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Il Sindacato di Base e Indipendente

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02/09/09

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 31 agosto 2009


31 agosto 2009 - Julie news

Protesta Urbe, quinto giorno di sciopero della fame
di Nico Falco

Roma - E’ il quinto giorno di sciopero della fame per i vigilanti dell’Ancr-Urbe. La settimana scorsa alcuni di loro, subito ribattezzati ‘i gladiatori’, avevano occupato il terzo anello del Colosseo per protestare in seguito alla privatizzazione dell’Istituto, che avrebbe portato al taglio di 300 posti di lavoro. Successivamente, davanti alla prospettiva di un incontro tra le parti in causa, i gladiatori avevano abbandonato l’arena ma la soluzione era ancora ben lontana. Da giovedì scorso nove guardie giurate hanno ripreso la lotta; tra loro anche alcuni dei ‘gladiatori’ della precedente protesta. Il gruppo è arrivato al quinto giorno di sciopero della fame in piazza San Marco, davanti all’Altare della patria. "I trecento lavoratori dell’Istituto di vigilanza che sostengono l’iniziativa, - si legge in una nota delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb Cub), che dall’inizio hanno seguito la vicenda, - sono intenzionati a proseguire. Dopo 18 giorni di protesta di piazza non hanno tentennamenti. I colleghi che hanno smesso di mangiare hanno tutto il loro sostegno, anche se manifestano segnali preoccupanti sul versante sanitario". "Sono tutte persone sane, abituate al lavoro, - spiega un portavoce delle guardie giurate, - ma lo stress di questa situazione, aggravato dalla mancanza di alimentazione, minaccia la loro salute. Domani è il primo settembre e ci sembra giunto il momento di affrontare seriamente la nostra situazione, siamo ancora senza lavoro e senza risposte e anche Comune, Provincia e Regione devono farsi carico di questo problema sociale". La protesta si era interrotta la sera del 19 agosto, quando i sei vigilanti, dopo cinque giorni sul Colosseo, hanno deciso di scendere dal monumento; uno di loro aveva abbandonato prima il presidio per motivi di salute. La sospensione era stata decisa dopo la riunione in Prefettura, alla quale avevano partecipato tutte le sigle sindacali (malgrado l’opposizione dell’ Rdb, motivata col fatto che i sindacati confederati avevano inizialmente sottoscritto l’accordo di privatizzazione dell’istituto), la Regione, il Comune e il viceprefetto. Anche il Governo ha preso parte al nuovo tavolo interistituzionale di giovedì scorso, ma il risultato è stato definito "deludente" dai vigilantes. Il mutamento di assetto della società, riferiscono i manifestanti, comporterà per i lavoratori "condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle avute fino ad ora in quanto ente morale". In particolare, si perderebbe "il privilegio" dei versamenti Inpdap per passare all’Inps, oltre al taglio netto di 200 euro in busta paga. Laura Marsilio, assessore alle Politiche educative e scolastiche, della famiglia e della gioventù, ha ricevuto questa mattina una delegazione dei manifestanti, che hanno parlato delle condizioni in cui si trovano i bambini ed i minori delle famiglie dei lavoratori in protesta. "Ci è stata fatta richiesta di prima necessità, - fa sapere, - come acqua, pannolini e cibo per bambini, e di garantire una regolare frequenza negli asili nido e nelle scuole. Ci stiamo attivando, per quanto possibile, per assicurare nell’immediato la tutela dei minori su cui non si deve ripercuotere il disagio".


31 agosto 2009 - Il Velino

Scuola, Rdb Cub: Continua protesta dei precari

Roma, 31 ago (Velino) - "È continuata oggi la lotta del personale precario docente e Ata, con l’ennesimo presidio di protesta presso l'Itis Focaccia di Salerno dove si sono svolte le procedure concorsuali per i contratti annuali del personale ausiliario della Scuola". Lo dichiara il coordinatore provinciale Rdb Cub Pubblico impiego Pietro Di Gennaro. "Oggi – spiega - sono partiti i licenziamenti del personale ausiliario che si sommano a quelli di venerdì scorso del personale tecnico e amministrativo. Giovedì 3 settembre toccherà al personale docente, in palese violazione della circolare ministeriale n.12360 che imponeva (legge 14/2009) il completamento delle operazioni entro il 31 agosto. Stamani ci sono stati attimi di forte tensione quando le forze dell’ordine hanno deciso di chiudere l’accesso all’Ufficio scolastico provinciale. È stato impedito a numerosi precari di accedere agli uffici pubblici. Questa assurda decisione ha dato luogo ad una palese interruzione di pubblico servizio (art. 340 del Codice Penale) di cui si sono resi responsabili i dirigenti della Polizia su ordine del questore di Salerno. La stessa responsabilità è stata condivisa dal dirigente Iannuzzi che di fatto ha chiuso gli uffici al pubblico attraverso l’intervento delle Forza di Polizia". "La gestione dell’ordine pubblico a Salerno - continua l'esponente di Rdb - sta assumendo toni repressivi che non si erano mai visti, supplendo, con la forza, alla carenza di efficacia ed efficienza che il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Salerno sta ampiamente dimostrando da vari giorni. Anche oggi per alcuni è andata bene, lavoreranno quest’anno ma continuano ad essere precari. L’anno prossimo, però, il licenziamento potrebbe toccare anche a loro. I tagli si sommeranno per altri due anni. La lotta continua con proteste che dilagano in molte province italiane. La solidarietà per l’occupazione e la generalizzazione tra tutti i lavoratori della Scuola sono le parole d’ordine per la lotta che continua con un presidio permanente presso l’ex provveditorato di Salerno. Il Cub ha chiesto: di fermare i licenziamenti nella scuola assunzione di tutti i precari per la difesa, la riqualificazione e il rilancio della scuola pubblica statale e di ritirare tutti i tagli subito con l’immissione in ruolo di tutti i precari".


31 agosto 2009 - Ansa

LAVORO: MARSILIO RICEVE DELEGAZIONE GUARDIE GIURATE

(ANSA) - ROMA, 31 AGO - L'assessore capitolino alle Politiche Educative e scolastiche, della famiglia e della gioventù, Laura Marsilio, ha incontrato oggi, nella sede dell'assessorato in via Capitan Bavastro, una delegazione delle guardie giurate dell' Ancr-Ivu, per ascoltare le loro richieste riguardanti la condizione in cui si trovano i bambini e i minori delle famiglie dei lavoratori che ormai da giorni stanno portando avanti la manifestazione. Lo comunica, in una nota, il Campidoglio. «Ci è stata fatta richiesta di beni di prima necessità - fa sapere Marsilio - come acqua, pannolini e cibo per i bambini, e di garantire una regolare frequenza negli asili nido e nelle scuole. Ci stiamo attivando, per quanto possibile, per assicurare nell'immediato la tutela dei minori su cui non si deve ripercuotere il disagio».

LAVORO: RDB, GUARDIE GIURATE IN SCIOPERO FAME DA 5 GIORNI

(ANSA) - ROMA, 31 AGO - Sono al quinto giorno di sciopero della fame le nove guardie giurate dell'Ancr-Ivu che stanno protestando in piazza san Marco. Le guardie giurate, alcune delle quali avevano già manifestato in cima al Colosseo, hanno cominciato lo sciopero della fame il 27 agosto scorso in seguito al deludente esito del tavolo, hanno spiegato Le Rappresentanze sindacali di base, che si era svolto nella sede della prefettura di Roma. I trecento lavoratori dell'istituto di vigilanza che sostengono l'iniziativa fanno sapere che le nove guardie giurate sono intenzionate a proseguire lo sciopero anche se manifestano segnali preoccupanti sul versante sanitario. «Sono persone sane abituate al lavoro ma lo stress di questa situazione aggravato dalla mancanza di alimentazione minaccia la loro salute - dice un loro portavoce - domani è il primo settembre e ci sembra giunto il momento di affrontare seriamente la nostra situazione, siamo ancora senza lavoro e senza risposte, anche comune provincia e regione devono farsi carico di questo problema sociale».


31 agosto 2009 - Omniroma

IVU, RDB-CUB: «QUINTO GIORNO SCIOPERO FAME GUARDIE GIURATE»

(OMNIROMA) Roma, 31 ago - «Sono ormai al quinto giorno di sciopero della fame le nove guardie giurate dell'Ancr-Ivu, alcune delle quali avevano già manifestato in cima al Colosseo, e sono ancora intenzionate a resistere. I trecento lavoratori dell'istituto di vigilanza che sostengono l'iniziativa fanno sapere che sono intenzionati a proseguire, dopo 18 giorni di protesta di piazza non hanno tentennamenti, i colleghi che hanno smesso di mangiare hanno tutto il loro sostegno anche se manifestano segnali preoccupanti sul versante sanitario». Così una nota Rdb-Cub. «Sono persone sane abituate al lavoro ma lo stress di questa situazione aggravato dalla mancanza di alimentazione minaccia la loro salute - dichiara un loro portavoce - Domani è il primo settembre e ci sembra giunto il momento di affrontare seriamente la nostra situazione, siamo ancora senza lavoro e senza risposte, anche Comune, Provincia e Regione devono farsi carico di questo problema sociale».

IVU, RDB-CUB: LAVORATORE TERMINA SCIOPERO FAME DOPO MALORE

(OMNIROMA) Roma, 31 ago - «Al quinto giorno di sciopero della fame uno dei nove lavoratori a seguito di un malore è stato trasportato in ospedale, per gli altri proseguono i controlli medici. Diverse delegazioni di lavoratori e di parenti si sono presentate presso gli uffici del sottosegretario di stato Gianni Letta e presso gli uffici del sindaco Gianni Alemanno per ognuno è stata protocollata una lettera aperta contenente la richiesta di un intervento diretto, inoltre una terza delegazione è stata ricevuta dell'assessore alle politiche educative del comune di Roma». Lo comunica Rdb-Cub. «Nel frattempo - prosegue la nota - è giunta una nuova convocazione dall'ufficio del prefetto per il pomeriggio di oggi. Al nostro collega va il nostro ringraziamento ed un forte abbraccio, lo aspettiamo presto di nuovo tra noi, dichiarano i lavoratori».


31 agosto 2009 - Adnkronos

ROMA: SCIOPERO DELLA FAME GUARDIE GIURATE ANCR-IVU,
MALORE PER UNO DEI VIGILANTES

Roma, 31 ago. (Adnkronos) - ''Al quinto giorno di sciopero della fame uno dei nove lavoratori a seguito di un malore e' stato trasportato in ospedale, mentre per gli altri proseguono i controlli medici''. Lo comunica Rdb in merito alla protesta delle guardie giurate dell'Ancr-Ivu.«Diverse delegazioni di lavoratori e di parenti - spiega il sindacato - si sono presentate presso gli uffici del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e presso gli uffici del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Per ognuno è stata protocollata una lettera aperta contenente la richiesta di un intervento diretto. Inoltre una terza delegazione è stata ricevuta dell'assessore alle politiche educative del comune di Roma. Nel frattempo è giunta una nuova convocazione dall'ufficio del prefetto per il pomeriggio di oggi». «Al nostro collega va il nostro ringraziamento ed un forte abbraccio, lo aspettiamo presto di nuovo tra noi», dichiarano i lavoratori.

ROMA: GUARDIE GIURATE ANCR-IVU AL QUINTO GIORNO
DI SCIOPERO DELLA FAME
PROSEGUE PRESIDIO IN PIAZZA SAN MARCO

Roma, 31 ago. (Adnkronos) - Sono ormai al quinto giorno di sciopero della fame le nove guardie giurate dell'Ancr-Ivu, alcune delle quali avevano già manifestato in cima al Colosseo, e sono ancora intenzionate a resistere. I trecento lavoratori dell'istituto di vigilanza che sostengono l'iniziativa, si legge in una nota di Rdb, fanno sapere che, dopo 18 giorni di protesta di piazza, non hanno tentennamenti. I colleghi che hanno smesso di mangiare hanno tutto il loro sostegno anche se manifestano segnali preoccupanti sul versante sanitario. «Sono persone sane abituate al lavoro ma lo stress di questa situazione aggravato dalla mancanza di alimentazione minaccia la loro salute - dichiara un loro portavoce - Domani è il primo settembre e ci sembra giunto il momento di affrontare seriamente la nostra situazione, siamo ancora senza lavoro e senza risposte, anche comune provincia e regione devono farsi carico di questo problema sociale».


31 agosto 2009 - Asca

ROMA: GUARDIE GIURATE ANCR-IVU AL QUINTO GIORNO SCIOPERO DELLA FAME

(ASCA) - Roma, 31 ago - Sono ormai al quinto giorno di sciopero della fame le nove guardie giurate dell'Ancr-Ivu, alcune delle quali avevano gia' manifestato in cima al Colosseo, e sono ancora intenzionate a resistere. ''I trecento lavoratori dell'istituto di vigilanza che sostengono l'iniziativa - si legge in una nota di Rdb-Cub - fanno sapere che sono intenzionati a proseguire, dopo 18 giorni di protesta di piazza non hanno tentennamenti, i colleghi che hanno smesso di mangiare hanno tutto il loro sostegno anche se manifestano segnali preoccupanti sul versante sanitario''. ''Sono persone sane - dichiara un loro portavoce - abituate al lavoro ma lo stress di questa situazione aggravato dalla mancanza di alimentazione minaccia la loro salute, domani e' il primo settembre e ci sembra giunto il momento di affrontare seriamente la nostra situazione, siamo ancora senza lavoro e senza risposte, anche comune provincia e regione devono farsi carico di questo problema sociale''.


31 agosto 2009 - OnLine news

Ex Anni Verdi, il Consorzio Ri.Rei licenzia 193 lavoratori
Il sindacato di Base, RdB-Cub fa sapere che lavoratori e familiari degli assistiti sono pronti a riprendere la lotta

Roma - In una nota la RdB-Cub segnala quanto segue. "Senza tenere conto degli impegni assunti lo scorso 8 agosto dal Presidente della Regione Lazio Marrazzo, il quale a nome della Giunta regionale e di fronte all’intero Consiglio aveva garantito per i primi giorni di settembre la verifica della intera vertenza dei Centri ex-Anni Verdi, il Consorzio RI.REI. ha avviato le procedure di licenziamento per 193 lavoratori sui circa 450 impegnati nel servizio". Inoltre, "Gli impegni di Marrazzo - dichiara il sindacato -erano scaturiti dopo la forte protesta di lavoratori e familiari, culminata con l’irruzione all’interno dell’emiciclo del Consiglio Regionale riunito in sede di aggiustamento del bilancio. Il Presidente aveva assicurato l’esame di tutta la documentazione fornita dalla ASL e dagli altri organismi competenti, unitamente alla verifica incrociata con le denunce presentate dai lavoratori e delle associazione di familiari dei pazienti". Commenta Pio Congi, della RdB-Cub: "Alla richiesta di affidamento provvisorio alle ASL del servizio e dei lavoratori, formalizzata dalla RdB-CUB e fatta poi propria anche dai sindacati confederali, la Regione ha preso ulteriore tempo mente il Consorzio, nei fatti, la fa da padrone. I lavoratori, i familiari e la RdB-CUB sono disponibili a riprendere la lotta, ricordando ai protagonisti istituzionali gli impegni presi e vanificati da coloro che si evidenziano come i veri padroni della Sanità Pubblica", conclude l’esponente RdB-Cub.


31 agosto 2009 - Quotidiano.net

PROTESTE ANTI-GELMINI
Ancora sul tetto le insegnanti precarie. E a Napoli occupato l'Ufficio scolastico
Continua il presidio delle sette docenti precarie di Benevento, con almeno 10 anni di insegnamento alle spalle, mentre la protesta dilaga. L'ex ministro Fioroni: "Docenti trattati come parcheggiatori abusivi"

BENEVENTO, 31 agosto - E' andata avanti anche stanotte la protesta delle sette professoresse precarie che da sabato sono salite sul tetto dell'Ufficio scolastico di Benevento per protestare contro i tagli nella scuola previsti dal decreto Gelmini. Le manifestanti hanno ricevuto molti attestati di solidarietà da sindacati e no-global, che appoggiano la protesta. ‘’La forma di protesta delle sette precarie avrebbe meritato di piu’ - afferma la Cgil - Dove sono i 500 precari senza lavoro? Dove sono le famiglie di questi lavoratori? Dove sono i Sindacati che dicono di sostenere le lotte dei precari? Dove sono i Dirigenti scolastici che per i tagli rischiano di non aprire le scuole?", chiede polemicamente il sindacato.
PROTESTE ANCHE A NAPOLI
Proteste anche a Napoli, dove un gruppo di una cinquantina di docenti precari a Napoli ha occupato la sala d’attesa dell’Ufficio scolastico regionale in via Ponte della Maddalena. I precari facevano parte di un corteo di prostesta estemporaneo organizzato anche dai Cobas per i tagli al personale docente e amministrativo che in Campania tocca oltre 8mila posti di lavoro. Bloccate da oltre un’ora le attività di immissione in ruolo dei docenti. Una donna, tra le persone in attesa dei decreti di immissione in ruolo, ha avuto un leggero malore per il caldo. Sul posto la polizia. La Digos ha anche identificato diversi manifestanti. Al momento, i precari continuano a protestare all’esterno della struttura.
L'ATTACCO DELL'EX MINISTRO FIORONI
I precari non sono parcheggiatori o esercenti abusivi di una professione, ma docenti che per anni hanno istruito i nostri figli. Così Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd, ha rilanciato sul tema insegnanti precari intervenendo alle Feste del Pd. "La Gelmini ha applicato una parte della delega votata dal Parlamento con il governo Prodi che mira alla riforma del sistema di formazione degli insegnanti e insieme del sistema di reclutamento - ha aggiunto Fioroni - Peccato però che noi avevamo posto una premessa che era anche una pregiudiziale, di cui si è persa traccia, e cioè che per voltare pagina nella scuola occorre innanzitutto dare una risposta definitiva ai precari, a chi da decenni aspetta in quelle terribili liste". Sempre con il precedente governo, «avevamo previsto nel libro bianco di dare una risposta a chi era in quelle liste entro il 2013 e, contemporaneamente, di dare il via ad una seria riforma del reclutamento che bandisse dalle scuole il precariato chiudendo le graduatorie permanenti e aprendo quelle ad esaurimento - ha proseguito Fioroni - È inutile, oltre che dannoso fare solo un abbozzo dei sistema della formazione senza risolvere il problema delle graduatorie permanenti e soprattutto senza una riforma del sistema di reclutamento».


31 agosto 2009 - Il Quaderno

"Arrampichiamoci tutti!": continua la protesta delle insegnanti precarie
di Lorenzo Palmieri

Benevento - Sono ancora su quel tetto pieno di bitume, le insegnanti precarie che protestano per i tagli di posti di lavoro nella scuola. Circa 8.200 in Campania, 850 in provincia di Benevento (compreso il personale Ata e del settore amministrativo). Erano salite in sette sabato, ma una di loro è scesa giù per problemi familiari. Hanno trascorso la scorsa notte dormendo su un materassino in un pianerottolo prima della porta di accesso al terrazzo. "Faceva molto freddo, stanotte" hanno detto, qualche coperta di pile è stata d’aiuto. Questa mattina, tuttavia, si sono svegliate ancora più cariche e, dalla balconata dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Benevento, hanno visto in basso un folto gruppo di sostenitori. Tra di loro anche qualche bambino che gioca tra gli striscioni colorati. Sulla ringhiera del solaio occupato campeggia un nuovo slogan: "Arrampichiamoci tutti". La protesta tutta al femminile continua, quindi, in sei: Mariolina e Silvana, docenti di Lettere, Elvira ed Elisa, insegnanti di scuola primaria, Pina, di matematica e la più agguerrita Daniela, professoressa di francese. Diplomata al Liceo Linguistico nell’86, poi la laurea in lingue e letterature straniere conseguita all’Istituto Orientale nel 1991. Una lunga carriera quella di Daniela Basile, promotrice del CIP (Comitato Insegnanti Precari), diventata oramai il simbolo di questa protesta. Come tanti insegnanti, ha percorso le strade di tutta la provincia di Benevento a bordo della sua auto: San Bartolomeo in Galdo, Airola, Pietrelcina, San Salvatore Telesino e Benevento. "Per ottenere una seconda abilitazione – ha dichiarato al Quaderno.it - andavo la mattina a scuola e il pomeriggio, dal lunedì al venerdi, in treno a Napoli per un anno e mezzo. Giornate davvero massacranti riempite anche dall’attività di mamma". L’insegnante "occupante" ha due figli, uno di sedici e una di 12 anni". Il primogenito – ha confidato la Basile – sta per concludere la sua carriera scolastica e si è offerto di aiutare la famiglia a far quadrare lo stipendio in caso di difficoltà prolungate nel tempo. L’ultimo incarico per lingua francese, l’anno scorso, alla scuola media di San Giorgio del Sannio e al Conservatorio di Benevento. Il contratto è scaduto il 30 giugno e per quest’anno è "tutto fermo". "Le ore di seconda lingua comunitaria sono finite grazie ai tagli del Governo Berlusconi - ha aggiunto la precaria -". Sabato scorso si è tenuta una riunione straordinaria della Giunta Comunale di Benevento sul luogo della protesta, in presenza dei sindacati e del Comitato Insegnanti Precari. Patrizia Lepore, una delle docenti attiviste, ha elencato le richieste, tra cui la convocazione di un tavolo regionale per sollecitare un cambio di rotta. Le manifestanti sono ancora in lotta, in attesa di una risposta. Lì sopra, hanno anche un frigorifero per le bibite ma, assicurano, che il caldo, soprattutto nelle ore del pranzo, è difficile da sopportare. Ieri un malore per Silvana dovuto a uno sbalzo di pressione. Dopo le cure prestate dal Servizio 118 dell’Asl, ha rifiutato il ricovero e ha continuato la protesta. La vita da occupanti è difficile, l’unico refrigerio è una fontanella che le donne usano per lavarsi. "Non è un albergo a 5 stelle – ha dichiarato sorridendo Basile - , ma abbiamo anche un frigorifero portatile, qualche bibita, sacchi a pelo e coperte a sufficienza. L’unico problema è la toilette, è davvero dura abituarsi…". Il Comitato chiede l’intervento urgente della deputazione sannita, in prima fila il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli. Tanti gli attestati di solidarietà incassati dai precari in questi giorni, a partire dalle istituzioni locali: Comune e Provincia. La vicinanza assidua dei sindacati Rdb e Cgil sempre presenti sul posto e il partito della Rifondazione Comunista con il segretario cittadino Pasquale Basile, fratello di Daniela. Ma di legami parentali, in politica, ne ha altri e "alti". La cugina di Daniela è la deputata beneventana del Pdl, Nunzia De Girolamo, nonché coordinatrice provinciale del partito. L’onorevole è quindi a portata di telefono della manifestante ma, per ora, assicura Daniela, nessun contatto: "Mia cugina è sempre impegnata a Roma, l’ultimo incontro lo abbiamo avuto negli inizi di luglio presso la segreteria del Pdl a Piazza Castello, in presenza di Viespoli. Lei conosce la nostra battaglia e, spero, la condivida. Mi auguro che intervenga presto, aspettiamo un cenno da parte sua".


31 agosto 2009 - Leggo

Roma. Anno nuovo, problemi vecchi...

Roma - Anno nuovo, problemi vecchi. La scuola riapre i battenti e con lei anche le proteste: a fare da apripista saranno i più piccoli, gli asili nido comunali. «Il personale dei nidi del Comune di Roma sarà in sciopero il 28 e 29 settembre per l’intero turno - annuncia Caterina Fida, della RdB-Cub Comune di Roma – la protesta deriva dal mancato rispetto degli impegni assunti dall’amministrazione capitolina. I nidi riapriranno con tutti i problemi dello scorso anno: dalle difficoltà dovute alla riduzione degli organici, alle 9.000 famiglie che, rimaste in lista d’attesa, non sapranno a chi affidare i propri figli. Inoltre il presunto reintegro del personale avverrà, solo parzialmente, nei nidi con apertura 7-18: solo in 18 strutture su un totale di 191 nidi. Gli altri 173 nidi riapriranno con il personale ridotto e una contrazione degli orari di apertura agli utenti».(L.Loi./ass)


31 agosto 2009 - Italia Sera

Secondo una denuncia dei Cobas ‘saltati gli arretrati e la produttività
Buste paghe leggere in Campidoglio
Per le fasce B e C (-1200 Euro) per la D (-1600 Euro)

Roma - "Arriva il 27 il giorno dello stipendio per i 26.000 dipendenti del Comune di Roma (23 mila stabili 3.000 mila precari). All’apertura della busta paga l’ennesima amara sorpresa: niente arretrati contrattuali, niente produttività 2008 e niente arretrati per le indennità di categoria D! Niente dei 1.200 euro dovuti per un dipendente di Fascia B e C (impiegati) e niente dei 1.600 euro dovuti per un dipendente di Fascia D. Niente di niente". E’ quanto si legge in una nota della Rete Comune (Asbel/Cnl - Conf.Cobas - Slai/Cobas - Unicobas - SdL Intercategoriale) e Rdb. "Gli effetti sono stati visibili con il ritiro dei cedolini degli stipendi - prosegue la nota - In piena recessione economica il Comune di Roma e i suoi ‘illuminati’ amministratori hanno pensato bene di bloccare i già magri stipendi dei dipendenti (i più bassi di tutti gli impiegati pubblici), con il silenzio, complice, di Cgil, Cisl e Uil. Se continuerà così sarà necessario dichiarare lo stato di allerta sociale anche per il personale capitolino, vittima delle politiche di risparmio di un ente sempre più ostaggio di una vera e propria crisi amministrativa. Nonostante gli accordi sindacali sottoscritti prevedessero: il pagamento della produttività 2008, entro giugno 2009 (750 euro circa); il rimborso degli arretrati del contratto nazionale, entro agosto 2009 (500 euro circa); il versamento degli arretrati dell’indennità di responsabilità per i Funzionari, (350 euro circa)".

Nulla di fatto nella vertenza dei lavoratori dell’Istituto di Vigilanza
che sono anche in sciopero della fame
I ‘Gladiatori’ dell’Urbe di nuovo sotto al Colosseo
di Marino Marini

Roma - "Si è svolto ieri mattina presso la Prefettura di Roma il tavolo sulla vertenza delle guardie giurate dell'Ancr-Ivu Durante l'incontro circa 200 lavoratori dell'Istituto si sono raccolti davanti alla sede della Prefettura a sostegno della vertenza. L'esito inconcludente del tavolo ha evidenziato che il problema deve essere affrontato dal governo centrale. Le organizzazioni sindacali annunciano pertanto la ripresa delle iniziative di lotta mentre i lavoratori, che hanno lasciato Piazza Santi Apostoli, sono al momento concentrati in piazza San Marco". Questa la nota di Rdb-Cub, che di fatto rompe la tregua sancita a cavallo di ferragosto e che di fatto riapre la vertenza sindacale. Dopo l’incontro i lavoratori dell’Istituto Vigilanza dell’Urbe hanno lasciato il presidio nei pressi di Piazza Venezia per tornare al Colosseo. Seduti davanti all’Anfiteatro Flavio hanno esposto striscioni come "ai gladiatori solo parole" e "traditi dalle istituzioni", alcuni gladiatori hanno iniziato una sciopero della fame per chiedere risposte concrete sulla loro situazione lavorativa. "Ci hanno preso in giro - spiega Orfeo, uno dei gladiatori che dal 14 al 18 agosto avevano occupato il Colosseo - Il sindaco Alemanno si era impegnato in prima persona a risolvere la nostra situazione, ma a oggi nessuno ha fatto nulla e l’incontro in Prefettura è stata l’ennesima presa in giro. Se la prima volta sono riusciti a gabbarci, adesso non hanno più alibi e siamo intenzionati a proseguire lo sciopero della fame ad oltranza, finché non avremo risposte concrete sul nostro futuro". Massimo, Francesco, Giulio, Robinson, Giuseppe, Lamberto e Maurizio, hanno spiegato che hanno deciso di iniziare lo sciopero della fame in nome dei 300 lavoratori dell’istituto di Vigilanza dell’Urbe, che fa capo all’Associazione nazionale combattenti e reduci, che non hanno aderito alla privatizzazione. "Siamo lavoratori dell’ente morale - spiega uno dei gladiatori - e usufruiamo della stabilità di impiego. Quindi non potendo essere licenziati chiediamo che sia l’Associazione nazionale dei combattenti e reduci ad occuparsi della nostra posizione lavorativa". E immediate sono arrivate le reazioni politiche, tra queste quella del Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani: "L'incontro che abbiamo avuto in Prefettura per discutere del futuro dei lavoratori dell'Ancr, si è rivelato un buco nell'acqua. Purtroppo abbiamo rilevato come ci si trovi ancora in una fase interlocutoria senza risposte certe e senza la dovuta chiarezza sulla procedura adottata, ma cosa ancor più grave senza certezza di reddito per i lavoratori che hanno intrapreso questa battaglia. Evidentemente tutta l'opera di dissuasione dalla protesta della scorsa settimana è stata accolta come un palliativo, dal momento che altri sei lavoratori, amareggiati dalle continue promesse e dai frequenti rimandi, hanno iniziato uno sciopero della fame ai piedi del Colosseo" .


31 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza

SERVIZI. Gratuito
Immigrati. Una risposta per il lavoro

Vicenza - Un servizio nuovo, del tutto gratis, attivo dalle 15 alle 18 in via Zaguri 65. La Rdb - Cub Immigrazione ha attivato uno sportello di informazione ed assistenza in vista della regolarizzazione di colf e badanti dal primo al 30 settembre. Un’iniziativa per dare una risposta ed un sostegno concreto alle tante domande sia di migranti sia di datori di lavoro e per l’invio telematico delle domande.
«Questa sanitoria - sottolineano però i sindacati - esclude in modo discriminatorio gli altri settori. Per questo desideriamo lanciare un appello al governo affinché la regolarizzazione riguardi tutti».


30 agosto 2009 - Il Mattino

I tagli nella scuola
Verdetto per i precari: 182 a casa
di GIANLUCA SOLLAZZO

Salerno - A casa 182 assistenti tecnici e amministrativi regolarmente inseriti in graduatoria. Dalle operazioni di individuazione degli incarichi annuali per lavoratori precari Ata di provincia e Salerno è uscito il verdetto che il Comitato di Base della Scuola si attendeva: ovvero una riduzione delle assunzioni a tempo determinato alla vigilia del prossimo anno scolastico. Un taglio annunciato delle speranze di lavoro per molti lavoratori Ata salernitani che ieri hanno affollato la sede dell'Itis Focaccia adiacente l'Ufficio Scolastico Provinciale per rispondere alle convocazioni di rito per l'assegnazione dell'agognato posto annuale, ma che purtroppo si è trasformato in una lontana chimera. Ieri in via Monticelli si sono presentati ben 475 addetti amministrativi e tecnici. Ma di loro solo 293 sono riusciti a strappare per quest'anno l'incarico a termine in provincia o nel capoluogo. I restanti 182 sono stati costretti a un mesto ritorno a casa. Che la giornata non sarebbe stata foriera di buone notizie in molti lo avevano già intuito. Già alle 9 serpeggia all'esterno della scuola di via Monticelli il grido d'allarme dei Cobas. Dopo le 10 va in scena un sit-in per ragguagliare i presenti sugli scenari critici occupazionali nella scuola salernitana. Tutto procede sotto lo sguardo vigile della polizia e degli uomini della Digos. É Alessandro D'Auria, sempre in prima linea, a preannunciare ai colleghi che le «Speranze di trovare il posto sono basse». «La Gelmini vi manderà a casa tutti - avverte - anche chi quest'anno avrà la nomina sarà cancellato in futuro dalla scuola: l'anno prossimo ci saranno tagli per altri 90 lavoratori Ata precari che si aggiungeranno ai circa 500 di quest'anno». All'esterno la vibrante protesta, mentre nel "carnaio" dell'istituto si procede molto lentamente all'assegnazione delle nomine per i pochi fortunati. La ressa è insostenibile e l'aria viziata fa saltare i nervi. In serata arriva la presa di posizione della sigla Rdb Cub che tramite il suo rappresentante, Pietro Di Gennaro, denuncia «Le condizioni disumane in cui si sono svolte le procedure di assegnazione degli incarichi annuali». Chi resta con il peso della disoccupazione sulle spalle ha il viso corrucciato per la delusione dopo ore trascorse in mezzo alla ressa. «Ma d'altronde era già annunciato - dice Armando Battipaglia - dobbiamo lottare perché nel giro di tre anni non esisteremo più». Gli scenari preoccupanti all'orizzonte del nuovo anno di scuola stanno prendendo forma. «Non è mai accaduto che i precari della prima fascia non abbiano incarico - afferma Luigia Sellitto - nel mondo Ata si profila l'avvento della manodopera esternalizzata tramite ditte private». E la protesta monta. In settimana i Cobas preannunciano nuove iniziative di protesta: convocata nella mattinata di domani un'assemblea generale davanti all'Usp unitamente ai comitati insegnanti e Ata precari. Sarà il giorno delle nomine annuali per i collaboratori scolastici ma anche quello del rilancio della grande mobilitazione in vista dell'apertura delle scuole.


30 agosto 2009 - Liberazione

La Cgil deciderà martedì sul da farsi. Pantaleo: «Un movimento che fermi i tagli»
A lezione di sciopero: si estende nella scuola la lotta degli insegnanti
di Fabio Sebastiani
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La vera notizia è che la cifra degli esuberi nella scuola potrebbe essere molto più altra dei 18mila di cui si è parlato nei tavoli di confronto tra ministero della Pubblica istruzione e sindacati. La Cgil pretende di avere i numeri giusti dal Governo. Il tam tam degli insegnanti è già al lavoro per fare una prima ricognizione. Il tema sarà all'ordine del giorno nel prossimo "incontro tecnico" previsto per il 3 settembre. Incontro che non cambierà certo il volto dell'emergenza. Intanto, il movimento dei precari della scuola sta crescendo di giorno in giorno, soprattutto al Sud, con tante le forme di lotta. Mentre a Palermo prosegue lo sciopero della fame, e l'incatenamento, davanti a palazzo d'Orleans, sede della Giunta regionale della Sicilia, a Benevento sette insegnanti si sono arrampicati fin sopra il tetto del provveditorato agli studi (Ups) e ci resteranno fino a quando tutta questa vicenda delle espulsioni non avrà termine. Proteste sono in corso anche a Taranto, a Salerno, a Messina, a Bari. Tra le altre, anche forme fantasione come in Umbria, dove gli insegnanti che hanno vinto il "terno al lotto" dell'incarico si sono presentati a ritirare la nomina in mutande. A Belluno, un professore di educazione fisica, precario da un quarto di secolo, si è vestito da sposa per ritirare la sua nomina annuale celebrando così le "sue nozze d'argento" con il precariato. Ad accompagnarlo, alcune decine di allievi che gli tenevano il velo. Fabrizio Pra Mio, 48 anni, originario di Enna, da 25 residente a Forno di Zoldo (Belluno), bomber tra l'altro nella squadra di calcio zoldana con 265 reti, è da anni che esprime la sua protesta con i travestimenti. Con 19 anni di precariato, raccontano i giornali locali, era arrivato al primo posto in graduatoria: per festeggiare il fatto di essere arrivato in cima, si era travestito da scalatore. A 20 anni di precariato, ha indossato i panni di Eolo, dio dei venti. Successivamente, ha indossato i panni di mago Merlino: forse la magia avrebbe potuto dargli un posto fisso. Anche quest'anno invece resterà precario, con part time in due località poste su versanti diversi delle Dolomiti bellunesi. Tra i travestimenti di Pra Mio, un costume con attaccati tanti barattoli, su ognuno dei quali c'era il nome di una delle sedi scolastiche in cui ha lavorato.
Ci sono anche situazioni molto meno ironiche di questa, come a Caserta dove marito e moglie, entrambi con incarico annuale nella scuola, ieri hanno minacciato minacciando di lanciarsi nel vuoto da una finestra dell'Ufficio scolastico provinciale. I due, hanno spiegato a polizia e carabinieri, sono rimasti senza posto di lavoro. Entrambi hanno rinunciato all'incarico in una scuola di Brescia, perchè alcuni sindacalisti, secondo il racconto dei due, avrebbero detto loro che sarebbero riusciti ad entrare in graduatoria a Caserta grazie al punteggio alto. Invece non sono riusciti ad avere l'assegnazione nel casertano e sono stati esclusi dalla graduatoria di Brescia, per rinuncia. Nel 2002 l'uomo fu protagonista insieme con altri di una protesta: s'incatenò perchè il Comune non intendeva rinnovare il suo contratto a termine.
La segreteria nazionale della Flc-Cgil è pronta a dichiarare iniziative di lotta, tra cui anche lo sciopero generale. E la prima riunione utile per decidere il da farsi sarà il primo settembre.
«Siamo al caos generale - sottolinea a Liberazione il segretario generale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo -. Occorre un movimento che metta in discussione i tagli e che faccia una lotta dura. Non dobbiamo dimenticarci infatti che i tagli continueranno anche per i prossimi due anni».
Barbara Battista, della segretria nazionale della Cub-Scuola, polemizza proprio con la Cgil ricordando le vicende dell'autunno del 2008 quando «mentre il sindacalismo di base fece uno sciopero generale senza precedenti il sindacalismo confederale ha giocato benen le sue carte facendo mobilitare la scuola dopo l'approvazione del decreto Gelmini sul maestro unico». «Questo - aggiunge la Battisti - se lo ricordano gli insegnanti, soprattutto quelli che stanno ai sit in e in queste ore stanno lottando». La Cub-Scuola mette l'accento sui contratti di disponbilità, definiti una elemosina dagli insegnanti. «La Cgil ha detto che i contratti di disponibilità e le ventimila assunzioni in ruolo sono un successo della Cgil. Invece dimostrano - aggiunge la Battista - che il Governo ha bisogno di far lavorare i precari. Ma a quali condizioni? Il movimento vincerà perché sulla scuola ci giochiamo la democrazia del nostro paese. E quindi l'obiettivo è l'assunzione a tempo indeterminato dei trecentomila precari su tutti i posti disponbili perché è possibile».
Paradossale e al limite della farsa, invece, la dichiarazione del segretario della Cisl Raffaele Bonanni che di fronte alle iniziative di protesta non trova di meglio da dire che non ci sarà «un autunno caldo ma un autunno di lavoro». «Sappiamo che da lunedì dobbiamo iniziare a lavorare incessantemente per convincere tutti che la soluzione migliore in questo momento è quella di avere una sola strategia tra governo e opposizione, imprenditori e sindacati» ha aggiunto Bonanni che chiede quindi la convocazione di un grande summit tra governo e tutte le parti sociali. L'obiettivo è, udite udite, quello di «concordare» una politica economica da seguire avendo dal governo «l'indicazione sugli investimenti, selettivi, che intende effettuare» così come la garanzia di spesa su quelli già programmati.

Benevento, parla una insegnante che partecipa alla protesta
«Ormai non abbiamo davvero più nulla da perdere»

Benevento - In sette, tra insegnanti e personale amministrativo, hanno occupato ieri il terrazzo della sede dell’Ufficio scolastico provinciale di Benevento per protestare contro i tagli nella scuola. Rimarranno lassù fino a quando il Governo non ritirerà i tagli. La sera precedente un altro gruppo di precari era salito sul palco del concerto di Francesco De Gregori e Lucio Dalla, dove hanno letto un documento. Liberazione ha intervistato Daniela, che sta partecipando alla protesta.
Perché avete deciso questa forma estrema di lotta?
Perché ormai non abbiamo nulla da perdere. C’è gente che alla soglia dei 50 anni e dopo venti di precariato si vede sbattere fuori. Ti basta? In questi anni abbiamo fatto di tutto e aggiunto sempre nuovi titoli, ma il ministero spostava sempre più avanti la soglia per poter entrare nella scuola. Così è uno sfinimento. L’immissione in ruolo non arriva mai. Quest’anno la cosa grave è che non arriva nemmeno l’incarico annuale. In Campania c’è il maggior numero di tagli, circa seimila. Solo a Benevento, circa 500, e non ci sono più alternative. I tagli del governo stanno colpendo l’anello più debole, i precari.
La Gelmini ha tirato fuori il contratto di disponibilità. Cosa ne pensate?
Il contratto di disponibilità è una elemosina. Verremmo utilizzati per le supplenze. Noi ci siamo abilitati per insegnare non per rattoppare i buchi. E’ un provvedimento che ci toglie ancora una volta la dignità lavorativa. Ci sentiamo privati di tutto, e non più tutelati. Quando apro i giornali e mi sento dire che sono una professoressa terrona e somara mi sale una rabbia da non credere.
Come vi siete organizzati per reggere l’occupazione?
Ci siamo portati cibo, sali minerali e un materassino gonfiabile. Per le nostre necessità utilizziamo le buste. Sotto ci sono i volontari che ci riforniscono. Le brigate della solidarietà, per esempio, ci stanno dando una mano. Stiamo su un terrazzo catramato dove la temperatura raggiunge anche i 40 gradi.
Reazioni della gente?
Di solidarietà. I miei figli hanno detto di non mollare. I nostri figli per andare in palestra e per uscire il sabato sera debbono sperare che la mamma prenda l’incarico. Mio figlio ha 16 anni e mi ha detto di non preoccuparmi perché l’anno prossimo quando prenderà il diploma all’alberghiero ci penserà lui. Come genitore è umiliante.
Come avete deciso la squadra che è salita sul tetto?
Abbiamo raccolto adesioni volontarie. Ci siamo resi conto che le mobilitazioni non servivano più a niente. Non possono più nascondersi dietro un dito e dire che non ci sono licenziati. E noi che siamo, fantasmi?
Solidarietà dagli altri insegnanti?
Anche quelli di ruolo si sentono precari. Ci sono colleghi che sono andati in esubero addirittura sulle proprie materie. Molti sono rimasti senza cattedra. Dato che il contratto prevede che se entro due anni non trovi un’altra collocazione nella scuola vieni cacciato, allora molti verranno utilizzati nel sostegno. Ma la legge prevede che per il sostegno devi avere un titolo biennale. E il ministero dice che glielo farà conseguire in seguito. Un vero scandalo.(Fa.Seba.)


30 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza

REGOLARIZZAZIONE
BADANTI: SPORTELLO ATTIVATO DA RDB-CUB

Vicenza - Anche il sindacato Rdb-Cub annuncia di aver attivato uno sportello di informazioni-assistenza gratuita per la sanatoria relativa alle colf-badanti straniere (dal 1° al 30 settembre). Lo sportello è aperto nella sede di via Zaguri 65 dalle 15 alle 18.


29 agosto 2009 - Campania report

"Oggi sono partiti i primi licenziamenti che si sommeranno a quelli del personale ausiliario"
Scuola nel caos: continua la protesta dei precari a Salerno
"Il dirigente Iannuzzi ha già formalmente violato la circolare ministeriale n.12360"

Salerno - E’ continuata oggi la lotta del personale precario docente e Ata, con l’ennesimo presidio di protesta presso l'Itis Focaccia di Salerno, dove si sono svolte le procedure concorsuali per i contratti annuali del personale tecnico ed amministrativo della scuola. "Le condizioni di attesa sono inumane, il caldo e la ressa sono insopportabili. Non si assiste ad un concorso pubblico, ma all’apoteosi del maltrattamento su diritti e dignità delle persone. Precari ieri e oggi licenziati. I tagli sono concreti e la disperazione cresce" denunciano le Rappresentanze sindacali di Base di Salerno. "Per alcuni è andata bene quest’anno, lavoreranno ma continuano ad essere precari. L’anno prossimo, però, il licenziamento potrebbe toccare anche a loro. I tagli si sommeranno per altri 2 anni. La lotta continua. - fanno sapere ancora le RdB/CUB Federazione di Salerno - Oggi sono partiti i primi licenziamenti che si sommeranno a quelli che lunedì riguarderanno il personale ausiliario. Giovedì 3 settembre, i licenziamenti riguarderanno i docenti, in un numero enormemente maggiore rispetto al personale Ata". "Così il dirigente Iannuzzi ha già formalmente violato la circolare ministeriale n. 12360 che imponeva (legge 14/2009) il completamento delle operazioni entro il 31 agosto, arrecando danni irreparabili a chi potrebbe sperare di lavorare 10 mesi con un contratto legato alle procedure di chiamata in altre province. Altro che efficacia ed efficienza delle pubbliche amministrazioni, anche quest’anno le irresponsabilità dei dirigenti scolastici provinciali e regionali sono enormi, pagheranno con l’ennesima conferma dell’incarico e dei premi di produzione?" denuncia ancora il sindacato che annuncia per lunedì prossimo 31 agosto la ripresa della lotta presso l’Ufficio Scolastico Provinciale.


29 agosto 2009 - Il Resto del Carlino

Bologna. PER l'assessore alla Scuola...

Bologna - PER l'assessore alla Scuola di Palazzo D'Accursio, Simona Lembi, a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico rischia di aprirsi un nuovo fronte. Le Rdb vanno all'attacco per i voucher rilasciati dal Comune in favore delle famiglie che iscrivono i propri figli ai nidi privati. «Nonostante il Comune abbia messo a disposizione delle famiglie 150 voucher le richieste sono state solo 72, meno del 50%. È la dimostrazione che le famiglie preferiscono portare i loro figli al nido comunale e continuare quindi ad attendere che si liberi un posto, per l'ottimo servizio offerto». Palazzo D'Accursio, dice il sindacato di base, «invece di cambiare indirizzo, ha prorogato fino al 15 settembre i termini per la presentazione delle domande» per avere i buoni-nido.


29 agosto 2009 - La Nazione

AMMISSIONE DI INCAPACITA'
di Stefano Cecchi *

Firenze - PER migliorare la città e offrire servizi di qualità, è necessario fare una seria programmazione e non con l'improvvisazione. Una volta ogni tanto si può anche pulire tutti insieme la città, come accadrà il 12 settembre, ma le azioni momentanee non danno una risposta complessiva. Non solo. Premetto che non ho nulla contro i pensionati, che sono una risorsa della società. Ma se c'è la possibilità di dare soldi a qualcuno, meglio attivarsi verso chi non ha lavoro, verso i giovani precari e disoccupati. Tanto più il Comune non può dare lavoro ai pensionati, ma deve obbligatoriamente fare una convenzione con un'associazione no profit. Alla quale viene dato un contributo o rimborso spese. Soldi che in parte andranno agli associati che lavoreranno' con una retribuzione bassissima (3-4 euro l'ora). Giungendo così a un utilizzo improprio del volontariato. E' accaduto con i pullmini per i disabili, accade con i ragazzi che fanno servizio civile in Comune. Guadagnano 400 euro il mese e spesso sono utilizzati in sostituzione del personale. Per l'amministrazione è un modo per risparmiare e avere lavoratori a basso costo. Le associazioni, poi, sono collettori di voti, e questo non guasta ... Ma non è solo questo. A Firenze, è indiscutibile, il degrado c'è e c'è un problema di accoglienza ai turisti. Ma, perché non si studia un progetto vero, lo si finanzia, assumendo giovani e disoccupati? Si parla spesso di contrasto generazionale. E queste iniziative lo acuiscono. Tutti si dovrebbero impegnare per rendere le pensioni più adeguate, far funzionare i servizi sociali e mettere in campo attività specifiche per gli anziani. Ma è più necessario offrire lavoro a chi non ne ha.
* Coordinatore della Federazione provinciale Rdb-Cub


29 agosto 2009 - Corriere di Viterbo

"Perché non invitare i lavoratori?"
RdB polemizza sulla serata di gala a Palazzo Gentili il 3 settembre

Viterbo - "Annunciazione, annunciazione". La federazione provinciale Rdb interviene con una singolare polemica sul costo dei ricevimenti della sera del 3 settembre a Palazzo Gentili. E lo fa scrivendo una lettera in italiano tardo antico, che si parlava all’epoca di Santa Rosa. "Lo giorno 3 di settembre 2009, presso lo castello della Provincia li nobbili e le Dignitare tutte sono invitate al banchetto offerto da li Signori. Lo Popolo è pregato a non fasse veda - inizia la missiva delle rappresentanze di base -. Come nei tempi antichi, voci di corridoio ci confermano che, la sera del 3 settembre, si terrà un altro banchetto di rappresentanza pagato con i soldi pubblici, a cui verranno invitate persone certamente degne, politici di varia importanza e gradazione, qualche cavalier servente. Per non essere da meno del presidente del Consiglio, che ha spostato il G8 dalla Sardegna all'Aquila, anche la giunta provinciale avrà come ospiti alcuni studenti abruzzesi, così da poter esprimere una fattiva solidarietà". "Perché invece di fornire, in tempi di crisi, un’ostentata idea di opulenza - incalza il sindacato -, tipica dei periodi di basso impero, che certo non abbellisce l'immagine di una classe politica sprecona e disattenta, non si aprono le porte ai cittadini o quanto meno ai dipendenti.? Ci risulta che almeno alcuni lavoratori dell’ente saranno presenti, elementi della polizia provinciale utilizzati come vigilantes o corazzieri, mentre in tutta la città le forze dell'ordine sorveglieranno sulla sicurezza di noi tutti. Sappiamo che la nostra proposta è inaccettabile: questo folle sindacato che rappresentiamo avrebbe l'ardire di proporre la possibilità di guardare il passaggio della Macchina dal proprio posto di lavoro! Questione di pelle: di fronte ai cassaintegrati, alla chiusura delle aziende, alle difficoltà economiche di gran parte della cittadinanza ovviamente non è fatto divieto di divertirsi, mangiare e gozzovigliare, ma che sia fatto con i soldi propri e non con quelli dei cittadini". "Se poi qualche ‘signor pignolino’ ci volesse spiegare che sono capitoli di bilancio diversi - continua Rdb - rispondiamo che per una volta si potrebbero stornare i fondi dal capitolo bevande a quello manutenzione scuole. In conclusione, niente di illecito, semmai come sempre, inopportuno, come le consulenze pagate agli esterni quasi il doppio degli stipendi dei dipendenti, come lo sperpero di risorse per il personale di nomina politica che rende impraticabile una lineare politica delle risorse umane". "I nostri nonni dicevano che ognuno è libero di fare ciò che vuole a casa propria - conclude il sindacato -; lo vogliamo ricordare, qui la casa è di tutti, e noi lavoratori, cittadini comuni, i nostri divertimenti ce li paghiamo di saccoccia nostra".


29 agosto 2009 - Il Denaro

la crisi economica
Precari, l'impegno del Comune
Oggi il sindaco Fausto Pepe incontra i lavoratori a rischio del settore scuola Scende in campo il mondo politico ed istituzionale a sostegno dei lavoratori precari della scuola sannita. Dal primo settembre oltre 500 persone rischiano di restare a casa 'vittime' dei tagli della riforma Gelmini. Oggi pomeriggio il sindaco di Benevento Fausto Pepe incontra i rappresentanti dei docenti in agitazione
di gigi caliulo

Benevento - Oggi pomeriggio alle 18, il sindaco di Benevento Fausto Pepe e la Giunta comunale si recano presso la sede dell'Ufficio Scolastico Provinciale in Piazza Gramazio dove è previsto lo svolgimento di una riunione con i rappresentanti dei docenti che stanno svolgendo un presidio permanente.
"Siamo vicini alle preoccupazioni dei lavoratori e delle famiglie", spiega il primo cittadino di Benevento, "che in questi giorni vedono seriamente messi a rischio il proprio futuro e la propria stabilità. Nel corso della riunione che sarà aperta ad ogni utile contributo, l'Amministrazione comunale vuole recepire le istanze dei docenti e concordare efficaci azioni di intervento".
"Se è vero che la drastica riduzione dei posti di lavoro nel comparto scuola è il frutto di scelte nazionali", aggiunge il primo cittadino di Benevento, "va allo stesso tempo sottolineato come siano assolutamente diverse le ripercussioni che si registrano sui territori".
LA CGIL: COLPO MORTALE
"Il mancato incarico a 500 lavoratori della scuola tra docenti e Ata è paragonabile solo alla chiusura della più grande fabbrica del Sannio". L'amara denuncia arriva da Vincenzo Delli Veneri, segretario provinciale della Federazione Lavoratori della Conoscenza – Cgil. "Questa fabbrica", sottolinea il sindacalista, "dovrebbe produrre i saperi per i cittadini del futuro: formare i cervelli dei giovani sanniti. Come si garantisce una scuola di qualità in cui ai figli del Sannio sia possibile conseguire l'obiettivo costituzionale ed europeo del raggiungimento per tutti dei migliori risultati possibili? La parola magica è essenzializzazione: pochi docenti, poche risorse, poco personale per il funzionamento della scuola, poca sicurezza: il gioco è fatto! La scuola non deve formare, ma solo selezionare: chi non ha voglia di studiare deve andare a lavorare".
"Non ci stiamo più a questo gioco al massacro che ormai si è messo in atto da molto tempo", ribadisce di contro in una nota il sindacato Rdb-scuola di Benevento. "Riteniamo che il lavoro, stabile e sicuro, è l'elemento imprescindibile su cui fondare l'evoluzione del domani in cui oggi con la precarietà e la disoccupazione diffusa diviene inimmaginabile pensare che si possa progredire in termini di legalità e di diritti, si possa avviare una evoluzione in termini morali e dell'emancipazione sociale".
IL PRESIDIO CONTINUA
"I tagli rischiano di danneggiare la scuola su tanti aspetti. L'aumento di alunni per classe, la riduzione di orario scolastico, l'utilizzo di professori di ruolo in esubero per altre discipline. A Benevento dal 1° settembre ci saranno 550 famiglie senza un reddito. Dopo tanti anni di lavoro nella scuola, dopo aver vinto concorsi, perché non possiamo svolgere il nostro lavoro? E' un nostro diritto e questo Governo ci mette in disparte". La denuncia è di Daniela Basile, responsabile del Comitato insegnanti precari di Benevento: il comitato protesta da giovedì mattina nel piazzale antistante la sede dell'Ufficio scolastico provinciale. Il Comitato sta organizzando una raccolta fondi per sostenere coloro che non hanno uno stipendio e che non possono nemmeno usufruire dell'indennità di disoccupazione scaduta nel febbraio scorso.


29 agosto 2009 - Il Gazzettino

Venezia. Scontro in Bacino tra barchino e motoscafo Actv: guidava un bambino
Il piccolo conducente guardava la riva mentre la mamma parlava con un'altra persona. Indaga la Capitaneria di Porto
di Raffaella Vittadello

VENEZIA (29 agosto) - Chi oggi guida una barca, probabilmente ha imparato da bambino a tenere la manetta del motore. Ma la regola era che si poteva governare solo sotto l’occhio vigile di un adulto che se ne stava seduto vicino pronto ad intervenire in caso fosse necessaria qualche manovra improvvisa. Così anche il piccolo avrebbe imparato che cosa fare in situazioni di emergenza. Invece nei giorni scorsi, in base alle testimonianze rese alla Capitaneria di Porto a seguito dell’incidente tra un barchino e un motoscafo Actv accaduto in bacino San Marco, pare che alla guida ci fosse un bambino che stava guardando verso la riva anzichè di fronte a sè mentre la mamma parlava con un’altra persona. Starà alla Capitaneria di Porto accertare eventuali responsabilità, resta il fatto che ormai la laguna è diventata un caos, con tutti che si lamentano per il moto ondoso e perchè le regole non vengono rispettate, mentre poi sono gli stessi che le infrangono. Solo qualche giorno prima una gondola si era rovesciata e cinque turisti erano finiti in acqua. Rdb, il sindacato autonomo a cui aderiscono molti dei preposti al comando di Actv, ha intenzione di chiedere un incontro urgente per riproporre l’attenzione sui diritti di precedenza del servizio pubblico. Ma lancia anche un atto di autoaccusa: «O si rispettano gli orari o i limiti di velocità». Nel 2002, epoca del commissario al moto ondoso, era stata istituita una commissione mista formata da tecnici del Comune, di Actv e dipendenti del trasporto pubblico, con il compito di monitorare le principali linee di navigazione in base ai limiti di velocità appena modificati e per introdurre eventuali correttivi alle tabelle di marcia. Furono fatti degli esperimenti, era stato promesso che i monitoraggi sarebbero continuati in orari diversi della giornata, ma il risultato era stato sconcertante: i tempi "cuscinetto" al capolinea erano stati sempre rosicchiati rispetto a quelli teorici, risultando spesso insufficienti a far ripartire le corse in orario. «A distanza di sette anni non solo quella commissione è sparita - continuano i sindacalisti di Rdb - e gli orari non sono stati modificati ma sono state addirittura aggiunte delle fermate: in linea 1 c’è anche quella dell’Erbaria, con lo stesso tempo di percorrenza, sul 52 c’è la Certosa, Riva de Biasio, la Crea a Cannaregio». Insomma qualcosa non quadra. E nel frattempo il volume di traffico non fa che aumentare. «Per raggiungere Treporti da Fondamenta Nuove il tempo di percorrenza in un anno è stato ridotto di 14 minuti, di giorno, perchè si è detto che invece degli 11 km all’ora possiamo tenere i 14. Al di là del fatto che correndo si distrugge la barena, come mai di notte i tempi di percorrenza sono esattamente dimezzati visto che a svolgere il servizio ci pensa Venice By Boat?».


28 agosto 2009 - Ansa

SANITÀ:RI.REI; RDB,DA CONSORZIO PROCEDURE 193 LICENZIAMENTI

(ANSA) - ROMA, 28 AGO - «Senza tenere conto degli impegni assunti lo scorso 8 agosto dal presidente della Regione Lazio Marrazzo, il quale a nome della giunta regionale e di fronte all'intero consiglio aveva garantito per i primi giorni di settembre la verifica della intera vertenza dei Centri ex-Anni Verdi, il Consorzio Ri.Rei. ha avviato le procedure di licenziamento per 193 lavoratori sui circa 450 impegnati nel servizio». Lo ha riferito il sindacato Rdb-Cub. «Gli impegni di Marrazzo - ha proseguito il sindacato - erano scaturiti dopo la forte protesta di lavoratori e familiari, culminata con l'irruzione all'interno dell'emiciclo del Consiglio Regionale riunito in sede di aggiustamento del bilancio. Il Presidente aveva assicurato l'esame di tutta la documentazione fornita dalla Asl e dagli altri organismi competenti, unitamente alla verifica incrociata con le denunce presentate dai lavoratori e delle associazione di familiari dei pazienti». «Alla richiesta di affidamento provvisorio alle Asl del servizio e dei lavoratori, formalizzata dalla Rdb-Cub e fatta poi propria anche dai sindacati confederali, la Regione ha preso ulteriore tempo mente il Consorzio, nei fatti, la fa da padrone», ha commentato l'esponente Rdb-Cub Pio Congi.

SANITÀ:RI.REI;REGIONE,LICENZIAMENTI CONTRASTANO CON ACCORDI

(ANSA) - ROMA, 28 AGO - «L'avvio delle procedure di licenziamento da parte del consorzio Ri.Rei è in palese contrasto con gli accordi presi tra la Regione Lazio e lo stesso consorzio durante l'ultimo incontro dell'8 agosto. In quell'occasione, infatti, era stato stabilito che la Regione avrebbe esaminato tutta la documentazione per trovare, alla ripresa dei lavori, una soluzione definitiva a questa annosa e difficile vicenda». Lo ha fatto sapere la Regione Lazio. «Di fronte a una grave e immotivata accelerazione delle procedure di licenziamento da parte del consorzio», la Regione ha «ritenuto di dover convocare urgentemente, già per il pomeriggio di martedì 1 settembre, le rappresentanze sindacali».


28 agosto 2009 - Adnkronos

ROMA: GUARDIE GIURATE ANCR-IVU AL SECONDO GIORNO SCIOPERO DELLA FAME. 'ALEMANNO PROPONGA UN TAVOLO ISTITUZIONALE'

Roma, 28 ago. - (Adnkronos) - Secondo giorno di sciopero della fame per le 8 guardie giurate dell'Ancr-Ivu, sostenute dai 300 lavoratori dell'istituto di vigilanza al quindicesimo giorno di protesta in piazza. «Dopo l'inconcludente tavolo di ieri in Prefettura, si è indotti a concludere che l'attenzione espressa dalle istituzioni quando i lavoratori erano in cima al Colosseo fosse finalizzata solo a liberare il monumento e impedire che le immagini della protesta continuassero a fare il giro del mondo», spiega Massimo Fofi, rappresentante della federazione nazionale Rdb-Cub. «È ora di decidere da quale parte stare - prosegue - o con i lavoratori, o con chi ha imbrogliato, omesso, distratto». «È ora che soprattutto il sindaco Alemanno mantenga gli impegni assunti, proponendo lui un tavolo istituzionale per la ricerca della soluzione. Nel frattempo, mentre anche la Regione Lazio latita, la lotta prosegue col presidio in Piazza San Marco. Si affiancheranno altre iniziative: la fantasia non manca e i disoccupati hanno tanto tempo libero da utilizzare», conclude Fofi.


28 agosto 2009 - Omniroma

RI.REI, RDB-CUB: CONSORZIO AVVIA PROCEDURE PER 193 LICENZIAMENTI

(OMNIROMA) Roma, 28 ago - «Senza tenere conto degli impegni assunti lo scorso 8 agosto dal presidente della Regione Lazio Marrazzo, il quale a nome della Giunta regionale e di fronte all'intero Consiglio aveva garantito per i primi giorni di settembre la verifica della intera vertenza dei Centri ex-Anni Verdi, il Consorzio RI.REI. ha avviato le procedure di licenziamento per 193 lavoratori sui circa 450 impegnati nel servizio. Gli impegni di Marrazzo erano scaturiti dopo la forte protesta di lavoratori e familiari, culminata con l'irruzione all'interno dell'emiciclo del Consiglio Regionale riunito in sede di aggiustamento del bilancio. Il Presidente aveva assicurato l'esame di tutta la documentazione fornita dalla ASL e dagli altri organismi competenti, unitamente alla verifica incrociata con le denunce presentate dai lavoratori e delle associazione di familiari dei pazienti». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Alla richiesta di affidamento provvisorio alle Asl del servizio e dei lavoratori, formalizzata dalla Rdb-Cub e fatta poi propria anche dai sindacati confederali - aggiunge Pio Congi, della Rdb-Cub - la Regione ha preso ulteriore tempo mente il Consorzio, nei fatti, la fa da padrone. I lavoratori, i familiari e la Rdb-Cub sono disponibili a riprendere la lotta, ricordando ai protagonisti istituzionali gli impegni presi e vanificati da coloro che si evidenziano come i veri padroni della Sanità Pubblica».

IVU, RDB-CUB: «PROSEGUE PRESIDIO IN PIAZZA SAN MARCO»

(OMNIROMA) Roma, 28 ago - «Secondo giorno di sciopero della fame per le otto guardie giurate dell'ANCR-IVU, sostenute dai trecento lavoratori dell'istituto di vigilanza al quindicesimo giorno di protesta in piazza. Dopo l'inconcludente tavolo di ieri in Prefettura, si è indotti a concludere che l'attenzione espressa dalle istituzioni quando i lavoratori erano in cima al Colosseo fosse finalizzata solo a liberare il monumento ed impedire che le immagini della protesta continuassero a fare il giro del mondo». Lo dichiara, in una nota, Massimo Fofi, della Federazione nazionale RdB-CUB. «È ora di decidere da quale parte stare - prosegue Fofi - o con i lavoratori, o con chi ha imbrogliato, omesso, distratto. È ora che soprattutto il sindaco Alemanno mantenga gli impegni assunti, proponendo lui un tavolo istituzionale per la ricerca della soluzione. Nel frattempo, mentre anche la Regione Lazio latita, la lotta prosegue col presidio in Piazza San Marco. Si affiancheranno altre iniziative: la fantasia non manca e i disoccupati hanno tanto tempo libero da utilizzare».


28 agosto 2009 - Asca

ROMA: SCIOPERO FAME GUARDIE GIURATE
RDB-CUB, ALEMANNO MANTENGA IMPEGNI

(ASCA) - Roma, 28 ago - Secondo giorno di sciopero della fame per le otto guardie giurate dell'Ancr-Ivu, sostenute dai trecento lavoratori dell'istituto di vigilanza al quindicesimo giorno di protesta in piazza. ''Dopo l'inconcludente tavolo di ieri in Prefettura - dichiara Massimo Fofi, della Federazione nazionale Rdb-Cub - si e' indotti a concludere che l'attenzione espressa dalle istituzioni quando i lavoratori erano in cima al Colosseo fosse finalizzata solo a liberare il monumento e impedire che le immagini della protesta continuassero a fare il giro del mondo''. ''E' ora di decidere da quale parte stare - prosegue Fofi - o con i lavoratori, o con chi ha imbrogliato, omesso, distratto. E' ora che soprattutto il Sindaco Alemanno mantenga gli impegni assunti, proponendo lui un tavolo istituzionale per la ricerca della soluzione. Nel frattempo, mentre anche la Regione Lazio latita, la lotta prosegue col presidio in Piazza San Marco. Si affiancheranno altre iniziative: la fantasia non manca e i disoccupati hanno tanto tempo libero da utilizzare'', conclude il rappresentante RdB-Cub.


28 agosto 2009 - Left

La resistenza degli inquilini
A Roma rischia di esplodere una nuova emergenza abitativa. L’Enasarco ha intenzione di dismettere il suo patrimonio immobiliare. Tra le proteste degli abitanti
di Daniele Nalbone
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Diciassettemila abitazioni. Che, moltiplicate per una media di tre inquilini a immobile, fanno oltre 50mila persone. Ecco i numeri della dismissione del patrimonio della Fondazione Enasarco che nei prossimi mesi rischia di far esplodere, a Roma, la già drammatica situazione dell’emergenza abitativa. Numeri che fanno paura e che hanno portato, nella prima metà del 2009, migliaia di persone in piazza a manifestare contro i vertici dell’ente previdenziale degli agenti di commercio. Municipio per municipio, il sindacato Asia Rdb ha organizzato incontri con gli inquilini che dal 1973 abitano negli immobili Enasarco per discutere le linee di resistenza da adottare per fronteggiare la futura dismissione e contestare l’accordo firmato da Sunia e Unione Inquilini che ha fissato il prezzo di vendita degli immobili alla cifra media dell’agenzia del territorio, scontata del 30 per cento. «Noi chiediamo la revisione dell’accordo» denuncia Angelo Fascetti di Asia Rdb «che il valore venga calcolato sul prezzo minimo dell’agenzia del territorio e che lo sconto sia del 40 per cento, oltre alla tutela delle famiglie che non potranno acquistare». Continua, quindi, il brutto momento per l’immagine di Enasarco dopo il crac, soprattutto mediatico, della presidenza Porreca, arrestato nel 2006 nell’ambito delle inchieste sui "furbetti del quartierino" per aver intascato quasi un milione di euro da Stefano Ricucci come acconto dei 60 milioni di euro (una cifra pari al 2 per cento del valore del patrimonio immobiliare Enasarco) che l’immobiliarista avrebbe dovuto corrispondere a Sergio Billè, allora presidente di Confcommercio, a Donato Porreca, allora presidente di Enasarco, e al suo collaboratore, Fulvio Gismondi. «I tre mi parlarono della gara che avrebbe dovuto fare l’Enasarco per la gestione del patrimonio immobiliare della Fondazione» raccontò Ricucci agli inquirenti nel corso degli interrogatori sul tentativo di scalata al gruppo Rcs. «In numerosi incontri» continua «mi venne fornita tutta la documentazione necessaria per partecipare alla gara. Io, in cambio, avrei corrisposto ai tre la somma di 60 milioni. Come acconto versai 3 milioni di euro su un conto indicatomi da Gismondi. La somma sarebbe poi stata così ripartita: 40 per cento a Billè, 40 a Porreca e 20 per cento a Gismondi. Poi tutto saltò a causa delle indagini e della volontà di Gismondi e Porreca di vendere il patrimonio a Pirelli». E così, niente alienazione da parte della Fondazione Enasarco del suo patrimonio per 1,8 miliardi di euro al "furbetto del quartierino". Resta, però, la volontà della cassa di previdenza degli agenti e dei rappresentanti di commercio di alienare il proprio, immenso, patrimonio. Una decisione, questa, discutibile dal punto di vista della gestione economica della Fondazione visto che il bilancio bonsuntivo per l’esercizio 2008, approvato dal consiglio di amministrazione lo scorso 26 giugno, parla di un saldo previdenziale in attivo (6,6 milioni di euro). A questo dato va aggiunto che il risultato economico dell’esercizio è positivo per 142 milioni (+27 per cento rispetto al 2007) e la gestione immobiliare, «evidenzia un saldo positivo di 73 milioni di euro» con i canoni di locazione che «sono passati da 116 a 119 milioni di euro per effetto della rivalutazione Istat». Ma qui iniziano i dolori per gli inquilini: «con l’obiettivo di incrementare tale rendimento», si legge nella relazione del Cda, «la Fondazione ha approvato il progetto di dismissione del patrimonio immobiliare». Ma che tipo di investimenti farà la Fondazione Enasarco con tutti questi milioni a disposizione? Un’idea, dal 18 giugno scorso, gli inquilini se la sono fatta: l’Enasarco, quel giorno, ha comunicato di aver partecipato all’acquisto della galleria "Alberto Sordi", la ex galleria Colonna, per 180 milioni di euro. Il prestigioso immobile è stato venduto dalla famiglia Toti, attraverso la cessione delle quote della "Società immobiliare Colonna ’92", al fondo immobiliare Donatello, gestito da "Sorgente Sgr". Quel giorno il presidente di Enasarco Brunetto Boco commentò così il grande acquisto: «Abbiamo compiutoun altro passo importante verso la riqualificazione del nostro patrimonio immobiliare. Siamo particolarmente orgogliosi di essere stati determinanti nell’investimento che ha consentito al Fondo di Sorgente di acquistare un immobile storico battendo la concorrenza straniera». Ma per riabilitare un’immagine tanto danneggiata non è certo sufficiente acquistare qualche immobile di pregio. Soprattutto quando si decide di correre il rischio di "inimicarsi" 17mila famiglie di inquilini dei propri palazzi. Per questo, ad aprile, «in concomitanza con l’ipotesi di avviare la completa dismissione del patrimonio immobiliare» si legge nel Piano di comunicazione per Enasarco di cui siamo entrati in possesso, «la Fondazione si è rivolta a Image Building per farsi supportare nella comunicazione con l’obiettivo di riposizionare la percezione dell’Ente nei confronti dei propri interlocutori». Ecco allora che la Fondazione decide di stanziare 2,2 milioni di euro da dividere fra la Rai (600mila euro), Mediaset (800mila euro) e altri canali per spot da 30" per due settimane. Questi soldi si andranno ad aggiungere ai 400mila euro per il circuito stampa, con particolare attenzione a testate quali Il Sole 24 Ore e Finanza & Mercati. Ovviamente non sarà dimenticato il web: è in corso di elaborazione «un preciso piano di difesa che consenta prima di monitorare la situazione dei principali siti, blog, giornali online e valutare la posizione di Enasarco, per poi passare al contrattacco». In pratica, come se ci si trovasse in una guerra per la conquista del favore dell’opinione pubblica. Una guerra in cui non sono ammessi prigionieri. E allora ecco che per tranquillizzare gli inquilini sulla bontà della Fondazione è stata elaborata una precisa strategia di comunicazione con «strumenti mirati» per i quali Enasarco investirà una cifra ridicola (per le loro casse) ma (sempre secondo loro) sufficiente «per raggiungere il target preso in oggetto (leggasi, inquilini)»: 90mila euro. Con uno studio preventivo dell’inquilinato, «con l’obiettivo di avere una mappatura chiara per una più corretta comunicazione», con volantinaggi e la comunicazione porta a porta fatta di affissioni interne ai condomini «aventi come oggetto gli aggiornamenti circa gli accordi con le organizzazioni sindacali degli inquilini», e con un utilizzo della radio «in quanto estremamente trasversale e con la possibilità di una pianificazione su questo canale non troppo onerosa (altri 130mila euro)» si potrà acquistare il consenso dei futuri acquirenti. E vissero tutti felici e contenti. Gli inquilini con dei volantini affissi nelle loro future case. Enasarco con 4,5 miliardi di euro nelle sue casse per un patrimonio di 3 miliardi. Anche se la Fondazione continua a ripetere che il reale valore degli immobili "allo stato libero" è di oltre 6 miliardi. Beneficenza? Magnanimità? O forse solamente "dispiacere" per il fatto che questi appartamenti non sono "allo stato libero" ma occupati da inquilini dal 1973?


28 agosto 2009 - TRC giornale

Ri.Rei. licenzia 193 dipendenti

Roma - "Senza tenere conto degli impegni assunti lo scorso 8 agosto dal Presidente della Regione Lazio Marrazzo, il quale a nome della Giunta regionale e di fronte all'intero Consiglio aveva garantito per i primi giorni di settembre la verifica della intera vertenza dei Centri ex-Anni Verdi, il Consorzio RI.REI. ha avviato le procedure di licenziamento per 193 lavoratori sui circa 450 impegnati nel servizio". Lo sostiene la Rdb Cub. "Gli impegni di Marrazzo - aggiunge la Rdb Cub - erano scaturiti dopo la forte protesta di lavoratori e familiari, culminata con l'irruzione all'interno dell'emiciclo del Consiglio Regionale riunito in sede di aggiustamento del bilancio. Il Presidente aveva assicurato l'esame di tutta la documentazione fornita dalla ASL e dagli altri organismi competenti, unitamente alla verifica incrociata con le denunce presentate dai lavoratori e delle associazione di familiari dei pazienti".


28 agosto 2009 - Notiziario Italiano

SCIOPERO DELLA FAME PER PROTESTA
Lavoratori della Urbe: si torna a scioperare

ROMA - Tornano a far parlare di loro le guardie giurate dell’Istituto di vigilanza Urbe. Si protesta di nuovo contro il riassetto della società, che prevede minori garanzie per circa 300 delle 900 guardie giurate in organico. Per questo, un gruppo di lavoratori, ha iniziato uno sciopero della fame sotto al Colosseo. La decisione è giunta dopo che questa mattina il tavolo sulla vertenza in Prefettura, dove erano presenti: il Vice Prefetto De Rosa, il Capo di Gabinetto del vice Sindaco del Comune di Roma Nardi, Nobili per l’assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, Mariani Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio e le organizzazioni sindacali RdB-CUB, SdL Intercategoriale e Sinalv-Cisal, non si sono ottenuti gli esiti sperati. I sindacati hanno chiesto la presenza dell’ANCR che però non ha partecipato. Durante l’incontro circa 200 lavoratori dell’Istituto si sono raccolti davanti alla sede della Prefettura a sostegno della vertenza. "L’esito inconcludente del tavolo", sottolinea in una nota il sindacato Rdb Cub, "ha evidenziato che il problema deve essere affrontato dal governo centrale. Per questo chiediamo un intervento del governo a soluzione della vertenza, che permetta di continuare a lavorare con gli stessi diritti e requisiti già posseduti".


28 agosto 2009 - Il Mattino

Benevento. Oggi nuova giornata calda per l’Ufficio scolastico provinciale...

Benevento - Oggi nuova giornata calda per l’Ufficio scolastico provinciale, dove sono già in corso le (poche) operazioni di nomina a tempo indeterminato dei docenti per scorrimento delle graduatorie permanenti, e prendono il via questa mattina le operazioni di utilizzazione, assegnazione provvisoria e immissione in ruolo (sempre da graduatorie permanenti) del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario. Collaboratori e assistenti amministrativi possono dirsi più fortunati, in termini di tempistica, rispetto ai docenti che attendono di sapere se il 1° settembre dovranno prendere servizio o meno nell’abituale sede di titolarità: chi ha chiesto un’assegnazione o un’utilizzazione interprovinciale saprà di averla o non averla ottenuta solo il 31 agosto, e in questo secondo caso potrebbe trovarsi anche a dover raggiungere una sede lontana, magari un’isola, nell’arco di poche ore. Un grande disagio, certamente, ma nulla a che vedere rispetto al dramma delle centinaia di precari che quest’anno vedono ridotte ai minimi termini la loro speranza di ottenere un’incarico annuale: secondo le stime fatte dal sindacato, i posti da assegnare non sarebbero più di 40/42 contro i circa 400 dello scorso anno. Situazione difficile anche per il personale Ata: secondo la Flc-Cgil, complessivamente saranno cancellati circa cancellati 500, una situazione, dice il responsabile provinciale Vincenzo Delli Veneri, «paragonabile solo alla chiusura della più grande fabbrica del Sannio. La prima piccola differenza è che questa fabbrica dovrebbe produrre i saperi per i cittadini del futuro: formare i cervelli dei giovani sanniti. La seconda differenza, anch'essa non marginale, è che per 500 famiglie del Sannio non ci sarà lo stesso reddito prodotto negli ultimi 10, 15, 20 anni: non stiamo parlando più di precari, ma di disoccupati privi di ammortizzatori sociali previsti, invece, per la grande industria». Prosegue, quindi, il presidio presso l’Ufficio scolastico provinciale e, nel pomeriggio, nel centro della città (ieri si è tenuto davanti alla sede del Giudice di pace). «Il presidio - si legge in una nota della federazione provinciale Rdb/Cub - è di fondamentale importanza per informare e sensibilizzare, in maniera compita, la cittadinanza sui temi della scuola, della precarietà in generale».(m.s.p.)


28 agosto 2009 - Il Tempo

I «gladiatori» sono tornati a protestare davanti al monumento
Vigilantes sul Colosseo, via allo sciopero della fame
Seduti davanti al Colosseo ed esponendo striscioni come «ai gladiatori solo parole» e «traditi dalle istituzioni», alcuni gladiatori hanno iniziato lo sciopero della fame per chiedere risposte concrete sulla loro situazione lavorativa

Roma - «Ci hanno preso in giro - spiega Orfeo, uno dei gladiatori che dal 14 al 18 agosto avevano occupato il Colosseo - Il sindaco Alemanno si era impegnato in prima persona a risolvere la nostra situazione, ma ad oggi nessuno ha fatto nulla e l'incontro in Prefettura è stata l'ennesima presa in giro. Se la prima volta sono riusciti a gabbarci, adesso non hanno più alibi e siamo intenzionati a proseguire lo sciopero della fame ad oltranza, finché non avremo risposte concrete sul nostro futuro». Massimo, Francesco, Giulio, Robinson, Giuseppe, Lamberto e Maurizio, hanno spiegato che hanno deciso di iniziare lo sciopero della fame in nome dei 300 lavoratori dell'istituto di Vigilanza dell'Urbe, che fa capo all'Associazione nazionale combattenti e reduci, che non hanno aderito alla privatizzazione. «Siamo lavoratori dell'ente morale - spiega uno dei gladiatori - e usufruiamo della stabilità di impiego. Quindi non potendo essere licenziati chiediamo che sia l'Associazione nazionale dei combattenti e reduci ad occuparsi della nostra posizione lavorativa».


28 agosto 2009 - La Repubblica

La denuncia
Buste paga rivolta in Comune "Manca il premio di produttività"
di CARLO PICOZZA

Roma - «Per i ventiseimila dipendenti del Comune, il 27 è passato senza aumenti contrattuali né premio di produttività in busta paga». La denuncia arriva dai sindacati "di base" (uniti in Campidoglio nella ReteComune-Rdb). Ma Cgil, Cisl, Uil precisano: «Il contratto è stato firmato a fine luglio: gli aumenti saranno in busta paga a settembre». «Però», ammettono, «il premio di produttività sarebbe già dovuto essere corrisposto». Si tratta di 750 euro di media per il 2008: la contropartita dell´efficienza nella produzione dei servizi.
«Nonostante accordi e contratto», critica Massimo Reggio della ReteComune-Rdb, «non è arrivato un centesimo in più». «Se in buona fede», è la replica dei "confederali", «nessuno dei dipendenti di Comuni, Province, Regioni e della sanità pubblica - in tutto un milione e 100 mila addetti - si aspettava ad agosto i soldi di un contratto firmato a luglio». «Erano attesi però», rilancia il reggente provinciale della Cisl Funzione pubblica, Mauro Giuliattini, «il premio di produttività e, per i funzionari, i 350 euro di indennità di responsabilità». «Noi firmatari del contratto che rappresentiamo il grosso dei dipendenti», spiega Giuliattini, «abbiamo sollecitato gli assessori al Personale di Comune, Provincia e Regione, di aggiornare gli stipendi con gli arretrati contrattuali e, per il Campidoglio, di corrisponderli a settembre insieme al premio di produt-tività e all´indennità di respon-sabilità».


28 agosto 2009 - Il Sannio Quotidiano

La protesta dei precari: «Un licenziamento di massa»

Benevento - "Il più grande licenziamento di massa della storia: 20.000 in Italia, 8.200 in Campania, 500 a Benevento". In un manifesto le cifre della protesta dei precari sanniti del comparto scuola che hanno avviato ieri mattina il sit-in a Piazzale Gramazio dove ha sede l’Ufficio Scolastico Provinciale. "Proprio oggi, mentre si svolgeva il presidio – commentano i promotori della protesta – una lunga fila di docenti attendeva di conoscere il proprio destino sperando di rientrare tra i 41 "fortunati" che avranno l’immissione in ruolo per le attività didattiche del nuovo anno scolastico, a fronte dei 550 precari. La portata del problema è evidente già da questi semplici numeri. Oltre cinquecento persone senza lavoro equivalgono a oltre cinquecento famiglie senza certezze se non quella di andare incontro a una vita senza dignità. Ma ciò che chiediamo con la nostra iniziativa non è semplicemente che qualcuno ci assicuri un posto di lavoro. La stabilità occupazionale è importante perchè è il segno di una società che funziona e che vuole davvero crescere. Le vane promesse del passato e le scriteriate scelte attuali – concludono i portavoce dei precari sanniti – vanno in tutt’altra direzione". Tra i motivi della contestazione c’è la riduzione del tempo scuola per tutti gli ordini, la creazione di pluriclassi nella scuola primaria e di classi sempre più affollate nelle secondarie, l’utilizzo di professori di ruolo in esubero per altre discipline. E, ovviamente, la mancanza di qualsiasi prospettiva per i molti precari del comparto scuola, non soltanto docenti. A supporto della protesta anche le organizzazioni sindacali di categoria, tra le quali la Rdb Cub che denuncia: "A Benevento dal 1° settembre la riforma scolastica produrrà una perdita di lavoro e di reddito per oltre 550 famiglie. L’anno scorso sono stati 450 gli incarichi annuali ai docenti per ogni ordine e grado. Non ci stiamo più a questo gioco al massacro che ormai si è messo in atto da molto tempo". In serata i manifestanti si sono trasferiti in Piazza Risorgimento dove è stato allestito un gazebo inizialmente previsto nei giardini della Prefettura. La protesta andrà avanti ad oltranza.


28 agosto 2009 - L'Eco di Bergamo

Gleno, rischio licenziamenti
Il Comune: pronti a verifiche

Cercare un'alternativa al licenziamento che da gennaio riguarderà 14 lavoratori del «Gleno». Le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) della casa di riposo hanno incontrato ieri mattina, negli uffici di via San Lazzaro, il nuovo assessore comunale alle Politiche sociali Leonio Callioni. Indicazioni ben definite, in tal senso, non sono emerse dal colloquio ma l'Amministrazione ha comunque mostrato attenzione per il problema. «Abbiamo chiesto all'assessore di attivarsi - ha detto Fiorangela Agustoni, coordinatrice Rsu - nei confronti del consiglio di amministrazione e della presidenza della Fondazione della casa di ricovero, affinché siano prese in considerazione le proposte alternative rispetto ai licenziamenti. Esse spaziano dalla riqualificazione e ricollocazione interna dei lavoratori, all'utilizzo degli ammortizzatori sociali nei casi in cui ai diretti interessati manchi un anno o due per andare in pensione. Chiediamo che sia verificata la volontà di raggiungere questi risultati. In tal senso l'assessore ci ha mostrato ampia disponibilità». All'incontro anche Giulio Pennacchia della Cisl Funzione pubblica, Manuela Leoni della Uil-Fp e Giuseppina Rachiele delle Rdb-Cub. «Riferirò del colloquio al sindaco - ha detto l'assessore Leonio Callioni - per verificare se esistono dei margini di trattativa. C'è un grandissimo rispetto per il dramma di chi rischia di rimanere senza lavoro».


27 agosto 2009 - Julie news

Roma: guardie giurate fanno sciopero della fame sotto al Colosseo
di Antonio Rispoli
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Roma - Continua a Roma la lotta sindacale delle guardie giurate dell'Ancr-Ivu. Delusi dall'andamento delle trattative sindacali, ritenute troppo statiche, i vigilantes hanno deciso di cominciare uno sciopero della fame, sotto al Colosseo. Nel frattempo, continua il presidio a piazza San Marco. A questo punto i vigilantes chiedono che ad intervenire sia direttamente il governo centrale, dato che gli enti locali preposti non stanno agendo per la risoluzione della vicenda.
Questi vigilantes appartengono alla stessa società a cui appartenevano coloro che si arrampicarono sul Colosseo e vi restarono per giorni, per protestare la loro condiizone. Infatti, poichè la loro società sta passando dalla proprietà pubblica a quella privata, i dipendenti sono costretti a scegliere se restare e perdere tutti i loro scatti di anzianità (con una perdita sullo stipendio che puà arrivare a 200 euro) oppure andarsene.


27 agosto 2009 - Ansa

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; RDB, RIPARTE LA MOBILITAZIONE

(ANSA) - ROMA, 27 AGO - Riparte la mobilitazione delle guardie giurate dell'Ancr-Ivu, alcune delle quali erano salite nei giorni scorsi sul Colosso per protestare contro la privatizzazione dell'istituto di sorveglianza, perchè, ha detto il sindacato Rdb (Rappresentanze sindacali di base) è risultato «inconcludente il tavolo in prefettura». Questa mattina, ha spiegato il sindacato, si è svolto nella prefettura di Roma un incontro a cui hanno preso parte il vice prefetto De Rosa, il capo di gabinetto del vice sindaco del Comune di Roma Nardi, un rappresentante dell'assessorato al lavoro della Provincia di Roma, il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Marinai e le organizzazioni sindacali RdB-Cub, SdL Intercategoriale e Sinalv-Cisal. I sindacati hanno chiesto la presenza dell'Ancr che non ha partecipato. Durante l'incontro circa 200 lavoratori dell'istituto si sono raccolti davanti alla sede della prefettura a sostegno della vertenza. «L'esito inconcludente del tavolo - è spigato in una nota delle Rdb - ha evidenziato che il problema deve essere affrontato dal governo centrale. Le organizzazioni sindacali annunciano pertanto la ripresa delle iniziative di lotta mentre i lavoratori, che hanno lasciato piazza Santi Apostoli, sono al momento concentrati in piazza San Marco».

LAVORO: PROTESTA COLOSSEO;RDB,COMINCIATO SCIOPERO DELLA FAME

(ANSA) - ROMA, 27 AGO - Otto guardie giurate della società Ancr-Ivu hanno cominciato uno sciopero della fame davanti al Colosseo in seguito, al deludente esito del tavolo, hanno spiegato Le Rappresentanze sindacali di base, che si è svolto questa mattina nella sede della prefettura di Roma. Tra gli otto lavoratori due sono tra quelli che di recente erano saliti e rimasti per giorni sul monumento. Le guardie giurate si sono recate davanti all'anfiteatro Flavio, dove da giorni, stazionano per protesta altri colleghi, con circa cento altri dipendenti. Un altro gruppo di lavoratori continua il presidio in piazza San Marco. Le guardie giurate, come hanno reso noto le Rdb, chiedono un intervento del governo a soluzione della vertenza, che garantisca di continuare a lavorare con gli stessi diritti e requisiti già posseduti.

COMUNI: ROMA; RDB, NON PAGATI ARRETRATI A DIPENDENTI

(ANSA) - ROMA, 27 AGO - «Il Comune di Roma non paga gli arretrati ai dipendenti. Arriva il 27, giorno dello stipendio per i 26.000 lavoratori capitolini (23 mila stabili e 3.000 mila precari) ma all'apertura della busta paga c'è l'ennesima amara sorpresa: niente arretrati contrattuali, niente produttività 2008 e niente arretrati per le indennità di categoria D. Niente dei 1.200 euro dovuti per un dipendente di fascia B e C (impiegati) e niente dei 1.600 euro dovuti per un dipendente di fascia D». La segnalazione arriva dalle Rappresentanze sindacali unitarie della 'reteComune' delle Rdb. «Gli effetti - è spiegato in un comunicato del sindacato - sono stati visibili con il ritiro dei cedolini degli stipendi. In piena recessione economica il Comune di Roma e i suoi amministratori hanno pensato bene di bloccare i già magri stipendi dei dipendenti (i più bassi di tutti gli impiegati pubblici). Se continuerà così sarà necessario dichiarare lo stato di allerta sociale anche per il personale capitolino, vittima delle politiche di risparmio di un ente sempre più ostaggio di una vera e propria crisi amministrativa». Il sindacato sostiene che «gli accordi sindacali prevedevano il pagamento della produttività 2008, entro giugno 2009 (750 euro circa); il rimborso degli arretrati del contratto nazionale, entro agosto 2009 (500 euro circa); il versamento degli arretrati dell'indennità di responsabilità per i funzionari, da dicembre 2008 (350 euro circa)».


27 agosto 2009 - Omniroma

IVU, TAVOLO IN PREFETTURA: «GLADIATORI» IN PRESIDIO

(OMNIROMA) Roma, 27 ago - Un presidio di circa 200 lavoratori dell'Ancr-Ivu è in corso da pochi minuti sotto la sede della Prefettura, in via IV novembre, in concomitanza con l'apertura del tavolo sulla vicenda dei dipendenti della Vigilanza dell'Urbe, sette dei quali, ribattezzati «gladiatori», la scorsa settimana, salirono sul Colosseo per una protesta riguardante le loro condizioni di lavoro. Al tavolo partecipano, oltre al prefetto Pecoraro e rappresentanti istituzionali capitolini, gli assessori al lavoro di Provincia e Regione, Massimiliano Smeriglio e Alessandra Ribaldi. Insieme a loro ci sono i rappresentanti sindacali di Rdb-Cub, SdL, Sinalv-Cisal. «I lavoratori chiedono garanzie occupazionali come il mantenimento delle condizioni salariali e di anzianità precedenti alla privatizzazione dell'ente», dicono dal sindacato. I lavoratori hanno fatto sapere che, se l'esito dell'incontro di oggi non sarà favorevole alle loro richieste, organizzeranno altre forme di lotta estreme pari a quelle dell'occupazione del Colosseo dove rimasero circa una settimana arrampicati all'ultimo anello e qualcuno di loro fu costretto al ricovero ospedaliero per malori. Il presidio davanti alla prefettura, che si sta svolgendo al momento in maniera pacifica, non è autorizzato.

IVU, RDB-CUB: «ESITO INCONCLUDENTE TAVOLO PREFETTURA»

(OMNIROMA) Roma, 27 ago - «Si è svolto questa mattina presso la Prefettura di Roma il tavolo sulla vertenza delle guardie giurate dell'Ancr-Ivu Durante l'incontro circa 200 lavoratori dell'Istituto si sono raccolti davanti alla sede della Prefettura a sostegno della vertenza. L'esito inconcludente del tavolo ha evidenziato che il problema deve essere affrontato dal governo centrale. Le organizzazioni sindacali annunciano pertanto la ripresa delle iniziative di lotta mentre i lavoratori, che hanno lasciato Piazza Santi Apostoli, sono al momento concentrati in piazza San Marco». È quanto si legge in una nota Rdb-Cub.

COMUNE, RETECOMUNE-RDB: «NIENTE ARRETRATI PER I DIPENDENTI»

(OMNIROMA) Roma, 27 ago - «Arriva il 27 il giorno dello stipendio per i 26.000 dipendenti del Comune di Roma (23 mila stabili 3.000 mila precari). All'apertura della busta paga l'ennesima amara sorpresa: niente arretrati contrattuali, niente produttività 2008 e niente arretrati per le indennità di categoria D! Niente dei 1.200 euro dovuti per un dipendente di Fascia B e C (impiegati) e niente dei 1.600 euro dovuti per un dipendente di Fascia D. Niente di niente». È quanto si legge in una nota della Rete Comune (Asbel/Cnl - Conf.Cobas - Slai/Cobas - Unicobas - SdL Intercategoriale) e Rdb. «Gli effetti sono stati visibili con il ritiro dei cedolini degli stipendi - prosegue la nota - In piena recessione economica il Comune di Roma e i suoi 'illuminatì amministratori hanno pensato bene di bloccare i già magri stipendi dei dipendenti (i più bassi di tutti gli impiegati pubblici), con il silenzio, complice, di Cgil, Cisl e Uil. Se continuerà così sarà necessario dichiarare lo stato di allerta sociale anche per il personale capitolino, vittima delle politiche di risparmio di un ente sempre più ostaggio di una vera e propria crisi amministrativa. Nonostante gli accordi sindacali sottoscritti prevedessero: il pagamento della produttività 2008, entro giugno 2009 (750 euro circa); il rimborso degli arretrati del contratto nazionale, entro agosto 2009 (500 euro circa); il versamento degli arretrati dell'indennità di responsabilità per i Funzionari, da dicembre 2008 (350 euro circa)».


27 agosto 2009 - Apcom

Lazio/ Roma, guardie giurate: sciopero della fame sotto Colosseo
Incontro "deludente" in prefettura, riparte la protesta

Roma, (APCOM). Sciopero della fame. Con questa iniziativa riprende la lotta delle guardie giurate che, a difesa del posto di lavoro, hanno già occupato l'anello più alto del Colosseo per 5 giorni. Lo annuncia l'Rdb-Cub, spiegando che "dopo il deludente esito del tavolo che si è svolto questa mattina presso la prefettura di Roma, 8 guardie giurate dell'Ancr-Ivu si sono recate sotto al Colosseo ed hanno dato inizio allo sciopero della fame. Con loro circa cento altri dipendenti, mentre un altro gruppo di lavoratori continua il presidio in Piazza San Marco". Le guardie giurate chiedono "un intervento del Governo a soluzione della vertenza, che garantisca loro di continuare a lavorare con gli stessi diritti e requisiti già posseduti".

Lazio/ Roma,protesta guardie giurate,Rdb-Cub: Riparte mobilitazione
"Inconcludente" l'incontro di oggi in Prefettura

Roma, (APCOM). Fumata nera al tavolo sulla vertenza relativa alle guardie giurate Ancr-Ivu, svoltosi in Prefettura di Roma, dopo la clamorosa protesta di dieci giorni fa sul Colosseo. "L'esito inconcludente del tavolo - fanno sapere i rappresentanti dell'RdB-Cub - ha evidenziato che il problema deve essere affrontato dal governo centrale". Le organizzazioni sindacali annunciano "la ripresa delle iniziative di lotta", mentre i lavoratori, che hanno lasciato Piazza Santi Apostoli, sono al momento concentrati in Piazza San Marco a Roma. Durante l'incontro, circa 200 lavoratori dell'Istituto si sono raccolti davanti alla sede della Prefettura a sostegno della vertenza. All'incontro hanno preso parte esponenti della Prefettura, del Comune di Roma, dell'assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, della Regione Lazio e i sindacati RdB-Cub, SdL Intercategoriale e Sinalv-Cisal. I sindacati hanno chiesto la presenza dell'Ancr, l'istituto di vigilanza, che non ha partecipato.


27 agosto 2009 - Asca

ROMA: GUARDIE GIURATE ANCR-IVU IN SCIOPERO FAME SOTTO AL COLOSSEO

(ASCA) - Roma, 27 ago - Torna la mobilitazione delle guardie giurate dell'Ancr-Ivu. ''Dopo il deludente esito del tavolo che si e' svolto questa mattina presso la Prefettura di Roma - riferisce l'RdB-Cub - 8 guardie giurate dell'Ancr-Ivu, insieme a circa cento altri dipendenti, si sono recati sotto al Colosseo e hanno dato inizio allo sciopero della fame. Intanto un altro gruppo di lavoratori continua il presidio in Piazza San Marco''. Le guardie giurate, conclude la nota, ''chiedono un intervento del governo a soluzione della vertenza, che garantisca loro di continuare a lavorare con gli stessi diritti e requisiti gia' posseduti''


27 agosto 2009 - Adnkronos

ROMA: NUOVO TAVOLO IN PREFETTURA SU LAVORATORI IVU,
LA PAROLA PASSA AL GOVERNO

Roma, 27 ago. - (Adnkronos) - Si e' svolto questa mattina presso la Prefettura di Roma il tavolo sulla vertenza delle guardie giurate dell'Ancr-Ivu a cui hanno preso parte il Vice Prefetto De Rosa, il Capo di Gabinetto del vice Sindaco del Comune di Roma Nardi, Nobili per l'assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, Mariani Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio e le organizzazioni sindacali RdB-Cub, Sdl Intercategoriale e Sinalv-Cisal. I sindacati hanno chiesto inoltre la presenza dell'Ancr, che pero' non ha partecipato. Durante l'incontro circa 200 lavoratori dell'Istituto si sono raccolti davanti alla sede della Prefettura a sostegno della vertenza. L'esito inconcludente del tavolo ha evidenziato che il problema deve essere affrontato dal governo centrale. Le organizzazioni sindacali annunciano pertanto la ripresa delle iniziative di lotta mentre i lavoratori, che hanno lasciato piazza Santi Apostoli, sono al momento concentrati in piazza San Marco.


27 agosto 2009 - Il Mattino

Benevento. Mentre l’Ufficio scolastico provinciale si appresta...

Benevento - Mentre l’Ufficio scolastico provinciale si appresta al tour de force per completare in tempo tutte le operazioni necessarie all’avvio delle lezioni (ieri sono state pubblicate le graduatorie definitive per le assegnazioni e le utilizzazioni del personale Ata, il 31 dovrebbero essere definite assegnazioni e utilizzazioni dei docenti), si mobilita il fronte dei precari che, a causa della riduzione degli organici e delle nuove modalità di formazione delle classi, rischiano di restare invano in attesa di una supplenza. Secondo una stima del comitato sannita, nella provincia di Benevento quest’anno saranno in 550 a non ottenere un incarico, «550 famiglie con figli dal primo settembre in mezzo una strada, mutui non più onorati, figli da mantenere, auto da fermare». Ecco perchè dalle 9 alle 17 oggi è in programma un presidio davanti alla sede dell’Usp, che dalle 17 alle 24 si sposterà nei pressi della Prefettura. E domani si replica: «Non molleremo - spiegano i precari - e smetteremo di presidiare solo quando non arriveranno proposte risolutive». Intanto giungono i primi attestati di solidarietà: l’organizzazione sindacale di base CUB Scuola e la federazione provinciale RdB/CUB di Benevento hanno annunciato l’adesione al presidio permanente organizzato dal comitato insegnanti precari «per manifestare il dissenso contro una riforma della scuola che come unici effetti avrà soltanto un numero impressionante di tagli al personale, una diminuzione drastica della qualità della formazione e dell'insegnamento ed un progressivo trasformarsi della scuola pubblica in azienda privata che consentirà l'accesso all'istruzione soltanto a chi potrà permetterselo».


27 agosto 2009 - Il Mattino di Padova

MONSELICE. Lavoratori Riciclo senza busta paga

MONSELICE - Il lavoro è ripreso. La busta paga, però, non arriva. Non si chiude la vicenda del Centro Riciclo. «La cooperativa Mylog non ha pagato gli stipendi di luglio - accusa Gianni Boetto, sindacalista dell’Adl Cobas -. I lavoratori non hanno ricevuto né la busta paga, né il rimborso 730 atteso. Adesso stiamo avviando procedure legali. Mylog gioca sporco, perché non ha fatto loro avere nemmeno la busta paga».(f.se.)


26 agosto 2009 - Agi

SCUOLA: RDB/CUB, NUOVI INCARICHI ASSEGNATI A CASO

(AGI) – Lamezia Terme (Catanzaro), 26 ago. – "Dopo la pubblicazione dei mutamenti degli incarichi dei dirigenti scolastici, pubblicati dall’Ufficio scolastico regionale Calabria, stiamo assistendo a una querelle che vede coinvolti a vario titolo da una parte alcuni dirigenti scolastici e dall’altra l’Usr: infatti alcuni dirigenti scolastici si sono visti sorprendentemente assegnare nuove e altre sedi, senza che siano stati rispettati minimamente il contratto integrativo nazionale". E’ quanto afferma il coordinamento regionale Rdb/Cub Scuola Calabria, che ha sede a Lamezia Terme, in una lettera indirizzata al ministero dell’istruzione, all’Ufficio scolastico regionale, agli assessori della pubblica istruzione provinciale e regionale e ai sindaci dei comuni calabresi. "Appare evidente – afferma il sindacato di categoria – che questi mutamenti d’incarico, abbiano il carattere della pura casualita’ e della sponsorizzazione, senza avere come minimo comune denominatore la scuola. E’ indiscutibile che in tutta la regione, disattendendo i criteri concertati con le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto sono stati premiati i dirigenti scolasticii intoccabili: l’unico risultato e’ stato quello di aumentare a dismisura il contenzioso, il ricorso al giudice del lavoro, il forte rischio di un fermo amministrativo e contabile nelle varie istituzioni scolastiche".


26 agosto 2009 - Caserta 24 Ore

Salerno. Occupato L’ufficio Scolastico Provinciale
OGGI OCCUPATO L’UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI SALERNO. DOMANI, PRESIDIO DI PROTESTA ALLA PROVINCIA DI SALERNO

Salerno - Stamani durante il presidio all’USP di Salerno dei docenti ed ATA precari, un gruppo di lavoratori è salito sul tetto, con striscioni e megafono, per far sentire forte la protesta del mondo della scuola e delle famiglie contro i devastanti tagli che hanno colpito la Scuola della nostra provincia. La protesta è durata un paio d’ore, durante le quali i funzionari della digos hanno fatto di tutto per costringere i manifestanti a scendere. Ci sono stati momenti di tensione e trattative tra la polizia ed i precari, sotto gli occhi delle telecamere e dei giornalisti. Alla fine i lavoratori sono scesi dal tetto, dopo aver ottenuto un incontro con il Prefetto di Salerno. Alle 13.00 una delegazione dei manifestanti ha incontrato il prefetto che si è reso disponibile a rappresentare le istanze dei precari che hanno generato la protesta di questa mattina. E’ stato consegnato al prefetto un documento elaborato dal presidio permanente dei precari sullo stato della scuola salernitana e sulle richieste urgenti per la difesa e il rilancio della scuola pubblica.Alle 17.00 l’assemblea dei precari , non avendo ancora avuto risposta alla richiesta di incontro con il presidente della Provincia Cirielli, ha così deciso di sciogliere il presidio e di riconvocarsi domani mercoledì 26 alle ore 08.30 sotto il palazzo della Provincia.
Comitato insegnanti precari e ATA Salerno e provincia - Cobas Scuola Salerno - Patto di Base (Confederazione Cobas, RdB Cub, SDL)


26 agosto 2009 - Il Tempo

La protesta annunciata dai sindacati per 28 e 29 settembre contro la riduzione di personale e orario
Nidi, si riparte con lo sciopero
Circa novemila i bimbi in attesa per un posto negli asili comunali

Roma - Ancora pochi giorni di vacanza per gli studenti capitolini, piccoli e grandi. Dal primo al 15 settembre è infatti previsto il rientro scaglionato sui banchi di scuola dal nido al liceo. I primi saranno proprio i bimbi da zero a tre anni ma il loro non sarà un rientro tranquillo. A scendere già di nuovo sul piede di guerra il sindacato di base Rdb-Cub che ha annunciato lo sciopero del personale dei nidi del Comune di Roma per i prossimi 28 e 29 settembre per l'intero turno di lavoro. Sotto accusa non solo la lista d'attesa che anche quest'anno conta 8.659 bambini che rimarranno così a casa, ma anche la riorganizzazione dell'organico che, secondo i rappresentanti di categoria, si trasformerà in una riduzione del personale e dunque in una penalizzazione dei servizi, a partire dall'orario "ridotto" di un'ora rispetto allo scorso anno in 173 nidi su 191. «A settembre i nidi riapriranno con tutti i drammatici problemi dello scorso anno - denuncia Caterina Fida della RdB Cub del Comune - dall'evidente difficoltà nella gestione del servizio dovuta alla riduzione degli organici, all'incapacità di dare una risposta alle novemila famiglie che non sapranno a chi affidare i propri figli. Inoltre, il presunto reintegro del personale dichiarato dall'assessore Marsilio avverrà solo parzialmente nei nidi con apertura 7-18, vale a dire solo in 18 strutture su un totale di 191 nidi. Quanto ai costi, l'amministrazione ancora non ha fornito i conti relativi al servizio e non ha mostrato alcun interesse ad avviare meccanismi di controllo per la riduzione degli sprechi. Per questo abbiamo proclamato lo sciopero, che verrà preceduto nella prima settimana di settembre da un'assemblea pubblica di tutto il personale dei nidi e dei genitori». Insomma, temperature alte nei nidi capitolini previste ancora per tutto l'autunno.


26 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza

PALAZZO TRISSINO. Sulle posizioni organizzative e il part-time
Sindacato e Comune continua la polemica
Raniero-Rdb Cub risponde all’assessore Ruggeri: «Reazione intimidatoria, offensiva e scomposta»

Vicenza - Posizioni organizzative e regolamento part-time: continua il botta e risposta tra Rdb Cub Enti locali di Vicenza da un lato, assessore al personale Tommaso Ruggeri e direttore generale Simone Maurizio Vetrano dall’altro. La lettera inviata da questi ultimi a tutti i dipendenti comunali ha suscitato ulteriori critiche da parte del coordinatore provinciale Germano Raniero, che l’ha definita «una reazione scomposta, offensiva e intimidatoria». «È evidente - sottolinea - la fretta nel far approvare un regolamento part-time illegittimo dalla giunta, due giorni dopo averlo presentato ad un tavolo sindacale di fine luglio. L’amministrazione, forse, scorda che ci sono norme e tempi che vanno rispettati, se non si vuole incorrere nel rischio di denuncia per attività antisindacale, reiterata nel tempo».
«Dato che quando scriviamo i nostri comunicati e volantini di denuncia lo facciamo con cognizione di causa, e difficilmente possiamo essere accusati di dire falsità, come purtroppo è avvenuto - continua - abbiamo chiesto il ritiro della delibera di giunta che approva il nuovo regolamento part-time, perché concedeva quest’ultimo alle posizioni organizzative in violazione al contratto nazionale, e perché inseriva un piccolo comma con cui l’amministrazione si garantiva massima discrezionalità nel concederlo per non meglio precisate motivazioni di servizio».
Altro punto oggetto di polemica la spartizione del fondo per le posizioni organizzative. «Nell’incontro sindacale del 27 luglio scorso - sostiene Raniero - l’assessore ha portato al tavolo la delibera di giunta approvata dieci giorni prima. Ci chiediamo quindi con chi sia stata verificata la proposta e il suo gradimento».
«Sul tema - conclude - abbiamo già consumato fiumi d’inchiostro e non vale la pena che ci ripetiamo: vogliamo piuttosto puntare l’indice sulle motivazioni addotte, che fanno francamente sorridere».

Sospesa l’agitazione «Ma solo fino a quando vedremo il prefetto»

Vicenza - Cgil, Cisl e Uil - dopo aver letto attentamente la delibera approvata lunedì dal Consiglio di amministrazione dell’Ipab - hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione fino al giorno in cui avverrà l’incontro in prefettura, per cui il prossimo 10 settembre. Ma con qualche distinguo. In una nota - firmata da Giancarlo Puggioni, in rappresentanza di tutte e tre le segreterie confederali - si legge «che i sindacati non sono comunque disponibili ad affrontare la questione degli organici, senza aver chiarito su quali obiettivi, con quali strumenti e, soprattutto, con quali risorse e standard, l’Ipab erogherà i servizi che i cittadini chiedono per i prossimi anni».
Inoltre Cgil, Cisl e Uil ritengono sia opportuno conoscere gli indirizzi e le decisioni che verranno prese in sede regionale sul futuro delle Ipab , dal momento che in Consiglio è in discussione una proposta di legge per la loro trasformazione. «Senza dimenticare che la Regione non si è ancora dotata - prosegue la nota - di un piano socio-sanitario e sul personale dell’Istituto è, a tutt’oggi, aperta una vertenza sulle festività infrasettimanali che dovrebbe essere risolta quanto prima rivendicando il contratto nazionale che prevede per il personale dipendente il diritto di recupero delle giornate festive infrasettimanali lavorate».
In sostanza tutto è rimandato, i tredici dipendenti resteranno al loro posto, ma all’Istituto di contrà S. Pietro si chiede una maggiore chiarezza, soprattutto in merito agli obiettivi futuri. Trasparenza che dovrà essere discussa e valutata assieme al prefetto e al Comune.
Nel frattempo c’è da registrare la posizione di Germano Raniero, rappresentante dei Rdb-Cub il quale dichiara che la sospensione della delibera era una scelta obbligata dopo che si è dimostrato che era irregolare. «I giochi dell’Ipab - prosegue Raniero - sono più pesanti , ma non ne devono far le spese nè i lavoratori, nè gli assistiti . L’incontro con il prefetto sarà importante per valutare il ruolo assistenziale dell’Ente, che non deve diventare una succursale sanitaria dell’ospedale».(C.R.)


26 agosto 2009 - Il Messaggero

Roma. L’anno scolastico non è ancora cominciato,
ma già scoppia la prima grana sindacale...
di LUCA BRUGNARA

Roma - L’anno scolastico non è ancora cominciato, ma già scoppia la prima grana sindacale, legata al personale degli asili comunali: due giornate di sciopero sono state proclamate, per il 28 e 29 settembre, per l’intero turno di lavoro. «La protesta, sostenuta dalla RdB-Cub, è dovuta dal sostanziale mancato rispetto degli impegni assunti sulla vertenza dall’amministrazione capitolina», si legge in una nota dell’organizzazione sindacale.
«A settembre i nidi del Comune di Roma riapriranno con tutti i drammatici problemi dello scorso anno scolastico - dichiara Caterina Fida, della RdB-Cub Comune di Roma - Dall’evidente difficoltà nella gestione del servizio dovuta alla riduzione degli organici, all’incapacità di dare una risposta alle 9.000 famiglie che, rimaste in lista d’attesa, non sapranno a chi affidare i propri figli».
«Dopo le pressanti proteste del personale - prosegue la rappresentante RdB-Cub - culminate nello sciopero del 18 maggio scorso al quale aderirono anche numerose famiglie, il Consiglio comunale aveva approvato all’unanimità il potenziamento dell’offerta pubblica e il reintegro delle unità lavorative decurtate in virtù di precedenti accordi sindacali».
«La Giunta Alemanno - secondo la sindacalista RdB-Cub - continua invece a perseguire una deleteria logica di smantellamento del servizio pubblico a favore di un privato che, senza alcun controllo, gestisce pezzi sempre più ampi del servizio. Inoltre - puntualizza Fida - il presunto reintegro del personale dichiarato dall’assessore Marsilio avverrà, e solo parzialmente, nei nidi con apertura 7-18 , vale a dire solo in 18 strutture su un totale di 191 nidi. Gli altri 173 nidi riapriranno con il personale ridotto ed una contrazione degli orari di apertura agli utenti».
«La riduzione del personale - spiega la sindacalista - sarà così fatta pagare alle famiglie, ai bambini e al personale stesso, quest’ultimo costretto a un maggior ed insostenibile carico di lavoro ed una flessibilità completamente slegata dai progetti educativi. Quanto ai costi, l’amministrazione ancora non ha fornito i conti relativi al servizio e, nonostante le numerose denunce della RdB, non ha mostrato alcun interesse ad avviare meccanismi di controllo che possano realmente ridurre gli sprechi».
«Per questo la RdB-Cub del Comune di Roma ha proclamato lo sciopero, che verrà preceduto nella prima settimana di settembre da un’assemblea pubblica di tutto il personale dei nidi e dei genitori», conclude Fida.


26 agosto 2009 - Il Giornale

Sciopero: asili nido comunali chiusi il 28 e il 29 settembre

Roma - Sciopero negli asili nido romani il 28 e 29 settembre prossimi. La protesta, sostenuta dalla RdB-CUB, deriva dal «sostanziale mancato rispetto degli impegni assunti sulla vertenza dall’amministrazione capitolina». «A settembre i nidi del Comune di Roma riapriranno con tutti i drammatici problemi dello scorso anno scolastico - dichiara Caterina Fida, della RdB-CUB Comune di Roma -. Dalla evidente difficoltà nella gestione del servizio dovuta alla riduzione degli organici, all’incapacità di dare una risposta alle 9mila famiglie che, rimaste in lista d’attesa, non sapranno a chi affidare i propri figli». Lo sciopero sarà preceduto nella prima settimana di settembre da un’assemblea pubblica di tutto il personale dei nidi e dei genitori, fa sapere Fida.


26 agosto 2009 - Il Centro

Topi al policlinico. L’azienda spiega, ma ammette gravi carenze
Asl: le esche funzionano bene. Ma l’igiene non è garantita
La Rdb-Cub critica le lacune organizzative
di Katia Giammaria

CHIETI - La derattizzazione viene fatta periodicamente, e alla segnalazione della presenza di feci di topi si è agito subito. La presenza dei roditori morti, poi, testimonia che l’intervento è stato efficace.
E’ la spiegazione data dalla Asl all’episodio, davvero increscioso per un ospedale, che si è verificato in anatomia patologica, (III livello), circa un mese fa, e nel laboratorio analisi, (IV) due settimane fa. Intanto ieri la direzione generale ha chiesto una relazione sull’accaduto.
Il primo intervento di derattizzazione, ad opera di una ditta esterna e specializzata che vanta un contratto con la Asl, è stato fatto il 3 agosto, lo stesso giorno che i dipendenti di anatomia patologica avevano segnalato la presenza di feci e di un topo morto. Nella divisione è seguita poi la disinfestazione e la disinfezione. In un locale adiacente al reparto, che non è stato immediatamente accessibile, gli interventi sono stati messi in atto il 6. Ma lo stesso problema, (i topi rimasti, furbi e grandi come gatti, hanno pensato bene di cambiare aria), si è ripresentato nel laboratorio analisi, al piano superiore. La segnalazione di feci da parte del personale sui banchi di lavoro è stata fatta l’8 agosto. La ditta incaricata ha messo le solite esche e l’11 agosto è stato trovato un altro topo morto, anche questo dalle dimensioni preoccupanti. Sottoposto a «autopsia» sembra che la causa del decesso sia dovuta all’avvelenamento. «Segno che l’esca ha funzionato», dicono alla Asl. Ma i dipendenti giurano che l’obitus evidentemente non viveva da solo in quanto gli escremeti sui tavoli sono stati notati anche il giorno dopo il ritrovamento del «cadavere».
La Asl ha un contratto con una ditta specializzata che, a cadenza periodica fa interventi di derattizzazione, e a chiamata interviene con rapidità. Precisazione che viene colta al balzo dall’Rdb-Cub che già aveva espresso perplessità sul caso. «Se la ditta specializzata interviene periodicamente», dice il segretario Mario Fritelli, «evidentemente non ha svolto un buon lavoro visto che i topi sono comparsi comunque. Stessa valutazione si può fare nel caso del laboratorio dove le feci sono ricomparse il giorno dopo del ritrovamento del topo morto. Qualcosa non funziona».


26 agosto 2009 - Il Tirreno

Pistoia. Sindacati e associazioni di categoria in allarme: «calo netto delle commesse»
Mille cassaintegrati in più
Alla Ser.In i 47 dipendenti licenziati annunciano il presidio

PISTOIA - Parte la protesta dei 47 dipendenti della "Ser.In" licenziati su due piedi, con una semplice comunicazione spedita dalla direzione dell’azienda di via Galvani ai sindacati. Intanto ieri mattina, durante l’assemblea con Cgil e Flaica-Cub i lavoratori hanno deciso di organizzare, nei prossimi giorni, uno sciopero di otto ore. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente non solo con i vertici della Ser.In, ma anche con Comune, Provincia e Prefettura di Pistoia.

Montecatini
Licenziati, presidio in azienda
Assemblea alla Ser.In: i 47 dipendenti pretendono chiarezza
di ANNA CECCHINI

PISTOIA - Sono arrabbiati e sul loro licenziamento vogliono vederci chiaro. I 47 dipendenti della "Ser.In", l’azienda di data entry che lunedì ha comunicato ai sindacati la chiusura della sede di sant’Agostino e la conseguente mobilità per tutti i lavoratori, non sono convinti che la decisione sia legata alla perdita delle commesse dalla Cassa di Risparmio di Firenze.
E ieri mattina, nel corso dell’assemblea convocata dai rappresentanti della Cgil e Flaica-Cub in via Galvani - dove si trova la sede dell’impresa - lo hanno detto chiaramente. Prima hanno espresso tutto il loro disappunto verso la direzione romana dell’azienda, che fa capo alla Adecco, per aver nascosto fino a due giorni fa l’ipotesi di mandare tutti a casa. E poi hanno deciso di reagire per difendere quel lavoro che fino a lunedì non avevano la minima idea di dover perdere. Intanto hanno indetto lo stato di agitazione, proclamando 8 ore di sciopero che saranno gestite nei prossimi giorni. «Soprattutto - dice Fabio Capponi, responsabile Cgil per il settore terziario - chiederemo al più presto un incontro con Comune, Provincia e Prefetto, perché questi lavoratori mandati a casa da un giorno a un altro hanno diritto di essere ascoltati. Devono avere chiarimenti». Quei chiarimenti che dall’azienda ancora stentano ad arrivare. «Eppure a Pistoia - si legge in un comunicato a firma Rsa-Cub e Flaica-Cub - qualcuno doveva già sapere, visto che le raccomandate inviate dall’azienda ai sindacati sono partite proprio da Pistoia».
«È vero che le commesse dalla Cassa di Risparmio di Firenze - prosegue Capponi - sono terminate a seguito della fusione dell’istituto di credito con Banca Intesa San Paolo, ma i 47 dipendenti dicono anche che quegli ordini rappresentano circa il 50% del lavoro in via Galvani». Insomma i lavoratori della "Ser.In" si sentono presi in giro, non solo perchè l’azienda nelle scorse settimane sembra non aver mai fatto cenno a un a chiusura della sede di Pistoia, ma soprattutto perchè temono che l’impresa madre voglia smantellare l’attività locale a favore di altre ditte analoghe. «Nella comunicazione - spiega ancora Capponi - che ci è arrivata si parla di chiusura. I lavoratori dicono che adesso il lavoro c’è e che sono in corso trattative per avere una commessa dal Monte dei Paschi di Siena. La paura è che l’attività pistoiese della "Ser.In" sia convogliata su un’analoga azienda di Pisa che è collegata alla Adecco».
Mentre i dipendenti hanno proclamato le 8 ore di sciopero, il sindacato proverà ad avviare una trattativa con l’azienda. «Abbiamo mandato la richiesta per un incontro - conclude Capponi - e aspettiamo una loro risposta. Speriamo di poter avviare una trattativa e magari di bloccare la procedura di mobilità. Purtroppo, se questo non avvenisse, nell’arco di un mese i lavoratori riceverebbero la lettera di licenziamento e, trattandosi di un’azienda con meno di 50 dipendenti, non avrebbero neppure la cassa integrazione, ma solo l’indennità di disoccupazione».


26 agosto 2009 - La Nazione

Pistoia. UNO SCIOPERO di otto ore per protestare contro i licenziamenti...

Pistoia - UNO SCIOPERO di otto ore per protestare contro i licenziamenti, in data da stabilire. La decisione dei 47 lavoratori 43 delle quali donne dell'Adecco Ser.in Srl di via Galvani è giunta ieri mattina durante un'assemblea caratterizzata da un clima generale di forte avvilimento. «Arrabbiate e deluse dal comportamento dell'azienda» che in seguito alla perdita della commessa Cassa di Risparmio di Firenze ha improvvisamente comunicato di voler ricorrere alle procedure di mobilità per tutti, le mestranze esprimono preoccupazioni fortissime sul loro destino. «Le dipendenti dice Paola, impiegata di lungo corso sono per la maggior parte donne con famiglia e in età adulta con contratto part time anche se a tempo indeterminato. Alcune hanno anche il marito in mobilità, per tutte la situazione è veramente grave. E' assurdo racconta ancora Paola donna siamo entrate a lavorare dopo il fine settimana e i sindacalisti ci hanno detto che era arrivata la lettera per la mobilità. Non ce l'aspettavamo davvero, è stato come un fulmine a ciel sereno. Molte sono impiegate qui da oltre vent'anni, da quando la sede era ad Agliana e la società aveva un altro nome ed altri proprietari. Finora non erano ci erano stati presentati problemi particolari, i responsabili della ditta ci avevano soltanto detto che, al limite, in settembre ci saremmo incontrati per far fronte a eventuali cali di lavoro». E invece le cose sono andate diversamente. Nata come Cetom srl ad Agliana, la Ser.In che svolge attività di data entry (inserimento dati nel pc) per conto di alcune banche, agli inizi del 2000 era stata assorbita dal gruppo Answers. In seguito era entrata a far parte del Consorzio Eurocis, oggi Adecco, presente in diverse città italiane. In passato si era aggiudicata appalti da parte di società del calibro di Consiag e Pignone, e tutt'oggi lavora per banche del credito cooperativo ed altri istituti. «Quel che infatti è assurdo spiegano Fabio Capponi e Barbara Orlandi della Filcams-Cgil è che l'azienda abbia deciso di voler far ricorso alla mobilità dopo aver perduto soltanto la commessa della Cassa di Risparmio per l'inglobamento in Banca Intesa. I carichi di lavoro ci sono ancora si sostiene dal sindacato e rappresentano almeno il 50% degli attuali. Quel che appare ancora più assurdo è questa chiusura di fronte ad ogni tipo di trattativa». Anzichè la mobilità, dai sindacati si ipotizza poter salvare posti di lavoro della Ser.In attraverso gli strumenti della cassa integrazione in deroga o i contratti di solidarietà. «Dalle altre sedi della società non provengono notizie di licenziamenti. Perchè proprio qui?», ci si chiede ancora dal sindacato cui si chiede anche l'interessamento degli enti locali.Stessa posizione a fianco dei dipendenti è stata presa nell'asemblea di ieri mattina dai rappresentanti della Flaica, Rsa-Cub della Serin.(s.t.)


26 agosto 2009 - Il Gazzettino

I sindacati devono fare contrattazione e non dare false speranze ai lavoratori
di Sergio Passarella *

Rovigo - Anche se il caldo torrido di questi giorni porterebbe ad altri lidi, viene comunque spontaneo fare un po di zapping scorrendo qua e là sintonie televisive, radiofoniche, stampa quotidiana locale e nazionale.
Ed è grazieo a questo "sport" estivo che sono approdato sull’emittente radiofonica "Radio News 24" del Sole 24 ore, che ha riproposto un’intervista già andata in onda il 1. maggio, nella quale si parlava della situazione vertenziale presente nel Comune di Rovigo.
Premetto che, non molto, ma qualcosa della materia ne "mastico" considerato che mi occupo di sindacato all’interno della Cils-Fp di Rovigo.
Nel merito della questione, certamente non mi sorprende la posizione e le iniziative intraprese dal rappresentante del movimento RdB, Fabio Raule, dipendente del Comune di Rovigo, il quale sia come movimento rappresentato che in qualità di componente della Rsu aziendale non si attiene (giustamente a suo modo di vedere) alle regole vigenti derivanti dalla normativa di legge e contrattuale che governano il rapporto di lavoro nella pubblica amministrazione in considerazione del fatto che non hanno/ha mai sottoscritto alcun accordo sia a livello nazionale che aziendale, compreso l’ultimo rinnovo contrattuale, del quale anche Raule trarrà beneficio, anche se modesto, grazie a Cgil, Cisle Uil.
Spesso Raule, non essendo il suo movimento rappresentativo a livello nazionale, per esternare il proprio pensiero si avvale della sua presenza nella Rsu, forse non sapendo che il suddetto organismo, voluto dalle organizzazioni sindacali confederali, dovrebbe esprimersi in modo collegiale e non per singola componente Sindacale, ma andiamo oltre.
Bene fa Raule, al cospetto dei colleghi, a pretendere e comunque rilanciare pretese economiche e organizzative (altri lo fanno nel rispetto delle normative) nei confronti dell’amministrazione comunale, senza però nello stesso tempo farlo con la trasparenza dal medesimo invocata, facendo notare ai colleghi medesimi e all’opinione pubblica che le stesse sono prive di fondamento giuridico normativo e contrattuale.
Raule osanna e denigra la "casta" della dirigenza, evidenziandone l’esoso riconoscimento economico contrattuale, ma non evidenzia con tale enfasi la sua posizione di funzionario con assegno di posizione organizzativa, quota poco o tanto che sia, detratta dalla produttività dei colleghi (questo non si può dire) e non si può dire, sempre in ragione della evocata trasparenza che l’amministrazione comunale di Rovigo (non l’attuale), grazie all’accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Sulpm, ha rimpinguato (non ora) il fondo per il miglioramento degli uffici e dei servizi (fondo per la produttività) di 120 mila euro, da destinare alle posizioni organizzative, così facendo non si è incorsi a un’ulteriore detrazione alle già scarse risorse disponibili previste dalla norma contrattuale relative alla produttività da erogare ai dipendenti, in quanto è bene sapere che le somme assegnate alle posizioni organizzative in enti con la dirigenza, devono essere prelevate dal fondo medesimo: il Comune di Rovigo, il Comune di Adria e l’Amministrazione Provinciale, rientrano in tale situazione.
E ancora, il mancato rimpinguamento di 140 mila euro di risorse variabili derivanti da un accordo sottoscritto con la parte politica nel lontano 2007 e mai ratificato dalla parte organizzativa (la dirigenza) oggi direttamente interessata e responsabile della gestione, già all’epoca lasciava molti dubbi e difficoltà, oggi accentuate con l’approvazione della legge 133/09 la quale ha posto forti limiti in materia di costituzione dei fondi da destinare alla produttività, situazione a dir il vero più volte contestata dalla Cils-Fp.
E vogliamo dire ancora che mancano all’appello circa 60 mila euro derivanti dal penultimo rinnovo contrattuale, mai inseriti nel suddetto fondo dall’attuale compagine politica.
In conclusione, sono molte le problematiche da affrontare all’interno del Comune di Rovigo e non solo e si è del parere che per tentare di risolverle serva maggiore onestà pratica e intellettuale, ma soprattutto coinvolgere i lavoratori in iniziative concrete supportate dalle normative vigenti, per la maggior parte non corrispondenti alle richieste dei lavoratori (purtroppo queste sono), ma soprattutto presentarsi alle lavoratrici e ai lavoratori illustrando loro quello che si può e non si può fare, tenendo presente sempre il ruolo vero del sindacato che è la contrattazione. Diversamente si prenderebbero in giro e non è questo che un sindacato serio come la Cisl vuole fare.
* responsabile territoriale Autonomie locali Cisl-Fp


25 agosto 2009 - Adnkronos

ROMA: RDB-CUB, GIUNTA ALEMANNO NON RISPETTA IMPEGNI SUI NIDI
A SETTEMBRE NUOVO SCIOPERO PERSONALE NIDI DEL COMUNE

Roma, 25 ago. - (Adnkronos) - «Il personale dei nidi del Comune di Roma scenderà nuovamente in sciopero i prossimi 28 e 29 settembre per l'intero turno di lavoro. La protesta, sostenuta dalla RdB-Cub, è dovuta dal sostanziale mancato rispetto degli impegni assunti sulla vertenza dall'amministrazione capitolina». Lo si legge in una nota della RdB-Cub. «A settembre i nidi del Comune di Roma riapriranno con tutti i drammatici problemi dello scorso anno scolastico - dichiara Caterina Fida, della RdB-Cub Comune di Roma - Dall'evidente difficoltà nella gestione del servizio dovuta alla riduzione degli organici, all'incapacità di dare una risposta alle 9.000 famiglie che, rimaste in lista d'attesa, non sapranno a chi affidare i propri figli». «Dopo le pressanti proteste del personale - prosegue la rappresentante RdB-Cub - culminate nello sciopero del 18 maggio scorso al quale aderirono anche numerose famiglie, il Consiglio comunale aveva approvato all'unanimità il potenziamento dell'offerta pubblica e il reintegro delle unità lavorative decurtate in virtù di precedenti accordi sindacali». «La Giunta Alemanno - secondo la sindacalista RdB-Cub - continua invece a perseguire una deleteria logica di smantellamento del servizio pubblico a favore di un privato che, senza alcun controllo, gestisce pezzi sempre più ampi del servizio. Inoltre - puntualizza Fida - il presunto reintegro del personale dichiarato dall'assessore Marsilio avverrà, e solo parzialmente, nei nidi con apertura 7-18 , vale a dire solo in 18 strutture su un totale di 191 nidi. Gli altri 173 nidi riapriranno con il personale ridotto ed una contrazione degli orari di apertura agli utenti». «La riduzione del personale - spiega la sindacalista - sarà così fatta pagare alle famiglie, ai bambini e al personale stesso, quest'ultimo costretto a un maggior ed insostenibile carico di lavoro ed una flessibilità completamente slegata dai progetti educativi. Quanto ai costi, l'amministrazione ancora non ha fornito i conti relativi al servizio e, nonostante le numerose denunce della RdB, non ha mostrato alcun interesse ad avviare meccanismi di controllo che possano realmente ridurre gli sprechi». «Per questo la RdB-Cub del Comune di Roma ha proclamato lo sciopero, che verrà preceduto nella prima settimana di settembre da un'assemblea pubblica di tutto il personale dei nidi e dei genitori», conclude Fida.


25 agosto 2009 - Omniroma

ASILI NIDO, RDB: «IMPEGNI NON RISPETTATI, 2 GIORNI SCIOPERO»

(OMNIROMA) Roma, 25 ago - «Il personale dei nidi del Comune di Roma scenderà nuovamente in sciopero i prossimi 28 e 29 settembre per l'intero turno di lavoro. La protesta, sostenuta dalla RdB-CUB, deriva dal sostanziale mancato rispetto degli impegni assunti sulla vertenza dall'amministrazione capitolina». Lo comunica Rdb-Cub. «A settembre i nidi del Comune di Roma riapriranno con tutti i drammatici problemi dello scorso anno scolastico - dichiara Caterina Fida, della RdB-CUB Comune di Roma - Dalla evidente difficoltà nella gestione del servizio dovuta alla riduzione degli organici, all'incapacità di dare una risposta alle 9.000 famiglie che, rimaste in lista d'attesa, non sapranno a chi affidare i propri figli». Prosegue Fida: «Dopo le pressanti proteste del personale, culminate nello sciopero del 18 maggio scorso al quale aderirono anche numerose famiglie, il consiglio comunale aveva approvato all'unanimità il potenziamento dell'offerta pubblica ed il reintegro delle unità lavorative decurtate in virtù di precedenti accordi sindacali. La giunta Alemanno continua invece a perseguire una deleteria logica di smantellamento del servizio pubblico a favore di un privato che, senza alcun controllo, gestisce pezzi sempre più ampi del servizio». «Inoltre - aggiunge la rappresentante RdB - il presunto reintegro del personale dichiarato dall'assessore Marsilio avverrà, e solo parzialmente, nei nidi con apertura 7-18 , vale a dire solo in 18 strutture su un totale di 191 nidi. Gli altri 173 nidi riapriranno con il personale ridotto ed una contrazione degli orari di apertura agli utenti». «La riduzione del personale sarà così fatta pagare alle famiglie, ai bambini e al personale stesso, quest'ultimo costretto ad un maggior ed insostenibile carico di lavoro ed una flessibilità completamente slegata dai progetti educativi. Quanto ai costi, l'amministrazione ancora non ha fornito i conti relativi al servizio e, nonostante le numerose denunce della RdB, non ha mostrato alcun interesse ad avviare meccanismi di controllo che possano realmente ridurre gli sprechi. Per questo la RdB-CUB del Comune di Roma ha proclamato lo sciopero, che verrà preceduto nella prima settimana di settembre da un'assemblea pubblica di tutto il personale dei nidi e dei genitori», conclude Fida.


25 agosto 2009 - Ansa

SCUOLA: RDB, SCIOPERO PERSONALE NIDI IL 28-29 SETTEMBRE

(ANSA) - ROMA, 25 AGO - Il personale dei nidi del Comune di Roma scenderà nuovamente in sciopero i prossimi 28 e 29 settembre per l'intero turno di lavoro. La protesta, sostenuta dalla RdB-CUB, deriva «dal sostanziale mancato rispetto degli impegni assunti sulla vertenza dall'amministrazione capitolina». Lo si legge in una nota delle Rdb. «A settembre i nidi del Comune di Roma riapriranno con tutti i drammatici problemi dello scorso anno scolastico - spiega Caterina Fida, della RdB-CUB Comune di Roma - Dalla evidente difficoltà nella gestione del servizio dovuta alla riduzione degli organici, all'incapacità di dare una risposta alle 9.000 famiglie che, rimaste in lista d'attesa, non sapranno a chi affidare i propri figli». Secondo le Rdb «la giunta Alemanno continua a perseguire una deleteria logica di smantellamento del servizio pubblico a favore di un privato che, senza alcun controllo, gestisce pezzi sempre più ampi del servizio. Inoltre - spiega Fida - il presunto reintegro del personale dichiarato dall'assessore Marsilio avverrà, e solo parzialmente, nei nidi con apertura 7-18, vale a dire solo in 18 strutture su un totale di 191 nidi. Gli altri 173 nidi riapriranno con il personale ridotto ed una contrazione degli orari di apertura agli utenti».


25 agosto 2009 - Asca

SCUOLA: RDB, 28 E 29 SETTEMBRE SCIOPERO PERSONALE NIDI

(ASCA) - Roma, 25 ago - Il personale dei nidi del Comune di Roma scendera' nuovamente in sciopero i prossimi 28 e 29 settembre per l'intero turno di lavoro. La protesta, sostenuta dalla RdB-Cub, deriva, si legge in una nota, ''dal sostanziale mancato rispetto degli impegni assunti sulla vertenza dall'amministrazione capitolina''. ''A settembre i nidi del Comune di Roma riapriranno con tutti i drammatici problemi dello scorso anno scolastico - dichiara Caterina Fida, della RdB-Cub Comune di Roma - Dalla evidente difficolta' nella gestione del servizio dovuta alla riduzione degli organici, all'incapacita' di dare una risposta alle 9.000 famiglie che, rimaste in lista d'attesa, non sapranno a chi affidare i propri figli''. ''Dopo le pressanti proteste del personale - prosegue Fida - culminate nello sciopero del 18 maggio scorso al quale aderirono anche numerose famiglie, il Consiglio Comunale aveva approvato all'unanimita' il potenziamento dell'offerta pubblica e il reintegro delle unita' lavorative decurtate in virtu' di precedenti accordi sindacali. La Giunta Alemanno continua invece a perseguire una deleteria logica di smantellamento del servizio pubblico a favore di un privato che, senza alcun controllo, gestisce pezzi sempre piu' ampi del servizio. Inoltre - puntualizza la rappresentante RdB - il presunto reintegro del personale dichiarato dall'assessore Marsilio avverra', e solo parzialmente, nei nidi con apertura 7-18, vale a dire solo in 18 strutture su un totale di 191 nidi. Gli altri 173 nidi riapriranno con il personale ridotto ed una contrazione degli orari di apertura agli utenti''.


25 agosto 2009 - Il Sannita

I sindacato CUB Scuola al presidio permanente degli insegnanti precari

Benevento - Anche il sindacato CUB Scuola parteciperà al presidio permanente degli insegnanti precari che si terrà a partire da giovedì 27 agosto per manifestare contro la riforma della scuola varata dal Governo Berlusconi. ‘Il sindacato – si legge nella nota – sostiene le rivendicazioni dei lavoratori precari e sarà al loro fianco per la difesa della scuola statale. La scuola statale è un patrimonio immenso che il nostro Paese possiede e che non deve svendere. La nostra crescita passa per l’istruzione garantita a tutti e non è conciliabile in alcun modo con i tagli che invece stanno minando in modo grave l’esistenza della scuola in particolare e della società in generale’.


25 agosto 2009 - Il Resto del Carlino

VIGILI DEL FUOCO
«In Abruzzo giorno e notte senza straordinari»

Ferrara - PROSEGUE la turnazione dei Vigili del Fuoco in Abruzzo nonostante il personale lamenti il mancato pagamento degli straordinari. Il decreto Abruzzo, scrive il coordinamento provinciale aderente al Cub, «ha messo in campo risorse, seppur limitate, ma ad oggi tranne i colleghi che si sono recati sul terremoto per la prima fase, il restante personale deve ancora percepire il dovuto. Oggi stiamo svolgendo una sorta di volontariato recandoci all'Aquila. Certo il Vigile è fortunato, ha posto e stipendio fisso ma svolge mansioni che non gli vengono riconosciute o pagate». Anche i precari denunciano gravi ritardi nel pagamento dello stipendio. «Se ciò non bastasse il dirigente di Ferrara attende il personale che ritorna dalle calamità dopo sette giorni di lavoro a 16 ore giornaliere e dopo aver alloggiato, in questa che evidentamente lui ritiene vacanza, nelle tende con gran caldo di giorno e freddo la notte con lettere di contestazione perché, nel pasto del ritorno consumato al ristorante (22 euro) non ci si è attenuti alle tabelle dietetiche del Ministero e si è esagerato con grassi e proteine, oppure si è impiegato troppo tempo nel ritorno sostando qualche ora in più magari per permettere agli autisti un dovuto riposo».


25 agosto 2009 - La Nazione

Firenze. L'ACCUSA arriva dalla Rdb del Comune...

Firenze - L'ACCUSA arriva dalla Rdb del Comune di Firenze che non contesta' la nomina del professor Giovanni Menduni al compito di segretario generale di Palazzo Vecchio, ma le spese necessarie all'istituzione della commissione (oltre 6mila euro per 4 esperti) che lo ha selezionato. «Spese inutili spiega la Rdb visto che il nome di Menduni erà già noto prima che la commissione si mettesse al lavoro». Una provocazione' visto che la procedura è stabilita da ben due regolamenti approvati dal consiglio comunale. In ogni caso l'ordinanza del sindaco (datata 20 agosto) prevede che Menduni sia al lavoro dal 1 settembre in sostituzione di Carlo Paolini. L'avviso per la selezione è stato pubblicato dal 21 luglio al 6 agosto all'Albo Pretorio e in Rete civica. Sono state presentate 48 domande. Tre gli esclusi (non avevano i requisiti minimi) e sui 45 restanti la commissione ne ha selezionati e proposti al sindaco 4. Fra questi c'era il nome di Giovanni Menduni che dal 2000 a pochi mesi fa, è stato segretario generale dell'autorità di bacino dell'Arno.


25 agosto 2009 - La Repubblica

Comune. Menduni nuovo direttore generale

Firenze - Il nuovo direttore generale del Comune di Firenze è Giovanni Menduni, l´ex direttore dell´autorità di bacino dell´Arno. Sostituisce Carlo Paolini. L´ordinanza di nomina di Menduni è stata firmata dal sindaco Renzi il 21 agosto. Per scegliere Menduni è stata nominata una commissione di 4 persone che ha valutato le 48 candidature arrivate ed ha ricevuto un compenso totale di circa 6mila euro. Il nome di Menduni però era già trapelato da Palazzo Vecchio il 22 luglio scorso, proprio il giorno che si apriva il bando di selezione pubblica. Per questo il sindacato Rdb è polemico: «Se il nome era già stato scelto perché spendere 6mila euro?». Palazzo Vecchio replica che è stata seguita la procedura di legge.(e.f.)


25 agosto 2009 - Il Piccolo

LA POLEMICA. Trattativa sui vigili del fuoco La Cgil «sconfessa» la Uil

TRIESTE - La trattativa da 500 mila euro - fondi regionali stanziati tramite la Protezione civile - divide i sindacati dei vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia. La Cgil di categoria, con il coordinamento regionale, rigetta infatti la versione della Uil: «L’incontro del 20 agosto 2009 - afferma Renato Chittaro - non si è concluso con un nulla di fatto e nessuna trattativa è stata bloccata. Ma, su proposta della Cgil condivisa dai rappresentanti sindacali di Cisl, Rdb, Confsal e dalla direzione regionale dei vigili del fuoco, rappresentata dal direttore Amedeo Monaco, si è deciso di aggiornare l’incontro ai primi di settembre, visto che sono cambiate le condizioni relative all’accreditamento dei fondi regionali». La Uil, continua Chittaro, «non era al momento in grado di decidere e ha preso le distanze, chiedendo una serie di incontri con le altre sigle sindacali, prima di quello con la direzione. Quindi, alla luce dei fatti, non si comprende a quale presa di posizione unitaria la Uil si stia riferendo».


25 agosto 2009 - Corriere del Veneto

Emigrazione Le partite
Cie a Bovolone, l’ira degli antagonisti
I centri sociali del Nord Est: «Diffidiamo Tosi da far campagna elettorale sulla pelle dei migranti»
di Angiola Petronio

VERONA — Il rischio è quello di fare i conti senza l’oste. E che quel «subito» pronunciato dal sindaco Tosi in merito alla realizzazione di un Cie - il centro d’identificazione ed espulsione per i clandestini - nel Veronese altro non diventi che un imperativo da lasciare a futura memoria. Già, perchè qui - a quanto pare - ci sono almeno due variabili che quel «subito» rischiano di vanificarlo.
La prima è assolutamente «temporale». Perchè quel «subito » stride alquanto, visto che è trascorso più di un anno (era il luglio del 2008) da quando, sempre in uno di quegli incontri con il suo mentore ministro degli Interni, Tosi proferì le parole «Se ti serve noi a Verona ci siamo. Il centro lo potremo fare lì». Trascorse qualche mese e a febbraio il caudillo Flavio si mise a fare di logistica, indicando i siti. Prima Villafranca, poi Bovolone. Il silenzio, guarda caso, cadde come un velo di piombo giusto nel periodo delle elezioni. Con le veline romane che dicevano come i giochi all’epoca fossero già stati fatti e il foglio con il fatidico nome del Comune «ospitante» fosse tenuto nel cassetto di Maroni in attesa dello spoglio. Tempi e luoghi che con il «subito» pronunciato da Tosi hanno poco a che fare. Ma l’avverbio non casca a fagiolo anche per un altro elemento. Non esattamente trascurabile.
E se alla costruzione del Cie a Bovolone a quanto pare manca solo il crisma dell’ufficialità, la stessa è assicurata sul fronte opposto. Quello della contestazione. «Quella di Tosi - dice Max Gallob portavoce dei centri sociali del Nord Est - potrebbe sembrare una boutade agostiana tipica del suo partito, se non fosse che si dovrebbe vergognare solo a pensare all’eventualità di costruire un centro del genere, mentre c’è gente che muore tentando di arrivare qui per avere una vita migliore tra il silenzio assordante di questo governo e le lacrime di coccodrillo del centrosinistra che questi centri li ha voluti». Poi il guanto di sfida. «Come centri sociali del Nord Est diffidiamo Tosi dal continuare su questa strada, facendo la propria campagna elettorale per le elezioni regionali sulla pelle di gente che scappa dalla propria terra per fame. Il suo e quello sui Cie è uno spettacolo indecente della politica». Dire che si preannuncia un autunno caldo sul fronte del centro di identificazione ed espulsione non è cosa da grandi veggenti. Anche perchè sulla barricata del «no» si schiera tutta l’area antagonista. «L’unico ad essere sicuro che qui si farà un Cie è Tosi», taglia corto Roberto Malesani di Cittadinanza Globale e legale di Adl, l’associazione sindacale di difesa dei lavoratori. «Noi ci batteremo con tutte le nostre forze perchè non venga costruito. Quel centro dimostra come il razzismo si stia istituzionalizzando sia a livello amministrativo che normativo. Da mesi nei centri già esistenti sono in atto rivolte da parte degli stessi stranieri reclusi. Non capisco come Tosi possa dimostrare tutta questa sicurezza. Si deve aspettare la massima contrapposizione possibile. Si confronterà come le lotte che partono dal basso, quelle degli stessi immigrati, che avranno tutto il nostro sostegno per qualsiasi forma di lotta e anche quello delle associazioni antirazziste». Insomma, il Cie non ha ancora il crisma dell’ufficialità ma ha già ricevuto il battesimo della contestazione. Quella che non accetta transigenze di nessun tipo. E che si muove anche sul fronte politico.
«Piuttosto che costruire un Cie si spendano i soldi per realizzare nuovi alloggi e andare incontro alla crisi delle famiglie e del reddito», dice il collettivo Metropolis che proprio stamattina sarà impegnato a Bovolone contro uno sfratto. «Noi quei centri li riteniamo illegittimi. Posti dove la gente viene imprigionata per sei mesi, quando non si capisce che quello della migrazione è un fenomeno inarrestabile. Faremo di tutto per contrare la costruzione del centro, ma i primi ad opporsi dovranno essere i residenti. Porteremo in quella zona gli abitanti di Lampedusa, quelli di Modena, quelli di via Corelli a Milano. E gli faremo raccontare cosa vuol dire vivere vicino a un Cie. Perchè quei centri sono un problema anche per le comunità che li 'ospitano'. La Lega che si sporca la bocca con la parola democrazia, che dice di fare il bene dei cittadini indica un referendum. E faccia scegliere a loro se vogliono un Cie o no». Che quel centro non s’ha da fare è opinione anche del centro sociale La Chimica e della rete cittadina antirazzista. «E’ un provvedimento grave, che porterà a reazioni come quelle che si sono viste a Vicenza per la base americana. Ci sarà la mobilitazione e le realtà antirazziste non si gireranno dall’altra parte, in un momento come questo in cui le ronde sono usate come specchietto per le allodole, facendo passare sotto silenzio quanto sta accadendo negli altri Cie, con gente che non avendo commesso alcun reato se non quello di immigrazione clandestina può essere trattenuta per 180 giorni». Perchè quel «subito» di Tosi potrebbe avere il decorso dello stesso avverbio usato per un’altra struttura. La base americana a Vicenza. «Subito» doveva essere pronto anche il Dal Molin. Sono trascorsi oltre tre anni, la base è ancora sulla carta, ma le contestazioni non si fermano.


25 agosto 2009 - Il Mattino

Benevento. Per i primi di settembre è prevista
l'assegnazione degli incarichi annuali...

Benevento - Per i primi di settembre è prevista l'assegnazione degli incarichi annuali presso l'Ufficio scolastico. Molti lavoratori precari del personale educativo e Ata non sottoscriveranno alcun contratto. Sono lavoratori con un'età compresa tra i 37 e i 55 anni con esperienza decennale nel settore e che da diversi anno lavorano con contratti a tempo. Il Cip Sanniti ( comitato insegnanti precari sanniti) con Flcgil, Gilda degli insegnanti, Cub , Cisl, Uil e Snals ha organizzato dei sit in permanenti a partire dal 27 agosto tutti i giorni ininterrottamente fino a data da destinarsi, dalle 9 alle 17 davanti all'Usp di Benevento e dalle 17 alle 24 nei pressi dei giardinetti della Prefettura.


25 agosto 2009 - La Provincia di Cremona

Sospiro. «Con la coop avevamo trovato un accordo che evitava ‘la fine del rapporto’»
«Ho fatto il mio dovere»
Fondazione e licenziamento, la verità di Facchini (Uil) Era stato accusato di non aver tutelato il dipendente. «Quelle della Rdb sono iniziative strumentali nell’Istituto La sicurezza è garantita»
di Simone Biazzi

SOSPIRO — Il sindacalista della Uil Lauro Facchini racconta la sua verità sulla vicenda legata al licenziamento del dipendente della Cooperativa Sociale ‘Sentiero’ Giuseppe Bruna, accusato di aver aggredito un paziente del reparto disabili di Fondazione Sospiro, e sui motivi che hanno spinto la sua sigla sindacale a dissociarsi dalle iniziative di Rdb (Rappresentanze sindacali di Base), che ha dichiarato guerra alla coop. Dopo il licenziamento di Bruna, infatti, Rdb ha attaccato la cooperativa sulla presunta mancanza di sicurezza sul lavoro e sugli straordinari che non verrebbero pagati da mesi agli ottanta dipendenti impiegati a Fondazione. Ma non è tutto: il sindacato ha organizzato un presidio all’Ios, ha inviato un esposto in Procura per denunciare la mancanza di sicurezza all’interno dell’istituto e ha inviato una segnalazione all’Ispettorato del Lavoro di Cremona, che ha effettuato, la settimana scorsa, un’ispezione nel reparto disabili. Facchini è stato accusato di non aver tutelato l’interesse di Bruna, che prima di passare alla Rdb era iscritto proprio alla Uil. «E’ stato detto che nel momento in cui Bruna è stato licenziato la Uil non lo avrebbe tutelato e che il sottoscritto si sarebbe mosso escludendo il dipendente — spiega Facchini —: sono affermazioni che non posso accettare. Ho incontrato da solo i vertici della coop non per escludere Bruna ma per avviare una trattativa: in quella sede sono arrivato ad una buona mediazione. Nonostante il fatto grave di cui si era reso protagonista il dipendente, ero riuscito ad evitare il licenziamento. L’accordo prevedeva il trasferimento di Bruna in un’altra realtà, con tanto di rimborso delle spese. Bruna non ha accettato e si è rivolto alla Rdb: è questa la verità, il mio dovere l’ho fatto. Perché la Uil si è dissociata dalle iniziative Rdb? Perché sono azioni strumentali legate a un caso personale: la sicurezza sul lavoro non manca e la vicenda degli straordinari non pagati mi sembra paradossale, dato che i dipendenti della coop non fanno ore straordinarie, anzi fanno meno ore rispetto a quelle previste dal contratto. La cooperativa, inoltre, mi sembra propositiva e disposta a trattare coi sindacati per risolvere tutti i problemi esistenti, legati soprattutto a turni da migliorare e appunto al numero di ore che attualmente sono al di sotto della media prevista».


23 agosto 2009 - Il Centro

Ratti in laboratorio, protesta del sindacato
Topi al policlinico. Rdb-Cub: «L’intervento della Asl è inefficace»

CHIETI - Escrementi e carcasse di topi al policlinico nel laboratorio analisi, la segnalazione fatta dai dipendenti del reparto alle direzioni, generale e sanitaria, del Santissima Annunziata provoca la reazione dell’Rdb Cub. «Il fatto è molto grave», dice il segreario Mario Fritelli «anche perché sembra che al fenomeno siano interessati altri servizi. L’intervento della Asl so che c’è stato ma si è rivelato inefficace perché il problema esiste ancora a detta degli stessi operatori del laboratorio analisi. L’azienda», continua il sindacalista, «è intervenuta ma avrebbe dovuto farlo in modo più seria. Non si può pretendere che mettendo due esche il problema possa essere risolto». Infermieri, medici e tecnici, da un paio di settimane che continuano a trovare inquietanti presenze di feci di ratti e addirittura una carcassa di topo. Hanno segnalato l’inconveniente alla direzione generale e a quella sanitaria che hanno incaricato un operatore a mette un paio di esche. I topi sono portatori di malattie serie. Le feci portano alla toxospirosi e se mordono possono trasmettere la toxoplasmosi. «Il problema», incalza Mario Fritelli, «non è direttamente legato alla salute dei pazienti che frequentano il servizio, ma a quella dei lavoratori. Nei prossimi giorni invieremo una nota ufficiale di protesta alla direzione generale».
A dimostrare la presenza dei roditori nel laboratorio analisi, al quarto livello, ci sono le testimonianze dei dipendenti del reparto e anche delle fotografie. Ma sembra che lo stesso problema si sia presentato un mese fa anche nel reparto di anatomia patologica che si trova nel piano immediatamente sottostante. Circostanza che fa pensare che i topi potrebbero stare anche in altri servizi vicini.


23 agosto 2009 - Il Piccolo

BLOCCATA LA TRATTATIVA. IN BALLO 500MILA EURO
I vigili del fuoco contro la Regione «statalista»
I sindacati: «Non deve usare i contributi che ci spettano per coprire le lacune di Roma»

TRIESTE - Le categorie sindacali dei vigili del fuoco non condividono le scelte «troppo nazionali» della direzione regionale di via del Teatro Romano a Trieste e stoppano la trattativa sulla distribuzione di 500mila euro. «Questi fondi regionali devono servire a implementare i servizi, non a colmare le lacune centrali», afferma Adriano Bevilacqua, segretario regionale della Uil dei vigili del fuoco. L’anno scorso, ultimi mesi di governo della giunta Illy, il vicepresidente Gianfranco Moretton siglò con il ministero dell'Interno, grazie agli uffici del sottosegretario triestino Ettore Rosato, una convenzione che impegnava la Regione a versare tramite la Protezione civile 1,5 milioni (500mila euro all'anno dal 2008 al 2010) a favore dei vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia, un migliaio di addetti divisi nei quattro comandi provinciali. «Soldi - spiega Bevilacqua - che erano pensati come valore aggiunto per una regione autonoma, utili dunque per valorizzare il corpo su un territorio "speciale"».
Nel 2008 il finanziamento è stato assegnato regolarmente, quest’anno invece arrivano gli intoppi. Tanto che in settimana l’incontro della direzione regionale vigili del fuoco con le sigle sindacali rappresentative di Cgil, Cisl, Rdb e Uil Confsal finisce con un nulla di fatto e un rinvio della trattativa a fine settembre. Il motivo? I sindacati sostengono la necessità di dirottare la maggior parte del contributo a sostenere corsi di formazione specifici per il territorio.
Per esempio? «Non dimentichiamo che la nostra è, purtroppo, una regione sismica e dunque i vigili del fuoco potrebbero trarre vantaggio da una formazione mirata su questa emergenza - spiega Bevilacqua -. Più in generale si deve puntare ad ampliare la sicurezza della regione, offrendo un contributo ai cittadini. Al contrario la direzione, per metà dei fondi, propone un utilizzo a copertura delle spese di formazione per la specializzazione del corpo, come per i nuclei speleo-alpini fluviali e sommozzatori. Argomenti di competenza prettamente nazionale, da coprire perciò interamente con finanziamenti statali». La Uil, assicura il sindacalista, si impegna «a far sì che la coerenza nel rispetto dell'uso del denaro pubblico possa avere un riscontro tangibile nel servizio erogato».(m.b.)


23 agosto 2009 - Corriere del Veneto

La protesta Pope in Bacino a braccia alzate durante la Mostra
La richiesta Luppi: «Serve un controllo a vista a San Marco»
Gondolieri-vigili «Fermeremo chi corre»
Agostini: multe triplicate, siamo presenti
di Gloria Bertasi

VENEZIA - Gondole «vedette» contro il moto ondoso in Bacino di San Marco e gondolierivigili per la Mostra del cinema. «faremo rallentare noi la velocità delle barche a motore a San Marco». Dopo il rovesciamento di una gondola con cinque turisti in acqua venerdì, i gondolieri alzano la voce contro il moto ondoso e si preparano a fermare chi corre. «Chiediamo il potenziamento del servizio di sicurezza per la Mostra del cinema - dice Roberto Luppi, presidente dell’Associazione gondolieri - Se non arriverà, ci metteremo al posto dei vigili e, mani alzate, grideremo 'ferma' e 'vai piano"». Ogni giorno, dice Luppi, i gondolieri (e i turisti) rischiano grosso, si salvano solo grazie alla loro destrezza. «Specie durante gli eventi eccezionali potrebbe accadere di tutto », dice Luppi che punta il dito contro taxi, barche private e vaporetti di Actv. «Corrono troppo, decelerano solo all’ultimo momento. Mettiamoci attorno a un tavolo e affrontiamo anche il tema della preparazione di chi guidai motoscafi».
La soluzione per i gondolieri è imporre che vadano al minimo e che, a San Marco, ci sia un perenne controllo a vista con il sequestro dei natanti che sgarrano. Va bene anche Argos, meglio però vigili fissi e sanzioni pesanti. «Non è vero che non interveniamo a San Marco», risponde il comandante della polizia municipale Marco Agostini, «abbiamo una barca nuova che presidia il Bacino». Per i gondolieri non è però abbastanza. «Senza interventi aggiunti - commenta ancora Luppi - si rischia il disastro». Eppure dal 2007 le contravvenzioni per eccesso di velocità sono raddoppiate. Erano 300 nel 2006, sono diventate mille l’anno dopo e duemila nel 2008. «Quest’anno - spiega Agostini - abbiamo già sorpassato i numeri dello scorso anno». Fino al 31 luglio le multe sono state 1.900. «E non è perché sono aumentate le barche e le violazioni - dice il comandante - ma perché abbiamo investito su questo tipo di controlli. E non mi pare che si possano accusare i mezzi Actv a San Marco e in Canal Grande, quest’estate ne viaggiano anche meno».
Per i gondolieri le colpe sono miste, traffico pubblico e traffico privato e gli incidenti coinvolgerebbero anche vaporetti e motoscafi tra di loro, spesso. Una testi questa che i sindacati di Actv contestano. «Vorrei ricordare — dice Giampietro Antonini di Rdb cub — che su ciascun vaporetto è installato il gps che è controllato direttamente dall’azienda ». I dati della velocità sono dunque tutti verificati e verificabili, come il numero di incidenti nella flotta di Actv che sarebbe diminuito. «I gondolieri sbagliano bersaglio», dice Antonini. Intanto sul rovesciamento della gondola stanno indagando i vigili. «Le verifiche sono ancora in corso - dice Agostini - probabilmente è un insieme di concause: moto ondoso e sei turisti corpulenti e poco pratici della laguna».


22 agosto 2009 - La Nuova Ferrara

«Straordinari in Abruzzo, ma i soldi dove sono?»
Vigili del fuoco, la protesta del sindacato Cub: inaccettabile la turnazione del personale non pagato

Ferrara - «Ma i soldi che la Protezione Civile ha messo a disposizione per pagare i vigili del fuoco inviati in soccorso in Abruzzo dove sono finiti?», chiedono in un comunicato gli operatori aderenti alla Confederazione Unitaria di Base. Il sindacato denuncia che «praticamente ad oggi il corpo nazionale dei vigili del fuoco sta svolgendo una sorta di volontariato recandosi all’Aquila, in quanto non retribuito per le ore di lavoro extra prestate».
La turnazione all’Aquila «prosegue nonostante il personale lamenti il mancato pagamento degli straordinari fatti». Solo gli operatori impegnati «per la prima fase» hanno ricevuto «il dovuto», nonostante le risorse messe a disposizione «dal Decreto Abruzzo». E, precisa il sindacato, «è l’ennesima riprova del buco, del debito che il Dipartimento ha contratto con l’ingresso nel nuovo comparto. Quando altre organizzazioni sindacali parlavano di equiparazione dei pompieri alle forze di polizia non immaginavamo si riferissero al debito di quel comparto».
Ad aggravare la situazione, sottolinea la Cub di Ferrara, ci sono le convenzioni tra corpo e Regioni perchè queste ultime «non pagano, pagano in ritardo e/o questi soldi finiscono nel calderone del ministero del Tesoro, vengono riaccreditati nel calderone del ministero dell’Interno con enormi ritardi, i debiti pressano e chi ne fa le spese sono i lavoratori che, anche in questo caso lavorano gratis». Stessa situazione per «il pagamento degli emonumenti accessori, straordinari per soccorso, indennità notturne e festive ecc». «Inaccettabili ritardi», infine, anche per i precari (vigili discontinui).


22 agosto 2009 - La Gazzetta di Reggio

Sindacati contro Sogea-Saca Bus
L’accusa: «Non ha pagato l’una tantum contrattuale»

Reggio E. - Anche i sindacati di categoria Filt-Cigl, Fit-Cisl e Faisa Cisal confermano che l’azienda Sogea - Saca Bus non ha corrisposto, come invece concordato, con la busta paga di luglio l’una tantum contrattuale ai propri dipendenti e sottolineano come anche in questo caso sia iniziato un rimpallarsi di responsabilità.
«Appena appreso la notizia - scrivono i tre sindacati - ci siamo attivati con la direzione di Autolinee dell’Emilia e abbiamo ottenuto l’impegno che se Sogea non dovesse erogare nelle prossime buste l’una tantum, la stessa AE potrebbe bloccare i pagamenti dei servizi prestati per costringere Sogea al pagamento». Posizione confermata nei giorni scorsi anche dal presidente di Act Angelo Malagoli.
La questione del mancato pagamento era stata sollevata nei giorni scorsi dal sindacato Cub Trasporti, che per questa ragione aveva chiesto ad Autolinee Emilia ed Act, di non confermare a Sogea il subaffidamento del servizio per il prossimo anno.
Una posizione non condivisa da Filt, Fit e Fiasa, i quali invece pur esprimendo un giudizio negativo, auspicano di arrivare ad un accordo.
Questa vicenda dimostra come nel nostro paese, sempre più spesso si esternalizzano a ditte che non applicano i contratti e negano i diritti ai lavoratori. Per questa ragione, concludono, «da mesi abbiamo in piedi con Act e le aziende da essa controllata una trattativa per ridurre se non azzerare i subaffidamenti, ma si è di fronte ad una sostanziale indisponibilità».


22 agosto 2009 - La Nazione

Firenze. TRE REPARTI di Careggi emigrano a Villa Ulivella...
di Manuela Plastina

Firenze - TRE REPARTI di Careggi emigrano a Villa Ulivella. Tra pochi giorni una sala operatoria e 12 posti letto di degenza di ginecologia oncologica, 8 posti di chirurgia urologica con relativa stanza chirurgica e 12 letti (sei di degenza e sei di day hospital) di neuropsichiatria infantile lasceranno la cittadella ospedaliera per trovare ospitalità nella casa di cura privata convenzionata con la Asl in via del Pergolino. Ma Villa Ulivella metterà a disposizione solo le stanze: al personale medico e infermieristico, ai medicinali, agli esami, ai software penserà direttamente Careggi: il complesso ospedaliero diretto da Edoardo Majno trasferirà insieme ai pazienti anche tutto ciò che riguarda l'assistenza. Un servizio di affitta camere' necessario spiega l'azienda in una lettera inviata ai vertici dei reparti per garantire «un livello ambientale accettabile e maggiore sicurezza» visti i cantieri «molto invasivi, ma anche per far fronte al dilazionamento dei tempi di consegna dei nuovi edifici da parte delle aziende costruttrici e per l'allungamento dei lavori causato dal fallimento delle imprese edilizie incaricate». Neuropsichiatria si trasferirà il dopodomani, per un costo annuo a carico di Careggi di 900 mila euro. A metà settembre andrà a Villa Ulivella anche la ginecologia con un costo pari al 60% delle prestazione (Drg maturato' in gergo tecnico). Un milione e 200 mila euro l'anno costa il trasferimento di urologia, oltre alla dotazione di un macchinario chiamato robot da Vinci' appena comprato a oltre due milioni di euro e che sarà inaugurato proprio a Villa Ulivella. Costi esosi, ma soprattutto inutili' secondo i rappresentanti sindacali di Rdb. «Gli spazi a Careggi ci sono sottolinea Aurelio Minichiello con reparti vuoti alla clinica medica, a Ponte Nuovo, alle Oblate. Perché invece cerchiamo costosa ospitalità in una clinica privata?». Rdb chiede anche quali altri istituti di cura hanno partecipato alla gara per l'offerta delle stanze in affitto e se gli spazi dati in uso «abbiano le caratteristiche di sicurezza». L'acquisto del robot dell'urologia poi, secondo Minichiello, poteva essere rimandato «visto che a dicembre sarà pronto il volano', la struttura che ospiterà l'urologia all'interno di Careggi». Lo spostamento della ginecologia oncologica «serve per far spazio a due posti di terapia intensiva neonatale, che potevano essere trovati nel vicino Meyer». E proprio nel nuovo ospedale pediatrico, conclude il rappresentante Rdb, doveva trovare collocazione la neuropsichiatria infantile.


22 agosto 2009 - La Repubblica

Il robot si trasferisce a Villa Ulivella
Careggi affitta mille metri privati La supermacchina tornerà a San Luca quando il nuovo ospedale sarà pronto. Anche la neuropsichiatria infantile si trasferisce nella clinica
di MICHELE BOCCI

Firenze - La prossima settimana intanto andrà nella struttura privata la neuropsichiatria infantile, prima sacrificata in uno spazio angusto al Cto. Nella clinica ci sarà anche una stanza dedicata alle urgenze, che fino ad ora non venivano fatte a Careggi ed erano trasferite allo Stella Maris di Pisa. Poi, da metà settembre, toccherà alla ginecologia trasferire a Villa Ulivella la sua attività, prevalentemente quella oncologica. In questo modo si libereranno spazi nel padiglione di maternità, interessato da lavori di ristrutturazione. Si spera in questo modo di far respirare le attività che restano a Careggi. Più avanti toccherà al robot. Almeno la metà degli interventi che verranno svolti con il "Da Vinci" (già presente in altre aziende, anche toscane) saranno urologici.
L´affitto dovrebbe costare intorno agli 800mila euro all´anno al policlinico ma la cifra è destinata a variare perché l´accordo prevede di modulare gli spazi messi a disposizione dal privato al policlinico a seconda delle esigenze, cioè delle chiusure e aperture causate dai grandi lavori di rifacimento dell´ospedale. Intanto il contratto prevede un anno di collaborazione, poi si vedrà se prolungare. C´è voluto molto tempo per arrivare ad un accordo perché Careggi, dopo una prima intesa di massima con villa Ulivella, alla fine del 2008 ha deciso che fosse necessario una gara d´appalto per selezionare il privato da cui prendere spazi in affitto. Addirittura si ipotizzò di utilizzare la clinica per ampliare l´attività cardiochirurgica dell´ospedale. Un´idea sfumata piuttosto velocemente.
L´operazione che partirà a giorni non piace a tutti: il sindacato Rdb, ad esempio, ha criticato duramente la decisione di spostare all´esterno attività pubbliche. Comunque sarà esclusivamente il personale di Careggi a lavorare negli spazi affittati nella clinica, hanno sempre assicurato dalla direzione aziendale. E quando i vari padiglioni in costruzione o in ristrutturazione saranno pronti l´attività rientrerà dentro il policlinico.


22 agosto 2009 - Il Tempo

I «gladiatori», come amano farsi chiamare, restano lì, all'ombra del Colosseo
Il simbolo di Roma continua a essere la roccaforte di trecento guardie giurate che non accettano il passaggio da un Istituto pubblico a una nuova società privata

Roma - Da martedì scorso la vita dei manifestanti continua tra il via vai dei turisti e il tentativo di spostare la quotidianità ai piedi dell'arena. «La stampa ci ha abbandonati e pure le istituzioni - dice Massimo Colilli, rappresentante Cisal - Cutrufo mi aveva promesso personalmente che entro tre giorni sarebbe arrivata una soluzione. La scadenza non è stata rispettata. Aspettiamo fino a martedì e poi ricominciamo con le occupazioni. Siamo trecento come alle Termopili e siamo pronti a sparpagliarci per la città, occupando i luoghi simbolo di Roma». Un manipolo di uomini, sostenuto dalle famiglie e dai turisti del Colosseo che si fermano davanti al loro banchetto informativo per ascoltare i motivi della protesta. Dormono lì, sui cartoni. I più organizzati hanno le sdraio. La sera giocano a carte, i figli a far loro compagnia. Resistono e per stasera hanno organizzato un raduno, anzi una festa. «Saremo tutti e trecento - dice Massimo - più le famiglie, ceneremo e discuteremo insieme».(Aug.Mar.)


21 agosto 2009 - Corriere del Veneto

Nuove regole sugli autobus rivolta di autisti e passeggeri
Dal 10 agosto si sale solo dalla porta davanti: chi guida deve controllare Imob, anche attraverso il suono sulle validatrici
di Gloria Bertasi

MESTRE - Nuove regole sugli autobus e scatta la «rivolta » di autisti e passeggeri, anche se soft visto che in pieno agosto non c’è la folla alle fermate.
Le nuove regole, dettate il 10 agosto con una circolare, invitano gli autisti a far salire i passeggeri solo dalla porta davanti, tenendo chiuse le porte dietro, per poter controllare che tutti abbiamo Imob e lo passino davanti alla validatrice. La dispozione è soft, la circolare invita a tenere conto di tutte le situazioni che si possono verificare in fermate affollate e anche della possibilità di vedere la validatrice, ma è solo questione di tempo perchè diventi un obbligo. In tutti i bus, infatti, saranno presto installate (man mano che vanno in manutenzione) le macchinette a fianco dell’autista.
L’invito non è nuovo, nel 2007 era partita una sperimentazione per le fasce orarie notturne e per i giorni festivi, ma quasi nessuno applicava la regola tanto da far bloccare il premio di risultato di 150 euro. Dal 10 agosto è diventato un caldissimo invito.
In questi giorni si vedono già le prime conseguenze. Gente che aspetta di salire dalla porta dietro, autisti che non aprono, proteste, code per entrare, passeggeri fermi a cercare l’Imob, altri che al «bop» tornano indietro richiamati dall’autista. Si perchè la circolare afferma che chi guida deve anche controllare (a distanza se non ha la macchinetta vicina) il suono dell’Imob, invitando i passeggeri a fare il biglietto (a bordo). La raccomandazione dell’azienda è: gentilezza, nessuna lite, in caso di problemi si chiama la centrale operativa.
Ma cosa accadrà a inizio settembre quando le fermate dei bus torneranno affollate? «E’ materialmente impossibile», dice Danilo Scattolin di Rdb-Cub, facendo capire che nessuno potrà farlo se non quando obbligato formalmente, di notte e nei fine settimana. «Si tratta di un invito - dice Giorgio Bullo della Uil - è chiaro che nel caso non fosse possibile rispettarlo non c’è obbligo, anche perchè il contratto degli autoferrotranvieri prevede che il conducente non faccia nulla che possa distrarlo dalla guida. Inoltre — continua — l’autista non è un pubblico ufficiale».
L’azienda butta acqua sul fuoco dei primi mal di pancia. «E’ vero che il controllo a vista - dice Elio Zaggia di Actv - non è facile con Imob ma si tratta di una fase transitoria. Per il futuro - continua - la validatrice sarà più vicina alla porta di salita». Lo spostamento della macchina avverrà quando gli autobus andranno in manutenzione. Contro questa novità, gli autisti stanno già pensando a forme di protesta. «Come provocazione - spiega Scattolin - stiamo pensando di seguire alla lettera le indicazioni di Actv su una linea precisa per un paio di giorni ». L’obiettivo è far capire all’azienda che i controlli uno a uno sui passeggeri sono controproducenti. «Per una protesta del genere però ci deve essere un sindacalista a bordo che spieghi bene ai passeggeri altrimenti scatta la rivolta contro l’autista», conclude.


21 agosto 2009 - Il Gazzettino

Stagista in portineria, bufera al Mariutto
di Gianluigi Dal Corso

Mirano - Uno stagista, perdipiù minorenne, utilizzato per sostituire personale probabilmente in ferie. Una segnalazione di impiego non autorizzato di personale minorenne in pubblici servizi è stata presentata all’Ispettorato del Lavoro di Venezia e inoltrata, per conoscenza, al presidente della casa di riposo di Mirano "Luigi Mariutto".
Firmatario della segnalazione è Federico Martelletto, responsabile del sindacato Rdb-Cub, e la presunta violazione sarebbe stata constatata dallo stesso sindacalista: «Ho potuto riscontrare l’impiego illegale di uno studente assegnato per uno stage formativo promosso dal liceo classico "Corner" di Mirano - afferma Martelletto. Il ragazzo, al contrario, è stato utilizzato a tutti gli effetti in sostituzione di personale dipendente di ruolo, con l’aggravante che lo studente non è neppure maggiorenne». Il sindacalista avrebbe notato il giovane nello scorso mese di luglio nella portineria della Casa di riposo miranese: «Una persona mai vista prima - riprende Martelletto - dal volto adolescenziale, che svolgeva in totale solitudine attività lavorativa tipica di centralinista e addetto alla portineria». Martelletto, con l’aiuto degli altri rappresentanti sindacali della Rdb, avrebbe raccolto alcune informazioni sul giovane: «Era uno studente in stage formativo scolastico e malgrado ciò, tra lo stupore di tutti, era stato destinato per disposizione della direzione dell’ente a sostituire del personale per sopperire alle carenze di organico ormai note del servizio portineria-centralino». Martelletto avrebbe appurato che per cinque giorni, dal 21 al 30 luglio, il ragazzo avrebbe svolto il "servizio" alla portineria con cadenza 9-12 e 9-14. Sottolinea ancora il sindacalista: «Questa reiterazione dell’impiego dello studente per mansioni tipiche del dipendente manifesta una inequivocabile e precisa volontà di utilizzo della risorsa in sostituzione del personale non disponibile. Posto che le finalità della formazione per stage scolastico non è certamente l’impiego dei malcapitati per sopperire le carenze di organico, ma dovrebbe essere concepito come un percorso di formazione complementare ed integrativo a quello scolastico, affiancati da personale qualificato».
Ponendo l’attenzione sulla normativa a tutela del lavoro minorile e scagionando la scuola, che secondo lo stesso sindacalista sarebbe stata tenuta all’oscuro, Martelletto sollecita quindi l’Ispettorato a verificare quanto accaduto con la massima urgenza e chiede la collaborazione dello stesso presidente del "Mariutto" perché si faccia chiarezza ed emerga la verità ed eventuali responsabilità.


21 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza

MUNICIPIO. La replica dell’assessore Ruggeri e del segretario Vetrano
«Sulle posizioni organizzative soltanto falsità dal sindacato»

Vicenza - Posizioni organizzative e regolamento part time: con una lettera inviata a tutti i dipendenti comunali l’assessore al personale Tommaso Ruggeri e il direttore generale Simone Maurizio Vetrano «sgombrano il campo da affermazioni prive di ogni riferimento concreto, finalizzate soltanto a creare tensione tra il personale».
Il riferimento è ai contenuti di una nota diffusa dal sindacato Rdb Cub. «Questo - dichiarano Ruggeri e Vetrano - a fini puramente speculativi, insiste nel negare la necessità di figure intermedie che sono essenziali in tutte le strutture complesse, non ultima quella comunale. Si tratta, in realtà, di figure previste come necessarie dal contratto nazionale e di grande utilità per la programmazione, la gestione ed il coordinamento delle attività operative proprie di ogni settore comunale e che esistono in tutti gli enti locali». «La campagna di disinformazione lanciata contro queste figure – proseguono - vorrebbe appiattire la struttura in un regime di deresponsabilizzazione e di compensi a pioggia, togliendo ogni riscontro con la produttività e con la responsabilità che i dipendenti si assumono di fronte ai cittadini-utenti dei servizi». Ruggeri e Vetrano ricordano che il sistema dei compensi per valorizzare i dipendenti che svolgono attività di particolare responsabilità e impegno è stato oggetto di concertazione per ben 3 incontri, conclusisi con la sottoscrizione di un accordo con tutte le organizzazioni sindacali. A tutti questi incontri erano presenti i rappresentanti della Rdb-Cub. Tale accordo prevedeva una fase sperimentale di sei mesi, dopo i quali, visto il positivo riscontro, il meccanismo è stato messo a regime aumentando i fondi a disposizione dei dipendenti. «Si è trattato – ribadisce Ruggeri - di cosa ben diversa da una "marcia indietro": è piuttosto una fuga in avanti verso il riconoscimento dei molti dipendenti che si assumono particolari responsabilità per garantire i servizi ai cittadini».
Ancora, le posizioni organizzative vengono individuate con criteri oggettivi (8 i parametri di riscontro) nell’ambito delle strutture più complesse dell’amministrazione ed è compito dei dirigenti individuare i soggetti idonei a rivestire tali incarichi ed a determinarne il compenso. «Il Comune - concludono - sta cercando di mettere in campo tutti gli strumenti di cui dispone per trovare soluzioni ai problemi che la crisi economica ha creato ai cittadini. E grande è il danno arrecato da coloro che seminano disinformazione».


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