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Il Sindacato di Base e Indipendente

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01/10/09

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 30 settembre 2009


30 settembre 2009 - Adnkronos

VIGILI DEL FUOCO: RDB-CUB, NON C'È NULLA DA FESTEGGIARE
LA MANIFESTAZIONE ROMANA È UNA PURA AUTOCELEBRAZIONE

Roma, 30 set. - (Adnkronos) - «In occasione della cerimonia al Quirinale per la 'presunta festà del Corpo o 70° anniversario di fondazione, alcune delegazioni di Vigili del Fuoco, provenienti dal Piemonte e dalla Liguria si sono ritrovate a Genova presso il palazzo della Prefettura per far conoscere all'opinione pubblica tutta la verità sull'attuale realtà lavorativa dei pompieri in Italia». Lo rendono noto, con un comunicato, le Rdb-Cub dei Vigili del Fuoco. «Con questa mobilitazione -continuano- i pompieri aderenti al Sindacato di Base RdB P.I., rivolgendosi all'opinione pubblica, che si è dimostrata da sempre vicina e solidale con le rivendicazioni dei Vigili del Fuoco, intende dire basta alla propaganda di un governo che non considera affatto le seguenti ed urgentissime necessità della categoria: contratto scaduto da due anni, carenza d'organico a vari livelli, straordinari non pagati, automezzi usati per la colonna mobile vecchi ed inefficienti, mancato riconoscimento di categoria usurante». «La RdB P.I. dei Vigili del Fuoco -conclude la nota- pur non biasimando i colleghi che partecipano alla festa indetta il 30 settembre dal governo e dall'Amministrazione per l'anniversario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che viene celebrata in contemporanea a Roma, ha organizzato una serie di presidi sotto le prefetture piu importanti d'italia, tra cui quella di Genova. Abbiamo serenamente manifestato esprimendo anche il più forte dissenso nei confronti di un'iniziativa, quella romana che si configura come una pura autocelebrazione».

SCUOLA: SDL E RDB ADERISCONO A MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Roma, 30 set. - (Adnkronos) - Sdl Intercategoriale e Federazione Nazionale RdB aderiscono alla manifestazione nazionale della Scuola con i precari, le associazioni, le strutture, i coordinamenti, i collettivi ed il sindacalismo di base, che si sono dati appuntamento alla manifestazione nazionale del 3 ottobre a Roma, alle ore 15.00 in Piazza dei Cinquecento, con corteo fino a viale Trastevere davanti alla sede del MIUR. «Si tratta -si legge in una nota- di una mobilitazione necessaria contro una devastante manovra che, mentre incrementa i finanziamenti alle strutture scolastiche private, vede smantellare la garanzia del servizio scolastico pubblico attraverso tagli economici indiscriminati, licenziamenti, precarizzazione e declassificazione del personale docente. Un'operazione che oltre ad offendere la dignità e la professionalità dei docenti lede gli stessi principi costituzionali che garantiscono ai cittadini tutti un'istruzione pubblica di qualità». «Per riaffermare questo diritto, per impedire l'aggressione ai livelli occupazionali che subirebbero tagli di oltre 187.000 unità entro i prossimi due anni-concludono le due organizzazioni- Sdl Intercategoriale e RdB scenderanno in piazza il 3 ottobre e proseguiranno le mobilitazioni fino al 23 ottobre, giorno dello sciopero generale nazionale indetto dal Patto di Base».


30 settembre 2009 - Ansa

SCUOLA: SDL E RDB A MANIFESTAZIONE NAZIONALE ROMA 3 OTTOBRE

(ANSA) - ROMA, 30 SET - Sdl Intercategoriale e Federazione Nazionale RdB aderiscono alla manifestazione nazionale della Scuola con i precari, le associazioni, le strutture, i coordinamenti, i collettivi ed il sindacalismo di base, che si sono dati appuntamento alla manifestazione nazionale del 3 ottobre a Roma, Con corteo fino a viale Trastevere davanti alla sede del ministero dell'Istruzione. «Si tratta di una mobilitazione necessaria contro una devastante manovra che, mentre incrementa i finanziamenti alle strutture scolastiche private, vede smantellare la garanzia del servizio scolastico pubblico attraverso tagli economici indiscriminati, licenziamenti, precarizzazione e declassificazione del personale docente. Un'operazione - è detto in una nota - che oltre ad offendere la dignità e la professionalità dei docenti lede gli stessi principi costituzionali che garantiscono ai cittadini tutti un'istruzione pubblica di qualità».

VIGILI FUOCO: PROTESTA A VIAREGGIO, CORTEO LUOGHI STRAGE

(ANSA) - VIAREGGIO (LUCCA), 30 SET - Manifestazione di protesta oggi a Viareggio dei vigili del fuoco, promossa dalla Rdb in concomitanza con la cerimonia di premiazione del corpo al Quirinale. Dopo un presidio davanti alla stazione i partecipanti, una cinquantina, hanno raggiunto in corteo via Ponchielli, luogo della strage ferroviaria del 29 giugno, dove hanno lasciato un mazzo di fiori al gazebo del 'giardino del piantò in ricordo delle 31 vittime del disastro. Quella di Viareggio, scelta come luogo simbolico dell'impegno dei vigili, spiegano le Rdb, è stata una delle manifestazioni organizzate oggi in Italia per portare a conoscenza dell'opinione pubblica le difficoltà lavorative dei vigili a causa di mezzi tecnici non adeguati e organici carenti, questioni economiche e contrattuali, e quella relativa alla sostituzione del personale professionista con i volontari. «Siamo stufi di essere presi in giro da una casta politica immorale ed insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini in drammatiche situazioni traendone solo propaganda utile a fini d'immagine ma senza contenuti», era scritto in uno dei volantini distribuiti ai passanti. «L'unica medaglia che valga la pena - aggiungono le Rdb - è la riconoscenza della gente, la certezza di aver svolto il nostro lavoro nel migliore dei modi ed avere reso un servizio a chi si trova nel bisogno».

BADANTI: SANATORIA; RDB, REGOLARIZZAZIONE FLOP POLITICA GOVERNO

(ANSA) - NAPOLI, 30 SET - «La regolarizzazione di colf e badanti non è solo un flop, ma il fallimento della politica del Governo Berlusconi in materia di immigrazione». A sostenerlo, in un comunicato, è Soumahoro Aboubakar, responsabile nazionale immigrazione RdB. «In questi giorni - sostiene Aboubakar - abbiamo assistito a un vero dramma umano nei nostri sportelli di assistenza. Abbiamo visto lavoratori domestici che sono stati licenziati, perchè i datori di lavoro, o si sono rifiutati di regolarizzarli o non avevano i requisiti dei 20 mila euro richiesti». Per il responsabile nazionale immigrazione RdB «è assurdo che sia stato negato volutamente ai lavoratori migranti impegnati in agricoltura, nell'edilizia, nel commercio e nell'industria di poter essere regolarizzati, visto che la stragrande maggioranza, oltre il 70%, risulta impiegata proprio in questi settori». «Per queste ragioni - conclude Soumahoro Aboubakar - chiedo a gran voce la riapertura dei termini, estendendo la regolarizzazione a tutte le figure lavorative, e lancio un appello a scendere in piazza, il 17 ottobre, alla manifestazione nazionale di Roma».


30 settembre 2009 - Omniroma

ASILI NIDO, RDB: «SCIOPERO RIUSCITO, SINDACO CONVOCHI TAVOLO»

(OMNIROMA) Roma, 30 set - «Anche la seconda giornata di sciopero indetta dalla RdB nei nidi comunali, che si è svolta ieri, 29 settembre, ha registrato un'adesione altissima. Il pullman itinerante delle educatrici ha toccato questa volta i municipi governati dal centro-destra e delegazioni di lavoratrici hanno incontrato il presidente del Municipio XIX, Alfredo Milioni, e quello del Municipio XIII, Giacomo Vizzani». Così RdB in una nota. «Anche in questi municipi abbiamo registrato una grande attenzione al problema degli asili nido - riferisce Gianni Troiani, RdB Comune di Roma - al punto che il presidente Milioni ha inteso dare una prima immediata risposta portando all'attenzione del Consiglio Municipale del pomeriggio una mozione, che è stata poi approvata all'unanimità, e che ricalca le nostre richieste di reintegrare almeno una delle unità d'organico tolte negli ultimi due anni. Il presidente Vizzani, pur comprendendo le ragioni delle educatrici, ha chiesto un approfondimento delle tematiche, riconvocando un incontro specifico unitamente all'assessore Pace e chiedendo di conoscere meglio le nostre proposte al tavolo negoziale». «In ogni territorio toccato - continua Troiani - abbiamo incassato attestati di stima e di solidarietà anche dai rappresentanti del centro-destra, come ad esempio da parte del presidente del Municipio XVII. Solo gli assessori Cavallari e Marsilio continuano a ripetere la canzone stonata che intende strumentali le nostre proteste». Conclude il rappresentante RdB: «Anche le altre organizzazioni sindacali stanno registrando le resistenze alla normale dialettica sindacale da parte di questi assessori, come per il caso dei vigili urbani precari. A questo punto invitiamo il Sindaco a prendere in seria considerazione l'opportunità di mettere in agenda un tavolo istituzionale, con i presidenti dei Municipi e con tutte le rappresentanze sindacali cittadine, che affronti temi più scottanti relativi al personale capitolino: precarietà, retribuzioni, potenziamento degli organici in settori strategici».


30 settembre 2009 - Dire

ASILI NIDO. RDB-CUB: CHIEDIAMO UN TAVOLO ISTITUZIONALE
"CON PARTECIPAZIONE MUNICIPI E SINDACATI CITTADINI"

(DIRE) Roma, 30 set. - Anche la seconda giornata di sciopero indetta dalla RdB nei nidi comunali, che si e' svolta ieri, ha registrato un'adesione altissima. Il pullman itinerante delle educatrici - si legge in una nota della RdB-Cub - ha toccato questa volta i municipi governati dal centro-destra e delegazioni di lavoratrici hanno incontrato il presidente del Municipio XIX, Alfredo Milioni, e quello del Municipio XIII, Giacomo Vizzani. "Anche in questi municipi abbiamo registrato una grande attenzione al problema degli asili nido- commenta Gianni Troiani, RdB Comune di Roma- al punto che il presidente Milioni ha inteso dare una prima immediata risposta portando all'attenzione del Consiglio Municipale del pomeriggio una mozione, che e' stata poi approvata all'unanimita', e che ricalca le nostre richieste di reintegrare almeno una delle unita' d'organico tolte negli ultimi due anni. Il presidente Vizzani- aggiunge Troiani- pur comprendendo le ragioni delle educatrici, ha chiesto un approfondimento delle tematiche, riconvocando un incontro specifico unitamente all'assessore Pace e chiedendo di conoscere meglio le nostre proposte al tavolo negoziale". In ogni territorio toccato, continua il dirigente dell'RdB-Cub, "abbiamo incassato attestati di stima e di solidarieta' anche dai rappresentanti del centro-destra, come ad esempio da parte del presidente del Municipio XVII. Solo gli assessori Cavallari e Marsilio continuano a ripetere la canzone stonata che intende strumentali le nostre proteste. Anche le altre organizzazioni sindacali stanno registrando le resistenze alla normale dialettica sindacale da parte di questi assessori, come per il caso dei vigili urbani precari". A questo punto, conclude Troiani, "invitiamo il sindaco a prendere in seria considerazione l'opportunita' di mettere in agenda un tavolo istituzionale, con i presidenti dei Municipi e con tutte le rappresentanze sindacali cittadine, che affronti temi piu' scottanti relativi al personale capitolino: precarieta', retribuzioni, potenziamento degli organici in settori strategici".


30 settembre 2009 - Apcom

Scuola/ Sdl e Rdb adersicono a manifestazione nazionale di Roma
In corteo fino al Miur, "dal governo manovra devastante"

(Apcom) Sdl Intercategoriale e Federazione Nazionale RdB aderiscono alla manifestazione nazionale della scuola che si terrà sabato prossimo a Roma: le associazioni parteciperanno con i precari, le associazioni, le strutture, i coordinamenti, i collettivi ed il sindacalismo di base, che si sono dati appuntamento alle 15 a Piazza dei Cinquecento per svolgere poi un corteo fino a viale Trastevere sotto il Ministero dell'Istruzione. "Si tratta di una mobilitazione necessaria contro una devastante manovra che, mentre incrementa i finanziamenti alle strutture scolastiche private, vede smantellare la garanzia del servizio scolastico pubblico attraverso tagli economici indiscriminati, licenziamenti, precarizzazione e declassificazione del personale docente", spiegano in una nota Sdl e RdB: "Un'operazione che oltre ad offendere la dignità e la professionalità dei docenti lede gli stessi principi costituzionali che garantiscono ai cittadini tutti un'istruzione pubblica di qualità". "Per riaffermare questo diritto, per impedire l'aggressione ai livelli occupazionali che subirebbero tagli di oltre 187.000 unità entro i prossimi due anni, Sdl Intercategoriale e RdB scenderanno in piazza il 3 ottobre e proseguiranno le mobilitazioni fino al 23 ottobre, giorno dello sciopero generale nazionale indetto dal Patto di Base", concludono.

Scuola/ Sabato a Roma cortei contro precariato, sindacati divisi
Un corteo fino al Miur, l'altro si unisce ai giornalisti

(Apcom) Sindacati, coordinamenti e comitati dei precari della scuola ancora in piazza, a Roma, sabato prossimo contro le politiche del governo e del ministro Gelmini sul settore istruzione: divise sulla partecipazione le organizzazioni 'confederali', più compatte quelle di base. Due i cortei previsti, distinti e quasi divergenti sulle modalità di svolgimento. Una manifestazione partirà infatti alle 14.30 da piazza della Repubblica e sfilerà per le strade della capitale fino a piazza del Popolo, dove dalle 15.30 la Federazione nazionale della stampa italiana ha organizzato la manifestazione per la libertà d'informazione. A questo primo corteo, indetto dai Comitati dei lavoratori precari della scuola, hanno aderito la Flc-Cgil e la Gilda. Non partecipano Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals, che sono più soddisfatti delle misure 'salva-precari' messe a punto dal Ministero dell'Istruzione. L'altra manifestazione partirà invece da piazza dei Cinquecento alle 15, davanti la stazione Termini, e terminerà sotto il Ministero dell'Istruzione in viale Trastevere. È promossa dai Cobas e vi partecipano Sdl Intercategoriale, RdB e diversi comitati locali dei precari, a cominciare da quello di Salerno che in agosto diede il via alle proteste dei precari in piazza. In una nota i Cobas spiegano che "il tentativo di convogliare i precari nella manifestazione della Fnsi dimostra una fondamentale divergenza tra le forze in campo rispetto alla riapertura del conflitto in Italia, allo sviluppo di esso e dei movimenti di lotta per la giustizia sociale e gli interessi materiali dei salariati e dei settori popolari e giovanili. Non possono esserci connessioni di alcun tipo tra le due iniziative".


30 settembre 2009 - Iris

SCUOLA: SDL E RDB ADERISCONO
A MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 3 OTTOBRE

(IRIS) - ROMA, 30 SET - "Sdl Intercategoriale e Federazione nazionale RdB aderiscono alla manifestazione nazionale della scuola con i precari, le associazioni, le strutture, i coordinamenti, i collettivi ed il sindacalismo di base, che si sono dati appuntamento alla manifestazione nazionale del 3 ottobre a Roma, alle 15 in Piazza dei Cinquecento, con corteo fino a viale Trastevere davanti alla sede del Miur. Si tratta - è scritto nella nota - di una mobilitazione necessaria contro una devastante manovra che, mentre incrementa i finanziamenti alle strutture scolastiche private, vede smantellare la garanzia del servizio scolastico pubblico attraverso tagli economici indiscriminati, licenziamenti, precarizzazione e declassificazione del personale docente. Un'operazione che oltre ad offendere la dignità e la professionalità dei docenti lede gli stessi principi costituzionali che garantiscono ai cittadini tutti un'istruzione pubblica di qualità. Per riaffermare questo diritto, per impedire l'aggressione ai livelli occupazionali che subirebbero tagli di oltre 187 mila unità entro i prossimi due anni, Sdl Intercategoriale e RdB scenderanno in piazza il 3 ottobre e proseguiranno le mobilitazioni fino al 23 ottobre, giorno dello sciopero generale nazionale indetto dal Patto di Base".


30 settembre 2009 - Virgilio

Sdl Intercategoriale e Federazione Nazionale RdB aderiscono alla manifestazione nazionale della scuola...

Sdl Intercategoriale e Federazione Nazionale RdB aderiscono alla manifestazione nazionale della scuola che si terrà sabato prossimo a Roma: le associazioni parteciperanno con i precari, le associazioni, le strutture, i coordinamenti, i collettivi ed il sindacalismo di base, che si sono dati appuntamento alle 15 a Piazza dei Cinquecento per svolgere poi un corteo fino a viale Trastevere sotto il Ministero dell'Istruzione. "Si tratta di una mobilitazione necessaria contro una devastante manovra che, mentre incrementa i finanziamenti alle strutture scolastiche private, vede smantellare la garanzia del servizio scolastico pubblico attraverso tagli economici indiscriminati, licenziamenti, precarizzazione e declassificazione del personale docente", spiegano in una nota Sdl e RdB: "Un'operazione che oltre ad offendere la dignità e la professionalità dei docenti lede gli stessi principi costituzionali che garantiscono ai cittadini tutti un'istruzione pubblica di qualità". "Per riaffermare questo diritto, per impedire l'aggressione ai livelli occupazionali che subirebbero tagli di oltre 187.000 unità entro i prossimi due anni, Sdl Intercategoriale e RdB scenderanno in piazza il 3 ottobre e proseguiranno le mobilitazioni fino al 23 ottobre, giorno dello sciopero generale nazionale indetto dal Patto di Base", concludono.


30 settembre 2009 - Corriere.it

il presidio per le gravi carenze di organico e il contratto scaduto
«Basta medaglie, vogliamo fatti» La protesta dei pompieri in Prefettura
La denuncia: «Quando siamo partiti per l'Abruzzo, alcuni mezzi si sono fermati a metà strada»

MILANO - «Meno oro, più euro», «Con le medaglie non mangio e non pago l'affitto»: con cartelli come questi appesi al collo, i Vigili del fuoco di Milano hanno organizzato un presidio di fronte alla Prefettura, denunciando gravi carenze di organico, scarsa manutenzione dei mezzi, contratto scaduto da due anni e altri problemi. Il presidio è una sorta di risposta, attuata dalla rappresentanza sindacale RdB in tutta Italia, alla cerimonia di consegna delle medaglie d'oro ai Vigili del fuoco che si è svolta a Roma, nel cortile d'onore del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del settantesimo anniversario della Fondazione del Corpo. Una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera di rifiuto per l'invito alla celebrazione: «Tale invito ha tutta l'apparenza di una operazione di facciata, utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale, e di chi governa il Paese, mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi Pompieri, sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici».
MEZZI IN CATTIVE CONDIZIONI - «Servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l'Italia agli standard europei», avevano scritto i rappresentanti sindacali. «Con un contratto scaduto da due anni, questa medaglia appare una presa in giro, un lavarsi la coscienza. Ci servono fatti tangibili, risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani. Per questi motivi, al posto di una poltrona al Quirinale, i rappresentati della RdB manifesteranno nelle più importanti città del Paese il loro disagio», avevano annunciato i rappresentanti sindacali. E così hanno fatto anche a Milano. «Basta riconoscimenti da eroi se non vengono rispettati i nostri diritti di base, con le medaglie non si mangia», hanno denunciato. Anche i mezzi dati in dotazione ai Vigili del Fuoco sono vecchi e inefficienti: quando dalla Lombardia partì la colonna mobile per portare soccorso ai terremotati in Abruzzo, alcuni mezzi si ruppero durante il tragitto.


30 settembre 2009 - Roma Notizie

I Vigili del Fuoco consegnano una lettera aperta al Presidente della Repubblica

Roma - Stamani una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera di rifiuto per l’invito di domani in occasione di una presunta festa dei Vigili de Fuoco. La RdB nelle sue motivazioni nel declinare l’invito alla predetta festa con assegnazione di medaglia d’oro alla bandiera per le emergenze del 1954, ha ribadito che tale invito ha tutta l’apparenza di una operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale, e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli dell’Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi "Pompieri", sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici. Infatti, i rappresentati sindacali hanno ribadito come giornalmente, si assiste ad una strana anomalia, mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del Corpo Nazionale, il Governo continua a tagliarci i fondi. "Presidente Lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l’Italia agli standard europei". Solo grazie a turni massacranti, continui straordinari, che quotidianamente violano le normative e leggi vigenti di questo Stato sulla sicurezza e vengono retribuiti dopo mesi, se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso; e’ superfluo precisare come la carenza di uomini e di mezzi provoca un pericoloso impoverimento professionale, contrariamente ai proclami, in questo Paese non si investe in sicurezza: si preferisce indirizzare risorse a mille organizzazioni di protezione civile e di volontariato efficaci per la comunità se di supporto ad un Corpo Nazionale VV.F. istituito appositamente e strutturato per rispondere efficacemente e capillarmente sul territorio; si arriva addirittura ad "accorpare" i Vigili del Fuoco con le forze di Polizia. Con un contratto scaduto da due anni, questa medaglia appare una presa in giro, un lavarsi la coscienza. "Ci servono fatti tangibili, risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani. Per questi motivi al posto di una poltrona al Quirinale domani i rappresentati della RdB manifesteranno nelle più importanti città del paese il loro disagi."


30 settembre 2009 - Toscana Radio News

Vigili del Fuoco protestano a Viareggio

Manifestazione di protesta oggi a Viareggio dei vigili del fuoco in concomitanza con la cerimonia di premiazione del corpo al Quirinale. Dopo un presidio davanti alla stazione i partecipanti, una cinquantina, hanno raggiunto in corteo via Ponchielli, luogo della strage ferroviaria del 29 giugno, dove hanno lasciato un mazzo di fiori al gazebo del 'giardino del pianto' in ricordo delle 31 vittime del disastro. Quella di Viareggio, scelta come luogo simbolico dell'impegno dei vigili è stata una delle manifestazioni organizzate oggi in Italia per portare a conoscenza dell'opinione pubblica le difficoltà lavorative dei vigili a causa di mezzi tecnici non adeguati e organici carenti, questioni economiche e contrattuali, e quella relativa alla sostituzione del personale professionista con i volontari(Toscana Radio News)


30 settembre 2009 - NoiTv

Vigili del fuoco scendono in piazza
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VIAREGGIO - Salari piu' equi, adeguamenti degli organici, delle strutture e dei mezzi e rinnovo del contratto di lavoro: ecco le principali motivazioni della protesta organizzata dai vigili del fuoco di Lazio e Toscana. La mobilitazione, innescata dai tagli ai finanziamenti per i vigili del fuoco inseriti dal governo Berlusconi nella Finanziaria, e' scattata nello stesso giorno in cui a Roma, nel palazzo del Quirinale, venivano consegnate le medaglie ai vigili del fuoco che si sono distinti nei soccorsi per il terremoto dell'Aquila. I manifestanti hanno sfilato dalla stazione ferroviaria di Viareggio, scelta come luogo simbolo del loro impegno quotidiano, dopo il disastro ferroviario del 29 giugno, fino a via Ponchielli, dove hanno deposto una corona di fiori sotto al gazebo dedicato alle vittime della strage di Viareggio.


30 settembre 2009 - Telesanterno

Protesta dei vigili del fuoco: meno medaglie piu’ soldi
Presidio dei vigili del fuoco questa mattina davanti alla prefettura di Bologna per protestare contro il precariato che ha colpito anche i loro reparti. Nel giorno del 70mo anniversario dalla nascita del corpo, lo slogan della manifestazione era: meno medaglie più soldi

Bologna - Nel giorno della festa per l’anniversario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, le rappresentanze sindacali dell’Emilia Romagna hanno protestato questa mattina davanti alla prefettura di Bologna, aderendo a una manifestazione nazionale per affermare che con le medaglie non si mangia. Carenza d’organico, mancato rinnovo dei mezzi in dotazione, eccessiva richiesta di straordinari oltretutto pagati in ritardo. La lista dei motivi della protesta è lunga ma sostanzialmente chiedono una sola cosa. In particolare chiedono che venga riconosciuto loro uno stipendio dignitoso e colmata la carenza di organici investendo in formazione e sicurezza, soprattutto quella dei cittadini.


30 settembre 2009 - L'Unione Sarda online

Carenze di personale e precarietà: a Cagliari sit-in dei Vigili del Fuoco

Cagliari - Quattrocentosei a tempo indeterminato impegnati operano nella Provincia di Cagliari in una pianta organica che secondo il ministero necessita di 112 uomini in più. In occasione del 71esimo anniversario della fondazione la denuncia con una protesta davanti alla Prefettura. Contemporaneamente a 13 città italiane anche a Cagliari i Vigili del fuoco aderenti alle Rdb-Cub hanno manifestato davanti alla Prefettura con un sit-in. "Le ragioni di questa protesta riguardano le carenze d'organico, i tagli ai bilanci, ritardi nei pagamenti di indennità festive e di turno, la mancata sottoscrizione del contratto, scaduto da oltre due anni, e lo stato dei mezzi". In Sardegna, secondo il sindacato di base, hanno operato nel 2009 circa 900 precari, impegnati soprattutto nei mesi estivi a vigilanza delle basi stagionali e, solo a Cagliari, i Vigili del fuoco precari sono 400 mentre quelli a tempo indeterminato sono 460 e ne servirebbero altri 112 per comletare la pianta organica.


30 settembre 2009 - Lo Schermo

Vigili del Fuoco: manifestazione di protesta sui luoghi della strage di Viareggio
di Stefano Giuntini
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VIAREGGIO (Lucca) - Manifestazione di protesta oggi (30 settembre) a Viareggio dei vigili del fuoco, promossa dalla Rdb in concomitanza con la cerimonia di premiazione del corpo al Quirinale. Dopo un presidio davanti alla stazione i partecipanti, una cinquantina, hanno raggiunto in corteo via Ponchielli, luogo della strage ferroviaria del 29 giugno, dove hanno lasciato un mazzo di fiori al gazebo del "giardino del pianto" in ricordo delle 31 vittime del disastro. "Stufi di una casta politica immorale e insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini", sostenevano i manifestanti. "Quella di Viareggio, scelta come luogo simbolico dell'impegno dei vigili - spiegano le Rdb - è stata una delle manifestazioni organizzate oggi in Italia per portare a conoscenza dell'opinione pubblica le difficoltà lavorative dei vigili a causa di mezzi tecnici non adeguati e organici carenti, questioni economiche e contrattuali, e quella relativa alla sostituzione del personale professionista con i volontari". ''Siamo stufi di essere presi in giro da una casta politica immorale e insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini in drammatiche situazioni traendone solo propaganda utile a fini d'immagine ma senza contenuti'', era scritto in uno dei volantini distribuiti ai passanti. ''L'unica medaglia che valga la pena - aggiungono le Rdb - è la riconoscenza della gente, la certezza di aver svolto il nostro lavoro nel migliore dei modi ed avere reso un servizio a chi si trova nel bisogno''.


30 settembre 2009 - Il Giornale di Calabria

Sit-in dei vigili del fuoco: "Chiudere la fase dell’emergenza"

Catanzaro - Mentre a Catanzaro, davanti a Piazza Prefettura, più di una cinquantina di Vigili del Fuoco della RdB hanno effettuato un sit-in con volantinaggio, contemporaneamente a Roma, i vertici nazionali del sindacato hanno restituito l’invito per la festa Nazionale al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Il gesto clamoroso - si legge in una nota stampa della federazione calabrese Rdb-Cub - ha un significato ben preciso, dal momento che nella manifestazione nazionale verrà consegnata al Corpo dei Vigili del Fuoco la Medaglia d’oro alla Bandiera, onorificenza sicuramente meritata secondo la RdB, ma consegnata in un momento in cui appare solo come un simbolo vuoto pieno di inutile retorica, visto che le famiglie dei lavoratori non hanno bisogno di medaglie, ma vogliono veder tornare a casa tutte le sere i loro cari e vogliono poter contare su uno stipendio che non sia da fame come quello attuale. Infatti il Corpo dei Vigili del Fuoco vive da tempo stagioni di continue emergenze, acuite da scelte politiche miopi che stanno sempre di più tagliando fondi e che non consentono il rinnovo dei mezzi adeguati a svolgere in sicurezza il lavoro di tutela e salvaguardia degli italiani. Anche in Calabria, dopo l’ennesima estate fatta di emergenza, al momento di tirare i bilanci, rimane la triste realtà di turni massacranti e continui straordinari che non assicurano il necessario recupero psico-fisico dei lavoratori e che rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza di tutti; oltre tutto questi straordinari vengono retribuiti con gravi ritardi, addirittura dopo anni. I "Pompieri" , esaltati nelle calamità e nelle situazioni di grandi difficoltà, vengono poi dimenticati nella quotidianità: contratto scaduto da due anni, ripetuti tagli di fondi, mezzi inadeguati, turni massacranti, straordinari continui e retribuiti in ritardo, cronica carenza di personale (servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l’Italia agli standard europei) , questi i motivi che hanno spinto la RdB ad organizzare a Catanzaro e nelle altre città principali d’Italia, la contromanifestazione odierna per esprimere questi disagi. Anche al Prefetto di Catanzaro, così come è avvenuto al Quirinale, è stata consegnata la lettera destinata al Presidente della Repubblica, con l’auspicio che lo stesso, di fronte all’insensibilità di chi governa, sollevi il problema legato alla sicurezza dei cittadini e dei lavoratori impegnati nei Vigili del Fuoco".


30 settembre 2009 - Il Giorno online

Pompieri in presidio: "Siamo stanchi delle medaglie di cartone"
I vigili del fuoco nel giorno della festa per l’anniversario del Corpo protestano: contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi e insuffcienti

Milano, 30 settembre 2009 - Una protesta davanti alla Prefettura di Milano, ma anche in altre città, nel giorno della festa per l’anniversario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. L’hanno messa in atto le rappresentanze sindacali di base Cub dei Vigili del fuoco che "pur non biasimando i colleghi che parteciperanno alla festa unendosi invece ai bisogni e alle aspettative reali di tanti pompieri", spiegano, esprimono "forte dissenso nei confronti di un’iniziativa che si configura come una pura auto-celebrazione ed organizza per la stessa giornata del 30 settembre contro-manifestazioni nelle principali città italiane". Con questa mobilitazione la Rdb Cub "intende dire basta alla propaganda di un governo che non considera affatto le seguenti ed urgentissime necessità della categoria: contratto scaduto, carenza d’organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi ed inefficienti usati per la colonna mobile, mancato riconoscimento di categoria usurante. Da sempre tra la gente e con la gente, i Vigili del Fuoco rivendicando il loro vero ruolo di professionisti e coordinatori della Protezione Civile e dicono no alla finanziaria ‘light’ del governo, alla spettacolarizzazione delle calamità, alle ‘medaglie di cartone’ che non servono ad affrontare il quotidiano impegno del soccorso alla popolazione".


30 settembre 2009 - Omnimilano

PREFETTURA, PRESIDIO VIGILI FUOCO: "CONTRATTO SCADUTO, ORGANICI CARENTI"

Milano - Una protesta davanti alla Prefettura di Milano, ma anche in altre città, nel giorno della festa per l'anniversario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. L'hanno messa in atto le rappresentanze sindacali di base Cub dei Vigili del fuoco che "pur non biasimando i colleghi che parteciperanno alla festa unendosi invece ai bisogni e alle aspettative reali di tanti pompieri", spiegano, esprimono "forte dissenso nei confronti di un'iniziativa che si configura come una pura auto-celebrazione". Con questa mobilitazione la Rdb Cub "intende dire basta alla propaganda di un governo che non considera affatto le seguenti ed urgentissime necessità della categoria: contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi ed inefficienti usati per la colonna mobile, mancato riconoscimento di categoria usurante". I Vigili del Fuoco, spiegano ancora i manifestanti, "rivendicano il loro vero ruolo di professionisti e coordinatori della Protezione Civile e dicono no alla finanziaria 'light' del governo, alla spettacolarizzazione delle calamità, alle 'medaglie di cartone' che non servono ad affrontare il quotidiano impegno del soccorso alla popolazione".


30 settembre 2009 - Città di Genova

I Vigili del fuoco protestano in piazza

Genova - Prima il dovere, poi...la protesta: i Vigili del fuoco, che hanno avuto un ruolo fondamentale nel fronteggiare l'emergenza incendi delle scorse settimane, scendono in piazza.
I pompieri hanno organizzato per questa mattina un presidio questa mattina - dalle 9.30 alle 13 - davanti alla Prefettura di Genova, per protestare contro le innumerevoli difficoltà a cui devono far fronte: il rinnovo del contratto di lavoro, il mancato pagamento delle ore di straordinario effettuate per le calamità e la carenza degli organici.


30 settembre 2009 - Primocanale

Protesta dei vigili del fuoco

Genova - Il rinnovo del contratto scaduto da due anni, il pagamento degli straordinari non dopo troppo tempo da quando effettuati (come avvenuto dopo gli interventi per il terremoto in Abruzzo) e un incremento dell'organico: sono le richieste dei vigili del fuoco di Genova che stamattina, come successo in altre parti d'Italia, hanno protestato in sotto la Prefettura nel giorno del 70mo anniversario dalla nascita del corpo. "Ma quale festa" è lo slogan usato.


30 settembre 2009 - La Tecnica della Scuola

Anche i precari si dividono: il 3 ottobre in piazza con due cortei
di Alessandro Giuliani

Il primo, con Flc-Cgil e Gilda, passerà per piazza del Popolo, dove una delegazione verrà chiamata a parlare sul palco Fnsi allestito in difesa della libertà di stampa. Cobas, Sdl Intercategoriale, RdB ed alcune associazioni di precari, in disaccordo con la scelta di unire le due proteste, partiranno invece da Termini e tireranno dritto fino al Miur. Difficile che si trovi una mediazione. Comunque vada la manifestazione dei precari del 3 ottobre ha confermato un dato: associazioni e sindacati di categoria pur essendo tutti d’accordo sulla necessità di sostenere la causa dei precari, vittime di una imperante strategia governativa tagli-posti, continuano di certo a non brillare per l’unitarietà. Alla mancata adesione all’iniziativa del ‘Coordinamento precari’, da parte di alcuni dei sindacati più rappresentativi (non ci saranno Cisl e Uil Scuola, oltre che lo Snals), negli ultimi giorni si sono aggiunte risposte diversificate sulla decisione se unire il corteo a quello che si svolgerà in contemporanea per difendere la libertà di informazione. Le prese di posizione sono state così nette da portare alla realizzazione di due cortei distinti. Il primo è quello sancito il 24 settembre, quando il ‘Coordinamento precari scuola’, dopo aver valutato a fondo la situazione, è giunto alla decisione di far partire i manifestanti - tra cui ci saranno rappresentanti della la Flc-Cgil, della Gilda e di diverse associazioni, come quelle studentesche quali l’Uds e la Rete degli studenti - da piazza della Repubblica alle 14,30. Per poi farli passare, esattamente un’ora dopo, a piazza del Popolo, dove una loro delegazione verrà chiamata a parlare sul palco della manifestazione in difesa della libertà di stampa organizzata dalla Fnsi. Una decisione che ha quindi superato l'iniziale contrarietà espressa contro i vertici della Federazione nazionale della stampa, i quali a seguito dell'uccisione dei sei parà a Kabul aveva deciso di posticipare la manifestazione per difendere la liberà di informazione proprio al pomeriggio del 3 ottobre. "Il percorso – ha spiegato una nota emessa dal Cps - è stato democraticamente deliberato dai comitati locali e dalle associazioni che ne fanno parte che si sono espresse". Terminato l'intervento in piazza del Popolo, i manifestanti di recheranno davanti al Miur. L'altra manifestazione partirà invece da piazza dei Cinquecento alle 15,00, davanti alla stazione Termini: i partecipanti non passeranno per piazza del Popolo, ma tireranno dritto per viale Trastevere. Il secondo corteo, a cui si sono uniti Sdl Intercategoriale e RdB, sarà guidato dai Cobas e da alcuni comitati locali dei precari: componenti, a cominciare da quello di Salerno che in agosto diede il via alle proteste dei precari in piazza, chiaramente in disaccordo con la linea nazionale del Cps. Secondo Piero Bernocchi, coordinatore di Cobas, non poteva andare diversamente: "il tentativo di convogliare i precari nella manifestazione della Fnsi dimostra una fondamentale divergenza tra le forze in campo rispetto alla riapertura del conflitto in Italia, allo sviluppo di esso e dei movimenti di lotta per la giustizia sociale e gli interessi materiali dei salariati e dei settori popolari e giovanili. Non possono esserci connessioni di alcun tipo tra le due iniziative". Il risultato è che la scelta di sfilare con due distinte mobilitazioni non rafforza di certo le richieste dei precari. Così sino all’ultimo alcuni organizzatori dell’iniziativa cercheranno di mediare cercando di sanare la scissione. Tra questi figura il ‘Coordinamento precari di Catania’ che ha espresso "ferma volontà di evitare il rischio che si svolgano due cortei paralleli di precari della scuola che condividono gli stessi obiettivi". L’organizzazione siciliana "chiede accoratamente che si svolga un unico corteo ‘unitario di precari della scuola’ avente come meta il Miur attraverso un percorso interamente autorizzato, con l'invio di una folta delegazione a piazza del Popolo per l'importantissimo intervento alla manifestazione per la libertà di stampa, corteo da effettuarsi senza bandiere sindacali o di partito ma solo con le bandiere dei movimenti dei precari, per conservare uno spirito di movimento autonomo e auto-organizzato". Una richiesta, probabilmente alla base della divisione, che difficilmente avrà seguito: alla manifestazione ci saranno anche dei partiti, in prevalenza extra-parlamentari, che difficilmente accetteranno di sfilare senza simbolo.


30 settembre 2009 - Il Sardegna

La protesta. Carenze d'organico e straordinari mai pagati:
oggi la manifestazione davanti alla Prefettura
Vigili del Fuoco l’ora della rabbia "La medaglia non ci interessa"
In busta paga dopo un anno i soldi per gli Interventi a Capoterra Il 22 ottobre 2008
di Roberto Murgia

Cagliari - Sono pochi e i rischi che corrono non si contano. L'incertezza, poi, è il loro mestiere. I pericoli per i vigili del fuoco sono incendi banali che possono trasformarsi in esplosioni, tutte le chiamate per episodi che sembrano comuni e invece sono straordinari. Per non parlare delle calamità naturali. Vedi il 22 ottobre a Capoterra e Pirri. L'alluvione in Baronia l'anno scorso, e ora in Gallura. "La carenza di personale in organico (400 persone in meno nell'Isola) si fa sentire sempre di più perché è aumentata la frequenza di eventi alluvionali, in Sardegna e in Italia - spiega il responsabile regionale di Rdb (Rappresentanza sindacale di Base) Vigili del fuoco, Enrico Carboni - sulla questione calamità naturali paghiamo anche lo scotto di vivere in un'Isola collegata male con l'esterno e all'interno. E se in occasione del 22 ottobre 2008 i soccorsi arrivarono in ritardo, questa è una delle cause.
PERSONALE CARENTE ma non solo. C'è il mancato rinnovo del contratto scaduto da due anni, i passaggi di qualifica bloccati, il credito sugli straordinari e un parco mezzi vecchio e insufficiente. Motivi in più che porteranno i vigili a protestare. Proprio oggi, davanti alla Prefettura, con un sit-in organizzato dalla Rappresentanza di base Sardegna, proprio in concomitanza con la festa nazionale del Corpo. "In provincia di Cagliari abbiamo solo 300 uomini operativi - dice il responsabile provinciale di Rdb, Gianfranco Mei, scendiamo in piazza per manifestare i nostri disagi reali e per questo distribuiremo volantini a chi si presenta". "Non vogliamo che si ripeta quanto è successo in occasione del terremoto in Abruzzo - aggiunge Carboni - quando i nostri mezzi si sono fermati a metà strada". Eppure, un vigile del fuoco semplice con diciassette anni di servizio guadagna 1.350 euro, se gli va bene arriva a 1.600 come capo reparto, passando per i 1.450 da capo squadra. 1.350 euro possono diventare 1.500 con indennità notturne e straordinari. Sempre che vengano pagati. "Solo ora, dopo un anno - dice il rappresentante regionale dei vigili, Enrico Carboni - abbiamo avuto quanto ci spetta per gli interventi dell'ottobre 2008 a Capoterra".
RISCHI E POCHI SOLDI , dunque. Ancora oggi, tuttavia, i vigili si vedono rifiutare il riconoscimento come categoria usurante. "I vigili del fuoco non sono interessati alla medaglia d'oro - commenta Enrico Rubiu del coordinamento regionale di Rdb - preferirebbero vedersi rinnovato il contratto, e trovare gli straordinari nelle buste paga". Sul mancato riconoscimento della categoria come usurante: "Gli uomini del Corpo vivono in tensione costante, sempre pronti a intervenire, e poi, vogliamo parlare del passaggio dal caldo insopportabile al freddo? Se non è usurante questo".

La lettera a Napolitano: non vogliamo l'onorificenza

Solo Facciata. Ecco uno stralcio della lettera che Rdb Vigili del fuoco ha mandato al presidente della Repubblica: "vorremmo ringraziarla per la medaglia d’oro che oggi viene conferita al Corpo Nazionale. Sentiamo però di non poter accettare l'onorificenza, che consideriamo un'operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione di chi è responsabile del corpo nazionale. Nelle tendopoli, in mezzo alle macerie, nelle strade, in mezzo ai cittadini ci siamo solo noi "pompieri", sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici. Mentre il Governo continua a tagliarci i fondi. Solo grazie a turni massacranti, continui straordinari, che non assicurano il necessario recupero psico-fisico dei Vigili del Fuoco e che rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza di tutti, oltretutto retribuiti dopo mesi, se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso".


30 settembre 2009 - La Repubblica

Lo sciopero
Le maestre dei nidi sul piede di guerra "Adesso Alemanno ci dia risposte"
di VIOLA GIANNOLI

Roma - Dopo due giorni di sciopero negli asili nido della capitale, le maestre del sindacato di base Rdb chiedono ora all´assessore alle Politiche educative Laura Marsilio «di rivedere il suo progetto di gestione dei nidi pubblici, considerati di serie B rispetto ai privati». E al sindaco Alemanno di «dare risposte certe» sulle liste d´attesa e sul reintegro del personale precario. «L´adesione è stata del 50 per cento - sottolinea Caterina Fida - con chiusura di interi plessi e fortissimi disagi in quasi tutte le strutture». Ancora, «interi autobus hanno sfilato per la città, nel municipio XIX come nel XIII, tra le ovazioni dei romani». E se i minisindaci Sandro Medici (X) e Giammarco Palmieri (VI) si sono impegnati a sollecitare le istituzioni cittadine, il capogruppo del Pd capitolino Umberto Marroni ha annunciato un´interrogazione sul «reale stato degli asili comunali, resi inefficienti dalle insufficienti politiche della giunta Alemanno».
Non la pensa così Enrico Cavallari, assessore alle Risorse umane: «I servizi educativi di qualità sono una priorità per questa amministrazione». Perciò «la protesta delle educatrici dei nidi risulta incomprensibile ed esclusivamente politica». Attacca anche Antonio Gazzellone, presidente della commissione Scuola, secondo cui il "caso nidi" è da imputare alla «precedente amministrazione di centrosinistra» e le proteste sono «figlie della propaganda per le regionali del 2010».


30 settembre 2009 - Il Resto del Carlino

Contro-manifestazione dei pompieri a Roma: «Nulla da festeggiare»

«I VIGILI del fuoco non hanno nulla da festeggiare». Così le rappresentanze sindacali di base pubblico impiego dei pompieri, sulla festa di oggi dedicata proprio a loro. In occasione del settantesimo anniversario della fondazione del Corpo («ma nel 1991 fanno notare le rappresentanze sindacali dei pompieri in un polemico comunicato stampa non si era festeggiato il cinquantenario?») è prevista una cerimonia al Quirinale, a cui i sindacati dei vigili del fuoco oppongono invece una serie di contro manifestazioni di protesta «per dire tutta la verità all'opinione pubblica sull'attuale realtà lavorativa dei pompieri». I QUALI rivendicano, oltre ad un trattamento economico migliore, «il vero ruolo di professionisti e di coordinatori della Protezione civile. Pur non biasimando i colleghi si legge in una nota dei sindacati che partecipano alla festa di oggi indetta dal governo e dall'amministrazione, ci uniamo ai bisogni e alle aspettative reali di tanti pompieri, esprimendo il più forte dissenso nei confronti di un'iniziativa che si configura come pura autocelebrazione». LE RAPPRESENTANZE sindacali intendono «dire basta alla propaganda di un governo che non considera affatto le seguenti ed urgentissime necessità della categoria: contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, compresi quelli del terremoto in Abruzzo dell'aprile scorso, mezzi vecchi ed inefficienti usati per la colonna mobile, mancato riconoscimento di categoria usurante. Da sempre tra la gente e per la gente, i vigili del fuoco rivendicano il loro vero ruolo di professionisti e coordinatori della Protezione civile e dicono no alla finanziaria Light del Governo, alla spettacolarizzazione delle calamità, alle medaglie di cartone che non servono ad affrontare il quotidiano impegno del soccorso della popolazione. Per il lavoro che svolgiamo a favore della popolazione pretendiamo salario, diritti e dignità».(d.e.)

POTREBBERO festeggiare la medaglia che riceveranno dal presidente...

POTREBBERO festeggiare la medaglia che riceveranno dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma hanno scelto di protestare. E al Capo dello Stato spiegano così perché oggi saranno in piazza: per ricordare che «ci servono risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani». E così, mentre a Roma il Presidente della Repubblica consegnerà al Corpo dei Vigili del fuoco la medaglia d'oro al merito, in Emilia-Romagna i pompieri si ritroveranno davanti alla Prefettura di Bologna per denunciare carenze di organico, tagli e la «progressiva militarizzazione» del Corpo. Il presidio inizierà alle 10: sono attesi pompieri dal comando ferrarese di via Verga, da Rimini, Parma e Modena; al prefetto, Angelo Tranfaglia, verrà chiesto un incontro. Oggi intanto, delegazione delle Rdb ha consegnato al Quirinale una lettera di rifiuto per l'invito di oggi per quella che chiama «una presunta festa» del Corpo in cui sarà assegnata la medaglia d'oro alla bandiera per le emergenze del 1954. E' «un'operazione di facciata utile a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo nazionale, e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi pompieri, sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici», spiegano dalle Rdb. «Presidente si rivolgono i sindacalisti a Napolitano forse non è al corrente della cronica carenza di personale che denunciamo da anni, inascoltati», ma «servirebbero almeno 10.000 uomini in più per avvicinare l'Italia agli standard europei» e «solo grazie a turni massacranti, continui straordinari, che quotidianamente violano le leggi sulla sicurezza e vengono retribuiti dopo mesi, se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso». La carenza di uomini e mezzi, continuano le Rdb, «provoca un pericoloso impoverimento professionale» e rischi di sicurezza. I pompieri poi masticano amaro perché vedono che in Italia «si preferisce indirizzare risorse a mille organizzazioni di protezione civile e di volontariato». A rendere più dura la situazione c'è il contratto della categoria, scaduto da due anni: «Per cui l'anno scorso per la vacanza' contrattuale abbiamo avuto otto euro di aumento e quest'anno saranno al massimo 30».


30 settembre 2009 - Leggo

Bologna. Mentre a Roma il Presidente della Repubblica consegnerà oggi le medaglie...

Bologna - Mentre a Roma il Presidente della Repubblica consegnerà oggi le medaglie d’oro al Corpo dei vigili del fuoco, in Emilia-Romagna i pompieri scendono in piazza per denunciare carenze di organico, tagli e la «progressiva militarizzazione del corpo»: «Ci servono risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani», dicono. Il presidio inizierà alle 10.
Ieri intanto una delegazione delle Rdb ha consegnato al Quirinale una lettera di rifiuto per l’invito di oggi per quella che chiama «una presunta festa» del Corpo. «E’ un’operazione di facciata utile a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo nazionale e di chi governa il paese, mentre fra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi pompieri, sempre meno e con pochi mezzi», spiegano dalle Rdb. «Servirebbero almeno 10mila uomini in più per avvicinare l’Italia agli standard europei». Un’utopia, almeno per ora.


30 settembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno.it

la protesta
Ispettori del lavoro in piazza: in esercizio senza rimborsi dovrebbero ispezionare noi
Al Plebiscito i sindacati riuniti davanti la Prefettura per chiedere «il riconoscimento di un ruolo essenziale»
di Sandro Di Domenico

NAPOLI - Sono 110 gli ispettori del lavoro deputati al controllo delle 140 mila attività produttive della provincia e che da più di sei mesi non ricevono rimborsi spese per i sopralluoghi. Per questo motivo, denunciando «uno stato di crisi permanente del settore», si sono riuniti in piazza del Plebiscito oggi, mercoledì, per protestare con bandiere, striscioni e fischietti davanti agli uffici della Prefettura. Uno slogan su tutti e un appello alle direttive del ministero: «Prevenzione e sicurezza, chi fa rispettare le norme Brunetta?». Tra il rumore assordante le voci degli ispettori e ii segnali d'allarme sulle condizioni di espletamento delle stesse funzioni di tutela: «I nostri uffici dovrebbero essere i primi a essere ispezionati, di sicuro l'Asl avrebbe da lavorare». Un compito quello assegnato agli ispettori del lavoro di primaria importanza: nel dirimere controversie, contrastare il lavoro nero e l'elusione contributiva, e in garanzia della sicurezza dei luoghi e dei cantieri edili. Funzioni per le quali le sigle delle rappresentanze sindacali di base, dei Cub e degli autonomi Confsal, Cgil, Cisl e Uil chiedono «il riconoscimento di un ruolo essenziale. Per la salvaguardia e la tutela dei diritti di cittadinanza, con particolare attenzione alla qualità del proprio lavoro unica garanzia di reale incidenza sul territorio».


30 settembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno

La crisi «Salvati» insegnanti e personale Ata
Scuola, duemila posti recuperati per i precari Nei corsi pomeridiani
Nuovi incarichi con i fondi regionali
di Umberto Adinolfi

SALERNO — Duemila tra prof e collaboratori scolastici trasformati in esperi di ceramica etrusca, fotografia digitale e canti popolari. In buona sostanza il futuro degli insegnanti precari della provincia di Salerno dovrebbe essere questo in attesa che venga reso noto il regolamento attuativo del cosiddetto decreto «salva precari».
Ieri pomeriggio, presso il Centro sociale di Pastena a Salerno, il coordinamento dei precari salernitani, i Cobas e le Rdb dei lavoratori della scuola, insieme alle rappresentanze dei genitori di alunni diversamente abili hanno tenuto un’assemblea provinciale per fare il punto della situazione. Un centinaio tra docenti e personale Ata ha preso parte all’incontro presso la struttura di via Cantarella.
«Abbiamo una situazione letteralmente ingestibile presso le scuole della provincia — ha confermato Alessandro D’Auria del forum precari — e ciò per colpa non solo della scellerata decisione del Governo di tagliare posti di lavoro indispensabili al corretto funzionamento della scuola, ma anche di un ufficio scolastico provinciale che non ha fatto nulla per salvare un patrimonio di lavoratori e di conoscenze. Attendiamo il regolamento attuativo per capire finalmente chi beneficerà di questi contratti di disponibilità, anche se restiamo dell’idea che si tratti di un provvedimento ammazza-precari. Ora, da quanto abbiamo saputo come indiscrezione, le scuole di questa provincia in larga parte resteranno aperte di pomeriggio al fine di consentire lo svolgimento di corsi pomeridiani. Ebbene al posto dei famosi corsi didattici finanziati con i Pon regionali, che occupavano l’orario pomeridiano delle lezioni con un vantaggio economico extra per i docenti con cattedra sicura, adesso ci saranno altrettanti corsi dove saranno impiegati i docenti senza cattedra ».
Per dirla in breve, la quasi totalità degli aventi diritto al contratto di disponibilità (le stime ufficiose parlano di oltre duemila posti di lavoro recuperati dai quattromila tagli previsti) sarà utilizzata di pomeriggio, in quanto di mattina, nel corso delle ore di insegnamento, non ci sono più buchi dove inserire i precari. Intanto i genitori degli alunni diversamente abili continuano nella loro protesta dopo la soppressione di numerosi posti per i prof.
In attesa di conoscere l’esito dei numerosi ricorsi al Tar presentati, il comitato genitori non esclude ulteriori e clamorose forme di contestazione ai tagli indirizzati ai docenti di sostegno, che hanno provocato situazioni difficili in numerose scuole della provincia di Salerno. Infine prosegue la raccolta di informazioni, da parte dei precari, in merito alle «classi affollate»: oltre alle trenta già segnalate alla Prefettura — una addirittura con 41 alunni a Nocera inferiore — in queste ore stanno giungendo nuovi casi da diverse località del territorio provinciale.


30 settembre 2009 - Il Tirreno

Ser.In, bloccato il licenziamento delle 47 dipendenti
Due mesi fa l’annuncio choc della mobilità, lunedì trovato l’accordo per la cassa integrazione

PISTOIA - Le lavoratrici della Ser.In ce l’hanno fatta. Niente più licenziamento in tronco, ma invece la cassa integrazione. E prospettive di ripresa per l’azienda. Grazie alle proteste avviate da luglio, quando senza preavviso le 47 dipendenti della ditta di data entry con sede a sant’Agostino sono venute a conoscenza che sarebbero state licenziate in tronco.
Lunedì scorso, in tarda serata, Cgil, Cisl e Cub hanno incontrato la direzione dell’azienda, ottenendo il ritiro della mobilità e sottoscrivendo un’intesa per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per far fronte così al calo di lavoro denunciato dall’azienda. «L’azienda ci ha fatto presente che per proseguire l’attività sono sufficienti 3500 ore mensili complessive, oltre il 50% in meno di quelle fino ad oggi lavorate - dichiara Fabio Capponi della Filcams Cgil -. Una diminuzione di commesse di lavoro che verrà fronteggiata con il ricorso alla cassa integrazione fino al 31 dicembre».
Decisivo per la soluzione della vicenda è stato il ruolo delle lavoratrici, che con le loro iniziative a difesa del posto di lavoro hanno creato una nuova attenzione sull’azienda, facendo anche maturare l’interesse di alcuni soggetti eventualmente propensi a rilevare la ditta di sant’Agostino. «I rappresentanti delle istituzioni locali - conclude Capponi -, con l’assessore regionale Simoncini in primis, hanno garantito il massimo impegno affinché l’azienda riesca a mantenere la propria attività a Pistoia, sensibilizzando vari soggetti per far proseguire delle attività». «Per il momento - spiega anche il coordinamento provinciale Flaica Cub - è scongiurato il licenziamento, ma rimangono tutti i problemi dell’azienda che potranno essere risolti solo con la cessione dell’attività a un altro imprenditore, o con nuove commesse».


30 settembre 2009 - La Nazione

Alla «Ser.In» sparisce la mobilità, arriva la Cigs
VERTENZA L'ANNUNCIO DEI DIRIGENTI DELL'AZIENDA AI SINDACATI: 47 IN «CASSA» A ROTAZIONE
di Simone Trinci

Pistoia - SI APRE uno spiraglio di speranza per i 47 dipendenti della SerIn. All'incontro di lunedì scorso con Regione e sindacati, gli amministratori dell'azienda di data entry di Sant'Agostino hanno fatto sapere di voler revocare la procedura di mobilità annunciata a fine agosto. Al posto dei licenziamenti, il gruppo proprietario (l'Adecco Serin) ha prospettato la possibilità di ricorrere a cassa integrazione a rotazione con modalità che verranno definite nei prossimi incontri, previsti con le istituzioni e le parti sociali. Il destino dei 47 dipendenti, 43 dei quali donne, è però appeso al filo del rinnovo della commessa del credito cooperativo in scadenza a dicembre. SENZA quella commessa, che dopo l'uscita del gruppo Cassa di Risparmio dal portafoglio clienti è la maggiore fonte di lavoro si spiega infatti dai sindacati il futuro della sede di Pistoia è incerto. «Se anche il consorzio toscano delle banche di credito cooperativo (Soar) dovesse spostare le sue lavorazioni ad oggi assegnate alla SerIn ad altro soggetto dice dalla Filcams-Cgil, Fabio Capponi si pregiudicherebbe in maniera irreparabile qualsiasi prospettiva di salvataggio». «Le parti si incontreranno nuovamente a dicembre si legge anche in un comunicato della Cub Per il momento è scongiurato il licenziamento ma rimangono tutti i problemi dell'azienda, che potranno essere risolti solo con la cessione ad un altro imprenditore o con l'acquisizione di nuovi e sostanziosi lavori».


30 settembre 2009 - L'Eco del Chisone

Crisi occupazionale, il presidente Api Roberto Prinzio risponde al sindacato
«L'Acea pronta a investire, ma con criterio»
Avverte: «Siamo un'azienda e non possiamo fare assitenza» - «I nostri programmi»
di Alberto Maranetto

Pinerolo - La crisi del settore manifatturiero colpisce duro il Pinerolese e in particolare la Val Chisone. È stato ripetuto tante volte. In tanti si sono chiesti: cosa si può fare? Senza trovare risposte. L'ultimo sasso nello stagno l'ha gettato il sindacalista di Alp-Cub Enrico Lanza, in una riunione tenutasi la scorsa settimana a Pomaretto con i lavoratori delle aziende in crisi della Val Chisone. Si è chiesto: perché l'Acea, azienda pubblica del Pinerolese, non s'impegna in prima persona per far nascere una nuova attività imprenditoriale nel campo delle tecnologia del risparmio energetico e dell'ambiente?
Una domanda che non abbiamo voluto far cadere nel vuoto e che abbiamo girato al presidente dell'Acea pinerolese industriale Spa, Roberto Prinzio.
Presidente Prinzio, prima di parlare dei guai degli altri ci rassicuri sullo stato di salute dell'azienda che presiede. «Per fortuna negli ultimi anni le cose sono migliorate notevolmente dal punto di vista finanziario, anche se occorre precisare che sul fronte del conto economico la società era già solida; abbiamo finalmente risolto alcune situazioni di sofferenza, grazie anche al sostegno del sindaco di Pinerolo Covato che è intervenuto in modo deciso, pagandone anche delle conseguenze a livello politico. Oggi il nostro bilancio tocca i 45 milioni di euro, diamo lavoro a 315 dipendenti senza contare l'indotto, disponiamo di una tecnologia brevettata che molti ci invidiano».
Cosa rispondete a chi, come Lanza, vi chiede di prendere l'iniziativa a sostegno dell'economia del territorio? «Innanzi tutto spiegando che l'Acea è una società per azioni che deve guardare alla solidità del bilancio come farebbe un privato, dunque non potremmo mai fare nulla di tipo assistenziale o comunque che metta in pericolo il futuro dell'azienda».
Quindi? «Detto questo l'Acea non ha nessuna intenzione di restare immobile, abbiamo appena stanziato 600mila euro per produrre energia fotovoltaica presso l'impianto di Pinerolo e al prossimo incontro con i Comuni presenteremo una proposta nel campo dell'energia rinnovabile legata al teleriscaldamento per parecchi milioni di euro».
E in Val Chisone: «L'impegno mio e dell'amministratore Carcioffo è di prendere in esame la situazione per capire dove si può intervenire, potrebbero uscirne delle buone idee, ma sempre nei limiti che ho sopra enunciato».
Lei è stato per anni un amministratore della Val Chisone, come vede la situazione? «Innanzi tutto la crisi è intervenuta su un tessuto che già presentava gravi problemi; credo che la responsabilità di quanto sta accadendo non possa essere attribuita solo alla parte pubblica. Gravi responsabilità le ha il mondo imprenditoriale e in particolare i manager delle grandi industrie, mi chiedo: cosa hanno fatto in questi anni? Hanno provato a innovare le proprie aziende? Hanno cercato nuovi sbocchi oppure hanno pensato solo a garantirsi un futuro tranquillo senza rischi? Penso all'Acea: se in passato i vertici operativi e tecnici non si fossero attrezzati per affrontare le nuove sfide, oggi non esisterebbe più».


29 settembre 2009 - Adnkronos

VIGILI DEL FUOCO: RDB NON PARTECIPERÀ A CERIMONIA AL QUIRINALE
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Roma, 29 set. (Adnkronos) - Stamani una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB ha consegnato direttamente al Quirinale, riferisce la stessa Rappresentanza di base in una nota, «una lettera di rifiuto per l'invito di domani in occasione di una presunta festa dei Vigili de Fuoco». La RdB, nelle sue motivazioni nel declinare l'invito, afferma che «tale invito ha tutta l'apparenza di una operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale, e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi 'Pompierì, sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici». «Presidente -scrivono i rappresentanti sindacali al Capo dello Stato- Lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l'Italia agli standard europei», scrivono i rappresentanti sindacali, lmentando poi che «contrariamente ai proclami, in questo Paese non si investe in sicurezza: si preferisce indirizzare risorse a mille organizzazioni di protezione civile e di volontariato efficaci per la comunità se di supporto ad un Corpo Nazionale VV.F. istituito appositamente e strutturato per rispondere efficacemente e capillarmente sul territorio; si arriva addirittura ad 'accorparè i Vigili del Fuoco con le forze di Polizia». «Con un contratto scaduto da due anni, questa medaglia appare una presa in giro, un lavarsi la coscienza. Ci servono fatti tangibili, risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani. Per questi motivi al posto di una poltrona al Quirinale domani i rappresentati della RdB manifesteranno nelle più importanti città del paese il loro disagi», concludono i rappresentanti sindacali.

ROMA: ASSESSORE CAVALLARI, AGITAZIONE EDUCATRICI NIDO È INCOMPRENSIBILE

Roma 29 set. -(Adnkronos) - «I servizi educativi di qualità sono una priorità per questa amministrazione». Lo ha dichiarato Enrico Cavallari, assessore alle Risorse umane del comune di Roma, in merito agli scioperi del personale educativo che si stanno verificando in questi giorni in alcuni asili comunali. «Il Campidoglio ha infatti dato il via da tempo a un modello organizzativo che punta alla stabilità e alla professionalità degli educatori con il duplice scopo di perseguire il benessere dei nostri dipendenti e di offrire all'infanzia della città servizi educativi organizzati e non certo parcheggi. Infatti - ha aggiunto Cavallari - nonostante la grave difficoltà economica, sono state già stabilizzate 938 educatrici precarie mentre questo mese sono stati inaugurati tre nuovi nido e altri due sono prossimi all'apertura: ciò determinerà l'assunzione di ulteriori 58 educatrici dalla graduatoria appena approvata delle 150 unità che verranno assunte entro il 2010. Si tratta di personale la cui professionalità è garantita dal superamento delle prove selettive che va colmare vuoti d'organico offrendo stabilità ai gruppi educativi e figure di riferimento certe per le bambine e i bambini». «E c'è di più - ha proseguito Cavallari - è in fase di attuazione il nuovo corso-concorso per ulteriori 900 posti che permetterà di garantire la sostituzione di assenze lunghe (superiori a cinque mesi) in modo da offrire alle famiglie interlocutori stabili, mentre abbiamo già avviato la costituzione di nuove graduatorie municipali che permetteranno di reperire personale per le sostituzioni delle assenze brevi. Inoltre, rispetto al taglio nell'organico di due unità previsto dalla precedente amministrazione, abbiamo provveduto al reintegro di un'educatrice ed è tuttora in corso un tavolo di trattativa con le parti sociali per conciliare le richieste dei lavoratori del settore con quelle dell'utenza e dell'amministrazione». «In questo contesto - ha aggiunto Cavallari - la protesta delle educatrici dei nido organizzata da Rdb-Cub risulta incomprensibile ed esclusivamente politica e non fa che penalizzare gravemente l'utenza in un momento delicato come quello dell'inserimento dei bimbi che necessita più che mai della presenza della figura di riferimento». «Ritengo che l'ottimizzazione delle risorse e tutte le questioni correlate alla qualità del sistema educativo e alle condizioni di erogazione del servizio siano da affrontare con spirito di raccordo e collaborazione, lontano da proteste infondate che non vogliono tenere conto della realtà in atto», ha concluso.


29 settembre 2009 - Ansa

TERREMOTO: DOMANI AL QUIRINALE MEDAGLIE A VIGILI DEL FUOCO
DA 6 APRILE 170.577 INTERVENTI; A CERIMONIA NAPOLITANO E MARONI

(ANSA) - ROMA, 29 SET - Ci sarà anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, alla cerimonia di consegna delle medaglie d'oro ai vigili del fuoco che si svolgerà domani nel cortile d'onore del Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del 70mo anniversario della Fondazione del Corpo. La prima onorificenza alla Bandiera del Corpo al valore civile sarà attribuita dal Capo dello Stato per il soccorso prestato dai vigili del fuoco che si sono prodigati «per salvare vite umane, alleviare disagi e sofferenze, impedire il verificarsi di ulteriori danni alle persone e alle cose» in occasione del devastante sisma in Abruzzo. La seconda medaglia d'oro al merito civile, attribuita anch'essa alla Bandiera del Corpo, è stata concessa da Napolitano nel 2007 ed è relativa all'intervento in occasione della disastrosa alluvione del 15 e 26 ottobre 1954 che colpì Salerno e provincia, in cui il personale dei vigili del fuoco si adoperò con «encomiabile professionalità, nella generosa opera di recupero delle salme di centinaia di vittime e nel portare in salvo migliaia di persone in pericolo».La terza medaglia d'oro al merito civile sarà conferita dal Presidente della Repubblica alla memoria del Capo Squadra Esperto dei Vigili del Fuoco Marco Cavagna, già medaglia d'argento, deceduto nei giorni del sisma in Abruzzo scavando tra le macerie, «nel disperato tentativo di estrarne persone ancora in vita». L'appuntamento di domani offre l'occasione per fare un bilancio dell'opera svolta in Abruzzo: nelle fasi di soccorso tecnico urgente i vigili del fuoco hanno ritrovato ed estratto oltre 103 persone sepolte dalle macerie; il supporto alla popolazione si è concretizzato con l'allestimento di 5.434 tende, pari a 45.000 posti letto e ben 36 tende per comunità. Già nella notte del 6 aprile il Corpo dei vigili ha fatto affluire in Abruzzo 168 sezioni operative con 2.475 uomini e 1.019 mezzi (2.700 nei giorni successivi). Complessivamente, dal 6 aprile allo scorso 24 settembre sono stati effettuati nelle zone colpite dal sisma 170.577 interventi per recupero di beni d'interesse storico e artistico, di beni personali e documentazione amministrativa; verifica di agibilità degli edifici di civile abitazione (con l'impiego di 100 ingegneri del Corpo); messa in sicurezza di edifici e infrastrutture; ripristino continuo, a seguito del ripetersi dello sciame sismico, della viabilità principale; realizzazione delle opere provvisionali e di puntellamento di edifici civili e pregevoli per arte e storia. Intanto, stamani, una delegazione dei vigili del fuoco appartenenti alla Rdb ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera in cui declina l'invito a partecipare alla cerimonia di domani. Tale invito - si spiega nella lettera - «ha tutta l'apparenza di una operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale, e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi 'pompierì, sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici». In concomitanza con la festa al Quirinale i rappresentanti delle Rdb «manifesteranno nelle più importanti città del Paese i loro disagi».


29 settembre 2009 - Omniroma

ASILI NIDO, RDB: «IERI ADESIONE A SCIOPERO SUPERIORE A 50%»

(OMNIROMA) Roma, 29 set - «Questa prima giornata di sciopero nei nidi ci lascia pienamente soddisfatti della risposta del personale che, nonostante la grave crisi economica, ha aderito massicciamente». Lo afferma, in una nota, Caterina Fida responsabile del settore per la RdB, commenta così la prima delle due giornate di sciopero indette dalla RdB nei nidi del Comune di Roma. «I dati in nostro possesso - sottolinea Fida - ci confermano un'adesione superiore al 50% con chiusura di interi plessi e con fortissimi disagi in quasi tutte le strutture. Ora occorre che la Giunta Alemanno dia risposte concrete a questo movimento di lavoratori e cittadini, e la smetta con la prassi di denigrare le iniziative assunte dalla RdB e votate dalle lavoratrici nelle assemblee. Se l'assessore Marsilio non si decide a rivedere la sua politica sui nidi, le sue affermazioni circa il miglioramento prodotto, poi smentite dai fatti, rischiano di sfociare nel ridicolo», conclude la rappresentante RdB. «Nel corso della giornata di ieri un autobus ha percorso le strade della capitale per informare la cittadinanza circa i guasti che una gestione sempre più virata al privato sta producendo nella capitale - continua la nota RdB - Molto positive le reazioni dei romani, che hanno salutato il bus anche con vere e proprie ovazioni. Oggi, seconda giornata di sciopero, si replica con altre due partenze: alle 10 da via Mattia Battistini 464, sede Municipio XIX, e alle 16 da piazza della Stazione Vecchia 26, sede del Municipio XIII. Nella mattinata di ieri una delegazione di lavoratrici ha inoltre incontrato il delegato del X Municipio per il settore Educativo, Antonio Capuano, il quale ha assicurato il sostegno municipale al personale in sciopero e la convocazione entro breve tempo di un incontro con il Presidente Medici sui temi al centro della vertenza. Nel pomeriggio le lavoratrici hanno incontrato il Presidente del VI Municipio, Giammarco Palmieri, che ha assunto l'impegno di sollecitare le istituzioni cittadine al rispetto della mozione votata all'unanimità in Consiglio Comunale lo scorso 21 maggio, che andava incontro alle esigenze del personale. Il Presidente ha inoltre assicurato il suo interessamento nei confronti del gruppo consiliare del Pd, affinché questo faccia proprie le ragioni delle lavoratrici, ed ha assicurato che nel corso del suo mandato verranno aperti 3 nuovi nidi pubblici nel territorio del VI Municipio».

ASILI NIDO, CAVALLARI: PROTESTA RDB INCOMPRENSIBILE E STRUMENTALE

(OMNIROMA) Roma, 29 set - «I servizi educativi di qualità sono una priorità per questa amministrazione». Lo dichiara in una nota l'assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari, in merito agli scioperi del personale educativo che si stanno verificando in questi giorni in alcuni asili comunali. «Il Campidoglio ha infatti dato il via da tempo ad un modello organizzativo che punta alla stabilità e alla professionalità degli educatori con il duplice scopo di perseguire il benessere dei nostri dipendenti e di offrire all'infanzia della città servizi educativi organizzati e non certo parcheggi. Infatti - continua Cavallari - nonostante la grave difficoltà economica, sono state già stabilizzate 938 educatrici precarie mentre questo mese sono stati inaugurati tre nuovi nidi e altri due sono prossimi all'apertura: ciò determinerà l'assunzione di ulteriori 58 educatrici dalla graduatoria appena approvata delle 150 unità che verranno assunte entro il 2010. Si tratta di personale la cui professionalità è garantita dal superamento delle prove selettive che va colmare vuoti d'organico offrendo stabilità ai gruppi educativi e figure di riferimento certe per le bambine e i bambini». «E c'è di più - continua Cavallari - è in fase di attuazione il nuovo corso-concorso per ulteriori 900 posti che permetterà di garantire la sostituzione di assenze lunghe (superiori a cinque mesi) in modo da offrire alle famiglie interlocutori stabili, mentre abbiamo già avviato la costituzione di nuove graduatorie municipali che permetteranno di reperire personale per le sostituzioni delle assenze brevi. Inoltre, rispetto al taglio nell'organico di due unità previsto dalla precedente amministrazione, abbiamo provveduto al reintegro di un'educatrice ed è tuttora in corso un tavolo di trattativa con le parti sociali per conciliare le richieste dei lavoratori del settore con quelle dell'utenza e dell'amministrazione». «In questo contesto - aggiunge Cavallari - la protesta delle educatrici dei nidi organizzata da Rdb-Cub risulta incomprensibile ed esclusivamente politica e non fa che penalizzare gravemente l'utenza in un momento delicato come quello dell'inserimento dei bimbi che necessita più che mai della presenza della figura di riferimento». «Ritengo - conclude Cavallari - che l'ottimizzazione delle risorse e tutte le questioni correlate alla qualità del sistema educativo e alle condizioni di erogazione del servizio siano da affrontare con spirito di raccordo e collaborazione, lontano da proteste infondate che non vogliono tenere conto della realtà in atto».


29 settembre 2009 - Asca

ROMA/INFANZIA: RDB-CUB, IN SCIOPERO NIDI. GIUNTA ALEMANNO DIA RISPOSTE

(ASCA) - Roma, 29 set - ''Questa prima giornata di sciopero nei nidi ci lascia pienamente soddisfatti della risposta del personale che, nonostante la grave crisi economica, ha aderito massicciamente''. Caterina Fida, responsabile del settore per la RdB, commenta cosi' la prima delle due giornate di sciopero indette dalla RdB nei nidi del Comune di Roma. ''I dati in nostro possesso - sottolinea Fida - ci confermano un'adesione superiore al 50% con chiusura di interi plessi e con fortissimi disagi in quasi tutte le strutture. Ora occorre che la Giunta Alemanno dia risposte concrete a questo movimento di lavoratori e cittadini, e la smetta con la prassi di denigrare le iniziative assunte dalla RdB e votate dalle lavoratrici nelle assemblee. Se l'assessore Marsilio non si decide a rivedere la sua politica sui nidi, le sue affermazioni circa il miglioramento prodotto, poi smentite dai fatti, rischiano di sfociare nel ridicolo'', conclude la rappresentante RdB. Nel corso della giornata di ieri, riferisce una nota di Rdb-Cub, un autobus ha percorso le strade della capitale ''per informare la cittadinanza circa i guasti che una gestione sempre piu' virata al privato sta producendo nella capitale. Molto positive le reazioni dei romani, che hanno salutato il bus anche con vere e proprie ovazioni''. Oggi, seconda giornata di sciopero, prosegue la nota, si replica con altre due partenze: alle 10.00 da via Mattia Battistini 464, sede Municipio XIX, e alle 16.00 da piazza della Stazione Vecchia 26, sede del Municipio XIII. Nella mattinata di ieri, si legge nella nota, una delegazione di lavoratrici ha inoltre incontrato il delegato del X Municipio per il settore Educativo, Antonio Capuano, il quale ha assicurato il sostegno municipale al personale in sciopero e la convocazione entro breve tempo di un incontro con il Presidente Medici sui temi al centro della vertenza. Nel pomeriggio, spiega ancora la nota, le lavoratrici hanno incontrato il Presidente del VI Municipio, Giammarco Palmieri, che ha assunto l'impegno di sollecitare le istituzioni cittadine al rispetto della mozione votata all'unanimita' in Consiglio Comunale lo scorso 21 maggio, che andava incontro alle esigenze del personale. Il Presidente, conclude la nota, ha inoltre assicurato il suo interessamento nei confronti del gruppo consiliare del PD, affinche' questo faccia proprie le ragioni delle lavoratrici, ed ha assicurato che nel corso del suo mandato verranno aperti 3 nuovi nidi pubblici nel territorio del VI Municipio.


29 settembre 2009 - Apcom

Vigili Fuoco/ Rdb restituisce invito a Napolitano: no celebrazioni
Lettera al Capo dello Stato, domani proteste in tutta Italia

(Apcom) La rappresentanza sindacale di base (Rdb) dei Vigili del Fuoco declina l'invito alla festa del Corpo Nazionale, che si terrà domani al Quirinale, nel corso della quale verrà assegnata la Medaglia d'oro alla Bandiera. Le ragioni del rifiuto sono state spiegate in una lettera al Presidente della Repubblica, che è stata consegnata questa mattina direttamente al Quirinale da una delegazione di vigili del fuoco appartenenti alla RdB. Nella lettera la RdB VVF afferma che la celebrazione di domani si configura come "un'operazione utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini, i pompieri sono sempre meno e con sempre meno mezzi, sia tecnici che economici". I rappresentati sindacali ribadiscono che: "mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del corpo nazionale, il Governo continua a tagliarci i fondi"(...) "Solo grazie a turni massacranti, continui straordinari, che non assicurano il necessario recupero psico-fisico dei Vigili del Fuoco e che rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza di tutti, oltretutto retribuiti dopo mesi se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso". Denuncia ancora la lettera a Napolitano: "Contrariamente ai proclami, in questo Paese non si investe in sicurezza: si preferisce indirizzare risorse a mille organizzazioni di protezione civile e di volontariato efficaci per la comunità se di supporto ad un Corpo Nazionale VV.F. istituito appositamente e strutturato per rispondere efficacemente e capillarmente sul territorio"(...)"Con un contratto di lavoro scaduto da due anni, questa medaglia rischia di essere vanificata. Ai Vigili del Fuoco servono scelte concrete, risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani". Per tali motivi, invece di presenziare alla cerimonia del Quirinale, domani i Vigili del Fuoco RdB manifesteranno il loro disagio davanti alle Prefetture delle principali città, fra cui Trieste, Venezia, Verona, Milano, Genova, Bologna, Pesaro, Cagliari, Firenze, Viareggio (dove confluiranno anche i VVF di Roma), Benevento, Catanzaro, Vibo Valentia, Palermo.


29 settembre 2009 - Agipress

Domani contro-manifestazioni Vigili del Fuoco in tutta Italia

La RdB P.I. Vigili del Fuoco declina l'invito alla festa del Corpo Nazionale, che si terrà domani al Quirinale, nel corso della quale verrà assegnata la Medaglia d'oro alla Bandiera. Le ragioni del rifiuto sono state spiegate in una lettera al Presidente della Repubblica, che è stata consegnata questa mattina direttamente al Quirinale da una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB. Nella lettera la RdB VVF afferma che la celebrazione di domani si configura come un'operazione utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini, i pompieri sono sempre meno e con sempre meno mezzi, sia tecnici che economici. I rappresentati sindacali ribadiscono che: "mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del corpo nazionale, il Governo continua a tagliarci i fondi" (.) "Solo grazie a turni massacranti, continui straordinari, che non assicurano il necessario recupero psico-fisico dei Vigili del Fuoco e che rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza di tutti, oltretutto retribuiti dopo mesi se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso". Denuncia ancora la lettera a Napolitano: "Contrariamente ai proclami, in questo Paese non si investe in sicurezza: si preferisce indirizzare risorse a mille organizzazioni di protezione civile e di volontariato efficaci per la comunità se di supporto ad un Corpo Nazionale VV.F. istituito appositamente e strutturato per rispondere efficacemente e capillarmente sul territorio" (.) "Con un contratto di lavoro scaduto da due anni, questa medaglia rischia di essere vanificata. Ai Vigili del Fuoco servono scelte concrete, risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani". Per tali motivi, invece di presenziare alla cerimonia del Quirinale, domani i Vigili del Fuoco RdB manifesteranno il loro disagio davanti alle Prefetture delle principali città, fra cui Trieste, Venezia, Verona, Milano, Genova, Bologna, Pesaro, Cagliari, Firenze, Viareggio (dove confluiranno anche i VVF di Roma), Benevento, Catanzaro, Vibo Valentia, Palermo.


29 settembre 2009 - Julie news

I Vigili del Fuoco contro il Quirinale
di Agostino Falco

Stamani una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera di rifiuto per l'invito di domani in occasione di una presunta festa dei Vigili de Fuoco.
La RdB nelle sue motivazioni nel declinare l'invito alla con assegnazione di medaglia d'oro alla bandiera per le emergenze del 1954, ha ribadito che tale invito ha tutta l'apparenza di una operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale, e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci sono "Pompieri", sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici.
Infatti, i rappresentati sindacali hanno ribadito come giornalmente, si assiste ad una strana anomalia, mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del Corpo Nazionale, il Governo continua a tagliarci i fondi.


29 settembre 2009 - Primadanoi

Festa al Quirinale, i Vigili del Fuoco non vanno: «è una presa in giro»

ROMA - Stamani una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera di rifiuto per l'invito di domani in occasione dell’assegnazione della medaglia d'oro alla bandiera per le emergenze del 1954.
Contratto scaduto da due anni, orari massacranti, organici ridotti all’osso. Perché assegnare una medaglia riconoscendo l’alto valore di questi uomini ma allo stesso tempo decurtare i fondi a loro disposizione?
La RdB nelle motivazioni nel declinare l'invito per la celebrazione di domani ha ribadito che la cerimonia in programma ha tutta l'apparenza di una «operazione di facciata» utile solo «a fini di autocelebrazione» da parte di chi amministra il Corpo Nazionale e di chi governa il paese, «mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi pompieri, sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici».
Infatti, i rappresentati sindacali hanno ribadito come giornalmente si assiste ad una strana anomalia: «mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del Corpo Nazionale, il Governo continua a tagliarci i fondi».
«Presidente», si legge nella lettera, «lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l'Italia agli standard europei».
«Solo grazie a turni massacranti», scrivono ancora, «continui straordinari, che quotidianamente violano le normative e leggi vigenti sulla sicurezza e vengono retribuiti dopo mesi, se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso».
La categoria, con un contratto scaduto da due anni, ritiene questa medaglia «una presa in giro, un lavarsi la coscienza».
«Ci servono fatti tangibili», continua la lettera, «risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani».
Per questi motivi al posto di una poltrona al Quirinale domani i rappresentati della RdB manifesteranno nelle più importanti città del paese il loro disagi.


29 settembre 2009 - Delta news

Roma. Prosegue la protesta delle educatrici asili nido

Roma - Secondo giorno di sciopero oggi, per le educatrici degli asili nido romani che hanno scelto un pullman itinerante per far conoscere la loro protesta. A rendere note le loro ragioni è il sindacato Rdb del Comune di Roma: "la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini e delle bambine; contro i tagli al personale; contro le privatizzazioni". Ma, in tutt'altra direzione va invece la Giunta Alemanno - sostengono i sindacati - che in continuità con la precedente amministrazione prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la 'legalizzazione' del mancato invio del personale supplente, l'esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti". "La Rdb - conclude la nota - convinta che i nidi non siano un parcheggio dove i bambini sostano in attesa di essere ritirati dai genitori e che l'infanzia non sia mercificabile, ma rappresenta il futuro che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere, ancora una volta è al fianco dei lavoratori e delle famiglie in questa battaglia". La Giunta capitolina si difende dalle accuse e giudica strumentale la protesta, rigettando l’accusa di non prestare attenzione verso il settore educativo e il rafforzamento del servizio degli asili nido nella città di Roma.In una nota l'assessora alle Politiche educative scolastiche, della famiglia e della gioventù del Comune di Roma Laura Marsilio, dichiara che "lo sciopero va solamente a creare un disservizio per i bambini e le famiglie, a fronte, invece, del forte impegno che come amministrazione e assessorato alle Politiche educative scolastiche abbiamo messo in campo per offrire un servizio maggiore e soprattutto di qualità". "Ricordo, infatti - prosegue Marsilio - che abbiamo avviato un grande confronto con le parti sindacali in merito al contratto di lavoro del personale dei servizi educativi per l'infanzia, oltre ad avere stanziato 18 milioni di euro, in assestamento di bilancio, per migliorare il servizio degli asili nido e soprattutto per abbattere le liste d'attesa. In particolare la Giunta comunale di Roma, su proposta dell'assessora Marsilio, ha approvato la delibera che prevede l'accesso al finanziamento regionale per la realizzazione di nuovi posti in asili nido comunali, al fine di accrescere l'offerta dei servizi socio - educativi per la prima infanzia. Il cofinanziamento prevede che per tali interventi la Regione metta a disposizione il 90 % della quota complessiva, calcolata sulla base di 10mila euro per ogni posto nido, mentre il restante 10 % è a carico del Comune. Gli eventuali interventi in particolare riguardano la costruzione, la ristrutturazione, l'ampliamento e l'adeguamento di immobili, per la realizzazione di nuovi posti di asili nido e andranno a realizzarsi nei Municipi dove maggiore è la richiesta di posti già a partire dal prossimo anno. Nel triennio 2010-2012 verranno così creati oltre 1200 nuovi posti. "E' un intervento importante che va ad accrescere il numero di posti nei servizi per l'infanzia da 0 a 3 anni andando così incontro alle famiglie soprattutto nei territori cittadini dove maggiore è la richiesta - ha detto Marsilio - l'amministrazione conferma così tutto il suo impegno per risolvere il problema delle liste d'attesa". Tutto questo a conferma del sostegno che vogliamo dare alle famiglie - conclude - Auspico pertanto che il personale educativo non cada in una sterile strumentalizzazione e garantisca un regolare servizio". "Dal comune solo fumo negli occhi" denuncia di Caterina Fida, responsabile asili per Rdb-pubblico impiego, il sindacato confederale che ha organizzato lo sciopero accompagnato dalla protesta itinerante in quattro municipi della Capitale. "A settembre i nidi hanno riaperto con tutti i problemi dell’anno precedente, anzi con qualche disagio in più. L’assessore Marsilio aveva promesso di riaprire la trattativa e rivedere i tagli all’organico dei nidi, ma nonostante questo ha mandato avanti la sua proposta fatta a luglio, ancora più penalizzante, dove si confermano le riduzioni del personale. Da parte del comune non c’è nessuna apertura, nel senso che sono stati convocati i tavoli della trattativa due settimane fa, ma le proposte sono sempre molto fumose".


29 settembre 2009 - Fidest

La protesta dei Vigili del Fuoco

Stamani una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla RdB ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera di rifiuto per l’invito di domani in occasione di una presunta festa dei Vigili de Fuoco. La RdB nelle sue motivazioni nel declinare l’invito alla predetta festa con assegnazione di medaglia d’oro alla bandiera per le emergenze del 1954, ha ribadito che tale invito ha tutta l’apparenza di una operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale, e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli dell’Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi "Pompieri", sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici. Infatti, i rappresentati sindacali hanno ribadito come giornalmente, si assiste ad una strana anomalia, mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del Corpo Nazionale, il Governo continua a tagliarci i fondi. "Presidente Lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l’Italia agli standard europei" Per questi motivi al posto di una poltrona al Quirinale domani i rappresentati della RdB manifesteranno nelle più importanti città del paese il loro disagi.

Nidi comune di Roma: sciopero riuscito

"Questa prima giornata di sciopero nei nidi ci lascia pienamente soddisfatti della risposta del personale che, nonostante la grave crisi economica, ha aderito massicciamente", Caterina Fida responsabile del settore per la RdB, commenta così la prima delle due giornate di sciopero indette dalla RdB nei nidi del Comune di Roma. "I dati in nostro possesso – sottolinea Fida – ci confermano un’adesione superiore al 50% con chiusura di interi plessi e con fortissimi disagi in quasi tutte le strutture. Ora occorre che la Giunta Alemanno dia risposte concrete a questo movimento di lavoratori e cittadini, e la smetta con la prassi di denigrare le iniziative assunte dalla RdB e votate dalle lavoratrici nelle assemblee. Se l’Assessore Marsilio non si decide a rivedere la sua politica sui nidi, le sue affermazioni circa il miglioramento prodotto, poi smentite dai fatti, rischiano di sfociare nel ridicolo", conclude la rappresentante RdB. Nel corso della giornata di ieri un autobus ha percorso le strade della capitale per informare la cittadinanza circa i guasti che una gestione sempre più virata al privato sta producendo nella capitale. Molto positive le reazioni dei romani, che hanno salutato il bus anche con vere e proprie ovazioni. Oggi, seconda giornata di sciopero, si replica con altre due partenze: alle 10.00 da via Mattia Battistini 464, sede Municipio XIX, e alle 16.00 da piazza della Stazione Vecchia 26, sede del Municipio XIII. Nella mattinata di ieri una delegazione di lavoratrici ha inoltre incontrato il delegato del X Municipio per il settore Educativo, Antonio Capuano, il quale ha assicurato il sostegno municipale al personale in sciopero e la convocazione entro breve tempo di un incontro con il Presidente Medici sui temi al centro della vertenza. Nel pomeriggio le lavoratrici hanno incontrato il Presidente del VI Municipio, Giammarco Palmieri, che ha assunto l’impegno di sollecitare le istituzioni cittadine al rispetto della mozione votata all’unanimità in Consiglio Comunale lo scorso 21 maggio, che andava incontro alle esigenze del personale. Il Presidente ha inoltre assicurato il suo interessamento nei confronti del gruppo consiliare del PD, affinché questo faccia proprie le ragioni delle lavoratrici, ed ha assicurato che nel corso del suo mandato verranno aperti 3 nuovi nidi pubblici nel territorio del VI Municipio.


29 settembre 2009 - Iris

CAMPIDOGLIO: CAVALLARI, AGITAZIONE EDUCATRICI NIDI È FUORI DALLA REALTÀ

(IRIS) - ROMA, 29 SET - «I servizi educativi di qualità sono una priorità per questa amministrazione». Lo dichiara in una nota l’assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari, in merito agli scioperi del personale educativo che si stanno verificando in questi giorni in alcuni asili comunali. «Il Campidoglio ha infatti dato il via da tempo ad un modello organizzativo che punta alla stabilità e alla professionalità degli educatori con il duplice scopo di perseguire il benessere dei nostri dipendenti e di offrire all’infanzia della città servizi educativi organizzati e non certo parcheggi. Infatti - continua Cavallari - nonostante la grave difficoltà economica, sono state già stabilizzate 938 educatrici precarie mentre questo mese sono stati inaugurati tre nuovi nidi e altri due sono prossimi all’apertura: ciò determinerà l’assunzione di ulteriori 58 educatrici dalla graduatoria appena approvata delle 150 unità che verranno assunte entro il 2010. Si tratta di personale la cui professionalità è garantita dal superamento delle prove selettive che va colmare vuoti d’organico offrendo stabilità ai gruppi educativi e figure di riferimento certe per le bambine e i bambini». «E c’è di più - continua Cavallari - è in fase di attuazione il nuovo corso-concorso per ulteriori 900 posti che permetterà di garantire la sostituzione di assenze lunghe (superiori a cinque mesi) in modo da offrire alle famiglie interlocutori stabili, mentre abbiamo già avviato la costituzione di nuove graduatorie municipali che permetteranno di reperire personale per le sostituzioni delle assenze brevi. Inoltre, rispetto al taglio nell’organico di due unità previsto dalla precedente amministrazione, abbiamo provveduto al reintegro di un’educatrice ed è tuttora in corso un tavolo di trattativa con le parti sociali per conciliare le richieste dei lavoratori del settore con quelle dell’utenza e dell’amministrazione». «In questo contesto - aggiunge Cavallari - la protesta delle educatrici dei nidi organizzata da Rdb-Cub risulta incomprensibile ed esclusivamente politica e non fa che penalizzare gravemente l’utenza in un momento delicato come quello dell’inserimento dei bimbi che necessita più che mai della presenza della figura di riferimento». «Ritengo - conclude Cavallari - che l’ottimizzazione delle risorse e tutte le questioni correlate alla qualità del sistema educativo e alle condizioni di erogazione del servizio siano da affrontare con spirito di raccordo e collaborazione, lontano da proteste infondate che non vogliono tenere conto della realtà in atto».


29 settembre 2009 - Sabato sera online

In una lettera aperta al Presidente della Repubblica i disagi dei Vigili del fuoco

Roma. Nella mattinata del 29 settembre una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alla Rappresentanza di base ha consegnato direttamente al Quirinale una lettera di rifiuto per l'invito a partecipare nella giornata del 30 settembre ad una "presunta" festa dei Vigili de Fuoco. La RdB nelle sue motivazioni nel declinare l'invito alla predetta festa con assegnazione di medaglia d'oro alla bandiera per le emergenze del 1954, ha ribadito che tale invito "ha tutta l'apparenza di una operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo nazionale, e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi "Pompieri", sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici". Infatti, i rappresentati sindacali hanno ribadito come giornalmente, si assiste ad una strana anomalia, "mentre lo Stato italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni ed esalta il ruolo del Corpo nazionale, il Governo continua a tagliarci i fondi". "Presidente Lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l'Italia agli standard europei. Solo grazie a turni massacranti, continui straordinari, che quotidianamente violano le normative e leggi vigenti di questo Stato sulla sicurezza e vengono retribuiti dopo mesi, se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso; è superfluo precisare come la carenza di uomini e di mezzi provoca un pericoloso impoverimento professionale, contrariamente ai proclami, in questo Paese non si investe in sicurezza: si preferisce indirizzare risorse a mille organizzazioni di protezione civile e di volontariato efficaci per la comunità se di supporto ad un Corpo nazionale V.F. istituito appositamente e strutturato per rispondere efficacemente e capillarmente sul territorio; si arriva addirittura ad "accorpare" i Vigili del fuoco con le forze di Polizia. Con un contratto scaduto da due anni, questa medaglia appare una presa in giro, un lavarsi la coscienza. Ci servono fatti tangibili, risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani. Per questi motivi al posto di una poltrona al Quirinale domani i rappresentati della RdB manifesteranno nelle più importanti città del paese il loro disagi".


29 settembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 33 - 2Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* A.A.A. Ispra cerca cinque dirigenti interni da nominare con procedure trasparenti
* Nella nave dei veleni scendono i precari
* "Cerca la Ricerca", un film da vedere
* Rinnovi contrattuali: briciole nella finanziaria
* Forti contrasti nel cda bloccano nomine Cnr
* Al vertice dell'Inrim Gelmini conferma Bava
* Mense Enea: Usi/RdB scrive alla Corte dei conti
* Istat, lavoro di gruppo è pubblicabile da singolo?


29 settembre 2009 - EPolis Roma

La protesta. Oggi secondo giorno di sciopero degli operatori: nel mirino i tagli
Nidi, educatrici in rivolta "Il Comune non ascolta"
L'assessore Marsilio: "Iniziativa strumentale, stanziati 18 milioni contro le liste d'attesa"

Roma - Adesione molto alta ieri allo sciopero indetto dalle educatrici degli asili nido, che incroceranno le braccia anche oggi. La protesta, organizzata dai sindacati di base Rdb Cub, è stata indetta contro l'insufficienza dei fondi stanziati da parte del Campidoglio. L'assessore alle Politiche educative Laura Marsilio ha bollato lo sciopero come «strumentale, la Giunta ha stanziato 18 milioni di euro in assestamento di bilancio, per migliorare il servizio e abbattere le liste d'attesa». In particolare, lo sciopero è stato indetto «contro i tagli al personale e contro le privatizzazioni che la Giunta in continuità con la precedente amministrazione sostiene - ha detto Caterina Fida, della Rdb Cub del Comune - la vertenza con l'amministrazione va avanti ormai da tre anni. Il processo di ridimensionamento dei nidi è cominciato con Veltroni, che decise di tagliare due unità per ogni asilo nido. Con Alemanno si sperava in un'inversione di rotta, in campagna elettorale si era impegnato a venirci incontro. Ma nei fatti con la nuova Giunta sono aumentati i nidi accreditati, e sta aumentando l'esternalizzazione dei servizi». Ieri lo sciopero ha toccato diversi asili comuniali in II, VI, VIII, XIX e X Municipio. Molti asili sono rimasti chiusi, mentre un pullman itinerante ha portato in giro una delegazione di educatrici e operatori degli asili. Oggi, lo sciopero sarà replicato in altre zone cittadine, con un nuovo tour in pullman delle lavoratrici. Sono 2.300 le educatrici di ruolo, più una galassia di precarie che di giorno in giorno aspettano la chiamata per una sostituzione. «La cosa che considerano offensiva è che dagli esponenti della maggioranza c'è una forte chiusura - aggiunge la sindacalista - tanto che gli asili nido vengono considerati dei semplici parcheggi, dove la continuità didattica e la precarizzazione del personale non sono considerati dei problemi reali». Nei giorni scorsi, l'assessore Marsilio aveva bollato lo sciopero come «strumentale - ha detto l'assessore - un disservizio per i bambini e le famiglie, a fronte, invece, del forte impegno che come amministrazione e assessorato alle Politiche educative scolastiche abbiamo messo in campo per offrire un servizio maggiore e soprattutto di qualita».L'assessore ha ricordato i 18 milioni di euro, in assestamento di bilancio, per migliorare il servizio e abbattere le liste d'attesa.

«Non è un parcheggio»

Secondo le Rdb "la Giunta Alemanno, come con Veltroni, prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, riducendo gli organici, legalizzando il mancato invio dei supplenti, esternalizzando i servizi ausiliari, mortificando il ruolo pedagogico delle coordinatrici e precarizzando le supplenti".


29 settembre 2009 - Il Messaggero

Sono rimasti chiusi molti dei 195 nidi comunali, e oggi si replica
Rdb-Cub: «In piazza per la riduzione degli organici»
L’assessore: «Ha aderito il 20% del personale»
di VERONICA CURSI

Roma - Asili nido chiusi per sciopero. Più di 1.500 maestre, secondo i sindacati, (appena 800, secondo l’amministrazione), che hanno deciso di incrociare le braccia portando la protesta in pullman per tutta Roma. E decine di famiglie che ieri mattina si sono dovute organizzare alla bell’e meglio, affidandosi a nonni o baby sitter, per lasciare il proprio bimbo a casa. Le scuole sono appena iniziate ma i problemi per i genitori sono già tanti, fra supplenze saltate e agitazioni. L’ultima ieri mattina ha colpito chi ha figli piccoli: molti tra i 195 asili nido comunali sono rimasti chiusi a causa della protesta delle educatrici appartenenti al sindacato Rdb-Cub che per due giorni hanno deciso di incrociare le braccia, protestando «contro tagli al personale, riduzione degli organici, una condizione sempre più precaria delle supplenti». Un black out che durerà anche oggi per l’intero turno di lavoro. Risultato? In molti municipi, come nel I, VI, VIII, X, XII e XIX, i nidi comunali sono rimasti chiusi. Creando inevitabili disagi per le famiglie. «L’adesione alla protesta - secondo Caterina Fida, del sindacato Rdb-Cub - è stata infatti altissima, almeno il 50% delle educatrici ha partecipato allo sciopero. Abbiamo raccolto malumori che vanno avanti da anni: difficoltà nella gestione del servizio dovuta soprattutto alla riduzione degli organici. Basta pensare che con l’inizio dell’anno abbiamo assistito alla riduzione di un’educatrice in ogni nido. Riduzione che è ricaduta sul personale, costretto a un insostenibile carico di lavoro ed una flessibilità completamente slegata dai progetti educativi, ma anche su bambini e famiglie». Accuse contro cui l’assessore capitolino alla scuola Laura Marsilio replica duramente: «I dati forniti da Rdb sono completamente falsi. Da quanto ci risulta, allo sciopero hanno aderito circa 800 persone, ovvero il 20% del personale, e oltretutto a protestare non sono state solo educatrici ma anche altre categorie del personale educativo scolastico, come i cuochi. Ripeto: si tratta di uno sciopero politico e strumentale, basta vedere i territori in cui ci sono stati disservizi, territori legati alla sinistra. E comunque voglio ricordare che a fronte di alcuni nidi chiusi ce ne sono stati moltissimi che sono rimasti aperti, come nel XX municipio dove nessuno ha aderito allo sciopero». Tra proteste e polemiche comunque ieri molti genitori hanno vissuto una mattina piuttosto difficile, che purtroppo replicheranno anche oggi, quando si troveranno davanti alle porte chiuse di molti nidi. Come è successo nel I municipio, al nido di San Gregorio al Celio, nel II, nei nidi di via Boito e via India, nel VII, negli asili di via Valente e via Delia o nel XIX, al nido di via Gallo. «Pur condividendo le proteste delle educatrici e le polemiche riguardo a strutture inadeguate e un servizio di nidi ancora insufficiente rispetto alle esigenze delle famiglie - dice Donatella Poselli, presidente dell’Unione italiana genitori - pensiamo sia necessario trovare altri sistemi di lotta: uno sciopero organizzato in questo modo infatti penalizza soprattutto gli utenti, su cui non devono ricadere gli sbagli di nessuno, specie in questo periodo dell’anno dove mamme e papà sono ancora alle prese con gli inserimenti».


29 settembre 2009 - Caserta news

i Vigili del Fuoco RDB scrivono al Presidente della Repubblica

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, abbiamo ricevuto il Suo invito, per il 30 settembre, ed a nome della Rappresentanza sindacale dei Vigili del fuoco, organizzazione sindacale presente e ben radicata tra i Vigili del Fuoco , vorremmo, ringraziarLa per la medaglia d’oro che oggi viene conferita al Corpo Nazionale come riconoscimento dell’opera prestata. Purtroppo, però, oggi sentiamo di non poter accettare questa alta onorificenza, che consideriamo una pura operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione di chi è responsabile e gestisce il corpo nazionale e dell’intero governo . Nelle tendopoli, in mezzo alle macerie, nelle strade, in mezzo ai cittadini ci siamo solo noi "Pompieri", sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici. Illustrissimo Presidente, mentre lo Stato Italiano ci premia per le nostre innumerevoli e meritevoli azioni, — il Governo continua a tagliarci i fondi. Lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in più per avvicinare l’Italia agli standard europei, invece il Governo ha promesso mille assunzioni entro l’anno, un numero assolutamente insufficiente che non coprirà nemmeno il turn over del personale posto in quiescenza. Solo grazie a turni massacranti, continui straordinari, che non assicurano il necessario recupero psico-fisico dei Vigili del Fuoco e che rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza di tutti, oltretutto retribuiti dopo mesi, se non dopo anni, riusciamo a garantire il soccorso. E’ superfluo precisare come la carenza di uomini e di mezzi provoca un pericoloso impoverimento professionale, che comporta tagli alla formazione, difficoltà ad addestrarsi, insufficienza di capi reparto e capi squadra, autisti ed altre figure professionali indispensabili. La verità, Illustrissimo Presidente, è che stiamo assistendo ad uno scadimento generale della qualità del soccorso. Contrariamente ai proclami, in questo Paese non si investe in sicurezza: si preferisce indirizzare risorse a mille organizzazioni di protezione civile e di volontariato efficaci per la comunità se di supporto ad un Corpo Nazionale VV.F. istituito appositamente e strutturato per rispondere efficacemente e capillarmente sul territorio; si arriva addirittura ad "accorpare" i Vigili del Fuoco con le forze di Polizia, inquadrandoli in un regolamento di servizio che non si adatta alle esigenze del nostro mestiere, che, ricordiamolo, è principalmente il soccorso tecnico urgente, e non la pubblica sicurezza e/o l’ordine pubblico. Questi segnali ci preoccupano perché è evidente il rischio di svuotare dei suoi veri compiti il Corpo Nazionale, con la ovvia conseguenza di doverne affidare una parte ai privati. Per questi motivi non intendiamo accettare questa medaglia che giudichiamo indubbiamente meritata, ma consegnata in un momento in cui appare — un simbolo vuoto: le nostre famiglie non hanno bisogno di medaglie, vogliono vederci tornare a casa tutte le sere, vogliono poter contare su uno stipendio che non sia da fame come quello attuale, lontanissimo dagli standard dell’Unione Europea. Con un contratto di lavoro scaduto da due anni, questa medaglia rischia di essere vanificata. Ai Vigili del Fuoco servono scelte concrete, risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani. Illustrissimo Sig.Presidente, a noi sembra che non ci siano più interlocutori credibili nel Governo e nella nostra Amministrazione. Per questo, Illustrissimo Sig. Presidente della Repubblica, facciamo appello a Lei perché nelle sedi competenti rappresenti la grave situazione in cui versa il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco perché sostenga la nostra battaglia per la salvezza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco così come milioni di italiani lo hanno sempre conosciuto. Un Corpo che è sempre stato in prima linea in tutte le calamità del Paese, un Corpo che garantisce l’incolumità alla cittadinanza tutta ventiquattro ore su ventiquattro e che non chiede altro che di poter continuare a farlo degnamente soprattutto con la previsione e prevenzione dei rischi di qualsiasi genere essi siano. Siamo certi che comprenderà la nostra amarezza ma anche la nostra determinazione ad andare avanti non stancandoci mai di sostenere la necessità di un servizio sempre migliore al servizio di tutti i cittadini. Anche nel rispetto dei tanti colleghi che hanno perso la vita nel compimento del loro lavoro per garantire la salvaguardia di altre vite umane in questo paese.
Distinti Saluti.
Antonio Jiritano


29 settembre 2009 - Liberazione

Roma, asili nido chiusi per 48 ore

E' iniziato ieri a Roma lo sciopero degli operatori degli asili nido che si protrarrà fino a oggi per contestare gli stanziamenti erogati al settore dall'assestamento del bilancio del Campidoglio per il 2009. «La Giunta Alemanno, in continuità con la precedente amministrazione - denuncia il sindacato RdB - prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la legalizzazione del mancato invio del personale supplente, l'esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti». Nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per Roma.


29 settembre 2009 - Roma Uno

Nidi comunali: ancora un giorno di sciopero

Roma - Ancora una giornata di sciopero nei nidi comunali della nostra città. Ad incorciare le braccia sono le educatrici appartenenti al sindacato RdB CuB che da tempo chiedono di bloccare i tagli al personale e di stabilizzare le supplenti precarie. Ieri il primo dei due giorni di stop. Stando ai dati forniti dal sindacato le educatrici che hanno aderito alla protesta sarebbero state 1500, secondo l'assessore comunale alla scuola Laura Marsilio invece soltanto 800. Sulla vicenda è intervenuta anche l'Unione Genitori che ha chiesto di scegliere modalità differenti per la protesta al fine di non creare troppe difficoltà alle famiglie.


29 settembre 2009 - L'Unione Sarda

la protesta
Vigili del fuoco in rivolta

Cagliari - Pochi uomini e un contratto scaduto da due anni. Basta e avanza per organizzare un presidio con volantinaggio davanti alla prefettura di Cagliari, domani, proprio in concomitanza con la festa nazionale dei vigili del fuoco.
La manifestazione è stata organizzata dalla Rdb Sardegna per protestare contro la carenza degli organici e il mancato rinnovo del contratto, scaduto da quasi due anni. «Per i vigili del fuoco non c'è proprio nulla da festeggiare. Nell'Isola», denuncia il sindacato di base, «mancano in organico almeno 400 persone, 15 mila in tutta Italia. Le assunzioni e i passaggi di qualifica sono bloccati: in Sardegna tra capi reparto e capi squadra si conta una carenza media del 60 per cento. Il parco mezzi è vecchio e insufficiente. Con gli 8 milioni di euro stanziati a livello nazionale si potranno a malapena riverniciare i veicoli».
Nel mirino del sindacato finiscono anche il mancato pagamento degli straordinari, compresi quelli del terremoto in Abruzzo, e il rifiuto del riconoscimento di categoria usurante. Argomenti che verranno ricordati nella manifestazione di domani, in piazza Palazzo: «Davanti a questa situazione», concludono i rappresentanti dei vigili sardi, «non c'è niente da festeggiare».


29 settembre 2009 - Vita.it

Vigili del fuoco. RdB contro volontari: «Basta finanziamenti alle associazioni»
Rifiutando la medaglia d'oro, i pompieri delle rappresentanze di base chiedono più fondi per loro e non per i volontari
di Gabriella Meroni

Niente consegna della medaglia d'oro, domani, per i Vigili del fuoco appartenenti alla RdB. Oggi una delegazione ha infatti consegnato direttamente al Quirinale, riferisce la stessa Rappresentanza di base, «una lettera di rifiuto per l'invito di domani in occasione di una presunta festa dei Vigili de Fuoco». La RdB, nel declinare l'invito, afferma che «tale invito ha tutta l'apparenza di una operazione di facciata utile solo a fini di autocelebrazione da parte di chi amministra il Corpo Nazionale, e di chi governa il paese, mentre tra le tendopoli dell'Abruzzo, in mezzo alle macerie, tra le strade, in mezzo ai cittadini ci siamo noi pompieri, sempre meno, con pochi mezzi, tecnici ed economici». «Presidente - scrivono i rappresentanti sindacali - Lei forse non è al corrente della cronica carenza di personale, che come RdB, denunciamo da anni, inascoltati: servirebbero almeno diecimila uomini in piu' per avvicinare l'Italia agli standard europei». Ma i Vigili del fuoco firmatari ne hanno per tutti: «contrariamente ai proclami», scrivono, «in questo Paese non si investe in sicurezza: si preferisce indirizzare risorse a mille organizzazioni di protezione civile e di volontariato efficaci per la comunità se di supporto ad un Corpo Nazionale VV.F. istituito appositamente e strutturato per rispondere efficacemente e capillarmente sul territorio». «Con un contratto scaduto da due anni, questa medaglia appare una presa in giro, un lavarsi la coscienza. Ci servono fatti tangibili, risorse vere, mezzi adeguati e formazione per continuare ad assicurare la salvaguardia degli italiani», concludono i rappresentanti sindacali.


29 settembre 2009 - Il Giornale di Brescia

Vvf, in 400 a Roma per la festa: il sindacato non ci sta

In occasione della imminente festa per i 70 anni di istituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Viminale ha distaccato a Roma 400 uomini dai vari comandi territoriali per la parata celebrativa.
Una «farsa» per i sindacati, che, non hanno condiviso affatto. Anzi. Tanto che, domani, mercoledì, la rappresentanza di base (RdB) della Lombardia scenderà in piazza davanti alla Prefettura di Milano per protestare, dalle 10 alle 13, in una contro-manifestazione: «La RdB non ritiene che ci sia alcunché da festeggiare» stigmatizza una nota del sindacato che riepiloga le ferite aperte: «Da un mese 400 pompieri sono in missione a Roma a marciare - aggiunge la RdB di Brescia - , non importa che non ci siano i soldi per pagare la formazione e gli straordinari, non importa che manchino 15.000 pompieri, l’importante è apparire. La RdB non ci sta e vuole ricordare ai cittadini che nel 2009 il lavoro del Vvf non è ancora riconosciuto nella categoria dei lavori usuranti, che le ore prestate nelle calamità vengono pagate con 6 o 12 mesi di ritardo, che molti dei mezzi impiegati in Abruzzo hanno oltre 20 anni, oltre al contratto scaduto».
Per questo motivo a dar vita al presidio milanese domattina ci sarà anche personale dei Vvf di Brescia e della segreteria provinciale della RdB.


29 settembre 2009 - Andria news

Un duro colpo per la nuova provincia
L’INPS di Andria da Sede Subprovinciale viene ridimensionata ad Agenzia Complessa
Chiesto un incontro con il Presidente della BAT, Ventola ed i Sindaci delle dieci città

Andria - Il Vicario del Direttore Generale dell’INPS, Dott. Nori, con un provvedimento del 18/09/2009, ha ufficializzato il declassamento della sede di Andria da Subprovinciale ad Agenzia Complessa. Tale decisione -sottolineano in una nota CGIL CISL UIL CISAL RdB RSU- comporta non solo la mancata istituzione della Sede Provinciale INPS di Barletta-Andria-Trani, ma anche la perdita dello status di "Sede Subprovinciale" e quindi di una consolidata e storica autonomia che il nostro territorio vanta dal lontano 1981. Questo significherà un progressivo "impoverimento" della funzionalità dell’INPS sul territorio della sesta provincia e produrrà inevitabili ricadute negative sulle migliaia di utenti del territorio, in quanto le competenze più importanti dell’Istituto saranno trasferite in capo alla Sede di Bari, considerato il ruolo periferico assegnato alla sede di Andria. Si configurano, poi, inspiegabili incongruenze dal punto di vista burocratico, come, per esempio, la diversa articolazione di tre enti operanti nello stesso ambito del Welfare, come l’ASL, l’INAIL e l’INPS. Infatti, mentre l’ente sanitario e l’ente assicurativo hanno già un’organizzazione a livello provinciale BAT, con competenza anche sui Comuni di Trinitapoli, San Ferdinando e Margherita di Savoia, l’INPS di Andria, ridotto ad agenzia non potrà estendere la sua competenza al di là dell’Ofanto, lasciando i tre comuni sotto la competenza di un’altra Sede provinciale (Foggia). Si corre, quindi, il rischio di un inspiegabile e deleterio smembramento del territorio della B.A.T.
La nuova provincia rischia, pertanto, di nascere zoppa, considerata l’importanza del settore previdenziale nella vita quotidiana dei cittadini. Vista l’importanza della realtà territoriale, produttiva e demografica della nuova provincia (circa 400mila abitanti e migliaia di aziende), i lavoratori e le lavoratrici, le OO.SS. e la RSU riuniti in Assemblea in data odierna, ritengono importante che le istituzioni tutte (Provincia, Comuni, enti territoriali, sindacati, forze politiche, etc.) prendano posizione - conclude la nota di CGIL CISL UIL CISAL RdB RSU- affinché gli organi competenti rivedano la suddetta infausta decisione, in modo che la sede INPS di Andria assuma la naturale condizione di Direzione Provinciale".


29 settembre 2009 - La Nazione

Pistoia. CI SARÀ anche una delegazione dei Vigili del Fuoco di Pistoia...

Pistoia - CI SARÀ anche una delegazione dei Vigili del Fuoco di Pistoia domani, insieme ai colleghi provenienti da tutta la Toscana, alla protesta prevista, dalle 10 in poi, alla stazione di Viareggio, a tre mesi dal disastro ferroviario in cui hanno perso la vita 31 persone. La manifestazione, promossa dalle Rappresentanze sindacali di base, settore Vigili del Fuoco, si contrappone alla festa del Corpo che ci sarà a Roma. «Mentre a Roma la politica festeggia la festa del Corpo Nazionale tra marce e medaglie scrive il sindacato noi saremo nel luogo del disastro ferroviario, un luogo simbolico, uno dei molti in cui si profonde quotidianamente l' impegno del personale del Corpo. Crediamo che le celebrazioni generino nell'opinione pubblica un quadro distorto della reale situazione in cui versa il soccorso pubblico oggi, generino un sentimento di falsa sicurezza, le cose stanno diversamente: scarsità di uomini, pochi automezzi e troppo spesso datati, turnazioni insostenibili, retribuzioni non commisurate al rischio e ferme da anni, sostituzione progressiva dei professionisti con volontari formati in 120 ore. Nell'ottica del risparmio a tutti i costi».


29 settembre 2009 - GuidaSicilia

70 anni di coraggio e abnegazione...
... ripagati solamente con cerimonie. Al Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, l'ingratitudine della politica

Da 70 anni, con dedizione e abnegazione, i Vigili del fuoco corrono in aiuto degli italiani. L'impegno, il senso del dovere, la solidarietà e soprattutto la passione accompagnano il lavoro quotidiano degli oltre ventisettemila vigili del fuoco, dei capi-squadra come dei funzionari, che dall'inizio di quest'anno hanno compiuto quasi 800mila interventi. Senza contare, ovviamente, il lavoro continuo che giorno dopo giorno il corpo dei vigili del fuoco sta svolgendo in Abruzzo.
Oggi, per i 70 anni del Corpo, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito, nel cortile del Quirinale, due medaglie d'oro alla Bandiera del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e una terza alla memoria del Capo Squadra Esperto, Marco Cavagna, morto mentre scavava tra le macerie del terremoto in Abruzzo. Medaglie di prezioso metallo, come preziosa è la "missione" che questi uomini portano avanti, anche tra le difficoltà. Le troppe difficoltà che oggi la RdB P.I. Vigili del Fuoco ha voluto portare in primo piano declinando l'invito alla festa del Corpo Nazionale al Quirinale. Le ragioni del rifiuto sono state spiegate in una lettera al Presidente della Repubblica che è stata consegnata ieri mattina direttamente al Quirinale da una delegazione di Vigili del Fuoco appartenenti alle Rappresentanze Sindacali di Base. Invece di presenziare alla cerimonia del Quirinale, quindi, i Vigili del Fuoco RdB hanno manifestato il loro disagio davanti alle Prefetture delle principali città, fra cui Trieste, Venezia, Verona, Milano, Genova, Bologna, Pesaro, Cagliari, Firenze, Viareggio (dove confluiranno anche i VVF di Roma), Benevento, Catanzaro, Vibo Valentia, Palermo.


29 settembre 2009 - Il Manifesto

Studenti e ultras contro il ministro. Che «apre» ai tifosi
L'Onda contesta Maroni. La polizia li «respinge»
di Giusi Marcante

BOLOGNA - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni blindato nell'aula magna dell'università di Bologna ieri mattina ha aggiustato parzialmente il tiro: «Nessuno nega il diritto dei magistrati di sollevare dubbi di costituzionalità» ma ha aggiunto «credo che un magistrato non possa disapplicare la legge giudicando lui che è incostituzionale visto che c'è un organo che si chiama Corte Costituzionale». Maroni ha anche fatto una sbiadita apertura alle società di calcio sulla Tessera del Tifoso: «Se c'è una proposta alternativa, le squadre me la facciano presente e la verificheremo». Fuori, a qualche centinaio di metri di distanza, cinquecento studenti dell'Onda con qualche decina di ultras, ricordavano a tutti la politica di morte dei respingimenti dei migranti con canotti gonfiabili e striscioni dove lo slogan era esplicito: «Respingiamo Maroni». Un minuto di tafferugli è avvenuto quando la prima fila del corteo, che era composta da ragazzi con canotti e materassini gonfiabili, ha tentato di sfondare il cordone dei celerini con l'obiettivo di raggiungere l'aula dove parlava il ministro.
Ovviamente era ampiamente preventivato che non ci sarebbe stata nessuna possibilità di forzare il blocco delle forze dell'ordine che già dalla prima mattina avevano chiuso ogni via d'accesso al luogo dove si teneva il convegno. Maroni era atteso a «Lo sport in Tribuna: disciplina e gestione degli impianti sportivi» organizzato dal Dipartimento di Discipline giuridiche dell'università che dava anche, come hanno ricordato gli studenti, la possibilità ad «avvocati e praticanti legali di avere gratuitamente otto crediti formativi». Gli studenti dopo un tam tam che durava da più di una settimana si sono concentrati verso le 10 del mattino in piazza Verdi. Assieme a loro anche i centri sociali e il sindacato inquilini delle Rdb avevano aderito alla mattinata di protesta contro il titolare del Viminale. In piazza si sono ritrovate alcune centinaia di persone, molte portavano cartelli che se la prendevano con le politiche del governo verso gli immigrati. Da «Maroni clandestino dell'intelligenza» a "«il jazz è negro» (riferendosi alle passioni musicali del ministro) e anche «onda vs ronda». Il corteo si è messo in moto verso le 11.30 con l'obiettivo di avvicinarsi all'aula magna. Agli studenti si sono uniti sotto le due Torri alcune decine di ultras che portavano lo striscione «no alla tessera del tifoso». I tafferugli sono scattati poco prima di mezzogiorno quando la prima fila ha cercato di sfondare e sono partite le manganellate. Verso la polizia sono state lanciate uova piene di vernice e alcuni fumogeni. Per terra quando si è diradato il fumo si sono viste anche delle pile. Tra i manifestanti nessuno è rimasto ferito mentre la Questura ha riferito di due celerini feriti in modo lieve: hanno delle ustioni al collo e al volto e uno ha una contusione al polso. Un tifoso degli ultras che era stato fermato è stato rilasciato poco dopo.
Mentre il corteo rientrava verso piazza Verdi nell'aula magna il convegno si concludeva con Maroni che apriva alle società di calcio, molte delle quali hanno espresso dubbi sullo strumento della tessera del tifoso. Per il ministro è uno "strumento utile, che serve a fidelizzare i tifosi,a creare un ambiente familiare e a dare psicologicamente maggior sicurezza. Maroni ha invitato le società a fare delle proposte ma ha avvisato che «indietro non si torna». Prima, rispondendo alle domande dei giornalisti, era tornato sugli attacchi ai magistrati che non applicano la legge sulla clandestinità. Ha osservato che è lecito avere dei dubbi di costituzionalità ( visto che lui stesso ha detto che «sulla Bossi-Fini ne furono sollevati 800») ma che solo la Consulta si può esprimere. E' appunto quello che hanno fatto le Procure che hanno sollevato le eccezioni verso la legge. A Bologna il pubblico che ha seguito il convegno, un centinaio di persone, è stato molto composto. Non c'è stato il replay di quello che è avvenuto sabato all'università Cattolica di Milano. Due persone ci avevano provato: volevano entrare in Aula Magna portando al collo un cartello «crisi, mafia e corruzione, il solo reato è l'immigrazione». Ma sono state identificate e allontanate. Nell'aula blindata solo silenzio e assenso.


29 settembre 2009 - La Nuova Sardegna

La Maddalena. Riparte il confronto sindacale sulla privatizzazione
Saremar, faccia a faccia con l’assessore

LA MADDALENA - Faccia a faccia dei sindacati con l’assessore regionale ai Trasporti, Liliana Lorettu, sulla vertenza Saremar. Al tavolo delle trattative Mario Melis e Aldo Serra della Css-Fts, Luigi Melis ed Enrico Pinna della Ft Rdb, Nicola Rivano della Ugl, Vittorio Verrascina e Marco Acciaro della Sdl intercategoriale, Salvatore Gromme della Usclac/Uncdim. Sul tappeto le diverse questioni legate alla privatizzazione della società di navigazione del gruppo Tirrenia, il mantenimento dei livelli occupazionali, il miglioramento del servizio offerto ai cittadini, la modernizzazione della flotta, il taglio delle tariffe, il futuro dei lavoratori precari. L’assessore Lorettu, dopo essersi soffermata sull’iter della regionalizzazione, ha voluto rassicurare i sindacati sul mantenimento degli standard occupazionali. «L’obiettivo è mantenere il servizio finora svolto dalla compagnia con l’intenzione, qualora possibile, di migliorarlo - ha detto -. Per quanto riguarda il personale, tutto quello operante nella Saremar, sarà garantito attraverso una razionalizzazione e una oculata gestione degli eventuali esuberi». (a.n.)


29 settembre 2009 - Il Tirreno

Lettere
EX MONOPOLI. Lavoratori bistrattati

Dal 2006 in poi molti dei lavoratori ex Monopoli passati dalla mobilità alla pensione, ad oggi non hanno ancora gli adeguamenti pensionistici, al punto che percepiscono ratei di pensione calcolata su base contrattuale datate 2002. A più riprese sono state richieste delucidazioni soprattutto all’Inpdap sede generale di Roma, la quale afferma di ricevere scarsa collaborazione dalla multinazionale British American Tobaco la quale come ente privato ha acquisito l’ex monopolio di stato, e con esso la gestione del personale. Ed è questo ente che non ha fornito la documentazione necessaria all’Inpdap per il calcolo corretto delle pensioni. Quindi da Rovereto, Bologna, Volterra, Lucca, Cava dei Tirreni, Scafati, Napoli e Lecce; circa 150 persone sono scese a Roma davanti alla sede Bat, che ha assicurato che sei mesi fa ha provveduto ad avviare le documentazioni all’Inpdap sede provinciale, il cui personale successivamente interpellato com molta disponibilità ha confermato che la Bat ha inviato una lettera dove si diceva di sospendere tutti i conteggi in quanto errati e dovuti a disguidi tecnici. Le sigle sindacali dicono che va tutto bene, che la faccenda si risolverà, però non fanno nulla e la Bat sta mandando a casa i lavoratori.
Gli ex lavoratori quindi ancora una volta con mezzi propri, assistiti da un coordinatore che fa capo alla Rdb, si sono dovuti muovere per vedere riconosciuti diritti acquisiti in anni di duro lavoro. E la storia continua.
Lavoratori ex Monopoli


29 settembre 2009 - La Nuova Venezia

«Rdb, sciopero irresponsabile»
Cgil, Cisl e Uil all’attacco: «Così Mariutto a rischio»

MIRANO - Vertenza Mariutto, scendono in campo Cgil, Cisl e Uil. I maggiori sindacati nazionali della funzione pubblica fanno quadrato attorno alla casa di riposo, difendendo l’operato dell’amministrazione dell’ente e definendo senza mezzi termini «irresponsabile» l’atteggiamento tenuto dalle rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub, che lunedì prossimo porteranno in piazza i lavoratori dell’istituto, con due ore di sciopero e tanto di presidio davanti al Comune.
«Rdb non ha legittimità sindacale - attacca Roberto Panciera, della Cisl-Fps - non ha firmato alcun contratto nazionale e pertanto non ha titolo a sedere al tavolo delle trattative. In questi mesi quel sindacato ha solamente raccolto sporadici scontenti derivanti dal trasferimento di alcuni lavoratori ad altri reparti, strumentalizzandoli e mettendo a rischio l’esistenza stessa della struttura».
Cgil, Cisl e Uil lanciano perciò l’allarme: «Attenzione - avverte Stefano Vanin, Cgil-Fp - delegittimare l’operato dell’ente significa colpire gli obiettivi raggiunti in questi anni, col risultato che a rischio finiscono i 150 posti di lavoro che il Mariutto oggi offre, oltre all’ospitalità offerta a centinaia di anziani autosufficienti e non. Tutti potrebbero finire in strada».
I sindacati mettono in guardia prima di tutto gli operatori socio sanitari. «Partecipare allo sciopero - spiegano le tre sigle - è mancata assistenza, può avere risvolti penali. La commissione di garanzia si è già espressa, costringendo Rdb a differire la protesta di una settimana».
La tensione resta alta in casa di riposo. Ma ce n’è anche per il Comune. «Da un anno - afferma Panciera - il sindaco dimostra di disinteressarsi delle sorti della casa di riposo, non avendo ancora nominato un nuovo presidente dopo le dimissioni di Sante Bressan».(f.d.g.)


29 settembre 2009 - Il Mattino

Napoli. Rabbia. E molta. Dodici ore di sciopero (per ora)...

Napoli - Rabbia. E molta. Dodici ore di sciopero (per ora) se non arriveranno risposte sul destino dei duemila contratti dei lavoratori degli ex consorzi di bacino che rischiano di essere cancellati da una recente sentenza del Consiglio di stato. Per i primi 221 è già realtà: da giovedì, appunto, saranno senza lavoro e per loro solo la ventilata possibilità che un’ordinanza del Consiglio dei Ministri garantisca gli stipendi sino a dicembre. Poi nulla. In parte bloccate discariche in attività (a Terzigno, Chiaiano e San Tammaro, nel Casertano) e quelle chiuse ma ancora controllate da personale degli ex consorzi di bacino. Ritardi e ingolfamenti nei conferimenti dappertutto. E l’incubo: che tutto sia il preludio di una nuova crisi che inceppi quella macchina delicata che è il ciclo integrato dei rifiuti. E non è la prima volta che accadrebbe. Rabbia e disperazione sfogati in uno striscione-choc srotolato a piazza del Plebiscito, sotto la sede del commissariato per i rifiuti: «W i Casalesi». «Mentre il nostro posto di lavoro è a rischio - accusa Enzo Guidotti, coordinatore delle diverse sigle sindacali (Slai Cobas, Sindacato Azzurro, Rdb, Assotrasporti, Fesica Confsal, Uap e Cesil) - vengono assunte altre persone appartenenti a ditte esterne, spesso protette da legami con i clan. Chi si affida a loro ha più certezze per il futuro e noi lo gridiamo a gran voce». Un manifesto che scatena mille polemiche. «Nessuno invochi la criminalità per protestare per il lavoro», attacca la Cgil; «Una scritta folle», attacca il consigliere regionale pdl Fulvio Martusciello. Ma Guidotti non arretra e aggiunge: «Attendiamo delle risposte. Per ora riprendiamo a lavorare per senso di responsabilità ma tra due giorni sciopereremo ad oltranza». Ieri, insomma, l’assaggio dell’autunno caldo: decine di lavoratori si sono astenuti dal lavoro. Resta da capire, però, chi voglia trattare con i sindacati che minacciano disordini nelle prossime settimane. Non è certo un problema del commissariato per i rifiuti: la sentenza dei giudici amministrativi riguarda un’ordinanza firmata nel 2001 quando Antonio Bassolino ricopriva la carica di commissario e il primo gennaio, con il ritorno dei poteri ordinari dopo 15 anni, tutta la materia passerà alle province (e questi lavoratori hanno la precedenza). Ma gli uffici di Bertolaso stanno comunque lavorando dietro le quinte per verificare come uscire dal «cul de sac». Occorre evitare disordini, così come temono dal ministero degli Interni. Ma il quadro futuro è più tragico se l’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini ai microfoni del Tg3 Campania ammette: «Oggi, in totale, per il sistema-ambiente lavorano circa 24mila persone, Lsu compresi. Ma quando si rientrerà nella normalità - dice - potranno lavorare solo 9500 di questi. Non di più». Un allarme ulteriore.(ad.pa.)


29 settembre 2009 - Il Gazzettino

Vertenza Mariutto, scontro tra sindacati

Mirano - (d.t.) "Rdb non ha titolo per sedere al tavolo delle trattative del Mariutto". Sindacati contro nella questione relativa al personale della casa di riposo miranese. Da una parte Cgil, Cisl e Uil, che rivendicano la rappresentanza "titolare" dei dipendenti dell’Ipab. Dall’altra la Rdb, che ha indetto uno sciopero con manifestazione davanti al municipio per lunedì prossimo. "Non hanno titolo per farlo e in più rischiano di danneggiare inutilmente la struttura", dice Roberto Panciera della Cisl. "Fino ad oggi i grandi problemi del Mariutto sono stati fondamentalmente due: il bilancio e l’adeguamento dei padiglioni alla normativa vigente. La Rdb si è inserita in questa situazione raccogliendo la protesta di un gruppo di dipendenti del padiglione "Ortensia", ma non tengono conto che al momento sono solo la quarta rappresentanza sindacale". Rdb aveva lamentato, nei mesi scorsi, una organizzazione del lavoro non condivisa che portava a turni massacranti e costringeva i dipendenti a straordinari obbligatori per garantire assistenza agli ospiti. Sosteneva, inoltre, che la casa di riposo fosse sottostimata in termini di organico e che non ci fossero abbastanza giorni di riposo. "Per quanto riguarda il primo punto, quello relativo all’organizzazione, non cambia la professionalità, si tratta solo di una diversa destinazione di mansioni. Per quanto riguarda l’organico e i turni: gli orari sono materia di concertazione dell’ente, è quindi legato ai bisogni della struttura. I riposi invece sono quelli normalmente previsti". Insieme a Panciera, contro Rdb si schierano anche Giovanni Zennaro (Uil) e Stefano Vanin (Cgil). "Lo sciopero? Doveva essere oggi (ieri, ndr) ma è stato posticipato perché Rdb non aveva rispettato i tempi della commissione di garanzia. In più, dicono che potrebbero non garantire il minimo del servizio: se così fosse il sindacato porterebbe in tribunale tutti gli aderenti allo sciopero per omissione di assistenza".

Caserta. La battaglia contrattuale ingaggiata dalle 107 operaie...
di CRISTINA MONACO

Caserta - La battaglia contrattuale ingaggiata dalle 107 operaie del settore pulizia finisce in Prefettura. La convocazione di un tavolo di conciliazione è il risultato raggiunto dopo la manifestazione di protesta cominciata ieri mattina nella piazza antistante l'Anfiteatro e conclusasi di fronte al tribunale penale. Già nei giorni scorsi le operaie avevano manifestato il proprio malcontento per una situazione lavorativa non soddisfacente e, in particolare, per la mancanza di garanzie sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Malcontento che aveva portato ad uno stato di agitazione e alla proclamazione di due giorni di sciopero. Il primo dei quali, ieri, è cominciato con un presidio dinanzi all'Anfiteatro. Ad «occupare» pacificamente piazza primo Ottobre, recentemente restituita alla città, non sono state solo le lavoratrici dell'ex Team Italia interessate al rinnovo contrattuale e assistite dalla Flaica Cub, ma anche gente comune e tanti studenti che hanno espresso loro solidarietà. Una partecipazione così elevata da trasformare il presidio in un corteo che ha attraversato le strade del centro senza creare intralcio alla circolazione stradale. Il percorso ha conosciuto una sosta dinanzi al liceo Classico dove nel frattempo si erano radunati gli studenti in sciopero per i disagi legati alle difficoltà di dover frequentare le lezioni in sedi distaccate rispetto alla struttura centrale e per i ritardi nell'avvio dei lavori di consolidamento dell'edificio. Con la presenza e la solidarietà dei «neviani» i manifestanti hanno poi raggiunto il tribunale penale. La scelta del luogo dove organizzare il presidio pare non sia stata casuale. Proprio nella struttura che ospita le sezioni penali lavorano 34 delle 107 operaie dell'ex Team Italia. Le lavoratrici, infatti, assicurano la pulizia di gran parte degli edifici pubblici presenti sul territorio: la sezione civile del tribunale, il cimitero, la villa comunale (di recente a loro è stato affidata anche l'apertura e la sorveglianza per quattro ore al giorno dei servizi igienici presenti nell'area a verde pubblico), il carcere, l'aula bunker e gli uffici amministrativi comunali. L'appalto per la gestione del servizio di pulizie sta per scadere, il Comune presto dovrà indire un nuovo bando e preparare un nuovo capitolato. Le operaie temono che in questo «fisiologico passaggio di consegne» gli attuali livelli occupazionali possano subire delle modifiche. Da qui la richiesta di garanzie e la protesta di ieri dinanzi al tribunale. È stata la fattiva e persuasiva opera di convincimento posta in essere dal personale del locale commissariato di polizia a calmare gli animi ed a far allontanare i manifestanti, dopo aver avuto rassicurazione di un immediato incontro in Prefettura. Una delegazione è stata ricevuta negli uffici di piazza Vanvitelli dove è stata fissata la convocazione di un tavolo di conciliazione per mercoledì 7 ottobre tra il Comune, i sindacati e l'azienda.


29 settembre 2009 - Il Giorno

Coop di pulizia al San Matteo, le lavoratrici avranno gli stipendi arretrati
VERTENZA RAGGIUNTA L'INTESA FRA IL SINDACATO E I TITOLARI: UNA QUARANTINA DI DIPENDENTI ASPETTAVA I SOLDI DA MESI

PAVIA - UNA PARTE delle spettanze subito e il resto non appena saranno presentati tutti i conteggi relativi al rapporto di lavoro terminato due mesi fa con la Mts. Si avvia a una conclusione positiva la vertenza di una quarantina di dipendenti della cooperativa che si occupava delle pulizie del San Matteo, passati dal 2 agosto alle dipendenze della Meridional. E sarà proprio questa nuova società ad accollarsi il pagamento degli arretrati non corrisposti da Mts. Lo prevede un accordo firmato tra l'azienda e il sindacalista della Flaica-Cub, Pasquale Di Tomaso che garantisce fin da subito mille euro per gli addetti che non hanno ricevuto lo stipendio di giugno e luglio. Quando poi arriveranno i conteggi per quanto riguarda la quattordicesima e il trattamento di fine rapporto, saranno erogate anche quelle somme. "E questo è un risultato - commenta Di Tomaso - ma la questione non può dirsi conclusa. Tra le lavoratrici, infatti, ci sono molte persone che hanno contratti da 3 ore e mezza, quando lavorano 8 o 10 ore al giorno. Vengono riconosciuti loro gli straordinari, però qualcosa non funziona. Dobbiamo chiarirlo, come si dovrà parlare dell'organizzazione del lavoro, che ancora zoppica. Speriamo di farlo presto, altrimenti non escludiamo di mettere in atto iniziative clamorose, pur di tutelare le nostre iscritte che hanno riposto fiducia in noi".(M.M.)

Marcia a Milano per difendere la pensione
L'azienda non versa i contributi Gli operai vanno dal liquidatore
LA CRISI DELLA NOVACETA DI MAGENTA
di LUCA BALZAROTTI

MAGENTA - IERI MATTINA, alle 7.30, di fronte ai cancelli della Novaceta, c'era un gruppo di lavoratori. Una situazione normale, se non fosse che la produzione è ferma dal luglio 2008. «Siamo qui a lottare per la pensione che ci spetta», spiegano mentre mostrano un borsone. Dentro ci sono catene, cartelli e una tenda per proteggersi dal freddo. «Andiamo a Milano dal liquidatore e ci incateniamo davanti agli uffici, finché non ci verranno riconosciuti gli arretrati. Abbiamo scoperto dall'Inps che non sono stati pagati i contributi per tutto il 2006 e per il mese di aprile del 2007. Abbiamo l'età anagrafica e lavorativa per andare in pensione, ma non possiamo avviare l'iter». Alle 8.20, alla stazione, il treno interregionale diretto a Milano Centrale attende i lavoratori. Posto a sedersi nemmeno a parlarne. Ma le condizioni poco confortevoli del viaggio non bastano a scoraggiare gli operai. «Ho lavorato una vita alla Novaceta racconta Dario . Ho 58 anni, 36 li ho passati in questo stabilimento che ha cambiato nomi e padroni, ma per me è sempre stato lo stesso. È arrivato il momento in cui posso esercitare il diritto alla pensione. Sono andato all'Inps e mi hanno detto che mancavano i contributi. Per questo ho deciso di incatenarmi: è un gesto pacifico, ma forte, altrimenti non mi ascolterebbe nessuno». Il treno arriva a Milano poco dopo le 8,50. C'è ancora la metropolitana prima di raggiungere via Monti, dove si trova lo studio del liquidatore. I lavoratori suonano il citofono intorno alle 9,30. «Non c'è nessuno», provano a difendersi le segretarie. Dalla borsa escono i primi cartelli e il necessario per il presidio. «Forse si sono preoccupati fa sapere Dario . Ci riceve». La protesta si ferma sul nascere. «Saliamo e ascoltiamo quello che ha da dirci. Poi valutiamo come comportarci», si accordano gli operai. Il colloquio dura mezzora. «Il liquidatore ha garantito che domani alle 14,30 (oggi ndr) sarà a Magenta per sistemare gli arretrati dei presenti spiegano all'uscita . E gli altri? Questa situazione è comune a tanti dipendenti che come noi, quando inizieranno a fare i conti per la pensione, faranno questa brutta scoperta. Lui si è giustificato dicendo che non sapeva, che era colpa del sistema informatico. Ci sono sembrate scuse, sinceramente». Pomeriggio, alla Novaceta, le parti si incontreranno ancora. «Aspettiamo dice Dario -. Ma se le promesse non saranno rispettate sono pronto a incatenarmi». Prima, in mattinata, davanti allo stabilimento, alcuni lavoratori si incontreranno con i rappresentanti sindacali. Un'iniziativa che prosegue da qualche mese per sensibilizzare l'opinione pubblica sul destino dei dipendenti della fabbrica, che da più di un anno sono a casa, ed esercitare una forma di controllo sulla proprietà. «La legge parla chiaro spiega Mario De Luca della Cub . Le Rsu possono chiedere di accedere per verificare che la sicurezza dei lavoratori sia garantita. Nonostante la produzione sia ferma, ci sono una ventina di persone impegnate nella manutenzione. Inoltre vogliamo dare un segnale della nostra presenza, perché iniziano a circolare voci di possibili acquirenti dei macchinari. E questo dice tutto sulle intenzioni dell'azienda». Martedì scorso sono arrivati i carabinieri. Alcune incomprensioni tra i lavoratori e un dirigente hanno determinato l'intervento delle forze dell'ordine. I rappresentanti sindacali avevano chiesto di organizzare un'assemblea all'interno della fabbrica. Ma l'accordo non c'è stato, e le Rsu hanno deciso di ritrovarsi con i cassaintegrati davanti ai cancelli.


28 settembre 2009 - Roma Today

Asili in sciopero: "I nidi non sono un parcheggio"
Due giorni di blocco per le strutture comunali. A proclamare l'agitazione è RdB Cub. Al centro dello sciopero la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, contro i tagli al personale e contro le privatizzazioni

Roma - Oggi e domani i nidi comunali della Capitale sono in sciopero per protestare contro la politica del Campidoglio nei confronti del settore. Un pullman itinerante percorrerà la città per spiegare i motivi della protesta. Questa mattina ha toccato piazza di Cinecittà, sede del X municipio. Alle 16 si spostera a via di Torre Annunziata nel VI municipio. Domani invece in mattinata toccherà a via Mattina Battistini, municipio XIX e nel pomeriggio a piazza della Stazione Vecchia, sede del XIII municipio. "La scarsa attenzione mostrata dell’amministrazione capitolina nei confronti dell’infanzia costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero", spiega il sindacato RdB, promotore della protesta. Al centro dello sciopero la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini e delle bambine, contro i tagli al personale e contro le privatizzazioni. "In tutt’altra direzione va invece la Giunta Alemanno", aggiunge RdB. "In continuità con la precedente amministrazione prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la "legalizzazione" del mancato invio del personale supplente, l’esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti". La RdB, convinta che i nidi non siano un parcheggio dove i bambini sostano in attesa di essere ritirati dai genitori e che l’infanzia non sia mercificabile, ma rappresenta il futuro che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere, ancora una volta è al fianco dei lavoratori e delle famiglie in questa battaglia.


28 settembre 2009 - New Tuscia

RdB Vigili del fuoco:
protesta per scarsità di risorse a chi svolge un compito così difficile

(NewTuscia) - Mentre a Roma la politica festeggia la festa del Corpo Nazionale tra marce e medaglie, noi saremo nel luogo del disastro ferroviario, un luogo simbolico, uno dei molti in cui si profonde quotidianamente l' impegno del personale del Corpo. Ci siamo formati, siamo cresciuti lavorando tra la gente, con la gente e per la gente, vogliamo solo dare un servizio al nostro meglio.Crediamo che le celebrazioni generino nell'opinione pubblica un quadro distorto della reale situazione in cui versa il Soccorso Pubblico oggi, generino perciò un sentimento di falsa sicurezza, le cose stanno diversamente: Scarsità di uomini, pochi automezzi e troppo spesso datati, turnazioni insostenibili, retribuzioni non commisurate al rischio e ferme da anni, sostituzione progressiva anche nei centri urbani dei professionisti con volontari formati in fretta e furia in 120 ore. Tutto questo nell'ottica del risparmio a tutti i costi.   Per questo saremo in piazza a Viareggio, faremo un presidio ed un volantinaggio. Una delegazione di Vigili si staccherà poi per portare un mazzo di fiori sul luogo del deragliamento, per manifestare la nostra partecipazione alla tragedia dei morti e di coloro a cui erano cari. L' unica medaglia che valga la pena è la riconoscenza della gente, la certezza di avere svolto il nostro lavoro nel migliore dei modi ed avere reso un vero servizio a chi si trova nel bisogno.


28 settembre 2009 - Repubblica.it

Asili in sciopero, da oggi i nidi chiusi per 48 ore
Nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per Roma

Roma - Da oggi inizia lo sciopero degli operatori degli asili nido che si protrarrà fino a domani per contestare gli stanziamenti erogati al settore dall'assestamento del bilancio del Campidoglio per il 2009. "La scarsa attenzione mostrata dell'amministrazione capitolina nei confronti dell'infanzia - affermano le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) - costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero". Secondo le Rdbm "la Giunta Alemanno, in continuità con la precedente amministrazione, prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la legalizzazione del mancato invio del personale supplente, l'esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti". "I nidi non sono un parcheggio dove i bambini sostano in attesa di essere ritirati dai genitori - attaccano le RdB - e l'infanzia rappresenta il futuro che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere". Nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per Roma.


28 settembre 2009 - Corriere.it

DISAGI E NUOVE AGITAZIONI NELLA SCUOLA
Sciopero degli asili nido: 48 ore di problemi per chi ha bimbi piccoli
I sindacati di base Cub: nidi chiusi lunedì e martedì
«Colpa del Campidoglio che nega i fondi alla scuola»

ROMA - Da oggi scioperano per 48 ore gli operatori degli asili nido. Le scuole sono appena iniziate ma i problemi per i genitori sono già tanti, fra supplenze saltate, libri di testo da trovare e agitazioni. L'ultima colpisce chi ha figli piccoli: a Roma i dipendenti dei nidi contestano gli stanziamenti insufficienti affidati al settore dall'assestamento del bilancio del Campidoglio per il 2009.
INFANZIA TRASCURATA - «La scarsa attenzione mostrata dell'amministrazione capitolina nei confronti dell'infanzia - attacca il sindacato Rdb Cub - costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero. Questa volta saranno ben due i giorni in cui le educatrici incroceranno le braccia per l'agitazione confermata dalla RdB: lunedì 28 e martedì 29 settembre».
Al centro dello sciopero la richiesta «di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini e delle bambine». L'agitazione vuole è stata proclamata «contro i tagli al personale, contro le privatizzazioni», che la Giunta Alemanno - «in continuità con la precedente amministrazione» - sostiene, «proseguendo nella riduzione degli organici, nella "legalizzazione" del mancato invio del personale supplente, nell'esternalizzazione dei servizi ausiliari, nella mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici».
SUPPLENTI PRECARI - I sindacalisti contestano poi «la condizione sempre più precaria delle supplenti: la RdB - convinta che i nidi non siano un parcheggio dove i bambini sostano in attesa di essere ritirati dai genitori e che l'infanzia non sia mercificabile, ma rappresenta il futuro che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere - ancora una volta è al fianco dei lavoratori e delle famiglie in questa battaglia». Nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per la città.


28 settembre 2009 - Leggo

Roma. Black out di 48 ore negli asili comunali in sciopero...
di Lorena Loiacono

Roma - Black out di 48 ore negli asili comunali in sciopero, la maestra incrocia le braccia e porta la protesta in pullman per tutta Roma: disagi nelle strutture educative per i bambini.
Un maxi sciopero di due giorni consecutivi, nell’intero turno lavorativo, bloccherà oggi e domani il servizio alle famiglie confermando la forte agitazione delle educatrici degli asili nido in protesta contro l’amministrazione comunale: «Ancora una volta siamo qui a richiedere servizi educativi pubblici e di valore, protestando contro i tagli al personale e contro le privatizzazioni in forte aumento e che spesso, per risparmiare, non tutelano il lavoro – spiega Caterina Fida del sindacato RdB, promotore della protesta – il Campidoglio prosegue nella politica dei tagli con la riduzione degli organici, la "legalizzazione" del mancato invio delle supplenti in condizione sempre più precaria e l’esternalizzazione dei servizi ausiliari. Oggi e domani la nostra protesta coinvolgerà anche i genitori dal Centro alla periferia grazie ad una manifestazione itinerante sui pullman».
E infatti ecco le "partenze" della protesta, animata da educatrici e famiglie: oggi i pullman partiranno dalla sede del X Municipio, in piazza Cinecittà, e dal VI Municipio in via Torre Annunziata rispettivamente alle 10 ed alle 16, domani con gli stessi orari il tour riguarderà il Municipio XIX, da via Mattia Battistini, ed il Municipio XIII da piazza della Stazione Vecchia, raggiungendo poi anche il Centro.(ass)


28 settembre 2009 - Il Messaggero

Roma - Due giorni di sciopero «per denunciare problemi quotidiani...
Manifestazione contro tagli e precariato. Il sindacato Rdb-Cub: «Scarsa attenzione dell’amministrazione verso l’infanzia»
di VERONICA CURSI

Roma - Due giorni di sciopero «per denunciare problemi quotidiani che vanno avanti da anni: tagli al personale, riduzione degli organici, una condizione sempre più precaria delle supplenti». Oggi e domani molte famiglie romane potrebbero trovare gli asili nido comunali della città chiusi o con un servizio fortemente ridotto. Le educatrici dei nidi appartenenti al sindacato di base Rdb-Cub hanno infatti deciso di incrociare le braccia fino a martedì per l’intero turno di lavoro, mettendo così a rischio l’apertura dei 195 nidi pubblici. «Uno sciopero strumentale e fuori luogo», per l’assessore capitolino alla scuola Laura Marsilio che in questi giorni ha lanciato un appello a tutte le educatrici affinché «garantiscano un servizio regolare, non creando disservizi per le famiglie». Per due giorni in tutti i quartieri di Roma, pullman itineranti porteranno in giro le ragioni della protesta: si partirà oggi alle 10 da piazza di Cinecittà, sede del X Municipio e alle 16 da via Torre Annunziata. Mentre domani i pullman partiranno da via Mattia Battistini, sede del XIX e alle 16 da piazza della Stazione Vecchia, sede del XIII. Una protesta che per Rdb-Cub «si è resa necessaria vista la scarsa attenzione mostrata dall’amministrazione capitolina nei confronti dell’infanzia che, in continuità con la precedente, prosegue nella politica dei tagli attraverso la riduzione degli organici, la legalizzazione del mancato invio del personale supplente, l’esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici e la condizione sempre più precaria delle supplenti». «Rivendicazioni fondate su dati non veri - replica l’assessore Marsilio - lo sciopero annunciato è politico e strumentale e va solamente a creare un disservizio per i bambini e le famiglie, a fronte, invece, del forte impegno che come amministrazione abbiamo messo in campo per offrire un servizio maggiore e soprattutto di qualità». «Abbiamo avviato un grande confronto con le parti sindacali in merito all’organizzazione del lavoro del personale dei servizi educativi e c’è un tavolo ancora aperto, nonostante l’amministrazione potesse procede ad applicare una sua proposta, proprio per raggiungere un’intesa condivisa. Di questo è al corrente Rdb che pur non essendo un sindacato rappresentativo, è presente come minoranza nella Rsu del tavolo sindacale». « Il Comune di Roma - spiega l’assessore - lo scorso anno ha stabilizzato duemila precari, di cui circa 1000 del settore educativo scolastico. Inoltre è stato avviato il corso-concorso per 800 educatrici precarie, grazie al quale è possibile accedere alle graduatorie permanenti da cui si attinge per i contratti annuali e non più giornalieri». E non solo. «Abbiamo istituto il bando delle supplenze municipali, ricostituendo le graduatorie dei municipi per risolvere il problema delle supplenze e ridato un’unità nei nidi a lungo orario che doveva essere tolta col precedente accordo. abbiamo stanziato 18 milioni di euro, in assestamento di bilancio, per abbattere le liste d’attesa nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. Questo, a conferma del sostegno che vogliamo dare alle famiglie».


28 settembre 2009 - Il Tempo

Giornata di «fuoco», quella di oggi per il personale del Campidoglio
Allo sciopero delle maestre degli asili nido capitolini indetto da Rdb Cub per oggi e domani si aggiunge infatti la manifestazione di protesta in piazza San Marco indetta per oggi pomeriggio dai dipendenti del Comune di Roma, di Zétema, Farmacap, Multiservizi e degli operatori sociali di cooperative, sostenuti dall'Unione sindacale italiana

Roma - I dipendenti «chiedono piena salvaguardia dei posti di lavoro, dei livelli salariali e delle condizioni di lavoro, regole certe negli appalti e negli affidamenti per evitare tagli e tornare alla gestione diretta dei servizi» si legge nella nota stampa dei dipendenti organizzati in coordinamenti si settore che chiedono inoltre, per oggi pomeriggio, « un incontro con il gabinetto del sindaco e i consiglieri comunali per ottenere garanzie e certezze sul futuro lavorativo, salariale e per difendere la qualità dei servizi». Inizia così un'altra settimana di passione che, accanto alle proteste dei dipendenti, vedrà decine di famiglie costrette a riportare i propri bambini a casa e un traffico appesantito da lavori e manifestazioni proprio nell'area di piazza Venezia, Fori Imperiali, Campidoglio.


28 settembre 2009 - La Repubblica

Il ministro atteso stamattina al convegno sulla sicurezza negli stadi.
Studenti e tifosi: "Assedio all´esponente leghista"
Onda e ultras contro Maroni in Santa Lucia

Bologna - GLI STUDENTI dell´Onda e dei collettivi universitari che si oppongono alle politiche di controllo dell´immigrazione e gli ultras del Bologna-calcio, infuriati per la "tessera del tifoso": questa mattina si ritroveranno per una volta tutti assieme per contestare il ministro dell´Interno Roberto Maroni, in città per partecipare ad un convegno nell´aula magna di Santa Lucia sulla sicurezza negli impianti sportivi. I ragazzi dell´Onda sono decisi ad "assediare" il ministro, e cercheranno di raggiungere l´aula magna in corteo dopo un´iniziativa alle 10 in piazza Verdi con banchetti informativi sul decreto-sicurezza: annunciata anche la presenza dei collettivi Crash, Tpo, dei migranti e delle Rdb. Un "contatto" assai improbabile, però: la polizia sorveglia in forze già da ieri via Cartoleria e per tutta la giornata di oggi (l´intervento del ministro è previsto per le 12,30) la zona verrà isolata con particolare attenzione. Gli studenti, se non riusciranno a violare la "zona rossa", potrebbero inscenare altre forme di protesta, blocchi stradali o altro. Si vedrà se il movimento studentesco bolognese avrà la forza sufficiente per farlo, in termini di partecipazione. Un gruppo di ultras del Bologna medita di associarsi alla protesta dell´Onda, ma contro le norme del Viminale sulla sicurezza negli stadi: «La tessera del tifoso è un´indecenza - dice un gruppo che si firma "Ultras liberi" - urleremo il nostro sdegno a chi non rispetta la Costituzione».


28 settembre 2009 - Il Quaderno.it

RdB/Ambiente contro il licenziamento degli addetti alla raccolta differenziata

Benevento - Il sindacato RdB/Ambiente di Benevento dice no al licenziamento dei circa 200 operatori che effettuano la raccolta differenziata. Scrive il coordinatore Piero Mancini: "Questi lavoratori rischiano il licenziamento per una sentenza del Consiglio di Stato che ha ritenuto illegittimo la stipula del contratto part-time a tempo indeterminato avvenuta nel 2001. E’ paradossale che una sentenza amministrativa licenzi ben 2.000 dipendenti, in tutta la regione, che da nove anni prestano un servizio essenziale. Ciò alla vigilia della provincializzazione del ciclo integrato dei rifiuti. Le nascenti società provinciali sono a questo punto inutili in quanto non vi sarà il previsto passaggio di cantiere degli esperti operatori dipendenti dei consorzi. A tutto ciò, i lavoratori daranno una risposta democratica. Si organizzeranno manifestazioni di ogni tipo. A Benevento ci sarà una riunione nella sede operativa del consorzio Bn1. Anche nella nostra provincia, dunque, si parteciperà alla lotta per difendere il diritto alla sopravvivenza".


28 settembre 2009 - Il Mattino

Napoli. Sciopero generale di tutti i lavoratori dei consorzi di bacino
e presidio permanente a Palazzo Salerno...

Napoli - Sciopero generale di tutti i lavoratori dei consorzi di bacino e presidio permanente a Palazzo Salerno. Da oggi in piazza lavoratori degli ex consorzi di bacino dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le due ordinanze del 2001 con cui sono stati assunti. Duemila dipendenti che rischiano il licenziamento, come a rischio da domani ci sono anche i conferimenti dei rifiuti nelle discariche. Al Plebiscito il concentramento, e al Gambrinus una conferenza stampa nella quale i sindacati (Slai Cobas, Sindacato Azzurro, Rdb, Assotrasporti, Fesica Confsal, Uap e Cesil) presenteranno anche una denuncia sulle collusioni malavitose dietro l’affare dei rifiuti. Annunciato anche uno striscione choc: «Viva i casalesi». Sciopero e presidio ad oltranza. Le comunicazioni di fine rapporto sono già partite per 221 di loro ma si teme che, alla luce della sentenza dei giudici amministrativi di secondo grado, possano scattare altri licenziamenti. Da qui il presidio in piazza del Plebiscito e lo sciopero. Si fermeranno i lavoratori delle discariche di Terzigno, di Serre, nel Salernitano e di Maruzzella, nel Casertano. Si rischiano forti ritardi nei conferimenti dell’immondizia, a macchia d’olio, in tutta la regione. Un’emergenza che si teme possa sfociare in problemi di ordine pubblico. In fase avanzata alcuni interventi per risolvere la vertenza. Dal commissariato per i rifiuti è partita infatti la proposta di un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri per garantire ai 220 lavoratori un salario sino alla fine dell’anno. Sullo sfondo anche la vertenza Asìa. L’azienda speciale del Comune di Napoli ha già assunto 350 dipendenti degli ex consorzi, ma nel bilancio in discussione da domani in consiglio comunale potrebbero emergeze nuovi problemi legati proprio ai 350 assunti. Mentre infatti non ci sonobtagli alle risorse che il Comune versa annualmente all’Asìa (170 milioni), potrebbero scattare tagli ai fondi che necessitano proprio per pagare gli stipendi ai dipendenti neo-assunti, circa 9 milioni di euro. ma le cifre dei tagli non sono ancora state ufficializzate. SEmpre sul fronte delle possibili soluzioni, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa ha scritto una missiva urgente a 18 comuni del Napoletano. Il termine fissato dall’ordinanza è scaduto agli inizi di settembre ma quasi nessuna amministrazione ha provveduto (l’ha fatto solo Melito due giorni fa e prima Capua, Curti e Macerata Campania) a prendersi in carico i lavoratori. In bilico ci sono 1100 lavoratori (3700 in tutta la Regione nella stessa situazione). È anche per loro la manifestazione di questa mattina, con lo sciopero proclamato da sette sigle di sindacati autonomi. Una manifestazione contro gli effetti, al momento incontrollabili, della sentenza del Consiglio di stato che, di fatto, ha reso nulla circa duemila contratti di lavoro, prima di tutto.


28 settembre 2009 - Il Sannio online

Rete sociale: «Soluzioni che rispettino il paziente»

Benevento - Una lettera aperta al direttore generale dell’Asl, De Stefano. I mittenti: Rete sociale, Clessidra, E’ più bello insieme, Acli, Parliamone, Vivere Dentro, Giuristi Democratici, Luce vera, Bambino incompreso, Il mosaico, Rdb/Cub, Fsi. La questione: vicenda interna al reparto pschiatrico ‘Rummo’: "... ci preoccupa dottor De Stefano, che in questo scontro a fuoco tra il dirigente del SPDC da un lato, e tutti i medici e gli infermieri del reparto che, dall’altro, hanno contestato anche per iscritto le affermazioni del dottor De Lorenzo, alla fine i pazienti ricoverati si trasformino in vittime innocenti. Come Lei ben sa, infatti, chi viene ospitato in quel reparto attraversa un momento grave e acuto della malattia... Perciò, noi non vogliamo entrare nel merito della questione: ma se è vero che i fatti accaduti sono ancora al vaglio, ciascuno per le sue competenze, della commissione di disciplina della Asl e delle autorità giudiziarie, è anche vero che nel frattempo, il rientro in servizio di un dirigente in conflitto con il personale può determinare una pesante e difficile situazione ambientale, a tutto danno dei pazienti. Ecco perché Le chiediamo a chiare lettere di studiare soluzioni che consentano a tutti di attendere con calma, ognuno nel rispetto degli altri, che finalmente chiarezza venga fatta: soluzioni, dunque, che rispettino innanzitutto gli ospiti del SPDC, che non portino a una degenerazione del clima aziendale e che evitino di trascinare nel conflitto familiari già a lungo provati dalla sofferenza".


28 settembre 2009 - Nove

Vigili del Fuoco: presidio dei sindacati di Base a Viareggio

Viareggio 28/9/2009- Mentre a Roma il 30 settembre si festeggia la festa del Corpo Nazionale le Rappresentanze Sindacali di Base del Settore dei Vigili del Fuoco, manifesteranno nel luogo del disastro ferroviario, un luogo simbolico, uno dei molti in cui si profonde quotidianamente l' impegno del personale del Corpo. Il sindacato piazza a Viareggio darà luogo a un presidio ed un volantinaggio. Una delegazione di Vigili si staccherà poi per portare un mazzo di fiori sul luogo del deragliamento, per manifestare la nostra partecipazione alla tragedia dei morti e di coloro a cui erano cari. Le rappresentanze lamentano scarsità di uomini, pochi automezzi e troppo spesso datati, turnazioni insostenibili, retribuzioni non commisurate al rischio e ferme da anni, e sostituzione progressiva anche nei centri urbani dei professionisti con volontari formati in fretta e furia in 120 ore.


28 settembre 2009 - Marketpress

NUOVO INCONTRO ALLA REGIONE SARDEGNA

Cagliari, 28 Settembre 2009 - Dopo la riunione coi Sindaci dei comuni interessati tenutasi lo scorso 10 settembre, nei giorni scorsi l’assessore regionale dei Trasporti Liliana Lorettu, il 25 settembre, ha incontrato le organizzazioni sindacali: presenti Mario Melis e Aldo Serra della Css. Fts, Luigi Melis e Enrico Pinna della Ft – Rdb, Nicola Rivano della Ugl, Vittorio Verrascina e Marco Acciaro della Sdl intercategoriale – comparto Trasporti, Salvatore Gromme della Usclac/uncdim. Sul tappeto le diverse questioni legate alla privatizzazione della società di navigazione del gruppo Tirrenia, e le tematiche legate al mantenimento dei livelli occupazionali, al miglioramento del servizio offerto ai cittadini e a quello della flotta, le modalità tariffarie da seguire, nonché la problematica dei lavoratori precari. Nel vertice di via Caprera sono state innanzitutto ripercorse le tappe della procedura di regionalizzazione, che hanno visto la Regione, con il presidente Cappellacci e l’assessore Lorettu in testa, impegnati sin dalla primavera 2009 in una lunga e difficile trattativa con il Ministero dei Trasporti e l’Unione Europea. Un "tira e emolla" – è stato sottolineato - che comunque ha consentito di mantenere le rotte attualmente esistenti così come anche i livelli occupazionali, con l’obiettivo di raggiungere standard di qualità del servizio sempre più elevati. Sono stati quindi illustrati i gli aspetti più significativi della recente delibera adottata dalla giunta regionale sull’argomento, formulata – è stato precisato - anche alla luce della individuazione di un percorso condiviso frutto del raccordo coi sindaci per l’individuazione delle priorità e le esigenze del territorio. L’iter procedurale – ha spiegato ai sindacati il direttore generale dei Trasporti Roberto Neroni - prevederà lo scorporo dalla Tirrenia della Compagnia di Navigazione Saremar. L’assessorato dei trasporti provvederà quindi a predisporre gli atti necessari alla costituzione di una nuova società regionale a capitale misto pubblico-privato per poter procedere alla regionalizzazione/privatizzazione della Saremar Spa; La suddivisione delle quote azionarie della nuova società vedrà la partecipazione della Regione Sardegna con una quota pubblica non inferiore al 49%; la quota privata pari alla restante parte del capitale sociale, in capo ad un soggetto individuato attraverso una procedura di gara a doppio oggetto per la cessione della relativa quota azionaria e per l’affidamento dei servizi di collegamento con le isole minori; Gli oneri statali e regionali saranno quelli previsti dalla normativa regionale e saranno quindi garantiti per l’intera durata fino a un massimo di 12 anni; "Individuati anche i collegamenti che - ha precisato l’Assessore Lorettu - che, in linea di massima, saranno da sottoporre a obblighi di servizio pubblico a carico della Regione, sempreché non venga accertata la presenza di operatori privati che senza oneri intendano operare gli stessi servizi alle medesime condizioni imposte dalla Regione: a) Carloforte - Portovesme, diurno e serale; b) Carloforte - Calasetta, notturno; c) La Maddalena - Palau, diurno nel periodo ottobre-maggio, notturno per tutto l’anno; d) Porto Torres - Isola dell’Asinara, diurno per tutto l’anno; e) Santa Teresa di Gallura - Bonifacio, nel periodo ottobre-giugno. Liliana Lorettu ha quindi voluto rassicurare i rappresentanti sindacali che l’obiettivo della procedura di privatizzazione/regionalizzazione della Saremar è quello di mantenere il servizio finora svolto dalla compagnia con l’intenzione, qualora possibile, di migliorarlo. Per quanto riguarda il personale, tutto quello operante nella Saremar sarà garantito attraverso una razionalizzazione e una oculata gestione degli eventuali esuberi.


27 settembre 2009 - Riviera 24

Protesta
Vigili del Fuoco: anche Imperia pronta a manifestare
il 30 settembre sotto la Prefettura di Genova

Imperia - "Protestiamo in contrapposizione all’amministrazione che il 30 settembre ha organizzato una parata per far vedere a tutti quanto i Vigili del Fuoco sono bravi e belli, noi della RdB invece vogliamo far vedere quanto siamo bravi, belli, ma poveri!". Per il 30 settembre il sindacato RdB-CUB Vigili del Fuoco della regione Liguria ha organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Genova. Protestiamo in contrapposizione all’amministrazione che proprio il 30 settembre ha organizzato una parata per far vedere a tutti quanto i Vigili del Fuoco sono bravi e belli, noi della RdB invece vogliamo far vedere alla gente quanto siamo bravi, belli , ma poveri! Quindi basta con le parate e iniziamo seriamente a ridiscutere il ruolo dei Pompieri, chiediamo soldi non vuote decorazioni. Vogliamo poter garantire ai cittadini un soccorso più efficiente. Quindi al motto di PIU' EURO e MENO MEDAGLIE ci auguriamo che anche la cittadinanza faccia sentire la propria voce. L’RdB ha richiesto l’incontro con il Prefetto di Genova per esporre nel dettaglio le problematiche maggiori che vive la regione Liguria.
il Coordinamento Provinciale RdB CUB PI Vigili del Fuoco
Pur non biasimando i colleghi, anzi unendoci ai loro bisogni ed aspettative, che parteciperanno alla festa indetta dal Governo e dall'Amministrazione noi, come RdB CUB vogliamo esprimere il più forte dissenso per questa autocelebrazione che non sembra considerare affatto le seguenti ed urgentissime aspettative della categoria: contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati mezzi vecchi ed inefficienti usati per la colonna mobile, mancato riconoscimento di categoria usurante, ecc… Con la nostra protesta dunque, siamo certi di essere portavoce di chiunque pensi che tutte le cose promesse dall'Amministrazione e dal Governo di turno siano solo uno specchietto per le allodole. Che i lavoratori e l'opinione pubblica, che tanto ci è stata vicina in questi mesi dimostrandosi solidale con le nostre rivendicazioni, dicano basta alla propaganda governativa. Siamo stufi di essere presi in giro da una casta politica immorale ed insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini in drammatiche situazioni traendone solo propaganda utile a fini d'immagine ma senza contenuti.
CONTRO:
1. la finanziaria "light" del governo
2. la spettacolarizzazione delle calamità
3. le "medaglie di cartone" che non servono alla vita quotidiana
4. tutte le obbligatorietà
PER:
1. rinnovo contratto di lavoro – nessuna elemosina di vacanza contrattuale
2. organici adeguati - mancano 15000 unità – passaggi di qualifica
3. mezzi – con i soldi stanziati (8 mln di €) a malapena possiamo verniciarli
4. riconoscimenti delle indennità a carico dello stato - e non dei lavoratori
5. adeguamento delle indennità specialistiche e di presenza
6. pagamento degli arretrati e relativa rivalutazione
7. riconoscimento delle attività usuranti
8. pagamento di tutte le ore di straordinario effettuate per calamità o emergenze nel paese.
Per il lavoro che svolgono a favore della popolazione i Vigili del Fuoco pretendono Salario - Diritti - Dignità.


27 settembre 2009 - La Repubblica

Il caso I sindacati attaccano "Gesip, via il cda"

Palermo - I sindacati della Gesip Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rdb chiedono le dimissioni del cda della Gesip e del direttore generale Giacomo Palazzolo. Si legge in un volantino che è stato distribuito ieri mattina davanti a Palazzo delle Aquile. Le organizzazioni sindacali chiedono al Consiglio comunale di esprimersi in tempi brevi sul futuro dei 2 mila lavoratori «Considerato che a fine settembre - si legge nella nota - scadrà l´ennesima proroga e nessun intervento di risanamento economico e finanziario è stato nel frattempo messo in atto». La proroga del vecchio contratto scade il 30 settembre.


27 settembre 2009 - La Provincia di Cremona

RdB ed Sdl contro la Coop Sentiero
Sindacato di base martedì sciopero
Presìdi di protesta e assemblea

Il 3 ottobre a Roma terranno la loro assemblea di unificazione, per dare vita ad un nuovo soggetto sindacale; e nella sede di piazza Antonella 13 avvieranno un servizio di assistenza e consulenza aperto a tutti i lavoratori. Intanto si presentano con un programma particolarmente fitto per martedì 29 SdL ed RdB, illustrato ieri dai portavoce Yuri Brocchieri e Vincenzo De Vita. In programma lo sciopero di 24 ore indetto per tutti i lavoratori della Cooperativa Sentiero, protagonista di un aspro contenzioso con l’organizzazione sindacale di base dopo il licenziamento di un operatore (che è anche delegato sindacale) accusato di aver percosso un ospite dell’Istituto di Sospiro. Tesi respinta, e oggetto di proteste e azioni legali ancora in corso. Così martedì si sciopera «contro questa cooperativa, che - hanno detto Brocchieri e De Vita - ‘usa’ i lavoratori per i propri interessi, viola le più elementari norme di sicurezza, gestisce i turni in modo non corretto, non applica il contratto di lavoro, non paga gli straordinari e le chiamate, trattiene le giornate di malattia, e licenzia i lavoratori che non vogliono sottomettersi alle sue logiche poco democratiche, usando come costante ricatto la scadenza contrattuale. Metodi che non possiamo più accettare, e continueremo - soli in un panorama sindacale altrimenti disinteressato o complice - a combattere». Dunque, sciopero ma non solo. Sempre per la giornata di martedì sono in programma due presìdi di protesta: dalle 9 alle 11 davanti alla sede della Cooperativa Sentiero, in via del Sale; e dalle 11.30 alle 13 davanti al Comune («che dovrebbe controllare i requisiti di questi enti cui affida i servizi, e non lo fa»), in piazza Stradivari. Infine, alle 20.30 presso la sede RdB in piazza Antonella, è convocata l’assemblea provinciale per le cooperative Sentiero, Società Dolce, Calicantus, La Magnolia, e per tutti i dipendenti delle case di riposo di Cremona.


27 settembre 2009 - La Nuova Venezia

Mariutto-Rdb, il confronto si infiamma
Mirano. La casa di riposo all’attacco: «Sindacato privo di legittimità»

MIRANO - Si infiamma lo scontro sindacale che vede contrapposte le rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub e l’ente casa di riposo Luigi Mariutto. Mentre i sindacati differiscono lo sciopero a lunedì 5 ottobre, sempre dalle 13 alle 15, con tanto di presidio davanti al comune, la direzione del Mariutto replica a stretto giro di posta alle accuse di non aver partecipato al tentativo di conciliazione tra le parti. «Incontriamo periodicamente i rappresentanti dei lavoratori - si legge in una nota - ma solamente quelli legittimati a partecipare agli incontri, ovvero Cgil, Cisl e Uil, nonché la Rsu aziendale. Altre organizzazioni non hanno legittimazione a sedere al tavolo delle trattative». Rdb-Cub però non ci sta ad essere liquidata in questo modo e torna alla carica inviando una lettera all’ispettorato del lavoro di Mestre e allo Spisal per segnalare una presunta violazione in materia di sicurezza del lavoro. Secondo Rdb-Cub il responsabile del servizio di prevenzione e protezione non è una figura interna all’ente, come invece previsto dalla normativa. «L’istituto - afferma Rdb-Cub - ha affidato l’incarico a personale esterno, senza alcun inquadramento nell’organico dell’ente».(f.d.g.)


27 settembre 2009 - La Nazione

LAVORO
Gli ex dei Monopoli sono ancora in guerra per avere la pensione aggiornata all'era Bat

Lucca - PROSEGUE la lotta degli ex dipendenti della Manifattura tabacchi e dei Monopoli di Stato dichiarati in esubero a partire dal 2001 a seguito della privatizzazione. Lavoratori che sono andati in pensione dal 2003 ad oggi, e che pur avendo accumulato da 35 a 40 anni di contribuzione, stanno ricevendo dall'Inpdap solamente dai 900 ai 1.000 euro al mese. Questa cifra minima è dovuta al fatto che la multinazionale Bat, dopo aver acquisito l'ex Monopolio di Stato, non ha fornito la documentazione necessaria all'Inpdap per il calcolo corretto delle pensioni e l'importo è stato calcolato sulla base contrattuale del 2002. A Lucca gli ex lavoratori del Monopoli, con mezzi propri e assistiti da un coordinamento che fa capo alla Rdb si sono dovuti muovere per vedere riconosciuti i propri diritti acquisiti in anni di duro lavoro.


27 settembre 2009 - La Nuova Sardegna

«Qui l’emergenza è senza fine»
La denuncia del consigliere comunale verde Angelo Cremone

PORTOSCUSO - Angelo Cremone è sempre combattivo: «Nessuna novità: in passato proprio qui molti capi di bestiame si sono ammalati di fluorosi e, con la popolazione esposta da decenni a ogni genere di veleni, è facile prevedere che ci saranno altre gravi conseguenze per tutti».
Consigliere comunale dei Verdi, spesso al centro di fatti eclatanti, Cremone ha passato 30 dei suoi 53 anni nello stabilimento che ora vede fuori uso 60 celle produttive su 350, alle dipendenze di società che dal 1980 hanno preceduto l’Alcoa. Oggi è tra i dipendenti del gruppo, ma in mobilità. «Manca un sistema serio di monitoraggio degli inquinanti - sottolinea - Occorrono in continuazione prelievi specifici: invece le centraline sono poche, obsolete, collocate in punti sbagliati. E le indagini sulle malattie, poi? Quando si fanno, nessuno adotta contromisure». «Così passiamo da un’emergenza sanitaria ria all’altra», prosegue l’ambientalista in una terra dove a incutere terrore non è il possibile arrivo dell’influenza A, ma la convivenza con discariche e produzioni industriali. «E non possiamo certo monetizzare il disagio, come sostiene qualche dirigente sindacale - spiega - Il Cub, il Comitato unitario di base in fabbrica, sta reagendo bene. Ma non si può andare avanti così. Perché alcune celle continuano a produrre nonostante parametri di conduzione oltre i limiti? Perché i fumi fuoriescono ancora?».
«Credo che tutti ci dovremmo ribellare - è la conclusione - Ho visto troppi miei compagni di lotta morire di cancro per pensarla in modo diverso. Ritengo non sia un caso che più in generale, mentre a Portoscuso circolano persino rifiuti radioattivi, qualcuno m’inviti a non parlare più di questi traffici oscuri».(pgp)


26 settembre 2009 - Il Tempo

«La scarsa attenzione mostrata dall'amministrazione capitolina nei confronti dell'infanzia costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero
Questa volta saranno ben due i giorni in cui le educatrici incroceranno le braccia per l'agitazione confermata dalla Rdb: lunedì 28 e martedì 29 settembre»

Roma - Lo sottolinea in una nota Rdb del Comune di Roma, annunciando che «nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per la città». Al centro dello sciopero, si legge nella nota, «la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini; contro i tagli al personale; contro le privatizzazioni». Replica l'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio: «La giunta sta mostrando grande attenzione verso il settore educativo e il rafforzamento del servizio degli asili nido. Ritengo quanto mai strumentale lo sciopero annunciato, che va solamente a creare un disservizio per i bambini e le famiglie, a fronte, invece, del forte impegno che come amministrazione e assessorato alle Politiche scolastiche abbiamo messo in campo per offrire un servizio maggiore e soprattutto di qualità. Ricordo, infatti, che abbiamo avviato un grande confronto con le parti sindacali in merito al contratto di lavoro del personale dei servizi educativi per l'infanzia, oltre ad avere stanziato 18 milioni di euro, in assestamento di bilancio. Auspico pertanto che il personale educativo non cada in una sterile strumentalizzazione e garantisca un regolare servizio».


26 settembre 2009 - Il Resto del Carlino

Picchetto antisfratto sul tetto del palazzo

Bologna - UN PICCHETTO antisfratto è stato messo in atto ieri in via Pontevecchio 74 dall'associazione inquilini Asia-Rdb «per impedire lo sgombero di una famiglia». Due attivisti sono saliti sul tetto e ci sono rimasti 8 ore, finché la proposta del Comune è stata accettata (2 notti a carico dei servizi sociali, poi appartamento a Crevalcore).

TOMASSINI (PDL)
«Ora Atc ammette l'errore e applica gli sgravi del governo»

Bologna - L'ATC fa retromarcia. E riconosce ai dipendenti «l'applicazione della tassazione agevolata» su alcune voci delle buste paga. «Una misura fiscale a vantaggio dei lavoratori, a salvaguardia dei salari, che l'azienda ha finora applicato in minima parte, quasi a volere provocare lo scontento dei lavoratori verso un governo che così sembra annunciare e non mantenere», afferma Lorenzo Tomassini, capogruppo pdl in Comune. Atc aveva sempre respinto l'accusa, dichiarando «di applicare le leggi». Ora, dopo mesi di braccio di ferro, «messa al muro da Uil e RdB», l'azienda «riconosce i propri errori dice Tomassini . E cerca di rimediare». Ma non più a costo zero, «come sarebbe con l'applicazione immediata della legge». Bensì «con l'aggravio dei ricorsi ai Caaf e una triplice trasmissione di documenti, in cui ogni passaggio andrà pagato». Non solo. Tomassini rivela, carte alla mano, «un incredibile errore tecnico da parte dei consulenti fiscali di Atc». In pochi giorni, ai dipendenti «sono state infatti corrette le modalità con cui godere della tassazione sostitutiva indicate in una prima comunicazione». IL capogruppo del Pdl sottolinea quindi «le dichiarazioni contraddittorie» rilasciate qualche mese fa da Francesco Sutti, presidente di Atc, e Massimo Monti, un dirigente dell'azienda. Sutti «dichiarò alla stampa di avere chiesto chiarimenti all'Agenzia delle Entrate» in merito all'applicazione delle agevolazioni fiscali. Monti, in commissione consiliare, «a una mia domanda rispose che nessun parere era stato chiesto. E' a verbale». Tomassini difende quindi «il lavoro meritorio» di Uil e RdB. Ricorda come, fino a ieri, «gli altri sindacati, Cgil in primis, facessero orecchie da mercante, schierandosi a fianco dell'azienda». Ora, a cose fatte, «cantano vittoria, offrono assistenza fiscale, spacciando per loro una vittoria che non gli appartiene. E' un modo di fare sindacato che non apprezzo, e che non fa l'interesse dei lavoratori».(l.o.)


26 settembre 2009 - Notizie online

Ospedale Murgia: Rdb chiede task force per trasferimento reparti
di Pasquale Dibenedetto

Una nuova struttura pronta ma un’organizzazione del trasferimento in ritardo. E’ il paradosso che si potrebbe registrare, secondo le Rappresentanze di Base della Asl Bari, alla conclusione, attesa da oltre un decennio, della costruzione del Nuovo Ospedale della Murgia, sulla statale 96 tra Altamura e Gravina. Nel frattempo, però, il direttore del Presidio Sergio Massenio annuncia di avere inviato al direttore generale facente funzione della Asl Bari, Alessandro Calasso, "una proposta, su sua sollecitazione, di una commissione che dovrebbe supportare la direzione medica per i trasferimenti dei reparti nel nuovo ospedale". "Vogliamo sapere – dice Michele Lospalluto delle Rdb - perché, nonostante le richieste, non solo da parte nostra, non sono stati ancora predisposti atti finalizzati alla organizzazione del trasferimento dei 4 presidi ospedalieri di Altamura, Santeramo, Gravina e Grumo, non è stato nominato un gruppo di lavoro, una task–force con compiti tecnici ed organizzativi". E ricorda che "l’ospedale Miulli ci ha impiegato un anno, quello di Matera circa due". Una richiesta simile è stata avanzata dal consigliere regionale di Sinistra e Libertà Michele Ventricelli durante il sopralluogo al cantiere nei giorni scorsi al quale erano presenti i sindaci di Altamura, Gravina, Santeramo (Mario Stacca, Giovanni Divella e Vito Lillo) e l’assessore regionale Tommaso Fiore, oltre che primari e dirigenti Asl. Dopo aver rilevato i ritardi nei lavori ("questa comunità non può più vivere di speranze"), il sindacalista chiede di "sapere con certezza quando il 3° lotto sarà consegnato funzionante con tutte le infrastrutture mai iniziate". Lospalluto denuncia anche "l’umidità e il degrado" che interesserebbero le prime due strutture del nuovo ospedale, già costruite negli anni scorsi. "Vogliamo sapere quanto c’è di vero o di falso", prosegue. A questo proposito il responsabile del procedimento del nuovo Ospedale, l’ingegner Rocco Mario Ianora, ammette che si è creata umidità nella parte sottostante di uno dei due lotti ma chiarisce che "la piastra tecnologica in corso di costruzione farà da argine all’acqua che affluiva e risolverà il problema". Peraltro in un primo tempo il progetto prevedeva un blocco unico. Poi fu modificato. Lospalluto sollecita la Asl a "rivalersi con una richiesta di risarcimento danni nei confronti dei primi direttori generali e direttori di lavori che si occuparono della struttura. La Regione ha già utilizzato 3 milioni di euro - rivela - per il ripristino del primo lotto dove furono usati materiali scadentissimi. La differenza tra la 1° e la 2° struttura è evidente. Il rischio è di andare oltre il termine fissato agli inizi del 2011 per l’inaugurazione anche per questo motivo". A proposito della task force, Massenio afferma che "il trasferimento è una procedura che richiede tempo e un’attenta analisi della situazione esistente. Ad esempio bisogna valutare i luoghi dove sistemare le attrezzature non obsolete e cercare di non creare vuoti assistenziali. Sono da studiare i servizi di logistica e di supporto, di vigilanza e per i rifiuti". E’ prevedibile un periodo di transizione durante il quale "il nuovo Ospedale e i due presidi per acuti, Altamura e Gravina, saranno parzialmente attivi", fino a quando non si completerà il trasferimento". Per quanto riguarda gli ospedali di Grumo e Santeramo, sarà la Direzione Generale "a decidere se sarà lasciato aperto qualche reparto e quali eventualmente trasferire". Nella proposta, Massenio ha indicato "le problematiche sul campo, i nomi e le funzioni delle persone che dovranno far parte di questa commissione e le motivazioni della loro scelta ma naturalmente è una ‘rosa’ che si può integrare", precisa. "Occorrerà fare ulteriori sopralluoghi per la definizione e la sistemazione dei reparti. Quello che è certo è che le branche chirurgiche saranno le ultime a essere trasferite. Bisognerà pensare, poi, ai tempi del fondamentale collaudo delle sale operatorie". Massenio non esclude che alcuni reparti "possano cominciare a trasferirsi nel 2010, ad esempio la farmacia, l’ambulatorio e le diagnostiche. Considerando le esperienze di ospedali vicini, a partire da adesso, sarà necessario un anno, forse qualcosa in più, per completare tutti i trasferimenti dei reparti. E’ un lavoro che va programmato con il consenso e il contributo della forza lavoro dai caposala ai primari". Ora si aspetta la risposta di Calasso per far partire la commissione.


26 settembre 2009 - Sanremo news

Anche Vigili del Fuoco imperiesi alla contro manifestazione
Anche i Vigili del Fuoco del sindacato Rdb saranno a Genova, il 30 settembre per la contro manifestazione alla 'Festa del corpo' e 70° anniversario di fondazione

"I vigili del fuoco non hanno nulla da festeggiare - scrive il sindacato Rdb. Vogliamo dire all'opinione pubblica tutta la verità sull'attuale realtà lavorativa dei pompieri. Con la nostra protesta dunque, siamo certi di essere portavoce di chiunque pensi che tutte le cose promesse dall'Amministrazione e dal Governo di turno siano solo uno specchietto per le allodole. Che i lavoratori e l'opinione pubblica che tanto ci è stata vicina in questi mesi dimostrandosi solidale con le nostre rivendicazioni dicono basta alla propaganda governativa. Siamo stufi di essere presi in giro da una casta politica immorale ed insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini in drammatiche situazioni riuscendone solo a trarre propaganda utile solo a fini d'immagine loro ma prive di contenuto".


26 settembre 2009 - Il Piccolo

IL PIANO DELLE FERROVIE CONTESTATO DA TUTTE LE FORZE POLITICHE
I parlamentari a Tondo: non mollare sui treni
Il senatore Camber chiede «normali collegamenti con Roma e Milano» dopo l’ipotesi di tagli
di MARCO BALLICO

TRIESTE - A Roma hanno già depositato le interrogazioni, l'ultima è quella di Giulio Camber. A Udine, a margine dell'incontro sul tema delle risorse in Finanziaria, alzano trasversalmente le barricate sul ventilato taglio dei treni in Friuli Venezia Giulia. I parlamentari si preoccupano, si mobilitano, invitano Renzo Tondo a dare battaglia.
Perché una regione privata dei collegamenti ferroviari diretti, denunciano, «sarebbe a rischio marginalità».
Citando l'allarme lanciato dall'ad di Generali Giovanni Perissinotto, che ha parlato di Trieste «città isolata», e rimarcando le voci sulla soppressione, a partire dal cambio di orario di Trenitalia del prossimo 12 dicembre, di Eurostar ed Eurocity verso Milano e Roma, il senatore Camber chiede di sapere «quali iniziative si possano e si intendano assumere per garantire a Trieste e al Friuli Venezia Giulia normali collegamenti ferroviari e aerei arrestando un'inspiegabile e sistematica opera di emarginazione attuata contro il primario interesse nazionale a valorizzare la posizione strategica di un territorio a statuto speciale e di frontiera».
Le stesse preoccupazioni degli altri parlamentari riuniti ieri a Udine. «Anziché comprendere che il Friuli Venezia Giulia è un territorio di formidabile passaggio per gli interessi del nostro Paese verso l'Europa, sia sui treni che sugli aerei ci stanno marginalizzando», sottolinea anche Ferruccio Saro. Riconquistato il volo Ronchi-Milano, ora bisogna battersi per i treni. «Abbiamo posto il problema al presidente Tondo - premette Flavio Pertoldi -: i possibili tagli sono non solo un attacco alla specialità ma anche una clamorosa sottovalutazione del ruolo di porta verso il mondo del Friuli Venezia Giulia. Quello ferroviario è un servizio da rafforzare, non da ridurre».
Il progetto di Trenitalia, evidenzia anche il centrista Angelo Compagnon, «è inammissibile». Una contraddizione interrompere i collegamenti a Mestre, prosegue il deputato dell'Udc, «nel momento in cui il Friuli Venezia Giulia deve essere protagonista dell'apertura a Est». Che cosa fare? «Tondo deve prendere in mano la questione con piglio e decisione altrimenti rischiamo di retrocedere nelle retrovie dello sviluppo», dichiara Pertoldi. «Sollecitiamo la maggioranza a fronteggiare urgentemente questa iniziativa di Trenitalia», rimarca anche Carlo Pegorer.
Di sicuro, assicurano tutti, «faremo la nostra parte a Roma». Tamara Blazina ricorda a questo proposito l'interrogazione depositata a firma anche di Ettore Rosato, Alessandro Maran, Ivano Strizzolo, Carlo Monai, Roberto Antonione e Compagnon. E afferma: «La Regione deve promuovere il Friuli Venezia Giulia come centro dell'Europa, ma se ci tolgono direzioni e treni c'è qualcosa che non va». I margini, comunque, ci sono, osserva Monai: «La Regione, grazie alla lungimiranza della giunta Illy, ha finanziato Trenitalia per l'acquisto di nuovi convogli. Nella logica del rapporto con lo Stato credo lo si possa far valere».
A Trieste, intanto, Edoardo Sasco, capogruppo dell'Udc, ha presentato un'interrogazione a Riccardo Riccardi, cui sarà data risposta mercoledì, dopo l'incontro dell'assessore ai Trasporti con l'ad di Ferrovie Mauro Moretti. Altra novità è che Cisalpino, la società mista italo-svizzera che gestiva tra l'altro il Trieste-Basilea, cesserà la sua attività dal cambio di orario del 12 dicembre: i suoi treni verranno gestiti direttamente da Trenitalia e Ferrovie Svizzere ed è già previsto il taglio dei collegamenti notturni. Dalla federazione delle rappresentanze sindacali di base dei trasporti Fvg giunge infine la notizia che Trenitalia ha già iniziato l'operazione dimagrimento: da giugno, nella cabina di guida dei locomotori, c'è un solo macchinista. Il secondo è sostituito da un sistema tecnologico informatico.


26 settembre 2009 - Il Messaggero

Civitavecchia. «Al comune non c’è più un centesimo,
eppure continuano le assunzioni clientelari»...

Civitavecchia - «Al comune non c’è più un centesimo, eppure continuano le assunzioni clientelari». Non usa certo mezzi termini la segreteria locale della Rdb Cub per "denunciare" due nuove assunzioni attraverso articoli 90. «Dal primo ottobre - aggiunge la nota del sindacato - altre due unità andranno ad infoltire la già nutrita schiera del feudatario». Una di queste, peraltro ricoprirebbe già l’incarico di delegato del sindaco e sarebbe trasformata in consulente. «Probabilmente così tanti collaboratori, circa 40 - aggiunge Rdb - non si trovano nemmeno nei comuni capoluogo di regione. Tali assunzioni e quindi sistemazione di persone, avvengono puntualmente sempre dopo che il "feudatario" toglie i servizi a chi li gestisce da sempre e svuota di contenuto gli uffici in mdo da gestire e comandare direttamente».

Roma. Razionalizzazione delle spese attraverso
l’introduzione di un "costo standard"...
di VERONICA CURSI e FABIO ROSSI

Roma - Razionalizzazione delle spese attraverso l’introduzione di un "costo standard", risparmio fiscale di 40-50 milioni ottenuto dal "consolidato fiscale" delle aziende del gruppo Comune di Roma; lotta all’evasione fiscale e contributiva che viene decentrata ai Municipi. Sono i punti salienti della bozza del documento di programmazione finanziaria (Dpf) per il triennio 2010-2012. Il Dpf è stato presentato ieri dal sindaco Gianni Alemanno e dall’assessore capitolino al bilancio Maurizio Leo ai presidenti dei Municipi e alla parti sociali.
Polemiche arrivano dei minisindaci di centrosinistra, che parlano di «sperequazioni in favore dei Municipi governati dal centrodestra». Alfredo Ferrari (Pd), vice presidente della commissione capitolina bilancio, parla di «accentramento delle risorse, alla faccia dello sbandierato decentramento». Secca la replica del sindaco: «A noi queste sperequazioni non risultano - dice Alemanno - e invito i presidenti dei municipi, in un momento così difficile per l’economia romana, a non fare polemiche strumentali e ideologiche». Secondo Leo, inoltre, «in assestamento abbiamo accentrato tutti i fondi per la solidarietà sociale proprio per ripartirli tra i singoli Municipi, in funzione delle esigenze».
Intanto dal Campidoglio arriva un altro passo avanti per risolvere l’emergenza nidi: la giunta comunale ha approvato la delibera che prevede l’accesso al finanziamento regionale per la realizzazione di nuovi posti nei nidi comunali. Nei prossimi tre anni, dal 2010 al 2012, negli asili di Roma ci saranno mille e duecento posti in più. Il cofinanziamento prevede che la Regione metta a disposizione per interventi di costruzione, ristrutturazione, ampliamento e adeguamento di immobili per la realizzazione di nuovi posti, il 90 per cento della quota complessiva, ovvero circa 12 milioni di euro, mentre il restante 10 per cento sarà a carico del Comune. «Un intervento importante che va ad accrescere il numero di posti nei servizi per l’infanzia da 0 a 3 anni, specie nei Municipi dove c’è più richiesta», afferma l’assessore alla scuola Laura Marsilio. Ma che per i sindacati delle scuole dell’infanzia ancora non basta. Lunedì e martedì i lavoratori dei nidi hanno infatti deciso di scioperare «proprio a causa della scarsa attenzione mostrata dell’amministrazione capitolina nei confronti dell’infanzia che - si legge in una nota di Rdb-Cub - in continuità con la precedente amministrazione, prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione». Ma l’assessore Marsilio invita il personale educativo «a non cadere in una sterile strumentalizzazione e a garantire un regolare servizio».


26 settembre 2009 - Il Giornale di Vicenza

NO DAL MOLIN. I movimenti pacifisti contro la nuova base Usa
Compensazioni? «No, grazie»
«Risarcire un danno che non si conosce?» E RdB-Cub affigge striscioni alla "Ederle"

Vicenza - I "No Dal Molin" hanno deciso di non cedere. I vari gruppi di orientamento pacifista, che si oppongono alla realizzazione della nuova base Usa, non rinunciano alla loro battaglia.
Il "Tavolo della Consultazione", formato da numerose associazioni, sottolinea: «La nuova caserma rappresenta per noi non solo un pericoloso strumento di guerra, oltre che uno sfregio ambientale e urbanistico, ma anche un ulteriore tassello di quel modello di sviluppo perverso, fondato sull’industria bellica, che condizionerà le scelte e il futuro di intere generazioni».
Dopo aver ribadito che non intende rinunciare al proprio impegno nella lotta contro la costruzione della base, «considera un grave errore accettare compensazioni per un danno che non è mai stato riconosciuto, nè tanto meno quantificato, a causa della protervia e dell’irresponsabilità degli organi preposti». Nonostante ciò, il "Tavolo" non è contrario a che il sindaco acceda a un confronto istituzionale, «purchè sia davvero in difesa della città, e non un cedimento alle pressioni di una ristretta oligarchia economica».
Il "Tavolo" chiede quindi la costituzione di una commissione di controllo sulle attività del cantiere; la realizzazione di uno studio di Valutazione di impatto ampientale; il rifiuto da parte del Comune del tracciato della tangenziale nord quale strada di collegamento fra le due caserme; l’acquisizione dei terreni dell’ex aeroporto con destinazione a parco (secondo la delibera approvata il 19 febbraio scorso).
Una delle componenti del "Tavolo", il comitato "Più democrazia e partecipazione", si spinge oltre, chiedendo che il sindaco non partecipi agli incontri sulle compensazioni.
«L’uso del nostro territorio per far guerra al Sud povero del mondo è compensabile? La distruzione di 56 ettari di verde e l’occupazione dell’area sovrastante una delle maggiori falde acquifere a livello europeo sono compensabili?», si chiede il comitato. E risponde: «No, non c’è compensazione possibile».
Vengono quindi chieste una ordinanza di blocco dei lavori al "Dal Molin" per abuso edilizio, la Valutazione di impatto ambientale, la promozione dell’informazione e della partecipazione dei cittadini.
Intanto, il sindacato di base RdB-Cub ha annunciato di avere effettuato, con un gruppo di lavoratori e di cittadini, un blitz alla caserma "Ederle", ai cancelli di via Casermette e di viale della Pace.
L’iniziativa del sindacato è durata, dalle 6, per circa un’ora, con l’affissione ai cancelli e alle mura della caserma di alcuni striscioni. "Via le truppe dall’Afghanistan e da Vicenza" e "Chiudere le basi, non le fabbriche" erano le scritte che campeggiavano sugli striscioni.
«Le basi vicentine sono basi di guerra che seminano morte e distruzione - dice il sindacato - Non vogliamo compensazioni: vogliamo che le truppe Usa se ne vadano».


25 settembre 2009 - Asca

P.A.: RDB CUB, LAVORATORI PUBBLICI IN PIAZZA A ROMA

(ASCA) - Roma, 25 set - Tanti lavoratori pubblici in piazza questa mattina a Roma davanti al ministero della Funzione Pubblica per il presidio organizzato dalla RdB-CUB Pubblico Impiego. In preparazione dello sciopero generale, riferisce una nota di Rdb-Cub, indetto dal Patto di base per il 23 ottobre prossimo, il presidio di oggi ''e' solo il primo appuntamento d'autunno per una categoria che cosi' riprende con slancio un percorso di lotta - ultimo lo sciopero del luglio scorso - a cui stanno partecipando attivamente lavoratori di tutti i settori della Pubblica Amministrazione''. ''Distruzione del Fisco = distruzione dello Stato'', riportava lo striscione dei dipendenti delle Agenzie Fiscali; mentre un ''Ladri di democrazia'' campeggiava ad esprimere l'opposizione contro tentativo di cancellare il pluralismo sindacale attraverso la riduzione a due dei comparti di contrattazione. Rimane centrale nella protesta la questione salariale: un rinnovo contrattuale di 12 Euro medi mensili, con integrativi ridotti ad una elemosina attraverso la discrezionalita' dei dirigenti, costituiscono pesante un fattore di impoverimento dei lavoratori. La RdB P.I., conclude la nota, ha chiesto un incontro con il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta e con il Sottosegretario alla PCM Gianni Letta, da fissarsi prima che venga discusso nelle commissioni di Camera e Senato il decreto in attuazione delle Legge Delega n. 15/09, giudicato dalla RdB P.I. come un tentativo di attuare una controriforma della P.A. distruggendone funzione e servizi.


25 settembre 2009 - Adnronos

ROMA: RDB, LUNEDÌ E MARTEDÌ
EDUCATRICI ASILI NIDO INCROCIANO LE BRACCIA
LA PROTESTA SU PULLMAN ITINERANTI IN GIRO PER LA CITTÀ

Roma, 25 set. - (Adnkronos) - «La scarsa attenzione mostrata dell'amministrazione capitolina nei confronti dell'infanzia costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero. Questa volta saranno ben due i giorni in cui le educatrici incroceranno le braccia per l'agitazione confermata dalla Rdb: lunedì 28 e martedì 29 settembre». Lo sottolinea in una nota Rdb del Comune di Roma, annunciando che «nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per la città». Al centro dello sciopero, si legge nella nota, «la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini e delle bambine; contro i tagli al personale; contro le privatizzazioni. In tutt'altra direzione va invece la Giunta Alemanno - sostengono i sindacati - che in continuità con la precedente amministrazione prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la 'legalizzazionè del mancato invio del personale supplente, l'esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti». «La Rdb - conclude la nota - convinta che i nidi non siano un parcheggio dove i bambini sostano in attesa di essere ritirati dai genitori e che l'infanzia non sia mercificabile, ma rappresenta il futuro che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere, ancora una volta è al fianco dei lavoratori e delle famiglie in questa battaglia».


25 settembre 2009 - Ansa

SCUOLA: RDB-CUB, DUE GIORNI SCIOPERO PER EDUCATRICI NIDI

(ANSA) - ROMA, 25 SET - «La scarsa attenzione mostrata dell'amministrazione capitolina nei confronti dell'infanzia costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero. Questa volta saranno ben due i giorni in cui le educatrici incroceranno le braccia per l'agitazione confermata dalla RdB: lunedì 28 e martedì 29 settembre». Lo rende noto un comunicato. Nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per la città. Al centro dello sciopero, è stato spiegato, la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini e delle bambine; contro i tagli al personale; contro le privatizzazioni. «In tutt'altra direzione va invece la Giunta Alemanno -si legge nella nota- che in continuità con la precedente amministrazione prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la legalizzazione del mancato invio del personale supplente, l'esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti».


25 settembre 2009 - Omniroma

ASILI NIDO, RDB CUB: «CONFERMATI DUE GIORNI SCIOPERO»

(OMNIROMA) Roma, 25 set - «La scarsa attenzione mostrata dell'amministrazione capitolina nei confronti dell'infanzia costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero. Questa volta saranno ben due i giorni in cui le educatrici incroceranno le braccia per l'agitazione confermata dalla RdB: lunedì 28 e martedì 29 settembre». Così in una nota Rdb Cub. «Al centro dello sciopero la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini e delle bambine; contro i tagli al personale; contro le privatizzazioni - continua la nota - In tutt'altra direzione va invece la Giunta Alemanno, che in continuità con la precedente amministrazione prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la 'legalizzazionè del mancato invio del personale supplente, l'esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti. La RdB, convinta che i nidi non siano un parcheggio dove i bambini sostano in attesa di essere ritirati dai genitori e che l'infanzia non sia mercificabile, ma rappresenta il futuro che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere, ancora una volta è al fianco dei lavoratori e delle famiglie in questa battaglia. Nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per la città».


25 settembre 2009 - Iris

ROMA: ASILI NIDO, RdB, DUE GIORNI DI SCIOPERO
La protesta viaggia su pullman itineranti in partenza da quattro municipi

(IRIS) - ROMA, 25 SET - La scarsa attenzione mostrata dell’amministrazione capitolina nei confronti dell’infanzia costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero. Questa volta saranno ben due i giorni in cui le educatrici incroceranno le braccia per l’agitazione confermata dalla RdB: lunedì 28 e martedì 29 settembre. Al centro dello sciopero la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini e delle bambine; contro i tagli al personale; contro le privatizzazioni.In tutt’altra direzione va invece la Giunta Alemanno, che in continuità con la precedente amministrazione prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la "legalizzazione" del mancato invio del personale supplente, l’esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti.La RdB, convinta che i nidi non siano un parcheggio dove i bambini sostano in attesa di essere ritirati dai genitori e che l’infanzia non sia mercificabile, ma rappresenta il futuro che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere, ancora una volta è al fianco dei lavoratori e delle famiglie in questa battaglia.Nei due giorni di sciopero un pullman itinerante porterà le ragioni della protesta in giro per la città. I pullman partiranno:
lunedì 28 - ore 10.00 da piazza di Cinecittà, 11 (sede Municipio X)
lunedì 28 - ore 16.00 da via Torre Annunziata, 1 (sede Municipio VI)
martedì 29 - ore 10.00 da via Mattia Battistini 464 (sede Municipio XIX)
martedì 29 - ore 16.00 da piazza della Stazione Vecchia, 26 ( sede Municipio XIII )


25 settembre 2009 - Globalpress

DUE GIORNI DI SCIOPERO PER IL PERSONALE DEI NIDI DI ROMA

ROMA (AGG) (3755/2009) - La scarsa attenzione mostrata dell’amministrazione capitolina nei confronti dell’infanzia costringe ancora una volta il personale dei nidi a scendere in sciopero. Questa volta saranno ben due i giorni in cui le educatrici incroceranno le braccia per l’agitazione confermata dalla RdB: lunedì 28 e martedì 29 settembre. Al centro dello sciopero la richiesta di servizi educativi pubblici e di valore, a misura dei bambini e delle bambine; contro i tagli al personale; contro le privatizzazioni. In tutt’altra direzione va, invece, secondo la RdB, la Giunta Alemanno, che in continuità con la precedente amministrazione prosegue nella politica dei tagli e della privatizzazione, attraverso la riduzione degli organici, la "legalizzazione" del mancato invio del personale supplente, l’esternalizzazione dei servizi ausiliari, la mortificazione del ruolo pedagogico delle coordinatrici, la condizione sempre più precaria delle supplenti. La RdB, convinta che i nidi non siano un parcheggio dove i bambini sostano in attesa di essere ritirati dai genitori e che l’infanzia non sia mercificabile, ma rappresenta il futuro che tutti i cittadini hanno il dovere di difendere, ancora una volta è al fianco dei lavoratori e delle famiglie in questa battaglia.


25 settembre 2009 - Il Resto del Carlino online

VIA PONTEVECCHIO
Protesta contro lo sfratto. Capofamiglia sale sul tetto
All’alba, raccontano gli attivisti (una ventina) del sindacato Asia-Rdb in presidio sotto lo stabile, la polizia e’ arrivata e ha sfondato la porta per eseguire lo sfratto insieme all’ufficiale giudiziario

Bologna, 25 settembre 2009 - Protesta anti-sfratto in corso in via Pontevecchio 74, nel quartiere Savena, alla periferia di Bologna. All’alba, raccontano gli attivisti (una ventina) del sindacato Asia-Rdb in presidio sotto lo stabile, la polizia e’ arrivata e ha sfondato la porta per eseguire lo sfratto insieme all’ufficiale giudiziario. Per protesta, il capofamiglia del nucleo sfrattato e un’attivista delle Rdb sono saliti sul tetto del palazzo, dove sono tuttora. "Si tratta di una famiglia marocchina di quattro persone: lui e’ un operaio metalmeccanico che e’ in cassaintegrazione, per questo non riesce piu’ a pagare le bollette. Con lui vivono la moglie e due bambini piccoli" spiega Giampietro delle Rdb, e indica la donna che e’ seduta in strada con i bambini insieme ad altri parenti. L’appartamento sotto sfratto e’ stato aperto, ma mobili e altri oggetti sono ancora all’interno. Sul palazzo sono attaccati un paio di striscioni delle Rdb. Sul posto, oltre a personale della Polizia, ci sono anche i Vigili del fuoco con la scala. Ma il sindacato spiega che i due non hanno nessuna intenzione di scendere. "Non scenderanno finche’ non arrivera’ una risposta dall’amministrazione" dice Giampietro. Gli attivisti spiegano che in questo momento Lidia Triossi, esponente di Asia-Rdb, si trova a Palazzo D’Accursio e sta tentando di trattare con l’assessore alla Casa Milena Naldi, che ieri aveva fatto sapere al sindacato di non potere far nulla per il caso specifico di via Pontevecchio, proponendo l’apertura di un tavolo. "Per il momento- dice Giampietro- sembra non arrivare nessuna risposta. Noi da qui non ci muoviamo".


25 settembre 2009 - Repubblica.it

Famiglia sotto sfratto, il padre sul tetto
E' un marocchino, "non riesce a pagare l'affitto perché è in cassaintegrazione"

Bologna - Stavolta è il padre a salire sul tetto per impedire lo sgombero della sua famiglia. Nei giorni scorsi, erano stati due attivisti dell'Asia (Associazione inquilini assegnatari). Questa volta però lo sfratto non viene rimandato: è già in corso, perché la polizia e l'ufficiale giudiziario sono già dentro la palazzina di via Pontevecchio 74.
All'alba, raccontano gli attivisti (una ventina) del sindacato Asia-Rdb in presidio sotto lo stabile, la polizia è arrivata e ha sfondato la porta per eseguire lo sfratto insieme all'ufficiale giudiziario. Per protesta, il capofamiglia del nucleo sfrattato e un'attivista delle Rdb sono saliti sul tetto del palazzo, dove sono tuttora. "Si tratta di una famiglia marocchina di quattro persone: lui e' un operaio metalmeccanico che e' in cassaintegrazione, per questo non riesce piu' a pagare le bollette. Con lui vivono la moglie e due bambini piccoli" spiega Giampietro delle Rdb, e indica la donna che e' seduta in strada con i bambini insieme ad altri parenti. L'appartamento sotto sfratto e' stato aperto, ma mobili e altri oggetti sono ancora all'interno. Sul palazzo sono attaccati un paio di striscioni delle Rdb. Sul posto, oltre a personale della Polizia, ci sono anche i Vigili del fuoco con la scala.
Ma il sindacato spiega che i due non hanno nessuna intenzione di scendere. "Non scenderanno finche' non arrivera' una risposta dall'amministrazione" dice Giampietro. Gli attivisti spiegano che in questo momento Lidia Triossi, esponente di Asia-Rdb, si trova a Palazzo D'Accursio e sta tentando di trattare con l'assessore alla Casa Milena Naldi, che ieri aveva fatto sapere al sindacato di non potere far nulla per il caso specifico di via Pontevecchio, proponendo l'apertura di un tavolo. "Per il momento- dice Giampietro- sembra non arrivare nessuna risposta. Noi da qui non ci muoviamo".


25 settembre 2009 - Il Cittadino

Caso ospedale, per Bignamini «la politica rimanga fuori»
di Luisa Luccini

Codogno - «Parliamoci chiaro: al sindacato non interessa da che parte arrivano i primari. Quello che conta è che siano professionalità valide e motivate. E che, soprattutto, abbiano a disposizione nei reparti il necessario personale infermieristico per svolgere la loro attività come si deve». Chi parla è Gianfranco Bignamini, referente delle rappresentanze sindacali di base (Rdb) del settore sanità. Il sindacalista interviene sul "caso ospedale" e punta il dito contro quella che definisce «solo una battaglia politica interna al Popolo della Libertà e su cui anche il Partito Democratico non si è certo tirato indietro. Ma la politica- sbotta Bignamini - dovrebbe restare fuori quando in ballo c’è la sanità». Il sindacalista ne ha una per tutti. «Il dottor Grecchi? Visto che nessuno apertamente dice la verità, la dice il sottoscritto: il radiologo codognese non aveva i requisiti per fare il primario, inutile fare tanto chiasso per le sue dimissioni dal reparto». E ancora: «Il capogruppo consigliare del centrosinistra Riboldi? Ha distrutto gli ospedali di Codogno e Casale ai tempi della sua presidenza dei nosocomi del territorio». E in ultimo: «I primariati vacanti all’ospedale? I piani dell’Azienda Ospedaliera prevedono a breve il concorso per il posto di primario del pronto soccorso, quindi in prospettiva quello per la radiologia e l’ortopedia». Nel frattempo, sulla questione interviene il consigliere comunale della Lega Gianpiero Campagnoli, delegato amministrativo alla sanità, che lunedì era a fianco del sindaco Emanuele Dossena nell’incontro con il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Giuseppe Rossi. «Un incontro che toglie ogni dubbio sulla garanzia che l’ospedale di Codogno mantenga la sua destinazione di presidio per acuti - dice Campagnoli -. È però un dato di fatto che la condivisione sulle scelte strutturali e professionali nella loro autonomia di gestione nei concreti interventi di cura dei pazienti non può essere dissociata da una riorganizzazione operativa di Azienda ospedaliera». Resta però scettico il centrosinistra: «Sono anni che solleviamo allarmi sulle prospettive del nostro ospedale - sottolineano sia il capogruppo consigliare Francangelo Riboldi e il coordinatore cittadino del Pd Giuseppe Risari -. Il problema c’è e resta. E se ci avessero ascoltato prima, adesso non saremmo in questa situazione».


25 settembre 2009 - La Provincia di Cremona

Sospiro, contro la coop sciopero proclamato dagli autonomi Rdb

SOSPIRO — Il sindacato autonomo Rdb (Rappresentanze Sindacali di Base) ha proclamato uno sciopero dei dipendenti della Cooperativa Sociale Sentiero di Cremona, attiva nel reparto disabili di Fondazione Sospiro con un’ottantina di operatori. La diatriba tra Rdb e Sentiero è nata in seguito al licenziamento ‘per giusta causa’ di Giuseppe Bruna, dipendente 39enne residente a Sospiro che secondo la ricostruzione della coop si sarebbe reso protagonista di un episodio di violenza ai danni di un paziente. Nel programma della giornata di protesta, che si svolgerà a Cremona martedì prossimo, ci sono due presidi: il primo, dalle 9 alle 11, si terrà in via del Sale davanti alla sede della coop, mentre il secondo, dalle 11.30 alle 13, si svolgerà in piazza Stradivari e davanti al palazzo del Comune. Alla sera invece, dalle 20.30 presso la sede cremonese Rdb di piazzetta Antonella, è convocata un’assemblea aperta a tutti i dipendenti delle cooperative sociali cremonesi e a quelli delle case di riposo della provincia. Il sindacato, che domani parlerà dello sciopero durante una conferenza stampa, invita tutti i dipendenti ad assentarsi dal lavoro e a partecipare alla protesta. Il sindacato Rdb non ci sta, continua a difendere il lavoratore e chiede la riassunzione con lo sciopero da cui Cgil, Cisl e Uil prendono le distanze. Il licenziamento di Bruna, però, non è l’unica causa dello sciopero: «Sono tanti altri i motivi che ci spingono a protestare — spiega il responsabile regionale Rdb Gianfranco Bignamini —, dagli straordinari non pagati ai turni gestiti in modo non corretto, sino alla carenza in materia di sicurezza sul lavoro e formazione degli operatori».


25 settembre 2009 - La Nazione

PROTESTA
La rabbia dei vigili del fuoco

Viareggio - «VOGLIAMO il rinnovo del contratto: siamo i soli veri professionisti del soccorso e intendiamo che ci sia riconosciuto questo ruolo»: è questo il filo conduttore della protesta della Federazione delle rappresentanze di base' dei vigili del fuoco che saranno impegnati mercoledì prossimo alle 10 nella zona di piazza Dante in città, un'area che ha un legame profondo con la tragedia di tre mesi fa con il disastro ferroviario e 31 morti. «Si tratta dei luoghi affermano i rappresentanti locali dove i nostri colleghi si sono distinti per impegno, professionalità e umanità. Vogliamo tornare in questa zona per dire all'opinione pubblica tutta la verità su quale sia la realtà lavorativa attuale dei pompieri». E' significativo anche il giorno scelto dalla Federazione delle rappresentanze di base dei vigili del fuoco, che in Toscana fanno capo a Viareggio: il 30 settembre a Roma è in programma la consegna della medaglia d'oro al valore civile al corpo dei Vigili del fuoco.


25 settembre 2009 - Leggo

Bari. Mercoledì 30 settembre in piazza Prefettura sit-in e volantinaggio...

Bari - Mercoledì 30 settembre in piazza Prefettura sit-in e volantinaggio della RdB dei Vigili del Fuoco di Bari «per far conoscere - è scritto in una nota - i problemi della Corpo, ad iniziare dal mancato rinnovo del contratto da oltre due anni».


25 settembre 2009 - Savona news

Liguria: Vigili del Fuoco "vogliamo salario diritti dignità"
Mercoledì 30 settembre a Genova, davanti alla Prefettura si riuniranno i Vigili del Fuoco con un presidio per protestare in merito alle loro condizioni lavorative e contrattuali dalle ore 9.30 alle 13.00
di gemma siri

"Con la nostra protesta dunque, siamo certi di essere portavoce di chiunque pensi che tutte le cose promesse dall'Amministrazione e dal Governo di turno siano solo uno specchietto per le allodole. Che i lavoratori e l'opinione pubblica che tanto ci è stata vicina in questi mesi dimostrandosi solidale con le nostre rivendicazioni dicono basta alla propaganda governativa. Siamo stufi di essere presi in giro da una casta politica immorale ed insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini in drammatiche situazioni riuscendone solo a trarre propaganda utile solo a fini d'immagine loro ma prive di contenuto" queste le dichiarazioni di alcuni rappresentanti del corpo dei Vigili del fuoco. Analoghe iniziative si svolgeranno in Lombardia a Milano, in Piemonte e Liguria a Genova, in Toscana a Viareggio, in Emilia Romagna a Bologna, in Friuli a Udine, in Campania a Benevento e altre città si aggiungeranno.


25 settembre 2009 - Campania press

Si aggrava la situazione dell’ospedale di Cerreto Sannita
Domani un convegno promosso dalla minoranza

(Sanniopress) - "La situazione del Presidio Ospedaliero "Maria SS. Delle Grazie" si aggrava ogni giorno di più. Non si può più perdere tempo. E’ giunto il momento di porre in essere iniziative forti a tutela del nostro ospedale. Di fronte alla prospettata riconversione dell’Ospedale di Cerreto Sannita prevista dalla legge regionale 16/08 è necessario che tutti, istituzioni e cittadini, si mobilitino per difendere la struttura sanitaria".
A lanciare l’allarme è il gruppo consiliare di minoranza "Da sempre per Cerreto" che ha organizzato per domani, sabato 26 settembre, alle ore 18.30, presso il Palazzo del Genio di Cerreto Sannita, un incontro con tutti gli amministratori dei comuni che formano il bacino di utenza dell’Ospedale e con i tutti i cittadini per decidere, insieme, incisive azioni di lotta.
Interverranno il capogruppo di "Da sempre per Cerreto" Roberto Stanziano, rappresentanti di sindacati (Rsu Asl dell’Ospedale "Maria SS. Delle Grazie" di Cerreto, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fials, Nusing Up, Rdb e Cub) e il Comitato Civico "No alla chiusura dell’ospedale Maria delle Grazie".
Modererà l’incontro ed il successivo dibattito il giornalista Billy Nuzzolillo, presidente dell’associazione culturale "Sanniopress".
Secondo il gruppo consiliare "Da sempre per Cerreto", di fronte a tale ulteriore mortificazione del territorio, le amministrazioni ed i cittadini dei Comuni interessati dovrebbero mettere in cantiere queste proposte:
1) Convocazione in un’unica seduta aperta da tenersi possibilmente davanti alla sede dell’Ospedale dei 18 Consigli dei Comuni del bacino d’utenza del Presidio Ospedaliero; 2) Consegna delle dimissioni da consiglieri comunali nelle mani dei rappresentanti del comitato che, a loro volta, le consegneranno al prefetto di Benevento ed ai rispettivi protocolli nel caso fosse attuato quanto previsto dalla Lr 16/2008; 3) Costituzione un presidio permanente davanti all’ospedale 24 ore su 24; 4) Costituzione di presidi informativi permanenti nei pressi dei Municipi dei 18 Comuni; 5) Riconsegna da parte dei consiglieri comunali e dei cittadini del proprio certificato elettorale al prefetto al fine di non partecipare al voto per le elezioni regionali da tenersi nel 2010; 6) Non convocazione dei comizi elettorali per le elezioni regionali del 2010 con conseguente impossibilità di costituzione dei seggi elettorali.


25 settembre 2009 - Windpress

SAREMAR, NUOVO INCONTRO ALLA REGIONE

Cagliari - Dopo la riunione coi Sindaci dei comuni interessati tenutasi lo scorso 10 settembre, nei giorni scorsi l’assessore regionale dei Trasporti Liliana Lorettu ha incontrato le organizzazioni sindacali: presenti Mario Melis e Aldo Serra della CSS.FTS, Luigi Melis e Enrico Pinna della FT – RdB, Nicola Rivano della UGL, Vittorio Verrascina e Marco Acciaro della SdL intercategoriale – comparto Trasporti, Salvatore Gromme della USCLAC/UNCDiM. Sul tappeto le diverse questioni legate alla privatizzazione della società di navigazione del gruppo Tirrenia, e le tematiche legate al mantenimento dei livelli occupazionali, al miglioramento del servizio offerto ai cittadini e a quello della flotta, le modalità tariffarie da seguire, nonché la problematica dei lavoratori precari. Nel vertice di via Caprera sono state innanzitutto ripercorse le tappe della procedura di regionalizzazione, che hanno visto la Regione, con il presidente Cappellacci e l’assessore Lorettu in testa, impegnati sin dalla primavera 2009 in una lunga e difficile trattativa con il Ministero dei Trasporti e l’Unione Europea. Un "tira e emolla" – è stato sottolineato - che comunque ha consentito di mantenere le rotte attualmente esistenti così come anche i livelli occupazionali, con l’obiettivo di raggiungere standard di qualità del servizio sempre più elevati. Sono stati quindi illustrati i gli aspetti più significativi della recente delibera adottata dalla giunta regionale sull’argomento, formulata – è stato precisato - anche alla luce della individuazione di un percorso condiviso frutto del raccordo coi sindaci per l’individuazione delle priorità e le esigenze del territorio. L’iter procedurale – ha spiegato ai sindacati il direttore generale dei Trasporti Roberto Neroni - prevederà lo scorporo dalla Tirrenia della Compagnia di Navigazione Saremar. L’Assessorato dei trasporti provvederà quindi a predisporre gli atti necessari alla costituzione di una nuova società regionale a capitale misto pubblico-privato per poter procedere alla regionalizzazione/privatizzazione della Saremar Spa; La suddivisione delle quote azionarie della nuova società vedrà la partecipazione della Regione Sardegna con una quota pubblica non inferiore al 49%; la quota privata pari alla restante parte del capitale sociale, in capo ad un soggetto individuato attraverso una procedura di gara a doppio oggetto per la cessione della relativa quota azionaria e per l’affidamento dei servizi di collegamento con le isole minori; Gli oneri statali e regionali saranno quelli previsti dalla normativa regionale e saranno quindi garantiti per l’intera durata fino a un massimo di 12 anni; "Individuati anche i collegamenti che - ha precisato l’Assessore Lorettu - che, in linea di massima, saranno da sottoporre a obblighi di servizio pubblico a carico della Regione, sempreché non venga accertata la presenza di operatori privati che senza oneri intendano operare gli stessi servizi alle medesime condizioni imposte dalla Regione: a) Carloforte - Portovesme, diurno e serale; b) Carloforte - Calasetta, notturno; c) La Maddalena - Palau, diurno nel periodo ottobre-maggio, notturno per tutto l’anno; d) Porto Torres - Isola dell’Asinara, diurno per tutto l’anno; e) Santa Teresa di Gallura - Bonifacio, nel periodo ottobre-giugno. Liliana Lorettu ha quindi voluto rassicurare i rappresentanti sindacali che l’obiettivo della procedura di privatizzazione/regionalizzazione della Saremar è quello di mantenere il servizio finora svolto dalla compagnia con l’intenzione, qualora possibile, di migliorarlo. Per quanto riguarda il personale, tutto quello operante nella Saremar sarà garantito attraverso una razionalizzazione e una oculata gestione degli eventuali esuberi.


25 settembre 2009 - La Città di Salerno

emergenza scuola
Precari, sfiorata la tragedia
La collaboratrice scolastica Graziella Ventrone minaccia di lanciarsi dal tetto dell’Ufficio scolastico. «Sono stanca, ho perso la dignitá. Vivere non serve più»
di Fiorella Loffredo

Salerno - Tragedia sfiorata ieri mattina in via Monticelli, quando la signora Graziella Ventrone, la collaboratrice scolastica diventata ormai l’emblema della lotta che i precari salernitani stanno portando avanti da più di un mese, ha lasciato la sua postazione nel cortile dell’Ufficio scolastico provinciale, dove stanzia da settimane un presidio permanente, ed è salita sul tetto dell’edificio. Da lì, piangendo, ha minacciato di gettarsi nel vuoto. «Sono stanca. Ho perso la mia dignitá. Vivere non serve più a niente». Frasi dettate dalla disperazione quelle urlate da Graziella dalla balaustra del tetto, più volte pericolosamente scavalcata. Momenti di grande apprensione per i suoi colleghi che, dal cortile, la pregavano di non commettere follie, di scendere, di pensare a suo figlio che la stava aspettando a casa. «Casa? Quella in cui vivo non è una casa, è una topaia - ha urlato tra le lacrime la donna - e non ho nemmeno i soldi per pagarla. Quale futuro posso quindi garantire a mio figlio? Non riesco nemmeno più a guardarlo in faccia». A tentare di far ragionare Graziella ci hanno provato sia una sua collega, Sabrina De Costanzo, anch’essa precaria, che Alessandro D’Auria. I due l’hanno infatti raggiunta sul tetto per farla calmare. In un visibile stato di choc, Graziella Ventrone continuava a urlare chiedendo l’intervento del prefetto «altrimenti io da qui non scendo». Inutili i tentativi fatti dagli agenti della Digos accorsi sul luogo: le hanno promesso che l’avrebbero accompagnata personalmente dal prefetto che, informato del fatto, la stava giá aspettando. Ma Graziella non si è mossa. A quel punto, dopo l’ennesimo tentato salto nel vuoto, per fortuna sventato, i vigili del fuoco, che giá da tempo stavano monitorando la situazione, hanno deciso di intervenire con la forza e hanno preso di peso la donna portandola al sicuro. Dopo pochi minuti Graziella, accompagnata dagli stessi, è uscita dal portone al piano terra dell’edificio, si è seduta sulla sedia a cui è rimasta incatenata per due settimane, ed è scoppiata in un pianto dirotto. Quella di Graziella è una situazione limite: 42 anni, siciliana d’origine, un figlio di 14 anni, Emilio, un marito disoccupato. Dopo aver lavorato al nord per molti anni, tre anni fa riesce finalmente ad avvicinarsi alla cittá di suo marito, Cava de’ Tirreni. Ottiene un incarico come bidella in una scuola della costiera, che viene poi riconfermato per i due anni successivi. Dal 30 agosto è ufficialmente disoccupata. Ieri è stata ricevuta dal vice prefetto vicario Cannizzaro, il quale ha promesso di prendere a cuore non solo il suo caso, ma anche quello delle centinaia di precari Ata della provincia. Solidarietá a Graziella e ai precari anche da parte del sindacato RdB Cub, che ha garantito la propria presenza alla manifestazione del 3 ottobre.


24 settembre 2009 - Dire

WELFARE BOLOGNA. RDB: APPALTI IRREGOLARI E DEVOLUTION FLOP
BOCCIATO DELBONO SU ASP; "CROLLO ACCESSI A SPORTELLI QUARTIERE"

(DIRE) Bologna, 24 set. - Un "appalto illegale" in casa dell'Asp Giovanni XXIII di Bologna. Lo denuncia Massimo Betti e Luigi Marinelli, delle Rdb, in una conferenza stampa dedicata ai primi 100 giorni di Flavio Delbono sindaco. L'Asp, dichiara Marinelli, "invece di assumere dipendenti, utilizza personale esterno delle cooperative per sostituire i propri lavoratori nei turni, ad esempio in caso di malattia". E il sindacato di base ha avviato l'iter per denunciare tutto dal punto di vista legale contro quello che giudica un meccanismo "che non e' reso possibile neanche dalle peggiori leggi sul lavoro". Non e' tutto. Per le Rdb un altro appalto fuori norma riguarda l'Altercoop e la gestione di uno sportello dei servizi sociali del Comune. Una convenzione "che doveva essere sperimentale e invece va avanti da anni", spiega Marinelli, fu affidata ad Altercoop con un appalto "snello" (trattandosi di una cooperativa che si occupa dell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate). L'appalto "doveva riguardare l'attivita' di portierato", continua Marinelli, ma i lavoratori coinvolti non sarebbero persone svantaggiate da reinserire e non si occuperebbero di semplice portierato; semmai operano al fianco degli assistenti sociali, contribuendo alla gestione delle pratiche e al rapporto con l'utenza. "Un intermediazione ingannevole e fraudolenta di manodopera", per Marinelli. Alcuni dipendenti dello sportello sono in causa, riferisce il sindacato, e la vicenda finira' nei prossimi giorni sul Tavolo provinciale del lavoro. Intanto, le Rdb hanno gia' segnalato "ripetutamente" la situazione al Comune: all'assessore Villiam Rossi e al responsabile delle relazioni sindacali Valerio Montalto. Al di la' di questi singoli casi, la bocciatura de parte di Rdb della gestione del welfare comunale e' totale. Non sono piaciute al sindacato di base le dichiarazioni di ieri di Delbono che ha aperto all'ipotesi di societa' miste con Asp e cooperative sociali: "Le Asp- ha spiegato Delbono- non diventeranno strumenti per la reinternalizzaione dei servizi pubblici". Ma dicendo cosi'm per Betti, il sindaco "ha fatto carta straccia, e senza parlarne con nessuno, di tutto il lavoro dell'ex vicesindaco Scaramuzzino". Le Rdb infatti hanno ripescato un accordo del 2006, ribadito nel 2008, in cui tra le finalita' della creazione delle Asp c'e' proprio un "processo di reinternalizzazione" (intrapreso ad esempio dall'Irides, ricordano le Rdb). Le Asp, continua Betti, "sono nate anche per eliminare una grossa fetta di precarieta' determinata dai contratti delle coop". E invece, il sindacato ora teme che si stiano prospettando due strade. La prima vede le Asp "operare in subappalto", come intermediarie tra Comune e coop. La seconda e' la nascita delle societa' miste, che per Marinelli sarebbero solo "un cavallo di troia per aggirare la trasparenza a cui invece le Asp sono tenute", ricavandone insomma una maggiore "mano libera". E senza risparmi per le casse comunali, sostengono le Rdb, una volta sommato il costo del lavoro, quello dell'intermediazione e l'iva. Risultato: "Da domani apriamo la mobilitazione sul territorio- annuncia Betti- a partire dai lavoratori delle cooperative". Un capitolo a parte merita il decentramento del welfare comunale. "E' fallito- accusa Betti- siamo all'emergenza totale", perche' "il personale manca e non e' formato, mancano le risorse, gli sportelli non funzionano". Sul tema le Rdb hanno chiesto un'istruttoria pubblica ("secondo lo statuto comunale"), per verificare i risultati. "La risposta e' stata negativa- spiega Betti- e quindi la faremo noi, partiamo con la raccolta delle firme". In citta' esistono ormai "nove sistemi di welfare", aggiunge il sindacalista. E le cose non vanno bene. Ieri il sindacato di base ha partecipato ad un incontro con gli assessori Milena Naldi (Coordinamento dei Quartieri) e Luisa Lazzaroni (Politiche per gli anziani), ricevendo un dossier che "ammette che c'e' qualcosa che non va", dichiara Betti. Falso il decentramento "a costo zero", accusano le Rdb, e si sta verificando un vero e proprio "respingimento" di molte delle persone che si rivolgono agli sportelli. L'Rdb cita i dati sull'accesso: se dai 2.777 di gennaio-febbraio si passa ai 4.170 di marzo-aprile, il conto di maggio-giugno si ferma a quota 3.040: "Che fine ha fatto quel migliaio di persone?", chiede Marinelli. Per Betti la risposta e' semplice: "Le persone vanno agli sportelli, ricevono una risposta negativa e non tornano". E la voce "si sparge presto".

NIDI BOLOGNA. RDB: GELMINI PRECARIZZA? COMUNE GUARDI IN CASA
SINDACATO DI BASE RILANCIA LA MOBILITAZIONE DEGLI OPERATORI

(DIRE) Bologna, 24 set. - "Siamo alla fine di un modello educativo di antica memoria". E' cosi' che Massimo Betti, del sindacato di base Rdb di Bologna, liquida il capitolo riservato ai nidi nella conferenza stampa dedicata ai primi 100 giorni di Flavio Delbono sindaco. "Non c'e' piu' la figura del collaboratore scolastico specializzato- sottolinea Betti- e i pasti non vengono piu' preparati all'interno". Sulla condizione dei locali, inoltre, "meglio stendere un velo pietoso", continua Betti, a partire da quello aperto in piazza Liber Paradisus (nuova sede del Comune) che "e' un negozio adattato". Ripartiranno a breve, quindi, i presidi degli educatori e dei collaboratori precari (150 per l'Rdb): "Se si scende in piazza contro la Gelmini perche' precarizza- manda a dire Betti al sindaco e all'assessore alla Scuola, Simona Lembi- e' bene che si guardi prima in casa propria". Contestualmente al "disinteresse totale per il precariato", a Palazzo D'Accursio il sindacato di base imputa anche il "sostegno continuo all'intervento privato, confessionale o cooperativo, nel sistema scolastico". Intanto, domani, il Coordinamento dei precari della scuola di Bologna organizza una cena di autofinanziamento a Vag61: l'obiettivo e' raccogliere fondi per sostenere la trasferta a Roma in programma per il 3 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale dei precari.

LAVORO. IVU, REGIONE PRONTA A CIG PER 300 GUARDIE GIURATE
MARIANI: OGGI LETTERA A PREFETTO, INTERVENGANO ALTRE ISTITUZIONI.

(DIRE) Roma, 24 set. - "La Regione Lazio mette a disposizione ammortizzatori sociali per le 300 guardie giurate dell'Istituto vigilanza urbe, in attesa di una soluzione a una vicenda che appare sempre piu' ingarbugliata e che si trascina da troppi anni". Lo annuncia il presidente della commissione Lavoro della Pisana, Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio), a conclusione dell'audizione che si e' svolta oggi con una folta rappresentanza sindacale delle guardie giurate dell'Istituto vigilanza Urbe che si sono opposte alla privatizzazione del loro rapporto di lavoro. Mariani fa anche sapere che "oggi stesso scrivero' al prefetto perche' individui il soggetto che inoltri alla Regione la richiesta per la cassa in deroga. E' un passaggio necessario,visto che questi lavoratori non sono stati licenziati dall'Associazione nazionale combattenti e reduci, commissariata, della quale sono dipendenti". Ai lavoratori dell'Ancr-Ivu, che dovrebbero godere delle stesse prerogative dei dipendenti pubblici, nei mesi scorsi e' stata proposta l'assunzione ex novo in una societa' privata, con il conseguente abbassamento del livello retributivo (circa 200 euro in media). Una parte di loro ha accettato. Trecento guardie giurate, invece, si sono opposte, dando vita a una serie di azioni di protesta, culminate a Ferragosto con un sit-in sul Colosseo. Nel corso dell'audizione, l'assessore al lavoro, Alessandra Tibaldi, ha prospettato la cassa integrazione per l'ultimo trimestre di quest'anno e per tutto il 2010, al fine di guadagnare tempo per affrontare la questione dello status di questi lavoratori. "Quello che oggi realisticamente si puo' fare- ha detto la Tibaldi- e' l'attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga, ma ci vuole un datore di lavoro che richieda l'apertura della procedura". "Questi lavoratori si trovano nel limbo- ha spiegato durante la riunione Marco Lucarelli (Libero comitato Rdb)- Infatti, non sono disoccupati ne' inoccupati ma non percepiscono alcuno stipendio. Dal 15 agosto, 300 famiglie sono in piazza per protestare. Se non si interviene subito, e con i tempi dei vari tavoli interistituzionali, a Piazza San Marco ci troveremo gli scheletri. Non si tratta di un capriccio- ha proseguito Lucarelli- Tutto il personale dell'Associazione, di cui l'Istituto vigilanza urbe e' parte integrante, gode della stabilita' d'impiego. In tempi di crisi, in cui le aziende per prima cosa tagliano i costi per la sicurezza, questo aspetto non e' di poco conto. Inoltre, ci sono lavoratori che hanno anche trentacinque anni di servizio ai quali si chiede di ricominciare da zero con una societa' privata". Oggi, ha concluso Mariani, "iniziamo un percorso diverso. Troppa acqua e' passata sotto i ponti, molte promesse sono state fatte a questi lavoratori da altri soggetti istituzionali. La Regione e' pronta a intervenire subito. Chiediamo alle altre istituzioni e alle forze politiche di comportarsi con la stessa serieta'. Chiediamo sicurezza, poi mandiamo a casa i professionisti della sicurezza. Ma che Paese e' questo?".

COMUNE BOLOGNA. RDB: "DON BONO" NON CI RICEVE, UN MALEDUCATO

(DIRE) Bologna, 24 set. - Il sindaco di Bologna, Flavio Delbono? "Un maleducato, perche' almeno si risponde". Il sindacato di base Rdb non ci va leggero nel sottolineare come finora si sia rivelato impossibile incontrare il primo cittadino. "Siamo l'unica organizzazione sindacale che non e' mai stata ricevuta dal sindaco", spiega Massimo Betti, nonostante ripetute richieste avanzate tramite lettera, Giunta e staff "fin dal 24 giugno", cioe' due giorni dopo l'elezione di Delbono. Finora le Rdb, a Palazzo D'Accursio, si sono confrontate solo su questioni specifiche e argomenti che gia' avevano cominciato a trattare con la Giunta precedente. E Delbono, comunque, le Rdb non l'hanno visto neanche in queste occasioni. Intanto, il Comune ha siglato accordi sulla crisi solo con Cgil, Cisl e Uil (peraltro con "cifre da carita'", commenta Betti, "basta paragonarle a quello che si paga per consulenze e dirigenti"). Eppure, ricorda Betti, con l'ex sindaco Sergio Cofferati andava diversamente e "anche noi nel 2006 abbiamo firmato il protocollo sulle relazioni sindacali, che evidentemente per Delbono e' carta straccia". Un problema che per le Rdb si trascina da quando il sindaco era vicepresidente della Regione Emilia-Romagna: "Lo conosciamo bene, occupammo il suo ufficio- ricorda Betti- per ottenere un protocollo di relazioni sindacali". Pero', attacca, "i nostri sono lavoratori come gli altri, non figurine". Nell'ultima lettera inviata al sindaco Betti parla di atteggiamento "offensivo" verso i lavoratori Rdb, concludendo: "Il perdurare di tale comportamento e' di per se giustificazione di ogni possibile e necessaria iniziativa". Intanto, per la sua "vicinanza e a volte sovrapposizione alle enunciazioni politiche della Curia bolognese", sul periodico dei dipendenti comunali Rdb appare un Delbono in abiti talari: "C'e' Don Bono a Bologna".

CASA BOLOGNA. ASIA: COMUNE NON DÀ RISPOSTE, NUOVO PICCHETTO
TRIOSSI: NALDI PROCEDE PIANO, INTANTO DOMANI SCATTA ALTRO SFRATTO

(DIRE) Bologna, 24 set. - "L'amministrazione non ha gli strumenti per intervenire" sul caso dello sfratto di via Pontevecchio a Bologna. Lo comunica in una nota il sindacato degli inquilini Asia-Rdb, spiegando di aver ricevuto, alle 18.30 di oggi, una risposta dell'assessore alla Casa del Comune di Bologna, Milena Naldi. "Una risposta che si riassume in un nulla di fatto" sostiene Asia, che annuncia dunque un nuovo picchetto antisfratto, sempre in via Pontevecchio 74, per domattina alle 8. "L'assessore si e' data disponibile per affrontare il problema attraverso l'apertura di un tavolo- scrive il sindacato degli inquilini- ma i tempi di questa operazione non coincidono con la dirompente emergenza abitativa. Domani- prosegue la nota- un'altra famiglia subira' uno sfratto esecutivo con l'intervento della forza pubblica, dimostrazione dell'essenza di questa giunta: debole coi forti e forte coi deboli, trattando il problema casa come un problema di ordine pubblico". A sia, nel lanciare l'appuntamento per domattina alle 8, ricorda che "l'inadeguatezza degli strumenti messi in campo dall'amministrazione non e' una novita', e' un problema che Asia-Rdb sta sollevando da mesi e che ogni volta non trova risposte". La condizione della famiglia che domattina rischia lo sfratto, conclude il sindacato, "rappresenta la condizione di centinaia di famiglie che vivono e lavorano a Bologna".


24 settembre 2009 - Omniroma

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 24 set - ....Protesta «per la difesa di salario, diritti e dignità dei lavoratori pubblici» organizzata da Rdb Cub. Sede del ministero della Funzione Pubblica, Corso Vittorio Emanuele II 116 (ore 11)....

COMUNE, IN CAMPIDOGLIO PROTESTA LAVORATORI GEMMA E ASILI NIDO

(OMNIROMA) Roma, 24 set - Piazza del Campidoglio teatro di proteste, oggi alla riapertura delle sedute di consiglio comunale dopo la pausa estiva. Oltre alla protesta contro la nomina di Stefano Andrini all'Ama Servizi, in piazza manifestano anche un gruppo di dipendenti della Gemma, che dichiarano di non recepire stipendio da tre mesi ed espongono cartelli con su scritto «Rubeo arraffa, il Comune latita, i dipendenti Gemma senza stipendio e futuro» e «Tanto lavoro da smaltire ma Gemma spa rischia di fallire». In piazza anche un gruppo di insegnanti precarie degli asili nido che manifestano con bandiere delle Rdb.

IVU, MARIANI (CIVICA): AMMORTIZZATORI SOCIALI PER 300 VIGILANTES

(OMNIROMA) Roma, 24 set - «La Regione Lazio mette a disposizione ammortizzatori sociali per le 300 guardie giurate dell'Istituto Vigilanza Urbe, in attesa di una soluzione a una vicenda che appare sempre più ingarbugliata e che si trascina da troppi anni. Oggi stesso scriverò al Prefetto, perché individui il soggetto che inoltri alla Regione la richiesta per la cassa in deroga. È un passaggio necessario, visto che questi lavoratori non sono stati licenziati dall'Associazione nazionale combattenti e reduci, commissariata, della quale sono dipendenti». Così il presidente della Commissione Lavoro e politiche sociali, Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio), a conclusione dell'audizione che si è svolta oggi alla Pisana con una folta rappresentanza sindacale delle guardie giurate dell'Istituto vigilanza Urbe che si sono opposte alla privatizzazione del loro rapporto di lavoro. Ai lavoratori dell'Ancr-Ivu, che dovrebbero godere delle stesse prerogative dei dipendenti pubblici, è stata proposta l'assunzione ex novo in una società privata, con il conseguente abbassamento del livello retributivo (circa 200 euro in media). Una parte di loro ha accettato. Trecento guardie giurate, invece, si sono opposte, dando vita a una serie di azioni di protesta, culminate a Ferragosto con un sit-in sul Colosseo. Nel corso dell'audizione, l'assessore al lavoro, Alessandra Tibaldi, ha prospettato la cassa integrazione per l'ultimo trimestre di quest'anno e per tutto il 2010, al fine di guadagnare tempo per affrontare la questione dello status di questi lavoratori. «Quello che oggi realisticamente si può fare - ha detto la Tibaldi - è l'attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga, ma ci vuole un datore di lavoro che richieda l'apertura della procedura». «Questi lavoratori si trovano nel limbo - ha spiegato durante la riunione Marco Lucarelli (Libero comitato Rdb) - Infatti, non sono disoccupati né inoccupati ma non percepiscono alcuno stipendio. Dal 15 agosto, 300 famiglie sono in piazza per protestare. Se non si interviene subito, e con i tempi dei vari tavoli interistituzionali, a Piazza San Marco ci troveremo gli scheletri. Non si tratta di un capriccio - ha proseguito Lucarelli - Tutto il personale dell'Associazione, di cui l'Istituto vigilanza urbe è parte integrante, gode della stabilità d'impiego. In tempi di crisi, in cui le aziende per prima cosa tagliano i costi per la sicurezza, questo aspetto non è di poco conto. Inoltre, ci sono lavoratori che hanno anche trentacinque anni di servizio ai quali si chiede di ricominciare da zero con una società privata». «Oggi iniziamo un percorso diverso - ha detto Mariani, al termine dell'audizione - Troppa acqua è passata sotto i ponti, molte promesse sono state fatte a questi lavoratori da altri soggetti istituzionali. La Regione è pronta a intervenire subito. Chiediamo alle altre istituzioni e alle forze politiche di comportarsi con la stessa serietà. Chiediamo sicurezza, poi mandiamo a casa i professionisti della sicurezza. Ma che paese è questo?». Presenti, oltre al presidente della commissione Mariani, gli assessori Vincenzo Maruccio, Lugi Nieri e Alessandra Tibaldi, i consiglieri Claudio Bucci (Idv), Giovanni Carapella (Pd), Aldo Forte (Udc) e Luisa Laurelli (Pd).


24 settembre 2009 - Ansa

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; REGIONE CHIEDE CASSA IN DEROGA

(ANSA) - ROMA, 24 SET - «La Regione Lazio mette a disposizione ammortizzatori sociali per le 300 guardie giurate dell'Istituto Vigilanza Urbe, in attesa di una soluzione a una vicenda che appare sempre più ingarbugliata. Oggi scriverò al prefetto, perchè individui il soggetto che inoltri alla Regione la richiesta per la cassa in deroga, perchè questi lavoratori non sono stati licenziati dall'Associazione nazionale combattenti e reduci, commissariata, della quale sono dipendenti». Lo ha affermato il presidente della Commissione Lavoro e politiche sociali Peppe Mariani, a conclusione dell'audizione che si è svolta oggi al Consiglio regionale del Lazio con una folta rappresentanza sindacale delle guardie giurate che si sono opposte alla privatizzazione del loro rapporto di lavoro, con una protesta che culminò a Ferragosto con l'occupazione del Colosseo. L'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi ha prospettato la cassa integrazione per l'ultimo trimestre di quest'anno e per tutto il 2010: «Ciò che oggi si può fare - ha detto - è l'attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga, ma ci vuole un datore di lavoro che richieda l'apertura della procedura». «Questi lavoratori si trovano nel limbo - ha spiegato Marco Lucarelli (Libero comitato Rdb) - Dal 15 agosto, 300 famiglie sono in piazza. Se non si interviene subito a Piazza San Marco ci troveremo gli scheletri».

STRAGE VIAREGGIO: SINDACATO ORSA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE

(ANSA) - VIAREGGIO (LUCCA), 24 SET - L'Orsa (Organizzazione Sindacati autonomi e di base), in rappresentanza degli interessi collettivi del personale ferroviario e di altre categorie di lavoratori, «ha dato mandato ai propri legali per la costituzione come parte civile nel procedimento penale relativo alla tragedia ferroviaria verificatasi a Viareggio lo scorso 29 giugno». Lo rende noto lo stesso sindacato. Intanto, il 30 settembre, il giorno dopo l'incontro pubblico organizzato per ricordare il disastro ferroviario, i vigili del fuoco manifesteranno a Viareggio con un presidio che inizierà alle 10 sui luoghi del disastro in via Ponchielli. La protesta, che si terrà anche in altre città italiane, è organizzata dalla Rdb dei vigili del fuoco per segnalare lo stato in cui versa la categoria, contratto scaduto, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi. A tre mesi dalla strage inoltre mercoledì 30 settembre a Roma la Misericordia di Viareggio e il gruppo motociclistico delle 'Tartarughe Lentè saranno in udienza dal Papa. Partiranno da Viareggio moto e quattro pullman.


24 settembre 2009 - Italia Sera

RdB plaude alla decisione di ripristinare la struttura sanitaria
ma avverte "i tagli sono operazioni per fare cassa"
Sanità, riapre il S. Giacomo ma il Piano di Rientro spaventa
di Oriana Mazzini

Roma - "L’annuncio dato dal presidente Marrazzo della riapertura dell’ospedale S.Giacomo e della restituzione alla cittadinanza di una importante struttura sanitaria non può che essere accolto positivamente soprattutto per chi ha sostenuto la lotta in difesa della struttura, una lotta che il 31 ottobre scorso, giorno della chiusura, si è voluta trasformare in una questione di ordine pubblico con le cariche della polizia". Così in una nota Maria Teresa Pascucci della RdB Sanità Lazio. "Ma l’ennesimo passo indietro da parte della Regione - continua la sindacalista RdB - è un ulteriore dimostrazione che i tagli alla sanità previsti con il Piano di rientro dal deficit sono misure adottate unicamente per fare cassa, determinando quella che da subito abbiamo definito una vera e propria macelleria sociale voluta dal Governo Berlusconi e dalla giunta Marrazzo". "Si riapre inoltre un ospedale chiuso da pochi mesi - aggiunge Pascucci - si annunciano nuovi lavori dopo le ristrutturazioni milionarie concluse a ridosso della chiusura, senza neanche sapere alla cura di quali patologie sarà destinato. Così, dopo il blocco del piano di riassetto della rete ospedaliera, la riapertura del S. Giacomo dimostra, come da noi ripetutamente denunciato, la totale mancanza di una seria analisi epidemiologica a base del piano di rientro e la incompetenza organizzativa della Regione". Conclude Pascucci: "L’arrivo dell’influenza A è solo il dito dietro al quale la Regione Lazio continua a nascondere una sanità malata quotidianamente in emergenza. Tanto che, malgrado gli appelli a non intasare gli ospedali, proprio la Guardia Media Regionale indirizza la cittadinanza verso le stesse strutture ospedaliere. Durante i prossimi mesi assisteremo probabilmente a nuove aperture e riaperture di strutture sanitarie, conclude Pascucci, ma non staremo a guardare gli spot elettorali in silenzio, mentre gli operatori della sanità e i cittadini della regione subiscono i tagli al servizio pubblico prodotti dagli sprechi, dagli appalti e dalle truffe. La Regione ritiri immediatamente il piano di rientro dal deficit".


24 settembre 2009 - Unione Sarda.it

Strage Viareggio: ferrovieri autonomi parte civile

L'Orsa (Organizzazione Sindacati autonomi e di base), in rappresentanza degli interessi collettivi del personale ferroviario e di altre categorie di lavoratori, "ha dato mandato ai propri legali per la costituzione come parte civile nel procedimento penale relativo Intanto, il 30 settembre, il giorno dopo l'incontro pubblico organizzato per ricordare il disastro ferroviario, i vigili del fuoco manifesteranno a Viareggio con un presidio che inizierà alle 10 sui luoghi del disastro in via Ponchielli. La protesta, che si terrà anche in altre città italiane, è organizzata dalla Rdb dei vigili del fuoco per segnalare lo stato in cui versa la categoria, contratto scaduto, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi. A tre mesi dalla strage inoltre mercoledì 30 settembre a Roma la Misericordia di Viareggio e il gruppo motociclistico delle 'Tartarughe Lentè saranno in udienza dal Papa. Partiranno da Viareggio moto e quattro pullman.


24 settembre 2009 - Julie news

Scuola, vigili del fuoco salvano precaria da protesta ma non dal licenziamento

Oggi i Vigili del Fuoco, impropriamente coinvolti in un problema di ordine pubblico sono intervenuti per impedire con la "forza" che una collaboratrice scolastica, precaria licenziata della scuola, potesse protestare sul tetto dell'USP di Salerno.
Da venti giorni in presidio insieme ai suoi colleghi del Comitato insegnanti e ATA precari, Cobas Scuola Salerno e del Patto di Base (Cobas, RdB CUB e SDL) di Salerno, una delle migliaia di lavoratrici licenziate dalla scuola dai piani Gelmini-Tremonti non ce l'ha fatta più ed è salita di nuovo sul tetto dell'USP minacciando un estremo atto di protesta. Devastata da una situazione personale molto difficile ha denunciato l’indifferenza e le parole vuote di politici di ogni colore e sindacalisti concertativi che stanno tradendo nei fatti la richiesta del ritiro dei tagli e della difesa della scuola pubblica.
Proprio ieri il Consiglio Regionale della Campania ha approvato un Ordine del Giorno che finanzia l'accordo con il Ministero dell'Istruzione avallando di fatto la truffa dei contratti di disponibilità previsti dal decreto Ronchi approvato dal Governo. Accordo voluto dai sindacati concertativi, compresa la CGIL campana ma condannato da tutti i comitati dei precari e dai sindacati di base.
Le istanze e le lotte dei lavoratori, ancora una volta, vengono trattate come un problema di ordine pubblico da spegnere e reprimere, mentre nei palazzi si finanziano nuove forme di precariato assistito attraverso forme contrattuali simili a quelle interinali già utilizzate anche in Sanità. Il processo devastante dei tagli che in tre anni butterà fuori dalla scuola 200.000 lavoratori e lavoratrici, insegnanti e ATA, và fermato. La RdB CUB esprime la piena solidarietà ai lavoratori che pretendono il finanziamento di lavoro vero ristabilendo gli organici 2008 necessari anche quest’anno per mantenere il livello minimo di efficienza nella Scuola salernitana. La RdB CUB conferma il pieno sostegno alle loro iniziative e dà conferma della partecipazione alla manifestazione nazionale del 3 ottobre a Roma da piazza della Repubblica al Ministero dell'Istruzione.


24 settembre 2009 - Savona news

Cerimonia Anniversario Corpo nazionale, non tutti approvano

La RdB P.i. vigili del fuoco, pur non biasimando i colleghi che parteciperanno alla festa indetta il 30 settembre dal Governo e dall'Amministrazione per l'anniversario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, unendosi invece ai bisogni e alle aspettative reali di tanti pompieri, esprime il suo più forte dissenso nei confronti di un'iniziativa che si configura come una pura auto-celebrazione ed organizza per la stessa giornata del 30 settembre contro-manifestazioni nelle principali città italiane. Con questa mobilitazione la RdB P.i. vigili del fuoco, rivolgendosi all'opinione pubblica che si è dimostrata vicina e solidale con le rivendicazioni dei Vigili del Fuoco, intende dire basta alla propaganda di un governo che non considera affatto le seguenti ed urgentissime necessità della categoria: contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi ed inefficienti usati per la colonna mobile, mancato riconoscimento di categoria usurante. Da sempre tra la gente e con la gente, i Vigili del Fuoco rivendicando il loro vero ruolo di professionisti e coordinatori della Protezione Civile e dicono no alla finanziaria "light" del governo, alla spettacolarizzazione delle calamità, alle "medaglie di cartone" che non servono ad affrontare il quotidiano impegno del soccorso alla popolazione.


24 settembre 2009 - IMG press

IL 30 SETTEMBRE NON C'È NULLA DA FESTEGGIARE

La RdB P.I. VVF, pur non biasimando i colleghi che parteciperanno alla festa indetta il 30 settembre dal Governo e dall'Amministrazione per l'anniversario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, unendosi invece ai bisogni e alle aspettative reali di tanti pompieri, esprime il suo più forte dissenso nei confronti di un'iniziativa che si configura come una pura auto-celebrazione ed organizza per la stessa giornata del 30 settembre contro-manifestazioni nelle principali città italiane. Con questa mobilitazione la RdB P.I. VVF, rivolgendosi all'opinione pubblica che si è dimostrata vicina e solidale con le rivendicazioni dei Vigili del Fuoco, intende dire basta alla propaganda di un governo che non considera affatto le seguenti ed urgentissime necessità della categoria: contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi ed inefficienti usati per la colonna mobile, mancato riconoscimento di categoria usurante. Da sempre tra la gente e con la gente, i Vigili del Fuoco rivendicando il loro vero ruolo di professionisti e coordinatori della Protezione Civile e dicono no alla finanziaria "light" del governo, alla spettacolarizzazione delle calamità, alle "medaglie di cartone" che non servono ad affrontare il quotidiano impegno del soccorso alla popolazione.


24 settembre 2009 - Il Bologna

Via Pontevecchio. Presidio in Comune
Casa, Asia sale sul tetto per dire no a uno sfratto

Bologna - Doppio presidio, ieri, per l’associazione degli inquilini. Asia Rdb è tornata in campo, partendo da dove a fine luglio aveva svolto l’ultimo picchetto. In via Pontevecchio, dove per una famiglia di immigrati marocchini la spada di Damocle dello sfratto è qualcosa in più che una minaccia, gli attivisti dell’associazione sono saliti sul tetto, dove sono rimasti per tutta la giornata prima di spostarsi ai piedi di Palazzo D’Accursio, dove in un incontro con l’assessore competente Milena Naldi il sindacato ha chiesto soluzioni urgenti, innanzitutto per questa ma anche per le altre situazioni: «L’amministrazione deve essere parte attiva: si reperisca un alloggio con affitto sostenibile». Questo pomeriggio le parti si risentiranno, con la speranza per la famiglia a rischio di perdere il tetto che la soluzione sia stata reperita. In via Pontevecchio, nello stabile di proprietà di un'immobiliare con centinaia di appartamenti in città, il nucleo marocchino - padre, madre e due bimbi -, vive con un solo stipendio, e non riesce a recuperare la morosità. E domani lo sfratto diverrà esecutivo.


24 settembre 2009 - Il Resto del Carlino

Bologna. DUE ATTIVISTI del sindacato di base degli inquilini Asia-Rdb
sono saliti sul tetto...

Bologna - DUE ATTIVISTI del sindacato di base degli inquilini Asia-Rdb sono saliti sul tetto del condominio di via Pontevecchio 74. Obiettivo della protesta, ha spiegato l'associazione, «evitare lo sgombero coatto di una famiglia di lavoratori, che per colpa della crisi economica non riesce a pagare un alloggio». La dimostrazione si è conclusa dopo che l'ufficiale giudiziario, che avrebbe dovuto dare seguito allo sfratto, ha comunicato il rinvio dell'esecuzione a domani e l'assessore alla casa Milena Naldi ha concesso ad Asia un incontro per discutere del problema. Il provvedimento, già rinviato più volte, riguarda una famiglia straniera di quattro persone, in cui solo il padre lavora come operaio metalmeccanico. Gli attivisti hanno proseguito il loro picchetto anche nel pomeriggio a Palazzo d'Accursio. L'incontro con l'assessore Naldi, ha spiegato Lidia Triossi di Asia, è stato aggiornato a oggi «per dare la possibilità all'amministrazione di valutare eventuali soluzioni per la famiglia». L'iniziativa del sindacato di base ha raccolto l'appoggio di Tiziano Loreti di Terre Libere.(e.b.)

«Noi autiste: sette ore senza bagno»
Ai capolinea non ci sono servizi. «Costrette a prendere un caffé per fare pipì»
di BENEDETTA SALSI

Bologna - «AVETE MAI CONSIDERATO la condizione delle autiste di autobus donne? E se ti scappa la pipì dove vai? Ai capolinea non ci sono servizi igienici e i turni durano più di quattro ore. In estate oltre sette». In effetti son problemi. Essere una donna, in un mondo esclusivamente maschile non è semplice. Bisogna sgomitare, farsi notare, essere sempre "all'altezza". È evidente che la parità dei sessi (se mai potesse esistere) è ancora molto lontana. E le distanze si allungano maggiormente proprio se si parla di problemini di carattere "intimo". «ORA A REGGIO siamo più di 40 spiega una delle tante autiste del trasporto urbano della nostra città . E, chi più chi meno, abbiamo gli stessi problemi: quasi tutte le linee di bus non prevedono servizi igienici ai capolinea. E come si fa? A volte non è proprio possibile aspettare. I turni durano quattro o cinque ore. D'estate poi si superano anche le sette ore consecutive. Vuole sapere la cosa più comica? Una volta non ce la facevo più. Ho dovuto bussare alla porta di una casa e chiedere alla proprietaria se gentilmente avessi potuto utilizzare il suo bagno. er fortuna lei è stata molto carina e disponibile. Ora ci scherzo su, ma c'è poco da ridere... ». DALL'OTTOBRE 1998 il progetto Harriet', presentato dal comune di Reggio, è stato finanziato. Prevede l'inserimento di donne nel servizio di trasporto pubblico urbano per la guida di minibù e la loro relativa assunzione part time. Il numero della quota rosa' è nel reparto autiste, si è così impennato nel Reggiano, fino a sfiorare le 50 unità. «Abbiamo chiesto tante volte all'azienda di venirci incontro aggiunge un'altra autista , ma non ci vogliono considerare. Il fatto è che il problema diventa ancora più specioso quando si è in particolari giorni del mese. Non tutte le donne sono uguali. Ci sono alcune ragazze che non riescono a sopportare interi turni senza potersi cambiare e sono costrette a rimanere a casa dal lavoro per i primi giorni del ciclo. Poi, però, quando vengono assegnati i premi aziendali si vanno a guardare anche le assenze. E così le donne vengono penalizzate di nuovo e alcune volte anche richiamate». A DECRETARLA, questa disparità tra uomo e donna, è prima di tutto la natura. Lapalissiano. Quella stessa genetica che permette ai maschietti, dalla notte dei tempi, di appartarsi dietro un albero magari al ciglio della strada, per poter espletare i loro impellenti bisogni. Alle donne, invece, il triste destino di trattenere e aspettare di arrivare nei pressi del servizio più vicino. «Per gli uomini è un po' più semplice spiega Mauro Berni, autista e sindacalista Cub . Una pianta o una siepe non la si nega a nessuno. Altre volte invece ci tocca andare a bere numerosi caffè e pagarli, per poter usufruire del bagno. Ma non è giusto. Nel 2004 all'interno del piano strategico del servizio Act erano previsti i bagni per gli autisti ai capolinea. Avete visto qualcosa voi? Quindi direi che sono più di cinque anni che aspettiamo». E non mancano le proposte. «Perché l'azienda non fa delle convenzioni con gli esercizi commerciali che già sono presenti nei capolinea, dove ci sono rilancia un'autista rosa' . Almeno non dovremmo sempre pagare. A Parma, poi, hanno i bagni dotati di chiave nelle piazzole di fine corsa. Perché noi no?»


24 settembre 2009 - Il Corriere di Bologna

IN VIA PONTEVECCHIO
Rdb salgono sul tetto Sfratto ancora rinviato

Bologna - Ieri mattina, alcuni esponenti del sindacato Rdb Asia sono saliti sul tetto per impedire lo sfratto di una famiglia marocchina che abita in via Pontevecchio 74. L’ufficiale giudiziario ha bussato alla loro porta perchè non pagano l’affitto da marzo a causa di grosse difficoltà economiche. Il sindacato ha ottenuto un rinvio di due giorni e l’assessore alla Casa Milena Naldi si è impegnata a cercare un alloggio a un canone più sostenibile.


24 settembre 2009 - Il Mattino di Padova

Licenziate perché protestano a Monselice
La coop del Centro Riciclo poi le riassume

MONSELICE - Licenziate dopo aver protestato perché costrette a lavorare senza guanti. E’ accaduto a 4 lavoratrici del Centro Riciclo di Monselice. Solo nella serata di ieri, dopo lo sciopero messo in atto dai dipendenti del centro, la svolta.
I licenziamenti sono stati revocati. L’impianto è quello di via Umbria, gestito ora dalla cooperativa Ascot del consorzio Egalo. «Lunedì mattina il lavoro è iniziato alle 6, ma non c’erano i guanti di ricambio, necessari visto che i lavoratori devono smistare i rifiuti a mano - spiega Gianni Boetto dell’Adl- I dipendenti si sono fermati e una nostra delegata ha iniziato a discutere con i responsabili dell’impianto, non solo dei guanti ma anche dei problemi legati ai turni. Infatti c’è chi fa 49 ore settimanali e chi ne fa 29. Alle 9.30 i guanti sono arrivati, così come la rassicurazione che si sarebbero presi provvedimenti sull’orario. Il lavoro quindi è ripreso normalmente. Martedì mattina però arriva a 4 lavoratrici, tra cui la nostra delegata, la lettera di esclusione dalla cooperativa con relativo licenziamento. Per questo nel pomeriggio è partita l’agitazione». Solo nella serata di ieri la cooperativa Ascot ha comunicato la revoca dei 4 licenziamenti. (fr.s.)


24 settembre 2009 - La Repubblica

L´azienda prepara contromisure al blocco degli straordinari. Ma a pagare saranno le linee periferiche
La dichiarazione di guerra dei tranvieri "Dopo il Nautico 24 ore di sciopero"
Venerdì nuovo vertice con i sindacati. L´amministratore delegato Diaz: "Possibili nuove assunzioni"
di DONATELLA ALFONSO

Genova - DOPO il Nautico, martedì 13 ottobre ci saranno 24 ore di sciopero, annunciano i sindacati dell´Amt tutti uniti, dai confederali e Faisa ad Ugl e Cub: e visto che la Regione sembra non voler scucire soldi in più, il presidio sarà a De Ferrari. intanto, visto che gli autisti hanno giurato che non faranno straordinario per coprire le corse in più nei giorni del Salone, Amt annuncia che garantirà lo stesso il servizio: spostando i turni esistenti dal servizio normale a quello straordinario. Insomma, la coperta sempre più corta scoprirà qualche linea ordinaria, che sia di fondovalle o collinare, per poter confluire verso la Fiera. Ma lo stesso avverrà, denunciano già ora gli autisti, per tutti gli altri servizi extra, a partire da quello per Genoa-Juventus, stasera. Bruno Sessarego e Daniele Diaz, presidente e amministratore delegato di Amt, fianco a fianco negli uffici Amt di via Montaldo, il giorno dopo quello dell´ira, non nascondono che il disagio tra i lavoratori ci sia, ma ribadiscono che c´è bisogno di risposte chiare: soprattutto dal Comune, ma anche dalla Regione, per quanto riguarda i finanziamenti. «In base a questi possiamo anche ragionare sulle nuove assunzioni che vadano a risolvere il problema degli straordinari», spiega Diaz. Quanti, considerato che c´è una graduatoria ancora valida con una quarantina di nomi? Niente numeri, per ora, dice Sessarego. «Dobbiamo avere ben chiaro che tipo di piano industriale possiamo mettere a punto, ed è vero quanto dice il vicesindaco Pissarello, cioè che quello presentato ai sindacati era solo un documento di lavoro, e che dovremo tornare a rivedere le cose sotto un profilo più generale. Ma, appunto, anche sapendo dal Comune quali investimenti possiamo calcolare e che tipo di servizio organizzare. Di sicuro, non c´è nessun rischio per i posti di lavoro e tanto meno per gli stipendi, come temevano i lavoratori».
Si cerca di sdrammatizzare, insomma, ma ora ci si confronta davvero. Venerdì mattina sarà Pissarello, insieme con l´assessore al traffico Farello, a incontrare tutte e sei i sindacati; al pomeriggio toccherà ai vertici aziendali. Intanto, va avanti la riorganizzazione dei turni per coprire lo straordinario che resta una parola tabù. Ma qual è la quota esatta di ricorso alle prestazioni extra orario? «Il 10% o poco più, non certo il 30 come qualcuno dice» ribatte Diaz. Questo però nei turni normali; in quelli extra, cresce la percentuale. E così di fronte al servizio speciale per il Nautico (più corse per le linee 31 e 20, due linee speciali tra la Fiera e Principe e Brignole, con una terza linea che nei weekend farà la spola con corso Italia trasformata in parcheggio), l´unica strada per l´Amt è quella di spostare gli autisti su due turni diversi: la prima metà su una linea qualsiasi e il resto sulla linea speciale, denunciano dalle rimesse. Il che significa, e questo lo ammettono sospirando anche i vertici aziendali, che non c´è alternativa: qualche corsa in meno sul trasporto normale se si vuole continuare a svolgere quello speciale. E´ lampante: senza straordinari non ci si fa.


24 settembre 2009 - Il Messaggero Veneto

Scuola, la mancanza di fondi si fa sentire nei laboratori
di Chiara Benotti

Pordenone - Computer in tilt e torni vecchi da sostituire: laboratori in panne negli istituti tecnici e professionali del Pordenonese. Ha fotografato la scuola senza euro il forum delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) targate Flc-Cgil. Nel fortino confederale di via San Valentino, le hanno affiancate il sindacalista nazionale Valentino Lami, il segretario regionale Natalino Giacominim, Carla Franza, numero uno provinciale, e Gianfranco Dall’Agnese. «Nei laboratori ci sono macchine vecchie e non abbiamo risorse per rinnovare computer e torni nell’Itc Sarpi e nell’Ipsia aggregata Freschi a San Vito al Tagliamento – ha segnalato l’emergenza Maria Cristina Sparti, rappresentante sindacale sanvitese –. Ci servono per aggiornare la didattica».
E, ancora, «senza le compresenze docenti non riusciamo a garantire lezioni di informatica per i bambini delle primarie di Pordenone – ha denunciato Mauro Pivetta, Rsu nel terzo circolo cittadino -. Nella Lombardo-Radice con 12 computer non è possibile portare classi intere in laboratorio. E non sono garantite le uscite didattiche da scuola». Taglio di maestre e bidelli nell’istituto comprensivo di Zoppola. «Un rientro pomeridiano per gli scolari è pagato dai genitori – ha messo in evidenza Assunta Bellotto, maestra con la carica Rsu –. Per tamponare la situazione di emergenza, lavoriamo 30 ore settimanali al posto delle 24 contrattuali».
Il volontariato tampona la mancanza di risorse, ma il popolo della scuola è in fibrillazione. «La scuola comincia male – ha rimarcato Lami –. E’ grave la situazione dei precari rimasti senza lavoro: saremo al loro fianco in piazza a Roma il 3 ottobre e stiamo organizzando uno sciopero generale: in novembre lotta non-stop».
Uniti il 3 ottobre con il Coordinamento precari di Pordenone e separati in piazza per lo sciopero: confederali in novembre, i comitati di base invece anticipano al 23 ottobre. Cobas e Cub incroceranno le braccia per dire no ai tagli, alle riforme dei ministri Tremonti e Gelmini, all’espulsione dei precari, ai "contratti di disponibilità", alla legge Aprea, alle cattedre oltre le 18 ore. «Chiediamo investimenti nella scuola – hanno rivendicato i Cobas della media Lozer e dell’Isa di Cordenons –, l’assunzione dei precari su tutti i posti vacanti e aumenti salariali per docenti e Ata».


23 settembre 2009 - Adnkronos

BOLOGNA: PICCHETTO ANTISFRATTO IN VIA PONTEVECCHIO,
ATTIVISTI ASIA-RDB SUI TETTI
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Bologna, 23 set. - (Adnkronos) - Picchetto antisfratto a Bologna in via Pontevecchio 74. A organizzarlo nelle prime ore di questa mattina As.i.a.-RdB (Associazione Inquilini Assegnatari) per impedire lo sgombero coatto di una famiglia. In particolare, due attivisti di As.i.a. sono saliti sopra il tetto. Si tratta, spiega l'associazione, di una forma di protesta che vuole portare all'attenzione pubblica il problema casa, «di fronte ad una emergenza abitativa che non trova soluzioni, in quanto non si vuole investire nell'edilizia pubblica». «Chiediamo delle risposte concrete all'amministrazione comunale e al prefetto in merito alla famiglia in questione per la quale serve una soluzione abitativa urgente e in generale per tutti i nuclei in condizioni di sfratto per i quali chiediamo una moratoria» prosegue As.i.a., ricordando che il 23 ottobre ci sarà uno sciopero generale del sindacalismo di base, che vedrà anche la partecipazione degli inquilini.

BOLOGNA: SFRATTO VIA PONTEVECCHIO RINVIATO,
ATTIVISTI ASIA-RDB SCENDONO DA TETTO
NEL POMERIGGIO INCONTRO CON ASSESSORE NALDI

Bologna, 23 set. - (Adnkronos) - Dopo la mobilitazione di As.I.A-Rdb di questa mattina, quando due attivisti sono saliti sul tetto di una casa in via Pontevecchio 74 per protestare contro uno sfratto che sarebbe avvenuto in mattinata, l'ufficiale giudiziarioha deciso di rinviare di due giorni l'esecuzione dello stesso. As.I.A. chiede ora che «la giunta comunale in primis e il Prefetto» intervengano per dare soluzione al problema. L'assessore comunale Milena Naldi, fa sapere l'associazione, ha accettato la richiesta di un incontro urgente che si terrà quindi oggi pomeriggio alle 17. Per questo motivo il presidio è stato temporaneamente sospeso e i due attivisti sono scesi dal tetto. Si sposteranno sotto la sede del comune in occasione dell'incontro, pronti a ripristinare il tutto, assicurano, in caso di esito negativo dell'incontro stesso.


23 settembre 2009 - Omniroma

S.GIACOMO, RDB-CUB: «BENE RIAPERTURA, MA RITIRARE PIANO RIENTRO»

(OMNIROMA) Roma, 23 set - «L'annuncio dato dal presidente Marrazzo della riapertura dell'ospedale S.Giacomo e della restituzione alla cittadinanza di una importante struttura sanitaria non può che essere accolto positivamente soprattutto per chi ha sostenuto la lotta in difesa della struttura, una lotta che il 31 ottobre scorso, giorno della chiusura, si è voluta trasformare in una questione di ordine pubblico con le cariche della polizia». Così in una nota Maria Teresa Pascucci della RdB Sanità Lazio. «Ma l'ennesimo passo indietro da parte della Regione - continua la sindacalista RdB - è un ulteriore dimostrazione che i tagli alla sanità previsti con il Piano di rientro dal deficit sono misure adottate unicamente per fare cassa, determinando quella che da subito abbiamo definito una vera e propria macelleria sociale voluta dal Governo Berlusconi e dalla giunta Marrazzo». «Si riapre inoltre un ospedale chiuso da pochi mesi - aggiunge Pascucci - si annunciano nuovi lavori dopo le ristrutturazioni milionarie concluse a ridosso della chiusura, senza neanche sapere alla cura di quali patologie sarà destinato. Così, dopo il blocco del piano di riassetto della rete ospedaliera, la riapertura del S. Giacomo dimostra, come da noi ripetutamente denunciato, la totale mancanza di una seria analisi epidemiologica a base del piano di rientro e la incompetenza organizzativa della Regione». Conclude Pascucci: «L'arrivo dell'influenza A è solo il dito dietro al quale la Regione Lazio continua a nascondere una sanità malata quotidianamente in emergenza. Tanto che, malgrado gli appelli a non intasare gli ospedali, proprio la Guardia Media Regionale indirizza la cittadinanza verso le stesse strutture ospedaliere. Durante i prossimi mesi assisteremo probabilmente a nuove aperture e riaperture di strutture sanitarie, conclude Pascucci, ma non staremo a guardare gli spot elettorali in silenzio, mentre gli operatori della sanità e i cittadini della regione subiscono i tagli al servizio pubblico prodotti dagli sprechi, dagli appalti e dalle truffe. La Regione ritiri immediatamente il piano di rientro dal deficit».


23 settembre 2009 - Repubblica.it

Sul tetto per evitare lo sfratto di una famiglia
Due attivisti di Asia per difendere una famiglia che sta per essere sgomberata da via Pontevecchio 74
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Bologna - Dopo gli operai che rischiano il posto di lavoro, adesso salgono sul tetto anche gli inquilini che rischiano lo sfratto. Un picchetto anti-sfratto infatti è stato messo in atto questa mattina dall'Asia-Rdb (Associazione inquilini assegnatari) in via Pontevecchio 74, nella zona Mazzini, "per impedire lo sgombero coatto di una famiglia di lavoratori, che per colpa della crisi economica non riesce a pagare un alloggio", come spiega il sindacato di base in una nota. Alle 8 due attivisti di Asia sono saliti sopra il tetto della palazzina, di quattro piani, e "verso le 9 e' arrivato l'ufficiale giudiziario che ha concesso due giorni di rinvio dello sfratto", riferisce Lidia Triossi di Asia-Rdb, presente sul posto. Ma la protesta non finisce qui. "Intanto l'assessore comunale alla Casa, Milena Naldi, ci ha concesso un incontro per oggi pomeriggio alle 17. I nostri attivisti resteranno percio' sul tetto almeno fino a quell'ora, poi decideremo il da farsi". La famiglia colpita dallo sfratto, composta da padre, madre e due bambini, "e' in graduatoria per l'assegnazione di un alloggio Erp, ma non ha punteggio sufficiente- prosegue Triossi- percio' all'assessore chiederemo di trovare una soluzione entro le prossime 48 ore". Non e' il primo caso di sfratto in via Pontevecchio 74: "Nel corso del 2009 ce ne sono stati almeno altri due, tutti da parte dello stesso proprietario", ricorda l'esponente di Asia-Rdb.


23 settembre 2009 - Iris

LAZIO: SANITA', RIAPRE IL SAN GIACOMO

(IRIS) - ROMA, 23 SET - "L'annuncio dato dal Presidente Marrazzo della riapertura dell'Ospedale S. Giacomo e della restituzione alla cittadinanza di una importante struttura sanitaria non può che essere accolto positivamente – commenta Maria Teresa Pascucci della RdB Sanità Lazio - soprattutto per chi ha sostenuto la lotta in difesa della struttura, una lotta che il 31 ottobre scorso, giorno della chiusura, si è voluta trasformare in una questione di ordine pubblico con le cariche della polizia". "Ma l’ennesimo passo indietro da parte della Regione - continua la sindacalista RdB - è un ulteriore dimostrazione che i tagli alla sanità previsti con il Piano di rientro dal deficit sono misure adottate unicamente per fare cassa, determinando quella che da subito abbiamo definito una vera e propria macelleria sociale voluta dal Governo Berlusconi e dalla Giunta Marrazzo". "Si riapre inoltre un Ospedale chiuso da pochi mesi – aggiunge Pascucci - si annunciano nuovi lavori dopo le ristrutturazioni milionarie concluse a ridosso della chiusura, senza neanche sapere alla cura di quali patologie sarà destinato. Così, dopo il blocco del piano di riassetto della rete ospedaliera, la riapertura del S. Giacomo dimostra, come da noi ripetutamente denunciato, la totale mancanza di una seria analisi epidemiologica a base del piano di rientro e la incompetenza organizzativa della Regione". Conclude Pascucci:"L'arrivo dell'influenza A è solo il dito dietro al quale la Regione Lazio continua a nascondere una sanità malata quotidianamente in emergenza. Tanto che, malgrado gli appelli a non intasare gli ospedali, proprio la Guardia Media Regionale indirizza la cittadinanza verso le stesse strutture ospedaliere. Durante i prossimi mesi assisteremo probabilmente a nuove aperture e riaperture di strutture sanitarie, conclude Pascucci, ma non staremo a guardare gli spot elettorali in silenzio, mentre gli operatori della sanità e i cittadini della regione subiscono i tagli al servizio pubblico prodotti dagli sprechi, dagli appalti e dalle truffe. La Regione ritiri immediatamente il piano di rientro dal deficit".


23 settembre 2009 - Corriere.it

LA PROTESTA
Sul tetto del palazzo contro lo sfratto
Picchetto di due attivisti di Asia-Rdb in difesa di una famiglia che a causa della crisi non riesce a pagare l'affitto
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Bologna - Hanno improvvisato un picchetto antisfratto sul tetto di un palazzo di via Pontevecchio. Protagonisti della protesta due attivisti di Asia-Rdb, con l'obiettivo di «evitare lo sgombero coatto di una famiglia di lavoratori, che per colpa della crisi economica non riesce a pagare un alloggio». Vittima dello sfratto una famiglia straniera di quattro persone, in cui solo il padre lavora come operaio metalmeccanico. La dimostrazione si è conclusa dopo il rinvio di due giorni dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario, che avrebbe dovuto dare seguito allo sfratto. L’assessore alla casa Milena Naldi ha concesso un incontro per discutere del problema. Già in passato si era cercato, con la mediazione della Caritas, un accordo tra gli inquilini e la proprietà, e quest'ultima non aveva escluso eventuali piani di rientro. Gli attivisti di Asia proseguiranno il loro picchetto anche nel pomeriggio a Palazzo d’Accursio.


23 settembre 2009 - lo Schermo

Contromanifestazione dei Vigili del fuoco a Viareggio per il rinnovo del contratto

VIAREGGIO (Lucca) - Una contromanifestazione dei sindacati di base dei vigili del fuoco per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro si terrà anche sui luoghi della strage di Viareggio il 30 settembre, in contemporanea con la festa e la tradizionale parata del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a Roma. Lo si apprende da una nota del coordinamento Rdb-Cub (Rappresentanze sindacali di base) dei vigili del fuoco della Toscana. " Siamo stufi di essere presi in giro da una casta politica immorale e insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini", si legge in un comunicato degli organizzatori.
Analoghe contromanifestazioni si svolgeranno anche in altre città italiane ma manca ancora un programma definitivo. A Viareggio ''nel luogo dove i colleghi si sono distinti per impegno, professionalità ed umanità - si legge nella nota di Rdb Toscana - vogliamo tornare per dire all'opinione pubblica tutta la verità su quale sia la realtà lavorativa attuale dei pompieri. Siamo stufi di essere presi in giro da una casta politica immorale e insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini in drammatiche situazioni riuscendone solo a trarre propaganda utile solo a fini d'immagine loro ma prive di contenuto. E che per questo diciamo a gran voce: vogliamo il rinnovo del contratto, siamo i soli veri professionisti del soccorso e vogliamo ci sia riconosciuto questo ruolo''.


23 settembre 2009 - Julie news

Sanità: elezioni RSU per i lavoratori della nuova asl unica

Salerno - Il 23 marzo 2009 il Presidente della Giunta Regionale della Campania ha commissariato tutte le AA.SS.LL. della Regione accompagnando tale provvedimento con la sostituzione dell’Assessore Montemarano con il dr. Mario Santangelo. La prima grave conseguenza di questa situazione è stato il blocco immediato di tutta la contrattazione decentrata, cioè le trattative a livello aziendale, che riguarderebbe oggi oltre 7.000 lavoratori. A peggiorare la situazione ci ha pensato il governo nazionale che il 24 luglio 2009 ha commissariato tutta la sanità campana. Questi provvedimenti hanno prodotto di fatto e di diritto la decadenza di ogni RSU in ogni singola ASL commissariata. In questi casi la normativa prevede che la rielezione della nuova RSU avvenga entro cinquanta giorni dalla data di decadenza del precedente organismo rappresentativo dei Lavoratori. La RdB CUB Sanità di Salerno, immediatamente, ha avviato l’iter amministrativo procedurale previsto dalla normativa in vigore, per indire la elezione della RSU nell’ASL unica di Salerno allo scopo di ripristinare una valida e legittima rappresentanza dei Lavoratori nel più breve tempo possibile con apposita nota inviata a tutte le OO.SS. ed al Commissario dell’ ASL il 1/07/2009. Siamo arrivati al 23 settembre 2009 e non abbiamo ricevuto ancora alcuna comunicazione ufficiale di opposizione dai vertici dell’ASL per l’avvio delle operazioni elettorali e quindi al fine di garantire il rispetto del calendario proposto da questa organizzazione sindacale con la richiamata nota, la RdB CUB Sanità ha organizzato un’assemblea pubblica di tutti i Lavoratori dell’ASL di Salerno per il 1 ottobre 2009 presso la sede centrale di Via Nizza a Salerno per annunciare le elezioni della RSU dell’ASL unica di Salerno con il contestuale inizio della procedura elettorale. Le elezioni della RSU per l’ASL unica di Salerno sono diventate urgenti ed indifferibili anche a causa del completo immobilismo delle ex tre RSU dell’ASL SA 1, 2 e 3 che, da quando sono state commissariate tutte le AA.SS.LL. della regione Campania (23 marzo 2009), registrano una totale narcosi "saggiamente pilotata" dalle OO.SS. concertative e collaborazioniste con l’attuale governo regionale. Per le procedure elettorali valgono le indicazioni del protocollo del 28.6.2007 che integra la disciplina generale delle elezioni come da Accordo Collettivo Quadro del 7.8.1998, entrambi sottoscritti da ARAN e OO.SS.. L’Amministrazione dell’ASL di Salerno, pertanto, vorrà tenere conto di quanto sopra ed è invitata a svolgere e garantire tutte le attività di competenza al fine di rendere possibile il regolare svolgimento delle elezioni.
Il Segretario Provinciale RdB CUB Sanità


23 settembre 2009 - Inviato Speciale

Dopo il Brunetta-show le proteste dei sindacati
Continuano le polemiche sul Ministro che aveva mandato certa sinistra "a morire ammazzata". Ieri una manifestazione a Roma, mentre Cgil e Rdb attaccano: "Promesse non mantenute sui rinnovi contrattuali"

Il Ministro della Pubblica amministrazione Brunetta continua a far parlare di sé e delle sue azioni. Ieri a Roma gli è stata addirittura dedicata una manifestazione. "Hai offeso gli italiani, vattene!": così l’associazione "Radici", che ha scritto il suo pensiero su un camion pubblicitario sfilato per le strade attorno a piazza San Giovanni. "A nome degli impiegati fannulloni, degli studenti guerriglieri, dei poliziotti panzoni, della sinistra golpista e degli italiani che non ti sopportano più: Brunetta te potesse pijà un colpo… a te no allo Stato". Così recitava lo slogan affisso, a carattere cubitali, sul camion. Andrea Mosetti, esponente della medesima associazione, ha poi spiegato nel dettaglio le ragioni della protesta: "Era doveroso da parte nostra intervenire per condannare la condotta del ministro Brunetta, il quale ha offeso importanti categorie sociali ma anche tutta quella parte di cittadini che si riconoscono nella sinistra e partecipa alla sua attività". "Vorremmo ricordare – ha aggiunto – che un componente di un Governo della Repubblica ha l’obbligo di rappresentare tutti e non ha il diritto di diffamare interi settori della popolazione, con il rischio, oltretutto, di avviare fenomeni di vero e proprio linciaggio". "Chiediamo le dimissioni di Brunetta – ha inoltre affermato l’ex consigliere comunale Luigi di Cesare - e ci riserviamo di procedere con una denuncia per diffamazione nei suoi confronti. Chiediamo, infine, al capo della Stato di intervenire per mettere fine a queste dichiarazioni offensive ai danni degli italiani". Le recenti esternazioni di Brunetta – secondo il quale certa sinistra dovrebbe "andare a morire ammazzata" mentre alcune sue elites starebbero "preparando un vero e proprio colpo di Stato" – hanno anche indotto il Pd a redigere un’interrogazione parlamentare, che verrà presentata domani durante il "question time" alla Camera: i deputati Bressa e Sereni chiedono al ministro dell’Interno se sia "in possesso di elementi in grado di confermare questo rischio e, in caso affermativo, quali urgenti iniziative il Ministro interrogato intenda porre in essere per scongiurare tale pericolo". A dar man forte al ministro Brunetta sulla tesi del "complotto" è intervenuto ieri anche un altro capo dicastero, Sandro Bondi: "Sono quattordici anni – ha sostenuto – che ci sono delle forze politiche e imprenditoriali che non riconoscono il verdetto del popolo, che cercano attraverso tutti i mezzi possibili di scardinare, alterare e mettere in discussione il verdetto popolare". "Il Pdl – ha aggiunto il ministro della Cultura a margine di una conferenza stampa alla Camera – è una grande forza politica, radicata nel Paese e queste operazioni, come verificato in passato, non avranno successo". Sorge il dubbio che simili, gravi, insinuazioni possano rivelarsi utili a spostare l’attenzione dalle drammatiche conseguenze della crisi economica e dalle inadeguatezze della classe politica chiamata ad affrontarle.
Così probabilmente ritiene il sindacato di base RdB Pubblico Impiego, che ha indetto una mobilitazione della categoria per venerdì 25 settembre. L’appuntamento è a Roma, con un presidio davanti al al Ministero della Pubblica amministrazione, in corso Vittorio Emanuele 116, dalle 11 alla 14. Al centro della protesta, si legge in una nota, "la difesa di salario, diritti e dignità dei lavoratori pubblici e dello Stato Sociale come bene comune; una Pubblica Amministrazione vicina al cittadino nel rispetto della condizione lavorativa dei dipendenti; in difesa delle libertà sindacali". "Il presidio – prosegue la nota – intende contrapporsi all’attacco ai lavoratori pubblici da parte del governo Berlusconi e del Ministro Brunetta, attacco condotto con l’obiettivo di recuperare sempre più soldi dalla Pubblica Amministrazione e dai salari per trasferirli alle imprese ed alle banche a sostegno dei loro profitti".
Dal canto suo, il ministero sotto accusa ha fatto sapere ieri che nella Finanziaria sono state stanziate risorse per i rinnovi contrattuali 2010-2012 pari a a 1,8 miliardi per il settore statale e a 1,6 miliardi per il settore non statale, per un totale complessivo nel triennio pari a 3,4 miliardi. Senonchè dal ministero hanno precisato che si tratta di stanziamenti a titolo di "vacanza contrattuale", vale a dire a copertura del periodo successivo alla scadenza del precedente contratto ma antecedente a quello nuovo non ancora siglato. ‘Alle predette risorse – recita una nota diffusa dal dicastero della Pubblica amministrazione – si aggiungeranno, una volta definito il nuovo assetto contrattuale delle amministrazioni pubbliche, le ulteriori risorse finanziarie occorrenti per il rinnovo contrattuale del triennio 2010-2012". "Nonostante il momento difficile – ha commentato lo stesso Brunetta – abbiamo trovato le risorse e create le condizioni affinché si possano fare i contratti di lavoro, secondo il nuovo modello, dei dipendenti pubblici nel 2010". Sempre nella giornata di ieri il ministro è stato contraddetto dal segretario generale della Funzione pubblica Cgil Podda: "Sui contratti dei pubblici Brunetta smentisce Tremonti creando una situazione paradossale: da Palazzo Vidoni è uscita una nota che sembra una replica al ministro Tremonti e che annuncia la soddisfazione di Brunetta per lo stanziamento per i rinnovi contrattuali, salvo poi aggiungere che tali stanziamenti sono ‘a titolo di vacanza contrattuale’. Il ministro dell’ossimoro". Già, perché sostenere che in Finanziaria è stata prevista la copertura esclusivamente per la vacanza contrattuale significa lasciare irrisolto il nodo del rinnovo dei contratti. "Come avevamo denunciato nei giorni precedenti – ha attaccato Podda - non c’è la cifra specifica assoluta. Tremonti – ha polemizzato ancora il sindacalista – spieghi al fine economista Brunetta che l’indennità di vacanza contrattuale non è un rinnovo e che tra un ‘manterremo le promesse fatte’ e uno stanziamento c’è davvero un abisso".


23 settembre 2009 - Il Manifesto

IL GRANDE CRACK
Occupazione a terra Mezzogiorno in coma
Il governo presenta una finanziaria finta, che attende le risorse dallo «scudo fiscale» allargato a dismisura. Nemmeno una parola sul dramma che sta oggi vivendo il mondo del lavoro, con centinaia di migliaia di posti persi
di Francesco Piccioni

Mentre presìdi, accampamenti e cortei attraversano le strade del paese, soltanto l'Istat riesce per ora a restituire un quadro unitario del fenomeno quantificando le perdite occupazionali causate dalla crisi. Ben poche iniziative generali, invece, sia sul fronte sindacale che su quello politico. Fanno eccezione solo lo sciopero dei metalmeccanici proclamato dalla Fiom-Cgil per il 9 ottobre, la manifestazione nazionale - autoconvocata - dei precari della scuola e lo sciopero generale indetto per il 23 dal «patto di base» (RdB-Cub, Cobas, Sdl).
Eppure si tratta di cifre ormai paurose, nonostante le cautele e i sottili distinguo propri di un istituto statistico. I dati si riferiscono al secondo trimestre del 2009, ed escono in abbondante ritardo rispetto alle rilevazioni fatte in altri paesi e riassunte comunitariamente da Eurostat. Ma fotografano una situazione semplicemente opposta a quella raccontata dai vari ministri berlusconiani.
Andiamo con ordine. Pur essendo diminuite le «forze di lavoro» (le persone genericamente considerate in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni) grazie al saldo negativo tra neopensionati e adolescenti «impiegabili», gli «occupati» in un anno sono diminuiti di 378.000 unità. Pari all'1,6% in meno, il dato peggiore dal '94. Sembrano già tanti, ma le statistiche possono ingannare. Tra gli occupati, infatti, vengono contati anche coloro che hanno lavorato almeno un'ora nella settimana di riferimento «captata» dalla rilevazione; ma anche quanti erano «assenti» per ferie, malattia o cassa integrazione (purché abbiano ricevuto almeno il 50% della retribuzione normale). Un insieme che pesa 341.000 persone dallo status salariale quanto mai variabile e incerto (la malattia, ormai, è diventata un lusso da evitare): c'è infatti una bella differenza tra il lavorare (ed esser pagati per) 40 ore o il farlo occasionalmente. Anche i più «garantiti» di questo lotto (i cassintegrati) sono comunque «a scadenza», visto che ogni ammortizzatore sociale non può avere il dono dell'eternità.
Un altro dato rende ancora più grave il bilancio potenziale, pur essendo teoricamente un elemento positivo: le donne migranti occupate sono aumentate, ma si tratta chiaramente di un effetto delle regolarizzazioni di badanti e colf, visto che invece anche gli «stranieri» vedono in generale aumenta il proprio tasso di disoccupazione (11%, mentre era all'8,8 un annofa).
Ma non ci si può davvero fermare ai dati nazionali. «Disaggregare» è indispensabile per avere una fotografia più articolata e viva della situazione. A pagare di più è il Mezzogiorno. Non è una novità, ma l'accelerazione stavolta è fortissima. In pratica, nel Sud sono spariti 271.000 posti di lavoro, il 75% del totale, il 4,1% di tutto lo scarso patrimonio a disposizione della parte più disastrata del paese. E questo nonostante la caduta delle «forze di lavoro» sia stata addirittura superiore in cifra assoluta a quella nazionale (298.000 unità). Peggio ancora: soltanto il 10% di quelli che hanno perso il lavoro si considera disoccupato.
Dov'è finita tutta questa gente? Secondo Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, dipende solo in parte «dall'emigrazione al Nord, che in realtà non si è mai fermata. Negli ultimi 10 anni se ne sono andate 700.000 persone». In parte questa «scomparsa» dalle statistiche dipende dal rifugiarsi nel «lavoro nero, statisticamente non misurabile); ma per le donne, il cui tasso di occupazione già basso va calando continuamente, si sommano vari altri fattori: meno disponibilità all'emigrazione, maggior carico delle cure familiari, minore professionalità». In più, il fatto che chi esce dal novero degli occupati esca anche da quello delle «forze di lavoro», sta ad indicare «un peso più alto al Sud dell'effetto scoraggiamento; il contesto generale è qui più chiuso, non dà speranze a chi perde il lavoro».
Al Nord e al Centro la «tenuta» è stata fin qui garantita dalla cassa integrazione (e non sono stati ancora calcolati gli effetti dei tagli alla scuola pubblica, che hanno messo per strada decine di migliaia di precari). Ma diventa sempre più visibile che la crisi sta devastando in primo luogo i «distretti produttivi», quelli che fin qui erano stati considerati il volano della (scarsa) crescita italiana e della tenuta dell'occupazione. Quindi anche della tenuta sociale.
Non c'è perciò da minimizzare. La caduta occupazionale contagia tutti i comparti produttivi e tutte le figure sociali. Per il quinto trimestre consecutivo, ad esempio, diminuiscono gli «indipendenti», tra cui ci sono piccoli imprenditori ma anche tante « partite Iva monocommittenti», in realtà dipendenti mascherati. C'è meno lavoro in agricoltura e nelle costruzioni; perdite gravissime nell'industria in senso stretto (e si attende con timore novembre e le cig in scadenza). Persino il mitico «terziario» cede ormai di schianto.
Nel Mezzogiorno, a questo punto, la stessa «tenuta sociale» sembra ormai molto compromessa. «Negli ultimi anni - spiega ancora Lamonica - il Sud è vissuto su un equilibrio malsano tra mancanza strutturale di lavoro, migrazione e welfare familiare intergenerazionale (il nonno pensionato che mantiene il nipote all'università, per esempio). Ora perde struttura produttiva e occupazione, in assenza di politiche del governo che prendano se non altro atto di questa situazione». Nel Sud e in tutta Italia, ormai.


23 settembre 2009 - Il Tirreno

Sindacati di base
La protesta dei vigili del fuoco

VIAREGGIO - Una contromanifestazione dei sindacati di base dei vigili del fuoco per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro si terrà anche sui luoghi della strage di Viareggio, il 30 settembre in contemporanea con la festa e la tradizionale parata del corpo nazionale dei vigili del fuoco a Roma. Lo si apprende da una nota del coordinamento Rdb-Cub dei vigili del fuoco della Toscana. A Viareggio «nel luogo dove i colleghi si sono distinti per impegno, professionalità e umanità - scrive Rdb Toscana - torneremo per dire all’opinione pubblica la verità sulla realtà lavorativa attuale dei pompieri. Vogliamo il rinnovo del contratto, siamo i soli veri professionisti del soccorso e vogliamo ci sia riconosciuto questo ruolo».


23 settembre 2009 - Il Gazzettino

Caso Mariutto, presidio in Comune
Ieri la direzione non si è presentata all’incontro in Prefettura per raggiungere un accordo
di Gianluigi Dal Corso

Mirano - Tentativo di conciliazione fallito tra i rappresentanti sindacali della sigla "Rdb-Cub" e la dirigenza della casa di riposo "Luigi Mariutto" di Mirano. Infatti, l’incontro previsto per ieri in Prefettura a Venezia, in seguito alla dichiarazione di stato di agitazione fatta dallo stesso sindacato la scorsa settimana, è andata buca. «La Direzione del Mariutto - afferma Federico Martelletto, responsabile di zona delle Rappresentanze di Base - non si è presentata e di fatto non ha voluto affrontare le numerose problematiche sollevate dai lavoratori».
I temi sul piatto erano diversi: carenza di personale, turni disagiati, problematiche di sicurezza per gli ospiti, problematiche personali delicate, ridefinizione dei contratti part-time e gestione corretta delle risorse economiche. Tanto per citarne alcuni. Ed è lo stesso Martelletto ad affermare: «Le aspettative dei lavoratori dell’Ipab Mariutto sono veramente tante ed aspettano da molti mesi risposte concrete». Attaccando: «Invece, la Direzione Ipab, con modalità chiaramente padronali, continua a infischiarsene, dimenticando che i lavoratori hanno una loro dignità e non sono carne da macello».
Per questo, a causa della mancata conciliazione tra le parti, Rdb ha fissato un presidio davanti al comune di Mirano, in concomitanza con le due ore di sciopero annunciate ieri, al termine del mancato appuntamento, e già programmate per lunedì 28 settembre dalle 13 alle 15. «Infatti - spiega - il Comune è importante parte in causa perché elegge il consiglio di amministrazione ed il proprietario degli stabili». «Chiediamo - prosegue Martelletto - al sindaco di Mirano, Roberto Cappelletto, d’intervenire. I lavoratori e gli ospiti della struttura non devono farsi carico di errori commessi da altri. Ribadiamo che i diritti e la dignità dei dipendenti e una buona qualità di assistenza degli ospiti vadano salvaguardate». Sottolineando: «La normativa vigente prevede che nella proclamazione di solo due ore di sciopero non è necessario attenersi al rispetto dei contingenti minimi. Tutti i lavoratori possono scioperare e venire al presidio. Invitiamo infine a segnalare ai rappresentanti sindacali Rdb eventuali prese di posizione antisindacali, perché nel caso fossero fondate ci attiveremo presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro per denunciare chi dovesse trattenere i lavoratori nei reparti».


23 settembre 2009 - La Nuova Venezia

IN CASA DI RIPOSO A MIRANO
Lunedì proclamato lo sciopero al Mariutto

MIRANO - Al Mariutto è scontro tra sindacati e direzione. A vuoto il tentativo di conciliazione tra le parti ieri in prefettura. La direzione ha disertato il tavolo e i sindacati Rdb-Cub hanno risposto con 2 ore di sciopero, programmate per lunedì 28, dalle 13 alle 15. In contemporanea i lavoratori della casa di riposo miranese daranno vita ad un presidio di protesta davanti al municipio, per chiedere al Comune, che vota nel consiglio del Mariutto, di attivarsi nella vertenza sindacale in corso. I sindacati denunciano carenza di personale, turni disagiati, problemi di sicurezza per gli ospiti, ridefinizione dei contratti part-time e una più corretta gestione delle risorse economiche.(f.d.g.)


23 settembre 2009 - La Provincia di Lecco

La protesta dei lavoratori Inps

Merate - Protestano i dipendenti dell'agenzia Inps di Merate che ha sede vicino al comando dei carabinieri. Protestano perché si ritengono pochi rispetto alla pianta organica (in servizio ci sono 11 dipendenti contro i 18 previsti) e per questo chiedono la riduzione di alcune attività. Ieri hanno distribuito volantini alla popolazione per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro condizione (nella foto Colombo-Cardini). Inequivocabile il contenuto del documento firmato da Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Rdb e Rsu di Lecco. «La carenza numerica del personale e le competenze specifiche venute a mancare stanno incidendo inevitabilmente in maniera negativa sulla qualità dei servizi erogati all'utenza» si legge. «L'attività di front office-sportello rappresenta un elemento di difficoltà rispetto alla efficace gestione delle attività. Si ribadisce pertanto la necessità di ridurre l'orario complessivo di sportello a circa 19 ore, come due anni fa. E soprattutto ad un'unica giornata l'apertura pomeridiana fin quando perdurerà questa situazione di carenza di organico. Inoltre risulta necessario lo spostamento di una serie di attività a Lecco». Misure che «pur rappresentando anche un possibile disagio per la cittadinanza, potranno però garantire un servizio migliore sia per la liquidazione delle pensioni che per le prestazioni a sostegno del reddito che per i servizi ad artigiani e commercianti».


23 settembre 2009 - Il Resto del Carlino

Colletta per sfamare i colleghi
I sindacalisti Cub della Comer di Corte Tegge: «Alcuni non lavorano da mesi...»
di BENEDETTA SALSI

Reggio E. - «SPESSO si fanno tante parole e pochi fatti, soprattutto per quanto riguarda i sindacati. Così abbiamo deciso di muoverci per aiutare i nostri colleghi che sono cassaintegrati da tempo e che, ormai, non riescono più neppure a pagare l'affitto per comprare da mangiare alle proprie famiglie. Raccoglieremo cibarie per loro attraverso una colletta alimentare». DOMENICO LANZI e Gianfranco Cattari sono due lavoratori della Comer Industries di Corte Tegge e sindacalisti FlmUniti Cub. E, a loro volta, sono in cassa integrazione da aprile. «LA SITUAZIONE è diventata molto pesante, ma noi siamo ancora "fortunati". Alcuni nostri colleghi sono a ore zero da mesi e non possono più permettersi nemmeno di pagare il mutuo o l'affitto. Qualcuno ha già anche ricevuto la notifica di sfratto. Il pudore e la vergogna, finora, non hanno permesso loro di confidarsi con noi. Ma la disperazione è più forte, si sono sfogati con noi e sappiamo chi è in estrema difficoltà». Un'iniziativa spontanea, un'idea nata dal nulla parlando e osservando la situazione che li circonda. LA PRIMA "TAPPA" di questa colletta l'hanno già fatta lo scorso 6 giugno (giorno di elezioni amministrative). Si erano posizionati davanti alle casse del Conad di via Che Guevara, distribuendo foglietti che spiegavano le loro motivazioni. L'INVITO, a chi si accingeva a fare la spesa, era quello di acquistare oltre alla loro merce prevista, anche qualche genere alimentare a lunga conservazione in più: pasta, riso, scatolame vario, sale, zucchero. Ma anche qualche prodotto di base per i più piccoli come pannolini e omogeneizzati, più costosi. «LA RACCOLTA è stata molto fruttuosa spiegano i sindacalisti . Addirittura abbiamo dovuto smettere due ore prima del previsto perché avevamo terminato i volantini da distribuire ed eravamo veramente stanchi. Alla fine avevamo accumulato oltre 50 scatoloni, di quelli grandi. A occhio e croce sarà stata quasi una tonnellata di merce». Quella volta, però, tutto il cibo raccolto fu consegnato ai centri d'ascolto della Caritas perché venisse distribuito da loro ai chi ne aveva bisogno tramite i canali usuali. «Ma ora la situazione è peggiorata drammaticamente e peggiorerà ancora spiega Lanzi . Chi è in cassa integrazione, a dicembre non avrà né ferie pagate né tredicesima. Per questo motivo abbiamo pensato di dare gli aiuti direttamente ai nostri colleghi più disagiati. E cercheremo di farlo nella maniera più discreta possibile». LA DATA della colletta è già fissata per il 31 ottobre prossimo al Conad Le Querce'. «E sa qual è la cosa più curiosa? I più generosi erano gli anziani e coloro che meno potrebbero permetterselo continua Lanzi . Alcuni ci hanno anche fatto commuovere. "Noi che siamo in difficoltà capiamo cosa voglia dire" ci dicevano. Ciò che speriamo è che anche questa iniziativa raccolga lo stesso successo, perché anche la situazione generale è ulteriormente peggiorata». E concludono: «Siamo consapevoli che un pacco di alimenti per un mese non risolva il problema di una famiglia. Ma aiuta. Poche parole e più fatti, è questa la nostra filosofia».


23 settembre 2009 - La Provincia Pavese

Domani lavoratori a raccolta per Città di Pavia e Morelli
Sanità privata in fermento per il contratto

PAVIA - Anche la sanità privata è in agitazione. Domani, dalle 8 alle 16, anche i lavoratori di Città di Pavia e clinica Morelli parteciperanno a un’ assemblea convocata dalle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) per sollecitare la firma del contratto nazionale. «La situazione è sospesa da tempo - dice Mimmo Galeppi della Uil Fpl -. Il contratto è scaduto ormai da cinque anni. Abbiamo presentato in questi mesi dei pre-contratti ma l’azienda non ci ha ancora convocato». E così oggi i lavoratori incontrano le rappresentanze sindacali, compresi i delegati provinciali, garantendo i servizi minimi. Un presidio sarà allestito è all’esterno della clinica Città di Pavia, in via Parco Vecchio.
Intanto sull’accordo stretto alla fondazione Maugeri Pavia e Montescano), Cisl, Uil e Cub Sanità hanno diffuso un comunicato per ristabilire «una corretta informazione» su quanto siglato nei giorni scorsi con la fondazione. E rivendicano la gestione della trattativa collettiva e unitaria di tutte le sigle. «All’interno del nostro ente negli ultimi anni abbiamo sempre cercato di instaurare con l’amministrazione relazioni sindacali corrette per risolvere le problematiche dei lavoratori e quelle aziendali».(m.g.p.)

LA REPLICA
Cisl: «Sulle coop nessun ricatto»

PAVIA - «Non siamo abituati a polemizzare, chi ha tempo da perdere faccia pure». Matteo Barrella, segretario generale della Fisascat-Cisl, replica all’affondo della Cub sulla vicenda dalle 48 addette alle pulizie del San Matteo, ex dipendenti della cooperativa Mts, che sono ancora in attesa degli stipendi di giugno e luglio, più quattordicesima e tfr. La Cisl ha siglato per conto di molte lavoratrici un accordo con la Meridional che prevede il pagamento di mille euro subito e il resto da definire in seguito. Un’intesa beffa, secondo la Cub, che ha accusato Meridional e Fisascat-Cisl. «Abbiamo seguito un percorso chiaro e lineare - replica Barrella (Fisascat) - il 3 agosto 46 lavoratrici su 48 ci hanno dato il mandato per il recupero del credito e il 5 abbiamo avviato la procedura obbligatoria di conciliazione alla Direzione del lavoro. In attesa della convocazione, che avviene non prima di 60 giorni, abbiamo raggiunto quell’accordo con la Meridional».


23 settembre 2009 - La Repubblica

L´invasione Lo striscione
Amt in crisi, il giorno della rabbia mille in piazza, tensione a Tursi
Invasa la Sala Rossa: "Non siamo i capri espiatori"
di DONATELLA ALFONSO

Genova - «NE´ ROSSI, né neri, siamo solo tranvieri», è lo striscione che apre il corteo, che allinea oltre un migliaio e sicuramente i tre quarti degli autisti tra i 2.640 dipendenti Amt. Perché ci sono le bandiere rosse della Cgil o dei Cub, tricolori della Cisl, blu della Faisa e biancazzurre dell´Ugl o della Uil. Più i tanti scooter a clacson spiegato, i fusti di carburante usati come tamburi, i fischietti, i megafoni. Corteo polemico e deciso, ma non manca l´ironia, come la bara di cartone costruita e portata a spalla a turno da Luca e Graziano, cugini e autisti. «Sono vent´anni che non eravamo tutti così uniti, la gente davvero non ne può più», chiosa Guido Fassio, segretario Cgil con la bandiera sulla spalla. Ma all´arrivo a Tursi, la serenità sparisce. L´atteso incontro con i capigruppo dovrebbe accogliere solo una delegazione: i lavoratori non ci stanno. Invadono la buvette, battono sui vetri, urlano. Tutti in Sala Rossa, con un´ora di ritardo sulla convocazione e una rabbia che non si ferma più. Marta Vincenzi, che insieme a Mario Margini sta presentando il mercato di Bolzaneto nella buvettina, una stanza ben chiusa di fronte alla Giunta nuova, è drastica: «No, non andrò io a parlare, è il vicesindaco che segue Amt. Forse qualche anno fa si poteva essere più incisivi nel risolvere questa difficile situazione; i lavoratori si sono sentiti presi in giro varie volte, ma ora devono avere un po´ di fiducia. I sacrifici devono essere ripartiti, se vogliamo salvare questa azienda dal rischio di portare i libri in tribunale».
Gli autisti questo se lo sono sentito dire già cinque anni fa, al tempo dell´intesa raggiunta con la giunta Perìcu sulla vendita ai francesi e la cessione di Ami. Ora non ci stanno più, urlano, e nel mirino c´è Pissarello, che li ha criticati per aver scelto di non fare lo straordinario la Notte Bianca. Le grida si sprecano, le minacce anche. Ci vogliono tutta la faccia e il fiuto politico di Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale, ad entrare, da solo, nell´arena. Lo prendono per Pissarello, il complimento migliore è «buffone, dimettiti». Lui, il vicesindaco, segue a ruota. Da soli, reggeranno il confronto a tratti durissimo per un´ora e mezzo.
Parlano i rappresentanti sindacali snocciolando i problemi: L´estensione delle corsie gialle, un piano di finanziamento per il 2009 e acquisto di nuovi mezzi. Via il documento presentato il 4 settembre, chiarisce Andrea Gatto, segretario Faisa, non prendeteci in giro con la tranvia in Valbisagno di cui si parla dal ‘78; subito avanti con le corsie gialle, intima Fassio, visto che «per sei chilometri di corsie non fatte il Comune ha pagato una penale di 600mila euro, quando ogni nuovo chilometro porterebbe a un risparmio da 1 a 3 milioni di euro». Bordate di applausi, equamente ripartiti; ovazione per Mirko Manfredi a nome dei Cub, quando dice «trovate altri capri espiatori che non siano i lavoratori. Se ci sono 22 milioni di euro di buco, ci deve essere un responsabile». Paolo Pissarello, pur tra gli urli, parla due volte, e chiarisce: nessuno perderà il lavoro o lo stipendio, quel piano del 4 settembre non esiste, ci sarà invece un tavolo di confronto. Per un´azienda seria, importante, che abbia a cuore la gente e i lavoratori. Non è detto che gli credano, le camicie azzurre. Ma ascoltano, diffidenti, e staranno a vedere.


23 settembre 2009 - Il Giorno

La misteriosa chiusura di un'azienda non in crisi
Dubbi e preccupazioni dei lavoratori Pikappa
di MONICA AUTUNNO

MASATE - CESSATA ATTIVITÀ in azienda, licenziamento per trenta. I sindacati avviano le procedure per la Cassa a zero ore, i lavoratori denunciano: «Un epilogo inaccettabile». Una fine incomprensibile almeno per i trenta dipendenti che, da questo mese, rimangono senza lavoro, quella della Pikappa spa di Masate, azienda in attività in via Confalonieri da oltre quarant'anni, un mercato e un'attività floridi nel settore della grafica, della stampa e della commercializzazione di supporti, ovvero tessere, magnetici. Un'azienda consolidata con una mole di lavoro da 16 milioni di fatturato annuo, florida sino a pochi mesi fa, con prospettive d'allargamento e nuove assunzioni. Sino alla doccia fredda, arrivata in luglio con l'annuncio da parte dei soci titolari della cessazione d'attività, della messa in liquidazione e dell'avvio di procedura di licenziamento collettivo per il personale. Per i dipendenti un'amarezza doppia: la perdita del lavoro e il sospetto che la serrata non sia da infilare nel calderone della crisi globale, ma che operazioni finanziarie in parte non note abbiano contribuito a creare se non pilotato la fine. L'altra mattina i sindacati (Slc Cgil, Cub e Rsu) hanno firmato in Regione l'accordo per la Cigs. Nel primo pomeriggio, assemblea in azienda con tutti i dipendenti. L'azienda ha vissuto in anni recenti un cambio di proprietà, con la cessione a una srl di Vimercate. «I nuovi titolari attribuiscono le ragioni della crisi ai punti oscuri del subentro - spiegano sindacalisti e lavoratori - sostenendo, in sostanza, di non aver ereditato una azienda sana sul fronte economico. Ma di tutto questo non abbiamo avuto mai alcun sentore. Sino all'estate ci hanno chiesto turni di lavoro e straordinari, è stato preso personale esterno per fare fronte alle commesse, sono stati sempre pagati gli stipendi con tanto di ticket pasto, erano stati addirittura prospettati aumenti retributivi». A LUGLIO la stangata. Solo un mese di lavoro, ad agosto, per stampare le tessere del Milan. Ma la fine era segnata. Con 13 milioni di tessere già commissionate. L'azienda ha infatti nel suo parco clienti gestori telefonici del calibro di Vodafone, Tim e Tre, Telecom Maroc, ancora marchi di grande distribuzione come Esselunga, Iper e Gs e, fra le società sportive, Milan, Fc Porto e Parma. Il desiderio di vederci chiaro è legittimo. Fra le ipotesi quella che i fondi per il risanamento siano stati stornati su altre operazioni: la proprietà sarebbe titolare di un progetto aziendale in itinere nell'isola di Gozo, vicino a Malta. Tutto da chiarire, dicono i sindacati. «Ciò che noi sappiamo - dicono amaramente i dipendenti - è che quest'azienda era un gioiello, e viene chiusa. Problemi a lasciarci a casa nessuno se ne è fatti. È legittima la nostra intenzione di avere, oltre che quello che ci spetta, un minimo di chiarezza».


22 settembre 2009 - Adnkronos

P.A.: RDB PUBBLICO IMPIEGO, MOBILITAZIONE IL 25 SETTEMBRE
PER DIFENDERE SALARIO, DIRITTI E DIGNITÀ DEI LAVORATORI PUBBLICI

Roma, 22 set. - (Adnkronos/Labitalia) - La RdB Pubblico Impiego ha indetto una mobilitazione del pubblico impiego per venerdì 25 settembre. L'appuntamento è a Roma, con un presidio davanti al al Ministero della Funzione Pubblica, in Corso Vittorio Emanuele II, 116, dalle 11 alla 14. Al centro della protesta, si legge in una nota della RdB «la difesa di salario, diritti e dignità dei lavoratori pubblici e dello Stato Sociale come bene comune; una Pubblica Amministrazione vicina al cittadino nel rispetto della condizione lavorativa dei dipendenti; in difesa delle libertà sindacali». «Il presidio nazionale -prosegue la nota- intende contrapporsi all'attacco ai lavoratori pubblici da parte del governo Berlusconi e del Ministro Brunetta, attacco condotto con l'obiettivo di recuperare sempre più soldi dalla Pubblica Amministrazione e dai salari per trasferirli alle imprese ed alle banche a sostegno dei loro profitti».


22 settembre 2009 - Spoleto City

CATANZARO E VIAREGGIO
VIGILI DEL FUOCO: COMUNICATI DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE DI CATANZARO E VIAREGGIO

CATANZARO: DARE A CESARE CIÒ CHE È DI CESARE!!!!

Come da impegni assunti in sede di Consiglio Nazionale tenutosi a Roma il giorno 17 settembre, il Coordinamento provinciale RdB\CUB si è già messo all'opera per predisporre un piano operativo di rilancio dell'azione sindacale. In tutti i posti di lavoro sono già iniziati i primi contatti tra delegati e lavoratori si registra un certo ritorno d'interesse verso il sindacato di base ed una certa opposizione verso il nuovo sistema organizzativo dettato dalla 217; i lavoratori dopo qualche periodo di "vuoto" e di "sbandamento" ricominciano a sentire la necessità di sana sindacalizzazione. I problemi della categoria - contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi ed inefficienti, mancato riconoscimento di categoria usurante, smantellamento della componente professionistica del C.N.VV.F. - hanno una ricaduta negativa anche sulla comunità; infatti i cittadini non possono godere di un servizio adeguato alla necessità!!! I lavoratori del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco - dai funzionari ai vigili, dagli OT agli amministrativi - si rendono conto ed esternano l'inopportunità di una festa con relative spese!!!! Quei lavoratori invidiati sino a qualche anno fa perché dipendenti statali e con un posto sicuro, oramai non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, inoltre nonostante siano sbeffeggiati e tacciati dai vertici governativi come "fannulloni" hanno continuato a mettersi a disposizione dell'amministrazione (terremoto Abruzzo, disastro di Viareggio, campagne Antincendio Boschive, Presidi autostradali e marittimi, ecc.) sacrificando il loro tempo libero e le loro famiglie nella speranza di poter raggranellare qualche euro in più; e l'amministrazione invece di retribuirli tempestivamente e debitamente -i lavoratori aspettano ancora le competenze per servizi resi addirittura anche nel 2008- pensa bene di sottrarre personale operativo (400 unità!!!!) e risorse economiche per organizzare la festa del 30 settembre. La RdB VVF di Catanzaro, raccogliendo gli umori della base rilancia e sostiene che non c'è proprio niente da festeggiare : i lavoratori vogliono ciò che gli spetta e manifesteranno queste loro giuste aspettative in maniera pacifica e silenziosa ma decisa; giorno 30 settembre, mentre a Roma si festeggerà solennemente nei giardini del Quirinale, i lavoratori Catanzaresi organizzeranno un sit-in in piazza Prefettura, con lo slogan "E' QUI LA FESTA???????"
I pompieri di Catanzaro per l'occasione si chiameranno tutti Cesare!!!

VIAREGGIO: Manifestiamo a Viareggio il 30 Settembre ore 10 sui luoghi del disastro, presso la stazione
Tra la gente e con la gente, rivendichiamo il nostro ruolo

Nel luogo dove i colleghi si sono distinti per impegno, professionalità ed umanità vogliamo tornare per dire all'opinione pubblica tutta la verità su quale sia la realtà lavorativa attuale dei Pompieri: 30settembre manifestazione, la Regione Toscana farà un presidio di lavoratori a Viareggio. La Rappresentanza Sindacale di Base (RdB) settore Vigili del Fuoco, comunica ai lavoratori che il giorno 30 settembre 2009 si terrà una contromanifestazione in contemporanea con la parata a Roma per la consegna della medaglia al CNVVF. Pur non biasimando i colleghi, anzi unendoci ai loro bisogni ed aspettative, che parteciperanno alla festa indetta dal Governo e dall'Amministrazione noi, come RdB CUB vogliamo esprimere il più forte dissenso nei confronti di un'Amministrazione che s'impegna con zelo ad elargire riconoscimenti morali e promozioni sul campo di qualche dirigente in Abruzzo, ma non sembra considerare affatto le seguenti ed urgentissime aspettative della categoria: contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati mezzi vecchi ed inefficienti usati per la colonna mobile, mancato riconoscimento di categoria usurante, ecc ecc ecc. Con la nostra protesta dunque, siamo certi di essere portavoce di chiunque pensi che tutte le cose promesse dall'Amministrazione e dal Governo di turno siano solo uno specchietto per le allodole. Che i lavoratori e l'opinione pubblica che tanto ci è stata vicina in questi mesi dimostrandosi solidale con le nostre rivendicazioni dicono basta alla propaganda governativa. Siamo stufi di essere presi in giro da una casta politica immorale ed insensibile nei confronti di chi ha lavorato per portare aiuto a cittadini in drammatiche situazioni riuscendone solo a trarre propaganda utile solo a fini d'immagine loro ma prive di contenuto. E che per questo diciamo a gran voce: vogliamo il rinnovo del contratto, siamo i soli veri professionisti del soccorso e vogliamo ci sia riconosciuto questo ruolo
notizie@vigilidelfuoco.rdbcub.it


22 settembre 2009 - Catanzaro Informa

Il 30 settembre sit-in della RdB Vigili del Fuoco in piazza Prefettura

Come da impegni assunti in sede di consiglio nazionale tenutosi a Roma il giorno 17 settembre, il coordinamento provinciale si è già messo all'opera per predisporre un piano operativo di tesseramento e rilancio dell'azione sindacale. In tutti i posti di lavoro sono già iniziati i primi contatti tra delegati e lavoratori: si registra un certo ritorno d'interesse verso il sindacato di base ed una certa opposizione verso il nuovo sistema organizzativo dettato dalla 217; i lavoratori dopo qualche periodo di ''vuoto' e di ''sbandamento' ricominciano a sentire la necessità di sana sindacalizzazione. I problemi della categoria - contratto scaduto, carenza d'organico, assunzioni bloccate, straordinari non pagati, mezzi vecchi ed inefficienti, mancato riconoscimento di categoria usurante, smantellamento della componente professionistica del C.N.VV.F. - hanno una ricaduta negativa anche sulla comunità; infatti i cittadini non possono godere di un servizio adeguato alla necessità!!! I lavoratori del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco - dai funzionari ai vigili, dagli OT agli amministrativi - si rendono conto ed esternano l'inopportunità di una festa con relative spese!!! Quei lavoratori invidiati sino a qualche anno fa perché dipendenti statali e con un posto sicuro, oramai non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, inoltre nonostante siano sbeffeggiati e tacciati dai vertici governativi come ''fannulloni' hanno continuato a mettersi a disposizione dell'amministrazione (terremoto Abruzzo, disastro di Viareggio, campagne Antincendio Boschive, Presidi autostradali e marittimi, ecc ) sacrificando il loro tempo libero e le loro famiglie nella speranza di poter raggranellare qualche euro in più; e l'amministrazione invece di retribuirli tempestivamente e debitamente -i lavoratori aspettano ancora le competenze per servizi resi addirittura anche nel 2008- pensa bene di sottrarre personale operativo (400 unità!!!!) e risorse economiche per organizzare la festa del 30 settembre. La RdB VVF di Catanzaro, raccogliendo gli umori della base rilancia e sostiene che non c'è proprio niente da festeggiare: i lavoratori vogliono ciò che gli spetta e manifesteranno queste loro giuste aspettative in maniera pacifica e silenziosa ma decisa; giorno 30 settembre, mentre a Roma si festeggerà solennemente nei giardini del Quirinale, i lavoratori Catanzaresi organizzeranno un sit-in in piazza Prefettura, con lo slogan: ''E' QUI LA FESTA???????'


22 settembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 32 - 2Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Da 3 mesi, casetta donata da Usi/RdB giace sul tetto di un'officina
* Terremoto in Abruzzo, speculatori in attesa
* Ebri in affanno, Cnr va in soccorso
* L'Istat non celebrerà i 150 anni dell'Unità
* Dal Tribunale di Roma nuova tegola sull'Ispra
* 40 anni di contributi, possibile pensione forzata
* L'Isafom è insolvente, saltano i buoni pasto
* Domani sarà in edicola "Il Fatto Quotidiano"


22 settembre 2009 - Il Manifesto

SCUOLA
Assemblea precaria? Il Provveditorato chiude al pubblico
di Alice Cason

Roma - Roberta ieri pomeriggio doveva consegnare delle carte in Provveditorato, a Roma. Gli uffici in via Pianciani, il lunedì, sono aperti dalle 15 alle 17. Roberta ha trovato le porte chiuse, un cordone di poliziotti davanti all'ingresso e un centinaio di precari che protestavano in strada. «Hanno interrotto un servizio pubblico addebitando la colpa ai manifestanti - si lamenta - che stavano parlando tranquillamente. La situazione non sembrava pericolosa: però c'erano furgoni dei carabinieri e pattuglie, manco ci fossero le molotov». Anche Barbara Battista, delle RdB-Cub, si trovava ieri in via Pianciani, all'assemblea organizzata dal coordinamento dei precari della scuola per protestare ancora contro i tagli, il maestro unico, i contratti di disponibilità. «Il dirigente Minichiello - racconta Barbara - ha chiuso il Provveditorato con una scusa qualunque, i computer rotti». Però hanno piazzato due furgoni della polizia a chiudere la strada: «lo spiegamento di forze era anche maggiore del solito». I precari si sono spostati un po', e alla fine le porte sono state aperte. Roberta è entrata con gli altri in attesa: «Una presa in giro. Ci hanno fatto entrare due alla volta, ma non abbiamo potuto salire negli uffici: lì in corridoio un impiegato raccoglieva i documenti di tutti, così, in una cartellina. Io li ho riportati a casa, sono troppo importanti: l'assunzione in ruolo dopo 20 anni!».
Durante l'assemblea si è molto discusso della manifestazione del prossimo 3 ottobre, che coinciderà con quella per la libertà di stampa. Mentre la Cgil - che proprio ieri ha confermato la sua presenza a fianco dei precari - spinge per terminare la protesta in piazza del Popolo, insieme alla Fnsi, RdB-Cub vuole un percorso indipendente che termini davanti al ministero della pubblica istruzione. «Non ci ha per niente convinto la scelta di spostare la manifestazione del 19 settembre. E non è vero che la Fnsi lo ha concordato con il coordinamento dei precari della scuola (come è scritto invece nel sito della federazione)».
Dal loro blog, intanto, i precari «sfidano Vespa» e fanno propria la proposta lanciata da Franceschini una settimana fa: che Porta a Porta, dopo la puntata «di Berlusconi», dedichi un'intera serata a loro. Restano in attesa di essere chiamati da RaiUno.
I sindacati della scuola, nel frattempo, hanno chiesto al ministro Gelmini (che si dice «odiata dalla sinistra», perchè le avrebbe tolto il controllo sull'insegnamento, considerato uno strumento per costruire consenso politico) un incontro urgente per parlare della Finanziaria e del rinnovo del contratto di lavoro (che scadrà a fine anno).


22 settembre 2009 - L'Unione Sarda

Sanità. I sindacati di base: «Non ci sono i requisiti per l'azienda ospedaliera»
Già in guerra per l'ente che non c'è

Gallura - Non c'è ancora nulla di scritto. L'istituzione, in Gallura, dell'Azienda ospedaliera esiste solo nell'accordo interno al Pdl. Eppure già si litiga sul destino dell'ente che dovrebbe gestire i tre ospedali del territorio (Olbia, Tempio e La Maddalena) più il polo del San Raffaele, ancora da realizzare. In totale 573 posti letto, 227 in più rispetto agli attuali.
LO SCONTRO A lanciare la pietra della discordia sono i rappresentanti dell'Rbd-Cub, la confederazione unitaria che fa riferimento alla sinistra radicale. «Solo buoni propositi», è l'attacco, «la Gallura viene calpestata e sottomessa alla logica delle clientele». Replica Renato Lai, il primario-consigliere regionale, uno dei tre esponenti Pdl che ha raggiunto l'intesa sull'Azienda ospedaliera con il presidente Cappellacci. Al tavolo c'erano anche Gianfranco Bardanzellu e Matteo Sanna. Per Lai «la volontà di istituire il nuovo ente sancisce il riconoscimento delle strutture galluresi come centri di alta specialità, in prospettiva futura».
I REQUISITI Se questo è lo sfondo della querelle, il solco tra le due posizioni è rappresentato dai requisiti che per legge attribuiscono (o meno) l'Azienda ospedaliera a un territorio. La norma di riferimento è la legge 3 del 7 luglio 2009 (disposizioni urgenti nei settori economico e sociale). All'articolo 12, comma 6, è scritto, tra le altre cose: «Possono costituire azienda autonoma le strutture ospedaliere che sono organizzate in dipartimenti, che hanno nuclei di alta specialità, che hanno un ruolo di riferimento nei programmi di assistenza su base regionale».
IL SINDACATO A sentire l'Rdb «nessuno dei tre ospedali galluresi ha queste caratteristiche. E lo dovrebbero spiegare pure al sindaco di Olbia (Gianni Giovannelli, Pdl) e al presidente della Provincia (Pietrina Murrighile, Pd), oltre che ai rappresentanti galluresi in Regione». Per il sindacato «pagheremo lautamente l'incremento dei nuovi manager, come già succederà con il commissario sassarese che guiderà la Asl di Olbia. Tutto mentre crescono i disagi per i cittadini e gli organici si riducono».
I CONSIGLIERI Dal Pdl le accuse sono rispedite al mittente. «La Gallura - dice Lai - avrà i requisiti perché lo stesso potenziamento dell'ospedale olbiese si muove in questa direzione». Quando anche il secondo lotto sarà completato, «verranno istituiti i reparti di neonatologia, urologia, geriatria, oculistica, urologia e neurologia». Specialità, queste, che saranno complementari «con l'offerta del San Raffaele a cui dovrebbero essere assegnati altri 150 posti letto», spiegano Bardanzellu e Sanna. L'ospedale di Olbia conta oggi 149 posti letto, quello di Tempio 141, a La Maddalena sono 35. Ma i numeri sono inseriti nel Piano sanitario voluto dal centrosinistra e bocciata dal Tar (tribunale amministrativo regionale) un anno fa.(a.c.)


22 settembre 2009 - Dazebao online

Terremoto Abruzzo. "Castelnuovo ringrazia per il nulla"
di Adriana Spera

In tutti i centri colpiti la situazione è drammatica. 70 mila senza tetto ma prima dell’inverno saranno consegnate solo 5.000 case. Non ci sono ancora i fondi per i lavori nelle case parzialmente inagibili Questo lo striscione con il quale la popolazione dell’omonimo borgo ha accolto il presidente del Consiglio e che ben riassume la situazione a cinque mesi dal terremoto. Nonostante il battage pubblicitario messo su dalla premiata ditta Masi-Vespa (con relativo oscuramento di altre trasmissioni sul tema), la situazione, alla vigilia della stagione fredda, è drammatica, a riprova di una conduzione dell’emergenza tanto dispendiosa quanto fallimentare. Se da una parte, grazie alla provincia di Trento, vengono consegnati i primi prefabbricati a Onna, negli altri borghi come Castelnuovo, frazione di S. Pio delle Camere, non sono state neppure individuate le aree in cui collocarli. Paradossale la sorte toccata al prefabbricato - donato all’associazione l’area di Hesta dal sindacato USI-RdB/Ricerca, grazie ai 13.379 euro raccolti tra gli iscritti - che ancora giace sul tetto di un’officina privata, gentilmente posta a disposizione dal proprietario. In circa tre mesi dalla consegna del manufatto né la Protezione civile, né il sindaco (Pdl area Forza Italia) sono stati in grado di reperire uno spazio per allocarlo e renderlo accessibile agli anziani cui è destinato. Ma ciò che è più inquietante e che sfugge ai più è che nei comuni colpiti dal sisma si sta sperimentando il ritorno ad un modello di gestione degli enti locali che ricorda quello dei governatorati di mussoliniana memoria, un uomo solo al comando, di nomina diretta e di fiducia del capo del governo con risultati disastrosi sotto ogni punto di vista temporale, ambientale, economico e della conservazione del patrimonio culturale. Saranno realizzate ben 20 new town , il che comporta tempi molto lunghi e la devastazione di un territorio già martoriato prima del terremoto. I senza tetto sono 70.000, 27.886 con case completamente inagibili o da demolire, ma le case consegnate prima dell’inverno saranno non più di 5.000, 16.000 entro la primavera, ad un costo unitario di ben 135.000 euro (2.400 euro/mq.) contro i 15.000 di una casa mobile. Per chi ha case parzialmente inagibili ancora non sono stati messi a disposizione fondi per i lavori e la certificazione per farli viene data con estrema lentezza. Intanto, si preferisce far marcire, presso un deposito della protezione civile a Capua, i prefabbricati utilizzati in occasione degli ultimi eventi sismici in Umbria e Marche, mentre si spende ogni giorno qualche milione per tenere negli alberghi sulla costa una parte degli sfollati. All’inizio, ci hanno detto che le nuove case sarebbero state una soluzione transitoria e che le stesse successivamente sarebbero state poste a disposizione degli studenti fuorisede. Nei giorni scorsi la definizione è cambiata in case definitive. Mentre le circa 150.000 case sfitte censite prima del terremoto sono svanite nel nulla. Ciò vuol dire che il centro storico dell’Aquila non rinascerà, che uno dei centri più belli d’Italia diverrà l’ennesimo paese fantasma di cui è disseminato il nostro territorio, per rinascere magari tra qualche anno ad opera di qualche magnate che comprerà a due soldi le macerie e farà l’ennesima speculazione. Una vicenda che pone non pochi interrogativi. Possibile che si possano cancellare tutte le competenze istituzionali degli enti locali senza che nessuno protesti? che un patrimonio culturale ingente, qual è quello della città che conta ben 99 piazze, chiese e fontane ed uno dei centri storici più belli al mondo debba essere nel mirino degli speculatori? A che punto sono le inchieste per stabilire le responsabilità di quanti non paghi di una programmazione urbanistica scellerata hanno costruito anche sulla faglia e con la sabbia? Resta una sola certezza: il futuro per l’Aquila non promette niente di meglio.


22 settembre 2009 - Libertà

Akzo Nobel, al tavolo sindacati e dirigenti
Si chiede conto del documento segreto

Fombio - Fiato sospeso per i 185 lavoratori della ditta chimica Akzo Nobel di Fombio, che produce vernici, colori e smalti: oggi, alle ore 11, presso la sede lodigiana di Assolombarda, si terra l'atteso quanto delicato incontro tra i sindacati di categoria, le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) e i vertici della multinazionale olandese, il direttore generale Rob Molenaar ed altri tre general manager del colosso chimico.
I rappresentanti dei lavoratori chiederanno conto del contenuto dell'ormai famoso documento segreto, spuntato dalla rete aziendale interna dell'azienda dopo che un anonimo aveva fatto conoscere agli operai le modalità d'accesso.
Un testo, scritto in inglese con la dicitura "confidential" e datato giugno del 2008, all'interno del quale venivano riassunte in termini precisi le strategie, gli scenari, la tempistica e le modalità della chiusura dello stabilimento di Fombio, sorto agli inizi degli anni Sessanta.
In pratica, si ribadiva che entro il 31 dicembre dell'anno in corso la fabbrica chimica avrebbe cessato l'attività. Nel documento, addirittura, si faceva riferimento già alla buonuscita (50 mila euro) da elargire ai lavoratori licenziati.
Dopo essere venuti a conoscenza del contenuto, i lavoratori hanno immediatamente bloccato la produzione e, da giovedì scorso, hanno organizzato un picchetto davanti ai cancelli. «Vogliamo chiarezza e soprattutto che i dirigenti confermino o smentiscano il contenuto del documento, dicendo se è ancora attuale o meno», sottolineano i sindacati.
Fino a ieri, i dirigenti locali hanno ribadito di non saper nulla del testo segreto, ma oggi dovrebbe essere il giorno della verità.
Ieri intanto, al presidio all'Akzo, sono arrivati i vertici del Partito Democratico, il segretario provinciale Alessandro Manfredi, l'onorevole Erminio Quartiani e il consigliere regionale Gianfranco Concordati. «Abbiamo espresso la nostra solidarietà ribadendo che ci muoveremo a tutti i livelli perchè la questione dell'Akzo Nobel abbia un'eco sovracomunale», ha spiegato Manfredi.
Nel pomeriggio è arrivato pure Gianfranco Bignamini del sindacato Rdb Cub che ha promesso di indire uno sciopero provinciale qualora la situazione non evolvesse in positivo. Intanto stamattina, il presidio dei lavoratori si sposterà sotto le finestre dell'Assolombarda a Lodi in attesa delle notizie che arriveranno dalla riunione.(Mat.Spa.)


22 settembre 2009 - Il Resto del Carlino

In caserma i vigili del fuoco hanno tremato due volte
IL CASO L'EDIFICIO DI VALLEMIANO E' STATO DICHIARATO NON SICURO
E ANCORA SI ATTENDE LA SOLUZIONE

Ancona - I VIGILI DEL FUOCO del comando di Ancona hanno tremato due volte dopo la scossa dell'altra mattina. Per loro oltre alla previsione che li avrebbe tenuti occupati a lungo in una serie infinita di verifiche, controlli e sopralluoghi, anche il timore di veder crollare parte della caserma. Quella parte vecchia che i controlli di alcuni mesi fa ha definitivo non sicura e quindi da sgomberare. Una parte consistente della caserma di Vallemiano che per anni ha ospitato mensa, spogliatoi, magazzini e autorimessa che però non rientra nei parametri antisismici previsti per legge. A luglio sono arrivati i container dove trasferire i magazzini e sono partiti i lavori di adeguamento nella parte nuova del comando (il grande palazzo che ospita gli uffici) dove trasferire i servizi. Ad oggi, tuttavia, il personale che andava sgomberato vive e lavora in quella parte considerata pericolosa. Ecco perché domenica mattina i vigili del fuoco hanno tremato due volte: «I vigili del fuoco in servizio ad Ancona sono stati percorsi da un brivido si legge in una nota di Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Confsal poiché la sede in cui debbono purtroppo ancora alloggiare è stata da tempo dichiarata inaffidabile in caso di sisma. Ciò lascia intendere che un evento come quello de L'Aquila potrebbe determinare un grave pericolo. Eppure a quasi tre mesi non si è concluso il trasferimento del personale e dei mezzi nell'unico edificio sicuro». In effetti oltre al grande palazzo-comando in pratica il resto della sede di Vallemiano è da considerare inaffidabile. Per questo da tempo erano partiti i lavori per arrivare al trasferimento del comando di Ancona in una nuova sede da realizzare alla Baraccola. La vecchia amministrazione comunale aveva avviato un dialogo costruttivo col vecchio comandante Catarsi. Le nuove guide sembrano disattendere quegli accordi e anche il nuovo prefetto non si è ancora fatto sentire in merito: «Non vi è nulla di concreto proseguono i sindacati , se a giugno vi era una situazione che lasciava presagire a qualcosa di concreto, oggi tutto sembra più lontano. Temporeggiare non è più tollerabile perché non si tratta solo di mettere a repentaglio l'incolumità degli operatori, ma anche i soccorsi stessi».


22 settembre 2009 - La Provincia di Cremona

Rdb/cub e Sdl Assemblea e presidi

Cremona — Martedì 29, giorno per il quale è stato proclamato lo sciopero del personale del comparto, il sindacato RdB/Cub e Sdl intercategoriale di Cremona indice un’assemblea provinciale per i dipendenti delle Cooperative Sentiero, Società Dolce, Calicantus, La Magnolia e per quelli delle Case di riposo di Cremona. L’appuntamento è alle 20.30 presso la sede di piazza Antonella. Nello stesso giorno si terranno due presidi di protesta: dalle 9 alle 11 davanti alla Cooperativa Sentiero, in via del Sale; dalle 11.30 ale 13 davanti al Comune, in piazza Stradivari. Sabato 26, alle 11 nella sede di piazza Antonella, conferenza stampa di presentazione.


22 settembre 2009 - Il Piccolo

L’ANNUNCIO ALL’INCONTRO CON I COBAS
Sicurezza, Sbriglia prepara un’iniziativa cittadina

Trieste - «Manovre pericolose e contrarie al Codice della Strada, aggressioni al personale di guida, impianti semaforici inadeguati, sicurezza dell’utenza, fruibilità del servizio ai diversamente abili, utilizzo degli ausiliari al traffico di Trieste Trasporti». Sono alcuni degli argomenti affrontati dai Cobas dei Trasporti con il nuovo assessore alla Vigilanza del Comune di Trieste, Enrico Sbriglia. «L’assessore - si legge in una nota delle rappresentanze sindacali di base - ci ha comunicato di essere intenzionato a promuovere a breve un’importante iniziativa proprio sulla sicurezza cittadina, nella quale verrà data voce a tutti i soggetti che operano a Trieste». Inoltre «l’assessore - spiegano i Cobas - ha voluto sottolineare l’importanza di avviare un percorso che possa consentire la ricerca di soluzioni partecipate e condivese tra tutti i soggetti che si occupano del trasporto pubblico».


22 settembre 2009 - Il Giornale di Vicenza

SANITÀ. Da RdB
"Come i dg non vogliamo le pagelline di valutazione"

Vicenza - Sui premi stabiliti per i direttori generali delle Ulss del Veneto, il sindacato di base RdB di Vicenza solleva una serie di critiche e presenta alcune richieste precise.
«Niente meritocrazia, ma premi (elevatissimi) uguali per tutti i direttori generali delle Ulss venete - scrive il sindacato di base in una nota - Il premio di risultato è uguale per tutti, perchè, dicono, non si può valutare come se tutti fossero "robot". Eppure le Ulss del Veneto non funzionano tutte allo stesso modo; e se negli ospedali le cose funzionano è perchè il personale salta riposi, lavorando spesso oltre il proprio orario».
«E noi dipendenti, noi che veniamo valutati da dirigenti che spesso non ci con oscono, che veniamo valutati spesso a seconda delle simpatie, che veniamo valutati secondo le appartenenze sindacali? Noi ci aspettiamo lo stesso metro di trattamento: salario accessorio uguale per tutti».
Il sindacato di base si chiede inoltre come faranno i direttori generali a dividere i dipendenti in «buoni e cattivi», dal momento che loro stessi per primi hanno rifiutato di essere trattati in tal modo: «Come faremo a considerare equa una differenziazione da chi si è opposto che questa venisse a lui applicata?».
«Chiediamo quindi - conclude la nota del sindacato di base RdB - che i direttori generali siano coerenti, che per il 2009 in tutte le Ulss siano eliminate le pagelline di valutazione, e che la produttività sia distribuita uguale per tutti».


22 settembre 2009 - Corriere Adriatico

Da tre mesi deve essere completato il trasferimento
nell’unica palazzina a norma "Ma non c’è pericolo"
"Con il terremoto tremiamo due volte"
Vigili del fuoco ancora in una sede che non è anti-sismica.
"A rischio la nostra incolumità e i soccorsi"
di LORENZO SCONOCCHINI

Ancona - Dall’alba di domenica controllano la stabilità di case e scuole, chiese e palazzi pubblici scossi dallo scrollone delle 5 e 50. Ma quando tornano in sede, nella caserma del Comando Provinciale di via Miano, entrano in un edificio da mesi dichiarato non idoneo dal punto di vista antisismico. Continuano a vivere una situazione "dissociata" i vigili del fuoco di Ancona, che con la scossa di terremoto dell’altra notte hanno "tremato due volte". Parte della sede in cui alloggiano e lavorano è stata già a metà giugno "dichiarata inaffidabile in caso di evento sismico" e il trasloco nell’unica palazzina a norma "non è stato ancora completato", spiegano i coordinamenti e le segreterie provinciali Vigili del fuoco di Cgil-Cisl-Uil funzione pubblica, Rdb del pubblico impiego e Confsal. Il paradosso, noto ormai da mesi, stride come un controsenso ogni volta che i vigili del fuoco anconetani, già in prima linea da aprile in Abruzzo, affrontano un’emergenza legata al terremoto. Per fortuna, per quanto intensa, domenica la scossa con epicentro tra i comuni di Montefano e Filottrano, a cavallo tra le province di Macerata e Ancona, "non ha provocato danni". Ma cosa potrebbe accadere in caso di terremoti più forti? Domanda che si fanno in molti, nel quartier generale dei pompieri di Ancona, dove domenica mattina i vigili in servizio "sono stati percorsi da un bel brivido". "Forse - si legge nella nota dei sindacati dei vigili deol fuoco - un evento come quello dell’Aquila potrebbe determinare un grave pericolo. Eppure, a distanza di quasi tre mesi non si è ancora concluso il trasferimento del personale e dei mezzi nell’unico edificio sicuro, e soprattutto non vi è nulla di concreto per ciò che riguarda la delocalizzazione di tutta la struttura in nuova area, come chiediamo da anni". Sorgerà a Pontelungo, verso la Baraccola, ma non prima di 4 o 5 anni. "Non è più tollerabile - conclude la nota - temporeggiare su una questione così delicata, perchè non si tratta solamente di mettere a repentaglio l’incolumità dei vigili del fuoco, ma di mettere in forse il soccorso che essi devono essere in grado di portare in caso di un evento catastrofico". Proprio per questo "alcuni edifici vengono classificati come strategici, perchè devono essere in grado di garantire la propria operatività in qualsiasi situazione". Il trasloco "forzoso" del personale operativo era stato deciso già a metà giugno, quando s’erano conosciuti i risultati degli ultimi sondaggi disposti dall’amministrazione dei Vigili del fuoco sulle due vecchie palazzine, una che dà su via Miano e quella più alta tra via Bocconi e piazzale della Libertà. Non rispettano più gli standard previsti dalle rigorose norme antisismiche, che dopo il disastro di San Giuliano, dov’era crollato un asilo, prevede per gli "edifici strategici" una tenuta antisismica superiore alle altre costruzioni. Così gli edifici più datati del comando di via Miano, che prima per quanto obsoleti erano a norma, sono divenuti "non idonei". "Ma questo non significa che siano a rischio di crollo - spiegavano ieri al Comando -, anzi dopo la scossa di domenica abbiamo avuto un buon collaudo". In ogni caso, per rispettare la legge, tre mesi fa si era deciso trasferire il personale operativo, un centinaio di vigili, nella palazzina C, la "stecca" nuova su via Bocconi, occupata dagli uffici. Ma sono in corso ancora dei lavori di adattamento dei locali e ci vorrà un mese circa. Intanto sono arrivati anche quattro container. Il comando garantisce però che saranno utilizzati solo come deposito di materiali, non come alloggi. Precari sì, ma non sfollati.


22 settembre 2009 - Il Tirreno

Sea, la protesta dei lavoratori: quanto costano ai cittadini i ripetuti appalti?

VIAREGGIO - «Attendiamo ancora risposte ai molti interrogativi che abbiamo sollevato in questi ultimi mesi: sicurezza del cantiere, presenza di cooperative volontarie sul territorio, servizi appaltati quando in azienda abbiamo sia i mezzi che il personale per eseguirli». Così una nota firmata dai delegati Sea di Fiadel, Uil, Cisl, Cgil, Rdb in rappresentanza della Rsu aziendale. Nella quale i sindacati tornano su alcune delle questioni sollevate da tempo nel confronto con l’azienda del presidente Ermindo Tucci.
«Un esempio per tutti - continuano i delegati - è il lavaggio dei cassonetti per il quale abbiamo ben due mezzi e autisti competenti, ma viene appaltato a ditte esterne. Come si giustifica questo ai cittadini che pagano la Tia?».
In attesa di risposta, spiegano i rappresentanti sindacali, «ci rivolgiamo alle amministrazioni pubbliche di Viareggio, Camaiore e Forte dei Marmi e ai cittadini. Perché se l’azienda continuerà questa linea, i lavoratori di Sea ambiente e Sea risorse (che si occupa della raccolta differenziata, ndr) intraprenderanno forme di agitazione a discapito dell’utenza».
Una prima assemblea di due ore è già prevista per venerdì prossimo, annuncia il comunicato: «Ci scusiamo in anticipo con la cittadinanza, ma la nostra lotta è anche il loro futuro. Per un servizio migliore e città turistiche degne di questo nome». Che non mostrino lo scempio visto in questi giorni, per esempio, sulla via Fratelli Rosselli lungo tutto il perimetro del campo sportivo del Magazzeno.


22 settembre 2009 - La Nuova Sardegna

IL SINDACATO DI BASE
«Il commissario danneggia la sanità»

OLBIA - «La storia non si fermerà con il commissario della Asl di Olbia, magari tra qualche mese gli subentrerà qualche altro ultrasessantenne, magari ex primario in pensione che, non operando più, si annoia - scrive l’Rdb in un lunghissimo comunicato stampa -. Tutto questo in barba a quei politici locali che hanno fatto il pieno di voti in Gallura e ora balbettano, mentre prendono schiaffi quotidiani dai loro colleghi del capoluogo regionale e mentre la Gallura viene calpestata e sottomessa alla logica delle clientele. Il vostro modo di far politica, tutti inclusi, sta danneggiando la sanità punbblica, perché con il clientelismo ignorate le professionalità e le competenze - attacca il sindacato autonomo della sanità -. Si sta ferocemente smontando la continuità delle iniziative (e tante erano buone) e anche questa annunciata riforma appare solo un pretesto per coprire e giustificare il velocissimo cambio di squadra. Comunque la decisione di commissariare, provocherà grandi ritardi sia nel proseguo del secondo lotto del nuovo ospedale di Olbia sia nell’allestimento del San Raffaele. E’ chiaro che le nuove specialità verranno decise dal nuovo dg ed è chiaro che sarà il commissario a prendere decisioni strategiche».

Incontro promosso dalla Provincia con i rappresentanti dell’Azienda e dei sindacati sul caso Alcoa
Il fluoro cinque volte oltre la norma
L’Arpas ha riscontrato il dato nell’area vicina all’impianto di Portovesme Il componente sarebbe presente con 140 microgrammi per metro cubo nelle emissioni in atmosfera
di Erminio Ariu

PORTOVESME - Un silenzio preoccupante, rotto solo nel tardo pomeriggio dalla nota inviata dall’Arpas alla Provincia. L’ agenzia regionale dell’ambiente ha rilevato una concentrazione di fluoro pari a 124 microgrammi per Normalmetrocubo (mentre è prevista unasoglia massima di 24 microgrammi) nelle rilevazioni fatte sul passaggio della nube dell’Alcoa.
Nell’era della comunicazione, dell’informatica e della tecnologia avanzata, all’Arpas, dipartimento di Portoscuso, occorrono mesi per riferire alle autorità sanitarie e all’assessorato provinciale all’Ambiente quale è il tasso di inquinamento proveniente dai prelievi dell’aria antistante lo stabilimento Alcoa. Ieri, quando ancora dei dati non c’era traccia, l’assessore provinciale all’Ambiente Bruno Pissard ha puntato l’indice contro l’Agenzia regionale per la difesa dell’ambiente.
Un confronto aperto quello che la Provincia ha cercato di intavolare con i rappresentanti dei lavoratori che, senza peli sulla lingua, hanno accusato apertamente l’azienda, di avere trascurato le questioni ambientali per preferire il risparmio. Bruno Pissard, ancora una volta si è mostrato disarmato e ha denunciato il comportamento dell’Arpas: «Mi risulta che le centraline sistemate nello stabilimento e fuori dalla fabbrica - ha spiegato Bruno Pissard - non rilevano la presenza del fluoro e questo preoccupa perché è in ballo la salute dei lavoratori e della gente che vive a Portoscuso e Paringianu. Quanto all’ultimatum notificato ad Alcoa era un atto dovuto perché i funzionari della Provincia devono rispettare le disposizioni di legge».
A fianco dell’assessore c’era il direttore del settore ambiente Palmiro Putzulu che ha riferito di dover lavorare con gli occhi bendati per l’atteggiamento assunto dall’Arpas. Il reparto elettrolitico è gravemente malato anche se il direttore dello stabilimento Marco Guerini, e il responsabile delle manutenzioni e della produzione Sergio Vittori, hanno ribadito costantemente che la situazione è nettamente migliorata. «Allo stato attuale - ha precisato Marco Guerini - sono ferme 60 celle. L’Arpas è venuta più volte ad ha attestato che le condizioni sono migliorate. Il personale che opera nel reparto sta lavorando senza sosta ma non sappiano di preciso quando si tornerà alla normalità. Abbiamo anche dato incarico ad una ditta privata di effettuare analisi e controlli». Incarico, questo, di nessuna efficacia perché i soli dati ritenuti attendibili sono quelli dell’Arpas. Fino ad oggi quindi a tutela della pubblica salute ci sono state le osservazione visive, senza alcun dato scientifico complessivo. Escono fluoruri ed altri inquinanti gli interventi riparatori tardano.
Nel mirino anche per Cgil, Cisl e Uil è la conduzione tecnica della fabbrica. «C’è stata e c’è ancora una grave carenza nella conduzione tecnica - ha precisato Rino Barca della Cisl territoriale -. Non è da oggi che chiediamo uno screning per i lavoratori e investimenti i più massicci per ridurre i tempi del disagio provocato dalle emissioni gassose». Il dissenso contro il modo di agire di Alcoa è diffuso. «Non nascondiamo la realtà - ha detto chiaro e tondo Angelo Diciotti, della segreteria provinciale Cub -, perchè in quel reparto, oltre agli gas, c’è fluoro e lo sanno tutti. Ebbene, dico con cognizione di causa che ancora oggi l’azienda sta cercando di salvare le celle, per risparmiare, invece di fermarle a tutela della salute della gente». Non meno tenero è Massimo Cara, della Rls di fabbrica: «All’Arpas abbiamo inviato richieste pressanti per accertare quanto stava accadendo in questo stabilimento, da almeno due mesi. Ebbene non ci ha mai risposto nonostante per legge il nostro apporto non può essere trascurato».
Poi in serata è stata resa ufficiale la nota dell’Arpas: concentrazioni di fluoro cinque volte superiori alla norma sono state rilevate a pochi metri dallo stabilimento, in località Eca de Chiccu Sedda (in direzione del vento al momento del prelievo).


22 settembre 2009 - La Repubblica

Bus e metro, il giorno dell´ira tutti i mezzi fermi e invasione a Tursi
Otto ore di sciopero. Si temono tagli per 500 posti di lavoro La battaglia dell´Amt Mobilitazione con confederali e Cobas. Il vicesindaco Pissarello e il presidente Guerello provano a mediare
di DONATELLA ALFONSO

Genova - I TRANVIERI stavolta vanno a piedi e portano con sé tutta la città. Potrebbe, peraltro, non essere che un avviso, com´è già stato per la fuga dallo straordinario nella Notte Bianca; e come potrebbe ripetersi ancora durante il Salone Nautico, tanto più che il 15% del servizio si effettua, accusano gli autisti che l´hanno ripetuto ancora ieri sera all´assemblea degli autoconvocati alla Chiamata del porto, proprio solo grazie alle ore prestate volontariamente in più. Otto ore di sciopero, dalle 9.30 alle 17; stamani, prima il presidio in via Bobbio, poi (attraverso via Montaldo, Manin e Corvetto) in corteo a Tursi; e stavolta tutti insieme, compresi Ugl e forse anche Cub. I comitati di base, dopo lo scambio di accuse tra il vicesindaco Paolo Pissarello e gli autisti, hanno dato carta bianca ai loro iscritti: scioperate pure, e poco importa se siamo insieme a confederali e Faisa, tante volte contestati per aver sottoscritto intese rifiutate dai "duri".
Il blocco del traffico, insomma, è già certezza. Appuntamento a mezzogiorno in via Garibaldi, perché in Giunta Nuova cui sarà l´incontro con i capigruppo di maggioranza e opposizione e (forse) Pissarello. Scontata la calata in massa degli autisti e degli altri lavoratori verso la seduta pomeridiana del Consiglio (all´ordine del giorno c´è anche una mozione generica sulla situazione dell´azienda, da vedere se sarà rinviata alla seduta monotematica sul tema già promessa la scorsa settimana). Il presidente del Consiglio Giorgio Guerello ha lavorato perché l´incontro, chiesto dalle diverse sigle sindacali, si anticipasse. Anche perché stavolta la ritualità proprio non c´entra.
«Stiamo a vedere, potrebbero darci risposte che ci garantiscano un po´ di ossigeno - taglia corto Guido Fassio, Filt-Cgil - però di cose che non ci convincono ce ne sono troppe. A partire da un piano industriale che doveva essere pronto ad agosto, arriva ora in bozza e ci viene promesso per dicembre. C´è una strategia o si va avanti per tentativi?». Tanto più che nelle linee guida approvate giovedì scorso dalla giunta comunale si ipotizza una "potatura" degli addetti, con 500 persone in meno in cinque anni, tra prepensionamenti e nuova organizzazione del lavoro, arrivando a quota 2104 unità. «Ma qualcuno ricorda che la nuova norma del 13 settembre impone che le aziende vadano a gara per la gestione? E chi li garantisce fino a quella data, i signori di Amt?», domanda polemicamente Fassio.
Domanda non peregrina, una delle tante che bruciano sulla lingua di sindacato e autisti. Oltre al botta e risposta con Paolo Pissarello, durissimo con gli autisti che avevano abbandonato migliaia di persone sulle fermate nella Notte Bianca. Ma ogni parte in causa - lavoratori, Amt e Comune - ha posizioni ed esigenze che sembrano contrapporsi. Infine, c´è un quarto soggetto, la Regione: quella che tira fuori i soldi. Non abbastanza, concordano tutti, critici sulle scelte di riparto. Ma una voce dice che le tabelle potrebbero presto essere rivoluzionate; perché Amt vorrebbe crescere, anche oltre i confini provinciali, cioè non limitandosi, come ha già spiegato più volte Pissarello, alla più che possibile riunificazione con l´Atp, l´azienda di trasporto pubblico nel bacino genovese. A Tursi si guarda molto più a levante: cioè a La Spezia. Perché l´ipotesi di una sinergia con l´Atc, l´azienda di trasporto pubblico spezzina, sta prendendo forma nelle strategie dell´amministrazione comunale, e questo potrebbe cambiare parecchie cose. Anche nel riparto dei fondi regionali.


22 settembre 2009 - Il Giorno

Akzo, ore decisive per 185 lavoratori
Oggi l'incontro fra sindacati e il dg Molenaar
di MARIO BORRA

FOMBIO - SONO ore decisive, quasi cruciali quelle che stanno vivendo i 185 lavoratori della ditta chimica Akzo Nobel di Fombio: oggi, con inizio alle 11, nella sede lodigiana di Assolombarda, i sindacati di categoria e le Rsu si incontreranno finalmente con il direttore generale della multinazionale olandese Rob Molenaar che, insieme ad altri tre responsabili delle unità produttive del gruppo, dovranno spiegare se il famigerato documento segreto, scovato nella rete intranet aziendale giovedì scorso dopo una segnalazione anonima e che dettava strategie, percorsi e scenari per chiudere il sito di Fombio entro la fine dell'anno, corrisponda alle attuali finalità aziendali. Il testo delle tre pagine scritte in inglese, su cui campeggiava la dicitura «confidential», è datato giugno del 2008 e quindi i sindacati vogliono sapere quali siano le intenzioni dei vertici dello stabilimento. Ciò che viene scritto con dovizia di particolari, accennando addirittura alla buonuscita di 50mila euro da corrispondere ai licenziati, verrà confermata o no? In questi giorni, i responsabili locali di Akzo Nobel non hanno mai detto una parola definitiva in merito: non hanno nè sconfessato apertamente nè avallato il contenuto del documento segreto. «Ne so quanto ne sapete voi», aveva ribadito giovedì scorso il direttore dell'azienda Giovanni Boemo al telefono con Francesco Cisarri, segretario provinciale della Filcem Cgil. Pochi minuti dopo che la notizia dell'ufficializzazione del documento si era sparsa tra i lavoratori, la produzione è stata subito bloccata e davanti ai cancelli sono stati organizzati picchetti per protesta durati sei giorni. «Andiamo all'incontro senza sapere nulla di quanto ci potrebbero dire», ha ribadito ieri Gianpiero Bernazzani della Femca Cisl. Gli operai, dunque, rimangono con il fiato sospeso e questa mattina, per tutta la durata dell'incontro, sosteranno in presidio sotto la sede dell'Assolombarda in attesa di notizie dal summit. I SINDACATI chiedono chiarezza: dopo un paio di incontri nei mesi scorsi durante i quali i vertici del colosso chimico non hanno mai svelato i loro piani, ora i lavoratori «costringeranno» i dirigenti dell'Akzo a mettere nero su bianco le loro intenzioni future sul sito fombiese. Intanto oggi sono andati a dare solidarietà ai lavoratori in presidio l'onorevole Erminio Quartiani (Pd), Gianfranco Concordati (Pd), il segretario provinciale Alessandro Manfredi, oltre a Gianfranco Bignamini dell'Rdb Cub.

Coop di pulizia: «Nessun ricatto»
La Cisl replica alle accuse delle Rdb
di MANUELA MARZIANI

PAVIA - «NON ABBIAMO ricattato o costretto nessuno a rimanere con noi. Se un lavoratore non condivideva il percorso, era libero di toglierci la delega e seguire un'altra strada». Matteo Barrella, segretario della Fisascat Cisl, respinge fermamente le accuse di comportamento antisindacale che gli state mosse da Pasquale Di Tomaso della Rdb-Cub, secondo il quale al momento di ritirare un acconto sulle spettanze, le lavoratrici della Mts che effettuano le pulizie al San Matteo sarebbero state "incastrate". "Hanno dovuto firmare la delega sindacale per ottenere 1000 euro - aveva denunciato Di Tomaso - e alcune sono state costrette ad accettare perché dovevano pagare i libri per i figli. Domani lo denunceremo". «NON C'È STATA alcuna costrizione - risponde Barrella - il 3 agosto 47 lavoratori ci avevano chiesto di rappresentarli nella vertenza in cui Meridional, società capofila doveva farsi carico dei crediti che i lavoratori vantavano nei confronti della cooperativa Mts alla quale aveva subappaltato le pulizie del policlinico. Abbiamo depositato i tentativi di conciliazione alla direzione provinciale del lavoro e ora i dipendenti hanno ricevuto un assegno di mille euro per gli stipendi di giugno, una parte di luglio e la 14a. Chi non ha voluto firmare, e alcuni lo hanno fatto, continuerà il percorso con la Direzione provinciale del lavoro. Una persona ci ha tolto la delega e a lei abbiamo restituito i documenti". Comunque, su 80 dipendenti della Mts, assunti dalla Meridional all'inizio di agosto, quando ha vinto l'appalto, la metà ha ricevuto un anticipo sulle spettanze e gli altri attendono ancora tra mille difficoltà, perché non hanno in mano neppure le buste paga. «PER QUESTO abbiamo scelto la via della conciliazione - aggiunge Barrella - e ora con Meridional c'è anche un'intesa per un pagamento dilazionato del trattamento di fine rapporto e dei soldi che mancano". Nel frattempo, però, le donne continuano a lavorare in condizioni difficili. Da cinque giorni alla settimana, hanno dovuto lavorarne sei con un aumento della fatica e dei disagi. "La Meridional ha monitorato la situazione - conclude il sindacalista della Fisascat - e dal 1° ottobre si tornerà ai 5 giorni lavorativi". "Le condizioni di lavoro sono insostenibili - ribatte Di Tomaso - chiederemo un incontro con il presidente Moneta".

Turni e retribuzioni Le guardie giurate incrociano le braccia

CASALPUSTERLENGO - GUARDIE giurate in agitazione. I dipendenti della ditta New Security (in totale sono sei), con sede nella frazione casalese di Zorlesco, nei giorni scorsi hanno incrociato le braccia per protestare sulla scorta di alcune rivendicazioni: differenze retributive, carichi di lavoro e spostamenti non retribuiti. Nella serata di venerdì scorso, in via Verdi c'è stata anche un'assemblea dove i lavoratori hanno esposto le loro lagnanze e chiesto un cambiamento di rotta. Nei giorni scorsi era girato un volantino con il quale veniva proclamato lo sciopero a firma della Flaica Cub (Federazione lavoratori agro-industria e commercio). A BREVE, secondo quanto appreso, la New Security trasferirà la propria sede: infatti, verrà inaugurata una nuova sala operativa a Somaglia. La società si occupa di vigilanza e sorveglianza ed ha in corso accordi con diversi enti pubblici e privati. Per esempio, mesi fa anche il comune di Castiglione d'Adda affidò alla ditta l'incarico per il monitoraggio dei punti sensibili del suo territorio.(M.B.)


22 settembre 2009 - Tempi

Mesero: sopra il tetto il sindacato canta. Sotto il tetto l’operaio "crepa"
Lottare per mesi per i propri diritti e scoprire poi che ci ha pensato la Cub a trovare un accordo molto favorevole. Ma per i padroni. L’amaro risveglio degli operai di Mesero
di Anita Solari

Se alla fine i soldi della buonuscita sono pochi e non ci sono garanzie per la ricollocazione dei licenziati, la notizia è che la colpa non è solo del "padrone" ma anche del sindacato più a sinistra che ci sia, la Confederazione unitaria di base (Cub) che alla Esab di Mesero (Mi) ha, o forse aveva, un consenso plebiscitario. Almeno secondo i funzionari territoriali di Fim e Fiom, le categorie di Cisl e Cgil, che usano parole inequivocabili. I due confederali si sono ben guardati dal sottoscrivere, giovedì scorso al ministero del Welfare, un accordo che non è piaciuto neppure ai lavoratori: sul loro sito, quellideltetto.blogspot.net lo definiscono «non ottimo» e si fanno non poche domande. A Roma sono andati solo in due delegati Cub su quattro a mettere la firma al testo che ha messo la parola fine alle flebili speranze dei 143 lavoratori che per mesi avevano lottato in presidio e che poi, a turno, se ne erano stati sul tetto per quindici giorni.
Già questa forma di protesta, tanto per fare un esempio, era stata criticata dai due confederali territoriali che avevano accusato di scelleratezza il sindacato di base: parlando degli operai asserragliati in cima al capannone, Fim e Fiom li definivano «malamente consigliati dalla Flmu-Cub di Milano priva di una visione strategica e lineare» proprio nel bel mezzo di un difficile braccio di ferro con la Charter, il fondo inglese proprietario di una delle ultime grandi fabbriche del magentino. Trattativa in cui anche la Regione Lombardia e il Governo hanno messo sul tavolo «tutto il loro peso e le migliori competenze», come riconoscono i due sindacati confederali: tutto poi si è arenato per la posizione di chiusura della Charter, ma anche per quello che Giuseppe Viganò, funzionario Fim del magentino definisce, nero su bianco, «l’insperato e non sappiamo quanto incosciente aiuto dato alla proprietà da parte della sigla sindacale maggiormente rappresentativa». Per il suo omologo in Fiom, Antonio Del Duca, addirittura «il pressapochismo dei Cub è stata la parte preponderante della trattativa». Dalla sede milanese del sindacato di base, Walter Montagnoli non si scompone: «Se non fossimo saliti sul tetto e se non avessimo chiuso entro la metà di settembre, per i lavoratori sarebbe scattata la mobilità e sarebbe stato peggio», spiega il segretario che ha seguito la trattativa, ma che non ha firmato poi l’accordo perché era un «passo avanti, ma troppo vago».
La spiegazione della differenza tra le proposte iniziali dell’azienda e quelle portate a casa è precisa e puntuale ma si perde nei tecnicismi del sindacalese più profondo. Il punto è che dopo mesi di lotta tutti uniti, all’assemblea che mercoledì mattina doveva discutere i punti scritti durante la notte nel difficile confronto al ministero, c’era poco meno della metà dei lavoratori in pianta organica: di questi, 52 hanno votato a favore, 8 contro e uno, proprio un rsa della Cub, se ne è uscito dichiarando ad alta voce il proprio dissenso con la linea seguita. Sono cose che si raccontano tra Mesero e i due o tre comuni confinanti dove tutti i lavoratori vivono e dove non di rado si ritrovavano al bar o con le famiglie. Tutti amici, o quasi, che ora si guardano in cagnesco: i più giovani non hanno digerito l’incentivo all’esodo fissato a 24 mila euro e i due anni di cassa integrazione, contro le condizioni ben migliori portate a casa dalla Cub per chi invece andrà in pensione. E basta leggere il blog di quelli che stavano sul tetto dove si ammette che si era deciso di firmare perché «sentendo i colleghi, i loro problemi, le loro paure, credo che oggi si concluda la nostra protesta. Le nostre famiglie spingono per farci firmare, ci vogliono a casa...». Più stremati e rassegnati, che convinti, insomma. L’unica certezza che accomuna tutti è che la inglese Charter se ne va da Mesero senza impegnarsi troppo per quelli che sono stati i suoi dipendenti fino ad ora. Dal primo ottobre, intanto scatta la cassa integrazione per 78 lavoratori. Per gli altri si vedrà: l’azienda si è impegnata a "confidare" in soluzioni alternative.


21 settembre 2009 - Liberazione

Petizione per il diritto di scelta del trattamento nelle pratiche abortive
A Milano si raccolgono firme per l'uso della Ru486
di Eleonora Cirant

Milano - Giocano d'anticipo i promotori e le promotrici della petizione per il diritto di scelta del trattamento sanitario nelle pratiche abortive, che all'Ospedale San Paolo di Milano invitano l'azienda sanitaria ad introdurre il metodo farmacologico accanto a quello chirurgico. L'Agenzia italiana del Farmaco ha infatti approvato in luglio la commercializzazione della pillola RU486. La sua effettiva disponibilità negli ospedali, dicono i promotori, si inscrive nel principio della scelta di un determinato trattamento sanitario, diritto garantito dall'art. 32 della Costituzione. Le organizzatrici e dagli organizzatori di questa iniziativa di sensibilizzazione (Sdl intercategoriale e HSP, Usi San Paolo-Sindacato autogestito, CGIL fp HSP, RdB-CUB, Donne per una difesa del lavoro delle donne, Arci Metromondo, Sinistraa Critica, PRC) precisano che "l'interruzione di gravidanza farmacologica debba praticarsi, a seconda dei casi, in base alle valutazioni effettuate dal personale medico". "Chiediamo che il protocollo per il metodo farmacologico sia sicuro per le pazienti, ma non penalizzante verso chi lo sceglie - spiega Margherita Napoletano, dell'Sdl. - Attualmente l'aborto chirurgico viene fatto in day hospital. Anche l'aborto farmacologico dovrebbe essere un'opla perazione ambulatoriale, mentre temiamo l'imposizione del ricovero per tre giorni. Noi pensiamo che l'eventualità del ricovero debba stabilirla il medico, insieme alla donna, caso per caso. Come succede negli altri Paesi europei, dove l'organizzazione sanitaria permette un attento monitoraggio delle condizioni della donna anche in assenza di obbligo di ricovero ospedaliero". Luca Grignani, SdL e Rsu Ospedale San Paolo, specifica che "l'iniziativa ha anche lo scopo di far sapere che esiste la possibilità dell'aborto farmacologico, mentre attualmente la metodica non è neppure proposta alle donne. Una informazione completa e tempestiva sarebbe necessaria, dati i tempi ristretti entro cui è permesso utilizzare la RU486". Secondo le regole stabilite dall'Aifa, infatti, il farmaco può essere assunto entro la settima settimana dall'inizio della gravidanza (la nona nel resto d'Europa e nella scheda tecnica dell'Emea, l'Agenzia europea del farmaco). "Presenteremo all'azienda le firme raccolte, chiedendo la disponibilità a discutere con gli operatori sulle procedure". Tra i promotori della petizione di ginecologi però non ce ne sono, "anche a causa dell'orientamento antiabortista della direzione ospedaliera", nota Grignani. Al San Paolo sono obiettori di coscienza l'80% circa dei ginecologi e degli anestesisti, secondo quanto riferito da Caterina Tassone, Cgil Ospedale San Paolo. Gli organizzatori stanno comunque cercando di contattare il personale che è più a diretto contatto con le donne che interrompono la gravidanza: ginecologhe e ginecologi, ostetriche, anestesisti.
Al banchetto davanti all'Ospedale hanno già firmato, nell'arco di una decina di ore, più di 500 persone. Si fermano in particolare le donne. Quelle che hanno visto più stagioni commentano: "abbiamo lottato tanto per avere i nostri diritti, ed eccoci ancora qui...". Qualcuna ricorda il proprio aborto in clandestinità negli anni in cui abortire era reato: "firmo perché nessuna donna dovrebbe vivere una cosa del genere, per nessun motivo".
Una raccolta di firme si sta organizzando anche a Lodi (Asl e ospedale), all'ospedale di Melegano e di Garbagnate per la provincia di Milano, all'Asl di Varese, all'Inps di Milano, all'Arcimetromondo, all'Università statale e nelle piazze. "Entro fine mese concludiamo la raccolta delle firme - dice Napoletano. - Organizzeremo un'assemblea pubblica e stiamo verificando la possibilità di una interrogazione in Regione Lombardia. Stiamo anche prendendo in considerazione le vie legali".


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