testa1.jpg (24414 byte)

testa2.jpg (15476 byte)

Il Sindacato di Base e Indipendente

data di creazione
22/10/09

rassegna_logopicc_news_01.gif (3953 byte)

a

rassegna_logolungo_lenews.jpg (27081 byte)
dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 ottobre 2009


20 ottobre 2009 - Asca

SCIOPERO DI BASE: ECCO TUTTE LE MODALITA' PER IL 23 OTTOBRE

(ASCA) - Roma, 20 ott - Ecco tutte le modalita' dello sciopero generale nazionale proclamato per il prossimo 23 ottobre dal Patto di Base (RdB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale) di 24 ore con manifestazione nazionale a Roma. Questa l'articolazione:
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (Scuola, Universita', Ricerca, Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali, Presidenza del Consiglio): intera giornata.
SANITA': da inizio del primo turno del giorno 23 a fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Si segnala che, nonostante lo sciopero sia stato proclamato in data 04/08/09, molte amministrazioni non hanno provveduto ad elaborare nei termini di legge i contingenti minimi di personale finalizzati a garantire i servizi minimi di assistenza, con possibili gravi disagi per l'utenza.
VIGILI DEL FUOCO: personale operativo turnista nel servizio operativo e aeroportuale: dalle 10.00 alle 14.00 personale a servizio giornaliero: intera giornata.
SETTORE PRIVATO: intero orario di servizio. I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sciopereranno dal 22 ottobre al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno.
TRASPORTO AEREO: Personale Navigante: 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia. Personale di Terra Normalista: intero turno.
TRASPORTO FERROVIARIO: Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre. Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre.
TRASPORTO MARITTIMO: Dalle 08.00 del 23 ottobre alle ore 08.00 del 24 ottobre. Collegamenti isole minori: dalle 00.00 del 23 ottobre alle 24.00 del 23 ottobre.
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E TRASPORTO MERCI E LOGISTICA: Articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da citta' a citta'. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermera' soltanto dalle 20.00 alle 24.00.
La manifestazione nazionale si terra' a Roma, con corteo che partira' alle ore 10.00 da piazza della Repubblica, percorrera' via Cavour, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto e terminera' in Piazza San Giovanni.


20 ottobre 2009 - Ansa

SCIOPERI: RDB-COBAS-SDL, 23 OTTOBRE MANIFESTAZIONE A ROMA 24 ORE DI ASTENSIONE PER SANITÀ, TRASPORTI E P.A.

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - La manifestazione nazionale dello sciopero generale di 24 ore indetto da Rdb, Sdl e Cobas per il prossimo 23 ottobre si terrà a Roma, con un corteo da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni. Lo rendono noto le sigle sindacali in un comunicato, nel quale specificano anche l'articolazione dell'astensione dal lavoro nei diversi settori. Lo sciopero riguarderà infatti l'intera giornata per la Pubblica amministrazione (scuola, università, ricerca, ecc) e il settore della sanità (per la precisione, dal primo turno del 23 all'ultimo turno dello stesso giorno). Anche per il trasporto aereo lo sciopero riguarderà l'intera giornata, con il rispetto delle fasce di garanzia. Per il trasporto ferroviario prevista una giornata intera di astensione per il personale addetto agli impianti fissi, mentre per la circolazione dei treni l'astensione durerà 4 ore tra le 11 e le 15. Sciopero dalle 8 del 23 alle 8 del 24 ottobre, invece, per il trasporto marittimo (da mezzanotte del 23 alla mezzanotte del 24, invece, per quanto riguarda i collegamenti con le isole minori). Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale e quello di merci, lo sciopero sarà infine articolato a livello territoriale nel rispetto delle fasce protette.

SCIOPERI:23 OTTOBRE,INCONTRO SINDACATI-MINISTERO TRASPORTI

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - Incontro stamattina al ministero dei Trasporti con le organizzazioni sindacali che hanno indetto lo sciopero generale del 23 ottobre, dopo l'invito dello stesso dicastero ai lavoratori del trasporto aereo a desistere dallo sciopero proclamato per tutte le categorie pubbliche e private dal Patto di Base (Rdb-Cub, Sdl intercategoriale, Confederazione Cobas). «L'azione di lotta è stata indetta - hanno evidenziato i rappresentanti Sdl secondo quanto riporta una nota - nell'assoluto rispetto di tutte le procedure previste dalla Commissione di Garanzia per la fattispecie degli scioperi generali. Avendo chiarito al Ministero la regolarità della proclamazione dello sciopero - prosegue la nota - ci attendiamo un comportamento responsabile da parte del Governo: sarebbe veramente grave dover riscontrare un ulteriore atteggiamento di tutela degli interessi delle aziende del trasporto aereo da parte ministeriale, calpestando in modo inaccettabile l'esercizio del diritto di sciopero».


20 ottobre 2009 - Adnkronos

FEBBRE SUINA: RDB, A LAVORO ANCHE CON SINTOMI PER NORME ANTI-FANNULLONI. STATALI IMPOSSIBILITATI A RISPETTARE CIRCOLARE SACCONI PER EVITARE TAGLIO STIPENDI

Roma, 20 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Una lettera aperta al ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta per attirare l'attenzione su alcuni punti delle cosiddette misure anti-fannulloni che contrasterebbero con la circolare emanata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi per ridurre i rischi di diffusione del virus A/H1N1 sui luoghi di lavoro, nella quale si chiede di restare a casa per sospetto contagio. A scriverla la Rdb Pubblico impiego, che, con una nota di polemica, sottolinea le contraddizioni per i dipendenti pubblici che volessero seguire alla lettera quanto raccomandato da Sacconi. «Ministro Brunetta - scrive il sindacato - il suo collega di Governo, ministro del Lavoro e della Salute, Sacconi, ha diramato una nota a tutte le amministrazioni pubbliche con l'indicazione rivolta ai dipendenti pubblici di rimanere a casa in caso di presenza di una sintomatologia riconducibile all'influenza H1N1, responsabile di una pandemia in corso. Con la presente intendiamo informarla che ci adegueremmo volentieri all'invito del suo collega, ma purtroppo siamo impossibilitati. Infatti la sua iniziativa di introdurre, attraverso la Legge 133/2008, una penalizzazione economica in caso di assenza per malattia, ci induce a recarci al lavoro quale che sia il nostro stato di salute». «Non possiamo permetterci di ridurre ulteriormente i nostri salari - afferma polemica la Rdb - già decurtati dai tagli al salario accessorio, che a stento consentono ai lavoratori di arrivare alla fine del mese. Senza contare che il suo Governo per il rinnovo dei contratti pubblici non ha stanziato che l'elemosina di 12 euro lordi mensili e che il Dl di riforma della Pubblica amministrazione ci penalizzerà ulteriormente». «Lei sicuramente capirà come, in questa situazione - si legge ancora nella missiva - non siamo nella condizione di aderire alla richiesta del ministro Sacconi, in quanto significherebbe togliere a noi e alle nostre famiglie ulteriori risorse economiche magari per un semplice raffreddore o un mal di gola, dal momento che si parla di sindromi simil-influenzali». «Cogliamo l'occasione per suggerirle, qualora le amministrazioni pubbliche si rendessero disponibili a ottemperare alla distribuzione di materiale finalizzato alla prevenzione del contagio - prosegue il sindacato - di approfittarne per fornire ai dipendenti pubblici anche quelle condizioni per lavorare dignitosamente che troppo spesso vengono a mancare». «È chiaro che, qualora decidesse di ritornare sui suoi passi ed annullare la norma che penalizza la malattia, saremo lieti di accogliere l'indicazione del ministro Sacconi e di rimanere a casa per curarci, evitando al contempo di trasformarci in untori della pandemia tra i nostri colleghi e tra gli utenti. Saluti senza baci, per non infettarla. I dipendenti pubblici», conclude ironica la Rdb nella lettera indirizzata a Brunetta.

SCUOLA: COMITATO INSEGNANTI PRECARI ADERISCE A SCIOPERO 23 OTTOBRE

Roma, 20 ott. (Adnkronos) - Il Comittato insegnanti precari aderisce allo sciopero del 23 ottobre «contro le iniziative del ministro Gelmini e la politica scolastica del governo in materia di istruzione e precariato». Ad annunciarlo il Cip sottolineando che «i Ministri Gelmini e Tremonti, attraverso tagli feroci ed indiscriminati, passeranno sicuramente alla storia per aver smantellato la scuola pubblica dalle fondamenta riducendo tempo scuola, classi, offerta formativa esclusivamente per mere operazioni di cassa». «Con un governo incapace di far quadrare i conti dello Stato attraverso riforme strutturali di lungo respiro - evidenziano gli insegnanti precari - la scuola pubblica è diventata il luogo dove prelevare risorse attraverso la decurtazione di mezzi e tagli, mettendo in atto così il paradosso di disinvestire e sottrarre il futuro alla nazione stessa. Nel merito i Cip - spiegano - si oppongono alla riforma delle scuole superiori che altro non è se non un ennesimo piano di tagli spacciato per riordino e razionalizzazione degli indirizzi». Per quanto riguarda il precariato i Cip «ribadiscono la loro opposizione ai contratti di disponibilità che, come già ampiamente denunciato fin dall'inizio, si stanno rivelando un rimedio peggiore del male, una misura iniqua e penalizzante per l'intera categoria che, dopo anni di precariato, invece di raggiungere la stabilizzazione lavorativa, viene espulsa e lasciata a casa in cambio di un'indennità di disoccupazione che già gli spettava di diritto». Nell'aderire allo sciopero, infine, i Cip «non possono non prendere atto dell'ennesima divisione del fronte sindacale che continua a manifestare per le stesse ragioni in giorni e con modalità diverse. Riteniamo invece che mai come in questo momento l'opposizione al piano di dismissione della scuola pubblica ha bisogno di superare le divisioni strumentali e surrettizie per ritrovare unità d'intenti: la posta in gioco - concludono i Cip - è il futuro della democrazia e della libertà nella scuola italiana».

TRASPORTI: TORINO, VENERDI' MEZZI PUBBLICI ASSICURATI SOLO IN FASCE GARANTITE PER SCIOPERO DI 24 ORE PROCLAMATO DA CUB-RDB

Torino, 20 ott. - (Adnkronos) - Tram, autobus e metro' a rischio venerdi' anche a Torino per lo sciopero di 24 ore proclamato dall'organizzazione sindacale Cub-Rdb. L'astensione dal lavoro interessera' anche i mezzi di trasporto Gtt (Gruppo torinese trasporti). Il servizio, comunque, sara' garantito in alcune fasce orarie. In particolare, metropolitana e servizio urbano faranno servizio dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15 mentre le autolinee extraurbane e le ferrovie Torino-ceres e canavesana da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30. Sara' sempre assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.


20 ottobre 2009 - Omniroma

VIGILI, RDB-CUB: «RESTANO 7MILA POSTI DA OCCUPARE»

(OMNIROMA) Roma, 20 ott - «Si è chiusa ieri sera alla presenza del sindaco Alemanno l'intesa con le organizzazioni sindacali cittadine grazie alla quale potranno essere stabilizzati i Vigili Urbani precari. Anche RdB ha sottoscritto l'intesa alla luce di una concretezza che non emergeva dagli accordi sindacali precedenti». Lo dichiara, in una nota, Paola Aimo, dirigente sindacale RdB. «Auspichiamo che questo percorso di stabilizzazione dei vigili urbani - prosegue la nota - possa giovare anche ai circa 1.000 precari stabilmente utilizzati dal Comune di Roma in altri profili professionali quali Insegnanti di Scuola dell'Infanzia, Educatrici dei Nidi, Assistenti Sociali e anche parecchio personale tecnico e amministrativo». «La città di Roma - conclude la nota - può permettersi la stabilizzazione di tutti questi precari a costo zero, poiché già oggi sostiene interamente il loro costo in virtù di una carenza di organico pari a 7.000 unità».


20 ottobre 2009 - Agi

SCIOPERI: STOP AUTONOMI IL 23 OTTOBRE, MANIFESTAZIONE A ROMA

(AGI) - Roma, 20 ott. - Lo sciopero generale nazionale proclamato per il prossimo 23 ottobre dal Patto di Base (RdB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale) sara' di 24 ore e sara' articolato nel seguente modo: - Pubblica Amministrazione (Scuola, Universita', Ricerca, Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali, Presidenza del Consiglio): intera giornata - Sanita': da inizio del primo turno del giorno 23 a finedell'ultimo turno dello stesso giorno. Si segnala che, nonostante lo sciopero sia stato proclamato in data 04/08/09, molte amministrazioni non hanno provveduto ad elaborare nei termini di legge i contingenti minimi di personale finalizzati a garantire i servizi minimi di assistenza, con possibili gravi disagi per l'utenza. - Vigili del fuoco: personale operativo turnista nel servizio operativo e aeroportuale: dalle 10.00 alle 14.00 personale a servizio giornaliero: intera giornata. - Settore privato: intero orario di servizio. I turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica sciopereranno dal 22 ottobre al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno. - Trasporto Aereo: Personale Navigante: 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia; Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia; Personale di Terra Normalista: intero turno. - Trasporto Ferroviario: Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre; Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre - Trasporto Marittimo: Dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009; Collegamenti isole minori: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009 - Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: Articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da citta' a citta'. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermera' soltanto dalle 20.00 alle 24.00. La manifestazione nazionale si terra' a Roma, con corteo che partira' alle ore 10.00 da piazza della Repubblica, percorrera' via Cavour, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto e terminera' in Piazza San Giovanni. (AGI)

TRASPORTI: SINDACATI AUTONOMI, SCIOPERO RISPETTA PROCEDURE

(AGI) - Roma, 20 ott. - Lo sciopero dei trasporti del 23 ottobre e' stato proclamato rispettando le procedure, ed e' quindi auspicabile che il governo adotti "un comportamento responsabile". E' la posizione dei sindacati RdB/CUB, Sdl intercategoriale e Confederazione Cobas, promotori dell'agitazione. Dopo l'invito del Ministero dei Trasporti ai lavoratori del trasporto aereo a desistere dallo Sciopero Generale proclamato per tutte le categorie pubbliche e private dal Patto di Base (RdB/CUB - SdL intercategoriale - Confederazione Cobas), questa mattina si e' svolto un incontro presso la sede ministeriale con le Organizzazioni sindacali che avevano indetto azioni di sciopero per la data del 23 Ottobre - si legge in una nota congiunta delle tre sigle - Abbiamo fortemente fatto presente al rappresentante del Ministro che uno Sciopero Generale e' tale soltanto se non esistono limitazioni in uno o piu' settori e che sarebbe stato gravissimo un intervento del Governo che andasse nella direzione di un provvedimento arbitrario". "D'altra parte - prosegue la nota - l'azione di lotta e' stata indetta nell'assoluto rispetto di tutte le procedure previste dalla Commissione di Garanzia per la fattispecie degli scioperi generali e la stessa Commissione non e' intervenuta proprio perche' ha ritenuto corrette le procedure attuate dal sindacato". "Avendo chiarito al Ministero la regolarita' della proclamazione dello sciopero, ci attendiamo un comportamento responsabile da parte del Governo: sarebbe veramente grave dover riscontrare un ulteriore atteggiamento di tutela degli interessi delle aziende del trasporto aereo da parte ministeriale, calpestando in modo inaccettabile l'esercizio del diritto di sciopero" conclude la nota. (AGI)

SCIOPERO GENERALE SINDACATI DI BASE, LE MODALITA' IN FRIULI VG

(AGI) - Trieste, 20 ott. - I Coordinatori regionali delle tre Organizzazioni Sindacali di Base (Cub, Cobas, SdL intercategoriale) hanno confermato lo sciopero generale di 24 ore per tutte le categorie dei lavoratori pubblici e privati del Friuli Venezia Giulia per la giornata di venerdi' 23 ottobre con le seguenti modalita': Trasporto ferroviario - addetti impianti fissi e uffici: intera giornata; personale addetto alla circolazione dei treni: dalle 11 alle 15.00 del 23 ottobre. Trasporto aereo - personale navigante - personale di terra turnista: 24 ore con rispetto delle fasce di garanzia. Trasporto marittimo - dalle ore 8.00 del 23 ottobre alle 8.00 del 24 ottobre. Trasporto pubblico locale: Trieste dalle ore 00 alle ore 06.00; dalle ore 9.00 alle ore 13.00; dalle ore 16.00 alle ore 24. Udine servizio urbano ed extraurbano dalle ore 9.00 alle ore 12.00; dalle ore 15.00 alle ore 24.00. Pordenone servizio urbano dalle ore 9.00 alle ore 12.30; dalle ore 15.30 a fine servizio; servizio extraurbano dalle ore 8.30 alle ore 12.30; dalle ore 16.00 a fine servizio. Gorizia servizio urbano ed extraurbano dalle ore 00.00 alle ore 06.00; dalle ore 09.00 alle ore 12.00; dalle ore 15.00 alle ore 24.00. Trasporto merci e logistica - intera giornata. Vigili del fuoco - personale operativo turnista (compresi aeroporti) : dalle 10 alle 14. Vigili del fuoco - personale a servizio giornaliero: intera giornata. Sanita': da inizio del primo turno del giorno 23 a fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Saranno garantiti i servizi minimi essenziali, le emergenze e i contingenti minimi stabiliti in ogni azienda. Pubblica amministrazione (Scuola, Universita', Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali), intera giornata,con garanzia dei servizi minimi essenziali. I 3 coordinatori hanno confermato l'adesione allo sciopero anche da parte dei lavoratori del Friuli Venezia Giulia, con conseguenti disagi nella scuola, negli uffici pubblici e nei trasporti. Lo sciopero - ricordano i sindacati di Base - rivendica principalmente maggiore salario, la fine della precarieta', degli omicidi sul lavoro, il rilancio della scuola, della previdenza e della sanita' pubblica, il forte impulso alla contrattazione nazionale e la reintroduzione della scala mobile per lavoratori e pensionati, diritti uguali per cittadini italiani e migranti, il diritto alla casa. E' stato indetto contro i provvedimenti del Governo in materia di Scuola, Pubblico Impiego e precarieta', contro l'attacco al mondo del lavoro e "per impedire che siano i lavoratori a pagare la crisi del capitale". Alla manifestazione nazionale che si svolgera' a Roma saranno presenti anche lavoratori che giungeranno dal Friuli Venezia Giulia, a bordo dei treni e dei pullman che partiranno nella giornata di giovedi' 22, da Trieste alle ore 23, da Gorizia alle 22, da Palmanova alle 23.30.


20 ottobre 2009 - Dire

CRIS/BOLOGNA. SINDACATI BASE PREPARANO SCIOPERO IN P.VERDI
RDB-COBAS-SDL: VENERDÌ AL CORTEO DI ROMA IN 300

(DIRE) Bologna, 20 ott. - I sindacati di base hanno dato vita oggi a un presidio in piazza Verdi a Bologna, in vista dello sciopero generale di venerdi' e del corteo che nella stessa giornata percorrera' le strade di Roma, al quale, fanno sapere gli stessi sindacati in una nota, "prenderanno parte oltre 300 persone in partenza da Bologna". Lo sciopero, spiegano Rdb, Cobas e Sdl, si svolgera' su piu' fronti. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione e il settore privato, lo sciopero durera' l'intera giornata; stessa modalita' per i lavoratori dell'Aeroporto Marconi, che incroceranno le braccia da mattina a sera; gli impiegati dell'Atc adotteranno una formula spezzata, con uno sciopero che andra' dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; per le Ferrovie, infine, quattro ore di stop, dalle 11 alle 15".

SANITÀ BOLOGNA. RAPINA ARMATA A CUP DI V.NANI, RDB INSORGONO
DELUSSU: TROPPI PERICOLI, MA DA AUSL E DELBONO NESSUNA RISPOSTA

(DIRE) Bologna, 20 ott. - Rapina a mano armata, ieri sera, al poliambulatorio dell'Ausl di via Nani, in zona Borgo Panigale a Bologna. Il "colpo" e' stato messo a segno da un bandito solitario quando mancavano dieci minuti alle 19: l'uomo, con un casco integrale in testa e armato di pistola, ha minacciato due cassiere degli sportelli Cup facendosi consegnare l'incasso. Nel primo caso, dalla cassa sono usciti alcune decine di euro, nel secondo qualche centinaia. Subito dopo il rapinatore, che le due cassiere hanno descritto come alto circa 1,80 e sui 40 anni, e' fuggito. Durissimo le Rappresentanze sindacali di base sull'episodio: "E' successo quello che i lavoratori temevamo che prima o poi sarebbe accaduto". Non solo, "e' vergognoso- attacca Valentina Delussu, delle Rdb, prendendosela con Cup 2000, l'Ausl, ma anche con il sindaco Flavio Delbono- che i lavoratori vengano sempre piu' messi a repentaglio". I lavoratori del Cup, ricorda Delussu in una nota, da tempo chiedono maggiori garanzie di sicurezza. "Da tempo i lavoratori insieme alla Rdb- scrive la sindacalista- avevano richiesto all'azienda provvedimenti per mettere in sicurezza gli sportelli Cup". Con "l'installazione dei vetri allo sportello per garantire un minimo di sicurezza agli operatori", ad esempio, ma anche con "misure per 'minimizzare' la gestione del contante in cassa". Il direttore dell'azienda Cup 2000, Mauro Moruzzi, ricorda ancora il sindacato di base, aveva dichiarato davanti all'assemblea dei lavoratori la sua disponibilita' a procedere verso l'installazione dei vetri, "individuando come unico intralcio l'Azienda Usl proprietaria dei locali". Ed e' proprio con l'Ausl che se la prende Delussu: l'azienda, informata della cosa, e ricevuta una petizione sottoscritta dai lavoratori, non ha dato alcuna risposta. Scrive infatti Delussu nella nota: "E' stata firmata una petizione dai lavoratori che e' stata inviata non solo a Cup 2000, ma anche all'Ausl di Bologna, al S.Orsola-Malpighi e al sindaco Flavio Delbono: nonostante le sollecitazioni nessuno ha espresso un parere a riguardo". Per il sindacato e' "vergognoso che i lavoratori vengano sempre piu' messi a repentaglio, mentre chi dovrebbe rispondere delle proprie responsabilita', sia sempre irraggiungibile, ed altrettanto vergognoso che di fronte ad una petizione presentata dai lavoratori nessuno si sia degnato di rispondere".

SANITÀ BOLOGNA. VENERDÌ SCIOPERO,S.ORSOLA GARANTISCE URGENZE

(DIRE) Bologna, 20 ott. - Servizi d'urgenza garantiti, al policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, per la giornata di venerdi' 23 ottobre, quando si terra' uno sciopero generale nazionale indetto dalle confederazioni e organizzazioni sindacali Cub, Rdb Cub, Cobas Sdl intercategoriale, Unione sindacale italiana Usi-Ait (Usi Sanita'). L'astensione dal lavoro riguarda "tutto il personale a tempo indeterminato, determinato, atipico/precario di tutti i comparti ed aree della pubblica amministrazione ed analoghe categorie di lavoratori dei settori privati". Dall'azienda ospedaliero-universitaria assicurano che "verra' comunque garantita la continuita' dei servizi pubblici essenziali nel rispetto dell'obbligo di non interrompere le attivita' assistenziali indifferibili, riferite alle strutture di pronto soccorso medico-chirurgici e radiologia d'urgenza, medicine e chirurgie d'urgenza, rianimazioni, terapie intensive, unita' coronariche, dialisi, attivita' conseguenti all'applicazione della legge 194/1978, cardiologia pediatrica, neonatologia, oncoematologia pediatrica a bassa carica microbica ematologica, attivita' trapiantologica, prestazioni di terapia antiblastica, coordinamento ambulanze".


20 ottobre 2009 - Apcom

Sciopero: 23/10 manifestazione Roma
24 ore astensione per sanita', trasporti, scuola

(APCOM) La manifestazione nazionale dello sciopero generale di 24 ore indetto da Rdb, Sdl e Cobas per il prossimo 23 ottobre si terra' a Roma. Lo sciopero riguardera' l'intera giornata per la PA (scuola, universita', ricerca) e la sanita'. Anche per il trasporto aereo lo sciopero durera' 24 ore, con il rispetto delle fasce di garanzia. Per il trasporto ferroviario e' prevista una giornata di astensione per il personale degli impianti fissi, per i treni l'astensione durera' 4 ore tra le 11 e le 15.


20 ottobre 2009 - Genova press

H1N1: SACCONI INVITA CONTAGIATI A NON ANDARE AL LAVORO
RDB P.I. A BRUNETTA, E I TAGLI AL SALARIO?

In merito alla circolare emanata dal Ministro Sacconi, avente per oggetto la prevenzione del contagio da virus influenzale H1N1, la RdB Pubblico Impiego ha inviato al Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, la seguente lettera aperta:
"Ministro Brunetta, il Suo collega di Governo, Ministro del Lavoro e della Salute, on. Sacconi, ha diramato una nota a tutte le Amministrazioni Pubbliche con l’indicazione rivolta ai dipendenti pubblici di rimanere a casa in caso di presenza di una sintomatologia riconducibile all’influenza H1N1, responsabile di una pandemia in corso. Con la presente intendiamo informarLa che ci adegueremmo volentieri all’invito del Suo collega, ma purtroppo siamo impossibilitati. Infatti la Sua iniziativa di introdurre, attraverso la Legge 133/2008, una penalizzazione economica in caso di assenza per malattia, ci induce a recarci al lavoro quale che sia il nostro stato di salute. Non possiamo permetterci di ridurre ulteriormente i nostri salari, già decurtati dai tagli al salario accessorio, che a stento consentono ai lavoratori di arrivare alla fine del mese. Senza contare che il Suo Governo per il rinnovo dei contratti pubblici non ha stanziato che l’elemosina di 12 euro lordi mensili e che il DL di riforma della P.A. ci penalizzerà ulteriormente. Lei sicuramente capirà come, in questa situazione, non siamo nella condizione di aderire alla richiesta del Ministro Sacconi in quanto significherebbe togliere a noi e alle nostre famiglie ulteriori risorse economiche magari per un semplice raffreddore o un mal di gola, dal momento che si parla di sindromi simil-influenzali... Cogliamo l’occasione per suggerirLe, qualora le Amministrazioni Pubbliche si rendessero disponibili ad ottemperare alla distribuzione di materiale finalizzato alla prevenzione del contagio, di approfittarne per fornire ai dipendenti pubblici anche quelle condizioni per lavorare dignitosamente che troppo spesso vengono a mancare. È chiaro che, qualora decidesse di ritornare sui Suoi passi ed annullare la norma che penalizza la malattia, saremo lieti di accogliere l’indicazione del Ministro Sacconi e di rimanere a casa per curarci, evitando al contempo di trasformarci in untori della pandemia tra i nostri colleghi e tra gli utenti. Saluti senza baci, per non infettarLa".
I Dipendenti Pubblici. Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base


20 ottobre 2009 - Friuli.it

Sciopero nazionale

È stata proclamata una giornata di sciopero nazionale per venerdì 23 ottobre. Ecco tutte le modalità dello sciopero generale nazionale proclamato dal Patto di base (RdB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale) di 24 ore con manifestazione nazionale a Roma. La pubblica amministrazione, scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del consiglio, sciopereranno per l’intera giornata. La Sanità dal primo turno del giorno 23 alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Nonostante lo sciopero sia stato proclamato ad agosto, molte amministrazioni non hanno provveduto ad elaborare nei termini di legge i contingenti minimi di personale finalizzati a garantire i servizi minimi di assistenza, con possibili gravi disagi per l'utenza. I vigili del fuoco, il personale operativo turnista nel servizio operativo e aeroportuale sciopererà dalle 10 alle 14, mentre il personale a servizio giornaliero per l’intera giornata. In sciopero anche i turnisti delle centrali di produzione elettrica e idroelettrica, dal 22 ottobre al 27 ottobre, con astensione dell'intero turno. Il personale navigante e di terra turnista del trasporto aereo scipererà per 24 ore, rispettando le fasce di garanzia. Il personale addetto alla circolazione dei treni sciopererà per quattro ore, dalle 11 alle 15 del 23 ottobre. Il trasporto pubblico locale e il trasporto merci e logistica sciopereranno con modalità e orari diversi da città a città nel rispetto delle fasce protette. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, a Roma la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20 alle 24. La manifestazione nazionale si terrà a Roma, con un corteo che partirà alle 10 da piazza della Repubblica per percorrere via Cavour, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto e terminare in piazza San Giovanni. Alla manifestazione nazionale che si svolgera' a Roma saranno presenti anche lavoratori che giungeranno dal Friuli Venezia Giulia, a bordo dei treni e dei pullman che partiranno nella giornata di giovedi' 22, da Trieste alle ore 23, da Gorizia alle 22, da Palmanova alle 23.30.


20 ottobre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 36 - 2Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

- Il governo Berlusconi taglia salari e diritti, in piazza va solo il sindacalismo di base
- E' uno strano Paese quello in cui viviamo
- Un appello in difesa del Comparto Ricerca
- La GdF affonda la Fondazione Campanella
- Asi: 200 dipendenti, 3 dirigenti generali
- Il vicario non abita più a piazzale Aldo Moro
- Ispra, i concorsi annullati non si contano più
- Cosenza, gli istituti del Cnr verso un'unica sede?


20 ottobre 2009 - Il Piccolo

Scajola precetta la centrale A2A

Gorizia - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione dei lavoratori della centrale elettrica A2A di Monfalcone, in vista dello sciopero di venerdì proclamato da Cub e Cobas. L'ordinanza emanata ieri dal ministro dispone in particolare a Monfalcone la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio dell'impianto monfalconese, per il quale Terna SpA ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale.

Centrale di Monfalcone dipendenti precettati

TRIESTE - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione dei lavoratori della centrale elettrica «A2A» di Monfalcone (Gorizia), in vista dello sciopero del 23 ottobre proclamato da Cub e Cobas. L'ordinanza del ministro dispone in particolare a Monfalcone la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio dell'impianto monfalconese, per il quale Terna SpA ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale.

Ferrovie, le RdB a Riccardi: «A rischio la sicurezza sui treni»
Assessore e sindacati, domani faccia a faccia: «Pericolosa la riduzione a un solo macchinista»

Trieste - L’appuntamento è stato fissato per domani, alle 16, a Udine. I rappresentanti dei lavoratori del settore del trasporto pubblico ferroviario incontreranno infatti l’assessore regionale Riccardo Riccardi per discutere di sicurezza per utenti e operatori in servizio sui treni. Le Rdb a inizio settembre avevano chiesto un faccia a faccia «per evidenziare l’irregolarità e la criticità del servizio offerto dal trasporto pubblico locale ferroviario, Trenitalia Fvg, che pone palesemente a rischio la sicurezza dei viaggiatori e non soltanto», recitava la lettera indirizzata a Riccardi. Una richiesta corredata da una serie di episodi giudicata emblematica dall’organizzazione sindacale, in particolare in riferimento «alle avarie riscontrate al sistema di sicurezza che dovrebbe consentire il blocco delle porte d’accesso dei treni», problemi che avrebbero innescato - stando a quanto riportato nel documento - alcuni disservizi. Il relativo elenco allegato inizia il 25 luglio, dal treno 2844 partito da Trieste e arrivato a Venezia Santa Lucia 76 minuti dopo l’orario programmato, e si chiude con la ventina di minuti di ritardo in partenza del treno 2468 del 30 agosto scorso.
«Sono due i grossi problemi che abbiamo in questo momento - conferma Willy Puglia delle Rdb -. Il primo riguarda la decisione di Trenitalia di passare alla conduzione a un solo agente in cabina di guida. Una volta infatti i macchinisti erano due, da giugno però ce n’è uno, supportato dal sistema di controllo automatico Scmt. Una situazione pericolosissima, a nostro avviso, perché questo sistema gestisce esclusivamente situazioni normali ma in caso di emergenza non lavora. Qualora un macchinista dovesse avere un malore, ad esempio, potrebbe verificarsi un disastro».
«L’altra questione - prosegue Puglia - è quella della partenza dei convogli non in regime di sicurezza per i problemi alle porte. Se i macchinisti chiedono la sostituzione dei mezzi, vengono fatti dei problemi da parte di Trenitalia, come accaduto a un dipendente che è stato multato di 20 euro». Una sanzione che, fanno sapere le Rdb, è stata poi annullata. «Da Riccardi - conclude Puglia - vorremmo capire come si stia seguendo il contratto di servizio con Trenitalia stipulato nel maggio scorso».(m.u.)


20 ottobre 2009 - La Stampa

Venerdì sciopero Rdb, Cobas e Sdl disagi per bus, treni, aerei e navi

Disagi in vista venerdì 23 ottobre a causa dello sciopero generale dei trasporti. I lavoratori aderenti ai sindacati di base Rdb, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, incroceranno le braccia. Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia), quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici, 4 ore, dalle 11 alle 15 per il personale viaggiante, il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale, merci e logistica. Lo stop del trasporto pubblico locale - spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette.


20 ottobre 2009 - La Nuova Ferrara

Venerdì nero per i trasporti
Previsti disagi a causa di uno sciopero di 24 ore

Ferrara - E’ stato programmato per venerdi 23 ottobreo uno sciopero di 24 ore che investirà non solo il settore dei trasporti, ma anche quello dei servizi pubblici e alcune fabbriche che hanno aderito.
La Rdb Cub, insieme a sindacati di riferimento, ha organizzato un «fermo» di 24 ore che investirà tutta la Regione EmiliaRomagna.
«Cerchiamo di rivendicare in questo modo il diritto al reddito sociale e garantito.
I diritti di tutti i lavoratori e operai, anche stranieri. Uno sciopero contro il decreto-Brunetta e la cattiva gestione economica di questa crisi», dichiara il responsabile regionale Massimo Detti. Lungo infatti l’incontro, tenutosi ieri sera presso la sede centrale della Rdb di Ferrara in via delle Scienze, per articolare al meglio lo sciopero che si svolegerà contemporaneamente alla manifestazione nazionale organizzata a Roma per rivendicare i diritti fondamentali.


20 ottobre 2009 - Il Tirreno

SCIOPERI. Sale la mobilitazione e iniziano gli scioperi...

Lucca - SCIOPERI. Sale la mobilitazione e iniziano gli scioperi. Il prossimo è quello generale di tutte le categorie del 23 ottobre indetto dai Cobas, Cub e SdL, con manifestazione nazionale a Roma. Il corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica. Da Lucca partiranno pullman organizzati dai Cobas. Per prenotare e per partecipare al corteo di Roma tel. 328 7681014; 0584 913434 (partecipazione gratuita per precari e studenti, 10 euro per docenti e Ata di ruolo e genitori).


20 ottobre 2009 - La Repubblica

Firenze. Probabili disagi per i trasporti...

Firenze - Probabili disagi per i trasporti e gli spostamenti su mezzi pubblici venerdì a causa dello sciopero nazionale degli autoferrotranvieri indetto dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl. A Firenze si potrebbero verificare ritardi o soppressioni delle corse per le linee degli autobus di Ataf e Li-nea, i cui dipendenti aderiranno alla sciopero dall´inizio del servizio fino alle 6, dalle 9.15 alle 11.45 e dalle 15.15 per tutto il resto della giornata. Corse cancellate o limitazioni anche per i BluBus di Copit e Lazzi. Gli autisti dei primi si fermeranno dall´inizio del servizio alle 6.30, dalle 8.45 alle 12.45 e dalle 16.30 in poi; i lavoratori dei secondi dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 fino alla fine del servizio, mentre biglietterie, agenzie e uffici di queste aziende di trasporto potrebbero rimanere chiusi per tutto il giorno se il personale aderisse allo sciopero. Anche le Ferrovie dello Stato comunicano probabili soppressioni per i treni regionali. Sulla rete nazionale i sindacati, per ora, hanno indetto una protesta di 4 ore, con orario 11-15 ma Trenitalia esclude disagi per i treni a lunga percorrenza.


20 ottobre 2009 - Capitoloprimo

Venerdì 23 ottobre: sciopero dei trasporti
di Alessio Arpaia

Giornata cruciale quella di venerdì 23 ottobre: in crisi ancora una volta è il settore trasporti nazionale. I sindacati di base RdB, la confederazione Cobas ed SdL si fermeranno infatti per l'intera giornata e confluiranno nella Capitale per una grande manifestazione con al centro in primis il contratto nazionale, in attesa di rinnovo. Nodi nevralgici della storica vertenza fra lavoratori e governo è ovviamente l'adeguamento dei salari in base al pressante costo della vita, in linea con gli stipendi europei, unito alla revisione delle pensioni, alla rivalutazione degli orari di lavoro e l'istituzione di un salario minimo garantito per chi non ha lavoro, di pari passo con le grandi nazioni europee. A fermarsi saranno treni, navi, bus ed aerei. Per quanto uno sciopero concordato, in base agli accordi sindacali, non arrechi un vero disagio alla popolazione, quest'anno le richieste dei lavoratori sembrano essere ben più decise e concrete: ancora vivo è il ricordo dei necessari scioperi selvaggi di alcuni anni orsono. Fra le richieste, infatti, si legge: la cassa integrazione almeno all'80%, il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro, , il sostegno delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti. Si chiede inoltre l'assunzione a tempo indeterminato dei precari e la reinternalizzazione dei servizi - come evidenziò Report circa 3 anni fa infatti le spese statali per le esternalizzazioni spesso superano le spese per internalizzare - ed infine investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi, diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi. I Sindacati di Base inoltre sottolineano la necessità del "ritiro della riforma Brunetta, la difesa del diritto di sciopero, la fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare, pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale".
Qui si seguito gli orari dello sciopero:
AEREI: Personale Navigante, 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia. Personale di Terra Normalista: intero turno.
FERROVIE: Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre. Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre.
TRAGHETTI: Dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009. I collegamenti con le isole minori saranno bloccati: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009
TRASPORTO LOCALE MERCI E LOGISTICA: Sciopero articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20.00 alle 24.00.


20 ottobre 2009 - Tuscia web

Viterbo - Provincia - Interviene Rdb
Progetti di servizi, non rispettati gli accordi con il sindacato

Riceviamo e pubblichiamo - Nel mese di luglio la RdB Vt, chiese al direttore generale Luciano Dottarelli di ricevere i prospetti riepilogativi del pagamento delle indennità di responsabilità, dei progetti settoriali e intersettoriali. Dopo vari solleciti, insieme alle castagne sono caduti a terra i prospetti sulle indennità di responsabilità, mentre quelli sui progetti settoriali e intersettoriali si sono persi nelle nebbie autunnali. Probabilmente, se le voci di corridoio sono vere, alcuni dirigenti (compreso il direttore generale), hanno permesso che anche sui progetti per il miglioramento dei servizi non fosse rispettato l’accordo sindacale. Un accordo sindacale che doveva garantire pari opportunità di partecipazione alle attività e quindi alla remunerazione per tutti i dipendenti sulla base delle proprie professionalità e della disponibilità espressa. Ci risulta invece che, fino a prova contraria: siano stati reinseriti progetti ad hoc, (un esempio: quelli per il settore strade) in barba ad ogni decisione di redistribuzione delle risorse, alcuni dirigenti non convinti dell’esito della contrattazione sindacale in merito ai progetti, ne abbiano aggirato il contenuto sostanziale garantendo ad alcuni dipendenti, in genere i vertici organizzativi degli uffici, quote aggiuntive di salario accessorio. Il fatto che il Direttore generale, prosegue De Paola, non trasmetta la documentazione più volte richiesta alimenta le nostre preoccupazioni. Questa sarebbe la Dirigenza a cui il decreto Brunetta affiderebbe il giudizio di merito sui dipendenti! Questa dirigenza ha creato, in anticipo senza contraddittorio e senza motivazioni, percorsi preferenziali per progressioni, incentivi e licenziamenti, così come preannunciati dal famigerato decreto. Ci piacerebbe conoscere se la Giunta e ancor di più il Presidente, siano a conoscenza dei fatti sopra indicati oppure se ormai siano proiettati esclusivamente verso le campagne di varia natura politica, congressuali e non. Chiediamo l’accesso immediato a tutti i documenti richiesti; chiediamo una commissione di verifica paritetica sul rispetto degli accordi in merito all’utilizzo del fondo per il salario accessorio. Gli accordi siglati devono essere onorati, conclude De Paola, nessuno pensi che i lavoratori e la RdB assistano inerti a queste nuove "angherie", che scateneranno una guerra tra poveri e chi ha uno strapuntino al sole, se vogliono giocare ad un eventuale gioco delle tre carte, fo facciano nella sede deputata, "in mezzo alla strada", e non su comode poltrone dietro blindatissime scrivanie.
Sergio De Paola - RdB CUB P.I. Viterbo

Viterbo - Sciopero generale, aderisce anche Rdb

Riceviamo e pubblichiamo - Alla crisi economica, che il governo vuole far pagare ai lavoratori e ai settori sociali più deboli, rispondiamo con lo sciopero generale di tutte le categorie, dichiara Lino Rocchi della RdB VT, parteciperemo come lavoratori e cittadini alla Manifestazione Nazionale del 23 ottobre a Roma. La crisi economica materializzatasi nella chiusura delle fabbriche, nella perdita di posti di lavoro, nell’impoverimento dei salari, nel peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie italiane sta determinando una vera e propria crisi sociale, il Governo invece di garantire un’equa distribuzione della ricchezza e migliorare lo stato sociale, continua imperterrito ad elargire soldi alle banche ed alle imprese. Queste ultime pur di mantenere inalterati i loro profitti non esitano a chiudere e licenziare mettendo in mezzo alla strada migliaia di famiglie italiane: il gioco perverso è quello di socializzare le perdite e privatizzare gli utili. In questo contesto l’attacco frontale alla P.A., funzionale al progetto di smantellamento e privatizzazione dei servizi pubblici, ha subito un’accelerazione da parte di questo Governo il quale, pur di erogare fiumi di denaro alle banche e alle imprese, non ha esitato a tagliare risorse indispensabili al buon funzionamento ed all’erogazione dei servizi utili alla collettività, (sulla scia di quanto attuato da chi li ha preceduti). La beffa è che il cittadino è convinto, dalla campagna mediatica sui pubblici dipendenti fannulloni, che tutto ciò che non funziona è esclusiva colpa dei lavoratori, prosegue Rocchi, lo scippo della scala mobile, il furto degli scatti biennali, l’aumento degli stipendi legato ormai solo all’inflazione programmata, il passaggio dalla lira all’euro, hanno fatto sì che il potere di acquisto dei salari perda sempre più consistenza impoverendo irrimediabilmente i lavoratori. A peggiorare le cose è intervenuto il decreto legislativo in attuazione della legge delega 15/09 che modifica il modello organizzativo della Pubblica Amministrazione distruggendone funzione, servizi e dipendenti pubblici. Cosa dire, poi, dell’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici, della continua criminalizzazione dei dipendenti pubblici finalizzata al furto della dignità, della funzione sociale, del salario fisso, del salario variabile, dei diritti individuali e sociali, di ammalarsi senza perdere salario. Ci aspettavamo un autunno caldo, conclude Rocchi, le nostre previsioni erano esatte ed anche le ultime dichiarazioni di Tremonti vanno intese più come una "guerra interna" al governo che una vera presa di coscienza della situazione, per questo noi di Viterbo ci saremo, i nostri pulman porteranno in piazza il 23 ottobre la voce dei cittadini e dei lavoratori che non ne possono più di questo teatrino e di questo gioco al massacro.
Rdb Viterbo


20 ottobre 2009 - SKY Tg24

Venerdì 23 ottobre sciopero generale
La mobilitazione - promossa da Rdb, Sdl e Cobas - riguarderà anche la pubblica amministrazione, la sanità e il trasporto ferroviario. Previste due manifestazioni di protesta a Roma e a Milano

Venerdì 23 ottobre i sindacati Rdb, Sdl e Cobas hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore. La protesta durerà l'intera giornata per la pubblica amministrazione (scuola, università e ricerca) e per il settore della sanità. Stessa tempistica per il trasporto aereo, marittimo e ferroviario, anche se in quest’ultimo caso coinvolgerà solo il personale addetto agli impianti fissi. La circolazione dei treni, invece, sarà a rischio dalle 11 alle 15 di venerdì. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale e quello di merci, infine, lo sciopero sarà articolato a livello territoriale nel rispetto delle fasce protette. Nello stesso giorno, nella capitale si svolgerà la manifestazione nazionale a cui parteciperà anche il personale scolastico per protestare contro tagli e precariato. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica alle 10. Alle 14.30 è previsto un sit-in davanti al ministero dell'Istruzione in viale Trastevere. A Milano si terrà invece una manifestazione in partenza alle 9 da Largo Cairoli, come spiega il sito Cub. Ecco i settori a rischio per la giornata di venerdì prossimo: Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. A Milano Atm garantirà il servizio di metro, bus e tram in due fasce orarie: al mattino fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18, come riportato sul suo sito. A Roma, invece, lo sciopero dei lavoratori dell'Atac si svolgerà dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Sanità: da inizio del primo turno del 23 ottobre alla fine dell'ultimo turno dello stesso giorno. Pubblica amministrazione (scuola, università, ricerca, ministeri, enti locali, parastato, agenzie fiscali, presidenza del consiglio): intera giornata. Vigili del fuoco: personale operativo turnista nel servizio operativo e aeroportuale: dalle 10.00 alle 14.00; personale a servizio giornaliero: intera giornata. Trasporto aereo: personale navigante: 24 ore nel rispetto fasce di garanzia; personale di terra turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia; personale di terra normalista: intero turno. Trasporto ferroviario: addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata; personale addetto alla circolazione dei treni: dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre. Trasporto marittimo: dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle 08.00 del 24 ottobre 2009. Collegamenti isole minori: dalla mezzanotte del 23 ottobre 2009 alla mezzanotte 24 ottobre 2009.


20 ottobre 2009 - La Nazione

Lazzi: sciopero Cobas venerdì

Pistoia - UNO SCIOPERO nazionale dei trasporti pubblici (sindacati Cobas, Cub e Sdl) è stato proclamato per venerdì prossimo. Per il personale viaggiante (PiùBus - Lazzi) l'astensione dal lavoro è prevista dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alla fine del servizio, mentre operai e impiegati si asterranno per l'intero turno di lavoro (info allo 055 363041); per PiùBus - Copit l'astensione del personale viaggiante è previsto dall'inizio del servizio alle 6.30 e dalle 8.45 alle 12.45 e dalle 16.30 alla fine del servizio, impiegati e operai per tutto il turno di lavoro.

MASSA. LE CONFEDERAZIONI e organizzazioni sindacali Cub, Cobas e Intercategoriale...

MASSA - LE CONFEDERAZIONI e organizzazioni sindacali Cub, Cobas e Intercategoriale hanno proclamato uno sciopero nazionale del personale di tutte le categorie pubbliche e private per l'intera giornata del 23 ottobre. L'Unione Sindacale Italiana Usi-Ait ha comunicato la proclamazione dello sciopero nazionale generale per tutto il personale a tempo indeterminato, determinato, atipico e precario di tutti i comparti e le aree della pubbliche amministrazioni e per tutto il personale delle categorie e dei settori privati. Pertanto, la direzione aziendale della Usl 1 di Massa e Carrara ha impartito le necessarie disposizioni per assicurare l'erogazioni delle prestazioni indispensabili al fine di limitare il disagio agli utenti e, nel contempo, garantire la volontaria partecipazione die lavoratori.

Firenze. Sciopero trasporti pubblici Ataf...

Firenze - Sciopero trasporti pubblici Ataf comunica che le organizzazioni sindacali Cobas, Cub e Sdl hanno indetto uno sciopero nazionale per venerdì. Ataf e Li-Nea non garantiranno il servizio nei seguenti orari: dall'inizio del servizio alle 6; dalle 9.15 alle 11.45; dalle 15.15 al termine del servizio.


20 ottobre 2009 - Il Messaggero Veneto

Precari sul piede di guerra. Oggi il primo degli scioperi

Pordenone - Due scioperi a scuola, questa settimana nel Pordenonese: in piazza scenderanno le sigle sindacali minori più agguerrite. Nella giornata odierna braccia incrociate per l’Anief (Associazione nazionale professionale e sindacale) sulla questione "istruzione precaria", con la bandiera dei supplenti che rivendicano l’inserimento a pettine nelle graduatorie a esaurimento. Questo venerdì, invece, 23 ottobre saranno assenti dalle aule e dalle sedi dei bidelli gli appartenenti ai Cobas, con le frange della dissidenza Cub e Sdl, che rivendicano il no ai tagli e si dicono contro il ministro Gelmini.
E’, inoltre, in agenda per il 31 ottobre la manifestazione nazionale di Cisl scuola, a Roma. «La scuola - hanno fatto sapere i vertici pordenonesi del sindacato Donato Lamorte e Antonella Piccolo - merita di più. Gli obiettivi concreti che portiamo in piazza sono tre: rivedere l’entità e i tempi della manovra sulla scuola, ottenere risorse adeguate per il rinnovo contrattuale, contrastare la precarietà stabilizzando il lavoro».
Ha rinviato a dicembre lo sciopero per scuola, università e ricerca il sindacato Flc-Cgil. «Contro il veto sulle elezioni rsu (rappresentanze sindacali unitarie), le umiliazioni di Brunetta sulla categoria, la riforma "ammazzaprecari" del ministro Gelmini e il contratto che non c’è - hanno detto gli esponenti della Cgil dalla sede di via San Valentino -. Scenderemo in piazza con banchetti e sit-in prima di scioperare».
Il 7 novembre, infine, manifestazione "100 piazze" per portare i problemi della scuola sulla strada e informare, poi, il 21 novembre tutti a Roma in corte.(c.b.)

Sciopero del pubblico impiego: i servizi assicurati dal Comune

Gorizia - Le rappresentanze sindacali di base (Rdb/Cub-Confederazione Cobas-Sdl intercategoriale-Usi-Ait enti locali) hanno proclamato per venerdì uno sciopero nazionale generale del pubblico impiego e di quello privato, che si protrarrà per l’intera giornata lavorativa.
Per quanto riguarda il Comune di Gorizia si comunica che verranno garantiti i seguenti servizi essenziali: stato civile, accoglimento delle registrazioni di nascita e di morte; servizi cimiteriali, limitatamente a trasporto, ricevimento e inumazione delle salme; servizi assistenziali e sociali, servizi di pronto intervento e di assistenza, anche domiciliare, per assicurare la tutela fisica, la confezione, la distribuzione e la somministrazione di vitto a persone autosufficienti e ai minori affidati alle apposite strutture a carattere residenziale.
Saranno, inoltre, garantite l’attività di pronto intervento sulla rete stradale, il servizio cantieri, limitatamente alla custodia e sorveglianza degli impianti, nonché alle misure di prevenzione per la tutela fisica dei cittadini, l’attività di pronto intervento della Polizia municipale e il servizio di Protezione civile.
Infine, si ricorda che informazioni riguardati l’apertura o chiusura dei Servizi educativi (scuole materne e asili nido comunali) potranno essere reperite direttamente nelle singole strutture.


20 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova

AcegasAps, manca il piano d’impresa
Affollata assemblea dei lavoratori: «Vogliamo sapere dove investiranno»

Padova - Rassicurazioni sul ruolo pubblico e certezze sul futuro. A chiederlo sono i lavoratori di Aps-Acegas ieri in assemblea per discutere della situazione dell’azienda. Un’assemblea molto partecipata, con circa 300 dipendenti, che ha posto due questioni sul futuro dell’azienda. «Prima di tutto è fondamentale conoscere il piano d’impresa, cioè come e dove si deciderà di investire» spiega Andrea Castagna, segretario della Cgil. «L’azienda ha un debito di 369 milioni di euro, una situazione che preoccupa e potrebbe avere risvolti anche sul futuro dei lavoratori» ricorda Stefano Pieretti di Adl-Cobas. «Esposizioni dovute a investimenti nella maggior parte dei casi: meglio così che buchi di bilancio. Di sicuro è tempo di informare i sindacati di come si vorrà procedere» fa sponda sempre Castagna. L’altro argomento forte è quello del processo di privatizzazione, stabilito dalla nuova legge finanziaria, che prevede entro il 2012 un tetto massimo del 30% nella partecipazione di enti pubblici in aziende che gestiscono servizi collettivi e quotate in Borsa. «Un forte rischio, servizi utili per i cittadini come acqua gas e rifiuti devono rimanere a prevalenza pubblica, altrimenti sarebbero soggetti solo alle leggi del mercato» fanno sapere i rappresentanti dei lavoratori.(e.al.)


20 ottobre 2009 - Il Mattino

Benevento. Si terrà domani l’assemblea generale dei lavoratori degli uffici pubblici...

Benevento - Si terrà domani, dalle 11.30 alle 14, presso l’aula delle udienze del tribunale l’assemblea generale dei lavoratori degli uffici pubblici della provincia di Benevento. Si tratta dell’assemblea preparatoria dello sciopero generale di venerdì a Roma contro il decreto Brunetta. «L'attacco al ruolo e funzioni della Pubblica Amministrazione e dei lavoratori pubblici, attraverso il taglio dei fondi del salario accessorio e dello smantellamento del contratto nazionale, si sta concretizzando attraverso l'emanazione del Decreto del ministro Brunetta - spiegano i sindacati delle Rappresentanze di Base del Pubblico Impiego - che, con l'alibi del miglioramento della produttività, dell'efficienza e della trasparenza delle pubbliche amministrazioni, in realtà, introduce ulteriori elementi di penalizzazione per i lavoratori del pubblico impiego».


20 ottobre 2009 - Il Gazzettino

Sciopero Cobas, precettati i lavoratori della centrale A2A

TRIESTE - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha disposto la precettazione dei lavoratori della centrale elettrica "A2A" di Monfalcone, in vista dello sciopero del 23 ottobre proclamato da Cub e Cobas. L'ordinanza dispone in particolare a Monfalcone la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio dell'impianto monfalconese, per il quale Terna SpA ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale.

Venezia. Hanno provato a dirglielo in vari modi...

Venezia - Hanno provato a dirglielo in vari modi, alla fine si sono piazzati davanti ai cancelli, ieri mattina alle 6, e non si sono mossi da lì fino all’una. Sono i lavoratori della Brusutti, azienda di trasporti posseduta al 63% dall’Atvo, che protestano contro l’amministratore delegato. «Appena nominato si era impegnato a rispettare i livelli retributivi precedenti alla cessione delle azioni, e l’organizzazione del lavoro. Invece non perde occasione per non rispettare gli accordi» dice Danilo Scattolin della Rdb-Cub, il sindacato che ha proclamato lo sciopero. Alle 13 i lavoratori hanno tolto il presidio in seguito all’impegno dell’Azienda di tenere un incontro oggi alle 17 tra sindacati e i due presidenti (Gastone Rabacchin dell’Atvo e Bruno Brusutti dell’omonima società). Il sindacato lamenta in particolare il fatto che l’Azienda ricorre ad appalti esterni invece di razionalizzare l’uso dei 50 dipendenti: «Di questo passo i padroncini ruberanno il lavoro alla Brusutti e allora sorgeranno seri problemi occupazionali».


20 ottobre 2009 - Savona news

Savona: disagi venerdi per chi usa i mezzi pubblici

Disagi in vista venerdì 23 ottobre a causa dello sciopero generale dei trasporti. I lavoratori aderenti ai sindacati di base Rdb, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale, incroceranno le braccia. Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia), quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici, 4 ore, dalle 11 alle 15 per il personale viaggiante, il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale, merci e logistica. Lo stop del trasporto pubblico locale - spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette.


20 ottobre 2009 - Leggo

Sciopero bus e tram

PADOVA - Per effetto dello sciopero generale nazionale, proclamato dall’organizzazione sindacale autonoma Cub Trasporti, venerdì saranno possibili disagi nel servizio di trasporto pubblico di bus e tram erogato da Aps Mobilità. Saranno comunque garantire tutte le corse in partenza nelle fasce orarie 5,30-8.30 e 12,30-15,30.


20 ottobre 2009 - Corriere Fiorentino

Vertenza Bus a rischio
Venerdì sciopero dei Cobas Ataf

Firenze - I Cobas dell’Ataf hanno aderito allo sciopero nazionale proclamato per il prossimo venerdì 23 ottobre. Con loro, anche le sigle sindacali Cub e Sdl.
Le modalità di adesione allo sciopero per i dipendenti di Ataf e Li-Nea sono state fissate per fasce orarie. La prima sarà naturalmente quella che va dall'inizio del servizio alle 6 del mattino. Il secondo scaglione durerà due ore e mezza: dalle 9,15 alle 11,45. L’ultimo è fissato dalle 15,15 alla fine del servizio. Ataf e Li-Nea fanno sapere che durante gli orari indicati non sarà garantita la piena regolarità del servizio. Le altre sigle sindacali saranno regolarmente al lavoro.


20 ottobre 2009 - Il Giorno

Ltm, sciopero a oltranza contro la vendita dell'area
Lentate, la protesta dei 20 dipendenti lasciati a casa
di SONIA RONCONI

LENTATE SUL SEVESO - IERI MATTINA davanti ai cancelli dell'azienda Ltm logistica integrativa di viale Brianza 20 i dipendenti hanno sciopero contro la proprietà che vuole vendere i terreni e lasciare a casa tutti: i 12 dipendenti della ditta e gli 8 della cooperativa. «La Ltm specula?», si legge su uno striscione. «C'è tanto lavoro, ma non per noi», si legge su un altro. Sono davvero arrabbiati e amareggiati i lavoratori. Al Consiglio comunale della scorsa settimana Giunta e opposizione hanno garantito loro che sull'area non sarà permessa alcun cambio di destinazione d'uso, anche se la proprietà ha intenzione di vendere. Così in occasione dello sciopero i lavoratori della Ltm e il sindacato Rdb hanno annunciato per i prossimi giorni un presidio ad oltranza invitando la cittadinanza a fare loro visita. «Da oltre 40 giorni spiega Marco Geremia, dipendente, portavoce Ltm e sindacalista Rdb garantiamo servizi logistici, in autogestione, lavorando ad oltranza durante lo stato di agitazione. Ora, di fronte al comportamento ambiguo e reticente della proprietà famigliare del suolo e degli immobili, intenzionata a smantellare la Ltm logistica integrata, rispondiamo con il non lavoro». I lavoratori chiedono: un'informativa certa sulle trattative in corso sull'area e sui magazzini della Ltm ed il sindacato Rdb rilancia la disponibilità per una soluzione che permetta la prosecuzione dell'attività logistica. «Siamo davvero indignati conclude Marco Geremia dell'atteggiamento della proprietà. Prima ci ha spaventato minacciandoci di metterci in cassa integrazione, e ha spaventato i clienti con telefonate e lettere contro i rapporti contrattuali in essere. In realtà gli eredi non hanno problemi, il lavoro c'è ma loro vogliono vendere. Noi abbiamo fatto in modo che la verità venisse a galla, addirittura c'erano due compratori e noi non avremmo perso il posto. Ma loro vogliono vendere tutto. Per noi non c'è più futuro, ma lotteremo per avere ciò che è giusto. Anche se in questi tempi sarà difficile per alcuni trovare un nuovo lavoro». DOPO IL VIOLENTO INCENDIO del 14 aprile scorso, che aveva distrutto alcune aree del magazzino, il 9 settembre la proprietà della Ltm srl ha annunciato la repentina messa in liquidazione della società lentatese, inviando a clienti e fornitori una fredda comunicazione e prospettando ai 12 dipendenti la sola Cassa integrazione a zero ore. Incontri, scontri, a nulla è valsa la fatica dei lavoratori che hanno continuato a produrre sperando in un miracolo. Ora siamo agli sgoccioli: lo sciopero è l'ultimo atto dell'azienda che chiuderà presto i battenti.


20 ottobre 2009 - Corriere del Mezzogiorno

Il provvedimento L’internalizzazione dei servizi delle Asl
Sanità, 7.300 assunzioni ma serve un disegno di legge
di Francesco Strippoli

BARI — La delibera di giunta, approvata qualche mese fa, non basta più. Oggi il governo regionale approverà un disegno di legge per blindare il processo di internalizzazione dei servizi delle Asl (sono interessati 7.300 lavoratori). Ieri sera ne hanno discusso a lungo il governatore Nichi Vendola, l’assessore alla Salute Tommaso Fiore, il capo di gabinetto Francesco Manna.
Dopo aver studiato le norme in vigore e le pronunce della magistratura e della Corte dei conti, è stato convenuto di ricorrere ad un atto di legge. La delibera con cui si dettavano linee di indirizzo alle Asl perché ciascuna costituisse una società in house , e questa assumesse i lavoratori impegnati nei servizi di ausiliariato appaltati all’esterno, non è più sufficiente. La questione è tutta giuridica e molto complessa.
Ruota attorno alle modalità con cui iscrivere in bilancio le relative voci di spesa. Le società in house , costituite ai sensi del codice civile, sono enti di diritto privato, benché sostenute da capitale pubblico. E come società private si comportano. Finora è successo che le spese per il personale venissero considerate voce di acquisto per beni e servizi: come se le Asl acquistassero dall’esterno il servizio.
La normativa che si va stratificando a livello nazionale e i provvedimenti della magistratura viaggiano in direzione diversa: quelle uscite (trattandosi di società in house , quasi pubbliche per così dire) vanno considerate come spese per il personale a tutti gli effetti. Sul bilancio cambia poco: sempre di uscite si tratta (sebbene l’internalizzazione induca risparmi considerevoli). Ma le maggiori spese per il personale alterano il Patto di stabilità imposto agli enti locali (Regione compresa). La legge regionale dovrebbe porre rimedio e aprire un varco.
Il processo di internalizzazione, insomma, non si ferma. Questo è il concetto che lo stesso Fiore ha comunicato a Santo Mangia di Rdb e Giancarlo Petruzzi dei Cobas che assieme a 200 lavoratori hanno manifestato ieri mattina davanti alla sede del consiglio regionale. «Si procederà rapidissimamente» ha chiarito Fiore, prima di infilarsi nella terza commissione dove ha fatto il punto della situazione. Il tema è delicato (per i diritti dei lavoratori) e popolare: affrontarlo oggi darebbe anche vantaggi in termini elettorali. A Foggia la società (Sanitaservice) c’è. A Taranto è pronta. A Barletta si sta procedendo. A Bari si comincerà presto. Oggi la giunta dovrebbe nominare il nuovo direttore generale (il commissariamento è sempre stato escluso per non dare l’impressione dell’emergenza). Nino Marmo (Pdl) chiede che la nomina sia limitata alla scadenza della legislatura anziché allungata ai tre anni canonici.
Intanto ieri in comissione è passato il disegno di legge sulle assunzioni nelle Asl conseguenti al turn-over. Lieve modifica rispetto al testo presentato dal governo. È stato deciso (l’opposizione si è benevolmente astenuta) che in caso di pensionamento del personale, l’Asl procederà autonomamente a sostituire il 60% dei lavoratori andato in pensione. Il resto (40%) sarà deciso dalla giunta. Una norma - dice Fiore - «che consente all’esecutivo di destinare il personale nei servizi da attivare, come all’Oncologico di Bari».


20 ottobre 2009 - Il Secolo XIX

Scioperi, lavori e incidentimandano il traffico in tilt
Manifestazioni a ponente, a levante e in centro. Ieri presidi e blocchi "a macchia di leopardo". Venerdì nuove proteste
di ELENA NIEDDU

Genova - A PONENTE gli operai dell'Ilva, a Manesseno gli addetti di quattro aziende della Valpolcevera, a Levante il presidio dei lavoratori metalmeccanici della Siemens davanti alle due sedi dell'azienda: tutti di prima mattina. Più tardi, il centro si è riempito degli striscioni dei pensionati consortili, che da palazzo San Giorgio hanno sfilato verso la Prefettura per chiedere un incontro con il ministero del Welfare e risolvere tutte le questioni riguardanti alcuni vitalizi. Presidi e blocchi "a macchia di leopardo" hanno reso quella di ieri un'altra giornata impossibile sulle strade cittadine. Soltanto la dimostrazione dei lavoratori della Siemens non ha provocato intoppi al traffico, perché non si è allargata su corso Europa e su viale Cembrano: mentre a Ponente, ieri mattina, la situazione è quasi arrivata al collasso, con la complicità di un tamponamento sulla A10 (si sono scontrate otto auto e un'autocisterna, per fortuna senza causare feriti) e una macchina rimasta in panne in sopraelevata. Al termine della giornata di lavoro, la serata si è conclusa, di nuovo, col traffico rallentato sul ponte Pieragostini. Prima un mezzo pesante fermo in via Pacinotti, in direzione centro. Poi, in direzione Ponente, e proprio al culmine della "rush hour" - quando tutti rientrano a casa dal lavoro -, si sono presentati sempre sul ponte di Cornigliano gli effetti della chiusura di via Perlasca.
Genova si è svegliata all'alba di ieri nel bel mezzo della protesta dei metalmeccanici della Fiom-Cgil e delle rappresentanze di base, in piazza per dimostrare contro l'accordo sul contratto nazionale firmato da Uilm-Uil, Film Cisl e Finmeccanica. Chi era al volante è stato stretto nella morsa del traffico. Ha iniziato l'Ilva, con lo sciopero di due ore degli operai del primo turno: alle 6 il blocco della portineria all'entrata di via Muratori, poi gli operai si sono spostati in via Perlasca, bloccando il traffico. Il corteo ha poi sfilato verso piazza Massena per sciogliersi intorno alle 9. Contemporaneamente si è sciolto il presidio di quattro aziende della Valpolcevera (Sirti, Navalimpianti, Controlli e Lincoln Electric Italia): 150 lavoratori metalmeccanici, sempre in segno di protesta per l'accordo firmato nei giorni scorsi, hanno bloccato il ponte di Manesseno dalle 7 circa fino - appunto - alle nove. Davanti ai cancelli di Siemens cinquanta lavoratori hanno effettuato un presidio che si è concluso intorno alle 11. E non è finita qui: per oggi è prevista la convocazione del comitato centrale della Fiom per decidere come proseguire le iniziative di mobilitazione. Vale a dire che per i prossimi giorni potrebbero essere organizzati altri scioperi, secondo modalità tutte da definire: «Non è una questione che si risolve con uno sciopero o con un corteo - dice Bruno Manganaro, segretario Fiom-Cgil di Genova - Il fatto che i lavoratori, fino ad ora, abbiano scelto di dimostrare in più giorni, secondo orari diversi e in più punti della cittàè espressione della rabbia che c'è tra i lavoratori per questo accordo firmato: rabbia che non è solo per il contenuto del contratto, ma anche perchéè stato siglato senza chiedere ai lavoratori». È proprio oggi a Roma che la Fiom-Cgil deciderà come proseguire la battaglia: «Se con una manifestazione unitaria - aggiunge Manganaro - o secondo altre modalità. Il segnale che mandiamo alle aziende è chiaro, e non può non essere preso in considerazione».
Alle possibili manifestazioni dei metalmeccanici, va sicuramente aggiunto lo sciopero generale fissato per venerdì: un'astensione dal lavoro cui aderiscono le categorie pubbliche e private aderenti a Cub, Cobas, Sdi Intercategoriale e Unione sindacale italiana-Usi Ait. Nel rispetto, ovviamente, della tutela dei servizi pubblici essenziali.
Tradotto in termini pratici, per chi deve spostarsi in città potrebbe essere un'altra giornata di passione, come lo è stata quella di ieri. Se le code e le attese della mattina non fossero bastate, la sera chi rientrava a casa ha dovuto ugualmente penare: la chiusura di via Perlasca ha allungato enormemente i tempi di percorrenza, soprattutto per chi era diretto verso le delegazioni del ponente, al termine di una giornata di lavoro. Ma non è stato immune anche chi stava procedendo in direzione contraria. Il punto più congestionato è stato, ancora una volta, ponte Pieragostini.


20 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna

LA PROTESTA
Nuovo blocco ai cancelli Alcoa
di ERMINIO ARIU

PORTOVESME - Nuovo blocco ai cancelli, ieri mattina, davanti allo stabilimento Alcoa da parte dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali per sollecitare l’azienda a incontrare i delegati della Rsu. Alle 5.30 numerosi lavoratori e la Rsu (Cisl, Uil e Cub/uniti Cobas) si sono piazzati davanti ai cancelli, come martedì scorso, impedendo il transito dei mezzi con le materie prime e le merci in partenze e in arrivo. Un’altra azione forte all’entrata dello stabilimento per denunciare il rifiuto da parte dell’azienda di incontrare i rappresentanti dei lavoratori per discutere i problemi dello stabilimento e la salute degli operai.
In particolare i lavoratori chiedono l’apertura di una trattativa sulla mobilità, già programmata nei mesi scorsi che alla luce della fermata di ben 65 celle potrebbe essere suscettibile di modifiche. Il blocco è stato rimosso intorno alle 9 quando il direttore della produzione delle manutenzioni Sergio Vittori ha comunicato alla Rsu che il calendario degli incontri era stato definito.
I delegati sindacali vogliono conoscere anche i risultati delle analisi sul campione di lavoratori che hanno operato nel reparto elettrolitico durante la fuoriuscita di fluoro, ma le richieste sono numerose ed occorreranno parecchi incontri per trovare un accordo.


20 ottobre 2009 - L'Unione Sarda

Portovesme. Presentati in Provincia
Fanghi rossi, i piani dell'Eurallumina per il nuovo bacino
di ANTONELLA PANI

L'Eurallumina ha depositato ieri in Provincia tutti gli elaborati progettuali relativi all'ampliamento del bacino dei fanghi rossi verso il mare. «In settimana chiederemo all'amministrazione regionale di convocare un tavolo sull'argomento "bacino" al quale siano presenti tutte le parti in causa - dice l'assessore all'Ambiente, Bruno Pissard - poi sarà l'Eurallumina a dover chiedere l'attivazione della conferenza dei servizi».
Al momento sono due i siti in ballo individuati per ospitare il nuovo deposito dei fanghi rossi, indispensabile per il riavvio della raffineria di allumina della Rusal: una è la pineta Inps di Matzaccara, ipotesi già respinta dal Consiglio Comunale di San Giovanni Suergiu; l'altro è l'ampliamento verso il mare del bacino già esistente a Portovesme. In teoria questo bacino avrebbe dovuto risolvere il problema dei fanghi rossi per i prossimi quindici anni, ma può durare ancora massimo quattro anni. Il Consiglio comunale di Portoscuso non si è ancora espresso su questa ipotesi perché non è ancora arrivata la richiesta formale da parte della società. E a questo punto, considerando il doppio parametro di ambiente ed economicità, l'opzione dell'ampliamento sembra avvantaggiata: il progetto è quello presentato qualche anno fa, quando si doveva individuare un nuovo sito da utilizzare dopo l'esaurimento del primo bacino.
I lavoratori dell'Eurallumina, che da qualche settimana hanno ripreso la mobilitazione per sollecitare le istituzioni a trovare una soluzione in tempi rapidi, si sono dati appuntamento oggi a Cagliari, dove si svolgerà una riunione convocata dal Presidente della giunta regionale Ugo Cappellacci con i sindaci e le organizzazioni sindacali, per discutere insieme della crisi-Sulcis. Alcoa.
Intanto c'è da registrare una nuova iniziativa dei delegati Cisl, Uil e Cub all'Alcoa di Portovesme: ieri mattina hanno bloccato ai cancelli per diverse ora tutti i camion in ingresso e in uscita, togliendo i blocchi solo dopo che sono stati messi in calendario gli incontri tematici richiesti dal sindacato. Un'iniziativa identica c'era stata all'Alcoa solo qualche giorno fa.


19 ottobre 2009 - Ansa

SCIOPERI: SCAJOLA PRECETTA SETTORE ELETTRICO PER IL 23

(ANSA) - ROMA, 19 OTT - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha deciso di precettare i dipendenti del settore elettrico che avevano annunciato l'adesione allo sciopero generale del 23 ottobre. Il provvedimento, spiega una nota, è stato adottato «in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali 'RdB-Cub-Energià e 'Cobas Lavoro Privatò aderiscono allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base, da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre prossimo». In base alla delega per le vertenze sindacali nel settore elettrico conferita al ministro dal Presidente del Consiglio dei Ministri, l'ordinanza dispone per il 22 ed il 24 ottobre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. In particolare, gli impianti in questione sono quello di Montalto di Castro (22 ottobre), Priolo Gargallo (24 ottobre), di proprietà di Enel, e Monfalcone (22 ottobre), di proprietà di A2A. Il Ministero, conclude il comunicato, valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 29 ottobre 2009, in esito alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna.


19 ottobre 2009 - Adnkronos

ENERGIA: ORDINANZA DEL MSE DI PRECETTAZIONE PER SETTORE ELETTRICO

Roma, 19 ott. - (Adnkronos) - Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha adottato un provvedimento di precettazione ai sensi della legge 146 del 90, in base alla delega per le vertenze sindacali nel settore elettrico conferitagli dal presidente del Consiglio dei Ministri con il Dpcm del 18 luglio 2008. Il provvedimento è stato adottato in seguito alla dichiarazione con cui le organizzazioni sindacali 'RdB-Cub-Energià e 'Cobas Lavoro Privatò aderiscono allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da Sdl Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre prossimo. L'ordinanza emanata dal ministro, si legge in una nota, dispone per il 22 ed il 24 ottobre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna SpA, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono quello di Montalto di Castro (22 ottobre), Priolo Gargallo (24 ottobre), di proprietà della Enel Produzione SpA, e Monfalcone (22 ottobre), di proprietà della A2A Produzione Srl. Il ministero valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 29 ottobre 2009, in esito alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna SpA.


19 ottobre 2009 - Sole24Ore Radiocor

ENERGIA: SCAJOLA PRECETTA I LAVORATORI IN VISTA DEI PROSSIMI SCIOPERI
Riguardano gli impianti di Enel e A2A

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 19 ott - Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha adottato un provvedimento di precettazione a seguito delle dichiarazione delle organizzazioni sindacali RdB-Cub-Energia e Cobas Lavoro Privato che aderiscono allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione unitaria di base, da SDL intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre. L'ordinanza emanata dal Ministro dispone per il 22 ed il 24 ottobre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilità dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale. Gli impianti in questione sono quello di Montalto di Castro (22 ottobre), Priolo Gargallo (24 ottobre), di proprietà della Enel Produzione SpA, e Monfalcone (22 ottobre), di proprietà della A2A Produzione. Il Ministero valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 29 ottobre sempre in seguito alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna.


19 ottobre 2009 - Asca

ENERGIA: SCAJOLA PRECETTA LAVORATORI CENTRALI ELETTRICHE

(ASCA) - Roma, 19 ott - Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha adottato un provvedimento di precettazione dei lavoratori delle centrali elettriche dopo la dichiarazione di adesione delle organizzazioni sindacali ''RdB-Cub-Energia'' e ''Cobas Lavoro Privato'' allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base da SDL Intercategoriale e da Confederazione Cobas per il 23 ottobre prossimo. L'ordinanza emanata dal Ministro, spiega il MSE, ''dispone per il 22 ed il 24 ottobre la precettazione dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per i quali Terna SpA, secondo le procedure vigenti, ha valutato l'incompatibilita' dell'astensione dal lavoro con il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale''. Gli impianti in questione sono quello di Montalto di Castro (22 ottobre), Priolo Gargallo (24 ottobre), di proprieta' della Enel Produzione SpA, e Monfalcone (22 ottobre), di proprieta' della A2A Produzione Srl. Il Ministero valutera' nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 29 ottobre 2009, in esito alle valutazioni di compatibilita' fornite da Terna SpA.


19 ottobre 2009 - Reuters

Sciopero 23/10, Scajola precetta operai per impianti elettrici

ROMA, 19 ottobre (Reuters) - Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha adottato un provvedimento di precettazione per il 22 ed il 24 ottobre dei lavoratori turnisti e dell'ulteriore personale addetto all'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica per incompatibilità dell'astensione con il sistema di funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale, secondo quanto valutato da Terna. Lo si legge in una nota del ministero, dove si specifica che gli impianti in questione sono quello di Montalto di Castro (22 ottobre) e di Priolo Gargallo (24 ottobre), di proprietà della Enel Produzione , e Monfalcone (22 ottobre), di proprietà della A2A Produzione. "Il ministero valuterà nei prossimi giorni le ulteriori azioni da intraprendere in relazione alle altre giornate di sciopero proclamate fino al 29 ottobre 2009, in esito alle valutazioni di compatibilità fornite da Terna", conclude la nota, specificando che il provvedimento è stato adottato dopo l'adesione dei sindacati RdB-Cub Energia e Cobas Lavoro Privato allo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base, Sdl Intercategoriale e Confederazione Cobas per il 23 ottobre prossimo.


19 ottobre 2009 - Agi

TRASPORTI: SCIOPERO, SINDACATI BASE, PAROLE MATTEOLI ILLOGICHE

(AGI) - Roma, 19 ott. - "Il Ministero dei Trasporti ha rivolto un invito ai lavoratori del trasporto aereo a desistere dallo Sciopero Generale proclamato fin dal 5 agosto 2009 per tutte le categorie pubbliche e private dal patto di base ( RdB/CUB - SdL -Cobas). Lo Sciopero Generale, e’ utile sottolinearlo, e’ stato proclamato nell’assoluto rispetto di tutte le procedure previste dalla Commissione di Garanzia per la fattispecie degli scioperi generali. Qualunque lettura da parte del ministero tesa a confondere la comunicazione di modalita’ di sciopero nei trasporti per la giornata del 23 ottobre con una successiva proclamazione e’ priva di logica, lontana dalla realta’ e conseguentemente del tutto priva di fondamento". Lo affermano RdB/CUB, Sdl e Cobas in una nota. "E’ vero piuttosto che il Ministro Matteoli non ha mai smesso di esercitare con arbitrio al di fuori di qualunque elemento concreto, la volonta’ di ridurre, fino ad impedire di fatto, l’esercizio del diritto di sciopero - prosegue la nota - In questo caso, in particolare, l’invito a desistere rivolto agli scioperi nel trasporto aereo equivarrebbe a negare il diritto allo Sciopero Generale. Le OO.SS. dichiarano la piena volonta’ di dare battaglia su un punto nevralgico fondamentale per la difesa dei lavoratori sottoposti ad un attacco senza precedenti, condotto anche sull’onda di una crisi economica che colpisce duramente fasce sempre piu’ vaste di popolazione".


19 ottobre 2009 - Dedalo news

Sindacati di base su invito Trasporti a non scioperare

«Il Ministro Matteoli non ha mai smesso di esercitare con arbitrio al di fuori di qualunque elemento concreto, la volontà di ridurre, fino ad impedire di fatto, l’esercizio del diritto di sciopero. In questo caso, in particolare, l’invito a desistere rivolto agli scioperi nel trasporto aereo equivarrebbe a negare il diritto allo Sciopero Generale.» È questo il duro commento diffuso oggi da RdB/Cub, COBAS Lavoro Privato e SDL Intercategoriale all’invito ai lavoratori del trasporto aereo a desistere dallo sciopero generale proclamato. Le rappresentanze di base sottolineano di aver proclamato lo sciopero il 5 agosto 2009 scorso «nell’assoluto rispetto di tutte le procedure previste dalla Commissione di Garanzia per la fattispecie degli scioperi generali. Qualunque lettura da parte del ministero - aggiungono le tre sigle - tesa a confondere la comunicazione di modalità di sciopero nei trasporti per la giornata del 23 ottobre con una successiva proclamazione è priva di logica, lontana dalla realtà e conseguentemente del tutto priva di fondamento.»


19 ottobre 2009 - Ansa

SCIOPERO: COTRAL, PULLMAN FERMI IL 23 OTTOBRE

(ANSA) - ROMA, 19 OTT - La Cotral Spa, rende noto che il giorno 23 ottobre 2009 il personale di movimento si asterrà dalle prestazioni lavorative dalle ore 8,30 alle ore 17,00 e dalle ore 20,00 a fine servizio. L'astensione dal lavoro dei dipendenti Cotral è in attuazione dello sciopero generale delle organizzazioni sindacali Cub Cobas-Sdl. I bus extraurbani sospenderanno le corse dai capolinea dalle ore 8,30 alle ore 17 e dalle ore 20 a fine servizio per riprendere il lavoro al termine dello sciopero con le partenze dei bus dalle rimesse di appartenenza. Il personale addetto alla verifica sciopererà con le stesse modalità dell'esercizio. Per tutti i lavoratori degli uffici, degli impianti fissi e per tutto il personale non indicato, lo sciopero avverrà per l'intero turno. Sono esclusi dallo sciopero gli addetti ai centralini telefonici, i guardiani e gli addetti alla portineria.


19 ottobre 2009 - Adnkronos

ROMA: COTRAL, VENERDÌ PERSONALE IN SCIOPERO

Roma, 19 ott. - (Adnkronos) - Il personale di Cotral spa venerdì aderirà allo sciopero indetto dal sindacato Sdl in attuazione dello sciopero generale indetto dai sindacati Cub T./Cobas/Sdl. Il personale si asterrà dal lavoro dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 alla fine del servizio. Lo rende noto Cotral spa. Sono esclusi dallo sciopero gli addetti ai centralini telefonici, i guardiani e gli addetti alla portineria. I bus extraurbani sospenderanno le corse dai capolinea dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio per riprendere il lavoro al termine dello sciopero con le partenze dei bus dalle rimesse di appartenenza. Il personale addetto alla verifica sciopererà con le stesse modalità dell'esercizio. Per tutti i lavoratori degli uffici, degli impianti fissi e per tutto il personale non indicato, lo sciopero avverrà per l'intero turno.


19 ottobre 2009 - Omniroma

COTRAL, AZIENDA: «IL 23 CORSE SOSPESE PER SCIOPERO PERSONALE»

(OMNIROMA) Roma, 19 ott - «La Cotral Spa, a seguito della proclamazione dello sciopero indetto dal sindacato SDL, in attuazione dello sciopero generale dei sindacati Cub T./Cobas/SDL, rende noto che il giorno 23 ottobre 2009 il personale di movimento si asterrà dalle prestazioni lavorative dalle ore 8,30 alle ore 17 e dalle ore 20 a fine servizio. I bus extraurbani sospenderanno le corse dai capolinea dalle ore 8,30 alle ore 17 e dalle 20 a fine servizio per riprendere il lavoro al termine dello sciopero con le partenze dei bus dalle rimesse di appartenenza. Il personale addetto alla verifica sciopererà con le stesse modalità dell'esercizio. Per tutti i lavoratori degli uffici, degli impianti fissi e per tutto il personale non indicato, lo sciopero avverrà per l'intero turno. Sono esclusi dallo sciopero gli addetti ai centralini telefonici, i guardiani e gli addetti alla portineria». Lo comunica, in una nota, Cotral spa.


19 ottobre 2009 - Nuovo Molise web

I precari della scuola del Molise aderiscono allo sciopero
La manifestaziona nazionale in programma il prossimo 23 ottobre a Roma

Dopo la grande manifestazione in difesa della scuola pubblica indetta dal Coordinamento precari scuola, che il 3 ottobre ha visto sfilare a Roma oltre 20mila lavoratori della scuola, dopo la partecipazione allo sciopero dei lavoratori metalmeccanici della Fiom il 9 ottobre, il Coordinamento Precari del Molise aderisce allo sciopero generale del 23 ottobre, indetto da Cobas, Cub e Sdl. Anche in molisani in piazza a Roma, insieme ai lavoratori, contro i drammatici licenziamenti in atto nel paese e contro lo smantellamento della scuola pubblica. Il Coordinamento precari scuola Molise riprenderà nei prossimi giorni le mobilitazioni territoriali e aderirà a tutte le forme di lotta in difesa della scuola pubblica, per il ritiro della riforma e per la stabilizzazione dei precari.


19 ottobre 2009 - Siena free

Venerdì 23 ottobre sciopero dei servizi Lfi di Arezzo
Dalle 9 alle 12,30 e dalle 15,30 a fine turno saranno interessati i servizi del bacino Valdichiana-Arezzo

Venerdì 23 ottobre le Organizzazioni SdL Intercategoriale (Confederazione Cobas del Lavoro Privato, Rdb Trasporti e Confederazione Unitaria di Base) hanno indetto uno sciopero nazionale. Per quanto riguarda i servizi di Siena Mobilità sarà interessato soltanto il personale dell’azienda Lfi Spa di Arezzo. Il personale viaggiante del servizio urbano ed extrurabano di Lfi, quindi, potrà astenersi dal lavoro dalle 9 alle 12,30 e dalle ore 15,30 a fine turno. In queste fasce orarie, esclusivamente le corse esercite da Lfi Spa che riguardano prevalentemente il bacino Valdichiana-Arezzo non saranno garantite. Il personale di uffici ed impianti fissi si potrà astenere per l’intera giornata.


19 ottobre 2009 - Full Travel

Sciopero trasporti il 23 ottobre
l Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl) uno sciopero generale dei trasporti su scala nazionale, con annessa manifestazione a Roma. Ecco i dettagli.

Lo sciopero riguarderà sia il trasporto aereo che quello ferroviario, marittimo e trasporto locale. Lo sciopero dei treni si protrarrà per tutta la giornata del 23 ottobre per quel che concerne gli addetti agli impianti fissi e uffici, mentre il personale addetto alla circolazione aderirà nella misura di quattro ore, precisamente dalle ore 11 alle ore 15. I mezzi pubblici locali aderiranno secondo modalità stabilite da città a città. Lo sciopero aereo si svolgerà nel rispetto delle fasce di garanzia e riguarderà il personale navigante (24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia), il personale di terra turnista (24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia) e il personale di terra normalista, in questo caso per l'intero turno. Infine, i traghetti osserveranno i seguenti orari di sciopero: dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009. I collegamenti con le isole minori saranno bloccati: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009.


19 ottobre 2009 - Sabato sera online

Bologna: sciopero dei dipendenti comunali del prossimo 23 ottobre

Bologna - Venerdì 23 ottobre, le Confederazioni e Organizzazioni sindacali CUB, RdB/ CUB, COBAS, COBAS – Comitati di base della Scuola, SDL intercategoriale e USI AIT,hanno proclamato uno sciopero nazionale generale per l’intera giornata per tutto il personale del Comune di Bologna, si potranno quindi verificare disagi nell’erogazione dei servizi. L’effettuazione dello sciopero comporta il rispetto degli accordi sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali sottoscritti tra l’Amministrazione Comunale e le Organizzazioni Sindacali.


19 ottobre 2009 - Repubblica.it

Scuola e trasporti venerdì sciopero generale

Roma - Venerdì prossimo si svolgerà lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro dipendente indetto da Cobas, Cub e Sdl, e in questo quadro i Cobas hanno convocato lo sciopero generale della scuola per l´intera giornata. La protesta coinvolge anche il settore del trasporto pubblico locale e si svolgerà dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Lo comunica Atac. Lo sciopero potrebbe coinvolgere la rete di bus e tram, le due linee della metropolitana e le ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Termini-Giardinetti. Oggi possibili deviazioni dei bus per un sit-in che si svolgerà dalle 9 alle 15 a piazza Santi Apostoli. Se la manifestazione si estenderà anche sulle vicine piazza Cesare Battisti e via IV Novembre, potrebbero scattare deviazioni per le linee H, 40Express, 64, 70, 117, 170 e 110Open. A viale Trastevere per un sit-in dei precari della scuola è possibile una limitazione anche per il tram 8.


19 ottobre 2009 - Live Sicilia

Venerdì sciopero Cobas, disagi per i bus a Palermo

Palermo - Sciopero generale di 24 ore proclamato dai Cobas nel settore trasporti a livello nazionale per venerdì prossimo, l’azienda per il trasporto pubblico di Palermo (Amat) informa che potrebbero verificarsi ritardi o soppressioni di linee durante la fascia oraria interessata dall’astensione dei lavoratori. Il servizio di trasporto sarà garantito nelle fasce protette da inizio turno fino alle 8,30 e dalle 17,30 a fine servizio.


19 ottobre 2009 - Reuters

Sciopero 23 ottobre, Fs non prevede disagi treni

MILANO (Reuters) - Le Ferrovie dello Stato escludono ripercussioni sulla circolazione ferroviaria in occasione dello sciopero generale indetto da Cobas, Cub e Sdl per venerdì prossimo 23 ottobre. In un comunicato, le Fs informano che nessun convoglio a media e lunga percorrenza sarà cancellato e i treni locali saranno garantiti nelle fasce a maggiore mobilità pendolare. Lo sciopero del personale ferroviario proclamato da alcune sigle sindacali autonome si svolgerà dalle 11 alle 15 di venerdì. La protesta dei sindacati di base riguarderà i lavoratori di tutte le categorie del lavoro dipendente, e a Roma e Milano sono previste manifestazioni. Nella capitale, spiega una nota dei Cobas, si svolgerà la manifestazione nazionale a cui parteciperà anche il personale scolastico per protestare contro tagli e precariato. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica alle 10. Alle 14.30 è previsto un sit-in davanti al ministero dell'Istruzione in viale Trastevere. A Milano si terrà una manifestazione in partenza alle 9 da Largo Cairoli, come spiega il sito Cub. Per il trasporto locale, in ogni città le modalità di adesione saranno differenti. A Milano Atm garantirà il servizio di metro, bus e tram in due fasce orarie: al mattino fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18, come riportato sul suo sito. A Roma, lo sciopero dei lavoratori dell'Atac si svolgerà dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio.


19 ottobre 2009 - QN Quotidiano Nazionale

Scuola e trasporti, venerdì a rischio caos
SCIOPERI IL 23 SCENDE IN PIAZZA IL PATTO DI BASE (RDB, CONFEDERAZIONE COBAS E SDL INTERCATEGORIALE)

ROMA - SETTIMANA CALDA, quella che inizia oggi, sul fronte degli scioperi. Venerdì 23 ottobre, infatti, incrociano le braccia i lavoratori della scuola e dei trasporti pubblici. I Cobas della scuola hanno proclamato lo sciopero generale per l'intera giornata. Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale) ha invece proclamato lo sciopero generale dei trasporti su tutto il territorio nazionale. «Il popolo della scuola pubblica ha affermato Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas abbandonerà le aule e riempirà le strade di Roma con un grande corteo, che partirà alle 10 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza San Giovanni, nel quale i protagonisti della scuola diranno no ai tagli, alle controriforme Tremonti-Gelmini, all'espulsione dei precari e ai contratti di disponibilità', alla legge Aprea, alle cattedre oltre le 18 ore e chiederanno massicci investimenti nella scuola pubblica, l'assunzione dei precari su tutti i posti vacanti, significativi aumenti salariali per docenti e Ata». La manifestazione si sposterà poi davanti al ministero dell'Istruzione, dove, a partire dalle 14.30, si svolgerà un sit-in. Lì le strutture dei precari, precisa Bernocchi, terranno un'assemblea nazionale per decidere come proseguire la lotta contro i tagli, i contratti di disponibilità' e per l'assunzione di tutti i precari. Per quanto riguarda i trasporti, sempre venerdì prossimo il Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale) ha indetto uno sciopero generale nazionale con manifestazione a Roma «per difendere il diritto al lavoro e il contratto nazionale, migliorare le condizioni e gli orari di lavoro, chiedere aumenti consistenti e adeguati al costo della vita e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro». Lo sciopero informa una nota riguardera' il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia); quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici; 4 ore, dalle 11 alle 15 per il personale addetto alla circolazione); il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale, merci e logistica. LO STOP del trasporto pubblico locale spiegano i sindacati sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. La piattaforma dello sciopero, oltre a una serie di richieste che vanno dall'abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza all'assunzione a tempo indeterminato dei precari, al blocco degli sfratti e al canone sociale per i bassi redditi, chiede anche la «fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali», e la «rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale».


19 ottobre 2009 - Il Tirreno

In sciopero i Cobas dei trasporti, si ferma anche il mondo della scuola
Aerei, treni, navi, bus: sarà un venerdì nero

ROMA - Sciopero generale nazionale dei trasporti, venerdì prossimo 23 ottobre, indetto dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale) e manifestazione a Roma «per difendere il diritto al lavoro e il contratto nazionale, migliorare le condizioni e gli orari di lavoro, chiedere aumenti consistenti e adeguati al costo della vita e l’introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro».
Lo sciopero - informa una nota - riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia); quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici; 4 ore, dalle 11 alle 15 per il personale addetto alla circolazione); il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale, merci e logistica. Lo stop del trasporto pubblico locale - spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città; e a Roma, per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana si fermerà dalle 20 alle 24. La piattaforma dello sciopero, oltre a una serie di richieste che vanno dall’abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza all’assunzione a tempo indeterminato dei precari, al blocco degli sfratti e al canone sociale per i bassi redditi, chiede anche la «fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali», e la «rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale».
E sempre venerdì, nell’ambito dello sciopero generale di tutte le categorie del lavoro dipendente indetto da Cobas, Cub e Sdl, gli stessi Cobas hanno convocato lo sciopero generale della scuola per l’intera giornata. Lo rende noto Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.
«Il popolo della scuola pubblica - afferma Bernocchi in una nota - abbandonerà le aule e riempirà le strade di Roma con un grande corteo, che partirà alle 10 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza San Giovanni, nel quale i protagonisti della scuola diranno no ai tagli, alle controriforme Tremonti-Gelmini, all’espulsione dei precari e ai contratti di disponibilita, alla legge Aprea, alle cattedre oltre le 18 ore e chiederanno massicci investimenti nella scuola pubblica, l’assunzione dei precari su tutti i posti vacanti, significativi aumenti salariali per docenti e Ata».


19 ottobre 2009 - Affari Italiani online

Sciopero dei trasporti. Venerdì fermi bus, navi e aerei
I lavoratori dei trasporti aderenti ai sindacati di base RdB, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, incroceranno le braccia il prossimo 23 ottobre per l'intera giornata

I lavoratori dei trasporti aderenti ai sindacati di base RdB, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, incroceranno le braccia il prossimo 23 ottobre per l'intera giornata. Obiettivo dello sciopero che avrà il punto centrale in una manifestazione nazionale a Roma -si legge in una nota congiunta- è la difesa del diritto al lavoro ed il contratto nazionale, la difesa e il miglioramento delle condizioni e degli orari di lavoro, la richiesta di aumenti consistenti ed adeguati al costo della vita di salari e pensioni e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro.
I sindacati di base chiedono inoltre il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, la cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori 'atipici', con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati, l'abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza, il sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e l'incenerimento dei rifiuti, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali.
Lo sciopero è anche contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea: si chiede l'assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi, investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi, diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi.
I sindacati di base infine scioperano contro l'aumento dell'età pensionabile per le lavoratrici della Pa, il ritiro della riforma Brunetta, la difesa del diritto di sciopero, la fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare, pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale.
Di seguito riportiamo le modalità dello sciopero nei diversi settori.
- AEREI: Personale Navigante, 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia. Personale di Terra Normalista: intero turno.
- FERROVIE: Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre. Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre.
- TRAGHETTI: Dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009. I collegamenti con le isole minori saranno bloccati: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009
- TRASPORTO LOCALE MERCI E LOGISTICA: Sciopero articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20.00 alle 24.00.


19 ottobre 2009 - La Stampa

Lo sciopero generale
Il 23 Cobas in piazza a Roma

Il 23 ottobre si svolgerà lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro dipendente indetto da Cobas, Cub e Sdl, e in questo quadro i Cobas hanno convocato lo sciopero generale della scuola per l’intera giornata. Previsto un corteo a Roma, che partirà alle 10 da piazza della Repubblica e si concluderà in piazza San Giovanni, contro i tagli del governo e i «contratti di disponibilità» previsti per i precari.


19 ottobre 2009 - Il Secolo XIX

Ancora un venerdì nero per i trasporti bloccati treni, navi, aerei e autobus
Sciopero dei cobas

Roma. Disagi in vista venerdì prossimo, 23 ottobre, per aerei, treni, navi, bus e metropolitane. Le confederazioni e organizzazioni sindacali Cub, Cobas e Sdl hanno proclamato uno sciopero generale nel settore dei trasporti di 24 ore. I lavoratori dei trasporti si fermeranno «per difendere il diritto al lavoro ed il contratto nazionale; per difendere e migliorare le condizioni e gli orari di lavoro; per chiedere aumenti consistenti ed adeguati al costo della vita di salari e pensioni e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro». Lo sciopero è articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città.


19 ottobre 2009 - Giornale di Vicenza/Brescia Oggi/Arena

SCIOPERO GENERALE DEI TRASPORTI: TRENI AEREI E NAVI FERMI

Sciopero generale nazionale dei trasporti, venerdì, indetto dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale) e manifestazione a Roma per difendere il diritto al lavoro e il contratto nazionale. Fermi treni, aerei e navi: chi viaggia deve informarsi.

Trasporti, sciopero generale dei Cobas

Sciopero generale nazionale dei trasporti, venerdì 23 ottobre, indetto dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale) e manifestazione a Roma «per difendere il diritto al lavoro e il contratto nazionale, migliorare le condizioni e gli orari di lavoro, chiedere aumenti consistenti e adeguati al costo della vita e l’introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro». Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia); quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici; quattro ore, dalle 11.00 alle 15.00 per il personale addetto alla circolazione); il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale, merci e logistica. La piattaforma dello sciopero, oltre a una serie di richieste che vanno dall’abrogazione della Bossi-Fini all’assunzione a tempo indeterminato dei precari e al blocco degli sfratti, chiede anche la «fine del monopolio di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali».


19 ottobre 2009 - La Gazzetta del Sud

Si fermano anche i dipendenti della scuola
Trasporti, il 23 ottobre sciopero generale indetto dai Cobas

ROMA - Sciopero generale nazionale dei trasporti, venerdì 23 ottobre, proclamato dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl). I sindacati hanno indetto una manifestazione a Roma. Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia); quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici; 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 per il personale addetto alla circolazione); il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale. Lo stop del trasporto pubblico locale – spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. A Roma, per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana si fermerà dalle 20.00 alle 24.00. La piattaforma dello sciopero, oltre a una serie di richieste che vanno dall'abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza all'assunzione a tempo indeterminato dei precari, al blocco degli sfratti e al canone sociale per i bassi redditi, chiede anche la «fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali», e la «rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale». Il 23 ottobre si svolgerà anche lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro dipendente indetto da Cobas, Cub e Sdl, e in questo quadro i Cobas hanno convocato lo sciopero generale della scuola per l'intera giornata. Lo rende noto Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas. «Il popolo della scuola pubblica – afferma Bernocchi in una nota – abbandonerà le aule e riempirà le strade di Roma con un grande corteo, che partirà alle 10 da piazza della Repubblica».


19 ottobre 2009 - La Repubblica

Scuola e trasporti venerdì prossimo sciopero generale

Roma - Venerdì prossimo si svolgerà lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro dipendente indetto da Cobas, Cub e Sdl, e in questo quadro i Cobas hanno convocato lo sciopero generale della scuola per l´intera giornata. La protesta coinvolge anche il settore del trasporto pubblico locale e si svolgerà dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Lo comunica Atac. Lo sciopero potrebbe coinvolgere la rete di bus e tram, le due linee della metropolitana e le ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Termini-Giardinetti. Oggi possibili deviazioni dei bus per un sit-in che si svolgerà dalle 9 alle 15 a piazza Santi Apostoli. Se la manifestazione si estenderà anche sulle vicine piazza Cesare Battisti e via IV Novembre, potrebbero scattare deviazioni per le linee H, 40Express, 64, 70, 117, 170 e 110Open. A viale Trastevere per un sit-in dei precari della scuola è possibile una limitazione anche per il tram 8.


19 ottobre 2009 - Il Cittadino

Trasporti bloccati per uno sciopero, un venerdì di paralisi

Italia a rischio paralisi venerdì prossimo per lo sciopero generale nazionale dei trasporti indetto per il 23 ottobre e proclamato dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl). Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia); quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici; 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 per il personale addetto alla circolazione); il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale.Lo stop del trasporto pubblico locale - spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città.


19 ottobre 2009 - La Sicilia

Trasporti, sciopero il 23

Roma - Il 23 ottobre si svolgerà lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro dipendente indetto da Cobas, Cub e Sdl, e in questo quadro i Cobas hanno convocato lo sciopero generale della scuola per l'intera giornata. La astensione da lavoro sarà articolata nel seguente modo: Trasporto Aereo. Personale Navigante: 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia. Personale di Terra Normalista: intero turno. Trasporto Ferroviario. Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre. Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11 alle 15 del 23 ottobre. Collegamenti isole minori: dalle 00 del 23 ottobre alle 24 del 23 ottobre. Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica. Articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città.


19 ottobre 2009 - Leggimi

VENERDI' NERO PER I TRASPORTI: INDETTO SCIOPERO GENERALE

I lavoratori dei trasporti aderenti ai sindacati di base RdB, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, incroceranno le braccia il prossimo 23 ottobre per l'intera giornata. Obiettivo dello sciopero che sarà accompagnato da una manifestazione nazionale a Roma - si legge in una nota congiunta - è la difesa del diritto al lavoro ed il contratto nazionale, la difesa e il miglioramento delle condizioni e degli orari di lavoro, la richiesta di aumenti consistenti ed adeguati al costo della vita di salari e pensioni e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro. Queste le modalità dello sciopero nei diversi settori.
* AEREI: Personale Navigante, 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia. Personale di Terra Normalista: intero turno.
* FERROVIE: Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre. Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre.
* TRAGHETTI: Dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009. I collegamenti con le isole minori saranno bloccati: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009.
* TRASPORTO LOCALE MERCI E LOGISTICA: Sciopero articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20.00 alle 24.00.
Ecco cosa chiedono i sindacati. Il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, la cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori 'atipici', con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati, l'abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza, il sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e l'incenerimento dei rifiuti, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali. Lo sciopero è anche contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea: si chiede l'assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi, investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi, diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi. I sindacati di base infine scioperano contro l'aumento dell'età pensionabile per le lavoratrici della Pa, il ritiro della riforma Brunetta, la difesa del diritto di sciopero, la fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare, pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale.


19 ottobre 2009 - IVG

Venerdì sciopero generale dei trasporti: Italia a rischio paralisi

I lavoratori dei trasporti aderenti ai sindacati di base RdB, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, incroceranno le braccia il prossimo 23 ottobre per l’intera giornata. Obiettivo dello sciopero che avrà il punto centrale in una manifestazione nazionale a Roma -si legge in una nota congiunta- è la difesa del diritto al lavoro ed il contratto nazionale, la difesa e il miglioramento delle condizioni e degli orari di lavoro, la richiesta di aumenti consistenti ed adeguati al costo della vita di salari e pensioni e l’introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro.
I sindacati di base chiedono inoltre il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, la cassa integrazione almeno all’80% del salario e reddito per i lavoratori ‘atipici’, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati, l’abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza, il sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e l’incenerimento dei rifiuti, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali. Lo sciopero è anche contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea: si chiede l’assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi, investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi, diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi.
I sindacati di base infine scioperano contro l’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici della Pa, il ritiro della riforma Brunetta, la difesa del diritto di sciopero, la fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare, pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale. Di seguito riportiamo le modalità dello sciopero nei diversi settori.
Aerei: Personale Navigante, 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia. Personale di Terra Normalista: intero turno. -
Ferrovie: Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre. Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre.
Traghetti: Dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009. I collegamenti con le isole minori saranno bloccati: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009
Trasporto locale e merci: Sciopero articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20.00 alle 24.00


19 ottobre 2009 - Il Gazzettino

Venerdì sciopero trasporti a rischio

Trasporti a rischio venerdì prossimo. I sindacati di base RdB, Cobas e SdL sciopereranno per l'intera giornata. Prevista una manifestazione a Roma: tra le richieste, il miglioramento degli orari, aumenti di stipendi e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro.


19 ottobre 2009 - City

Trasporti, il 23 sciopero generale

Sciopero generale nazionale dei trasporti, venerdì 23 ottobre, proclamato dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl). I sindacati hanno indetto una manifestazione a Roma. Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo, ferroviario, marittimo e locale.


19 ottobre 2009 - Leggo

Sciopero dei bus

Milano - Le confederazioni e organizzazioni Cub, Cobas e Sdl hanno proclamato uno sciopero generale di 24 ore per venerdì. A Milano, garantito il servizio di metro, bus e tram al mattino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18.


19 ottobre 2009 - Libertà

Le nuove regole nel pubblico impiego, domani un convegno

Piacenza - La riforma del pubblico impiego è al centro di un convegno che si terrà a Piacenza domani, martedì. Da pochi giorni, il 9 ottobre, è stata varata la riforma del pubblico impiego (decreto attuativo della legge 15/2009) che prevede forti cambiamenti all'interno della pubblica amministrazione. Secondo il sindacato Rdb-Cub è necessario aprire un confronto e un dibattito tra i lavoratori del pubblico impiego che saranno i primi a doversi confrontare con le nuove regole. Da qui il convegno che si terrà alla coop Infrangibile in via Alessandria 16 rivolto in modo particolare ai lavoratori pubblici per capire quali sono le trasformazioni che si attueranno a partire dal 2010. L'appuntamento è per domani dalle 11.30 alle 13.30 con delegati nazionali della Rdb agenzie fiscali e delegati regionali Rdb del pubblico impiego che cercheranno di fare il punto sui nuovi criteri di produttività, i vincoli imposti nella valutazione, i tagli all'incentivazione, l'abolizione dei diritti dei lavoratori, l'inasprimento delle pene.


19 ottobre 2009 - L'Eco di Bergamo

Un convegno sociosanitario

Oggi dalle 13,30 alle 18,30 al teatro dell'oratorio San Filippo Neri di Romano, si terrà il convegno regionale «Operatore sociosanitario e identità professionale: come definirla e come difenderla» organizzato dai sindacati RdB/Cub e Sdl intercategoriale regionali. Il convegno, coordinato da Roberto Cortesi, tratterà della normativa di riferimento e delle prospettive di sviluppo professionale.


19 ottobre 2009 - Il Messaggero

Civitavecchia. Sulla mancata apertura della nuova clinica...

Civitavecchia - Sulla mancata apertura della nuova clinica Santa Teresa sulla Tuscanese, realizzata dal gruppo Ro.Ri, si moltiplicano le iniziative delle organizzazioni sindacali che, dopo l’incontro di qualche giorno fa con la direzione del gruppo, ha annunciato per stamani una assemblea coi lavoratori.
Nodo del contendere è l’accreditamento della struttura sulla quale, spiega Aurelio Neri della redazione Rdb- Cub, è come sceso il silenzio. «Eppure diverse volte siamo intervenuti, anche con incontri con il prefetto ed il direttore generale dell’Asl di Viterbo. Risultato? Solo generiche promesse e dichiarazioni d’intenti che si sono dimostrate soltanto delle soluzioni tampone».
Stanchi di aspettare, ora i sindacati fanno la voce grossa, e sollecitano «un’assunzione di responsabilità» di tutti i soggetti istituzionali interessati, a cominciare dalla rinnovata direzione strategica della Asl guidata dal manager Adolfo Pipino al quale è stato chiesto un ennesimo incontro chiarificatore sulle reali intenzioni della Regione.


19 ottobre 2009 - Corriere di Viterbo

"Basta con il valzer delle promesse"
I sindacati della clinica Santa Rosa chiedono l’intervento del direttore generale della Asl di Viterbo sulla mancata apertura della struttura

Viterbo - Riduzione delle convenzioni e mancata apertura della Clinica Santa Teresa: intervengono i sindacati. "Riteniamo non sia più accettabile il balletto di responsabilità che ormai da molti mesi si alternano sullo scenario della Sanità nella nostra provincia" è il commento di Aurelio Neri della federazione provinciale della Rdb. Il sindacato di base evidenzia come i problemi non riguardano solo la clinica Santa Teresa ed il centro di riabilitazione di Nepi ma tutta la sanità privata accreditata della provincia, "Ora siamo veramente arrivati alla frutta - dice Neri -, la nostra provincia ha la percentuale di posti letto per abitanti che è la più bassa del Lazio. Chiediamo un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, chiediamo al nuovo direttore generale dell’Asl di Viterbo, uno scatto d’orgoglio che possa mettere fine, una volta per tutte, a questo stato di cose, chiediamo ad ognuno di fare la propria parte"


19 ottobre 2009 - La Gazzetta di Parma

Comune, mercoledì un'assemblea sindacale: servizi garantiti
La RDB ha indetto un’assemblea sindacale del personale del Comune di Parma per mercoledì 21 ottobre dalle 7.30 alle 10.

Parma - Verranno garantiti i servizi minimi essenziali: Servizi Demografici – Stato Civile: il servizio funzionerà regolarmente. Cimiteri e Onoranze Funebri: trasporto, ricevimento e inumazione salme. Servizio Manutenzione
Polizia Municipale: sorveglianza Casa municipale, pronto intervento per incidenti e situazioni di emergenza, Centrale operativa. Scuole comunali dell’Infanzia e Nidi: ogni plesso ha provveduto a comunicare tempestivamente ai genitori che potrebbe non essere garantito il regolare funzionamento del servizio. Agenzia Disabili – Servizio Integrazione Scolastica: il servizio funzionerà regolarmente. Servizi Sociali: Centri diurni e Spazi collettivi effettueranno il normale orario di lavoro, l’assistenza domiciliare agli anziani verrà erogata normalmente, come pure funzionerà regolarmente il Servizio Minori Adulti e Inclusione.
Si potrebbero creare disservizi anche nel Servizio Sportello e Relazioni con il Cittadino al Duc; è garantita comunque la continuità del servizio Informazioni e degli sportelli di Infomobility.


18 ottobre 2009 - Adnkronos

TRASPORTI: SINDACATI BASE, IL 23 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE DI 24 ORE
A ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Roma, 18 ott. - (Adnkronos) - I lavoratori dei trasporti aderenti ai sindacati di base RdB, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, incroceranno le braccia il prossimo 23 ottobre per l'intera giornata. Obiettivo dello sciopero che avrà il punto centrale in una manifestazione nazionale a Roma -si legge in una nota congiunta- è la difesa del diritto al lavoro ed il contratto nazionale, la difesa e il miglioramento delle condizioni e degli orari di lavoro, la richiesta di aumenti consistenti ed adeguati al costo della vita di salari e pensioni e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro. I sindacati di base chiedono inoltre il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, la cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori « atipici», con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati, l'abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza, il sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare, la privatizzazione dell'acqua e l'incenerimento dei rifiuti, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali. Lo sciopero è anche contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea: si chiede l'assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi, investimenti in un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare, blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi, diritto di uscita immediata per gli iscritti ai fondi-pensione chiusi. I sindacati di base infine scioperano contro l'aumento dell'età pensionabile per le lavoratrici della Pa, il ritiro della riforma Brunetta, la difesa del diritto di sciopero, la fine del monopolio oligarchico di Cgil-Cisl-Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali, contro la pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare, pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori, rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale. Di seguito riportiamo le modalità dello sciopero nei diversi settori. - AEREI: Personale Navigante, 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia. Personale di Terra Normalista: intero turno. - FERROVIE: Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre. Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre. - TRAGHETTI: Dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009. I collegamenti con le isole minori saranno bloccati: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009 TRASPORTO LOCALE MERCI E LOGISTICA: Sciopero articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20.00 alle 24.00.


18 ottobre 2009 - Ansa

TRASPORTI:IL 23 SCIOPERO 24 ORE RDB-COBAS-SDL, CORTEO A ROMA
FERMI TRENI, AEREI, NAVI, BUS E METRO

(ANSA) - ROMA, 18 OTT - Sciopero generale nazionale dei trasporti, venerdì prossimo 23 ottobre, indetto dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale) e manifestazione a Roma «per difendere il diritto al lavoro e il contratto nazionale, migliorare le condizioni e gli orari di lavoro, chiedere aumenti consistenti e adeguati al costo della vita e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro». Lo sciopero - informa una nota - riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia); quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici; 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 per il personale addetto alla circolazione); il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale, merci e logistica. Lo stop del trasporto pubblico locale - spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città; e a Roma, per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana si fermerà dalle 20.00 alle 24.00. La piattaforma dello sciopero, oltre a una serie di richieste che vanno dall'abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza all'assunzione a tempo indeterminato dei precari, al blocco degli sfratti e al canone sociale per i bassi redditi, chiede anche la «fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali», e la «rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale».


18 ottobre 2009 - Agi

SCIOPERO GENERALE COBAS IL 23/10 DI 24 ORE PER TRASPORTI

(AGI) - Roma, 18 ott - Lo sciopero generale nazionale proclamato per il prossimo 23 ottobre dal Patto di Base (RdB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale) nel settore dei trasporti sara' di 24 ore e sara' articolato nel seguente modo: Trasporto Aereo - Personale Navigante: 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. - Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia - Personale di Terra Normalista: intero turno. Trasporto Ferroviario - Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre - Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre. Trasporto Marittimo Dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009 Collegamenti isole minori: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009 Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: Articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da citta' a citta'. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermera' soltanto dalle 20.00 alle 24.00. I lavoratori dei trasporti - si legge nella nota - incroceranno le braccia per difendere il diritto al lavoro ed il contratto nazionale; per difendere e migliorare le condizioni e gli orari di lavoro; per chiedere aumenti consistenti ed adeguati al costo della vita di salari e pensioni e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro. La piattaforma dello sciopero chiede inoltre il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parita' di salario; la cassa integrazione almeno all'80% del salario.


18 ottobre 2009 - Apcom

Trasporti/ Venerdi 23 ottobre sciopero generale degli RDB Cobas
Sarà di 24 ore con rispetto fasce di garanzia

(Apcom) Lo sciopero generale nazionale proclamato per il prossimo 23 ottobre dal Patto di Base (RdB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale) nel settore dei trasporti sarà di 24 ore. Lo riferisce una nota sindacale. I lavoratori dei trasporti incroceranno le braccia per difendere il diritto al lavoro ed il contratto nazionale; per difendere e migliorare le condizioni e gli orari di lavoro; per chiedere aumenti consistenti ed adeguati al costo della vita di salari e pensioni e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro. La astensione da lavoro sarà articolata nel seguente modo: Trasporto Aereo. Personale Navigante: 24 ore con orario di decollo dei voli con rispetto fasce di garanzia. Personale di Terra Turnista: 24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia. Personale di Terra Normalista: intero turno. Trasporto Ferroviario. Addetti agli impianti fissi ed uffici: intera giornata del 23 ottobre. Personale addetto alla circolazione dei treni: 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre. Trasporto Marittimo: Dalle 08.00 del 23 ottobre 2009 alle ore 08.00 del 24 ottobre 2009 .Collegamenti isole minori: dalle 00.00 del 23 ottobre 2009 alle 24.00 del 23 ottobre 2009. Trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica. Articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città (in allegato le fasce di garanzia). Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20.00 alle 24.00.

Trasporti/ Venerdì 23 sciopero generale 24 ore di Cub-Cobas-Sdl
Disagi per aerei, treni, navi, bus e metropolitane

Milano, 18 ott. (Apcom) - Disagi in vista venerdì prossimo, 23 ottobre, per aerei, treni, navi, bus e metropolitane. Le confederazioni e organizzazioni sindacali Cub, Cobas e Sdl hanno proclamato uno sciopero generale nel settore dei trasporti di 24 ore. I lavoratori dei trasporti si fermeranno per difendere il diritto al lavoro ed il contratto nazionale; per difendere e migliorare le condizioni e gli orari di lavoro; per chiedere aumenti consistenti ed adeguati al costo della vita di salari e pensioni e l'introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro. Lo sciopero è articolato a livello territoriale col rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. Per consentire la partecipazione alla manifestazione nazionale organizzata a Roma, nella capitale la metropolitana si fermerà soltanto dalle 20.00 alle 24.00. A Milano, sono le due le fasce orarie in cui è garantito il servizio di metro, bus e tram: al mattino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18.


18 ottobre 2009 - Rainews 24

Sciopero dei trasporti il 23 ottobre

Roma - Sciopero generale nazionale dei trasporti, venerdì 23 ottobre, proclamato dal Patto di Base (Rdb, Confederazione Cobas e Sdl). I sindacati hanno indetto una manifestazione a Roma.Lo sciopero riguarderà il trasporto aereo (con rispetto delle fasce di garanzia); quello ferroviario (intera giornata per gli addetti agli impianti fissi e uffici; 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 per il personale addetto alla circolazione); il trasporto marittimo (24 ore) e il trasporto pubblico locale. Lo stop del trasporto pubblico locale - spiegano i sindacati - sarà articolato a livello territoriale con il rispetto delle fasce protette, che variano da città a città. A Roma, per consentire la partecipazione alla manifestazione, la metropolitana si fermerà dalle 20 alle 24. La piattaforma dello sciopero, oltre a una serie di richieste che vanno dall'abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza all'assunzione a tempo indeterminato dei precari, al blocco degli sfratti e al canone sociale per i bassi redditi, chiede anche la "fine del monopolio oligarchico di Cgil, Cisl e Uil sulla rappresentanza e i diritti sindacali", e la "rappresentanza elettiva democratica sui posti di lavoro e a livello regionale e nazionale".
I Cobas scioperano anche nella scuola
Il 23 ottobre si svolgerà lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro dipendente indetto da Cobas, Cub e Sdl, e in questo quadro i Cobas hanno convocato lo sciopero generale della scuola per l'intera giornata. Lo rende noto Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas. "Il popolo della scuola pubblica - afferma Bernocchi in una nota - abbandonerà le aule e riempirà le strade di Roma con un grande corteo, che partirà alle 10 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza San Giovanni, nel quale i protagonisti della scuola diranno no ai tagli, alle controriforme Tremonti-Gelmini, all'espulsione dei precari e ai 'contratti di disponibilità", alla legge Aprea, alle cattedre oltre le 18 ore e chiederanno massicci investimenti nella scuola pubblica, l'assunzione dei precari su tutti i posti vacanti, significativi aumenti salariali per docenti e Ata". La manifestazione si sposterà poi davanti al Ministero dell'Istruzione, dove, a partire dalle 14.30, si svolgerà un sit-in. Lì le strutture dei precari, precisa Bernocchi, terranno un'assemblea nazionale per decidere come proseguire la lotta contro i tagli, i contratti "di disponibilità" e per l'assunzione di tutti i precari.


18 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino online

Bus a rischio per venerdì 23
Scioperano Cobas-Sdl e Rdb
L'astensione dal lavoro per i dipendenti dell'Atc si svolgerà dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. Garantiti i servizi 'riservati scolastici'

Bologna - Bus a rischio per venerdì 23 ottobre, data fissata da Cobas e Sdl per uno sciopero nazionale di 24 ore. Le Rdb hanno deciso di aderire all’iniziativa di lotta che, per il personale viaggiante dell’Atc di Bologna e provincia, si svolgerà dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. L’azienda del trasporto pubblico avverte che "in tali orari, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti". Più precisamente, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera. Per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione Fs, o dall’autostazione, fino alle 8.20 al mattino e fino alle 19.20 alla sera. L’Atc assicura in una nota che "adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio". Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantiti i servizi 'riservati scolastici' e, al call center telefonico 051.290.290, la presenza di un operatore fino alle 9 e dalle 16 al termine del servizio. Il servizio di sportello dei centri di informazione e vendita Atcittà sarà garantito, con la presenza di un operatore, solo dall’inizio del servizio alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30. Di conseguenza, venerdì sarà sospeso il servizio di assistenza alla compilazione dei moduli per il rilascio e il rinnovo di abbonamenti a tariffa agevolata per invalidi, disabili ed anziani a basso reddito, effettuato presso il centro Atcittà di via IV Novembre. Sempre a causa dell'astenzione dal lavoro dei dipendenti, potrebbero verificarsi disagi, in considerazione del ridotto numero di sportelli attivi, per le attività di rilascio di contrassegni e vetrofanie per la sosta.


18 ottobre 2009 - Il Manifesto

CONTROPIANO
La parola a San Papier
Ducentomila persone in corteo contro il razzismo. E contro le politiche del governo Berlusconi, dal reato di clandestinità ai respingimenti in mare. Una piazza dominata dagli immigrati, per una società multiculturale
di Stefano Liberti

ROMA - Un fiume in piena. Multicolore, allegro e straordinariamente variegato. Circa duecentomila persone hanno attraversato ieri pomeriggio il centro di Roma per gridare «no al razzismo, no al reato di clandestinità, no al pacchetto sicurezza», come recitava lo striscione d'apertura firmato dal «Comitato organizzatore 17 ottobre».
Una manifestazione imponente, che ha visto fianco a fianco lavoratori immigrati (tantissimi, la larga maggioranza), studenti, centri sociali, le sigle più note del sindacato di sinistra (Cgil, Fiom, Rdb-Cub) e dell'associazionismo (da Emergency ad Amnesty International, dall'Arci ai Beati Costruttori di Pace), oltre a centinaia di altre realtà sociali e politiche.
Decine di lingue e di scritture, manifesti variopinti, canti e balli diversi. C'erano gli studenti dell'Onda, partiti dall'Università La Sapienza con i loro immancabili canotti, con cui augurano a Maroni di fare la stessa fine che riserva agli immigrati respinti in mare verso la Libia. C'erano gli attivisti di «Veneto libero da razzismo e paura», una nuova sigla ombrello che ha riunito diverse realtà militanti della regione con lo scopo di «liberarla dalla Lega». C'erano i bengalesi dell'associazione Dhuumcatu, sempre uniti dal loro slogan storico «Noi vogliamo... permesso di soggiorno». C'erano i nigeriani di Casal di Principe e Castelvolturno, schierati contro la camorra. C'erano i guineani che chiedevano di «essere liberati dalla dittatura». C'erano, confusi tra la folla, alcuni esponenti politici venuti a titolo personale, dal segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero a quello del Partito democratico Dario Franceschini, dal leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola al leader storico dei radicali Marco Pannella.
Tra i manifestini di San Papier, «protettore dei lavoratori migranti», e le magliette «siamo tutti clandestini», il corteo colorato e danzante ha voluto ribadire quelli che sono i punti salienti della battaglia politica anti-razzista. Un secco no quindi ai vari provvedimenti approvati dal governo Berlusconi in tema di sicurezza e immigrazione: no ai Cie, quei centri di identificazione ed espulsione in cui gli immigrati senza permesso di soggiorno possono ormai essere rinchiusi fino a sei mesi, no al reato di clandestinità, no ai respingimenti in mare. E soprattutto «regolarizzazione per tutti», e non limitata solo a colf e badanti, come ha fatto il recente provvedimento del governo.
Una piattaforma assai avanzata e radicale - soprattutto nell'idea di una regolarizzazione generalizzata - in cui non si sono riconosciute alcune sigle cattoliche normalmente vicine ai migranti, come la Caritas, che alla fine hanno deciso di non aderire alla manifestazione. Una piattaforma che ha insistito molto sul legame tra razzismo e precarietà, oltre che tra razzismo e omofobia, tra le aggressioni contro gli immigrati e quelle contro omosessuali e transgender. Perché - come segnalava uno striscione decisamente indicativo dello spirito della manifestazione - «siamo tutti sulla stessa barca».
«Uniti dalla fatica, divisi dalle leggi», recitava un altro striscione, dietro il quale sfilavano fianco a fianco lavoratori di origine e pelle diversa, a mettere in evidenza ancora una volta quello su cui hanno insistito gli organizzatori. Che la manifestazione di ieri si inserisce in un filone unico più generale, di cui fanno parte le mobilitazioni delle settimane scorse per la libertà di stampa e contro l'omofobia e lo sciopero generale indetto dai sindacati di base per venerdì prossimo.
Il fiume umano si è snodato attraverso la multi-etnica Piazza Vittorio, ha raggiunto il Colosseo e, da Piazza Venezia, si è diretto alla Bocca della Verità, dove dal palco sono intervenuti gli organizzatori e alcune personalità della cultura, dello spettacolo e del giornalismo.
Sotto accusa il governo Berlusconi, invitato a più riprese ad andare «a casa» insieme al ministro per le riforme Umberto Bossi e al ministro dell'Interno Roberto Maroni. Ma non sono state risparmiate critiche neanche al presidente della camera Gianfranco Fini, che pure si è distinto negli ultimi anni per le sue aperture sul tema della cittadinanza e del diritto al voto agli immigrati. «Come può dirsi anti-razzista e solidale una persona che rimane uno degli ideatori e dei firmatari dell'orrenda legge Bossi-Fini?», ha gridato dal palco Aboubakar Soumahoro, portavoce del comitato 17 ottobre.
Molti i richiami a Jerry Esslan Masslo, il ragazzo sudafricano ucciso il 25 agosto del 1989 a Villa Literno. Allora, poche settimane dopo un omicidio che scosse le coscienze, ci fu la prima grande manifestazione anti-razzista d'Italia, con migliaia di persone scese in piazza a Roma. Il corteo di ieri voleva idealmente collegarsi a quello del 1989, per evidenziare i nessi esistenti tra le due situazioni. Oggi, come allora, ci sono aggressioni contro gli immigrati. Oggi, come allora, i diritti degli stranieri sono sotto attacco. Ma, da allora, molta acqua è passata sotto i ponti: se le leggi che regolano la permanenza degli stranieri si sono progressivamente irrigidite, fino alle ultime aberrazioni introdotte sotto spinta della Lega, anche la presenza degli immigrati nel nostro paese si è strutturata. Tanto che - come ha mostrato il corteo di ieri, in cui i cittadini stranieri erano stragrande maggioranza - gli immigrati sono un ormai un soggetto politico, con la coscienza di esserlo e di portare avanti precise rivendicazioni.


18 ottobre 2009 - Uno Notizie

MAFIA ED EVASORI, INIZIATA RACCOLTA FIRME CONTRO SCUDO FISCALE
Raccolta firme partita da Roma in tutta Italia

Iniziata la raccolta di firme contro lo scudo fiscale promossa dalla RdB Pubblico Impiego. Il via dell'importante iniziativa a Roma, davanti alla sede dell’Agenzia dell’Entrate Roma 1, in via Ippolito Nievo 36, e a Genova, davanti all’ex cinema Verdi di via XX Settembre, dove i lavoratori del Fisco hanno organizzato un presidio con punto di raccolta firme. Ora inoltre è stato possibile firmare: davanti alle sedi dell’Agenzia dell’Entrate e dell’Agenzia del Territorio di Venezia 2, Padova Cittadella, Bologna, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e presso tutti gli uffici delle Agenzie Fiscali; di fonte al CAM (Centro Assistenza Multicanale) di Venezia; presso le strutture INPS di Catania, Modena, Vicenza, Milano Gioia, Salerno, Battipaglia, Napoli, Caserta, Torino, Firenze, Taranto, Andria, Reggio Calabria, Roma Eur e le Direzioni Generali di INPS ed INAIL; all'ingresso dell’Ospedale S.Eugenio di Roma; presso l'assemblea dei dipendenti del Comune di Roma, presso la sala Gonzaga in Campidoglio. Punto di raccolta pomeridiano anche a Lamezia Terme, nel corso cittadino. Lunedì 19 sarà possibile firmare durante l’assemblea dei dipendenti della Regione Lazio. Dal 21 ottobre partirà la raccolta firme presso la sede centrale del Ministero dell’Economia e Finanze a Roma. In questo modo la RdB P.I. intende raccogliere il forte sdegno manifestato da tanti lavoratori dipendenti e pensionati, pubblici e privati, di fronte ad un provvedimento che si configura come un regalo agli evasori ed un’amnistia per reati gravi. L’iniziativa si rivolge anche a tutti gli utenti che si recheranno presso gli uffici pubblici e sarà occasione di confronto con i cittadini sull’equità fiscale e sulla condizione in cui versa la Pubblica Amministrazione. Le firme raccolte saranno portate in corteo a Roma, durante la manifestazione indetta per lo sciopero generale nazionale proclamato dal Patto di Base il prossimo 23 ottobre, e saranno inviate alla Presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al Ministro dell'Economia e Finanze.


18 ottobre 2009 - Automania

Trasporti: sciopero generale dei Cub, Cobas e Sdl per 23 di ottobre
Sono previsti scioperi di 24 ore per aerei, treni, metropolitane, bus e navi
di Domenico Scalera

Per Venerdì 23 ottobre si prevedono forti disagi per il trasporto pubblico in vista dello sciopero generale che durerà 24 ore, questo potrebbe completamente paralizzare il paese. Lo sciopero dei trasporti è stato proclamato dalla confederazione Cobas e Sdl Intercategoriale e dall’organizzazione sindacale Cub e durerà l’intera giornata. Il blocco riguarderà aerei, treni, metropolitane, bus e navi ma anche i lavoratori marittimi. Sarà organizzata anche una manifestazione nazionale nella capitale, e per consentire la protesta a Roma ci sarà solo il fermo della metropolitana solamente dalle ore 20:00 alle ore 24:00. In un nota si legge che i lavoratori dei trasporti si fermeranno per difendere il contratto nazionale e il diritto al lavoro, per ottenere un miglioramento e difendere le condizioni e gli orari di lavoro, I lavoratori vogliono un aumento consistente ed adeguato al costo della vita sui salari e sulle pensioni e chiedono anche l’introduzione di un reddito minimo garantito per chi perde il lavoro. I treni si fermeranno per l’intera giornata per lo sciopero degli addetti agli impianti fissi ed uffici, il personale addetto alla circolazione si fermerà dalle 11.00 alle 15.00 del 23 ottobre, mentre autobus, tram, metropolitane sciopereranno con modalità stabilite a livello locale: a Milano dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 alle 24:00, a Bologna si svolgerà dalle ore 8:30 alle 16:30 e dalle 19:30 fino alle 24:00. Gli aerei si fermeranno invece per 24 ore, con orario di decollo dei voli con il rispetto delle fasce di garanzia, i marittimi ritarderanno di 24 ore la partenza delle navi, la sospensione avverrà dalle ore 8:00 a.m. del 23 ottobre alle ore 8:00 a.m. del 24 ottobre, sospesi i collegamenti per le isole minori per l’arco di 24 ore del 23 di ottobre.


18 ottobre 2009 - L'Eco di Bergamo

Venerdì 23 ottobre sciopero per lavoratori pubblici e privati

Venerdì 23 ottobre sciopero generale nazionale del personale di tutte le categorie pubbliche e private proclamato dalle confederazioni e organizzazioni sindacali Cub, confederazione Cobas e Sdl interercategoriale. Nella stessa giornata la confederazione sindacale Unione sindacale italiana -Usi Ait ha proclamato lo sciopero per tutto il personale a tempo indeterminato, determinato e atipico-precario di tutti i comparti e le aree delle Pubbliche amministrazioni e per tutto il personale a tempo indeterminato, determinato, con contratti atipici e precari delle categorie e dei settori privati.


18 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna

Mille persone alla manifestazione contro il decreto sicurezza e per il ‘no’ ai respingimenti e al razzismo
Perchè tutti i cittadini siano uguali
«Il centro di accoglienza di Elmas non è altro che un luogo di detenzione» «Il nemico da battere resta l’ignoranza diffusa fra la gente»

CAGLIARI - Un migliaio di persone unite per affermare il diritto universale all’uguaglianza di tutti gli uomini e dire no alla legge sulla sicurezza e al reato di clandestinità. Ha avuto successo ieri in città la manifestazione contro il razzismo, svoltasi anche a livello nazionale, che ha visto l’adesione di quaranta fra associazioni, movimenti e partiti politici e la partecipazione degli studenti delle scuole superiori, degli universitari e di tanta gente comune.
Il corteo è partito dopo le dieci da piazza Garibaldi e attraverso le vie del centro storico ha raggiunto il largo Carlo Felice per sciogliersi in piazza Matteotti. Molti dei manifestanti avevano fischietti e megafoni, altri portavano striscioni dei gruppi di appartenenza o scritti personalmente: «Uniti si combatte l’ignoranza della gente, Against the racism» era scritto su un manifesto degli studenti. «No al razzismo: i diritti non hanno confine», si leggeva in un altro. Tante anche le bandiere. C’erano quelle rosse di Rifondazione comunista, del sindacato di base Rdb e dei Cobas, quelle gialle di Amnesty international e del Social forum: «Le ragioni di questa manifestazione sono molteplici - ha detto Antonello Tiddia, uno degli organizzatori, della Rete 28 aprile della Cgil - vogliamo risvegliare le coscienze della gente perché a nostro giudizio il paese ha avuto negli ultimi tempi un’evoluzione negativa, con una crescita del sentimento razzistico, xenofobo e omofobo. In particolare critichiamo la legge Bossi-Fini, che lede la dignità dei lavoratori migranti e prevede il respingimento nei centri di permanenza temporanea (Cpt) in Libia, dove subiscono violenze e sopraffazioni. Tanto più che fra i respinti ci sono molti rifugiati politici». E la situazione sarda? «Anche in Sardegna proseguono gli sbarchi e gli immigrati vengono portati nel centro di Elmas, che noi consideriamo come un luogo di detenzione», ha denunciato ancora Tiddia. Più sul piano del diritto internazionale le rivendicazioni di Amnesty international: «Riteniamo che in questo momento ci sia nel paese una situazione di rischio per gli immigrati e i rifugiati - ha detto Nicoletta Lampis, responsabile del gruppo cagliaritano Italia 128 all’interno dell’associazione - e contestiamo il pacchetto sicurezza e l’istituzione del reato di clandestinità, che è privo di fondamento giuridico. Una persona non può essere considerata un criminale per una situazione in cui viene a trovarsi». Preoccupazioni sono state espresse anche riguardo ai respingimenti: «Come associazione contestiamo al governo italiano la violazione delle norme del diritto internazionale e della convenzione di Ginevra - ha affermato ancora Nicoletta Lampis - tanto più che molti migranti vengono mandati nei Cpt della Libia, paese che non ha sottoscritto la convenzione e che non dà garanzie di rispettare i diritti umani. Perciò chiediamo al Parlamento l’approvazione di una legge organica sul diritto d’asilo, che ancora manca nel nostro Paese».
Fra i manifestanti anche molta gente comune: «Sono qui a titolo personale per dare una testimonianza di solidarietà, pace, amore e fratellanza - ha detto Maurizio Pau - e contro tutti gli odi e le intolleranze. Contesto la politica del governo Berlusconi che criminalizza persone costrette a fuggire dalla fame, dalla guerra e dallo sfruttamento». Presente anche il Social Forum: «E’doveroso esserci - ha detto Andrea Olla - per affermare i diritti dei più poveri e chiedere la cancellazione della legge Bossi-Fini». Chiede il rispetto del diritto di uguaglianza, infine, il sindacato di base Rdb: «I diritti non hanno colore - ha sottolineato il sindacalista Federico Carboni - ma mentre negli Stati Uniti Obama sta attuando grandi riforme in Italia si parla di classi separate per stranieri, di medici che devono denunciare i clandestini e impronte digitali obbligatorie».


18 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino

Venerdì autobus a rischio stop per uno sciopero di Rdb e Sdl

Bologna - VENERDÌ prossimo, 23 ottobre, saranno possibili disagi per gli utenti del servizio pubblico di Atc. Infatti i sindacati di base Rdb e Sdl hanno indetto uno sciopero per l'intera giornata dalle 8,30 alle 16,30 e dalle 19,30 a fine servizio....


18 ottobre 2009 - Libertà

Immigrati, in funzione un nuovo sportello
Aperto ogni sabato mattina per iniziativa delle Rappresentanze sindacali di base
di Mariangela Milani

Castelsangiovanni - Apre i battenti sabato prossimo a Castelsangiovanni un nuovo sportello di assistenza per gli immigrati che ha trovato casa in alcuni locali di via Romagnosi, sopra la sede dei vigili urbani. Si tratta del terzo sportello di questo tipo che apre in città (il primo fu promosso dal comune di Castello tramite una cooperativa ed il secondo fu aperto dalla Cisl) ed il primo voluto dalla federazione delle Rappresentanze Sindacali di Base (Rdb) i cui rappresentanti ieri mattina al centro culturale di via Mazzini hanno annunciato le novità relative al nuovo servizio. Lo sportello sarà gestito da un 31enne marocchino, Rafik Touil, laureato in giurisprudenza che sarà il valore aggiunto del nuovo sportello immigrati. Dopo un periodo di affiancamento con Giovanna Raffaglio, dirigente nazionale Rdb che gestisce un medesimo servizio a Casalpusterlengo, il giovane marocchino gestirà da solo lo sportello cui tutti gli immigrati castellani e non solo potranno rivolgersi per chiedere assitenza.
«Si tratta del primo sportello immigrati che come rappresentanze sindacali di base apriamo in provincia di Piacenza e in Emilia Romagna - ha detto ieri mattina Gian Franco Bignamini di Rdb nazionale. A breve intendiamo aprire una sede come Rdb anche a Piacenza, cui lo sportello di Castello sarà direttamente collegato».
Per il momento il nuovo servizio aprirà ogni sabato mattina dalle 9 alle 12. Vi si potranno rivolgere tutti gli immigrati che necessitano di aiuto ad esempio per il rilascio, il rinnovo, l'aggiornamento e la conversione dei permessi o delle carte di soggiorno e poi ancora per assistenza in caso di ricongiungimenti familiari, richieste di asilo politico, cittadinanza ecc.
«Se necessario - ha sottolineato il rappresentante nazionale intervenuto ieri mattina con Paolo Lolli delle Rdb del comune di Castello - forniremo anche assistenza legale».
Il giovane Rafik, oltre a mettere a disposizione le sue competenze giuriche, fungerà da mediatore e facilitatore con le persone che si presenteranno. Alcune di loro ieri mattina erano presenti al centro culturale per assistere alla presentazione. «Partiamo come sportello immigrati - ha detto Bignamini - per poi valutare come poter allargare il raggio di azione fornendo assistenza non solo ad immigrati, ma anche agli altri lavoratori».
Ieri mattina il rappresentante nazionale delle Rdb ha anche lanciato un appello a partecipare sabato prossimo allo sciopero generale indetto a Roma: partirà un treno anche da Piacenza (in stazione alle 22 di venerdì).


18 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova

Nelle direzioni lavoratori in allarme
Agenzia delle entrate Pronta la rivoluzione

Padova - La rivoluzione all’interno dell’organizzazione del lavoro delle Agenzie delle Entrate nel Veneto sarà il 14 dicembre. Nei sette capoluoghi nasceranno altrettante Direzioni Provinciali del Fisco. Nelle sedi provinciali sarà aumentato il numero degli addetti, mentre negli uffici periferici, come a Este e Cittadella, i dipendenti diminuiranno perché qui sarà garantito solo il front office. La riorganizzazione avverrà senza che nessun dipendente perda il posto di lavoro, ma ci sarà intermobilità della categoria. La Direzione Regionale delle Entrate incontrerà definitivamente i sindacati giovedì 22. Si sa solo che nella futura direzione provinciale di Padova-Stanga lavoreranno 203 addetti, in quella decentrata di Via Vergerio 57, nelle sedi di Cittadella ed Este saranno occupati 15 e 20 dipendenti. Tra i sindacati più preoccupati anche il coordinatore dei Cobas (maggioritario in città), Celeste Giacon, Sandro Peruzzi e Franco Gargiulo, della Cisl e Salvatore Livorno, della Cgil. Tutti sostengono che la mobilità dei lavoratori dovrà restare su base volontaria e temono che la rivoluzione del fisco possa risultare un regalo agli evasori ed un peggioramento del servizio nei confronti dei contribuenti. «Questo governo ci ha già ingannato con lo scudo fiscale - dice Livorno - noi faremo molta attenzione per un’efficienza della lotta all’evasione».(f.pad.)


18 ottobre 2009 - Il Messaggero

Vertenza Manuli. Il direttore dell’Unità di crisi del Mise in visita ad Ascoli: «Entro ottobre il tavolo tecnico per l’accordo di programma Tronto -Vibrata»
«Procedura sbagliata sulla mobilità», via al ricorso
Sdl annuncia una diffida all’azienda per far tornare gli operai al lavoro. Castano: «Pressing forte»
di ENNIO MANCINI

Ascoli - «Nessuno vuole che la Manuli chiuda. Stiamo lavorando con grande impegno, da parte di tutti, per evitare che questo accada». Giampiero Castano, direttore dell’Unità di crisi del Ministero dello sviluppo economico venerdì sera è stato ad Ascoli in visita privata, su invito dell’ing. Valentino Laurenti di Comunanza, suo amico, che a sua volta si è rivolto al presidente della Provincia Piero Celani per accompagnarlo e farlo rendere conto di persona delle situazioni Manuli, Ahlstrom e Carbon. Castano ha visitato anche il presidio dei lavoratori della Manuli. «Siamo partiti con l’azienda che stava praticamente in chiusura. ha ricordato agli operai Poi siamo riusciti a farla tornare sui suoi passi con un numero di dipendenti che consideriamo ancora insufficiente. Non è facile far modificare i piani ad una multinazionale, ma ci stiamo lavorando». Domani alle 11,30 i lavoratori della Manuli effettueranno un presidio sotto Palazzo San Filippo. «Abbiamo deciso di aprire un’azione legale contro la Manuli rivela Andrea Quaglietti (Sdl) perché siamo convinti che la messa in mobilità è giuridicamente sbagliata e per questo faremo ricorso al Tribunale del lavoro. Prima invieremo singolarmente una diffida all’Azienda perché ci faccia tornare a lavorare. In caso contrario sporgere denuncia per procedura irrituale della messa in mobilità». Quindi, dopo il blitz di venerdì a Milano davanti alla direzione della Manuli, ora si affilano ancora di più le "armi" perché lo stabilimento torni a produrre a pieno regime. «Per la vertenza Manuli c’è stata e c’è una vera e propria task force con tutte le istituzioni. Mai vista tanta mobilitazione. Un pressing forte di Regione, Provincia e Comune che ha fatto breccia sull’azienda ha ricordato ancora Castano che speriamo porti ad una soluzione accettabile. Tutti uniti dobbiamo lottare per ottenere il massimo. Gli operai che non rientrano nei piani Manuli godono della protezione totale per 24 mesi ed anche oltre. Le istituzioni sono impegnate anche ad altre soluzioni di reimpiego. Non escluderei una riconversione di parte dell’azienda e il reimpiego di operai all’interno dello stesso stabilimento. Vedremo ha aggiunto di portare soldi per l’incentivazione all’uscita e ai prepensionamenti». Altro tema caldo è l’accordo di programma Vallata del Tronto-Val Vibrata. «Entro il mese di ottobre ha detto Castano verrà convocato il tavolo tecnico al Mise. I fondi per la sua attivazione ci sono, quello che manca sono i progetti. Occorre una nuova imprenditorialità da parte degli industriali. Quando esamineremo concretamente i progetti, quelli validi verranno finanziati. Il polo agroalimentare a San Benedetto del Tronto? Ritengo che un progetto in questa direzione troverebbe un grande interesse da parte del Ministero dell’Agricoltura dove sono disponibili risorse importanti».


18 ottobre 2009 - Il Tirreno

Answers, martedì prevista l’unità di crisi
Convocata l’azienda, ieri presidio dei Cub davanti alla prefettura
di ANNA CECCHINI

PISTOIA - Da due mesi reclamano lo stipendio, perché loro per avere quei soldi hanno lavorato. Nuovo round nella vicenda Answers, il call center della zona di sant’Agostino, dove i circa 650 lavoratori protestano da agosto per il mancato pagamento delle retribuzioni e per condizioni lavorative non sempre nella norma a livello igienico. Una protesta che ieri mattina è sfociata nel presidio organizzato dai rappresentanti dei Cub - i sindacati di base - in piazza Duomo a fianco della Prefettura. Bandiere e striscioni di protesta, per attirare l’attenzione pubblica su una situazione divenuta insostenibile.
«Senza stipendio da due mesi - spiega Sabrina Puddu, esponente Cub all’interno di Answers Pistoia - e senza una comunicazione ufficiale e chiara da parte dell’azienda». Vista la fumata nera dell’incontro che si è svolto a Roma, tra ministero del Lavoro e rappresentanti di Omega (Phonemedia, l’ex proprietaria della Answers nazionale, che conta migliaia di dipendenti in tutta Italia, a luglio scorso pare abbia venduto al gruppo Omega Spa), martedì scorso i sindacati hanno deciso di riprendere l’agitazione.
Così i Cub hanno proclamato lo sciopero ad oltranza, mentre la Cgil ha organizzato la protesta a scaglioni, ossia l’astensione dal lavoro sulla base del cognome. «Non è facile - spiega Michele Gargini, segretario Flai-Cgil Pistoia - organizzare questo tipo di sciopero, ma è giusto andare avanti, vista la situazione drammatica che i lavoratori di questa azienda stanno vivendo».
La protesta dei dipendenti del call center di sant’Agostino andrà avanti anche nei prossimi giorni, quando è in programma, nella sede della Provicnia, un incontro specifico sul caso Answers. Ieri infatti il presidente Federica Fratoni e l’assessore alle attività produttive Paolo Magnanensi hanno inviato ai rappresentanti dei lavoratori una comunicazione per indire, martedì 20 ottobre, l’unità di crisi provinciale, riunendo Rsu aziendali, sindacati e dirigenti del gruppo Omega. Un’assemblea che si svolgerà alla presenza dell’onorevole Lido Scarpetti e dell’assessore regionale Agostino Fragai. Ancora non è finita, perché per venerdì 23, a Milano, alcuni esponenti dei Cub dell’azienda pistoiese saranno allo sciopero nazionale indetto dai sindacati di base.
Anche i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno in programma, per il 26 ottobre, uno sciopero nazionale dei lavoratori dell’ex gruppo Phonemedia, che si terrà a Roma.


17 ottobre 2009 - Omniroma

RAZZISMO, LE VOCI DAL CORTEO: INTOLLERANZA MA ANCHE PROBLEMI LAVORO

(OMNIROMA) Roma, 17 ott - Caserta, Savona, Bologna, Milano, Reggio Calabria, Parma, Viterbo, Pisa e poi le comunità del Veneto, della Toscana, della Campania. E ancora le reti antirazziste racchiuse nel comitato «17 ottobre» provenienti da Marghera, Arezzo, Catania, Palermo, Napoli, Ravenna, Taranto, Imola, il sud Tirol e poi ancora l'Onda, l'Arci, l'Rdb-Cub, La Cgil, i Cobas, i comitati Lgbt e quelli di Lotta della Casa, i giovani democratici ma anche Prc, Sl, Sinistra Critica, gli Us Citizens For Peace and Justice, l'associazione Libera, Amnesty International, l'Anpi e le federazione delle chiese evangeliche: queste alcune delle sigle delle oltre 500 che hanno aderito al corteo anti razzista che ha sfilato per il centro della città con musica e slogan per i diritti. Da comitati territoriali a coordinamenti di lavoratori a grandi sigle sindacali, l'adesione al corteo è stata alta. Più della metà dei partecipanti erano immigrati con il problema oltre che dei diritti civili anche con quello del lavoro. «Sono in mobilità da un anno - ha spiegato Zie della Costa d'Avorio con una bandiera della Fiom Cgil di Como - sono un metalmeccanico. Ho paura che quando finirà la mobilità sarò licenziato e quindi non avrò più il permesso di soggiorno. Ho moglie e 4 figli e non so veramente che fare». C'è anche chi il lavoro lo ha cercato ma non lo ha trovato. «Sono un saldatore ma non riesco a trovare un impiego - ha detto Abdullah del Senegal abitante a Venezia - non ho neppure il permesso di soggiorno ed anche per questo vengo discriminato». Aisi Fidel del Ghana vive a Napoli da 2 anni e non ha né famiglia né lavoro. «In compenso ho ricevuto diverse minacce razziste» - dice. Lo spezzone del corteo degli africani di Caserta è uno dei più grandi. «Siamo più tranquilli rispetto all'anno scorso quando ci fu la strage dei nostri fratelli - ha detto Wassan - della Liberia - a Caserta con più polizia che controlla la camorra si è calmata. Ma il lavoro è sempre difficile. Ci alziamo alle 4 di mattino per fare i muratori, abitiamo in casa dove paghiamo 350 euro per letto, siamo 4 per ogni stanza». Harid è un marocchino e vive a Modena. «Sono un metalmeccanico, ho 2 bambini e una moglie - dice - vivo in Italia dal 1992, mi sento quasi italiano perciò quando sento certi discorsi nell'ufficio della mia fabbrica dove parlano di maggiori diritti per gli italiani e minori per gli stranieri mi si stringe il cuore». Ai lati del corteo molti i passanti e curiosi. «Sono troppi questi immigrati - dice un gruppo di anziani a piazza Vittorio - chi non ha lavoro se ne deve tornare a casa». «Ormai negri siamo diventati noi» - aggiunge un altro. A via Merulana un gruppo di persone osserva la sfilata. «Fanno bene a manifestare però tutti non possiamo accoglierli - dice un uomo. Con lui una donna di Santo Domingo. »è vero, in Italia c'è un certo razzismo - dice - ma io condivido il pacchetto sicurezza perché la sera quando torno a casa ho paura anch'io«. »Rubano, stuprano, la maggior parte di loro sono delinquenti« - taglia corto un'anziana all'angolo di via Labicana. Diverso il parere di una turista bolognese al Colosseo. »L'intolleranza che stiamo vivendo sembra la stessa degli anni 50 tra nord e sud - dice - penso che tra 20 anni questa generazione di immigrati si sarà integrata. Anche se ogni tanto scoppiano tensioni la storia alla fine prende sempre il suo corso«.


17 ottobre 2009 - Fidest

Firme contro lo scudo fiscale

Roma. Sono già migliaia le firme contro lo scudo fiscale, raccolte questa mattina per il debutto dell’iniziativa promossa dalla RdB Pubblico Impiego. Notevole l’affluenza ai banchetti, in particolare nei presidi di Roma e Genova, ma anche nei tanti punti di raccolta attivati in tutta Italia presso i luoghi di lavoro nelle Agenzie Fiscali, nell’INPS, nell’INAIL, al Comune di Roma e presso l’Ospedale S. Eugenio. I cittadini hanno accolto molto favorevolmente l’iniziativa, mostrandosi informati riguardo allo scudo fiscale ed esprimendo forti critiche sulla gestione del provvedimento. Particolare indignazione suscita la aliquota del solo 5% applicata ai capitali evasi e l’amnistia per reati gravi. Consapevolezza e sensibilità da parte di cittadini e lavoratori anche sui temi più generali dell’equità fiscale e dello smantellamento dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione. La raccolta delle firme continuerà nei prossimi giorni. Da lunedì 19 sarà possibile firmare anche durante l’assemblea dei dipendenti della Regione Lazio e dal 21 ottobre presso la sede centrale del Ministero dell’Economia e Finanze a Roma. Le firme raccolte saranno portate in corteo a Roma, durante la manifestazione indetta per lo sciopero generale nazionale proclamato dal Patto di Base il prossimo 23 ottobre, e saranno inviate alla Presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia e Finanze


17 ottobre 2009 - L'UnioneSarda online

Cagliari, oltre un migliaio in piazza contro razzismo e discriminazioni
E' partito da piazza Garibaldi e giunto in piazza Matteotti il corteo contro il razzismo organizzato a Cagliari in concomitanza con la manifestazione nazionale di Roma

Cagliari - Un migliaio di persone, fra cui molti giovani, hanno partecipato alla manifestazione regionale "No al razzismo" organizzata a Cagliari dal Comitato 17 ottobre Sardegna in concomitanza con il presidio di Roma in piazza Repubblica. Partito da piazza Garibaldi e giunto in piazza Matteotti il corteo ha sfilato per il centro commerciale della città chiedendo al Governo di rivedere la propria posizione sui respingimenti e la chiusura definitiva dei centri di identificazione e espulsione per immigrati, auspicando un provvedimento che possa regolarizzare la posizione degli immigrati favorendo azioni per il diritto di asilo a rifugiati e profughi. La manifestazione è stata aperta da uno striscione con su scritto "No al razzismo: i diritti non hanno confini". Al corteo hanno partecipato con proprie bandiere e slogans gli studenti del Movimento studentesco cagliaritano e aderenti al Css, Cobas, RdB, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra critica e Amnesty international.


17 ottobre 2009 - Roma Notizie

FIRME CONTRO LO SCUDO FISCALE: MIGLIAIA QUELLE RACCOLTE AL DEBUTTO DELL’INIZIATIVA PROMOSSA DA RDB P.I.

Sono già migliaia le firme contro lo scudo fiscale, raccolte questa mattina per il debutto dell’iniziativa promossa dalla RdB Pubblico Impiego. Notevole l’affluenza ai banchetti, in particolare nei presidi di Roma e Genova, ma anche nei tanti punti di raccolta attivati in tutta Italia presso i luoghi di lavoro nelle Agenzie Fiscali, nell’INPS, nell’INAIL, al Comune di Roma e presso l’Ospedale S. Eugenio. I cittadini hanno accolto molto favorevolmente l’iniziativa, mostrandosi informati riguardo allo scudo fiscale ed esprimendo forti critiche sulla gestione del provvedimento. Particolare indignazione suscita la aliquota del solo 5% applicata ai capitali evasi e l’amnistia per reati gravi. Consapevolezza e sensibilità da parte di cittadini e lavoratori anche sui temi più generali dell’equità fiscale e dello smantellamento dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione. La raccolta delle firme continuerà nei prossimi giorni. Da lunedì 19 sarà possibile firmare anche durante l’assemblea dei dipendenti della Regione Lazio e dal 21 ottobre presso la sede centrale del Ministero dell’Economia e Finanze a Roma. Le firme raccolte saranno portate in corteo a Roma, durante la manifestazione indetta per lo sciopero generale nazionale proclamato dal Patto di Base il prossimo 23 ottobre, e saranno inviate alla Presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia e Finanze.


17 ottobre 2009 - La Sicilia

Migliaia le firme raccolte con l'iniziativa promossa dai sindacati
di Antonio Pennacchioni

Roma - La polemica non si placa. Anzi valica i confini nazionali. All'indomani dell'affondo del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sull'inedita alleanza moralisti-banchieri svizzeri contraria allo scudo fiscale, esplode la querelle. La Svizzera, infatti, non figura nella lista contenuta nella circolare diffusa dall'Agenzia delle Entrate che indica i 36 Paesi «collaborativi» dove è consentita la regolarizzazione in loco dei capitali che emergono. In sostanza, chi possiede beni di proprietà nella Confederazione Elvetica, nella repubblica di San Marino, nel principato di Monaco o in Liechtenstein è obbligato a rimpatriarli. La regolarizzazione infatti è possibile solo in presenza di uno scambio di informazioni con i Paesi che rispettano gli standard stabiliti da Onu ed Ocse.
A Berna si guarda con timore al boom delle richieste di rimpatrio. Le banche del Ticino hanno richiesto l'intervento delle autorità federali sul governo italiano e in sede Ue contro un provvedimento che giudicano discriminatorio. La fetta maggiore dei capitali italiani detenuti all'estero è depositata nelle banche della Confederazione: le stime parlano di 125 miliardi di euro su un totale di 300. L'obiettivo di Tremonti è di riportarne a casa il più possibile ottenendo, grazie all'aliquota del 5%, entrate fiscali per almeno 5 miliardi di euro. I tempi sono stretti. L'intesa tra i due Paesi sulla doppia imposizione non arriverà prima del 15 dicembre termine ultimo dello scudo fiscale. L'unica via d'uscita quindi è rappresentata dal «rimpatrio giuridico», una clausola già prevista dalle due versioni precedenti dello scudo, che attraverso modalità diverse manterrebbe agli istituti elvetici la gestione di una parte delle attività finanziarie. Nel frattempo la Svizzera resta nella lista grigia dei paradisi fiscali.
Nella stessa situazione si trova San Marino. Dopo un paio di rinvii il Titano ha annunciato la firma dell'intesa con l'Italia per la fine del mese. Si tratta di un doppio livello: collaborazione finanziaria e lotta al riciclaggio da una parte, doppia imposizione fiscale e scambio di informazioni dall'altra. «Quello che interessa è la collaborazione sullo scambio di informazioni e in questo senso ci siamo impegnati. La nostra posizione è assolutamente allineata con gli impegni assunti dai Paesi Ocse» fa sapere, il presidente dell'Associazione bancaria sammarinese, Pier Paolo Fabbri. Anche in questo caso si punta tutto sul rimpatrio giuridico per aggirare il problema. «È uno strumento più agile che non comporta il trasferimento materiale delle attività finanziarie in Italia» ammette Fabbri.
Intanto l'Ue promuove lo scudo fiscale. «Non ci sono elementi di conflitto tra il decreto italiano e la direttiva europea sull'antiriciclaggio» fa sapere il commissario al Mercato interno Charlie McCreevy. L'obbligo di segnalare le operazioni sospette, non previsto dal dl, resta in vigore per tutti i reati non sanabili (criminalità organizzata e finanziamento del terrorismo).
Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, intanto, ribadisce la bocciatura dello scudo fiscale varato dal governo, e rilancia con la proposta di tassare le rendite finanziarie. «Trovo sbagliato», spiega Epifani, il modo in cui il governo ha fatto lo scudo: così com'è, «come dice anche Bankitalia, incentiverà l'evasione e non permetterà controlli sulla legalità dei capitali entrati». Per Epifani, quindi, «si poteva rendere meno negativo il rientro dei capitali copiando il modello degli altri: niente anonimato e tassazione più alta. Ma soprattutto bisognava fare quanto Francia, Usa e Spagna hanno già avviato: spostare il prelievo dal lavoro ai grandi patrimoni e alle rendite, tassare le transazioni finanziarie».
Sarebbero già migliaia, per le Rappresentanze sindacali di base, del pubblico impiego, le firme contro lo scudo fiscale, raccolte ieri per il debutto dell'iniziativa promossa dal sindacato. Notevole l'affluenza ai banchetti, in particolare nei presidi di Roma e Genova. «Particolare indignazione suscita l'aliquota del solo 5% applicata ai capitali evasi e l'amnistia per reati gravi. Consapevolezza e sensibilità da parte di cittadini e lavoratori anche sui temi più generali dell'equità fiscale e dello smantellamento dei servizi erogati dalla Pubblica amministrazione», dice il sindacato che proseguirà la raccolta firme nei prossimi giorni.


17 ottobre 2009 - Il Gazzettino

Venezia. Sciopero generale, venerdì prossimo 23 ottobre...

Venezia - (r.v.) Sciopero generale, venerdì prossimo 23 ottobre, proclamato dalle rappresentanze unitarie di base di tutti i settori, compreso quello dei trasporti, in concomitanza con una manifestazione nazionale a Roma. Per difendere il contratto del trasporto pubblico locale, gli autobus del servizio urbano ed extraurbano non ci saranno per tutta la giornata, dalla mezzanotte del 23 a quella del 24, ad eccezione delle fasce garantite per i pendolari, ovvero dalle 6 alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30. Per quanto riguarda la navigazione sono previsti i collegamenti per le isole e i servizi minimi come in ogni sciopero, mentre non funzioneranno biglietterie e uffici.
Rdb cub rivendica la gestione partecipata dei beni e servizi comuni e si schiera contro la privatizzazione dell’acqua, della sanità, della scuola, dei trasporti; in favore della messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, del diritto di uscita immediata per gli iscritti dai fondi pensione chiusi; contro l’aumento dell’eta’ pensionabile.


17 ottobre 2009 - La Stampa

Il sindacato di base
«Già migliaia di firme contro la sanatoria»

Sarebbero già migliaia, per le Rdb del pubblico impiego, le firme contro lo scudo fiscale, raccolte questa mattina per il debutto dell’iniziativa promossa dal sindacato. Notevole l’affluenza ai banchetti, in particolare nei presidi di Roma e Genova, ma anche nei tanti punti di raccolta attivati in tutta Italia. «Particolare indignazione suscita la aliquota del solo 5% applicata ai capitali evasi e l’amnistia per reati gravi», spiega il sindacato.

PROTESTA «DA GENNAIO INFORTUNI RADDOPPIATI»
"In Liguria mancano 150 vigili del fuoco"

Savona - Anche i vigili del fuoco della provincia di Savona aderiscono allo stato di agitazione proclamato dai sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Confsal. La protesta, in atto già da alcuni giorni dai quattro Comandi provinciali della Liguria, riguarda la cronica carenza di organico, la situazione economica e le condizioni operative in cui i pompieri liguri si trovano a svolgere durante gli interventi di soccorso.
Spiega Luca Infantino, segretario regionale della Cgil dei vigili del fuoco: «Il personale stabilito per decreto nel 1997 era già sottostimato e oggi rispetto a quel dato in Liguria mancano complessivamente 150 operatori». Secondo le organizzazioni sindacali liguri il ripianamento delle piante organiche di ciascun Comando provinciale, permetterebbe ai vigili del fuoco di lavorare con più tranquillità, eliminando almeno in parte il ricorso continuo allo straordinario, il cui pagamento tra l’altro è bloccato da tempo.
Le organizzazioni sindacali di categoria inoltre, lamentano il taglio delle risorse economiche che mette a repentaglio la sicurezza dei pompieri nelle difficili e complesse operazioni di soccorso.
«Siamo in pochi e con mezzi usurati - spiega Infantino - e dall’inizio dell’anno ad oggi, gli infortuni sono raddoppiati, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.


17 ottobre 2009 - EPolis Roma

Monumenti. Custodi e amministrativi delle Soprintendenze di Roma e Ostia contro il commissariamento
Il Colosseo chiuso per sciopero, statali in fermento, turisti beffati
Visitatori increduli di fronte al foglio che annuncia l'assemblea dei lavoratori: «Is it closed?»
di Paolo Anastasio
20091017_epolis_rm.jpg (74042 byte)

Roma - Cancelli sbarrati ieri mattina al Colosseo, per la protesta dei lavoratori delle Soprintendenze archeologiche di Roma e di Ostia, in agitazione per quello che considerano «l'ingiustificato commissariamento e accorpamento» delle due strutture. Turisti spaesati, di fronte al foglietto che annunciava la chiusura mattutina dalle 9 alle 13 dei cancelli dell'Anfiteatro Flavio: «Sorry for the inconvinient». Le guide ci hanno messo una pezza, ma nemmeno la presenza di un raro esemplare di "gladiatora" donna ha restituito il buonumore ad un gruppo di americani, che con la coda fra le gambe hanno inforcato gli scooter rossi verso altri lidi. Nel mirino dei sindacati che rappresentano circa 900 dipendenti del Ministero dei Beni Culturali delle Soprintendenze archeologiche di Roma e Ostia - Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Flp, Intesa - il «processo di progressiva privatizzazione ed esternalizzazione della gestione dei beni culturali». Dito puntato contro la riforma Brunetta e «il pretesto dell'emergenza sicurezza dei siti archeologici, per spogliare di fatto le Soprintendenze delle loro funzioni istituzionali di controllo del territorio, della valorizzazione e della tutela del patrimonio culturale». Unanime il giudizio dei lavoratori, circa un centinaio fra amministrativi e custodi, che ieri ha protestato davanti al Colosseo. «L'allarme sicurezza al Palatino con cui hanno giustificato il commissariamento - hanno detto - non è reale. Dopo il dietro front di Bertolaso, che di certo aveva le strutture tecniche adeguate, nominato commissario in un primo tempo e sostituito poi da Cecchi, vogliamo certezze sul nostro futuro. Lavoriamo 365 giorni all'anno, negli ultimi 10 anni il personale è diminuito del 25 per cento senza ricambio. Eppure, di fondi per il commissariamento ne hanno ottenuti tanti, ma noi siamo sempre di meno, anche se i visitatori, soprattutto al Colosseo, sono in costante aumento, 5 milioni all'anno». Il timore dei sindacati è «la progressiva privatizzazione nella gestione del patrimonio culturale - dice Domenico Rosi dell'Rdb Cub - il ministro Bondi non ne fa mistero, parlando di valorizzazione dei beni archeologici, un processo che maschera il massiccio ingresso dei privati e le pesanti esternalizzazioni». Un paio di esempi forniti dal sindacalista sono il Museo Egizio di Torino e la bozza di protcollo sulla Fondazione Maxxi Museo nazionale delle arti del XXI secolo. I sindacati hanno proclamato uno sciopero nazionale del pubblico impiego per il 23 ottobre. Solidarietà ai manifestanti è stata espressa da Alessandro Onorato, capogruppo dell'Udc in Campidoglio, e dal consigliere comunale Athos De Luca: «I regimi commissariali hanno un senso solo per situazioni di reale emergenza, limitata nel tempo». Di polemica «pretestuosa e strumentale» ha parlato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura in Comune.


17 ottobre 2009 - Il Resto del Carlino

INFLUENZA DA VIRUS A
«Vaccino ai nidi subito» Rdb contro il Comune

Bologna - I BAMBINI che frequentano l'asilo nido potrebbero essere vaccinati subito contro l'influenza A H1N1, ancor prima degli addetti ai servizi essenziali che, fino ad ora, erano al secondo posto nell'ordine di priorità, dopo gli operatori sanitari. E al settore medico ha rivolto una «raccomandazione» l'assessore regionale alla Sanità, Giovanni Bissoni: «Sappiamo che c'è una scarsa propensione nel personale sanitario come in quello scolastico, a sottoporsi al vaccino anti-influenzale:l'anno scorso solo il 30% dei medici lo ha fatto contro l'influenza stagionale. Ma per il virus A H1N1 bisogna riflettere: oltre ad essere un intervento a protezione individuale, vaccinarsi serve alla comunità», soprattutto in caso di un picco di contagi. Da qui l'appello di Bissoni: «Mi vaccinerò anch'io», assicura. La Regione ha avviato anche una campagna di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, che prevede anche la fornitura di fazzoletti e asciugamani di carta, con relativi contenitori: sono i principali strumenti per prevenire la diffusione del virus, su cui comunque «bisognasdrammatizzare», esorta Bissoni. LE RAPPRESENTANZE sindacali di base (Rdb) intanto hanno diffidato il Comune dall'imporre la vaccinazione contro il virus A H1N1 ai propri dipendenti. «Neigiorni scorsi l'amministrazione ha inviato ai propri dipendenti un modulo da compilare e firmare nel caso non ci si voglia vaccinare per la A H1N1 riferiscono le Rdb- ; il metodo usato è quindi del silenzio assenso, per imporre la vaccinazione ai propri lavoratori». Un sistema che però «non garantisce il diritto costituzionale» di scegliere se vaccinarsi o meno. Per questo le Rdb hanno deciso di diffidare Palazzo D'Accursio e inviato via mail una comunicazione a tutti i dipendenti comunali. «Ognuno è libero di decidere se vaccinarsi o meno scrivono a prescindere dal fatto che abbia o no compilato il modulo inviato (non a tutti) dall'amministrazione. E questo diritto non può essere calpestato da nessuno». Il dubbio del sindacato di base è «che l'amministrazione cerchi con il sotterfugio del silenzio assenso di obbligare alla vaccinazione per evitare le assenze da malattia» del personale.

SANITÀ. Sciopero generale venerdì prossimo, possibili disagi

L'AZIENDA Usl di Ferrara rispetto all'erogazione dei servizi previsti per l'utenza nelle varie sedi aziendali, informa che è stato proclamato dalle confederazioni e organizzazioni sindacali Cub, Confederazione Cobas Sdl Intercategoriale, Unione sindacale Italiana Uis Ait, lo sciopero generale per l'intera giornata di venerdì 23 ottobre. Possibili disagi in vista quindi.

Atc, in arrivo venerdì prossimo un maxi sciopero: rischio disagi

Bologna - AGITAZIONI sindacali in vista e disagi' per l'utenza coinvolgono l'azienda di trasporti Atc. La società bolognese informa che il coordinamento regionale dei sindacati di base-Cub Trasporti ha proclamato uno sciopero, di 24 ore, per venerdì 23 ottobre. Nel bacino di Ferrara sono garantite le fasce orarie dei servizi minimi in vigore (dalle 6 alle 9 e dalle 17 alle 20), all'interno delle quali le corse saranno regolari. Per tutta la durata dello sciopero, l'azienda fa sapere comunque che «si potranno avere disagi per l'utenza sui servizi urbani ed extraurbani». Nei capolinea e alle principali fermate verranno affisse informazioni circa le modalita' operative dello sciopero. Intanto ieri il comune di San Lazzaro di Savena, sempre restando sul fronte traposrti, ha siglato seguendo l'esempio di Ferrara la Carta di Bruxelles, un documento a favore della mobilità sostenibile che comporterà entro il 2020 il 15% degli spostamenti realizzati nel territorio di competenza attraverso l'utilizzo della bicicletta.


17 ottobre 2009 - Sabato sera online

Cub, Cobas e Sdl: assemblea e sciopero generale

Imola - Cub - Confederazione Cobas - SdL intercategoriale propongono un’assemblea pubblica su "Scudo fiscale per i padroni, licenziamenti, precarietà e bassi stipendi per i lavoratori". L’appuntamento è per lunedì 19 ottobre, ore 20.30 presso la saletta dei Cobas a Imola (Bo) in via Selice 6/B. L’iniziativa si svolge in preparazione dello sciopero generale di 24 ore indetto dalle tre sigle per il 23 ottobre che coinvolge tutti i lavoratori pubblici e privati. Le organizzazioni di base ritengono indispensabile una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di aziende, alla ipotesi di gabbie salariali e all’attacco al contratto nazionale che lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico; al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende, alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani.


17 ottobre 2009 - Bari live

Assemblea dibattito con lavoratori e sindacalisti delle aziende baresi in crisi
Rifondazione e sindacati: "Unità a Sinistra!"
PRC e PdCI: "A Bari come altrove non restiamo alla finestra"
di Francesco Radicci

Bari - Unirsi e ricompattare le forze politiche e sindacali di Sinistra. Per rappresentanti e sindacalisti di PRC e PdCI sarebbe l’unica soluzione praticabile per uscire dall’attuale stato di crisi in cui versano milioni di lavoratori e lavoratrici di aziende baresi e non. È l’appello lanciato ieri sera durante un’assemblea-dibattito, tenutasi presso la sala del dopolavoro ferroviario di via Quintino Sella, sul tema ‘Noi la crisi la paghiamo’. Numerosi gli interventi, accomunati da un unico intento, ampiamente condiviso e caldeggiato: unirsi coordinando tutte le lotte per la salvaguardia del posto di lavoro. "Per superare questo difficile momento – spiega Ettore Foggetti del Dipartimento Provinciale Lavoro PRC Bari – occorre innanzitutto unità a Sinistra. Ci dividiamo sotto due simboli, due partiti incapaci ci raccogliere consensi e fiducia. C’è bisogno di un progetto unico e aggregativo che porti avanti le idee storiche della Sinistra italiana, e il tema del lavoro è fondamentale. La recessione – continua – è sotto gli occhi di tutti, con 600 mila persone che, dati Istat, hanno perso il posto nell’ultimo trimestre. Siamo di fronte ad un quadro economico disastroso e ad un Governo, il più reazionario dal dopoguerra in poi, che fa pagare alla società i costi della crisi. Occorrono investimenti urgenti per giovani e disoccupati e interventi per il precariato, non progetti per grandi opere come il ponte sullo Stretto. In provincia di Bari non c’è piccola e media impresa che non stia avvertendo la crisi, con pesanti conseguenze su migliaia di famiglie. Sono scenari di fronte ai quali Rifondazione, qui come altrove, non intende restare alla finestra facendo finta che la crisi non ci sia. Quanto ai sindacati – conclude Foggetti – li invito ad unirsi per un unico obiettivo". Al dibattito monotematico intervengono anche Renato Vicano (Agile, ex Eutelia), Giuseppe Pellegrini (Patto di Base, RdB-CUB, SdL, Cobas), Massimo Paparella (Oerliko, ex Graziano Trasmissioni), Mariarita Gadaleta (Rete Insegnanti Precari), Arcangelo Valentino (Bosch), Felice Dileo (Natuzzi), Nico Disabato (Nidil Cgil), Gianfranco Carbone (Cgil-Sanità), Vito Falcone (Dipartimento Lavoro PdCI Bari), Giuseppe Catucci (Cgil Funzione Pubblica) e Dino Tibaldi (Responsabile nazionale Politiche industriali PdCI), ciascuno riportando testimonianze e problematiche nei rispettivi settori e aziende. "Facciamo scioperi e manifestazioni, blocchiamo strade e piazze – fa sapere Vicano – eppure non basta a far uscire sui giornali certe situazioni: evidentemente dietro queste faccende ci sono poteri forti che hanno interesse ad insabbiare le notizie". L’incontro di ieri è servito anche a promuovere lo sciopero generale di 24 ore indetto per il 23 ottobre con manifestazione nazionale a Roma. La protesta dei lavoratori avrà come obiettivo l’accordo sul rinnovo contrattuale dei metalmeccanici "che – si legge in una nota a firma del coordinatore nazionale RdB-CUB, Pierpaolo Leonardi – sul piano economico non tiene conto della crisi e sancisce la complicità fra padronato e sindacati collaborazionisti".


17 ottobre 2009 - La Tribuna di Treviso

Hanno tutti i requisiti, ma non la cittadinanza. «No alle discriminazioni».
Li appoggiano Adl e «Un’altra Treviso»
Fondi anticrisi, sfida alla Provincia
Due stranieri presentano domanda: se dicono no ricorso al Tar e causa a Muraro

Sono andati in Provincia, nella nuova sede del Sant’Artemio, per presentare la richiesta di contributo per le famiglie di disoccupati in difficoltà. Fatih Aziz e Azoug Jamel, entrambi marocchini, abitano a Ponte di Piave, e hanno perso il lavoro. Hanno tutti i requisiti chiesti dal bando della Provincia: reddito, periodo minimo di lavoro in azienda, residenza nella nostraprovincia da più di 5 anni...peccato non siano cittadini italiani.
Il fondo anticrisi di via battisti - 500 mila euro per 500 famiglie - è destinato ai soli italiani. E contro quella che ritengono una «assurda e inaccettabile discriminazione» hanno sfidato la provincia. Li appoggiano il movimento «Un’altra Treviso» e l’Adl (associazione difesa lavoratori). Se le loro domande verranno bocciate, faranno ricorso al Tar o denunceranno al Tribunale la Provincia. «Abbiamo sollevato più volte questo palese caso di discriminazione - dice Luigi Calesso, di un’altra treviso - anche con un esposto all’ufficio nazionale anti discriminazioni, che ha inviato due missive sul bando alla Provincia. Se la documentazione protocollata non dovesse essere accolta alper noi ci sono gli estremi per un ricorso al Tar e per una causa civile proprio contro la giunta Muraro».
Le associazioni si fanno forti di un precedente: uno studente di Sondrio, che si è visto negato l’alloggio universitario perché straniero, ha vinto la causa civile contro la Provincia. «Se la domanda di Fatih e Azoug non verrà accolta, sarà solo perché non hanno la cittadinanza - continua Calesso - gli altri requisiti sono inattaccabili. Tanto più che in Provincia sono arrivate solo alcune decine di domande: Muraro ha annunciato che se fossero rimasti fondi li avrebbe ripartiti anche fra gli stranieri. Staremo a vedere».(l.c.)


17 ottobre 2009 - Il Sole 24 Ore

LAVORO. Sciopero delle Poste venerdì 23 ottobre

Poste comunica che le associazioni sindacali non firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro hanno aderito all'astensione collettiva di 24 ore proclamata dalla confederazione Cobas Cub per il giorno 23 ottobre, con inizio dal turno montante la sera del 22 ottobre. Poste non prevede «particolari impatti sui servizi».


16 ottobre 2009 - Adnkronos

FISCO: RDB, GIÀ MIGLIAIA LE FIRME CONTRO LO SCUDO
AL VIA INIZIATIVA, SARANNO INVIATA E PALAZZO CHIGI IL 23

Roma, 16 ott. (Adnkronos) - Sarebbero già migliaia, per le Rdb, del pubblico impiego, le firme contro lo scudo fiscale, raccolte questa mattina per il debutto dell'iniziativa promossa dal sindacato.Notevole l'affluenza ai banchetti, in particolare nei presidi di Roma e Genova, ma anche nei tanti punti di raccolta attivati in tutta Italia presso i luoghi di lavoro nelle Agenzie Fiscali, nell'Inps, nell'Inail, al Comune di Roma e presso l'Ospedale S. Eugenio, dice la nota Rdb. «Particolare indignazione suscita la aliquota del solo 5% applicata ai capitali evasi e l'amnistia per reati gravi. Consapevolezza e sensibilità da parte di cittadini e lavoratori anche sui temi più generali dell'equità fiscale e dello smantellamento dei servizi erogati dalla Pubblica Amministrazione», dice il sindacato che proseguirà la raccolta firme nei prossimi giorni. Da lunedì 19 sarà inoltre possibile firmare anche durante l'assemblea dei dipendenti della Regione Lazio e dal 21 ottobre presso la sede centrale del Ministero dell'Economia e Finanze a Roma. Le firme raccolte saranno portate in corteo a Roma, durante la manifestazione indetta per lo sciopero generale nazionale proclamato dal Patto di Base il prossimo 23 ottobre, e saranno inviate alla Presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al Ministro dell'Economia e Finanze.


16 ottobre 2009 - Omniroma

ARCHEOLOGIA, AL COLOSSEO PROTESTA LAVORATORI SOPRINTENDENZE

(OMNIROMA) Roma, 16 ott - Contro la privatizzazione e l'esternalizzazione della gestione dei beni culturali. Per questo sono scesi in piazza un centinaio circa di lavoratori del pubblico impiego aderenti al sindacato Rdb - Cub. I lavoratori, che si sono ritrovati ai piedi del Colosseo, difendono il diritto di mantenere la gestione dei beni culturali e di basarla su principi fondamentali sanciti dalla corte costituzionale. Diversi i problemi individuati dal sindacato e dai lavoratori delle soprintendenze. Si va - si legge nel comunicato distribuito dai manifestanti - dalla questione dell'acquisizione delle opere del Maxxi al problema dell'espoliazione, attraverso un dichiarato stato di emergenza, dei poteri e delle funzioni istituzionali delle soprintendenze archeologiche di Roma e Ostia. I lavoratori che contestano la riforma e il decreto Brunetta si ritroveranno di nuovo in piazza il 23 ottobre, giorno in cui Rdb - Cub hanno proclamato lo sciopero generale del pubblico impiego.


16 ottobre 2009 - Liberazione

Puglia. "Noi la crisi non la paghiamo. Generalizzare le lotte per uscire dalla crisi...

Puglia - "Noi la crisi non la paghiamo. Generalizzare le lotte per uscire dalla crisi, coordinare tutte le lotte per la salvaguardia del posto di lavoro" alle 17.30 alla sala del dopolavoro ferroviario in via Quintino Sella a Bari . Intervengono Ettore Foggetti, dipartimento provinciale Lavoro; Renato Vicano, Agile, ex Eutelia; Mariarita Gadaleta, Rete insegnanti precari; Massimo Paparella, Oerlikon, ex Graziano Trasmissioni; Arcangelo Valentino, Bosch; Felice Di Leo, Natuzzi; Nico Disabato, Nidil Cgil; Gianfranco Carbone, Cgil Sanità; Vito Falcone, Pdci Bari; Giuseppe Catucci, Cgil Funzione Pubblica; Giuseppe Pellegrini, Patto di Base, Rdb Cub Sdl Cobas; Dino TIbaldi, responsabile nazionale Politiche industriali Pdci.


16 ottobre 2009 - Italia Sera

IVU di nuovo in piazza

Roma - Hanno manifestato in silenzio sulla scalinata dell’Arce in Campidoglio, indossando i loro fratini gialli e hanno promesso che faranno altrettanto a ogni evento pubblico: sono gli ex-lavoratori dell’Istituto vigilanza dell’Urbe che era contenuto nell’Ancr (Associazione nazionale combattenti e reduci) aderenti al sindacato Rdb-Cub, che lo scorso agosto erano saliti per protesta sul Colosseo dopo che l’associazione in cui avevano lavorato era stata privatizzata. Circa 300 lavoratori avevano rifiutato di sottoscrivere le nuove condizioni d’impiego. "Per questo siamo rimasti senza lavoro, senza stipendio e neppure la lettera di licenziamento che ci avrebbe permesso di bloccare i mutui e di ricevere il sussidio di disoccupazione - ha detto Mauro Frezza, delegato Rdb Cub - ora siamo qui soltanto per farci notare".


16 ottobre 2009 - Il Quaderno

Dipendenti ex Lsu delle ditte di pulizia nelle scuole: proteste e sit-in il 20 ottobre

Benevento - La Federazione provinciale del sindacato RdB/Cub di Benevento ha reso noto che le attività lavorative dei dipendenti ex Lsu, impegnati nelle pulizie dia alcuni istituti scolastici di Benevento, a partire da lunedì 19 ottobre, saranno espletate esclusivamente per i servizi minimi ed essenziali. "In data 9/10/2009 – si legge in una nota di RdB/Cub - la Meridionale Servizi, cooperativa impegnata nell’appalto di pulizia in alcuni Istituti scolastici nella provincia di Benevento, ha comunicato che le retribuzioni del mese di settembre ai dipendenti ex lsu sarebbero state pagate ‘nella misura del 50% entro il giorno 15/10/2009’ e che il saldo ci sarebbe stato ‘non appena in possesso della necessaria provvista finanziaria’, atteso il ‘mancato pagamento da parte degli Istituti Scolastici i quali, a loro volta, lamentano la mancanza dei fondi da parte del Ministero dell'Istruzione". "A questo gioco allo scarica barile – prosegue la nota - la RdB/CUB, e ovviamente i lavoratori non ci stanno più e hanno comunicato l’immediato stato di agitazione, con l’avviso che se entro il 18 ottobre non verranno effettuati i pagamenti delle retribuzioni della rimanente somma del 50%, relativa al mese di settembre, a far data dal 19 /10/2009 le attività lavorative saranno espletate esclusivamente per i servizii riconducibili a quelli minimi ed essenziali". "Con il perdurare di tale situazione di criticità - conclude il documento - ovvero con l’omesso pagamento delle retribuzioni, per la data così come richiesto, si attiveranno ulteriori iniziative di protesta atte alla tutela dei diritti, avendo sin d’ora proclamato un presidio di protesta con sit-in sotto la Prefettura di Benevento,già a partire da martedì 20 ottobre, con inizio alle ore 10".


16 ottobre 2009 - Corriere di Viterbo

"Tutti si assumano le responsabilità"
Rdb Cub chiede più rispetto per la sanità viterbese

VITERBO - Si è svolto ieri un incontro fra tutte le organizzazioni sindacali e la direzione generale del gruppo RO.RI. sul problema della riduzione delle convenzioni e la mancata apertura della nuova struttura della Clinica S. Teresa sulla Tuscanese. Rdb Cub ritiene non sia più accettabile il balletto di responsabilità che ormai da molti mesi si alterna sullo scenario della snità nella Tuscia. "Chiediamo un'assunzione di responsabilità da parte di tutti - chiede il sindacalista Aurelio Neri -, chiediamo al nuovo direttore generale dell'ASL di Viterbo, che contiamo d'incontrare fra qualche giorno, uno scatto d'orgoglio che possa mettere fine a questo stato di cose, chiediamo ad ognuno di fare la propria parte, nella consapevolezza che dietro avrà il consenso di tutti noi".


16 ottobre 2009 - Il Gazzettino

Padova. Dopo l’annuncio dato dal sindaco Zanonato...

Padova - (M.B.) Dopo l’annuncio dato dal sindaco Zanonato, durante l’ultimo Consiglio comunale, della probabile vendita futura delle quote comunali di Acegas-Aps, i dipendenti della multiutility lunedì prossimo si riuniranno in assemblea sindacale.
«Siamo preoccupati di quanto potrebbe accadere all’azienda con la dismissione della partecipazione pubblica – spiega Stefano Pieretti rappresentante di Adl-Cobas –. Inoltre vogliamo capire meglio la situazione che riguarda il debito contratto da Acegas-Aps». All’assemblea parteciperanno tutte le sigle sindacali.
«E’ infatti importante comprendere, tutti insieme – continua Pieretti – quale sarà il progetto futuro dell’impresa, perché da questo dipende anche il posto di lavoro di molti dipendenti. Il fatto che la maggioranza delle quote di Aps finisce in mani private, infatti, temiamo possa ripercuotersi in maniera negativa su molte posizioni lavorative».
«Infine – termina il sindacalista – si aprirebbe uno scenario completamente diverso rispetto a quello attuale in merito alla gestione, ma soprattutto alla manutenzione degli impianti».


16 ottobre 2009 - Libertà

Pubblico impiego, martedì un convegno sulla riforma

Piacenza - La Riforma del Pubblico Impiego è al centro di un convegno che si terrà a Piacenza martedì 20 ottobre. Da pochi giorni, il 9 ottobre, è stata varata la Riforma del Pubblico Impiego (decreto attuativo della legge 15/2009) che prevede forti cambiamenti all'interno della Pubblica Amministrazione. Secondo il sindacato RdB-Cub è necessario aprire un confronto e un dibattito tra i lavoratori del pubblico impiego che saranno i primi a doversi confrontare con le nuove regole. Da qui il convegno che si terrà alla Coop Infrangibile in Via Alessandria 16 rivolto a tutta la cittadinanza, ma in modo particolare ai lavoratori pubblici per capire quali sono le trasformazioni che si attueranno a partire dal 2010. L'appuntamento è dunque per martedì dalle 11.30 alle 13.30 con delegati nazionali della RdB Agenzie Fiscali e delegati regionali RdB del Pubblico Impiego che cercheranno di fare il punto sui nuovi criteri di produttività, i vincoli imposti nella valutazione, i tagli all'incentivazione, l'abolizione dei diritti dei lavoratori, l'inasprimento delle pene e l'istituzione di nuovi e costosi organismi di controllo. Chi è interessato a partecipare può scrivere a info@bologna. rdbcub. it indicando luogo di lavoro e l'indirizzo e-mail del proprio ufficio, o il numero di fax, in modo da permettere all'organizzazione di avviare al suo ente apposita richiesta di assemblea esterna.
Questo evento informativo si abbina a quello di raccolta di firme contro lo "scudo fiscale", giudicato dal sindacato: «il peggior condono fiscale mai realizzato, anche grazie al collaborazionismo dell'opposizione, creando un buco di bilancio di oltre 100 miliardi di euro rispetto al gettito che sarebbe arrivato ad aliquota ordinaria, ed indirettamente sottrae risorse a tutti i lavoratori che pagano regolarmente le tasse». Lo scudo è inoltre viene visto come una sorta di amnistia per reati gravi, per i quali i nostri codici prevedono la reclusione fino a sei anni: falso in bilancio, distruzione di scritture contabili, uso di false comunicazioni sociali. «Sono solo alcuni dei comportamenti illeciti connessi all'evasione fiscale sui quali calerà definitivamente il silenzio» si fa notare. Le firme raccolte saranno portate in corteo a Roma, in occasione della manifestazione indetta per lo sciopero generale nazionale proclamato dal patto di base il prossimo 23 ottobre, e saranno inviate alla presidenza del consiglio, ai gruppi parlamentari al ministro dell'Economia e Finanze.
Da Piacenza partirà un treno speciale per partecipare alla manifestazione romana: si parte il 22 ottobre alle 23:55. ritorno il 23 ottobre alle 23 al costo di 15 euro. Per prenotazioni scrivere entro il 19 ottobre a info@bologna. rdbcub. it.


16 ottobre 2009 - Il Tempo

Lsu, privatizzati o meno non c'è ancora sicurezza
Paolo Di Lorenzo Lsu ed ex Lsu-privatizzati in società ad hoc:
sciopero e manifestazione a Roma il 23 ottobre

Roma - In molti lo continuano a considerare il "lavoro nero di Stato", fin dalla sua nascita nel 1996 ad oggi, visto che la legge autorizza uno sfruttamento piuttosto spinto di queste persone. I progetti, nati tredici anni fa per motivi elettorali dell'allora premier Romano Prodi, si sono limitati a poche autorizzazioni per assunzioni vere e proprie all'interno degli enti di appartenenza. Nella maggior parte dei casi (migliaia) si è proceduto, attraverso appalti milionari, a dirottare il personale verso società e consorzi di cooperative di dubbio successo, costituiti, qualche volta, con lo scopo di accaparrarsi soldi pubblici per assunzioni deboli perchè senza mercato. «Questo non è accaduto per caso o perché i lavoratori lo hanno scelto - si legge in una nota delle Rdb - la cacciata dei lsu è stata studiata a tavolino con il consenso di Cgil, Cisl e Uil, ben contenti di farlo attraverso loro società cooperative e consorzi di affari. L'appalto di pulizia delle scuole per 375 milioni di euro ne è valido esempio. Questa politica ha gravi responsabilità». E le condizioni dei lavoratori dei servizi privatizzati? Spesso difficili. Tolti di mezzo dagli enti pubblici per assunzioni più appetibili dal punto di vista elettorale e delle spartizioni sindacali. «Nella sola Regione Lazio - prosegue la nota - tutte le società costituite o hanno chiuso (Multiservizi Valle Aniene , Coop. Service a Terracina, Consorzio S. Gallo a Nettuno, la società di Pomezia, la Multiservizi di Priverno) o rischiano di farlo (Multiservizi Frosinone) oppure giacciono improduttive (Risorse Sabine e Rieti Turismo)».


16 ottobre 2009 - L'Unione Sarda

pullman. Ctm, nuovo sciopero il 28 ottobre

Cagliari - Non c'è pace al Ctm. Dopo lo sciopero di quattro ore di venerdì scorso (cui ha aderito il 59% del personale viaggiante), i sindacati della società che gestisce il trasporto pubblico in città hanno proclamato altre quattro ore di astensione dal lavoro dalle 12 alle 16 di mercoledì 28 ottobre. Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Cisal, Ugl e Css avevano deciso di sospendere ulteriori azioni di lotta perché il prefetto li aveva convocati per un chiarimento. Ma la riunione è stata rinviata al 20 ottobre e così i rappresentanti dei lavoratori hanno deciso di proclamare l'altro sciopero perché sostengono che le autorità istituzionali stanno «sottovalutando» i problemi al centro della vertenza, tra cui la sicurezza, il futuro delle officine, le relazioni industriali e l'organizzazione dei tempi di lavoro del personale amministrativo.


16 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna

Stop al razzismo
I diritti dei "diversi" scendono in piazza «Leggi inumane», domani un corteo da piazza Garibaldi
di PABLO SOLE

CAGLIARI - «I Cie, Centri di identificazione e espulsione dei migranti vanno chiusi, il governo deve smettere di applicare lo strumento dei respingimenti e, al contrario, garantire il diritto di asilo a rifugiati e profughi»». Sono queste alcune delle richieste avanzate dal comitato promotore della manifestazione contro il razzismo che domani, con partenza alle 10.30 da piazza Garibaldi, attraverserà il rione della Marina per concludersi in piazza Matteotti.
Le critiche delle sigle che hanno organizzato il corteo (si va dai partiti della sinistra ai sindacati, passando per il mondo dell’associazionismo) non si fermano ai recenti provvedimenti sull’immigrazione varati dal governo Berlusconi, ma abbracciano anche le politiche sociali e, a 48 dalla bocciatura della legge contro l’omofobia, puntano il dito contro la negazione dei diritti degli omosessuali. ««Le recenti leggi promulgate dall’esecutivo nazionale - ha detto ieri mattina durante una conferenza stampa Marco Ghinolfi, tra i promotori dell’evento - sono razziste e inumane. Per prima cosa chiediamo la chiusura dei Cie, che consideriamo centri di detenzione, come la struttura di Elmas. Riteniamo in parallelo che il governo debba ritirare i provvedimenti varati in materia di migrazione, a cominciare dal cosiddetto " Pacchetto sicurezza", perchè altro non sono che una forma di razzismo istituzionale»». Le medesime richieste saranno avanzate a Roma durante la manifestazione "gemella" prevista domani pomeriggio con partenza alle 14.40 da piazza della Repubblica. ««Le norme pensate dal governo Berlusconi - ha aggiunto un altro organizzatore, Antonello Tiddia - fanno dell’Italia un paese omofobo, razzista e xenofobo. Con la prassi dei respingimenti, ad esempio, non si fa altro che trasformare il canale di Sicilia in una sorta di cimitero dei migranti»». Non mancano i riferimenti alla situazione sarda. ««Nella nostra isola la realizzazione del centro di Elmas sancisce di fatto l’istituzionalizzazione dei centri di detenzione per gli extracomunitari - ha aggiunto Tiddia -. Noi siamo contro tutto questo, che si traduce in un modello di società che discrimina i "diversi", siano essi extracomunitari, omosessuali o soggetti appartenenti alle fasce deboli».
Del comitato organizzativo fanno parte, tra gli altri, Prc, Sinistra critica, Movimento studentesco cagliaritano, Arci, l’associazione Gettiamo le basi, Rdb/Cub, rete 28 aprile Cgil, Rossomori, Pdci, Cagliari social forum e Partito comunista dei lavoratori.


16 ottobre 2009 - Il Vostro Giornale

Carenza di organico, situazione economica e sicurezza: vigili del fuoco in agitazione

Savona - Anche i vigili del fuoco del comando savonese aderiscono allo stato di agitazione proclamato da Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Confsal-Vvf. Al centro della protesta vi sono le condizioni operative in cui i pompieri si trovano a svolgere gli interventi, definite "gravi e inadeguate", ma anche la situazione economica e le carenze di organico. "Il personale stabilito per decreto nel 1997 – spiega Luca Infatino, della Cgil Ligure – era già sottostimato. Rispetto a quel dato nei vari comandi regionali mancano, in totale, 150 operatori, sui 1.100 presenti attualmente". Secondo le organizzazioni sindacali il ripianamento delle piante organiche permetterebbe ai vigili del fuoco un po’ più di tranquillità nel loro lavoro, anche eliminando (almeno in parte) il ricorso allo straordinario, il cui pagamento, tra l’altro, è bloccato dallo scorso dicembre. E il taglio delle risorse mette a repentaglio anche la sicurezza delle operazioni di soccorso. "Siamo pochi e con mezzi usurati – spiega ancora Infantino – Rispetto dall’inizio dell’anno ad oggi gli infortuni sono raddoppiati, rispetto allo stesso periodo del 2008?.


15 ottobre 2009 - Adnkronos

SANITÀ: VENERDÌ 23 SCIOPERO NAZIONALE LAVORATORI PUBBLICI E PRIVATI
INDETTO DA FEDERAZIONE SINDACATI DI BASE

Roma, 15 ott. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Si annuncia un venerdì 'nerò per la sanità nazionale, sia pubblica che privata. Anche i medici, gli infermieri, i biologi e il personale amministrativo delle Asl e delle strutture sanitarie private aderiscono allo sciopero generale di 24 ore indetto per il 23 ottobre dalla Federazione nazionale Rdb-Cub, Cobas, Sdl intercategoriale e Unione sindacale italiana - Usi Ait. La protesta riguarda i lavoratori, precari e non, del settore sanità che chiedono maggiore salario, fine della precarietà e il rilancio del Servizio sanitario nazionale. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali, le emergenze e i contingenti minimi stabiliti dalle singole Asl. Oltre allo sciopero di 24 ore, sono in programma anche manifestazioni a Roma, Milano e Torino. «La protesta - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Maria Teresa Pascucci, del coordinamento laziale di Rdb - è contro le misure anti-crisi varate dal Governo. Che hanno portato a una ulteriore riduzione del potere di acquisto dei salari dei lavoratori, compresi quelli che operano nella sanità». Oltre alla stabilizzazione del personale precario e alla richiesta di salari più 'pesantì, nel 'mirinò dei sindacati finisce anche il ministro della Funziona pubblica, Renato Brunetta. «La sua campagna sui 'fannulloni in corsià - conclude la Pascucci - è un paradosso. Già lavoriamo in condizioni limite».


15 ottobre 2009 - Dire

LAVORO. IVU, PROTESTA DEI LAVORATORI AL CAMPIDOGLIO
NELL'AGOSTO SCORSO ERANO SALITI SUL COLOSSEO

(DIRE) Roma, 15 ott. - In silenzio, sulla scalinata del Campidoglio, con addosso i loro fratini gialli. Cosi' hanno manifestato gli ex-lavoratori dell'Istituto vigilanza dell'Urbe aderenti al sindacato Rdb-Cub, affermando che faranno altrettanto ad ogni evento pubblico. Lo scorso agosto, gli ex dipendenti dell'Ivu - che faceva parte dell'Ancr (associazione nazionale combattenti e reduci) - avevano protestato salendo sul Colosseo, dopo che l'associazione in cui avevano lavorato era stata privatizzata. Circa 300 lavoratori avevano rifiutato di sottoscrivere le nuove condizioni d'impiego. "Siamo rimasti senza lavoro, senza stipendio e senza nemmeno una lettera di licenziamento, che ci avrebbe permesso di bloccare i mutui e di ricevere i sussidi di disoccupazione". Lo sostiene Mauro Frezza, delegato Rdb-Cub. "Ora- continua Frezza- siamo qui soltanto per farci notare, visto che ci vietano di salire sui monumenti. Il sindaco ci aveva promesso un suo interessamento, ma non si e' piu' sentito nessuno".


15 ottobre 2009 - Omniroma

IVU, PROTESTA SILENZIOSA LAVORATORI SU SCALINATA CAMPIDOGLIO

(OMNIROMA) Roma, 15 ott - Hanno manifestato in silenzio sulla scalinata dell'Arce in Campidoglio, indossando i loro fratini gialli e hanno promesso che faranno altrettanto a ogni evento pubblico: sono gli ex-lavoratori dell'Istituto vigilanza dell'Urbe che era contenuto nell'Ancr (Associazione nazionale combattenti e reduci) aderenti al sindacato Rdb-Cub, che lo scorso agosto erano saliti per protesta sul Colosseo dopo che l'associazione in cui avevano lavorato era stata privatizzata. Circa 300 lavoratori avevano rifiutato di sottoscrivere le nuove condizioni d'impiego. «Per questo siamo rimasti senza lavoro, senza stipendio e neppure la lettera di licenziamento che ci avrebbe permesso di bloccare i mutui e di ricevere il sussidio di disoccupazione - ha detto Mauro Frezza, delegato Rdb Cub - ora siamo qui soltanto per farci notare visto che ci vietano di salire sui monumenti. Il sindaco ci aveva promesso un suo interessamento ma non si è più visto e sentito nessuno».


15 ottobre 2009 - Il Mattino di Padova

L’Agenzia delle Entrate riporta gli uffici a Padova e lascia solo uno sportello
La riorganizzazione scatta a metà dicembre, sindacati sul piede di guerra:
«Dei 37 dipendenti ne resteranno 15»
di SILVIA BERGAMIN

CITTADELLA - La pubblica amministrazione si riorganizza, i tagli si fanno crescenti e la scure si abbatte anche sull’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Cittadella: da dicembre - quindi da subito - l’attuale sede diventerà un semplice sportello, tutti gli uffici verranno trasferiti a Padova. Il problema più grave riguarda il personale: in metà rischiano di perdere il posto di lavoro a Cittadella.
Celestino Giacon, Rdb sindacati di base, fa il punto della situazione: «Il 14 dicembre prenderà avvio la direzione provinciale di Padova. Per quanto riguarda gli uffici della provincia, come quello di Cittadella, questo nuovo corso porterà a una riduzione delle funzioni». In sostanza, cosa significa? Molto semplicemente: l’ufficio delle entrate di Cittadella resterà come ufficio territoriale, rimarrà attivo solo per quel che riguarda l’attività di sportello. Andando nel dettaglio: «A Cittadella - precisa il sindacalista - non ci sarà più l’ufficio rimborso Iva, sarà trasferito a Padova, in via Vergerio». Non solo: un duro colpo viene inflitto anche ai sistemi di controllo, che vanno nella direzione di prevenire ed evitare il diffuso vizio italico dell’evasione fiscale. «Scomparirà l’area controllo - osserva Giacon - in definitiva chi va a fare le verifiche nel territorio». Gli studi di settore restano a Cittadella, ma non basta: «Il pericolo è quello di lasciare sguarnito il territorio come contrasto all’evasione fiscale». Altro punto dolente: l’occupazione. Meno uffici significa meno posti di lavoro: «Da 37 si passerà ad una quindicina, forse una ventina di dipendenti nella sede di Cittadella. Gli altri andranno a Padova. Se uno vuole restare nell’Alta lo potrà fare, il contratto lo prevede, ma a certe condizioni: dovrà adattarsi a svolgere compiti decisi direttamente dall’amministrazione. E questo potrebbe significare una diminuzione e una perdita di professionalità». Il tutto scatterà il 14 dicembre.
L’ufficio delle entrate di Cittadella, a quanto sembra, è destinato a diventare «un semplice sportello, sguarnito della presenza del fisco, ma anche di una conoscenza delle particolarità del territorio». I sindacati, tuttavia, non si danno per vinti, la lotta è appena iniziata, già fissata una prima data. «Il 23 ottobre - annuncia Giacon - i sindacati di base scenderanno in piazza per manifestare».


15 ottobre 2009 - Corriere del Mezzogiorno

Il caso Dall’ospedale che dovrebbe servire tutta l’area flegrea alla clinica privata
Chirurgo, infarto al San Paolo ricoverato alla Mediterranea
I sindacati: la nuova medicina d’urgenza? Chiusa
di Fabrizio Geremicca

NAPOLI - Un infarto è sempre una disgrazia tuttavia, nella sfortuna, il sessantenne chirurgo dell’ospedale San Paolo che lo ha subito la scorsa settimana avrà pensato che gli sarebbe potuta andar peggio. L’ischemia coronarica, infatti, si è manifestata proprio nel nosocomio di Fuorigrotta, dove era da poco entrato per svolgere la sua giornata di lavoro. Avrà immaginato che, tra i tanti luoghi possibili, quello fosse certo il posto dove avrebbe ricevuto le cure migliori e più tempestive. Amara sorpresa quando i suoi colleghi, per evitare il peggio, dopo averlo stabilizzato lo hanno caricato in ambulanza e lo hanno trasferito alla clinica Mediterranea. Il San Paolo, infatti, non ha una unità di terapia intensiva coronaria, dove i pazienti colti da infarto possono ricevere le cure più appropriate. Alla Mediterranea il medico è stato sottoposto ad angioplastica ed è stato poi dimesso dopo qualche giorno. La vicenda, però, non è passata inosservata. Denuncia la rappresentanza sindacale di base: «L’ospedale San Paolo (nosocomio di massima emergenza della zona Napoli ovest) è sprovvisto dell’Utic, nonostante fosse stata programmata dal piano ospedaliero e dall’atto aziendale approvato dalla Regione Campania». Incalza il sindacato: «Reparti ristrutturati da anni, come l’ex medicina di urgenza, sono chiusi. La maggior parte dei servizi - ambulatori, laboratorio di analisi, radiologia - funzionano solo fino alle 14. Gli utenti sono costretti ad aspettare mesi per un intervento oppure devono sottoporsi ad esso in regime di intramoenia, quindi a pagamento. Terza ipotesi: si rivolgono ad altre strutture ». Secondo Maurizio di Mauro, direttore sanitario della struttura, l’ospedale funziona invece benissimo. Sostiene: «Vero, non c’è la Utic. Tuttavia non la prevede il nuovo piano ospedaliero. Era programmata dal vecchio piano aziendale. Alcuni servizi terminano alle 14? Sono programmati sulla base della richiesta dell’utenza, non è necessario prolungarli. Non è vero che ci siano tempi di attesa così lunghi per un intervento. Tutt’altro. Anche perché al San Paolo i pazienti svolgono gli accertamenti preoperatori e poi vanno a casa. Serve a non tenere inutilmente posti letto occupati». Infine, sul caso del reparto ristrutturato da anni e mai aperto: «Problemi di collaudo. Entrerà quanto prima in funzione».


15 ottobre 2009 - Tuscia web

Interviene Lino Rocchi di Rdb Cub
Vetralla servizi, finalmente una buona notizia

15 ottobre 2009 - Viterbo Oggi

"Vetralla Servizi" la luce alla fine del tunnel!
Viterbo - Interviene Lino Rocchi (RdB CUB)

15 ottobre 2009 - On Tuscia

VETRALLA SERVIZI, LA LUCE ALLA FINE DEL TUNNEL...

15 ottobre 2009 - La Tua Voce

VETRALLA SERVIZI: E ...LUCE FU!
Vetralla Servizi" la luce alla fine del tunnel!

15 ottobre 2009 - Il Tempo

SPIRAGLIO PER LA VETRALLA SERVIZI. RDB CONFERMATA LA POSSIBILITA’ DI PORTARE I LAVORATORI IN PIANTA ORGANICA

15 ottobre 2009 - Nuovo Viterbo Oggi

Marconi promette un nuovo incontro- In merito a quanto suggerito dall’anci l’unica via da seguire per i lavoratori della RdB è quella della reinternalizzazione dei servizi e dei lavoratori con procedure legittime.

15 ottobre 2009 - Il Nuovo Corriere Viterbese

VETRALLA SERVIZI: ACCORDO IN VISTA
ROCCHI: "L’unica soluzione è riportare servizi e lavoratori all’interno del comune"

Riceviamo e pubblichiamo - Il 14 ottobre c’è stato in regione l’incontro tra il comune di Vetralla, la vetralla servizi, la RdB, la Cisal e la Regione Lazio, per il secondo step di verifica della cassa integrazione in deroga concessa fino al 31 dicembre 2009 alla Società. In realtà il 2° step era previsto per giugno, ma a quella data si rimandò perché il Comune dichiarò di "aver bisogno di più tempo perché non c’erano novità". Rimasi contrariato del mancato appuntamento e con me tutti i dipendenti, dichiara Lino Rocchi della Rdb, ma pazientammo perché sapevamo per vie traverse che qualcosa si stava muovendo, la nostra insistenza e determinazione stava avendo i suoi frutti, infatti, se pur il famoso "tavolo tecnico" che doveva "partorire" soluzioni fantasmagoriche, usciva declassato a semplice quesito presso la Corte dei Conti, con buona pace del consigliere comunale Postiglioni, che si era fatto bello di aver ottenuto questo tavolo, ("forse intendeva un tavolo da pic-nic di quelli che apri e chiudi quando vuoi?"), un altro quesito inviato all’Anci, stava già sulla via di casa con buone notizie. Infatti, 11 giugno, l’Anci rispondeva al Comune di vetralla, sostanzialmente dichiarando ciò che la RdB sostiene da quando è iniziata questa vicenda: reinternalizzando i servizi si possono reinternalizzare i lavoratori; questa buona notizia, immediatamente in nostro possesso, però e rimasta in giacenza negli uffici del Comune e non è stata portata ufficialmente a conoscenza delle parti sociali, cosa quanto mai strana, riflette Rocchi, qualcuno forse rema contro all’interno dell’Amministrazione? Abbiamo lasciato decantare la cosa per tutto il periodo estivo, ed il 9 settembre la Rdb ha richiesto un incontro urgente al sindaco Marconi, incontro che è avvenuto il 10 Ottobre, alla faccia dell’urgenza, forse il fatto che ci saremmo comunque visti il 14 in regione ha "accelerato" i tempi dell’udienza? Fatto sta prosegue Rocchi, che nell’incontro cordiale con il sindaco la Rdb scopriva le carte e dichiarava la sua non disponibilità a continuare con la cassa integrazione se non finalizzata alla reinternalizzazione dei servizi e dei Lavoratori. Le conclusioni sono che, nell’incontro del 14 ottobre sia il sindaco Marconi, sia il presidente del Consiglio Comunale Marini, che l’Amministratore della vetralla servizi Lattanzi, hanno convenuto che l’unica via da seguire è quella prevista dall’Anci, reinternalizzazione dei servizi e reinternalizzazione dei lavoratori, chiaramente con procedure trasparenti e legittime. Il sindaco ha quindi dichiarato che ora l’amministrazione lavorerà per preparare tutto il percorso, Pianta organica del comune, bilancio, delibere ecc. ed arrivare ad un nuovo incontro nella prima decade di dicembre in regione Lazio per ratificare un accordo di cassa integrazione finalizzata alla reinternalizzazione e gli eventuali corsi di formazione che si renderanno necessari per parte dei lavoratori. Siamo soddisfatti di questo risultato, conclude Rocchi, dobbiamo ora trovare le forme per non lasciare nessuno indietro, cioè fare in modo che nella revisione della pianta organica del comune ci sia lo spazio adeguato per questi lavoratori o trovare soluzioni alternative per eventuali problematiche che possano insorgere, anche per questo Rdb ha formalizzato alcuni giorni fa l’apertura della propria struttura all’interno dell’Amministrazione comunale e la richiesta di partecipazione alle riunioni tra parti sociali al comune di vetralla.
Lino Rocchi - Rdb Cub Viterbo


15 ottobre 2009 - New Tuscia

Livelli occupazionali nella sanità privata sempre più esigui: incontro tra sindacati e direzione del gruppo Ro.Ri.

15 ottobre 2009 - Viterbo Oggi

Riduzione delle convenzioni:
un incontro fra le organizzazioni per la Clinica Santa Teresa
La RdB chiede un'assunzione di responsabilità al nuovo Direttore Generale dell’ASL di Viterbo

15 ottobre 2009 - Corriere di Viterbo

RDB CUB CHIEDE PIU’ RISPETTO PER LA SANITA’ VITERBESE.
"TUTTI SI ASSUMANO LE RESPONSABILITA’"

15 ottobre 2009 - Il Nuovo Corriere Viterbese

La RdB punta il dito contro l’inerzia delle istituzioni, Regione in primis
"SANITA’, NON PIU’ ACCETTABILE IL BALLETTO DELLE RESPONSABILITA’"

15 ottobre 2009 - On Tuscia

SANITA' NELLA TUSCIA, LA RDB: "SIAMO DAVVERO ARRIVATI ALLA FRUTTA..."

15 ottobre 2009 - La Tua Voce

NERI: "OCCORRE SCATTO DI ORGOGLIO"
LA CLINICA SANTA TERESA
E GLI "STRANI" SILENZI DELLA REGIONE

15 ottobre 2009 - L'Occhio Viterbese

Riduzione delle convenzioni e mancata apertura della nuova struttura
della Clinica S. Teresa sulla S.P. Tuscanese

Riceviamo e pubblichiamo - (NewTuscia) - VITERBO - Ieri, 15 ottobre, si è svolto un incontro fra tutte le Organizzazioni Sindacali e la Direzione Generale del gruppo RO.RI. (Clinica S.Teresa e C.R.A. NEPI). L’oggetto dell’incontro è stato l’annoso problema della riduzione delle convenzioni e la mancata apertura della nuova struttura della Clinica S. Teresa sulla S.P. Tuscanese. Riteniamo non sia più accettabile il balletto di responsabilità che ormai da molti mesi si alternano sullo scenario della Sanità nella nostra provincia, non è possibile tornare ogni mese sullo stesso argomento ed assistere all’impassibilità sin qui dimostrata dai nostri politici e da tutte le autorità preposte ed il problema, purtroppo, non coinvolge soltanto la Clinica S. Teresa ed il C.R.A. di Nepi ma tutta la sanità privata accreditata della provincia, come in un oscuro intento persecutorio che va a colpire tutta l’utenza viterbese ed i già esigui livelli occupazionali. Dalla Regione Lazio, le Autorità preposte, si sono quasi esclusivamente dedicate in affannosi piani di rientro del debito tagliando indiscriminatamente posti letto, senza la minima preoccupazione dei disservizi e delle migrazioni passive che questi piani avrebbero comportato. Diverse volte siamo intervenuti anche promuovendo incontri con il Prefetto ed il Direttore Generale dell’ASL di Viterbo che hanno prodotto generiche promesse e dichiarazioni d’intenti che si sono dimostrate soltanto delle soluzioni tampone. Ora siamo veramente arrivati alla frutta, la nostra provincia ha la percentuale di posti letto per abitanti che è la più bassa del Lazio, i nostri abitanti sono costretti a liste di attesa inverosimili o, in alternativa, a dover migrare verso altre strutture sanitarie fuori regione e per ultimo, ma non ultimo, ora verranno intaccati anche i livelli occupazionali, in una provincia come la nostra, già carente di posti di lavoro. Siamo seriamente preoccupati per tutto questo che si potrebbe trasformare anche in un problema di ordine pubblico. Chiediamo con questo un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, chiediamo al nuovo Direttore Generale dell’ASL di Viterbo, che contiamo d’incontrare fra qualche giorno, uno scatto d’orgoglio che possa mettere fine, una volta per tutte, a questo stato di cose, chiediamo ad ognuno di fare la propria parte, nella consapevolezza che dietro avrà il consenso di tutti noi.
Federazione Provinciale RdB/CUB Viterbo - Aurelio Neri


15 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna

Sfratti, Zidda non può bloccarli
I provvedimenti interessano le case Area e non quelle comunali
«Non è competenza del sindaco intervenire su quegli sgomberi»
di NADIA COSSU

NUORO - Il sindacato degli sfrattati Rdb-Cub e l’Asia alcuni giorni fa lo avevano detto forte e chiaro: «Il sindaco di Nuoro blocchi gli sfratti in città».
E avevano aggiunto: «Prenda come esempio il collega di Cagliari». Una richiesta avanzata dieci giorni fa, quando a Nuoro è stato eseguito il secondo sfratto esecutivo nelle palazzine popolari dell’Area in viale Costituzione. Il primo c’era già stato lo scorso maggio.
Stavolta è toccato a Mario Corrias, imbianchino precario, costretto a lasciare l’appartamento a piano terra di viale Costituzione che occupava abusivamente da alcuni anni. Allora era stato detto che l’ondata di sfratti dell’Area (ex Iacp) era soltanto all’inizio e che molte famiglie avrebbero rischiato in poco tempo di trovarsi in mezzo alla strada.
In quell’occasione più persone avevano sollecitato l’intervento di Mario Zidda: «Perché a Cagliari il primo cittadino si è mosso e qui invece non si fa nulla? Non si può restare indifferenti davanti a simili situazioni di degrado e abbandono».
In realtà il Comune di Nuoro un passo lo ha fatto. Ha cioè verificato se realmente nel capoluogo sardo ci sia mai stato un provvedimento di blocco degli sfratti emesso da Emilio Floris. Ieri mattina l’assessore comunale ai Servizi Sociali Graziano Pintori ha sentito per telefono il responsabile dell’ufficio di gabinetto del sindaco di Cagliari e la risposta è stata la seguente: «Non esiste nessun provvedimento del sindaco Floris che blocchi gli sfratti di Area». L’amministrazione comunale di Nuoro ha dunque voluto verificare in prima persona se davvero il primo cittadino di Cagliari fosse intervenuto nel blocco degli sfratti Area. E la risposta è stata negativa.
«Come è noto le amministrazioni comunali hanno competenza sulle case delle quali sono proprietarie - precisano gli amministratori barbaricini - e, ad oggi, non esiste nessun provvedimento di sfratto che riguardi le case di proprietà del Comune di Nuoro». Tradotto: se qualche provvedimento di sfratto è stato emesso riguarda soltanto le palazzine Area e in questo caso il sindaco di Nuoro nulla può fare. Eventualmente, potrebbe intervenire soltanto se gli sgomberi riguardassero le case comunali. E al momento, come specificato anche dallo stesso assessore Graziano Pintori, non esistono sfratti in esecuzione.
Tutto questo, ovviamente, non significa che l’amministrazione neghi l’esistenza di una reale emergenza abitativa. Perché il problema, in città, c’è eccome. Cinquanta nuclei familiari, attualmente, sono infatti in lista d’attesa per le case comunali. Ma niente sfratti in programma.
L’assessorato ai Servizi sociali sta portando avanti una serie di iniziative perché ci sia un sostegno materiale verso quelle famiglie che vivono uno stato di indigenza reale. Un assegno, della durata di sei mesi, finalizzato in particolare al pagamento dei canoni di locazione delle abitazioni. Sono i nuovi interventi che rientrano nel progetto sulle povertà estreme che partirà a breve.


15 ottobre 2009 - Sussidiario.net

SCIOPERO
Convegno sullo sciopero generale del 23 ottobre

Messina - Sabato 17 ottobre alle ore 18.30, al Salone dei mosaici Messina Marittima, Alternativa Proletaria e Partito Comunista dei Lavoratori di Messina promuovono un incontro pubblico sul seguente tema: "Verso lo sciopero generale del 23 ottobre indetto dai sindacati di base (Cub, Cobas, Sdl)", contro il governo delle insicurezze e delle precarietà. Interverranno al dibattito: Giacomo Di Leo, coord. regionale Alternativa Proletaria,organizzazione comunista per la Quarta Internazionale, Fabrizio Nigro, geologo, dipendente Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sez. di Palermo, Partito Comunista dei Lavoratori, Roberto Laudini, per il coordinamento provinciale della RdB, Filippo Sutera, coordinatore regionale della CUB, Mariano Massaro, segreteria regionale ORSA, i lavoratori del Nucleo Organizzato Lavoratori Uniti, un rappresentante dei Cobas e della RETE NO PONTE. Sono invitati i Giovani Comunisti, il Prc, il Pdci, l’Arci, Legambiente, Wwf, il CIP, tutti i lavoratori e i cittadini interessati, ed in particolare le popolazioni colpite dalla recente alluvione di Messina Sud.


14 ottobre 2009 - Il Sole24Ore Radiocor

Scudo fiscale: Rdb pubblico impiego promuovono raccolta di firme contro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 14 ott - Le Rappresentanze sindacali di base del Pubblico Impiego promuovono una raccolta di firme contro lo scudo fiscale, nei luoghi di lavoro e in diverse piazze d'Italia. Un'iniziativa rivolta "a tutti i lavoratori dipendenti e pensionati, pubblici e privati, che sorreggono sulle proprie spalle quasi l'intero gettito fiscale del Paese". Secondo una nota di RdB, lo scudo fiscale "rappresenta il peggior condono fiscale mai realizzato, anche grazie al collaborazionismo dell'opposizione; crea un buco di bilancio di oltre 100 miliardi rispetto al gettito che sarebbe arrivato ad aliquota ordinaria, e indirettamente sottrae risorse a tutti i lavoratori che pagano regolarmente le tasse. Lo scudo - si legge ancora - e' un'amnistia per reati gravi, per i quali i nostri codici prevedono la reclusione fino a sei anni: falso in bilancio, distruzione di scritture contabili, uso di false comunicazioni sociali". Le firme raccolte saranno portate in corteo a Roma in occasione dello sciopero generale proclamato dal Patto di Base il 23 ottobre e saranno inviate alla presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al ministro dell'Economia.


14 ottobre 2009 - Dire

DL CRISI. BOLOGNA, RDB: RACCOLTA FIRME E SCIOPERO IL 23

(DIRE) Bologna, 14 ott. - Assemblee, banchetti e una raccolta firme contro lo scudo fiscale. E' cosi' che le Rdb-Cub di Bologna si preparano allo sciopero generale nazionale indetto dal sindacalismo di base per il 23 ottobre. "Si stanno tenendo in questi giorni decine e decine di assemblee nei luoghi di lavoro pubblici e privati", spiega Massimo Betti per le Rdb. Alle assemblee, continua Betti, si aggiungono diversi presidi e volantinaggi pubblici, dal mercato della Montagnola a piazza Verdi. Inoltre, venerdi' i delegati Rdb delle agenzie fiscali daranno vita a quattro banchetti per raccogliere le firme contro lo scudo fiscale. Nell'ambito di una giornata nazionale di mobilitazione del pubblico impiego, i lavoratori delle agenzie fiscali si ritroveranno davanti agli Uffici delle entrate di via Nanni Costa, Polo e Larga e davanti alla Direzione provinciale del territorio in piazza Malpighi.

LAVORO. IVU, RDB-CUB: RITARDI IN CONCESSIONI SPAZI PROTESTA
"COMUNE TARDA A RILASCIARE AUTORIZZAZIONE USO PIAZZA S. MARCO"

(DIRE) Roma, 14 ott. - "I 300 dipendenti dell'Ancr-Ivu, che dal 14 agosto sono senza lavoro e senza alcuna forma di ammortizzatore sociale, non riescono a dare seguito alle loro legittime e pacifiche forme di protesta. Dopo il recente intervento censorio durante l'ultima manifestazione della guardie giurate in piazza San Marco, in cui e' stata imposta la cancellazione del nome del presidente del Consiglio da uno striscione, il Comune di Roma tarda a rilasciare l'autorizzazione per un nuovo utilizzo della stessa piazza, luogo che, dopo la protesta sul Colosseo, e' divenuto il simbolo di questa mobilitazione". Lo denuncia in una nota Mauro Frezza della RdB-Cub, che prosegue: "Invece di lavorare ad una soluzione per la vertenza, sembra che ci si sforzi soprattutto di impedire che la protesta dei dipendenti dell'Ancr sia ancora visibile e che i lavoratori possano continuare a rendere noto a tutti quali operazioni sono state compiute ai loro danni. Mentre sulla sicurezza si fa tanta demagogia, resta ancora inevasa la possibilita' di un utilizzo delle nostre professionalita'". Il prossimo 22 ottobre, conclude Frezza, "ci saranno altre udienze al Tribunale Fallimentare ed al Tribunale del Lavoro, dove sono stati presentati i ricorsi per vedere riconosciuto il rapporto di lavoro con l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci", riferisce il rappresentante sindacale. "Contiamo su una netta accelerazione del procedimento fallimentare, cosi' come per tutte le altre denunce che abbiamo presentato, sia ai giudici del lavoro che ai tribunali penali. Nel frattempo, se sui monumenti e' vietato salire e gli spazi a terra non vengono autorizzati, vorra' dire che per protestare impareremo a volare", conclude Frezza.

FIERA BOLOGNA. RDB: RIORGANIZZAZIONE TAGLIA POSTI DI LAVORO
"MA MENO DIRITTI E MENO SALARIO NON COMPENSANO I MINORI EVENTI"

(DIRE) Bologna, 14 ott. - "Solo sacrifici nel piano industriale della Fiera". A bocciare la riorganizzzazione del personale proposta dal management dell'expo sono le Rdb (Rappresentanze sindacali di base). "Il 'riallineamento organizzativo' si traduce in un taglia e cuci di mansioni e, soprattutto, in un taglio di 'posti' di lavoro, di 'presenze effettive' durante le manifestazioni e, quindi, di reddito per i lavoratori", sostiene il sindacato di base in una nota firmata da Luigi Marinelli. la societa', riferisce ancora, ha proposto ai sindacati "il blocco del turnover in cambio dell'aumento del monte ore minimo di alcune categorie e incentivi al prepensionamento", la riduzione "degli organici di manifestazione da 189 a 138 lavoratori, con il taglio di 51 posti di lavoro", la diminuzione delle "presenze programmate nelle manifestazioni, dividendo nettamente gli eventi con meno o piu' di 5.000 metri quadrati". Insomma, tira le somme Marinelli, si tratta di "un piano industriale molto pesante sia in termini di reddito che di futuri carichi di lavoro". Le Rdb ammettono che il confronto sindacale si innesta in un "contesto difficile" per "le fibrillazioni del mercato fieristico nazionale e internazionale" e "l'alta conflittualita' all'interno della dirigenza e dell'assetto societario", ma non intendono recedere su alcuni punti. "La diminuzione di salario e di diritti- afferma Marinelli- non puo' contrastare la diminuzione degli eventi fieristici. Le crisi sono da sempre un'opportunita' per far passare ristrutturazioni aziendali. E poi, stanno venendo al pettine i nodi del processo di privatizzazione dell'expo". Nell'assemblea dei lavoratori di oggi, riferiscono le Rdb, "e' stata votata all'unanimita' una mozione che impegna sindacati a non concedere modifiche alla programmazione dei turni di lavoro per il 2010".


14 ottobre 2009 - Adnkronos

FISCO: RDB P.I. PROMUOVE RACCOLTA FIRME CONTRO SCUDO IL 16 OTTOBRE

Roma, 14 ott. - (Adnkronos) - La RdB Pubblico Impiego promuove una raccolta di firme contro lo scudo fiscale, che partirà da venerdì 16 ottobre in tanti luoghi di lavoro ed in diverse piazze sul territorio nazionale. Con questa iniziativa la Rdb del pubblico impiego si rivolge a tutti i lavoratori dipendenti e pensionati, pubblici e privati, che «sorreggono sulle proprie spalle quasi l'intero gettito fiscale del Paese. Lo scudo fiscale -osserva in una nota- rappresenta il peggior condono fiscale mai realizzato, anche grazie al collaborazionismo dell'opposizione. Crea un buco di bilancio di oltre 100 miliardi di euro rispetto al gettito che sarebbe arrivato ad aliquota ordinaria, ed indirettamente sottrae risorse a tutti i lavoratori che pagano regolarmente le tasse. Lo scudo è inoltre un'amnistia per reati gravi, per i quali i nostri codici prevedono la reclusione fino a sei anni: falso in bilancio, distruzione di scritture contabili, uso di false comunicazioni sociali, sono solo alcuni dei comportamenti illeciti connessi all'evasione fiscale sui quali calerà definitivamente il silenzio grazie all'anonimato imposto per gli intermediari che invieranno le dichiarazioni di adesione allo scudo». «Al contempo -prosegue- mentre nel Pubblico Impiego avanza la controriforma Brunetta, che attraverso una falsa meritocrazia aggrava per legge l'esclusione di una fascia vastissima di lavoratori pubblici dal salario accessorio (peraltro già decurtato con la legge 133/2008), il governo non stanzia le risorse per il rinnovo dei contratti ed opera tagli draconiani ai bilanci della Pubblica Amministrazione, per utilizzare questo tesoretto a sostegno degli imprenditori e delle banche, gli stessi soggetti responsabili dell'esportazione dei capitali all'estero». «Le firme raccolte -fa sapere- saranno portate in corteo a Roma, in occasione della manifestazione indetta per lo sciopero generale nazionale proclamato dal Patto di Base il prossimo 23 ottobre, e saranno inviate alla Presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al Ministro dell'Economia e Finanze».

ROMA: VIGILANTES ANCR-IVU,
PROBLEMI CON AUTORIZZAZIONI SU SPAZI PER PROTESTA

Roma, 14 ott. - (Adnkronos) - I 300 dipendenti dell'Ancr-Ivu, che dal 14 agosto sono senza lavoro e senza alcuna forma di ammortizzatore sociale, non riescono a dare seguito alle loro legittime e pacifiche forme di protesta. Dopo il recente l'intervento censorio durante l'ultima manifestazione della guardie giurate in Piazza San Marco, in cui e' stata imposta la cancellazione del nome del Presidente del Consiglio da uno striscione, il Comune di Roma tarda a rilasciare l'autorizzazione per un nuovo utilizzo della stessa piazza, luogo che, dopo la protesta sul Colosseo, e' divenuto il simbolo di questa mobilitazione. ''Invece di lavorare ad una soluzione per la vertenza, sembra che ci si sforzi soprattutto di impedire che la protesta dei dipendenti dell'Ancr sia ancora visibile e che i lavoratori possano continuare a rendere noto a tutti quali operazioni sono state compiute ai loro danni'', spiega Mauro Frezza della RdB.''E mentre sulla sicurezza si fa tanta demagogia, resta ancora inevasa la possibilita' di un utilizzo delle nostre professionalita'''. ''Il prossimo 22 ottobre - continua - ci saranno altre udienze al Tribunale Fallimentare e al Tribunale del Lavoro, dove sono stati presentati i ricorsi per vedere riconosciuto il rapporto di lavoro con l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci''. ''Contiamo su una netta accelerazione del procedimento fallimentare, cosi' come per tutte le altre denunce che abbiamo presentato, sia ai giudici del lavoro sia ai tribunali penali. Nel frattempo - conclude Frezza - se sui monumenti e' vietato salire e gli spazi a terra non vengono autorizzati, vorra' dire che per protestare impareremo a volare''.


14 ottobre 2009 - Julie news

Chirurgo colpito da infarto in ospedale, trasportato in clinica
di Nico Falco

Napoli - Singolare (si spera) ma sintomatico delle condizioni della sanità campana quello che è successo all’ospedale San Paolo di Napoli, dove un chirurgo, colto da infarto in servizio, è stato trasportato in una struttura privata per le cure necessarie. La denuncia arriva dal sindacato Rdb, che punta il dito contro le potenzialità mai sfruttate della struttura ospedaliera di Fuorigrotta. Il San Paolo, bacino di utenza di circa 400mila persone (tra Cavalleggeri, Agnano, Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo e Pianura), è un DEA di 2° livello, ospedale di massima emergenza della zona Napoli Ovest. Malgrado la sua ‘qualifica’ sulla carta, nella struttura manca ancora il reparto Utic, l’unità di terapia intensiva coronarica, previsto dal piano ospedaliero e dall’atto aziendale approvato dalla Regione Campania.
"Oggi l’ospedale San Paolo, - si legge in una nota del sindacato, - è una struttura che funziona male, non sfrutta tutte le sue potenzialità, metà ospedale è completamente abbandonato, reparti ristrutturati da anni sono chiusi, la maggior parte dei servizi funzionano fino alle ore 14.00 mentre gli utenti sono costretti ad aspettare mesi per un intervento, o costertti a farlo in intramoenia (a pagamento) o rivolgersi ad altre strutture".
"Allo stato attuale, - continua la nota, - l’ospedale pubblico non è in grado di garantire una assistenza nemmeno ai propri operatori che sono costretti a rivolgersi presso una struttura privata". Come nel caso del chirurgo, che è stato trasportato alla clinica Mediterranea.
"Un esempio significativo di quello che sta diventando la sanità pubblica in Campania, - conclude l’Rdb, - diventato terreno di scontro e di speculazioni da parte di partiti e sindacati, di cui devono tenere conto i cittadini e gli operatori".


14 ottobre 2009 - Omniroma

IVU, RDB CUB: «VOGLIONO IMPEDIRE PROTESTA LAVORATORI»

(OMNIROMA) Roma, 14 ott - I 300 dipendenti dell'Ancr-Ivu, che dal 14 agosto sono senza lavoro e senza alcuna forma di ammortizzatore sociale, non riescono a dare seguito alle loro legittime e pacifiche forme di protesta. Dopo il recente l'intervento censorio durante l'ultima manifestazione della guardie giurate in Piazza San Marco, in cui è stata imposta la cancellazione del nome del Presidente del Consiglio da uno striscione (foto in allegato), il Comune di Roma tarda a rilasciare l'autorizzazione per un nuovo utilizzo della stessa piazza, luogo che, dopo la protesta sul Colosseo, è divenuto il simbolo di questa mobilitazione«. Lo denuncia una nota Rdb CUb. »Invece di lavorare ad una soluzione per la vertenza, sembra che ci si sforzi soprattutto di impedire che la protesta dei dipendenti dell'Ancr sia ancora visibile e che i lavoratori possano continuare a rendere noto a tutti quali operazioni sono state compiute ai loro danni - afferma Mauro Frezza della RdB - e mentre sulla sicurezza si fa tanta demagogia, resta ancora inevasa la possibilità di un utilizzo delle nostre professionalità. Il prossimo 22 ottobre ci saranno altre udienze al Tribunale Fallimentare ed al Tribunale del Lavoro, dove sono stati presentati i ricorsi per vedere riconosciuto il rapporto di lavoro con l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Contiamo su una netta accelerazione del procedimento fallimentare, così come per tutte le altre denunce che abbiamo presentato, sia ai giudici del lavoro che ai tribunali penali. Nel frattempo, se sui monumenti è vietato salire e gli spazi a terra non vengono autorizzati, vorrà dire che per protestare impareremo a volare«, conclude Frezza.


14 ottobre 2009 - Orizzonte Scuola

Precariato: Sciopero generale del 23 ottobre RDB CUB

La RDB CUB fa appello ai precari del pubblico impiego per lo sciopero generale del 23 ottobre.
Il comunicato
I Precari del pubblico impiego con Santa Assunta alla Manifestazione Nazionale a Roma
Nazionale – martedì, 13 ottobre 2009
APPELLO AI PRECARI DEL PUBBLICO IMPIEGO:
tutti al corteo del 23 ottobre a Roma!
Aderisci allo sciopero e alla manifestazione
N.B. Nel corteo sarà previsto uno spezzone di tutti i precari delle P.A. che si concentrerà in piazza Esedra sotto l’insegna del BOSCOLO LUXURY HOTEL EXEDRA
La crisi economica sta producendo i suoi effetti concreti proprio in questi mesi e si moltiplicano le chiusure di stabilimenti produttivi con relativi licenziamenti. Nel pubblico impiego gli effetti reali saranno probabilmente diversi, ma già tagli delle risorse ai serivzi, ristrutturazioni e blocchi delle assunzioni ci dicono che una delle poche certezze è che a farne le spese saranno per i primi i lavoratori precari, anello debole della catena alimentare lavoristica.
Questo governo sin dal suo insediamento ha fatto capire con atti estremamente concreti cosa intende fare dei precari del pubblico impiego: sostituirli e licenziarli! Il ministro Brunetta ha sospeso le stabilizzazioni e predisposto un sistema di blocchi che di fatto sta producendo l’espulsione dei precari storici dai posti di lavoro. Inutile sottolineare come questi provvedimenti abbiano un effetto negativo proprio su quelle amministrazioni che si avvalevano dell’apporto di questi lavoratori e di come i servizi che venivano offerti oggi risentano pesantemente di queste assenze. Sono però i lavoratori precari che pagano il prezzo più caro trovandosi in mezzo ad una strada con professionalità talmente specifiche, poiché specializzate nei settori di intervento nei quali hanno operato per anni, e con un età che difficilmente li rende appetibili in un mercato del lavoro che oltretutto sta reagendo alla crisi con chiusure e licenziamenti.
Tutto ciò sta avvenendo in un silenzio assordante nel quale i sindacati confederali, dopo aver cercato di cavalcare l’onda delle stabilizzazioni per capitalizzare iscrizioni, adesso relegano i precari all’ultimo posto delle loro rivendicazioni, o addirittura non li nominano proprio più, tanto sono concentrati a collaborare
Noi no! Non riteniamo chiusa la questione precariato in questo Paese ed in particolare intendiamo mantenerla più che mai aperta nel Pubblico Impiego. Ma devono essere direttamente i lavoratori precari a riappropriarsi di un futuro che oggi gli viene negato, a riprendere la parola in un dibattito politico che, accartocciato sulle lotte di potere, rischia di soffocare le emergenze reali del Paese. È solo attraverso il protagonismo che i lavoratori precari potranno tornare ad essere in cima all’agenda politica del Paese.
Delegare non si può! In un momento come questo è indispensabile che si riprenda l’iniziativa su parole d’ordine chiare ed inequivocabili: assunzione per TUTTI i precari del pubblico impiego! Senza compromessi. Non c’è spazio per quella politica moderata, che sta dentro le "compatibilità economiche"
Si tratta di decidere se rimanere passivi spettatori di un processo che macina anche i precari pubblici, oltre quelli privati, nel tritatutto che sta macinando diritti, salari e dignità del mondo del lavoro e distruggendo le legittime aspettative di vita normale; oppure unirsi con chi vive la medesima condizione, organizzarsi e manifestare per diventare soggetto che non subisce, ma reagisce ed è in grado di alzare la voce per gridare forte la voglia di riappropriarsi del proprio futuro. Un futuro che vogliamo fatto di stabilità, diritti e dignità.
ADERIAMO e PARTECIPIAMO TUTTI allo
SCIOPERO GENERALE VENERDÌ 23 OTTOBRE
CON MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
PARTENZA ORE 9,30 DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA
N.B. Nel corteo sarà previsto uno spezzone di tutti i precari delle P.A. che si concentrerà in piazza Esedra sotto l’insegna del BOSCOLO LUXURY HOTEL EXEDRA


14 ottobre 2009 - Liberazione

Roma, stop a spazio sociale appena nato. Annunci di fuoco dal sindaco
Sgombero a S. Lorenzo. Ed è pronta la guerra a lavavetri e cortei
di Daniele Nalbone

Roma è una città sempre meno aperta. Anche ieri ne abbiamo avuto conferma. Sono da poco passate le 7 di mattina quando circa 250 agenti a bordo di una ventina di blindati fa irruzione nel quartiere di San Lorenzo. Obiettivo: sgomberare Giap, neonata occupazione messa in atto, sabato mattina, da precari e studenti. In pochi minuti gli agenti sono entrati nella struttura, all'angolo tra via degli Ausoni e via dei Sabelli, composta da un unico piano e da otto saracinesche, e identificato le dieci persone che vi dormivano. A destare preoccupazione per la democrazia cittadina è, però, l'ingente spiegamento di forze deciso dal prefetto Pecoraro per bloccare sul nascere un'occupazione non abitativa ma che aveva come obiettivo quello di recuperare uno stabile abbandonato «per costruire un momento di relazione con il quartiere» spiega Alessandro, uno dei ragazzi che ha dato vita a Giap. Una "officina resistente", come è stata definita, un "cantiere" dove costruire una socialità diffusa. «Uno spazio in cui rispondere alle mille problematiche oggi dimenticate nella giungla della metropoli: l'emergenza abitativa, gli abusi e gli sfruttamenti nei luoghi di lavoro, il degrado del sistema formativo» si leggeva ieri pomeriggio sul manifesto che presentava l'occupazione alla città ancora appeso fuori dallo stabile mentre un gruppo di muratori chiamati dalle forze dell'ordine provvedevano a murare gli ingressi della struttura. Dopo lo sgombero di ieri non è chiaro cosa sorgerà, fra qualche mese, fra via degli Ausoni e via dei Sabelli. Ma chi ha avuto modo di visitare l'edificio un'idea se l'è fatta: in due stanze ci sono dei buchi profondi, di quelli che servono per verificare la consistenza del terreno, e secondo quanto risulta dalle carte in possesso degli uffici tecnici del Municipio III, che non hanno ancora dato il via ai lavori, la proprietà ha intenzione di costruire dei parcheggi sotterranei e destinare lo stabile a unità abitative. Non ci vuole molto per capire che siamo al cospetto della solita storia romana di speculazione edilizia che mal si concilia con chi reclama spazi sociali. Perché questa è la vera paura del sindaco Alemanno: la creazione o il consolidamento di luoghi di aggregazione in cui possa organizzarsi la lotta dal basso. Così, «piuttosto che affrontare le questioni sociali che Giap si proponeva di portare all'attenzione della cittadinanza» racconta Valeria durante il volantinaggio che ieri pomeriggio ha raccontato al quartiere quanto accaduto poche ore prima, «le istituzioni preferiscono reprimere il dissenso e le soggettività che tentano di sottolineare le contraddizioni interne al sistema. La stretta repressiva contro le lotte sociali che attraversano la città mostra quanto le istituzioni siano insensibili ai veri problemi sociali». Ecco, allora, che l'assemblea di oggi pomeriggio alle 18 in programma davanti alla struttura sgomberata, da "semplice" presentazione di un nuovo spazio occupato, assume ancor più valore, soprattutto alla luce delle voci che vogliono l'Horus, dopo lo sgombero di un anno fa, nuovamente nell'occhio del ciclone con le forze dell'ordine pronte a riconsegnare lo spazio sociale e culturale di Roma Nord nelle mani della speculazione.
Ma ieri la colazione non è andata di traverso solo agli abitanti di San Lorenzo, svegliati da blindati e lampeggianti.
Mentre gli agenti militarizzavano l'intero quartiere, dalle pagine de Il Messaggero il sindaco Alemanno avvertiva la città: «stop ai lavavetri molesti e sei percorsi fissi per i cortei che attraversano il centro storico». Queste le due ordinanze che il sindaco firmerà entro una settimana, «probabilmente già lunedì prossimo per entrare in vigore dal 1 novembre» specifica il quotidiano romano. Cento euro di multa e sequestro del danaro ottenuto e delle attrezzature utilizzate per lavare i parabrezza delle auto la pena da infliggere ai lavavetri. L'accusa? Intralcio alla circolazione stradale e pedonale. Sarebbe, invece, in fase di ultimazione l'ordinanza per limitare ulteriormente i cortei dopo il protocollo firmato, poco meno di un anno fa, tra Prefetto, Comune e sindacati. Il tutto grazie ai poteri speciali per fronteggiare l'emergenza traffico in possesso del Sindaco.
In una sola mattinata, quindi, il Comune di Roma «ha gettato la maschera: non avendo risposte reali per affrontare le emergenze sociali, il sindaco Alemanno ha pensato bene, per l'ennesima volta, di trasformare tutto in un problema di ordine pubblico da far gestire al prefetto e alla polizia» commenta Paolo Di Vetta di Asia Rdb. «Come non bastasse annuncia, tramite la "libera" stampa, di voler produrre ordinanze contro i lavavetri, continuando con l'opera di criminalizzazione dei migranti, ora addirittura ritenuti responsabili del traffico, e di puntare a limitare i cortei trasformando, così, un diritto teoricamente inviolabile per una democrazia, quello di manifestare, in un problema per la mobilità».


14 ottobre 2009 - Il Quaderno

RdB/Cub convoca assemblea dipendenti delle pulizie negli istituti scolastici

Benevento - a federazione provinciale del sindacato RdB/Cub di Benevento ha fissato per domani, alle 18 presso la propria sede di Via Giustiniani, l’assemblea dei dipendenti ex Lsu/Ata impegnati nelle pulizie degli istituti scolastici. All’ordine del giorno le criticità nel pagamento delle retribuzioni mensili per effetto del mancato pagamento delle fatture da parte delle scuole.


14 ottobre 2009 - Corriere del Veneto

Trasporti Vaporetti o lancioni, la sperimentazione prosegue fino a dicembre
Tronchetto, salvo il biglietto unico ma con la scure sulla quota Alilaguna
I sindacati restano perplessi: «Vela vende comunque meno titoli»
di Paola Vescovi

VENEZIA – Pareggio dei conti in extremis per la sperimentazione estiva del biglietto integrato Actv-Alilaguna: il Comune rivede le quote di riparto degli introiti rispetto agli accordi iniziali per «salvare » i conti di Actv che altrimenti sarebbero andati in perdita. Il dietro front dell'ultim'ora è stato deciso la scorsa settimana dai Cda di entrambe le aziende, dopo le sollecitazioni dei vertici Actv che avevano segnalato le criticità dell'intera operazione. Il biglietto integrato che dà la possibilità di usare indifferentemente i mezzi di Alilaguna o Actv nella tratta Tronchetto- Giudecca-San Marco, è salvo ma con una diversa suddivisione delle quote degli incassi. Ad Alilaguna era stato garantito il 23 per cento del totale dei biglietti venduti da entrambe le aziende, dovrà accontentarsi del 10,50 per cento. In questo modo l'azienda presieduta da Fabio Sacco porta a casa comunque un ricavo di ottanta mila euro e Actv invece evita il passivo e rimette in pareggio i conti. Terminata a settembre, la sperimentazione del biglietto integrato con le due corse all'ora di Alilaguna sulla tratta Tronchetto-Giudecca-San Marco, è stata voluta dall'assessore alla mobilità Enrico Mingardi allo scopo di «incrementare i servizi all'utenza e inasprire la lotta agli intromettitori », ma dai sindacati è stata subito accolta tiepidamente per il timore che non fosse conveniente per Actv. Alla luce della rinegoziazione, le due aziende si dicono soddisfatte: «L’accordo sulla ripartizione ha consentito l’equilibrio finanziario per entrambe le società – fanno sapere in una nota congiunta - anche in considerazione della diminuzione dei passeggeri in arrivo al Tronchetto e più in generale in città nel 2009». La vendita del biglietto integrato dovrebbe continuare, secondo gli accordi, fino al 31 dicembre ma si sta valutando l'interruzione anticipata a fronte dei minori flussi turistici. Nel frattempo, il servizio di Alilaguna sulla tratta Tronchetto-San Marco attraverso il Canale della Giudecca, è tornato all'offerta ordinaria - una corsa all'ora – e non si sa se la sperimentazione estiva verrà ripristinata. Critico il sindacato Rdb Cub: «Benchè abbiano adesso abbassato l'aggio di Alilaguna, rimane tuttavia una operazione da cui Actv non guadagna nulla; Vela vende anzi meno titoli di viaggio e gli introiti diminuiscono. L’operazione è stata fatta a favore di Alilaguna ».


14 ottobre 2009 - Libertà

Sindacalismo di base e problemi del lavoro: domani un incontro

Castelsangiovanni - Domani sera, giovedì 15 ottobre, si terrà a Castelsangiovanni un incontro dedicato a presentare storie e prospettive del sindacalismo di base nel nostro paese. L'inizio è stato fissato per le ore 21 nel salone delle conferenze del centro culturale di via Mazzini 2. Il tema dell'incontro pubblico sarà appunto: "Il sindacalismo di base in Italia, le Rdb Cub: storia e prospettive attuali". Alla riunione sarà presente Angelo Pedrini, responsabile del settore privato Rdb Cub di Milano. Nel corso della serata, che sarà aperta agli interventi del pubblico, verranno discusse anche le problematiche del mondo lavorativo locale.(m.m.)


14 ottobre 2009 - Teleradioerre

A San Severo due giornate senza raccolta dei rifiuti
di Tommi Guerrieri

San Severo - "Arrivare ad azioni del genere non è mai semplice per un Lavoratore ma rimane l'unica arma democratica che si ha quando un'azienda diventa sorda e cieca rispetto a problemi che hanno attinenza diretta con la dignità e i diritti dei Lavoratori stessi". Due giornate di sciopero, a San Severo, il 19 e il 20 Ottobre per Ennio e per i lavoratori a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro in Formulambiente, l'azienda che gestisce i rifiuti a San Severo. La RdB CUB ed i Lavoratori Formulambiente in prosecuzione alle azioni di lotta che hanno portato ad un primo sciopero il giorno 25 Settembre ha indetto altre due giornate di sciopero. "Siamo rimasti molto insoddisfatti del comportamento dell'Amministrazione Comunale che non ha potuto imporre all'azienda di presentarsi alle riunioni convocate, mentre i lavoratori stavano "subendo" uno sciopero della fame e della sete e che, nel caso di Ennio, poteva avere un risvolto tragico", scrivono in una nota. A supporto dei lavoratori, anche un comunicato di solidarietà di Piero Manni (PRC): "Come in tutte le storie in cui si parla di appalti di servizi pubblici, anche questa rispetta le regole per cui a pagare devono essere sempre i lavoratori. Il partito della Rifondazione comunista esprime la propria solidarietà ai lavoratori, e sollecita l'Ispettorato del lavoro ed il Comune di San Severo a intervenire, ciascuno per le proprie competenze, onde far valere la forza del diritto e della ragione".


14 ottobre 2009 - Tempo Stretto

Cas, domani protesta ai caselli di Villafranca Tirrena
Lo annuncia la Cub Trasporti. Saranno distribuiti volantini agli automobilisti circa l’assurda situazione dei 240 precari del consorzio

Villafranca T. - Una nuova forma di protesta, perché la situazione non cambia, anzi peggiora. La preannuncia la Cub Trasporti, che domani, dalle 7.30 del mattino, distribuirà un volantino-documento agli automobilisti che transiteranno dai caselli della stazione autostradale di Villafranca Tirrena, «come forma di protesta nei riguardi dei diretti responsabili ( Presidenza Regione Siciliana, Assessorato Lavori Pubblici, Presidente e C.d.A del Consorzio Autostrade Siciliane ed i Commissari che nel tempo si sono succeduti ) che hanno disatteso da anni le nostre legittime aspettative». Il quadro viene così riassunto nel documento che sarà domani distribuito. «Il Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.) utilizza una forza lavoro costituita da circa 240 precari come noi, impiegata per soli 90 giorni l’anno (molti tra questi da oltre 20 anni) ed invece di stabilizzarci con l’assunzione a tempo indeterminato (come dalle esigenze del servizio), il C.A.S. preferisce forzare il personale di ruolo in organico ad espletare la propria attività con straordinario programmato. In questo modo si calpestano gli interessi di noi precari, ancora alla ricerca del lavoro vero (età media 45 anni), mentre la politica (che ha notevole influenza dentro il C.A.S.) fa tutto il possibile per non sbloccare la situazione in modo da poter continuare a servirsi del nostro attuale status quale comodo serbatoio di voti durante le fasi elettorali». «Lo spropositato utilizzo del lavoro straordinario – si legge ancora - limita i bisogni dei lavoratori stabili, che si vedono obbligati a rinunciare alle ferie e dei riposi fisiologici obbligatori determinati dai turni ravvicinati. Ogni anno vengono espletate oltre 140.000 ore di straordinario programmato (mentre un precario si fa lavorare solo 90 giorni), con enorme spreco di denaro pubblico: ma evidentemente questo genere di sprechi al Governatore Lombardo interessa poco. Più volte abbiamo chiamato il Governatore a intervenire contro questa palese ingiustizia ma egli ha avuto orecchie sorde alla nostra esigenza di stabilizzazione del lavoro, anzi ogni suo atto in materia và in senso contrario a quanto promesso in campagna elettorale. Noi precari del Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.) come tutti i precari della Sicilia e oltre se si considerano i precari della scuola, abbiamo doveri verso le nostre famiglie e abbiamo bisogno di risposte e soluzioni certe e rapide». «Il Governatore Lombardo – concludono i rappresentanti sindacali della Cub Trasporti - ha assunto degli impegni sul versante dell’occupazione e noi siamo qui oggi a ricordarglielo: non è con la politica delle clientele, ancora sovrana, che si risolvono i drammi della povera gente. Noi non permetteremo l’utilizzo della mobilità inter-Ente (circa 140 soggetti già occupati in altre amministrazioni) che solo per mera clientela e al di fuori delle leggi e contratti, porterebbe professionalità estranee al C.A.S. appesantendo lo sperpero già esistente. La protesta odierna è volta a pretendere l’applicazione di quanto sancito nell’accordo sindacale sulla stabilizzazione del 22/01/2009 in sede regionale, oltraggiato dalle 144.000 ore di straordinario annuo, che, avrebbe già potuto dare lavoro a tempo indeterminato a 150 precari».(s.c.)


14 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna

Portovesme. Affollata assembla all'Alcoa per fare il punto sulla crisi.
Sindaci, lavoratori e sindacati pronti a una nuova mobilitazione
Vertenza-Sulcis, appello alla Regione
di ANTONELLA PANI

Tutti insieme a rivendicare soluzioni per un territorio stremato dalle mille crisi e dal record di cassintegrati e disoccupati: quella convocata ieri sera all'Alcoa era a tutti gli effetti una riunione congiunta dei Consigli Comunali, ma oltre ai sindaci e ai consiglieri dei 23 centri, c'erano anche i sindacati e i lavoratori. Un po' si è fatto il punto della situazione a sette mesi di distanza dallo sciopero generale del 13 marzo, un po' si sono tracciate le linee della mobilitazione futura.
«I problemi ci sono ancora tutti - ha detto Tore Cherchi, presidente della Conferenza dei Sindaci - anzi alcune vertenze si sono aggravate. Basta pensare alla Portovesme srl: sulla carta sembrava la vertenza più semplice da risolvere, invece gli operai hanno dovuto piantare le tende. Ora, pensando a tutte le esigenze del territorio, vediamo che nel Piano di Sviluppo regionale non ci sono risposte ai nostri problemi, dunque l'obiettivo è quello di ottenere finalmente un incontro con la Regione per discutere dei temi che interessano il Sulcis. Altrimenti scatteranno altre forme di mobilitazione».
I Consigli omunali hanno approvato due documenti, uno a sostegno dei lavoratori della Portovesme srl e uno per rivendicare la giusta attenzione per il territorio.
PORTOVESME SRL Ottavo giorno di presidio per i lavoratori impegnati nei sit-in davanti al palazzo della Regione e davanti alla fabbrica. Questa mattina le organizzazioni sindacali incontreranno il Presidente Cappellacci, in preparazione dell'incontro di giovedì con il ministro Scajola sull'eterno problema del caro-energia. Dopo aver sperato per un anno nella soluzione Virtual Power Plant si è scoperto una settimana fa che, molto probabilmente, il Vpp non soddisfa le esigenze delle aziende energivore. «Qua c'è urgente bisogno di risposte - dice Nino D'Orso, segretario della Femca Cisl - non interessa sotto quale forma arriveranno, ma è essenziale che ci siano tariffe competitive. Ci auguriamo quindi che dall'incontro con il Ministro possano arrivare delle certezze, e che non sia il solito incontro interlocutorio». Identico auspicio dalla Rsu di fabbrica: «È strano sentirsi dire, dopo mesi di speranza - si legge in un comunicato - che ciò che era stato pensato per noi, non è applicabile alla nostra realtà. Ora serve un sì corale ed unitario all'industria e agli investimenti proposti».
ALCOA Ieri mattina iniziativa della Rsu di Alcoa ai cancelli della fabbrica di alluminio: i delegati di Cisl, Uil e Cub hanno bloccato tutti i camion con merce in ingresso e in uscita per protestare contro le mancate risposte dell'azienda alle diverse richieste di incontro fatte dai sindacati. Il blocco è andato avanti fino alle 9,30, quando l'azienda si è resa disponibile a mettere in calendario i vertici tematici richiesti dai rappresentanti dei lavoratori. Eurallumina. Ieri in Provincia si è svolto un incontro, convocato dall'assessore all'Ambiente Bruno Pissard, tra Eurallumina, tecnici della Provincia e tecnici del Consorzio Industriale, per confrontarsi sul nuovo sito che dovrà accogliere i fanghi rossi. Sono rimaste in lizza due aree: una è la pineta di Matzaccara (per cui il Consiglio Comunale di San Giovanni Suergiu ha già detto no) e l'altro è un ampliamento dell'attuale bacino, in territorio di Portoscuso. «Ora sarà la Regione a dover esaminare i progetti - dice l'assessore Pissard - si dovrà tener conto sia del versante ambientale, che dell'economicità».

Blocco di tre ore davanti ai cancelli per chiedere all’azienda disponibilità al confronto
Alcoa, verso il dialogo sulla sicurezza

PORTOVESME - Nuova manifestazione di protesta dei lavoratori di Alcoa davanti ai cancelli della fabbrica. A proporre l’azione di lotta mattutina sono stati i delegati della Fms Cisl, Uilm Uil e Flm Uniti Cub che dopo avere chiesto con insistenza alla direzione aziendale la disponibilità ad un incontro, hanno deciso di bloccare per quasi tre ore la movimentazione delle merci in arrivo e il partenza dallo stabilimento.
«La protesta - hanno spiegato Massimo Cara, Stefano Lai e Roberto Ballocco - è stata indetta per convincere l’azienda a incontrare la Rsu e discutere problemi riguardanti alcuni reparti produttivi».
In pratica il sindacato chiede di affrontare i problemi riguardanti la sala elettrolisi, il reparto fonderia, mescola, Fca e Rodding, il riavvio delle celle ferme, conoscere l’esito dello screening sui lavoratori a seguito della fuoriuscita di fluoro dalle celle elettrolitiche, e discussione sui verbali dell’Arpas e Spresal. L’iniziativa di protesta ha avuto riscontro ed è stata interrotta non appena la direzione dello stabilimento ha comunicato la disponibilità ad un incontro.(ea)


13 ottobre 2009 - Ansa

LAVORO: PRECARI CFS A DE FILIPPO, INCONTRO PER SOLUZIONE

(ANSA) - POTENZA, 13 OTT - Una delegazione di 15 addetti alla forestazione dell'Unità territoriale per la biodiversità (Utb) del Corpo forestale dello Stato sta manifestando stamani a Potenza, davanti alla sede della Regione Basilicata, per avere un incontro con il Presidente della giunta, Vito De Filippo e con gli assessori «al fine di trovare una soluzione ai problemi occupazionali che interessano 40 unità lavorative dal 18 dicembre 2008». «È da quella data - ha spiegato la componente delle Confederazione unitaria di base delle rappresentanze sindacali di base (Rdb-Cub), Rosalba Guglielmi - che una quarantina di addetti dell'Utb non ottengono alcun rapporto lavorativo. Proprio per questo, nell'ambito delle manifestazioni che stiamo mettendo in campo da una ventina di giorni a questa parte abbiamo richiesto e stiamo attendendo la convocazione di un incontro con il presidente De Filippo e con i rappresentanti della giunta lucana». «Vorremmo che la Regione - ha proseguito - affidasse un progetto a questi addetti, per consentire loro di raggiungere le 51 giornate lavorative che permetterebbero di accedere almeno agli ammortizzatori sociali. Chiederemo, inoltre, che per il futuro - ha concluso la rappresentante sindacale - la Regione provveda ad un progetto a lungo termine».


13 ottobre 2009 - Iris

FIUMICINO: SI INTENSIFICA LA MOBILITAZIONE DELLE INSEGNANTI COMUNALI

(IRIS) - ROMA, 13 OTT - Si intensifica la mobilitazione delle insegnanti comunali di Fiumicino, dopo che il sindaco Canapini, in sede di Consiglio Comunale, ha dichiarato che l’amministrazione non è tenuta a mantenere pubblici i nidi le scuole dell’infanzia. Le insegnanti, sostenute dalla RdB, iniziano questa settimana una campagna di informazione capillare sul territorio atta a sensibilizzare gli abitanti di Fiumicino sulle conseguenze della privatizzazione del servizio scolastico e sul problema del precariato, con una serie di iniziative che andranno dal volantinaggio quotidiano in tutte le località del comune, all’assemblea pubblica che si terrà in piazza il 31 ottobre, fino alle prossime elezioni. "Questa giunta, che è stata eletta su promesse mai mantenute, è divenuta una fabbrica di precari e disoccupati e sta mettendo in difficoltà centinaia di famiglie". Lo ha dichiarato Fabio Quaresima, delegato RdB-CUB di Fiumicino. "Le insegnanti comunali - continua Quaresima - chiederanno la solidarietà e il sostegno dei cittadini ai quali illustreranno le conseguenze del loro stato di precarietà sull’educazione dei loro figli". "Spiegheremo a tutti cosa significa privatizzare un servizio pubblico e le difficoltà che inevitabilmente ricadranno sull’utenza finale. Spiegheremo inoltre - conclude Quaresima - come interpretare l’ultimo bilancio comunale, che non prevede spese per l’edilizia scolastica, e porteremo sempre più gente ai consigli comunali per far rendere conto alla cittadinanza di come viene amministrata questa città".(bar.co.)


13 ottobre 2009 - Uno Notizie

FIUMICINO, MOBILITAZIONE INSEGNANTI
Si intensifica la protesta degli insegnanti comunali di Fiumicino

Fiumicino - Si intensifica la mobilitazione delle insegnanti comunali di Fiumicino, dopo che il sindaco Canapini, in sede di Consiglio Comunale, ha dichiarato che l’amministrazione non è tenuta a mantenere pubblici i nidi delle scuole dell’infanzia. Le insegnanti, sostenute dalla RdB, iniziano questa settimana una campagna di informazione capillare sul territorio atta a sensibilizzare gli abitanti di Fiumicino sulle conseguenze della privatizzazione del servizio scolastico e sul problema del precariato, con una serie di iniziative che andranno dal volantinaggio quotidiano in tutte le località del comune, all’assemblea pubblica che si terrà in piazza il 31 ottobre, fino alle prossime elezioni. "Questa giunta, che è stata eletta su promesse mai mantenute, è divenuta una fabbrica di precari e disoccupati e sta mettendo in difficoltà centinaia di famiglie", dichiara Fabio Quaresima, delegato RdB-CUB di Fiumicino. "Le insegnanti comunali chiederanno la solidarietà e il sostegno dei cittadini ai quali illustreranno le conseguenze del loro stato di precarietà sull’educazione dei loro figli. Spiegheremo a tutti cosa significa privatizzare un servizio pubblico e le difficoltà che inevitabilmente ricadranno sull’utenza finale. Spiegheremo inoltre come interpretare l’ultimo bilancio comunale, che non prevede spese per l’edilizia scolastica, e porteremo sempre più gente ai consigli comunali per far rendere conto alla cittadinanza di come viene amministrata questa città", conclude il rappresentante RdB.


13 ottobre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 35 - 2Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Il governo ha varato il provvedimento che quantifica i «fannulloni» per legge
* Il triste funerale della democrazia
* Monasterio, scontro in Regione Toscana
* Usi/RdB: "H1N1, stop alla tassa sulla malattia"
* Cda del Cnr paralizzato su Quantica e dirigenti
* Col decreto Brunetta novità anche all'Aran
* Chi ha deturpato la stanza del presidente dell'Istat?
* Chi tossisce, si copra la bocca col gomito


13 ottobre 2009 - Il Bologna

Emergenza. In Comune la guerra dei numeri:
interrogazione del Pdl Tomassini, replica secca della Naldi
Sos casa, 600 alloggi Erp sfitti. l'assessore: colpa del Governo
Sblocchrebbero in realtà solo l'8 per 100 delle domande. Asia: «La politica è immobile»
di Renzo Sanna

Bologna - I numeri rimbalzano per Palazzo D'Accursio, invulnerabili al colore politico di chi ne fa uso per la propria causa. Rimane invariato, alla fine, il nocciolo della questione: 604 alloggi pubblici sfitti, appartamenti Erp inutilizzabili e da tempo in attesa di sistemazione. Risolverebbero, in realtà, una fetta piccola di un problema che riguarda quasi 8mila famiglie, tante quante compongono la graduatoria. A sollevare il problema il capogruppo Pdl Lorenzo Tomassini, che ha portato in aula carte e numeri e venato di polemica la richiesta d'intervento («è una bestialità»), a rispondere per le rime è l'assessore competente Milena Naldi: «Si rivolga al suo Governo». La fonte dell'interrogazione è il settore Casa del Comune, attraverso il suo direttore Maria Adele Mimmi: solo per 53 di questi appartamenti, attacca Tomassini, «non è possibile l'assegnazione per inadeguatezza perchè servono interventi più cospicui». Ci sarebbero poi altri 26 alloggi, che si aggiungono agli oltre 570 da adeguare, «per i quali non sono previsti interventi di ripristino perché si attende per alcuni la ristrutturazione dell'intero edificio, per altri la valutazione sulla destinazione». La replica della giunta rimanda la questione un po' più in alto: «Di 604 appartamenti 243 aspettano dal governo Berlusconi i soldi stanziati nel 2007 da Prodi. Ma i cantieri sono in realtà già aperti, perchè quei soldi li ha anticipati la Regione. Se il governo avesse fatto la sua parte noi saremmo partiti prima». L'assessore entra poi nel dettaglio: «I lavori per altri 175 alloggi sono già appaltati, mentre 77 sono in manutenzione con risorse comunali già individuate, e 53 necessitano di interventi per quasi un milione di euro; degli ultimi 26, invece, bisogna decidere la destinazione». Queste case risolverebbero in realtà nemmeno l'8 per cento del problema: «Anche qualcosa in meno - dice Lidia Treossi, Asia Rdb -, perché le 7943 domande sono destinate a crescere. Il fatto è che Bologna sembra vivere del passato, quando l'emergenza abitativa era fenomeno di proporzioni ridotte. Ora è pressante, ma la politica del Comune non è adeguata. Attendiamo che almeno una parte si sblocchi coi fondi straordinari». Il sindacato prosegue la sua opera di blocco degli sfratti da una parte, di suggerimento al palazzo di soluzioni dall'altra; e incontra, settimanalmente, le famiglie in difficoltà nei due centri d'ascolto di via Monterumici e via Serra. In Comune, intanto, la guerra dei numeri produce la proposta targata Pdl di istituire una nuova commissione con compiti di verifica sul patrimonio abitativo. Il Pd, dopo la bocciatura, la bolla con le parole del capogruppo Sergio Lo Giudice: «Solo costi inutili».


13 ottobre 2009 - Il Giorno

Caserma aperta, mancano i pompieri
VIGILI DEL FUOCO L'ORGANICO È IN SOFFERENZA

DALMINE - SUSCITA ancora polemiche il nuovo distaccamento permanente di Dalmine dei vigili del fuoco, operativo ufficialmente da ieri mattina, dopo quattro anni di attesa e di funzionamento a singhiozzo a causa della mancanza di personale (adesso ci sono 9 unità per ognuno dei quattro turni operative 24 ore su 24). A sollevare la questione, relativa proprio all'organico della caserma, è stata la rappresentanza sindacale di base Cub dei pompieri. «Il personale assegnato per l'apertura del distaccamento di Dalmine - si legge in un documento - non era e non è sufficiente per la sua apertura con organico al completo, tanto che si deve fare ricorso ai cosiddetti vigili discontinui, ossia personale volontario che per turni di 20 giorni svolge il lavoro di vigile del fuoco e non il proprio lavoro o i propri studi, e si è dovuto ridurre il personale ad Orio al Serio e in sede centrale a Bergamo. Delle 36 unità, 8 sono vigili del fuoco discontinui, mentre le rimanenti 28 unità sono il frutto di una riduzione di personale della sede aeroportuale, che passa da 21 a 19 unità per ognuno dei quattro turni di servizio, di una riduzione significativa della sede centrale di Bergamo che passa da 26 a 23 unità per turno e il resto con assegnazione di nuovo personale. Ora che i pompieri di Bergamo hanno fatto la loro parte- conclude la nota sindacale - bisogna risolvere i loro problemi: per Bergamo è previsto un organico di 272 unità per una provincia di oltre 1 milione di abitanti. Ma 272 unità, che oggi peraltro non abbiamo, non sono sufficienti per una provincia così densamente abitata e altamente industrializzata».


13 ottobre 2009 - Italia Oggi

Ieri prima udienza della Corte dei conti contro i vertici dell'istituto: danno erariale da 191 milioni
L'Istat fa i conti senza le industrie
Eni, Enel e altre 300 imprese negano i dati su fatturato e occupati
di Roberto Miliacca

L'economia italiana? E chi la conosce? Parafrasando il ministro dell'economia Giulio Tremonti, certi economisti non sono diversi dai maghi con la palla di vetro, perchè sono stati incapaci di prevedere non solo l'arrivo della crisi economica, ma anche il suo evolversi. Si può dare del tutto torto al ministro dell'economia? Difficile a dirsi. Di certo c'è che gli economisti, specie quelli italiani, si sono trovati a fare le loro previsioni sulla base di indicatori che potrebbero non essere del tutto corretti. Anzi, in alcuni casi potrebbero essere addirittura del tutto sballati. La ragione? Tutta colpa dell'Istat, che in questi anni avrebbe diffuso dati non del tutto affidabili su inflazione, forza lavoro, fatturati, costo del lavoro e produzione industriale, in quanto non avrebbe mai attinto alla fonte, cioè alle imprese. La maggior parte delle industrie e delle società quotate infatti, in questi anni non ha mai risposto alle richieste mensili provenienti dall'istituto di statistica di fornire informazioni su questi parametri, così come peraltro impone loro la legge. In questo modo è difficile pensare che gli indicatori economici sulla base dei quali sono stati parametrati in questi anni, per esempio, gli aumenti contrattuali o l'inflazione, possano essere affidabili al 100%. Come si può infatti ritenere che possano essere attendibili quei dati se oltre 300 tra le maggiori imprese italiane, a cominciare dall'Eni, l'Enel, Trenitalia, la Ferrari, Alitalia Express, ma neppure Bulgari, Tod's, Walt Disney Italia, Cremonini, Valtur, MontePaschi di Siena, Unicredit banca mobiliare, Saclà, Procter&Gamble o il pastificio Rana, solo per citarne alcune delle più note, non hanno mai fornito un solo numero all'Istat? Colpa delle imprese, certo, ma anche dell'Istat che non solo ha l'obbligo di raccogliere questi dati, ma ha anche un potere sanzionatorio nei confronti delle imprese che non adempiono ai loro doveri di comunicazione (multe da 516,64 a 5.164,57 euro), che però non ha mai esercitato (la questione era stata sollevata da ItaliaOggi addirittura già nel marzo del 2006).I nodi però, ora stanno venendo al pettine. Ieri si è infatti svolta la prima udienza, davanti alla Corte dei conti, del processo per danno erariale nei confronti del passato vertice dell'Istat guidato da Luigi Biggeri. Si tratta di numeri enormi. Se verrà confermata la stima fatta dalla Procura regionale del Lazio della Corte dei Conti, per aver omesso di sanzionare quanti, soprattutto imprese, non hanno mai compilato i questionari statistici (il sindacato Usi/Rdb Ricerca ha stimato, su ammissione degli stessi dirigenti dell'Istat, in più di 350 mila casi l'anno le omissioni informative mai sanzionate), il danno da risarcire allo Stato potrebbe essere di 191 milioni di euro. Il 20% dei quali, pari a circa 38 milioni di euro, secondo Usi/Rdb, dovrebbero uscire dalle tasche dell'ex presidente Biggeri, nella sua qualità di rappresentante legale dell'ente, e per il restante 80% sui membri del cda e sui direttori. Sarà forse anche per questo motivo che, nelle settimane scorse, l'Istat ha messo a gara l'attività di rilevazione dei dati sull'occupazione, che da 7 anni occupava 317 co.co.co. L'appalto è stato vinto dalla società privata di ricerca Ipsos guidata da Nando Pagnoncelli. Riuscirà l'Ipsos a farsi dare quei dati che finora le maggiori imprese italiane non hanno mai voluto fornire? O forse anche Pagnoncelli sarà costretto a tirare fuori la tremontiana palla di vetro?


13 ottobre 2009 - La Provincia di Cremona

Rc e sindacati di base «Contro il razzismo»

Crema - Rifondazione Comunista e i sindacati di base Cub e Sdl, hanno annunciato ieri la loro adesione alla manifestazione nazionale di sabato a Roma contro il razzismo. Un’iniziativa che vedrà partire da Crema un pullman, sabato notte all’una dalla buca di Santa Maria, per portare i militanti locali al corteo. «Andiamo a manifestare contro le politiche razziste del governo — ha spiegato ieri il segretario cittadino di Rifondazione Antonio Miglio — a cominciare dal pacchetto sicurezza per arrivare al reato di clandestinità. Invitiamo tutti ad aderire. Devo però dire che mi sorprende il fatto che il Pd locale e l’arci Crema non stiano muovendo un dito». «Il reato di clandestinità — ha aggiunto Beppe Bettenzoli di Sdl — è uguale al reato di esistenza. La colpa di queste persone è quella di essere al mondo. Se si tratta di migranti che non rispettano la legge siamo tutti d’accordo che vadano perseguiti. Ma se un clandestino non delinque, ha un impiego e il suo datore di lavoro lo vuole regolarizzare, non capisco perché debba essere costretto a vivere nella paura per una legge fascista». «Il razzismo in Italia sta crescendo per le politiche del governo e della Lega — ha commentato Carmine Fioretti, del Cub — va a colpire anche le persone gay, lesbiche e transgender, oltre che i lavoratori. Andiamo a Roma per dare loro un sostegno». Per aderire al pullman 8costo di partecipazione 15 euro) chiamare i numeri 349-4107453, 333-8899163, 338-8289089.


13 ottobre 2009 - Il Tirreno

PRENOTAZIONI
In bus alla manifestazione

PISA - Lo sportello immigrati RdB, il circolo Agorà e la campagna "Io respingo il decreto sicurezza" organizzano un pullman per la manifestazione nazionale antirazzista sabato 17 ottobre. Per prenotazioni è possibile telefonare allo 050 500442 oppure al 338 4014989.

Answers, presidio in prefettura
Niente stipendi dall’azienda, riparte lo sciopero Domani i lavoratori saranno in centro al gazebo Cgil-Cisl-Uil
di ANNA CECCHINI

PISTOIA - Ancora niente di fatto. Niente stipendi e neppure rassicurazioni tangibili sul futuro dell’azienda. Così ieri mattina i lavoratori hanno deciso, ancora una volta, di incrociare le braccia. Si torna a parlare dei dipendenti Answers, il call center nella zona di sant’Agostino che da mesi è nell’occhio del ciclone. Nelle scorse settimane, durante un incontro tra due rappresentanti dell’azienda, che a Pistoia conta circa 650 persone ma dà lavoro a migliaia di impiegati nelle varie sedi in tutta Italia, e le istituzioni locali sembrava che la ditta fosse salva. Era stato raggiunto un accordo, secondo cui Answers avrebbe saldato le mensilità mancanti e si impegnava ad assumere quei lavoratori che operano nella struttura di sant’Agostino a tempo determinato.
A tutti era sembrata una vittoria, dei sindacati e soprattutto dei lavoratori che dai primi di agosto hanno organizzato una serie di iniziative di protesta per attirare l’attenzione pubblica e quella delle istituzioni sul "caso Answers". Invece niente; ieri davanti alla sede pistoiese del call center è ripartito lo sciopero. Uno sciopero che andrà avanti "a scacchiera", cioè sulla base di turni organizzati con ogni probabilità secondo l’ordine alfabetico dei cognomi, fino a quando i dipendenti non otterranno gli stipendi arretrati. Perché fino ad oggi pare che il lavoro fatto dagli impiegati negli ultimi due mesi non sia stato retribuito. E soprattutto sembra che dall’azienda non giungano comunicazioni di nessun tipo. Insomma i lavoratori adesso hanno davvero paura che la ditta abbia i giorni contati.
«I due rappresentanti dell’azienda - dice Michele Gargini, segretario Cgil per i lavoratori dei servizi - che parteciparano alla riunione di settembre assicurararono stipendi e stabilizzazioni dei lavoratori. Adesso Omega, che ha rilevato la ditta dalla vecchia proprietà Phonemedia, pare che non consideri validi quegli accordi. Ma ci sono stati e noi vogliamo che ai lavoratori sia riconosciuto quello che spetta loro. Oltretutto adesso sono arrivati al limite, mei raggiunto, di una mensilità e mezzo di scoperto. Per questo faremo i turni di sciopero e mercoledì (domani ndr) i dipendenti faranno un presidio in occasione del gazebo che Cgil, Cisl e Uil allestiranno in piazza Duomo».
Ma non è finita, perché stavolta i 650 impiegati del call center vogliono davvero capire se esiste un futuro per l’azienda. «Oggi (ieri ndr) - spiega Sabrina Puddu, una lavoratrice Answers ed esponente dei Cub - doveva esserci un nuovo tavolo al ministero del Lavoro con i delegati aziendali, ma è stato rimandato forse al 20 ottobre. Noi fino ad allora faremo sciopero a oltranza». Il disagio dei dipendenti della ditta di sant’Agostino, dopo mesi trascorsi con gli stipendi a singhiozzo, sta diventando insostenibile. Ecco che oltre lo sciopero hanno in mente anche altre forme di protesta. «Giovedì il presidio - conclude Gargini - sarà davanti alla prefettura e poi ci sarà una manifestazione nazionale a palazzo Chigi, con tutti i dipendenti dell’Answers in Italia».


13 ottobre 2009 - L'Eco di Bergamo

«Caserma operativa, ma ancora sotto organico»

DALMINE - Il distaccamento dei vigili del fuoco di Dalmine è ufficialmente operativo a partire dalle prime ore del mattino di ieri. Ma la situazione per il sistema di soccorso provinciale non è ancora delle più rosee. Anzi, stando a quanto dichiarato dal sindacato di categoria, il personale assegnato per l'apertura del distaccamento di via Vailetta non è ancora sufficiente per la sua apertura con l'organico al completo. «Delle 36 unità – dichiara la rappresentanza sindacale di base dei vigili del fuoco di Bergamo – 8 sono vigili discontinui, ossia personale volontario che per turni di 20 giorni svolge il lavoro di vigile del fuoco e non il proprio lavoro o i propri studi. Le rimanenti 28 unità sono il frutto di una riduzione di personale della sede aeroportuale, che passa da 21 a 19 unità per ognuno dei 4 turni di servizio, di una riduzione significativa della sede centrale di Bergamo, che passa da 26 a 23 unità per turno. Il resto arriva invece da assegnazione di nuovo personale». Alla soddisfazione per la tanto attesa operatività della caserma di via Vailetta, dunque, non può che accompagnarsi qualche nota polemica: «Se per aprire Dalmine – dichiara il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro – si deve diminuire l'organico in forza all'aeroporto e alla sede centrale nonostante nella nostra provincia siamo del 30% sotto la media nazionale per rapporto vigili-abitanti, significa che ancora una volta c'è un'incapacità della politica lombarda e bergamasca nel rappresentare a Roma gli interessi del nostro territorio. Consiglio ai parlamentari leghisti di sprecare meno tempo nella propaganda padana e impiegarne di più nei ministeri a tutela del territorio e dei servizi nella Bergamasca».
Sulla questione intervengono anche Maurizio Martina, segretario regionale del Pd, e Antonio Misiani, deputato del Pd. «I numeri degli organici dei vigili del fuoco nella Bergamasca – rilevano – sono da tempo nettamente al di sotto delle necessità di una delle province più grandi e popolose del Paese. Anche di fronte all'apertura del distaccamento operativo di Dalmine – che ha comportato, peraltro, la riduzione del personale in servizio all'aeroporto e alla sede centrale – non si può non sottolineare questa pesante carenza, che rischia di incidere seriamente sull'operatività di un servizio pubblico di fondamentale importanza. Come già avvenuto in passato, siamo pronti a fare la nostra parte raccogliendo l'invito dei vigili del fuoco di Bergamo a segnalare queste problematiche al ministero dell'Interno. Ci auguriamo che il ministro Maroni risponda alle istanze bergamasche con la stessa sollecitudine con cui si è attivato per la provincia di Varese, il suo territorio di provenienza».(De.Ci.)


13 ottobre 2009 - La Nuova Venezia

Mirano, Pd e Rifondazione all’attacco «Consiglio comunale sul Mariutto»

MIRANO - Centrosinistra all’attacco sul Mariutto. Dopo lo sciopero dei sindacati Rdb-Cub e le parole del sindaco Cappelletto che ha auspicato un cambio di strategia nella gestione dell’ente, Pd e Rifondazione hanno chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per conoscere il destino del Mariutto. L’obiettivo è fare il punto sull’avanzamento del progetto di adeguamento delle strutture residenziali della casa di risposo, non ancora a norma. Per farlo, le minoranze hanno anche chiesto la presenza in aula del presidente del Consiglio di amministrazione del Mariutto, Gilberto Bellò. «E’ importante che il dibattito sui progetti strategici futuri e sull’adeguamento delle strutture, siano affrontati senza ulteriore ritardo dal Consiglio - spiega il Pd - la discussione va affrontata in aula, non in convegni o dichiarazioni ufficiose. Siamo certi che la maggioranza appoggerà questa richiesta con la stessa sollecitudine con la quale, quand’era opposizione, continuamente la auspicava». Volontà espressa anche da Rc, che con Luigi Gasparini precisa: «Quando si parla di strategie future per il Mariutto bisogna tener conto in primo luogo delle esigenze degli ospiti».(f.d.g.)


12 ottobre 2009 - EPolis Roma

L'emergenza. Con i tagli ai fondi per il settore, sono nove su dieci i bambini che rimangono a casa
La grande crisi degli asili nido, mancano i posti, le famiglie ko
Roma è la città meno cara, ma le strutture non riescono a far fronte alle richieste
di Carlotta Mismetti Capua

Roma - Escono felici i bambini dalla scuola. Le mamme, un po’ meno. Per quelle che sono entrate nelle graduatorie e hanno trovato un posto al nido o alla materna pubblica alle quattro e mezza scatta la fine della giornata: tutti fuori. Quelle rifiutate dalle graduatorie e senza nonni - anche se pagano ai privati rette da 500 euro al mese - hanno giusto un’ora in più, per andare dall’ufficio all’asilo: alle cinque e mezza anche per loro suona la campanella. Ma a casa, proprio da nidi e materne, questo anno sono rimasti ben 10.000 bambini romani, mentre 8.000 sono stati stati gli "accolti". I numeri sono impietosi in tutta Italia: i nidi "aziendali" sono il 2.6% rispetto al 15% in Olanda, e al 6% in Francia. La media di maestre per bambini è 2 contro 20, con bimbi dagli zero ai cinque anni, e nelle sezioni ponte anche mescolati fra loro. La retta di un privato va dai 400 ai 700 euro: già con due figli a carico, conviene la baby sitter. E sebbene per il terzo anno consecutivo Roma si confermi la città italiana meno cara per le rette (146 euro contro i 264 nazionali, nel pubblico: secondo i dati di Cittadinanzattiva) nove bambini su dieci in Italia stanno a casa. Il dramma del nido e della materna è trasversale: ai quartieri, alle fasce sociali, ai redditi e perfino al buon senso. Le più penalizzate sono le mamme che lavorano a tempo pieno, e le single con figli: sembra incredibile ma è così. «Iolavoro alle poste - racconta Federica, una figlia di 4 anni. «Sono sola, con figlia a carico. Non convivo e non sono sposata. Eppure ai fini delle graduatorie il mio reddito si somma con quello del padre di mia figlia. La convivenza non conta, ma ai fini fiscali conta: il motivo non l'ho capito». «Inoltre le mamme single o quelle i cui padri latitano economicamente per vedersi riconosciuto un diritto in graduatoria dovrebbero far disconoscere il figlio in tribunale: è assurdo». Il fenomeno è socialmente rilevante, gli asili sono scarsi, gli orari non coprono nemmeno il turno di lavoro di un impiegato, figurarsi di un precario nel call center. Tanto che a Roma hanno cominciato anche a manifestare come gli operai. Oggi ad alzare gli striscioni saranno le mamme del nido aziendale dell’Ospedale San Giovanni. Dieci giorni fa c’è stato lo sciopero di 48 ore dei nidi, organizzato dai sindacati di base, contro il il bilancio del Campidoglio per il 2009. Il sindaco Alemanno ha ricordato che «Gli asili interamente sovvenzionati ci costano più di mille euro al mese per bambino. Mentre quelli convenzionati quasi la metà». Ecco che però appare all’orizzonte delle famiglie romane la "Tagesmutter": colei che risolve i problemi e viene dai monti. Tagesmutter in tedesco vuol dire "mamma di giorno". Una mamma-asilo, che lavora da casa ed è elastica, come una mamma vera. Una soluzione usata in tutta Europa anche dopo la guerra, per far fronte al numero impressionante di orfani e che in Trentino Alto Adige da trent’anni si pratica con gran risparmio di soldi. «Mentre nel nido ci vuole un titolo di studio di educatrice, alla tagesmutter bastano 250 ore di formazione e col sostegno finanziario della Regione lavora da casa sua, copre notturni e festivi e costa poco: da 3 euro l’ora a 1,99» racconta Alessandra Promutico, responsabile della onlus Finisterrae, che ha attivato nel frusinate l’esperimento. La Regione ci ha investito 1.800.000 euro, e ne ha formate 20. Il comune ne ha selezionate 18, e il servizio è attivo nei Municipi I, VII, VIII, X, XV (chiamare "Casa Nido": tel. 800-132612). Per ora le tagesmutter sono trentotto: un approccio timido, ma pur sempre un approccio.

Dalle privatizzazioni ai tagli tutti i motivi di una protesta

Le manifestazioni dello scorso mese degli asili nido della Capitale hanno rappresentato un tentativo di protestare contro la riduzione del personale e contro le privatizzazioni del settore, con la richiesta di prestazioni pubbliche, di qualità e che rispondano alle esigenze dei bambini. La protesta ha come scopo quello di attirare l'attenzione da parte dell'amministrazione capitolina nei confronti dell'infanzia; le scuole sono state riaperte da poco ma i genitori cominciano ad avere problemi pratici di non poco conto: molte le supplenze che sono saltate, libri di testo e materiale didattico difficili da trovare e turbamenti soprattutto per chi ha figli piccoli e deve affrontare anche il problema degli stanziamenti assegnati al settore dall'assestamento del bilancio del Campidoglio per il 2009, che a parere dei dipendenti dei nidi sono insufficienti a garantire lo svolgimento regolare dell'attività di nido e a pagare gli stipendi ai lavoratori del settore.


12 ottobre 2009 - L'Eco di Bergamo

L'allarme dei vigili del fuoco «L'organico non è sufficiente»

Bergamo - È di nuovo operativo da lunedì il distaccamento permamente di Dalmine dei vigili del fuoco, ma questi ultimi lanciano un grido d'allarme sui problemi che gravano sul sistema di soccorso provinciale, anche perché l'organico dei vigili nella Bergamasca non è sufficiente secondo il sindacato di categoria. Come si legge in questo comunicato. «L’organizzazione sindacale R.d.B. (Rappresentanza sindacale di base) dei vigili del fuoco di Bergamo informa che dalle ore 8 di lunedì 12 ottobre 2009 è operativo il distaccamento permanente di Dalmine. Questa importante sede operativa è stata al centro di vicissitudini che hanno visto prima la sua apertura, con personale VV.F. pagato con ore straordinarie in quanto non vi era il personale in organico, poi è stata attiva solo quando in sede centrale (a Bergamo) vi era una squadra di 5 unità in eccedenza rispetto alla normale operatività della sede (ed è accaduto raramente), ora è aperta con 9 unità per ognuno dei 4 turni che copriranno la sua funzionalità 24 ore su 24». «Occorre però sottolineare che delle 36 unità, 8 sono vigili discontinui, ossia personale volontario che per turni di 20 giorni svolge il lavoro di vigile del fuoco e non il proprio lavoro o i propri studi. Le rimanenti 28 unità sono il frutto di una riduzione di personale della sede aeroportuale, che passa da 21 a 19 unità per ognuno dei 4 turni di servizio, di una riduzione significativa della sede centrale di Bergamo che passa da 26 a 23 unità per turno e il resto con assegnazione di nuovo personale». «Necessita segnalare che il personale assegnato per l’apertura del distaccamento di Dalmine non era e non è sufficiente per la sua apertura con organico al completo, tanto che si deve fare ricorso ai vigili discontinui e si è dovuto ridurre il personale ad Orio e in sede centrale. Questo per sottolineare che la volontà di aprire un importante sede operativa, in una zona densamente popolata e altamente industrializzata e percorsa da basilari vie di comunicazione, come l’autostrada A4 e diverse ex statali, era di primaria importanza anche per questa organizzazione sindacale per migliorare il sistema di soccorso tecnico urgente sul territorio provinciale». «Ora che i vigili del fuoco di Bergamo hanno fatto la loro parte, chiedono a gran voce alle istituzioni presenti sul territorio (Prefettura, Provincia, Comunità Montane, Comuni) e ai politici locali, di ogni schieramento e colore, di attivarsi attraverso i propri canali, per far giungere al Ministero dell’Interno i problemi che da sempre pesano enormemente sul sistema del soccorso nella nostra provincia». «Basti ricordare che per Bergamo è previsto un organico di vigili del fuoco permanenti di 272 unità per una provincia con più di un milione di abitanti. Riflettiamo sui numeri: 272 vigili del fuoco per un milione di abitanti sono un vigile del fuoco ogni 3.676 abitanti. In Italia la media è di un vigile del fuoco ogni 2.400 abitanti. A Bergamo siamo ben lontani da questa media e 272 unità (che oggi non abbiamo) non sono sufficienti per una provincia così densamente abitata, vasta, morfologicamente varia (pianura, collina, montagna, e ben due laghi) e altamente industrializzata».
Per il Coordinamento Provinciale RdB CUB VVF Bergamo - Matteo Lomboni


12 ottobre 2009 - Bergamo news

Vigili del Fuoco - Il distaccamento è pienamente operativo,
ma per coprire i turni sono stati diminuiti gli effettivi a Orio e al comando di via Codussi
Dalmine aperta, ma l'organico resta carente

Bergamo - L’Organizzazione Sindacale R.d.B. (Rappresentanza Sindacale di Base) dei Vigili del Fuoco di Bergamo informa che dalle ore 8.00 di lunedì 12 ottobre 2009 è operativo il distaccamento permanente di Dalmine (BG). Questa importante sede operativa è stata al centro di vicissitudini che hanno visto prima la sua apertura, con personale VV.F. pagato con ore straordinarie in quanto non vi era il personale in organico, poi era aperta solo quando in sede centrale (a Bergamo) vi era una squadra di 5 unità in eccedenza rispetto alla normale operatività della sede (ed è accaduto raramente), ora è aperta con 9 unità per ognuno dei 4 turni che copriranno la sua funzionalità 24 ore su 24. Occorre però sottolineare che delle 36 unità, 8 sono vigili discontinui, ossia personale volontario che per turni di 20 giorni svolge il lavoro di vigile del fuoco e non il proprio lavoro o i propri studi. Le rimanenti 28 unità sono il frutto di una riduzione di personale della sede aeroportuale, che passa da 21 a 19 unità per ognuno dei 4 turni di servizio, di una riduzione significativa della sede centrale di via Codussi che passa da 26 a 23 unità per turno ed il resto con assegnazione di nuovo personale. Necessità segnalare che il personale assegnato per l’apertura del distaccamento di Dalmine non era e non è sufficiente per la sua apertura con organico al completo, tanto che si deve fare riscorso ai vigili discontinui e si è dovuto ridurre il personale ad Orio ed in sede centrale. Questo per sottolineare che la volontà di aprire un importante sede operativa, in una zona densamente popolata e altamente industrializzata e percorsa da basilari vie di comunicazione, come l’autostrada A4 e diverse ex statali, era di primaria importanza anche per questa Organizzazione Sindacale per migliorare il sistema di soccorso tecnico urgente sul territorio provinciale. I Vigili del Fuoco di Bergamo chiedono alle istituzioni presenti sul territorio (Prefettura, Provincia, Comunità Montane, Comuni) e ai politici locali, di ogni schieramento e colore, di attivarsi attraverso i propri canali, per far giungere al Ministero dell’Interno i problemi che da sempre pesano enormemente sul sistema del soccorso nella nostra provincia. "Basti ricordare che per Bergamo è previsto un organico di Vigili del Fuoco permanenti di 272 unità per una provincia con più di un milione di abitanti - spiega la nota sindacale - Riflettiamo sui numeri: 1000000 abit / 272 vvf = 1 vvf ogni 3.676 abititanti questo calcolo, però, comprende sia i vvf dell’aeroporto, che prestano servizio di soccorso solo per l’aeroporto, sia il personale che a Bergamo non c’è: 272 - 76 (Orio) - 8 (Dalmine) - 12 (sede Bergamo) = 176 vvf. A conti fatti, 1000000 abit / 176 vvf , cioè un vigile ogni 5681 abitanti contro un rapporto medio italiano di 1 vigile ogni 2400 abitanti. A Bergamo siamo ben lontani da questa media e 272 unità (che oggi non abbiamo) non sono sufficienti per una provincia così densamente abitata, vasta, morfologicamente varia ( pianura, collina, montagna, e ben 2 laghi), altamente industrializzata".


12 ottobre 2009 - City

La protesta dei bidelli

La nuova proposta del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, di affidare ai bidelli il servizio di pulizia nella scuole e non appaltarlo a ditte esterne per risparmiare, ha scatenato la polemica tra i sindacati. Contro il piano che penalizza i bidelli caricandoli di lavoro in più, i rappresentanti sindacali hanno organizzato uno sciopero il prossimo 23 ottobre. A farne le spese, secondo le Rdb, sarebbero gli ex lavoratori socialmente utili che rischiano di perdere il lavoro se non verrà rinnovato il contratto nazionale. Intanto alcune cooperative hanno già avviato i licenziamenti , come il consorzio Manital.


12 ottobre 2009 - La Repubblica

"Alitalia non rispetta gli accordi" ieri cancellati 38 voli per sciopero

ROMA - Quattro ore di sciopero e trentotto voli cancellati. Questo il risultato della agitazione dei dipendenti Alitalia aderenti al sindacato autonomo Sdl che ieri ha contestato la politica della compagnia bloccando il traffico aereo dalle 12 alle 16.
«Uno sciopero riuscito che riapre la questione Cai» commenta il sindacato, sottolineando che, a motivare la protesta, sono stati «il mancato raggiungimento degli organici garantiti dall´azienda e dal governo, la violazione dei patti riguardante il recupero del personale in cassa integrazione e dei precari, l´assenza di relazioni industriali».
Sdl annuncia che la vertenza proseguirà e che presto ci saranno altri scioperi, mentre Alitalia minimizza la portata dei disagi subiti dai clienti: 200 passeggeri hanno deciso di cambiare la data di partenza, tremila sono stati ricollocati su voli alternativi in giornata.


12 ottobre 2009 - Quotidiani locali rete Repubblica

Alitalia, sciopero SdL ferma 38 aerei
Il sindacato ricorda il nodo dei precari e chiede il rispetto degli accordi

FIUMICINO - «Lo sciopero riuscito riapre la questione Cai». E’ quanto sottolinea SdL Intercategoriale definendo «con esito soddisfacente lo sciopero di 4 ore del personale di Alitalia» di ieri «con 38 cancellazioni sui circa 60 voli in piedi durante tale orario, ai quali vanno ulteriormente tolti quelli garantiti da Enac». «Consideriamo l’azione - afferma Sdl in una nota - dopo ben 6 precettazioni ministeriali, come il punto di partenza che finalmente riapre la questione mai risolta della Cai. Ricordiamo che le motivazioni dello sciopero sono il mancato raggiungimento in molti settori degli organici pattuiti e garantiti dall’azienda e dal governo, la violazione degli stessi patti riguardanti il recupero delle migliaia di persone poste in cassa integrazione, dei precari e l’assenza di relazioni industriali che pongano alla base il rispetto degli accordi, delle leggi e delle normative in quella che rimane la più grande azienda del centro-sud». SdL preannuncia altri scioperi.
Alitalia parla di disagi ridotti: in previsione dello sciopero sono stati cancellati preventivamente «un numero ridotto di collegamenti, dandone informazione preventiva ai passeggeri interessati e attraverso il proprio sito Internet. Le cancellazioni hanno interessato complessivamente 3.417 passeggeri che sono stati ricollocati su voli alternativi in giornata, tranne 200 che hanno scelto di partire nella giornata di domani».


11 ottobre 2009 - La Nuova Sardegna

I consiglieri di Rifondazione al sindaco: diamo dignità alle famiglie
«Troppi senza un tetto»
Daga e Pintori intervengono sull’emergenza casa
di NADIA COSSU

NUORO - La prima risposta alla richiesta degli sfrattati, e dei sindacati che li rappresentano, arriva dai consiglieri comunali di Rifondazione comunista Tore Daga e Giuseppe Pintori.
Dopo lo sgombero di alcuni giorni fa in viale Costituzione e l’appello forte dei residenti che chiedevano attenzione agli amministratori, intervengono, d’accordo con Rdb e Asia (associazione inquilini e assegnatari), Daga e Pintori: «L’emergenza abitativa ha raggiunto nella nostra città caratteristiche e dimensioni inedite e le ragioni possono essere ricondotte all’indebolimento economico delle famiglie nuoresi che appartengono ai ceti più deboli». Quello di qualche giorno fa è il secondo sfratto esecutivo a Nuoro. Un imbianchino precario occupava uno scantinato abusivamente dal 2005. Poi hanno bussato alla sua porta i dirigenti Area (ex Iacp), polizia, carabinieri e assistenti sociali e gli hanno detto che quella casa che lui aveva ristrutturato con cura e aveva reso accogliente doveva lasciarla. Solo per un attimo ha provato a resistere, poi si è arreso e, borsone in mano, se n’è andato. L’analisi di Daga e Pintori traccia un quadro piuttosto realistico e allarmante. «Il problema della casa non riguarda soltanto gli sfrattati, i casi sociali, le fasce deboli - dicono i consiglieri di Rifondazione - ma anche nuove forme di emergenza abitativa rappresentata dalle giovani coppie e dai nuclei monoreddito. Dunque, davanti a un contesto di tensione sociale, di fronte alle proteste che si ripetono con una certa frequenza e agli sfratti che colpiscono le famiglie nuoresi più deboli, bisogna prendere atto che nella nostra città esiste una vera e propria emergenza abitativa».
I costi insostenibili di affitti e di mutui sarebbero tra le principali cause del malessere che dilaga e dinanzi al quale la gente chiede un impegno forte del Comune. «Prendano come esempio il sindaco di Cagliari - avevano detto i sindacati - che ha bloccato gli sfratti. Perché qui invece assistiamo a un immobilismo sconcertante?».
«Considerata la situazione - dicono Daga e Pintori - la nostra amministrazione deve riconoscere dignità alla protesta civile di queste famiglie. Perché hanno ben ragione a dire che quello all’abitazione è un diritto costituzionale. Non possiamo rimanere insensibili e non dare cittadinanza al disagio di queste persone vittime di politiche sulla casa liberiste e speculative». Parole forti che sfociano in una richiesta al sindaco e alla giunta perché si impegnino «a favorire programmi precisi per il rilancio dell’edilizia pubblica e popolare finalizzati a garantire in tempi brevi risposte certe a uno dei problemi socialmente più gravi».


11 ottobre 2009 - La Città di Salerno

Cirielli accusa il Governo: sui precari sbaglia
Anche Viespoli fa autocritica «Con la social card non stiamo aiutando le fasce più povere. Ci vogliono assegni»

Salerno - Fuori dal teatro Verdi, dove si discute di Sud e sviluppo, una trentina di precari della scuola sventola le bandiere dei cobas "Rdb Cub" e alza striscioni di protesta al grido di "vergogna, vergogna".E’ su questo tema, i tagli al personale scolastico, che dal palco il presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, prende le distanze dal Governo e dai ministri Gelmini e Tremonti. «E’ giusto che il Governo porti avanti una politica di rigore, ed è giusto che prelevi soldi dai fondi Fas per arginare la crisi sociale e pagare la cassintegrazione. Ma non capiamo come si pensi di lasciare indietro migliaia di precari della scuola». E ancora: «Io ho votato in Parlamento la razionalizzazione della scuola, e penso che la politica del precariato sia inammissibile, però non si può far pagare una politica sbagliata a migliaia di persone.Non lo si può fare specie quando si prelevano migliaia di euro per la cassintegrazione». Sul piatto della bilancia Cirielli mette anche la difficile congiuntura economica, e l’incidenza dei tagli sul contesto sociale del Mezzogiorno«Oltre il novanta per cento dei precari penalizzati dai tagli è meridionale, e non mi sembra giusto che qualunque Governo, compreso il mio, non tenga conto che, in questo momento, questo provvedimento andava ponderato probabilmente in maniera diversa». Il distinguo di Cirielli non è l’unico.Il sottosegretario al welfare, Pasquale Viespoli, esprime perplessitá sulla social card e sottolinea che «un Paese non può dirsi civile quando un milione e mezzo di persone è sotto la soglia di povertá. Dobbiamo essere onesti nella comunicazione - aggiunge - noi in questo momento non stiamo sostenendo gli ultimi ma solo i penultimi, perché neanche la social card fa emergere la societá più povera. E non serve ampliarne la fascia».Viespoli pensa all’adozione di altri strumenti, a una formula di assegni di sostentamento in favore di chi proprio non ce la fa a tirare avanti.Ma in ballo ci sono anche i rapporti interni al Governo e al Popolo delle Libertá, ed è probabile che il sottosegretario pensi ancora al ministro Tremonti quando fa notare la defezione di qualche big atteso al convegno. Un’iniziativa che Proprio Viespoli, in qualitá di presidente di Mezzogiorno Nazionale, aveva organizzato insieme all’associazione Farefuturo ispirata da Gianfranco Fini. Così osserva: «La presenza di tanta gente in platea dimostra che c’è ancora chi preferisce stare tra la gente invece che affidarsi ai talk show, dove magari ci sono meno assenze».(c.d.m.)


11 ottobre 2009 - Libertà

Il sindacato di base Rdb e i problemi del mondo del lavoro: un incontro

Castelsangiovanni - (mm) Giovedì, 15 ottobre, alle 21 nel centro culturale di via Mazzini a Castelsangiovanni si terrà un incontro pubblico sul tema: "Il sindacalismo di base in Italia, le Rdb Cub: storia e prospettive attuali". Sarà presente Angelo Pedrini, responsabile del settore privato Rdb Cub di Milano. Nel corso della serata, che sarà aperta agli interventi del pubblico, verranno discusse anche le problematiche del mondo lavorativo locale.


11 ottobre 2009 - Il Mattino

Salerno. In trenta, ma agguerritissimi, i precari della scuola hanno manifestato...

Salerno - In trenta, ma agguerritissimi, i precari della scuola hanno manifestato davanti al teatro Verdi contro la Finanziaria e i tagli sulla scuola del Governo. All'arrivo del presidente della Confindustria Marcegaglia, del segretario della Cgil Epifani e del sottosegretario Viespoli i manifestanti organizzati con Cobas e Rdb, hanno esposto striscioni investendo con urla e fischi i partecipanti al convegno. «I tagli nella scuola colpiscono soprattutto Campania e Calabria - ha detto Epifani - si poteva salvaguare regioni già in situazioni di crisi».


11 ottobre 2009 - La Sicilia

In piazza Carlo Alberto «Festa delle contaminazioni»

Catania - Oggi, dalle 17, in piazza Carlo Alberto, alla fiera, si terrà la «Festa di strada delle contaminazioni» con cibi, video, danze tradizionali e musiche dei gruppi musicali degli African Ngewel (Senegal), Sangeet group (Mauritius), Scanzunati (Italia). L'iniziativa è promossa da: Anpi, Arci, Ass. Geelrujali Circle (Mauritius), Caritas Diocesana Catania, Centro Astalli, Cgil, Cobas, Collettivo Rotta Indipendente (Facoltà Lettere e Lingue), Comunità Eritrea, Convenzione per la Pace, Coordinamento Immigrati Cgil, Gapa, Gas Tapallara, Green Peace, La Città Felice, Officina Rebelde Catania, Open Mind, Opera Nomadi, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, RdB Cub Catania, Rete Antirazzista Catanese, Telestrada, immigrati dall'Eritrea, Marocco, Mauritius, Palestina, Senegal, Sri Lanka, Tunisia.


11 ottobre 2009 - Il Secolo XIX

Maestre dei nido fondano un sindacato
È nato un movimento spontaneo che ha preso le distanze da confederali e autonomi. Proclamato lo stato di agitazione

Genova - MAESTRE ancora sul piede di guerra. Dopo il corteo, terminato con un'incursione a Palazzo Tursi, il Comitato di difesa sindacale delle insegnanti degli asili nido (appoggiate da colleghe delle materne) ha proclamato lo stato di agitazione e annunciato che continuerà il blocco degli straordinari. Sarà garantita la programmazione didattica, ma sono a rischio le iniziative psicopedagogiche (come feste o uscite).
Il braccio di ferro con il Comune si gioca prima di tutto sul nodo della rappresentanza. Lo stato di agitazione è andato di pari passo con la protesta contro i sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil, Diccap), che hanno firmato il contestatissimo accordo con l'amministrazione. Ma non solo. Il Comitato di difesa sindacale, il movimento spontaneo, si smarca anche da Cobas e Rdb, che hanno partecipato allo sciopero di venerdì.
«Non abbiamo niente contro di loro - spiega la portavoce del comitato Patrizia Borrello - Ma ci dà fastidio che altri vengano a mettere il cappello alle nostre iniziative. Rappresentiamo l'80% delle maestre scese in piazza l'altro giorno».
La vertenza delle maestre è una situazione anomala nel panorama del mondo del lavoro (quantomeno cittadino): un'intera categoria, sentitasi tradita dai propri rappresentanti, ha dato vita a un organismo autonomo. Guidato proprio da un'ex sindacalista della Cgil: Patrizia Borrello, 49 anni, insegnante dell'asilo nido Fata Morgana della Foce, militante di Lotta Comunista.
«Quello che vogliamo ricordare è che noi ci siamo dal 2007 - continua Borrello - Mentre Cobas e Rdb sono arrivati adesso. Non abbiamo niente a che vedere con la loro filosofia, e il loro modo di fare sindacato, estemporaneo e incostante. Per dare l'idea della situazione, quando alle nostre riunioni eravamo in 60, loro erano in 7. Se vogliono unirsi alla nostra protesta, non abbiamo nulla in contrario: ma la forza siamo noi. Vorremmo che le cose fossero rappresentate, anche sui media, con le dovute proporzioni». «Siamo stupiti da queste dichiarazioni, sono due anni che seguiamo le trattative - commenta Andrea Tosa, dei Cobas - Preferiamo non fare polemica, siamo per l'unità dei lavoratori. Per legge un comitato non può sedersi a un tavolo o proclamare lo stato di agitazione».
Un punto fondamentale, perché la richiesta principale del Comitato è costringere Tursi a sedersi a un tavolo per rivedere tutte le trattative, richiesta finora rigettata. E il quadro adesso potrebbe farsi davvero confuso: secondo indiscrezioni, alcune maestre all'interno del comitato vorrebbero autoconvocare a loro volta assemblee slegate dal movimento.(M.Gra.)


a

Federazione Nazionale RdB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233