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20 agosto 2009 - Il Tempo Le guardie giurate continuano la
protesta con un presidio pacifico ai piedi del monumento Roma - Le sette guardie giurate sono scese dal Colosseo. Ma il presidio ai piedi del monumento continua. Una mobilitazione pacifica, autorizzata dalla Questura, senza la tensione dei giorni scorsi. «Una tregua destinata a durare, se rispetteranno la parola data», garantiscono le Rdb, una delle tre sigle sindacali che assieme a Sdl e Cisal hanno sostenuto la protesta. I 300 dipendenti dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, infatti, sono «pronti a modificare l'azione di protesta se necessario», ha detto Massimo Fofi della Federazione nazionale Rdb. Hanno ricevuto l'assicurazione che il Governo si impegnerà a trovare una soluzione e aspettano per l'inizio della prossima settimana la convocazione per un incontro che metta la parola fine a questa situazione e garantisca loro un «posto di lavoro sicuro». Martedì sera, appena scesi dal Colosseo, i sette hanno voluto lanciare un segnale: «Siamo scesi per collaborare. Il sindaco Alemanno ci ha dato la sua parola. Ma questa è l'ultima volta che diamo credito alle promesse», ha avvertito Sergio dalla barella all'ospedale San Giovanni dove si trovava assieme ai suoi compagni di lotta. Le parole di Giorgio Gori, il «gladiatore 1», il primo ad abbandonare il terzo anello, lasciano capire che lo spirito di collaborazione è sincero: «Non ho il rimpianto di essere sceso, confido nelle promesse che ci hanno fatto le istituzioni. Per anni ho portato una divisa, ho giurato davanti al prefetto e se lui ci richiama all'ordine, allora le regole vanno rispettate». Ieri pomeriggio i «sei gladiatori» (il settimo si sentiva ancora poco bene) al loro arrivo al Colosseo sono stati accolti da colleghi e famiglie con cori e applausi scroscianti. Ormai sono dei beniamini, coloro che sono riusciti a sbloccare una situazione che ormai sembrava perduta. La nuova società Vigilanza spa ha già riassorbito circa 650 dipendenti dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, commissariato due anni fa dopo una sentenza del Tribunale fallimentare. I trecento che non hanno accettato il passaggio sono ancora senza lavoro. La nuova società ha prorogato i tempi per l'assunzione (scaduti a metà agosto), ma loro non ne vogliono sapere di «essere privatizzati». Adesso non resta che attendere. «L'aspetto più difficile della vicenda è trovare una soluzione possibile giuridicamente e soddisfacente per tutti», ha detto il vicesindaco Cutrufo che assieme a Regione e Provincia ha partecipato alle trattative in prefettura. Infatti i sindacati sono divisi. Secondo Cgil, Cisl e Uil, che non condividono i motivi della protesta, i «dissidenti» farebbero bene ad accettare l'assunzione nella nuova società. Un passaggio che per gli «irriducibili», invece, significherebbe acconsentire ad una perdita economica e dei diritti acquisti negli anni. 20 agosto 2009 - Corriere di Viterbo/Rieti Protesta al Colosseo, scesi i 6
gladiatori ROMA - I gladiatori hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione martedì sera, poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nellospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma martedì mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo, che poco prima che le sei guardie giurate decidessero di scendere le ha fatte parlare al telefono con il sindaco. La prossima settimana - ha sottolineato Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda«. Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i gladiatorì al terzo anello del monumento per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto per tutto il giorno in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, lassessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa da tutti i presenti: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali.Con il nuovo istituto privato Vigilanza Urbe Spa, previsto dallaccordo con i sindacati, le guardie giurate dellex Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) riceveranno una busta paga più magra di 200 euro circa e molte meno garanzie sul loro futuro lavorativo. A spiegarlo è il vigilantes Ambrogio DIori, che dal 1991 si è occupato di paghe e contributi per la società. «Con il vecchio regime una guardia giurata - spiega - portava a casa, netti, circa 1.110 euro. Il nuovo contratto taglia in partenza 15 euro e abolisce lindennità di contingenza che può arrivare, per i più anziani, anche a 90 euro mensili. Inoltre da 45 giorni di riposo pagati, tra ferie, recuperi, e permessi scendiamo a 35 e dobbiamo lavorare gratuitamente 7 ore di straordinario al mese che prima venivano pagate 15 euro luna. In più - aggiunge - cè il congelamento degli scatti danzianità: per molti sarà come ricominciare dal primo giorno di lavoro». Rispetto alla tipologia di contratto prevista dal nuovo ente privato, DIori spiega che «è sì a tempo indeterminato, ma le condizioni sono garantite fisse per un massimo di due anni e poi chissà» Secondo laccordo i dipendenti dellente morale pubblico dellAssociazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato Vigilanza Urbe Spa, e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese - ha spiegato uno di loro - andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e lazzeramento degli scatti. Inoltre il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, il nuovo contratto prevede l iscrizione allInps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico«. Previdenza e stabilità dimpiego sono dunque i due punti chiave che il futuro dibattito con la presidenza del consiglio dovrà chiarire. Ora, dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni dei quali delusi dalla resa dei gladiatori, i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio ai piedi del Colosseo, sul lato di Colle Oppio, dove da venerdì scorso hanno sostenuto i loro colleghi: »Resteremo qui finchè non avremo risposte concrete - hanno detto - ora comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga». 20 agosto 2009 - Il Resto del Carlino «La protesta dei Cub mi sorprende» REGGIO E. - La lettera di protesta della Cub Trasporti, che
lamenta il pagamento a giugno delluna tantum relativa al periodo dassenza
contrattuale dal 1º gennaio 2008 al 30 aprile 2009 e che è stata inviata ad Act, Ae,
Consorzio Tpl e allassessore regionale alla Mobilità Alfredo Peri, per i vertici
dellazienda consorziale trasporti reggiana è una sorpresa. 20 agosto 2009 - Il Resto del Carlino Reggio E. ANCHE SUI TRENI e sugli
autobus cittadini Reggio E. - ANCHE SUI TRENI e sugli autobus cittadini il "problema caldo" è molto sentito. «Per quanto riguarda gli autobus extraurbani commenta Mauro Berni, sindacalista di Cub Trasporti è tutto a posto, il parco macchine è appena stato rinnovato. I disagi maggiori si hanno sui percorsi urbani. Ci sono veicoli che hanno più di vent' anni. In alcuni è anche stato montato l'impianto di condizionamento ma, chiaramente, non può essere perfettamente efficiente quando la macchina si scalda o quando è ferma al capolinea sotto il sole». E Ivo Fornaciari, rappresentante sindacale in Fer, spiega: «Per fortuna sui nostri treni extraurbani quasi tutte le macchine hanno l'aria condizionata funzionante. È chiaro che il macchinista è il più esposto a questo tipo di problema, lì c'è più caldo. Per alcuni autisti, invece, il disagio è di tipo inverso: c'è a chi da fastidio l'aria e la spegne direttamente». 19 agosto 2009 - Adnkronos ROMA: RDB, PROSEGUE PRESIDIO VIGILANTES URBE AI PIEDI DEL COLOSSEORoma, 19 ago. - (Adnkronos) - «Un impegno da concretizzare. Abbiamo deciso di non lasciare nulla che potesse intralciare o ritardare l'iter ipotizzato ieri al tavolo rinunciando alla innegabile visibilità del caso. In questo senso abbiamo deciso di modificare l'iniziativa di lotta liberando quel piccolo spazio del terzo anello del Colosseo usato in questi giorni per richiamare l'attenzione ferragostana dei romani e delle istituzioni». Lo ha dichiarato Massimo Fofi della Federazione Nazionale delle Rappresentanze Sindacalidi Base (Rdb) a seguito del tavolo interistituzionale tenutosi ieri in prefettura e della conseguente discesa dei manifestanti dal terzo anello del Colosseo. «La mobilitazione - ha spiegato Fofi - prosegue ora ai piedi del Colosseo in preparazione del prossimo incontro che non potrà tardare, per i primi giorni della prossima settimana ci aspettiamo una convocazione da parte del governo dove le parti potranno trovare la soluzione che noi auspichiamo, riteniamo infatti che attraverso l'intervento congiunto di Comune, Provincia e Regione si potrà materialmente contribuire a risolvere il caso di questi 300 lavoratori che alla fine del mese, con le loro famiglie, resteranno senza stipendio». «Siamo sempre pronti -ha concluso- a modificare l'azione di protesta se si renderà necessario». 19 agosto 2009 - Ansa LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SINDACATO RDB, PRESIDIO CONTINUA (ANSA) - ROMA, 19 AGO - «Insisteremo con la prefettura e con la presidenza del consiglio affinchè sciolgano i nodi poco chiari della procedura di privatizzazione del nostro istituto di vigilanza, ma non credo che dovrà servire un altro gesto disperato di padri di famiglia come sono i 'gladiatorì. Ma non dimentichiamoci che 300 persone a fine mese non riceveranno lo stipendio». È quanto afferma il dirigente sindacale Rdb, Mauro Frezza, che oggi, come tutti i giorni da venerdì, si trova al presidio ai piedi del Colosseo mantenuto dalle guardie giurate, in mobilitazione per la privatizzazione del loro istituto, anche dopo la discesa dei 'gladiatorì dal terzo anello del monumento. «La scorsa notte - racconta Frezza - l'abbiamo passata in 30 qua sotto ed è andata tranquillamente come sempre. Ora siamo un centinaio, e con noi c'è anche Giorgio, il primo dei 7 a scendere da lassù ieri mattina. Gli altri 6 dell'occupazione - ha proseguito - sono stati dimessi ieri sera e ora credo siano a casa a riposare. Noi vogliamo avere fiducia nelle istituzioni - ha concluso il sindacalista - e non molliamo. Ma ogni tanto con lo sguardo torniamo lassù». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SINDACATO RDB, PRESIDIO CONTINUA (Ansa) Roma - «Insisteremo con la prefettura e con la presidenza del consiglio affinchè sciolgano i nodi poco chiari della procedura di privatizzazione del nostro istituto di vigilanza, ma non credo che dovrà servire un altro gesto disperato di padri di famiglia come sono i 'gladiatori'. Ma non dimentichiamoci che 300 persone a fine mese non riceveranno lo stipendio». È quanto afferma il dirigente sindacale Rdb, Mauro Frezza, che oggi, come tutti i giorni da venerdì, si trova al presidio ai piedi del Colosseo mantenuto dalle guardie giurate, in mobilitazione per la privatizzazione del loro istituto, anche dopo la discesa ieri dei 'gladiatorì dal monumento. Sulla vertenza è tornato il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo: «Adesso l'aspetto più difficile è trovare una soluzione possibile giuridicamente e soddisfacente per tutti». 19 agosto 2009 - Omniroma IVU, FOFI (RDB): «MOBILITAZIONE PROSEGUE SOTTO COLOSSEO» (OMNIROMA) Roma, 19 ago - «Un impegno da concretizzare». Lo dichiara in una nota Massimo Fofi della federazione nazionale delle Rappresentanze di Base (Rdb) dopo l'incontro che si tenuto ieri in Prefettura sulla questione dell'Istituto di vigilanza Urbe. «Abbiamo deciso di non lasciare nulla che potesse intralciare o ritardare l'iter ipotizzato ieri al tavolo rinunciando alla innegabile visibilità del caso - prosegue Fofi - In questo senso abbiamo deciso di modificare l'iniziativa di lotta liberando quel piccolo spazio del terzo anello del Colosseo usato in questi giorni per richiamare l'attenzione ferragostana dei romani e delle istituzioni». «La mobilitazione prosegue ora ai piedi del Colosseo in preparazione del prossimo incontro che non potrà tardare - continua la nota di Rdb - Per i primi giorni della prossima settimana ci aspettiamo una convocazione da parte del governo dove le parti potranno trovare la soluzione che noi auspichiamo, riteniamo infatti che attraverso l'intervento congiunto di Comune, Provincia e Regione si potrà materialmente contribuire a risolvere il caso di questi 300 lavoratori che alla fine del mese, con le loro famiglie, resteranno senza stipendio. Sempre pronti a modificare l'azione di protesta se si renderà necessario». 19 agosto 2009 - Il Manifesto COLOSSEO Roma - Verso sera, con l'afa che ancora non dava tregua, i
sei vigilantes dell'Istituto di vigilanza Urbe (Ivu) sono scesi dal Colosseo dopo quattro
giorni di protesta. Mentre la folla ai piedi dell'Anfiteatro Flavio li salutava con un
applauso. In mattinata, per i continui malori e per dare un segno di distensione, si era
calato giù dal terzo anello il primo dei sette, Giorgio Gori. 19 agosto 2009 - Corriere della Sera La protesta Dopo il vertice in
Prefettura Roma - Dopo cinque giorni i sei vigilantes
dellUrbe sono scesi ieri sera verso le 9 e mezza dal terzo anello del Colosseo, a 50
metri daltezza. Una piccola folla di colleghi e amici li ha salutati tra applausi e
grida di felicità. Ma ci sono volute oltre tre ore di serrate trattative, prima con i
sindacati e poi con il vicesindaco Mauro Cutrufo, per convincere i «gladiatori», poi
ricoverati in ospedale, a terminare la protesta contro la privatizzazione del loro ente di
vigilanza. 19 agosto 2009 - Il Messaggero Roma. Sono scesi dal Colosseo, tra gli applausi... Roma - Sono scesi dal Colosseo, tra gli applausi e il tifo
degli altri colleghi che sono rimasti per quattro giorni a mandargli su acqua e panini.
Sono scesi tutti e sei, dal terzo anello, una visita di controllo al pronto soccorso del
San Giovanni, una flebo, un controllo al cuore e alla pressione, in mattinata laveva
già fatta il settimo lavoratore Giorgio, poi di nuovo al Colosseo, perché la protesta
delle guardie giurate dellIstituto di vigilanza dellUrbe continua. «La loro
battaglia è nata per una rivendicazione di tipo salariale», ha detto il vicesindaco
Mauro Cutrufo che in nottata era salito sul primo anello del monumento per convincerli:
lincontro con Cutrufo è stato lultimo atto prima della discesa. «Cè
un documento scritto - ha spiegato - con limpegno la settimana prossima a riaprire i
lavori del tavolo per approfondire il lavoro presso i ministeri preposti. Di mezzo
cè anche una competenza della procura della Repubblica. Si tratta di una situazione
complessa che può essere ordinata così che giunga a una conclusione». 19 agosto 2009 - Rainews 24 Scesi dal Colosseo i 6 'gladiatori' Roma - I gladiatori hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdi' scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma questa mattina come segno di buona volonta' per la trattativa aperta con le istituzioni. "Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo, che poco prima che le sei guardie giurate decidessero di scendere le ha fatte parlare al telefono con il sindaco. "La prossima settimana - ha sottolineato Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda". Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i 'gladiatori' al terzo anello del monumento per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si e' tenuto per tutto il giorno in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa da tutti i presenti: sara' la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi piu' discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l'accordo i dipendenti dell'ente morale pubblico dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato 'Vigilanza Urbe Spa', e gia' oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto e' un capestro: "Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese - ha spiegato uno di loro - andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e l'azzeramento degli scatti. Inoltre il contratto rimarra' immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato". Dal punto di vista previdenziale, poi, il nuovo contratto prevede l' iscrizione "all'Inps e non al piu' vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico". Previdenza e stabilita' d'impiego sono dunque i due punti chiave che il futuro dibattito con la presidenza del consiglio dovra' chiarire. Ora, dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni dei quali delusi dalla 'resa dei gladiatori', i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio ai piedi del Colosseo, sul lato di Colle Oppio, dove da venerdi' scorso hanno sostenuto i loro colleghi: "Resteremo qui finche' non avremo risposte concrete - hanno detto - ora comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga". 19 agosto 2009 - Il Mattino Roma. I gladiatori hanno lasciato il Colosseo... Roma - I gladiatori hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del monumento simbolo di Roma per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione ieri poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal Colosseo in mattinata come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno», ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo, che poco prima che le sei guardie giurate decidessero di scendere le ha fatte parlare con il sindaco. La prossima settimana - ha sottolineato Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di Palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda«. Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i gladiatori al terzo anello del monumento per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto per tutto il giorno in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa da tutti i presenti: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l'accordo i dipendenti dell'ente morale pubblico dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato «Vigilanza Urbe Spa», e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese - ha spiegato uno di loro - andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga. Intanto, dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni dei quali delusi dalla resa dei gladiatori, i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio ai piedi del Colosseo: «Resteremo qui finchè non avremo risposte concrete, non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga». 19 agosto 2009 - La Gazzetta del Sud Dopo una lunga giornata di
trattativa in Prefettura ROMA - I "gladiatori" hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione ieri poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma ieri mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo. «La prossima settimana ha sottolineato ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda». Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i "gladiatori" al terzo anello per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l'accordo i dipendenti dell'ente morale pubblico dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato "Vigilanza Urbe Spa", e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese ha spiegato uno di loro andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e l'azzeramento degli scatti. E il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, si prevede l'iscrizione «all'Inps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico». Previdenza e stabilità d'impiego sono i due punti chiave. Dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni delusi dalla "resa", i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio al Colosseo: «Resteremo qui finché non avremo risposte concrete hanno detto comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga». 19 agosto 2009 - Il Tempo Impegno a «fare chiarezza» sulla
nuova società. Sindacati spaccati Roma - Tutto rinviato. Il vertice in prefettura non è riuscito a sbloccare la situazione che ha portato le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe ad occupare il «terzo piano» del Colosseo. Ma è riuscita nell'obiettivo principale: convincere i sei vigilantes ad abbandonare il presidio. Ai lavori hanno partecipato i rappresentanti sindacali, l'assessore al Lavoro della Regione Alessandra Tibaldi, il vicesindaco Mauro Cutrufo, il rappresentante dell'assessorato provinciale al Lavoro Ferruccio Nobili e per la prefettura di Roma il vicecapo di gabinetto Clara Vaccaro. La parola adesso passa a Palazzo Chigi. I partecipanti al tavolo (Comune, Provincia, Regione e Prefettura) sono soddisfatti e parlano di un passo in avanti molto positivo. È stato contattato il sottosegretario Gianni Letta che si sta tenendo in contatto col sindaco Alemanno. Entro dieci giorni dovrebbe essere convocato un altro tavolo con i sindacati. Le richieste indirizzate al governo, su cui si conta di «ricevere una sollecita risposta», sono due: assicurare alle guardie giurate le attuali condizioni contrattuali e verificare la trasparenza del passaggio alla nuova società che ha riassunto già 650 dipendenti su 943. Nel documento sottoscritto in prefettura viene evidenziato come «all'interno della complessa vicenda giuridica che negli anni ha regolamentato l'attività dell'ex Istituto di vigilanza dell'Urbe dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr), esistono degli aspetti normativi che non sono stati perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico». Un linguaggio tecnico per chiedere un chiarimento sul fallimento e il commissariamento dell'Istituto legato all'Ancr, ente morale che dipende dal governo e su cui la Procura ha avviato da tempo un'indagine. Secondo, infatti, i 300 vigilantes «rivoltosi» e le tre sigle sindacali che li appoggiano (Sdl, Cisal e Rdb) la riassunzione in una società privata sarebbe illegittima. I sindacati però sono spaccati, e come ha detto l'assessore capitolino al Lavoro, Davide Bordoni, «il clima è incandescente». Cgil, Cisl e Uil, infatti non condividono i motivi della protesta. Secondo il segretario regionale Cgil, Claudio Di Berardino, «le 300 guardie giurate che hanno portato avanti il presidio davanti al Colosseo farebbero bene ad accettare il passaggio alla nuova società come hanno già fatto più di 600 loro colleghi». Di Berardino ha ricordato che l'accordo «era stato sottoscritto anche dai sindacati che ora difendono chi protesta». In realtà proprio le tre sigle sindacali «dissidenti» hanno fatto inserire in quell'accordo una «clausola di salvaguardia di non adesione» per chi non intende accettare le nuove condizioni contrattuali. Secondo i vigilantes che manifestano la busta paga «avrebbe una decurtazione di circa 200 euro perdendo molte garanzie sul futuro». Dovrebbero rinunciare ad alcuni giorni di ferie, permessi annuali e ad uno scatto di anzianità. Ambrogio D'Iori, che dal 1991 si è occupato di paghe e contributi all'Istituto di vigilanza, ha spiegato che «con il vecchio regime una guardia giurata portava a casa, netti, circa 1.110 euro. Il nuovo contratto taglia in partenza 15 euro e abolisce l'indennità di contingenza che può arrivare, per i più anziani, anche a 90 euro mensili. Inoltre da 45 giorni di riposo pagati, tra ferie, recuperi, e permessi scendiamo a 35 e dobbiamo lavorare gratuitamente 7 ore di straordinario al mese che prima venivano pagate 15 euro l'una». Rispetto alla tipologia di contratto prevista dal nuovo ente privato, D'Iori spiega che «è sì a tempo indeterminato, ma le condizioni sono garantite fisse per un massimo di due anni e poi chissà».(Dar.Mar.) 19 agosto 2009 - QN quotidiano nazionale ROMA. SONO SCESI dal Colosseo i sei 'gladiatori'... ROMA - SONO SCESI dal Colosseo i sei gladiatori', le guardie giurate che da venerdì avevano occupato il terzo anello del Colosseo. Salutati da acclamazioni e applausi, sono stati caricati dentro alcune ambulanze. Poco prima che scendessero, il vicesindaco capitolino era salito al primo anello per incontrarli. E determinante è stata anche una telefonata con il sindaco Gianni Alemanno. La trattativa era cominciata attorno alle 18,30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell'incontro interistituzionale in Prefettura di ieri pomeriggio, dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla Presidenza del Consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell'ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzati dalla privatizzazione dell'ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale.Quella di ieri è stata la quarta alba trascorsa sull'anello più alto del Colosseo, per le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe. Era stato Giorgio Gori il primo a scendere dal Colosseo ieri mattina, come stabilito lunedì sera dopo una lunga contrattazione con i sindacati. L'uomo, maglietta rossa e pantaloni militari, ha prima abbracciato in lacrime la moglie e il figlio; poi, caricato su una barella, è salito su un'ambulanza diretta all'ospedale San Giovanni. «SONO MORALMENTE a pezzi ha affermato prima di essere portato in ospedale qui ho trovato una famiglia, ma in cima al Colosseo ne ho lasciata un'altra. Ora mi chiedo: a questo deve arrivare una persona per difendere il suo lavoro? Io ho fatto 32 anni di vigilanza, sono stato sempre dalla parte della legge, ma mi hanno portato a violare il più bel monumento di Roma. Ma prima di andare abbiamo ripulito tutto, trattando con il dovuto rispetto il Colosseo». 19 agosto 2009 - La Stampa FINITA LA PROTESTA DEI VIGILANTES,
LETTA MEDIATORE ROMA - Dopo quasi cinque giorni di protesta appollaiati sul terzo anello del Colosseo e il malore (ieri mattina) di uno di loro, i sei già ribattezzati gladiatori di «Vigilanza Urbe» sono tornati a casa. Avevano deciso di imitare i colleghi lavoratori della Innse di Milano per ottenere garanzie sul loro futuro. Se nel caso della Innse il problema era trovare un compratore per lazienda, qui la faccenda è più complessa. Nonostante una sentenza e un accordo sindacale, i sei rappresentano un gruppo di trecento colleghi che non accettano le conseguenze dello scioglimento di un ente controllato dalla Ancr (Associazione nazionale combattenti e reduci), la privatizzazione di «Viglanza Urbe» e il conseguente taglio dello stipendio, fino a 200 euro al mese. Hanno sospeso la protesta dopo aver ottenuto dal vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo la garanzia che, a partire dalla prossima settimana, della loro vicenda si occuperà personalmente Gianni Letta. Ieri un vertice di sei ore in Prefettura fra Comune, Provincia e Regione ha concluso che nella vicenda «ci sono alcuni aspetti normativi non perfettamente allineati». Spiega Angelo Solfizi dellUgl: «Avevamo già avuto un incontro con Letta il 23 marzo. Ora dobbiamo ricominciare da lì». 19 agosto 2009 - L'Unità Scendono dal Colosseo i lavoratori dellUrbe ROMA - Sono scesi in tarda serata dal Colosseo gli occupanti - lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe - che lo scorso 14 agosto erano saliti sul terzo anello per protesta. La fine della protesta coincide con la convocazione del tavolo in Prefettura, con il Comune di Roma Regione e Provincia. I sei sono stati trasportati in ambulanza all'Ospedale San Giovanni. 19 agosto 2009 - Il Resto del Carlino Il Cub trasporti: «Sogea non ha
pagato l'una tantum di giugno» Reggio E. - IL CUB Trasporti lamenta la mancata erogazione di una somma di denaro che Saca e Sogea aziende di trasporti che lavorano in regime di subappalto avrebbero dovuto pagare ai lavoratori con la mensilità di giugno, e chiede alla responsabile del servizio, Autolinee dell'Emilia, di far decadere il rapporto in essere con le due società. «L' Azienda denuncia il coordinatore Cub Trasporti, Pasquale Tucci beninteso a posteriori, ha pretestuosamente giustificato tale grave violazione del protocollo d'Intesa con una presunta mancanza di connessione/interfaccia tra il proprio computer e la banca. Evidentemente questa mancata connessione è durata per almeno 30 giorni, ed evidentemente la loro banca non accetta disposizioni di pagamento vergati a mano». «Con sconcerto continua il sindacalista siamo costretti a rilevare che nemmeno nella busta paga relativa al mese di luglio è compresa la "una tamtum", e, per quanto sappiamo, a diversi lavoratori non sono nemmeno state retribuite le ore di prestazione straordinaria. Di fronte alle giuste recriminazioni dei dipendenti, nulla l'Azienda ha chiarito circa la data certa di erogazione della consistente somma». Il sindacato di base fa notare che la mancata corresponsione della somma «pregiudica notevolmente gli interessi dei dipendenti, ponendone alcuni in gravi ed impreviste difficoltà di fronte ad improrogabili impegni (affitti, scadenze di mutuo, bollette, pagamenti vari)». Le richieste: «Autolinee dell'Emilia intervenga direttamente nei confronti di codesti numerosi lavoratori, a surroga della mancata corresponsione dell' una tamtum contrattuale da parte di Saca/Sopgea». «Chiediamo la richiesta di immediata revoca dell'affidamento in corso: in subordine, che allo scadere del periodo di esercizio estivo 2009, per le gravi i motivazioni sopra riportate, sia pronunciata la decadenza dell' affidamento a Saca scarl di Bologna e congiuntamente alla controllata Sogea srl di Reggio». 19 agosto 2009 - La Repubblica Colosseo protesta finita, dopo 4 giorni scese le guardie giurate ROMA - Li hanno convinti: i "gladiatori" hanno abbandonato il terzo anello del Colosseo dove erano saliti venerdì scorso per protesta. Risolutive la riunione avvenuta, ieri, in Prefettura dove erano stati convocati per un tavolo sindacati, confederali e di base, Regione e Provincia del Lazio e il Comune di Roma oltre i rappresentati delle trecento guardie giurate e la telefonata in tarda serata del sindaco di Roma Gianni AlemannoUn incontro quello organizzato a Palazzo Valentini dove dal vicecapo di gabinetto della prefettura, Clara Vaccaro, i lavoratori hanno ottenuto l´impegno a convocare un nuovo tavolo con il governo. Dicono: «Speriamo che tutto questo sia servito a qualcosa». Uno era sceso ieri mattina, gli altri in serata. Vigilantes, accordo fatto: i
"gladiatori" scendono dal Colosseo Roma - Scendono dalla cima del Colosseo in tarda serata
i vigilantes dopo un ultimo appello del sindaco Alemanno che li ha chiamati da Cortina,
mentre il vicesindaco Cutrufo era salito sul monumento per convincerli. Sotto, ad
aspettare i "gladiatori", come sono stati soprannominati, le ambulanze che li
hanno portati al San Giovanni, molto provati dopo cinque giorni di sit-in sull´anello
più alto del monumento. Il primo a lasciare il terzo anello del Colosseo era stato, in
mattinata, Giorgio Gori, 52anni, che più volte si era sentito male durante la protesta.
Era sceso piangendo, tra gli applausi come sono stati applauditi gli altri sei. 19 agosto 2009 - La Provincia di Cremona Le guardie giurate hanno incontrato
il vice sindaco Cutrufo ROMA Sono scesi dal Colosseo i sei gladiatori, le guardie giurate che da venerdì avevano occupato il terzo anello del Colosseo. Salutati da acclamazioni e applausi sono stati caricati dentro alcune ambulanze. Poco prima che i sei gladiatori scendessero il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo era entrato nel Colosseo per incontrarli. La trattativa era cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dellincontro interistituzionale in prefettura di ieri pomeriggio dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dellente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzati dalla privatizzazione dellente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale. I sei hanno sentito al telefono, nel corso delle trattative, anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Una telefonata durata circa cinque minuti nella quale si sono scambiati idee e punti di vista sulla situazione del loro istituto di vigilanza privatizzato. A raccontarlo è proprio il vicesindaco Mauro Cutrufo che ha incontrato i sei manifestanti «a metà strada, al primo piano. Sono convinti di aver fatto una giusta battaglia soprattutto per quanto riguarda laspetto salariale. Da parte nostra, però, e da parte di tutte le istituzioni cè stato un forte impegno, concretizzato dal documento scritto stilato alla fine del tavolo di questo pomeriggio in Prefettura: già la prossima settimana torneremo ad approfondire i nodi poco chiari del procedimento di privatizzazione dellistituto vigilanza Urbe insieme a un rappresentante del governo, dopo aver raccolto tutta la documentazione dai ministeri preposti, come la Difesa, lEconomia, e lo Sviluppo Economico». Cutrufo ha infine affermato di avere ricevuto una telefonata del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro «soddisfatto per la felice conclusione della vicenda». 19 agosto 2009 - Il Piccolo FINITA LA PROTESTA ROMA - I «gladiatori» hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la posizione poco dopo le 21 di ieri, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma ieri mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «La prossima settimana - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di Palazzo Chigi per far chiarezza sulla vicenda». 19 agosto 2009 - Il Gazzettino «Le troppe posizioni organizzative tolgono 500 euro lanno ai lavoratori» Vicenza - Le attuali quarantaquattro posizioni
organizzative e alte professionalità sottraggono ad ogni lavoratore del Comune di Vicenza
almeno cinquecento euro allanno di produttività. 19 agosto 2009 - Corriere del Veneto Trasporti Da Tronchetto a San Marco
servizio «unificato» per i turisti VENEZIA Quasi diecimila titoli venduti nei primi dieci giorni, alla biglietteria Alilaguna del Park Tronchetto, per un incasso di centomila euro ma è polemica sul biglietto integrato Actv-Alilaguna sulla tratta Tronchetto-San Marco via Giudecca. Specie dopo che Actv ha imposto l'obbligo (qualche giorno dopo lavvio dell1 agosto) di vendere esclusivamente il biglietto integrato anche se Allaguna non effettua tutte le fermate della tratta. Disposizione, questa, che ha fatto infuriare una parte dei sindacati che grida allo scandalo: «Non è corretto che un utente sia costretto ad acquistare il biglietto integrato senza poter usufruire delle stesse fermate in un vaporetto Actv o Alilaguna spiega Danilo Scattolin, Rdb Cub qual'è il vero motivo per cui Actv vuole che i bigliettai di Vela al Tronchetto vendano solo i titoli integrati? Per le code, per alleggerire i propri vaporetti? Scuse, lo scopo vero è dare in subaffidamento parte del servizio e favorire un'azienda privata». Secondo Rdb Actv ci perde, nonostante l'accordo preveda che gli introiti delle vendite (tolta la quota di 1 euro a biglietto spettante al Comune) vadano al 77 per cento ad Actv e al 23 per cento a Alilaguna. La maggior parte dei biglietti integrati viene venduta al garage del Tronchetto (quasi un migliaio al giorno), col vantaggio spiega Panettoni di recuperare una buona fetta di utenti intercettati dagli abusivi: «Per noi laccordo è vantaggioso dice perchè sfoltiamo un po' le nostre linee d'estate sovraccariche e insieme limitiamo l'azione degli abusivi. Vantaggi che ci permettono di compensare quel che il biglietto integrato ci sottrae sul lato economico». In casa Alilaguna intanto, i primi dieci giorni di vendite vengono ritenute più che soddisfacenti: 9.955 titoli integrati venduti, per un incasso di oltre 100 mila euro. Che si aggiungono ai 42 mila euro della vendita di soli biglietti Actv e ai 5.800 euro dei soli titoli Alilaguna. I conti veri, secondo il presidente Fabio Sacco, si faranno solo alla fine della sperimentazione (30 settembre): «Ma il servizio ai clienti è già migliorato spiega e le vendite sono più che buone se consideriamo che in questa tratta ci siamo inseriti da pochi mesi per la prima volta. A fine settembre vedremo il ritorno economico ». Intanto, però, sul fronte sindacale, si annuncia battaglia: «Continuiamo ad essere molto perplessi spiega Giorgio Bullo, Uil trasporti E' evidente che c'è la volontà di favorire un'azienda privata nel cui Cda siedono anche dirigenti di Vela e Actv, a svantaggio di quella pubblica. Chiederemo che ci venga spiegato in termini economici quanto Actv ci perde o ci guadagna. Loperazione sembra fatta apposta per spalancare le porte ad Alilaguna».(P.V.) 19 agosto 2009 - Caserta news Gabbie salariali, RdB/CUB: Berlusconi commissaria il Sud Salerno "Non è bastato commissariare
Prefetture, Regioni, Province e Comuni, rifiuti, sanità e criminalità, usata per
militarizzare la Regione. 19 agosto 2009 - La Gazzetta di Reggio «Soldi in meno in busta paga» REGGIO E. - Una lettera-denuncia inviata dalla Cub
trasporti di Reggio ai vertici di Act, Autolinee dellEmilia, Consorzio Tpl e
allassessore regionale alla Mobilità, Alfredo Peri. Nel mirino del sindacato: la
«mancata corresponsione delluna tantum a copertura del periodo di vacanza
contrattuale» che va dal 1º gennaio 2008 al 30 aprile 2009. 18 agosto 2009 - Articolo 21 Roma, intervista a Giorgio Gori il primo dei lavoratori ANCR a scendere dal Colosseoclicca qui 18 agosto 2009 - Apcom Roma, protesta guardie giurate, concluso incontro in PrefetturaRdb-Cub: "Riunione positiva, chiederemo ai ragazzi a scendere" Roma (Apcom) - Si è concluso intorno alle 17 e 30 l'incontro negli uffici della prefettura di Roma tra i rappresentanti delle guardie giurate che protestano al Colosseo e le istituzioni locali. La riunione, iniziata intorno alle 11 e interrotta per una breve pausa intorno alle 15, è durata oltre sei ore, concludendosi senza una reale svolta. Le istituzioni si sono impegnate a fare presente la questione al Governo e i sindacati a chiedere alle guardie sul terzo anello del Colosseo di scendere. Parzialmente soddisfatta l'Rdb-Cub: le istituzioni, ha spiegato Marco Lucarelli, "altro non possono fare che impegnarsi a fare pressione sul Governo per trovare una soluzione. Torniamo ora al Colosseo a presentare ai nostri colleghi questi impegni. Cercheremo di convincerli a scendere, dal momento che le loro condizioni lassù stanno diventando sempre più precarie. Noi come sindacati abbiamo fatto la mediazione, adesso andiamo a sentire i ragazzi su. La nostra intenzione è quella di proseguire solo con il presidio davanti al Colosseo. Ma spetta a loro decidere". L'incontro di oggi, comunque, spiega, è stato utile. "In queste ore siamo riusciti a discutere degli aspetti anche tecnici della vicenda, che sono complicati ed è necessario che siano chiari per tutti". Roma, protesta guardie giurate,Cgil:
Lavoratori sono già tutelati Roma (Apcom) - Le oltre 300 guardie giurate che da cinque giorni portano avanti il presidio di fronte al Colosseo, sei delle quali stanno ancora occupando il terzo anello del monumento, farebbero bene ad accettare il passaggio alla nuova società, come hanno già fatto più di 600 loro colleghi. È questa la posizione che la Cgil ha espresso questa mattina al tavolo in Prefettura tra i rappresentanti dei lavoratori e le istituzioni. Per il sindacato, infatti, l'accordo già raggiunto con il Governo, in base al quale ai lavoratori è stata offerta la possibilità del passaggio alla nuova azienda, è il miglior compromesso possibile. "Se le posizioni del Governo - ha spiegato Claudio Di Berardino, segretario regionale della Cgil - rimangono queste e le condizioni generali non mutano, noi riteniamo dentro questo quadro complessivo di avere svolto il lavoro di sindacato e difeso gli interessi dei lavoratori, garantendo loro un salario". Un accordo che, ha puntualizzato Di Berardino, è stato sottoscritto anche dai sindacati di base che ora difendono i 300 che protestano. "Come Cgil, Cisl e Uil - ha aggiunto - abbiamo ribadito che l'accordo realizzato punta a tutelare i lavoratori. Aspetteremo - ha concluso - la ripresa del confronto nel pomeriggio per vedere quale sarà il testo con il quale ci lasceremo oggi". Protesta guardie giurate al Colosseo,sospeso incontro (Apcom) Roma - Dopo quasi quattro ore di trattative è stato sospeso l'incontro in Prefettura tra i rappresentanti delle guardie giurate che protestano da cinque giorni al Colosseo, le istituzioni locali e il vice capo di Gabinetto della Prefettura, Clara Vaccaro. La riunione riprenderà alle 15.30. "I lavoratori - ha spiegato lasciando Palazzo Valentini l'assessore al Lavoro della Regione, Alessandra Tibaldi - avanzano motivazioni che attengono alla natura giuridica dell'ente. Se venissero ammesse sarebbe inficiato l'accordo che fu raggiunto al ministero dello Sviluppo economico, e quindi sarebbero coinvolti anche gli oltre 600 lavoratori che vi hanno aderito". Sulla questione, in ogni caso, ha puntualizzato la Tibaldi, le istituzioni locali non hanno una competenza diretta. "Abbiamo chiesto alla Prefettura - ha spiegato - di chiedere al Governo di pronunciarsi entro fine mese. Nel frattempo, però, occorre che i sei lavoratori ancora sul terzo anello del Colosseo scendano. Il presidio - ha aggiunto - potrà continuare ai piedi del Colosseo". Ottimista il presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani: "Quello di oggi è un passo avanti, stiamo mettendo in ordine tutti gli elementi del problema, per partire da una base condivisa. Entrare nel merito in questa fase è sbagliato, questo è il momento - ha concluso - mettere in asse i punti per poi avviare un confronto serrato". Guardie Colosseo, scontro tra i
sindacati in Prefettura Roma (Apcom) - Dopo un'ora di riunione la discussione non è entrata ancora nel merito. Così ha descritto la situazione l'assessore al Commercio del Comune di Roma, Davide Bordoni, lasciando la Prefettura, dove è in corso l'incontro tra i rappresentanti delle guardie giurate che protestano ormai da cinque giorni al Colosseo per difendere il posto di lavoro e le istituzioni. L'atmosfera , ha spiegato Bordoni, è incandescente perchè c'è "una contrapposizione tra le organizzazioni sindacali. Fin qui hanno portato avanti tavoli separati e volevano continuare in questo modo, invece la Prefettura le ha convocate tutte insieme". All'incontro, infatti, sono presenti sia le sigle confederali che i sindacati di base, come Rdb-Cub, che hanno sostenuto l'iniziativa dell'occupazione del terzo anello del Colosseo. "Quello che chiediamo ai lavoratori ora - ha sottolineato Bordoni - è di scendere dal Colosseo. Le istituzioni sono disponibili al dialogo e lo stanno dimostrando". Al tavolo, presieduto dal vicecapo di gabinetto della Prefettura, Clara Vaccaro, partecipano anche il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, i tecnici dell'assessorato al Lavoro della Provincia e il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Peppe Mariani. Guardie giurate sul Colosseo, due in
ospedale per accertamenti Roma (Apcom) - Ha lasciato il presidio sul terzo anello del Colosseo ed è stato portato all'ospedale San Giovanni per accertamenti. Giorgio, una delle sette guardie giurate che hanno resistito per quattro notti in cima all'anfiteatro flavio è stato il primo a scendere. In questi giorni, infatti, ha subito diversi attacchi di asma e ha avuto bisogno più di una volta del soccorso dei sanitari. All'ospedale San Giovanni è stato portato anche un altro lavoratore. Partecipava al presidio ai piedi del Colosseo quando si è sentito male ed è stato portato via in ambulanza. Alle 11 si svolgerà in Prefettura un incontro tra i rappresentanti dei lavoratori, il Comune, la Regione e la Provincia. Dovrebbero essere presenti, ha spiegato ieri il vicesindaco Mario Cutrufo, anche il viceprefetto vicario e un esponente del governo. Alla riunione parteciperà anche il presidente della commissione Lavoro della Regione, Peppe Mariani, che intorno alle 10 è salito sul terzo anello del Colosseo per negoziare con le guardie giurate: "La situazione è grave - ha detto scendendo dal monumento - e i lavoratori sono molto provati. Questa - ha aggiunto - è una vertenza difficile e complicata, che non va sottovalutata". Guardie giurate sul Colosseo, una
lascia il presidio Roma (Apcom) - Dovrebbe scendere a minuti una delle sette guardie giurate che sono sul Colosseo da ormai cinque giorni per difendere il posto di lavoro. Per trattare con loro è salito sul monumento il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Peppe Mariani. La scelta delle guardie giurate di far scendere uno dei lavoratori dal Colosseo sarebbe un gesto di apertura in vista dell'incontro in Prefettura delle 11. Marinai ha annunciato una conferenza stampa ai piedi del Colosseo, non appena sarà sceso accompagnato da uno dei lavoratori. Secondo Angelo Solfizzi del sindacato Ugl a lasciare il presidio dovrebbe essere Giorgio, il lavoratore che soffre di crisi asmatiche e che è stato curato in questi giorni con iniezioni di cortisone. Intorno al Colosseo, comunque, sono momenti concitati e una delle persone del presidio, secondo quanto riferito da Marco Lucarelli dell'Rdb-Cub si è sentita male. 18 agosto 2009 - Omniroma PROTESTA COLOSSEO, RDB-CUB: «DISCESA SOFFERTA E FATICOSA»(OMNIROMA) Roma, 18 ago - «È stata una discesa faticosa e sofferta. Il sindaco Gianni Alemanno ci ha telefonato e ha parlato con un collega che gli ha esternato la criticità della situazione. Poi, siamo scesi con il vicesindaco Cutrufo. Il prefetto ha poi chiamato Cutrufo e si è complimentato con tutte le parti per la chiusura, in maniera tranquilla, di questa situazione. Ma il presidio sotto al Colosseo rimane». È quanto dice Marco Lucarelli, di Rdb Cub, in merito alla discesa dei manifestanti - lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe - dal terzo anello del Colosseo. «Due manifestanti - ha proseguito Lucarelli - sono stati portati in ospedale, al San Giovanni, per accertamenti». PROTESTA COLOSSEO, CUTRUFO: «MANIFESTANTI PROVATI» (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Mi sono incontrato con i manifestanti al primo anello del Colosseo. Sono provati, convinti di aver fatto una battaglia con gli altri che erano presenti sotto il Colosseo: una battaglia che è nata per una rivendicazione di tipo salariale». È quanto ha detto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo che ha incontrato gli occupanti del terzo anello del Colosseo poco prima del termine della loro protesta. «C'è un documento scritto - ha spiegato Cutrufo citando gli esiti del tavolo interistituzionale di oggi - con l'impegno la settimana prossima a riaprire i lavori del tavolo per approfondire il lavoro presso i ministeri preposti. Di mezzo c'è anche una competenza della procura della Repubblica. Si tratta di una situazione complessa che può essere ordinata così che giunga a una conclusione». PROTESTA COLOSSEO, SCENDONO OCCUPANTI DA TERZO ANELLO (OMNIROMA) Roma, 18 ago - Sono scesi dal Colosseo gli occupanti - lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe - che lo scorso 14 agosto erano saliti sul terzo anello per protesta. PROTESTA COLOSSEO, CUTRUFO: SODDISFAZIONE PER ESITO TAVOLO (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Il Campidoglio ha ottenuto la convocazione del tavolo in Prefettura al quale oggi si sono aggiunte anche Regione e Provincia». Lo dichiara, in una nota, il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. «Le organizzazioni sindacali, preso atto della complessa situazione e della larga apertura registrata da parte delle Istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto che produrrà, già a partire dalla prossima settimana, l'impegno da parte del Governo di un ulteriore approfondimento della vicenda che riguarda l'ANCR-IVU e che coinvolge circa trecento lavoratori. Il documento che abbiamo sottoscritto in Prefettura lascia aperto uno spiraglio alla vertenza. Sono fiducioso - conclude Cutrufo - che la protesta organizzata sul Colosseo rientrerà rapidamente e in modo positivo». PROTESTA COLOSSEO, SCHIUMA(MPI):«ACCORDO NON SIA CARTA STRACCIA» (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «L'accordo siglato in Prefettura non sia carta straccia: i metronotte sono un patrimonio storico di Roma e rappresentano una professionalità che non va umiliata ulteriormente. In questi anni ho seguito da vicino le vicende dei lavoratori dell'Istituto Vigilanza Urbe e di promesse ne sono state fatte tante, sia dai governi passati, sia dalle stesse istituzioni che oggi rassicurano persone che sono state prese in giro a sufficienza». È quanto dichiara in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del 'Movimento per l'italià. «Ci voleva - continua Schiuma - un gesto tanto eclatante, quanto disperato, per far capire che sono in ballo i destini di centinaia di famiglie e i diritti di lavoratori sulla cui pelle abbiamo assistito a una vera e propria svendita dell'Ivu, ente pubblico che non poteva essere privatizzato così?». PROTESTA COLOSSEO, SMERIGLIO:«BENE ACCORDO RAGGIUNTO IN PREFETTURA» (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «A nome della provincia di Roma esprimo soddisfazione per l'accordo raggiunto questo pomeriggio presso la prefettura di Roma, che impegna enti locali e prefetto ad attivarsi sinergicamente per la risoluzione della vertenza avviata dai lavoratori». È quanto dichiara in una nota l'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio. «In particolare, in base all'accordo - prosegue - verrà rappresentata formalmente alla presidenza del consiglio dei Ministri - unica titolare degli aspetti giuridico-lavorativi dell'ex Istituto Urbe - la assoluta necessità di rivedere la questione del passaggio dei lavoratori alla azienda privata Ivu Spa, al fine di approfondirne alcuni aspetti emersi nella riunione odierna che meritano necessariamente nuova e più dettagliata attenzione. I lavoratori, dal canto loro, si sono impegnati ad interrompere una forma di protesta oggettivamente pericolosa per la loro stessa incolumità, e quindi a scendere dal Colosseo in attesa di partecipare assieme ai rappresentanti sindacali ai prossimi, dirimenti, incontri. Sono quindi lieto che l'apporto di Regione, Comune e Provincia abbia contribuito a sbloccare una vicenda complessa e delicata, e che l'auspicato coordinamento del Prefetto, quale rappresentante territoriale del Governo, abbia potuto consentire di individuare quei percorsi che, stante il carattere nazionale della vertenza, gli enti locali non avrebero potuto autonomamente indicare». «Ovviamente la Provincia di Roma seguirà con diligenza e disponibilità tutti i successivi 'step', al fine di garantire l'applicazione dell'accordo sottoscritto e favorire, per quanto nelle sue possibilità, una positiva e soddisfacente soluzione per i lavoratori coinvolti». PROTESTA COLOSSEO, TAVOLO CHIEDE
INTERVENTO GOVERNO: (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «All'interno della complessa vicenda giuridica che negli anni ha regolamentato l'attività dell'ex Istituto di vigilanza Urbe e dell'Associazione nazionale combattenti e reduci, la prefettura, la Regione, la Provincia e il Comune ritengono che esistano degli aspetti normativi che non sono stati perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico. Pertanto si ritiene necessario rappresentare alla presidenza del Consiglio la complessa situazione al fine di ricevere una sollecita risposta ai quesiti posti». È quanto si legge nel documento stilato al termine del tavolo interistituzionale che si è svolto oggi in prefettura circa la situazione dei lavoratori in protesta sul Colosseo. Ai lavorio hanno partecipato i rappresentanti sindacali, l'assessore al Lavoro della Regione Alessandra Tibaldi, il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, il rappresentante dell'assessorato provinciale al Lavoro Ferruccio Nobili e per la prefettura di Roma il vicecapo di gabinetto Clara Vaccaro. Nel documento firmato congiuntamente dalle istituzioni e dai sindacati si legge anche la doppia presa di posizione delle organizzazioni sindacali. «Cigl, Cisl e Uil nell'aderire alla proposta del prefetto ribadiscono la necessità dell'attuazione dell'accordo» dello scorso luglio «in quanto ha salvaguardato i livelli occupazionali preesistenti, diritti e tutele», è scritto. Ciò, mentre «Rdb, Sinalv Cisal hanno chiesto un prolungamento del tavolo separato senza le altre componenti sindacali». Inoltre il prefetto nella nota ha precisato che «qualora la protesta dovesse proseguire nelle attuali forme si riserva di assumere eventuali provvedimenti di competenza». PROTESTA COLOSSEO, DI
BERARDINO(CGIL): (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «In questo quadro ed a queste condizioni siamo fermi all'accordo, aspettiamo la ripresa confronto alle 16 con la quale valuteremo quale sarà il testo con il quale ci lasceremo». Ad affermarlo il segretario regionale Cgil Claudio Di Berardino, uscendo dal tavolo interistituzionale in prefettura. «Se le posizioni del Governo - afferma Di Berardino - rimangono queste e non muta il quadro generale di riferimento, ritengo che entro queste condizioni abbiamo svolto il nostro lavoro di sindacati. Abbiamo difeso gli interessi dei lavoratori garantendogli un salario. L'accordo è siglato da tutte le firme e come Cgil, Cisl e Uil abbiamo ribadito che l'accordo realizzato punta tutelare i lavoratori». PROTESTA COLOSSEO, TIBALDI: GOVERNO UNICO DELEGATO A FARE CHIAREZZA (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «La nostra proposta è che la Prefettura si faccia carico presso il Governo di chiarire la procedura dell'accordo, siglato da tutte le sigle sindacali». Ad affermarlo l'assessore regionale al lavoro, Alessandra Tibaldi, uscendo dal tavolo interistituzionale convocato in Prefettura, che dovrebbe riprendere tra meno di un'ora. «A rischio - prosegue Tibaldi - ci sono tutti i lavoratori che hanno firmato l'accordo, non solo per i 300. Il Governo è l'unica sede delegata per fare chiarezza e di pronunciarsi entro fine. Il tavolo non è nella condizione di dare delle risposte perché le istituzioni sono serie e non possono fare delle promesse che non possono mantenere». PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE: (OMNIROMA) Roma, 18 ago - Giorgio Gori, il primo «gladiatore» a lasciare la protesta sul Colosseo, «è sceso per i problemi di salute che ha avuto. Ieri gli è stata fatta una flebo, quindi abbiamo deciso tutti insieme di farlo scendere». Lo spiega Angelo De Paolis, uno dei sei lavoratori dell'Ivu rimasti a manifestare sull'anfiteatro Flavio mentre in prefettura è in corso un tavolo interistituzionale. A spingere il primo occupante a scendere dal Colosseo, ha aggiunto De Paolis, anche la constatazione che era stato «chiesto un gesto di collaborazione per le trattative aperte». PROTESTA COLOSSEO, SMERIGLIO: «EMERGANO PERCORSI PER SOLUZIONE» (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Abbiamo appreso con soddisfazione l'avvenuta convocazione da parte del prefetto che avevamo auspicato. Alla riunione, da poco iniziata, è presente un rappresentante dell'assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, a conferma della piena disponibilità a collaborare che avevamo garantito. Devo però ribadire quanto espresso, ovvero che, sebbene sia importante la sinergia degli enti locali, la questione appare senz'altro di competenza degli enti nazionali, i soli che possano dare risposta alle richieste dei lavoratori. Mi auguro quindi che dalla riunione emergano percorsi concreti che portino alla risoluzione della vertenza». Lo dichiara, in una nota, l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Massimiliano Smeriglio. PROTESTA COLOSSEO, SCHIUMA(MPI):ASSUMERLI COME AUSILIARI SICUREZZA (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Con una sinergia tra istituzioni, Regione, Provincia e Comune potrebbero risolvere il problema e i lavoratori dell'Istituto Vigilanza Urbe potrebbero essere assunti come 'ausiliari per la sicurezzà. Possono farlo sicuramente meglio di qualsiasi ronda: la stabilità lavorativa gli va riconosciuta in quanto assunti dall'Ivu, ossia da un ente pubblico». È quanto dichiara in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del 'Movimento per l'Italia con Daniela Santanchè', per il quale «questa volta credo che queste persone non saranno disposte a sentire promesse e chiacchiere». «Nel 2008 - ricorda Schiuma - Veltroni non volle da solo farli rientrare nella pianta organica del Comune di Roma e la mozione che presentai in tal senso non passò. Oggi con uno sforzo congiunto ciò sarebbe possibile». PROTESTA COLOSSEO, AL VIA TAVOLO INTERISTITUZIONALE IN PREFETTURA (OMNIROMA) Roma, 18 ago - RdB, Sdl, Ugl, i sindacati confederati, il vice capo di gabinetto Clara Vaccaro, il presidente commissione lavoro della Regione, Peppe Mariani, esponenti della Provincia, del Governo centrale e alcuni rappresentanti delle guardie giurate in vece dei 300 lavoratori dell'ente morale dell'associazione nazionale combattenti e reduci, l'assessore capitolino al commercio Davide Bordoni. È iniziata in Prefettura la prima riunione che si tiene fra le parti interessate da quando è iniziata la protesta delle guardie giurate con l'occupazione simbolica del terzo anello del Colosseo. PROTESTA COLOSSEO, BORDONI: (OMNIROMA) Roma, 18 ago - «Abbiamo dato, come enti locali, con la Provincia e l'assessore regionale Tibaldi, la massima disponibilità ad un dialogo. C'è un attrito tra le sigle sindacali che volevano un tavolo separato, come è accaduto fino ad oggi, ma la Prefettura ha detto di no». Lo ha detto l'assessore comunale al commercio, Davide Bordoni uscendo dalla Prefettura dove è in corso il tavolo interistituzionale che vede al centro della discussione il caso delle guardie giurate che da venerdì scorso occupano il Colosseo. Al posto dell'assessore, che ha dovuto lasciare il tavolo per altri impegni, è arrivato in Prefettura il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. Un tavolo difficile quello che si è aperto questa mattina per la contrapposizione delle sigle sindacali che vede da una parte Cigl, Cisl e Uil e dall'altra RdB, Sdl e Ugl che accusano i sindacati confederati di non aver seguito la vicenda dei lavoratori. PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE SCENDE
IN LACRIME: (OMNIROMA) Roma, 18 ago - Si chiama Giorgio Gori è il primo dei 7 «gladiatori» che ha lasciato l'ultimo anello del Colosseo questa mattina. Gori è una delle guardie giurate che da venerdì scorso stanno protestando al Colosseo per il loro posto di lavoro. L'uomo, che è stato scelto dagli altri compagni che sono rimasti in cima al monumento, era visibilmente provato e ha provato ad uscire con le proprie forze dal Colosseo ma ha dovuto ricorrere all'aiuto di un autoambulanza con la quale è stato portato in ospedale per gli accertamenti. L'uomo è sceso piangendo e ha detto: «Ho lasciato un'altra famiglia, sono sempre stato dalla parte della legge e mi avete portato a violare il monumento più bello di Roma». Intanto prosegue la protesta anche ai piedi del monumento dove Marco Lucarelli di Rdb ha commentato: «Non sono atti non folkloristici e non disperazione e la richiesta di fare quello che facevano». Intanto anche tra i manifestanti «di terra» si fa sentire la stanchezza, infatti uno di loro si è sentito male ed è stato portato via con un'autoambulanza. Gori, il primo dei 7 «gladiatori» ad essere sceso dall'ultimo anello del Colosseo, è stato trasportato al San Giovanni. Cinquantadue anni, sposato, padre di due figli con 32 anni di servizio nell'ente come guardia giurata, è stato scelto dai suoi compagni anche perché era quello dei 7 che fisicamente, durante i giorni dell'occupazione, aveva mostrato le difficoltà maggiori. 18 agosto 2009 - Ansa LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CUTRUFO VA DAI GLADIATORI (ANSA) - ROMA, 18 AGO - Il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo è entrato nel Colosseo, dove al terzo anello sono in corso le trattative tra i sindacati e le sei guardie giurate che da venerdì scorso stanno occupando il monumento per protestare contro la privatizzazione del loro ente di vigilanza. Attorno all'ingresso visitatori del Colosseo si sta radunando una piccola folla di guardie giurate, controllate da una camionetta dei carabinieri. La trattativa è cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti stanno spiegando ai loro colleghi gli esiti del tavolo interistituzionale in prefettura di questo pomeriggio dal quale è emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione. LAVORO:PROTESTA COLOSSEO; GUARDIA, CON SPA 200 EURO IN MENO (ANSA) - ROMA, 18 AGO - Con il nuovo istituto privato 'Vigilanza Urbe Spà, previsto dall'accordo del 9 luglio con i sindacati, le guardie giurate dell'ex Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) riceveranno una busta paga più magra di 200 euro circa e molte meno garanzie sul loro futuro lavorativo. A spiegarlo, ai piedi del Colosseo dove sono in corso le trattative tra i sindacati e i 6 'gladiatorì rimasti a protestare contro la privatizzazione dell'ente, è il vigilantes Ambrogio D'Iori, che dal 1991 si è occupato di paghe e contributi per la società. «Con il vecchio regime una guardia giurata - spiega - portava a casa, netti, circa 1.110 euro. Il nuovo contratto taglia in partenza 15 euro e abolisce l'indennità di contingenza che può arrivare, per i più anziani, anche a 90 euro mensili. Inoltre da 45 giorni di riposo pagati, tra ferie, recuperi, e permessi scendiamo a 35 e dobbiamo lavorare gratuitamente 7 ore di straordinario al mese che prima venivano pagate 15 euro l'una. In più - aggiunge - c'è il congelamento degli scatti d'anzianità: per molti sarà come ricominciare dal primo giorno di lavoro». Rispetto alla tipologia di contratto prevista dal nuovo ente privato, D'Iori spiega che «è sì a tempo indeterminato, ma le condizioni sono garantite fisse per un massimo di due anni e poi chissà». A spingere 300 delle 900 guardie giurate a dire no alla firma del contratto con il nuovo ente privatizzato anche la situazione pensionistica. «Prima, in quanto dipendenti di un ente morale pubblico, eravamo iscritti all'Inpdap - conclude D'Iori - se firmiamo passiamo all'Inps che è molto meno vantaggioso per la nostra pensione». LAVORO:PROTESTA COLOSSEO:ALLA FINE
SCESI I 6 GLADIATORI (ANSA) - ROMA, 18 AGO - I gladiatori hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma questa mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo, che poco prima che le sei guardie giurate decidessero di scendere le ha fatte parlare al telefono con il sindaco. »La prossima settimana - ha sottolineato Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda«. Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i 'gladiatori' al terzo anello del monumento per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto per tutto il giorno in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa da tutti i presenti: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo l'accordo i dipendenti dell'ente morale pubblico dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato 'Vigilanza Urbe Spa', e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese - ha spiegato uno di loro - andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e l'azzeramento degli scatti. Inoltre il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, il nuovo contratto prevede l' iscrizione «all'Inps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico». Previdenza e stabilità d'impiego sono dunque i due punti chiave che il futuro dibattito con la presidenza del consiglio dovrà chiarire. Ora, dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni dei quali delusi dalla 'resa dei gladiatorì, i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio ai piedi del Colosseo, sul lato di Colle Oppio, dove da venerdì scorso hanno sostenuto i loro colleghi: «Resteremo qui finchè non avremo risposte concrete - hanno detto - ora comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga». LAVORO:PROTESTA COLOSSEO; SCESI DOPO TELEFONATA CON ALEMANNO (ANSA) - ROMA, 18 AGO - I sei vigilantes che da venerdì scorso avevano occupato il terzo anello del Colosseo hanno sentito al telefono, nel corso delle trattative, anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Una telefonata durata circa cinque minuti nella quale si sono scambiati idee e punti di vista sulla situazione del loro istituto di vigilanza privatizzato. A raccontarlo è il vicesindaco Mauro Cutrufo che ha incontrato i sei manifestanti «a metà strada, al primo piano. Sono convinti - prosegue - di aver fatto una giusta battaglia soprattutto per quanto riguarda l'aspetto salariale. Da parte nostra, però, e da parte di tutte le istituzioni c'è stato un forte impegno, concretizzato dal documento scritto stilato alla fine del tavolo di questo pomeriggio in Prefettura: già la prossima settimana torneremo ad approfondire i nodi poco chiari del procedimento di privatizzazione dell'istituto vigilanza Urbe insieme a un rappresentante del governo, dopo aver raccolto tutta la documentazione dai ministeri preposti, come la Difesa, l'Economia, e lo Sviluppo Economico». Cutrufo ha infine affermato di avere ricevuto una telefonata del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro «soddisfatto per la felice conclusione della vicenda». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SCESI I SEI 'GLADIATORI' (ANSA) - ROMA, 18 AGO - Sono scesi dal Colosseo i sei 'gladiatorì, le guardie giurate che da venerdì avevano occupato il terzo anello del Colosseo. Salutati da acclamazioni e applausi sono stati caricati dentro alcune ambulanze. Poco prima che i sei gladiatori scendessero il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo era entrato nel Colosseo per incontrarli. La trattativa era cominciata attorno alle 18.30: i sindacalisti avevano spiegato ai loro colleghi gli esiti dell'incontro interistituzionale in prefettura di questo pomeriggio dal quale era emersa la determinazione a chiedere alla presidenza del consiglio chiarimenti sulla complessa e discussa privatizzazione dell'ente di vigilanza. Il timore delle guardie giurate è infatti quello di venire penalizzati dalla privatizzazione dell'ente sia sul fronte del salario, con circa 200 euro in meno su circa 1.100 euro di stipendio, che su quello previdenziale. LAVORO: PROTESTA COLOSSEO;CUTRUFO,SODDISFAZIONE ESITO TAVOLO (ANSA) - ROMA, 18 AGO - Il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo ha espresso «soddisfazione» per l'esito dell'incontro che si è svolto oggi in Prefettura dopo la protesta di alcune guardie giurate che hanno occupato il Colosseo. «Il Campidoglio - spiega Cutrufo - ha ottenuto la convocazione del tavolo in Prefettura al quale oggi si sono aggiunte anche Regione e Provincia. Le organizzazioni sindacali, preso atto della complessa situazione e della larga apertura registrata da parte delle Istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto che produrrà, già a partire dalla prossima settimana, l'impegno da parte del Governo di un ulteriore approfondimento della vicenda che riguarda l'Ancr-Ivu e che coinvolge circa trecento lavoratori». «Il documento che abbiamo sottoscritto in Prefettura lascia aperto uno spiraglio alla vertenza. Sono fiducioso - conclude Cutrufo - che la protesta organizzata sul Colosseo rientrerà rapidamente e in modo positivo». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; UIL, POLITICA PONGA RIPARO (ANSA) - ROMA, 18 AGO - «L'esperienza non ha insegnato nulla. Ci auguriamo che la politica il cui intervento è stato rivendicato a gran voce dai sindacati autonomi ponga riparo a questi fatti per una vertenza che poteva concludersi molto prima e molto meglio». Lo ha detto il segretario generale della Uil Roma e Lazio Luigi Scardaone in merito alla protesta delle guardie giurate che venerdì scorso sono salite sul Colosseo per dire 'nò alla privatizzazione dell'istituto di vigilanza dell'Urbe. «I lavoratori saliti sul Colosseo - ha aggiunto Scardaone - sono vittime della strumentalizzazione politica, ci sono infatti sottosegretari al lavoro del governo Prodi e membri della commissione lavoro di Camera e Senato che dovrebbero fare un profondo mea culpa. Noi come sindacato confederale, abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere, tant'è che oltre l'80% dei lavoratori ha dato adesione individuale all'accordo sottoscritto il 9 luglio scorso da Cgil, Cisl e Uil. Basta con le illusioni e con le delusioni». LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;PIAZZA ATTENDE DECISIONE GLADIATORI (ANSA) - ROMA, 18 AGO - Il presidente del libero comitato Rdb Marco Lucarelli è salito assieme ad altri rappresentanti sindacali al terzo anello del Colosseo per esporre alle sei guardie giurate che da venerdì stanno occupando il monumento per protestare contro la privatizzazione del loro ente di vigilanza, gli esiti del tavolo interistituzionale in prefettura. Dal vertice è emerso un forte appello ai manifestanti a interrompere l'occupazione, oltre all'impegno della prefettura a chiedere a palazzo Chigi di chiarire i nodi più incerti della complessa vicenda, e in particolare sugli effetti dell'accordo firmato dai sindacati il 9 luglio scorso che regola il passaggio di circa 900 guardie giurate dal vecchio ente pubblico al nuovo istituto di vigilanza privato. Intanto ai piedi del monumento si respira tutto il nervosismo delle guardie giurate che da giorni sostengono i colleghi. I sindacalisti stanno illustrando a capannelli di colleghi i contenuti del testo prodotto al termine del vertice. E se c'è chi ritiene che i risultati siano sufficienti c'è anche chi è deluso: «Di tavoli - dicono - ne abbiamo fatti tanti: questo non cambierà nulla». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CUTRUFO, MA ORA SCENDETE (ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Ce l'abbiamo messa tutta per superare lo scoglio più ripido ora auspichiamo che finisca l'atto dimostrativo e che scendano dal Colosseo per manifestare se lo desiderano in strada». Lo ha detto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo al termine del tavolo Interistituzionale in Prefettura convocato per fare luce sui nodi della privatizzazione dell'Istituto Vigilanza Urbe, i cui dipendenti da venerdì hanno occupato per protesta il Colosseo. Sulle modalità con cui proseguire la mobilitazione della guardie giurate il documento conclusivo emerso dalla riunione, recita: «Qualora la protesta dovesse proseguire nelle attuali forme il Prefetto si riserva di assumere eventuali provvedimenti di competenza». L'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi ha ricordato che «un accordo, quello del 9 luglio, che garantisce la continuità occupazionale, oggi c'è: abbiamo chiesto ai lavoratori di riflettere su questo punto», anche perchè, come ha sottolineato Federico Nobili, delegato dell'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio, «oggi l' obiettivo non era dirimere la vertenza, ma far scendere i lavoratori». Cutrufo ha aggiunto che già dalla prossima settimana potrebbe essere fissata una nuova data per un tavolo in Prefettura con le parti interessate. LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;VERTICE PREFETTURA,PAROLA A GOVERNO (ANSA) - ROMA, 18 AGO - La vicenda è complessa ed è necessario che il governo dia dei chiarimenti. È quanto emerge dal documento conclusivo del tavolo Interistituzionale in Prefettura convocato per fare luce sui nodi della privatizzazione dell'Istituto Vigilanza Urbe, i cui dipendenti da venerdì hanno occupato per protesta il Colosseo. Nel documento che ha concluso la riunione, iniziata alle 11 e durata circa sei ore e mezzo, si legge che «all'interno di questa complessa vicenda giuridica esistono aspetti normativi non perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico. Pertanto è necessario rappresentare alla Presidenza del Consiglio la situazione al fine di ricevere una sollecita risposta». Al tavolo, presieduto dal Viceprefetto vicario Minati, hanno partecipato oltre al vicecapo di gabinetto della Prefettura Clara Vaccaro, rappresentante degli enti locali e delle sigle sindacali. «Abbiamo fatto ciò che potevamo - ha spiegato l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi - cioè trasferire alla Palazzo Chigi il compito di chiarire due nodi della vicenda: l'ambiguità della situazione pensionistica e la stabilità dell'impiego che era garantito dal Associazione nazionale combattenti e reduci quando era ente pubblico». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; ASSESSORE LAZIO,GOVERNO CHIARISCA (ANSA) - ROMA, 18 AGO - «La nostra proposta è che la Prefettura si faccia carico di chiedere al governo di chiarire, entro pochi giorni, magari entro fine mese, la natura dell' accordo alla base della vicenda delle guardie giurate che stanno protestando al Colosseo». È quanto ha affermato l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, in una pausa del vertice interistituzionale sulla vicenda, che si sta tenendo in Prefettura. Tibaldi ha ricordato che l'accordo sulla procedura di privatizzazione dell'Istituto di vigilanza Urbe, contestato dalle guardie giurate che protestano al Colosseo, «è stato firmato da tutte le sigle sindacali, e sebbene abbia una clausola di salvaguardia di non adesione, se è firmato va inteso firmato complessivamente. C'è il rischio che mettere in discussione la procedura possa avere ripercussioni anche su quei lavoratori che hanno firmato con il nuovo istituto». «Ora - ha proseguito - stiamo cercando di vedere se questa proposta soddisfa i lavoratori che stanno manifestando sul Colosseo, perchè oggi il rischio serio che corriamo è che 300 persone, in un momento di grave crisi, possano perdere il loro reddito. Oggi questo tavolo non è in grado di dare delle risposte, perchè le istituzioni sono serie e non vogliono fare promesse che non possono mantenere: chi deve dare risposte è il governo». Lavoro: protesta Colosseo, scende il
'gladiatore' Giorgio (ANSA) - ROMA, 18 AGO - E' scesa dal colosseo la prima delle sette guardie giurate che protestano da giorni contro la privatizzazione del loro istituto. Giorgio Gori, 32 anni, e' sceso, come stabilito ieri sera dopo una lunga contrattazione con i sindacati, e dopo avere abbracciato i familiari fra gli applausi di circa 100 colleghi, e' stato caricato su una barella e portato in ospedale. Un'ambuilanza e' intervenuta anche per soccorrere uno dei vigilantes che assistevano sotto il sole alla protesta. In mattinata e' prevista una riunione in prefettura. ''Adesso potra' iniziare un lavoro serio sulla situazione delle guardie giurate: quello che vogliamo sottolineare e' che questo per noi non e' uno show, ma e' la disperazione''. Lo ha affermato il dirigente sindacale Rdb Marco Lucarelli in merito alla discesa dal Colosseo di uno dei sette 'gladiatori'. ''E' stata una decisione difficile per loro - ha affermato il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani - perche' nessuno voleva recedere: abbiamo consigliato loro di orientarsi verso il piu' debole fisicamente''. Mariani ha poi ricordato che in Prefettura alla riunione convocata tra meno di un'ora parteciperanno esponenti della Provincia, del Comune e, per la Regione, anche dell'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi. LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;'GLADIATORE' SCESO,RESPIRO A FATICA (ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Mi sento in condizioni un pò precarie, ho difficoltà respiratorie forse dovute alla tensione. Mi terranno in osservazione fino alle 22 di questa sera, salvo complicazioni». Lo ha detto Giorgio, la prima delle guardie giurate a scendere dal Colosseo dopo giorni di protesta, raggiunto al cellulare nel suo letto all'ospedale San Giovanni, dove è stato ricoverato subito dopo la discesa dal monumento. «Ho sentito al telefono i miei colleghi, ormai dei fratelli, che sono ancora lassù: sono contenti che io mi stia curando, ma quella di stamattina è stata una decisione sofferta e difficile. Loro comunque non mollano». Intanto, si apprende dai rappresentati sindacale Rdb, è tornato a sostenere i colleghi che stanno occupando il Colosseo l'altro vigilante vittima di un malore questa mattina durante la conferenza stampa in strada. Gli è stata somministrata una flebo ed è tornato a sostenere i suoi colleghi, in attesa degli esiti della riunione che si sta svolgendo in prefettura. LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CGIL, PATTO LUGLIO TUTELA LAVORATORI (ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Se le posizioni del governo rimangono le stesse e se non muta il quadro generale di riferimento, ritengo che entro queste condizioni abbiamo fatto il nostro lavoro di sindacalisti: abbiamo difeso gli interessi dei lavoratori garantendogli un salario». Lo ha affermato il segretario regionale della Cgil, Claudio Di Berardino, in una pausa del vertice interistituzionale che si sta tenendo in prefettura, a proposito del «verbale di accordo con la nuova società Istituto vigilanza urbe Spa, sottoscritto presso il Ministero delle Attività Produttive il 9 luglio scorso, che garantisce il passaggio a questa società di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe». Quell'accordo, relativo alla privatizzazione dell'istituto di vigilanza, è al centro della protesta delle guardie giurate che da venerdì stanno occupando il Colosseo, perchè ritengono dannoso per loro il passaggio al nuovo ente privato. «Il corpo dell'accordo - ha aggiunto Di Berardino - è stato firmato da tutte le sigle sindacali, e oltre 600 lavoratori hanno già aderito. Come Cgil, Cisl e Uil abbiamo ribadito che l'accordo punta a tutelare tutti i lavoratori. Ora è ripreso il confronto per valutare quale sarà il testo con il quale ci lasceremo». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; BORDONI, CLIMA INCANDESCENTE (ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Il clima che si respira al vertice interistituzionale in Prefettura è incandescente: ancora non si è entrati nel merito della vicenda delle guardie giurate perchè ci sono stati attriti tra le sigle sindacali presenti al tavolo: l'Rdb avrebbe voluto che la trattativa si svolgesse su due tavoli separati, così come avvenuto fino ad oggi». Lo ha affermato l'assessore al Commercio del Comune di Roma, Davide Bordoni, lasciando Palazzo Valentini per un altro impegno istituzionale. Nel frattempo ha raggiunto la Prefettura il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo. «Da parte delle istituzioni - ha proseguito Bordoni - è confermata la massima disponibilità a collaborare, così come era stato deciso al termine del vertice di ieri in Campidoglio». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SMERIGLIO, SERVE SOLUZIONE (ANSA) - ROMA, 18 AGO -«Abbiamo appreso con soddisfazione l'avvenuta convocazione da parte del Prefetto che avevamo auspicato. Alla riunione, da poco iniziata, è presente un rappresentante dell'assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, a conferma della piena disponibilità a collaborare che avevamo garantito». Lo dichiara in una nota l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Massimiliano Smeriglio. «Devo però ribadire - ha sottolineato - che, sebbene sia importante la sinergia degli enti locali, la questione appare senz'altro di competenza degli enti nazionali, i soli che possano dare risposta alle richieste dei lavoratori. Mi auguro quindi che dalla riunione emergano percorsi concreti che portino alla risoluzione della vertenza». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; INIZIATO VERTICE IN PREFETTURA (ANSA) - ROMA, 18 AGO - È iniziato nella sede della prefettura di Roma a Palazzo Valentini il vertice interistituzionale sulla vicenda delle guardie giurate che da venerdì stanno occupando il Colosseo. Al tavolo, presieduto dal vice prefetto vicario Clara Vaccaro, sono presenti i rappresentanti sindacali Rdb, l'assessore al commercio del comune di Roma Davide Bordoni, il presidente della commissione lavoro della regione Lazio Giuseppe Mariani e rappresentanti dell'assessorato al lavoro della provincia di Roma guidato da Massimiliano Smeriglio e, per i confederali, Claudio Di Berardino. Al tavolo è prevista la presenza anche del vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e dell'assessore regionale al lavoro Alessandra Tibaldi. Il tavolo è a porte chiuse, ma secondo quanto si apprende sarebbe iniziato con momenti di tensione da parte dei sindacalisti Rdb per la presenza al vertice dei sindacati confederali, convocati dalla prefettura, ritenuti poco attenti ai problemi della guardie giurate e che ieri hanno emesso un comunicato in cui si sottolineavano le differenze tra il caso-Colosseo e il caso-Innse. Stamattina uno dei sette vigilantes è sceso dal monumento; gli altri sei attendono il risultato di questa riunione. LAVORO; PROTESTA COLOSSEO; MALORE VIGILANTE PIAZZA (ANSA) - ROMA, 18 AGO - È dovuto intervenire un'ambulanza per soccorrere uno dei circa 100 vigilantes che hanno assistito, sotto il sole, alla discesa di uno dei loro colleghi dal Colosseo. L'uomo si è accasciato al suolo nel corso della conferenza stampa dei leader sindacali. Subito soccorso dai suoi colleghi, è stato caricato in barella protetto da due cordoni di colleghi che l'hanno salutato con applausi e cori. LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; RDB, ORA INIZIA LAVORO SERIO (ANSA) - ROMA, 18 AGO - «Adesso con la riunione delle 11 in Prefettura potrà iniziare un lavoro serio sulla situazione delle guardie giurate: quello che vogliamo sottolineare è che questo per noi non è uno show, ma è la disperazione». È quanto ha affermato il dirigente sindacale Rdb Marco Lucarelli in merito alla discesa dal Colosseo di uno dei sette 'gladiatorì. «È stata una decisione difficile per loro - ha affermato il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani - perchè nessuno voleva recedere: abbiamo consigliato loro di orientarsi verso il più debole fisicamente». Mariani ha poi ricordato che in Prefettura alla riunione convocata tra meno di un'ora parteciperanno esponenti della Provincia, del Comune e, per la Regione, anche dell'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi. LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SCENDE IL 'GLADIATORE' GIORGIO (ANSA) - ROMA, 18 AGO - È Giorgio Gori la prima guardia giurata a scendere dal Colosseo, come stabilito ieri sera dopo una lunga contrattazione con i sindacati. L'uomo, maglietta rossa e pantaloni militari, ha prima abbracciato in lacrime la moglie e il figlio; poi, caricato su una barella, è salito su un'ambulanza diretta all'ospedale San Giovanni. «Sono moralmente a pezzi - ha affermato prima di essere portato in ospedale - qui ho trovato una famiglia, ma in cima al Colosseo ne ho lasciata un'altra. Ora mi chiedo: a questo deve arrivare una persona per difendere il suo lavoro? Io ho fatto 32 anni di vigilanza, sono stato sempre dalla parte della legge, ma mi hanno portato a violare il più bel monumento di Roma. Ma prima di andare abbiamo ripulito tutto, trattando con il dovuto rispetto il Colosseo». Poi salutato da un applauso e da cori di incitamento dei circa 100 colleghi che lo attendevano ai piedi del monumento, l'ambulanza lo ha portato via. LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; QUARTO GIORNO, GIORNATA DECISIVA (ANSA) - ROMA, 18 AGO - Quarta alba trascorsa sull'anello più alto del Colosseo, per le guardie giurate dell' Istituto di vigilanza dell'Urbe che protestano contro la privatizzazione che, a loro dire, peggiorerebbe le condizioni contrattuali e salariali. Oggi potrebbe esserci una svolta, ma ancora non è detto. Alle 11 è convocata una riunione in Prefettura alla quale, oltre ai lavoratori in lotta, sono invitate le istituzioni locali, Campidoglio, Regione Lazio, palazzo Chigi, e i sindacati confederali. Ma alle 8 di stamani ancora non è certo che almeno uno dei 'gladiatorì venga convinto a scendere, 'sacrificandosì perchè la mediazione, fortemente voluta dal Comune di Roma, possa essere avviata. La Prefettura ha infatti chiesto che anche i lavoratori diano un segno di disponibilità a sedersi al tavolo. Ma i lavoratori lo ripetono da giorni: «senza risposte certe che corrispondano alla nostra realtà, non ci fermiamo». L' appuntamento per gli altri vigilanti, che si stanno dando il turno notte e giorno per sostenere i loro sette colleghi con un presidio sotto il monumento, è alle 9-9,30. «Speriamo di convincerli», spiega uno dei rappresentanti delle Rdb Libero sindacato Mauro Giuggioli che ha trascorso tutta la notte sotto il Colosseo. Già la notte scorsa alcuni sindacalisti erano saliti sul monumento insieme al presidente della Commissione lavoro del Consiglio Regionale Beppe Mariani per tentare di convincere a scendere almeno i due più provati, ma non c'è stato nulla da fare. LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; ALLE 9 SCENDERÀ UN 'GLADIATORE' (ANSA) - ROMA, 18 AGO - Alle nove di questa mattina uno dei sette 'gladiatorì, le guardie giurate che da venerdì occupano il terzo anello del Colosseo, scenderà dal monumento: a decidere chi lascerà la posizione saranno nella notte gli stessi manifestanti. È il risultato della lunga trattativa che si è tenuta a partire dalla tarda serata di ieri tra le sette guardie giurate, il dirigente sindacale RdB Marco Lucarelli e il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani. «La situazione ha superato i livelli di guardia - ha detto Mariani riferendosi alla salute dei manifestanti - i dimostranti sono molto determinati. Abbiamo parlato con il viceprefetto, che domani alle 11 presiederà la riunione in prefettura con gli enti locali e le loro rappresentanze sindacali». «È una trattativa difficile - ha aggiunto Lucarelli - e sarà molto doloroso per loro scegliere il collega da 'sacrificarè ma questo con la prefettura è un primo passo importante, perchè inizia ad esserci una trattativa seria sulla nostra vicenda. Domani inizia un percorso per comprendere e ragionare su cosa è successo. Il 'gladiatorè che scenderà probabilmente non parteciperà alla riunione ma andrà in ospedale». La vicenda delle guardie giurate ruota attorno alla privatizzazione del loro istituto, circostanza che a loro dire peggiorerebbe le condizioni contrattuali e salariali. Seicento di loro su 900 hanno comunque già firmato il contratto con il nuovo istituto privatizzato. 18 agosto 2009 - Julie news Colosseo, i gladiatori lasciano
l'arena tra gli applausi Roma - Sono scesi dal Colosseo i sei vigilanti che, da
venerdì scorso, avevano occupato il terzo anello del monumento per protestare contro la
privatizzazione dellistituto di vigilanza per cui lavorano, lAncr-Urbe Roma.
Accolti come veri eroi, come dei gladiatori usciti vittoriosi dalla battaglia, sono stati
caricati dentro alcune ambulanze e, salutati da acclamazioni ed applausi, sono stati
accompagnati allospedale San Giovanni di Roma per accertamenti. Questa mattina uno
di loro, il più anziano, la guardia giurata Giorgio Gori, aveva già lasciato i compagni
perché accusava delle difficoltà respiratorie. I gladiatori erano rimasti però
compatti, incitati dai circa cento colleghi che, ai piedi del Colosseo, facevano il tifo
per loro. Protesta del Colosseo, finito
l'incontro in Prefettura Roma - Si è concluso da poco lincontro in
Prefettura sulla vicenda delle guardie giurate dellAncr-Urbe Roma, listituto
di vigilanza che, con la privatizzazione, dovrebbe tagliare trecento posti di lavoro.
Venerdì notte sette vigilanti si erano accampati sul terzo anello del Colosseo,
annunciando che non si sarebbero spostati prima di una risoluzione positiva della vicenda;
questa mattina uno di loro, Giorgio Gori, ha dovuto però abbandonare il presidio: più
anziano degli altri, ha già accusato diversi malori ed è stato trasportato in ospedale,
con difficoltà respiratorie. Un altro centinaio di colleghi resta ai piedi del Colosseo,
continuando la protesta. Roma, uno dei 7 gladiatori è sceso
dal Colosseo Roma - Le trattative sono ancora in corso, ma uno dei
sette vigilanti che da venerdì si sono accampati sul terzo anello del Colosseo ha
lasciato il presidio; si tratta della guardia giurata più anziana, che nei giorni scorsi
aveva già avuto due malori. Il manipolo di gladiatori, così come sono stati
soprannominati, è diventato un simbolo per i circa cento colleghi che, ai piedi
dellAnfiteatro Flavio, stanno protestando contro la ristrutturazione della Ancr-Urbe
Roma, listituto di vigilanza che, nella trasformazione da ente pubblico a ditta
privata, avrebbe provocato il licenziamento di 300 guardie giurate. La decisione di
lasciare il presidio è arrivata dopo una lunga trattativa tra manifestanti e istituzioni,
con la mediazione di Marco Lucarelli, rappresentante sindacale Rdb, e del presidente della
commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani. 18 agosto 2009 - Asca ROMA: PROTESTA AL COLOSSEO. SMERIGLIO, DA RIUNIONE EMERGA SOLUZIONE (ASCA) - Roma, 18 ago - ''Sebbene sia importante la sinergia degli enti locali, la questione appare senz'altro di competenza degli enti nazionali, i soli che possano dare risposta alle richieste dei lavoratori. Mi auguro quindi che dalla riunione emergano percorsi concreti che portino alla risoluzione della vertenza''. Lo dichiara in una nota l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Massimiliano Smeriglio in riferimento alla riunione in corso in Prefettura sulla situazione delle guardie giurate che da 4 giorni protestano al Colosseo. ''Alla riunione, da poco iniziata - aggiunge Smeriglio - e' presente un rappresentante dell'assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, a conferma della piena disponibilita' a collaborare che avevamo garantito''. ROMA: QUARTO GIORNO PROTESTA GUARDIE GIURATE AL COLOSSEO (ASCA) - Roma, 18 ago - E' il quarto giorno in cima al Colosseo, per le guardie giurate dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe che protestano contro la privatizzazione con la quale, affermano, peggiorerebbe le condizioni contrattuali e salariali. Oggi alle 11 e' convocata una riunione in Prefettura alla quale, oltre ai lavoratori che hanno organizzato la protesta, sono invitati Campidoglio, Regione Lazio, palazzo Chigi, e i sindacati confederali. Ma non e' certo che i manifestanti si convincano a scendere per sedere al tavolo delle trattative: ''senza risposte certe non ci fermiamo'', hanno piu' volte ribadito. 18 agosto 2009 - Adnkronos ROMA: LAVORATORI IVU SCENDONO DAL COLOSSEO Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - Sono appena scesi dal terzo anello del Colosseo i 6 lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che da 4 giorni erano saliti per protesta sul monumento. I sei sono stati trasportati in ambulanza all'Ospedale San Giovanni. Una svolta nelle ttrattative si è avuta nel pomeriggio dopo la conclusione del tavolo in prefettura, dal quale era uscito un documento che i sindacati hanno presentato ai lavoratori. Sul monumento erano poi saliti il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo e il presidente del Libero Comitato Rdb, Marco Lucarelli. I sei lavoratori sono scesi tra gli applausi degli altri manifestanti e hanno riabbracciato i familiari. ROMA: CUTRUFO, SODDISFAZIONE PER ESITO TAVOLO PREFETTURA SU ANCR-IVU Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - «Il Campidoglio ha ottenuto la convocazione del tavolo in Prefettura, al quale oggi si sono aggiunte anche Regione e Provincia», dichiara Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma, commentando l'esito dell'incontro interistituzionale tenutosi presso la Prefettura di Roma per dare risposte ai lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe. «Le organizzazioni sindacali - spiega - preso atto della complessa situazione e della larga apertura registrata da parte delle Istituzioni, hanno concordato di proseguire il confronto che produrrà, già a partire dalla prossima settimana, l'impegno da parte del Governo di un ulteriore approfondimento della vicenda che riguarda l'Ancr-Ivu e che coinvolge circa trecento lavoratori. Il documento che abbiamo sottoscritto in Prefettura, lascia aperto uno spiraglio alla vertenza. Sono fiducioso che la protesta organizzata sul Colosseo rientrerà rapidamente e in modo positivo», conclude il vicesindaco di Roma. ROMA: CUTRUFO, LAVORATORI IVU SCENDANO DA COLOSSEO PER MANIFESTARE IN STRADA Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - «Ce l'abbiamo messa tutta per superare lo scoglio più ripido, ora auspichiamo che finisca l'atto dimostrativo e che scendano, se lo desiderano, per manifestare in strada». Lo ha affermato il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, al termine del tavolo interistituzionale convocato presso la prefettura per decidere le sorti della protesta al Colosseo dei lavoratori Ivu. «Oggi l'obiettivo non era dirimere la vertenza sindacale, ma far scendere i lavoratori», ha aggiunto Federico Nobili, delegato dell'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio. ROMA: PROTESTA LAVORATORI IVU,
CONCLUSO TAVOLO IN PREFETTURA Roma, 18 ago. - (Adnkronos) - Si è concluso il tavolo interistituzionale tenutosi presso la prefettura di Roma per dare risposte ai lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe, un gruppo dei quali da venerdì è accampato per protesta sul terzo anello del Colosseo. «Prefettura, Regione, Provincia e Comune ritengono che all'interno della complessa vicenda giuridica che negli anni ha regolamentato l'attività dell'ex Ivu e del Ancr, esistono degli aspetti normativi che non sono stati perfettamente allineati a seguito del riconoscimento del diverso soggetto giuridico. Pertanto, si ritiene necessario rappresentare alla presidenza del Consiglio la complessa situazione al fine di ricevere una sollecita risposta». È quanto si legge nel documento conclusivo del tavolo. I rappresentanti sindacali stanno ora portando il documento ai dimostranti del Colosseo. ROMA: ASSESSORE TIBALDI, SU PROTESTA LAVORATORI IVU GOVERNO FACCIA CHIAREZZA. TAVOLO PREFETTURA NON PUÒ DARE RISPOSTERoma, 18 ago. - (Adnkronos) - «La nostra proposta è che la prefettura si faccia carico presso il governo di chiarire la procedura dell'accordo siglato da tutte le sigle sindacali». Lo ha detto l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, lasciando il tavolo interistituzionale convocato presso la prefettura di Roma per dare risposte ai lavoratori dell'Istituto vigilanza urbe che da 4 giorni protestano sul Colosseo. La riunione, alla quale sono presenti tra gli altri il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, il presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio Peppe Mariani, e l'assessore al Commercio del Comune di Roma Davide Bordoni, è ripresa dopo una breve interruzione ed è ancora in corso. «A rischio -prosegue Tibaldi - ci sono tutti i lavoratori che hanno firmato l'accordo, non solo i 300 che hanno messo in atto la protesta. Il governo è l'unica sede delegata per fare chiarezza e per pronunciarsi, magari entro fine mese. Il tavolo non è nella condizione di dare delle risposte, perchè le istituzioni sono serie e non possono fare promesse che non riescono a mantenere».Protesta guardie giurate al Colosseo,sospeso incontro. ROMA: DOPO QUARTA NOTTE DI PROTESTA
SUL COLOSSEO Roma, 18 ago. -(Adnkronos) - Dopo la quarta notte trascorsa sul terzo anello del Colosseo, è sceso questa mattina dal monumento uno dei sette lavoratori dell'ex Istituto di Vigilanza Urbe, che da venerdì pomeriggio stanno protestando contro il mutato assetto societario dell'Ente. Uno dei vigilantes, dopo una trattativa iniziata ieri, è sceso dal monumento ed è stato accompagnato all'ospedale San Giovanni per accertamenti. Intanto oggi, alle 11.00, è previsto un tavolo in prefettura con rappresentanti di governo, enti locali e organizzazioni sindacali. «Non bisogna sottovalutare questo tipo di vertenza perchè la situazione è grave, speriamo di trovare una soluzione nel tavolo che si sta aprendo questa mattina in Prefettura», ha dichiarato Peppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio, che questa mattina era al Colosseo e ha tenuto una conferenza stampa sulla vicenda. 18 agosto 2009 - Corriere.it LA PROTESTA DELLE GUARDIE GIURATE A
ROMA Roma - Sono scesi del Colosseo i sei vigilantes
dell'Istituto di vigilanza Urbe (Ivu) che da 4 giorni protestavano contro la
privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa. I
«gladiatori», come sono stati soprannominati, hanno lasciato il terzo anello poco dopo
le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga
trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto,
nell'ospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo
di Roma questa mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le
istituzioni. La decisione di mettere fine alla battaglia è arrivata al termina di una
riunione in Prefettura durata sei ore cui hanno partecipato i rappresentanti sindacali
delle guardie giurate e le istituzioni locali. I lavoratori hanno ottenuto infatti
limpegno di convocare un nuovo tavolo con il governo, e in particolare con il
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. «Abbiamo già avuto - spiega
Angelo Solfizi, rappresentante Ugl - un incontro con Letta il 23 marzo. Ora dobbiamo
ricominciare da lì». LA PROTESTA DELLE GUARDIE GIURATE A
ROMA Roma - E' sceso dal terzo anello del Colosseo, uno dei
sette «gladiatori», i vigilantes asserragliati sul Colosseo per protestare contro la
ristrutturazione della Ancr-Urbe Roma, l'azienda che nella trasformazione da ente pubblico
a ditta privata avrebbe provocato il licenziamento di 300 guardie giurate. La decisione è
giunta dopo una lunga trattativa tra i manifestanti e le istituzioni, con la mediazione
del rappresentante sindacale RdB Marco Lucarelli e del presidente della commissione Lavoro
della Regione Lazio, Giuseppe Mariani. Giorgio Gori, il primo «gladiatore» a lasciare la
protesta sul Colosseo «è sceso per i problemi di salute che ha avuto», spiega Angelo De
Paolis, uno dei sei lavoratori rimasti a manifestare sull'anfiteatro Flavio, ma anche come
«gesto di collaborazione per le trattative aperte». 18 agosto 2009 - Repubblica.it Scende il "gladiatore"
Giorgio Gori. Protesta al Colosseo, ore decisive Roma - Si chiama Giorgio Gori è il primo dei 7 "gladiatori" che ha lasciato l'ultimo anello del Colosseo questa mattina. Gori è una delle guardie giurate che da venerdì scorso stanno protestando al Colosseo per il loro posto di lavoro. L'uomo, che è stato scelto dagli altri compagni che sono rimasti in cima al monumento, era visibilmente provato e ha provato ad uscire con le proprie forze dal Colosseo ma ha dovuto ricorrere all'aiuto di un autoambulanza con la quale è stato portato in ospedale per gli accertamenti. L'uomo è sceso piangendo e ha detto: "Ho lasciato un'altra famiglia, sono sempre stato dalla parte della legge e mi avete portato a violare il monumento più bello di Roma". Intanto prosegue la protesta anche ai piedi del monumento dove Marco Lucarelli di Rdb ha commentato: "Non sono atti non folkloristici e non disperazione e la richiesta di fare quello che facevano". Intanto anche tra i manifestanti "di terra" si fa sentire la stanchezza, infatti uno di loro si è sentito male ed è stato portato via con un'autoambulanza. Intanto, i rappresentanti dei 300 vigilantes dell´Ancr Urbe sono stati convocati per questa mattina alle 11 in Prefettura. Al tavolo istituzionale prenderanno parte il Prefetto vicario, rappresentanti di Palazzo Chigi, Comune, Regione, Provincia e rappresentanti sindacali. Ad interessarsi della vicenda erano stati ieri mattina il vice sindaco, Mauro Cutrufo, e l´assessore alle sviluppo e alle attività produttive, Davide Bordoni. Insieme avevano invitato in Campidoglio alcune guardie giurate che manifestano dal 14 agosto per il cambio di gestione dell´ente morale per il quale lavoravano e il passaggio a un´azienda privata (circa 700 hanno accettato il nuovo contratto). «Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori - aveva spiegato Cutrufo - ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco come autorevoli portavoce con le istituzioni». A fine giornata Bordoni e Cutrufo annunciano: «Nel corso del pomeriggio abbiamo sentito più volte il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta: è stato convocato un tavolo in prefettura. Ora il nostro appello, e quello di tutte le istituzioni, è che i lavoratori scendano da lì: se vogliono i vigilantes possono continuare a manifestare ai piedi del Colosseo». Ma i lavoratori che protestano al Colosseo hanno risposto alla proposta di scendere dal monumento, considerata un "ricatto", con un coro di "buu".Nel frattempo il prefetto Giuseppe Pecoraro spiega: «Ho fatto preparare un fascicolo per valutare se il loro comportamento è compatibile con il possesso della qualifica di agenti di sicurezza». Un gesto estremo quello dei sette vigilantes, con ripercussioni anche psicologiche e in alcuni casi fisiche. Tanto da spingerli ad accettare la proposta del Comune e a far salire fino all´ultimo anello del Colosseo Salvatore Intelisano, uno psicologo che lavora nei servizi sociali nel I municipio. «Sono molto provati, stanchi. Ma sono anche persone in gamba, lucide e perfettamente in sé», spiegherà più tardi lo specialista. E sempre ieri Giorgio, malato di asma, che da vive lì in cima al Colosseo si è sentito nuovamente male: la situazione si è fatta grave e i suoi compagni hanno mandato su due medici con una flebo. E sulla vicenda sono anche intervenuti i sindacati confederali. «In questi giorni, la protesta di un gruppo di lavoratori dell´ex Istituto Vigilanza dell´Urbe, saliti sul Colosseo, è stata paragonata alla vicenda dei lavoratori della Innse conclusasi positivamente per l´impegno profuso dai lavoratori, dal sindacato confederale e dalle Istituzioni coinvolte - scrivono in una lettera aperta al Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro Cgil, Cisl, Uil, Filcams, Fisascat, Uiltics Roma e Lazio - Riteniamo tale paragone improprio in quanto, a differenza del caso milanese, qui non vengono messe in discussione né la salvaguardia dei livelli occupazionali, né le prospettive di continuità lavorativa. Il 9 luglio - continuano i sindacati - è stato sottoscritto al ministero delle Attività Produttive un verbale di accordo con la nuova società Ivu spa, la società subentrante. Tale accordo garantisce il passaggio di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe che vogliano aderire alla proposta di assunzione, con condizioni contrattuali quasi analoghe a quelle attuali». 18 agosto 2009 - Stampa web Colosseo, scendono i sei vigilantes ROMA - I gladiatori hanno lasciato il Colosseo. Le sei guardie giurate che da venerdì scorso erano in cima al terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza, considerata svantaggiosa, hanno lasciato la loro posizione poco dopo le 21, salutati dagli applausi e dagli evviva dei colleghi al termine di una lunga trattativa con sindacati e istituzioni. Saliti su due ambulanze, hanno raggiunto, nellospedale San Giovanni, Giorgio, il loro collega che era sceso dal monumento simbolo di Roma questa mattina come segno di buona volontà per la trattativa aperta con le istituzioni. «Hanno parlato al telefono anche con il sindaco Gianni Alemanno - ha spiegato il vicesindaco della Capitale Mauro Cutrufo, che poco prima che le sei guardie giurate decidessero di scendere le ha fatte parlare al telefono con il sindaco. La prossima settimana - ha sottolineato Cutrufo - ci riuniremo nuovamente attorno a un tavolo in Prefettura con rappresentanti di palazzo Chigi per far chiarezza finalmente sulla loro vicenda». Una delegazione di sindacalisti Rdb aveva raggiunto i "gladiatori" al terzo anello del monumento per comunicare loro gli esiti di un tavolo interistituzionale che si è tenuto per tutto il giorno in Prefettura. Dal vertice, a cui hanno partecipato il viceprefetto di Roma, il vicesindaco, lassessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e numerose sigle sindacali, era emersa una linea condivisa da tutti i presenti: sarà la Presidenza del consiglio a dover dirimere i nodi più discussi di una complessa vicenda di privatizzazione culminata il 9 luglio scorso con un accordo firmato da tutte le sigle sindacali. Secondo laccordo i dipendenti dellente morale pubblico dellAssociazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) possono essere assunti dal nuovo ente privato Vigilanza Urbe Spà, e già oltre 600 guardie sulle 900 coinvolte nella vicenda hanno sottoscritto il contratto. Ma per i rimanenti 300 quel contratto è un capestro: «Guadagnavamo circa 1.100 euro al mese - ha spiegato uno di loro - andremmo a perdere circa 200 euro ad ogni busta paga, senza contare i giorni liberi retribuiti in meno, le ore di straordinario gratuito, e lazzeramento degli scatti. Inoltre il contratto rimarrà immutato per un massimo di due anni, sebbene a tempo indeterminato». Dal punto di vista previdenziale, poi, il nuovo contratto prevede l iscrizione «allInps e non al più vantaggioso Inpdap che ci spettava in quanto dipendenti di un ente pubblico». Previdenza e stabilità dimpiego sono dunque i due punti chiave che il futuro dibattito con la presidenza del consiglio dovrà chiarire. Ora, dopo qualche momento di tensione tra i vigilantes, alcuni dei quali delusi dalla resa dei gladiatorì, i sindacati hanno deciso di mantenere il presidio ai piedi del Colosseo, sul lato di Colle Oppio, dove da venerdì scorso hanno sostenuto i loro colleghi: «Resteremo qui finchè non avremo risposte concrete - hanno detto - ora comincia una nuova fase di trattativa con il governo finalmente seria: non dimentichiamo che a fine mese 300 persone resteranno senza paga». 18 agosto 2009 - Il Tempo.it la protesta delle guardie giurate Roma - Giorgio Gori, il primo «gladiatore» a lasciare la protesta sul Colosseo, «è sceso per i problemi di salute che ha avuto. Ieri gli è stata fatta una flebo, quindi abbiamo deciso tutti insieme di farlo scendere». Lo spiega Angelo De Paolis, uno dei sei lavoratori dell'Ivu rimasti a manifestare sull'anfiteatro Flavio. A spingere il primo occupante a scendere dal Colosseo, ha aggiunto De Paolis, anche la constatazione che era stato «chiesto un gesto di collaborazione per le trattative aperte». Intanto è iniziato nella sede della prefettura di Roma a Palazzo Valentini il vertice interistituzionale sulla vicenda delle guardie giurate che da venerdì stanno occupando il Colosseo. Al tavolo, presieduto dal vice prefetto vicario Clara Vaccaro, sono presenti i rappresentanti sindacali Rdb, l'assessore al commercio del comune di Roma Davide Bordoni, il presidente della commissione lavoro della regione Lazio Giuseppe Mariani e rappresentanti dell'assessorato al lavoro della provincia di Roma guidato da Massimiliano Smeriglio e, per i confederali, Claudio Di Berardino. Al tavolo è prevista la presenza anche del vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e dell'assessore regionale al lavoro Alessandra Tibaldi. Il tavolo è a porte chiuse, ma secondo quanto si apprende sarebbe iniziato con momenti di tensione da parte dei sindacalisti Rdb per la presenza al vertice dei sindacati confederali, convocati dalla prefettura, ritenuti poco attenti ai problemi della guardie giurate e che ieri hanno emesso un comunicato in cui si sottolineavano le differenze tra il caso-Colosseo e il caso-Innse. Stamattina uno dei sette vigilantes è sceso dal monumento; gli altri sei attendono il risultato di questa riunione. 18 agosto 2009 - Corriere della Sera Colosseo Lintervento del
Campidoglio: «Ora scendete» Roma - Unaltra notte sul Colosseo. La quarta
consecutiva per i 7 «gladiatori», come li hanno soprannominati i loro colleghi, saliti
venerdì scorso in cima allAnfiteatro Flavio per protestare contro le modalità che
hanno trasformato listituto di vigilanza dellUrbe da pubblico a privato. Ma
questa volta alla protesta dei vigilantes si sono affiancate le due riunioni in
Campidoglio fra il vice sindaco Mauro Cutrufo, con lassessore alle Attività
produttive Davide Bordoni, e una delegazione di manifestanti. Alla fine è stato convocato
un tavolo di trattativa per oggi in Prefettura alle 11. «Siamo al loro fianco come
autorevoli portavoce con le istituzioni - ha sottolineato Cutrufo - anche se da punto di
vista tecnico non siamo noi i loro interlocutori. Abbiamo sentito più volte il prefetto e
il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta: al tavolo siederanno i
lavoratori, i loro rappresentanti, una rappresentanza del Comune, della Regione e della
Provincia, il vice prefetto vicario e un esponente del Governo ». 18 agosto 2009 - America Oggi online Non mollano le sette guardie giurate
che protestano sul Colosseo. ROMA - Non sembrano intenzionati a mollare le sette guardie giurate che ormai da venerdì hanno occupato il terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro istituto di vigilanza che a loro dire peggiorerebbe le condizioni salariali e lavorative. Oggi, così è stato stabilito nel corso di un incontro in Campidoglio con il vice sindaco Mau-ro Cutrufo e l'assessore comunale al commercio Davide Bordoni, è stato convocato un tavolo in prefettura con Palazzo Chigi, gli enti locali, e i rappresentanti dei vigilan-tes. Tutto a una condizione, ha spiegato alle guardie giurate ai piedi del monumento il dirigente Rdb Marco Lucarelli: i sette gla-diatori' devono scendere. Una condizione giudicata inaccettabile dal centinaio di manifestanti che da quattro giorni stazionano a via dei Fori Imperiali a supporto dei colleghi e salutata con fischi e urla di disapprovazione. Ora Lucarelli, il presidente della commissione lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani e alcuni colleghi sono al terzo anello per sottoporre l'aut aut ai sette, spiegandogli "l'importanza di aprire un tavolo di discussione serio e utile". Sebbene seicento su novecento di loro infatti abbiano già firmato il contratto con il nuovo ente, 300 hanno preferito insistere perché si tornasse allo status ante quo, cioé alle garanzie del vecchio' impiego pubblico. Una situazione che ha portato sia Bordoni che i sindacati confederali a sottolineare come questa vicenda abbia molte differenze rispetto a quella della Innse, nella quale "erano effettivamente in gioco dei posti di lavoro". I sette gladiatori' avevano aperto la mattinata con un brivido e uno striscione: il primo, verso le otto, per un nuovo malore di Giorgio, il più anziano di loro; il secondo, con scritto Forza e onore per chi combatte per i propri dirittì per sottolineare la loro determinazione ad andare avanti. L'occasione l'ha offerta un primo incontro, ieri mattina alle 11, in Campidoglio, con Cutrufo e Bordoni, una riunione aggiornata poi alle 18 "dopo un giro di consultazioni istituzionali con Letta e il prefetto Pecoraro", e che si è conclusa con due appelli: da parte del Comune ad abbandonare l'occupazione del monumento, da parte dei manifestanti a fornire un aiuto psicologico ai loro colleghi sul Colosseo. "Sono lucidi, ma molto provati. Sono situazioni imprevedibili", ha detto l'esperto del comune dopo averli visitati verso le 16. Attorno alle 20 Giorgio ha avuto un nuovo malore ed è stato assistito dal 118. Intanto la trattativa in cima al Colos-seo continua, mentre dalla strada un centinaio di colleghi dei gladiatori incita i loro compagni a "non mollare mai". 18 agosto 2009 - Il Manifesto La protesta dei vigilantes dell Urbe ROMA - Qui, in cima al Colosseo, la crisi economica non
c'entra nulla. Semmai c'è un pasticcio lasciato in eredità dalla vecchia Dc andreottiana
- un «ente morale» che gestisce servizi di vigilanza a pagamento, ma anche un discreto
raccoglitore di voti elettorali - e trasformato in corso d'opera in una
«privatizzazione» impropria. Non c'è infatti quasi nulla che sia trasparente nella
sorte dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe (Ivu), società di proprietà dell'Associazione
combattenti e reduci (Ancr), fondata nel 1932 dall'allora re d'Italia e dalla Liberazione
in poi sottoposta al controllo della Corte dei Conti e del ministero della Difesa. 18 agosto 2009 - Il Messaggero Roma. Oggi uno dei sette gladiatori... Roma - Oggi uno dei sette gladiatori, le guardie giurate
che da venerdì occupano il terzo anello del Colosseo, scenderà dal monumento: a decidere
chi lascerà la posizione saranno gli stessi manifestanti. È il risultato della lunga
trattativa che si è tenuta a partire dalla tarda serata di ieri tra le sette guardie
giurate, il dirigente sindacale RdB Marco Lucarelli e il presidente della commissione
Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani. 18 agosto 2009 - Il Tempo Colosseo occupato, vertice in
Prefettura Roma - Ancora un altro giorno asserragliati sul Colosseo. Il quarto. Per difendere il loro posto di lavoro. Le sette guardie giurate continuano imperterrite nonostante le difficoltà. «Stiamo male, ma non molliamo», dice Giorgio Gori, uno dei sette gladiatori, come si sono ribattezzati. Ieri hanno atteso tutto il pomeriggio l'esito della trattativa tra i loro colleghi dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe e il Comune. Una delegazione di vigilantes si è incontrata due volte, alle 11 e alle 18, con il vicesindaco Mauro Cutrufo e l'assessore alle Attività produttive Davide Bordoni che si sono fatti «portavoce» delle loro richieste con il Governo. Cutrufo li ha esortati a «scendere immediatamente» e a continuare la protesta ai piedi del Colosseo. La novità è la convocazione per questa mattina alle 11 di un tavolo in Prefettura a cui parteciperanno rappresentanti dei lavoratori, Comune, Provincia, Regione, il viceprefetto vicario e un esponente del Governo. Ieri vicesindaco e assessore si sono sentiti più volte col sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e col prefetto Giuseppe Pecoraro. Cutrufo ha spiegato che l'interlocutore giusto è proprio la Prefettura: «È una situazione molto complicata - ha detto - la loro esasperazione nasce dal fatto che hanno avuto più di un incontro con la proprietà e gli unici che possono trovare il bandolo della matassa sono gli uomini della Prefettura. Noi siamo al loro fianco». Le trecento guardie giurate che protestano assieme ai sette barricati nel Colosseo, infatti, non hanno accettato il passaggio alla nuova società che ha già riassunto 650 dipendenti su 943 del vecchio Istituto di vigilanza dell'Urbe commissariato il 26 settembre del 2007 dopo la sentenza del Tribunale fallimentare. I manifestanti lo considerano un atto illegittimo dal momento che l'Associazione nazionale combattenti e reduci, da cui dipende l'Istituto, è un ente morale. Vogliono essere riassunti nel settore pubblico per non perdere, con la privatizzazione, i diritti acquisiti negli anni. «Chiediamo solo un posto di lavoro sicuro - spiega Giorgio - Fino a quando non saremo certi delle nostre condizioni contrattuali, resteremo quassù». I colleghi che «presidiano» il Colosseo dal basso hanno chiesto ai «gladiatori» in precarie condizioni di salute di desistere. Ieri pomeriggio i sette hanno ricevuto anche la visita di uno psicologo del I Municipio, Salvatore Intelisano: «Sono lucidi, perfettamente in sé, ma molto provati», ha raccontato. Sulla loro resistenza non ha fatto previsioni: «È difficile prevedere le loro reazioni, il caldo rovente di giorno e il freddo di notte sono molto difficili da sopportare». Giorgio si è sentito male e ha dovuto fare una flebo. La moglie Antonella è preoccupata ma sa che il marito non si tirerà indietro: «È molto tenace, non mollerà». Il presidente del libero comitato Rdb, Marco Lucarelli, ha ricordato che «si tratta di una protesta spontanea. Non possiamo forzarli a desistere - ha spiegato - possiamo solo consigliare loro di scendere. Sta diventando uno show, ma dietro c'è la disperazione di sette padri di famiglia. Adesso spetta al Governo trovare una soluzione». Se Cisal, Sdl e Rdb sostengono la protesta, Cgil, Cisl, Uil, Filcams e Uiltics approvano il passaggio alla nuova società: «I livelli occupazionali non vengono messi in discussione. Le condizioni sono quasi analoghe alle precedenti». Un'analogia che non convince per nulla i sette del Colosseo. Ieri notte, incitati dai cori di un centinaio di colleghi e familiari: «Non scendete, non scendete», hanno deciso di resistere. Uno di loro però, stamani, in segno di distensione, lascerà la postazione. 18 agosto 2009 - QN quotidiano nazionale Per i gladiatori' si muove Palazzo Chigi ROMA - SPIRAGLIO nel caso dei vigilantes da quattro giorni accampati sul Colosseo per protestare contro i licenziamenti annunciati. «Nel corso del pomeriggio abbiamo sentito più volte il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta: già domattina (stamattina per chi legge, ndr) è stato convocato un tavolo in prefettura con il viceprefetto vicario e rappresentanti di Palazzo Chigi, del Comune, della Provincia e della Regione con i rappresentanti sindacali delle guardie giurate». L'annuncio è del vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, e dell'assessore comunale al Commercio, Davide Bordoni. «Ora aggiungono il nostro appello, e quello di tutte le istituzioni, è che i lavoratori scendano da lì». 18 agosto 2009 - La Repubblica Vigilantes, vertice in Campidoglio
"Trattiamo, ma ora dovete scendere" Roma - Non è la soluzione ma sicuramente si è aperto
uno spiraglio. I rappresentanti dei 300 vigilantes dell´Ancr Urbe che da cinque giorni
manifestano sotto il Colosseo - sette sono accampati a 50 metri d´altezza - sono stati
convocati per questa mattina alle 11 in Prefettura. Al tavolo istituzionale prenderanno
parte il Prefetto vicario, rappresentanti di Palazzo Chigi, Comune, Regione, Provincia e
rappresentanti sindacali. Ad interessarsi della vicenda erano stati ieri mattina il vice
sindaco, Mauro Cutrufo, e l´assessore alle sviluppo e alle attività produttive, Davide
Bordoni. Insieme avevano invitato in Campidoglio alcune guardie giurate che manifestano
dal 14 agosto per il cambio di gestione dell´ente morale per il quale lavoravano e il
passaggio a un´azienda privata (circa 700 hanno accettato il nuovo contratto). «Anche se
dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori - aveva spiegato Cutrufo - ci
siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco come
autorevoli portavoce con le istituzioni». 18 agosto 2009 - Il Giornale Summit in Prefettura con i
vigilantes Roma - Non mollano i «gladiatori», i sette vigilantes
protagonisti della protesta sul Colosseo. Sono ancora lì, al terzo anello, per gridare le
loro ragioni dallalto verso il basso. Incitati dalla folla che per tutta la notte li
incita a non scendere. Quattro giorni e quattro notti tra color che son sospesi, con
Ferragosto di mezzo, non sono stati una passeggiata di salute, ma la posta in gioco -
ovvero il loro futuro - è troppo alta, talmente alta da convincerli a non desistere.
Ancora di più ora, che qualcosa si sta muovendo sul serio. A decidere, è chiaro, dovrà
essere il Governo, ma il Comune sta cercando di fare da intermediario ed è riuscito a
ottenere per stamattina la convocazione di un tavolo in Prefettura con i lavoratori, una
rappresentanza di Comune, Regione e Provincia e un esponente del Governo. Servirà, si
spera, perché venga fornita quantomeno una risposta alle guardie giurate
dellistituto di vigilanza Urbe, a cui il cambio di gestione del loro ente,
trasformato in soggetto privato con conseguente modifica del contratto, proprio non va
giù. La posta in palio, a quanto si apprende, non sarebbe clamorosa, pari a circa 111
euro in meno al mese, ma è senzaltro la mancanza di garanzie per il futuro a
preoccupare e a tenere desta la protesta. 18 agosto 2009 - L'Unità Urbe, i lavoratori non scendono Roma - Ieri in mattinata un vertice in Campidoglio, un
altro nel pomeriggio poi lannuncio di un incontro in prefettura, fissato per questa
mattina. Si cerca una soluzione alla vertenza che ha portato sette guardie giurate a
occupare il terzo anello del Colosseo, a 50 metri di altezza. A nulla sono serviti i
ripetuti inviti a mollare la presa, sono rimasti lì a sfidare una delle giornate più
calde dellanno. Lappello si è fatto più pressante dopo lannuncio
dellapertura del tavolo in prefettura: «Chiediamo ai sette lavoratori di scendere
immediatamente - ha detto il vicesindaco romano Mauro Cutrufo - non significa la fine
della protesta che potrà continuare ai piedi del Colosseo». Anche perché, gli fa eco
lassessore capitolino al Commercio Davide Bordoni, «lo psicologo mandato dal Comune
ha evidenziato in almeno due persone una grande fragilità». 18 agosto 2009 - La Provincia di Cremona SUL COLOSSEO ROMA Insulti contro il commissario straordinario, fischi e urla di disapprovazione. È la reazione delle circa 100 guardie giurate che, ai piedi del Colosseo dove 7 di loro si sono arrampicati ormai da 4 giorni, hanno ascoltato dal presidente Rdb, Marco Lucarelli, l'esito della riunione in Campidoglio. «Abbiamo constatato la volontà di fare un tavolo con gli enti locali e il governo spiega Lucarelli oggi alle 11 in prefettura, ma la condizione che ci hanno posto è che i 7 gladiatori scendano. Ora saliremo da loro e gli spiegheremo l'importanza di questa convocazione». Questa linea espressa dal sindacalista è stata duramente contestata dalle guardie giurate, che hanno sonoramente fischiato anche la notizia che nell'atto di convocazione della prefettura sono menzionati anche Cgil, Cisl e Uil, da loro ritenuti poco attenti al loro caso. Lucarelli ha però voluto sottolineare che a suo avviso «questa convocazione è solo un atto formale». 18 agosto 2009 - Gazzetta del Sud Chiesto l'intervento del Governo
dopo l'incontro al Comune di Roma con i rappresentanti sindacali ROMA - La soluzione del caso dei vigilantes che il 13 agosto si sono arrampicati sul Colosseo «è nelle mani del Governo». All'ora della pausa pranzo, che per i 7 «irriducibili» in cima al monumento sarebbe stata ancora una volta fortunosa e «poco salutare», sul filo di una carrucola portavivande, la sensazione prevalente era che la vertenza dei vigilantes dell'Urbe potesse sbloccarsi. L'incontro al Comune tra i sindacalisti dell'Istituto in dismissione, il vicesindaco Mauro Cutrufo e l'assessore al Commercio Davide Bordoni, si era svolto in un clima «molto concreto» per risolversi nell'impegno da parte dell'Ente locale di «sondare» la presidenza del Consiglio in vista di un nuovo appuntamento alle 18 sempre al Campidoglio. «Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori avevano spiegato gli amministratori comunali ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco, come autorevoli portavoce con le istituzioni». E nelle stesse ore l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, diffondeva una nota ufficiale in cui si dava conto della richiesta «al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta di convocare urgentemente i lavoratori». Intanto Cutrufo e Bordoni spiegavano che nel successivo incontro si sarebbe discusso dei risultati di «un giro di consultazioni istituzionali». Sì, perché «gli interlocutori in questa vicenda sono tanti, tra i quali la Procura», competente per l'inchiesta penale aperta dopo il fallimento della Federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci, l'Ente morale da cui dipendevano le guardie giurate. I collaboratori del sindaco Alemanno insistevano poi perchè fosse disinnescata la bomba umana: «Ora non hanno motivo di continuare la loro protesta e per questo, tramite i loro rappresentanti sindacali, gli abbiamo chiesto nuovamente di scendere: se lo desiderano, possono continuare a manifestare ai piedi del monumento». 18 agosto 2009 - Julie news Protesta al Colosseo: trattative in
corso, i gladiatori non mollano Roma - Li hanno chiamati gladiatori, e loro hanno intenzione di guadagnarsi quel soprannome. I sette vigilanti che, ormai da venerdì, hanno occupato il terzo anello del Colosseo non accennano a mollare, continuando la protesta contro privatizzazione del loro istituto di vigilanza, decisione che, a loro dire, peggiorerebbe le condizioni salariali e lavorative. Sebbene già seicento dipendenti abbiano firmato il contratto col nuovo ente, 300 hanno preferito insistere per tornare allo status precedente, ovvero alle garanzie dellimpiego pubblico, che verrebbero a decadere una volta passati a lavorare per un privato. I sette restano sul terzo anello, mentre i loro colleghi sono in presidio ai piedi dellarena dove si battevano i gladiatori. Nel corso di un incontro in Campidoglio con il vicesindaco, Mauro Cotrufo e lassessore comunale al commercio, Davide Bordoni, è stato convocato un tavolo in prefettura con Palazzo Chigi, gli enti locali e i rappresentati di vigilantes; lincontro è stato fissato per domani stesso, ma ad una condizione ben precisa, come spiegato da Marco Lucarelli, dirigente Rdb: i sette gladiatori devono scendere. Una conditio sine qua non che però è stata già giudicata inaccettabile dai lavoratori in protesta. Attualmente Lucarelli, insieme al presidente della commissione lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani, ed alcuni colleghi, sono saliti al terzo anello per parlare direttamente con i sette e per spiegare loro "limportanza di aprire un tavolo di discussione serio e utile". 18 agosto 2009 - Il Gazzettino «Caso Ipab, ritrovare lunità
dei sindacati» Vicenza - (r.c.) »Dobbiamo lavorare con gli altri
sindacati per risolvere il problema degli esuberi. In questi momenti l'unità sindacale è
importante". Non si placano le polemiche sugli esuberi del personale dell'Ipab,
braccio operativo del Comune nell'assistenza agli anziani. Dopo la spaccatura tra i
sindacati di Cgil, Cisl e Uil e quelli delle Rappresentanze di base (Rdb-Cub) andata in
scena la settimana scorsa in occasione di un vertice in prefettura con il consiglio di
amministrazione dell'istituto di contrà San Pietro e i vertici delle Rdb-Cub (la
procedura di esubero dei 13 dipendenti in mobilità è stata sospesa fino al 10 settembre
nonostante la contrarietà dei confederali), i lavoratori dell'ente si sono nuovamente
riuniti per fare il punto della situazione. L'assemblea, convocata dalle Rdb-Cub, ha avuto
luogo nei giorni scorsi e ha visto la partecipazione di una trentina di dipendenti. 18 agosto 2009 - Il Resto del Carlino Rovigo. SÌ AL dialogo con i sindacati, ma... Rovigo - SÌ AL dialogo con i sindacati, ma con una premessa importante: è necessaria chiarezza e onestà intellettuale nell'esaminare una situazione che, dalla rivoluzione Brunetta', ha subito importanti modifiche. Il vicesindaco e assessore al Personale Graziano Azzalin, più volte nel mirino dei sindacati soprattutto per la questione del salario accessorio, risponde alle sollecitazioni avanzate, con toni anche aspri, dalle organizzazioni sindacali e dalle Rdb. Non chiude la porta al confronto («anzi la giunta continua a ritenere che questa sia la strada maestra per affrontare le problematiche del personale e della riorganizzazione dell'amministrazione», dice), ma tira anche le orecchie ai sindacati, riferendosi a polemiche «che costituiscono una premeditata campagna fatta di attacchi pesanti e calunniosi verso il sindaco e l'amministrazione». «Non discuto la legittimità dell'azione del sindacato in difesa dei diritti dei lavoratori: guai se non ci fosse. Ma contesto afferma quei comportamenti che trascendono, che scorrono sul piano dell'offesa, della denigrazione, della calunnia, che si trasformano in azioni di contrasto sì, ma politico». E che finiscono per oscurare i dati reali. Insomma, «si finge di non sapere che nella pubblica amministrazione le norme introdotte in particolare dal decreto Brunetta cambiano profondamente i termini delle questioni e ci dicono in modo inecquivoco che nulla potrà essere più come prima». Inutile quindi «rifiutare di affrontare le problematiche derivanti dalle nuove leggi sui limiti di spesa, dai controlli attivati in merito alla consistenza delle risorse, e dai limiti posti dalla finanza pubblica», precisa il vicesindaco: «Non ci può essere alcun dialogo se si inventano avversari di comodo per finalità tutt'altro che sindacali prestando, forse volutamente, il fianco a strumentalizzazioni politiche». Quanto alla questione degli stipendi dei dirigenti comunali, che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, il vicesindaco non usa mezzi termini: «Si sta facendo una facile campagna demagogica che getta discredito sull'intera amministrazione. Quelle pubblicate sono le stesse remunerazioni che mediamente ci sono negli altri comuni capoluogo afferma in diversi casi inferiori a quelli elargiti per esempio in Provincia». E tra l'altro, osserva, «non sono affatto dissimili dal sistema privato». Per quanto riguarda il nodo attorno al quale sono nati diversi contrasti coi sindacati, quello della contrattazione decentrata e delle risorse per la produttività, Azzalin osserva: «L'amministrazione non ha mai interrotto la contrattazione, questa è stata interrotta dal sindacato poiché ha posto la pregiudiziale relativa all'incremento ulteriore di risorse, per cui è proprio a seguito di questa sospensione imposta dal sindacato che non si procede alla ripartizione delle stesse. Non ha senso quindi chiedere di assicurare tempistiche per l'erogazione fin tanto che non sarà conclusa la contrattazione aziendale. In ogni caso non c'è nessun impegno contrattuale che possa stabilire l'entità del fondo. La sua quantificazione esula dalla contrattazione e anche il collegio dei revisori, chiamato in causa dalle Rsu, ha chiarito come non sussistano obblighi contrattuali in questo senso». Gli impegni sottoscritti dall'amministrazione nel maggio 2007 e nel marzo 2008, insomma, «rappresentavano una volontà politica dell'amministrazione di destinare ulteriori risorse»: «Ma ciò non poteva che avvenire nel rispetto delle procedure e della normativa vigente dice Azzalin : ora è chiaro che dal decreto Brunetta la riduzione di spesa del personale deve avvenire a partire dalla riduzione del salario accessorio». Il vicesindaco ha ricordato anche che «questa amministrazione, rispetto alla precedente, ha consolidato, di anno in anno, il fondo per il salario accessorio». Che nel 2004 era di 336.974 euro, nel 2005 di 405.258, nel 2006 di 405.723, nel 2007, con l'amministrazione Merchiori, è stato portato a 543.614 euro (più 33,9 % rispetto al 2006) e nel 2008 a 553.483 (più 36,41 rispetto la 2006. «Insomma chiude i numeri parlano chiaro».(m.c.) 17 agosto 2009 - Ansa LAVORO:PROTESTA COLOSSEO; SINDACATI, SCENDETE E PIAZZA FISCHIA(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Ente siamo, ente resteremo», insulti contro il commissario straordinario, fischi e urla di disapprovazione. È la reazione delle circa 100 guardie giurate che, ai piedi del Colosseo dove 7 di loro si sono arrampicati ormai da 4 giorni, hanno ascoltato dal presidente Rdb, Marco Lucarelli, l'esito della riunione in Campidoglio. «Abbiamo constatato la volontà di fare un tavolo con gli enti locali e il governo - spiega Lucarelli - domani alle 11 in prefettura, ma la condizione che ci hanno posto è che i 7 'gladiatori' scendano. Ora saliremo da loro e gli spiegheremo l'importanza di questa convocazione, anche alla luce dell'importante lavoro di mediazione svolto dal Comune. Saranno loro a dirci come comportarci ma non dobbiamo dimenticare che il nostro primo dovere è preoccuparci della loro salute». Questa linea espressa dal sindacalista è stata duramente contestata dalle guardie giurate, che hanno sonoramente fischiato anche la notizia che nell'atto di convocazione della prefettura sono menzionati anche Cgil, Cisl e Uil, da loro ritenuti poco attenti al loro caso. Lucarelli ha però voluto sottolineare che a suo avviso «questa convocazione è solo un atto formale». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; INCONTRO SINDACATI-GLADIATORI (ANSA) - ROMA, 17 AGO - È in corso un colloquio tra i rappresentanti sindacali RdB e i sette 'gladiatori' che ormai da quattro giorni stanno occupando l'ultimo anello del Colosseo, alla luce della riunione delle 18 in Campidoglio con vicesindaco e assessore al Commercio del Comune di Roma. Durante la riunione è stato convocato per domani alle 11 un incontro in Prefettura per discutere il caso della privatizzazione del loro istituto di vigilanza e dalle istituzioni è partito un forte appello affinchè i sette manifestanti lascino la loro posizione. Ora sindacati e 'gladiatori' dovranno decidere il da farsi, ma ai piedi del Colosseo c'è già chi parla di «ricatto inaccettabile». «Se non scendiamo non ci ricevono». Momenti di tensione per l'improvviso malore di uno dei sette: visitato da un medico, gli è stata somministrata, spiega un collega, una flebo. LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; DOMANI TAVOLO IN PREFETTURA ROMA (ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Nel corso del pomeriggio abbiamo sentito più volte il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta: già domattina è stato convocato un tavolo in prefettura con il vice prefetto vicario e rappresentanti di palazzo Chigi, del Comune, della Provincia e della Regione con i rappresentanti sindacali delle guardie giurate». Lo hanno detto il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e l'assessore comunale al Commercio Davide Bordoni al termine del secondo incontro di oggi (il primo era stato stamattina alle 11) con i rappresentanti delle guardie giurate che hanno scelto il monumento romano come luogo di protesta. «Ora - aggiungono - il nostro appello, e quello di tutte le istituzioni, è che i lavoratori che da quattro giorni sono in cima al Colosseo scendano da lì». Cutrufo ha ribadito che sarà possibile per i lavoratori continuare a manifestare ai piedi del Colosseo, sottolineando che, rispetto alla medesima proposta che fu avanzata venerdì scorso, ora giochi a favore della soluzione della crisi il coinvolgimento diretto del sottosegretario di governo: «Secondo noi la fase della protesta può 'dirsi conclusa'». «Lo psicologo del Comune mandato nel pomeriggio a visitarli - ha detto Bordoni - ha evidenziato in almeno due persone una grande fragilità, consigliando di scendere». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; PIAZZA A 'GLADIATORI', RESISTETE (ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Non scendete, non scendete» e poi cori, applausi e acclamazioni: le guardie giurate che da giorni stanno manifestando sotto al Colosseo incitano i loro sette colleghi in cima al monumento a non accettare la proposta di lasciare la loro posizione per permettere così ai sindacati di partecipare alla riunione prevista domani in prefettura. Con i sette 'gladiatorì c'è ora il dirigente sindacale RdB Marco Lucarelli: a lui sono rivolti molti dei cori che lo invitano a non convincere i sette a scendere. Della delegazione salita al terzo anello del monumento fa parte anche il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio, Giuseppe Mariani, che già nei giorni scorsi aveva visitato i manifestanti. LAVORO: PROTESTA
COLOSSEO;CGIL-CISL-UIL, NO A PARAGONE INNSE (ANSA) - ROMA, 17 AGO - Cgil, Cisl e Uil del Lazio in una lettera al Prefetto Pecoraro e al prefetto vicario di Roma, Vaccaro, a proposito della protesta dei lavoratori dell'istituto di vigilanza dell'Urbe, chiedono la convocazione di «un incontro a breve in cui auspichiamo la presenza anche delle Istituzioni locali, Comune Provincia e Regione» per «chiarire ulteriormente il contenuto dell'accordo e le garanzie messe a disposizione di tutti i lavoratori, anche di quelli oggi impegnati nella protesta». Claudio Di Berardino (cgil), Danilo Reali (Cisl) e Luigi Scardaone (Uil), definiscono tra l'altro «improprio il paragone» con «la vicenda dei lavoratori della Innse di Milano», e spiegano che il «verbale di accordo con la nuova società Ivu Spa, sottoscritto presso il Ministero delle Attività Produttive il 9 luglio scorso, garantisce il passaggio a detta società di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe» e, ancora «che la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e la quasi totalità dei diritti acquisiti precedentemente è il risultato di un lungo lavoro di concertazione tra i sindacati confederali Filcams, Fisascat e Uiltucs regionali Lazio, le Istituzioni Locali a partire dalla Regione e dalla Prefettura e i Ministeri preposti». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SINDACATI, GOVERNO TROVI SOLUZIONE(ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Siamo disposti a rimetterci a parlare, ma ci aspettiamo un impegno dagli organi governativi per risolvere la nostra vicenda: dal Comune ci hanno detto che sentiranno il Ministero della difesa, quello dell'economia, la presidenza del Consiglio e anche il dicastero dello Sviluppo economico che dovrà rendere conto del commissariamento. Ora è compito del governo risolvere questa complessa situazione». È quanto ha affermato il presidente del Libero consorzio Rdb, Carlo Lucarelli, al termine dell'incontro in Campidoglio con il vice sindaco Cutrufo e l'assessore Bordoni in merito all' occupazione del terzo anello del Colosseo da parte di sette guardie giurate romane. Quanto agli inviti a scendere rivolti da Cutrufo, Lucarelli ha ricordato come «si è trattato di una protesta di loro volontà, sfuggita al controllo e nella quale i sindacati si sono trovati in mezzo. In particolare stiamo chiedendo ai 'gladiatorì in precarie condizioni di salute di desistere. Noi non possiamo forzarli - ha aggiunto - possiamo solo dire loro che la situazione è questa e quindi di valutare la possibilità di scendere. Noi comunque continuiamo a supportarli: qui non va in scena uno show, ma la disperazione di sette padri di famiglie. Famiglie che in assenza di una soluzione - ha concluso - resteranno qui». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO;
CAMPIDOGLIO, SIAMO AL LORO FIANCO (ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Anche se dal punto di vista tecnico non siamo noi gli interlocutori, ci siamo attivati per ascoltare questi lavoratori romani e siamo al loro fianco come autorevoli portavoce con le istituzioni». È quanto hanno detto il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo e l'assessore al commercio, Davide Bordoni, al termine dell'incontro con i rappresentati della guardie giurate che ormai da venerdì scorso stanno occupando il Colosseo per salvaguardare, spiegano, il loro posto di lavoro. L'incontro, hanno spiegato Bordoni e Cutrufo, è stato aggiornato alle 18 di oggi dopo «un giro di consultazioni istituzionali perchè gli interlocutori in questa vicenda sono tanti, tra cui la procura. Noi come Campidoglio siamo interlocutori in senso non tecnico ma politico». Cutrufo ha poi raccomandato di «non dare enfasi all'idea dei 'gladiatorì: sono dei lavoratori che però non hanno ora motivo di continuare la loro protesta e per questo, tramite i loro rappresentanti sindacali, gli abbiamo chiesto nuovamente di scendere. Se lo desiderano possono continuare a manifestare ai piedi del monumento». Bordoni ha poi affermato che al suo assessorato «sta a cuore il destino di questi lavoratori, e perciò abbiamo messo a disposizione degli psicologi in loro sostegno. Tra gli enti locali c'è concordia - ha concluso - nell'impegnarsi per chiarire questa vicenda». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; 'GLADIATORI' IN ATTESA, SPERANO (ANSA) - ROMA, 17 AGO - C'è grande attesa tra le guardie giurate ai piedi del Colosseo per gli esiti della riunione ancora in corso in Campidoglio tra una loro delegazione e l'assessore comunale al Commercio Davide Bordoni. Le guardie giurate sono in contatto telefonico con i loro rappresentanti, mentre sette di loro, ormai da venerdì pomeriggio, stanno occupando il terzo anello del monumento per difendere, spiegano, il loro posto di lavoro. Attimi di tensione stamattina, verso le 8, quando uno dei 'gladiatorì, così sono stati soprannominati i protagonisti della protesta, ha accusato un malore «a causa della disidratazione e dei pasti poco salutari», come spiega un rappresentante sindacale Rdb. Personale del 118 è salito a visitarlo, ma l'uomo, ultracinquantenne, non sembra intenzionato a lasciare la posizione. LAVORO: PROTESTA COLOSSEO, INCONTRO IN CAMPIDOGLIO (11.29) (ANSA) - ROMA, 17 AGO - È iniziato nella sala dell'Arazzo in Campidoglio l'incontro tra l'assessore al commercio del comune di Roma Davide Bordoni e i rappresentanti delle guardie giurate che da venerdì pomeriggio, e non sabato come scritto in precedenza, stanno occupando il terzo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione del loro ente che, sostengono, peggiorerebbe le loro condizioni lavorative e salariali. Sette di loro, soprannominati dai colleghi 'gladiatorì, hanno già passato tre notti in cima al monumento sostenuti dai colleghi con applausi, acclamazioni e generi di conforto fatti salire con una lunga corda. Sebbene due di loro siano in precarie condizioni di salute, i sette gladiatori non sembrano intenzionati a scendere, finchè, spiegano, le istituzioni non daranno risposte concrete e 'nero su bianco'. LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;ASSESSORE LAZIO,GOVERNO LI CONVOCHI (ANSA) - ROMA, 17 AGO - «La questione degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe è nelle mani del Governo. Chiediamo al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta di convocare urgentemente i lavoratori che da giorni stanno attuando una protesta estrema sul Colosseo». Lo afferma l' assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi. «La vertenza degli ex lavoratori Urbe - aggiunge - è stata già affrontata negli anni scorsi dalle istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione». «Ci auguriamo - conclude Tibaldi - che il governo riesamini urgentemente la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta. Non appena il Governo avrà individuato una soluzione la Regione e le altre istituzioni locali interverranno nell'ambito delle proprie competenze». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; TERZA
NOTTE DI PROTESTA (ANSA) - ROMA, 17 AGO - «Forza e onore per chi combatte per i propri diritti». È il testo dello striscione che è stato esposto sul Colosseo dai sette lavoratori dell'istituto di vigilanza dell'Urbe che per la terza notte hanno dormito sull' ultimo anello del monumento per salvaguardare il posto di lavoro. I «sette gladiatori», come sono stati soprannominati da colleghi e familiari, da sabato pomeriggio attuano la loro protesta contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. «È stata una notte tranquilla, senza alcun problema - ha spiegato il sindacalista delle Rdb Mauro Giuggioli - anche se siamo tutti ansiosi di andare alle 11 a questo appuntamento in Campidoglio. Ci auguriamo che ci sia qualche novità. Per ora l' unica novità è che abbiamo affisso lo striscione». Sul colle capitolino saranno ricevuti dall'assessore Davide Bordoni sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'istituto. LAVORO: 3/A NOTTE PROTESTA COLOSSEO,OGGI SIGLE IN CAMPIDOGLIO (ANSA) - ROMA, 17 AGO - È stata la terza notte di protesta quella appena trascorsa per i sette lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe impegnati in un sit-in 'modello Innsè sul Colosseo contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato per oggi in Campidoglio le sigle sindacali. 17 agosto 2009 - Apcom Guardie giurate sul Colosseo, situazione potrebbe sbloccarsiLavoratori hanno incontrato vicesindaco, alle 18 nuova riunione (Apcom) Roma - Potrebbe sbloccarsi a breve la situazione per le guardie giurate che hanno passato già tre notti sul terzo anello del Colosseo per difendere il posto di lavoro. Oggi una delegazione dei lavoratori ha incontrato in Campidoglio il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, e l'assessore al Commercio, Davide Bordoni. Un faccia a faccia molto concreto, spiega Marco Lucarelli, dell'Rdb-Cub. Tanto che alle 18 se ne farà già un secondo. Il Comune si è impegnato a sollevare la questione presso la presidenza del Consiglio per avere risposte alle richieste dei lavoratori, e i sindacati si sono impegnati a cercare di convincere i sette colleghi che sono sul monumento a scendere. La situazione, infatti, spiega Lucarelli, sta diventando per loro molto difficile, tanto che è stato necessario chiedere l'intervento di uno psicologo, che oggi li raggiungerà sul Colosseo. "Ci stiamo provando, ma non vogliono saperne di scendere finché non si sblocca la situazione. Le loro famiglie sono preoccupate e sono tutte là al presidio". Alle 18 i rappresentanti dei lavoratori torneranno in Campidoglio per un nuovo incontro con Bordoni, forse ci sarà di nuovo anche Cutrufo. Ieri sera intanto il presidente della commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio, Peppe Mariani, è salito sul Colosseo ed è andato a parlare con le guardie giurate. "Si è impegnato - spiega Lucarelli - a convocare la sua Commissione appena riaprono i lavori, per cercare delle risposte". Lazio/ Guardie sul Colosseo,
Regione: Governo intervenga (Apcom) Roma - Il destino delle guardie giurate che si sono arrampicate sul Colosseo per difendere il posto di lavoro è "nelle mani del Governo". Lo afferma l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, in una nota. "Chiediamo al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta - scrive Tibaldi - di convocare urgentemente i lavoratori che da giorni stanno attuando una protesta estrema sul Colosseo". "La vertenza degli ex lavoratori Urbe - prosegue - è stata già affrontata negli anni scorsi dalle istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione. Ci auguriamo che il Governo riesamini urgentemente la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta. Non appena il Governo avrà individuato una soluzione la Regione e le altre istituzioni locali - annuncia - interverranno nell'ambito delle proprie competenze". LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;PSICOLOGO,IN GAMBA MA MOLTO PROVATI (ANSA) - ROMA, 17 AGO - I sette 'gladiatori' che dal pomeriggio di venerdì scorso si sono arrampicati sul Colosseo per difendere il loro posto di lavoro da guardie giurate sono «molto provati, stanchi. Ma sono anche persone in gamba, lucide e perfettamente in sè». Lo ha affermato lo psicologo del I Municipio, Salvatore Intelisano, che li ha visitati questo pomeriggio nella loro postazione in cima al Colosseo. L'esperto è stato chiamato su sollecitazione dei colleghi dei 'gladiatori' che stamattina, nel corso di un incontro in Campidoglio con il vice sindaco Cutrufo e l'assessore Bordoni, avevano richiesto un aiuto per i loro compagni. A chi gli chiedeva se a suo avviso ritenesse che le condizioni dei sette fossero tali da far temere gesti estremi, lo psicologo ha risposto: «Sono cose imprevedibili, viste anche le condizioni meteorologiche molto difficili da sopportare». Per le 18 è fissato in Campidoglio un nuovo vertice tra i rappresentanti della guardie giurate e le autorità cittadine, che già stamattina si erano proposte di fare da portavoce con il governo per fare chiarezza sulla vicenda. Angeletti: Innse e Colosseo, è la
protesta-show (Apcom) Roma - "La verità è che ormai non si fanno più sogni collettivi, ognuno cerca la scorciatoia per risolvere più velocemente la propria condizione. Il caso Innse ha fatto scuola, sono riusciti a pubblicizzare e rendere 'nazionale' un caso che rischiava di cadere nel silenzio, è inevitabile che si cerchi di imitarlo". Ad affermarlo, in un'intervista alla Repubblica, è il leader della Uil, Luigi Angeletti, commentando la vicenda Innse e quella che vede protagonisti le guardie giurate salite sul Colosseo. "Dobbiamo ammettere - aggiunge Angeletti - che l'opera dei sindacati appare sicuramente più lenta, meno efficace, sia nel fare pressione verso il governo e le istituzioni, sia nel contrattare con le aziende nelle situazioni di crisi. Noi lavoriamo per risolvere il 100% delle crisi, ma ovviamente è impossibile. Chi teme di finire ai margini dell'attenzione, o perchè l'azienda è troppo piccola, o per altri motivi, cerca di procurarsela nei modi più spettacolari". 17 agosto 2009 - Genova press COLOSSEO, GUARDIE GIURATE: CAZZOLA
(PDL), Roma - "Se si vuole responsabilmente evitare un autunno costellato di colpi di scena ed una situazione in cui finisca per avere ragione il gruppo di lavoratori che si arrampica sul monumento più elevato, mentre i protagonisti delle vertenza diventino, non più i sindacalisti, ma i vigili del fuoco, anche l'informazione - che ha visibilmento debordato nel caso INNSE - deve fare la sua parte, senza enfatizzare gesti inconsulti e fornendo tutte le notizie opportune e tutte le motivazioni delle parti in causa, in modo che l'opinione pubblica possa farsi un'idea obbiettiva, non drogata dalla spettacolarizzazione delle lotte". Lo afferma l'on Giuliano Cazzola, deputato del PDL e Vice Presidente della Commissione lavoro della Camera. 17 agosto 2009 - Adnkronos ROMA: PROTESTA LAVORATORI IVU AL
COLOSSEO, Roma 17 ago. - (Adnkronos) - «Ci siamo interessati volentieri alle richieste dei quasi 200 manifestanti ai piedi del Colosseo e ai sette che manifestano da venerdì sul terzo arco del monumento». Lo ha dichiarato il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. «Abbiamo telefonato al prefetto Giuseppe Pecoraro che si è detto disponibile a convocare un tavolo allargato già da domattina. Anche il sottosegretario Gianni Letta ha dato la sua disponibilità di seguire le trattative della Prefettura. Tutte le telefonate e le trattative sono state seguite dai sindacati.» Per domattina è infatti previsto un tavolo a cui parteciperanno il viceprefetto vicario, rappresentanti di palazzo Chigi, della Regione e del Comune, e delle organizzazioni sindacali. «Il tavolo con la Prefettura è imprescindibile - ha aggiunto l'assessore capitolino al Commercio, Davide Bordoni - L'esasperazione dei protestanti deriva da innumerevoli tavoli che si sono susseguiti nel tempo senza dare risultati. A nessuno di questi però erano presenti la Prefettura, il governo e gli enti locali». «A questo punto, dopo essersi impegnato in questa mediazione - prosegue Cutrufo - il Campidoglio fa un appello ai rappresentanti sindacali perchè convincano i sette manifestanti a scendere dal Colosseo: noi abbiamo cercato di capire se è possibile un margine di trattativa, ora aspettiamo un gesto da parte loro». ROMA: SINDACATI SU PROTESTA
LAVORATORI IVU, Roma, 17 ago. - (Adnkronos) - «In questi giorni, la protesta di un gruppo di lavoratori dell'ex Istituto Vigilanza dell'Urbe, saliti sul Colosseo, è stata paragonata alla vicenda dei lavoratori della Innse di Milano conclusasi qualche giorno fa positivamente per l'impegno profuso dai lavoratori, dal Sindacato Confederale e dalle Istituzioni coinvolte. Riteniamo tale paragone improprio in quanto, a differenza del caso milanese, qui non vengono messe in discussione nè la salvaguardia dei livelli occupazionali, nè le prospettive di continuità lavorativa». Lo scrivono in una lettera aperta al Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro Cgil, Cisl, Uil, Filcams, Fisascat, Uiltics Roma e Lazio. «Il 9 luglio scorso, infatti - continuano i sindacati - è stato sottoscritto presso il ministero delle Attività Produttive un verbale di accordo con la nuova società Ivu spa (soc. subentrante). Tale accordo garantisce il passaggio a detta società di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe che vogliano aderire alla proposta di assunzione, con condizioni contrattuali quasi analoghe a quelle attuali. Rileviamo che l'accordo in questione ha impedito il fallimento della vecchia società che conseguentemente avrebbe provocato la fine dell'attività lavorativa e la messa in mobilità di quasi mille lavoratori. Ricordiamo inoltre che il termine ultimo e non prorogabile del Commissariamento della ex Ancr Urbe era previsto per la fine di luglio. L'accordo sottoscritto è stato condiviso dalla stragrande maggioranza dei lavoratori: ad oggi hanno aderito alla proposta di assunzione 700 lavoratori su 950 e altri hanno già anticipato la loro adesione». «Riteniamo doveroso sottolineare - concludono i sindacati - che la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e la quasi totalità dei diritti acquisiti precedentemente dai lavoratori è il risultato di un lungo lavoro di concertazione tra i sindacati confederali Filcams Fisascat Uiltucs regionali Lazio, le Istituzioni Locali a partire dalla Regione e dalla Prefettura e i Ministeri preposti. Tale modalità da noi più volte sperimentata si sta rilevando, anche alla luce di importanti vertenze conclusesi positivamente, quella più efficace. Al fine di chiarire ulteriormente il contenuto dell'accordo e le garanzie messe a disposizione di tutti i lavoratori, anche di quelli oggi impegnati nella protesta, chiediamo alla spettabile Prefettura un incontro a breve in cui auspichiamo la presenza anche delle Istituzioni Locali, Comune Provincia e Regione». ROMA: LUCARELLI (RDB), PROTESTA LAVORATORI IVU NON È SHOW MA DISPERAZIONE Roma, 17 ago. (Adnkronos) - «Non è uno show, non è emulazione ma è disperazione. Bisogna guardare negli occhi questi lavoratori, che non sono attori ma padri disperati. Gli show li fanno gli altri». Lo ha detto Marco Lucarelli presidente del libero comitato Rdb in merito alla protesta dei sette lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe saliti da venerdì scorso sul terzo anello del Colosseo per protesta. «Stiamo cercando di evitare il peggio -ha aggiunto Lucarelli- tentando di convincerli a desistere, soprattutto per chi ha problemi di salute. Ci aspettiamo impegni assoluti da parte degli organi governativi con i quali dovremo chiarire e risolvere questa situazione». ROMA: TIBALDI, GOVERNO CONVOCHI EX LAVORATORI ISTITUTO VIGILANZA URBE Roma, 17 ago. (Adnkronos/Labitalia) - «La questione degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza 'Urbe' è nelle mani del Governo. Chiediamo al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta di convocare urgentemente i lavoratori che da giorni stanno attuando una protesta estrema sul Colosseo». È quanto ha dichiarato l'Assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio Alessandra Tibaldi, in merito alla vicenda degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza 'Urbè. «La vertenza degli ex lavoratori 'Urbè-prosegue Tibaldi- è stata già affrontata negli anni scorsi dalle Istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione». «Ci auguriamo - conclude Tibaldi - che il governo riesamini urgentemente la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta. Non appena il Governo avrà individuato una soluzione la Regione e le altre Istituzioni locali interverranno nell'ambito delle proprie competenze». ROMA: CUTRUFO, INVITO LAVORATORI IVU A SCENDERE DA COLOSSEO Roma, 17 ago. (Adnkronos) - «Non sono gladiatori, è un problema serio questo dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. Oggi non c'è bisogno di continuare in maniera così eclatante questa protesta. Tramite i sindacati ho invitato i lavoratori a scendere dal Colosseo». Lo ha detto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo al termine dell'incontro con i rappresentanti dei lavoratori dell'Istituto Vigilanza Urbe che da venerdì pomeriggio protestano sul terzo anello del Campidoglio contro il mutato assetto societario dell'ente. «Se vorranno mantenere -ha aggiunto Cutrufo- la forma assembleare di protesta lo potranno fare ai piedi del Colosseo. Il Comune in questo caso non è interlocutore nel senso tecnico del termine ma politico. La soluzione spetta ad altri, noi siamo portavoce verso chi ha maggiore conoscenza del problema. In ogni caso come amministrazione non ci tireremo indietro». ROMA: TERZA NOTTE SU COLOSSEO PER LAVORATORI IVU, INCONTRO IN CAMPIDOGLIO Roma, 17 ago. - (Adnkronos) - Prosegue la protesta dei lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe. I sette vigilantes hanno trascorso la loro terza notte accampati sul terzo anello del Colosseo. Da venerdì pomeriggio si trovano sul monumento per protestare contro il mutato assetto societario dell'Ente da cui dipendono. Intanto questa mattina è in corso in Campidoglio un incontro tra i rappresentanti dei lavoratori e l'assessore capitolino al Commercio Davide Bordoni. 17 agosto 2009 - Omniroma PROTESTA COLOSSEO, 'PIAZZA' INCITA A RESISTENZA: «NON SCENDETE» (OMNIROMA) Roma, 17 ago - «Non scendete» e «gladiatori». Sono i coro che sono partiti dai manifestanti che si trovano ai piedi del Colosseo all'indirizzo degli occupanti che si trovano al terzo anello e che, in questo momento, sono a colloquio con i rappresentanti sindacali che stanno illustrando loro gli accordi e le dinamiche della trattativa che partirà domani nel tavolo convocato per domani mattina in Prefettura. Come sostegno, i manifestanti hanno scandito nome per nome quello dei 7 occupanti, accompagnandolo, uno per uno, con un «olè». PROTESTA COLOSSEO, DELEGAZIONE SINDACATI INCONTRERÀ OCCUPANTI (OMNIROMA) Roma, 17 ago - Un coro di no, di «buu» e di insulti. Così è stato accolto dai manifestanti che si trovano ai piedi del Colosseo il fax inviato dalla Prefettura che invitava le guardie giurate, che da venerdì scorso occupano e manifestano sotto e sopra il Colosseo, le parti sociali, gli enti locali e il Governo ad un incontro domani mattina a palazzo Valentini. A leggere il fax e a spiegare la nuova situazione venutasi a creare dopo la riunione di oggi pomeriggio in Campidoglio con il vicesindaco Cutrufo e l'assessore Bordoni è stato Marco Lucarelli di RdB che, insieme ad altri due esponenti dei sindacati, salirà, tra qualche minuto sul Colosseo per parlare con i 7 occupanti per spiegare i termini del tavolo. «Siamo riusciti dopo tanto a vedere se c'è la volontà di fare un tavolo - ha detto Lucarelli - La Prefettura lo ha convocato per domani per iniziare ad elaborare qualcosa per questa vicenda complessa che vogliamo ancora una volta spiegare. La convocazione c'è. Ora dobbiamo dire a chi sta lì sopra della sua importanza. Abbiamo ricevuto il fax della convocazione e abbiamo trovato, con meraviglia, alcune sigle sindacali che non si sono interessate a questa vicenda come la Cgil, Cisl e Uil»: a queste parole i manifestanti, un centinaio circa, hanno risposto con il coro «triplice vaf...». «Riteniamo che sia un atto formale - ha detto Lucarelli alle guardie giurate invitandole a partecipare al tavolo di domani - anche perchè qui non sono mai state presenti e non hanno iscritti nei manifestanti». «Andremo a parlare con i colleghi sopra per far capire loro l'importanza di questa convocazione - ha poi continuato Lucarelli - Il nostro interesse è non far accadere cose che vadano oltre. Dopo aver parlato con loro scenderemo e vedremo cosa fare». La volontà della 'piazza' è quella di proseguire la forma di lotta intrapresa 4 giorni fa a questo punto i sindacati autonomi andranno a parlare con gli occupanti nel tentativo di convincerli a scendere, anche viste le precarie condizioni fisiche di alcuni di loro, per proseguire la lotta in altro modo e partecipare al tavolo di domani. PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE: RESTIAMO QUI ANCHE STANOTTE (OMNIROMA) Roma, 17 ago - Si preparano a passare la quarta notte di fila sul terzo anello del Colosseo i sette lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che protestano da venerdì. A nulla, al momento, è servita la rassicurazione dell'incontro previsto per domani mattina in Prefettura comunicata dopo il vertice pomeridiano in Campidoglio con gli esponenti del Comune. Lo riferisce Angelo, una delle guardie giurate che si trova sul Colosseo. L'uomo, raggiunto telefonicamente, appare provato. «Sono stanco. Ma sono soprattutto arrabbiato - dice - Non ci piace essere presi in giro». Al momento si esclude che la protesta possa concludersi oggi, ma le consultazioni tra i rappresentanti dei lavoratori per decidere come comportarsi sono in corso. PROTESTA COLOSSEO, SINDACATI: IMPROPRIO PARAGONE CON CASO INNSE (OMNIROMA) Roma, 17 ago - «In questi giorni, la protesta di un gruppo di lavoratori dell'ex Istituto Vigilanza dell'Urbe, saliti sul Colosseo, è stata paragonata alla vicenda dei lavoratori della Innse di Milano conclusasi qualche giorno fa positivamente per l'impegno profuso dai lavoratori, dal sindacato confederale e dalle istituzioni coinvolte. Riteniamo tale paragone improprio in quanto, a differenza del caso milanese, qui non vengono messe in discussione né la salvaguardia dei livelli occupazionali, né le prospettive di continuità lavorativa». Così una lettera aperta al prefetto di Roma firmata da Cgil, Cisl, Uil, Filcams, Fisascat e Uiltics di Roma e Lazio. «Il 9 luglio scorso, infatti - proseguono i sindacati - è stato sottoscritto presso il Ministero delle Attività Produttive un verbale di accordo con la nuova società I.V.U. Spa (soc. subentrante). Tale accordo garantisce il passaggio a detta società di tutti i lavoratori della ex Ancr Urbe che vogliano aderire alla proposta di assunzione, con condizioni contrattuali quasi analoghe a quelle attuali. Rileviamo che l'accordo in questione ha impedito il fallimento della vecchia società che conseguentemente avrebbe provocato la fine dell'attività lavorativa e la messa in mobilità di quasi mille lavoratori. Ricordiamo inoltre che il termine ultimo e non prorogabile del commissariamento della ex Ancr Urbe era previsto per la fine di luglio. L'accordo sottoscritto è stato condiviso dalla stragrande maggioranza dei lavoratori: ad oggi hanno aderito alla proposta di assunzione 700 lavoratori su 950 e altri hanno già anticipato la loro adesione». «Riteniamo doveroso sottolineare che la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e la quasi totalità dei diritti acquisiti precedentemente dai lavoratori è il risultato di un lungo lavoro di concertazione tra i sindacati confederali Filcams Fisascat Uiltucs regionali Lazio, le Istituzioni Locali a partire dalla Regione e dalla Prefettura e i Ministeri preposti. Tale modalità da noi più volte sperimentata si sta rilevando, anche alla luce di importanti vertenze conclusesi positivamente, quella più efficace. Al fine di chiarire ulteriormente il contenuto dell'accordo e le garanzie messe a disposizione di tutti i lavoratori, anche di quelli oggi impegnati nella protesta, chiediamo alla spettabile Prefettura un incontro a breve in cui auspichiamo la presenza anche delle Istituzioni Locali, Comune Provincia e Regione». PROTESTA COLOSSEO, COMUNE: (OMNIROMA) Roma, 17 ago - «Il tavolo sta per essere convocato il nostro appello è che gli occupanti lascino il Colosseo». Così il vicesindaco Mauro Cutrufo e l'assessore capitolino al commercio Davide Bordoni al termine dell'incontro che hanno avuto con i rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati delle guardie giurate che da venerdì occupano il Colosseo. «Nel pomeriggio abbiamo sentito più volte il Prefetto di Roma e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta - ha continuato Cutrufo - Domani mattina sarà convocato un tavolo a cui parteciperanno i lavoratori, i loro rappresentanti, una rappresentanza di Comune, Regione e Provincia, il vice prefetto vicario e un esponente del Governo». Potrebbe dunque concludersi l'occupazione del Colosseo da parte di 7 guardie giurate, in rappresentanza delle 300, che protestano e che chiedono garanzie per i loro diritti acquisiti da venerdì pomeriggio, almeno nelle speranze del Campidoglio. «Abbiamo fatto un appello - continua il vice sindaco - Chiediamo ai sette lavoratori di scendere immediatamente. Non significa la fine della manifestazione di protesta che potrà continuare anche ai piedi del Colosseo, la nostra richiesta è la discesa dei lavoratori». Bordoni ha invece spiegato come il Comune abbia «Inviato uno psicologo che ha parlato con queste persone e ha cercato di capire il loro stato d'animo, ha trovato una situazione particolare quasi depressiva le ha invitate a scendere». Cutrufo ha poi concluso: «È necessario un tavolo con la prefettura che è imprescindibile perchè è la controparte. La loro esasperazione nasce dal fatto che hanno fatto più di un incontro con la proprietà, è una situazione molto complicata ma gli unici che possono trovare il bandolo della matassa sono gli uomini della prefettura». Infine come ricorda Bordoni, «scendere dal Colosseo non significa terminare la protesta, possono mantenere un presidio e cercare di trovare una strada per i lavoratori che non hanno firmato». PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE: STIAMO MALE MA NON MOLLIAMO (OMNIROMA) Roma, 17 ago - «La situazione è molto difficile, le nostre condizioni di salute si stanno complicando. Stiamo prendendo antibiotici e antinfiammatori». Queste le parole di Giorgio G., uno dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che da venerdì sono arrampicati sull'ultimo anello del Colosseo per protestare contro la privatizzazione dell'ente. Il lavoratore è intervenuto in diretta telefonica nel tg di Roma Uno. «Siamo fiduciosi, qualcosa si sta muovendo ma non cambieremo idea finché non avremo tutte le rassicurazioni che le nostre condizioni contrattuali rimangano come sono», ha aggiunto ricordando commosso il suo 33esimo anniversario di matrimonio festeggiato ieri; a dargli sostegno questa mattina anche il figlio dodicenne ai piedi del monumento. PROTESTA COLOSSEO, OCCUPANTE: «VA SEMPRE PEGGIO» (OMNIROMA) Roma, 17 ago - «Le cose vanno sempre peggio, fa caldo, la stanchezza comincia ad avanzare. Qualcuno di noi inizia ad avere problemi alle ginocchia. Questa mattina un mio collega aveva 34.5 di temperatura». È quanto afferma Angelo, uno dei sette manifestanti dell'Istituto di vigilanza Urbe che ha occupato il terzo anello al Colosseo. «Chiediamo alle istituzioni di avere gli stessi diritti che abbiamo avuto fino a ora, visto che con il cambio di gestione ci troviamo a perdere 111 euro al mese - prosegue - Se non sarà possibile tutto ciò il ministero della Difesa, quello dell'Economia e il Governo prendano provvedimenti». PROTESTA COLOSSEO, QUARTO GIORNO PROTESTA PER LAVORATORI «IVU» (OMNIROMA) Roma, 17 ago - Quarto giorno di protesta per i sette lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che da venerdì 14 agosto hanno occupato il terzo anello del Colosseo. Una protesta nata a seguito della trasformazione della gestione del servizio da un ente pubblico a una società provata. In questi giorni qualche occupante ha accusato malori: per due di loro è stato necessario l'arrivo di un infermiere perché colpiti da attacchi d'asma. «Le cose vanno sempre peggio, fa caldo, la stanchezza comincia ad avanzare. Qualcuno di noi inizia ad avere problemi alle ginocchia. Questa mattina un mio collega aveva 34.5 di temperatura», ha raccontato oggi uno dei manifestanti. Intanto in Campidoglio da questa mattina è aperto un tavolo di discussione sulla loro situazione. Un incontro di circa due ore, ha riferito l'assessore alle Attività Produttive del Comune Davide Bordoni in cui «le rappresentanze dei lavoratori sono state contente della disponibilità del Campidoglio, hanno riconosciuto che si tratta di tavolo istituzionale importante anche se questa non è una competenza specifica del Comune». E mentre il Comune si è detto pronto ad inviare psicologi per incontrare gli occupanti, il tavolo è stato riconvocato per questo pomeriggio alle 18. PROTESTA COLOSSEO, BORDONI: PRONTI A INVIARE PSICOLOGI (OMNIROMA) Roma, 17 ago - «Abbiamo dato la disponibilità di far salire sul Colosseo alcuni psicologi per parlare con gli occupanti». È quanto ha detto l'assessore comunale alle Attività Produttive Davide Bordoni raccontando l'esito dell'incontro che si è svolto questa mattina in Campidoglio tra alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale e una rappresentanza dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe. PROTESTA COLOSSEO, CONCLUSO INCONTRO IN CAMPIDOGLIO: NUOVO TAVOLO ALLE 18 (OMNIROMA) Roma, 17 ago - «È stato un incontro di circa due ore: le rappresentanze dei lavoratori sono state contente della disponibilità del Campidoglio, hanno riconosciuto che si tratta di tavolo istituzionale importante anche se questa non è una competenza specifica del Comune. Abbiamo deciso di riconvocare il tavolo per questo pomeriggio alle 18». È quanto ha detto l'assessore alle Attività Produttive del Comune Davide Bordoni raccontando l'esito dell'incontro che si è svolto questa mattina in Campidoglio tra alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale e una rappresentanza dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe. PROTESTA COLOSSEO, TIBALDI: «GOVERNO CONVOCHI EX LAVORATORI IVU» (OMNIROMA) Roma, 17 ago - «La questione degli ex lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe è nelle mani del Governo. Chiediamo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta di convocare urgentemente i lavoratori che da giorni stanno attuando una protesta estrema sul Colosseo». È quanto ha dichiarato in una nota l' assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi, in merito alla vicenda degli ex lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe. «La vertenza degli ex lavoratori Urbe - prosegue Tibaldi - è stata già affrontata negli anni scorsi dalle Istituzioni locali per poi passare sotto la competenza del Governo che ha gestito la fase di commissariamento individuando un imprenditore che si è fatto carico di assumere tutti i lavoratori. Ma una parte di loro non ha accettato quella soluzione». «Ci auguriamo - conclude Tibaldi - che il governo riesamini urgentemente la questione in modo da permettere ai lavoratori di sospendere la protesta. Non appena il Governo avrà individuato una soluzione la Regione e le altre istituzioni locali interverranno nell'ambito delle proprie competenze». 17 agosto 2009 - Repubblica.it Protesta al Colosseo, la voce dei
lavoratori clicca qui per scaricare l'audio 17 agosto 2009 - Tg 3 Regionale Lazio clicca qui per scaricare l'audio 17 agosto 2009 - Corriere.it VERTENZA ISTITUTO VIGILANZA URBE Roma - Nulla di fatto dalla riunione in Campidoglio per
risolvere il «problema vigilantes». L'assessore al commercio del comune di Roma, Davide
Bordoni, ha incontrato i rappresentanti delle guardie giurate dell'Istituto vigilanza
dell'Urbe che da venerdì pomeriggio stanno occupando il terzo anello del Colosseo per
protestare contro la privatizzazione del loro ente che, sostengono, peggiorerebbe le loro
condizioni lavorative e salariali. Sette di loro, soprannominati dai colleghi
«gladiatori», hanno già passato tre notti in cima all'Anfiteatro Flavio (sospesi a 50
metri d'altezza) sostenuti dai colleghi con applausi, slogan, cibo e acqua trasportati in
alto con una carrucola. Attimi di tensione lunedì mattina verso le 8, quando un
manifestante ha accusato un malore «a causa della disidratazione e dei pasti poco
salutari». Gli operatori del 118 sono saliti a visitarlo, ma l'uomo, ultracinquantenne,
non sembra intenzionato a lasciare la posizione. 17 agosto 2009 - QN Quotidiano Nazionale Colosseo, i 7 gladiatori non mollano
E ora spunta un buco da 80 milioni ROMA - QUELLA di ieri è stata la terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I sette gladiatori', come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche ieri il loro sit-in sul Colosseo. Da tre giorni i lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello Innse', che oggi potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive, Davide Bordoni, ha convocato per stamani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto. L'invito è stato accolto perché, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo, ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla». LA VICENDA dell'Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino è l'Associazione nazionale combattenti di cui l'Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate, è una costola. Il pm Paolo D'Ovidio ha infatti aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente. E ha iscritto sul registro degli indagati l'ex presidente Gustavo De Meo. L'inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un buco di 80 milioni di euro. 17 agosto 2009 - La Repubblica Il caso ROMA - Da venerdì vivono arrampicati a 50 metri d´altezza, sull´ultimo anello del Colosseo i sette vigilantes dell´Ancr (Associazione Nazionale combattenti e reduci) Urbe di Roma. Protestano, insieme ad altri 300 colleghi che da tre notti e quattro giorni si alternano sul piazzale sottostante, contro «la "vendita" dell´attività», spiegano i manifestanti e di conseguenza il passaggio da «dipendenti dell´ente morale a una società privata» e la modifica - in peggio - del contratto di lavoro. Nei giorni scorsi circa 630 dipendenti dell´Istituto di vigilanza romano hanno accettato la nuova assunzione, ma loro no. «La vicenda dell´Istituto di Vigilanza dell´Urbe va avanti da tempo», spiegano i rappresentati sindacali di Libero Comitato Rdb, «ora noi chiediamo chiarezza alle istituzioni e soprattutto non vogliamo accettare un contratto peggiorativo». Così hanno deciso di dar vita a questa protesta eclatante sul modello dell´Innse. E ieri uno dei rappresentanti della lotta milanese è andato a portare la sua solidarietà ai vigilantes. Nel frattempo l´assessore comunale alle Attività produttive, Davide Bordoni, ha convocato per oggi in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei lavoratori. «Siamo favorevoli al dialogo ma non fermiamo la protesta», dice Marco Lucarelli di Libero Comitato RdB.(a.r.c.) Parla Giorgio, uno dei vigilantes
dell´Urbe, che da giorni sono in cima al monumento. Indagine sulla società per un buco
da 80 milioni Roma - «Di giorno fa caldo, la sera si alza il vento e fa
freddo e ora iniziano a farmi male le gambe: la stanchezza si fa sentire ma non scendo,
non ho nulla da perdere». Angelo è uno dei "sette gladiatori", come sono stati
ribattezzati i vigilantes che venerdì si sono arrampicati in cima al Colosseo per
manifestare contro il cambio di gestione dell´Ancr Urbe, l´ente morale dal quale
dipendevano. Giorgio, anche lui "barricato" a 50 metri d´altezza non cambia
idea: «resto qui», fa sapere nonostante soffra d´asma e più volte, in questi giorni,
si sia sentito male. Resiste Giorgio, 52 anni, due figli e una moglie. Si chiama Antonella
e da tre giorni "vive" su via dei Fori Imperiali. Ieri era il loro anniversario
di matrimonio: 33 anni insieme. Lui le ha calato dall´alto una rosa tramite la corda che
fa da portavivande. Lei ha preso tra le mani quel fiore poi ha guardato in alto e ha
mandato un bacio al suo Giorgio. «È stato un momento molto commovente - ha detto Claudio
Biggioni, uno dei portavoce della protesta- Giorgio ci aveva chiesto di comprargli una
rosa per fare una sorpresa alla moglie e lo abbiamo accontentato». 17 agosto 2009 - Il Messaggero Roma. Sono ancora lassù tra il
cielo e la terra... Roma - Sono ancora lassù tra il cielo e la terra,
arrampicati sul terzo anello del Colosseo, nonostante gli attacchi dasma, il caldo
soffocante, la paura e le promesse di amministratori e rappresentanti sindacali, sono
ancora lassù i sette lavoratori dellIstituto di vigilanza Urbe e continueranno a
starci per questa terza notte, per protestare contro il cambio di gestione dellEnte
per cui lavoravano. Giorgio, Angelo, Daniele, loro lassù a protestare, gli altri qua
sotto a fare il tifo, a mandar su con la carrucola cibo e acqua, biglietti di speranza e
di richieste per darsi il cambio, perché altri due di loro hanno avuto un malore. Eppoi
quella stessa carrucola porta una rosa, è per Antonella, è di Giorgio, suo marito,
quello che per primo ha raccontato questa storia di sofferenza e burocrazia: sono sposati
da trentanni, ai piedi del Colosseo ci sono anche i due figli, e tutti gli altri
bambini che dicono ai papà di scendere. Ma Giorgio lha già detto alla moglie: «Se
scendo sono un disoccupato, se succede qualcosa almeno mia moglie avrà una pensione». 17 agosto 2009 - La Stampa EMERGENZA LAVORO ROMA - A Roma li chiamano già «i gladiatori», per il coraggio e la forza che stanno dimostrando, ma soprattutto per il luogo scelto per la loro battaglia: il Colosseo. Parliamo dei sette dipendenti dellIstituto di Vigilanza dellUrbe che, sprezzanti della canicola ferragostana, continuano da venerdì la loro protesta stanziale sul più alto anello del Colosseo, a cinquanta metri dal suolo e in equilibrio instabile. Laltra notte uno di loro, Giorgio, di 52 anni, ha avuto un malore che ha fatto temere il peggio. Sotto il monumento staziona in permanenza un gruppo di dipendenti dello stesso Istituto che assiste i coraggiosi arrampicati sullanfiteatro, ed è uno di questi supporters, Walter Pignatelli, a raccontare laccaduto: «Nella notte tra il 14 e il 15 il nostro collega Giorgio (il cognome non lo dice - ndr), ha avuto un mancamento. Soffre di asma e il caldo era terribile. Abbiamo chiamato il 118 ma la dottoressa che era a bordo dellambulanza non se lè sentita di salire sul Colosseo per dare assistenza e portare lossigeno. Lo ha fatto invece lautista del mezzo, ma lintervento non ha funzionato. I sanitari hanno pensato che si trattasse soprattutto di un attacco di ansia e gli hanno somministrato un ansiolitico che, invece, è andato bene». Giorgio, stando al racconto di alcuni presenti al «campo base» allestito sulla piazza, avrebbe infatti dormito fino allalba. Con le prime luci del giorno, alcuni volontari hanno fatto recapitare ai «gladiatori», cappuccini molto zuccherati, cornetti e acqua. Si è pensato anche ad un avvicendamento tra i sette sugli spalti e altrettanti dipendenti in stato di agitazione, le forze dellordine però - stando al racconto dei lavoratori - non avrebbero concesso a nessuno di avvicinarsi al Colosseo. La ragione della protesta - ricordiamo - è il fatto che lIstituto di Vigilanza da cui dipendono i sette «gladiatori» (più altri 940 dipendenti circa) è stato sempre collegato allAssociazione dei combattenti e reduci, la quale però è commissariata e si è ritrovata con un buco di bilancio di 80 milioni di euro, per risanare il quale si è pensato di alienare l'Istituto di Vigilanza ad una società privata. La protesta dei dipendenti (in realtà solo di un terzo del totale, perché gli altri avrebbero accettato la nuova collocazione) muove dal fatto che passando da un ente pubblico ad una società privata, molti (o alcuni) posti di lavoro potrebbero essere a rischio. Si tratterebbe, dunque, di una protesta preventiva, ma tantè. Il Comune di Roma, in tutto questo, cerca di trovare una soluzione e di sottrarre i sette a questa situazione incresciosa che, però, sembra interessare solo alcuni turisti e una piccola folla di curiosi. L'assessore capitolino alle Attività produttive, Davide Bordoni, ieri mattina è andato a piazza del Colosseo e ha convocato una delegazione dei lavoratori dellIstituto di Vigilanza per stamattina alle 11 in Campidoglio. «Noi non rinunciamo al dialogo - ha spiegato il responsabile del comitato di base Marco Lucarelli - ma non fermiamo la protesta e se la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se scendono dal Colosseo, niente da fare». Lucarelli spiega che il Tavolo «è già stato aperto a Palazzo Chigi nel marzo scorso ma il ministero della Difesa continua a defilarsi». 17 agosto 2009 - L'Unità Terza notte sul Colosseo. Così la
protesta cambia forma Roma - Forse non arriveranno a mangiare il panettone in
cima al terzo anello, intanto le 7 guardie giurate che protestano per le condizioni di
lavoro hanno fatto il pranzo di Ferragosto arrampicati sul Colosseo. Panini e aranciate,
sacchi a pelo, una rosa calata con il portavivande dal più anziano del gruppo alla moglie
per il 30esimo anniversario di matrimonio. Da venerdì i 7 «gladiatori» sfidano afa e
vertigini. Tre notti a 50 metri non finire disoccupati o, da dipendenti pubblici, meno
tutelati dipendenti privati. Per il momento si è mosso il Campidoglio nel tentativo di
trovare una soluzione. Mentre i pm di Roma hanno aperto uninchiesta sulla cessione
dellente e sul buco di 80 milioni nella gestione. Nel sonnacchioso mezzo agosto
irrompe la protesta delle «tute gru», gli «operai cicogna». Il caso Innse ha fatto
scuola: dopo il successo dei lavoratori della fabbrica milanese, per giorni sulla gru,
tutti riassunti dal gruppo Camozzi che ha acquistato lazienda traballante, portare
il conflitto ad alta quota diventa tendenza. «Se non ti metti in cima a qualcosa - dicono
gli emuli - non ti ascolta nessuno». 17 agosto 2009 - Corriere della Sera Oggi lincontro tra una
delegazione dellUrbe e lassessore comunale alle Attività produttive Roma - Di giorno il caldo torrido, appena attenuato dai
piccoli ombrelloni incastrati fra gli archi al terzo anello del Colosseo. Di notte,
«sembra strano, ma è così», racconta Giorgio Gori, uno dei sette lavoratori
dellUrbe che occupano il monumento da venerdì pomeriggio, il freddo e il vento. E
poi i malori, le lacrime, la tensione, la speranza. E una rosa rossa calata dallalto
con un verricello: ieri pomeriggio, per i 33 anni di matrimonio, Giorgio lha donata
alla moglie Antonella, in attesa in strada, ai piedi del-- lAnfiteatro Flavio, con
un centinaio di colleghi del marito. 17 agosto 2009 - Leggo on line LA PROTESTA AL COLOSSEO: COMPARE NUOVO STRISCIONE Roma - «Forza e onore per chi combatte per i propri
diritti». È il testo dello striscione che è stato esposto sul Colosseo dai sette
lavoratori dell'istituto di vigilanza dell'Urbe che per la terza notte hanno dormito sull'
ultimo anello del monumento per salvaguardare il posto di lavoro. I «sette gladiatori»,
come sono stati soprannominati da colleghi e familiari, da sabato pomeriggio attuano la
loro protesta contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e
che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori
di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. «È stata una
notte tranquilla, senza alcun problema - ha spiegato il sindacalista delle Rdb Mauro
Giuggioli - anche se siamo tutti ansiosi di andare alle 11 a questo appuntamento in
Campidoglio. Ci auguriamo che ci sia qualche novità. Per ora l' unica novità è che
abbiamo affisso lo striscione». Sul colle capitolino saranno ricevuti dall'assessore
Davide Bordoni sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il
contratto con la nuova società che ha rilevato l'istituto. 17 agosto 2009 - Il Cittadino Colosseo, "I gladiatori" non si arrendono: lotta per il contratto delle guardie giurate Roma - Quella prossima sarà la quarta notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche oggi il loro sit-in sul Colosseo.Da tre giorni, e da domani anche da tre notti, i lavoratori dellIstituto di vigilanza dellUrbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello "Innse", che domani potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dellente dal quale dipendevano. Lassessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato domani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato lIstituto. Linvito è stato accolto perché, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla».La vicenda dellIstituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo DOvidio è lAssociazione nazionale combattenti di cui lIstituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da venerdì la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo DOvidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dellEnte che percepisce, tra laltro, finanziamenti anche dal Ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. E ha iscritto sul registro degli indagati, dopo le denunce di alcuni sindacalisti fatte proprio sulla vendita dellIstituto, lex presidente Gustavo De Meo.Linchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un «buco» di 80 milioni di euro. Intanto la tensione, anche per le condizioni di salute di alcuni dei manifestanti, si è sciolta ieri grazie ad un anniversario di matrimonio celebrato in modo molto particolare: con una rosa calata dallalto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette "gladiatori". 17 agosto 2009 - La Nuova Sardegna Gladiatori, parte uninchiesta La protesta dei lavoratori romani sul Colosseo ROMA - Quella prossima sarà la terza notte di protesta,
lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e
visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i
familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma,
proseguono il loro sit-in sul Colosseo. La protesta dei lavoratori dellIstituto di
vigilanza dellUrbe potrebbe riservare oggi un primo momento di possibile sblocco: il
Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione. La Prefettura è
disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo. 17 agosto 2009 - La Provincia di Cremona La protesta al Colosseo. Si indaga
su un buco da 80 milioni ROMA Quella appena trascorsa è stata la terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, proseguono il loro sit-in sul Colosseo. La protesta dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe potrebbe riservare un primo momento di sblocco già oggi: l'assessore capitolino alle Attività produttive ha convocato sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto. La vicenda dell'Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Il pm Paolo D'Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente che percepisce, tra l'altro, finanziamenti da Ministero della Difesa e presidenza del Consiglio. L'inchiesta punta a chiarire anche il progressivo svuotamento delle casse, un «buco» di 80 milioni. 17 agosto 2009 - Corriere del Veneto Vigilantes sul Colosseo per protesta ROMA - La terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche ieri il loro sit-in sul Colosseo. I lavoratori dellIstituto di vigilanza dellUrbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello "Innse", che potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dellente dal quale dipendevano. 17 agosto 2009 - L'Eco di Bergamo Non si ferma la protesta dei «sette gladiatori» Roma -Continua la protesta dei lavoratori dell'Istituto di vigilanza «Roma-Urbe» sul terzo anello del Colosseo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche ieri - come nei due giorni precedenti - il loro sit in sul Colosseo. Da tre giorni sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta che oggi potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa, attuata contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. 17 agosto 2009 - Il Tirreno Va avanti il sit-in delle guardie
giurate che contestano il cambio di gestione dellazienda ROMA - Terza notte di protesta, a 50 metri di altezza, sul
terzo anello del Colosseo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro
colleghi e i familiari che bivaccano nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno
proseguito anche ieri il sit-in. 17 agosto 2009 - Il Cittadino Colosseo, "I gladiatori" non si arrendono: lotta per il contratto delle guardie giurate Roma - Quella prossima sarà la quarta notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche oggi il loro sit-in sul Colosseo.Da tre giorni, e da domani anche da tre notti, i lavoratori dellIstituto di vigilanza dellUrbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello "Innse", che domani potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dellente dal quale dipendevano. Lassessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato domani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato lIstituto. Linvito è stato accolto perché, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla».La vicenda dellIstituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo DOvidio è lAssociazione nazionale combattenti di cui lIstituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da venerdì la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo DOvidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dellEnte che percepisce, tra laltro, finanziamenti anche dal Ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. E ha iscritto sul registro degli indagati, dopo le denunce di alcuni sindacalisti fatte proprio sulla vendita dellIstituto, lex presidente Gustavo De Meo.Linchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un «buco» di 80 milioni di euro. Intanto la tensione, anche per le condizioni di salute di alcuni dei manifestanti, si è sciolta ieri grazie ad un anniversario di matrimonio celebrato in modo molto particolare: con una rosa calata dallalto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette "gladiatori". 17 agosto 2009 - Gazzetta del Sud Sul Colosseo Da tre giorni, in
attesa di rassicurazioni sul loro futuro lavorativo ROMA - Terza notte di protesta, quella appena trascorsa, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I "sette gladiatori", come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, proseguono da tre giorni e tre notti il loro sit-in sul Colosseo. I lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, "modello Innse", che oggi potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato stamani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto. L'invito è stato accolto perché ha spiegato Marco Lucarelli delle rappresentanze di base «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla». La vicenda dell'Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di un'inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D'Ovidio è l'Associazione nazionale combattenti di cui l'Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da ieri la protesta al Colosseo, è una "costola". Il pm ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente che percepisce, tra l'altro, finanziamenti anche dal ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. E ha iscritto sul registro degli indagati l'ex presidente Gustavo De Meo. L'inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline; sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un "buco" di 80 milioni di euro. Intanto la tensione, anche per le condizioni di salute di alcuni dei manifestanti, si è stemperata ieri grazie a un anniversario di matrimonio celebrato in modo molto particolare: con una rosa calata dall'alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette "gladiatori". Non hanno rinunciato a festeggiare i 30 anni del loro amore Giorgio, uno dei vigilantes che protestano, il più anziano, e la moglie Antonella. Una festa celebrata con un bacio a distanza e con quella rosa che Giorgio ha calato da cinquanta metri di altezza, raccolta dalla moglie. 17 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza COMUNE. Nel mirino le scelte della
Giunta Vicenza - «In tempi in cui vengono lasciate a casa
migliaia di persone, l'attuale Amministrazione invece di cercare di limitare le
sperequazioni tra i lavoratori o, meglio ancora, di assumere personale, fa dietrofront su
una decisione equa presa con i sindacati e lo fa con una decisione unilaterale». Rdb Cub
Enti locali di Vicenza , con una nota firmata da Germano Raniero, boccia le ultime scelte
operate dallamministrazione comunale in tema di gestione del personale e dei capi
ufficio. 16 agosto 2009 - Ansa LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;TERZA NOTTE PER I 7 GLADIATORIPROCURA ROMA INDAGA SU BUCO 80 MLN E CESSIONE ISTITUTO VIGILANZA di Pasquale Faiella (ANSA) - ROMA, 16 AGO - Quella prossima sarà la terza notte di protesta, lassù a cinquanta metri di altezza, sul terzo anello di uno dei monumenti più noti e visitati del mondo. I «sette gladiatori», come li hanno ribattezzati i loro colleghi e i familiari che bivaccano a loro volta nei giardini di via del Fori Imperiali a Roma, hanno proseguito anche oggi il loro sit-in sul Colosseo. Da tre giorni, e da domani anche da tre notti, i lavoratori dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe sono sotto i riflettori delle telecamere e immortalati negli obiettivi dei fotoreporter per una protesta, modello 'Innsè, che domani potrebbe riservare un primo momento di possibile sblocco: il Campidoglio è intervenuto infatti per cercare di trovare una soluzione che fermi la clamorosa iniziativa attuata contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni ha convocato domani alle 11 in Campidoglio sindacalisti e rappresentanti dei 300 lavoratori che hanno rifiutato il contratto con la nuova società che ha rilevato l'Istituto. L'invito è stato accolto perchè, ha spiegato Marco Lucarelli delle RdB, «non rinunciamo al dialogo ma non fermiamo la protesta: la Prefettura è disposta ad aprire un tavolo ma solo se loro scendono dal Colosseo, e a queste condizioni non se ne fa nulla». La vicenda dell'Istituto di Vigilanza Urbe è anche oggetto di una inchiesta giudiziaria. Nel mirino del pm Paolo D'Ovidio è l'Associazione nazionale combattenti di cui l'Istituto di Vigilanza Urbe, a cui appartengono le guardie giurate che hanno attuato da ieri la protesta al Colosseo, è una «costola». Il pm Paolo D'Ovidio ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita per far luce sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'Ente che percepisce, tra l'altro, finanziamenti anche dal Ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. E ha iscritto sul registro degli indagati, dopo le denunce di alcuni sindacalisti fatte proprio sulla vendita dell'Istituto, l'ex presidente Gustavo De Meo. L'inchiesta punta a chiarire anche la presunta svendita di alcuni immobili di pregio nel cuore di Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle guardie giurate capitoline e sarebbe stato accertato, ma è in corso una consulenza disposta dal pm, un «buco» di 80 milioni di euro. Intanto la tensione, anche per le condizioni di salute di alcuni dei manifestanti, si è sciolta oggi grazie ad un anniversario di matrimonio celebrato in modo molto particolare: con una rosa calata dall'alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette «gladiatori». Non hanno rinunciato a festeggiare i 30 anni del loro amore Giorgio, uno dei vigilantes che protestano, il più anziano, e la moglie Antonella. Una festa celebrata con un bacio a distanza e con quella rosa che Giorgio ha calato da cinquanta metri di altezza, raccolta dalla moglie che da tre giorni è giù in via dei Fori Imperiali con i due figli, in attesa che il marito torni a casa, magari con la prospettiva di un lavoro. «La situazione è molto complessa e grave: ci sono almeno due persone che vivono una fragilità psicologica di estrema gravità - ha affermato il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani che questo pomeriggio ha visitato, in cima al Colosseo, le sette guardie giurate - Bisognerebbe pensare a una forma di supporto per loro, perchè ho paura che possano commettere gesti gravi». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; CAMPIDOGLIO CONVOCA DELEGAZIONE (ANSA) - ROMA, 16 AGO - Il Campidoglio interviene per cercare di trovare una soluzione che fermi la protesta delle 7 guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che da venerdì pomeriggio, sono sopra il terzo anello del Colosseo per protestare contro il cambio di gestione dell'ente dal quale dipendevano. L'assessore capitolino alle Attività produttive Davide Bordoni, che si è recato sotto al Colosseo e, informa presidente del Libero Comitato Rdb Marco Lucarelli «ci ha convocati domani alle 11 in Campidoglio». Un invito accolto perchè «non rinunciamo al dialogo - spiega Lucarelli tra i portavoce della protesta - ma non fermiamo la protesta e se la Prefettura è disposta ad aprire un Tavolo ma solo se scendono dal Colosseo, niente da fare». Lucarelli spiega che il Tavolo «è già stato aperto a Palazzo Chigi nel marzo scorso ma il ministero della Difesa continua a defilarsi». Soddisfatti si dicono invece le guardie giurate «per la convocazione del Campidoglio», perchè «speriamo sia un inizio di interesse istituzionale» anche se «la questione si risolve solo a Palazzo Chigi, perchè si tratta di un ente nazionale. Non credo che sia possibile risolvere la questione a livello locale, ma se le istituzioni pensano di poter trovare sbocchi per i lavoratori, sono i benvenuti». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; LUCARELLI,PREOCCUPATI PER GIORGIO (ANSA) - ROMA, 16 AGO - Siamo «preoccupati per le condizioni di salute di Giorgio, non sta bene, ma non c'è verso di farlo desistere. Ha detto 'se scendo sono un disoccupato, se succede qualcosa almeno mia moglie avrà una pensionè». Ha la voce rotta dalla stanchezza e dall'emozione il presidente del Libero Comitato Rdb Marco Lucarelli che sotto il Colosseo da tre giorni assiste le guardie giurate che stanno protestando. «Ho tentato si salire, ma non me lo permettono. Gli abbiamo fatto tirare su con la corda dei medicinali, ma il caldo è troppo per le sue condizioni e per i farmaci che prende». Sotto il monumento la situazione è di «grande preoccupazione» perchè «non smetteranno», spiegano i colleghi che garantiscono in circa un centinaio a turno la loro solidarietà. «Perchè sanno - spiega quasi a giustificare la decisione delle circa 600 guardie giurate che hanno accettato il cambio di società - che chi ha accettato di passare alla nuova società l'ha fatto con un cappio al collo, perchè non avevano scelta». Da sotto il Colosseo si alzano anche le voci dei bambini, presenti con le loro mamme, mogli dei 'sette gladiatorì come sono stati ribattezzati, che megafono alla mano gridano: «papà scendi». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; ROSA CALATA DALL'ALTO A MOGLIE ANNIVERSARIO PER I 30 ANNI DI MATRIMONIO PER UNO DEI GLADIATORI (ANSA) - ROMA, 16 AGO - Una rosa calata dall'alto, tramite la ormai solita corda che fa da portavivande per i sette «gladiatori», le sette guardie giurate che protestano da tre giorni sul Colosseo contro il cambio di gestione dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe. Non hanno rinunciato a festeggiare l'anniversario dei loro 30 anni di matrimonio Giorgio, uno dei vigilantes che protestano, il più anziano, e la moglie Antonella. Un bacio a «distanza» e quella rosa che Giorgio ha calato da cinque metri di altezza, raccolta dalla moglie che da tre giorni è giù in via dei Fori Imperiali con i due figli. La signora Antonella, visibilmente commossa, ha baciato la rosa, e poi ha mimato un altro bacio verso il marito. Ieri Giorgio ha dovuto ricorrere alla cure del medico per un malore, ma, ha spiegato, che non sarebbe sceso per nessun motivo dal terzo anello dell'Anfiteatro Flavio. «È stato un momento molto commovente e bello che ha sciolto la tensione e lenito lo stress e la stanchezza di tutti noi - ha detto Claudio Biggioni, uno dei portavoce della protesta e sindacalista dei lavoratori - Giorgio ci aveva chiesto di comprargli una rosa per fare una sorpresa alla moglie e lo abbiamo accontentato». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO;
CONSIGLIERE,EVITARE GESTI ESTREMI (ANSA) - ROMA, 16 AGO - «La situazione è molto complessa e grave: ci sono almeno due persone che vivono una fragilità psicologica di estrema gravità. Bisognerebbe pensare a una forma di supporto per loro, perchè ho paura che possano commettere gesti gravi». Lo ha affermato il presidente della commissione Lavoro della Regione Lazio Giuseppe Mariani che questo pomeriggio ha visitato, in cima al Colosseo, le sette guardie giurate che da due giorni stanno occupando il monumento per protesta. Riguardo alla vicenda della quale sono protagonisti, che coinvolge il mutato assetto societario dell'Istituto di vigilanza per cui lavoravano, Mariani ha ricordato: «Due anni fa li ricevemmo in Consiglio regionale, e già allora sia maggioranza che opposizione riconobbero che la vicenda di cui si lamentano era quanto meno anomala, anzi degna di un programma comico. Ora queste persone meritano una risposta dalle istituzioni e un maggior controllo; il primo settembre, o forse prima, li riconvocherò in commissione Lavoro». Secondo Mariani, «in questo momento non si vedono soluzioni a breve termine, ma sul metodo una strada può esserci: sono dotati di una grande professionalità nel campo della sicurezza, e in questo momento dagli Enti locali c'è grande domanda di posti simili: per esempio hanno già lavorato nei campi nomadi. La cosa più importante però - ha concluso - è evitare che arrivino a un gesto estremo». LAVORO: DE LUCA(PD) A CAZZOLA, NO A CRITICHE MA SOLIDARIETÀ (ANSA) - ROMA, 16 AGO - «Ci saremmo aspettati che l'on. Cazzola, sindacalista di lungo corso, ora assurto al rango di parlamentare avesse dato la propria solidarietà ai lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe di Roma, arrampicati sul Colosseo, anzichè preoccuparsi di criticare». Così il consigliere comunale del Pd Athos De Luca ha preso le distanze dalle frasi del deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione lavoro della Camera, Giuliano Cazzola che ha parlato di «spettacolarizzazione delle lotte» in riferimento alla protesta delle guardie giurate da tre giorni sul Colosseo. De Luca parla di «una scandalosa vicenda dell'istituto di vigilanza facente parte dell'Ente Morale dei Reduci e Combattenti. Un patrimonio dilapidato con spregiudicate operazioni speculative di alienazione ai danni dei lavoratori, raggirati e ricattati». Il consigliere del Pd ha presentato una interrogazione urgente al Sindaco di Roma perchè intervenga a difesa dei lavoratori dell'Urbe per convocare in Prefettura un vertice tra le parti. LAVORO:PROTESTA COLOSSEO;SMERIGLIO,SPERO INTERVENGA PREFETTO (ANSA) - ROMA, 16 AGO - «Desidero esprimere solidarietà ai lavoratori dell'Istituto Vigilanza dell'Urbe e, allo stesso tempo preoccupazione per una protesta che mette a serio rischio la loro salute». Lo ha dichiarato l'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio in merito alla protesta dei lavoratori della Ivu-Roma sette dei quali, da due giorni, si sono barricati sull'anello più alto del Colosseo per dire 'nò al cambiamento dello status giuridico della società di cui sono dipendenti. «Mi sembra - ha aggiunto - un'iniziativa condivisibile il tavolo promosso per domani dal Comune di Roma, però auspico a questo punto che sia la Prefettura, in rappresentanza del Governo, a convocare i lavoratori ed i loro rappresentanti. Ben venga infatti l'apporto degli enti locali, e in tal senso confermo la piena disponibilità e collaborazione della Provincia di Roma, ma appare evidente che la questione è di livello nazionale, e che solo un intervento delle rappresentanze governative possa tentare di aprire percorsi concreti e fattivi». «Regione, Comune e Provincia - ha concluso - potranno senz'altro collaborare, ma diviene fondamentale che il loro intervento sia coordinato dal Prefetto di Roma e che al tavolo intervengano i rappresentanti del Ministero della Difesa e della Presidenza del Consiglio». LAVORO: PROTESTA COLOSSEO; SECONDA NOTTE DI PROTESTA (ANSA) - ROMA, 16 AGO - Seconda notte sul Colosseo per le 7 guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che da sabato pomeriggio, sono accampate sopra il terzo anello del monumento per protestare contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. «Nel corso della notte - racconta uno dei colleghi che da sotto il Colosseo assiste i sette, Walter Pignatelli - Giorgio, 52 anni, ha avuto di nuovo problemi di respirazione. La dottoressa si è rifiutata di raggiungerlo 'in quotà, circa 50 metri d'altezza, per prestargli soccorso. Così l'autista dell' autoambulanza del 118 è salito a portare un respiratore con l'ossigeno, ma arrivato sul posto non ha funzionato». A quel punto non è restato che far avere a Giorgio un ansiolitico che, secondo quanto viene riferito, è stato sufficiente a calmarlo e farlo dormire fino alle 5. Stamani sono stati rifocillati con cornetti, cappuccini, acqua e bustine di magnesio e potassio per affrontare la giornata che si preannuncia con temperature elevate. Di scendere non ne vogliono sapere e di una eventuale staffetta non se ne parla: «le forze dell'ordine ce lo impedirebbero e non possiamo permettercelo», spiega. Lavoro: 2/a notte protesta Colosseo Roma - (Ansa) Seconda notte sul Colosseo per le 7 guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che protestano contro il cambio di gestione dell'ente. Da sabato pomeriggio sono accampate sopra il terzo anello del monumento. Nella notte una di loro ha avuto di nuovo problemi di respirazione risolti poi con un ansiolitico. Stamani sono stati rifocillati con cornetti, cappuccini, acqua e bustine di magnesio e potassio per affrontare la giornata che si preannuncia con temperature elevate. 16 agosto 2009 - Adnkronos ROMA: TOMASELLI (SDL), PER LAVORATORI SU COLOSSEO INTERVENGA PRESIDENZA CONSIGLIO Roma, 16 ago. (Adnkronos)- In sette sul Colosseo per la seconda notte consecutiva. «Così i lavoratori dell'Ancr - Istituto di vigilanza Urbe, stanno protestando per difendere il proprio posto di lavoro. Una drammatica vertenza che oltre a coinvolgere centinaia e centinaia di lavoratori, sta facendo emergere responsabilità sulle quali sta da tempo indagando anche la magistratura e che presenta non pochi lati oscuri» afferma in una nota Fabrizio Tomaselli, Coordinatore nazionale SdL intercategoriale. «Di ciò è già a conoscenza anche il Governo che, attraverso suoi esponenti, -continua Tomaselli- era già entrato nel merito di questa assurda storia. Crediamo quindi che, oltre alla già annunciata convocazione da parte del Prefetto di Roma, sia assolutamente indispensabile che la Presidenza del Consiglio intervenga in modo autorevole. In tal senso rivolgiamo un pressante invito al Sottosegretario Gianni Letta che già conosce i termini della vertenza». «I lavoratori -dice ancora Tomaselli- non intendono desistere dalla loro forte e motivata protesta sino a quando non si otterranno risultati concreti. SdL Intercategoriale sta da tempo sostenendo questa vertenza e fornirà tutto il suo appoggio ai lavoratori in lotta». ROMA: CONTINUA PROTESTA LAVORATORI IVU, SECONDA NOTTE SU COLOSSEO Roma, 16 ago. - (Adnkronos) - Continua la protesta dei lavoratori dell'Istituto di Vigilanza Urbe. I sette vigilantes hanno trascorso la loro seconda notte accampati sul terzo anello del Colosseo. Da venerdi' pomeriggio si trovano sul monumento per protestare contro il mutato assetto societario dell'Ente da cui dipendono. 16 agosto 2009 - Apcom Guardie giurate sul Colosseo, domani l'incontro in CampidoglioIn arrivo oggi il presidente della commissione Lavoro del Lazio Roma - (APCOM) Un incontro in Campidoglio. E' la prima conquista dei lavoratori dell'istituto di vigilanza Roma Urbe, da due giorni in presidio sotto il Campidoglio. Sette di loro hanno passato sul terzo anello del monumento la loro seconda notte. Uno soffre d'asma, e ha già avuto bisogno due volte dell'intervento degli operatori del 118, che hanno un'ambulanza fissa accanto al presidio. Stamattina l'assessore al Commercio del Comune di Roma, Davide Bordoni, ha parlato al telefono con i rappresentanti dei lavoratori, spiega Marco Lucarelli, dell'Rdb-Cub, e ha fissato un incontro per domattina alle 11. Ancora nulla invece sul fronte della prefettura. "Avevano chiesto - racconta Lucarelli - che i nostri sette colleghi scendessero, come condizione per concedere l'incontro. Ma ora sembra che si siano ammorbiditi, forse l'incontro si farà". Intanto, secondo le informazioni del sindacato, sarebbe in arrivo nel pomeriggio Peppe Mariani, il presidente della commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio. Lavoro/ Cazzola(Pdl): Dopo Innse
media non alimentino protagonismi Roma - (APCOM) "Se si vuole responsabilmente evitare un autunno costellato di colpi di scena ed una situazione in cui finisca per avere ragione il gruppo di lavoratori che si arrampica sul monumento più elevato, mentre i protagonisti delle vertenza diventano, non più i sindacalisti, ma i vigili del fuoco, anche l'informazione - che ha visibilmento debordato nel caso Innse - deve fare la sua parte, senza enfatizzare gesti inconsulti e fornendo tutte le notizie opportune e tutte le motivazioni delle parti in causa, in modo che l'opinione pubblica possa farsi un'idea obbiettiva, non drogata dalla spettacolarizzazione delle lotte". Lo afferma il deputato del Pdl Giuliano Cazzola in merito alle proteste delle guardie giurate sul Colosseo. 16 agosto 2009 - Omniroma PROTESTA COLOSSEO, MANIFESTANTE: «NON INTERROMPIAMO OCCUPAZIONE» (OMNIROMA) Roma, 16 ago - «Siamo ancora sul Colosseo tutti e sette e proseguiremo con la nostra protesta: non la interromperemo neanche domani quando è stato convocato un tavolo. Sono state nottate fredde quelle trascorse qui, tira vento, abbiamo tutti mal di gola. Ieri uno di noi si è sentito male, fortunatamente poi tutto è passato». È quanto dichiara Angelo, uno dei sette lavoratori dell'Istituto di vigilanza Urbe che hanno occupato il terzo anello del Colosseo. PROTESTA COLOSSEO, SMERIGLIO: «PREFETTURA CONVOCHI LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 16 ago - «Desidero esprimere solidarietà ai lavoratori dell'Istituto Vigilanza dell'Urbe, ed allo stesso tempo preoccupazione per una protesta che mette a serio rischio la loro salute. Mi sembra un'iniziativa condivisibile il tavolo promosso per domani dal Comune di Roma, però auspico a questo punto che sia la Prefettura, in rappresentanza del Governo, a convocare i lavoratori ed i loro rappresentanti». È quanto dichiara in una nota Massimiliano Smeriglio, assessore al Lavoro della Provincia di Roma. «Ben venga infatti l'apporto degli enti locali - sottolinea Smeriglio - e in tal senso confermo la piena disponibilità e collaborazione della Provincia di Roma, ma appare evidente che la questione è di livello nazionale, e che solo un intervento delle rappresentanze governative possa tentare di aprire percorsi concreti e fattivi. Regione, Comune e Provincia potranno senz'altro collaborare, ma diviene fondamentale che il loro intervento sia coordinato dal prefetto di Roma e che al tavolo intervengano i rappresentanti del ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio». 16 agosto 2009 - Roma Notizie Guardie giurate sul Colosseo, prosegue la protesta Roma - Prosegue la protesta della guardie giurate arrampicate sul Colosseo per protestare contro la chiusura della ANCR. La storica azienda di vigilanza romana e passata ad una nuova società, che però ha azzerato i diritti acquisiti, lanzianità e la progressione economica maturata nellIstituto e ciò ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. Sotto, circa 300 guardie giurate dellistituto vigilanza urbe di roma . La maggior parte di loro aderisce alla RdB, uno striscione e le bandiere del sindacato di base sventolano da ore sul Colosseo. La manifestazione di protesta, lennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta. Forte e senza tentnnamenti la solidarietà e il supporto della Federazione delle RdB che da anni sostiene la giusta lotta dei vigili. 16 agosto 2009 - Repubblica.it Seconda notte e terza giornata sul
terzo anello del monumento per le sette guardie giurate dell'Istituto di vigilanza
dell'Urbe. Una di loro ha avuto problemi di respirazione, poi passati ROMA - Seconda notte sul Colosseo per le sette guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, che da venerdì pomeriggio sono accampate sopra il terzo anello del monumento. Una protesta clamorosa contro il cambio di gestione dell'ente, trasformato in soggetto privato e che impone la modifica del loro contratto di lavoro, da pubblici dipendenti in lavoratori di un'azienda privata, con condizioni salariali e tutele più incerte. "Nel corso della notte - racconta uno dei colleghi che da sotto il Colosseo assiste i sette, Walter Pignatelli - Giorgio, 52 anni, ha avuto di nuovo problemi di respirazione. La dottoressa si è rifiutata di raggiungerlo 'in quota', circa 50 metri d'altezza, per prestargli soccorso. Così l'autista dell' autoambulanza del 118 è salito a portare un respiratore con l'ossigeno, ma arrivato sul posto non ha funzionato". A quel punto non è restato che far avere a Giorgio un ansiolitico che, secondo quanto viene riferito, è stato sufficiente a calmarlo e farlo dormire fino alle 5. Stamani sono stati rifocillati con cornetti, cappuccini, acqua e bustine di magnesio e potassio per affrontare la giornata che si preannuncia con temperature elevate. Di scendere non ne vogliono sapere e di una eventuale staffetta non se ne parla: "le forze dell'ordine ce lo impedirebbero e non possiamo permettercelo", spiega. 16 agosto 2009 - Sky Tg 24 Protesta vigilantes, indagini su un
buco di 80 milioni Roma - Le sette guardie giurate dell'Istituto di Vigilanza Urbe Roma, salite venerdì scorso sull'ultimo anello del Colosseo, non demordono: contestano il cambio di gestione dell'ente, preludio, sostengono, alla perdita del posto di lavoro. Intanto, grazie alla denuncia di alcuni sindacalisti, la magistratura romana ha aperto un fascicolo sull'Associazione nazionale combattenti e reduci, l'Ente che gestiva con i finanziamenti pubblici l'Istituto di vigilanza prima del commissariamento. L'inchiesta avrebbe accertato un buco di 80 milioni di euro nelle casse dell'Associazione. 16 agosto 2009 - La Stampa web Seconda notte di proteste sul
Colosseo ROMA - Le 7 guardie giurate che sono salite sul Colosseo per protesta, dopo due notti passata nei due metri quadri di unarcata del monumento, nonostante la tensione a qualche malore non mollano: «Se scendo sono un disoccupato e non posso mantenere la mia famiglia, tanto vale allora che mi butto così potranno vivere con la pensione di reversibilità», così ha detto uno dei 7 al rappresentante dellRdb cub Marco Lucarelli che da sotto sostiene e assite i sette lavoratori e che è salito su, a 50 metri di altezza, con alcuni medici per controllare il loro stato di salute. «Dopo due giorni - spiega il sindacalista - ci sono problemi di salute, siamo intervenuti con i sanitari e abbiamo portato una sedia». Non è facile infatti resistere in due metri quadrati su uno dei balconcini dellAnfiteatro, dove da ieri sono arroccati in sette, e uno di loro, Giorgio, invalido al 45% si è sentito male, crisi asmatiche e tachicardia ma non molla «non scende - sottolinea Lucarelli - ogni tanto vanno su i medici». Da giovedì in 300 non hanno più stipendio, sperando nelleffetto Innse, resistono: con una fune che arriva dallultimo cerchio del colosseo fino a terra, gli mandano su viveri e acqua fresca. La notte hanno dormito a turno, lo spazio non basta e inoltre hanno paura di un blitz, che vengano costretti a scendere ma anche paura di qualche gesto disperato. Allombra del Colosseo, un Ferragosto anomalo anche per le moglie e i figli che stanno lì sotto a sostenere i sette e resistono alla calura insieme a un centinaio di persone, che intonano cori inneggiando ai "nuovi gladiatori". Polizia e vigili del fuoco presiedono e lambulanza staziona. «Non scenderanno fino a che non ci sarà un incontro serio con le istituzioni, con il sottosegretario Gianni Letta, un rappresentante del ministero della difesa, uno del ministero delle finanze e il presidente dellAncr, un incontro senza pregiudizi nel rispetto dei diritti», spiega Lucarelli. Cè un buco da 80 milioni che pesa sui bilanci dellente, e un indagine penale da un anno e mezzo, ma il nuovo assetto societario, loperazione che vede lentrata della nuova società lIstituto vigilanza dellurbe Spa non viene accettata da circa 300 lavoratori dellAncr, Associazione nazionale combattenti e reduci-Urbe Roma, storica azienda di vigilanza romana. Erano circa 960 lavoratori tra Roma e provincia, 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla nuova società, nata nel 2008. In 300 hanno detto no e da giovedì non hanno più lavoro. Listituto ha fatto sapere che ha prorogato il temine per laccettazione della proposta di assunzione, ma Lucarelli spiega: «I sette così come gli altri colleghi, circa 300, non accettano la proposta di riassunzione con questa società, non vogliono aderire. Sono dipendenti di un ente morale, lAncr, Associazione nazionale combattenti e reduci e vogliono mantenerne i diritti». Ovvero in prima di tuto la stabilità del posto di lavoro. Inoltre, spiega il rappresentante dellRdb cub, «abbiamo impugnato la sentenza di fallimento: lAncr è un ente morale, non può fallire così è stata dichiarata linsolvenza della sola federazione che è un soggetto che giuridicamente non esiste». Il sindacalista denuncia anche il mancato controllo da parte delle istituzioni, previsto per legge dallo statuto dellente, sullandamento dei conti dellAncr. Ora quel buco «lo vogliono far pagare a noi, liberando lassociazione dai dipendenti». «Non siamo in cerca di un posto pubblico - spiega Lucarelli - ma vogliamo mantenere i diritti che avevamo, come liscrizione allInpdap, la possibilità di trasferimento da ente a ente, e prima fra tutti la stabilità del posto di lavoro, coi tempi che corrono...». 15 agosto 2009 - Apcom Guardie giurate sul Colosseo,
"Non scendo piuttosto mi butto" Roma - (Apcom) Le 7 guardie giurate che sono salite sul Colosseo per protesta, dopo la prima notte passata nei due metri quadri di un'arcata del monumento non demordono, nonostante la tensione a qualche malore i 'nuovi gladiatori' non mollano: "Se scendo sono un disoccupato e non posso mantenere la mia famiglia, tanto vale allora che mi butto così potranno vivere con la pensione di reversibilità", così ha detto uno dei 7 al rappresentante dell'Rdb cub Marco Lucarelli che da sotto sostiene e assite i sette lavoratori e che oggi è salito su, a 50 metri di altezza, con alcuni medici per controllare il loro stato di salute. "Dopo due giorni - spiega il sindacalista - ci sono problemi di salute, siamo intervenuti con i sanitari e abbiamo portato una sedia". Non è facile infatti resistere in due metri quadrati su uno dei balconcini dell'Anfiteatro, dove da ieri sono arroccati in sette, e uno di loro, Giorgio, invalido al 45% si è sentito male, crisi asmatiche e tachicardia ma non molla "non scende - sottolinea Lucarelli - ogni tanto vanno su i medici". Da giovedì in 300 non hanno più stipendio, sperando nell' 'effetto Innse', resistono: con una fune che arriva dall'ultimo cerchio del colosseo fino a terra, gli mandano su viveri e acqua fresca. La notte hanno dormito a turno, lo spazio non basta e inoltre hanno paura di un blitz, che vengano costretti a scendere ma anche paura di qualche gesto disperato: "In sette lassù in quello spazio angusto - continua il sindacalista Rdb Cub che li sostiene - non è facile, ci sono state situazioni tese e crisi di nervosismo. 'Se scendo mi ritrovo disoccupato e non posso mantenere la mia famiglia, tanto vale che mi butto, così mia moglie e i miei figli potranno campare con la mia pensione', mi ha detto uno di loro". All'ombra del Colosseo, un Ferragosto anomalo anche per le moglie e i figli che stanno lì sotto a sostenere i sette e resistono alla calura insieme a un centinaio di persone, che intonano cori inneggiando ai 'nuovi gladiatori'. Polizia e vigili del fuoco presiedono e l'ambulanza staziona. Si preparano a un altra notte: "Non scenderanno fino a che non ci sarà un incontro serio con le istituzioni, con il sottosegretario Gianni Letta, un rappresentante del ministero della difesa, uno del ministero delle finanze e il presidente dell'Ancr, un incontro senza pregiudizi nel rispetto dei diritti", spiega Lucarelli. C'è un buco da 80 milioni che pesa sui bilanci dell'ente, e un indagine penale da un anno e mezzo, ma il nuovo assetto societario, l'operazione che vede l'entrata della nuova società l'Istituto vigilanza dell'urbe Spa non viene accettata da circa 300 lavoratori dell'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci-Urbe Roma, storica azienda di vigilanza romana. Erano circa 960 lavoratori tra Roma e provincia, 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla nuova società, nata nel 2008. In 300 hanno detto no e da giovedì non hanno più lavoro. L'istituto ha fatto sapere che ha prorogato il temine per l'accettazione della proposta di assunzione, ma Lucarelli spiega: "I sette così come gli altri colleghi, circa 300, non accettano la proposta di riassunzione con questa società, non vogliono aderire. Sono dipendenti di un ente morale, l'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci e vogliono mantenerne i diritti". Ovvero in prima di tuto la stabilità del posto di lavoro. Inoltre, spiega il rappresentante dell'Rdb cub, "abbiamo impugnato la sentenza di fallimento: l'Ancr è un ente morale, non può fallire così è stata dichiarata l'insolvenza della sola federazione che è un soggetto che giuridicamente non esiste". Il sindacalista denuncia anche il mancato controllo da parte delle istituzioni, previsto per legge dallo statuto dell'ente, sull'andamento dei conti dell'Ancr. Ora quel buco "lo vogliono far pagare a noi, liberando l'associazione dai dipendenti". "Non siamo in cerca di un posto pubblico - spiega Lucarelli - ma vogliamo mantenere i diritti che avevamo, come l'iscrizione all'Inpdap, la possibilità di trasferimento da ente a ente, e prima fra tutti la stabilità del posto di lavoro, coi tempi che corrono...". Roma, Istituto vigilanza: prorogato
termine per assunzione Roma - (APCOM) Mentre le sette guardie giurate sono reduci dalla prima notte passata sulle arcate del Colosseo, l'Istituto di Vigilanza dell'Urbe S.p.A. con un comunicato a firma del presidente, fa sapere che sono stati prorogati fino al 20 agosto i termini per l'accettazione della proposta di assunzione. "A rettifica di alcune notizie di stampa diffuse nei giorni scorsi in relazione a forme di protesta avviate da alcuni lavoratori - premette la nota - l'Istituto di Vigilanza dell'Urbe S.p.A tiene a precisare di essersi aggiudicato il complesso aziendale già facente capo alla Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria a seguito di regolare procedura ad evidenza pubblica, in cui si è obbligata a garantire i seguenti punti essenziali: la prosecuzione dell'attività aziendale; l'integrale mantenimento occupazionale di tutti i lavoratori in forza; ilpiano di investimenti per circa sei milioni di euro nell'arco temporale 2009 - 2011, in aggiunta all'importo erogato per l'acquisto". L'Istituto di Vigilanza evidenzia "che solo alcuni lavoratori, tra i circa 940 già dipendenti della Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell' Urbe in amministrazione straordinaria, hanno ritenuto di non accettare la proposta d'assunzione loro presentata per la stipula di un contratto di lavoro alle dipendenze della scrivente Società, peraltro conformemente alle condizioni oggetto di specifico accordo sindacale siglato presso il ministero dello sviluppo economico, il 9 luglio scorso con tutte le organizzazioni sindacali, confederali ed autonome". Un accordo sottolinea la nota in cui l'Istituto di vigilanza dell'Urbe S.p.A. "ha sostanzialmente garantito, in aggiunta all'integrale mantenimento deilivelli occupazionali, anche il mantenimento del livello d'inquadramento acquisito e gli scatti d' anzianità previsti dal Ccnl vigente". Per questo, l'istituto definisce "incomprensibile" il "carattere delle azioni di lotta inscenate negli ultimi giorni da alcuni lavoratori, da un lato, e la totale infondatezza di alcune notizie giornalistiche apparse su giornali o trasmesse da alcune emittenti televisive, dall'altro, essendo stati integralmente rispettati gli accordi ed i patti assunti sia con l' amministrazione straordinaria, che con tutte - nessuna esclusa - le organizzazioni sindacali". In ogni caso, conclude l'Istituto, "anche al fine di evitare tensioni tra i lavoratori, e ad ulteriore comprova della piena incensurabilità e correttezza del proprio comportamento", "la Società ha deciso di prorogare il termine per l'accettazione della proposta d'assunzione presentata", scaduta il 13 agosto, fino al 20 dello stesso mese, per "consentire a tutti i lavoratori già dipendenti Federazione Provinciale di Roma dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dell'Urbe in amministrazione straordinaria, che non lo avessero già fatto, di potervi aderire e di mantenere il posto di lavoro". Prima notte sul Colosseo per i
vigilantes che emulano l'Innse Roma, 15 ago. (Apcom) - Hanno passato la notte sul terzo anello del Colosseo le guardie giurate dell'istituto di vigilanza Urbe di Roma che ieri si sono arrampicate sul monumento per difendere il posto di lavoro. Decine di colleghi, proseguono il presidio sulla strada, nei pressi della fermata della fermata "Colosseo" della Linea B della Metropolitana. A scatenare la protesta, spiega il sindacato Rdb-Cub, a cui diversi dei manifestanti sono iscritti, è la chiusura dell'attività dell'istituto Urbe, storica azienda di vigilanza romana, e il passaggio ad una nuova società, "che però ha azzerato i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione economica maturata nell'istituto. Ciò - sottolinea il sindacato - ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. La manifestazione di protesta, l'ennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il Governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta". Roma, guardie giurate passano la
notte sul Colosseo per protesta Roma - (Apcom) Hanno passato la notte sul terzo anello del Colosseo le guardie giurate dell'istituto di vigilanza Urbe di Roma che ieri si sono arrampicate sul monumento per difendere il posto di lavoro. Decine di colleghi, sulla strada adiacente, proseguono il presidio. A scatenare la protesta, spiega il sindacato Rdb-Cub, a cui diversi dei manifestanti sono iscritti, è la chiusura dell'attività dell'istituto Urbe, storica azienda di vigilanza romana, e il passaggio ad una nuova società, "che però ha azzerato i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione economica maturata nell'istituto. Ciò - sottolinea il sindacato - ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. La manifestazione di protesta, l'ennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il Governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta". 15 agosto 2009 - Ansa LAVORO: GUARDIE GIURATE SU COLOSSEO, PROSEGUE PROTESTA(ANSA) - ROMA, 15 AGO - Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e come promesso hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, da un finestrone del Colosseo «fino a che non ci saranno garanzie per il posto di lavoro». I «sette gladiatori» - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e tè e caffè caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. «Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappià». Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. «Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso». Colosseo: proroga data assunzioni Roma - (Ansa) L'Istituto di Vigilanza dell'Urbe, di cui fanno parte i 7 vigilanti che protestano sul Colosseo, ha prorogato la data delle assunzioni. Per 'evitare tensioni tra i lavoratori', e a 'comprova della correttezza del proprio comportamento'. L'Istituto ha prorogato il 'termine per l' accettazione della proposta d'assunzione presentata, scaduta il 13 agosto scorso, al 20 agosto prossimo onde consentire a tutti i lavoratori gia' dipendenti' dell'Ancr, 'di mantenere il posto di lavoro'. 15 agosto 2009 - Julie news Dietro la protesta stile Innse, un
buco da 80ml di euro Roma - Qualcuno potrebbe definirla una "pericolosa
moda eversiva" (e anche un po' comunista) quella che pare si stia scatenando tra i
dipendenti italiani che subiscono, ingiustamente, la perdita del posto di lavoro o, come
nel caso che andreamo ad analizzare, la vendita poco "pulita" di un azienda che,
una volta ceduta ai nuovi acquirenti, "ha azzerato i diritti acquisiti,
l'anzianità e la progressione economica maturata" dai suoi lavoratori. Quelli
della Innse erano operai e, come luogo di resistenza, avevano scelto una gru. Questa
volta, invece, a causare la protesta è la cessione dello storico istituto romano di
vigilanza privata Ancr-Urbe. I "dipendenti resistenti" questa volta non sono
dunque operai ma guardie giurate e, il luogo dell'occupazione, non è una gru ma ciò che
ci si poteva aspettare dallo scenario capitolino: un arco situato a cinquanta metri
d'altezza sul Colosseo. 15 agosto 2009 - Rainews 24 Abbarbicati al Colosseo. E al lavoro Roma - Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e
come promesso hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, da un finestrone
del Colosseo "fino a che non ci saranno garanzie per il posto di lavoro". I
"sette gladiatori" - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti
dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a
proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo,
Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro
colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e té e caffé caldo e qualche
panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da
paniere portavivande. Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori,
ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui e' scaturita la
dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo
scorporodella stessa societa' dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società
che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice
Biggioni - tuttora in corso". Guardie giurate protestano sul Colosseo Roma - Protestano per il lavoro le cinque
guardie giurate dipendenti dell'IVU, Istituto Vigilanza Urbe, che si sono 'barricati' in
una loggetta dell'ultimo anello del Colosseo. Inizialmente erano saliti in sette, ma due
di loro hanno accusato un malore e si sono quindi ritirati da quella postazione a rischio.
Al piedi dell'Anfiteatro i vigili del fuoco, sul posto con due mezzi, hanno steso un telo
gonfiabile. "Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto e' vero Dio ci
buttiamo e qualcuno dovra' prendersi la responsabilita"' aveva detto al cellulare
Giorgio, 52 anni, una delle guardie giurate, sul Colosseo per protestare contro la
cessione ai privati del loro ente che comporterebbe per 300 di loro la perdita del posto
di lavoro. "Noi stiamo qua fino a quando la presidenza del Consiglio, che ha preso
degli impegni con tutti questi lavoratori, non si decidera' a mandare qualcuno e a
prendere atto che la situazione e' invariata da marzo", afferma Marco Lucarelli,
presidente del libero comitato Rdb, in merito alla protesta dei lavoratori dell'Istituto
vigilanza urbe. I manifestanti sono lavoratori dell'azienda, commissariata, di proprieta'
della federazione provinciale di Roma e legata all'associazione nazionale combattenti e
reduci, che e' un ente morale sotto il controllo del ministero della Difesa e della
presidenza del Consiglio dei ministri. "Eravamo 960 lavoratori tra Roma e provincia -
hanno spiegato - di questi, 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla
società Vigilanza dell'Urbe spa, nata apposta nel 2008. Noi 300 che non abbiamo aderito,
da ieri a mezzanotte non abbiamo più incarichi". In sette sono saliti
sull'Anfiteatro Flavio. "Due di noi - racconta - si sono sentiti male. Un infermiere
che abbiamo fatto salire ha fatto un'iniezione di cortisone ad un asmatico, mentre ad un
altro e' stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri sei colleghi: Angelo, Orfeo,
Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni.
Resteremo qui - prosegue - finche' non ci sara' data una risposta, perche' ci hanno tolto
la dignita'. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie.
Finche' non otteniamo una risposta concreta da qui non ci muoviamo". Intanto, il
centinaio di manifestanti che sostenevano i loro colleghi a via dei Fori Imperiali hanno
tolto il blocco stradale e le auto hanno ripreso a passare. I manifestanti in cima al
monumento hanno steso uno striscione con su scritto: "Ancr-Istituto vigilanza Urbe:
contro la precarieta"'. 15 agosto 2009 - Corriere.it PROTESTE Roma - Hanno trascorso la notte sul Colosseo le 7 guardie
giurate salite venerdì fino al livello più alto dell'Anfiteatro Flavio per contestare i
licenziamenti in corso nella Ancr-Urbe Roma, in seguito alla cessione a privati del loro
ente. Due di loro hanno accusato malori e, al buio, un paramedico ha dovuto raggiungere
gli spalti per prestare i primi soccorsi. E adesso si viene a sapere che la Procura di
Roma indaga sulla società che vorrebbe liberarsi di 300 di loro: per un buco da 80
milioni di euro. I vigilantes hanno scelto la forma più classica delle proteste romane,
quella di salire sul Colosseo. I «sette gladiatori» - come li hanno ribattezzati i loro
compagni - sono determinati a proseguire nella protesta: Giorgio, Daniele, Massimo,
Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla
collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e tè e
caffè caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata
una busta che fa da paniere portavivande. 15 agosto 2009 - Repubblica.it Guardie giurate, prima notte sul
Colosseo ROMA- Hanno trascorso la notte in cima al terzo anello del
Colosseo, a circa cinquanta metri d'altezza. E promettono di non muoversi fino a quando
"non ci saranno garanzie per il posto di lavoro". Sono sette dipendenti - o
"gladiatori", come li hanno ribattezzati i loro compagni - dell'Istituto di
vigilanza Ancr-Urbe di Roma. L'azienda, commissariata dopo una sentenza di insolvenza del
tribunale fallimentare, è stata venduta a una nuova società. Circa 650 dipendenti su 943
sono stati riassunti. In circa 300 hanno invece rifiutato di sottoscrivere il passaggio
alla nuova azienda e rischiano di restare senza lavoro. Per chi resta le condizioni
contrattuali potrebbero essere peggiori rispetto al passato: secondo i manifestanti,
infatti, "sono stati azzerati i diritti acquisiti, l'anzianità e la progressione
economica maturata". Per cercare di allentare la tensione, l'Istituto di vigilanza
dell'Urbe ha prorogato fino al 20 agosto i termini per l'accettazione della proposta di
assunzione. L'associazione è da tempo sotto inchiesta giudiziaria: ci sarebbe un buco di
80 milioni di euro. L'Istituto di Vigilanza Urbe è legata all'Associazione nazionale
combattenti e reduci (Ancr). Il pm Paolo D'Ovidio ha aperto un fascicolo per
appropriazione indebita sulla vendita del patrimonio immobiliare dell'ente, che percepisce
finanziamenti anche dal ministero della Difesa e dalla presidenza del Consiglio. Il pm ha
iscritto nel registro degli indagati l'ex presidente Gustavo De Meo, dopo le denunce di
alcuni sindacalisti e le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di
Finanza di Roma. L'inchiesta punta a chiarire una presunta svendita di alcuni immobili di
pregio a Trastevere e il progressivo svuotamento delle casse dello storico istituto delle
guardie giurate capitoline. L'indagine vuole accertare se alcune operazioni finanziarie
siano servite a nascondere guadagni illeciti. Sotto la lente della procura è anche la
gestione dell'Istituto Urbe per cui il tribunale fallimentare ha dichiarato l'insolvenza. 15 agosto 2009 - Quotidiano.net LA PROTESTA Roma, 15 agosto 2009 - Hanno passato la notte sul terzo anello del Colosseo le guardie giurate dellistituto di vigilanza Urbe di Roma che ieri si sono arrampicate sul monumento per difendere il posto di lavoro. Decine di colleghi, sulla strada adiacente, proseguono il presidio. A scatenare la protesta, afferma il sindacato Rdb-Cub, a cui diversi dei manifestanti sono iscritti, è la chiusura dellattività dellistituto Urbe, storica azienda di vigilanza romana, e il passaggio ad una nuova società, "che però ha azzerato i diritti acquisiti, lanzianità e la progressione economica maturata nellistituto. Ciò - sottolinea il sindacato - ha provocato il rifiuto di oltre 300 dipendenti di sottoscrivere il passaggio alla nuova azienda. La manifestazione di protesta, lennesima del combattivo gruppo di vigili notturni, vuole sensibilizzare il Governo nazionale e quelli regionale, provinciale e capitolino sulla propria vertenza ed ottenere che il passaggio alla nuova società non produca arretramenti per la già difficile situazione economica e normativa degli agenti che si sono detti decisi a proseguire ad oltranza nella protesta". In mattinata, così com'era accaduto già ieri sera, è stato necessario lintervento di un medico, per prestare soccorso ad uno dei sette vigilantes. L'uomo, tra i più anziani, ha accusato un malore probabilmente dovuto ad un attacco di asma. Un medico e un infermiere sono stati fatti salire e hanno praticato le cure alluomo che tuttavia ha spiegato di non voler scendere e di voler proseguire la protesta. Intanto il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, ha invitato le guardie giurate "a scendere dal monumento e a rinunciare allazione dimostrativa dal momento che immediatamente ieri i vertici della prefettura si sono attivati per aprire un tavolo tra le parti per trovare una soluzione". Cutrufo, parlando a margine della tradizionale visita del Ferragosto al Comando generale dei vigili urbani della Capitale, ha sottolineato che "la soluzione della protesta può essere trovata solo con il dialogo tra gli enti preposti, e il Campidoglio, presente con il delegato del sindaco alla sicurezza Giorgio Ciardi che già ieri ha tentato di convincere i lavoratori a desistere, non può che attendere le loro decisioni". E si fa sentire anche lIstituto di Vigilanza dellUrbe, di cui fanno parte le sette guardie giurate. La società ha reso noto "al fine di evitare tensioni tra i lavoratori", e a "comprova della piena correttezza del proprio comportamento, di prorogare il termine per laccettazione della proposta dassunzione presentata, scaduta il 13 agosto scorso, al 20 agosto prossimo onde consentire a tutti i lavoratori già dipendenti Federazione Provinciale di Roma dellAssociazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dellUrbe in amministrazione straordinaria, che non lo avessero già fatto, di potervi aderire e di mantenere il posto i lavoro". La nota precisa che si manterrà "la prosecuzione dellattività aziendale con lintegrale mantenimento occupazionale di tutti i lavoratori in forza e lavvio di un piano di investimenti per circa sei milioni di euro nellarco temporale 2009-2011, in aggiunta allimporto erogato per lacquisto". Secondo lIvu spa, "solo alcuni lavoratori, tra i circa 940 già dipendenti della Federazione Provinciale di Roma dellAssociazione Nazionale Combattenti e Reduci - Istituto Vigilanza dellUrbe in amministrazione straordinaria, hanno ritenuto di non accettare la proposta dassunzione loro presentata per la stipula di un contratto di lavoro alle dipendenze della scrivente Società, peraltro conformemente alle condizioni oggetto di specifico Accordo sindacale siglato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il nove luglio scorso". 15 agosto 2009 - Liberazione L'Innse fa scuola: guardie giurate
salgono sul Colosseo Roma - Stavano manifestando davanti al Colosseo per dire no al licenziamento di 300 guardie giurate, quando sette di loro sono saliti su una delle arcate del monumento per chiedere l'intervento delle istituzioni. L'esempio della vittoriosa lotta degli operai della Innse di Milano continua a fare scuola. Dopo i lavoratori della Cim di Marcellina, ieri è toccato ai dipendenti dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe adottare la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, ottenendo un primo risultato: la prefettura si è detta pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate già per lunedì prossimo. «A causa di una sentenza del tribunale fallimentare - spiega un sindacalista - la federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente». Il ministero ha quindi nominato un commissario «il quale, a causa di quella sentenza, ha preso come denominazione dell'ente "Federazione provinciale Roma dell'Ancr", e come tale l'ha dotata di una partita Iva separandola di fatto dall'ente morale nazionale». Dopo non essere riuscito a risanarla, il commissario l'ha venduta ad una cordata di privati. «Noi dipendenti - prosegue il sindacalista - siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: dimetterci dall'attuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente». 15 agosto 2009 - Leggo LA PROTESTA AL COLOSSEO: FERRAGOSTO COL PANINO... Roma - È stato frugale, a base di panini, il pasto
ferragostano delle sette guardie giurate dell'Istituto vigilanza dell'Urbe, ribattezzate
dai loro colleghi i «sette gladiatori» che, da ieri pomeriggio, si sono accampate sopra
il terzo anello del Colosseo per protestare contro il cambio di gestione dell'ente,
preludio, alla perdita del lavoro. Insieme a panini e bibite fresche le guardie giurate
hanno ricevuto dei sacchi a pelo in previsione del freddo della notte, segno che non hanno
intenzione di scendere dal monumento. «La scorsa notte non è stato facile, sentivamo
freddo», ha raccontato uno dei sette. Ai piedi dell'Anfiteatro Flavio. i colleghi
continuano a dare supporto con telefonate e fischi. Anche la proroga al 20 agosto del
termine dell'accettazione dell'assunzione decisa dall' Istituto di vigilanza dell'urbe,
non li soddisfa. La sola condizione posta per far cessare la protesta è il mantenimento
delle condizioni lavorative precedenti la fase commissariale che ha scorporato
dall'Associazione nazionale combattenti e reduci un ramo d'azienda dotandola di partita
Iva e trasformandola in soggetto privato. Ciò comporta che i lavoratori non siano più
considerati pubblici dipendenti ma lavoratori di un'azienda privata con condizioni
salariali e tutele inferiori. Per questo 300 dei 943 dipendenti rifiutano di licenziarsi
dall'ente morale perchè non vogliono modificare il loro status: «Se il commissario
Francario dice che nella nuova azienda c'è posto per tutti perchè non ci licenzia lui?» 15 agosto 2009 - TG Com Colosseo, prima notte di protesta Roma - Prima, e forse non ultima, notte a 50 metri di
altezza, per i sette dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da venerdì
sul Colosseo per difendere il proprio posto di lavoro. Come promesso, hanno giurato anche
questa mattina di non muoversi di lì, "fino a che non ci saranno garanzie". I
"sette gladiatori", come li hanno ribattezzati i loro compagni, sono determinati
a proseguire nella protesta modello Innse a Milano. Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio,
Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei
loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e the e caffè caldo e qualche
panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da
paniere portavivande. "Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni,
sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro
ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni
scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo
sappia". Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui
è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di
Roma; poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della
nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della
magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso". 15 agosto 2009 - L'Unione Sarda.it Roma: continua la protesta delle
guardie giurate al Colosseo Roma - I "sette gladiatori" - come li hanno
ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma,
da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio,
Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte
grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte
e tè e caffè caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie a una corda a cui viene
legata una busta che fa da paniere portavivande. "Smentisco nel modo più categorico
- dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia
stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri
compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il
prefetto lo sappia". Biggioni ha detto di aver denunciato negli anni scorsi le
vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale
fallimentare di Roma, poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti
e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste
della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso". 15 agosto 2009 - La Voce "Scenderemo solo se sara'
ripristinata la legalità" Roma - Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e come promesso hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, da un finestrone del Colosseo "fino a che non ci saranno garanzie per il posto di lavoro". I "sette gladiatori" - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dell'Istituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e té e caffé caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. "Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappià". Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso". 15 agosto 2009 - Pupia Guardie giurate contro licenziamenti: occupato il Colosseo ROMA - Sette guardie giurate sono salite venerdì sul Colosseo, fino al livello più alto dell'Anfiteatro Flavio per contestare i licenziamenti in corso nella Ancr-Urbe Roma, in seguito alla cessione a privati del loro ente. Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo hanno trascorso lì la notte e si sono rifocillati in serata grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e tè e caffè caldo e qualche panino. Ai piedi del monumento, sul lato che guarda Colle Oppio, i vigili del fuoco hanno gonfiato un grande materasso per scongiurare eventuali cadute. Venerdì, per circa un'ora, via dei Fori Imperiali è stata interrotta al transito delle auto dall'incrocio con via Labicana all'incrocio con via Cavour. A Ferragosto, di prima mattina, sono tornati i turisti in visita al Colosseo: sguardi curiosi verso l'alto e tante domande. La loro manifestazione si ispira a quella dell'Innse di Milano, che ormai fa scuola. Anche in questo caso, i lavoratori sono determinati a restare barricati fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. "Da qui ce ne andiamo a dicembre" urlano con un megafono. "Non tentate blitz per farci scendere, - avvertono - oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità". "Siamo stati costretti a comportarci come quelli di Milano: oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno" dicono. Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori, conferma che i manifestanti non molleranno: "Smentisco nel modo più categorico che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappia". Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dall'Associazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso". Alla base della protesta il mutato assetto societario dell'Ancr-Urbe Roma, che prelude a licenziamenti e condizioni contrattuali meno vantaggiose delle attuali. "Siamo tutti dipendenti dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (ente morale) sotto il controllo del ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio dei ministri. - spiega un altro manifestante - Eravamo 960 lavoratori tra Roma e provincia. Di questi 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla società Vigilanza dell'Urbe spa, nata appositamente nel 2008. In 300 non abbiamo aderito, e da giovedì a mezzanotte non abbiamo più incarichi".Lucio Francario, commissario straordinario per la Ancr-Urbe Roma, spiega: "Il lavoro c'è per tutti: basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenza: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro". L'azienda aveva 60 milioni di debiti e, dopo 18 mesi di commissariamento, ha spiegato Francario, è stata acquisita a una cordata che ha preso lo stesso nome di quella originaria proprio come richiesto dai sindacati. "Più di 600 dipendenti sono già stati riassunti dall'azienda. Gli altri non riconoscono la fase commissariale perchè sostengono che un ente morale non possa fallire e vogliono mantenere la loro posizione di dipendente pubblico. Io ho fatto tutto in regola, in maniere ineccepibile. Ora dipende da loro scegliere di tornare a lavorare oppure no". Intanto, la Prefettura si dichiara pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo. Ma i lavoratori non ci stanno: "Fino ad ora abbiamo avuto tante promesse. Vogliamo che qualcuno venga qui e ci venga a dire fatti concreti". 15 agosto 2009 - Il Secolo XIX.it Colosseo occupato: i 7 gladiatori: «Non scendiamo» Roma - Hanno trascorso la notte a 50 metri di altezza, e come promesso hanno giurato anche questa mattina di non muoversi di lì, da un finestrone del Colosseo "fino a che non ci saranno garanzie per il posto di lavoro". I "sette gladiatori" - come li hanno ribattezzati i loro compagni - i dipendenti dellIstituto di Vigilanza Ancr-Urbe di Roma, da ieri sul Colosseo sono determinati a proseguire nella protesta modello Innse: Giorgio, Daniele, Massimo, Ambrogio, Orfeo, Renato e Angelo si sono rifocillati la scorsa notte grazie alla collaborazione dei loro colleghi che hanno fatto giungere loro alcune coperte e té e caffé caldo e qualche panino. I viveri giungono grazie ad una corda a cui viene legata una busta che fa da paniere portavivande. "Smentisco nel modo più categorico - dice Claudio Biggioni, sindacalista della RdB e portavoce dei lavoratori - che ci sia stato un nostro ripensamento a recedere nella protesta. Per ora restiamo qui e i nostri compagni scenderanno dal Colosseo solo se sarà ripristinata la legalità, questo il prefetto lo sappia". Biggioni ha reso noto di aver denunciato negli anni scorsi le vicende da cui è scaturita la dichiarazione di insolvenza del loro Ente al Tribunale fallimentare di Roma; poi lo scorporo della stessa società dallAssociazione combattenti e reduci della nuova società che ha azzerato i contratti. "Ci sono state inchieste della magistratura - dice Biggioni - tuttora in corso". 15 agosto 2009 - Il Mattino Roma. Gli operai dellInnse di Milano sono saliti sulla gru per difendere il posto di lavoro, le guardie giurate a Roma hanno dato la scalata al Colosseo... Roma - Gli operai dellInnse di Milano sono saliti sulla gru per difendere il posto di lavoro, le guardie giurate a Roma hanno dato la scalata al Colosseo. Una sessantina di guardie giurate, appartenenti all'istituto di vigilanza dell'Urbe, hanno scelto questa via per manifestare contro gli annunciati licenziamenti. Tre di loro sono saliti su una delle arcate del monumento per esporre uno striscione e là sono rimaste. «Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità». È il messaggio lanciato verso il basso con il telefonino da Giorgio, 52 anni, una delle guardie giurate. Mentre lui parlava altri quattro colleghi li raggiungevano per protestare contro la cessione ai privati del loro ente che comporterebbe per 300 di loro la perdita del posto di lavoro. «Due di noi - racconta ancora Giorgio - si sono sentiti male. Un infermiere che abbiamo fatto salire ha fatto un'iniezione di cortisone ad un asmatico, mentre ad un altro è stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri sei colleghi: Angelo, Orfeo, Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni. Resteremo qui - prosegue - finchè non ci sarà data una risposta, perchè ci hanno tolto la dignità. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare alla dfamiglia. Non ci muoviamo da qui senza una risposta concreta». Cibo e acqua vengono portati ai sette manifestanti con una carrucola. Sulle rovine di Colle Oppio è stato issato uno striscione del sindacato Rdb-Cub dell'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci. Un centinaio di colleghi, rimasti a terra, aveva anche bloccato il traffico ma, alla fine, sono stati convinti a rimuovere il blocco su via dei Fori Imperiali. I manifestanti in cima al monumento hanno steso uno striscione con su scritto: «Ancr-Istituto vigilanza Urbe: contro la precarietà». Lente per cui lavorano è stato ceduto ad una cordata di privati. «E noi dipendenti - spiega un lavoratore - siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: dobbiamo dimetterci per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio». 15 agosto 2009 - QN quotidiano nazionale Protesta contro i licenziamenti
«Occupato» il Colosseo ROMA - IL TAM-TAM che ormai viaggia a velocità vertiginosa su blog e telefonini ha creato un altro caso: 7 guardie giurate dell'Istituto di vigilanza Ancr-Urbe Roma si sono arrampicate dai costoni interni fino all'ultimo ordine di arcate del Colosseo, per esporre poi con vista panoramica mozzafiato uno striscione contro il rischio di licenziamenti e la certezza di «condizioni contrattuali meno vantaggiose», cioè contro le prevedibili conseguenze della cessione ai privati di quello che fino a ieri aveva lo statuto di un «Ente morale», collegato all'Associazione nazionale combattenti e reduci. Il salto di qualità, è proprio il caso di dirlo, poco dopo le 17, al termine della manifestazione di protesta giù in strada. «Siamo tutti con voi», gridavano in un centinaio su via dei Fori Imperiali i colleghi degli scalatori', mentre i pompieri appena arrivati gonfiavano un grande materasso per scongiurare il peggio. Traffico bloccato da polizia e vigili urbani nel tratto compreso fra via Labicana e via Cavour, con le memorie imperiali a fare da sfondo. E tutti, protagonisti e spettatori, pensavano ai precedenti di questa estate segnata dagli estremi rimedi ai mali estremi della crisi, alla lotta dura «in alta quota» degli operai dell'Innse a Milano e della Cim a Marcellina, proprio vicino a Roma. «Siamo stati costretti a comportarci così, come quelli di Milano: oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno» si sfoga una delle guardie giurate che da via dei Fori imperiali sostiene la protesta dei sette colleghi. Il Colosseo come ultima spiaggia. «Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilita». E' quanto giurava, raggiunto al telefonino, Giorgio, 52 anni, uno dei vigilantes saliti sul Colosseo per difendere 300 posti di lavoro. «DUE DI NOI ha raccontato si sono sentiti male. Un infermiere che è arrivato ha fatto una puntura di cortisone ad un asmatico, mentre all'altro collega è stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri 6: Angelo, Orfeo, Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni. Resteremo qui finchè non ci sarà data una risposta. Perché ci hanno tolto la dignità: io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie. Finchè non otteniamo una risposta concreta, non ci muoviamo». La prima risposta è venuta dal Comune e riguarda la disponibilità a mediare della Prefettura. «Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, il quale è pronto a convocare per lunedì un tavolo con tutte le parti interessate, a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», ha detto il delegato del sindaco Alemanno per la Sicurezza, Giorgio Ciardi. E Lucio Francario, il Commissario straordinario per l'Istituto di vigilanza in dismissione, ha aggiunto: «Il lavoro c'è per tutti: basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico, io non posso darglielo, perché non è mia competenza. Non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». CIBO E ACQUA per rifocillare la pattuglia dei manifestanti sono stati portati con una carrucola. Dal lato di Colle Oppio i colleghi di chi è andato volontario in prima linea hanno issato un altro striscione del sindacato Rdb-Cub dell'Associazione nazionale combattenti e reduci. Alle 19, su via dei Fori Imperiali è stato tolto il blocco stradale e le auto hanno ripreso a passare. In cima al Colosseo lo striscione della prima ora inveiva sempre «contro la precarietà». Ore 21, l'ultimo flash di giornata dagli «irriducibili». Ancora Giorgio al cellulare: «Hanno spento le luci e qui fa freddo». 15 agosto 2009 - La Repubblica Vigilantes dell´Urbe salgono sul
Colosseo Roma - Non vogliono andar via: da ieri non hanno più
diritto al "titolo di polizia" per via di un assetto societario intrigato e
soprattutto non hanno più un lavoro. Anche se due di loro, si sono sentiti male, non
hanno nessuna intenzione di tornare indietro. Né i sette che si sono arrampicati in alto,
sino all´ultimo anello di quel grande teatro delle proteste che è il Colosseo, né i
colleghi che affollano il piazzale di fronte. «Da qui ce ne andremo a dicembre», urlano
dal megafono, e ripetono il loro no, tutti insieme, anche a Giorgio Ciardi, il delegato
per la sicurezza del sindaco Alemanno, arrivato con una proposta: «Ho parlato con il capo
di gabinetto del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro - dice - la prefettura è pronta a
convocare un tavolo a patto che i manifestanti scenderanno dal Colosseo». Vigilantes perdono il lavoro e si
barricano nel Colosseo "Niente blitz o ci buttiamo" ROMA - Fa freddo di sera sull´ultimo anello del
Colosseo, anche se è piena estate. Lì, a circa cinquanta metri d´altezza, si sono
arrampicati nel primo pomeriggio di ieri sette vigilantes dell´Ancr Urbe Roma, un ente
morale che si occupa anche di sicurezza. Per loro e altri 300 colleghi è un Ferragosto
disperato: da alcune ore non hanno più diritto allo stipendio. Un gruppo di lavoratori
tra i 40 e i 50 anni, con famiglia da mantenere, e senza futuro. È un gesto disperato,
dicono di averlo dovuto fare «per difendere» l´impiego e di essersi ispirati anche alla
protesta dell´Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù
ad oltranza. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli dell´Innse - spiega
uno dei manifestanti - se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». 15 agosto 2009 - La Voce di Vicenza Protesta al Colosseo, guardie
giurate occupano ultimo anello Roma - Sono saliti ieri sera all'ultimo anello del Colosseo, sono a 50 metri di altezza. Hanno "preso possesso" di una loggetta e si sono affacciati mostrando lo striscione e gridando che se sarà tentato di farli scendere "a forza" qualcuno si butterà di sotto. Sul posto sono arrivati subito i Vigili del Fuoco che hanno steso i teli gonfiabili. Erano inizialmente sette poi due sono stati fatti scendere per motivi di salute. Sono guardie giurate dipendenti dell' IVU, Istituto di Vigilanza Urbe e protestano contro la precarietà che si sta profilando nel loro ambiente. La loro azienda, ora commissariata, apparteneva ad un ente morale sotto il controllo del ministero della Difesa e della presidenza del Consiglio dei ministri. Ora è stata privatizzata, quindi i dipendenti si devono licenziare con la promessa di essere riassunti con contratto privatistico. "Noi stiamo qua fino a quando la presidenza del Consiglio, che ha preso degli impegni con tutti questi lavoratori, non si decidera' a mandare qualcuno e a prendere atto che la situazione e' invariata da marzo" afferma il presidente del comitato Rdb "Staremo qua fino a dicembre se sarà il caso". 15 agosto 2009 - Corriere del Veneto Assistenza VICENZA Ipab, sui licenziamenti allistituto di
assistenza vicentino il sindacato RdB Cub invita Cgil, Cisl e Uil allunità
dazione. Ma la risposta è negativa. Il prossimo 24 agosto il Cda dellente si
riunirà per discutere se sia possibile far rientrare i 13 licenziamenti, come chiesto da
Cgil, Cisl e Uil in un recente incontro in prefettura e ieri in un incontro fra Rdb e il
presidente Gerardo Meridio. Per il 10 settembre è invece in programma un incontro davanti
al prefetto con Ipab, Comune e sindacati tutti per discutere della questione e della
riorganizzazione dellente. «Abbiamo proposto al presidente dellente Gerardo
Meridio di dismettere un appalto delle pulizie per ricollocare i lavoratori dei Servizi
generali afferma Germano Raniero, Cub - e su questa nostra richiesta è apparso
particolarmente interessato. Il 24 saremo presenti al Cda con i lavoratori per mantenere
alta la pressione: inoltre abbiamo chiesto al coordinatore Rsu Cisl che quel giorno, nel
rispetto del nostro tentativo di costruire lunità e la democrazia, si svolga
unassemblea unitaria di tutta la Rsu come peraltro continuano a chiederci i
lavoratori». La protesta Si affidano alla fortuna
dopo il mancato riconoscimento del premio di produzione ROVIGO Garantire il premio di produttività ai
dipendenti comunali attraverso il jackpot del Superenalotto. E questa la
provocazione messa in campo dalle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di Palazzo
Nodari per rilanciare il confronto con la Giunta per la liquidazione del salario
accessorio. "E una questione su cui si ritrovano tutte le sigle osserva
Plinio Milan, delegato Fps Cisl chiediamo vengano mantenuti gli impegni assunti e
che si mettano da parte le tensioni per riaprire il dialogo per arrivare a una
soluzione". 15 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza ESUBERI IPAB. Ieri nuovo incontro
con il presidente e il 24 è in programma la riunione del cda Vicenza - Nuovo incontro ieri allIpab con i delegati
Rdb Cub e il presidente dellente Gerardo Meridio sui 13 esuberi. Un incontro di
proposte, come afferma la nota firmata dal rappresentante sindacale Federico Martelletto.
«Abbiamo ribadito la totale contrarietà alla delibera del 20 luglio - si legge - Meridio
ha risposto che gli accordi stabiliti nel tavolo prefettizio del 6 agosto con Rdb erano
confermati e lo ha ribadito il 12 agosto a Cgil, Cisl e Uil. Non vi sono pertanto due
livelli di contrattazione separata fra Confederali e Rdb. È previsto un confronto in
Prefettura dopo il 10 settembre fra Ipab, Comune e sindacati tutti, per discutere di
mobilità e riorganizzazione complessiva dell'Ipab.La delibera è sospesa fino a quella
data. Ha riconfermato che il 24 agosto verrà riunito il Cda». 15 agosto 2009 - Il Gazzettino I dipendenti del Comune ora si affidano al Superenalotto Rovigo - (M.L.)I dipendenti del Comune si affidano alla Dea
Bendata. «Dato che l'amministrazione non ci concede il premio di produzione 2008 vediamo
se col Superenalotto riusciamo ad ottenere qualcosa di meglio» afferma Fabio Raule
dell'Rdb assieme ad una quindicina di colleghi. L'idea nasce dalla protesta messa in campo
dal sindacalista dell'Rsu anche a fronte della delibera di giunta che da mandato
all'avvocato del Comune di procedere per vie legali dopo le dichiarazioni rilasciate alla
stampa di Raule. 15 agosto 2009 - Il Resto del Carlino Rovigo. ANCORA NESSUNA fumata bianca
per il tanto contestato premio produttività... Rovigo - ANCORA NESSUNA fumata bianca per il tanto contestato premio produttività destinato ai lavoratori comunali e così, in questo clima da febbre da gioco', anche loro hanno deciso di affidarsi alla dea bendata: manifestazione provocatoria ieri mattina sotto i portici di palazzo Nodari, dove una decina di dipendenti, insieme a Fabio Raule del sindacato Rdb Cub e Plinio Milan della Rsu Cisl hanno sfoggiato 14 schedine del superenalotto, giocate nei giorni scorsi con la speranza di azzeccare la combinazione vincente. Premio di produzione 2008, attaccatevi al superenalotto!'', recitava provocatoriamente un cartello, sintesi di un'epopea che si protrae ormai da diversi mesi, la cui unica speranza per i lavoratori resta quella di aggrapparsi ironicamente alla fortuna per ottenere il premio produttività. «Ormai non resta altro da fare che affidarsi alla dea bendata hanno spiegato i rappresentanti sindacali . Il servizio offerto dai dipendenti comunali è un servizio importante, ed è giusto che ci venga riconosciuto, senza venir meno agli accordi presi dall'amministrazione comunale, che accusa il sindacato di aver interrotto le trattative». «La nostra protesta ha aggiunto Raule non ha ancora sortito nessun effetto positivo, se non una delibera di giunta, con la quale si è dato mandato di agire legalmente nei miei confronti. Va però sottolineato che la scheda di valutazione è stata consegnata ai dipendenti solo ieri (giovedì per chi legge, ndr) nonostante la scadenza fosse prevista entro febbraio. Un particolare che denota come l'amministrazione comunale fosse del tutto impossibilitata a elargire il premio fin dall'inizio». Dipendenti alle prese con la fortuna quindi, in attesa di conoscere la combinazione vincente del Superenalotto: sono infatti circa una settantina i lavoratori comunali che hanno aderito all'iniziativa, raccogliendo una cifra simbolica di 20 centesimi a testa, investiti in 14 schedine. «Speriamo di poter riaprire il dialogo», hanno concluso, auspicando di trovare un nuovo punto di incontro per risolvere la questione. 15 agosto 2009 - L'Eco di Bergamo Lotta per il posto modello Innse Roma - Hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono no alla cessione a privati del loro ente. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli della Innse di Milano - ha detto uno dei manifestanti -, oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno. Noi da qui non scendiamo fino a dicembre». Tutto è cominciato intorno alle 17,30 di ieri, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il Colosseo per una manifestazione. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino all'ultimo ordine di arcate, a quaranta metri di altezza, per stendere uno striscione. Da parte dei lavoratori c'è l'intenzione di non accettare i cambiamenti subìti dall'azienda con 943 dipendenti, passata da soggetto pubblico a privato. Di questi, circa 650 sono stati già riassunti, mentre altri trecento rischiano il posto. Un'apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza, Giorgio Ciardi: «Ho parlato con la Prefettura - ha detto - e sono pronti a convocare un tavolo con tutte le parti lunedì, a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli chiede l'intervento del Viminale. 15 agosto 2009 - Il Tempo Anche se stavolta a manifestare non
sono gli operai Roma - E ad essere stata occupata non è un'azienda, ma l'anfiteatro più famoso del mondo. Sette vigilantes, «i più coraggiosi», in rappresentanza degli altri trecento colleghi che li incitano dalla strada, si sono rinchiusi in una loggia nell'ultimo anello del Colosseo. Massimo, Daniele, Giorgio, Ambrogio, Orfeo, Angelo e Sergio, «i sette gladiatori dell'Urbe», hanno deciso un gesto eclatante per chiedere alle istituzioni di venire loro in soccorso e creare un'alternativa alla nuova società privata che ha riassorbito i 943 vigilantes dell'istituto. La maggior parte ha accettato il passaggio alla nuova società. Ma trecento di loro si sono opposti e adesso chiedono di mantere gli stessi diritti che avevano quando erano dipendenti pubblici. L'Istituto di vigilanza dell'Urbe, infatti, è legato all'associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) che è un ente morale di cui fanno parte le guardie giurate. La federazione romana dell'Ancr aveva 60 milioni di debiti. Con una sentenza del Tribunale fallimentare è stata scorporata e commissariata. Dopo 18 mesi è stata acquistata da una cordata privata che ha creato una nuova società, l'Istituto di vigilanza spa. I trecento «rivoltosi» non hanno accettato il passaggio proprio a questa nuova società. Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo». Ieri mattina i trecento «dissidenti» hanno deciso di passare all'azione. Si sono presentati alla sede della nuova azienda, ma sono stati rimandati a casa. Allora sette di loro si sono «arrampicati» sul Colosseo. Alle tre del pomeriggio i sette vigilantes si sono messi in fila assieme ai turisti. Hanno pagato il biglietto e sono entrati. Alla prima occasione sono riusciti a raggiungere «il piano più alto» dell'Anfiteatro Flavio, sono entrati in una stanza con vista Colle Oppio e si sono barricati dentro. Più di duecento colleghi sono accorsi in aiuto e hanno occupato via dei Fori Imperiali. I sette hanno calato uno striscione dal Colosseo che riassume tutta la loro protesta: «Contro la precarietà». «Resteremo qui fino a che non ci sarà data una risposta - ha avvertito Giorgio, 52 anni - ci hanno tolto la dignità». Due di loro hanno avuto un attacco d'asma e un infermiere è salito a prestare soccorso. I compagni hanno mandato cibo e acqua agli occupanti con una carrucola legata ad una corda. Un grande materasso gonfiabile è stato disteso dai vigili del fuoco ai piedi del Colosseo per scongiurare qualsiasi tragedia. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. Dopo un'ora i manifestanti hanno tolto il blocco stradale spostandosi sui marciapiedi e il traffico è ripreso. Le guardie giurate promettono che sono pronte a «restare fino a dicembre». «Ci hanno offerto un incontro in Prefettura lunedì - dice Claudio Bigioni delle Rdb - ma non ce ne andremo fino a che non sarà invalidata questa truffa. Come possiamo accettare di perdere tutti i diritti acquisiti negli anni?». La battaglia è appena iniziata. Come la prima notte asserraggliati sulla sommità del Colosseo. 14 agosto 2009 - Ansa LAVORO: GUARDIE GIURATE SU COLOSSEO: RDB, VIMINALE RISPONDA (ANSA) - ROMA, 14 AGO - «Da qui non ci muoviamo finchè il ministero dell'Interno non verifica la gestione della Ancr. Da molti anni il ministero della Difesa si è dimenticato di fare i controlli: è stato creato ad arte un buco di bilancio di 80 milioni per giustificare commissariamento e vendita ai privati». È quanto ha detto il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli, giunto ai piedi del Colosseo sul quale ormai da quasi tre ore sette guardie giurate si sono arrampicate per difendere, sostengono, il loro posto di lavoro. «A marzo ci siamo seduti a un tavolo con il sottosegretario Gianni Letta - spiega - ma non abbiamo ottenuto nulla. Ora ci propongono un incontro in Prefettura lunedì come prima data utile, ma noi non siamo disposti a scendere. Piuttosto, si sbrigassero loro». Lucarelli ha ricordato come sulla sentenza del Tribunale fallimentare di Roma che ha di fatto permesso lo scorporo come Ente privato della Federazione romana dell'Ancr, prima ente morale, sia in corso un'inchiesta penale della Procura di Perugia: «Ecco perchè il Viminale - ha aggiunto - deve verificare se tutto è stato lecito. Questi lavoratori, dipendenti di un Ente morale, hanno ricevuto una raccomandata di cessazione di rapporto di lavoro da una Spa privata che non gli permette neanche di accedere agli ammortizzatori sociali - ha concluso - e questo dà la misura di quanto la situazione sia inaccettabile». LAVORO: GUARDIE GIURATE SU COLOSSEO; NO BLITZ O CI BUTTIAMO (ANSA) - ROMA, 14 AGO - «Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità». È quanto afferma, raggiunto al telefonino, Giorgio, 52 anni, una delle guardie giurate, salite a sette, che si sono arrampicate sul Colosseo per protestare contro la cessione ai privati del loro ente che comporterebbe per 300 di loro la perdita del posto di lavoro. «Due di noi - racconta - si sono sentiti male. Un infermiere che abbiamo fatto salire ha fatto un'iniezione di cortisone ad un asmatico, mentre ad un altro è stato dato l'ossigeno. Oltre a me ci sono altri sei colleghi: Angelo, Orfeo, Ambrogio, Sergio, Daniele e Massimo, tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni. Resteremo qui - prosegue - finchè non ci sarà data una risposta, perchè ci hanno tolto la dignità. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie. Finchè non otteniamo una risposta concreta da qui non ci muoviamo». Cibo e acqua vengono portati ai sette manifestanti con una carrucola. Sulle rovine di Colle Oppio è stato issato uno striscione del sindacato Rdb-Cub dell'Ancr, Associazione nazionale combattenti e reduci. Intanto, il centinaio di manifestanti che sostenevano i loro colleghi a via dei Fori Imperiali hanno tolto il blocco stradale e le auto hanno ripreso a passare. I manifestanti in cima al monumento hanno steso uno striscione con su scritto: «Ancr-Istituto vigilanza Urbe: contro la precarietà». LAVORO: INNSE FA SCUOLA, GUARDIE
GIURATE SUL COLOSSEO (ANSA) - ROMA, 14 AGO - Hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono 'nò alla cessione a privati del loro ente. Ma si sono ispirati anche alla protesta della Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli di Milano - ha detto uno dei manifestanti - oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». Tutto è cominciato intorno alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino all'ultimo ordine di arcate del Colosseo, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione mentre dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Ne è nata un'assemblea spontanea su via dei Fori Imperiali che ha portato alla chiusura per qualche ora della strada. Da parte dei lavoratori c'è l'intenzione di non accettare i cambiamenti subiti dall'azienda con 943 dipendenti passata da soggetto pubblico a privato. Di questi circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro. «La federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancra) a causa di una sentenza del tribunale fallimentare è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente - ha spiegato un sindacalista, portavoce dei lavoratori - il ministero ha nominato commissario Lucio Francario il quale a causa di quella sentenza emessa dal giudice Severini ha preso come denominazione dell'ente 'Federazione provinciale Roma dell'Ancr', e come tale l'ha dotata di una partita Iva separandola di fatto dall'ente morale nazionale. Dopo non essere riuscito a risanarla - prosegue - l'ha venduta a una cordata di privati. Noi dipendenti siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: ai sensi dell'art. 47 dobbiamo dimetterci dall'attuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente». Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenzà: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Infatti uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti» hanno spiegato i dimostranti mentre cibo e acqua venivano fatto salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro si siano sentiti male, con un megafono hanno urlato: «noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli chiede l'intervento del Viminale. LAVORO: GUARDIE GIURATE SU COLOSSEO (ANSA) - ROMA, 14 AGO - «Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro: la prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo». È quanto ha affermato il delegato del sindaco di Roma alla sicurezza Giorgio Ciardi accorso ai piedi del Colosseo dove da più di due ore sette guardie giurate si sono arrampicate sul terzo anello del monumento, quello più alto, per protestare contro i mutato assetto societario della Ancr che peggiorerebbe le loro condizioni di lavoro. Sul posto è arrivato anche il segretario dell'Rdb Marco Lucarelli che sta parlando con i manifestanti. 14 agosto 2009 - Adnkronos Il caso ricorda quello degli operai
della Innse e del Cim di Marcellina Roma, 14 ago. (Adnkronos/Ign) - Uno striscione 'Istituto vigilanza urbe: contro la precarietà e sette guardie giurate affacciate dall'ultimo anello del Colosseo, che minacciano di buttarsi in caso di intervento delle forze dell'ordine. Questa la clamorosa protesta di una sessantina di dipendenti dell'Ivu che contestano il mutato assetto societario dell'Ente da cui dipendono. Una riforma che a loro avviso metterebbe a rischio 300 dipendenti. Le guardie giurate si dicono determinate a non scendere anche se, a quanto riferiscono i manifestanti, due fra coloro che sono saliti sul terzo anello dell'Anfiteatro Flavio avrebbero accusato un malore e sarebbero stati soccorsi da un infermiere fatto entrare nella loggetta occupata. I vigilantes sotto l'Anfiteatro Flavio incoraggiano con cori e slogan i colleghi saliti in cima al monumento e li riforniscono di acqua con una carrucola, mentre via dei Fori imperiali è stata interdetta al traffico dall'incrocio con via Labicana a quello con via Cavour. Il caso ricorda quello degli operai della Innse di Milano e del Cim di Marcellina. ''Noi stiamo qua fino a quando la presidenza del Consiglio, che ha preso degli impegni con tutti questi lavoratori, non si deciderà a mandare qualcuno e a prendere atto che la situazione è invariata da marzo'', afferma all'ADNKRONOS Marco Lucarelli, presidente del libero comitato Rdb, in merito alla protesta dei lavoratori dell'Istituto vigilanza urbe. ''A marzo - spiega Lucarelli - abbiamo avuto un incontro con la presidenza del Consiglio. Ora siamo ad agosto e come ogni volta ad agosto fanno gli atti e le carognate, e questa è una carognata fatta ai lavoratori, che sono stati cacciati non essendo stati licenziati''. Polizia, Carabinieri e Vigili urbani stanno presidiando la zona, che è stata transennata, mentre i Vigili del fuoco, presenti con diversi mezzi, per maggior sicurezza hanno aperto il telone gonfiabile sul lato del Colosseo che dà su Colle Oppio. Sul posto è giunto il delegato del sindaco alla sicurezza Gianni Ciardi, che fa sapere: "Ho parlato con la Prefettura che è pronta a convocare un tavolo se i lavoratori sono pronti a scendere". ROMA: RDB, DA COLOSSEO NON SCENDIAMO Roma, 14 ago. (Adnkronos) - «Noi stiamo qua fino a quando la presidenza del Consiglio, che ha preso degli impegni con tutti questi lavoratori, non si deciderà a mandare qualcuno e a prendere atto che la situazione è invariata da marzo». Lo afferma all'ADNKRONOS Marco Lucarelli, presidente del libero comitato Rdb, in merito alla protesta dei lavoratori dell'Istituto vigilanza urbe che da circa tre ore sono saliti sull'ultimo anello del Colosseo. «A marzo - spiega Lucarelli - abbiamo avuto un incontro con la presidenza del Consiglio. Ora siamo ad agosto e come ogni volta ad agosto fanno gli atti e le carognate, e questa è una carognata fatta ai lavoratori, che sono stati cacciati non essendo stati licenziati». 14 agosto 2009 - Il Secolo XIX.it Guardie giurate sul Colosseo «Se
salite ci buttiamo giù» Roma- Hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono `no´ alla cessione a privati del loro ente. Ma si sono ispirati anche alla protesta della Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così come quelli di Milano - ha detto uno dei manifestanti - oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». Tutto è cominciato intorno alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Subito dopo sette guardie giurate si sono arrampicate fino allultimo ordine di arcate del Colosseo, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione mentre dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Ne è nata unassemblea spontanea su via dei Fori Imperiali che ha portato alla chiusura per qualche ora della strada. Da parte dei lavoratori cè lintenzione di non accettare i cambiamenti subiti dallazienda con 943 dipendenti passata da soggetto pubblico a privato. Di questi circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro. «La federazione romana dellAssociazione nazionale combattenti e reduci (Ancra) a causa di una sentenza del tribunale fallimentare è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente - ha spiegato un sindacalista, portavoce dei lavoratori - il ministero ha nominato commissario Lucio Francario il quale a causa di quella sentenza emessa dal giudice Severini ha preso come denominazione dellente `Federazione provinciale Roma dellAncr, e come tale lha dotata di una partita Iva separandola di fatto dallente morale nazionale. Dopo non essere riuscito a risanarla - prosegue - lha venduta a una cordata di privati. Noi dipendenti siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: ai sensi dellart. 47 dobbiamo dimetterci dallattuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma questultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente». Per il commissario Lucio Francario «il lavoro cè per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perché non è mia competenzà: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Infatti uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti» hanno spiegato i dimostranti mentre cibo e acqua venivano fatto salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro si siano sentiti male, con un megafono hanno urlato: «noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dellRdb Marco Lucarelli chiede lintervento del Viminale. 14 agosto 2009 - Leggo.it ROMA COME MILANO: GUARDIE GIURATE
SUL COLOSSEO Roma - Hanno scelto la più classica delle proteste romane,
quella di salire sul Colosseo, le sette guardie giurate della Ancr-Urbe Roma che dicono
'no' alla cessione a privati del loro ente. Ma si sono ispirati anche alla protesta della
Innse di Milano, che ormai fa scuola, e sono determinati a restare lassù fino a che non
sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così come
quelli di Milano - ha detto uno dei manifestanti - oggi se non ti metti in cima a qualcosa
non ti ascolta nessuno». 14 agosto 2009 - Il Sole 24 Ore.com "Scalano" il Colosseo per dire no ai licenziamenti Roma - Il caso Innse fa scuola. La vicenda della storica azienda milanese di via Rubattino sta innescando una sorta di reazione a catena. Dopo il caso della Cim di Marcellina, vernerdì sette guardia giurate della Ancr-Urbe Roma hanno scelto la più classica delle proteste romane, quella di salire sul Colosseo, per dire no alla cessione a privati del loro ente. E sono determinati a restare lassù fino a che non sarà garantito il loro posto di lavoro. «Siamo stati costretti a comportarci così, come quelli di Milano», ha detto uno dei manifestanti, «oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno». La protesta è cominciata nel pomeriggio, alle 17.30, quando un centinaio di lavoratori si sono riuniti sotto il monumento simbolo di Roma per una manifestazione contro i licenziamenti. Poco dopo, sette guardie giurate hanno "scalato" il Colosseo, arrampicandosi fino all'ultimo ordine di arcate, a circa 40 metri di altezza, per stendere uno striscione. Dalla strada i colleghi li incitavano gridando: «Siamo tutti con voi». Una sorta di assemblea spontanea si è formata su via dei Fori Imperiali: la strada è rimasta chiusa per qualche ora. I lavoratori non sono intenzionati ad accettare i cambiamenti subiti dall'azienda, passata da soggetto pubblico a privato. Dei 943 dipendenti, circa 650 sono stati già riassunti mentre altre 300 famiglie rischiano di rimanere senza un lavoro. «La federazione romana dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancra) a causa di una sentenza del tribunale fallimentare è stata scorporata dalla Ancr nazionale e dichiarata insolvente - ha spiegato un sindacalista, portavoce dei lavoratori - il ministero ha nominato commissario Lucio Francario il quale, a causa di quella sentenza emessa dal giudice Severini, ha preso come denominazione dell'ente "Federazione provinciale Roma dell'Ancr", e come tale, l'ha dotata di una partita Iva, separandola di fatto dall'ente morale nazionale». Non essendo riuscito a risanarla, ha dichiarato il sindacalista, «l'ha venduta a una cordata di privati. Noi dipendenti siamo stati messi allora di fronte ad un bivio: ai sensi dell'art. 47 dobbiamo dimetterci dall'attuale posizione per essere assorbiti nella nuova società. Ma quest'ultima non è più un ente morale che ci garantiva la stabilità di servizio. Alcuni di noi, presi per il collo, hanno accettato, ma noi 300 vogliamo che si torni alla situazione precedente». Per il commissario Lucio Francario «il lavoro c'è per tutti, basta andare in azienda e lo avranno. Se invece vogliono lo stipendio pubblico io non posso darglielo perchè non è mia competenza: io non ho promesso questo, forse lo ha fatto qualcun altro». Uno dei motivi della protesta sono le «condizioni contrattuali meno vantaggiose di quelle precedenti», hanno spiegato i dimostranti. Intanto i lavoratori si sono organizzati anche per i pasti: cibo e acqua sono stati fatti salire con una carrucola fino a raggiungere le sette guardie giurate che non sono ancora intenzionate a scendere e, nonostante due di loro abbiano accusato un malore, hanno urlato con un megafono: «Noi da qui non scendiamo prima di dicembre». Una possibile apertura è stata annunciata dal delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi: «Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro - ha detto giungendo sul posto - la Prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo», mentre il presidente nazionale dell'Rdb Marco Lucarelli ha chiesto l'intervento del Viminale. 14 agosto 2009 - L'Unione Sarda.it Guardie giurate sul Colosseo: ''Fate
il blitz e ci buttiamo giù'' Roma - Una sessantina di guardie giurate, appartenenti
all'istituto di vigilanza dell'Urbe, sono salite sul Colosseo per dire 'no' agli
annunciati licenziamenti. Tre di loro sono saliti su una delle arcate del monumento per
esporre uno striscione. Sul posto, oltre alle forze dell'ordine, sono giunti anche i
vigili del fuoco. La protesta ricorda, nelle modalità, quella messa in atto dagli operai
della Innse di Milano, che ha cominciato a fare scuola in situazioni di crisi
occupazionali, ultima quella risolta ieri per l'azienda Cim di Marcellina, vicino a Roma. 14 agosto 2009 - Quotidiano.net NUOVA LOTTA CONTRO I LICENZIAMENTI Roma, 14 agosto 2009 - Un cinquantina di guardie giurate, appartenenti allistituto di vigilanza Ancr-Urbe Roma, stanno manifestando dal pomeriggio davanti al Colosseo per dire no al licenziamento di circa 300 lavoratori a Roma. Sette manifestanti sono riusciti a salire sul terzo anello del Colosseo e chiedono lintervento del Prefetto sulla loro vicenda. Non tentate blitz per farci scendere, oppure quanto è vero Dio ci buttiamo e qualcuno dovrà prendersi la responsabilità. E quanto afferma, raggiunto al telefonino una delle guardie giurate. Due di noi - racconta - si sono sentiti male. Un infermiere che abbiamo fatto salire ha fatto uniniezione di cortisone ad un asmatico, mentre ad un altro è stato dato lossigeno. Resteremo qui - prosegue - finché non ci sarà data una risposta, perché ci hanno tolto la dignità. Io ho 32 anni di servizio e domani non so come dare da mangiare a mia moglie. Finché non otteniamo una risposta concreta da qui non ci muoviamo. Siamo stati costretti a comportarci così, come quelli di Milano: oggi se non ti metti in cima a qualcosa non ti ascolta nessuno. E lo sfogo di un'altra guardia giurata che da via dei Fori imperiali sta sostenendo la protesta di sette colleghi. La zona è presidiata dalle foze dellordine e sono intervenuti i vigili del fuoco subito dopo la scalata allarcata del Colosseo. Si tratta di una protesta che ricorda, almeno nelle modalità di lotta, quella attuata per diversi giorni dagli operai della Innse di Milano e della Cim di Marcellina. "Ho parlato con il capo di gabinetto del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro: la prefettura è pronta a convocare un tavolo con tutte le parti interessate lunedì a patto che i manifestanti scendano dal Colosseo". E' quanto fa sapere il delegato del sindaco di Roma alla sicurezza Giorgio Ciardi. Sul posto è arrivato anche il segretario dell'Rdb Marco Lucarelli che ha parlato con i manifestanti. 14 agosto 2009 - Roma Uno Colosseo, guardie giurate arrampicate: "Non ce ne andiamo!" Roma - Dopo un'assemblea spontanea, proprio sotto il Colosseo, le guardie giurate hanno deciso di liberare via dei Fori Imperiali dall'occupazione. La via è stata liberata da alcuni minuti: resta il presidio ai lati, sul marciapiede e l'occupazione dell'ultimo piano del Colosseo. Sul posto intanto anche il delegato del sindaco alla sicurezza Gianni Ciardi. I 6 lavoratori che si sono arrampicati hanno ribadito: "Da qui scendiamo a dicembre!". Sono accompagnati da oltre un centinaio di loro compagni che, in strada, intonano slogan. "Siamo lavoratori dell'associazione nazionale combattenti e reduci (ente pubblico) sotto il controllo del ministero della difesa e della presidenza del consiglio dei ministri - spiegano i manifestanti - eravamo 960 lavoratori tra Roma e provincia. Di questi - continuano - 660 si sono licenziati e si sono fatti riassumere dalla società Vigilanza dell'Urbe spa, nata apposta nel 2008. Noi 300 - continuano i lavoratori - che non abbiamo aderito, da ieri a mezzanotte non abbiamo più incarichi". 14 agosto 2009 - La Provincia di Cremona Sospiro. Lepisodio risale a
lunedì sera, il giovane si è rivolto ai carabinieri. Esposto in procura SOSPIRO Il sindacato Rdb (Rappresentanze Sindacali di Base) incalza: dopo il presidio davanti a Fondazione Sospiro per chiedere la riassunzione di Giuseppe Bruna, operatore licenziato perché accusato di aver aggredito un paziente, vengono sferrati nuovi attacchi durissimi verso la Coop. Sociale Sentiero, attiva nel reparto disabili con unottantina di dipendenti, ma anche contro la Fondazione stessa. In una conferenza stampa convocata nella sede cremonese di piazzetta Antonella, i sindacalisti guidati dal responsabile regionale Gianfranco Bignamini hanno annunciato una serie di iniziative partite dopo un fatto accaduto la sera di lunedì, quando il dipendente della coop Francesco Fanara, 27enne di origini siciliane ma residente a Sospiro, sarebbe stato aggredito da un paziente, finendo poi al pronto soccorso con un trauma cranico e una contusione sotto la scapola destra per una prognosi di tre giorni. Mentre loperatore ha sporto denuncia ai carabinieri di Sospiro, il sindacato Rdb si è mosso presentando un esposto in Procura e scrivendo allIspettorato del Lavoro per denunciare "la mancanza di sicurezza nell'istituto per colpa della Cooperativa, ma con responsabilità da imputare anche a Fondazione". Insomma le accuse dei sindacalisti Rdb, che non hanno mai trovato l'appoggio delle altre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil, ndr), sono pesanti: "Il fatto - spiega Bignamini - è accaduto quando in un reparto con diciannove ospiti erano attivi solo due operatori, un numero al di sotto dei minimi di assistenza che andrebbero garantiti. Non si può andare avanti così: non c'è sicurezza, non c'è formazione professionale e la coop non paga gli straordinari da mesi. Noi proseguiamo nella battaglia, ma rimaniamo sempre disposti a sederci a un tavolo. Vorrei chiudere con una provocazione: visto che hanno licenziato Bruna per una presunta aggressione a un paziente credo che adesso, dopo l'aggressione a Fanara, dovrebbero licenziarsi i vertici della cooperativa e quelli di Fondazione". Alla conferenza stampa era presente anche l'operatore aggredito: "E' successo poco dopo le diciannove - racconta Fanara -, quando in reparto dovevamo essere almeno in tre e invece ci siamo ritrovati in due: non è la prima volta che l'organico è al di sotto del minimo consentito. Sono stato colpito alle spalle e il dolore mi ha costretto ad abbandonare il lavoro e ad andare al pronto soccorso. Confermo quanto detto da Bignamini: la coop non garantisce la sicurezza necessaria, non c'è il rispetto della dignità di noi lavoratori". Silva (coop. Sentiero): mi
documenterò sullaccaduto. Fondazione: vicenda strumentalizzata SOSPIRO Nicoletta Silva, presidentessa della cooperativa Sentiero, replica con fermezza e promette unazione legale contro «chi ci sta diffamando». Per prima cosa la numero uno della coop respinge le accuse del sindacato Rdb: «Gli attacchi non hanno fondamento argomenta , da quando siamo attivi in Fondazione abbiamo sempre lavorato con serietà e competenza. Per quanto riguarda il fatto avvenuto lunedì scorso non posso commentarlo in modo particolare, nel senso che mi devo ancora documentare con precisione su quanto avvenuto. So che ultimamente, a causa dellaccumularsi di malattie e infortuni, siamo un po in difficoltà con lorganico, ma abbiamo già cercato di potenziarlo e continueremo a farlo per garantire la sicurezza come abbiamo sempre fatto. Sono convinta conclude che la battaglia della Rdb sia strumentale, una battaglia che ha poco a che fare con tutti i lavoratori perché è portata avanti in realtà da due soli dipendenti (Giuseppe Bruna e Francesco Fanara, ndr). Di sicuro, dopo queste diffamazioni, andremo per vie legali». Anche i vertici di Fondazione parlano di «vicenda strumentalizzata, perché il controllo sulla sicurezza da parte dellistituto cè eccome, non a caso oltre agli operatori della cooperativa nei reparti sono presenti anche infermieri e medici di Fondazione Sospiro».(s.b.) 13 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza EMERGENZA IPAB. Ieri lincontro
in prefettura Vicenza - Il secondo round, almeno sindacale, è
scattato ieri mattina poco dopo le 10, sempre davanti alla prefettura. Da una parte i
sindacati confederali di Cgil-Cisl e Uil rappresentati rispettivamente da Giancarlo
Puggioni, Maurizio Dei Zotti , Claudio Scambi e dalle Rsu. 12 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza LA POLEMICA. Rdb -Cub puntano il
dito su stipendi e consulenze Vicenza - «Dal sito internet della Provincia di Vicenza -
si legge in una nota dei Rdb-Cub - si evince che ci sono 14 dirigenti pagati mediamente
più di 7 mila euro al mese per dirigere 430 dipendenti. Molti di loro dirigono se stessi
o poco più. Totale un milione di euro per 14 stipendi dirigenziali. Questi sono i dati
pubblicati dalla Provincia di Vicenza, proporzionalmente analoghi a quelli di palazzo
Trissino. Su queste scandalose cifre - a noi note da tempo - il ministro Renato Brunetta
farebbe bene intervenire, invece di colpire sempre e solo chi lavora e produce servizi
pubblici per mille euro al mese
Già, perché lo stipendio medio lordo annuo di un
impiegato negli enti locali è di circa 20 mila euro». 12 agosto 2009 - Il Piccolo LO AVEVA REDARGUITO PERCHÉ AVEVA
FATTO SALIRE IL CANE Trieste - Pugni, spinte, minacce di morte («ti taglio la
gola e ti ammazzo») e, per concludere in bellezza, sputi in faccia. È il trattamento
riservato ad un autista della Trieste Trasporti, vittima dellennesimo episodio di
violenza ai danni dei conducenti dei mezzi pubblici. Ad aggredirlo un tossicodipendente
sulla quarantina, che pretendeva di viaggiare sul bus con il suo cane, un meticcio di
taglia media peraltro senza museurola. E che, dopo esser stato redarguito e invitato a
scendere, si è scagliato contro il conducente, ora in convalescenza con una prognosi di
dieci giorni e lobbligo di seguire una particolare profilassi. 11 agosto 2009 - Agi TRASPORTI: AGGREDITO A TRIESTE IL CONDUCENTE DI UN BUS(AGI) - Trieste, 11 ago. - A distanza di un anno dalle aggressioni subite dei conducenti dei bus della Trieste Trasporti SpA, si e registrata un nuovo analogo episodio ai danni di un conducente di un autobus che aveva invitato un utente a non salire con il suo cane di grossa taglia a bordo del bus, per di piu sprovvisto di museruola. Lo rende noto il Cub-Federazione Trasporti di Trieste. Lutente che dava evidenti segni di squilibrio - spiega la nota - e ben conosciuto dalle forze dellordine e ha iniziato subito ad inveire e minacciare il conducente - R. Z. di 35 anni - ed infine lo ha aggredito fisicamente, procurandogli delle lesioni con prognosi di 10 giorni e relativa convalescenza piu annessa profilassi per scagionare contagi da Hiv ed epatiti. Sul luogo dellaggressione e intervenuta una pattuglia dei carabinieri e unambulanza del 118. "Tenuto conto che tali inqualificabili ed inquietanti episodi continuano periodicamente a riproporsi nella provincia di Trieste e che la scrivente organizzazione sindacale di base, aveva gia denunciato la gravita e la pericolosita di tali episodi, si richiede alla prefettura, questura, provincia, comune e Trieste Trasporti Spa lattivazione di adeguate misure al fine di garantire lincolumita delle persone che si trovano a bordo dei bus". 11 agosto 2009 - Dentro Salerno Napoli: RdB Cub contro il licenziamento di Cercola Napoli - continua la lotta a contro il licenziamento del dirigente RdB CUB Rosario Cercola, dipendente e rappresentante dei lavoratori alla Social Innovation Service (Sis), società a totale partecipazione della Provincia di Napoli.Per limmediata revoca del licenziamento!Per la riassunzione immediata di Rosario! Contro ogni repressione dei diritti dei lavoratori!Contro ogni ritorsione al sindacalismo di base! Presidio di lotta Mercoledi 12 agosto - ore 10,00 presso la sede di Piazza Matteotti della provincia di Napoli. 11 agosto 2009 - IMG Press IL MOVIMENTO NO PONTE E LE BANDIERE ROSSE Messina - Secondo qualcuno "al corteo di sabato
cerano troppe bandiere rosse". E vero, cerano molte bandiere rosse.
Non credo fossero troppe. Sarebbe stato meglio che ce ne fossero state di più.
Cerano anche bandiere gialle (quelle di Legambiente), cerano anche bandiere
arancioni (quelle dellOrsa), cerano bandiere bianche (quelle col panda del
Wwf), cerano poi le bandiere multicolori dellArci, quelle con variazioni di
giallo della Cub, quelle rosse e nere degli anarchici, cerano quelle con i colori
della Sicilia degli indipendentisti, cerano, poi, bandiere No Ponte di ogni
tonalità. Perché, allora, prendersela tanto con le bandiere rosse? I critici critici che
lanciano questi anatemi si sono accorti che in testa al corteo e sul camion non
cerano bandiere? Si sono accorti che nellintervento finale della Rete No Ponte
(che è ad adesione individuale e non dorganizzazione) non è stata citata alcuna
sigla? Si sono accorti che ci sono stati 30 interventi dal microfono e che, quindi, hanno
parlato tutti quelli che hanno voluto farlo? Il movimento No Ponte è costituito da chi lo
fa? I centri sociali, questi cattivissimi ragazzi che notoriamente hanno devastato la
città a ogni corteo, ci sono sempre stati, esprimendo molta più sensibilità di tanti
critici critici che son bravi con le parole ma non distribuiscono un volantino neanche a
pagarli. I sindacati di base ci sono sempre stati e ci saranno anche quando ci sarà da
fermare le ruspe. La sinistra cosiddetta radicale cè sempre stata e ci sarà ancora
in futuro. Soprattutto, ai cortei no ponte ci viene da sempre tanta gente. Dai 700/800 del
2002 ai 10000 dellotto dicembre 2004, dai 6000 dell agosto 2005 ai 20000 del
22 gennaio 2006 agli 8000 di sabato scorso. Tranquilli non sono tutti pericolosi
comunisti. Ci vorrebbe ancora più gente? Le manifestazioni dovrebbero essere ancora più
partecipate? Certo, e ci impegneremo ancora di più. Sarebbe meglio che lidentità
di movimento prevalesse su quelle di partito e dorganizzazione? Certo, e magari, se
qualche critico critico desse una mano sarebbe anche più facile. Ma chiedo, quante e
quali manifestazioni a Messina sono così partecipate? Qualcuno ci ha criticato per aver
detto che il PD non cera. Non lo abbiamo mai fatto. In corteo cerano tanti
iscritti al PD e anche alcuni circoli del Partito. Tra le adesioni abbiamo avuto, con
piacere, quella di Rita Borsellino e del Segretario provinciale. Non abbiamo avuto
ladesione del Partito, e ce ne dispiace. Eppure labbiamo richiesta fino
allultimo giorno. Lo stesso abbiamo fatto con la CGIL, i cui militanti erano
ugualmente presenti in corteo in gran numero. Ricordo invece ai sostenitori del ponte, che
minimizzano la nostra presenza in piazza, che alla manifestazione del sì al ponte
organizzata da Lombardo, Cuffaro e tutto lo stato maggiore della politica siciliana
parteciparono la metà dei manifestanti di sabato. E dire che li avevano portati qui con
cestino, paletta e secchiello. Per il resto, gli altri partiti e sindacati sono tutti a
favore del ponte. Questo lo sapevamo già prima, ma non ha impedito al movimento di
crescere. E stato il movimento a fermare la prima volta le procedure relative alla
costruzione del ponte e sarà il movimento a fermarle di nuovo. Davanti a noi abbiamo un
compito difficile. Il corteo di sabato ha avuto il merito di avere intrecciato le
tematiche ambientali con quelle del lavoro e della gestione del territorio. Ha avuto,
inoltre, il pregio di iniziare ad articolare un piattaforma rivendicativa che chieda un
utilizzo diverso delle risorse destinate al ponte. Cè molto lavoro da fare. Gli
attivisti che si sono impegnati in questi mesi per costruire la manifestazione
dellotto agosto ci saranno senzaltro. 11 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza Mobilità, Rdb Cub cerca lunità sindacale Vicenza - Ieri si è tenuta unassemblea con una
trentina di lavoratori dellIpab per discutere sullesito dellincontro che
ha avuto luogo in prefettura la scorsa settimana, in seguito allo stato di agitazione
sindacale proclamato dai Rdb -Cub. I sindacati di base si trovano in disaccordo con
Cgil-Cisl e Uil sulla gestione degli esuberi richiesti dalla presidenza dellistituto
di contrà S.Pietro, pertanto le relazioni sindacali sono alquanto difficili, anche se non
mancano segnali dapertura. 11 agosto 2009 - L'Eco di Bergamo I vigili del fuoco chiedono più uomini per aprire a Dalmine Dalmine - Tutti d'accordo sull'obiettivo dell'apertura del
distaccamento dei vigili del fuoco di Dalmine, ma i numeri non tornano. A dirlo sono i
sindacati dei pompieri (Cgil, Cisl, Uil e Rdb pubblico impiego) che, dopo l'annuncio della
prossima apertura del distaccamento di Dalmine per effetto dell'arrivo di 16 nuovi vigili
del fuoco, affidano le loro perplessità a un comunicato unitario. 11 agosto 2009 - Bergamo news Vigili del fuoco - L'allarme del
sidnacato: l'apertura del distaccamento possibile solo dopo riduzioni a Orio e con l'aiuto
di personale della sede centrale. Il rischio è di minare la qualità del servizio
offerto, poiché si aggiungerebbe un notevole carico di lavoro sulle spalle del personale
attualmente in servizio Dalmine - Bene l'apertura del distaccamento dei vigili del fuoco di Dalmine, apertura annunciata nei giorni scorsi dal parlamentare Gregorio Fontana, ma non così come si prospetta e cioè senza il numero, nemmeno quello minimo, di personale in forza per potere operare in modo autonomo ed efficiente. Questo in estrema sintesi il contenuto di un documento unitario del sindacato di categoria, Cgil, Cisl, Uil e Rdb (Diego Bettoni, Giuseppe Pro, Michele di Giovanni e Massimiliano Sartori) che lancia l'allarme e chiede alle istituzioni locali e nazionali che questa sia solo una soluzione Perché, spiega il sindacato l'apertura del distaccamneto di Dalmine sarà possibile non solo grazie allaumento di organico derivante dalla precedente mobilità nazionale (saldo "positivo" di solo 10 unità) ma anche a una futura riduzione del personale presente nel distaccamento aeroportuale di Orio al Serio (da 88 a 76). "Lapertura del distaccamento di Dalmine potrà avvenire solo e soprattutto e questo è ciò che più ci preme sottolineare, grazie allennesimo sforzo e allo spirito di abnegazione richiesto a tutto il personale presente sul territorio". Questo perché, nonostante la riduzione di Orio, non ci saranno forze sufficienti a coprire lorganico di 36 unità come decretato dal Ministero, ma neanche il numero minimo, pari a 28 unità, che un distaccamento dei Vigili del fuoco necessita per essere autonomamente ed efficientemente operativo. Dato l'esiguo numero dei personale sarà necessario attingere dallorganico della sede centrale per poter rendere la struttura operativa in tal senso comportando un ulteriore aggravio del carico di lavoro e di conseguenza un aumento esponenziale di rischio di infortunio. Così l'indebolimento della sede centrale e di quella aeroportuale che rappresenta la necessaria conseguenza di questa operazione di riordino "va a scapito non solo del volenteroso personale operativo, ma anche e soprattutto della comunità tutta, in quanto se è vero che l'apertura di un nuovo distaccamento dovrebbe garantire una maggiore e migliore copertura del territorio, per assurdo, in questo caso e a queste condizioni, potrebbe addirittura minare la qualità del servizio offerto, poiché si aggiungerebbe un notevole carico di lavoro sulle spalle del personale attualmente in servizio". In altre parole la macchina del soccorso non può operare al massimo delle sue possibilità, come invece dovrebbe essere, se il soccorritore è oberato di lavoro. |
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