero in alcune delle principali citta. - ROMA. Nella capitale lo stop degli autobus è scattato alle 8.30 per concludersi alle 17, poi riprenderà alle 20 fino a fine servizio. Si registra anche un traffico intenso per il corteo che in mattinata si conclude a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno solo dalle 20 a mezzanotte. - MILANO. Per l´Atm, la circolazione delle linee metropolitane é regolare. Due le fasce di garanzia per i trasporti pubblici nel capoluogo lombardo: la prima è stata fino alle 8.45 di mattina, la seconda sarà tra le 15 e le 18. E´ stato, poi, sospeso l´Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati. Lo sciopero interesserà il traffico ferroviario tra le 11 e le 15, ma al momento - fanno sapere le Fs - non sono previsti disagi di rilievo. Il traffico aereo sarà invece interessato tra le 12 e le 16. Anche in questo caso i passeggeri sono già stati informati della protesta. - NAPOLI. Non sta provocando grossi problemi lo sciopero. La percentuale di mezzi dell´Anm rientrati nei depositi, alle prima rilevazione, è stata pari all´11,62%. Quindi circolano 9 bus su 10 in città. L´autoparco dove i vertici dell´Azienda ditrasporti hanno registrato maggiore adesione allo sciopero è quello di San Giovanni a Teduccio, con il 20,83% di mezzi fermi. - PALERMO. Circa 200 persone stanno partecipando a Palermo alla manifestazione organizzata dai sindacati e dal coordinamento Precari della scuola. Un corteo di studenti che aderiscono all´Onda è partito da Piazza Politeama ed è giunto in piazza Massimo, dove si è unito a un centinaio di lavoratori, disoccupati e precari. I precari della scuola hanno portato in piazza una statua in legno, raffigurante S. Precario, alla quale sono state attaccate immagini dei ministri Gelmini e Brunetta e del premier Berlusconi. - TORINO. Per gli organizzatori, l´adesione degli autisti di bus e tram allo sciopero è stata del 25%; per l´azienda ha scioperato il 20% degli autisti e i disagi sono stati quindi molto contenuti. Hanno funzionato regolarmente la metropolitanae i treni Gtt Torino-Ceres e Canavesana. A Torino il trasporto urbano è garantito nelle fasce dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. "Ci aspettiamo una adesione più alta - spiega Leonardo Locci, coordinatore provinciale delle Rdb - come di consueto nel pomeriggio quando riprenderà lo sciopero". 23 ottobre 2009 - Dire "Meno tagli più salari",
sindacati di base in corteo a Roma ROMA - Ci sono i lavoratori del pubblico impiego, quelli della sanità, i vigili del fuoco, gli operatori dei 118 ma, soprattutto, ci sono gli insegnanti. A Roma, questa mattina, il corteo dei sindacati di base indetto in occasione dello sciopero generale dei lavoratori proclamato dalle sigle sindacali Cobas, Rdb Cub, Sdl. Il cordone di manifestanti attravera Roma partendo da piazza della Repubblica per poi approdare a piazza San Giovanni, mentre nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si sposterà sotto al ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste ("Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari") davanti alla "casa" del ministro Mariastella Gelmini. "Un anno fa abbiamo fatto una manifestazione e uno sciopero più o meno in una data simile a quella di oggi- ricorda Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas della scuola- avevamo lanciato uno slogan 'Noi la crisi non la paghiamo' che era bellissimo ma che è rimasto tragicamente tale. La crisi non l'hanno pagata i banchieri che l'hanno generata, ma i precari e i lavoratori. In molti hanno perso il posto, soprattutto nella scuola dove 60 mila tra insegnanti e Ata sono rimasti fuori per via dei tagli, mentre altri 30-35 mila non rientreranno neppure nelle supplenze. Con questa manifestazione chiediamo il blocco dei licenziamenti per tutti i settori, la cancellazione dei tagli sulla scuola, un reddito minimo per chi non ha lavoro, l'aumento di salari e pensioni". Unificare le lotte per non pagare la crisi, è questo lo slogan che apre il corteo romano firmato dal Patto di base. Oltre alle bandiere dei sindacati sventolano anche quelle del Coordinamento precari scuola e quelle dell'Unione degli studenti. La componente scolastica è, infatti, quella più numerosa. TRASPORTI: SCIOPERO, CANCELLATI 8 VOLI AL 'MARCONI' DI BOLOGNA (AGI) - Bologna, 23 ott. - In seguito allo sciopero di oggi nel settore dei trasporti proclamato a livello nazionale da RdB, Confederazione Cobas e Sdl tra le 12 e le 16, alcune compagnie aeree hanno cancellato preventivamente otto voli in arrivo ed altrettanti in partenze all'aeroporto Guglelmo Marconi di Bologna. Si tratta dei voli in arrivo da Amsterdam, Buxelles, Francoforte, Lione, Monaco, Parigi (2) e Praga. Cancellate anche le partenze relative. Un volo proveniente da Londra e' stato dirottato su Milano con 'riprotezione' dei passeggeri 'via superficie'. 23 ottobre 2009 - Repubblica.it SCIOPERO Mattinata di passione per il traffico romano. Molte le
strade bloccate a causa dello sciopero generale di tutte le categorie di lavoro dipendente
indetto da Cobas, Cub e Sdl e a causa della pioggia caduta nelle prime ore della giornata. Le richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari" Cobas, 150mila in corteo a Roma disagi nei trasporti in tutta Italia A Roma la protesta va avanti fino alle 17 e ricomincia alle 20 anche per metro e ferrovie ROMA - "Unificare le lotte per non pagare la crisi". Dietro questo striscione, centocinquantamila persone, secondo gli organizzatori, stanno manifestando a Roma per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base dei Cobas Rdb e Sdl. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti riguarda anche scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Manifestazioni sono in corso anche in altre città. Il corteo di Roma, partito da piazza della Repubblica e diretto a piazza San Giovanni, si concluderà con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi (Cobas Scuola) e di Fabrizio Tomaselli (Sdl, presente nel trasporto aereo). Unico partito che ha aderito è quello di Rifondazione comunista, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato. Tra i manifestanti, lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Nel pomeriggio, alle 15, lo spezzone della scuola si sposterà sotto il ministero della Pubblica istruzione per avanzare le proprie richieste: "Stop ai tagli, fondi per i contratti, stabilizzazione dei precari". Per Leonardi, lo sciopero generale di oggi è "pienamente riuscito" con un'alta adesione nel trasporto pubblico locale, nella scuola e nella pubblica amministrazione. "Molti uffici pubblici - sostiene il leader delle Rdb-Cub - sono rimasti chiusi. In piazza sono presenti anche rappresentanti "di alcune fabbriche in lotta come l'Alfa di Pomigliano o Arese". 23 ottobre 2009 - Rainews 24 I Cobas: a Roma siamo in 150mila Roma, 23-10-2009 - Sciopero generale oggi indetto dai
sindacati di base Cobas, Rdb e Sdl contro licenziamenti e crisi economica. Coinvolge
scuola, trasporti, pubblica amministarazione, Sanita', Vigili del fuoco e settore privato.
La circolazione delle linee metropolitane e' regolare a Milano, ha dichiarato l'Atm. Oggi
e' stato sospeso l'Ecopass, per facilitare la circolazione dei veicoli privati. Corteo con
Cobas e precari a Palermo; a Torino l'adesione stata del 25%.Invece non sta provocando
grossi problemi agli utenti lo sciopero a Napoli: quindi circolano 9 bus su 10. Tensione
nel capoluogo lombardo dove gli studenti hanno lanciato sassi, uova e fumogeni contro gli
agenti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. 23 ottobre 2009 - Carta Roma, il corteo del Patto di base: «Siamo 150 mila» «Unificare le lotte per non pagare la crisi»: dietro questo striscione, decine di migliaia di persone [150 mila secondo gli organizzatori] hanno manifestato a Roma per lo sciopero generale indetto dai sindacati del Patto di base. Numerose le richieste della piattaforma dello sciopero, che oltre ai trasporti ha riguardato e riguarderà nel corso della giornata anche scuola, pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato: tra le altre, blocco licenziamenti e riduzione orario di lavoro a parità di salario; aumenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti. Manifestazioni sono in corso anche in altre città. Il corteo di Roma si è concluso a piazza San Giovanni, con gli interventi del coordinatore nazionale delle Rdb-Cub, Paolo Leonardi, di Piero Bernocchi [Cobas Scuola] e di Fabrizio Tomaselli [Sdl, presente nel trasporto aereo]. Unico partito che ha aderito è quello di Rifondazione comunista, con il segretario Paolo Ferrero che ha sfilato nel corteo. Tra i manifestanti, lavoratori della Sanità, metalmeccanici, insegnanti, vigili del fuoco e movimenti di lotta per la casa, venuti da tutta Italia. Nel pomeriggio lo spezzone della scuola si è spostato sotto il ministero della Pubblica istruzione per una nuova manifestazione e per lassemblea nazionale dei lavoratori e dei precari della scuola che aderiscono ai sindacati di base. 23 ottobre 2009 - Swissinfo.ch Italia: sciopero sindacati base, disagi nei trasporti ROMA - Disagi oggi in molte città italiane per lo sciopero generale dei sindacati di base: i maggiori problemi si sono registrati nel trasporto pubblico locale, anche per le inevitabili conseguenze sulla circolazione. In particolare, a Roma è una giornata di passione e il traffico è già andato in tilt, mentre a Milano la metropolitana in mattinata funzionava regolarmente. Una valutazione sull'andamento della protesta, comunque, potrà essere fatta solo successivamente perché gli autobus si fermano in orari diversi a seconda delle città. Lo stop indetto dalle organizzazioni Rdb, Sdl e Cobas interessa tutto il mondo del lavoro, quindi tra i settori interessati ci sono i trasporti, la sanità e la scuola. Tra le richieste dei sindacati il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e l'introduzione di un reddito minimo di lavoro garantito per tutti. 23 ottobre 2009 - Il Manifesto SCIOPERO GENERALE ROMA - Alle 10, stamattina, parte da piazza della
Repubblica - e termina a S. Giovanni - la manifestazione nazionale che concentra la
partecipazione allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base. Parte importante
di questa galassia è l'SdL, da anni protagonista delle vertenze in Alitalia. Parla
Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale. 23 ottobre 2009 - La Gazzetta del Sud Aerei, treni, navi, bus e tram:
possibili disagi per gli utenti nel corso dell'agitazione ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale
nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale,
Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo
alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione
alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle
20 a mezzanotte. 23 ottobre 2009 - Il Giornale di Brescia Sciopero, oggi disagi nei trasporti ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero nazionale
di 24 ore proclamato dal Patto di Base (Rdb, Sdl Intercategoriale, Confederazione Cobas).
A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della
Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la
metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno solo dalle 20 a mezzanotte. 23 ottobre 2009 - Quotidiani rete Repubblica Giornata di passione per chi deve
viaggiare ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale
nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale,
Confederazione Cobas). Trasporto aereo: lo sciopero sarà di 4 ore, dalle 12 alle 16 di
oggi. Scioperano anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner
(gruppo Alitalia) e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10
alle 14) per violazioni contrattuali. 23 ottobre 2009 - Il Cittadino I sindacati di base Giornata nera per i trasporti: mezzi fermi da Nord a Sud ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie si fermeranno solo dalle 20 alle 24.Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo lordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Oggi sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per lassenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dellazienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner. Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per lintera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di domani. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso.Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette.Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di oggi alle 24 di sabato 23 ottobre. 23 ottobre 2009 - L'Adige ROMA. Giornata di passione, oggi, per gli spostamenti a causa dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas) ROMA - Giornata di passione, oggi, per gli spostamenti a causa dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Nel trasporto aereo l'astensione sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l'ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Incrocia le braccia anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Nel trasporto ferroviario, a fermarsi saranno gli uomini degli impianti fissi e agli uffici per l'intera giornata mentre il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Lo sciopero non interessa le fasce di maggior flusso di pendolari. Sul fronte del trasporto pubblico locale, delle merci e della logistica, la protesta varia da città a città. I collegamenti via nave con le isole minori saranno sospesi fino alla mezzanotte di oggi fino alle 24 di domani. La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche pubblica amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti» ed anche la «fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali». 23 ottobre 2009 - Il Messaggero Veneto PATTO DI BASE TRIESTE. Oggi sciopero generale di 24 ore indetto dal patto di base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas) con una manifestazione a Roma e corteo da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni dalle 10. Interesserà la Pubblica amministrazione, la Sanità, i Vigili del fuoco (il personale operativo solo dalle 10 alle 14). il Settore privato, il trasporto aereo (il personale soggetto alla l.146/90 solo dalle 12 alle 16, il trasporto ferroviario (il personale addetto alla circolazione dei treni dalle 11 alle 15), il trasporto marittimo. Oggi lo sciopero proclamato dai
sindacati di base Pordenone - Gli autonomi si mobilitano rivendicando
«maggiore salario, la fine della precarietà, degli omicidi sul lavoro, il rilancio della
scuola, della previdenza e della sanità pubblica, il forte impulso alla contrattazione
nazionale e la reintroduzione della scala mobile per lavoratori e pensionati, diritti
uguali per cittadini italiani e migranti, il diritto alla casa». Sono queste le ragioni
alla base dello sciopero proclamato da Cub, federazione Cobas e Sdl intercategoriale, per
la giornata di oggi in molti settori: dal trasporto ferroviario a quello locale, dai
vigili del fuoco al personale della sanità e degli enti locali. Diverse le modalità con
cui si articoleranno le 8 ore di protesta. Nel trasporto ferroviario gli addetti agli
impianti fissi e uffici, lastensione dal lavoro vale per lintera giornata di
oggi, per il personale addetto alla circolazione dei treni sono invece 4 le ore di
sciopero, dalle 11 alle 15, quattro ore anche per il trasporto aereo, 24 per quello
marittimo (dalle 8 di oggi alle 8 di domani). Trasporto e sanità, disagi in vista
per lo sciopero Trieste - I coordinatori regionali delle tre organizzazioni
sindacali di base, Ferdinando Zebochin per la Cub, Daniela Antoni per la Confederazione
Cobas, Mario Ferrucci per Sdl intercategoriale, hanno confermato larticolazione
dello sciopero generale di 24 ore per tutte le categorie dei lavoratori pubblici e privati
del Friuli Venezia Giulia, nella giornata di oggi, con le seguenti modalità. 23 ottobre 2009 - La Nazione Oggi scioperano i trasporti Firenze - DISAGI in vista, oggi, non solo per chi usa il bus ma anche per chi vola da e per l'aeroporto di Peretola. A seguito dello sciopero generale indetto per oggi da Cub Trasporti, al quale ha aderito anche l'organizzazione sindacale Cub presente in Adf, all'aeroporto di Firenze potranno registrarsi ritardi e modifiche alla normale attività operativa, dalle ore 12 alle 16. Per ulteriori dettagli è consigliabile mettersi in contatto direttamente con le singole compagnie aeree. «Nessuna pressione sugli operai» TERNI - LA THYSSENKRUPP -Acciai speciali Terni, in merito a dichiarazioni di organizzazioni sindacali ternane aderenti al patto di base Cobas, Cub e Sdi su «minacce ingiustificate di licenziamento ai lavoratori» che parteciperanno oggi allo sciopero generale indetto contro la firma separata del contratto dei metalmeccanici, smentisce che ci siano state pressioni di alcun tipo sui lavoratori. L'azienda precisa però che i Cobas, che avevano parlato di «duro attacco al diritto di sciopero», non avendo firmato alcun contratto metalmeccanico, non sono in condizioni dal punto di vista legale di attuare uno sciopero nel settore siderurgico. TKAst sottolinea inoltre che i Cobas, pur essendosi presentati con una loro lista alle votazioni per il rinnovo delle Rsu, su 2.388 aventi diritto al voto hanno ottenuto 32 voti e quindi nessun delegato. 23 ottobre 2009 - L'Arena/Brescia Oggi/Giornale di Vicenza CONTRATTI. Attive le maggiori tratte
delle Fs ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale
nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale,
Confederazione Cobas). 23 ottobre 2009 - Libertà Trasporti, scioperano i sindacati di
base ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo
sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL
Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto
anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire
la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si
fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. 23 ottobre 2009 - La Repubblica Scioperi Bus e scuola giorno di
passione Firenze - Sarà un venerdì di passione: c´è lo
sciopero generale indetto dalle rappresentanze sindacali di base, annunciati disagi sui
bus, nelle scuole, all´aeroporto e negli uffici comunali. Nemmeno il meteo ci grazierà,
è annunciata pioggia battente fin dal mattino: ma se agli sportelli degli enti pubblici
si prevedono disservizi tutto sommato limitati, è sulle strade che si rischia il caos. Ad
incrociare le braccia per una vertenza nazionale contro le politiche economiche del
governo saranno infatti i lavoratori che aderiscono al cosiddetto «patto di base» (RdB,
SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas), che proprio in Ataf costituiscono una
componente significativa seppure minoritaria. Saranno garantite le fasce protette, lo
sciopero per oggi è annunciato dall´inizio del servizio alle 06:00, dalle 09:15 alle
11:45 e dalle 15:15 a fine servizio. Non solo: in centro c´è anche una manifestazione
organizzata dall´assemblea cittadina di studenti, genitori e insegnanti che protestano
contro i tagli all´istruzione: parte alle 9 da Santissima Annunziata per concludersi in
piazza Beccaria. A rischio il traffico. La protesta C´è sciopero, mezzi pubblici a rischio Milano - Lo sciopero generale di 24 ore indetto per oggi da Cub, Cobas e Sdl interessa scuole, aziende municipalizzate, aziende private e anche il settore dei trasporti pubblici, aderente con l´organizzazione sindacale A. L. (Associazione Lavoratori) Cobas. Il traffico ferroviario potrà subire disagi per quattro ore: il personale addetto alla circolazione dei treni si fermerà dalle 11 alle 15. Per quanto riguarda il trasporto locale milanese, Atm rispetterà le due consuete fasce protette. Metro, bus e tram circoleranno quindi regolarmente dall´inizio del servizio alle 8.45 e dalle 15 alle 18. La protesta Bari - Coinvolgerà anche il trasporto pubblico locale lo
sciopero generale di 24 ore proclamato per oggi dai sindacati del Patto di Base RdB, SdL
intercategoriale e Confederazione Cobas, per richiedere, tra le altre, un blocco dei
licenziamenti, aumenti significativi di salari e pensioni, introduzione di un reddito
minimo garantito per tutti, cassa integrazione almeno all´80% del salario, abrogazione
della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza. Lo sciopero Roma - Per lo sciopero di Cobas, RdB, Sdl, disagi sul trasporto Atac dalle 8.30 alle 17 e a dalle 20 a fine servizio. Sono previste astensioni dal lavoro sulle linee metro e sulle ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti, Roma Civitacastellana-Viterbo. Un corteo, dalle 9 alle 14, si snoderà da piazza della Repubblica a piazza di Porta San Giovanni. Un sit-in di protesta si svolgerà alle 14.30 davanti al ministero della Pubblica Istruzione in viale Trastevere. 23 ottobre 2009 - Savona News Savona: sciopero dei trasporti pubblici,disagi in provincia Savona - Disagi in vista oggi per chi viaggia a causa dello sciopero generale dei trasporti. I lavoratori aderenti ai sindacati di base Rdb, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, incroceranno le braccia. Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia), quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici, 4 ore, dalle 11 alle 15 per il personale viaggiante, il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale, merci e logistica. Lo stop del trasporto pubblico locale - spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette.(r.c.) 23 ottobre 2009 - Avvenire Trasporti, oggi rischio paralisi ROMA - Stop dei trasporti, oggi per lo sciopero generale
nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base ( RdB, SdL Intercategoriale,
Confederazione Cobas). 23 ottobre 2009 - City Sciopero nei trasporti Possibili disagi in vista oggi per lo sciopero generale di 24 ore, indetto dalle sigle del patto di base RdB, SdL e Cobas contro i licenziamenti e a favore della riduzione dellorario di lavoro. Scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali e sanità incroceranno le braccia tutto il giorno. Il trasporto aereo dalle 12 alle 16. I treni dalle 11 alle 15. Il trasporto pubblico locale sciopererà con orari diversi a seconda delle città, ma rispettando le fasce protette. Cobas, oggi sciopero totale Firenze - Giornata di disagi, oggi, nellambito dei trasporti e dei servizio pubblici. È in corso infatti, per tutta la giornata, lo sciopero delle Rappresentanze Sindacali di Base. Per quanto riguarda i bus dellAtaf, i lavoratori aderenti ai Cobas incroceranno le braccia dallinizio del servizio alle 6 e dalle 9.15 alle 11.45. Poi di nuovo, nel pomeriggio, dalle 15.15 alla fine del servizio. Da Palazzo Vecchio fanno sapere, inoltre, che potranno verificarsi disservizi in alcuni ambiti. In particolare "non potrà essere assicurato il regolare funzionamento degli Uffici del Quartiere 5 e dei Punti Anagrafici di viuzzo delle Calvane e di via Carlo Bini". 23 ottobre 2009 - Quotidiani rete Corriere TRASPORTI Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (Rdb, Sdl Intercategoriale, Confederazione Cobas). Sciopero dalle 12 alle 16 per il trasporto aereo e del personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Stop anche delle Ferrovie: il personale addetto alla circolazione dei treni si fermerà dalle 11 alle 15, ma i treni circoleranno regolarmente. Trasporto marittimo sospeso per 24 ore. La piattaforma dello sciopero chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario». 23 ottobre 2009 - Corriere del Veneto Sciopero Previsti disagi oggi per la
protesta dei sindacati di base VENEZIA Il tempo si preannuncia sereno e senza rovesci, ma i disagi per chi esce di casa ci saranno lo stesso. Perché a partire dalle 6 di questa mattina è iniziato lo sciopero generale di 24 ore dei sindacati di base (Rdb Cub, Cobas e Sdl) che continuerà fino alle 6 di domani. Si fermeranno dunque i trasporti pubblici di terra e acqua, la maggior parte dei treni e anche alcuni aerei, a causa del blocco del personale degli aeroporti. Ma anche giunti a destinazione potrebbero verificarsi delle difficoltà visto che lo sciopero coinvolge il personale scolastico e degli uffici pubblici, tanto che Veritas non assicura il normale svolgersi della raccolta rifiuti e delle operazioni cimiteriali. Disagi anche per chi si recherà in ospedale, perché il personale incrocerà le braccia e lavorerà per tutta la giornata a orario ridotto garantendo solo le urgenze, e per i turisti che arriveranno a Venezia e che potrebbero addirittura trovare chiusi gli sportelli che vendono le wc card. D'altra parte i sindacati di base questa volta protestano contro i licenziamenti indiscriminati, contro l'ipotesi di aumentare letà pensionabile e perché venga immediatamente ritirata la proposta di riforma del pubblico impiego presentata dal ministro Brunetta. Chiedono inoltre la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario e l'introduzione degli ammortizzatori sociali e della cassaintegrazione anche per i lavoratori atipici. La giornata di sciopero, indetta in tutto il territorio nazionale, vedrà una forte diminuzione della frequenza dei bus (salvo per le fasce garantite, cioè dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 16.30 alle 19.30, Actv non assicura il passaggio di nessun mezzo) e la sospensione dei vaporetti per le linee 1, 51, 52, 61 e 62, 5, T e Diretto Murano a partire dalla mezzanotte di ieri. La linea N invece verrà sostituita da un servizio provvisorio tra San Zaccaria e il Lido con corse ogni mezzora. A partire dalle 4 del mattino invece non saranno garantiti i collegamenti da piazzale Roma fino al Tronchetto e da piazzale Roma a Rialto, mentre sarà possibile andare dalle Zattere alla Giudecca e viceversa ogni dieci minuti. Saranno garantite la spola tra Fondamente Nove e Murano Colonna e i collegamenti tra San Zaccaria e Punta Sabbioni e tra Fondamente Nove, Murano, Burano, Torcello e Treporti (con relativi servizi notturni). Saranno invece regolari i trasporti del servizio Alilaguna diretti all'aeroporto. Per quanto riguarda i collegamenti aerei e ferroviari invece il personale addetto si fermerà solo per alcune ore della giornata anche se non sono garantite le partenze e gli arrivi. Anche se ci sono meno adesioni previste lo sciopero coinvolgerà anche i settori privati a partire dal primo turno di questa mattina fino all'ultimo turno di venerdì.(Al.A.) La protesta VERONELLA Hanno vinto una prima battaglia, ma promettono di voler proseguire nella loro «guerra». Perché i 40 lavoratori della cooperativa Genius, impiegati nel magazzino della Dhl di Veronella, quando non hanno ricevuto la busta paga di settembre (sarebbe dovuta arrivare entro martedì), non hanno avuto esitazione e hanno picchettato i cancelli dellazienda di spedizioni. Mercoledì mattina, sostenuti dal sindacato di base Adl Cobas a cui tutti sono iscritti, si sono presentati con lucchetti e striscioni di fronte al magazzino impedendo laccesso ai camion e bloccando lattività. È bastata una giornata di protesta e i bonifici sono presto arrivati. Ieri il picchetto è stato smobilitato e i quaranta dipendenti hanno ripreso il lavoro. «È ora di finirla con questo sistema di appalti e subappalti di cooperative - ha detto lavvocato Roberto Malesani, legale del sindacato - dove si passano di mano in mano la responsabilità dei pagamenti. Se la cooperativa subappaltata non paga, lo deve fare lazienda appaltatrice». Ora che gli stipendi sono arrivati, la vertenza sindacale continua comunque. «La prossima settimana ha spiegato Malesani - avremo un colloquio con i rappresentanti di Genius e Dhl. Vogliamo ottenere un nuovo contratto adeguato a quello collettivo nazionale che regola il settore logistica e trasporto».(E.P.) 23 ottobre 2009 - Liberazione L'adesione di Rifondazione Trasporti, scuole, aziende municipalizzate e private: coinvolge tutte le categorie lo sciopero generale di 24 ore proclamato per oggi dai sindacati del Patto di Base (SdL, Confederazione Cobas, Cub). Tra gli obiettivi della protesta: blocco dei licenziamenti, aumento di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti, blocco degli sfratti, ritiro della riforma Brunetta, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, fine del monopolio di Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali. Allo sciopero si affianca una manifestazione nazionale che si terrà a Roma: un corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e percorrerà via Cavour, via Merulana, via Emanuele Filiberto, per concludersi in piazza San Giovanni. Ma sono previste manifestazioni anche a Milano (da piazza Cairoli) e a Torino (Via Verdi). Si tratta di «un passaggio importante nella costruzione dell'opposizione al governo Berlusconi - commenta Paolo Ferrero nel dare l'adesione del Prc allo sciopero - che con la controriforma della contrattazione, con i tagli a scuola, sanità, enti locali, sta portando avanti un attacco senza precedenti al lavoro, allo stato sociale, alla democrazia. Un disegno tanto regressivo sul piano sociale, quanto autoritario sul terreno della democrazia». 23 ottobre 2009 - Il Messaggero ROMA. Stop dei trasporti, oggi, nellambito dello sciopero generale nazionale... ROMA - Stop dei trasporti, oggi, nellambito dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A Roma è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Nel trasporto aereo lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo lordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Nel trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per lintera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Roma. Altra giornata di passione oggi per lo sciopero... Roma - Altra giornata di passione oggi per lo sciopero dei
trasporti di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale,
Confederazione Cobas). Corteo alle 9 da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni. Per
consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse
si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Per quanto riguarda gli autobus, invece, per
il rispetto delle fasce di garanzia, lo stop sarà compreso dalle 8.30 alle 17 e dalle 20
fino a fine servizio. La piattaforma dello sciopero riguarda anche pubblica
amministrazione, sanità, vigili del fuoco e settore privato. Nel pomeriggio, poi, sarà
chiusa al traffico via della Conciliazione per lo svolgimento dellevento
"Contromafie" allAuditorium al quale parteciperà il presidente della
Repubblica. AVEZZANO. Oggi casse tiket ed uffici
Cup (centro prenotazioni) chiusi e servizio "118" non garantito per lo
sciopero... AVEZZANO Oggi casse tiket ed uffici Cup (centro prenotazioni) chiusi e servizio "118" non garantito per lo sciopero proclamato dal sindacato RdB CUB a cui aderiscono anche i 35 lavoratori precari della Asl Avezzano, Sulmona e Csatel di Sangro. Reclamano la stabilizzazione allinterno dellazienda sanitaria. Ieri lassemblea del personale si è riunita per definire le modalità dellastensione dal lavoro che si articolerà dallinizio alla fine di ogni fine turno. In pratica lo sciopero si effettuerà per lintera giornata di oggi con tutti i disagi e le difficoltà che, come sempre, ricadranno sugli incolpevoli cittadini-utenti del servizio sanitario. La rivendicazione di poter fare finalmente affidamento su un posto fisso e durevole è giusta e sacrosanta ove si consideri che tra i 35 precari attualmente in attività nella Asl marsico-peligno-sangrina, figurano persone che vantano ormai unanzianità di servizio ultradecennale. Cè inoltre da aggiungere che gli stessi precari sono figure essenziali ed indispensabili per lo svolgimento di alcuni compiti come, ad esempio, quello del servizio di emergenza "118", Cup, cassa tiket, ecc. e senza la loro opera la Asl si troverebbe nellimpossibilità di fornire alla collettività un servizio di fondamentale importanza. 23 ottobre 2009 - Il Piccolo OGGI DISAGI ROMA - Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale
nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale,
Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo
alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione
alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle
20 a mezzanotte. 23 ottobre 2009 - Gazzetta dello Sport Venerdì nero: bus, treni, aerei e
metro a rischio Sarà un venerdì difficile, oggi, per lo sciopero generale
di 24 ore indetto dai sindacati di base (RdB, SdL Intercategoriale, Cobas). Disagi in
vista non solo per i trasporti: a incrociare le braccia, anche i dipendenti discuole
,aziende municipalizzate, ministeri. Attuano una protesta unitaria contro i licenziamenti,
lattacco al contratto nazionale, le gabbie salariali, i tagli alla scuola pubblica e
lespulsione in massa dei precari. Prevista, in mattinata a Roma , la manifestazione
nazionale : 23 ottobre 2009 - Il Giorno Corse garantite mattina e pomeriggio MILANO - SI PREVEDONO disagi per migliaia di passeggeri a causa dello sciopero generale indetto per oggi dai sindacati. Nel settore del trasporto pubblico, ovvero metropolitana, tram e autobus,saranno comunque garantite determinate fasce orarie. Al mattino i mezzi funzioneranno regolarmente da inizio servizio fino alle 8.45, quando sarà effettuata la prima sospensione dal lavoro. Poi metropolitane e autobus riprenderanno a circolare dalle 15 fino alle 18, orario in cui si fermeranno di nuovo fino al termine del servizio. Difficile prevedere quale sarà l'adesione dei lavoratori allo sciopero. A secondo del numero dei partecipanti i disagi per il pubblico saranno più o meno elevati. In questo caso si tratta di uno sciopero generale proclamato dai sindacati del Patto di base Rdb, Sdl Intercategoriale e Confederazione Cobas e dunque l'adesione potrebbe essere consistente. 23 ottobre 2009 - Il Mattino Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale... Stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL intercategoriale, Confederazione Cobas). A soffrire sarà soprattutto Roma, dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo lordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli. Sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per lassenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dellazienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per lintera giornata. Il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato. Lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari. Trasporto locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: 24 ore da stamattina alle 8. I collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di oggi alle 24 di domani. La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra laltro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dellorario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all80% del salario e reddito per i lavoratori atipici, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi; difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali». 23 ottobre 2009 - Liberazione L'adesione di RifondazioneOggi sciopera il Patto di Base: stop licenziamenti, aumentare salari e pensioni Trasporti, scuole, aziende municipalizzate e private: coinvolge tutte le categorie lo sciopero generale di 24 ore proclamato per oggi dai sindacati del Patto di Base (SdL, Confederazione Cobas, Cub). Tra gli obiettivi della protesta: blocco dei licenziamenti, aumento di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti, blocco degli sfratti, ritiro della riforma Brunetta, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, fine del monopolio di Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali. Allo sciopero si affianca una manifestazione nazionale che si terrà a Roma: un corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e percorrerà via Cavour, via Merulana, via Emanuele Filiberto, per concludersi in piazza San Giovanni. Ma sono previste manifestazioni anche a Milano (da piazza Cairoli) e a Torino (Via Verdi). Si tratta di «un passaggio importante nella costruzione dell'opposizione al governo Berlusconi - commenta Paolo Ferrero nel dare l'adesione del Prc allo sciopero - che con la controriforma della contrattazione, con i tagli a scuola, sanità, enti locali, sta portando avanti un attacco senza precedenti al lavoro, allo stato sociale, alla democrazia. Un disegno tanto regressivo sul piano sociale, quanto autoritario sul terreno della democrazia». Al largo di Cetrara la nave Oceano
sta scagliando il mare Al largo di Cetrara la nave Oceano sta scagliando il
mare. A bordo tecnici specializzati dirigeranno con un joy stick i bracci meccanici del
"Rov" ( il robot che scandaglierà il relitto) per tentare di carpire la
verità. Uno strumento che nella normalità è utilizzato per scoprire i giacimenti del
petrolio è, ora, al servizio della giustizia. Servirà a rivelare se quella affondata al
largo delle coste calabre è la presunta Kunsky una delle navi dei veleni di cui parlò
cinque anni fa il pentito di n'drangheta Francesco Fonti. Se la verità accertata dovesse
essere quella che tutti temono, vorrebbe dire che le denunce ad oggi effettuate dai
comitati civici, dalle associazioni ambientali, da partiti e sindacati sono reali. La
Calabria sta morendo seppellita da veleni tossici, da sostanze radioattive, da materiali
di scarto. Ad Amantea i pescatori hanno già incrociato le braccia. Ottocento famiglie
rischiano la sopravvivenza, là dove la pesca oltre che il turismo rappresentano le uniche
risorse di una tra le Regioni "dimenticate" d'Italia. E sono i fatti ancora a
dimostrare quanto la realtà probabilmente superi il peggiore degli scenari. 23 ottobre 2009 - Corriere Adriatico Misure più efficaci contro la
crisi. Si fermano anche statali, sanità e vigili del fuoco Roma - Stop dei trasporti per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A Roma è previsto un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo lordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli. Oggi sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per lassenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto "da quasi un anno, con rarissime eccezioni" da parte di Matteoli "degli scioperi indetti in Alitalia-Cai" per verificare "se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari" perseguibili. I sindacati ipotizzano che "le continue ordinanze del ministro" servano "più alla tutela degli interessi dellazienda che non a quella della mobilità dei cittadini". Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per lintera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di domani. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari. Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte alle 24 di domani. La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra laltro, "il blocco dei licenziamenti e la riduzione dellorario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all80% del salario e reddito per i lavoratori "atipici", con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi". Il rinnovo di Cda e Senato
acacdemico fa emergere alleanze tra le Facoltà. Resta fuori la Cgil Macerata Al voto hanno partecipato in molti. l80% degli aventi diritto e dunque cè stato grande interesse per il rinnovo dei componenti del Senato accademico e del consiglio di amministrazione dellUniversità. Il fronte dei prof. A giudicare dalle risultanze, e quindi dagli eletti, pare di intuire che ci sia stata la tenuta di un accordo di fondo tra Giurisprudenza, Lettere e Scienze della Formazione che ha consentito lingresso al vertice anche di rappresentanti delle Facoltà più piccole che diversamente non avrebbero mai avuto i numeri per laccesso. Ad essere rappresentate sono quasi tutte le Facoltà, una eccezione è Economia. Il fronte del personale tecnico amministrativo. Si conferma forte la lista Rdb, cè lingresso di rappresentanti autonomi e desta clamore lassenza di rappresentanti della Cgil che non sono stati eletti. Ed ecco i nomi. In Consiglio di amministrazione sono entrati per i ricercatori Giuseppe Riccetti (Giurisprudenza), Claudio Socci (Scienze della Formazione) e Clara Ferranti (Lettere), per gli associati Ines Corti (Scienze Politiche), Andrea Romani (Scienze comunicazione), Andrea Fradeani (Scienze Formazione), per gli ordinari Massimo Montella (Beni culturali), Carlo Menghi (Giurisprudenza) e Francesco Totaro (Lettere). In Senato accademico in rappresentanza di istituti e dei direttori di dipartimento sono entrati Gianluca Contaldi (Giurisprudenza) Mariano Cingolani (Giurisprudenza), Anna Ascenzi (Scienze Formazione) e Luciana Gentili (Lettere). Quanto al personale tecnico amministrativo al Consiglio di amministrazione sono state elette Barbara Di Tizio per Rdb e Giorgio Pasqualetti con una candidatura autonoma. Primo dei non eletti Alberto Cicarè della Cgil. Al Senato accademico invece entrano Rita Monicelli per Rdb e Giovanni Gison con una candidatura autonoma. Prima dei non eletti Cristina Isidori della Cgil. Una elezione, quella per alcuni componenti del consiglio di amministrazione e del senato accademico dellUniversità degli Studi di Macerata, che consente anche di intuire quale potrà essere il movimento che porterà tra pochi mesi allelezione del rettore che andrà a succedere al prof Roberto Sani.(L.PAT.) 23 ottobre 2009 - Il Grecale San Severo, protesta dei lavoratori
"Formula Ambiente" 23 ottobre 2009 - Il Tempo Chi si mette dalla parte della gente
comune? È sufficiente porre mente a chi sarà costretto a non mandare a scuola il figlio, nel timore che ad ora di pranzo l'autobus del ritorno non si presenti, o a chi dovrà rinviare appuntamenti di lavoro o di altro tipo. La mania italica degli scioperi selvaggi, a dispetto della legge 146 del 1990 che avrebbe dovuto risolvere il problema, continua a fare vittime: e anche se non c'è alcuna ragione che militi dalla parte di chi si permette di bloccare treni e autobus, la cittadinanza sembra rassegnata a subire. Stavolta a dichiarare lo sciopero è il cosiddetto Patto di Base (a cui aderiscono Rdb, Sdl Intercategoriale, Confederazione Cobas), una realtà della cui consistenza è lecito dubitare, ma che può certamente creare problemi alle ferrovie, agli aeroporti e al trasporto cittadino. Particolarmente toccata sarà di sicuro Roma, dove si terrà l'immancabile corteo, e - come si sa - nella Capitale basta davvero poco per mandare in tilt la circolazione. Una simile situazione è inaccettabile, poiché siamo in presenza di settori largamente monopolizzati dallo Stato e in cui è possibile che un minuscolo gruppo di persone (i macchinisti, ad esempio) operi in maniera ricattatoria, sapendo che a poco prezzo riuscirà a causare notevoli disagi. E anche se questa sera poi magari si dirà che lo sciopero - come spesso accade - è stato per lo più ignorato dai lavoratori, il semplice annuncio già ora produce conseguenze rilevanti. In America, uno degli atti più significativi del cambiamento - soprattutto culturale - introdotto da Ronald Reagan fu proprio il braccio di ferro contro i controllori di volo. Il presidente utilizzò l'esercito, fece licenziare i ricattatori e difese i diritti di tutti contro le pretese di pochi. Ecco: da noi ci sarebbe bisogno di qualcuno che abbia il coraggio di mettersi dalla parte della gente comune e decida di reagire con vigore dinanzi a queste azioni anti-sociali. Non si tratta di mettere in discussione la libertà di scioperare o ridimensionare i diritti di chicchessia, ma di comprendere che nessuno può abusare della propria posizione per mettere in scacco un'intera città o un intero Paese. Da Matteoli Le tre sigle sindacali - in un comunicato congiunto - osservano che «un ministro dei Trasporti, nelle sue funzioni di garante della mobilità dei cittadini, è sicuramente autorizzato e obbligato a intervenire nei casi in cui lo sciopero può mettere in discussione realmente tale diritto per lungo tempo e in specifiche situazioni, ma è altrettanto vero che egli non può sostituirsi alla Commissione di Garanzia quando essa considera legittimi gli scioperi e comunque in qualsiasi situazione che possa mettere in discussione l'operatività di un singolo vettore aereo». L'ultimo episodio - ricordano i sindacati - è quello dello sciopero generale del 23 ottobre (quello di oggi, ndr) e rispetto al quale il ministro ha emesso «in modo arbitrario e dal nostro punto di vista illegittimo, una ordinanza attraverso la quale lo sciopero nel trasporto aereo viene ridotto a 4 ore, negando quindi la valenza e l'importanza di uno sciopero generale per l'intera giornata». Il ministro Il provvedimento, spiega una nota, è stato adottato «in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali 'RdB-Cub-Energià e Cobas Lavoro Privato aderiscono allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base, da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre prossimo». In base alla delega per le vertenze sindacali nel settore elettrico conferita al ministro dal Presidente del Consiglio dei Ministri, l'ordinanza dispone per «il 22 ed il 24 ottobre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale». In particolare, gli impianti in questione sono quello di Montalto di Castro (22 ottobre), Priolo Gargallo (24 ottobre), di proprietà di Enel, e Monfalcone (22 ottobre), di proprietà di A2A. Il Ministero, conclude il comunicato, valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 29 ottobre 2009, in esito alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna. 23 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova Agenzia delle entrate bloccati i trasferimenti Vertenza Agenzie delle Entrate: resta tutto congelato per ora. Nellincontro che si tenuto ieri a Venezia, i dirigenti regionali dellAgenzia hanno accettato alcune richieste dei rappresentanti dei lavoratori (tutte le sigle, Cobas e autonomi inclusi). Anche se la nascita delle Direzioni provinciali del Fisco è confermata per il 14 dicembre, la controparte ha già bloccato ogni eventuale modifica dellorario ed il programma della mobilità. Intanto per oggi sono previsti disagi in numerosi sportelli delle Agenzie delle Entrate sparsi sul territorio a causa dello sciopero nazionale, indetto dai Cobas, Rdb e Sdl contro il decreto Brunetta e la politica economica del governo Berlusconi. 23 ottobre 2009 - L'Arena IN CONSIGLIO. Si chiude la vicenda
dei precari Verona - Agec si occuperà delle mense scolastiche e il parcheggio alla Giarina viene definitivamente stralciato dal piano delle opere pubbliche. Lo ha deciso ieri il consiglio comunale che ha approvato entrambe le delibere. Il documento che ha sancito laffidamento ad Agec del servizio di refezione pasti scolastici ha chiuso una lunga stagione di scontri con i lavoratori che ha visto impegnate tutte le sigle sindacali. Di queste solo la Rdb non ha firmato laccordo per lo spostamento degli oltre 400 dipendenti comunali nellazienda partecipata. Lassessore al Bilancio, Pier Luigi Paloschi, ha accolto gli ordini del giorno presentati da Giancarlo Montagnoli (Pd) e Antonia Pavesi (Lista Tosi) e lemendamento proposto da Roberto Fasoli (Pd) che rimarcava i riferimenti espliciti ai due accordi sindacali, mettendo poi ai voti la delibera. Mentre la maggioranza ha votato in modo compatto a favore, lopposizione si è espressa in tre modi diversi: Patrizia Bravo (Per Verona Civica) ha espresso parere favorevole precisando la necessità di mantenere la vigilanza sulle garanzie riservate ai lavoratori e sulla qualità del servizio, mentre Graziano Perini (Comunisti italiani), ha votato contro la delibera dicendo: «Lunica cosa certa è che dal primo novembre i lavoratori non saranno più dipendenti del Comune, mentre per il resto cè ancora molta confusione». Infine, si sono astenuti i consiglieri del Partito democratico, che nel corso delle ultime commissioni si erano battuti chiedendo modifiche alla delibera per dare maggiori tutele ai lavoratori, modifiche che hanno ottenuto con laccoglimento di tutte le istanze da parte dellassessore Paloschi. Unaltra vittoria della minoranza è stata la votazione allunanimità della proposta di delibera di Giancarlo Montagnoli (Pd) di stralciare dal Piano triennale delle opere pubbliche il contestato parcheggio della Giarina. Inoltre il Consiglio ha anche approvato lordine del giorno del consigliere Elio Insacco (Pdl)di una riqualificazione generale del giardino della Giarina, e la delibera proposta da Lucia Cametti (Pdl) di intitolare lospedale maggiore di Borgo Trento allavvocato Luigi Selmo.(G.C.) 22 ottobre 2009 - Ansa SCIOPERI: DOMANI PROTESTA SINDACATI BASE,STOP TRASPORTISI FERMANO 24 ORE ANCHE P.A., SANITÀ, VIGILI FUOCO (ANSA) - ROMA, 22 OTT - Stop dei trasporti, domani, per lo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dal Patto di Base (RdB, SdL Intercategoriale, Confederazione Cobas). A patire sarà soprattutto Roma dove è previsto anche un corteo alle 10 da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 a mezzanotte. Trasporto aereo: lo sciopero sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16, dopo l'ordinanza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Domani sciopera anche il personale navigante di Fit Cisl e Filt Cgil, di AirOne CityLiner (gruppo Alitalia) per l'assenza di un contratto collettivo di lavoro e gli assistenti di volo della Filt della compagnia Livingston (dalle 10 alle 14) per violazioni contrattuali. Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte di Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari» perseguibili. I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro» servano «più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini». Per evitare disagi, Alitalia ha cancellato 6 voli AirOne CityLiner e riprotetto tutti i 190 passeggeri. Trasporto ferroviario: stop degli addetti agli impianti fissi e agli uffici per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 11 alle 15 di domani. Ferrovie dello Stato ha fatto sapere che i treni circoleranno regolarmente. Nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato; lo sciopero non interesserà le fasce di maggior flusso di pendolari. Trasporto pubblico locale, trasporto merci e logistica: sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Trasporto marittimo: 24 ore dalle 8 di domani; i collegamenti con le isole minori saranno sospesi dalla mezzanotte di domani alle 24 di sabato 23 ottobre. La piattaforma dello sciopero - che riguarda anche Pubblica amministrazione, Sanità, Vigili del fuoco e settore privato - chiede, tra l'altro, «il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori 'atipicì, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi; difesa del diritto di sciopero; fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali». SCIOPERI: ALITALIA; SINDACATI, SI INDAGHI SU DIVIETI MATTEOLI (ANSA) - ROMA, 22 OTT - I sindacati di base Rdb Cub, Sdl e Cobas chiederanno nei prossimi giorni alla magistratura di indagare sul divieto «da quasi un anno, con rarissime eccezioni» da parte del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Altero Matteoli «degli scioperi indetti in Alitalia-Cai» per verificare «se esistano reati, omissioni e/o atti arbitrari che possano configurarsi quali azioni penalmente, amministrativamente e civilmente perseguibili». Le tre sigle sindacali - in un comunicato congiunto - osservano che «un ministro dei Trasporti, nelle sue funzioni di garante della mobilità dei cittadini, è sicuramente autorizzato e obbligato a intervenire nei casi in cui lo sciopero può mettere in discussione realmente tale diritto per lungo tempo e in specifiche situazioni, ma è altrettanto vero che egli non può sostituirsi alla Commissione di Garanzia quando essa considera legittimi gli scioperi e comunque in qualsiasi situazione che possa mettere in discussione l'operatività di un singolo vettore aereo». I sindacati ipotizzano che «le continue ordinanze del ministro siano indirizzate più alla tutela degli interessi dell'azienda che non a quella della mobilità dei cittadini. Quanto alla necessaria tutela dei diritti dei lavoratori e del diritto di sciopero, evidentemente questo ministro la considera del tutto estranea alle sue funzioni». L'ultimo episodio - ricordano i sindacati - è quello dello sciopero generale che si terrà domani, 23 ottobre, e rispetto al quale il ministro ha emesso «in modo arbitrario e dal nostro punto di vista illegittimo, una ordinanza attraverso la quale lo sciopero nel trasporto aereo viene ridotto a 4 ore, negando quindi la valenza e l'importanza di uno sciopero generale per l'intera giornata, che era stato considerato del tutto corretto dalla Commissione di Garanzia». Da quando SdL «si è contrapposto ad Alitalia/Cai, cioè da circa un anno, - si legge nella nota - il ministro ha di fatto permesso due 'mezzi scioperi di 4 orè ed ha sistematicamente vietato lo sciopero di 24 ore, se pur limitato nella sua efficacia dalla legge in quanto esistono fasce orarie (complessivamente 6 ore) nelle quali i voli (circa la metà di quelli programmati quotidianamente) devono essere comunque garantiti». TK AST: 'NESSUNA PRESSIONE' PER SCIOPERO GENERALE DOMANI (ANSA) - TERNI, 22 OTT - La Thyssen Krupp Acciai speciali Terni, in merito a dichiarazioni di organizzazioni sindacali ternane aderenti al patto di base Cobas, Cub e Sdi su «minacce ingiustificate di licenziamento ai lavoratori» che parteciperanno domani allo sciopero generale indetto contro la firma separata del contratto dei metalmeccanici smentisce che ci siano state pressioni di alcun tipo sui lavoratori. L' azienda precisa però che i Cobas, non avendo firmato alcun contratto metalmeccanico, non sono in condizioni dal punto di vista legale di attuare uno sciopero nel settore siderurgico. Ricorda inoltre che alla TK Ast i Cobas pur essendosi presentati con una loro lista alle votazioni per le nuove Rsu, su 2.388 aventi diritto al voto hanno ottenuto solo 32 voti e nessun delegato. 22 ottobre 2009 - Apcom Trasporti/ Domani sciopero, a
rischio bus, metro, aerei e treni (APCOM) Giornata di disagi nel settore dei trasporti domani per lo sciopero generale di 24 ore indetto da da Rdb, Sdl Intercategoriale, Confederazione Cobas che manifesteranno la mattina a Roma, con il rischio di mandare in tilt la città. Il corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e terminerà in Piazza San Giovanni. L'articolazione sarà la seguente: nel trasporto aereo, dopo l'intervento del ministro Altero Matteoli lo stop sarà di sole 4 ore, dalle 12 alle 16. Alitalia ha fatto sapere che per ridurre al minimo i disagi dei clienti, ha deciso di cancellare preventivamente 6 voli dell'operatore Air One CityLiner. I 190 passeggeri coinvolti sono stati riprotetti su altri voli. Nel trasporto ferroviario gli addetti agli impianti fissi ed uffici si fermeranno per l'intera giornata; il personale addetto alla circolazione dei treni si asterrà dal lavoro per 4 ore, dalle 11 alle 15. Le Ferrovie dello stato hanno comunicato che nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato e, per quanto riguarda il trasporto locale, lo sciopero non interesserà le fasce a maggiore mobilità pendolare. Nel trasporto pubblico locale e nel trasporto merci e logistica lo sciopero sarà articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana e le ferrovie concesse si fermeranno soltanto dalle 20 alle 24. L'agitazione nel trasporto marittimo riguarderà la giornata del 23 dalle ore 8 alla stessa ora del giorno successivo. I collegamenti con le isole minori si interromperanno dalle ore 00 alle 24 del 23 ottobre. Nella Pubblica amministrazione (Scuola, Università, Ricerca, Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali, Presidenza del Consiglio) lo sciopero riguarderà l'intera giornata. La Sanità si fermerà da inizio del primo turno del 23 alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Le tre sigle segnalano che, "nonostante lo sciopero sia st |