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19 settembre 2009 - Il Manifesto Le lenti del «Moro» sulla crisi di
sistema A ogni crisi economica ci si ricorda imprivvisamente di
Karl Marx. E' accaduto anche stavolta. Perché accade? Semplice - spiega Luciano
Vasapollo, docente di economia alla Sapienza di Roma: «l'economia mainstream, compresa
l'impostazione keynesiana, assume la crisi come evento anomalo o eccezionale», poiché la
scuola teorica dominante da un secolo «suppone un modello macroconomico di equilibrio, e
quindi un sistema regolare e prevedibile, sia nei comportamenti degli operatori economici
sia negli assetti sistemici». Insomma: nel capitalismo immaginario degli economisti
trendy la crisi non dovrebbe verificarsi. E dopo ogni crisi si dicono certi che,
«corretti gli eccessi», non ce ne saranno altre. All'arrivo del successivo crack - come
al solito mai previsto - si guardano intorno stupiti e a qualcuno torna in mente una
visione teorica radicalmente alternativa che vede la crisi come una conseguenza
necessaria, non occasionale, dell'accumulazione capitalistica. Lo strano caso Ilmas: azzannata
dalla crisi in un mercato vivace TORINO - A un certo punto Franco Berardo, 45 anni, 20
passati alla Ilmas, ha detto basta. Non ce la faceva più a vedere colleghi disperati cui
pignoravano la casa. Proprio lui, che - dopo 4 mesi senza stipendio - era tornato a vivere
con i suoi. Allora, ha chiamato l'amico e compagno di lavoro, Agostino Cuocolo, e gli ha
detto: «Non si può andare avanti così, dobbiamo farci sentire. Saliamo sul tetto». Una
tenda e coperte per ripararsi dal freddo. E' da giovedì che sono lì. Scenderanno solo in
caso di buone notizie. Aspettano l'incontro di martedì tra le parti al ministero del
Lavoro. 20 settembre 2009 - Julie News RdB: Assemblee Provinciali per
attaccare la crisi Salerno - 10, 100, 1000 vertenze. Le RdB CUB sollecitate
dai disoccupati e dai precari promuovono incontri provinciali con al centro della
discussione la vertenzialità conflittuale come via duscita dal pantano politico
sindacale della concertazione che negli ultimi 3 decenni ha depotenziato la forza
contrattuale dei lavoratori obbligati a subire arretramenti ed isolamenti che riportano la
loro condizione di classe sociale ai primi decenni del secolo scorso. I licenziamenti dei
precari dallimpiego pubblico e privato, la condizione degli LSU vittime delle altre
grandi crisi del passato, la disoccupazione cronicizzata e in pauroso aumento richiedono
fatti concreti e razionali per affrontare con serenità limmediato futuro. Cifre
astronomiche sono state gestite dalla politica regionale che sta per andare a nuove
elezioni mentre in questi ultimi anni a tali cifre spese ed impegnate non sono seguite
azioni efficaci e risolutive. Ci riferiamo ai tanti progetti di formazione e
stabilizzazione arenati e sprecati dalla macchina burocratica sottomessa alla
responsabilità politica delle istituzioni regionali e provinciali. Ci riferiamo a deficit
miliardari cui si vuole riparare con tagli indiscriminati al lavoro e ai servizi pubblici
senza intaccare nel profondo le cause di spreco e clientela che in questi anni hanno
ingrassato politici, dirigenti pubblici ed imprenditori senza scrupoli né vergogna.
Lavoro, casa, reddito e dignità. Non chimere o promesse elettorali, chiediamo solo il
rispetto dei diritti fondamentali per chiudere le 10, 100, 1000 vertenze che in
tuttItalia contrapporremo alla "gestione" della crisi a danno di chi
invece, questa crisi non deve pagarla. 20 settembre 2009 - Liberazione Per le famiglie italiane la
recessione è tutt'altro che finita Per le famiglie italiane la recessione è tutt'altro
che finita. Malgrado piccoli segnali di ripresa dell'economia giungano anche dal nostro
paese (a luglio, rispetto a giugno, fatturato e ordinativi dell'industria sono cresciuti
rispettivamente dello 0,7% e del 3,2%), a frenare la crescita è ancora il calo della
domanda interna. Un problema non da poco, se è vero che soltanto nel 2013 i consumi pro
capite torneranno ai livelli pre-crisi (cioè del 2007), mentre per quest'anno e anche per
il prossimo continueranno a calare dello 0,6%. A rivelarlo, numeri alla mano, non è la
sinistra "catastrofista", ma uno studio della Confcommercio presentato ieri a
Venezia alla presenza di un imbarazzato Renato Brunetta, ministro per la Pubblica
Amministrazione. «Abbiamo fatto un salto indietro di dieci anni, i consumi pro capite che
avremo nel 2011 saranno gli stessi che abbiamo avuto nel 2000», sottolinea Paolo
Galimberti, presidente dei Giovani Imprenditori dell'associazione. 20 settembre 2009 - Il Gazzettino Monselice. Alle accuse
dellAssociazione difesa dei lavoratori (Adl), Monselice - (O.M.) Alle accuse dellAssociazione
difesa dei lavoratori (Adl), replica lamministrazione del Santa Tecla di Este. La
direzione dellistituto assistenziale è accusata dai Cobas di aver
"imposto" ad una dozzina di lavoratrici del settore pulizie un corso di
formazione professionale di operatore socio sanitario, agitando lo spettro del
licenziamento. 20 settembre 2009 - La Provincia Pavese Stipendi non pagati, parte la causa PAVIA - Finisce davanti al giudice del lavoro la
vicenda degli stipendi non ancora pagati dalla Mts ai propri dipendenti, 48, in grande
maggioranza donne, addetti alle pulizie al San Matteo. Mentre infatti alcune lavoratrici e
lavoratori hanno sottoscritto laccordo raggiunto giovedì tra Fisascat-Cisl e
Meridional (associata alla Mts nellappalto per le pulizie al Policlinico e
vincitrice anche della gara per il 2009-2012), accordo che prevede il pagamento di 1.000
euro a titolo di acconto per i mesi di giugno, luglio, 14ªmensilità e tfr, altri si sono
rivolti al sindacato di base Cub, avviando unazione legale per recuperare tutto
quanto gli spetta. 19 settembre 2009 - Corriere del Veneto Sciopero a Tessera 24 voli cancellati problemi ai bagagli VENEZIA Ventiquattro voli cancellati, due dirottati
a Verona, ritardi che si sono accumulati fino a raggiungere e superare le 5 ore. Sono gli
effetti dello sciopero di 24 ore proclamato dalla Rdb Cub Trasporti allaeroporto
Marco Polo di Venezia e che ha riguardato sia il personale Save che quello delle società
di handling Ata, Gh e Aviapartner. Su 112 arrivi sono stati cancellati 12 voli, mentre due
aerei sono stati fatti atterrare al Catullo di Verona. Uno dei voli provenienti da
Barcellona è atterrato con oltre 5 ore e mezza di ritardo. Disagi anche per le partenze,
con unaltra dozzina di voli annullati. A soffrire di più sono stati i servizi di
carico e scarico bagagli, mentre la situazione ai check-in è rimasta sotto controllo.
«Ata ex Sav - spiega il sindacalista Giampietro Antonini - ha presentato ufficialmente la
procedura di mobilità per circa 105 esuberi, dichiarati a livello nazionale, senza fare i
numeri aeroporto per aeroporto. Ma si tratta di un pretesto per cancellare definitivamente
diritti, salari decenti e la dignità dei lavoratori». 19 settembre 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. «CON LA PIOGGIA e con il vento non si ferma il movimento»... Bologna - «CON LA PIOGGIA e con il vento non si ferma il movimento». E' lo slogan che meglio sintetizza il primo appuntamento di piazza con cui il mondo della scuola bolognese ha protestato, ieri, contro i provvedimenti del ministro Gelmini. La pioggia ha cominciato a cadere a metà corteo, ma al termine si annuncia dal palco: «Siamo 3.000, vediamo se riusciamo a scalfire questa Gelmini». La manifestazione parte da piazza Re Enzo. Ci sono anche l'assessore comunale alla Scuola, Simona Lembi, il presidente del Consiglio comunale, Maurizio Cevenini, il segretario provinciale del Pd, Andrea De Maria. Quando la coda entra in via Zamboni, la testa è già sotto l'Ufficio scolastico regionale in via de' Castagnoli: gli uffici sono chiusi e ai manifestanti non resta che scandire Giù le mani dalla scuola'. Il corteo è aperto dal Coordinamento precari, con lo striscione "No ai tagli alla scuola pubblica". Dietro di loro una fila di bambini delle elementari (Difendiamo la scuola pubblica'). Tra fischietti, tamburi e trampolieri si vedono bandiere di Cobas, Cub, Prc e Socialisti. Quando il corteo torna in piazza Re Enzo ormai piove. I manifestanti si rifugiano sotto il Voltone di Palazzo Re Enzo, dove vengono spostate le attività in programma per la serata e il camping notturno. 19 settembre 2009 - Liberaroma Nidi comunali: la protesta arriva in
Campidoglio Roma - Le maestre dei nidi comunali hanno portato la
loro rabbia in Campidoglio. Mentre continua lo smantellamento dei nidi pubbici a favore di
quelli privati, l'amministrazione capitolina vorrebbe dividerle in "precarie di serie
A" e "precarie di serie B". E' solo l'inizio della protesta. E ancora non
è iniziato l'autunno caldo... 19 settembre 2009 - Il Venezia Lo sciopero. I lavoratori del Marco
Polo in sciopero Venezia - Lavoratori dell'aeroporto e della Montefibre uniti sotto la torre. Ieri i lavoratori del Marco Polo di Venezia hanno scioperato per l'intera giornata col rispetto delle fasce di garanzia dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 18. Lo sciopero è stato indetto dalla RdB Trasporti per riportare al centro della trattativa il riallineamento della retribuzione al costo della vita; una revisione dei profili professionali; la formazione e crescita professionale; l'adeguamento dei mezzi, organici e sicurezza sul lavoro; in difesa del futuro occupazionale. In occasione dello sciopero, che non ha creato gran problemi i lavoratori del Marco Polo dopo aver manifestato presso l'aeroporto si sono uniti ai lavoratori della Montefibre che sono in presidio presso la Torre di Mestre: medesima è la rivendicazione dei lavoratori che ancora una volta si vedono proporre la messa in mobilità e mettere a rischio il proprio futuro occupazionale. "C'è stato un uso massiccio degli interinali e dei turnisti per compensare il personale in agitazione - spiega Giampiero Antonini - per questo faremo valutare il comportamento dell'azienda alla Commissione di Garanzia per capire se ci sono stati abusi e nell'eventualità informeremo la magistratura".(A.CIC) 19 settembre 2009 - EPolis Roma VI Municipio Roma - Hanno barricato la porta dingresso con i mobili dellappartamento, facendo leva con il muro della casa e si sono chiusi dentro con la padrona di casa sotto sfratto per evitare lintervento della polizia e dellufficiale giudiziario: è accaduto ieri mattina in via Giuseppe Di Vittorio, al quartiere Collatino in Municipio VI, dove la signora Sabrina, sotto sfratto da due anni per morosità, attendeva larrivo della proprietaria e dellufficiale giudiziario. A darle man forte un gruppo di attivisti dei Blocchi precari metropolitani che si sono barricati con lei allinterno. «Sono riusciti a sfondare la porta ma non sono riusciti ad entrare - dicono gli attivisti - Sabrina vive con la madre malata di cuore e paga un canone daffitto esorbitante. La padrona di casa non ha immediato bisogno dellappartamento è proprietaria di una trentina di case nel quartiere». Alla fine si è aperta una trattativa e lo sfratto è stato rinviato al 23 ottobre. «Nel quartiere ci saranno diversi sfratti nei prossimi giorni - dicono i Blocchi - ci stiamo preparando per un altro intervento il 23 settembre». 19 settembre 2009 - La Repubblica Meno compattatori, più immondizia Palermo - Cumuli di rifiuti in pieno centro già alle 9 del
mattino. Cassonetti non svuotati nelle periferie. L´emergenza rifiuti vive un nuovo
picco: l´Amia, con appena trenta compattatori funzionanti per tutta la città, attraversa
giorni difficili. Alla carenza di mezzi, oltre il cinquanta per cento dei camion è fermo
da settimane, si sono aggiunti i problemi della quotidianità: il traffico, che con la
riapertura delle scuole rallenta il percorso di raccolta. La pioggia dei giorni scorsi,
che ha creato non pochi disagi sia in discarica che tra i netturbini costretti in alcune
zone a fare i conti con il fango che aveva riempito i contenitori. La protesta. I precari si incatenano
per strada contro i tagli Torino - Il ministero li taglia e loro si incatenano. Un centinaio di docenti precari ha bloccato per un paio d´ore la parte alta di via Roma. Alcuni si sono legati con delle catene al semaforo che dà su piazza Castello. Dice Elisabetta P. del coordinamento dei Precari autoconvocati: «Solo a Torino perderanno il lavoro in più di duemila tra docenti e collaboratori scolastici». All´iniziativa hanno partecipato anche gli Studenti medi contro la crisi, gli universitari dell´Onda anomala e i sindacati di base, con Cosimo Scarinzi (Cub) che lancia l´allarme: «Ci arrivano segnali di disagio dalle scuole, con dirigenti scolastici che fanno pressioni sui professori per allungare l´orario da 18 ore piene a 21 ore di 50 minuti». 19 settembre 2009 - Il Tirreno IN LARGO MENOTTI Pisa - Oggi dalle 18 in poi, il circolo Agorà sarà in Largo Ciro Menotti, compatibilmente con la pioggia, per presentare corsi e servizi per il prossimo autunno-inverno, con banchetti informativi; si terranno esibizioni di danza e canto, ci sarà lo sportello del Caf di base per la compilazione Isee, lo sportello immigrati RdB su regolarizzazione colf e badanti, uno spazio enogastronomico. 19 settembre 2009 - Il Mattino di Padova «Tuttaltro che
licenziamenti» ESTE - LAdl Cobas attacca la Fondazione S. Tecla sui
lavoratori delle pulizie che operano nella casa di riposo. Secondo i Cobas «sarebbero
stati ventilati 12 licenziamenti per i lavoratori che non intendono sottoscrivere una
trasformazione del proprio orario di lavoro da full-time a part-time per un anno». Questo
comporterebbe uno stipendio mensile di soli 450 euro, a cui si aggiungerebbe
lobbligo di frequentare a proprie spese un corso per operatori sanitari ad
Albignasego. Questi dipendenti dovrebbero seguire mille ore di lezione e pagare 1.400
euro. 19 settembre 2009 - Il Giorno Aumenti per i dipendenti di
Montescano e Maugeri PAVIA - QUALCHE MESE fa chiedevano di essere paragonati ai lavoratori della sanità pubblica e ora un piccolo passo su quella strada lo hanno compiuto. Grazie a un accordo sottoscritto ieri tra Cgil, Cisl, Uil, Fials, Rsu, Rdb Cub e azienda, infatti, gli oltre mille lavoratori della Fondazione Maugeri di Pavia (780 dipendenti) e Montescano (360) otterranno l'adeguamento del tabellare e il pagamento degli arretrati 2008-2009 previsti dal contratto nazionale della sanità pubblica. Nella busta paga di ottobre, quindi, i dipendenti troveranno un aumento e gli arretrati dello scorso anno mentre quelli previsti per il 2009 saranno corrisposti nella busta paga di febbraio, per un costo complessivo di 716 mila euro. «POTRÀ NON sembrare molto, ma è un risultato - commenta con orgoglio Oreste Negrini, segretario della Cgil Fp sanità -. Senza ricorrere al prefetto, senza azioni forti, siamo riusciti a strappare gli arretrati e un adeguamento tabellare, come prevede il contratto collettivo. Contratto, che la Fondazione Maugeri essendo un ente privato, applica "in quanto applicabile". E non è neanche tutto, perché inizierà una contrattazione decentrata per Pavia e Montescano che dovrà concludersi entro novembre. Inoltre, saranno avviate le trattative per la definizione dei contratti integrativi". Anche in questo caso si tratterà di aumenti che arriveranno nelle buste paga di tutti i 1140 dipendenti. «ABBIAMO ottenuto l'impegno ad incrementare i fondi contrattuali dello 0,80% pari a 20 euro procapite - sottolinea il sindacalista della Cgil - che non sono una cifra esagerata, però rappresentano pur sempre un incremento salariale». Alla Novaceta l'assemblea si tiene
all'aperto MAGENTA - NEGATA L'ASSEMBLEA all'interno della fabbrica i lavoratori si sono incontrati all'esterno. Momenti di tensione ieri mattina alla Novaceta, ora chiusa, che hanno richiesto l'intervento di carabinieri e Polizia locale. «Due giorni fa era stato chiesto un locale in fabbrica per nominare due delegati Rls - ha spiegato Massimo Lettieri dei Cub - Per motivi organizzativi ci è stato negato. Per questo abbiamo deciso di organizzare un'assemblea in strada, ma ad un certo punto sono intervenuti i carabinieri». Le forze dell'ordine sono state allertate da un dirigente che, dopo circa un'ora, è uscito dalla fabbrica tra gli applausi ironici di una trentina di lavoratori. «Ciò che è accaduto è molto grave - ha commentato Mario De Luca -. La Novaceta non va smantellata. Per questo, con i delegati, terremo sotto controllo la situazione». I delegati sono Raffaele Grimaldi, che già ricopriva l'incarico, e Paolo Chianura. Con il comandante della Polizia locale, Claudio Vegetti, è intervenuto l'assessore Simone Gelli, membro permanente della commissione provinciale al Lavoro. Gr.Mas. «L'area dell'Esab deve rimanere a
uso industriale» MESERO «CAMBIEREMO solo la modalità della lotta», aveva dichiarato il segretario della Cub, Walter Montagnoli, dopo il voto favorevole all'accordo espresso dai lavoratori della Esab. E ieri la Confederazione unitaria di base, il sindacato numericamente più rappresentativo in azienda, ha mosso il primo passo inviando una lettera al ministero dello Sviluppo economico, alla Regione Lombardia e al Comune di Mesero chiedendo di aprire rapidamente un tavolo per la reindustrializzazione dell'area. «Nel verbale firmato il 3 agosto è previsto che l'area continui ad ospitare fabbriche in grado di offrire lavoro agli operai ha spiegato Montagnoli -. è necessario eliminare quelle ombre negative presenti nell'accordo dove l'azienda non si è minimamente impegnata ad avviare un processo di reindustrializzazione». Fino all'ultimo i sindacati hanno cercato di convincere la proprietà ad inserire nell'intesa un vincolo sulla vendita dell'area di via Mattei. La Charter, il fondo inglese che dal 1994 ha acquisito l'Esab, ha rifiutato qualsiasi obbligo che non fosse un sostegno economico ai lavoratori. L'assenza di impegni precisi sulla salvaguardia dei posti di lavoro ha spinto Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Cub a non firmare l'intesa. Solo le Rsa, i rappresentanti sindacali aziendali, hanno accettato la proposta della proprietà. Giovedì l'accordo è stato depositato al ministero del Lavoro e dal 1° ottobre inizierà la cassa integrazione straordinaria biennale per un massimo di 78 lavoratori dei quali 19 saranno accompagnati alla pensione con un sostegno economico pari al 90% della retribuzione. Per gli altri l'azienda ha messo sul tavolo 24 mila euro lordi come sussidio alle 750 euro di cassa. LA CONCLUSIONE della trattativa non ha spento le polemiche sindacali. «Per senso di responsabilità abbiamo evitato di sollevare polemiche che avrebbero indebolito il fronte sindacale spiega in una nota la Fiom-Cgil -. Non possiamo sottacere che si è assistito ad una sconcertante irresponsabilità nella gestione di una lotta generosa che ha prodotto un mero scambio monetario, che mai potrà riparare il danno della perdita del posto di lavoro». «Così come non si può non evidenziare la sconcertante passerella di rilevanti personalità politiche che si sono presentate davanti ai cancelli della fabbrica». 19 settembre 2009 - CittàOggiWeb Forze dell'ordine allertate da un
dirigente, sul posto anche l'assessore alla Sicurezza Gelli Magenta - Momenti di tensione ieri mattina davanti ai cancelli della Novaceta, un tempo glorioso stabilimento tessile che dava lavoro a centinaia di famiglie di tutto il Magentino. Sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e la Polizia locale di Magenta, oltre all'assessore alla sicurezza Simone Gelli. "Avevamo indetto un'assemblea all'interno della fabbrica - spiega Massimo Lettieri dei Cub - con richiesta regolarmente inoltrata. Visto che l'autorizzazione ci è stata negata per motivi organizzativi non meglio specificati, abbiamo deciso di ritrovarci comunque, in strada fuori dai cancelli, per nominare i due delegati Rsl che possano entrare in fabbrica per le opportune verifiche". A quel punto è arrivato un dirigente della Novaceta che ha allertato le forze dell'ordine, mentre i lavoratori continuavano a stazionare davanti ai cancelli della fabbrica di viale Piemonte. Ne è nata una discussione accesa perchè gli oltre trenta lavoratori presenti non avevano alcuna intenzione di andarsene. "Vogliamo sapere cosa sta accadendo all'interno della Novaceta - ha detto Mario De Luca - vogliamo sapere se stanno facendo manutenzione. La dirigenza deve capire che non devono smantellare nulla, non devono svitare nemmeno un bullone perchè non glielo permetteremo. Ciò che è accaduto oggi è sintomo che all'interno di quella fabbrica sta accadendo qualcosa di gravissimo. I lavoratori hanno deciso che è giunto il momento di intraprendere azioni concrete". I due Rls nominati sono Raffaele Grimaldi (che già ricopriva tale incarico) e Paolo Chianura che avranno il diritto di entrare in Novaceta a verificare lo stato delle cose. Alla fine, dopo circa un'ora di presidio, il dirigente è uscito dallo stabilimento tra gli applausi ironici dei lavoratori. "In Provincia abbiamo appena istituito un tavolo anti crisi davanti al quale è stato portato anche il problema della Novaceta - assicura l'assessore Gelli, membro permanente della commissione Lavoro in Provincia - Vorrei ricordare che un paio di anni fa all'interno di questa fabbrica il sottoscritto era presente ad un'assemblea, insieme al senatore Massimo Garavaglia per avviare la battaglia a tutela dei lavoratori. Mentre non ho notato, in quell'occasione, altri esponenti politici. Non sono d'accordo nell'elargire soldi a pioggia, non serve a nulla se non a prolungare l'agonia dei lavoratori. Servono azioni decise a tutela di tutti". 19 settembre 2009 - La Provincia di Cremona Casale, il sindacato Cub chiede il reintegro di 91 operai Unilever CASALPUSTERLENGO Si preannuncia un autunno caldo al polo chimico Unilever, tornato in questi giorni al centro della ribalta dopo il silenzio che era calato su quella che è la più grande realtà produttiva lodigiana nei mesi successivi allaccordo per la messa in cassa integrazione di 170 operai, siglato il 9 aprile da vertici, rsu e sindacati confederali. A scatenare il dibattito è la Cub-Confederazione Unitaria di Base, secondo cui operai ancora impiegati da un lato e cassaintegrati dallaltro, starebbero oggi entrambi vivendo la situazione paradossale di dovere i primi sostenere carichi di lavoro superiori al passato, e gli altri invece non avere alcuno spiraglio di essere reintegrati. Dei 504 dipendenti in forza allUnilever a gennaio, sono stati 170 quelli messi in cassa dallazienda con la motivazione di voler delocalizzare lattività allestero, e di questi 30 hanno scelto la strada dellaccompagnamento in pensione, mentre circa 50 hanno trovato impiego altrove. Sono 91 i lavoratori al momento in cassa ed ora il Cub chiede vengano reintegrati: «la settimana scorsa ho chiesto un incontro con la direzione aziendale spiega Vittorio Susani, segretario provinciale di Allca-Cub e chiesto informazioni sulla cassa e gli sviluppi. La direzione ha detto che lavoro cè, gli operai sono tirati, ma ha ribadito che non richiamerà nessuno a meno che non intervenga un miracolo con ordinativi di molte tonnellate in più». Stando così le cose secondo il Cub non resterebbe quindi che scioperare, come invita a fare anche Leopoldo Cattaneo, consigliere del Pdci a Casale: «Intendiamo costruire un coordinamento di operai autonomo, staccato dai sindacati e che però sappia coinvolgere oltre ai lavoratori del lodigiano anche gli stessi sindacati a difesa delloccupazione». Di tuttaltro avviso il segretario della Cgil Francesco Cesari, tra i firmatari dellaccordo: «Siamo al fianco dei lavoratori ogni giorno dice il nostro è un confronto diretto e certamente vorremmo trovare al più presto una soluzione per i 91 ancora in cassa, ma prima sarà necessario incontrare lazienda nel tavolo di verifica del numero di persone da riassorbire di cui abbiamo già chiesto la data». La partita peraltro sarebbe secondo Cesari ancora aperta: «Entro aprile 2010 dovremo andare a pianificare con Regione Lombardia il secondo anno di cassa integrazione straordinaria già concordato con lazienda e a quel punto di quei 91 potrebbero essere anche 40, 45 a scegliere laccompagnamento alla pensione». Per gli altri poi «continuerà la battaglia per farli rientrare in Lever oppure trovare unaltra soluzione lavorativa».(g.f.) 18 settembre 2009 - Iris PRECARI: 22 SETTEMBRE SCIOPERO DIPENDENTI PUBBLICI AGES E SSPAL (IRIS) - ROMA, 18 SET - LAgenzia Autonoma per la Gestione dellAlbo dei Segretari comunali e provinciali (AGES), che gestisce lAlbo dei segretari, e la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale (SSPAL), che cura la formazione della dirigenza locale, da oltre otto anni si avvalgono di circa 40 precari per svolgere le loro funzioni essenziali. In particolare i precari della SSPAL rappresentano il 50% del personale in organico. "Da Enti che dovrebbero rivestire un ruolo importante per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza e efficacia nella buona amministrazione - dichiara Carmela Bonvino, della Federazione Nazionale RdB-CUB - ci si aspetterebbe un esempio virtuoso per concludere la procedura di stabilizzazione già avviata nel 2008, viste anche le forti percentuali di carenza delle dotazioni organiche". "Il 22 settembre i precari di AGES e SSPAL sciopereranno per la seconda volta in due settimane aggiunge Bonvino - per chiedere alla Funzione Pubblica di porre lattenzione su tali Enti, domandandosi come mai da un lato si consenta ad AGES e SSPAL di spendere ingenti risorse del loro bilancio in consulenze, incarichi, esternalizzazioni ed assunzioni di nuovi precari, e dallaltro non vengano stabilizzati i precari di lungo corso. Noi auspichiamo che si avvii un reale e leale confronto e per questo i lavoratori attueranno una forma di protesta simbolica inscenando il tanto atteso "tavolo tecnico per le stabilizzazioni" conclude la dirigente RdB-CUB. 18 settembre 2009 - Agi COMUNE PALERMO: CAMPAGNA INCONTRA SINDACATI DELLE PARTECIPATE (AGI) Palermo, 18 set. "Lattenzione nei confronti di un tema cosi rilevante ed importante, quale quello che riguarda il futuro dei lavoratori delle aziende, necessita di un approfondimento serio tra tutte le parti interessate". Lo ha detto il deputato regionale del Pdl e presidente del Consiglio comunale di Palermo, Alberto Campagna, che ha incontrato a Palazzo delle Aquile i rappresentanti sindacali di Rdb e di Alba delle aziende partecipate dal Comune, che hanno manifestato preoccupazione per il rischio di riduzione degli occupati. "Mi impegno sin da ora a farmi promotore di un incontro -ha aggiunto Campagna- tra lamministrazione attiva, il Consiglio comunale ed i rappresentanti sindacali. In quella sede sono certo che si potra affrontare la problematica, nella consapevolezza e nella certezza che la tutela del lavoro non potra che essere garantita, al di la delle legittime preoccupazioni che i lavoratori mi hanno manifestato". 18 settembre 2009 - Ansa SCUOLA: INSEGNANTI PRECARI INCATENATI A TORINO (ANSA) - TORINO, 18 SET - Si sono incatenati all'angolo tra piazza Castello e via Roma, a Torino, per protestare contro i tagli della riforma Gelmini. È la mobilitazione messa in atto oggi dagli 'Autoconvocati precari della scuolà. All'iniziativa hanno aderito anche Rdb-Cub, Cobas, studenti dell'Università e degli istituti superiori. «Siamo i primi disoccupati della riforma Gelmini - sottolineano gli insegnanti precari - e dal punto di vista dell'occupazione valiamo come 5 Alitalia. Per noi esiste un problema di lavoro e di reddito. Per il paese si crea un problema di qualità della scuola». Gli insegnanti precari autoconvocati, che per il Piemonte stimano il taglio di mille posti tra i docenti e altrettanti tra il personale tecnico-amministrativo, chiedono un tavolo di confronto alla Regione Piemonte e all'Ufficio Scolastico Provinciale. Insieme a Rdb-Cub e Cobas hanno indetto uno sciopero generale con manifestazione nazionale il 23 ottobre, che si svolgerà a Roma. A Torino è in programma un corteo studentesco contro la riforma Gelmini il prossimo 9 ottobre. 18 settembre 2009 - Il Faro Consiglio: lennesima
fuga dalle responsabilità della maggioranza' Fiumicino (RM) Il Faro on line "Il Consiglio Comunale di Fiumicino, aveva allOdg anche una mozione sui Servizi Educativi del Comune, che avrebbe dovuto impegnare tutte le forze politiche, e ancor più lAmministrazione, a mantenere gli impegni presi in campagna elettorale per una scuola di qualità garantita a tutti i cittadini e per la soluzione del problema delle insegnanti precarie da oltre 14 anni". E quanto dichiara dichiara Fabio Quaresima, delegato RdB-CUB al Comune di Fiumicino che spiega come al momento della relazione sulla mozione da parte del gruppo consiliare del Pd, i consiglieri della maggioranza abbiano "abbandonato laula" facendo così mancare il numero legale per il proseguimento dei lavori. "Ciò è avvenuto nonostante il Presidente Gonnelli avesse esortato i Consiglieri a discutere tutte le mozioni allOdg" . "E lennesima riprova che questa Amministrazione fugge dinnanzi ai problemi primari della cittadinanza e dei lavoratori e non ha intenzione di risolvere un bel nulla. - prosegue Fabio Quaresima, delegato RdB-CUB al Comune di Fiumicino - " La scuola comunale dellinfanzia è insufficiente al fabbisogno della cittadinanza, con ulteriori sezioni che sono state chiuse e diverse insegnanti precarie storiche lasciate a casa". "I Consiglieri che hanno abbandonato laula - prosegue Quaresima - sono gli stessi che, sminuendo lazione sindacale della RdB-CUB la quale aveva messo in risalto il problema, qualche tempo fa solidarizzavano a mezzo stampa con le insegnanti precarie mobilitate e giustamente preoccupate per il loro futuro, garantendo loro tutto limpegno per la stabilizzazione. Il risultato di questa solidarietà si è concretizzato in 9 insegnanti senza lavoro dopo anni di servizio per questa Amministrazione". "Ci vogliono fatti e non chiacchiere conclude Quaresima - ieri la maggioranza ha prodotto uno spettacolo indecoroso e irrispettoso nei riguardi delle insegnanti e dei cittadini di Fiumicino. Sicuramente le lavoratrici, sempre più arrabbiate, faranno in modo che tali azioni irresponsabili di non governo rimangano a futura memoria per le prossime elezioni". 18 settembre 2009 - Il Gazzettino Venezia. Notizie buone e meno buone per laeroporto... Venezia - Notizie buone e meno buone per laeroporto
Marco Polo di Tessera. Da un lato oggi parte dei lavoratori dello scalo si fermeranno per
uno sciopero proclamato da Cub Trasporti, il sindacato autonomo che intende così
protestare contro la carenza di organici, per la sicurezza, per i contratti non rinnovati
e contro la precarietà del lavoro. Dallaltro lato da Venezia presto sarà possibile
partire per nuove destinazioni. Lo ha annunciato ieri Meridiana Eurofly
(www.meridiana.com) che ha inserito Bari, porta del levante e capoluogo pugliese, e
Bucarest, la capitale della Romania meglio nota come la Parigi dellEst, tra le sue
destinazioni strategiche. Il primo volo diretto per Bari decollerà il 25 ottobre e
prevederà 4 rotazioni settimanali: lunedì, mercoledì, venerdì e domenica, in vendita a
tariffe che partono da 21 euro, one way tutto incluso; mentre il 27 ottobre sarà la volta
del primo Venezia-Bucarest, trisettimanale nei giorni di martedì, giovedì e sabato, in
vendita a partire da 50 euro, solo andata tutto incluso. Bari e Bucarest si aggiungono
alle altre città servite con partenza dal Marco Polo: Cagliari, Olbia, Helsinki (in
collaborazione con Finnair), Sharm el Sheikh, Catania e Napoli (queste ultime due attive
dal 1. ottobre). «Dateci i soldi che ci spettano» Rovigo - (m.l.) Continua la protesta dei lavoratori del
Comune. Seguito dalle rappresentanze sindacali, il corteo di protesta del personale di
Palazzo Nodari ha invaso ieri mattina la sala dove si stava svolgendo il consiglio. Monselice. Grana sindacale alla casa
di riposo, Monselice - Grana sindacale alla casa di riposo, con
donne delle pulizie sul piede di guerra. 18 settembre 2009 - Aprile online Casa, tra fantasmi e diritti negati Roma - Dopo giorni e giorni in cui i quotidiani
asserviti, politicamente e non solo, al governo Berlusconi hanno iniziato una vera e
propria opera di criminalizzazione dei settori della sinistra di classe che portano avanti
le occupazioni di spazi sociali e case vuote, arriva il tentativo di montare una campagna
legalitarista di nome e criminalizzatrice di fatto. 18 settembre 2009 - Corriere dell'Umbria Impiegata aggredita in tribunale: è
allarme PERUGIA - (Ecbert) Allarme sicurezza in tribunale. Nel volgere di pochi due due episodi davvero gravi: una impiegata della cancelleria penale del tribunale aggredita da uno sconosciuto, in orario pomeridiano e una impiegata della sezione distaccata del tribunale di Assisi è stata addirittura picchiata da una donna che le ha procurato gravi danni al naso oltre che averle spaccato gli occhiali. Su questi due episodi si basa una lettera inviata dal sindacato RdB-cub-P.I., a firma di Raimondo Becchetti e Biagio Scialò, al procuratore generale, al presidente della corte dappello e al presidente del tribunale. I sindacati del personale chiedono che "venga tutelata la sicurezza e che vengano eliminate le situazioni di rischio per il personale". Lepisodio avvenuto nella cancelleria penale a piano terra della palazzina Ex Enel, che ospita il tribunale penale e lufficio gip, è avvenuto una settimana fa. Poco prima il gup Marina De Robertis aveva assunto una determinazione nei confronti di uno straniero. Un familiari di questultimo (pare albanese) era entrato nel corridoio della cancelleria penale e aveva strattonato una delle impiegate (una giovane signora). Evidente lo stato di paura della impiegata anche perchè nel pomeriggio rimangono pochi a lavorare e trovarsi sola con un energumeno non è assolutamente piacevole. Gravissimo, perchè cruento, lepisodio della sezione distaccata di Assisi. In questo caso - avvenuto una quindicina di giorni fa - una impiegata è stata aggredita da una donna che prima si sarebbe sfogata verbalmente e che poi avrebbe rifilato un pugno al volto dellimpiegata tanto da frantumarle gli occhiali e da causarle la frattura del setto nasale. E sulla scorta di questi episodi che è scattato lallarme sicurezza in tribunale. Il pizzo nei locali E proseguito ieri il processo ad un gruppo di albanesi (sei) accusati di aver cercato di imporre il pizzo in alcuni locali dellhinterland di Perugia (le indagini erano partite dai carabinieri della stazione carabinieri di Corciano). Alcuni degli imputati sarebbero stati espulsi perchè ritenuti indesiderabili, ma ora reclamano di poter avere il diritto di rientrare in Italia per potersi difendere al meglio davanti alla giustizia italiana. Lo spaccio di droga E proseguito ieri il processo che vede un gruppo formato da calabresi, da un nigeriano e da un calabrese, accusato di traffico di cocaina nel perugino. Gli imputati sono comparsi davanti ad un collegio presieduto da Andrea Battistacci, a latere Umberto Rana e Francesca Altrui. Secondo laccusa quella del gruppo calabrese sarebbe stata una vera e propria infiltrazione nel tessuto sociale perugino. 18 settembre 2009 - Il Manifesto SCUOLA ROMA - Il movimento dei precari è allo stato aurorale,
pieno di slancio e di ingenuità. Ma vero come le vite difficili dei lavoratori - docenti
e non docenti - che lo compongono. 18 settembre 2009 - Viterbo Oggi Catasto, la caccia al dipendente
pubblico è arrivata anche a Viterbo 18 settembre 2009 - Maremma Oggi Catasto: la caccia al dipendente
pubblico 18 settembre 2009 - La Tua Voce VITERBO: "DAGLI AL DIPENDENTE
PUBBLICO" 18 settembre 2009 - New Tuscia Impiegati del catasto di Viterbo
fannulloni per la stampa? Riceviamo e pubblichiamo: 18 settembre 2009 - Il Resto del Carlino Mancati pagamenti, dipendenti comunali sempre sul piede di guerra Rovigo - I DIPENDENTI comunali sono tornati, ieri, a farsi sentire durante il consiglio a Palazzo Nodari. Sul piatto, i temi, sono quelli che ormai da tempo stanno tenendo banco: la questione del fondo salario accessario e quella della riorganizzazione del personale. In aula c'erano anche i sindacati. «Il giorno prima del consiglio ha spiegato Romano Aio, della Uil Fpl ci è arrivata una mail nella quale l'amministrazione dice di voler riprendere la trattativa sui dipendenti. Ma fino ad ora la giunta non ha mai rispettato gli impegni presi. Sappiamo che ci sono ristrettezze economiche, ma non si può sempre togliere a chi prende meno». Severo anche Francesco Malin, della Fps Cisl: «Non c'è dialogo con la controparte. La giunta aveva promesso la stabilizzazione dei precari entro il 30 giugno e invece siamo al 17 settembre e nonè accaduto nulla». Non era presente in consiglio perchè occupato in un impegno preso in precedenza, il segretario di categoria della Cgil, Giuseppe Franchi. Ma è in linea con i colleghi: «Sull'accordo per i 140mila euro, la giunta è stata evasiva e abbiamo perso un anno di tempo. Che ci dicano: non li abbiamo oppure la legge non lo permette. Ora siamo da punto e a capo, la politica del rinvio produce soltanto screzi e offese. Io chiedo che venga liquidata la produttività con i criteri dell'anno 2007 e la cosa logica sarebbe mettere già i soldi in bustapaga. Quanto ai tavoli di trattativa vorrei fossero seri e costruttivi. Quanto alla riorganizzazione, è due anni che la aspettiamo, e i dipendenti non ce la fanno più. Pensiamo solo ai servizi sociali: in un periodo come questo hanno la coda fuori dagli uffici». Va giù duro anche Fabio Raule (Rdb): «Ancora non è stata data la produttività, e per l'inadempienza di alcuni dirigenti non sono state compilate tutte le schede di valutazione dei lavoratori».(m.c.) 18 settembre 2009 - Il Giorno I lavoratori Lever portano la loro
solidarietà FOMBIO - BLOCCO DELLA produzione ad oltranza con picchetto fino alle 22 di ieri sera davanti ai cancelli della fabbrica, che riprenderà questa mattina alle 6. I lavoratori hanno scelto la linea dura, almeno fino a quando non potranno riprendere il filo del discorso sul futuro della ditta, tramite i loro rappresentanti sindacali, con il general manager della multinazionale Rob Molenaar. Oggi, alle 14.30, in provincia, si terrà un incontro tra rappresentanti di categoria, Rsu, presidente Foroni e sindaci di Fombio e Codogno. Ieri davanti allo stabilimento si sono presentati pure i segretari provinciali di Cgil e Cisl, Domenico Campagnoli e Mario Uccellini. «Avevamo preannunciato che dopo l'estate la ripresa non si sarebbe vista spiega Uccellini . Ora è il momento che le istituzioni provinciali pongano la questione occupazionale al primo posto, favorendo gli insediamenti sul territorio anche con incentivi ed agevolazioni». Sul posto sono arrivati pure diversi delegati sindacali della Lever di Casale, in segno di solidarietà, e il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Andrea Viani. «SECONDO gli ultimi dati aggiornati alla fine di agosto, 64 operai della Lever sono usciti dalle linee produttive in maniera volontaria o accompagnati alla pensione, mentre 91 sono in cassaintegrazione spiega Carlo Carelli dell'Rsu Lever il nostro obiettivo è che, al termine dei due anni di "cassa", tutti possano trovare una nuova sistemazione». Per quanto riguarda la reindustrializzazione della parte lasciata libera dal trasferimento del reparto polveri in Grecia e in Inghilterra, Carelli ribadisce che ora «dipende da come si muove il territorio e le istituzioni che devono giocare un ruolo fondamentale in questa partita». Ad oggi, la produzione dei liquidi rimasta è praticamente stabile con un aumento del cinque per cento rispetto all'anno precedente. Nei giorni scorsi, però il Partito comunista dei lavoratori aveva annunciato la possibilità di riprendere la battaglia, promuovendo, insieme al sindacato autonomo Cub, un presidio permanente fuori dalla fabbrica in segno di protesta. 17 settembre 2009 - Nuova Venezia/Mattino di Padova/Tribuna di Treviso AEROPORTO MARCO POLO Venezia - Domani i lavoratori dellaeroporto Marco Polo di Venezia sciopereranno per lintera giornata col rispetto delle fasce di garanzia dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 18. Lo sciopero è stato indetto dalla RdB Trasporti. 17 settembre 2009 - Leggo Roma. Dallasilo al Campidoglio, le educatrici dei nidi... Roma - Dallasilo al Campidoglio, le educatrici dei nidi comunali tornano oggi in Consiglio per far sentire la loro protesta, pronte allo sciopero. Hanno infatti già annunciato il blocco delle attività per il 28 ed il 29 settembre e oggi pomeriggio, dopo due giorni di trattative sindacali senza risultato, torneranno in Consiglio comunale «per chiedere il rispetto della mozione spiega Caterina Fida, della RdB Cub del Comune - adottata proprio dal Consiglio lo scorso 21 maggio dopo lo sciopero e la manifestazione cittadina». Il motivo della vertenza delle educatrici riguarda «la scelta dellAmministrazione spiega RdB in una nota - di non avvalersi del personale precario della vecchia graduatoria del 1997» ed il mancato ripristino delle due unità di organico sottratte ai nidi negli ultimi due anni.(L.Loi./ass) 17 settembre 2009 - Il Gazzettino Venezia. Domani nuovo sciopero allaeroporto Marco Polo... Venezia - Domani nuovo sciopero allaeroporto Marco Polo di Tessera. È stato proclamato dalla sola Cub-Trasporti, ma potrebbe ugualmente procurare disagi ai viaggiatori perché la protesta riguarderà non solo i dipendenti di Save, la società di gestione dello scalo, ma anche quelli dei tre handler che si occupano dei servizi a terra per le compagnie e i viaggiatori, come carico e scarico bagagli, check-in. Potrebbero, quindi, verificarsi rallentamenti nelle procedure che riguardano questi servizi e nellassistenza agli aerei. Giampiero Antonini, segretario della Rdb-Cub, nello spiegare che lo sciopero è stato organizzato per protestare per la carenza di organici, per la sicurezza, i contratti non rinnovati e la precarietà del lavoro, annuncia che questa mattina, dalle 11 alle 13,30, una delegazione di lavoratori in sciopero andrà sotto la scala di piazza Ferretto a dare solidarietà ai dipendenti di Montefibre: «Bisogna finirla con le lotte solitarie, serve una ricomposizione della lotta del mondo del lavoro. Proporremo anche ai lavoratori della scuola di unirsi a noi, se non sarà domani, magari più avanti». 17 settembre 2009 - Il Manifesto PRECARI DELLA SCUOLA La data è tratta. Il Coordinamento dei precari della
scuola ha ufficializzato ieri con un comunicato la decisione di convocare per il 3
ottobre, a Roma, una manifestazione nazionale contro i tagli previsti dal duo
Gelmini-Tremonti. Stamattina la scelta sarà spiegata nel corso di una conferenza stampa
convocata davanti al ministero dell'istruzione, nell'«accampamento» di tende che
presidia da molti giorni gli uffici della «strega Gelmina». La stessa giornata è stata
indicata anche dai sindacati Cobas, RdB-Cub, Sdl riuniti nel «patto di base». 17 settembre 2009 - EPolis Roma L'incontro. Vertice in Prefettura. Alemanno indica quattro punti: «Lavoro condiviso»Casa, piano per l'emergenza spazio a Erp e housing sociale Il tavolo avrà cadenza settimanale. Soddisfatti i movimenti che sciolgono il presidio Roma - Definizione del fabbisogno di case, una manovra sull'edilizia residenziale pubblica e sull'housing sociale e un meccanismo di assistenza alloggiativa più ampio, flessibile ed economico dei residence: questi i quattro punti che il sindaco di Alemanno ha trattato nel corso del tavolo interistituzionale sulla casa tenuto ieri in Prefettura che, come spiegato dal prefetto Pecoraro, avrà cadenza settimanale. «Faremo degli incontri serrati che inizieranno martedì 22 settembre». «Noi abbiamo dato come indicazione quella dei 30 mila alloggi del piano casa, però complessivamente dobbiamo trovare un accordo sia sull'Erp che sull'housing sociale». Un meccanismo che sia «più funzionale ed economico dei residence» ha precisato, poichè il costo degli stessi residence «non ci mette in condizioni di rendere universale il diritto». Il sindaco ha poi sottolineato come sia «importante» che il confronto avvenga simultaneamente coinvolgendo sindacati, cooperative, costruttori e movimenti. Sulla questione degli sgomberi, Alemanno ha spiegato che «non saranno prese iniziative finchè il Tavolo sarà aperto. C'è soltanto un problema a via Collatina dove un incendio ha causato l'inagibilità e quindi si dovrà intervenire». Mentre, per quanto riguarda gli sgomberati del Regina Elena, il sindaco ha assicurato una verifica. «Abbiamo consegnato un documento con interventi fattibili che riguardano alcune semplificazioni che abbiamo introdotto nella legge regionale sul patrimonio dell'Ater», ha detto l'assessore regionale Di Carlo. «Ci auguriamo e lavoreremo perchè questo incontro in Prefettura sulla casa rappresenti l'inizio di un percorso condiviso tra le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti, per mettere in campo un programma di interventi capace di affrontare con forza questo fenomeno», ha detto l'assessore provinciale alle Politiche Sociali Claudio Cecchini. «Siamo soddisfatti della riunione, la discussione così come è stata impostata ci convince, lo consideriamo l'inizio di un percorso che comunque è tutto ancora da verificare. Pensiamo che ci siano le condizioni per rimuovere il presidio a piazza Madonna di Loreto», ha detto Paolo Di Vetta del Bpm, presente al tavolo con Action, Comitato obiettivo casa e Coordinamento cittadino di lotta.(M.R.) 17 settembre 2009 - Il Mattino Benevento. Docenti precari, continua la mobilitazione...Benevento - Docenti precari, continua la mobilitazione. La federazione provinciale delle rappresentanze sindacali di base sta distribuendo volantini davanti alle scuole «per sensibilizzare anche il personale di ruolo sulla portata del provvedimento di riordino della scuola, che non risparmia nessuno, dagli alunni ai docenti, dagli Ata alle famiglie. Vogliamo sensibilizzare lopinione pubblica - si legge in una nota - attivando assemblee cittadine e/o provinciali per esporre le nostre rivendicazioni, in vista dei tavoli interistituzionale presso la Regione Campania, della manifestazione del 3 ottobre a Roma e dello sciopero generale del 23 ottobre. Caserta. Neanche la pioggia è
riuscita a fermarle. Al grido di «lavoro, lavoro» unottantina di impiegate... Caserta - Neanche la pioggia è riuscita a fermarle. Al grido di «lavoro, lavoro» unottantina di impiegate del settore pulizia ha sfilato in corteo per attirare lattenzione delle istituzioni sulla loro situazione contrattuale. Da piazza Bovio hanno percorso le principali strade del centro fino a raggiungere palazzo Lucarelli. Alcuni momenti di tensione si sono registrati proprio allingresso della sede comunale, il cui accesso originariamente avrebbe dovuto essere permesso solo a una ristretta delegazione. Ma, complice la partecipazione così sentita e il maltempo, alla fine tutte le manifestanti - assistite dalla Flaica Cub - sono entrate nel palazzo municipale occupando pacificamente la sala consiliare in attesa di incontrare gli esponenti dellamministrazione. Due le problematiche al centro della discussione: le garanzie occupazionali e il pagamento della retribuzione arretrata. Il contratto di appalto per il servizio di pulizie del tribunale civile e penale e del Comune sta per scadere e un nuovo bando di gara è in procinto di essere emanato. Alla base della protesta delle 107 operaie vi sono le preoccupazioni per il mantenimento del proprio livello occupazione in caso di passaggio di consegne. Ieri mattina le impiegate dellex Team Italia non hanno dovuto attendere molto: a riceverle lassessore al Patrimonio, Michele Castaldo. Il delegato ha rassicurato le manifestanti sia per le garanzie lavorative in vista della scadenza dellappalto sia per il pagamento della mensilità di agosto, impegnandosi a riferire le loro problematiche alla giunta e, su sollecitazione delle lavoratrici, anche a portare la discussione in Prefettura con listituzione di un tavolo di conciliazione. Tra le richieste figura anche lestensione degli orari di lavoro così come stabilito dal contratto nazionale. Nonostante questo lo stato di agitazione non è cessato. «Prendiamo atto del positivo impegno dellassessore Castaldo - dice Fulvio Beato, rappresentante della Flaica Cub - ma al momento abbiamo solo garanzie verbali. Aspettiamo che si concretizzino in fatti, nel frattempo proseguiamo la nostra battaglia proclamando due giornate di sciopero per il 28 e 29 settembre». 17 settembre 2009 - Il Cittadino Unilever, si annuncia un
"autunno caldo" Casale - Sulla vicenda Lever è calato il silenzio delle istituzioni e della politica, ma lautunno potrebbe essere molto caldo nella fabbrica casalese. Questa almeno è la promessa del Pcl, il Partito Comunista dei Lavoratori, che denuncia come la vicenda del complesso industriale della Bassa sia caduta nel più completo disinteresse. E contemporaneamente la Cub - Confederazione Unitaria di Base denuncia come la situazione lavorativa interna allo stabilimento sia al limite e chiede a gran voce il reintegro nel posto di lavoro dei dipendenti in cassa integrazione.«Ormai nessuno parla più della Lever e dei lavoratori in cassa integrazione, ma noi siamo pronti invece a una mobilitazione dura - dice Leopoldo Cattaneo del Pcl -. Continuano ad arrivare voci che allinterno dello stabilimento la situazione è molto tesa, con gli operai che sono sottoposti a carichi di lavoro superiori al passato. E nonostante questo lazienda non ha alcuna intenzione di reintegrare i lavoratori».Con queste premesse, il Pcl è pronto a una serie di iniziative dure per riportare lattenzione dei media e della politica sulla questione e per costringere lazienda a tornare sui suoi passi richiamando i lavoratori in cassa integrazione. «Se gli operai saranno disposti a seguirci organizzeremo un picchetto permanente davanti ai cancelli dello stabilimento - continua Cattaneo -. La lotta dura ha pagato in altre realtà, e non si capisce perché il modello di resistenza continua non debba essere applicato anche a Casale».Dei 170 esuberi per i quali era stato firmato laccordo lo scorso aprile, i lavoratori ancora in cassa integrazione erano 90 al 26 agosto, data dellultima rilevazione. In 64 avevano scelto un percorso di uscita aziendale volontario tramite mobilità o verso la pensione, con gli incentivi previsti nellaccordo, ovvero 47 mila euro lordi per chi ha fatto la scelta nei primi due mesi, 35 mila per chi lha fatta successivamente. Degli altri 16 lavoratori che mancano dal totale di 170, alcuni non sono mai stati lasciati a casa dallazienda, pochi altri sono stati spostati in altri stabilimenti produttivi, alcuni sono stati richiamati in servizio dopo alcune settimane di cassa integrazione.Ma proprio sui reintegri si concentra la protesta della Cub - Confederazione Unitaria di Base, che è uscita in questi giorni con un volantino in distribuzione ai lavoratori e con un comunicato stampa ufficiale. Secondo la Cub, dallincontro tra il rappresentante lodigiano Vittorio Susani e i vertici aziendali del sito casalino sarebbe emerso che i carichi di lavoro sono molto intensi, ma lazienda «non richiamerà nessuno, a meno che non intervenga un miracolo con ordinativi di molte tonnellate in più», secondo le parole che la Cub riporta come riferite dai dirigenti Lever a Susani. La Confederazione tuttavia non si arrende e chiede il rientro in produzione per tutti i lavoratori in cassa integrazione. Un appello destinato a restare inascoltato, anche perché, tecnicamente, gli organici sulle linee di produzione non sono inferiori a quelli che cerano prima della crisi. 17 settembre 2009 - La Repubblica Corteo e tende, notte in piazza
contro la Gelmini Bologna - L´hanno chiamata manifestazione «senza
fine». Che coinvolgerà Vito, che già aveva partecipato alla Notte bianca della scuola
la scorsa primavera, Ivano Marescotti e tanti altri artisti e attori bolognesi. A difesa
della «scuola che si occupava di tutti i bambini, di quelli in difficoltà, di quelli che
non sono nati in Italia, di quelli che la mamma non può aiutare a fare i compiti». Esab, giù dal tetto dopo l´accordo
a metà Milano - La protesta è finita, l´Esab chiuderà, ma
gli operai hanno ottenuto migliori condizioni di uscita. I sei che erano sul tetto della
fabbrica a Mesero sono scesi: la firma sull´accordo tra l´azienda e i lavoratori c´è
già, mentre quella ufficiale per l´avvio della cassa integrazione sarà messa stamattina
a Roma dai rappresentanti del sindacato autonomo Cub, che rappresentano i dipendenti, e
dai funzionari del ministero del Welfare. Il futuro della fabbrica, però, è segnato.
Dopo quindici giorni è finita la lotta contro la decisione della proprietà, l´inglese
Charter International, di chiudere la produzione e lasciare a casa 85 lavoratori (intanto
7 hanno trovato un altro impiego). L´assemblea dei dipendenti, a larga maggioranza, ha
detto sì alla bozza di accordo trovata martedì in Comune. Ma nessuno canta vittoria:
«Non è un ottimo accordo - hanno ammesso fin da subito sul loro blog gli operai - , ma
abbiamo migliorato le condizioni d´uscita». Montagnoli, sindacalista Cub: ora
vigileremo per impedire speculazioni sull´area Milano - Walter Montagnoli, segretario nazionale Cub, lei
ha seguito tutte le trattative per la Esab. Come giudica l´accordo? 17 settembre 2009 - CittàOggiWeb Attaccati anche i politici del
territorio, scomparsi dalla scena Mesero - E' un giudizio negativo quello delle
organizzazioni sindacali Fiom Cgil e Fim Cisl coinvolte nell'estenuante trattativa
conclusasi l'altro giorno con l'accordo votato dagli operai della Esab di Mesero. Un
accordo che non è piaciuto nemmeno agli stessi operai che però hanno deciso di porre
fine ad una vicenda che si trascinava ormai dalla fine di giugno e che per due settimane
ha visto sei di loro sul tetto in segno di protesta con tutte le difficoltà che ne sono
conseguite. Ad ottobre partirà la cassa. Mercoledì pomeriggio nella sede della Cgil di
Magenta Antonio Del Duca e il segretario generale della Fiom Ticino Olona Renato Esmeraldi
hanno tracciato un quadro generale della situazione: "Siamo arrivati ad un punto, al
Ministero del Lavoro, in cui l'azienda ha posto un diktat - ha detto Del Duca - negando
qualsiasi proposta in merito alla reindustrializzazione dell'area e alla ricollocazione
dei lavoratori. I funzionari del Ministero del Lavoro, delle Attività Produttive e della
Regione Lombardia si sono adoperati formulando proposte che l'azienda, in maniera
arrogante, ha sempre respinto. Anche se arrivavano dal campo istituzionale e questo è il
fatto ancora più grave. La dirigenza italiana, completamente sottoposta a quella inglese,
non è stata in grado di fare nulla". Ma c'è un altro dato che la Fiom Cgil vuole
sottolineare ed è stata la completa assenza delle forze politiche: "Auspichiamo che
si diano una svegliata e tornino in campo - continua - hanno fatto passerella nel mese di
luglio per poi sparire dalla scena". Infine si torna sulla questione della
responsabilità sindacale e qui le lotte tra forze sindacali (Fim Cisl e Fiom Cgil da un
lato e Cub dall'altro) si sono fatte sentire. "Il pressapochismo dei Cub è stata la
parte preponderante della trattativa", ha tuonato Del Duca. Esmeraldi ha aggiunto:
"E' inaccettabile che un fondo inglese possa fare operazioni di questo tipo sul
territorio". Dall'altro lato Giuseppe Viganò della fim Cisl si è detto
"sconcertato per il fatto che la segreteria dei Cub non si sia nemmeno presentata in
sala consigliare del comune di Mesero per comunicare la propria posizione. Flmu ha
condotto una trattativa scellerata. Ha sprecato 40 giorni senza avanzare richieste, ha
gestito con scelleratezza la rabbia dei lavoratori che hanno occupato il tetto ad
oltranza, senza una visione strategica chiara e lineare. Alla fine non si è raggiunto
alcun risultato, costringendo i lavoratori a scegliere se accettare l'inaccettabile o
farsi licenziare. Resta l'amarezza per la perdita di un pezzo di storia e con esso di 80
posti di lavoro". 17 settembre 2009 - La Nuova Sardegna Alcoa, corsa contro il tempo PORTOVESME - Non cè, in atto, solo la copertura
delle celle ma è visibile, ad occhio nudo, il tentativo di governare e gestire una
situazione ambientale drammatica per salvare lo stabilimento. Sullo stato di salute del
reparto elettrolitico di Alcoa riferiscono solo i rappresentanti sindacali della Rls e
della Rsu che, senza il conforto di numeri, garantiscono, a vista, che la situazione in
reparto è nettamente migliorata. 16 settembre 2009 - Adnkronos ROMA: RDB, DOMANI EDUCATRICI ASILI NIDO COMUNE TORNANO IN CAMPIDOGLIORoma, 16 set. (Adnkronos) - «Si inasprisce la vertenza degli asili nido dopo due giorni di trattative sindacali le quali, oltre a non aver registrato alcun avanzamento concreto nella soluzione della vertenza, hanno ulteriormente avvelenato il clima generale a causa della scelta unilateralmente assunta dell'Amministrazione di non avvalersi del personale precario della vecchia graduatoria del 1997». Lo sottolinea in una nota Rdb del Comune di Roma. «Dopo le dichiarazioni espresse nel corso di un dibattito televisivo da autorevoli esponenti della maggioranza che hanno rappresentato i nidi come un parcheggio per i bambini, e dopo la scelta sconsiderata dell'Amministrazione che fa tabula rasa del personale precario della vecchia graduatoria del 1997, non possiamo far altro che riportare la nostra protesta in Campidoglio - dichiara Caterina Fida - È semplicemente vergognoso che questa maggioranza abbia trovato i soldi per le armi ai vigili per aumentare i compensi per la dirigenza, per attribuire incarichi ad personam a un nutritissimo ufficio stampa o per un fantomatico ufficio per la sicurezza, per pagare onerosissime penali sui prodotti della finanza derivata e non trovi invece i soldi per recuperare le unità di organico sottratte nei nidi, in virtù degli scellerati accordi sottoscritti dalla passata amministrazione». «Nel pomeriggio di domani torneremo in consiglio comunale a chiedere il rispetto della mozione dallo stesso adottata lo scorso 21 maggio dopo lo sciopero e la manifestazione cittadina indette dalla RdB», conclude Caterina Fida. 16 settembre 2009 - Omniroma ASLI NIDO, RDB CUB: «RIPORTIAMO PROTESTA IN CAMPIDOGLIO» (OMNIROMA) Roma, 16 set - «Si inasprisce la vertenza degli asili nido dopo due giorni di trattative sindacali le quali, oltre a non aver registrato alcun avanzamento concreto nella soluzione della vertenza, hanno ulteriormente avvelenato il clima generale a causa della scelta unilateralmente assunta dell'Amministrazione di non avvalersi del personale precario della vecchia graduatoria del 1997. Dopo le dichiarazioni di autorevoli esponenti della maggioranza, che hanno rappresentato i nidi come un parcheggio per i bambini, e dopo la scelta sconsiderata dell'Amministrazione che fa tabula rasa del personale precario della vecchia graduatoria del 1997, non possiamo far altro che riportare la nostra protesta in Campidoglio». Lo dichiara in una nota Caterina Fida della RdB del Comune di Roma. «È semplicemente vergognoso - aggiunge Fida - che questa maggioranza abbia trovato i soldi per le armi ai vigili per aumentare i compensi per la dirigenza, per attribuire incarichi ad personam a un nutritissimo ufficio stampa o per un fantomatico ufficio per la sicurezza, per pagare onerosissime penali sui prodotti della finanza derivata e non trovi invece i soldi per recuperare le unità di organico sottratte nei nidi, in virtù degli scellerati accordi sottoscritti dalla passata amministrazione. Nel pomeriggio di domani torneremo in Consiglio Comunale a chiedere il rispetto della mozione dallo stesso adottata lo scorso 21 maggio dopo lo sciopero e la manifestazione cittadina indette dalla RdB», conclude Fida. 16 settembre 2009 - Iris ROMA: ASILI NIDO, RDB "LE EDUCATRICI TORNANO A PROTESTARE IN CAMPIDOGLIO"(IRIS) - ROMA, 16 SET - Si inasprisce la vertenza degli asili nido dopo due giorni di trattative sindacali le quali, oltre a non aver registrato alcun avanzamento concreto nella soluzione della vertenza, hanno ulteriormente avvelenato il clima generale a causa della scelta unilateralmente assunta dellAmministrazione di non avvalersi del personale precario della vecchia graduatoria del 1997."Dopo le dichiarazioni espresse nel corso di un dibattito televisivo da autorevoli esponenti della maggioranza, che hanno rappresentato i nidi come un parcheggio per i bambini, e dopo la scelta sconsiderata dellAmministrazione che fa tabula rasa del personale precario della vecchia graduatoria del 1997, non possiamo far altro che riportare la nostra protesta in Campidoglio", dichiara Caterina Fida della RdB del Comune di Roma."E semplicemente vergognoso aggiunge Fida - che questa maggioranza abbia trovato i soldi per le armi ai vigili per aumentare i compensi per la dirigenza, per attribuire incarichi ad personam a un nutritissimo ufficio stampa o per un fantomatico ufficio per la sicurezza, per pagare onerosissime penali sui prodotti della finanza derivata e non trovi invece i soldi per recuperare le unità di organico sottratte nei nidi, in virtù degli scellerati accordi sottoscritti dalla passata amministrazione"."Nel pomeriggio di domani, 17 settembre, torneremo in Consiglio Comunale a chiedere il rispetto della mozione dallo stesso adottata lo scorso 21 maggio dopo lo sciopero e la manifestazione cittadina indette dalla RdB", conclude Caterina Fida. 16 settembre 2009 - Dire ASILI. RDB: TORNA PROTESTA DELLE EDUCATRICI IN CAMPIDOGLIO"DOMANI SAREMO IN CONSIGLIO PER RISPETTO MOZIONE DEL 21 MAGGIO" (DIRE) Roma, 16 set. - "Si inasprisce la vertenza degli asili nido dopo due giorni di trattative sindacali le quali, oltre a non aver registrato alcun avanzamento concreto nella soluzione della vertenza, hanno ulteriormente avvelenato il clima generale a causa della scelta unilateralmente assunta dell'amministrazione di non avvalersi del personale precario della vecchia graduatoria del 1997". Si legge in una nota di Rdb-Cub. "Dopo le dichiarazioni espresse nel corso di un dibattito televisivo da autorevoli esponenti della maggioranza, che hanno rappresentato i nidi come un parcheggio per i bambini, e dopo la scelta sconsiderata dell'amministrazione, che fa tabula rasa del personale precario della vecchia graduatoria del 1997- dice Caterina Fida della RdB del Comune di Roma- non possiamo far altro che riportare la nostra protesta in Campidoglio". "E' semplicemente vergognoso- aggiunge Fida- che questa maggioranza abbia trovato i soldi per le armi ai vigili per aumentare i compensi per la dirigenza, per attribuire incarichi ad personam a un nutritissimo ufficio stampa o per un fantomatico ufficio per la sicurezza, per pagare onerosissime penali sui prodotti della finanza derivata e non trovi invece i soldi per recuperare le unita' di organico sottratte nei nidi, in virtu' degli scellerati accordi sottoscritti dalla passata amministrazione". "Nel pomeriggio di domani, 17 settembre- conclude- torneremo in Consiglio Comunale a chiedere il rispetto della mozione dallo stesso adottata lo scorso 21 maggio dopo lo sciopero e la manifestazione cittadina indette dalla RdB". 16 settembre 2009 - Apcom Venezia, venerdì sciopero
lavoratori aeroporto Marco Polo Roma, 16 set. (Apcom) - Venerdì 18 settembre i lavoratori dell'aeroporto Marco Polo di Venezia sciopereranno per l'intera giornata, col rispetto delle fasce di garanzia (dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 18). Lo sciopero è stato indetto dalla RdB Trasporti "per riportare al centro della trattativa il riallineamento della retribuzione al costo della vita; una revisione dei profili professionali; la formazione e crescita professionale; l'adeguamento dei mezzi, organici e sicurezza sul lavoro; in difesa del futuro occupazionale". In occasione dello sciopero, fa sapere il sindacato, i lavoratori del Marco Polo manifesteranno dalle 10.30 presso l`aeroporto per poi unirsi ai lavoratori della Montefibre che sono in presidio presso la Torre di Mestre: medesima è la rivendicazione dei lavoratori "che ancora una volta si vedono proporre la messa in mobilità e mettere a rischio il proprio futuro occupazionale". 16 settembre 2009 - Ansa Aeroporti: Marco Polo, lavoratori in sciopero il 18 ottobreGarantite le fasce orarie dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 18 (ANSA) - VENEZIA, 16 SET - Venerdi' 18 ottobre i lavoratori dell'aeroporto Marco Polo di Venezia sciopereranno per l'intera giornata. Le fasce di garanzia vanno dalle 8.00 alle 10.00 e dalle 16.00 alle 18.00. Lo sciopero e' stato indetto dalla RdB Trasporti per riportare al centro della trattativa il riallineamento della retribuzione al costo della vita; una revisione dei profili professionali; formazione e crescita professionale; deguamento dei mezzi, organici e sicurezza sul lavoro. Scuola, l' Onda torna a protestare contro i tagliPresidio venerdi' in piazza Castello (ANSA) - TORINO, 16 SET - ''Un'azione eclatante, i cui dettagli sono ancora top-secret''. La annunciano gli studenti dell'Onda, per l'inizio della scuola. Gli studenti tornano a mobilitarsi per protestare contro i tagli. Il presidio si svolgera' venerdi' pomeriggio, alle 17, in piazza Castello, ed e' stato indetto da una decina di sigle autonome fra cui Precari autoconvocati, Onda anomala Torino, Cub e Cobas scuola, Studenti autorganizzati. ''Siamo di fronte a un attacco generalizzato al sistema della formazione nel suo complesso'', dice una nota. LAVORO: ESAB; I PUNTI DELL'ACCORDO
LAVORATORI-AZIENDA (ANSA) - MILANO, 16 SET - L'intesa, siglata oggi tra la Rsa (rappresentati sindacali aziendali) e l'Esab, per l'avvio della mobilità prevede due anni di cassa integrazione a partire dal prossimo 1 ottobre e riguarda un totale di 78 lavoratori (dopo l'uscita volontaria di 7 dipendenti a fine luglio). Mentre domani al ministero del Lavoro sarà firmato dalla Confederazione unitaria di base (Cub) il verbale di avvio per la procedura della cassa integrazione. Nell'accordo si spiega che al personale in mobilità con la prospettiva del pensionamento per vecchiaia o anzianità (nel termine massimo di 3 anni dalla data di sottoscrizione dell'odierno accordo), come incentivazione all'esodo ed in occasione della cessazione del rapporto, sarà erogato un importo lordo pari alla differenza tra il 90% della retribuzione normale annua e quanto erogato annualmente dall'Inps a titolo di 'indennità di mobilità. Ai lavoratori, privi della possibilità di raggiungere un trattamento di quiescenza e per i quali non fosse utilizzato lo strumento alternativo di ri-collocazione (a fronte di dimissioni volontarie o di adesione alla collocazione in mobilità), l'Esab riconoscerà, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro ed a titolo di incentivazione all'esodo, la somma lorda di 24.000 euro. L'Esab confida poi di raggiungere un accordo con la Schenker per consentire la normale prosecuzione del rapporto di lavoro a 2 dipendenti addetti al magazzino che verranno trasferiti presso la sede della società a Peschiera Borromeo (Mi). L'azienda di Mesero confida anche di concludere un intesa con la società di di logistica tale da consentire a 3 dipendenti addetti al magazzino la riassunzione presso la Schenker. Sul fronte della re-industrializzazione dell'area (70 mila metri quadrati vicini al nodo autostradale della Milano-Torino e della diramazione per Malpensa) e la ri-collocazione del personale l'Esab, in caso di offerte equivalenti, considererà debitamente anche l'elemento della possibile riassunzione di alcuni dei dipendenti in esubero. LAVORO: ESAB; 15 GIORNI SUL TETTO, LE TAPPE DELLA VICENDA (ANSA) - MILANO, 16 SET - Prima il sole poi le prime piogge preludio dell'autunno e, infine, la firma dell'accordo dei rappresentanti sindacali dell'azienda con la società. Dopo due settimane sul tetto si chiude così la vicenda dei 6 operai dell'Esab Saldatura di Mesero accampati, dal 2 settembre, in cima al sito produttivo alle porte di Milano per protestare contro la decisione della proprietà (il fondo inglese Charter International) di chiudere lo stabilimento e mettere in mobilità 85 dipendenti. - 22 giugno. Esab avvia la procedura di consultazione sindacale (ex art. 4 Legge 223/91) finalizzata alla procedura di mobilità per complessivi 85 dipendenti addetti alla produzione e al magazzino, attività che la società ha deciso di cessare. - fine luglio: uscita volontaria di 7 operai. - 3 agosto. Esab e le organizzazioni sindacali sottoscrivono, presso la Regione Lombardia, un verbale di intesa nel quale convengono di trasformare la procedura di mobilità in una procedura di Cassa integrazione speciale per cessazione di attività della durata di 24 mesi e per un massimo di 85 dipendenti. - 27 agosto. Presso il Ministero del Lavoro, si tiene la prima riunione tra Esab, le organizzazioni sindacali ed il Sindaco di Mesero nel corso della quale il Ministero, verificata la necessit di ulteriori approfondimenti, rinvia il ad una successiva riunione da tenersi il 10 settembre 2009 sempre presso il Ministero del Lavoro. Un'intesa deve essere raggiunta entro il 15 settembre. - 2 settembre. Sei operai salgono sul tetto del sito produttivo a rischio chiusura. Un operaio del presidio davanti ai cancelli viene colto da infarto. - 3 settembre. In cima allo stabilimento anche la bandiera dell'Innse. - 4 settembre. Incontro azienda e i sindacati. I vertici italiani: «L'azienda non ha mai chiuso la porta alle trattative ed è tutt'ora disponibile». - 6 settembre. Visita del segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero: «Queste ormai sono le uniche forme di lotta efficaci per obbligare governo e padronato a occuparsi dei problemi degli operai». - 7 settembre. Il municipio di Mesero viene chiuso per motivi di sicurezza in occasione di un nuovo incontro tra azienda e sindacati. Il coordinatore nazionale Cub, Walter Montagnoli: «posizioni distanti ma si tratta». Le sigle sindacali e la Rsa presentano una proposta di accordo. - 8 settembre. Spostata dal 10 al 14 settembre la riunione al ministero del Lavoro per stabilire le modalità della cassa integrazione. - 9 settembre. Controproposta azienda; Valerio Garavaglia, delegato Rsa e uno dei sei operai sul tetto: «»Noi andiamo avanti, i ragazzi non cedono«. - 10 settembre: Nono giorno di protesta, trattative in stallo. Gli operai incontrano Maurizio Martina, candidato alla segreteria regionale del Pd, l'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. - 14 settembre. Incontro al ministero del Lavoro. Operai: »non siamo il Grande Fratello«. - 15 settembre. Si chiude con un nulla di fatto alle due della notte l'incontro al ministero del Lavoro a Roma tra i rappresentanti della Esab e il sindacato. Nuova riunione a Mesero, per i sindacati la bozza di accordo »è insoddisfacente«. - 16 settembre. L'assemblea dei lavoratori, con 52 voti a favore e 8 contrari, dà il via all'accordo con l'azienda. 16 settembre 2009 - Liberazione Paolo Di Vetta Asia Rdb, movimenti
per il diritto all'abitare Il 19 settembre migliaia di persone saranno in
piazza per difendere la libertà di informazione. Cosa faranno quel giorno i movimenti di
lotta per l'abitare? 16 settembre 2009 - La Repubblica Scuola, protesta anche l´Onda
"Saliamo sui tetti con i precari" ROMA - L´Onda anomala torna in piazza. Ieri decine di
studenti della Sapienza, assieme ad un gruppo di precari della scuola, sono saliti sui
tetti dell´università per protestare contro i tagli della Gelmini alla scuola pubblica
ma anche all´università. 16 settembre 2009 - Corriere del Veneto Mestre VENEZIA Sciopero all'aeroporto «Marco Polo». Il Cub Trasporti di Venezia ha proclamato per venerdì 18 settembre un'astensione dal lavoro di 24 ore dei dipendenti di Save e delle società di handling Ata, Gh e Aviapartner, che offriranno la propria solidarietà ai lavoratori della Montefibre. «L'affluenza sarà alta e vi saranno disagi», prevede Giampiero Antonini segretario Rdb-Cub di Venezia. «Cè è molta preoccupazione per i 105 licenziamenti annunciati dalla società Sav in tutta Italia e che spiega coinvolgeranno anche Venezia. Le persone non sono sacchi da spostare a piacimento, protestiamo continua Antonini perché le condizioni di lavoro nell'aeroporto peggiorano continuamente». Da ultimo un diktat sulle vacanze natalizie: «Aviapartner ha già comunicato al personale che dal 19 dicembre all'8 gennaio nessuno denuncia Antonini potrà andare in ferie». In una nota la società di gestione dell'aeroporto, Save, minimizza: «Potrebbero verificarsi sporadici rallentamenti nelle consuete procedure di assistenza ai passeggeri e agli aeromobili». 16 settembre 2009 - Gazzetta del Sud Scuola-Università ROMA - La protesta dell'Onda torna a farsi sentire su Roma e stavolta riparte dai tetti, in particolare quelli dell'università La Sapienza, dove da ieri gli universitari hanno deciso di protestare assieme ai precari della scuola contro «i tagli all'istruzione». Ma l'asse trasversale della nuova protesta contro il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini si è esteso anche agli studenti delle scuole superiori, che per i prossimi giorni annunciano blitz e cortei. Ieri una ventina di persone tra studenti dei collettivi della Sapienza e insegnanti precari sono saliti sul tetto dell'entrata principale della città universitaria dell'ateneo romano protestando «contro i tagli decisi dal governo». Dal tetto i manifestanti hanno calato uno striscione verticale lungo una decina di metri con su scritto «Tagli alla scuola: una truffa per tutti» ed è stato esposto anche lo striscione «Scuola e università stessi tagli e stessa precarietà». I manifestanti, decisi a passare la notte sul tetto, hanno montato tre tende da campeggio e dall'alto hanno lanciato dei volantini con l'immagine dell'Uomo Ragno e la scritta «Contro la 133 arrampichiamoci tutti». La protesta degli universitari, oltre a richiamare la «vittoriosa battaglia degli operai dell'Innse di Milano», segue analoghe iniziative di alcuni giorni fa, come la contestazione dei precari della scuola sul tetto dell'ex-provveditorato a Roma e quella dei movimenti per il diritto alla casa sui tetti dei musei capitolini. Ma l'Onda, annunciano gli studenti, «si ingrandirà sempre di più in vista di un nuovo autunno "caldo" a ottobre». E in attesa di partecipare alla manifestazione organizzata dai precari della scuola per il 3 ottobre a Roma, l'Unione degli Studenti delle scuole superiori ha annunciato un blitz nei pressi del ministero dell'Istruzione per giovedì prossimo, in occasione dell'incontro del ministro Maria Stella Gelmini con le associazioni studentesche nelle sede di Viale Trastevere. L'Uds ha anche lanciato, per il prossimo 9 ottobre, una mobilitazione nazionale annunciando cortei studenteschi in diverse città italiane, tra cui Roma, contro i tagli alla scuola. Il 10 e l'11 sarà invece organizzata nella Capitale una grande assemblea studentesca di studenti delle scuole, universitari, dottorandi e ricercatori. Il 23 ottobre «il popolo della scuola pubblica riempirà le strade di Roma» assieme alle altre categorie del lavoro dipendente in occasione dello sciopero generale. Lo annunciano i Cobas. «I protagonisti della scuola avverte il sindacato in una nota diranno no ai tagli, alle controriforme Tremonti-Gelmini, all'espulsione dei precari e ai contratti di disponibilità, alla legge Aprea, alle cattedre oltre le 18 ore». 16 settembre 2009 - Leggo Autunno di crisi, sono 10mila le
aziende lombarde in difficoltà ... Autunno di crisi, sono 10mila le aziende lombarde in
difficoltà e 70mila i dipendenti che sono o presto saranno in cassa integrazione.
Lanno scorso erano appena 7mila. Sono i dati elencati ieri in consiglio Regionale da
Giovanni Rossoni, lassessore del Pirellone al lavoro che ha fatto il punto su quanto
sta accadendo in Lombardia dopo le ultime, clamorose proteste dei lavoratori di Innse,
Esab e da lunedì di Lares e Metalli Preziosi. La situazione, insomma, è destinata solo a
peggiorare. Lo garantiscono i sindacati, specie quelli di base che sono i più vicini ai
lavoratori in lotta. Per il 23 ottobre è stato indetto uno sciopero generale da Cub,
Cobas e Sdl con lobiettivo di «generalizzare e unificare le lotte in scuole,
fabbriche, aziende e uffici». Solo così - sono convinti i promotori - si avrà davvero
la proporzione del dramma che si sta vivendo nella regione che è ancora il motore
dItalia. 16 settembre 2009 - Il Manifesto in PRESIDIOAGENZIA REGIONALE DEL LAVORO Milano - via Cardano 10, ore 14: continua la lotta dei lavoratori dell'Hotel Hilton contro il licenziamento di 30 dipendenti che verrebbero sostituiti con lavoratori esterni delle cooperative, l'ente alberghiero è già stato condannato dalla magistratura per attività antisindacale per aver rimpiazzato alcuni dipendenti in sciopero con dei precari lo scorso maggio. Evidentemente non è stato sufficiente. Oggi i lavoratori e la Cub sono sotto l'agenzia regionale del lavoro in via Cardano per protestare. 16 settembre 2009 - Vivimilano Esab, firmato l'accordo: scendono
dal tetto i sei operai del presidio MILANO - La protesta dei sei operai da quindici giorni sul
tetto dell'Esab di Mesero, nel milanese, si chiude con una nota, apparsa sul blog dei 143
lavoratori che protestavano dal 22 giugno contro la decisione della proprietà, la Charter
International, di chiudere alcuni stabilimenti e di mettere in cassa integrazione speciale
85 lavoratori dello stabilimento milanese. 15 settembre 2009 - Radiocor FISCO: RDB-CUB, AL VAGLIO CIRCOLARE (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 15 set - Prime aperture sulle progressioni di carriera per i dipendenti delle Agenzie fiscali. Lo riferisce il sindacato RdB-Cub in una nota. «È arrivata una prima risposta dal rappresentante della Funzione Pubblica - dice Francesco Serino dell'Esecutivo nazionale - che ha convenuto sulla necessità di un impegno da parte delle Amministrazioni perchè in tempi rapidi siano date risposte ai lavoratori del fisco sui percorsi di carriera». Sarebbe già stata «predisposta una circolare, al vaglio del ministero dell'Economia, per escludere le progressioni verticali dai recenti interventi normativi che impongono blocchi alle assunzioni». Secondo Serino è comunque «indispensabile il recupero totale delle risorse dei fondi aziendali decurtati nel 2008. Investire sulla lotta all'evasione vuol dire puntare sui lavoratori, sostenendone la crescita professionale e il diritto alla carriera». 15 settembre 2009 - Adnkronos SANITÀ: RDB-CUB, DIETRO INFLUENZA A REGIONE LAZIO NASCONDE EMERGENZA Roma, 15 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - «Dopo anni di interventi sciagurati sulla sanità romana e regionale che hanno prodotto attraverso il taglio dei posti letto, la chiusura degli ospedali e il blocco delle assunzioni la devastazione del servizio sanitario pubblico, la Giunta Marrazzo fa un improvviso dietro front e, aiutata dall'emergenza per la nuova influenza, dà avvio alla sua campagna elettorale». L'accusa arriva da Teresa Pascucci della RdB-Cub sanità, all'indomani della decisione di rinviare il riordino della rete ospedaliere in vista dell'emergenza nuova influenza. «Lo stop al piano di riordino della rete ospedaliera annunciato in questi giorni dal vice presidente della giunta laziale Esterino Montino - dichiara Pascucci in una nota - è la dimostrazione che il servizio sanitario del Lazio è ormai ridotto ai minimi termini e già da tempo non risponde più alla domanda di salute dei cittadini della regione». «È finalmente caduto il velo delle emergenze stagionali - continua la sindacalista - che, come da noi costantemente denunciato, sono di fatto strutturali e frutto di un sistema al collasso. L'arrivo dell'influenza A pertanto è solo il dito dietro cui la Regione continua a nascondere una sanità malata quotidianamente in emergenza». ROMA: ALEMANNO INCONTRA ESPONENTI MOVIMENTI LOTTA PER LA CASA Roma, 15 set. - (Adnkronos) - Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha incontrato oggi in Campidoglio gli esponenti dei movimenti della lotta per la casa. Presenti all'incontro il 'Coordinamento cittadino lotta per la casà, 'Blocchi precari metropolitanì, 'Comitato obiettivo casà, 'Action' e 'Asia rdb cub'. «Il comune di Roma si è impegnato al recupero di un migliaio di alloggi per gli sfollati, di cui il 23% destinato a chi sta già dentro le occupazioni», ha dichiarato Paolo Di Vetta, esponente di 'Blocchi precari metropolitanì a conclusione dell'incontro in Campidoglio con il sindaco di Roma. «Il Comune - ha continuato Di Vetta - recupererà 180 alloggi tramite acquisti da privati entro 2 mesi. Ottocento alloggi in 2 anni acquistabili a 2.200 euro al mq da privati, tramite avviso pubblico e altri recuperabili da alloggi popolari. Domani il sindaco presenterà inoltre un piano casa di 30.000 alloggi al tavolo interistituzionale che si terrà in prefettura». «Entro ora di pranzo di domani - ha affermato il sindaco Alemanno - ci sarà una comunicazione concordata con il Prefetto, che affronterà il tema dell'occupazione e dell'accoglienza in maniera specifica per quanto riguarda la questione Regina Elena». Domani in Prefettura il primo punto all'ordine del giorno sarà appunto la questione delle famiglie sfollate del Regina Elena. 15 settembre 2009 - Agi CASA: ALEMANNO, DOMANI PROPOSTE SU OCCUPAZIONI E ACCOGLIENZA(AGI) - Roma, 15 set. - "Entro lora di pranzo di domani faremo una comunicazione, concordata col prefetto, che affrontera il tema delle occupazioni e dellaccoglienza, in maniera specifica per quanto riguarda il Regina Elena". Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al termine dellincontro avuto oggi pomeriggio in Campidoglio con i rappresentanti dei movimenti per il diritto alla casa. Al tavolo sedevano le sigle di Blocchi precari metropolitani, Coordinamento cittadino lotta per la casa, Comitato obiettivo casa, Action e Asia-Rdb. "Il sindaco ha espresso limpegno dellamministrazione - ha riferito Paolo Di Vetta, dei Bpm - a reperire un migliaio di alloggi, il 23% dei quali destinati agli occupanti e il resto ai nuclei familiari con dieci punti in graduatoria; 180 abitazioni saranno acquistate dai privati entro due mesi, mentre altre 800 saranno disponibili in 12/13 mesi, parte derivanti da privati e parte da recupero forzoso di case popolari". Di Vetta ha confermato che "consideriamo dirimente un impegno immediato sugli occupanti del Regina Elena per porre fine al presidio permanente in piazza del Campidoglio". 15 settembre 2009 - Ansa LAVORO: MILANO; CUB, HILTON IN PRESIDIO CONTRO LICENZIAMENTI (ANSA) - MILANO, 15 SET - La FlaicaUniti-Cub annuncia per domani pomeriggio un presidio dei lavoratori dell' hotel Hilton davanti l'Agenzia regionale del lavoro di Milano. Il motivo della protesta - fanno sapere dal sindacato - è il licenziamento annunciato di 30 lavoratori. La procedura di licenziamento - aggiungono - è stata avviata dall'ente alberghiero il 22 maggio scorso, lo stesso giorno in cui i lavoratori hanno iniziato la protesta. «Se l'Hilton giustifica il provvedimento con l'abbattimento dei costi - fanno sapere i lavoratori della FlaicaUniti-Cub - il vero obiettivo è la sostituzione di questi lavoratori con precari provenienti da cooperative esterne, privi della stessa stabilità lavorativa oltre che dei medesimi trattamenti contributivi e pensionistici». LAVORO: ESAB; DOMANI ASSEMBLEA OPERAI, DISTANZA CON AZIENDA (ANSA) - MILANO, 15 SET - Resta in salita la trattativa tra i sindacati e la direzione italiana dell'Esab saldature di Mesero (Milano). Dopo l'ennesimo incontro nel pomeriggio le parti rimangono ferme sulle proprie posizioni. Ora l'attenzione è tutta rivolta all'assemblea dei lavoratori convocata per domani alle 10 per esaminare la bozza di accordo presentata dall'Esab. L'incontro si terrà nello stabilimento dove, da due settimane, sei operai sono accampati sul tetto per protestare contro la decisione della proprietà (il fondo inglese Charter International) di chiudere il sito produttivo e di mettere in mobilità 85 dipendenti su 143. La bozza «è insoddisfacente» spiega il coordinatore nazionale Cub, Walter Montagnoli che sottolinea come nel documento la re-industrializzazione dell'area sia «totalmente mancante». Anche il capitolo incentivi non piace ai sindacati. L'offerta dell'azienda è di 24 mila euro da erogare ad ogni singolo operaio a integrazione della cassa integrazione. «Al momento - aggiunge Montagnoli - le strade sono due: accontentarsi di quel poco che si è ottenuto o continuare nella lotta, il che vuol dire anche mesi, finchè si trova un compratore, ma la parola spetta agli operai e domani vedremo». Per giovedì è poi in programma un nuovo round a Roma al ministero del Lavoro per la firma di un eventuale accordo o il definitivo stop alle trattative. LAVORO: ESAB, OGGI ULTIMO TENTATIVO DI ACCORDO CON AZIENDA (ANSA) - MILANO, 15 SET - Si è chiuso con un nulla di fatto alle due di questa notte l'incontro al ministero del Lavoro tra i rappresentanti della Esab, l'azienda di Mesero (Milano) che ha messo in mobilità 85 lavoratori a giugno, 6 dei quali stanno protestando sul tetto della fabbrica da 14 giorni, e il sindacato. Lo riferisce Walter Montagnoli, coordinatore nazionale della Cub, che preannuncia comunque un ultimo tentativo di ricomposizione tra le parti nel pomeriggio di oggi a Mesero. «Abbiamo interrotto la trattativa - spiega Montagnoli - perchè permangono le divergenze sulla reindustrializzazione dell'area». In pratica l'azienda «non intende fare concessioni su questo fronte», mentre, sul piano economico «qualche piccolo passo avanti è stato fatto». La tabella di marcia prevede un ulteriore incontro nel pomeriggio e la presentazione dell'eventuale proposta di accordo ai lavoratori domani. In caso di mancato accordo - spiega il sindacalista - potranno scattare i licenziamenti dei lavoratori che, a tutt'oggi, sono ancora dipendenti della società. LAVORO: ESAB, INCONTRO A MINISTERO PROSEGUE A OLTRANZA (ANSA) - MILANO, 15 SET - È ancora in corso, dalle 15 di ieri, la trattativa presso il ministero del lavoro, tra la Esab Saldature di Mesero (Milano), i rappresentanti delle istituzioni e i sindacati. È quanto si apprende da Walter Montagnoli, coordinatore nazionale Cub, secondo il quale «l'azienda non lascia spazio sulla reindustrializzazione, indicata dal sindacato come obiettivo fondamentale per chiudere un accordo. »La trattativa prosegue molto lentamente - spiega Walter Montagnoli - perchè i tecnici del ministero fanno la spola tra noi e la controparte con cui non trattiamo più direttamente«. La delegazione sindacale prevede comunque di entrare nella mattinata a Milano per poter incontrare i lavoratori nel pomeriggio »qualsiasi proposta riceveremo - ha concluso il sindacalista - ne parleremo subito con i lavoratori. Su questo siamo molto ostinati«. Da 14 giorni ormai prosegue la protesta dei sei operai della fabbrica, che il fondo inglese Charter International intende trasferire nell'Europa dell'Est. L'azienda produce elettrodi e accessori per il taglio dei metalli, occupa 143 lavoratori di cui 85 in mobilità da giugno. I sindacati chiedono garanzie di ricollocazione, ammortizzatori sociali e la reindustrializzazione dell'area. Dopo diversi incontri tra azienda e sindacati, conclusi con un nulla di fatto per il veto posto dalla proprietà inglese, le parti sono state convocate al ministero del lavoro. 15 settembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
31 - Anno VI In questo numero: * E' l'istituto italiano di studi germanici il più
piccolo ente di ricerca italiano 15 settembre 2009 - La Repubblica In piazza Roma - Blitz in aula magna, volantinaggi, clown, trampolieri, sit-in e assedio a suon di musica davanti al ministero. Cronaca di un primo giorno di scuola contrassegnato dalla proteste. In piazza Cobas, Gilda, Rdb-Cub, studenti e il Coordinamento precari scuola Roma che in diversi punti della città hanno ribadito il loro "no" ai tagli alla scuola pubblica. Sono le 8 quando i precari arrivano davanti alle scuole per distribuire volantini ai genitori e spiegare i motivi della loro manifestazione. E´ così alla Falcone Borsellino (piazza Bologna) e alla Principe di Piemonte (San Paolo). Al Virgilio la protesta vede la partecipazione anche di qualche studente: uno striscione, lungo 15 metri, con la scritta "Tagli alla scuola una truffa per tutti" viene esposto sulla facciata che dà su Lungotevere proprio grazie all´aiuto degli alunni. Alcuni precari poi entrano nel liceo classico confondendosi tra i genitori diretti in aula magna e riescono a intervenire durante la tradizionale presentazione dell´istituto fatta dalla dirigenza ai genitori delle matricole: «Ribellatevi! - attacca un docente - stanno distruggendo la scuola». Poche ore dopo la protesta arriva al ministero dell´Istruzione con "l´assedio sonoro": studenti e rappresentanti Cobas con musica techno per il rave party di protesta anche per i precari che da una settimana sono sotto viale Trastevere. Alle 12 all´elementare Maffi arrivano giocolieri, trampolieri per l´"assalto giocoso" contro "la politica di Tremonti e Gelmini". «Hanno tolto le ore di compresenze» spiega una maestra «ma erano fondamentali per la didattica». «Chiediamo il ritiro dei tagli» spiega Domenico Montuori, Cobas «e l´immissione in ruolo dei precari sui posti vacanti». Palloncini e giochi per i piccoli e volantini per gli adulti anche alla Principe di Piemonte e alla media De Andrè. In piazza San Marco manifestazione anche della Gilda. "Gelmini vattene" è uno dei tanti striscioni nel sit in dei Cobas organizzato ieri davanti al ministero dell´Istruzione con un centinaio di precari. E la protesta non si ferma neanche oggi, all´apertura ufficiale delle superiori. «Resteremo in presidio fino alla manifestazione del 3 ottobre - spiega un docente - Domani (oggi ndr) saremo davanti all´istituto Galilei e poi ogni lunedì faremo un´assemblea davanti all´Ufficio scolastico regionale". E per il 9 ottobre l´Unione degli studenti lancia la mobilitazione "Diamogli una lezione!". Manifestazioni e scioperi è
l´autunno caldo del lavoro Milano - Si fa sempre più frastagliato e complesso il
quadro sindacale in Lombardia, tra lavoratori che salgono sui tetti (ultimi, ieri, quelli
della Metalli Preziosi) e ripercussioni di vicende nazionali come l´abbandono da parte
della Cgil delle trattative per il contratto dei metalmeccanici. Il risultato è che le
diverse sigle marciano in ordine sparso. Nei giorni scorsi il segretario milanese della
Cgil, Onorio Rosati, ha lanciato una iniziativa a Milano per ottobre (sarà un sabato, il
24 o il 31), auspicando che sia unitaria. I tre segretari cittadini ne discuteranno
lunedì prossimo ma l´accoglienza è fredda. La Cisl ha già programmato per il giorno
seguente una manifestazione a Milano su lavoro e le politiche sociali: «Abbiamo gestito
la crisi con senso di responsabilità, senza esasperare il conflitto - dice il segretario
regionale Gigi Petteni - La chiave è il confronto fra sindacati, imprese e istituzioni,
non la contrapposizione». La Uil non ha previsto ancora nulla ma, ragiona il segretario
Walter Galbusera, «di fronte a una rottura nazionale ci devono essere forti elementi di
convergenza». Scuola, partenza tra le polemiche Torino - «Faremo il possibile per garantire il
personale scolastico che è rimasto senza lavoro, ma non siamo assolutamente d´accordo
con il metodo del Governo». Mentre si consuma il rito del primo giorno di scuola e oltre
mezzo milione di studenti piemontesi prende posto tra i banchi, la presidente della
Regione, Mercedes Bresso, apre uno spiraglio sulla possibilità che la Regione
contribuisca alla norma "salva precari" varata la settimana scorsa dal Consiglio
dei ministri. E spiega: «La situazione è difficile a causa della cancellazione di molti
precari e stiamo cercando di reperire delle risorse, anche se ormai abbiamo raschiato i
fondi di tutti i barili possibili». 15 settembre 2009 - La Città di Salerno Precari in corteo sotto la pioggia Salerno - La pioggia non ha fermato la lotta dei
precari della scuola salernitana che ieri hanno sfilato numerosi per le vie del centro
cittadino. Armati di k-way e ombrelli, in trecento hanno sfidato il maltempo e sono scesi
in strada a manifestare contro la Gelmini e la sua riforma, chiedendo a gran voce la
revoca immediata dei tagli effettuati nel mondo della scuola. Ad aprire il lungo corteo
organizzato dal Comitato precari, dai Cobas e dal Patto di Base Salerno, lemblema
della lotta di chi ha visto il proprio posto di lavoro sparire nel nulla: la signora
Graziella Ventrone, collaboratrice scolastica da giorni incatenata al portone
dellUfficio scolastico provinciale che, per loccasione, si è lasciata slegare
e con il figlio Emilio, ha preso parte alla manifestazione. 15 settembre 2009 - Il Gazzettino SINDACATO Cub, Cobas e Sdl hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre. Le organizzazioni sindacali di base ritengono "indispensabile una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica, con lespulsione in massa dei precari, alla chiusura di aziende, allipotesi di gabbie salariali e allattacco al Contratto nazionale; al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende; alla xenofobia e al razzismo" che - sempre secondo i sindacati di base - contraddistiguerebbe lazione del Governo. Manca personale, stato
dagitazione al Mariutto Mirano - Il personale della casa di riposo "Luigi
Mariutto" di Mirano è in stato di agitazione sindacale. Ad annunciarlo è il
responsabile delle Rappresentanze di Base, Federico Martelletto, che proprio ieri ha
inviato una lettera informativa al Prefetto. Linformativa è stata accompagnata
anche da una richiesta, perché il Prefetto convochi ad un tavolo le parti e dia inizio a
un confronto, teso a raffreddare la situazione in essere. «La situazione - ha spiegato
Martelletto - era diventata davvero troppo pesante per poter essere ignorata. E tutte le
strade percorse fino ad ora, non hanno portato alcun beneficio». Da questo
lesigenza di proclamare lo stato dagitazione dei lavoratori. Non solo,
Martelletto annuncia anche la possibilità dindire una giornata di sciopero. «Le
assenze improvvise degli Operatori socio sanitari nei reparti - sottolinea - non vengono
frequentemente sostituite. Vi sono diversi di loro, che accumulano molti straordinari». 15 settembre 2009 - Brindisium.net Rdb-Cub: internalizzare i servizi dell'Asl Dopo lAsl di Foggia, anche allAsl di Taranto si
reinternalizzano i servizi ausiliari (circa 1000 dipendenti). 15 settembre 2009 - Il Tirreno AL CIRCOLO AGORÀ PISA - Giovedì alle 17.30 al circolo Agorà, in via Bovio 48, si terrà un incontro informativo sul tema "Sanatoria per colf e badanti, pacchetto sicurezza. Verso la manifestazione antirazzista del 17 ottobre". Interverrà Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale RdB-Cub immigrati; coordinatore Cinzia Della Porta, responsabile sportello immigrati RdB-Cub Pisa. Lo sportello immigrati RdB/Cub-Pisa organizza autobus per la manifestazione in programma il 17 ottobre. Per avere maggiori informazioni è possibile telefonare al 3384014989. 15 settembre 2009 - Terra MOLTE STRADE PORTANO A FINI La denuncia dellAlto Commissario Onu per i diritti
umani Navi Pillay sulla politica dei respingimenti attuata dal governo Berlusconi
rappresenta un giudizio che pesa e peserà sulla percezione internazionale del nostro
Paese. Pillay parla di «immigrati abbandonati e respinti senza verificare in modo
adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni in violazione del diritto internazionale ».
Con riferimento al caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra Libia, Malta e
Italia, lAlto Commissario specifica che «in molti casi le autorità respingono
questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se
stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi». 15 settembre 2009 - Il Mattino Santa Maria Capua Vetere. Lo stato
di agitazione permanente... Santa Maria Capua Vetere - Lo stato di agitazione permanente. È quanto hanno proclamato ieri mattina le 107 impiegate del settore pulizia che hanno così aperto una vera e propria battaglia contrattuale. La loro protesta proseguirà fino a quando - fanno sapere le dirette interessate - non riceveranno garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali attualmente esistenti. Assistite dalla Flaica Cub (Federazione Lavoratori Agro - Industria Commercio Uniti) le dipendenti, che prestano servizio presso l'ex Team Italia (oggi Ro.Ma), hanno indetto per le giornate di ieri e oggi un'assemblea di due ore sul posto di lavoro. Mercoledì, invece, sfileranno in corteo per le strade della città per sensibilizzare le istituzioni sulla loro situazione. Da piazza Bovio percorreranno le principali arterie cittadine fino a raggiungere Palazzo Lucarelli dove chiederanno di essere ricevute dal sindaco per esporre le loro perplessità e chiedere garanzie sul futuro. La vicenda è complessa e riguarda il destino lavorativo di un gran numero di donne per lo più sammaritane. Le lavoratrici hanno deciso di combattere una battaglia contrattuale in vista della scadenza dell'appalto indetto dal Comune e aggiudicato dall'ex Team Italia per garantire il servizio di pulizia nelle strutture pubbliche presenti sul territorio. Il tribunale - nelle due sezioni civile e penale -, il cimitero, la villa comunale (di recente a loro è stato affidata anche l'apertura e la sorveglianza per quattro ore al giorno dei servizi igienici presenti nell'area a verde pubblico), il carcere, l'aula bunker nonché gli uffici amministrativi comunali: insomma dalle 107 lavoratrici - da oggi in vertenza - dipende la pulizia di un numero notevole di strutture. L'appalto vinto dall'ex Team Italia scade nel mese di gennaio, dopodichè il Comune dovrà indire un nuovo bando e preparare un nuovo capitolato. In base alle previsioni del contratto nazionale le dipendenti hanno diritto al «passaggio di appalto». Ma è forte il timore che la previsione di un cambiamento nelle voci di spesa possa mutare in peggio le posizioni lavorative delle operaie. I rappresentanti sindacali, infatti, non hanno ricevuto allo stato alcuna garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali. A questo si aggiungono anche preoccupanti indiscrezioni che stanno circolando nell'ultimo periodo che vedrebbero una diminuzione - nel prossimo capitolato d'appalto - della somma destinata dal Comune al settore pulizia. Diminuzione che potrebbe avere ricadute negative sul destino delle stesse lavoratrici. Si tratta solo di indiscrezioni ma che, unitamente all'incertezza sulla situazione futura, hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione. Le 107 lavoratrici chiedono l'immediata corresponsione della mensilità di agosto (qualche giorno fa con un fax sono state avvertite del ritardo del pagamento motivato da problemi tecnico-bancari), l'istituzione di un tavolo di conciliazione istituzionale tra i rappresentanti sindacali e gli esponenti dell'amministrazione comunale e la regolarizzazione delle dipendenti che al momento prestano servizio solo per 14 ore a settimana. 15 settembre 2009 - Interno 18 Nessuna garanzia contrattuale, 107
addette alle pulizie minacciano sciopero Santa Maria Capua Vetere - Pronte persino a scioperare se non otterranno garanzie contrattuali. Sono le 107 lavoratrici che si occupano della pulizia del tribunale, della villa comunale, del cimitero e degli uffici amministrativi del Comune. Insomma la pulizia di gran parte delle strutture pubbliche presenti sul territorio è di loro competenza. L'ALLARME - L'appalto vinto dall'ex Team Italia (presso la quale lavorano le operaie) e indetto dal Comune scadrà nel mese di gennaio, ma secondo quanto prevede il contratto nazionale le dipendenti hanno diritto al 'passaggio di appalto' cioè devono essere impiegate anche dalla ditta che vincerà la prossima gara. Circostanza, questa, che non è stata però garantita ancora dal Comune. Come se non bastasse indiscrezioni degli ultimi tempi parlano di tagli che l'amministrazione intende fare per il settore pulizie. Tutto questo ha allarmato non poco le operaie che, assistite dalla Flaica Cub sono entrate in stato di agitazione permanente. Domani, invece, sfileranno in corteo per le strade della città. Partiranno alle 9 da piazza Bovio fino a Palazzo Lucarelli. 15 settembre 2009 - Il Resto del Carlino L'Ausl piazza distributori Reggio E. - SI COMINCIA. Pronti gli zaini e gli astucci pieni di penne nuove. Ci si sveglia presto e si infila la mise' pensata da tempo. Il primo giorno di scuola è così, per tutti. Un mix di emozioni e di paura. Ma le polemiche sulla pulizia delle aule scolastiche e dei bagni, a livello nazionale, sono numerose: in molti istituti mancano sapone, asciugamani e carta igienica. «Ma a Reggio sarà possibile seguire la corretta prevenzione - spiega Vincenzo Aiello, dirigente ufficio scolastico provinciale . Poi ci affidiamo all'intelligenza dei dirigenti. Ma non sarà adottata nessuna misura straordinaria, in linea con le direttive del ministero. Se qualche episodio di incuria è accaduto, si tratta di eventi sporadici». TUTTI BELLI agghindati si sale dunque sull'autobus per tornare a casa. E si cerca un posto a sedere, tra uno spintone e l'altro. Ed ecco che cominciano i guai. Soprattutto se si parla di contagio da stretto contatto, dell'influenza più temuta di questi tempi. «A Reggio non si fa niente, i veicoli che girano non sono disinfestati' commenta sconsolato Mauro Berni, sindacalista Cub e autista di autobus . E c'è una bella differenza tra la disinfestazione di un mezzo pubblico e la semplice igienizzazione. Si pensa poi che ci sia una profilassi naturale dovuta ai vari vaccini a cui erano state sottoposte le scorse generazioni e gli anticorpi che passano nel latte delle madri. Ma ciò che preoccupa, più dell'influenza, sono le malattie tropicali e subsahariane. Per quelle nessuno è vaccinato, nemmeno gli autisti». MICHELE VERNACI, direttore di Act è però ottimista: «Il problema di questa famigerata pandemia' lo stiamo affrontando. Tutti gli anni i conducenti possono usufruire delle vaccinazioni gratuite e da quando esiste questa pratica le assenze per malattia sono diminuite. Poi la categoria degli autisti rientra tra quelle indicate dal ministero della salute per le vaccinazioni obbligatorie». QUEL CHE PIÙ preoccupa è la sporcizia e la possibile diffusione dell'influenza A proprio sui mezzi affollati. «Per quanto riguarda la pulizia continua Vernaci abbiamo già sollecitato la società che se ne occupa per sensibilizzarli. Il posto di guida, comunque, viene pulito ogni giorno. Ogni due o tre tutto il resto del mezzo. L'igienizzazione radicale viene fatta due volte l'anno. Ma in questa situazione straordinaria è sicuramente il caso di aumentare. Non è comunque il caso di fare allarmismi, la situazione è sotto controllo, il rischio di contagio sui mezzi pubblici è minore rispetto agli aerei, ad esempio. Ora stiamo discutendo con gli enti locali una forma di publicizzazione con cartelli. In più cercheremo di diffondere tra gli autisti norme igienico-sanitarie ancor più rigorose». ANCHE I TRENI non esulano dal problema sporcizia'. «Noi pendolari siamo talmente immunizzati dai batteri che ci sono sui treni che questa influenza ci fa un baffo». Mario Cervino, membro del comitato pendolari "Fuoriservizio" è rassegnato: «Maggiore pulizia sui mezzi noi la chiediamo da parecchio tempo e vanamente. Ma la domanda più importante da porre alla Regione è quale sia l'esito delle campagne di controllo. Nessuno sa niente. Per quanto riguarda la "suina" penso che con un po' di cura della persona si possa essere tutti più tutelati. Tanto ormai al resto siamo abituati... ». 15 settembre 2009 - Il Messaggero Veneto CUB, COBAS E SDL TRIESTE - Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore dei lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre. Le Organizzazioni sindacali di Base «ritengono indispensabile una forte risposta ai licenziamenti, ai tagli alla scuola pubblica con lespulsione dei precari, alla chiusura di aziende, alla ipotesi di gabbie salariali e allattacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unità dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico». 15 settembre 2009 - La Nuova Venezia Mariutto, personale in agitazione MIRANO - Servizi a rischio alla casa di riposo Luigi
Mariutto a Mirano. Le rappresentanze sindacali di base RdB-Cub hanno dichiarato lo stato
di agitazione di tutto il personale dellistituto, chiedendo al prefetto un incontro
urgente e minacciando uno sciopero che potrebbe avere ripercussioni pesanti
sullassistenza agli anziani ospiti. 15 settembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno In ritardo i pagamenti delle
indennità Napoli - Sono 110 gli ispettori del lavoro di Napoli e
provincia che da oggi incroceranno le braccia. Si bloccano le attività, quindi, dopo la
decisione presa ieri durante unassemblea con i sindacati. 15 settembre 2009 - La Provincia Pavese IMMIGRAZIONE Pavia - La Confederazione unitaria di base di Pavia offre il servizio di consulenza per la compilazione del modello per la regolarizzazione di colf ed assistenti alle persone. Questo servizio è attivo dalle 15 alle 18. Per informazioni telefonare allo 0382-21221, email cub.pavia@libero.it. 15 settembre 2009 - Il Giorno Quel «sì» da Londra che non
arriva MESERO - «IL GIORNO della verità». Così lo avevano definito ieri mattina, scrivendo sul loro blog, i sei operai che il 2 settembre sono saliti sul tetto della Esab. Quale verità lo sapranno solo oggi, quando la delegazione sindacale riferirà dell'incontro che si è svolto a Roma, nella sede del ministero del Lavoro. Al vertice hanno preso parte i rappresentanti della Fim-Cisl, della Fiom-Cgil, della Cub e delle Rsa aziendali. La controparte era rappresentata da due inglesi, uomini della Charter, il fondo che dal 1994 ha acquisito la proprietà della Esab. Al tavolo hanno partecipato anche la Provincia di Milano e Regione Lombardia. Il confronto è iniziato poco dopo le 14 ed è ripartito dall'esito della trattativa che i sindacati e l'azienda avevano condotto la scorsa settimana, nella sede del Comune di Mesero. I rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito le richieste avanzate già a luglio. UN IMPEGNO concreto e messo per iscritto degli inglesi a vendere l'area a un soggetto in grado di ricollocare la maggior parte degli 85 lavoratori in esubero. Garanzie di reindustrializzazione. Un piano biennale di cassa integrazione accompagnato da un sostegno economico fornito dalla proprietà, per consentire agli operai di non dover vivere con i 700-800 euro dello Stato. Un accompagnamento a chi andrà incontro a una mobilità volontaria e ai dipendenti prossimi al prepensionamento. L'azienda ha ribadito inizialmente il contenuto della bozza inviata ai sindacati giovedì scorso, quando Londra sospese di fatto le trattative, rifiutandosi di proseguire ad oltranza. In mancanza di un accordo, che il ministero aveva richiesto già il 30 agosto, durante l'ultimo incontro romano, i rappresentanti della Charter hanno proseguito il colloquio in separata sede. Un'ora di confronto segreto dal quale i sindacalisti sono stati esclusi. Le parti si sono ritrovate dopo le 17,30, proseguendo a oltranza, a piccoli passi. Solo dopo l'assemblea con i lavoratori che si terrà oggi a Mesero, la delegazione sindacale prenderà una decisione definitiva. Ieri i lavoratori hanno atteso per tutta la giornata una telefonata che annunciasse la fumata bianca. La pioggia e l'abbassamento delle temperature hanno creato ulteriori difficoltà ai dipendenti della Esab, che proseguono nel presidio. I turni sono regolari, come se fosse una giornata di lavoro. Davanti ai cancelli un cartellone scandisce nomi e orari dei presenti. Anche gli impiegati degli uffici, dopo le divergenze dei primi giorni, hanno mostrato solidarietà nei confronti dei colleghi del reparto produttivo e logistico. Gli operai sul tetto resistono, nonostante l'acqua caduta abbia reso più difficile la permanenza sotto gazebo e tende. La tredicesima notte, quella appena trascorsa, sarà ricordata come una della peggiori. Negli ultimi giorni, i temporali hanno costretto a scollegare gli apparecchi elettrici. Computer e televisioni, che rompevano la noia dell'attesa, non hanno funzionato per diverse ore. 14 settembre 2009 - Ansa LAVORO: ESAB, INCONTRO A MINISTERO PROSEGUE A OLTRANZA (ANSA) - MILANO, 15 SET - È ancora in corso, dalle 15 di ieri, la trattativa presso il ministero del lavoro, tra la Esab Saldature di Mesero (Milano), i rappresentanti delle istituzioni e i sindacati. È quanto si apprende da Walter Montagnoli, coordinatore nazionale Cub, secondo il quale «l'azienda non lascia spazio sulla reindustrializzazione, indicata dal sindacato come obiettivo fondamentale per chiudere un accordo. »La trattativa prosegue molto lentamente - spiega Walter Montagnoli - perchè i tecnici del ministero fanno la spola tra noi e la controparte con cui non trattiamo più direttamente«. La delegazione sindacale prevede comunque di entrare nella mattinata a Milano per poter incontrare i lavoratori nel pomeriggio »qualsiasi proposta riceveremo - ha concluso il sindacalista - ne parleremo subito con i lavoratori. Su questo siamo molto ostinati«. Da 14 giorni ormai prosegue la protesta dei sei operai della fabbrica, che il fondo inglese Charter International intende trasferire nell'Europa dell'Est. L'azienda produce elettrodi e accessori per il taglio dei metalli, occupa 143 lavoratori di cui 85 in mobilità da giugno. I sindacati chiedono garanzie di ricollocazione, ammortizzatori sociali e la reindustrializzazione dell'area. Dopo diversi incontri tra azienda e sindacati, conclusi con un nulla di fatto per il veto posto dalla proprietà inglese, le parti sono state convocate al ministero del lavoro. OGGI NEL LAZIO(ANSA) - ROMA, 14 SET - AVVENIMENTI PREVISTI PER OGGI NEL
LAZIO:... 14 settembre 2009 - La Repubblica Primo giorno per cinquantamila
studenti di Roma e provincia. Roma - Dai volantinaggi ai clown fino a veri blitz
negli istituti. Oggi sarà un primo giorno di scuola con proteste. A firmarle Cgil, Cobas,
Rdb-Cub e il Coordinamento precari. Una delle prime tappe della protesta sarà uno dei
licei più noti, il classico Virgilio di via Giulia. «Saremo lì con striscioni e
volantini spiega un precario del Coordinamento ma vorremo anche entrare
all´interno del liceo durante la tradizionale presentazione dell´istituto che il preside
farà ai genitori». Altre iniziative alla elementare Principe di Piemonte e alla Falcone
e Borsellino. E poi i Cobas: alla Principe di Piemonte a San Paolo e alla media De André
a Monteverde alle 8, alla Pietro Maffi a Pienta Sacchetti alle 12.30, si svolgeranno
«assalti giocosi contro la distruttiva politica scolastica di Tremonti-Gelmini, con
clown, trampolieri, striscioni, palloncini e occupazioni simboliche». 14 settembre 2009 - La Nazione LA DENUNCIA DEL MOVIMENTO DEL BENE COMUNE"Dal Fiora pesanti attacchi al sindacato di base" "La direzione del personale del Fiora SpA, in sede di confronto con le Rsu Aziendali - dice Amarugi - ha attaccato con toni minacciosi un membro delle Rappresentanze sindacali unitarie eletto nelle RdB-Confederazione unitaria di base, Fausto Giommoni" Grosseto - «C'È STATO un pesante attacco ad un rappresentante dei sindacati in seno all'Acquedotto del Fiora. Un attacco mosso dalla stessa direzione del personale del Fiora Spa proprio mentre si stava svolgendo il consiglio comunale aperto. Noi respingiamo certi metodi». Sono le parole di Tania Amarugi (nella foto), del Movimento per il Bene Comune, attivo nella lotta per l'eliminazione del famoso «balzello» imposto dall'Acquedotto. «La direzione del personale del Fiora SpA, in sede di confronto con le Rsu Aziendali dice Amarugi ha attaccato con toni minacciosi un membro delle Rappresentanze sindacali unitarie eletto nelle RdB-Confederazione unitaria di base, Fausto Giommoni. La colpa di Giommoni, ad avviso della direzione, è essere contemporaneamente un esponente delle RdB e portavoce dei Lavoratori per l'acqua pubblica del Forum toscano dei movimenti per l'acqua, alcuni dei quali erano in aula consiliare a partecipare e contribuire con un'intervento al dibattito. La direzione aziendale del Fiora ha chiesto le dimissioni di Giommoni dalla Rsu per incompatibilità degli incarichi di rappresentanza, minacciandolo in caso contrario di provvedimenti disciplinari per il blog su internet che lo stesso, per conto delle RdB del Fiora, ha attivato ed amministra. Un atto di arroganza e di spregio delle norme e della democrazia contro chi con impegno rappresenta i lavoratori. La minaccia è un metodo inaccettabile e nell'esprimere solidarietà a Giommoni dichiariamo la disponibilità ad agire in sede istituzionale e giudiziaria». 14 settembre 2009 - Il Tirreno AMARUGI SUL FIORA. Solidarietà a
Giommoni Grosseto - Il vero volto del Fiora è quello che
qualche consigliere di maggioranza ha dipinto o è quello che ha mostrato mentre erano in
corso i lavori del consiglio aperto di venerdi? 14 settembre 2009 - Maremme news "Acquedotto del Fiora :
giu la maschera" Grosseto - "Il vero volto della Società Fiora è
quello che qualche Consigliere di Maggioranza al Comune di Grosseto ha teso dipingere o è
quello che ha mostrato mentre erano in corso i lavori del Consiglio Comunale Aperto di
venerdi 11 settembre?" 13 settembre 2009 - Liberazione Le precarie di Benevento occupano un asilo abbandonatoNo Gelmini Night a Roma e Milano. E sinfiamma la battaglia per i nidi di Daniele Nalbone La musica prima della tempesta. Ieri sera, sotto le finestre del Ministero della Pubblica Istruzione, centinaia di persone hanno ballato e cantato al ritmo della musica folk di Enrico Capuano durante la "No Gelmini Night", notte bianca della protesta precaria. Attratti dalla musica, tantissimi turisti e passanti si sono fermati al camper e alle tende che da diversi giorni piantonano il ministero per protestare contro i tagli ma anche contro il piano "salvaprecari" della Gelmini. Questa sera si replica con un monologo di Emiliano Valente e la musica dei Trojan. Anche ieri è stata una giornata calda sul fronte della protesta del mondo della scuola: dagli asili nido alluniversità continua la rivolta degli insegnanti «che non possono accettare di veder distrutto il loro decennale lavoro da una manovra economica celata sotto il nome di riforma scolastica» spiega Gennaro Loffredo, responsabile scuola del Prc. «Ma ora è arrivato il momento di far confluire i singoli focolai di protesta che si sono riattivati a livello locale dopo la pausa estiva in una grande mobilitazione nazionale a Roma per difendere il diritto al lavoro e alla qualità della scuola». Entro stasera si saprà la data della manifestazione che porterà decine di migliaia di insegnanti, di ruolo e non, personale Ata, studenti fin sotto il Ministero dellIstruzione. Siamo ormai al ballottaggio fra il 3 e il 6 ottobre, con un leggero vantaggio per la prima opzione. Lautunno caldo è comunque già iniziato. Il Comitato 3 Ottobre ha protestato ieri davanti al Provveditorato degli studi di Milano con una perfomance artistica: Federica Fioroni, artista e insegnante, e altri precari si sono legati, con lunghe corde, agli alberi di via Ripamonti e, intrecciandosi tra loro, hanno creato una fitta rete per rappresentare il sistema scolastico italiano. Qui, a portare in piazza centinaia di insegnanti, è stato laccordo siglato nei giorni scorsi tra il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, e la ministra Mariastella Gelmini «che è riuscito nel "capolavoro"» spiega Federica Fioroni «di creare dei precari di serie A e precari di serie B introducendo come criterio per il conseguimento dellindennità di disoccupazione laver versato contributi per almeno due anni. E chi ha versato un solo anno di contributi? Dove saranno collocati e come saranno tutelati i precari di serie B?». Il tutto mentre a Benevento le precarie salite agli onori della cronaca per essersi arrampicate sul tetto dellex Provveditorato hanno occupato lasilo di via Firenze, ristrutturato e mai consegnato alla comunità. «Abbiamo deciso di scendere da quel tetto per invadere la città, per dare vita a mobilitazioni generalizzate al fianco di lavoratori, precari, senza casa e di tutti quelli che rivendicano i propri diritti e la propria dignità». Con questa occupazione «abbiamo riconsegnato a Benevento uno spazio per lautoformazione, un luogo di socialità, aperto alla città e, soprattutto, ai giovani». Qui, da domani, nascerà la Scuola Popolare Alternativa, «unica risposta possibile allo scempio Gelmini, dove gli insegnanti precari metteranno a disposizione della città la loro esperienza per tenere corsi di doposcuola gratuiti e lezioni di approfondimento per ogni materia di insegnamento». La protesta non si ferma alla "scuola dellobbligo". A Roma, dopo unassemblea indetta da Rdb-Cub tenutasi martedì scorso al piano terra del dipartimento Politiche educative e scolastiche, alla quale hanno partecipato circa 400 maestre, si è creato un Coordinamento di supplenti «che si unirà al personale di ruolo nella battaglia per la tutela dei nidi pubblici che lamministrazione comunale vorrebbe distruggere per consegnare tutto nelle mani dei privati» spiega Cinzia Conti, maestra precaria. «In fondo» afferma Caterina Fida di Rdb, «è stato lo stesso vicepresidente della Commissione scuola del Comune di Roma, Ludovico Todini, in diretta venerdì sera sullemittente locale Romauno, a spiegare lAlemanno-pensiero sulla questione nidi affermando che gli asili sono dei semplici parcheggi in cui le mamme che lavorano lasciano i propri figli, negando così ogni valore educativo di una scuola che, in realtà, è la prima "esperienza sociale" di un bambino». Tutto questo spiega perfettamente per quale motivo, da due anni a questa parte, il numero dei posti disponibili negli asili comunali sia rimasto praticamente invariato mentre è raddoppiato quello nelle strutture private convenzionate. Ecco perché Rdb-Cub ha dichiarato, per il 29 e 30 settembre, uno sciopero generale del personale dei nidi comunali. 13 settembre 2009 - 0564news.it MBC: ACQUEDOTTO del FIORA :
GIU LA MASCHERA Grosseto - Il vero volto della Società Fiora è quello
che qualche Consigliere di Maggioranza al Comune di Grosseto ha teso dipingere o è quello
che ha mostrato mentre erano in corso i lavori del Consiglio Comunale Aperto di venerdi 11
settembre? 13 settembre 2009 - Corriere di Viterbo Tagli: sindacati sul piede di guerra Viterbo - Tagli nelle scuole, i sindacati di base alzano il tono della protesta. É un coro unanime quello che si muove dal fronte sindacale per portare allattenzione pubblica i tagli previsti per lavvio del nuovo anno scolastico. Nel totale saranno ben 234 i lavoratori che dovranno lasciare cattedre, scrivanie e posti di segreteria, in virtù del ridimensionamento voluto dalla riforma ministeriale. "Meno 234, sembra di stare al polo nord - commenta ironicamente Lino Rocchi della Rdb Viterbo -. Quest'anno tra pensionamenti e tagli al personale mancheranno 86 posti tra bidelli ed applicati di segreteria e più di 148 insegnanti; peggio andrà nei prossimi tre anni, causa tagli, chiuderanno da 45 a 60 tra scuole materne, dell'infanzia e di primo grado, ce n'è abbastanza da far ripiombare il viterbese nell'analfabetismo". Una situazione che certamente non mancherà di essere portata in piazza. Infatti lo stesso Rocchi ricorda che: "La Federazione Rdb Cub di Viterbo si associa alla Rdb Cub scuola, per dire no ai contratti di disponibilità, no ai tagli, no alla privatizzazione. Mentre continua l'assedio dei precari al Ministero dell'istruzione, iniziato con il sit-in del 3 settembre scorso, la Federazione Rdb Cub Viterbo aderisce, lunedì 14 settembre, alla manifestazione indetta dalla Rdb Cub scuola in viale Trastevere a Roma, per affermare il diritto dei lavoratori alla dignità di un lavoro stabile, unica garanzia per una scuola degna di questo nome". Certamente quanto emerso dai tavoli tecnici non rappresenta una risposta alle difficoltà lavorative che si prospettano nel mondo dellistruzione. "La nostra organizzazione è convocata a questi i tavoli insieme ai comitati dei precari - spiega Barbara Battista della Rdb Cub scuola - e la voce del sindacalismo di base sale unica con quella dei precari contro i contratti di disponibilità e la privatizzazione, verso i quali dai sindacati concertativi, Cgil compresa, registriamo invece disponibilità ed accordo con la politica governativa di introdurre, di fatto, anche nella scuola, quel lavoro interinale che già ha provocato gravi danni nel privato". Dallaltra parte Rocchi conclude dicendo: "La nostra mobilitazione non si arresta, a Roma saremo di nuovo davanti al ministero, dove ci raggiungeranno i lavoratori dell'Alitalia. Una mobilitazione che passa dai tetti, alle scuole, nella società, fino allo sciopero generale indetto dal patto di Base per il 23 ottobre prossimo" 13 settembre 2009 - Caserta news Lavoratori socialmente utili
all'assemblea RdB CUB Napoli "Diverse centinaia di lavoratori
socialmente utili della Campania impegnati, a vario titolo, in progetti lavorativi con gli
Enti Locali ed Amministrazioni varie hanno partecipato ad una Assemblea indetta dalla
Federazione Regionale della Campania dell'RdB CUB tenuta, Venerdi 11 Settembre, presso la
Sala Convegni dell'Assessorato al Lavoro al Centro Direzionale di Napoli. 13 settembre 2009 - Salerno news Tagli e nomine: precari in corteo Salerno - «Uniamoci e scendiamo in strada a manifestare per fermare chi vuole che la scuola pubblica diventi uno strumento per selezionare ed espellere piuttosto che garantire le pari opportunitá». Questo lappello che il Comitato insegnanti e Ata precari, i Cobas Scuola e il Patto di Base Salerno lanciano a prof, studenti e genitori. Lobiettivo è quello di far sì che al corteo organizzato per domani pomeriggio, che attraverserá le strade del centro cittadino a partire dalle 17, partecipi il maggior numero di persone. Nel frattempo, il presidio che da circa una settimana stanzia davanti allentrata dellUfficio scolastico provinciale va avanti e, dopo lo scempio delle nomine dei docenti non di ruolo ancora una volta saltate venerdì mattina allIstituto tecnico Santa Caterina da Siena, è ancora più affollato di prima. Sotto il gazebo dei precari infatti è stata allestita anche una postazione dove è possibile firmare la petizione che chiede le immediate dimissioni del dirigente dellUsp, Luca Iannuzzi. Redatta alla fine della mattinata di fuoco che ha decretato un inizio anno scolastico privo di un organico al completo, la suddetta petizione ha finora raccolto circa 300 consensi ma con la manifestazione di domani questo numero potrebbe lievitare di molto. Stampati inoltre circa 10 mila volantini che domani mattina verranno distribuiti dalle centinaia di precari sparsi per tutta la provincia di Salerno davanti ai plessi prima del suono della prima campanella dellanno scolastico 2009/10 che sembra partire sotto i peggiori auspici. Solo il 18 settembre saranno infatti resi noti i calendari per le convocazioni degli insegnanti non di ruolo, ciò significa che per lo meno per la prima settimana di scuola molte classi risulteranno scoperte e si dovrá ricorrere alle supplenze a pagamento. Soluzione dispendiosa e con ricadute didattiche estremamente negative. 13 settembre 2009 - Corriere della Sera Protesta Ai tagli proposti
dallazienda si oppongono i dipendenti di sette sale Roma - «Non vogliamo andare a casa», «Sciopero» e anche
«The show must go on». Lo spettacolo non va avanti per i lavoratori della «Circuito
Cinema» che ieri sera hanno dato il via alla prima protesta contro i taglia annunciati
dallazienda. Serrande abbassate per lultimo spettacolo del sabato sera, quello
delle 22.30. Quindi assemblea al Maestoso, una delle sale dellazienda. 13 settembre 2009 - Il Tempo Le guardie giurate avevano occupato
il Colosseo a Ferragosto. Roma - È il presidio con vista Altare della Patria delle guardie giurate dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) che si rifiutano di passare al nuovo Istituto di vigilanza dell'Urbe. Gli stessi vigilantes che alla vigilia di Ferragosto hanno attirato l'attenzione di istituzioni e media con l'occupazione del Colosseo. Sette di loro infatti si erano asserragliati nel terzo anello del monumento e solo dopo cinque giorni avevano deciso di scendere convinti dalla promessa delle istituzioni che il loro posto di lavoro sarebbe stato salvato. Ora dal 27 agosto stanno portando avanti la nuova protesta. Ogni giorno una cinquantina di loro presidiano ininterrottamente i giardini di piazza San Marco. Gli striscioni che campeggiano a due passi dal'Altare della Patria parlano da soli: «Alemanno ci hai abbandonato» o «Silvio, i dipendenti dell'Ancr attendono digiunando». Alcune guardie giurate infatti hanno pure iniziato lo sciopero della fame. E non accennano a mollare. Giovedì scorso, assistiti dall'avvocato Carlo Taormina, hanno presentato un'istanza al Tribunale penale di Perugia per chiedere di riesaminare la sentenza del Tribunale fallimentare di Roma che il 26 settembre 2007 aveva dichiarato lo stato di insolvenza dell'Istituto di vigilanza. Sentenza che ha aperto le porte alla creazione della nuova società nella quale sono già confluiti 630 dipendenti. Gli altri 300 non vogliono sapere «di essere privatizzati». Claudio Bigioni della rappresentenza sindacale Rdb ricorda che il passaggio alla nuova società privata è libero: «L'adesione dei lavoratori è volontaria e non c'è nessun obbligo di accettare le nuove condizioni. Nell'accordo che noi abbiamo sottoscritto assieme alle altre sigle sindacali questo punto è molto chiaro». Secondo i vigilantes «ribelli» le condizioni sono nettamente sfavorevoli: «Se accettassimo avremmo una perdita di stipendio ci circa 200 euro mensili e dei diritti acquisiti negli anni», sostiene Bigioni. La situazione pareva essersi sbloccata dopo le riunioni in prefettura che si erano tenute durante l'occupazione del Colosseo conclusasi con la promessa che il Governo avrebbe cercato una soluzione. È passato un mese e i vigilantes sono ancora lì a manifestare. 13 settembre 2009 - Il Mattino Salerno. Lunedì di protesta per i Cobas e i docenti precari... Salerno - Lunedì di protesta per i Cobas e i docenti precari. Domattina si presenteranno in via Gaeta, a Pastena, presso la scuola Alfonso Gatto che sarà inaugurata dal sindaco Vincenzo De Luca in occasione dell'avvio delle lezioni. Al taglio del nastro, intorno alle 9, i precari manifesteranno pacificamente il loro malcontento per il rinvio delle nomine annuali. Sempre in mattinata previsti volantinaggi davanti alle scuole principali del capoluogo e un sit in, ancora da confermare, davanti al liceo classico Torquato Tasso. Nel pomeriggio spazio al corteo organizzato da Cobas, Rdb Cub e Comitato insegnanti precari, che si snoderà lungo Corso Vittorio Emanuele a partire da piazza Ferrovia alle 17. Armati di volantini e striscioni, i precari della scuola sfileranno per il centro cittadino contro il taglio delle cattedre. 13 settembre 2009 - Il Mattino di Padova Domani la campanella. Lettera del
provveditore ai ragazzi: Padova - Pronti, via. Domani negli istituti padovani,
sia statali che paritari, tra le 8,10 e le 8,30, suonerà la prima campanella
dellanno scolastico 2009-2010, il secondo dellera Gelmini-Tremonti-Berlusconi,
che inizia allinsegna dello spauracchio rappresentato dallinfluenza A. 13 settembre 2009 - L'Unione Sarda Portovesme. Situazione gravissima in
fabbrica, i sindacati preoccupati per i posti di lavoro Continua l'allarme-inquinamento nello stabilimento di
Portovesme. L'Arpas e il Noe dopo un'ispezione hanno chiesto all'Alcoa di intervenire
urgentemente per fermare le emissioni di fluoro. Ieri sono state bloccate altre due celle
elettrolitiche. 13 settembre 2009 - La Nuova Sardegna La nube al fluoro. Fermate altre
celle, i tecnici in difficoltà per le riparazioni PORTOVESME - Il reparto elettrolisi è gravemente
malato: altre due celle sono state bloccate e ora il numero dei forni elettrolitici
paralizzati ha raggiunto quota 51. Un grave danno per la multinazionale del comparto
alluminio che sta affrontando unemergenza difficile da raddrizzare. Un vero inferno
quello che si riscontra allinterno del capannone industriale dove si lavora con
maschere e in un ambiente invaso dalla polvere e dai fumi di fluoro. I tre esperti
arrivati dal Brasile, dalla Spagna e dalla Danimarca cominciano anchessi ad
incontrare difficoltà e pare non abbiano ancora trovato la cura adatta per bloccare la
morìa dei forni. Ogni volta che si ferma una cella si deve sollevare il coperchio
liberando nellaria i gas tossici che dovrebbero andare allimpianto
abbattimento fumi. 12 settembre 2009 - Ansa LUNEDÌ NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 12 SET - AVVENIMENTI PREVISTI PER LUNEDÌ
NEL LAZIO: LAVORO: ESAB; 11/MO GIORNO OPERAI SU TETTO, LUNEDÌ INCONTRO (ANSA) - MILANO, 12 SET - I sindacati della Confederazione unitaria di base (Cub) e la dirigenza dell'Esab Saldature di Mesero (Milano), che fa capo alla holding inglese Charter, si incontreranno, anche se le posizioni appaiono al momento, lunedì prossimo al ministero del Lavoro a Roma. Per i sei operai saliti sul tetto continua quindi la protesta, arrivata all'undicesimo giorno. L'incontro fra le parti era inizialmente previsto per giovedì scorso, è stato rinviato al 14 nella speranza di trovare un accordo. L'Esab Saldature è un'azienda che produce elettrodi e accessori per il taglio dei metalli e occupa 143 lavoratori: per 85 operai si prospetta il licenziamento con la procedura di mobilita. I lavoratori chiedono garanzie di ricollocazione, ammortizzatori sociali e la re-industrializzazione dell'area. Il punto chiave è la compravendita dello stabilimento. «L'azienda - spiega Walter Montagnoli, uno dei coordinatori nazionali della Cub - si rifiuta di mettere nell'accordo una frase che preveda la cessione dell'area e dei lavoratori a un nuovo imprenditore con un prezzo adeguato alla necessità». Prezzo «che quindi dovrà essere contenuto» e, se l'azienda si rifiuta «lo fa - afferma il sindacalista - per motivi di profitto e per speculare sul valore dell'area». La direzione dell'azienda ha fatto un'altra proposta economica sull'accompagnamento al pensionamento e sulla buonuscita, «comunque sempre insufficiente», dice Montagnoli. «Inoltre - aggiunge - non ci sono garanzie neppure per i 58 impiegati: se intendono davvero smantellare la produzione, i due terzi delle attività amministrative non avrebbero più senso di esistere». Per trovare una soluzione, quindi, dopodomani si riunirà il tavolo composto dal sindacato Cub, la dirigenza Esab, i rappresentanti del fondo Charter, insieme a Regione Lombardia, il ministero del Lavoro e quello delle Attività produttive. 12 settembre 2009 - Il Manifesto Iniziativa del «patto di base» Il 23 ottobre in tutta Italia Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre. Le organizzazioni riunite nel «patto di base» ritengono «indispensabile una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso», ai massicci tagli alla scuola pubblica e l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di aziende, all'ipotesi di gabbie salariali e all'attacco al contratto nazionale». La piattaforma è ampia e articolata, a partire dal «blocco dei licenziamenti»; aumenti consistenti di salari e pensioni; cassa integrazione all'80%, ecc. Corteo degli occupanti di case
contro gli sgomberi di Alemanno. ROMA - In tarda serata, troppo tardi per noi, oltre un
centinaio di manifestanti dei movimenti di lotta per la casa a Roma, al grido di
«Vergogna, vergogna» ha occupato la reception del quotidiano Il Messaggero del
palazzinaro Caltagirone per protestare contro «la campagna denigratoria compiuta contro i
movimenti per il diritto alla casa». Tutti venivano dal corteo per il diritto alla casa
che si è svolto ieri pomeriggio per le strade del centro. Il movimento per la casa a Roma
si estende. Il dato lo dà Alessandra, dell'associazione Duumchatu: «In una settimana,
600 persone per strada». Ieri in piazza Esquilino ce n'erano almeno tremila. Un corteo
per opporsi agli sgomberi messi in campo dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e che ha
raccolto non soltanto l'adesione dei comitati e delle associazioni dei due posti
«evacuati» questa settimana - il Regina Elena e l'ex museo della Carta - ma di tutti i
coordinamenti che a Roma hanno lottano per il diritto all'abitare, insieme a Sinistra e
Libertà, Rifondazione, le Rdb. Alemanno ha deciso di mettere fine alle occupazioni
abitative in nome della «legalità». La risposta sta scritta in uno striscione: «Ci
volete sotto i ponti, ci vedrete sopra i tetti». La sensazione è che la guerra sia
cominciata. Una guerra sporca, dicono i manifestanti - che ieri hanno sfilato
dall'Esquilino fino al Campidoglio - riferendosi soprattutto alle pagine del Messaggero,
che nei giorni scorsi ha denunciato un presunto racket nella scuola di via dell'Impruneta.
Il «Comitato 8 marzo» che gestisce quell'occupazione ha già presentato querela. Gli
slogan contro il giornale romano, il cui azionista di riferimento è il costruttore
Francesco Gaetano Caltagirone, sono tra i più gettonati, da «foglio di merda» a
«vergogna». Ma soprattutto i manifestanti chiedono «casa, diritti e dignità». Come in
tutti i cortei delle occupazioni sfilano storie e persone italiane e straniere, giovani e
anziani, famiglie e single, lavoratori, studenti, pensionati. Uno spaccato vero della
città, la voce di chi non ce la fa a pagare un affitto o a comprare una casa e che in
questi anni non ha semplicemente sfondato una porta e occupato abusivamente, ma ha anche
cercato soluzioni. 12 settembre 2009 - Avvenire Continuano le proteste contro i
tagli Proseguono le proteste dei precari della scuola, contro i tagli della riforma Gelmini. Per lunedì e martedì, il sindacato degli insegnanti Gilda ha promosso un presidio in piazza San Marco a Roma. Al sit-in, convocato per «difendere il diritto al lavoro» e «chiedere al Governo provvedimenti più incisivi che diano risposte concrete a tutti i precari», parteciperanno numerose delegazioni di insegnanti precari, provenienti da tutta Italia, ma soprattutto dalla Campania, regione maggiormente colpita dai tagli. La riforma della scuola sarà al centro anche dello sciopero generale di tutti i dipendenti pubblici, proclamato dalle organizzazioni di base Cub, Cobas e SdL per il 23 ottobre. Lobiettivo è «generalizzare e unificare le lotte in corso nella scuola, nelle fabbriche, nelle aziende e negli uffici». Intanto, la protesta si estende ai territori. A Caserta, anche ieri cè stata una manifestazione davanti alla sede dellUfficio scolastico provinciale, mentre per lunedì è previsto un vertice tra i sindacati locali della scuola e il commissario straordinario alla Provincia, Biagio Giliberti. Restando in Campania, a Salerno ci sono stati momenti di tensione, quando una docente, da tre giorni incatenata davanti alla sede dellex-Provveditorato agli studi, è stata colta da malore ed è stata ricoverata in ospedale. La tensione era salita in mattinata, dopo che allIstituto scolastico "Santa Caterina da Siena", erano state sospese le operazioni di nomina annuale delle supplenze. I precari hanno così raggiunto la sede dellUfficio scolastico provinciale per protestare. In Sardegna, invece i manifestanti hanno bloccato a singhiozzo la circolazione sulla statale 131 allaltezza del bivio per Muros (Sassari). La protesta si è svolta senza incidenti, sotto il controllo di carabinieri e polizia stradale, che hanno agevolato lo scorrimento del traffico. Lunedì protesteranno anche i precari del Veneto, che si accamperanno sotto la sede della Direzione scolastica regionale a Venezia. «Salteranno 1.822 posti di lavoro», ha sottolineato Alessandra Michieletto portavoce del coordinamento precari del Veneto. «A livello nazionale ha aggiunto Manuel Cecchinato coordinatore del movimento precari saranno quattro milioni i ragazzi senza professore. La Gelmini dove li mette? In altre classi naturalmente, a scapito della qualità dellinsegnamento». Sulle cifre dei tagli fornite dal Ministero ha polemizzato anche il vice-presidente della Regione Calabria, Domenico Cersosimo. «Prima il ministro ha detto che i precari erano 13mila ha ricordato poi 27mila, senza mai chiarire che la platea stimata nel triennio è in realtà di 130mila tra insegnanti e personale non docente». Da Gubbio, dove è intervenuta alla scuola di formazione del Pdl, il ministro Mariastella Gelmini ha risposto così: «La protesta dei precari è comprensibile e legittima, ma io non sarò corresponsabile di aver aumentato il loro numero. Oggi mi sento più forte perchè la gente ha capito la nostra battaglia». 12 settembre 2009 - EPolis Roma Emergenza abitativa. Roma - Si è mosso dall'Esquilino per arrivare fino alla tendopoli di piazza Madonna di Loreto il corteo organizzato ieri dai movimenti di lotta per la casa. In testa ci sono gli sgomberati del Regina Elena, poi gli attivisti e i senza casa del Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Action, il Comitato obiettivo casa, i Blocchi precari metropolitani, il Comitato popolare di lotta per la casa. Alla manifestazione hanno partecipato anche Andrea Catarci, i consiglieri di Regione, Anna Pizzo, Peppe Mariani, Ivano Peduzzi, e Provincia Gianluca Peciola. Campeggiano gli striscioni, "Mai più sgomberi, Roma non si chiude" e "Ci volete sotto i ponti, ci vedrete sopra i tetti". Presente anche "Epicentro solidale", uno dei comitati aquilani sorti dopo il terremoto. «Siamo venuti anche noi dallAquila, ci sembrava giusto essere vicini a chi vive problematiche come la nostra e cioè lemergenza casa», dice Enrico Ciccozzi. «Fino ad ora sono venuti sempre da Roma allAquila per starci vicino: questa volta siamo venuti noi». Intanto, in serata oltre un centinaio di manifestanti dei movimenti di lotta per la casa a Roma, al grido di "Vergogna, vergogna", ha occupato la reception del quotidiano Il Messaggero in via del Tritone, per protestare contro «la campagna denigratoria compiuta contro i movimenti per il diritto alla casa». I manifestanti, provenienti dal corteo del pomeriggio, hanno chiesto di parlare al direttore del quotidiano, e hanno lanciato in aria copie del giornale e rotoli di carta igienica sull'insegna luminosa del quotidiano, bloccando poi il traffico in via del Tritone. Sul posto è giunta la polizia in tenuta antisommossa. Per arrivare in via del Tritone senza essere intercettati dalle forze dell'ordine, gli esponenti dei movimenti di lotta per la casa si erano staccati dal corteo alla spicciolata. Nel mirino la campagna del Messaggero sul racket delle occupazioni. 12 settembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno Servizi Asl Bari - Lintenzione della Regione di portare alle
dipendenze del servizio pubblico (o di società pubbliche) quasi settemila tra ausiliari,
portieri, autisti e altre figure, ha scatenato la rabbiosa reazione delle aziende.
Legacoop, Confcooperative e Fise-Confindustria, categorie che riuniscono le imprese del
settore, hanno protestato rumorosamente. E con toni aspri. Ieri Vendola ha annunciato
lintenzione di «portare in tribunale Legacoop». «Abbiamo trasformato - ha detto
il governatore - dei precari in lavoratori. Dei lavoratori umiliati in uomini e donne
liberi. 12 settembre 2009 - Corriere di Bologna La polemica Il vicesindaco: non
cè indisponibilità alluso, aspettiamo lok da Roma Bologna - Spray urticanti e manganelli (o meglio «bastoni
distanziatori ») ai vigili urbani, ma solo quando Roma spiegherà quali comprare. La
nuova amministrazione Delbono non rinnega la scelta fatta dalla giunta Cofferati sulle
nuove dotazioni per i fischietti bolognesi. Critiche dal Prc: «Scelta ideologica, non
sono una necessità». Mentre sul tema i sindacati rimangono divisi. 12 settembre 2009 - La Repubblica Sotto accusa anche la
"classifica" degli handicap, la presenza dei docenti di sostegno non sarà più
permanente Genova - Sciopero dei lavoratori degli asili nido
genovesi, entro la fine del mese. La "riforma Veardo", che porta 500 posti in
più nelle strutture 0-3 del Comune di Genova non va giù agli operatori, perché ogni
asilo deve accudire più bambini, mentre diminuisce lo "spazio" fisico per
ciascuno di essi, così come la percentuale di tempo che l´insegnante potrà loro
dedicare, almeno così accusano Cobas e Rdb che giovedì si sono riuniti in assemblea e
hanno iniziato l´iter di convocazione dello sciopero. Undicesimo giorno sul tetto della
fabbrica. Milano - «La trattativa non è chiusa. Sono ottimista,
spero che nell´incontro di dopodomani al ministero del Welfare, con il contributo delle
istituzioni, si arrivi a un accordo. Ma finora i sindacati sono sempre rimasti fermi sulle
loro posizioni». Mentre gli operai della Esab sono da undici giorni e dieci notti sul
tetto dello stabilimento, l´amministratore delegato Massimo Impavidi apre alla
possibilità di un accordo in extremis, e risponde ai sospetti di un progetto già pronto
sull´area dello stabilimento. «Speculazione? Lo escludo. Il piano regolatore del Comune
non lo permette e noi non abbiamo questa intenzione. Stiamo cercando un investitore
serio». Al momento, però, non ci sono candidature concrete: «Tocca a tutti trovarlo, a
noi e alle istituzioni. Anche se sarebbero necessari incentivi pubblici per favorire
l´ingresso di nuovi attori in questo periodo di crisi». E comunque, spiega l´ad, Esab
non lascerà l´Italia. «Resteremo con la progettazione e amministrazione, la mente
dell´azienda, responsabile dello sviluppo dei mercati del Mediterraneo». Reggae contro il razzismo tra suoni,
media e incontri Napoli - "One love, one heart, let´s get together
and feel all right". Bob Marley cantava la fratellanza tra i popoli e nel segno del
grande ambasciatore dell´amore in musica si tiene oggi e domani al parco Virgiliano
"One World", manifestazione con musica, dibattiti e diffusione di informazioni
contro ogni forma di razzismo. File rouge dell´evento sarà proprio il reggae. Stasera a
Posillipo dalle 21 si alterneranno in consolle i migliori soundsystem reggae napoletani
Kinky Sound, African Sound e Pone dj. Domani sera ai piatti Conscious Sound, Southboyz
Sound e Ricky Dread. «Napoli sta vivendo un clima di intolleranza contro ogni forma di
diversità - spiega uno degli organizzatori Mr. Bigga - in un periodo storico nel quale si
acuiscono le divisioni e le incomprensioni tra diverse culture, ci sembra necessario
abbattere la convinzione che ogni persona diversa da noi costituisca un pericolo. Questo
risultato lo si può raggiungere solo approfondendo le radici e la cultura di colui che
viene da altri paesi così da cambiarne radicalmente l´immagine distorta che i media
dipingono con troppa superficialità. La musica reggae da sempre incarna valori quali la
giustizia e il rispetto dei diritti umani». 12 settembre 2009 - La Nazione Pistoia. «GLI OPERATORI senza stipendio sono di fronte alla Provincia a manifestare... Pistoia - «GLI OPERATORI senza stipendio sono di fronte alla Provincia a manifestare. Le linee telefoniche sono staccate. Pregasi richiamare domani». E' stato ancora sciopero all'Answers. I dipendenti del maggiore call center pistoiese che svolge attività per conto di Enel e Tim, hanno partecipato ieri all'agitazione di otto ore indetta a livello nazionale da Slc-Cgil, Uilcom-Uil e Fisel-Cisl nel gruppo Phonemedia, la grande società di telemarketing con 13 sedi in tutta Italia e una in Argentina, cui fa capo l'azienda pistoiese. Ancora una volta i lavoratori, per la maggior parte donne, hanno protestato contro i ritardi nei pagamenti degli stipendi che perdurano ormai da mesi. «Più precisamente da quando spiegavano snervati di fronte al palazzo provinciale l'azienda ha cominciato a corrisponderli in due tranche». Con il presidio in piazzetta San Leone, armati di striscioni e di magliette «a tema», presenti anche i Cub, operatori ed operatrici telefoniche hanno manifestato tutte le preoccupazioni sul proprio futuro. Oltre ai ritardi dei pagamenti, che l'azienda aveva giustificato come un mezzo per far fronte alla crisi, è la stessa situazione finanziaria del gruppo a destare timori. «La fusione con altre società come Omega che stanno affrontando simili problemi finanziari si spiega da parte sindacale è ulteriore motivo di perplessità. Impensierisce ancora di più la dichiarazione aziendale secondo cui la stipula di questo accordo potrebbe portare ulteriori ritardi alla conclusione del piano di finanziamento richiesto da Phonemedia alle banche, ritardo che, sempre a detta dell'azienda, non produrrebbe però effetti gravi grazie alle nuove linee di credito aperte a seguito dell'inizio dell'operazione con Omega». Phonemedia assicura che per le commesse già aggiudicate non ci sono elementi di preoccupazione, ma nel call center di Sant'Agostino e negli altri sparsi in mezza Italia il clima è teso.(S.T.) 12 settembre 2009 - Il Giorno LA CRISI A MESERO MESERO (Milano) - LA TRATTATIVA non proseguirà a oltranza, come richiesto dai sindacati. La Charter, il fondo inglese che dal 1994 ha acquisito la Esab Saldature, ha dichiarato che la bozza di accordo presentata giovedì rappresenta l'ultima offerta, rinviando all'incontro di lunedì, nella sede del ministero del Lavoro, eventuali variazioni. «La proposta è assolutamente insoddisfacente e irricevibile», è stato il commento della delegazione sindacale composta dalla Fiom-Cgil, dalla Fim-Cisl, dalla Cub e dalle Rsa della Esab. Dopo una settimana di trattative, le parti sono ancora distanti. Manca un'intesa sia sul processo di reindustrializzazione dell'area, sia sulla ricollocazione dei lavoratori. «Non ci sono neppure elementi sufficienti di tutela del reddito per coloro che usufruiranno degli ammortizzatori sociali», precisano le sigle sindacali. La forbice tra la domanda e l'offerta sull'accompagnamento economico è ancora rilevante. Poche le mensilità che l'azienda è disposta a mettere sul tavolo (circa 18mila euro lorde per due anni) in aggiunta alle 700 euro mensili della cassa integrazione statale. «Non è solo una questione di soldi hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori -. È tutto l'impianto dell'accordo che non è soddisfacente». Londra non intende inserire nell'intesa un impegno a vendere l'area a un imprenditore che garantisca posti di lavoro agli 85 dipendenti in esubero. I sindacati non sono disposti a fare passi indietro sulla ricollocazione dei lavoratori. Nessun accordo nemmeno sul futuro dei dipendenti non coinvolti direttamente nel processo di ristrutturazione. «Abbiamo ribadito la disponibilità a proseguire le trattative a oltranza fa sapere la delegazione sindacale - Prendiamo atto della grave affermazione dell'azienda, che ha dichiarato che la bozza di accordo rappresenta il limite del mandato ricevuto dalla proprietà, almeno fino all'incontro al ministero». Un ultimatum che i rappresentanti dei lavoratori hanno comunicato agli operai ieri mattina, nel corso di un'assemblea che ha definito le linee guida del vertice di lunedì a Roma. L'ORIENTAMENTO è di non firmare alcun accordo almeno fino a martedì, quando i sindacati incontreranno nuovamente i lavoratori. Ieri i dipendenti della Esab hanno ricevuto la visita di Giorgio Cremaschi. Il segretario nazionale della Fiom-Cgil è salito sul tetto dello stabilimento, dove da undici giorni sei operai vivono giorno e notte. «Li ho trovati stanchi. Di giorno fa caldo e la notte fa freddo ha detto Cremaschi - È scandaloso che in una delle regioni più ricche d'Italia non si possa impedire la chiusura di imprese che avrebbero la possibilità di riprendere l'attività, perché all'origine della loro crisi non ci sono problemi di mercato». 11 settembre 2009 - Ansa CRISI: CUB-COBAS-SDL, 23 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE(ANSA) - ROMA, 11 SET - Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre. Le organizzazioni di base ritengono indispensabile «una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di aziende, alla ipotesi di gabbie salariali e all'attacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unità dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico; al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende, alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani». Gli obiettivi «immediati» sono di «generalizzare ed unificare le lotte in corso nella scuola, nelle fabbriche, nelle aziende e negli uffici», aggiungono le organizzazioni di base, che tra l'altro chiedono il blocco dei licenziamenti; aumenti «consistenti» di salari e pensioni; abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza; dicono no ai tagli nella scuola pubblica. FISCO: RDB CUB, LUNEDÌ PROTESTA AGENZIE FISCALI-MONOPOLI (ANSA) - ROMA, 11 SET - Rdb-Cub ha organizzato per lunedì 14 settembre una giornata di protesta «a difesa della carriera dei lavoratori delle Agenzie Fiscali e dei Monopoli di Stato». con una manifestazione che si terrà alle ore 11 davanti a Palazzo Vidoni, sede a Roma del ministero della Pubblica Amministrazione. «Saremo davanti Palazzo Vidoni - annuncia Stefania Lucchini, dell'esecutivo nazionale RdB-CUB Agenzie Fiscali - per chiedere che si sblocchino immediatamente le autorizzazioni a bandire concorsi interni e ad assumere, ferme alla funzione Pubblica da troppo tempo. Di anno in anno - sottolinea Lucchini - calano sensibilmente i fondi destinati alla contrattazione integrativa e il diritto alla carriera per i lavoratori del Fisco rimane un miraggio, con attese di anni per l'autorizzazione a bandire concorsi interni. I lavoratori sono stanchi: il 14 settembre saranno in assemblea in tutti gli uffici e daranno il via alla protesta, decisi a non fermarsi fino alla soluzione della vicenda». 11 settembre 2009 - Adnkronos LAVORO: 23 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE INDETTO DA CUB COBAS E SDLRoma, 11 set. - (Adnkronos/Labitalia) - Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre. Come annunciato da una nota unitaria,«le organizzazioni di base ritengono indispensabile una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di aziende, alla ipotesi di gabbie salariali e all'attacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unità dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico; al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende, alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani». «Generalizzare ed unificare -prosegue la nota- le lotte in corso nella scuola, nelle fabbriche, nelle aziende e negli uffici, sono quindi gli obiettivi immediati dello sciopero generale che si preannuncia già grande e partecipato». La piattaforma dello sciopero, che rappresenta, secondo Cub, Cobas e Sdl, «un ampio ed esauriente programma sul quale costruire mobilitazione, lotta, organizzazione e consenso», richiede tra l'altro il blocco dei licenziamenti e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per tutti/e; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario e reddito per i lavoratori atipici, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e; abrogazione della Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza; sostegno delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, del riassetto idrogeologico e contro il nucleare,messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, delle scuole, dei trasporti, rifiutando la riduzione delle sanzioni per chi causa morti del lavoro, gravi infortuni, malattie professionali; contro i tagli di posti, classi e orari nella scuola pubblica e contro la legge Aprea; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; ritiro della riforma Brunetta; difesa del diritto di sciopero. 11 settembre 2009 - MF - DJ Trasporti: Cub-Cobas-SdL, il 23/10 sciopero generale ROMA (MF-DJ)--Il 23 ottobre e' sciopero generale. Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il prossimo 23 ottobre. "Le organizzazioni di base ritengono - in una nota congiunta - indispensabile una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di aziende, alla ipotesi di gabbie salariali e all'attacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unita' dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico; al tentativo in corso di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende, alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani". Generalizzare ed unificare le lotte in corso nella scuola, nelle fabbriche, nelle aziende e negli uffici, sono quindi gli obbiettivi immediati dello sciopero generale che si preannuncia gia' grande e partecipato. 11 settembre 2009 - Dire Sciopero generale Cobas il 23 ottobre: reddito minimo per tutti Roma - Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre. Lo comunica una nota che spiega che quella delle organizzazioni di base e' una risposta "indispensabile" a "i licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di aziende, alla ipotesi di gabbie salariali, all'attacco al contratto nazionale che, nella ritrovata unita' dei sindacati concertativi, lascia solo il sindacalismo di base a difenderne il carattere unitario e solidaristico, al tentativo di rendere i lavoratori subordinati ai destini delle aziende, alla xenofobia e al razzismo che il governo sta spargendo a piene mani". Tra le tante richieste il ritiro di una serie di atti del governo, "un reddito minimo garantito, messa in sicurezza dei luoghi di lavoro" e poi alloggi popolari, garanzie per gli 'atipici' e rifiuto del nucleare.(DIRE) 11 settembre 2009 - Agi PERSONALE SANITARIO A RISCHIO? I DUBBI DEL SINDACATO (AGI) - Roma, 11 set. - Restano alcuni dubbi sulla politica vaccinale intrapresa da questo Governo, specialmente sulla necessita' di considerare potenzialmente a rischio il personale sanitario. E' quanto afferma in una nota Sabino Venezia del Coordinamento Nazionale RdB/CUB. "Le alternanti e contraddittorie esternazioni del viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, sullo scenario per mesi rappresentato come apocalittico della pandemia da influenza suina, vorrebbe relegare oggi gli operatori sanitari tra le categorie professionali sicuramente esposte a rischio infezione". Nessuna intenzione di influenzare come "sindacato le scelte degli operatori sanitari per quanto riguarda la vaccinazione - dichiara Venezia - molti di loro sono professionisti del bene salute e sanno di certo come comportarsi", ma restano alcuni dubbi sulla necessita' di considerare il personale sanitario a rischio. "A detta del viceministro - prosegue Venezia - la chiusura delle scuole e/o l'eventuale accentuarsi della pandemia tra il personale sanitario rischierebbe di mettere a dura prove il sistema". Secondo Fazio gli operatori dovrebbero restare a casa con i figli o per curarsi, prosegue la nota. "Ma il sistema e' in grado di reggere alla pandemia piu' o meno apocalittica che ci propinano? E se il sistema e' fatto di operatori e strutture, i nostri ospedali sono in grado di offrire, specie nel clima di psicosi collettiva ingenerata, adeguati posti letto a chi ne potrebbe avere bisogno?". "Da anni ci propinano politiche securitarie che hanno ricadute sul sistema sanitario, sviluppando/consolidando economie parallele mai sfiorate dalla crisi, e' il caso delle holding farmaceutiche, spesso note alla cronaca per le mazzette ad amministratori compiacenti in appalti e forniture". Occorre invece, conclude il sindacalista, "un sistema sanitario pubblico e di qualita', occorre principalmente che il governo blocchi il piano di riduzione di 27.000 posti letto entro il 2014 e che le regioni costruiscano piani di rientro dal deficit senza chiudere ospedali e assumendo i precari che da anni mandano avanti il sistema pubblico". 11 settembre 2009 - Omniroma CASA, RDB CUB: «AL FIANCO DI OCCUPA» (OMNIROMA) Roma, 11 set - La Federazione nazionale RdB-CUB in una nota «giudica scandalosa la decisione di Cgil Cisl Uil di avviare una raccolta di firme contro le occupazioni delle case, iniziativa che pone questi sindacati a fianco della speculazione, contro chi rivendica un diritto e raffigura il conflitto come malattia da estirpare. Chi occupa le case lo fa perché privo di alternative e penalizzato da politiche sociali sempre meno attente a risolvere i bisogni primari dei cittadini e dei lavoratori meno abbienti. Pertanto la RdB-CUB sarà oggi in piazza a Roma, a fianco di chi lotta per la casa, ed invita i cittadini romani a partecipare numerosi alla manifestazione che partirà alle 17 da Piazza dell'Esquilino». 11 settembre 2009 - Liberazione Oggi alle 17 a piazza Esquilino
l'appuntamento Roma - "Ci volete sotto i ponti, ci vedrete sopra ai tetti". Dal primo settembre, giorno dello sgombero delle famiglie occupanti dell'ex ospedale Regina Elena con uno spiegamento di forze dell'ordine degno di uno stato di polizia, questa scritta, firmata Movimenti di lotta per l'abitare, campeggia sui muri di tutta Roma. Intanto il sindaco Alemanno continua a parlare di «ripristino della legalità» e il prefetto Pecoraro prosegue nella sua campagna di forza: mercoledì mattina decine di agenti hanno fatto irruzione nell'occupazione dell'ex Museo della Carta di via Salaria 971, chiuso al traffico la strada per oltre quattro ore e (de)portato in centri di accoglienza fatiscenti oltre duecento persone che da anni vivevano nella struttura. Così oggi pomeriggio, alle 17, da piazza dell'Esquilino, un corteo attraverserà la città giungendo fin sotto al Campidoglio «perché Roma non si chiude» spiegano i movimenti nel comunicato unitario di lancio della manifestazione. "Vogliono fare un deserto e lo chiamano città" lo slogan scelto «per dimostrare come le vertenze che in queste settimane hanno attraversato Roma, anticamera di quello che sarà il caldo autunno alle porte, hanno deciso di mettersi in rete» spiega Paolo Di Vetta di Asia Rdb. Queste operazioni da stato militare hanno modificato i rapporti tra i movimenti e l'amministrazione comunale: «la vicenda del Regina Elena e lo sgombero di via Salaria» spiegano i portavoce della Rete romana per il diritto all'abitare «sanciscono la fine di uno spazio politico di contrattazione sociale sulla prima emergenza della città: la precarietà abitativa che coinvolge migliaia di persone, famiglie, studenti, lavoratori, giovani e migranti che non ce la fanno più a pagare affitti e mutui da usura, senza alcuna tutela e possibilità di accedere a una casa popolare». Ma Roma, oggi, non è solo emergenza abitativa. «Il diritto alla casa si deve connettere con le battaglie per i diritti e le libertà che stanno attraversando la nostra città»: i precari della scuola, i vigilantes in sciopero della fame, i lavoratori dello spettacolo in lotta contro i tagli alla cultura, la comunità gay che si mobilita contro le aggressioni fasciste, gli studenti che riprendono le mobilitazioni contro la riforma Gelmini. Il corteo di oggi pomeriggio, al quale hanno aderito anche le segreterie regionali e romane del gruppo federato Prc-Pdci, sarà quindi il primo passo per unire queste forze in una serie di mobilitazioni che sappiano coinvolgere tutti coloro che vogliono affermare un'idea "altra" di città, «quella dei diritti, della libertà, della solidarietà, dell'accoglienza per respingere le politiche poliziesche del "pacchetto sicurezza"» spiega Bartolo Mancuso di Action. La mappa della crisi, in fondo, ci ha già consegnato uno scenario in cui è evidente la rottura del quadro sociale. «Ora dobbiamo fare in modo che la composizione dei conflitti non avvenga con il prevalere della svolta autoritaria che ha portato alla militarizzazione di Roma al fine di "ripristinare la legalità" in un luogo, il Regina Elena, criminalmente abbandonato da sette anni dall'Università La Sapienza e dall'allora giunta regionale di Storace» sottolinea Paolo Di Vetta. Ma per valutare l'importanza di tali mobilitazioni non si dovrà aspettare domani sera. La pressione esercitata dai movimenti dopo la prova di forza, il primo settembre, del prefetto Pecoraro e del sindaco Alemanno su "ordine" del rettore de La Sapienza, Luigi Frati, culminata con l'occupazione, per una settimana, del tetto dei Musei Capitolini e l'allestimento di una tendopoli-presidio sotto il Campidoglio, ha già portato i primi frutti. Mercoledì 16 settembre è infatti in programma un tavolo al quale siederanno Comune, Regione, Provincia, Prefettura, sindacati degli inquilini e costruttori in cui, come chiesto dai movimenti, tutte le parti in causa potranno finalmente confrontarsi sulle misure più urgenti da prendere per affrontare l'emergenza abitativa. Misure che non possono di certo continuare ad essere sgomberi e deportazioni in strutture indegne di uno stato civile. 11 settembre 2009 - Left Emergenza casa, business della ChiesaEcco i lager che ospitano le famiglie sgomberate dallex ospedale Regina Elena. Un affare da 27 milioni lanno. Che il Campidoglio versa ad associazioni legate alla Curia. Ogni alloggio costa più di un appartamento al centro di Daniele Nalbone e Ylenia Sina L'emergenza è un ricco affare, a Roma. Che Chiesa e
Comune gestiscono con una simbiosi perfetta. Sono oltre mille le famiglie che vivono in
appartamenti gestiti dal vicariato della curia romana, per le quali il Campidoglio paga
prezzi superiori allaffitto di un appartamento al centro. Mentre si apre una nuova
stagione di sgomberi delle case occupate. Per alimentare il business. 11 settembre 2009 - Il Giornale di Vicenza Blocco della delibera e 13
lavoratori salvi «Ma ora vigileremo» Vicenza - Quello di ieri mattina in Prefettura è stato un
incontro lungo, non privo di momenti di tensione ma dallesito soddisfacente. Per
oltre quattro ore, al tavolo del vice prefetto, si sono confrontati assessore comunale,
presidente e consiglieri dellIpab, direttore e dirigente del personale
dellente e i rappresentanti delle segreterie provinciali delle organizzazioni
sindacali Cgil, Cisl, Uil e Rdb-Cub e componenti della rsu aziendale. OCCUPAZIONE. Ok dei dipendenti della
storica ditta del gruppo Scm a chiudere lintesa sul piano di ristrutturazione Si profila lipotesi di un accordo tra i
dipendenti e i vertici del gruppo romagnolo Scm, di cui fa parte anche la storica azienda
di Thiene "Stefani". Laltra mattina infatti i dipendenti della sede
thienese hanno dato il via libera ai rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil
per chiudere laccordo sulla gestione del piano di ristrutturazione. 11 settembre 2009 - Il Messaggero Roma. Un corteo per protestare
contro lo sgombero Roma - Un corteo per protestare contro lo sgombero degli occupanti dellospedale Regina Elena. Lappuntamento è in piazza dellEsquilino alle 17. Ad organizzarlo sono stati i movimenti di lotta per il diritto alla casa che gravitano intorno ai centri sociali e allestrema sinistra tra cui Action, Asia- Rdb, Blocchi precari metropolitani, Comitato obiettivo casa, Coordinamento cittadino di lotta per la casa. Acrobax, Angelo Mai, Corto circuito, Ex Snia, Forte Prenestino, Horus liberato 2.0. Hanno aderito anche Rifondazione comunista/Comitato regionale, Anna Pizzo (consigliera regionale), Peppe Mariani (consigliere regionale), Gruppo Sinistra e Libertà Provincia di Roma, Gianluca Peciola e il consiglieri comunali Andrea Alzetta e Maria Gemma Azuni. 11 settembre 2009 - La Nuova Sardegna Sfrattati, in campo il Comune NUORO - Cinquanta famiglie, considerate abusive
dallex Iacp, rischiano di finire sulla strada. E ora, per cercare una soluzione, è
coinvolto il Comune. Lurgenza di fermare provvedimenti che gravano su nuclei
familiari già precari è stata posta ieri dal comitato degli sfrattati. 11 settembre 2009 - Il Venezia Trasporti. Per i sindacati le
sanzioni sarebbero più di 150, Venezia - Actv, le polemiche tornano insieme agli orari invernali. Questa volta la bufera riguarda le multe ai piloti dei vaporetti, per eccesso di velocità o moto ondoso. Stando ai sindacati i verbali sarebbero oltre 150, per l'azienda invece sono 72. Numeri a parte, l'imbeccata viene dal capogruppo di Rifondazione, Sebastiano Bonzio, che ha scritto un'interpellanza al sindaco per sapere la verità, ma anche eventualmente per mettere allo studio l'istituzione di corsie preferenziali come quelle che ci sono in terraferma. Beninteso, i soldi li deve pagare l'azienda. Tant'è che le multe, tranne qualche raro e inspiegabile caso, non sono state recapitate nominalmente ai dipendenti. Eppure c'è anche chi si è visto arrivare a casa un bollettino da 1.400 euro per aver infranto le norme sul moto ondoso (quindi sanzione amministrativa e penale, con le inevitabili ripercussioni pure sui lavoratori). I sindacati sono infuriati, la loro teoria dice: l'Actv tiene tutto nascosto perchè non vuol far sapere che i piloti sono costretti a correre per rispettare gli orari, altrimenti non ce la fanno. Conclusione logica del ragionamento: i vaporetti son troppo pochi, anche perchè negli ultimi mesi sono state aggiunge delle nuove fermate. Morale: a rimetterci è sempre il Comune che, seppur indirettamente, paga. «L'atteggiamento dell'azienda è omertoso - dice Piero Antonini, Rdb Cub - se ci saranno gli estremi sporgeremo denuncia». L'azienda: «Il servizio offerto da Actv e i relativi orari sono regolamentati in base ai limiti di velocità imposti nei canali percorsi». 11 settembre 2009 - La Provincia consiglio dei ministri. Supplenza
breve e progetti formativi con le Regioni ROMA - La norma «salva-precari» è
passata: il Consiglio dei ministri ha deciso ieri di inserire nel cosiddetto decreto
Ronchi (un decreto legge relativo a direttive comunitarie) una disposizione che,
limitatamente all'anno scolastico 2009-2010, prevede che le supplenze temporanee siano
assegnate, con precedenza assoluta, al personale docente e Ata già destinatario di
supplenze annuali nel precedente anno scolastico. Norma che viene integrata
dall'erogazione dell'indennità di disoccupazione nei periodi di non lavoro (il mix delle
due iniziative è stato sintetizzato coniando la formula «contratto di disponibilità»)
e dal coinvolgimento in progetti, finanziati dalle Regioni, che ampliano l'offerta
formativa delle scuole. Il provvedimento, che interessa una platea di 12-13 mila persone
non è stato accolto con unanime entusiasmo dalla categoria, dalle Regioni e dai
sindacati. 11 settembre 2009 - L'Unione Sarda in municipio Nuoro - Hanno manifestato davanti al Muncipio ieri
pomeriggio, in concomitanza con la seduta del consiglio comunale. Così le rappresentanze
sindacali di base-Cub e l'associazione degli inquilini e assegnatari hanno posto il
problema degli sfratti che a Nuoro coinvolge una quarantina di famiglie. Una delegazione
è stata ricevuta dall'assessore comunale ai Servizi sociali Graziano Pintori che ha
assicurato l'attenzione dell'amministrazione al problema. Sarà chiesto, in particolare,
un incontro con l'assessore regionale ai Lavori pubblici Angelo Carta - ha annunciato
Pintori - per valutare la possibilità che il comune di Nuoro concorra al bando per la
realizzazione di nuovi alloggi. 11 settembre 2009 - Corriere di Bologna IN COMUNE Bologna - «Nessuna vaccinazione obbligatoria contro
linfluenza A per i dipendenti comunali». Lo affermano le Rdb dopo un un incontro
con lassessore al Bilancio William Rossi. 11 settembre 2009 - La Nuova Venezia Arrivate sanzioni per moto ondoso,
ma vigili e azienda smentiscono VENEZIA - Il panico da multa da moto ondoso - o, peggio, da
denuncia penale per violazione del codice della navigazione - serpeggia in questi giorni
tra i piloti Actv, due due quali si sono visti recapitare a casa (uno) una sanzione
amministrativa da 100 euro e (laltro) un decreto penale per 1500 euro, per eccesso
di velocità. Così è facile vedere in questi giorni circolare battelli ad esasperante
passo duomo, per non rischiare sanzioni, mentre si vocifera di oltre 150 multe in
arrivo ai singoli piloti: dati smentiti ieri da Actv e dalla Polizia Municipale. Ma il
malessere è palpabile. 11 settembre 2009 - Il Gazzettino Vicenza. Revocato lo stato di agitazione allIpab... Vicenza - Revocato lo stato di agitazione allIpab. A dichiararlo ieri , nella tarda mattinata, le organizzazioni sindacali provinciali di Rdb-Cub, Fp-Cgil, Fps-Cisl e Fpl-Uil. La decisione è stata presa al termine di una riunione che si è svolta in Prefettura a Vicenza che aveva come tema in discussione liter, avviato ancora tempo addietro dallIpab, per mettere in mobilità 13 dipendenti. Allincontro, presieduto dal vice capo di Gabinetto Lorusso, erano presenti lassessore alla Famiglia del Comune di Vicenza, Giovanni Giuliari, il presidente dellente assistenziale, Gerardo Meridio, alcuni suoi consiglieri damministrazione e dirigenti del personale, oltre ai rappresentanti delle segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali vicentine. Lo stato di agitazione, come detto, era stato proclamato dopo che lIpab aveva dato avvio nellagosto scorso allattuazione di una delibera adottata ancora a luglio che prevedeva appunto il collocamento in disponibilità di 13 dipendenti. La decisione aveva sollevato non poche reazioni tanto che anche il Comune era stato chiamato in causa per far rientrare tale decisione. Nellincontro di ieri la discussione ha fatto emergere la necessità di elaborare una strategia di sviluppo dellIpab in linea con le modifiche normative che sono in atto nel settore. Strategia dunque che tenga conto da un lato dellincremento e del miglioramento qualitativo dei servizi offerti agli anziani e dallaltro della salvaguardia dei livelli occupazionali. Nel confronto, grazie anche allintervento della Prefettura, lIpab si è impegnata a revocare la delibera che aveva provocato lo stato di agitazione e il Comune, dal canto suo, ha assicurato lintenzione di presentare entro fine anno le linee di indirizzo relative allaccordo di programma raggiunto attualmente tra Ipab e Ulss di Vicenza. LIpab si è inoltre impegnata, in collaborazione con lamministrazione comunale, a coinvolgere le organizzazioni sindacali nella definizione del piano aziendale e a riprendere in tempi brevi il tavolo di contrattazione aziendale. Una linea di impegni che ha convinto i sindacati a revocare lo stato di agitazione. 11 settembre 2009 - La Repubblica Prof, è battaglia sui precari la
Regione non mette i fondi Torino- «Il sistema educativo piemontese non è a
rischio. C´è un problema occupazionale sul quale però è intervenuto ieri il Consiglio
dei ministri. Alcune regioni sono intervenute a compensare la quota coperta dallo Stato e
mi auguro che il Piemonte faccia lo stesso». Il direttore generale dell´Ufficio
scolastico regionale, Francesco De Sanctis, getta acqua sul fuoco delle proteste innescate
dalla riforma Gelmini e lancia un messaggio alla giunta Bresso. E precisa: «Alcune
regioni si sono dichiarate disponibili indipendentemente dal loro colore politico. Anche
se mi rendo conto che la nostra sta già facendo molto per la scuola e non mi sento di
creare polemiche». Esab, c´è il pericolo
licenziamenti Milano - «Siamo sull´orlo del baratro» dice dopo un
altro pomeriggio di trattative sterili un lavoratore presente al tavolo delle trattative.
Anche ieri, l´incontro in Comune a Mesero tra i vertici di Esab Saldature, l´azienda
controllata dal fondo inglese Charter International, e i rappresentanti dei lavoratori si
è concluso con un nulla di fatto, avvicinando l´epilogo che gli 85 operai dello
stabilimento stanno tentando in ogni modo di scongiurare: il licenziamento. 11 settembre 2009 - Settegiorni Un cartello è comparso sui cancelli
della storica azienda magentina MAGENTA - «Affittasi». à questa la scritta a caratteri cubitali che in questi giorni è comparsa sui cancelli della Bruno Romeo, la storica ditta magentina che da circa ottant'anni produce impianti di riscaldamento e condizionamento posta lungo la ex statale 11, a pochi metri dal vivaio. Lo scorso 26 febbraio è stato chiesto il concordato preventivo e «il liquidatore che è stato nominato ha avuto il compito di vendere tutto il possibile o, come nel caso di questi giorni, affittare per recuperare denaro» spiega Massimo Lettieri del sindacato di base Cub Magenta. La situazione quindi non è certo delle più rosee. Di fronte ci si trova cioè una ditta che sta per essere smantellata nonostante l'impegno dei sindacati e dei lavoratori per mantenerla in vita. Per questi ultimi, il lento declino della Bruno Romeo ha comportato conseguenze economiche pesantemente negative. Già lo scorso marzo, i dipendenti avevano protestato davanti i cancelli dell'azienda per poter riscuotere gli ammortizzatori sociali a loro spettanti per legge. In quell'occasione lo stesso Lettieri parlava infatti di cassa integrazione straordinaria concessa a dicembre 2008 con pagamento anticipato per conto dell'Inps e con un contributo extra di 200 euro. Misure queste che a loro detta sono state attuate per il mese di dicembre 2008, in cui è sono stati erogati anche due terzi della tredicesima, ma che da gennaio a marzo 2009 non sarebbero più state rispettate. Si parlava poi di un debito aziendale accumulato negli anni pari a 15milioni di euro. I debiti facevano perdere alla Bruno Romeo competitività e la mancanza di competitività non faceva altro che peggiorare la situazione finanziaria. Il circolo vizioso era quindi sotto gli occhi dei dipendenti e a nulla sono valse le azioni intraprese dagli stessi per mantenere il proprio lavoro. Dei 50 lavoratori rimasti, una ventina ha dovuto scontrarsi con questa realtà mentre 11 sono stati assorbiti nella I-Plant, il ramo d'azienda che da dicembre 2008 si è staccato dalla Bruno Romeo svolgendo pressochè lo stesso tipo di produzione in loco. Se non ci saranno svolte positive, per i dipendenti della Bruno Romeo scatterà la mobilità . A fronte degli ultimi risvolti infine, anche per la I-Plant si prospetta un trasferimento. «Valuteremo se ci sono gli estremi
per una denuncia per comportamento antisindacale» MAGENTA - Ancora problemi alla Novaceta. Nel pomeriggio di mercoledì 9 settembre il delegato Rsu-Cub Paolo Chianura , si è presentato in portineria, insieme Mario De Luca e a un dipendente - Vincenzo Leone -, chiedendo il permesso di recarsi (da solo, precisa il sindacato) presso l'ufficio Rsu poichè avrebbe dovuto espletare attività sindacali per convocare, nei prossimi giorni, un'assemblea dei lavoratori. «Gli addetti alla portineria - affermano dalla Cub - hanno contattato il dirigente presente in stabilimento, Libero Grigis che ha negato l'ingresso al rappresentante sindacale, senza addurre alcuna spiegazione». Un no che non è andato giù al sindacato che si dice pronto a compiere i passi necessari per veder tutelati i diritti dei lavoratori. «Valuteremo nei prossimi giorni - afferma De Luca - se sussistono le condizioni per denunciare questa persona per condotta antisindacale». Stempera i toni Libero Grigis : «Non c'è stata alcuna volontà di negare un diritto. Semplicemente io non avevo alcun ruolo per autorizzare l'ingresso di un rappresentante sindacale. Ho semplicemente affermato che era necessario sentire direttamente il liquidatore, il dottor Fantoni. Soltanto lui può dare quel permesso. Niente di drammatico quindi, ho solo chiesto di sentire chi di dovere. Mi pare normale». Libero Grigis, Marco Fantoni (che è anche il liquidatore) e Ciro Favecchia sono i nuovi referenti societari della 2Fg, società alla quale è stata ceduta una percentuale della Novaceta. Intanto si attendono notizie in merito all'esposto sottoscritto da alcuni lavoratori per chiedere un'indagine della magistratura sull'iter che ha portato al fallimento della Novaceta e al fermo imposto all'attività produttiva. I sei operai continuano a rimanere
sul tetto Mesero - Nove giorni sono un periodo di tempo che può passare in un battito di ciglia oppure durare un'eternità . Dipende da dove e da come li si vive. Sul tetto della Esab, sotto il sole cocente e il cielo stellato, in balia del vento e della pioggia, nove giorni sono davvero infiniti. Lo sanno bene Valerio Garavaglia , Daniele Colombo , Antonino Lazzara , Christian Imbrogno , Giorgio Garavaglia e Daniele Cera , i sei operai della Esab Saldature che mercoledì 2 settembre, alle prime luci dell'alba, si sono accampati sul tetto della ditta di via Mattei per protestare contro la decisione della multinazionale inglese Charter di chiudere lo stabilimento meserese per trasferire l'attività produttiva nell'Europa dell'Est. Dal tetto della Esab, ricoperto di vecchio eternit sgretolato, i sei lavoratori hanno aperto un blog (http://quellideltetto.blogspot.com) sul quale raccontano le loro giornate e scrivono la cronaca delle fasi della trattativa che in questi giorni sta impegnando i sindacati e i vertici dell'azienda e che si svolge nell'aula consiliare del Comune di Mesero. La trattativa vera è propria è stata aperta lunedì scorso, 7 settembre, quando i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati hanno presentato all'azienda un documento scritto in cui sono state riportate tutte le richieste degli 85 dipendenti interessati dalla procedura di licenziamento. Uno dei punti fondamentali di questo documento riguarda l'obbligo dell'azienda ad impegnarsi per vendere l'area di via Mattei a prezzi attrattivi, senza nessuna speculazione, e in modo da reimpiegare gli esuberi. Altri punti importanti riguardano gli aspetti finanziari: si chiede all'azienda di integrare i 700 euro della cassa integrazione con un contributo che permetta ai lavoratori di ricevere lo stipendio pieno e si chiede anche di alzare l'offerta per la buonuscita di quei dipendenti che decideranno di lasciare il posto volontariamente. Il documento è stato inviato in Inghilterra e valutato dai vertici di Charter che, mercoledì 9 settembre, hanno presentato a loro volta una controproposta ai sindacati. Nessuna delle proposte, fin'ora, è stata però risolutiva, tant'è che, al momento di andare in stampa, la trattativa è ancora aperta. «Si sta procedendo a piccoli passi - hanno dichiarato Walter Montagnoli della Cub e Antonio Del Duca della Fiom-Cgil -. Le distanze tra le due posizioni sono ancora elevate, ma siamo fiduciosi nella possibilità di arrivare ad un accordo soddisfacente. Continueremo a parlare e a confrontarci, chiedendo anche al Ministero del Lavoro di riinviare la riunione prevista per lunedì 14 settembre, se questo sarà necessario. L'importante è che tutte queste persone ricevano delle risposte per quanto riguarda il loro posto di lavoro e il loro futuro». Le fasi della trattativa sono seguite in prima persona dal sindaco di Mesero Riccardo Molla , ma anche i Senatori Mario Mantovani del Pdl e Massimo Garavaglia della Lega Nord, nonchè il consigliere regionale Francesco Prina del Pd (che negli scorsi giorni ha ufficialmente dichiarato di stare lavorando per trovare un imprenditore industriale che rilevi l'azienda), continuano ad interessarsi alla vicenda. Intanto i sei operai che sono sul tetto della Esab si dichiarano convinti a non scendere fino a che non sarà raggiunto un accordo soddisfacente. Flm Uniti e Cub all'ingresso del Museo dell'Alfa Romeo per un «blitz» ARESE - Stanno cancellando e smantellando tutti i simboli del glorioso passato dell'Alfa Romeo dallo stabilimento aresino. Al posto delle glorie del biscione vi sono ora sporcizia e degrado. La denuncia viene dai sindacalisti ma anche dalla semplice constatazione delle condizioni in cui si trova il fabbricato che ospitava la fabbrica ad Arese. Per verificarlo i sindacalisti della Flm Uniti, Cub dell'Alfa Romeo di Arese hanno fatto una visita al Museo dell'Alfa Romeo. «Dopo nove mesi di chiusura, martedì 8 settembre in sordina è stato annunciata la riapertura del Museo Alfa al Centro direzionale di Arese - scrivono Flm Uniti e Cub -. Abbiamo perciò deciso di visitarlo per vedere che cosa è stato fatto. Così circa una sessantina di lavoratori in cassa integrazione di Arese, dopo aver fatto una breve assemblea in portineria centrale si sono recati in corteo a visitare il museo. Abbiamo trovato il Museo Alfa in uno stato di pietoso abbandonoInnanzitutto il piazzale del museo presentava la pavimentazione rovinata e in disordine, delimitata da varie transenne. Ma il peggio è venuto subito dopo. Entrando al museo non c'è nessuno ad accogliere i visitatori e nemmeno esiste qualche cartello di spiegazione. Tutto è allo sbando. Poi ci si guarda attorno e si nota una grande sporcizia, polvere dappertutto, come se tutto fosse in uno stato di avanzato abbandono. Un signore con il figlio, arrivato dopo di noi se ne è andato "schifato" e incredulo». Da questa visita i sindacalisti hanno tratto indicazioni molto negative. «La sensazione provata è che Fiat non abbia proprio nessun interesse per l'Alfa Romeo e per il Museo. La grande contraddizione è che in quel Museo sono contenute auto dal valore inestimabile e che rappresentano quasi cento anni di storia dell'Alfa e dell'auto. Occorre credere nel rilancio dell'Alfa a partire dal Museo». Un altro segnale significativo sul disinteresse per i simboli dell'Alfa Romeo è il fatto che sono sparite di recente le bandiere con il marchio del biscione che sventolavano all'incrocio tra i due vialoni nei pressi della nuova rotonda. Qui c'era il Centro Stile, che dal 15 giugno è stato chiuso. Le bandiere sono state tolte e così è scomparso un altro dei simboli dell'Alfa. «Respingiamo con forza la chiusura di Arese attuata con la cassa integrazione - scrive Flm Uniti Cub - perchè questo significa il disimpegno sul marchio Alfa. Ad Arese deve rimanere un presidio significativo di Fiat e Powertrain e devono iniziare al più presto i lavori del motor village al Centro direzionale per ridare slancio al Museo e al marchio Alfa. A Fiat chiediamo di aprire subito un confronto serio per dare una collocazione lavorativa agli operai e agli impiegati presenti ad Arese». |