data
di creazione |
a |
10 luglio 2009 - SKY Tv
10 luglio 2009 - Reuters video
10 luglio 2009 - Adnkronos G8: CORTEO IN MARCIA, TRA I MANIFESTANTI ANCHE 'SANTI' E VIGILI DEL FUOCOL'Aquila, 10 lug. - (Adnkronos) - Non solo sindacati, partiti di sinistra, movimenti e reti anti G8: al corteo partito da Paganica alla volta dell'Aquila è presente anche una rappresentanza della rdb cub dei vigili del fuoco, che vogliono sottolineare con la loro presenza «al ministro dell'Interno Roberto Maroni le gravi carenze di organico e di mezzi che affliggono un corpo duramente impegnato in questa zona nei soccorsi seguiti al terremoto». Una 'benedizionè ai manifestanti viene anche da San Celestino V, impersonato da un uomo che assiste impassibile in abiti medioevali al passaggio dei manifestanti: «Che la pace accompagni questi ragazzi e le loro rivendicazioni», è l'auspicio del 'santò abruzzese che per l'occasione si è fatto accompagnare da altri tre uomini in abito ecclesiastico ad impersonare San Giuseppe Iato, San Luca e San Giuseppe Vesuvianò, ovvero tre comuni afflitti dalla criminalità organizzata. L'originale perfomance è opera di Vincenti Gannico. Un cartello retto dai quattro santi presenti a Paganica manifesta «la speranza che qualcosa cambi e che vengono velocemente tempi migliori». Proprio quello che tutti al corteo di Paganica si augurano. 10 luglio 2009 - Apcom G8/ Corteo no-global: Per organizzatori in cinquemila all'AquilaDati forniti dai cobas. Nessun scontro o protesta (Apcom) Cinquemila, forse seimila. E' questa la stima fatta dagli organizzatori della marcia per l'Aquila, che è partita dalla piccola stazione di Paganica per risalire nel centro storico del capoluogo abruzzese. Lo striscione che apre il corteo ha tre parole chiavi impresse con l'inchiostro: "terremoto, crisi e democrazia". Molte le bandiere di Rifondazione comunista, che ha portato all'Aquila il segretario nazionale, Paolo Ferrero. Presenti anche i sindacati di base, di lotta e ovviamente i cobas. Tra i comitati nazionale delegazioni del "No dal Molin' che con uno striscione di solidarietà alla popolazione aquilana invita il governo "a realizzare una sola grande opera pubblica: la ricostruzione della città". Non si segnalano, dopo un'ora e trenta di marcia, nessun momento di tensione nè danneggiamenti. Perfino di fronte al cantiere del governo, i manifestanti si sono limitati a contestare Berlusconi ma hanno battuto le mani ai tantissimi operai che lavorano senza sosta da settimane. Alcuni degli operai hanno salutato con pugno chiuso la delegazione del Prc. Il contatto tra la tendopoli di Bassano e i manifestanti è stato estremamente pacifico ma non proficuo per il movimento, dato che gli sfollati aquilani non si stanno unendo al corteo no-global. Il corteo si dirigerà in marcia verso La Villa, area verde del centro storico. G8/ Per Forze dell'ordine in corteo
3-4mila persone (Apcom) E' partita attorno alle 14 la manifestazione dei no global e dei comitati che stanno marciando da Paganica all'Aquila. Sono circa 3-4mila i partecipanti alla marcia no global a L'Aquila secondo le Forze dell'ordine. Stima poco diversa da parte degli organizzatori, che quantificano in 5mila persone i manifestanti. Il corteo ha raggiunto intorno alle 15, ad un'ora dalla partenza, il quartiere di Sant'Elia lungo la strada provinciale 17, dopo essersi lasciato alle spalle Bazzano. Finora non si registrano, si apprende, incidenti e il corteo procede pacificamente. Imponente l'apparato di sicurezza di polizia e carabinieri lungo tutto il percorso della marcia che ora si avvicinerà a L'Aquila dove, attraverso Porta Napoli, accederà alla piazza D'Armi dove dovrebbe concludersi. Giustizia/ Magistrati,avvocati e
personale uffici siglano 'patto' (Apcom) Un 'patto' tra magistrati, avvocati, dirigenti e personale, "per la giustizia e per i cittadini": tutti insieme, per la prima volta, i protagonisti della giustizia intorno a un tavolo, per proporre al governo un progetto condiviso, capace di rendere effettivo un diritto costituzionalmente garantito, a cominciare dalla rapidità dei procedimenti. Sono le ragioni del "Patto per la giustizia e per i cittadini" che verrà firmato nel tardo pomeriggio a Roma, nell'Aula Magna della Corte di Cassazione, dai presidenti delle associazioni di tutte le magistrature, dall'Anm all'Organismo unitario e dell'avvocatura dello Stato, dai segretari generali delle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Uilpa-Uidag, Flp, Rdb-Cub e dei dirigenti della giustizia. Gli obiettivi del 'Patto' si possono riassumere in "procedure più snelle ed efficienza organizzativa; stop ai tagli di personale e migliore qualificazione dei lavoratori, con inversione della tendenza all'outsourcing di servizi essenziali e tecnologicamente avanzati, come l'informatica giudiziaria e la verbalizzazione dei processi; attribuzione di maggiori risorse finanziarie ed effettiva realizzazione del processo telematico, sempre annunciato ma esistente solo... 'sulla carta'; ruolo più attivo per l'avvocatura e riforma forense, in linea con le previsioni costituzionali; nuovo assetto e tutela previdenziale della magistratura non togata; razionalizzazione della geografia giudiziaria. Il cammino verso il 'Patto' di oggi è iniziato giusto un anno fa, dopo il taglio di risorse e di organici del settore pubblico, giustizia compresa, compiuto dal dl 112/2008. Il presidente dell'Anm, Luca Palamara, ricorda l'Appello per la giustizia del 21 luglio 2008 e la Giornata nazionale del 5 maggio scorso, alla quale intervennero anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il segretario generale Cgil, Guglielmo Epifani: "L'obiettivo - spiega il presidente del 'sindacato delle toghe' - è garantire ai cittadini la ragionevole durata dei processi. L'inefficienza non è un risparmio, ma uno spreco di risorse pubbliche, che produce costi pesanti per le imprese e i cittadini". Anche in relazione a vicende concrete e al confronto tra costi e benefìci (per esempio nelle indagini di tipo economico-finanziario, con il confronto tra costi delle intercettazioni, profitti illeciti recuperati, confische di beni) è stato più volte dimostrato dall'Anm che "gli investimenti nella giustizia e l'efficienza del servizio hanno un risultato attivo anche sotto il profilo contabile, e non solo per il benessere generale dei cittadini in una società civile". 10 luglio 2009 - Asca G8: PROSEGUE CORTEO. SUPERATO PUNTO CRITICO CANTIERE BAZZANO(ASCA) - L'Aquila, 10 lug - Prosegue il corteto che, partito dalla stazione di Paganica, si sta snodando verso la citta' de L'Aquila. A circa meta' percorso e' stato superato, in modo assolutamente pacifico anche se chiassoso, quello che era stato indicato alla vigilia come uno dei punti critici sotto l'aspetto della sicurezza: cioe' il cantiere di Bazzano dove e' in costruzione, gia' in fase relativamente avanzata, una delle contestate new town per ospitare i terremotati. Il colorato serpentone e' sfilato davanti al cantiere e agli sguardi incuriositi di molti operati che li' lavorano, lanciando slogan contro Berlusconi ed il governo ma anche contro le scelte definite ''affaristiche'' della Protezione civile. Il cantiere era presidiato, pur se in modo discreto, da reparti della Polizia e dei Carabinieri che, pero', non sono dovuti intervenire. Prosegue, quindi, assolutamente in modo pacifico questa manifestazione nazionale che ha visto ritrovarsi in Abruzzo per gli organizzatori oltre 8mila persone, non piu' di 2mila secondo la Questura. Tante le presenze di sigle che aderiscono alla rete NoG8 ma anche a formazioni politiche. Discreta, ad esempio, la delegazione del Prc guidata dallo stesso segretario del partito, Paolo Ferrero. Tra le altre sigle che sfilano con i loro striscioni anche Sinistra critica, Cobas, Cub e movimenti di lotta per la casa. Presente anche, unico per gli abruzzesi, il comitato 'Epicentro solidale' de L'Aquila. Non sono mancate anche le presenze a loro modo folcloristiche come quelle di ''4 santi preganti'' vestiti in abiti medievali che hanno, cosi', voluto ''pregare - ha detto uno di loro - i santi protettori di diverse regioni come la Sicilia, la Campania e la Calabria contro mafia, 'ndrangheta e camorra che potrebbero approfittare, anche questa volta, del dramma del terremoto''. Naturalmente tanti gli slogan e le scritte contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tra queste quella di una ragazza con un vistoso cartello: ''Berlusconi preferisce le G8enni...''. G8: CORTEO PASSA E LA GENTE OFFRE DA BERE (Asca) La gente dell'Aquila ha voluto esprimere, in molti casi, la propria vicinanza ai manifestanti che da stamane stanno sfilando, dalla stazione di Paganica, in direzione dell'Aquila per protestare contro il G8 e per chiedere una ricostruzione ''dal basso'' dopo il sisma dell'aprile scorso. Giunti all'altezza del primo borgo abitato lungo il percorso del corteo, quello di Sant'Elia, le persone si sono affacciate dalle case salutando i manifestanti e, in molti casi, offrendo loro acqua e qualche genere di prima necessita', ancora piu' gradita vista la calura del primo pomeriggio. Alcune famiglie, addirittura, hanno fatto entrare alcuni giovani che stanno sfilando nelle loro abitazioni per dare loro da bere, altri hanno riempito le bottiglie e le borracce dei ragazzi che stanno manifestando ed accettando a loro volta i manifestini, che i ragazzi portano con loro. Tra questi ve ne e' uno con su scritto: ''Il terremoto non e' una fatalita', questo governo e' una calamita'''. Sui cartelli stradali che portano fino all'Aquila, intanto, i manifestanti hanno affisso un simpatico quanto significativo slogan con su scritto il famoso detto latino, rivisitato a loro modo: ''Verba volant sisma manet''. G8: PRIMI ARRIVI NO GLOBAL, L'AQUILA ''BLINDATA' PER VERTICE (ASCA) - L'Aquila, 10 lug - Da Roma giungera' certamente una grossa delegazione di manifestanti in pullman, soprattutto Cobas, Cub e Centri sociali. Lo stesso leader dei Cobas Piero Bernocchi ha annunciato nei giorni scorsi che ad aprire il serpentone dei manifestanti saranno le rappresentanze dei Vigili del fuoco aderenti ai Cobas, anche loro da mesi impegnati nell'opera di aiuto alle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile scorso, insegnanti e volontari. Forse, per garantire a tutti di raggiungere Paganica, anche l'inizio della manifestazione e' stato posticipato alle 14. Gli stessi promotori assicurano che tutto si svolgera' nella maniera piu' tranquilla possibile ma, intanto, l'area di Bazzano a circa 5 chilometri da L'Aquila, dove e' partito il primo cantiere per la '''New town'' del capoluogo abruzzese e' stato, di fatto, isolato con discrezione dalle forze dell'ordine, gia' da ieri sera, per paura di azioni dimostrative da parte delle ali piu' radicali del Movimento. 10 luglio 2009 - Dire G8. Via al corteo no global: 2.000 manifestanti (senza aquilani) L'Aquila - Sta iniziando a muoversi dalla stazione di Paganica, punto di ritrovo dei no gobal, il corteo di protesta contro il G8 che si sta svolgendo a L'Aquila. Sono circa 2.000 i manifestanti, tra loro anche dei vigili del fuoco dei sindacati di base in corteo per ricordare al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, le promesse fatte dopo il sisma del 6 aprile. In particolare, l'aumento di 15 unita' di organico, come previsto dalle normative Ue, lo stanziamento di fondi per sostituire le colonne mobili regionali, mezzi speciali che entrano in azione in casi di grandi rischi e calamita'. Ulteriore rischiesta e' quella di passare sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri, lasciando il ministero dell'Interno. Non sono presenti, invece, i comitati aquilani, ad eccezione di Epicentro Solidale. Giustizia, dagli avvocati ai magistrati: "Progetto condiviso per farla funzionare" ROMA - Un "progetto condiviso" per far funzionare
la giustizia, fornire un servizio rapido ed efficiente, in grado di garantire il diritto
alla 'ragionevole durata' dei processi. E' l'obiettivo del 'Patto Per la Giustizia e per i
Cittadini' che oggi alle 19 sarà sottoscritto nell'aula Magna della Cassazione.
Firmatari, la Fp-Cgil che lo ha promosso (sarà presente alla sigla il segretario Carlo
Podda), l'Associazione nazionale magistrati, l'Organismo unitario dell'avvocatura,
l'Associazione magistrati Corte dei Conti, A.N.M.A., C.O.N.M.A, l'Associazione dirigenti
giustizia, Uilpa-UIDAG, FLP, RdB-Cub,e l'Associazione avvocati e procuratori. Premesso
che, si legge nel documento rivolto al governo, "la giustizia è un diritto
costituzionalmente garantito , le condizioni in cui versa il sistema-giustizia fa sì che
il servizio non possa venire assicurato in tempi brevi e in modo efficace, tanto che si
può sostenere che lo stesso diritto alla giustizia sia messo in discussione".
Allora, per giungere a una "seria riforma della giustizia e per migliorare l'assetto
della magistratura e dell'avvocatura", si deve partire da un "dato fondamentale:
la macchina-giustizia deve avere le risorse indispensabili per il suo funzionamento. I
provvedimenti recentemente varati, invece- si legge ancora- sono stati improntati soltanto
a tagli indiscriminati". I sottoscrittori ritengono che la "grave crisi"
non può oscurare "la necessità di intervenire con risorse aggiuntive: il cattivo
funzionamento influisce negativamente sulla nostra economia, sul sistema delle imprese e
sull'assetto complessivo della convivenza civile". Ma la macchina-giustizia "non
fornisce un servizio efficiente: gli addetti lavorano in condizioni di emergenza, in
edifici spesso insicuri, con esiguità di mezzi e per svolgere la funzione manca loro non
il superfluo ma il necessario". 10 luglio 2009 - Ansa G8: CORTEO; MANIFESTANTI PARTITI VERSO L'AQUILA (ANSA) - L'AQUILA, 10 LUG - Con alla testa lo striscione «Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani» è partito dalla stazione di Paganica (L'Aquila) il corteo di protesta organizzato dalla rete nazionale contro il G8. Circa un migliaio i partecipanti. A reggere lo striscione iniziale, anche alcuni rappresentanti dei vigili del fuoco, tra le categorie più impegnate per il terremoto. Nel corteo sono presenti, tra gli altri, esponenti di Cobas, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra critica, sindacati di base e alcune associazioni aquilane come Epicentro solidale. GIUSTIZIA:TOGHE,AVVOCATI E SINDACATI,UN PATTO PER EFFICIENZA (ANSA) - ROMA, 10 LUG - Proporre al Governo un progetto condiviso che renda effettivo il diritto alla Giustizia, costituzionalmente garantito, e assicuri una ragionevole durata dei processi civili e penali. È l'obiettivo del «patto per la giustizia e per i cittadini» che magistrati,avvocati, dirigenti e organizzazioni sindacali firmeranno stasera nell' Aula Magna della Corte di Cassazione. L' accordo indica una sorta di decalogo per uscire dall' emergenza e far funzionare la macchina giudiziaria in modo adeguato: tra i punti principali il progetto prevede procedure più snelle ed efficienza organizzativa; ruolo più attivo per l'avvocatura e riforma forense, in linea con le previsioni costituzionali; nuovo assetto e tutela previdenziale della magistratura non togata; razionalizzazione della geografia giudiziaria. Ugualmente importanti vengono considerati lo stop ai tagli di personale e una migliore qualificazione dei lavoratori, con inversione della tendenza all'outsourcing di servizi essenziali e tecnologicamente avanzati, come l'informatica giudiziaria e la verbalizzazione dei processi; l' attribuzione di maggiori risorse finanziarie ed effettiva realizzazione del processo telematico, «sempre annunciato ma esistente solo sulla carta». Il patto verrà siglato dai presidenti delle associazioni di tutte le magistrature, dell'Organismo unitario e dell'avvocatura dello Stato, dai segretari generali delle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Uilpa-Uidag, Flp, Rdb-Cub e dei dirigenti della giustizia. 10 luglio 2009 - Global Projet 5000 al corteo all'Aquila contro il G8 indetto dal Patto di Base L'Aquila - Si è conclusa all'Aquila la manifestazione indetta dal Patto di Base ( Cobas, RdB, SdL ) e Rifondazione Comunista per protestare contro il vertice del G8 e i piani di ricostruzione del Governo per le zone terremotate. 5000 partecipanti hanno sfilato dalla stazione di Paganica ai giardini della Villa Comunale de l'Aquila, percorrendo sette chilometri in corteo. Il corteo era aperto da "Epicentro Solidale", una struttura nata subito dopo il terremoto che ha costruito una rete di intervento e aiuto alle popolazioni autogestita. Qualche piccolo momento di tensione all'arrivo, a ridosso della zona rossa che impedisce l'ingresso nel centro storico dell'aquila quando un gruppetto di manifestanti voleva forzare il blocco di polizia. Sono stati allontanati dal servizio d'ordine del corteo. In testa al corteo anche lo striscione ufficiale della manifestazione, firmato Cobas: «Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani». Alcuni manifestanti indossavano il tipico caschetto d'obbligo nelle visite alle zone terremotate, «l'unico modo per rientrare a casa, perché della Protezione civile non ci fidiamo». In corteo anche due vigili del fuoco di Verona, in divisa e casco d'ordinanza: «Il governo faccia qualcosa per la prevenzione - spiegano -, non dobbiamo essere sempre noi gli eroi. Maroni mantenga le promesse e stanzi fondi per altre 15 mila unità, ce lo chiede l'Europa». 10 luglio 2009 - The Nation, Pakistan 5,000 protest at summit LAQUILA (AFP) - Around 5,000 anti-globalisation
protesters and local residents marched Friday on the G8 summit in the quake-hit Italian
town of LAquila. Marchers set off from one of dozens of tented camps near the
mountain town set up to house victims of the devastating April 6 earthquake, watched by a
large force of police. The protest was originally organised by local citizens groups
to draw attention to the slow progress of reconstruction three months after the quake,
which killed 299 people and left some 70,000 homeless. However, anti-globalisation groups
comprised the vast majority of the marchers, AFP photographers said, after insisting in
the run-up to the summit on taking part in the peaceful protest. Tempers were strained as
the sun beat down on the marchers along the seven-kilometre route and demonstrators
shouted slogans at police. However, the march was kept well away from the "red
zone" established around the summit venue by some 15,000 police and it passed off
without incident. "We are all residents of LAquila," chanted
demonstrators, who waved red flags of left-wing unions and political groups. Many also
waved the rainbow banner of peace demonstrators. "We came from Rome out of solidarity
for the residents of LAquila. The reconstruction hasnt really started yet and
for the last three months the government has been getting ready for the G8, not helping
victims of the quake," said Enrico Bernocchi, a union activist. 10 luglio 2009 - Repubblica.it Migliaia di partecipanti alla
protesta anti globalizzazione. Pochi gli aquilani. L'AQUILA - Due ore e mezza sotto il solleone in marcia sulla statale 17, tra i campi di fieno della campagna aquilana; poi la ripida ascesa alla Villa, nel cuore della città, e il gran finale con scampoli di tensione, esplosa all'improvviso quando un manipolo di teste calde italiane e straniere ha provato a sfidare il cordone di polizia che controllava l'accesso al Centro storico devastato del capoluogo abruzzese. I primi calano sul viso sciarpe e maglioncini, pronti a dare battaglia; gli agenti indossano all'istante i caschi, preparando la carica. La tensione sale a mille, e si scarica in un gran balzo generale di venti metri all'indietro. Dopo un po' ci riprovano lanciando bottigliette d'acqua contro poliziotti e telecamere. Stop, fine. I manifestanti sono alcune migliaia, vengono soprattutto dal centro sud. In mille da Roma, con una carovana di una dozzina di pullman e le auto private. Altri cinque pullman, dicono gli organizzatori, sono arrivati da Napoli, un paio dalla Sicilia. E ce n'é uno con i ragazzi di un centro sociale di Firenze, e poi almeno un centinaio di auto e qualche altro singolo pullman. Il cuore del corteo sono le centinaia di bandiere rosse dei sindacati di base e delle varie anime della sinistra comunista, il clima è sereno nonostante sia evidente che tra i manifestanti ci siano anche le anime torride che hanno infocato il clima in tutti questi giorni di proteste nelle città italiane. Il ritrovo è la stazione di Paganica, una delle frazioni devastate dal sisma. Arriva la notizia che i ragazzi arrestati nei giorni scorsi sono stati liberati, ciò che manifestanti chiedevano ossessivamente nei canti e negli slogan. Il premio non poteva essere migliore. Si parte alle 14, con siparietto artistico: una performance con quattro "santi" in preghiera per le disgrazie malavitose della Campania. Poi via per sei chilometri di marcia sulla statale che costeggia la zona industriale, praticamente deserta, sfilando infine davanti alla tendopoli di Bazzano. "Già ne abbiamo tanti, di problemi, speriamo stiano calmi e non creino guai", sospira Bernardino, 58 anni, pensionato Carispac. Bernardino compreso, ci sono solo una mezza dozzina di adulti a osservare il passaggio del corteo. "Hanno ragione a protestare", dice però Vittoria, seduta su una sedia al bordo della strada: "Siamo qui da tre mesi, abbiamo la casa distrutta e le condizioni in questi campi non sono umane. Io non lavoro, mio marito è autonomo e non guadagna nulla da tre mesi, non ho un euro e per chiedere un dentifricio c'è tanta burocrazia che sembra ti facciano l'elemosina". Tant'è, i ragazzi del corteo ci provano inutilmente, a coinvolgere gli sfollati: li chiamano coi loro canti, ma sono parole al vento. Più oltre, il corteo passa davanti alle nuove piattaforme antisismiche di una delle cittadelle progettate per ospitare gli sfollati. Si temeva un assalto al cantiere, ma il clima si mantiene molto soft. "Mancano le protezioni contro le cadute", si limita a urlare a squarciagola un edile dei sindacati di base facendo sorridere la fila di operai fermi a osservare il passaggio. Al megafono, Bobo dei Cobas di Bari chiama la tarantella, e qualcuno lì dietro balla e canta. Di tanto in tanto, sotto il sole che avvampa e sfianca, qualcuno prende il megafono e canta che "la rivoluzione ci sarà", o urla che "la lotta sarà sempre più dura". Un'altra voce avverte che "nonostante le str... che sono state dette su questa manifestazione siamo qui contro la globalizzazione che sta distruggendo il mondo", e un'altra ancora arringa i campi deserti e i colleghi di passo spiegando che c'è "un terremoto economico e sociale, siamo tutti terremotati". Come una tappa severa del Giro d'Italia, dopo la lunga pianura affrontata con ottimo piede si comincia la gran salita che porta alla Villa, dove i manifestanti venuti all'Aquila per la prima volta dopo il terremoto vedranno le prime uniche macerie della città devastata. Il corteo passa per il viale centrale, i ragazzi osservano una palazzina sventrata e l'emozione è grande: scattano decine di foto, impressionati. Lì accanto, nella strada parallela, edifici interamente crollati hanno portato via un'infinità di vite, ma quel piccolo cumulo di macerie incontrate è già più che sufficiente a stringere lo stomaco. Per questo nessuno si aspetta che ci sia ancora una coda velenosa, nel corteo anti G8. La lunga salita, le immagini di un dolore che si percepisce subito immenso... la marcia finisce però davanti al cordone di polizia che impedisce l'accesso al tempio della città vecchia sventrata. Un gruppetto di ragazzi con la voglia di fracassare qualcosa c'è ancora: è composto da italiani e stranieri in pari numero e si ritrova dietro le insegne "Smash G8". "Servi, servi!", urlano alla polizia. La tensione dura solo il tempo di indossare i caschi e accennare alla carica. "Compagni, è una provocazione. Non accettatela - implora il megafono - i pullman sono pronti, cominciamo il rientro". In piazza 10 mila manifestanti.
Esercito nei punti sensibili L'AQUILA - La paura è quella di un assalto nel piccolo borgo di Bazzano, un attacco al primo grande cantiere della nuova città dopo il terremoto. E' lì, fra gli scavi sotto la collina e le piattaforme di cemento sospese sui pilastri antisimici, che un "gesto simbolico" dei No Global potrebbe trasformarsi in uno scontro. La paura corre con le ansie trasportate nelle ultime ore all'Aquila, voci su Black Bloc approdati a piccoli gruppi e in ordine sparso nelle campagne intorno alle tendopoli. Il loro obiettivo - approfittando di un'incursione soltanto "dimostrativa" nel cantiere - sarebbe proprio quello: colpire una delle 20 new town promesse per il prossimo autunno da Berlusconi ai terremotati. Il cantiere di Bazzano è sulla strada del corteo che oggi, pacificamente, vorrebbe sfilare dalla stazione ferroviaria di Paganica sino ai confini del centro storico dell'Aquila. La contrada di Bazzano è, sul percorso, il punto più critico e più "sensibile" per i raid dei Black Bloc che si potrebbero mischiare e nascondere fra gli 8-10 mila attesi in Abruzzo per protestare contro il G 8. Il giorno prima, a Bazzano c'è solo una camionetta davanti al cantieri. Carabinieri del Battaglione Sicilia. "Ma domani qui ci sarà un esercito intero, mi hanno avvertito che tutta la zona sarà presidiata dalle forze di polizia", racconta L., il vigilante della Mission Group, la società di sicurezza assoldata dalle imprese che stanno costruendo la prima new town del dopo terremoto, quella che per i No Global rappresenta "la shock economy". E' esattamente a un chilometro e cinquecento metri da dove a mezzogiorno - alla stazione di Paganica, altra contrada simbolo dell'Abruzzo distrutto - si ritroveranno tutti i movimenti della rete "No G8". Arriveranno pulmann da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti, Napoli, Vicenza, Venezia, Padova, Ancona e Bari. "E almeno 15 autobus sono annunciati anche da Roma", racconta Stefano Frezza, aquilano di Epicentro Solidale, l'unico comitato abruzzese che oggi parteciperà alla marcia sino alla villa comunale e al centro storico. Lui, Frezza, è un No Global che ha il pass per entrare nel bunker della Finanza di Coppito. Un "privilegio" conquistato con il canto: è nel coro dei solisti aquilani che nei prossimi giorni si esibiranno nella caserma fortezza dove c'è il G 8. Spiega Frezza: "E' stato preparato tutto per una grande manifestazione pacifica, il tragitto è stato concordato con la Questura e anche gli orari, solo qualche imbecille può pensare di fare qualcosa proprio nel luogo dove stanno costruendo le case a chi non ce le ha più". Epicentro Solidale è nato l'8 aprile, due giorni dopo il terremoto. E' il solo Movimento locale aquilano che sfilerà lungo la statale 17 che si arrampica sino al capoluogo. Tutti gli altri hanno deciso di non esserci. Temono "strumentalizzazioni", sospettano "manovre". Si terranno lontani da Paganica per tutto il giorno. "E poi", sostiene Ettore Di Cesare, uno dei portavoce dei tanti comitati aquilani, "siamo convinti che le azioni debbano essere decise dal basso, dalle persone, dal territorio". E sul G8: "E' un'occasione per mostrare al mondo, attraverso i molti giornalisti internazionali presenti in città in questi giorni, la vera situazione. Questo è un reality show in cui manca il reality. Chi è nelle tende non è contento di quanto si sta facendo per l'Aquila, e lo stesso vale per chi è ospitato negli hotel e negli alloggi in affitto sulla costa. Sono pochissimi i lavori per riparare le case pericolanti e dei 20 cantieri previsti per le costruzioni delle abitazioni del famoso piano ne sono partiti soltanto 5". Ma la polemica e la protesta non violenta dei comitati aquilani non sarà probabilmente la sola protagonista dell'ultima giornata del G 8. I segnali pericolosi alla vigilia del summit ci sono stati. Oltre le voci. Gente fermata con mazze da baseball, sassi, maschere antigas, chiavi inglesi. E, fra ieri mattina e ieri sera, in città sono state avvistate "diverse presenze sospette". Tutto si deciderà nei quasi 7 chilometri di strada fra la stazione di Paganica e la villa comunale, prima il cantiere di Bazzano poi quello di Sant'Elia, due tendopoli, un centro commerciale, un agglomerato di case coloniche, una salita - la zona della basilica di Collemaggio - e infine il centro storico dell'Aquila circondato da militari. E' lì la vera "zona rossa" dal giorno del terremoto. In questa vigilia inquieta la cronaca racconta solo di un paio di blitz dei movimenti locali. Per denunciare "la disponibilità di appartamenti vuoti e agibili", hanno occupato per qualche ora una casa in via Giosuè Carducci a Pettino, quello che era fino al 6 aprile il più popoloso quartiere dell'Aquila. Per gridare le difficoltà economiche dei terremotati, altri hanno camminato in mutande fino ai giardini pubblici. Per domani, sabato, tutti insieme - aquilani e No Global - brinderanno e suoneranno alla "Festa di Liberazione". Dal G8 che se ne va. 10 luglio 2009 - Corriere.it molti comitati cittadini non hanno
partecipato L'AQUILA - Cinquemila per gli organizzatori,
tre-quattromila per la Questura. La manifestazione dei "no global" contro il G8
e per L'Aquila è stata un successo, nonostante l'assenza degli aquilani: partita dalla
piccola stazione di Paganica, ha raggiunto la Villa Comunale nel centro storico
dell'Aquila, dove è terminata tre ore dopo. Nessun incidente, solo qualche momento di
tensione con la polizia. Alcuni giovani volevano entrare nella zona rossa, ma sono stati
fermati dagli altri manifestanti. Apriva il corteo lo striscione «Terremoto, crisi e
democrazia». Molte le bandiere di Rifondazione comunista, che ha portato allAquila
il segretario nazionale Paolo Ferrero. Presenti anche i Cobas e altri sindacati di base.
C'erano poi delegazioni del comitato "No dal Molin" che con uno striscione di
solidarietà alla popolazione aquilana invitava il governo «a realizzare una sola grande
opera pubblica: la ricostruzione della città». 10 luglio 2009 - Il Secolo XIX.it No Global e G8, chiusura nel segno della "pace" Berlusconi chiude il vertice: il G14 avrà più forza,
segnali positivi, critiche alla stampa e alla opposizione, Onu da rifondare. Obama
soddisfatto si reca poi in visita dal Papa: raggiunti accordi su tutto. Vedi i link a
fondo pagina. Gheddafi annuncia: vado nelle tende dei terremotati. 10 luglio 2009 - La Stampa.it IL VERTICE DEL G8 L'AQUILA - Dal tardo pomeriggio di ieri sono arrivate allAquila delegazioni dei movimenti no global soprattutto dallestero. Sono in particolare francesi, olandesi e tedeschi che hanno come punto di riferimento larea verde del parco Unicef, gestita dai comitati cittadini per la ricostruzione sociale del capoluogo. Il grosso dei no global, però, è atteso per stamane, quando avrà inizio la marcia per LAquila organizzata dai movimenti e dai comitati di base. Lappuntamento - raggiungeranno LAquila con pullman e mezzi propri - è previsto per le 12 alla stazione di Paganica. Il corteo si dovrebbe mettere in marcia intorno alle 14. Dai centralini del sindacato Cobas - responsabile per lorganizzazione dei pullman - fanno sapere che le iscrizioni sono in aumento rispetto ai giorni scorsi. Il motivo: «Londata di arresti a Roma e in altre città italiane ha fatto scattare la mobilitazione di massa». Ma nessuno azzarda di dare una cifra sulle presenze. La marcia sarà di otto chilometri e raggiungerà la città in pieno centro storico. Alliniziativa di domani non aderiscono i movimenti cittadini per la ricostruzione sociale. Fatta eccezione per lassociazione aquilana «Epicentro solidale». Ufficialmente i comitati, dopo due giorni di iniziative, hanno in programma soltanto la festa di addio ai grandi della terra prevista per sabato sera. Al momento però i movimenti aquilani sono in assemblea perchè una parte di questi vorrebbe dare una sorta di benvenuto a Paganica ai movimenti no global. La maggior parte dei comitati è però preoccupata di dare una benedizione a una marcia che potrebbe provocare incidenti che non sarebbero capiti e accettati dalle famiglie che vivono da tre mesi nelle tendopoli. Nel giornata di ieri, in cui sono state protagoniste le first ladies, Michelle e delle altre prime donne del mondo, i comitati cittadini dellAquila che criticano la gestione della ricostruzione, avevano risposto con Federica e le last ladies, le ultime. Una ventina di ragazze che con i loro compagni anche oggi hanno animato l «altro» G8, rivendicando case sfitte per gli sfollati. Manifestazioni colorite, ma tutte pacifiche, come del resto - nelle intenzioni degli organizzatori - si annuncia anche il corteo No global di oggi che partirà dalla stazione di Paganica per concludersi ai Giardini Comunali. Ma su questo appuntamento i segnali non sono tutti tranquillizzanti e la vigilanza delle forze di sicurezza è massima. Secondo la previsione di Paolo Di Vetta, portavoce della Rete No G8, i manifestanti dovrebbero essere circa «2.000, forse anche di più». Un numero minimo rispetto alle grandi mobilitazioni del passato, il cui svolgimento si preannuncia senza dubbio in tono minore. Ladesione degli abitanti - sfollati di una terra martoriata - è unincognita, ma sicuramente i comitati per la ricostruzione e contro la gestione del post-terremoto (primo fra tutti lormai celebre «3e32», autore dello slogan «Yes we Camp») non aderiscono al corteo, ad eccezione dellala più «radical», «Epicentro Solidale». I comitati con tutta probabilità organizzeranno una manifestazione parallela, che in queste ore viene definita in una lunga assemblea dai manifestanti. Tornando al corteo no global, al centro dellattenzione come al solito sarà lordine pubblico, ma i promotori assicurano che non ci saranno incidenti: «Siamo organizzatissimi - chiarisce Di Vetta - e già dalla partenza controlleranno che salirà sui 10 autobus, per evitare che qualcuno sfoghi a LAquila la propria frustrazione. Per noi questa manifestazione è troppo preziosa per lasciare che venga rovinata». IL VERTICE DEL G8 L'AQUILA - Si è conclusa senza incidenti, ma con qualche
momento di tensione, la manifestazione che ha visto sfilare alcune migliaia di no global
da Paganica a LAquila per protestare contro il G8. La grande maggioranza dei
partecipanti al corteo - arrivato alla villa Comunale, davanti allingresso del
centro storico aquilano, zona rossa presidiata dalla polizia - è riuscita a disinnescare
i propositi bellicosi di alcuni "duri" che volevano scontrarsi con le forze
dellordine. Alcuni dei no-global, che hanno animato il corteo, giunti alla Villa
comunale dellAquila, hanno lanciato bottiglie di plastica contro lo schieramento
delle forze di polizia che presidia lingresso al centro storico, off-limit. Il
gruppo di manifestanti che tentava di entrare è stato respinto, in primo luogo, dallo
stesso servizio dordine predisposto dagli organizzatori del corteo. Insistenti anche
gli sfottò ai poliziotti. «Assassini, assassini» sono le parole usate da un centinaio
di manifestanti nei confronti delle forze dellordine. Forse perchè in questo
momento hanno altri problemi per la testa o forse perchè temevano incidenti, sta di fatto
che fra i circa tremila partecipanti alla manifestazione no global dellAquila sono
mancati proprio loro: gli aquilani. Solo poche decine di residenti nel capoluogo abruzzese
hanno preso parte alla manifestazione. Per lo più appartenenti ai comitati cittadini che
pure non hanno aderito alla manifestazione indetta dai cobas. Anche gli inviti che i
manifestanti hanno rivolto ai cittadini dellAquila, che assistevano al passaggio del
corteo sui marciapiedi, sono caduti nel vuoto nonostante che gli slogan della
manifestazione riguardassero proprio la ricostruzione post terremoto e la contestazione
della politica seguita finora nella gestione di tale fase. Alla manifestazione si è vista
solo qualche faccia di amministratori comunali, qualche consigliere regionale di
Rifondazione Comunista, per il resto anche la politica abruzzese si è tenuta distante
dalla manifestazione no global. 10 luglio 2009 - Il Manifesto.it I no global all'Aquila tra anti-G8 e ricostruzione L'Aquila - Nove chilometri di testimonianza, per contestare il G8 e per dimostare solidarietà alla popolazione aquilana. Si è conclusa senza incidenti, intorno alle 18, la manifestazione organizzata dalla rete no-G8 in Abruzzo. Il serpentone (20 mila i partecipanti secondo gli organizzatori) si è snodato da Paganica - uno dei comuni più colpiti dal sisma - alla villa comunale dell'Aquila. I manifestanti sono quindi arrivati fino alla "zona rossa" che contrassegna il martoriato centro dell'Aquila, dove nessuno può più entrare. Il corteo era aperto dallo striscione "Voi siete il terremoto, noi siamo tutti aquilane/i", subito dietro il gruppo "Epicentro solidale", una delle prime reti dal basso che si è attivata per portare aiuti - non soltanto cibo e vestiti - alla popolazione rimasta senza casa. A lungo il movimento ha discusso se fosse il caso di organizzare una manifestazione nelle zone colpite dal terremoto. L'idea di Berlusconi, lanciata a poche settimane dal vertice originariamente previsto a La Maddalena in Sardegna, aveva spiazzato praticamente tutti. Il premier aveva subito asserito: "I no global non avranno i coraggio di maniefstare lì". La rete no-G8 ha deciso invece di non rinunciare a portare in piazza una protesta contro la finta democrazia dei vertici, sicura che la popolazione aquilana avrebbe capito l'intenzione dei manifestanti di appoggiare le rivendicazioni per una ricostruzione veloce e trasparente. In questi giorni si sono rincorse le polemiche, sempre additate dai componenti della rete come un tentativo non soltanto della destra, ma anche del Pd, di creare divisioni. Non a caso diverse organizzazioni hanno disertato la manifestazione di ieri, che ha visto l'arrivo massiccio di persone soprattutto da Roma e l'Aquila. Tra le bandiere - moltissime - quelle di Cobas, Rdb-Cub, Rifondazione, Partito comunista dei lavoratori, Sinistra critica, Lotta comunista, Pdci. In realtà i pochi aquilani rimasti in città in questi giorni di G8 hanno accolto in modo positivo l'arrivo dei manifestanti. I quali sono stati più che attenti a isolare chiunque avesse intenzione di creare disordini in una situazione che, va da sé, è molto delicata. Le tensioni sono state ridotte al minimo: all'inizio c'è stata una polemica contro uno striscione firmato dal partito comunista turco che raffigurava una falce e martello con il mitra in mezzo e con su scritto "Smash G8". Alla fine del corteo, invece, qualcuno ha lanciato alcune bottiglie di plastica contro lo schieramento di polizia: "Sono una cinquantina di facinorosi, che avevamo individuato fin dall'inizio ed isolati", ha detto Piero Bernocchi portavoce dei Cobas "è un gruppo rappresentato da stranieri e italiani che si è radunato intorno allo striscione «Smash G8»". Anche il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfreedo Rossini, ha riconosciuto che "è andato tutto bene", pur precisando che "l'attenzione verrà mantenuta alta fino a sera". 10 luglio 2009 - Il Manifesto G-BOTTO Oggi il popolo no global
sbarca all'Aquila. Non sarà una manifestazione oceanica come quelle di Genova e del
social forum di Firenze, ma la popolazione abruzzese continua a dar vita a una protesta
diffusa. A partire dalle «last ladies», che sottolineano lo stato di abbandono reale in
cui sono state lasciate le famiglie L'AQUILA - L'appuntamento è per le 12 di oggi
alla stazione di Paganica, pochi chilometri dal centro dell'Aquila. La canonica
manifestazione anti G8 partirà da lì per terminare di fronte al palazzo municipale del
capoluogo abruzzese, appena dentro le antiche mura, appena fuori il cuore desertificato
della città. Non sarà un corteo oceanico: Genova e Firenze sembrano distanti anni luce,
le diverse anime del movimento un po' si sono frammentate, un po' preferiscono le vertenze
territoriali. 10 luglio 2009 - Global Projet 5000 al corteo all'Aquila contro il G8 indetto dal Patto di Base Si è conclusa all'Aquila la manifestazione indetta dal
Patto di Base ( Cobas, RdB, SdL ) e Rifondazione Comunista per protestare contro il
vertice del G8 e i piani di ricostruzione del Governo per le zone terremotate. 5000
partecipanti hanno sfilato dalla stazione di Paganica ai giardini della Villa Comunale de
l'Aquila, percorrendo sette chilometri in corteo. Il corteo era aperto da "Epicentro
Solidale", una struttura nata subito dopo il terremoto che ha costruito una rete di
intervento e aiuto alle popolazioni autogestita. Qualche piccolo momento di tensione
all'arrivo, a ridosso della zona rossa che impedisce l'ingresso nel centro storico
dell'aquila quando un gruppetto di manifestanti volevba forzare il blocco di polizia. Sono
stati allontanati dal servizio d'ordine del corteo. In testa al corteo anche lo striscione
ufficiale della manifestazione, firmato Cobas: «Voi G8 siete il terremoto, noi tutti
aquilani». Alcuni manifestanti indossavano il tipico caschetto d'obbligo nelle visite
alle zone terremotate, «l'unico modo per rientrare a casa, perché della Protezione
civile non ci fidiamo». In corteo anche due vigili del fuoco di Verona, in divisa e casco
d'ordinanza: «Il governo faccia qualcosa per la prevenzione - spiegano -, non dobbiamo
essere sempre noi gli eroi. Maroni mantenga le promesse e stanzi fondi per altre 15 mila
unità, ce lo chiede l'Europa». 10 luglio 2009 - La Repubblica Oggi Roma - Almeno dieci pullman, nemmeno più un posto libero: parte stamattina alle 9,30 da largo Passamonti la carovana dei manifestanti romani che raggiungeranno L´Aquila per il grande corteo finale di protesta contro il G8. Tra gli organizzatori ci sono i Cobas, Cub, Sdl, il centro sociale Acrobax, Rifondazione e Sinistra critica, il centro sociale Snia, gli studenti di Roma Tre e della Sapienza. 10 luglio 2009 - Financial Times G8 protesters plan L'Aquila march L'Aquila - After two days of peaceful and symbolic demonstrations by its own citizen committees, the town of L'Aquila will become the focus of an anti-G8 summit march on Friday, organised by independent trade unions. Franco Gabrielli, prefect of the earthquake-hit town, says he is not too worried but does expect infiltration by violent anti-globalisation elements. "There is no exacerbated fear nor a superficial underestimation of what will happen tomorrow. It will be, however, a demonstration against the G8 summit and there will be people who will come into L'Aquila with non-peaceful purposes", says Mr Gabrielli. The march is organized by three Italian unions and starts from the quake-hit town of Paganica and intends to finish in L'Aquila's central park. Fifteen buses will bring marchers from Rome and more from Milan and the regions of Tuscany, Puglia and Campania. Cub expects about 2,000 to show up, while Cobas hopes for more than 7,000 people, matched by similar numbers of local people.Although the organisation committee had initially said that it would march up to the doors of the military barracks where the summit is held, there is no intention of violating the "red zone". "Violence is not part of our philosophy. We do not want to put on a clown show. our Prime Minister is already very active in this sector ", says Alex Miozzi, spokesperson for the Cub union. "On our side we guarantee 100% no violence although in other countries red zones do not exist," says Vincenzo Miliucci of the Cobas union. The demonstration has been authorised but there are fears that the core group of participants will be joined by violent demonstrators. On Wednesday three Italian young men travelling towards L'Aquila were stopped by police for carrying metal bats and improvised weapons and rocks. Since the World Trade Organisation meeting in Seattle in 1999, unions have held rallies against the G8 system and campaigned for alternatives. 10 luglio 2009 - Il Centro No Global in marcia per il no al G8 LAQUILA - Saranno seimila. Arriveranno con i
pullman da tutta Italia. Manifesteranno in maniera pacifica contro il G8. Ma
lintelligence teme assalti ai cantieri del progetto Case, provocazioni e altre
manifestazioni di forte dissenso. Va bene che il corteo passerà lontano dalla zona rossa.
E in un orario in cui i «grandi» avranno già preso il volo. Alle 13 la partenza dalla
stazione di Paganica, poi il passaggio a Bazzano lungo la statale 17 e lapprodo alla
Villa comunale. Eppure lallerta è massima, nellultimo giorno di G8 che
coincide con una grande manifestazione promossa dai movimenti No Global dai quali si sono
dissociati i rappresentanti dei comitati civici aquilani. Tutti tranne uno, il gruppo di
Stefano Frezza Epicentro Solidale, che annuncia: «Pullman sono attesi da tutta Italia. Ne
arriveranno da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti e 15
sono annunciati da Roma. Facciamo appello affinché levento organizzato dal Patto di
base, Cobas, Rdb e Sdl, sia pacifico e corretto. Raccomandiamo comportamenti incentrati
sulla massima tranquillità. Non ci dovranno essere momenti di tensione. La riuscita della
manifestazione dipende dalla tranquillità con cui si manifesterà». Frezza ha
sottolineato che tutti gli aquilani che hanno aderito hanno anche fatto presente che, alla
prima scaramuccia e al primo accenno di disordine, lasceranno il corteo. Noi ci siamo
inseriti nella conferenza dei comitati cittadini perché anche noi perseguiamo
lobiettivo della partecipazione dei cittadini alla ricostruzione sulle scelte e sul
futuro dellAquila». 10 luglio 2009 - Liberazione Contro la crisi globale, per la
ricostruzione dal basso In carovana lungo l'A24, l'autostrada tra Roma e
L'Aquila. camioncini, automobili e pullman, tanti pullman. Una ventina da Roma, altri 56
dal resto d'Italia. Inizierà già dal casello la lunga marcia delle reti anti G8 verso la
stazione di Paganica, il sobborgo a est del capoluogo abruzzese raso al suolo dal
terremoto e invaso dalla ben più ingombrante carovana del G8. Per i romani,
l'appuntamento è fissato per le 9.30 allo Scalo S.Lorenzo per approdare almeno a
mezzogiorno al luogo designato della periferia aquilana (una stazione non agibile per
questo il solo modo per arrivarci è in auto o con i pullman) da cui partirà la Marcia
della rinascita, clou delle iniziative che hanno dispiegato la mappa della crisi in decine
di città. A indirlo il Patto di base (il cartello dei sindacati autorganizzati),
Epicentro solidale (che opera nei campi dalle prime ore dopo il sisma con volontari
aquilani e no, dell'Abruzzo social forum, Sinistra critica, dei collettivi universitari e
dei centri sociali), di Abruzzo solidale (promosso dagli aquilani sfollati sulla costa
adriatica), più, tra gli altri, Rifondazione e il Pdci. «Era giusto partire anche noi
per L'Aquila perché gli altermondialisti hanno avuto ragione, da Genova, da Seattle in
poi - spiega a Liberazione Vincenzo Miliucci , dei Cobas - e sarà importante l'abbraccio
dei movimenti con chi si batte per la ricostruzione dal basso. Saremo fuori da ogni logica
di zona rossa, da ogni contraddizione con le popolazioni terremotate. Sarà un corteo che
non potrà non essere di supporto agli abruzzesi». Il riferimento è allo smarcamento -
già sancito nell'assemblea di inizio estate, di alcuni comitati aquilani dall'iniziativa
nazionale dietro cui, per Miliucci, è facile leggere «un retropensiero del Pd sulla
giocata aquilana, come dire: non disturbiamo il manovratore Obama che a L'Aquila si
pavoneggia ma vuole l'appoggio italiano in Afghanistan e non solo». Miliucci è tra
coloro che sono «esterrefatti» dall'«estraneità dell'Arci e della Cgil» (estranea
anche a Genova) alla Marcia. Tra i manifestanti ci sarà, invece, Paolo Ferrero ,
segretario nazionale del Prc, convinto della «straordinaria occasione per esprimere
solidarietà alle popolazioni contro la globalizzazione neoliberista. In questi giorni si
stanno usando i terremotati e il loro dramma per giustificare il summit di un organismo
anacronistico, ademocratico e fondato sulle categorie di potenza e di ricchezza. Più che
a Genova nel 2001 i responsabili di una catastrofe economica, sociale e ambientale senza
precedenti cercano di arrogarsi il diritto di dettare ordini per il resto dell'umanità,
come se la causa del male potesse essere la sua soluzione. Agli aquilani diciamo di non
aver paura dei manifestanti e di fare propria nelle parole d'ordine e nelle modalità di
svolgimento, la manifestazione stessa. Ci metteremo in marcia come sempre abbiamo fatto: a
volto scoperto, con le mani nude e con la volontà di costruire una alternativa alla crisi
del capitalismo globale. Al servizio pubblico Rai rivolgiamo un appello a dare voce alla
gente dell'Aquila e alle ragioni di chi contesta il G8». In più di 400 da mesi senza
stipendio oggi in sciopero Roma - Ancora una giornata di mobilitazione per i
lavoratori del Consorzio Ri.Rei (ex Anni Verdi), che gestisce nel Lazio sei centri di
assistenza per disabili. Insieme all'associazione "Genitori e Utenti Onlus",
saranno oggi in presidio sotto la sede della Giunta Regionale del Lazio, convocato dalle
RdB Cub, per contestare la condotta ambigua dei vertici regionali. Al tavolo di trattativa
con gli assessori competenti non siederanno i lavoratori, ma le cooperative, a conferma di
un atteggiamento che favorisce la gestione privatistica, denunciato più volte dal
sindacato di base e dal consigliere regionale del Prc Ivano Peduzzi. 10 luglio 2009 - 4 minuti Si prepara la sicurezza, per le vie
dell'Aquila sfila il corteo no global L'AQUILA - Oggi all'Aquila si attende la marcia no global. Le stime, fatte dal comitato degli aquilani, parlano di una folla compresa tra le 5mila e le 6mila unità. Il corteo prenderà il via verso le 13 partendo dalla stazione Paganica per raggiungere il centro della città fino alla Villa comunale. A fare il punto sulla situazione è Stefano Frezza, rappresentante di Epicentro Solidale, l'unico dei comitati cittadini che ha aderito alla manifestazione. Frezza lancia un appello per richiamare i partecipanti a un evento pacifico e corretto. L'organizzazione della marcia è stata curata dal Patto di base, Cobas, Rdb e Sdl. "Pullman sono attesi da tutta Italia. Da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti e 15 sono annunciati ad oggi da Roma". 10 luglio 2009 - Piacenza Sera Corteo no global a L'Aquila, anche una delegazione piacentina Piacenza - Oggi sfilerano dalle 5 alle 6 mila persone, secondo gli organizzatori. Anche una delegazione piacentina di una quindicina di persone guidata dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista di Piacenza Carlo Pallavicini e dal segretario regionale del Prc Nando Mainardi parteciperà alla manifestazione "no global" a L'Aquila, a margine del G8. "Ci saremo per protestare - sostengono - contro l'inutile passerelle dei potenti, lo spreco di soldi e l'incapacità di risolvere i problemi veri del pianeta". Il corteo prenderà il via oggi alle 13 dalla stazione di Paganica (nella foto) fino alla Villa comunale. Alla vigilia dell'evento è Stefano Frezza, rappresentante del comitato Epicentro Solidale, l'unico tra i comitati cittadini ad aderire alla manifestazione, a fare il punto della situazione. "Pullman sono attesi da tutta Italia; ne arriveranno da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti e 15 sono annunciati ad oggi da Roma - spiega Frezza - " che lancia un appello affinché l'evento organizzato dal Patto di base, Cobas, Rdb e Sdl, sia pacifico e corretto. 10 luglio 2009 - Metropolis web G8: oggi marcia No Global a L´Aquila L´AQUILA - Oggi, all´Aquila, alla annunciata marcia, i no global saranno tra 5 mila alle 6 mila: sono gli stessi comitati aquilani a fare il conto dei presenti. La manifestazione prenderà il via alle 13 dalla stazione di Paganica fino alla Villa comunale. Alla vigilia dell´evento no global è Stefano Frezza, rappresentante del comitato Epicentro Solidale, l´unico tra i comitati cittadini ad aderire alla manifestazione, a fare il punto della situazione. "Pullman sono attesi da tutta Italia; ne arriveranno da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti e 15 sono annunciati ad oggi da Roma - spiega Frezza - " che lancia un appello affinché l´evento organizzato dal Patto di base, Cobas, Rdb e Sdl, sia pacifico e corretto. "Raccomandiamo comportamenti incentrati sulla massima tranquillità - continua Frezza -, non ci dovranno essere momenti di tensione. La riuscita della manifestazione dipende dalla tranquillità con cui si manifesterà". Frezza ha sottolineato che tutti gli aquilani che hanno aderito hanno anche fatto presente che, alla prima scaramuccia e al primo accenno di disordine, lasceranno il corteo". Intanto è stato deciso l´itinerario: alle 12 è previsto il concentramento alla stazione di Paganica, alle 13 il corteo partirà passando per la statale 17 e poi salirà per il circuito di Collemaggio per arrivare quindi alla Villa, stimano gli organizzatori, intorno alle 17 - 17.30. 10 luglio 2009 - Il Tempo Nel pomeriggio manifestazione
all'Aquila L'Aquila - Per ora il G8 made in Italy ha viaggiato su acque tranquille. Ma l'allarme rosso scatta per oggi. All'annunciata marcia in programma all'Aquila, parteciperanno tra i 5 e i 6mila no global. Il conto dei presenti viene fatto direttamente dai comitati aquilani. La manifestazione prenderà il via oggi alle 13 dalla stazione di Paganica fino alla Villa comunale. Alla vigilia dell'evento no global è Stefano Frezza, rappresentante del comitato Epicentro Solidale, l'unico tra i comitati cittadini ad aderire alla manifestazione, a fare il punto della situazione. «Sono attesi pulmann da tutta Italia - continua Frezza -; ne arriveranno da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti e quindici sono annunciati solo da Roma». Intanto lancia anche un appello affinchè l'evento organizzato dal Patto di base, Cobas, Rdb e Sdl, sia pacifico e corretto. «Raccomandiamo comportamenti incentrati sulla massima tranquillità - sollecita Frezza -, non ci dovranno essere momenti di tensione. La riuscita della manifestazione dipende dalla tranquillità con cui si manifesterà». Frezza ha sottolineato che: «tutti gli aquilani che hanno aderito hanno anche fatto presente che, alla prima scaramuccia e al primo accenno di disordine, lasceranno il corteo». Intanto è stato deciso l'itinerario: alle 12 è previsto il concentramento alla stazione di Paganica, alle 13 il corteo partirà passando per la statale 17 e poi salirà per il circuito di Collemaggio per arrivare quindi alla Villa, stimano gli organizzatori, intorno alle 17 - 17.30. Sono ancora vive le immagini di una città come Genova completamente incendiata, proprio dai no global. Cassonetti andati a fuoco, vetrine distrutte e pali della luce divelti. Immagini come queste creerebbero orrore su orrore in una città su cui si è già abbattuta l'ira della Natura. 10 luglio 2009 - La Voce d'Italia "La riuscita della
manifestazione dipende dalla tranquillita' con cui si manifestera'" L'Aquila - Prevista per oggi una marcia, di 5/6 mila no global. La manifestazione prenderà il via alle 13 dalla stazione di Paganica fino alla Villa comunale. Alla vigilia dell'evento no global è Stefano Frezza, rappresentante del comitato Epicentro Solidale, l'unico tra i comitati cittadini ad aderire alla manifestazione, a fare il punto della situazione. "Pullman sono attesi da tutta Italia; ne arriveranno da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti e 15 sono annunciati ad oggi da Roma - spiega Frezza - " che lancia un appello affinché l'evento organizzato dal Patto di base, Cobas, Rdb e Sdl, sia pacifico e corretto. "Raccomandiamo comportamenti incentrati sulla massima tranquillità - continua Frezza -, non ci dovranno essere momenti di tensione. La riuscita della manifestazione dipende dalla tranquillità con cui si manifesterà". Frezza ha sottolineato che tutti gli aquilani che hanno aderito hanno anche fatto presente che, alla prima scaramuccia e al primo accenno di disordine, lasceranno il corteo". Intanto è stato deciso l'itinerario: alle 12 è previsto il concentramento alla stazione di Paganica, alle 13 il corteo partirà passando per la statale 17 e poi salirà per il circuito di Collemaggio per arrivare quindi alla Villa, stimano gli organizzatori, intorno alle 17 - 17.30. 10 luglio 2009 - Il Messaggero Rieti. Con il G8 che si appresta a
vivere oggi... Rieti - Con il G8 che si appresta a vivere oggi la sua
giornata conclusiva e forse più pericolosa, in tutto il Reatino si rafforzano le già
imponenti misure di sicurezza con posti di blocco che si moltiplicano e forze
dellordine chiamate allo straordinario per garantire il presidio del territorio. In
vista dellarrivo a LAquila del presidente brasiliano Lula, ma soprattutto alla
luce delle annunciate manifestazioni da parte di gruppi eversivi il ministero
dellInterno ha disposto controlli serrati su tutto il perimetro provinciale e
vigilanza no stop lungo la Salaria. E prevista oggi infatti una marcia a
LAquila, organizzata dal Patto di base, Cobas, Rdb e Sdl, dove i no global - stando
alla notizia diffusa ieri dallAnsa - saranno tra i 5mila e i 6mila con pullman
provenienti da tutta Italia. Si moltiplicano così le già numerose pattuglie in
ricognizione e i posti di blocco che da giorni scandiscono le principali vie di
comunicazione reatine e i collegamenti con LAquila. Addirittura - nonostante sia
stato messo in atto un dispiegamento di uomini e mezzi senza precedenti - sembra sia stato
necessario persino richiamare il personale in ferie pur di garantire la stretta
sorveglianza del territorio. Ieri, intanto, lungo la Salaria, con puntata lungo il Borgo
di Rieti, è passato, destinazione LAquila, il leader libico Gheddafi, con numerosa
scorata al seguito. 10 luglio 2009 - Romagna Oggi ''Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani'' L'AQUILA - "Voi G8 siete il terremoto, noi tutti aquilani". Recita così lo striscione del corteo protesta contro il G8 che si sta svolgendo a L'Aquila, I manifestanti, che si sono ritrovati alla stazione di Paganica, percorreranno la Statale 17 passando dinanzi a Bazzano, dove c'è il cantiere per la costruzione di centinaia di casette antisismiche, che ospiteranno i terremotati rimasti senza casa. Il corteo è composto da circa 2mila i manifestanti, tra loro anche dei vigili del fuoco dei sindacati di base in corteo per ricordare al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, le promesse fatte dopo il sisma del 6 aprile. Nel corteo sono presenti, tra gli altri, esponenti di Cobas, Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra critica, sindacati di base e alcune associazioni aquilane come Epicentro solidale. 10 luglio 2009 - Aprile online Siglato il "Patto per la
Giustizia e per i cittadini" Roma - Oggi, presso l'aula Magna della Cassazione, è
stato siglato il Patto Per la Giustizia e per i Cittadini'. L'iniziativa, lanciata
dalla Funzione pubblica della Cgil il 5 Maggio in occasione della "Giornata Nazionale
della Giustizia", si è oggi concretizzata con la sigla del patto, sottoscritto per
l'Fp-Cgil dal Segretario Generale, Carlo Podda. Al patto hanno aderito l'Associazione
Nazionale Magistrati, l'Organismo Unitario dell'Avvocatura, l'Associazione Magistrati
Corte dei Conti, A.N.M.A., C.O.N.M.A, l'Associazione Dirigenti Giustizia, Uilpa-UIDAG,
FLP, RdB-Cub,e l'Associazione Avvocati e Procuratori Dello Stato. Il testo: PATTO PER LA GIUSTIZIA E PER I CITTADINI proponendo 10 luglio 2009 - Il Gazzettino Sicurezza e tariffe, le accuse di Rdb-Cub Udine - La sicurezza del personale e dei passeggeri in
primo piano, ma non solo. Tra i motivi dello sciopero nazionale dei trasporti proclamato
per martedì scorso dai sindacati di base Rdb-Cub cera anche lallarme tariffe.
«Aumentare i ricavi si legge in una nota diffusa dal segretario regionale Willy
Puglia significa aumentare le tariffe a carico dellutenza e delle
collettività. Solo una parte dei costi del trasporto pubblico locale, infatti, ricade
sugli utenti, e il restante viene coperto dagli enti pubblici». 10 luglio 2009 - La Nuova Venezia Actv, sciopero dopo il Redentore VENEZIA - Sciopero dellActv per ventiquattro ore
domenica 19 luglio. Così ha deciso Rdb-Cub facendo slittare di un giorno
lastensione dal lavoro proclamata inizialmente per il 18, proprio in coincidenza con
lintasatissima Festa del Redentore. 10 luglio 2009 - Julie news Rdb: ecco le proposte per la sanità Campania - Tutte le misure previste da quegli stessi
"managers" che hanno portato in questi anni allo sfascio la sanità campana,
fanno parte di una strategia quanto meno miope se non collusa e complice col disegno di
affossare definitivamente la sanità pubblica gettandola nelle mani di un commissariamento
del Governo nazionale. La "riorganizzazione" propagandata allinizio del
2009 (per chiari ed inconcludenti fini elettoralistici) riduce drasticamente
lassistenza in modo generale ed in particolare quella demergenza, perché
costa di più rispetto a quella riabilitativa e di lunga degenza. Un criterio
ragionieristico che non tiene conto delle reali esigenze dei cittadini, che riduce il
coefficiente posti letto per abitanti, (già al disotto della media nazionale) per far
risultare un esubero di posti letto e di personale. La verità nuda e cruda è che nulla
è stato fatto contro gli sperperi che hanno prodotto il disastro, come consulenze inutili
e clientelari, primari e dirigenti di ogni livello senza reparti o dipartimenti, appalti,
convenzioni, acquisti, ecc., e così non si è dato nessun segno di discontinuità con la
politica e con i personaggi responsabili del disastro. Laspetto più grave di tutta
la questione è che non si è fatto niente per rendere la sanità pubblica più efficiente
e competitiva rispetto a quella privata e nulla sè fatto per ridurre le spese per
lacquisto di prestazioni sanitarie da privati e da altre Regioni, che incidono in
modo determinante sulla spesa della sanità in Campania. Non si è intervenuto sulle
motivazioni che limitano il potenziamento e il miglioramento della sanità pubblica in
Campania. Rimane da capire se è realmente un limite oppure una scelta consapevole,
razionale e finalizzata a favorire il "business" per la sanità privata. Per
rilanciare, sviluppare e migliorare la sanità pubblica in Campania, nellinteresse
dei cittadini e del bilancio della Regione, basterebbero poche e semplici decisioni: 10 luglio 2009 - Il Giorno Arsenale, i lavoratori: «Pronti a
tutto per salvare i posti» PAVIA - SI STA FACENDO tesa la situazione all'Arsenale di Pavia. La Rsu e le organizzazioni sindacali stanno valutando l'opportunità di organizzare azioni di lotta che potranno andare dal presidio all'occupazione, oltre allo sciopero a oltranza. L'obiettivo è quello di far sedere attorno a un tavolo il sindaco, il prefetto, tutti i parlamentari pavesi e i rappresentanti del ministero della Difesa in modo da trovare la giusta collocazione per i 216 dipendenti di via Riviera. Lavoratori che i sindacati vorrebbero mantenere sul territorio e non veder partire per Milano o Piacenza, le due sedi alle quali sono stati destinati secondo il piano di reimpiego predisposto da Roma. "Al prefetto chiediamo di convocare urgentemente la conferenza di servizi che - dicono Rsu, Cgil, Cisl, Uil, Flp Difesa e Rdb Cub - si deve svolgere alla presenza delle parti sociali, del sindaco e dell'assessore Trivi. A tutti i parlamentari pavesi, invece, chiediamo una riunione per eliminare i vincoli giuridici e normativi che impedirebbero eventuali trasferimenti agli enti locali e al ministero della Difesa di farsi carico presso la Funzione pubblica di reperire ulteriori disponibilità di posti nelle altre amministrazioni pubbliche locali". "Purtroppo abbiamo ereditato questa difficile situazione - ha risposto l'assessore comunale alle Attività produttive, Pietro Trivi -. Per quanto è nelle nostre possibilità saremo a fianco dei lavoratori. Cominciando a cercare nuovamente eventuali possibilità di reimpiego del personale nelle amministrazioni locali».(M.M.) 10 luglio 2009 - Targato CN Il suono della sirena in difesa
della dignità Cuneo - Ci sono momenti, fatti e situazioni di fronte ai quali succede di trovarsi a disagio. Momenti, fatti e situazioni di cui si fatica a comprendere il senso. Abbiamo avvertito molto disagio il giorno in cui le sirene dei Vigili del Fuoco di Cuneo e dei distaccamenti hanno iniziato a suonare per protesta. Una protesta pacifica, civile e responsabile. Ma pur sempre una protesta. Il disagio provato non va ovviamente ascritto allatto, ma bensì alle motivazioni che stanno alla base dellatto stesso. Ovvio che il suono della sirena altro non era che il grido 'vergogna' indirizzato dai Vigili nei confronti di uno Stato che tratta molto male quelli che alla bisogna considera i suoi figli migliori. Lo sappiamo tutti che i Vigili del Fuoco sono di volta in volta gli eroi con lelmetto, i cavalieri coraggiosi che sfidano le fiamme e lacqua per trarre in salvo chi sta lottando con la morte, uomini che arrivano in tempo reale laddove cè bisogno, uomini che fanno un lavoro delicatissimo senza badare troppo (sempre o quasi sempre) ai rischi del mestiere, insomma uomini insostituibili a salvaguardia nella nostra incolumità. Pochi, invece, sanno che gli eroi non riescono a farsi pagare per il lavoro svolto in straordinario e devono ricorrere al suono delle sirene per ricordalo a chi dovrebbe già saperlo che è ora di aprire i cordoni della borsa. Che vergogna, verrebbe da dire, riscontrare che chi lavora è costretto ad una forma di sciopero sui generis (non è stato interrotto il servizio) per avere ciò che gli è loro dovuto. Purtroppo la situazione dei Vigili del Fuoco che hanno aderito alla 'Giornata della Vergogna' promossa a livello regionale dalle sigle di categoria CGIL, CISL, UIL, RdB e Confsal non è un caso limite, una situazione episodica che riguarda seppur marginalmente un gruppo importante di uomini che indossano la divisa per servire lo Stato, cioè noi cittadini. Scopriamo che in molti altri posti la Polizia di Stato fatica a fare benzina, ha le auto rotte, pochi uomini e ovviamente, pochi mezzi. Stessa sorte tocca a Carabinieri e Guardia di Finanza, ma loro, essendo militari, fanno moltissima attenzione a manifestare il loro sacrosanto dissenso e si arrabattano con quel poco che hanno. È davvero buffo il nostro Paese. Lo Stato, in questo caso lIstituzione Paese, li manda in campo in quella strana partita tra guardie e ladri e, mentre i mariuoli, i truffatori, gli assassini ed i malandrini in genere corrono al passo con i tempi, gli uomini in divisa, quelli che la prosopopea dipinge alla bisogna come eroi, gente di coraggio, uomini tutti di un pezzo, rincorrono a piedi. Soventissimo quando sentiamo il suono di una sirena, un brivido freddo ci attraversa la schiena perché sappiamo che qualcosa di grave è successo vicino a noi. Quando abbiamo sentito la sirena dei Vigili del Fuoco un brivido, anzi molto più di un brivido, ci ha scossi. Abbiamo provato vergogna, nel Giorno della Vergogna. Una grande vergogna perché un Paese che siede tra i grandi della Terra, lascia a terra i suoi uomini migliori. 10 luglio 2009 - Varese news Lettere E' singolare il fatto che, nella nostra provincia, in una
settimana si siano concluse positivamente per i lavoratori due importanti vicende
sindacali. 10 luglio 2009 - Omnia press I sindacati denunciano lo stato di "arrocco" dell'Atm Messina - Ritardi inaccettabili nellerogazione dei
salari, autobus ordinati non ritirati né pagati, pochi tram e autobus in servizio,
ausiliari del traffico con contratto part-time, la "farsa" del capolinea sud del
tram. E questo il quadro della situazione del servizio Atm di Messina denunciata
dalle organizzazioni sindacali OrSA, Ugl, Cub/T, Cildi, Cisas, Rsu/Rls.I sindacati, non
disposti a sopportare il persistere dello «stato dellarte» e delle vecchie
dinamiche, chiedono un urgente incontro con tutte le SS.LL. per affrontare le priorità e
valutare proposte per il definitivo rilancio dellAzienda Trasporti Municipalizzata.
Nonostante lindiscutibile impegno del Commissario La Corte, le organizzazioni
denunciano uno stato «di arrocco» dellazienda che non lascia trasparire nessuna
iniziativa volta al risanamento e alla produttività in mancanza, soprattutto, del
sostegno da parte delle istituzioni. 10 luglio 2009 - Milano Finanza Crisi: Cub, il 13/7 sciopero in polo logistico Lacchiarella MILANO (MF-DJ)--Per lunedi' 13 luglio, presso il polo logistico sito a Lacchiarella (Milano) in via Cascina la Confederazione Unitaria di Base ha dichiarato un'intera giornata di sciopero. Lo si apprende da una nota nella quale si precisa che saranno interessati in particolare i lavoratori della cooperativa Clo, una realta' che presso il sito impiega quasi 140 lavoratori, di cui il 90% stranieri, e che opera per la Standa Villa, appartenente al gruppo europeo Rewe, uno dei principali nella distribuzione merci da magazzino. Inoltre, davanti i cancelli dello stesso polo, il secondo in tutta la Lombardia per distribuzione merci, i lavoratori hanno organizzato anche un presidio. I motivi dello sciopero e della mobilitazione hanno come finalita' la redistribuzione delle ore lavorative tra i soci lavoratori, in opposizione al declassamento di una parte dei lavoratori dal IV al V livello e contro il tentativo di discriminare le Rsa a seguito della loro adesione alla Cub Trasporti. 10 luglio 2009 - Savona news Savona: manifestazione antirazzista in piazza del Brandale Savona - Domani, dalle 19 alle 23, nella
piazza del Brandale a Savona, si svolgerà la manifestazione antirazzista contro il nuovo
razzimo del pacchetto sicurezza, che introduce "leggi speciali" per i migranti e
per i più deboli, che aumenta l'odio verso il "diverso", che fa dell'Italia un
Paese che esclude e che dimentica la parola solidarietà. Durante la manifestazione si
svolgerà il concerto sound acustico etnico con Capo e Gli Eroi, William Garcia e
Kakafrica. 10 luglio 2009 - Giornale di Treviglio «Violata la privacy dei
dipendenti» Romano - Schedari con indirizzi e numeri di telefono
dei dipendenti asportati dagli uffici e portati a casa di alcuni addetti. Questa l'ipotesi
di violazione della Privacy denunciata nei giorni scorsi da un sindacalista dell'ospedale
cittadino al Garante. 9 luglio 2009 - Ansa G8: DOMANI MARCIA NO GLOBAL ALL'AQUILA(ANSA) - L'AQUILA, 9 LUG - Domani, all'Aquila, alla annunciata marcia, i no global saranno tra 5 mila alle 6 mila: sono gli stessi comitati aquilani a fare il conto dei presenti. La manifestazione prenderà il via domani alle 13 dalla stazione di Paganica fino alla Villa comunale. Alla vigilia dell'evento no global è Stefano Frezza, rappresentante del comitato Epicentro Solidale, l'unico tra i comitati cittadini ad aderire alla manifestazione, a fare il punto della situazione. «Pullman sono attesi da tutta Italia; ne arriveranno da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti e 15 sono annunciati ad oggi da Roma - spiega Frezza - » che lancia un appello affinchè l'evento organizzato dal Patto di base, Cobas, Rdb e Sdl, sia pacifico e corretto. «Raccomandiamo comportamenti incentrati sulla massima tranquillità - continua Frezza -, non ci dovranno essere momenti di tensione. La riuscita della manifestazione dipende dalla tranquillità con cui si manifesterà». Frezza ha sottolineato che tutti gli aquilani che hanno aderito hanno anche fatto presente che, alla prima scaramuccia e al primo accenno di disordine, lasceranno il corteo«. Intanto è stato deciso l'itinerario: alle 12 è previsto il concentramento alla stazione di Paganica, alle 13 il corteo partirà passando per la statale 17 e poi salirà per il circuito di Collemaggio per arrivare quindi alla Villa, stimano gli organizzatori, intorno alle 17 - 17.30. 9 luglio 2009 - Apcom G8; Domani marcia 'pacifica' dei
no-global. Prefetto:Siamo pronti Roma, 9 lug. (Apcom) - Partirà domani alle 14 dalla stazione di Paganica la marcia anti G8 dei no global, organizzata dal Patto di Base (Cub-Cobas-SdL) alla quale parteciperanno numerose sigle delle forze sociali. Otto i chilometri di percorso, in cui saranno toccati i luoghi simbolo del terremoto: Onna, Tempera, San Gregorio e Sant'Elia. Punto d'arrivo è il centro dell'Aquila, proprio all'ingresso del centro storico. Dovrà essere una "marcia per la pace" sottolineano gli organizzatori. Il ritrovo dei manifestanti è previsto alle 12 alla stazione di Paganica, nei pressi della statale 17. In molti arriveranno con auto e furgoni propri. Gli organizzatori stanno ancora raccogliendo le adesioni dei numerosi bus che partono dal quartiere San Lorenzo a Roma, da dove i mezzi partiranno alle 9.30. Previsti i primi arrivi dei manifestanti da stasera. Cinque quadri di protesta campeggeranno lungo tutto il percorso. Il loro contenuto è per ora top secret. Al passaggio del corteo nei pressi delle tendopoli, i manifestanti inviteranno gli sfollati ad unirsi al corteo. all'iniziativa parteciperà ufficialmente una sola sigla aquilana, Epicentro solidale. Gli altri comitati cittadini non aderiscono ma possono partecipare singolarmente alla manifestazione, secondo quanto emerso nella riunione organizzativa di oggi. I centri di Paganica e Onna sono stati scelti come tappe di partenza proprio perché sono stati i luoghi più danneggiati dalla scossa del 6 aprile. La manifestazione vuole essere, a detta degli organizzatori, la "scossa per un nuovo mondo e per la ricostruzione del territorio". La marcia cercherà di raggiungere il centro storico. La parola d'ordine è non cercare lo scontro e non provocare. I Cobas della sede romana, che raccolgono le adesioni in queste ore, riferiscono che ma l'aumento degli arresti in questi giorni, in concomitanza con il G8, ha provocato in qualche maniera una reazione a catena che si sta concretizzando in un aumento delle iscrizioni. Per garantire immediata assistenza su eventuali arresti di manifestanti da parte delle forze di polizia, in marcia, con un particolare segno distintivo in bianco, sarà presente anche un team di legali. Si sta lavorando anche per fare entrare in Italia i gruppi no global che vogliono partecipare alla manifestazione. Intanto il prefetto della città Franco Gabrielli ha sottolineato che in vista della manifestazione non ci sarà un rafforzamento particolare delle misure di sicurezza: "Le misure di sicurezza sono sufficienti così come sono state predisposte. Non sarà di certo una manifestazione qualsiasi visto che il G8 non è un evento qualsiasi: non possiamo che gestirla con cautela e con molta attenzione. E' sicuro che faremo rispettare la legge - ha detto - ma con l'atteggiamento proprio del caso di manifestazioni come questa in cui si cerca un dialogo e una intesa". Quanto all'ipotesi di scontri e tensioni con le forze dell'ordine, secondo Gabrielli è "difficilmente prevedibile. Le tensioni possono scaturire talvolta da circostanze anche banali. Ma da parte delle forze di polizia, secondo le precise direttive del capo della polizia Manganelli saranno non dico concilianti, ma non saranno rigide". 9 luglio 2009 - Julie news Dalla Torino del Sud alla
desertificazione industriale Decenni e decenni di saccheggio dei grandi padroni del nord
e di multinazionali senza scrupoli, hanno lasciato ai padroncini salernitani solo rovine e
miseria sociale attraverso vecchi e nuovi fallimenti, vecchie e nuove ristrutturazioni e
delocalizzazioni. 9 luglio 2009 - Omniroma RI.REI, RDB-CUB: «CONTINUA OCCUPAZIONE PISANA» (OMNIROMA) Roma, 09 lug - «I lavoratori del consorzio Ri.Rei ed i familiari degli assistiti dell'associazione 'Genitori e Utenti Onlus' che da ieri mattina, insieme alla RdB-CUB, hanno occupato la Sala degli Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, hanno passato la notte alla Pisana. Non è ancora arrivata la convocazione urgente richiesta dagli occupanti, che sollecitano chiarimenti riguardo alla marcia indietro sull'affidamento del servizio alle Asl precedentemente annunciato alle organizzazioni sindacali dal vice presidente Esterino Montino». Così in una nota RdB-CUB. «La RdB-CUB, preso atto del perpetuarsi dell'illecito affidamento dei servizi assistenziali e riabilitativi concessi provvisoriamente al consorzio di cooperative Ri.Rei (OSA, Unisan, Nuova Sair); alla luce degli innumerevoli incontri e accordi sottoscritti ma sempre disattesi; tenuto conto che la Giunta regionale ha dimostrato di anteporre la difesa degli interessi del consorzio e delle centrali cooperativistiche alla salvaguardia del servizio pubblico, alla tutela degli utenti, dei familiari e degli stessi lavoratori; vista la gravità della situazione in atto nei centri, richiede con urgenza una convocazione congiunta davanti al Prefetto di Roma - prosegue la nota sindacale - I lavoratori in assemblea permanente, esasperati dall'atteggiamento irresponsabile assunto dalle istituzioni, hanno deliberato lo stato di agitazione ad oltranza, consapevoli del disagio che ricadrà sugli utenti e sulle famiglie, ma determinati a sostenere le azioni di lotta necessarie a garantire un futuro dignitoso per il servizio, nel rispetto dei diritti degli utenti, delle loro famiglie e dei lavoratori stessi». RI.REI,RDB: SOSPESA OCCUPAZIONE PISANA,DOMANI PROTESTA IN GIUNTA (OMNIROMA) Roma, 09 lug - «L'assemblea dei lavoratori del consorzio Ri.Rei e dei familiari degli assistiti dell'associazione 'Genitori e Utenti Onlus', riunita nella sala degli Etruschi al consiglio regionale del Lazio, ha deliberato di sospendere l'occupazione attuata da ieri insieme alla RdB-Cub e di proseguire nella mobilitazione, dando appuntamento a domani, davanti alla giunta regionale del Lazio, in occasione della riunione fra la giunta ed i rappresentanti del consorzio Ri.Rei. prevista per le ore 14». È quanto si legge in una nota di Rdb Cub. «L'assemblea - prosegue il testo - ha ribadito lo stato di agitazione ad oltranza e le richieste già avanzate: incontro urgente e congiunto con Governo regionale e Prefettura; affidamento del servizio alle Asl di competenza e pagamento delle mensilità arretrate». 9 luglio 2009 - Dire SANITÀ. RI.REI, RDB: CONTINUA
OCCUPAZIONE ALLA PISANA (DIRE) Roma, 9 lug. - "Continua l'occupazione alla Pisana da parte dei lavorati del consorzio Ri.Rei., dei familiari degli assistiti dell'associazione 'Genitori e Utenti Onlus' e dei sindacati Rdb-Cub". Lo fa sapere una nota dello stesso sindacato, che precisa: "Dopo il pernottamento nella sala degli Etruschi viene ribadita la richiesta di una convocazione immediata da parte del governo regionale e viene dichiarato lo stato di agitazione permanente. Gli occupanti sollecitano chiarimenti riguardo alla marcia indietro sull'affidamento del servizio alle Asl precedentemente annunciato alle organizzazioni sindacali, dal vice presidente della Regione Lazio, Esterino Montino". La Rdb-Cub, da parte sua, "vista la gravita' della situazione in atto nei centri, richiede con urgenza una convocazione congiunta davanti al prefetto di Roma". SANITÀ. RI.REI, RDB: STOP
OCCUPAZIONE MA BATTAGLIA PROSEGUE (DIRE) Roma, 9 lug. - "L'assemblea dei lavoratori del consorzio Ri.Rei e dei familiari degli assistiti dell'associazione 'Genitori e Utenti Onlus', riunita nella sala degli Etruschi al Consiglio regionale del Lazio, ha deliberato di sospendere l'occupazione attuata da ieri insieme alla Rdb-Cub e di proseguire nella mobilitazione, dando appuntamento a domani, davanti alla Giunta regionale del Lazio, in occasione della riunione fra la Giunta ed i rappresentanti del consorzio Ri.Rei. prevista per le ore 14.00". Lo fa sapere in una nota lo stesso sindacato, aggiungendo che "l'assemblea ha ribadito lo stato di agitazione ad oltranza e le richieste gia' avanzate: incontro urgente e congiunto con governo regionale e Prefettura; affidamento del servizio alle Asl di competenza e pagamento delle mensilita' arretrate". SANITÀ. RI.REI, CIOCCHETTI:
MARRAZZO RISPONDA A DIPENDENTI (DIRE) Roma, 9 lug. - "Mi unisco al coro dei dipendenti del consorzio Ri.Rei chiedendo, in questa fase delicata, al presidente della Regione Lazio Marrazzo chiarimenti sull'affidamento del servizio alle Asl ma soprattutto serieta' e rispetto per i lavoratori e per un servizio importante per i suoi utenti". Lo afferma il segretario regionale dell'Udc, Luciano Ciocchetti. "La Regione Lazio non pagando il Consorzio Ri.Rei, chiaramente in condizione economiche drammatiche- aggiunge- mette a rischio il servizio che da sempre viene prestato ai 1.200 utenti disabili. La soluzione prospettata in questi giorni dal vicepresidente Montino di pagare direttamente solo i 500 lavoratori, non permettera' di salvare la tragica situazione". Secondo Ciocchetti "per garantire la giusta funzionalita' del servizio e' necessario regolarizzare il pagamento delle rette e ristabilire definitivamente la struttura del consorzio". 9 luglio 2009 - Iris LAZIO: RI.REI, CONTINUA L'OCCUPAZIONE DELLA PISANA CON RDB(IRIS) - ROMA, 9 LUG - Dopo aver pernottato nella Sala degli Etruschi ribadiscono la richiesta di una convocazione immediata da parte del Governo regionale. Dichiarato stato di agitazione permanente. I lavoratori del consorzio Ri.Rei ed i familiari degli assistiti dell associazione "Genitori e Utenti Onlus" che da ieri mattina, insieme alla RdB-CUB, hanno occupato la Sala degli Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, hanno passato la notte alla Pisana. Non è ancora arrivata la convocazione urgente richiesta dagli occupanti, che sollecitano chiarimenti riguardo alla marcia indietro sullaffidamento del servizio alle ASL precedentemente annunciato alle organizzazioni sindacali dal Vice Presidente Esterino Montino.La RdB-CUB, preso atto del perpetuarsi dellillecito affidamento dei servizi assistenziali e riabilitativi concessi provvisoriamente al consorzio di cooperative Ri.Rei (OSA, Unisan, Nuova Sair); alla luce degli innumerevoli incontri e accordi sottoscritti ma sempre disattesi; tenuto conto che la Giunta regionale ha dimostrato di anteporre la difesa degli interessi del consorzio e delle centrali cooperativistiche alla salvaguardia del servizio pubblico, alla tutela degli utenti, dei familiari e degli stessi lavoratori; vista la gravità della situazione in atto nei centri, richiede con urgenza una convocazione congiunta davanti al Prefetto di Roma.I lavoratori in assemblea permanente, esasperati dallatteggiamento irresponsabile assunto dalle istituzioni, hanno deliberato lo stato di agitazione ad oltranza, consapevoli del disagio che ricadrà sugli utenti e sulle famiglie, ma determinati a sostenere le azioni di lotta necessarie a garantire un futuro dignitoso per il servizio, nel rispetto dei diritti degli utenti, delle loro famiglie e dei lavoratori stessi. 9 luglio 2009 - Asca G8: BERNOCCHI (COBAS), DOMANI TUTTI A L'AQUILA PER MARCIA CONTRO VERTICE(ASCA) - Roma, 9 lug - ''Voi G8 siete il terremoto noi siamo tutti aquilani/e'': questo striscione aprira' la Marcia contro il G8 e per la ricostruzione sociale al 100% della citta', che -promossa dalla Rete Nazionale Contro il G8- si svolgera' domani a L'Aquila, partendo dalla stazione di Paganica (ore 12) fino ai Giardini Comunali. Ne da' notizia Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS, con un comunicato in cui spiega il senso della marcia. ''Gli aquilani/e apriranno il corteo, con i lavoratori del Patto di Base (Cobas, Cub, SdL), con gli insegnanti che nelle tendopoli hanno continuato la didattica, con i vigili del fuoco che tanto hanno aiutato le popolazioni, con i giovani di Epicentro Solidale e Spazio 51, con i cittadini che osteggiano il G8, responsabile della crisi globale, e esigono la ricostruzione al 100%. Marceranno insieme a loro -spiega Bernocchi- migliaia di persone di tutta Italia (da Roma almeno 10 pullman partiranno alle 10 dallo Scalo S.Lorenzo) in opposizione al G8, in sostegno alla lotta aquilana per una vera ricostruzione e contro le iniziative repressive di questi giorni nei confronti del movimento altermondialista (''noglobal''). E' un movimento forte a livello mondiale di migliaia di reti, strutture sindacali, sociali, pacifiste, ambientaliste, antirazziste, femministe, che organizzano centinaia di milioni di persone e che, da almeno un decennio, contestano il dominio del profitto e della mercificazione globale, responsabile di una crisi mondiale che e' economica e finanziaria, ma anche ambientale, climatica, energetica, alimentare e bellica''. ''Non vogliamo essere noi a pagare la crisi causata dai padroni del globo: percio' abbiamo proposto, da Belem ad Atene, da Londra a Strasburgo, fino alle citta' italiane contro i G8 tematici dal 28 marzo in poi, un programma alternativo di uscita dalla crisi, egualitario, solidale, pacifico, ecologico, a favore dei popoli, dei lavoratori, dei piu' deboli e indifesi. Contro questa mobilitazione -aggiunge Bernocchi- si e' scagliata una stolida e bipartisan repressione, culminata nell'ignobile procedimento della magistratura torinese con i 21 arresti di militanti del movimento e nel violento attacco ai giovani che il 7 a Roma cercavano di bloccare il traffico, conclusosi con 36 fermi o arresti. La sorprendente alleanza tra il magistrato 'eccellente' Caselli (da sempre in 'quota' centrosinistra) e Maroni sembra riesumare (e' la 'assunzione di responsabilita'' che D'Alema richiede al PD, in vista di 'forti scosse' politiche?) il vecchio compromesso storico DC-PCI sulla pelle dei movimenti. Perche' altrimenti un assurdo procedimento come quello di Torino? Perche' 48 ore prima delle manifestazioni antiG8? Perche' dipingere come 'violento' un movimento che subisce 36 arresti senza che alcun poliziotto abbia il minimo danno? Perche' nessuna protesta da parte del centrosinistra? Ci vogliono spingere a scelte autolesioniste, ma non abbocchiamo: la Marcia a L'Aquila evitera' zone rosse e altre trappole, puntera' pacificamente verso il centro di L'Aquila per riconsegnarlo simbolicamente ai suoi cittadini della campagna 100%. Ad essi chiediamo di aprire la Marcia e di condurla con noi fino ai Giardini Comunali dove le vittime del terremoto prenderanno la parola per rilanciare le proprie proposte''. 9 luglio 2009 - Radio Città Aperta CONTINUA OCCUPAZIONE ALLA PISANA Roma - I lavoratori del consorzio Ri.Rei ed i familiari degli assistiti dell' associazione "Genitori e Utenti Onlus" che da ieri mattina, insieme alla RdB-CUB, hanno occupato la Sala degli Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, hanno passato la notte alla Pisana. Non è ancora arrivata la convocazione urgente richiesta dagli occupanti, che sollecitano chiarimenti riguardo alla marcia indietro sull'affidamento del servizio alle ASL precedentemente annunciato alle organizzazioni sindacali dal Vice Presidente Esterino Montino. La RdB-CUB, preso atto del perpetuarsi dell'illecito affidamento dei servizi assistenziali e riabilitativi concessi provvisoriamente al consorzio di cooperative Ri.Rei (OSA, Unisan, Nuova Sair); alla luce degli innumerevoli incontri e accordi sottoscritti ma sempre disattesi; tenuto conto che la Giunta regionale ha dimostrato di anteporre la difesa degli interessi del consorzio e delle centrali cooperativistiche alla salvaguardia del servizio pubblico, alla tutela degli utenti, dei familiari e degli stessi lavoratori; vista la gravità della situazione in atto nei centri, richiede con urgenza una convocazione congiunta davanti al Prefetto di Roma. I lavoratori in assemblea permanente, esasperati dall'atteggiamento irresponsabile assunto dalle istituzioni, hanno deliberato lo stato di agitazione ad oltranza, consapevoli del disagio che ricadrà sugli utenti e sulle famiglie, ma determinati a sostenere le azioni di lotta necessarie a garantire un futuro dignitoso per il servizio, nel rispetto dei diritti degli utenti, delle loro famiglie e dei lavoratori stessi. 9 luglio 2009 - La Nuova Sardegna Le richieste dellRdb al
vertice in prefettura. NUORO. «Sospenda tutto perché questo, ormai, è un
problema sociale con possibili risvolti nellordine pubblico». Alle 10 di ieri
mattina, seduto davanti al prefetto Franca Cocco, il coordinatore regionale
dellRdb-Cub, Enrico Rubiu, non si perde decisamente in chiacchiere. 9 luglio 2009 - Corriere del Veneto La vertenza Il sindacato autonomo
protesta per Imob e i turni in laguna e terraferma VENEZIA Rdb Cub «sfida » Actv e proclama per
il prossimo 18 luglio, sabato del Redentore, uno sciopero di 24 ore. Fra azienda e
sindacato però è già scontro e la questione finisce a Roma alla commissione di
garanzia. Le conseguenze di un simile sciopero, in una giornata che ogni anno riversa in
città migliaia di persone, sarebbero pesantissime per l'intera mobilità. Rdb Cub, che ha
aperta da mesi con Actv una vertenza e già due procedure di raffreddamento, lancia
intenzionalmente la provocazione «per non sottostare più ai continui ricatti
dell'azienda», spiega Danilo Scattolin. L'azienda, dal canto suo, giudica illegittima la
proclamazione dello sciopero; già ieri, una volta pervenuta la comunicazione ufficiale
del sindacato, l'ufficio del personale di Actv ha inviato in risposta una lettera che
ricorda l'impossibilità di azioni di protesta nel giorno del Redentore secondo gli
accordi sottoscritti con tutte le sigle sindacali. Rdb Cub, però, rilancia: «Per quanto
ci riguarda la giornata del Redentore propriamente cade di domenica, siamo pertanto dentro
le regole aggiunge Scattolin In ogni caso giudichi pure la commissione di
garanzia. Quel che deve essere chiaro è che non siamo più disposti ad accettare
l'assoluto atteggiamento di chiusura dell'azienda nei confronti delle problematiche che
andiamo evidenziando. In questi termini non è più possibile continuare». La vertenza di
Rdb Cub riguarda in particolare i nodi del sistema Imob («le cui falle determinano un
forte calo di introiti», rincara il sindacato), così come la situazione contrattuale dei
lavoratori della navigazione e i turni del comparto automobilistico. Il braccio di ferro
va avanti da mesi fra vertenze, scioperi e minacce di nuove azioni di protesta. L'ultimo,
nazionale, è stato messo in atto appena due giorni fa (per tre ore soltanto) senza
causare in realtà alcun disagio. 9 luglio 2009 - Corriere di Novara PREOCCUPATI SUL FUTURO 9 luglio 2009 - Left Vendo la ricerca. Agli amici SINDACATI DI BASE Tornano a protestare i sindacati di base, Cobas, Sdl ed Rdb-Cub. Ma questa volta il loro simbolo non sará più san Precario, bensì beata Assunta. La statua della nuova santa sarà portata in processione per le strade di Roma il 3 luglio, giornata dello sciopero generale del pubblico Impiego, si fermerà a palazzo Vidoni, sede del ministero guidato da Renato Brunetta. li quale, nonostante i propositi rivoluzionari e la fama da killer infallibile, ha già dovuto fare alcuni importanti passi indietro. saltato il cosiddetto "decreto ammazza precari", che avrebbe costretto al licenziamento decine di migliaia di lavoratori atipici, senza i quali molte pubbliche amministrazioni sarebbero state condannate all'inattività: sono state alleggerite le regole sui controlli fiscali peri lavoratori in malattia. Ma rimane inalterato l'impianto del cosiddetto "piano industriale della pubblica amministrazione", voluto dal ministro e approvato dai governo. II cui obiettivo, secondo i sindacati di base che hanno organizzato decine di iniziative di protesta in tutto il Paese, è lo «smantellamento della pubblica amministrazione. Insieme a un «pesante attacco al salario dei lavoratori pubblici». Infatti le retribuzioni, spiega l'Rdb-Cub, saranno in parte legate all'andamento dei conti delle amministrazioni locali, «introducendo così una grave disparità fra territori». Mentre per la parte variabile «sarà sempre più dipendente dalla relazione cori il dirigente e (la valutazioni esterne e senza controllo». Infine, spiega l'Rdb-Cub, «viene introdotto un codice di disciplina simile a un regolamento militare, con lo scopo di intimidire i lavoratori, che potranno essere licenziati per "scarso rendimento"».(m.b.) 9 luglio 2009 - Il Messaggero Roma. Nessun affidamento provvisorio
alle Asl dei centri per disabili ex Anni Verdi... Roma - Nessun affidamento provvisorio alle Asl dei centri per disabili ex Anni Verdi che per ora seguiteranno ad essere gestiti dal consorzio Ri.Rei. Questo l'esito della riunione della commissione sanità che si è svolta ieri mattina. Una decisione che ha provocato reazioni contrastanti, ma che è stata accolta favorevolmente dai vertici del consorzio. «La delibera di Giunta regionale, così come è stata emendata, rappresenta un tassello importante nel percorso verso la stabilizzazione del consorzio Ri.Rei». E' stato il commento delle cooperative che dal 2006 svolgono il servizio nelle strutture di S.Severa e Roma che in una nota stampa hanno precisato: «Attendiamo con cautela e senza abbassare la guardia i prossimi sviluppi, perché la strada della concertazione è ancora lunga e molti aspetti dovranno essere discussi. Quella di oggi rappresenta per noi una piccola vittoria, conquistata con determinazione insieme alle associazioni più rappresentative delle famiglie degli utenti». Di parere diametralmente opposto l'associazione familiari utenti disabili del centro di Santa Severa ed i sindacati di categoria Fials e Rdb Cub. «Ancora una volta, a causa del voltafaccia della Giunta regionale- ha dichiarato Pio Congi responsabile Rd.cub - con alcuni genitori abbiamo occupato una sala del Consiglio regionale. Non ci può essere trattativa libera se si subiscono i ricatti delle cooperative che pretendono l'affidamento definitivo e tagli preventivi al personale». Per Angela Contona, dell'associazione utenti disabili ormai è chiaro che la Regione è ostaggio delle cooperative. Solo parzialmente soddisfatto il consigliere regionale Enrico Luciani che seguita a chiedere una gestione pubblica delle strutture per disabili di Roma e Santa Severa. 9 luglio 2009 - Il Manifesto CANTIERI SOCIALI Dal giorno dell'approvazione del cosiddetto «pacchetto
sicurezza», insomma le leggi razziali, sta accadendo, qui nella redazione di Carta,
qualcosa di non proprio inatteso ma certo sorprendente per dimensione: persone telefonano,
vengono qui o visitano il sito bottega.carta.org per assicurarsi una o più magliette
«Clandestino». Un nostro amico e abbonato che ho incontrato all'Aquila, al Forum sulla
ricostruzione sociale, persona molto seria e mite che aveva sfidato la sorveglianza
occhiuta della città del G8 circolando con la nostra maglietta, mi ha raccontato che il
sabato prima, alla manifestazione di Vicenza, aveva incrociato molti altri che si
«dichiaravano clandestini», come dice il nostro invito a comprarla: «E poi - ha
aggiunto il nostro lettore - subito si stabiliva una complicità, tra noi 'clandestini'».
Un altro nostro socio dice che vuole lanciare nella sua regione, il Molise, una campagna
simile a quella delle bandiere della pace, a suo tempo: una bandiera «Clandestino» ai
balconi e alle finestre di casa (ebbene sì, abbiamo prodotto anche le bandiere). Il
responsabile del settore immigrazione della Cub, sindacato di base, ci scrive invece che
dirsi «clandestino» è minoritario, molto meglio dire «siamo tutti cittadini». Gli ho
risposto che le due cose non si escludono, e ho citato l'episodio caro al nostro amico
Mario Pezzella, docente a Pisa: quando ad Auguste Blanqui, rivoluzionario francese
processato per sovversione nell'Ottocento, il giudice chiese di declinare la sua
professione, lui rispose: «Proletario». All'epoca la parola non significava altro che
«proprietario solo di figli», cioè poveraccio, ma il fatto che Blanqui fosse riuscito a
formalizzare su un atto processuale quella condizione, fino ad allora negativa, ne
rovesciò il senso: quello che era quasi un insulto, divenne una nuova identità, da cui
il celebre «proletari di tutto il mondo unitevi». Senza voler essere immodesti, abbiamo
l'impressione che «clandestino» funzioni in modo simile, dato che la si indossa non solo
per denunciare pubblicamente la legge razzista, ma anche in quanto cittadini (come dice il
compagno della Cub) i cui diritti vengono calpestati, come a Vicenza o all'Aquila. Fatto
sta che una maglietta escogitata lo scorso anno, e già diffusa in sei o settemila
esemplari, oggi conosce una nuova, grande ondata di richieste (che per la verità non si
era mai spenta, anche se era ridotta a uno sgocciolio quotidiano). 9 luglio 2009 - Il Sole 24 Ore Giustizia. Avvocati, magistrati e personale amministrativo sottoscrivono un patto comuneCircoscrizioni da ridisegnare Tra gli obiettivi una migliore distribuzione dei tribunali di Giovanni Negri MILANO - Una nuova geografia giudiziaria per una
riforma della giustizia all'insegna dell'efficienza. A mettere nero su bianco la
necessità di ridisegnare le circoscrizioni giudiziarie, fornendo un assist al ministro
della Giustizia Angelino Alfano, qualora intendesse intervenire in una materia a elevato
tasso di conflittualità, è il «Patto per la giustizia e per i cittadini » che sarà
sottoscritto domani, ed è un inedito, da un ampio fronte di operatori della giustizia
(che il 5 maggio aveva dato vita alla Giornata nazionale della giustizia) che va dagli
avvocati (Oua) ai magistrati (Anm), passando per le associazioni dei dirigenti della
giustizia, e sindacali del personale amministrativo (Cgil, Uil e RdB-Cub, tra gli altri). 9 luglio 2009 - Italia Oggi Oggi la firma dell'accordo fra le
associazioni e i sindacati Procedure più snelle e organizzazione più efficiente. Stop ai tagli di personale e migliore qualificazione dei lavoratori, maggiori risorse finanziarie e realizzazione del processo telematico, sempre annunciato ma esistente solo... «sulla carta». Ruolo più attivo per l'avvocatura e riforma forense, in linea con la funzione costituzionale. Nuovo assetto e tutela previdenziale della magistratura non togata, razionalizzazione della geografia giudiziaria.Sono i punti più significativi del Patto per la giustizia e per i cittadini che verrà firmato oggi nell'aula magna della Corte di cassazione fra le associazioni di tutte le magistrature (a cominciare dall'Anm), l'Organismo unitario dell'avvocatura e le maggiori sigle sindacali dei lavoratori (Fp-Cgil, Uilpa-Uidag, Flp, Rdb-Cub) e dei dirigenti della giustizia. Più che le proposte concrete rivolte al governo, la maggiore novità sta proprio nell'ampiezza dei sottoscrittori: tutto il mondo della giustizia, non di rado con interessi contrapposti, pur nell'unicità dell'obiettivo (la funzionalità della giustizia), ha saputo convergere su un «pacchetto» di proposte concrete e chiede al governo «un progetto condiviso, capace di far funzionare la giustizia in un paese civile».Ad avviare il processo, giusto un anno fa, ricorda il presidente dell'Anm, Luca Palamara, fu il taglio di risorse e organici del settore pubblico, giustizia compresa, compiuto dal dl 112/2008, quindi l'Appello per la giustizia del 21 luglio 2008 e poi la Giornata nazionale del 5 maggio scorso, alla quale intervennero anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il segretario generale Cgil, Guglielmo Epifani: «L'obiettivo», spiega il presidente dell'Associazione magistrati, «è garantire ai cittadini la ragionevole durata dei processi. L'inefficienza non è un risparmio, ma un costo e uno spreco di risorse». Per Maurizio de Tilla, presidente dell'Oua, «l'ammodernamento del sistema-giustizia deve essere accompagnato dallo stanziamento adeguato di risorse umane e strutturali. Oggi non si fornisce ai cittadini un servizio efficiente e negli ultimi anni, con governi di ogni colore, abbiamo assistito a tagli indiscriminati alle risorse. È ora di invertire questa tendenza, specie in una fase di crisi economica. Non possiamo che ribadire, infine, l'urgenza di una riforma dell'ordinamento forense, per garantire all'avvocatura un ruolo in linea con la funzione costituzionale e la necessità di un serio intervento di razionalizzazione e valorizzazione della magistratura onoraria». 9 luglio 2009 - Il Bologna Protesta ad Atc Bologna - Un'altra bacchettata dalla Corte dei Conti, dopo la multa da 3 milioni di euro, e uno sciopero improvviso al servizio rilascio contrassegni (consegnano pass per laccesso al centro storico). Insomma giornata pesante all'Atc dove i dipendenti hanno scioperato perchè hanno paura di perdere il lavoro visto che una nuova ditta si è aggiudicata l'appalto del servizio. Filcams-Cgil e Rdb da un mese hanno segnalato allazienda i problemi nel bando di gara ma «Atc ha rifiutato ogni richiesta di parte sindacale», fanno sapere Simone Vecchi (Filcams) e Cristina Rizzinelli (Rdb). L' Atc replica e parla di una clausola sociale (nel bando) che salva il posto di lavoro ai dipendenti e verificherà che: «sia rispettata da parte dellazienda risultata aggiudicataria». Invece i giudici la Corte dei Conti chiedono alla Procura contabile di continuare a indagare su Atc e il Comune viene invitato a nominare un commissario per la compilazione dei conti giudiziali. Tegola su tegola. 9 luglio 2009 - Inviato Speciale Pompieri: "né militari né manovali"Dal suo insediamento il governo ha dichiarato la sua grande sensibilità per i Vigili del Fuoco: tutte parole al vento. Un articolo per "Tu Inviato" In più occasioni il governo si è speso pubblicamente
sostenendo di voler intervenire per migliorare le condizioni di lavoro ed economiche dei
Vigili del Fuoco. Dopo lennesima calamità nel Paese, avvenuta in Abruzzo, si è
dimostrato che non si può pensare di soccorrere la popolazione senza limpiego del
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e che farlo significherebbe pagare un tributo, in
vite umane, troppo alto. Ciò anche in considerazione delle condizioni in cui è stato
lasciato il Paese dai nostri governanti centrali e periferici, vista lincuria del
territorio, la mancanza di una cultura preventiva e la scarsità di specialisti del
soccorso pronti ad intervenire immediatamente. Eppure i Vigili del Fuoco si trovano nelle
seguenti condizioni: senza contratto di lavoro, scaduto da un anno e mezzo; con carenti
mezzi di soccorso e quelli esistenti sono per lo più obsoleti e inefficienti; senza
attrezzature tecnologiche allavanguardia per migliorare la qualità del soccorso
tecnico urgente alla popolazione; senza nessuna specializzazione riconosciuta o
valorizzata quali ad esempio il Soccorso Speleo Fluviale, il Nucleo Batteriologico e
Radioattivo, i Sommozzatori, gli Elicotteristi, i Portuali, gli Autisti di mezzi speciali;
senza un organico adeguato secondo parametri europei 15,000 unità in meno; senza
riconoscimento di lavoro particolarmente usurante in quanto spesso si è a contatto con
materiali pericolosi, chimici e velenosi; senza una collocazione nellambito della
Protezione Civile come struttura portante, e non un ruolo di manovalanza; senza nessun
trattamento di missione o trasferta. In compenso siamo obbligati ad orari straordinari per
far fronte alle calamità; a vigilanze nei locali pubblici fuori dallorario
ordinario e straordinario; a trattenerci in servizio per carenza di organico; a far fronte
alla Campagna Antincendio Estiva fuori dallorario di lavoro; a recarci nelle zone
terremotate o permanere nei Comandi per attività "istituzionali"; a svolgere
lavoro straordinario senza remunerazione che finirà a recupero ore; a restare in un
comparto pubblicistico e patrimonio militaresco. Questa è la nostra "qualità della
vita", ed è ora di dire basta. Perché i Vigili del Fuoco hanno una loro dignità,
sono prima uomini e lavoratori e solo dopo tecnici e responsabili del soccorso nel Paese.
Il governo ci vuole militari e manovali e noi non possiamo accettarlo. 9 luglio 2009 - La Provincia di Cremona RdB, consulenza nella nuova sede CREMONA La sede sindacale della RdB di Cremona (piazza Antonella 13), apre nei mercoledì 15-22-29 luglio, e 18-26 agosto dalle 17 alle 19, in attesa di farlo definitivamente a settembre. Fornisce gratuitamente agli interessati assistenza per le dichiarazioni Isee, Iseu, Red, Ici, 730, Unico ed Irap; nonchè consulenza in materia tributaria e di assistenza ai precari. La RdB ricorda anche che è attivo il numero verde Telefono precario (800 03 42 35), autogestito dal comitato dei precari del sindacalismo di base nazionale. 9 luglio 2009 - Milano Finanza Crisi: Cub, domani assemblea lavoratori presso Esab MeseroMILANO (MF-DJ)--Per domattina, 10 luglio, dalle 9h30 circa, organizzata dalla Confederazione Unitaria di Base, e' prevista all'interno della Esab Saldature di Mesero, vicino Magenta (Milano), un'assemblea sindacale aperta a cui parteciperanno i senatori Massimo Garavaglia e Mario Mantovani, i rappresentanti delle istituzioni, sindacali e i delegati delle industrie della zona attualmente in crisi. L'assemblea, si legge in una nota della Cub, e' finalizzata alla ricerca di una soluzione per 85 lavoratori, posti in mobilita', su un totale di 143 dipendenti, con conseguente dismissione della linea produttiva e del magazzino. Lo stesso destino potrebbe interessare le sedi di Gothenburg in Svezia, e di Dalsbruk in Finlandia, relegati a presidi commerciali. 9 luglio 2009 - Tempo Stretto Atm. I sindacati denunciano nuovi
ritardi nel pagamento degli stipendi. Amarcord? Messina - Non vi stiamo riproponendo un articolo di qualche mese fa, uno dei tanti scritti in occasione delle due settimane di sciopero selvaggio da parte dei dipendenti dellAtm in attesa del pagamento degli stipendi arretrati. Nessun errore, perché il problema a distanza di qualche mese, così come denunciano le organizzazioni sindacali è di nuovo il medesimo: mancata corresponsione degli stipendi, ancora non inoltrate le spettanze di giugno. Un ritardo temporalmente più ridotto rispetto a quello che nel dicembre scorso ha scatenato la rabbia dei lavoratori, ma che tuttavia per le organizzazioni sindacali OrSa, Ugl, Cub/ T, Cildi, Cisas, Rsu/Rls, nonostante le rassicurazioni del commissario La Corte, non può non rappresentare un nuovo campanello dallarme. Ogni giorno che passa, affermano i segretari dei sindacati, cresce lesasperazione dei lavoratori per lo stato di incertezza che sembra non voler abbandonare le sorti dellAzienda di Via La Farina. E ciò soprattutto perché, come denunciano, il ritardo accumulato nella corresponsione degli stipendi «rappresenta solo la punta delliceberg di un sistema che non riesce a produrre e continua a indebitarsi». Considerazioni e riflessioni fatte, sostengono le organizzazioni sindacali, sulla base di dati oggettivi: «Gli autobus usati, ordinati dalla vecchia gestione commissariale affermano - non sono stati ritirati e neanche pagati, non ci è dato sapere se linversione di rotta sia stata decisa dal Comune o dallATM ma sta di fatto che lazienda con cui si era stato stipulato il contratto di acquisto pretende il rimborso economico attraverso decreto ingiuntivo». Solo 5 i tram in linea sui 15 teoricamente a disposizione: solo 40 gli autobus in una città che dovrebbe garantirne almeno 150: preoccupazioni che, nonostante le dichiarazioni di La Corte (vedi articolo allegato), non tranquillizzano i rappresentanti dei lavoratori che aggiungono: « A complicare la messa in servizio dei mezzi sembra aggiungersi la mancanza di autisti; vicenda paradossale in unazienda che denuncia esuberi». Un elenco abbastanza lungo quello stilato dai sindacati in merito alle criticità riconducibili allazienda trasporti che non dimenticano certo di ricordare la situazione degli ausiliari del traffico ex-Lsu, la vicenda del capolinea sud del tram. Problematiche non nuove né ai lavoratori né ai cittadini e che per i sindacati non sono altro che il risultato di «paradossi, omissioni e disorganizzazioni croniche che hanno trasformato unazienda potenzialmente produttiva in un fardello sul groppone dei cittadini. Vivacchiare su anticipi e prestiti della Regione servirà solo a ritardare lannunciato fallimento, lATM ha urgente necessità di ripartire da zero per riorganizzare il sistema produttivo». Con queste premesse le organizzazioni sindacali chiedono alle istituzioni ed ai vertici aziendali un incontro per poter analizzare insieme la situazione ma avvertono: «In assenza di riscontro, annunciamo sin dora prossime azioni di lotta». 9 luglio 2009 - Varese news Ahlstrom, salvi i dipendenti
gallaratesi Gallarate - La vicenda dei lavoratori della Ahlstrom di Gallarate, azienda multinazionale finlandese produttrice leader a livello mondiale nella produzione di tessuto medico, si è conclusa positivamente. Lazienda che aveva deciso per la chiusura dello stabilimento gallaratese e per il licenziamento di una settantina dipendenti delle ditte di Cressa, Mozzate e Gallarate è scesa a patti con i sindacati, trovando laccordo inseguito per ben sei mesi. In 55 hanno lasciato volontariamente il lavoro con lincentivo di 26 mila euro lordi, mentre per 16 dei 20 lavoratori di Gallarate è stato trovato un posto negli stabilimenti di Cressa e Mozzate (due anno scelto di lasciare volontariamente il posto e due sono andati in pensione anticipatamente). Laccordo era stato messo in serio dubbio lo scorso 20 giugno, quando al Ministero del Welfare dopo 13 ore di discussioni, il tavolo era saltato e la trattativa sembrava rotta: ieri, mercoledì 8 luglio, la svolta con laccordo sulla buonuscita e la possibilità di trasferimento per i lavoratori gallaratesi. Già oggi, giovedì 9 luglio, i sedici sono tornati al lavoro: dovranno essere trovate soluzioni per quanto riguarda i trasferimenti e i turni, ma per i dettagli cè tempo. Soddisfatti i lavoratori e soddisfatti i sindacati, AlCobas Cub in testa: «A fronte dello spettro della chiusura e del licenziamento di tutti, siamo riusciti a salvare buona parte dei posti spiega Antonio Ferrari, sindacalista che ha seguito i lavoratori dellAhlstrom per questi sei mesi di lotta -. Questa esperienza in un momento così difficile può diventare un esempio, un unto di riferimento per altre aziende del territorio. In tanti sono venuti a chiedere, a dare solidarietà e appoggio». Il presidio permanente davanti ai cancelli di via XXIV Maggio verrà tolto con una manifestazione pubblica nei prossimi giorni. 8 luglio 2009 - Omniroma RI.REI, RDB CUB: «LAVORATORI E FAMILIARI OCCUPANO SALA PISANA»(OMNIROMA) Roma, 08 lug - «Circa venti fra lavoratori del consorzio Ri.Rei e familiari degli assistiti hanno occupato insieme alla RdB-CUB la Sala degli Etruschi alla Pisana. La protesta è nata dopo che il Vice Presidente Esterino Montino, riferendo questa mattina in Commissione Sanità, ha reso note soluzioni diverse da quelle comunicate al tavolo che si è svolto con tutte le organizzazioni sindacali lo scorso venerdì 3 luglio. In particolare Montino aveva annunciato l'affido del servizio alle ASL di competenza per 60 giorni, in attesa della definizione di soluzioni concordate con i soggetti coinvolti. Gli occupanti chiedono un incontro urgente con il Vice Presidente e spiegazioni su una marcia indietro che crea allarme e nuova incertezza per lavoratori e familiari». Lo comunica Rdb Cub. RI.REI, RDB: REGIONE POSTICIPI APPUNTAMENTO CON CONSORZIO (OMNIROMA) Roma, 08 lug - «Se la Regione non potrà riceverci ufficialmente prima dell'incontro con Ri.Rei allora chiediamo che venga posticipato l'incontro del consorzio a martedì, così da poter parlare noi lunedì, come da appuntamento concordato. Intanto questa notte resteremo qui in una quindicina». È quanto dichiara Pio Congi (Rdb Cub) che sta partecipando alla protesta dei lavoratori Ri.Rei in consiglio regionale. I manifestanti hanno occupato la «Sala Nuova» da questo pomeriggio. «Resteremo qui fino a quando non ci saranno novità sulla convocazione - ha aggiunto - Se non arriveranno organizzeremo ulteriori iniziative di protesta, coinvolgendo la Prefettura». 8 luglio 2009 - Adnkronos SANITA': LAZIO, 'RDB' E LAVORATORI RI.REI OCCUPANO SALA DELLA PISANA Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - Circa venti fra lavoratori del consorzio Ri.Rei e familiari degli assistiti hanno occupato insieme alla RdB-Cub (Rappresentanze Sindacali di Base) la Sala degli Etruschi alla Pisana. La protesta e' nata dopo che il vicepresidente Esterino Montino, riferendo questa mattina in Commissione Sanita', ha reso note soluzioni diverse da quelle comunicate al tavolo che si e' svolto con tutte le organizzazioni sindacali lo scorso venerdi' 3 luglio. Lo comunica in una nota la Rdb-Cub. In particolare Montino, continua la nota, aveva annunciato l'affido del servizio alle Asl di competenza per 60 giorni, in attesa della definizione di soluzioni concordate con i soggetti coinvolti. Gli occupanti chiedono un incontro urgente con il vicepresidente e spiegazioni su una marcia indietro, conclude Rdb-Cub, che crea allarme e nuova incertezza per lavoratori e familiari. 8 luglio 2009 - Liberazione «No ad un'altra strage» Trasporti,
sciopero dei Cobas per la sicurezza No ad altre vittime, sì alla sicurezza. E' stato su
queste parole d'ordine che il Patto di Base - Cub, Confederazione Cobas e SdL
intercategoriale ha indetto lo sciopero di ieri nei trasporti. Sciopero proclamato non a
caso nel giorno delle esequie della terribile tragedia di Viareggio. Il fermo ha
interessato tutti i settori del Trasporto, da quello ferroviario a quello pubblico locale
e trasporto merci e logistica. Fino al trasporto aereo e marittimo. «La nostra -
sottolineano la Cub e Sdl intercategoriale in una nota - Sessantasei fermi in due giorni Sessantasei fermi in due giorni. «Numeri che in Italia
non si registravano dal 1977» ha commentato ieri pomeriggio da piazza Barberini, nel
cuore di Roma, Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas. Uno sfogo durissimo a margine di una
giornata che ha definitivamente mostrato, se mai ce ne fosse bisogno, come in Italia «sia
vigente un vero e proprio stato di polizia, rappresentato dalle gabbie innalzate a
difendere via Veneto e l'ambasciata americana e dalla repressione messa in atto dalle
forze dell'ordine a Roma e Torino». 8 luglio 2009 - Fidest Statali e produttività Nel protocollo del 30 ottobre 2008 siglato fra Governo e sindacati, non sottoscritto dalla RdB-CUB Pubblico Impiego, il Governo si impegnava, entro il 30 giugno 2009, a restituire i tagli operati al salario accessorio dei dipendenti pubblici con la Legge 133/08. Riduzioni che vanno dal 10% dei Fondo Unico di Amministrazione alla totale eliminazione, per lanno 2009, dei finanziamenti previsti dalle leggi speciali. Questa restituzione ad oggi non è ancora avvenuta. E avvenuto invece che il 2 luglio scorso il Ministro Tremonti, di concerto con il Ministro Brunettta, abbia emanato un DPCM in cui non vi è alcun impegno alla restituzione totale di quanto decurtato con la Legge 133, ma si stabilisce che le amministrazioni potranno, nel caso abbiano potuto operare maggiori risparmi di quelli previsti nei recenti provvedimenti economico-finanziari, utilizzare parte di tali risparmi per recuperare le somme decurtate dai fondi di produttività. Commenta Fabio Morabito, del Coordinamento nazionale RdB-CUB P.I.: "Ci risiamo con lennesima messa in scena del Governo e dei sindacati concertativi che, in evidente difficoltà a giustificare il mancato rispetto delle promesse fatte, concordano decreti quali quelli del 2 luglio che di fatto mantengono il furto perpetrato ai danni del salario dei dipendenti pubblici attraverso la legge 133". "La RdB P.I. spiegò da subito che difficilmente il Governo avrebbe dato con una mano quello che con laltra aveva sfilato dalle tasche dei lavoratori prosegue Morabito tanto più che il Ministro Tremonti, al contrario del Ministro Brunetta, non aveva controfirmato laccordo dellottobre 2008. Di certo, grazie ai provvedimenti emanati ed ai contratti stipulati, i redditi per il 2009 dei dipendenti pubblici saranno inferiori a quelli del 2008. Non solo, ma questi provvedimenti produrranno un peggioramento dei servizi pubblici e della condizione di lavoro e di vita dei dipendenti; così come non risolveranno il grave problema del precariato, che anzi avrà risvolti tragici con il licenziamento di migliaia di lavoratori. Per questo dovranno continuare le iniziative dei lavoratori pubblici per contrastare le politiche del Governo", conclude il rappresentante RdB P.I. 8 luglio 2009 - L'Unità Roma blindata per il sit-in a piazza
Barberini Roma - Via del Tritone sbarrata allaltezza del
Traforo con una fila di blindati, poi la terra di nessuno dove circola spaesata qualche
mamma con il passeggino, qualche turista con macchina fotografica, qualche raro cercatore
di saldi. I negozi aperti sono lindice di una città che non percepisce pericoli.
Più in alto, allimbocco della piazza, di nuovo blindati come si fosse in guerra, e
cordoni di polizia e della finanza. A piazza Barberini i manifestanti si confondono con i
turisti e, qualche volta, sono effettivamente manifestanti-turisti, come un gruppetto di
ragazze e ragazzi spagnoli che si avvicinano al furgone "siamo tutti aquilani"
ad abbracciare i compagni italiani. 8 luglio 2009 - Il Messaggero Veneto Scioperi TRIESTE. Ritardi nei voli aerei, cancellazioni di treni e
altri disagi: questo il quadro in estrema sintesi provocato ieri, in Friuli Venezia
Giulia, dallo sciopero generale dei trasporti, proclamato dai tre maggiori sindacati di
base - Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale. Tra laltro, lo sciopero in
molte aziende si è concluso solo in serata. 8 luglio 2009 - Il Piccolo TRIESTE TRASPORTI: «È PRESTO PER
LE VALUTAZIONI» Trieste Trasporti continua nella politica di annuale
rinnovo della sua flotta. Entro il giugno del 2010, la società che gestisce il servizio
di trasporto pubblico locale, avrà a disposizione 29 nuovi autobus. Di questi, 21 saranno
i mezzi cosiddetti normali, due gli snodati mentre quattro quelli corti. «Per contratto
di gara - spiega il direttore generale di Trieste trasporti, Piergiorgio Luccarini - ogni
anno dobbiamo comprare 33 nuovi autobus. Quattro sono stati già ordinati, per gli altri
29 è stata indetta una gara per lassegnazione della fornitura. Ne consegue che
altrettanti, fra quelli già in possesso, verranno ceduti». 8 luglio 2009 - La Nuova Venezia LO SCIOPERO Actv, saltata una corsa di ferry-boat VENEZIA - Tra i lavoratori di Actv ha raccolto solo tra il
9 (in terraferma) e il 10 per cento di adesioni (in navigazione) lo sciopero di tre ore,
indetto per ieri dai Cub autoferrotranvieri, in segno di solidarietà con le vittime
dellincidente di Viareggio e per chiedere sicurezza per i lavoratori e i passeggeri
dei trasporti. 8 luglio 2009 - Il Gazzettino Disagi al minimo per lo sciopero dei Cub Venezia - Bassa adesione dei lavoratori Actv allo sciopero indetto dalla Cub ieri mattina. I dipendenti aderenti alla Confederazione di base avevano indetto lastensione dal lavoro per protestare contro i pericoli nel settore trasporti allindomani della strage alla stazione ferroviaria di Viareggio con lesplosione di un treno merci carico di Gpl. Per quel che riguarda lo sciopero, Actv ha informato che ladesione è stata di circa il 9 per cento degli addetti nel settore dellautomobilistico, e leggermente più alta nella navigazione (10 per cento). Lazienda, comunque, segnala che non vi sono stati particolari disagi: solo dieci le corse nella navigazione che sono "saltate". Praticamente invariati, infine, i collegamenti tra centro storico e terraferma. Nulle anche le difficoltà nel servizio per quel che riguarda lambito urbano di Mestre e del suo hinterland. 8 luglio 2009 - Corriere di Bologna Rdb contro Ausl Bologna - Prenotazioni errate, pazienti mandati a fare
esami negli ambulatori sbagliati e assenze ingiustificate dal lavoro. 8 luglio 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. DISGUIDI organizzativi, prenotazioni errate... Bologna - DISGUIDI organizzativi, prenotazioni errate, pazienti spediti a fare visite nel posto sbagliato, esami (talvolta importanti e irripetibili) dimenticati nella ricetta. Sono alcune delle sviste capitate ai dipendenti di Cup 2000 di Bologna. Dimenticanze che però l'Ausl non è disposta a lasciar correre: e con un deciso giro di vite alcuni dipendenti del Cup sono stati sanzionati: dal richiamo scritto alla multa (due o tre ore in meno di stipendio) fino alla sospensione. Ma per le Rdb l'Ausl «non tiene conto delle difficili condizioni in cui si trovano a operare e del carico di lavoro sempre crescente», spiega Valentina Delussu. Così ieri per protesta, il sindacato di base ha indetto uno sciopero di un'ora con volantinaggio. Risultato: nella prima ora di turno degli operatori, gli sportelli Cup ai poliambulatori Mengoli e Carpaccio non hanno funzionato, al Mazzacurati era chiuso uno sportello su tre. Per l'Ausl invece l'attenzione verso i comportamenti dei lavoratori è costante e quest'anno ci sarebbero stati «un paio di casi gravi» fra cui quello di una donna in gravidanza che non ha potuto effettuare un esame di diagnostica prenatale. L'operatore del Cup che ha sbagliato è stato sospeso. 8 luglio 2009 - CorriereAl Il sindacato dei Vigili del Fuoco: Alessandria - E una "guerra" quotidiana quella che combattono i Vigili del Fuoco, non solo al "fronte". Sono in prima linea in Abruzzo o a Viareggio, località dove si sono consumate due delle più grandi tragedie dellultimo decennio, ma anche allinterno delle loro caserme. Carenza cronica dorganico e mancanza di risorse mettono a dura prova il lavoro ma anche i nervi degli angeli custodi della nazione. "Al Comando di Alessandria siamo passati recentemente da una carenza di 50 unità operative alle attuali -30! Mancano i capi turno, il personale è stanco e demotivato e alla prima occasione va in pensione", denuncia il sindacato di base dei vigili, offrendo uno spaccato di vita da caserma che allesterno non traspare. Martedì scorso una delegazione sindacale è partita da Alessandria per manifestare con i colleghi davanti alla sede del Viminale, dove ha sede il ministero degli Interni. "I Vigili del Fuoco sono stanchi delle belle promesse e non sappiamo più dove mettere tutte le medaglie che ci conferiscono; con le medaglie non ci paghiamo mica l'affitto o le rate del dentista! Belle parole dopo il tragico sisma in Abruzzo, belle parole dopo i soccorsi a Viareggio, belle parole dopo l'ultimo Consiglio dei Ministri dell'altro giorno; ma restano sempre le bollette da pagare ..!" dice senza mezzi termini Vladimiro Alpa, referente per Rdb. Alla situazione alessandrina ormai quasi "cronica", si aggiunge ora quella contingente, del trasferimento del comandante provinciale Marco Cavriani: "come sindacato di base ci siamo da subito attivati appena ci è stata comunicata la notizia che il dirigente di Alessandria è stato trasferito ad altro incarico. Si volta pagina e si ricomincia. Abbiamo chiesto l'apertura di un tavolo di confronto presso il Comando per impostare la nuova rotta, abbiamo sollecitato il Capo del Corpo Ingegner Gambardella e il direttore per il Piemonte al fine di una celere assegnazione di un nuovo dirigente, e nel frattempo abbiamo sollecitato una consona reggenza, manifestando con fermezza inaccettabili forme di compromesso". In attesa della nuova nomina ai vertici del corpo alessandrino, che conta circa 335 uomini, Alpa ricorda quelle che sono le maggiori criticità di un corpo che, tuttavia, non si sottrae mai ai propri doveri, dal recente incendio alla Comital allintervento in Abruzzo che ha visto la delegazione Alessandrina tra le prime a partire subito dopo la devastante scossa di terremoto. "Un nuovo autorevole dirigente è necessario in quanto siamo, come tutte le strutture pubbliche in un mare di debiti, le bollette si pagano a fatica e il personale viene autorizzato a fare straordinario per coprire il soccorso ma non vi sono fondi certi per poi poterlo liquidare. Si rischia di lavorare in straordinario e poi dover recuperare queste ore, ferie non pagare! Le nostre sedi di Alessandria Casale Novi Acqui Ovada e Tortona necessitano di manutenzione e di adeguamenti secondo le normative vigenti (dl.81/08); necessitano tutte di adeguamenti strutturali per accogliere il personale femminile, al fine di evitare spiacevole discriminazioni". Quasi 6 mila gli interventi effettuati in un anno dagli uomini del Comando provinciale, con una media di 18 interventi al giorno, che vanno dal recupero di persone bloccate in ascensore, agli incidenti stradali e, naturalmente, agli incendi. 8 luglio 2009 - Leggimi 'Rete Nazionale Contro il G8':manifestazione pacifica a L'Aquila il 10 luglio Una manifestazione pacifica contro il G8 e' stata organizzata per il 10 luglio, alle ore 12, a L'Aquila, dalla 'Rete Nazionale Contro il G8', alla quale aderiscono Rdb, Cobas e Sdl. Si partira' dalla stazione di Paganica e si arrivera' ai giardini comunali, al centro della citta', ha annunciato stamani Mario Frittelli (Rdb). Per queste sigle il G8 'e' illegittimo, fiera di vanita'' e gli unici obiettivi sono 'dettare ai popoli del pianeta le politiche basate su esclusione, guerra, sfruttamento, devastazione ambientale, precarizzazione del lavoro'. Il G8 a L'Aquila, poi, desta preoccupazioni ancora maggiori. 'Il governo Berlusconi - sostengono i promotori della manifestazione - usa il terremoto e le disgrazie della popolazione aquilana per tentare di impedire le legittime proteste contro il G8 e contro la gigantesca truffa della ricostruzione affaristica. Si vuole usare il G8, poi, per deprimere la crescente protesta degli aquilani', che hanno gia' manifestato in piazza. Polemico anche Ettore D'Incecco (Cobas), il quale ha parlato in particolare della 'questione ambientale, che sara' un problema grosso, in Abruzzo', e della ricostruzione post terremoto per la quale si chiede 'la moratoria del debito regionale'. 8 luglio 2009 - Inviato Speciale Contestazioni e scontri in vista del G8 Mentre ieri le delegazioni si preparavano alla trasferta dellAquila per dare il via ufficiale al G8, nella capitale si respirava una dura aria di tensione. Roma è stata messa in stato dassedio e le forze dellordine controllavano il centro ed alcune aree calde della città. Nella tarda mattinata alcuni dimostranti, circa 150, in una zona diversa della città, nel quartiere Testaccio, vicino allUniversità Roma3 hanno cercato di organizzare un corteo, ma dopo essere stati intercettati dalla polizia hanno dato vita a scontri durante i quali 36 persone sono state fermate. Alcuni di loro sventolavano bandiere nere con al centro una V viola ad indicare una qualche appartenenza a gruppi anarchici e portavano un carrello pieno di sassi, fumogeni e bottiglie. Tutto materiale sequestrato insieme ad alcune mazze di legno e candelotti. Intanto a San Giovanni, in via Cilicia, un altro gruppo di manifestanti ha incendiato i pneumatici al centro della strada. I fermati sono 27 italiani, un cittadino polacco, un francese, due tedeschi, quattro svedesi e uno svizzero. Verso le undici un gruppetto di attivisti della Rete No G8 ha bloccato per alcuni minuti lo svincolo per limbocco dellautostrada Roma-LAquila in zona San Lorenzo, a Roma. Dopo aver disposto alcune transenne sulla strada e degli striscioni con le facce dei capi di Stato che parteciperanno al vertice i manifestanti hanno gridato slogan contro Berlusconi e contro gli altri partecipanti al summmit. Dopo alcuni minuti si sono allontanati e gli automobilisti hanno spostato le transenne per permettere la ripresa della circolazione. Il blitz è durato in tutto 15 minuti ed aveva lo scopo di "difendere gli aquilani dallinvasione del G8». I dimostranti indossavano caschi gialli e bandierine arancioni con la scritta "crisi in corso". Una manifestazione degli studenti dellOnda ha attraversato i viali delle principale università di Roma, La Sapienza, per protestare contro gli arresti ordinati dalla Procura di Torinno per gli incidenti del G8 delluniversità che si sono svolti nel capoluogo piemontese. Alcuni hanno cercato di uscire dallAteneo ed in piazza Aldo Moro, dove cè lentrata principale dellateneo capitolino, alcune camionette della Guardia di Finanza hanno sbarrato loro la strada. Uno dei mezzi ha tamponato unaltro e i manifestanti, alcuni con caschi e il volto coperto, hanno preso dassalto una camionetta con calci, pugni e rompendo anche un vetro. A piazza del Popolo la Coalizione italiana contro povertà (un intergruppo che coinvolge più di 70 associazioni) ha giocato con dei gonfiabili rappresentanti le caricature di un Berlusconi sotto torchio e degli altri capi di stato e di governo in procinto di riunirsi allAquila. Uno striscione di 15 metri anti G8 è stato appeso sul palazzo dellIna Assitalia di piazza di Cinecittà coprendo lo storico orologio che sovrasta la piazza. La scritta recitava "Banche, governi, assicurazioni: solo crisi e illusioni. No al G8?. Nel pomeriggio si è svolto in piazza Barberini, a qualche centinaio di metri dallambasciata Usa, un presidio contro il G8. Non più di duecento manifestanti si sono riuniti intorno ad uno striscione con la scritta "Basta morire uccisi dal lavoro e dallindifferenza". La piazza era completamente presidiata dalle forze dellordine e tutte le strade erano daccesso bloccate Tra gli striscioni esposti anche le bandiere rosse dei Cobas e delle RdB, una decina di busti di cartone a forma di uomo, con le scritte: "Voi G8, noi uccisi dal lavoro e dalla precarietà" e "Gli assassini vestono sempre di bianco e restano impuniti: basta morti sul lavoro". Sulla fontana al centro della piazza è stato posizionato lo striscione :«Viareggio + morti lavoro: stragi di stato". Un "vademecum antirepressione" è stato distribuito ai manifestanti nella mattinata "Le forze dellordine in Italia sono note per la loro violenza - si leggeva nel documento sequestrato dalla polizia e firmato Legal Team Italia - Cè una fase in cui forse ti troverai solo a contatto con le guardie. Cerca di proteggerti sempre la testa e chiuderti a uovo il più possibile finchè non sei sicuro che vogliano solo trascinarti e caricarti sul camioncino". A Torino nel pomeriggio presidio dellOnda Anomala. Gli studenti si sono ritrovati nellatrio di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, per chiedere la liberazione dei loro compagni. "LOnda non si arresta la repressione non ci fermerà: liberi tutti!", si leggeva su uno striscione. "A essere stati arrestati sono i nostri compagni di corso e di sala studio - hanno scritto i manifestanti in un volantino - di occupazione e di mobilitazione". Studenti che "credono in unaltra università" e che - hanno aggiunto mentre altoparlanti diffondevano le note hip hop degli Assalti frontali - "restano oppositori consapevoli e riflessivi anche quando, di fronte allarroganza del potere, decidono di calarsi un fazzoletto sul volto". Sempre nel pomeriggio, alla sede Rai di Torino, una cinquantina di manifestanti, tra i quali anarchici e studenti dellOnda Anomala, hanno chiesto di essere intervistati. "Vogliamo dire la nostra - hanno affermato - sugli arresti per gli scontri del G8 delle Università". "Fino a quando non ci verrà concessa la possibilità di dire la nostra, non lasceremo gli uffici della Rai", hanno fatto sapere i giovani, che hanno anche esposto uno striscione al primo piano degli uffici di via Verdi. "Il 19 maggio, G8, io cero - si leggeva - e ora arrestateci tutti". "Abbiamo scelto di venire alla Rai - ha fatto sapere una portavoce del movimento - perchè è il simbolo per eccellenza dellinformazione". Gli studenti dellOnda perugina hanno presidiato ieri mattina, insieme al "commonslab-noblogs", il rettorato dellUniversità di Perugia "per esprimere solidarietà agli attivisti arrestati - hanno spiegato i manifestanti in una nota - e per chiedere al rettore una presa di posizione sulla vicenda". "Questa presa di posizione non cè stata - proseguiva la nota - e il rettore, Francesco Bistoni, si è rifiutato di continuare il dialogo con noi", affidando questo compito ad un collaboratore. I manifestanti si sono poi spostati nella facoltà di Lettere dove hanno distribuito volantini e appeso uno striscione, infine hanno terminato il percorso alla mensa dove con il volantinaggio e attraverso un megafono, hanno illustrato ai presenti i motivi della protesta. "Rifiutiamo gli argomenti paternalistici - era spiegato nella nota - del procuratore Giancarlo Caselli che afferma di aver arrestato 300 violenti per tutelare lOnda". "Non accettiamo il clima di terrore che si sta creando attorno allOnda da una parte con la repressione di piazza e dallaltra con arresti e processi che hanno anche la finalità di derubricare la nostra protesta dallambito dellistruzione e della questione sociale a un semplice problema di ordine pubblico. Riteniamo assurda anche solo lidea di arresti preventivi". A Palermo una cinquantina di studenti dellOnda hanno occupato ieri mattina alcuni uffici del rettorato di Palermo, a Palazzo Steri. I giovani protestavano contro contro gli arresti e le perquisizioni di Torino. Gli universitari hanno chiesto di incontrare il rettore Roberto Lagalla con lobiettivo di ottenere una sua presa di posizione contro i fatti torinesi. A Padova una delegazione del movimento dellOnda si è incontrata ieri con il rettore e il prorettore dellUniversità patavina, Vincenzo Milanesi e Guido Scutari, per affrontare le questioni legate alla situazione studentesca. Lincontro era stato chiesto dopo gli arresti disposti dalla magistratura torinese per gli incidenti avvenuti in occasione del G8 dellUniversità. Mentre sul fronte delle indagini mancano sempre allappello due dei destinatari padovani dei provvedimenti - uno risulta irreperibile, mentre laltro risulta partito alcuni giorni fa per lIran, sua terra dorigine - nel tardo pomeriggio si è svolto un sit-in di protesta davanti al carcere. A Padova, secondo quanto risulta, dovrebbe essere ancora trattenuto Massimiliano Gallob, detto Max, leader del centro sociale patavino Pedro, arrestato dalla Digos in esecuzione di uno dei provvedimenti emessi dal Gip di Torino. Lassociazione giuristi democratici di Napoli ha dichiarato: "Gli arresti di 21 studenti e attivisti per le manifestazioni del G8 dellUniversità di Torino è un evidente meccanismo di repressione a orologeria in vista del G8 dellAquila". Nel comunicato dei giuristo si legge ancora: "È la prima volta in Italia che si arresta per resistenza e lesioni per una manifestazione svoltasi oltre due mesi fa quindi senza la caratteristica della flagranza e con una motivazione di prevenzione (la reiterazione del reato). In sostanza almeno uno degli studenti, Egidio Giordano, attivista e studente di Scienze Politiche a Napoli è stato arrestato dopo aver partecipato alla fiaccolata dei cittadini dellAquila che, dopo tre mesi, rientravano nel centro storico della città. È chiaro che laffermazione che gli arrestati o taluni di essi fossero "pericolosi socialmente" per aver partecipato ad altre manifestazioni è inquietante. In particolare la pericolosità sociale di Egidio gli viene attribuita per aver partecipato alle manifestazioni contro la discarica di Chiaiano. La pericolosità di Egidio è dunque quella di essere nato a Napoli-Nord". A lAquila Enrico Ciccozzi, esponente di Epicentro solidale, ha annunciato una manifestazione definendola "una marcia che include, coinvolge le persone". Liniziativa è organizzata da varie sigle del movimento No Global e si svolgerà venerdì da Paganica a LAquila. E, soprattutto, sarà "uniniziativa di apertura al territorio, ai movimenti, alla popolazione, per rispondere a chi in questi giorni ha creato terrorismo dipingendoci come dei provocatori". Cicozzi ha sottolineato che "da parte dei promotori della manifestazione non cè alcuna volontà di provocare e di creare il benchè minimo problema. Ci rendiamo conto del contesto in cui ci muoviamo, a noi - ha spiegato - interessa soltanto incontrare le realtà sul territorio e sensibilizzare su diritti come lavoro e la casa. La stessa scelta del percorso - lungo la statale, fuori dal centro cittadino, lontano dalla zona rossa - è la riprova delle nostre intenzioni". Rdb-Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale, aderendo alliniziativa di Epicentro solidale hanno sostenuto che il governo "cerca di trasformare la tragedia degli aquilani in una gigantesca speculazione edilizia". "Per noi - hanno dichiarato Mario Frittelli (Rdb-Cub) ed Ettore DIncecco (Cobas) - la marcia, assolutamente pacifica, ha un significato particolare, in quanto riconnette le problematiche locali alla crisi più generale e alle scelte scellerate prese dai Paesi del G8?. Secondo i sindacati, il G8 nel capoluogo abruzzese è "un tentativo del governo Berlusconi di usare il terremoto e le disgrazie della popolazione aquilana per tentare di impedire le legittime proteste contro il vertice e contro la gigantesca truffa della ricostruzione affaristica", oltre a essere un modo "per deprimere la crescente protesta degli aquilani". I promotori delliniziativa vogliono sottolineare "lopposizione alle logiche del G8, che poi sono le stesse che hanno ispirato la ricostruzione allAquila: scelte verticistiche e imposte alla popolazione, con soldi impiegati in opere inutili". Per le strade del capoluogo abruzzese, sempre ieri, un uomo di nazionalità giapponese con indosso un kimono ha attraversato da solo e a piedi le vie della città al suono di un piccolo tamburo. Luomo portava con sè uno striscione in stoffa caratterizzato da alcuni ricami e con le scritte in inglese e in italiano: "Pace fraternità e armonia Summit 2009 lAquila". 8 luglio 2009 - La Gazzetta dello Sport IL ROGO DELLA STAZIONE Viareggio - Leonardo ha ricevuto in ospedale la visita di
un nonno speciale e gli ha consegnato un disegno: campeggia un cielo, e su due nuvolette
ci sono due bambini. Quel nonno si chiama Giorgio Napolitano, che dice: «Leonardo ancora
non sa esattamente di aver perso la madre e i due fratellini e che il padre è gravemente
ustionato, però... ha capito». Leonardo è il superstite e allo stesso tempo la vittima
dellincidente alla stazione ferroviaria di Viareggio, avvenuto nella notte tra il 29
e il 30 giugno. Ieri la città toscana ha dato lultimo saluto a 15 delle 22 persone
che non ce lhanno fatta, sopraffatte dalle fiamme. 8 luglio 2009 - La Nazione In ballo il business del trasporto
pubblico urbano MASSA CARRARA NEW CO., business plan... «Ci si riempie la bocca con termini inglesi ma la sostanza è poca», parola di sindacati in guerra dopo aver appreso dal nostro articolo dell'1 luglio dell'esistenza di un business plan della così detta new company che Cat spa costituirà con Ctt srl e Atc spa per gestire il trasporto pubblico urbano nella nostra provincia per i prossimi 4 anni. Rsu Cat, Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Cub affidano a un comunicato i loro malumori: «Più volte spiegano la Rsu ha chiesto copia del piano industriale della nuova società» ma le informazioni i sindacati le hanno avute solo dal nostro giornale. «Il cda di Cat riferiscono afferma che quanto apparso sulla stampa non rappresenta il contenuto del piano industriale ma alla richiesta di una smentita ufficiale si è dichiarato indisponibile». Insomma: i dati da noi riferiti sono ciò con cui i sindacati possono misurarsi. E dunque quei dati commentano, con una premessa: i piani industriali del Cat si sono sempre rivelati «libri dei sogni» e «il risanamento dell'azienda da sempre è stato effettuato sulla pelle degli utenti... e non solo». PRIMO DATO del business plan della New Co.: Cat ha "un livello particolarmente basso di passeggeri". I sindacati ironizzano sull'acume di chi si accorge che manca utenza: «Ma da cosa pensano che possa dipendere?», chiedono. E rispondono: tagli ai servizi, servizi non capillari, frequenze e orari non consoni alle esigenze di mobilità dei cittadini e mancanza di efficienza, affidabilità e sicurezza del servizio, causata anche dalla «distruzione della precedente organizzazione del lavoro». Una situazione utile solo a giustificare «la riduzione di organico (meno lavoro, meno personale) e il massiccio ricorso al precariato e allo straordinario», pratica che anche la New.Co. sembra voler utilizzare. Nel business plan si nota che «il costo medio del personale Cat è basso (32mila euro annui) e scrivono i sindacati il numero degli addetti è di conseguenza insufficiente, visto il tipo di contratti a termine esclusivamente part time». Eppure «si dichiara che esistono ancora "margini per l'incremento della produttività" con il taglio di 18 dipendenti, la nuova riorganizzazione dei turni di lavoro, l'incentivazione degli straordinari e un ancor più pressante ricorso ai contratti a termine». La nuova società sarà formata da Cat, Ctt (che raggruppa Cap, Copit, Clap, Atp e Atl) e Atc : «Non potrebbe chiedono i sindacati prefigurarsi un attacco alle maestranze non del Cat, già duramente provate da risanamenti non contrastati, ma ai diritti dei lavoratori di tutte le altre aziende consociate?». Quanto all'efficienza del servizio che sarà erogato dalla New Co., secondo i sindacati la gara precedente (quella vinta dal solo Cat che poi rescisse il contratto) «con un valore economico inferiore all'attuale offriva un numero di servizi superiore. Oggi si prevedono tagli ai servizi e agli organici, oltre all'azzeramento dei diritti dei lavoratori, e aumento delle tariffe: qualcuno spiegherà come si potrà raggiungere l'aumento dei 2% dei passeggeri previsto per il primo anno della New Co.». I SINDACATI chiudono con una valutazione sul bilancio Cat, da poco approvato: «Non sono previste entrate, se non quelle dovute. Le uniche voci attive sono date da taglio dei posti in organico e contrazione delle spese di manutenzione, mentre aumentano le uscite per il costo dell'apparato dirigente». Questo in attesa che venga nominato il cda della nuova società, che avrà 5 membri oltre al collegio dei revisori, mentre, ovviamente, resteranno gli amministratori di Cat spa. 8 luglio 2009 - Varese news "La lotta paga". Dopo 30
giorni di protesta in sei riammessi al lavoro Vergiate - I sei lavoratori della cooperativa Auto Mot Service ce lhanno fatta. La loro lotta e le proteste sono durate trenta giorni, ma alla fine la cooperativa che lavora per conto dellAgusta Westland ed il Consorzio Gam hanno firmato laccordo, ritirando licenziamenti e trasferimenti, riconoscono il livello adeguato alle mansioni svolte, rispetto delle norme sulla sicurezza, differenze retributive arretrate e rimborso delle giornate in sciopero. Una "vittoria" ottenuta dopo un mese di presidi costanti, sotto il sole e con la pioggia, per chiedere più che altro sicurezza e rispetto delle regole: Luca Papasergio, Marco Da Cengio, Massimo Palazzo, Antonio De Mare, Alberto Vanetti e Alessio Lentini, operai tra i 23 e i 42 anni, soci lavoratori della Auto Mot Service che preparano kit per Agusta e per altre ditte esterne, possono tornare a lavorare nel reparto magazzino automatizzato dello stabilimento di Vergiate. Le aziende coinvolte hanno alla fine deciso di attivare una seria trattativa con il sindacato Cub che ha definito con accordo sindacale, la risoluzione dei problemi sullappalto e laccoglimento delle loro giuste rivendicazioni. «I 6 eroi di Vergiate hanno dimostrato che la lotta paga spiegano i rappresentanti sindacali del Cub -, non si sono arresi davanti ai trasferimenti forzati, non si sono arresi davanti ai licenziamenti, non si sono arresi davanti alle minacce di denuncia per occupazione di suolo privato, hanno reso evidente la loro condizione di precari usa e getta volantinando e raccogliendo solidarietà da tutti, fino alla vittoria. Hanno resistito e reso dignitose le loro condizioni di lavoro, nulla gli è stato regalato ma hanno dovuto conquistarsi il rispetto dovuto, dimostrando con la tenacia il valore delle proprie rivendicazioni. Vogliamo quindi ringraziare tutti coloro che hanno dimostrato la propria solidarietà: colleghi, cittadini di Vergiate, militanti della Cub e tutti coloro che hanno dato sostegno alla loro lotta, anche soltanto fermandosi a parlare e sostenere i lavoratori durante il presidio. Auspichiamo che in futuro anche i sindacati confederali solidarizzino e sostengano le lotte dei lavoratori considerando il merito delle questioni, senza considerare ladesione al sindacalismo di base motivo di emarginazione». 8 luglio 2009 - L'Eco del Chisone Accordo su chiusura Tekel Roletto - È stato raggiunto l'accordo tra sindacati e la società Tekel Instruments Srl di Roletto sul trattamento economico della trentina circa di lavoratori dell'azienda messa in liquidazione il mese scorso. Secondo quanto stabilito nel documento, sottoscritto dai rappresentanti sindacali di Fim-Cisl Enrico Tron e Giovanni Zungrone della Flmu-Cub, i lavoratori riceveranno dall'azienda 5.600 euro quale acconto all'integrazione del Tfr e a transazione generale per la rinuncia ad impugnare la risoluzione del rapporto di lavoro. Inoltre i dipendenti verranno collocati per un anno in cassa integrazione straordinaria. 7 luglio 2009 - Adnkronos TRASPORTI: CUB-SDL, SCIOPERO E' AZIONE LOTTA PER SICUREZZA LAVORATORI Roma, 7 lug.(Adnkronos) - "Lo sciopero, indetto nella giornata delle esequie delle vittime di Viareggio, e' un'azione di lotta contro questa strage e contro la mancanza di reali e concreti controlli nell'ambito della sicurezza dei lavoratori e degli utenti". Cosi' Cub e Sdl intercategoriale spiegano i motivi dello sciopero generale dei Trasporti proclamato per oggi. "La tragedia di Viareggio, quelle del trasporto aereo degli ultimi mesi, i frequenti ''incidenti'' nel trasporto marittimo ed in quello su strada, dimostrano che anche in questo settore le liberalizzazioni e le privatizzazioni hanno prodotto un maggiore sfruttamento dei lavoratori e dei mezzi, determinando un aumento degli incidenti e delle morti sul lavoro. Tutto cio' accompagnato da una parte da maggiori profitti e dall'altra da un servizio sempre meno attento ai passeggeri", spiegano i sindacati che sollecita "la necessaria repressione nei confronti di non rispetta le regole sulla sicurezza e gli indispensabili controlli sui mezzi e sulle condizioni di lavoro" da sommarsi a nuove regole, piu' stringenti "e meno permeabili dagli interessi delle aziende e del profitto". La protesta di oggi prevedeva, per il trasporto ferroviario, 4 ore di sciopero dalle 10.00 alle 14.00; per il trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica, 4 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite; per il trasporto aereo, 1 ora di sciopero dalle ore 10.00 alle ore 11.00; per il Trasporto Marittimo, 1 ora di sciopero all'inizio di ogni partenza. BOLOGNA: GIORNATA DI MOBILITAZIONE E SCIOPERODEI LAVORATORI DEL CUP 2000 Bologna, 7 lug. - (Adnkronos) - Giornata di mobilitazione con sciopero e volantinaggio all'utenza in tutti i punti di prenotazione del Cup 2000 di Bologna. Questa mattina, con replica nel primo pomeriggio, i lavoratori del Cup 2000 incrociano le braccia per una ora. All'origine dell'iniziativa la decisione del sindacato Rdb/Cub di sostenere la richiesta dell'assemblea dei lavoratori di una «giornata di denuncia delle politiche del personale e per protestare contro le numerose azioni disciplinari che l'azienda ha attuato nei confronti di parecchi operatori Cup». «Questa giornata - ricorda Luigi Marinelli di Rdb/Cub - si inserisce nella più generale vertenza sul riconoscimento di migliori condizioni contrattuali e migliori condizioni di lavoro». La Rdb/Cub fanno anche sapere di avere inviato una richiesta di incontro ai soci pubblici tra i quali il neo sindaco Flavio Delbono. LAZIO: COTRAL, OGGI SCIOPERO DI 4 ORE PERSONALE DI MOVIMENTO Roma, 7 lug. - (Adnkronos) - "A seguito dell"adesione della segreteria provinciale Sdl allo sciopero indetto dalle OO.SS. Nazionali Cub Trasporti, Sdl intercategoriale e Confederazione Cobas, oggi il personale di Movimento si asterra' dalle prestazioni lavorative dalle ore 20,30 alle ore 00,30". Lo comunica la Cotral in una nota . "I bus extraurbani - riferisce - sospenderanno le corse dai capolinea dalle ore 20,30 alle ore 00,30 per riprendere il lavoro al termine dello sciopero con partenze dei bus dalle rimesse di appartenenza. Il personale addetto alla verifica - sottolinea Cotral - sospendera' il servizio alle ore 20,30 a fine turno. Per tutti i lavoratori degli uffici, degli impianti fissi e per tutto il personale non indicato, lo sciopero avverra' per tre ore di fine turno". "Sono esclusi dallo sciopero - conclude la nota - gli addetti ai centralini telefonici ed ai servizi di sicurezza, i guardiani, gli addetti alla portineria, gli ingegneri centrali, i capi tecnici centrali e i capi movimento centrali". 7 luglio 2009 - Omniroma G8, A PIAZZA BARBERINI STRISCIONI E BUSTI DI CARTONE (OMNIROMA) Roma, 07 lug - «Basta morire uccisi dal lavoro e dall'indifferenza». Questo lo striscione centrale utilizzato nel presidio contro il G8 organizzato a piazza Barberini. I manifestanti si vanno radunando sulla piazza completamente presidiata dalle forze dell'ordine. Tutte le strade d'accesso alla piazza sono bloccate, da via Nazionale a via Veneto, ad eccezione di via Barberini al momento ancora aperta alla circolazione. Tra gli striscioni esposti dai manifestanti, oltre a bandiere rosse dei Cobas e delle RdB, una decina di busti di cartone a forma di uomo, con le scritte: «Voi G8, noi uccisi dal lavoro e dalla precarietà» e «Gli assassini vestono sempre di bianco e restano impuniti: basta morti sul lavoro». Sulla fontana al centro della piazza è stato posizionato lo striscione :«Viareggio + morti lavoro: stragi di stato». 7 luglio 2009 - Ansa G8: COBAS; MARCIA 10/7,NO SPECULAZIONE EDILIZIA SU TERREMOTO (ANSA) - PESCARA, 7 LUG - Il governo «cerca di trasformare la tragedia degli aquilani in una gigantesca speculazione edilizia». Lo pensano Rdb-Cub, Cobas e Sdl Intercategoriale che, insieme all'associazione Abruzzo Solidale, hanno organizzato per il prossimo 10 luglio una marcia, all'Aquila, per esprimere contrarietà al G8 e manifestare solidarietà alle popolazioni aquilane colpite dal sisma del 6 aprile. Il corteo partirà alle 14 dalla stazione della frazione aquilana di Paganica per concludersi ai giardini comunali dell'Aquila. «Per noi - dichiarano Mario Frittelli (Rdb-Cub) ed Ettore D'Incecco (Cobas) - la marcia, assolutamente pacifica, ha un significato particolare, in quanto riconnette le problematiche locali alla crisi più generale e alle scelte scellerate prese dai Paesi del G8». Secondo i sindacati, il G8 nel capoluogo abruzzese è «un tentativo del governo Berlusconi di usare il terremoto e le disgrazie della popolazione aquilana per tentare di impedire le legittime proteste contro il vertice e contro la gigantesca truffa della ricostruzione affaristica», oltre a essere un modo «per deprimere la crescente protesta degli aquilani». SCIOPERI: FS; SU TRENI NO DISAGI, HA ADERITO 0,3% FERROVIERI (ANSA) - ROMA, 7 LUG - È stata «bassissima» l'adesione dei ferrovieri allo sciopero proclamato oggi dai sindacati di base (SdL, CUB Trasporti e Cobas) adducendo questioni relative alla sicurezza ferroviaria. Lo rende noto Ferrovie dello Stato. «Lo sciopero - afferma Fs - ha infatti registrato solo la partecipazione dello 0,3% del personale non comportando, come previsto e annunciato dall'azienda, alcuna ripercussione sulla circolazione dei treni». SCIOPERI: STOP TRASPORTI CUB-COBAS-SDL; VOLI OK A FIUMICINO (ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 7 LUG - Lo sciopero generale dei trasporti indetto per oggi dai sindacati del Patto di Base, Cub, Confederazione Cobas e Sdl Intergategoriale per protestare contro la strage di Viareggio e soprattutto contro la mancanza di reali e concreti controlli nell'ambito della sicurezza dei lavoratori e degli utenti, non ha provocato particolari disagi nell'aeroporto di Fiumicino. Le modalità dello sciopero prevedevano un'ora di stop, dalle 10 alle 11, nel trasporto aereo. Nella fascia oraria interessata dall'agitazione, al Leonardo da Vinci partenze e arrivi si sono svolti in modo pressochè regolare. 7 luglio 2009 - Asca G8: 27 FERMI A ROMA DOPO INCIDENTI. MANIFESTAZIONE A LA SAPIENZA(ASCA) - Roma, 7 lug - Vengono confermati dalla Questura di Roma i 27 fermi di Polizia avvenuti nella tarda mattinata di oggi dopo che alcune persone, in zona Ostiense, hanno messo in atto ''azioni dimostrative'' dando fuoco ad alcuni pneumatici e cassonetti della spazzatura. Tutto questo mentre a L'Universita' La Sapienza di Roma e' in corso un corteo interno che si sta spostando nelle varie facolta' per terminare al Rettorato ancora occupato dagli studenti dell'Onda dopo i 21 arresti di ieri per i disordini scoppiati durante il G8 dell'Universita' a Torino nel maggio scorso. Il movimento No G8 che si ritrovera', insieme alle sigle dei Cub e dei Cobas, questo pomeriggio in piazza Barberini, promette, intanto, ancora ''azioni di protesta fulminea'' in varie zone della capitale contro l'arrivo delle delegazioni straniere. ''Si tratta - dice all'ASCA uno dei responsabili dell'Onda - per lo piu' di azioni improvvise e non annunciate come il blocco, per quindici minuti dell'A24 (l'autostrada che unisce Roma a L'Aquila), o di arterie stradali di Roma''. 7 luglio 2009 - Apcom Apc-Trasporti/ Sdl, Cobas e Cub: In
corso sciopero per la sicurezza Roma, 7 lug. (Apcom) - E' in corso lo sciopero generale dei Trasporti a difesa di lavoratori e cittadini proclamato dai sindacati del Patto di Base-Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale. Lo sciopero, si legge in una nota, è stato indetto nella giornata delle esequie delle vittime di Viareggio, ed è un'azione di lotta contro questa strage e contro la mancanza di reali e concreti controlli nell'ambito della sicurezza dei lavoratori e degli utenti. Per il Patto di Base la tragedia di Viareggio, quelle del trasporto aereo degli ultimi mesi, i frequenti 'incidenti' nel trasporto marittimo ed in quello su strada, dimostrano che anche in questo settore le liberalizzazioni e le privatizzazioni hanno prodotto un maggiore sfruttamento dei lavoratori e dei mezzi, determinando un aumento degli incidenti e delle morti sul lavoro. Tutto ciò accompagnato da una parte da maggiori profitti e dall'altra da un servizio sempre meno attento ai passeggeri. Il Patto di Base, si legge ancora, rivendica che, alla necessaria repressione nei confronti di non rispetta le regole sulla sicurezza ed agli indispensabili controlli sui mezzi e sulle condizioni di lavoro, debbano sommarsi nuove regole, più stringenti e meno permeabili dagli interessi delle aziende e del profitto. Queste le modalità dello sciopero: nel trasporto ferroviario: 4 ore di sciopero dalle ore 10 alle ore 14; nel trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: 4 ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite; nel trasporto aereo: un'ora di sciopero dalle ore 10 alle ore 11; nel trasporto marittimo: un'ora di sciopero all'inizio di ogni partenza. Trasporti; Oggi sciopero per la sicurezza, 4 ore per i treniUn'ora di astensione per aerei e traghetti Previsti disagi oggi nel settore dei trasporti per lo sciopero generale indetto dai sindacati del Patto di Base, Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale, per, si legge in una nota, "protestare contro la strage di Viareggio e soprattutto contro la mancanza di reali e concreti controlli nell'ambito della sicurezza dei lavoratori e degli utenti. E' quindi un'azione di lotta che intende tutelare sia i lavoratori, sia gli utenti". Queste le modalità dello sciopero: trasporto ferroviario: quattro ore dalle ore 10 alle ore 14; trasporto pubblico locale e trasporto merci e logistica: quattro ore nel rispetto delle fasce protette localmente definite, che saranno comunicate singolarmente. trasporto aereo: un'ora di sciopero dalle 10 alle 11; trasporto marittimo: un'ora all'inizio di ogni partenza. Secondo i sindacati, "la tragedia di Viareggio, quelle del trasporto aereo degli ultimi mesi, i frequenti incidenti nel trasporto marittimo, in quello su strada e nel trasporto pubblico locale, dimostrano che anche in questo settore le liberalizzazioni e le privatizzazioni hanno prodotto un maggiore sfruttamento dei lavoratori e dei mezzi e che ciò sta producendo un aumento degli incidenti e delle morti sul lavoro". "Tutto ciò - prosegue la nota - accompagnato da una parte da maggiori profitti e dall'altra da un servizio sempre meno attento ai passeggeri. Se accadono ripetutamente e costantemente tragedie di questo tipo vuol dire che o le norme esistenti non vengono fatte rispettare, o che le norme europee e quelle nazionali sulla tutela della sicurezza evidentemente non sono sufficienti ed adeguate. A noi - sostengono le varie sigle - sembra più plausibile che tali ipotesi si sommino e che alla necessaria repressione su chi non rispetta le regole sulla sicurezza, agli indispensabili controlli su mezzi e sulle condizioni di lavoro, debbano sommarsi nuove regole, più stringenti e meno permeabili dagli interessi delle aziende e del profitto". 7 luglio 2009 - Radio Città Aperta Roma: blocchi stradali e
manifestazioni contro il G8 e la repressione. Dopo l'occupazione del rettorato de La Sapienza a
partire da mezzogiorno di ieri, gli studenti e le studentesse dell'Onda hanno deciso ieri
sera di rimanere allinterno dellaula del senato accademico per tutto la notte
e questa mattina hanno sfilato in centinaia in corteo per la cittadella universitaria,
chiedendo la libertà per gli arrestati. Nonostante la fortissima militarizzazione della
Sapienza gli studenti non hanno rinunciato alla loro manifestazione e poco dopo le 12 sono
usciti dalla Città universitaria bloccando Via de Lollis. Ma quando i manifestanti,
arrivati da via de Lollis, stavano tentando di arrivare a piazzale Aldo Moro, dove c'è
l'entrata principale dell'ateneo capitolino, delle camionette della Guardia di Finanza
sono piombate a folle velocità sui ragazzi nel tentativo di sbarrar loro la strada. Uno
dei mezzi ne avrebbe tamponato un altro e i manifestanti secondo le autorità avrebbero
colpito una camionetta con calci e pugni. Mentre piazzale Aldo Moro è presidiato da
polizia e carabinieri in assetto antisommossa il corteo composto è rientrato alla
Sapienza. Dalle 15 mentre studenti e attivisti raggiungono la città universitaria dalle
varie zone della città si sta tenendo una conferenza stampa alla Sapienza sui fatti
gravissimi di questa mattina. 7 luglio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
25 - Anno VI In questo numero: * Uso illecito della carta di credito Enea, dura condanna della Corte dei conti* La parola d'onore dopo 30 anni scade * L'asta va deserta. E' salvo per ora l'ex Osservatorio * La tassa sulle malattie abolita solo per pochi * Il ministro Brunetta riscrive la statistica * Newsletter dell'Anpri, notizie in differita * Il Cnr non c'entra con la pubblica sicurezza * Atti amministrativi, ridotti i tempi di emanazione 7 luglio 2009 - EPolis I SINDACATI DI BASETrasporti, oggi stop per Viareggio Uno stop dei trasporti, oggi, per lo sciopero generale indetto dai sindacati del Patto di Base, Cub, Confederazione Cobas e Sdl. I motivi della protesta del sindacato riguardano lo spaventoso incidente di Viareggio e la mancanza di concreti controlli della sicurezza. «La tragedia di Viareggio, quelle del trasporto aereo, i frequenti incidenti nel trasporto marittimo e su strada dimostrano purtroppo che anche in questo settore le liberalizzazioni e le privatizzazioni hanno prodotto un maggiore sfruttamento dei lavoratori e dei mezzi», dicono i sindacati. 7 luglio 2009 - Leggo Trasporti: le organizzazioni sindacali Cobas, Sdl e Cub/Rdb... Trasporti: le organizzazioni sindacali Cobas, Sdl e Cub/Rdb
hanno indetto uno sciopero generale "sulla strage di Viareggio". 7 luglio 2009 - Il Messaggero Veneto TRASPORTI I sindacati di base hanno proclamato per oggi lo sciopero generale dei trasporti. Orari e modalità diverse a seconda del settore, in questa occasione, con 4 ore per il settore ferroviario, dalle 10 alle 14; una per quello aereo, dalle 10 alle 11; una per quello marittimo, da effettuarsi allinizio di ogni partenza. Le tre maggiori organizzazioni sindacali di base, Cub, Sdl e Cobas, hanno indetto lo sciopero dopo la tragedia di Viareggio «a difesa della sicurezza e dellincolumità dei lavoratori e dei cittadini utenti che non possono rischiare o perdere la vita» per ragioni che attengono la sicurezza. I sindacati: poco personale e treni
usurati UDINE - Riduzione del personale, mezzi di trasporto usurati e precarie condizioni di sicurezza. Lallarme, anche dopo i fatti di Viareggio, lo lanciano le sigle di sindacali di base Cub, Cobas e SdL Intercategoriale, indicendo oggi uno sciopero generale dei trasporti in Friuli Venezia Giulia. Per alcune ore i principali mezzi di trasporto (ferrovie, aerei, navi, mezzi urbani) saranno fermi. Lo sciopero ha spiegato Willy Puglia, coordinatore regionale della Cub-Rdb Trasporti, «è indetto a difesa della sicurezza e dellincolumità dei lavoratori e dei cittadini utenti dei trasporti che non possono rischiare o perdere la vita per motivazioni che hanno a che vedere con la mancanza o la carenza di controlli e di misure atte a rendere massima la tutela della sicurezza». Nel dettaglio il settore ferroviario sciopererà 4 ore dalle 10 alle 14; il trasporto aereo 1 ora di sciopero dalle 10 alle 11; il trasporto marittimo 1 ora di sciopero allinizio di ogni partenza. Il trasporto pubblico locale e il trasporto merci e logistica 4 ore nel rispetto delle fasce protette. A Udine il servizio urbano e extraurbano sarà fermo dalle 17.30 alle 21.30; a Pordenone il servizio urbano dalle 9 alle 13 e quello extraurbano dalle 8.30 alle 12.30; A Gorizia il servizio urbano e quello extraurbano si fermeranno dalle 17.30 alle 21.30. Il personale interno sciopererà nelle ultime 4 ore di servizio. Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha evidenziato Puglia sta portando avanti «unopera di ristrutturazione aziendale volta a diminuire i costi e aumentare i ricavi al fine supremo di ottenere degli utili». Puglia ha criticato aspramente «lintroduzione dellagente solo», ovvero di un solo macchinista, che «oltre a non garantire il soccorso in caso di malore al personale, creerebbe le condizioni per ledere fortemente anche la salute dei viaggiatori e degli altri dipendenti di Trenitalia presenti a bordo del treno». Puglia fa un esempio: «In caso di malore del solo agente di guida, infatti, da regolamento è previsto che il capotreno presente sul convoglio provveda nel minor tempo possibile ad immobilizzare il convoglio e allo stesso tempo a staccare lalimentazione del treno stesso, cose che comporterebbero come primissimo effetto lo spegnimento istantaneo della climatizzazione a bordo, e successivamente la perdita del controllo della chiusura delle porte». Ma in questo modo, ha sottolineato Puglia, «i viaggiatori sarebbero sequestrati sul materiale rotabile, fermo chissà dove e chissà per quanto tempo, privi della climatizzazione e liberi di uscire dalle porte scendendo sui binari con i rischi che è facile intuire». Puglia lancia anche un altro dato allarmante: circa il 20% dei sistemi blocco-porte dei treni in circolazione in regione sarebbero in avaria «mettendo a rischio lincolumità dei passeggeri».(s.s.) 7 luglio 2009 - La Nuova Venezia ACTV Oggi tre ore di sciopero Venezia - Possibili disagi, oggi, per i passeggeri Actv, a causa di uno sciopero di 3 ore proclamato dal sindacato Cub Trasporti, in segno di solidarietà con le vittime dellincidente ferroviario di Viareggio e per chiedere sicurezza per lincolumità di lavoratori e utenti dei trasporti. Per quanto riguarda vaporetti ed autobus, lagitazione si svolgerà tra le 12 e le 15, mentre il personale di uffici e biglietterie si asterrà nelle ultime tre ore del turno. 7 luglio 2009 - Il Resto del Carlino TRASPORTI Bologna - Oggi sciopero di quattro ore del personale Atc. La protesta è stata proclamata a livello nazionale da Cub, Cobas e Sdl a seguito della tragedia ferroviaria di Viareggio, e per il personale viaggiante di Atc, si svolgerà dalle 12.30 alle 16.30. In questa fascia oraria, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Funzioneranno invece le attività di rilascio di contrassegni e vetrofanie per la Ztl nei consueti orari di apertura degli sportelli. 7 luglio 2009 - La Gazzetta di Reggio Cub in sciopero, fermi treni e bus Reggio E. - Oggi sarà problematico usare i mezzi pubblici
a causa dello sciopero di quattro ore indetto dai sindacati dei trasporti della
Confederazione unitaria di base per protesta contro le carenze del sistema ferroviario che
hanno reso possibile il disastroso incidente avvenuto nei pressi della stazione di
Viareggio. Lagitazione riguarda tutti i collegamenti con modalità diverse. Nella
nostra provincia il personale viaggiante degli autobus e dei treni del trasporto pubblico
locale è invitato a fermarsi dalle 17,30 alle 21,30. Subiranno soppressioni, quindi, le
linee su gomma di Autolinee dellEmilia, Trasporti Integrati e Logistica e ex-Orfeo,
nonchè i convogli delle Ferrovie dellEmilia-Romagna sulle linee Reggio-Sassuolo,
Reggio-Ciano, Reggio Guastalla e Parma Suzzara. Lo sciopero avverrà invece nelle ultime
quattro ore del turno di lavoro per agli addetti agli impianti fissi (uffici ed officina)
di Ae, Til, Act e Fer (Dinazzano Po). La direzione dellAct comunica che, per
esigenze organizzative, si potranno avere ripercussioni anche sulle corse immediatamente
precedenti o successive. In quanto alle Ferrovie dello Stato, lo sciopero è previsto
dalle ore 10 alle 14. 7 luglio 2009 - La Nuova Ferrara Oggi sciopero di 4 ore nel settore trasporti Ferrara - E stato proclamato per la giornata odierna uno sciopero a livello nazionale di 4 ore da parte delle organizzazione sindacali Cub Cobas, Sdl dalle 12.30 alle 16.30 nel settore dei trasporti che rigurada in particolare i bus. Per tutta la durata dello sciopero di potranno verificare dei disagi per lutenza sui servizi urbani ed extraurbani del bacino di Ferrara. I motivi dello sciopero sono legati alla strage di Viareggio per rivendicare maggiore sicurezza nei trasporti. 7 luglio 2009 - La Nazione Firenze. UNA nuova giornata rovente
sul fronte Ataf... Firenze - UNA nuova giornata rovente sul fronte Ataf. L'assessore comunale alle partecipate, Angelo Falchetti, incontrerà il direttore generale Filippo Allegra, per discutere di licenziamento, buonuscita e premi ai dirigenti. Il faccia a faccia potrebbe trasformarsi anche in uno scontro. Da una parte Allegra, che, oltre al risarcimento per essere stato liquidato anzitempo, chiederà i danni di immagine. Dall'altra il neoassessore, che cercherà in tutti i modi di elargire meno soldi possibile a chi ha gestito fino ad oggi un'azienda che ha chiuso il bilancio 2008 con un deficit sui 3 milioni di euro. Un'altra patata bollente è quella che tiene tra le mani Matteo Renzi. Oggi proverà a placare gli animi degli otto Comuni soci di minoranza di Ataf, che non hanno gradito il suo decisionismo. Avvertiti dell'azzeramento dei vertici solo a cose fatte, hanno chiesto e già ottenuto la contropartita. I due membri del cda, che affiancheranno Filippo Bonaccorsi, destinato alla presidenza di Ataf ma anche ad accentrare su di sé tutte le deleghe in possesso dell'attuale direttore generale, saranno espressione dei Comuni di Scandicci e Sesto. L'ufficializzazione del nuovo cda è prevista per venerdì 10 luglio, al termine dell'assemblea dei soci. Nel frattempo, proprio per arrivare all'appuntamento con le idee chiare, Renzi incontrerà i sindaci degli altri Comuni. Le polemiche in Ataf non sembrano destinate ad esaurirsi in breve tempo. Mirko Dormentoni, neoconsigliere comunale e responsabile unico di procedimento, del bando di gara per l'affidamento del servizio del tpl, si scrolla di dosso ogni ipotesi di incompatibilità. «Non capisco che incompatibilità ci possa essere», dichiara. «Quando si tratterà di trasporto pubblico locale in consiglio, io non parteciperò a discussioni e votazioni in merito». Contro Dormentoni la sinistra di opposizione, che ieri ha incontrato i sindacati, continua, invece, a puntare il dito. «La riorganizzazione del tpl non è affare esclusivo di sindaci e presidenti» polemizzano Andrea Calò, capogruppo di Rifondazione Comunista in Provincia e Tommaso Grassi, consigliere comunale Verdi-Lista Spini, riferendosi al sindaco Renzi e al presidente della Provincia Andrea Barducci e promettendo, al più presto, di presentare in merito un ordine del giorno nei rispettivi consigli. Intanto, i cittadini dovranno oggi fare i conti con un altro sciopero degli autobus e venire a capo delle deviazioni di alcune linee. Stasera, dalle 21 e fino al termine di servizio, la circolazione dei mezzi Ataf non è garantita a causa dello sciopero generale dei trasporti proclamato da Cobas, Sdl, Rdb-Cub, a fronte «dei gravissimi fatti avvenuti a Viareggio». Per consentire l'esecuzione dei lavori di manutenzione del lastrico di piazza Duomo, che dureranno circa due mesi, le linee 14, 23 e 71 subiranno deviazioni a partire dalle 9 di stamani. Coinvolta anche la linea turistica CitySightseeing, che sarà deviata sull'itinerario della linea 14. 7 luglio 2009 - Il Gazzettino Niente bus e vaporetti per lo sciopero dei Cub oggi dalle 12 alle 15 Venezia - Giornata di passione per i pendolari.
Lorganizzazione sindacale Cub Trasporti ha comunicato la proclamazione di uno
sciopero generale della durata di tre ore per oggi, martedì 7, per la difesa e
lincolumità dei lavoratori e dei cittadini utenti dei trasporti, a fronte dei
gravissimi fatti avvenuti a Viareggio. 7 luglio 2009 - La Repubblica Quattro ore di sciopero nei trasporti possibili stop e disagi per l´utenza Torino - Quattro ore di possibili stop e disagi nei trasporti pubblici - oggi, giornata dei funerali di Stato per la strage ferroviaria di Viareggio - per lo sciopero generale indetto da Patto di base, Cub, Confederazione Cobas e SdL intercategoriale. A Torino, informa Gtt, per il servizio urbano e suburbano (escluse le linee 43, 46b e 19) e per la metropolitana la fascia oraria interessata va dalle 17.45 e alle 21.45. Per i bus extraurbani, per le linee 43, 46b e 19 e per le ferrovie lo sciopero è in programma dalle 10.30 alle 14.30. Sarà assicurato, fa sapere sempre l´azienda trasporti, il completamento delle corse in partenza entro l´orario di inizio dell´agitazione. Nel settore aereo, servizi di terra, l´astensione dal lavoro sarà di un´ora. Viareggio, sotto accusa anche le
altre cisterne VIAREGGIO - I tecnici che hanno lavorato sulla scena del
disastro ferroviario avvenuto il 29 giugno alla stazione di Viareggio non hanno trovato
solo la vasta fenditura, o cricca, che ha determinato la rottura dell´asse del primo
carrello della prima cisterna del convoglio, provocandone il deragliamento, ma anche
alcune magagne in altri carrelli del treno. Problemi meno gravi, qualche elemento non
essenziale mancante all´interno di altre boccole, un patchwork di parti di provenienza
diversa assemblate fra loro. Segnali, comunque, di carenza di manutenzione. Segnali che,
dopo la fuoruscita del gpl e l´esplosione che ha fatto strage, allarmano l´opinione
pubblica, che teme il ripetersi di altri incidenti. «Una grande preoccupazione», che il
procuratore di Lucca Aldo Cicala ben comprende. Un allarme-sicurezza più volte lanciato
dai lavoratori. Oggi, in coincidenza con i funerali delle vittime di Viareggio, i
sindacati di base Cub, Cobas e Sdl hanno proclamato uno sciopero di alcune ore in tutti i
settori del trasporto. E ora l´Aquila teme l´invasione
antagonista L´AQUILA - Sul cancello, una bandiera rossa della Cgil.
Altre due sventolano alte nel prato oltre le tende. «Basta guardare queste bandiere per
capire perché dobbiamo stare in campana. Non vorremmo che qualcuno pensasse: ecco la
tendopoli giusta per andare a fare provocazioni». Una radio trasmittente nel giubbotto,
occhi attenti ad ogni movimento. Sandro Gambellini, 49 anni, dirigente nazionale dello Spi
Cgil, è alla tendopoli di Coppito per gestire questi «giorni particolari». 7 luglio 2009 - La Nuova Sardegna Il popolo degli sfrattati si
mobilita NUORO - Cè chi arriva dal Nuraghe, chi dalle
case di via Gonario Pinna, chi dagli ex parcheggi di viale Costituzione: il popolo degli
sfrattati raduna le proprie forze e insieme al sindacato Rdb-Cub promuove un picchetto
anti-sgombero che comincia alle 7.45 di ieri. Ma del temutissimo ufficiale giudiziario,
per tutto il giorno, nei mini appartamenti occupati da tempo in modo abusivo in viale
Costituzione, non si vede neppure lombra. 7 luglio 2009 - Corriere della Sera MOBILITA' DIFFICILE NELLA CAPITALE Roma - Giornata difficile oggi per i trasporti a Roma e nel
centro Italia, a causa delle manifestazioni anti-G8, delle misure di sicurezza per il
vertice e della possibile adesione dei conducenti di mezzi pubblici allo sciopero generale
dei trasporto indetto dai sindacati del Patto di Base, Cub, Confederazione Cobas e SdL
intercategoriale, per protestare contro la strage di Viareggio e contro la mancanza di
sicurezza per lavoratori e utenti. Sui viaggiatori pende anche il rischio di uno sciopero
dei distributori di carburante (dalle 19.30 del 7 alle 07.00 del 10 luglio), che tuttavia
potrebbe essere revocato dopo l'accordo raggiunto ieri tra governo e gestori. Varese Manifestazione e messaggio al
ministro dellInterno VARESE «Siamo gli angeli dellAbruzzo,
daccordo, ma gli straordinari chi ce li paga?». I vigili del fuoco sono in
subbuglio perché spiegano in fase di conversione in legge del decreto
Abruzzo sono state ritirate le risorse stanziate per uomini e mezzi. E i sindacati
lombardi hanno deciso di andare a manifestare a Varese, nella città del ministro Maroni,
provenienti da diverse province della Lombardia, principalmente la stessa Varese, Bergamo
e Milano. I pompieri si sono incontrati con il viceprefetto, spalleggiati
dallonorevole Daniele Marantelli del Pd. E intanto raccontano un lavoro quotidiano
con molte falle. I vigili del fuoco di Varese, ad esempio, spiegano che stanno ancora
aspettando gli straordinari dei Mondiali di ciclismo del 2008. Mezzi e strutture appaiono
non sempre a puntino. Ferdinando Mattei, vigile del fuoco di Malpensa del sindacato Rdb è
caustico: «La divisa che porto in questo momento ha un mese di vita ma è già rotta in
diversi punti racconta inoltre, negli ultimi anni abbiamo ricevuto diversi
mezzi difettosi, a partire dai generatori. A Malpensa, ad esempio, abbiamo due elicotteri
che non possono essere utilizzati». 7 luglio 2009 - Bari live Da questa mattina le forze
dell'ordine stanno cercando di eseguire Si sono rinchiusi nel centro di accoglienza Caps del San Paolo per opporsi allo sgombero. E ancora in corso la pacifica protesta di una quindicina di ospiti della struttura gestita dallo Sportello dei diritti Rdb-Cub di Bari. Questa mattina carabinieri e vigili urbani del Comune di Modugno (il centro si trova in Zona Cecilia di competenza del paese limitrofo al capoluogo pugliese) sono giunti sul posto per eseguire unordinanza di sgombero della sede. Davanti a loro lopposizione assolutamente pacata di una parte dei quaranta utenti, in buona parte composta da migranti, che si è rinchiusa allinterno dei locali in segno di protesta. Liter amministrativo dello sgombero, nato in seguito alla richiesta partita dal condominio sovrastante i locali di via Toscana, ha avuto il suo inizio a maggio. Con lavvicinarsi della data di oggi, però, cerano già stati contatti tra lassociazione gestore del centro e la Prefettura di Bari. "Venerdì 3 luglio", ci racconta Walter Di Nunzio, presidente dello Sportello dei diritti, che in quasi tre anni ha ospitato più di 1200 homeless in quel centro, "ho avuto modo di incontrare il dott. Latorre, in qualità di rappresentante del vice prefetto Bellomo, proprio per trovare un accordo su questa faccenda incresciosa". Di lì è partita la richiesta di un colloquio anche con il Comune di Bari, proprietario dei locali dati in concessione al Caps, che a sua volta li ha ceduti in comodato duso gratuito allassociazione dellRdb-Cub Bari dal 30 ottobre del 2006. "Il capo di gabinetto Vito Leccese", prosegue Di Nunzio, "ha esplicitamente chiesto il rinvio dellesecuzione dello sgombero per motivi di ordine pubblico, dato che quaranta persone, più altre trenta cui abbiamo firmato dichiarazione di ospitalità, si sarebbero trovate da un giorno allaltro per strada". Quindi, lintoppo o la dimenticanza burocratica. Da parte del Comune di Modugno non è partita alcuna richiesta di proroga alle forze dellordine, che questa mattina si sono presentate sul posto per portare a termine un compito ingrato quanto legittimo. "Noi chiediamo la sospensione di questa ordinanza", ha concluso Walter Di Nunzio, "anche solo per il semplice fatto che sono già cento le persone che la sera vanno a dormire a Piazza Umberto. E non vorremmo che se ne aggiungessero altre settanta". 7 luglio 2009 - Liberal QUEL "PINOCCHIO" DI MARONI Il 1 Luglio insieme ad altri colleghi del consiglio
nazionale del sindacato di base anche qualche alessandrino ha partecipato e dato vita ad
una colorita improvvisata manifestazione di protesta "i pompieri in bicicletta al
Viminale"! La consegna di un pinocchio di pezza al Ministro Maroni è stato il top
delliniziativa. Tutto questo non perché siamo "goliardici" pompieri ma
perché questi governanti hanno bisogno di qualche scossone ogni tanto! I Vigili del Fuoco
sono stanchi delle belle promesse e non sappiamo piu dove mettere tutte le medaglie che ci
conferiscono; con le medaglie non ci paghiamo mica laffitto o le rate del dentista!
Belle parole dopo il tragico sisma in Abruzzo, belle parole dopo i soccorsi a Viareggio,
belle parole dopo lultimo Consiglio dei Ministri dellaltro giorno; ma restano
sempre le bollette da pagare ..! Come RdB non siamo scesi in piazza solo per rivendicare
stipendio e contratto ma anche per rivendicare un piano di ammodernamento delle nostre
attrezzature partendo da quelle di colonna mobile. Abbiamo automezzi del 1980 e con tutta
la buona volontà e non poca perizia è dura arrivare con queste attrezzature in tempi
rapidi da tutta Italia in Abruzzo; rivendichiamo convenzioni con gli enti locali per
tenere in aria, è proprio il caso di dire, i nostri elicotteri VF; convenzioni simili a
quella della Liguria con il 118! E non come accade oggi che gli elicotteri VF sono solo a
disposizione di Ministri e Sottosegretari e varie autorità per sorvolare levento
tragico del momento. A Viareggio così ci è stato segnalato che erano parcheggiati 4
elicotteri dei Vigili del Fuoco e nessuno di questi era impegnato nelle operazioni di
soccorso. Un elicottero AB412 costa 3000?uro lora quando è in volo! Crediamo che i
contribuenti sarebbero lieti di pagare queste cifre per un soccorso ma anche meno lieti di
pagare queste cifre per i vari politici di turno che ne usufruiscono. I Vigili del Fuoco
di Alessandria sono molto attivi nella politica sindacale del Corpo! Come sindacato di
Base ci siamo da subito attivati appena ci è stata comunicata la notizia che il Dirigente
di Alessandria è stato trasferito ad altro incarico. Si volta pagina e si ricomincia.
Abbiamo chiesto lapertura di un tavolo di confronto presso il Comando per impostare
la nuova rotta, abbiamo sollecitato il Capo del Corpo Ing. Gambardella e il Direttore per
il Piemonte al fine di una celere assegnazione di un nuovo Dirigente e nel frattempo
abbiamo sollecitato una consona reggenza, manifestando con fermezza inaccettabili forme di
compromesso. Lorganico della sede di Alessandria conta una drammatica carenza di
personale operativo e di funzionari e non ce la passiamo neppure benissimo con il settore
amministrativo demansionato, come tutti, dalla riforma del rapporto di lavoro introdotta
con la l.252/04 ed attuata con il dl.271/05 in parole povere con il passaggio contrattuale
da un regime privatistico (dove eravamo dignitosamente collocati prima) allattuale
pubblicistico alla stregua dei poliziotti e delle guardie carcerarie. 7 luglio 2009 - DNews VIGILI DEL FUOCO Roma - Organici ridotti allosso, mezzi di
soccorso inviati in Abruzzo che si sono fermati a metà strada. E poi turni settimanali
che sfiorano le cento ore di lavoro e straordinari mai pagati. I rappresentanti sindacali
dei vigili del fuoco non usano mezzi termini per raccontare la crisi che colpisce
lintero corpo nazionale: «Siamo stanchi di ricevere pacche sulle spalle - dicono i
segretari di Cgil, Cisl e Uil, le sigle più rappresentative - lemergenza terremoto
ha reso ancora più evidenti quelli che sono i problemi strutturali ormai noti da almeno
quindici anni. Servono uomini e mezzi per garantire la sicurezza dei pompieri e quella dei
cittadini». Il rischio è concreto: «Viareggio ha già messo a dura prova la tenuta
della macchina organizzativa. Difficilmente i vigili del fuoco sarebbero in grado di
garantire un soccorso adeguato se accadesse un fatto drammatico come quello di
LAquila, specie considerato il G8, e lestate è iniziata, siamo in pieno
allarme incendi boschivi». 7 luglio 2009 - Agorà Comune di Roma Roma - Dopo la sottoscrizione avvenuta il 1° Luglio del
protocollo dintesa tra il Ministro Brunetta e il sindaco Alemanno per il
miglioramento dei servizi del Comune di Roma, RdB commenta negativamente i contenuti
dellaccordo e prosegue nel presidio in piazza S. Marco iniziato il 1 luglio mattina,
ancora per tutta la giornata del 2 Luglio. "E straordinaria la sintonia tra
governo centrale e governo locale nel sistematico disinteresse dei servizi rivolti ai
cittadini, in particolare le utenze più deboli" dichiara Roberto Betti
rappresentante RdB del Comune di Roma. "Ci sembra una dimenticanza voluta quella dei
servizi sociali - tra cui gli asili nido - e la casa che non sono stati previsti tra i
servizi oggetto di miglioramento allinterno del protocollo" prosegue il
rappresentante sindacale. "Viceversa vi compaiono temi quali gli Affari Esteri sui
quali non ci risulta che il Comune esercita una competenza diretta o delegata"
continua Betti "Anzichè sottoscrivere protocolli inutili avremmo gradito che il
Sindaco si fosse adoperato per pagare la produttività di tutto il personale comunale -
pari a 18 Milioni di Euro - che doveva essere liquidata alla fine di Giugno, cosi
come le differenze di straordinario, dovute ai rinnovi contrattuali, che dovevano essere
pagate già dallo scorso anno da Alemanno in veste di Commissario per il risanamento del
bilancio, o, ancora, che avesse dato impulso alla chiusura del negoziato per il ripristino
dellunità di organico in più in ogni asilo nido. Se poi si degnasse di dimostrarci
come sia possibile pranzare con un buono pasto da 5,25 Euro - il più basso in assoluto
tra tutti gli enti pubblici a Roma - gliene saremmo grati" conclude il rappresentante
sindacale della RdB. Nel pomeriggio del 2 luglio una delegazione di Lavoratori ha proposto
ladozione di una specifica mozione sulle questioni sollevate. 7 luglio 2009 - La Provincia di Varese Varese, la grande protesta dei
vigili del fuoco VARESE - Hanno scelto Varese, città del ministro
dellInterno, i sindacati regionali dei vigili del fuoco per protestare contro la
carenza di «uomini, strutture e mezzi», denunciare le «promesse mancate del Governo» e
chiedere provvedimenti urgenti. Ieri mattina, un centinaio di pompieri provenienti da
tutta la Lombardia ha dato vita a un presidio davanti a Villa Recalcati, prima di essere
accolti dal vice prefetto Annunziato Vardè, che ha dato disponibilità a inviare le
istanze presentate al ministro. Una mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl, Uil, Rdb e
Confsal Lombardia per denunciare come «dopo la retorica dei "pompieri brava
gente" o "angeli del terremoto" la realtà ha dimostrato che non esiste un
vero interesse nellaiutare la categoria recita il volantino di rivendicazione
- anche nel cosiddetto "decreto Abruzzo" non si è concretizzato alcuno degli
impegni assunti». «Il Governo era partito bene, ma poi in parlamento sono stati bloccati
i 600 emendamenti attesi dice Mauro Gianotti della segreteria nazionale Confsal
Letta ci ha annunciato un decreto ad hoc, su cui sollecitiamo il ministro Maroni,
ricordandogli che quando si parla di sicurezza globale, non ci si può dimenticare dei
vigili del fuoco». I pompieri denunciano il mancato rinnovo del contratto di categoria
(scaduto da un anno e mezzo) e gravi carenze di organico (15mila unità in meno in
Italia), assunzioni insufficienti, niente passaggi di qualifica e precariato: «Tra
prepensionamenti e ferie, oggi i pompieri lombardi sono in grave carenza prosegue
Gianotti - servirebbero almeno il doppio dei 2300 in servizio». 7 luglio 2009 - Corriere del Veneto Sciopero A rischio anche gli aerei e
i collegamenti ferroviari VENEZIA Tre ore di blocco per vaporetti,
autobus, ma disagi anche per chi si sposta in treno o in aereo. È il giorno dello
sciopero generale dei trasporti proclamato da Cobas, Cub e Sdl, per la difesa e
lincolumità dei lavoratori e dei cittadini, nel giorno in cui si svolgono i
funerali delle persone morte nella tragedia di Viareggio. A Zevio VERONA Chi ieri pomeriggio transitava in via
SantAntonio, a Zevio, si poteva imbattere in sette stranieri che, in cerca di un
angolo dombra, si facevano spazio tra valigie, coperte, scarpe e capi di
abbigliamento. Non si trovavano davanti a una casa qualsiasi, ma quella della titolare
dellazienda agricola in cui hanno lavorato fino a pochi giorni fa, con un regolare
contratto stagionale. Qualche ora prima, intorno alle 10, gli stranieri erano stati
sfrattati dalla proprietaria, Cristina Vignola, aiutata da alcuni familiari che, stando al
racconto dei marocchini, li hanno mandati fuori con la forza e hanno gettato i loro averi
in mezzo alla strada dopo lintervento dei carabinieri. 7 luglio 2009 - Il Giorno I pompieri protestano Chiedono soldi
e uomini Varese - CARENZE nell'organico, automezzi e attrezzature obsolete, straordinari non pagati e un contratto di lavoro scaduto da un anno e mezzo. I Vigili del fuoco provenienti da tutta la Lombardia e aderenti alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, RdB e Confsal, si sono ritrovati ieri mattina a Varese. Circa duecento pompieri hanno protestato davanti a Villa Recalcati, chiedendo a gran voce «migliori condizioni di lavoro e stipendi adeguati». «Al comando provinciale varesino spiega Mauro Gianotti, segretario generale Confsal mancano 50 graduati. I pompieri fanno tanti sacrifici considerando anche la questione Malpensa dove giornalmente servono 25 unità. Nei distaccamenti ci sono grossi problemi organizzativi». Gli fa eco Angelo Carella, della segretaria Confsal. «LA SITUAZIONE è critica - dice a Varese abbiamo un turn over continuo di giovani. Ogni sei mesi ne arrivano di nuovi, che devono essere formati, e se ne vanno quelli che hanno già una preparazione. Con l'ultimo corso ne sono arrivati 130 e ne sono andati via 80. Arrivano senza qualifica e non sono pronti, ad esempio, per essere operativi in ambito aeroportuale. Infine c'è la questione del distaccamento di Ispra. Nessuno ci fa sapere quando aprirà». Dello stesso parere Ferdinando Mattei, della Rdb Varese. «La situazione al comando varesino è drammatica», Per Rosario Galizia, responsabile provinciale della Uil:«Con il decreto il Governo non ha mantenuto le promesse fatte». I Vigili del fuoco faranno sentire ancora la propria voce.(E.Ma.) 7 luglio 2009 - Varese news Cub, contro gli orari
"anormali" consegnate 160 firme Malpensa - Dopo il presidio al terminal 2, che ha visto la
presenza di decine di lavoratori e lavoratrici dellarea 1 di Sea handling di
Malpensa, ieri sono state trasmesse alla direzione aziendale ben 160 firme che chiedono:
ritorno alle precedenti presenze della turnazione notturna consistente aumento incentivo
economico regolarizzazione del volontariato e delle strisce settimanali ritiro dei
provvedimenti disciplinari. Considerato che ben oltre la metà dellorganico del
check-in di Malpensa ha firmato, la stragrande maggioranza delle lavoratrici e lavoratori,
non sono più disponibili a sopportare i turni con inizio 4, 4-30 e 5. 7 luglio 2009 - Il Giornale Scioperi: fermi treni, mezzi
pubblici e benzinai Milano- Molti i disagi previsti per oggi nel settore dei
trasporti: si fermeranno per quattro ore i treni (dalle ore 10 alle ore 14), il trasporto
pubblico locale, il trasporto merci e logistica (quattro ore nel rispetto delle fasce
protette localmente definite). Unora di stop anche per il trasporto aereo (dalle 10
alle 11) e per il trasporto marittimo, che posticiperà di sessanta minuti ogni partenza.
La protesta è indetta dai sindacati del Patto di Base, Cub, Confederazione Cobas e SdL
intercategoriale che manifestano contro la strage di Viareggio e soprattutto contro la
mancanza di controlli nellambito della sicurezza dei lavoratori e degli utenti. Ecco chi prepara la guerra contro il
vertice dei Grandi LAquila - La retata di ieri mattina dei no-global
di Torino si sarebbe forse potuta rimandare di qualche giorno, vista la coincindenza
dellevento planetario. A seguito dellarresto di ventuno «antagonisti» per
gli incidenti avvenuti il 19 maggio scorso durante il G8 University Summit (uno di loro è
stato preso proprio a lAquila), lala dura e pura del movimento ha infatti
ripreso fiato e soprattutto spunto per invitare i compagni dei centri sociali più
radicali e le frange anarchiche più «disobbedienti» a una risposta forte contro la
«repressione dello Stato». In parallelo lala politica del movimento, sotto la
sigla Patto di Base (Cobas, Sdl, Cub) ha ufficializzato il ricompattamento esprimendo
solidarietà ai teppisti ammanettati e accusando il governo di «intimidire il movimento»
e di «creare un clima di forte tensione per scoraggiare la partecipazione alla
manifestazione nazionale del 10 luglio e introdurre elementi di provocazione tesi a
giustificare eventuali inaccettabili aggressioni delle forze dellordine al corteo
anti-G8». 6 luglio 2009 - Ansa Scioperi: domani stop trasporti Cub-Cobas-Sdl per sicurezza(ANSA) - ROMA, 6 LUG - Stop dei trasporti domani per lo sciopero generale indetto dai sindacati del Patto di Base, Cub, Confederazione Cobas e Sdl. La protesta riguarda Viareggio e la mancanza di concreti controlli della sicurezza. 'La tragedia di Viareggio, quelle del trasporto aereo, i frequenti incidenti nel trasporto marittimo e su strada dimostrano che anche in questo settore le liberalizzazioni e le privatizzazioni hanno prodotto un maggiore sfruttamento dei lavoratori e dei mezzi'. 'Il che sta producendo un aumento degli incidenti e delle morti sul lavoro. Tutto cio' accompagnato da una parte da maggiori profitti e dall'altra da un servizio sempre meno attento ai passeggeri', scrivono i sindacati di base. 'Se accadono ripetutamente e costantemente tragedie di questo tipo vuol dire che o le norme esistenti non vengono fatte rispettare, o che le norme europee e quelle nazionali sulla tutela della sicurezza non sono sufficienti e adeguate', proseguono, indicando la necessita' di 'nuove regole, piu' stringenti e meno permeabili dagli interessi delle aziende e del profitto'. 6 luglio 2009 - Adnkronos G8: CUB COBAS E SDL, GOVERNO CERCA DI CREARE CLIMA DI FORTE TENSIONERoma, 6 lug. - (Adnkronos) - «Con gli arresti attuati questa mattina nei confronti di attivisti e giovani del movimento degli studenti che ha dato vita alle giornate di contrasto al G8 dell'Università, il Governo Berlusconi cerca non solo di intimidire, a scoppio ritardato, il movimento contro la riforma della scuola e dell'università ma anche, a poche ore dal G8 dell'Aquila, di creare un clima di forte tensione per scoraggiare la partecipazione alla manifestazione nazionale del 10 luglio ed introdurre elementi di provocazione tesi a giustificare eventuali inaccettabili aggressioni delle forze dell'ordine al corteo anti-G8». Ad affermarlo in una nota congiunta sono i Cub, i Cobas e l'Sdl commentando gli arresti di questa mattina. Il Patto di Base che ha voluto con forza la manifestazione de L'Aquila, si legge nella nota, «esprime piena e totale solidarietà ai giovani compagni arrestati, ne chiede l'immediata scarcerazione e l'annullamento di ogni ipotesi di reato». Il Patto di Base, conclude la nota, «conferma comunque la propria decisione contribuire a costruire una forte, partecipata e pacifica manifestazione nazionale a L'Aquila». TRASPORTO LOCALE: TORINO, DOMANI MEZZI PUBBLICI FERMI PER 4 ORE PER SCIOPERO CUB Torino, 6 lug. - (Adnkronos) - Sciopero di quattro ore domani di tutti i servizi di trasporto gestiti da Gtt, il Gruppo torinese trasporti, indetto Cub-Rdb. La metropolitana e il servizio urbano e suburbano di Torino si fermeranno dalle 17.45 alle 21.45, le autolinee extraurbane e le ferrovie Torino-Ceres e Canavesana dalle 10.30 alle 14.30. Gtt comunica che sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro l'orario di inizio dello sciopero. 6 luglio 2009 - Apcom G8; Forum, cortei e blitz a sorpresa: proteste entrano nel vivoDomani sit-in Roma, il 10 grande corteo: pronta "rivolta generale" Roma, 6 lug. (Apcom) - Mercoledì inizia il G8 all'Aquila e nelle prossime ore a Roma arrivano i 'grandi della terra' con le loro delegazioni, ma da settimane comitati, collettivi, associazioni, centri sociali e no global vari stanno organizzando le proteste contro il vertice. Il programma delle iniziative viaggia da giorni su internet, tramite un tam-tam mediatico tra i vari siti 'dissidenti'. La manifestazione 'no Dal Molin' a Vicenza di sabato scorso è stata una sorta di "prova generale", da oggi però si entra nel vivo. La notte passata a L'Aquila in 4 mila hanno partecipato alla fiaccolata per "chiedere giustizia a nome delle vittime del terremoto", che si è simbolicamente conclusa alle 3.32, l'ora della scossa del 6 aprile; ma il clou delle proteste inizia domani, a Roma, con la 'giornata dell'accoglienza': alle 17 un sit-in dei no global a piazza Barberini, a poche centinaia di metri dall'ambasciata Usa di Via Veneto. Obama non ci sarà (arriva in Italia mercoledì), ma i comitati vogliono comunque organizzare una "iniziativa nazionale che possa consentire a tutti di portare più vicino possibile ai luoghi del disastro e del vertice del G8 la nostra indignazione contro i responsabili della crisi globale e gli sciacalli speculatori del terremoto". Ancora domani, ma all'Aquila, nel parco Unicef di via Strinella (ribattezzato 'parco 3 e 32') i comitati locali hanno organizzato un forum sociale sulla ricostruzione aperto ad associazioni e collettivi. La mattina (10-13) si discuterà di 'Emergenza e Democrazia', il pomeriggio (14-18) di 'Crisi ed Emergenza, quale ricostruzione?'. Partecipano tra gli altri padre Alex Zanotelli, rappresentanti di Fiom-Cgil, No Dal Molin, No Tav. I collettivi abruzzesi si riuniranno di nuovo l'8 e il 9 luglio prima a Roio (periferia dell'Aquila), quindi nella villa comunale del capoluogo per comporre con i corpi allineati la grande scritta 'Noi non ce ne andremo'. Sempre per mercoledì e giovedì, il 'cuore' del G8, i manifestanti promettono on-line una poco precisata "rivolta generale" con manifestazioni e azioni 'a sorpresa': probabilmente soprattutto nella capitale, dove la rete NoG8 di Roma ha pronti blitz e incursioni improvvise in strada. Il 9, poi, nuovo sit-in, questa volta davanti il Centro identificazione ed espulsione di Ponte Galeria nella periferia Roma. Venerdì 10, invece, il popolo no global si ritroverà all'Aquila per il grande corteo conclusivo, chiamato la "marcia della rinascita": l'appuntamento è alle 12 alla stazione di Paganica, poi la manifestazione costeggerà alcuni luoghi simbolo della distruzione del sisma (paesi crollati, tendopoli) lungo la statale 17, in aperta campagna e lontano da 'obiettivi sensibili' (banche, agenzie interinali, sedi di governo). Rispetto alla città il percorso è esattamente dalla parte opposta della 'zona rossa', la caserma della Guardia di Finanza di Coppito che ospiterà i grandi della terra. La manifestazione sarà quasi una marcia Perugia-Assisi ed è promossa dal 'patto di base' Cub-Cobas-Sdl: partecipano rappresentanti dei partiti di sinistra, centri sociali, antagonisti, sindacati e molti no global provenienti anche dall'estero. Tranne Epicentro Solidale e Spazio libero 51, centro sociale storico dell'Aquila, i comitati locali non hanno però aderito, anche se appoggeranno dall'esterno l'iniziativa: questi, infine, brinderanno la sera del 10 alla conclusione del vertice con una 'Festa liberatoria' nel parco Unicef-3 e 32 all'Aquila. 6 luglio 2009 - Asca G8: ROMA SI PREPARA A VIVERE L'ALTRA FACCIA DEL VERTICE DEI GRANDI (ASCA) - Roma, 6 lug - Roma si appresta a
vivere ''l'altro G8''. Ad una manciata di ore dall'apertura del Vertice dei Grandi che si
aprira' mercoledi' 8 all'Aquila, nella Capitale ha preso il via con l'arrivo del
presidente cinese Hu Jintao, giunto nel primo pomeriggio di ieri all'aeroporto di
Fiumicino, una settimana che si consumera' tra visite ufficiali, pranzi esclusivi, zone
off limits, senza dimenticare cortei e contestazioni. E i romani si apprestano a vivere
una settimana di limitazioni alla circolazione che, inevitabilmente, subira' dei
contraccolpi. Tra le zone nevralgiche, l'area intorno a Villa Taverna, sede della
residenza dell'ambasciatore americano e, ovviamente, in via Veneto, indirizzo
dell'ambasciata statunitense. Il Presidente Usa Barack Obama fara' tappa a Roma l'8 luglio
per un incontro in mattinata al Quirinale con il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, per poi recarsi all'Aquila per il G8. Il suo ritorno nella Capitale e' per
venerdi' 10 quando incontrera' Papa Benedetto XVI. Limitazioni e divieti riguarderanno
naturalmente anche le altre ambasciate coinvolte nel vertice e gli hotel piu' importanti,
ma a tenere alta l'attenzione sono anche le gia' annunciate contestazioni. (ASCA) - Roma, 6 lug - ''Siamo contrari al G8 e lo abbiamo dimostrato in questi mesi, con il sostegno e l'approvazione del Forum Sociale Mondiale di Belem e di quello Europeo di Malmoe, a partire dalla manifestazione nazionale del 28 marzo a Roma, e poi con quelle di Siracusa, Torino, ancora Roma, Lecce e Vicenza no-Dal Molin, protestando contro i G8 tematici gestiti da coloro che hanno provocato la crisi globale e che vorrebbero continuare a guidare il mondo sulla stessa catastrofica china''. E' l'appello della Rete Nazionale Contro il G8, costituita da decine di strutture sociali, sindacali, politiche e associative, tra le quali i sindacati alternativi COBAS, CUB e SdL (coordinati nel Patto di Base), centri sociali e di lotta per la casa come Acrobax e i Blocchi precari metropolitani, reti regionali contro il G8 come quella campana e siciliana, organizzazioni politiche come il PRC, Sinistra Critica e Rete dei Comunisti, associazioni storiche noglobal come Attac. ''Siamo in particolare contrari al G8 a L'Aquila - proseguono le associazioni -. Al meschino tentativo del governo Berlusconi di usare il terremoto e le disgrazie della popolazione aquilana per tentare di impedire le legittime proteste contro il G8 e contro la gigantesca truffa della ricostruzione affaristica, imposta con la gestione proconsolare e militare delle tendopoli da parte della Protezione Civile, che utilizza di nuovo l'emergenza come dispositivo di controllo autoritario dei territori. Il governo cerca di trasformare la tragedia degli aquilani in una gigantesca speculazione edilizia vedi il decreto capestro sul terremoto 39/2009 trasformato in legge rigettando ogni emendamento - che ridisegni il territorio a favore di lorsignori, che cerchi di mascherare la piu' generale crisi economica della provincia e della regione, imponendo condizioni di vita drammatiche agli sfollati, azzerando ogni tentativo di partecipazione e ricostruzione dal basso, sociale e solidale, impedendo persino assemblee e riunioni nei campi e la diffusione di materiale informativo''. 6 luglio 2009 - La Nuova Sardegna Dal pomeriggio a mercoledì la
pineta di Baddimana ospita gli antagonisti SASSARI - Oggi si apre a Sassari, nella pineta di
Baddimanna, il «Cuntra a su G8», pacifico controvertice che impegnerà gli organizzatori
per tre giornate. Una mobilitazione non intaccata dal fatto che il summit dei Grandi della
Terra sia stato trasferito allAquila e fortemente voluta, con temi di dibattito
importanti ad impegnare gli antagonisti. Si discuterà di servitù militari, guerra e
autodeterminazione. E poi di autosufficienza energetica, rifiuto del nucleare, e
sovranità militare, E ancora di diritti di cittadinanza e repressione sociale. 6 luglio 2009 - Il Giorno LOMBARDIA VIGILI DEL FUOCO IN
AGITAZIONE VARESE - PROTESTANO i Vigili del fuoco della Lombardia per il mancato rinnovo del contratto, per la carenza di organico e di finanziamenti. I coordinamenti regionali di Cgil, Cisl, Uil, RdB, Confsal hanno organizzato per questa mattina dalle 11 alle 13 un presidio davanti alla Prefettura di Varese, in quanto «città di riferimento del nostro Ministro onorevole Maroni», spiegano in un comunicato. All'esterno della sede prefettizia a Villa Recalcati. i Vigili del fuoco, che hanno chiesto anche un incontro al Prefetto di Varese, effettueranno un volantinaggio tra i cittadini per far conoscere le condizioni in cui in tutta la Regione sono costretti a lavorare, svolgendo tra mille difficoltà e carenze un servizio indispensabile. «Dopo la retorica dei pompieri "brava gente" o "angeli del terremoto" e gli elogi più o meno sinceri di politici ben rappresentanti di varie istituzioni - scrivono i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Confsal - la realtà ha dimostrato che non esiste un vero interesse nell'aiutare la categoria dei Vigili del fuoco. QUINDI NIENTE contratto, niente finanziamenti, niente assunzioni (15 mila unità in meno), niente rinnovo parco mezzi, niente passaggi di qualifica, niente nuove attrezzature, niente trattamento di trasferta o missione, in compenso si effettuano una marea di straordinari che non si sa se e quando saranno pagati. Nonostante tutto il personale della nostra Regione continua ad andare nelle zone terremotate, con un impegno insostenibile di personale e di mezzi, mettendo il crisi il soccorso tecnico urgente e molti altri importanti compiti istituzionali in regione». Per questo gli «angeli» dicono basta e si mobilitano per dimostrare il loro dissenso e per rivendicare condizioni di lavoro e retributive migliori. Stamane quindi ,dalle 11 alle 13, la prima iniziativa di lotta con un presidio dimostrativo davanti alla Prefettura di Varese. In questo modo, il messaggio giungerà ancor più velocemente alle orecchie del ministro dell'interno, Roberto Maroni, che ha casa nella vicina Lozza. Per la verità, in alcuni suoi interventi , nei mesi scorsi, Maroni aveva promesso degli interventi a favore dei pompieri, ma la situazione del Corpo è ormai al collasso: in alcune caserme, come ad esempio, Saronno, spesso mancano gli uomini per i servizi e la struttura deve chiudere. Le altre caserme sono aperte ma con un organico ridotto all'osso. La parte economica poi è nel «vuoto pneumatico». 6 luglio 2009 - La Repubblica Vertice dei Grandi a L´Aquila,
anche per la capitale una settimana di passione Otto anni dopo Genova, le proteste contro il G8 de
L´Aquila partiranno da Roma. Se lo slogan dei no-global nel 2001 era «Not in my name»,
i manifestanti di adesso faranno sentire l´urlo «Noi la crisi non la paghiamo». 6 luglio 2009 - Affari Italiani L'Aquila e Palazzo Grazioli
blindati. Il corteo anti-G8 fa tremare Roma L'ANTI-G8 SI SPOSTA A ROMA. Otto anni dopo Genova, le proteste contro il G8 de L´Aquila partiranno da Roma. Se lo slogan dei no-global nel 2001 era "Not in my name", i manifestanti di adesso faranno sentire l´urlo "Noi la crisi non la paghiamo". La residenza romana del premier Silvio Berlusconi, Palazzo Grazioli, ed altre sedi ritenute possibili obiettivi di azioni di protesta anti-G8 sono state ulteriormente presidiate dalle forze dell'ordine. Per rallentare gli spostamenti delle delegazioni (tra lunedì e martedì arriveranno 29 capi di Stato e 40 delegazioni) la rete anti-G8 ha annunciato per la giornata di martedì e di mercoledì "iniziative di blocco della circolazione e della mobilità in tutte le strade della capitale". Martedì gli studenti dell´Onda e i centri sociali daranno vita a una prima serie di blitz. Sempre domani, alle 17, a piazza Barberini, a pochi metri di distanza dall´ambasciata Usa di via Veneto e dagli alberghi in cui saranno ospitate le delegazioni, ci sarà un sit-in di protesta con centri sociali, movimenti di lotta per la casa, precari, studenti dell´Onda e migranti. Alle 16, invece, manifestazione davanti al ministero del Lavoro. I sindacati del Patto di Base hanno indetto lo sciopero del trasporto pubblico. Deviazioni e chiusure stradali intorno a via Veneto, ma anche ai Parioli nelle vicinanze di Villa Taverna (residenza dell´ambasciatore americano) e nei pressi del Vaticano, dove le first-lady mercoledì mattina saranno ricevute da Papa Benedetto XVI. Mercoledì alle 13.30, le first-lady saranno accolte dal sindaco Gianni Alemanno e dalla moglie Isabella Rauti nella Terrazza Caffarelli per un pranzo preparato da Heinz Beck. Sicura la presenza di Michelle Obama. Giovedì alle 16 "assedio sonoro di protesta" davanti al Cie di Ponte Galeria. L'Istituto superiore di Polizia potrebbe ospitare il summit in caso di scosse importanti nell'aquilano. 6 luglio 2009 - Satelio news Scatta la protesta dei vigili del
fuoco VARESE - Duecento Vigili del fuoco provenienti da tutta la Lombardia e aderenti alle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl, Uil, RdB e Confsal hanno protestato questa mattina a Varese davanti a Villa Recalcati, sede della Provincia e della Prefettura, chiedendo a gran voce "migliori condizioni di lavoro e stipendi adeguati". Un presidio organizzato per far sentire la propria voce nella città del ministro dellInterno, il varesino Roberto Maroni. "Ci vorrebbe un Vigile del fuoco ogni 1500 abitanti - hanno detto in coro i pompieri ma in tutta la Lombardia siamo solo 2400". E così, la protesta è scesa in strada. "Dopo la retorica dei pompieri "brava gente" o "angeli del terremoto" si legge nel volantino distribuito dai vigili del fuoco ad automobilisti e passanti e gli elogi più o meno sinceri di politici e rappresentanti di varie istituzioni, la realtà ha dimostrato che non esiste un vero interesse nel difendere la categoria. Per questi motivi è stata organizzata una prima iniziativa di lotta, con un presidio informativo davanti alla Prefettura di Varese, città di riferimento del ministro degli Interno, Roberto Maroni". La situazione è delicata anche in provincia di Varese. "Al comando provinciale varesino spiega Mauro Gianotti, segretario generale Confsal mancano 50 graduati. I pompieri fanno un grande lavoro, tanti sacrifici considerando anche la questione Malpensa dove giornalmente servono 25 unità. Nei distaccamenti ci sono dei grossi problemi dal punto di vista organizzativo". Gli fa eco Angelo Carella, della segretaria Confsal: "A Varese la situazione è critica - dice abbiamo un turn over continuo di giovani. Ogni sei mesi ne arrivano di nuovi che devono essere formati e se ne vanno quelli che hanno già avuto una preparazione. Con lultimo corso ne sono arrivati 130 e ne sono andati via 80. Arrivano senza qualifica e non sono pronti, ad esempio, per essere operativi in ambito aeroportuale. Cè anche da dire che i mezzi sono obsoleti e che cè carenza di istruttori". Dello stesso parere Ferdinando Mattei, della Rdb Varese. "La situazione al comando varesino precisa - è drammatica. In questi anni è andata peggiorando". Per spiega Rosario Galizia, della Uil provinciale: "Con il decreto il Governo non ha mantenuto le promesse fatte. Il momento è delicato, ma la sicurezza arriva prima di tutto". Intorno alle 13, una delegazione sindacale è stata accolta dal vice prefetto vicario di Varese Annunziato Vardè che ha ascoltato le richieste dei Vigili del fuoco promettendo loro di farsi portavoce delle istanze al Governo. Se non arriveranno risposte concreti i pompieri torneranno a far sentire la propria voce. 6 luglio 2009 - Varese news A Varese la protesta dei vigili del
fuoco della Lombardia Varese - Tante promesse e pochi fatti: è questo che hanno denunciato i Vigili del Fuoco che si sono riuniti davanti alla prefettura di Varese, nel presidio a livello regionale organizzato appositamente lunedì 6 luglio 2009 "in casa" del loro ministro di riferimento, Roberto Maroni. Dopo la delusione del decreto Abruzzo, che non ha dato alcuna soluzione per loro nè riguardo ai contratti, nè ai pagamenti di straordinari e nemmeno al recupero di mezzi nuovi, e in attesa del decreto ad hoc per loro promesso da Letta, i pompieri lombardi di Cgil, Cisl, Uil, RdB, Confsal si sono riuniti per manifestare e per ricordare che loro saranno sì "gli angeli del terremoto" ma devono pur mangiare. «Questo Governo sembrava partito bene, ed è finito male Spiega Mauro Gianotti, segretario nazionale della Confsal Il decreto Abruzzo è stato una cocente delusione per noi. Ora, dopo la prima manifestazione di Roma di qualche giorno fa, abbiamo ricevuto da Letta la promessa di un dereto ad Hoc per noi. Ma nel frattempo manifestiamo, per sensibilizzare il nostro ministro, Roberto Maroni». Un ministro di riferimento al quale i vigili in manifestazione imputano una serie di promesse non mantenute: «innanzitutto i 300 vigili promessi in Lombardia non aggiungono niente all'organico, si limitano a rimpiazzare dei fuoriusciti» spiega Omar Battilocchio, della Cgil Vigili del Fuoco di Varese. Poi la caserma di Ispra «Già deliberata ma mai resa concreta», le strutture di Malpensa «Che sono pesantemente sottorganico». Ma anche le ore straordinarie fatte dai Vigili del Fuoco in occasione dei mondiali di ciclismo nel 2008:«Non ce li hanno ancora pagate». Senza contare che la loro professione va sempre più deteriorandosi, per vari motivi: utilizzo di volontari meno preparati dei vigili "ordinari", vigili del fuoco giovani sbattuti su e giù per l'Italia, senza che siano in grado di "prendere coscienza" del territorio in cui lavorano. Mentre, al contrario, chi vive nelle caserme assiste a quelli che non esitano a definire sprechi: «Comandi che ricevono barche che non servono, generatori assordanti e inutilizzabili, divise costosissime che durano pochi giorni» denuncia Ferdinando Mattei, di RdB. E un paio di chicche anche a Malpensa: la prima è un super dragon con un braccio perforante, che potrebbe sfondare in emergenza la carlinga di un aereo, costato un milione e 200 mila euro. «Non lo possiamo usare però, perchè non è a norma. Va troppo piano» spiegano i pompieri di stanza all'aeroporto. La seconda è il nucleo di Elicotteri all'aeorporto, nessuno dei quali è adeguato per spegnere un incendio «Il modello che dicono essere assegnato al nostro aeroporto, in realtà sta a Torino» spiega Giuseppe La Rosa, rappresentante Uil e elicotterista a Malpensa. La speranza è nel decreto "aggiustatutto", ma è una speranza flebile: «Uno dei più grossi dispiaceri è non essere ricevuti dal prefetto questa mattina, ma dal viceprefetto spiegano E non è una questione di gerarchia: Simonetta Vaccaro era un nostro dirigente, prima di fare il prefetto a Varese». Tra chi ha dato sostegno ai Vigili del fuoco, anche il deputato Daniele Marantelli, che ha innanzitutto manifestato Sorpresa per i mancati impegni del governo. « Un incontro in commissione ambiente, della quale faccio parte, con il comandante nazionale dei vigili del fuoco Gambardella aveva dato molte speranze a tutti. Ma stando alla situazione, sembra siano state disattese. 6 luglio 2009 - Peace Reporter In movimento contro la legge
sicurezza
Verona - I migranti stanno organizzando manifestazioni in
tutta Italia per dissentire dalle nuove norme in materia di sicurezza e immigrazione.
Intervista a Felicity F. una giovane di origini ghanesi da 20 anni in Italia, alla testa
del movimento. Si è svolta sabato 4 luglio, nella roccaforte leghista del sindaco Tosi,
la prima protesta organizzata dal popolo migrante contro la legge 733B, approvata
definitivamente dal Senato lo scorso giovedì. I manifestanti reclamano diritti, dignità
e rispetto. Pochissimi gli 'italiani' presenti all'iniziativa organizzata dal
Coordinamento migranti e da Rdb-Cub (rappresentanze sindacali di base). Il gruppo di più
di 200 lavoratori migranti che ha sfilato per le vie del centro, ha dimostrato di
conoscere la propria condizione gridando alla necessità di 'giustizia sociale per tutti,
italiani e non'. Le richieste erano indirizzate direttamente alla cittadinanza, a 'quelli
che magari non sapevano niente e che guardavano dai balconi'. Le voci e gli slogan del
corteo dicono 'basta alle speculazioni politico-economiche sulla pelle degli immigrati',
contro 'un governo che sta trasformando l'Italia in uno dei paesi più reazionari e
razzisti d'Europa'. I lavoratori stranieri vogliono diritti concreti quali cittadinanza e
voto, oltre alla sicurezza del lavoro, della scolarizzazione per i propri figli 'non in
classi separate dagli italiani' ed il diritto d'accesso incondizionato al sistema
sanitario. 'Come migrante mi sentivo il dovere di esserci'. Felicity F. è stata una delle
voci più applaudite dal corteo. E' nata in Ghana 24 anni fa, festeggiò il suo quinto
compleanno in Italia. Dopo gli studi è diventata impiegata commerciale presso un'azienda
della Valpolicella. Se perdesse il posto di lavoro, date le attuali leggi italiane, dopo 6
mesi riceverebbe l'ordine d'espulsione e dovrebbe tornare nel 'suo' paese. Intervistata a
fine giornata è 'molto stanca ma oggi, molto eccitata, non sentivo neanche la stanchezza
che è arrivata dopo, pensavo a comunicare quello che avevo dentro a quelli che non
sapevano'. 6 luglio 2009 - Targato CN Cuneo: straordinari non pagati. Vigili del fuoco scioperano Cuneo - Saranno le sirene dei mezzi di soccorso la voce della protesta dei vigili del fuoco che anche a Cuneo aderiranno alla 'Giornata della Vergogna' promossa a livello regionale dalle sigle di categoria CGIL, CISL, UIL, RdB e Confsal. Lagitazione è stata dichiarata dalle 10 alle 14 di oggi e sarà accompagnata da non meno di 4 manifestazioni di protesta al mese in cui ogni 2 ore, dalle 8 alle 22, le sirene dei mezzi antincendio suoneranno per un minuto in qualunque luogo si trovino. "Lo scopo è di far sentire la proteta dei lavoratori ad una classe politica e dirigente sorda" scrivono i sindacati. Oggetto del contendere è il ritardo con il quale il Dipartimento corrisponde ai lavoratori impegnati nelle attività istituzionali e di soccorso tecnico urgente gli oneri per le prestazioni straordinarie. I sindacati ritengono "largamente insufficienti le risorse finanziarie e di organici promesse dal Governo che nonostante la concreta maggioranza detenuta in Parlamento non ha trasformato gli atti in leggi." Tra i motivi dellagitazione anche lammontare degli stanziamenti destinati a far fronte allemergenza terremoto in Abruzzo rispetto alla quale vengono avanzate critiche per le strategie che avrebbero privilegiato i beni culturali a discapito dellesigenze della popolazione dellAquila. I vigili del fuoco di Cuneo hanno partecipato attivamente e con grandi risultati ai soccorsi portati in Abruzzo.(P.L.) 6 luglio 2009 - Officina 21 Anche i Vigili del Fuoco di
Alessandria erano a Roma per protestare Riceviamo e pubblichiamo - Il 1 Luglio insieme ad
altri colleghi del consiglio nazionale del sindacato di base anche qualche alessandrino ha
partecipato e dato vita ad una colorita improvvisata manifestazione di protesta "i
pompieri in bicicletta al Viminale"! La consegna di un pinocchio di pezza al Ministro
Maroni è stato il top delliniziativa. Tutto questo non perché siamo
"goliardici" pompieri ma perché questi governanti hanno bisogno di qualche
scossone ogni tanto! I Vigili del Fuoco sono stanchi delle belle promesse e non sappiamo
piu dove mettere tutte le medaglie che ci conferiscono; con le medaglie non ci paghiamo
mica laffitto o le rate del dentista! Belle parole dopo il tragico sisma in Abruzzo,
belle parole dopo i soccorsi a Viareggio, belle parole dopo lultimo Consiglio dei
Ministri dellaltro giorno; ma restano sempre le bollette da pagare ..! Come RdB non
siamo scesi in piazza solo per rivendicare stipendio e contratto ma anche per rivendicare
un piano di ammodernamento delle nostre attrezzature partendo da quelle di colonna mobile.
Abbiamo automezzi del 1980 e con tutta la buona volontà e non poca perizia è dura
arrivare con queste attrezzature in tempi rapidi da tutta Italia in Abruzzo; rivendichiamo
convenzioni con gli enti locali per tenere in aria, è proprio il caso di dire, i nostri
elicotteri VF; convenzioni simili a quella della Liguria con il 118! E non come accade
oggi che gli elicotteri VF sono solo a disposizione di Ministri e Sottosegretari e varie
autorità per sorvolare levento tragico del momento. A Viareggio così ci è stato
segnalato che erano parcheggiati 4 elicotteri dei Vigili del Fuoco e nessuno di questi era
impegnato nelle operazioni di soccorso. Un elicottero AB412 costa 3000?uro lora
quando è in volo! Crediamo che i contribuenti sarebbero lieti di pagare queste cifre per
un soccorso ma anche meno lieti di pagare queste cifre per i vari politici di turno che ne
usufruiscono. I Vigili del Fuoco di Alessandria sono molto attivi nella politica sindacale
del Corpo! Come sindacato di Base ci siamo da subito attivati appena ci è stata
comunicata la notizia che il Dirigente di Alessandria è stato trasferito ad altro
incarico. Si volta pagina e si ricomincia. Abbiamo chiesto lapertura di un tavolo di
confronto presso il Comando per impostare la nuova rotta, abbiamo sollecitato il Capo del
Corpo Ing. Gambardella e il Direttore per il Piemonte al fine di una celere assegnazione
di un nuovo Dirigente e nel frattempo abbiamo sollecitato una consona reggenza,
manifestando con fermezza inaccettabili forme di compromesso. Lorganico della sede
di Alessandria conta una drammatica carenza di personale operativo e di funzionari e non
ce la passiamo neppure benissimo con il settore amministrativo demansionato, come tutti,
dalla riforma del rapporto di lavoro introdotta con la l.252/04 ed attuata con il
dl.271/05 in parole povere con il passaggio contrattuale da un regime privatistico (dove
eravamo dignitosamente collocati prima) allattuale pubblicistico alla stregua dei
poliziotti e delle guardie carcerarie. Al Comando di Alessandria siamo passati
recentemente da una carenza di -50unità operative alle attuali -30! Mancano i capi turno,
il personale è stanco e demotivato e alla prima occasione va in pensione. Un nuovo
autorevole Dirigente è necessario in quanto siamo, come tutte le strutture pubbliche in
un mare di debiti, le bollette si pagano a fatica e il personale viene autorizzato a fare
straordinario per coprire il soccorso ma non vi sono fondi certi per poi poterlo
liquidare. Si rischia di lavorare in straordinario e poi dover recuperare queste ore,
ferie non pagare! Le nostre sedi di Alessandria Casale Novi Acqui Ovada e Tortona
necessitano di manutenzione e di adeguamenti secondo le normative vigenti (dl.81/08);
necessitano tutte di adeguamenti strutturali per accogliere il personale femminile, al
fine di evitare spiacevole discriminazioni. LAbruzzo è stata una bella esperienza,
ma ha messo a dura prova tutto il personale, sia per il lavoro che siamo stati chiamati a
fare che per le ore di lavoro svolte. Se questo, come qualunque altro governo non
dedicherà risorse ai Vigili del Fuoco saremo destinati a diminuire, ad essere sempre
meno! Ci chiediamo se lopinione pubblica è cosciente di tutto questo, tutti ad
applaudire al lavoro svolto da questi "angeli del soccorso" ma in queste
condizioni non saremo in grado di garantire tutto questo. A livello locale lincendio
a Spinetta della Comital ne è un esempio! di quelle 7squadre di pompieri impegnate per
prestare soccorso quanti colleghi erano in straordinario? O sono stati richiamati da casa?
E se contemporaneamente succedeva qualche altro incendio? La politica ci deve dare queste
risposte e i cittadini hanno diritto di riceverle. |