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10 settembre 2009 - Dire CASA. DOMANI PROTESTA MOVIMENTI, CORTEO DA PIAZZA ESQUILINO"SGOMBERO DEL REGINA ELENA HA CAMBIATO I RAPPORTI CON IL COMUNE" (DIRE) Roma, 10 set. - Domani alle 17 a piazza dell'Esquilino. I movimenti per la casa si sono dati appuntamento per un corteo di protesta promosso da numerose associazioni, a cominciare da Action e Rdb, ma anche dal Coordinamento cittadino di lotta per la casa. "Nella capitale, pochi giorni fa- si legge in una nota- una vera e propria operazione di guerra ha portato alla deportazione in strutture fatiscenti (residence-lager) di centinaia di famiglie e singoli senza casa che avevano trovato un tetto nel complesso del Regina Elena. Questo sgombero modifica i rapporti con Comune e Prefettura e sancisce la fine di uno spazio politico di contrattazione sociale sulla prima emergenza della citta': la precarieta' abitativa". "I movimenti per il diritto all'abitare- continua il comunicato- hanno risposto con una mobilitazione permanente, attraverso l'occupazione a oltranza dei tetti dei Musei Capitolini e con un presidio nel cuore della citta', a piazza Venezia, rilanciando una campagna contro gli sfratti e per il diritto alla casa. Ma la lotta per il diritto alla casa si deve connettere con le battaglie per i diritti e la liberta' che stanno attraversando la nostra citta': i precari della scuola, i vigilantes in sciopero della fame, i lavoratori dello spettacolo in lotta contro i tagli alla cultura, la comunita' gay che si mobilita contro le aggressioni fasciste, gli studenti che riprendono le mobilitazioni contro la riforma Gelmini". "Pensiamo- conclude- sia giunto il momento di unire la forza di queste battaglie in una grande mobilitazione cittadina... Per affermare un'altra idea di citta', la citta' dei diritti, della liberta', della solidarieta' e dell'accoglienza, per respingere le politiche poliziesche del 'pacchetto sicurezza'". SANITÀ. RI.REI, RDB: CONSORZIO NON
RISPONDE SU LICENZIAMENTI (DIRE) Roma, 10 set. - "Ad oltre 16 giorni dall'avvio da parte del consorzio Ri.Rei delle procedure di licenziamento per 193 su 450 impegnati nel servizio di assistenza ai disabili, e ad oltre 8 giorni dalla richiesta ufficiale di ritiro dei licenziamenti avanzata della Regione Lazio, i lavoratori sono ancora in attesa di una comunicazione ufficiale sul ritiro delle procedure". Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. "RdB sta svolgendo assemblee i tutti i centri gestiti dal Consorzio, nelle quali emerge la ferma volonta' dei lavoratori a proseguire nella mobilitazione che verra' articolata in un calendario di iniziative- continua la nota- I lavoratori, sostenuti dalla Rdb, ritengono non piu' tollerabile l'inerzia della Regione, che nonostante gli impegni assunti nell'agosto scorso dallo stesso presidente Marrazzo permette che si dilatino i tempi della vertenza, lasciando operatori ed assistiti in una condizione di grave incertezza". "Rdb, a fronte dei pesanti sacrifici imposti ai cittadini della Regione in nome del piano di rientro dal deficit, sottolinea come ancora una volta il problema appalti ed esternalizzazioni- spiega ancora la nota- fra le principali cause di sprechi e clientele, non venga affrontato con il rigore necessario, facendo si' che la sanita' pubblica venga nei fatti governata da interessi privatistici". CASA BOLOGNA. RDB: 2.000 SFRATTI, MA
COMUNE AIUTA LA RENDITA (DIRE) Bologna, 10 set. - Complice anche la crisi gli sfratti a Bologna si stanno moltiplicando: dai 1.500 avvisi di luglio ai circa 2.000 di settembre. L'allarme viene lanciato da Asia, il sindacato degli inquilini delle Rdb, che in una nota contesta il piano anti-crisi del Comune di Bologna a sostegno di chi ha un appartamento in locazione. La manovra, ricordano le Rdb, prevede lo stanziamento di un fondo straordinario da 163.000 euro, che potra' aumentare fino ad un massimo di 230.000 euro, in favore di chi e' stato colpito dalla crisi. "Questa manovra dovrebbe interessare circa 80 nuclei familiari- afferma Federico Orlandini di Asia- che dovrebbero ricevere un contributo pari a cinque mensilita'", un finanziamento "una tantum non rinnovabile negli anni successivi". Il piano e' stato presentato oggi dall'Ufficio casa di Palazzo D'Accursio ai sindacati, nel corso di un incontro del tavolo tecnico per la discussione dei regolamenti per l'edilizia popolare. Ma le Rdb attaccano. "Di fronte ad una crisi che sta investendo prepotentemente il territorio, estendendo l'emergenza abitativa- critica Orlandini- non si interviene strutturalmente per risolvere la situazione. C'e' un aumento esponenziale degli sfratti, passati da 1.500 in luglio a 2.000 in settembre", ma "ancora una volta si utilizzano fondi pubblici per continuare ad ingrossare il sistema della rendita, utilizzando l'inquilinato come tramite". Piuttosto bisogna "investire nell'edilizia pubblica residenziale, l'unica soluzione per contrastare l'emergenza abitativa", non solo costruendo nuovi alloggi "ma anche attraverso la requisizione e l'utilizzo di patrimonio privato sfitto", sostengono le Rdb. CRISI/BOLOGNA. RDB STRONCANO
DELBONO: SUOI AIUTI? PROPAGANDA (DIRE) Bologna, 10 set. - Le misure anticrisi della giunta Delbono "non avranno nessun effetto per la quasi totalita' dei lavoratori licenziati o in cassa integrazione". La stroncatura, nettissima, porta la firma del sindacato di base Rdb, ricevuto oggi dall'assessore al Bilancio di Palazzo D'Accursio William Rossi. I provvedimenti del Comune contro la crisi, "seppur ispirati al principio di garantire quote di 'salario indiretto'- scrive in una nota Massimo Betti delle Rappresentanza sindacali di base- sono inefficaci, improvvisate e rispondono probabilmente alle necessita' di propaganda politica antigovernativa". Solo chiacchiere, insomma, per il sindacato di base. In particolare, le "tanto sbandierate agevolazioni o esenzioni tariffarie in merito alla refezione scolastica e al servizio post scuola non avranno nessun effetto per la quasi totalita' dei lavoratori licenziati o in cassa integrazione in quanto l'attuale modulazione Isee non lo consente". Secondo Rdb, "sono altri gli strumenti che oggi il Comune potrebbe e dovrebbe utilizzare per essere minimamente incisivo senza illudere e prendere in giro i lavoratori che stanno subendo e subiranno gli effetti della crisi". Per questo, spiega ancora Betti in una nota, "abbiamo chiesto di aprire la discussione a tutto campo con un apposito tavolo al quale siamo pronti ad avanzare delle proposte di merito. Tocca ora alla giunta- gettano il guanto di sfida Rdb- decidere se il confronto e' fatto solo con pochi amici e per motivi di propaganda o se deve essere fatto con il massimo coinvolgimento delle organizzazioni sociali e non debba essere utile solo per riempire qualche pagina dei quotidiani". Le Rdb infatti lamentano l'esclusione dal tavolo sindacale a cui hanno invece partecipato Cgil, Cisl e Uil. E' "una pratica, quella delle promesse e dei proclami mezzo stampa, che diversi assessori stanno seguendo- conclude il sindacato, tra i piu' radicati in municipio- ma che e' destinata inevitabilmente a trasformarsi in un boomerang nel momento in cui dall'illusione si passera' alla disillusione". INFLUENZA A. RDB: IN COMUNE BOLOGNA
VACCINARSI NON D'OBBLIGO (DIRE) Bologna, 10 set. - Il piano di vaccinazione obbligatoria degli oltre 4.000 dipendenti comunali non esiste: saranno i lavoratori a decidere se premunirsi contro l'influenza A oppure no. Lo affermano le Rdb dopo aver incontrato questa mattina l'assessore comunale al Bilancio, William Rossi. "Diversamente da come riportato da alcuni quotidiani- spiega in una nota Vilma Fabbiani, delle Rdb- abbiamo preso atto che il Comune non ha predisposto nessun piano di vaccinazione obbligatoria per l'influenza A. Ricordiamo ai lavoratori che non esiste nessuna legge che rende obbligatoria la vaccinazione, quindi ogni lavoratore decidera' individualmente". Oltretutto "ad oggi il vaccino non esiste ancora" e il "mondo scientifico stesso ha delle perplessita' sulla vaccinazione di massa contro l'influenza A". La posizione del sindacato e' comunque molto critica su una vaccinazione a tappeto. "Abbiamo fatto presente all'amministrazione che, vaccinare i dipendenti comunali che lavorano nei servizi, non serve ai fini della non diffusione del virus, in quanto ogni utente ha una miriade di relazioni sociali che non possono essere tutte sterilizzate". Il sospetto e' che la "vaccinazione di massa dei dipendenti" sia invece "funzionale a 'ridurre l'assenteismo', come qualche economista ha dichiarato sui giornali. Per noi questo e' inaccettabile in quanto lesivo dei diritti individuali dei lavoratori". 10 settembre 2009 - Omniroma RI.REI, RDB-CUB: «SANITÀ PUBBLICA GOVERNATA DA INTERESSI PRIVATI» (OMNIROMA) Roma, 10 set - «Ad oltre 16 giorni dall'avvio da parte del consorzio Ri.Rei delle procedure di licenziamento per 193 su 450 impegnati nel servizio di assistenza ai disabili, e ad oltre 8 giorni dalla richiesta ufficiale di ritiro dei licenziamenti avanzata della Regione Lazio, i lavoratori sono ancora in attesa di una comunicazione ufficiale sul ritiro delle procedure. La RdB-CUB sta svolgendo assemblee i tutti i centri gestiti dal consorzio, nelle quali emerge la ferma volontà dei lavoratori a proseguire nella mobilitazione che verrà articolata in un calendario di iniziative. I lavoratori, sostenuti dalla RdB-CUB, ritengono non più tollerabile l'inerzia della Regione, che nonostante gli impegni assunti nell'agosto scorso dallo stesso Presidente Marrazzo permette che si dilatino i tempi della vertenza, lasciando operatori ed assistiti in una condizione di grave incertezza». Così RdB in una nota. «La RdB-CUB, a fronte dei pesanti sacrifici imposti ai cittadini della regione in nome del piano di rientro dal deficit, sottolinea come ancora una volta il problema appalti ed esternalizzazioni, fra le principali cause di sprechi e clientele, non venga affrontato con il rigore necessario, facendo sì - conclude la nota - che la sanità pubblica venga nei fatti governata da interessi privatistici». 10 settembre 2009 - Ansa LAVORO: ESAB; STOP A TRATTATIVE,
OPERAI RESTANO SUL TETTO (ANSA) - MILANO, 10 SET - Nulla di fatto sul fronte dell'Esab di Mesero (Milano), l'azienda che ha messo prima in cassa integrazione e poi in mobilità 85 dipendenti su 143, 6 dei quali protestano sul tetto della fabbrica dallo scorso 2 settembre. «Nessuna delle nostre richieste è stata accolta », ha spiegato Walter Montagnoli, coordinatore nazionale della Cub, che ha partecipato all terzo incontro con la direzione aziendale, nella sede del Comune, nel tentativo di raggiungere un accordo prima di vedere i rappresentanti del ministero del lavoro lunedì prossimo. «A queste condizioni - ha spiegato Montagnoli - firmare un accordo è impossibile», dato che «nessuna delle nostre richieste sostanziali è stata accolta dall'azienda», che deve però inviare ai rappresentanti dei lavoratori il testo definitivo della controproposta elaborato dalla sede centrale di Londra, ritenuta insufficiente dai sindacati. Esab Saldature, è una società controllata dall'inglese Chartes International che produce macchine e accessori per saldatura e taglio dei metalli, e ha chiesto la mobilità dei lavoratori in vista della chiusura dell'unità produttiva di Mesero e lo spostamento del sito produttivo nell'Europa dell'Est. «La protesta continua nelle forme che ha assunto finora», ha piegato Montagnoli, ossia con 6 operai costantemente sul tetto dello stabilimento, mentre il sindacato sta cercando di contattare i lavoratori per indire un'assemblea da tenersi nelle prossime ore. Riguardo l'opportunità di avviare altre iniziative di protesta Montagnoli ha spiegato che «saranno i lavoratori a decidere in assemblea». L'obiettivo del sindacato, che aveva presentato una piattaforma lo scorso 7 settembre, è « garantire continuità sia lavorativa che produttiva della stessa azienda, - ha spiegato Montagnoli - con questa o con un'altra proprietà, oltre al mantenimento dell'assetto industriale su quest'area territoriale». «È importante - ha concluso Montagnoli - che l'azienda accetti l'idea di cedere l'area a un eventuale nuovo imprenditore, che ovviamente deve anche assumere tutti i lavoratori, ma se oppone resistenza lo fa per motivi di profitto». 10 settembre 2009 - Inviato Speciale La scuola in lotta Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato ieri una norma
che nelle intenzioni dovrebbe consentire di tutelare gli insegnanti precari. La norma
verrà inserita nel decreto legge Ronchi (su questioni ambientali) e interesserà 12-13
mila docenti, che fino allo scorso anno hanno avuto supplenze annuali. 10 settembre 2009 - Quotidiani locali rete Repubblica La norma prevede indennità di
disoccupazione e precedenza nelle supplenze brevi ROMA - Indennità di disoccupazione e precedenza nelle
supplenze brevi: è quanto prevede il provvedimento varato ieri dal governo definito «a
sostegno dei precari della scuola». La norma è stata inserita nel decreto Ronchi, ha
quindi unefficacia immediata e riguarda circa 12-13 mila supplenti annuali che per
lanno scolastico 2009-2010 hanno perso il posto di lavoro a causa dei tagli. 10 settembre 2009 - Gazzetta di Reggio Supplenti annui, in 150 a casa Reggio E. - Sono 150, secondo il sindacato Cub-scuola, gli
insegnanti che hanno perso il posto di supplenti annui che occupavano nello scorso anno
scolastico nelle scuole della nostra provincia. «I docenti licenziati - denuncia la
confederazione unitaria di base - dovranno, con i famigerati contratti di disponibilità,
mettersi a disposizione dei presidi per coprire supplenze temporanee anche di un solo
giorno, in cambio di un misero sussidio di disoccupazione e senza alcun diritto garantito.
E lennesima beffa ai danni di tantissimi insegnanti che, dopo anni di
formazione universitaria, concorsi, corsi abilitanti, scuole di specializzazione,
esperienza maturata sul campo, si ritrovano ulteriormente precarizzati e sottopagati». 10 settembre 2009 - L'Unione Sarda Sfratti, oggi sit-in Nuoro - Sit-in contro gli sfratti ordinato da Area (ex Iacp) oggi alle 16 davanti al Municipio di Nuoro. Organizzano le Rappresentanze sindacali di base e l'Associazione inquilini e assegnatari. Salvagente per i precari, ok alla
norma ROMA - La norma «salva-precari» è passata: il Consiglio
dei ministri ha deciso ieri di inserire nel cosiddetto decreto Ronchi (un decreto legge
relativo a direttive comunitarie) una disposizione che, limitatamente all'anno scolastico
2009-2010, prevede che le supplenze temporanee siano assegnate, con precedenza assoluta,
al personale docente e Ata già destinatario di supplenze annuali nel precedente anno
scolastico. Norma che viene integrata dall'erogazione dell'indennità di disoccupazione
nei periodi di non lavoro (il mix delle due iniziative è stato sintetizzato coniando la
formula «contratto di disponibilita») e dal coinvolgimento in progetti, finanziati dalle
Regioni, che ampliano l'offerta formativa delle scuole. 10 settembre 2009 - Corriere Adriatico Indennità ai supplenti annuali Roma - La norma "salva-precari" è passata:
il Consiglio dei ministri ha deciso di inserire nel cosiddetto decreto Ronchi (un decreto
legge relativo a direttive comunitarie) una disposizione che, limitatamente allanno
scolastico 2009-2010, prevede che le supplenze temporanee siano assegnate, con precedenza
assoluta, al personale docente e Ata già destinatario di supplenze annuali nel precedente
anno scolastico. Norma che viene integrata dallerogazione dellindennità di
disoccupazione nei periodi di non lavoro (il mix delle due iniziative è stato
sintetizzato coniando la formula "contratto di disponibilità") e dal
coinvolgimento in progetti, finanziati dalle Regioni, che ampliano lofferta
formativa delle scuole. Il provvedimento, che interessa una platea di 12-13 mila persone,
illustrato con soddisfazione dal ministro Gelmini in una conferenza stampa, non è stato
accolto con unanime entusiasmo dalla categoria, dalle Regioni e dai sindacati.
"Coloro che hanno diritto allindennità di disoccupazione - ha spiegato il
ministro Gelmini - potranno avere una via preferenziale per rimanere allinterno
della scuola, attraverso le supplenze brevi e potranno essere coinvolti in progetti
speciali: contro la dispersione scolastica, il sostegno agli studenti più deboli, o per
lorientamento. Sarà, inoltre, possibile siglare accordi con le Regioni che potranno
partecipare anche in maniera finanziaria allattuazione di questi progetti". 10 settembre 2009 - TRC giornale Italcementi, solidarietà ai lavoratori e critiche alla giunta Civitavecchia - Sull'occupazione dell'Italcementi da parte dei 26 lavoratori si registrano alcuni interventi di solidarietà, accompagnati da riflessioni e critiche nei confronti dell'amministrazione comunale. Le note portano la firma di Rdb/Cub, Prc, Pdci e Pd. Per la federazione locale delle Rdb/Cub è gravissimo che a pochi mesi dalla chiusura dell'impianto nessun amministratore si sia fatto vivo, perché servono risposte ed impegni immediati a garanzia del posto di lavoro e dell'emergenza abitativa. Prc e Pdci, invece, ritengono inammissibile la dismissione di un impianto che ha dato molto alla città in termini occupazionali. I due partiti, inoltre, annunciano che si attiveranno per evitare la perdita sia del lavoro che, in alcuni casi, degli alloggi dei dipendenti dell'Italcementi. Marco Piendibene ed Alessio Gatti del Pd, infine, sottolineano che il vero nodo da sciogliere è la mancanza di garanzie inequivocabili di riassunzione, tanto più quando la cassa integrazione sarà finita. In merito al comportamento del sindaco, che ha lasciato l'impianto dopo aver letto uno striscione dei lavoratori, i due consiglieri comunali sostengono che non si può negare un confronto ai dipendenti e tanto meno dare in escandescenza utilizzando un vocabolario che poco si addice alla figura di primo cittadino. 10 settembre 2009 - La Provincia Pavese Prevista anche lindennità di
disoccupazione nei periodi di non lavoro ROMA - La norma «salva-precari» é passata: il Consiglio
dei ministri ha deciso ieri di inserire nel cosiddetto «decreto Ronchi» (un decreto
legge relativo a direttive comunitarie) una disposizione che, limitatamente allanno
scolastico 2009-2010, prevede che le supplenze temporanee siano assegnate, con precedenza
assoluta, al personale docente e Ata già destinatario di supplenze annuali nel precedente
anno scolastico. 10 settembre 2009 - Il Piccolo LA NORMA DELLA GELMINI SARÀ
INSERITA NEL DECRETO RONCHI ROMA - La norma «salva-precari» è passata: il Consiglio
dei ministri ha deciso ieri di inserire nel cosiddetto decreto Ronchi (un decreto legge
relativo a direttive comunitarie) una disposizione che, limitatamente all'anno scolastico
2009-2010, prevede che le supplenze temporanee siano assegnate, con precedenza assoluta,
al personale docente e Ata già destinatario di supplenze annuali nel precedente anno
scolastico. Norma che viene integrata dall'erogazione dell'indennità di disoccupazione
nei periodi di non lavoro (il mix delle due iniziative è stato sintetizzato coniando la
formula 'contratto di disponibilita«) e dal coinvolgimento in progetti, finanziati dalle
Regioni, che ampliano l'offerta formativa delle scuole. 10 settembre 2009 - La Nazione Regolarizzazione colf e badanti Pisa - E' stato aperto lo sportello Immigrati delle rappresentanze sindacali di base (RdB-Cub), con assistenza gratuita per l'invio delle domande on-line per la regolarizzazione di colf e badanti. Lo sportello è in via Bovio 48 aperto il giovedì dalle 16.30 alle 19.30 e il sabato dalle 9.30 alle 12.30. Per informazioni è possibile chiamare il numero 050.500.442. 10 settembre 2009 - Il Giornale di Brescia Precari della scuola: approvato il
decreto che li salva per un anno ROMA - La norma «salva-precari» è passata: il Consiglio
dei ministri ha deciso di inserire nel cosiddetto decreto Ronchi (un decreto legge
relativo a direttive comunitarie) una disposizione che, per il solo anno scolastico
2009-2010, prevede che le supplenze temporanee siano assegnate, con precedenza assoluta,
al personale docente e Ata già destinatario di supplenze annuali nel precedente anno
scolastico. Norma che viene integrata dallerogazione dellindennità di
disoccupazione nei periodi di non lavoro (il mix delle due iniziative è stato
sintetizzato coniando la formula «contratto di disponibilità») e dal coinvolgimento in
progetti, finanziati dalle Regioni, che ampliano lofferta formativa delle scuole. Il
provvedimento, che interessa 12-13mila persone, illustrato con soddisfazione dal ministro
Mariastella Gelmini in conferenza stampa, non è stato accolto con unanime entusiasmo
dalla categoria, dalle Regioni e dai sindacati. 10 settembre 2009 - Il Giornale Dal governo paracadute per i precari Roma - Indennità di disoccupazione, una corsia
preferenziale per le supplenze brevi e inserimento in progetti speciali. Per circa 13 mila
precari della scuola ai quali non è stata confermata la supplenza annuale è in arrivo il
paracadute del governo. Le misure salvaprecari sono quelle già annunciate quando il
ministro Mariastella Gelmini ha siglato laccordo con il dicastero del Welfare e con
lInps per riconoscere lassegno di disoccupazione a chi resterà senza
cattedra. Poi ci sono alcune misure per mantenere i precari allinterno sulla scuola.
10 settembre 2009 - La Stampa ELEMENTARE GAMBARO Torino - In occasione degli incontri di presentazione della
scuola alle famiglie dei bambini delle classi prime, insegnanti e genitori
dellelementare Gambaro si mobilitano per fare informazione sulla scuola Gelmini.
Oggi dalle 11,30 alle 17,30, in via Talucchi 19, spiegheranno i cambiamenti legati alla
riduzione del numero di insegnanti e alle richieste dei genitori di 40 ore di tempo
scuola. «Nelle classi - dicono - turneranno dai 4 agli 8 insegnanti. Lorario verrà
frammentato in un sistema di "incastri" rigidi e fragili. La gran parte delle
ore di compresenza del tempo pieno verrà utilizzata per rendere possibile
lorario». Questa situazione si ripete in un gran numero di scuole, dove
coesistevano «moduli» e tempo pieno. «Le compresenze venivano utilizzate - ricordano le
insegnanti - per il recupero dei bambini in difficoltà e stranieri, per laboratori,
approfondimenti, uscite didattiche. Lefficacia pedagogica e didattica della scuola
sarà messa in seria discussione anche se le insegnanti si sforzeranno di garantire
massimo impegno». 10 settembre 2009 - La Repubblica Esab, inutili nove ore di trattative Milano - Dopo nove giorni di presidio e otto notti
trascorse da sei operai sul tetto della fabbrica, alla fine di un´altra estenuante
giornata di vertici e colloqui, la trattativa sul destino della Esab s´incaglia sullo
scoglio della reindustrializzazione dell´area e si ferma fino al nuovo incontro di oggi
pomeriggio alle 15. 10 settembre 2009 - Il Giorno L'ESAB DI MESERO MESERO (Milano) - LA TRATTATIVA tra i sindacati e i vertici della Esab Saldatura, l'azienda di Mesero, nel Magentino, proseguirà questo pomeriggio. Dopo dieci ore di colloquio, le parti non hanno trovato un accordo per l'avvio della cassa integrazione e il ricollocamento degli 85 operai in esubero. «Sono stati compiuti dei passi in avanti, anche se le distanze sono ancora importanti sia sul piano economico, sia sulla continuità lavorativa dei dipendenti, fa sapere Antonio Del Duca, segretario della Fiom-Cgil Ticino Olona -. Aspettiamo una risposta da parte dell'azienda per questo pomeriggio». La giornata è stata caratterizzata da un intenso scambio di documenti tra la Charter, il fondo finanziario che dal 1994 ha acquisito il gruppo leader nella produzione di elettrodi, fili e macchinari per la saldatura, e il municipio di Mesero, dove si svolge la trattativa. Ieri mattina, attraverso gli amministratori delegati dell'Esab, Massimo Impavidi e Fulvio Esposito, la società londinese ha comunicato la risposta alla proposta d'accordo inviata lunedì sera. Un testo caratterizzato da 22 punti. «L'aspetto principale che manca è l'impegno degli inglesi a trovare un acquirente che reindustrializzi l'area e assuma gli operai che attualmente vi lavorano spiega Walter Montagnoli, segretario della Cub -. L'aspetto positivo è una parziale apertura a non interpretare in modo rigoroso la scadenza del 15 settembre come limite per l'avvio della cassa». In attesa di un accordo, gli operai continuano a occupare la fabbrica di via Mattei. Da mercoledì scorso, sei lavoratori vivono giorno e notte sul tetto dello stabilimento, mentre i colleghi presidiano i cancelli. 9 settembre 2009 - Adnkronos SCUOLA: 14 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE RDB-CUB DAVANTI A MINISTERONO A CONTRATTI DISPONIBILITÀ Roma, 9 set. - (Adnkronos) - «Continua l'assedio al Ministero dell'Istruzione iniziato con il sit-in del 3 settembre scorso». Lunedì prossimo la RdB-CUB Scuola manifesterà in Viale Trastevere dalle 16, «per affermare il diritto dei lavoratori alla dignità di un lavoro stabile, unica garanzia per una scuola degna di questo nome». Intanto sono partiti i tavoli tecnici regionali sui contratti di disponibilità: ieri si è svolto quello della Campania, domani sarà la volta del Lazio. «La nostra organizzazione viene convocata a questi i tavoli insieme ai comitati dei precari - spiega Barbara Battista della RdB-CUB Scuola - e la voce del sindacalismo di base sale unica con quella dei precari contro i contratti di disponibilità e la privatizzazione, verso i quali dai sindacati concertativi, Cgil compresa, registriamo invece disponibilità ed accordo con la politica governativa di introdurre di fatto, anche nella scuola, quel lavoro interinale che già ha provocato gravi danni nel privato». «La nostra mobilitazione non si arresta - aggiunge Battista - a Roma saremo di nuovo davanti al Ministero, dove ci raggiungeranno i lavoratori dell'Alitalia. A Salerno la lotta dei precari, anche loro in presidio, ha abbracciato quella dei lavoratori del Alcatel di Battipaglia; così a Napoli, con quei genitori che si sono incatenati per difendere la loro scuola dalla chiusura. Dai tetti, alle scuole, nella società, fino allo sciopero generale indetto dal patto di Base per il 23 ottobre prossimo» conclude la dirigente RdB-Cub. ROMA: RDB-CUB, 28 E 29 SCIOPERO PER RIDUZIONE ORGANICO NEI NIDI Roma, 9 set. - (Adnkronos) - L'assemblea del personale dei nidi indetta dalle RdB-Cub, «analizzato il documento presentato dall'Amministrazione comunale il 23 luglio scorso, in cui viene ribadita la riduzione di organico nei nidi e nelle sezioni ponte e sono precisate le nuove modalità di sostituzione del personale assente, che porteranno ad un ulteriore aumento dei carichi di lavoro e all'impossibilità concreta di seguire i percorsi di crescita dei bambini». Lo afferma in una nota Caterina Fida, della RdB CUB del Comune di Roma ha confermato i due giorni di sciopero per il 28 e 29 settembre. L'Assemblea ha poi deciso di «continuare la protesta attraverso iniziative di mobilitazione nei confronti del Consiglio Comunale e dei Consigli Municipali e con azioni di vera e propria disobbedienza civile, fino a quando l'Amministrazione non porrà in essere azioni concrete per ripristinare almeno le unità tolte nei nidi e nelle sezioni ponte e dimostri più rispetto per il lavoro di chi ogni giorno si impegna per far vivere meglio le future generazioni». 9 settembre 2009 - Ansa SCUOLA: DA CDM OK A NORMA PRECARI;
GELMINI SODDISFATTA (ANSA) - ROMA, 9 SET - La norma «salva-precari» è passata: il Consiglio dei ministri ha deciso oggi di inserire nel cosiddetto decreto Ronchi (un decreto legge relativo a direttive comunitarie) una disposizione che, limitatamente all'anno scolastico 2009-2010, prevede che le supplenze temporanee siano assegnate, con precedenza assoluta, al personale docente e Ata già destinatario di supplenze annuali nel precedente anno scolastico. Norma che viene integrata dall'erogazione dell'indennità di disoccupazione nei periodi di non lavoro (il mix delle due iniziative è stato sintetizzato coniando la formula 'contratto di disponibilita') e dal coinvolgimento in progetti, finanziati dalle Regioni, che ampliano l'offerta formativa delle scuole. Il provvedimento, che interessa una platea di 12-13 mila persone, illustrato con soddisfazione dal ministro Gelmini in una conferenza stampa, non è stato accolto con unanime entusiasmo dalla categoria, dalle Regioni e dai sindacati. «Coloro che hanno diritto all'indennità di disoccupazione - ha spiegato il ministro Gelmini - potranno avere una via preferenziale per rimanere all'interno della scuola, attraverso le supplenze brevi e potranno essere coinvolti in progetti speciali: contro la dispersione scolastica, il sostegno agli studenti più deboli, o per l'orientamento. Sarà, inoltre, possibile siglare accordi con le Regioni che potranno partecipare anche in maniera finanziaria all'attuazione di questi progetti». Non tutti i precari hanno però accolto con favore il varo del provvedimento. Un gruppo di loro ha organizzato un sit-in di protesta a Roma sotto il palazzo in cui era in corso una riunione degli assessori regionali all'Istruzione proprio per discutere di questi temi. «Se le Regioni - hanno spiegato - dicono sì ai contratti di disponibilità avallando la politica di tagli del ministro Gelmini, la scuola pubblica non avrà alcun vantaggio». Un no deciso anche dalla Rdb-Cub, che prosegue il suo «assedio» al ministero dell'Istruzione «per affermare il diritto dei lavoratori alla dignità di un lavoro stabile, unica garanzia per una scuola degna di questo nome». E mentre a Palermo è continuata anche oggi la protesta di centinaia di precari, i Comitati degli insegnanti precari hanno fatto notare che i cosiddetti contratti di disponibilità «non risolvono l'emergenza istruzione del Paese, ma sono un palliativo che favorisce, solo per i prossimi 8 o 12 mesi, il parziale mantenimento del reddito di alcuni precari». Scettiche anche le Regioni, o almeno parte di esse. «Tutta questa partita - ha spiegato Alessandra Tibaldi, assessore al Lavoro del Lazio, regione che coordina la Conferenza delle Regioni in materia di lavoro, formazione e istruzione - va riportata a livello di presidenti delle Regioni: la nostra richiesta è che venga ricondotta alla conferenza Stato-Regioni, perchè va affrontata in un'ottica nazionale«. Sul fronte sindacale, pareri diversi. Lo Snals ha accolto con plauso la soluzione adottata, che «rappresenta un sistema di protezione sociale a favore di persone che per anni hanno lavorato con dedizione per il buon funzionamento della scuola». La Uil invita a far presto, perchè «dal primo settembre migliaia di persone sono già senza lavoro e senza stipendio». La Flc-Cgil, invece, ha parlato di «tanto fumo e nessuna novità». Critico anche il Pd: «Decreto inutile e inspiegabile» ha commentato l'ex ministro Giuseppe Fioroni»; una «indegna presa in giro» ha aggiunto la collega di partito Mariangela Bastico. «Mi rendo perfettamente conto - ha assicurato nel pomeriggio il ministro Gelmini - di quanto sia grave la situazione che abbiamo davanti, ma proprio per questo la politica dovrebbe in maniera bipartisan offrire delle soluzioni e non cavalcare il disagio sociale». SCUOLA: COBAS, SCIOPERO GENERALE IL 23 OTTOBRE A ROMA (ANSA) - PALERMO, 9 SET - Contro i tagli del governo che stanno determinando la perdita di migliaia di posti di lavoro tra insegnanti e personale precario, i Cobas annunciano lo sciopero generale della scuola per il prossimo 23 ottobre con manifestazione a Roma. L'organizzazione dell'iniziativa, da parte dei Cobas e Rdb Cub, è stata comunicata nel corso della manifestazione di protesta in corso a Palermo, promossa dal sindacato autonomo e dal Coordinamento dei precari. SCUOLA: RDB-CUB, CONFERMATO SCIOPERO NIDI COMUNE ROMA 28-29 (ANSA) - ROMA, 9 SET - Conferma dei due giorni di sciopero per il 28 e 29 settembre e proseguimento della protesta attraverso iniziative di mobilitazione nei confronti del consiglio comunale e dei consigli municipali, ma anche «azioni di vera e propria disobbedienza civile, fino a quando l'Amministrazione non porrà in essere azioni concrete per ripristinare almeno le unità tolte nei nidi e nelle sezioni ponte e dimostri più rispetto per il lavoro di chi ogni giorno si impegna per far vivere meglio le future generazioni». Questo l'esito dell'assemblea del personale dei nidi presso la sede del Dipartimento XI, Politiche Educative e Scolastiche, indetta da RdB-CUB a cui hanno partecipato 600 persone del settore. «I lavoratori - spiega Caterina Fida, della RdB CUB del Comune di Roma - hanno preso atto dell'atteggiamento unilaterale assunto della Giunta Alemanno che già in questi giorni ha dato il via alle modifiche organizzative senza un adeguato confronto sindacale. Inoltre hanno sonoramente bocciato la doppiezza sia dell'Amministrazione comunale sia delle organizzazioni sindacali, che mostrano apparenti aperture alle esigenze della cittadinanza ma poi finiscono per concordare sottobanco le future scelte strategiche per Roma». SCUOLA: PRECARI; RDB CUB, NO A CONTRATTI DI DISPONIBILITÀ (ANSA) - ROMA, 9 SET - «No ai contratti di disponibilità, no ai tagli, no alla privatizzazione». È la posizione di RdB-CUB Scuola, che prosegue il suo «assedio» al ministero dell'Istruzione iniziato con il sit-in del 3 settembre scorso. Lunedì 14 settembre la RdB-CUB Scuola manifesterà in Viale Trastevere dalle ore 16, per affermare il diritto dei lavoratori alla dignità di un lavoro stabile, unica garanzia per una scuola degna di questo nome. «La nostra organizzazione viene convocata ai tavoli tecnici regionali insieme ai comitati dei precari - spiega Barbara Battista di RdB-CUB Scuola - e la voce del sindacalismo di base sale unica con quella dei precari contro i contratti di disponibilità e la privatizzazione, verso i quali dai sindacati concertativi, Cgil compresa, registriamo invece disponibilità ed accordo con la politica governativa di introdurre di fatto, anche nella scuola, quel lavoro interinale che già ha provocato gravi danni nel privato». «La nostra mobilitazione non si arresta - aggiunge Battista - a Roma saremo di nuovo davanti al Ministero, dove ci raggiungeranno i lavoratori dell'Alitalia. A Salerno la lotta dei precari, anche loro in presidio, ha abbracciato quella dei lavoratori del Alcatel di Battipaglia; così a Napoli, con quei genitori che si sono incatenati per difendere la loro scuola dalla chiusura. Dai tetti, alle scuole, nella società, fino allo sciopero generale indetto dal patto di Base per il 23 ottobre prossimo», conclude la dirigente RdB-Cub. 9 settembre 2009 - Asca SCUOLA: RDB-CUB, IL 14 SETTEMBRE TORNEREMO DAVANTI AL MINISTERO (ASCA) - Roma, 9 set - Gli annunci del Governo e del ministro Gelmini sul difficile fronte dei precari della scuola non placano una parte del sindacato che torna ad annunciare ''l'assedio'' del palazzo di viale Trastevere a Roma che occupa gli uffici ministeriali per il 14 settembre prossimi e non risparmia dalle critiche le sigle confederali (Cgil compresa) rea di manifestare, ormai, ''disponibilita' ed accordo con la politica governativa di introdurre di fatto, anche nella scuola, quel lavoro interinale che gia' ha provocato gravi danni nel privato''. A mobilitarsi, lunedi' prossimo, saranno i lavoratori della scuola aderenti al RdB-CUB che tornano a ribadire il loro 'no' ai ''contratti di disponibilita', ai tagli, e alla privatizzazione''. ''La nostra organizzazione viene convocata ai tavoli tecnici regionali sui contratti di disponibilita' insieme ai comitati dei precari - spiega Barbara Battista della RdB-CUB Scuola - e la voce del sindacalismo di base sale unica con quella dei precari contro i contratti di disponibilita' e la privatizzazione, verso i quali dai sindacati concertativi, Cgil compresa''. ''La nostra mobilitazione non si arresta - aggiunge Battista - a Roma saremo di nuovo davanti al Ministero, dove ci raggiungeranno i lavoratori dell'Alitalia. A Salerno la lotta dei precari, anche loro in presidio, ha abbracciato quella dei lavoratori del Alcatel di Battipaglia; cosi' a Napoli, con quei genitori che si sono incatenati per difendere la loro scuola dalla chiusura. Dai tetti, alle scuole, nella societa', fino allo sciopero generale indetto dal patto di Base per il 23 ottobre prossimo'', conclude la dirigente RdB-CUB. 9 settembre 2009 - Omniroma ASILI NIDO, RDB-CUB: CONFERMATO SCIOPERO 28 E 29 SETTEMBRE (OMNIROMA) Roma, 09 set - «Si é tenuta ieri in via Capitan Bavastro, presso la sede del Dipartimento XI, Politiche Educative e Scolastiche, l'assemblea del personale dei nidi indetta dalle RdB-CUB a cui hanno partecipato oltre 600 lavoratrici e lavoratori del settore. Durante l'incontro è stato analizzato il documento presentato dall'Amministrazione comunale il 23 luglio scorso, in cui viene ribadita la riduzione di organico nei nidi e nelle sezioni ponte e sono precisate le nuove modalità di sostituzione del personale assente, che porteranno ad un ulteriore aumento dei carichi di lavoro ed all'impossibilità concreta di seguire i percorsi di crescita dei bambini». Lo comunica Rdb-Cub con una nota. «I lavoratori e le lavoratrici hanno preso atto dell'atteggiamento unilaterale assunto della Giunta Alemanno, che già in questi giorni ha dato il via alle modifiche organizzative senza un adeguato confronto sindacale - dice Caterina Fida, della RdB CUB del Comune di Roma - Inoltre hanno sonoramente bocciato la doppiezza sia dell'Amministrazione comunale sia delle organizzazioni sindacali, che mostrano apparenti aperture alle esigenze della cittadinanza ma poi finiscono per concordare sottobanco le future scelte strategiche per Roma. Altrettanto dura la posizione delle lavoratrici nei confronti delle scelte privatistiche dell'Amministrazione, che cerca di contenere il numero delle strutture a gestione diretta favorendo i privati in convezione, i quali riescono ad contenere il costo del servizio sottopagando il personale ed aumentando le ore di lavoro a contatto con i bambini». «L'assemblea ha pertanto deciso unanimemente di confermare i due giorni di sciopero, indetto dalla RdB-CUB per il 28 e 29 settembre - conclude la nota sindacale - e di continuare la protesta attraverso iniziative di mobilitazione nei confronti del Consiglio Comunale e dei Consigli Municipali e con azioni di vera e propria disobbedienza civile, fino a quando l'Amministrazione non porrà in essere azioni concrete per ripristinare almeno le unità tolte nei nidi e nelle sezioni ponte e dimostri più rispetto per il lavoro di chi ogni giorno si impegna per far vivere meglio le future generazioni». SCUOLA, RDB: «DOMANI PARTE TAVOLO CONTRATTI DISPONIBILITÀ LAZIO» (OMNIROMA) Roma, 09 set - «Continua l'assedio al ministero dell'Istruzione iniziato con il sit-in del 3 settembre scorso. Lunedì 14 settembre la Rdb-Cub scuola manifesterà in viale Trastevere dalle ore 16, per affermare il diritto dei lavoratori alla dignità di un lavoro stabile, unica garanzia per una scuola degna di questo nome. Intanto sono partiti i tavoli tecnici regionali sui contratti di disponibilità: ieri si è svolto quello della Campania, domani sarà la volta del Lazio». È quanto si legge in una nota di Rdb-Cub. «La nostra organizzazione viene convocata a questi i tavoli insieme ai comitati dei precari - spiega Barbara Battista della RdB-CUB Scuola - e la voce del sindacalismo di base sale unica con quella dei precari contro i contratti di disponibilità e la privatizzazione, verso i quali dai sindacati concertativi, Cgil compresa, registriamo invece disponibilità ed accordo con la politica governativa di introdurre di fatto, anche nella scuola, quel lavoro interinale che già ha provocato gravi danni nel privato». «La nostra mobilitazione non si arresta - aggiunge Battista - a Roma saremo di nuovo davanti al Ministero, dove ci raggiungeranno i lavoratori dell'Alitalia. A Salerno la lotta dei precari, anche loro in presidio, ha abbracciato quella dei lavoratori del Alcatel di Battipaglia; così a Napoli, con quei genitori che si sono incatenati per difendere la loro scuola dalla chiusura. Dai tetti, alle scuole, nella società, fino allo sciopero generale indetto dal patto di Base per il 23 ottobre prossimo», conclude la dirigente Rdb-Cub. 9 settembre 2009 - Julie news Scuole: Campania, 8200 posti a rischio Napoli - Si è riunito oggi, presso la Regione Campania, il
tavolo Interistituzionale richiesto dai precari e dalle RdB / CUB Scuola sulla questione
del precariato e lemergenza che si è creata a causa dei tagli indiscriminati che
colpiscono soprattutto le scuole del sud. Nella sola Campania si perderanno 8200 POSTI. La
proposta della Giunta Regionale esposta dallassessore allistruzione Corrado
Gabriele è quella di integrare, con fondi regionali ed europei, i provvedimenti
governativi dei contratti di disponibilità. Si tratta di elargire circa 4000 sussidi ai
docenti, impegnati in corsi di formazione e aggiornamento, in modo da integrare
lindennità di disoccupazione per chi non avrà lincarico annuale. E
prevista una spesa annua di 10 milioni di euro per 4 anni. Mentre le OO.SS. confederali
esprimevano un generale sostegno a questa proposta, la voce dei precari si è levata per
dire NO AI CONTRATTI DI DISPONIBILITÀ, PER RIVENDICARE LAVORO STABILE E LA
RIQUALIFICAZIONE DELLA SCUOLA. 9 settembre 2009 - Agi ESAB: SINDACATI, 'PARTI LONTANE', OPERAI ANCORA SU TETTO (AGI) - Milano, 9 set. - "Siamo ancora molto lontani dalla conclusione di una trattativa": cosi' Walter Montagnoli del Cub sintetizza l'esito del nuovo incontro tra azienda e sindacati che si e' svolto nel Municipio del Comune alle porte di Milano, mentre continua la protesta di sei operai saliti sul tetto 8 giorni fa. Secondo fonti sindacali, l'azienda non starebbe offrendo risposte incoraggianti sulla reindustrializzazione dell'area, ne' sugli incentivi da offrire ai lavoratori. "Gli operai sul tetto stanno bene - aggiunge Montagnoli - il loro compagno Luigi Crotti, che era stato colpito da un infarto nei giorni scorsi durante il presidio, sta meglio ed e' uscito dall'ospedale. Gli facciamo i nostri migliori auguri e lottiamo anche per lui". "Non vediamo l'ora di andarlo a trovare", scrivono intanto gli operai nel blog 'quellisultetto'. 9 settembre 2009 - TG Com Scuola in sciopero il 23 ottobre I sindacati dei Cobas e Rdb Cub hanno annunciato lo sciopero generale della scuola il 23 ottobre con una manifestazione a Roma. L'iniziativa intende essere una forma di denuncia "dei tagli del governo che stanno determinando la perdita di migliaia di posti di lavoro tra insegnanti e personale precario". L'agitazione è stata annunciata al corteo di protesta a Palermo, promosso dal sindacato autonomo e dal Coordinamento dei precari. A Palermo circa 800 persone hanno sfilato alla manifestazione dei precari organizzata dai Cobas Sicilia e partita dalla sede dell'Ufficio scolastico provinciale. Al corteo, aperto dallo striscione "Salviamo la scuola pubblica" hanno partecipato anche l'onorevole Rosi Bindi ed altri esponenti locali e regionali del Pd. I precari sono tra gli oltre 7.000 che in Sicilia non hanno ottenuto il rinnovo dell'incarico a causa dei tagli della riforma Gelmini. 9 settembre 2009 - La Stampa web La norma «salva-precari» è passata e il sindacato si divide... La norma «salva-precari» è passata e il sindacato si
divide. Il Consiglio dei ministri ha deciso di inserire nel cosiddetto decreto Ronchi una
disposizione che, per lanno scolastico 2009-2010, prevede che le supplenze
temporanee siano assegnate, con precedenza assoluta, al personale docente e Ata già
destinatario di supplenze annuali nel precedente anno scolastico. Norma che viene
integrata dallerogazione dellindennità di disoccupazione nei periodi di non
lavoro e dal coinvolgimento in progetti, finanziati dalle Regioni, che ampliano
lofferta formativa delle scuole. 9 settembre 2009 - Il Messaggero Roma. Continua il "settembre caldo" della scuola... Roma - Continua il "settembre caldo" della scuola. Ieri circa 300 precari della materna e dellinfanzia si sono riuniti nei locali di via Capitan Bavastro, sede degli uffici comunali, per pianificare le iniziative sindacali da mettere in atto in questo inizio di anno scolastico: due i giorni di sciopero previsti il 28 e il 29 settembre. Diverse le richieste avanzate dal sindacato Rdb-Cub: assunzione in ruolo delle supplenti del corso-concorso bandito nel 2004-2005, assunzione immediata delle 150 vincitrici del concorso pubblico, realizzazione di un piano di stabilizzazione destinato ai supplenti del 1997 e pubblicazione delle supplenti brevi. E intanto prosegue anche la protesta del comitato precari davanti al ministero dellIstruzione dove gli insegnanti hanno trascorso la notte in due camper e tre tende posizionati davanti al Palazzo di viale Trastevere. Ieri alle 19. 30 è stata indetta unassemblea pubblica. «Andremo avanti a oltranza - assicura uno dei precari del Coordinamento - Abbiamo predisposto un calendario dei turni per assicurare la presenza ogni notte di una decina di esponenti del Coordinamento e prepareremo un programma delle iniziative». Tra queste «una manifestazione che faremo a fine settembre». 9 settembre 2009 - Leggo Roma. Si infiamma la protesta dei precari della scuola... Roma - Si infiamma la protesta dei precari della scuola. Mentre i supplenti delle elementari, medie e superiori protestano sotto il ministero, divampa il malumore anche tra le educatrici degli asili comunali pronte allo sciopero. Le stime presentate dal sindacato RdB, promotore dellassemblea di ieri, parlano di un esercito di 2000 precari che, ogni anno, mandano avanti le strutture capitoline tra materne e asili nido in attesa di una stabilizzazione, soprattutto tra i vincitori di concorso. Il personale in agitazione incrocerà le braccia nella due giorni di sciopero il 28 e 29 settembre, senza escludere eventuali "blitz" di protesta in consiglio comunale.(L.Loi./ass) 9 settembre 2009 - EPolis Roma Regina Elena Roma - "Fumata bianca" da Palazzo Valentini, come riferito dai rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che ieri hanno incontrato il prefetto Giuseppe Pecoraro: da ieri sera stop alla mobilitazione sul tetto dei musei Capitolini. I movimenti di lotta per la casa hanno ottenuto un incontro con il sindaco, che si svolgerà martedì 15 settembre alle 18. Sul tavolo i temi più urgenti: viale delle Rupicole e i nuclei familiari dellex Regina Elena. "Da stasera (ieri ndr) - ha detto Paolo Di Vetta dei Blocchi precari metropolitani - scendiamo dal tetto del Campidoglio ma la tendopoli allestita a piazza Madonna di Loreto va avanti fino a mercoledì 16 settembre, giorno in cui è stato convocato dalla prefettura il tavolo interistituzionale sulle politiche abitative". "Fumata bianca rispetto alle emergenze, - ha aggiunto Di Vetta dopo lincontro a cui hanno partecipato anche Action, il Comitato Obiettivo Casa ed il Coordinamento Lotta per la casa - abbiamo ottenuto un risultato importante, un primo passo, ma sulle politiche abitative è ancora tutto da verificare". "Al sindaco martedì chiederemo che non ci sia mai più un Regina Elena - ha concluso Di Vetta - che se si esce da situazioni di occupazione venga garantita dignità alle persone". Secondo quanto riferito, allordine del giorno dellincontro che si svolgerà martedì 15 settembre con il primo cittadino della capitale anche la possibilità che vengano trovati alloggi alternativi rispetto alle situazioni più disagiate dopo lo sgombero dellex Regina Elena. 9 settembre 2009 - Bigol news TAVOLO INTERISTITUZIONALE RICHIESTO DAI PRECARI Napoli - Si è riunito oggi, presso la Regione Campania, il Tavolo Interistituzionale richiesto dai precari e dalle RdB / CUB(maggiore confederazione sindacale) Scuola sulla questione del precariato e lemergenza che si è creata a causa dei tagli indiscriminati che colpiscono soprattutto le scuole del sud. Nella sola Campania si perderanno 8200 POSTI. La proposta della Giunta Regionale esposta dallassessore allistruzione Corrado Gabriele è quella di integrare, con fondi regionali ed europei, i provvedimenti governativi dei contratti di disponibilità. Si tratta di elargire circa 4000 sussidi ai docenti, impegnati in corsi di formazione e aggiornamento, in modo da integrare lindennità di disoccupazione per chi non avrà lincarico annuale. E prevista una spesa annua di 10 milioni di euro per 4 anni. Mentre le OO.SS. confederali esprimevano un generale sostegno a questa proposta, la voce dei precari si è levata per dire "no ai contratti di disponibilità, per rivendicare lavoro stabile e la riqualificazione della scuola". Barbara Battista, a nome delle RdB / CUB Scuola, ha sostenuto le loro rivendicazioni e mobilitazioni sottolineando: «Questi contratti sanciscono la divisione del nostro paese e lintroduzione "nei fatti" della gabbie salariali, per cui un precario del nord potrà lavorare con un contratto nazionale, mentre al sud dovrà sottostare al ricatto di dover essere disponibile a qualsiasi chiamata per riempire i buchi provocati da questi tagli. Si sta applicando nel pubblico impiego il lavoro interinale che già nel privato è stato fallimentare». Conclude ribadendo la determinazione a continuare la lotta dai tetti alle scuole come sta avvenendo già a Napoli dove genitori e bambini stanno presidiando listituto "Maria Assunta" del 73° circolo. Lassessore C. Gabriele ha chiuso i lavori impegnandosi affinché i fondi della regione non vengano impiegati per pagare i docenti per "tappare i buchi". Giovedì 10 settembre si terrà il Consiglio Regionale straordinario su questi temi. Le RdB / CUB invitano i lavoratori, i genitori e gli studenti a partecipare attivamente ai lavori dalle ore 10 presso le sedi della Regione Campania. 9 settembre 2009 - Il Quaderno RdB/Cub contrario ai contratti di disponibilità: così sintroducono le gabbie salariali Il sindacato RdB/Cub Scuola boccia la proposta dei contratti di disponibilità esposta ieri nel corso del tavolo interistituzionale presso la Regione Campania. Secondo Barbara Battista: "Questi contratti sanciscono la divisione del nostro Paese e l'introduzione nei fatti della gabbie salariali, per cui un precario del Nord potrà lavorare con un contratto nazionale, mentre al Sud dovrà sottostare al ricatto di dover essere disponibile a qualsiasi chiamata per riempire i buchi provocati da questi tagli. Si sta applicando nel pubblico impiego il lavoro interinale che già nel privato è stato fallimentare." 9 settembre 2009 - Taranto Sera Ausiliari: subito la società TARANTO - Sindacati in allerta. Il progetto di internalizzazione dei servizi di ausiliariato dellAsl è sotto controllo da parte delle Rdb Cub e dei Cobas che nelle tarda mattina di oggi hanno incontrato i lavoratori per comunicare lesito del vertice di ieri pomeriggio col direttore generale Domenico Colasanto. In numero uno dellAsl ha garantito lapplicazione della delibera di costituzione della società in house providing (denominata House Jonica Service Srl) non appena i sindaci della rappresentanza Asl approveranno lo Statuto. 9 settembre 2009 - Viterbo Oggi RdB Viterbo: "Francia o Spagna
purchè se magna" 9 settembre 2009 - La Tua Voce FRANCIA O SPAGNA PURCHE' SE MAGNA 9 settembre 2009 - Tuscia web Viterbo - Rdb critica l'accordo tra
Comune e ministro Brunetta 9 settembre 2009 - Uno Notizie BRUNETTA E MARINI / accordo per introdurre negli uffici comunali di Viterbo le faccine di gradimento dei servizi da parte degli utenti Riceviamo e pubblichiamo: 9 settembre 2009 - Il Giorno La Brianza rischia un Inps di serie
B «L'INPS di Monza rischia di perdere alcuni servizi essenziali». È l'allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali dell'Istituto nazionale di previdenza sociale. L'Inps brianzola non risulta infatti nell'elenco delle «sedi provinciali» del piano di riorganizzazione dell'Istituto. Una beffa per gli utenti che potrebbero essere costretti a migrare a Milano per ottenere alcune prestazioni e uno smacco per quanti hanno sempre sostenuto che «con l'arrivo della nuova Provincia (nata appena 2 mesi fa ndr) sarebbero arrivati sul territorio più servizi, più autonomia, più soldi»... e via discorrendo. Non solo. In questo caso si rischierebbe di fare addirittura come i gamberi. «Alcuni uffici come quello medico, quello legale, quello degli ispettori e parte dell'ufficio aziende-artigiani-commercianti saranno accentrati su Milano», spiega Alberto Dotto del sindacato Fialp Cisal. Attività che in Brianza ci sono da diversi anni (quando la Provincia non c'era) e che rischiano di scomparire proprio ora che la Provincia è arrivata. L'ALLARME per un possibile declassamento, a dire il vero, era già stato lanciato a inizio estate quando però i vertici dell'Inps aveva assicurato che «nonostante non fosse inizialmente previsto, Monza sarebbe comunque diventata sede provinciale» proprio per l'importanza e il peso economico del territorio. Rassicurazioni, a parole, che non hanno però trovato riscontro in una circolare (la numero 102) diffusa un mese dopo (il 12 agosto) dalla Direzione generale dell'Inps e che ha come oggetto le «linee organizzative delle strutture territoriali di produzione». Nell'elenco delle sedi provinciali, allegato alla circolare, non figura infatti Monza. Una comunicazione che ha fatto sobbalzare sulla sedia i dipendenti (280 persone) delle sedi e degli uffici brianzoli. Così le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Rdb-Cub) hanno preso carta e penna e hanno scritto a tutti gli enti e le associazioni di categoria interessati affinché si mobilitino, e in fretta. «L'istituzione - scrivono in un comunicato - della nuova sede provinciale dovrà essere definita entro il 15 settembre, pena il declassamento della sede e il suo smembramento». Un'operazione che, a differenza di altre, sarebbe a «costo zero» visto che gli uffici e i servizi già ci sono. Della questione si è discusso anche nel corso di un recente incontro fra parte della Giunta della nuova Provincia e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Incontro al termine del quale la Provincia si è attivata per scongiurare il «declassamento» dell'Inps di Monza a sede subprovinciale. «Come detto - spiega Dotto - la sede potrebbe essere smembrata e alcuni uffici trasferiti a Milano. Così anziani e disabili potrebbero essere costretti ad andare a Milano per le visite mediche mentre oggi possono sottoporsi agli accertamenti direttamente a Monza. Anche le imprese potrebbero incontrare diverse difficoltà. Per alcune pratiche bisognerebbe infatti rivolgersi direttamente a Milano. Nella peggiore delle ipotesi in Brianza potrebbero addirittura rimanere solo i servizi di front-office (sportelli) senza gli uffici». Cambiamenti che avrebbero ripercussioni anche dal punto di vista occupazionale. «Riteniamo che in mancanza di una sede provinciale una trentina di persone potrebbero essere trasferite a Milano a breve termine», aggiunge Dotto. A GETTARE acqua sul fuoco ci pensa il direttore dell'Inps Regionale Sergio Saltalamacchia: «Monza non perderà alcun ufficio. Non è necessario essere sede provinciale per avere certe attività. Anzi su Monza ci sono in previsione dei potenziamenti». Parole rassicuranti anche se, è facile comprenderlo, un conto è avere una sede provinciale con la garanzia della presenza obbligatoria (nero su bianco) di determinati servizi, un altro è avere una sede subprovinciale a cui, oggi, vengono concessi alcuni servizi che, domani, potrebbero sparire senza che ci si possa nemmeno attaccare a un documento ufficiale. 9 settembre 2009 - Il Mattino Napoli. Una cabina di regia su tutti
i problemi della scuola campana... Napoli - Una cabina di regia su tutti i problemi della scuola campana, composta dall'assessore regionale all'Istruzione e alla formazione Corrado Gabriele, dalle principali sigle sindacali e dai coordinamenti dei docenti precari. È questo il principale risultato del tavolo di confronto che si è tenuto ieri mattina a Palazzo Santa Lucia con Cgil, Cisl, Uil, Snals, Cobas, Rdb, le amministrazioni comunali di Salerno, Napoli, Benevento, Avellino, le Province di Caserta, Benevento ed Avellino e il direttore scolastico regionale Alberto Bottino. «Uno strumento per osservare tutti i problemi della scuola e vigilare sul rispetto del numero massimo di alunni per aula (25 o 20 se ci sono portatori di handicap)» ha sottolineato Gabriele che ha illustrato a tutti i termini dell'accordo siglato la settimana scorsa con il ministro Gelmini. Oggi il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare definitivamente i contratti di disponibilità, ossia quelli destinati solo ai docenti che hanno avuto un incarico annuale nel 2008 e che garantirebbero il 60 per cento dello stipendio (erogato dall'Inps) a cui dovrebbe aggiungersi il 30 per cento messo a disposizione della Regione Campania. «Aspettiamo che il governo faccia la sua parte, come promesso», insiste Gabriele che ha ribadito il suo personale dissenso rispetto a tutto l'impianto dei tagli messo in piedi dal ministero. Posizione ampiamente condivisa dai sindacati e dal coordinamento precari che ha dato mandato all'assessore di farsi promotore presso il governo centrale del disagio che soffre la scuola campana. «Restiamo tendenzialmente contrari ai contratti di disponibilità perché offrono solo una soluzione tampone, non risolvono il problema e spaccano il fronte dei precari perché garantiscono solo chi ha avuto un incarico annuale e non le semplici supplenze» ribadisce Titti Angarano del coordinamento precari che, insieme alle sue colleghe, domani sarà a Roma per partecipare al corteo della Cgil di protesta contro i tagli della Gelmini. E sempre domani, dalle 10 alle 14, il Consiglio regionale della Campania si riunirà in seduta straordinaria, come deciso dalla Conferenza dei capigruppo su richiesta di tredici consiglieri del centrosinistra. Intanto ieri la Commissione regionale permanente sull'Istruzione, presieduta da Francesco Casillo ha ascoltato il direttore Alberto Bottino che ha rilanciato l'allarme dovuto alla carenza di bidelli: «In alcune scuole abbiamo il problema serio che forse non riusciremo ad aprirle». Bottino ha anche replicato si sindacati che lo hanno accusato di essere stato troppo arrendevole nellaccettare la scure ministeriale: «Non faccio il governatore della regione né lonorevole di qualche partito, io sono funzionario dello Stato e come tale devo applicare la legge». Intanto a Salerno alcuni precari (docenti e personale Ata) sono saliti sul tetto delledificio che ospita l'ufficio provinciale scolastico - come avevano fatto i loro colleghi di Benevento, che ieri hanno interrotto la singolare forma di protesta - e un docente si è anche incatenato a un cancello. 9 settembre 2009 - Il Secolo XIX il piano acts Savona - Scompare il vecchio "libretto" degli
orari Acts, arriva il nuovo Orabus e nel frattempo Acts assegna l'ultima fase dei lavori
del terminal Mongrifone e traccia un bilancio della fruizione del servizio Spiaggiabus. 8 settembre 2009 - Omniroma SCUOLA, LAVORATORI NIDI E MATERNE: «AL VIA SETTEMBRE 'CALDO'» (OMNIROMA) Roma, 08 set - Circa 2mila precari. Sono i numeri della scuola materna e dell'infanzia di Roma forniti dal Rdb-Cub, che questa mattina si è riunito, con almeno 300 di loro, nei locali di via Capitan Bavastro sede degli uffici comunali per pianificare le iniziative sindacali da mettere in atto in questo inizio di anno scolastico. Molti i partecipanti, quasi esclusivamente donne, che lavorano nelle strutture comunali. Diverse le richieste avanzate dal sindacato e sottoscritte dalle lavoratrici: assunzione in ruolo delle supplenti del corso-concorso bandito nel 2004-2005, assunzione immediata delle 150 vincitrici del concorso pubblico, realizzazione di un piano di stabilizzazione destinato ai supplenti del 1997 e pubblicazione delle supplenti brevi. «Sosteniamo qualsiasi forma di mobilitazione - ha detto Betti di Rdb-Cub - la grande vertenza riguarda soprattutto i nidi che l'amministrazione vuole gradualmente privatizzare. Altri nodi sono il reintegro delle unità d'organico e il numero del personale nei nidi con 69 bambini, 14 educatori anziché 12». Intanto il sindacato ha fissato due giorni di sciopero previsti per il 28 e 29 settembre prossimi. «ma non escludiamo da oggi a questa data - ha concluso Betti - una protesta magari in consiglio comunale». 8 settembre 2009 - Ansa SCUOLA: PRECARI; DOMANI INCONTRO CON SINDACATO LOMBARDO (ANSA) - MILANO, 8 SET - «No all'accordo siglato ieri tra il Governo e la Regione Lombardia». Lo hanno ribadito, oggi, i membri del Coordinamento precari nazionale sezione Milano '3 ottobre'. Le motivazioni del rifiuto verranno spiegate domani, in un incontro con alcuni rappresentanti dei sindacati scolastici lombardi, con l'obiettivo di coinvolgerli alla lotta. L'accordo contestato prevede il recupero sino al 100% dello stipendio per i lavoratori lombardi della scuola che abbiano appena terminato un contratto di un anno, non confermato per il 2009/10. «Tutto questo non basta», affermano i precari del Coordinamento '3 ottobrè, da otto giorni in protesta davanti gli uffici dell'ex Provveditorato, anticipando all'ANSA i punti con cui cercheranno di convincere Cgil, Cobas, Cub scuola e Gilda, a unirsi nella lotta. «L'intesa è inaccettabile - afferma Olga Romano, portavoce del movimento - perchè rappresenta il primo passo verso la regionalizzazione del nostro incarico. Perchè è un accordo che legittima un rapporto di assistenzialismo. Perchè svilisce la nostra professionalità, facendoci fare lavori per il quale non siamo abilitati. Perchè non è chiara la base contrattuale su cui poggia l'intesa». 8 settembre 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
30 - Anno VI In questo numero: * La Fondazione Monasterio vede rosso e al Cnr mancano
44 milioni di euro 8 settembre 2009 - L'Unità L'Aquila, i vigili fanno sciopero della fameL'Aquila - Turni di lavoro massacranti, straordinari che non vengono pagati e poi la richiesta, senza alcun preavviso, da parte del Ministero di prolungare la permanenza per altri due giorni. E così, nel fine settimana, un gruppo di vigili del fuoco toscani di stanza al campo base di Monticchio, nel cuore dell'Abruzzo devastato dal terremoto, ha iniziato lo sciopero della fame. Ieri, dopo due giorni di digiuno e di lavoro, è arrivato il dietro front del Ministero. E la protesta è stata interrotta. Ma i problemi restano. A denunciare le condizioni di disagio in cui si trovano costretti a lavorare i pompieri impegnati nella ricostruzione dei paesi distrutti dal sisma è la federazione toscana delle Rdb. «Sta per arrivare l'inverno -spiegano i sindacati - e ancora gli operatori sono costretti nelle tende. Presto le temperature si abbasseranno e non è stata predisposta una struttura rigida».(M.V.G.) 8 settembre 2009 - Il Manifesto SCUOLA L'assemblea di Roma diventa
un corteo ROMA - Crescere vuol dire maturare, si dice. Beh, il
movimento dei precari della scuola sta certamente crescendo. Nei numeri, certo, visto che
ora tutti stanno verificando quanta gente sia rimasta quest'anno senza incarico. Ma anche
nella consapevolezza di dover essere attori in prima persona, «autonomi» nel senso
migliore della parola, ma non chiusi ai rapporti esterni. LAVORO E PROTESTE Roma - Avranno molto da fotografare i turisti che si
trovano a transitare in questi giorni per via dei Fori Imperiali, a Roma. Ma anche quelli
che hanno in programma una visita ai Musei Capitolini. Gli scatti vanno però non solo ai
monumenti. Ad incuriosire e attirare l'attenzione sono soprattutto striscioni, bandiere e
quant'altro accompagnano le diverse proteste diverse, a qualche decina di metri l'una
dall'altra, proprio nel centro della città eterna. ZOOM aborto Milano - Una raccolta di firme per chiedere all'Ospedale San Paolo di Milano di introdurre nella pratica clinica la pillola abortiva RU486, regolamentata nelle scorse settimane dall'Agenzia del Farmaco. La petizione è stata promossa dai sindacati SdL intercategoriale Milano, Usi San Paolo-Sindacato autogestito, Cgil, Rrb-Cub, Arci Metromondo, Sinistra Critica e Prc. «Tra le persone che hanno sottoscritto la petizione - dicono i promotori - molte hanno sottolineato l'importanza di garantire la libertà di scelta terapeutica, principio costituzionale, inviolabile. Nonostante l'Agenzia del Farmaco abbia dato l'autorizzazione all'utilizzo, molte strutture sanitarie tardano l'introduzione di questa tecnica medica». La raccolta prosegue domani e dopo, dalle 8,30 alle 12,30, davanti all'ingresso dell'Ospedale San Paolo. Dopo una settimana, gli operai sono
ancora sul tetto della fabbrica MILANO - Un'altra fumata nera all'Esab. Ennesima notte da passare sul tetto della fabbrica per i suoi operai. Come volevasi dimostrare, l'incontro di ieri con l'amministratore delegato «sacrificato» a mettere la faccia in questa trattativa non ha dato alcun risultato: la situazione è ancora lontana dal punto di svolta nonostante le sette ore di trattativa passate ieri presso il Comune di Mesero. L'azienda inglese Charter international, proprietaria dell'Esab, non cede di un millimetro: gli 85 operai in mobilità devono accontarsi di una manciata di mensilità di buonuscita, la ditta si sposta nei paesi dell'est, non si ridiscutono industrializzazione dell'area e ricollocazione degli operai. Punto. Dall'altra parte, gli operai non mollano: «Restiamo su fino a quando non avremo soluzioni concrete». Attenderanno almeno per un altro giorno e un'altra notte: domani se ne riparla. Ieri, i sindacati hanno presentato una proposta nero su bianco alla ditta. Secondo Walter Montagnoli della Cub «la risoluzione è ancora lontana, l'amministratore continua a rimandare perchè deve riferire a Londra. E dato che si lamentavano perché non avevamo messo per iscritto le nostre richieste, abbiamo preparato sei pagine di bozza di accordo, con tanto di riferimenti di legge. Ora hanno una patata bollente tra le mani». Il 10 settembre, data fissata per un incontro al ministero del Lavoro, si avvicina: «L'abbiamo rinviato di qualche giorno. Senza accordo non andiamo a Roma», spiega Montagnoli. Al presidio, intanto, c'è sempre più polizia: dopo che venerdì gli operai hanno tentato di trattenere l'amministratore per chiudere una volta per tutte la trattativa, i poliziotti li controllano a vista. Persino l'incontro in Comune è stato tenuto «a porte chiuse» per motivi di sicurezza. Quando l'azienda darà qualche risposta, forse non ci sarà più alcun pericolo. 8 settembre 2009 - Corriere Fiorentino Abruzzo Protesta choc Parte lo sciopero della fame per il campo base di Monticchio, in Abruzzo, dove opera la Regione Toscana. «Ad oggi dice Paolo Pucci, Rdb/cub dei vigili del fuoco ci sono stati pagati solo gli straordinari del primo turno, nonostante lavoriamo anche 16 ore al giorno, a 7 euro lora per gli straordinari, senza abitazioni, sempre e solo tende. Lamministrazione ha deciso di allungare la permanenza, senza che sia certo il cambio di personale. Continueremo a lavorare, senza mangiare per protesta, ma non siamo zerbini».(f.s.) 8 settembre 2009 - City Vigili in abruzzo, sciopero della fame Firenze - Una protesta clamorosa è in atto nelle zone terremotate dAbruzzo, al Campo Base di Monticchio, dove opera la Regione Toscana (in foto, pompieri fiorentini dopo il sisma). "Una parte del personale" dei vigili del fuoco arrivati dalla Toscana, spiega in una nota Paolo Pucci del sindacato Rdb/Cub, "ha deciso di intraprendere uno sciopero della fame pur continuando a operare". Il motivo? "Siamo stanchi di essere pagati con le pacche sulle spalle e trattati come zerbini. A oggi non ci sono soldi per pagarci gli straordinari". In Abruzzo i vigili del fuoco lavorano 16 ore al giorno per turni di una settimana, e unora di straordinario vale meno di 7 euro. "Ora non cè più neanche la sicurezza - denuncia la Rdb/Cub - di ricevere il cambio alla fine del turno: è stato deciso di allungare il periodo di permanenza in Abruzzo". 8 settembre 2009 - Il Piccolo LA CGIL PRENDE TEMPO Trieste - Il nuovo piano invernale del trasporto pubblico
divide le sigle sindacali. Cè chi, come i rappresentanti della Filt Cgil,
sospendono il giudizio in attesa di mettere alla prova il piano e vederne gli effetti
concreti. E chi, come gli esponenti delle Rdb, al contrario vanno subito allattacco,
parlando di «riduzioni del servizio che peggiorano la qualità e penalizzano utenti e
autisti». 8 settembre 2009 - Caserta news RdB CUB con i precari scuola e lavoratori Alcatel Napoli Solidarietà e sostegno a tutti i lavoratori in lotta per l'occupazione, dai precari della scuola ai lavoratori dell'Alcatel. La RdB CUB è dalla parte della disperazione dei lavoratori perché a questa bisogna rispondere con fatti e non con la demagogia di chi con le chiacchiere e la concertazione ha istituzionalizzato la perdita dei diritti e della dignità dei lavoratori negli ultimi 30 anni. Sostenere le lotte per sostenere il conflitto. Ridare forza e coscienza ai lavoratori per invertire la moderazione salariale e la moderazione occupazionale che non lascia scampo e denuncia l'incapacità ormai cronica dei sindacati concertativi, ormai compromessi e corrotti, nel risolvere le vertenze e la disperazione dei lavoratori che vengono espulsi dal lavoro sia con datore pubblico che con datore privato. La crisi economica si supera con l'occupazione e con il reddito da lavoro che viene purtroppo scippato dallo Stato nel pubblico impiego e dalle multinazionali che ristrutturando chiudono una delle realtà più importanti della tecnologia italiana come l'Alcatel di Battipaglia. Seguiteremo a dare sostegno alle lotte e al conflitto perché il disagio sociale da cui muovono non può più restare senza risposta e perché sono le uniche e vere azioni che possono portare il cambiamento di cui i lavoratori hanno bisogno per tornare ad essere rispettati e soprattutto per mantenere il loro sacrosanto diritto al lavoro. Se i lavoratori sono allo stremo e compiono gesti disperati vanno difesi e sostenuti, non vanno criminalizzati come molti esponenti politici e sindacali stanno insinuando nelle loro dichiarazioni che accompagnano i fuochi del conflitto sociale che si accendono, l'uno dopo l'altro in tutto il paese. 8 settembre 2009 - Il Cittadino Reparto medicina: dopo il vertice arriva una schiarita Codogno - Soluzioni momentanee, in attesa di riorganizzare al meglio un reparto (la medicina dellospedale di Codogno), che da domani lavorerà ad una sola sezione. La riunione indetta venerdì dai sindacati Rdb alla presenza del responsabile degli uffici infermieristici degli ospedali lodigiani Pietro Cipolla, ha dato i suoi frutti. Confermati in medicina gli ausiliari di reparto, nessun taglio tra gli infermieri, trattativa ancora aperta sui turni di lavoro infermieristico: ecco i risultati dellassemblea, che il sindacalista Rdb Gianfranco Bignamini ha definito «soddisfacente». «Gli infermieri della medicina restano tutti confermati, le due uniche uscite sono volontarie ma saranno comunque rimpiazzate da due altri infermieri», dichiara Bignamini. In reparto non ci saranno però più i 3 operatori socio-sanitari (Oss): al momento la decisione è quella di un unico Oss che dalle 9 alle 14 svolga il compito del "pedonaggio", cioè il trasferimento dei malati in barella in altri reparti dospedale o in ambulatori di struttura. Aggiornamenti anche sui posti letto. Il raggiungimento dei 36 posti letto in ununica sezione avverrà gradualmente: da domani, anche per lassenza di infermieri ancora in ferie, lunica sezione di reparto attiva passerà con gradualità dai 24 posti letto ai 36 previsti. 8 settembre 2009 - La Repubblica Una parte di coloro che sono stati
mandati dalla Toscana aderisce alla protesta di Rdb-Cub Firenze - FARANNO lo sciopero della fame. Lavoreranno
perché di fronte all´emergenza i vigili del fuoco, dicono, non si tirano indietro. Ma
non mangeranno per protestare contro il governo che ha deciso, sostengono, di allungare il
loro periodo di permanenza in Abruzzo senza adeguate tutele. Sono una parte dei vigili del
fuoco toscani che stanno lavorando nel campo base di Monticchio, perlomeno quelli che
aderiscono alla protesta indetta dalla federazione regionale dei sindacati autonomi,
Rdb-Cub. I vigili protestano perché, spiegano, non hanno visto un euro di straordinario:
«Sono stati pagati solo quelli del primo turno che è intervenuto immediatamente dopo il
terremoto, poi non abbiamo più visto niente», dicono le Rdb. Niente accordo per l´Esab. Gli
operai: restiamo sul tetto Milano - «La lotta si fa più dura. Siamo delusi ma
non demoralizzati, siamo intenzionati a resistere e nei prossimi giorni ci organizzeremo
per ripararci meglio dal freddo della notte». A sera, dopo una giornata estenuante di
trattative e attesa, tra la fabbrica di via Mattei e il palazzo del Comune di Mesero, dove
i sindacati hanno incontrato i vertici dell´azienda, gli operai della Esab scrivono sul
loro blog che non si arrendono e continueranno a lottare per evitare la chiusura dello
stabilimento dove lavorano 85 operai. 8 settembre 2009 - Il Gazzettino Actv, i sindacati compatti contro
Panettoni: Venezia - I sindacati fanno quadrato contro le ultime
dichiarazioni del presidente di Actv, Marcello Panettoni. Questultimo, insomma, per
una volta sarebbe riuscito a mettere insieme rappresentanze sindacali che difficilmente
riescono a compattarsi in un fronte unico. 8 settembre 2009 - Il Mattino Caserta. Continua la protesta dei
precari della scuola... Caserta - Continua la protesta dei precari della scuola contro i tagli del governo che in provincia di Caserta hanno determinato 800 posti in meno per le supplenze. A tal riguardo la Uil scuola, ieri, ha tenuto un incontro presso l'Isiss Buonarroti di Caserta al quale hanno partecipato tutti i dirigenti e le rappresentanze sindacali unitarie del sindacato. Tra gli interventi quelli del segretario provinciale Antonio Di Zazzo e del segretario nazionale Massimo Di Menna. «Abbiamo organizzato questo incontro - dichiara il segretario provinciale Antonio Di Zazzo - per affermare l'impegno della nostra organizzazione e per dare sostegno e forza alle Rsu in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo. Non possiamo non dare voce, poi, al dramma che stanno vivendo migliaia di precari casertani. Lavoratori dai 30 ai 50 anni con almeno 10 anni di servizio alle spalle che quest'anno rischiano di non trovare posto nella scuola». In tale contesto la presenza del segretario generale della Uil scuola Massimo Di Menna è stata accolta con entusiasmo dai numerosi presenti. «Sul fronte precari - sottolinea Di Menna - occorre fare presto e bene. Attendiamo l'approvazione del decreto ministeriale. La direzione presa è quella giusta. Si sta lavorando per dare una concreta risposta a migliaia di precari, soprattutto del Sud, che vivono nell'angoscia di rimanere senza stipendio e senza lavoro». Il decreto, che sarà approvato domani, dovrebbe prevedere: la precedenza assoluta per le supplenze brevi a tutti i precari destinatari di contratti annuali per l'anno scolastico 2008/09 purché inclusi nelle graduatorie ad esaurimento (docenti) o permanenti (Ata); la corresponsione ai precari rimasti senza incarico del 60% dell'indennità ordinaria di disoccupazione in forza dell'accordo Miur/Regioni, mentre il restante 40% potrà essere integrato mediante i progetti attivati con le convenzioni stipulate dalle Regioni; riconoscimento del punteggio di 12 punti corrispondente alla valutazione di un anno di servizio. Intanto sul fronte Regione Campania, dopo lo stanziamento di 20 milioni di euro a favore dei precari, giunge la notizia che questa mattina la conferenza dei Capigruppo e la VI Commissione consiliare permanente, presieduta da Francesco Casillo (Pd), approfondirà la questione della scuola in Campania. Alle ore 12, poi, si terrà l'audizione con le organizzazioni dei precari C.I.P., Rdb Cub-Confederazione Regionale per la Campania, Gilda Unams; alle 15,30 la VI Commissione, con la partecipazione dell'assessore regionale all'Istruzione, Corrado Gabriele e del Direttore Scolastico Regionale, Alberto Bottino, si riunirà per definire possibili iniziative del Consiglio Regionale sulla questione del precariato nella scuola. Il Partito Democratico casertano, invece, ha promosso per domani, dalle 10 alle 12, un sit-in di protesta davanti la sede dell'ufficio scolastico provinciale, in via Ceccano, per sostenere la lotta dei precari della scuola. Infine giovedì mattina, la segreteria provinciale della Flc Cgil, retta dal segretario Enrico Grillo, metterà a disposizione dei pullman (con partenza dalla stazione di Caserta) per tutti i precari casertani che non hanno avuto riconfermata la nomina per partecipare ad un sit in di protesta a Roma davanti il ministero dell'Istruzione. 8 settembre 2009 - La Città di Salerno «Ora intervenga subito il governo» Salerno - Il gesto dei cinque operai - e la convocazione
del summit al ministero - ha fatto fioccare le prese di posizione. Il segretario
provinciale Cgil, Franco Tavella, ha subito chiesto la costituzione presso la Prefettura
di un tavolo anticrisi: «Il moltiplicarsi di forme di protesta clamorose come quella
allAlcatel desta enorme preoccupazione». 7 settembre 2009 - Asca CAMPANIA/SCUOLA: DOMANI AUDIZIONE PRECARI IN COMMISSIONE(ASCA) - Napoli, 7 set - Come deciso dalla Conferenza dei Capigruppo, la VI Commissione consiliare permanente, presieduta da Francesco Casillo (Pd), approfondira' domani, martedi' 8 settembre, la questione dei precari della scuola in Campania. Precisamente, alle ore 12, presso la sala riunioni al sesto piano della sede consiliare, si terra' l'audizione con le organizzazioni dei precari C.I.P. Sanniti, Rdb Cub-Confederazione Regionale per la Campania, Gilda Unams; alle ore 15,30 la VI Commissione, con la partecipazione dell'Assessore regionale all'Istruzione, Corrado Gabriele, e del Direttore Scolastico Regionale, Alberto Bottino, si riunira' per definire possibili iniziative del Consiglio Regionale della Campania sulla questione del precariato nella scuola. Sulla problematica, il Presidente Sandra Lonardo ha, altresi' convocato, a seguito delle decisioni della Conferenza dei Capigruppo, il Consiglio Regionale della Campania che si riunira' per il dibattito giovedi' 10 settembre dalle 10 alle 14. 7 settembre 2009 - Ansa ABORTO: A MILANO RACCOLTA FIRME PER INTRODURRE PILLOLA RU486(ANSA) - MILANO, 7 SET - Una raccolta firme per chiedere all'Ospedale San Paolo di Milano di introdurre nella pratica clinica la pillola abortiva RU486, regolamentata dall'Agenzia del farmaco nelle scorse settimane. La petizione è stata promossa dai sindacati SdL intercategoriale Milano, Usi San Paolo-Sindacato Autogestito, Cgil Ospedale San Paolo, RdB-Cub, Donne per una difesa del lavoro delle donne, Arci Metromondo e dai partiti Sinistra Critica e Prc. «Tra le persone che hanno sottoscritto la petizione - sottolinea una nota dei promotori - molte hanno sottolineato l'importanza di garantire la libertà di scelta terapeutica, principio costituzionale, inviolabile. Nonostante l'Agenzia Italiana del Farmaco abbia dato l'autorizzazione all'utilizzo, molte strutture sanitarie tardano l'introduzione di questa tecnica medica, utilizzata ormai da vent'anni nella confinante repubblica francese». La petizione, precisano inoltre i sindacati, «non ha come fine il maggior utilizzo della pratica abortiva, ma si pone il problema delle donne che decidono o debbano ricorrervi, per motivi clinici o terapeutici, liberamente e nella legalità, di optare fra tecniche differenti». La raccolta firme proseguirà mercoledì 9 e giovedì 10 settembre, dalle ore 8.30 alle 12.30, davanti all'ingresso dell'ospedale. 7 settembre 2009 - Uno Notizie LAZIO, SCUOLA / Cub chiede tavolo Regionale per piano emergenza scuola. Solidarietà a docenti che manifestano all'USP di Roma ROMA (UnoNotizie.it) - "No alla truffa dei contratti di disponibilità - dichiara Barbara Battista della CUB Scuola - l'elemosina e i ricatti ai lavoratori non risolvono il caos che si sta palesando nella scuola e la grave crisi sociale, conseguenti ai tagli che il Governo sta operando." "La CUB Scuola chiede che la Regione Lazio, a cui tocca la gestione dei tagli del Governo nella nostra regione, apra immediatamente un tavolo interistituzionale - continua Barbara Battista - che discuta e risolva tutta la vertenza scuola con urgenza, in considerazione che il 14 settembre le scuole apriranno senza alcuna certezza in merito ai docenti e al personale ATA." "Il drammatico ritardo con cui l'USP di Roma sta affrontando il problema - conclude Barbara Battista - impone le dimissioni del Dirigente dott. Minichiello ed il varo di un Piano d'emergenza che veda in primo luogo la salvaguardia e la continuità per i lavoratori colpiti. La nostra solidarietà ai lavoratori che da ieri sono a protestare negli uffici USP di Roma." 7 settembre 2009 - Omniroma GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI(OMNIROMA) Roma, 07 set - ....- Assemblea del personale dei nidi ed i genitori indetta dalla Rdb-Cub del Comune di Roma. Dipartimento XI, Via Capitan Bavastro (7.30-10.30)... 7 settembre 2009 - L'Unione Sarda.it L'Aquila: sciopero della fame dei Vigili del Fuoco di Monticchio Una parte del personale dei Vigili del Fuoco del campo base di Monticchio (L'Aquila), dove opera la Regione Toscana, ha deciso di organizzare uno sciopero della fame, pur continuando a operare in questa fase di emergenza post-terremoto - perché "stanco di essere pagato con una pacca sulle spalle e di essere trattato da zerbino da un'amministrazione disattenta ai bisogni dei lavoratori". I Vigili del Fuoco, nel cratere del sisma aquilano, lavorano 16 ore al giorno per turni di una settimana, alla fine della quale dovrebbero ricevere il cambio del turno. "Ad oggi gli straordinari che sono stati pagati - spiegano in una nota i Vigili del Fuoco - sono quelli del primo turno, cioè quelli di coloro che sono intervenuti immediatamente dopo il sisma. Per il resto attualmente non vi sono soldi. Il valore di un'ora di straordinario sulle emergenze - si legge ancora nella nota - è di poco meno di sette euro, e in vista della cattiva stagione niente prospettiva di moduli abitativi, sempre e solo tende. Adesso non c'è più nemmeno la sicurezza di ricevere il cambio al termine del periodo stabilito. L'amministrazione, con decisione unilaterale, ha deciso di allungare il periodo di permanenza in Abruzzo di alcuni giorni, senza fornire alcuna spiegazione". 7 settembre 2009 - Spoleto City ZERBINO? NO VIGILE DEL FUOCO, GRAZIE I Vigili del Fuoco sono in Abruzzo, e questa non è una notizia, lavorano, il loro è un lavoro, lo fanno con passione e dedizione, ma lavorano. Per la precisione 16 ore al giorno, attualmente, per turni di una settimana, alla fine della quale dovrebbero ricevere il cambio da personale fresco. Ad oggi gli straordinari che sono stati pagati sono quelli del primo turno, quelli di coloro che sono intervenuti immediatamente dopo il sisma, per il resto, attualmente non vi sono soldi. Il valore di una ora di straordinario sulle emergenze, è di poco meno di 7 euro, ma non basta: in vista della cattiva stagione niente prospettiva di moduli abitativi, sempre e solo tende. Adesso non c' è più nemmeno la sicurezza di ricevere il cambio al termine del periodo stabilito. L'amministrazione, con decisione unilaterale, ha deciso di allungare il periodo di permanenza in Abruzzo di alcuni giorni, non ha fornito spiegazione alcuna. Il personale è stanco di essere pagato con una pacca sulle spalle data dal potente di turno, e di essere invece trattato come uno zerbino da una amministrazione "disattenta" ai bisogni dei lavoratori. Per questo una parte del personale del campo base di Monticchio, dove opera la Regione Toscana, ha deciso di intraprendere uno sciopero della fame pur continuando ad operare come previsto in questa fase dell'emergenza. 7 settembre 2009 - Il Messaggero.it Inchiesta terremoto, procuratore
Rossini: «Entro fine mese i primi provvedimenti» L'AQUILA (7 settembre) -Mentre si raggiunge l'accordo per
ospitare gli sfollati negli hotel dell'Aquila, il procuratore capo ha annunciato i primi
provvedimenti entro la fine del mese. A Monticchio invece i vigili del fuoco hanno
proclamato lo sciopero della fame, pur continuando a lavorare per protesta verso il
trattamento economico. 7 settembre 2009 - Il Manifesto Ouverture di settembre MILANO - Non è che l'inizio. Non scherzano, i precari
della scuola, pronti a tutto per difendere il posto di lavoro che gli è stato
candidamente strappato di mano dalla riforma Gelmini. LAVORO I sette operai della Esab di
Mesero non mollano MILANO - Chissà se ieri sera il ministro della
pubblica amministrazione Renato Brunetta ha visto Italia-Georgia in tv. 7 settembre 2009 - Il Messaggero Veneto La "lista nera" consegnata
a Galante Pordenone - Sindacalisti della scuola in azione a
Pordenone: oggi scatta il no Gelmini day, la protesta contro i tagli che entreranno in
vigore dal 2009-2010. Lo scenario sarà quello della Prefettura, nel quartiere del Bronx. 7 settembre 2009 - Caserta news VI Commissione Regione, audizione precari scuola Napoli Come deciso dalla Conferenza dei Capigruppo,
la VI Commissione consiliare permanente, presieduta da Francesco Casillo (Pd),
approfondirà, martedì 8 settembre 2009, la questione dei precari della scuola in
Campania. 7 settembre 2009 - Carta Asili nido in sciopero Roma - Asili di Roma in sciopero per il prossimo 28 e 29 settembre. La mobilitazione è stata indetta dalle Rdb-Cub perché "a settembre dice il sindacato i nidi comunali riapriranno con tutti i problemi dello scorso anno. Dalla difficoltà nella gestione del servizio dovuta alla riduzione degli organici, allincapacità di dare una risposta alle 9000 famiglie che, rimaste in lista dattesa, non sapranno a chi affidare i propri figli. Lamministrazione capitolina, ancora una volta, non ha rispettato gli impegni assunti". Nei mesi scorsi, infatti, dopo le proteste del personale culminato con lo sciopero del 18 maggio al quale aderirono anche numerose famiglie, il Consiglio Comunale aveva approvato allunanimità il potenziamento dellofferta pubblica per il reintegro dei lavoratori. "Ciò nonostante fanno sapere le sigle sindacali Alemanno ha continuato a smantellare il servizio pubblico a favore di quello privato senza alcun controllo. Tanto per dirne una: il presunto reintegro del personale annunciato dallassessore Marsilio avverrà solo in 18 strutture su un totale di 191 nidi. Gli altri 173 nidi riapriranno con il personale e con gli orari di apertura dimezzati. La riduzione del personale sarà così fatta pagare alle famiglie e alle maestre costrette ad un maggior carico di lavoro e a una flessibilità slegata dai progetti educativi". 7 settembre 2009 - Il Giornale di Rieti Reddito minimo garantito, pratiche gratuite al CAF RdB di Rieti Il CAF RdB di Rieti, rappresentanze di base, offre il
servizio di assistenza gratuito per la compilazione del modello per accedere al reddito
minimo garantito per il 2009. Uno dei requisiti richiesti per acedere al servizio è il
certificato ISEE, riferito allanno 2008, che si potrà richiedere presso lo stesso
CAF in via Fratelli Sebastiani 171 vicino Caserma Vigili del Fuoco. Il Caf è
aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle 13 e si può prenotare
lassistenza al numero 0746218439. 6 settembre 2009 - La Repubblica Gli operai: grazie prefetto ma per
ora non scendiamo Milano - Hanno trascorso un´altra giornata sul tetto
della loro azienda, con il freddo e il vento che per tutta la notte ha battuto contro i
sacchi a pelo fino a far volare via il gazebo che avevano montato, poi con il caldo di
un´altra giornata di sole e attesa. Così, dopo quattro giorni di protesta, per gli otto
operai della Esab di Mesero è arrivato un medico che ha controllato le loro condizioni di
salute, in vista di almeno due altre notti all´aperto. Il responso è comunque
rassicurante. «Stanno bene - ha detto Claudia Turati, la dottoressa che ha visitato
l´intero gruppo - . Due di loro hanno una leggera laringite, forse sarebbe opportuno non
stare ancora di notte all´aperto. Tutti gli altri hanno i sintomi della stanchezza e
della fatica» ha consigliato la dottoressa. Ma il gruppo - anche se con la rotazione
degli operai più anziani che hanno trascorso la notte in famiglia - resterà sul tetto
dello stabilimento almeno fino a domani, quando in Comune riprenderanno le trattative tra
azienda e sindacati. «Non ci spaventa il maltempo - dicono - e non scenderemo finché non
ci saranno svolte concrete». E alla richiesta del prefetto Gian Valerio Lombardi, che
subordina la mediazione alla fine della loro presenza sul tetto, rispondono: «Lo
ringraziamo per la disponibilità. Ma non ci muoveremo da qui prima di domani». 5 settembre 2009 - Ansa SCUOLA: CUB, ORA TAVOLO REGIONALE E DIMISSIONI DIRIGENTE USP(ANSA) - ROMA, 5 SET - «No alla truffa dei contratti di disponibilità. L'elemosina e i ricatti ai lavoratori non risolvono il caos che si sta palesando nella scuola e la grave crisi sociale, conseguenti ai tagli che il Governo sta operando. La Cub Scuola chiede che la Regione Lazio, a cui tocca la gestione dei tagli del Governo nella nostra regione, apra immediatamente un tavolo interistituzionale che discuta e risolva la vertenza scuola con urgenza, in considerazione che il 14 settembre le scuole apriranno senza alcuna certezza in merito ai docenti e al personale Ata». Lo afferma Barbara Battista della Cub Scuola. «Il drammatico ritardo con cui l'Ufficio scolastico provinciale di Roma sta affrontando il problema - aggiunge Battista - impone le dimissioni del dirigente Minichiello e il varo di un Piano d'emergenza che veda in primo luogo la salvaguardia e la continuità per i lavoratori colpiti. La nostra solidarietà ai lavoratori che da ieri sono a protestare negli uffici Usp di Roma». 5 settembre 2009 - Adnkronos SCUOLA: CUB, TAVOLO REGIONALE PER PIANO EMERGENZARoma, 5 set. - (Adnkronos) - ''No alla truffa dei contratti
di disponibilita'. L'elemosina e i ricatti ai lavoratori non risolvono il caos che si sta
palesando nella scuola e la grave crisi sociale, conseguenti ai tagli che il governo sta
operando." Lo dichiara Barbara Battista della Confederazione unitaria di base - Cub
scuola. 5 settembre 2009 - Omniroma SCUOLA, CUB: «REGIONE CONVOCHI TAVOLO INTERISTITUZIONALE»(OMNIROMA) Roma, 05 set - «No alla truffa dei contratti di disponibilità l'elemosina e i ricatti ai lavoratori non risolvono il caos che si sta palesando nella scuola e la grave crisi sociale, conseguenti ai tagli che il Governo sta operando. La Cub Scuola chiede che la Regione Lazio, a cui tocca la gestione dei tagli del Governo nella nostra regione, apra immediatamente un tavolo interistituzionale che discuta e risolva tutta la vertenza scuola con urgenza, in considerazione che il 14 settembre le scuole apriranno senza alcuna certezza in merito ai docenti e al personale Ata». Lo dichiara, in una nota, dichiara Barbara Battista della Cub Scuola. «Il drammatico ritardo con cui l'Usp di Roma sta affrontando il problema - conclude Barbara Battista - impone le dimissioni del dirigente dott. Minichiello ed il varo di un Piano d'emergenza che veda in primo luogo la salvaguardia e la continuità per i lavoratori colpiti. La nostra solidarietà ai lavoratori che da ieri sono a protestare negli uffici Usp di Roma». 5 settembre 2009 - Apcom Scuola, protesta si allarga: da lunedì i sindacati in piazzaPrevista presenza studenti. E a ottobre proclamati due scioperi Roma, 5 set. (Apcom) - La protesta dei precari della scuola è destinata ad allargarsi ad altre 'figure' che operano nel mondo dell'istruzione: a partire dalla prossima settimana le contestazioni, contro i tagli agli organici, che dal prossimo anno scolastico si ridurranno di 42mila docenti e 15mila Ata, attuate da una decina di giorni presso gli Usp verranno condotte anche dai sindacati e dagli studenti. Ad iniziare il ciclo di manifestazioni e sit-in sindacali sarà la Uil Scuola, che per lunedì prossimo, 7 settembre, ha organizzato una manifestazione nazionale "che si svolgerà, in contemporanea, in tutte le città Italia, nella quale - spiega il segretario Massimo Di Menna - verranno affrontate, dando voce direttamente ai lavoratori, tutte le tematiche connesse all'avvio dell'anno scolastico". Giovedì 10 sarà la volta della Flc-Cgil: è in programma un presidio davanti il Miur di viale Trastevere. Tutti i componenti del consiglio direttivo nazionale del sindacato guidato da Mimmo Pantaleo e quelli delle strutture di comparto presenti, insieme al centro nazionale e ad una significativa presenza di lavoratori precari, hanno annunciato che si incateneranno ai cancelli del ministero dell'Istruzione. All'iniziativa di protesta parteciperà anche la Rete degli studenti medi, che, attraverso il suo coordinatore nazionale Luca De Zolt, ha espresso "solidarietà e vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici precari che in questi giorni stanno portando avanti in modi diversi la loro opposizione al piano di licenziamento di massa messo in atto dal governo". "Il 10 settembre - continua De Zolt - saremo insieme alla Flc-Cgil davanti al ministero per rimarcare la vicinanza di tutto il mondo della scuola alla protesta dei precari: mentre ai precari viene negato il presente, agli studenti che iniziano la scuola fra pochi giorni viene completamente negato il futuro. Invece di denunciare i giornali e i giornalisti il nostro premier dovrebbe preoccuparsi - conclude il rappresentante della Rete degli studenti - della denuncia per furto di futuro che arriverà anche quest'anno, puntuale, nei confronti di milioni di studenti e studentesse". Alcuni sindacati, come la Gilda degli insegnanti, hanno fissato la loro protesta proprio in corrispondenza del primo giorno di scuola della maggior parte degli studenti italiani: per esprimere piena solidarietà ai precari lunedì 14 e martedì 15 settembre il sindacato coordinato da Rino Di Meglio effettuerà un presidio di protesta in piazza San Marco a Roma. "Pur giudicando positivi gli interventi di alcune Regioni - ha fatto sapere oggi la Gilda - riteniamo che la soluzione al problema del precariato sia ben lontana, soprattutto considerato che i tagli decisi dal Governo saranno spalmati su tre anni e che quelli che colpiranno quest'anno la scuola, quindi, rappresentano solo il primo di tre pesantissimi rounds". Per il mese di ottobre sono, inoltre, già previsti due scioperi: il primo, il 9 ottobre, è stato organizzato dall'Unicobas guidato da Stefano d'Errico; Cub, Cobas e SdL hanno proclamato per il 23, dello stesso mese, lo sciopero generale di tutte le categorie di lavoratori pubblici e privati. E la scuola è tra i motivi prioritari contenuti nella piattaforma di protesta. 5 settembre 2009 - Agi OPERAI ESAB ANCORA SUL TETTO, TV PER LA PARTITA (AGI) - Milano, 5 set. - Lunedi' si terra' un nuovo incontro tra i vertici aziendali e i rappresentanti sindacali dell'Esab Saldatura di Mesero (Milano), mentre continua la protesta di sei operai saliti nei giorni scorsi sul tetto della fabbrica. Oggi un medico li ha visitati e trovati, secondo quanto riferisce Walter Montagnoli della sigla sindacale Cub, "in discrete condizioni, compatibilmente col caldo e il protrarsi della permanenza sul tetto". E' sempre ricoverato in ospedale invece Luigi Crotti, l'operaio di 56 anni che partecipava al presidio davanti alla ditta, colpito da un infarto tre giorni fa. Gli operai sul tetto hanno chiesto e ottenuto per questa sera un televisore per guardare la partita Georgia - Italia in programma questa sera. 5 settembre 2009 - Il Quaderno Precari in corteo per le vie della
città. Una delegazione ricevuta dal prefetto Mazza Benevento - "Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città". E il grido di protesta delle insegnanti precarie contro i tagli di posti di lavoro del Governo Berlusconi: 8.200 in Campania e circa 500 a Benevento. Un lungo corteo ha sfilato per le strade della città partendo da Piazza Gramazio, oramai simbolo della lotta, per arrivare alla Prefettura di Corso Garibaldi. Solo tre delle sei insegnanti che occupano il tetto dellUfficio Scolastico Provinciale (oggi è lottavo giorno) hanno partecipato alla manifestazione, le altre sono rimaste a presidiare il terrazzo. Intorno alle 13 l'incontro con il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa. Daniela Basile, presidente del CIP (Comitato Insegnanti Precarie) è stata in prima fila a gridare a squarciagola al megafono, poi, in Via Rummo è dovuta tornare indietro con un autobus urbano a causa di un lieve malore, ma nulla di preoccupante. "Il più grande licenziamento di massa della storia" recita lo striscione in testa al corteo, mantenuto da docenti e comuni cittadini. Tante le persone affacciate ai balconi per godersi dallalto la scena e a incassare il rimprovero dei manifestanti che li invitavano a scendere con loro. A questo proposito ha preso la parola uno dei professori vittima dei tagli: "E un problema che riguarda tutti voi, non solo la scuola e gli insegnanti. Cinquecento posti di lavoro in meno metteranno in crisi la città con una conseguente ricaduta sulleconomia locale". Di "crisi" si è parlato anche con il neo-prefetto, Michele Mazza, insediatosi a Benevento lo scorso 1°settembre. Una delegazione del CIP ha avuto un colloquio di circa mezzora durante il quale è stato possibile elencare le problematiche dei precari in lotta. I manifestanti hanno atteso il termine dellincontro dietro lo striscione, posizionato a pochi passi dal Palazzo del Governo. Le precarie dovranno stilare un documento con le istanze necessarie. Poi sarà il prefetto a inviarlo al Ministero dellInterno. "Siamo stati ricevuti e ascoltati attentamente ha dichiarato sulluscio della Prefettura, Patrizia Lepore, portavoce del CIP - . Noi chiederemo attraverso quel documento la convocazione di un tavolo istituzionale. Non accettiamo proposte di contratti di disponibilità, sono unelemosina. Avrebbero una durata di 8 mesi: unagonia che non risolve il problema. Perché dobbiamo uscire dalle graduatorie dopo 20 anni di attività? Vogliamo una spiegazione". Martedì si terrà un incontro presso la sede della Regione Campania di Napoli, lipotesi più accreditata è quella di traghettare dei finanziamenti a favore di 4.000 precari in Campania, la metà del totale. Una delegazione beneventana parteciperà al tavolo ed esporrà precise richieste insieme ai colleghi degli altri capoluoghi. Grande solidarietà questoggi dalle docenti napoletane che hanno sfilato a Benevento munite di grandi bandiere e alcune t-shirt ironiche in occasione del "No-precari-day". "Siamo qui per protestare con i nostri colleghi ha dichiarato al Quaderno.it Antonella Vaccaro, portavoce del Coordinamento Scuola Precari Napoli -. Il problema riguarda il mezzogiorno e dobbiamo essere tutti uniti. Abbiamo una maglietta che ben riassume la nostra condizione, basta leggere lacronimo, così evitiamo di spiegare". Grande sostegno anche dalla politica, in primis Rifondazione Comunista che da giorni presidia 24 su 24 lex provveditorato. In prima fila al corteo anche il deputato nolano di Italia dei Valori, Francesco Barbato che da due notti dorme nella sua Lancia blu parcheggiata al centro di Piazza Gramazio, sotto gli striscioni colorati. Appoggia la protesta gridando slogan, desideroso di finire nellocchio delle telecamere, subito pronto a rilasciare lunghissime interviste. "Si stanno mettendo migliaia di donne e uomini per strada ha dichiarato sotto la Prefettura - . Con classi di più di 30 alunni come si farà a insegnare? I docenti non riusciranno a imparare nemmeno i loro nomi e cognomi". In coda al corteo anche lassessore provinciale allAmbiente, Gianluca Aceto. Al termine della manifestazione sono giunti anche il sindaco di Benevento, Fausto Pepe e il suo vice, Raffaele Del Vecchio. Anche alcuni sindacati, Rdb e Cgil, hanno partecipato alla lunga camminata che ha collegato il Rione Libertà al centro storico. Intorno alle 13 è arrivato all'ex provveditorato agli studi il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, in compagnia del segretario provinciale Gennaro Santamaria, per dare solidarietà alle insegnanti sul tetto. Poca gente ad accoglierlo perchè erano tutti riuniti lungo Corso Garibaldi ad attendere l'esito dell'incontro con il prefetto Mazza. "Ci dispiace, eravamo in pochi - ha dichiarato telefonicamente al Quaderno.it, Daniela Basile - . I nostri colleghi e sostenitori erano tutti alla manifestazione al momento del suo arrivo. Vorrei ringraziarlo pubblicamente, è stato così gentile". Le "occupanti" scenderanno dal tetto solo quando avranno ricevuto delle risposte: il tavolo regionale di martedì sarà decisivo in questo senso. "Lottiamo dal 27 agosto ha sottolineato la portavoce Lepore , e non ci feremeremo facilmente. Valuteremo le risposte, per adesso non si possono fare previsioni. Siamo qui a difendere a denti stretti il lavoro ma soprattutto vogliamo proteggere la scuola pubblica e il diritto allistruzione per tutti". Intanto, lunedì 7 settembre alle 20,30, i Sancto Ianne terranno un concerto in Piazza Gramazio in una serata di solidarietà per i precari. 5 settembre 2009 - Corriere della Sera EMERGENZA ABITATIVA Roma - Lapertura di un tavolo istituzionale per
lemergenza abitativa con il coinvolgimento di istituzioni e movimenti per il diritto
alla casa, per trovare soluzioni concrete al problema di migliaia di famiglie della
capitale. Apertura nei confronti dei movimenti (Coordinamento di lotta per la casa,
Action, Asia Rdb, Blocco Precario Metropolitano) da parte del prefetto Giuseppe Pecoraro.
A quattro giorni dallo sgombero dellex Ospedale «Regina Elena», movimenti e
prefetto si sono incontrati a palazzo Valentini, al termine della protesta più tesa e
drammatica degli ultimi giorni (un anziano sfrattato ha minacciato di gettarsi nel vuoto
dal tetto dei Capitolini). 5 settembre 2009 - La Nazione VIGILI DEL FUOCO «I VIGILI del fuoco grossetani proseguono il loro impegno in Abruzzo. Ma fino a questo momento gli straordinari non sono stati pagati». Le Rappresentanzesindacali di base dei vigili del fuoco rivendicano il pagamento di alcune spettanze in un periodo particolarmente delicato, che vede tutti i comandi d'Italia impegnati per portare aiuto alle popolazioni abruzzesi. Una denuncia amara: «Quando altre organizzazioni sindacali parlavano di equiparazione dei pompieri alle forze di polizia non immaginavamo si riferissero al debito di quel comparto», dicono le organizzazioni sindacali. «Il decreto Abruzzo ha messo in campo risorse se pur limitate per la categoria, ma ad oggi tranne i colleghi che si sono recati in Abruzzo per la prima fase il restante personale deve ancora percepire il dovuto», proseguono le Rappresentanze sindacali di base. Situazione analoga per l'emergenza incendi, che in estate impegna i comandi. «Ad aggravare la situazione economica c'è infatti la situazione fallimentare delle decine di fallimentari convenzioni fatte dalle direzioni regionali dei vigili del fuoco con le Regioni per fronteggiare gli incendi. Convenzioni in molti casi inadempienti per la parte economica: le Regioni non pagano, pagano in ritardo. Questi soldi spesso finiscono nel calderone del ministero del Tesoro, vengono riaccreditati nel calderone del ministero dell'Interno con enormi ritardi. I debiti pressano e chi ne fa le spese sono i lavoratori che, anche in questo caso, lavorano gratis». Ma non è tutto: «Ad aggravare questa pesante situazione economica si aggiungono i ritardi nel pagamento degli emolumenti accessori: straordinari per soccorso, indennità notturne festive. Certo il vigile del fuoco è fortunato, ha un posto e uno stipendio fisso (1350/1380 euro al mese) ma svolge innumerevoli mansioni che non gli vengono pagate o riconosciute o pagate con inaccettabili ritardi». Anche i precari (i vigili del fuoco discontinui) denunciano inaccettabili ritardi nei pagamenti, nei loro casi nei pagamenti degli stipendi. L'accusa alla classe dirigente prosegue: «La fantasia non ha limiti e dunque, dopo il fallimento della convenzione sugli incendi, vengono ora siglate le più disparate convenzioni, dai presidi acquatici alla pulziia delle rive dei fiumi. L'unica convenzione che negli anni ha funzionato è quella con il 118 per l'uso degli elicotteri per soccorso sanitario. Peccato che questi elicotteri troppo spesso siano a disposizione dei politici. 5 settembre 2009 - Il Giorno Schiarita a Medicina. Niente tagli in vista per infermieri e personale ausiliario CODOGNO - SI AMMORBIDISCE la situazione all'interno del reparto di Medicina dell'ospedale di Codogno dopo l'incontro tra il personale, i vertici degli uffici infermieristici dell'azienda ospedaliera e l'esponente del sindacato autonomo Rdb Gianfranco Bignamini. Il numero degli infermieri rimarrà immutato, tenuto conto che i due che se ne andranno verranno rimpiazzati, mentre resta ufficiale il fatto che le figure degli ausiliari non se ne andranno dal reparto. RIMARRÀ anche una figura di Operatore socio sanitario (Oss) che effettuerà il compito di «pedonaggio», però limitatamente dalle 9 alle 14. Il nuovo regime organizzativo, che alcuni giorni fa aveva messo in subbuglio il personale del reparto di Medicina, entrerà in vigore dal prossimo 9 settembre. Terminato il periodo estivo, il reparto dovrebbe tornare a regime a trentasei posti letto (attualmente sono 24), ma la nuova disposizione diventerà operativa gradualmente.(M.B.) Gli operai sul tetto: ultimatum di
48 ore MESERO - UN GAZEBO verde per difendersi dal sole. Le tende e qualche sacco a pelo per ripararsi dall'umidità della notte. La terza passata sul tetto dello stabilimento della Esab, dove i sei operai rimarranno fino a mezzogiorno di lunedì. La trattativa tra i sindacati e l'azienda non si è sbloccata. Dopo oltre tre ore di colloquio, il tavolo è stato rimandato a lunedì mattina. La notizia ha scatenato la rabbia degli operai che, alle 19, sono entrati nello stabilimento. Sono saliti al primo piano, di fronte alla sala dove si trovava l'amministratore delegato, Massimo Impavidi. «Ci state prendendo in giro da 4 mesi. Non ne possiamo più», hanno urlato le tute blu. L'intervento dei sindacalisti ha riportato la calma, anche se, a scopo precauzionale, sono stati allertati i carabinieri. La protesta si è limitata a sfoghi verbali. «O lunedì a mezzogiorno ci sarà un accordo oppure valuteremo qualsiasi azione», hanno detto i lavoratori. La trattativa con l'amministratore delegato dell'Esab è iniziata poco prima delle 16. «La proposta è ridicola spiega Fernanda Garavaglia . In una settimana hanno alzato l'offerta di duemila euro lordi, passando da 12 a 14. O ci garantiscono il lavoro o ci danno i soldi». «Da lunedì mattina inizierà una trattativa a oltranza, che non si interromperà finché non ci sarà l'accordo avverte Walter Montagnoli della Cub . Nessuno uscirà prima della firma. L'offerta attuale dovrà essere raddoppiata o triplicata. Questa non è una piccola azienda in crisi. È una multinazionale solida. Se vogliono andarsene devono tirar fuori i soldi. Abbiamo concesso un ultimatum che scadrà lunedì». D'accordo anche Antonio Del Duca della Fiom-Cgil. «Riprenderemo lunedì e proseguiremo fino al raggiungimento dell'intesa». I lavoratori chiedono alla Charter, la società inglese che nel 1994 ha acquisito la Esab, un contributo economico alla cassa integrazione e la continuità produttiva dello stabilimento, qualunque sia il nuovo imprenditore a cui sarà ceduta l'area. Vogliono garanzie per tutti i 143 dipendenti di Mesero, non solo per gli 85 in esubero. E finché non le avranno continueranno l'occupazione. Sul tetto o davanti ai cancelli, la difesa del posto di lavoro prosegue a oltranza. I sei operai che da 72 ore vivono a oltre 20 metri d'altezza, tra eternit e fili arrugginiti, non intendono scendere. Sono giovani e anziani, neoassunti e prossimi alla pensione. Hanno dai 25 ai 51 anni: «Finché non ci sarà l'accordo staremo sul tetto». 5 settembre 2009 - Il Mattino di Padova ALLA COOP MYLOG DI MONSELICE Sempre a Palazzo Santo Stefano, presenti i sindacalisti Paolo Tollio (Cgil) e Gianni Boetto e Mbarek Elasri di Adl/Cobas, i rappresentanti della cooperativa MyLog (impiegati allex Centro Riciclo di Monselice), su richiesta dellassessore Barison, hanno annunciato che già ieri mattina sarebbe stato erogato ai lavoratori-soci della coop il 50% dello stipendio di luglio. Gli arretrati saranno pagati con scadenze già fissate. 5 settembre 2009 - La Repubblica Piano anti-crisi, Delbono aiuta
nonni e bebé Bologna - Rette per gli anziani in casa protetta
bloccate per tutto il 2010 e 50 posti in più nei nidi. La prima giunta del dopo estate
approva il piano anti-crisi della nuova amministrazione, ma non indica ancora qual è la
copertura di spesa per gli sconti sui servizi destinati alle famiglie in difficoltà
economica, in attesa di sapere quanti ne faranno richiesta. Scettica l´Udc, con Gianluca
Galletti: «Tutto quello che aiuta famiglie e imprese è buono, ma prima vogliamo vedere
dove vengono prese le risorse». Presidio sul tetto, paura per un
operaio Milano - Dopo tre giorni sul tetto di amianto, dopo la
paura per un collega colpito da un infarto e ricoverato in ospedale, senza alcuna
rassicurazione per il futuro, gli operai dell´Esab Saldatura di Mesero continuano la loro
protesta. Ieri, dopo l´incontro senza risultato con i vertici aziendali inglesi in
videoconferenza, i dimostranti hanno sequestrato per dieci minuti l´amministratore
delegato Massimo Impavidi per chiedere una trattativa a oltranza. Momenti di tensione,
finché i carabinieri non hanno accompagnato fuori il dirigente. «Incontro
insoddisfacente, con concessioni molto limitate - dice Walter Montagnoli, dei Cub - Siamo
lontani anni luce dalle richieste sul mantenimento dell´attività produttiva». Esab, niente accordo sugli esuberi,
assediato l´amministratore delegato MILANO - Un intero pomeriggio di trattative dopo tre
giorni di protesta sul tetto della fabbrica, con un operaio colpito da infarto e finito in
ospedale. E quando l´incontro con i vertici dell´Esab Saldatura di Mesero, hinterland
nord-ovest di Milano, si conclude con un nulla di fatto, la frustrazione e la rabbia
portano all´assedio dell´amministratore delegato, Massimo Impavidi, che obbliga il primo
dirigente dell´azienda - controllata dal fondo inglese Charter International - a restare
nel suo ufficio al primo piano. Solo l´intervento dei carabinieri lo libera dalla
presenza soffocante degli 85 operai che rischiano la cassa integrazione e il
licenziamento. La tensione scoppia quando i sindacalisti spiegano agli operai in attesa
che la riunione è aggiornata a lunedì senza passi avanti. «Siamo lontani anni luce
dalle richieste sul mantenimento dell´attività produttiva» sintetizza Walter
Montagnoli, dei Cub. «Ci hanno promesso una mancia - dice Valerio Garavaglia, della rsu,
51 anni di cui 29 in azienda, uno degli otto che ha passato le prime due notti in un sacco
a pelo sul tetto dello stabilimento. 5 settembre 2009 - Il Giornale Operai ancora sul tetto Uno dei
lavoratori in ospedale per infarto Mesero - Era lì sul tetto, insieme agli altri suoi
compagni per contestare la decisione della proprietà di chiudere lazienda, la Esab
saldature di Mesero. Poi un malore, gli amici che lo convincono a scendere e a continuare
la protesta davanti ai cancelli della fabbrica. E infine la corsa in ospedale. Luigi
Crotti, operaio di 56 anni, trentanni di lavoro nellazienda che minaccia di
mettere in mobilità i suoi dipendenti, viene ricoverato allunità coronarica
allospedale di Magenta per un infarto. Laltra notte, il secondo attacco, tanto
che i medici stanno pensando se intervenire chirurgicamente. La notizia viene battuta
dalle agenzie di stampa solo ieri. «Era qui con noi nel presidio - raccontano i suoi
compagni - quando ha detto di sentirsi male e così è stato accompagnato
dallospedale». 4 settembre 2009 - Adnkronos LAVORO: PUGLIA, INCONTRO TRA ASSESSORE REGIONALE E SINDACATI BASE Bari, 4 set. (Adnkronos/Labitalia) - Si è svolto questa mattina un incontro fra l'assessore al Lavoro e Formazione professionale della regione Puglia, Michele Losappio, e i rappresentanti dei sindacati di base della RdB- Cub e della Sdl. L'incontro, recependo il protocollo sottoscritto dal presidente della regione e dal coordinatore regionale delle RdB, ha verificato la convergenza fra le parti sull'opportunità di una puntuale verifica delle emergenze del mondo del lavoro e delle iniziative che la regione ha assunto o intende assumere attraverso specifici approfondimenti tematici. Intanto, gli uffici dell'assessorato alla Formazione professionale hanno chiesto formalmente al ministero del Lavoro la possibilità di utilizzare i finanziamenti residui previsti dal decreto direttoriale 95/V/2006 per «procedere alla riapertura dei termini per l'incentivazione all'esodo degli operatori della formazione professionale» sulla base della precedente esperienza dell'avviso pubblico approvato con la delibera 2249/07. «L'auspicabile consenso del ministero -si legge in una nota- consentirà alla regione di operare per consentire ai centri di formazione di rispondere alla crisi economica riducendo parzialmente i costi della loro attività e di favorire la qualificazione del proprio personale». ROMA: VIGILANTES ANCR-IVU AL NONO GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME Roma, 4 set. - (Adnkronos) - I 300 lavoratori dell'Ancr-Ivu impegnati dal 14 agosto nella loro vertenza proseguono la protesta in piazza S.Marco sostenendo il gruppo che dal 27 agosto ha iniziato lo sciopero della fame. Dopo il ricovero di ieri sera, informa Rdb-Cub, un altro lavoratore questa mattina è stato costretto ad abbandonare questa estrema forma di lotta, ed è stato portato in ospedale. Gli altri, che rifiutano il ricovero, «sono ancora determinati e seppur con i rischi ed i disagi che aumentano continuano senza tentennamenti nella loro iniziativa», spiega il sindacato, che aggiunge: «Nel frattempo apprendiamo che l'impegno assunto con le delegazioni sindacali nell'incontro del 31 agosto scorso dal prefetto di Roma è stato ribadito anche ieri al termine del colloquio con il presidente della IX commissione consiliare permanente Giuseppe Mariani». «Auspichiamo una forte accelerazione nella ricerca della soluzione, i disagi e le difficoltà aumentano, un lavoratore senza lavoro equivale ad una famiglia senza stipendio», dichiara un portavoce dei lavoratori. 4 settembre 2009 - Ansa SCUOLA: ASILI NIDO;PIÙ RICHIESTE MA
CALANO LISTE ATTESA (ANSA) - ROMA, 4 SET - Nuovi asili dal Comune capitolino, sperimentazione dei 'nidi famiglià e bandi dalla Regione Lazio. Sono i prossimi progetti per l'aumento dei posti negli asili nido comunali a Roma. Sono 12.800 i bimbi che potranno essere 'accuditì dal Comune, ma altri ottomila circa rimarranno fuori dalle strutture comunali per l'infanzia. Pur essendo cresciuta la richiesta, con 19.131 domande nel 2009 (quasi duemila in più rispetto all'anno precedente), in lista d'attesa ci sono 727 bimbi in meno: nel 2008 erano 9.368, quest'anno 8.658. Secondo le graduatorie definitive sono circa 12.800 i piccoli che saranno ospitati negli asili nido comunali e circa 5.800 i posti nelle strutture convenzionate. Rispetto all'anno scorso sono stati recuperati 972 posti. Ma a questi ultimi numeri si aggiungeranno in futuro altri 914 posti che verranno recuperati per l'apertura a ottobre di quattro nuovi nidi comunali e convenzionati nei municipi II, IV VI e VIII, come annunciato dall'assessorato capitolino alle Politiche scolastiche. Attese in futuro anche nuove strategie per far fronte alle situazioni più critiche in alcuni municipi della Capitale, come il XIII, dove su 1.978 domande si arriva a 658 posti assegnati. Rispetto al prossimo bando per le strutture convenzionate, verranno infatti destinati i posti nei territori dove c'è più richiesta, come i municipi XIII, l'VIII, il XIX e il XX. «Abbiamo in programma - ha spiegato l'assessore Laura Marsilio - un piano per l'infanzia che prevede la realizzazione di 70 nuove strutture nei prossimi anni. Stiamo anche studiando dei servizi aggiuntivi come i 'nidi famiglià, ma lo faremo con qualità superiore e costi migliori rispetto a quanto fatto dalla Regione». Ma anche la Regione ha detto la sua sul tema 'infanzià, stanziando quasi 60 milioni di euro in tre anni per realizzare oltre 5 mila nuovi posti in nidi e micro nidi aziendali e comunali. «Un risultato eccezionale - ha spiegato l'assessore alle politiche sociali della Regione, Anna Salome Coppotelli - per la realizzazione di circa 5.200 posti per bambini da 0 a 3 anni». Per Marsilio, invece, «così come sono stanziati i fondi sono insufficienti e costringono il Comune a un co-finanziamento del 50%, invece del 10% previsto dal bando, per il quale abbiamo anche chiesto una proroga dei termini». Ma i prossimi 28 e 29 settembre il Comune dovrà fare i conti con lo sciopero del personale dei nidi comunali, indetto da Rdb-Cub contro «il mancato rispetto degli impegni assunti sulla vertenza dall'amministrazione capitolina». «È uno sciopero infondato - ha detto Marsilio - non ci sarà riduzione degli organici, ma il reintegro delle unità, ci sono già bandi municipali per le supplenze e un corso-concorso per l'inserimento di 800 precarie nelle graduatorie permanenti. Ma continua il confronto con le sigle sindacali». LAVORO: ESAB; COMINCIATO INCONTRO AZIENDA-SINDACATI (ANSA) - MESERO (MILANO), 4 SET - È cominciato l'incontro tra i responsabili dell'azienda e i sindacati all'Esab, per sbloccare la situazione dopo l'annuncio degli 85 esuberi e la conseguente protesta dei lavoratori, sei dei quali da martedì manifestano dal tetto dello stabilimento. All'incontro partecipano l'amministratore delegato, il direttore del personale e i sindacalisti della Flmu Uniti, del Cub e della Fiom Cgil. Obiettivo dell'incontro trovare una soluzione alternativa all'annunciata chiusura dell'azienda e alla messa in mobilità di 85 dei 143 dipendenti. In particolare da parte sindacale vengono chieste delle misure di sostegno verso la cassa integrazione e successivamente la fuoriuscita dall'azienda. Inoltre i sindacati vogliono assicurazioni che l'azienda che acquisterà il sito produttivo garantisca dei posti di lavoro. L'Esab, che fa parte di un gruppo inglese, ha annunciato da mesi la dismissione dell'attività a Mesero. «Vogliono trasferite tutto in Ungheria e in Polonia - dicono i sindacalisti - perchè lì risparmierebbero su tutto di un terzo». 4 settembre 2009 - Omniroma ANCR, RDB: «COLTO DA MALORE LAVORATORE IN SCIOPERO DELLA FAME» (OMNIROMA) Roma, 04 set - «I 300 lavoratori dell'Ancr-Ivu impegnati dal 14 agosto nella loro vertenza proseguono la protesta in piazza San Marco sostenendo il gruppo che dal 27 agosto ha iniziato lo sciopero della fame. Dopo il ricovero di ieri sera, un altro lavoratore questa mattina è stato costretto ad abbandonare questa estrema forma di lotta, portato anche lui in ospedale dai sanitari, gli altri, che rifiutano il ricovero, sono ancora determinati e seppur con i rischi ed i disagi che aumentano continuano senza tentennamenti nella loro iniziativa. Nel frattempo apprendiamo che l'impegno assunto con le delegazioni sindacali nell'incontro del 31 agosto scorso dal prefetto di Roma è stato ribadito anche ieri al termine del colloquio con il Presidente della IX commissione consiliare permanente Giuseppe Mariani». È quanto si legge in una nota di Rdb Cub. «Auspichiamo una forte accelerazione nella ricerca della soluzione, i disagi e le difficoltà aumentano, un lavoratore senza lavoro equivale ad una famiglia senza stipendio » dichiara un portavoce. 4 settembre 2009 - Radio Città aperta I precari in piazza contro i tagli a
Piazza Cavour e sotto al Ministero dellIstruzione insieme alla Beata Assunta Roma - Riuscita giornata di lotta per i precari della
Scuola e del Pubblico Impiego. Adesione totale allo sciopero nazionale dei precari
dell'Agenzia Autonoma per la Gestione dell'albo dei Segretari comunali e della Scuola
Superiore di Pubblica Amministrazione Locale (AGES-SSPAL), indetto per oggi dalla RdB-CUB,
che hanno manifestato a Roma in Piazza Cavour davanti alla sede dell'Ente. La statua della
"Beata Assunta", emblema della richiesta di lavoro stabile, ha sfilato nella
piazza dove i precari hanno affisso i loro curricula su delle sedie vuote e sono andati
poi all'incontro con Fabio Melilli, presidente del C.d.A. AGES, nonché Presidente della
Provincia di Rieti. Nell'incontro il C.d.A si è impegnato a verificare con la Funzione
Pubblica la possibilità di stabilizzazione dei precari già a partire dai prossimi
concorsi. Ad avviso dei lavoratori e dell'RdB-CUB, si tratta di impegni insufficienti e da
verificare al riscontro dei fatti. Permane pertanto lo stato di agitazione, con nuove
iniziative nella prossima settimana. 4 settembre 2009 - Il Manifesto PRECARI SCUOLA Palermo, sciopero
della fame Ricatto ed elemosina. La cosiddetta «risposta del
governo» alla crescente protesta dei precari della scuola è uno schiaffo in faccia.
Vediamo perché. Esab Saldature, ancora sul tetto gli
operai in rivolta MILANO - Vincenzo e i suoi colleghi sono ancora sul
tetto della Esab. «Finchè non cambia qualcosa, non scendiamo. Non se ne parla». Fuori
dai cancelli, oltre al dispiegamento di polizia, restano in presidio i loro colleghi,
lavoratori della ditta di Mesero (Milano) che produce fili, elettrodi e macchine per la
saldatura. Da tre giorni, muletti e altri oggetti ingombranti bloccano l'ingresso della
fabbrica, nessuno è autorizzato ad entrare. Neanche chi, tra gli impiegati, vorrebbe
lavorare. La fabbrica è occupata, e sul tetto ci sono otto persone che non hanno alcuna
intenzione di cedere ai compromessi. 4 settembre 2009 - QN Quotidiano Nazionale Gelmini: «Aiuteremo i precari con
sussidi e contratti speciali» ROMA - INDENNITÀ di disoccupazione e contratti di disponibilità. È in arrivo una soluzione (parziale) per i precari della scuola. L'ha annunciata ieri il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, aggiungendo che la norma sarà inserita in un decreto ad hoc, o in un decreto in corso di approvazione. IL TENTATIVO di calmare gli animi dei precari della scuola, però, non sembra avere centrato lo scopo: le proteste continuano in tutta Italia da Catania, a Trapani, a Roma, a Milano, e i sindacati (sia quelli tradizionali, sia le rappresentanze di base) minacciano di inasprirle «anche coinvolgendo i genitori degli studenti». Di fronte a un liceo romano un gruppo di insegnanti si è messo in mutande. Sempre a Roma dinanzi al ministero, in viale Trastevere, è stato libero sfogo all'ironia con cartelli inneggianti a San Precario', un enorme foto del ministro con la scritta Beata Ignoranza' e alla fine è spuntata pure una statua in cartapesta che raffigura la Beata Assunta'. La norma preannunciata dal ministro prevede per gli insegnati che lo scorso anno avevano una supplenza annuale, e che quest'anno resteranno senza lavoro, un'indennità di disoccupazione pari al 60% dell'ultimo stipendio per 6 mesi e al 50% per i due successivi. Gli insegnati «in disoccupazione» potranno essere utilizzati per supplenze brevi, per lezioni di sostegno, e in questo caso avranno stipendio pieno. Poi ci sono i contratti di disponibilità. Il ministero della Pubblica istruzione ha concordato con alcune regioni (Sardegna, Sicilia, Puglia, Campania, Abruzzo, Marche, Basilicata, Lombardia e probabilmente Emilia Romagna e Lazio) che gli insegnati «in disoccupazione» possano essere impiegati in lavori di pubblica utilità «purché lo stipendio non sia inferiore del 20%» a quello di docente. Da notare che se l'insegnate non accetta il contratto di disponibilità perde automaticamente il diritto all'indennità. Lo scontro tra il ministro e i sindacati non è circoscritto alla bontà del piano. I rappresentanti degli insegnanti contestano pure le cifre. I sindacati sostengono che il numero degli insegnati che resteranno senza lavoro sarà di «almeno 18 mila», senza considerate che per i 473 mila iscritti nelle liste di istituto «significa la condanna definitiva alla disoccupazione». IL MINISTRO ribatte che la «razionalizzazione del sistema scolastico ha toccato 42mila persone, visto che 32mila insegnanti sono andati in pensione «si ferma a 10 mila il numero di insegnanti non in ruolo a cui non sarà riconfermata la supplenza». Nella battaglia dei numeri si è inserito anche il Codacons con una denuncia a 104 procure contro Gelmini e i dirigenti regionali per turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza delle classi che superano i 25 alunni. 4 settembre 2009 - EPolis Roma Emergenza casa. I movimenti di
lotta: «Aspettiamo ancora una risposta dal prefetto» Roma - Noi aspetteremo ancora una risposta da parte delle istituzioni. Se non ci saranno novità da domani (oggi, ndr) inizieranno mobilitazioni. Per il prossimo 11 settembre è già stata indetta una manifestazione contro gli sgomberi anche con azioni nella città che già abbiamo preparato": questa la decisione presa dai movimenti di lotta per la casa che da tre giorni vivono in parte sul tetto dei musei capitolini e in parte nella tendopoli allestita in piazza Madonna di Loreto dopo lo sgombero del Regina Elena. "Ci aspettavamo un segnale da parte della prefettura che invece non è arrivato", dicono. Le richieste dei comitati sono: la sistemazione delle persone sgomberate dal Regina Elena in strutture da loro considerate più adeguate, un piano casa elaborato dal Campidoglio, la creazione di luoghi per laccoglienza temporanea per gli sfrattati e lo stop a tutti gli sgomberi. "Dal Campidoglio ci hanno detto che dal prossimo sgombero in poi il Comune non metterà più a disposizione soluzioni alloggiative temporanee", aggiungono. Intanto il delegato per l'emergenza abitativa Marco Visconti fa sapere che a breve "ci saranno importanti e concrete novità sul piano casa del Campidoglio". 4 settembre 2009 - L'Unità Milano, restano sul tetto i sei
operai della Esab Terzo giorno sul tetto della fabbrica per i sei operai
della Esab Saldature di Mesero, Milano. Protestano contro la chiusura del sito produttivo
e lapertura della procedura di mobilità per 85 dei 143 dipendenti dellazienda
che fa capo al fondo britannico Charter International. 4 settembre 2009 - Italia Sera Asili nido, Rdb-Cub verso lo
sciopero Roma - Martedì 8 settembre, dalle 7.30 alle 10.30, il personale di nidi ed i genitori si riuniranno in assemblea presso la sede del Dipartimento XI in via Capitan Bavastro. Lassemblea, indetta dalla Rdb-Cub del Comune di Roma, è propedeutica alla organizzazione dello sciopero proclamato per il 28 e 29 settembre. Lo rende noto Rdb Cub in un comunicato: "Alla determinazione delle lavoratrici - si legge - fa da contraltare latteggiamento di indisponibilità da parte dellAmministrazione comunale che in questi giorni ha ratificato la riduzione degli organici. Le lavoratrici chiedono che la Giunta Alemanno mostri chiaramente un inversione di rotta e rispetti gli impegni assunti, dando seguito alla mozione approvata nel maggio corso dal Consiglio Comunale in cui si prevedeva il reintegro del personale decurtato a settembre 2008 ed il potenziamento dellofferta pubblica. Intanto anche alcuni Municipi stanno denunciando le drammatiche problematiche dei servizi educativi: è di ieri lapprovazione di un documento del Consiglio Comunale del XVII Municipio in cui si chiedono misure urgenti finalizzate a risolvere il problema della carenze di personale ed il reintegro delle unità decurtate nel corso del 2007/08". 4 settembre 2009 - Il Gazzettino Monselice. I lavoratori della cooperativa Mylog... Monselice - I lavoratori della cooperativa Mylog, che fino
ai primi del mese di agosto erano impiegati al Centro Riciclo Monselice (Crm), riceveranno
gli stipendi arretrati, una parte dei quali già a partire da oggi. È quanto ha
annunciato il presidente della Società Team Service Michele Mantovani nel corso di un
incontro svoltosi ieri negli uffici del Settore lavoro della Provincia. 4 settembre 2009 - Quotidiani locali rete Repubblica Esab, operai sul tetto con le tende MESERO (Mi) - I sei operai dellEsab Saldature di
Mesero (in provincia di Milano), dalla giornata di mercoledì sul tetto del sito
produttivo che la casa madre inglese ha deciso di chiudere, sono intenzionati a non
mollare fino a quando non avranno risposte concrete. 4 settembre 2009 - La Repubblica Diana, 41 anni, insegnante senza
cattedra da nove ...Per età anagrafica e anzianità di servizio, Diana
rappresenta la precaria media, una specie di casalinga di Voghera dei docenti italiani. La
sua vita come quella degli oltre centomila insegnanti senza contratto (131 mila abilitati
e almeno 40 mila senza abilitazione, calcola la Cgil scuola), è un vortice di sigle,
decreti, ricorsi. Un grande gioco drammaticamente reale in cui si corre tutti intorno alle
cattedre e, a un segnale convenuto, si capisce chi riuscirà a sedersi e chi invece
rimarrà in piedi ad attendere il prossimo giro. «Io, ad esempio, aspetto lo 028». Lo
attende dal 2000 ma il numero magico del corso abilitante non esce mai. «L´anno scorso
ho sperato fino all´ultimo ma sono rimasta delusa». Lo dice come parlasse del jackpot
del Superenalotto. Esab, gli operai restano sul tetto
"Salvate i nostri posti di lavoro" Milano - Restano sul tetto gli operai della Esab
Saldatura di Mesero, in attesa di un segnale positivo da parte dell´azienda. Intanto
chiedono la mediazione della prefettura, come nel caso dell´Innse, la fabbrica di via
Rubattino che mercoledì sera ha portato la sua solidarietà ai colleghi della ditta di
Mesero. Restano sul tetto circondati da tegole ricoperte di eternit, sotto la battuta del
vento, con il cibo tirato su con i secchi riempiti dai compagni di sotto, fra sacchi a
pelo, tende e uno spazio di pochi metri di cemento e catrame per fare due passi. 4 settembre 2009 - Giornale di Treviglio Anche il sindacato Rdb-Cub contro i medici di base Romano - Dopo il caso di disservizi dell'assistenza
domiciliare integrata che ha costretto una malata terminale a pagare un'infermiera di
tasca propria e quello dell'anziana costretta al ricovero in ospedale per il rifiuto a
visitarla del medico di basa, ora scende in piazza il sindacato Rdb-Cub. 4 settembre 2009 - L'Unione Sarda Alcoa: si fermano altre celle e arriva il presidente europeo Portovesme - Il Presidente europeo di Alcoa per l'alluminio primario è da ieri nello stabilimento di Portovesme. La visita di Marcos Ramos giunge inaspettata, a poco più di un mese di distanza dalla precedente. E subito le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Cub, con la Rsu di fabbrica, hanno chiesto un incontro al responsabile europeo, per fare il punto della situazione sulle difficoltà attraversate dallo stabilimento. A far preoccupare i lavoratori e i delegati sindacali è in particolare quello che sta succedendo nella sala elettrolisi, dove ci sono 32 celle elettrolitiche ferme su 328. «Una situazione molto grave - dicono dalla Rsu di fabbrica - perché le celle continuano a fermarsi e vogliamo capire quali sono le intenzioni dell'azienda a proposito di questa situazione particolare e delle condizioni generali della fabbrica». L'incontro tra le organizzazioni sindacali e il massimo rappresentante europeo di Alcoa è fissato per questa mattina alle 8. Ma certo, già il fatto che Ramos, per due volte in così poco tempo si sia precipitato a Portovesme per seguire da vicino l'evolversi della situazione, dà il senso di quanto sia delicato il momento per la fabbrica di alluminio. La Rsu ha lanciato l'allarme sulle condizioni della Sala elettrolisi, indicando le cause nella politica del risparmio adottata dalla multinazionale americana. Da qualche settimana, in pratica, dalla precedente visita di Ramos, azienda e sindacati hanno un confronto quasi quotidiano, improntato alla collaborazione per superare velocemente il momento di crisi. Ad esempio sono state potenziate le squadre ed è aumentato il ricorso allo straordinario, con l'obiettivo di uscire dall'emergenza nel giro di due settimane. Ma intanto le celle elettrolitiche continuano a fermarsi , la produzione a ridursi mente, contemporaneamente, cresce la preoccupazione dei lavoratori.(a.pa.) 4 settembre 2009 - Il Tirreno Answers, per i Cub è sciopero a
oltranza PISTOIA - Prosegue la mobilitazione dei lavoratori della
Answers di santAgostino, che da mesi ricevono lo stipendio in due tranche e sono
costretti a lavorare in condizioni igieniche precarie. Ieri una rappresentanza dei circa
650 dipendenti ha chiesto, e ottenuto, un incontro urgente con lassessore
provinciale alle attività produttive Paolo Magnanensi. 4 settembre 2009 - La Nazione Pistoia. LA PROPRIETÀ di Answers ha annunciato... Pistoia - LA PROPRIETÀ di Answers ha annunciato che sta provvedendo a mettersi in pari con il pagamento degli stipendi dei 650 addetti del più grande call-center della Provincia di Pistoia. La notizia è stata diffusa da Michele Gargini (Slc-Cgil), al termine dell'assemblea svoltasi ieri mattina nei locali dell'azienda, in via Galilei a S.Agostino. Per questo la Cgil ha deciso di sospendere momentaneamente lo sciopero di un'ora al giorno, proclamato nei giorni scorsi. I sindacati di base (Cub) invece sono intenzionati a proseguire la mobilitazione ad oltranza, finché non saranno risolti tutti i problemi alla base della protesta, quindi regolarità dei pagamenti, ma anche condizioni igieniche dei locali e della strumentazione in uso e rispetto delle norme sulla sicurezza. «Il clima di tensione spiega Gargini è ancor presente, perché la situazione, per quanto riguarda gli stipendi pagati in due rate e per giunta con ritardi, non è più sostenibile. I lavoratori hanno scadenze, mutui da pagare, affitti della casa, quindi il quadro al momento è veramente drammatico. Abbiamo però la comunicazione ufficiale dell'azienda, la quale afferma che i bonifici sono stati effettuati e a tal riguardo abbiamo anche conferme da parte di qualche lavoratore. Anche per quanto riguarda gli assegni ci è stato assicurato che arriveranno entro la settimana. Chiaramente, se questo non succedesse proclameremo nuovamente delle iniziative di lotta». NEL CORSO dell'assemblea sono state analizzate anche le conseguenze dell'annunciata fusione con il gruppo Omega. «Su questo aspetto prosegue Gargini noi abbiamo espresso molte perplessità, anche perché ci risulta che Omega non goda di buona salute e unendo due zoppi non è che se ne faccia uno sano. Ci siamo attivati anche a livello nazionale, affinché questo gruppo nuovo, che nasce dalla fusione tra Raf e Omega, presenti un piano industriale credibile e che sia sostenuto dal piano finanziario, in modo da dare certezze ai lavoratori». Dall'assemblea è emersa anche la sollecitazione ad interloquire con le istituzioni. «Lo avevamo già fatto lo scorso dicembre presso la Provincia continua Gargini con l'allora assessore Romiti. Adesso invieremo una richiesta alla Provincia di convocare le parti, in modo da fare chiarezza su tutte le problematiche fin qui evidenziate. Al momento c'è anche una difficoltà a confrontarsi con l'azienda, in quanto molti dei precedenti responsabili sono in uno stato di non definizione ed è chiaro che anche questo comporta per noi delle difficoltà». 4 settembre 2009 - Il Giorno Sul tetto a oltranza Gli operai non
mollano MESERO - HANNO DORMITO sul tetto della fabbrica, tra lastre di eternit e fili di ferro sporgenti. E vi rimarranno finché non verrà definito con l'azienda il futuro degli 85 lavoratori in esubero. Di scendere non se ne parla, nonostante le condizioni di pericolo. L'occupazione della Esab prosegue senza sosta dalle 6 di mercoledì mattina. Due giorni e due notti. Nemmeno il maltempo e il malore che ha colpito un lavoratore di 57 anni non hanno fermato la protesta. Chi non è salito sul tetto presidia i cancelli. Una corda e un secchiello portano i viveri ai sei operai che da 48 ore manifestano il loro dissenso dall'alto. «CI BASTA un gazebo per proteggerci spiegano -. Di qui non ce ne andiamo». Sono disposti, se necessario, a rimanere anche fino al 10 settembre, data della convocazione al ministero del Lavoro. «Abbiamo un appuntamento, ma serve tornare con un accordo condiviso con la proprietà - fa sapere Walter Montagnoli, segretario della Cub, la Confederazione unitaria di base -. Se non troveremo un accordo soddisfacente non andremo a Roma». L'occupazione dello stabilimento di via Mattei da parte degli operai ha ottenuto un primo risultato. Dopo lo strappo di martedì, quando i lavoratori giudicarono offensiva la proposta dell'azienda di anticipare solo parte del Tfr a completamento della cassa integrazione, ieri mattina sono riprese le trattative tra sindacato e proprietà. «Abbiamo parlato per tutta la giornata, ma le posizioni sono ancora distanti - spiega Bruno Calcaterra, storico sindacalista dell'Esab -. Oggi si continuerà a discutere». I dipendenti chiedono un'integrazione economica dell'azienda alle 700 euro erogate dallo Stato e garanzie per il loro futuro. «Il nostro obiettivo è il mantenimento dell'attività produttiva qui a Mesero, indipendentemente da quale sarà l'imprenditore - precisa Montagnoli -. Auspichiamo un intervento della Prefettura affinché si trovi un soggetto in grado di rilevare l'azienda e ricollocare i lavoratori. È necessario che anche le istituzioni che finora si sono impegnate insieme a noi alla ricerca di una soluzione si attivino a cercare un nuovo imprenditore». Oggi pomeriggio è previsto un incontro con l'amministratore delegato della Esab, Massimo Impavidi, che riferirà le strategie della Charter, il gruppo inglese che dal 1994 ha acquisito la società leader nella produzione di elettrodi e macchine per la saldatura. I lavoratori attendono una soluzione positiva dallo scorso 24 giugno, quando ai dipendenti della Esab fu comunicato l'inizio della mobilità per 85 dei 143 impiegati dello stabilimento di Mesero. L'intervento di Regione Lombardia e dei senatori Massimo Garavaglia e Mario Mantovani e il successivo incontro al ministero dello Sviluppo economico aveva portato all'accordo siglato il 3 agosto. L'azienda accettava di convertire la mobilità in un piano di cassa integrazione biennale, con garanzie circa la continuità produttiva. Ma alla ripresa dopo la pausa estiva, quando l'accordo sembrava definito, le parti si sono ritrovate lontane. 4 settembre 2009 - Gazzetta del Sud Mesero (Mi) L'azienda vuole chiudere MESERO (MILANO) - I sei operai dell'Esab Saldature di Mesero (Milano), da mercoledì sul tetto del sito produttivo che la casa madre inglese ha deciso di chiudere, sono intenzionati a non mollare fino a quando non avranno risposte concrete. E risposte se ne attendono da un incontro previsto per oggi pomeriggio, tra sindacati e direzione aziendale italiana che metterà sul piatto le proposte della proprietà. Sarà, però, una lunga notte per i sei, da trascorrere sotto un gazebo e un paio di tende che poggiano su un letto di eternit con un'unica certezza: la solidarietà degli operai dell'Innse. Testimonianza ne è una bandiera che sventola in cima allo stabilimento con su scritto: «Giù le mani dall'Innse». Quanto alla trattativa in corso, l'obiettivo sia degli operai in cima allo stabilimento, sia di quelli a presidio ai cancelli di ingresso, è uno solo: il salvataggio dei posti di lavoro. La società proprietaria dello stabilimento, il fondo Charter International, come ha chiarito Walter Montagnoli, coordinatore nazionale della Confederazione unitaria di base, «ha annunciato a giugno che avrebbe chiuso tre stabilimenti, quello milanese, uno finlandese e uno svedese». Dei 143 dipendenti dell'azienda, 85 sono stati messi in mobilità a fine giugno, poi agli inizi di agosto è stato siglato un pre-accordo per la cassa integrazione semplice e a giorni (il 10 settembre) si dovrebbe firmata l'intesa definitiva. La mancanza di risposte da parte della multinazionale che produce per settori diversi, da quello automobilistico fino al comparto navale e impianti un po' in tutto il mondo, ha innescato però la protesta del ramo produttivo, fermo dal 22 giugno, complice anche la chiusura per le ferie di agosto. Mentre per la parte commerciale (una cinquantina di impiegati) la soluzione sarebbe stata già individuata con lo spostamento degli uffici nell'ambito di una trentina di chilometri. «Non possiamo stare con 750 euro al mese sottolinea Valerio Garavaglia, delegato Rsu senza che ci sia una adeguata integrazione. Un turnista oggi percepisce 1.500-1600 euro al mese prosegue con la cassa integrazione semplice per cessazione di attività andremmo a prendere la metà, con famiglie che hanno anche acceso mutui». La vera soluzione però sarebbe l'ingresso di un nuovo imprenditore capace, con soldi freschi di re-industrializzare l'area: circa 70 mila metri quadrati vicini al nodo autostradale della Milano-Torino e della diramazione per Malpensa. 4 settembre 2009 - L'Eco di Bergamo «Scala, bonifica dall'amianto ma a
scoppio ritardato» MILANO - «L'amianto non è stato scoperto per caso e i
lavori di bonifica non sarebbero mai iniziati se non avessimo minacciato da ultimo
l'intervento del Tribunale per far chiudere il teatro». Hanno paura di ritorsioni e
chiedono l'anonimato i lavoratori della Scala di Milano che da quasi un anno si battono
contro il Comune, proprietario dello stabile, e la Asl del capoluogo lombardo per la
tutela della loro salute. E ora che il ponteggio della ditta specializzata è stato
montato per raggiungere a 40 metri d'altezza, sotto la volta del Piermarini, quel locale
luci dove le squadre di elettricisti del teatro operano a tu per tu con l'amianto
incriminato, i lavoratori sostenuti dalla Cub, il sindacato di base, assaporano la
vittoria, che però ha un gusto amaro. Come la protesta all'Innse Continua la protesta di alcuni dipendenti della Esab Saldatura di Mesero, in provincia di Milano, saliti l'altroieri sul tetto della fabbrica (nella foto) con l'obiettivo di restarci fino al 10 settembre. «Il problema non è di proprietà - scrive in una nota Walter Montagnoli, della Confederazione unitaria di base (Cub) - a questo punto il nostro obiettivo è il mantenimento dell'attività produttiva indifferentemente con questo o con un altro imprenditore». Proprio il prossimo 10 settembre è previsto al ministero del Lavoro un incontro tra le parti, al fine di giungere a una soluzione della trattativa, iniziata nella seconda metà di giugno con l'annuncio dell'apertura di mobilità per 85 lavoratori su 143 dipendenti complessivi. «È auspicabile che tutte le istituzioni che finora si sono impegnate insieme a noi alla ricerca di una soluzione - continua il sindacalista - si attivino per cercare nuovi imprenditori che possano subentrare agli attuali per mantenere l'Esab così com'è. Chiediamo che anche la Prefettura intervenga». 3 settembre 2009 - Ansa SCUOLA: RDB CUB, OK PROTESTA OGGI, MA TORNEREMO IN PIAZZA(ANSA) - ROMA, 3 SET - Riuscita giornata di lotta per i precari della Scuola e del Pubblico Impiego. È quanto scrive in una nota la Rdb Cub, spiegando che c'è stata una «adesione totale allo sciopero nazionale dei precari dell'Agenzia Autonoma per la Gestione dell'albo dei Segretari comunali e della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione Locale» Al ministero della Pubblica Istruzione, poi si è svolto un presidio dei precari della Scuola: «Il tentativo del Miur di minimizzare la portata dei licenziamenti nella Scuola è sconcertante», afferma Barbara Battista di Cub Scuola. «Il ministro sa quant'è l'8% di una categoria composta da un milione e centotrentamila lavoratori? È consapevole che questo 8% è fatto di persone che da trent'anni mandano avanti la scuola italiana? Questo Governo, che a parole si dichiara paladino della vita, nei fatti sta togliendo ogni prospettiva di vita e di futuro a tantissimi esseri umani, che non sono numeri». «Oggi si è dimostrato che a furia di fare i servi si viene trattati come passacarte - prosegue Battista - così mentre i sindacati concertativi fanno solo tavoli tecnici, il governo decide la politica. Magari varando i famigerati contratti di disponibilità: in cambio di un sussidio-elemosina i lavoratori dovranno garantire la copertura di qualsiasi buco si venga a creare nello svolgimento dell'attività didattica o amministrativa. Noi scenderemo dai tetti solo quando avremo un lavoro vero. Torneremo comunque nelle nostre scuole con la nostra lotta fino al 23 ottobre, aderendo allo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal Patto di Base», conclude la dirigente della Cub Scuola. 3 settembre 2009 - Iris RDB CUB: RIUSCITA MANIFESTAZIONE PER I PRECARI DELLA SCUOLA E DEL PUBBLICO IMPIEGO(IRIS) - ROMA, 3 SET - Riuscita giornata di lotta per i precari della Scuola e del Pubblico Impiego. E' quanto scrive in una nota la Rdb Cub, spiegando che c'e' stata una ''adesione totale allo sciopero nazionale dei precari dell'Agenzia Autonoma per la Gestione dell'albo dei Segretari comunali e della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione Locale'' Al ministero della Pubblica Istruzione, poi si e' svolto un presidio dei precari della Scuola: ''Il tentativo del Miur di minimizzare la portata dei licenziamenti nella Scuola e' sconcertante'', afferma Barbara Battista di Cub Scuola. ''Il ministro sa quant'e' l'8% di una categoria composta da un milione e centotrentamila lavoratori? E' consapevole che questo 8% e' fatto di persone che da trent'anni mandano avanti la scuola italiana? Questo Governo, che a parole si dichiara paladino della vita, nei fatti sta togliendo ogni prospettiva di vita e di futuro a tantissimi esseri umani, che non sono numeri''. ''Oggi si e' dimostrato che a furia di fare i servi si viene trattati come passacarte - prosegue Battista - cosi' mentre i sindacati concertativi fanno solo tavoli tecnici, il governo decide la politica. Magari varando i famigerati contratti di disponibilita': in cambio di un sussidio-elemosina i lavoratori dovranno garantire la copertura di qualsiasi buco si venga a creare nello svolgimento dell'attivita' didattica o amministrativa. Noi scenderemo dai tetti solo quando avremo un lavoro vero. Torneremo comunque nelle nostre scuole con la nostra lotta fino al 23 ottobre, aderendo allo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal Patto di Base'', conclude la dirigente della Cub Scuola. 3 settembre 2009 - Omniroma ASILI NIDO, RDB CUB: MARTEDÌ ASSEMBLEA, IL 28 SETTEMBRE SCIOPERO (OMNIROMA) Roma, 03 set - «Martedì 8 settembre, dalle 7.30 alle 10.30, il personale di nidi ed i genitori si riuniranno in assemblea presso la sede del Dipartimento XI in via Capitan Bavastro. L'assemblea, indetta dalla Rdb-Cub del Comune di Roma, è propedeutica alla organizzazione dello sciopero proclamato per il 28 e 29 settembre». Lo rende noto Rdb Cub in un comunicato: «Alla determinazione delle lavoratrici - si legge - fa da contraltare l'atteggiamento di indisponibilità da parte dell'Amministrazione comunale che in questi giorni ha ratificato la riduzione degli organici. Le lavoratrici chiedono che la Giunta Alemanno mostri chiaramente un inversione di rotta e rispetti gli impegni assunti, dando seguito alla mozione approvata nel maggio corso dal Consiglio Comunale in cui si prevedeva il reintegro del personale decurtato a settembre 2008 ed il potenziamento dell'offerta pubblica. Intanto anche alcuni Municipi stanno denunciando le drammatiche problematiche dei servizi educativi: è di ieri l'approvazione di un documento del Consiglio Comunale del XVII Municipio in cui si chiedono misure urgenti finalizzate a risolvere il problema della carenze di personale ed il reintegro delle unità decurtate nel corso del 2007/08». 3 settembre 2009 - Adnkronos SCUOLA: COBAS E PRECARI IN PIAZZA, 'ASSEDIO' AL MINISTERORoma, 3 set. (Adnkronos) - Dopo 'San Precario', il santo protettore della categoria, 'Beata Ignoranza', il santino con il volto del ministro Maristella Gelmini distribuito in diverse manifestazioni, oggi, sulla scalinata del ministero della Pubblica Istruzione a Viala Trastevere e' comparsa anche la statua della ''Beata Assunta'', portata dai comitati degli insegnanti precari che, con i Cobas ed altre sigle dei sindacati di base, hanno organizzato un presidio mentre i sindacati confederali, nelle stesse ore hanno un incontro tecnico per definire i cosiddetti ''contratti di disponibilita'''. ROMA: RDB CUB, MARTEDÌ ASSEMBLEA LAVORATRICI NIDI COMUNE Roma, 3 set. - (Adnkronos) - Personale di scuole nido, mamme e papà scendono in campo uniti contro la riduzione degli organici ratificata in questi giorni dall'amministrazione comunale. Lo riferisce RdB-CuB del comune di Roma in una nota in cui si spiega che martedì 8 settembre dalle 7.30 alle 10.30, i lavoratori si riuniranno in assemblea presso la sede del dipartimento XI in via Capitan Bavastro e la riunione sarà propedeutica all'organizzazione dello sciopero proclamato per il 28 e 29 settembre. «Le lavoratrici - spiega il sindacato - chiedono che la giunta Alemanno mostri chiaramente un'inversione di rotta e rispetti gli impegni assunti, dando seguito alla mozione approvata nel maggio corso dal consiglio comunale in cui si prevedeva il reintegro del personale decurtato a settembre 2008 ed il potenziamento dell'offerta pubblica. Intanto alcuni Municipi stanno denunciando le problematiche dei servizi educativi: è di ieri infatti l'approvazione di un documento del consiglio comunale del XVII Municipio in cui si chiedono misure urgenti finalizzate a risolvere il problema della carenza di personale ed il reintegro delle unità decurtate nel corso del 2007/08». MILANO: CUB, CONDANNATO HOTEL HILTON PER ATTIVITÀ ANTISINDACALE Milano, 3 set. - (Adnkronos) - Il Tribunale di Milano ha condannato l'Hotel Hilton per attività antisindacale durante lo sciopero dello scorso 22 maggio per avere sostituito con personale a termine un gruppo di proprie dipendenti in sciopero presso la sede di via Galvani, 12. Lo si legge in una nota della Confederazione unitaria di base. La sentenza del giudice del lavoro Marco Lualdi ha così respinto il ricorso presentato dalla direzione dell'albergo, costringendola anche alla revoca delle sanzioni disciplinari comminate contro le dipendenti in questione. Ulteriore nodo della discordia, che ha visto esito favorevole per le dipendenti abitualmente adibite al rifacimento delle camere, era quello di avere manifestato sul marciapiede davanti all'albergo indossando la divisa da lavoro, e, senza avere timbrato il badge. L'antisindacalità tenuta da parte dell'ente alberghiero, si legge ancora nella nota, è anche per avere comminato prima sanzioni disciplinari del tutto illegittime, è poi per avere impedito alle lavoratrici di presentare le proprie giustificazioni alle stesse infrazioni contestate. 3 settembre 2009 - Asca SCUOLA: PRESIDIO PRECARI DAVANTI A MINISTERO ISTRUZIONE (ASCA) - Roma, 3 set - Si sta svolgendo da
stamane in viale Trastevere a Roma un presidio di precari della scuola davanti alla sede
del Ministero della Pubblica Istruzione. CRISI: A MILANO OPERAI ESAB SUL TETTO DELLO STABILIMENTO (ASCA) - Milano, 3 set - L'Esab Saldatura come l'Innse: anche alcune tute blu della societa' di Masero, nel milanese, hanno deciso di salire sul tetto dello stabilimento per dire no alla messa in cassa integrazione avviata in seguito all'annuncio di cessione dell'azienda. L'azione di protesta rientra nell'ambito del presidio avviato ieri e destinato a proseguire, nelle intenzioni degli organizzatori, fino al prossimo 10 settembre, giorno in cui e' previsto un incontro tra le parti al Ministero del Lavoro. La procedura di messa in mibilita' riguarda 85 dei 143 dipendenti complessivi dell'azienda. ''Il problema non e' di proprieta''', spiega Walter Montagnoli della Confederazione Unitaria di Base. ''A questo punto - aggiunge - il nostro obiettivo e' il mantenimento dell'attivita' produttiva indifferentemente con questo o con un altro imprenditore''. Per il sindacalista, ''e' auspicabile che tutte le istituzioni che finora si sono impegnate insieme a noi alla ricerca di una soluzione, si attivino per cercare nuovi imprenditori che possano subentrare agli attuali per mantenere l'Esab Saldatura cosi' com'e'''. 3 settembre 2009 - Apcom Scuola/ I precari licenziati senza
più posta elettronica Miur Roma, 3 set. (Apcom) - Ai precari della scuola senza più contratto verrà tolta anche la casella di posta elettronica fornita dal ministero dell'Istruzione: la comunicazione-denuncia è di Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale della Cub Scuola, secondo cui questo episodio testimonierebbe come dal Miur vogliano ormai "cancellare l'esistenza di decine di migliaia di colleghe e colleghi persino da internet". Nei giorni scorsi i dipendenti precari che hanno terminato il loro rapporto di lavoro con la scuola hanno ricevuto nella loro casella di posta elettronica la seguente comunicazione: "Il Ministero dell'istruzione, università e ricerca, nell'ottica di contenimento dei costi di gestione del servizio di posta elettronica e per motivi di sicurezza legati alle responsabilità connesse all'uso dei servizi del Sistema Informativo, fornisce una casella di posta nel dominio istruzione.it al solo personale in servizio. A tal proposito La informiamo che, non persistendo più tale condizione nel suo caso, il prossimo 1 ottobre 2009 - conclude il Miur - si procederà alla cancellazione della casella di posta a Lei assegnata". Vibrante la reazione dei precari e del sindacato di base. Malgrado i tagli agli organici, infatti, molti di loro (almeno 100mila docenti e 60mila Ata) verranno riassunti attraverso contratti sino al termine dell'anno scolastico. E gli altri, che hanno lavorato per periodi meno lunghi, sperano di essere convocati dai dirigenti scolastici per sostituire i colleghi in malattia o in aspettativa attraverso le cosiddette supplenze 'brevi'. Che motivo c'era, si chiedono, di cancellare la loro casella di posta elettronica? "Di fronte a un fatto del genere - dice oggi Scarinzi - si resta letteralmente basiti. All'indifferenza ai diritti si somma la stupidità burocratica, non c'è che dire. Il Miur licenzia migliaia di precari e, per sovramercato, decide di risparmiare sui costi delle caselle elettroniche con il rischio di gravi danni alle colleghe ed ai colleghi che hanno segnalato alle scuole tale recapito". L'episodio rischia quindi di esasperare ulteriormente gli animi, già surriscaldati dalle numerose proteste in atto in questi giorni. "È necessario rispondere intensificando la mobilitazione: vogliono cancellare i precari anche da internet - conclude il rappresentante dei Cub - ma li ritroveranno in piazza in carne ed ossa". 3 settembre 2009 - Agi CRISI: DIPENDENTI DITTA MILANESE ESAB ANCORA SUL TETTO (AGI) - Milano, 3 set. - Continua la protesta dei dipendenti dell'Esab Saldatura di Mesero (Milano) saliti ieri sul tetto dello stabilimento e con l'intenzione di restarci fino al prossimo 10 settembre. "Il problema non e' di proprieta' - spiega Walter Montagnoli della sigla sindacale CUB - "A questo punto il nostro obiettivo e' il mantenimento dell'attivita' produttiva indifferentemente con questo o con un altro imprenditore". Proprio il prossimo 10 settembre e' previsto presso il Ministero del Lavoro un incontro tra le parti per 'tirare le fila' di una trattativa difficile, iniziata nella seconda meta' di giugno con l'annuncio dell'apertura dello stato di mobilita' per 85 lavoratori su 143 dipendenti complessivi. "E' auspicabile - continua il sindacalista - che tutte le istituzioni che finora si sono impegnate insieme a noi alla ricerca di una soluzione, si attivino per cercare nuovi imprenditori che possano subentrare agli attuali per mantenere l'Esab Saldatura cosi' com'e', conclude Montagnoli che chiede un aiuto da parte della Prefettura "per risolvere positivamente la vicenda". 3 settembre 2009 - Clandestino web SCUOLA: MINISTERO SOTTO ASSEDIO DEI PRECARI Roma - La protesta dei precari della scuola rimasti senza
un posto di lavoro arriva sotto al ministero dell'Istruzione, a Roma. Il Coordinamento
precari scuola, i Cobas, il sindacato Cub-Rdb, i lavoratori precari della scuola di Roma
si sono dati infatti appuntamento sulle gradinate davanti al dicastero, in viale
Trastevere ("una cosa improvvisata", spiegano), per protestare contro i tagli. 3 settembre 2009 - Il Tempo.it assediato il ministero Roma - Dopo San Precario, il santo protettore della categoria, Beata Ignoranza, il santino con il volto del ministro Maristella Gelmini distribuito in diverse manifestazioni, oggi, sulla scalinata del ministero della Pubblica Istruzione a Viala Trastevere è comparsa anche la statua della «Beata Assunta», portata dai comitati degli insegnanti precari che, con i Cobas ed altre sigle dei sindacati di base, hanno organizzato un presidio mentre i sindacati confederali, nelle stesse ore hanno un incontro tecnico per definire i cosiddetti «contratti di disponibilità». In piazza stamattina a Roma in Viale Trastevere in tanti hanno manifestato davanti alla sede del Ministero dell'Istruzione. I comitati di base della scuola contestano la proposta del Ministero sui cosiddetti contratti di disponibilità che serviranno a impiegare il personale precario. "Non sono chiari - ha detto Anna Grazia Stammati, dell'esecutivo nazionale Cobas - ne' i termini ne' le modalita' di questi contratti. Quest'anno i precari dell'anno scorso non saranno reimpiegati se non in minima parte. Per questo il Ministero pensa a dei contratti di disponibilita' per circa 18 mila persone". L'ipotesi e' che le 18 mila persone che saranno impiegate nel mondo della scuola dovranno dare la propria disponibilita' sull'intero territorio provinciale con un compenso di circa mille euro al mese. "Il centro sud - ha aggiunto ancora Anna Grazia Stammati - quest'anno perdera' posti di lavoro rispetto al nord poiche' i contratti di disponibilita' saranno esclusivamente a carico delle Regioni. Noi chiediamo di bloccare questi contratti poiche' buttano acqua sul fuoco della protesta e rappresentano solo un contentino". I Cobas, tra i principali promotori e sostenitori delle diverse proteste che si stanno svolgendo in varie parti del paese e che ribadiscono che «al tavolo non possono sedersi solo alcuni ma debbono essere rappresentati anche i vari comitati di precari». Al centro della protesta, oltre ai tagli, i «contratti di disponibilità» definiti dai Cobas «un miserrimo escamotage, un tentativo di dividere i precari offrendo ad una ristrettissima fascia (poco più del 10%), dei contratti regionali per mansioni vaghe in cambio di sottosalari». La richiesta è quella di cancellare la manovra che, secondo i sindacati, comporta già per quest'anno 42mila posti in meno per il personale docente e 15mila per il personale Ata, e l'annullamento dei tagli e della figura del maestro unico. Intanto pare profilarsi all'orizzonte una soluzione per i precari della scuola. Dal tavolo tecnico tra i sindacati di categoria e i tecnici del ministero dell'Istruzione è, infatti emersa la possibilità che venga presentato oggi in Consiglio dei Ministri un emendamento sui cosiddetti «contratti di disponibilità» che tutelerebbe i lavoratori che hanno avuto un incarico annuale nel precedente anno scolastico e rischiano di non averlo quest'anno. 3 settembre 2009 - Il Manifesto LOTTA DI CLASSE Le proteste dei
precari dell'istruzione si moltiplicano: incatenati a Milano, sciopero della fame a
Palermo, sui tetti a Benevento. Il sindacato però è frenato e diviso. La Cgil per il
momento non chiama alla piazza ma chiede «un tavolo». Gli effetti deleteri della
«riforma» Gelmini: classi sovraffollate, laboratori chiusi, gli studenti in difficoltà
lasciati senza guida A macchia di leopardo, ma con la velocità di una
pandemia. La protesta dei precari della scuola - docenti e personale tecnico - contro i
tagli di cattedre e posti decisi dal governo sta montando con il passare dei giorni e le
prime verifiche. Dal primo settembre, infatti, è iniziata la «riffa» che come ogni anno
chiama una marea di aspiranti supplenti (alcuni in questa posizione da più di 20 anni)
per vedere se c'è un posto disponibile da qualche parte, nella propria provincia o
altrove. Il teatro può cambiare - una scuola a Roma, un palasport a Firenze, ecc - ma la
scena è la stessa. Avvilente. Esab, sei operai sul tetto per protesta Milano - Da ieri mattina sei operai della ditta Esab Saldature di Mesero, in provincia di Milano, sono saliti sul tetto della fabbrica per protestare contro la politica della casa madre. A giugno, la «Charter International», multinazionale britannica proprietaria dello stabilimento, ha messo in mobilità 85 dei suoi 143 dipendenti. Le trattative condotte in Regione Lombardia e al Ministero del lavoro sono saltate il 27 agosto, quando la ditta ha comunicato che non avrebbe trasformato la mobilità in cassa integrazione né si sarebbe occupata della reindustrializzazione dell'area e del possibile riassorbimento dei lavoratori in un nuovo progetto. Le filiali di Svezia e Finlandia della stessa ditta sono da poco state trasformate in presidi commerciali con pochi posti di lavoro. Per evitare la stessa sorte, i lavoratori sono saliti sul tetto sostenuti dai colleghi rimasti a terra. Walter Montagnoli, coordinatore nazionale Cub, ieri ha visitato i presidianti e comunicato che «gli operai non hanno intenzione di scendere fino a quando non verrà smentita l'ipotesi di dismissione dello stabilimento». inAgenda Pisa - Per la regolarizzazione di colf e badanti, lo sportello immigrati del sindacato di base Rdb Cub ha aperto uno sportello di informazione e assistenza gratuiti per l'invio on line delle domande. Lo sportello è aperto in via Bovio 48 il giovedì pomeriggio e il sabato mattina, infotel 392.9096.891. 3 settembre 2009 - Il Messaggero Roma. La protesta degli sgomberati dal Regina Elena... Roma - La protesta degli sgomberati dal Regina Elena,
sostenuti da sempre dai movimenti di lotta per la casa, prosegue: sui tetti dei musei
Capitolini, dove per la seconda notte resteranno una decina di persone, e sulla piazza di
Madonna di Loreto, dove la questura ha autorizzato un presidio di venti persone che
porteranno acqua e vivande ai "colleghi" arrampicati sui tetti. Perché la
protesta? «Le soluzioni abitative proposte dal Comune sono del tutto inadeguate alla
vivibilità, sono centri di prima accoglienza in cui centinaia di persone sono state
brutalmente stipate - dicono i rappresentanti di Action che poi aggiungono - ma chiediamo
anche il blocco degli sfratti». Per questo ieri cè stato un sopralluogo nelle
cinque strutture per verificarne le condizioni. 3 settembre 2009 - City Regina elena continua la protesta Roma - Sveglia allalba con vista sul Campidoglio per gli attivisti di alcuni movimenti di lotta per la casa che lunedì si sono arrampicati sul tetto dei Musei Capitolini per protestare contro lo sgombero dellospedale Regina Elena, avvenuto laltroieri mattina, di famiglie di senzatetto. Agli undici attivisti che manifestavano dallalto se ne sono aggiunti altri quattro nel corso della notte tra lunedì e martedì, raggiungendo così quota quindici. Dopo una serie di incontri in comune hanno deciso di passare sul tetto una seconda notte. "Non cè da parte nostra un atteggiamento duro di offensiva verso le occupazioni di edifici, cè anzi la volontà di parlare", ha detto il sindaco Gianni Alemanno. E il Campidoglio precisa: a norma tutte le case per assistenza alloggiativa, chiesto un aiuto al Demanio. 3 settembre 2009 - La Repubblica Sul tetto della fabbrica per
protesta "Salveremo il posto come all´Innse" Milano - Sono saliti all´alba sul tetto della loro
fabbrica, come un mese fa avevano fatto i loro colleghi della Innse, rimasti otto giorni
su un carro ponte all´interno dello stabilimento. In maglietta blu con il logo
dell´azienda hanno montato il gazebo e da lì intendono difendere il posto di lavoro e
lottare contro la dismissione dell´azienda. Mentre anche i precari della scuola
protestano davanti al provveditorato, i lavoratori dell´Esab Saldatura di Mesero,
hinterland a nord ovest di Milano, da ieri mattina all´alba danno vita a una
contestazione radicale: in otto sul tetto, su una spianata di amianto che in poco tempo si
è riempita del gazebo, qualche tenda, buste di cibo, sacchi a pelo e luci da campeggio
per passare la notte. La protesta Il Miur toglie l´e-mail ai precari licenziati Torino - Il MIUR cancella la casella di posta elettronica ai precari licenziati e senza preavviso annuncia che entro meno di un mese dovranno dirottare tutte le email su altro indirizzo. «Di fronte a un fatto del genere si resta letteralmente basiti - dice Cosimo Scarinzi di Cub Scuola - il Miur licenzia migliaia di precari e, per sovrammercato, decide di risparmiare sui costi delle caselle elettroniche con il rischio di gravi danni alle colleghe e ai colleghi che hanno segnalato alle scuole tale recapito». Gli insegnanti che quest´anno non hanno più la cattedra hanno ricevuto una comunicazione di questo tenore: «Il ministero dell´Istruzione, Università e Ricerca, nell´ottica di contenimento dei costi di gestione del servizio di posta elettronica e per motivi di sicurezza legati alle responsabilità connesse all´uso dei servizi del sistema informativo, fornisce una casella di posta nel dominio istruzione.it al solo personale in servizio. A tal proposito La informiamo che, non persistendo più tale condizione nel suo caso, il prossimo 1 ottobre 2009 si procederà alla cancellazione della casella di posta a Lei assegnata». «All´indifferenza ai diritti si somma la stupidità burocratica, non c´è che dire - aggiunge Scarinzi - vogliono cancellare l´esistenza di decine di migliaia di colleghe e colleghi persino da Internet, ci ritroveranno in piazza in carne e ossa».(o.giu.) 3 settembre 2009 - CittàOggiWeb Ore decisive per arrivare ad un
accordo che faccia il bene di tutti Mesero - Hanno trascorso l'intera notte sul tetto della Esab di Mesero i sei operai che ieri mattina hanno deciso di lottare contro l'accordo saltato. E questa mattina si trovano ancora li, intenzionati a continuare la protesta. Nonostate la pioggia (é stato sistemato un gazebo riparatore). "I rappresentanti dell'azienda sono arrivati a Mesero questa mattina - spiega Bruno Calcaterra dei Cub - la nostra speranza é che si possa chiudere un pezzo di trattativa. E salti fuori qualcuno che acquisisca l'azienda in modo da garantire a tutti i lavoratori un futuro". quindi i lavoratori chiedono che intervenga la Prefettura del capoluogo lombardo: "Vogliamo che si attivi - spiegano - come ha fatto per la Innse, per cercare un imprenditore disposto a rilevare l'azienda". La società proprietaria dello stabilimento, la Charter International, come ha chiarito Walter Montagnoli, coordinatore nazionale della Confederazione unitaria di base, "ha annunciato a giugno che avrebbe chiuso tre stabilimenti, quello milanese, uno finlandese e uno svedese". Dei 143 dipendenti dell'azienda, 85 sono stati messi in mobilità. "Se la società vuole chiudere - ha chiarito Montagnoli - paghi almeno una buonuscita per la mobilità e aumenti la cassa integrazione". La vera soluzione però, ha aggiunto il sindacalista, "dovrebbe essere l'ingresso di un nuovo imprenditore e per questo noi abbiamo chiesto formalmente alla Prefettura di convocare un tavolo tra lavoratori e attuale proprietà per trovare una soluzione industriale". Intanto i 6 operai restano sul tetto, mentre davanti alla fabbrica sono presenti le forze dell'ordine e gli altri operai in presidio. Secondo Walter Montagnoli dei Cub "Il problema non è di proprietà, a questo punto il nostro obiettivo è il mantenimento dell'attività produttiva indifferentemente con questo o con un altro imprenditore". Proprio il prossimo 10 settembre è previsto presso il Ministero del Lavoro, spiega la Cub, un incontro tra le parti, al fine di giungere a un punto risolutore la trattativa, iniziata nella seconda metà di giugno con l'annuncio dell'apertura di mobilità per 85 lavoratori su 143 dipendenti complessivi. "E' auspicabile che tutte le istituzioni che finora si sono impegnate insieme a noi alla ricerca di una soluzione, si attivino per cercare nuovi imprenditori che possano subentrare agli attuali per mantenere l'Esab Saldatura così com'è", conclude Montagnoli. "Inoltre chiediamo che anche la Prefettura intervenga al fine di risolvere positivamente la vicenda". 3 settembre 2009 - Il Tirreno Si incatenano con la carta igienica PISTOIA - Si sono incatenate con la carta igienica davanti
al posto di lavoro, formando un grande cerchio per dire basta alle ingiustizie che devono
tollerare da mesi. Non sopportano più che lazienda dove lavorano paghi gli stipendi
in due tranche mensili, spesso senza neppure rispettare le date concordate. Perché quei
soldi loro li hanno guadagnati, hanno lavorato per mantenere figli piccoli, per pagare il
mutuo della casa, per saldare laffitto. Hanno lavorato per sopravvivere, solo che la
ditta rimanda di continuo il pagamento delle retribuzioni mensili. E poi, dicono, li
costringe a passare lunghe ore in un luogo di lavoro dove le regole basilari
delligiene sono tuttaltro che rispettate: parlano di formiche nelle stanze,
funghi nei bagni, zecche nelle aree verdi intorno alla sede, oltre che di una
strumentazione di lavoro per niente idonea al tipo di attività che devono svolgere.
Unattività talmente snervante che quasi ogni giorno - è successo anche ieri
mattina (nella foto) - unambulanza arriva a sirene spiegate per soccorrere una
lavoratrice in preda a malori e svenimenti. 3 settembre 2009 - Il Giornale Sei operai sul tetto: «Non
scenderemo mai senza un accordo» Mesero - Anziché una gru, hanno scelto il tetto. Ma la
protesta è simile a quella messa di qualche settimana fa dei lavoratori della Innse. Ieri
mattina infatti a Mesero, nel Castanese, sei operai della Esab sono saliti sul tetto
dell'azienda spiegando: «Resteremo qui sopra finché non si arriverà ad un accordo!».
Sul tetto quindi ad oltranza, sfidando il caldo insopportabile e il rischio temporali.
L'azienda britannica del gruppo Charter International, leader mondiale nella saldatura e
nel taglio, come molte altre aziende sta affrontando una crisi grave di mercato che l'ha
spinta sulla strada della riduzione del personale. Difficoltà che si sono fatte sentire
anche nella stabilimento di via Mattei, tanto da preoccupare i politici della zona
coinvolti nel cercare un paracadute per salvare i posti di lavoro agli operai di Mesero. 3 settembre 2009 - La Nazione Pistoia. STAMANI I 600 dipendenti
della Answers... Pistoia - STAMANI I 600 dipendenti della Answers, il più grande call-center della provincia, che ha sede in via Galilei a Sant'Agostino, si riuniscono in assemblea (e alle 11 esporranno alla stampa gli effetti della loro battaglia). Intanto, prosegue ad oltranza la loro protesta contro il ritardo nei pagamenti degli stipendi. Ieri un gruppo consistente di lavoratori si è simbolicamente incatenato con dei rotoli di carta nel piazzale antistante l'azienda. Una delle lavoratrici è stata colta da malore nel corso della manifestazione e per precauzione è stata trasportata all'ospedale del Ceppo. Ma niente di grave. «Abbiamo deciso di proseguire la protesta spiega Irene Marabos (Rsu-Cgil) scioperando un'ora al giorno, finché questa situazione non sarà risolta e l'azienda non ci pagherà con regolarità le mensilità». «Per adesso riscuotiamo in due tranche aggiunge Marila Mariotti (Rsu-Cgil), ma sempre in forte ritardo. Abbiamo paura di fare la fine delle nostre colleghe della Ser.In., alle quali va tutta la nostra solidarietà». «PREOCCUPA anche la prospettiva spiega Daniele Quiriconi, segretario generale della Cgil di Pistoia della fusione tra il gruppo Raf di Novara e la società Omega, che ha sede in Lussemburgo. Ci sono da chiarire diversi aspetti, anche perché i due gruppi, al momento, sembrano avere in comune solo il fatto di non pagare gli stipendi». «Temiamo prosegue Quiriconi che con questa fusione si vadano ad unire i punti di debolezza delle due società, più che quelli di forza, con tutte le conseguenze del caso per i dipendenti». I sindacati di base, oltre ad aver deciso per lo sciopero ad oltranza, denunciano anche situazioni di mobbing e invitano l'azienda «a provvedere si legge nella lettera inviata alla proprietà e a invitare alcuni team leader di piattaforma Enel ad avere atteggiamenti più civili e rispettosi nei confronti dei lavoratori, rispettando la dignità e la condizione personale degli stessi, astenendosi dall'esprimere opinioni personali e/o ad avere atteggiamenti vessatori e intimidatori, in merito a valutazioni atte o meno al rinnovo contrattuale». «VISTA LA GRAVE situazione a cui siamo tutti quanti sottoposti sottolinea Sabrina Poddu, dirigente Cub tali atteggiamenti di fatto rendono difficile e stressante la collaborazione professionale. Oltre al mancato accredito degli stipendi nei tempi dovuti, noi denunciamo anche la scarsa igiene dei locali e degli strumenti che utilizziamo e persino il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. Problema, quest'ultimo, di cui abbiamo già informato gli enti preposti ai controlli». Pistoia. UNA DELEGAZIONE della Ser.In. è stata ricevuta dal sindaco... Pistoia - UNA DELEGAZIONE della Ser.In. è stata ricevuta dal sindaco Renzo Berti all'indomani dell'annuncio da parte dei sindacati che la proprietà ha intenzione di chiudere la sede pistoiese di Sant'Agostino che si occupa di servizi di immissione dati per diversi istituti bancari. All'incontro oltre ad una rappresentanza di oltre 20 lavoratrici della Ser.In., hanno preso parte per l'amministrazione comunale l'assessore alle attività produttive Barbara Lucchesi ed il presidente del consiglio comunale Marco Vettori, mentre per i sindacati erano presenti Fabio Capponi e Barbara Orlandi della Filcam-Cgil e Luca Taddei del Cub. DOPO AVERE ascoltato direttamente dalle lavoratrici e dai rappresentanti dei sindacati il racconto della vicenda che in maniera del tutto improvvisa ha interessato l'azienda, Berti ha espresso la piena solidarietà e vicinanza del Comune alle 47 dipendenti. «Una solidarietà ed un sostegno ha detto il primo cittadino che sono di tutta la città e che non vogliono essere affatto formali, ma concreti». «Per questo motivo ha proseguito Berti l'amministrazione comunale intende chiedere direttamente alla proprietà i motivi di questa decisione così repentina e inaspettata». Berti ha aggiunto che «naturalmente siamo intenzionati ad esercitare tutto il nostro peso politico, per fare in modo che si possano individuare percorsi alternativi alla chiusura, che metterebbe in difficoltà molte famiglie pistoiesi». 3 settembre 2009 - Leggo Milano. Gli esperti lavevano
annunciato che lautunno... Milano - Gli esperti lavevano annunciato che
lautunno a Milano, dal punto di vista occupazionale, sarebbe stato molto caldo. E
così è. Ieri di nuovo, dopo la protesta agostana dei lavoratori della Innse, gli operai
sono tornati a protestare sui tetti. 3 settembre 2009 - Il Giorno AMAREZZA MESERO - GLI OPERAI della Innse di Milano fanno scuola. Ieri mattina, poco dopo le 6, un gruppo di lavoratori della Esab è salito sul tetto dello stabilimento di via Mattei. «Non ce ne andremo finché non raggiungeremo un accordo», fanno sapere i lavoratori. La protesta è scoppiata dopo l'interruzione della trattativa sindacale con la proprietà. «Giovedì scorso siamo andati a Roma nella sede del ministero dello Sviluppo economico - spiega Valerio Garavaglia, consigliere di fabbrica delle Rsu -. Non abbiamo ottenuto nulla. Ci è stato chiesto di tornare il 10 settembre con un accordo condiviso tra lavaoratori e azienda. Martedì abbiamo ripreso i contatti con i dirigenti che hanno scoperto finalmente le carte. Non sono disposti a darci nulla di quello che abbiamo chiesto. LA TRATTATIVA si è interrotta e abbiamo deciso di manifestare la nostra rabbia». L'occupazione è stata decisa martedì sera, nel corso di un'assemblea che gli operai hanno organizzato davanti ai cancelli dello stabilimento di via Mattei. E ieri mattina, alle 6, un gruppo di operai è salito sul tetto. «L'occupazione proseguirà ad oltranza - fa sapere Garavaglia -. Giorno e notte, senza fermarci. Stiamo recuperando bevande e sacchi a pelo». Chi non è salito è rimasto davanti alla fabbrica a presidiarla. «Non facciamo entrare nessuno - spiegano i lavoratori -. Né il personale amministrativo, né gli addetti alle pulizie, né i dirigenti. Pretendiamo un trattamento diverso da parte della proprietà». LO STRAPPO si è concretizzato quando i dipendenti della Esab hanno chiesto un contributo integrativo alla cassa intehrazione. «Non possiamo vivere con 700 euro al mese - dice Garavaglia -. Lavoro in questa azienda da 29 anni. La Esab è diventata una multinazionale grazie al sacrificio di tanti lavoratori di Mesero. Adesso ci vogliono cacciare senza nemmeno un contributo. Per noi era già una sconfitta la cassa integrazione. Vogliamo, almeno, che la Charter, la società inglese che detiene la proprietà, ci riconosca qualcosa. L'unica proposta è stato l'anticipo di una parte del nostro Tfr. Ci sentiamo umiliati e presi in giro, perché questa non è un'azienda in crisi. Ha sempre prodotto utili e ora vuole chiudere a Mesero per trasferirsi nell'Est Europa dove la produzione costa meno». L'interruzione della trattativa rischia di far slittare l'incontro al ministero dello Sviluppo economico in programma il 10 settembre. «Se non ci saranno novità non andremo a Roma - fa sapere Walter Montagnoli della Cub, la Confederazione unitaria di base -. L'incontro di martedì ha rivelato le strategie dell'azienda. Per ora siamo fermi all'accordo siglato a inizio agosto in Regione, con cui abbiamo convertito il piano di mobilità in due anni di cassa integrazione straordinaria. Sul resto non c'è un'intesa». I sindacati chiedono di integrare la cassa con una quota da distribuire ai lavoratori. «Le 700 euro devono diventare 1.300, più o meno lo stipendio che ricevevano gli operai - avverte Montagnoli -. La proprietà offre ai lavoratori in mobilità volontaria una buonuscita pari a un terzo di quella garantita a chi è andato via a inizio luglio. E come sostegno alla cassa non intendono dare nulla, se non un anticipo del Tfr». I rappresentanti dei lavoratori pretendono garanzie anche sulla reindustrializzazione dell'area. «Siamo preoccupati per il nostro futuro - avverte Garavaglia -. 85 dipendenti avranno la cassa, ma gli altri 58 non sanno a cosa andranno incontro. L'azienda ha proposto il trasferimento di 13 impiegati della logistica a Peschiera Borromeo. Senza garanzie, però, perché la maggior parte sarebbe assunta da una cooperativa». 2 settembre 2009 - Apcom Scuola/ Rdb-Cub e Cub Scuola:
Sostegno a precari Benevento (APCOM) RdB-Cub e Cub Scuola continuano a sostenere la protesta delle insegnanti precarie sul tetto dell'ufficio scolastico provinciale di Benevanto, dove oggi è apparsa la "Beata Assunta". Le sette lavoratrici, in presidio dallo scorso 29 agosto, manifestano "per il diritto al lavoro stabile e dignitoso". La statua della Beata è stata portata in processione da tanti altri lavoratori e lavoratrici, a testimonianza del sostegno della RdB-Cub e la Cub Scuola. Un messaggio di solidarietà alle insegnanti precarie è stato portato anche dai Cobas di Salerno. I precari della scuola si sono dati appuntamento domani a Roma, al presidio davanti al ministero della Pubblica istruzione, per dire "no all'elemosina dei contratti di disponibilità e sì all'assunzione di tutti i precari". 2 settembre 2009 - Iris SCUOLA: CONTINUA PROTESTA PRECARI A BENEVENTO (IRIS) - BENEVENTO, 2 SET - La "Beata Assunta" è apparsa oggi sul tetto dellUfficio Scolastico Provinciale di Benevento, dove dallo scorso 29 agosto sette lavoratrici precarie manifestano per il diritto al lavoro stabile e dignitoso. La statua della Beata è stata portata in processione da tanti altri lavoratori e lavoratrici, a testimonianza del sostegno della RdB-CUB e la CUB Scuola. Solidarietà alle insegnanti precarie stata portata anche da Teresa Vicedomini, dei Cobas di Salerno. "Le manifestanti sono provate riferisce Barbara Battista, della CUB Scuola ci sono stati dei malori, ma la loro determinazione e forza morale rimangono inalterate. La CUB Scuola continuerà a sostenere questa lotta, perché rappresenta quella di tutti i precari della scuola che chiedono lavoro e dignità per una scuola pubblica, laica e di massa". Sottolinea Battista: "Ai politici di passaggio a Benevento, ricordiamo lo striscione affisso dalle insegnanti e molto ben visibile: CARI POLITICI, TURNI DI NOTTE NON PASSERELLE. A tutti i precari della scuola diamo appuntamento domani a Roma, al presidio davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, per dire no allelemosina dei contratti di disponibilità e sì allassunzione di tutti i precari", conclude la dirigente CUB. 2 settembre 2009 - Omniroma GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI (OMNIROMA) Roma, 02 set - Di seguito un quadro dei
principali appuntamenti previsti per domani:... 2 settembre 2009 - Ansa Lavoro: 6 operai Esab salgono
su tetto fabbrica (ANSA) - MILANO, 2 SET - Sei operai dell' Esab Saldatura di Mesero (Milano) salgono sul tetto della fabbrica per protestare contro la procedura di mobilita'. Il provvedimento e' previsto per 85 lavoratori ed e' stato causato dal rifiuto della casa madre britannica, la Charter International, dell'accordo raggiunto in Regione il 3/8 scorso fra la Cub e le istituzioni.Tra i senatori coinvolti nella trattativa anche Mario Mantovano (Lega Nord). L'accordo prevede la garanzia per una nuova allocazione di 58 impiegati. 2 settembre 2009 - Il Manifesto SCUOLA Manifestazioni in tutta
Italia contro i tagli di Gelmini. Nella sola Campania 8 mila senza posto. A Benevento
insegnanti sul tetto NAPOLI - Il direttore dell'Ufficio regionale, Alberto
Bottino è asserragliato nel suo ufficio, fuori ci sono i precari della scuola di Napoli
che premono sul cordone di polizia, urlano, imprecano. Spinte, parole grosse e
un'insegnante, Rosaria, si sente male, arriva l'autoambulanza, gli altri restano ai loro
posti. Bottino fa sapere che ci sono aperture da parte del ministero: «Con il ministero e
con la regione sto battagliando per ottenere aiuti finanziari che mi consentiranno di
salvare, forse, un migliaio di posizioni, ma so bene che di questi tempi la Campania non
è in grado di sopportare un simile salasso». Mille posti che saltano fuori come da un
cappello? E comunque non basterebbero. 2 settembre 2009 - City Regina Elena, 500 sgomberati Roma - In sette sono saliti ieri sera sul tetto dei Musei
Capitolini: è lultimo atto di una giornata convulsa iniziata ieri alle 7 con
larrivo delle forze dellordine al Regina Elena, lex ospedale di via
Castro Laurenziano: tra vecchi macchinari e attrezzature tecniche nel giugno del 2007
avevano trovato casa circa 500 persone, per lo più immigrati e sfrattati. Da tempo e più
volte il rettore della Sapienza aveva chiesto di risolvere il problema
delloccupazione abusiva: "Ogni volta che ho ricevuto le bollette da pagare per
la luce e lacqua- ha spiegato Frati- ho sollecitato le autorità competenti a
risolvere la situazione, per luniversità cera un manifesto danno
erariale". Ieri mattina è scattato il blitz per lo sgombero: gli occupanti sono
stati fatti uscire uno ad uno, mostrando i documenti, mentre un cordone di poliziotti
chiudeva al traffico il tratto di viale Regina Elena tra viale dellUniversità e
piazzale del Verano.Alcune famiglie sono state portate subito in pullman in alcuni alloggi
di periferia, mentre il sindaco Gianni Alemanno assicurava che il Comune avrebbe garantito
assistenza a tutti. 2 settembre 2009 - Quotidiani locali rete Repubblica LA RIVOLTA DELLA SCUOLA ROMA - La scuola dei precari si mobilita contro i tagli
e in tutta Italia prendono vita forme di proteste provocatorie, spettacolari e
drammatiche. A Roma cinque docenti di educazione fisica si sono spogliati restando in
mutande davanti al liceo scientifico Newton, lamentando di non essere ancora di ruolo dopo
anni di lavoro. A Milano supplenti e precari aderenti al Coordinamento Lavoratori della
scuola «3 ottobre» si sono incatenati davanti allufficio provinciale di Milano.
Mentre da oltre quattro giorni sei insegnanti sono sul tetto dellufficio scolastico
provinciale di Benevento. 2 settembre 2009 - Corriere della Sera e Corrieri locali collegati Senza cattedre Circa ventimila
rischiano di non avere il contratto. Uffici occupati a Messina e Catania ROMA Dal Nord al Sud monta la protesta dei
precari della scuola. I sindacati dei prof chiedono al governo di fare presto perché il
problema sociale oltre ventimila persone che stanno per restare senza lavoro
potrebbe esplodere da un momento allaltro. Nei prossimi giorni, infatti, aumenterà
il numero dei supplenti che non avranno il contratto e chiederanno misure di sostegno. 2 settembre 2009 - Leggo Primo giorno di convocazione per le
supplenze annuali... Primo giorno di convocazione per le supplenze annuali e i precari sono già sullorlo di una crisi di nervi. Sono letteralmente rimasti in mutande, hanno chiesto lintervento delle forze dellordine e hanno pensato di occupare la scuola-polo per le nomine, proprio come i loro studenti nelle proteste dautunno: tutto questo ieri, nella prima giornata di convocazione per centinaia di docenti ai primi posti in graduatoria. Un gruppetto, in pieno stile Full Monty, si è messo in mutande nel giardino del liceo Newton, chiarendo esplicitamente in quale situazione si trova lintera categoria, mentre al Russell si è pensato addirittura di occupare la sede polo. Nella scuola di via Asmara inoltre centinaia di docenti, comprese mamme con i passeggini al seguito, sono rimasti bloccati dalle 9 del mattino per lintera giornata rivendicando gravi errori nelle disponibilità delle cattedre: nonostante lintervento delle forze dellordine e lincessante via vai di fax dalla direzione al provveditorato, la situazione è rimasta assai tesa per lintera giornata. E domani mattina un presidio di protesta dei precari della scuola, organizzato dalla Rdb, assedierà il ministero della pubblica istruzione.(ass) 2 settembre 2009 - Libertà I sindacati pronti a dare battaglia Codogno - (ms) Venerdì pomeriggio il sindacato autonomo Rdb si incontrerà con i vertici aziendali per entrare nel merito dell'operazione di tagli di posti letto e trasferimenti di personale che stanno mettendo in subbuglio il reparto di Medicina dell'ospedale di Codogno. «Gli infermieri non verranno traslocati in altre sezioni. Su questo daremo battaglia - assicura Gianfranco Bignamini dell'Rdb - E gli ausiliari che rimarranno all'interno del reparto saranno tutti dipendenti dell'Azienda ospedaliera. Gli altri otto che fanno capo alla cooperativa, non verranno licenziati, ma saranno occupati in una tlro dipartimento del nosocomio. Ora cercheremo di salvare anche le figure degli Operatori socio sanitari (Oss) che secondo il piano di ristrutturazione, dovrebbero lasciare Medicina. Se venerdì, durante la riunione del pomeriggio, dall'azienda non arriveranno risposte, allora siamo pronti a far scattare iniziative di protesta. Tenuto conto che il nuovo regime entrerà in vigore il 9 settembre, potremmo far scattare una sorta di boicottaggio invitando il personale a non entrare in servizio mettendosi in malattia». 2 settembre 2009 - Il Cittadino Il direttore sanitario dell'Ao:
«Pesanti strumentalizzazioni dei sindacati» Codogno - Reparto ospedaliero di medicina: una bufera che "dà i numeri". E stavolta nel vero senso della parola. Il direttore sanitario dellAzienda ospedaliera della provincia di Lodi, il dottor Franco Pavesi, non ammette fraintendimenti sulla questione dei posti letto "tagliati": «Laccorpamento in ununica sezione del reparto di Medicina di Codogno non porta ad una riduzione di 12 posti letto - dice- Perché è solo sulla carta che la Medicina codognese vanta 48 posti, che rappresentano laccreditamento massimo concesso al reparto dalla Regione. In realtà, i posti effettivamente utilizzati in questi anni dalla Medicina sono 38 in tutto. Ciò significa una sola cosa: che rispetto ai 36 posti letto dellaccorpamento, le degenze che si perdono sono solo due». Per Pavesi, dunque, «non si strumentalizzi una vicenda che non merita il chiasso avuto in questi giorni». Non che la questione non resti però dattualità. Le rappresentanze sindacali di base (Rdb) hanno annunciato per venerdì in ospedale una assemblea del personale di medicina alla presenza del responsabile infermieristico dei quattro nosocomi del Lodigiano Pietro Cipolla. Sui "numeri" della medicina, anche il sindacalista Rdb Gianfranco Bignamini concorda però con Pavesi: sono 38 gli effettivi, i 48 sono solo teorici. «Venerdì in assemblea chiederemo comunque conto del "taglio" dei due posti letto - dice Bignamini -. Da discutere ci sarà poi tutta la parte organizzativa della questione. Perché laccorpamento comporterà inevitabilmente una riorganizzazione nellattività della medicina codognese». Di certo, per Bignamini lAo non può decidere nulla del personale senza prima un confronto sindacale. In merito il sindacalista dichiara: «Nessun infermiere lascerà la Medicina di Codogno». Al momento, le informazioni riferiscono che, dei 24 infermieri di reparto, solo un infermiere libero professionista sarebbe in procinto di andarsene. Ma di sua libera scelta, per trasferirsi nellhospice di Casale. Sembrerebbe poi rientrato anche lallarme per i cinque ausiliari di reparto, confermati alla medicina. A loro il compito anche delle pulizie di reparto, prima in carico agli operatori della cooperativa esterna incaricata. «Cera il rischio che, senza più le pulizie di reparto, questa cooperativa licenziasse i suoi otto operatori - informa Bignamini -. Così non è stato, i lavoratori di cooperativa saranno smistati in altri reparti dellospedale e non più con contratto dimpiego ad ore». Tutta da definire, invece, la questione dei 3 operatori socio-sanitari (Oss) che da medicina sembrerebbero destinati ad unaltra unità operativa. «La questione degli Oss ce la giochiamo tutta venerdì in assemblea, fin dora diciamo che gli Oss li vogliamo confermati in reparto - informa Bignamini -. In assemblea ci aspettiamo risposte chiare, non quelle date dal direttore sanitario di Codogno Valerio Tagliaferri e dal primario Luciano Fugazza, che contano poco o nulla».(L.L.) 2 settembre 2009 - Redattore Sociale SCUOLA Roma - Prime proteste sotto al ministero dell'Istruzione. Domani i precari della scuola delle Rappresentanze di base hanno indetto un sit in per dire "no" alle decurtazioni di posti in organico. Ci saranno anche i Cobas con il loro leader Piero Bernocchi. "Nella scuola i forti tagli e le controriforme del ministro Gelmini stanno producendo il licenziamento di centinaia di migliaia di precari soprattutto al sud, che da giorni protestano in cima ai tetti", spiega il sindacato Rdb-Cub. Durante i sit-in al ministero sara' in corso di svolgimento un incontro proprio sui precari. "Le proteste stanno dilagando soprattutto nel centro-sud dove i tagli sono stati piu' pesanti: ma anche in varie citta' del nord la battaglia si sta diffondendo nelle ultime ore- dice Piero Bernocchi- il ministro Gelmini, domani provera' a spegnere il fuoco delle proteste cercando il sostegno dei sindacati intorno al catastrofico progetto dei cosiddetti 'contratti di disponibilita', un tentativo di dividere i precari offrendo ad una ristrettissima fascia di essi contratti regionali per mansioni vaghe ed ultraflessibili in cambio di sottosalari". Domani i Cobas saranno al Miur alle 10. 2 settembre 2009 - Il Tirreno Chiuso anche il dialogo fra
personale e azienda GROSSETO - Non cè solo la cauzione di 40 euro a
innescare le polemiche contro il Fiora. Berti: la Ser.In non deve chiudere PISTOIA - Un colloquio con la proprietà della Ser.In per
individuare percorsi alternativi alla chiusura dellazienda. È la promessa fatta dal
sindaco Renzo Berti alle lavoratrici dellazienda nellincontro avvenuto ieri
mattina in Comune. 2 settembre 2009 - La Sicilia Lettere - Lo dico a La Sicilia Leggendo la lettera apparsa il 30 di agosto relativa
all'incendio sviluppatosi e poi propagatosi nella zona della riserva della fonte Ciane di
Siracusa, ci sembra doveroso in qualità di operatori del soccorso e di rappresentanti
sindacali dei Vigili del Fuoco del Comando di Siracusa, esprimere un vivo e profondo
rammarico nell'apprendere, che come spesso accade vi sia un profondo senso di
ingratitudine, nei confronti di tutti gli addetti antincendio che operano nella provincia.
Un sentimento dettato da una qualunquistica quanto sterile critica nei confronti di
operatori del soccorso, che invece con spirito di abnegazione ed in condizioni spesso
estreme portano giorno dopo giorno soccorso alla popolazione. 2 settembre 2009 - Il Messaggero ROMA. Il "Regina Elena",
dopo oltre due anni di limbo e di abbandono... ROMA - Il "Regina Elena", dopo oltre due anni di
limbo e di abbandono, tornerà a fare il lavoro per cui fu costruito settantacinque anni
fa durante il Regno dItalia: essere un ospedale. Polizia e carabinieri ieri mattina
hanno sgomberato lenorme edificio di fronte alla Città Universitaria, uno dei
simboli della Sanità romana, che nel 2007 era stato occupato da circa duecentocinquanta
famiglie di senza casa. Dentro ormai cera di tutto: veri senzatetto, immigrati
regolari, clandestini, piccoli malviventi di passaggio, poveri, professionisti
delloccupazione permanente e sbandati. Luniversità "Sapienza",
proprietaria delledificio, fin dal 2006 chiedeva alla Prefettura di tornarne in
possesso per farne un centro di cura per i tumori del sangue. Ora il progetto diventa
possibile. 2 settembre 2009 - America Oggi online Scuola/Tra catene e mutande, in scena la protesta dei precari ROMA - Dal Nord al Sud d'Italia si salda la protesta dei
precari della scuola e per strappare l'attenzione non rinuncia al clamore: supplenti
incatenati a Milano, infuriati a Napoli e Palermo, in mutande, in una sorta di Full Monty
de Noantri, nella Capitale. Contestazioni, quelle del personale scolastico, sostenute
dagli studenti, pronti a una mobilitazione comune, e dai sindacati che chiedono al Governo
interventi immediati e, soprattutto, risolutivi. Precari e supplenti milanesi che
aderiscono al "Coordinamento precari scuola 3 Ottobre" si sono incatenati
davanti all'Ufficio scolastico provinciale per protestare contro i tagli effettuati dal
ministro Gelmini. In provincia di Milano sono oltre mille i disoccupati tra insegnanti e
personale Ata, ha denunciato via web il Coordinamento facendo notare ironicamente come il
governo stia mantenendo le promesse: "il nuovo anno scolastico si apre con 43mila
cattedre in meno in tutta Italia". Clima incandescente a Napoli dove i precari sono
al secondo giorno di protesta di piazza contro i tagli che in Campania si traducono in
quasi 8.000 posti in meno tra docenti e personale Ata. I manifestanti hanno provato a
forzare il cordone dei poliziotti all'ingresso dell'Ufficio scolastico regionale, si sono
registrati momenti di tensione e una donna si è sentita male. "Dal ministero
arrivano segnali di apertura anche se non ancora formali" ha rassicurato il direttore
dell'Ufficio scolastico regionale, Alberto Bottino. E sempre in Campania non mollano le
insegnanti che da 4 giorni protestano sul tetto dell'ufficio scolastico provinciale di
Benevento. Ieri è salito a parlare con loro il sottosegretario al Lavoro, Pasquale
Viespoli, informandole che "Governo e Regione Campania sono impegnati alla
definizione di un'intesa, in tempi brevissimi". Fermento in Sicilia: occupazione
degli ex provveditorati a Palermo (dove alcuni insegnanti stanno facendo lo sciopero della
fame) e Catania, presidio permanente davanti all'ufficio scolastico a Messina e
manifestazioni in diverse parti della regione; i precari protestano contro la riduzione
delle ore formative, prevista dal ministero della Pubblica istruzione, che nell'isola
mette a rischio, secondo i sindacati, 7 mila posti di lavoro. A Roma, prendendo spunto da
Full Monty, il popolare film inglese del '97, cinque supplenti in attesa di ricevere
l'assegnazione per una cattedra si sono spogliati rimanendo in mutande davanti al liceo
scientifico Newton per protestare - hanno spiegato - contro il loro stato di precarietà
in quanto da anni non sono stati ancora messi in ruolo. I sindacati della scuola invitano
il Governo a non indugiare oltre. "Sono 25.000, tra docenti, ausiliari, tecnici e
amministrativi i lavoratori che quest'anno non avranno più un contratto. Ora - ha
dichiarato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima - la situazione sta
assumendo i connotati di una vera e propria emergenza scolastica e sociale. Chiediamo
pertanto un incontro urgente con il Governo, per portare finalmente a soluzione una
vertenza che altrimenti rischia di farsi esplosiva". Di situazione esplosiva parla
anche la Gilda che annuncia "tutte le forme di protesta possibili" per
contrastare la politica del Governo. "A soffrire maggiormente - osserva il
coordinatore nazionale, Rino Di Meglio - è il Mezzogiorno, dove la scure del Governo si
è abbattuta in maniera più drastica". Esprime solidarietà ai precari della scuola
l'Unione degli studenti auspicando che i prossimi mesi autunnali "possano vedere
mobilitazioni comuni tra studenti e lavoratori della scuola per contrastare l'idea di
scuola del Governo e costruire una concreta alternativa". 2 settembre 2009 - L'Unità Scuola, precari in rivolta contro i tagli della Gelmini Occupazioni negli ex provveditorati, sit-in di protesta,
insegnanti che sfilano in mutande, si arrampicano sui tetti o sincatenano. 2 settembre 2009 - Arena/Brescia Oggi/Giornale di Vicenza LA RIVOLUZIONE NELLA SCUOLA. Da Nord
a Sud esplode la protesta di chi, per gli effetti della riforma Gelmini, perderà il
posto. I sindacati di categoria pronti alla lotta ROMA - Dal Nord al Sud dItalia si salda la protesta
dei precari della scuola e per strappare lattenzione non rinuncia al clamore:
supplenti incatenati a Milano, infuriati a Napoli e Palermo, in mutande, in una sorta di
Full Monty de Noantri, nella Capitale. Contestazioni, quelle del personale scolastico,
sostenute dagli studenti, pronti a una mobilitazione comune, e dai sindacati che chiedono
al Governo interventi immediati e, soprattutto, risolutivi. 2 settembre 2009 - Gazzetta del Sud Scuola Iniziative dei precari non
solo in Campania: ROMA - Dal Nord al Sud d'Italia, si salda la protesta dei precari della scuola e per strappare l'attenzione non rinuncia al clamore: supplenti incatenati a Milano, infuriati a Napoli e Palermo, in mutande, in una sorta di Full Monty de Noantri, nella Capitale. Contestazioni, quelle del personale scolastico, sostenute dagli studenti, pronti a una mobilitazione comune, e dai sindacati, che chiedono al Governo interventi immediati e, soprattutto, risolutivi. Precari e supplenti milanesi che aderiscono al «Coordinamento precari scuola 3 Ottobre» si sono incatenati davanti all'Ufficio scolastico provinciale per protestare contro i tagli effettuati dal ministro Gelmini. In provincia di Milano sono oltre mille i disoccupati tra insegnanti e personale Ata, ha denunciato via web il Coordinamento, facendo notare ironicamente come il governo stia mantenendo le promesse: «il nuovo anno scolastico si apre con 43mila cattedre in meno in tutta Italia». Clima incandescente a Napoli, dove i precari sono al secondo giorno di protesta di piazza contro i tagli che in Campania si traducono in quasi 8.000 posti in meno tra docenti e personale Ata. I manifestanti hanno provato a forzare il cordone dei poliziotti all'ingresso dell'Ufficio scolastico regionale, si sono registrati momenti di tensione e una donna si è sentita male. «Dal ministero arrivano segnali di apertura, anche se non ancora formali», ha rassicurato il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Alberto Bottino. E sempre in Campania non mollano le insegnanti che da 4 giorni protestano sul tetto dell'ufficio scolastico provinciale di Benevento. Ieri è salito a parlare con loro il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, informandole che «Governo e Regione Campania sono impegnati alla definizione di un'intesa, in tempi brevissimi». Fermento in Sicilia: occupazione degli ex provveditorati a Palermo (dove alcuni insegnanti stanno facendo lo sciopero della fame) e Catania, presidio permanente davanti all'ufficio scolastico a Messina e manifestazioni in diverse parti della regione; i precari protestano contro la riduzione delle ore formative, prevista dal ministero della Pubblica istruzione, che nell'Isola mette a rischio, secondo i sindacati, 7 mila posti di lavoro. A Roma, prendendo spunto da Full Monty, il popolare film inglese del '97, cinque supplenti in attesa di ricevere l'assegnazione per una cattedra si sono spogliati rimanendo in mutande davanti al liceo scientifico Newton per protestare hanno spiegato contro il loro stato di precarietà in quanto da anni non sono stati ancora messi in ruolo. I sindacati della scuola invitano il Governo a non indugiare oltre. «Sono 25.000, tra docenti, ausiliari, tecnici e amministrativi, i lavoratori che quest'anno non avranno più un contratto. Ora ha dichiarato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima la situazione sta assumendo i connotati di una vera e propria emergenza scolastica e sociale. Chiediamo pertanto un incontro urgente con il Governo, per portare finalmente a soluzione una vertenza che altrimenti rischia di farsi esplosiva». Di situazione esplosiva parla anche la Gilda, che annuncia «tutte le forme di protesta possibili» per contrastare la politica del Governo. «A soffrire maggiormente osserva il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio è il Mezzogiorno, dove la scure del Governo si è abbattuta in maniera più drastica. E le proteste messe in atto dai precari, concentrate soprattutto nelle regioni meridionali, lo dimostrano ampiamente. Il rischio è che il divario tra Nord e Sud aumenti ancora e che l'Italia diventi sempre di più un Paese a due velocità». La Gilda, inoltre, richiama l'attenzione sul problema del sovraffollamento delle classi «che dichiara Di Meglio peggiorerà inesorabilmente, perché a una riduzione così ampia dell'organico non corrisponde una diminuzione del numero degli alunni che, anzi, è in aumento. E noi, come l'anno scorso, annuncia siamo pronti a denunciare tutti i casi di mancato rispetto della legge sulla sicurezza che fissa in 26 persone per aula il tetto massimo di affollamento ipotizzabile». «E poi aggiunge Di Meglio è inaccettabile che da una parte si giustifichino i tagli alla scuola pubblica statale con l'esigenza di risparmiare, e dall'altra il Parlamento chieda maggiori fondi per gli istituti paritari e che il ministro Gelmini auspichi che nella Finanziaria di quest'anno ci siano risorse adeguate per le scuola private». Esprime solidarietà ai precari della scuola l'Unione degli studenti, auspicando che i prossimi mesi «possano vedere mobilitazioni comuni tra studenti e lavoratori della scuola per contrastare l'idea di scuola del Governo e costruire una concreta alternativa». Intanto per domani la Rdb-Cub ha indetto un presidio dei precari davanti al ministero dell'Istruzione «per dire no a un futuro a scadenza». 2 settembre 2009 - La Stampa La trincea dei precari "Non ci
arrendiamo" In mancanza di gru su cui salire, ieri a Milano otto
docenti si sono incatenati ai platani assetati di via Ripamonti davanti alla sede
dellex Provveditorato agli studi. Una di loro è Olga Romano, 30 anni, precaria di
Storia e Filosofia. «Non si può distruggere così la scuola pubblica sbotta
. Licenziare così degli insegnanti qualificati, solo perché precari, mentre le
scuole private non vengono toccate. Hanno tagliato pure gli insegnanti di sostegno per i
disabili. È uno scandalo». 2 settembre 2009 - Corriere della Sera Cinema Crollo della pubblicità sul
grande schermo, rischio chiusura per le due storiche sale Milano - Le due sale intanto ieri hanno riaperto dopo la
consueta pausa estiva. «La situazione del Jolly è un po più compromessa - spiega
lamministratore delegato di Circuito Cinema, Fabio Fefè - . Lapertura dei
multisala di Lunghezza e Porta di Roma gli ha sottratto parecchio pubblico. Per il Nuovo
Olimpia, che invece si trova in centro, pensiamo di tirare avanti sino a fine anno e poi
fare unulteriore verifica ». Il problema principale starebbe nel calo degli
introiti pubblicitari che sarebbero passati dal milione e 26 mila euro del 2007 ai 950
mila dello scorso anno. Mentre nel primo quadrimestre 2009 la raccolta sarebbe stata
debole: circa 151 mila euro. 2 settembre 2009 - Il Giorno «Quei residui hanno ucciso un
tecnico» MILANO - LA CUB (Confederazione unitaria di base) non ci sta, e afferma che la bonifica alla Scala «è tradiva». «È l'ennesimo intervento a scoppio ritardato, alla faccia della tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini» rincara Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale del sindacato, il quale ricorda che una segnalazione l'avevano già fatta alla fine dell'anno scorso. Inoltre, l'intervento di bonifica sarebbe stato previsto per la fine dello scorso luglio, ma la richiesta dell'Asl di mappare tutta la sala avrebbe posticipato l'operazione al 26 agosto. «Contrariamente a quanto si vuole fare pensare continua Tiboni il materiale tossico era stato rinvenuto proprio nel 2008, da un gruppo di lavoratori, nei locali frequentati dai tecnici e dai vigili del fuoco. Parliamo del rivestimento delle bocche dei fari sala, nella zona cupola sovrastante la platea, oltre a una sua presenza all'interno del locale adiacente le passerelle di servizio». Un dipendente conferma: «Noi ce ne eravamo accorti e solo la minaccia di fare intervenire il Tribunale per l'accertamento tecnico ha fatto scattare questo provvedimento. Noi vogliamo che venga bonificato per la salute di tutti e in memoria di chi è morto». E il riferimento è a Enzo Mantovani che morì a 56 anni nell'agosto del 2000, per mesiotelioma pleurico causato dall'amianto. Era meccanico ed elettricista di palcoscenico e manovrava il sipario che era intriso del minerale, per renderlo resistente al fuoco. Erano gli anni dal 1991 al 1997, quando ancora nessuno sapeva a quali rischi di morte si era esposti stando a contatto della polvere e respirandola. La Scala fu condannata a pagare alla famiglia di Mantovani 202 mila euro. Il giudice del lavoro riconobbe il nesso tra l'esposizione continuativa dell'elettricista alle polveri sprigionate dal sipario e il tumore maligno ai polmoni. «Gli stessi lavoratori specifica Tiboni dopo quel fatto, avevano chiesto un'immediata verifica da parte della dirigenza e delle autorità competenti della Fondazione. Avevano chiesto anche la tempestiva bonifica dei locali indicati». Il sindacalista chiude il suo intervento duramente, accusando Comune e Fondazione Teatro di «fingere di preoccuparsi della salute di chi va a teatro».(A.O.) 2 settembre 2009 - La Repubblica Guerra di cifre sui tagli ai prof.
Presidio sotto gli uffici del Miur Torino - Partono le manifestazioni di protesta degli
insegnanti, riuniti per un primo presidio, ieri mattina, sotto la sede dell´Ufficio
scolastico regionale in via Pietro Micca. Bandiere di Cgil, Cisl, Uil e Cub scuola ma
anche di associazioni di insegnanti e genitori preoccupati per i tagli voluti dal ministro
Gelmini a cattedre, posti per insegnanti di sostegno e per personale ausiliario. Sarebbero
ormai effettivi secondo i sindacati i 1800 posti in meno nelle graduatorie per
l´insegnamento e per 600 addetti tecnico-amministrativi. Un po´ meno di quanto
lavoratori della scuola temevano e un po´ meno delle altre regioni italiane, ma comunque
sempre una riduzione preoccupante per il migliaio di insegnanti che dopo anni di contratti
di supplenza da oggi resteranno a casa. E per la possibilità delle scuole di mantenere
l´offerta formativa. Per questa ragione, per chiedere che i numeri siano ancora rivisti,
i sindacati della scuola Cgil, Cisl e Uil, da ieri mattina presidiano, in segno di
protesta, in via Pietro Micca. «Solo a Torino saltano 332 supplenze alle elementari, 380
alle medie, 200 alle superiori - spiega Teresa Olivieri, di Cisl scuola - e in alcune
scuole le supplenze coprono il 30 per cento delle cattedre». «Chiediamo di recuperare
almeno 250 posti - continua Diego Meli di Uil - e un monitoraggio di tutti quelli che
restano senza lavoro, un numero ancora incerto». «Oltre ai 1.800 posti tagliati dalle
graduatorie permanenti - spiega Igor Piotto, di Cgil scuola - ci sono i tagli ai fondi
d´istituto. Ogni scuola, dal 2004, ha un credito con il Miur di circa 60.000 euro: soldi
che recupera accorpando classi, tagliando il sostegno, indebitandosi. O chiedendo
contributi alle famiglie, come molti istituti fanno già». Amianto alla Scala, è scontro sul
ritardo nell´opera di bonifica Milano - Gran rabbia per la figuraccia della Scala rimessa
a nuovo nel 2002 dove solo adesso si scopre l´amianto nel loggione, e grandi manovre. Il
Comune sta pensando di organizzare un concerto gratuito nel teatro per i loggionisti che
resteranno a bocca asciutta da qui alla fine di ottobre, 21 spettacoli in cartellone in
settembre e 16 in ottobre. Sono 275 i posti in meno nella seconda galleria, chiusa al
pubblico per la bonifica nel locale luci della sopravolta: l´eternit sta lì dagli anni
50-´60. Si rimuove ora, a stagione iniziata, tra disagi e scompigli. 1 settembre 2009 - Ansa SCUOLA: RDB, 3 SETTEMBRE GIORNATA LOTTA PRECARI PUBBLICI(ANSA) - ROMA, 1 SET - Riprende la mobilitazione dei precari del pubblico impiego «per dire no a un futuro a scadenza e chiedere la stabilizzazione». Due gli appuntamenti indetti dalla Rdb-Cub per giovedì 3 settembre, entrambi a Roma: il presidio dei precari della scuola davanti al ministero della Pubblica Istruzione e quello in Piazza Cavour attuato dai precari dell'Agenzia Autonoma per la Gestione dell'albo dei Segretari comunali e della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione Locale (Ages-Sspal). «Nella scuola - spiega la Rdb in una nota - i forti tagli e le controriforme del ministro Gelmini stanno producendo il licenziamento di centinaia di migliaia di precari soprattutto al sud, che da giorni protestano in cima ai tetti. Stessi rischi e stesse rivendicazioni anche per gli oltre 40 precari dell'Ages-Sspal, che il 3 settembre saranno in sciopero nazionale. L'Agenzia Autonoma per la Gestione dell'albo dei Segretari comunali e la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione locale sono due importanti enti per la promozione della buona amministrazione, che da oltre otto anni si avvalgono dei precari per svolgere le loro funzioni, senza nessun passo concreto per la stabilizzazione di un personale in possesso di tutti i requisiti di legge per l'assunzione a tempo indeterminato. Le due iniziative romane - conclude la Rdb - saranno legate dall'ideale filo rosso rappresentato dalla Beata Assunta, la cui statua verrà traslata dal presidio di piazza Cavour a quello di Viale Trastevere, per accogliere e moltiplicare l'appello delle precarie della Scuola di Benevento: 'Tutti su pei tetti!»'. CASA: REGINA ELENA; RDB, SOLIDARIETÀ A FAMIGLIE SGOMBERATE (ANSA) - ROMA, 1 SET - La Federazione nazionale Rdb-Cub esprime tutta la propria solidarietà alle 250 famiglie sgomberate questa mattina dall'Istituto Regina Elena di Roma. «Con un'ennesima spettacolare operazione di polizia - afferma Rdb-Cub - la popolazione immigrata che lì risiedeva da tempo è stata deportata in strutture inadeguate, 2/3 famiglie ammassate in spazi ristrettissimi, giustificando tutto ciò con la necessita da parte dell'Università di rientrare in possesso di questa struttura. Ci chiediamo come mai l'Università per anni non abbia sentito questo bisogno e se per caso non siamo alla vigilia di una nuova appetitosa speculazione». «Altrettanto fortemente deprecabile - prosegue il sindacato - è il fatto che il Comune, senza porsi il problema di risolvere con strumenti ed iniziative ben diverse il problema della casa a Roma, si presti a queste operazioni, deportando di fatto gli immigrati in centri assolutamente inidonei, allineandosi alla politica del Governo di centro destra: le deportazioni in città in parallelo ai respingimenti in mare? La Federazione Rdb-Cub sostiene le lotte dei movimenti per la casa a cui assicura tutto il proprio appoggio». LAVORO:RDB,MALORE PER TRE GUARDIE GIURATE IN SCIOPERO FAME (ANSA) - ROMA, 1 SET - Tre delle guardie giurate dell'Ancr-Ivu, che da sei giorni stanno facendo lo sciopero della fame in piazza san Marco, sono state colte da malore. Stamani uno di loro è stato ricoverato nell'ospedale San Giovanni di Roma. Lo fa sapere, in una nota, le Rappresentanze sindacali di base, spiegando che lo stato di salute dei tre lavoratori non desta al momento preoccupazione. Intanto il presidio dei lavoratori prosegue anche se il caldo aggrava il disagio di coloro che continuano lo sciopero. «Un terzo incontro sulla vertenza - spiega Rdb Cub - si è svolto ieri sera nella Prefettura di Roma, nel corso del quale il prefetto ha invitato i lavoratori ad aderire alla nuova Spa, prospettiva rifiutata dalle guardie giurate che respingono la precarizzazione del loro rapporto di lavoro. Il prefetto si è comunque impegnato a seguire gli sviluppi della vertenza ed ha auspicato un intervento legislativo atto a risolvere la questione». «La situazione è preoccupante - afferma Massimo Fofi della RdB - i sei lavoratori che lottano senza nutrirsi mettono a grave rischio la loro salute. Il disagio a cui hanno deciso di sottoporsi è veramente notevole e per questo abbiamo richiesto di intensificare i controlli medici». SCUOLA: TRA CATENE E MUTANDE, IN SCENA PROTESTA PRECARI/ANSA SINDACATI 'SUBITO SOLUZIONE'. SOLIDARIETÀ A PROF DA STUDENTI (ANSA) - ROMA, 1 SET - Dal Nord al Sud d'Italia si salda la protesta dei precari della scuola e per strappare l'attenzione non rinuncia al clamore: supplenti incatenati a Milano, infuriati a Napoli e Palermo, in mutande, in una sorta di Full Monty de Noantri, nella Capitale. Contestazioni, quelle del personale scolastico, sostenute dagli studenti, pronti a una mobilitazione comune, e dai sindacati che chiedono al Governo interventi immediati e, soprattutto, risolutivi. Precari e supplenti milanesi che aderiscono al «Coordinamento precari scuola 3 Ottobre» si sono incatenati davanti all'Ufficio scolastico provinciale per protestare contro i tagli effettuati dal ministro Gelmini. In provincia di Milano sono oltre mille i disoccupati tra insegnanti e personale Ata, ha denunciato via web il Coordinamento facendo notare ironicamente come il governo stia mantenendo le promesse: «il nuovo anno scolastico si apre con 43mila cattedre in meno in tutta Italia». Clima incandescente a Napoli dove i precari sono al secondo giorno di protesta di piazza contro i tagli che in Campania si traducono in quasi 8.000 posti in meno tra docenti e personale Ata. I manifestanti hanno provato a forzare il cordone dei poliziotti all'ingresso dell'Ufficio scolastico regionale, si sono registrati momenti di tensione e una donna si è sentita male. «Dal ministero arrivano segnali di apertura anche se non ancora formali» ha rassicurato il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Alberto Bottino. E sempre in Campania non mollano le insegnanti che da 4 giorni protestano sul tetto dell'ufficio scolastico provinciale di Benevento. Oggi è salito a parlare con loro il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, informandole che «Governo e Regione Campania sono impegnati alla definizione di un'intesa, in tempi brevissimi». Fermento in Sicilia: occupazione degli ex provveditorati a Palermo (dove alcuni insegnanti stanno facendo lo sciopero della fame) e Catania, presidio permanente davanti all'ufficio scolastico a Messina e manifestazioni in diverse parti della regione; i precari protestano contro la riduzione delle ore formative, prevista dal ministero della Pubblica istruzione, che nell'isola mette a rischio, secondo i sindacati, 7 mila posti di lavoro. A Roma, prendendo spunto da Full Monty, il popolare film inglese del '97, cinque supplenti in attesa di ricevere l'assegnazione per una cattedra si sono spogliati rimanendo in mutande davanti al liceo scientifico Newton per protestare - hanno spiegato - contro il loro stato di precarietà in quanto da anni non sono stati ancora messi in ruolo. I sindacati della scuola invitano il Governo a non indugiare oltre. «Sono 25.000, tra docenti, ausiliari, tecnici e amministrativi i lavoratori che quest'anno non avranno più un contratto. Ora - ha dichiarato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima - la situazione sta assumendo i connotati di una vera e propria emergenza scolastica e sociale. Chiediamo pertanto un incontro urgente con il Governo, per portare finalmente a soluzione una vertenza che altrimenti rischia di farsi esplosiva». Di situazione esplosiva parla anche la Gilda che annuncia «tutte le forme di protesta possibili» per contrastare la politica del Governo. «A soffrire maggiormente - osserva il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio - è il Mezzogiorno, dove la scure del Governo si è abbattuta in maniera più drastica». Esprime solidarietà ai precari della scuola l'Unione degli studenti auspicando che i prossimi mesi autunnali «possano vedere mobilitazioni comuni tra studenti e lavoratori della scuola per contrastare l'idea di scuola del Governo e costruire una concreta alternativa». Intanto per il 3 settembre la Rdb-Cub ha indetto un presidio dei precari davanti al ministero dell'Istruzione «per dire no a un futuro a scadenza». SCALA: AMAREZZA TRA I LOGGIONISTI PER CHIUSURA GALLERIA (ANSA) - MILANO, 1 SET - Custodi dell'amore più genuino per il loro teatro, i loggionisti della Scala non nascondono disappunto e amarezza per la temporanea chiusura della seconda galleria dovuta ai lavori di bonifica dell'amianto trovato nelle bocchette delle luci sulla sopravolta. La decisione, resa nota ieri sera dal Comune di Milano e dalla Fondazione scaligera, ha lasciato spiazzati i melomani non soltanto per il suo carattere improvviso ma soprattutto perchè metterà in seria difficoltà gli abbonati e quanti avevano già acquistato un biglietto per appuntamenti di grande rilevanza come l'inaugurazione del Festival Mi.To del 4 settembre o la prima del balletto Sogno di una notte di mezza estate con Roberto Bolle il 5. «Questa storia ci lascia davvero molto perplessi - ha affermato Marzio Pozzi, della società l'Accordo che da anni organizza le file di chi vuole aggiudicarsi un biglietto a prezzo stracciato -. Spiace constatare che di tanto in tanto la Scala scivoli su queste bucce di banana; mi piacerebbe tanto poter capire perchè sia successo». Sono tanti gli interrogativi che in queste ore riempiono di amarezza i loggisti, così come le critiche che arrivano dalla Cub (che a inizio agosto aveva mandato una raccomandata al teatro, il cui testo è pubblicato sul blog dei lavoratori della Scala, minacciando il ricorso all'avvocato se non fosse stato tolto l'amianto). Perchè durante il grande restauro del 2002 non sono state individuate quelle tracce di eternit? Perchè nel dicembre scorso, al momento del loro ritrovamento non c'è stata alcuna comunicazione al pubblico malgrado le denunce dei lavoratori? Perchè, infine, dare avvio ai lavori a stagione già avviata? A rispondere a questi interrogativi è il direttore dell'Ufficio Tecnico di Palazzo Marino Antonio Acerbo. «Nel 2002 - ha spiegato - quei fori non furono oggetto di restauro e le campionature dell'aria sono sempre state negative all'amianto. Lo scorso dicembre, appena trovate le tracce di amianto, tutti i fori sono stati incapsulati e si è deciso di provvedere alla bonifica in estate. Purtroppo c'è stato un ritardo nell'avvio ai lavori». I disagi più grandi, come detto, riguarderanno i titolari di biglietti di venduti per posti ora non più disponibili. «Ci sentiamo come color che son sospesi», fanno sapere piccati dall'associazione Amici del loggione del teatro alla Scala. Ma tra i melomani l'amore per la Scala riesce persino a soffocare la rabbia. «Voglio rendere il merito a chi lavora alla biglietteria - ha riconosciuto Pozzi - che in queste ore sta svolgendo un lavoro straordinario per assicurare un posto a chi aveva già un biglietto». Al momento sono già stati trovati 44 posti alternativi alla seconda galleria per il concerto inaugurale di Mi.To. con la Filarmonica di San Pietroburgo e tutti i logginisti hanno ottenuto, senza alcuna spesa ulteriore, una nuova sistemazione per il concerto dell'orchestra Verdi del 6 settembre. 1 settembre 2009 - Omniroma REGINA ELENA, RDB CUB: «SGOMBERI COME RESPINGIMENTI IN MARE»(OMNIROMA) Roma, 01 set - «La Federazione nazionale RdB-CUB esprime tutta la propria solidarietà alle 250 famiglie cacciate questa mattina dall'Istituto Regina Elena di Roma, struttura fatiscente, abbandonata da anni e lasciata nel degrado più estremo dopo lo spostamento al San Raffaele di tutte le attività sanitarie/ospedaliere». È quanto si legge in una nota di Rdb-Cub. «Con un'ennesima spettacolare operazione di polizia la popolazione immigrata che lì risiedeva da tempo è stata deportata in strutture inadeguate, 2/3 famiglie ammassate in spazi ristrettissimi, giustificando tutto ciò con la necessita da parte dell'Università di rientrare in possesso di questa struttura - prosegue - Ci chiediamo come mai l'Università per anni non abbia sentito questo bisogno e se per caso non siamo alla vigilia di una nuova appetitosa speculazione. Altrettanto fortemente deprecabile è il fatto che il Comune, senza porsi il problema di risolvere con strumenti ed iniziative ben diverse il problema della casa a Roma, si presti a queste operazioni, deportando di fatto gli immigrati in centri assolutamente inidonei, allineandosi alla politica del Governo di centro destra: le deportazioni in città in parallelo ai respingimenti in mare? La Federazione RdB-CUB sostiene le lotte dei movimenti per la casa a cui assicura tutto il proprio appoggio». IVU, RDB CUB: «NUOVO MALORE TRA VIGILANTES IN SCIOPERO FAME» (OMNIROMA) Roma, 01 set - «Sesto giorno di sciopero della fame per le guardie giurate dell'Ancr-Ivu, rimaste in sei dopo che questa mattina è stato colto da malore un terzo lavoratore, ricoverato all'Ospedale San Giovanni di Roma. Lo stato di salute dei tre lavoratori che hanno dovuto interrompere la protesta non desta al momento preoccupazione. Prosegue intanto il presidio in piazza San Marco, dove il caldo aggrava il disagio di coloro che continuano lo sciopero della fame». Così in una nota Rdb Cub. «Un terzo incontro sulla vertenza - si legge nel comunicato - si è svolto ieri sera presso la Prefettura di Roma, nel corso del quale il Prefetto ha invitato i lavoratori ad aderire alla nuova Spa, prospettiva rifiutata dalle guardie giurate che respingono la precarizzazione del loro rapporto di lavoro. Il Prefetto si è comunque impegnato a seguire gli sviluppi della vertenza ed ha auspicato un intervento legislativo atto a risolvere la questione». «La situazione è preoccupante - dichiara Massimo Fofi della RdB - i sei lavoratori che lottano senza nutrirsi mettono a grave rischio la loro salute. Il disagio a cui hanno deciso di sottoporsi è veramente notevole e per questo abbiamo richiesto di intensificare i controlli medici. Le istituzioni prendano atto della determinazione di questi lavoratori al 19° giorno di protesta di piazza tra Colosseo e piazza Venezia. Forti dei loro principi e della convinzione di doversi difendere dai soprusi rimangono decisi e compatti. Con la ripresa delle attività istituzionali ci aspettiamo altrettanta determinazione da parte degli organismi competenti per un esito positivo della vertenza», conclude il rappresentante RdB-CUB. 1 settembre 2009 - Apcom Immigrati/ Sgombero Regina Elena,
Rdb-Cub: Solidarietà a famiglie (Apcom) Roma - La federazione nazionale Rdb-Cub "esprime tutta la propria solidarietà alle 250 famiglie cacciate questa mattina dall'istituto Regina Elena di Roma". Lo scrive in una nota il sindacato, spiegando che si tratta di una "struttura fatiscente, abbandonata da anni e lasciata nel degrado più estremo dopo lo spostamento al San Raffaele di tutte le attività sanitarie-ospedaliere. Con un'ennesima spettacolare operazione di polizia - denuncia la sigla sindacale - la popolazione immigrata che lì risiedeva da tempo è stata deportata in strutture inadeguate, 2 o 3 famiglie ammassate in spazi ristrettissimi, giustificando tutto ciò con la necessità da parte dell'università di rientrare in possesso di questa struttura. Ci chiediamo come mai l'università per anni non abbia sentito questo bisogno e se per caso non siamo alla vigilia di una nuova appetitosa speculazione". "Altrettanto fortemente deprecabile - prosegue Rdb-Cub - è il fatto che il Comune, senza porsi il problema di risolvere con strumenti ed iniziative ben diverse il problema della casa a Roma, si presti a queste operazioni, deportando di fatto gli immigrati in centri assolutamente inidonei, allineandosi alla politica del Governo di centro destra: le deportazioni in città in parallelo ai respingimenti in mare". Immigrati/ Roma, in 150 in corteo
contro sgombero Regina Elena (Apcom) Roma - Un corteo di circa 150 persone è sfilato a Roma da via del Castro Laurenziano fino in piazza Porta Maggiore, bloccando il traffico per qualche minuto, per protestare contro lo sgombero dei padiglioni dell'ospedale Ifo-Regina Elena occupati da anni da alcune centinaia di immigrati. Oggi alle quattro, annuncia il comitato di lotta per la casa Action, si terrà un presidio davanti al Campidoglio. Parteciperà, spiega il collettivo, anche una rappresentanza delle circa 250 famiglie sgomberate, per denunciare l'inadeguatezza delle strutture di accoglienza in cui sono state condotte. 1 settembre 2009 - Dire SCUOLA. Rdb: ''Giovedì presidio al ministero dell'Istruzione'' Roma - Riprende la mobilitazione dei precari del pubblico impiego per dire no ad un futuro a scadenza e chiedere la stabilizzazione, si legge in una nota di Rdb-Cub. Giovedi' a Roma i primi due significativi appuntamenti: il presidio dei precari della scuola davanti al ministero della Pubblica istruzione, si legge, e quello in piazza Cavour attuato dai precari dell'agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e della scuola superiore di pubblica amministrazione Locale (Ages-Sspal), in sciopero nazionale indetto dalla Rdb-Cub. Il blocco della copertura del turnover con nuove assunzioni, stabilito di fatto dai provvedimenti economici approvati dal governo Berlusconi; i forti tagli degli organici e delle risorse per il servizio pubblico e, non ultime, le norme "ammazza-stabilizzazioni" del ministro Brunetta approvate col decreto anti-crisi, continua la nota, fanno si' che i costi della crisi vengano pagati proprio dalle parti piu' deboli: i precari e, indirettamente, gli utenti del servizio pubblico. Nella scuola i forti tagli e le controriforme del ministro Gelmini stanno producendo il licenziamento di centinaia di migliaia di precari soprattutto al sud, che da giorni protestano in cima ai tetti. Stessi rischi e stesse rivendicazioni anche per gli oltre 40 precari dell'Ages-Sspal, che il 3 settembre saranno in sciopero nazionale. L'agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e la scuola superiore di pubblica amministrazione locale, prosegue il comunicato, sono due importanti enti per la promozione della buona amministrazione, che da oltre otto anni si avvalgono dei precari per svolgere le loro funzioni, senza nessun passo concreto per la stabilizzazione di un personale in possesso di tutti i requisiti di legge per l'assunzione a tempo indeterminato. Le due iniziative romane saranno legate dall'ideale filo rosso rappresentato dalla Beata Assunta, conclude la nota, la cuistatua verra' traslata dal presidio di piazza Cavour a quello di Viale Trastevere, per accogliere e moltiplicare l'appello delle precarie della scuola di Benevento: "Tutti su pei tetti!". 1 settembre 2009 - Agi SCUOLA: RDB-CUB, GIOVEDI' PRESIDIO PRECARI DAVANTI MINISTERO(AGI) - Roma, 1 set. - Prosegue la mobilitazione dei precari della scuola e del pubblico impiego. RdB-Cub ha promosso due presidi a Roma giovedi' 3 settembre: uno davanti al Ministero della Pubblica Istruzione e l'altro a Piazza Cavour, dove si riuniranno i precari dell'Agenzia Autonoma per la Gestione dell'albo dei Segretari comunali e della Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione Locale (AGES-SSPAL), che saranno in sciopero. Le due iniziative romane - spiega un comunicato - "saranno legate dall'ideale filo rosso rappresentato dalla Beata Assunta, la cui statua verra' traslata dal presidio di piazza Cavour a quello di Viale Trastevere, per accogliere e moltiplicare l'appello delle precarie della Scuola di Benevento: 'Tutti su pei tetti!'". Secondo le Rappresentanze di base, "il blocco della copertura del turn over con nuove assunzioni, stabilito di fatto dai provvedimenti economici approvati dal governo Berlusconi; i forti tagli degli organici e delle risorse per il servizio pubblico e, non ultime, le norme 'ammazza-stabilizzazioni' del Ministro Brunetta approvate col decreto anti-crisi, fanno si' che i costi della crisi vengano pagati proprio dalle parti piu' deboli: i precari e, indirettamente, gli utenti del servizio pubblico". SCALA: BONIFICA AMIANTO, PER LAVORATORI CUB INTERVENTO TARDIVO (agi) Milano - (Confederazione unitaria di base) avevano
gia' lanciato un allarme sulla presenza di amianto in alcuni locali del teatro alla Scala
di Milano alla fine dello scorso anno. "Contrariamente a quanto si vorrebbe far
passare ora - ha dichiarato Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della CUB -, il
materiale tossico era stato rinvenuto proprio l'anno scorso da un gruppo di lavoratori
all'interno dei locali frequentati dalle maestranze tecniche e dai vigili del fuoco. 1 settembre 2009 - Adnkronos ROMA: RDB-CUB, SOLIDARIETÀ A 250 FAMIGLIE SGOMBERATE DA ISTITUTO REGINA ELENA Roma, 1 set. - (Adnkronos) - «La Federazione nazionale RdB-Cub esprime tutta la propria solidarietà alle 250 famiglie cacciate questa mattina dall'Istituto Regina Elena di Roma, struttura fatiscente, abbandonata da anni e lasciata nel degrado più estremo dopo lo spostamento al San Raffaele di tutte le attività sanitarie/ospedaliere». Lo dichiara in una nota la Federazione RdB-Cub. «Con un'ennesima spettacolare operazione di polizia - prosegue la nota - la popolazione immigrata che lì risiedeva da tempo è stata deportata in strutture inadeguate, 2/3 famiglie ammassate in spazi ristrettissimi, giustificando tutto ciò con la necessita da parte dell'università di rientrare in possesso di questa struttura. Ci chiediamo come mai l'università per anni non abbia sentito questo bisogno e se per caso non siamo alla vigilia di una nuova appetitosa speculazione». «Altrettanto fortemente deprecabile è il fatto che il Comune - aggiunge RdB-Cub - senza porsi il problema di risolvere con strumenti ed iniziative ben diverse il problema della casa a Roma, si presti a queste operazioni, deportando di fatto gli immigrati in centri assolutamente inidonei, allineandosi alla politica del Governo di centrodestra: le deportazioni in città in parallelo ai respingimenti in mare? La Federazione RdB-CUB sostiene le lotte dei movimenti per la casa a cui assicura tutto il proprio appoggio», si legge infine nella nota. ROMA: RICOVERATI TRE VIGILANTES ANCR-IVU IN SCIOPERO DELLA FAME Roma, 1 set. (Adnkronos) - Sesto giorno di sciopero della fame per le guardie giurate dell'Ancr-Ivu, rimaste in sei dopo che questa mattina, rendere noto Rdb-Cub, è stato colto da malore un terzo lavoratore, ricoverato all'Ospedale San Giovanni di Roma. Lo stato di salute dei tre vigilantes che hanno dovuto interrompere la protesta non desta al momento preoccupazione. Prosegue intanto il presidio in piazza San Marco, dove il caldo aggrava il disagio di coloro che continuano lo sciopero della fame. Un terzo incontro sulla vertenza si è svolto ieri sera presso la Prefettura di Roma, nel corso del quale il Prefetto, prosegue il sindacato di base, ha invitato i lavoratori ad aderire alla nuova Spa, prospettiva rifiutata dalle guardie giurate che respingono la precarizzazione del loro rapporto di lavoro. Il Prefetto si è comunque impegnato a seguire gli sviluppi della vertenza ed ha auspicato un intervento legislativo atto a risolvere la questione. «La situazione è preoccupante - dichiara Massimo Fofi della RdB - i sei lavoratori che lottano senza nutrirsi mettono a grave rischio la loro salute. Il disagio a cui hanno deciso di sottoporsi è veramente notevole e per questo abbiamo richiesto di intensificare i controlli medici. Le istituzioni prendano atto della determinazione di questi lavoratori - sottolinea Fofi - al 19° giorno di protesta di piazza tra Colosseo e piazza Venezia. Forti dei loro principi e della convinzione di doversi difendere dai soprusi rimangono decisi e compatti. Con la ripresa delle attività istituzionali ci aspettiamo altrettanta determinazione da parte degli organismi competenti per un esito positivo della vertenza», conclude il rappresentante RdB-CUB. LAVORO: BENEVENTO, SALVI 100 POSTI
NEL SERVIZIO TRASPORTO INFERMI Benevento, 1 set. - (Adnkronos/Labitalia) - Soluzione positiva per la vertenza dei 100 lavoratori del servizio trasporto infermi, denominato St1 119, dell'Asl 1 di Benevento. È stato infatti firmato oggi presso, presso gli uffici dell'assessorato del Lavoro della provincia di Benevento, l'accordo tra la società Ati Croce Amica, appaltatore uscente del servizio, e l'Ati Sa.ni.t, nuova azienda aggiudicataria del servizio, che ha assorbito i 100 operatori in carico al servizio. Al tavolo della trattativa hanno preso parte l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Nunzio Pacifico, il dirigente del settore, Luigi Velleca; i sindacalisti Felice Zinno e Fulvio Ianiro per la Cgil, Gaetano Simeone, Attilio Petrillo e Antonio Follo per la Cisl, Antonio Pagliuca e Fioravante Bosco per la Uil, Giuseppe Gentilcore per la Cub Sannita, e i rappresentanti delle società Ati Croce Amica, appaltatore uscente, e dell'Ati Sa.ni.t, azienda aggiudicataria. «Sono lieto che, auspice la provincia, si sia raggiunto un accordo su di una vertenza delicatissima - ha dichiarato l'assessore Pacifico - che garantisce, nel contempo, la continuazione, senza interruzioni, del fondamentale servizio del Sti 118 presso l'Asl Bn1, a servizio dei cittadini del Sannio. Il mantenimento degli attuali livelli occupazionali - ha sottolineato l'assessore - costituisce del resto un impegno prioritario nelle attuali politiche del lavoro che devono misurarsi con una contingenza economica davvero molto severa. Debbo dare atto, ma lo faccio volentieri, agli imprenditori e ai sindacati - ha concluso l'assessore Nunzio Pacifico - di aver lavorato in questa vicenda con spirito di collaborazione e senso di responsabilità». 1 settembre 2009 - Asca ROMA: GUARDIE GIURATE, TRE RICOVERATI A SESTO GIORNO SCIOPERO FAME(ASCA) - Roma, 1 set - Sesto giorno di sciopero della fame per le guardie giurate dell'Ancr-Ivu, rimaste in sei dopo che questa mattina e' stato colto da malore un terzo lavoratore, ricoverato all'Ospedale San Giovanni di Roma. Lo stato di salute dei tre lavoratori che hanno dovuto interrompere la protesta non desta al momento preoccupazione. Prosegue intanto il presidio in piazza San Marco, dove il caldo aggrava il disagio di coloro che continuano lo sciopero della fame. Un terzo incontro sulla vertenza si e' svolto ieri sera presso la Prefettura di Roma, riferisce una nota della Rdb-Cub, nel corso del quale il Prefetto ha invitato i lavoratori ad aderire alla nuova Spa, prospettiva rifiutata dalle guardie giurate che respingono la precarizzazione del loro rapporto di lavoro. Il Prefetto si e' comunque impegnato a seguire gli sviluppi della vertenza ed ha auspicato un intervento legislativo atto a risolvere la questione. ''La situazione e' preoccupante - dichiara Massimo Fofi della RdB - i sei lavoratori che lottano senza nutrirsi mettono a grave rischio la loro salute. Il disagio a cui hanno deciso di sottoporsi e' veramente notevole e per questo abbiamo richiesto di intensificare i controlli medici''. ''Le istituzioni prendano atto della determinazione di questi lavoratori - sottolinea Fofi - al 19* giorno di protesta di piazza tra Colosseo e piazza Venezia. Forti dei loro principi e della convinzione di doversi difendere dai soprusi rimangono decisi e compatti. Con la ripresa delle attivita' istituzionali ci aspettiamo altrettanta determinazione da parte degli organismi competenti per un esito positivo della vertenza'', conclude il rappresentante Rdb-Cub. 1 settembre 2009 - Il Messaggero.it Finito lo sgombero dell'ex Regina
Elena senza incidenti, sistemate le famiglie ROMA (1 settembre) - Centinaia di agenti e carabinieri
schierati con la divisa antisommossa in viale Regina Elena e in via Castro Laurenziano,
chiusi al traffico. Alle prime ore del giorno è iniziato lo sgombero dell'ex ospedale
regina Elena e l'operazione è finita nel primo pomeriggio. senza incidenti. I circa 500
occupanti, hanno dato vita a un corteo spontaneo che dall'ex ospedale ha raggiunto
piazzale Labicano. Dopo aver bloccato per circa 40 minuti il traffico dello snodo, i
manifestanti hanno tolto il blocco, lasciando passare auto e mezzi su rotaia. Il corteo si
è sciolto ma alcune decine di manifestanti sono ancora assembrati in via dello Scalo di
San Lorenzo, all'incrocio con via di Porta Labicana e si stanno avviando a gruppetti verso
il quartiere San Lorenzo. 1 settembre 2009 - Radio Città Aperta Alemanno dà il via alla stagione
degli sgomberi
Tensione e cariche al Regina Elena Roma - Dalle prime ore di questa mattina è iniziato lo sgombero dellospedale Regina Elena in Via Castro Laurenziano, nel cui edificio lasciato in stato dabbandono per anni nel frattempo hanno trovato un alloggio di fortuna circa 250 famiglie composte da cittadini italiani ed immigrati. Centinaia di agenti di Polizia, Carabinieri ed addirittura Finanzieri in tenuta antisommossa sono entrati allinterno dello stabile obbligando molti occupanti a lasciare lospedale a bordo di alcuni mezzi forniti dallAtac scortati dai Vigili. Quando alcune famiglie e gli attivisti del movimento di lotta per la casa hanno tentato di bloccare questo esodo forzato le forze dellordine non hanno esitato a effettuare una prima carica. Attualmente però allinterno delledificio si sono barricate alcune decine di famiglie decise a resistere allo sgombero, mentre allesterno , allangolo con Viale Ippocrate, continuano a concentrarsi attivisti dei movimenti di lotta per la casa ed occupanti di altri stabili accorsi in soccorso di quelli di Via del Castro Laurenziano. Secondo Paolo Divetta, dei Blocchi Precari Metropolitani, intervenuto in diretta ai microfoni di Radio Città Aperta, cè la possibilità che nel corso della mattinata le forze dellordine realizzino nuove cariche nel tentativo di disimpegnare una colonna di mezzi blindati bloccati attualmente dal presidio di manifestanti. "Probabilmente lintenzione dellamministrazione e della Questura era di condurre lo sgombero in maniera rapida e senza incontrare grande resistenza: agli occupanti infatti sono state offerte soluzioni alloggiative alternative in residence e nel contempo sono stati impiegati un numero altissimo di agenti di polizia. Lo sgombero di oggi potrebbe essere il primo di una lunga seria da parte di una amministrazione che considera il contrasto delle occupazioni abitative e non solo una delle sue priorità. In questi mesi infatti la destra del III municipio ha realizzato a questo proposito una raccolta di firme proprio contro loccupazione del Regina Elena ha detto Divetta che poi ha aggiunto Per questo lo sgombero di oggi va contrastato e denunciato immediatamente da tutte le componenti del movimento di lotta per la casa. Se passasse senza reazioni lintervento di oggi anche le altre occupazioni sarebbero a rischio". Lattivista dei Blocchi Precari Metropolitani ha anche annunciato lintenzione di manifestare, già oggi pomeriggio o nei prossimi giorni, sotto il palazzo del Campidoglio. Mentre continua il braccio di ferro tra occupanti e polizia, cominciano ad arrivare notizie negative dalle famiglie che hanno malgrado loro dovuto accettare di essere deportate nei residence: in molti casi in ogni appartamento sono stati stipati tre diversi nuclei familiari, mentre in altri manca l'acqua oppure gli stabili sono notevolmente degradati. 1 settembre 2009 - Il Manifesto LA CRISI DELLA SCUOLAInizio d'anno nel caos. Sit-in, presìdi e cortei in tutta Italia La decimazione dei precari Decine di migliaia restano senza posto, classi con 30 alunni e più di Francesco Piccioni Oggi riaprono le scuole. Forse, non tutte, vedremo...
Una sola cosa è sicura: ci saranno molti meno docenti e Ata (impiegati e bidelli) e tante
classi sovraffollate in più. Difficile persino avere le cifre esatte. Vengono avanzate
stime che oscillano tra i 42.000 e i 110.000 insegnanti in meno, da oggi (per gli Ata si
va dai 10 ai 15.000). Tutte persone che da anni - in molti casi più di dieci - lavorano
con contratti annuali di supplenza. Non stiamo parlando di «giovani» in attesa di
trovare la propria strada nella vita, ma di persone spesso già oltre la metà della vita
lavorativa media. 1 settembre 2009 - Il Mattino Precari della scuola, scontri per
una cattedra Finisce con gli scontri tra forze dell'ordine e insegnanti la giornata che da il via alla grande mobilitazione nel mondo della scuola salernitana. Attimi di tensione si sono registrati ieri mattina davanti all'ufficio scolastico di via Monticelli quando i docenti precari, riunitisi in un presidio dalle 9, hanno tentato di entrare nell'atrio dell'ex Provveditorato per organizzare un'assemblea permanente. Immediato l'intervento di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa che hanno subito impedito agli insegnanti di avvicinarsi agli uffici. Ne è venuto fuori uno scontro con tanto di cariche che ha segnato l'intera mattinata. Fino a tarda serata l'ufficio di via Monticelli è rimasto off limits ai docenti ribelli. Un cordone di polizia e carabinieri ha infatti sbarrato i cancelli d'entrata. Notevole il dispiegamento di forze dell'ordine in una giornata che ha emesso un altro verdetto in termini di tagli ai posti per i precari della scuola. In contemporanea con la protesta dei docenti davanti all'Usp, all'Itis Focaccia si sono svolte le procedure concorsuali per i contratti annuali del personale ausiliario scolastico. Su 975 collaboratori scolastici convocati, 724 hanno ottenuto la nomina per un taglio di 251 posti. Un'altra pesante mazzata che va ad aggiungersi quindi a quella dei 182 lavoratori Ata tagliati fuori dalle nomine di sabato scorso. E, intanto, la mobilitazione dei precari della scuola entra nel vivo. Oggi una delegazione dei Cobas di Salerno sarà ricevuta a Napoli dal dirigente dell'ufficio scolastico regionale Alberto Bottino. Domani alle 16 presidio degli insegnanti precari sotto palazzo Sant'Agostino per chiedere un incontro urgente col presidente della Provincia Edmondo Cirielli, mentre è previsto in serata un incontro dei Cobas col segretario del Pd Dario Franceschini che si fermerà a Salerno al Bar Vittoria. Agli archivi va intanto una giornata di fuoco davanti all'Usp cominciata intorno alle 10.30 quando una cinquantina di docenti tenta il blitz all'interno degli uffici dell'ex Provveditorato. «Fateci entrare, è un nostro diritto protestare», dicono. La tensione sale. Alle 10.45 scatta lo scontro con le forze dell'ordine. Volano forti spintoni. Insegnanti contro polizia e carabinieri: scene che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. «Noi abbiamo tutto da perdere - gridano all'unisono i docenti - non siamo ultras, siamo insegnanti e lavoriamo per i vostri figli». Ex Provveditorato off limits quando ormai da poco passano le 11. «Non potete entrare con l'intenzione di protestare», fanno sapere i funzionari della Questura e gli uomini della Digos. Superare il cancello all'entrata dell'ufficio di via Monticelli diventa così una impresa. E i disagi montano anche per quegli insegnanti recatisi sul posto per accertarsi di aver avuto le assegnazioni provvisorie o gli incarichi per il nuovo anno scolastico. Anche loro devono passare attraverso la trafila delle mediazioni con le forze dell'ordine. Ore 11.35. Tra i docenti inferociti scende un funzionario dell'ufficio scolastico: sarà lui a comunicare e a rendere note le liste di assegnazioni e utilizzazioni per quei docenti costretti all'esterno. «È uno scandalo, ci viene vietato di accedere ad un ufficio pubblico: non c'era bisogno di scagliarsi in questo modo contro dei semplici insegnanti» denunciano Cobas, Rdb Cub e il comitato insegnanti precari. Alle 12.50 nuovo scontro: una camionetta della polizia viene bloccata all'uscita dei cancelli da un muro di insegnanti ribelli che vengono allontanati con la forza dal cordone di agenti. Dopo ore di tensione davanti agli uffici di via Monticelli la protesta termina con un'assemblea proclamata dai Cobas che si protrae fino alle 19. L'autunno caldo della scuola ha avuto inizio. 1 settembre 2009 - Corriere del Mezzogiorno Scuola, la protesta invade la
Campania NAPOLI La protesta dei precari della scuola si
allarga a macchia dolio. Momenti di tensione allUsr di Napoli, ieri, dove
unassemblea di un centinaio di precarie è diventata occupazione degli uffici mentre
si assegnavano le immissioni in ruolo. Due gli identificati dalla polizia. Il direttore
regionale Bottino non ha voluto incontrare le manifestanti ma ha annunciato, ai
giornalisti, a porte chiuse, che non sporgerà alcuna denuncia. Proteste anche più dure a
Salerno, coi Cobas che assediano lUsp in mille e smentiscono la Provincia di
centrodestra (Cirielli) che alla Gelmini, per iscritto, nei giorni scorsi, ha parlato di
posti rubati alla città di Salerno in favore dei docenti napoletani con lassessore
Iannone. Mentre nel Sannio, che conta 500 posti in meno nelle sue scuole da
questanno, prosegue la protesta di sei precarie accampate da tre giorni sul tetto
dellUsp (ufficio scolastico provinciale) di piazza Gramazio a Benevento anche nella
notte. 1 settembre 2009 - Corriere della Sera Quinto giorno della protesta Roma - Prosegue lo sciopero della fame di nove lavoratori dellIstituto di vigilanza dellUrbe che da quasi un mese protestano contro le modalità di privatizzazione dellazienda. Ieri, al quinto giorno senza cibo nel presidio autorizzato in piazza San Marco, uno dei manifestanti, Massimo C., ha accusato un malore ed è stato ricoverato al San Giovanni per accertamenti. «Per gli altri invece proseguono i controlli medici - spiegano dalla Rdb-Cub dei vigilantes - . Delegazioni di lavoratori e loro familiari hanno consegnato lettere protocollate al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e al sindaco Gianni Alemanno con la richiesta di un intervento diretto, mentre unaltra delegazione è stata ricevuta dallassessore alle Politiche educative del Comune». 1 settembre 2009 - Il Sannio online Nomine scolastiche, le associazioni dei consumatori chiedono trasparenza Benevento - Corsi di recupero gratuiti per i bambini e i
giovani del Rione Libertà. E liniziativa annunciata ieri dalle insegnanti che
da giovedì scorso protestano presso lUfficio scolastico provinciale. "Se la
Gelmini non ci vuole, porteremo la cultura nelle strade e nelle piazze", hanno
dichiarato le docenti sannite che da sabato stazionano sul tetto della struttura integrata
di Piazzale Gramazio. 1 settembre 2009 - Il Tirreno Già trenta domande prima del via PISA - Oggi, martedì primo settembre alle ore 8,
scatterà lora «x» per la regoralizzazione di colf e badanti ma a differenza del
decreto flussi del 2007, che prevedeva una gara telematica a chi inviava per primo la
richiesta, la regolarizzazione di colf e badanti si potrà fare fino al 30 settembre. 1 settembre 2009 - La Nazione Pistoia. «SIAMO madri pronte a
lottare per il futuro dei nostri figli»... Pistoia - «SIAMO madri pronte a lottare per il futuro dei nostri figli». «Quello che mi sta accadendo è da sconcerto, ma il peggio deve ancora arrivare. Un mutuo, un figlio e un futuro da costruire». E ancora, «Si dice che il lavoro nobilita l'uomo, ma soprattutto è necessario per sopravvivere: non toglietecelo». Il loro dramma, le loro angosce, la paura di un futuro che più nero di così non si può, il loro stato d'animo, insomma, le quarantasette lavoratrici della Ser.In. l'azienda di Sant'Agostino che pochi giorni fa ha annunciato la messa in mobilità di tutte le dipendenti - lo hanno affidato a striscioni e cartelli, apposti davanti all'ingresso dell'azienda di via Galvani e sulle loro auto parcheggiate lì davanti. Ieri mattina una nutrita rappresentanza di lavoratrici, rimaste da un giorno all'altro senza lavoro e senza prospettive, hanno organizzato un presidio al quale, oltre ai rappresentanti sindacali, hanno preso parte anche alcuni esponenti delle amministrazioni, tra cui la consigliera regionale Daniela Belliti e Sergio Frosini già candidato alla presidenza della Provincia. L'AZIENDA fornisce servizi di data entry in particolare ai gruppi bancari, e trae le origini da un'azienda storica del settore presente da anni sul territorio. Nata come Cetom srl, si è sviluppata ad Agliana e fatta conoscere nel mondo bancario quando all'inizio del 2000 è entrata a far parte del gruppo Answers, cui fa capo fra l'altro il grande call center di via Galilei sempre a Sant'Agostino. Poi, di nuovo un ulteriore passaggio e cambi di ragione sociale con l'ingresso nel Consorzio Eurocis, del quale fa ancora parte, che opera nello stesso ramo ma a livello nazionale, avendo sedi anche a Bologna, Milano, Palermo, Pisa e Roma. «LE PROSPETTIVE per queste lavoratrici dice Fabio Capponi, della Filcams-Cgil sono pessime. L'azienda sembra non essere disposta a trattare e quello che non ci spieghiamo è il fatto che ad essere interessato è tutto il personale nella sua totalità presente a Pistoia, nonostante la perdita di commesse che viene dichiarato essere la causa alla base della chiusura di questa sede, rappresenti solo una parte seppur consistente, delle lavorazioni svolte in via Galvani». «DOMANI (oggi per chi legge ndr) spiega Daniele Quiriconi, segretario generale della Cgil pistoiese incontreremo il sindaco Renzo Berti e mercoledì la presidente della Provincia Federica Fratoni, per sapere cosa intendono fare». E una risposta, su come si muoveranno le istituzioni di fronte a questo ulteriore colpo all'occupazione pistoiese, l'attende anche Marco Fantozzi, del Flaica-Cub, il sindacato di base, pure presente ieri mattina al presidio davanti all'azienda di via Galvani. |