testa1.jpg (24414 byte)

testa2.jpg (15476 byte)

Il Sindacato di Base e Indipendente

data di creazione
02/08/09

rassegna_logopicc_news_01.gif (3953 byte)

a

rassegna_logolungo_lenews.jpg (27081 byte)
dicono di noi - le notizie
dal 21 al 31 luglio 2009


31 luglio 2009 - Apcom

Lazio/ Roma, tensione tra Movimenti per la casa e polizia
Durante manifestazione davanti al consiglio regionale del Lazio

I manifestanti dei Movimenti per la casa che questa mattina stavano protestando davanti al Consiglio regionale del Lazio durante la discussione sul piano casa affermano in una nota di essere stati "caricati" dalle forze dell'ordine: "Dopo momenti di tensione sono partite le cariche che hanno provocato due feriti - dicono in una nota le Rdb Cub -trasportati via dalle ambulanze, a cui è seguito il fermo di alcuni manifestanti". Una delegazione dei movimenti ha conseguentemente occupato la Commissione Casa e Urbanistica della Regione. Dopo un primo tentativo di sfondare le porte della sala attuato dalle forze dell'ordine, sono giunti presso la commissione il presidente del Consiglio regionale, l'assessore Di Carlo, l'assessore Nieri, il presidente della commissione Casa ed alcuni Consiglieri. "E' in corso una trattativa - concludono - per cercare di riaprire un dialogo con i movimenti, che chiedono una risposta concreta al diritto all'abitare di tanti cittadini della regione Lazio".

Lazio/ Roma, RdB Cub: grave episodio repressione movimento casa
Solidarietà all'Asia e ai manifestanti

"Grave episodio di repressione dei movimenti oggi a Roma. La polizia ha brutalmente caricato il presidio organizzato dall'Asia-Rdb e dai Blocchi Metropolitani e dai Movimenti per la casa romani sotto la sede del Consiglio regionale Lazio provocando decine di feriti e diversi fermi, di cui alcuni feriti piantonati all'ospedale". Lo si legge in una nota dei Cub che spiegano che la reazione delle forze dell'ordine si è manifestata "a causa del forte dissenso verso un Piano Casa in discussione alla Regione Lazio in cui gli unici a beneficiarne saranno le lobbies dei costruttori; nessuna attenzione invece per l'edilizia popolare in una città in cui gli sfratti e la mancanza di alloggi popolari hanno determinato l'insorgere di una vera e propria emergenza casa". "La giunta regionale di centro sinistra si è resa responsabile di questo ennesimo atto di barbarie nei confronti di cittadini inermi - concludono - pensando forse che il pugno di ferro possa mettere a tacere i problemi esplosivi della regione per poter indisturbati continuare a fare i loro sporchi affari con i loro soci. La RdB/CUB esprime la massima solidarietà ai cittadini che si battono per il diritto alla casa e chiede che il Presidente Marrazzo si attivi per l'immediato rilascio dei compagni ancora in stato di fermo".

Lazio/ Questura su protesta movimenti per la casa: feriti agenti
Due persone arrestate. La manifestazione non era autorizzata

Dieci agenti e 2 manifestanti, arrestati, feriti. Questo il bilancio dei tafferugli avvenuti questa mattina nei pressi della Regione Lazio, in via della Pisana, dove circa 300 manifestanti dei Movimenti lotta per la casa, cui era stato consentito di stazionare sul piazzale antistante l'ingresso principale sebbene l'iniziativa non fosse stata preavvisata, insoddisfatti dell'incontro che una loro delegazione aveva avuto con esponenti della Regione hanno tentato di entrare all'interno, dopo avere interrotto la circolazione veicolare su via della Pisana. La Questura in una nota spiega che prima un manifestante con una pompa d'acqua ha diretto il getto verso gli agenti e poi, dopo un lancio di bottiglie ed altri oggetti contundenti, hanno tentato di sfondare il cordone di Polizia che li stava contenendo per evitare l'occupazione del Consiglio Regionale. Nella circostanza dieci agenti del reparto mobile e della Digos sono rimasti feriti ed hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Sono P.A. dstati arrestati per resistenza, lesioni e danneggiamento,i 54 anni e C.S. di 43 anni: entrambi, spiega la Questura, hanno opposto viva resistenza quando sono stati bloccati, il primo per aver scagliato una transenna contro gli agenti, l'altro dopo aver infranto i vetri di un'autovettura parcheggiata presso la sede della Regione di proprietà dell'Istituto di Vigilanza SicurGlobal. Oltre agli agenti rimasti feriti, sono stati medicati anche gli arrestati che hanno riportato entrambi lesioni guaribili in 4 giorni.


31 luglio 2009 - Ansa

CASA: RDB, DUE MANIFESTANTI FERITI, OCCUPATA COMMISSIONE

(ANSA) - ROMA, 31 LUG - È di due feriti e alcuni manifestanti fermati, secondo l'Associazione inquilini e assegnatari (Asia) -Rdb, il bilancio «delle cariche compiute dalle forze dell'ordine contro i manifestanti dei movimenti per la casa, che stamani stavano protestando davanti al Consiglio regionale del Lazio durante la discussione sul piano casa, giudicato dai movimenti tutto a favore dei costruttori e privo di un programma di edilizia popolare». Dopo la carica, una delegazione dei movimenti, prosegue l'Asia-Rdb, «ha conseguentemente occupato la Commissione Casa e Urbanistica della Regione. Dopo un primo tentativo di sfondare le porte della sala attuato dalle forze dell'ordine, sono giunti presso la Commissione il Presidente del Consiglio regionale, l'assessore Di Carlo, l'assessore Nieri, il Presidente della Commissione Casa ed alcuni Consiglieri. È in corso una trattativa per cercare di riaprire un dialogo con i movimenti, che chiedono una risposta concreta al diritto all'abitare di tanti cittadini della regione Lazio». Dopo la carica iniziale delle forze dell'ordine, secondo quanto si è appreso, i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro contro la polizia in tenuta antisommossa all'ingresso del consiglio regionale. Mentre i partecipanti al sit-in cercavano di occupare la commissione, altri manifestanti hanno bloccato il traffico su via della Pisana.

CASA: PEDUZZI, MANIFESTANTI CARICATI DA PS IN CONSIGLIO LAZIO

(ANSA) - ROMA, 31 LUG - «Alcuni manifestanti dei movimenti per l'emergenza abitativa sono stati caricati dalla polizia e dai carabinieri nel cortile del Consiglio regionale del Lazio. Ci sono diversi feriti, alcuni portati via con le ambulanze, altri medicati nell'ambulatorio della Pisana». È quanto riporta il portavoce del gruppo federato Prc-Pdci-Socialismo 2000 Ivano Peduzzi. «Circa 500 persone tra cui donne, anche incinte, e bambini - racconta - stavano manifestando davanti all'ingresso per chiedere che nel Piano casa venissero inserite misure favorevoli non solo ai costruttori ma anche a chi soffre l'emergenza abitativa. Una delegazione autorizzata era infatti entrata nell'edificio per partecipare alla seduta della commissione Urbanistica. Dall'interno però abbiamo sentito poco dopo il rumore e le grida delle cariche». Ora, spiega ancora Peduzzi, nella sala della commissione sono riuniti i rappresentanti dei movimenti, che stanno discutendo con il presidente del Consiglio Guido Milana e gli assessori alla Casa Mario Di Carlo, al Lavoro Alessandra Tibaldi, al Bilancio Luigi Nieri e all'Ambiente Filiberto Zaratti, oltre che con i consiglieri del gruppo federato delle sinistre. «Stiamo chiedendo la riapertura di una discussione in merito alla legge. Ma dobbiamo constatare - conclude Peduzzi - come la giunta abbia svoltato a destra con l'apertura all'Udc, sia per il piano casa, sia ieri con la sostituzione di un Prc ai vertici Cotral, chiudendo la porta ai movimenti».

CASA: QUESTURA,DIECI AGENTI FERITI E DUE ARRESTI ALLA PISANA

(ANSA) - ROMA, 31 LUG - «I circa 300 manifestanti, cui era stato consentito di stazionare sul piazzale antistante l'ingresso principale sebbene l'iniziativa non fosse stata preavvisata, insoddisfatti dell'incontro che una loro delegazione aveva avuto, hanno tentato di entrare all'interno, dopo avere interrotto la circolazione veicolare su via della Pisana». È quanto si legge in una nota della Questura di Roma in merito agli episodi di questa mattina al Consiglio regionale del Lazio. «In particolare - prosegue la nota - dapprima un manifestante con una pompa d'acqua ha diretto il getto verso gli agenti. Poi, dopo un lancio di bottiglie e altri oggetti contundenti, hanno tentato di sfondare il cordone di polizia che li stava contenendo per evitare l'occupazione del Consiglio Regionale. Nella circostanza dieci agenti del Reparto Mobile e della Digos sono rimasti feriti e hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Sono stati tratti in arresto per resistenza, lesioni e danneggiamento - aggiunge la Questura - P.A. di 54 anni e C.S. di 43 anni: entrambi hanno opposto viva resistenza quando sono stati bloccati, il primo per aver scagliato una transenna contro gli agenti, l'altro dopo aver infranto i vetri di un'autovettura parcheggiata presso la sede della Regione di proprietà dell'Istituto di Vigilanza SicurGlobal. Oltre agli agenti rimasti feriti - conclude la nota - sono stati medicati anche gli arrestati, che hanno riportato entrambi lesioni guaribili in quattro giorni».

LAVORO: DIPENDENTE IBM SOSPESO PER FACEBOOK, NUOVO RICHIAMO

(ANSA) - MILANO, 31 LUG - Davide Barillari, il tecnico dell'Ibm di Segrate che era stato sospeso per tre giorni dall'azienda per aver utilizzato Facebook in orario di lavoro, è stato raggiunto ieri da una nuova lettera di contestazione disciplinare. Questa volta il tecnico è sotto accusa per aver citato impropriamente Ibm in una slide proiettata durante un suo intervento ad un meeting sindacale. Lo ha reso noto Piergiorgio Tiboni, segretario generale della FlmUniti-Cub (Confederazione Unitaria di Base), di cui Barillari è delegato aziendale. «È un provvedimento pretestuoso - ha dichiarato Tiboni - comminato per vendicarsi del fatto che il nostro delegato aveva diffuso la notizia che una cinquantina di manager italiani di Ibm si regalavano un premio di quattro giorni in una beauty-farm, per un costo di circa 50 mila euro, malgrado cassa integrazione, mobilità e licenziamenti in atto». L'azienda, contattata, non ha voluto commentare.


31 luglio 2009 - Adnkronos

ROMA: ASIA RDB, DUE FERITI IN SCONTRI DURANTE PROTESTA DAVANTI PISANA
«OCCUPATA COMMISSIONE CASA E URBANISTICA»

Roma, 31 lug. - (Adnkronos) - «Sono stati caricati dalle forze dell'ordine i manifestanti dei movimenti per la casa, che questa mattina stavano protestando davanti al Consiglio regionale del Lazio durante la discussione sul piano casa, giudicato dai movimenti tutto a favore dei costruttori e privo di un programma di edilizia popolare. Dopo momenti di tensione sono partite le cariche che hanno provocato due feriti, trasportati via dalle ambulanze, a cui è seguito il fermo di alcuni manifestanti». Lo sostiene in una nota Asia RdB, l'associazione inquilini e assegnatari di Rdb Cub che è tra i promotori della manifestazione, spiegando che «una delegazione dei movimenti ha conseguentemente occupato la Commissione Casa e Urbanistica della Regione». «Dopo un primo tentativo di sfondare le porte della sala attuato dalle forze dell'ordine, sono giunti presso la Commissione il Presidente del Consiglio regionale, l'assessore Di Carlo, l'assessore Nieri, il Presidente della Commissione Casa ed alcuni Consiglieri. È in corso una trattativa per cercare di riaprire un dialogo con i movimenti, che chiedono una risposta concreta al diritto all'abitare di tanti cittadini della regione Lazio», conclude Asia Rdb.

ROMA: TAFFERUGLI DAVANTI ALLA PISANA, FERITI 10 AGENTI E 2 ARRESTI

Roma, 31 lug. - (Adnkronos) - Dieci agenti del Reparto Mobile e della Digos sono rimasti feriti ed hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche per i tafferugli avvenuti questa mattina nei pressi della Regione Lazio, in via della Pisana a Roma. Lo fa sapere in una nota la Questura di Roma spiegando che «i circa 300 manifestanti, cui era stato consentito di stazionare sul piazzale antistante l'ingresso principale sebbene l'iniziativa non fosse stata preavvisata, insoddisfatti dell'incontro che una loro delegazione aveva avuto, hanno tentato di entrare all'interno, dopo avere interrotto la circolazione ai veicoli su via della Pisana». Secondo quanto ricostruito dalla polizia, in particolare, «dapprima un manifestante con una pompa d'acqua ha diretto il getto verso gli agenti, poi, dopo un lancio di bottiglie ed altri oggetti contundenti, hanno tentato di sfondare il cordone di polizia che li stava contenendo per evitare l'occupazione del Consiglio Regionale». Proprio in questa circostanza sono rimasti feriti 10 agenti. Sono stati arrestati per resistenza, lesioni e danneggiamento, P.A. di 54 anni e C.S. di 43 anni. Come sottolinea la polizia, «entrambi hanno opposto viva resistenza quando sono stati bloccati, il primo per aver scagliato una transenna contro gli agenti, l'altro dopo aver infranto i vetri di un'autovettura parcheggiata presso la sede della Regione di proprietà dell'Istituto di Vigilanza SicurGlobal». Oltre agli agenti rimasti feriti, sono stati medicati anche gli arrestati che hanno riportato entrambi lesioni guaribili in 4 giorni.


31 luglio 2009 - Omniroma

PISANA, MARRAZZO: OFFRIRE SPERANZE A PERSONE IN EMERGENZA CASA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Oggi abbiamo toccato con mano quello che potrebbe accadere se non ci sarà una proposta politica che dia una risposta all'emergenza casa. È importante saper offrire anche una speranza a queste persone». È quanto ha affermato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo intervistato sul palco del Democratic Party, in riferimento ai momenti di tensione vissuti oggi di fronte alla sede del consiglio regionale, dove i movimenti di lotta per la casa hanno manifestato venendo in contatto con le forze dell'ordine.

PISANA, CANALI: GETTARE BENZINA SU FUOCO STRATEGIA CENTRODESTRA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Gettare benzina sul fuoco sembra essere la strategia a tutto campo del centrodestra in regione. Di fronte alla positiva mediazione esercitata dal presidente Marrazzo, si continua a fare strumentalizzazione di problemi veri si, ma che non possono esser risolti con manifestazioni e clamori di piazza. Violenza e strumentalizzazioni sono quanto di più lontano dalla cultura politica del presidente Marrazzo e della sua maggioranza». Lo dichiara, in una nota, Luigi Canali, consigliere della Lista Civica Marrazzo per il Pd e presidente della commissione Sanità della Regione Lazio. «Le critiche sono tanto più incomprensibili visto che il presidente, lungi dall'essere assente come lo accusano i consiglieri del Pdl, ha dialogato di persona e a lungo con i manifestanti sciogliendo le tensioni. Pur nel loro legittimo ruolo di opposizione, i consiglieri del Pdl dovrebbero dare prova di maggiore senso di responsabilità, di maggior rispetto per le istituzioni e, soprattutto, per la verità dei fatti», aggiunge.

PISANA, MONTINO: «INSENSATO ACCUSARE MARRAZZO»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Le dichiarazioni contenute nel comunicato stampa dei consiglieri Lollobrigida, Cicchetti e Mazzocchi sono insensate». Lo afferma in una nota Esterino Montino, vicepresidente della Giunta della Regione Lazio. «A leggere quanto scritto nella loro nota sembra quasi che il responsabile, quando non il fomentatore, di quanto avvenuto stamattina al Consiglio Regionale sia il presidente Marrazzo - prosegue - Sono affermazioni senza senso, che addirittura negano la realtà: il presidente Marrazzo, appena appreso degli incidenti, si è recato alla Pisana e, in prima persona, ha contribuito allo svelenimento del clima e ha aiutato a calmare gli animi. Affermare che il presidente si debba scusare è semplicemente assurdo perché, appunto, insinua il pensiero di una sua possibile partecipazione nell'organizzazione delle proteste e degli scontri. Sono invece i tre consiglieri di minoranza che si dovrebbero scusare con il presidente Marrazzo e con la logica più elementare».

PISANA, FICHERA: «PARADOSSALE CHIEDERE A MARRAZZO DI SCUSARSI»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «È davvero paradossale chiedere che Marrazzo si scusi. La sua presenza ha rasserenato il clima, poiché Marrazzo ha condannato esplicitamente ogni forma di confronto che non avvenisse secondo le regole di civiltà e democrazia». Lo afferma in una nota l'assessore regionale alla sicurezza Daniele Fichera. «Ferma restando la solidarietà verso chiunque sia stato oggetto di qualsiasi forma di violenza e l'apprezzamento per l'atteggiamento responsabile dimostrato dai dipendenti e incaricati regionali in una situazione così difficile - prosegue - è con i fatti e non a parole che Marrazzo ha dimostrato di saper trovare il sentiero del confronto dialettico non violento, in una situazione estremamente delicata, che si era ormai trasformata in una questione di ordine pubblico. È infatti proprio grazie al suo intervento che la manifestazione si è sciolta spontaneamente».

PISANA, PS: FERITI 10 AGENTI, DUE ARRESTI

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - Con riferimento ai tafferugli avvenuti questa mattina nei pressi della Regione Lazio, in via della Pisana, la Questura comunica che i circa 300 manifestanti, cui era stato consentito di stazionare sul piazzale antistante l'ingresso principale sebbene l'iniziativa non fosse stata preavvisata, insoddisfatti dell'incontro che una loro delegazione aveva avuto, hanno tentato di entrare all'interno, dopo avere interrotto la circolazione veicolare su via della Pisana. In particolare, dapprima un manifestante con una pompa d'acqua ha diretto il getto verso gli agenti, poi, dopo un lancio di bottiglie ed altri oggetti contundenti, hanno tentato di sfondare il cordone di Polizia che li stava contenendo per evitare l'occupazione del consiglio regionale. Nella circostanza dieci agenti del reparto Mobile e della Digos sono rimasti feriti ed hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Sono stati tratti in arresto per resistenza, lesioni e danneggiamento, P.A. di anni 54 e C.S. di anni 43, entrambi hanno opposto viva resistenza quando sono stati bloccati, il primo per aver scagliato una transenna contro gli Agenti, l'altro dopo aver infranto i vetri di un'autovettura parcheggiata presso la sede della Regione di proprietà dell'Istituto di Vigilanza SicurGlobal. Oltre agli agenti della polizia di stato rimasti feriti, sono stati medicati anche gli arrestati che hanno riportato entrambi lesioni guaribili in 4 giorni.

PISANA, FONTANA (SINISTRA): CONFRONTO SCONGIURA CLIMA TENSIONE

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Grazie al confronto che si è aperto oggi con i rappresentanti dei movimenti per la casa c'è un dibattito positivo che ha scongiurato un clima di tensione preoccupante. La Regione Lazio approverà un piano casa di grande valore con ingenti risorse per l'edilizia residenziale pubblica». Lo dichiara in una nota Enrico Fontana, capogruppo della Sinistra al consiglio regionale del Lazio.

PISANA, D'AMATO (PD): «NESSUN DIALOGO CON VIOLENTI»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Condanno chi, esasperando gli animi, ha voluto creare un clima di violenza all'interno del Consiglio regionale del Lazio durante la discussione sul Piano casa. A mio avviso non vi può essere dialogo con chi fa della violenza uno strumento di lotta politica. Su questa questione non ci possono essere ambiguità o incertezze». Lo afferma in una nota il consigliere regionale Alessio D'Amato (Pd).

PISANA, MASELLI (PDL): «GRUPPI PRC E PDCI FOMENTAVANO COMITATI»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Alcuni gruppi politici che fanno parte dell'attuale maggioranza stanno completamente svilendo l'istituzione regionale. È intollerabile la scena a cui abbiamo dovuto assistere: da una parte il gruppo della Sinistra e Libertà cercava di sedare gli animi della manifestazione, dall'altra i gruppi del Pdci e di Prc fomentavano questi comitati per il diritto alla casa, trasformando una protesta civile in un vero e proprio assedio. Gruppi politici che fino a ieri hanno viaggiato a braccetto e che oggi si strumentalizzano a vicenda». Lo afferma in una nota Massimiliano Maselli, Consigliere regionale del Pdl. «Dobbiamo ringraziare invece le forze dell'ordine e gli addetti alla vigilanza del Consiglio regionale - aggiunge - che con dovizia e competenza hanno saputo controllare una manifestazione che poteva trasformasi in tragedia e hanno garantito la sicurezza e l'incolumità di tutti i dipendenti regionali e degli stessi contestatori. Mi domando se questa sia cultura di governo».

PISANA, ALEMANNO: NIENTE LENTI IDEOLOGICHE PER GARANTIRE LEGALITÀ

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «A me dispiace sentire di questi incidenti, mi dispiace che l'istituzione regionale venga coinvolta in questi disordini. Vorrei però che in momenti come questo tutti si rendessero conto che in questa città ci sono problemi di legalità che devono essere affrontati senza lenti ideologiche». Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno a margine dell'intervento al talk di Pierluigi Diaco, «Stile Libero», al Village Roma 09, rispondendo a chi gli chiedeva un commento in merito a quanto avvenuto oggi alla Pisana. Secondo Alemanno di fronte ad un problema di illegalità, «quando c'è la pretesa di trasformare le occupazioni in uno strumento per risolvere la questione della casa», ci si deve rendere conto che il problema «deve essere risolto da tutti senza diversificazioni». «Credo che oggi anche il centro sinistra possa essere consapevole di questi problemi, - ha concluso - affinché si trovi insieme il modo di risolverli, garantendo legalità e ovviamente a tutti il diritto alla casa».

PISANA, BONADONNA(PRC):PIANO CASA REGIONE PEGGIO DI QUELLO GOVERNO

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Quel che è successo stamattina alla Pisana, cui ho assistito personalmente, è frutto della subordinazione della maggioranza regionale agli interessi dei costruttori e della sordità nei confronti dei cittadini senza casa e, contemporaneamente, di un atteggiamento irresponsabile nei confronti dei manifestanti da parte del consiglio regionale e delle forze di polizia. Siamo il presenza di una proposta di legge regionale sulla casa peggiore di quella di Berlusconi e finalizzata al rilancio della speculazione edilizia, il tutto mettendo a rischio l'Agro romano e la normativa urbanistica vigente». Salvatore Bonadonna ex assessore all'Urbanistica della Regione Lazio, presidente Collegio di Garanzia del Prc. «Trovo incredibile che forze che una volta si richiamavano alla sinistra possano avallare ulteriormente queste posizioni del Partito Democratico - aggiunge - Nella mia decennale esperienza in Consiglio regionale non mi era mai capitato di vedere una così grave incapacità di dialogo tra responsabili politici e manifestanti. Solo dopo un intervento sconsiderato e brutale della Polizia i rappresentanti politici hanno capito che era il caso di preoccuparsi e di darsi da fare per evitare che il dramma sociale della mancanza di abitazioni fosse trattato come una questione di ordine pubblico. Solo i consiglieri di sinistra hanno avuto la coerenza di interloquire con i movimenti».

PISANA, CONSIGLIERI PDL: «MARRAZZO CHIEDA SCUSA A DIPENDENTI»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Marrazzo dà i numeri. Questa mattina ci sono stati feriti, aggressioni e personale preso in ostaggio dai dimostranti in collaborazione con esponenti di questo consiglio regionale. Il governatore del Lazio, come al solito, non era presente ed è evidentemente facile 'cancellarè ciò che non ha vissuto. Stessa cosa non si può chiedere agli impiegati contusi, ai cittadini feriti, e a tutti coloro, consiglieri compresi, che vorrebbero lavorare in un clima di legalità che, evidentemente - non proprio nell'interesse dei cittadini - viene quotidianamente svilito da una maggioranza non più in grado nemmeno di contenere la violenza all'interno del Palazzo». È quanto dichiarano, in una nota congiunta, i consiglieri regionali del PdL Francesco Lollobrigida, Antonio Cicchetti ed Erder Mazzocchi. «Riteniamo oltremodo offensivo - proseguono - che il presidente della Regione abbia incontrato alcuni degli autori di queste violenze trovando come unico rimedio ai fatti accaduti l'invito a una festa del suo partito. È paradossale chiedere di continuare a portare avanti, come se nulla fosse, le attività consiliari. Ad oggi c'è un clima violato. Prima di ogni cosa, occorre ristabilire la sicurezza dei lavoratori al suo interno, chiarire le responsabilità, allontanare i protagonisti in negativo, condannare fermamente ciò che è accaduto, e chiedere anche scusa a tutti i dipendenti regionali che questa mattina si sono ritrovati nella bagarre pur non avendo colpe».

PISANA, LAURELLI (PD): PEDUZZI HA COLLABORATO AD OCCUPAZIONE SALA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Reputo da irresponsabile aver consentito ai manifestanti dei movimenti per la casa, di occupare la sala in cui si stava svolgendo la riunione della Commissione Urbanistica e lavori pubblici per lavorare sulla nuova legge regionale contenente misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale. È preoccupante l'innalzamento del clima di conflitto che si sta estendendo in città e che ha portato oggi, davanti del consiglio regionale del Lazio, a violenti scontri tra polizia e manifestanti, con feriti tra questi ultimi». Così in una nota il consigliere regionale del Pd Luisa Laurelli. «Mentre alcuni consiglieri tra cui la sottoscritta si adoperavano per far calmare gli animi e per far assistere i feriti, il collega Peduzzi che dice di essere stato strattonato dal collega Carapella, ha avuto la responsabilità di aver collaborato all'occupazione della sala dove si teneva la commissione - continua - Le porte della sala erano chiuse mentre dentro i consiglieri lavoravano al testo della legge sulla casa. Come noto, Giovanni Carapella tra i politici di sinistra è conosciuto per la sua capacità di confronto democratico con i movimenti».

PISANA, ZARATTI-NIERI: CARICA INCOMPRENSIBILMENTE VIOLENTA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Quanto accaduto oggi alla Pisana, nel corso della manifestazione indetta dai movimenti per la casa, è un fatto che non accadeva da anni. La carica della polizia è stata incomprensibilmente e inutilmente violenta e purtroppo ha interessato anche donne e bambini. Le cariche e le tensioni non possono in alcun modo rispondere alle legittime istanze di cittadini, che esprimono il disagio profondo e vero determinato dal problema dell'abitare». Lo dichiarano in una nota gli assessori regionali Luigi Nieri (Bilancio) Filiberto Zaratti (Ambiente), che «questa mattina si sono adoperati per stemperare le tensioni e garantire il dialogo tra i manifestanti e i rappresentanti della Regione». «La Regione deve ascoltare con la massima disponibilità queste istanze e impegnarsi per trovare soluzioni efficaci, concrete e condivise - dicono Nieri e Zaratti - Già nel piano casa in discussione in Regione sono contenute norme importanti relative l'edilizia sociale e agevolata, e soprattutto le prime indicazioni per l'elaborazione di una legge regionale sulla casa e sull'abitare che riteniamo urgente e non più derogabile».

PISANA, MARRAZZO: ACCOLGO GRIDO D'AUITO, MA CI VUOLE CONFRONTO

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Accolgo il grido d'aiuto che da mesi, anni, vi porta a protestare in questa città. Ma ci vuole confronto. A me la proteste non fanno paura, al contrario, ma anche chi protesta deve seguire le regole». È quanto ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo durante l'incontro con i manifestanti dei comitati cittadini di lotta per la casa in corso alla Pisana. Marrazzo ha anche aggiunto: «Bisogna tendere alla coesione sociale».

PISANA, MARRAZZO A MANIFESTANTI: «ABBASSIAMO I TONI»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Il livello della protesta si era alzato. Per il bene di tutti, riabbassiamolo, anche per quanto riguarda le minacce. Qui, ora, c'è la Regione. Io ci metto la faccia. Non conviene a nessuno alzare la tensione, cancelliamo ciò che è accaduto stamattina». È quanto ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo durante l'incontro con i manifestanti dei comitati cittadini di lotta per la casa.

PISANA, PDL REGIONE: MARRAZZO PROVOCA TUMULTI SOCIALI, SI DIMETTA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Quanto accaduto oggi alla Pisana è l'ennesima grave prova che il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha perso il controllo della situazione e della sua maggioranza. I provvedimenti del governatore creano disagi e tumulti sociali, lotte intestine, ricatti politici all'interno del centrosinistra e problemi al lavoro istituzionale. Il Piano casa è solo l'ultimo passo negativo di un percorso contrassegnato da incidenti ed errori. Possiamo citare il Piano ospedali, la nuova legge elettorale, la chiusura del San Giacomo, il Recup, gli scandali della sanità, le nomine Cotral, le consulenze. È il momento di dire basta, perché il governatore ha toccato il fondo e rischia di trascinare con sé l'istituzione che rappresenta. Per questo chiediamo le sue dimissioni immediate e le elezioni anticipate». Lo hanno dichiarato in una nota i consiglieri del Pdl alla Regione Lazio: Fabio Armeni, Luigi Celori, Antonio Cicchetti, Angelo D'Ovidio, Romolo Del Balzo, Fabio Desideri, Pietro Di Paolantonio, Franco Fiorito, Eugenio Leopardi, Francesco Lollobrigida; Antonio Luciani, Tommaso Luzzi, Massimiliano Maselli, Erder Mazzocchi, Nicola Palombi, Augusto Pigliacelli, Bruno Prestagiovanni, Donato Robilotta, Francesco Saponaro, Vincenzo Maria Saraceni. «Il Piano casa partorito dalla giunta - hanno spiegato i consiglieri del Pdl - non convince nessuno: ha provocato e sta provocando lotte di piazza, addirittura risse all'interno della sede regionale. Non risponde alle esigenze del territorio, perché è frutto di compromessi al ribasso di una coalizione pesantemente sbilanciata a sinistra. Il Piano ospedali, ora criticato da tutti, è un brutto estratto del Piano di rientro sanitario, mai portato da Marrazzo in Consiglio. Ergo, figlio delle scelte del presidente e non del tavolo nazionale, come vorrebbe far credere. Ieri il governatore ha partorito un pacchetto di nomine sfacciatamente clientelari in ambito Cotral, allo scopo di gratificare il pactum sceleris fra l'ala dalemiana del Pd e il partito di Casini. È scandaloso che i nuovi vertici, come già avvenuto per quelli di Cotral patrimonio, non siano stati presentati ufficialmente. Marrazzo e l'assessore ai Trasporti non ne hanno ancora parlato. Probabilmente per vergogna». «È ovvio che la Regione Lazio di Marrazzo e Montino non è una Regione trasparente, né di 'tutti nessuno esclusò. Lo provano i fatti, che fanno a cazzotti - è proprio il caso di dirlo dopo quanto avvenuto questa mattina alla Pisana - con la realtà vissuta da tutti noi, cittadini e addetti ai lavori. Il presidente è al capolinea. Dia le dimissioni. Subito, per il bene di tutti. E si vada a votare».

PISANA, NIERI: «PREOCCUPANTI SEGNALI PER DEMOCRAZIA»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «È stato un fatto grave. È stata una situazione gravissima. Ne esce sconfitta la gestione di piazza». Lo ha detto l'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri commentando quanto avvenuto oggi alla Pisana. «Ci sono segnali che preoccupano sotto il punto di vista democratico - ha aggiunto l'assessore - Questa questione poteva essere governata diversamente, non ci sarebbero dovuti essere feriti e non ci sarebbero dovute essere cariche immotivate. Quando sono uscito con gli altri componenti della giunta per mediare la situazione che era già fuori controllo».

PISANA, MICHELANGELI-FRALEONE: «OGGI SEMBRAVA GENOVA NEL 2001»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Oggi alla Pisana sembrava di stare a Genova nel 2001. La polizia ha caricato a freddo e si è accanita sui manifestanti che chiedevano ai consiglieri regionali di rinviare l'approvazione del Piano casa voluto dalla Giunta Marrazzo». Lo dichiarano in una nota congiunta la segretaria del Prc Lazio Loredana Fraleone e il segretario regionale del Pdci Mario Michelangeli. «Mentre fuori si scatenava la violenza delle forze dell'ordine che hanno ferito e fermato alcuni manifestanti - aggiungono - una delegazione dei movimenti di lotta per la casa, durante la riunione della commissione Urbanistica, ha occupato la sala Etruschi del Consiglio chiedendo un confronto con l'assessore Di Carlo e il presidente Marrazzo. I movimenti, in sostanza, chiedono il rinvio a settembre della discussione del testo per essere ascoltati. Da mesi, infatti, avanzano proposte alternative alla cementificazione voluta dai costruttori e sostenuta dalla Giunta. Di fronte alle richieste dei movimenti, i vertici della Regione si sono barricati dietro un provocatorio silenzio usando la polizia per respingere la drammatica domanda sociale di centinaia di famiglie che manifestavano per l'emergenza casa. Quello che è successo oggi - concludono Fraleone e Michelangeli - conferma le ragioni che hanno portato il gruppo federato di Prc, Pdci e Socialismo 2000 all'opposizione rispetto a una maggioranza che ormai risponde soltanto ai poteri forti».

PISANA, PIZZO (SL): «CARICHE DI GRAVITÀ INAUDITA»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Così come ho ritenuto inspiegabile e inaudito lo spiegamento di forze dell'ordine di qualche giorno fa davanti al Consiglio regionale, quando una rappresentanza di movimenti per il diritto all'abitare manifestava la propria contrarietà alla proposta di legge sulla casa che proprio allora apriva il suo iter nelle commissioni, così ritengo arrogante e aggressivo l'atteggiamento tenuto oggi dalla polizia, in occasione di una nuova mobilitazione sempre davanti ai cancelli della Pisana. Alla protesta, ancorché vivace, dei movimenti di lotta per la casa, le forze dell'ordine hanno risposto con cariche sconsiderate di una gravità inaudita». È quanto afferma in una nota la consigliera regionale Anna Pizzo (Sinistra e Libertà), componente della Commissione Urbanistica. «Se da un lato credo sia doveroso stigmatizzare il senso di responsabilità del servizio di sicurezza della Regione Lazio - continua la consigliera - dall'altro pretendo spiegazioni in merito al comportamento delle forze di polizia e ai ritardi delle ambulanze e chiedo, inoltre, il rilascio delle persone fermate. La Commissione Urbanistica della quale faccio parte - conclude Anna Pizzo - nel riprendere a breve i lavori, terrà conto delle proposte e delle proteste dei vari movimenti di lotta per la casa, con spirito di ascolto e assunzione di responsabilità»

PISANA, MANIFESTANTI: «DUE FERITI, UNO HA COSTOLE ROTTE»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Un nostro attivista ha riportato la rottura di due costole ed è stato portato al pronto soccorso dell'Aurelia Hospital insieme ad un'altra persona che rischia di avere il fermo tramutato in arresto». È quanto ha detto uno dei manifestanti dei comitati di lotta per la casa nel corso dell'incontro in commissione urbanistica tra gli stessi attivisti, i componenti della commissione e il presidente della Regione Piero Marrazzo.

PISANA, MANIFESTANTI: «OTTENUTO INCONTRO CON MARRAZZO»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Dopo tre ore di blocco di via della Pisana, del raccordo anulare e una pressione costante sui consiglieri e assessori regionali, i movimenti hanno strappato un incontro con il presidente Marrazzo che avverrà tra pochi minuti. Mentre dentro si attende l'incontro, fuori il presidio ha riconquistato agibilità e diverse centinaia di persone si sono ricompattate nel piazzale antistante alla sede del Consiglio regionale. Invitiamo tutti i movimenti, i centri sociali, le occupazioni, i comitati e le associazioni a raggiungere il presidio alla Pisana. Chiediamo il rilascio immediato di tutti i fermati». Così in una nota la Rete dei movimenti romani per il diritto all'abitare.

PISANA, PEDUZZI (PRC): STRATTONATO DA CARAPELLA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Si stava avviando il lavoro della commissione, la porta della sala Etruschi era aperta, così sono entrati i manifestanti che hanno chiesto di sospendere i lavori per sentire le loro proposte. Mentre il presidente della commissione casa Giovanni Carapella forse infastidito da quanto stava accadendo si è rivolto contro di me prendendomi per un braccio, strattonandomi, cercando di allontanarmi». È quanto ha detto il capogruppo regionale del Prc, Ivano Peduzzi, riferendo un fatto che sarebbe accaduto all'interno della sala Etruschi del consiglio regionale. «Ho evito reazioni - ha aggiunto - Ho chiesto le scuse che comunque mi ha presentato. Mentre era in corso questo 'parapiglia dialetticò alcuni vigilanti hanno tentato di sfondare la porta adiacente all'ingresso principale e facendolo hanno spaccato la testa a un giovane che è stato portato prima in infermeria e poi in ospedale».

PISANA, PECIOLA (SL): «ASCOLTARE RAGIONI MANIFESTANTI»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Esprimo la mia piena solidarietà ai manifestanti dei movimenti di lotta per la Casa, che sono stati caricati dalle forze dell'ordine, mentre stavano protestando all'ingresso della sede del consiglio della Regione Lazio contro il piano Casa, che sarà in discussione del consiglio regionale, a partire dalla prossima settimana. È gravissimo che si affronti con l'uso della forza il problema dell'emergenza abitativa. La Regione ascolti le ragioni dei comitati e dei movimenti di lotta per la casa, che hanno il merito di porre all'attenzione pubblica la grave inadeguatezza di offerta di alloggi popolari. Il Piano Casa della Regione Lazio non può non tenere in considerazione il loro punto di vista». A dichiararlo in una nota è Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra e Libertà e coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra in Provincia.

ROMA: ASIA RDB, DUE FERITI IN SCONTRI DURANTE PROTESTA DAVANTI PISANA
«OCCUPATA COMMISSIONE CASA E URBANISTICA»

Roma, 31 lug. - (Adnkronos) - «Sono stati caricati dalle forze dell'ordine i manifestanti dei movimenti per la casa, che questa mattina stavano protestando davanti al Consiglio regionale del Lazio durante la discussione sul piano casa, giudicato dai movimenti tutto a favore dei costruttori e privo di un programma di edilizia popolare. Dopo momenti di tensione sono partite le cariche che hanno provocato due feriti, trasportati via dalle ambulanze, a cui è seguito il fermo di alcuni manifestanti». Lo sostiene in una nota Asia RdB, l'associazione inquilini e assegnatari di Rdb Cub che è tra i promotori della manifestazione, spiegando che «una delegazione dei movimenti ha conseguentemente occupato la Commissione Casa e Urbanistica della Regione». «Dopo un primo tentativo di sfondare le porte della sala attuato dalle forze dell'ordine, sono giunti presso la Commissione il Presidente del Consiglio regionale, l'assessore Di Carlo, l'assessore Nieri, il Presidente della Commissione Casa ed alcuni Consiglieri. È in corso una trattativa per cercare di riaprire un dialogo con i movimenti, che chiedono una risposta concreta al diritto all'abitare di tanti cittadini della regione Lazio», conclude Asia Rdb.

PISANA, TIBALDI: GIUSTO ATTEGGIAMENTO PRESIDENZA CONSIGLIO

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Il consiglio regionale non può essere ostaggio di una manifestazione, ma il presidente del consiglio, la giunta e gli altri esponenti del consiglio hanno avuto un atteggiamento giusto per trovare una soluzione anche per gli stessi manifestanti». È quanto ha detto l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi a margine della protesta alla Pisana dei manifestanti di lotta per la casa. «La fase che viviamo è così delicata - ha spiegato Tibaldi che ha partecipato alla 'mediazionè tra manifestanti e forze dell'ordine - che si sente la necessità di trovare una soluzione all'emergenza sociale. In casi come questi, poi, il conflitto drammaticamente esplode».

PISANA, ALZETTA: PREOCCUPA SILENZIO FORZE POLITICHE

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Durante la discussione del cosiddetto 'Piano Casà ma che sarebbe più corretto chiamare chiaramente 'Piano per rilanciare gli affari dei costruttori', i Movimenti per il diritto all'abitare hanno occupato la sede della Commissione Casa della Regione Lazio per protestare contro la mancanza di risposte concrete per chi , casa, non ce l'ha davvero. Le forze dell'ordine hanno caricato selvaggiamente i senza casa fuori dai cancelli di via della Pisana effettuando anche diversi fermi. Cariche indiscriminate che hanno colpito anche donne e bambini e hanno provocato tre feriti gravi e tanti contusi. Dopo i roboanti annunci di Governo, Regione e Comune la realtà è sempre la solita: regali agli speculatori e botte ai senza casa». Così in una nota Andrea Alzetta, capogruppo di Roma in Action al Comune. «In questo quadro - prosegue - ci preoccupa particolarmente il silenzio di tutte le forze politiche che fanno finta di apprezzare una tregua annunciata ma che non sarà rispettata come testimonia la vicenda dell'occupazione di Via delle Rupicole sulla quale le autorità competenti avevano annunciato una tregua fino al 10 settembre, mentre, in realtà, si preparano allo sgombero».

PISANA, MILANA: MANIFESTAZIONE LEGITTIMA MA C'È STATA BRUTTA DERIVA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «È stata una brutta deriva: una manifestazione legittima si è trasformata in una forma di pressione figlia di un accentuarsi di stati d'animo assolutamente immotivati. Ciò perché le commissioni competenti stavano ricevendo, come con qualsiasi altra istanza sociale, i rappresentanti dei manifestanti. Ora è stata ripristinata la normalità. Mi auguro che entro oggi si possa esprimere il parere delle commissioni sul disegno di legge che troverà presto in aula la sua approvazione definitiva». È quanto dichiara il presidente del consiglio regionale Guido Milana a margine della protesta di oggi dei movimenti di lotta per la casa.

PISANA, BILANCIO PROVVISORIO È DI DUE FERITI

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - Un ragazzo è stato fatto salire su una camionetta della polizia e a bordo di questa sta per lasciare la Pisana. I manifestanti stanno inneggiando a lui, applaudendolo. «Bravo Sammy», gli dicono e rivolti alle forze dell'ordine urlano: «Infami». «Lo stiamo portando all'Aurelia Hospital», ha detto un funzionario di polizia in borghese rivolto alle persone che stavano protestando. L'altra persona rimasta ferita e che giaceva a terra all'ingresso del consiglio regionale è stata portata via a bordo di un'ambulanza della Croce Rossa.

PISANA, MANIFESTANTI CHIAMANO I LORO AVVOCATI

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Stiamo calmi, si sta trattando per far rientrare i manifestanti che sono fuori su via della Pisana e che la stanno bloccando. Abbiamo concesso alle donne con i bambini piccoli di poter uscire se vogliono stare un pò più calmi. Dobbiamo stare tranquilli, gli avvocati sono stati chiamati. Uno dei fermati è stato rilasciato. È stato ferito un giovane ma nulla di grave. Sappiamo anche ci sono anche altri fermati». Lo ha detto Piero del coordinamento cittadino di lotta per la casa. «Quella delle forze dell'ordine è stata una carica a freddo - aggiunge - non solo nelle prime file, ma fino anche al giardino dove erano state montate le tende e dove c'erano donne e bambini». Alcuni manifestanti fuori a via della Pisana hanno lanciato pietre con le forze dell'ordine.

PISANA, MANIFESTANTI OCCUPANO STRADA: TRAFFICO RALLENTATO

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - Il traffico è rallentato su via della Pisana a causa dei manifestanti che hanno occupato la sede stradale. La persona che era stata fermata dagli agenti della polizia giace a terra cosciente all'ingresso della sede del consiglio regionale. Ha ferite sul volto ed è assistito dal medico in servizio alla Pisana.

PISANA, RESPONSABILE VIGILANZA FERITO: «COLPITO DA MANIFESTANTI»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Stavo cercando di aprire la porta della sala Etruschi quando sono stato colpito alla testa con una sedia dai manifestanti». A parlare è uno dei responsabili della vigilanza della Pisana che stava cercando di aprire della sala Etruschi occupata dai manifestanti dei comitati di lotta per casa.

PISANA, MANIFESTANTI LANCIANO BOTTIGLIE CONTRO FORZE ORDINE

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - I manifestanti stanno lanciando bottiglie di vetro contro le forze dell'ordine in tenuta antisommossa all'ingresso del consiglio regionale. Alcuni manifestanti si trovano ora in via della Pisana. Gli altri che si trovano all'interno dei giardini del consiglio, urlano «assassini, assassini» alle forze dell'ordine.

PISANA, FORZE ORDINE CARICANO MANIFESTANTI

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - Una carica delle forze dell'ordine ha allontanato i manifestanti che stavano protestando all'ingresso della sede del consiglio regionale. Una persona è stata fermata da tre agenti della polizia di Stato. L'uomo ha alcune ferite sul volto.

PIANO CASA, COMITATI LOTTA PROTESTANO DAVANTI CONSIGLIO REGIONALE

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «La Regione Lazio deve istituire un fondo permanente per la costruzione di nuove case popolari che sia almeno del 2 per cento dell'intero bilancio regionale. Ciò, per costruire nuove case d'edilizia popolare o per recuperare immobili già presenti per la loro realizzazione». È quanto chiedono i manifestanti dei comitati di lotta per la casa che da questa mattina stanno protestando all'ingresso del consiglio regionale del Lazio in via della Pisana. Si tratta di qualche centinaio di persone che, con striscioni e fischietti, sta esprimendo il proprio dissenso in merito al «'Piano casa' che la Regione Lazio vuol portare in consiglio regionale - spiegano - Oggi ci sarà la commissione congiunta Urbanistica e Casa: chiariranno in questa occasione tutti i loro disaccordi con un piano che andrà solo a favore dei costruttori».

PIANO CASA, COMITATI LOTTA OCCUPANO SALA CONSIGLIO REGIONALE

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - Alcuni manifestanti dei movimenti di lotta per la Casa hanno occupato la Sala Etruschi del consiglio regionale e hanno sbarrato l'ingresso. All'entrata della Pisana, invece, urlano «Buffoni, buffoni», lanciando alcune lattine e bottiglie d'acqua. All'interno della sala Etruschi son presenti anche consiglieri regionali. I manifestanti urlano contro di loro: «Vergogna, vergogna».

PIANO CASA, DI RESTA: MARRAZZO PARTECIPERÀ A LAVORI COMMISSIONE

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - Sta per arrivare alla Pisana il presidente della Regione Piero Marrazzo per partecipare ai lavori della commissione urbanistica sul piano casa della Regione. Lo conferma il presidente della commissione Domenico Di Resta che è in attesa del presidente in sala Etruschi alla Pisana. La stessa sala era stata occupata qualche ora fa dai manifestanti dei movimenti di lotta per la casa. Erano riusciti ad entrare all'interno dello stabile del consiglio regionale grazie ai permessi temporanei che vengono concessi ad alcuni visitatori per usufruire dei servizi. I manifestanti erano rimasti nella sala sbarrando l'ingresso a chiunque e restando all'interno con alcuni esponenti politici di giunta e consiglio. Tra loro il presidente della commissione Casa Giovanni Carapella e quello dell'urbanistica Domenico Di Resta.

REGIONE, MARRAZZO INCONTRA MANIFESTANTI RI.REI ALLA PISANA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - Il presidente della Regione Piero Marrazzo prima di entrare in sala Etruschi, alla Pisana, per l'incontro con i manifestanti dei comitati di lotta per la Casa ha incontrato i manifestanti di Ri.Rei che nel frattempo erano giunti in consiglio regionale. "E' una situazione difficile, la Regione sta facendo tanto per cercare di risolvere i problemi per i ragazzi e per i lavoratori", ha spiegato Marrazzo.

PISANA, PARRONCINI(PD):FATTO INCRESCIOSO,AVANTI PERCORSO PIANO CASA

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «È stato un fatto increscioso: probabilmente la protesta civile ha avuto al suo interno qualche provocatore e tutto è sfuggito di mano. Dispiace per la situazione che si è creata in consiglio regionale. È un episodio da condannare sotto tutti i punti di vista». È quanto ha detto il capogruppo del Pd in regione Giuseppe Parroncini a margine della protesta in consiglio regionale per i comitati di lotta per la casa. «Ciò comunque non pregiudica un percorso già avviato per i piano casa - ha aggiunto Parroncini - che è basato anche sull'ascolto dei comitati, dei cittadini, delle associazioni. La bozza della Regione prevede anche l'housing sociale per dare una risposta anche ai ceti meno abbienti».

SANITÀ, RDB CUB: «SU APPALTI E ESTERNALIZZAZIONI NESSUN INTERVENTO»

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Il caldo estivo rischia di mietere altre vittime, sempre le stesse, da sacrificare sull'altare dei politicanti: cittadini e lavoratori», dichiara in una nota Stefano Zecchetti del coordinamento RdB-CUB Sanità di Roma e del Lazio. «Quando Governo nazionale e Regione Lazio hanno concordato il piano di rientro dal deficit siamo stati la sola organizzazione sindacale ad evidenziare le conseguenze in termini di tagli assistenziali e di condizioni di lavoro per gli operatori. Oggi, dopo la connivenza che ha determinato le scelte di chiusura di ospedali, tagli dei posti letto e blocco delle assunzioni - prosegue Zecchetti - il Governo centrale cerca di mettere in difficoltà l'attuale governo regionale dichiarando insufficienti i provvedimenti adottati». «È evidente che sta partendo la campagna elettorale per le regionali del 2010 - sottolinea Zecchetti - è altrettanto palese che quanto sta avvenendo è frutto di logiche di gestione della sanità e delle risorse pubbliche che nulla hanno a che spartire con gli interessi di cittadini e lavoratori. Sono infatti emblematiche le inchieste ed i recenti arresti all'azienda ospedaliera San Giovanni-Addolorata, con presunte tangenti su diversi appalti, tutto sotto gli occhi foderati di prosciutto dell'attuale Direttore generale, di cui nessuno chiede la rimozione». Conclude il rappresentante RdB-CUB: «Appalti ed esternalizzazioni: lì si annidano lo sperpero e le tangenti che fanno da contorno; questi hanno fatto e fanno esplodere i costi del bilancio regionale. Ma lì si continua a non intervenire, mentre tra Governo e Regione si continua a discutere di quanto e come penalizzare operatori e cittadini di Roma e del Lazio».

PIANO OSPEDALI, MAZZOLI: EVITARE ALTRI TAGLI A SANITÀ VITERBO

(OMNIROMA) Roma, 31 lug - «Avevamo chiesto un incontro con la Regione per discutere della proposta sul piano di riorganizzazione della rete ospedaliera del Lazio è così sarà». Così in una nota il presidente Alessandro Mazzoli «sulla convocazione ricevuta questa mattina dal presidente Piero Marrazzo proprio sul tema». L'incontro si terrà lunedì 3 agosto alle 16 nella sala Aniene della Regione Lazio. «Ho ritenuto importante - dice Mazzoli - convocare in Provincia, prima di affrontare la riunione in Regione, anche tutti i sindacati del comparto sanità e i sindaci della dei comuni coinvolti dal piano di riorganizzazione per avere anche con loro un confronto preliminare. Quindi lunedì mattina, prima di andare a discutere con la Regione, incontrerò i sindaci e le organizzazioni sindacali per chiarire la situazione e trovare una posizione unitaria e concordata con tutto il territorio». L'incontro, a cui sono stati invitati i sindaci dei Comuni di Acquapendente, Civita Castellana, Montefiascone, Tarquinia, Viterbo, Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Fps, Fials, Fsi, Ugl, Csa e Rdb, si terrà alle 10.30 presso gli uffici della Presidenza di Palazzo Gentili. «Avevamo auspicato un passo indietro - conclude il presidente Mazzoli - e un confronto con il territorio per capire le reali esigenze, credo che la riunione di lunedì vada proprio in questa direzione. La sanità viterbese ha già pagato un prezzo molto alto, dobbiamo quindi impegnarci per evitare ulteriori tagli».


31 luglio 2009 - Carta

Piano casa del Lazio. Un giorno di ordinaria follia
I movimenti di lota per la casa della Regione si sono presentati oggi nella sede del Consiglio del Lazio per protestare contro una legge sull'edilizia che in alcune parti è addirittura peggio di quella del governo: cariche, botte, fermi. Ma alla fine il presidente Marrazzo...

"Mi impegno personalmente ad accogliere alcune proposte fatte dai movimenti in tema di edilizia popolare": con queste parole, pronunciate davanti a più di trecento persone, in una improvvisata assemblea nel parcheggio del consiglio regionale, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha messo fine a una giornata di ordinaria follia.
Fin dalla mattina, si era capito che il clima non sarebbe stato affatto positivo: all’appello lanciato dalla Rete per il diritto all’abitare hanno risposto oltre quattrocento persone, accolte da un ingente schieramento di polizia e carabinieri. Si sono notate le assenze dei funzionari più conosciuti, in grado di gestire la piazza con un minimo di buon senso. Tra le nuove figure, spiccava un dirigente di polizia, di piccola statura e un po’ sovrappeso, che ostentava al collo un’aquila imperiale con un fascio littorio.
Verso le 12 una delegazione dei comitati è riuscita a entrare nella sala della commissione urbanistica che dovrà discutere gli ultimi dettagli del "piano edilizio" regionale. La legge, in realtà, recepisce le direttive del [finto] "Piano casa" del governo Berlusconi, un regalo alle imprese costruttrici, che possono godere dei benefici per l’ampliamento degli immobili. Di case popolari, nemmeno l’ombra. La Regione Lazio, senza alcuna consultazione con le associazioni di inquilini e i movimenti, si appresta dunque a varare una misura che, in alcuni casi, peggiora anche la norma nazionale. Come, ad esempio, nell’articolo che consente l’ampliamento del 60 per cento per il settore alberghiero. Davanti al muro della commissione, la delegazione di sfrattati e senza casa ha deciso di occupare la stanza. Intanto, all’esterno, il presidio si è fato più vivace, le persone hanno iniziato a premere sui cancelli, è volata qualche bottiglia vuota di plastica. All’improvviso, una carica selvaggia della polizia respinge i manifestanti [comprese donne, bambini e anziani] all’uscita della sede della Regione, su via della Pisana, e per alcuni secondi si assiste a una vera e propria caccia all’uomo. Dodici persone rimangono ferite, alcune hanno la testa spaccata e contusioni su tutto il corpo. Due vengono fermate e al momento sono ancora piantonate all’Aurelia Hospital. Dopo un’ora di blocco stradale e di fronteggiamento con la polizia, l’intervento degli assessori riporta un po’ di calma. Il presidio riprende la posizione di partenza, mentre il presidente Marrazzo convoca un incontro pubblico con i movimenti. Più che a un’audizione, si assiste a un confronto senza rete tra Marrazzo e i rappresentanti dei comitati che, in modo puntuale, spiegano le ragioni della protesta e illustrano le loro proposte. Dopo un’ora di confronto serrato [interrotto da una telefonata in diretta tra questore e Marrazzo, per "facilitare" il rilascio dei fermati] arriva il colpo di scena. Il presidente della Regione accoglie formalmente due proposte che, lunedì prossimo diventeranno altrettanti emendamenti da parte della giunta: il primo trasforma in misura permanente il finanziamento di straordinario 150 milioni, per tre anni, per l’edilizia popolare previsto nella legge; il secondo, specifica la norma che prevede il 20 per cento di "edilizia sociale" [housing sociale, Ndr] per le aree di nuova edificazione. Di quella percentuale, "almeno il 50 per cento" sarà destinato a edilizia popolare. Ma, alla fine, il vero successo per i movimenti è stato il riconoscimento politico di uno spazio di confronto permanente in vista della legge sul diritto all’abitare che sarà elaborata in autunno.
Un anno fa, nel mese di marzo, Veltroni aveva deciso di sbattere la porta in faccia ai movimenti e utilizzare la polizia in Campidoglio contro chi aveva osato criticare il Piano regolatore, per dimostrare quella "responsabilità di governo" che doveva servire a battere Berlusconi alle elezioni politiche. L’esito di quella scommessa è sotto gli occhi di tutti. Questa sera Marrazzo [forse] ha scelto di giocare un’altra partita.


31 luglio 2009 - Radio Città Aperta

Pesante carica alla Regione Lazio contro i manifestanti
del movimento di lotta per la casa: feriti e fermi
di Cristian Bufacchi

Roma - Ci sono state durissime cariche di polizia e carabinieri questa mattina dopo le 13 all'esterno della Regione Lazio contro centinaia di senza casa e attivisti dei movimenti per il diritto all'abitare arrivati al palazzo della Regione in via della Pisana per protestare contro il "pacchetto edilizia" della Regione Lazio che finanzia i costruttori ma non prevede nulla per l'edilizia popolare e l'attenuazione dell'emergenza casa. Mentre il consiglio regionale veniva sospeso e rimandato a lunedì prossimo i manifestanti si sono avvicinati ai cancelli della Regione gridando slogan. A quel punto è partita una violentissima e indiscriminata carica che ha lasciato sul terreno parecchi feriti e contusi; manganellati anche donne e bambini che stavano partecipando alla manifestazione fino a quel momento estremamente tranquilla. Ci sarebbero anche dei fermi, mentre una parte dei manifestanti è riuscita a penetrare all'interno del palazzo del Consiglio occupando la sala della Commissione Casa. Mentre arriva la notizia che anche all'interno del palazzo della Regione la polizia ha effettuato alcune cariche contro gli attivisti del movimento di lotta per la casa, al momento si registra un afflusso ulteriore di effettivi delle Forze di Sicurezza in assetto antisommossa, mentre alcuni assessori - Tibaldi e Nieri - sarebbero impegnati in un'opera di trattative per riportare la calma. Subito è giunta la condanna delle RdB Cub, una delle realtà promotrici della manifestazione di oggi: "Grave episodio di repressione dei movimenti oggi a Roma. La polizia ha brutalmente caricato il presidio organizzato dall`Asia-Rdb e dai Blocchi Metropolitani e dai Movimenti per la casa romani sotto la sede del Consiglio regionale provocando decine di feriti e diversi fermi, di cui alcuni feriti piantonati all`ospedale". Lo si legge in una nota del sindacato di base secondo il quale la reazione delle forze dell'ordine si è manifestata "a causa del forte dissenso verso un Piano Casa in discussione alla Regione in cui gli unici a beneficiarne saranno le lobbies dei costruttori; nessuna attenzione invece per l`edilizia popolare in una città in cui gli sfratti e la mancanza di alloggi popolari hanno determinato l`insorgere di una vera e propria emergenza casa". "La giunta regionale di centro sinistra si è resa responsabile di questo ennesimo atto di barbarie nei confronti di cittadini inermi pensando forse che il pugno di ferro possa mettere a tacere i problemi esplosivi della regione per poter indisturbati continuare a fare i loro sporchi affari con i loro soci. La RdB/CUB esprime la massima solidarietà ai cittadini che si battono per il diritto alla casa e chiede che il Presidente Marrazzo si attivi per il rilascio immediato dei compagni ancora in stato di fermo".
Ieri sera si era svolta l’assemblea pubblica in piazza Sempione indetta dagli occupanti dell’Horus occupato per lanciare un messaggio chiaro alla politica e ai poteri finanziari e immobiliari. Gli attivisti dell’Horus resisteranno ad ogni tentativo di sgombero sia delle occupazioni sia degli spazi sociali. Un assemblea molto partecipata che ha visto la presenza non solo delle varie realtà di lotta ma anche di numerose persone del quartiere, semplici cittadini interessati alle problematiche che riguardano lo spazio liberato dell’Horus. Un’assemblea popolare che non si vedeva da tempo in una zona socialmente desertificato come piazza Sempione. Molti gli interventi che hanno raccontato un pezzo di città, di come la rendita parassitaria e gli interessi di enti e costruttori hanno scavalcato il diritto ad una casa per tutti in nome del profitto per pochi. Ne sono un esempio gli inquilini delle case di Dragoncello che hanno deciso di non pagare più le rate dell’affitto ormai insostenibile per evidenziare come ci sia in questo periodo di crisi economica un diritto alla morosità, all’insolvenza quando il reddito non è sufficiente a sostenere affitti da rapina e mutui pesantissimi. Gli attivisti dell’Horus hanno poi raccontato come sono riusciti a fermare lo sgombero ormai imminente. La trattativa si è rimessa in moto, a settembre ci sarà un incontro per iniziare di nuovo un dialogo con le istituzioni. L’assemblea ha ribadito il diritto alla resistenza per difendere gli spazi sociali e tutte le occupazioni a scopo abitativo. Altra importante giornata di lotta è quella di oggi. Dalle 10.00 di questa mattina si sta svolgendo infatti un importante manifestazione alla Regione Lazio in via della Pisana per ribadire il no al cosiddetto pacchetto edilizio. "La legge regionale approvata in giunta e che si sta peggiorando dentro la commissione casa è una legge che prevede una ripartenza del pacchetto edilizio, una ulteriore possibilità per i costruttori di avere nuove opportunità di denaro e territorio. La maggioranza è divisa soprattutto sulla monetizzazione degli standard di servizio, cioè la possibilità di avere dai privati dei soldi in cambio di aree destinate ai servizi. Ha detto ai microfoni di Radio Città Aperta questa mattina Paolo di Vetta dell’Asia Rdb: "Questa politica a noi non piace, vogliamo che l’amministrazione pubblica torni con autorevolezza sulla questione abitativa. Pensiamo sia arrivato il momento di istituire una Gescal regionale che preveda almeno il 2% del bilancio destinato a case popolari. Bisogna guardare su ciò che è gia costruito, ma soprattutto questa legge deve guardare all’edilizia sovvenzionata e cioè alle case popolari."


31 luglio 2009 - Dazebao

Pisana. Violente cariche sui senza casa
di Alessandro Ambrosin

ROMA - Bilancio drammatico questa mattina alla manifestazione che si è svolta davanti al Consiglio regionale del Lazio promossa dai comitati che lottano per la casa. Dieci agenti contusi, tredici manifestanti feriti e due persone fermate dalle forze della Polizia che, secondo la Questura, accusati di resistenza, lesioni e danneggiamenti. Alla base della protesta indetta dai movimenti, il piano casa del governatore Piero Marrazzo che prevede di fatto un programma che favorirà esclusivamente i costruttori escludendo totalmente le reali esigenze di un'edilizia popolare che possa dare un tetto a chi da anni aspetta un alloggio abitativo. Erano presenti circa 500 persone tra cui molte donne e bambini giunti per chiedere all'amministrazione regionale che nel contenuto del piano fossero inserite delle misure favorevoli per chi soffre dell'emergenza abitativa. Inizialmente una delegazione autorizzata era stata autorizzata ad entrare nell'edificio per partecipare alla seduta della commissione Urbanistica, ma poi all'esterno la polizia ha iniziato a caricare i manifestanti con una violenza ingiustificata. La commissione è stata sospesa nella tarda serata e riprenderà domani. Dopo il drammatico episodio si sono sollevate un coro di critiche si è sollevato nei confronti del presidente Piero Marrazzo che con questo piano, secondo molti ritenuto peggio di quello di Berlusconi, favorirà un rilancio della speculazione edilizia e metterà a rischio la normativa urbanistica vigente. "Stiamo chiedendo la riapertura di una discussione in merito alla legge - ha detto Ivano Peduzzi, capogruppi del prc Lazio -. Ma dobbiamo constatare come la giunta abbia svoltato a destra con l'apertura all'Udc chiudendo la porta ai movimenti". Della stessa opinione anche Salvatore Bonadonna, ex assessore all'Urbanistica della Regione Lazio, presidente Collegio di Garanzia del Prc: "Trovo incredibile che forze che una volta si richiamavano alla sinistra possano avallare ulteriormente queste posizioni del Partito Democratico. Nella mia decennale esperienza in Consiglio regionale non mi era mai capitato di vedere una così grave incapacità di dialogo tra responsabili politici e manifestanti". Nel frattempo le osservazioni dei movimenti, insieme a tutte quelle raccolte nelle ultime audizioni, saranno discusse probabilmente in Aula lunedì, quando la giunta calerà i suoi emendamenti al piano casa. Le commissioni Casa e Urbanistica, infatti, puntano ad approvare il testo e ad approvarlo ai primi di agosto.


31 luglio 2009 - Provincia Latina TV

Casa: cittadini caricati e feriti alla Pisana. W la sinistra W Marrazzo

Roma (31/07/2009) - "Alcuni manifestanti dei movimenti per l'emergenza abitativa sono stati caricati dalla polizia e dai carabinieri nel cortile del Consiglio regionale del Lazio. Ci sono diversi feriti, alcuni portati via con le ambulanze, altri medicati nell'ambulatorio della Pisana". E' quanto riporta il portavoce del gruppo federato Prc-Pdci-Socialismo 2000 Ivano Peduzzi. "Circa 500 persone tra cui donne, anche incinte, e bambini - racconta - stavano manifestando davanti all'ingresso per chiedere che nel Piano casa venissero inserite misure favorevoli non solo ai costruttori ma anche a chi soffre l'emergenza abitativa. Una delegazione autorizzata era infatti entrata nell'edificio per partecipare alla seduta della commissione Urbanistica. Dall'interno però abbiamo sentito poco dopo il rumore e le grida delle cariche". Ora, spiega ancora Peduzzi, nella sala della commissione sono riuniti i rappresentanti dei movimenti, che stanno discutendo con il presidente del Consiglio Guido Milana e gli assessori alla Casa Mario Di Carlo, al Lavoro Alessandra Tibaldi, al Bilancio Luigi Nieri e all'Ambiente Filiberto Zaratti, oltre che con i consiglieri del gruppo federato delle sinistre. "Stiamo chiedendo la riapertura di una discussione in merito alla legge. Ma dobbiamo constatare - conclude Peduzzi - come la giunta abbia svoltato a destra con l'apertura all'Udc, sia per il piano casa, sia ieri con la sostituzione di un Prc ai vertici Cotral, chiudendo la porta ai movimenti".


31 luglio 2009 - Repubblica.it

Casa, protesta in Consiglio regionale. Scontri tra manifestanti e agenti

Roma - Alcuni manifestanti dei movimenti di lotta per la Casa hanno occupato la Sala Etruschi del Consiglio regionale e hanno sbarrato l'ingresso. All'entrata della Pisana, invece, urlano "Buffoni, buffoni", lanciando alcune lattine e bottiglie d'acqua. Le forze dell'ordine, in tenuta anti sommossa, hanno caricato i manifestanti per allontanarli. Questi hanno lanciato bottiglie di vetro contro gli agenti. Una persona è stata fermata da tre agenti della polizia di Stato. L'uomo ha alcune ferite sul volto. Anche un altro ragazzo è rimasto ferito lievemente. Alcuni manifestanti che si trovano all'interno dei giardini del Consiglio, hanno urlato "assassini, assassini" alle forze dell'ordine. Uno dei responsabili della vigilanza della Pisana che stava cercando di aprire della sala Etruschi occupata dai manifestanti, è stato colpito: "Stavo cercando di aprire la porta della sala Etruschi quando sono stato colpito alla testa con una sedia". Il traffico è rallentato su via della Pisana a causa dei disordini e delle persone che hanno occupato la sede stradale. "Stiamo calmi, si sta trattando per far rientrare il disordine. Abbiamo concesso alle donne con i bambini piccoli di poter uscire se vogliono stare un po' più calmi. Dobbiamo stare tranquilli, gli avvocati sono stati chiamati. Uno dei fermati è stato rilasciato. È stato ferito un giovane ma nulla di grave. Sappiamo anche ci sono anche altri fermati". Così Piero del coordinamento cittadino di lotta per la casa. "Quella delle forze dell'ordine è stata una carica a freddo non solo nelle prime file, ma fino anche al giardino dove erano state montate le tende e dove c'erano donne e bambini". Poi grazie alle pressioni i movimenti hanno strappato un incontro con il presidente della Regione Marrazzo. Intanto fuori dal palazzo del Consiglio regionale il presidio ha riconquistato agibilità e diverse centinaia di persone si sono ricompattate nel piazzale antistante. Il presidente della Regione prima di entrare in sala Etruschi, per l'incontro con i manifestanti dei comitati di lotta per la Casa, ha incontrato i manifestanti di Ri.Rei che nel frattempo erano giunti in consiglio regionale. "E' una situazione difficile, la Regione sta facendo tanto per cercare di risolvere i problemi per i ragazzi e per i lavoratori", ha spiegato Marrazzo.


31 luglio 2009 - Il Messaggero.it

Pisana, comitati casa presidiano Regione: lanci di bottiglie, due feriti

ROMA (31 luglio) - La protesta di questa mattina dei comitati di lotta per la casa all'ingresso del consiglio regionale del Lazio in via della Pisana è sfociata nell'occupazione della sala del Consiglio regionale, lanci di bottiglie e pietre contro le forze dell'ordine e l'occupazione di via della Pisana e parte del Grande Raccordo Anulare. Due i feriti. Uno dei responsabili della vigilanza ha detto di essere stato colpito alla testa dai manifestanti con una sedia. «Stavo cercando di aprire la porta della sala Etruschi - racconta un responsabile della vigilanza della Pisana quando sono stato colpito alla testa con una sedia dai manifestanti». Un'altra persona è rimasta ferita: si tratta di un ragazzo fatto salire su una camionetta della polizia che lo ha portato all'Aurelia Hospital. I manifestanti hanno inneggiando a lui, applaudendolo. «Bravo Sammy», gli hanno detto, urlando alle froze dell'ordine «infami». La manifestazione è stata indetta contro il piano casa della regione, prevista per oggi la commissione congiunta Urbanistica e Casa. I manifestanti spiegano che «la Regione Lazio deve istituire un fondo permanente per la costruzione di nuove case popolari che sia almeno del 2 per cento dell'intero bilancio regionale. Ciò, per costruire nuove case d'edilizia popolare o per recuperare immobili già presenti per la loro realizzazione». Alcuni dei manifestanti hanno occupato la Sala Etruschi del consiglio regionale e hanno sbarrato l'ingresso urlando «buffoni, buffoni» e lanciando alcune lattine e bottiglie d'acqua contro le forze dell'ordine in tenuta antisommossa. La Rete dei movimenti romani per il diritto all'abitare ha fatto sapere che sono riusciti a ottenere un incontro con il prsidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. «Alcuni manifestanti sono stati fermati». Ad affermarlo l'Associazione inquilini e assegnatari Asia-Rdb. Dopo la carica, una delegazione dei movimenti, prosegue l'Asia-Rdb, «ha conseguentemente occupato la Commissione Casa e Urbanistica della Regione».


31 luglio 2009 - Provincia Latina TV

Casa: cittadini caricati e feriti alla Pisana. W la sinistra W Marrazzo

Roma (31/07/2009) - "Alcuni manifestanti dei movimenti per l'emergenza abitativa sono stati caricati dalla polizia e dai carabinieri nel cortile del Consiglio regionale del Lazio. Ci sono diversi feriti, alcuni portati via con le ambulanze, altri medicati nell'ambulatorio della Pisana". E' quanto riporta il portavoce del gruppo federato Prc-Pdci-Socialismo 2000 Ivano Peduzzi. "Circa 500 persone tra cui donne, anche incinte, e bambini - racconta - stavano manifestando davanti all'ingresso per chiedere che nel Piano casa venissero inserite misure favorevoli non solo ai costruttori ma anche a chi soffre l'emergenza abitativa. Una delegazione autorizzata era infatti entrata nell'edificio per partecipare alla seduta della commissione Urbanistica. Dall'interno però abbiamo sentito poco dopo il rumore e le grida delle cariche". Ora, spiega ancora Peduzzi, nella sala della commissione sono riuniti i rappresentanti dei movimenti, che stanno discutendo con il presidente del Consiglio Guido Milana e gli assessori alla Casa Mario Di Carlo, al Lavoro Alessandra Tibaldi, al Bilancio Luigi Nieri e all'Ambiente Filiberto Zaratti, oltre che con i consiglieri del gruppo federato delle sinistre. "Stiamo chiedendo la riapertura di una discussione in merito alla legge. Ma dobbiamo constatare - conclude Peduzzi - come la giunta abbia svoltato a destra con l'apertura all'Udc, sia per il piano casa, sia ieri con la sostituzione di un Prc ai vertici Cotral, chiudendo la porta ai movimenti".


31 luglio 2009 - Roma Uno

Piano Casa: comitati lotta protestano davanti consiglio Regione Lazio

Roma - "La Regione Lazio deve istituire un fondo permanente per la costruzione di nuove case popolari che sia almeno del 2 per cento dell'intero bilancio regionale. Ciò, per costruire nuove case d'edilizia popolare o per recuperare immobili già presenti per la loro realizzazione". E' quanto chiedono i manifestanti dei comitati di lotta per la casa che da questa mattina stanno protestando all'ingresso del consiglio regionale del Lazio in via della Pisana. Si tratta di qualche centinaio di persone che, con striscioni e fischietti, sta esprimendo il proprio dissenso in merito al 'Piano casa' che la Regione Lazio vuol portare in consiglio regionale - spiegano - Oggi ci sarà la commissione congiunta Urbanistica e Casa: chiariranno in questa occasione tutti i loro disaccordi con un piano che andrà solo a favore dei costruttori".


31 luglio 2009 - Left

D&R
domanda e risposta Alfredo Bertocchi
di Federico Tulli
20090731_left.jpg (31485 byte)

Con l’approvazione del ddl sviluppo, oltre a riesumare un processo produttivo in materia di energia che tutte le economie stanno smantellando, il governo ha stabilito per l’Enea il passaggio da ente ad Agenzia per l’efficienza energetica, e il suo commissariamento entro 30 giorni dall’entrata in vigore della norma. Vale a dire entro fine agosto. «Le trasformazioni che colpiranno l’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente hanno alimentato un clima di estrema ingovernabilità che ha dirette ricadute sull’attività di ricerca», spiega a left l’ingegnere Alfredo Bertocchi del coordinamento nazionale dell’UsiRdb. A complicare la situazione c’è poi l’estrema incertezza su chi succederà all’attuale presidente Paganetto. Reo di aver dato un taglio netto col passato della precedente amministrazione - nella quale oltre allo sviluppo della scienza e di nuove tecnologie c’era un gran via vai di "poltrone"- Paganetto è inviso a una parte influente del Pdl. E quasi certamente non verrà confermato.
In tutto questo, ingegnere, che cosa accadrà ai progetti di ricerca che non rientrano nel campo del nucleare?
Premesso che come UsiRdb non siamo contrari all’Agenzia in quanto tale, dico che è grande il timore di vedere l’Enea trasformato in carrozzone dipuro stile ministeriale in cui la scienza diventa l’ultima delle priorità. Nessuno fino a oggi ci ha detto che fine farà tutta la ricerca "ambientale", quella sull’inquinamento, o quellabiologica. Da questo punto di vista vediamo un disegno ben preciso. Che è quello di mettere le mani su attività svolte in ambito pubblico per eliminarle completamente o per trasferirle verso il privato dopo averle smantellate.
L’Italia corre dritta verso il nucleare e lascia per strada la ricerca scientifica?
È una corsa alla cieca. In 20 anni senza nucleare chiunque era competente in questo campo si è dovuto riciclare. Come me molti altri ricercatori dell’Enea sono passati all’informatica, al risparmio energetico e così via. Tutte il sapere di un tempo si è inaridito. In tal senso il rilancio di questa fonte energetica è una bufala perché è basato sul nulla.
Un rilancio costoso...
Costoso per i contribuenti e remunerativo per i soliti pochi. Intanto le centrali verranno acquistate dai francesi chiavi in mano. Con loro sommo gaudio, visto che se ne vogliono liberare. E poi chi veramente farà l’affare saranno le imprese del cemento che si dovranno occupare della costruzione degli impianti. Senza contare che l’attuale produzione nazionale di energia copre ampiamente il fabbisogno di famiglie e imprese.

PIANO CASA
I COSTRUTTORI URLANO DI GIOIA
Dalla Legacoop agli imprenditori dell’Ance, dagli artigiani del Cna ai ricchi finanzieri. Il governo fa il pieno di consensi nel mondo della speculazione. Pronto a cementificare campagne e quartieri
di Daniele Nalbone

«E ti guadagni l’aldilà e puoi morire in odore di santità … fabbricando case». Era il 1978 quando Rino Gaetano cantava questa canzone. Oggi non sarebbe così tenero: allora di case popolari se ne costruivano. Ma questa è l’era Berlusconi, l’era dei pacchetti di legge per il rilancio del settore edilizio edulcorati dietro l’aulico nome di Piano casa. Centomila abitazioni in cinque anni. E giù applausi da parte di associazioni di costruttori, imprenditori, cooperative. Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture con delega all’Edilizia, ha spiegato a tg unificati, pochi minuti dopo l’approvazione del Piano casa, che «grazie all’iniziativa economica dei privati che potranno utilizzare aree di proprietà dei Comuni, si abbatteranno i costi per la costruzione di alloggi di edilizia popolare del 50 per cento». Immaginiamo l’urlo di gioia che avranno sentito i vicini di Luciano Caffini, presidente dell’Associazione cooperative di abitanti Legacoop, alla notizia. «Abbiamo un’opinione positiva del Piano casa - ha spiegato a caldo - ma il nostro giudizio è subordinato alla coerenza di tutti i livelli istituzionali». Chiaro l’avvertimento alle Regioni «alle quali è affidato un ruolo fondamentale, anche per un eventuale concorso con mezzi propri». Tradotto: aree e altri denari per una realtà, Legacoop, che registra un fatturato di 1 miliardo di euro, aggrega quasi mille cooperative per un numero totale di 300 mila alloggi e ha in cantiere un piano da 80mila nuove abitazioni. Per Paolo Buzzetti, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), il Piano casa «consentirà di soddisfare il bisogno di case in vendita e in affitto per le fasce più deboli e la riqualificazione di aree urbane che versano in stato di degrado». Degrado. Un concetto che potrebbe portare a scenari inquietanti, specie in zone urbane che l’Ance reputa molto interessanti. «Immaginiamo che si decida di abbattere i quartieri popolari più "degradati"», spiega Paolo di Vetta dell’Asia Rdb. «Grazie al premio di cubatura inserito dal governo Berlusconi, abbattendo i "mostri di cemento" costruiti negli anni Settanta si otterrebbero centinaia di migliaia di metri cubi di cemento in più. Locali da vendere sul libero mercato una volta riconsegnati gli appartamenti agli inquilini assegnatari». Perché quel "premio" tutto sarà meno che un "alloggio popolare". Gioia comprensibile. Come ovvia è la felicità mostrata da Alessandro Maruffi, presidente dell’Unione costruzioni della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (Cna), per il quale è «particolarmente interessante l’aspetto dell’ampliamento e della demolizione e ricostruzione degli edifici legata alla riqualificazione ambientale». Il motivo è facile da intuire: basti pensare al fatto che per ogni metro cubo abbattuto in un’area di particolare valore ambientale, ne verranno permessi due in un’altra zona. Certo, difficilmente, come ha ammesso l’assessore alla Casa della Regione Lazio, Mario Di Carlo, qualche costruttore accetterà di lasciare zone di particolare valore, come il litorale o zone dedicate a parco intorno alle metropoli, per "traslocare" gli immobili. «A meno che le istituzioni locali non concedano di edificare sulla aree agricole», spiegano movimenti e sindacati degli inquilini che lunedì sono stati ricevuti, dalla commissione Casa e urbanistica della Regione Lazio. Accolti da uno schieramento di forze dell’ordine stile G8. In tal caso a plaudire non sarebbero solo i "soliti" costruttori ma anche imprenditori più illustri. Un cognome per tutti: Benetton, il re di Maccarese. Ebbene, nell’area agricola di sua proprietà, la Maccarese spa, a due passi dall’hub di Fiumicino, l’imprenditore trevigiano, voce (e quota) grossa in Cai, ha già in cantiere il raddoppio dell’aeroporto con due nuove piste e una nuova aerostazione. Con il "Piano casa" ora potrà demolire i ruderi che sorgono sull’immenso terreno di sua proprietà e "raddoppiare" i metri cubi edificando così, immaginiamo, enormi alberghi. In pratica, fra le tante oscenità partorite dal Piano casa della Regione Lazio, c’è il rischio della cementificazione di Maccarese: «Fra piste, terminal e strutture ricettive» denuncia il comitato Fuoripista organizzato dagli abitanti della zona, «1.500 ettari di campagna coltivata, aziende agricole, casali, molti dei quali abitati, piccole imprese artigiane, strade bianche e addirittura vie d’acque comprese nel parco del litorale romano verranno distrutte». Ma il piano casa è anche "compensazioni", uno strumento, per la prima volta introdotto per legge: in caso di diniego all’edificazione su un’area vincolata, i costruttori vengono risarciti con la concessione di una quantità superiore di metri cubi in altre zone. Solo per lo stop a edificare 400mila metri cubi sancito dall’allora sindaco di Roma Veltroni, sul futuro parco di Tormarancia, ne stanno sorgendo, senza alcun controllo, oltre 3 milioni e mezzo in tutta la città. Esemplificativo il caso di un’area verde di 22 ettari tra via di Grottaperfetta e via Ballarin, che verrà inondata da 400mila metri cubi per far posto a 32 edifici in cui si riverseranno oltre 3.500 abitanti. Il tutto senza alcun intervento sulla viabilità. Ora che lo strumento compensativo sarà addirittura previsto dalla legge, chissà cosa potrà accadere.Tutto pronto quindi per una nuova colata di cemento che investirà il Paese. Ma a far rabbia «è il fatto che tutti questi proclami non porteranno alcun casa in affitto a prezzi sostenibili» commenta Franco Chiriaco, segretario del Sunia Cgil. L’unico stanziamento certo del decreto è infatti quello di 550 milioni dell’allora ministro della Solidarietà, Paolo Ferrero, al tempo del governo Prodi, e destinati al recupero e alla costruzione di 12mila alloggi. In pratica «Berlusconi spaccia per suo ciò che non è» denuncia Walter De Cesaris, segretario dell’Unione inquilini, «ma la cosa più grave è che nessuno gli chiede conto del perché abbia bloccato per due anni quel Piano straordinario per l’emergenza abitativa già approvato nei minimi particolari e finanziato dalla lotta all’evasione fiscale».

MANIFESTAZIONE
NO AL PONTE DI MESSINA

Messina - «Il ponte sullo Stretto verrà realizzato nei tempi stabiliti e i lavori si concluderanno entro il 2016». Ad affermarlo, in una dichiarazione congiunta, i ministri dell’Economia e delle Infrastrutture Giulio Tremonti e Altero Matteoli. Parole nette che mettono in allarme gli ecologisti di mezza Italia. Ma a tornare sul piede di guerra sono soprattutto le associazioni e i singoli cittadini che fanno capo alla Rete No ponte. Un movimento vasto ed eterogeneo che si riorganizza proprio in questi giorni e si dà appuntamento l’8 agosto, a Messina, per una manifestazione nazionale. Obiettivo: far saltare un progetto ritenuto inutile e dannoso, in un’area ad altissimo rischio sismico e povera dal punto di vista delle infrastrutture primarie. «La costruzione del ponte sullo Stretto, al di là del portato di distruzione di un’area paesaggisticamente straordinaria e di importanza unica dal punto di vista naturalistico - si legge sul comunicato della Rete No ponte - non ha alcuna logica dal punto di vista logistico ed economico. Tutti gli studi condotti negli ultimi anni, infatti, a partire da quelli degli advisor ingaggiati dal governo italiano, indicano negli alti tassi di crescita del Meridione (almeno il 3,8 per cento) la condizione perché il ponte possa essere seppur minimamente profittevole. A tali tassi corrisponderebbe infatti un incremento dei transiti tale da indurre introiti che giustificherebbero economicamente l’opera».(r.v.)


31 luglio 2009 - Il Manifesto

VIGILI DEL FUOCO. TURNI SENZA LIMITI CONTRO LE REGOLE

«In tutti i Comandi dei Vigili del fuoco si costringono i lavoratori a turni insostenibili e in violazione delle norme contrattuali». La denuncia arriva da Antonio Jiritano, della RdB-Cub. Secondo il sindacato, «vengono richieste 24 ore consecutive senza riposo, rispetto a un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo. Ancor più grave la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro viene obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, a ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate. Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti viene sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio».


31 luglio 2009 - Il Gazzettino

Venezia. Una difesa di Alilaguna, sotto accusa in questi giorni...

Venezia - Una difesa di Alilaguna, sotto accusa in questi giorni per la concorrenza che farebbe ad Actv al Tronchetto, anche grazie all’utilizzo degli ex intromettitori abusivi, denunciata nei giorni scorsi sia da Rdb-Cub che dalla Uil. Non la pensa così Paolo Bonafè, che siede nel Consiglio d’amministrazione di Actv e pure in quello di Alilaguna. "Alilaguna è una società privata, della quale Actv detiene solo un 30% del pacchetto azionario, traendo indiscutibili vantaggi da questa compartecipazione azionaria. Perché Alilaguna è una società sana, che chiude da anni i propri bilanci in attivo. Quest’anno, esercizio 2008, il bilancio si è chiuso con un utile di esercizio pari a 506.329,35 euro, dei quali ben 300.000,00 andranno a dividendo tra i soci, di cui un 30% ad Actv. Inoltre va ricordato che, nei primi sei mesi dell’anno, Actv, tramite la biglietteria Alilaguna del Tronchetto, ha introiettato ben 346.613,50 euro". Bonafè ricorda la recente polemica di Actv verso Alilaguna per l’"aumento del numero di toccate al Tronchetto (due all’ora rispetto alla toccata singola oraria stabilità dagli accordi di servizio), ma questo momento di crisi, nel rapporto fra le due aziende, è stata ricondotto, grazie all’opera di mediazione dell’amministrazione, nei binari della corretta collaborazione. L’accordo commerciale raggiunto, prevede che l’aumento delle toccate dei mezzi di Alilaguna sul Tronchetto, sarà effettuabile solo nel periodo 1 agosto-30 settembre: allo scopo è stata promossa una forma di integrazione tariffaria, con la creazione di un unico titolo di viaggio per i collegamenti tra Tronchetto e San Marco (via canale della Giudecca). Le tariffe di tale biglietto integrato sono: di 6,50 euro di corsa semplice (dei quali 1,00 euro va al Comune) e di 12,00 euro per l’andata e ritorno (dei quali 2,00 euro vanno al Comune). Questo biglietto consente il tragitto tra Tronchetto e San Marco utilizzando indifferentemente i mezzi Actv (linea 2) o i mezzi Alilaguna. Questa strategia permette di vendere un maggior numero di biglietti visto che, alla rete di vendita di Vela, si sono aggiunte le biglietterie di Alilaguna: i biglietti sono esclusivamente di tipo cartaceo e i loro proventi vengono ripartiti tra le due aziende". Una "sinergia" di sicura efficacia, per Bonafè. E la "controprova" sarebbe proprio l’"attacco "mediatico", operato in questi giorni da operatori privati. Ricordo che una maggiore presenza al Tronchetto sia di Actv che di Alilaguna, risponde alla esigenza che ha il Comune di risanamento della situazione di abusivismo che caratterizza quell’area, garantendo una corretta politica dei flussi turistici".
      Il consigliere difende anche gli ex abusivi. "Per quanto concerne l’uso di personale "esperto" da parte di Alilaguna, questo rientra nella strategia commerciale di una società privata, che opera nel mercato turistico. Se questo personale rispetta il regolamento, che disciplina la condotta delle risorse umane di Alilaguna, non emergono elementi di scandalo, visto che questa scelta garantisce un maggior introito alle casse delle due aziende. Il mercato turistico veneziano patisce, da oltre un anno, delle ricadute della crisi economica, che comporta un minor afflusso turistico in città: sebbene i dati dei primi mesi estivi ci confortino, segnalando un miglioramento del trend, le aziende sono chiamate ad incrementare la propria politica di marketing. I circa 25.000 passaggi di attraversamento giornalieri sul Ponte delle Costituzione (Calatrava), che rappresentano minori introiti per ACTV, o la crisi che porta le persone ad andare a piedi, piuttosto che a utilizzare i vaporetti, sono indicatori della necessità di trovare nuove forme di incentivazione all’uso dei mezzi pubblici. In quest’ottica, Actv ha presentato in questi giorni al Comune una serie di proposte, riferite alla rimodulazione dei titoli di viaggio, nell’indirizzo della semplificazione delle tariffe. Personalmente avanzerei due ulteriori proposte, quali quella di un titolo di viaggio "famiglia", che preveda uno sconto del 25% sul totale previsto, per una famiglia di almeno 4 persone, e biglietti turistici "prepagati", imbustati uno ad uno e con allegata la relativa ricevuta di pagamento, così da eliminare le lunghe code, che purtroppo si presentano quotidianamente alle biglietterie dei principali accessi cittadini e che penalizzano così anche noi residenti".
      L’ultimo appunto è sui controlli. "É pur vero che Actv ha il più basso indice di evasione del paese, ma ritengo si debba trovare un accordo di sinergia coi lavoratori e con i loro rappresentanti sindacali, affinché tutto il personale impiegato nei servizi di navigazione ed extraurbano sia impegnato in un’opera di costante verifica e vendita dei titoli di viaggio "a bordo", in modo da integrare l’azione delle biglietterie e dei verificatori aziendali e offrire un servizio alla clientela. Questo anche in considerazione dei vantaggi economici che questo personale ha in ordine all’aggio sul valore del titolo di viaggio venduto".


31 luglio 2009 - Uno Notizie

TUSCIA, VIGILI DEL FUOCO OBBLIGATI A LAVORARE SENZA RIPOSO
sotto disciplina e senzionato chi si rifiuta

VITERBO (UnoNotizie.it) - In tutti i Comandi dei Vigili del Fuoco d’Italia si costringono i lavoratori a turni insostenibili ed in violazione delle norme contrattuali; vengono, infatti, richieste 24 ore di lavoro consecutive rispetto ad un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo, dichiara Emiliano SALCINI delle RdB Vigili del Fuoco di Viterbo. Ancor più grave la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro è obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, ad ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate. Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti è sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio. - Cosa si pretende da noi? Dobbiamo forse morire di fatica?-, denuncia Emiliano SALCINI, - Non solo dobbiamo garantire la partenza da tutta Italia per le zone terremotate, fare fronte a mezzo paese in fiamme, ma subire anche le determinazioni del Ministero dell’Interno che, complici alcuni dirigenti carrieristi, manda i lavoratori sotto Consiglio di Disciplina perché non ce la fanno fisicamente a lavorare per 24 ore continuative. Questa gravissima imposizione non solo arriva dopo un periodo di enorme sforzo per il personale, (terremoto, disastro di Viareggio, avvio della campagna antincendio), ma non è in alcun modo giustificabile e deriva solo dalla mancata volontà di rafforzare un organico che richiederebbe nuove assunzioni. Per trovare una soluzione che interrompa questa vessazione nei confronti dei lavoratori la RdB-CUB si è rivolta immediatamente al Ministro Maroni, certo è che finora il Ministro ed il Governo non si sono distinti per tenace attenzione ai problemi del soccorso nel paese ed ai vigili del fuoco, Per finire poi con ulteriori aggravi della situazione nella nostra Provincia, conclude SALCINI, perchè se andiamo nello specifico, attualmente il problema mezzi di soccorso è divenuto insostenibile, ci riferiamo alla mancanza di autoscale in tutto il territorio provinciale, di due, una è in missione a L'Aquila, mentre l'altra è fuori servizio. Speriamo vivamente per la popolazione Viterbese che non succeda nulla in questi giorni. Se succede qualcosa di importante ne dovremmo aspettare una da un comando vicino, (Roma, Terni, Grosseto...), altro che presidi acquatici sbandierati dall’Assessore Provinciale Rizzello, provi anche lui a riflettere su questa situazione, insieme a tutti gli amministratori locali.


31 luglio 2009 - Viterbo Oggi

Sanità, lunedì riunione con la Regione sul piano di riorganizzazione ospedaliera
Mazzoli: "E in mattinata incontro con i sindaci e i sindacati"

Viterbo - "Avevamo chiesto un incontro con la Regione per discutere della proposta sul piano di riorganizzazione della rete ospedaliera del Lazio è così sarà". Così il presidente Alessandro Mazzoli sulla convocazione ricevuta questa mattina dal presidente Piero Marrazzo proprio sul tema. L’incontro si terrà lunedì 3 agosto alle 16 nella sala Aniene della Regione Lazio. "Ho ritenuto importante – dice Mazzoli – convocare in Provincia, prima di affrontare la riunione in Regione, anche tutti i sindacati del comparto sanità e i sindaci della dei comuni coinvolti dal piano di riorganizzazione per avere anche con loro un confronto preliminare. Quindi lunedì mattina, prima di andare a discutere con la Regione, incontrerò i sindaci e le organizzazioni sindacali per chiarire la situazione e trovare una posizione unitaria e concordata con tutto il territorio". L’incontro, a cui sono stati invitati i sindaci dei Comuni di Acquapendente, Civita Castellana, Montefiascone, Tarquinia, Viterbo, Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Fps, Fials, Fsi, Ugl, Csa e Rdb, si terrà alle 10.30 presso gli uffici della Presidenza di Palazzo Gentili. "Avevamo auspicato un passo indietro - conclude il presidente Mazzoli - e un confronto con il territorio per capire le reali esigenze, credo che la riunione di lunedì vada proprio in questa direzione. La sanità viterbese ha già pagato un prezzo molto alto, dobbiamo quindi impegnarci per evitare ulteriori tagli".

"Vigili del fuoco costretti a lavorare senza riposo"
La denuncia di RdB CUB Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo:
"In tutti i Comandi dei Vigili del Fuoco d’Italia si costringono i lavoratori a turni insostenibili ed in violazione delle norme contrattuali; vengono, infatti, richieste 24 ore di lavoro consecutive rispetto ad un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo, dichiara Emiliano SALCINI delle RdB Vigili del Fuoco di Viterbo. Ancor più grave la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro è obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, ad ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate. Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti è sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio. "Cosa si pretende da noi? Dobbiamo forse morire di fatica? - denuncia Emiliano SALCINI - Non solo dobbiamo garantire la partenza da tutta Italia per le zone terremotate, fare fronte a mezzo paese in fiamme, ma subire anche le determinazioni del Ministero dell’Interno che, complici alcuni dirigenti carrieristi, manda i lavoratori sotto Consiglio di Disciplina perché non ce la fanno fisicamente a lavorare per 24 ore continuative. Questa gravissima imposizione non solo arriva dopo un periodo di enorme sforzo per il personale, (terremoto, disastro di Viareggio, avvio della campagna antincendio), ma non è in alcun modo giustificabile e deriva solo dalla mancata volontà di rafforzare un organico che richiederebbe nuove assunzioni. Per trovare una soluzione che interrompa questa vessazione nei confronti dei lavoratori la RdB-CUB si è rivolta immediatamente al Ministro Maroni, certo è che finora il Ministro ed il Governo non si sono distinti per tenace attenzione ai problemi del soccorso nel paese ed ai vigili del fuoco, Per finire poi con ulteriori aggravi della situazione nella nostra Provincia, conclude SALCINI, perchè se andiamo nello specifico, attualmente il problema mezzi di soccorso è divenuto insostenibile, ci riferiamo alla mancanza di autoscale in tutto il territorio provinciale, di due, una è in missione a l'Aquila, mentre l'altra è fuori servizio. Speriamo vivamente per la popolazione Viterbese che non succeda nulla in questi giorni. Se succede qualcosa di importante ne dovremmo aspettare una da un comando vicino, ( Roma, Terni, Grosseto….), altro che presidi acquatici sbandierati dall’Assessore Provinciale Rizzello, provi anche lui a riflettere su questa situazione, insieme a tutti gli amministratori locali".
RdB CUB Viterbo - Emiliano SALCINI


31 luglio 2009 - Il Mattino di Padova

Centro Riciclo recluta lavoratori di altre coop. Operai MyLog adirati
I 90 dipendenti in lotta temono di essere sostituiti e con Adl e Cgil proclamano un’altra occupazione
di Francesca Segato

MONSELICE - Ancora momenti di tensione ieri mattina al Centro Riciclo. I lavoratori dell’impianto, gestito sinora dalla MyLog del consorzio Team Service, ieri si sono trovati davanti a un gruppo di 12 lavoratori stranieri provenienti da un altro stabilimento. Un brutto segnale per i 90 dipendenti della Mylog. Si teme che la nuova cooperativa, che dovrebbe subentrare al Crm, li lasci tutti a casa per sostituirli con personale di altri stabilimenti. Intanto l’unica certezza è che oggi scade il termine per l’appalto alla Mylog. Il che significa licenziamento e zero prospettive per i lavoratori del centro di smistamento dei rifiuti. I 90 lavoratori sono passati all’assemblea permanente. Gianni Boetto, sindacalista Adl: «Ieri hanno fatto arrivare un gruppo di lavoratori stranieri, per farli entrare al posto delle maestranze della MyLog. Le stesse persone sono poi ritornate nel pomeriggio. La cooperativa subentrante ha già annunciato di voler far entrare una cinquantina dei loro al Crm, lasciando fuori le 90 persone che lavorano qui da anni». A sostenere la battaglia dei 90 ieri è giunto al Crm il sindacalista Paolo Tollio, della Cgil. Poi nuova occupazione dell’impianto. In attesa di risposte. «L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del Crm, a fronte di un atteggiamento provocatorio del Consorzio che dovrebbe subentrare dal 10 di agosto, ha deciso di passare dallo sciopero all’assemblea permanente per ottenere quanto richiesto - recita una nota di Adl e Cgil - e cioè un incontro chiarificatorio che serva a dare indicazioni sul futuro della novantina di lavoratrici e lavoratori Crm».


31 luglio 2009 - La Provincia di Cremona

Fondazione Sospiro. Un dipendente avrebbe maltrattato un paziente
Licenziamento con sciopero
di Simone Biazzi

SOSPIRO — Il sindacato autonomo Rdb (Rappresentanze Sindacali di Base), senza l’appoggio delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, minaccia lo sciopero dei dipendenti impiegati nel reparto disabili di Fondazione dalla Cooperativa Sociale Sentiero di Cremona. La diatriba tra sindacato e cooperativa nasce in seguito ai provvedimenti presi nei giorni scorsi nei confronti di uno dei dipendenti, che secondo la ricostruzione della coop si sarebbe reso protagonista di un episodio di violenza ai danni di un paziente. L’operatore ha ricevuto un addebito ed è partita la procedura di ‘licenziamento per giusta causa’. La cooperativa sta anche valutando di denunciare il dipendente. Il sindacato Rdb lo definisce un ‘comportamento antisindacale’ e ha chiesto un incontro in prefettura, che si è svolto alla presenza del vice prefetto Emilia Giordano, del sindacalista Rdb Gianfranco Bignamini, del presidente della coop Nicoletta Silva e del direttore generale di Fondazione Massimo Placchi. Il sindacato ha chiesto il reintegro del lavoratore e ha mosso altre accuse alla cooperativa: «Disposizioni non adeguate in materia di sicurezza, mancato pagamento degli straordinari e corsi di formazione professionale non sufficienti». «L’incontro non ha portato alla conciliazione sperata — spiega Bignamini —, quindi il 7 agosto daremo vita ad un presidio davanti all’istituto, poi organizzeremo assemblee con i lavoratori e dopo la metà di agosto, se la cooperativa non farà un passo indietro, promuoveremo una giornata di sciopero». Le altre sigle sindacali si dissociano completamente: sia Roberto Dusi della Cisl che Monica Vangi della Cgil, infatti, confermano «I buoni rapporti e le trattative costruttive con la cooperativa Sentiero». La presidentessa della coop Nicoletta Silva chiarisce la propria posizione: «Sul procedimento nei confronti del dipendente non possiamo, né vogliamo, fare marcia indietro, perché in casi come questo vanno seguite procedure ben precise. Per quanto riguarda un’eventuale denuncia occorre valutare assieme a tutto il consiglio della cooperativa. Per quanto riguarda gli altri problemi sollevati, oltre ad essere stati esposti in modo generico, non mi sembra neppure che sussistano, non a caso i rapporti con gli altri organi sindacali sono positivi. Va chiarito comunque che i nostri lavoratori iscritti al sindacato Rdb sono solo due, tra cui l’operatore a cui abbiamo indirizzato l’addebito, che fra l’altro è passato a quella sigla sindacale solo dopo l’episodio in questione». Durante l’incontro in prefettura Placchi ha dichiarato che Fondazione non vuole «Essere coinvolta in procedure che attengono a controversie sindacali riguardanti singole persone».


30 luglio 2009 - Apcom

Vigili del fuoco/ Rdb: obbligati a lavorare senza riposo
"Ministro Maroni trovi soluzione ai problemi"

(Apcom) In tutti i Comandi dei Vigili del Fuoco d'Italia si "costringono i lavoratori a turni insostenibili ed in violazione delle norme contrattuali. Vengono infatti richieste 24 ore consecutive senza risposo, rispetto ad un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo". Cosa si pretende da noi? Dobbiamo forse morire di fatica?". E' quanto denuncia Antonio Jiritano, della direzione nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego. Ancor più grave - secondo Jiritano - la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: "dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro viene obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, ad ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate". Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti viene sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio. "Non solo dobbiamo garantire la partenza da tutta Italia per le zone terremotate, fare fronte a mezzo paese in fiamme, ma - continua Jiritano - subire anche le determinazioni del Ministero dell'Interno che, complici alcuni dirigenti carrieristi, manda i lavoratori sotto Consiglio di Disciplina perché non ce la fanno fisicamente a lavorare per 24 ore continuative". "Questa gravissima imposizione - prosegue Jiritano - non solo arriva dopo un periodo di enorme sforzo per il personale (terremoto, disastro di Viareggio, avvio della campagna antincendio), ma adesso non è in alcun modo giustificabile e deriva solo dalla mancata volontà di rafforzare un organico carente che richiederebbe nuove assunzioni". "Per trovare una soluzione che interrompa questa vessazione nei confronti dei lavoratori la RdB-CUB si è rivolta immediatamente al Ministro Maroni. Certo è che finora il Ministro ed il Governo non si sono distinti per tenace attenzione ai problemi del soccorso nel paese ed ai vigili del fuoco", conclude il dirigente RdB-CUB P.I.


30 luglio 2009 - Omniroma

COMUNE, RDB-CUB: «IN ASSESTAMENTO MENO ANNUNCI E PIÙ SERVIZI»

(OMNIROMA) Roma, 30 lug - «All'avvio della discussione in Consiglio Comunale sulla manovra di assestamento di bilancio la RdB-CUB ha scritto al sindaco di Roma, all'assessore al Bilancio, e a tutti i consiglieri per chiedere interventi rivolti a potenziare l'offerta dei servizi pubblici, a partire dai nidi comunali, nel rispetto di quanto approvato dal Consiglio stesso dopo lo sciopero attuato dalla RdB lo scorso 18 maggio». Lo comunica il sindaco con una nota. «La notizia di uno stanziamento di 18 milioni di euro per i nidi purtroppo non è veritiera, in quanto si tratta di una cifra che viene destinata a tutto il settore Scuola e non solo ai nidi - dice Roberto Betti, rappresentante RdB al Comune di Roma - Meglio sarebbe se si ripristinassero le unità d'organico tolte dai nidi in virtù degli accordi a perdere firmati da Veltroni con Cgil, Cisl e Uil». «Non sono state previste risorse adeguate per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro recentemente firmato - prosegue Betti - né soldi per nuove assunzioni o per la definitiva assunzione dei precari. Del tutto anacronistico appare poi il buono pasto per i dipendenti comunali a 5,25 euro» . «A giudicare dai fatti, riteniamo che questa amministrazione proceda a colpi di annunci pubblicitari cui però non seguono azioni conseguenti - aggiunge il rappresentate RdB - come ad esempio nel caso dell'armamento dei vigili urbani: mezzo milione di euro se ne va per armi che più della metà dei vigili non userà, mentre queste risorse potrebbero più utilmente essere impegnate per migliorare le condizioni di lavoro di chi opera in strada. I 500 milioni di Euro garantiti annualmente dal Governo siano invece utilizzati per potenziare i servizi investendo prioritariamente sul personale comunale».


30 luglio 2009 - Agipress

Vigili del fuoco obbligati a fare gli straordinari?

In tutti i Comandi dei Vigili del Fuoco d’Italia si costringono i lavoratori a turni insostenibili ed in violazione delle norme contrattuali. Vengono infatti richieste 24 ore consecutive senza risposo, rispetto ad un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo. Ancor più grave la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro viene obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, ad ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate. Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti viene sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio. "Cosa si pretende da noi? Dobbiamo forse morire di fatica?", denuncia Antonio Jiritano, della direzione nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego. "Non solo dobbiamo garantire la partenza da tutta Italia per le zone terremotate, fare fronte a mezzo paese in fiamme, ma subire anche le determinazioni del Ministero dell’Interno che, complici alcuni dirigenti carrieristi, manda i lavoratori sotto Consiglio di Disciplina perché non ce la fanno fisicamente a lavorare per 24 ore continuative". "Questa gravissima imposizione - prosegue Jiritano - non solo arriva dopo un periodo di enorme sforzo per il personale (terremoto, disastro di Viareggio, avvio della campagna antincendio), ma adesso non è in alcun modo giustificabile e deriva solo dalla mancata volontà di rafforzare un organico carente che richiederebbe nuove assunzioni". "Per trovare una soluzione che interrompa questa vessazione nei confronti dei lavoratori la RdB-CUB si è rivolta immediatamente al Ministro Maroni. Certo è che finora il Ministro ed il Governo non si sono distinti per tenace attenzione ai problemi del soccorso nel paese ed ai vigili del fuoco", conclude il dirigente RdB-CUB P.I.


30 luglio 2009 - Julie news

Vigili del Fuoco: protestano i sindacati per i turni massacranti

In tutti i Comandi dei Vigili del Fuoco d’Italia si costringono i lavoratori a turni insostenibili ed in violazione delle norme contrattuali. Vengono infatti richieste 24 ore consecutive senza risposo, rispetto ad un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo. Ancor più grave la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro viene obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, ad ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate. Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti viene sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio. "Cosa si pretende da noi? Dobbiamo forse morire di fatica?", denuncia Antonio Jiritano, della direzione nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego. "Non solo dobbiamo garantire la partenza da tutta Italia per le zone terremotate, fare fronte a mezzo paese in fiamme, ma subire anche le determinazioni del Ministero dell’Interno che, complici alcuni dirigenti carrieristi, manda i lavoratori sotto Consiglio di Disciplina perché non ce la fanno fisicamente a lavorare per 24 ore continuative". "Questa gravissima imposizione - prosegue Jiritano - non solo arriva dopo un periodo di enorme sforzo per il personale (terremoto, disastro di Viareggio, avvio della campagna antincendio), ma adesso non è in alcun modo giustificabile e deriva solo dalla mancata volontà di rafforzare un organico carente che richiederebbe nuove assunzioni". "Per trovare una soluzione che interrompa questa vessazione nei confronti dei lavoratori la RdB-CUB si è rivolta immediatamente al Ministro Maroni. Certo è che finora il Ministro ed il Governo non si sono distinti per tenace attenzione ai problemi del soccorso nel paese ed ai vigili del fuoco", conclude il dirigente RdB-CUB P.I.


30 luglio 2009 - Sicilia Informazione

Denuncia dei sindacati: "Vigili del fuoco obbligati a lavorare senza riposo"

"In tutti i Comandi dei Vigili del Fuoco d’Italia si costringono i lavoratori a turni insostenibili ed in violazione delle norme contrattuali". La denuncia arriva dai sindacati di base, RdB-CUB. "Vengono infatti richieste 24 ore consecutive senza risposo, - si legge in un comunicato - rispetto ad un orario ordinario articolato in 12 ore lavorative seguite da 24 di riposo, altre 12 lavorative con 48 di riposo". "Ancor più grave – fanno sapere ancora - la condizione del personale che si trova nelle zone terremotate: dopo una giornata intera di 16 ore di lavoro viene obbligato nelle restanti 8 ore notturne, che dovrebbero servire per un normale recupero psicofisico, ad ulteriori interventi di soccorso legati alla campagna antincendio, per poi riprendere a lavorare la mattina dopo per il ripristino dei beni nelle zone terremotate. Chi si rifiuta di sostenere questi turni massacranti viene sottoposto a Consiglio di Disciplina e subisce trattenute sullo stipendio". Per trovare una soluzione a questo problema la RdB-CUB si è rivolta al ministro dell’Interno, Roberto Maroni.


30 luglio 2009 - L'Unione Sarda

emergenza case La protesta degli abusivi
Alloggi popolari «La Regione sospenda gli sfratti»
di NICOLA PERROTTI

Cagliari - Una sanatoria per chiedere il blocco degli sfratti: l'impegno a presentare un ordine del giorno arriva da alcuni consiglieri regionali di maggioranza e opposizione che ieri hanno incontrato una delegazione di inquilini abusivi. Vivono negli alloggi popolari dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa (Area) che si trovano a Sant'Elia, San Michele, Is Mirrionis, ma anche in altri rioni della città: ieri un gruppo (circa 100 persone) ha manifestato davanti alla sede del Consiglio regionale per chiedere di continuare a vivere in quelle case nonostante gli sfratti. In caso contrario le loro famiglie finirebbero sulla strada: situazione che, secondo l'Asia-Rdb che ha organizzato la protesta, è una grave emergenza sociale pronta a esplodere.
LA SANATORIA Durante l'incontro, l'Associazione inquilini e assegnatari dell'Rdb ha consegnato ai rappresentanti dell'assemblea regionale (tra i quali Pierpaolo Vargiu dei Riformatori e Luciano Uras dei Comunisti) una proposta di legge per riorganizzare il settore dell'edilizia pubblica. Al primo punto una sanatoria che prevede la sospensione degli sfratti o la sistemazione provvisoria degli abusivi in altre case: questo in attesa che la Regione realizzi almeno diecimila nuovi alloggi. Per farlo, secondo la proposta, dovrebbe stanziare in bilancio almeno 100 milioni, contro i circa 80 previsti. «Chiediamo anche un innalzamento del limite di reddito per l'accesso all'edilizia abitativa pubblica, che dal primo gennaio 2010 dovrebbe essere di 20 mila euro, una somma più commisurata al costo della vita, che negli ultimi anni è cresciuto a dismisura», ha sottolineato il coordinatore regionale dell'Rdb Enrico Rubiu. Tra gli altri punti anche il blocco dei canoni di affitto, l'approvazione di un Piano triennale di edilizia residenziale pubblica e di un documento sui fabbisogni abitativi dei Comuni della Sardegna.


30 luglio 2009 - Corriere di Bologna

Proteste. Il leader del sindacato Betti: «Via il segreto di stato».
Mucignat (Tpo): «Programma da cambiare»
Le Rdb in piazza. Per voltare le spalle «Contesteremo chiunque venga da Roma»
Centri sociali a casa, controcorteo verso la Bolognina dell’Assemblea antifascista. Il precedente Un anno fa durante la commemorazione le Rdb contestarono il ministro Rotondi
di Alessandro Mantovani

Bologna - I militanti delle Rappresentanze sindacali di base volteranno le spalle al palco quando inizierà a parlare il rappresentante del governo. «Chiunque venga non farà differenza — spiega Massimo Betti, leader cittadino delle Rdb —. Nessun governo, tanto meno questo, ha fatto il possibile per togliere il segreto di Stato sulle stragi. E questo basta e avanza per voltare le spalle. Non abbiamo fatto sconti ai governi di centrosinistra, non ne faremo di certo al centrodestra ». Le ragioni per contestare non mancano, dal punto di vista del sindacalismo di base: «Anche quest’anno, a una settimana o due dal 2 agosto, sono ricominciati i depistaggi, hanno fatto uscire notizie che mettono in dubbio la matrice fascista della strage — dice Betti — È il solito rituale... Una volta Carlos, una volta i palestinesi ». Il riferimento è all’inchiesta bis di cui i giornali hanno parlato anche negli ultimi giorni, che sta verificando eventuali responsabilità del gruppo del terrorista venezuelano Ilich Ramirez Sanchez detto «Carlos lo Sciacallo» sulla base di quanto emerse nel 2005 nella commissione parlamentare Mitrokhin. «Pensino piuttosto a togliere il segreto di Stato», insiste Betti.
A Bologna le Rdb hanno il loro peso, specie nel pubblico impiego, ma la loro non sarà l’unica contestazione. C’è anche quella dell’Assemblea antifascista permanente, che invita a lasciare la piazza ancora prima degli interventi del sindaco Flavio Delbono e del ministro designato, al suono della sirena che precede il minuto di silenzio, nell’ora in cui la bomba scoppiò. «Invitiamo le donne e gli uomini che considerano la memoria e l’antifascismo valori etici irrinunciabili a lasciare, dopo il suono della sirena alle 10.25, il piazzale della stazione e proseguire con noi nel 'corteo della memoria' verso piazza dell’Unità», si legge nell’appello dell’Assemblea. Ci saranno anche il circolo Arci Iqbal Masih di via della Barca e gli anarchici del circolo Berneri, ma per il resto la galassia antagonista e no global diserterà l’appuntamento. Sarà che cade di domenica, sarà che gli antagonisti non sembrano al massimo del loro splendore, ma insomma non ci sarà il centro sociale Crash, non si annunciano presenze significative dei collettivi universitari né dell’area che fa capo a Valerio Monteventi e a Bologna città libera. «Non c’è niente di organizzato », dice Domenico «Meco» Mucignat, uno dei leader degli ex disobbedienti del Tpo. E il suo compagno Gianmarco De Pieri: «Non sappiamo chi verrà per il governo, un conto sarebbe Maroni, un conto Tremonti, un conto Rotondi... Ma al di là di questo, forse è il momento di modificare la cerimonia del 2 agosto e di ricordare diversamente la strage».
Il programma invece sarà lo stesso degli altri anni. Prevede il corteo ufficiale da piazza Maggiore lungo via Indipendenza e fino alla stazione, con partenza alle 9. Poco dopo le 10 in piazza delle Medaglie d’Oro, davanti alla lapide che ricorda gli 85 morti della strage «fascista», parlerà Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime. Quindi Delbono e il rappresentante che il governo non ha ancora indicato.


30 luglio 2009 - Leggo

Milano. No al trasferimento dell’Istituto nazionale dei tumori...

Milano - No al trasferimento dell’Istituto nazionale dei tumori (Int) in via Amadeo. Ieri diverse rappresentanze sindacali della sanità e della ricerca hanno protestato davanti al Pirellone (foto) contro il trasferimento dell’Istituto nella futura Città della salute, polo che entro il 2015 concenterà in un’unica struttura anche gli ospedali Sacco e Besta. Proprio ieri doveva aprire i battenti l’AmadeoLab, il nuovo laboratorio Int, ma l’inaugurazione è stata rimandata alla fine del 2009.
Durante il presidio è stato distribuito un volantino in cui si chiedono al presidente della Regione Roberto Formigoni «a che serve il progetto di Città della salute», visto che «il progetto di trasferimento non risponde a nessuna logica razionale ma piuttosto al tentativo di disgregare un polo oncologico pubblico di eccellenza a tutto vantaggio di operatori privati concorrenti come il San Raffaele, non a caso in zona». Contro il trasferimento anche l’Rdb-Cub sanità, secondo cui all’Int «l’88% del personale ha già espresso con un referendum la sua contrarietà e più di 100 mila pazienti hanno firmato contro la privatizzazione e contro il trasferimento».(M.Dem.)


30 luglio 2009 - Il Mattino di Padova

CRM MONSELICE
Boetto protesta «Futuro incerto per 90 lavoratori»

MONSELICE - «Mancano ormai due giorni alla cessazione dell’appalto di Mylog con Crm e a tutt’oggi nulla si sa sul futuro delle 90 persone che lavorano al centro riciclo di Monselice». L’allarme lanciato dall’Associazione difesa lavoratori (Adl) sembra caduto finora nel vuoto. Il blocco al Crm continua. «Vi sono stati colloqui telefonici con il responsabile del centro per l’impiego di Padova e il presunto nuovo subentrante al Crm - ricostruisce Gianni Boetto, dell’Adl - ma nulla hanno chiarito. Dovrebbe esserci stato un incontro "clandestino" in prefettura e il nuovo consorzio Egalo dovrebbe convocare i rappresentanti dei lavoratori. Siamo in presenza di una strategia per sfiancare i lavoratori e fare piazza pulita delle forme di organizzazione sindacale da loro scelte».(fr.s.)


30 luglio 2009 - La Nuova Sardegna

Emergenza sfratti. Manifestazione in Consiglio regionale dell’Associazione inquilini e assegnatari
Troppi cinquemila appartamenti sfitti
«I proprietari di casa non possono continuare a tenerli vuoti: è assurdo» Messi alla porta da Area perché occupavano le case già assegnate

CAGLIARI - Negli ultimi anni in molti hanno pagato canoni di locazione e condominio, eppure devono andarsene. Sfrattati perché abusivi e quel che è peggio: lasciati senza un’alternativa. Gli sfrattati dalle case popolari hanno manifestato ieri sotto il Consiglio regionale.
Erano una cinquantina, in piazza, ma sono molti di più quelli che negli ultimi tempi hanno ricevuto da Area (ex Iacp) l’avviso di sfratto perché hanno occupato una casa che non gli spettava. ‹‹A Cagliari - dice Enrico Rubiu, dell’Associazione inquilini e assegnatari-Rdb - le lettere di sfratto sono 400››. Numeri che la dicono lunga sulla dimensione dell’emergenza, per la quale, va avanti Rubiu, la Sardegna vanta il triste primato in Italia: ‹‹Con il 91 per cento di sfratti eseguiti per morosità, siamo al primo posto››. Eppure le soluzioni ci sono: alcune sono contenute nella proposta di legge consegnata ieri ai capigruppo in Consiglio regionale, e presentata la settimana scorsa ai responsabili di Area e all’assessore ai Lavori pubblici, Angelo Carta. ‹‹Proponiamo il recupero di edifici dismessi come scuole, vecchie caserme, edifici comunali - dice l’esponente sindacale - Perché ciò che è veramente importante non sono nuove volumetrie, ma il recupero dell’esistente››. L’appunto è anche una critica al Piano casa di prossima discussione, e invita pure a prendere in considerazione l’esistente. ‹‹Solo a Cagliari ci sono 5.800 alloggi sfitti - va avanti Enrico Rubiu - Se fossero utilizzati per rimediare all’emergenza casa non solo risolverebbero il problema di chi oggi si sente buttato in mezzo alla strada, ma contribuirebbero a calmierare il mercato››. La protesta degli sfrattati un primo mezzo risultato lo ha ottenuto: i consiglieri regionali si sono impegnati a congelare la questione sino a ottobre, forse novembre, quando sarà discusso proprio il Piano casa. In Sardegna sono più di 300 le famiglie colpite dalle procedure di sfratto avviate a luglio a Cagliari, Sassari e Nuoro.


30 luglio 2009 - Il Giornale

Formigoni: «Vanno puniti fannulloni e spreconi della sanità»
Il presidente lombardo si batte contro i tagli dei finanziamenti pubblici
e difende le strutture che funzionano bene
di Marisa De Moliner

Milano - Formigoni è contro i tagli. Sia quelli di nastro per inaugurazioni «taroccate», sia quelli statali alla ricerca degli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico. Il governatore non ha voluto inaugurare Amadeolab, il centro dell'Istituto Nazionale dei Tumori, che ospiterà la banca virtuale di materiale biologico, perché è stata ultimata soltanto la ristrutturazione della palazzina.
La nuova struttura sarà pronta soltanto in autunno, ed allora come sede per presentare i risultati della ricerca scientifica condotta nel 2008 nel nosocomio di via Venezian il presidente della Regione ha scelto il Pirellone, e non come era stato deciso in precedenza il centro di via Amadeo dove ieri mattina era stato organizzato dalle Rappresentanze Sindacali di Base un presidio contro il trasferimento dell'Istituto Nazionale dei Tumori in quella che a Vialba, raggruppando anche Sacco e Besta, diventerà la «Città della Salute».
I contestatori, una cinquantina con tanti striscioni, non si sono persi d'animo e si sono trasferiti davanti al grattacielo Pirelli dove hanno messo in scena una chiassosa manifestazione contro quello che considerano uno sradicamento non gradito dall'88% dei dipendenti di via Venezian, come sostengono sarebbe emerso da un sondaggio, e da 100mila pazienti che hanno firmato una petizione. La rumorosa protesta non fermerà assolutamente la realizzazione del nuovo polo sanitario che dovrebbe essere pronto nel 2015. «Non c'è un esempio pari in Europa - dichiara orgoglioso Formigoni - sarà un quartiere che verranno a visitare da tutto il mondo, persino dagli Stati Uniti e dalla Cina. Per imparare come si fanno gli ospedali moderni». Ed il «vecchio» Istituto Tumori? «Non ci stiamo occupando - risponde il governatore - solo di quello nuovo che farà parte della Città della Salute, ma stiamo compiendo lavori di ammodernamento e d'ampliamento della sede di via Venezian. Sono orgoglioso di questo istituto e di quanto fa la Regione per sostenere questa eccellenza». Un eccellenza confermata dai 415 studi pubblicati l'anno scorso su importanti riviste scientifiche che hanno fatto guadagnare al nosocomio 2250 punti di «Impact Factor», ovvero lo strumento con cui si misura la qualità globale della produzione scientifica. E per dare il suo sostegno all'istituto di via Venezian Roberto Formigoni non usa certo mezzi termini. «Non tollereremo che ci sia tolto un solo euro di finanziamento statale, anzi chiediamo che finalmente i fannulloni e gli spreconi e quelli che dimostrano di non saper governare siano puniti, e che invece chi come la Lombardia si dimostra capace di portare soddisfazione ai malati ed ai loro famigliari, e di tenere i conti in ordine, sia finalmente premiata. La nostra Regione da parte sua non solo non taglia, ma dà più risorse alla ricerca. Lo scorso primo luglio ha stanziato 7 milioni di euro per sostenere la ricerca dedicata all'ambito oncologico, a quello cardio-cerebro-vascolare ed alle malattie rare». «Per quanto riguarda poi l'Istituto Nazionale dei tumori - conclude il governatore - abbiamo previsto un finanziamento di 500mila euro da destinare all'assunzione a tempo indeterminato di otto ricercatori».


30 luglio 2009 - Il Cagliari

Case occupate. Protesta degli inquilini di fronte al palazzo del Consiglio regionale
Sfratto per duecento famiglie "Siamo costretti dalla legge"
Area: dobbiamo eseguire gli sgomberi, in caso contrario commetteremmo un reato
di Roberto Murgia

Cagliari - Sotto il palazzo del Consiglio regionale sono andati a manifestare in cinquanta. Ma secondo le stime dell'Associazione inquilini e assegnatari, sono almeno trecento in tutta la Sardegna le famiglie che hanno ricevuto l'avviso di sfratto dagli alloggi pubblici di Area (l'ex Iacp). Tutti abusivi o morosi. Solo duecento vivono a Cagliari, sessanta a Sassari e cinquanta a Nuoro. «Molti pagano anche il canone da anni - ha spiegato il portavoce di As.Ia, Enrico Rubiu - eppure rischiano di ritrovarsi lo stesso in mezzo a una strada». L'azienda regionale per l'edilizia abitativa, Area, ha infatti avviato le procedure per lo sgombero delle case occupate. Ieri, i cinquanta che hanno protestato in via Roma chiedevano una legge sanatoria per poter restare in quegli alloggi.
«LA CASA non la lascio». L. F. vive al pian terreno di un palazzo in via Tuveri con il marito e due bambine. M. L. abita al piano di sopra, anche lei è abusiva: «Ad agosto faccio due anni. Mio marito è malato e mio figlio è asmatico. Ci avevano ordinato di sgomberare lo scorso dicembre, ma noi non andiamo da nessuna parte». Sotto il palazzo del Consiglio hanno appeso striscioni con scritte come "Area, l'unica agenzia immobiliare che invece di trovarti casa te la toglie". Firmato gli sfrattati, che hanno pure precisato di aver pagato all'Area, negli ultimi cinque anni, canoni mensili dai 30 euro ai 100 euro, oltre alle spese condominiali, per la locazione degli appartamenti occupati abusivamente. «Continuano a non capire - dice il direttore generale di Area, Gesuino Macciocu - l'Area costruisce solo case, ma le assegnazioni le fa il Comune. Poi bisogna distinguere tra morosi e abusivi. Per i primi c'è la possibilità di una rateizzazione che li renderebbe, a quel punto, solo debitori». Quanto agli abusivi, «noi siamo costretti a rendere lo sfratto esecutivo, altrimenti incorriamo nel reato di omissione di atti d'ufficio. Certo, se la Regione dovesse decidere per una sanatoria, noi non avremmo nulla in contrario». Appena una settimana fa, dopo il blitz delle forze dell'ordine in via Schiavazzi per uno sgombero, era stato il sindaco Floris a chiedere, sull'emergenza alloggi, aiuto a Ugo Cappellacci. Ieri era l'associazione inquilini e assegnatari a sperare di essere ricevuta dai capigruppo in Consiglio regionale.


30 luglio 2009 - EPolis Milano

Salute. Il governatore striglia l'esecutivo affinché «premi la virtù lombarda».
E l'Istituto tumori fa il bilancio
Sanità, Formigoni al governo «No ai tagli sui finanziamenti»
Slogan, cori e musica: in via Filzi va in scena la protesta dei sindacati contro il Pirellone
di Francesca Cardia

Milano - Rivendica la supremazia del sistema sanitario lombardo e mette uno stop al governo sui tagli ai finanziamenti. Il governatore Roberto Formigoni, a margine della presentazione dei risultati della ricerca scientifica dell'istituto nazionale tumori di Milano, chiede che lo Stato riconosca la virtù lombarda e la premi: «Non tollereremmo che ci sia tolto un solo euro di finanziamento statale». Proprio al Pirellone ieri l'Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano ha snocciolato un po' di dati sull'attività del 2008: 415 pubblicazioni nel 2008, contro le 338 del 2007, e un impact factor (parametro di qualità della produzione scientifica che si basa sul numero di citazioni per una ricerca da parte della comunità scientifica mondiale) che ha raggiunto i 2.250 punti ed è in crescita ininterrotta dal 2003. Questo sul fronte ufficiale, perché ad accogliere il gotha della ricerca riunito ieri in "casa Formigoni" la protesta animata dalle sigle sindacali Rdb/Cub sanità e Sdl intercategoriale, dalla Rsu dell'Istituto tumori e dal Partito comunista dei lavoratori di Zona 3, contro tutta la politica sanitaria del governatore lombardo. Musica, cori, striscioni e slogan contro il trasferimento dell'Int dalla sede storica di via Venezian al più periferico quartiere Vialba, in vista della nascita della "Città della salute", contro «gli sprechi emersi dal caso Niguarda», contro i «favoritismi verso società e persone private in sanità». E anche nuovi laboratori di via Amadeo sono la scintilla che ha fatto scattare la protesta. «Diventa difficilissimo giustificare questo importantissimo investimento pubblico in ricerca e il mega progetto di trasferimento a Vialba, l'area dell'ospedale Sacco in cui confluiranno anche l'Istituto nazionale tumori e il neurologico Besta di Milano», attaccano i sindacati. Il sospetto è che «questo trasloco in una zona difficile da raggiungere e a ridosso di un'area che diventerà molto trafficata per via dell'Expo 2015, sia l'ennesima operazione di smantellamento della sanità pubblica a favore degli amici privati».


30 luglio 2009 - Il Giorno

E dai sindacati no al «trasloco»

Milano - Più trasparenza e garanzie sul futuro dell'Istituto dei Tumori (Int). Lo chiedono i sindacati dell'istituto e la RdB Cub Sanità, in una manifestazione ieri ai piedi del Pirellone. Il direttore scientifico della Fondazione Int, Marco Pierotti, giudica comprensibili le «resistenze dei lavoratori al trasferimento della struttura da via Venezian», ma ricorda che l'area di Città Studi «è ormai insostenibile».

Esab, vertice al Ministero: gli operai tornano a sperare

MESERO - CINQUANTA lavoratori e alcune rappresentanze sindacali sono state ricevute ieri mattina nella sede del ministero delle Attività produttive a Roma. «Siamo partiti da Mesero in pullman, altri ci hanno raggiunto in treno - racconta Bruno Calcaterra, sindacalista storico dell'Esab -. Abbiamo fatto un presidio davanti al ministero, poi ci hanno ricevuto». L'incontro si è risolto positivamente. «Il ministero ha proposto ai lavoratori e alla proprietà la revoca della procedura di mobilità e lo stop ai licenziamenti - spiega Calcaterra -. Il piano alternativo prevede due anni di cassa integrazione straordinaria per crisi e un ricollocamento dei lavoratori in esubero». Al vertice ha partecipato anche un rappresentante inglese della Chiarter, il gruppo britannico che dal 1994 ha acquistato la fabbrica leader nel settore della saldatura. «Eravamo a un passo dalla firma, poi tutto si è bloccato - fa sapere il sindacalista meserese della Cub -. La proprietà ha chiesto qualche giorno per riflettere sulla proposta avanzata dal ministero. Lunedì ci sarà l'incontro definitivo nella sede della Regione Lombardia. Ma le premesse affinché l'azienda accetti la proposta sono buone». L'obiettivo è impedire che per 85 dei 143 dipendenti che lavorano a Mesero scatti la mobilità. Ed evitare che gli altri 58 trasferiti presso altri siti.(L.B.)


29 luglio 2009 - Adnkronos

SANITÀ: PROTESTA AL PIRELLONE,
SINDACATI LOMBARDIA CONTESTANO FORMIGONI
DAL CASO NIGUARDA AL TRASFERIMENTO ISTITUTO TUMORI NEL QUARTIERE VIALBA

Milano, 29 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Contestano praticamente tutta la linea politica adottata per la sanità dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Ma, in particolare, dicono no al trasferimento dell'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano dalla sede storica di via Venezian al più periferico quartiere Vialba, in vista della nascita della 'Città della salutè. Sindacati contro la città della salute, contro «gli sprechi emersi dal caso Niguarda», contro i «favoritismi verso società e persone private in Sanità». Stamattina, intorno alle 12, erano una cinquantina davanti al Pirellone, con musica, volantini e vignette provocatorie, per attirare l'attenzione del governatore e dei vertici dell'Int, impegnati a presentare nel palazzo della Regione i risultati dell'attività scientifica dell'Irccs milanese nel 2008. La protesta, animata dalle sigle sindacali Rdb/Cub sanità e Sdl intercategoriale, dalla Rsu dell'Istituto tumori e dal Partito comunista dei lavoratori di Zona 3, era in realtà cominciata ancora prima, intorno alle 10, in via Amadeo, per poi concludersi davanti al Pirellone. «Abbiamo dovuto adeguarci a un cambio di programma annunciato all'ultimo minuto», spiegano i manifestanti. L'incontro di oggi, infatti, era previsto nella sede dei nuovi laboratori dell'Int, in via Amadeo, e all'ultimo minuto è stato spostato al Pirellone. E sono proprio i nuovi laboratori di via Amadeo la scintilla che ha fatto scattare la protesta. «Diventa difficilissimo conciliare e giustificare questo importantissimo investimento pubblico in ricerca e il mega progetto di trasferimento a Vialba, l'area dell'ospedale Sacco in cui confluiranno anche l'Istituto nazionale tumori e il neurologico Besta di Milano», attaccano i sindacati. Il sospetto, attaccano, è che «questo trasloco in una zona difficile da raggiungere e a ridosso di un'area che diventerà molto trafficata per via dell'Expo 2015, sia l'ennesima operazione di smantellamento della sanità pubblica a favore degli amici privati». Accuse pesanti quelle che compaiono in tutti i volantini. «La Regione - si legge - ha stanziato 228 milioni di euro per la Città della salute, e lo stato 40. Ma gli altri 250 milioni necessari per finire l'opera dovranno essere messi dal cosiddetto 'concessionariò privato che, direttamente o indirettamente, condizionerà il futuro di questi ospedali pubblici». Nella protesta finiscono anche le nomine recenti dei direttori generali, su cui le sigle sindacali che hanno promosso la manifestazione allungano sospetti di conflitti di interesse. In particolare, nel mirino dei rappresentati dei lavoratori finisce Roberts Mazzucconi che, prima di approdare nel Cda dell'Int era in forze nell'ospedale privato San Raffaele di Milano, dove ha ricoperto la carica di direttore sanitario. Sotto i riflettori viene rimesso anche il caso Niguarda, l'ospedale milanese finito nelle settimane scorse al centro di un dossier dei tecnici del ministero dell'Economia per presunte irregolarità in appalti, nomine e consulenze.

SANITÀ: FORMIGONI A SINDACATI, CITTÀ DELLA SALUTE?
ESEMPIO PER IL MONDO
LOMBARDIA INVESTE SU RICERCA, E VALORIZZIAMO ANCHE SEDE ISTITUTO TUMORI

Milano, 29 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Mentre davanti al Pirellone una cinquantina di manifestanti contestano rumorosamente le scelte della Regione Lombardia in sanita', con particolare accanimento verso il progetto della Citta' della salute, il governatore Roberto Formigoni replica alle sigle sindacali che hanno promosso la protesta (Sdl intercategoriale, Rdb/Cub sanita', Rsu Istituto nazionale tumori). "Parliamo delle cose concrete. La Regione Lombardia non solo non taglia fondi, ma da' piu' risorse alla ricerca. Siamo l'unica Regione d'Italia a farlo: abbiamo aperto un bando per 8 ricercatori nuovi, e di recente abbiamo stanziato 7 milioni di euro in piu' per la ricerca indipendente", afferma. E quanto alla Citta' della Salute, ribadisce Formigoni, "non c'e' un esempio pari in Europa. Sara' un quartiere che verranno a visitare da tutto il mondo, persino dagli Usa e dalla Cina, per imparare come si fanno gli ospedali moderni". Il progetto nasce per "mettere insieme tre eccellenze: l'Istituto tumori (Int), l'istituto neurologico Besta e l'ospedale Sacco di Milano. Avra' strutture dedicate a residenze per i medici, gli infermieri e i familiari dei malati". Formigoni respinge al mittente anche le accuse di non fare abbastanza per valorizzare nell'immediato l'Int di Milano: "Stiamo compiendo lavori di ammordernamento e ampliamento della sede dell'Istituto nazionale tumori e abbiamo affrontato stanziamenti importantissimi per una struttura nuova moderna, efficiente e funzionale, come sara' la Citta' della salute". I cittadini, assicura, "sono orgogliosi dell'Int e di quanto fa la Regione Lombardia per sostenere questa eccellenza".


29 luglio 2009 - Omniroma

RI.REI, RDB-CUB: IN CENTRO VIA SBRICOLI DISABILI SENZA ASSISTENZA

(OMNIROMA) Roma, 29 lug - «Alle 12.30 di oggi, nonostante gli innumerevoli solleciti nel centro di via Sbricoli i disabili rimangono da ieri senza assistenza medica ed infermieristica. I lavoratori con l'appoggio di parte dei familiari degli utenti del centro continuano a segnalare il grave stato sanitario del centro a tutte le autorità, ma nulla accade. In verità questa mattina c'è stata una visita da parte del personale sanitario inviato dalla ASL competente, ma si è trattato di un semplice sopralluogo, subito dopo lo stesso personale è andato via». Così in una nota Rdb-Cub che «nel denunciare la gravità della situazione del centro e il perdurare dell'immobilismo delle istituzioni tutte, ribadisce la posizione condivisa anche dai sindacati confederali, di affidamento provvisorio alle Asl, affido che permetterebbe la normalizzazione immediata del servizio».


29 luglio 2009 - Ansa

SANITÀ: PRESIDIO SINDACATI CONTRO TRASFERIMENTO IST. TUMORI

(ANSA) - MILANO, 29 LUG - Diverse rappresentanze sindacali della sanità e della ricerca hanno protestato oggi davanti al Pirellone contro il trasferimento dell'Istituto nazionale tumori (Int) nella futura Città della salute, polo che entro il 2015 concenterà in un'unica struttura gli ospedali Int, Sacco e Besta. La protesta è stata organizzata per oggi perchè proprio questa mattina doveva essere inaugurato l'AmadeoLab, il nuovo laboratorio Int di via Amadeo, che ospiterà tra le altre cose una biobanca per lo studio del cancro: l'inaugurazione è stata però rimandata, con una decisione arrivata ieri, alla fine del 2009. Durante il presidio, i rappresentanti del Partito comunista dei lavoratori ha distribuito un volantino in cui chiedono al presidente della Regione Roberto Formigoni «a che serve il progetto di Città della salute», visto che «il progetto di trasferimento non risponde a nessuna logica razionale ma piuttosto al tentativo di disgregare un polo oncologico pubblico di eccellenza a tutto vantaggio di operatori privati concorrenti come il San Raffaele, non a caso in zona». Contro il trasferimento anche l'Rdb-Cub sanità, secondo cui all'Int «l'88% del personale ha già espresso con un referendum la sua contrarietà all'operazione, e più di 100 mila pazienti hanno firmato contro la privatizzazione e contro il trasferimento». La rappresentanza sindacale unitaria dell'Int (Rsu) parla invece dell'inaugurazione dei laboratori in via Amadeo come di una «inaugurazione all'italiana, e cioè di una struttura vuota e non operativa se non fra alcuni mesi», e spiega che «la decisione di trasferire l'istituto è della Regione ed è stata fatta senza il consenso dei lavoratori e della Rsu». La Regione Lombardia in una nota ha comunque definito «del tutto infondate le voci secondo cui la struttura avrebbe dovuto essere inaugurata oggi», mentre Formigoni ha detto che «anche dopo la realizzazione della Città della salute l'AmadeoLab continuerà a funzionare come poliambulatorio».

STRAGE VIAREGGIO: COMITATI A FS, RIASSUMETE DE ANGELIS

(ANSA) - VIAREGGIO (LUCCA), 29 LUG - «Un primo segno di cambiamento potrebbe essere la riassunzione del macchinista Dante De Angelis, reo di aver fatto il proprio dovere di 'responsabile della sicurezzà; reo cioè di aver denunciato carenze nella sicurezza dei treni». È quanto chiedono alle Fs alcune associazioni, partiti e sindacati di Firenze e della Toscana - tra cui Italia Nostra, Prc, Cub - commentando il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno scorso. De Angelis è il macchinista che le Fs licenziarono nell'estate 2008 dopo che aveva denunciato rischi per la sicurezza di alcuni treni Eurostar. La richiesta è contenuta in un appello ai ministri Matteoli e Tremonti per destinare le risorse destinate a grandi opere come il sottoattraversamento Tav di Firenze alla manutenzione dei materiali rotabili. Appello rivolto ai ministri Tremonti e Matteoli, al presidente della Toscana Martini, al sindaco di Firenze, Renzi, e al presidente della Provincia, Barducci. «Crediamo che causa di questa tragedia non sia solo la fatalità - si commenta nella nota - ma che ci sia anche la responsabilità di chi, in questi anni, ha perseguito una politica dei trasporti profondamente sbagliata. Per questo chiediamo che sia abbandonata questa politica vecchia e si ricominci a rilanciare la funzione delle FS come garante della mobilità pubblica, non come strumento di interessi economici».


29 luglio 2009 - Corriere.it

contestate anche le recenti nomine dei direttori generali
Protesta dei lavoratori della salute: «No al trasferimento dell'Istituto tumori»
Presidio davanti al Pirellone contro lo spostamento
20090729_vivimilano.jpg (10521 byte)

MILANO - Contestano praticamente tutta la linea politica adottata per la sanità dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Ma, in particolare, dicono no al trasferimento dell'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano dalla sede storica di via Venezian al più periferico quartiere Vialba, in vista della nascita della «Città della salute». La protesta, animata dalle sigle sindacali Rdb/Cub sanità e Sdl intercategoriale, dalla Rsu dell'Istituto tumori e dal Partito comunista dei lavoratori di Zona 3, è cominciata intorno alle 10 di mercoledì in via Amadeo, poi si è spostata davanti al Pirellone. «Abbiamo dovuto adeguarci a un cambio di programma annunciato all'ultimo minuto», spiegano i manifestanti. L'incontro era infatti previsto nella sede dei nuovi laboratori dell'Int, in via Amadeo, e all'ultimo minuto è stato spostato al Pirellone. Musica, volantini e vignette provocatorie contro «gli sprechi emersi dal caso Niguarda» e contro i «favoritismi verso società e persone private in Sanità»; intanto il governatore Formogoni e i vertici dell'Int erano impegnati a presentare nel palazzo della Regione i risultati dell'attività scientifica dell'Irccs milanese nel 2008.
«UN FAVORE AI PRIVATI» - E sono proprio i nuovi laboratori di via Amadeo la scintilla che ha fatto scattare la protesta. «Diventa difficilissimo conciliare e giustificare questo importantissimo investimento pubblico in ricerca e il mega progetto di trasferimento a Vialba, l'area dell'ospedale Sacco in cui confluiranno anche l'Istituto nazionale tumori e il neurologico Besta di Milano», attaccano i sindacati. Il sospetto, attaccano, è che «questo trasloco in una zona difficile da raggiungere e a ridosso di un'area che diventerà molto trafficata per via dell'Expo 2015, sia l'ennesima operazione di smantellamento della sanità pubblica a favore degli amici privati». «La Regione - si legge sui volantini - ha stanziato 228 milioni di euro per la Città della salute, e lo stato 40. Ma gli altri 250 milioni necessari per finire l'opera dovranno essere messi dal cosiddetto "concessionario" privato che, direttamente o indirettamente, condizionerà il futuro di questi ospedali pubblici».
LE POLTRONE - Nella protesta finiscono anche le nomine recenti dei direttori generali, su cui le sigle sindacali che hanno promosso la manifestazione allungano sospetti di conflitti di interesse. In particolare, nel mirino dei rappresentati dei lavoratori finisce Roberto Mazzucconi che, prima di approdare nel Cda dell'Int era in forze nell'ospedale privato San Raffaele di Milano, dove ha ricoperto la carica di direttore sanitario. Sotto i riflettori viene rimesso anche il caso Niguarda, l'ospedale milanese finito nelle settimane scorse al centro di un dossier dei tecnici del ministero dell'Economia per presunte irregolarità in appalti, nomine e consulenze.


29 luglio 2009 - C6 Tv

L'Istituto dei Tumori trasloca alla Cittadella della Salute,
protesta fuori dal Pirellone. Formigoni: 'Non ci saranno tagli'

Milano - Proteste del sindacato RDB Sanità Lombardia fuori dal Pirellone, mentre all'interno si presentavano i risultati dell'attività scientifica del 2008 dell'Istituto. Motivo: la nascita della Cittadella della Salute, struttura che raggrupperà i poli di eccellenza lombarda in campo oncologico. Ma Formigoni rassicura: "Non ci saranno tagli, ma più risorse per la ricerca e benefici per i cittadini". Servizio di Emilia Trevisani


29 luglio 2009 - Il Bologna

Scuola. Lembi annuncia un pacchetto anticrisi per le famiglie. Betti: "Demagogia"
Nidi garantiti ai precari. E' scontro Comune-Rdb
L'assessore presenta un piano allargato, ma il sindacalista dice: "Più fumo che arrosto"
di Diego Costa

Bologna - Il Comune annuncia un nuovo provvedimento contro la crisi economica che ha colpito la città, ma il sindacato boccia la proposta: pura demagogia. Stavolta crisi è coniugata con la parola scuola. E con quel precariato che da tempo immemore aspetta un riconoscimento che non arriva. Storia infinita. Non per il neo assessore in materia della Giunta Delbono, che eredita la situazione e ieri prova a dare risposte alle difficoltà economiche che incontrano i precari. Come? Annunciando un "pacchetto salvascuola", che parte dall'esenzioni di spese e tariffe agevolate per chi ha perso il lavoro. Se per i figli di 240 lavoratori in difficoltà si è provveduto con 107 riduzioni delle rette e dodici esenzioni di spesa, secondo stime sindacali, ora Lembi annuncia un'ulteriore iniziativa per settembre.
Si chiamerà "Nidi garantiti", garantiti ai bimbi di lavoratori in oggettiva difficoltà. Con questo si vuole forse fare una graduatoria delle attuali emergenze. No, la novità annunciata da Lembi sta nel fatto che, oltre a lavoratori dipendenti, le facilitazioni saranno garantite anche ai figli di precari, i cosiddetti atipici. In che modo? Per saperlo bisogna aspettare, la Giunta sta definendo categorie "per reddito", in modo da rappresentare concretamente l'agevolazione da fornire. Un passo avanti reso necessario anche dal fatto che rispetto ai dati dell'ottobre scorso, elementi chiave nel definire le graduatorie, la situazione in molti casi è cambiata. E in peggio.
Ma il sindacato non lascia. Anzi raddoppia. ?addoppia le forze della lotta nei confronti di palazzo d'Accursio. Massimo Betti (Rdb) giudica demagogica la manovra, cosa ancor più grave perchè - dice - nasce sulla pelle di cassintegrati e precari. «Compilare il modello Isee per il 95% di loro non produrrà effetti benefici - dice Betti - si tratta di un'elemosina per pochi, una misura a favore delle casse dei sindacati amici». Per Betti insomma... sotto il vestito (anzi, il grembiulino) poco o niente. «Capiamo che in politica l'effetto pubblicitario conta più della concretezza - dice - ma è inaccettabile che si prendano così in giro i lavoratori più colpiti dalla crisi». Lembi ha pure lanciato l'allarme sui tagli causati alla scuola dal decreto Gelmini. Con elementi concreti e simbolici («non riconfermando 12 sezioni di tempo pieno circa 300 bambini non avranno letteralmente nè una sedia nè un banco »). Però ha garantito l'impegno del Comune: «Nessuno a Bologna sarà lasciato solo - ha detto - ripareremo ai disastri della Gelmini». E annuncia il piano «Qualità assicurata» realizzato su misura per le esigenze delle famiglie bolognesi. «Incontrerò tutti quelli che hanno a cuore il nostro sistema scolastico» promette.

In agitazione al Carlton Hotel

Bologna - Ancora in agitazione i dipendenti dell'hotel Royal Carlton di via Montebello. Ieri manifestazione di Rdb.


29 luglio 2009 - Radio Città Aperta

Sanità: in mobilitazione i lavoratori del San Giovanni e del consorzio Ri.Rei

Roma - Nonostante il periodo estivo continuano le mobilitazioni nel mondo della sanità romana. Dopo gli ultimi episodi giudiziari che hanno coinvolto rappresentanti dei sindacati confederali nell’inchiesta su presunte tangenti al San Giovanni, il sindacato di base RdB-CUB ha deciso di scendere in lotta con i lavoratori del comparto per chiedere l’annullamento degli accordi sottoscritti fra CGIL-CISL-UIL e la Direzione Aziendale che hanno determinato la decurtazione di importanti pezzi di salario degli operatori. All’interno della più generale mobilitazione al San Giovanni-Addolorata già oggi la RdB-CUB Sanità ha indetto un presidio di protesta in piazza San Giovanni in Laterano. Durante l’iniziativa verranno consegnate alla Direzione Generale dell’azienda le firme raccolte sulla petizione avviata fra i lavoratori per chiedere l’annullamento degli accordi che li penalizzano firmati da sindacati ormai non più rappresentativi. Dichiara Stefano Zecchetti, del coordinamento RdB-CUB Sanità del Lazio: "Basta far pagare a lavoratori e cittadini un piano di rientro dal deficit sanitario fatto di tagli ai salari e chiusure di posti letto, aggravato dal sistema degli appalti e dalle conseguenti truffe, con il rischio che tutto questo apra la strada a sistemi sanitari alternativi come quello privato o delle assicurazioni. La RdB-CUB, continuerà a battersi in difesa del servizio sanitario pubblico, contro il piano di rientro dal deficit, per la completa reinternalizzazione dei servizi e la fine della politica degli appalti", conclude il rappresentante sindacale. Anche i lavoratori del centro per assistenza ai disabili di via Sbricoli, uno dei tanti affidati al consorzio RI.REI., sono in mobilitazione e da ieri hanno avviato l’autogestione del servizio riabilitativo con l’appoggio di parte dei familiari degli utenti. In queste ore il consorzio RI.REI. ha ritirato da via Sbricoli la direzione sanitaria ed infermieristica, per cui molti utenti che dovrebbero ricevere terapie farmacologiche sono senza assistenza. I lavoratori hanno prontamente e più volte avvisato della grave situazione, per iscritto e per via telefonica, il Prefetto, l’ASL competente e le alte cariche regionali senza per ora aver ottenuto alcun intervento. La RdB-CUB, con i lavoratori, denuncia l’immobilismo di tutte le Istituzioni di fronte alla tutela del diritto alla salute delle persone più deboli e richiede l’intervento immediato della Regione con l’affidamento del servizio alle Asl di competenza.


29 luglio 2009 - Il Piccolo

QUERELA DI TRIESTE TRASPORTI
«Lecito definire vampiri i responsabili dell’azienda»
Lo sostiene il Pm che chiede il proscioglimento della Cub di cui è leader Willy Puglia

Trieste - Rientra nella normale dialettica sindacale definire in un volantino «vampiri e padroni delle ferriere» gli amministratori dell’azienda di cui si è dipendenti.
In estrema sintesi è questo il significato della richiesta di archiviazione formulata dalla Procura della Repubblica per la querela per diffamazione presentata dai vertici della Trieste trasporti contro i responsabili della Confederazione unitaria di base di cui è leader riconosciuto Willy Puglia.
La Procura ha chiesto al gip Guido Patriarchi di archiviare l’inchiesta ma i querelanti si sono opposti. In sintesi tutto verrà deciso in un’udienza già in calendario per la fine di settembre di fronte allo stesso presidente aggiunto del gip. La posta è molto alta perché nel caso i sindacalisti-indagati dovessero essere eventualmente rinviati a giudizio, potrebbero subire all’interno dell’azienda un procedimento disciplinare rischiando anche il posto di lavoro.
Ieri la Confederazione unitaria di base, ha diffuso un comunicato in cui erroneamente sostiene che il giudice Guido Patriarchi «ha deciso di archiviare l’ennesima denuncia presentata dalla Trieste trasporti. Questa nuova decisione della magistratura triestina viene accolta da parte dei coordinatori della Rdb con grande favore, in quanto conferma la correttezza delle iniziative sindacali e nello stesso tempo censura il tentativo avviato dall’azienda che continua a utilizzare la Magistratura come strumento per tentare di reprimere il conflitto sindacale».(c.e.)


29 luglio 2009 - Corriere di Bologna

Lo sciopero
Vertenza Carlton, sit-in all’Ascom

Bologna - Non si ferma la mobilitazione dei dipendenti dell’hotel Carlton, che ieri hanno incrociato di nuovo le braccia. È il sesto sciopero da quando il gruppo Monrif, proprietario anche dell’Internazionale, ha annunciato l’esternalizzazione di alcune attività nei due alberghi. «L’adesione è stata altissima anche ieri» fanno sapere i sindacati. I lavoratori hanno organizzato un sit-in sotto la sede dell’Ascom, che, si legge in una nota delle Rdb, «sta conducendo per conto dell’azienda l’esternalizzazione». I sindacati chiedono «che siano ritirate le lettere inviate ai lavoratori, nelle quali si minaccia il licenziamento per chi non accetterà di passare 'spontaneamente' alle cooperative Gestonet e Manutencoop».


29 luglio 2009 - Il Gazzettino

La situazione al Tronchetto, con l’operatore privato accusato di dirottare clienti verso le sue barche con gli intromettitori, continua a far discutere
Bonzio: «Il Comune revochi la concessione ad Alilaguna»

Venezia - Un’interpellanza urgente all’assessore alla Mobilità per capire la logica dell’affidamento ad Alilaguna della linea tra Tronchetto e San Marco. Il capogruppo di Rifondazione, Sebastiano Bonzio, chiede i motivi di questa concorrenza autorizzata dal Comune nei confronti dell’operatore pubblico nonché la revoca della concessione di questa linea al privato.
Il fatto che Alilaguna si serva di parte degli intromettitori che fino a poco tempo fa lavoravano per i tassisti "abusivi", inquadrandoli con un contratto di lavoro dipendente, ha provocato parecchie reazioni. La prima denuncia è stata quella del sindacato Rdb - Cub che contesta quello che sarebbe un cannibalismo di passeggeri tra due società collegate.
Per Bonzio, il fatto che queste persone dirottino parte della clientela di Actv verso i mezzi di Alilaguna (che tra i suoi soci ha anche Actv) sarebbe abbastanza pacifico, come mostrano anche alcuni filmati finiti anche in Internet su Youtube.
«Sarebbe scandaloso - dice Bonzio - che ad Alilaguna venisse assegnato in gestione dall’amministrazione comunale un servizio di linea che, essendo perfettamente combaciante con altro analogo già svolto da Actv, presenti margini economici tanto significativi da consentire addirittura l’applicazione di un sistema tariffario più conveniente rispetto a quello applicato nel servizio di trasporto pubblico. Sarebbe altrettanto scandaloso - aggiunge - che Alilaguna, nel corso di questa "guerra" continui ad avvalersi di intromettitori che dissuadono il flusso turistico dall’imbarcarsi nei mezzi di trasporto pubblico, con nocumento in ultima istanza per le casse dell’amministrazione».
Per ogni biglietto venduto da Actv, il Comune incassa infatti 1 euro e 50.
Il presidente di Alilaguna, Fabio Sacco, aveva replicato dicendo che gli intromettitori accompagnano i turisti al pontile spiegando le alternative e che da agosto ci sarà un biglietto unico dal Tronchetto con il quale si potranno prendere indifferentemente i due operatori.
Come è noto, la vicenda ruota attorno al prolungamento della linea arancio dal Tronchetto a San Marco.
«Vorrei sapere - conclude Bonzio - se, visti i margini di guadagno esistenti sulla tratta San Marco - Tronchetto messi in luce proprio dalla strategia tariffaria di Alilaguna, non sia opportuno che Comune e Actv applichino tariffe più vantaggiose e conseguentemente procedano alla revoca della concessione ad Alilaguna portando così maggiori introiti alle casse comunali».


29 luglio 2009 - La Repubblica

La giunta prepara la strategia d´autunno contro i tagli. Nidi garantiti ai figli dei precari
Tempo pieno per i 300 bambini lasciati a casa dalla Gelmini

Bologna - Per ora, nero su bianco, c´è solo la conferma del piano di riduzione delle tariffe per i lavoratori colpiti dalla crisi varato dall´ex sindaco Cofferati. Ma le buone intenzioni della nuova giunta guardano già a settembre, con alcuni obiettivi ben precisi: "nidi garantiti" anche ai precari e tempo pieno municipalizzato per i bambini lasciati a casa dalla riforma Gelmini. «Sappiamo già che verranno tagliate 12 sezioni a Bologna. Si tratta di circa 300 bambini cui vogliamo offrire una proposta di qualità» lancia l´allarme l´assessore alla scuola Simona Lembi.
Così Palazzo D´Accursio cerca di dare la sua risposta alla crisi con un pacchetto di provvedimenti "salva-scuola". Ieri la giunta ha cominciato confermando gli sconti tariffari su nidi e refezione scolastica che l´amministrazione precedente aveva lanciato a inizio 2009. Agevolazioni che secondo i sindacati hanno avuto poco riscontro tra lavoratori e cassintegrati (su 240 domande solo 107 riduzioni delle rette e 12 esenzioni totali). Ma il neo assessore Lembi non si scoraggia: «I dati per ora sono parziali, e contiamo di fare un bilancio il prossimo mese». Tutto in attesa della fine di agosto, quando la giunta comincerà a lavorare sull´estensione del piano anti-crisi.
«Per prima cosa stiamo lavorando al progetto "Nidi garantiti", che prevede non solo l´abbattimento delle tariffe, ma anche la facilitazione dell´accesso per tutti i lavoratori, compresi quelli atipici». La Lembi fa capire che le agevolazioni abbracceranno «chi, rispetto alla fotografia Isee dello scorso ottobre, ha visto sensibilmente peggiorare la propria situazione, magari perché ha perso il lavoro o perché sa che il suo contratto non verrà rinnovato». Queste persone potranno in sostanza aggiornare la loro posizione nella graduatoria di accesso ai nidi, con un bonus "crisi" aggiuntivo. «Quello che dobbiamo stabilire - spiega l´assessore - è la soglia di reddito per l´accesso agevolato». Un piano che però le Rdb bocciano sul nascere. «La giunta Delbono fa demagogia sulla pelle di precari e cassintegrati» attacca senza mezzi termini Massimo Betti, che parla di lavoratori «presi per i fondelli», perché «i cosiddetti sgravi promessi dalla giunta precedente sono andati alla fine a pochissimi casi sociali. Così sarà anche per i precari. L´amministrazione prende in giro i lavoratori e pensa solo agli annunci mediatici».
Ma Palazzo D´Accursio non si arrende, e fissa a settembre anche il cosiddetto "tempo pieno municipalizzato" promesso da Delbono in campagna elettorale. «Ribadisco che nessuno sarà lasciato solo» ha detto ieri la Lembi annunciando il progetto "Qualità assicurata". «La riforma Gelmini avrà effetti esponenziali nei prossimi cinque anni, perché saranno sempre di più i bambini lasciati a casa dall´abolizione del tempo pieno». Si comincia, a settembre, con 300 bambini lasciati a casa. Qual è il piano dell´amministrazione però è ancora tutto da vedere. «Certamente vogliamo garantire una offerta alternativa di qualità, senza pretendere di sostituirci alla scuola statale. Ma per ora è difficile dire quali saranno le conseguenze della riforma. I contorni definitivi li avremo solo a settembre e allora decideremo».(s.b.)


29 luglio 2009 - Il Resto del Carlino

Nidi, più aiuti

Bologna - PRIMI PASSI del «pacchetto salvascuola» che il Comune intende mettere in campo per contrastare gli effetti della crisi sulle famiglie bolognesi. E «rimediare ai disastri della riforma Gelmini». Ieri, il primo atto pratico. La giunta ha confermato le esenzioni e l'abbattimento delle tariffe scolastiche per le famiglie di lavoratori colpiti dalla crisi. Un provvedimento varato dalla giunta Cofferati, limitato però ai lavoratori subordinati, con esclusione quindi dei precari. Secondo i dati forniti giorni fa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, però, su 240 domande esaminate per la riduzione della tariffa dell'asilo nido o della mensa scolastica, ci sono state solo 107 riduzioni delle rette e 12 esenzioni. Ma Simona Lembi, assessore alla Scuola di Palazzo d'Accursio, conferma l'intenzione di «ampliare il ventaglio delle proposte anticrisi» con interventi da mettere in campo da settembre. Estese anche «ai precari a cui non viene rinnovato il contratto». IL COMUNE sta infatti lavorando sul progetto Nidi garantiti'. Al taglio delle tariffe «vogliamo affiancare un accesso più facile ai nidi per lavoratori subordinati e atipici». Si vuole «agevolare le famiglie che a settembre 2008 hanno fatto domanda per un posto al nido, ma che hanno poi subìto una sensibile riduzione del reddito, con la perdita del lavoro a causa della crisi». LA MISURA per la quale serve il confronto con le parti sociali e il voto del consiglio comunale dovrebbe essere definita a settembre. Al momento la giunta è al lavoro «per definire le soglie di reddito» che daranno diritto alla corsia preferenziale per l'accesso ai nidi.
DURISSIMO il commento di Massimo Betti, leader del sindacato di base Rdb. Accusa la giunta di «demagogia». Di «prendere per i fondelli precari e cassintegrati». Nel merito delle misure ipotizzate, spiega, i lavoratori precari «potranno compilare il modello Isee con il reddito attuale, non quello dell'anno precedente, e quando questo però sarà presentato agli uffici comunali, nel 95% dei casi non produrrà alcun beneficio». BETTI richiama le migliaia di lavoratori colpiti dalla crisi in città. E ricorda «le sole 107 dichiarazioni Isee che hanno prodotto riduzioni della retta del nido o della mensa scolastica». La Lembi, però, lancia anche l'allarme tempo pieno. A causa dei tagli del governo, «non saranno riconfermate 12 sezioni di tempo pieno, cioè 300 bambini non avranno il banco». L'assessore si impegna a incontrare tutti i soggetti interessati. E, per ora, promette «misure urgenti già da settembre per assicurare una proposta di qualità per il futuro della scuola bolognese».(l.o.)


29 luglio 2009 - Il Mattino di Padova

Sciopero al Centro Riciclo per evitare il licenziamento

MONSELICE - Da ieri è ripreso il blocco al Centro Riciclo. Sciopero e picchettaggio (nella foto) sono le uniche armi rimaste ai 90 lavoratori del centro per difendersi dallo spettro del licenziamento. Il 31 luglio si avvicina: da quella data, il consorzio Team Service lascerà il Crm. I 90 dipendenti rischiano di ritrovarsi senza lavoro, da un giorno all’altro. «Non abbiamo avuto finora alcuna risposta, né dal titolare del Crm Samuel Piazza, né dalle istituzioni - protesta Gianni Boetto dell’Adl -. Un contatto c’è stato con Enrico Zilio del Consorzio Egalo, che potrebbe, forse, scendere in campo. Ma non sappiamo in che termini. Speriamo di avere al più presto dei chiarimenti». E’ quello che si augurano 90 famiglie che stanno vivendo ore drammatiche. «Non sanno nemmeno se avranno di che mantenere i propri figli» sottolinea Boetto.(f.se.)


29 luglio 2009 - La Nazione

San Giuliano, sindacati infuriati: «Perché nominare un dirigente?»

IL COMUNE di San Giuliano assume un nuovo dirigente. Una scelta che i sindacati (Cgil, Rdb e Cub) bocciano come «inappropriata e incoerente»: «Apprendiamo con stupore che l'amministrazione ha proceduto ad assumere un nuovo dirigente in totale contraddizione con l'esternalizzazione dei servizi messa in atto per ridurre i costi. In sostanza si cedono i servizi a una società privata, si trasferisce il personale ma si ingrossa il vertice della macchina comunale. Oltre a ciò affermano i sindacati la Giunta nell'ultima delibera afferma che le competenze tecniche affidate al nuovo dirigente già esistono all'interno dell'Ente e gli sono quindi affidate per scorporo. Ma a cosa serve allora questa nuova assunzione?».


29 luglio 2009 - Il Mattino

Caserta. I grattini stanno per terminare...
di SERGIO BENEDUCE

Caserta - I grattini stanno per terminare e da lunedì mattina, almeno in alcune zone di Caserta, la sosta potrebbe essere gratuita proprio a causa di questa carenza. A lanciare l'allarme sono stati i parcheggiatori della cooperativa «La Reggia», una delle quattordici società che attualmente gestiscono le aree di sosta a pagamento in città. Una decina di posteggiatori, riuniti sotto le insegne sindacali del Cub (Confederazione unitaria di base), si sono recati ieri mattina presso la sede del Comune, dove hanno chiesto di incontrare il sindaco Petteruti e l'assessore alla mobilità, Ciontoli. Entrambi, però, stavano partecipando ad altri appuntamenti istituzionali. Il problema vede l'esistenza di un'insolvenza (secondo i parcheggiatori ammonta a 105mila euro) da parte del comune di Caserta nei confronti di una tipografia di Corato (Bari) che stampa i grattini. A seguito di questi debiti, la società non manda più i tagliandi in città e di conseguenza le scorte si stanno esaurendo. I posteggiatori hanno incontrato il dirigente del settore mobilità e traffico, Giovanni Natale, il quale ha comunicato che sono stati presi contatti con le banche e che presto dovrebbe essere effettuato il bonifico a favore della tipografia. Di conseguenza entro sabato i nuovi tagliandi arriverebbero in città. In caso contrario, per evitare di rimanere senza grattini, potrebbero essere utilizzate dalla cooperativa «La Reggia» delle scorte in possesso del Comune, originariamente destinate a una cooperativa che attualmente non è più attiva. Qualora la situazione non dovesse migliorare, i parcheggiatori si sono detti pronti a tornare a palazzo Castropignano nella giornata di lunedì e a realizzare un presidio permanente. Un altro forte motivo alla base della protesta dei parcheggiatori riguarda le incognite inerenti i livelli occupazionali a seguito dell'approvazione del nuovo piano parcheggi. Dai dipendenti arriva un invito all'amministrazione comunale a ridiscutere di questo provvedimento, con la richiesta di un forte impegno da parte delle autorità cittadine a garantire, come si legge in una nota sindacale, «un passaggio di cantiere collettivo, che includa la totalità dei lavoratori ad oggi impiegati».


29 luglio 2009 - Gazzetta del Mezzogiorno

«Difendo l’Italtractor e penso a mio figlio nascerà disoccupato»
di GIOVANNA LAGUARDIA

POTENZA - «Sono già quasi due anni che andiamo avanti con questa sofferenza. Sono padre di un figlio e ne ho un altro in arrivo. Mi fa rabbia pensare che nascerà già disoccupato. Con 800 euro al mese non ce la faccio». È la storia di Michele, giovane operaio dell’Italtractor, da venerdì scorso davanti ai cancelli della fabbrica così come i suoi colleghi. Una storia di ordinaria disperazione, che riassume bene la situazione di questi lavoratori. Dallo scorso anno vanno avanti a turni con la cassa integrazione straordinaria e lo stipendio decurtato. E giovedì scorso l’ultima doccia fredda: la comunicazione dell’avvio delle procedure di mobilità per 190 su 330 dipendenti dipendenti. Praticamente, l’inizio della fine per la più grande e prestigiosa azienda metalmeccanico della città di Potenza, che in questo modo verrebbe a perdere il 60 per cento circa della sua forza lavoro. E questo nonostante nel marzo del 2008, davanti alla task force regionale per l’occupazione, fosse stato concordato un piano di ristrutturazione aziendale che prevedeva un periodo di 24 mesi di cassa integrazione guadagni straordinaria, mantenendo aperta la procedura di mobilità esclusivamente per i lavoratori prepensionabili (58 tra il 2008 e il 2009). Ieri mattina i lavoratori hanno sfilato in corteo dai cancelli della fabbrica all’incrocio tra viale del Basento e via Appia, bloccando la strada per qualche tempo. «Una manifestazione pacifica - hanno spiegato - fatta con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica al nostro dramma». Oggi, alle 9 circa, il corteo dei dipendenti Italtractor si muoverà dai cancelli della fabbrica per arrivare davanti alla sede della Regione Basilicata. Ma l’incontro con l’azienda davanti alla task force per l’occupazione, convocato per trovare un punto di mediazione, è stato rinviato al 5 agosto prossimo. Si attende l’esito del tavolo di concertazione convocato a Roma con le organizzazioni nazionali sindacali di categoria, visto che il gruppo è presente, oltre che in Basilicata, anche in Emilia Romagna e nel Lazio. In ogni caso, per i lavoratori non esiste spazio di discussione possibile se prima l’azienda non ritirerà le procedure di mobilità. Lo hanno detto ben chiaro al termine dell’assemblea di ieri mattina: «La Regione deve chiamare l’azienda a rispettare gli accordi presi nel 2008 e a ritirare le procedure di mobilità, perché in questo stabilimento è già stato pagato il prezzo della ristrutturazione aziendale con 58 prepensionamenti. L’azienda aveva detto di dover rimandare i nuovi investimenti perché c’erano di problemi e poi, all’improvviso, ci ha fatto piovere sul capo la procedura di mobilità. È una vera e propria frode. Se viene a mancare il rispetto degli accordi già firmati, che fine faremo?». In un documento stilato al termine dell’assemblea, i lavoratori, le rappresentanze sindacali unitarie e le organizzazioni sindacali chiedono «il ritiro della procedura dei licenziamenti» come «condizione indispensabile per avviare un confronto sui temi di carattere industriale». Una posizione condivisa anche dalla Flm Uniti-Cub, che in un comunicato ha sottolineato: «chi va a trattare in nome e per conto degli operai non potrà accettare gli esuberi e tutti gli operai in forza all’Italtractor di Potenza in data antecedente alla lettera che annunciava i 190 esuberi dovranno ritornare al lavoro».


28 luglio 2009 - Ansa

DOMANI NEL LAZIO

(ANSA) - ROMA, 28 LUG - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL LAZIO: 1) 9.00, Roma - piazza S.Giovanni in Laterano, davanti sala Mazzoni. Presidio di protesta nell'ambito della mobilitazione al S.Giovanni-Addolorata, organizzato da Rdb-Cub Sanità per protestare contro gli accordi sottoscritti....


28 luglio 2009 - Iris

USI/RDB: RICERCA, PRECARI ISPRA ANCORA IN LOTTA, DOMANI SCIOPERO DAVANTI IL MINISTERO

(IRIS) - ROMA, 28 LUG - "Sono mesi che i precari dell’ISPRA sono in mobilitazione. Un tiro alla fune che non ha smosso amministrazione e governo di un passo", dichiara Emma Persia, del Coordinamento nazionale USI/RdB. "Ma i lavoratori non ammettono che le loro professionalità, nonché le loro condizioni di vita, nonché la tutela del nostro ambiente siano immolate sull’altare di immotivati vincoli di bilancio o peggio ancora in nome di uno sviluppo che non ammette vincoli subordinati allo sfruttamento dell’ambiente". Domani alle 15.00 al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si discuterà del riordino dell’Ente. Per l’occasione l’Usi-Rdb ha indetto un presidio di protesta davanti al Ministero di via Cristoforo Colombo. "Sarà l’occasione per capire cosa l’ISPRA deve fare e con quali risorse – spiega Persia - come cittadini contesteremo il tentativo di abolire quelle competenze di Ministero e Ispra che garantiscono la salvaguardia ambientale. Come lavoratori rivendicheremo il diritto di continuare a fare il nostro lavoro". "Già duecento lavoratori precari, infatti, sono stati espulsi dai loro posti di lavoro - aggiunge Persia - le loro attività sono state sospese. Altrettanti subiranno la stessa sorte alla fine di quest’anno. Per questo domani protesteremo con tutte le nostre energie e non smetteremo di farlo fino a quando non arriveranno garanzie sulla riassunzione dei lavoratori licenziati. Strumenti finanziari e normativi si possono trovare", conclude la rappresentante Usi-RdB.


28 luglio 2009 - Adnkronos

SANITÀ: RDB-CUB, SITUAZIONE PRECARIA CENTRO DISABILI
VIA SBRICOLI ROMA

Roma, 28 lug. -(Adnkronos) - «A causa della precaria situazione sanitaria di uno dei centri per assistenza disabili, sito in via Sbricoli, affidato al consorzio Ri rei, i lavoratori del centro sono da ieri in autogestione, con l'appoggio di parte dei familiari degli utenti». Lo comunica in una nota, la Rdb-cub di Roma. «In queste ore - si legge nella nota - il consorzio Ri rei ha ritirato da via Sbricoli la direzione sanitaria ed infermieristica, per cui gli utenti che dovrebbero ricevere terapie farmacologiche sono senza assistenza. I lavoratori hanno prontamente avvisato della grave situazione, per iscritto e per via telefonica, il Prefetto, la Asl competente e le altre cariche regionali senza per ora aver ottenuto alcun intervento». «La Rdb-Cub, insieme ai lavoratori - conclude la nota - denuncia l'immobilismo di tutte le istituzioni di fronte alla tutela del diritto alla salute delle persone più deboli e richiede l'intervento immediato della Regione con l'affidamento del servizio alle Asl di competenza».


28 luglio 2009 - Omniroma

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 28 lug - ....Presidio di protesta Rdb-Cub contro gli accordi sottoscritti da Cgil-Cisl-Uil Piazza S.Giovanni in Laterano, davanti sala Mazzoni (dalle ore 9)....

RI.REI, RDB CUB: «PREOCCUPA SITUAZIONE CENTRO VIA SBRICOLI»

(OMNIROMA) Roma, 28 lug - «I lavoratori del centro per assistenza ai disabili di via Sbricoli, uno dei tanti affidati al consorzio Ri.Rei sono da ieri in autogestione del servizio riabilitativo con l'appoggio di parte dei familiari degli utenti. In queste ore il consorzio Ri.Rei ha ritirato da via Sbricoli la direzione sanitaria ed infermieristica, per cui utenti che dovrebbero ricevere terapie farmacologiche sono senza assistenza. I lavoratori hanno prontamente avvisato della grave situazione, per iscritto e per via telefonica, il Prefetto la ASL competente e le alte cariche regionali senza per ora aver ottenuto alcun intervento. La Rdb-Cub, con i lavoratori, denuncia l'immobilismo di tutte le Istituzioni di fronte alla tutela del diritto alla salute delle persone più deboli e richiede l'intervento immediato della Regione con l'affidamento del servizio alle Asl di competenza». Così in una nota Rdb Cub.


28 luglio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 28 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:
* Resa dei conti nel consiglio del Cnr sull'uscita dalla società Quantica
* Col decreto anticrisi esultano gli evasori
* Precari Ispra in lotta
* "No all'Enea trasformata in Agenzia Rifiuti"
* Il giudice del lavoro "decapita" la dirigenza Ispra
* Dopo un anno, sbloccati 1800 concorsi universitari
* L'operatore dell'Issm non va più in missione
* Il Tribunale dà torto a Settimo Termini
* Il nuovo presidente Istat è Enrico Giovannini


28 luglio 2009 - Il Gazzettino

L’Ipab mette 13 dipendenti in mobilità verso enti esterni

Vicenza - L’Ipab di Vicenza avvia la procedura di mobilità esterna presso altri enti pubblici per 13 dipendenti. Si tratta di 10 lavoratori dei servizi generali e tre fisioterapisti, che non potranno più essere collocati all’interno della struttura dell’Istituzione vicentina, a seguito dell’appalto da parte del Comune di Vicenza di alcuni servizi, tra i quali la consegna dei pasti a domicilio, ad altre imprese. Forte la denuncia dei delegati Rdb Cub dell’Ipab di Vicenza: «Considerando che vi sono sei mesi di tempo per la collocazione del personale in esubero e poi subentra il licenziamento, che alcuni di questi dipendenti hanno limitazioni fisiche e tenuto conto dei disagi non indifferenti per coloro che dovranno cambiare la sede e forse anche la tipologia lavorativa, crediamo che ci sia qualcosa da ridire nel merito di questi metodi».

Ipab, 13 dipendenti pronti a traslocare
RdbCub: «C’è molto da ridire sui metodi adottati nei confronti del personale in esubero» Meridio: «È un attodovuto, necessario per la correttezza della spesa e il contenimento delle rette»
di Matteo Crestani

Vicenza - L’Ipab di Vicenza avvia la procedura di mobilità esterna presso altri enti pubblici per 13 dipendenti. Si tratta di 10 lavoratori dei servizi generali e tre fisioterapisti, che non potranno più essere collocati all’interno della struttura dell’Istituzione vicentina, a seguito dell’appalto da parte del Comune di Vicenza di alcuni servizi, tra i quali la consegna dei pasti a domicilio, ad altre imprese. Forte la denuncia dei delegati Rdb Cub dell’Ipab di Vicenza: «Considerando che vi sono sei mesi di tempo per la collocazione del personale in esubero e poi subentra il licenziamento, che alcuni di questi dipendenti hanno limitazioni fisiche e tenuto conto dei disagi non indifferenti per coloro che dovranno cambiare la sede e forse anche la tipologia lavorativa, crediamo che ci sia qualcosa da ridire nel merito di questi metodi».
Una presa di posizione che non vede opporsi il presidente dell’Ipab di Vicenza, Gerardo Meridio, che evidenzia: «Ci troviamo di fronte ad una situazione non certo facile a livello di gestione del personale. L’Ipab conta circa 570 dipendenti, dei quali un centinaio non sono adibiti a mansioni di assistenza. È arrivato il momento di razionalizzare. Il Comune di Vicenza, nel bando d’appalto avrebbe fatto meglio ad inserire una clausola di salvaguardia per la tutela dei dipendenti in servizio, così per i pasti a domicilio non ci sarebbero stati problemi per la gestione dei lavoratori, che sarebbero stati assorbiti dall’impresa aggiudicatrice dell’appalto».
I delegati del sindacato autonomo vicentino non mollano, comunque, e puntano sempre il dito contro la Direzione dell’Ipab di Vicenza che, dicono in un volantino «continua a sostenere che vi sono esuberi, mentre i lavoratori dicono che lavorano sempre di più e fanno anche straordinari. Sembra che i vertici e la base facciano discorsi completamente diversi. Noi che certamente sosteniamo la base, diciamo che non condividiamo questa procedura di mobilità e, pertanto, invitiamo tutti i dipendenti a venire presso la nostra sede sindacale in via Zaguri n. 65, laterale di viale Trieste, domani pomeriggio alle 16 per discutere eventuali iniziative di lotta per opporsi a questa presa di posizione della Direzione che, di fatto, tratta i dipendenti come merce da scaricare quando non servono più ai loro progetti».
Il presidente Gerardo Meridio, però, ritiene ingiuste le accuse e precisa: «Non possiamo mantenere in servizio personale non adibito all’assistenza delle persone dal momento che il servizio che doveva svolgere è venuto meno. L’avvio della procedura di mobilità presso altri enti pubblici rappresenta un atto dovuto, una misura necessaria anche dal punto di vista della correttezza della spesa, finalizzato certamente anche al contenimento delle rette». Quanto alla mobilità, invece, per due anni l’Ipab cercherà una diversa collocazione dei lavoratori, che nel frattempo percepiranno l’80 per cento della retribuzione, presso altri enti. Al termine del periodo i lavoratori non potranno che essere licenziati. «Si tratta di un percorso che faremo con le organizzazioni sindacali – conclude il presidente Gerardo Meridio – per questo il prossimo 4 agosto ci sarà un incontro in cui illustreremo le analisi finora fatte».

Raule: «La giunta dia risposte sul salario accessorio»

Rovigo - Continua la protesta di Fabio Raule, componente della lista Rdb, contro l'amministrazione comunale per richiedere alla giunta Merchiori di rispettare il suo impegno a incrementare il Fondo salario accessorio per l'anno 2008. Questa mattina, infatti, il sindacalista ha consegnato ai dipendenti del Comune un volantino per denunciare le mancanze dell'amministrazione.
«Tre anni fa, all’indomani della sua elezione a sindaco, ai componenti della Rsu convocati presso il suo studio, Merchiori ha detto che la forza della sua giunta deriverà da un confronto aperto e sincero con le Rappresentanze Sindacali Unitarie. Le sue parole preannunciavano un idillio nelle relazioni sindacali. La volontà di ascoltare e recepire le esigenze dei lavoratori e dei suoi rappresentanti».
In realtà, continua nel volantino, «già dopo un anno, tutti percepivano la distanza siderale tra le sue parole e i fatti, e ora, alla resa dei conti, quando le promesse devono diventare realtà, il sindaco latita e si rifiuta di incontrare la Rsu».
Secondo Raule i lavoratori stanno pagando sulla propria pelle il mantenimento delle cariche dirigenziali «super pagate e dal costo eccessivo».
La soluzione per il sindacalista sarebbe la predisposizione di un Piano dei fabbisogni di valenza triennale, che contempli l’eliminazione della figura professionale del Direttore generale e di alcuni firigenti in possesso dei requisiti per il trattamento pensionistico. «È del tutto evidente che per chi come Merchiori è orientato a garantire i benefici della casta dirigenziale, soluzioni di tal fatta appaiano come il fumo negli occhi. Ora la Rsu ha i coinvolto i revisori dei conti su quanto sta accadendo e tanto altro si può fare per contrastare questo stato di cose. Invito tutti i colleghi a tenere alta la guardia e di prepararsi a un autunno caldo se la ragione non prevarrà sopra l’arroganza».(M.L.)

«Grazie a noi è stato ridotto il fenomeno dell’abusivismo»

Venezia - (m.f.) È rimasto allibito a leggere le dichiarazioni dei sindacalisti di Rdb Cub riguardo la presenza di intromettitori al Tronchetto. Per Fabio Sacco, presidente di Alilaguna, quelle sono persone cui è stata data una possibilità e si stanno comportando molto bene.
«È assolutamente sbagliato - dice il presidente di Alilaguna - oltre che diffamatorio, associare l'azienda che assicura un servizio di linea regolarmente autorizzato e senza contributo pubblico con attività illecite che fino a qualche tempo fa venivano svolte al Tronchetto. Gli addetti al piazzale, regolarmente assunti dalla società, sono immediatamente riconoscibili dal tesserino identificativo e anche dall'abbigliamento. Il loro unico compito è aiutare chi arriva al Tronchetto e indicare agli ospiti della città il modo migliore per raggiungere la destinazione con il servizio pubblico di linea».
Quindi non indirizzano i clienti esclusivamente verso l’operatore privato?
«Assolutamente no, spiegano percorsi e prezzi e poi il turista decide. Unica cosa, la mattina si cerca di indirizzare chi va a San Marco verso il canale della Giudecca, essendo il Canal Grande già troppo trafficato. Desidero solo ricordare che è anche grazie all'attività di Alilaguna se al Tronchetto è stato fortemente ridotto il fenomeno dell'abusivismo. Di questa situazione, oltre che l'immagine e la reputazione di Venezia, ne ha beneficiato l'intero servizio pubblico di linea che ha visto raddoppiare gli incassi della biglietteria del Tronchetto. Noi abbiamo fatto uno sforzo anche per cercare di recuperare una parte del territorio che prima era in mano agli abusivi».
Oggi Alilaguna dà lavoro a 120 persone, 20 in più rispetto allo scorso anno e in controtendenza con altre aziende.
«Alcune di queste 20 persone hanno vissuto per anni ai margini della società, ma oggi gli abbiamo dato una possibilità e sono in regola al 100 per cento. Hanno un contratto a termine, dipende tutto da come andranno le cose, ma al momento si fanno la stagione. Di alcuni ho avuto ottimi riscontri, è la dimostrazione che l’abusivismo è soprattutto un fatto comportamentale».
L’Actv aveva spedito una lettera in cui si lamentava perla concorrenza di Alilaguna sulla tratta Tronchetto - San Marco.
«Non siamo in concorrenza con Actv, tanto che dal primo agosto sarà introdotta una tariffa integrata con la quale il turista potrà scegliere indifferentemente un mezzo Actv o di Alilaguna. Anche per gli operatori di piazzale sarà più facile lavorare: basterà accompagnare i turisti sul primo mezzo disponibile».
Fornite anche un servizio taxi?
«Quando un cliente non chiede un servizio pubblico di linea ma un motoscafo, noi proponiamo tariffe certe, in assoluta trasparenza con un biglietto pagabile anche con carta di credito. Così non ci sono sorprese».


28 luglio 2009 - Il Giornale

Ri.Rei, occupati i centri d’assistenza
INCREDULITÀ. I genitori dei disabili e gli addetti dei centri ex «Anni Verdi» se la prendono con Piero Marrazzo e manifestano davanti alla Pisana

Roma - «Basta con la mafia, via la Ri.Rei. Chiediamo giustizia per i disabili e dignità per i lavoratori». Non si danno pace i genitori dei ragazzi con handicap e gli operatori dei centri ex «Anni Verdi», gestiti, dal 2006 e senza alcuna gara pubblica, dal consorzio Ri.Rei per volontà di Augusto Battaglia. Che ieri pomeriggio, armati di grinta e striscioni, hanno protestato davanti alla Pisana contro la retromarcia innescata dal commissario ad acta Piero Marrazzo. Proprio il governatore, lo scorso 3 luglio, aveva assicurato loro l’affidamento della gestione dei centri residenziali alle Asl almeno per 60 giorni. In attesa di trovare un ente con requisiti affidabili che sostituisse la Ri.Rei, accreditata fino al prossimo 30 luglio. Solo una manifestazione di intenti. Perché a distanza di tre giorni, precisamente il 6 luglio scorso, Marrazzo si è rimangiato subito la parola con una delibera di giunta che stabiliva l’accreditamento a singole cooperative per la guida dei singoli centri ex «Anni Verdi».
«Il governatore è sordo davanti alla nostra disperazione - ha tuonato, durante la manifestazione, Angelamaria Contona, presidente dell’associazione genitori utenti disabili -. E non si cura di salvaguardare né i malati, né i lavoratori che non paga da quattro mesi». Solidarietà e supporto al malcontento dei genitori dei malati diversamente abili sono arrivati dagli esponenti delle organizzazioni sindacali (Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Rdb-Cub) che nel corso della manifestazione di protesta hanno chiesto congiuntamente che «il consiglio regionale si pronunci con un ordine del giorno sull’affidamento provvisorio alle Asl, vista anche l’incongruenza della Ri.Rei». Una richiesta condivisa, a sopresa, anche da alcuni esponenti di maggioranza, ovvero Enrico Luciani, Ivano Peduzzi, entrambi del Prc, e Maria Grazia Grosso (Pdci), che hanno presentato un articolo aggiuntivo all’assestamento del bilancio regionale con il quale richiedono che «tutte le attività sanitarie e assistenziali, con il relativo personale dei servizi di riabilitazione ex "Anni Verdi", vadano dal prossimo primo agosto sotto la gestione della Asl, al fine di garantire la continuità terapeutica assistenziale per almeno novanta giorni». «È necessario avviare una gestione completamente pubblica della sanità, senza profitto per gli operatori terzi», ha puntualizzato Luciani. E sempre ieri, inoltre, i familiari dei disabili del centro residenziale di Lavinio hanno occupato la struttura, mentre quelli della residenza di via Sbricioli hanno avviato un’autogestione. «Qui a Lavinio, l’occupazione proseguirà a oltranza - spiega Maria, madre di un ragazzo autistico -. Marrazzo non può continuare a prenderci in giro».


28 luglio 2009 - Il Denaro

occupazione
Consorzi rifiuti, l'Rdb preoccupato per il destino dei lavoratori

Benevento - In vista della provincializzazione del ciclo dei rifiuti, il settore ambiente del sindacato RdB di Benevento chiede chiarezza sul futuro dei lavoratori dei consorzi rifiuti che operano nel Sannio. A partire dal prossimo cinque agosto, infatti, la gestione del ciclo integrato dei rifiuti spetta ad una società provinciale destinata a subentrare ai consorzi attivi sul territorio. Obiettivo della provincia di Benevento è un riordino complessivo in grado di sopperire ai deficit dei siti di stoccaggio e smaltimento, ai fondi esigui, alla riqualificazione e alla riconversione degli impianti preesistenti.
"Dopo 15 anni finisce il commissariamento per l'emergenza e si torna alla normalità", dichiara il coordinatore del sindacato, Piero Mancini, "la nuova società dovrà risolvere problemi enormi se vorrà raggiungere gli obiettivi e le percentuali di raccolta differenziata previsti dalla legge. Iniziamo dagli operatori che lavoreranno alle sue dipendenze. Oggi, infatti", sottolinea ?Mancini, "esistono due tipi di operatori: quelli direttamente dipendenti dai tre Consorzi e, molte decine, dipendenti di cooperative che effettuano lavori esternalizzati dai consorzi. Saranno assunti tutti o solo i dipendenti diretti dei tre consorzi? La nuova società provinciale", conclude preoccupato il segretario provinciale, "avrà un corretto rapporto con i lavoratori e i sindacati?". Di recente, l'assessore all'ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, in merito all'annosa questione relativa al Consorzio Benevento 1, aveva messo in evidenza che, pur non essendo compito dell'ente provinciale occuparsi delle difficoltà dei consorzi rifiuti, si era ritenuto opportuno dover intervenire per affrontare una situazione di acuta crisi connessa alla situazione economica dell'ente. Un dato che, di fatto, impedisce lo svolgimento quotidiano della raccolta.(C.D.G.)


28 luglio 2009 - Corriere Fiorentino

Niente soldi Posti a rischio in due piscine

Firenze - Niente finanziamenti (e appalto), al momento, per le piscine comunali Iti e Don Minzoni.
Il Comune ha affidato soltanto due piscine (Costoli e Paganelli) su quattro: «Facce nuove e metodi vecchi: sono messi a rischio posti di lavoro e servizi per i cittadini», protestano i Cobas e la Rdb/Cud. E intanto l’assessore allo Sport Barbara Cavandoli spiega: «Le piscine appaltate dipendono dal Comune, mentre le altre fanno capo al Quartiere Cinque, che non ha le risorse per gestirle. Stanno cercando di trovare una soluzione per risparmiare. Fra le ipotesi c’è l’affidamento a qualche società sportiva».(F.S.)


28 luglio 2009 - Metropoli web

Pomigliano, crisi Fiat: nuova cassa integrazione a settembre

POMIGLIANO D´ARCO (NAPOLI) - Sei giorni di lavoro: sono quelli annunciati dalla Fiat per il mese di settembre agli operai del ´Giambattista Vico´ di Pomigliano d´Arco (Napoli). Ne ha dato notizia Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas. Gli operai, che sono rientrati in fabbrica oggi e lavoreranno anche domani, saranno in cassa integrazione fino al prossimo 6 settembre compreso. "Poi - spiega Granillo - ci sarà una ripresa per il 7 e l´8 settembre. Gli addetti alla 159 lavoreranno anche il 9 del mese, e poi stop fino al 22. Il 23, 24 e 25 ci sarà la ripresa produttiva per poi tornare in cassa fino al 4 ottobre". Granillo, inoltre, ha annunciato che il 26 settembre prossimo, nell´aula magna del Politecnico di Napoli, si svolgerà un´assemblea pubblica per la difesa e la democrazia sindacale nei settori pubblici e privati. "Con la scusa della cassa integrazione - ha concluso - i sindacati di base si rifiutano di indire le elezioni per il rinnovo delle rsu nello stabilimento di Pomigliano. Cosa che sarebbe necessaria, soprattutto in questo momento, per dare una sferzata alla lotta per difendere il proprio posto di lavoro. Gli operai sembrano abbandonati al loro destino, e nessuno si preoccupa realmente di sapere cosa ne sarà del futuro di oltre 5mila lavoratori".
GIANNONE: "SBAGLIATO IL VOLANTINAGGIO DI OGGI" "I compagni dei Cobas, della Fiom e di Rifondazione comunista della Fiat, hanno molti motivi per parlare dello stabilimento di Pomigliano, ed invece si fossilizzano su questioni che non sono le priorità per gli operai del Giambattista Vico". Lo ha detto Gerardo Giannone, segretario di Sinistra popolare alla sezione Fiat di Pomigliano d´Arco (Napoli), commentando il volantinaggio avvenuto oggi davanti allo stabilimento automobilistico da parte di alcuni operai, per il rinnovo delle rsu e la piattaforma contrattuale. "Sono stupito ed esterefatto per quello che ho visto - ha aggiunto - c´é il problema dei 300 apprendistato il cui contratto scadrà a fine mese e che non sarà rinnovato a tutti. C´é il problema della cassa integrazione ordinaria che per novembre dovrebbe essere esaurita, e quello della piattafroma produttiva che non è stata ancora rinnovata. Mi sembra si vogliano strumentalizzare le disgrazie degli operai, con Cobas, Fiom e Rifondazione comunista, che chiedono il rinnovo di rsu e pubblicizzano le proprie piattaforme contrattuali". "A questo punto - conclude Giannone - chiedo ai lavoratori di fare un´analisi seria su quanto sta accadendo, e su quelle persone che, invece di focalizzare i reali problemi, continuano a fantasticare su cose che possono essere affrontate con calma. Cobas, Cub e rifondazione comunista, invece, ci dessero una mano nella lotta alla soluzione dei problemi più immediati".


27 luglio 2009 - Asca

LAZIO/CASA: MOVIMENTI FORZANO CORDONI POLIZIA DAVANTI A SEDE REGIONE

(ASCA) - Roma, 27 lug - E' iniziata la protesta dei movimenti per il diritto all'abitare romani (Asia-RdB) davanti alla sede del Consiglio della Regione Lazio, che si svolgera' dal pomeriggio. Una protesta per dire ''no'' al piano casa votato in giunta la settimana scorsa. A via della Pisana, oltre cinquecento manifestanti hanno forzato i cordoni delle forze dell'ordine, riferiscono gli stessi manifestanti, posti davanti agli ingressi della Regione per impedirne l'accesso e si sono disposti nel piazzale antistante gia' da questa mattina, per seguire lo svolgimento dei lavori delle commissioni Urbanistica e Bilancio. I movimenti chiedono un incontro con le Commissioni congiunte e con i capigruppo delle forze politiche.


27 luglio 2009 - Omniroma

RI.REI, RDB-CUB: «LAVORATORI E FAMILIARI IN ASSEMBLEA PERMANENTE»

(OMNIROMA) Roma, 27 lug - «Di fronte alla marcia indietro della Giunta regionale che al tavolo della vertenza ex anni verdi, servizio oggi gestito dal consorzio Ri.Rei., lo scorso 3 luglio aveva assicurato l'affidamento della gestione del servizio alle rispettive Asl per un periodo congruo al fine della ricerca di un soggetto in possesso dei requisiti ed affidabile, oggi è scattata la protesta dei lavoratori e familiari nei vari centri. I lavoratori e i familiari, avvisati il prefetto il presidente Marrazzo e i direttori generali delle Asl, sono in assemblea permanente, blocco dei servizi ed estromissione dei dirigenti del consorzio». Lo comunica Rdb-Cub con una nota. «Oggi gli stessi lavoratori e familiari si trasferiranno alla Pisana, dove chiederanno che il Consiglio regionale si pronunci con un odg sull'affidamento provvisorio alle Asl - continua la nota - Nella stessa giornata di oggi, alle 15, si svolgerà all'interno della sede della Pisana una conferenza stampa indetta dai familiari degli utenti, presenti oltre ai lavoratori anche tutti i sindacati, in cui verranno illustrate alla stampa le ragioni della vertenza e verrà offerta la visione della documentazione delle denunce fatte in questi mesi a tutte le Istituzioni. La Rdb-Cub nel dare la propria solidarietà attiva ai lavoratori e familiari in lotta, ribadisce la richiesta alla Giunta di un affido seppur provvisorio del Servizio alle ASL, data la ormai incongruenza del consorzio Ri.Rei che, scioltosi ormai in 3 - 4 componenti, pretende l'affidamento centro per centro».


27 luglio 2009 - Ansa

SANITÀ:LAZIO;DIPENDENTI RIREI,OCCUPATI CENTRI ASSISTENZIALI

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - Occupazione del centro residenziale di Lavinio (in provincia di Roma), autogestione e occupazione del centro di via Sbricoli, blocco del servizio e occupazione per quelli di via Majorana, via Dionisio e via Talli a Roma. Sono le azioni di protesta («che proseguiranno a oltranza», spiegano) dei lavoratori e dei genitori del consorzio Ri.Rei, che si occupa di assistenza ai disabili nella Regione Lazio, per protestare contro la decisione della Giunta di non affidare provvisoriamente il servizio alle Asl come sembrava essere l'intenzione iniziale. A renderlo noto è una delegazione di sindacalisti e lavoratori che sta protestando di fronte ai cancelli del Consiglio regionale, mentre all'interno dell'edificio è in corso una riunione a cui stanno prendendo parte anche esponenti politici. A supportare le richieste dei lavoratori Ri.rei. i consiglieri regionali Enrico Luciani e Ivano Peduzzi: il primo ha partecipato all'incontro sostenendo la necessità «di una gestione completamente pubblica della sanità, senza margini di profitto per gli operatori terzi». Il secondo ha presentato un articolo aggiuntivo all'assestamento di bilancio regionale, in questi giorni in discussione, con il quale si dispone l'affidamento dei servizi alle Asl in attesa di individuare un soggetto, «prioritariamente nell'ambito pubblico» a cui assegnarli in via definitiva. Le Asl, aggiunge il testo di Peduzzi, dovranno poi presentare un progetto di organizzazione stabile dei servizi assistenziali. Il personale di Lavinio ha detto che secondo Regione e Asl Rm H la struttura avrebbe dovuto essere chiusa il 30 giugno ma ha avuto una proroga dopo che è stato appurato che il verbale dei Nas non ne indicava la chiusura ma solo lavori di ristrutturazione e l'adeguamento del numero di ospiti. «I ragazzi disabili - dice Delia Patacchiola della Rdb Cub - da 30 sono scesi a 24. Altri 2 trasferimenti avverranno la settimana prossima e i rapporti spazi-degenti saranno adeguati. Ma se la Regione Lazio intende prorogare al Consorzio Ri.Rei la gestione, siamo pronti a passare dall'occupazione all'autogestione».

SCUOLA: PROTESTA EDUCATRICI ASILI NIDO A PALAZZO MARINO

(ANSA) - MILANO, 27 LUG - Piatti e pentole trasformati in improvvisati tamburi, fischietti e megafono in bocca le educatrici e gli ausiliari degli asili nido di Milano hanno inscenato nel pomeriggio una colorata protesta davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Denunciano «pesanti tagli, coperti da operazioni cosmetiche, nei finanziamenti agli asili tanto che sono a rischio circa 520 posti di lavoro e un servizio a 1.500 bambini». L'iniziativa, sia pur su piattaforme un pò diverse, è stata attuata dai sindacati confederali - Cgil, Cisl e Uil - e dalla Confederazione unitaria di base (Cub). A questo tema si è aggiunto anche la denuncia «del ridimensionamento e della chiusura delle scuole civiche milanesi». La questione degli asili nido, per voce degli stessi lavoratori, è complessa: il Comune «ha modificato la modalità di assegnazione dei servizi abolendo gli appalti a cooperative sociali che garantiscono ai dipendenti un contratto nazionale con un reddito mensile di circa 1.150-1.200 euro netti nell'ambito di un preciso progetto educativo». «Ora invece - affermano i sindacati - è stato stabilito un sistema di accreditamento per macro-aree cittadine, rifiutato dalle cooperative perchè le obbligherebbe a tagliare i salari fino a 650 euro al mese e a non garantire i servizi, che scarica sugli enti costi di ristorazione e trasporto. Si sono presentate solo società non specializzate nel settore». I manifestanti hanno anche denunciato che la maggioranza e la Giunta non ha voluto ricevere una delegazione che è stata invece ascoltata dall'opposizione.


27 luglio 2009 - Il Gazzettino

Tronchetto: stessi intromettitori, nuovo padrone
L’assessore Mingardi: «Non ne sapevo nulla,
ma sono le forze dell’ordine a dover controllare la situazione»
di Raffaella Vittadello

Venezia - Che siano professionisti, nel loro campo, non ci piove. Il mestiere di raggruppare turisti al Tronchetto, mettendoli in riga con autorevolezza e velocità, indirizzandoli alle barche meglio di quanto saprebbero fare le guide madrelingua, lo conoscono bene. Accanto alla targhetta che portano appuntata sul petto ora c’è il logo di Alilaguna. Sbucano all’uscita del garage e anziché pubblicizzare esclusivamente i prodotti tipici dell’artigiano come il vetro e il merletto (motivo per il quale questa figura professionale era stata creata dal Comune con tanto di licenza) propongono soprattutto i servizi di navigazione per S. Marco. E tutto questo a pochi passi dalle finestre della direzione Actv, che per ironia della sorte si è trasferita proprio lì, come ha documentato in un video Gianpietro Antonini, coordinatore del sindacato Rdb Cub, che è stato consegnato ai rappresentanti di Prefettura, Comune e Provincia oltre che di Actv. Gli intromettitori al Tronchetto sono tornati in azione, «legittimati attraverso il servizio di Alilaguna». Lo denuncia in una lettera a Regione, Provincia, Comune e vertici Actv la Uil Trasporti regionale, che si sofferma sull’opportunità delle partecipazioni di Actv in questa società, preferendo invece "Venice by Boat" già controllata e già affidataria di servizi di linea che poteva essere utilizzata come braccio operativo turistico». Al di là del fatto che proprio pochi mesi fa la Uil aveva sollevato dubbi anche sulla validità dell’operazione che ha trasformato la cooperativa "Venice by Boat" in una società a responsabilità limitata, protestando per il possibile sub-affidamento di una linea turistica come i "vaporetti dell’arte" che di fatto non sono ancora partiti.
Ed è proprio questo uno dei temi del questionario più che della lettera che si rivolge in più direzioni. In essa si chiede quali vantaggi abbiano tratto Comune e Actv dalle decennali partecipazioni in Alilaguna, perché i sub-affidamenti non vengano prima concordati con le organizzazioni sindacali, perché il Comune continui a rilasciare concessioni al servizio di linea ad Alilaguna con mezzi gran turismo in sovrapposizione ad Actv, lasciando «che il concorrente sottragga risorse a danno del servizio pubblico». Perché il Comune non si oppone all’uso degli intromettitori a terra, perché l’assessore ai trasporti «continui a favorire Alilaguna visto che il Comune ha inserito le ore di moto dei servizi effettuati da questa società per l’aeroporto nel bando di gara regionale sui servizi minimi».
In sostanza un attacco frontale all’assessore alla Mobilità, Enrico Mingardi. «Degli intromettitori non so nulla - premette - prendo atto della segnalazione ma sono le forze dell’ordine a dover vigilare. Quanto ai favoritismi nei confronti di Alilaguna si sta perdendo di vista il problema. Ripeto che il Comune sta cercando di dare una risposta in termini qualitativi e quantitativi alle esigenze del trasporto pubblico del Tronchetto ed è necessario fare fronte comune tra Actv e Alilaguna rispetto alle organizzazioni private. Se poi parliamo di servizi minimi da mettere a gara è l’esatto contrario di quello che dice la Uil Trasporti. Per ora il servizio per l’aeroporto è gestito da Alilaguna a costo zero per il Comune; se lo facesse Actv si spenderebbero 100 euro all’ora. Lo abbiamo però inserito come collegamento tra i servizi che dovranno essere garantiti alla città e soggetti a contributo pubblico e quindi sarà messo a gara come gli altri. Quello che a me interessa sono i risultati, in termini di incassi e organizzazione del lavoro. Il resto sono chiacchiere che non mi interessano».


27 luglio 2009 - Il Quaderno

Polemica su Nardone: ‘E’ stato l’unico a perdere sull’inceneritore Vocem’

Benevento - Piero Mancini, coordinatore provinciale del sindacato RdB/Ambiente di Benevento, ha inviato un comunicato stampa in redazione dove commenta la decisione della Conferenza dei Servizi di respingere il progetto della Vocem per l’impianto a biomasse nel territorio di San Salvatore Telesino. "Contro la costruzione dell’inceneritore – scrive Mancini – hanno vinto la tutela dell’ecosistema, i comitati dei cittadini e degli amministratori provinciali. L’unico che ha perso è stato Carmine Nardone, ex presidente della Provincia, che montò una campagna nazionale pur di far costruire l’impianto. Anche i consiglieri provinciali che rimangiarono il loro voto negativo, come il popolo sannita indicava, non hanno fatto una figura migliore". "In questi giorni le pagine dei giornali grondano di dichiarazioni e felicitazioni – seguita il sindacalista -. Tutti sprizzano gioia e felicità per la vittoria finale contro i bergamaschi leghisti. Metteranno lo stesso impegno, questi prodi generali e leader politici, nella battaglia contro la costruzione della centrale turbogas Luminosa a Ponte Valentino? E’ questo il vero metro di misura della capacità della nostra classe dirigente".

I dubbi di RdB/Ambiente: che fine faranno i lavoratori dei tre consorzi rifiuti?

Benevento - Il sindacato RdB/Ambiente di Benevento chiede chiarezza sul futuro dei lavoratori dei Consorzi rifiuti che operano nel Sannio. Il 5 agosto, infatti, vedrà la nascita della società provinciale per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti che subentrerà proprio ai Consorzi. "Dopo 15 anni finisce il commissariamento per l’emergenza e si torna alla normalità – dichiara il coordinatore del sindacato, Piero Mancini -. La nuova società dovrà risolvere problemi enormi se vorrà raggiungere gli obiettivi e le percentuali di raccolta differenziata previsti dalla legge. Iniziamo dagli operatori che lavoreranno alle sue dipendenze. Oggi, infatti, esistono due tipi di operatori: quelli direttamente dipendenti dai tre Consorzi e, molte decine, dipendenti di cooperative che effettuano lavori esternalizzati dai Consorzi. Saranno assunti tutti o solo i dipendenti diretti dei tre Consorzi? La nuova società provinciale avrà un corretto rapporto con i lavoratori e i sindacati? ".


27 luglio 2009 - Tempo Stretto

Cub Trasporti: si stabilizzino subito i precari del Cas
Lettera del sindaco a ministri, presidente della Regione e istituzioni interessate

Messina - «Con voce alta e chiara i precari del Consorzio Autostrade Siciliane rivendicano il diritto ad un lavoro dignitoso, reclamando una reale stabilizzazione per un lavoro vero e a tempo indeterminato in un settore che ha già riconosciuto una carenza d'organico di 238 unità». A parlare è Francesco Urdì, della federazione regionale Cub Trasporti, il quale ha inviato una lettera, tra gli altri, ai ministri Matteoli e Prestigiacomo, al governatore Lombardo e all'assessore regionale ai Lavori pubblici Beninati, al presidente dell'Anas Ciucci e al prefetto Alecci. «Denunciamo gli scempi posti in essere dal C.A.S. circa le cicliche, estenuanti e croniche disfunzioni in ordine alle prestazioni lavorative di tutto personale di ruolo in servizio presso il Consorzio. Ci riferiamo alle molteplici difformità negative che caratterizzano il contraddittorio rapporto lavorativo con i citati dipendenti, ossia il continuo, sproporzionato, inaccettabile e anticostituzionale blocco delle ferie, il ricorso a prestazioni supplementari e straordinarie, trasferte fuori sede e turni privi dei riposi fisiologici dei lavoratori A.T.E., a fronte della mancata applicazione degli accordi intercorsi in ordine sindacale (l'mpegno già assunto di stabilizzazione di tutto il personale precario) tra la Cub Trasporti, il Comitato Regionale per il Lavoro, la ex Presidente del Consorzio Autostrade Siciliane e il Presidente dell'ufficio U.P.L.M.O. di Messina presso la Presidenza della Regione Siciliana del 22 gennaio 2009». «Fortemente allarmati e delusi per quanto sopra - scrive ancora Urdì - richiamandoci sull'importanza degli introiti del pedaggio autostradale, il quale costituisce la parte più importante del bilancio del C.A.S., mentre si inaugura un nuovo tratto autostradale in Sicilia, ricordiamo al presidente Lombardo, ai direttori dell'ANAS Dibennardo e Ciucci, ai ministri Prestigiacomo e Matteoli, la non più sopportabile condizione precaria all'interno del Consorzio e li sollecitiamo urgentemente a intervenire per l'immediata revoca del ricorso osceno al lavoro straordinario, e alla mobilità inter-Ente di dubbia legittimità, per l'adozione di soluzioni atte al produttivo impiego delle risorse economiche e umane, e per il ripristino della legalità e dei diritti negati ai precari con soluzioni rapide e durature che permettano di svuotare finalmente il bacino dell'ultra ventennale e ormai cronico precariato del C.A.S.».


27 luglio 2009 - Zeus news

C'era bisogno dei contratti di solidarietà in Telecom?
Telecom Italia sigla un accordo con Cgil, Cisl e Uil sui contratti di solidarietà per il 1254, duramente contestato da Snater, Ugl e Cub

Telecom Italia ha distribuito 1,5 miliardi di utili in primavera, ha erogato in due anni 70 milioni di euro ai suoi manager e quadri di premi e bonus, una quarantina di milioni di euro di liquidazione agli ex manager della gestione Tronchetti, ha incassato 300 milioni di euro in più di canone all'anno, ha tagliato investimenti, vende in Italia e all'estero pezzi importanti del gruppo, ha incassato due miliardi di euro di bond sul mercato finanziario internazionale. Un'azienda del genere ha bisogno di utilizzare ammortizzatori sociali come i contratti di solidarietà? Ne ha diritto? Si tratta di un "finanziamento dello Stato agli azionisti" e l'azienda "privatizza i profitti e socializza le perdite"? Questa è la posizione i sindacati di base della Telecom FlmUniti e Cub-Cobas e lo Snater, in compagnia dell'Ugl. Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto l'accordo che prevede l'applicazione per due anni del contratto di solidarietà a 1.050 dipendenti della "Directory Assistance" di Telecom Italia, senza mettere per iscritto nessun impegno aziendale per la riqualificazione e la ricollocazione professionale di questi lavoratori che, pur godendo di un buon sostegno da parte dell'Inps, perderanno mediamente 4.000 euro all'anno rispetto agli altri 55.000 loro colleghi in Telecom. Ce n'era davvero bisogno? Sono tutte domande che in questo scorcio d'estate arroventeranno il clima interno a Telecom, anche se dirigenti sindacali Cgil, Cisl e Uil - oltre che lo stesso Bernabè - sono quasi unanimi nel definirlo un buon accordo; e anche il ministro Sacconi che lo ha favorito fortemente. La risposta è che, fin dall'inizio, il sindacato confederale non ha attaccato frontalmente ma praticamente ha fatto suo, senza riserve, l'assunto di Telecom Italia che si tratterebbe di "personale poco scolarizzato, ammalato, con troppi carichi familiari". Lo strumento dei contratti di solidarietà, poco usato fino all'odierna crisi, non ha mai visto opporsi lavoratori in cause legali; ma probabilmente gruppi di lavoratori potrebbero far causa a Telecom Italia per discriminazione. Rimane comunque il fulcro dell'operazione, che Bernabè ha voluto riconfermare, il dimagrimento degli organici con ulteriori 4.000 fuoriuscite che Telecom Italia vuole realizzare nel prossimo biennio.


27 luglio 2009 - Il Sannio online

«Contro l’inceneritore, Nardone è l’unico ad aver perso»

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO...
Benevento - Come è noto, sono stato uno degli animatori dei comitati che hanno lottato contro la costruzione degli inceneritori di Reino e San Salvatore Telesino. Per questo motivo intervengo per commentare la vicenda Vocem.
Contro la costruzione dell’inceneritore della Vocem hanno vinto: a) la tutela dell’ecosistema, i vigneti, gli alberi, l’aria e l’acqua della valle telesina; b) i comitati dei cittadini e gli amministratori provinciali. L’unico che ha perso è stato Carmine Nardone, ex presidente della Provincia, che pur di far costruire l’inceneritore montò una vergognosa campagna di stampa nazionale, degna di miglior causa. Come tutti ricorderanno. Anche i consiglieri provinciali che rimangiarono il loro negativo voto, come il popolo sannita indicava, non hanno fatto una figura migliore. Il dimissionario Nardone tale doveva restare. Nessuna ragione amministrativa e/o politica giustificava rinnegare quel democratico voto. Una delle pagine più vergognose della storia amministrativa della Provincia. Nardone resterà nelle pagine nere anche per il fantomatico dissociatore molecolare!
In questi giorni le pagine dei giornali grondano di dichiarazioni e felicitazioni. Tutti sprizzano gioia e felicità per la vittoria finale (che, come tutti sanno, ha sempre moltissimi padri) contro i bergamaschi leghisti. Metteranno lo stesso impegno, tutti questi prodi generali e leaders politici nella battaglia contro la costruzione della centrale turbogas Luminosa, a Ponte Valentino? E’ questo il vero metro di misura della capacità della nostra classe dirigente: i 10 Mw dell’inceneritore di Reino e gli 11 dell’inceneritore di San Salvatore Telesino sono una inezia rispetto ai 385 Mw della turbogas. Visto che tutti si esaltano per la vittoria, ci chiediamo: nel caso che la Luminosa non sarà spenta, per sempre, chi avrà il coraggio di riconoscere la sconfitta? Chi, per questo motivo, avrà il coraggio di dimettersi, dagli incarichi politici o amministrativi, per la manifesta incapacità di salvaguardare il futuro ambientale ed economico del nostro territorio? Forse che il popolo non li ha nominati generali per questo?
Piero Mancini - coordinatore provinciale RdB ambiente


26 luglio 2009 - Omniroma

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 26 lug - ....- Conferenza stampa «Contro le speculazioni della Regione Lazio e della Rirei sulla pelle dei disabili. Genitori e lavoratori in sciopero della fame». Partecipano la presidente dell'associazione Angelamaria Contona, i genitori ed i lavoratori dei centri ex Anniverdi, Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl Lazio e Rdb Cub Lazio. Sala Nuova - Consiglio regionale (ore 15)....


26 luglio 2009 - IMG Press

CONVOCATA MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA
ROMA 17 OTTOBRE 2009

(26/07/2009) - Una delegazione del coordinamento Stop razzismo e di Socialismo rivoluzionario, Unicobas, Partito umanista, Centro delle culture help to change, Associazione 3 febbraio è intervenuta ad un'assemblea antirazzista, tenutasi oggi sabato 25 luglio, promossa da: unione cittadini immigrati di Roma, comitato immigrati in Italia, Rifondazione comunista, ex Canapificio Caserta, Sinistra Critica, movimento migranti e rifugiati di Caserta, mfam, immigrati autorganizzati Torino, Dhuumcatu, Illiria, ass. filippini Roma, Sunugal MI, insieme per la pace, mosaico interculturale, senegalesi Toscana, Focsi, ass. Bangladesh, Indiani e Pakistan Roma,Centro delle culture Milano, el Condor, Uai, mov. di lotta per la casa Firenze, Arcobaleno Riccione, Fat, Todo Cambia Milano, Studio 3R, RdB-Cub, Sdl, Cobas, Naga, missionari Comboniani, coord. Migranti Verona, razzismo stop, Adl Padova, Fed. Chiese evangeliche. Il coordinamento Stop razzismo ha proposto una mozione votata all'unanimità dei partecipanti che convoca una manifestazione nazionale antirazzista per sabato 17 ottobre a Roma sulla seguente piattaforma:
- No al razzismo
- Per la regolarizzazione generalizzata per tutti
- Ritiro del pacchetto sicurezza
- Accoglienza per tutti
- No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
- Per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
- Diritto di asilo per i rifugiati e profughi
- Per la chiusura definitiva dei centri di identificazione ed esplusione (CIE)
- No alle divisioni tra italiani e stranieri
- Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all'istruzione per tutti
- Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
Si tratta di una manifestazione nazionale su una piattaforma chiara ed essenziale, sulla quale si è costituito un comitato promotore nazionale, che il coordinamento Stop razzismo si impegna fin d'ora a costruire.


26 luglio 2009 - Il Giornale di Vicenza

EMERGENZA. Il 4 agosto incontro con le parti sindacali, ma i Cub annunciano battaglia
Crisi-Ipab, 13 lavoratori vanno verso la mobilità
Meridio: «Colpa del Comune che ha dato il servizio pasti a domicilio in appalto senza prevederne le conseguenze»
di Roberta Bassan

Vicenza - C’è sempre una prima volta e questa volta è toccato all’Ipab: 13 dipendenti in mobilità. Il presidente Gerardo Meridio lo ha annunciato alle organizzazioni sindacali nell’ultima riunione di concertazione legata ad alcune modifiche relativa ai coordinamenti di reparto.
Ebbene in quella sede è stato anticipata la prospettiva in sorte ad una parte di lavoratori: «Il Comune ha affidato il servizio dei pasti a domicilio ad una ditta esterna: l’analisi organizzativa porta ad una decina di esuberi».
Si tratta proprio dei 10 dipendenti che portavano a casa i pasti ai 270 anziani, in un servizio che l’Ipab svolgeva ormai da 20 anni e che dal 1° luglio è invece stato affidato ad una ditta esterna. Lavoratori fissi per i quali andrà avviata la procedura di mobilità. Non sono i soli: nell’ambito di una riduzione dei reparti a farne le spese saranno anche tre fisioterapisti. Alla comunicazione dei giorni scorsi seguirà un incontro formale, già fissato il 4 agosto, in cui la situazione verrà illustrata ed esaminata congiuntamente tra l’azienda e le parti sindacali . «Vedremo - afferma Meridio - se ci sono possibilità di recuperare il personale all’interno dell’ente, oppure in base all’accordo di programma con il Comune presso altri enti pubblici. In ogni caso questa è la situazione lasciata dal Comune di Vicenza che non ha previsto nell’ambito dell’appalto l'assorbimento del personale: l’Ipab si è trovato con una serie di entrate in meno, ma anche con una serie di dipendenti da 20 anni di ruolo che non hanno più il loro servizio da svolgere».
Ed è polemica con i delegati Cub, Confederazione unitaria di base che hanno promosso per mercoledì alle 16, nella sede sindacale in via Zaguri 65, laterale di via Trieste, un incontro con i dipendenti «per discutere eventuali iniziative di lotta per opporsi a questa presa di posizione della direzione che di fatto tratta i lavoratori come merce da scaricare». Secondo l'organizzazione la direzione ha deciso senza l’accordo sindacale che ci sono esuberi e che 13 dipendenti devono essere spostati ad altri enti. «Peraltro - continuano in una nota - la direzione continua a sostenere che vi sono esuberi, mentre i dipendenti affermano che lavorano sempre di più e fanno anche straordinari». Polemica nella quale Meridio non vuole entrare: «La situazione che si è venuta a creare - ribadisce - è avvenuta a seguito dell’appalto del Comune. Le procedure sindacali sono state avviate da parte nostra in modo corretto, tanto che il 4 agosto è già stata fissata la data per analizzare la situazione che non abbiamo creato noi. Il resto sono solo speculazioni».


26 luglio 2009 - Il Resto del Carlino

LA POLEMICA
Servizio prevenzione chiuso di notte

Ascoli - IN MERITO all'incendio di Ripatransone, registriamo un intervento della Federazione delle rappresentanze sindacali di base dei Vigili del Fuoco delle Marche, a firma di Gianfranco Fioravanti. «Alle due è uscita la partenza del distaccamento di S. Benedetto, subito dopo raggiunta dalla seconda partenza. Dopo circa tre ore e mezza di lavoro, l'incendio era spento. E' stato riferito alla sala operativa di predisporre il servizio per la sorveglianza dell'area, che sovrintende ad altri enti. Intorno alle 5 abbiamo chiamato il 1515, (n.d.r. numero di prevenzione e allarme incendi di bosco) ma la voce registrata del centralino informa che il servizio inizia alle 7. Alle sette e 45, abbiamo appreso che l'incendio aveva ripreso vigore e nessuno era sul posto. La centrale dei Vigili di Ascoli ha chiesto se la partenza di S. Benedetto, che stava operando su un incidente stradale a 22km di distanza, poteva recarsi sul luogo dell'incendio, ma ormai era tardi». Morale, ettari ed ettari di bosco in fumo, insieme a ingenti somme di denaro per mezzi e uomini.


25 luglio 2009 - Tempo Stretto

Ponte sullo Stretto, la procedura si velocizza. E ripartono le proteste
Il contributo di 1,3 miliardi stanziato dal decreto anticrisi consentirà, secondo Tremonti e Matteoli, di effettuare i lavori nei tempi stabiliti.
L’8 agosto manifestazione no Ponte a Messina (ore 18, Piazza Cairoli)

Messina - Si accelera per il Ponte sullo Stretto. A riaccendere i riflettori sull’opera più imponente e certamente più discussa di questo secolo, sono i ministri all’Economia Giulio Tremonti e ai Trasporti Altero Matteoli, secondo i quali «i lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina verranno effettuati nei tempi stabiliti». A innescare tanta fiducia nei due rappresentanti del governo è l’approvazione del pacchetto Anticrisi, che prevede per la società Stretto di Messina Spa un contributo di 1,3 miliardi di euro in conto impianti. Sarà poi il Cipe a determinare le quote annuali del contributo, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica. Nominato anche un commissario straordinario per 60 giorni, l’attuale amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, il quale, sostengono Tremonti e Matteoli, «approverà tutti gli atti necessari in modo da consentire la ripresa delle attività e l'inizio dei lavori».
E se il Ponte accelera, non possono che tornare anche le proteste. L’8 agosto, con partenza alle ore 18 da piazza Cairoli, si terrà a Messina una grande manifestazione "No Ponte". Rdb Cub e Sinistra e Libertà hanno già annunciato la loro l’adesione. «Oltre gli aspetti economici e sociali - spiega Rdb Cub in un comunicato - il progetto del ponte solleva grossi problemi di carattere ambientale, quale la distruzione di un’area paesaggisticamente straordinaria, e di sicurezza, legata agli aspetti tecnici sulla tenuta di una siffatta struttura e all’alto grado di sismicità della zona». «Affinché la protesta raggiunga l’adeguata visibilità per denunciare l’inutilità della faraonica opera sullo Stretto, fortemente voluta dal Governo Berlusconi per i grandi interessi particolaristici in ballo - spiega Cafeo di Sinistra e Libertà - abbiamo bisogno della partecipazione di tutti e dell’impegno nella diffusione di questa iniziativa. Le adesioni alla manifestazione si raccolgono sul sito retenoponte.it».

Cas, ieri il sit-in di protesta. I sindacati si danno appuntamento al 28 luglio
Riconosciute le carenze d’organico e i mancati finanziamenti della Regione. Sutera: «Coi ricavi dei pedaggi si ripristini quantomeno uno stato di normalità»

Messina - Si è svolta ieri mattina, presso la sede del Consorzio Autostrade Siciliane di Messina, una manifestazione di protesta dei lavoratori precari organizzati nella CUB-trasporti. Circa un centinaio di persone ha presidiato gli uffici di contrada Scoppo, durante il passaggio di consegne fra la presidente Patrizia Valenti e il nuovo commissario straordinario dell'ente, Manlio Munafò, per protestare contro la mancata applicazione dell'intesa raggiunta fra il sindacato e la dirigenza uscente del consorzio a proposito della stabilizzazione dei precari, il cui lavoro da più di vent'anni rende possibile la gestione delle autostrade isolane. La Cub Trasporti denuncia la situazione insostenibile dei lavoratori attualmente in forza alle Autostrade Siciliane: blocco delle ferie, abuso degli straordinari, negazione anche delle pause fisiologiche durante i turni brevi e rammenta al commissario Munafò l'impegno, preso dalla dirigenza uscente , a far partire le assunzioni a tempo indeterminato dei precari a partire già dal marzo di quest'anno, lamentando l'assenza a tutt'oggi di qualunque segnale positivo da parte del C.A.S. regionale. Munafò ha riconosciuto le ragioni del sindacato, confermando -tra l'altro- le carenze d'organico, in misura di 238 unità, ma ha anche giustificato la sospensione delle chiamate dei precari denunciando i mancati finanziamenti da parte della Regione. Contributi che il presidente Raffaele Lombardo avrebbe dovuto attingere da quel miliardo e trecento milioni di euro di fondi Fas che però il governo Berlusconi ha vincolato alla ripresa dell'iter del Ponte sullo Stretto. Il coordinatore provinciale della CUB , Filippo Sutera, ricorda però che, in ogni caso, «un migliore utilizzo dei ricavi derivati dal pagamento dei pedaggi consentirebbe al consorzio Autostrade siciliane di ripristinare quantomeno uno stato di normalità procedendo allo sblocco delle ferie e limitando il ricorso agli straordinari dei lavoratori di ruolo, in attesa che ci siano le condizioni per tener fede all'impegno preso con il sindacato circa le stabilizzazioni dei precari». In attesa della promessa convocazione al tavolo in cui si discuterà di tutto questo i lavoratori della Cub Trasporti si sono dati appuntamento per il 28 luglio, giornata in cui presidieranno l'inaugurazione di un nuovo tratto della Catania Siracusa.


25 luglio 2009 - Il Resto del Carlino

ALDINI: PRECARI ASSUNTI

Bologna - Dopo anni di vita da precario, hanno conquistato il posto fisso. La vicenda è quella dei precari della Fondazione Aldini Valeriani, centro di formazione tra i più importanti. Ad annunciare le assunzioni sono le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) Alla Fondazione Aldini Valeriani, spiega il sindacato di base «vi era una situazione di precarietà eccellente' con l'utilizzo massiccio e ripetuto di contratti atipici di collaborazione a progetto». Ora i precari che hanno accettato di farsi rappresentare dalle Rdb nelle conciliazioni monocratiche all'Ispettorato del lavoro «saranno regolarmente assunti a tempo indeterminato con riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata in tutti gli anni di precariato, sanando la pregressa situazione contributiva facendola rientrare nell'alveo del lavoro subordinato».


25 luglio 2009 - L'Unità.it

Precari Ispra «giustiziati» dalla Prestigiacomo
di ce.bu.

Roma - Hanno occupato una nave oceanografica, hanno scritto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si sono messi a lavare i vetri delle auto sotto il ministero dell'Ambiente. Ma tutto questo non è servito a niente. Malgrado gli impegni presi e le promesse fatte dal ministro Prestigiacomo dal 30 giugno 200 lavoratori e ricercatori dell'Ispra, l' Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sono stati licenziati. «Ci e' stato addirittura vietato, dopo la data del licenziamento, di accedere ai locali dove prestavamo servizio per radunare le nostre cose e consultare il proprio computer» spiegano. «Un trattamento - commenta il senatore del Pd Roberto Della Seta, capogruppo nella Commissione Ambiente e autore di una interrogazione parlamentare sul caso - da veri estranei per chi, nel corso di tanti anni ha anche ricoperto incarichi di responsabilità, contribuendo in maniera decisiva alla protezione dell'ambiente, alla tutela delle risorse idriche e alla difesa del suolo del nostro Paese». «Lo Stato ammazza la ricerca» dicono gli ex precari ormai disoccupati e con questo nettissimo messaggio hanno girato uno spot nel cortile della sede centrale di Roma, dove un cecchino in giacca e cravatta armato di fucile fa fuori uno a uno la schiera di ricercatori in camice bianco: «Un'esecuzione fredda e calcolata». «La copertura economica per assumere questi lavoratori c'è» afferma Claudio Argentini, delegato nazionale delle Rdb-Cub Ricerca «ma il governo non vuole sentire ragioni. Ci sono decine di contratti a tempo determinato scaduti, nonostante siano finanziati da progetti di ricerca ancora in corso». Ma se i soldi potrebbero non essere il problema, allora di che morte muore la ricerca? Una risposta si può cercare nella vicenda dell'Ispra, nato a giugno 2008 dalla fusione tra Apat, Icram e Infs, gli enti deputati alla ricerca e al controllo ambientale, del mare e della fauna selvatica. «Ad appena un mese dall'insediamento del nuovo governo – racconta in una inchiesta il settimanale Left – il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo "per rispondere all'esigenza di riduzione dei componenti dei cda, con il conseguimento di risparmi" decide di accorpare i tre enti, inserendo la norma, a sorpresa, nel corso della conversione del decreto sull'emergenza rifiuti a Napoli. Vengono così spazzati via in un sol colpo i vertici dei tre enti insediati da Pecoraro Scanio. A capo del nuovo istituto la ministra nomina un commissario, l'ex vice capo della polizia, Vincenzo Grimaldi. E' la prima volta di un prefetto in un ente di ricerca: nel suo curriculum l'unica esperienza vicina è la gestione del G8 dell'Ambiente nel marzo 2001». Ma a dare il colpo di grazia alla ricerca pubblica e all'Ispra potrebbe essere una società chiamata Sogesid: nata nel 1994 con il compito di realizzare infrastrutture idriche, in seguito trasformata, con un emendamento della Finanziaria 2007, in società strumentale del ministero dell'Ambiente. Il timore che possa "sovrapporsi" all'Ispra viene formalizzato proprio da un deputato Pdl Ugo Lisi. Ma nei mesi successivi cambia poco, anzi, il governo decide che l'Agenzia per la sicurezza nucleare, quando sarà creata, assorbirà le competenze in materia dell'Ispra. «Al posto dell'Ispra, ente autonomo deputato a seguire i frequenti problemi ambientali del Paese, si sostituisce una società sotto il totale controllo del ministero – racconta ancora Left –. Problema non da poco, dato i delicatissimi compiti svolti dall'Ispra: "Supporto e l'assistenza tecnica specialistica in materia di gestione integrata dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali, programmazione ed attuazione degli interventi di bonifica finalizzati al risanamento ambientale, il supporto tecnico allo svolgimento di attività internazionali di competenza e la costante assistenza tecnica al comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche". Gli strumenti ci sono tutti per "ammazzare" la ricerca pubblica: da una parte la Sogesid, una società che può all'occorrenza fare tutto ciò di cui il ministero ha bisogno, e, dall'altra, un prefetto alla guida dell'Ispra».


25 luglio 2009 - QN quotidiano nazionale

Fiat, via libera Ue all'operazione Chrysler
BRUXELLES IMPATTO LIMITATO SULLA CONCORRENZA. OPERAI IN STRADA PER DIFENDERE L'OCCUPAZIONE. COMMISSARIA Neelie Kroes (LaPresse)

TORINO - LA FIAT ha incassato ieri il via libera dalla Commissione europea per l'acquisto della Chrysler. Bruxelles ha evidenziato sovrapposizioni orizzontali limitate tra le attività di Chrysler e Fiat. Pertanto, la concentrazione non inciderà in maniera significativa sulla struttura concorrenziale dei mercati della produzione e della fornitura di autovetture. La Commissione ha inoltre analizzato i possibili effetti verticali derivanti dall'acquisizione alla luce della presenza di Fiat su alcuni mercati, ad esempio il mercato dei dispositivi d'illuminazione per automobili e dei sistemi di trasmissione acquistati dai produttori di autovetture. L'esame della Commissione ha rilevato che l'operazione non solleverebbe problemi di concorrenza per due ragioni principali: in primo luogo, poiché Chrysler non è presente sui mercati a monte interessati, l'accordo non rafforzerebbe la posizione sul mercato dell'impresa derivante dalla concentrazione, né la portata della sua integrazione verticale. Allo stesso modo, data la presenza relativamente limitata di Chrysler sul mercato delle autovetture all'interno dello Spazio economico europeo, la concentrazione non comporterebbe un rafforzamento significativo della posizione sul mercato della nuova impresa, che non avrebbe né la capacità né l'incentivo per limitare l'accesso dei suoi concorrenti ai fattori necessari alla loro produzione di autoveicoli. Ma in Italia i problemi sono diversi. A Imola i lavoratori della Cnh hanno manifestato nei pressi del vicino casello dell'autostrada A14 dopo la notizia che la Fiat avrebbe unilateralmente aperto la procedura di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attivita', con il conseguente licenziamento di circa 500 addetti. IL MINISTERO delle Attivita' produttive ha convocato un nuovo incontro sulla Cnh di Imola per mercoledi' prossimo. Altre 5 settimane di cassa integrazione richieste invece per lo stabilimento di San Mauro (Torino). A Milano, davanti alla sede di Assolombarda la Confederazione unitaria di base (Cub) ha organizzato un corteo-presidio per opporsi a 13 settimane di Cig ordinaria annunciate dal gruppo Fiat per lo stabilimento Alfa Romeo di Arese (Milano).


25 luglio 2009 - Gazzetta del Sud

Secondo la Commissione europea la fusione non inciderà in maniera significativa sulla struttura concorrenziale dei mercati della produzione di autovetture
Fiat, via libera dall'Ue all'acquisto di Chrysler
Ma gli operai del Gruppo sono scesi ancora una volta in strada per difendere il proprio posto di lavoro
di Marco Neri

TORINO - La Fiat ha incassato ieri il via libera dalla Commissione europea per l'acquisto della Chrysler ma sul fronte interno gli operai del Gruppo sono scesi ancora una volta in strada per difendere il proprio posto di lavoro. Negativa Piazza Affari (-1,54% a 7,65 euro). Bruxelles ha evidenziato sovrapposizioni orizzontali limitate tra le attività di Chrysler e Fiat. Pertanto, la concentrazione non inciderà in maniera significativa sulla struttura concorrenziale dei mercati della produzione e della fornitura di autovetture. La Commissione ha inoltre analizzato i possibili effetti verticali derivanti dall'acquisizione alla luce della presenza di Fiat su alcuni mercati, ad esempio il mercato dei dispositivi d'illuminazione per automobili e dei sistemi di trasmissione acquistati dai produttori di autovetture. L'esame della Commissione ha rilevato che l'operazione non solleverebbe problemi di concorrenza per due ragioni principali: in primo luogo, poiché Chrysler non è presente sui mercati a monte interessati, l'accordo non rafforzerebbe la posizione sul mercato dell'impresa derivante dalla concentrazione, nè la portata della sua integrazione verticale. Allo stesso modo, data la presenza relativamente limitata di Chrysler sul mercato delle autovetture all'interno dello Spazio economico europeo, la concentrazione non comporterebbe un rafforzamento significativo della posizione sul mercato della nuova impresa, che non avrebbe nè la capacità né l'incentivo per limitare l'accesso dei suoi concorrenti ai fattori necessari alla loro produzione di autoveicoli. Ma in Italia i problemi sono diversi. A Imola i lavoratori della Cnh hanno manifestato nei pressi del vicino casello dell'autostrada A14 dopo la notizia che la Fiat avrebbe unilateralmente aperto la procedura di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, con il conseguente licenziamento di circa 500 addetti. Il Ministero delle Attività produttive ha convocato un nuovo incontro sulla Cnh di Imola per mercoledì prossimo. Altre 5 settimane di cassa integrazione richieste invece per lo stabilimento di San Mauro (Torino). A Milano, davanti alla sede di Assolombarda la Confederazione unitaria di base (Cub) ha organizzato un corteo-presidio per opporsi a 13 settimane di Cig ordinaria annunciate dal gruppo Fiat per lo stabilimento Alfa Romeo di Arese (Milano), dove non si produce più alcuna auto ma si fa progettazione, sperimentazione e esiste un reparto stile, che «vuole dire nei fatti la chiusura dello stabilimento». A Melfi, invece, la Fiom ha chiesto al prefetto di Potenza, Luigi Riccio, di intervenire sulla direzione dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat per far cessare le «vere e proprie ritorsioni» che sarebbero state messe in atto contro gli operai «che hanno scioperato in questi giorni». Di parere opposto il presidente di Federmeccanica Pier Luigi Ceccardi: «Quanto sta accadendo nel comprensorio di Melfi non è accettabile nè concepibile. Con un uso sconsiderato della sciopero si stanno bloccando imprese che per condizioni di mercato versano gia in un grave stato di crisi economica e finanziaria».


25 luglio 2009 - Brescia Oggi/L'Arena

RISIKO DELL’AUTO. La commissione europea ha detto «sì». Ma il titolo cala in Borsa (-1,54%)
Ue: ok a Fiat-Chrysler. In Italia ancora proteste
Via libera di Bruxelles all’operazione del Lingotto: la concentrazione non ha effetti sulla concorrenza

TORINO - La Fiat ha incassato ieri il via libera dalla Commissione europea per l’acquisto della Chrysler ma sul fronte interno gli operai del Gruppo sono scesi ancora una volta in strada per difendere il proprio posto di lavoro. Negativa Piazza Affari (-1,54% a 7,65 euro). Bruxelles ha evidenziato sovrapposizioni orizzontali limitate tra le attività di Chrysler e Fiat. Pertanto, la concentrazione non inciderà in maniera significativa sulla struttura concorrenziale dei mercati della produzione e della fornitura di autovetture. La Commissione ha inoltre analizzato i possibili effetti verticali derivanti dall’acquisizione alla luce della presenza di Fiat su alcuni mercati, ad esempio il mercato dei dispositivi d’illuminazione per automobili e dei sistemi di trasmissione acquistati dai produttori di autovetture. L’esame della Commissione ha rilevato che l’operazione non solleverebbe problemi di concorrenza per due ragioni principali: in primo luogo, poiché Chrysler non è presente sui mercati a monte interessati, l’accordo non rafforzerebbe la posizione sul mercato dell’impresa derivante dalla concentrazione, nè la portata della sua integrazione verticale. Allo stesso modo, data la presenza relativamente limitata di Chrysler sul mercato delle autovetture all’interno dello spazio economico europeo, la concentrazione non comporterebbe un rafforzamento significativo della posizione sul mercato della nuova impresa, che non avrebbe né la capacità né l’incentivo per limitare l’accesso dei suoi concorrenti ai fattori necessari alla loro produzione di autoveicoli. Ma in Italia i problemi sono diversi. A Imola i lavoratori della Cnh hanno manifestato nei pressi del vicino casello dell’autostrada A14 dopo la notizia che la Fiat avrebbe unilateralmente aperto la procedura di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, con il conseguente licenziamento di circa 500 addetti. Il ministero delle Attività produttive ha convocato un nuovo incontro sulla Cnh di Imola per mercoledì prossimo. A Milano, davanti alla sede di Assolombarda la Confederazione unitaria di base (Cub) ha organizzato un corteo-presidio per opporsi a 13 settimane di Cig ordinaria annunciate da Fiat per lo stabilimento di Arese (Milano), dove non si produce più auto ma si fa progettazione, sperimentazione e esiste un reparto stile, che «vuole dire nei fatti la chiusura dello stabilimento». A Melfi infine è ancora scontro tra sindacati e azienda.


24 luglio 2009 - Ansa

FIAT: ALFA ROMEO; CORTEO CUB, NUOVA CASSA VUOL DIRE CHIUSURA

(ANSA) - MILANO, 24 LUG - No a nuova Cassa integrazione (Cig) a zero ore per lo stabilimento Alfa Romeo di Arese (Milano), dove si non si produce più alcuna auto ma si fa progettazione, sperimentazione e esiste un reparto stile, che «vuole dire nei fatti la chiusura dello stabilimento». È questa la richiesta della Confederazione unitaria di base (Cub) che oggi ha organizzato un corteo-presidio davanti alla sede a Milano di Assolombarda in via Pantano. In particolare, il sindacato di base si oppone a 13 settimane di Cig ordinaria, annunciate dal gruppo Fiat a partire dal 24 agosto. Alla protesta hanno partecipato un centinaio di lavoratori dello stabilimento. «La misura riguarda 312 dipendenti tra cui 270 impiegati e 42 operai - ha affermato Alex Miozzi, portavoce della Cub - sui circa 400 lavoratori della fabbrica. Ciò che più ci preoccupa è che a differenza di altre occasioni, non si parla di cassa integrazione solo per gli operai, ma anche per i tecnici e gli ingegneri cosa finora mai successa. Un pessimo segnale, che sul lungo periodo potrebbe significare la volontà di chiudere lo stabilimento». Un rappresentante della Rsu, Carlo Pariani, ha incontrato in Assolombarda i rappresentanti Fiat e Powertrain. Ad Arese, ricorda la Cub, «dove la cassa integrazione viene usata massicciamente da anni, sono ormai ridotti a 500 i dipendenti Alfa e Powertrain».

TELECOM: CUB, CON ACCORDO MENO 4.000 EURO

(ANSA) - MILANO, 24 LUG - In seguito a un accordo per l’introduzione dei contratti di solidarietà, 1.054 lavoratori della Telecom, impegnati ai centralini e ad altri servizi, "perderanno circa 4.000 euro in due anni". E’ la denuncia che arriva dalla Cub. L’accordo, firmato presso il ministero del lavoro il 21 luglio e sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, prevede, secondo quanto riferisce il sindacato di base, "un taglio dell’orario fino al 47% di due anni, da settembre 2009 ad agosto 2011, con riduzione dello stipendio mensile, la soppressione della tredicesima e dei premi di produzione". Queste misure potrebbero essere poi prorogate per altri due anni. La Cub, si legge in una nota, "rifiuta questo tipo di soluzioni, che gravano sulla collettività, e invita istituzioni e forze politiche a impegnarsi affinché sia ritirato questo scellerato accordo, con attuazione da parte di Telecom della riconversione professionale e della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario". "Con un miliardo e mezzo di utili - afferma Guido Trifiletti della Cub - Telecom non può chiedere da una parte soldi pubblici e dall’altra sacrifici ai lavoratori".

SCUOLE: MILANO; CUB CRITICA ESTERNALIZZAZIONI PER ASILI NIDO

(ANSA) - MILANO, 24 LUG - La Cub contesta la scelta del Comune di Milano di «passare all'esternalizzazione in appalto dei Servizi alla persona, tra cui quelli che riguardano gli asili nido cittadini». Il sindacato di base afferma, in un comunicato, che «1500 bambini degli asili nido e 520 lavoratori, nella stragrande maggioranza giovani donne, vivono la precarietà del loro futuro». Questo perchè le Cooperative che gestiscono da tempo il servizio comunicano che le nuove condizioni economiche imposte da Palazzo Marino «tagliano fuori chi vuole lavorare seriamente a causa di rimborsi bassi, che prevedono 520 euro al mese per bimbo compresi 100 euro per la mensa». «Le lavoratrici e i bambini non possono diventare l'ostaggio di una partita giocata sul prezzo di un servizio pubblico - ha affermato Walter Gelli della Cub-Sanità. - È ora che il Comune garantisca a bambini e ai loro genitori la continuità d'un servizio di elevata qualità: ai lavoratori deve essere immediatamente garantita la piena occupazione, la valorizzazione della professionalità e del salario».


24 luglio 2009 - L'Unione Sarda

Emergenza casa. Assemblea promossa da Rdb-Cub: mercoledì protesta in via Roma
«Sanatoria per non tornare in strada»
La richiesta delle famiglie che rischiano lo sfratto da Area
di NICOLA PERROTTI

Cagliari - Hanno occupato abusivamente l'appartamento ma pagano regolarmente i canoni e le bollette. E ora temono che Area esegua gli sfratti.
Pagano affitto, luce, acqua e condominio sperando che l'appartamento occupato di nascosto diventi loro una volta per tutte. Hanno bambini piccoli, parenti malati a carico, tanti problemi e se va bene anche un lavoro, ma sanno che da un giorno all'altro possono bussare le forze dell'ordine per portare a termine lo sfratto. Perché quasi tutti gli abusivi, centinaia in città, hanno già ricevuto una lettera che gli intima di abbandonare l'appartamento. Anche se molti giurano di avere i requisiti per poter usufruire delle case popolari, ma dicono di non essere ascoltati dalla pubblica amministrazione. Si sentono vittime, insomma, di un sistema sordo e insensibile.
LE STORIE Sono storie di ordinario abusivismo quelle emerse durante un incontro organizzato dalla Rdb Cub per ascoltare la voce di chi sta per subire uno sfratto e ribadire il diritto di tutte le persone ad avere una casa. Due mesi fa Nicola Pinna, 28 anni, ha occupato abusivamente un bilocale di 45 metri quadri in via Chiabrera per dare un tetto alla sua famiglia. «Avevamo fatto domanda ad Area, segnalando che quell'appartamento era sfitto da sette anni, ma ci hanno detto di rivolgerci al Comune, che non ci ha mai risposto. Alla fine siamo stati costretti a entrare abusivamente». È solo l'ultimo capitolo: «Prima abitavamo a Monserrato, ma il Comune ci aveva sfrattato. Poi abbiamo vissuto due mesi in macchina a Sant'Elia, finché abbiamo saputo di questo appartamento». Il sogno è quello di sanare la situazione: «Paghiamo regolarmente le bollette», aggiunge la moglie che ricorda di avere inoltrato numerose domande per avere un alloggio, «e siamo andati ad Area con i soldi dell'affitto per chiedere la regolarizzazione. Abbiamo anche 23 punti in graduatoria per gli alloggi in via Corsica ma non siamo mai stati contattati, è un'ingiustizia». Nella guerra per un appartamento, può capitare anche di sfondare un muro o forzare una finestra. «La casa è piccola ma non ho intenzione di lasciarla, nonostante abbia ricevuto la lettera di sfratto a meno che non me ne diano una nuova», racconta Federica Labieni, 27 anni, un piccolo appartamento con camera, cucina e bagno in via Tuveri. «L'abbiamo occupato nel 2005, non ci sono altri assegnatari e pago comunque l'affitto. Nel frattempo, ho già presentato due domande per avere una casa». Nella stessa situazione la sorella, che ha occupato l'appartamento accanto: «Nel 2005 abbiamo fatto domanda per un alloggio, ma le graduatorie non sono state ancora pubblicate».
MERCATO NERO Sono tanti quelli che invece si rivolgono al mercato nero, che purtroppo in città vanta un cospicuo giro d'affari illecito: con cifre fra tre e 10 mila euro, ad esempio, è possibile avere una casa a Sant'Elia. Basta concordare con il legale assegnatario l'iscrizione nello stato di famiglia dei nuovi inquilini: il primo si trasferisce altrove e i secondi restano "titolari" dell'appartamento.
LA MANIFESTAZIONE «Nessuna incisiva politica di contenimento dei prezzi degli affitti è stata fatta a livello territoriale. Dal 2000 al 2008 gli affitti sono aumentati del 130%, solo nel 2008 c'è stato un aumento medio regionale del 15%», ha ricordato durante l'incontro di ieri il coordinatore dell'Rdb Enrico Rubiu. Intanto, su questi temi l'Asia-Rdb Cub ha organizzato una manifestazione che si terrà mercoledì alle 10,30 davanti al Consiglio regionale in via Roma e ha presentato all'assessorato regionale ai Lavori pubblici una dettagliata proposta di legge per superare la crisi degli alloggi anche attraverso una sanatoria.
Oggi alle 18 è in programma un'altra assemblea al Lazzretto di Sant'Elia


24 luglio 2009 - La Nuova Sardegna

L’associazione degli inquilini chiede un incontro con il sindaco
«Sfratti, urgenza da risolvere ma il Comune resta in silenzio»
di Gianluca Corsi

NUORO - «Dal Comune di Nuoro affermano di interessarsi del problema sfratti, ma intanto siamo ancora in attesa di una risposta ufficiale alla nostra richiesta di incontro». Ribatte così l’Associazione Inquilini e Assegnatari, AS.I.A.-RdB, alle recenti affermazioni degli amministratori comunali, che non si erano presentati all’incontro di lunedì sera in Regione con l’assessore regionale ai Lavori pubblici Angelo Carta, il presidente regionale di Area (Azienda regionale per l’edilizia abitativa) Francesco Licheri e il direttore generale dell’Area di Nuoro Giovanni La Rocca.
I delegati RdB-Cub avevano fatto notare «l’assenza del Comune di Nuoro, il cui sindaco, regolarmente invitato, non si è presentato né ha mandato alcun sostituto». La risposta del Comune non si è fatta attendere: il sindaco in questi giorni è impegnato con tutto il consiglio nell’approvazione del Piano urbanistico comunale. Gli RdB, intanto, sono in attesa di un altro colloquio con il sindaco di Siniscola, dove pendono già tre avvisi di sfratto. Durante l’incontro di Cagliari i rappresentanti dell’Rdb-Cub hanno ribadito che la casa è un diritto inalienabile, e hanno illustrato i problemi sorti negli ultimi tempi in provincia di Nuoro, dove sono presenti una trentina di sfratti esecutivi e 600 persone sono in lista di attesa per una casa popolare. La questione nuorese è stata inserita all’interno del contesto generale regionale, visto che il problema degli sfratti e del fabbisogno abitativo è ormai generalizzato. È notizia di questi giorni, infatti, la richiesta di sfratto per 200 famiglie a Cagliari. «Per risolvere il problema - hanno proposto dall’AS.I.A.-RdB - si potrebbe approvare una legge regionale che attraverso una sanatoria risolva il problema di chi rischia di rimanere in mezzo alla strada». Non si tratta di una semplice sanatoria, dato che all’interno della legge proposta è prevista la programmazione di una serie di interventi che risolvano in modo permanente il problema del diritto alla casa e di tutti gli aspetti connessi: occupazione di alloggi popolari, poca trasparenza nell’assegnazione delle case popolari, degrado degli alloggi.
Per quanto riguarda gli sfratti nel capoluogo barbaricino, l’Area ha riaffermato il proprio ruolo di ente gestore, sottolineando come il problema sia legato alla volontà del Comune di Nuoro. L’Azienda regionale si è resa disponibile ad un confronto in cui si discuta di edilizia pubblica, di recupero del territorio, di programmazione, sia su scala locale che regionale.
Da parte sua l’assessore Carta si è impegnato a trovare una soluzione condivisa che, oltre a risolvere il problema immediato degli sfratti, possa sviluppare un discorso più ampio sul fabbisogno di case ed edilizia pubblica.


24 luglio 2009 - Il Bologna

Via Montebello. L'uomo non accetta di passare alla coop: salvato da polizia e pompieri
Facchino minaccia il suicidio al Carlton sciopero e caos
Cgil e Cisl protestano con l'hotel e proclamano l'agitazione. E c'è la frattura con Rdb

Bologna - Francesco Centrone ora potrebbe avere anche un procedimento disciplinare sulle spalle, oltre alla spada di damocle di un passaggio a una cooperativa che per lui è suonato come un licenziamento. L'azienda, il gruppo Monfir proprietario a Bologna di due hotel, il Royal Carlton di via Montebello per cui l'uomo lavora da vent'anni e l'Internazionale di via Indipendenza, così ha reagito al gesto di protesta estrema dell'uomo, che ha minacciato di gettarsi dal tetto dell'albergo. Francesco ha 53 anni, una famiglia numerosa - moglie e 4 figli - che campa con lo stipendio da facchino del Royal. È nato in Campania ma da una vita sta in città, mezza spesa è alle dipendenze dell'hotel, che qualche giorno fa ha comunicato a lui e ad altri 29 lavoratori l'intenzione di esternalizzare. Il personale addetto ai piani e al facchinaggio viene affidato a due cooperative, Manutencoop e Gestonet, pena il licenziamento, il resto - altri 30, impiegati della reception e del settore ristorazione - rimangono pagati dalla Monfir. Per i primi significa, conti alla mano, un tracollo: orario di lavoro differente, paga ridotta. Francesco Centrone ieri mattina riceve la lettera dell'azienda. Non ci può credere, è disperato. Sperava che quella comunicazione non sarebbe mai arrivata, che l'aver fatto nell'ultimo anno il welcome man, che accoglie i clienti all'arrivo e chiama i taxi per le partenze, fosse servita a non farlo considerare solo facchino, come da contratto è inquadrato. Alle 10 rompe gli indugi, sale al sesto piano. È determinato e sfonda la porta che dà accesso al tetto, e si siede sul cornicione. Urla "mi butto" in continuazione, gettando nel panico l'hotel e via Montebello, in cui si assiepa una folla. Passa un quarto d'ora prima che vigili del fuoco e polizia - i primi, saliti con una scala dalla facciata, lo distraggono, i secondi lo afferrano da dietro - lo traggano in salvo: viene trasportato all'ospedale perchè si è ferito con una lametta, e al pronto soccorso finisce anche una sua collega in stato di choc.
Il caos prosegue anche dopo, sul fronte sindacale. Fisascat Cisl e Filcams Cgil, firmatarie del contratto, proclamano dalle 14.30 lo sciopero ad oltranza. Questo pomeriggio assemblea. Spiegano che gli accordi erano differenti, che in una riunione fiume martedì era stata stesa una bozza di accordo, che oggi sarebbe stato sottoposto ai lavoratori, ma che l'azienda ha ugualmente inviato le lettere ai dipendenti. E dunque è rottura: "Abbiamo chiesto alla direzione - dice Lorenza Giuriolo, Cgil -, di ritirare le proposte inviate ai lavoratori e di non procedere a nessun licenziamento. Giuseppe Zavatta, il responsabile per i rapporti coi sindacati, ci ha riferito che l'azienda non vuole fare marcia indietro". Poi scoppia la polemica con Rdb che accusa Cgil e Cisl di aver avallato 'un accordo vergognoso'. Un'altra grana sulle spalle dei lavoratori.(RE.S.)

Le accuse di Rdb

«Ipotesi di accordo firmata contro la volontà dei lavoratori. Ora qualche sindacalista di Cgil dovrà farsi un esame di coscienza».

La risposta di Cgil

«E' scorretto dire che abbiamo firmato: ci siamo opposti valutando le garanzie. Abbiamo invitato Rdb all'incontro, hanno rifiutato».


24 luglio 2009 - Il Messaggero

Civitavecchia. In Comune si sparge la voce di nuove assunzioni con l’articolo 90 (collaboratori) e opposizione e sindacato Rdb vanno su tutte le furie...

Civitavecchia - In Comune si sparge la voce di nuove assunzioni con l’articolo 90 (collaboratori) e opposizione e sindacato Rdb vanno su tutte le furie.
In una nota firmata da tutti i consiglieri della minoranza si parla di «indiscrezioni circa l’assunzione di tre nuovi articoli 90 che si andrebbero ad aggiungere alla pletora di collaboratori che già pesa sul bilancio del Pincio. Parliamo di un milione di euro l’anno speso in collaborazioni "politiche" quando la città avrebbe bisogno di altre priorità. Questo sindaco non conosce vergogna. Si prepara ad assumere due suoi delegati, Adriano Sinopoli e Gaudenzio Parenti, e un altro ingegnere». Immediata anche se non chiarissima la replica del Pincio sui delegati. La nota specifica infatti che a Sinopoli la delega ai servizi cimiteriali è stata revocata dal sindaco il 31 marzo scorso, mentre Parenti ha già annunciato le dimissioni da delegato alle politiche giovanili.
Al sindacato Rbd risultano invece «cinque collaboratori assunti e altri in arrivo. Ormai ci sono più collaboratori che dipendenti al Comune. Riteniamo vergognoso che il sindaco spenda e spanda soldi dei contribuenti per accontentare suoi affezionati o pagare cambiali politiche».


24 luglio 2009 - Terra

LAZIO: ENEA, A RISCHIO L'ATTIVITA' DI RICERCA
Le trasformazioni previste dal ddl Sviluppo creano scompiglio.
In pericolo un patrimonio di saperi e competenze

«Le trasformazioni previste per l’Enea - dice Alfredo Bertocchi,del coordinamento nazionale dell’UsiRdb ricerca hanno instaurato un clima di grande ingovernabilità nell’Ente, dove diventa sempre più difficile svolgere attività di ricerca». Il ddl sviluppo, infatti, oltre a rilanciare il nucleare da fissione in Italia, stabilisce per l’Enea, il passaggio da ente ad agenzia e il suo commissariamento entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. «È un momento delicato - prosegue Bertocchi -. L’ente di ricerca è oggi terra di conquista. Il timore è che le redini dell’organismo tornino in mano a una dirigenza vecchia di decenni e che si stia tentando di ottenere dal governo la nomina di un commissario di matrice politica, magari uno che abbia già dato il suo contributo allo sfascio dell’Enea. Se così fosse ciò significherebbe ammainare la bandiera della ricerca energetica e ambientale in Italia. Rieditare vecchie soluzioni snaturerebbe completamente l’ente e dismetterebbe tutte le attività di ricerca, oggi quanto mai fondamentali». La ristrutturazione in atto è intrinsecamente legata al rilancio dell’atomo. «Una scelta che non poggia su un solido background di conoscenze - sottolinea Bertocchi -. Con il passare del tempo l’Italia ha, infatti, perso terreno ed esperti nel settore. Un provvedimento, dunque poco ponderato da diversi punti di vista». Come sottolineato, a più riprese, da Legambiente, l’atomo non serve a recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera. Quello italiano, poi, sarebbe una tecnologia di terza generazione che non ha ancora risolto i problemi di produzione e smaltimento delle scorie, sicurezza e approvvigionamento di uranio. «Il governo vuole rilanciare una fonte di energia ormai obsoleta e inquinante - dice Bertocchi -, che Paesi come la Germania rifiutano. Un’opzione, quindi, poco conveniente e pericolosa che comporterà solo la produzione di rifiuti radioattivi e la militarizzazione del territorio».


24 luglio 2009 - Varese news

Lettere al Direttore
Vigili del Fuoco e Protezione Civile, c'è un conflitto?

Egregio Direttore,
a bocce quasi ferme, molti colleghi sono ancora in Abruzzo, voglio esternare alcune considerazioni nella speranza si apra un dibattito costruttivo tra i cittadini lettori che, tra l'altro, dovrebbero essere i principali beneficiari. Se in un paese civile ha senso avere due corpi di polizia perché si possano controllare l'un l'altro nel rispetto della democrazia, non ha nessun senso avere due corpi di soccorso tecnico alla popolazione. Infatti Vigili del Fuoco e Protezione civile nella pratica del soccorso sono avulsi, quando non contrapposti, tra loro. Sebbene esista una legge sulla Protezione Civile (225/92) che all'articolo 11 cita i Vigili del Fuoco quale componente primaria del Sistema di P.C., nella realtà dei fatti le due organizzazioni fanno parte di due ministeri differenti. I primi alle dipendenze del Ministero dell'Interno i secondi di un ministero proprio. I primi ridotti alle pezze come dotazioni tecniche ed organiche, i secondi inondati di flussi importanti di denaro stanziati direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri all'occorrere di un qualche disastro e ben dotati organicamente data la preponderanza di volontariato. I primi diretti da pochi dirigenti "tecnici" della carriera VVF ed amministrati malissimo da una cinquantina di prefetti del Viminale, i secondi dalle province e dalle amministrazioni locali. Nella pratica sulle calamità nazionali la catena di comando è invertita rispetto alla precitata legge, la P.C. dirige i VV.F.
Se fossimo "transitati" nella P.C. quale "colonna vertebrale" si avrebbe avuto ben altro sistema date le nostre conoscenze ed esperienze di disastri quotidiani e non. Credo sia importante che la cittadinanza sappia queste cose, la critica è strutturale non politica ed i soldi escono sempre dalle stesse tasche. Chiedete agli aquilani chi fa i "lavori sporchi" e chiedete ai VV.F che la stanno ancora operando quali siano ancora le condizioni di lavoro sebbene la fase di prima emergenza sia estinta da tempo. Ecco perché i VV.F stanno morendo, complice la triplice va detto.
Cordialità
FERDINANDO MATTEI - RDB VIGILI DEL FUOCO VARESE


24 luglio 2009 - Corriere di Bologna

Bloccato dai pompieri La proprietà dell’hotel sta mandando le lettere con sui esternalizza alcuni rapporti di lavoro
Il Carlton vuole «cederlo» a una coop. Lui minaccia di buttarsi dal tetto
di Andreina Baccaro

Bologna - L’hotel in cui lavora da vent’anni gli ha comunicato con una lettera che il suo rapporto di lavoro sarebbe stato «ceduto» ad una cooperativa. Se non avesse accettato, sarebbe stato licenziato. Così, Francesco Centrone, di 53 anni, ieri mattina è salito sul tetto del Royal Hotel Carlton, in via Montebello, si è tagliato con una lametta e ha minacciato di suicidarsi. È stato infine messo in salvo da polizia e vigili del fuoco, che lo hanno poi accompagnato in ospedale.
A scatenare la sua disperazione, la decisione del gruppo Monrif, proprietario sia del Carlton che dell’hotel Internazionale, di esternalizzare alcune attività. I contratti di circa la metà dei dipendenti dovrebbero essere ceduti alle cooperative Gestonet e Manutencoop. L’uomo, originario della Campania, vive a Bologna da anni con la moglie e i quattro figli, e al Carlton si occupa dell’accoglienza clienti, dopo aver fatto per molto tempo il facchino. Il processo di esternalizzazione è da mesi al centro di una trattativa sindacale condotta da Cgil e Cisl, che rifiutano la clausola della «cessione dei rapporti individuali — spiega Lorenza Giuriolo, della Filcams Cgil —. Non ci dà adeguate garanzie. Avevamo chiesto ai dirigenti di congelare la situazione invece hanno mandato le lettere. Non abbiamo firmato alcun accordo con l’azienda», risponde alle accuse di Valentina Delussu del sindacato di base Rdb, secondo la quale la Cgil avrebbe sottoscritto l’accordo all’insaputa dei dipendenti. Ieri pomeriggio, intanto, l’azienda ha rifiutato la richiesta di Cgil e Cisl di ritirare le proposte inviate ai lavoratori e «ha minacciato — riferisce Lorenza Giuriolo — un provvedimento disciplinare contro Centrone». Ipotesi però smentita dall’Ascom. Mentre Monrif difende l’esternalizzazione, l’associazione che rappresenta il gruppo, precisa: «i lavoratori avrebbero la stessa retribuzione e la garanzia, in linea di principio, di continuare a lavorare nella stessa struttura». Per i sindacati non è sufficiente e già da ieri pomeriggio hanno indetto uno sciopero dei dipendenti del Carlton e dell’hotel Internazionale che proseguirà anche oggi.


24 luglio 2009 - Italia Sera

Protesta in tutti i centri ex Anni Verdi
Ri.Rei, RdB CUB: "Oggi sciopero"

Roma - "Venerdì 19 giugno la RdB-CUB ha indetto un’intera giornata di sciopero in tutti i centri di assistenza ai disabili Ex-Anni Verdi gestiti dal Consorzio Ri.Rei.. I lavoratori del consorzio domani sono costretti all’ennesima agitazione per contrastare la marcia indietro dalla Giunta Regionale sull’affidamento del Servizio in via provvisoria alle Asl di competenza; contro l’assegnazione del servizio dal 1° agosto alle singole cooperative consorziate in Ri.Rei; contro le pressioni per ottenere l’affido di tale servizio da parte delle associazioni cooperative; contro la mala gestione dei centri da parte del consorzio Ri.Rei. e delle cooperative che ne fanno parte, ormai certificata da tutti gli organi di controllo; contro gli annunciati esuberi nei centri di assistenza, dove al contempo viene introdotto personale esterno ingaggiato dalle singole cooperative del consorzio". È quanto si legge in una nota Rdb Cub. "A fronte dei continui scandali sulle esternalizzazione e sugli appalti della Sanità Pubblica, in alcuni casi dichiarati illeciti anche dall’Ispettorato del Lavoro di Roma, che vanno a vantaggio esclusivo di soggetti privati, sia profit che no profit - continua la nota - i lavoratori, insieme alla RdB-CUB e ai familiari degli assistiti, chiedono un piano serio che preveda una gestione valida dei servizi appaltati tramite bandi pubblici e trasparenti; il provvisorio trasferimento del servizio di assistenza ai disabili e dei lavoratori alle rispettive Asl, come annunciato al tavolo tecnico del 3 luglio scorso; l’accelerazione degli adempimenti burocratici relativi al pagamento delle mensilità arretrate, ormai arrivate a 4 più metà tredicesima, che solo ora la Regione si è impegnata a corrispondere direttamente".


24 luglio 2009 - Tempo Stretto

Precari del Consorzio Autostrade Siciliane in protesta
Sit-in davanti agli uffici di contrada Scoppo

Messina - «Denunciamo gli scempi posti in essere dal C.A.S. circa le cicliche, estenuanti e croniche disfunzioni in ordine alle prestazioni lavorative di tutto personale di ruolo in servizio presso il Consorzio». Scendono in campo i precari del Consorzio Autostrade Siciliane, addetti ai caselli autostradali con funzioni di agente tecnico esattore. E lo fanno con un sit-in di protesta che si terrà stamani, alle 10, davanti agli uffici di contrada Scoppo per dire basta a una situazione cha va avanti da oltre 20 anni, periodo dal quale, periodicamente, vengono assunti dal Consorzio per 90 giorni l'anno. Lo confermano i rappresentanti del coordinamento Cub Trasporti Concetta Piccolo, Nicola De Gaetano, Piero Garozzo, Salvatore Costanzo e il segretario provinciale Filippo Sutera. Rivendicato, in particolare, il diritto ad un lavoro dignitoso, reclamando una reale stabilizzazione per un lavoro vero e a tempo indeterminato in un settore che denuncia una carenza d'organico di 238 unità. La protesta punta il dito contro «le molteplici difformità negative che caratterizzano il rapporto lavorativo con i citati dipendenti, ossia il continuo, sproporzionato, inaccettabile e anticostituzionale blocco delle ferie, il ricorso a prestazioni supplementari e straordinarie, trasferte fuori sede e turni privi dei riposi fisiologici dei lavoratori A.T.E., a fronte della mancata applicazione degli accordi intercorsi in ordine sindacale tra la Cub Trasporti, il Comitato Regionale per il Lavoro, la ex presidente del Consorzio Autostrade Siciliane e il presidente dell'ufficio U.P.L.M.O. di Messina presso la presidenza della Regione Siciliana del 22 gennaio 2009». «Fortemente allarmati e delusi per quanto sopra – aggiunge il coordinamento Cub - richiamandoci sull'importanza degli introiti del pedaggio autostradale, il quale costituisce la parte più importante del bilancio del C.A.S., inviamo i soggetti preposti in indirizzo, ognuno per la propria pertinenza, in un intervento di concerto con le scriventi organizzazioni sindacali, nell'adoperarsi sulla immediata revoca al ricorso dell'osceno lavoro straordinario, nonché a revocare la mobilità inter-Ente di dubbia legittimità, verso soluzioni atte al produttivo impiego delle risorse economiche e il ripristino della legalità e dei diritti negati ai precari con soluzioni rapide e durature che permettano di svuotare finalmente il bacino dell'ultra ventennale e ormai cronico precariato del C.A.S.».


23 luglio 2009 - Ansa

DIPENDENTE ESTERNALIZZATO MINACCIA BUTTARSI DA HOTEL, FERMATO

(ANSA) - BOLOGNA, 23 LUG - Un dipendente dell'Hotel Carlton che fa capo alla società Ega srl (Gruppo Monrif) ha minacciato di buttarsi dal cornicione dell'ultimo piano dell'albergo nel pieno centro di Bologna. A scatenare la protesta il ricevimento della lettera con la quale l'azienda gli ha comunicato il trasferimento ad una cooperativa esterna o il licenziamento in caso di rifiuto. Il dipendente, F.C., da 25 anni in forza all'albergo come 'welcome man', si è anche tagliato con una lametta una mano ed è rimasto sul cornicione per quasi un'ora prima che l'intervento delle forze dell'ordine lo bloccasse. Infatti, mentre i vigili del fuoco salivano verso di lui con una scala dall'esterno, un agente di polizia, salito dall'interno, lo ha afferrato da dietro. Arrivato al piano terra l'uomo, visibilmente scosso, è svenuto ed è stato portato via in ambulanza. Stessa sorte per un'altra dipendente, L.F., cameriera ai piani, colta da una crisi di ansia. I dipendenti che dovrebbero essere esternalizzati - hanno spiegato alcuni lavoratori riuniti sotto l'albergo, preoccupati per la situazione - sono una trentina sui 60 fra i vari reparti dell'hotel e temono di passare da una condizione di dipendenti a tempo indeterminato a lavoratori precari, soggetti a lavorare a seconda delle necessità oggi in un hotel, domani in un altro, ma con il rischio di non avere il lavoro assicurato. «Avevamo chiesto all'azienda di congelare la situazione per discutere e trovare un accordo sul piano - ha spiegato Lorenza Giuriolo, della segreteria Filcams Cgil - invece le lettere sono partite e queste sono le conseguenze. Ora chiederemo un incontro immediato con i rappresentanti dell'azienda». Sul posto è arrivato anche Luigi Marinelli (Rdb) per incontrare i dipendenti ed organizzare una assemblea per discutere il da farsi.


23 luglio 2009 - Adnkronos

SANITÀ: RDB-CUB, UN GIORNO DI SCIOPERO
PER CENTRI ASSISTENZA DISABILI RIREI

Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - Domani sarà una giornata di sciopero, indetto da Rdb-cub, per tutti i centri di assistenza ai disabili, ex-Anni verdi, gestiti dal consorzio RiRei. «I lavoratori del consorzio sono costretti all'ennesima agitazione per contrastare la marcia indietro dalla Giunta Regionale sull'affidamento del servizio in via provvisoria alle Asl di competenza e protestano contro l'assegnazione del servizio dal 1 agosto alle singole cooperative consorziate in Ri.Rei, contro le pressioni per ottenere l'affido di tale servizio da parte delle associazioni cooperative, contro la mala gestione dei centri da parte del consorzio Ri.Rei. e delle cooperative che ne fanno parte, ormai certificata da tutti gli organi di controllo, contro gli annunciati esuberi nei centri di assistenza, dove al contempo viene introdotto personale esterno ingaggiato dalle singole cooperative del consorzio», spiega Rdb-cub (Rappresentanze sindacali di base) in una nota. «A fronte dei continui scandali sulle esternalizzazione e sugli appalti della Sanità Pubblica, in alcuni casi dichiarati illeciti anche dall'Ispettorato del Lavoro di Roma, che vanno a vantaggio esclusivo di soggetti privati, sia profit che no profit, i lavoratori, insieme alla Rdb-Cub e ai familiari degli assistiti, chiedono - continua la nota - un piano serio che preveda una gestione valida dei servizi appaltati tramite bandi pubblici e trasparenti, il provvisorio trasferimento del servizio di assistenza ai disabili e dei lavoratori alle rispettive Asl, come annunciato al tavolo tecnico del 3 luglio scorso, l'accelerazione degli adempimenti burocratici relativi al pagamento delle mensilità arretrate, ormai arrivate a 4 più metà tredicesima, che solo ora la Regione si è impeganta a corrispondere dirittemente».

ROMA: RDB-CUB, NESSUNA CERTEZZA SU REINTEGRO EDUCATRICI NEGLI ASILI NIDO. PROSEGUE LO STATO DI AGITAZIONE

Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - «L'amministrazione ha presentato una proposta lievemente migliorativa rispetto a quella avanzata due mesi fa, che tuttavia non dà certezza riguardo alla presenza delle educatrici necessarie alla riapertura dei nidi per il prossimo settembre». Lo comunica Rdb-cub in una nota dopo il confronto di questa mattina presso la sede dell'Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma sul reintegro del numero di educatrici negli asili nido capitolini. «L'amministrazione - continua la nota - non ha fornito gli attesi conti relativi al servizio ed ha mostrato di non aver nemmeno recepito l'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 21 maggio, in cui veniva richiesto il potenziamento del servizio e del personale degli asili nido insieme al mantenimento della gestione in mano pubblica. A fronte di tali esiti la Rdb-cub del Comune di Roma - conclude la nota - non può fare altro che proseguire nello stato di agitazione, rimettendo in campo iniziative di mobilitazione a partire dal mese di settembre».

RICERCA: USI-RDB, CON 'DDL SVILUPPO' ENEA DIVENTA 'AGENZIA DI RIFIUTI'

Roma, 23 lug. - (Adnkronos/Labitalia) - «Nel ddl 1195-B, il cosiddetto 'ddl Sviluppò, oltre al rilancio del nucleare da fissione in Italia, è prevista la trasformazione dell'Enea da ente in agenzia e il suo commissariamento entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge. Ma i vecchi gestori del potere sappiano che siamo pronti a contrastarli». Lo sostiene in una nota l'Usi-Rdb Ricerca. «Le trasformazioni previste per l'Enea -denuncia Alfredo Bertocchi, del Coordinamento nazionale dell'Usi-RdB Ricerca- hanno instaurato un clima di grande ingovernabilità nell'ente, dove diventa sempre più difficile svolgere attività di ricerca». «A fronte dell'ennesimo processo di riordino -aggiunge- alcune sigle sindacali tirano la volata a una nuova dirigenza che in realtà potrebbe essere vecchia di decenni. È infatti forte il sospetto che si stia tentando di ottenere dal governo la nomina di un commissario di matrice politica, magari uno che abbia già dato il suo contributo allo sfascio dell'Enea. Se così fosse -prosegue Bertocchi- ciò significherebbe ammainare la bandiera della ricerca energetica e ambientale in Italia». «Rieditare vecchie soluzioni per questo importante Ente -conclude il sindacalista- vuol dire snaturarlo completamente e dismettere tutte le attività di ricerca. Per il bene del Paese, vogliamo un ente di ricerca e non un'agenzia di rifiuti».


23 luglio 2009 - Omniroma

ASILI NIDO, RDB CUB: «NESSUNA CERTEZZA, A SETTEMBRE MOBILITAZIONE»

(OMNIROMA) Roma, 23 lug - «Si è svolto questa mattina, presso la sede dell'assessorato alle Politiche Educative e scolastiche del Comune di Roma, il confronto sindacale sul reintegro del numero di educatrici negli asili nido capitolini. L'Amministrazione ha presentato una proposta lievemente migliorativa rispetto a quella avanzata due mesi fa, che tuttavia non dà certezza riguardo alla presenza delle educatrici necessarie alla riapertura dei nidi per il prossimo settembre. L'Amministrazione non ha fornito gli attesi i conti relativi al servizio ed ha mostrato di non aver nemmeno recepito l'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 21 maggio, in cui veniva richiesto il potenziamento del servizio e del personale degli asili nido insieme al mantenimento della gestione in mano pubblica». Così in una nota Rdb Cub del Comune di Roma che, si legge, «a fronte di tali esiti non può fare altro che proseguire nello stato di agitazione, rimettendo in campo iniziative di mobilitazione a partire dal mese di settembre».

RI.REI, RDB CUB: «DOMANI SCIOPERO IN TUTTI I CENTRI»

(OMNIROMA) Roma, 23 lug - «Venerdì 19 giugno la RdB-CUB ha indetto un'intera giornata di sciopero in tutti i centri di assistenza ai disabili Ex-Anni Verdi gestiti dal Consorzio Ri.Rei.. I lavoratori del consorzio domani sono costretti all'ennesima agitazione per contrastare la marcia indietro dalla Giunta Regionale sull'affidamento del Servizio in via provvisoria alle Asl di competenza; contro l'assegnazione del servizio dal 1° agosto alle singole cooperative consorziate in Ri.Rei; contro le pressioni per ottenere l'affido di tale servizio da parte delle associazioni cooperative; contro la mala gestione dei centri da parte del consorzio Ri.Rei. e delle cooperative che ne fanno parte, ormai certificata da tutti gli organi di controllo; contro gli annunciati esuberi nei centri di assistenza, dove al contempo viene introdotto personale esterno ingaggiato dalle singole cooperative del consorzio». È quanto si legge in una nota Rdb Cub. «A fronte dei continui scandali sulle esternalizzazione e sugli appalti della Sanità Pubblica, in alcuni casi dichiarati illeciti anche dall'Ispettorato del Lavoro di Roma, che vanno a vantaggio esclusivo di soggetti privati, sia profit che no profit - continua la nota - i lavoratori, insieme alla RdB-CUB e ai familiari degli assistiti, chiedono un piano serio che preveda una gestione valida dei servizi appaltati tramite bandi pubblici e trasparenti; il provvisorio trasferimento del servizio di assistenza ai disabili e dei lavoratori alle rispettive Asl, come annunciato al tavolo tecnico del 3 luglio scorso; l'accelerazione degli adempimenti burocratici relativi al pagamento delle mensilità arretrate, ormai arrivate a 4 più metà tredicesima, che solo ora la Regione si è impegnata a corrispondere direttamente».


23 luglio 2009 - ViaEmilanet

Bologna, tenta il suicidio perchè l'azienda lo ha esternalizzato
Trasferito dopo 25 anni di servizio ad una cooperativa esterna, un dipendente dell'Hotel Carlton minaccia di di buttarsi dall'ultimo piano dell'albergo. La RdB accusa la Cgil di portare avanti la vertenza contro la volontà dei lavoratori

BOLOGNA, 23 LUG. 2009 - L'azienda gli ha inviato una lettera per comunicargli il trasferimento ad una cooperativa esterna o il licenziamento in caso di rifiuto. E lui, in forza da 25 anni come "welcome man" al centralissimo Hotel Carlton di Bologna, ha minacciato di buttarsi dal cornicione dell'ultimo piano dell'albergo, che fa capo alla società Ega srl del Gruppo Monrif. L'uomo si è anche tagliato con una lametta una mano ed è rimasto sul cornicione per quasi un'ora prima che l'intervento delle forze dell'ordine lo bloccasse. Dopo che i vigili del fuoco sono saliti verso di lui con una scala dall'esterno e un agente di polizia, passando dall'interno, lo ha afferrato da dietro, F.C. era visibilmente scosso. Trasportato al piano terra, è svenuto ed è stato portato via in ambulanza. Con lui c'era anche un'altra dipendente, L.F., cameriera ai piani, che nel frattempo è stata colta da una crisi di ansia. I dipendenti che dovrebbero essere esternalizzati - hanno spiegato alcuni lavoratori riuniti sotto l'albergo, preoccupati per la situazione - sono una trentina sui 60 fra i vari reparti dell'hotel e temono di passare da una condizione di dipendenti a tempo indeterminato a lavoratori precari, soggetti a lavorare a seconda delle necessità oggi in un hotel, domani in un altro, ma con il rischio di non avere il lavoro assicurato. "Avevamo chiesto all'azienda di congelare la situazione per discutere e trovare un accordo sul piano - ha spiegato Lorenza Giuriolo, della segreteria Filcams Cgil - invece le lettere sono partite e queste sono le conseguenze. Ora chiederemo un incontro immediato con i rappresentanti dell'azienda". Sul posto è arrivato anche Luigi Marinelli della RdB per incontrare i dipendenti ed organizzare una assemblea per discutere il da farsi. Poche ore dopo, il sindacato di base accusato in un comunicato la direzione dell'azienda e la Cgil "di aver firmato una ipotesi di accordo contro la volontà dei lavoratori che prevede l' esternalizzazione alle cooperative Gestonet e Manutencoop. Una ipotesi - afferma la nota - respinta in due assemblee sindacali e nonostante questo sarà di nuovo riproposta al voto nell'assemblea domani indetta dalla Cgil". Questa ipotesi di accordo si è realizzata perché la Direzione, "convocando solo i sindacati concertativi - prosegue il sindacato - ha chiamato la Digos e i Carabinieri per cacciare fuori la delegazione RdB dalla contrattazione". La RdB rabadisce la richiesta di "immediato ritiro dell' ipotesi di accordo, il ritiro delle lettere di ricatto e la riapertura immediata della contrattazione che veda la presenza dell'RdB, sindacato maggiormente rappresentativo tra lavoratori".


23 luglio 2009 - L'Unione Sarda

alloggi
Assemblee oggi e domani

Cagliari - Sanatoria per gli abusivi e i morosi e picchetti antisfratto. La Rdb-Cub, Associazione inquilini e assegnatari, annuncia una strenua opposizione ai circa 200 sgomberi annunciati da Area nei giorni scorsi e preceduti da altrettante lettere agli inquilini non in regola. Sul tema oggi alle 16,30 in via Maddalena 20 (telefono 070/6848929) ci sarà un'assemblea popolare «a sostegno di vere politiche per l'edilizia popolare e per il blocco generalizzato degli sfratti e degli sgomberi».
Un'altra assemblea è in programma domani alle 18 al Lazzaretto di Sant'Elia. La organizza un Comitato di quartiere nato spontaneamente nei giorni scorsi e capitanato da Marisa Depau, consigliere comunale Pd.


23 luglio 2009 - Europa

I risparmi il governo li fa in Abruzzo

«All’Aquila stiamo realizzando un miracolo. Metteremo sotto un tetto sicuro, in una casa antisismica dotata di tutte le necessità, 20mila persone che hanno perso la loro abitazione». Non passa giorno che Silvio Berlusconi non faccia una dichiarazione che ricordi le 2.200 casette che saranno destinate ad ospitare buona parte degli sfollati delle tendopoli abruzzesi. Un ritmo comunicativo ossessivo, dettato da un semplice dato di fatto: probabilmente sarà questa l’unica promessa che riuscirà a mantenere. La fase due, ovvero quella della ricostruzione, sta diventando sempre più un rebus per la popolazione colpita dal sisma. Il motivo è semplice: i soldi non ci sono, così come non ci sono le norme che dovrebbero dare sostanza ai tanti annunci del premier, una su tutte la copertura integrale per le seconde case del centro storico. Nonostante Tremonti continui a ripetere che per l’Abruzzo verranno impiegati 8 miliardi – dimenticando però di aggiungere che saranno spalmati su ventanni – , le difficoltà del ministro a trovare fondi diventano ogni giorno più evidenti, prendendo corpo in piccoli e grandi episodi. Ieri ad esempio i cobas dei vigili del fuoco hanno protestato duramente contro il fatto che i pompieri l’indennità per il lavoro svolto nel post-terremoto se la autofinanzieranno. Non si tratta di tanti soldi: in totale quasi due milioni e mezzo di euro, frutto di quattro euro aggiuntivi al giorno per ogni vigile impegnato in terra abruzzese. Ebbene, questo paio di milioni non verranno messi sul piatto dal governo bensì verranno presi dal fondo unico d’amministrazione, una specie di salvadanaio alimentato dagli stessi vigili del fuoco attraverso le attività svolte fuori dall’orario di lavoro, come la formazione degli addetti antincendio o la vigilanza durante gli spettacoli pubblici. Un piccolo dispetto da parte del governo, quindi, mitigato solo in parte dalla "controffensiva" del parlamento, che è riuscito a far passare nel dl anticrisi alcune misure a favore dei pompieri, fra cui la dotazione di nuovi mezzi e alcune assunzioni straordinarie. «In ogni caso, in questo modo si tratta il sisma abruzzese in modo diverso da quelli precedenti, quando l’indennità ci veniva garantita dai decreti governativi», sottolinea Antonio Jiritano, sindacalista Rdb-Cub. Trattamento differenziato a cui gli aquilani sembrano in qualche modo essersi rassegnati. Ultimo caso quello del pagamento delle tasse per il 2009. Durante l’esame del dl anticrisi, la maggioranza ha respinto gli emendamenti del Pd volti a sospendere il versamento delle imposte da parte dei terremotati. Secondo le norme attuali, infatti, gli abitanti del cratere saranno costretti a saldare i debiti col fisco a partire da gennaio prossimo e in 24 rate mensili. Secondo i primi calcoli, lo stato preleverà più di 500 milioni di euro fra 2010 e 2011. Una situazione molto diversa, questa, rispetto agli altri terremoti. Basti pensare che i compagni di sventura umbri e marchigiani hanno cominciato a pagare le tasse arretrate solamente da poco e in misura fortemente ridotta, a più di 10 anni di distanza dal sisma che li colpì. Un doppio standard denunciato duramente dal Partito democratico. Pierluigi Bersani si appella al governo affinché «cerchi di evitare l’estremo insulto ai terremotati che vedono finanziato il decreto in buona parte a spese loro». Mentre l’altro candidato alla segreteria, Dario Franceschini, sarà domani all’Aquila per partecipare a un incontro con gli amministratori locali per "spalleggiarli" nel quotidiano corpo a corpo con Berlusconi e Tremonti.


23 luglio 2009 - Il Resto del Carlino

SINDACATI
«Carenza di organico»: Rdb e Cub costituite a La Serenissima'

Ferrara - NEI GIORNI SCORSI si è costituito il Terminale sindacale delle RdB/Cub nella società di servizi cittadina La Ferrarese'. Si tratta della società che presta in appalto i servizi all'interno dell'Azienda ospedaliera Sant'Anna in unione con la ditta La Serenissima', quest'ultima nella preparazione dei pasti dei degenti e per la mensa aziendale. La costituzione è avvenuta a seguito di un'assemblea voluta dai dipendenti stessi che hanno aderito al modello sindacale che le RdB/Cub rappresentano si legge in una nota del Coordinamento provinciale «con serietà e impegno anche nel settore privato». Le problematiche sindacali rilevate, e che saranno sottoposte ed esposte a breve ai dirigenti della società, riguardano soprattutto, prosegue il comunicato, «la carenza di organico e l'inquadramento del personale».

Proteste in tribunale per i nuovi posteggi-bici
«ESPOSTE ALLA PIOGGIA»

Ravenna - I dipendenti del ministero della Giustizia che lavorano in Tribunale o in Procura hanno protestato per la decisione di razionalizzare il parcheggio delle moto e il posteggio delle bici senza preventiva consultazione e senza la realizzazione di una adeguata copertura a protezione dalla pioggia. La rappresentanza sindacale di base del personale ha fatto pervenire in tal senso una lettera al cancelliere dirigente del tribunale. «Siamo arrivati l'altra mattina al lavoro testimoniano alcuni dipendenti e abbiamo trovato cartelli di divieto di sosta all'ingresso coperto e le rastrelliere spostate ai lati del piazzale Borsellino. Non c'è stata preventiva informazione e soprattutto amareggia il fatto che non ci sia stato alcun rispetto per noi e per l'utenza che utilizza come mezzo di trasporto quelli meno inquinanti. Provino coloro che hanno avuto la brillante idea, a salire in sella a bici o moto sotto il sole a 35 gradi! Per non parlare dei deterioramenti del materiale. E poi perchè essere costretti a lasciare le bici, anche quelle elettriche, sotto la pioggia? Crediamo che prima dovesse essere predisposta un'adeguata struttura per il ricovero, poi avrebbe dovuto avvenire il trasferimento». Molte le lamentele anche degli utenti, soprattutto avvocati. «Hanno riservato sedici posti-moto, quando a volte ne sono parcheggiate anche 30-40» evidenzia un avvocato.


23 luglio 2009 - Civonline

Nuovi articoli 90, l’opposizione si ribella
Fra i tre assunti dal Comune compaiono Gaudenzio Parenti e Adriano Sinopoli. «Questi ingressi privilegiati non saranno l’artificio per il transito nelle holding, non lo permetteremo». Il Pincio precisa: «Ad uno dei due è stata revocata la delega, l’altro ha già annunciato di essere dimissionario»

CIVITAVECCHIA - Adriano Sinopoli, autore dell’esposto contro Pietro Tidei riguardante le Colline dell’Argento, premiato da Moscherini con un articolo 90. Questo almeno stando alle dichiarazioni rese dai consiglieri comunali di opposizione, che parlano di indiscrezioni trapelate circa la sua assunzione al Comune, insieme ad altre due «che si andrebbero ad aggiungere alla pletora di collaboratori che già pesa, non poco, sul bilancio Comunale». La minoranza rincara la dose: «Parliamo di circa un milione di euro all’anno spesi in collaborazioni ‘‘politiche’’ quando la città avrebbe tante altre priorità - si legge in una nota - questo Sindaco non conosce vergogna. Si prepara ad assumere due suoi delegati, Adriano Sinopoli e Gaudenzio Pareni (il primo ai Servizi cimiteriali, l’altro alle Politiche giovanili, ndr) oltre ad un altro ingegnere che probabilmente, come altri già sotto utilizzati, sarà destinato a compiti diversi dalle sue peculiarità». I consiglieri di opposizione sono durissimi: «Speriamo solo che questi ‘‘ingressi privilegiati’’ nel mondo del lavoro siano limitati alla durata dell’attuale amministrazione di centrodestra. Se invece qualcuno avesse in mente di un artificio per il transito nelle costituende holding, mirando al ruolo di dipendente a tempo indeterminato - conclude la nota - è bene che si sappia che a nessuno sarà consentito di calpestare la dignità di tutti quei civitavecchiesi che sono alla ricerca di un posto di lavoro, seguendo il faticoso iter di chi non ha santi in paradiso». Dello stesso avviso il sindacato Rdb-Cub: «Non è più possibile assistere passivamente a questo scandalo - afferma la federazione locale - è stato toccato veramente il fondo: sono ormai più i collaboratori che i dipendenti». Immediata la replica del Comune: «A Sinopoli la delega è stata revocata il 31 marzo scorso, mentre Parenti ha già annunciato di essere dimissionario». Basteranno queste precisazioni a spegnere le polemiche sull’intera vicenda, partita fin da subito con i connotati di un nuovo problema politico per l’amministrazione del fare?


23 luglio 2009 - Corriere del Veneto

Finservice, trattativa arenata Il caso arriva davanti ai giudici

VERONA - Non è bastata la mediazione di Comune e Prefettura per riuscire a trovare una soluzione alla questione dei 106 lavoratori di Finservice, la cooperativa di Villafontana in liquidazione dallo scorso aprile. Da più di sei mesi non percepiscono lo stipendio e hanno manifestato in diverse occasioni picchettando i cancelli dell’azienda e della Mondadori, il colosso editoriale che subappaltava lavoro dalla cooperativa. Lo scorso 26 giugno il sindaco Tosi aveva promesso che si sarebbe personalmente interessato alla faccenda per evitare di dover ricorrere ai tempi biblici di una causa in tribunale. Ma non è bastato, come ha spiegato ieri mattina Roberto Malesani, legale del sindacato di base Adl Cobas, dopo aver appreso da palazzo Barbieri e dal prefetto vicario Elio Faillaci le ultime novità sulla trattativa. «Tutto si è arenato perché l’assemblea dei soci di Finservice si è tirata indietro e non vuole più proseguire la discussione con i vertici della Mondadori Printing – ha spiegato Malesani -. Inizialmente pensavamo che tutto fosse stato sospeso perché erano stati portati alla luce dei documenti che confermavano irregolarità nella gestione aziendale di Finservice». Una brusca frenata proprio quando sembrava che la Mondadori avesse deciso di farsi carico del pagamento degli arretrati, a patto che Finservice riconoscesse le proprie responsabilità. «È la legge Biagi che prevede che sia il committente a doversi far carico dei pagamenti degli arretrati – ha continuato l’avvocato –. Avvieremo una causa e saranno coinvolte anche tutte le altre aziende che subappaltavano a Finservice».(E.P.)


23 luglio 2009 - L'Arena

L’AZIENDA IN BANCAROTTA. Protesta davanti a Palazzo Barbieri
Lavoratori Finservice, salta l’accordo
I sindacati puntano il dito contro l’azienda che non ha firmato, in difficoltà 106 famiglie

Verona - Non c’è stato nessun accordo tra la Mondadori e il sindacato Cobas Adl-Rdb. Si torna così a discutere del caso Finservice di Villafontana, l’azienda che gestiva il reparto logistico della casa editrice passata al gruppo Pozzoni e che dichiarando bancarotta ha lasciato senza stipendio un centinaio di dipendenti legati alle cooperative alle quali affidava il lavoro.
Nemmeno la mediazione messa in campo dal Comune e dalla Prefettura che hanno cercato di porre rimedio a una situazione che ha messo sul lastrico 106 famiglie, è servita. Così ieri i lavoratori delle cooperative legate all’azienda di Villafontana, la Rm e la Macrò, hanno protestato davanti a Palazzo Barbieri.
«Il mancato accordo è colpa della Finservice», fa sapere Roberto Malesani, legale rappresentante di Adl, «nulla da dire per come hanno gestito la situazione Prefettura e Comune, anzi. Mondadori era d’accordo nel pagare il salario mancante ai lavoratori e chiedeva che la Finservice sottoscrivesse la transazione. Quindi la casa editrice aveva aperto uno spiraglio di aiuto nei riguardi dei lavoratori di tutte e due le cooperative. Ma così non è stato: il liquidatore, Luigi Braga, dopo che si è riunita l’assemblea dei soci di Finservice, ha fatto sapere che non ci sarebbe stata nessuna firma nè accordo».
Rabbia e incredulità accompagnano i lavoratori seduti sugli scalini di Palazzo Barbieri. E il sindacato Cobas ora alza il tiro e annuncia azioni giudiziali che coinvolgeranno tutte le altre aziende dove Finservice aveva appalti. «Si sa che in base alla legge Bersani il committente ha l’obbligo di versare quanto dovuto al lavoratore. Non è ammissibile che una ditta nelle condizioni di Finservice si arroghi il diritto di non sottoscrivere un accordo che avrebbe portato un vantaggio alle famiglie lasciate senza un lavoro. E poi è incredibile che l’amministratore delegato di Finservice possa ancora decidere del futuro di questi lavoratori».(A.Z.)


23 luglio 2009 - Il Verona

Lavoro. Il liquidatore della società non avrebbe accettato la transazione con Mondadori
Finservice, salta ancora l'accordo

Verona - Oltre cento lavoratori della cooperativa Finservice senza stipendio da cinque mesi: anche ieri erano davanti a palazzo Barbieri, per protestare. Perché la loro vicenda doveva risolversi dieci giorni fa con la firma del contratto di transazione tra Mondadori e Finservice. "La bozza era pronta - spiega Roberto Malesani, legale del sindacato Adl - eravamo a un passo dalla risoluzione dei problemi, grazie anche alla mediazione di Comune e prefettura., Ma il liquidatore di Finservice, di sicuro spinto dai soci, si è tirato indietro". "Faremo una causa - continual'avvocato - sulla base della legge Biagi, contro tutti quei committenti, come Mondadori, che ora devono pagare i lavoratori". E sarebbero parecchie le grandi aziende, multinazionali note, che si sarebbero affidate a Finservice: commissioni fatte, lavoratori non pagati.(f.lo.)


22 luglio 2009 - Ansa

TERREMOTO: RDB-CUB, AUTOFINANZIATA INDENNITÀ VIGILI FUOCO

(ANSA) - PESCARA, 22 LUG - Il sindacato di base Rdb-Cub P.I. respinge «con sdegno» l'accordo siglato ieri al Ministero dell'Interno con le organizzazioni sindacali dei Vigili del fuoco. L'intesa prevede che l'indennità di turno spettante al personale che è stato nelle zone terremotate sia prelevata direttamente dal Fondo unico di amministrazione (Fua). Si tratta di «un fondo alimentato dagli stessi Vigili del fuoco - afferma l'Rdb-Cub P.I. - attraverso le attività svolte fuori dall'orario di lavoro (come formazione degli addetti antincendio, vigilanza nei luoghi di pubblico spettacolo, prevenzione incendi), da cui lo Stato già trattiene il 20% alla fonte». «Dopo la fase emergenziale dell'Abruzzo, il disastro di Viareggio, dopo tutta la nostra attività giornaliera nel prestare soccorso alla popolazione, ci aspettavamo un riconoscimento anche economico», afferma Antonio Jiritano della Direzione nazionale Rdb-Cub P.I. «Invece la risposta del Governo a chi per settimane intere ha lavorato giorno e notte tra le macerie è stata l'elemosina di quattro euro di indennità, che per giunta - secondo Jiritano - sarà autofinanziata dagli stessi Vigili del fuoco con i propri soldi. Ancor più grave è il comportamento delle altre organizzazioni sindacali, che con la firma di questo accordo passano ben oltre la concertazione, scippando ai lavoratori i soldi del Fua per salvare la faccia al Governo». «Ci domandiamo poi - prosegue il dirigente di Rdb-Cub - perchè il Governo, tanto solerte nell'emanare ordinanze di Protezione Civile quando si tratta di finanziare grandi eventi d'ogni sorta, non adoperi lo stesso strumento dell'ordinanza per l'indennità dovuta ai pompieri. Evidentemente - conclude - il soccorso alla popolazione e chi se ne fa quotidianamente carico non godono ai suoi occhi di uguale considerazione».


22 luglio 2009 - Adnkronos

ROMA: RDB-CUB, NECESSARIO REINTEGRO
NUMERO EDUCATRICI NEGLI ASILI NIDO
DOMANI CONFRONTO SINDACALE PRESSO
SEDE ASSESSORATO POLITICHE EDUCATIVE E SCOLASTICHE

Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - Domani 23 luglio presso la sede dell'assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma si terrà il confronto sindacale sul reintegro del numero di educatrici degli asili nido capitolini. Lo comunica in una nota Rdb-Cub (Rappresentanze Sindacali di Base). «Le mobilitazioni del personale dei nidi, da ultimo lo sciopero e la manifestazione dello scorso 18 maggio a cui hanno partecipato anche molti genitori, non hanno ancora indotto la giunta Alemanno a tornare indietro rispetto alle scelte sbagliate attuate dalla precedente gestione», dichiara Roberto Betti, rappresentante sindacale della Rdb-cub al Comune di Roma. «La disorganizzazione della macchina capitolina - continua Betti - è tale da suffragare più di un sospetto sull'esattezza dei conti con cui si vorrebbe dimostrare un costo per bambino prossimo ai 1.500 euro al mese. Dai dati in nostro possesso, puntualizza il rappresentante sindacale, i costi risultano invece notevolmente più bassi, poichè il numero effettivo dei bambini presenti nei nidi è largamente superiore rispetto a quello preso in considerazione dall'Amministrazione comunale». «Non sarà - prosegue Betti - che questa sottovalutazione prelude ad un completa privatizzazione del servizio e all'applicazione di contratti di lavoro meno remunerativi, così come accade in altre città italiane? È paradossale - conclude Betti - che la Giunta Alemanno venga a lamentarsi della bassa copertura economica del costo del servizio quando in strutture comunali, ma gestite assieme al privato, quali ad esempio il museo di zoologia, il rapporto fra entrate e spese è enormemente più basso: sono forse meglio tollerati i costi di animali imbalsamati, piuttosto che quelli di educatrici agitate e di bambini vivaci?».

VIGILI DEL FUOCO: SINDACATI DI BASE,
INDENNITÀ TERREMOTO SARÀ AUTOFINANZIATA

Roma, 22 lug. (Adnkronos) - Le Rdb-Cub dei Vigili del Fuoco hanno respinto l'accordo siglato ieri al ministero dell'Interno con le altre organizzazioni sindacali. In una nota, le Rdb-Cub spiegano che l'accordo prevede che l'indennità di turno spettante al personale che è stato sulle zone terremotate venga prelevata direttamente dal Fondo unico di amministrazione, fondo alimentato dagli stessi Vigili del Fuoco attraverso le attività svolte fuori dall'orario di lavoro, come ad esempio la formazione degli addetti antincendio, la vigilanza nei luoghi di pubblico spettacolo, la prevenzione incendi, da cui lo Stato già trattiene il 20% alla fonte. «Dopo la fase emergenziale dell'Abruzzo, il disastro di Viareggio, dopo tutta la nostra attività giornaliera nel prestare soccorso alla popolazione, ci aspettavamo un riconoscimento anche economico -sottolinea Antonio Jiritano, della Direzione nazionale Rdb-Cub P.I.- invece la risposta del governo a chi per settimane intere ha lavorato giorno e notte tra le macerie è stata l'elemosina di 4 euro di indennità, che per giunta verrà autofinanziata dagli stessi Vigili del Fuoco con i propri soldi».


22 luglio 2009 - Omniroma

ASILI NIDO, RDB CUB: «COMUNE HA SBAGLIATO CONTI»

(OMNIROMA) Roma, 22 lug - «Domani presso la sede dell'Assessorato alle Politiche Educative e scolastiche del Comune di Roma, si terrà il confronto sindacale sul reintegro del numero di educatrici degli asili nido capitolini, ridotto sotto la passata amministrazione Veltroni e sinora confermato da Alemanno. Le mobilitazioni del personale dei nidi, da ultimo lo sciopero e la manifestazione dello scorso 18 maggio a cui hanno partecipato anche molti genitori, non hanno ancora indotto la Giunta Alemanno a tornare indietro rispetto alle scelte sbagliate attuate dalla precedente gestione», dichiara in una nota Roberto Betti, rappresentante sindacale della RdB-CUB al Comune di Roma. «La disorganizzazione della macchina capitolina è tale da suffragare più di un sospetto sull'esattezza dei conti con cui si vorrebbe dimostrare un costo per bambino prossimo ai 1.500 euro al mese. Dai dati in nostro possesso - continua il rappresentante sindacale - i costi risultano invece notevolmente più bassi, poiché il numero effettivo dei bambini presenti nei nidi è largamente superiore rispetto a quello preso in considerazione dall'Amministrazione comunale. Non sarà che questa sottovalutazione prelude ad un completa privatizzazione del servizio e all'applicazione di contratti di lavoro meno remunerativi, così come accade in altre città italiane?. È paradossale che la Giunta Alemanno venga a lamentarsi della bassa copertura economica del costo del servizio quando in strutture comunali, ma gestite assieme al privato, quali ad esempio il museo di zoologia, il rapporto fra entrate e spese è enormemente più basso: sono forse meglio tollerati i costi di animali imbalsamati, piuttosto che quelli di educatrici agitate e di bambini vivaci?», conclude ironicamente Betti.


22 luglio 2009 - IMG Press

VIGILI DEL FUOCO: L’INDENNITÀ TERREMOTO SARÀ AUTOFINANZIATA

E’ stato siglato al Ministero dell’Interno un accordo con le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco che la RdB-CUB P.I. ha respinto con sdegno. L’accordo prevede infatti che l’indennità di turno spettante al personale che è stato sulle zone terremotate venga prelevata direttamente dal Fondo Unico di Amministrazione, fondo alimentato dagli stessi Vigili del Fuoco attraverso le attività svolte fuori dall’orario di lavoro (come formazione degli addetti antincendio, vigilanza nei luoghi di pubblico spettacolo, prevenzione incendi), da cui lo Stato già trattiene il 20% alla fonte. "Dopo la fase emergenziale dell’Abruzzo, il disastro di Viareggio, dopo tutta la nostra attività giornaliera nel prestare soccorso alla popolazione, ci aspettavamo un riconoscimento anche economico", sottolinea Antonio Jiritano, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. "Invece la risposta del Governo a chi per settimane intere ha lavorato giorno e notte tra le macerie è stata l’elemosina di 4 Euro di indennità, che per giunta verrà autofinanziata dagli stessi Vigili del Fuoco con i propri soldi. Ancor più grave – incalza Jiritano - è il comportamento delle altre organizzazioni sindacali, che con la firma di questo accordo passano ben oltre la concertazione, scippando ai lavoratori i soldi del FUA per salvare la faccia al Governo". "Ci domandiamo poi perché il Governo, tanto solerte nell’emanare Ordinanze di Protezione Civile quando si tratta di finanziare Grandi eventi d’ogni sorta, non adoperi lo stesso strumento dell’Ordinanza per l’indennità dovuta ai pompieri. Evidentemente – conclude il dirigente RdB-CUB – il soccorso alla popolazione e chi se ne fa quotidianamente carico non godono ai suo occhi di uguale considerazione".


22 luglio 2009 - Liberazione

Sabato a Roma, riunione nazionale per una mobilitazione antirazzista

I diritti e le condizioni di vita dei migranti sono al centro di un attacco sempre più violento da parte del governo Berlusconi. Non a caso, dopo la Bossi Fini il pacchetto sicurezza rende più grave la crisi sociale ed economica. E un nuovo vento di xenofobia e intolleranza colpisce le comunità migranti. Vent'anni dopo l'omicidio di Jerry Masslo e vent'anni dopo la prima grande manifestazione nazionale antirazzista che ne scaturì, i problemi che avevamo allora di fronte restano irrisolti e moltiplicati. Di fronte alla drammatica situazione, sotto gli occhi di tutti, riteniamo necessario dare una risposta al più presto e nella forma più estesa e unitaria possibile. Per questo ci rivolgiamo a tutte le realtà che in questi anni si sono impegnate sul terreno dell'antirazzismo, dell'affermazione dei diritti e della convivenza civile, affinché ci si possa incontrare sabato 25 luglio a Roma dalle 10 alle 15 in via Giolitti 231, per riflettere e discutere insieme sull'idea di una possibile grande manifestazione nazionale da organizzare il prossimo autunno.
Promuovono: Unione cittadini immigrati di Roma, Comitato immigrati in Italia, Ex Canapificio Caserta, Movimento migranti e rifugiati Caserta, Mfam, Immigrati autorganizzati Torino, Dhuumcatu, Illiria, Associazione filippini Roma, Sunugal Milano, Insieme per la pace, Mosaico interculturale, Senegalesi della Toscana, Focsi, Associazioni Bangladesh, Indiani e Pakistan Roma, Centro delle culture Milano, El Condor, Uai, Movimento di lotta per la casa Firenze, Arcobaleno Riccione, Fat, Todo cambia Milano, Studio 3R, Rdb-Cub, Sdl, Cobas, Naga, Rifondazione comunista, Sinistra critica. Missionari comboniani, Coordinamento migranti Verona, Piero Soldini, Razzismo Stop, Adl Padova, Federazione delle chiese evangeliche


22 luglio 2009 - Estense

Le RdB ‘sfondano’ nei servizi

Ferrara - Si è costituito il terminale sindacale delle RdB/CUB nella società di servizi "La Ferrarese", società che presta in appalto i servizi all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Ferrara in unione con la ditta "La Serenissima", quest’ultima nella preparazione dei pasti ai degenti e per la mensa aziendale. "La costituzione – spiega Claudio Grabinski delle rappresentanze di base - è avvenuta a seguito di una assemblea voluta dai dipendenti stessi, i quali hanno aderito al modello sindacale che le RdB/CUB rappresentano con serietà ed impegno anche nel settore privato". La ditta "La Ferrarese" presta il proprio operato nei trasporti del vitto, nella distribuzione del servizio dl lavanderia, nella gestione della mensa e del bar interno. Le problematiche sindacali, rilevate, e che saranno sottoposte ed esposte a breve ai dirigenti della società "La Ferrarese" riguardano sopratutto la carenza di organico e l’inquadramento del personale. "La componente RdB/CUB della ditta – aggiunge Grabinski - è automaticamente rappresentativa per tutte le agibilità sindacali e componente del Coordinamento Provinciale RdB/CUB di Ferrara.


22 luglio 2009 - Il Bologna

Sos casa. Il picchetto di Asia, l'intervento di Mazzanti:
sgomberi rimandati in via Montevecchio e via Barbieri
Presidi e solidarietà anti-sfratto famiglia "salvata" da una vicina
Alla Bolognina rinvio a novembre, al Navile essenziale il versamento di una cittadina
di Renzo Sama

Bologna - Emergenza casa, sos lavoro, allarme povertà. Tutto concentrato in due situazioni simbolo che si traducono in altrettanti sfratti esecutivi per due famiglie morose. Scongiurati dal presidio dell'associazione Asia, dalla solidarietà popolare, dall'intervento di un presidente di quartiere. Da rinvii che scongiurano la perdita del tetto ma non eliminano il problema. Via Pontevecchio, quartiere Mazzini, ore 7: una famiglia di marocchini, padre 34enne cassintegrato, madre di 27 anni e due bimbi di 5 e 3, ricevono per la quinta volta la visita dell'ufficiale giudiziario, che ordina lo sfratto esecutivo da un angusto appartamento al secondo piano. Via Barbieri, Bolognina, più o meno stessa ora: padre italiano, mamma straniera, un figlio e uno in arrivo. L'accesso dell'ufficiale in questa piccola palazzina è il secondo. I rinvii degli sgomberi vengono contrattati a fatica, con gli avvocati pronti a eseguire gli ordini dei proprietari e la Digos a vigilare con presenza massiccia (soprattutto nel primo caso) sul "rispetto della legge" e sui nervi tesi degli sfrattandi.
In via Pontevecchio, poco distante dalla palazzina in cui un mese fa un altro "esecutivo" venne scongiurato con l'aiuto del presidio di Asia, la famiglia di nordafricani appende un piccolo striscione alla finestra e attende, mentre la solita nutrita rappresentanza di ex sfrattati, fa sentire e vedere la sua presenza. Hassan, il capofamiglia, spiega all'ufficiale giudiziario e ai due avvocati della proprietaria che con 800 euro non ce la fa, che è arrivata una bolletta dell'acqua troppo esosa, ma la controparte non ci sta: 2000 euro per andare avanti sino a settembre. L'intervento di una vicina, che mette una fetta consistente della cifra richiesta, risolve per il momento la vicenda. Non senza tensione, che si placa solo con le firme. La palazzina al numero 74 fa da scenario allo scampato pericolo: rifatta solo esternamente, le case piccole e, dicono gli inquilini, fatiscenti, è di un'anziana possidente bolognese, che ha affidato il tutto a un'immobiliare. In via Barbieri, intanto, interviene il presidente del Navile Claudio Mazzanti: "La famiglia ha 29 punti nella graduatoria pubblica e quindi come Comune le daremo una casa. Mi sono fatto garante io stesso presso la proprietaria". Sfratto rinviato dunque al 24 novembre - quando secondo le promesse del numero 1 del quartiere avverrà il passaggio di casa -, dietro pagamento degli arretrati, versati con un giorno di ritardo. Asia-Rdb così commenta l'ennesima giornata di sgomberi scongiurati: "L’emergenza viene ignorata dalle amministrazioni, che preferiscono parlare di muri sporchi e graffiti. Noi non ci arrendiamo".


22 luglio 2009 - EPolis Roma

Piano casa. Marrazzo: il governo ha accolto in parte le nostre istanze
Il "nì" di Legambiente e la bocciatura dell'Rdb

Roma - "Rimandati a settembre", per Legambiente, mentre l'Asia Rdb boccia il piano casa approvato ieri dal governo. Per il presidente della Regione Marrazzo, invece, "sono solo parzialmente attese le istanze che avevamo posto. Qui nel Lazio abbiamo lavorato a una legge condivisa da tutta la maggioranza che rappresentasse un punto di incontro tra tante esigenze diverse". "Giudizio positivo per i bonus fino al +40% per la demolizione e ricostruzione per alloggi di edilizia residenziale pubblica - spiega Legambiente -. Passo avanti sul fronte energetico, ma si può fare di più chiedendo di garantire prestazioni migliori di quanto già previsto dalle normative, con l'obiettivo di edifici ad "alta efficienza energetica". La Regione è, invece, per ora bocciata su due questioni: da un lato, per il prolungamento dell'efficacia del provvedimento ben oltre il termine del dicembre 2010 previsto dal governo, vista la scadenza fissata in 36 mesi dall'entrata in vigore dello stesso, dall'altro per aver consentito l'ampliamento del 10% della cubatura anche per gli edifici artigianali". "I piani casa delle regioni, in linea con l'intervento del governo, puntano anch'essi alla cementificazione del territorio e all'edilizia agevolata, dimenticando la possibilità di forme di recupero del costruito", dice invece l'Asia Rdb.(M.R.)


22 luglio 2009 - L'Unione Sarda

Domani un'assemblea popolare

Cagliari - «Pronti a organizzare dei picchetti antisfratto». L'annuncio è dell'Associazione inquilini e assegnatari (Asia) e dell'Rdb-Cub che ha fissato per domani (alle 16.30 in via Maddalena 20) un'assemblea popolare aperta a tutti gli interessati.
«Siamo a sostegno di vere politiche per l'edilizia popolare», fanno sapere le associazioni, «e per il blocco generalizzato degli sgomberi. Nel 2008 in Sardegna, esclusa la città di Sassari, i provvedimenti di sfratto emessi sono stati 171. Nel 2009 saranno molti di più. Nella sola città di Cagliari, da Area sarebbero partite centinaia di lettere e gli sfratti dovrebbero essere circa 200». Anche le associazioni criticano l'azione di Area: «Con le altre istituzioni dovrebbe preoccuparsi di trovare soluzioni alternative e paritarie per tutti, anziché sponsorizzare una guerra tra poveri. Non resteremo a guardare ma lotteremo per affermare il diritto alla casa e ad un'esistenza dignitosa».


22 luglio 2009 - Caserta news

Protocollo d'intesa Rdb Cub e Regione Campania

Napoli – "Da tempo denunciavamo un grave vulnus democratico ai danni della legittima rappresentatività della nostra Confederazione Nella seduta del 30 giugno 2009, della Giunta Regionale della Campania, è stata approvata la Delibera (numero 1164) con la quale, su proposta dell'Assessore Regionale al Lavoro, l'Amministrazione della Campania redige un "Protocollo di Intesa", inerente le relazioni sindacali, con la Confederazione Unitaria di Base – Rappresentanze Sindacali di Base. Da tempo denunciavamo un grave vulnus democratico ai danni della legittima rappresentatività della nostra Confederazione. Per anni abbiamo subito una censura ed una esclusione aprioristica dai tavoli di trattativa e dagli ambiti di discussione formali che hanno penalizzato la qualità delle relazioni sindacali con l'Amministrazione Regionale della Campania. Con l'approvazione della Delibera – che riconosce la positiva azione sindacale che svolgiamo in numerosi comparti e segmenti del mondo del lavoro, della precarietà e della disoccupazione – intendiamo aprire una nuova fase di difesa delle generali condizioni di vita e di lavoro dei ceti popolari della nostra Regione. Mentre si approssima un autunno in cui l'immanente crisi finanziaria e economica, particolarmente in Campania, potrà avere i suoi effetti antisociali ai danni dei lavoratori la Confederazione Unitaria di Base – anche utilizzando questo ulteriore riconoscimento – si predispone ad un rinnovato e più qualificato impegno sindacale a tutto campo, nei posti di lavoro e nel territorio".


22 luglio 2009 - Il Mattino di Padova

Altro sciopero al Centro riciclo
Giorni caldi dopo l’annuncio dei novanta licenziamenti
di Francesca Segato

MONSELICE - E’ di nuovo sciopero al Centro Riciclo di via Umbria. Lo ha deciso, ieri, l’assemblea dei lavoratori della cooperativa Mylog. Dopo l’annuncio dei licenziamenti in programma dal 31 luglio per i 90 dipendenti della coop. Questo perché l’appalto al consorzio Team Service, di cui fa parte la Mylog, non sarà rinnovato. Ieri i lavoratori hanno atteso invano di ricevere qualche notizia dall’amministratore unico del Centro Riciclo, Samuel Piazza. «Piazza sin nega anche alla Prefettura e alla Provincia - accusa Gianni Boetto dell’Adl - Se ne deduce che ciò che ha in mente è qualcosa di poco limpido e ha in mente di farlo in modo clandestino, fregandosene del fatto che in quel Centro è occupata una novantina di persone». Ieri quindi è stato indetto lo stato di agitazione. Nell’attesa di notizie che possano evitare una nuova vertenza sindacale.


22 luglio 2009 - Il Messaggero

Civitavecchia. Tornano tesissimi i rapporti tra i sindacati dei dipendenti comunali e l’amministrazione...

Civitavecchia - Tornano tesissimi i rapporti tra i sindacati dei dipendenti comunali e l’amministrazione. Le parti sono di nuovo ai ferri corti a causa di un episodio avvenuto ieri. Per le 16 il direttore generale del Pincio Simone Giganti aveva infatti fissato, da circa un mese, una riunione con le organizzazioni sindacali e le Rsu. Ma alle 16,15 i rappresentanti dei lavoratori sono stati avvisati che l’incontro era stato rinviato a data da destinarsi poiché il sindaco aveva convocato il direttore generale, che quindi non poteva presenziare al vertice con i sindacati.
«Si è trattato dell’ennesima mancanza di rispetto - scrivono in un comunicato Cgil/Fp, Cisl/Fps, Uil/Fpl, Diccap/Sulpm e Rbd/Cub - da parte dell’amministrazione nei confronti delle sigle, dei rappresentanti sindacali e dei lavoratori comunali».
All’ordine del giorno della riunione c’era la "costituzione del fondo per il salario accessorio 2009 e le ipotesi di utilizzo", la cui applicazione va obbligatoriamente concordata da ente e organizzazioni di categoria. «Il fondo - affermano i sindacati - è fermo da gennaio e viene da chiedersi quale sia il motivo del rinvio dell’incontro. Ciò, considerato che la stessa amministrazione ha l’esigenza di raggiungere l’intesa. Senza accordo, infatti, nessun istituto contrattuale può essere erogato. Il danno è totalmente a carico dei lavoratori del Pincio».
La nota si chiude con l’annuncio da parte delle cinquesigle «di porre in essere tutte le azioni di protesta e di lotta nei confronti di questa amministrazione arrogante e irrispettosa».


22 luglio 2009 - Melito on line

VIGILI DEL FUOCO: L’INDENNITÀ TERREMOTO SARÀ AUTOFINANZIATA
di Bruna Italia Massara

Roma 22/7/2009. E’ stato siglato ieri al Ministero dell’Interno un accordo con le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco che la RdB-CUB P.I. ha respinto con sdegno. L’accordo prevede infatti che l’indennità di turno spettante al personale che è stato sulle zone terremotate venga prelevata direttamente dal Fondo Unico di Amministrazione, fondo alimentato dagli stessi Vigili del Fuoco attraverso le attività svolte fuori dall’orario di lavoro (come formazione degli addetti antincendio, vigilanza nei luoghi di pubblico spettacolo, prevenzione incendi), da cui lo Stato già trattiene il 20% alla fonte. "Dopo la fase emergenziale dell’Abruzzo, il disastro di Viareggio, dopo tutta la nostra attività giornaliera nel prestare soccorso alla popolazione, ci aspettavamo un riconoscimento anche economico", sottolinea Antonio Jiritano, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. "Invece la risposta del Governo a chi per settimane intere ha lavorato giorno e notte tra le macerie è stata l’elemosina di 4 Euro di indennità, che per giunta verrà autofinanziata dagli stessi Vigili del Fuoco con i propri soldi. Ancor più grave – incalza Jiritano – è il comportamento delle altre organizzazioni sindacali, che con la firma di questo accordo passano ben oltre la concertazione, scippando ai lavoratori i soldi del FUA per salvare la faccia al Governo". "Ci domandiamo poi perché il Governo, tanto solerte nell’emanare Ordinanze di Protezione Civile quando si tratta di finanziare Grandi eventi d’ogni sorta, non adoperi lo stesso strumento dell’Ordinanza per l’indennità dovuta ai pompieri. Evidentemente – conclude il dirigente RdB-CUB – il soccorso alla popolazione e chi se ne fa quotidianamente carico non godono ai suo occhi di uguale considerazione".


22 luglio 2009 - Spoleto City

VIGILI DEL FUOCO: L’INDENNITÀ TERREMOTO SARÀ AUTOFINANZIATA
ACCORDO VERGOGNOSO CHE SCIPPA I SOLDI AI LAVORATORI PER SALVARE LA FACCIA AL GOVERNO
di RDB-CUB VVF

E’ stato siglato ieri al Ministero dell’Interno un accordo con le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco che la RdB-CUB P.I. ha respinto con sdegno. L’accordo prevede infatti che l’indennità di turno spettante al personale che è stato sulle zone terremotate venga prelevata direttamente dal Fondo Unico di Amministrazione, fondo alimentato dagli stessi Vigili del Fuoco attraverso le attività svolte fuori dall’orario di lavoro (come formazione degli addetti antincendio, vigilanza nei luoghi di pubblico spettacolo, prevenzione incendi), da cui lo Stato già trattiene il 20% alla fonte. "Dopo la fase emergenziale dell’Abruzzo, il disastro di Viareggio, dopo tutta la nostra attività giornaliera nel prestare soccorso alla popolazione, ci aspettavamo un riconoscimento anche economico", sottolinea Antonio Jiritano, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. "Invece la risposta del Governo a chi per settimane intere ha lavorato giorno e notte tra le macerie è stata l’elemosina di 4 Euro di indennità, che per giunta verrà autofinanziata dagli stessi Vigili del Fuoco con i propri soldi. Ancor più grave – incalza Jiritano - è il comportamento delle altre organizzazioni sindacali, che con la firma di questo accordo passano ben oltre la concertazione, scippando ai lavoratori i soldi del FUA per salvare la faccia al Governo". "Ci domandiamo poi perché il Governo, tanto solerte nell’emanare Ordinanze di Protezione Civile quando si tratta di finanziare Grandi eventi d’ogni sorta, non adoperi lo stesso strumento dell’Ordinanza per l’indennità dovuta ai pompieri. Evidentemente – conclude il dirigente RdB-CUB – il soccorso alla popolazione e chi se ne fa quotidianamente carico non godono ai suo occhi di uguale considerazione".


22 luglio 2009 - Grandain.com

Vigili del Fuoco: l'indennità terremoto sarà autofinanziata
RdB-CUB VVF, accordo respinto dalle organizzazioni sindacali

Roma - E’ stato siglato ieri al Ministero dell’Interno un accordo con le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco che la RdB-CUB P.I. ha respinto con sdegno. L’accordo prevede infatti che l’indennità di turno spettante al personale che è stato sulle zone terremotate venga prelevata direttamente dal Fondo Unico di Amministrazione, fondo alimentato dagli stessi Vigili del Fuoco attraverso le attività svolte fuori dall’orario di lavoro (come formazione degli addetti antincendio, vigilanza nei luoghi di pubblico spettacolo, prevenzione incendi), da cui lo Stato già trattiene il 20% alla fonte. "Dopo la fase emergenziale dell’Abruzzo, il disastro di Viareggio, dopo tutta la nostra attività giornaliera nel prestare soccorso alla popolazione, ci aspettavamo un riconoscimento anche economico", sottolinea Antonio Jiritano, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. "Invece la risposta del Governo a chi per settimane intere ha lavorato giorno e notte tra le macerie è stata l’elemosina di 4 Euro di indennità, che per giunta verrà autofinanziata dagli stessi Vigili del Fuoco con i propri soldi. Ancor più grave – incalza Jiritano - è il comportamento delle altre organizzazioni sindacali, che con la firma di questo accordo passano ben oltre la concertazione, scippando ai lavoratori i soldi del FUA per salvare la faccia al Governo". "Ci domandiamo poi perché il Governo, tanto solerte nell’emanare Ordinanze di Protezione Civile quando si tratta di finanziare Grandi eventi d’ogni sorta, non adoperi lo stesso strumento dell’Ordinanza per l’indennità dovuta ai pompieri. Evidentemente – conclude il dirigente RdB-CUB – il soccorso alla popolazione e chi se ne fa quotidianamente carico non godono ai suo occhi di uguale considerazione".


22 luglio 2009 - SFUEI DAL FRIÛL LIBAR

VIGILI DEL FUOCO: L’INDENNITÀ TERREMOTO SARÀ AUTOFINANZIATA
di Stefano Bergomas
RDB-CUB VVF, ACCORDO VERGOGNOSO CHE SCIPPA I SOLDI AI LAVORATORI
PER SALVARE LA FACCIA AL GOVERNO

E’ stato siglato ieri al Ministero dell’Interno un accordo con le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco che la RdB-CUB P.I. ha respinto con sdegno. L’accordo prevede infatti che l’indennità di turno spettante al personale che è stato sulle zone terremotate venga prelevata direttamente dal Fondo Unico di Amministrazione, fondo alimentato dagli stessi Vigili del Fuoco attraverso le attività svolte fuori dall’orario di lavoro (come formazione degli addetti antincendio, vigilanza nei luoghi di pubblico spettacolo, prevenzione incendi), da cui lo Stato già trattiene il 20% alla fonte. "Dopo la fase emergenziale dell’Abruzzo, il disastro di Viareggio, dopo tutta la nostra attività giornaliera nel prestare soccorso alla popolazione, ci aspettavamo un riconoscimento anche economico", sottolinea Antonio Jiritano, della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. "Invece la risposta del Governo a chi per settimane intere ha lavorato giorno e notte tra le macerie è stata l’elemosina di 4 Euro di indennità, che per giunta verrà autofinanziata dagli stessi Vigili del Fuoco con i propri soldi. Ancor più grave – incalza Jiritano – è il comportamento delle altre organizzazioni sindacali, che con la firma di questo accordo passano ben oltre la concertazione, scippando ai lavoratori i soldi del FUA per salvare la faccia al Governo". "Ci domandiamo poi perché il Governo, tanto solerte nell’emanare Ordinanze di Protezione Civile quando si tratta di finanziare Grandi eventi d’ogni sorta, non adoperi lo stesso strumento dell’Ordinanza per l’indennità dovuta ai pompieri. Evidentemente – conclude il dirigente RdB-CUB – il soccorso alla popolazione e chi se ne fa quotidianamente carico non godono ai suo occhi di uguale considerazione". infoline stampa cell. 360606099


22 luglio 2009 - Il Quaderno

Lavoratori senza quattordicesima: l’RdB critica le cooperative di pulizia nelle scuole

Benevento - La Federazione Provincia del sindacato RdB/CUB di Benevento denuncia che alcune aziende cooperative, impegnate nell’appalto di pulizia delle Scuole, non hanno provveduto al pagamento della quattordicesima mensilità ai propri lavoratori come previsto dal Contratto Collettivo nazionale. Il sindacato parla di una scelta compiuta "in maniera arbitraria e senza nessuna comunicazione ai lavoratori loro dipendenti ne tanto meno alle organizzazioni sindacali". "Andrebbe ricordato a queste ditte – si legge in una nota - che tale mensilità, a norma di Contratto articolo 24, deve essere corrisposta al lavoratore entro il 15 luglio. Cosi come vorremmo che questi imprenditori, solerti a chiedere il rispetto dei soli doveri da parte dei lavoratori, in casi come questi si ricordino anche dei diritti dei loro dipendenti. Tutto questo accade senza che le ditte sentano l’esigenza di comunicare eventuali difficoltà e/o ritardi, in tempo, ai Lavoratori e alle loro organizzazioni sindacali".


22 luglio 2009 - RTM

La Modica Multiservizi sarà liquidata! Questa la "sentenza" di Palazzo San Domenico
di Giorgio Caruso

Modica - Il verdetto è stato emesso: liquidazione. Palazzo San Domenico non recede dai suoi intenti e, con uno stretto giro di mail, ha espresso le intenzioni, già ampiamente palesate nei mesi scorsi. .La Modica Multiservizi sarà liquidata . ammette il sindaco Antonello Buscema -. Nei prossimi giorni invieremo ai sindacati un cronoprogramma con quelle che sono i passi che faremo, soprattutto per ciò che concerne i posti di lavoro.. Ma il .cronoprogramma. è già stato inviato, sempre tramite e-mail, all.amministratore unico della società, Carmelo Ruta, il quale ieri mattina ha incontrato i rappresentanti sindacali, tra cui anche i Cub, ed alcuni lavoratori. .Questa è l.intenzione dell.amministrazione . avrebbe detto Ruta mostrando la mail inviata da palazzo San Domenico - . Ciò che possiamo fare è esclusivamente prenderne atto ed attuare i passi che ci vengono indicati.. Inutile provare a conoscere l.esatto e completo contenuto della mail. Qualcosa però trapela. Ad esempio vi è la certezza che delle due società, Modica Multiservizi e Modica Rete Servizi, ne rimarrà solamente una (non è esclusa la possibilità della creazione ex novo di una nuova società a totale capitale pubblico), a cui spetterà l.erogazione del servizio di trasporto scolastico, della gestione delle zone blu e delle pulizie negli uffici comunali. Dunque si va verso l.esternalizzazione del settore delle manutenzioni, con le varie opere ed appalti che andranno affidati a ditte private. Sul piano occupazionale, l.intenzione dell.amministrazione comunale, anche per andare incontro alle reiterate richieste giunte dalla triplice sindacale, è quella di .salvare il salvabile. e per tale si intendono quei lavoratori, ex lsu, che possono essere posti in quiescenza anticipata o stabilizzati all.interno dell.ente Comune ma con i costi a carico della Regione.


22 luglio 2009 - Corriere della Sera

Via Cassia Sgombero volontario
Blitz di CasaPound contro la Provincia «Noi con i senza casa»
Massimiliano Smeriglio «Hanno invaso un centro di formazione. Mi pare diverso dall’occupazione di edifici abbandonati»
di Ilaria Sacchettoni

Roma - Con un’occupazione che dura tre ore e si trasforma in showdown, Casa Pound si candida a gestire il fronte dell’emergenza abitativa. Uno spazio politico in cui finora s’era cimentata (quasi esclusivamente) la sinistra di Action, Asia Rdb, Lotta per la Casa e Blocco Precario Metropolitano.
Ieri mattina, dopo essere entrati negli uffici provinciali di via Cassia 472, i militanti di Casa Pound, un’ampia galassia di attivisti che include «Kosovo è Serbia», «Zetazeroalfa», «Mutuo sociale», «Blocco Studentesco», hanno sparato a zero sulle politiche abitative di Regione e Comune. «Disconosciamo - ha detto tra l’altro il vicepresidente del movimento, Simone Di Stefano - il tavolo dell’emergenza abitativa del Campidoglio rimasto virtuale a causa della latitanza di Alemanno». Senza dimenticare la Provincia: «Questi uffici sono un regalo a cooperative di amici che dietro la definizione di 'Scuola sociale' si spartiscono i fondi europeo». E attaccando, poi, il piano casa regionale: «Una truffa ai danni dei cittadini: si fanno costruire alloggi sociali ai privati e si incastrano famiglie con i mutui bancari». Insomma una sorta di occupazione «spot» - Casa Pound ha sgomberato spontaneamente l’edificio presidiato dalla Digos verso le dodicicon un obiettivo dichiarato: «Oggi vogliamo ricordare che l’emergenza abitativa è il principale problema di Roma e chiediamo che questo stabile (via Cassia 472 ndr) sia assegnato a famiglie in difficoltà». Finora la destra era rimasta un passo indietro rispetto alle occupazioni di alloggi, preferendo rivendicare per sè spazi di (contro)informazione e aggregazione culturale. Ma ora Casa Pound sembra volersi muovere sullo stesso terreno del diritto alla casa. Dice Andrea Antonini, capogruppo de La Destra di Storace nel XX municipioe e sostenitore di Casa Pound: «Tredici famiglie senza una casa erano pronte ad entrare nei locali nel caso in cui l’occupazione si fosse stabilizzata ». Antonini non boccia interamente l’amministrazione comunale ma ci tiene a dire: «Non basta la scrematura della graduatoria ereditata da Veltroni, servono i fatti. Condividiamo la posizione di 'Mutuo sociale': servono case a riscatto ma siamo indignati dall’inerzia attuale». Stupore dell’assessore provinciale alla formazione Massimiliano Smeriglio per la scelta dei locali da occupare: «Casa Pound ha invaso un centro di formazione professionale che svolge un servizio sul territorio. Mi pare diverso dall’occupazione di edifici abbandonati per alloggiare famiglie disperate. Possiamo dialogare con il ventesimo municipio sugli spazi a disposizione del territorio. Comprendo l’entusiasmo del giovane militante politico ma diffido di chiunque, come Alemanno, utilizza giovani marzialmente schierati a scopi politici».


22 luglio 2009 - Il Manifesto

in PIAZZA

Milano - HOTEL HILTON , via Galvani 12, ore 17: happy hour di protesta organizzato dalla Cub contro la procedura di licenziamento collettivo di 30 lavoratori della catena alberghiera americana che saranno sostituiti da cooperative esterne.


21 luglio 2009 - Apcom

Statali/ Sindacati morosi su permessi, in 2007 debito 6 milioni
Lo rivela Italia Oggi. Brunetta pronto a chiedere restituzione

(Apcom) - Sei milioni di euro da restituire allo Stato per aver utilizzato più permessi sindacali di quelli autorizzati. E' questa la somma, a quanto riferisce Italia Oggi, che il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta si appresterebbe a chiedere a Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rdb per il solo 2007. Un calcolo, spiega il quotidiano finanziario, frutto di verifiche incrociate secondo le quali il monte annuo previsto dalla legge, pari a 475mila ore sarebbe stato sfondato per 300mila ore. Le cifre esatte, spiega il Italia Oggi, dovrebbero essere definite nei prossimi giorni. Il sindacato con il debito più alto sarebbe la Cgil con 1,7 milioni, poi la Cisl che supera gli 1,2 milioni, al terzo posto la Rdb 1,2 milioni, poi la Uil con un milione.


21 luglio 2009 - Zic

Emergenza casa
Il picchetto anti-sfratti ottiene altre proroghe

Bologna - Gli sfratti previsti per questa mattina in via Barbieri e via Pontevecchio sono stati nuovamente prorogati, il primo fino a Settembre mentre il secondo fino a Novembre, grazie al presidio organizzato da Asia/RdB ed alla solidarietà del quartiere. Lo rende noto un comunicato diffuso dall'Associazione inquilini assegnatari, che sotttolinea come di fronte ad un'emergenza abitativa sempre più dilagante e a fronte di decine di appartemanti sfitti, l'amministrazione comunale concentra risorse e energie per ripulire i muri dai graffitti invece di occuparsi di tutte quelle famiglie senza nemmeno quattro mura in cui vivere.
Pubblichiamo il comunicato di Asia/RdB

BLOCCATI DUE SFRATTI

Rinviati gli sfratti di via Barbieri n.127 e di via Pontevecchio 74, rispettivamente al secondo e al quinto accesso dell'ufficiale giundiziario. Nel primo si è ottenuto un rinvio fino a novembre nel secondo a fine settembre.
ASIA, anche attraverso la solidarietà diretta di altri sfrattati e degli inquilini del quartiere è riuscita a bloccare gli sgomberi. Dobbiamo segnalare l'uso massiccio della forza pubblica in via Pontevecchio.
Gli sfratti colpiscono tutti i componenti delle famiglie, adulti e bambini, per la legge non è reato lasciare dei minori senza un tetto ma sono punibili i genitori che difendono il diritto alla casa.
Di fronte ad una crisi che sta investendo anche il territorio bolognese, con un aumento della cassa-integrazione, della precarietà e della disoccupazione, l'emergenza abitativa viene ignorata dalle amministrazioni, che preferiscono parlare di muri sporchi e graffiti.
L'unità degli inquilini dimostra che è possibile resistere alla arroganza della rendita, attraverso la lotta e la solidarietà. ASIA continuerà ad organizzare picchetti e mobilitazioni per rimettere al centro il diritto alla casa e la redistribuzione del reddito per le fasce popolari.
Associazione Inquilini e Assegnatari - RdB


21 luglio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 27 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:
* Nel 2008 il Cnr ha "perso" 59 milioni e per il 2007 viene bacchettato dal Mef
* Luigi Biggeri è scaduto ma è sempre in via Balbo
* L'inesorabile declino di un ente statistico
* Art. 64, il Tar dà torto al Cnr in attesa della Cassazione
* Un "regalo" alle donne, sale l'età pensionabile
* In arrivo la rottamazione per i dipendenti pubblici
* L'Inpdap interviene sulla tassa Brunetta
* All'Issm di Napoli corsi per psicoterapeuti


21 luglio 2009 - La Repubblica

Stamattina a partire dalle 7
Presidio anti sfratto dei sindacati in via Pontevecchio

Bologna - NUOVO PRESIDIO anti-sfratto dei sindacati questa mattina in via Pontevecchio 76, dopo il picchetto del 22 giugno grazie al quale era stato ottenuto un rinvio di un mese. «La famiglia di via Pontevecchio - afferma l´Asia, il sindacato degli inquilini delle Rdb - è composta da operai in cassa integrazione con figli che non riescono più a pagare gli affitti. E dall´altra parte c´è una proprietà che non ha voluto accettare nessuna rateizzazione del debito degli inquilini». Asia, oltre a promuovere altri presidi anti-sfratto, annuncia l´apertura di sportelli di consulenza per il diritto alla casa nei quartieri, «perché se non vi sarà una drastica inversione di tendenza, l´emergenza abitativa a Bologna sarà destinata ad aumentare. Cercheremo di impedire lo sfratto in via Pontevecchio, l´ennesimo nel nostro territorio, segnato da una crisi che ormai investe i diversi settori del lavoro, da quello industriale a quello dei servizi».

Al Marconi Sciopero Cub Trasporti due voli cancellati

Bologna - La società Marconi Handling con una nota ha fatto il punto sullo sciopero indetto ieri dal sindacato autonomo Cub Trasporti. «Si precisa - si legge in un comunicato - che l´utilizzo dei lavoratori interinali è esclusivamente legato a picchi di traffico e assunto a inizio stagione in base all´incremento previsto della domanda estiva, non è perciò riconducibile a sostituzioni di personale che ha aderito allo sciopero». Due sono stati i voli cancellati in via preventiva dalle compagnie aree che operano sullo scalo: un volo Iberia da e per Barcellona e un volo Tap da e per Lisbona. Su un totale di presenze previste, pari a 184 unità, tra impiegati ed operai, continua la nota «solo 28 unità hanno aderito allo sciopero».


21 luglio 2009 - Corriere di Bologna

Scontro sull’aeroporto
Handling in sciopero, voli cancellati Sab contro Rdb: protesta illegittima

Bologna - Sono stati quattro i voli cancellati ieri all’aeroporto Marconi per lo sciopero di 24 ore dei servizi di handling indetto da Cub Trasporti. Si tratta di due aerei in arrivo e due in partenza per e da Lisbona e Barcellona. «C’è stata una forte adesione alla mobilitazione — ha commentato in una nota il sindacato di base— nonostante il 'crumiraggio' organizzato dall’azienda». Fra le ragioni dello sciopero ci sono il ritardo nella disposizione dei turni mensili, le modifiche alle buste paga e l’uso dei lavoratori interinali in sostituzione dei lavoratori in sciopero. Al sindacato ha risposto Sab, la società di gestione del Marconi, definendo l’agitazione «di carattere pretestuoso e paradossale». La richiesta di Cub Trasporti, indirizzata all’ Enac, di obbligare Sab ad utilizzare un’unica società di handling, per Sab «è palesemente in contrasto con la normativa nazionale ed europea che obbliga gli scali di determinate dimensioni (oltre due milioni di passeggeri) a fare operare almeno due società di handling per garantire il rispetto della concorrenza».


21 luglio 2009 - Il Resto del Carlino

LA PROTESTA
Lo sciopero del Cub non blocca il Marconi Solo 4 i voli cancellati, disagi ridotti

Bologna - In seguito allo sciopero proclamato dal sindacato autonomo Cub Trasporti per l'intera giornata di ieri all'aeroporto Marconi, le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione preventiva di 2 voli in arrivo e altrettanti in partenza (Lisbona e Barcellona). La Sab, in una nota, bolla la protesta indetta dal Cub come «pretestuosa e paradossale».

Modena. DOMENICA SI è chiusa l'esperienza di occupazione temporanea...

Modena - DOMENICA SI è chiusa l'esperienza di occupazione temporanea dello stabile di via della tecnica a Modena, da parte del Collettivo Autonomo Modenese (Cam). Durante l'occupazione si è dato spazio a gruppi musicali locali e promosso una assemblea cittadina partecipata, dove si è discusso sulla crisi sul territorio modenese, con la presenza di diverse realtà politiche e sindacali modenesi come Rifondazione Comunista (Falce e Martello), Libera (Collettivo Agitati), Rdb-Cub (sindacato di base), Alkemia (centro di elaborazione comunicativa) e alla presenza del Laboratorio Crash di Bologna (spazio sociale occupato e autogestito). Il Cam ribadisce che l'occupazione è l'ennesimo passaggio della campagna sugli spazi sociali iniziata un anno fa con l'occupazione dell' ex stamperia. Le occupazioni continueranno.


21 luglio 2009 - La Nazione

Siena. LE ORGANIZZAZIONI sindacali Cisal - Confsal Snals Università/Cisapuni - RdB-Cub Ugl...

Siena - LE ORGANIZZAZIONI sindacali Cisal - Confsal Snals Università/Cisapuni - RdB-Cub Ugl hanno inviato una lettera aperta a istituzioni e mezzi di informazione lamentando il mancato invito al tavolo interistituzionale convocato sulla situazione economica e finanziaria dell'Ateneo senese. Un invito che non era arrivato neanche per gli altri incontri che si sono succeduti negli ultimi dieci mesi. «A questo punto dice la lettera sorge la domanda su quali siano i sindacati invitati a presenziare e a intervenire a un tavolo che discute su argomenti che interessano tutti coloro i quali traggono il proprio sostentamento dal lavoro che svolgono nell'Ateneo e in qualche modo decide anche dei destini di costoro. Affermiamo questo perché delle sette sigle sindacali che rappresentano tutti i lavoratori dell'Ateneo (Cgil, Cisl, Uil, RdB, Ugl, Cisal, Confsal Snals/Cisapuni) e le Rsu sono state invitate (non sappiamo neanche da chi) solamente le prime tre, il che ci suscita dei fortissimi sospetti in merito alla valutazione della parola e del concetto di "autonomia" da parte delle predette Istituzioni. Si sarebbe tentati di dire che parola e concetto siano invisi agli amministratori e che anzi si tenda da parte di costoro a tappare la bocca a tutti coloro i quali, pur rappresentando un elevato numero di persone, non siano allineati a questa o a quella linea di condotta da essi decisa». «Per l'ennesima volta in pochi mesi concludono le organizzazioni sindacali chi mena vanto di aderire a principi democratici e di consenso allargato ignora le scriventi organizzazioni e le mette a fare da tappezzeria, cosa che con la presente deprechiamo con forza».


21 luglio 2009 - Il Bologna

Aeroporto. La Cub trasporti esulta ma Sab risponde: «Due voli cancellati e solo in 28 hanno aderito»
Guerra di numeri per lo sciopero
20090721_ilbologna.jpg (35506 byte)

Bologna - È normale che dopo, o durante, ogni sciopero si scateni la guerra dei numeri tra sindacati e azienda colpita dall'astensione del lavoro. Ieri il copione si è ripetuto all'aeroporto Marconi per l'agitazione proclamata da Cub Trasporti che in una nota, firmata da Italo Quartu, esulta per la protesta dei lavoratori dell'handling: «Nonostante la precettazione di massa e l'utilizzo di interinali si sono cancellati numerosi voli». Veloce la risposta di Bas che minimizza: «Le compagnie aeree hanno provveduto alla cancellazione preventiva di 2 voli in arrivo e 2 voli in partenza, da e per Lisbona e Barcellona». Inoltre Marconi Handling ha voluto fornire i numeri sull'astensione: «Su un totale di presenze previste, pari a 184 unità, tra impiegati ed operai, solo 28 unità hanno aderito allo sciopero. Nessun volo ha subito ritardo né ci sono state ripercussioni sulla normale attività di assistenza ai passeggeri». Sull'accusa di usare lavoratori interinali come crumiri si sottolinea: «L'utilizzo dei lavoratori interinali è esclusivamente legato a picchi di traffico e assunto a inizio stagione in base all'incremento previsto della domanda estiva, non è perciò riconducibile a sostituzioni di personale che ha aderito allo sciopero».(GBN)


21 luglio 2009 - Leggo

Milano. «Acqua in bocca se in metrò manca l’aria: chi si lamenta, cade»

Milano - «Acqua in bocca se in metrò manca l’aria: chi si lamenta, cade». Il consiglio è di Claudio Elli, protagonista sabato di un incidente sulla rossa. «Dopo mezzanotte - racconta in una denuncia rilanciata dalla Cub, Confederazione Unitaria di Base, - con un amico sono salito in Duomo sul treno 715 per Bisceglie». Carrozza piena, condizionatore guasto, finestrini bloccati e animi esasperati. I due, lamentandosi del caldo, bussano al macchinista. Interviene un vigilante, seduto tra i passeggeri. La lite degenera e quando, tra Cairoli e Cadorna, il passeggero invoca l’arresto del treno, ecco che il convoglio si blocca. La brusca frenata lo fa cadere: ecchimosi guaribile in 10 giorni. «Se ci si lamenta si rischia di cadere per frenate sospette?», si chiede il passeggero, pronto ad adire per vie legali Atm. Per l’azienda «lite e frenata non sono collegabili: la prima era dovuta a normali manovre di esercizio». (G.Per./ass)


21 luglio 2009 - TTG Italia online

Sciopero al Marconi di Bologna, due voli cancellati

Bologna - Due i voli cancellati al Guglielmo Marconi di Bologna a causa dello sciopero indetto per oggi dal sindacato autonomo Cub. Sono stati cancellati i collegamenti in arrivo e partenza da e per Lisbona e Barcellona, operati rispettivamente da Tap e Air Nostrum. La Sab, società di gestione dello scalo bolognese, ha diffuso una nota con cui chiarisce alcuni aspetti relativi allo stato di agitazione. "La richiesta di Cub di obbligare Sab ad utilizzare un'unica società di handling - si legge nel documento - è palesemente in contrasto con la normativa nazionale ed europea che, invece, obbliga gli scali di determinate dimensioni a fare operare almeno due società di handling per garantire il rispetto della concorrenza". A questo si aggiunge "la pretesa di imporre per via unilaterale l'applicazione di un unico contratto di lavoro per tutti i lavoratori dello scalo, anche non dipendenti di Sab - prosegue la nota -, si scontra ancora una volta con le disposizioni di legge".


21 luglio 2009 - TRC giornale

Salta la riunione, sindacati infuriati con il Comune

Civitavecchia - Nuovo scontro tra i sindacati e l'amministrazione comunale. Questa volta a scatenare l'ira di Cgil, Cisl, Uil, Diccap Sulpm, Rdb Cub e Rsu è una riunione convocata da quasi un mese dal direttore generale per questo pomeriggio alle 16. Alle 16.15, però, è arrivata la comunicazione del rinvio a data da destinarsi, perché il direttore generale è stato chiamato dal sindaco. Un comportamento arrogante ed irrispettoso secondo i sindacati, che hanno deciso di attuare tutte le azioni di protesta e di lotta nei confronti dell'amministrazione comunale. Cgil, Cisl, Uil, Diccap Sulpm, Rdb Cub e Rsu sottolineano tra l'altro che all'ordine del giorno della riunione odierna c'era la costituzione del fondo salario accessorio 2009 e l'ipotesi di un suo utilizzo. I sindacati si chiedono ancor di più il perché del rinvio, considerando che l'amministrazione comunale deve raggiungere l'intesa visto che nessun istituto contrattuale può essere erogato.


a

Federazione Nazionale RdB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233