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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 21 al 30 giugno 2009


30 giugno 2009 - Agi

STATALI: SINDACATI BASE PROCLAMANO 3 ORE SCIOPERO PER VENERDI'

(AGI) - Roma, 30 giu. - Il Patto di base del settore pubblico (Cobas, Rdb e Sdl) ha indetto lo sciopero generale del pubblico impiego per le ultime tre ore del turno di venerdi' 3 luglio, al fine di protestare contro la riforma della Pubblica Amministrazione del ministro Renato Brunetta. "Dopo avere descritto i dipendenti pubblici come nullafacenti e fannulloni, con il decreto legislativo previsto dalla legge delega 15/2008, l'accanimento persecutorio del Governo e del Ministro Brunetta approda nel piano industriale della Pubblica Amministrazione - affermano i Cobas in una nota - dietro il parafulmine della meritocrazia e dell'efficienza, si avvia un gigantesco processo volto a ridimensionare il servizio pubblico, a ridurre i nostri diritti e le nostre retribuzioni, e a sancire la licenziabilita' del dipendente pubblico. Non possiamo accettare passivamente questi attacchi al salario, ai diritti e alla nostra dignita'".


30 giugno 2009 - Ansa

P.A: RDB-CUB, MODIFICA NON BASTA, CONFERMATO SCIOPERO 3 LUGLIO

(ANSA) - ROMA, 30 GIU - Le modifiche del Governo sui lavoratori della pubblica amministrazione non sono sufficienti e Rdb-cub e Cobas confermano lo sciopero del 3 luglio: lo rende noto Paola Palmieri, della direzione nazionale Rdb-Cub con un comunicato. «Nella bozza in entrata del decreto anticrisi - afferma Palmieri - il Governo elimina solo alcune delle disposizioni più odiose riguardanti i dipendenti pubblici contenute nella legge 133, rimane l'impianto generale del piano industriale e pertanto confermiamo lo sciopero generale della categoria per il 3 luglio, indetto insieme a Cobas P.i. e Sdl Intercategoriale».

SANITÀ: SIT-IN DIPENDENTI EX ANNI VERDI FUORI DALLA REGIONE

(ANSA) - ROMA, 30 GIU - Circa trenta dipendenti dei centri di riabilitazione disabili ex Anni verdi hanno protestato all'esterno della sede della giunta regionale del Lazio in attesa degli esiti di una riunione tra i loro rappresentanti sindacali e la presidenza della giunta. I manifestanti lamentano che da tre mesi non ricevono lo stipendio e ancora non starebbe stata loro liquidata metà della tredicesima. «Da quando nel 2006 il nostro servizio è stato affidato al consorzio Ri.Rei. tutto è peggiorato, non possiamo andare avanti così», hanno detto i partecipanti all'iniziativa che hanno battuto rumorosamente ai cancelli dell'edificio in via Cristoforo Colombo, scandendo slogan con megafoni. Una camionetta della polizia sta vigilando sull'ordine pubblico.

SANITÀ: RI.REI; MARRAZZO CHIEDE INTERVENTO URGENTE PREFETTO

(ANSA) - ROMA, 30 GIU - Il Presidente della Regione Piero Marrazzo ha incontrato oggi una delegazione di Cgil FP, Uil Fpl e RdB in merito alla vertenza Ri.Rei e prendendo atto della gravità della situazione, su sollecitazione delle organizzazioni sindacali, ha richiesto «l'urgente intervento del Prefetto al fine di poter erogare direttamente le mensilità dovute ai lavoratori attraverso le Asl competenti». Lo annuncia una nota della Regione Lazio spiegando che il presidente ha inoltre assunto l'impegno e dato mandato al vicepresidente regionale Esterino Montino «di attivare un tavolo permanente di confronto al fine di verificare anche attraverso gli organi di controllo interni ed esterni alla Regione se sussistano le condizioni per la continuità dell'attuale gestione».


30 giugno 2009 - Adnkronos

RICERCA: ISPRA OCCUPATO DA PRECARI LICENZIATI, INTERVENGA PRESTIGIACOMO

Roma, 30 giu. (Adnkronos)- «Duecento precari, fra collaboratori coordinati e continuativi e a tempo determinato, da domani perderanno il posto di lavoro dopo anni di servizio in Apat e Icram, gli Enti che dal 2008 hanno costituito Ispra». Lo afferma una nota di Rdb -Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego della Confederazione Unitaria di Base annunciando che «i precari con i contratti in scadenza dormiranno ad oltranza nella sede di via Brancati dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale». «È paradossale che il governo parli di interventi contro la crisi e per difendere l'occupazione e poi, di fatto, licenzi sui dipendenti, per giunta in un ente di ricerca» afferma Enrico Morreale del coordinamento nazionale precari Usi RdB Ricerca. «In un momento di crisi, con professionalità alte e specializzate, -continua Morreale- equivale a metterci sulla strade, noi e le nostre famiglie. Per questo abbiamo deciso che rimarremo ad oltranza nella sede centrale, perchè noi siamo importanti per Ispra e da Ispra traiamo i nostri salari». «È importante che si sappia che ci sono i fondi e anche le norme per rinnovarci i contratti -prosegue Morreale- basterebbe un'autorizzazione del Ministro alla struttura commissariale. Ma fallito il tentativo di rinnovare i contratti attraverso una norma specifica il Ministro ed il Ministero ci ha abbandonato». «Chiediamo un intervento immediato della Prestigiacomo, che ha il dovere di intervenire per evitare i nostri licenziamenti. La lotta è iniziata solo adesso e non abbandoneremo il nostro lavoro» conclude il lavoratore licenziato.

SANITÀ: LAZIO, INCONTRO MARRAZZO-SINDACATI SU VERTENZA RI.REI
MANDATO A MONTINO PER TAVOLO PERMANENTE DI CONFRONTO

Roma, 30 giu. - (Adnkronos) - Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha incontrato oggi una delegazione di Cgil FP, Uil Fpl e RdB in merito alla vertenza Ri.Rei. Lo rende noto la presidenza della Regione Lazio in una nota. Il presidente, si legge in una nota, «prendendo atto della gravità della situazione e su sollecitazione delle organizzazioni sindacali, ha richiesto l'urgente intervento del Prefetto al fine di poter erogare direttamente le mensilità dovute ai lavoratori attraverso le Asl competenti». Il presidente ha inoltre assunto l'impegno e dato mandato al Vicepresidente regionale, Esterino Montino, di attivare un tavolo permanente di confronto al fine di verificare anche attraverso gli organi di controllo interni ed esterni alla Regione se sussistano le condizioni per la continuità dell'attuale gestione.


30 giugno 2009 - Omniroma

RI.REI, MARRAZZO INCONTRA SINDACATI: CHIESTO INTERVENTO PREFETTO

(OMNIROMA) Roma, 30 giu - Il presidente Piero Marrazzo, comunica la Regione, ha incontrato oggi una delegazione di Cgil FP, Uil Fpl e RdB in merito alla vertenza Ri.Rei. Il presidente, prendendo atto della gravità della situazione e su sollecitazione delle organizzazioni sindacali, ha richiesto l'urgente intervento del Prefetto al fine di poter erogare direttamente le mensilità dovute ai lavoratori attraverso le Asl competenti. Il presidente ha inoltre assunto l'impegno e dato mandato al vicepresidente regionale di attivare un tavolo permanente di confronto al fine di verificare anche attraverso gli organi di controllo interni ed esterni alla Regione se sussistano le condizioni per la continuità dell'attuale gestione.

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 30 giu - .... Iniziativa itinerante indetta da Rdb/Cub Sanità di Roma e Lazio in preparazione dello sciopero nazionale del Pubblico Impiego del prossimo 3 luglio. Ospedale S. Eugenio (ore 8.30) Regione Lazio (ore 9) Ospedale S. Camillo (ore 9.30) Ospedale S. Spirito (ore 10.30) Ospedale S. Giovanni (ore 11.30) Ospedale Sandro Pertini (ore 12.30)...


30 giugno 2009 - Roma Notizie

SEDE CENTRALE ISPRA OCCUPATA DAI PRECARI LICENZIATI DELL’USI RDB

Roma - I precari con i contratti in scadenza dormiranno ad oltranza nella sede di via Brancati. Duecento precari, fra collaboratori coordinati e continuativi e a tempo determinato, da domani perderanno il posto di lavoro dopo anni di servizio in Apat e Icram, gli Enti che dal 2008 hanno costituito ISPRA. "È paradossale che il governo parli di interventi contro la crisi e per difendere l’occupazione e poi, di fatto, licenzi sui dipendenti, per giunta in un ente di ricerca", dichiara Enrico Morreale del coordinamento nazionale precari USI RdB Ricerca. "In un momento di crisi, con professionalità alte e specializzate, equivale a metterci sulla strade, noi e le nostre famiglie. Per questo abbiamo deciso che rimarremo ad oltranza nella sede centrale, perché noi siamo importanti per ISPRA e da ISPRA traiamo i nostri salari". "E’ importante che si sappia che ci sono i fondi e anche le norme per rinnovarci i contratti – prosegue Morreale - basterebbe un’autorizzazione del Ministro alla struttura commissariale. Ma fallito il tentativo di rinnovare i contratti attraverso una norma specifica il Ministro ed il Ministero ci ha abbandonato. Chiediamo un intervento immediato della Prestigiacomo, che ha il dovere di intervenire per evitare i nostri licenziamenti. La lotta è iniziata solo adesso e non abbandoneremo il nostro lavoro", conclude il lavoratore licenziato.
Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base


30 giugno 2009 - Zic.it

Per la costruzione dal basso di un piano anticrisi regionale
Presidio in Regione, ottenuto un tavolo di confronto
Una settantina di persone hanno preso parte al presidio sotto la sede della Regione organizzato dal Patto di Base, Vag61, Crash, Lazzaretto e Bologna Prende Casa per contestare le scelte del piano anticrisi predisposto dalla giunta regionale. Una delegazione è stata ricevuta dal Presidente dell'Assemblea Regionale Donini e dall'Assessore alla Programmazione Muzzarelli. Al termine del presidio blitz dei lavoratori delle cooperative nella sede di Legacoop. Leggi il report e guarda le foto.
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Bologna - Primo appuntamento questo pomeriggio in Piazzale Aldo Moro, sotto la sede della Regione, per denunciare la continuità tra le scelte di politica economica effettuate dal Governo Berlusconi e le gestione della crisi a livello regionale. Di fronte alla continua perdita di posti di lavoro, all'emergenza abitativa, che vede sempre più famiglie sotto sfratto per morosità, e alla mancanza di ammortizzatori sociali, la Regione Emilia-Romagna , da cui dipende ormai buona parte della gestione e programmazione economica e sociale, continua a favorire le imprese e la speculazione scaricando sulle fasce più deboli i costi della crisi, queste le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori, a iniziare un percorso di lotta per costruire una piattaforma anticrisi regionale. Una settantina di persone al grido di "noi la crisi non al paghiamo" hanno manifestato ottenendo un incontro. Più di due ore di colloqui durante i quali la delegazione è stata ricevuta prima dall'Assessore alla Programmazione e poi dal presidente del Consiglio Regionale, ottenendo la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto sulla gestione della crisi e la tutela delle fasce pìù colpite. Al termine del presidio un gruppo di lavoratori delle cooperative ha occupato la sede di LegaCoop ottenendo dopo un lungo tira e molla un incontro con il responsabile. L'iniziativa di oggi è solo la prima di una percorso che porterà anche alla costruzione di uno sciopero generale e generalizzato per l'autunno. Intanto gli appuntamenti di lotta proseguono, a prtire dal presidio antisfratto di giovedì 2 Luglio in via Tagliamento 8 alle ore 8.

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Presidio martedì 30 giugno '09 ore 15 in Piazza Aldo Moro
Per una piattaforma anticrisi per l'Emilia Romagna
Appello di Patto di Base, Vag61, Crash, Lazzaretto e Bologna Prende Casa

Bologna, 24 giugno 2009 - Il governo Berlusconi, in totale assenza di opposizione ed in sostanziale continuità con quanto prodotto da Prodi, ha deciso di sostenere senza riserve le pretese di Confindustria e sta pesantemente attaccando i diritti e i salari dei lavoratori e delle famiglie, ma anche sul territorio si avviano politiche tese a scaricare la crisi sulle fasce popolari. E' per questo che diventa necessario contrastare il progetto "in salsa" regionale di gestione della crisi a favore delle imprese e dei gruppi finanziari, a discapito delle lavoratrici e lavoratori, dei servizi pubblici e dello sviluppo sociale. Nel nostro territorio, come nel resto del paese, la Giunta regionale e gli altri governi locali impostano la "ripresa" su grandi opere strategiche (che sono strategiche solo per i grandi costruttori), sulla privatizzazione dei servizi pubblici, sul finanziamento delle ristrutturazioni delle imprese. I governi regionali attraverso le politiche federaliste assumono importanza nella gestione e programmazione economica, sociale e produttiva. E' necessario avviare una mobilitazione che parta direttamente da piano regionale con vertenze e obiettivi chiari ed ambiziosi che rappresenti concretamente nei luoghi di lavoro e sul territorio una PIATTAFORMA ANTICRISI a favore di salariati, disoccupati, pensionati, giovani, settori popolari. Noi la crisi non la paghiamo! è stato il collante dei movimenti che, nel deserto istituzionale, soli, hanno saputo individuare ed a volte contrastare l'attacco portato avanti. È necessario però che i movimenti sappiano mettere in relazione le diverse facce dell'attuale precarietà sociale. Per questo invitiamo a sottoscrivere questo appello e a partecipare al presidio: i precari che tentano disperatamente di arrivare a fine mese, gli operai che rischiano quotidianamente la cassa integrazione, i lavoratori migranti oggetto dello sfruttamento più selvaggio e vittime degli impulsi razzisti, gli inquilini schiacciati dalla rendita e tutti coloro che questa crisi la subiscono.
MARTEDI 30 GIUGNO 2009 ORE 15.00 PRESIDIO PRESSO LA SEDE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA PIAZZA ALDO MORO- BOLOGNA
Patto di base (CUB-COBAS-SdL) - VAG61 - Laboratorio Crash - Lazzaretto - Bologna Prende Casa

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30 giugno 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 24 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Sulle malattie marcia indietro di Brunetta che cancella fasce orarie e penalizzazioni
* Venerdì, 3 luglio, sciopero generale
* Tra spese, sperperi e scarsi controlli
* Il Pil non conteggia la perdita di vite umane
* Il Comune di Anacapri contro il Cnr
* Indennità di ente e buonuscita: si va in Cassazione
* Lavoratori atipici Ispra, continua la mobilitazione
* Il sostegno alla ricerca esaurito in 35 secondi


30 giugno 2009 - Corriere di Bologna

Sciopero delle Rdb Sgomberata la hall del Carlton

Bologna - Sgomberati da polizia e carabinieri una quindicina di lavoratori dell’Hotel Royal Carlton mentre scioperavano ieri pomeriggio nella hall dell’albergo, in via Montebello. Lo sciopero-blitz era stato indetto dalle Rdb (Rappresentanze sindacali di base) contro l’esclusione dei sindacati di base dalla trattativa tra l’azienda, la Cgil e la Cisl su alcuni appalti da affidare a ditte esterne.


30 giugno 2009 - Vivere Ancona

Sciopero del pubblico impiego contro il decreto Brunetta

Ancona - Contro questo decreto le categorie pubbliche del Patto di Base - RdB/CUB P.I., Cobas P.I. e SDL Intercategoriale hanno proclamato per venerdì 3 luglio lo sciopero generale del settore proclamato per le ultime tre ore di ogni turno, che sarà accompagnato da iniziative a Roma, Milano e nelle maggiori città italiane. Il decreto legislativo previsto dalla legge delega 15 del 2008 realizza il decantato piano industriale della pubblica amministrazione e costruisce un apparato pubblico totalmente subordinato al controllo del governo e gestito con autoritarismo muscolare indirizzato a una privatizzazione della Pubblica Amministrazione con il tentativo di azzerare anche nel Pubblico Impiego i diritti già cancellati nel lavoro privato. Da respingere è l’intero impianto. Infatti, dietro il miraggio dell’efficienza e della trasparenza della Pubblica Amministrazione, si nasconde il vero scopo di tutta questa operazione: dimostrare che i lavoratori pubblici sono improduttivi e quindi licenziabili, che ci sono strutture pubbliche inefficienti e quindi da sopprimere per arrivare ad una pubblica amministrazione, non snella, ma ridotta all’osso, al servizio esclusivo delle imprese, che fornirà servizi sociali di sussistenza ai cittadini e regalerà al privato la gestione, dietro pagamento, di tutto il resto. Nelle Marche si svolgerà ad Ancona l’iniziativa promossa dalle tre organizzazioni sindacali. L’appuntamento è per le ore 12, quando insieme ai lavoratori che aderiranno alla manifestazione terranno un presidio sotto la sede RAI in piazza della Repubblica. "Vogliamo rivendicare il nostro orgoglio e il senso di appartenenza ad una Pubblica Amministrazione che deve erogare servizi ai cittadini e svolgere quella funzione sociale che gli spetta, ossia una P.A. efficiente come elemento di garanzia dello stato sociale, dei diritti universali e collettivi, delle funzioni sociali dello Stato" dichiarano Francesco Graziosi e Crescenzo Papale della Federazione RdB/CUB Marche. Le categorie pubbliche del Patto di Base ritengono che la battaglia per il potenziamento e miglioramento della P.A. e dei servizi pubblici da questa erogati riguardi tutta la società, e che investire in questo settore sia un passo fondamentale per progettare la ripresa economica del paese. "Pertanto rivolgiamo un appello a tutti i lavoratori pubblici e ai cittadini: ribelliamoci a questo futuro prima che diventi presente, scioperiamo compatti il 3 luglio e partecipiamo a tutte le iniziative messe in atto per contrastare il decreto prima che sia troppo tardi" concludono i dirigenti RdB/CUB.


30 giugno 2009 - L'Eco di Bergamo

Organici e mezzi: vanno in piazza anche i pompieri di Bergamo

Bergamo - Anche i vigili del fuoco di Bergamo parteciperanno il 6 luglio al presidio organizzato alla Prefettura di Varese, una manifestazione nazionale organizzata per chiedere l'adeguamento degli organici. «Il sindacato di base dei vigili del fuoco del comando provinciale di Bergamo - si legge in un comunicato - protesta per la mancata approvazione da parte del governo dell’emendamento, proposto in sede di conversione del decreto legge 28 aprile 2009 n. 39 sul terremoto Abruzzo, che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi e indennità di soccorso per i vigili del fuoco». «Protestiamo - prosegue - contro la disattenzione della politica nei confronti dei vigili del fuoco, contro il ministro dell’Interno Maroni e questo governo che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei VvFfV». Come RdB-CUB vigili del fuoco il sindacato sottolinea che il sisma dell’Abruzzo ha ulteriormente messo a dura prova il CNVVF; questo evento ha evidenziato, se mai fosse stato necessario, la carenza d’organico del corpo, la mancanza di risorse e adeguamento economico del personale, le condizioni vetuste ed inaccettabili di mezzi e attrezzature di colonna mobile. «Pertanto chiediamo un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso del corpo, la stabilizzazione dei precari del CNVVF attraverso l’assunzione di tutti gli idonei e un adeguamento economico alla luce della professionalità da sempre dimostrata dai vigili del fuoco. La stabilizzazione del personale precario del comando di Bergamo e i passaggi di qualifica da vigile a capo squadra permetterebbe di completare la pianta organica dell’importantissimo distaccamento dei vigili del fuoco permanente di Dalmine, oggi presidiato saltuariamente quando in sede centrale vi è la possibilità di staccare una squadra e inviarla presso il distaccamento». «Con l’impegno costante dal 6 aprile presso la città de L’Aquila - conclude il testo - per portare soccorso alla popolazione gravemente colpita dal sisma, per la mancanza di copertura della pianta organica del distaccamento di Dalmine, per la mancanza di capo squadra e capo reparto di questo comando, non si riesce ad aprire definitivamente il distaccamento di Dalmine, strategico punto di partenza per interventi di soccorso tecnico urgente a copertura di una vasta zona densamente popolata, con la numerosa presenza di siti industriali e vicinissima all’accesso autostradale per il tratto di A4 competente per questo comando».


30 giugno 2009 - Il Quaderno

Scuola, RdB Ambiente:
Comune, Provincia e Chiesa accanto ai precari con atti concreti

Benevento - Piero Mancini, a nome della Sezione Ambiente della RdB, esprime solidarietà al Comitato insegnanti precari di Benevento che oggi alle 18 terrà una manifestazione presso il Musa di Piano Cappelle. "Il concerto, organizzato per chiedere una sottoscrizione da versare nella cassa di resistenza, è una buona iniziativa – scrive in una nota -. Evidentemente ciò non basta. Chiediamo all’Amministrazione Comunale di organizzare un Consiglio aperto alle organizzazioni economiche e sociali per studiare insieme come contribuire, in maniera non episodica, a far superare un gravissimo disagio, non solo economico, di un gran numero di concittadini. Anche la Provincia è chiamata a contribuire concretamente alla risoluzione di un grande problema che coinvolge insegnanti che vivono in molti comuni del Sannio. La Chiesa pure deve muoversi per dare conforto, non solo morale, alle famiglie espulse dall’insegnamento. I partiti sono chiamati a non disperdere milioni di inutili parole al vento: i precari coinvolti votano a destra, al centro e a sinistra. Il problema degli insegnanti, non più precari ma disoccupati effettivi, per noi rappresenta il banco di prova su cui misurare la civiltà delle istituzioni".

RSA di Molinara, concitata riunione sull’andamento del servizio. La Flaica protesta

Concitata riunione questa mattina presso la sede della cooperativa sociale mo.disan s.c.s. a r.l. "onlus" di San Marco dei Cavoti e relativa al personale OSA/OSS operante presso la Residenza Sanitaria Assistenziale di Molinara. L’incontro, fissato dal presidente della mo.disan Angelo Piteo per discutere sull’andamento del servizio, è durato solo una decina di minuti prima di interrompersi bruscamente. Invitati da Piteo erano presenti Giuseppe Gentilcore della Flaica Cub, in rappresentanza di 6 operatori su 10, una decina di operatori, il direttore sanitario della struttura sanitaria Raffaele Caputo nonché la coordinatrice sociale della struttura Nicolina Romano. Piteo ha cominciato a informare i presenti sulle nuove disposizioni aziendali, concordate con la Flaica Cub. A quel punto, stando a quanto denunciato dal sindacato e riscontrato tra i partecipanti, Romano e Caputo hanno abbandonato la riunione. La prima ha messo in discussione la validità dell’accordo tra la mo.disam e la Flaica, il secondo ha contestato l’importanza e l’opportunità della riunione stessa. Dopo una decina di minuti l’incontro era di fatto concluso, con non poca tensione. Giuseppe Gentilcore ha denunciato la vicenda in una nota ribadendo "la possibilità per i lavoratori di scegliere da quale sigla sindacale farsi rappresentare. Sul merito della vertenza la Flaica Cub terrà a giorni una conferenza stampa di cui avremo contezza di dare comunicazione in seguito".


30 giugno 2009 - Julie news/Spoleto City

Rdb: Meno politici, più pompieri

Il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco, protesta per la mancata approvazione da parte del Governo degli emendamenti, proposto in sede di conversione del decreto legge 28 aprile 2009 n. 39 sul "terremoto Abruzzo", che prevedevano adeguamenti di organici, mezzi ed l’indennità di soccorso per i Vigili del Fuoco. Protestiamo contro la disattenzione della politica, sia dei governi di destra che di sinistra, nei confronti dei Vigili del Fuoco, contro l'attuale Ministro dell’Interno Maroni che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei VV.F. durante quest'ultima calamità che ha colpito l'Italia intera. Come RdB\CUB Vigili del Fuoco, sottolineiamo che il sisma dell’Abruzzo, ha ulteriormente messo a dura prova il CNVVF; questo evento ha messo in evidenza, se mai fosse stato necessario, la grave carenza d’organico del Corpo; la mancanza di risorse; la necessità di adeguamento economico del personale in linea con i salari europei; le condizioni vetuste, inaccettabili, di mezzi ed attrezzature di colonna mobile; e pertanto chiediamo un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso, l’apertura di un tavolo di confronto tra Amministrazione e parti sociali per rivedere le norme interne al Corpo che regolano l'invio delle colonne mobili VV.F. in riferimento alle diverse tipologie di calamità al fine di migliorare ed accelerare l'arrivo dei soccorsi. Chiediamo la stabilizzazione dei precari del CNVVF attraverso l’assunzione di tutti gli idonei, ed un adeguamento economico alla luce della professionalità da sempre dimostrata dai Vigili del Fuoco. Riteniamo inaccettabile che ogni governo che passa, sull'onda dell'emergenza, della calamità riconosca al CNVVF meriti ed onori (!) e dopo, al solito, terminato l'effetto mediatico, si ritorna a trascurare cosa significa fare prevenzione in Italia; mancanza la cultura della prevenzione. Altri sindacati chiedono l'equiparazione alle forze di polizia, per noi un ulteriore ed inutile militarizzazione del Corpo, si lagnano, vogliono i "gradi" militari come i poliziotti, quasi portassero ad una risoluzione dei problemi. La RdB\CUB è da anni che ha presentato un progetto per far uscire il Corpo Nazionale dal Ministero dell'Interno, progetto che prevede di transitare al Dipartimento della Protezione Civile in qualità di colonna portante di questa struttura. Noi lavoratori del sindacato di base non sappiamo cosa farcene dei gradi, con questi non portiamo soccorso, noi pretendiamo attrezzature moderne ed efficienti per poter svolgere il nostro lavoro di professionisti della sicurezza. Solo quando ciò accadrà potremo dire che anche l’Italia è diventato uno stato civile ed europeo.


30 giugno 2009 - Left

Ricchi e poveri dell’emergenza
Un funzionario della Protezione civile in missione guadagna cinque volte più di un Vigile del fuoco. Ma si tratta di spiccioli rispetto agli stipendi d’oro del dipartimento guidato da Bertolaso
di Manuele Bonaccorsi

L'emergenza non è uguale per tutti. Qualcuno ci diventa ricco. Qualcun altro ci perde la salute. Nel Paese delle diseguaglianze crescenti non c’è di che stupirsene. Sapete quanto guadagna un vigile del fuoco? Mille e trecento euro netti, in media. Anche chi lavora ininterrottamente per giorni, fino a 96 ore a settimana contro le 36 "normali", impegnato a salvare vite umane e puntellare interi quartieri e paesi pericolanti, dopo il terremoto d’Abruzzo. Un’ordinanza della Protezione civile aveva promesso ai Vigili del fuoco 250 ore di straordinario per aprile e 150 a maggio. Poi una circolare del ministero degli Interni (prot.1736) aveva fissato a 75 le ore massime di straordinario. A due mesi dal sisma del 6 aprile non sono state pagate. E il governo, nel decreto Abruzzo, ha stanziato circa un euro al giorno per ogni pompiere. Anche se a L’Aquila sono impegnati ancora 1.300 pompieri sui 28mila presenti in Italia, costringendo agli straordinari coloro che rimangono nei comandi locali. Bene, sapete quanto guadagna un funzionario della Protezione civile, uno dei circa 500 in missione a L’Aquila? Lo stipendio base di un funzionario di terza area, fascia retributiva F5, euro più euro meno, ammonta a 42.400 euro l’anno, oltre 3.000 euro al mese. Ma se va in missione a L’Aquila prende subito un’indennità di 70 euro lordi al giorno, più i rimborsi spese. E una «speciale indennità operativa onnicomprensiva (…) da corrispondersi al personale impiegato nei territori ove è dichiarato lo stato di emergenza o di grande evento (..) pari a 200 ore di straordinario festivo e notturno». Indennità introdotta con un’ordinanza, fuori dal controllo della Corte dei conti: la 3565 del 28 luglio 2006. Un’ora di straordinario festivo notturno vale, per il nostro funzionario della terza area, 19 euro. Moltiplicato per duecento fa: 3.848 euro. In un mese di lavoro sull’emergenza aquilana il nostro funzionario, ai diretti ordini del Di.Co.Mac (Direzione di comando e controllo) del commissario Guido Bertolaso, guadagna dunque oltre 7.000 euro. Non c’è male, specie se chi fa il lavoro sporco, quello veramente pericoloso, prende solo 1.300 euro, senza straordinari: cinque volte meno. Ma è comunque poco se paragonato agli stipendi dei massimi gradi della Protezione civile. Marta di Gennaro, la vice di Bertolaso, implicata nelle indagini della magistratura sull’emergenza rifiuti in Campania, guadagna 176mila euro l’anno, esclusa la cosiddetta "retribuzione di posizione" riservata ai massimi dirigenti della Presidenza del consiglio. Nel governo della plutocrazia, però, si tratta di spiccioli. La classifica dei più ricchi dell’esecutivo sembra ricalcare con ordine la distribuzione dei poteri: Berlusconi, 14,5 milioni; medaglia d’argento a Tremonti, 4,5 milioni; il bronzo al solerte Gianni Letta, 1,55 milioni. Poi l’immancabile Guido Bertolaso, 1,15 milioni. Di cui solo una piccola parte viene dallo stipendio della Protezione civile, nel secondo semestre del 2008 pari a 30.190 euro al mese. Per molti dei suoi infiniti compiti di commissario, il capo della Protezione civile intasca «un compenso mensile lordo pari al 3,75 per cento del trattamento economico complessivo in godimento». Tenendo presento lo stipendio annuo di Bertolaso, fa un bel gruzzoletto. Il capo della Protezione civile lo intascherà fino al settembre 2011, quando cesserà la terribile emergenza dovuta all’organizzazione del Congresso eucaristico nazionale nella città di Ancona (ordinanza 3673). Nella stessa Ancona - che paga migliaia di euro al mese al commissario Bertolaso per un evento atteso fra oltre due anni - 300 vigili del fuoco sono a «rischio crollo». La palazzina dove ha sede il loro comando, tra via Vallemaio e via Bocconi, è stata dichiarata inagibile. I loro uffici potrebbero finire in un container, nel cortile dello stabile. Da cui sarà facile correre per strada per chiedere l’elemosina, quando Guido Bertolaso, nel settembre 2011, attraverserà la città salutando la folla insieme a papa Benedetto XVI. Miseria e nobiltà dell’emergenza Italia. Al comando dei Vigili del fuoco di Alessandria, la notte del 6 aprile, arriva un fax, intorno alle 4. Non ordina la partenza delle colonne mobili, si limita a mettere in «preallerta» i vigili. Il via libera alla partenza arriva, ancora per mezzo di un antiquato fax, solo alle 8 del mattino. I vigili scendono nei garage e rimettono i moto i loro mezzi: gli Om90, gli Af Combi e gli Aps Eurofare, messi fuori produzione per il rischio di ribaltamento e per le frequenti rotture ai supporti del serbatoio d’acqua. E i polilogistici, camper modificati per ospitare 9 vigili. Tutti mezzi rimasti fermi per anni, il più giovane dei quali risale all’inizio degli anni Ottanta. La colonna mobile si mette in moto ma le sirene sono inutili. I mezzi non superano gli ottanta all’ora. I vigili partono senza buoni benzina, per il rifornimento escono dall’autostrada a Bologna, si immettono nel traffico cittadino, raggiungono la caserma locale dei vigili per riempire di carburate i mezzi. «A L’Aquila siamo arrivati intorno alle 9 di sera», racconta Vladimiro Alpa, delegato Rdb dei vigili di Alessandria. «E siamo stati fortunati. I nostri colleghi di ogni parte d’Italia raccontano di decine di mezzi fermi per strada, per problemi ai motori e ruote a terra», racconta il vigile. «La nostra attrezzatura si riduce a un camper del 1982, modificato per contenere 9 posti letto. Li chiamiamo i loculi: non sono il massimo per chi, per i giorni successivi a un’emergenza, ha un’operatività di 24 ore. Il nostro campo non aveva alcuna cura della logistica. Per mangiare siamo andati in giro, a cercare un bar aperto. Poi ci tocca leggere sui giornali che per il G8 de L’Aquila sarà montata una cucina capace di fornire duemila pasti l’ora». Fiumi di denaro per i grandi eventi, come il G8; mentre i Vigili del fuoco rimangono in balia di se stessi. «Siamo 28mila in tutta Italia, divisi in quattro turni. Dovremmo essere almeno 45mila, per avvicinarci alla media europea, di un vigile ogni mille abitanti», racconta Antonio Jiritano, dell’Rdb Vigili del fuoco. Le carenze di organico costringono i Vigili del fuoco a lavorare molto più del dovuto. Ma lo straordinario spesso non viene retribuito. Loro ci hanno fatto il callo, ormai. Qualche ora di lavoro supplementare viene pagata in genere con oltre un anno di ritardo. «Il resto va a rifornire la banca delle ore, dove ogni vigile deposita il suo straordinario. In attesa di recuperare il lavoro supplementare con dei permessi. Che non arrivano mai, dato che i vigili sono in cronica carenza di organico», precisa Jiritano. Una speranza per il futuro dei pompieri giunta col decreto Abruzzo. Un emendamento, primo firmatario Maurizio Gasparri, avrebbe permesso l’assunzione di 600 vigili (il 20 per cento dei posti riservati a parenti dei deceduti nel terremoto); lo stanziamento di 10 milioni per la manutenzione e l’acquisto di mezzi; e 15 milioni per un’indennità operativa. Il governo stesso ha ritirato l’emendamento, lasciando in alto mare i comandi: i quali, in questa tremenda estate, saranno costretti a fare i salti mortali per garantire lo svolgimento del G8, le demolizioni e i puntellamenti nelle aree terremotate e gli interventi sugli incendi boschivi. Nel decreto appenaapprovato, invece, delle richieste dei vigili rimane ben poco: 1,5 milioni di euro per il 2009, 8 milioni per il 2010, da dividere tra Vigili del fuoco e Protezione civile. Nei comandi hanno fatto i conti: mettiamo che Bertolaso decidesse di lasciare la metà al corpo, 4 milioni; la somma, divisa tra i 28mila vigili, ammonterebbe a 142 euro l’anno per ognuno. Circa un euro a turno. Eppure la legge 225 del 1992 afferma che «il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è componente fondamentale della Protezione civile». Guido Bertolaso sembra essersene dimenticato.


30 giugno 2009 - Lavoro & Lotte

VIGILI DEL FUOCO
né militari né manovali

Riceviamo e volentieri pubblichiamo - Dal suo insediamento il governo ha dichiaratola sua grande sensibilità per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco – in più occasioni si è speso pubblicamente ad intervenire per migliorare le condizioni di lavoro ed economiche. Oggi, dopo l’ennesima calamità nel Paese, avvenuta in Abruzzo, si è dimostrato che non si può pensare di soccorrere la popolazione senza l’impiego del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e che farlo significherebbe pagare un tributo, in vite umane, troppo alto. Ciò anche in considerazione delle condizioni in cui è stato lasciato il Paese dai nostri governanti centrali e periferici, vista l’incuria del territorio, la mancanza di una cultura preventiva e la scarsità di specialisti del soccorso pronti ad intervenire immediatamente. Eppure i Vigili del Fuoco si trovano nelle seguenti condizioni: senza contratto di lavoro, scaduto da un anno e mezzo; con carenti mezzi di soccorso e quelli esistenti sono per lo più obsoleti e inefficienti; senza attrezzature tecnologiche all’avanguardia per migliorare la qualità del soccorso tecnico urgente alla popolazione; senza nessuna specializzazione riconosciuta o valorizzata quali ad esempio il Soccorso Speleo Fluviale, il Nucleo Batteriologico e Radioattivo, i Sommozzatori, gli Elicotteristi, i Portuali, gli Autisti di mezzi speciali; senza un organico adeguato secondo parametri europei 15,000 unità in meno; senza riconoscimento di lavoro particolarmente usurante in quanto spesso si è a contatto con materiali pericolosi, chimici e velenosi; senza una collocazione nell’ambito della Protezione Civile come struttura portante, e non un ruolo di manovalanza; senza nessun trattamento di missione o trasferta. In compenso siamo obbligati ad orari straordinari per far fronte alle calamità; a vigilanze nei locali pubblici fuori dall’orario ordinario e straordinario; a trattenerci in servizio per carenza di organico; a far fronte alla Campagna Antincendio Estiva fuori dall’orario di lavoro; a recarci nelle zone terremotate o permanere nei Comandi per attività "istituzionali"; a svolgere lavoro straordinario senza remunerazione che finirà a recupero ore; a restare in un comparto pubblicistico e patrimonio militaresco. Questa è la nostra "qualità della vita", ed è ora di dire basta. Perché i Vigili del Fuoco hanno una loro dignità, sono prima uomini e lavoratori e solo dopo tecnici e responsabili del soccorso nel paese. Il governo ci vuole militari e manovali e noi non possiamo accettarlo.
Rdb Vigili del Fuoco


30 giugno 2009 - La Repubblica

Vertenza all´hotel Carlton
Direzione contro sindacalisti intervengono polizia e carabinieri

Bologna - Per fare uscire dall´albergo una quindicina tra lavoratori e sindacalisti Rdb che protestavano, la direzione dell´hotel Carlton ha fatto intervenire polizia e carabinieri. Lo racconta Luigi Marinelli delle stesse Rdb, protagonista della scena che è accaduta ieri pomeriggio intorno alle 14,30, Poco dopo che il sindacato aveva indetto uno sciopero immediato per i dipendenti dell´albergo. La vertenza, che riguarda una cinquantina di lavoratori in lotta contro l´esternalizzazione delle mansioni annunciata dal proprietario, il gruppo «Monrif», va avanti da aprile. «Oggi - spiega marinelli - abbiamo saputo che ci sarebbe stato un incontro tra la direzione, l´ascom e i sindacati Cgil e Cisl. Abbiamo indetto uno sciopero e chiesto di incontrare il direttore nell´intento di partecipare all´incontro. La loro risposta è stata chiamare polizia e carabinieri».


30 giugno 2009 - Il Manifesto

CENTRI ESTIVI · Le educatrici protestano contro una paga da fame
Alzi la mano chi prende meno di 3,70 euro l ora
di Luca Fazio

Milano - Cari genitori, ceto medio ormai ex benestante, insomma la maggioranza, quelli che due mesi al mare per ossigenare la creatura con nonni a carico non se li possono permettere, ecco una storia di ordinario sfruttamento (schiavitù light ) che vi riguarda molto da vicino, e che per questo dovrebbe suscitare sdegno e indignazione - e magari guadagnarsi qualche copertina estiva a colori tipo...gli schiavi che raccolgono pomodori sotto il sole del bel paese a...facciamo 3,70 euro all'ora! Bene. Sapete quanto guadagnano gli educatori che ogni giorno, per otto ore al giorno, si intrattengono con i vostri bambini nei centri estivi, un servizio essenziale che il Comune di Milano affida in gestione ad alcune cooperative? Guadagnano 3,70 euro all'ora (al lordo, e comunque a raccogliere pomodori si guadagna di più), e lavorano nelle decine e decine di scuole elementari di Milano che tutte le mattine fino alla fine di luglio offrono questo servizio. E non è un lavoro semplice, perché i bambini necessitano di mille attenzioni e perché i genitori sono molto esigenti nel valutare il contesto sociale, educativo e didattico del centro estivo dove «parcheggiano» (non sia mai detto) gli eredi. Le gare d'appalto le vincono sempre le stesse cooperative (Ireos, Dedo, Cime, Azzurra), dire «al ribasso» forse non rende l'idea. Anna, 40 anni, logopedista, ogni estate si prende cura dei bambini, e quest'anno lavora con un portatore di handicap. Lo fa perché quello sarebbe il suo vero lavoro e per arrotondare lo stipendio (durante l'anno fa l'impiegata). La sua non è una rivolta, ha solo deciso di rendere pubblico lo scandalo di una paga che la maggior parte dei lavoratori (spesso sono ragazzi e ragazze che non si possono permettere alcun tipo di trattativa) accetta perché tutto sommato «questo è meglio di niente». Anna ha telefonato alla Cgil, ma non le hanno dato retta. Poi ha provato a rivolgersi a Telefono Precario (www.telefonoprecario.it) e se non altro venerdì 3 luglio tutte le lavoratrici dei centri estivi milanesi cercheranno di farsi vedere in piazza San Babila, insieme ad altri precari, per dare vita al «Requiem del lavoro» in occasione dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base (Rdb, Cobas, Sdl). «Io sono scandalizzata - dice Anna - ci dovrebbe essere un minimo sindacale, e poi vorrei proprio sapere se è vero che il Comune di Milano paga le cooperative con tutti quei mesi di ritardo». Perché fatto il danno, c'è anche la beffa: 29,60 euro al giorno per un lavoro prestato a giugno verranno retribuite a novembre. Da qui la richiesta, minima, formultata da Telefono Precario: «Considerata la vergognosa tabella contrattuale applicata alle lavoratrici, alle cooperative chiediamo che le competenze siano pagate a fine rapporto, cioè a luglio». Qualche genitore se la sente di passare venerdì in San Babila?


30 giugno 2009 - Il Bologna

Sindacato. Cgil e Cisl contestano i piani della catena alberghiera.
Oggi riunione a Unindustria per la Harris
Blitz al Carlton per Rdb, oggi corteo Mercedes

Bologna - Inizio settimana ricco di vertenze sindacali. Ieri c'è stato pure qualche attimo di tensione per la trattativa al hotel Royal Carlton, del gruppo Monrif, dove stava per iniziare l'incontro tra i sindacalisti di Cgil e Cisl. Iniziativa che ha provocato il blitz, nella hall dell'albergo, delle Rdb che hanno contestato l'esclusione dal tavolo. Per fermare la protesta è arrivata la polizia. "Noi ad inizio della riunione con l'azienda abbiamofatto presente che questa organizzazione rappresenta dei lavoratori a cui si devono delle risposte - spiega Lorenza Giuriolo della Cgil - per quanto riguarda il progetto di esternalizzazione di alcune funzioni abbiamo ribadito la nostra contrarietà e chiesto un tavolo nazionale". Insomma la vertenza è ancora in salita. Sempre ieri presidio, iniziato il 25 giugno, davanti alla Harris di Pianoro. L'azienda che si vuole trasferire in Polonia e rischia di lasciare senza lavoro 48 lavoratori su 76. Oggi è previsto un incontro a Unindustria dove si spera: "In una proposta che tenga di conto la nostra situazione - spiega Primo Sacchetti della Fiom - considerando che anche un'ipotetica ricollocazione ci mette in seria difficoltà". Dopo lo sciopero di venerdì oggi alle 15 davanti alla Regione, in via Aldo Moro, ci sarà un sit in di Cub Trasporti e lavoratori degli appalti delle pulizie dei treni che chiedono: "Il mantenimento in Emilia-Romagna degli appalti e sub-appalti dei circa 300 lavoratori attualmente in carico alla Mazzoni e alla Domino Multiservice". Stessa ora, stessa via per i sindacati di base e i centri sociali per una piattaforma anti crisi.
Mercedes. Corteo, parte alle 10 da piazza Trento Trieste, fino al consolato tedesco degli oltre 300 dipendenti delle concessionarie Mercedes delle società Interauto spa, Meb & car spa, Diesis srl, Nykorfin srl. Realtà che rischiano un forte ridimensionamento occupazionale.(GBN)


30 giugno 2009 - Viterbo Oggi

Vigili del fuoco contro il governo
La protesta del corpo per l'ineguatezza delle risorse

Riceviamo e pubblichiamo - Il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco, protesta per la mancata approvazione da parte del Governo degli emendamenti, proposto in sede di conversione del decreto legge 28 aprile 2009 n. 39 sul "terremoto Abruzzo", che prevedevano adeguamenti di organici, mezzi ed l’indennità di soccorso per i Vigili del Fuoco. Protestiamo contro la disattenzione della politica, sia dei governi di destra che di sinistra, nei confronti dei Vigili del Fuoco, contro l'attuale Ministro dell’Interno Maroni che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei VV.F. durante quest'ultima calamità che ha colpito l'Italia intera.  Come RdB\CUB Vigili del Fuoco, sottolineiamo che il sisma dell’Abruzzo, ha ulteriormente messo a dura prova il CNVVF; questo evento ha messo in evidenza, se mai fosse stato necessario, la grave carenza d’organico del Corpo; la mancanza di risorse; la necessità di adeguamento economico del personale in linea con i salari europei; le condizioni vetuste, inaccettabili, di mezzi ed attrezzature di colonna mobile; e pertanto chiediamo un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso, l’apertura di un tavolo di confronto tra Amministrazione e parti sociali per rivedere le norme interne al Corpo che regolano l'invio delle colonne mobili VV.F. in riferimento alle diverse tipologie di calamità al fine di migliorare ed accelerare l'arrivo dei soccorsi. Chiediamo la stabilizzazione dei precari del CNVVF attraverso l’assunzione di tutti gli idonei, ed un adeguamento economico alla luce della professionalità da sempre dimostrata dai Vigili del Fuoco. Riteniamo inaccettabile che ogni governo che passa, sull'onda dell'emergenza, della calamità riconosca al CNVVF meriti ed onori (!) e dopo, al solito, terminato l'effetto mediatico, si ritorna a trascurare cosa significa fare prevenzione in Italia; mancanza la cultura della prevenzione. Altri sindacati chiedono l'equiparazione alle forze di polizia, per noi un ulteriore ed inutile militarizzazione del Corpo, si lagnano, vogliono i "gradi" militari come i poliziotti, quasi portassero ad una risoluzione dei problemi. La RdB\CUB è da anni che ha presentato un progetto per far uscire il Corpo Nazionale dal Ministero dell'Interno, progetto che prevede di transitare al Dipartimento della Protezione Civile in qualità di colonna portante di questa struttura. Noi lavoratori del sindacato di base non sappiamo cosa farcene dei gradi, con questi non portiamo soccorso, noi pretendiamo attrezzature modern...
Invitiamo gli organi di stampa alla conferenza stampa dei delegati RdB\CUB VF di tutte regioni d’Italia presso i cancelli della sede dei Vigili del Fuoco di via Genova a Roma il giorno 1 luglio alle ore 11,30.


30 giugno 2009 - Bergamo news

La protesta - Anche i vigili del fuoco di Bergamo aderiranno alla manifestazione nazionale di Varese, organizzata per sollecitare l'adeguamento di organico del Corpo. Una promessa finora non mantenuta
Mancano mezzi, soldi e uomini, i pompieri vanno in piazza

Bergamo - Il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco, del Comando Provinciale di Bergamo protesta per la mancata approvazione da parte del Governo dell’emendamento, proposto in sede di conversione del decreto legge 28 aprile 2009 n. 39 sul "terremoto Abruzzo", che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi ed l’indennità di soccorso per i Vigili del Fuoco. I pompieri reclamano contro la disattenzione della politica nei confronti dei Vigili del Fuoco, contro il Ministro dell’Interno Maroni e il Governo che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei VV.F. Si sottolinea che il sisma dell’Abruzzo ha ulteriormente messo a dura prova il Corpo, evidenziandone nuovamente la carenza d’organico, la mancanza di risorse ed adeguamento economico del personale, le condizioni vetuste ed inaccettabile di mezzi ed attrezzature di colonna mobile. Il sindacato chiede pertanto un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso, la stabilizzazione dei precari ed un adeguamento economico alla luce della professionalità da sempre dimostrata dai Vigili del Fuoco. La stabilizzazione del personale precario del Comando di Bergamo ed i passaggi di qualifica da Vigile a Capo Squadra permetterebbe di completare la pianta organica dell’importantissimo distaccamento dei Vigili del Fuoco permanente di Dalmine, oggi presidiato saltuariamente quando in sede centrale vi è la possibilità di staccare una squadra ed inviarla presso il distaccamento. Con l’impegno costante, dal 6 aprile, presso la città de L’Aquila per portare soccorso alla popolazione gravemente colpita dal sisma, per la mancanza di copertura della pianta organica del distaccamento di Dalmine, per la mancanza di Capo Squadra e Capo Reparto di questo Comando, non si riesce ad aprire definitivamente il distaccamento di Dalmine, strategico punto di partenza per interventi di soccorso urgente a copertura di una vasta zona densamente popolata, con la numerosa presenza di siti industriali e vicinissima all’accesso autostradale. Per tutti questi motivi il Sindacato parteciperà al presidio presso la prefettura di Varese che si terrà lunedì 6 luglio dalle ore 11.00 in piazza Libertà 1.


30 giugno 2009 - Corriere del Mezzogiorno

Petru, nella stazione sarà esposta la sua fisarmonica

NAPOLI - «Quello che più ci affascina è la relazione tra queste nuove opere di architettura e l’aspetto urbanistico del centro storico della città». Questo è il pensiero dei giornalisti di settore, architetti e operatori culturali francesi e tedeschi in visita ieri alla stazione della Cumana di Montesanto. Ad accompagnarli è l’architetto Silvio D’Ascia, autore del progetto di riqualificazione della fermata che collega il centro con l’area flegrea: «L’interesse internazionale per la nostra città è rivolto a opere come questa». Ad organizzare l’evento è stato l’assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta: «Questa iniziativa serve a fornire un’immagine diversa della città». Ma c’è chi non ha preso parte al pranzo e ha criticato l’iniziativa. Sono gli autoferrotranvieri dei sindacati di base che hanno tenuto un presidio di protesta. «Basta con queste autocelebrazioni - ha dichiarato Rosario Maresca responsabile regionale trasporti Rdb/Cub - perché oggi questa linea viaggia ancora a un solo binario con enormi disagi per i pendolari». Intanto proprio a Montesanto verrà esposta in una teca la fisarmonica di Petru, il rom ucciso in una sparatoria. La decisione di Sepsa e Regione.(g.m.)


30 giugno 2009 - La Nuova Ferrara

Rdb-Cub, sit-in davanti alla Regione

Bologna - Saranno presenti anche i rappresentanti delle Rdb-Cub di Ferrara alla manifestazione di oggi davanti alla sede della Regione per protestare contro l’insufficienza dei provvedimenti dei provvedimenti messi in campo dal governo contro la crisi. Le Rdb-Cub chiedono blocco dei licenziamenti, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, aumenti di salari e pensioni. Il 3 luglio annunciato uno sciopero del pubblico impiego.


30 giugno 2009 - Il Resto del Carlino

Oggi a Bologna, davanti alla sede della Regione...

Oggi a Bologna, davanti alla sede della Regione, ci saranno anche le rappresentanze sindacali di base-confederazione unitaria di base di Ferrara a manifestare per una piattaforma anticrisi a favore di salariati, disoccupati, pensionati, giovani, settori popolari.

Modena. LE ORGANIZZAZIONI sindacali Rdb/cub pubblico impiego...

Modena - LE ORGANIZZAZIONI sindacali Rdb/cub pubblico impiego, Cobas, Confederazione Sdl hanno proclamato per l'intera giornata del 3 luglio uno sciopero generale dei lavoratori della pubblica amministrazione. Lo sciopero riguarda anche uil personale del comparto (infermieri, tecnici, amministrativi) e della dirigenza medica. Usl e Policlinico consigliano di informarsi prima di presentarsi negli ambulatori.


30 giugno 2009 - Il Giornale di Monza

Premio produttivo ridotto del 70 per cento. Dipendenti comunali pronti allo sciopero

Monza - La paralisi per la macchina comunale potrebbe arrivare il 3 luglio. Quella è la data per il possibile sciopero generale che i dipendenti comunali potrebbero mandare in scena contro i tagli al premio di produzione. Quella che in Municipio veniva considerata una sorta di quattordicesima, quest'anno si è rivelata ridotta del 70 per cento. Se nel 2008 in media i dipendenti si erano trovati in busta paga un bonus da 800 euro, ora la cifra è scesa fino a 250 euro.
Uno scossone che, improvvisamente, ha spazzato via tutte le divisioni sindacali. Rsu, Cgil, Uil, Cisl, Sulpm, Rdb si sono già appellati al Prefetto di Milano con una «richiesta di procedura di raffreddamento e/o conciliazione personale di ruolo e precario». I sindacati giudicato così disatteso l'accordo del 17 novembre scorso in base al quale l'Amministrazione si sarebbe impegnata a trovare i soldi per un fondo produzione in linea con gli ultimi anni. Un'occasione per puntare il dito anche contro l'esternalizzazione di servizi, con particolare riferimento alla Scuola civica «Borsa» e al Consorzio per la gestione della Villa e del Parco, un procedimento che riguarderebbe ovviamente anche il personale interessato.Da qui la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale del Municipio.La risposta del prefetto è attesa in questi giorni. Ma l'accordo con la Giunta per incrementare il fondo è decisamente lontano.


30 giugno 2009 - Città Oggi web

Nulla di fatto dopo l'incontro con la dirigenza, venerdì 10 luglio assemblea pubblica in ditta con gli onorevoli Garavaglia e Mantovani
Ore contate per la Esab di Mesero: 85 dipendenti a casa nei prossimi giorni
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Mesero - Dopo la deludente riunione con la dirigenza per i lavoratori della Esab la parola d’ordine è una: lottare. Continuare a difendere il proprio posto di lavoro anche se le intenzioni che arrivano dall’alto sono ormai note, ovvero trasferire la produzione nell’est Europa e tagliare il personale. Sono ben 85 gli esuberi in partenza su un totale di circa 143 persone che lavorano nello stabilimento che si occupa di saldature e produzione di elettrodi. "L’azienda gode di ottima salute – spiega Bruno Calcaterra, da 35 anni dipendente della Esab – è solo la logica di profitto che ha portato ad una situazione come quella che stiamo vivendo". Questa mattina è giunto a Mesero anche un dirigente dall’Inghiltera, dove è situata la sede centrale della Esab, azienda che ha quasi un secolo di vita ed è controllata da una multinazionale, e proprio come è già avvenuto nelle sedi di Gothenburg, Svezia, e di Dalsbruk, Finlandia, rischia di restare soltanto un presidio commerciale. L’incontro è avvenuto tra i rappresentati del Cub (Confederazione Unitaria di Base), del consiglio di fabbrica, insieme al direttore amministrativo Fulvio Esposito e all’amministratore delegato Massimo Impavidi e si è concluso con un nulla di fatto, nonostante le due ore giornaliere di sciopero e il presidio costante dei lavoratori alla portineria. L’azienda si è rifiutata di rilasciare un commento spiegando che "tutto verrà chiarito successivamente attraverso un comunicato". "Ritengono che spostando la produzione dove la manodopera costa meno e le condizioni di sicurezza non non vengono rispettate si risolva il problema – aggiunge Walter Monagnoli dei Cub – così facendo il loro obiettivo è solo quello di dare una risposta agli azionisti. Abbiamo spiegato alla dirigenza che non siamo disponibili al martirio e continueremo a lottare coinvolgendo le istituzioni del territorio". Sul piatto della bilancia a detta di molti c’è l’aumento di valore dei 70mila metri quadri di terreno su cui sorge la Esab di Mesero. Un terreno che in passato era valutato 5milioni di euro e che ora, con l’autostrada a pochi metri, è più che raddoppiato. Dallo scorso lunedì 22 giugno i lavoratori stanno bloccando le merci in uscita e continueranno la protesta ad oltranza. Venerdì 10 luglio alle 9.30 nello stabilimento si terrà un’assemblea pubblica alla quale sono stati invitati anche gli onorevoli Massimo Garavaglia e Mario Mantovani, oltre al sindaco di Mesero e agli altri politici dei paesi limitrofi.


29 giugno 2009 - Il Sole 24 Ore Radiocor

AVVENIMENTI PREVISTI: MARTEDÌ 30 GIUGNO

ECONOMIA - (Radiocor) ....
- Roma: le commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera ascoltano Cisal, Confsal, Rdb-Cub, Usae, Snami sullo schema di decreto legislativo per l'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico. ...


29 giugno 2009 - TGCom

Scioperi, luglio un mese "caldo". Disagi per treni, aerei e benzina

Luglio sarà un mese caldo, quasi rovente sul fronte degli scioperi. E chi ha programmato di andare in vacanza proprio in questo periodo dovrà fare particolare attenzione al calendario e controllare le date. In programma ci sono diverse proteste da parte del personale del trasporto ferroviario e aereo. Ma anche chi ha deciso di partire in auto dovrà fare bene i conti prima di trovarsi a secco di carburante. Il prossimo 8 e 9 luglio, infatti, incroceranno le braccia i benzinai. Problemi, poi, per chi deve recarsi alle isole Eolie il 5 luglio per uno sciopero del personale Siremar aliscafi. Il 7 luglio (dalle 14 alle 18) ci potranno essere disagi a causa dello sciopero dei lavoratori addetti alla manutenzione di Alitalia in Lombardia. Sempre il 7 (dalle 10 alle 18) sciopero degli addetti all'Aeroporto di Pisa aderenti a Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Due giorni dopo, il 9, resteranno fermi, dalle 12 alle 16, i piloti Eurofly aderenti all'Anpac. L'11 luglio, invece ci sarà lo sciopero nazionale di 24 ore degli aderenti all'Orsa di Trenitalia. Difficoltà per chi deve partire o arrivare all'aeroporto di Orio al Serio il 19 luglio per uno stop al lavoro del personale Enav, mentre il 20 incroceranno le braccia gli addetti dell'Aeroporto di Firenze. Sempre il 20 luglio, sciopero nazionale di 24 ore del personale navigante di cabina di Airone City Liner. Il giorno successivo problemi a Malpensa a causa dello stop del personale di terra di Eurofly. Per chi si muove in treno, c'è da segnalare che il 6 luglio incroceranno le braccia gli aderenti a Filt-Cgil e Uilt-Uil di Rfi in Calabria mentre dal 9 al 10 luglio resteranno fermi i lavoratori di Trenitalia e Rfi della Sicilia.
Ma le categorie coinvolte non sono solo quelle degli addetti ai trasporti. Venerdì prossimo, 3 luglio, sciopereranno gli statali aderenti alle sigle autonome (Cobas, Sdl e Rdb-Cub) contro il decreto Brunetta di riforma della P.A.


29 giugno 2009 - Caserta news

Vigili del Fuoco: "Decreto Abruzzo: retribuiti male, trattati peggio! Solo promesse del governo e niente soldi!"

Roma – Dopo mesi di straordinario lavoro incessante nelle zone terremotate e nei luoghi di lavoro, il governo ha varato ieri sera il decreto "Abruzzo" contenente interventi economici anche per i Vigili del Fuoco.
Il decreto ufficiale del consiglio dei ministri parla 1,5 MLN di € per l'anno 2009 e 8 MLN di €. divisi a metà con la Protezione Civile, mentre agenzie di stampa riportano altre cifre da dividere con la polizia, per riparare i mezzi usurati, lavoro straordinario e trasferte a seguito delle fasi del terremoto.
A conti fatti, per i Vigili del Fuoco, possiamo affermare che volendo mantenerci a calcoli molto "esagerati" nelle tasche dei lavoratori entreranno cifre che sfiorano i 1,30 € medi lorde e procapite.
Sempre che questi soldi vengano destinati al personale. NON è DETTO!
Questa è l'elemosina che il governo ha pensato per i Vigili del Fuoco che da sempre assicurano il soccorso nel paese con orari di lavoro che sfiorano l'assurdo, ormai le 36 ore settimanali sono diventate un baluardo difficile da mantenere.
Ogni giorno per sopperire alle carenze di organico siamo "obbligati" a prestazioni lavorative che in alcuni casi superano le 96 ore settimanali, alla faccia della qualità della vita, se a ciò aggiungiamo che queste ore o non ci vengono retribuite e messe nella "banca ore" o quando vengono pagate questo avviene dopo anni, riteniamo la beffa sia insopportabile!
Diciamo che in questi tre mesi post terremoto abbiamo vissuto di tutto:
partenze notturne per le zone terremotate;
vissuto in tende al limite della decenza;
mangiato nei capannoni quello che "passa lo Stato": acqua riscaldata dal sole e rinfrescata nelle ore notturne - pasti alla meno peggio..
riposato nei "loculi" del poli/logistico;
lavori di "facchinaggio" e pulizie;
lavati quando è stato possibile dopo la riparazione dei "logistici";
ferie o permessi nemmeno a parlarne;
mezzi riparati quotidianamente per riuscire a lavorare;
trattenuti per l'emergenza e obbligati a prestazioni "istituzionali"(vigilanza ecc.) obbligati a rimanere in servizio;
orario straordinario dello straordinario per il soccorso!
D'ora in poi il giusto premio sarà quello di avere un'indennità di uno (1) €, solo quando lavori, come riconoscimento per tutti i sacrifici richiesti. Riteniamo che, questa sia l'ultima umiliazione che possiamo accettare, non ci hanno retribuito nemmeno le ore prestate nelle zone terremotate né tanto meno quelle prestate nelle sedi ed ora ci amareggiano con 1 €, RIPETIAMO, se verrà destinato al personale! Invitiamo gli organi di stampa alla conferenza stampa dei delegati RdB\CUB VF di tutte regioni d'Italia presso i cancelli della sede di via Genova Roma alle ore 11,30.


29 giugno 2009 - Julie news

Organizzato dall'organizzazione RdB
3 Luglio 2009: sciopero del Pubblico Impiego
3 Luglio 2009: SCIOPERO GENERALE del PUBBLICO IMPIEGO (3 ore a fine turno). Contro la privatizzazione della Pubblica Amministrazione. Contro il cosiddetto Piano Industriale del Decreto Brunetta. Contro la farsa della meritocrazia. PER UN SALARIO VERO CHE ASSORBA LA PARTE VARIABILE, PER DIFENDERE I DIRITTI E LA DIGNITA' DEI LAVORATORI E DEGLI UTENTI. Venerdi' 3 Luglio – ore 11 – Cinema Modernissimo (Via Cisterna dell’Olio – Napoli) ASSEMBLEA PUBBLICA aperta a lavoratrici e lavoratori, precari e disoccupati. Nel corso dell'Incontro interverra' l’Assessore al Lavoro della Regione Campania, Corrado Gabriele, il quale illustrera' la Delibera concernente il Protocollo d'Intesa sulle relazioni sindacali tra la Confederazione Unitaria di Base e la Regione Campania.

Napoli - Perché la RdB CUB ha proclamato il 3 luglio uno sciopero di 3 ore in tutto il Pubblico Impiego?
Perché abbiamo ritenuto necessario dare una risposta forte ai contenuti del decreto Brunetta, prima che il testo sia definitivamente approvato. Lo sciopero sarà di 3 ore in tutti i comparti del Pubblico Impiego, mentre nella Sanità sarà per l’intera giornata. Lo sciopero sarà preceduto da assemblee nei posti di lavoro e da iniziative di varia natura che coinvolgeranno tutti i settori del Pubblico Impiego e tutto il territorio nazionale.Vogliamo far capire ai lavoratori cosa sta succedendo e le ripercussioni che la legge avrà sul loro salario, sui loro percorsi di carriera, sull’organizzazione del lavoro.
Era proprio necessario ricorrere allo strumento dello sciopero?
Chiunque abbia letto con un minimo di attenzione l’ultima versione del decreto si è reso immediatamente conto della portata della "rivoluzione" che il Ministro intende adottare. Se il testo dovesse passare così com’è non solo i lavoratori pubblici pagheranno un prezzo altissimo, ma si arriverà in brevissimo tempo alla "desertificazione" della Pubblica Amministrazione.
Ma che cos’è il decreto Brunetta?
E’ un decreto legislativo in attuazione della legge delega n° 15/2009 che riprende i contenuti del piano industriale presentato dal ministro all’indomani della sua nomina.
Quali sono i contenuti del decreto che secondo la RdB meritano necessariamente di una risposta da parte dei lavoratori?
Secondo noi è da respingere l’intero impianto. Infatti dietro il miraggio dell’efficienza e della trasparenza della Pubblica Amministrazione si nasconde il vero scopo di tutta questa operazione: dimostrare che i lavoratori pubblici sono improduttivi e quindi licenziabili, che ci sono strutture pubbliche inefficienti e quindi da sopprimere per arrivare ad una pubblica amministrazione, non snella, ma ridotta all’osso, al servizio esclusivo delle imprese, che fornirà servizi sociali di sussistenza ai cittadini e regalerà al privato la gestione, dietro pagamento, di tutto il resto.
Ma non avete paura di essere tacciati come quelli che difendono l’inefficienza della Pubblica Amministrazione e l’improduttività dei pubblici dipendenti?
Assolutamente no! Abbiamo sempre denunciato con forza, in tutte le occasioni i mali della Pubblica Amministrazione. Sappiamo anche noi che ci sono molte cose che non vanno. Ma conosciamo anche le cause della malattia ed abbiamo cercato di fornire le medicine giuste. La lotta per la stabilizzazione dei precari pubblici è nata non solo dalla giusta rivendicazione del diritto al lavoro, ma anche dalla consapevolezza che questi lavoratori consentono alle strutture pubbliche di continuare ad erogare i servizi all’utenza. Abbiamo denunciato la "mala sanità" pubblica attraverso la pubblicazione di libri bianchi inviati alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, evidenziando che non sono i lavoratori responsabili dell’inefficienza, ma gli sprechi determinati dal sistema degli appalti e delle esternalizzazioni, come è emerso dai casi di cronaca degli ultimi anni. Abbiamo pubblicato un dossier sulla giustizia dove oltre ad aver evidenziato come le continue riforme in materia invece di accelerare i tempi della giustizia, paradossalmente li dilatano, segno evidente della volontà precisa di non farla funzionare, abbiamo formulato proposte costruttive per modificare lo stato di cose. Gli esempi potrebbero continuare all’infinito e riguardano tutti i settori, dalla previdenza al fisco, dalle amministrazioni locali alla difesa. Anche le nostre battaglie condotte contro i tagli alla spesa pubblica e contro il blocco delle assunzioni vanno proprio in questa direzione.
Ma non ritenete che sia necessaria una differenziazione stipendiale dei lavoratori pubblici in base alla loro produttività?
Innanzitutto vorremmo sottolineare come attualmente siano già previste all’interno dei contratti del pubblico impiego delle disposizioni che permettono di differenziare il salario accessorio dei dipendenti sulla base dei risultati raggiunti. Ma vorremmo anche sottolineare come i compensi del sistema premiante, i cosiddetti premi di produttività, siano finanziati in buona parte non con soldi freschi, ma con parte degli aumenti contrattuali che, anziché essere destinati all’incremento tabellare, confluiscono nei fondi per il salario accessorio delle pubbliche amministrazioni. Ma vorremmo andare oltre queste, per noi essenziali, considerazioni. Le graduatorie previste da Brunetta, che dividono i lavoratori tra buoni, meno buoni e cattivi, in base ad un concetto di meritocrazia del tutto opinabile, creeranno inevitabilmente disfunzioni organizzative a totale scapito della produttività. Come è pensabile poter affermare senza ripercussioni sull’attività lavorativa che in una struttura pubblica di cento persone solo 25 siano meritevoli dell’intero compenso? E’ del tutto evidente che il fine ultimo non è quello di produrre maggiore efficienza o migliore servizio all’utenza…
E’ un dato di fatto però che l’utenza molto spesso si lamenta del servizio reso dalla Pubblica Amministrazione…
Bisogna innanzitutto sfatare anche questa sorta di "leggenda metropolitana" e l’autogol di Brunetta sugli emoticons all’Inps lo dimostra in maniera inequivocabile: il 91% delle risposte fornite dagli utenti ha dato un giudizio positivo nei confronti del servizio reso dall’Ente previdenziale. Ma anche in questo caso cerchiamo di dare una risposta più articolata. Se un qualsiasi cittadino si reca in un servizio pubblico e non riceve una risposta adeguata alle sue esigenze, inevitabilmente si "incazza" con chi gli sta di fronte, che nella maggior parte dei casi è l’operatore allo sportello. Ma quanti, tra la minoranza insoddisfatta, sanno che nella stragrande maggioranza dei casi la risposta non viene data nei modi e nei tempi attesi a causa di leggi farraginose, o della mancanza di formazione degli operatori, o della carenza di macchinari che non possono essere acquistati per mancanza di fondi, o del malfunzionamento delle procedure informatiche, o della carenza di personale che dilata i tempi di risposta? Quanta parte di questa utenza sa di trovarsi di fronte a lavoratori precari, molto spesso subappaltati, che non hanno ricevuto neanche un’adeguata formazione o a lavoratori "mansionisti", costretti cioè a fornire prestazioni a cui non sono tenuti e per le quali non vengono retribuiti?
Il decreto Brunetta investe la dirigenza pubblica di nuove responsabilità. Qual è la vostra opinione a riguardo?
La normativa che viene introdotta dal decreto sulla dirigenza ci preoccupa e non poco. La dirigenza della pubblica amministrazione è una dirigenza quasi totalmente lottizzata e legata mani e piedi ai poteri sindacali e politici di riferimento. Oggi, con le nuove regole, questa dirigenza, che avrà il potere di decidere salario, percorsi di carriera ed anche posti di lavoro dei dipendenti pubblici, si troverà a doversi assumere quelle responsabilità che non è mai stata capace di assumersi. Non è difficile immaginare che per non essere colpita in prima persona non esiterà a colpire i lavoratori. Su questo i dipendenti pubblici devono riflettere, ed attentamente. Nessuno pensi di essere tra gli eletti perché, una volta incrinata la solidarietà tra lavoratori, non ce ne sarà più per nessuno…
Ma le altre Organizzazioni Sindacali?
A parte qualche vagito della CGIL non ci sembra di aver udito grida di dissenso nei confronti dell’operato del Ministro. Qualche ritocco al decreto, senza modificarne l’impianto complessivo, sarà ritenuto sufficiente a dimostrare di aver avuto un ruolo nella questione. Del resto non scordiamoci che la riforma Brunetta è legata a filo diretto con i contenuti del Memorandum siglato da Cgil, Cisl, e Uil.
E quindi?
E quindi crediamo di aver spiegato in maniera più che dettagliata le ragioni del nostro sciopero e rivolgiamo un appello a tutti i lavoratori pubblici: ribelliamoci a questo futuro prima che diventi presente, scioperiamo compatti il 3 luglio e partecipiamo a tutte le iniziative messe in atto per contrastare il decreto. Difendiamo il nostro salario, la nostra carriera, il nostro posto di lavoro, lo stato sociale prima che sia troppo tardi!.


29 giugno 2009 - Varese news

Loro scioperano, la cooperativa li licenzia
Sono i sei dipendenti e soci lavoratori della coop Auto Moto Service che lavorano al magazzino automatizzato dell’Agusta Westland di Vergiate

Vergiate - Loro scioperano, la cooperativa li licenzia. Sono i sei dipendenti e soci lavoratori della coop Auto Moto Service che lavorano al magazzino automatizzato dell’Agusta Westland di Vergiate. I sei hanno tentato di far ascoltare la propria voce con un presidio prolungato davanti ai cancelli dell’azienda, ma proprio oggi, lunedì 29 giugno, la cooperativa ha notificato loro la lettera di licenziamento. La motivazione è "assenza ingiustificata dal posto di lavoro", anche se i dipendenti assicurano di aver fatto le dovute comunicazioni di sciopero nei tempi prescritti dalla legge. "Fin dall’inizio i lavoratori hanno tentato di farsi ascoltare dall’azienda per risolvere problemi legati al rispetto delle più elementari norme sulla sicurezza nello svolgimento del proprio lavoro, al riconoscimento della retribuzione degli straordinari e notturni resi obbligatori dalla turnazione e non pagati, ad una giusta retribuzione e qualifica legata alle proprie mansioni e contratto nazionale di lavoro, chiedendo il riconoscimento dei propri diritti ad organizzarsi con il sindacato per avviare una seria trattativa atta a risolvere i problemi sull’appalto – si legge in una nota del FlaicaUniti Cub -. Dopo 6 mesi di appalto con condizioni di lavoro inaccettabili e seriamente rischiose, l’atteggiamento sordo della cooperativa e le lettere di trasferimento con dequalificazione delle mansioni, hanno obbligato i lavoratori, il 5 di giugno, a proclamare uno sciopero ad oltranza, al fine di convincere i committenti dell’appalto (Agusta Westland), gli appaltanti (FATA Logistic Systems spa) ed i sub-appaltanti (Consorzio GAM e Cooperativa Auto Mot Service), a sedersi ad un tavolo con la CUB per trovare una soluzione conciliativa che risolvesse i gravi problemi interni all’appalto. La risposta delle aziende è stata quella di confermare i trasferimenti, sostituire i lavoratori in sciopero con altri dipendenti dell’appalto spostati nel magazzino automatizzato, minacciando apertamente gli scioperanti di ritorsioni, limitandosi ad approcci con il sindacato, ma dicendo chiaramente che non avrebbero mai accettato alcuna trattativa formale con la Cub, né tantomeno si sono mai attivati informalmente per dare le minime risposte ai lavoratori. I 6 lavoratori hanno continuato lo sciopero restando sui cancelli ogni giorno, distribuendo ai dipendenti Agusta un volantino che faceva un resoconto della loro situazione e l’unica visita interlocutoria che hanno ricevuto tramite padroni è stata la visita dei carabinieri e della Digos, chiamati dalla Direzione Agusta che, nonostante la totale assenza di rischio di ordine pubblico, hanno cercato di allontanare i lavoratori dal presidio. Il 23 giugno la cooperativa Auto Mot Service ha dato l’ultimatum ai lavoratori sostenendo che: o rientravano in fabbrica, alle stesse identiche condizioni di prima, con tanto di trasferimenti imposti, oppure li avrebbero licenziati. Dato che i lavoratori non si sono arresi alle condizioni capestro, hanno ricevuto la lettera di licenziamento, nonostante non fossero mai stati assunti regolarmente sull’appalto. Ma ciò non fa desistere dalla lotta i 6 che continuano il loro presidio davanti ai cancelli dell’Agusta di Vergiate appoggiati dalla Cub e da tutti coloro che volessero esprimere solidarietà a chi non si arrende all’arroganza cieca e sorda dei padroni, per rivendicare condizioni di vita e di lavoro adeguate alle più elementari norme di civiltà".


29 giugno 2009 - Targato CN

Cuneo: sciopero pubblica amministrazione, servizi garantiti

Cuneo - E' stato indetto uno sciopero generale del personale delle Pubbliche Amministrazioni dalle Organizzazioni sindacali RdB/CUB Pubblico Impiego, COBAS Pubblico Impiego e SDL Intercategoriale per le ultime 3 ore di ciascun turno di lavoro del giorno 3 luglio 2009. In relazione allo sciopero, ai sensi dell'art. 2, comma 6, della Legge 146/90, l’elenco dei servizi pubblici essenziali che saranno garantiti dal Comune di Cuneo (e le relative unità lavorative in servizio) sono le seguenti:....


29 giugno 2009 - Libertà

Nibbiano. ridimensionamento stabilimento militare con mattoncini lego

Questa mattina mi son svegliato o bella ciao, bella... No, caro direttore, così non va, ricominciamo da capo... Questa mattina mi son svegliato ed ho iniziato la giornata guardando tra le pieghe delle lenzuola, sotto il cuscino, sotto il letto, sotto il tappeto e tra le cianfrusaglie dello sgabuzzino, ma niente di niente, delle promesse fatte in questi anni dai politici locali e dai vari capoccia del Ministero della Difesa riguardo il futuro dell'ex Arsenale non vi era traccia alcuna.
Questa mattina mi son svegliato tutto cambiato tutto cambiato. La nuova parola d'ordine per gli attori principali di questa commedia tragicomica è "ridimensionare". Ridimensionare i costi, ridimensionare le maestranze, ridimensionare i volumi del nuovo Polo Industriale Militare, da uno stabilimento progettato per più di mille persone si passerà ad una struttura progettata per meno di cinquecento dipendenti, quindi una grave perdita occupazionale per il nostro territorio. A mio avviso, all'interno di questo brodo primordiale, in questa specie di Kaos delle origini, gli unici a non ridimensionare qualche cosa, cioè i loro guadagni, i loro profitti, saranno gli imprenditori e le cooperative che operano nel settore dell'edilizia piacentina. Diminuendo le dimensioni del nuovo stabilimento militare, a mio modesto parere, diminuiranno per i "locals business men" i costi della permuta tra aree militari e nuovo Polo Industriale Militare. "Buono scambio".
Compro a poco il terreno non edificato per rivenderlo a molto dopo averlo edificato. A questo punto io propongo un metodo infallibile, il quale permetterà un risparmio ancora maggiore, sia per quanto riguarda le risorse, sia per quanto riguarda il denaro. Ai politici nazionali consiglio di pagarci gli stipendi con i soldi del gioco del "Monopoli" mentre ai politici ed agli imprenditori locali propongo di costruirci il nuovo stabilimento militare con i mattoncini del "Lego", in scala ridotta naturalmente.
Seguendo queste mie due direttive avrete certamente il "risparmio" assicurato e come effetto collaterale un sano e giocoso ritorno all'infanzia. A noi sgangherati guerrieri della riserva indiana della tribù degli Exarsenalotti l'uomo bianco ha di nuovo rubato il futuro, ma sappiate tutti quanti, o voi cittadini, che se muore il "Popolo della Riserva" muore anche un pezzetto del cuore antico di questa nostra Piacenza. Questa mattina mi son svegliato molto arrabbiato molto arrabbiato!
Con serietà ironica.
Carlo Agosti Delegato sindacale Rdb-Cub dell' R. S. U. ex Arsenale


29 giugno 2009 - Il Giornale

I no global pronti all’attacco: ci vendicheremo di Genova
Su Internet lanciano la V-strategy contro il G8: viola, vendetta e vittoria Sognano il ritorno alla guerriglia. Intanto tornano i controlli alle frontiere
di Emanuela Fontana

Roma - Genova è lontana otto anni. Quella è la ferita aperta, il ricordo vivo, il fallimento: l’euforia finita con violenza, scontri, sangue e non con «un mondo migliore». Questo contro G8 italiano sarà diverso. Si porta in eredità l’uscita dalla politica della sinistra, il tramonto della falce e martello, lo sfaldamento di un movimento italiano unito dalla morte di Carlo Giuliani, ma ora diviso, disilluso. Indebolito anche dall’offuscamento di tutti i miti che avevano sostenuto i «globalcritic», da Seattle al subcomandante Marcos passando per Lula da Silva e l’odio per Bush, ora uscito di scena.
Ma qui in Italia c’è un fatto diverso: il Pd delude, la sinistra estrema prova a riprendersi il suo spazio. E così pure gli antagonisti, che in quest’ultima chance di uscire dall’ombra vogliono rendere «altermondista» persino il terremoto.
L’Aquila con il suo G8 è l’ultimo palcoscenico, si torna in piazza accanto ai terremotati «repressi». Le tendopoli diventano «campi profughi», il campo di accoglienza «strumento di controllo», la protezione Civile un apparato di «militarizzazione e repressione», la difficoltà di collegamenti Internet nelle tendopoli un «controllo militaresco del governo sul corpo e le menti dei terremotati». Si manifesta anche per i desaparecidos dell’Abruzzo, «le vittime che nessuno cerca, quei migranti ammassati come bestie negli scantinati». La guerra è contro «i potenti della terra», le banche, le multinazionali, ma il linguaggio in questo contro G8 è nuovo, plasmato sul dramma dell’Aquila e a tratti sinceramente fuori luogo, tutto costruito intorno all’«epicentro solidale» e al «disagio post-sismico e istanze altermondiste». La piattaforma di lotta è stata già definita, diffusa su tutti i canali Internet ed impostata sul concetto delle «Tre V»: «V come viola (sarà il colore predominante), V come vendetta, V come vittoria». Sarà questo lo slogan: «V strategy».
Manifestazioni in tutta Italia dal 2 luglio, le più grandi il 7 luglio a Roma e il 10 all’Aquila, con partenza da Paganica. Gli investigatori hanno segnato un’altra data: è quella del 4 luglio, corteo a Vicenza contro la base americana Dal Molin. Preparativi su Internet naturalmente, e per la prima volta su Facebook. È nata Indymedia Abruzzo, una costola del sito nazionale degli antagonisti. Il logo è un’aquila arrabbiata che spezza le catene.
Otto anni dopo Genova l’impressione è che la piazza non sarà così grande. Non ci sarà la stessa bizzarra unione di centri sociali estremisti e associazioni cattoliche. Il movimento non è più lo stesso. Qualche faccia rimane. Francesco Caruso, per esempio, il leader della rete no global campana, un’esperienza di due anni in Parlamento (il suo «assassino» a Marco Biagi ha obbligato recentemente la Camera alla revoca dell’immunità). E poi c’è il prete dei no global, don Vitaliano della Sala. Il sacerdote e Caruso hanno fondato insieme il gruppo su Facebook: «No al G8 all'Aquila. Vogliamo case non passerelle». ma gli iscritti sono 4916, pochi calcolando che il movimento si muove e vive nella rete.
Il corteo del 7 a Roma è stato battezzato ironicamente «giornata dell'accoglienza ai potenti della terra». La piattaforma di lotta prevede «una dinamica di blocco della circolazione e della mobilità», con «pratiche creative e intelligentemente radicali», per rivolgere «la nostra degna rabbia ad ostacolare la funzionalità della celebrazione dei potenti della Terra e della loro bancarotta».
Il 10 luglio si sfila all’Aquila, con il miraggio della zona rossa da abbattere, da fare propria: «La simbologia dell’assedio ha un limite. La zona rossa è ora incarnata nell’interdizione del centro storico», scrive su indymedia Antonello Ciccozzi, docente di antropologia all'Università dell'Aquila. Questa si chiamerà «marcia della rinascita» per una «ricostruzione sociale-solidale» e «contro il vertice G8 responsabile della crisi globale». Parteciperanno anche i sindacati Cub e Cobas. Qualche aquilano in realtà si sta già innervosendo. Sabato in una manifestazione sono circolati dei volantini che annunciavano il corteo del 10 luglio «contro la repressione» e nella folla è cresciuta la rabbia: «Siamo estranei», si è dissociato uno dei comitati aquilani, il «3.32». Dalla notte tra sabato e domenica è scattata la sospensione di Schengen per il G8: chiunque entra o esce dalla frontiera italiana dovrà munirsi di documento di riconoscimento, fino al 15 luglio. In campo per i controlli di sicurezza 15mila uomini delle forze dell’ordine.


29 giugno 2009 - EPolis Roma

Emergenza casa. L'Unione inquilini chiede interventi per tutelare anche per chi non può comprare
Un'onda anomala delle dismissioni sul mercato quasi 30mila alloggi
Occupanti senza titolo, incontro all'Inps l'8luglio. Il 90 per cento degli appartamenti va all'asta
di Marta Rossi

Roma - La stagione delle dismissioni sta per prendere il via. Quasi trentamila appartamenti in tutta Roma, dei vari enti previdenziali, finiranno sul mercato. «Ma siamo a metà del guado - avverte Guido Lanciano, segretario dell'Unione inquilini di Roma -, visto che già 60mila case sono state dismesse». E se l'ultimo caso di via Pincherle (case in dismissione acquistate dall'Ater) per l'Asia Rdb, il sindacato di base che ha seguito passo dopo passo la trattativa è «un segnale di speranza per tutti e tutte coloro che ogni giorno si difendono da sfratti, dismissioni selvagge, caro affitti e caro mutui», l'Unione inquilini chiede tutele per le prossime vendite degli enti e i movimenti di lotta per la casa rivendicano i diritti degli occupanti senza titolo. Le 17mila case Enasarco, ?mila Enpam e circa 2mila Enpaia (dati di Asia Rdb) più gli appartamenti dell'Inps che finiscono all'asta: un'onda anomala che va dai 25mila ai 30mila appartamenti nei quali vivono persone che per il 10-20 per cento non potranno acquistare a prezzo di mercato le quattro mura dove vivono da decenni. «Chiediamo alla Regione - dice Lanciano - di tutelare anche i 5mila che finora non hanno acquistato. Siamo d'accordo che la Regione acquisti, ma ci vogliono dei paletti. Il prezzo deve essere calcolato come edilizia residenziale e fissato dalla legge, gli inquilini che stanno dentro devono avere i requisiti da casa popolare e quindi servono controlli su chi abita nelle case degli enti». Altra storia è quella degli occupanti senza titolo. Il 90 per cento degli appartamenti abitati dai senza titolo finisce all'asta. Il meccanismo è questo. Gli occupanti senza titolo sono persone, famiglie che non potendo permettersi un mutuo o un affitto occupano le case vuote degli enti. Nel corso degli anni, grazie alle lotte sindacali e alle battaglie degli inquilini senza titolo si è arrivati all'approvazione del decreto legge 203/2005 che prevede la sanatoria per chi ha occupato fino al 25 settembre 2001. E poi, per chi resta fuori dalla sanatoria la possibilità di esercitare la prelazione con il prezzo a base d’asta. Nel decreto legge, però, è inserita una clausola che di fatto taglia fuori molte delle famiglie occupanti: è escluso infatti colui la cui condotta integri ipotesi di reato diverse dalla descritta occupazione abusiva. E siccome nella maggior parte dei casi l'Ente querela gli occupanti, in pratica molti sono tagliati fuori. A febbraio scorso, poi, con il Decreto Milleproroghe è stat- Scip e tutti gli immobili invenduti sono ritornati in mano agli Enti. Lo scorso 4 giugno in seguito all'occupazione della sede dell'Inps da parte degli inquilini senza titolo in Action, si è stabilito un tavolo di confronto (l'8 luglio) con il Comune, la Regione e l'Ente. Nel frattempo, l'Inps detto che «al momento - si legge nel verbale - sono sospese le aste per le unità occupate e l'esecuzione degli sfratti rendendosi disponibile a un confronto con gli inquilini e e le agenzie dei diritti per affrontare di volta in volta i singoli casi».


28 giugno 2009 - Il Manifesto

Sciopero generale il 3 luglio
di giulia torbidoni

I precari e i «fannulloni» della pubblica amministrazione si permettono di scioperare? Sì, il prossimo 3 luglio. E San Tommaso apostolo, santo del giorno, li perdonerà se in processione a Roma, al posto delle sue effigi, porteranno quelle della Beata Assunta. Che, pare, abbia dato la sua disponibilità per un'apparizione sotto palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione Pubblica. Tre le ore di sciopero annunciate per tutti comparti del pubblico impiego. I lavoratori della sanità, comparto che vive una seria emergenza, estenderanno, invece, lo sciopero all'intera giornata. È una «risposta forte ai contenuti del decreto Brunetta», dice la Rdb-Cub. Il provvedimento del ministro della Funzione Pubblica poneva il 30 giugno come termine ultimo per la chiusura delle stabilizzazioni dei precari, iniziate con le finanziarie del governo Prodi. Scadenza saltata. I tempi di approvazione del decreto si sono allungati per le elezioni. Inoltre, dice la Rdb-Cub, ci si è resi conto che «espellere i precari mette in sera difficoltà la pubblica amministrazione». Rimane però il limite del 31 dicembre, fissato dal ministro di Prodi, Luigi Nicolais. «In questi anni - sostiene il sindacato di base - centrodestra e centrosinistra si sono posti il problema di quanto 'far durare' i precari. Il problema, però, non è quello di far slittare i termini, ma stabilizzarli. Servono i finanziamenti, per rilanciare il pubblico impiego e migliorare i servizi per i cittadini».
I sindacati di base si dicono «gli unici ad essere legittimati a fare uno sciopero del genere, perché il decreto Brunetta mette in pratica il memorandum firmato da Cgil, Cisl e Uil». I punti del provvedimento da rigettare sono molti, a cominciare dal salario: la parte fissa è diversificata, causa federalismo e gabbie salariali; la parte variabile dipende dal rapporto con il proprio dirigente. C'è inoltre il pericolo che la progressione di carriera sia abolita o sottoposta a concorsi cui si può accedere solo con «valutazioni positive». La stessa contrattazione è «inesistente», perché «accorpare senza logica i comparti, significa impedire la democrazia sindacale e le libertà individuali e collettive». Da rigettare è anche l'incentivazione della meritocrazia. In realtà si tratta «di una valutazione fatta da soggetti esterni, senza contraddittorio e con scarsi riscontri oggettivi». I lavoratori verranno in questo modo suddivisi in tre fasce di valutazione, con diverse percentuale di salario di produttività. Da qui al 3 luglio saranno tante le iniziative e in tutta Italia. Assemblee unitarie in tutti i settori, biciclettate dei vigili del fuoco, presidi sotto le prefetture e volantinaggi.


28 giugno 2009 - Il Piccolo

IN PIAZZA A UDINE CONTRO IL RAZZISMO
Honsell: «No alle leggi stupide e ingiuste»

UDINE - Oltre 2000 persone, secondo gli organizzatori (800 secondo la Questura) hanno partecipato a Udine alla manifestazione regionale «per dire no al razzismo e alle discriminazioni». La manifestazione si è svolta per iniziativa di una cinquantina di organizzazioni fra le quali Rete diritti di cittadinanza del Friuli Venezia Giulia, Centro Balducci, Cgil, Acli, Rdb-Cub, Associazione immigrati di Pordenone, Donne in nero e associazioni La Tela e Officina del mondo di Udine.
Il corteo, alla cui testa c'era anche il sindaco di Udine, Furio Honsell, si è snodato pacificamente per il centro città.
«Obiettivo dell'iniziativa - ha spiegato il coordinatore di Rete diritti di cittadinanza, Michele Negro - è dare un segnale forte di civiltà alla maggioranza regionale che, su proposta della Lega, sta cancellando i diritti delle persone, escludendo dai benefici assistenziali coloro che non risiedono in Regione da almeno 15 anni». Contestato dai manifestanti anche il «pacchetto sicurezza» del governo. Rete diritti di cittadinanza ha annunciato che sono già 1.500 le firme raccolte per chiedere alla Regione di ritirare il ddl 39.
«Noi siamo per la legalità, contro l'approvazione di leggi non solo ingiuste, ma anche stupide» ha detto il sindaco di Udine Honsell nel corso della manifestazione. «Non possiamo che opporci contro la barbarie del razzismo e del fascismo - ha precisato Honsell - essendo figli dei grandi valori della Resistenza e poichè Udine è una città Medaglia d'oro della Lotta per la Liberazione».


28 giugno 2009 - L'Unità

No Razzismo

Udine - Sono oltre cinquanta le sigle - sindacati, enti, associazioni, centri culturali - che hanno dato la loro adesione alla manifestazione per i diritti di cittadinanza che si è svolta ieri a Udine promossa dalla Rete per i Diritti di Cittadinanza del Fvg, di cui fanno parte Centro Balducci di Zugliano, Cgil, Rdb-Cub e altre associazioni della regione.


28 giugno 2009 - Il Cittadino

Dopo le sollecitazioni locali, sembra aprirsi uno spiraglio che potrebbe portare alla caserma da insediare a Melegnano
Da Maroni una speranza per i pompieri
Il ministro ha inviato una lettera alla direzione dei vigili del fuoco
di Stefano Cornalba

Melegnano - Il ministro dell’Interno dà il via libera alla caserma dei vigili del fuoco. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Melegnano Vito Bellomo: «Nei giorni scorsi, infatti - ha rivelato Bellomo -, il ministro Roberto Maroni ha inviato una lettera alla direzione regionale dei vigili del fuoco della Lombardia, contenente una relazione con una serie di richieste di modifiche e integrazioni al progetto». Anche il ministero, dunque, è sceso ufficialmente in campo per la caserma in città. La vicenda si trascina da diversi anni, da quando cioè il ministero dell’Interno e la provincia di Milano hanno scelto Melegnano come sede di un centro unificato di soccorso costituito da una caserma dei pompieri e da un presidio della protezione civile. Così, tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 è stato approvato un protocollo d’intesa tra le parti interessate per definire le varie competenze. Da allora, però, tutto sembra essersi arenato. Recentemente sulla questione gli stessi pompieri hanno alzato la voce: «Attualmente - ha attaccato Gianluca Latini, delegato della rappresentanza sindacale di base dei vigili del fuoco di Milano - nell’intero Sudmilano non esiste neppure una caserma dei pompieri. Ecco perché nel territorio la nostra competenza ricade sino a San Zenone e addirittura sino a Cremona lungo l’asse della Paullese. Ma siamo impegnati anche lungo la via Emilia e sulla Binasca, sulla tangenziale e lungo l’autostrada, tutte infrastrutture transitate da migliaia di veicoli, per cui i rischi sono davvero all’ordine del giorno». Di qui l’appello del sindacalista: «A Melegnano - ha affermato Latini - la caserma dei pompieri è diventata un’assoluta necessità. Anche perché a breve a San Giuliano sorgerà l’Ikea, immenso centro commerciale destinato a radunare migliaia di cittadini». Non è un caso quindi che, presa carta e penna, un paio di mesi fa i vigili del fuoco di Milano abbiano scritto una lettera a Maroni. Ma, su richiesta di Bellomo, anche il parlamentare del Sudmilano Marco Rondini ha chiesto chiarimenti al ministro. E puntuale in questi giorni è arrivata la replica di Maroni, che ha aperto alle istanze del territorio. Il sindaco Bellomo, intanto, ha chiamato in causa anche la provincia di Milano, ente cui toccherebbe la realizzazione pratica della caserma. «Del resto - ha dichiarato il sindaco -, in tempi non sospetti il presidente Guido Podestà ci ha garantito il suo appoggio per l’intervento». Bellomo è pronto a bussare alla porta di palazzo Isimbardi: «Ringraziamo Rondini per il proficuo interessamento - ha confermato -, mentre a questo punto dobbiamo perorare la nostra causa presso l’amministrazione provinciale di centrodestra. Solo con un gioco di squadra tra enti locali, provincia e Stato centrale, infatti, sarà possibile realizzare finalmente un’opera tanto fondamentale per l’intero territorio».


28 giugno 2009 - Il Mattino

TRASPORTI PUBBLICO
Sì al bando per la scelta del gestore

Benevento - Sulla problematica relativa alla tempistica relativa al bando per la scelta del gestore unico del trasporto locale, da registrare un intervento di Marcelo Amendola, segretario provinciale «Cub Trasporti». In particolare, l’esponente sindacale, rivolgendosi all’assessore provinciale ai trasporti, Gianvito Bello, dopo aver sostenuto che è necessario ottemperare agli obblighi di legge, chiede all’esponente dell’esecutivo della Rocca dei Rettori che venga resa nota la data precisa entro cui verrà bandita la gara per l’assegnazione delle linee al gestore unico. Sempre per il «Cub Trasporti», infatti l’attuazione del gestore unico avrebbe portato da tempo, laddove fosse stata attuata, un miglioramento nella qualità del servizio, una maggiore economia di gestione e e, quale effetto certamente non trascurabile, più sicurezza per i lavoratori


27 giugno 2009 - Ansa

IMMIGRAZIONE: MANIFESTAZIONE CONTRO RAZZISMO A UDINE

(ANSA) - UDINE, 27 GIU - Oltre 2000 persone, secondo gli organizzatori (800 secondo la Questura) hanno partecipato oggi a Udine alla manifestazione regionale «per dire no al razzismo e alle discriminazioni». La manifestazione si è svolta per iniziativa di una cinquantina di organizzazioni fra le quali Rete Diritti di cittadinanza del Friuli Venezia Giulia, Centro Balducci, Cgil, Acli, Rdb-Cub, Associazione immigrati di Pordenone, Donne in nero e associazioni La Tela e Officina del mondo di Udine. Il corteo, alla cui testa c'era anche il sindaco di Udine, Furio Honsell, si è snodato pacificamente per il centro città. «Obiettivo dell'iniziativa - ha spiegato il coordinatore di Rete diritti di cittadinanza, Michele Negro - è dare un segnale forte di civiltà alla maggioranza regionale che, su proposta della Lega, sta cancellando i diritti delle persone, escludendo dai benefici assistenziali coloro che non risiedono in Regione da almeno 15 anni». Contestato dai manifestanti anche il «pacchetto sicurezza» del Governo. Rete diritti di cittadinanza ha annunciato che sono già 1.500 le firme raccolte per chiedere alla Regione di ritirare il ddl 39.

L'AGENDA DI POLITICA ITALIANA

(ANSA) - ROMA, 27 GIU - Questi i principali avvenimenti politici e parlamentari della settimana compresa tra lunedì 29 giugno e domenica 5 luglio...
CAMERA - COMMISSIONI: - AFFARI COSTITUZIONALI: Audizioni di rappresentanti di organizzazioni sindacali (CISAL, CONFSAL, RDB-CUB, USAE, SNAMI), sullo schema di decreto legislativo in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Soppressione delle province; Norme in materia di cittadinanza....


27 giugno 2009 - Agi

SICUREZZA: NO A PACCHETTO GOVERNO, OLTRE 50 SIGLE IN CORTEO

(AGI) - Udine, 27 giu. - Sono oltre cinquanta le sigle - sindacati, enti, associazioni, centri culturali - che hanno dato la loro adesione alla manifestazione per i diritti di cittadinanza che si e' svolta nel pomeriggio a Udine promossa dalla Rete per i Diritti di Cittadinanza del Fvg, di cui fanno parte Centro Balducci di Zugliano, Cgil, Rdb-Cub e altre associazioni della regione. L'iniziativa e' stata organizzata per dire 'no' alle nuove misure sull'immigrazione previste dal pacchetto sicurezza del Governo, a partire dall'introduzione del reato di clandestinita', che comporterebbe tra le altre conseguenze la chiusura degli ambulatori medici che garantiscono assistenza agli immigrati irregolari. Sotto accusa anche la proposta di legge regionale numero 39, firmata tra gli altri dal capogruppo della Lega Nord Danilo Narduzzi, che prevede un limite minimo di almeno 15 anni di residenza per l'accesso alle prestazioni sociali garantite in Friuli Venezia Giulia. "L'approvazione di una legge come questa sarebbe per la nostra regione un vero e proprio primato negativo, in uno scenario nazionale gia' segnato da un pesante arretramento in materia di politiche sull'immigrazione e sulla sicurezza", ha commentato Renato Kneipp, della segreteria regionale Cgil. "Ma la manifestazione - spiega don Pierluigi Di Piazza del Centro Balducci di Zugliano - non ha voluto essere soltanto di denuncia: un documento con le nostre proposte in materie di immigrazione, infatti, e' gia' stato presentato a tutti i capigruppo del Consiglio regionale. Restiamo in attesa di risposte concrete, in particolare dalla maggioranza e dalla Giunta". La manifestazione, che ha visto anche l'adesione dell'europarlamentare del Pd Debora Serracchini, si e' conclusa con un comizio finale in piazza Venerio, che ha visto intervenire tra gli altri il sindaco di Udine Furio Honsell.


27 giugno 2009 - Adnkronos

LA SETTIMANA IN COMMISSIONE A MONTECITORIO

(Adnkronos) - ...COMMISSIONI RIUNITE Martedì 30 giugno, le Commissioni riunite I Affari costituzionali e XI Lavoro, in relazione all'esame dello schema di decreto legislativo recante Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni (atto n. 82), svolgeranno audizioni informali di rappresentanti di organizzazioni sindacali (Confsal, Usae, Cisal, Rdb-Cub, Snami)...


27 giugno 2009 - Liberazione

RdB Cub, Cobas e SdL chiamano alla lotta. «Il 3 luglio corteo al ministero»
Gli statali a Brunetta: «Sciopero generale»
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Altro che "lotta ai fannulloni". Il vero obiettivo del ministro Renato Brunetta non è certo quello di rendere più efficiente la pubblica amministrazione, ma di abbassarne i costi tagliando i salari e riducendo il personale, per poi affidare via via ai privati la gestione del maggior numero possibile di servizi. In questa direzione vanno il famigerato decreto "ammazzaprecari" e le norme che puntano a rendere più facile il licenziamento dei lavoratori tramite generiche accuse di "scarso rendimento", giustificate sulla base di valutazioni effettuate da soggetti esterni senza alcuna possibilità di controllo e di verifica. E' a partire da questa analisi e da questa convinzione che le categorie pubbliche dei sindacati che si riconoscono nel Patto di Base (RdB-Cub, Cobas e SdL Intercategoriale) hanno proclamato per il 3 luglio lo sciopero generale del settore - tre ore a fine turno, l'intera giornata per la sanità - accompagnato da iniziative a Roma, Milano e nelle maggiori città italiane.
L'appuntamento più importante è quello delle 10.30 sotto le finestre di Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione Pubblica, dove è stata organizzata "la fiera della P.A.", una parodia del forum istituzionale della pubblica amministrazione che c'è ogni anno. In coerenza con lo spirito dissacrante della protesta, saranno montate attrazioni fieristiche animate dai lavoratori pubblici precari delle diverse categorie. Per invocare la loro stabilizzazione, i precari daranno anche vita a una processione intorno al ministero in onore di "Beata Assunta", la santa protettrice della loro lotta, di cui viene annunciata "l'apparizione".
"San Precario" sarà invece il "nume tutelare" dell'iniziativa di Milano, che partirà alle 16 in piazza San Babila. La giornata di lotta del 3 luglio sarà preceduta da altre iniziative, tra cui la biciclettata di protesta dei vigili del fuoco prevista per il primo luglio nel centro di Roma, contro la mancanza di risorse che penalizza la categoria. Basti pensare che la legge di conversione del decreto Abruzzo stanzia per i vigili del fuoco, tanto elogiati in occasione del terremoto, la miseria di un euro a testa.
Per quanto riguarda la Sanità, lo sciopero, come detto, sarà per l'intera giornata. Qui i sindacati del Patto di Base contestano l'«umiliante» rinnovo del biennio economico 2008-09 sottoscritto da Cgil Cisl Uil. Tanto per cominciare «i tanto decantati 92 euro» di aumento non sono il dato medio bensì il beneficio di cui godrà solo una parte dei lavoratori, e precisamente «la categoria Ds6». Non basta: «Le indennità di disagio lavorativo - obietta una nota a firma della RdB Cub P.I. Sanità - restano invariate, nonostante che il disagio lavorativo sia fortemente aumentato; i fondi contrattuali restano fermi al 31 dicembre 2007, quindi sottratti al rinnovo e attaccati fortemente dai piani di rientro regionali; anche lo 0,8% di incremento regionale legato a progetti di miglioramento del servizio è subordinato alla disponibilità di risorse individuate dai piani di rientro, quindi «non solo non lo avranno tutti ma è da confermare di anno in anno e comunque non sarà pensionabile».
Tutto il pubblico impiego è invece mobilitato contro il sistema "premiante" previsto dal decreto Brunetta: «Solo al 25% del personale, valutato dal dirigente nella fascia alta di merito, spetterà il 50% del trattamento accessorio; al 50% del personale collocato nella fascia media corrisponderà l'altro 50% del trattamento mentre al restante 25%, collocato nella fascia bassa, non spetterà neanche un euro di salario accessorio», spiega una nota della Confederazione Cobas. Un sistema così rigido è totalmente privo di logica: «Come è pensabile poter affermare senza ripercussioni sull'attività lavorativa che in una struttura pubblica di cento persone solo 25 siano meritevoli dell'intero compenso?», si chiede la Rdb Cub.
Insomma, lo schema è quello classico: attaccare diritti e retribuzioni dei lavoratori per ridimensionare il servizio pubblico. SdL Intercategoriale denuncia così «la volontà del governo di chiudere centinaia di uffici pubblici attraverso provvedimenti di riorganizzazione della pubblica amministrazione», nonché «il gravissimo attacco alla democrazia nei luoghi di lavoro con la decisione del governo di impedire lo svolgimento delle prossime elezioni dei rappresentanti sindacali dei lavoratori nel pubblico impiego».
L'epicentro dello scontro sono i precari, che per ora brindano allo scampato pericolo per la non entrata in vigore del decreto che fissava al 30 giugno la data di scadenza per le stabilizzazioni. Uno slittamento dovuto alla pausa dei lavori del Parlamento legata alla tornata elettorale e che, tuttavia, non mette i precari al riparo da mannaie successive. I sindacati del Patto di Base contestano la logica «comune a centro destra e centro sinistra» per cui per i processi di stabilizzazione ci debba essere per forza una scadenza e chiedono invece «la continuazione e l'estensione delle stabilizzazioni».

Ricerca, lavoratori atipici in presidio Roma, mobilitazione permanente all'Ispra
di Serena Salucci

È mobilitazione permanente per il personale precario dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Nessuna risposta è arrivata dall'incontro che si è svolto giovedì tra i delegati sindacali dell'Usi RdB Ricerca, i commissari dell'Ispra e l'ufficio di gabinetto del ministero dell'Ambiente: il ministro Prestigiacomo non ha intenzione di alzare un dito per prorogare i 430 contratti in scadenza tra giugno e dicembre.
Sono circa 200 i collaboratori, tra ricercatori, tecnici e amministrativi, che rimarranno a casa già dal primo luglio, per questo il sit-in di protesta, iniziato in concomitanza con la trattativa, è stato trasformato in occupazione delle sedi di Roma. Precari e personale di ruolo, nel pomeriggio di giovedì, hanno invaso l'atrio della sede di Via Brancati formando un presidio e preparandosi a passare lì la notte, lo stesso facevano contemporaneamente i loro colleghi dell'ex Icram, in via di Casalotti. L'agitazione è proseguita per tutta la mattinata di ieri, nell'attesa che si svolgesse l'ultimo Consiglio dei Ministri utile per accogliere la richiesta dei sindacati e votare un decreto di proroga. «Chiedevamo che almeno ci fosse un rinnovo fino alla fine dell'anno, per procedere con i concorsi e per non bloccare i progetti in corso», ha spiegato Nicoletta Bajo, RdB Cub, ex precaria dell'Ispra ora stabilizzata. «La situazione è paradossale: ai collaboratori amministrativi la dirigenza ha addirittura chiesto di portarsi avanti con il lavoro, in modo da tamponare il vuoto che si verrà a creare dal 1° luglio».
«Malgrado ci sia la copertura economica per assumere questi lavoratori» conferma Claudio Argentini, delegato Nazionale delle RdB Cub Ricerca «il governo è fermo sulle sue posizioni. Non sono riusciti ad approvare il decreto 1167 che metteva un temine alle stabilizzazioni, ma continuano a perseguire la linea di Brunetta. Si nega persino la possibilità di rinnovare alcune decine di contratti a tempo determinato finanziati da progetti di ricerca».
Anche la Provincia di Roma, nei giorni scorsi, ha fatto appello al Ministero dell'Ambiente, affinché si possa convocare al più presto un tavolo di discussione con Regione Lazio e Comune di Roma per discutere del futuro dei lavoratori e della tutela dell'ambiente.
Precari e lavoratori sono intenzionati a continuare la protesta e per martedì, ultimo giorno di lavoro, sono previste nuove iniziative e mobilitazioni all'interno dell'istituto e sotto la sede del Ministero. «Se necessario - fanno sapere le RdB - siamo pronti a proseguire ad oltranza l'occupazione». Crescono intanto le adesioni alla petizione online lanciata dai precari Ispra sul sito (www.nonsparateallaricerca.org) dove è possibile anche vedere il loro spot autoprodotto.
Venerdì 3 luglio gli oltre duemila precari di tutti gli istituti di ricerca parteciperanno allo sciopero generale del pubblico impiego, indetto dal patto di Base, con manifestazioni a Roma, a Milano e in una decina di altre città. Si potrà assistere al martirio definitivo di San Precario e alla resurrezione di "beata assunta", portata in processione da due ricercatori stabilizzati, in rappresentanza di tutti coloro che attendono l'assunzione.

Precari, protesta sotto le finestre di Alemanno

Un presidio sotto il Campidoglio per protestare contro la precarietà dilagante con tanto di punto informativo e volantinaggio. Gli addetti del Comune di Roma hanno deciso che l'1, il 2 e 3 luglio saranno tre giornate di lotta nel vero senso della parola. A guidare l'iniziativa saranno le educatrici dell'asilo nido e le insegnanti della scuola dell'infanzia, sempre più precarizzate. «Ancora una volta saremo in piazza per richiamare l'attenzione di tutta la città sul progressivo svilimento dei servizi, sulla mal gestione delle politiche in materia di personale - si legge nel volantino di convocazione dello sciopero - dal mancato aumento del buono pasto al non rispetto del piano assunzionale, dal silenzio sulla stabilizzazione dei precari a tempo determinato al mancato pagamento delle competenze arretrate, dalla riorganizzazione in senso verticistico dell'ente alle nefaste politiche della sicurezza, dalla costante riduzione di personale dei nidi rispetto al numero di bambini ad una politica che svilisce progressivamente la cultura dell'infanzia». L'appuntamento è il primo luglio in piazza San Marco alle ore 9.(Fa.Seba.)


27 giugno 2009 - Il Gazzettino

Sciopero Actv di tre ore, adesione limitata
sia nell’automobilistico che nella navigazione

Venezia - «Actv continua a spostare i paletti delle normative per la costruzione dei turni aumentando a dismisura l'uso dello straordinario fisso nei turni (un più 60% rispetto al già spropositato uso dello straordinario introdotto nel 2008) un aumento del sub affidamento di servizi. Un esempio emblematico sono i turni estivi del settore automobilistico introdotti il 16 giugno e che l'azienda finge di voler trattare a partire dal primo luglio a cose ormai fatte». Questo il presupposto dello sciopero proclamato ieri da Rdb cub per tre ore, dalle 12 alle 15, che non ha però riscontrato grande adesione, con un 35 per cento nel settore automobilistico (concentrato soprattutto nel bacino extraurbano nord, mentre il Lido se l’è cavata con un 7,9 per cento) e un 10 per cento nella navigazione. «Con questi atti unilaterali Actv vuole mettere mano all'orario di lavoro, ai turni di servizio, aumentarne la flessibilità, tra l'altro senza nulla riconoscere di alcune indennità fisse e continuative - scrive Rdb - Con questo atteggiamento Actv pensa di fare da apripista nel mettere mano alla normativa e ottenere più produttività, flessibilità e precarietà allo scopo di superare tutti quei paletti che i lavoratori hanno conquistato negli anni»

IMMIGRATI. Manifestazione regionale

Pordenone - Rete diritti di cittadinanza Fvg, Centro Balducci, Cgil, Acli, Rdb-Cub, Associazione immigrati di Pordenone, Donne in nero di Udine e le associazioni "La tela" e "Officina del mondo" di Udine, organizzano oggi, a Udine, una manifestazione regionale per dire "no" a una sanità regionale che discrimini le persone in base alla loro provenienza, al decreto sicurezza, al razzismo, alla xenofobia, alle discriminazioni. Il ritrovo, in piazza San Giacomo, è previsto alle 16.

Servizio pasti a domicilio rischio di tagli al personale
di Matteo Crestani

Vicenza - «I lavoratori dovranno essere tutelati, al di là di qualunque considerazione. Razionalizzare servizi e costi è legittimo, ma non si può pensare che a pagare siano sempre i lavoratori e le loro famiglie, costretti a fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese». Con queste parole il segretario vicentino dell’Rdb-Cub, Germano Raniero, interviene all’indomani dell’incontro svoltosi in Comune di Vicenza per gestione dei servizi socio-assistenziali, alla presenza dell’assessore al Sociale Giovanni Giuliari, del presidente dell’Ipab di Vicenza, Gerardo Meridio e delle organizzazioni sindacali vicentine. L’incontro è stato fatto per informare i sindacati sulla situazione del servizio pasti a domicilio, servizio domiciliare e sostegno socio-educativo e centri diurni di via Bachelet e Villa Rota Barbieri. Non ci sarà una rivoluzione per i cittadini, ma delle modifiche, in particolare nell’ambito del servizio di consegna pasti a domicilio, che potrebbero portare al taglio di personale dell’Ipab, finora deputato ad espletare anche questo compito. «Ulss, Comune ed Ipab hanno siglato un accordo di programma - spiega Germano Raniero - nell’ambito del quale saranno assunte le decisioni in merito. Al di là di questo, però, i centri diurni, finora gestiti da Ipab, Ipark e comune di Vicenza, presto saranno gestiti esclusivamente dall’Ipab di Vicenza ed Ipark. Per l’assistenza domiciliare, finora gestita da più cooperative e da dipendenti Ipark ed una cooperativa, è stata fatta una gara e si è aggiudicato l’appalto il Consorzio Prisma di Vicenza, che prenderà in carico anche i dipendenti Ipark adibiti precedentemente alla mansione. Alla gara l’Ipab di Vicenza non si è presentato». La consegna dei pasti a domicilio dal primo luglio, invece, passerà dall’attuale gestione dell’Ipab, che consegna ogni giorno 273 pasti caldi, prevalentemente in città e nell’immediata cintura urbana, all’Euroristorazione, che si occupa da tempo della cucina dell’Ipark. «Per i cittadini il cambio della guardia – conclude Germano Raniero – porterà un aumento di 6 centesimi per ogni pasto, che verrà a costare 7,86 euro. Per l’Ipab di Vicenza, però, la perdita del servizio determinerà minori entrate per 1milione 896mila euro nel triennio. Minori entrate ed un monte ore di personale dedicato al servizio, circa 30 persone per almeno un’ora e mezza al giorno, non più necessario. Il tutto, evidentemente, potrebbe determinare un taglio di personale». Ed il presidente Gerardo Meridio risponde: «Abbiamo posto il problema al Comune, che non ha posto la clausola di salvaguardia dei lavoratori. Occorre provvedere, quindi, ad una riorganizzazione del personale in accordo tra gli enti». D’accordo anche l’assessore Giovanni Giuliari: «Eventuali criticità saranno esaminate all’interno del percorso per la definizione dell’accordo di programma sui servizi sociali attualmente in fase di predisposizione».


27 giugno 2009 - La Nuova Venezia

Sciopero Actv, disagi limitati
Lo stop Rdb-Cub non fa il pieno di adesioni

VENEZIA - Disagi limitati per lo sciopero di tre ore nel settore del trasporto pubblico attuato ieri da Rdb-Cub tra le 12 e le 15. A risentire maggiormente della situazione sono stati gli utenti del servizio extraurbano di terraferma, mentre quello urbano e la navigazione hanno avuto un riscontro più modesto e tale da non creare agli utenti soverchie preoccupazioni. Non altrettanto si può dire in terraferma.
«Ce lo aspettavamo del resto - fanno sapere dalla segreteria di Rdb-Cub - Le astensioni di tre ore trovano in media meno adesioni, ma la procedura ce le impone per arrivare a quelle da ventiquattro ore che a questo punto, fatto salvo il prossimo incontro col Prefetto e le franchigie estive, contiamo di attuare già nel mese di luglio».
Ieri, quindi, i problemi maggiori si sono avuti nelle tratte extraurbane con i collegamenti da Piazzale Roma alle cittadine più decentrate come Scorzè, Noale, Mirano, Dolo e viceversa. «E’ ovvio - proseguono dal sindacato - in ballo c’è il problema dei turni di servizio, e lo si sente maggiormente tra gli autisti del settore extraurbano di Actv. Ma questo è solo uno dei due punti più caldi del momento. L’altro è quello legato all’introduzione di Imob, una soluzione che ha ulteriormente appesantito le condizioni di lavoro dei dipendenti e per la quale chiediamo il riconoscimento di una indennità al personale, soprattutto del settore navigazione. Non abbiamo intenzione di mollare in questo confronto - concludono i sindacalisti della sigla che ha organizzato l’agitazione andata in scena ieri - perchè non vediamo la volontà di risolvere i nostri problemi».(s.b.)


27 giugno 2009 - Il Giornale di Vicenza

SANITÀ. Il dg Alessandri ha annunciato alle Rsu un piano di assunzioni, che saranno diluite nell'anno. I primi saranno destinati al Pronto soccorso e all'ostetricia
Ulss 6, in arrivo 14 nuovi operatori socio-sanitari
«Ora pensiamo ai tecnici di radioterapia»
di Franco Pepe

Vicenza - L'Ulss 6 assumerà quattordici oss, operatori socio-sanitari. Il dg Antonio Alessandri lo ha comunicato alla Rsu dell'Ulss.
Si supera così la crisi che, nelle scorse settimane, aveva dato il via allo stato di agitazione dell'Rdb-Cub e anche ad un'azione di forza di Germano Raniero e di altri esponenti degli autonomi, protagonisti di una mini-occupazione della sala-riunioni della palazzina uffici con tanto di bandiere e di manifesti di protesta affissi su tutte le finestre del monoblocco. «Abbiamo escogitato - spiega Alessandri - una soluzione che ci dà la possibilità di formare una graduatoria. Li assumeremo a scaglioni entro l'anno. I primi li manderemo in pronto soccorso e in ostetricia per tamponare le situazioni più critiche».
«Non è che ci siamo mossi sotto la pressione sindacale di Rdb - precisa il direttore generale -, anche se con Raniero, come con le altre sigle, ritengo di avere un buon dialogo. La questione la conoscevamo benissimo. Sappiamo bene quali siano le carenze degli organici e come il personale faccia miracoli con numeri così ridotti. Il merito dei risultati che stiamo ottenendo in termini di qualità e quantità è dei dipendenti, della loro dedizione e del loro spirito di appartenenza e sacrificio. L'ho sempre riconosciuto in ogni occasione anche dinanzi ai rappresentanti della Regione. Però, come sanno i sindacati, anche noi abbiamo le mani legate dalle finanziarie».
Il dg insiste su una cosa: «Noi al personale ci pensiamo, eccome. Solo che abbiamo superato il tetto delle assunzioni, per cui non ci concedono neppure il turnover. È il discorso dei tecnici della radioterapia. Non li chiediamo alla Regione perché non ci danno neppure il turnover. Anche lo strumento delle assunzioni per evitare il pericolo dell'interruzione di pubblico servizio si può utilizzare fino a un certo punto perché la Corte dei conti eccepisce. Ci sono sentenze precise. Si può ricorrere a queste soluzioni estreme purché ci siano le risorse per pagare chi si assume. Qualcuno dimentica che, per il piano industriale, nel 2003 fummo costretti a licenziare 116 persone, di cui 70 precari a tempo determinato e 46 collaboratori. Per 3 anni restammo fermi senza poter fare una sola assunzione, e poi quando finalmente potemmo riaprire i concorsi perché l'ospedale stava collassando ci trovammo un altro blocco insormontabile: l'organico complessivo non doveva superare il numero di "teste" del 2006. Andò a finire che splafonammo subito. Insomma sempre sul filo». «Adesso, però - conclude Alessandri -, siamo arrivati al limite. Abbiamo cominciato con gli oss, e poi dovremo fare qualcosa per i tecnici della radioterapia».


27 giugno 2009 - Varese news

Sanità come un'azienda, e la qualità peggiora
Il sindacato di base ha lanciato l'allarme sulla situazione dell'assistenza sia a livello locale, sia regionale

Varese - Non era affollata la sala della Coopuf di via De Cristoforis ma i temi trattati erano delicati: la sanità e la sua qualità. Ospite del sindacato di base RdB e Cub del pubblico impiego e del Sindacato dei lavoratori, Nicoletta Pirrotta, coautrice del libro "Il diritto alla salute", che ha parlato delle tappe che hanno portato il sistema sanitario italiano dal pubblico al privato, un percorso iniziato con de Lorenzo nel 1992 e che in Lombardia si è subito tramutato nelle legge 31 del 1998, provocando di fatto una riduzione dell'offerta di posti letto negli ospedali, per esempio, passati tra il 2002 a oggi da 35.000 a 26.000, con solo 2000 letti garantiti dal privato. I disservizi legati all'aziendalizzazione della macchina sanitaria sono, poi, stati sottolineati dai due rappresentanti sindacali: in particolare Ivana Graglia, delegata RSU all'Asl di Varese, ha elencato alcuni disagi di cui sono vittime i pazienti dell'ADI, l'assistenza domiciliare integrata, un tempo realizzata dal personale infermieristico dell'Asl e oggi esternalizzata a ditte private pattanti che operano sotto il controllo di ispettori pubblici. Ivana Graglia ha racconta alcuni episodi legati anche a pazienti oncologici, titolari di "voucher dedicati". L'esternalizzazione, ha commentato Ivana Graglia, ha recentemente interessato il settore delle disabilità, mentre da tempo i consultori vengono svuotati di personale e contenuti. I lavoratori del comparto sanitario aderenti alle sigle sindacali di base sciopereranno venerdì 3 luglio per protestare contro i nuovi provvedimenti del ministro Brunetta.


27 giugno 2009 - Tempo Stretto

"Basta agli incidenti sui luoghi di lavoro": incontro alla sede della Cub-Rdb

Messina - Lunedì alle ore 19.00, presso la sede della Cub-Rdb viale San Martino 261 (pal. 79), incontro-dibattito pubblico sul tema : "Basta morti sui luoghi di lavoro, basta incidenti invalidanti per i lavoratori". Ad intervenire Filippo Sutera, coordinatore regionale della CUB, Francesco Doro, Alternativa Proletaria, organizzazione comunista per la Quarta Internazionale, direttivo regionale Fiom-Cgil veneto, Mariano Massaro segretario regionale Orsa, Andrea Calabrese, direttivo Fillea-Cgil (CT), Gino Sturniolo, confederazione COBAS ed altri rappresentanti della Rdb, della Fillea-Cgil e dell’Arci di Messina. I lavori saranno introdotti da Giacomo Di Leo, coord. regionale di Alternativa Proletaria, organizzazione comunista per la Quarta Internazionale.


27 giugno 2009 - Il Messaggero Veneto

Oggi la manifestazione contro tutte le discriminazioni Il sindaco: no alla deriva xenofoba Gottardo: posizione sconcertante Fontanini: non c’è un caso razziale
Honsell si ribella alla legge-sicurezza ed è scontro col Pdl

UDINE - La giunta Honsell boccia il decreto sicurezza facendo infuriare il centro-destra. L’esecutivo di centro-sinistra, infatti, si è detto pronto a studiare misure di contrasto alla creazione di apolidi. Ed è scontro fra l’onorevole Isidoro Gottardo che definisce «sconcertante» la posizione di Udine, l’assessore regionale Seganti che invita Honsell a dimettersi e lo stesso sindaco secondo il quale la sua giunta ha solo appoggiato le associazioni che si occupano di immigrazione. E oggi oltre cinquanta sigle (sindacati, enti, associazioni, centri culturali) parteciperanno alla manifestazione per i diritti di cittadinanza indetta per dalla Rete per i diritti di cittadinanza del Fvg, di cui fanno parte Centro Balducci di Zugliano, Cgil, Rdb-Cub e altre associazioni della regione.

E oggi corteo in centro a difesa dei diritti di cittadinanza
Hanno aderito oltre cinquanta sigle e associazioni La manifestazione

Udine - Sono oltre cinquanta le sigle (sindacati, enti, associazioni, centri culturali) che hanno dato la loro adesione alla manifestazione per i diritti di cittadinanza indetta per oggi a Udine – a partire dalle 16 – dalla "Rete per i diritti di cittadinanza del Fvg", di cui fanno parte Centro Balducci di Zugliano, Cgil, Rdb-Cub e altre associazioni della regione.
L’iniziativa è stata organizzata per dire no alle nuove misure sull’immigrazione previste dal pacchetto sicurezza del Governo, a partire dall’introduzione del reato di clandestinità, che comporterebbe tra le altre conseguenze la chiusura degli ambulatori medici che garantiscono assistenza agli immigrati irregolari. Sotto accusa anche la proposta di legge regionale numero 39, firmata tra gli altri dal capogruppo della Lega Nord Danilo Narduzzi, che prevede un limite minimo di almeno 15 anni di residenza per l’accesso alle prestazioni sociali garantite in Friuli Venezia Giulia. «L’approvazione di una legge come questa sarebbe per la nostra regione un vero e proprio primato negativo, in uno scenario nazionale già segnato da un pesante arretramento in materia di politiche sull’immigrazione e sulla sicurezza», commenta Renato Kneipp, della segreteria regionale Cgil. «Ma la manifestazione – spiega don Pierluigi Di Piazza del Centro Balducci di Zugliano – non vuole essere soltanto di denuncia: un documento con le nostre proposte in materie di immigrazione, infatti, è già stato presentato a tutti i capigruppo del Consiglio regionale. Restiamo in attesa di risposte concrete, in particolare dalla maggioranza e dalla Giunta». La manifestazione avrà luogo in centro, con ritrovo in piazza San Giacomo alle 16. Alle 16.30 la partenza del corteo, che raggiungerà via Savorgnana, via Dante e via Roma, sosterà davanti alla stazione, per poi tornare verso il centro lungo via Percoto e via Manzoni. Il comizio finale, che vedrà intervenire tra gli altri il sindaco di Udine Furio Honsell, si terrà in piazza Venerio. Da segnalare l’adesione alla manifestazione dell’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani.
I promotori sono: Rete diritti di Cittadinanza Fvg, Centro Balducci Zugliano, Cgil Fvg, Acli Fvg, Rdb-Cub Fvg, Associazione immigrati Pordenone, Donne in Nero Udine, Ass. La Tela e Officina del Mondo Udine. Hanno aderito: Alef Fvg, Anpi Udine, Arci Udine, Asef Fvg, Asgi Fvg, Bhairab e Bimas Monfalcone, Cesi Udine, Ei Tomàt Buia, Associazione Serbi Nicola Tesla, Icaro, P511 Udine, Associazione Mediatori di comunità, Sagal, Tricolorul Romania, Associazione Unità ex Urss, Vicini Di Casa, Viva Colombia, Bande Garbe, Cacit Trieste, Casa internazionale delle Donne Trieste, Ciam, Circolo mediatori culturali-linguistici, Acli, Cobas Scuola, Comitati Noi non segnaliamo Pordenone e Trieste, Comitato per i Diritti civili delle Prostitute, Com. Arcobaleno Gorizia, Conferenza Volontariato Giustizia Fvg, Ghana National Association, Grls Fvg-Simm, Ics Trieste, Nigerian Association Fvg, Radio Onde Furlane, Uil Fvg, Gruppo cons. Per la Sinistra Comune di Udine, Rifondazione Comunista Fvg, Pd Fvg, Partito Umanista, Sinistra e Libertà Fvg, Cittadini liberi e uguali Trieste, Coord. Antifascista, Coord. Donne Trieste, Tavolo della pace Trieste, Unione comunità e Associazioni Immigrati Fvg, Vientos Del Sur, Rete Radié Resch Udine, Proiezione Peters Udine, Circolo Arci Budoia, Strada facendo Manzano, Artetica Muzzana, Ass. culturale Pediatri Fvg.

Ambulatorio per immigrati: oggi manifestano i favorevoli

Pordenone - No ai contenuti del disegno di legge nazionale sulla sicurezza e a un welfare regionale, che discrimini le persone in base alla loro provenienza: sono i motivi alla base della manifestazione regionale in difesa dei diritti di cittadinanza, e in particolare degli ambulatori di cura per immigrati non regolari, che si terrà nella giornata odierna a Udine. L’iniziativa, promossa dalla Rete diritti di cittadinanza Friuli Venezia Giulia (ne fanno parte Centro Balducci di Zugliano, Cgil, Rdb-Cub, Acli, Associazione immigrati di Pordenone, Donne in nero, associazioni La Tela e Officina del mondo), prevede lo svolgimento di un corteo, che attraverserà le vie del centro di Udine. Al comizio finale, in piazza Venerio, è annunciato l’intervento del sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell.


27 giugno 2009 - L'Arena

OCCUPAZIONE. Tosi ha un mandato per valutare la disponibilità a un’ipotesi di transazione
Mondadori, il sindaco incontra l’azienda

Verona - Il sindaco Flavio Tosi svolgerà un mandato esplorativo con i vertici di Mondadori Printing per valutare la disponibilità dell’azienda ad un’ipotesi di transazione con i lavoratori di Finservice, che potrebbe consentire loro di recuperare gli stipendi non pagati. Da settimane, infatti, i dipendenti manifestano per ottenere quanto spetta loro.
Nell’opera di mediazione sarà affiancato dal Prefetto vicario Elio Faillaci e dal sindaco di Bovolone Riccardo Fagnani. È questo, in sintesi, l’esito dell’incontro che si è svolto ieri in municipio fra il Sindaco Tosi, il prefetto vicario Elio Faillaci, l’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco, il sindaco di Bovolone Fagnani, i rappresentanti di Mondadori Printing e, in rappresentanza dei lavoratori, il segretario di Ad-Rdb Khaled Benammar e il legale del sindacato Roberto Malesani.
«Il tentativo di mediazione con Mondadori Printing», ha spiegato Tosi, «punta a verificare la disponibilità dell’azienda a chiudere la vertenza sindacale, evitando una causa legale che potrebbe durare anni e consentendo ai lavoratori di recuperare gli stipendi arretrati cui hanno diritto: è questa infatti la vera urgenza e la prima preoccupazione in questa drammatica vicenda che coinvolge tante famiglie».


27 giugno 2009 - Corriere del Veneto

Il caso I vertici: ribadita la disponibilità a internalizzare i lavoratori. La replica: pronti a tutto
Mondadori, due ore di vertice in Comune
L’impegno di Tosi. I lavoratori: pronti al finimondo

VERONA – Una telefonata ai vertici di Mondadori Printing per provare a risolvere una situazione che rischia di diventare sempre più tesa. È questo l’impegno preso ieri mattina dal sindaco Tosi al termine dell’incontro svoltosi ieri mattina a Palazzo Barbieri con il prefetto vicario Faillaci, l’assessore Bertacco, il sindaco di Bovolone Fagnani, i rappresentanti del colosso editoriale, Vercelli e Peroni, e quelli del sindacato Adl, Ben Ammar e Malesani. Si è discusso a lungo (circa due ore) per cercare una soluzione per quei 106 lavoratori rimasti senza stipendio da più di cinque mesi. Ma la posizione di Mondadori non è cambiata rispetto a quella dei giorni scorsi. «Non è stato deciso nulla. Noi abbiamo ribadito la disponibilità a internalizzare i lavoratori del precedente contratto per quanto riguarda le attività di taglio e piega e di indire una gara d’appalto per la gestione dei servizi logistici, tenendo ovviamente conto delle capacità tecniche e della solidità patrimoniale dell’azienda in questione – ha spiegato al termine della riunione Maurizio Vercelli, direttore del personale di Mondadori - . Il sindacato vuole farci causa impugnando la legge Biagi per costringerci a pagare gli arretrati? Non possiamo che prenderne atto. Aspetteremo la sentenza del giudice e se dovremo pagare, pagheremo». Ma i tempi di una causa sono troppo lunghi per quelle 106 famiglie che devono fare i conti quotidianamente con affitti, bollette, sfratti e bocche da sfamare. Lo sanno bene l’avvocato Roberto Malesani e il segretario del sindacato Khaled Ben Ammar: «Avremmo voluto ottenere una mediazione già oggi – hanno detto - , ma i due rappresentanti di Mondadori hanno detto che non avevano facoltà di prendere decisioni. Ora vedremo se qualcuno avrà il coraggio di fare una scelta almeno di fronte al sindaco Tosi». E quando hanno raccontato i dettagli dell’incontro ai lavoratori che avevano aspettato tutta la mattina davanti alla scalinata di Palazzo Barbieri, sono volate parole pesanti. «Non è possibile – hanno detto i disoccupati - . Qui vanno avanti solo con le parole, ma noi non ci riempiamo mica la pancia con le parole. Siamo pronti a tutto, adesso deve davvero essere presa una decisione». Alla fine hanno deciso di aspettare l’esito della telefonata di Tosi, senza nuove proteste o blocchi. «Ma se non si risolve nulla, sarà davvero il finimondo».(E.P.)


27 giugno 2009 - La Gazzetta di Reggio

Tra associazioni e partiti, dodici sigle reggiane in strada
Oggi la protesta contro il divieto dei cortei pubblici in piazza
l’invito a Delrio: «Si unisca a noi»

Reggio E. - Tutti in strada per chiedere più libertà per i cortei pubblici. Una manifestazione di protesta, contro la direttiva del ministro dell’Interno emanata il 23 gennaio scorso che sottrae fino alla fine dell’anno tutte le piazze principali ai cortei pubblici, è stata organizzata infatti da un gruppo di 26 associazioni reggiane per oggi con partenza da piazza Fontanesi in città. Gli organizzatori di tale protesta, però, hanno anche richiesto al sindaco Graziano Delrio di abrogare questi divieti e di unirsi a loro.
La direttiva ministeriale (meglio nota come «disegno di legge sicurezza»), è stata adottata dalla prefettura di Reggio il 31 marzo scorso, poi è stata temporaneamente sospesa, ma è ancora in vigore.
Fra le associazioni che hanno lanciato l’iniziativa, figurano la sezione reggiana di Amnesty, l’Anpi, l’Arci, la Cgil, la Cisl, la Cub trasporti, e la Fiom, ma anche liste civiche e partiti come Gente di reggio, Italia dei Valori, il Partito dei Comunisti italiani, e il Partito della Rifondazione comunista.


27 giugno 2009 - La Provincia di Cremona

Sindacato di base Oggi inaugurazione del Caf

Cremona - Oggi alle 11 presso la sede del sindacato di base RdBCub, in piazza Antonella 13, si svolgerà l’inaugurazione del Centro di assistenza fiscale della Confederazione unitaria di base. Il Caf Cub sarà pienamente operativo a partire dal mese di settembre e fornirà servizi riguardanti le seguenti dichiarazioni: Isee, Iseu, Red,Fsa,Ici,730,Unico, Irap nonché farà consulenza in materia tributaria ed assistenza ai precari.


27 giugno 2009 - Il Cittadino

Dopo le sollecitazioni locali, sembra aprirsi uno spiraglio che potrebbe portare alla caserma da insediare a Melegnano
Da Maroni una speranza per i pompieri
Il ministro ha inviato una lettera alla direzione dei vigili del fuoco
di Stefano Cornalba

Melegnano - Il ministro dell’Interno dà il via libera alla caserma dei vigili del fuoco. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Melegnano Vito Bellomo: «Nei giorni scorsi, infatti - ha rivelato Bellomo -, il ministro Roberto Maroni ha inviato una lettera alla direzione regionale dei vigili del fuoco della Lombardia, contenente una relazione con una serie di richieste di modifiche e integrazioni al progetto». Anche il ministero, dunque, è sceso ufficialmente in campo per la caserma in città. La vicenda si trascina da diversi anni, da quando cioè il ministero dell’Interno e la provincia di Milano hanno scelto Melegnano come sede di un centro unificato di soccorso costituito da una caserma dei pompieri e da un presidio della protezione civile. Così, tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 è stato approvato un protocollo d’intesa tra le parti interessate per definire le varie competenze. Da allora, però, tutto sembra essersi arenato. Recentemente sulla questione gli stessi pompieri hanno alzato la voce: «Attualmente - ha attaccato Gianluca Latini, delegato della rappresentanza sindacale di base dei vigili del fuoco di Milano - nell’intero Sudmilano non esiste neppure una caserma dei pompieri. Ecco perché nel territorio la nostra competenza ricade sino a San Zenone e addirittura sino a Cremona lungo l’asse della Paullese. Ma siamo impegnati anche lungo la via Emilia e sulla Binasca, sulla tangenziale e lungo l’autostrada, tutte infrastrutture transitate da migliaia di veicoli, per cui i rischi sono davvero all’ordine del giorno». Di qui l’appello del sindacalista: «A Melegnano - ha affermato Latini - la caserma dei pompieri è diventata un’assoluta necessità. Anche perché a breve a San Giuliano sorgerà l’Ikea, immenso centro commerciale destinato a radunare migliaia di cittadini». Non è un caso quindi che, presa carta e penna, un paio di mesi fa i vigili del fuoco di Milano abbiano scritto una lettera a Maroni. Ma, su richiesta di Bellomo, anche il parlamentare del Sudmilano Marco Rondini ha chiesto chiarimenti al ministro. E puntuale in questi giorni è arrivata la replica di Maroni, che ha aperto alle istanze del territorio. Il sindaco Bellomo, intanto, ha chiamato in causa anche la provincia di Milano, ente cui toccherebbe la realizzazione pratica della caserma. «Del resto - ha dichiarato il sindaco -, in tempi non sospetti il presidente Guido Podestà ci ha garantito il suo appoggio per l’intervento». Bellomo è pronto a bussare alla porta di palazzo Isimbardi: «Ringraziamo Rondini per il proficuo interessamento - ha confermato -, mentre a questo punto dobbiamo perorare la nostra causa presso l’amministrazione provinciale di centrodestra. Solo con un gioco di squadra tra enti locali, provincia e Stato centrale, infatti, sarà possibile realizzare finalmente un’opera tanto fondamentale per l’intero territorio».


26 giugno 2009 - Corriere del Veneto

Per tre ore bus e vaporetti a rischio

VENEZIA — Corse a singhiozzo e probabili disagi, oggi, per chi prende usa il trasporto pubblico di Actv: Rdb Cub Trasporti — il sindacato di base — ha infatti indetto uno sciopero di tre ore, dalle 12 alle 15. «Actv continua a spostare i paletti delle normative per la costruzione dei turni aumentando a dismisura l'uso dello straordinario fisso nei turni: c’è un più 60 per cento rispetto al già spropositato uso dello straordinario introdotto nel 2008 — dice Giampietro Antonini — un aumento del sub affidamento di servizi». Il sindacato attacca l'azienda, dopo un braccio di ferro in corso da mesi, con l'accusa che «Actv vuole mettere mano all'orario di lavoro, ai turni di servizio, aumentarne la flessibilità, tra l'altro senza nulla riconoscere alcune indennità fisse e continuative».
L'affondo, infine, è tutto per il presidente Marcello Panettoni che secondo Rdb Cub «pensa di fare da apripista nel mettere mano alla normativa e ottenere più produttività, flessibilità e precarietà allo scopo di superare tutti quei paletti che i lavoratori hanno conquistato negli anni, preparando così le condizioni per far passare e far recepire a livello nazionale una nuova normativa nel trasporto pubblico locale quale nuova opportunità di sfruttamento dei lavoratori». Bus e vaporetti, quindi, potrebbero oggi garantire qualche corsa in meno e qualche disagio in più agli utenti. Ma ci saranno problemi anche per le biglietterie di Vela.(P.V.)


26 giugno 2009 - Il Bologna

Casa. Irruzione delle forze dell'ordine dopo la denuncia del proprietario dello stabile
Sgombero in via Algardi l'occupazione è già finita
Dentro c'erano 20 persone, di cui 8 bambini: sono state ospitate da amici e parenti
di Giusi Marcante

Bologna - È durata meno di una settimana l’occupazione della palazzina di via Algardi, in Bolognina, da parte di alcune famiglie, italiane e straniere, appoggiate dal sindacato inquilini Asia-Rdb. Le famiglie hanno tutte grossi problemi economici visto che il capofamiglia è stato licenziato o è in cassa integrazione. Ieri mattina verso le 6.20 i Carabinieri e la polizia in assetto antisommossa hanno sfondato il portone e iniziato lo sgombero come chiesto dal proprietario, che da dieci anni tiene sfitti tutti gli appartamenti (tranne uno dove vive una signora). Dodici persone sono state denunciate per invasione di terreni ed edifici. Per gli otto bambini, alcuni piccolissimi come un bimbo che ha 38 giorni, non è stato certo un bel risveglio. I piccoli si sono spaventati per tutto quel trambusto ma nessuno si è fatto male; la mamma del neonato per lo stress si è sentita male una volta fuori dalla palazzina. Il sindacato Asia-Rdb ha denunciato che proprio per ieri pomeriggio era in programma un incontro in Questura per discutere dell’occupazione della palazzina di via Algardi. Massimo Betti, coordinatore cittadino delle Rdb, spiega che la politica conosceva benissimo la situazione, «sia il neo sindaco Flavio Delbono e il presidente della Regione Vasco Errani, come del resto tutti i segretari dei partiti della maggioranza che hanno scientemente deciso di infischiarsene». Una ventina di persone durante la mattinata si è spostata dalla Bolognina a piazza Maggiore per portare la protesta a palazzo d’Accursio dove si stava tenendo il passaggio di consegne tra Sergio Cofferati e Delbono. Fischietti, cori e slogan per il nuovo sindaco che non è entrato dal portone principale dove gli sgomberati avevano appeso un grande striscione con su scritto «c'e' Delbono a Bologna... sgombero per famiglie, precari, cassaintegrati». Un benvenuto al primo cittadino che ieri ha preferito non parlare della vicenda. Il sindacato degli inquilini ha poi distribuito un volantino in quartiere e in serata alla festa dell’Unità delle Caserme Rosse dove non è stato possibile fare un intervento via microfono. Nel testo si legge che «a Bologna, ogni anno, ci sono oltre 8.000 domande di alloggio popolare e solo 300 assegnazioni, numeri che in questo periodo di crisi sono destinati ad aumentare». «Abitare le case sfitte è sbagliato?» si chiede il sindacato Asia-Rdb che ricorda anche la solidarietà dimostrata da molte persone del quartiere in questi giorni. Per quanto riguarda le persone sgomberate si sono fatte ospitare da parenti e amici. Asia-Rdb continua a chiedere l’apertura di un confronto con la politica e rimane in attesa di essere convocata. Una prossima iniziativa si terrà martedì prossimo alle 15 sotto le finestre della Regione.


26 giugno 2009 - Il Manifesto

BOLOGNA
Senzatetto sgomberati nel giorno di Delbono

Bologna - Nel giorno del passaggio di consegne tra Sergio Cofferati e il nuovo sindaco Flavio Delbono un grande striscione appeso davanti a Palazzo d'Accursio ricordava che all'alba di ieri c'è stato un nuovo sgombero a Bologtna. Carabinieri e polizia si sono presentati verso le 6.20 di fronte ad una palazzina occupata da qualche giorno nella prima periferia. Gli sgomberati sono famiglie italiane e soprattutto straniere che hanno il capofamiglia licenziato o in cassa integrazione; tra le persone che avevano occupato ci sono sette bimbi e un neonato di 38 giorni. L'intervento di forza era stato chiesto dal proprietario che da dieci anni tiene l'immobile quasi completamente sfitto. Dopo l'occupazione di sabato scorso l'uomo aveva fatto denuncia e l'azione di forza è stata decisa durante una riunione del comitato per l'ordine pubblico. Ma il sindacato degli inquilini Asia- Rdb ha puntato il dito anche verso la politica: «Il nuovo sindaco e anche il presidente della regione conoscevano la situazione - ha riferito Massimo Betti delle Rdb - e per oggi (ieri ndr) eravamo attesi per un incontro in Questura». Sullo striscione che ha costretto il neo sindaco ad entrare da un altro ingresso c'era scritto: «C'è Delbono a Bologna... sgombero per famiglie, precari, cassaintegrati».


26 giugno 2009 - Corriere di Bologna

Ore 13.12, il prefetto incorona Delbono. Cofferati: «Sconfitto chi mi attaccava»
L’ex sindaco contro Ottanta e Formidabili: «Ho chiamato Guazza, lo stimo»

Bologna - Non è un film, come ha detto ieri Cofferati, ma suona molto bene lo stesso. «La strage dei colpevoli», termine utilizzato dal sindaco uscente per definire la débâcle elettorale dei suoi oppositori, è in realtà il nome che il regista teatrale Leo De Berardinis diede al suo Censimento teatrale romano. Ma poco importa: la verità è che nel giorno del suo addio da Palazzo d’Accursio dopo cinque anni da primo cittadino e del passaggio informale di consegne con il neosindaco Flavio Delbono (proclamato ufficialmente proprio ieri) l’ex segretario della Cgil ha piazzato uno dei suoi inimitabili fendenti. Al termine di un incontro con i giornalisti nella sala della giunta comunale, dopo aver precisato più volte di non voler fare una conferenza stampa ma solo un saluto, ha attaccato: «Tutti quelli che se la sono presa con me e con l’amministrazione sono scomparsi. Non ce n’é uno in consiglio comunale. La strage dei colpevoli.
Sono quelli che hanno segato il ramo su cui si erano seduti, ma lo hanno fatto dalla parte sbagliata, tanto che alla fine sono rovinosamente caduti». Prima fra tutti se l’è presa con la lista Bologna 2014, promossa da Massimo Bergami che «nonostante il robusto sostegno che ha avuto da alcune testate, non ha un consigliere che sia uno». E ancora: «Al mio amico Filippo Andreatta (uno degli ideatori della lista, ndr) che aveva proposto di esportare l’esperienza dell’associazione nel resto d’Italia dico: 'Per carità, tenetela a Bologna' ». Poi ce n’è anche per il «formidabile Claudio Sassi che è arrivato ventitreesimo », l’ex sindaco di Grizzana che aveva aderito al movimento di Silvia Bartolini. «E non faccio i nomi degli altri» ha aggiunto prima di citare Serafino D’Onofrio e Roberto Panzacchi che hanno corso con la lista di Valerio Monteventi e «che il voto ha cancellato dal prossimo consiglio». Infine un’altra sorpresa. Nel giorno dei saluti ha rivolto un pensiero al suo rivale del 2004: «Ne approfitto per tornare a salutare Giorgio Guazzaloca. Per lui ho sempre avuto, e non l’ho mai nascosto, simpatia personale. L’ho già salutato per telefono».
Prima dell’affondo c’era stato il passaggio di consegne con Flavio Delbono che dalle 13.12 di ieri è il nuovo sindaco di Bologna. I due hanno avuto un colloquio di una cinquantina di minuti a Palazzo. «Ora c’è stata la proclamazione — ha scherzato Delbono con i cronisti — non avete scampo. Con Cofferati ci siamo salutati e mi ha augurato buon lavoro». Poi uscendo dal Palazzo si è trovato di fronte la prima protesta (con bandiere Rdb) contro lo sgombero della palazzina di via Algardi, evacuata ieri dopo la denuncia del proprietario dello stabile.
Cofferati, come sempre in ritardo rispetto all’orario previsto per l’incontro, ha poi trovato il tempo per alcune riflessioni sulla sua esperienza bolognese. «Ho abitato sei anni qui a Bologna ed è stata una bellissima esperienza fatta di tante cose diverse. Se mi mancherà Bologna? Porto gli affetti e non i rimpianti, non vivo con la testa girata all’indietro».
Cofferati ha avuto modo di ringraziare i cronisti: «Voglio ringraziarvi per l’aiuto che mi avete dato. Il vostro è un mestiere molto delicato ma importante ». C’è stato il tempo anche per un piccolo fuori programma con Maurizio Cevenini, in questi giorni al centro delle cronache cittadine per il toto-giunta. «Ti ho trovato un posto io, viene a Bruxelles con me» gli ha detto Cofferati, alludendo alla sua nuovo impegno di parlamentare europeo.
Prima del congedo ha mostrato ai cronisti il suo ufficio con finestra su piazza Nettuno. E, anche se non è la prima volta, il famoso pertugio segreto che dal suo bagno conduce al primo piano di Palazzo d’Accursio, utilizzato ai tempi dal Messo pontificio». Finisce qui la storia di Cofferati a Bologna? Sembra di no. «Non scompaio — ha assicurato — ci rivedremo».(O.Ro.)


26 giugno 2009 - Il Resto del Carlino

Sgomberati gli occupanti di via Algardi

Bologna - DODICI persone, tra cui otto marocchini e quattro italiani, sono state denunciate dai carabinieri per invasione di terreni ed edifici in seguito allo sgombero della palazzina di via Algardi 16, alla Bolgnina, che era stata occupata sabato mattina dagli attivisti del sindacato Asia Rdb e del collettivo Bologna prende casa'. Negli appartamenti c'erano anche 8 bambini. L'operazione, condotta dai militari della compagnia Bologna Centro con personale della Questura, del reparto mobile e della polizia municipale, è scattata ieri mattina alle 6.30. Il proprietario aveva infatti chiesto di rientrare in possesso dell'immobile. «C'era anche un bimbo di 38 giorni spiega Giampietro Simonetta di Asia . La mamma si è sentita male ed è stata accompagnata in ospedale. Questo è l'ultimo atto dell'amministrazione Cofferati e il primo di quella Delbono: è un segnale di benvenuto molto preciso». A mezzogiorno un gruppo di attivisti ha manifestato davanti a Palazzo D'Accursio mentre all'interno si teneva il passaggio di consegne tra i due sindaci. In serata è stato organizzato un volantinaggio delle famiglie sgomberate nel quartiere.


26 giugno 2009 - La Gazzetta di Modena

OTTO SONO STRANIERI
Dodici persone denunciate per occupazione di case

BOLOGNA - Dodici persone, tra cui 8 stranieri, sono state denunciate a piede libero dai Carabinieri per l’occupazione degli appartamenti di Via Algardi, il 20 giugno, da parte di una ventina di attivisti dell’ «Associazione Inquilini Assegnatari» vicini alle rappresentanze sindacali di base ed al collettivo «Bologna prende casa».


26 giugno 2009 - La Repubblica

Sgomberate le case occupate alla Bolognina

Bologna - E´ stata sgomberata all´alba di ieri la palazzina di via Algardi alla Bolognina occupata sabato scorso da alcune famiglie di precari e disoccupati, con il supporto del sindacato Asia-Rdb. Le forze dell´ordine sono intervenute dopo la denuncia del proprietario. All´interno c´erano 20 persone: quattro italiani e 16 marocchini (tra cui otto minorenni) tutti in regola. Lo sgombero è stato coordinato dai carabinieri, ma c´erano anche polizia, vigili urbani e personale dei servizi sociali del Comune. Un´ambulanza ha soccorso una donna colta da un lieve malore. Davanti alla palazzina si è formato un piccolo presidio, con una decina di esponenti delle Rdb, che hanno parlato di «vergogna della politica cittadina e regionale. Sono state sgomberate otto famiglie di lavoratori senza casa, con circa 20 bambini, di cui uno di soli 30 giorni, ed un gruppo di giovani lavoratori precari. Delbono ed Errani preferiscono andare in giro per la città a cancellare graffiti invece che pensare all´emergenza abitativa e lavorativa». Per Tiziano Loreti di Terre Libere «il nuovo sindaco si muove in perfetta continuità con l´amministrazione Cofferati. L´ importante non è risolvere i problemi sociali, ma cancellarli dalla scena pubblica». Dodici persone, tra cui otto stranieri, sono state denunciate dai carabinieri della Compagnia Bologna Centro.

"Multe pazze, stop ai pignoramenti"
Assemblea di cittadini davanti alla Gerit per preparare una proposta di legge popolare
di SARA GRATTOGGI

Roma - Pochi giorni fa avevano inscenato una protesta in mutande davanti alla sede della Equitalia Gerit Spa di via Cristoforo Colombo per protestare contro multe e "cartelle pazze". Ieri ci sono ritornati, per discutere delle sanzioni sproporzionate e proporre una delibera di iniziativa popolare da portare in Campidoglio. Tra i punti principali: lo stop ai pignoramenti e ai fermi amministrativi delle auto, l´abbattimento delle sanzioni e degli interessi di mora, l´iscrizione a ruolo del debito solo dopo un´attenta verifica sulla regolarità e sulla notifica della sanzione, l´istituzione di una commissione di garanzia a tutela dei cittadini e la sospensiva dei debiti risalenti a oltre 5 anni, per cui sarebbe valsa la prescrizione.
I cittadini che hanno aderito all´appello dell´associazione "Radici" hanno le idee chiare: «Vogliamo più trasparenza - scandisce Antonio Casalinuovo - . Non è possibile che per il mancato pagamento iniziale di una cartella da 1.200 euro arrivino a metterti un´ipoteca sulla casa senza nemmeno avvisarti». «È assurdo che una qualsiasi multa, se non pagata entro 60 giorni, raddoppi - aggiunge Andrea Mosetti - . E che arrivi a quadruplicarsi solo perché il Comune ne ha appaltato la riscossione alla Gerit e il pagamento del servizio ricade tutto sui debitori». «Questa è diventata la principale voce d´entrata nel bilancio del Comune, che cerca di far cassa a fronte dei tagli, ad esempio dell´Ici, decisi a livello nazionale» spiega Fabio Frati, responsabile nazionale dei Cub Trasporti. E solidarietà ai manifestanti arriva anche dal consigliere comunale Gemma Azuni, dal consigliere regionale Enrico Fontana e dall´assessore regionale alla Tutela dei consumarori Vincenzo Maruccio, che dal palco allestito sulla Colombo annuncia la convocazione di un tavolo per il 17 luglio a cui inviterà il sindaco Gianni Alemanno, il direttore generale di Equitalia Gerit Spa, Marco Cuccagna, e l´associazione "Radici".


26 giugno 2009 - Leggo

Actv: oggi sciopero di 3 ore

VENEZIA - Vaporetti, motoscafi e autobus a rischio oggi dalle 12 alle 15 per lo sciopero di 3 ore del personale Actv. A incrociare le braccia saranno gli aderenti a Cub Trasporti....

Bologna. E’ stata sgomberata all’alba di ieri...
di Angelo Fortini

Bologna - E’ stata sgomberata all’alba di ieri mattina la palazzina di via Algardi, occupata sabato scorso da alcune famiglie di precari e disoccupati, con il supporto del sindacato Asia-Rdb. Il proprietario dello stabile, al momento dell’occupazione, aveva aveva subito fatto denuncia chiedendo di tornare in possesso dell’immobile. Quando sono intervenuti i carabinieri (coadiuvati da polizia, vigili urbani e personale dei servizi sociali) all’interno dell’edificio c’erano 20 persone: quattro italiani e 16 marocchini (otto adulti e otto minorenni) tutti in regola con il permesso di soggiorno. Le operazioni si sono svolte senza incidenti, solamente una donna è stata colpita da un lieve malore. Davanti alla palazzina si è formato un piccolo presidio, con una decina di esponenti delle Rdb. Per l’occupazione sono state denunciate 12 persone, di queste 8 sono stranieri.

Bologna. La proclamazione ufficiale di Flavio Delbono a sindaco...
di Andrea Ferrini

Bologna - La proclamazione ufficiale di Flavio Delbono a sindaco di Bologna è arrivata puntuale, ieri mattina, proprio mentre il neo primo cittadino era a colloqui con Sergio Cofferati, per la cerimonia informale delpassaggio delle consegne. Delbono era, infatti, nell’ufficio del Cinese (che da oggi sarà suo) a ricevere gli auguri di buon lavoro, quando è giunto il via libera della Prefettura.
Così il neo sindaco ha interrotto il colloquio per firmare i documenti che sanciscono l’inizio del suo mandato. «Ora non avete scampo», ha scherzato con i giornalisti, dopo aver lasciato Cofferati per fare il suo primo atto da sindaco: brindare alla festa di pensionamento di una dipendente del cerimoniale di palazzo d’Accursio.
Secondo gli orologi dei cronisti, l’Era Delbono è iniziata alle 13.12. Completo grigio e cravatta blu, il sindaco ha liquidato le domande sulla giunta («La farò presto» si è limitato a dire) e dribblato le curiosità della stampa: «Consigli da Cofferati? Solo buon lavoro». Ora il neo sindaco avrà dieci giorni di tempo per convocare la prima seduta del Consiglio comunale. La cui composizione è stata ratificata ierim senza sorprese: 24 consiglieri sono del Pd, sei del Pdl, cinque per la lista Cazzola, altrettanti alla lista Guazzaloca. E poi: i due dipietristi, mentre hanno un consigliere ciascuno Sinistra per Bologna, Rifondazione comunista, la lista Beppe Grillo e la Lega Nord.
Intanto le grane non aspettano: già ieri una decina di sfrattati delle Rdb-Asia se la sono presa con il neo sindaco fuori dal palazzo del Comune per lo sgombero di alcuni appartamenti che avevano occupato nei giorni scorsi in via Algardi e che sono stati liberati ieri dalla polizia.


26 giugno 2009 - Corriere Alto Adige

Istituto I sindacati: battaglia decennale. Il direttore: mancano 20 unità
Inps, assunti 29 precari Organico ancora carente
Roma vieta la mobilità con gli enti locali
di Felice Espro

BOLZANO — L’Inps di Bolzano ma messo la parola «fine» ad un problema che si trascinava ormai da dieci anni, formalizzando tra mercoledì e ieri l’assunzione a tempo indeterminato i 29 precari.
A darne notizia, ieri mattina, con un pizzico d’orgoglio, sono stati il direttore provinciale dell’Istituto, Antonio Morciano, e il presidente del Comitato provinciale, Riccardo Amort, che ha posto la sua firma in calce ai contratti. Una procedura che si è conclusa sul filo di lana, visto che martedì prossimo sarebbe scaduta la possibilità di stabilizzazione. «La vicenda — ha ricordato Morciano — è nata nel 1997 quando, per far fronte alla grave carenza d’organico della sede di Bolzano, siamo stati autorizzati ad inserire personale a tempo determinato i cui contratti venivano rinnovati di sei mesi in sei mesi. Erano 35 unità, che colmavano solo in parte il vuoto di 80 persone rispetto ad un organico fissato a quota 291 dipendenti. Nel frattempo il decreto Brunetta del 2008 ha ridotto l’organico del 10%, portandolo a 262 unità. In servizio, compresi i precari appena stabilizzati, ne abbiamo 243. Dei 34 precari iniziali, che hanno partecipato ai due concorsi per la stabilizzazione, 5 li abbiamo persi perché nel frattempo sono stati assunti altrove. Ne abbiamo regolarizzato 29, di cui 6 laureati e 23 diplomati. Eppure siamo ancora in difficoltà, soprattutto adesso che c’è un aumento esponenziale delle domande di cassa integrazione, mobilità e disoccupazione, con l’aggiunta recente degli ammortizzatori sociali in deroga, le cui prime pratiche stanno affluendo ai nostri uffici».
Con i concorsi bloccati per contenere la spesa pubblica e senza alcuna possibilità di assumere precari, all’Inps resta solo la mobilità tra enti: «Se non fosse — sottolinea il direttore Morciano — che una circolare del ministro Brunetta consente solo il passaggi tra enti statali e parastatali. Il che, a Bolzano, è impossibile perché gli uffici di questo tipo sono pochi e tutti sotto organico. Avremmo invece 7 domande di personale di enti locali. La sede regionale ha già scritto al ministero per chiedere di modificare la circolare, almeno per realtà atipiche come le Province autonome in cui gran parte dei dipendenti pubblici è della Provincia e dei Comuni».
Per quanto concerne la stabilizzazione, Amort ha precisato: «Tutti abbiamo remato nella stessa direzione: noi, i parlamentari altoatesini di tutti i partiti, i sindacati. Solo così si ottengono risultati».
Soddisfatti i sindacati. Nadja Vitale della Rdb-Cub commenta: «Con la firma dei contratti si chiude positivamente una vertenza durata due lunghi anni. Un grande risultato, che assume ancora maggior valore in questo momento di grave crisi occupazionale, che rappresenta un’importante risposta, anche se parziale, alla carenza di organico della sede provinciale Inps di Bolzano».
Aggiunge Cristina Girardi della Uil: «In questi due anni abbiamo registrato un altalenarsi di situazioni di speranza e di preoccupazione per la stabilizzazione Festa del rapporto di lavoro di questi precari. Lungo il percorso è stata trovata sintonia di intenti con la direzione ed il Comitato provinciale Inps, nonché il supporto del presidente della Provincia e di tutti i politici locali. La Uil Pa ritiene questo un esempio da seguire per la soluzione del precariato pubblico in Alto Adige».


26 giugno 2009 - Il Tempo

La Rdb Cub
«È ora di dire basta: L'imbroglio deve finire»

Civitavecchia - La Rdb interviene in merito alla crisi idrica che sta attanagliando Pantano e S.Agostino. «L'imbroglio deve finire – afferma la sigla sindacale - da anni, infatti, si sente parlare del gravoso problema idrico della città e noi come sindacato vogliamo evidenziare le annose colpe delle amministrazioni comunali succedutesi nel tempo. Come in tutti i servizi pubblici da esternalizzare la prima cosa da fare è: mandare in malora il servizio con il mancato investimento finanziario in bilancio e far mancare personale sia tecnico che amministrativo. Poi ci saranno le Sot che gestiranno i servizi pubblici in forma privata. Questo è l'imbroglio, la gestione mista pubblico-privata. Investire soldi da bilancio e adeguare la pianta organica del servizio acquedotti altrimenti lavoratori e cittadini avranno servizi privatizzati, costosi e scadenti. Solo 5 anni fa il servizio acquedotti era gestito con 25 unità lavorative, oggi ne sono rimaste soltanto 12 tra funzionari, tecnici, operai, amministrativi. Cosa devono fare i 12 dipendenti? - si domanda l'Rdb - Controllare, manovrare, riparare, fare sopralluoghi, e gestire tutte le utenze (circa 20.000) per un totale di 320 km di rete e acquedotti portanti. Siamo un sindacato anche dei cittadini - conclude - completamente dalla loro parte e solidarizziamo con loro, siamo per l'acqua pubblica e da anni ci battiamo affinché i Servizi Pubblici vengano gestiti degnamente senza inganni».


26 giugno 2009 - La Sicilia

Vigili del fuoco
Protesta della Rdb/Cub per i mancati interventi
e l'organico ridotto dopo il terremoto in Abruzzo

Catania - Il sindacato di base dei vigili del fuoco, del Comando provinciale di Catania protesta per la mancata approvazione da parte del Governo dell'emendamento, proposto in sede di conversione del decreto legge 28 aprile 2009 n. 39 sul "terremoto Abruzzo", che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi ed l'indennità di soccorso per i vigili del fuoco. «Protestiamo contro la disattenzione della politica nei confronti dei vigili del Fuoco, contro il Ministro dell'Interno Maroni e questo governo che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti».
Come RdB\CUB vigili del fuoco, sottolinea che il sisma dell'Abruzzo, ha ulteriormente messo a dura prova il Cnvvf, in quest'evento ha evidenza, se mai fosse stato necessario, la carenza d'organico del Corpo, la mancanza di risorse ed adeguamento economico del personale, le condizioni vetuste ed inaccettabile di mezzi ed attrezzature di colonna mobile, pertanto chiediamo un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso del Copro, la stabilizzazione dei precari del Cnvvf attraverso l'assunzione di tutti gli idonei e un adeguamento economico alla luce della professionalità da sempre dimostrata dai vigili del fuoco. Il Coordinamento Provinciale VV.F. RdB\CUB PI di Catania fa presente che nel locale Comando di Catania vi è una carenza d'organico operativo cronica, e se aggiungiamo che per affrontare l'imminente campagna boschiva (senza tra l'altro accordo Antincendio Boschivo 2009) si avranno 5 squadre operative in meno si può notare bene che vi saranno grossi problemi organizzativi ed economici da affrontare in una sede logistica storica carente di automezzi nuovi ed efficienti.


26 giugno 2009 - Il Gazzettino

IMMIGRATI
Manifestazione regionale

Pordenone - Rete diritti di cittadinanza Fvg, Centro Balducci, Cgil, Acli, Rdb-Cub, Associazione immigrati di Pordenone, Donne in nero di Udine e le associazioni "La tela" e "Officina del mondo" di Udine, organizzano per domani, a Udine, una manifestazione regionale per dire "no" a una sanità regionale che discrimini le persone in base alla loro provenienza, al decreto sicurezza, al razzismo, alla xenofobia, alle discriminazioni.


26 giugno 2009 - L'Unità

PARLANDO DI...Reddito

La Cub trasporti ha indetto per oggi uno sciopero nazionale di otto ore, dalle 9 alle 17, per i lavoratori degli appalti ferroviari. La protesta - spiega la Confederazione unitaria di base in una nota - è stata indetta per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro e le incertezze legate al lavoro precario di subappalto.


26 giugno 2009 - Spoleto City

CONSULTORIO DI SPOLETO: FAVOLE E REALTÀ
di Leonardo Galdini

Spoleto - In riferimento alle dichiarazioni del Dr. Sandro Fratini, Direttore Sanitario della ASL n. 3, riguardanti la riduzione del personale ostetrico presso il Consultorio di Spoleto, pubblicate sulla cronaca locale di un noto quotidiano, ci sentiamo in dovere di rettificare alcune Sue affermazioni.In primo luogo non risponde al vero che il trasferimento di una professionista dal consultorio di Spoleto al reparto di ginecologia dell’Ospedale sia avvenuto su richiesta della dipendente ma, come invece segnalato nella nostra lettera, sia frutto di una decisione aziendale non motivata. Per quanto riguarda le affermazioni in merito al fatto che il passaggio da 5 a 3 ostetriche, come quelle attualmente in servizio, sarebbe il frutto di una programmazione estiva, rileviamo come la riduzione del personale sia avvenuta già dal mese di aprile, mentre il periodo estivo viene convenzionalmente indicato dal CCNL dal 15 giugno al 15 settembre. Mettiamo inoltre in evidenza una contraddizione del Direttore Sanitario quando afferma che il Consultorio di Spoleto è ben dimensionato per poi dire che dal mese di settembre verrà integrato da un’altra unità. Rispetto all’accusa di "strumentalizzazione e processo alle intenzioni" che avrebbe praticato la Rdb–CUB, sottolineiamo come, indipendentemente dall’azione di questo sindacato, i giornalisti locali abbiano rese note lamentele provenienti dall’utenza alla quale per prima occorrerebbe dare fattive risposte. Di fronte al tentativo di minimizzare i fatti in questione, ci permettiamo infine di consigliare il Dr. Fratini, del quale non mettiamo in dubbio l’onestà intellettuale, a verificare la correttezza delle informazioni che gli vengono date, per evitare in futuro altre brutte figure.
p/Coordinamento Regionale RdB-CUB Sanità - Leonardo Galdini


26 giugno 2009 - Il Messaggero

Civitavecchia. Migliora la qualità dell’acqua, ma...
di GIULIA AMATO

Civitavecchia - Migliora la qualità dell’acqua, ma resta ancora in vigore l’ordinanza di non potabilità. E’ questo il responso delle analisi effettuate martedì scorso. Come si ricorderà, nel pomeriggio di martedì il Pincio informò del ritrovamento della causa dell’inquinamento batteriologico della conduttura idrica che serve la zona nord della città, dove alcune ore prima erano stati prelevati dei campioni.
L’Arpa ieri mattina ha trasmesso alla Asl di Civitavecchia i dati emersi dai quei rilevamenti. Dati che denotano un miglioramento rispetto a qualche giorno fa, quando i valori rintracciati resero necessaria un’ordinanza di non potabilità. Miglioramento che riguarda la zona che va da via Fontanatetta verso Aurelia, servita dal Medio Tirreno e dal Siit. Nella parte, invece, delle Villette e di strada Sant’Agostino le acque rimangono torbide.
Le campionature prese in esame dall’Arpa riguardano quattro punti diversi dell’area compromessa: un primo prelievo è stato effettuato presso il ristorante "Il Corsaro", uno presso un podere privato, mentre gli altri due, uno alla chiesa della Madoninna di Pantano e l’altro presso un’abitazione privata di Torre d’Orlando. Le campionature effettuate nella fascia nord (Torre d’Orlando e Aurelia), hanno dato esito negativo, mentre nella fascia a valle (Sant’Agostino e Villette) il responso è positivo. Il valore dei coliformi totali presenti in quelle acque è superiore a 150 a metro cubo, mentre la concentrazione di escherichiacoli è di 24 per metro cubo.
«Questi valori – ha spiegato il dottor Augusto Pizzabiocca della Asl Rmf – non sono ancora conformi ai parametri di potabilità dell’acqua. Per questo le ordinanze non devono essere revocate. Mentre per la zona a nord dell’impianto filtri Aurelia, la situazione va a migliorarsi, per la condotta contaminata dalle acque del Marta, le condizioni sono ancora critiche. Ora dobbiamo attendere i risultati delle campionature effettuate questa mattina (ieri per chi legge). Solo il loro esito potrà decretare la fine dell’emergenza idrica». I risultati di queste ultime analisi sono previsti per la prossima settimana.
Intanto ieri mattina i dipendenti comunali hanno continuato il loro lavoro presso le condotte. Dopo il lavaggio delle reti si è proceduto al passaggio dell’acqua nelle stesse, per terminare la bonifica e permettere quindi di effettuare i prelievi necessari. Dopo che l’amministrazione ha messo a disposizione dei cittadini recapiti telefonici, ieri sono stati in molti a farne uso sia per essere aggiornati sulle condizioni dell’acqua sia per avere informazioni per quanto riguarda la pulizia dei vasconi.
Il vicesindaco Gino Vinaccia, dopo le accuse rivolte da più parti circa la latitanza del sindaco in un momento così importante per la cittadinanza, ha spiegato che «siamo in costante contatto telefonico. Lo teniamo aggiornato e tutte le decisioni sono prese di concerto».
Duro poi, l’attacco dell’Rdb che accusa l’amministrazione di «aver mandato in malora il servizio». «Questo è un imbroglio! – si legge nel comunicato – in bilancio non vengono inserite risorse per le manutenzioni degli impianti e intanto l’organico da 25 unità è passato a 5».


26 giugno 2009 - La Nazione

Un patto fra Università e industria per promuovere
SVILUPPO L'ACCORDO QUADRO DI COLLABORAZIONE VINCOLA LE TRE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI DI SIENA, AREZZO
di FRANCESCO IANNIELLO

FAVORIRE la crescita competitiva delle aziende e creare percorsi formativi per gli studenti universitari che rispondano alle esigenze economiche congiunturali proprie delle imprese: questi gli obiettivi a cui punta l'accordo quadro di collaborazione tra le tre Associazioni degli Industriali di Siena, Grosseto e Arezzo e l'Università senese in un clima di rinnovato legame tra imprenditoria locale e Ateneo. L'ACCORDO è stato sottoscritto ieri mattina, nella sala Consiliare dell'Università, dal Rettore Silvano Focardi e da Luigi Borri, Giovanni Inghirami e Aristide Giannetti, rispettivamente presidenti di Confindustria Siena, Arezzo e Grosseto. Erano presenti anche Antonella Mansi, presidente di Confindustria Toscana, Claudio Gentili, direttore nazionale di Confindustria Education, ed Emilio Miccolis, direttore amministrativo dell'Università. Viene così di fatto avviato un sistema di confronto e collaborazione tra l'ambito pubblico della ricerca e della formazione e quello delle imprese con l'intento di trasferire tecnologie e conoscenze dai laboratori alle aziende: l'obiettivo è quello di sviluppare iniziative congiunte per la progettazione e la ricerca dei finanziamenti e di innescare processi economici virtuosi che abbiano ricadute positive sui territori. Soddisfatto dell'accordo il rettore Focardi: «Quello tra imprese e Università è un rapporto che dovrà assumere ancora maggiore consistenza nei prossimi anni. Occorre mettere a disposizione del sistema Paese il potenziale di innovazione proprio dell'Università ed innescare un circolo virtuoso tra aziende, Ateneo e territorio che si faccia anche carico dell'inserimento di nuovi laureandi all'interno delle imprese». COSÌ INVECE Emilio Miccolis: «Stiamo lavorando alacremente per risolvere i nostri problemi finanziari e proprio per questo dobbiamo ancora di più inserirci nel sistema economico produttivo, offrendo ciò che di meglio abbiamo: la capacità progettuale, la ricerca e la formazione». UN RAPPORTO "storico", come ha ricordato Claudio Gentili, quello tra Confindustria e Ateneo senese cominciato già nel 1991 con la firma di un accordo riguardante la comunicazione d'impresa. Di «occasione importante da cogliere per Confindustria» ha parlato invece Antonella Mansi: «Viviamo in un momento di crisi e ci attende un duro lavoro per mantenere alta l'innovazione e la qualità dei nostri prodotti. Per questo motivo ritengo strategico il rapporto con il mondo della ricerca». Analoga l'analisi di Luigi Borri: «L'industria territoriale chiede figure formate secondo le esigenze congiunturali. Sarebbe importante in questo senso aumentare i crediti formativi che sono dati sulla base di esperienze realizzate in azienda». Una parte importante dell'accordo riguarda proprio gli studenti, per i quali vengono previste azioni congiunte nell'area dell'orientamento e del placement, attraverso le quali da un lato sviluppare e diffondere una corretta conoscenza del contesto produttivo e del mercato del lavoro e dall'altro favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso percorsi di stage e tirocini. E, a proposito di Università, le organizzazioni sindacali Confsal Snal Università/Cisapuni, Cisal Università e Rdb-CUB lamentano la mancata convocazione al tavolo istituzionale dell'altro ieri dove si è discusso proprio della situazione dell'Ateneo. «Deprechiamo con fermezza questo comportamento si legge in una nota per la sostanziale scorrettezza che vede ignorare la presenza in Ateneo di altre organizzazioni sindacali che sono rappresentative esattamente come quelle presenti al tavolo».


26 giugno 2009 - Basilicatanet

FIAT, FLMUNITI-CUB: SABATO GIORNATA DI SCIOPERO 25/06/2009 18.31.29

Basilicata - La FlmUniti-Cub proclama una giornata di sciopero alla Fiat di Nelfi per sabato 27 giugno per protestare contro lo straordinario imposto dall’azienda.
Tra i motivi dello sciopero, oltre alle decisioni unilateri dell’azienda in tema di orario e di straordinari, "le centinaia di provvedimenti disciplinari comminati ingiustamente ai lavoratori e i licenziamenti illegittimi messi in atto dalla Fiat ad Ottobre 2007 (che lasciano dopo il reintegro di Auria e Miranda ancora fuori l’operaio della Fiom Passannante) e il secondo licenziamento del delegato RSU della FLMUniti-CUB Francesco Ferrentino".


26 giugno 2009 - Varese news

Assemblea alla Coopuf per il diritto alla salute
Salute: diritto o business è il titolo dell'incontro pubblico di venerdì 26 giugno alle ore 14.30 in via De Cristoforis

Varese - "Salute: diritto o business?" È questo il titolo dell'assemblea pubblica che si svolgerà oggi pomeriggio, venerdì 26 giugno alle ore 14.30 presso il salone della cooperativa Coopuf di Varese. Organizzata dalla RdB e Cub del pubblico impiego e dal Sindacato dei lavoratori, il momento vuole affrontare la privatizzazione dei servizi in Lombardia e, in particolare, nella nostra provincia: "L'introduzione nei primi anni novanta dei DRG per i ricoveri ospedalieri, il successivo taglio drastico dei posti letto negli ospedali pubblici a favore di strutture private, la selvaggia esternalizzazione dei servizi sanitari e territoriali e domiciliari, relegando in secondo piano la prevenzione, sta trasformando la sanità pubblica in una sanità privata finanziata con il denaro di tutti i cittadini. Dalle drammatiche morti per il rogo nella camera iperbarica nella clinica iperbarica nella clinica Galeazzi di Milano, fino allo scandalo della "clinica degli orroti" alla Santa Rita di Milano, ne sono solo pochi esempi". All'incontro parteciperanno Nicoletta Pirrotta coautrice del libro "Il diritto alla salute", Federico Pagan delegato RSU dell'azienda ospedaliera di Busto e Ivana Graglia, delegata RSU dell'Asl della Provincia di Varese. Alle 17 ci sarà un presidio davanti alla Prefettura di Varese per presentare le ragioni dello Sciopero nazionale del 3 luglio del settore sanità, indetto per tutta la giornata dal sindacato di base per tutelare i diritti dei lavoratori e riaffermare il diritto di tutti alla salute.


26 giugno 2009 - La Provincia di Cremona

Sindacato di base inaugura il Caf

Cremona - Domani alle 11 presso la sede del sindacato di base RdBCub, in piazza Antonella 13, si svolgerà l’inaugurazione del Centro di assistenza fiscale della Confederazione unitaria di base. Il Caf Cub sarà pienamente operativo a partire da settembre e fornirà servizi riguardanti le dichiarazioni Isee, Iseu, Red,Fsa,Ici,730,Unico, Irap nonché consulenza in materia tributaria ed assistenza ai precari.


26 giugno 2009 - Settegiorni

Un esposto per la Novaceta

MAGENTA - Il Cub prima e ora il Comitato Magentino Dignità e Lavoro hanno sempre considerato come poco convincenti le ragioni che Novaceta aveva addotto come spiegazione per la chiusura dello stabilimento magentino. La crisi internazionale, i problemi legati al fallimento della società che gestiva la centrale termica, la scarsa domanda dei filati prodotti: di volta in volta ragioni che non hanno completamente persuaso i lavoratori che hanno sempre lamentato la mancanza di quegli investimenti promessi per il rilancio dell'azienda. Ora le perplessità sono diventate un atto concreto. Il 22 giugno un gruppo di lavoratori Novaceta ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano chiedendo che la magistratura inquirente verifichi l'intero iter che ha condotto alla chiusura definitiva dello stabilimento di questa azienda storica che è leader al mondo nella produzione di filato di acetato. «Abbiamo voluto presentarci come Comitato magentino dignità e lavoro per evitare che una sola sigla di un sindacato limitasse le adesioni senza mettere così etichette politiche â€" affermano i lavoratori aderenti al Comitato -. Ora il numero di sottoscrittori dell'esposto è un numero importante. Già 23 persone hanno firmato l'atto e molti altri si sono dichiarati disponibili a sottoscrivelo. Chi vorrà aderire all'iniziativa potrà farlo recandosi direttamente presso il presidio di lavoratori presente sul piazzale Novaceta. Il Comitato è a disposizione di tutti i lavoratori del territorio. La richiesta di verifica era già nell'aria lo scorso 6 marzo quando durante l'incontro tenuto nella sede Provincia di Milano, come rappresentanti dei lavoratori, avevamo chiesto alle istituzioni il patrocinato gratuito nel caso in cui si fosse reso necessario adire le vie legali in una eventuale vertenza a sostegno di tesi tendenti a dimostrare, come la "crisi" Novaceta fosse stata pianificata da almeno tre-quattro anni». Il sospetto è che ci fossero sotto interessi non tanto industriali quanto immobiliari. Da qui anche la costante preoccupazione nel ribadire che il consiglio comunale di Magenta aveva votato una delibera con la quale si vincolava l'area a destinazione industriale. «Finchè sarò io sindaco â€" ha sempre affermato il sindaco Luca Del Gobbo â€" non ci sarà mai un cambio di destinazione di quell'area». Ora dunque la richiesta ufficiale di una verifica da parte della magistratura con la volontà , afferma il Comitato di difendere centinaia di lavoratori della Novaceta lasciati a casa..

Al via la mobilità  anche alla Esab Saldature

MESERO - Dopo i casi magentini di Bruno Romeo e Novaceta, anche la storica azienda Esab Saldature di Mesero è stata toccata dalla mobilità . Ad essere colpiti dal provvedimento adottato lunedì 22 giugno sono stati 85 dei 143 dipendenti, quasi tutti di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Presidi sono stati organizzati in settimana davanti ai cancelli. L'azienda di via Mattei, specializzata in materiale di saldatura, già lo scorso autunno aveva attraversato un periodo di crisi sfociato nel mancato rinnovo del contratto per una ventina di lavoratori interinali. Il marchio, parte di una multinazionale, ha già visto chiudere stabilimenti in Svezia e Finlandia. Nella stanza dei bottoni, si era infatti deciso di trasferire la produzione nei paesi dell'est Europa. Sull'onda di questa strategia aziendale, anche lo stabilimento di Mesero e la filiale di Terni vedranno chiudere i reparti produttivi. Ad oggi, ai lavoratori non rimane in mano nient'altro che la cassa integrazione ordinaria. «è nostra intenzione non arrenderci - fanno sapere dal sindacato di base Cub-. Per trovare una soluzione allo smantellamento della produzione e ottenere garanzie per i lavoratori, siamo intenzionati a proporre di sostenere la nostra causa anche agli enti istituzionali maggiori come la Provincia e la Regione. Busseremo anche alla porta del senatore Massimo Garavaglia ».


25 giugno 2009 - Omniroma

ISPRA, USI RDB: «PRECARI OCCUPANO SEDE VIA BRANCATI»

(OMNIROMA) Roma, 25 giu - «L'incontro tra i commissari dell'Ispra e l'ufficio di gabinetto del ministero dell'Ambiente sul blocco dei licenziamenti dei precari dell'Ispra non è stato soddisfacente per USI/RdB Ricerca». Lo rende noto, in un comunicato, la segreteria nazionale Usi/Rdb Ricerca. «Non è stata data nessuna certezza - prosegue il comunicato - sulla possibilità che domani venga approvata dal consiglio dei ministri una deroga che consenta la prosecuzione dei contratti. Inoltre attraverso un'interpretazione burocratica della legge, si nega anche la possibilità di rinnovare alcune decine di contratti a tempo determinato finanziati da progetti di ricerca. USI/RdB ha chiesto che il ministro Prestigiacomo si faccia carico della situazione e autorizzi la proroga dei contratti. È un atto che rientra nelle sue possibilità, quindi, qualora ciò non avvenisse, la commedia dello scaricabarile non avrebbe modo di continuare e le sue responsabilità politiche risulterebbero chiare a tutti. I lavoratori precari in assemblea hanno deciso di continuare la loro protesta e di occupare la sede centrale di via Brancati».

ISPRA, USI RDB: «OCCUPATA ANCHE SEDE VIA CASALOTTI»

(OMNIROMA) Roma, 25 giu - «Si allarga la protesta dei precari ISPRA, dopo la sede di via Brancati (ex Apat), occupata anche la sede di Via Casalotti (ex Icram). I precari chiedono che il Ministro Prestigiacomo assuma un provvedimento ministeriale che autorizzi la struttura commissariale dell'Ispra a prorogare i contratti dei circa duecento precari a rischio licenziamento». Lo rende noto Usi-db Ricerca.

VIA PINCHERLE, ASIA RDB: «SEGNALE DI SPERANZA»

(OMNIROMA) Roma, 25 giu - «Oggi pomeriggio è stato sottoscritto il rogito dei 106 appartamenti abitati dagli inquilini che non avevano potuto far valere l'opzione di acquisto proposta da Fata assicurazioni, prima di cedere l'invenduto alla Giacomazzi srl. Ora gli inquilini resistenti di via Pincherle hanno un proprietario pubblico e rappresentano materialmente la possibilità che le dismissioni e le speculazioni immobiliari possono essere fermate. Dopo questo atto, che abbiamo aspettato con trepidazione, è in dirittura d'arrivo anche la compravendita degli alloggi di viale dei Colli Portuensi 187, deliberata dal cda dell'Ater il 25 maggio, mentre prosegue la ricerca di una soluzione per i 17 inquilini di via Pincherle che hanno avuto l'alloggio dove vivono acquistato da terzi». Così una nota AS.I.A. RdB. «L'importante risultato - aggiunge - può essere acquisito dall'intera città alle prese con un'emergenza abitativa formidabile fino a divenire un segnale di speranza per tutti e tutte coloro che ogni giorno si difendono da sfratti, dismissioni selvagge, caro affitti e caro mutui. Un risultato reso possibile dalla tenacia degli inquilini, da una tutela sindacale reale, da amministrazioni responsabili e da una proprietà finalmente consapevole del dramma degli inquilini coinvolti».


25 giugno 2009 - Adnkronos

P.I.: DOMANI A ROMA COBAS SPIEGANO MOTIVI SCIOPERO 3 LUGLIO

Roma, 25 giu. - (Adnkronos/Labitalia) - Si terra' domani, alle 12, presso Palazzo Valentini a Roma, la conferenza stampa dei Cobas del pubblico impiego (Rdb/Cub, Cobas e Sdl intercategoriale). I sindacati di base spiegheranno le motivazioni dello sciopero del prossimo 3 luglio e le ragioni per opporsi al decreto Brunetta, oltre a illustrare le iniziative intraprese nei vari comparti pubblici per sensibilizzare i lavoratori. Saranno anche presentate le iniziative che saranno prese in ogni citta' durante lo sciopero, a cui parteciperanno anche i precari delle pubbliche amministrazioni.

VIGILI DEL FUOCO: SINDACATO DI BASE, DAL GOVERNO SOLO UN' ELEMOSINA
IL 1 LUGLIO CONFERENZA STAMPA A ROMA

Roma, 25 giu. - (Adnkronos) - Parlano di «elemosina» del governo le RdB-Cub, il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco che per il 1 luglio, alle 11.30 a Roma, davanti all'entrata di servizio del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma in via Genova, hanno indetto una conferenza stampa dei delegati regionali dei Vigili del Fuoco per «evidenziare la situazione del soccorso nel Paese che si è determinata in particolar modo post terremoto». «Dopo mesi di straordinario lavoro incessante nelle zone terremotate e nei luoghi di lavoro -si legge in una nota- il governo ha varato ieri sera il decreto 'Abruzzò contenente interventi economici anche per i Vigili del Fuoco. Il decreto ufficiale del Consiglio dei ministri parla 1,5 milioni di euro per l'anno 2009 e 8 milioni di euro divisi a metà con la Protezione civile, mentre agenzie di stampa riportano altre cifre da dividere con la Polizia, per riparare i mezzi usurati, lavoro straordinario e trasferte a seguito delle fasi del terremoto». «A conti fatti, per i Vigili del Fuoco -si legge ancora nella nota- possiamo affermare che volendo mantenerci a calcoli molto 'esageratì nelle tasche dei lavoratori entreranno cifre che sfiorano i 1,30 euro medi lordi e procapite». Per il Sindacato di Base, «questa è l'elemosina che il governo ha pensato per i Vigili del Fuoco che da sempre assicurano il soccorso nel paese con orari di lavoro che sfiorano l'assurdo, ormai le 36 ore settimanali sono diventate un baluardo difficile da mantenere».


25 giugno 2009 - Ansa

FERROVIE: CUB, DOMANI SCIOPERO NAZIONALE LAVORATORI APPALTI

(ANSA) - MILANO, 25 GIU - La Cub trasporti ha indetto per domani uno sciopero nazionale di otto ore, dalle 9 alle 17, per i lavoratori degli appalti ferroviari. La protesta - spiega la Confederazione unitaria di base in una nota - è stata indetta per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro e le incertezze legate al lavoro precario di subappalto. Il sindacato chiede l'applicazione per tutti gli impiegati nelle attività ferroviarie dei diritti di anzianità e il trattamento retributivo e normativo stabilito dal contratto nazionale.


25 giugno 2009 - Il Resto del Carlino.it

VIA ALGARDI
I carabinieri sgomberano la palazzina. All'interno c'erano venti persone
Durante l'operazione dei militari il sindacato inquilini delle Rdb, Asia, ha dato vita ad un presidio: "Carabinieri e Questura hanno sfondato le porte di una palazzina occupata da sfrattati e cassaintegrati"

Bologna, 25 giugno 2009 - La palazzina occupata di via Algardi e’ stata sgomberata. L’intervento dei Carabinieri (a cui il proprietario dell’immobile aveva fatto denuncia) e’ iniziato alle 6.30 con il supporto di vigili urbani e Polizia; erano presenti anche i servizi sociali del Comune di Bologna. All’interno della palazzina c’erano 20 persone: quattro italiani, tutti adulti, e 16 marocchini (otto adulti e otto minorenni) tutti in regola con il permesso di soggiorno. Piu’ tardi e’ arrivata l’ambulanza perche’ una delle donne allontanate dall’edificio ha accusato un lieve malore. Dopo le procedure di svuotamento e chiusura, l’immobile verra’ restituito al proprietario. Quasi certamente tutti gli occupanti sgomberati saranno denunciati per invasione di terreni ed edifici.
Durante lo sgombero il sindacato inquilini delle Rdb, Asia, ha dato vita ad un presidio. Asia aveva sostenuto l’occupazione e oggi usa toni duri per descrivere l’intervento delle forze dell’ordine: "50 carabinieri e Questura hanno iniziato a sfondare le porte di via Algardi 16. Una palazzina occupata da sfrattati e cassaintegrati". L’avvio della "identificazione coatta degli occupanti" ha creato "grande spavento tra i bambini", riferisce una nota della sigla sindacale. La rabbia di Asia-Rdb cresce poiche’, "non piu’ tardi di ieri", con la Questura si era "fissato un incontro, da tenersi questo pomeriggio" per discutere della situazione di via Algardi. Invece, gli appelli indirizzati a Comune, Regione e Quartiere "non sono stati presi in considerazione". Infine, un’ultima nota polemica: "Questo possiamo considerarlo il benvenuto del nuovo sindaco Delbono per i precari, i cassaintegrati, i disoccupati e gli sfrattati che vivono a Bologna".
Massimo Betti, responsabile delle Rappresentanze sindacali di base, fa il conto delle persone sgomberate e parla di "otto famiglie di lavoratori senza casa, con circa 20 bambini, di cui uno di soli 30 giorni, ed un gruppo di giovani lavoratori precari". Poi se la prende con il nuovo sindaco, Flavio Delbono, e con il presidente della Regione, Vasco Errani. Loro, punta il dito, "conoscevano bene la situazione, come del resto tutti i segretari dei partiti della maggioranza che hanno scientemente deciso di infischiarsene; preferiscono dare retta ad un ‘guru’ stagionato e andare in giro per la citta’ a cancellare graffiti piuttosto che interessarsi dell’emergenza abitativa e lavorativa che si sta sempre piu’ aggravando in questo stato di crisi economica".
Tornando allo sgombero, il sindacato di base sottolinea che i "Carabinieri in prima fila e uno spropositato spiegamento di Forze dell’ordine hanno paralizzato una intera" via. "Se questa e’ la nuova aria che si respira con la giunta Prc-Pd-Idv, i lavoratori, i precari, i disoccupati e senza casa sono avvisati. Anche per questo e’ un giorno molto triste". In ogni caso, la mobilitazione del sindacato di base prosegue. Betti da’ appuntamento a martedi’ per una iniziativa alle 15 davanti alla sede della Regione.


25 giugno 2009 - Leggo

VENEZIA. Domani stop a vaporetti, motoscafi e autobus...

VENEZIA - Domani stop a vaporetti, motoscafi e autobus per uno sciopero di 3 ore del personale Actv. A incrociare le braccia dalle 12 alle 15 saranno gli aderenti a Cub Trasporti: «In questo modo intendiamo manifestare il nostro disagio per la costruzione dei turni, l’aumento del 60% rispetto al 2008 dello straordinario fisso e le politiche di sub affidamento dei servizi adottate in modo sempre maggiore dall’Azienda a danno dei suoi dipendenti», dice il segretario dei Comitati unitari di base Giampaolo Antonini.
Per la durata dello sciopero, anche gli sportelli e le biglietterie Hellovenezia potrebbero risultare non operativi o svolgere servizio irregolare. Sul sito www.actv.it, l’elenco delle corse valide prima e dopo la protesta.(V.Cor./ass)


25 giugno 2009 - Il Piccolo

Linea 36 prolungata fino a largo Giardino E gli autobus diventano quattro.
Sciopero delle Rdb domenica 5 luglio

Trieste - Viene prolungato da oggi e portato fino a largo Giardino il percorso della 36 e su questa linea gli autobus in servizio ogni giorno da 3 diventano 4. Non si placa però la conflittualità tra i sindacati e Trieste Trasporti. Le rappresentanze sindacali di base (Rdb) hanno annunciato un nuovo sciopero per domenica 5 luglio che si protrarrà per quattro ore: dalle 17.30 alle 21.30.
L’azienda ha annunciato il prolungamento e rinforzo della 36 «in via sperimentale per il periodo estivo e in accordo con la Provincia per venire incontro alle richieste della cientela». In sostanza la 36 dal bivio di Miramare ora arriva fino a largo Giardino, anziché fermarsi in via Carducci, e transita ogni 15 minuti. Gran parte dello stesso percorso è coperto anche dalla linea 6. «Lungo questo tragitto ora gli autobus sono molto più frequenti rispetto al passato - ha commentato il direttore generale di Trieste Trasporti, Piergiorgio Luccarini - Assecondando ulteriori richieste dell’utenza abbiamo rafforzato ancora la linea 36 soprattutto per venire incontro alle esigenze di coloro che abitano a Barcola e in viale Miramare e lavorano in centro».
Nel corso di un recente incontro con l’azienda, i rappresentanti delle sei sigle sindacali hanno comunque giudicato insufficienti queste modifiche. «Sulle linee per Barcola si sono verificati nei giorni scorsi disservizi incredibili - ha accusato Willy Puglia, coordinatore regionale di Rdb - autobus in ritardo anche di mezz’ora e decine di persone rimaste a terra per sovraffollamento». «I sindacalisti hanno criticato nuovamente i dirigenti della società - si legge in una nota di Rdb - per la disapplicazione delle normative vigenti che avrebbero dovuto consentire di concordare preventivamente gli interventi necessari in modo da soddisfare realmente le richieste della cittadinanza e le necessità del personale di guida. I dirigenti, benché sollecitati - continua la nota - non hanno voluto neppure fornire alle organizzazioni sindacali i dati del sistema di rilevazione satellitare relativi allo scostamento degli orari che avrebbero confermato i ritardi rilevati sugli autobus delle linee che sono state oggetto di accorpamento (5 e 18, 28 e 30, 4 e 17, 15 e 16, 1 e 34, 22 e 13) e di variazione (6 e 36)».
«Il sistema di rilevazione è appena stato applicato ed è ancora in una fase per così dire sperimentale - ha spiegato ieri Luccarini - abbiamo comunicato i riscontri ottenuti alla Provincia che è il nostro referente. Non è escluso che quando sarà ben collaudato, i risultati possano essere resi noti anche ai sindacati».
Le altre sigle sindacali intanto non hanno inteso affiancare nello sciopero le Rdb che invece in un altro volantino affermano di aver «preso atto dell’arroganza e del disinteresse con cui i dirigenti di Trieste Trasporti continuano a trattare le giuste rivendicazioni dei lavoratori» che continuano a chiedere, tra l’altro, un miglioramento «delle condizioni di lavoro, della sicurezza, della qualità del servizio reso all’utenza dei bus che con le modifiche incluse nel servizio estivo 2009 subirà un pesante decadimento».(s.m.)


25 giugno 2009 - Il Nuovo Corriere Viterbese

Lino Rocchi (RdB CUB) annuncia lo sciopero del pubblico impiego del 3 luglio
"La riforma inps? È inutile"

Viterbo - Dai dati INPS relativi al 2008, risulta che l’insieme delle gestioni sono attive di 11.275 milioni di Euro, dichiara lino ROCCHI della federazione RdB-CUB di Viterbo, il Fondo pensione lavoratori dipendenti, al netto delle ex gestioni incorporate, (trasporti, elettrici, telefonici e dirigenti INPDAI), è ampiamente in attivo di 9.011 milioni di euro, lo stesso Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, ha affermato nella relazione annuale sui risultati dell'istituto: ''Il sistema previdenziale è in equilibrio. I conti dell'INPS sono a posto''. Il bilancio 2008 chiude con un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro. È necessaria una nuova riforma?" Mastrapasqua ha comunque sostenuto che ulteriori interventi non sembrano opportuni: ''Un troppo frequente intervento su questa materia rischia di incrinare il necessario rapporto di fiducia tra generazioni. Il sistema delle pensioni ha bisogno di tempi certi, fare riforme ogni due anni rischia di compromettere la capacità di guardare al futuro con la necessaria fiducia e certezza''. Ci sono quindi, ed è doveroso oltre che possibile, prosegue Rocchi, aumentare le pensioni per ricostituire il loro potere d’acquisto consumato dal 1992 e migliorare le indennità di cassa integrazione, che coprono ora solo il 50% del salario percepito. È inutile se non fuorviante il dato Ocse circa il cosiddetto "Caro Pensioni", la spesa pensionistica in Italia assorbe circa un terzo delle uscite statali, è qui il problema? I soldi dell’INPS sono soldi dei lavoratori, il bilancio delle gestioni è fortemente in attivo, Il Presidente dell’istituto dichiara che i conti sono in equilibrio, quindi? Dov’è lo scandalo? Se mai scandalo c’è, per noi, è nel fatto che il rapporto con le altre spese è sbilanciato rispetto agli altri paesi Ocse ergo, l’Italia spende, in percentuale, molto poco per i cittadini. RdB-Cub rispedisce quindi al mittente queste affermazioni. Secondo Rocchi " dal governo mentono sapendo di mentire, ma nel frattempo dal 1° gennaio 2009, i lavoratori pagano più contributi e l’INPS paga, con i loro soldi, prestazioni che per legge spettavano a carico della fiscalità generale. Per questoi pubblici dipendenti, dunque, il 3 luglio scenderanno in piazza a Roma e Milano, "per smascherare – conclude Rocchi - questa ennesima farsa che finirà per mettere le mani nelle tasche già vuote degli italiani già in difficoltà economica per la crisi".


25 giugno 2009 - Blog di Francesco Barilli

"Il governo ci vuole come semplici manovali del soccorso"
Intervista ad Antonio Jiritano, coordinatore nazionale RdB Vigili del Fuoco
di Francesco "baro" Barilli

Spesso li vediamo prodigarsi in situazioni di calamità naturali, lavorando sodo e restando lontani dalle telecamere, quando altri approfittano delle circostanze per passerelle mediatiche, elettorali o pubblicitarie. Sappiamo immaginare le complesse problematiche che fronteggiano nelle attività di soccorso, ma non quelle quotidiane che si trovano a sostenere. Per colmare questa lacuna abbiamo incontrato Antonio Jiritano, 54 anni, coordinatore nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base per il corpo dei Vigili del Fuoco.
Sono entrato nei vigili del fuoco giovanissimo, nel 75. La vita all’inizio era ben diversa da come l’avevo immaginata: l’orario di lavoro era di 24 ore di lavoro e 24 ore libere (ma tra lo smontare ed il montare era più il tempo in caserma che quello fuori). Ma soprattutto la caserma non era un vero posto di lavoro: i vigili del fuoco uscivano da una vita da militari che non tutti avevano metabolizzato. Esistevano ancora i marescialli, i "capi" che ti obbligavano a fare le peggiori cose, dalla pulizia dei cessi al lavaggio dei pentoloni.
E’ da queste vessazioni che comincia la tua attività sindacale?
Sì. Fino a pochi anni prima era vietata, e per uno come me, arrivato dalle file del PCI come tesserato e militante, era d’obbligo avere la tessera CGIL. I primi anni siamo riusciti a coinvolgere un bel gruppo di persone. Le nostre rivendicazioni erano tutte interne al posto di lavoro, mai questioni generali: non avevamo ancora una percezione più ampia del sindacato. Il rapporto con la CGIL finisce negli anni 80: si cominciava ad avvertire quello che succedeva nelle fabbriche, con le politiche deboli e concertative del sindacato. L’altra svolta avvenne quando, a Roma, sentii parlare dei sindacati di base, che lottavano per un salario migliore, i passaggi di qualifica, la democrazia nei posti di lavoro. Tutti argomenti che erano patrimonio dei lavoratori, ma in CGIL non diventavano "nostro patrimonio". Incuriosito presi contatti con questi colleghi di base, partecipai ad alcune riunioni dentro i peggiori scantinati di Roma (ci chiamavano carbonari ed avevano ragione). Rientrato nel mio posto di lavoro, dopo varie riunioni decisi di lasciare la segreteria CGIL.
In quali campi avete avanzato le vostre battaglie e proposte?
In tutti i campi. Dal salario adeguato alla nostra specializzazione, ad un sistema di protezione civile diverso (dove i vigili del fuoco siano il perno centrale, attorno a cui deve ruotare il sistema dei soccorsi nel paese), dalle battaglie per l’indennità di rischio a quella per la sicurezza nelle sedi di servizio, fino a quella per un sistema previdenziale che ci individui come lavoratori a rischio… Battaglie non solo contro il governo, ma pure verso i sindacati confederali che si vedevano scavalcati.
Negli anni recenti c’è un momento che vedi come una svolta?
Direi fra il 2004 e il 2005, quando il corpo nazionale VV.F ha subito un ritorno a un passato vecchio di trent’anni, quando eravamo militarizzati. Abbiamo fatto lotte da Milano a Palermo, occupazioni e blocchi di ogni genere, anche in luoghi vietatissimi come la piazza antistante il parlamento, finita con fermi di polizia e qualche denuncia. La battaglia contro la militarizzazione l’abbiamo persa. Avevamo contro governo, CISL e UIL, e altri sindacati all’uopo creati e foraggiati dalla destra. Alla fine siamo stati l’unica opposizione al sistema che ci voleva militarizzati, gli unici che insistevano sul ruolo sociale dei VV.F. Anche al nostro interno credo che molta gente si sia fatta irretire da miraggi di grandi guadagni che non sono mai arrivati. Alla fine quello che sostenevamo come sindacato di base si è avverato nel tempo: sempre più militarizzati (saluto, senza barba, senza orecchini, stivali lucidi, gerarchia, senza contrattazione, senza soldi) e senza alcuna valorizzazione per la nostra professionalità. Per non parlare di come sono trattati gli operatori amministrativi, che sembrano una struttura estranea, quasi un peso (c’è chi li vorrebbe fuori dal corpo nazionale VV.F .).
Il rapporto col governo attuale?
Dal suo insediamento il governo ha dichiarato (a parole…) grande sensibilità per i Vigili del Fuoco. Oggi, dopo l’ennesima calamità, è dimostrato che non si può pensare di soccorrere la popolazione senza il nostro impiego: farlo significherebbe pagare un tributo in vite umane troppo alto. Tutto questo anche per le condizioni in cui è lasciato il paese dai nostri governanti, centrali e periferici: incuria del territorio, mancanza di una cultura della prevenzione, scarsità di specialisti del soccorso pronti ad intervenire immediatamente.
In questo momento è naturale chiederti qualcosa sulle vostre condizioni dopo il terremoto in Abruzzo.
Siamo senza contratto di lavoro, scaduto da un anno e mezzo; con mezzi di soccorso carenti o spesso obsoleti e inefficienti; senza attrezzature tecnologiche all’avanguardia per migliorare la qualità del soccorso tecnico urgente alla popolazione; senza riconoscimento di lavoro particolarmente usurante (spesso siamo a contatto con materiali pericolosi, chimici e velenosi); con un organico inadeguato ai parametri europei (circa 15.000 unità in meno). Per non parlare degli straordinari cui siamo obbligati, vuoi per esigenze particolari, vuoi per supplire a carenze d’organico… Tutto questo avviene perché operiamo nell’ambito della Protezione Civile, ma con un ruolo di manovalanza, non come struttura portante; avviene perché il governo ci vuole come semplici militari e manovali. I cittadini sono abituati, giustamente, a chiederci aiuto. Ma oggi sono i soccorritori a chiedere aiuto ai cittadini per rimettere in piedi il soccorso in Italia…


25 giugno 2009 - Melito online

Roma, conferenza stampa per il 1° luglio 2009, Vigili del Fuoco "colorata"
ORE 11,30 – 1 – LUGLIO 2009

Roma 25 giugno 2009. Il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco invita i giornalisti della stampa e della televisione ad intervenire alla conferenza stampa indetta dai delegati regionali dei Vigili del Fuoco, per evidenziare la situazione del soccorso nel paese che si è determinata in particolar modo post terremoto. La conferenza stampa "vivace" si terrà antistante l’entrata di servizio del Comando provinciale VV.F. di Roma via Genova angolo via Nazionale. Vi rinnoviamo la richiesta di partecipazione, dove sarà consegnato il materiale di denuncia sulle attività di soccorso tecnico urgente alla popolazione da parte dei Vigili del fuoco.
f.to p. la RdB/CUB - Antonio Jiritano

Decreto Abruzzo: retribuiti male, trattati peggio!
Solo promesse del governo e niente soldi!
Vigili del Fuoco – Conferenza stampa

Roma 25 giugno 2009. Dopo mesi di straordinario lavoro incessante nelle zone terremotate e nei luoghi di lavoro, il governo ha varato ieri sera il decreto "Abruzzo" contenente interventi economici anche per i Vigili del Fuoco. Il decreto ufficiale del consiglio dei ministri parla 1,5 MLN di € per l’anno 2009 e 8 MLN di €. divisi a metà con la Protezione Civile, mentre agenzie di stampa riportano altre cifre da dividere con la polizia, per riparare i mezzi usurati, lavoro straordinario e trasferte a seguito delle fasi del terremoto. A conti fatti, per i Vigili del Fuoco, possiamo affermare che volendo mantenerci a calcoli molto "esagerati" nelle tasche dei lavoratori entreranno cifre che sfiorano i 1,30 € medi lorde e procapite. Sempre che questi soldi vengano destinati al personale. NON è DETTO! Questa è l’elemosina che il governo ha pensato per i Vigili del Fuoco che da sempre assicurano il soccorso nel paese con orari di lavoro che sfiorano l’assurdo, ormai le 36 ore settimanali sono diventate un baluardo difficile da mantenere. Ogni giorno per sopperire alle carenze di organico siamo "obbligati" a prestazioni lavorative che in alcuni casi superano le 96 ore settimanali, alla faccia della qualità della vita, se a ciò aggiungiamo che queste ore o non ci vengono retribuite e messe nella "banca ore" o quando vengono pagate questo avviene dopo anni, riteniamo la beffa sia insopportabile!
Diciamo che in questi tre mesi post terremoto abbiamo vissuto di tutto:
partenze notturne per le zone terremotate;
vissuto in tende al limite della decenza;
mangiato nei capannoni quello che "passa lo Stato": acqua riscaldata dal sole e rinfrescata nelle ore notturne – pasti alla meno peggio..
riposato nei "loculi" del poli/logistico;
lavori di "facchinaggio" e pulizie;
lavati quando è stato possibile dopo la riparazione dei "logistici";
ferie o permessi nemmeno a parlarne;
mezzi riparati quotidianamente per riuscire a lavorare;
trattenuti per l’emergenza e obbligati a prestazioni "istituzionali"(vigilanza ecc.)
obbligati a rimanere in servizio;
orario straordinario dello straordinario per il soccorso!
D’ora in poi il giusto premio sarà quello di avere un’indennità di uno (1) €, solo quando lavori, come riconoscimento per tutti i sacrifici richiesti. Riteniamo che, questa sia l’ultima umiliazione che possiamo accettare, non ci hanno retribuito nemmeno le ore prestate nelle zone terremotate né tanto meno quelle prestate nelle sedi ed ora ci amareggiano con 1 €, RIPETIAMO, se verrà destinato al personale! Invitiamo gli organi di stampa alla conferenza stampa dei delegati RdB\CUB VF di tutte regioni d’Italia presso i cancelli della sede di via Genova Roma alle ore 11,30.
p. la RdB/CUB - Antonio Jiritano


25 giugno 2009 - Termoli online

Decreto Abruzzo, gli interventi stabiliti deludono i Vigili del Fuoco

Dopo mesi di straordinario lavoro incessante nelle zone terremotate e nei luoghi di lavoro, il governo ha varato ieri sera il decreto "Abruzzo" contenente interventi economici anche per i Vigili del Fuoco. Il decreto ufficiale del consiglio dei ministri parla 1,5 mln di € per l’anno 2009 e 8 mln di €. divisi a metà con la Protezione Civile, mentre agenzie di stampa riportano altre cifre da dividere con la polizia, per riparare i mezzi usurati, lavoro straordinario e trasferte a seguito delle fasi del terremoto. A conti fatti, per i Vigili del Fuoco, possiamo affermare che volendo mantenerci a calcoli molto "esagerati" nelle tasche dei lavoratori entreranno cifre che sfiorano i 1,30 € medi lorde e procapite. Sempre che questi soldi vengano destinati al personale. NON è DETTO! Questa è l’elemosina che il governo ha pensato per i Vigili del Fuoco che da sempre assicurano il soccorso nel paese con orari di lavoro che sfiorano l’assurdo, ormai le 36 ore settimanali sono diventate un baluardo difficile da mantenere. Ogni giorno per sopperire alle carenze di organico siamo "obbligati" a prestazioni lavorative che in alcuni casi superano le 96 ore settimanali, alla faccia della qualità della vita, se a ciò aggiungiamo che queste ore o non ci vengono retribuite e messe nella "banca ore" o quando vengono pagate questo avviene dopo anni, riteniamo la beffa sia insopportabile! Diciamo che in questi tre mesi post terremoto abbiamo vissuto di tutto: partenze notturne per le zone terremotate; vissuto in tende al limite della decenza; mangiato nei capannoni quello che "passa lo Stato": acqua riscaldata dal sole e rinfrescata nelle ore notturne - pasti alla meno peggio..; riposato nei "loculi" del poli/logistico; lavori di "facchinaggio" e pulizie; lavati quando è stato possibile dopo la riparazione dei "logistici"; ferie o permessi nemmeno a parlarne; mezzi riparati quotidianamente per riuscire a lavorare; trattenuti per l’emergenza e obbligati a prestazioni "istituzionali"(vigilanza ecc.); obbligati a rimanere in servizio; orario straordinario dello straordinario per il soccorso! D’ora in poi il giusto premio sarà quello di avere un’indennità di uno (1) €, solo quando lavori, come riconoscimento per tutti i sacrifici richiesti. Riteniamo che, questa sia l’ultima umiliazione che possiamo accettare, non ci hanno retribuito nemmeno le ore prestate nelle zone terremotate né tanto meno quelle prestate nelle sedi ed ora ci amareggiano con 1 €, RIPETIAMO, se verrà destinato al personale!


25 giugno 2009 - Il Resto del Carlino

Bologna. L'ONDA non si arresta...

Bologna - L'ONDA non si arresta. Martedì gli studenti di Lettere per l'autoriforma, Assemblea Permanente Scienze e Onda Anomala Bologna presidieranno il Senato Accademico per impedire la ratifica del nuovo regolamento sulle tasse. La decisione ieri in un'assemblea al 38 di via Zamboni. Assenti, invece i collettivi di Student Office, che ha nel consiglio studentesco di ieri ha votato sì, e Sinistra universitaria e sindacato indipendente, che hano detto comunque no. Secondo quanto varato dal Senato accademico il 19 giugno, infatti, cambierà il criterio, da un lato allargando le possibilità di sconti, dall'altro però mettendo l'accendo sulla media dei voti e sui crediti. «Secondo nostre stime ha dichiarato Filippo Ballarini, membro del Consiglio studentesco e contrario all'iniziativa l'ateneo incasserà 3 milioni e mezzo di euro in più, penalizzando circa 4000 studenti». Gli studenti quindi martedì si riuniranno davanti al rettorato alle 8 per unirsi al presidio di Asia-RdB, davanti alla Regione.


25 giugno 2009 - Alto Adige

LA TRATTATIVA
L’Inps assume i precari

BOLZANO - Si è chiusa con un lieto fine la lunga battaglia dei precari bolzanini dell’Inps: oggi infatti 29 di loro firmeranno il contratto di lavoro a tempo indeterminato. Considerando anche i tre candidati che avevano vinto il concorso indetto lo scorso anno, le nuove assunzioni saranno complessivamente 32. Molto soddisfatta dell’esito della vicenda Doriana Pavanello della Cgil: «È stata una trattativa molto lunga, che si è chiusa proprio sul filo del rasoio, visto che il termine ultime per sanare la posizione dei dipendenti precari sarebbe scaduto alla fine del mese. Dobbiamo riconoscere l’impegno dell’amministrazione dell’Inps che ha risposto in modo positivo alle continue sollecitazioni fatte da parte di Cgil, Uil e rappresentanze sindacali di base. Poter festeggiare una trentina di assunzioni in un periodo come questo è sicuramente un grande successo».
Un anno fa, a luglio, i precari dell’Inps che rischiavano di perdere il loro posto dopo aver lavorato per anni con contratti rinnovati di volta in volta, erano scesi in piazza chiedendo una soluzione. A impegnarsi in prima persona era stato il direttore provinciale dell’Inps Antonio Giuseppe Morciano: «Facciamo ricorso ai precari dal 1997 e non possiamo certo dimenticare che se riusciamo a garantire tutti i servizi nonostante una carenza di organico di oltre cento unità è anche merito loro», aveva affermato garantendo che avrebbe fatto il possibile per salvare i loro posti. Ora quell’impegno è stato mantenuto: i 29 precari saranno tutti assunti.


25 giugno 2009 - Il Centro

IL SIT-IN
Ispettorato Protestano i 21 dipendenti

PESCARA - Protesta il personale dell’ispettorato del ministero dello Sviluppo economico. Oggi dalle 9 è prevista una manifestazione davanti alla sede di via Arapietra.
Secondo i sindacati Fps-Cisl, Conf-Sal Unsa, Rdb e Flp, «la sede di lavoro di gran parte dei dipendenti della struttura di Pescara è incerta. Al fine di sminuire l’importante ruolo della dipendenza provinciale di Pescara nell’ispettorato, l’amministrazione cerca di riesumare una parte del personale come unità distaccate della sede di Sulmona». Secondo i sindacati, la situazione «crea disparità di trattamento tra lavoratori che hanno la stessa qualifica tecnica».
I quattro sindacati hanno scritto una lettera al prefetto Paolo Orrei, al questore Stefano Cecere e al sindaco Luigi Albore Mascia oltre alle sedi ministeriali: nella lettera di due pagine si dice che non esiste «alcuna necessità ai fini di economicità, efficienza ed efficacia, di mantenere una separazione tra strutture in una realtà dove sono presenti 21 unità di personale in tutto».


25 giugno 2009 - TRC giornale

Acqua, Rdb/Cub: "L’imbroglio deve finire"

Civitavecchia - Duro intervento delle Rdb/Cub in merito al servizio idrico. Il sindacato critica la gestione delle amministrazioni comunali che si sono succedete nel tempo e chiedono a quella attualmente in carica quanto ha destinato in bilancio per gli acquedotti, cosa devono fare i soli 12 funzionari in servizio. Per le Rdb/Cub la soluzione non sono le holding, ma investire ed adeguare la pianta organica del servizio acquedotti, altrimenti lavoratori e cittadini avranno servizi privatizzati, costosi e scadenti. Leggi la nota. Da anni si sente parlare del gravoso problema idrico della città e noi come Sindacato RDBCUB Enti Locali vogliamo evidenziare le annose colpe delle Amministrazioni Comunali succedutesi nel tempo. Come in tutti i servizi pubblici da esternalizzare la prima cosa da fare è: mandare in malora il servizio con il mancato investimento finanziario in bilancio e far mancare personale sia tecnico che amministrativo. Bilancio: vogliamo sapere quanto l'amministrazione ha destinato in bilancio per il servizio acquedotti; sarebbe inoltre interessante e di attualità sapere quanto di quello destinato al servizio riguarda gli acquisti di materiale per potabilizzare e disinfettare l'acqua. Manca tutto, soldi, materiale, mezzi e personale. Personale: solo 5 anni fa il servizio acquedotti era gestito con 25 unità lavorative, oggi ne sono rimaste soltanto 12 tra funzionari, tecnici, operai, amministrativi. Cosa devono fare i 12 dipendenti? Controllare, Manovrare, Riparare, fare Sopralluoghi, e Gestire tutte le Utenze (circa 20.000) per un totale di 320 km di rete e acquedotti portanti. Siamo un sindacato anche dei cittadini, completamente dalla loro parte e solidarizziamo con loro siamo per l'acqua pubblica e da anni ci battiamo affinché i Servizi Pubblici vengano gestiti degnamente senza inganni; nel frattempo cerchiamo di espletare anche il nostro mandato sindacale cioè quello di difendere i diritti e la sicurezza dei lavoratori che: lavorano da anni sottorganico con turni al limite; - lavorano in straordinario senza essere pagati; - lavorano con mezzi obsoleti; lavorano in carente condizione di sicurezza. I lavoratori sono in condizione di stress permanente e ciò non è più consentibile alla Amministrazione Comunale. Ricordiamo infine che le condizioni di sicurezza riguardano anche i cittadini, visto che l'impianto di filtri aurelia è considerato a rischio per l'ordine pubblico e và tutelato con precise norme di sicurezza, tra l'altro oggetto di controllo della guardia di finanza per diversi mesi. Nel frattempo l'amministrazione comunale investe i nostri soldi nella creazione delle holding e dei consigli di amministrazione che neanche funzionano, poi ci saranno le s.o.t. che gestiranno i servizi pubblici in forma privata. questo e' l'imbroglio, la gestione mista pubblico-privata. Investire soldi da bilancio e adeguare la pianta organica del servizio acquedotti, altrimenti lavoratori e cittadini avranno servizi privatizzati, costosi e scadenti.


25 giugno 2009 - Tuscia web

Viterbo - Rdb attacca la Provincia
"Scarsa la programmazione del Festival Barocco"

Riceviamo e pubblichiamo - Anche a rischio di non essere compresi rimaniamo stupiti su come è stata gestita la questione del festival barocco da parte della Provincia. Per sommi capi, noi non contestiamo certo la volontà della Amministrazione di realizzare il festival tanto apprezzato dai cittadini; a noi non convince la scarsa programmazione dell’ente che si ricorda a giugno di un evento che si terrà dopo 40 giorni; non ci piace che ancora nonostante sia stato richiesto da tutte le organizzazioni sindacali non si chiarisca perchè il personale Apt non possa svolgere questa funzione, perchè l’Apt ancora esista se non serve, soprattutto non ci piace che l’amministrazione a fronte di richieste di chiarimento su come funziona il progetto, quante ore di lavoro, chi, perchè etc., scavalca le organizzazioni sindacali e con la scusa che mette fondi propri va ad un diretto confronto con i lavoratori. Questa Amministrazione ha intenzione di condurre un braccio di ferro con i sindacati? La Rdb non può certo tollerare questo comportamento, se come dichiara l’assessore Cappelli "gli artisti sono stati scelti con largo anticipo", perché non si è provveduto, anche qui con il dovuto anticipo, a siglare un accordo Sindacale? È il fiume carsico delle convenzioni che si aggira in provincia, l’insieme di gestione biblioteche, gestione caccia, festival, e chi sa cos’altro che attribuisce ad alcuni, volenti o nolenti possibilità di incremento salariale, vogliono metterci anche su questi argomenti di fronte al fatto compiuto oppure hanno intenzione di portare questi argomenti al tavolo delle trattative? Non contestiamo il diritto di chi lavora a percepire il corrispettivo , ci preoccupa invece la continua emergenza nell’azione dell’ente che comporta alla fine conflitti tra i lavoratori, poca trasparenza, accordi ancora da siglare, incomprensioni ed alzate inopportune di testa di Assessori e dirigenti vari.
Federazione Rdb Cub Viterbo


25 giugno 2009 - Il Gazzettino

Actv, sciopero di Rdb-Cub
tre ore di corse a rischio

Venezia - Sciopero in vista, domani, per Actv. Lo ha proclamato Rdb-Cub, dalle 12 alle 15, e interesserà sia il personale del servizio automobilistico che quello di navigazione. Anche alcuni sportelli di vendita del circuito Hellovenezia potrebbero non essere operativi o svolgere servizio irregolare in questa fascia oraria. Ovviamente non si può prevedere quante corse salteranno. Ieri Actv ha diffuso un elenco delle ultime corse prima dello sciopero e le prime regolari dopo la manifestazione....

Asl 6, arrivano le assunzioni al San Bortolo
Il direttore generale Alessandri: «Venti persone in più per grantire anche un’alta qualità del servizio»
di Matteo Crestani

Vicenza - La carenza di operatori socio sanitari aveva creato allarmanti situazioni di stress lavorativo. Un dipendente era anche svenuto al pronto soccorso. Ora gli operatori sociosanitari (Oss) dell’asl 6 di Vicenza tirano un sospiro di sollievo, con venti nuove assunzioni.
Le proteste messe in atto nelle settimane scorse dall’Rdb-Cub per tutelare cittadini e lavoratori, a seguito dell’importante carenza di operatori sociosanitari al San Bortolo hanno sortito effetti decisamente positivi. L’Amministrazione dell’Azienda Ulss n. 6 di Vicenza, con grande senso di responsabilità si è presa alcuni giorni di tempo per esaminare la situazione, già sotto esame da tempo, quindi l’altro giorno, in un incontro con le organizzazioni sindacali, ha reso note le decisioni assunte. "Saranno assunti nei prossimi giorni – spiega il direttore generale dell’Ulss n. 6 di Vicenza, Antonio Alessandri – 7 operatori sociosanitari a tempo indeterminato e 13 a tempo determinato, che serviranno a sanare le carenze più urgenti. Tutto ciò si rende necessario per garantire un’alta qualità del servizio e, soprattutto, per consentire la rotazione delle ferie dei dipendenti. Gli 11milioni di debiti verso i dipendenti per ferie non godute fanno comprendere la gravità della situazione". Soddisfatti i rappresentanti dell’Rdb-Cub: "la risoluzione raggiunta – sottolinea il sindacalista Bonifacio Dal Bianco – è indubbiamente apprezzabile. Gli operatori sociosanitari che sono già in parte arrivati al San Bortolo serviranno a colmare le carenze delle celle mortuarie, della rianimazione e del dipartimento pediatrico. Al Pronto soccorso ed in Ostetricia, dove la situazione era particolarmente difficile, sono rispettivamente già arrivati due ed un Oss ed un’ulteriore unita, in entrambi i reparti arriverà nei prossimi giorni". Problema risolto, dunque, ed un epilogo positivo per tutti. Ma ciò che più conta è la promessa del direttore generale Antonio Alessandri di evitare che il prossimo anno si ripeta questa triste situazione. La soluzione prospettata, però, prevede il taglio di posti letto. "Siamo tutti consapevoli che la soluzione ideale – prosegue il sindacalista Bonifacio Dal Bianco – sarebbe l’assunzione di personale, ma i blocchi regionali delle assunzioni non lo rendono possibile. Il taglio di posti letto va a colpire i cittadini per consentire ai lavoratori di disporre di un loro diritto. Non è giusto, ma se non ci sono alternative auspichiamo che questa razionalizzazione avvenga con il minor impatto possibile". Il direttore generale dell’Ulss n. 6 di Vicenza conclude: "la situazione è indubbiamente critica, anche perché la Regione Veneto non ci ha ancora trasmesso la delibera sui finanziamenti. È inevitabile che il prossimo anno, così come fanno altre Aziende, tra cui Padova e Thiene, dovremo ridurre posti letto nel periodo estivo, per consentire la rotazione, quindi le ferie al personale. Tutto ciò per una questione morale, ma anche di bilancio, perché l’Azienda ha un debito di ben 11milioni di euro verso i dipendenti per ferie non godute".


25 giugno 2009 - Corriere del Veneto

Occupazione L’assessore regionale Donazzan: salvagente solo ai dipendenti
Non solo Mondadori Il mondo delle cooperative chiede aiuto alle istituzioni
«Esclusi dagli ammortizzatori sociali». Sartor: accordi con le parti sociali
di Enrico Presazzi

VERONA — «I soci lavoratori delle cooperative non sono lavoratori di serie C. La legge è uguale per tutti». Lo striscione esposto in piazza Bra dai lavoratori delle cooperative collegate alla Finservice di Villafontana ritrae una situazione che coinvolge molte più persone rispetto alle 106 famiglie vittime del caso «Finservice- Mondadori». Perché per loro, soci-lavoratori di cooperative, la legge non prevede l’accesso agli ammortizzatori sociali e la perdita del lavoro coincide con fame e disperazione. «Sappiamo che esiste una delibera regionale che concede l’accesso agli ammortizzatori straordinari, valutandoli caso per caso – ha detto Roberto Malesani, avvocato del sindacato Adl-Cobas che sta seguendo la vicenda - . Ora servirebbe l’interessamento politico». E pronta è arrivata la risposta dell’assessore regionale all’Economia, Vendemiano Sartor: «Conosco la delibera e so che la misura della cassa integrazione speciale in deroga è stata concessa a molti soggetti che non rientravano nelle misure ordinarie, come le imprese con meno di 15 dipendenti – ha spiegato - . Sono stati fatti accordi con le parti sociali e la nostra Regione è una delle più attente a queste situazioni». L’assessore regionale Elena Donazzan (a cui compete la delega alle Politiche attive del lavoro) è entrata nello specifico, deludendo le aspettative del sindacato: «La delibera non è estesa ai soci lavoratori, ma esclusivamente ai dipendenti – ha detto al telefono - . Abbiamo individuato le realtà che potevano essere maggiormente minacciate dalla crisi». Una puntualizzazione anche sulla questione della Mondadori: «Non mi sembra che si tratti di un problema dovuto alla recessione.
Qui c’è qualcuno, come Mondadori o Finservice, che non ha pagato». Ma la questione degli ammortizzatori sociali rischia di creare una vera e propria discriminazione tra i lavoratori. Come spiegano anche Cgil, Cisl e Uil. «Alcune categorie di lavoratori sono più esposte alla crisi rispetto ad altre – ha spiegato Lucia Perina, segretario provinciale della Uil - . Penso a tutti i precari per cui non è previsto il ricorso agli ammor-- tizzatori, soprattutto a quelli che lavorano nell’area dei servizi di cui non si conosce il numero preciso». Le fa eco Carla Pellegatta, segretario provinciale della Cgil: «A Verona gli ammortizzatori sociali sono stati utilizzati, ma nulla si è potuto per impedire la perdita del posto di lavoro ai precari. Servirebbe una discussione a livello nazionale per far prendere coscienza alle istituzioni che gli ammortizzatori attualmente escludono le nuove tipologie di lavoratori». La crisi in città e provincia ha colpito soprattutto due settori: edilizia e metalmeccanico. «Nel settore edilizio da settembre ad aprile sono sparite 200 aziende con circa 800 dipendenti a causa della mancanza di lavoro e del maltempo che ha ostacolato i lavori – ha spiegato Mario Ortombina, segretario provinciale Filca-Cisl -. Nel settore ci sono molte aziende artigianali e i titolari molto spesso non accedono agli ammortizzatori perché ne ignorano l’esistenza ».


25 giugno 2009 - Il Nuovo Viterbo

Rdb Cub Viterbo commenta lo stato di salute dell’ente previdenziale
" L’Inps è in attivo si aumentino le pensioni"

Viterbo - Dai dati INPS relativi al 2008, risulta che l’insieme delle gestioni sono attive di 11.275 milioni di Euro, dichiara lino ROCCHI della federazione RdB-CUB di Viterbo, il Fondo pensione lavoratori dipendenti, al netto delle ex gestioni incorporate, (trasporti, elettrici, telefonici e dirigenti INPDAI), è ampiamente in attivo di 9.011 milioni di euro, lo stesso Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, ha affermato nella relazione annuale sui risultati dell'istituto: ''Il sistema previdenziale è in equilibrio. I conti dell'INPS sono a posto''. Il bilancio 2008 chiude con un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro. È necessaria una nuova riforma?" Mastrapasqua ha comunque sostenuto che ulteriori interventi non sembrano opportuni: ''Un troppo frequente intervento su questa materia rischia di incrinare il necessario rapporto di fiducia tra generazioni. . Il sistema delle pensioni ha bisogno di tempi certi, fare riforme ogni due anni rischia di compromettere la capacità di guardare al futuro con la necessaria fiducia e certezza''. Ci sono quindi, ed è doveroso oltre che possibile, prosegue Rocchi, aumentare le pensioni per ricostituire il loro potere d’acquisto consumato dal 1992 e migliorare le indennità di cassa integrazione, che coprono ora solo il 50% del salario percepito. Isoldi dell’Inps sono soldi dei lavoratori, il bilancio delle gestioni è fortemente in attivo. , Il Presidente dell’istituto dichiara che i conti sono in equilibrio, quindi? Dov’è lo scandalo? dal 1° gennaio 2009, i lavoratori pagano più contributi e l’INPS paga, con i loro soldi, prestazioni che per legge spettavano a carico della fiscalità generale. Anche per questo, conclude ROCCHI, i pubblici dipendenti il 3 luglio scenderanno in piazza a Roma e Milano, per smascherare questa ennesima farsa che finirà per mettere le mani nelle tasche già vuote degli italiani.


25 giugno 2009 - Il Giorno

Lever, incontro infuocato in Comune. I lavoratori «in cassa» attaccano

CASALPUSTERLENGO - A QUASI 3 MESI dall'accordo firmato tra sindacati e Lever, la questione è ancora scottante. Ieri pomeriggio, nell'assemblea in municipio organizzata dai delegati Rsu che hanno chiamato a raccolta i 140 cassintegrati, la firma del patto è stata messa pesantemente in discussione da alcuni lavoratori e dai rappresentanti del sindacato autonomo Allca Cub. Prima con un volantino, poi con interventi in assemblea, l'accordo è stato bocciato. «È una vergogna che si discuta fuori dalla fabbrica si legge in una nota è un modo per dividere i lavoratori e spazzare la lotta. Ricordiamo alle Rsu, che hanno agevolato i licenziamenti, che l'assemblea va fatta in fabbrica perché i cassintegrati sono ancora dipendenti Unilever». Per Carlo Carelli dell'Rsu, l'accordo è «di difesa senza nessun trionfalismo». A oggi sono 140 le persone in cassa mentre sono 17 i volontari di cui sei che, con tre anni di mobilità, andranno poi in pensione. «Ci sono ancora 30 operai con requisiti per andare in pensione. Se sceglieranno di uscire volontariamente, il numero di cassintegrati scenderà». Le Rsu hanno ribadito che l'assemblea è stata fatta in Comune per legare la vicenda Lever al territorio. «È in gioco la partita della reindustrializzazione che deve vedere come soggetti attivi gli enti locali alla ricerca di soluzioni ottimali dicono le Rsu . Bisogna avviare una vertenza provinciale per ottenere dai Comuni interventi atti a favorire la riduzione, fino all'annullamento, di tasse e tariffe dei servizi, ottenere dalla Asl la riduzione dei ticket, congelamento delle rate del mutuo, prestiti agevolati e sconti su beni di prima necessità».


25 giugno 2009 - Corriere della Sera

Fabbrica chiusa operai in Procura «No a speculazioni sull’area»
di Giovanna Maria Fagnani

Novaceta di Magenta - Un esposto alla Procura di Milano che chiede di verificare l'iter che ha portato alla chiusura dei reparti produttivi della «Novaceta» di Magenta e alla messa in mobilità di duecentoventi persone. Lo hanno presentato, l'altro ieri, ventitre dipendenti ed ex lavoratori dell'impresa, fino all'aprile scorso controllata dalla «Mcm holding» di Giovanni Lettieri, presidente di Confindustria Napoli e da altre due società, l'immobiliare «Ilci» e la «Start». Nell'esposto, i lavoratori ipotizzano che la crisi dell'azienda, «che ha portato al licenziamento di 420 persone dal 2003 a oggi», fosse stata in realtà «pianificata da almeno 3 o 4 anni», in vista di interessi immobiliari sull'area vastissima dello stabilimento. Inoltre, «pur ottenendo sia la cassa integrazione che la mobilità, non si è mai dato avvio ad alcun piano di ristrutturazione dell'azienda» scrivono i dipendenti nell'esposto.
Insomma, secondo i lavoratori, gli azionisti di Novaceta avrebbero ottenuto l'aiuto dallo Stato con gli ammortizzatori sociali, senza però avere mai avuto l'intenzione di rilanciare la produzione con un nuovo piano industriale. «L'area della Novaceta è vincolata a una destinazione industriale, stabilita dal consiglio comunale con una delibera del 2005. La proprietà non ha mai nascosto i suoi interessi immobiliari e ha tentato in tutti i modi di ottenere una variante, ma questo non è accaduto — spiega Mario De Luca, sindacalista della Cub di Magenta ed ex dipendente —. Chiediamo alla magistratura di fare chiarezza sull'operazione che ha sottratto a centinaia di dipendenti reddito, tranquillità e futuro». Sull'accusa dei lavoratori, nessun commento da parte dell'azienda che si riserva di esaminare la documentazione.


25 giugno 2009 - Il Cittadino

«Più aiuti ai cassintegrati della Lever»
Grido d’allarme delle Rsu dell’azienda a sindaci ed enti locali
di Andrea Bagatta

Casale - I lavoratori Lever chiamano il territorio a farsi carico di una piattaforma di richieste per il sostegno dei cassintegrati e valide per tutti i lavoratori colpiti da crisi occupazionale. Questo è il progetto della Rsu Unilever, esposto ieri pomeriggio a Casale ai lavoratori in cassa integrazione nel corso di un’assemblea che si è tenuta nella sala consiliare del comune. Secondo i dati diffusi ieri, i lavoratori Lever in cassa integrazione sono oggi 140. I primi 138 sono entrati in cassa alla fine di aprile, altri due a fine maggio. I lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro con l’azienda, ai primi di giugno, erano 17, di cui 6 sono andati in pensione con i tre anni di mobilità garantita, 11 hanno usufruito dell’incentivo di 47 mila euro lordi. Due lavoratori sono rientrati dalla cassa integrazione in seguito ad altre fuoriuscite dall’azienda. E altre 30 o 40 uscite, per la conclusione dell’attività lavorativa e l’entrata in pensione, sono previste da qui a due anni, con la prospettiva di altrettanti reingressi di cassintegrati.«Per intervenire concretamente a supporto di tutti i lavoratori delle realtà lodigiane in crisi, a partire dall’Unilever, è necessario avviare una vertenza provinciale con le istituzioni e con i soggetti privati locali per arrivare al riconoscimento di una piattaforma di richieste», ha spiegato Carlo Carelli della Rsu. In particolare, la Rsu si prefigge di ottenere dalle amministrazioni comunali interventi per favorire la riduzione e l’annullamento di tasse e tariffe dei servizi comunali, dalle Asl la riduzione dei ticket, fino all’esenzione, delle prestazioni sanitarie offerte dall’azienda ospedaliera o dalle strutture convenzionate, dagli Istituti di credito il congelamento delle rate del mutuo e l’erogazione di prestiti a tasso agevolato, dalle catene della grande distribuzione e dai supermercati sconti consistenti su un paniere di prodotti di prima necessità.L’assemblea, cui hanno partecipato una sessantina di cassintegrati, ha avuto anche qualche momento di contestazione, in particolare da parte di alcuni cassintegrati riconducibili alla Cub, Confederazione unitaria di base, e al Pcl, Partito comunista dei lavoratori, che si sono lamentati anche perché l’assemblea si è tenuta fuori dalla Lever, lontano dagli altri lavoratori. Il contenuto dell’accordo e la sua attuazione sono poi finiti sotto accusa, soprattutto rispetto alla composizione degli elenchi dei cassintegrati, che non avrebbero tenuto conto dei carichi familiari né delle questioni operative-funzionali. «L’assemblea si tiene nella sala consiliare perché vogliamo che arrivi un messaggio forte al territorio. I cassintegrati sono ancora lavoratori Lever, peraltro, e le prossime assemblee si terranno dentro i cancelli come al solito - ha ribattuto Carelli della Rsu -. Sulla composizione delle liste sappiamo che esistono delle storture e lavoriamo per risolverle. Siamo contrari però a chiedere una riformulazione dell’elenco: puntiamo piuttosto al reinserimento in fabbrica, a partire proprio dai lavoratori con le situazioni più pesanti».


24 giugno 2009 - Ansa

G8: SIT IN COBAS E RETE CAMPANA, ANNUNCIATE NUOVE PROTESTE ANCHE LAVORATORI FIAT AL FIANCO DEI TERREMOTATI E CONTRO SUMMIT

(ANSA) - NAPOLI, 24 GIU - Invocano l'unione tra lavoratori Fiat e terremotati abruzzesi, entrambi ritenuti oggetto di una strumentalizzazione volta a «realizzare uno spot pubblicitario» per il G8 dell'Aquila. Sono i circa 50 rappresentanti della Federazione Cobas, Cub, Sindacato dei lavoratori e Rete campana contro il G8 che oggi hanno dato vita a una manifestazione di protesta davanti alla sede della giunta regionale della Campania. Un'unione di lavoratori, precari, disoccupati, contro quello che definiscono il G8 dei padroni, «in cui i responsabili della crisi mondiale spendono miliardi per le spese militari e per salvare aziende e banche, negando il reddito a chi è senza lavoro». Per Mario della Rete campana no G8 «è la prima 'tappa di avvicinamento» al summit de l'Aquila, «dove saremo presenti al fianco dei terremotati già il prossimo 27 giugno». La rete campana denuncia un clima di intimidazione e di repressione all'interno delle tendopoli abruzzesi al fine di impedire ai terremotati di coordinarsi tra loro per contestare il governo. A protestare con i terremotati ci saranno anche i lavoratori Fiat di Pomigliano. «L'incontro del 18 giugno a Palazzo Chigi non ha dato nessun risultato concreto - spiega il segretario provinciale Cub, Tommaso Pirozzi - ad oggi niente è cambiato, non abbiamo un piano di produzione per Pomigliano». Secondo i rappresentanti del Cub il piano di Marchionne consiste nel concertare con governo e sindacati la riduzione dell'occupazione. «In Campania - aggiunge Mimmo Mignano della confederazione Cobas - gli oltre 5 mila cassaintegrati dello stabilimento di Pomigliano d'Arco che partecipano ai corsi di formazione della Regione Campania non sono stati ancora pagati». Secondo Mignano, «Marchionne non tiene fede alle promesse fatte. E inoltre il prossimo trenta luglio scadono i contratti di apprendistato per 300 precari». I lavoratori di Pomigliano e i rappresentanti della Rete campana no G8 fanno sapere che saranno all'Aquila il prossimo 10 luglio al fianco dei terremotati e non escludono iniziative di protesta in occasione dell'arrivo di Berlusconi a Napoli.


24 giugno 2009 - Omniroma

RI.REI, PRC-PDCI: OCCUPAZIONE AULA AD OLTRANZA FINO A INCONTRO

(OMNIROMA) Roma, 24 giu - «Di fronte all'ennesima promessa d'incontro della Regione caduta nel vuoto i lavoratori Ri.Rei aderenti a Rdb e le associazioni dei familiari dei disabili ospitati nelle strutture ex Anni Verdi hanno occupato oggi pomeriggio la sala nuova del consiglio regionale». Così in una nota Ivano Peduzzi e Maria Antonietta Grosso, rispettivamente capogruppo del Prc e del Pdci alla Pisana. «Venerdì scorso l'assessore Nieri e il funzionario della vicepresidenza Aloia - aggiungono - avevano promesso a una delegazione di lavoratori e familiari un incontro per oggi con Marrazzo. Ma l'incontro non c'è stato e neanche uno straccio di convocazione per i prossimi giorni. Dalla Giunta solo silenzio e nessuna spiegazione. Non è stato nemmeno possibile presentare in aula l'ordine del giorno preparato dai consiglieri regionali che questa mattina hanno incontrato i parenti dei disabili e gli operatori di Ri. Rei di Cgil e Rdb. La maggioranza, infatti, non è stata in grado di assicurare il numero legale: diversi consiglieri del Pd volutamente sono rimasti fuori e non hanno votato provocando la chiusura anticipata dei lavori del Consiglio. Uno spettacolo vergognoso». «Da un anno - continuano Peduzzi e Grosso - la gestione dei centri ex Anni Verdi da parte del consorzio Ri.Rei si protrae in uno stato di incertezza assoluta con ritardi nei pagamenti degli stipendi, difficoltà nella gestione quotidiana, peggioramento della qualità dei servizi assistenziali, mentre la Regione sta a guardare. Pertanto, l'occupazione si protrarrà a oltranza o comunque fino a quando Marrazzo non deciderà di incontrare lavoratori e familiari». «Nel frattempo, il contenuto dell'ordine del giorno che non abbiamo potuto presentare oggi in Aula sarà oggetto di una lettera che invieremo a tutti gli assessori regionali e al presidente - concludono - Si chiede: la proroga dell'attività dei centri di Lavinio e Santa Severa evitando il blocco dell'assistenza; il pagamento degli stipendi pregressi e degli oneri previdenziali vincolando una parte della quota di risorse dovute a seguito della transazione già definita; la messa a disposizione delle parti dei documenti dell'Asp sulle verifiche relative alla gestione Ri.Rei; la definizione di una proposta complessiva per il rilancio dei centri e la salvaguardia dei posti di lavoro che garantisca un livello elevato di qualità dell'assistenza. Come Prc e Pdci - concludono - ribadiamo comunque la necessità di affidare i servizi alle Asl».


24 giugno 2009 - Agenfax

MILANO, VIGILI DEL FUOCO: …NEMMENO PIÙ LE MUTANDE!

Milano (rdb cub. 24/6) - Il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Milano, protesta per la mancata approvazione da parte del Governo dell’emendamento, proposto in sede di conversione del decreto legge sul "terremoto Abruzzo", che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi e l’indennità di soccorso per i Vigili delFuoco. Protestiamo contro la disattenzione della politica nei confronti dei Vigili del Fuoco, contro il Ministro dell’Interno Maroni e questo Governo che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei VV.F., rendendo la categoria "nuda" davanti ai propri impegni professionali. Come RdB\CUB Vigili del Fuoco, sottolineiamo che il sisma dell’Abruzzo, ha ulteriormente messo e duraprova il CNVVF. Questo evento ha messo in evidenza, se mai fosse stato necessario, la carenza d’organico generale, ed inparticolare per il comando di Milano, che accusa una mancanza del 72% di Capi Reparto e del 37% di CapiSquadra per cui, solo nei primi 3 mesi del 2009, sono state effettuate 13.000 ore di straordinario, che tral’altro non si sa se e quando verranno pagate, visto che si stanno ancora aspettando gli straordinari del 2008. Da evidenziare che dalle prime fasi del terremoto la "grande" regione Lombardia, quella che dovrebbe esseretra le prime in Europa quanto a industrializzazione e reddito, quindi con un ritorno in materia di garanzia del soccorso ai cittadini, ha già ridotto del 33% il personale in Abruzzo, ed ora il Direttore Regionale VVF hachiesto all’amministrazione centrale, un ulteriore riduzione a meno della metà del contingente, perché icomandi della regione stanno scoppiando e non reggono più gli impegni! Mancano le risorse e un adeguamento economico del personale (il contratto e scaduto da un anno e mezzo equanto prospettato per il rinnovo, contempla cifre umilianti). Condizioni vetuste ed inaccettabili di mezzi, visto che ci sono ancora mezzi del 1971 con guida a destra, cioè roba che farebbe la sua figura in un museo (se fosse in degne condizioni estetiche), ma non certo nel soccorso tecnico urgente quotidiano; ed anche per quelli di nuova generazione che hanno riscontrato gravi "vizi occulti"ai telai, si ricorre a saldature per contenere le spese, giocando con la pelle degli operatori e dei cittadini. Attrezzature di colonna mobile ai minimi termini: per tutta la regione Lombardia dal 2004, sono stati accreditati solo 193313,26 euro, di cui la maggior parte scialacquati per riparare un mezzo anfibio del 1972, che infatti si è fermato per strada appena uscito dalla sede di servizio. Si chiede pertanto un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso del Corpo, la stabilizzazione dei precari del CNVVF attraverso l’assunzione di tutti gli idonei, un trattamento pensionistico adeguato alle attività particolarmente usuranti svolte, ed adeguamento economico alla luce della professionalità da sempre dimostrata dai Vigili del Fuoco. La RdB/CUB VVF si sta organizzando per intraprendere iniziative di lotta già dai prossimi giorni.


24 giugno 2009 - Varese news

Il sindacato di base dei vigili del fuoco protesta
In una nota, l'RdB/Cub dei vigili del fuoco di Milano lamenta la mancata approvazione da parte del Governo dell'emendamento che prevedeva adeguamenti di mezzi e uomini

Milano - Il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco, del Comando Provinciale di Milano, protesta per la mancata approvazione da parte del Governo dell’emendamento, proposto in sede di conversione del decreto legge sul "terremoto Abruzzo", che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi e l’indennità di soccorso per i Vigili delFuoco. Protestiamo contro la disattenzione della politica nei confronti dei Vigili del Fuoco, contro il Ministro dell’Interno Maroni e questo Governo che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei VV.F., rendendo la categoria "nuda" davanti ai propri impegni professionali. Come RdB\CUB Vigili del Fuoco, sottolineiamo che il sisma dell’Abruzzo, ha ulteriormente messo e dura prova il CNVVF. Questo evento ha messo in evidenza, se mai fosse stato necessario, la carenza d’organico generale, ed in particolare per il comando di Milano, che accusa una mancanza del 72% di Capi Reparto e del 37% di Capi Squadra per cui, solo nei primi 3 mesi del 2009, sono state effettuate 13.000 ore di straordinario, che tra l’altro non si sa se e quando verranno pagate, visto che si stanno ancora aspettando gli straordinari del 2008. Da evidenziare che dalle prime fasi del terremoto la "grande" regione Lombardia, quella che dovrebbe essere tra le prime in Europa quanto a industrializzazione e reddito, quindi con un ritorno in materia di garanzia del soccorso ai cittadini, ha già ridotto del 33% il personale in Abruzzo, ed ora il Direttore Regionale VVF ha chiesto all’amministrazione centrale, un ulteriore riduzione a meno della metà del contingente, perché i comandi della regione stanno scoppiando e non reggono più gli impegni! Mancano le risorse e un adeguamento economico del personale (il contratto e scaduto da un anno e mezzo e quanto prospettato per il rinnovo, contempla cifre umilianti). Condizioni vetuste ed inaccettabili di mezzi, visto che ci sono ancora mezzi del 1971 con guida a destra, cioè roba che farebbe la sua figura in un museo (se fosse in degne condizioni estetiche), ma non certo nel soccorso tecnico urgente quotidiano; ed anche per quelli di nuova generazione che hanno riscontrato gravi "vizi occulti"ai telai, si ricorre a saldature per contenere le spese, giocando con la pelle degli operatori e dei cittadini. Attrezzature di colonna mobile ai minimi termini: per tutta la regione Lombardia dal 2004, sono stati accreditati solo 193313,26 euro, di cui la maggior parte scialacquati per riparare un mezzo anfibio del 1972,che infatti si è fermato per strada appena uscito dalla sede di servizio. Si chiede pertanto un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso del Corpo, la stabilizzazione dei precari del CNVVF attraverso l’assunzione di tutti gli idonei, un trattamento pensionistico adeguato alle attività particolarmente usuranti svolte, ed adeguamento economico alla luce della professionalità da sempre dimostrata dai Vigili del Fuoco. La RdB/CUB VVF si sta organizzando per intraprendere iniziative di lotta già dai prossimi giorni.


24 giugno 2009 - Corriere di Maremma

LA PROTESTA. RdB attacca: "Situazione insostenibile"
Vigili del fuoco sul piede di guerra

Grosseto – I vigili del fuoco maremmani sul piede di guerra. La Federazione di Grosseto delle Rappresentanze Sindacali di base (RdB) ha reso pubblico un documento per protestare contro la mancata approvazione da parte del Governo dell’emendamento sul "terremoto Abruzzo" che prevede adeguamenti di organici, mezzi, indennità di soccorso per i vigili del fuoco. "Protestiamo contro la disattenzione della politica, contro il ministro Maroni e questo Governo che ha puntualmente disatteso gli impegni assunti in favore dei vigili del fuoco. Il sisma dell’Abruzzo ha ulteriormente messo a dura prova il Corpo, dimostrando l’abnegazione e la professionalità dell’organico nonostante le carenze. Non ci viene riconosciuto nemmeno il lavoro usurante. Pertanto chiediamo un piano di ammodernamento e la stabilizzazione dei precari. Nei prossimi giorni RdB Vigili del fuoco deciderà se attuare iniziative eclatanti per porre all’attenzione di tutti i cittadini italiani questa situazione insostenibile".


24 giugno 2009 - Tuscia web

Viterbo - Interviene il segretario di Rdb Cub Lino Rocchi
"L'Inps gode di ottima salute"

Riceviamo e pubblichiamo - Dai dati Inps relativi al 2008, risulta che l’insieme delle gestioni sono attive di 11.275 milioni di euro, dichiara lino Rocchi della federazione Rdb-Cub di Viterbo, il Fondo pensione lavoratori dipendenti, al netto delle ex gestioni incorporate, (trasporti, elettrici, telefonici e dirigenti Inpdai), è ampiamente in attivo di 9.011 milioni di euro, lo stesso Presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, ha affermato nella relazione annuale sui risultati dell'istituto: ''Il sistema previdenziale è in equilibrio. I conti dell'Inps sono a posto''. Il bilancio 2008 chiude con un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro. È necessaria una nuova riforma?" Mastrapasqua ha comunque sostenuto che ulteriori interventi non sembrano opportuni: ''Un troppo frequente intervento su questa materia rischia di incrinare il necessario rapporto di fiducia tra generazioni. Il sistema delle pensioni ha bisogno di tempi certi, fare riforme ogni due anni rischia di compromettere la capacità di guardare al futuro con la necessaria fiducia e certezza''. Ci sono quindi, ed è doveroso oltre che possibile, prosegue Rocchi, aumentare le pensioni per ricostituire il loro potere d’acquisto consumato dal 1992 e migliorare le indennità di cassa integrazione, che coprono ora solo il 50% del salario percepito. È inutile se non fuorviante il dato Ocse circa il cosiddetto "Caro Pensioni", la spesa pensionistica in Italia assorbe circa un terzo delle uscite statali, è qui il problema? I soldi dell’Inps sono soldi dei lavoratori, il bilancio delle gestioni è fortemente in attivo, Il Presidente dell’istituto dichiara che i conti sono in equilibrio, quindi? Dov’è lo scandalo? Se mai scandalo c’è, per noi, è nel fatto che il rapporto con le altre spese è sbilanciato rispetto agli altri paesi Ocse ergo, l’Italia spende, in percentuale, molto poco per i cittadini. Rispediamo quindi al mittente queste affermazioni, evidentemente l’aria parigina è più inquinata di quella Romana e quindi questi economisti da baguette ne risentono e ricordiamo a chi ha poca memoria, che le pensioni non sono frutto della benevolenza dei governi, bensì il risparmio di una vita di lavoro, ( il 33% del salario mensile versato all’Inps), malgrado ciò si continua a dire che il loro costo grava sulla spesa pubblica. Mentono sapendo di mentire, ma nel frattempo dal 1° gennaio 2009, i lavoratori pagano più contributi e l’Inps paga, con i loro soldi, prestazioni che per legge spettavano a carico della fiscalità generale:
1. Per effetto della legge finanziaria, il governo non versa più all’INPS il costo di alcune prestazioni assistenziali/previdenziali, quali ad esempio: l’incremento degli assegni al nucleo familiare; la revisione dei requisiti di accesso al pensionamento anticipato; incremento dell’indennità di disoccupazione non agricola, a requisiti interi e a requisiti ridotti; il miglioramento dell’indicizzazione del meccanismo dei cosiddetti tetti; l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione anticipata e redditi da lavoro, (tale grave decisione è stata assunta dal Governo con la motivazione che all’INPS con l’aumento della contribuzione dei lavoratori ha avuto notevoli incrementi delle entrate);
2. Scattano dal primo gennaio del 2010 i nuovi indici per definire la pensione in base al calcolo contributivo, (Il taglio dell'assegno pensionistico, a seconda dei casi, varierà dal 6 all'8%);
3. Successive modifiche saranno disposte con cadenza triennale e non più quinquennale, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze senza alcuna trattativa;
4. Si tenta di aumentare l’età pensionabile delle donne a partire dal pubblico impiego, per le quali con furbizia si utilizza una richiesta di parità da parte della comunità europea;
I lavoratori dipendenti versano più di quanto ricevono e i loro contributi, per decisione dei governi sono utilizzati per pagare di tutto e di più, perché allora Ministri, imprenditori ed economisti di bottega sollecitano una nuova riforma delle pensioni? Forse per affossare un Ente pubblico che funziona? Al buon risultato nel 2008 dell’Inps, (il bilancio preventivo 2009 prevede un avanzo di 10.443 milioni di euro), hanno contribuito in modo decisivo le gestioni lavoratori dipendenti, (2.228 milioni di euro di attivo), la gestione prestazioni temporanee (9.279 milioni di attivo) e la gestione lavoratori parasubordinati (8.515 milioni di attivo). Il Fondo pensione lavoratori dipendenti nel 2008 ha avuto risultato economico positivo per 9.011 milioni. Le ex gestioni autonome, incorporate in quello dei lavoratori dipendenti invece, hanno speso più di quanto incassato (ex fondo trasporti: -1040 milioni, ex fondo elettrici: -1995 milioni, ex fondo telefonici: -638 milioni, ex INPDAI: -3110 milioni) e quindi il risultato economico si è ridotto a 2228 milioni. Come da tempo avviene, nel 2008 sono state in profondo rosso le gestioni coltivatori diretti e mezzadri (-5074 milioni), artigiani (-3195milioni), il fondo del clero (-115 milioni) e continueranno ad esserlo anche nel 2009, insieme alla previsione in rosso della gestione degli esercenti attività commerciali. Anche per questo, conclude Rocchi, i pubblici dipendenti il 3 luglio scenderanno in piazza a Roma e Milano, per smascherare questa ennesima farsa che finirà per mettere le mani nelle tasche già vuote degli italiani.
Lino Rocchi - Rdb Cub

lo stesso articolo compare su:

24 giugno 2009 - Viterbo Oggi

L'Inps gode di ottima salute!
Viterbo - "I pubblici dipendenti - dichiara Rocchi - scenderanno in piazza il 3 luglio"

24 giugno 2009 - La Tua Voce

NONOSTANTE GLI AZZECCAGARBUGLI
L'INPS GODE DI OTTIMA SALUTE

stessi contenuti su: RADIO VERDE, TELE RADIO ORTE, TELE TUSCIA SABINA


24 giugno 2009 - Diario (giugno)

Fa caldo al ministero. Le eliche al soffitto rompono l'aria e creano turbini nell'impalpabile polvere grigia della burocrazia... Il ministro Brunetta strepita da un anno contro i "fannulloni". Parla di "rivoluzione in corso". Chi vincerà? Lui, gli statali o l'inerzia?
RENATO RENATO RENATO
di Paolo Stefanini

La gente è più pigiata del solito: a una fermata poco prima di Porta Pia è infatti salita, compatta, una scolaresca. Anche l'aria suda, nel caldo di inizio giugno. L'autobus attraversa una nomenclatura fitta di glorie risorgimentali. Memorie evidentemente malriposte: "Perché questa via si chiama XX Settembre?", chiede uno dei ragazzi, vicino ai 18, leggendo la targa. "Ah, non chiederlo a me", gli risponde l'amica, "Io, a storia dell'Antica Roma, sto proprio messa male...". L'autobus si ferma non lontano dal civico 97 di quella strada che dovrebbe rimandare il pensiero alla Breccia e alla fine del potere temporale dei papi (era il 1870; niente a che spartire con Giulio Cesare). Lì c'è l'ingresso principale del Mef, il Ministero dell'economia e delle finanze. Lo volle così Quintino Sella "per manifestare la solidità e l'efficienza dello Stato nell'Italia unita", e quel palazzo, con oltre un chilometro di perimetro, è ancora oggi il secondo più grande di Roma, dopo il Quirinale. Per entrare ci sono controlli tipo aeroporto (ma senza doversi sfilare la cinta e togliere le scarpe). Poi, al di là dei tornelli (che qui ci sono da 19 anni), il primo cortile, con la fontana che spruzza acqua da un ponfo di pietra, e le palmette, a loro agio nel clima umido della capitale. Quindi il bar, uno dei due (e la banca, e la posta, e una piccola cartoleria). Per mangiare i maritozzi e bere il caffè (costa cinquanta centesimi, ma quasi tutti ne lasciano venti, di mancia, sullo scontrino) si forma pigia pigia appena meno stringente di quello abbandonato sull'autobus; mentre un'elica, al soffitto, cerca di rompere l'aria...
I ministeri sono lavoro, pulviscolo, massa indistinguibile di uomini e mezzi, di carte e computer. E comodi ricettacoli di fannulloni", secondo il ministro perla Pubblica amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta, campione di consensi del centrodestra, che da un anno fa leva sui più disinvolti cliché. La sua rivoluzione in corso (titolo pure del libro che ha (lato calle stampe per Mondadori, e che non sta vendendo granché) è fatta di decreti, regolamenti attuativi, ma anche di una forte propulsione ideologica (lui l'ha definita "la vera lotta di classe del nostro tempo"), che non si fa scrupoli a usare i più radicati stereotipi contro il settore pubblico. Il nostro Virgilio tra le stanze del ministero è Virgilio Gennaro, dell'RdB- Cub, un sindacato di base abbastanza forte nel pubblico impiega e in testa ai consensi qui al Mef. I corridoi, circolari, sono tutti uguali, come le porte. Marroni, hanno un vetro ottagonale smerigliato e, in alto, un vasistas, che quasi sempre sbadiglia, leggermente aperto. La prima cifra, nel numero degli uffici, indica il piano, come negli alberghi. L'unica differenza visibile è nella pavimentazione: la graniglia diventa marmo quando ci si avvicina al gabinetto dei ministro. I soffitti sono alti. E' gigantesco", dice Roberto Battiglia, "un livello C2 che lavora al Debito pubblico, "sono qui da venticinque anni e a volte mi capita ancora di sbagliare strada". Il Mef è una cittadina abitata da oltre tremila impiegati. E, come in ogni cittadina, negli anni, sono nati odi, sono nati amori, sono nati bambini. Proprio al Mef, a maggio (e proprio a partire da un 'iniziativa dell'RdB-Cub) è successa una cosa piuttosto insolita nel languido cosmo impiegatizio. Nel cortile principale si erano riuniti per un'assemblea oltre mille lavoratori (dato fornito dagli organizzatori). Protestavano contro l'inserimento, nel decreto legge per il dopo terremoto all'Aquila, di un dispositivo che porterebbe alla chiusura di quaranta Dipartimenti provinciali del tesoro e di altrettante Ragionerie provinciali dello Stato, interessando circa 1.800 dipendenti sui 17mila del ministero. Il clima era un po' elettrico fin dall'inizio, perché la Guardia di finanza (che gestisce l'ordine pubblico all'interno del Mef e vigila sugli ingressi) non aveva gradito molto l'uscita nel cortile. Le assemblee dovrebbero infatti tenersi in spazi chiusi, ma nessuna aula poteva contenere tutta quella gente. Quando poi i sindacalisti hanno iniziato a chiedere dai microfoni delle risposte alla parte politica, le Fiamme Gialle hanno immediatamente creato un cordone e, con caschi e scudi, si sono predisposte in tenuta antisommossa. A quel punto, e non prima di qualche spintone e parola grossa, i trecento impiegati più decisi hanno inscenato un corteo interno ("una cosa che, di questi tempi, non si vede più nemmeno nelle fabbriche e che al ministero non si erano mai sognati", dice orgoglioso Virgilio Gennaro) e hanno occupato per qualche ora l'ufficio, al terzo piano, della dottoressa Giuseppina Balli, la delegata alla contrattazione sindacale (è la figlia di Paolo, che fu governatore della Banca d'Italia e, prima di atterrare al Mef, è stata a capo delle risorse umane di Capitalia). Catia Romani, impiegata B1 dopo 19 anni al gradino di carriera più basso, l'A1, si riscalda, ripensando a quel giorno: "Ok, non siamo né operai né minatori, ma non snobbate le nostre battaglie. E' vero, per decenni siamo stati garantiti: cascasse il mondo eravamo strasicuri, a fine mese, di quei soldi in saccoccia "pochi, maledetti e subito". Ma adesso, se Brunetta ci ha ridicolizzati e denigrati per un anno, un motivo c'è. E non è certo scovare qualche "fannullone". Tanto quelli non li troverà comunque. Sapete qual è la vera rivoluzione che vuole fare? Rompere l'ultimo argine. Nel pubblico. Dopo che nel privato la cosa è già passata da tempo. Far definitivamente considerare i diritti consolidati come privilegi. Il permesso di malattia come un privilegio. Lo stesso lavoro a tempo indeterminato come un privilegio". "lo sono al dipartimento del Tesoro", riprende, "e i risultati li ho visti nel mio ufficio. Una collega aveva la febbre a 39. Ma mettendosi in mutua avrebbe abbassato la produttività. Così ha preso due giorni di ferie". "Catia ha ragione", le dà man forte un altro impiegato, "qua lo Stato arretra e il precariato avanza. Noi dipendenti pubblici siamo l'ultima linea. Rispettateci, invece di sparare sempre titoli sui "fannulloni". Per capire quello che sta succedendo in questo paese oggi, dovreste stare ai tornelli dei ministeri come trent'anni fa stavate ai cancelli di Mirafiori". Virgilio Gennaro è un ragazzo dei 77. Nei ministeri chiamano così chi è entrato con l'infornata della legge sull'occupazione giovanile (la 285 di quell'anno, ormai lontano), voluta da Tina Anselmi.Da allora non ci sono più stati ingressi massicci, e gli ultimi concorsi risalgono ai primi anni Ottanta. I ministeriali stanno invecchiando. I giovani in queste stanze sono quasi tutti dei servizi esternalizzati. Quello era un altro ministero. Altra vita. Gli impiegati erano divisi tra operativi e di concetto. Per ogni operazione i minuti si gonfiavano in ore, le ore in giorni. Scrivere una lettera, per esempio. II dirigente dava oralmente le disposizioni all'impiegato di concetto, che scriveva a mano. Portava poi il manoscritto al dirigente che vergava, sempre a penna, eventuali correzioni. L'impiegato di concetto ricopiava in bella e consegnava il manoscritto all'operativo, che aveva il compito di battere a macchina. Ma visti gli arretrati la cosa poteva portar via anche due giorni. Il dattiloscritto doveva poi tornare al dirigente per la firma, ma se ci aveva ripensato e voleva cambiare qualcosa, la trafila ripartiva dall'inizio. "Quello che è incredibile ", secondo Antonio Bulalino, B2 da vent'anni. "è che Brunetta parla come se fossimo ancora a quei tempi, che sono finiti da tanto. I tornelli, per esempio. Qui al Mef ci sono dal 1990. E non c'è modo di uscire senza essere visti". I giorni in cui si poteva andare a fare la spesa dal pizzicarolo senza che nessuno dicesse né ai né bai o quando bastava inventare al dirigente fiacche bugie raffazzonate alla meglio, sarebbero, insomma, archeologia da almeno un ventennio. "Ma tutto questo scandalo attorno ai lavoratori pubblici è stato funzionale", prosegue Bufalino, "Non ha cambiato nulla sotto il profilo dell'efficienza (il clima di malessere e di sfiducia fa anzi andare avanti solo per inerzia) né del risparmio (non c'è nemmeno copertura per le costose visite mediche di massa promesse, con tanto di minaccia di mandare al gabbio i dottori "compiacenti'). Ha però predisposto il clima per poter incidere sui diritti e sui salari".Quello che più preoccupa gli impiegati (Maurizio Di Giuseppe, B1 dal 1990, inquadrato nella ragioneria generale del secondo dipartimento, si fa avanti sventolando con vigore la busta paga da 1.154 curo) è il taglio dei salari aggiuntivi. Bloccati quelli del 2008, la proposta di Brunetta è di cambiare il sistema di distribuzione di questi premi di produzione. "Mai più a pioggia!", ripete. I ministeriali rispondono che già adesso erano legati alla presenza e che quindi, in caso di malattia (inferiore ai 15 giorni), venivano decurtati. Ma la novità è di dover individuare in ogni ufficio tre fasce: il 25 per cento di meritevoli a cui dare il cento per cento del premio. Un 50 per cento a cui darne la metà e un 25 per cento da punire, a cui non dare un bel niente. Di questo si bofonchia a ogni piano. Tra colleghi crescono sospetti e invidie. Anche perché la scelta sarebbe dei dirigenti e insindacabile. "Secondo quali criteri?", scuote la testa Bufalino, "noi qua mica stiamo a fare bulloni! Il nostro lavoro è spesso impalpabile. Come contare allora la bontà di ognuno di noi? Secondo il numero di cappuccini offerti al capo?" "Tranquillo! Tanto saremo noi donne a essere penalizzate", interviene Paola, che preferisce non dire il cognome. " Perché tra casa da spicciare e figli da crescere possiamo dare meno disponibilità per lo straordinario e avremo sempre punteggi più bassi". "Il parametro lo so io", fa un'altra (che preferisce non (lire nemmeno il nome): "Come sempre andrà bene a quelli che sono impeccabilmente servili". Sul 30 per piazzale Clodio si sono messi a baccagliare. La buriana è scoppiata improvvisa, contrapponendo i favorevoli e i contrari all'aria condizionata. L'iniziale dibattito è trasceso in strepiti, e, in quell'intimità non voluta di fiati e sudori, hanno vinto i contrari. Non che sia stata espressa una maggioranza propriamente democratica. II successo è venuto perché un paio di vecchie, con in odio il fresco artificiale, erano più vicine al posto di guida e sono state più capaci di far spazientire l'autista. L'ufficio (lei Giudice di Pace di Roma è lì, a due passi dal capolinea, in via Teulada. Recentemente ha avuto un po' di (cattiva) pubblicità. Le lene hanno dedicato un servizio scandalizzato alle agenzie che di notte sottopagano studenti e studentesse per dormire in macchina o nei sacchi a pelo e tenere la fila agli avvocati che arriveranno al mattino. "Quello che fa rabbia di quelle trasmissioni", dice Vittoria Robiati, della Cgil Funzione Pubblica (sindacato primo per voti alle Rsu, nel pubblico impiego, ma storicamente staccato, quanto a iscritti, dalla Cisl), "è che fotografano un problema ma non ne spiegano le cause. E chi li vede può pensare che le emergenze siano dovute ai fannulloni e non a una clamorosa carenza di personale. Qui alla sezione civile siamo in 88 e dobbiamo affrontare tra le 180 e le 200mila pratiche l'anno, con oltre 60mila provvedimenti". "Lo sportello utenti non è di vetro ma uno specchio", dice Raffeella Ferracci dell'Ufficio sentenze, "da una parte arriva il cittadino sperduto e cosa si trova davanti? L'immagine di un altro cittadino, tiri cittadino-impiegato, ancor più sperduto di lui, in uno stato quotidiano di adattamento alle emergenze. Questo ufficio ormai è una lisca spolpata, una punta di diamante della disorganizzazione. La gente va in pensione e nessun giovane viene assunto. Tutto è lasciato alla buona volontà dei singoli, ai lavoratori perbene". Ogni angolo è carico di carte. Ci sono stati crolli di controsoffitti e piani di scaffalature, che in un paio di casi hanno anche ferito degli avvocati. Le aule occupate dai fascicoli sono cinque, ma gli impiegati (se tutti presenti) tre, quindi Ameno due stanze sono sempre lasciate incustodite, con la gente che può entrare a rimestare tra i faldoni, e ci sono state sparizioni. Gli impiegati non hanno cassetti con la chiave e sono costretti a portare in giro i documenti più riservati in borse e borselli. Serve una richiesta scritta per avere risme, penne e varia cancelleria e bisogna attendere sempre molto tempo per ottenerle. Ciò comporta spesso il provvisorio accantonamento di fascicoli per mancanza di carta. E il carico di lavoro è tanto elevato che neppure una ditta privata a cui era stata esternalizzata parte della pubblicazione delle sentenze, pur lavorando senza soste con undici addetti – e con orari non certo da ministeriali – è n uscita a raggiungere gli obiettivi di smaltimento degli arretrati. "Contro di noi hanno utilizzato la peggior politica del luogo comune", riprende Raffaella Ferrucci, e si fa vento con una cartelletta dell'ufficio, "hanno fatto come coi rom. Ci hanno incolpato di tutto quello che non va. Hanno tolto ogni responsabilità alla politica, ai dirigenti, e spostato il riflettore dalla "casta" ai "fannulloni", dal vertice alla base". In molti citano il caso dei ricorsi contro le multe. Adesso si possono mandare anche per posta (prima bisognava presentarsi agli uffici). I cittadini sono contenti, il ministro si vanta dell'innovazione. Ma nessuno si è preoccupato della crescita esponenziale di pratiche. Non una persona in più è stata assunta o distaccata per evaderle. E così in poco tempo si sono ammucchiate negli scantinati 80mila raccomandate (le Poste italiane minacciano vie legali per riavere indietro le centinaia di scatole gialle di proprietà in cui sono stoccate). La gente si indigna. La colpa viene data "fannulloni". "A fronte di un incremento dei 400 per cento del lavoro dal 1995 a oggi il personale è aumentato solo del 14, dice Anna Maria Di Bartolomeo, la dirigente dell'Ufficio. "Avremmo bisogno di almeno cento unità in più. Le abbiamo chieste. Aspettiamo risposte". Anche secondo lei la politica aggressiva di Brunetta ("di cui condivido il richiamo alla meritocrazia") è stata "controproducente, perché il personale si sente molto demoralizzato. Del resto", e pondera con grande attenzione queste parole, fino quasi a dettarle, "qui abbiamo solo qualche rara eccezione di dipendenti che lavorano un po' meno; una gran parte di diligenti, e alcuni casi di autentica abnegazione al servizio". Un Pasquino degli ascensori ha appeso vicino al tasto di chiamata una poesiola con rime non troppo rispettose nei confronti del ministro. Dentro, un'impiegata salita a metà discesa, si lamentava con la collega: "Non ce la faccio più, siamo in due a tirare la carretta in ufficio". Ce l'aveva con una che "ogni volta che le tocca di stare allo sportello si butta malata. Pare che gliel'ha segnato il dottore!". Ce l'aveva anche con Brunetta, a modo suo: "Barattoletto (termine usato a Roma per indicare un uomo non alto di statura, ndr) vuole che questi vengano a lavorare? Sbaglia! lo preferisco che se ne stiano a casa, piuttosto di vederli qua a far niente". Quando siamo arrivati al piano terra, ho chiesto spiegazioni, con una vaga inquietudine. Allora le due donne sono diventate garantiste con i colleghi. Più accomodanti: "II problema sono le mansioni. Le qualifiche sono bloccate da anni. Ed è normale che un cancelliere non voglia stare allo sportello, così come, al contrario, che uno con una qualifica bassa non voglia assumersi responsabilità di un grado superiore senza averne né il titolo né lo stipendio". L'orologio ha segnato le due e il parcheggio ha iniziato a svuotarsi. Anche Paola, cancelliere, si è avviata alla macchina. "La crociata del ministro? Ci ha messo tutti contro, come se già non bastassero le difficoltà che abbiamo. "Ha ragione Brunetta!" mi ha gridato contro un signore pochi giorni là, "spero che crepiate tutti di fame!". Una rabbia così non l'avevamo mai vista. Ma le sue invettive finiscono per pesare solo sui ligi al doveire. I fannulloni? Sapete come va, no? Chi è bravo a non lavorare è bravo anche a non farsi beccare. Il bagarozzo, si sa, si appiatta bene".


24 giugno 2009 - Corriere di Maremma

LA PROTESTA. RdB attacca: "Situazione insostenibile"
Vigili del fuoco sul piede di guerra

Grosseto – I vigili del fuoco maremmani sul piede di guerra. La Federazione di Grosseto delle Rappresentanze Sindacali di base (RdB) ha reso pubblico un documento per protestare contro la mancata approvazione da parte del Governo dell’emendamento sul "terremoto Abruzzo" che prevede adeguamenti di organici, mezzi, indennità di soccorso per i vigili del fuoco. "Protestiamo contro la disattenzione della politica, contro il ministro Maroni e questo Governo che ha puntualmente disatteso gli impegni assunti in favore dei vigili del fuoco. Il sisma dell’Abruzzo ha ulteriormente messo a dura prova il Corpo, dimostrando l’abnegazione e la professionalità dell’organico nonostante le carenze. Non ci viene riconosciuto nemmeno il lavoro usurante. Pertanto chiediamo un piano di ammodernamento e la stabilizzazione dei precari. Nei prossimi giorni RdB Vigili del fuoco deciderà se attuare iniziative eclatanti per porre all’attenzione di tutti i cittadini italiani questa situazione insostenibile".


24 giugno 2009 - Parma OK

Giovedì assemblea sindacale, possibili disservizi in Comune

PARMA, 23 GIUGNO - Rdb Cub ha indetto per giovedì 25 giugno dall’inizio dell’orario di lavoro, 7.30, alle 9.30 un’assemblea sindacale per tutto il personale che opera presso il Duc, compreso front office, Patrimonio/Magazzini riuniti, Poli Territoriali, Quartieri, Municipio, Settore Cultura, Biblioteche e Archivi, per il personale di nidi, scuole dell’infanzia e operatori disabili.
Si potrebbero pertanto creare disservizi; per quanto riguarda nidi e scuole dell’infanzia, ogni plesso ha provveduto a dare tempestiva comunicazione ai genitori in merito.


24 giugno 2009 - Italia Oggi

Pallottoliere per i processi
di Alessia Grassi

Niente più statistiche giudiziarie. Reperire le informazioni complete sull'andamento della giustizia in Italia sarà sempre più complicato. L'Istat ha infatti sciolto il servizio che dal 1938 si occupava di fornire i dati sul settore, spezzettando e attribuendo le competenze a tre altre diverse Direzioni. Insomma, d'ora in poi le informazioni statistiche per esempio sull'andamento dei processi, sia a livello nazionale sia territoriale, dovranno essere cercate all'interno di aree diverse. A darne notizia, in una nota, è Rocco Tritto, segretario generale dell'Usi-RdB, il sindacato dei lavoratori della ricerca, che sottolinea come «il provvedimento, di fatto, priva il parlamento, il governo e l'opinione pubblica, di un'informazione puntuale e unitaria sul settore giustizia.» A tingere di giallo la vicenda sono le modalità di svolgimento dell'operazione spacchettamento, come spiega l'Usi-RdB. A fronte dei sentori del personale del Servizio di un imminente cambiamento, pare smentito dai vertici dell'Istituto, il sindacato era intervenuto, soli pochi giorni fa, ricevendo dal capo di Dipartimento unico dell'Istat le rassicurazioni di una condivisione preventiva del provvedimento. Poco dopo veniva invece sottoscritto e diffuso il documento che sanciva la fine del Servizio delle statistiche giudiziarie. Il sindacato ha annunciato battaglia e intanto attacca il presidente di Via Balbo, Luigi Biggeri, anche sulla gestione dei contratti di collaborazione per i rilevatori dell'indagine statistica sulle forze lavoro. «La mancata proroga dei contratti di collaborazione per gli oltre 300 rilevatori dell'indagine statistica sulle forze di lavoro, in scadenza al 30 giugno 2009, costituisce l'ennesimo episodio della gestione fallimentare dell'Istat durante la presidenza Biggeri», si legge in una nota, «incapace di trovare valide soluzioni alternative alla scelta del suo predecessore Zuliani di avviare l'esternalizzazione della raccolta dei questionari, anziché attrezzare una rete di rilevatori "professionisti" alle dipendenze dell'Ente, come più volte sollecitato da Usi/RdB Ricerca, in grado di curare tutte le rilevazioni statistiche, siano esse effettuate con intervista diretta o per mezzo di telefono. Sulla stessa linea dello smantellamento della statistica ufficiale è la recente decisione di eliminare l'obbligatorietà della risposta per gli intervistati per l'indagine sulle forze di lavoro, al pari delle altre indagini rivolte alle famiglie, che causerà un'inevitabile compromissione della bontà dei risultati conseguiti».


24 giugno 2009 - Corriere del Veneto

La vertenza
Mondadori, la protesta in piazza Bra

VERONA — Dai cancelli della Mondadori a piazza Bra. La protesta dei lavoratori delle cooperative collegate alla Finservice di Villafontana si è spostata ieri pomeriggio davanti alla Gran Guardia. «Sono più di cinque mesi che non prendiamo lo stipendio – hanno detto alla folla di turisti e curiosi che si è avvicinata al gazebo -.
Siamo vittime delle speculazioni delle grandi aziende». Volantini, striscioni, megafoni e raccolta firme: la loro iniziativa è incominciata verso le 14 del pomeriggio e proseguita fino a tarda sera. «Dobbiamo informare anche la gente di ciò che abbiamo subito – hanno spiegato i lavoratori, sostenuti dal sindacato di base Adl Cobas - . Qui ci sono 106 famiglie ridotte sul lastrico». Saranno in piazza anche oggi e domani per spiegare a tutti «la grande truffa». E proprio per domani alle 17 hanno indetto un’assemblea pubblica. In attesa dell’incontro tra le parti di venerdì, voluto dal Comune.(E.P.)


24 giugno 2009 - Uno Notizie

VIGILI DEL FUOCO/ nemmeno più le mutande!

MILANO (UnoNotizie.it) - Il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco, del Comando Provinciale di Milano, protesta per la mancata approvazione da parte del Governo dell’emendamento, proposto in sede di conversione del decreto legge sul "terremoto Abruzzo", che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi e l’indennità di soccorso per i Vigili delFuoco. Protestiamo contro la disattenzione della politica nei confronti dei Vigili del Fuoco, contro il Ministro dell’Interno Maroni e questo Governo che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei VV.F., rendendo la categoria "nuda" davanti ai propri impegni professionali. Come RdB\CUB Vigili del Fuoco, sottolineiamo che il sisma dell’Abruzzo, ha ulteriormente messo a dura prova il CNVVF. Questo evento ha messo in evidenza, se mai fosse stato necessario, la carenza d’organico generale, ed inparticolare per il comando di Milano, che accusa una mancanza del 72% di Capi Reparto e del 37% di CapiSquadra per cui, solo nei primi 3 mesi del 2009, sono state effettuate 13.000 ore di straordinario, che tral’altro non si sa se e quando verranno pagate, visto che si stanno ancora aspettando gli straordinari del 2008. Da evidenziare che dalle prime fasi del terremoto la "grande" regione Lombardia, quella che dovrebbe esseretra le prime in Europa quanto a industrializzazione e reddito, quindi con un ritorno in materia di garanzia delsoccorso ai cittadini, ha già ridotto del 33% il personale in Abruzzo, ed ora il Direttore Regionale VVF hachiesto all’amministrazione centrale, un ulteriore riduzione a meno della metà del contingente, perché icomandi della regione stanno scoppiando e non reggono più gli impegni! Mancano le risorse e un adeguamento economico del personale (il contratto e scaduto da un anno e mezzo equanto prospettato per il rinnovo, contempla cifre umilianti). Condizioni vetuste ed inaccettabili di mezzi, visto che ci sono ancora mezzi del 1971 con guida a destra, cioèroba che farebbe la sua figura in un museo (se fosse in degne condizioni estetiche), ma non certo nel soccorsotecnico urgente quotidiano; ed anche per quelli di nuova generazione che hanno riscontrato gravi "vizi occulti"ai telai, si ricorre a saldature per contenere le spese, giocando con la pelle degli operatori e dei cittadini. Attrezzature di colonna mobile ai minimi termini: per tutta la regione Lombardia dal 2004, sono statiaccreditati solo 193313,26 euro, di cui la maggior parte scialacquati per riparare un mezzo anfibio del 1972, che infatti si è fermato per strada appena uscito dalla sede di servizio. Si chiede pertanto un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso del Corpo, lastabilizzazione dei precari del CNVVF attraverso l’assunzione di tutti gli idonei, un trattamentopensionistico adeguato alle attività particolarmente usuranti svolte, ed adeguamento economico alla lucedella professionalità da sempre dimostrata dai Vigili del Fuoco. La RdB/CUB VVF si sta organizzando per intraprendere iniziative di lotta già dai prossimi giorni.
coord prov. RdB/CUB VVF Milano

Stesso comunicato anche su IMG Press di oggi


24 giugno 2009 - Melito online

VIGILI DEL FUOCO: …NEMMENO PIU’ LE MUTANDE!
di Luigi Palamara

Milano - Il Sindacato di Base dei Vigili del Fuoco, del Comando Provinciale di Milano, protesta per la mancata approvazione da parte del Governo dell’emendamento, proposto in sede di conversione del decreto legge sul "terremoto Abruzzo", che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi e l’indennità di soccorso per i Vigili delFuoco.
Protestiamo contro la disattenzione della politica nei confronti dei Vigili del Fuoco, contro il Ministro dell’Interno Maroni e questo Governo che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei VV.F., rendendo la categoria "nuda" davanti ai propri impegni professionali. Come RdB\CUB Vigili del Fuoco, sottolineiamo che il sisma dell’Abruzzo, ha ulteriormente messo e duraprova il CNVVF. Questo evento ha messo in evidenza, se mai fosse stato necessario, la carenza d’organico generale, ed inparticolare per il comando di Milano, che accusa una mancanza del 72% di Capi Reparto e del 37% di CapiSquadra per cui, solo nei primi 3 mesi del 2009, sono state effettuate 13.000 ore di straordinario, che tral’altro non si sa se e quando verranno pagate, visto che si stanno ancora aspettando gli straordinari del 2008. Da evidenziare che dalle prime fasi del terremoto la "grande" regione Lombardia, quella che dovrebbe esseretra le prime in Europa quanto a industrializzazione e reddito, quindi con un ritorno in materia di garanzia delsoccorso ai cittadini, ha già ridotto del 33% il personale in Abruzzo, ed ora il Direttore Regionale VVF hachiesto all’amministrazione centrale, un ulteriore riduzione a meno della metà del contingente, perché icomandi della regione stanno scoppiando e non reggono più gli impegni! Mancano le risorse e un adeguamento economico del personale (il contratto e scaduto da un anno e mezzo equanto prospettato per il rinnovo, contempla cifre umilianti). Condizioni vetuste ed inaccettabili di mezzi, visto che ci sono ancora mezzi del 1971 con guida a destra, cioèroba che farebbe la sua figura in un museo (se fosse in degne condizioni estetiche), ma non certo nel soccorsotecnico urgente quotidiano; ed anche per quelli di nuova generazione che hanno riscontrato gravi "vizi occulti"ai telai, si ricorre a saldature per contenere le spese, giocando con la pelle degli operatori e dei cittadini. Attrezzature di colonna mobile ai minimi termini: per tutta la regione Lombardia dal 2004, sono statiaccreditati solo 193313,26 euro, di cui la maggior parte scialacquati per riparare un mezzo anfibio del 1972,c he infatti si è fermato per strada appena uscito dalla sede di servizio. Si chiede pertanto un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso del Corpo, lastabilizzazione dei precari del CNVVF attraverso l’assunzione di tutti gli idonei, un trattamentopensionistico adeguato alle attività particolarmente usuranti svolte, ed adeguamento economico alla lucedella professionalità da sempre dimostrata dai Vigili del Fuoco. La RdB/CUB VVF si sta organizzando per intraprendere iniziative di lotta già dai prossimi giorni.
Coord prov. RdB/CUB VVF Milano Massimo Berto


23 giugno 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 23 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Cnr, all'asta l'Osservatorio di Anacapri ma è tensione con l'Accademia di Svezia
* La parola d'onore? Ormai è reliquia
* Stabilizzazioni, salta il termine del 30 giugno
* Al via "Cerca la Ricerca" tour dei precari invisibili
* Enea, il Pdl va all'attacco e chiede il commissario
* Cnr, che fine hanno fatto le delibere del cda?
* Giustizia addio, con lo spacchettamento
* Le precisazioni di Rete Ventures (2^ parte)


23 giugno 2009 - Il Manifesto

MOVIMENTI Tutto il programma di iniziative contro il summit di luglio
Anti-G8 a due velocità
Azioni decentrate, non c'è accordo sul corteo a L'Aquila
di Giacomo Russo Spena

Se Berlusconi era convinto di depotenziare il «movimento» spostando all'ultimo istante il vertice internazionale dalla Maddalena al capoluogo abruzzese rimarrà deluso. Almeno a sentire l'assemblea della Rete dei comitati No-g8 che si è radunata domenica scorsa per promuovere le contestazioni. Che dureranno l'intera settimana. «La popolazione locale inizialmente ha visto di buon occhio lo spostamento - spiega Renato De Nicola dell'Abruzzo social forum - Ma adesso percepisce la fallimentare politica del governo e vede quell'appuntamento come una vetrina per criticare il decreto ricostruzione». Non solo. La militarizzazione del territorio, il controllo sociale nelle tendopoli, l'enorme speculazione in atto e la mancanza di fondi per ricostruire fanno montare la protesta.
I primi a mobilitarsi contro il G8 saranno i vicentini del no-Dal Molin che per il 4 luglio promuovono una manifestazione, con partenza dal presidio permanente per finire con l'occupazione della base militare. Non è da escludere che abruzzesi e altri attivisti no-global vadano a Vicenza a dar man forte a quello che si presenta come il primo appuntamento della settimana anti-summit. Nella notte tra il 5 e il 6 invece, esattamente alle 3 e 32 (l'orario in cui si è avvertita la scossa più devastante il 6 aprile scorso), si svolgerà a L'Aquila la fiaccolata «Memoria, verità e giustizia» per ricordare le vittime e le responsabilità. Come quella - denunciano i comitati - dei costruttori e della protezione civile, che «sapeva e non ha fatto nulla».
La giornata più «turbolenta» sarà quella del 7, dove si preannuncia il benvenuto ai potenti della Terra. Non si sono ancora decise le modalità. La rete romana, al momento, parla di «piazze tematiche» che confluiranno in una contestazione unitaria. Mentre nel capoluogo abruzzese si svolgerà, in contemporanea, un «forum» nel parco allestito dall'Unicef in cui si dibatterà insieme a varie comunità locali «ribelli» (come quella di Chiaiano, i no-Dal Molin e i no-Tav) di modelli di sviluppo, democrazia e partecipazione dal basso.
L'8 e il 9 la protesta diventerà generale, con manifestazioni su tutto il territorio, blitz e azioni estemporanee. In vista del 10, giorno del corteo nazionale promosso, tra gli altri, dal Patto di Base (Cobas, Rdb e Sdl), Socialismo Rivoluzionario e Rete dei comunisti. La manifestazione partirà dalla stazione di Paganica e toccherà i luoghi simbolo del terremoto: le tendopoli di Onna, Tempera, San Gregorio e Sant'Elia, per concludersi all'ingresso del centro storico.
Una marcia che però ha generato frizioni nell'assemblea dei no-G8, che alla fine non hanno trovato un'intesa. «È una forzatura, non tutti gli aquilani capirebbero l'arrivo da fuori di migliaia di persone, meglio rispettare il loro cammino», dice Sara Vegni del comitato 3e32. La paura è che venga interpretata come una «chiamata dall'alto» e che possa distogliere l'attenzione dalla questione «ricostruzione» a quella dei possibili scontri. «È l'ultima vetrina internazionale per esprimere dissenso - continua Vegni - Meglio lasciare la protesta solo agli aquilani sempre più arrabbiati, facciamo un anti-G8 creativo e intelligente e delocalizziamo la rivolta in tutto il Paese».
Tra le adesioni al corteo c'è anche quella dell'Epicentro solidale, a testimoniare che non c'è una frattura netta tra abruzzesi e non. Di questo si fa forza Piero Bernocchi dei Cobas. «Non ci sono divisioni tra chi vuole criticare questi vertici e chi vuole opporsi al decreto sull'Abruzzo - sostiene - Sono due facce della stessa medaglia». Comunque la maggior parte dei comitati locali, pur non aderendo alla marcia, buttano acqua sul fuoco: «Siamo comunque uniti nel contestare il vertice e il governo Berlusconi, poi ognuno decide le sue forme».

«D'accordo con il corteo, stando attenti alle trappole»

(g. r. s.) «La manifestazione nazionale del 10 luglio è politicamente importante. Una risposta di massa sarebbe un forte segnale sia contro il decreto sulla ricostruzione di Berlusconi che contro gli otto grandi venuti a banchettare in Abruzzo». Stefano dell'Epicentro solidale, una rete di associazioni e centri sociali che si occupa della ricostruzione «dal basso» dell'Aquila, contrasta l'idea di una iniziativa calata dall'alto o, peggio ancora, imposta alla popolazione locale. «Questa contrapposizione tra no-global e abruzzesi non esiste - spiega - Altrimenti facciamo il gioco del governo». Infatti a promuovere il corteo non sarà solo il Patto di Base, o altre realtà nazionali, ma anche qualche comitato abruzzese. Come il "suo" epicentro solidale il quale si è schierato per «il riconoscimento di tutte le forme di contestazione che verranno messe in piedi», parlando esplicitamente di «libertà di movimento». La territorializzazione e la generalizzazione della protesta sono ben accette, ma senza escludere l'appuntamento nazionale del 10 che sarà, ovviamente, pacifico. «Già il fatto che si chiamerà marcia fa capire i toni - afferma Stefano - Poi non verrà fatto nessun sanzionamento a banche e non ci saranno invasioni di zone rosse». E se il governo invece punta a costruire lo spauracchio no-global per intimorire la popolazione, «non bisogna fare il loro gioco». «Non dobbiamo - aggiunge - cadere nella stessa trappola di Genova 2001, non rispondere colpo su colpo alle false illazioni dei media. Sarebbe peggio». Comunque, tiene a precisare, «lo spirito è unitario e non esistono contrapposizioni rigide tra pro e contro corteo nazionale, solo differenti visioni e non è detto che prima della data si trovi un'intesa».


23 giugno 2009 - Liberazione

Connesse, diffuse e generalizzate: le contestazioni al G8 aquilano si articoleranno in pratiche e linguaggi molto diversi tra loro, in luoghi anche lontanissimi da quelli designati per la kermesse berlusconiana
di Checchino Antonini

L'Aquila - Connesse, diffuse e generalizzate: le contestazioni al G8 aquilano si articoleranno in pratiche e linguaggi molto diversi tra loro, in luoghi anche lontanissimi da quelli designati per la kermesse berlusconiana. Lontani come Vicenza, dove il 4 luglio, giorno dell'Indipendenza degli States, i No Dal Molin hanno dato appuntamento contro il cantiere dell'ennesima base Usa sul loro territorio. Luoghi di frontiera come il Porto di Ancona, teatro di respingimenti e approdi. Luoghi meno lontani, come Roma, dove le reti di movimento si apprestano a una due giorni di azioni per l'"accoglienza" dei carrozzoni al seguito degli Otto e per dispiegare la mappa della crisi. In connessione anche la Sardegna dove le reti avevano trovato la quadra poche ore prima del dirottamento - tutt'altro che disinteressato - del controverso vertice nel cuore del cratere del terremoto. In Abruzzo e in Molise, dov'è attivo uno dei pochissimi social forum italiani, si darà corpo a un'agenda composita che terrà insieme i conflitti locali (a partire dal corteo di barche contro la petrolizzazione della costa) e le popolazioni che vivono il rischio sismico e la memoria di catastrofi telluriche.
A questo punto, il dibattito tra ciò che resta del movimento altermondialista s'è concentrato da settimane sull'opportunità di una convergenza a L'Aquila per un corteo nazionale. Domenica, sotto il tendone del "3e32", lo spazio fuori dai campi ufficiali abitato dai movimenti, la lunga discussione s'è polarizzata tra favorevoli alla convergenza e scettici, se non proprio contrari, alla marcia del 10 luglio che, secondo le indicazioni del Patto di base (il cartello del sindacalismo autorganizzato) modulate all'assemblea dal cobas Vincenzo Miliucci: si partirà dalla stazione di Paganica in direzione Onna, Bazzano fino alle porte del Centro storico dove - contemporaneamente all'assemblea nazionale - Letta ha inaugurato tra i fischi la riapertura di 200 metri del Corso.
Tra gli scettici ci sono proprio gli aquilani del "3e32" convinti della fragilità della coesione tra la ventina di comitati, piuttosto eterogenei, nati all'indomani del terremoto e tenuti assieme dalla piattaforma della "Campagna 100% (ricostruzione, trasparenza, partecipazione)". I giorni chiave, in città, saranno il 6 e il 7 luglio, prima con la fiaccolata dei Comitati, a tre mesi esatti dalla grande scossa, poi con il forum che discuterà di emergenza, modello di sviluppo, democrazia, shock-economy. Contrari anche i centri sociali più vicini al Global project, ex disobbedienti, un po' per non sgonfiare Vicenza, un po' perché viene enfatizzato il ruolo delle comunità territoriali. Sull'altro versante (Patto di base, centri sociali, sinistra critica, rete dei comunisti, giuristi democratici ecc...) c'è chi sottolinea il terremoto sociale che investe mezzo mondo e a cui sembra parlare il modello di militarizzazione e controllo sociale che si sta sperimentando a L'Aquila. Il G8 pretende di parlare al mondo, impensabile autolimitarsi la libertà di movimento. «Il problema sono gli Otto grandi non chi manifesta», dirà l'aquilano Stefano Frezza, di Epicentro solidale, la macchina di soccorsi autogestiti da centri sociali e sigle di movimento. Assenti o silenti la Cgil e l'associazionismo tradizionale che, però, abita nei comitati aquiliani. «Anche questo G8 sarà contestato - dirà Alfio Nicotra, responsabile movimenti di Rifondazione - avevamo il timore che Berlusconi usasse gli aquilani come scudo umano. Ci sarà un'iniziativa diffusa nel Paese e, sulla questione del corteo è necessario lavorare ancora perché sia promosso direttamente dalle realtà cittadine, perché non ci sia contrapposizione tra i punti di vista. Noi stiamo lavorando per questo».
Sotto il tendone del 3e32 non sfuggono a nessuno le differenze con altre stagioni di movimento. Nelle redazioni dei giornali le veline sembrano fotocopiate. Il più diffuso quotidiano locale si domanda addirittura se i black bloc si siano infiltrati negli accampamenti e nei comitati per sobillare gli animi. Il cronista allude a segnali che i servizi non sottovaluterebbero. Si paventa perfino un «attacco di tipo di tipo mediatico». L'allarme viene nutrito con foto di «scritte eversive» a Pescara. Qualcuno avrebbe tracciato su un muro queste sillabe: "No G8 Aq". Il questore de L'Aquila non ci crede - «non scherziamo» - e, in quello che sembra un gioco delle parti, esclude (o sconsiglia) che gli aquilani possano manifestare contro il G8. Il carcere di Pescara e l'ospedale di Avezzano, intanto, subiscono lo stesso svuotamento di occasioni del genere per ospitare feriti e vittime delle retate. La stampa locale si trastulla anche con i dettagli sulla partecipazione degli chef ai preparativi dei banchetti degli Otto. Tra gli attendati circolano voci di chiusura dei campi dal 6 all'11 luglio quando il vertice dispiegherà la sua occupazione della città.
Al campo di Tempera, intanto, le Brigate di solidarietà attiva consegnavano una pettorina al capo della protezione civile in visita con Letta. Al "3e32" un cartello avverte dei problemi coi vicini, anzi «col vicino», per il volume della musica, da spegnere entro mezzanotte. Ma, tra chi è tornato nel quartiere sono di più quelli contenti di ascoltare quel "rumore": si sentono meno soli.

"Cerca la Ricerca", per le strade di Roma la protesta dei precari
di Serena Salucci

"Cerca la Ricerca" è il tour che l'Usi Rdb Ricerca ha organizzato per oggi martedì 23 giugno nelle vie di Roma, per protestare contro la politica del Governo. «Gireremo tutta Roma - recita il comunicato del sindacato - ente per ente, intervistando lavoratori precari ed ex precari per dare l'immagine reale dello stato della Ricerca. I lavoratori precari non sono un mito o dei cavalieri di ventura. Sono reali e da anni operano per il bene della collettività in vari settori».
Si partirà alle 10 del mattino dalla sede dell'Inran (ricerca per gli alimenti e la nutrizione), per poi visitare l'Ispra (tutela ambientale e del mare), il Cra (agricoltura e foreste), l'Inea (economia agraria), l'Iss (sanità), l'Isfol (lavoro e formazione), l'Enea (nuove tecnologie, energia e ambiente). «L'ultima tappa - spiega Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-RdB
Ricerca - la faremo al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, dove presenteremo al ministro Gelmini la nostra proposta di legge, la "salva cervelli" che prevede un percorso, realizzabile in cinque anni, di stabilizzazione dei precari negli enti di ricerca attraverso un investimento non
oneroso, consentendo così a tanti cervelli di rimanere
a lavorare in Italia».
Saltato, a causa dell'allungamento dei tempi in parlamento, il tentativo del governo di far passare nel disegno di legge 1167 la norma "ammazzaprecari", che metteva fine ai rinnovi dei contratti precari dal 30 giugno prossimo, migliaia di ricercatori perderanno comunque il lavoro per mancato rinnovo. All'Ispra, l'ente nato dall'accorpamento di Icram, Infs e Apat,
sono 430 i contratti in scadenza tra giugno e dicembre, pari a un terzo del personale: duecento staranno già a casa dal primo luglio. Per scongiurare quella che hanno definito una vera e propria esecuzione della tutela ambientale, i ricercatori dell'Ispra hanno presentato giovedì scorso lo spot autoprodotto "non sparate alla ricerca", rendendolo disponibile sul sito e linkabile su Youtube.
«Il rinnovo dei contratti e le procedure di stabilizzazione - sottolinea Cristiano Fiorentini, della
Direzione Nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego - rimangono di competenza delle dirigenze dei vari enti. Non si tratta più di difendere la situazione esistente e con essa la precarietà; al contrario si deve arrivare alla stabilizzazione di tutti i precari». Il rimando è allo sciopero generale di 24 ore che il Patto di Base ha indetto per il 3 luglio prossimo e che coinvolgerà tutti i settori della Pubblica Amministrazione.

Lazio

Fino al 28 giugno in piazza Mastai la festa cittadina a Roma . Oggi alle 18.30 presentazione del libro "Camicie Brune" di Saverio Ferrari; ne discutono con l'autore Sirio Zolea e Tonino Bucci. Alle 19.30 "Costruire l'opposizione alle politiche della giunta Alemanno. Bilancio, servizi sociali, decentramento" con Orlando Corsetti, presidente Municipio Roma Centro Storico; Gemma Zuni, consigliera comunale; Roberto Betti, RdB Comune di Roma; Giovanni Greco, Associazione Le Sirene; Mirella Belvisi, ex consigliera comunale; Aldo Pirone, Rete X Municipio; Maurizio Piras, Comitato Malagrotta; Adriana Spera, segreteria della federazione. Alle 18 "Lo spettacolo precario" incontro con le realtà romane e singoli artisti. Alle 22 "La cerimonia", spettacolo teatrale con Ferdinando Vaselli-360gradi.


23 giugno 2009 - Il Messaggero

Roma. Altissima adesione allo sciopero generale da parte dei dipendenti Ri.Rei...

Roma - Altissima adesione allo sciopero generale da parte dei dipendenti Ri.Rei nonostante le precettazioni del personale disposte nel centro per disabili di Santa Severa. Sono ore di grande tensione, ma anche di aspettative quelle che seguitano a vivere i familiari degli utenti ed i lavoratori della strutture sanitarie ex Anni Verdi che non avendo ricevuto né risposte chiare né le tre mensilità arretrate di stipendio, domani saranno ricevute dal presidente della regione Marrazzo al quale chiederanno di intervenire senza indugi per trovare una soluzione e soprattutto per revocare ogni affidamento del servizio al consorzio di cooperative subentrato alla ex Onlus dall’ottobre del 2006. E’ quanto ha confermato ieri la segreteria nazionale del sindacato Rdb-Cub. La scorsa settimana una delegazione composta da lavoratori, genitori degli assistiti e rappresentanti sindacali era stata ricevuta dall’assessore Nieri, presente quale portavoce del presidente Marrazzo e da alcuni funzionari dell’assessore alla sanità Esterino Montino. I manifestanti avevano colto l’occasione per illustrare anche al delegato al bilancio Nieri tutti i punti critici dell’attuale gestione Ri.Rei (punti peraltro già ampiamente rappresentati in precedenti incontri), tornando a chiedere il definitivo allontanamento del consorzio dai centri ex Anni Verdi. La delegazione ha poi preteso che nella riunione di domani con Marrazzo vengano resi disponibili tutti gli atti di prescrizione relativi alla possibile chiusura dei centri. In quella sede i sindacati proporranno a Marrazzo di affidare i centri per disabili, anche se temporaneamente alle Asl di competenza, come avvenuto nel 2006 per svolgere una trattativa trasparente e valutare un’ipotesi di gestione pubblica dei servizi ai disabili.(Mo.Ma.)


23 giugno 2009 - Il Tirreno

Pacchetto sicurezza, presidio per la difesa degli immigrati

PISA - Un presidio per informare i cittadini sugli effetti del cosiddetto "pacchetto sicurezza" è stato organizzato nei giorni scorsi dallo sportello immigrazione delle Rappresentanze di Base-Cub in piazza del Carmine. Lo sportello, aperto da tre mesi presso il circolo Agorà, ha all’attivo 132 pratiche per richieste di permessi di soggiorno, ricongiungimento familiare, atti relativi alla cittadinanza e richieste per il bonus energia. Offre inoltre una scuola di italiano, a cui partecipano 25 persone. Secondo Cinzia Della Porta, esponente delle RdB-Cub e responsabile dello sportello, «le norme del pacchetto sicurezza rendono impossibile la vita a chi viene in Italia nella speranza di un futuro migliore. Agli immigrati saranno negati i diritti elementari, dalla cura delle malattie all’istruzione dei figli».


23 giugno 2009 - Corriere di Viterbo

Lino Rocchi della Rdb preannuncia lo sciopero del 3 luglio contro il decreto brunetta
"Se passa la legge ripercussioni pesanti sui lavoratori"

VITERBO - Lino Rocchi della federazione RdB Viterbo attacca duramente il ministro brunetta e preaanuncia la partecipazione allo sciopero del 3 luglio della sua sigla insieme a SdL intercategoriale e Cobas PI.
"Abbiamo ritenuto necessario dare una risposta forte ai contenuti del decreto Brunetta, prima che il testo sia definitivamente approvato proclamando per venerdì 3 luglio, insieme a SDL intercategoriale e Cobas P.I.(tutto il patto di base), uno sciopero del Pubblico Impiego. Lo sciopero sarà di 3 ore in tutti i comparti del Pubblico Impiego, mentre nella Sanità sarà per l’intera giornata e sarà preceduto da assemblee nei posti di lavoro e da iniziative di varia natura che coinvolgeranno tutti i settori del Pubblico Impiego e tutto il territorio nazionale. Vogliamo far capire ai lavoratori cosa sta succedendo e le ripercussioni che la legge avrà sul loro salario, sui loro percorsi di carriera, sull’organizzazione del lavoro. Chiunque abbia letto con un minimo di attenzione l’ultima versione del decreto si è reso immediatamente conto della portata della "rivoluzione" che il Ministro intende adottare. Se il testo dovesse passare così com’è non solo i lavoratori pubblici pagheranno un prezzo altissimo, ma si arriverà in brevissimo tempo alla "desertificazione" della Pubblica Amministrazione. Diversi sono i punti che non vengono ben visti da Rocchi. "I contenuti dell’ultima versione della bozza Brunetta, la numero 25, prevedono un pesante attacco al salario dei lavoratori pubblici. Le progressioni retributive e di carriera vengono, di fatto, abolite e sottoposte a procedure concorsuali, per accedere alle quali è necessario ricevere valutazioni positive. Viene introdotto un codice di disciplina simile ad un regolamento militare, prosegue Rocchi, senza garanzie e senza possibilità reale di contraddittorio. Le materie di contrattazione divengono praticamente inesistenti". Nel percorso verso lo sciopero generale saranno attuate iniziative locali e di settore.


23 giugno 2009 - Il Nuovo Corriere Viterbese

Il 3 luglio braccia incrociate contro il decreto Brunetta
SCIOPERA IL PUBBLICO IMPIEGO

Brunetta sembra ormai in piena esaltazione tipo savonarola, folle di "diavoli" di lavoratori Pubblici affollano i sui "febbricitanti"incubi, tanto da fargli "partorire" l’ennesimo "rogo dei pubblici dipendenti"; materializzatosi nell’ultima versione Decreto in attuazione dalla legge delega 15 del 2008, Ora Basta! Dichiara Rocchi della Federazione RdB Viterbo, abbiamo ritenuto necessario dare una risposta forte ai contenuti del decreto Brunetta, prima che il testo sia definitivamente approvato proclamando per venerdì 3 luglio, insieme a SDL intercategoriale e Cobas P.I.(tutto il patto di base), uno sciopero del Pubblico Impiego. Lo sciopero sarà di 3 ore in tutti i comparti del Pubblico Impiego, mentre nella Sanità sarà per l’intera giornata e sarà preceduto da assemblee nei posti di lavoro e da iniziative di varia natura che coinvolgeranno tutti i settori del Pubblico Impiego e tutto il territorio nazionale. Vogliamo far capire ai lavoratori cosa sta succedendo e le ripercussioni che la legge avrà sul loro salario, sui loro percorsi di carriera, sull’organizzazione del lavoro. Chiunque abbia letto con un minimo di attenzione l’ultima versione del decreto si è reso immediatamente conto della portata della "rivoluzione" che il Ministro intende adottare. Se il testo dovesse passare così com’è non solo i lavoratori pubblici pagheranno un prezzo altissimo, ma si arriverà in brevissimo tempo alla "desertificazione" della Pubblica Amministrazione. I contenuti dell’ultima versione della bozza Brunetta, la numero 25, prevedono un pesante attacco al salario dei lavoratori pubblici, che per la quota fissa vedrà parte degli aumenti erogati dalle Amministrazioni locali ma solo se queste saranno in regola con il patto di stabilità, introducendo così una grave disparità fra territori, mentre per la parte variabile sarà sempre più dipendente dalla relazione con il dirigente e da valutazioni esterne e senza controllo. Le progressioni retributive e di carriera vengono, di fatto, abolite e sottoposte a procedure concorsuali, per accedere alle quali è necessario ricevere valutazioni positive. Il meccanismo di valutazione è affidato a soggetti esterni, senza contraddittorio e con scarsi riscontri oggettivi, che produrrà liste di lavoratori buoni, quasi buoni e cattivi a cui sarà legata l’erogazione del salario di produttività,   che così perde la sua caratteristica di "salario" trasformandosi in premio per chi lo percepisce. Viene introdotto un codice di disciplina simile ad un regolamento militare, prosegue Rocchi, senza garanzie e senza possibilità reale di contraddittorio, che ha lo scopo di intimidire i lavoratori ed accompagnare la loro totale flessibilità alle politiche pubbliche del governo, non a caso la valutazione negativa per due anni consecutivi potrà provocare il licenziamento per scarso rendimento, alla dirigenza viene riconosciuto come unico vero potere quello disciplinare, mentre il resto è demandato a soggetti esterni alla Pubblica Amministrazione. Le materie di contrattazione divengono praticamente inesistenti; viene impedito lo svolgimento delle elezioni Rsu, i comparti vengono accorpati senza logica, attuando così un vero e proprio colpo di mano che cancella la democrazia sindacale e le libertà individuali e collettive. Le Categorie Pubbliche del Patto di Base, conclude Rocchi, ritengono che la Pubblica Amministrazione vada potenziata e migliorata insieme ai servizi che eroga alla cittadinanza e non smantellata e che questa battaglia riguardi tutta la società civile, investire in questo settore è un passo fondamentale per progettare la ripresa economica del paese. Nel percorso verso lo sciopero generale saranno attuate iniziative locali e di settore, i Lavoratori Viterbesi faranno la loro parte e grideranno forte al Ministro Brunetta, ora basta!
Lino Rocchi Federazione RdB CUB Viterbo


23 giugno 2009 - Il Sannio online

«Rifiuti, chi ha distrutto i Consorzi resti fuori dalla società provinciale»

Benevento - Tenere fuori dalla costituenda società provinciale per i rifiuti gli amministratori dei Consorzi. E’ la proposta lanciata dal coordinatore della RdB Ambiente, Piero Mancini, in una lettera aperta indirizzata all’assessore provinciale all’Ambiente, Gianluca Aceto.
"I 140 dipendenti dei tre Consorzi che nella nostra provincia effettuano la raccolta differenziata – evidenzia Mancini - non sono, con ogni evidenza, robot. Essi hanno diritti precisi e codificati, oltre che dei doveri. Per questo Le chiediamo di relazionarsi anche con tutti i sindacati, dopo aver incontrato i vertici dell’Asia e dell’Amministrazione comunale. Pubblicamente Le esprimiamo il timore che la soppressione dei tre Consorzi in favore della provincializzazione del ciclo dei rifiuti porti con sè gli stessi elementi negativi che hanno influito sulla gestione della raccolta differenziata. Pertanto, fin da ora, Le chiediamo che non facciano parte, a nessun titolo, della futura società tutti coloro che hanno gestito i Consorzi: presidenti, direttori generali, componenti dei CdA. Bisogna anche riportare sulla strada tutti gli operai di terzo livello che per amicizia, e non per capacità, sono stati promossi a coordinatori o a impiegati degli uffici tecnici. Le chiediamo ciò – aggiunge Mancini - perché se la società sarà pubblica, cosa che noi auspichiamo, i politici, gli amministratori e i sindacati, legati a doppio filo con politici e amministratori, tenteranno di far transitare in essa tutti coloro che hanno beneficiato delle agevolazioni clientelari a danno dei lavoratori onesti e del contribuente. La provincializzazione è un passaggio importantissimo. Per questo Le chiediamo anche di convocare il Forum ambientale, affinchè la discussione sia la più ampia possibile".


23 giugno 2009 - Il Mattino

Benevento. Rifiuti, l’incontro di ieri a Napoli...

Benevento - Rifiuti, l’incontro di ieri a Napoli tra l’assessore provinciale all’Ambiente, Gianluca Aceto, i vertici del commissariato per l’emergenza e i tecnici della Regione è stato sostanzialmente interlocutorio. «Abbiamo deciso di rivederci tra qualche giorno - spiega Aceto - per avere più elementi a disposizione, considerato che per mercoledì alle 12 è previsto un vertice con il prefetto De Miro, i vertici dei Consorzi e con i sindaci dei comuni sanniti». All’ordine del giorno, la provincializzazione della gestione del ciclo dei rifiuti (ieri a Napoli si è discusso anche dello statuto della costituenda Società provinciale) ma anche i possibili rimedi alla crisi del Consorzio Benevento 1 che ha fortemente compromesso il regolare svuotamento dei contenitori per la raccolta differenziata. La speranza è che dall’incontro di domani scaturiscano proposte operative tali da scongiurare il ricorso a misure d’emergenza. E proprio sulla situazione dei Consorzi e sulle sorti dei loro dipendenti è incentrata la «lettera aperta» diffusa ieri dal sindacato Rdb/Cub e indirizzata proprio ad Aceto. All’assessore viene chiesto di avere più considerazione per i 140 lavoratori che effettuano la differenziata, e di confrontarsi, sul nuovo assetto del ciclo dei rifiuti, anche con il sindacato, oltre che con i vertici di Asia e amministrazione comunale. «Oggi, pubblicamente - si legge nella lettera aperta - le esprimiamo il timore che la soppressione dei tre Consorzi in favore della provincializzazione del ciclo dei rifiuti, porti con se gli stessi elementi negativi che hanno influito sulla gestione della raccolta differenziata. Pertanto, fin da ora, le chiediamo che non facciano parte, a nessun titolo, della futura società tutti coloro che hanno gestito i Consorzi: presidenti, direttori generali e componenti dei CdA. Bisogna anche riportare sulla strada tutti gli operai di terzo livello, che per amicizia e non per capacità, sono stati promossi a coordinatori o a impiegati degli uffici tecnici. Le chiediamo ciò perché se la società sarà pubblica, cosa che noi auspichiamo, i politici, gli amministratori e i sindacati legati, a doppio filo, con politici e amministratori, tenteranno di far transitare in essa tutti coloro che hanno beneficiato delle agevolazioni clientelari a danno dei lavoratori onesti e del contribuente. La provincializzazione è un passaggio importantissimo. Per questo - conclude la nota di Rdb/Cub - le chiediamo, anche, di convocare il Forum ambientale, in modo che la discussione sia più ampia possibile».


23 giugno 2009 - L'Arena

OCCUPAZIONE. Da venerdì pomeriggio manifestano i dipendenti che hanno perso il posto
Presidio in piazza Bra dei lavoratori della Adl

Verona - «Nonostante i politici continuino a dire il contrario, che la crisi non c’è o che essa sta per finire, la crisi economica morde. Morde sul serio. Cresce la cassa integrazione, si diffondono i licenziamenti, non si riesce più a far fronte alle spese o a pagare gli affitti». La denuncia viene dai Cobas Adl veronesi, che il 25 giugno alle 17 scenderanno in piazza davanti alla Gran Guardia in Bra, con una assemblea di lavoratori e cittadini per discutere dei problemi di tutti rispetto alla crisi e per sostenere la soluzione alla loro vertenza.
«Questa crisi», continuano i Cobas, «è il prodotto della speculazione finanziaria, dei giochi in borsa delle banche, di imprenditori pezzenti in grado solo di giocare sulla vita dei lavoratori e di incassare rendite di posizione». Sollevano poi la questione che ha reso incandescente l’accesso alla Mondadori di San Michele. «Noi, lavoratori e lavoratrici dei subappalti Finservice e Mondadori, siamo in lotta da settimane. Non per mere questioni di principio, ma per avere ciò che ci spetta. Abbiamo lavorato, duramente e rispettando i patti, ma da dicembre 2008 non riceviamo lo stipendio. Né ci hanno erogato i contributi cui abbiamo diritto. Abbiamo scioperato, bloccato la Finservice e la Mondadori, ci siamo rivolti a tutti coloro che avrebbero il dovere di risponderci. Ora le parole le abbiamo finite. Vogliamo i nostri soldi, subito! Non saremo noi a pagare la crisi! Siamo migranti, nuovi cittadini, lavoratori e lavoratrici italiani», denunciano, «Tutti allo stesso modo colpiti da padroni parassiti, quelli che ci hanno consegnato assegni scoperti per salario, e da politici che dicevano di voler introdurre la Robin Tax contro i profitti che le banche hanno fatto negli anni delle vacche grasse, e ora i nostri soldi li usano per ripianare i debiti di quelle stesse banche. E alle nostre legittime rivendicazioni rispondono con la polizia».
Di qui la decisione di un presidio permanente in centro città. «Non ci terrete ai margini» dicono. «Non ci farete invisibili. Siamo la risposta alla crisi, non il suo problema. Siamo il lavoro vivo. Quello che produce. Siamo donne e uomini che creano la ricchezza. E se qualcosa rappresentiamo, rappresentiamo ciò che può capitare a tutti, nel tempo della crisi. Il furto del futuro. La sottrazione dei diritti e della vita».

BOVOLONE. Incontro coi lavoratori Finservice
Mondadori assente anche in municipio
Mancava il componente più importante del tavolo che è stato aggiornato a venerdì prossimo a Verona

Il caso Finservice è finito ieri mattina sul tavolo del sindaco di Bovolone Riccardo Fagnani. In sala giunta si sono riuniti tutti i rappresentanti dei protagonisti della vicenda meno uno: la Mondadori. Si tratta di un parte in causa dalla quale può dipendere in buona misura la soluzione della controversia: ovvero il pagamento degli arretrati ai dipendenti delle cooperative di servizio che potrebbe permettere di superare l'emergenza sociale che si è creata, eppure era assente. La riunione è durata più del previsto: sindaco e assessori presenti - attorno al tavolo c'erano i sindacalisti Adl Cobas, i legali della cooperativa Rm, il liquidatore della Finservice Luigi Braga, l'amministratore della nuova società Benlog Guido Benetta e metà giunta - avevano bisogno di essere informati di tutti i dettagli della faccenda che si trascina da un paio di mesi.
Il sindaco ha preso l'impegno di incontrare a breve i lavoratori per prendere in esame i casi più urgenti: le famiglie che rischiano lo sfratto e quelle che non sono riuscite a pagare la rata del mutuo o le utenze.
Sciolta l'assemblea si sono dati appuntamento per venerdì, questa volta davanti al Prefetto ed alla presenza del sindaco di Verona Tosi e dello stesso Fagnani. Tutti erano concordi sul fatto che la soluzione dipende molto dalle scelte di Mondadori, che fino ad oggi ha preferito prendere tempo. «Alla Mondadori sono state fatte diverse proposte», spiega il liquidatore della Finservice. «I dirigenti ci dicono che non possono decidere: chiedono tempo per nuove assemblee e nuovi conisglii e sembra quasi che debbano essere coinvolti gli alti vertici della società».
«Certo è che se nessuno paga», aggiunge Roberto Malesani, legale dell'Adl Cobas. «Noi chiederemo che sia la Mondadori che la Finservice, che si avvalevano dei servizi della cooperativa, paghino direttamente i lavoratori. Lo impone la legge Biagi ed avvieremo una azione diretta nei loro confronti».(RO.MA.)


23 giugno 2009 - Il Quaderno

Protesta della CUB: i lavoratori della scuola sono diventati soltanto numeri

Benevento - Il sindacato CUB (Confederazione Unitaria di Base) di Benevento interviene il merito a ciò che sta accadendo nel mondo scolastico. "Si parla tanto delle baronie nelle università come pratica negativa da estirpare – si legge in un documento - ma in realtà si sta cercando di diffonderle anche nelle scuole di grado inferiore dando la possibilità ai dirigenti scolastici di chiamare direttamente i docenti senza passare per la graduatoria provinciale, unico sistema che ancora garantisce una parvenza di democrazia. Questo in un Paese che pare non ricordare più cosa sia la democrazia". "La nostra provincia paga a caro prezzo l'attuazione della legge Gelmini e ha cominciato a farlo dall'anno scolastico appena concluso – continua la nota -. Numerosi insegnanti precari che avevano l'incarico anno dopo anno quest'anno sono rimasti a casa e molti non hanno avuto neppure un giorno di supplenza. Il futuro si prospetta ben peggiore e a essere colpiti non sono soltanto i precari ma pure il personale scolastico di ruolo che perde più di una certezza e tanti diritti acquisiti nel tempo, a cominciare dalla possibilità di avere un posto di lavoro e una sede fissi. 172 sono i docenti in esubero nelle scuole medie, 50 docenti di lettere, 31 di francese, 19 di educazione fisica. Tagli su tagli che arrivano giorno per giorno. Numeri aggiunti ad altri numeri: quello che i lavoratori della scuola sono diventati da diversi mesi a questa parte. ‘Lode a chi più taglia’ sembra essere la parola d'ordine".


23 giugno 2009 - Corriere del Veneto

Da oggi presidio in Bra
Finservice, incontro in Comune a Bovolone La Mondadori assente

BOVOLONE – La Mondadori persevera nella strategia dell’ «uccel di bosco». Una strategia che sta smontando ogni tentativo di trovare una soluzione alla vicenda dei lavoratori delle cooperative collegate alla Finservice che da più di cinque mesi sono senza stipendio. Venerdì scorso nessun rappresentante del colosso editoriale si era presentato al tavolo istituito in prefettura, mandando su tutte le furie il prefetto vicario Elio Faillaci. Stessa scena anche ieri mattina, all’incontro voluto dal neo eletto sindaco di Bovolone, Riccardo Fagnani. «La situazione è difficile perché manca il committente principale di tutta la cascata di appalti coinvolti nella vicenda - ha commentato Fagnani -. Ora le speranze sono tutte nell’incontro di venerdì voluto dal Comune di Verona». Ci sperano i lavoratori, rappresentati dal sindacato di base Adl-Cobas. Ieri mattina in comune a Bovolone c’erano anche loro, oltre all’avvocato Paolo Passarin della cooperativa Rm, a Guido Benetta rappresentate dell’azienda Ben Log e al liquidatore della Finservice, Luigi Braga. «L’amministrazione di Bovolone è venuta a conoscenza dei fatti e ci ha promesso che se ne interesserà – ha spiegato l’avvocato Roberto Malesani, legale del sindacato -. Chiediamo che Mondadori stipuli un contratto con un’azienda come la Ben Log, che ha già dato la disponibilità a riassorbire i lavoratori; o che si faccia carico del pagamento degli arretrati, come previsto dalla legge Biagi». Per far valere le loro ragioni, i lavoratori hanno organizzato da oggi un presidio permanente in piazza Bra con volantinaggio. «Saremo in piazza per far conoscere a tutti questo scandalo», hanno detto. E giovedì alle 17, davanti a Palazzo Barbieri, daranno vita a un’assemblea pubblica di lavoratori e cittadini. «Chiederemo solidarietà alla nostra vertenza e discuteremo della crisi e delle speculazioni che l’hanno provocata».(E.P.)


23 giugno 2009 - Il Messaggero Veneto

Cerimonia ieri alla presenza del direttore nazionale: «C’era un frazionamento eccessivo e questo poteva portare a problemi di coordinamento»
Agenzia delle entrate, inaugurata la direzione provinciale

Gorizia - C’era anche il direttore nazionale dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera all’inaugurazione, ieri mattina, della direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate del capoluogo isontino, articolata in un unico ufficio controlli e in due uffici territoriali, quello di Monfalcone e quello goriziano, sito nell’ormai consueta sede di corso Italia. Alla cerimonia di avvio del riorganizzato ufficio c’erano anche il direttore regionale dell’Agenzia delle entrate Paolo Muratori e il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, oltre al prefetto, Maria Augusta Marrosu, al questore Antonio Tozzi e al comandante provinciale della Guardia di finanza Michele Pallini.
La nuova struttura, come ha ricordato lo stesso Befera, avrà l’obiettivo di garantire una migliore assistenza ai cittadini e un controllo più puntuale del territorio, superando così il limite che era rappresentato dalla frammentazione territoriale nei controlli. «C’era un frazionamento eccessivo – ha ricordato il direttore nazionale dell’Agenzia delle entrate – e questo poteva portare a problemi a livello di coordinamento. L’avvio delle direzioni provinciali s’inquadra nell’ottica di migliorare proprio il coordinamento e quindi l’efficacia dei controlli». Befera ha sottolineato che «i risultati della lotta all’evasione fiscale sono positivi, in linea con le previsioni, e pensiamo che entro la fine dell’anno gli incassi saranno in ulteriore aumento. Insomma, una buona notizia per i conti pubblici».
Tornando alla realtà locale, Befera ha affermato che «l’Isontino è notoriamente un territorio leale nei confronti del Fisco». Romoli, dal canto suo, ha sottolineato come l’istituzione della direzione provinciale dell’Agenzia possa portare a un salto di qualità nel contrasto all’evasione, «così si potrà monitorare più efficacemente la situazione e contribuire davvero a costruire una reale equità fiscale». Da evidenziare che il sindaco prima dell’inaugurazione si è intrattenuto con il direttore dell’Agenzia per parlare delle peculiarità del territorio di confine goriziano sotto il profilo contributivo anche in relazione alla questione della disparità fiscale.
Nel corso dell’inaugurazione è stato distribuito un volantino con una nota di Cgil, Cisl, Uil, Confsal ed RdB, che manifesta contrarietà al processo di riorganizzazione in atto, che secondo i sindacati non avrebbe comportato una maggior efficacia nella lotta all’evasione.(p.t.)


22 giugno 2009 - Ansa

TERREMOTO: SINDACATI, REGIONE SMETTA DI FARE COMPARSA MUTA

(ANSA) - PESCARA, 22 GIU - «Basta propaganda, occorrono misure serie» sul terremoto e non solo: lo hanno chiesto, durante un sit in di protesta davanti alla Regione Abruzzo a Pescara, i rappresentanti di Rdb Cub, Cobas e Sdl intercategoriale con l'associazione «Abruzzo solidale». Per i sindacati «è ora che il governo regionale smetta di fare la comparsa muta e operi per gli interessi degli abruzzesi». È stato poi stato stilato un documento unitario, da consegnare al presidente della Regione, Gianni Chiodi, in cui si ribadisce l'insufficienza dello stanziamento disposto dal governo con il decreto n.39 e si fa presente che «non si può pensare a una ripresa dell'Aquila se prima non c'è una ripresa del territorio abruzzese». I sindacati sollecitano: azzeramento del deficit sanitario regionale; immediata assunzione di tutti i precari del pubblico impiego; blocco del taglio di 1.400 posti nella scuola abruzzese e finanziamento aggiuntivo per l'Aquilano, per l'assunzione straordinaria di personale in tempo per l'inizio del prossimo anno scolastico; estensione dell'indennità speciale di disoccupazione di 800 euro a quanti, a seguito del sisma, sono rimasti senza lavoro; piena competenza e finanziamenti adeguati a enti locali e organizzazioni di cittadini per la ricostruzione delle abitazioni; estensione degli sgravi fiscali e risorse per tutte le comunità colpite dal sisma, non solo per i 49 Comuni individuati dalla Protezione Civile.


22 giugno 2009 - Omniroma

SANITÀ, RDB-CUB: «DOMANI MANIFESTAZIONE AL SANIT»

(OMNIROMA) Roma, 22 giu - «La Regione Lazio continua a chiudere e tagliare posti letto negli ospedali ed a bloccare le assunzioni del personale - sempre più costretto a condizioni di lavoro impossibili - con una notevole ripercussione sulla qualità dell'assistenza in nome di un piano di rientro dal deficit tutto a carico di cittadini e lavoratori della Regione che hanno, oltre ai ticket, aumentato al massimo anche tutte le tasse regionali e comunali». Lo dichiara, in una nota, Teresa Pascucci del coordinamento Regionale RdB Sanità. «Nell'ultimo anno abbiamo assistito alla chiusura e al ridimensionamento di interi ospedali (NRM, S.Giacomo, CTO, Forlanini ...) - prosegue - ad ore ed ore di fila nei pronto soccorso mentre le ambulanze del 118 nei soli primi 15 giorni di giugno hanno subito un fermo di circa 300 ore in attesa di una barella libera. Tutto ciò senza che sia stata messa in discussione la politica degli appalti e delle esternalizzazioni che, come dimostrano i dati, è responsabile della lievitazione della spesa sanitaria senza nulla aggiungere, anzi, alla qualità dei servizi sanitari e nonostante i frequenti arresti di dirigenti, di cui il S.Giovanni è solo l'ultimo caso, dimostrino con chiarezza dove si annidano truffe, tangenti, clientele e malaffare. I lavoratori della sanità volantineranno domattina a Sanit in preparazione dello sciopero del 3 luglio, contro il rinnovo contrattuale, il decreto Brunetta e per denunciare gli effetti del piano di rientro dal deficit della Regione Lazio».


22 giugno 2009 - Italia Sera

Pronta una Iniziativa Popolare
Case? La parola passi ai cittadini

Roma - I movimenti popolari di lotta per la casa, tra cui il Coordinamento cittadino di lotta per la casa, i Blocchi precari metropolitani, il Comitato obiettivo casa, Action, Asia/RdbCub, la Carovana Città bene comune e la Rete mutuo soccorso, hanno redatto un testo per avanzare una proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul "diritto alla casa e all’abitare". Per essere sottoposta al voto del consiglio regionale la proposta dovrà ottenere l’adesione popolare con la raccolta di 10mila firme. Ricostruire il costruito, tramite una "nuova stagione dell’abitare pubblico", e non "costruire" prima di realizzare le opere di urbanizzazione: questo il concetto alla base della proposta di legge. Il testo redatto dai movimenti di lotta per la casa chiede alla Regione Lazio di realizzare in sei anni 100mila alloggi pubblici di edilizia sovvenzionata, in aree selezionate dopo la stesura di un censimento del fabbisogno abitativo regionale. Ai comuni invece viene richiesto di "adeguare i propri strumenti urbanistici" prevedendo una percentuale minima del 30% di edilizia pubblica sovvenzionata sul dimensionamento abitativo complessivo. La legge inoltre vincolerebbe la realizzazione di nuove cubature edilizie solo alle aree nelle quali esistono già opere di urbanizzazione. Un capitolo della proposta riguarda anche le Ater, a cui si domanda di impegnarsi a non aumentare i canoni di locazione attuali e di sospendere le dismissioni del proprio patrimonio immobiliare. A presentare il testo della proposta di legge, presso l’ex Teatro Volturno, sono stati alcuni rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa, alla presenza degli assessori regionali alla Casa e al Bilancio Mario Di Carlo e Luigi Nieri.


22 giugno 2009 - Il Gazzettino

Tagli agli stipendi e licenziamento disciplinare, l’Rdb-Cub in allarme:
«Venerdì 3 luglio sit-in di protesta davanti all’Inps»

di Matteo Crestani

Vicenza - Il taglio agli stipendi annunciato per i dipendenti pubblici dal decreto Brunetta ed il licenziamento disciplinare spaventano l’Rdb-Cub, che denuncia una possibile decurtazione media di 30-35 euro netti al mese per ciascun lavoratore. «Il prossimo venerdì 3 luglio faremo un sit-in di protesta davanti all’Inps - spiega il segretario vicentino dell’Rdb-Cub, Germano Raniero - per manifestare contro le misure del decreto Brunetta, che presto potrebbe diventare legge dello Stato. Protestiamo contro il taglio del 10 per cento agli incentivi aziendali, che non saranno più riconosciuti ai meritevoli, ma solo ad una parte prestabilita dei lavoratori. E se per tre anni consecutivi non si ricevono incentivi si rischia il licenziamento per scarso rendimento, introducendo così il licenziamento disciplinare». Una misura ingiusta, secondo il sindacato di base vicentino, che impedisce, di fatto, ai lavoratori meritevoli di poter accedere agli incentivi e, soprattutto, può portare al licenziamento di quei dipendenti che fanno il proprio dovere, ma senza strafare. «Se entrerà in vigore nella sua totalità il decreto Brunetta - prosegue Germano Raniero - i dipendenti pubblici ci rimetteranno mediamente 30-35 euro al mese. La scure che si abbatte sui lavoratori non ha pietà, perché a questo si aggiunge il misero contratto recentemente firmato ed il taglio di un altro 10 per cento alla produttività. E per ultimo, ma non per importanza, l’innalzamento previsto per il pensionamento delle donne nel pubblico impiego, portato a 65 anni, come per gli uomini». L’innalzamento dell’età di pensionamento per le donne preoccupa non poco l’Rdb-Cub vicentino, in quanto gran parte del personale delle strutture di assistenza per anziani è costituito da donne. «Come faranno le lavoratrici delle case di riposo - sottolinea Germano Raniero - dopo anni di lavoro altamente usurante e condizioni di salute spesso non al top ad assistere altre persone che, in non pochi casi, saranno più giovani o coetanee? È un interrogativo che dobbiamo porci tutti, specie di fronte all’innalzamento dell’età media di vita ed al fatto che le strutture di assistenza richiedono un grande impegno, sia dal punto di vista fisico che psicologico». Non manca neppure la critica al ministro Brunetta: «Il ministro della Funzione Pubblica accusa i dipendenti pubblici di essere dei fannulloni - conclude Germano Raniero - ma non ha fatto bene i conti in casa propria: recentemente, infatti, il rettore dell’Università Ca’ Foscari, dove Renato Brunetta è professore ordinario, l’ha pubblicamente accusato di aver fatto soltanto quattro lezioni nell’ultimo anno accademico». Sulla vicenda della carenza di operatori sociosanitari, invece, le cose sembrano proseguire per il meglio. Il dopodomani ci sarà un tavolo di aggiornamento tra sindacati ed amministrazione dell’Ulss 6 per esaminare carenze e prospettive di assunzione. Per il momento una cosa è certa: sono arrivati un Oss al pronto soccorso ed uno al Dipartimento pediatrico ed un secondo dovrebbe arrivare in entrambi i reparti entro fine giugno, mentre al pronto soccorso il terzo Oss arriverà entro la prima decade di luglio.


22 giugno 2009 - La Repubblica

G8, la strategia dei No global "Cortei, blitz e azioni di disturbo"
Ma gli aquilani si dissociano: non aderiamo
di GIUSEPPE CAPORALE

L´AQUILA - Partirà dalla stazione di Paganica la marcia dei comitati No global contro il G8. La manifestazione di protesta si terrà all´Aquila il 10 luglio. Toccherà i luoghi simbolo del terremoto. Passerà vicino alle tendopoli di Onna, Tempera, San Gregorio, Sant´Elia, per proseguire verso Bazzano, accanto al primo cantiere del "piano di ricostruzione" voluto dal Governo, per concludersi all´ingresso del centro storico. E non è escluso che alla manifestazione aquilana partecipino anche esponenti del «Block G8 2009» provenenti da diversi parti dell´Europa.
Questo è stato deciso, ieri, durante l´assemblea nazionale della Rete dei Comitati "NoG8" che si è svolta all´Aquila. Ma la "zona rossa" (l´area posta a difesa del summit internazionale) non sarà comunque violata - almeno a quanto deciso fino a ieri - anche perché non sarà solo la città terremotata la protagonista dei "tre giorni dell´ira" della rete internazionale anti-G8. La mobilitazione sarà diffusa su tutto il territorio italiano e avrà inizio il 4 luglio, a Vicenza, in solidarietà con il comitato "No Dal Molin" e contro la base americana. La notte del 6 luglio, poi, alle 3.32 (la stessa della scossa che ha martoriato parte dell´Abruzzo) si terrà una fiaccolata in memoria delle vittime del terremoto.
Il 7 luglio, invece, un "comitato d´accoglienza" aspetterà i grandi della Terra agli aeroporti di Roma. E qui forse si rischiano i maggiori momenti di tensione. A seguire, l´8 e 9 luglio, saranno organizzate azioni di disturbo e forum disseminati sul territorio nazionale e abruzzese. Infine, il 10 luglio, si terrà la manifestazione conclusiva, dove parteciperanno quasi tutti i comitati della rete "NoG8". A quest´ultimo evento non saranno presenti, invece, alcuni movimenti aquilani. Ieri, durante l´assemblea, la discussione sull´opportunità della marcia, si è animata fino a raggiungere momenti di tensione. Contrari alcuni comitati abruzzesi e soprattutto il movimento 3e32, promotore della azione di protesta a Roma (davanti Montecitorio), contro il decreto del governo per la ricostruzione.
«Una massiccia manifestazione nazionale contro il G8 all´Aquila rischia di essere strumentalizzata da chi vuole bloccare le giuste ragioni di protesta dei terremotati - spiega Mattia Lolli del movimento 3e32 - Non aderiremo, ma comunque rispettiamo la volontà degli altri comitati, che intendono comunque portare avanti battaglie giuste che sono alla base del "No al G8"». Di segno opposto la replica dei comitati (tra cui Rete Campana, Cobas, Socialismo Rivoluzionario, Patto di Base, Medicina Democratica, Presidio Italiano, Rete dei Comunisti, Unione Universitari, Avvocati Democratici). «Non dobbiamo cadere nella trappola di non protestare contro questo summit, solo perché si svolge all´Aquila - spiega Vincenzo Miliucci dei Cobas - dobbiamo tenere assieme le ragioni dei terremotati con il diritto di manifestare contro quei pochi che decidono sulle nostre teste e sulla nostra pelle. Una manifestazione unitaria finale è necessaria e basilare».


22 giugno 2009 - Il Resto del Carlino

Via Pontevecchio, stamattina un presidio antisfratto

Biologna - IL SINDACATO di base degli inquilini Asia Rdb ha indetto per questa mattina un presidio antisfratto' in via Pontevecchio 74, al quartiere Savena. Gli attivisti hanno convocato l'iniziativa per le 8. Il presidio è stato comunicato ieri sera dopo l'assemblea organizzata nel pomeriggio nel condominio di via Algardi 16 che è stato occupato all'alba di sabato. L'incontro si è svolto in un appartamento al piano terra adibito a spazio comune. «Altri sette vengono utilizzati da altrettanti nuclei spiega Lidia Triossi di Asia Rdb . Finora è tutto tranquillo e non abbiamo ricevuto visite». Nel nono e ultimo appartamento dello stabile vive una donna in affitto. La palazzina occupata, che peraltro non è in condizioni ottimali di manutenzione, appartiene a un privato che sabato ha presentato denuncia ai carabinieri e ha chiesto di rientrare nel pieno possesso dell'immobile.


22 giugno 2009 - Il Messaggero

Rappresentanze sindacali di base il 27 e 28 in piazza

Rieti - Un’occasione per conoscere, discutere, approfondire e condividere le iniziative del sindacato e le tematiche specifiche dei settori pubblici e privati e dei posti di lavoro. L’occasione in questione è in calendario sabato 27 e domenica 28 quando Rappresentanze di base sarà in piazza Vittorio Emanuele a Rieti. Sarà allestito un gazebo con materiale, riviste e documenti di pratica sindacale RdB e saranno presenti i delegati responsabili della sede RdB di Rieti sita in via Fratelli Sebastiani 171 scala C interno 1 (vicino vigili del Fuoco). Per informazioni rivolgersi a Marco Salini al 347-8286727. Presso la sede di Rieti si possono ritirare, compilare e avere tutte le informazioni riguardo i questionari predisposti per conoscere le condizioni di ogni singolo lavoratore per eventuale ricorso legale per il riconoscimento del rapporto di lavoro Lsu.


22 giugno 2009 - Il Centro

Delegazione Cobas teatini stamane protesta in Regione

CHIETI - Oggi alle 10 una delegazione teatina di esponenti dei Cobas, della confederazione unitaria di base e del sindacato dei lavoratori è a Pescara per manifestare, con i rappresentanti delle altre province, di fronte alla Region, in viale Bovio. La protesta nasce dal terremoto e dalla necessità, spiegano Silvio Di Primio e Mario Frittelli, di attuare un piano post-emergenza. «Capece cioè di dare risposte concrete alle esigenze reali della collettività regionale colpita dal sisma. Dobbiamo definire le priorità e gli aiuti indispensabili per la più veloce ripresa della quotidianità».


22 giugno 2009 - Leggo

Bologna. Una palazzina sfitta, con qualche problema di inagibilità è stata occupata...

Bologna - Una palazzina sfitta, con qualche problema di inagibilità è stata occupata l’altra mattina in via Algardi, zona Bolognina, da una cinquantina di persone tra precari, sfrattati e disoccupati.
Il gruppo di occupanti, una sorta di collettivo sotto le insegne delle Rdb, ha preso possesso dello stabile, disposto su due piani e composto da nove appartamenti di cui uno occupato da un’affittuaria. Le abitazioni, in cattivo stato di manutenzione, sono state occupate da famiglie con al seguito bimbi piccoli.


21 giugno 2009 - Reuters

G8, assemblea attivisti: proteste anche all'Aquila, non violente
di Sara Rossi

MILANO (Reuters) - Iniziative, manifestazioni ed eventi contro il G8 dell'Aquila del mese prossimo si svolgeranno nel capoluogo abruzzese, oltre che nel resto d'Italia, nei giorni del summit ma non avranno connotati violenti, secondo quanto è emerso dall'assemblea che ha visto riuniti oggi comitati cittadini, movimenti e sindacati per discutere delle mobilitazioni in vista del vertice. "I sindacati di base hanno lanciato oggi l'idea di una manifestazione all'Aquila per il 10 luglio sui temi della ricostruzione, del disegno della città ma anche del diritto alla casa degli aquilani", ha spiegato a Reuters Paolo Di Vetta, della Rete romana No G8, che ha preso parte all'assemblea assieme a un centinaio di persone. Le sigle del sindacato di base che hanno proposto l'iniziativa del 10 luglio sono RdB-Cub, Cobas e SdL, secondo quanto riferito. All'assemblea di oggi hanno partecipato tra gli altri realtà abruzzesi -- come Abruzzo social forum ed Epicentro solidale --, Rete romana No G8 -- che riunisce movimenti per il diritto alla casa, reti contro la precarietà e centri sociali --, Rete No logo oltre ad alcuni sindacati e ad alcune forze politiche. Dopo la scelta di spostare il vertice dei Paesi più industrializzati dalla Maddalena all'Aquila lo scorso aprile -- allora il premier Silvio Berlusconi aveva detto di non credere che "i no global avrebbero la faccia e il cuore di manifestazioni così dure" nella regione -- i manifestanti hanno deciso di non concentrare solo nel capoluogo abruzzese e a Roma le iniziative di protesta, ma di moltiplicarle e dislocarle su tutto il territorio italiano, nei tre giorni del G8 ma anche in quelli precedenti. Intanto però è ancora vivo il ricordo dei violenti scontri tra manifestanti e polizia al G8 di Genova del 2001. "Si è parlato di iniziative, anche simbolicamente forti, ma di nessuna manifestazione (con eventuali) incidenti o scontri. Alla manifestazione (del 10 luglio) è prevista anche la partecipazione di delegazioni nazionali", ha spiegato Di Vetta. Tra le altre manifestazioni organizzate in vista del G8 ci sarà il 6 luglio una fiaccolata dall'Aquila a Coppito, contro la gestione della ricostruzione del governo nelle zone terremotate mentre è stato ridotto a un solo giorno - il 7 luglio - il forum sulla ricostruzione a Monte Cristo, località nel comune dell'Aquila. Altre manifestazioni sono previste a Pescara, mentre nel resto d'Italia in calendario c'è per il 7 luglio a Roma "la piazza dell'indignazione" -- una giornata di accoglienza per i grandi della Terra -- il 4 luglio una manifestazione a Vicenza contro l'ampliamento della base Usa e il 2 luglio un altro evento in Sardegna. Rispondendo al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che in un'intervista a Reuters nei giorni scorsi aveva detto che gli organizzatori del G8 non si aspettavano proteste nell'area colpita dal terremoto, Di Vetta ha detto: "Bertolaso? Non credo sia bene informato. Le proteste all'Aquila ci saranno", precisando che "non saranno violente" come non lo saranno tutte le altre organizzate nel resto d'Italia. In un'intervista in inglese, nella sede romana della Protezione Civile, Bertolaso aveva detto che "secondo noi non ci saranno proteste, ma se vogliono farle, possono farle non all'Aquila ma da qualche altra parte". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio aveva detto anche che il G8 dell'Aquila costerà "pochi milioni di euro". Dall'assemblea di oggi all'Aquila è emerso che "è necessario sì mobilitarsi, ma che la mobilitazione deve tenere conto del livello di maturazione che c'è all'Aquila e non deve essere una mobilitazione a livello nazionale, che arriva dall'alto", secondo quanto riferito. Nei giorni scorsi, affrontando il tema della sicurezza al G8 d'Abruzzo, Luca Casarini -- attivista del sito www.globalproject.info, leader dei disobbedienti del Nord-Est e presente al G8 di Genova di otto anni fa -- aveva detto che all'Aquila c'è "una situazione completamente diversa (rispetto al G8 di Genova). Siamo all'Aquila e i protagonisti devono essere gli aquilani...che stanno già protestando sonoramente. I terremotati si stanno già ribellando, queste saranno le tensioni del G8". Qualche giorno fa, quattro persone sono state arrestate nell'ambito di indagini antiterrorismo condotte da Digos e polizia di Roma ed estesesi con perquisizioni in altre città tra cui Genova e Milano, in vista del G8. Secondo il ministro dell'Interno, gli arrestati volevano riorganizzare "la lotta armata in Italia" e ricostituire le Brigate Rosse.


21 giugno 2009 - Corriere di Bologna

Alla Bolognina Il proprietario dello stabile in via Algardi ha già sporto denuncia
Casa, ora occupa direttamente il sindacato
Le Rdb: il Comune sblocchi le assegnazioni
di Alessandro Mantovani

Bologna - L’associazione degli inquilini legata alle Rdb, Asia, ha occupato una palazzina a tre piani in via Algardi, alla Bolognina. «La porta era aperta, siamo entrati», dicono. Erano una ciquantina. Da ieri mattina negli appartamenti si sono sistemate famiglie straniere e italiane, anche con bambini. Siamo, spiegano, «precari, disoccupati, sfrattati» che hanno «liberato uno stabile occupato dalla rendita». Alle finestre e sui balconi bandiere rosse e striscioni come «la casa è un diritto» firmati Asia, Rdb e Bpc, che sta per «Bologna prende casa».
Non sono studenti, non è un centro sociale. È la prima volta che l’associazione degli inquilini delle Rappresentanze sindacali di base, che rappresenta numerose famiglie ammmesse alle graduatorie per gli alloggi Erp, occupa uno stabile a Bologna.
«Tempo fa — ricorda Lidia Triossi di Asia-Rdb — avevamo occupato il consiglio comunale per chiedere modifiche al regolamento per l’accesso all’emergenza abitativa che permette di ottenere un alloggio per tre anni. A fronte di 1.500 sfratti per morosità solo tre o quattro famiglie sono stati ammesse. Ma nuclei con 800-1000 euro di reddito, magari con tre figli, non possono pagare 700 euro di affitto. Non abbiamo ottenuto risposte e procediamo a questa autoassegnazione, il nostro è un percorso di lotta per la casa».
Ieri mattina gli occupanti hanno iniziato le pulizie, chiedono incontri con il Comune e la Prefettura. Per oggi preparano un’assemblea, una serata elettorale speciale «con un nostro candidato sindaco» e un pranzo, al quale invitano gli abitanti del quartiere. Triossi snocciola altri dati: «Ci sono ottomila domande di case popolari, che aumentano pare al ritmo di novecento ogni sei mesi, ma il Comune ne assegna solo 3-400 l’anno. E ci sono almeno settemila case vuote, forse diecimila».
L’edificio occupato in via Algardi è composto da nove appartamenti, in uno dei tre al piano terra abita da sola una signora («da 25 anni», racconta) ma gli altri sono vuoti, quasi tutti da un bel pezzo. Sul posto sono arrivati i carabinieri e la Digos, i militari non hanno identificato nessuno ma hanno subito informato la Procura e il proprietario, un artigiano in pensione che ha avuto un breve incontro con gli occupanti: «Dovete andarvene», ha detto loro. L’edificio presenta alcune crepe visibili: «Dovevo ristrutturarlo ma ho avuto altri problemi — spiega il proprietario —, gli appartamenti non sono a norma ma non ci sono pericoli immediati, altrimenti l’ultima inquilina non sarebbe ancora qui». L’uomo ha sporto denuncia.


21 giugno 2009 - Il Manifesto

CASA La legge dei movimenti romani
«Ritorno del pubblico e lotta alla rendita»
di Giacomo Russo Spena

«Berlusconi ha dato l'input presentando il suo pacchetto sull'edilizia, non potevamo rimanere passivi. Così abbiamo legiferato dal basso». Paolo Di Vetta, portavoce dei Blocchi Precari Metropolitani, è uno dei promotori, insieme agli altri movimenti per la casa capitolini (Coordinamento di lotta, Action, Comitato e Asia Rdb), della proposta di legge «sul diritto all'abitare» presentata ieri all'ex teatro Volturno di Roma. Sotto gli occhi degli assessori regionali Luigi Nieri e Mario Di Carlo.
Come è nato il percorso?
Prima erano coinvolti solo i movimenti e comitati di quartiere poi si sono aggiunti urbanisti e architetti. La nostra non è solo una proposta sull'emergenza abitativa ma parla di una nuova idea di città, intesa come bene comune.
Cosa avete proposto alla Regione?
Il ritorno del pubblico. Chiediamo che la giunta costruisca 100mila alloggi di edilizia sovvenzionata e che destini una somma non inferiore a 1,3 miliardi di euro per programmi mirati al diritto all'abitare. Poi, tra le proposte, ci sono il recupero del patrimonio dismesso e il vincolo per la realizzazione di nuove cubature edilizie solo alle aree nelle quali esistono già opere di urbanizzazione.
L'incontro com'è andato?
Il giudizio è positivo. Sia Di Carlo che Nieri hanno valutato seriamente la proposta di legge d'iniziativa popolare prendendo sul serio soprattutto l'impianto. Qualche attrito con Di Carlo è nato sulle vendite delle case popolari, scelta che lui vuole perseguire. Ma a fronte di una situazione in cui non vengono costruiti alloggi, mettere in vendita il poco patrimonio pubblico esistente è criminale.
Cartolarizzazioni, housing-sociale, svendita del demanio pubblico... l'emergenza casa in questi anni è stata sempre delegata ai privati.
La rendita fondiara è un potere forte che sta ingabbiando la politica e ha modificato la governance. Il loro interesse a speculare prevale su tutto. Con il gioco delle new-town che si ripete: il pubblico mette l'area, il privato porta i soldi e i palazzinari costruiscono con grandi profitti. Il prodotto finale guarda solo ad inquilini solvibili che si possono permettere di pagare 500-600 euro al mese. Prima di nuovo cemento, di cui una parte rimane inutilizzato, esigiamo il recupero degli immobili esistenti. Sia pubblici che privati. La casa è un pezzo importante del reddito di una persona, lo pretendiamo a scapito della rendita.
Non credi che Veltroni abbia aperto la strada ad Alemanno lasciando Roma con un piano regolatore che di fatto regalava la capitale agli speculatori?
Non proprio. Veltroni ha di certo sottovalutato il problema casa e sopravvalutato i "furbetti del quartierino" facendo prevalere i loro interessi. Alemanno invece porta avanti, in maniera ambigua, un ragionamento sociale. A parole si dimostra sensibile e promette alloggi popolari. Nei fatti, a differenza del minimo tentativo di Veltroni, non ha un piano. Come se non capisse l'emergenza. C'è una fascia di persone che non riesce ad accedere né al mercato dell'affitto né a quello delle vendite. E gli ultimi dati sugli sfratti parlano di proprietari che, non fidandosi più del pagamento, decidono preventivamente di rescindere il contratto.
E il governo nicchia sugli sfratti.
Stiamo arrivando alla fine della proroga per le categorie protette. Dopo la situazione sarà esplosiva, a Roma e non solo. Per questo i movimenti lanciano una campagna radicale per il blocco degli sfratti. Ci vediamo nella città.


21 giugno 2009 - Il Resto del Carlino

Palazzo alla Bolognina occupato dalle Rdb
IL PROPRIETARIO CHIEDE LO SGOMBERO

Bologna - UNA PALAZZINA a tre piani al civico 16 di via Algardi, alla Bolognina, è stata occupata ieri mattina da un gruppo di attivisti del sindacato di base degli inquilini Asia Rdb e del collettivo Bologna Prende Casa. Lo stabile è di proprietà di un privato e contiene nove appartamenti, uno solo dei quali è attualmente affittato a una signora. Gli occupanti sono entrati all'alba e hanno subito iniziato le pulizie per rendere abitabili gli interni, in cui si sono sistemate alcune famiglie in lista d'attesa per alloggi pubblici. Gli attivisti hanno esposto striscioni con lo slogan la casa è un diritto'. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che procedono per il reato di invasione di terreni ed edifici, e la Digos. I militari hanno stimato una ventina di occupanti, nessuno dei quali è stato identificato. «A Bologna ci sono 8.000 domande per case popolari e solo 300-400 assegnazioni all'anno afferma Lidia Triossi di Asia Rdb . Noi chiediamo la modifica del regolamento, troppo rigido, sull'emergenza abitativa, riconosciuta solo in 4 casi nel 2009 a fronte di 1.500 sfratti». Sul posto si è recato anche il proprietario, il quale ha invitato gli occupanti ad andarsene dal palazzo, e ha successivamente sporto denuncia ai militari, chiedendo di rientrare in possesso dell'immobile.


21 giugno 2009 - La Repubblica

Immigrati occupano palazzina in Bolognina

Bologna - Abdul ha una trentina d´anni, una moglie e tre figli. Il più piccolo ha appena trenta giorni e sta dormendo in una stanzetta all´ultimo piano di una vecchia palazzina sfitta. Un edifico costruito agli inizi degli anni `40, fatiscente, che ieri Abdul e un´altra quarantina di persone (immigrati, precari e disoccupati) hanno occupatocon l´aiuto del sindacato Asia-Rdb.
Sono entrati verso le sette di mattina, al civico 16 di via Algardi, in Bolognina e per prima cosa hanno preso scope e stracci per pulire. «Guadagnavo 1.100 euro e 700 andavano via solo d´affitto - racconta Abdul - Poi da gennaio mi hanno messo in cassa integrazione, non ho potuto più pagare e così è arrivato lo sfratto. Cosa avrei dovuto fare? Dormire in macchina?». Gli appartamenti sono nove, in uno vive ancora un´anziana signora che ha subito chiamato il proprietario dell´edificio. L´uomo, che possiede anche altre case in zona ha già presentato denuncia. In via Algardi è arrivata anche la Digos ma nessuno degli occupanti, almeno fino a ieri mattina, era stato identificato. Prima di andare dai carabinieri, racconta Lidia Triossi di Asia-Rdb, il proprietario si è presentato anche in via Algardi. Un faccia a faccia di appena dieci minuti, con un messaggio chiaro lasciato agli occupanti: «Dovete andarvene», dice Triossi. Gli occupanti chiederanno un incontro con Prefettura e Comune. «Esiste un´emergenza abitativa - spiega Triossi - fatta di un patrimonio di case sfitte e di moltissime famiglie sfrattate. Siamo sotto elezioni ma agli sfrattati non hanno tempo per il ballottaggio. C´è bisogno di rilanciare un piano di edilizia pubblica popolare».(a.c)


21 giugno 2009 - Il Messaggero

Lavinio. Anche i genitori dei 25 disabili del centro ex Anni verdi...
di ANTONELLA MOSCA

Lavinio - Anche i genitori dei 25 disabili del centro ex Anni verdi di Lavinio, e i 49 dipendenti, hanno partecipato venerdì alla protesta davanti alla Regione Lazio, contro la chiusura dei centri gestiti dal Consorzio Ri.Rei. che mette in pericolo 500 posti di lavoro e l'assistenza per 1.200 disabili. Ultima tappa di tanti giri per chiedere che la struttura, dove i disabili vivono ormai da anni, non venga chiusa il 30 giugno.
Sopralluoghi dei Nas e delle Asl di competenza in vari centri hanno evidenziato problemi agli edifici e prescritto la chiusura. A cui seguirà la vendita all'asta degli immobili per sanare i deficit di gestione. La scorsa settimana una delegazione è stata ricevuta dall’onorevole Ileana Argentin. «Ci è stato detto - spiegano - che la Asl Rm H ha disposto che i ragazzi siano ospitati in un altro centro a Genzano. Ma la disabilità dei nostri figli non è quella per cui è specializzato quel centro».
Venerdì, dopo le proteste e un incontro con esponenti della Regione, è stata fissata una riunione per mercoledì con il presidente Marrazzo. «Il Consorzio Ri. Rei - dice Delia Patacchiola della RdB Flaica Cub - ha gestito in modo fallimentare questi centri. Chiediamo che si cambi gestione, magari con quella diretta dei lavoratori con supervisione della Asl, come avvenne quando cessò Anni verdi». Solidarietà da vari esponenti regionali ad ampio raggio, da Peduzzi a Luzzi.


21 giugno 2009 - Il Piccolo

MILITANTI ANCHE DA FUORI CITTA’ PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN
No al G8, via alle contromanifestazioni
Venerdì dalle 19.30 un presidio in via delle Torri con dibattiti e musica
di SILVIO MARANZANA

Trieste - C’è anche un "contro G8" in programma a Trieste con una serie di iniziative incentrate in particolare su una controlettura della situazione in Afghanistan. Il momento culminante di queste manifestazioni, che dovrebbero richiamare militanti anche da altre città italiane e dalle nazioni confinanti, sarà costituito da un presidio che si svolgerà venerdì dalle 19.30 fino a notte in via delle Torri. «È l’area più vicina ai siti in cui si svolgono gli incontri del G8, ma fuori dalla zona rossa, per cui abbiamo ottenuto l’autorizzazione della questura», spiega Lisa Lombardini di ASud - ecologia e cooperazione. «Sarà installata una postazione microfonica da cui si alterneranno una serie di interventi e ci sarà musica - anticipa Dario Antonaz di Sinistra critica - le istanze fondamentali dell’incontro poggiano sulla richiesta di ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan e sull’opposizione ai G8 in particolare a quello di Trieste e a quello che successivamente riunirà i Capi di governo a L’Aquila».
La conferenza sull’Afghanistan, nell’ambito del G8, è in programma nella stessa giornata di venerdì, a partire dalle 14.45 e sarà introdotta dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini.
Alla "Rete No G8 Trieste" aderiscono Associazione Senza confini - Brez meja, Asud Friuli Venezia Giulia, Coordinamento italiano sostegno donne afghane, Cobas scuola Trieste, Rete artisti contro le guerre, Sinistra critica Fvg, Spazi sociali, Unione degli studenti, Tavola della pace Fvg. Tutte le iniziative saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa che si terrà domani alle 11 al bar libreria Knulp di via Madonna del mare 7/a.
Già ieri pomeriggio lo spazio Divercity allestito nell’ambito del Festival delle diversità allo stabilimento balneare Ausonia ha ospitato il dibattito "Afghanistan: dopo 8 anni non c’è pace senza giustizia". Arianna Damiani del Coordinamento italiano di solidarietà con le donne afghane ha esposto le denunce e le proposte della società civile democratica afghana. Alessandro Capuozzo di Tavola della pace Fvg ha rilanciato l’appello per una «ambasciata di vera pace, come previsto dalla Costituzione, e per una cooperazione svincolata dal militarismo». Dino Macarella di Mondosenzaguerre ha illustrato percorso e valenza della prima Marcia mondiale della pace che arriverà a Trieste il 7 novembre proveniente dal Medio oriente e dai Balcani.
Sul significato delle iniziative alternative al vertice ufficiale si è soffermata Lisa Lombardini di Asud - ecologia e cooperazione. «Sempre venerdì prima del presidio vi sarà alle 17.30 nella sede della scuola interpreti di via Filzi - ha annunciato - una conferenza sulla situazione in Afghanistan con la partecipazione anche della fotografa Monica Bulaj». Edvino Ugolini di Rete artisti contro le guerre ha annunciato un documentario e un altro dibattito sull’Afghanistan giovedì alle 19 in androna degli Orti. Infine già domani all’ex Opp partirà uno stage dell’attore torinese Giovani Foresti dal titolo Clown clandestino.
Per quanto riguarda invece i trasporti nelle giornate del G8, le Ferrovie non hanno previsto finora alcuna limitazione o variazione. Le RdB di Trieste trasporti hanno annunciato che lo sciopero previsto per mercoledì 24 si terrà invece ai primi di luglio. Da martedì invece si portranno ritirare all’UffiCio relazioni con il pubblico della questura (orario 8-20) i pass per accedere all’interno della zona vigilata. Riguardano in particolare chi lavora nell’area o chi vi è domiciliato avendo la residenza da un’altra parte. I residenti invece potranno accedere esibendo il proprio documento.


21 giugno 2009 - Il Messaggero Veneto

In piazza contro tutte le discriminazioni
Sabato mobilitazione delle associazioni di immigrati contro la legge della Lega La manifestazione

Udine - In piazza per difendere i diritti di cittadinanza. E per dire "no" alla proposta di legge leghista che, sulla stregua di quanto fatto dal sindaco di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, vuole introdurre un reddito minimo non inferiore alla pensione sociale come condizione affinché gli stranieri possano accedere ai benefici economici e ai sussidi emessi dai Servizi sociali. La Rete per i diritti di cittadinanza in Fvg (Centro Balducci di Zugliano, Cgil, Rdb-Cub, Acli, Associazione Immigrati di Pordenone, Donne in Nero, associazioni La Tela e Officina del Mondo) si è data appuntamento sabato prossimo (27 giugno) in città per manifestare contro tutte le norme discriminatorie a incominciare da quelle già approvate dalla Regione "che ha eliminato la legge sull’immigrazione senza sostituirla bloccando tutte le iniziative studiate per favorire l’integrazione". Contribuendo così ad alimentare quella che rischia di diventare una vera e propria "emergenza umanitaria". Perché secondo le diverse associazioni attive nel sociale che fanno parte della Rete, migliaia di stranieri non soltanto hanno perso il lavoro in conseguenza della crisi economica, ma con le nuove norme regionali hanno anche perso l’opportunità di avere una casa o un aiuto economico. Proprio adesso che ne avrebbero più bisogno. Ma nel mirino della Rete non c’è solo la Regione ma pure il Governo e in particolare il ddl nazionale sulla sicurezza, l’istituzione del reato di clandestinità, la logica dei respingimenti e le chiusure degli ambulatori medici che assistono anche gli immigrati irregolari. Tutte norme giudicate discriminatorie dalla Rete che si dice pronta anche a fare ricorso all’Unione Europea, pur di difendere i diritti di cittadinanza di tutti. «Questa non vuole essere soltanto una manifestazione di denuncia – hanno spiegato ieri Renato Kneipp della segreteria regionale Cgil e don Pierluigi Di Piazza del centro Balducci di Zugliano – ma anche un’occasione per avanzare proposte alle istituzioni. Abbiamo già presentato un documento sui temi della sicurezza e dell’emigrazione ma dalla giunta regionale non ci è ancora arrivata alcuna risposta».


21 giugno 2009 - Il Giorno

Per i 222 lavoratori sedi più lontane e indennità a rischio
di MANUELA MARZIANI

PAVIA - MENTRE SI ATTENDE da un momento all'altro l'arrivo della relazione che il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha promesso al sindaco Cattaneo, si fa irto di ostacoli il cammino dei 222 dipendenti dell'Arsenale verso le nuove destinazioni lavorative. Enti in cui rischierebbero di finire nella lista degli esuberi o dai quali potrebbero essere nuovamente trasferiti. Per questo motivo le operazioni di dismissione dello stabilimento di via Riviera stanno procedendo più lentamente del previsto. Secondo la tempistica indicata, infatti, tutti i lavoratori hanno comunicato al Ministero dove preferirebbero essere reimpiegati, ma questi "desiderata" sono ancora fermi in via XX Settembre 8 a Roma perché ci sarebbero alcune difficoltà legate a chiusure e tagli negli enti che in un primo tempo sembravano rappresentare le destinazioni più plausibili per questi dipendenti. «È UN FUTURO poco rassicurante quello che abbiamo davanti accusa Faustino Giani della Rdb-Cub e della Rsu dell'Arsenale . Anche la struttura di Piacenza, che alcuni avevano scelto perché relativamente vicina alla loro residenza, ora non appare poi tanto disposta ad accogliere i pavesi perché alcuni profili professionali non corrispondono a quelli richiesti». Nella speranza di ottenere qualche chiarimento, Giani cercherà di incontrare il Capo di Stato Maggiore, Fabrizio Castagnetti in visita domani a Piacenza. Nel frattempo si allontana anche l'indennità di trasferimento che era stata prevista negli accordi e che, per difficoltà di bilancio, i lavoratori che saranno spostati nell'immediato, non percepiranno subito, ma successivamente. «Considerando tutto questo aggiunge Gini come Rdb abbiamo ritenuto opportuno inviare al neosindaco Cattaneo e al ministero una lettera in cui chiediamo se non sia possibile riesaminare alcuni progetti già presentati per un parziale riutilizzo del personale e dell'area dell'Arsenale». Intanto, però, il direttore dell'ente, il brigadiere generale Roberto Tagliavini, venerdì ha festeggiato il suo ultimo giorno di servizio. Andrà in pensione e non sarà sostituito. Il suo posto sarà preso da un ufficiale.


21 giugno 2009 - Uno Notizie

TUSCIA, VITERBO: VIGILI DEL FUOCO/ pochi, mal pagati e senza mezzi adeguati!

VITERBO (UnoNotizie.it) - Siamo delusi, costernati ed arrabbiati, dichiara Emiliano SALCINI delle RdB Vigili del Fuoco di Viterbo, e protestiamo per la mancata approvazione da parte del Governo dell'emendamento, proposto in sede di conversione del decreto legge 28 aprile 2009 n.39 sul "terremoto Abruzzo", che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi e l'indennità di soccorso per i Vigili del Fuoco. Protestiamo contro la disattenzione della politica nei confronti dei Vigili del Fuoco, contro il Ministro dell'Interno Maroni e questo Governo che puntualmente ha disatteso gli impegni assunti in favore dei V.V.F Come RdB\CUB Vigili del Fuoco, sottolineiamo che il sisma dell'Abruzzo, ha ulteriormente messo a dura prova il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; questo evento ha evidenziato, se mai fosse stato necessario, la carenza d'organico del Corpo, la mancanza di risorse ed adeguamento economico del personale, le condizioni vetuste ed inaccettabili di mezzi ed attrezzature di colonna mobile, pertanto chiediamo un piano di ammodernamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso del Corpo, la stabilizzazione dei precari attraverso l'assunzione di tutti gli idonei ed un adeguamento economico alla luce della professionalità da sempre dimostrata. I Vigili del Fuoco, prosegue Salcini, oggi sono:
Senza un organico adeguato, (secondo parametri europei 15,000 unità in meno);
Senza riconoscimento di lavoro particolarmente usurante in quanto spesso si è a contatto con materiali pericolosi, chimici e velenosi;
Senza una collocazione nell’ambito della Protezione Civile come struttura portante, e non un ruolo di manovalanza;
Senza nessun trattamento di missione o trasferta;
Obbligati ad orari straordinari per far fronte alle calamità;
Obbligati a vigilanze nei locali pubblici fuori dell’orario ordinario e straordinario;
Obbligati a trattenersi in servizio per carenza di organico;
Obbligati a far fronte alla Campagna Antincendio Estiva fuori dell’orario di lavoro;
Obbligati a recarsi nelle zone terremotate o permanere nei Comandi per attività "istituzionali";
Obbligati a lavoro straordinario dello straordinario senza remunerazione che finirà a recupero ore;
Ciliegina sulla torta, conclude Salcini, la situazione di Viterbo, in cui la carenza di personale si attesta al 40%, nessuno parla più di un distaccamento permanente a Tarquinia (dove ricordiamo che dopo le 19,00 la zona è coperta dalla centrale di Viterbo, tempo di arrivo 50 min. in barba della tanto sbandierata "soccorso in Italia in 20 minuti"), nonostante le tante promesse non c'è ancora nulla di scritto sullo stanziamento dei fondi per la nuova sede a Viterbo e di contro alle nostre richieste ed aspettative, anche il comando VVF di Viterbo si appresta a formare nuovi precari, nonostante esista una legge dello stato che porti alla fine del precariato nella pubblica amministrazione. Nei prossimi giorni la RdB V.V.F nazionale deciderà iniziative eclatanti per porre all’attenzione di tutti i cittadini Italiani questa, ormai insostenibile, situazione.


21 giugno 2009 - Il Gazzettino

A Udine una manifestazione contro le discriminazioni

Udine - No a un welfare regionale che discrimini le persone in base alla provenienza, come previsto dalla proposta di legge "Narduzzi" sull'accesso alle prestazioni sociali. No ai contenuti del ddl nazionale sulla sicurezza, all'istituzione del reato di clandestinità, alla logica dei respingimenti e alle chiusure degli ambulatori medici che assistono anche immigrati irregolari. Questi i motivi della manifestazione regionale in difesa dei diritti di cittadinanza che si terrà a Udine il 27 giugno, su iniziativa della Rete Diritti di Cittadinanza Friuli Venezia Giulia (Centro Balducci di Zugliano, Cgil, Rdb-Cub, Acli, Associazione Immigrati di Pordenone, Donne in Nero, associazioni La Tela e Officina del Mondo). La manifestazione - hanno spiegato Renato Kneipp della Cgil e don Pierluigi Di Piazza del centro Balducci di Zugliano - avrà luogo nel centro di Udine, con ritrovo in piazza San Giacomo alle 16. Alle 16.30 la partenza del corteo, che raggiungerà via Savorgnana, via Dante e via Roma, sosterà davanti alla stazione, per poi tornare verso il centro lungo via Percoto e via Manzoni. Il comizio finale si terrà in piazza Venerio. «Questa non vuole essere soltanto una manifestazione di denuncia - ha detto don Di Piazza - ma un'occasione per avanzare proposte alle istituzioni. Come Rete dei Diritti, abbiamo presentato in Regione un documento su sicurezza e emigrazione, ma senza ricevere risposta». Forte la preoccupazione della Cgil: «L'approvazione di una legge come quella proposta dalla Lega - ha detto Kneipp - sarebbe per il Friuli Venezia Giulia un vero e proprio primato negativo».

Corteo pro-immigrati
Sabato prossimo in centro: Honsell parlerà al comizio finale

Udine - No a un welfare regionale che discrimini le persone in base alla loro provenienza, come previsto dalla proposta di legge "Narduzzi" sull'accesso alle prestazioni sociali. No ai contenuti del ddl nazionale sulla sicurezza, all'istituzione del reato di clandestinità, alla logica dei respingimenti e alle chiusure degli ambulatori medici che assistono anche gli immigrati irregolari. Questi i motivi della manifestazione regionale in difesa dei diritti di cittadinanza che si terrà a Udine sabato 27 giugno, su iniziativa della Rete Diritti di Cittadinanza Friuli Venezia Giulia (Centro Balducci di Zugliano, Cgil, Rdb-Cub, Acli, Associazione Immigrati di Pordenone, Donne in Nero, associazioni La Tela e Officina del Mondo).
La manifestazione - come hanno spiegato Renato Kneipp della segreteria regionale Cgil e don Pierluigi Di Piazza del centro Balducci di Zugliano - avrà luogo nel centro di Udine, con ritrovo in piazza San Giacomo alle 16. Alle 16.30 la partenza del corteo, che raggiungerà via Savorgnana, via Dante e via Roma, sosterà davanti alla stazione, per poi tornare verso il centro lungo via Percoto e via Manzoni. Il comizio finale, che vedrà intervenire tra gli altri il sindaco di Udine Furio Honsell, si terrà in piazza Venerio. «Questa non vuole essere soltanto una manifestazione di denuncia - ha dichiarato don Di Piazza - ma anche un'occasione per avanzare proposte alle istituzioni. Come Rete dei Diritti, infatti abbiamo già presentato ai capigruppo del consiglio regionale un documento sui temi della sicurezza e dell'emigrazione. Dalla Giunta però non ci è ancora arrivata alcuna risposta». Renato Kneipp, da parte sua, ha espresso la forte preoccupazione della Cgil per la situazione regionale: «L'approvazione di una legge come quella proposta dalla Lega - ha dichiarato - sarebbe per il Friuli Venezia Giulia un vero e proprio primato negativo, in uno scenario nazionale già segnato da un pesante arretramento in materia di politiche sull'immigrazione».


21 giugno 2009 - La Provincia di Varese

al Cobas cub «Sciopero revocato» La lotta no

Varese - (p.orl.) «É stato revocato lo sciopero dei dipendenti della cooperativa Settelaghi, ma le lavoratrici assicureranno solo il servizio minimo in attesa che gli stipendi siano effettivamente erogati. Lo annuncia il sindacato A.L.Cobas Cub in seguito all'incontro con la direzione della cooperativa che gestisce il servizio di pulizia in 14 istituti scolastici della provincia.
Tre giorni giorni fa, una delegazioni di una ventina di dipendenti in agitazione (sui 60 totali) si era presentata davanti alla sede aziendale per richiedere gli stipendi, in ritardo rispetto al giorno di paga del 15. «A fronte della promessa dell'azienda di saldare il debito abbiamo revocato lo sciopero - afferma Antonio Ferrari di A.L.Cobas Cub - ma i lavoratori si limiteranno ai servizi minimi finché non saranno retribuiti. La decisione della revoca dimostra senso di responsabilità di fronte all'esigenza delle scuole, dove in questi giorni si stanno svolgendo gli esami, nella speranza sia mantenuta la parola data e gli stipendi che siano finalmente pagati».


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