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10 agosto 2009 - Bigol news PRESIDIO DI RDB/CUB CONTRO LICENZIAMENTO DIRIGENTE Napoli - Presidio di lotta della R.d.B./CUB stamattina in piazza Matteotti. Il motivo è la protesta contro il licenziamento di un proprio dirigente sindacale, per aver denunciato alcune anomalie e per aver chiesto chiarimenti su altre, da una società a totale partecipazione della Provincia di Napoli. Si chiede l'immediata revoca del licenziamento e la conseguente revoca della riassunzione. momentanea per attivare l'apertura del distaccamento, in attesa delle necessarie unità operative indispensabili per il corretto funzionamento del soccorso in tutta la provincia. 10 agosto 2009 - Corriere di Siena La caserma della rabbia e dei
misteri SIENA - Passano gli anni e la caserma dei vigili del fuoco a Ruffolo resta inutilizzata. Un patema danimo che non riguarda solo i pompieri, costretti a lavorare in condizioni davvero difficili e precarie nella struttura di viale Cavour, ma interessa ormai tutti i cittadini, pervasi da una rabbia incomprensibile per gli intoppi che hanno circondato e circondano questa struttura degna di essere annoverata fra gli scempi e i peggiori esempi del Belpaese. Tra laltro nel marzo scorso la vicenda è diventata materia di indagine della procura della repubblica. Dopo dodici anni di attesa infatti i sindacati dei vigili del fuoco, Cgil, Cisl, Uil e Rdb, hanno deciso di interessare la magistratura di un percorso di edificazione che nasconderebbe qualcosa, a detta dei denuncianti. L'esposto è giustificato - sostengono i sindacati dei pompieri - dal disagio che il personale subisce all'interno della vecchia caserma di viale Cavour non più idonea al servizio, ma anche i cittadini e gli utenti sono penalizzati da questo vergognoso ritardo che mortifica e penalizza il servizio di soccorso, per tanti motivi, a cominciare dalla funzionalità delle macchine che non hanno un ricovero adeguato. Oltre alla situazione contingente che reca danno a tutta la comunità, i sindacati dei vigili del fuoco sospettano che in questi dodici anni di ritardo possano ravvisarsi delle responsabilità o comunque dei passaggi di tipo istituzionale-burocratico poco corretti e per questo girano la domanda alla magistratura. Sarà dunque la procura a stabilire e accertare se l'iter seguito per i lavori fino ad oggi sia stato corretto oppure se le cose non sono andate come avrebbero dovuto. Ma intanto il tempo passa. Sono trascorsi sei mesi da quellesposto e tutto tace. Fa piacere dunque pubblicare questo sfogo dellex comandante provinciale dei vigili del fuoco di Siena, Pietro Salvadori. "Da italiano contribuente - scrive - penso ai 12 milioni di euro spesi a cui si aggiungono i costi per la guardia armata per prevenire e quindi evitare possibili azioni predatorie e l'affitto delle impalcature esterne (a proposito a cosa servono se le rifiniture esterne sono state completate cinque anni fa). Da italiano-coordinatore nazionale dirigenti direttivi del Co.na.po. - sindacato autonomo vigili del fuoco - penso alla sofferenza dei vigili del fuoco senesi doppiamente penalizzati da un stipendio non paragonabile al grado di professionalità, ai rischi insiti alla mission istituzionale - la salvaguardia della vita e dei beni della gente senese - e inferiore del 50% rispetto a quello dei colleghi europei; lavorare in una sede oramai "cenerentola" tra le altre sedi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per le vistose carenze igienico-sanitarie e di sicurezza. Da italiano ex comandante provinciale dei vigili del fuoco di Siena e quindi informato dei fatti penso alla mancata programmata inaugurazione della nuova sede in occasione della ricorrenza di Santa Barbara, patrona dei vigioli del fuoco, il 4 dicembre 2005 nonostante la richiesta di oltre 300.000 euro per gli arredi al competente Ufficio del Ministero dell'Interno. Infine, da italiano ingegnere edile penso, in attesa dei lavori progettati per la viabilità di accesso, al perchè non si posono utilizzare gli attuali varchi del cantiere e per cui necessita la sola asfaltatura del piazzale. Insomma a chi giova questa storia "infinita"?".(S.M.) 9 agosto 2009 - Uno Notizie VITERBO. TUSCIA E SANITA' VITERBO (UnoNotizie.it) - Credevamo inutile alimentare una
polemica che non serve a nessuno tranne ai partiti che si sentono già in campagna
elettorale, ma tutti hanno sentito la necessità, giustamente, di dire la propria
opinione, in merito al piano di riorganizzazione della rete Ospedaliera della nostra
provincia, partorito dalla Commissione Sanità Regionale. Questo nostro comunicato vuole
essere soltanto un appello a tutta la popolazione, a tutti i lavoratori della sanità e,
soprattutto, a tutte le forze politiche che direttamente o indirettamente hanno in mano le
sorti di questa vicenda. La questione è stata opportunamente sviscerata in tutti i suoi
punti e in tutte le sedi istituzionali della nostra provincia. Il Direttore Generale della
ASL di Viterbo si era impegnato affinché questo piano a dir poco scellerato non avesse
seguito e lo aveva fatto anche supportato dalle opinioni del Prefetto della Provincia di
Viterbo, del Collegio dei Sindaci della Provincia di Viterbo, nonché di tutte le forze
politiche e sindacali della stessa. Credevamo che tutte le argomentazioni portate a
suffragio delle nostre teorie (percentuale di posti letto/abitanti, ubicazione geografica
di molti centri della provincia di Viterbo, posizione strategica degli Ospedali periferici
al confine con altre province e Regioni, denaro pubblico speso per il ripristino e la
messa a norma degli Ospedali, indice di utilizzo degli stessi, ecc. ecc. ecc.) fossero
sufficienti a far desistere chi di questo piano voleva farne un proprio cavallo di
battaglia. Non è stato purtroppo così, a distanza di poco tempo, in un mese in cui
lattenzione di tutti è rivolta altrove, si è tornati alla carica e si è deciso di
premere sullacceleratore in modo che al rientro dalle meritate ferie la popolazione
del viterbese troverà lamara sorpresa di non avere più le strutture sanitarie che
per tanti secoli hanno garantito il loro diritto alla salute. Siamo troppo vecchi del
mestiere e nessuno è talmente ingenuo per non capire che il rischio è che possa finire
così nostro malgrado. Il rinvio a settembre, annunciato con tanta enfasi dal Presidente
Mazzoli non può e non deve soddisfarci, la vera vittoria sarà soltanto non doverne
parlare più, la Provincia di Viterbo ha già pagato abbondantemente la propria parte e
queste poche righe vogliono richiamare lattenzione di tutti quei politici, di destra
e di sinistra, che stanno a rappresentarci presso la Regione Lazio grazie al voto di tutti
noi. Siamo fermamente convinti che alle prossime elezioni la stragrande maggioranza degli
elettori non si ricorderà nemmeno chi era al governo del Paese, della Regione o del
Comune, si ricorderà soltanto del disagio e della discriminazione subita da questo
"Piano di rientro"; se tutto questo non sarà evitato, vuol dire che tutti
avremo fallito, anche nelle nostre scelte politiche. 9 agosto 2009 - Il Gazzettino «Aprire confronto e revocare la collocazione in disponibilità di 13 dipendenti» Vicenza - I sindacati unitari della Funzione Pubbilica di
Cgil, Cisl e Uil sul piede di guerra nella vertenza aperta dallIpab berica che
prevede tra laltro il collocamento in disponibilità di tredici dipendenti. In una
nota firmata da Giancarlo Puggioni (Cgil), Maurizio Dei Zotti (Cisl) e Claudio Scambi
(Uil) hanno proclamato lo stato di agitazione allIstituto pubblica assistenza e
beneficenza. La decisione è stata presa in seguito al mandato ricevuto
dallassemblea generale dei lavoratori svoltasi allIpab di Vicenza. Le tre
segreterie sindacali provinciali, escluse dalle trattative alle quali ha preso parte la
sola rappresentanza della Rdb-Cub, hanno chiesto al Prefetto Piero Mattei di essere
convocate per lattivazione della procedura di conciliazione prevista dalla legge
146/90 concernente anche le problematiche relative allassenza di un piano aziendale,
alle carenze du organico e incremento dei carichi di lavoro nei servizi e nei reparti e
alle esternalizzazioni. 8 agosto 2009 - Il Giornale La protesta I lavoratori Ri.Rei bloccano il consiglio regionale Roma - Hanno occupato laula del consiglio regionale, dove era in corso la discussione sullassestamento di bilancio, bloccando i lavori, per gridare il loro sdegno. Hanno protestato così, gridando «Vergogna, vergogna!», i lavoratori del consorzio Ri.Rei, che gestisce i centri per disabili ex Anni Verdi, insieme ai familiari degli assistiti e alla RdB-CUB, che da giorni trascorrono la notte alla Pisana. I manifestanti, che sostengono un emendamento presentato in assestamento di bilancio da parte della maggioranza e parte dellopposizione per laffidamento temporaneo del servizio alle Asl, «in modo che si possa effettuare un bando pubblico e trasparente», hanno urlato: «Il lavoro e la sanità sono diritti di tutti», esponendo nellarea riservata agli spettatori alcuni manifesti: «Via le coop dalla Ri.rei», «Basta con la mafia». Momenti di tensione si sono vissuti quando uno dei manifestanti è stato colto da malore. Poi la protesta è finita, i manifestanti hanno abbandonato laula lasciando i loro manifesti, mentre il presidente del consiglio regionale Guido Milana richiamava in aula i consiglieri.«La gente è esasperata e si sta calmando, tutto sta tornando nella norma - spiega lassessore regionale al Bilancio Luigi Nieri -. Una loro delegazione incontrerà il presidente della Regione Piero Marrazzo». «La premiata falegnameria Marrazzo ancora non ha aperto un tavolo efficiente su questa vicenda - ha sottolineato Antonio Cicchetti (Pdl) -. La gente è esasperata e non ha trovato altro modo che entrare nellaula consiliare per protestare». «Le associazioni dei genitori e i sindacati dei lavoratori che legittimamente protestano da settimane sulla situazione dei centri ex Anni Verdi occupando una sala del Consiglio regionale - dice il vicepresidente del consiglio regionale Bruno Prestagiovanni, del Pdl - sono vittime e contestualmente ostaggio di una battaglia politica tutta interna alla maggioranza che ha sostenuto Marrazzo, sbagliando anche lindirizzo verso cui indirizzare la loro protesta». «La soluzione - sottolinea Prestagiovanni - dovrà essere trovata allinterno di un atto deliberativo e chiarificatore da parte della Giunta regionale. A oggi lunico atto esistente è quello dellaffidamento al Consorzio Ri.Rei della gestione dei servizi dei centri ex Anni Verdi e personalmente, a suo tempo, ho contestato le modalità di costituzione del consorzio». «Oggi ritengo - conclude Prestagiovanni - che lunica soluzione sia di procedere allaccreditamento provvisorio delle strutture al Consorzio, regolarizzando le modalità di pagamento garantendo la soddisfazione dei lavoratori e il servizio allutenza». 8 agosto 2009 - La Repubblica Provincia, denuncia di Sodano (Prc)
per il provvedimento della società pubblica Sis. Napoli - Un sindacalista licenziato in una società a
totale partecipazione della Provincia apre un caso a palazzo Matteotti. È Tommaso Sodano
a sollevarlo con una lettera al presidente Cesaro, chiedendo chiarimenti sul provvedimento
preso contro Rosario Cercola, rappresentante dei lavoratori (RdB Cub) alla Social
Innovation Service (Sis). Sodano riferisce di un licenziamento «per "atti di
insubordinazione ed atteggiamenti sfrontati", motivazione - dice - che cela una forma
di ritorsione». Il caso è legato a «presunte anomalie» contestate dai sindacati alla
Sis a proposito di un bando per l´assunzione di personale disabile: «Accusano la
mancanza di chiarimenti su promozioni ingiustificate o sospensioni arbitrarie del servizio
trasporto». Sodano chiede l´immediato reintegro del sindacalista, e una richiesta di
«immediata verifica sul grave provvedimento» giunge a Cesaro anche dal presidente del
consiglio provinciale, Luigi Rispoli (Pdl), che sollecita «provvedimenti consequenziali
nei confronti dei responsabili di tale iniziativa, se si dovessero riscontrare
irregolarità o abusi». Nasce il macro - Campidoglio Roma - Basterà l´ok della Sovrintendenza per
intervenire sull´edilizia monumentale. È solo un esempio della piccola rivoluzione che
da ottobre cambierà gli uffici capitolini. Ha visto la luce venerdì la nuova
"macrostruttura" del Campidoglio, una riforma che ridisegna da cima a fondo
l´architettura organizzativa del Comune. Dopo mesi di concertazione e limature durate
fino all´ultima notte, la rivoluzione varata dalla giunta alla vigilia della pausa estiva
diventerà realtà il primo ottobre. I livelli di comando saranno tre: i
"dipartimenti" saranno divisi in "direzioni di area", divise a loro
volta in "unità organizzative". Non cambieranno le competenze degli
assessorati, ma molti uffici verranno accorpati o spostati con conseguenze pratiche non da
poco. 8 agosto 2009 - La Provincia di Cremona Sospiro. Il direttore generale
Placchi replica: mai spinto per il licenziamento, solo segnalato il fatto SOSPIRO Presidio e protesta, ieri mattina, davanti ai cancelli di Fondazione Sospiro: il sindacato autonomo Rdb (Rappresentanze Sindacali di Base), sostenuto da alcuni rappresentanti della sezione cremonese di Alternativa Comunista, ha alzato la voce contro la Cooperativa Sociale Sentiero di Cremona, attiva nel reparto disabili dellistituto con unottantina di operatori. La diatriba, come noto, è nata in seguito al licenziamento per giusta causa di Giuseppe Bruna, dipendente 39enne residente a Sospiro che secondo la ricostruzione della coop si sarebbe reso protagonista di un episodio di violenza ai danni di un paziente, per il quale si è presa in considerazione anche la possibilità di sporgere denuncia. Il sindacato Rdb non ci sta, difende il lavoratore e chiede la riassunzione: dopo lincontro in Prefettura, terminato con un esito negativo, è arrivato il presidio di ieri, e adesso si pensa già ad uno sciopero da proclamare nella seconda metà di agosto, tutte operazioni da cui prendono le distanze Cgil, Cisl e Uil. «Il dipendente giura di non aver fatto nulla spiega il responsabile regionale Rdb Gianfranco Bignamini ma al di là del fatto in sé riteniamo che il comportamento della cooperativa sia stato antisindacale, perché prima di licenziare bisognerebbe prendere in considerazione misure disciplinari meno drastiche. Non si può lasciare un giovane senza lavoro: questo lo vogliamo dire anche al sindaco di Sospiro, perché adesso un suo cittadino non sa più come mangiare. Oltre alla cooperativa, comunque, si è comportata male anche Fondazione: il direttore Massimo Placchi dal prefetto ha fatto finta di cadere dalle nuvole, ma sappiamo che anche listituto ha spinto per il licenziamento. Riteniamo, inoltre, che la coop abbia altri problemi: dagli straordinari non pagati sino alla carenza in materia di sicurezza e formazione degli operatori». Mentre i vertici della cooperativa respingono le accuse definendole strumentali, Placchi chiarisce la posizione di Fondazione Sospiro: «Non abbiamo spinto per il licenziamento, ci siamo limitati a segnalare alla cooperativa un gesto grave compiuto da un loro dipendente sotto gli occhi di altri operatori. Il vero fatto preoccupante di tutta questa vicenda è che si parla tanto del licenziamento di questo lavoratore dimenticandosi che un paziente ha subito unaggressione». LOPERATORE E IL DATORE DI
LAVORO SOSPIRO Al presidio di ieri era presente anche Giuseppe Bruna, il dipendente licenziato dalla Cooperativa Sociale Sentiero. Alla stampa ha voluto raccontare la sua verità: «Durante una crisi di un paziente siamo intervenuti in cinque per bloccarlo come da protocollo interno. Durante loperazione il paziente ha cercato di colpirmi con la testa, a questo punto lo ho allontanato fermandogli la testa e tenendola lontana. Dopo qualche giorno è arrivata laccusa di aggressione da parte della cooperativa. Ero iscritto alla Uil, ho chiesto il loro aiuto ma non è arrivato, così ho contattato il sindacato Rdb. Vorrei solo dire che faccio questo lavoro con passione da dieci anni: non ho aggredito il paziente e non farò mai una cosa simile». Completamente differente la versione fornita dalla presidentessa della coop Nicoletta Silva: «Dalle testimonianze dei quattro operatori presenti, verbalizzate davanti ad un legale, Bruna è intervenuto nonostante non fosse assolutamente coinvolto nelloperazione, ed è intervenuto con un gravissimo gesto di violenza. Dopo le dovute valutazioni abbiamo deciso per il licenziamento. Adesso stiamo valutando la possibilità di andare per vie legali, sia per quanto riguarda questo episodio, sia per la diffamazione strumentale contro la nostra cooperativa». 8 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza IPAB. Dopo lassemblea, i
sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro con il prefetto Vicenza - La situazione venutasi a creare allIpab di
Vicenza, in particolare con la messa in disposizione di 13 dipendenti, è stata analizzata
ieri nel corso di unassemblea dei lavoratori. Lassemblea è stata convocata
dai sindacati Fp-Cgil, Fps-Cisl e Fpl-Uil. «Se non collaborano non è colpa nostra» Vicenza - «Non ho minacciato nessuno, semmai ho preso atto
che lo spirito di collaborazione che avevamo chiesto ad un consiglio di amministrazione
non nominato da questa maggioranza è venuto meno e, forse, non cè mai stato». 8 agosto 2009 - Il Messaggero Accordo Comune-sindacati: premi ai
dipendenti, più servizi al cittadino Roma - Incentivi economici e professionali per i
dipendenti, ridefinizione degli orari di lavoro, razionalizzazione della gestione dei
servizi e analisi e programmazione della spesa per il personale. Questi alcuni dei punti
salienti del protocollo dintesa firmato ieri in Campidoglio dal sindaco Gianni
Alemanno, dallassessore alle Risorse Umane Enrico Cavallari e dai rappresentanti
sindacali di Cigl, Cisl, Uil e Csa. «E un accordo molto importante ha
dichiarato Alemanno ed è legato anche allapprovazione della nuova
macrostruttura (approvata ieri in Giunta e che partirà dal 30 settembre): attraverso
questo protocollo noi ci impegniamo a valorizzare la professionalità dei dipendenti
comunali, ad incentivare questa professionalità, per fare in modo che ci sia una sempre
maggiore efficienza delle attività della pubblica amministrazione». «Questo protocollo
- ha spiegato Cavallari - è stato fortemente voluto e fa seguito a mesi di concertazioni
in cui è stato importantissimo in contributo delle organizzazioni sindacali. Si tratta di
rimodernare la macchina capitolina ha proseguito - ce lo chiedono i cittadini che
si aspettano servizi sempre migliori. Gli stessi dipendenti, insieme
allamministrazione, hanno preso atto della necessità di cambiare». 8 agosto 2009 - Tempo Stretto Oltre tremila in piazza per gridare
No al Ponte Messina - Si è tenuto nel pomeriggio di oggi il corteo organizzato dalla "Rete No Ponte", in programma già da diversi mesi, per manifestare contro la costruzione dellinfrastruttura che dovrebbe collegare la Sicilia al Continente. Tre mila e duecento i partecipanti secondo i dati della Questura, oltre otto mila invece per gli organizzatori. Tra coloro che vi hanno preso parte rappresentanti di partiti politici, associazioni, movimenti messinesi e provenienti dal resto della Sicilia e dalla vicina Calabria, che già nei giorni scorsi avevano comunicato la propria adesione, e semplici cittadini. La marcia partita da piazza Cairoli intorno alle ore 18:30, ha percorso il viale San Martino fino allincrocio con via Santa Cecilia, risalendo poi via Cesare Battisti fino allarrivo a piazza Municipio intorno alle 20, dove dalla scalinata antistante palazzo Zanca, si sono susseguiti gli interventi degli organizzatori della manifestazione, che hanno sottolineato limportante risultato numerico, superiore alle aspettative considerando il periodo estivo e la concomitanza con il weekend. La musica ha accompagnato lintero tragitto, così come i cori scanditi contro lattuale governo, deciso ad avviare i lavori per la costruzione del Ponte entro il 2010. I sostenitori del No hanno gridato con decisione le proprie ragioni, invitando il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e gli amministratori locali a puntare su modelli di sviluppo che prescindano dalla realizzazione della grande opera, sottolineando gli enormi bisogni del territorio. Particolare attenzione è stata rivolta ai temi del lavoro e della mobilità dello Stretto, in un periodo in cui Rfi continua la politica di dismissione del trasporto ferrato e il servizio di Metropolitana del Mare non è ancora stato avviato, con il conseguente spostamento della domanda verso i vettori privati. Una "battaglia" assolutamente pacifica, fatta di balli, canti e slogan. Ma nonostante il clima gioioso il messaggio dei partecipanti è stato chiaro: se il governo manterrà la linea del Sì, non vi sarà un passo indietro, si continuerà a dichiarare la propria contrarietà alla costruzione dellopera. 8 agosto 2009 - Il Velino Comune Roma, siglato accordo per riforma politiche del personale Roma, 7 ago (Velino) - Razionalizzazione della gestione servizi e dellorganizzazione del lavoro, definizione del nuovo piano funzionale, nuove politiche retributive e revisione del contratto integrativo, valorizzazione dell'attività di dirigenti e dipendenti su base meritocratica attraverso l'istituto della produttività. È questo l'obiettivo del protocollo di intesa firmato oggi in Campidoglio dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, dall'assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari e dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Csa. "Si tratta di rimodernare la macchina capitolina - ha detto Enrico Cavallari -. Questo protocollo è stato fortemente voluto e fa seguito a mesi di concertazioni. Gli stessi dipendenti e l'amministrazione hanno preso atto della necessità di cambiare questa macchina". Per il sindaco Gianni Alemanno il protocollo sul personale capitolino "è molto importante ed è legato anche all'approvazione della nuova macrostruttura: attraverso questo protocollo noi ci impegniamo a valorizzare la professionalità dei dipendenti comunali, a incentivare questa professionalità, per fare in modo che ci sia una sempre maggiore efficienza delle attività della pubblica amministrazione". Nellaccordo siglato sono previsti, inoltre, nuovi criteri di definizione e assegnazione delle posizioni organizzative. Sarà elaborato anche un nuovo programma di formazione e aggiornamento attraverso una programmazione mirata degli interventi. Mentre i rappresentanti sindacali, che hanno siglato laccordo, hanno espresso soddisfazione, critiche sono arrivate, invece, dai rappresentanti di Rdb e Diccap-Sulpm. "Il Comune - ha dichiarato, Alessandro Marchetti segretario generale aggiunto Diccap-Sulpm - ha fatto un accordo sottobanco che costituisce un'attività antisindacale. Siamo stanchi di firmare accordi sugli intenti. Ora vogliamo i fatti. Nemmeno nei peggiori tempi di Veltroni accadevano fatti così antidemocratici come quello avvenuto oggi". Sulla stessa linea le dichiarazioni di Roberto Betti, rappresentante sindacale Rdb che ha sottolineato. "La nostra organizzazione sindacale al primo consiglio di settembre riporterà i lavoratori in Aula a protestare". Immediata la replica dellassessore Cavallari: "Non c'è nessun accordo sottobanco, nessuna esclusione, c'è la possibilità da parte di tutti di firmare il protocollo". "Il protocollo d'intesa è un ulteriore tappa fondamentale per il percorso intrapreso dalla Cisl funzione pubblica per la riorganizzazione della Pubblica amministrazione, intrapreso anche grazie all'ultimo convegno della Cisl Fp di Roma svoltosi nel mese di giugno nell'aula Giulio Cesare in Campidoglio sottolinea, in una nota la Cisl Fp -. Laccordo porterà per il personale capitolino all'apertura del tavolo delle trattative per il nuovo contratto collettivo decentrato integrativo, alla rivisitazione della dotazione organica e del piano assunzionale, alla valorizzazione del personale interno con percorsi di progressioni verticali e di riqualificazione, alla ridefinizione degli incarichi delle posizioni organizzative, alla verifica dei nuovi criteri per la mobilità interna, alla produttività legata a progetti finalizzati e all'adeguata e mirata formazione e aggiornamento per i dipendenti. Rappresenterà per gli utenti un ulteriore passo verso il miglioramento dei servizi offerti alla cittadinanza legata alla riqualificazione quali-quantitativa delle prestazioni e l'obiettivo per il raggiungimento dell'efficacia ed efficienza della macchina amministrativa". 8 agosto 2009 - Il Tempo Intesa tra Comune e sindacatidi Giovannini Pietro Roma - Razionalizzazione della gestione dei servizi e dell'organizzazione del lavoro, analisi e programmazione della spesa per il personale, nuove politiche retributive e revisione del contratto decentrato integrativo, valorizzazione delle risorse umane attraverso percorsi di progressione verticali. Questi alcuni dei punti contenuti nell'intesa siglata in Campidoglio dal sindaco Gianni Alemanno, dall'assessore alle risorse umane Enrico Cavallari e dai rappresentanti sindacali di Uil Fpl, Csa, Cisl Fp, Cgil Fp. «L'aspetto fondamentale di questo protocollo - ha spiegato Cavallari - è che l'amministrazione ed i lavoratori prendono atto insieme della necessità di cambiamento della macchina amministrativa capitolina. Questo è il frutto di un lavoro congiunto fatto nei mesi scorsi, parallelamente alla riforma della macrostruttura approvata oggi in Giunta». Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti delle 4 sigle sindacali firmatarie del protocollo, mentre hanno espresso delle critiche i rappresentanti di Diccap-Sulpm e di Rdb, che non hanno sottoscritto l'accordo. «Hanno fatto un accordo sottobanco che costituisce attività antisindacale. Siamo stati al tavolo fino all'altro ieri, poi hanno fatto delle riunioni segrete per firmare oggi senza che noi ne sapessimo nulla», ha denunciato Alessandro Marchetti, segretario generale del Diccap-Sulpm, mentre Roberto Betti, rappresentante del Rdb, ha detto: «Alemanno convoca le sigle sindacali più compiacenti e calpesta le regole della democrazia». 8 agosto 2009 - Ore 12 Siglato un protocoIlo d'intesa tra
Comune di Roma e Sindacati Roma - Tracciare le linee guida per le politiche delle risorse umane del prossimo triennio. Questo l'obiettivo del protocollo di intesa firmato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, dall'assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari e dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Csa. Il prptocollo prevede la razionalizzazione della gestione dei servizi e della organizzazione del lavoro; l'analisi e la programmazione della spesa per il personale e la definizione delle nuove politiche occupazionali; le nuove politiche retributive e la revisione del contratto decentrato integrativo. Nell'accordo è prevista la valorizzazione delle risorse umane attraverso percorsi di progressione verticale; la creazione di fasce retributive per la dirigenza attraverso l'elaborazione di nuovi metodi di valutazione; la ridefinizione dei criteri della mobilità interna; la valorizzazione dell'attività dei dipendenti su base meritocratica attraverso l'istituto della produttività. Sono previsti inoltre nuovi criteri di definizione e assegnazione delle posizioni organizzative. Sarà elaborato inoltre un nuovo programma generale di formazione e aggiornamento mediante una mirata programmazione degli interventi. Questo protocollo -ha detto durante la contrenza stampa di presentazione l'assessore alle Risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari- è stato fortemente voluto e fa seguito a mesi di concertazioni. Si tratta di rimodemare la macchina capitolina. Gli stessi dipendenti e l'amministrazione hanno preso atto della necessità di cambiare questa macchina . Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti sindacali che hanno sottoscritto il protocollo di intesa. Critici invece i rappresentanti delle sigle Rdb e Diccap-Sulpm. Il Comune - ha affermato Alessandro Marchetti segretario generale aggiunto Diccap-Sulpm - ha fatto un accordo sottobanco che costituisce un'attività antisindacale, Nemmeno nei peggiori tempi di Veltroni accadevano fatti così antidemocratici come quello avvenuto oggi . Dello stesso parere Robetto Betti, rappresentante sindacale Rdb che sottolinea: "La nostra organizzazione sindacale al primo consiglio di settembre riporterà i lavoratori in aula a protestare". "Non c'è esclusione -ha replicato l'assessore Cavallari, c'è la possibilità da parte di tutti di firmare il protocollo. Non c'è accordo sottobanco". 8 agosto 2009 - Corriere del Veneto Il Comune contro lIpab «Non
cè sintonia politica» VICENZA - Lo scontro sugli esuberi allIpab
diventa politico. E apre la crisi fra lente di assistenza e il Comune. «Il rapporto
fiduciario tra noi e il cda di Ipab spiega lassessore ai Servizi Sociali
Giovanni Giuliari - credo sia finito, non spetta a me chiederne le dimissioni ma su questo
si pronuncerà il sindaco Variati. Le persone nominate devono essere in sintonia con gli
indirizzi politicoamministrativi stabiliti dallamministrazione in carica».
Affermazioni che fanno presagire che a breve si possa già assistere ad un cambio di
vertici che sono stati erediti dalla passata amministrazione, guidata da Enrico Hüllweck,
che prima di dimettersi riconfermò il consiglio di amministrazione del «Proti Salvi
Trento». 7 agosto 2009 - Omniroma RI.REI, RED-CUB: «SECONDA NOTTE OCCUPAZIONE PISANA»(OMNIROMA) Roma, 07 ago - «Seconda notte di occupazione alla Pisana per i lavoratori ex Anni Verdi ed i familiari dei disabili sostenuti dalla RdB-CUB. La delegazione, che nella tarda serata di ieri ha avuto un primo colloquio con alcuni assessori, è in attesa di incontrare la Giunta per le ore 12 di questa mattina». Così una nota Rdb-CUb. «Agli occupanti si sono uniti i familiari ed i lavoratori provenienti dal centro di Via Sbricoli che ieri, dopo aver trovato sbarrato l'accesso alla struttura da parte del consorzio Ri.Rei, sono andati a presentare denuncia presso gli uffici territoriali della Questura - prosegue la nota - Intanto il consorzio, che non solo non è proprietario dei centri ex Anni Verdi ma il cui incarico è scaduto lo scorso 31 luglio, prosegue nel suo esecrabile comportamento: questa mattina ha sospeso dal lavoro via telegramma gli operatori di Via Sbricoli ed ha mantenuto chiuso il centro di assistenza». «Gli occupanti continuano a sostenere la necessità dell'affidamento temporaneo del servizio alle Asl, e di un bando pubblico e trasparente che impedisca il ripetersi di tutte le gravi problematiche che hanno caratterizzato il servizio di assistenza ai disabili», conclude la nota. PIANO CASA, MOVIMENTI: «CRITICI SU INTERO DOCUMENTO» (OMNIROMA) Roma, 07 ago - Soddisfatti per alcune misure inserite ma critici nei confronti dell'intero Piano casa, approvato ieri alla Pisana, i comitati di lotta per il diritto all'abitare, si sono incontrati stamattina, a palazzo Valentini, per un confronto tra i diversi movimenti, per illustrare i risultati raggiunti e le strategie da mettere in campo a settembre. «Grazie alla mobilitazione di venerdì scorso - affermano i rappresentanti dei movimenti - sono stati inseriti nel piano alcuni provvedimenti sui quali ci siamo battuti molto». «Garantire una legge regionale sul diritto all'abitare entro il 30 novembre», «destinare il 50% in tutti i nuovi piani di costruzione all'edilizia sovvenzionata», «il finanziamento decennale pari a 100milioni di euro annui destinati alla sovvenzionata», i punti cari ai movimenti, «un passo in avanti, di cambio, da parte dell'amministrazione Marrazzo», dicono. Critici, invece, per quanto riguarda la semplificazione delle procedure, «pericoloso aggiornamento delle norme sull'edilizia». Infine, gli esponenti del Coordinamento cittadino lotta per la casa, AS.IA RdB Cub, Blocchi precari metropolitani e Comitato obiettivo casa, allargano la questione anche al territorio capitolino chiedendo al sindaco Alemanno, «di dare risposte celeri», ed a tutte le istituzioni coivolte, dalla prefettura alla provincia di Roma, di «muoversi in termini di misure sociali». «La lotta paga. I movimenti strappano aree e finanziamenti per l'edilizia residenziale pubblica, 100 milioni di euro annui per il recupero e la costruzione di nuove case popolari. Contro la crisi e la precarietà conquistiamo una vera legge per il diritto all'abitare. Case e reddito per tutti e tutte», il manifesto che ha fatto da sfondo all'incontro. COMUNE, POLITICHE PERSONALE: SIGLATA INTESA CAMPIDOGLIO-SINDACATI (OMNIROMA) Roma, 07 ago - Razionalizzazione della gestione dei servizi e dell'organizzazione del lavoro, analisi e programmazione della spesa per il personale, nuove politiche retributive e revisione del contratto decentrato integrativo, valorizzazione delle risorse umane attraverso percorsi di progressione verticali. Questi alcuni dei punti contenuti nel protocollo d'intesa siglato oggi in Campidoglio dal sindaco Gianni Alemanno, dall'assessore alle risorse umane Enrico Cavallari e dai rappresentanti sindacali di Uil Fpl, Csa, Cisl Fp, Cgil Fp. Il protocollo prevede inoltre la creazione di fasce retributive per la dirigenza attraverso nuovi metodi di valutazione, nuovi criteri di definizione e assegnazione delle posizioni organizzative, ridefinizione dei criteri della mobilità interna, valorizzazione dell'attività dei dipendenti su base meritocratica attraverso l'istituto della produttività, ed elaborazione del nuovo programma generale di formazione ed aggiornamento. «L'aspetto fondamentale di questo protocollo - ha spiegato Cavallari - è che l'amministrazione ed i lavoratori prendono atto insieme della necessità di cambiamento della macchina amministrativa capitolina. Questo è il frutto di un lavoro congiunto fatto nei mesi scorsi, parallelamente alla riforma della macrostruttura approvata oggi in Giunta». Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti delle 4 sigle sindacali firmatarie del protocollo, mentre hanno espresso delle critiche i rappresentanti di Diccap-Sulpm e di Rdb, che non hanno sottoscritto l'accordo. «Hanno fatto un accordo sottobanco che costituisce attività antisindacale. Siamo stati al tavolo fino all'altro ieri, poi hanno fatto delle riunioni segrete per firmare oggi senza che noi ne sapessimo nulla», ha denunciato Alessandro Marchetti, segretario generale del Diccap-Sulpm, mentre Roberto Betti, rappresentante del Rdb, ha detto: «Alemanno convoca le sigle sindacali più compiacenti e calpesta le regole della democrazia, sottoscrivendo un protocollo d'intesa che fa finta di premiare i lavoratori e invece premia solo la dirigenza dell'ente». L'assessore Cavallari, interpellato al riguardo, ha risposto: «Nessuna esclusione o accordo sottobanco. Il protocollo è aperto a tutti e chi vuole lo può firmare, anzi c'è la volontà di fare un percorso formalmente corretto». BILANCIO, RDB-CUB: UNA SLOT MACHINE MA CITTADINI PERDONO SEMPRE (OMNIROMA) Roma, 07 ago - «Il bilancio comunale sta diventando come una slot machine: si promettono grandi vincite, ma in realtà a rimetterci sono solo gli ignari giocatori, cioè i cittadini, illusi dalle ingannevoli pubblicità del sindaco». Lo afferma, in una nota, Roberto Betti rappresentante delle RdB al Comune di Roma alla manovra di assestamento. «I 18 milioni di euro per i nidi di qualche giorno fa sono diventati 8, gran parte dei quali destinati al privato, mentre per i nidi pubblici non sono stati ancora cancellati gli accordi capestro firmati da Veltroni con Cgil, Cisl e Uil. Se questo avvenisse, si recupererebbero invece duecento lavoratrici da destinare al rapporto diretto con i bambini - continua - La gestione Alemanno, come quella che l'ha preceduta, si va caratterizzando per la sua totale disattenzione agli sprechi, come nel caso dell' ex Manifattura Tabacchi - segnala Betti - in via della Moletta dell'Ostiense, largamente inutilizzato mentre si continuano a pagare fitti esosi a privati. Se davvero il sindaco intende fare di Roma una città modello si confronti con Berlino, con Londra, con Parigi, con Madrid, dove i servizi sono garantiti universalmente e il personale pagato con stipendi veri e non con stipendi da fame». BILANCIO, GUIDI (PDL): «LE SLOT MACHINE APPARTENGONO AL PASSATO» (OMNIROMA) Roma, 07 ago - «Le recriminazioni sul bilancio avanzate dai dirigenti delle RdB all'indomani dell'approvazione della manovra di assestamento da parte del Consiglio comunale, sono prive di fondamento. I venditori di fumo e i trucchetti contabili degni delle slot machine sono ormai un ricordo del passato e sono stati cancellati dalle misure chiare e cristalline avanzate da questa amministrazione. Come è inconfutabile e ampiamente documentato nella manovra di assestamento, non c'è stata alcuna decurtazione delle spese per i servizi sociali, semmai un loro incremento qualitativo, e in particolare per gli asili nido: i 18 milioni stanziati, infatti, non si sono alleggeriti neanche di un euro, in quanto verranno investiti integralmente sia per l'apertura programmata dei nuovi asili nido, sia per le spese complessive di gestione dei servizi e del personale». Lo ha dichiarato, in una nota, Federico Guidi (Pdl), presidente della commissione Bilancio del comune di Roma. «Per quel riguarda i lavoratori in organico, poi, l'assessore Marsilio, negli incontri del 6 maggio e 23 luglio scorsi, ha già consegnato nelle mani delle organizzazioni sindacali una nuova proposta di accordo, con la quale si garantisce che le unità che erano state tolte dalle strutture a seguito dell'accordo voluto da Veltroni con Cgil, Cisl e Uil, verranno reintegrate in tutti gli asili nido a lungo orario - continua - E queste misure e questi stanziamenti, contrariamente a quanto sostiene RdB, non possono che andare a vantaggio delle famiglie romane e dei lavoratori del settore. Quanto ai fitti passivi, è bene ricordare che, proprio nell'assestamento di bilancio, sono stati impegnati fondi per la ristrutturazione degli immobili comunali di via dè Cerchi e di viale Trastevere, per poterli destinare a sede degli uffici comunali oggi allocati in strutture private. Questa misura a regime consentirà un risparmio di circa 5 milioni di euro, oggi impiegati in affitti passivi». 7 agosto 2009 - Adnkronos ROMA: COMUNE, FIRMATO PROTOCOLLO
INTESA Roma, 7 ago. - (Adnkronos) - Tracciare le linee guida per le politiche delle risorse umane del prossimo triennio. Questo l'obiettivo del protocollo di intesa firmato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, dall'assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari e dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Csa. Il protocollo prevede la razionalizzazione della gestione dei servizi e della organizzazione del lavoro; l'analisi e la programmazione della spesa per il personale e la definizione delle nuove politiche occupazionali; le nuove politiche retributive e la revisione del contratto decentrato integrativo. Nell'accordo è prevista la valorizzazione delle risorse umane attraverso percorsi di progressione verticale; la creazione di fasce retributive per la dirigenza attraverso l'elaborazione di nuovi metodi di valutazione; la ridefinizione dei criteri della mobilità interna; la valorizzazione dell'attività dei dipendenti su base meritocratica attraverso l'istituto della produttività. Sono previsti inoltre nuovi criteri di definizione e assegnazione delle posizioni organizzative. Sarà elaborato inoltre un nuovo programma generale di formazione e aggiornamento mediante una mirata programmazione degli interventi. «Questo protocollo -ha detto durante la conferenza stampa di presentazione l'assessore alle Risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari- è stato fortemente voluto e fa seguito a mesi di concertazioni. Si tratta di rimodernare la macchina capitolina. Gli stessi dipendenti e l'amministrazione hanno preso atto della necessità di cambiare questa macchina». Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti sindacali che hanno sottoscritto il protocollo di intesa. Critici invece i rappresentanti delle sigle Rdb e Diccap-Sulpm. «Il Comune -ha affermato Alessandro Marchetti segretario generale aggiunto Diccap-Sulpm- ha fatto un accordo sottobanco che costituisce un'attività antisindacale. Nemmeno nei peggiori tempi di Veltroni accadevano fatti così antidemocratici come quello avvenuto oggi». Dello stesso parere Roberto Betti, rappresentante sindacale Rdb che sottolinea «la nostra organizzazione sindacale al primo consiglio di settembre riporterà i lavoratori in aula a protestare». «Non c'è esclusione -ha replicato l'assessore Cavallari- c'è la possibilità da parte di tutti di firmare il protocollo. Non c'è accordo sottobanco». 7 agosto 2009 - Iris ROMA, COMUNE:RDB, IL BILANCIO E DIVENTATO UNA VERA E PROPRIA SLOT MACHINE (IRIS) - ROMA, 7 AGO - "Il bilancio comunale sta diventando come una slot machine: si promettono grandi vincite, ma in realtà a rimetterci sono solo gli ignari giocatori, cioè i cittadini, illusi dalle ingannevoli pubblicità del Sindaco", questo lamaro commento di Roberto Betti rappresentante delle RdB al Comune di Roma alla manovra di assestamento. Continua il rappresentante sindacale: "I 18 milioni di Euro per i nidi di qualche giorno fa sono diventati 8, gran parte dei quali destinati al privato, mentre per i nidi pubblici non sono stati ancora cancellati gli accordi capestro firmati da Veltroni con cgil, cisl e uil. Se questo avvenisse, si recupererebbero invece duecento lavoratrici da destinare al rapporto diretto con i bambini"."La gestione Alemanno, come quella che lha preceduta, si va caratterizzando per la sua totale disattenzione agli sprechi, come nel caso dell ex Manifattura Tabacchi - segnala Betti - in via della Moletta dellOstiense, largamente inutilizzato mentre si continuano a pagare fitti esosi a privati. Se davvero il Sindaco intende fare di Roma una città modello si confronti con Berlino, con Londra, con Parigi, con Madrid, dove i servizi sono garantiti universalmente e il personale pagato con stipendi veri e non con stipendi da fame", conclude il rappresentante RdB-CUB. 7 agosto 2009 - Agi CAMPIDOGLIO:FIRMATO PROTOCOLLO PER RIFORMA POLITICHE PERSONALE (AGI) - Roma, 7 ago. - Razionalizzazione dei servizi e organizzazione del lavoro, definizione del nuovo piano funzionale, nuove politiche retributive e revisione del contratto integrativo, valorizzazione dellattivita di dirigenti e dipendenti su base meritocratica attraverso listituto della produttivita. Sono gli obiettivi principali del protocollo di intesa firmato questa mattina in Campidoglio dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dallassessore capitolino al personale, Enrico Cavallari, e dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Csa. "Il protocollo - ha sottolineato Cavallari - e il frutto di un lavoro congiunto fatto nei mesi scorsi, parallelo alla riforma della macrostruttura approvata oggi in Giunta. Lintesa traccia le linee guida sulle risorse del personale e sancisce limpegno di tutti al miglioramento dei servizi e delle forme di organizzazione della macchina capitolina". Soddisfazione e stata espressa anche dalle sigle sindacali firmatarie, mentre pesanti critiche sono arrivate dal segretario generale aggiunto del Diccap-Sulpm, Alessandro Marchetti, che ha parlato di "un accordo sottobanco che costituisce attivita antisindacale", e da Roberto Betti, della Rdb, che ha accusato il sindaco di "scegliere come interlocutori sindacali quelli piu compiacenti". Le due sigle sindacali lamentano di essere state escluse dal tavolo proprio al momento della chiusura dellaccordo, ma lassessore Cavallari ha precisato che "il protocollo e aperto a tutti e tutti possono firmarlo. Il nostro e stato un percorso formalmente corretto in quanto chi lha siglato sono gli stessi sindacati firmatari del contratto". 7 agosto 2009 - Radio Città Aperta I lavoratori della Ri.Rei bloccano
il Consiglio Regionale del Lazio Roma - Non accade spesso che la rabbia dei manifestanti riesca ad entrare allinterno dellaula consiliare della Regione Lazio costringendo ad interrompere bruscamente i lavori del consiglio. Invece è successo alle 19.00 di oggi. Mentre il consiglio regionale con un ritardo di almeno 5 ore ha aperto la seduta sullassestamento di bilancio, una ventina di lavoratori del Consorzio Ri.Rei organizzati con lRdb-Cub è riuscita a fare irruzione allinterno dellaula, suscitando stupore e preoccupazione sui volti dei consiglieri presenti. Contemporaneamente circa cinquanta tra lavoratori, disabili e familiari sono riusciti ad entrare nella sala stampa nella parte alta del consiglio, battendo animatamente le mani sul vetro di separazione e gridando con forza " Ladri!Ladri! Vergognatevi! Siete solo capaci di rubare!" rivolgendosi a chi siede tra i banchi dellaula. A sentire le ragioni dei manifestanti la rabbia è esplosa quando dopo una protesta durata tre giorni e due notti in Via della Pisana si sono sentiti presi in giro per lennesima volta da una classe politica tanto sorda alle richieste dei cittadini e dei lavoratori quanto compiacente alle logiche speculative di cooperative e privati. Le dichiarazioni di intento espresse in mattinata dal Presidente della Regione, Piero Marrazzo, e da alcuni assessori di giunta per trovare una soluzione al problema occupazionale di 400 lavoratori e alla qualità del servizio assistenza disabile duramente compromesso dalla mala gestione del Consorzio Ri.Rei, nel pomeriggio sembravano essersi dissolte nellaria maleodorante di Malagrotta. I protagonisti di questa ammirevole quanto dignitosa battaglia chiedevano soltanto un piccolo ma significativo impegno alla Regione, ovvero il sostegno della Giunta Marrazzo ad un emendamento presentato da parte della maggioranza e dellopposizione con cui segnare un passaggio di discontinuità rispetto ai meccanismi clienterali con cui finora sono stati esternalizzati funzioni e settori sempre più ampi del servizio sanitario pubblico del Lazio, producendo minor efficienza a maggior costo. Un emendamento quindi che assicurasse nel caso di affidamento a terzi del servizio assistenza disabili quanto meno procedure trasparenti di selezione, attraverso gare pubbliche. Inoltre in attesa dei tempi per la selezione del soggetto idoneo a svolgere il servizio si chiedeva che gli operatori sanitari così come gli utenti venissero garantiti direttamente dalle Asl di riferimento. Richieste legittime eppure irricevibili per la Giunta Marrazzo che con un colpo di mano proponeva la promessa del solito tavolo di concertazione alla presenza del Prefetto, della Regione, del Consorzio e dei sindacati da fissare per la prossima settimana, in pieno ferragosto!Di fronte a questa proposta che aveva il sapore di una beffa i manifestanti hanno capito che occorreva alzare ulteriormente il livello della protesta. Linvasione allinterno dellaula ha prodotto nervosismo e tensioni che hanno prodotto un malore tra un lavoratore sanitario mentre una coordinatrice assistenziale e delegata sindacale della FlaicaCub, Delia Patrocchiella è stata avvinghiata con forza da un addetto al servizio vigilanza, fino a farle sbattere la testa. " E stato un atto di pura violenza ormai erano entrati già in dieci in aula, inspiegabile quel accanimento per impedire il mio ingresso" ha raccontato la lavoratrice a RCA aggiungendo " Ci sentiamo presi in giro ancora una volta. E davvero grave e sconfortante che lunico modo per farci sentire dalle istituzioni sia questo. Oggi strattonata e laltro giorno insultata ed offesa dalle irripetibili parole del Vice-Presidente della Regione, Montino!". E quello verso la lavoratrice non è stato lunico momento di tensione, infatti anche il rappresentante dellRdb-Cub, Pio Congi durante lirruzione ha subito molti attacchi verbali dai consiglieri, il più acceso da Luisa Laurelli (Pd). Molti degli slogan dei manifestanti hanno avuto invece come bersaglio il consigliere del partito democratico, Augusto Battaglia accusato di avere attraverso un coinvolgimento diretto della moglie dentro la Lega Coop, un chiaro conflitto di interesse sulla vicenda Ri.Rei condizionando le scelte del suo partito. I lavoratori organizzati dalle Rdb-Cub insieme ai disabili ed familiari, nonostante loscuramento ricevuto dalle testate televisive e giornalistiche, sono decisi a proseguire ad oltranza la loro occupazione dentro gli edifici della regione ad oltranza fintanto non si arrivi ad una soluzione vera alla richiesta di futuro, di lavoro e di dignità. Un primo risultato lirruzione dentro laula del consiglio sembra averlo strappato facendo di fretta accorrere alla regione il Presidente Marrazzo per un incontro urgente con i delegati sindacali che si svolgerà in tarda serata. E speriamo che la notte riesca a portare consiglio a questa politica dalla "p" minuscola... 7 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza EMERGENZA. Il Cda dellistituto
di contrà S.Pietro ricevuto dal prefetto vicario Vicenza - Temuta, annunciata. La rottura con i
sindacati è arrivata. È bastato che ieri mattina i rappresentanti dei Rdb-Cub si
presentassero in prefettura per scatenare lira di Cgil, Cisl e Uil, che in serata
hanno risposto con un comunicato durissimo per dire che «sono state violate le regole
definite per legge sulla democrazia sindacale, sospendendo unilateralmente il tavolo di
trattativa aziendale dellIpab». 7 agosto 2009 - La Provincia di Cremona Sospiro. Sindacato Rdb davanti alla
Fondazione SOSPIRO Il sindacato autonomo Rdb (Rappresentanze Sindacali di Base) ha fissato per le 11 di questa mattina un presidio di protesta davanti alle sede di Fondazione Sospiro, che sarà seguito, dopo il Ferragosto, dalla proclamazione di uno sciopero dei dipendenti impiegati nel reparto disabili dalla Cooperativa Sociale Sentiero di Cremona. La diatriba tra sindacato e cooperativa è nata in seguito al licenziamento per giusta causa di uno dei dipendenti, che secondo la ricostruzione della cooperativa guidata dal presidente Nicoletta Silva si sarebbe reso protagonista di un episodio di violenza ai danni di un paziente. Il sindacato Rdb si schiera a difesa del lavoratore, e in sostanza chiede la sua immediata riassunzione. Ma non è tutto, il sindacato Rdb muove anche altre accuse alla cooperativa cremonese: «Disposizioni non adeguate in materia di sicurezza, mancato pagamento degli straordinari dal mese di dicembre e corsi di formazione professionale non sufficienti». Dopo il presidio di questa mattina e lo sciopero della seconda metà di agosto, il sindacato, che si è rivolto anche allUfficio del Lavoro di Cremona, molto probabilmente organizzerà anche un presidio permanente davanti alla sede cremonese della Cooperativa Sociale Sentiero.(s.b.) 7 agosto 2009 - Il Mattino di Padova Trovato laccordo sul Centro
riciclo MONSELICE - Si è conclusa dopo tre giorni di estenuanti
trattative la vertenza sul futuro del Centro riciclo di Monselice. Mercoledì sera è
stata siglata lintesa. Il vertice a oltranza in prefettura, che ha visto il prefetto
Michele Lepri Gallerano e lassessore provinciale Massimiliano Barison nel ruolo di
intermediari, alla fine ha dato i suoi frutti: i 90 posti di lavoro sono salvi. 7 agosto 2009 - La Repubblica Sedioli: "Docenti in più? No, solo precari stabilizzati" Bologna - NUOVI insegnanti in Emilia Romagna come annunciato dalla Gelmini? Non proprio: sono precari che vengono assunti in ruolo. Una buona notizia, ma che non influirà sulla drammatica situazione dei tagli. «Sui numeri della scuola da parte del Ministero si sta creando confusione, spero non ad arte - protesta l´assessore regionale alla scuola Giovanni Sedioli - i 616 insegnanti in più per l´Emilia Romagna di cui ha dato annuncio il ministro sono in realtà stabilizzazioni di personale precario, non altro. I tagli per ora restano, con tutti i danni conseguenti». A settembre in Emilia Romagna ci saranno 1.637 insegnanti in meno con settemila alunni in più. «E´ bene che il precariato degli insegnanti venga ridotto, ma questo non deve essere confuso con la dotazione degli organici» dice l´assessore. Intanto, denuncia Cub scuola, è a rischio l´organico già assegnato alle elementari.(il.ve.) 7 agosto 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. DOPO L'ALLARME lanciato in questi giorni dalla Cub scuola... Bologna - DOPO L'ALLARME lanciato in questi giorni dalla Cub scuola su nuovi tagli agli organici dei docenti delle elementari, torna ad alzare la voce il Pd per bocca di Daniela Turci, responsabile scuola dei democratici e dirigente scolastica. Alle sue accuse il deputato Pdl Fabio Garagnani reagisce con un'interpellanza chiedendone di fatto la rimozione dal ruolo di preside: «Ho chiesto dice al nuovo dirigente dell'Usr che provvedimenti intende adottare nei confronti della Turci, che sta infrangendo ogni regola di bon ton istituzionale, e deve scegliere se fare politica a tempo pieno o svolgere con naturale riserbo la sua funzione di dirigente scolastico». La Turci, infatti lancia l'allarme sul fatto che l'Usp sta comunicando «ulteriori tagli a quelle scuole non li hanno avuti». «L'inglese è' obbligatorio per legge ricorda la ma non c'è niente da fare, non ci sarà, se non quello che si ha già». Si teme anche che il personale ausiliario, i bidelli, non basteranno ad assicurare sicurezza e sorveglianza sulle scuole con il prossimo anno alle porte. «Ma la cosa più grave accusa Daniela Turci è quella che avviene sui bimbi disabili: alcuni non saranno in carico a un neuropsichiatra di riferimento e ci saranno così famiglie sole in attesa di un medico». Poi l'affondo: «Sapete come si calcolano, da quest'anno, le ore di sostegno comunale per ogni bambino bisognoso? Con una macchina: un bel computer nel quale vengono inserite le disabilità, autonomie sì- autonomie no e trac: viene fuori il numero delle ore di sostegno». Solo che «il brutto è che alla fine dei calcoli alcuni piccoli hanno zero ore di protezione. Mi fermo qui dice amareggiata la Turci non vorrei rovinare le vacanze a qualcuno anche se penso sia bene che tutti sappiano come stanno le cose oltre a sentire parlare di dialetti regionali e presidi sgraditi. Per questo invito tutti ad operare per migliorare la situazione e fare in modo che il ministro Gelmini incominci a capire ed amare la nostra buonissima scuola». 7 agosto 2009 - Corriere del Veneto Assistenza Sospese le pratiche fino
al prossimo 10 settembre VICENZA Ipab, sospeso fino al prossimo 10 settembre
liter di licenziamento dei 13 dipendenti pubblici annunciati nelle scorse settimane
dallente assistenziale vicentino. Lintesa è stata raggiunta tra il presidente
del «Proti Salvi Trento », Gerardo Meridio, e il sindacato Rdb Cub dopo la mediazione
del prefetto vicario di Vicenza, Vincenzo Foglia. Protestano i sindacati Cgil, Cisl e Uil,
non presenti allincontro: «Accordo senza mandato, è una colossale presa in giro». 7 agosto 2009 - Il Gazzettino Centro riciclo, lavoratori
riassorbiti dalla Coop Ascot Monselice - (O.M.) Si è conclusa felicemente dopo una
trattativa fiume la vertenza occupazionale al Centro riciclo di Monselice. 7 agosto 2009 - La Provincia Pavese IL CASO INNSE Dopo più di quindici mesi di lotte balza alla ribalta in
tutta la sua drammaticità il caso dei 49 operai dellInnse che vogliono a tutti i
costi salvare il loro posto di lavoro e con esso la dignità di chi, dopo aver dato chi
dieci, chi venti, chi fin trenta anni della sua vita nel fare sempre al meglio il suo
lavoro, non può accettare di essere rottamato. Solo gesti clamorosi danno visibilità a
queste situazioni che ischiano di diventare la normalità. 6 agosto 2009 - Adnkronos LAZIO: RDB-CUB, PROSEGUE OCCUPAZIONE ALLA PISANA LAVORATORI RI.REIRoma, 6 ago. (Adnkronos) - «Hanno passato la notte nella Sala Nuova alla Pisana i lavoratori dei centri per disabili ex Anni Verdi insieme ai familiari degli assistiti e alla RdB-CUB. Continuano anche questa mattina a rimanere in Regione Lazio perchè chiedono di incontrare il Presidente Piero Marrazzo, al quale propongono di far suo l'emendamento presentato in assestamento di bilancio da parte della maggioranza e parte dell'opposizione per l'affidamento temporaneo del servizio alle Asl, in modo che si possa effettuare un bando pubblico e trasparente». Lo riferisce in una nota Rdb-Cub. «Intanto - prosegue la nota - questa mattina un altro increscioso episodio è andato ad aggiungersi alla già grave situazione in atto: gli assistiti, i loro familiari ed i lavoratori del centro di Via Sbricoli hanno trovato la struttura chiusa con le serrature cambiate. Dopo aver avvisato le autorità competenti sono stati sollecitati dalla Asl a condurre i pazienti presso il centro di Via Majorana, ma i familiari si oppongono a tale soluzione, e insieme ad i lavoratori hanno scelto di rimanere davanti alle porte serrate di via Sbricoli». Secondo la RdB-CUB, «questo stato di caos impone una immeditata assunzione di responsabilità da parte della Regione Lazio e del Prefetto». 6 agosto 2009 - Omniroma RI.REI, RDB CUB: «PROSEGUE OCCUPAZIONE ALLA PISANA» (OMNIROMA) Roma, 06 ago - «Hanno passato la notte nella Sala Nuova alla Pisana i lavoratori dei centri per disabili ex Anni Verdi insieme ai familiari degli assistiti e alla RdB-CUB. Continuano anche questa mattina a rimanere in Regione Lazio perché chiedono di incontrare il Presidente Piero Marrazzo, al quale propongono di far suo l'emendamento presentato in assestamento di bilancio da parte della maggioranza e parte dell'opposizione per l'affidamento temporaneo del servizio alle Asl, in modo che si possa effettuare un bando pubblico e trasparente». Così in una nota Rdb Cub. «Intanto questa mattina un altro increscioso episodio è andato ad aggiungersi alla già grave situazione in atto - continua la nota - gli assistiti, i loro familiari ed i lavoratori del centro di Via Sbricoli hanno trovato la struttura chiusa con le serrature cambiate. Dopo aver avvisato le autorità competenti sono stati sollecitati dalla Asl a condurre i pazienti presso il centro di Via Majorana, ma i familiari si oppongono a tale soluzione, e insieme ad i lavoratori hanno scelto di rimanere davanti alle porte serrate di via Sbricoli». Secondo la Rdb-Cub, «questo stato di caos impone una immeditata assunzione di responsabilità da parte della Regione Lazio e del Prefetto. L'emergenza sanitaria e occupazionale in corso richiede inoltre un comportamento ben diverso da quello assunto dal vicepresidente Montino, che ieri, durante la manifestazione alla Pisana dei dipendenti Ri.rei, si è rivolto ad una lavoratrice dicendole: 'Mi avete rotto, andate a lavorarè. La Rdb-Cub deplora fortemente l'atteggiamento arrogante a cui Montino non è nuovo e mette in rilievo che in questi ultimi tre anni il servizio è stato garantito soltanto grazie all'impegno dei lavoratori, i quali hanno continuato a svolgerlo nonostante le molte difficoltà e spesso ricevendo con enormi riardi le dovute retribuzioni, ed ora sono a rischio di espulsione dal mondo del lavoro da parte del consorzio Ri.Rei. che avrebbe dovuto cessare la gestione il 31 luglio scorso». 6 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza ULSS 6. Rdb-Cub denuncia la
situazione insostenibile alla Direzione del lavoro e alla Procura Violazione delle disposizione di legge e contrattuali in
materia di orario di lavoro. Questa laccusa. LUlss 6 sul banco degli imputati.
Rdb Cub denuncia alla Direzione provinciale del lavoro e alla Procura quella che il
segretario Germano Raniero ritiene una situazione insostenibile nelle sale operatorie e
nella terapia intensiva e semintensiva di cardiochirurgia e chirurgia vascolare. IPAB NELLA BUFERA. Tredici esuberi:
Cgil, Cisl e Uil chiedono al sindaco di intervenire Vicenza - Ieri nel salone di contrà S. Pietro erano
riuniti i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil (Giancarlo Puggioni, Maurizio Dei
Zotti e Claudio Scambi) e dei Rdb Cub con Germano Raniero assieme ad alcuni componenti del
consiglio di amministrazione dellIpab con il presidente Meridio; mentre nel chiostro
dellistituto "Trento" cerano lavoratori che con bandiere, manifesti,
slogan e megafoni tentavano di difendere il loro posto di lavoro. Una giornata iniziata
alle 9, che si è conclusa in maniera convulsa e che, nei prossimi giorni, non farà
mancare novità. DOPO LA REVOCA. Alcuni passaggi
della delibera spiegati dai tecnici Pare una semplice sospensione più che un no alla
procedura di autorizzazione dellimpianto Wisco ai Ferrovieri, la decisione presa
martedì allunanimità dalla Giunta regionale in omaggio allultimatum fissato
dal Tar. Lo conferma la lettura della delibera votata allunanimità e firmata dal
segretario Antonio Menetto e dal presidente Giancarlo Galan. Dopo i commenti politici
soddisfatti per la presa datto della Giunta sulla revoca dellautorizzazione
(espressa dalla Commissione regionale di valutazione dellimpatto ambientale il 29
luglio, in attesa del rilascio dellautorizzazione integrata ambientale richiesta
dalla Wisco), arriva il giorno dei commenti dubbiosi dei residenti del quartiere
Ferrovieri e degli operai delle Officine grandi riparazioni, che dovrebbero vivere fianco
a fianco con limpianto di smaltimento rifiuti liquidi speciali. 6 agosto 2009 - Italia Sera Promesse, piano di rientro, taglio
posti letto, la Regione ha "deluso" le aspettative Roma - "Con il blocco dei fondi governativi, promessi e mai elargiti, e dopo aver concordato con i ministri competenti un piano di rientro basato quasi esclusivamente sul taglio di personale e posti letto, il commissario-presidente Marrazzo registra la contrarietà di migliaia di cittadini, operatori ed amministratori locali, e paventa la disobbedienza verso il Governo ed il subcommissario che questi gli ha affiancato, rinviando a settembre la verifica del provvedimento sul riassetto della rete ospedaliera nel Lazio". Così in una nota Sabino Venezia, del coordinamento nazionale RdB-CUB Sanità. "Tattiche da campagna elettorale - prosegue Venezia Marrazzo aveva promesso il blocco degli appalti, lo sblocco delle assunzioni, la stabilizzazione dei precari e la verifica dei direttori generali, ma non ha prodotto nulla - aggiunge - Anzi, sui direttori continua il metodo dei due pesi e delle due misure: alla RmC ed al S. Giovanni gli arresti di dirigenti amministrativi hanno prodotto il dimissionamento della Paccapelo, riammessa solo dopo svariate sentenze, ed il nulla per DElia; mentre il recente e strumentale attacco del vicepresidente Montino al direttore generale della RmD, Giusy Gabriele, assume valore di ingerenza che stride con i principi di imparzialità che la presidenza aveva assicurato nelle procedure di nomina/conferma dei direttori generali". 6 agosto 2009 - Viterbo Oggi RIORGANIZZAZIONE TERRITORIALE
SANITARIA Riceviamo e pubblichiamo: 6 agosto 2009 - Il Resto del Carlino OPERAZIONE TRASPARENZA Rovigo - «ALCUNI dirigenti del Comune di Rovigo guadagnano più di quelli del Comune di Padova». Già nei mesi scorsi, a suon di volantini, Fabio Raule, dipendente del Comune di Rovigo e sindacalista delle Rdb, aveva denunciato gli stipendi d'oro dei manager di Palazzo Nodari. Pagando l'azione con un procedimento disciplinare. «Ora spiega Raule i cittadini possono verificare, sul sito internet del Comune, quanto guadagnano i manager del comune di Rovigo». In effetti basta andare sul sito web del Comune e cliccare sul logo Operazione trasparenza': da questa pagina è possibile accedere agli stipendi, ai curricula e ai tassi di assenteismo dei dirigenti. Un atto di trasparenza imposto agli enti locali dalla legge 69 del 18 giugno 2009. Basta cliccare sulla voce retribuzioni annue dei dirigenti' e appare la tabella che abbiamo riportato qui sopra: con i dettagli degli stipendi che arrivano nelle tasche dei nove manager comunali e del direttore generale. Vediamo che tutte le retribuzioni partono da una base di 40.812 euro all'anno. A questa vanno aggiunte altre voci, tra le quali, la più consistente è quella dell'indennità di posizione: per tutti supera i 40mila euro e per alcuni arriva ai 50mila. Per il direttore generale l'indennità di posizione è addirittura di oltre 100mila euro. E' proprio Salvatore Palazzolo, infatti, il paperon de paperoni' di Palazzo Nodari, seguito da Alberto Moscardi, dirigente del settore Lavori Pubblici e Patrimonio, Enrico Trivellato, comandante della Polizia Locale, e Domenico Santaniello, dirigente del settore Affari Generali, Istruzione, Politiche Giovanili, Sport, Gemellaggi, Cooperazione Decentrata, Pace e Diritti Umani. Certo, la lettura di questa classifica risulterebbe più completa se si confrontassero gli stipendi con i risultati. O le assenze dall'ufficio. Anche Stefano Pieretti, coordinatore regionale delle Rdb, si mette accanto a Raule nel denunciare gli stipendi dei dirigenti: «Alcuni di loro guadagnano di più di quelli di Padova: fino a 5mila euro in più all'anno relativamente all'indennità di posizione. Solo che il Comune di Padova osserva Pieretti la produttività ai dipendenti per il 2008 l'ha già erogata, e ora sta trattando quella per il 2009. Il Comune di Rovigo, invece, ha fatto solo promesse. Non si può continuare dicono sia Raule, Pieretti e anche Claudio Milan (responsabile provinciale Rdb) ad erogare a pochi molto e a molti nienti». I rappresentanti delle Rdb intervengono anche sulla vicenda di Fabio Raule, colpito prima da due procedimenti disciplinari, fino all'ultima delibera del sindaco che ha dato mandato al legale del Comune di difendere l'immagine del Comune. «E' assurdo che un'amministrazione, tra l'altro di centrosinistra dice Pieretti se la prenda con chi sta chiedendo a gran voce il rispetto di quanto il sindaco e l'assessore al Personale, hanno promesso fino ad oggi. Raule sta tentando di difendere i diritti dei lavoratori. Ora, o l'amministrazione fa un passo indietro sulla vicenda, ritirando il mandato dato all'avvocato, oppure denuceremo il Comune per comportamento antisindacale. «Per quanto riguarda l'immagine della città, che il sindaco vuole difendere chiude Raule credo che il primo biglietto da visita di Rovigo siano strade e marciapiedi. Che di certo non danno una bella immagine della città». La Gelmini manda a Bologna 161
insegnanti. Il Pd: «E' solo una goccia» Bologna - VIA LIBERA del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, al reclutamento di 8mila docenti. Sotto le Due Torri arrivano 161 insegnanti. In dettaglio, secondo le tabelle del ministro riportate ieri dalla Gilda assieme al decreto e alla comunicazione di Luciano Chiappetta, direttore generale per il personale del ministero 55 andranno alle scuole dell'infanzia, 22 alle elementari, 9 alle medie, 6 alle superiori, 69 per il sostegno. Chiappetta scrive che «anche per le assunzioni da disporre per il prossimo anno scolastico si conteggeranno, nell'attuazione del piano di immissione in ruolo, esclusivamente i posti assegnati a personale precario». Nella nota inviata ai direttori degli Uffici scolastici regionali (Usr), Chiappetta richiama poi l'attenzione «sull'urgenza di ultimare tutte le assunzioni relative all'anno scolastico 2009-2010 entro il 31 agosto». Le assunzioni sui posti di sostegno saranno disposte sotto condizione di accertamento della regolarità formale e sostanziale del titolo di specializzazione. «Per Bologna è una goccia nel mare commenta Daniela Turci, consigliere comunale e responsabile Scuola del Pd . Numeri che dovranno essere rivisti grazie all'azione degli assessori competenti uniti all'Usp. Forniti comunque con un ritardo inqualificabile». Francesco Bonfini, della Cub scuola, segnala invece che «diverse scuole primarie della provincia stanno ricevendo comunicazione di nuovi tagli in organico». 6 agosto 2009 - Il Messaggero Latina - Oggi sciopero di 24 ore dei
conducenti dellAtral... Latina - Oggi sciopero di 24 ore dei conducenti
dellAtral, il servizio di trasporto pubblico a Latina, indetto dai sindacati
nellambito della vertenza sulla sicurezza e sul salario. «E solo il primo di
una lunga serie precisano i rappresentanti della Cub, Confederazione unitaria di
base qui si protesta per diritti negati non solo nei nostri confronti. Saranno
rispettate le fasce di garanzia dalle 6,30 alle 9,30 e dalle 13,30 alle16,30 ma saremo i
soli ad agire nella legalità. Legalità calpestata da parte della società Schiaffini e
dello stesso Comune, i soli artefici di questa penosa situazione». 6 agosto 2009 - Corriere del Veneto La delibera non sarà revocata VICENZA Nessuna sospensione del procedimento di
«messa in disponibilità», di fatto il licenziamento, avviato dallIpab «Proti
Salvi Trento» per 13 lavoratori dellente assistenziale di Vicenza. Lo annunciano
Cgil, Cisl e Uil, che ieri hanno incontrato il Cda dellente ed esposto la situazione
anche alla giunta comunale. Il dipartimento di cardiochirurgia
nel mirino dei Cub. Coinvolto un operatore socio sanitario VICENZA Ventiquattro ore di lavoro, dalle 7.46
del mattino alle 7.46 del mattino successivo, ininterrotte eccetto una breve pausa di due
ore per andare a casa e fare una doccia. E accaduto a un operatore socio sanitario
del dipartimento di Cardiochirurgia Cardiovascolare dellospedale San Bortolo di
Vicenza, secondo quanto segnala il sindacato RdB Cub: Germano Raniero, sindacalista
dellorganizzazione, ha presentato per questo un esposto in Procura e uno
allispettorato del Lavoro, denunciando una situazione di «carico di lavoro
eccessivo e di violazioni dellorario». «Era unemergenza straordinaria, si
trattava di salvare una vita e loperatore è stato richiamato è la replica
di Eugenio Fantuz, direttore medico dellUlss 6 gli siamo grati di essere
tornato al lavoro». 6 agosto 2009 - Il Gazzettino Dipendenti in campo per difendere Fabio Raule Rovigo - (f.br.) Che lamministrazione comunale e il
sindaco si siano sentiti lesi nellimmagine per il volantino alla firma di Fabio
Raule della Rdb (Rappresentanza di base), nonostante i toni talvolta grossolani, a tal
punto da difendersi per vie legali, è sembrato un atteggiamento antisindacale. Così
dalla difesa, ora Raule passa allattacco e minaccia, con lappoggio della
segreteria regionale, una denuncia. Padova. Ieri pomeriggio si è tenuta in Prefettura... Padova - Ieri pomeriggio si è tenuta in Prefettura
lultima di una serie di riunioni, alcune molto impegnative e prolungate, riguardanti
la situazione del "Centro Riciclo Monselice", nel corso della quale sono stati
definiti i termini di un accordo destinato ad avviare una soluzione definitiva alla
situazione di crisi del Centro. 5 agosto 2009 - Omniroma PIANO OSPEDALI, RDB-CUB: «MARRAZZO DECIDA CON CITTADINI»(OMNIROMA) Roma, 05 ago - «Con il blocco dei fondi governativi, promessi e mai elargiti, e dopo aver concordato con i ministri competenti un piano di rientro basato quasi esclusivamente sul taglio di personale e posti letto, il commissario-presidente Marrazzo registra la contrarietà di migliaia di cittadini, operatori ed amministratori locali, e paventa la disobbedienza verso il Governo ed il subcommissario che questi gli ha affiancato, rinviando a settembre la verifica del provvedimento sul riassetto della rete ospedaliera nel Lazio». Così in una nota Sabino Venezia, del coordinamento nazionale RdB-CUB Sanità. «Tattiche da campagna elettorale - prosegue Venezia - Marrazzo aveva promesso il blocco degli appalti, lo sblocco delle assunzioni, la stabilizzazione dei precari e la verifica dei direttori generali, ma non ha prodotto nulla - aggiunge - Anzi, sui direttori continua il metodo dei due pesi e delle due misure: alla RmC ed al S. Giovanni gli arresti di dirigenti amministrativi hanno prodotto il dimissionamento della Paccapelo, riammessa solo dopo svariate sentenze, ed il nulla per D'Elia; mentre il recente e strumentale attacco del vicepresidente Montino al direttore generale della RmD, Giusy Gabriele, assume valore di ingerenza che stride con i principi di imparzialità che la presidenza aveva assicurato nelle procedure di nomina/conferma dei direttori generali». «Siamo stanchi di questi giochi di potere - conclude Venezia - Marrazzo decida con i cittadini quale sistema sanitario vuole garantire e si proponga come parte della soluzione, o resterà parte del problema. Dal canto nostro proseguiremo nelle battaglie a fianco dei cittadini e dei lavoratori affinché non un posto letto né un presidio ospedaliero venga chiuso in questa regione». RI.REI, RDB-CUB: «NON RISPETTATI ACCORDI CON SINDACATI» (OMNIROMA) Roma, 05 ago - «La Regione Lazio ha dato indicazioni precise alle Asl circa le procedure di accreditamento dei centri ex Anni Verdi, oggi Ri.Rei., avviando un percorso che non rispetta gli accordi presi con le organizzazioni sindacali. Il tutto avverrà eludendo qualsiasi bando di gara, con il rischio che gli stessi odierni affidatari del servizio si riciclino in nuove società, con nuovi lavoratori, e per la seconda volta ricevano in dono un servizio da milioni di euro». Così in una nota Pio Congi della RdB-CUB. «Ricordiamo che il consorzio avrebbe dovuto cessare la gestione il 31 luglio scorso - aggiunge Congi - viceversa gli si sta dando la possibilità di continuare oltre la data stabilita. Intanto, in un clima di silenzi ed omissioni e mentre il vicepresidente Montino si assume la responsabilità di oltre 100 procedure di cassa integrazione straordinaria, la RdB-CUB continua il presidio permanente nella sede del consiglio regionale accanto ai lavoratori e ai familiari degli assistiti, in attesa che un ordine del giorno bipartisan decida l'affidamento provvisorio di pazienti ed operatori alle Asl per dar modo di effettuare bandi pubblici e trasparenti». RI.REI, RDB CUB: FAMILIARI E LAVORATORI PASSERANNO NOTTE A PISANA (OMNIROMA) Roma, 05 ago - «Passeremo questa notte alla Pisana occupando la Sala Nuova perché intendiamo incontrare domani il presidente della Regione Piero Marrazzo. Chiediamo a lui di far suo l'emendamento che parte della maggioranza e parte dell'opposizione hanno presentato in assestamento di bilancio. L'emendamento prevede che ci sia l'affidamento alle Asl per 90 giorni del servizio sanitari oggi affidato a Ri.Rei per dar modo che si espleti un bando pubblico per trovare un gestore idoneo. Questa notte saremo circa una ventina tra lavoratori e genitori dei ragazzi che usufruiscono dei servizi sanitari del consorzio Ri.Rei che in base a una recente delibera regionale avrebbe dovuto cessare di esistere lo scorso 31 luglio». È quanto ha detto Pio Congi, responsabile sindacale di Rdb-Cub, che sta partecipando alla manifestazione in corso alla Pisana dei lavoratori Ri.Rei. OPERA, RDB-CUB: RIPRISTINARE FONDI FUS,CONTINUA MOBILITAZIONE (OMNIROMA) Roma, 05 ago - «La RdB-CUB chiede a tutte le parti istituzionali, e in particolare al Governo e al Parlamento, l'impegno affinché vengano immediatamente ripristinati i finanziamenti al Fondo Unico dello Spettacolo». Lo afferma, in una nota, Fabio Quaresima, rappresentante RdB-CUB al Teatro dell'Opera di Roma. «L'alto ridimensionamento dei fondi mette in ginocchio un settore che nel nostro Paese già vive di scarsa attenzione. A farne le spese saranno le realtà più complesse, come le Fondazioni Liriche, ed i lavoratori meno garantiti, che compongono un nucleo vitale per il settore rappresentando spesso vere e proprie punte di eccellenza. Questa mannaia che si sta abbattendo sul mondo dello spettacolo - aggiunge Quaresima - oltre a portare delle drammatiche conseguenze dal punto di vista della perdita di migliaia di posti di lavoro e di chiusura obbligata di molte attività produttive, rischia di disperdere un patrimonio di professionalità e talenti che costituiscono una risorsa inestimabile. I tagli appaiono poi ancora più gravi ed ingiustificati se si pensa che vengono operati senza che venga messa in campo una seria politica di riforma del settore». «La RdB-CUB - conclude Quaresima - mantiene lo stato di mobilitazione di tutti i lavoratori del Teatro dell'Opera ed anche questa sera sarà all'ingresso di Caracalla per chiede ai cittadini di schierarsi a fianco degli operatori del settore, in difesa del mondo dello spettacolo e della libera arte ed espressione, vero alimento di qualsiasi democrazia». 5 agosto 2009 - Ansa SANITÀ: RDB, SU PIANO MARRAZZO DECIDA CON I CITTADINI (ANSA) - ROMA, 4 AGO - «Marrazzo aveva promesso il blocco degli appalti, lo sblocco delle assunzioni, la stabilizzazione dei precari e la verifica dei Direttori Generali, ma non ha prodotto nulla». Lo ha detto l'esponente del Coordinamento Nazionale RdB-Cub Sanità Sabino Venezia a proposito della situazione della sanità nel Lazio, il quale ha chiesto al presidente della Regione Piero Marrazzo di decidere «con i cittadini quale sistema sanitario vuole garantire e si proponga come parte della soluzione, o resterà parte del problema». «Sui Direttori - ha aggiunto Venezia - continua il metodo dei due pesi e delle due misure: alla Rm C ed al S. Giovanni gli arresti di dirigenti amministrativi hanno prodotto il dimissionamento della Paccapelo, riammessa solo dopo svariate sentenze, ed il nulla per D'Elia. Mentre il recente e strumentale attacco del vicepresidente Montino al Direttore Generale della Rm D, Giusy Gabriele, assume valore di ingerenza che stride con i principi di imparzialità che la presidenza aveva assicurato nelle procedure di nomina o conferma dei Direttori Generali». «Proseguiremo nelle battaglie a fianco dei cittadini e dei lavoratori - ha concluso il sindacalista - affinchè non un posto letto nè un presidio ospedaliero venga chiuso in questa regione». 5 agosto 2009 - Adnkronos SPETTACOLO: QUARESIMA, RIPRISTINARE
I FINANZIAMENTI AL FUS Roma, 5 ago. - (Adnkronos) - Ripristinare immediatamente i finanziamenti al Fondo Unico per lo Spettacolo. È quanto chiede Fabio Quaresima, rappresentante del sindacato di base e indipendente (RdB-CUB) al Teatro dell'Opera di Roma. «La RdB-CUB chiede a tutte le parti istituzionali, e in particolare al Governo e al Parlamento - afferma infatti in un comunicato Quaresima - l'impegno affinchè vengano immediatamente ripristinati i finanziamenti al Fondo Unico dello Spettacolo. L'alto ridimensionamento dei fondi mette in ginocchio un settore che nel nostro Paese già vive di scarsa attenzione. A farne le spese - continua Quaresima - saranno le realtà più complesse, come le Fondazioni Liriche, ed i lavoratori meno garantiti, che compongono un nucleo vitale per il settore rappresentando spesso vere e proprie punte di eccellenza». «Questa mannaia che si sta abbattendo sul mondo dello spettacolo - aggiunge Quaresima - oltre a portare delle drammatiche conseguenze dal punto di vista della perdita di migliaia di posti di lavoro e di chiusura obbligata di molte attività produttive, rischia di disperdere un patrimonio di professionalità e talenti che costituiscono una risorsa inestimabile. I tagli appaiono poi ancora più gravi ed ingiustificati se si pensa che vengono operati senza che venga messa in campo una seria politica di riforma del settore». «La RdB-CUB - conclude Quaresima - mantiene lo stato di mobilitazione di tutti i lavoratori del Teatro dell'Opera ed anche questa sera sarà all'ingresso di Caracalla per chiede ai cittadini di schierarsi a fianco degli operatori del settore, in la difesa del mondo dello spettacolo e della libera arte ed espressione, vero alimento di qualsiasi democrazia». 5 agosto 2009 - Dire SANITÀ. RDB: MARRAZZO SI PROPONGA
COME PARTE DELLA SOLUZIONE (DIRE) Roma, 5 ago. - "Con il blocco dei fondi governativi, promessi e mai elargiti, e dopo aver concordato con i ministri competenti un piano di rientro basato quasi esclusivamente sul taglio di personale e posti letto, il commissario-presidente Marrazzo registra la contrarieta' di migliaia di cittadini, operatori ed amministratori locali, e paventa la disobbedienza verso il governo ed il subcommissario che questi gli ha affiancato, rinviando a settembre la verifica del provvedimento sul riassetto della rete ospedaliera nel Lazio". Lo dice in una nota Sabino Venezia, del Coordinamento Nazionale RdB-CUB Sanita'. "Tattiche da campagna elettorale- prosegue Venezia- Marrazzo aveva promesso il blocco degli appalti, lo sblocco delle assunzioni, la stabilizzazione dei precari e la verifica dei direttori generali, ma non ha prodotto nulla. Anzi, sui direttori continua il metodo dei due pesi e delle due misure: alla RM/C ed al S. Giovanni gli arresti di dirigenti amministrativi hanno prodotto il dimissionamento della Paccapelo, riammessa solo dopo svariate sentenze, ed il nulla per D'Elia; mentre il recente e strumentale attacco del vicepresidente Montino al direttore generale della RM/D, Giusy Gabriele, assume valore di ingerenza che stride con i principi di imparzialita' che la presidenza aveva assicurato nelle procedure di nomina/conferma dei direttori generali". "Siamo stanchi di questi giochi di potere- conclude Venezia- Marrazzo decida con i cittadini quale sistema sanitario vuole garantire e si proponga come parte della soluzione, o restera' parte del problema. Dal canto nostro proseguiremo nelle battaglie a fianco dei cittadini e dei lavoratori affinche' non un posto letto ne' un presidio ospedaliero venga chiuso in questa regione". (LZ) CULTURA. TEATRO OPERA, RDB-CUB:
RIPRISTINARE IL FUS (DIRE) Roma, 5 ago. - "La RdB-Cub chiede a tutte le parti istituzionali, e in particolare al governo e al parlamento, l'impegno affinche' vengano immediatamente ripristinati i finanziamenti al Fondo Unico dello Spettacolo". Lo afferma Fabio Quaresima, rappresentante RdB-Cub al Teatro dell'Opera di Roma. "L'alto ridimensionamento dei fondi mette in ginocchio un settore che nel nostro Paese gia' vive di scarsa attenzione. A farne le spese saranno le realta' piu' complesse, come le Fondazioni Liriche, e i lavoratori meno garantiti, che compongono un nucleo vitale per il settore rappresentando spesso vere e proprie punte di eccellenza". Secondo Quaresima "questa mannaia che si sta abbattendo sul mondo dello spettacolo, oltre a portare delle drammatiche conseguenze dal punto di vista della perdita di migliaia di posti di lavoro e di chiusura obbligata di molte attivita' produttive, rischia di disperdere un patrimonio di professionalita' e talenti che costituiscono una risorsa inestimabile. I tagli appaiono poi ancora piu' gravi ed ingiustificati se si pensa che vengono operati senza che venga messa in campo una seria politica di riforma del settore". Per questo, "la RdB-Cub- conclude Quaresima- mantiene lo stato di mobilitazione di tutti i lavoratori del Teatro dell'Opera e anche questa sera sara' all'ingresso di Caracalla per chiedere ai cittadini di schierarsi a fianco degli operatori del settore, in la difesa del mondo dello spettacolo e della libera arte ed espressione, vero alimento di qualsiasi democrazia". 5 agosto 2009 - Iris LAZIO, SANITA': RDB - CUB "MARRAZZO SI PROPONGA COME PARTE DELLA SOLUZIONE" (IRIS) - ROMA, 5 AGO - "Con il blocco dei fondi governativi, promessi e mai elargiti, e dopo aver concordato con i ministri competenti un piano di rientro basato quasi esclusivamente sul taglio di personale e posti letto, il Commissario- Presidente Marrazzo registra la contrarietà di migliaia di cittadini, operatori ed amministratori locali, e paventa la disobbedienza verso il Governo ed il subcommissario che questi gli ha affiancato, rinviando a settembre la verifica del provvedimento sul riassetto della rete ospedaliera nel Lazio". Lo dichiara, in una nota, SabinoVenezia, del Coordinamento Nazionale RdB-CUB Sanità che aggiunge: "Tattiche da campagna elettorale - prosegue Venezia - Marrazzo aveva promesso il blocco degli appalti, lo sblocco delle assunzioni, la stabilizzazione dei precari e la verifica dei Direttori Generali, ma non ha prodotto nulla. Anzi, sui Direttori continua il metodo dei due pesi e delle due misure: alla RM/C ed al S. Giovanni gli arresti di dirigenti amministrativi hanno prodotto il dimissionamento della Paccapelo, riammessa solo dopo svariate sentenze, ed il nulla per D'Elia; mentre il recente e strumentale attacco del Vicepresidente Montino al Direttore Generale della RM/D, Giusy Gabriele, assume valore di ingerenza che stride con i principi di imparzialità che la presidenza aveva assicurato nelle procedure di nomina/conferma dei Direttori Generali"."Siamo stanchi di questi giochi di potere - conclude Venezia - Marrazzo decida con i cittadini quale sistema sanitario vuole garantire e si proponga come parte della soluzione, o resterà parte del problema. Dal canto nostro proseguiremo nelle battaglie a fianco dei cittadini e dei lavoratori affinché non un posto letto né un presidio ospedaliero venga chiuso in questa regione". 5 agosto 2009 - Il Tempo Sciopero. Domani bus fermi in città Latina - Domani bus fermi per lo sciopero di 24 ore proclamato dalle organizzazioni sindacali. Garantiti solo i servizi minimi nelle fasce orarie 6:30 - 9:30 e 13:30 16:30. La protesta contro l'Atral si incentra sulla sicurezza, per i potenziali pericoli, per lavoratori e cittadini, che derivano dalla mancanza di idonea segnalazione delle fermate. «L'azienda scarica il rischio sugli autisti, che debbono scegliere tra il servizio all'utenza e l'esigenza di autotutela, per le conseguenze personali legate a possibili incidenti»- lamenta Amedeo Rossi, segretario del Cub. «L'Atral viola anche le norme della contrattazione collettiva perché non ha erogato la quattordicesima - continua Rossi - e non intende corrispondere gli arretrati del rinnovo contrattuale, anzi ne subordina il pagamento all'aumento delle fatture. Intanto i lavoratori sono in difficoltà per la mancata quattordicesima. Alcuni hanno già ricevuto intimazioni bancarie perché non hanno fatto fronte alla scadenza del mutuo». 5 agosto 2009 - TRC giornale Ri.Rei., presidio di lavoratori e familiari alla Regione "La Regione Lazio ha dato indicazioni precise alle ASL circa le procedure di accreditamento dei centri ex Anni Verdi, oggi Ri.Rei., avviando un percorso che non rispetta gli accordi presi con le organizzazioni sindacali", denuncia Pio Congi della RdB-CUB. "Il tutto avverrà eludendo qualsiasi bando di gara, con il rischio che gli stessi odierni affidatari del servizio si riciclino in nuove società, con nuovi lavoratori, e per la seconda volta ricevano in dono un servizio da milioni di Euro". "Ricordiamo che il Consorzio avrebbe dovuto cessare la gestione il 31 luglio scorso - precisa Congi - viceversa gli si sta dando la possibilità di continuare oltre la data stabilita. Intanto, in un clima di silenzi ed omissioni e mentre il Vicepresidente Montino si assume la responsabilità di oltre 100 procedure di cassa integrazione straordinaria, la RdB-CUB continua il presidio permanente nella sede del Consiglio Regionale accanto ai lavoratori e ai familiari degli assistiti, in attesa che un ordine del giorno bipartisan decida l'affidamento provvisorio di pazienti ed operatori alle ASL per dar modo di effettuare bandi pubblici e trasparenti", conclude il rappresentante RdB-CUB. 5 agosto 2009 - Rovigo Oggi DIPENDENTI COMUNALI Rovigo - "Strade e rapporti con il personale dipendente fanno entrambi acqua: non a caso i due referati sono nelle mani dello stesso assessore". Parlano duramente i rappresentanti del sindacato Rdb Stefano Pieretti e Claudio Milan, rispettivamente responsabile regionale e provinciale di Rdb, giunti a Rovigo per prendere posizione a difesa di Fabio Raule, il dipendente del Comune di Rovigo, nonché loro rappresentante, rispetto al quale la Giunta, nei giorni scorsi, ha affidato allavvocatura comunale lincarico di difendere la propria immagine "fortemente lesa da affermazioni gratuite e non documentate" diffuse a mezzo volantini. Stefano Pieretti ha definito la vicenda "incredibile" spiegando: "Lamministrazione comunale non ha niente di meglio da fare se non tentare di costruire un cappello di criminalizzazione contro Raule laddove usare dei volantini per dire che ai dipendenti comunali non sono stati erogati i fondi di salario accessorio del 2008 è legale e legittimo". Pieretti ha sollevato poi quello che è sempre stato un argomento forte di Raule durante la sua "battaglia": il salario dei dirigenti. "Facendo un confronto tra quello dei dirigenti del Comune di Rovigo e quelli di Padova - ha affermato esibendo i dati - si vede come a Rovigo essi percepiscano in media circa 5 mila euro in più, tutti il massimo del fondo salariale, corrispondente a 44 mila euro annui (che può variare a partire da un minimo di 10 mila euro). Tuttavia, - ha proseguito - il Comune di Padova ha erogato il salario accessorio ai dipendenti relativo al 2008, e contrattato quello del 2009, mentre il Comune di Rovigo non lha fatto". I rappresentati Rdb pur specificando che non si tratta di una campagna contro i dirigenti, hanno sintetizzato: "Non si può erogare a pochi molto e a tanti niente" e hanno promesso: "Siamo pronti ad agire, come organizzazione, contro questa amministrazione per comportamento antisindacale". A ribadire le proprie posizioni, lo stesso Fabio Raule, il quale, dopo aver ricordato i provvedimenti disciplinari adottati dallamministrazione comunale nei suoi confronti, ha affermato: "I dirigenti hanno incrementato il proprio premio del 50% in due anni. La Giunta ha dimostrato la propria incapacità di gestire i rapporti sindacali". I rappresentanti di Rdb hanno infine annunciato che si sta effettuando una raccolta firme tra i dipendenti intenzionati ad autodenunciarsi, cosicché lazione legale affidata a Ferruccio Lembo contro Raule, proceda anche contro di loro. E propongono di non sostituire i 3 dirigenti che entro fine anno andranno in pensione, ma di assumere invece altri operai. 5 agosto 2009 - La Provincia di Cremona Sospiro. Del sindacato Rdb SOSPIRO Il sindacato autonomo Rdb (Rappresentanze Sindacali di Base), senza lappoggio delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, ha fissato per le 11 di venerdì mattina un presidio di protesta davanti alle sede di Fondazione Sospiro, che sarà seguito, dopo Ferragosto, dalla proclamazione di uno sciopero dei dipendenti impiegati nel reparto disabili dalla Cooperativa Sociale Sentiero di Cremona. La diatriba tra sindacato e cooperativa era nata nelle scorse settimane, in seguito al licenziamento per giusta causa di uno dei dipendenti, che secondo la ricostruzione della coop si sarebbe reso protagonista di un episodio di violenza ai danni di un paziente e contro il quale si sta anche valutando la possibilità di sporgere denuncia. Il sindacato Rdb, che difende a spada tratta loperatore licenziato, chiede in sostanza la sua riassunzione, movendo anche altre accuse alla cooperativa: disposizioni non adeguate in materia di sicurezza, mancato pagamento degli straordinari e corsi di formazione professionale non sufficienti. Nei programmi del sindacato cè anche lintenzione di rivolgersi allUfficio del Lavoro di Cremona, poi lorganizzazione di un presidio permanente davanti alla sede cremonese della cooperativa. Mentre i sindacalisti Rdb vanno allattacco, va detto che le altre sigle sindacali hanno annunciato sin da subito la loro intenzione di dissociarsi, confermando i buoni rapporti con la cooperativa Sentiero. E la presidentessa della cooperativa stessa, Nicoletta Silva, aveva chiarito che «i rapporti con i sindacati sono ottimi, esistono problemi solo con il sindacato Rdb a causa del provvedimento preso nei confronti del lavoratore dopo il grave episodio avvenuto nel reparto disabili». 5 agosto 2009 - Corriere di Bologna La vicenda denunciata dal sindacato
Asia-Rdb Bologna - Dopo i manifesti apparsi in questi giorni in via SantIsaia per denunciare un caso di sfratto a danno di una famiglia di stranieri, la Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro replica smentendo nettamente le accuse lanciate dal sindacato degli inquilini Asia-Rdb. «Al momento non si può parlare di sfratto», contrattacca la Fondazione di diritto civile impegnata in opere di carità nel settore della cultura. «Se il giudice infatti ha autorizzato lo sfratto», fanno sapere, «La Fondazione non ne ha invece chiesto lesecuzione». Le intenzioni sono quelle, chiarisce la Fondazione, «di dare ancora spazio a ogni possibile azione che contempli la giustizia e la carità». Una porta ancora aperta dunque per la famiglia residente in via Murri, che così avrebbe la possibilità di rimanere nellappartamento. La questione, finita in tribunale, era cominciata, secondo il sindacato degli inquilini, con le difficoltà economiche dell'uomo che, a causa della perdita del lavoro, si sarebbe trovato in difficoltà con il pagamento dellaffitto. Una situazione che invece la Fondazione descrive come di «morosità prolungata e non giustificata da circostanze oggettive, per la quale si è reso necessario un intervento del giudice». Netta la replica della Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro anche per quanto riguarda un coinvolgimento della Curia nella vicenda. I manifesti appesi un mese fa in via Murri e in questi giorni in via SantIsaia, chiamavano in causa direttamente il vescovo («Anche i vescovi sfrattano » è il titolo del volantino) accusandolo di aver sfrattato la famiglia, secondo il sindacato, con tre figli a carico. Dalla Fondazione, di diritto civile e non ecclesiastico, tengono a sottolineare la propria indipendenza dalla Curia bolognese, che in questo caso è «del tutto estranea alla vicenda». Ora luomo, secondo le informazioni fornite dal sindacato degli inqulini, avrebbe trovato un lavoro che gli consentirebbe di pagare laffitto. 5 agosto 2009 - Il Gazzettino "Tagli" al Centro riciclo, continua la trattativa Monselice - (O.M.) I rappresentanti delle organizzazioni sindacali di Cigl e dellAssociazione difesa dei lavoratori (Adl) cobas hanno aperto una trattativa ad oltranza per tutelare i 90 posto di lavoro al Centro riciclo di Monselice. La trattativa fiume è iniziata venerdì scorso. Lultimo giorno di luglio cè stato lavvicendamento tra la cooperativa Mylog che gestiva limpianto per la separazione dei rifiuti, plastica, lattine e vetro, e la nuova cooperativa che ha in appalto il servizio: la Egalo. Le organizzazioni sindacali di fronte alla determinazione dei rappresentanti della Egalo che hanno deciso di tagliare 40 posti di lavoro hanno chiesto lintervento del Prefetto. In prefettura nella giornata di lunedì ci sono stati ben due incontri con la mediazione del prefetto Michele Lepri Gallerano, ma non è sortito nulla. Le parti restano lontane da un possibile accordo: la trattativa continua. 5 agosto 2009 - Il Quaderno Mancati pagamenti ai lavoratori
ditte di pulizia: Benevento - La Federazione Provinciale RdB-CUB di Benevento sottolinea il mancato pagamento della 14^ mensilità per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati / multiservizi. "La Meridionale Servizi si legge in una nota di RdB - nonostante le tante sollecitazioni e missive inoltrate dalla scrivente - lettera del 20 e del 30 luglio- con le quali si chiedeva il rispetto del CCNL a oggi non ha ancora ottemperato al pagamento delle spettanze ai lavoratori nè tanto meno ha fornito informazioni in merito alla scrivente. Abbiamo appreso nel contempo, non essendo stati formalmente invitati, che la stessa Meridionale Servizi ha convocato i sindacati per venerdì 7 Agosto a Bari, per affrontare e discutere le problematiche inerenti i ritardi dei pagamenti delle retribuzioni dei dipendenti, dovuti a loro dire, dalla mancata copertura finanziaria da parte del MIUR per le attività di pulizie svolte nelle scuole". "Lincontro di venerdì conclude RdB - come si legge nella nota di convocazione della Meridionale Servizi ed al quale saremo, comunque, presenti, avendo già comunicato la nostra partecipazione, si propone di esaminare tutte le soluzioni per lenire i disagi ai lavoratori". Cgil, Fsi e RdB a Pagliuca (Uil): ha posizione diversa dalla sua segreteria nazionale Benevento - Continua la polemica tra sindacati sulla situazione dei lavoratori precari dellospedale Rummo. Felice Zinno (CGIL FP), Giovanni Parente (FSI) e Pasquale Ruggiero (RdB/Cub) si dicono stupiti del fatto che "il segretario provinciale della Uil Fpl Antonio Pagliuca (o chi lo consiglia) si senta vittorioso sulla pelle dei lavoratori licenziati, assumendo ancora una posizione totalmente diversa da quella della sua segreteria nazionale sulla questione". I tre rappresentanti, a tal proposito, citano un documento apparso sul sito della Uil nazionale "che chiarisce -spiegano - la posizione di Cgil, Cisl e Uil sullargomento". Detto ciò, i sindacati invitano il direttore generale dellospedale Rummo a garantire lapplicabilità dellart.21 del DL 112/2008. 5 agosto 2009 - La Nazione Il festival Umanista MARINA DI GROSSETO - IN SVOLGIMENTO, a Marina di Grosseto, il primo festival Umanista per la pace e la non violenza. Oggi, a partire dalle 17, nella sala della Circoscrizione, in via Piave 8, si svolgerà il laboratorio L'etica della libertà, a cura della Comunità per lo sviluppo umano. Alle 18, al Bagno Oscar, iniziativa sul tema «Precarietà e sicurezza del lavoro» con interventi di Stefano Cecchi del Coordinamento nazionale Rdb-Cub e Antonio Berti, segretario del Partito Umanista di Firenze. Alle 19, al Bagno Vacanze, sarà la volta della presentazione del libro «Il messaggio di Silo», con accompagnamento di chitarra classica di Janette Davitti. Infine, alle 21, nella sala della Circoscrizione, serata Cineforum con «Come un uomo sulla terra», «Joyeux Noel», «Una verità dimenticata dalla storia», «Il saggio delle Ande». Domani sarà la «Giornata commemorativa per ricordare il disastro di Hiroshima». Alle 11 interverranno il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, e le istituzioni locali. In questa occasione sarà presentata la Marcia mondiale per la pace e la non violenza. Alle 17, in riva la mare, si formerà una catena umana per la pace e la non violenza: centinaia di persone si prenderanno per mano e, in contemporanea, sfileranno windsurf e catamarani. Alle 21.30, sul Lungomare Leopoldo II di Lorena (al cavallino), discorso del sindaco di Grosseto e letture di Lino Guanciale. Alle 22.30, sempre sul Lungomare, «Train de Vie» in concerto. 4 agosto 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
29 - Anno VI In questo numero: 4 agosto 2009 - Il Manifesto LA MANIFESTAZIONE Messina - Scenderanno in piazza sabato prossimo, a Messina, i cittadini «No Ponte». Il concentramento è previsto per le ore 18,00 a piazza Cairoli. La manifestazione lanciata dalla «Rete No Ponte» che mette insieme diverse realtà che si battono contro la realizzazione del ponte sullo Stretto è il frutto di un lungo percorso costruito negli anni da diverse realtà della politica, del mondo civile e della cittadinanza attiva. Il percorso «No Ponte» ora si arricchisce della precisa richiesta di «ri-orientare la spesa pubblica allontanandola da grandi opere inutili e pensare, al contrario, alla riqualificazione del territorio, delle infrastrutture di prossimità e la messa in sicurezza anti-sismica». Molte le adesioni per il corteo. Tra gli altri: WWF, Italia Nostra, Legambiente, ma anche Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Pdci, sindacati Rdb, Cub, Cobas, Orsanavigazione, centri sociali. Numerosi pullman arriveranno da Palermo, Ragusa, Siracusa, Catania, Reggio Calabria e Cosenza. SCUOLA I sindacati respingono i tagli proposti dalla D.C. Famiglia, Scuola e Politiche Sociali per le scuole Civiche Paritarie. Si è svolto ieri il confronto con l'amministrazione dedicato alle Scuole Civiche Paritarie. Tutte le organizzazioni sindacali e la RSU hanno contestato il ridimensionamento proposto dall'Ente con l'informativa di Giunta del 24 luglio 2009 che prevede la chiusura di tutte le classi del Liceo classico e Liceo linguistico serale, tutte le classi dei bienni diurni, quattro classi su cinque del Liceo socio psicopedagogico, alcune classi dei tecnici serali e la dismissione dell'intero corso IPIA. E' stato contestato il progetto di «razionalizzazione» portato avanti unilateralmente giustificandolo con la pretestuosa applicazione di un quadro normativo riconducibile ad alcune norme statali. Anche perché nessuna risorsa è stata investita per la pubblicizzazione dei corsi. Le Scuole Civiche, storico patrimonio della città, con ampia offerta diurna e serale, rischiano di essere svilite e di scomparire. Un processo di riqualificazione del servizio invece deve avere come finalità un reale miglioramento e non la semplice applicazione di norme.Questa ristrutturazione comporta la chiusura di quasi tutti i servizi paritari serali e di parte di quelli diurni, con il conseguente esubero di alcuni docenti, nonché un gravissimo danno all'utenza. Le organizzazioni sindacali e la RSU hanno chiesto unanimamente di mantenere aperte le iscrizioni fino al 14 settembre, come previsto dalla normativa vigente e di ridefinire a quella data il numero delle classi da attivare. Il dottor Mercadante, direttore del settore, ha dichiarato che per poter fornire una risposta, dovrà sentire l'assessore e si è riservato di convocare entro il 5 agosto un nuovo tavolo di confronto. Per quanto riguarda le graduatorie, l'amministrazione ha dichiarato che non procederà alla redazione di alcuna graduatoria, senza il preventivo confronto sindacale. Le organizzazioni sindacali e la RSU ribadiscono che se l'amministrazione comunale non accoglierà la richiesta sopra indicata, non parteciperanno nel mese di agosto a nessuna trattativa in merito alle graduatorie e avvieranno tutte le iniziative di lotta che riterranno opportune per contrastare questo pesantissimo ridimensionamento, ivi compresa l'attivazione di percorsi legali. Fp-Cgil, Fpl-Cisl, Fpl-Uil, Rsu comune di Milano, Rdb Impiego Pubblico-Cub, Csa, Sdl, Confsal-Fenal. 4 agosto 2009 - L'Eco di Bergamo Pompieri, polemica sindacati-volontari Giusto auspicare che tutele e indennità siano identiche
per vigili del fuoco permanenti e volontari in caso di infortunio o di morte, come
sostenuto dal presidente dell'associazione vigili del fuoco volontari, Rolando Fagioli. Ma
sull'argomento preparazione e formazione, secondo i sindacati di categoria, le differenze
fra l'una e l'altra componente del Corpo esistono. Fagioli era intervenuto a seguito della
morte di Massimo La Scala (vigile del fuoco volontario rimasto ucciso nel Torinese): il
fatto che fosse un volontario - aveva detto - impedisce ai familiari di vedersi
riconosciute le tutele di un vigile del fuoco permanente. «L'uguaglianza di
responsabilità, di doveri e soprattutto di rischi fra permanenti e volontari - aveva
spiegato Fagioli - non è quindi riscontrabile nella tutela dei lavoratori». 4 agosto 2009 - Terra Con le mani legate SANITA'. La protesta dei familiari dei disabili ospiti nei centri di riabilitazione gestiti dal consorzio Ri.rei è al suo apice. Indignati chiedono tutele e garanzie che tardano ad arrivare per un servizio pubblico che lo Stato dovrebbe garantire. Minacciano lo sciopero della fame, denunciano, picchettano e manifestano. L'indignazione dei familiari dei disabili ospiti nei centri di riabilitazione gestiti dal consorzio Ri.rei è giunta da tempo al suo apice. E non accenna a diminuire. Chiedono tutele e garanzie che tardano ad arrivare. In ballo c'è la dignità dei loro cari, messa a repentaglio dalla qualità dell'assistenza, il pane dei lavoratori impiegati nei centri, che da tempo ormai non percepiscono lo stipendio, e la salvaguardia di un servizio pubblico che lo Stato dovrebbe garantire. «Siamo ancora lontani dalla soluzione» dice Mario Staderini, della Cellula Luca Coscioni di Roma e membro della direzione nazionale dei Radicali italiani. «Affidare i centri di recupero al consorzio Ri.rei si è rivelata una scelta in grado di legare mani e piedi alla Giunta regionale - sostiene Staderini -. Di fronte alle drammatiche condizioni denunciate da utenti, familiari e operatori, è difficile comprendere come, sia stato possibile arrivare ad agosto, termine di scadenza dell'affidamento del servizio al consorzio, senza trovare una soluzione che soddisfi le diverse richieste». Familiari e lavoratori dei centri vogliono vederci chiaro. Lo scorso 3 luglio il vicepresidente della Regione Lazio con delega alla Sanità, Esterino Montino, ha siglato un accordo con i sindacati confederali, Rdb e Associazione genitori, per revocare immediatamente il servizio alla Ri.rei e concedere l'affidamento temporaneo alle Asl competenti, in modo da individuare un nuovo soggetto idoneo a garantire la qualità dell'assistenza erogata. Tre giorni dopo però Montino cambia idea e sottoscrive una delibera che prevede sì lo scioglimento del consorzio, ma anche l'accreditamento delle singole cooperative che lo compongono. Una decisione che non incontra il favore di familiari e lavoratori. «I disabili non sono merce di scambio politico nè economico, e soprattutto non sono cittadini di serie B» ribadisce la presidente dell'associazione per la tutela dei degenti, Angela Maria Contona, in una nota. «Interessi di parte e clientelari non devono condizionare le scelte dellamministrazione - commenta Staderini -, sulla vita delle persone non si gioca». L'associazione Luca Coscioni esprime piena solidarietà alle famiglie dei disabili in lotta. E si augura che la Giunta dia quanto prima risposte concrete ai cittadini. «Bisogna fare chiarezza - conclude Staderini -, per eliminare qualsiasi dubbio e garantire l'efficienza del servizio. Che Marrazzo chiarisca i requisiti necessari prima dell'assegnazione, che li renda pubblici, prima ancora che venga definito il bando di gara, così che genitori, lavoratori e forze associative dei disabili possano porre le proprie questioni anziché trovarsi a protestare dopo. Solo la trasparenza può garantire assenza di polemiche e inefficienze».
4 agosto 2009 - Il Giorno Esab, accordo per la cassa
Scongiurati i licenziamenti MESERO - NEL DRAMMA, arriva almeno uno spiraglio di speranza. Dopo un lungo confronto in Regione Lombardia fra sindacati, istituzioni e vertici aziendali, la conversione della mobilità in un anno di cassa integrazione straordinaria per gli 85 dipendenti dell'Esab, su un totale di 140, in esubero è realtà. L'ultimo incontro, che si è svolto ieri in Regione Lombardia, ha visto la firma di un importante protocollo d'intesa fra sindacati, Regione, Ministero delle Attività produttive, sindaco di Mesero e vertici aziendali. Fra i punti principali in cui si articola il documento, vanno sottolineati l'impegno da parte dell'azienda a trasformare la proposta di mobilità che sarebbe scattata il 5 settembre, in due anni di cassa integrazione straordinaria, il secondo dei quali è vincolato all'assorbimento del 25% di esuberi durante il primo e la promessa di proprietà e istituzioni a trovare un impiego alternativo per gli 85 lavoratori in questione. Terzo e non secondario aspetto del protocollo firmato ieri pomeriggio è la volontà di favorire la reindustrializzazione dell'area, ovvero l'inserimento di nuove aziende nel sito che fino ad oggi è stato occupato da Esab. «IL NOSTRO OBIETTIVO era un altro spiega Bruno Calcaterra, sindacalista Cub -, ovvero quello di far rimanere in quell'area proprio Esab. Di certo, però, non possiamo non essere soddisfatti della firma di questo accordo». L'accettazione da parte del sindacato del documento non è ancora stata ufficializzata. «Questa mattina chiederemo ai lavoratori la loro opinione in merito e, se sarà positiva, allora ratificheremo la firma. Sono loro i primi a doverlo accettare o rifiutare» sottolinea. Nei giorni scorsi una delegazione di dipendenti si era recata a Roma insieme ai rappresentanti sindacali per incontrare membri del Governo e vertici aziendali. Il ministero per le Attività produttive, preso atto della situazione, aveva proposto all'azienda di ritirare la procedura di licenziamento e sostituire la mobilità con una cassa integrazione straordinari per crisi aziendale con un piano di riorganizzazione e ristrutturazione studiato con Regione, Provincia e Ministero. L'azienda aveva dapprima contestato la proposta e poi deciso di comunicare le proprie intenzioni alcuni giorni dopo. A seguito della "riflessione" da parte della proprietà e di diversi incontri con le istituzioni è arrivata la firma dell'accordo. A Mesero verranno chiusi probabilmente i settori che si occupano di produzione, magazzino e logistica. Rimarranno gli uffici dedicati al commerciale, alle vendite e all'amministrazione. 3 agosto 2009 - Omniroma PIANO OSPEDALI, MAZZOLI: «INACCETTABILE PROPOSTA MORLACCO»(OMNIROMA) Roma, 03 ago - «Un fronte compatto contro la bozza del piano di riordino ospedalierio. Stamattina in Provincia il presidente Mazzoli ha incontrato i sindaci dei comuni di Acquapendente, Viterbo, Civita Castellana, Tarquinia e Montefiascone insieme ai sindacati, Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Fps, Fials, Fsi, Ugl, Csa e Rdb per affrontare la questione sanità. La riunione è stata appositamente convocata in vista di quella in Regione in programma nel pomeriggio. Dalla voce dei primi cittadini e dei sindacati sono stati fatti presenti i problemi che potrebbero verificarsi se il piano sarà attuato». Così in una nota la Provincia di Viterbo. «Le istanze presentate stamattina - afferma il presidente Mazzoli - sono state interamente riportate alla riunione di oggi pomeriggio alla Pisana. Un incontro voluto dal presidente Marrazzo per fare il punto della situazione con gli enti locali». «Già lo scorso anno la Tuscia ha subito un piano di riorganizzazione della sanità dal quale è uscita con difficoltà. La bozza del sub commissario Morlacco - spiega Mazzoli - prevede tagli pesantissimi e mette in discussione l'esistenza stessa dei presidi ospedalieri periferici. Inoltre la riduzione prevista è completamente sbagliata in quanto si basa su un censimento della popolazione del 2001. Oggi la realtà è diversa, gli abitanti sono 315mila, i calcoli quindi vanno fatti alla luce di questi dati. Questa proposta è inaccettabile». «Che sarà destinata - continua - inevitabilmente ad aumentare verso altri ospedali fuori regione, con il conseguente aumento della spesa pubblica. Perché le proposte costringeranno i cittadini a scegliere altri presidi fuori dai confini del Lazio». «Nell'ultimo periodo sono stati investiti milioni di euro per ammodernizzare e specializzare i nostri ospedali - continua il presidente - ora questo piano ne dichiara invece la fine. C'è qualcosa di poco razionale. Per questo non è possibile accettare questo piano. Infine abbiamo chiesto a Marrazzo a che punto siamo per il completamento di Belcolle». «Ora formalizzeremo le nostre posizioni. e le presenteremo in Regione. Certo è che il piano così com'è rimane inaccettabile. Il nostro territorio - conclude - ha già pagato un prezzo elevato e non può fare di più. Su questo siamo tutti d'accordo e lotteremo per i nostri diritti». 3 agosto 2009 - La Repubblica Soumahoro, responsabile del
sindacato degli immigrati, Napoli - La paura. Un clima che cambia. E l´omertà di
vittime e testimoni. C´è tutto questo dietro le aggressioni della gang degli autobus.
«Mi fa paura non l´episodio, ma il clima. Questa caccia all´immigrato del sabato sera,
non nasce per caso. È terribile che qualcuno venga picchiato non per qualcosa che ha
fatto, ma semplicemente per quello che è, perché è diverso, perché è un migrante».
È attonito Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale del sindacato RdB-immigrazione.
«Il clima di cui parlo nasce in seno al pacchetto sicurezza di Maroni. Stiamo attenti,
quello che sta accadendo a Napoli è un pericoloso campanello d´allarme - incalza
Soumahoro - gli episodi di razzismo si stanno pericolosamente moltiplicando». Dieci
giorni fa un extracomunitario è stato aggredito a Forcella: aveva fatto segno con una
mano ad un auto, che lo stava investendo, di andare più piano. La settimana scorsa un
gruppo di nordafricani ha denunciato che due controllori hanno impedito loro l´accesso su
un treno. «E questi sono solo gli episodi venuti alla luce. Molti altri restano
nell´ombra. A tutti i migranti dico: non abbiate paura e denunciate sempre, alle forze
dell´ordine o ai sindacati, che si esporranno per voi. Non lasciate che tutto ciò accada
con la complicità del nostro silenzio», chiede Soumahoro, che rivolge un appello anche
al sindaco. «Questa volta ringraziamo i vigili per l´impegno e la tenacia. Ma invito il
sindaco a trovare degli spazi per i venditori ambulanti extracomunitari. Il lavoro è il
primo passo per il diritto di cittadinanza. E il Comune di Napoli non é il governo e deve
dimostralo, con una politica a favore dell´immigrazione quotidiana». Sei ragazzi e quattro ragazze fra i
16 e i 20 anni. Ieri due arresti NAPOLI - Ogni sabato e domenica salivano sull´autobus,
linea R 601. E andavano a caccia. Cercavano per le strade di Napoli, salendo e scendendo
dal bus, immigrati da picchiare, insultare, derubare. Un branco: sei ragazzi e quattro
ragazze, tra i 16 e i 20 anni. Un gruppo, annoiato e violento. Adolescenti o poco più,
che passano le loro vacanze in città e che, nelle sere d´estate, cercano l´adrenalina
della violenza, visti i bottini irrisori e l´alto rischio delle azioni. Delbono: "Ripensare le
cerimonie" Bologna - Cambiare non solo si può, ma si deve. Flavio
Delbono battezza il suo primo Due Agosto da sindaco mettendo in discussione una
commemorazione che resiste identica da 29 anni. Tanti, forse troppi per ripeterla uguale a
se stessa, compreso il logoro rituale dei fischi ai rappresentanti del governo che anche
ieri hanno rubato la scena alla memoria. «E´ il momento di ripensare le cerimonie - dice
Delbono - in modo che i valori che le cerimonie rappresentano non finiscano nel
dimenticatoio». 3 agosto 2009 - Libertà La piazza fischia, Bondi interrompe
il discorso BOLOGNA - La contestazione, come era nelle
previsioni di una "tradizione" che si ripete da anni, c'è stata. Ma questa
volta è stata molto più dura, sonora, prolungata, tanto da costringere il ministro dei
Beni culturali Sandro Bondi, delegato quest'anno a rappresentare l'esecutivo alla
cerimonia per il 29/o anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi
a metà del suo discorso. 3 agosto 2009 - Il Resto del Carlino E la sinistra radicale riparò alla
Bolognina Bologna - I PRIMI letteralmente fuggono quando sul palco viene letto il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Gli altri se ne vanno alla spicciolata quando, di fronte alla stazione, parlano le autorità. E così, in men che non si dica, in circa duecento si ritrovano a sfilare fra slogan e striscioni verso piazza dell'Unità. E' UNA commemorazione fatta anche di contestazione quella che va in scena in piazza Medaglie d'Oro. Le sigle sono note. L'Assemblea antifascista permanente, il circolo anarchico Berneri, i ragazzi del Fare Breccia e quelli meno giovani del circolo Iqbal Masih. Ai quali si uniscono, dopo la partenza verso la Bolognina, anche le Rappresentanze sindacali di base. Tutti a sfilare con in testa uno striscione: Le bombe alle stazioni le mettono i fascisti, le coprono i governi, le pagano i padroni'. Ma gli slogan sono anche altri. Mandate in pensione almeno il segreto di Stato', gridano quelli delle Rdb. POI, le parole che si sentono dal megafono - a parlare diversi volontari improvvisati, niente è organizzato - ripetono più o meno gli stessi concetti. C'è chi si scaglia contro «i giornali di regime», chi contro «le stragi di Stato». Chi ce l'ha a morte col pacchetto sicurezza, chi con «l'ipocrisia dei governanti». Citano più volte Pier Paolo Pasolini, ma parlano anche di Licio Gelli, di Silvio Berlusconi e qualcuno, sulle magliette, se la prende anche con Pierluigi Bersani. «L'ANNO prossimo coinvolgeremo pure i lavoratori delle fabbriche spiega Massimo Betti, il coordinatore delle Rdb di Bologna . Speriamo che anche nel 2010 si tenga la manifestazione ufficiale, perché senza di essa sarebbe difficile fare testimonianza». Betti lo dice: «Ci siamo uniti agli altri gruppi senza premeditazione, è stata una scelta spontanea. Semplicemente, non potevamo stare in piazza». I suoi uomini si erano già fatti vedere, alle nove del mattino, in piazza Nettuno, dove si erano uniti al corteo ufficiale. Alla Bolognina arrivano tutti con un caldo soffocante. Qualcuno sventola persino le bandiere con Che Guevara. Bologna. IL MISTERO sono questi
studenti... Bologna - IL MISTERO sono questi studenti, un gruppetto, che sotto il palco urlano insulti in italiano ma poi scuotono il capo, non capiscono quella domanda semplice, «perché?». Sono stranieri, dicono, do you speak english? La piazza del 2 agosto, 29 anni dopo migliaia di persone, chi dice quattromila chi dimezza , è sempre divisa tra dolore e rabbia. Però stavolta la contestazione pare infinita, più rabbiosa, generale. Non coinvolge solo gli anarchici, le Rdb, i centri sociali, quelli di Rifondazione. Sono le 10,34 quando inizia a parlare il ministro Sandro Bondi. Partono bordate di fischi e insulti. Dal fondo e dalle prime file. Quelli dell'Assemblea antifascista permanente com'era previsto se ne vanno. Rdb e Tpo contestano, poi fanno altrettanto. Ma si arrabbia anche chi è qui senza insegne o striscioni. «Fascista, buffone, vaff, voltagabbana». Qualcuno, più originale, spedisce sul palco un «torna da Papi», perché Bondi ha difeso Villa Certosa. Si sente anche «smettila fascio». MA L'ALA dura della contestazione è proprio sotto il palco. Nove minuti di caos. E tanto dura il discorso di Bondi, che arriva sul palco alle 10,10, in ritardo. Paolo Bolognesi, il presidente dell'associazione vittime (riconfermato), sta parlando da un po'. Sta dicendo di Mambro e Fioravanti: «Oggi sono completamente liberi». Il presidente alla fine condannerà i fischi, ma si lamenterà: «Aspettavamo risposte sul segreto di Stato e sulle pensioni. Bondi ha detto che non poteva darmele perché è stato interrotto dai fischi. Però non ne ho avute neanche a margine». Il ministro alla fine commenterà: «La contestazione dimostra che questo Paese è ancora funestato dall'odio politico e ideologico». RISPARMIATO dalle contestazioni il sindaco Flavio Delbono. Che poi lascia la parola a Bondi. «Presidente, signor sindaco, cittadini...», attacca il ministro. E giù bordate di fischi. Gli gridano: «Vai via!». L'oratore riprende dopo una breve pausa: «Sono passati quasi trent'anni da quel terribile...». Zittito un'altra volta. Si sente un: «Uomo di m...». Bondi sembra incerto se continuare o no. Poi ricomincia: «Sono passati quasi trent'anni da quel terribile 2 agosto in cui 85 persone persero la vita». Le contestazioni diventano così violente da coprire le parole. Allora il ministro sfida la protesta. Alza il dito, per mettere in guardia: «Sono un democratico quanto quelli che fischiano. Vi prego di permettermi di continuare a leggere il mio discorso». La piazza grida: «No, no! Maiale, no!». Bondi ormai duetta con chi lo attacca: «Voi non rispettate il significato profondo di questa commemorazione... Permettetemi di leggere a nome del governo il mio discorso...». Niente da fare, urlano ancora più forte. Lui reagisce: «Quelli che fischiano non onorano il significato di questo momento». Infine ricorda la strage di San Terenzo Bardine, il suo paese in provincia di Massa Carrara, strage nazista del '44. «Lì sono morte 400 persone alza la voce . So cosa vogliono dire democrazia e libertà, non voi». BISOGNA vedere i gesti, in piazza. Chi alza il dito medio, chi fa le corna, chi agita le braccia per dirgli «vai, vai». Ancora: «Porco! Buffone! Muori! Non ti hanno neanche eletto, vai via!». Bisogna ascoltare ma anche guardare i gesti, in sequenza, per scoprire un'esasperazione più forte di sempre. Slegata a un certo punto da Bondi persona. E' una rivolta contro la politica, inscenata su una piazza che garantisce visibilità. Ci sono militanti di Rifondazione, qui nell'ala dura. Ma c'è anche Andrea, 27 anni, di Lecco, il volto stravolto dalle urla, «perché è una vergogna che dopo 29 anni non sappiamo tutta la verità». Il ragazzo davanti a lui agita un cartello. C'è scritto: «Ai politici non importa niente delle tragedie della gente». Monica Donini, presidente del consiglio regionale, dirigente di Rifondazione, mette in riga i suoi: «I fischi? La cosa più sbagliata. Se la cerimonia è da cambiare? No. Vorrebbe dire rinunciare alla memoria». 3 agosto 2009 - Il Gazzettino I funzionari-verificatori
hanno inflitto 27 multe a chi non rispettava le nuove disposizioni e a chi ignorava le
esigenze dei passeggeri Venezia - Marinai dei vaporetti richiamati allordine
perché non si danno da fare, come impongono le nuove regole. Autisti degli autobus
"bocciati" perché non fanno abbastanza biglietti, con il risultato che per
questultima "negligenza" lazienda ha congelato il premio di
produzione di giugno a tutti i dipendenti. Capita in Actv, impegnata in unoperazione
di trasformazione del personale, che evidentemente fatica a completarsi. 3 agosto 2009 - Il Messaggero Veneto «Ci aspettavamo che fosse tolto il
segreto di Stato» BOLOGNA - La contestazione, come era nelle previsioni di
una "tradizione" che si ripete da anni, cè stata. Ma questa volta è
stata molto più dura, sonora, prolungata, tanto da costringere il ministro dei Beni
culturali Sandro Bondi, delegato questanno a rappresentare lesecutivo alla
cerimonia per il 29º anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi
a metà del suo discorso. 3 agosto 2009 - La Stampa "Ma le urla son sbagliate, sono
contro di noi" BOLOGNA - Non cè commemorazione del 2 agosto senza contestazioni al ministro di turno, succede tutti gli anni, ma ieri mattina la protesta ha toccato livelli record, più ancora che con Tremonti e Buttiglione, che finora erano stati i più fischiati in assoluto. Appena il ministro alla Cultura Sandro Bondi si è avvicinato al microfono è partito un coro di insulti, solo che stavolta non erano i soliti antagonisti a urlare «buffone, buffone», era gente comune, magari orientata politicamente, ma certo non i ragazzi dei centri sociali che si scatenavano gli anni passati. Così, mentre il presidente dellAssociazione familiari delle vittime Paolo Bolognesi si sbracciava dal palco per farli smettere, mezza piazza si è svuotata dietro i militanti delle Rdb che se ne andavano, e laltra mezza è rimasta a gridare la sua rabbia. Il ministro Bondi, che rappresentava il governo nel 29esimo anniversario della bomba alla stazione, ha cercato di ribattere colpo su colpo, ma col solo risultato di fare incarognire ancor di più i contestatori: «Io sono un democratico quanto quelli che fischiano, e vi pregherei di permettermi di continuare a leggere il mio discorso: voi non rispettate il significato più profondo di questa manifestazione». Poi ha ripreso il suo intervento: «Le famiglie delle vittime patiscono ancora per la negazione del loro diritto a conoscere la verità, la strage di Bologna evidenziò la debolezza dello Stato, minato dallinterno e dallesterno». Niente da fare, ieri nessun argomento avrebbe potuto far tacere i fischi davanti alla stazione degli 85 morti e 200 feriti, allora a decine hanno cominciato a gridare «via, via, via». Bondi ha alzato il tono: «Questa è la testimonianza del dialogo che io oggi offro, questa è la democrazia, non la possibilità di fischiare senza nessuna ragione e senza nessuna giustificazione», e mentre la piazza continuava a ribollire, ha concluso in crescendo: «Io vengo dal paese della strage di San Terenzio Bardine (eccidio nazifascista dellagosto 1944, ndr), lì sono morte 400 persone. Io so cosa vuol dire la democrazia e la libertà, non voi!». Sceso dal palco, il ministro ha rincarato coi giornalisti: «Quanto è accaduto è il segno che lodio politico e ideologico è ancora così profondo nel nostro Paese. Io ero qui anche per ricordare la necessità di superare queste contrapposizioni, questo odio che avvelena la politica italiana. Ci sono persone che contestano senza neppure ascoltare quello che si dice, ci sono persone che pensano di difendere la democrazia e la libertà, mentre coloro che oggi hanno fischiato hanno solo umiliato e calpestato il significato più profondo di questa manifestazione». Conclusione: «E triste partecipare a una commemorazione che viene poi ricordata per le contestazioni e i fischi». Paolo Bolognesi, che ogni anno ripete inutilmente il suo invito a non fischiare i rappresentanti del governo, commenta amaro: «Questo è un autogol, contro la manifestazione e contro i famigliari, di una piazza antidemocratica che gli ha impedito di parlare. E un grande errore, anche perché così non siamo riusciti ad avere le risposte che volevamo avere sulla questione delle pensioni». Il suo discorso era stato preceduto dalla lettura dei messaggi del presidente Napolitano e di e del presidente della Camera Fini. «La strage alla stazione di Bologna fu frutto di una stagione di folle violenza terroristica che non va dimenticata», scive Napolitano. Mentre Fini ricorda che «è dovere assoluto acertare la verità». Bolognesi aveva battuto sulla mancata attuazione della legge 206 a favore delle vittime del terrorismo, ma anche sui tentativi di nascondere le verità processuali con nuove tesi tutte da provare (quelle basate sulle rivelazioni del terrorista Carlos, ndr), oltre che sul segreto di Stato e sulla necessità di individuare i mandanti della strage. Pierluigi Bersani, che ha partecipato alla manifestazione insieme al segretario del Pd Dario Franceschini, aggiunge: «Questo è un giorno carico di tensioni, mi dispiace che al di là delle critiche non si riesca a dare maggiore compostezza a questo momento». Dello stesso tono la dichiarazione di Franceschini: «Non è la prima volta, ma quando si sente fischiare in una manifestazione pubblica dispiace sempre». 3 agosto 2009 - Nuova Ferrara, Sardegna, Venezia/Tirreno/Corriere Alpi/Gazzetta Modena, Mantova, Reggio/Città Salerno/Alto Adige/Tribuna Treviso/Mattino Padova/Centro Bondi fischiato dalla piazza BOLOGNA - La contestazione, come era nelle previsioni di
una tradizione che si ripete da anni, cè stata. Ma questa volta è stata molto più
dura, sonora, prolungata, tanto da costringere il ministro dei Beni culturali Sandro
Bondi, delegato questanno a rappresentare lesecutivo alla cerimonia per il
29º anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi a metà del suo
discorso. 3 agosto 2009 - QN Quotidiano Nazionale Strage di Bologna, il dolore finisce BOLOGNA - FISCHI. Insulti. Pernacchie. Corna e pugni chiusi agitati con rabbia. Mani a megafono per offendere più forte. Per tutti i nove minuti del suo discorso, sul palco delle manifestazioni in ricordo della strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980: una bomba lasciò a terra 85 morti e 200 feriti) il ministro Sandro Bondi arrivato in ritardo, alle 10.10, a celebrazione iniziata deve subire la dura contestazione della piazza. Prima non riesce neppure a iniziare a leggere il discorso. Poi viene più e più volte interrotto. «Vada avanti a leggere», gli suggeriscono appena sembra vacillare sotto la protesta. Lui, invece, alza gli occhi dal foglio. Sceglie il corpo a corpo dialettico con i contestatori. AGITA il dito indice: «Sono un democratico quanto quelli che mi fischiano». Apriti cielo. «Voi non rispettate il significato più profondo di questa commemorazione», avverte, impennando la voce. Inutile. La piazza che nel frattempo, sull'esempio dei sindacati di base Rdb, si è vuotata per metà non si placa. Bondi legge ancora. Poi si interrompe: «Io oggi offro la testimonianza del dialogo. Questa è democrazia, non i fischi senza nessuna ragione e giustificazione». E' benzina sul fuoco. Tanto che, alla fine, il ministro deve chiudere urlando nel microfono per sovrastare i fischi. Ricorda un eccidio nazifascista nel suo paese natale, dove fu sindaco del Pci dal 1990 al 1992. «Io vengo dal paese della strage di Fivizzano grida . Lì sono morte 400 persone. Io so cosa vuol dire la democrazia e la libertà, non voi». E DIRE che Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage, aveva raccomandato di non contestare. Inascoltato, come ormai da un decennio. Pochissimi, infatti, i ministri che hanno limitato i danni sul palco del 2 agosto. «Io ero qui anche per ricordare la necessità di superare queste contrapposizioni, questo odio ideologico e politico che avvelena la politica italiana», commenta Bondi prima di ripartire. «Indegna gazzarra», stigmatizza Bolognesi. Ma aggiunge: «Aspettavamo risposte sul segreto di Stato e sulle pensioni. Non sono arrivate». IL SINDACO di Bologna, Flavio Delbono, dal palco parla di «strage fascista, la cui storia è costellata di depistaggi, bugie mezze verità». E ammonisce dai «revisionisti di comodo». Poi riconosce la necessità, dopo 29 anni, di «rimettere in gioco rituali che ci danno un grande senso di identità, ma che non soddisfano più lo scopo principale per cui erano stati pensati». Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, si dice «avvilito dall'arroganza e l'intolleranza» con cui Bologna ha accolto Bondi. Sia il leader del Pd, Dario Franceschini, sia Pierluigi Bersani, suo avversario nella corsa alla segreteria, entrambi in corteo a Bologna, sono dispiaciuti per la contestazione, anche se «questo, si sa, è un giorno carico di tensione». Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, denuncia la protesta di «fanatici, i peggiori nemici della commemorazione». Mentre il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, parla di «indegna gazzarra contro il governo». 3 agosto 2009 - Brescia Oggi/L'Arena/Giornale di Vicenza Fischi a Bondi, lite con la piazza BOLOGNA - La contestazione, come nelle previsioni di una
"tradizione" che si ripete da anni, cè stata. Ma questa volta è stata
molto più dura e prolungata, tanto da costringere il ministro dei Beni culturali Sandro
Bondi, delegato questanno a rappresentare lesecutivo alla cerimonia per il
29° anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi a metà discorso.
Appena il ministro ha cominciato a parlare, dal piazzale sono partiti i fischi, qualche
insulto e il grido: «Vergogna, vai via». Cè chi come lAssemblea
antifascista permanente aveva già lasciato la piazza dopo la lettura del messaggio,
applaudito, del presidente della Repubblica. E chi, come i sindacalisti delle Rdb, se ne
è andato appena Bondi ha preso parola. Ma molti sono rimasti e da una piazza
tradizionalmente ostile per i rappresentanti del centrodestra (anche se questanno
meno gremita del solito come il corteo, complice il caldo e la giornata festiva) è
partita la contestazione. 3 agosto 2009 - Il Mattino Bologna. Sè ripetuto, ieri
alla cerimonia commemorativa della strage... Bologna - Sè ripetuto, ieri alla cerimonia commemorativa della strage di Bologna di ventinove anni fa, un rituale contrassegnato negli ultimi anni dai fischi per il rappresentante del governo con le conseguenti aspre polemiche, ma con due novità: la piazza Medaglie dOro parecchio meno affollata e laccresciuto numero di autorità e personalità politiche - a cominciare dal presidente della Camera Gianfranco Fini - che hanno insistito sullesigenza di continuare gli sforzi per fare chiarezza completa e definitiva sul massacro (85 morti e più di 200 feriti). La contestazione stavolta ha investito il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. È scattata dopo che era stato appunto letto il messaggio del capo dello Stato ed erano intervenuti il sindaco di Bologna, Flavio Delbono, e il presidente dellAssociazione familiari delle vittime, Paolo Bolognesi. Bondi ha preso la parola mentre un gruppo di partecipanti, in testa gli aderenti allAssemblea antifascista permanente e i sindacalisti delle Rappresentanze di base, abbandonavano polemicamente la piazza diretti a piazza dellUnità per una contromanifestazione. Ma la sua voce è stato presto subissata da salve di fischi, di grida ostili, di accuse e di inviti perentori ad abbandonare il palco. Solo quache decina i contestatori ma rumorosi al punto che Bondi non è riuscito a continuare il suo intervento benché tentasse di zittirli sollecitando senso di responsabilità («così non rispettate il senso più profondo della commemorazione») e poi alzando il tono della voce nel vano tentativo di superare il frastuono: «Io sono un democratico e oggi offro una testimonianza del dialogo, rispettoso delle ragioni di tutti. Questa è democrazia, non il fischiare senza nessuna ragione e nessuna giustificazione. Io vengo dal paese della strage di San Terenzo Bardine, lì sono morte 400 persone, so cosa vuol dire la democrazia e la libertà, non voi». Ma infine è stato costretto a rinunciare. Amara la sua considerazione mentre sallontanava: «Quanto è accaduto è il segno che lodio politico e ideologico è ancora profondo nel nostro Paese. È triste partecipare a una commemorazione che alla fine viene ricordata solo per le contestazioni». Il sindaco Delbono aveva facilmente presagito la piega che avrebbe preso la cerimonia, tanto da affermare chè giunto «il momento di ripensare le cerimonie, in modo che i valori che rappresentano non finiscano nel dimenticatoio». Ma aveva ribadito la "matrice fascista" della strage che invece viene da più parti rimessa in discussione o ridiscussa, a cominciare dallallora ministro dellInterno Francesco Cossiga. Sulla stessa linea Bolognesi, il quale aveva sostenuto che «la certezza della pena in Italia è riservata esclusivamente alle vittime e ai loro familiari» (era lo slogan segnato sul manifesto commemorativo dellAssociazione) e che «sarà il regolamento per il segreto di Stato a misurare la volontà di questo parlamento per il raggiungimento della verità». Bolognesi - che è stato riconfermato ieri presidente dellAssociazione delle vittime - sè lamentato di non aver ottenuto da Bondi «risposte sul segreto di Stato e sulle pensioni (ai familiari delle vittime e ai feriti, ndr): Bondi mi ha detto che non poteva darmele perché è stato interrotto dai fischi, però non ne ho avute neanche a margine». Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani, presenti a Bologna, hanno stigmatizzato la contestazione a Bondi. Bersani ha condiviso lopportunità di "rivedere" in futuro la cerimonia. Per il segretario dellUdc, Lorenzo Cesa, «i soliti fischi hanno trasformato in unindegna gazzarra contro il governo una manifestazione che doveva unire tutti gli italiani nel ricordo delle vittime e nella condanna dei terroristi». 3 agosto 2009 - Il Cittadino Ancora una volta la rievocazione
dell'attentato del 2 agosto 1980 scatena tensioni e polemiche; i familiari: «Rito da
cambiare» BOLOGNA - La contestazione, come era nelle previsioni di una "tradizione" che si ripete da anni, cé stata. Ma questa volta è stata molto più dura, sonora, prolungata, tanto da costringere il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, delegato questanno a rappresentare lesecutivo alla cerimonia per il 29esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi a metà del suo discorso. Appena il ministro ha cominciato a parlare, dal piazzale della stazione sono partiti i fischi, qualche insulto, il grido ripetuto: «Vergogna, vai via». Cé chi come lAssemblea antifascista permanente aveva già lasciato la piazza dopo la lettura del messaggio, applaudito, del presidente della Repubblica Napolitano. E chi, come i sindacalisti delle Rdb, se ne è andato appena Bondi ha preso parola. Ma molti sono rimasti e da una piazza tradizionalmente ostile per i rappresentanti del centrodestra (anche se questanno meno gremita del solito come il corteo, complice il caldo e la giornata festiva), è partita la contestazione contro il ministro. Bondi dal palco ha reagito: «Così non rispettate il senso più profondo della commemorazione». Poi ancora: «Io sono un democratico come quelli che fischiano e oggi offro una testimonianza del dialogo, rispettoso delle ragioni di tutti. Questa è la democrazia, non la possibilità di fischiare senza nessuna giustificazione». Quindi, allennesima interruzione, ha gridato al microfono, visibimente accalorato: «Io vengo dal paese di San Terenzo Bardine (luogo di una strage nazifascista nel 1944, ndr). Lì sono morte 400 persone. So cosa vuole dire la democrazia e la dignita». Giù dal palco, prima di lasciare la stazione sulla sua macchina in compagnia del figlio Francesco, il ministro ha aggiunto: «Quanto è accaduto è il segno che lodio politico e ideologico è ancora così profondo nel nostro Paese».Certo dal palco Paolo Bolognesi, presidente dellassociazione dai familiari delle vittime, non era stato tenero con il governo. Duro sui risarcimenti ai feriti che tardano a essere completati a cinque anni dallapprovazione della legge, ha scandito: «La verità è che le vittime del terrorismo sono un peso opprimente per questi politicanti che non vorrebbero controlli, ma solo apparire in tv il giorno degli anniversari» tornando a ribadire la matrice fascista della strage, sancita dalle sentenze, e a bollare come «polveroni» le piste alternative che vengono agitate a ogni vigilia.Bolognesi ha poi condannato i fischi ma per sottolineare che essi «danno una via di fuga al governo. Questa gazzarra crea solo un martire in più per il governo. Aspettavo delle risposte sul segreto di Stato e sulle pensioni che non sono arrivate. Bondi - ha tenuto a precisare - non me le ha date perché è stato interrotto dai fischi, però non ne ho avute neanche a margine». Anche il neosindaco di Bologna Flavio Delbono, che nel suo discorso, ha messo laccento sullesigenza, dopo 29 anni, di rivedere la formula delle cerimonie, ha condannato il dissenso della piazza sottolineando che «oggi è il giorno del ricordo, non delle polemiche». Dispiaciuti per la contestazione sia il segretario del Pd Dario Franceschini che il suo avversario per la segreteria Pier Luigi Bersani. Insieme hanno partecipato al corteo che da piazza Maggiore si è snodato fino alla stazione con i familiari, la gente e i gonfaloni di tantissime città. «Dispiace, ma questo é un giorno carico di tensione perché la ferita è ancora apertà», ha detto Bersani. 3 agosto 2009 - La Provincia di Cremona Politica e veleni BOLOGNA La contestazione, come era nelle previsioni di una tradizione che si ripete da anni, cè stata. Ma ieri è stata molto più dura, sonora, prolungata, tanto da costringere il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, delegato questanno a rappresentare lesecutivo alla cerimonia per il 29° anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi a metà del suo discorso. Appena il ministro ha cominciato a parlare, dal piazzale della stazione sono partiti i fischi, qualche insulto, il grido ripetuto: «Vergogna, vai via». Cè chi come lAssemblea antifascista permanente aveva già lasciato la piazza dopo la lettura del messaggio, applaudito, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E chi, come i sindacalisti delle Rdb, se ne è andato appena Bondi ha iniziato il suo discorso. Ma molti sono rimasti e da una piazza tradizionalmente ostile per i rappresentanti del centrodestra è partita la contestazione contro il ministro. Bondi dal palco ha reagito: «Così non rispettate il senso più profondo della commemorazione. Io sono un democratico come quelli che fischiano e offro una testimonianza del dialogo, rispettoso delle ragioni di tutti. Questa è la democrazia, non la possibilità di fischiare senza nessuna giustificazione». Quindi, allennesima interruzione, ha gridato al microfono: «Io vengo dal paese di San Terenzo Bardine (luogo di una strage nazifascista nel 1944, ndr). Lì sono morte 400 persone. So cosa vuole dire democrazia e dignità». Giù dal palco, il ministro ha aggiunto: «Quanto è accaduto è il segno che lodio politico e ideologico è ancora profondo nel nostro Paese». Anche il neosindaco di Bologna Flavio Delbono, che nel suo discorso, ha messo laccento sullesigenza, dopo 29 anni, di rivedere la formula delle cerimonie, ha condannato il dissenso della piazza sottolineando che «oggi è il giorno del ricordo, non delle polemiche». Dispiaciuti per la contestazione sia il segretario del Pd Dario Franceschini che il suo avversario per la segreteria Pier Luigi Bersani. Insieme hanno partecipato al corteo che da piazza Maggiore si è snodato fino alla stazione con i familiari, la gente e i gonfaloni di tantissime città. «Dispiace, ma questo è un giorno carico di tensione perché la ferita è ancora aperta», ha detto Bersani. Parole ripetute anche da Franceschini: «Questa è una piazza sempre molto carica di tensione». Nel messaggio inviato da Napolitano, il capo della Stato sottolinea che la strage di Bologna fu frutto di «una stagione di folle violenza terroristica che non va dimenticata solo sviluppando un impegno costante di corretta trasmissione della memoria è possibile diffondere la cultura della convivenza pacifica e della consapevole partecipazione allesercizio dei diritti nellambito della legalità costituzionale». Anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha ricordato la strage del 2 agosto 1980: «La tragedia vissuta da Bologna e dallItalia tutta è ancora viva nella memoria degli italiani» ha scritto Berlusconi nel messaggio inviato al presidente dellassociazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi. 3 agosto 2009 - La Gazzetta di Parma STAZIONE DI BOLOGNA: 29 ANNI FA LA
BOMBA I FAMILIARI DELLE VITTIME: «IL GOVERNO CI DEVE DELLE RISPOSTE». CONDANNA
BIPARTISAN DELLA CONTESTAZIONE BOLOGNA - La contestazione, come era nelle previsioni,
c'è stata. Ma questa volta è stata molto più dura, sonora, prolungata, tanto da
costringere il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, delegato a rappresentare
lesecutivo alla cerimonia per il 29esimo anniversario della strage alla stazione di
Bologna, a interrompersi a metà del suo discorso. 3 agosto 2009 - L'Unione Sarda Strage di Bologna, fischi e veleni BOLOGNA - La contestazione, come era nelle previsioni di
una tradizione che si ripete da anni, c'è stata. Ma questa volta è stata molto più
dura, sonora, prolungata, tanto da costringere il ministro dei Beni culturali Sandro
Bondi, delegato quest'anno a rappresentare l'esecutivo alla cerimonia per il 29°
anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi a metà del suo
discorso. 3 agosto 2009 - L'Eco di Bergamo Strage di Bologna, la piazza
contesta Bondi BOLOGNA - La contestazione, come era nelle previsioni di
una «tradizione» che si ripete da anni, c'è stata. Ma questa volta è stata molto più
dura tanto da costringere il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, delegato a
rappresentare l'esecutivo alla cerimonia per il 29° della strage alla stazione di
Bologna, a interrompere il suo discorso. Appena il ministro ha cominciato a parlare, dal
piazzale della stazione sono partiti i fischi, qualche insulto, il grido ripetuto:
«Vergogna, vai via». C'è chi come l'Assemblea antifascista permanente aveva già
lasciato la piazza dopo la lettura del messaggio, applaudito, del presidente della
Repubblica Napolitano. E chi, come i sindacalisti delle Rdb, se ne è andato appena Bondi
ha preso parola. Ma molti sono rimasti e da una piazza tradizionalmente ostile per i
rappresentanti del centrodestra (anche se quest'anno meno gremita del solito come il
corteo, complice il caldo e la giornata festiva), è partita la contestazione contro il
ministro. Bondi ha reagito: «Così non rispettate il senso più profondo della
commemorazione». Poi ancora: «Io sono un democratico come quelli che fischiano e oggi
offro una testimonianza del dialogo, rispettoso delle ragioni di tutti. Questa è la
democrazia, non la possibilità di fischiare senza nessuna giustificazione». 3 agosto 2009 - Il Giornale di Brescia Politica Segreti di Stato BOLOGNA - La contestazione, come era nelle previsioni di
una «tradizione» che si ripete da anni, cè stata. Ma questa volta è stata molto
più dura, sonora, prolungata, tanto da costringere il ministro dei Beni culturali Sandro
Bondi, delegato questanno a rappresentare lesecutivo alla cerimonia per il
29° anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi a metà del suo
discorso. 3 agosto 2009 - Tuscia web Mazzoli e Marini in riunione con
Marrazzo sul piano di riordino. Viterbo - Un fronte compatto contro la bozza del piano di riordino ospedalierio. Stamattina in Provincia il presidente Mazzoli ha incontrato i sindaci dei comuni di Acquapendente, Viterbo, Civita Castellana, Tarquinia e Montefiascone insieme ai sindacati, Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Fps, Fials, Fsi, Ugl, Csa e Rdb per affrontare la questione sanità. La riunione è stata appositamente convocata in vista di quella in Regione in programma nel pomeriggio. Dalla voce dei primi cittadini e dei sindacati sono stati fatti presenti i problemi che potrebbero verificarsi se il piano sarà attuato. "Le istanze presentate stamattina afferma il presidente Mazzoli sono state interamente riportate alla riunione di oggi pomeriggio alla Pisana. Un incontro voluto dal presidente Marrazzo per fare il punto della situazione con gli enti locali". Tre le principali questioni affrontate. In primo luogo i tagli ai posti letto. "Già lo scorso anno la Tuscia ha subito un piano di riorganizzazione della sanità dal quale è uscita con difficoltà. La bozza del sub commissario Morlacco spiega Mazzoli - prevede tagli pesantissimi e mette in discussione l'esistenza stessa dei presidi ospedalieri periferici. Inoltre la riduzione prevista è completamente sbagliata in quanto si basa su un censimento della popolazione del 2001. Oggi la realtà è diversa, gli abitanti sono 315mila, i calcoli quindi vanno fatti alla luce di questi dati. Questa proposta è inaccettabile". Il secondo punto riguarda invece la mobilità passiva. "Che sarà destinata continua - inevitabilmente ad aumentare verso altri ospedali fuori regione, con il conseguente aumento della spesa pubblica. Perché le proposte costringeranno i cittadini a scegliere altri presidi fuori dai confini del Lazio". L'ultimo punto riguarda invece i recenti investimenti della Regione sugli ospedali della Tuscia. "Nell'ultimo periodo sono stati investiti milioni di euro per ammodernizzare e specializzare i nostri ospedali continua il presidente ora questo piano ne dichiara invece la fine. C'è qualcosa di poco razionale. Per questo non è possibile accettare questo piano. Infine abbiamo chiesto a Marrazzo a che punto siamo per il completamento di Belcolle". Il presidente della Regione Lazio durante la riunione ha chiesto agli enti locali di raccogliere le posizioni formali dei Comuni sulla bozza del piano di riordino ospedaliero per affrontare insieme la situazione. "Ora formalizzeremo le nostre posizioni. e le presenteremo in Regione. Certo è che il piano così com'è rimane inaccettabile. Il nostro territorio - conclude - ha già pagato un prezzo elevato e non può fare di più. Su questo siamo tutti d'accordo e lotteremo per i nostri diritti". Il sindaco Marini, presente alla riunione, presto convocherà la conferenza dei sindaci sulla sanità per fare il punto della situazione e trovare una posizione unitaria. Anche il sindaco Marini è intervenuto nel pomeriggio di oggi alla riunione con il Presidente della Regione Marrazzo e il vice presidente Montino, convocata a Roma per lanalisi della bozza per la riorganizzazione delle strutture sanitarie. "Premesso che ho ricevuto ufficialmente dalle autorità regionali la bozza solamente oggi, giorno della riunione - ha detto Marini - il documento è ad una prima analisi inaccettabile poiché penalizza il territorio viterbese a tutti gli effetti: non ha importanza chi lo ha elaborato, ciò che per me conta è evitare il forte disagio che si creerebbe con una tale proposta di ridimensionamento. Discutibili inoltre anche i dati enunciati nel documento, che stabiliscono in un 2,5 per mille lindice di disponibilità posti letto - paziente. Secondo i dati in mio possesso, risulta che lindice sia addirittura del 1,8 per mille, quindi ancora più inadeguato a sopperire alle esigenze. Ecco perché il 7 agosto convocherò la conferenza dei Sindaci per la Sanità, nella quale, oltre alla discussione dei punti allordine del giorno della precedente convocazione, manifesterò pienamente la mia opposizione al provvedimento regionale." 2 agosto 2009 - Ansa STRAGE BOLOGNA:PIAZZA FISCHIA BONDI, DISCORSO INTERROTTOMINISTRO, ODIO POLITICO RESTA PROFONDO; DELBONO, RIVEDERE IL RITO di Lucio Diletti (ANSA) - BOLOGNA, 2 AGO - La contestazione, come era nelle previsioni di una 'tradizionè che si ripete da anni, c'è stata. Ma questa volta è stata molto più dura, sonora, prolungata, tanto da costringere il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, delegato quest'anno a rappresentare l'esecutivo alla cerimonia per il 29/o anniversario della strage alla stazione di Bologna, a interrompersi a metà del suo discorso. Appena il ministro ha cominciato a parlare, dal piazzale della stazione sono partiti i fischi, qualche insulto, il grido ripetuto: «Vergogna, vai via». C'è chi come l'Assemblea antifascista permanente aveva già lasciato la piazza dopo la lettura del messaggio, applaudito, del presidente della Repubblica Napolitano. E chi, come i sindacalisti delle Rdb, se ne è andato appena Bondi ha preso parola. Ma molti sono rimasti e da una piazza tradizionalmente ostile per i rappresentanti del centrodestra (anche se quest'anno meno gremita del solito come il corteo, complice il caldo e la giornata festiva), è partita la contestazione contro il ministro. Bondi dal palco ha reagito: «Così non rispettate il senso più profondo della commemorazione». Poi ancora: «Io sono un democratico come quelli che fischiano e oggi offro una testimonianza del dialogo, rispettoso delle ragioni di tutti. Questa è la democrazia, non la possibilità di fischiare senza nessuna giustificazione». Quindi, all'ennesima interruzione, ha gridato al microfono, visibimente accalorato: «Io vengo dal paese di San Terenzo Bardine (luogo di una strage nazifascista nel 1944, ndr). Lì sono morte 400 persone. So cosa vuole dire la democrazia e la dignita». Giù dal palco, prima di lasciare la stazione sulla sua macchina in compagnia del figlio Francesco, il ministro ha aggiunto: «Quanto è accaduto è il segno che l'odio politico e ideologico è ancora così profondo nel nostro Paese. È triste partecipare a una commemorazione che alla fine viene ricordata solo per le contestazioni». Certo dal palco Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dai familiari delle vittime, non era stato tenero con il governo. Duro sui risarcimenti ai feriti che tardano a essere completati a cinque anni dall'approvazione della legge, ha scandito: «La verità è che le vittime del terrorismo sono un peso opprimente per questi politicanti che non vorrebbero controlli, ma solo apparire in tv il giorno degli anniversari» tornando a ribadire la matrice fascista della strage, sancita dalle sentenze, e a bollare come «polveroni» le piste alternative che vengono agitate a ogni vigilia. Bolognesi ha poi condannato i fischi ma per sottolineare che essi «danno una via di fuga al governo. Questa gazzarra crea solo un martire in più per il governo. Aspettavo delle risposte sul segreto di Stato e sulle pensioni che non sono arrivate. Bondi - ha tenuto a precisare - non me le ha date perchè è stato interrotto dai fischi, però non ne ho avute neanche a margine». Anche il neosindaco di Bologna Flavio Delbono, che nel suo discorso, ha messo l'accento sull'esigenza, dopo 29 anni, di rivedere la formula delle cerimonie, ha condannato il dissenso della piazza sottolineando che «oggi è il giorno del ricordo, non delle polemiche». Dispiaciuti per la contestazione sia il segretario del Pd Dario Franceschini che il suo avversario per la segreteria Pier Luigi Bersani. Insieme hanno partecipato al corteo che da piazza Maggiore si è snodato fino alla stazione con i familiari, la gente e i gonfaloni di tantissime città. «Dispiace, ma questo è un giorno carico di tensione perchè la ferita è ancora apertà», ha detto Bersani. Parole ripetute anche da Franceschini: «Questa è una piazza sempre molto carica di tensione». E Bersani ha anche riconosciuto che «probabilmente c'è bisogno in occasione del 30/o anniversario di vedere come dare sviluppo alla cerimonia, immaginandola per i prossimi venti o trent'anni». Insomma, si tratta di un'esigenza di cambiamento «che c'è», fermo restando che, ha premesso, come priorità va considerata la sensibilità dei parenti. STRAGE BOLOGNA: MENO GENTE A CORTEO, POI LE CONTESTAZIONI (ANSA) - BOLOGNA, 2 AGO - Complici il caldo ma soprattutto la domenica, al corteo per il 29/o anniversario della strage di Bologna hanno partecipato meno persone rispetto al passato. La conferma si è avuta nella piazza Medaglie d'oro, quella davanti alla stazione e punto di arrivo del corteo, che verso le 10 mostrava ampi 'buchì. Qui è andata in scena la contestazione, ma in forme diverse. Molto applauditi invece sono stati i discorsi di Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime e di Flavio Delbono, al suo debutto come sindaco alla commemorazione. L'Assemblea antifascista, radunata dietro lo striscione 'Noi sappiamo noi non dimentichiamò, finita la sirena che segna l'inizio del minuto di silenzio e sulle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (di cui si leggeva un messaggio), ha lasciato la piazza. «Lasceremo le istituzioni ad autorappresentarsi, avendo loro la responsabilità morale della strage», avevano spiegato poco prima. Poi sono partiti per una contromanifestazione diretta verso piazza dell'Unità. Contestazione silenziosa anche per le Rdb che con il loro striscione 'Mandate in pensione almeno il segreto di Statò, hanno aspettato la fine dei discorsi di Bolognesi e di Delbono. Poi appena è stato annunciato l'intervento del ministro Bondi, hanno fatto dietrofront e ripiegato lo striscione. Nello stesso istante è partita una raffica di fischi in crescendo, con decine di persone che hanno lasciato la piazza (quasi dimezzata) e altre che si sono avvicinate al palco urlando al ministro di andar via. «Se mandano Bondi, cosa si aspettavano? E comunque dopo le parole di Bolognesi, sarebbe stato difficile parlare per chiunque», ha commentato una donna. Un'altra però ha osservato: «Così ce li uccidono una volta di più ogni anno». Nel corteo è stato rispettato l'invito di Bolognesi di evitare bandiere di partiti politici. Unica eccezione, gli striscioni dei sindacati, mentre un ragazzo teneva in mano una bandiera arcobaleno della pace. 2 agosto 2009 - America Oggi online Strage della stazione di Bologna.
"Follia del terrorismo" BOLOGNA - Complici il caldo ma soprattutto la domenica, al
corteo per il 29/o anniversario della strage di Bologna hanno partecipato meno persone
rispetto al passato. La conferma si è avuta nella piazza Medaglie d'oro, quella davanti
alla stazione e punto di arrivo del corteo, che verso le 10 mostrava ampi 'buchi'. Qui è
andata in scena la contestazione, ma in forme diverse. Molto applauditi invece sono stati
i discorsi di Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime e
di Flavio Delbono, al suo debutto come sindaco alla commemorazione. L'Assemblea
antifascista, radunata dietro lo striscione 'Noi sappiamo noi non dimentichiamo', finita
la sirena che segna l'inizio del minuto di silenzio e sulle parole del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano (di cui si leggeva un messaggio), ha lasciato la piazza.
"Lasceremo le istituzioni ad autorappresentarsi, avendo loro la responsabilità
morale della strage", avevano spiegato poco prima. Poi sono partiti per una
contromanifestazione diretta verso piazza dell'Unità. 2 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza LA PROTESTA. I dipendenti del
sindacato Rdb cub «Fannullone! Noi la faccia ce la mettiamo sempre». Lo
hanno aspettato allingresso e dentro lospedale e lhanno salutato con
fischi, striscioni e slogan di protesta. Non ha ricevuto solo applausi e strette di mano
ieri mattina il ministro Renato Brunetta, durante la sua visita bassanese, ma ha dovuto
anche fare i conti con le rimostranze dei rappresentanti del sindacato Rdb Cub, che hanno
posto lattenzione sullaltra faccia delle azioni messe in atto dal
rappresentante del governo nellambito della pubblica amministrazione. IPAB. Tredici lavoratori a rischio
mobilità, mercoledì fissato lincontro tra cda e sindacati Vicenza - «Farò di tutto per garantire i posti di lavoro tra il nostro ente e gli altri nellaccordo di programma». Alla vigilia dellincontro di concertazione con i sindacati fissato per mercoledì, il presidente Ipab Gerardo Meridio usa toni morbidi, nonostante gli ultimi colpi inferti dai Cub e le polemiche sollevate da Cgil-Cisl-Uil. Il tema è quello dei 13 esuberi, 10 riguardanti i servizi generali e 3 fisioterapisti. Meridio torna sulla causa: «Siamo di fronte a meccanismi nuovi di assegnazione dei servizi sociali: il Comune ha intrapreso la strada della concorrenza con i pasti a domicilio e lassistenza domiciliare». E sugli effetti: «Noi eroghiamo servizi cercando di salvaguardare i posti di lavoro, finché è possibile». Un passaggio anche sul tanto atteso piano industriale: «È strettamente legato allaccordo di programma con il Comune e pertanto dal momento che si parla di nuove strutture, posti letto, gestione dei centri diurni è necessario attendere la sua definizione. Questo intanto significa che con il Comune stiamo collaborando. E inoltre solo una volta che sarà definito il piano sarà possibile fare valutazioni sullorganizzazione dellente». Sul fatto che i lavoratori dei servizi generali sarebbero sottoposti a elevati carichi di lavoro e straordinari obietta: «Non mi risulta». Ritiene invece fondamentale lincontro di mercoledì per valutare insieme con i sindacati tutto un piano di possibile recupero nellente o nellambito dellaccordo di programma: «Farò di tutto - assicura Meridio - per garantire i posti di lavoro». E ribadisce che il caso attiene tredici posti di lavoro e non il centinaio di lavoratori certificati in parziale inidoneità sui quali i sindacati avevano espresso in prospettiva i loro timori».(R.B.) 2 agosto 2009 - Tribuna di Treviso/Nuova Venezia LA POLEMICA BASSANO - Quanto costa ai cittadini linstallazione dei sofisticati "emoticon", le faccine misura gradimento che Brunetta è venuto a presentare ieri anche a Castelfranco? A chiederlo sono le rappresentanze sindacali di base dellospedale di Bassano, dove ieri mattina, durante unanaloga inaugurazione, è stato srotolato uno striscione con la scritta «Noi la faccia ce la mettiamo tutti i giorni» e mostrato una gigantografia in cui lo stesso Brunetta viene ripreso mentre dorme. «Dimentica il ministro - sottolineano i cub - che in Veneto mancano 2 mila infermieri e centinaia di operatori sociosanitari, perché il governo non sblocca le assunzioni». 2 agosto 2009 - Il Riformista strage del 2 agosto Bologna - «Non vorremmo solo dei saluti», invocano i
familiari delle vittime. «Mandate in pensione almeno il segreto di Stato», stanno
scrivendo sul loro striscione le Rdb. Chissà se il ministro della Cultura Sandro Bondi
darà risposte, oggi a Bologna, alle centinaia di persone che commemoreranno la strage del
2 agosto 1980: il più grave atto terroristico della storia italiana che provocò 85 morti
e 200 feriti. Ci sarà anche il segretario Pd, Dario Franceschini. Da 29 anni la piazza
chiede, a ogni anniversario, la verità. Oggi si conoscono i nomi degli esecutori
materiali della strage, Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, non ancora i mandanti. Ombre
che l'allora primo ministro Carlo Azeglio Ciampi definiva - correva l'anno 1993 -
«torbide alleanze per destabilizzare», rievocate sette anni dopo dal premier Giuliano
Amato che condannò «bugie e connivenze e appoggi nello Stato». Poi, più nulla,
cosicché oggi di avere chiarezza da Bondi, tra l'altro scelto come rappresentante del
governo solo all'ultimo momento, le aspettative sono poche. Risposte si è certi
arriveranno su un tema ormai già chiarito: quello del destino delle pensioni di
invalidità alle vittime del terrorismo, attese da ormai 5 anni. Gli enti previdenziali
hanno puntualizzato che solo per alcune posizioni hanno bisogno di ulteriori
approfondimenti, le altre saranno presto pagate. 2 agosto 2009 - La Repubblica Contro Rossi i medici ricorrono al
Tar Firenze - Venerdì i sindacati dei medici toscani hanno
presentato ricorso al Tar contro la delibera della Regione sulla lista unica tra
interventi in intramoenia e in regime ordinario. Al Tribunale amministrativo non è stata
chiesta la sospensiva dell´atto, si è deciso di chiedere direttamente il giudizio di
merito. Sempre venerdì è stato inviato un appello al presidente della Repubblica e sono
partite le lettere di diffida ad applicare la delibera indirizzate a tutti i direttori
generali delle aziende sanitarie ed ospedaliere toscane. L´anniversario del 2 agosto Bologna - Si apre sul rebus irrisolto delle pensioni di
invalidità congelate da Inps e Inpdap questo 29° anniversario della strage del 2 Agosto.
Il presidente dell´associazione delle vittime Paolo Bolognesi aspetta al varco il
ministro Sandro Bondi: «Deve darci delle risposte». Altrimenti? «Altrimenti tornerò a
Roma, a bussare alla porta di Palazzo Chigi». Da Gianni Letta, o magari da Silvio
Berlusconi. 2 agosto 2009 - Nuova Ferrara/Gazzetta di Reggio Ventinove anni dopo la strage con 85
morti, BOLOGNA - Oggi alla cerimonia per il 29º anniversario
della strage alla stazione di Bologna (85 morti e 200 feriti) si parlerà delle pensioni
agli invalidi ed ai parenti delle vittime. Paolo Bolognesi, battagliero presidente
dellAssociazione familiari delle vittime, si aspetta risposte dal ministro Sandro
Bondi che rappresenterà il governo. Si tratta dellincompleta attuazione della legge
206 del 2004 a favore delle vittime del terrorismo. LInps ha risposto che su 279
solo 7 domande sono giacenti, in attesa di un parere del Consiglio di Stato. E
lInpdap, precisa lon. Giuliano Cazzola, ha risolto nei giorni scorsi. Ma ci
sarà anche altro ad animare la cerimonia che inizierà alle 8.30 nella sala del consiglio
comunale con il ricevimento dei parenti delle vittime, poi con il corteo da piazza
Maggiore alla stazione, il fischio del treno e il minuto di silenzio alle 10.25 ora della
strage, e i discorsi di Bolognesi, di Bondi, del sindaco Delbono. Sul palco anche il leade
del Pd Dario Franceschini. 2 agosto 2009 - Il Gazzettino «La sanità vicentina è
uneccellenza dItalia» Bassano - Per Renato Brunetta, ministro della Funzione
pubblica e dellinnovazione, giornata da "bollino rosso", ieri, a Bassano.
Per la sua visita allospedale di Bassano prima ha provato un percorso alternativo
per giungere alla struttura poi si è imbattuto in un gruppo di delegati delle
Rappresentanze sindacali di base che gli hanno srotolato davanti uno striscione che diceva
"Noi le facce ce le mettiamo tutti i giorni". Il riferimento era per il
dispositivo che il ministro era venuto a inaugurare, un progetto di rilevazione della
qualità del servizio allinterno del nosocomio, denominato "Mettiamoci la
faccia". Lesperimento parte in tre reparti del S. Bassiano: Oculistica,
Cardiologia. Urologia. Rischiano il posto i 13 dipendenti
Ipab. Il sindacato scrive al Prefetto Vicenza - I tredici dipendenti dellIpab di Vicenza per i quali è stata avviata la procedura di mobilità presso altri enti rischiano sempre di più il proprio posto di lavoro. Così lRdb-Cub si mobilita e ieri mattina ha scritto al prefetto di Vicenza Piero Mattei per proclamare lo stato di agitazione, con richiesta di incontri di conciliazione e raffreddamento. Chiare le ragioni descritte al Prefetto nella comunicazione del sindacato autonomo vicentino: "lAmministrazione Ipab con provvedimento del 20 luglio scorso ha deliberato uno stato di eccedenza del personale dei Servizi Generali (10 lavoratori) e del personale del servizio "Riabilitazione" (3 lavoratori), sostenendo che è determinata rispettivamente dalla scadenza alla data del 30 giugno 2009, della convenzione sottoscritta con il comune di Vicenza, che affidava ad Ipab, il servizio di preparazione, confezionamento e consegna dei pasti a domicilio per utenti del comune di Vicenza e dalla contrazione dellofferta dei posti letto nelle residenze dellente. Ha pertanto avviato la procedura di collocamento in disponibilità del personale risultato eccedente. Una scelta importante e delicata che non è stata in nessun modo concertata con le organizzazioni sindacali interne allIpap". Una situazione che, a detta dellRdb-Cub, non rispecchia lo stato delle cose: "i lavoratori dei Servizi Generali e Fisioterapisti sostengono di essere sottoposti ad elevati carichi di lavoro e a straordinari frequenti. Non esistono a nostra opinione le condizioni che dimostrino la scelta di mettere in "mobilità" 13 lavoratori Ipab". La richiesta dellRdb-Cub è forte: "vogliamo il ritiro della delibera". Ed il sindacato vicentino conclude la propria missiva al prefetto Piero Mattei scrivendo: "con la presente intende fare nostre le rimostranze dei dipendenti e proprio per questo intendiamo indire una giornata di sciopero nelle modalità e nei tempi previsti dalle norme vigenti". Una presa di posizione che non vede opporsi il presidente dellIpab di Vicenza, Gerardo Meridio, che conclude: "ci troviamo di fronte ad una situazione non certo facile a livello di gestione del personale. LIpab conta circa 570 dipendenti, dei quali un centinaio non sono adibiti a mansioni di assistenza. È arrivato il momento di razionalizzare. Il Comune di Vicenza, nel bando dappalto avrebbe fatto meglio ad inserire una clausola di salvaguardia per la tutela dei dipendenti in servizio, così per i pasti a domicilio non ci sarebbero stati problemi per la gestione dei lavoratori, che sarebbero stati assorbiti dallimpresa aggiudicatrice dellappalto". 2 agosto 2009 - Corriere di Bologna Strage, sulle pensioni interviene
Letta. A Bolognesi non basta: «Presa in giro» Bologna - A ventinove anni di distanza dal più grave
atto terroristico del Dopoguerra saranno oggi il ministro dei Beni Culturali, Sandro
Bondi, il leader nazionale del Pd Dario Franceschini, il sindaco Flavio Delbono e il
presidente dellassociazione familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, a ricordare
gli 85 morti e i 200 feriti della strage della stazione. A caratterizzare i giorni della
vigilia della commemorazione non sono state, come al solito, le polemiche sulla pista
alternativa che chiama in causa i terroristi Tomas Kram e Ilich Ramirez Sanchez
«Carlos», ma la protesta dellassociazione dei familiari sulle pensioni agli
invalidi e ai parenti delle vittime. Pensioni non ancora erogate a tutti coloro che hanno
avanzato la domanda nel caso dellInps o diventate provvisorie, da definitive che
erano dal 2006, nel caso dellInpdap. 2 agosto 2009 - Vorriere del Veneto Pochi controlli a bordo Actv blocca
il premio agli autisti dei bus VENEZIA Gli autisti non controllano i biglietti
a bordo degli autobus e Actv congela la quota parte del premio di risultato del 2008.
Negli ultimi mesi infatti le vendite di titoli di viaggio nel comparto automobilistico
sono crollate, con perdite di diverse centinaia di migliaia di euro. Colpa della crisi da
un lato, che con il boom della cassa integrazione e dei licenziamenti ha causato una
consistente contrazione dell'uso dei mezzi pubblici. Ma il fattore del calo di vendite,
secondo Actv, è anche un altro: dai controlli effettuati in questi mesi a bordo degli
autobus dai verificatori è emerso che soltanto la metà degli autisti effettua il
controllo a vista vendendo, se necessario, il biglietto. Una soglia ancora troppo bassa
per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, che sono la lotta allevasione e
lincremento degli introiti. Brunetta e i soldi al Sud «Il
Veneto non si lamenti» BASSANO - «Non vedo motivo di malumore per il Veneto
riguardo ai fondi stanziati per il Sud: sono stati dati per esigenze reali. Solo così,
con risorse ben impegnate, il Sud raggiungerà i livelli di eccellenza di questa regione.
Anzi: propongo un gemellaggio fra enti pubblici virtuosi come i veneti e quelli meno
efficenti, un po come succede a scuola». Sceglie proprio quel Veneto «virtuoso e
nervoso» degli ultimi tempi per annunciare la sua prossima audace iniziativa il ministro
della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, ieri presente in tre ospedali per
promuovere le «emoticons», pagelline telematiche con cui i cittadini possono votare il
servizio dellente. 1 agosto 2009 - Omniroma CASA, ASIA-RDB: SCARCERATI CON OBBLIGO FIRMA 2 ARRESTATI A PISANA(OMNIROMA) Roma, 01 ago - «Intorno alle 11.30 di questa mattina, Antonio e Sammy sono stati scarcerati con l'obbligo di firma giornaliero. Ad attenderli a piazzale Clodio un presidio di centinaia di persone, che hanno voluto portare la propria solidarietà ai due appartenenti ai movimenti per il diritto all'abitare». Lo comunica Asia Rdb con una nota. «I provvedimenti emessi dal giudice servono a giustificare il comportamento assunto dalle forze dell'ordine e mirano a criminalizzare chi lotta per il diritto alla casa - continua la nota - Pertanto i due attivisti, anche se liberati, restano privati della libertà di movimento. Proprio la capacità di resistere al livello di repressione messo in campo ha prodotto dei risultati in avanti sul piano casa regionale. Incontrando i movimenti ieri pomeriggio alla Pisana lo stesso Marrazzo ha infatti accolto formalmente due proposte che, dalla settimana prossima, diventeranno emendamenti: il primo, trasforma in misura permanente il finanziamento straordinario di 150 milioni, per tre anni, per l'edilizia popolare previsto nella legge; il secondo, specifica la norma che prevede il 20 per cento di 'edilizia sociale (housing sociale) per le aree di nuova edificazione. Di quella percentuale, almeno il 50 per cento sarà destinato a edilizia popolare. Continueremo a presidiare nei prossimi giorni la discussione alla regione per verificare il mantenimento degli impegni presi». 1 agosto 2009 - Ansa STRAGE BOLOGNA: DOMANI ANNIVERSARIO
CON POLEMICA SU PENSIONI (ANSA) - BOLOGNA, 1 AGO - Potrà sembrare paradossale, ma domani alla cerimonia per il 29/o anniversario della strage alla stazione di Bologna (85 morti e 200 feriti) sarà il tema delle pensioni agli invalidi ed ai parenti delle vittime a tenere banco. Paolo Bolognesi, battagliero presidente dell'Associazione fra i familiari delle vittime, è stato chiaro: si aspetta delle risposte dal Governo e chi dovrà darle è il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, delegato a rappresentare l'esecutivo. L'ennesima polemica, che puntualmente vivacizza i giorni che precedono l'anniversario, è scoppiata sull'incompleta attuazione delle norme della legge 206 del 2004 a favore delle vittime del terrorismo e sulla questione dell'erogazione delle pensioni agli invalidi. Pensioni non ancora erogate a tutti coloro che hanno avanzato la domanda nel caso dell'Inps o diventate provvisorie, da definitive che erano dal 2006 secondo il presidente Bolognesi, nel caso dell'Inpdap. A nulla sono valse per ora le precisazioni dell'Istituto di previdenza, che ieri, chiamato in causa, ha risposto ricordando che solo sette domande sono giacenti su 279 richieste in attesa di un parere del Consiglio di Stato e che non ci sono stati ritardi nell' espletamento delle pratiche. Sarà dunque forse il ministro Bondi a fugare i dubbi ed a garantire l'impegno del Governo per dare completa attuazione ad una legge che risale a cinque anni fa e sulla quale l' Associazione aveva criticato anche l'esecutivo precedente. Ma non ci sarà solo il tema delle pensioni ad animare la cerimonia che, come di consueto, inizierà alle 8.30 nella sala del consiglio comunale con il ricevimento dei parenti delle vittime per poi proseguire con il corteo e i discorsi nel piazzale della stazione, intervellati, alle 10.25 ora della strage, dal minuto di silenzio. La Procura di Bologna infatti da tempo ha aperto un nuovo filone di indagine (nato dalle risultanze della commissione Mitrokhin), legato alla presenza a Bologna il 2 agosto 1980 di Tomas Kram, terrorista tedesco, esperto di esplosivi, legato al famos Carlos, altro terrorista, rinchiuso nelle carceri francesi che nell'interrogatorio svoltosi nell'aprile scorso ha addossato la responsabilità della strage alla Cia. La Procura ha compiuto alcune rogatorie in Francia e Germania ed è in attesa di diversi documenti dall'estero, compresi quelli in possesso della Stasi. Bolognesi nei giorni scorsi non si è detto contrario alla riapertura del processo, ma in presenza di fatti seri, «non di puttanate». Parole un pò forti che hanno irritato alcuni parlamentari del centro destra, come Enzo Raisi e Fabio Garagnani, che hanno accusato Bolognesi di offendere il Parlamento e di gettare discredito sugli stessi parenti delle vittime. A completare il quadro non mancano naturalmente le proteste annunciate, come quella dell'Assemblea antifascista permanente che diserterà la cerimonia o quella della Rdb che lascerà la stazione quando prenderà la parola il rappresentante del governo. Ormai le proteste, spesso a prescindere, con contorno di fischi più o meno sonori, sono una caratteristica dell' anniversario. L'anno scorso, come molti altri prima di lui negli anni precedenti, ci andò di mezzo il ministro per l'Attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi, che pure fece un discorso apprezzato dall'Associazione e non solo. Domani si vedrà se anche questa 'tradizionè verrà rispettata mentre sul palco farà il suo debutto alla cerimonia il neosindaco di Bologna Flavio Delbono. Alla sera il consueto concerto in piazza Maggiore chiuderà la giornata della memoria. 1 agosto 2009 - IMG Press VIGILI DEL FUOCO OBBLIGATI A LAVORARE SENZA RIPOSO: SOTTO DISCIPLINA E SANZIONATO CHI SI RIFIUTA In tutti i Comandi dei Vigili del Fuoco dItalia si costringono i lavoratori a turni insostenibili ed in violazione delle norme contrattuali. Vengono infatti richieste 24 ore consecutive senza risposo, rispetto ad un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo. Ancor più grave la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro viene obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, ad ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate. Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti viene sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio. "Cosa si pretende da noi? Dobbiamo forse morire di fatica?", denuncia Antonio Jiritano, della direzione nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego. "Non solo dobbiamo garantire la partenza da tutta Italia per le zone terremotate, fare fronte a mezzo paese in fiamme, ma subire anche le determinazioni del Ministero dellInterno che, complici alcuni dirigenti carrieristi, manda i lavoratori sotto Consiglio di Disciplina perché non ce la fanno fisicamente a lavorare per 24 ore continuative". "Questa gravissima imposizione - prosegue Jiritano - non solo arriva dopo un periodo di enorme sforzo per il personale (terremoto, disastro di Viareggio, avvio della campagna antincendio), ma adesso non è in alcun modo giustificabile e deriva solo dalla mancata volontà di rafforzare un organico carente che richiederebbe nuove assunzioni". "Per trovare una soluzione che interrompa questa vessazione nei confronti dei lavoratori la RdB-CUB si è rivolta immediatamente al Ministro Maroni. Certo è che finora il Ministro ed il Governo non si sono distinti per tenace attenzione ai problemi del soccorso nel paese ed ai vigili del fuoco", conclude il dirigente RdB-CUB P.I. 1 agosto 2009 - La Repubblica Il ministro Bondi sul palco del 2
Agosto Bologna - E´ Sandro Bondi il rappresentante designato
in zona Cesarini dal governo per partecipare alla manifestazione del 2 Agosto. Il ministro
della Cultura di Berlusconi salirà sul palco con le autorità cittadine e pronuncerà uno
dei discorsi ufficiali, come il sindaco Delbono e il presidente dell´Associazione delle
Vittime Paolo Bolognesi. Bondi non ha voluto fare anticipazioni del suo intervento, ma
sarà lui a dover dare domani, davanti alla lapide dei morti della strage, le risposte
alle questioni sollevate in questi giorni dall´Associazione. 1 agosto 2009 - Il Resto del Carlino Bondi: «Vengo a Bologna con
spirito di rispetto» Bologna - SARA' Sandro Bondi, il ministro dei Beni culturali, a parlare domani, a nome del governo, dal palco di piazza Medaglie d'Oro durante le tradizionali manifestazioni del 2 Agosto. Proscenio difficile, che da anni con rare eccezioni riserva fischi e aperta ostilità per il ministro di turno. «Vengo a Bologna senza alcun timore, con spirito di estremo rispetto», afferma Bondi. Che ieri mattina ha saputo dal premier, Silvio Berlusconi, di doversi preparare per una domenica calda. «Parlerò di ciò che ha unito la nostra democrazia contro il terrorismo delle stragi spiega il ministro e di ciò che ancora è necessario fare». Bondi, afferma Paolo Bolognesi (nella foto piccola) presidente dell'Associazione familiari delle vittime della strage, fino a ieri irritato per il temporeggiare del governo nella scelta del proprio rappresentante «ha una sua autorevolezza e non è che viene qui a fare saluti, ma a dire cose che penso faranno piacere alla città». E' importante «quel che dirà e le rassicurazioni che verrà a dare ai familiari. Se dice questo va bene». Bolognesi ricorda che l'anno scorso Gianfranco Rotondi sostituì all'ultimo minuto il Guardasigilli Angelino Alfano. E fece «un discorso molto corretto e molto bello. Mi aspetto da Bondi una cosa analoga». «Ho il massimo rispetto dell'associazione dei familiari delle vittime e delle istituzioni democratiche», commenta il ministro. Quindi precisa: «Vengo come un uomo che ama la democrazia. Un uomo che allora, nel 1980, era di sinistra (Bondi militò a lungo nel Pci, ndr), e che non ha mai abbandonato certi valori». IN PIAZZA, davanti alla stazione, i sindacati di base Rdb non ascolteranno il discorso di Bondi. «Quando il ministro prenderà la parola gli gireremo le spalle e ce ne andremo», annuncia Massimo Betti, responsabile delle Rdb. Che saranno in corteo con uno striscione che recita Mandate in pensione almeno il segreto di Stato. Anche l'Assemblea antifascista, che rivendica il diritto di contestare gli oratori istituzionali, lascerà piazza Medaglie d'Oro e proseguirà il proprio «corteo della memoria» fino a piazza dell'Unità. Ma la Cisl boccia le proteste. «Siamo contrari a qualsiasi manifestazione di contestazione o contro corteo, che non fanno altro che creare inutili tensioni», afferma il segretario Alessandro Alberani. Intanto, il sito www.cielilimpidi.com pubblica alcune dichiarazioni del tenente colonnello Silvio Di Napoli, rilasciate nel 1986 a Carlo Mastelloni, allora giudice istruttore di Venezia. Secondo l'articolo, dalle parole dell'ex ufficiale del Sismi si evincerebbe che l'attentato alla stazione fu una ritorsione del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), che prese contatto con il terrorista Carlos dopo la condanna di Abu Anzeh Saleh, capo della struttura militare dell'Fplp in Italia, e il sequestro di alcuni missili Sam 7 Strela a Ortona. Enzo Raisi, deputato del Pdl, presenterà un'interrogazione parlamentare «per scoprire se questo documento fosse mai arrivato alla procura di Bologna e perché non venne preso in considerazione». Rovigo. DALLA RADIO, ai volantini ai codici penali, il passo può essere breve... Rovigo - DALLA RADIO, ai volantini ai codici penali, il passo può essere breve. Così il Comune di Rovigo annuncia di aver dato mandato ad un avvocato di tutelare la sua immagine che sarebbe stata danneggiata da un volantino di un sindacalista. Fabio Raule, dipendente del Comune di Rovigo e sindacalista delle Rdb (rappresentanze di base), dopo aver denunciato i bonus dei manager d'oro' del Comune di Rovigo a Radio 24, lunedì scorso è tornato a fustigare il Comune con un volantino chiedendo al sindaco Merchiori un incontro con le Rdb e maggior trasparenza. Ora, a stretto giro di posta, la risposta del Comune di Rovigo arriva sotto forma di un comunicato inoltrato alla stampa. «In merito all'ennesimo volantino e alle dichiarazioni emerse sulla stampa contro l'amministrazione comunale - si legge nella nota- diffusi da un componente della lista Rdb, la Giunta comunale ritiene di dover tutelare l'immagine dell'amministrazione stessa fortemente lesa da affermazioni gratuite e non documentate, per uqesto motivo intende valutare la possibilità di promuove nelle sedi opportune tutte le azioni necessarie per difendere l'immagine dell'amminsitrazione stessa, anche nell'interesse di tutti i dipendenti. A tal fine ha dato mandato al legale del Comune di individuare l'azione più idonea ad assicurare la tutela dell'amministrazione stessa, ove occorra, anche in sede giudiziaria. «Mi riservo di commentare la decisione dice Fabio Raule . Aspetterò di capire che passi fare per tutelare la mia dignità, quindi consulterò il mio avvocato. Poi aspetterò anche di vedere se c'è una reazione da parte dei lavoratori. Mi sembra comunque che, a questo punto, siamo di fronte a una censura. Del resto aggiunge il sindacalista sono già stato oggetto di diversi provvedimenti disciplinari. Uno dei quali per aver pubblicato gli emolumenti dei dirigenti, cosa che, ora, è diventata legge dello Stato». 1 agosto 2009 - Il Giornale di Vicenza CASO IPAB. Proclamato lo stato di
agitazione, in vista uno sciopero Vicenza - Diventa un caso sindacale - unico per ora in
Veneto- la messa in disponibilità di 13 dipendenti dellIpab di Vicenza che, secondo
lente di assistenza, da un giorno allaltro non servirebbero più. Le
rappresentanze RdB Cub hanno dichiarato ieri lo stato di agitazione di tutto il personale
Ipab e chiesto una convocazione urgente al prefetto per una conciliazione e lo stop
immediato ai provvedimenti. 1 agosto 2009 - Liberazione Il business del neonato non si ferma
ai pannolini Roma - "Vivere per lavorare", "lavorare senza vivere", "vivere senza lavorare". L'abbiamo declinata in mille modi la follia della "precarizzazione a prescindere". Ma c'è una categoria di lavoratori e lavoratrici che, se possibile, ha perso le parole per raccontare l'assurdità di "non lavorare né vivere". Sono i precari e le precarie, supplenti, della scuola. Le mille storie di Paola, Daniela, Silvia, Alberto, costretti a scegliere tutte le mattine tra l'attesa davanti al telefono fisso, o a uno mobile, imprecando non appena perde campo, e sempre che possano permettersi il lusso di un trasferimento di chiamata, parlano da sole. L'ufficio del personale, nel caso delle scuole dell'infanzia, per esempio, le dovrebbe chiamare dalle 7.30 alle 9. Per il turno di mattina e dalle 9.30 alle 11 per il turno del pomeriggio. Se arriva la chiamata alle 8 spesso viene chiesto loro di andare a lavorare alle 8.30 (fino alle 13) ma se non arriva la chiamata per le 8 possono essere chiamate per il servizio pomeridiano che potrebbe iniziare o alle 12 o alle 13, o alle 13.30 o alle 14. Paola, Daniela, Silvia, e Alberto proprio in questi giorni terminano il loro servizio. Da oggi, primo agosto, sono disoccupati. A settembre il tormento riprenderà, più acuto che mai. Le amministrazioni comunali stanno inventando ulteriori livelli di precarietà e, nello stesso tempo, stringendo i cordoni della borsa. Non basta più l'esternalizzazione del servizio. A Milano siamo ai tagli del budget. Le cooperative, per tutta risposta, già pensano di licenziare circa 600 persone, oppure di ridurre lo stipendio della metà. A Roma molte insegnanti hanno lavorato per tutto l'anno "a giornata", come i braccianti. Alcune di loro vennero regolarizzate qualche anno fa. Una volta dentro però si sono trovate una realtà difficile fatta di ritmi di lavoro forsennati e strapotere degli assessori. Se da una parte la Regione stabilisce che ogni operatrice può seguire tra i sei e i dieci bambini, nella realtà dei fatti accade che questo rapporto supera tranquillamente uno a quindici. Intanto, le altre, le "precarie da sempre", non sanno più a chi santo votarsi per riuscire ad ottenere una occupazione stabile. In genere sono i sindacati di base a caricarsi lennesima vertenza per la loro regolarizzazione, spesso con risultati positivi anche; ma pur sempre nelle maglie di una legge sulla rappresentanza che in molti casi li penalizza in quanto "non firmatari" di contratto. Quest'anno, con un motivo in più rispetto agli altri anni, le insegnanti precarie potrebbero ritrovarsi anche le mamme, sempre più invischiate nello slalom della flessibilità "di vita e di lavoro". Più di un terzo dei bambini di scuola dell'infanzia e degli asili nido di Roma, circa diecimila, potrebbe rimanere "a casa". Nel X Municipio di Roma, uno dei quartieri più densamente popolati della capitale, si possono raccogliere "storie da manuale". Qui la protesta delle educatrici precarie supplenti inizia forte dal 2005, quando l'amministrazione dell'epoca bandì un concorso interno riservato a chi aveva maturato 350 giorni di servizio. Loro, le escluse da questo concorso, vennero umiliate ancora di con l'inizio della loro prestazione lavorativa giornaliera part-time. La giunta Veltroni sottoscrisse con Cgil, Cisl e Uil nel 2006 un accordo che, se da una parte ha stabilizzato circa mille precarie, ha dall'altra ulteriormente precarizzato la vita delle escluse. Ilenia, Carla, Monica, Anna, supplenti, chiamate di volta in volta servizio part-time giornaliero, hanno l'obbligo di presentare un giustificativo se non possono presentarsi. Carla ha iniziato una decina di anni fa. E' arrabbiata per l'imminente concorso interno: «Siamo nello sfruttamento totale - dice. Non abbiamo un piano di assunzioni ma solo la possibilità di far parte di una graduatoria permanente per fare le supplenze: precariato a vita. In questi anni ho sostenuto anche dei problemi di salute che sto risolvendo. I bambini al nido mi danno tanta allegria! Mi piacerebbe avere un figlio ma un marito operaio ed il mio stipendio di 350 euro al mese non me lo consentono. Trovo pazzesco, dopo tanti anni di lavoro al nido sostenuto da un onesto servizio, lavorare in tali condizioni che tolgono dignità alle persone, che tolgono professionalità alle educatrici». Monica, precaria e pendolare. Abita in un altro comune e la graduatoria ormai stantia, la costringe a lasciare la sua casa per trasferirsi dal lunedì al venerdì nella casa della sua infanzia. In servizio dal 2001, non vede l'ora di essere assunta per chiedere un eventuale trasferimentno e godersi la sua casa ed il matrimonio. Ad Anna, alla soglia dei 50 anni la vita precaria pesa ancora di più. Nel 1980 per una serie di coincidenze sfavorevoli non riuscì a sostenere la prova scritta del concorso pubblico. E da li la decisione di cambiare lavoro, sposarsi e dedicarsi alla famiglia. Nel 1996 l'apertura della nuova graduatoria fu per Anna la speranza di fare il lavoro per cui aveva studiato. Anche lei nel 2001 ha iniziato a fare le supplenze e felice di questo non ha mai rifiutato incarichi di nessun tipo, neanche quando nel 2007 le hanno diagnosticato una neoplasia: la chemioterapia e l'impossibilità di rinunciare alle supplenze giornaliere. «I bambini mi hanno aiutato a sopportare quel brutto momento. La loro gioia di faceva dimenticare quel brutto momento, le nausee e la stanchezza delle cure invasive. La chemio la facevo la mattina ed il pomeriggio lavoravo. Ho incontrato tanta solidarietà in quel periodo, soprattutto da parte delle colleghe». Affidare la cura dell'infanzia ai privati non costa meno della gestione diretta, almeno nella fase iniziale, quando la cifra viaggia tra i 600 e gli 800 euro a bambino. Poi l'amministrazione comunale, come da qualche mese sta accadendo a Milano, comincia il taglio del budget, che automaticamente si trasferisce sulle operatrici. Una educatrice dipendente diretta del Comune di Roma lavorando 36 ore a settimana porta a casa ogni mese una busta paga di poco inferiore a 1.400 euro, mentre una del privato 800, ovvero circa 6 euro l'ora. Una insegnante supplente precaria non arriva a 7 euro e mezzo. Quindi, la scelta delle "ultime" è tra prendere una "elemosina" sicura nel settore privato, oppure sperare in qualche cosa di più ma senza nessuna garanzia sulla continuità del lavoro nel settore pubblico. Il Comune di Roma ha aperto negli ultimi due anni 12 asili nido a gestione diretta e ben 80 privati convenzionati. Ha a che vedere qualcosa con la recente tornata elettorale? Può darsi. Come può darsi che c'entrino qualcosa con il mercato del voto le periodiche "regolarizzazioni" delle graduatorie degli insegnanti. Una sacca di precariato rimane comunque, a testimonianza del fatto che avere in giro mille insegnanti-squillo pronte a vendersi a giornata diventa funzionale sia all'amministrazione comunale che deve provvedere alle sostituzioni al prezzo più basso possibile, sia ai privati che in questo modo possono prospettare al loro personale una situazione "meno peggio" di quella. Il business del neonato non si ferma solo ai pannolini. 1 agosto 2009 - Il Messaggero Viterbo. «Di due autoscale che hanno in dotazione i vigili del fuoco... Viterbo - «Di due autoscale che hanno in dotazione i
vigili del fuoco di Viterbo, una è in missione a lAquila e laltra è fuori
servizio». A denunciare la carenza dei mezzi di soccorso in dotazione è Emiliano Salcini
delle RdB vigili del fuoco di Viterbo. «Speriamo vivamente per la popolazione viterbese -
dice - che non succeda nulla in questi giorni altrimenti saremmo costretti ad aspettare
lintervento dei comandi di Roma, Terni o Grosseto che tarderebbe di molto il
soccorso con serie ripercussioni su chi ha bisogno». Il rappresentante sindacale invita
lassessore Rizzello a prendere visione della grave situazione strutturale dei vigili
del fuoco di Viterbo e intervenire in merito. 1 agosto 2009 - Il Gazzettino La giunta decisa a querelare Raule per gli attacchi allamministrazione Rovigo - Le ultime dichiarazioni di Fabio Raule alla stampa
e tramite un volantino indirizzato anche ai colleghi che lavorano in Comune, sono state la
goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il componente della lista delle Rappresentanze di
base, infatti, non è nuovo a queste azioni di protesta dove non si risparmiano polemiche
e pesanti attacchi allamministrazione di Palazzo Nodari. E anche in passato non sono
mancate le sanzioni, come nei mesi scorsi quando Raule è stato sospeso per un giorno aver
divulgato lammontare del premio dei dirigenti del Comune che non era ancora stato
affisso allalbo pretorio, utilizzando (secondo la commissione disciplina) il suo
ruolo lavorativo per accedere a dati non ancora ufficiali. 1 agosto 2009 - La Provincia di Varese trasporto pubblico/la denuncia (a.morl) Gli autisti degli autobus Sila,
100 persone addette alla guida di 70 mezzi (più gli impiegati nell'amministrazione e in
officina), denunciano attraverso i sindacati: «In questi ultimi quattro anni, da quando
la Sila si è sostituita all'Avt, il servizio di trasporto pubblico è peggiorato». Stufi
di essere bersagliati dagli insulti dei passeggeri, che vedono in loro una sorta di capro
espiatorio, gli autisti hanno collezionato tutti i motivi di malcontento, «che
testimoniano anche come al comune di Varese, che dovrebbe controllare, non interessi nulla
del buon funzionamento del servizio». Poi un ultimatum: «O la Sila cambia, o da
settembre la rabbia dei lavoratori sfocerà in uno sciopero». 1 agosto 2009 - Bloggheria Critiche su Facebook, e
lazienda ti punisce Tre giorni di sospensione 1 agosto 2009 - Corriere di Bologna Lanniversario Palazzo Chigi
manda il titolare della Cultura. Gli istituti di previdenza replicano ai famigliari:
«Pensioni congelate? Non è vero» Bologna - Il ministro della Cultura Sandro Bondi
rappresenterà il governo alla commemorazione della strage del Due Agosto, domattina in
Piazza Medaglie dOro. Bondi, un passato da militante Pci, poi berlusconiano,
coordinatore nazionale del Pdl, parlerà alla città e ai parenti degli 85 morti e dei 200
feriti colpiti dallordigno. Lo staff del ministro non esclude un cenno alla polemica
sollevata da Paolo Bolognesi. 1 agosto 2009 - Gazzetta di Reggio/Modena Pensioni alle vittime, lInpdap
replica: nessuna sospensione delle indennità BOLOGNA - Sarà il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi
a rappresentare il Governo nella cerimonia per il 29º anniversario della strage del 2
agosto. La notizia è arrivata dopo che lassociazione dei parenti delle vittime
aveva denunciato lassenza di certezze sulla presenza di un esponente del Governo. Ma
la rappresentanza sindacale di base annuncia battaglia: «Quando parlerà Bondi - anticipa
il responsabile Massimo Betti - gireremo le spalle e ce ne andremo». 1 agosto 2009 - Il Mattino di Padova Centro Riciclo, lunedì tutti dal prefetto MONSELICE - Il futuro è ancora incerto. Ma almeno sembrano cessate le «incursioni» di lavoratori estranei allo stabilimento. Ieri al Centro Riciclo i dipendenti della cooperativa Mylog hanno deciso la fine dellassemblea permanente. Iniziano ora giorni molto delicati. Sempre ieri è scaduto lappalto alla Mylog, del consorzio Team Service. I 90 operatori del centro al momento sono senza lavoro. Cè molta attesa per la riunione che si terrà lunedì in Prefettura. Dovrebbe servire a chiarire quale futuro attende il Crm. «Ieri il direttore del Crm ci ha comunicato che la Egalo, indicata nei giorni scorsi come possibile acquirente del centro, ha ritirato lofferta - racconta Gianni Boetto, sindacalista dellAdl -. Questo significa che non dovrebbero esserci altri tentativi di far entrare personale estraneo al Crm. Perciò, su richiesta del prefetto, ci apprestiamo a revocare lassemblea permanente, che serviva a evitare che entrassero altri».(f.se.) 1 agosto 2009 - Il Manifesto Ibm, altre grane per l'agitatore di facebook E due. Davide Barillari, il tecnico dell'Ibm di Segrate che qualche settimana fa era stato sospeso per tre giorni per aver utilizzato Facebook in orario di lavoro, ieri ha ricevuto una nuova lettera di contestazione disciplinare (presto daremo conto anche della prossima...). Questa volta Davide Barillari è sotto accusa per aver citato «impropriamente» l'Ibm in una slide proiettata durante un intervento ad un incontro sindacale. Piergiorgio Tiboni, segretario generale della FlmUniti-Cub, sindacato cui è iscritto il tecnico sotto tiro, sostiene che si tratta di un provvedimento pretestuoso. «Si sono vendicati - spiega - perché il nostro delegato aveva diffuso la notizia che una cinquantina di manager italiani di Ibm si regalavano un premio di quattro giorni in una beauty-farm, per un costo di 50 mila euro, malgrado la cassa integrazione, la mobilità e i licenziamenti in atto». |