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Il Sindacato di Base e Indipendente

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23/05/09

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dicono di noi - le notizie
dal 16 al 20 maggio 2009


20 maggio 2009 - Ansa

GIUSTIZIA:RDB CUB «OCCUPA» SALA MINISTERO,CI RICEVA ALFANO

(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Una delegazione della RdB-Cub Pubblico impiego, che stamani con altre organizzazioni sindacali era stata ricevuta dal sottosegretario alla Giustizia Caliendo, insoddisfatta dall'esito dell'incontro, ha deciso di rimanere nella sala Verde di via Arenula «fino a che non verrà fissato un incontro con il Ministro da cui emergano risposte concrete» sulle questioni che l'organizzazione pone da tempo. Lo rende noto lo stesso sindacato che fa sapere anche di aver consegnato una tartaruga, «simbolo della estrema lentezza che affligge il sistema giustizia», da far recapitare al Ministro Alfano. «La situazione in cui versano i circa 40.000 dipendenti degli uffici giudiziari è ormai al collasso», sostiene l'organizzazione, che sollecita il ministro a «chiedere una deroga al governo sul taglio degli organici, a dotare gli uffici giudiziari di mezzi, persone, risorse e strumenti necessari al buon funzionamento della giustizia, ad adoperarsi per dare risposte certe e rapide ai lavoratori al fine di riconoscere finalmente il diritto alla carriera a questo 'popolo di invisibili'».

RICERCA: PRECARI LAVANO VETRI DAVANTI MINISTERO AMBIENTE

(ANSA) - ROMA, 20 MAG - I precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), in presidio davanti al ministero dell'Ambiente, in via Cristoforo Colombo a Roma, si sono messi i panni dei lavavetri al semaforo di fronte l'edificio del dicastero per protestare e chiedere garanzie sui contratti e «un piano triennale di assunzioni». Abbiamo organizzato il lavaggio dei vetri, spiega Raffaella Piermarini, del coordinamento precari Usi Rdb Ricerca, «per protestare contro la nebbia che il ministero e la struttura commissariale hanno creato sul personale ed in particolare sul precariato». L'incertezza, riferiscono, è determinata dalla «creazione del nuovo ente, derivato dalla fusione di Apat, Icram e Infs (enti di ricerca vigilati dal ministero) e dalla imminente scadenza di molti contratti». Secondo i sindacati di base gli «atipici inquadrati con contratti di fatto illegittimi ed i lavoratori a tempo determinato in stabilizzazione vedono le scadenze contrattuali come un licenziamento, con rinnovi difficili e lunghissimi che negano il salario ai lavoratori e le professionalità alla ricerca. Tutto questo in presenza di finanziamenti e di vantaggio per il Paese». Non è possibile, conclude Piermarini, che «i precari rimangano sempre lavoratori virtuali. L'indeterminatezza che vediamo in questo ente necessita trasparenza, vogliamo riuscire a vedere un futuro».

ASILI NIDO: CAVALLARI, UNA POLEMICA PRETESTUOSA

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - «La polemica sui nidi che si è scatenata in questi giorni è un ridicolo tentativo di visibilità politico-sindacale». Lo dichiara in una nota l'assessore alle Risorse Umane del Comune di Roma, Enrico Cavallari. «È comprensibile - aggiunge Cavallari - che possa far invidia, a chi è dall'altra parte della barricata, l'ottimo lavoro svolto da questa Amministrazione. E i numeri parlano chiaro: solo nel settore scuola abbiamo stabilizzato 938 dipendenti del personale educativo, ai primi di giugno daremo il via al nuovo corso-concorso rivolto ad altre 900 educatrici precarie affinchè possano far parte della graduatoria permanente per le supplenze lunghe, si è appena concluso il concorso per 150 educatrici mentre stiamo lavorando con grande senso di responsabilità insieme ai sindacati confederali ad un nuovo modello organizzativo per l'anno 2009-2010 che permetta di migliorare la qualità del lavoro alle educatrici (rendendo questo personale più stabile e con una visione di continuità nel rispetto dei piccoli utenti) con l'obiettivo di rendere maggiormente efficiente il servizio educativo rivolto alle famiglie». «A chi fosse accecato dalla bramosia di falsa notorietà sui media - conclude Cavallari - ricordo che con i sindacati confederali si sta valutando la revisione dell'accordo datato 7 novembre 2006 il quale prevedeva tagli al personale che, tuttavia, questa amministrazione non ha mai portato a termine. E la domanda sorge spontanea: come mai nessuno si è risentito a suo tempo davanti ad un accordo targato Veltroni?».


20 maggio 2009 - Omniroma

ISPRA, PRECARI LAVAVETRI PER PROTESTA DAVANTI MINISTERO AMBIENTE

(OMNIROMA) Roma, 20 mag - «Abbiamo organizzato il lavaggio dei vetri al semaforo di fronte al ministero dell'Ambiente per protestare contro la nebbia che il ministero stesso e la struttura commissariale hanno creato sul personale ed in particolare sul precariato». Così Raffaella Piermarini, del coordinamento precari Usi RdB Ricerca. «I precari dell'Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), in presidio davanti al ministero - si legge in una nota diffusa da RdB Cub - stanno vivendo nella forte incertezza determinata dalla creazione del nuovo Ente, derivato dalla fusione di Apat, Icram e Infs (enti di ricerca vigilati dal ministero dell'Ambiente) e dalla imminente scadenza di molti contratti. Gli atipici, inquadrati con contratti di fatto illegittimi, ed i lavoratori a tempo determinato in stabilizzazione, vedono le scadenze contrattuali come un licenziamento, con rinnovi difficili e lunghissimi che negano il salario ai lavoratori e le professionalità alla ricerca. Tutto questo in presenza di finanziamenti e di vantaggio per il Paese». «Non è possibile - conclude Piermarini - che i precari rimangano sempre lavoratori virtuali. Noi siamo veri e facciamo ricerca per il bene della collettività. L'indeterminatezza che c'è in questo ente necessita trasparenza, vogliamo riuscire a vedere un futuro, ottenere certezze ed un piano triennale di assunzioni: ne abbiamo abbastanza di precariato».

ASILI NIDO, RDB CUB: «CAVALLARI INVECE DI ADOPERARSI DENIGRA»

(OMNIROMA) Roma, 20 mag - «Spiace constatare che l'assessore al Personale, anziché adoperarsi per incontrare le educatrici dei nidi o per intervenire nella soluzione dei problemi, si impegni invece per denigrare il personale e per sminuire la portata dello sciopero del 18 maggio scorso», dichiara in una nota Roberto Betti, rappresentante della RdB-CUB al Comune di Roma. «In precedenti circostanze - prosegue Betti - abbiamo rappresentato all'assessore che le relazioni sindacali non sono monopolio esclusivo di qualche organizzazione compiacente, ma sono basate sui voti riscossi alle elezioni delle RSU e sul numero di iscritti, che nel nostro caso continua a crescere. Giova poi ricordare all'assessore i nostri precedenti con la Giunta Veltroni, alla quale in molteplici occasioni non risparmiammo la nostra presenza rumorosa, che in due circostanze si trasformò anche in permanenza notturna, una volta in aula Giulio Cesare ed un'altra nella sala del Carroccio, per sollecitare l'adozione dei provvedimenti per la stabilizzazione del personale precario». Conclude il rappresentante RdB-CUB: «Evidentemente l'assessore non ha compreso che la presenza in Consiglio Comunale del personale dei nidi e delle famiglie dei piccoli utenti era l'evidenza reale di un malessere e di un disagio quotidiano. Infine una domanda che sorge spontanea: possibile che l'assessore non abbia colto l'opportunità politica di migliorare i guasti della Giunta Veltroni, mettendo in pagamento, ad esempio, i compensi per l'adeguamento delle tariffe di lavoro straordinario, ferme da oltre un anno?».

ASILI NIDO, CAVALLARI: «C'È INVIDIA PER LAVORO AMMINISTRAZIONE»

(OMNIROMA) Roma, 19 mag - «La polemica sui nidi che si è scatenata in questi giorni è un ridicolo tentativo di visibilità politico-sindacale». Lo dichiara in una nota l'assessore alle Risorse Umane del Comune di Roma, Enrico Cavallari. «È comprensibile - aggiunge Cavallari - che possa far invidia, a chi è dall'altra parte della barricata, l'ottimo lavoro svolto da questa Amministrazione. E i numeri parlano chiaro: solo nel settore scuola abbiamo stabilizzato 938 dipendenti del personale educativo, ai primi di giugno daremo il via al nuovo corso-concorso rivolto ad altre 900 educatrici precarie affinché possano far parte della graduatoria permanente per le supplenze lunghe, si è appena concluso il concorso per 150 educatrici mentre stiamo lavorando con grande senso di responsabilità insieme ai sindacati confederali ad un nuovo modello organizzativo per l'anno 2009-2010 che permetta di migliorare la qualità del lavoro alle educatrici (rendendo questo personale più stabile e con una visione di continuità nel rispetto dei piccoli utenti) con l'obiettivo di rendere maggiormente efficiente il servizio educativo rivolto alle famiglie». «A chi fosse accecato dalla bramosia di falsa notorietà sui media - conclude Cavallari - ricordo che con i sindacati confederali si sta valutando la revisione dell'accordo datato 7 novembre 2006 il quale prevedeva tagli al personale che, tuttavia, questa amministrazione non ha mai portato a termine. E la domanda sorge spontanea: come mai nessuno si è risentito a suo tempo davanti ad un accordo targato Veltroni?».


20 maggio 2009 - Dire

AMBIENTE. PROTESTA PRECARI ISPRA: LAVAVETRI DAVANTI MINISTERO
INIZIATIVA RDB-CUB

(DIRE) Roma, 20 mag. - "Abbiamo organizzato il lavaggio dei vetri al semaforo di fronte al ministero dell'Ambiente per protestare contro la nebbia che il ministero e la struttura commissariale hanno creato sul personale ed in particolare sul precariato", spiega Raffaella Piermarini, del coordinamento precari Usi RdB Ricerca. I precari dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, in presidio davanti al ministero, stanno infatti vivendo nella "forte incertezza determinata dalla creazione del nuovo ente, derivato dalla fusione di Apat, Icram e Infs (enti di ricerca vigilati dal ministero dell'Ambiente, tutti coinvolti nella ricerca e nella sorveglianza ambientale) e dalla imminente scadenza di molti contratti. Gli atipici inquadrati con contratti di fatto illegittimi ed i lavoratori a tempo determinato in stabilizzazione vedono le scadenze contrattuali come un licenziamento, con rinnovi difficili e lunghissimi che negano il salario ai lavoratori e le professionalita' alla ricerca. Tutto questo in presenza di finanziamenti e di vantaggio per il Paese". Non e' possibile- aggiunge Piermarini- "che i precari rimangano sempre lavoratori virtuali, quando in realta' noi siamo veri e facciamo ricerca per il bene della collettivita'. L'indeterminatezza che c'e' in questo ente necessita trasparenza, vogliamo riuscire a vedere un futuro, ottenere certezze ed un piano triennale di assunzioni: ne abbiamo abbastanza di precariato", conclude la sindacalista Usi RdB Ricerca.

COMUNE ROMA. RDB-CUB: CAVALLARI NON DENIGRI LAVORATORI

(DIRE) Roma, 20 mag. - "Spiace constatare che l'assessore capitolino al Personale Cavallari, anziche' adoperarsi per incontrare le educatrici dei nidi o per intervenire nella soluzione dei problemi, si impegni invece per denigrare il personale e per sminuire la portata dello sciopero del 18 maggio scorso". E' quanto dichiara Roberto Betti, rappresentante della Rdb-Cub al Comune di Roma, che prosegue: "In precedenti circostanze abbiamo rappresentato all'assessore che le relazioni sindacali non sono monopolio esclusivo di qualche organizzazione compiacente, ma sono basate sui voti riscossi alle elezioni delle Rsu e sul numero di iscritti, che nel nostro caso continua a crescere". "Giova poi ricordare all'assessore i nostri precedenti con la Giunta Veltroni- sottolinea Betti- alla quale in molteplici occasioni non risparmiammo la nostra presenza rumorosa, che in due circostanze si trasformo' anche in permanenza notturna, una volta in aula Giulio Cesare ed un'altra nella sala del Carroccio, per sollecitare l'adozione dei provvedimenti per la stabilizzazione del personale precario". "Evidentemente l'assessore non ha compreso che la presenza in Consiglio comunale del personale dei nidi e delle famiglie dei piccoli utenti era l'evidenza reale di un malessere e di un disagio quotidiano. Infine una domanda che sorge spontanea- conclude Betti- possibile che l'assessore non abbia colto l'opportunita' politica di migliorare i guasti della Giunta Veltroni, mettendo in pagamento, ad esempio, i compensi per l'adeguamento delle tariffe di lavoro straordinario, ferme da oltre un anno?".

ATC BOLOGNA. UIL-RDB: AUMENTI? NO, ELEMOSINA E PEGGIORAMENTI
LE 2 SIGLE: FAREMO SCIOPERO E DENUNCIA PER CONDOTTA ANTISINDACALE

(DIRE) Bologna, 20 mag. - Uno sciopero, di quattro ore lunedi' 1 giugno, e poi (forse) una denuncia per condotta anti-sindacale. Uil ed Rdb vanno all'attacco dell'accordo separato raggiunto all'Atc di Bologna da cinque sigle (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl, Sdl, Faisa-Cisal) annunciando iniziative per contrastarlo e smontandolo pezzo per pezzo. Perche' quella raggiunta e' "una ipotesi di accordo distante anni luce dalla piattaforma presentata unitariamente non piu' tardi di due mesi fa", protestano Gianluca Neri (Uil) e Massimo Betti (Rdb). E' il risultato di una trattativa definita "segreta" e sfociata "in un salto indietro di 25 anni". Il testo dell'accordo, spiegano Neri e Betti in una nota, e' stato reso noto ai lavoratori "solamente ieri sera alle 21, e questa mattina alle 4 ha avuto inizio un referendum con modalita' poco trasparenti". E allora i due sindacalisti ricordano che la piattaforma unitaria prevedeva un aumento del salario "di 1.000 euro, mentre l'accordo prevede 250 euro annui e solo per chi ha una lunga anzianita' di servizio e non fa assenze durante l'anno". Cioe' "una elemosina data da chi (l'Atc, ndr) ha dichiarato pubblicamente 1,7 milioni di attivo di bilancio". Sotto accusa da parte di Uil ed Rdb e' anche il fatto che sia previsto "un aumento della prestazione oraria della seconda frazione di turno per gli autisti che con lotte che risalgono agli anni 70-80 era stata ridotta per permettere un recupero psico-fisico e la diminuzione delle inidoneita' alla mansione". Ecco il "salto indietro di 25 anni". Bocciato anche il punto per cui "i neo assunti mantengano l'attuale trattamento sfavorevole nei confronti dei loro colleghi con ad esempio soli 70 riposi annui invece che 90". Eppure, migliorare la condizione dei giovani dipendenti era "uno dei punti centrali della vertenza". Uil ed Rdb contestano poi la soluzione trovata per il part-time: ai lavoratori, "in difformita' dal contratto nazionale, viene applicato un orario spezzato che li porta ad essere a disposizione per un numero di ore doppia rispetto a quelle effettivamente prestate", affermano Betti e Neri. L'accordo, riconoscono i due, "migliora leggermente tale situazione senza comunque applicare il contratto nazionale", ma sarebbe stato siglato per permettere all'Atc di recarsi (il prossimo 28 maggio) alla Direzione provinciale del lavoro, dove e' stato depositato un ricorso dei lavoratori a part time, con in mano una soluzione al problema. Uil ed Rdb contestano questo percorso e dicono che "i costi di quest'operazione vengono scaricati nel contratto integrativo, completamente sulle spalle del personale viaggiante". Betti e Neri non escludono neppure l'idea che questo accordo sia stato raggiunto per "togliere le castagne dal fuoco al prossimo sindaco".


20 maggio 2009 - Agi

GIUSTIZIA: RDB-CUB RESTA IN SALA MINISTERO, ALFANO CI RICEVA

(AGI) - Roma, 20 mag. - Una delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego e' da questa mattina nella Sala Verde del Ministero della Giustizia. "A fronte di un generico impegno per un incontro con il ministro prima della chiusura estiva, giunto da parte del sottosegretario e del Capo Dipartimento, la RdB-CUB P.I. - si legge in una nota - considerando non piu' procrastinabile il reale confronto sui gravi problemi che stanno portando gli uffici giudiziari al collasso, ha deciso di rimanere nella Sala Verde in attesa di un incontro con Alfano fissato in data certa e ravvicinata". Proprio nella Sala Verde del dicastero di via Arenula si e' tenuto stamane un incontro fra organizzazioni sindacali ed il Sottosegretario Caliendo, il Capo Dipartimento Birritteri ed il Direttore generale del Personale Fontecchia. La delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego, pur apprezzando lo sblocco dei trasferimenti, ha ritenuto insoddisfacente l'esito dell'incontro e consegnato una tartaruga, simbolo della lentezza che affligge il sistema Giustizia, da far recapitare al Guardasigilli. Dopo aver gia' ribadito che la situazione in cui versano i circa 40mila dipendenti degli uffici giudiziari "e' ormai al collasso", la RdB-CUB P.I., si spiega in una nota, sollecita il ministro a chiedere "una deroga al Governo, cosi' come gia' successo per altri ministeri, sul taglio degli organici, a dotare gli uffici giudiziari di mezzi, persone, risorse e strumenti necessari al buon funzionamento della Giustizia, e ad adoperarsi per dare risposte certe e rapide ai lavoratori al fine di riconoscere finalmente il diritto alla carriera a questo 'popolo di invisibili'".

AMBIENTE: RICERCATORI-LAVAVETRI PROTESTANO DAVANTI A MINISTERO

(AGI) - Roma, 20 mag. - Circa cento persone stanno lavando i vetri delle macchine ferme a un semaforo di via Cristoforo Colombo, davanti al ministero dell'Ambiente. Vogliono "vederci chiaro" e protestano perche' a "300 ricercatori-precari (la meta' del totale) non sono stati o non verranno rinnovati i contratti a tempo determinato, quelli a progetto, o gli assegni di ricerca". Sono i precari dell'Ipra (istituto superiore della protezione e ricerca dell'ambiente) che chiedono al ministro Prestigiacomo "chiarezza e garanzie" sul futuro dei lavoratori su quello della tutela dell'ambiente in Italia: "L'attivita' di ricerca e e controllo dell'Ispra - denunciano - e' paralizzato". In cambio della pulizia del vetro i ricercatori stanno consegnando agli automobilisti un volantino per informare sulla loro situazione lavorativa. Nello specifico i ricercatori in protesta chiedono: "un recupero dei lavoratori ex Icram (uno dei tre istituti, insieme a Infs e Apat, poi confluito nell'Ispra) esclusi dalle stabilizzazioni; di conoscere la situazione delle scadenze contrattuali e le modalita' di rinnovo del personale con contratto atipico; un piano di trasformazione a tempo determinato dei contratti atipici; tempistica, criteri di riserva e titoli preferenziali certi per i precari Ispra nei concorsi". La protesta, organizzata dai precari stessi, "e' sostenuta, a livello sindacale, anche da Cgil e Usi Rdb Ricerca".


20 maggio 2009 - Adnkronos

ROMA: GAZZELLONE (PDL), SU AMPLIAMENTO SERVIZIO ASILI NIDO
INCONTRO PROFICUO

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - "E' da definire proficuo l'incontro che ha consentito al Consiglio comunale attraverso la commissione preposta, di approfondire la proposta di riorganizzazione e ampliamento del servizio asili nido presentata dall'assessore Marsilio". Lo dichiara Antonio Gazzellone, presidente della commissione Scuola del Comune di Roma. "Il funzionario dell'assessorato, - ha aggiunto Gazzellone - cosi' come concordato dall'assessore Marsilio e dal presidente della commissione, ha esaustivamente illustrato la proposta rispondendo alle diverse sollecitazioni mosse dai commissari e da alcuni rappresentanti tra cui RdB, presenti ai lavori della Commissione stessa''. ''I lavori - ha poi concluso il presidente della commissione scuola - sono terminati con l'organizzazione di un prossimo incontro immediatamente successivo alla nuova convocazione del tavolo tra parti sociali e amministrazione comunale creato il 6 maggio scorso. Particolare attenzione sara' rivolta all'esito del concorso per 150 posti e alla necessaria ridefinizione delle graduatorie per le supplenze da realizzarsi su base municipale".

ROMA: CAVALLARI, POLEMICA SU ASILI NIDO PRETESTO A FINI POLITICO-SINDACALI

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - «La polemica sui nidi che si è scatenata in questi giorni è un ridicolo tentativo di visibilità politico-sindacale». Lo dichiara in una nota l'assessore alle Risorse Umane del Comune di Roma, Enrico Cavallari. «È comprensibile - aggiunge Cavallari - che possa far invidia, a chi è dall'altra parte della barricata, l'ottimo lavoro svolto da questa amministrazione. E i numeri parlano chiaro: solo nel settore scuola abbiamo stabilizzato 938 dipendenti del personale educativo, ai primi di giugno daremo il via al nuovo corso-concorso rivolto ad altre 900 educatrici precarie affinchè possano far parte della graduatoria permanente per le supplenze lunghe, si è appena concluso il concorso per 150 educatrici mentre stiamo lavorando con grande senso di responsabilità insieme ai sindacati confederali ad un nuovo modello organizzativo per l'anno 2009-2010 che permetta di migliorare la qualità del lavoro alle educatrici (rendendo questo personale più stabile e con una visione di continuità nel rispetto dei piccoli utenti) con l'obiettivo di rendere maggiormente efficiente il servizio educativo rivolto alle famiglie». «A chi fosse accecato dalla bramosia di falsa notorietà sui media - conclude Cavallari - ricordo che con i sindacati confederali si sta valutando la revisione dell'accordo datato 7 novembre 2006 il quale prevedeva tagli al personale che, tuttavia, questa amministrazione non ha mai portato a termine. E la domanda sorge spontanea: come mai nessuno si è risentito a suo tempo davanti ad un accordo targato Veltroni?».


20 maggio 2009 - RomaNotizie

GIUSTIZIA: RDB-CUB RIMARRA’ AL MINISTERO FINO A CHE NON INCONTRERA’ ALFANO
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Roma - Si è tenuto mercoledì 20 maggio, in mattinata, presso la Sala Verde del Ministero della Giustizia un incontro fra organizzazioni sindacali ed il Sottosegretario Calienda, il Capo Dipartimento Birritteri ed il Direttore generale del Personale Fontecchia. La delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego, pur apprezzando lo sblocco dei trasferimenti, giunto dopo ben due anni e mezzo di ritardo, ha ritenuto insoddisfacente l’esito dell’incontro. Ha pertanto consegnato una tartaruga, simbolo della estrema lentezza che affligge il sistema Giustizia, da far recapitare al Ministro Alfano. Al termine dell’incontro ha poi deciso di rimanere nella Sala Verde del Ministero fino a che non verrà fissato un incontro con il Ministro da cui emergano risposte concrete in merito alle questioni che la RdB-CUB P.I. pone da tempo. In particolare, dopo aver già ribadito che la situazione in cui versano i circa 40.000 dipendenti degli uffici giudiziari è ormai al collasso, la RdB-CUB P.I. sollecita il Ministro a chiedere una deroga Governo, così come già successo per altri ministeri, sul taglio degli organici; a dotare gli uffici giudiziari di mezzi, persone, risorse e strumenti necessari al buon funzionamento della Giustizia; ad adoperarsi per dare risposte certe e rapide ai lavoratori al fine di riconoscere finalmente il diritto alla carriera a questo "popolo di invisibili".


20 maggio 2009 - UnoNotizie

GIUSTIZIA/ La RdB-CUB permane nella sala del Ministero

ROMA (UnoNotizie.it) - La delegazione della RdB-CUB Pubblico Impiego che questa mattina era rimasta nella Sala Verde del Ministero della Giustizia, permane nei locali del Dicastero. A fronte di un generico impegno per un incontro con il Ministro prima della chiusura estiva, giunto da parte del Sottosegretario e del Capo Dipartimento, la RdB-CUB P.I., considerando non più procrastinabile il reale confronto sui gravi problemi che stanno portando gli uffici giudiziari al collasso, hanno deciso di rimanere nella Sala Verde in attesa di un incontro con Alfano fissato in data certa e ravvicinata.


20 maggio 2009 - Italia Sera

L’RdB-Cub annuncia: "Giovedì di nuovo in Campidoglio"
Asili nido, la protesta continua

"Grande adesione allo sciopero del personale degli asili nido indetto per l'intera giornata di lunedìdalla RdB-CUB. Circa 700 persone, fra lavoratrici e genitori, hanno partecipato al corteo cittadino, al termine del quale hanno deciso di portare la loro protesta direttamente in consiglio comunale. All'atteggiamento di sufficienza della Giunta le lavoratrici hanno risposto con grande dignità e con fermezza, imponendo la loro presenza in consiglio comunale e la discussione di una mozione che, seppur non risolutiva, accende iriflettori sulla vertenza degli asili nido". Lo afferma in unanota Roberto Betti rappresentante sindacale della RdB Pubblico Impiego. "Assume toni farseschi l'assenza dell'assessore Cavallari alla convocazione in commissione Scuola e la presenza virtuale dell'assessore Marsilio, la quale ha delegato a rappresentarla una sindacalista della Cisl - prosegue - Auspichiamo che il consiglio comunale svolga appieno il suo ruolo d'indirizzo politico, restituendo centralità e qualità al servizio pubblico e riaprendo una trattativa ferma da un anno, come si conviene alla Roma Capitale decantata dai nostri amministratori. Giovedì prossimo, in occasione della discussione della mozione, le lavoratrici torneranno in consiglio comunale per invitare il Sindaco a sottoscriverla e a concedere un incontro specifico alla nostra organizzazione sindacale che ha dato voce alle istanze delle lavoratrici e dei genitori" conclude il rappresentante RdB-CUB".


20 maggio 2009 - Corriere del Veneto

Vela. Domani biglietterie in sciopero

VENEZIA — Rdb Cub domani sciopera contro Vela: a rischio il servizio delle biglietterie che potrebbe funzionare a singhiozzo. Il personale che incrocia le braccia si astiene dal lavoro nelle ultime tre ore di ciascun turno, in segno di protesta nei confronti del piano industriale della società controllata di Actv. La chiusura, a partire da giugno, di cinque biglietterie unita alle difficoltà di bilancio stanno allarmando infatti tutte le organizzazioni sindacali che hanno aperto una vertenza.
Rdb Cub, invece, scende subito in campo e annuncia per domani lo sciopero: «Vela chiude alcune biglietterie in gestione diretta ma concede la vendita di titoli di viaggio a terzi in aperta concorrenza con le sue stesse biglietterie», dice il sindacato di base che teme per i posti di lavoro, in particolare per quelli dei lavoratori stagionali ed interinali ai quali potrebbe non venire rinnovato il contratto. «Ci sono circa quaranta persone che rischiano di rimanere a casa — fa sapere Rdb Cub— mentre Vela annuncia di voler ampliare la rete dei rivenditori per far fronte alla chiusura delle proprie biglietterie».
Domani, dunque, le biglietterie di Vela lavoreranno a singhiozzo, perchè nelle ultime tre ore di tutti i turni previsti, il personale che aderirà allo sciopero incrocierà le braccia.(P.V.)


20 maggio 2009 - Libero

L'ACCORDO
Stabilizzazione: negli asili è quasi fatta
di FRANCESCO DI MAJO

Roma - Ieri la riunione della Commissione capitolina sulla scuola, convocata all'indomani della protesta in Aula Giulio Cesare delle educatrici e dei lavoratori precari delle scuole per l'infanzia e asili della Capitale, ha dato qualche risultato. Soprattutto esiste un protocollo, presentato dall'assessorato alle Politiche educative del Comune,- sul piano di stabilizzazione del personale. In ogni caso domani in Consiglio comunale, le educatrici saranno nuovamente presenti in Campidoglio per la votazione della mozione bipartisan che riguarda le politiche educative di Roma, dal punto di vista del personale e dei servizi annessi. «È da definire proficuo l'incontro che ha consentito al Consiglio comunale, attraverso la commissione preposta, di approfondire la proposta di riorganizzazione e ampliamento del servizio asili nido presentata dall'assessore Marsilio», ha spiegato Antonio Gazzellone (PdL) presidente della Commissione Scuola del Comune, «il funzionario dell'assessorato, così come concordato con l'assessore stesso, ha esaustivamente illustrato la proposta rispondendo alle diverse sollecitazioni mosse dai commissari e da alcuni rappresentanti, tra cui RdB, pre- senti ai lavori della Commissione stessa. I lavori sono terminati», ha spiegato nel dettaglio Gazzellone, «calendarizzando mi prossimo incontro immediatamente successivo alla nuova convocazione del tavolo tra parti sociali e amministrazione comunale, in essere dal 6 maggio. Particolare attenzione sarà rivolta all'esito del concorso per 150 posti», ha concluso, «e alla necessaria ridefinizione delle graduatorie per le supplenze da realizzarsi su base municipale». L'opposizione ha commentato l'incontro, chiedendo che sia ricordato che i bambini sono aumentati e che bisognerebbe in- vestire maggiori risorse per il comparto dell'educazione.


20 maggio 2009 - Corriere della Sera

Terreno friabile Sospesi i lavori per la sede dei pompieri
I costi. Stanziati 4 milioni e mezzo. Fine lavori, aprile dell'anno prossimo
di Federico Berni

Monza - «Altro che nuovo comando, qui frana tutto ». Un grido d'allarme, quello dei vigili del fuoco monzesi, lanciato dopo che l'impresa incaricata di costruire la sede del futuro comando provinciale, un progetto che già aveva suscitato più di una perplessità, ha sospeso i lavori a causa dell'eccessiva friabilità del terreno. Cantiere fermo, praticamente, ancora prima di cominciare a scavare le fondamenta della nuova palazzina di tre piani prevista di fianco all'attuale distaccamento di via Mauri, che dovrà affrancarsi da Milano dopo l'istituzione della provincia brianzola.
I responsabili della Procopio srl, la ditta di Catanzaro che ha vinto l'appalto, hanno fermato le ruspe in attesa di un funzionario del ministero che effettui ulteriori rilievi di natura geologica. Per il progetto sono stati stanziati 4 milioni e mezzo di euro, con la conclusione dei lavori prevista entro aprile dell'anno prossimo. «Altro che - sbotta Enrico Vergani, sindacalista di Rdb - dopo gli ultimi sviluppi, i tempi sono almeno raddoppiati, e gli aggravi in termini di spesa di denaro pubblico non sono ancora stati stimati». Il progetto, nei mesi scorsi, aveva già scatenato le proteste dei pompieri («hanno pensato solo agli uffici, e non al magazzino per l'attrezzatura, agli alloggi o alla mensa»), ma la domanda ora è un'altra: «Che razza di accertamenti hanno fatto i tecnici ministeriali inviati all'epoca per sondare l'area?».
Con la provincia, il parco mezzi dei vigili del fuoco dovrebbe crescere dai 4 attuali a 20, mentre da 50 vigili si arriverebbe a circa 100 (più il personale amministrativo). Il nuovo comando, dovrebbe gestire inoltre sette distaccamenti, dislocati su un territorio di 800mila abitanti.


20 maggio 2009 - On Tuscia

IL CATASTO CHIUDE LO SPORTELLO AL PUBBLICO NEL POMERIGGIO:
LA DENUNCIA DELLA FEDERAZIONE RDB

VITERBO – (A.O.) - Dal prossimo 1 giugno, con atto unilaterale del direttore dell’Agenzia del Territorio privo di motivazione, viene disposta la chiusura al pubblico dello sportello nei pomeriggi del martedì e giovedì l’utenza pertanto, da ora in poi potrà rivolgersi all’Ufficio solo nelle ore antimeridiane. Le conseguenze, come al solito, saranno pagate dai cittadini e da coloro che interagiscono con l’Agenzia del Territorio per motivi di lavoro. Disagi anche per gli stessi dipendenti che sono tenuti comunque a rispettare lo stesso orario nelle ore pomeridiane e che dovranno gestire una più alta affluenza di pubblico in un turno di sportello compresso nelle sole ore antimeridiane. Si tratta di un ingiustificato restringimento di servizi all’utenza che potrebbe determinare anche una riduzione delle attività dell’Ufficio se teniamo conto che è in ballo il decentramento dei servizi del Catasto ai Comuni; ciò comporterebbe conseguenze ancor più gravi sia ai cittadini che ai lavoratori. Un atto deciso in completa solitudine, senza alcun confronto con i dipendenti, con le rappresentanze dell’utenza e senza alcuna consultazione con le OO.SS, in linea con l’operato del governo volto a ridimensionare i servizi sul territorio ed a mortificare i lavoratori informandoli a cose fatte. La RdB invita, pertanto, il Direttore dell’Agenzia del Territorio ad aprire un confronto con tutte le parti interessate in quanto ritiene che decisioni di questo tipo debbano essere concertate con le OO.SS., con i rappresentanti dell’utenza nonché con la Prefettura a cui spetta il compito di coordinare sul territorio gli orari di apertura al pubblico delle amministrazioni pubbliche.


20 maggio 2009 - Viterbo Oggi

"Il catasto chiude lo sportello al pubblico nel pomeriggio"
RdB annuncia nuove difficoltà per i cittadini

Riceviamo e pubblichiamo:
"Dal prossimo 1 Giugno, con atto unilaterale del Direttore dell’Agenzia del Territorio privo di motivazione, viene disposta la chiusura al pubblico dello sportello nei pomeriggi del martedì e giovedì" dichiara ROCCHI della federazione RdB CUB di Viterbo, l’utenza pertanto, da ora in poi potrà rivolgersi all’Ufficio solo nelle ore antimeridiane. Le conseguenze, come al solito, saranno pagate dai cittadini e da coloro che interagiscono con l’Agenzia del Territorio per motivi di lavoro. Disagi anche per gli stessi dipendenti che sono tenuti comunque a rispettare lo stesso orario nelle ore pomeridiane e che dovranno gestire una più alta affluenza di pubblico in un turno di sportello compresso nelle sole ore antimeridiane. Si tratta di un ingiustificato restringimento di servizi all’utenza, prosegue Rocchi, che potrebbe determinare anche una riduzione delle attività dell’Ufficio se teniamo conto che è in ballo il decentramento dei servizi del Catasto ai Comuni; ciò comporterebbe conseguenze ancor più gravi sia ai cittadini che ai lavoratori. Un atto deciso in completa solitudine, senza alcun confronto con i dipendenti, con le rappresentanze dell’utenza e senza alcuna consultazione con le OO.SS, in linea con l’operato del governo volto a ridimensionare i servizi sul territorio ed a mortificare i lavoratori informandoli a cose fatte. La RdB, conclude Rocchi, invita pertanto, il Direttore dell’Agenzia del Territorio ad aprire un confronto con tutte le parti interessate in quanto ritiene che decisioni di questo tipo debbano essere concertate con le OO.SS., con i rappresentanti dell’utenza nonché con la Prefettura a cui spetta il compito di coordinare sul territorio gli orari di apertura al pubblico delle Amm.ni Pubbliche".


20 maggio 2009 - La Tribuna di Treviso

Polemica sui provvedimenti punitivi annunciati da Damiano dopo gli scontri di sabato a Ponte San Martino. La Polizia: «valuteremo caso per caso»
«Incostituzionale revocare i permessi»
Tocchetto (Pd) contro il Questore. Nel mirino della Digos 80 immigrati. I centri sociali: «Caricati dagli agenti per ben quattro volte» Tutti i partecipanti denunciati per corteo non autorizzato

Treviso - Scontro aperto sulla revoca del permesso di soggiorno minacciata dalla questura per gli immigrati che sabato hanno partecipato agli scontri a Ponte San Martino. Antonella Tocchetto, Pd, attacca il Questore: «Provvedimento incostituzionale». Ma via Carlo Alberto tira dritto. Al vaglio degli agenti la posizione di 80 immigrati.
In questura si stanno facendo controlli incrociati. Ufficio immigrazione e Digos stanno valutando foto e filmati realizzati durante gli scontri di sabato pomeriggio per dare nome ai 100 volti che si sono scontrati frontalmente con la polizia. Una ventina gli italiani riconducibili a Adl-cobas e centri sociali, gli altri tutti immigrati più o meno legati ad associazioni. Su tutti grava l’accusa generica di manifestazione non autorizzata. Ma la Questura è determinata a inquadrare le prime linee, quelle che hanno materialmente partecipato allo scontro, quelle sulle quali potrebbe ricadere la revoca del permesso di soggiorno. «Non si tratterà di una punizione indiscriminata», precisano dagli uffici della Digos. Ma il clima è già bollente.
Ieri, il centro sociale Ubik ha diffuso una nota: «Siamo stati caricati quattro volte - accusano - quando eravamo lì solo per manifestare, a mani nude, per lavoro e diritti». Ma la presa di posizione più dura è stata quella di Antonella Tocchetto (Pd), avvocato, durissima contro la revoca del permesso di soggiorno minacciata dalla Questura ai danni degli immigrati. «Non è un provvedimento possibile - dice - la decisione di Damiano è stata fatta sull’onda di una corrente politica presente in questo territorio». Per l’avvocato Tocchetto, il pugno di ferro minacciato da via Carlo Alberto «non è praticabile, perché per revocare il permesso ci vuole una condanna».
Per stracciare i permessi la Questura intende lavorare sul perno dell’ordine pubblico e della sicurezza facendo pesare però le singole posizioni di soggiorno. «Non possiamo accettare che chi non ha lavoro da due anni e rinnova il permesso con pratiche non certo ortodosse, scenda in piazza a fare l’agitatore di popolo senza autorizzazione e con azioni violente». Si cerca anche tra denunce e precedenti penali. «Verrà valutato caso per caso», poi la relazione verrà trasferita in procura.


20 maggio 2009 - Il Treviso

Ponte San Martino. Sono gli stranieri che potrebbero veder revocato il loro permesso di soggiorno
Scontri al corteo, rischiano in 80

Treviso - Sono almeno ottanta gli extracomunitari che rischiano di vedersi revocato, o non rinnovato, il permesso di soggiorno per aver partecipato sabato al corteo guidato da Adl-Cobas, finito in scontro sul Ponte San Martino con un cordone di poliziotti. Il questore Carmine Damiano aveva annunciato l'altro giorno il provvedimento e gli agenti della Digos stanno lavorando a identificare tutti coloro che hanno sfilato nella manifestazione non autorizzata, diretta a raggiungere quella che Cgil, Cisl e Uil stavano tenendo in piazza della Vittoria proprio a sostegno dell’integrazione dei lavoratori immigrati. Molti degli ottanta identificati sono senza lavoro, anche da mesi, e la loro protesta era legata anche alla loro condizione. Altre venti persone, dell'area no global, sono state denunciate in Procura: al momento il reato ipotizzato è rissa e sono al vaglio altre contestazioni come lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. Negli scontri, infatti, sono rimasti feriti cinque agenti di Bologna. Oggi si terrà, inoltre, una riunione del Comitato di ordine e sicurezza pubblica in Prefettura. Molto probabilmente si parlerà degli scontri di sabato, definiti dal questore e dal procuratore Antonio Fojadelli «fatti gravissimi».(A.SCA.)


20 maggio 2009 - Liberazione

Ai Giardini Ginzburg, a fianco alla Gran Madre, si smontano i tendoni...
di Checchino Antonini

Torino - Ai Giardini Ginzburg, a fianco alla Gran Madre, si smontano i tendoni che hanno ospitato il Turin Sherwood Camp, «la prima esperienza di climate camp ». Campeggio climatico: livello totale di sostenibilità. Niente wc chimici, velenosi per le falde, ma compost toilette, completamente biodegradabile. Niente stoviglie in plastica, raccolta differenziata al cento per cento. Ciascuno ha portato le stoviglie da casa o ha ritirato quelle biodegradabili a un prezzo simbolico di venti centesimi. Cibi, naturalmente, equosolidali, mai carne e nessun logo di multinazionale. Tutti i collettivi degli atenei torinesi, gli stessi che hanno vinto le elezioni universitarie la settimana prima, più l'assemblea No Tremonti del Politecnico hanno deciso di realizzare il campeggio sulle riva del Po opposta al Castello del Valentino. Di fronte ai Murazzi, luogo della movida cittadina. Hanno aderito, tra gli altri, i collettivi della Sapienza, Attac, Rdb, i precari della ricerca, la Flc Cgil, i cantieri di pace torinesi, centri sociali del nord ovest.
«Tutto è partito dalla necessità di contestare e provare a bloccare il vertice dei rettori, incentrato sul tema dello sviluppo sostenibile, e di avere un approccio di controproposta su quei temi», spiega a Liberazione , Andrea Polacchi, 26 anni, laureando in Scienze politiche.
Da venerdì 15 a ieri, almeno 300 persone si sono attendate al Turin Sherwood Camp e con molte altre hanno preso parte al Cantiere dell'Altro sviluppo. La Marcia della Degna rabbia, domenica, è stata l'evento pubblico più visibile del climate camp: un migliaio di persone, con un esercito di clown in testa, che ha sbeffeggiato l'apparato repressivo che blindava la città, marciando da Piazza Vittorio fino al Valentino senza alcun incidente. Sotto i tendoni, gli eventi salienti sono stati i workshop tematici per ragionare sulla critica al produttivismo e sui temi del lavoro. Tra gli ospiti il sociologo Marco Revelli, la Fiom, i No Tav più le esperienze della galassia che sostiene la decrescita. Studenti da tutta Italia sono venuti a discutere dell'autoriforma dell'università e di un'agenda autonoma da quella dettata dal "Processo di Bologna", nato a metà degli anni '90 per unificare il sistema formativo e consegnarlo al famigerato mondo delle imprese. «In quella direzione sono andati tutti i governi nazionali e la trasformazione delle facoltà in fondazioni di diritto privato - continua Polacchi - è un ulteriore passaggio della controriforma». Sotto le tende è cresciuta l'esigenza di una forma più stabile di coordinamento delle facoltà in lotta. Lunedì pomeriggio, i campeggiatori hanno occupato gli uffici della General Motors dentro il Politecnico (la multinazionale di Detroit ne è tra i principali finanziatori e mette bocca nella didattica) per denunciare il «Cavallo di Troia dell'impresa nell'università ancora pubblica».
L'Onda, al di là di chi appropria del logo, solca una molteplicità di mari. A Torino, le mobilitazioni contro il G8 dei Rettori hanno avuto almeno due epicentri, uno a Palazzo Aldo Moro, con un collettivo che fa riferimento all'Askatasuna, l'altro - appunto - sulle rive del Po. «Piattafome senza alcuna contrapposizione - sottolinea Polacchi - ma differenze di pratiche e differenze teoriche: noi parliamo il linguaggio della disobbedienza civile e mettiamo a critica totale il concetto del Pil come metro di valutazione del benessere. Abbasso il mito della crescita e il concetta dello sviluppo sostenibile».
Come fa a marciare questo approccio in un territorio simbolo della resistenza operaia?, domanda il cronista. «La crisi è una crisi di civiltà, ce lo spiega Revelli. Bisogna coniugare la limitazione delle risorse con la necessità di lavoro. La Fiom ci ha raccontato le esperienze di autogestione delle fabbriche, le lotte comuni con i territori resistenti alle grandi opere, la nascita dei gruppi di acquisto solidale a Mirafiori». Oltre ai cortei studenteschi, il climate camp ha attraversato anche le manifestazioni degli operai Fiat e il Gay pride. «La città sta vivendo un fortissimo disagio ma le scadenze si sono parlate. Gli operai hanno preso parte alla parade Glbtq, sono venuti a mangiare da noi, si prova ad andare oltre lo scambio di solidarietà episodico. Serve un ragionamento comune per uscire tutti insieme dalla crisi», dice ancora Polacchi. Resteranno le relazioni umane e politiche con chi ha campeggiato ed è venuto apposta anche da Francia e Germania. «Rimane la consapevolezza di essere stati capaci di costruire consenso e credibilità nella cittadinanza con la proposta politica oltre che con la contestazione - spiega lo studente - il binomio conflitto e consenso è stato il metodo con cui abbiamo costruito questo controvertice. Abbiamo praticato, oltre che teorizzato, un altro modello di società».
«Vergognoso ed esagerato il comportamento delle forze dell'ordine - conclude Polacchi fornendo massima solidarietà agli arrestati e ai feriti di due giorni di attacchi forsennati ai cortei - i media hanno voluto creare un clima di intimidazione, lo stesso lavoro che hanno provato a costruire durante le fasi salienti dell'Onda, in autunno».


20 maggio 2009 - La Provincia di Varese

Vertenza Ahlstrom, il vicesindaco Caravati rassicura i dipendenti

Gallarate - (ri.s.) Vertenza Ahlstrom, lo stabilimento di Gallarate subirà un trattamento identico agli altri. Questa la rassicurazione ottenuta dal vicesindaco Paolo Caravati dai dirigenti della multinazionale finlandese.
Venerdì scorso, incontrando una delegazione dei lavoratori, Caravati, insieme al sindaco Nicola Mucci, si era impegnato a riallacciare i rapporti con l'azienda. «Volevamo essere certi che non ci saranno disparità di trattamento e abbiamo ottenuto garanzie in questo senso», afferma il titolare della delega alle Attività economiche. Nei giorni scorsi, però, Cigl, Cisl e Uil hanno scritto all'azienda per chiedere che vengano attivate singole procedure per quattro stabilimenti coinvolti che, oltre a Gallarate, si trovano a Cressa (Novara) e a Mozzate e Carbonate, due località del comasco.
Richiesta rigettata dall'azienda, pronta a firmare sulla base di una proposta che rispecchia quella di Cobas e Cub, ovvero cassa integrazione straordinaria a rotazione e incentivi alla mobilità straordinaria. Intanto, oggi i delegati dell'Ahlstrom gallaratese dovrebbero incontrare l'assessore ai Servizi sociali Roberto Bongini.


20 maggio 2009 - La Stampa

Torino. Come finisce oggi? «Male - dice un investigatore...

Torino - Come finisce oggi? «Male - dice un investigatore - in giro c’è troppa monnezza». Troppo caschi allacciati alla cinture, troppi bastoni, bombe da stadio, anche un estintore, troppi ragazzi con il cappuccio nero in testa, che sfilano dentro una giornata di sole estivo. Sono le 11,50. Il corteo è partito da venti minuti. Sotto gli uffici del rettorato, Andrea Buonadonna dell’Askatasuna, 33 anni, ex studente di Lettere mai laureato, urla al microfono: «Ecco il fortino violato dalla sacrosanta rabbia degli studenti». Applausi. Cori. Ma si capisce in fretta che il problema non è l’Università. Non solo. Non per tutti. Tanto che in serata il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, riassumerà così il senso della giornata: «A Torino un gruppo di delinquenti ha attaccato la polizia con premeditazione». E poi, a chi gli chiedeva se in Italia ci siano rischi di un rigurgito del terrorismo: «Ci sono segnali che ci fanno considerare che l’attenzione su questo fenomeno non possa mai essere abbassata».
«Questa è una prova generale - dice una fonte della questura di Torino - gli antagonisti si stanno contando in vista delle manifestazioni di Roma del 29 e 30 maggio. E poi, per quello che sarà il vero banco di prova: il corteo organizzato forse a Napoli in concomitanza con il G8 dell’Aquila». Ecco i numeri, allora: cinquemila manifestanti alla partenza. Diventano mille quando sta per compiersi il finale annunciato, davanti al cordone di polizia e carabinieri schierato in corso Marconi. Si disperdono gli studenti dell’Onda. Si sfilano le rappresentanze istituzionali: Prc, Cub, Cobas, Comunisti Italiani, Lega delle Cooperative. Restano schierati in mille, con un’avanguardia di trecento persone che si muovono in modo sincronizzato. Hanno registi, auricolari, mosse preparate. Trecento con i caschi e i bastoni. La scena è teatrale, ostentata. Musica di violini ad altissimo volume, mentre l’elicottero della polizia sorvola la zona. Il finale viene annunciato al microfono. Parlano di nuovo gli autonomi di Askatasuna: «Vogliamo andare avanti metro dopo metro. Non accettiamo divieti. Noi siamo più intelligenti di quei pezzi di merda...».
Vanno. Tenendosi sotto braccio in cordone, facendo gesti ai fotografi troppi insistenti: un dito sulla gola, come una lama. Vanno a vedere cosa succede. Dodici file contate. La sequenza è questa: un ragazzo incappucciato svuota l’estintore contro gli agenti, partono i lacrimogeni della polizia, rapida successione di manganelli, scudi e bastoni, dalle retrovie piovono pietre e bottiglie, scatta una carica, i manifestanti si disperdono. Lo scontro, organizzato nei minimi dettagli, dura pochi minuti.
Sul sito dell’UniRiot - il network degli studenti autonomi - sta per comparire il comunicato riassuntivo della giornata: «È stata l’Onda migliore possibile. Ha dimostrato, a mesi di distanza dalla mobilitazione dell’autunno, di esserci e di essere».
Chi c’era in prima fila? Si può partire dai due arrestati. Uno è Domenico Sisi, 29 anni, torinese, nipote di Vincenzo Sisi, ex sindacalista della Cgil, ora a processo come membro delle Nuove Brigate Rosse. Il secondo è Stefano Arrigoni, 26 anni, origini sarde, residenza a Milano, già arrestato per oltraggio e resistenza. Sono accusati rispettivamente di possesso di materiale esplodente e di oggetti atti ad offendere. «A Torino c’erano gli autonomi di Livorno, Bologna, Milano, Padova, Roma, Napoli e Palermo - spiega un investigatore - dieci francesi, cinque greci, alcuni tedeschi. La regia degli scontri è sicuramente dell’Askatasuna. L’uso dell’estintore è una firma».
È il ritorno di Autonomia Operaia. Ora il Viminale teme saldature con altri ambienti: «Sindacalismo di base, precari, cassaintegrati. Piccoli gruppi organizzati, misti a focolai di spontaneismo violento». Prove generali. «Cercano vetrine - dice un investigatore - nel 2006 era la lotta contro la Tav, oggi quella contro i rettori, domani il G8. La piazza è funzionale all’obiettivo politico. Lo scontro, una catarsi».


20 maggio 2009 - Varese news

Aviapartner Malpensa condannata per attività antisindacale
Lo ha deciso il giudice del tribunale di Busto Arsizio, Francesca La Russa: la società di handling condannata alla consegna dei tabulati dei dipendenti e a collaborare con la commissione elettorale

Malpensa - Aviapartner Malpensa condannata per attività antisindacale. Lo ha deciso il giudice del tribunale di Busto Arsizio, Francesca La Russa. Che ha depositato il decreto nella causa promossa dalla Cub Trasporti contro la società di handling perché questa non ha collaborato con la commissione elettorale per consentire all’elezione delle Rsu. Il giudice ha ordinato ad Aviapartner la consegna dei tabulati dei dipendenti e di collaborare con la commissione elettorale: «Ora finalmente anche i lavoratori Aviapartner di Malpensa, potranno eleggersi i propri rappresentanti - commentano i rappresentanti del Cub Trasporti -. Sempre con Aviapartner, ieri presso l’ufficio provinciale di Varese tre lavoratori precari, hanno conciliato ottenendo, due l’assunzione definitiva ed uno un risarcimento danni per la rinuncia al posto di lavoro. Prosegue quindi, la lotta al lavoro precario in Aviapartner con decine di lavoratori che si sono rivolti alla nostra organizzazione, per ottenere, come avvenuto per altre realtà di malpensa, la regolarizzare di tutti i precari. Inoltre questa mattina abbiamo aperto la procedura per le elezioni delle Rsu in "Air Pullman noleggi", altra società operante a Malpensa, nella quale i lavoratori non hanno mai potuto eleggere i propri rappresentanti».


20 maggio 2009 - L'Eco del Chisone

Avrebbero imposto l'ipoteca sui beni dell'azienda a garanzia dei debiti negli Usa
PREOCCUPAZIONE PER I 300 DELL'EUROBALL:
L'AZIENDA HA ANCORA UN FUTURO?
Il direttore Trombetti: «Non smentisco, ma è prematuro parlarne» - Arriva Gentry
di Alberto Maranetto

Pinerolo - Mercoledì Frank Gentry, vice-presidente e managing director, in breve il numero uno della Precision Bearing Components, divisione della società americana NN.Inc appena giunto a Pinerolo, incontrerà le Rsu dello stabilimento pinerolese della società del gruppo, NN Europe, sito meglio conosciuto con la vecchia denominazione NN Euroball. Cosa dirà alle rappresentanze sindacali ancora non si sa. La preoccupazione tra i lavoratori è molta, vista l'attuale situazione di crisi dei mercati, soprattutto nel settore metalmeccanico. Crisi che non ha risparmiato lo stabilimento pinerolese, con la decisione dell'azienda di richiedere la cassa integrazione straordinaria per i suoi 300 dipendenti. Richiesta sottoscritta dalle maggiori sigle sindacali, ma respinta dal sindacato di base Alp Cub. Nei giorni scorsi inoltre il sindacalista della Fim Cisl Enrico Tron ha inviato una lettera al presidente e Ceo della NN.Inc, Rederick Baty, per chiedere di fare chiarezza sulle strategie del Gruppo in Italia. Come molti sapranno, la Euroball a Pinerolo produce sfere per cuscinetti. Il suo principale cliente è la Skf, che recepisce circa il 40 per cento del venduto, ma le previsioni fatte dalla casa madre affermano che la percentuale nei prossimi anni scenderà progressivamente al 24 per cento. La sede pinerolese, a cui fanno capo altri quattro stabilimenti sparsi per l'Europa, sta attraversando un momento difficile dal punto di vista delle vendite, come del resto tutto il comparto legato all'auto. Ma a patire è l'intero Gruppo, in modo particolare negli Stati Uniti: la Casa madre americana nel primo trimestre del 2009 ha dichiarato un calo delle vendite di 63,6 milioni di dollari, pari a un -52,3 per cento rispetto al risultato dello stesso periodo dell'anno precedente, quando il fatturato fu di 121,5 milioni. Un crollo che ha causato una perdita di 9,5 milioni di dollari nel primo trimestre. In un anno il titolo NNbr quotato al Nasdaq è sceso da un massimo di 17,37 dollari all'attuale 1,30, toccando un minimo di 0,83. Una situazione difficilissima che ha costretto la società a prendere drastici provvedimenti, tra cui la chiusura di stabilimenti negli Stati Uniti e in Europa (Irlanda). Fonti attendibili a cui si è rivolto il nostro giornale affermano che la NN.Inc, in seguito alla grave crisi in cui si trova e la pesante perdita di capitalizzazione del titolo NNbr in borsa, si sarebbe trovata nella necessità di reperire risorse finanziarie fresche dalle banche o comunque di far fronte alla richiesta di nuove garanzie con le stesse per i debiti già contratti. A questo punto (e il fatto sarebbe grave per le sue ripercussioni), ai dirigenti della NN Europe, che ricordiamo ha la sua sede di riferimento nello stabilimento di Pinerolo, i vertici americani avrebbero manifestato l'intenzione di dare in garanzia alle banche i beni aziendali della società e in particolare di ipotecare gli immobili di corso Torino (leggi lo stabilimento). A questa richiesta si sarebbero opposti i manager italiani, tra cui le due figure principali del management, il direttore generale della NN Europe Nicola Trombetti e il direttore finanziario Mario Montù. Facile comprendere i motivi di questa contrarietà: ipotecare i beni italiani della NN Europe per garantire i debiti della Casa madre americana significherebbe legare indissolubilmente i destini delle due società. In sostanza, se l'americana NN.Inc fallisse, le banche potrebbero mettere in vendita lo stabilimento di Pinerolo senza preoccuparsi del futuro industriale dell'azienda, che altrimenti sarebbe in grado di sostenersi da sola. La rottura sarebbe arrivata al punto che i vertici americani avrebbero deciso di sospenderli dall'incarico e di riunire il Consiglio di amministrazione della società inserendovi propri manager e di dare il via alle ipoteche. Di fatto oggi le decisioni che riguardano lo stabilimento pinerolese verrebbero prese dallo stesso Gentry. Per alcune settimane i due manager italiani non sono stati visti in azienda. Nei giorni scorsi nel suo ufficio è ricomparso Nicola Trombetti, che siamo riusciti a contattare telefonicamente nel pomeriggio di giovedì. A lui abbiamo chiesto se era in grado di smentire queste informazioni. «Non intendo smentirle - è stata la risposta -, questa è materia trattata a livello americano». Di fronte alla nostra insistenza Trombetti ha poi aggiunto: «Non intendo smentire e nemmeno confermare, non faccio commenti, posso solo dire che mi sembra prematuro parlare di questa cosa». Sempre su nostra richiesta Trombetti ha confermato di ricoprire ancora l'incarico di direttore generale della NN Europe. Contattato telefonicamente nella propria abitazione, l'amministratore finanziario Montù non si è discostato dalla linea tenuta dal direttore generale: «Non smentisco nulla, ma non intendo commentare i fatti che mi ha raccontato» è stata la risposta laconica. Per quanto riguarda invece la situazione dell'azienda, ancora il direttore generale ha ammesso la situazione difficile, ma dice: «Stiamo cercando di affrontarla al meglio, nel mese di maggio abbiamo avuto qualche timido segnale positivo».


20 maggio 2009 - La Nazione

Gli anarchici ricordano le conquiste di Meschi
CONVEGNO AL "GERMINAL"

CARRARA - GIUSEPPE Di Vittorio sta alla Cgil, come Alberto Meschi sta alla Camera del Lavoro di Carrara. La figura del sindacalista anarchico fautore della azione diretta e delle cooperative operaie, l'uomo che ha fatto la storia del sindacato a Carrara è stata ricordata in un convegno organizzato dal gruppo anarchico Germinal nelle sale del circolo di piazza Matteotti, in occasione del 130° anniversario della nascita. Emiliano di origine (era nato a San Donnino, l'attuale Fidenza, nel 1879) per molti anni, prima del Fascismo e nel secondo dopoguerra, Meschi ha rappresentato le istanze del mondo del lavoro carrarese. «DUE ANNI fa è stato detto in apertura dei lavori abbiamo ricordato Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti (i due anarchici innocenti condannati alla sedia elettrica per rapina negli Usa, nel 1927, ndr.), oggi Meschi e prossimamente sarà la volta di Franco Serantini (lo studente anarchico ucciso a Pisa nel 1972 negli scontri con la polizia, ndr.)». Dei primi passi del sindacalista ha parlato Massimiliano Giorgi. Dopo un paio di anni in Argentina, nel 1909 Meschi arriva alla Spezia e da qui a Carrara nel 1911 con la Camera del Lavoro che è allo sbando fin dal 1905 dopo le disfatte subite. L'intervento in un comizio colpisce favorevolmente i vertici sindacali che lo propongono segretario provvisorio per poi confermarlo definitivamente. Inizia la lunga stagione di Meschi con gli scioperi e le conquiste più significative: il diritto alla pensione nel 1912, le 8 ore per i marmisti nel 1913, il lungo boicottaggio tra la fine del 1913 e linizio del 1914 in risposta alla serrata, una vertenza di portata nazionale che però rinforza la Camera del Lavoro che passa dai 1300 ai 6000 iscritti, ma che è caratterizzata anche dai contrasti tra la componente anarchica e quella socialista. LE VICENDE del primo dopoguerra sono state raccontate da Gino Vatteroni. Anni di scioperi, di boicottaggi e di conquiste importanti come l'orario di lavoro portato a 6 ore e mezzo, conteggiate dal poggio. L'esilio durante il fascismo è stato l'argomento di Italino Rossi che ha ripercorso i soggiorni all'estero, prima a Parigi, poi in Spagna, i rapporti con l'equivoco Ricciotti Garibaldi. Nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda sul sindacalismo di base moderata da Andrea Ferrari della Fai. Sono intervenuti Cosimo Scarinzi (Cub scuola), Guido Borroero (Usi), Claudio Galatolo (Unicobas scuola) e Giovanni Pedrazzi (Cobas marmo). «L'opera di Meschi ha detto Pedrazzi è unica e ancora attuale ed è un punto di riflessione per tutto il movimento nonostante da più parti si tenti di scardinarla. Il suo insegnamento si basa sulla unità di lotta per battere i padroni». Maurizio Munda


19 maggio 2009 - Dire

Università, Rdb-cub al Ministero: ''Porteremo le istanze anti G8''

Roma (Dire) - La Rdb-CUb Universita', che alle 18.00 di oggi e' convocata al ministero dell'Istruzione, denuncia "la repressione operata contro il dissenso espresso da studenti e lavoratori che manifestano contro chi vuole ridurre l'universita' a impresa, scaricando i costi della crisi su lavoratori precari e studenti". Nell'incontro dichiara Pietro Di Gennaro, della direzione nazionale del sindacato, "porteremo le istanze della protesta anti G8 dell'universita'. Il disegno di legge quadro in materia di organi di governo, organizzazione e valutazione del sistema universitario proposto dal Ministro avvia una riforma autoritaria che, con l'abolizione delle elezioni dei rappresentanti della comunita' universitaria nei consigli di amministrazione, accelera il processo di aziendalizzazione privatistica degli atenei italiani".

ASILI. PROSSIMA SETTIMANA NUOVO TAVOLO SINDACATI-ASSESSORI

(DIRE) Roma, 19 mag. - Trovare una soluzione prima del prossimo 1 settembre, ovvero prima che inizi il prossimo anno scolastico, sapendo che sul tavolo la posta in gioco e' alta: da una parte i lavoratori e dall'altra l'utenza, che in questo caso e' rappresentata dai bambini romani. E' questo l'obiettivo che si e' data la commissione capitolina alle politiche educative, presieduta da Antonio Gazzellone, che questa mattina, come previsto gia' dalla scorsa settimana, si e' riunita per affrontare la delicata questione legata agli asili nido. In commissione era prevista la presenza degli assessori Enrico Cavallari e Laura Marsilio, ma mentre quest'ultima era rappresentata dalla responsabile del dipartimento per le relazioni sindacali, non c'era alcun rappresentante dell'assessorato al Personale. Sul tavolo c'e' il problema legato al servizio asili nido e il conseguente adeguamento degli organici che ieri ha portato, nonostante ci sia un tavolo sindacale aperto, le lavoratrici dell'Rdb-Cub a scioperare. La riunione della commissione di questa mattina e' servita per fissare alcuni paletti. "Primo fra tutti- precisa Gazzellone- la ferma volonta' di trovare una soluzione nell'interesse dei lavoratori e dell'utenza. Questa commissione non vuole essere un tavolo alternativo a quello sindacale, piuttosto sara' un luogo di monitoraggio e, se possibile, di indirizzo fattivo. Per questo invitiamo assessorati e parti sociali a sbrigarsi". L'invito del consigliere comunale pare recepito visto che gia' la prossima settimana parti sociali e assessorati dovrebbero tornare a discutere la bozza presentata dall'assessore Marsilio. Il giorno dopo si riunira' la commissione che invitera' nuovamente non solo gli assessori alle Politiche educative e al Personale, ma anche quello al Bilancio. Parte dei problemi sul tavolo, infatti, deriverebbero dalle "difficolta' economiche in cui versa il Campidoglio" ed e' quindi "necessario sapere quali sono i margini di manovra dell'assessore Castiglione". Fra questi l'ipotesi, ventilata dal responsabile l'assessorato alle Politiche educative presente in commissione, di "anticipare le assunzioni, previste per il 2011", delle 150 unita' neovincitori di concorso e i cui nominativi saranno resi noti a giorni. Perplessita' sulla bozza per lo "sviluppo del servizio e dell'adeguamento degli organici" dei nidi presentata dall'assessore Marsilio e' stata esposta dalle due siglie sindacali presenti in commissione. "La situazione dei nidi- ricorda Massimo Mattioli della Cisl- e' sempre piu' critica. Il problema riguarda essenzialmente l'organico e le graduatorie dei Municipi. E' necessario ad esempio che le supplenze ci siano e che siano tempestive ma il metodo che ci e' stato proposto non ci pare il piu' idoneo a risolvere il problema". Piu' critica la posizione di Roberto Betti dell'Rdb-Cub. "Non ci si puo' trincerare dietro i conti in rosso- dice- A Roma la situazione degli asili e' drammatica e quest'amministrazione, come del resto quella Veltroni, non sta prendendo il problema nella giusta maniera. Non e' possibile che a costare sia sempre e solo il personale, mentre non si focalizzi l'attenzione sulle altre spese che hanno gli istituti che, presentando un semplice scontrino, possono pagare un chilo di banane biologiche 10 euro a fronte dei 2,5 euro che spende una massaia per acquistare le stesse banane".

ASILI. ECCO COSA PREVEDE LA BOZZA MARSILIO SUGLI ORGANICI

(DIRE) Roma, 19 mag. - La prossima settimana i sindacati e l'amministrazione capitolina si siederanno nuovamente attorno al tavolo per discutere la bozza presentata dall'assessore capitolino alle Politiche educative, Laura Marsilio, relativa allo "sviluppo del servizio e all'adeguamento degli organici" degli asili nido di Roma. Ma cosa prevede in concreto la bozza? L'accordo tra amministrazione comunale e sindacati, sottoscritto il 7 novembre 2006, "ha contribuito- si legge- alla riconferma e al consolidamento dell'offerta educativa pubblica, alla stabilizzazione del personale educativo/scolastico precario e al graduale contenimento degli organici dei nidi attraverso l'adozione di nuove misure organizzative". Allo stesso tempo quell'accordo "ha posto in evidenza, anche in relazione all'intervenuto ampliamento dell'offerta, l'esigenza di alcuni aggiustamenti organizzativi, finalizzati soprattutto ad assicurare maggiore stabilita' nei modelli organizzativi e ad introdurre ulteriori elementi di semplificazione e di razionalizzazione, nel rispetto dei necessari standard di qualita' e dei bisogni dell'utenza". L'amministrazione ha quindi stabilito delle "linee prioritarie di intervento". Innanzitutto vengono individuate "tre sole tipologie di funzionamento dell'orario del servizio: 8-16.30; 7.30-17 e 7-18. Come orario standard andrebbe privilegiato quello 8-16.30, "da osservare in non meno del 60% dei casi", mentre le altre due fasce orarie verrebbero utilizzate, "solo in via subordinata", rispettivamente nel 30% e nel 10% dei casi. L'amministrazione ha quindi "proceduto, nella stesura dei bandi di iscrizione per l'anno scolastico 2009/2010, a una razionalizzazione dell'orario di funzionamento dei nidi riducendo sensibilmente il numero di servizi aperti con orario lungo e fissando l'orario standard in 8-16.30 contraendo in tal modo l'orario di apertura del servizio di un'ora". Da qui la proposta da parte dell'assessorato capitolino alle Politiche educative a "rivedere i vigenti accordi di settore. I nidi- si legge nella bozza- con un orario di apertura 7-18 sono diminuiti" e "il persistere di una presenza elevata di bambini lungo tutto l'arco della giornata non e' compatibile con la riduzione dell'organico prevista dall'accordo del novembre 2006", mettendo "in crisi l'articolazione organizzativa fondata sulla previsione di una maggior presenza di personale nelle ore centrali". Per i nidi che effettuano la fascia oraria 8-16.30 "dal monitoraggio effettuato si conferma l'efficacia della dotazione organica prevista a settembre 2008". Le cose cambierebbero, invece, per i nidi con tipologia oraria 7.30-17 e con capienza compresa tra i 47 e i 92 bambini. In questo caso l'amministrazione prevede un'integrazione dell'organico con un'educatrice con contratto part time al 75% al fine di garantire "una maggiore presenza di educatori nelle fasce critiche di entrata e uscita" oltre a "una maggiore stabilita' del personale". La bozza prevede l'assicurazione per tutte le tipologie di struttura "la copertura dell'organico di diritto con la sostituzione del personale educativo assente, anche per brevi periodi, con contratti a tempo determinato full time o part time, secondo la tipologia contrattuale dell'educatrice assente". Non si procederebbe, invece, alla sostituzione delle assenze brevi, di durata pari o inferiore a cinque giorni, "unicamente nella fattispecie in cui le frequenze degli utenti siano inferiori all'85% degli iscritti, compresa la quota del 15%". In tal caso per assegnare le sostituzioni garantendo la qualita' del servizio, l'assessorato ha proposto alcuni criteri. Ad esempio, in un nido con capienza 60 e orario 8-16,30 i criteri sarebbero: con una presenza di bambini inferiore all'85% (da 58 a 52), gli educatori sarebbero 11; con una presenza inferiore al 75% (da 51 a 45) gli educatori sarebbero 10; con una presenza inferiore al 65% (da 44 a 38) gli educatori sarebbero 9. Ma come rendere efficaci e tempestive le sostituzioni? "La consistenza di bambini ed educatori presa in considerazione per l'applicazione- prevede la bozza- sara' quella del giorno precedente". Per l'assessorato questa ipotesi "garantisce stabilita' dei modelli organizzativi ed educativi, assicura rilevanti elementi di semplificazione nelle procedure di gestione del servizio e del personale, consente di realizzare economie procedimentali con riferimento particolare agli uffici municipali di coordinamento e supporto e segna un ulteriore sviluppo dei processi di razionalizzazione avviati con le intese degli anni 2006 e 2007". La bozza verra' discussa al tavolo con i sindacati la prossima settimana, ma gia' questa mattina, nel corso della commissione alle Politiche educative, Cisl e Rdb-Cub hanno espresso parecchie "perplessita'" soprattutto in merito al modo con cui si vogliono gestire le sostituzioni. Per i sindacalisti "e' illogico basarsi sulle presenze del giorno precedente. Potrebbe capitare- dicono- che oggi sono assenti in una classe 8 bambini e che quindi domani non e' necessaria la sostituzione. Se, invece, domani la classe e' al completo l'educatrice dovra' lavorare con un numero eccessivo di bambini. E il discorso vale anche naturalmente nel caso contrario, ovvero potrebbe capitare che ci siano in una classe piu' insegnanti del previsto. Con questo metodo servirebbe- la considerazione dei sindacalisti- la palla di vetro".

ASILI. RDB: INSODDISFACENTI RISPOSTE DELLA POLITICA

(DIRE) Roma, 19 mag. - Ieri il personale degli asili nido della RdB-CUB ha scioperato e portato la propria protesta in consiglio comunale. "All'atteggiamento di sufficienza della Giunta le lavoratrici hanno risposto con grande dignita' e con fermezza, imponendo la loro presenza in Consiglio Comunale e la discussione di una mozione che, seppur non risolutiva, accende i riflettori sulla vertenza degli asili nido". Lo afferma Roberto Betti rappresentante sindacale della RdB Pubblico Impiego. "Assume toni farseschi- si legge in una nota- l'assenza dell'assessore Cavallari alla convocazione di questa mattina in Commissione Scuola e la presenza virtuale dell'assessore Marsilio, la quale ha delegato a rappresentarla una sindacalista della Cisl". "Auspichiamo- prosegue Betti- che il consiglio comunale svolga appieno il suo ruolo d'indirizzo politico, restituendo centralita' e qualita' al servizio pubblico e riaprendo una trattativa ferma da un anno, come si conviene alla Roma Capitale decantata dai nostri amministratori. Giovedi' prossimo, in occasione della discussione della mozione, le lavoratrici torneranno in Consiglio Comunale per invitare il sindaco a sottoscriverla e a concedere un incontro specifico alla nostra organizzazione sindacale che ha dato voce alle istanze delle lavoratrici e dei genitori".

ASILI. GAZZELLONE: PROFICUA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE

(DIRE) Roma, 19 mag. - "E' da definire proficuo l'incontro che ha consentito al Consiglio comunale, attraverso la commissione preposta, di approfondire la proposta di riorganizzazione e ampliamento del servizio asili nido presentata dall'assessore Marsilio. Il funzionario dell'assessorato, cosi' come concordato dall'assessore Marsilio, precedentemente impegnata in altri compiti istituzionali, e dal presidente della commissione, ha esaustivamente illustrato la proposta rispondendo alle diverse sollecitazioni mosse dai commissari e da alcuni rappresentanti, tra cui RdB, presenti ai lavori della Commissione stessa. I lavori sono terminati calendarizzando un prossimo incontro immediatamente successivo alla nuova convocazione del tavolo tra parti sociali e amministrazione comunale, in essere dal 6 maggio. Particolare attenzione sara' rivolta all'esito del concorso per 150 posti e alla necessaria ridefinizione delle graduatorie per le supplenze da realizzarsi su base municipale". Lo dichiara in una nota Antonio Gazzellone, presidente della commissione Scuola del Comune di Roma.

UNIVERSITA'. RDB-CUB A MINISTERO: PORTEREMO ISTANZE ANTI G8

(DIRE) Roma, 19 mag. - La Rdb-CUb Universita', che alle 18.00 di oggi e' convocata al ministero dell'Istruzione, denuncia "la repressione operata contro il dissenso espresso da studenti e lavoratori che manifestano contro chi vuole ridurre l'universita' a impresa, scaricando i costi della crisi su lavoratori precari e studenti". Nell'incontro dichiara Pietro Di Gennaro, della direzione nazionale del sindacato, "porteremo le istanze della protesta anti G8 dell'universita'. Il disegno di legge quadro in materia di organi di governo, organizzazione e valutazione del sistema universitario proposto dal Ministro avvia una riforma autoritaria che, con l'abolizione delle elezioni dei rappresentanti della comunita' universitaria nei consigli di amministrazione, accelera il processo di aziendalizzazione privatistica degli atenei italiani".

ATC BOLOGNA. UIL-RDB: SCIOPERO CONTRO L'ACCORDO SEPARATO
LE SIGLE CHE NON HANNO SOTTOSCRITTO INTESA: LAVORATORI BOCCIATELA

(DIRE) Bologna, 19 mag. - Non si fa attendere la reazione di Uil e Rdb all'accordo separato raggiunto all'Atc di Bologna da cinque sigle sindacali sugli aumenti salariali. Le due organizzazioni hanno deciso di proclamare uno sciopero e di invitare i lavoratori "a non votare un accordo di cui, ad oggi, non si conoscono i contenuti nonostante domani sia previsto l'inizio delle votazioni" per il referendum che deve approvare o meno l'ipotesi di accordo raggiunta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Faisa-Cisal, Ugl e Sdl. Domani inoltre, alle 11, Uil ed Rdb terranno una conferenza stampa sulla vicenda dell'integrativo aziendale.

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MERCOLEDI' 20 MAGGIO

(DIRE) Bologna, 19 mag. - Questi gli appuntamenti a Bologna e Provincia:....
11.00- Bologna (Atc-sede Uil/via Saliceto 3)- Conferenza stampa indetta da Cub-Rdb e Uil a seguito della notizia di un accordo separato firmato da Cgil, Cisl, Faisa, Ugl e Sdl, a tavolo di trattativa unitaria non ancora sciolto.


19 maggio 2009 - Ansa

G8: UNIVERSITÀ;RDB-CUB DENUNCIA REPRESSIONE CONTRO DISSENSO

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - La Rdb-Cub Università, riferendosi alla manifestazione contro il G8 torinese dei rettori, denuncia «la repressione operata contro il dissenso espresso da studenti e lavoratori che manifestano contro chi vuole ridurre l'Università a impresa, scaricando i costi della crisi su lavoratori precari e studenti». «Porteremo al ministero - dichiara Pietro Di Gennaro, della direzione nazionale Rdb-Cub in vista di un incontro oggi pomeriggio con i dirigenti di viale Trastevere - le istanze della protesta anti g8 dell'università. Il disegno di legge quadro in materia di organi di governo, organizzazione e valutazione del sistema universitario proposto dal Ministro avvia una riforma autoritaria che, con l'abolizione delle elezioni dei rappresentanti della comunità universitaria nei consigli di amministrazione, accelera il processo di aziendalizzazione privatistica degli Atenei italiani». «Cavalcando la demagogia del merito questo disegno di legge finisce nel ridicolo, legando l'adeguamento all'inflazione degli stipendi dei docenti universitari alla valutazione della loro didattica e ricerca» conclude il sindacalista ricordando che il patto di base ha già avviato le procedure per proclamare lo sciopero dei dipendenti pubblici.


19 maggio 2009 - Adnkronos

ROMA: RDB-CUB, SINDACO SOTTOSCRIVA MOZIONE SU ASILI NIDO

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - «Grande adesione allo sciopero del personale degli asili nido indetto per l'intera giornata di ieri». Lo sottolinea in una nota RdB-CUB, secondo cui «circa 700 persone fra lavoratrici e genitori, hanno partecipato al corteo cittadino al termine del quale hanno deciso di portare la loro protesta direttamente in Consiglio Comunale». «All'atteggiamento di sufficienza della Giunta - afferma Roberto Betti rappresentante sindacale della RdB Pubblico Impiego - le lavoratrici hanno risposto con grande dignità e con fermezza, imponendo la loro presenza in Consiglio Comunale e la discussione di una mozione che, seppur non risolutiva, accende i riflettori sulla vertenza degli asili nido». «Assumono toni farseschi - ha continuato Roberto Betti - l'assenza dell'Assessore Cavallari alla convocazione di questa mattina in Commissione Scuola e la presenza virtuale dell'Assessore Marsilio, la quale ha delegato a rappresentarla una sindacalista della Cisl. Auspichiamo che il Consiglio Comunale svolga appieno il suo ruolo d'indirizzo politico, restituendo centralità e qualità al servizio pubblico e riaprendo una trattativa ferma da un anno». «Giovedì prossimo - ha concluso il rappresentante di Rdb-Cub - in occasione della discussione della mozione, le lavoratrici torneranno in Consiglio Comunale per invitare il sindaco a sottoscriverla e a concedere un incontro specifico alla nostra organizzazione sindacale che ha dato voce alle istanze delle lavoratrici e dei genitori».

ROMA: GAZZELLONE (PDL), SU AMPLIAMENTO SERVIZIO ASILI NIDO INCONTRO PROFICUO
«PARTICOLARE ATTENZIONE AL CONCORSO PER 150 POSTI»

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - «È da definire proficuo l'incontro che ha consentito al Consiglio comunale attraverso la commissione preposta, di approfondire la proposta di riorganizzazione e ampliamento del servizio asili nido presentata dall'assessore Marsilio». Lo dichiara Antonio Gazzellone, presidente della commissione Scuola del Comune di Roma. «Il funzionario dell'assessorato, - ha aggiunto Gazzellone - così come concordato dall'assessore Marsilio e dal presidente della commissione, ha esaustivamente illustrato la proposta rispondendo alle diverse sollecitazioni mosse dai commissari e da alcuni rappresentanti tra cui RdB, presenti ai lavori della Commissione stessa». «I lavori - ha poi concluso il presidente della commissione scuola - sono terminati con l'organizzazione di un prossimo incontro immediatamente successivo alla nuova convocazione del tavolo tra parti sociali e amministrazione comunale creato il 6 maggio scorso. Particolare attenzione sarà rivolta all'esito del concorso per 150 posti e alla necessaria ridefinizione delle graduatorie per le supplenze da realizzarsi su base municipale».


19 maggio 2009 - Omniroma

ASILI NIDO, RDB: GIOVEDÌ OPERATRICI DI NUOVO IN CONSIGLIO

(OMNIROMA) Roma, 19 mag - «Grande adesione allo sciopero del personale degli asili nido indetto per l'intera giornata di ieri dalla RdB-CUB. Circa 700 persone, fra lavoratrici e genitori, hanno partecipato al corteo cittadino, al termine del quale hanno deciso di portare la loro protesta direttamente in consiglio comunale. All'atteggiamento di sufficienza della Giunta le lavoratrici hanno risposto con grande dignità e con fermezza, imponendo la loro presenza in consiglio comunale e la discussione di una mozione che, seppur non risolutiva, accende i riflettori sulla vertenza degli asili nido». Lo afferma in una nota Roberto Betti rappresentante sindacale della RdB Pubblico Impiego. «Assume toni farseschi l'assenza dell'assessore Cavallari alla convocazione di questa mattina in commissione Scuola e la presenza virtuale dell'assessore Marsilio, la quale ha delegato a rappresentarla una sindacalista della Cisl - prosegue - Auspichiamo che il consiglio comunale svolga appieno il suo ruolo d'indirizzo politico, restituendo centralità e qualità al servizio pubblico e riaprendo una trattativa ferma da un anno, come si conviene alla Roma Capitale decantata dai nostri amministratori. Giovedì prossimo, in occasione della discussione della mozione, le lavoratrici torneranno in consiglio comunale per invitare il Sindaco a sottoscriverla e a concedere un incontro specifico alla nostra organizzazione sindacale che ha dato voce alle istanze delle lavoratrici e dei genitori» conclude il rappresentante RdB-CUB».

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 19 mag - ....
Presidio dei lavoratori precari Ispra davanti al ministero dell'Ambiente, a cui aderisce la Rdb Cub per rilanciare il superamento del precariato, con la ripresa delle stabilizzazioni. Ministero dell'Ambiente, via Cristoforo Colombo 44 (ore 10)...

ASILI NIDO, GAZZELLONE (PDL): «PROFICUO INCONTRO IN COMMISSIONE»

(OMNIROMA) Roma, 19 mag - «È da definire proficuo l'incontro che ha consentito al consiglio comunale, attraverso la commissione preposta, di approfondire la proposta di riorganizzazione e ampliamento del servizio asili nido presentata dall'assessore Marsilio. Il funzionario dell'assessorato, così come concordato dall'assessore Marsilio, precedentemente impegnata in altri compiti istituzionali, e dal presidente della commissione, ha esaustivamente illustrato la proposta rispondendo alle diverse sollecitazioni mosse dai commissari e da alcuni rappresentanti, tra cui RdB, presenti ai lavori della Commissione stessa». Lo dichiara in una nota Antonio Gazzellone (Pdl), presidente della commissione Scuola del Comune di Roma. «I lavori sono terminati calendarizzando un prossimo incontro immediatamente successivo alla nuova convocazione del tavolo tra parti sociali e amministrazione comunale, in essere dal 6 maggio. Particolare attenzione sarà rivolta all'esito del concorso per 150 posti e alla necessaria ridefinizione delle graduatorie per le supplenze da realizzarsi su base municipale», conclude.


19 maggio 2009 - Apcom

Università/ Torino, l'Onda: Oggi corteo comunicativo non violento
Studenti in piazza: "Ieri cariche ingiustificate, noi tranquilli"

Torino (Apcom) - "Ingiustificate". Così gli studenti dell'Onda definiscono le cariche della Polizia contro i 'colleghi' scesi in piazza ieri a Torino, per manifestare contro il 'G8 dei rettori'. Per il corteo di oggi, però, gli studenti dell'Onda, che si stanno preparando alla manifestazione nazionale che attraverserà questa mattina le vie di Torino, si dicono tranquilli: "Ieri c'è stato un atteggiamento aggressivo da parte delle Forze dell'ordine, che lasciano presagire anche per oggi una clima di tensione - ha detto un esponente del movimento studentesco - ma noi siamo tranquilli. Porteremo in piazza le tematiche dell'Onda per difendere e costruire l'università come luogo di formazione di un vero senso critico. Vogliamo un corteo comunicativo non violento". Sono ingiustificate le cariche di ieri anche per i sindacati di base che oggi insieme all'Onda portano in piazza i disagi causati da povertà e precarietà: "Il disagio sociale c'è, esiste - ha dichiarato Rosanna Fragomeni della federazione piemontese Rdb-Cub - e vuole essere pacificamente e democraticamente espresso. Le cariche di ieri sono ingiustificate, soprattutto considerando che si trattava di un centinaio di studenti e hanno il solo scopo di alzare la tensione. C'è chi parla di privatizzare la scuola: almeno lasciateci dire che non siamo d'accordo". Intanto, a Torino, stanno arrivando pullman e treni da tutta Italia. Secondo le stime degli organizzatori del corteo si riuniranno da 4.500 a 6mila giovani che sfileranno partendo da Palazzo Nuovo per sette chilometri fino a raggiungere il Castello del Valentino, sede della facoltà di architettura dove i rettori stanno concludendo il ciclo di incontri cominciati ieri mattina.


19 maggio 2009 - Iris

G8 UNIVERSITA': ONDA, "CARICHE INGIUSTIFICATE"

(IRIS) - TORINO, 19 MAG - Le cariche della Polizia contro i 'colleghi' scesi in piazza ieri a Torino sono "ingiustificate". Così le definiscono gli studenti dell'Onda che protestano contro il 'G8 dei rettori'. Per il corteo di oggi, però, gli studenti dell'Onda, che si stanno preparando alla manifestazione nazionale che attraverserò questa mattina le vie di Torino, si dicono tranquilli: "Ieri c'è stato un atteggiamento aggressivo da parte delle Forze dell'ordine, che lasciano presagire anche per oggi una clima di tensione - ha detto un esponente del movimento studentesco - ma noi siamo tranquilli. Porteremo in piazza le tematiche dell'Onda per difendere e costruire l'università come luogo di formazione di un vero senso critico. Vogliamo un corteo comunicativo non violento". Sono ingiustificate le cariche di ieri anche per i sindacati di base che oggi insieme all'Onda portano in piazza i disagi causati da povertà e precarietà: "Il disagio sociale c'è, esiste - ha dichiarato Rosanna Fragomeni della federazione piemontese Rdb-Cub - e vuole essere pacificamente e democraticamente espresso. Le cariche di ieri sono ingiustificate, soprattutto considerando che si trattava di un centinaio di studenti e hanno il solo scopo di alzare la tensione. C'è chi parla di privatizzare la scuola: almeno lasciateci dire che non siamo d'accordo". Intanto, a Torino, stanno arrivando pullman e treni da tutta Italia. Secondo le stime degli organizzatori del corteo si riuniranno da 4.500 a 6mila giovani che sfileranno partendo da Palazzo Nuovo per sette chilometri fino a raggiungere il Castello del Valentino, sede della facoltà di architettura dove i rettori stanno concludendo il ciclo di incontri cominciati ieri mattina.


19 maggio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 18 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Duro attacco di Felice Casson all'Ispesl da 25 anni diretto da Antonio Moccaldi
* Dopo quasi 4 anni, miseri aumenti
* Incrementi contrattuali, le tabelle di Usi/RdB
* Rete Ventures chiede 5,6 milioni al Cnr
* Tornano le pubblicazioni «alla macchia»
* Cra, i precari occupano la sede e riaprono la trattativa
* Straniero con patente? L'Enea è off limits
* E' ufficiale, stop Cnipa. Pistella sottosegretario?


19 maggio 2009 - Leggo

Educatrici, mamme e nonni in corteo per denunciare i tagli agli asili comunali
Nidi, la carica delle maestre
di Lorena Loiacono
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Roma - Palloncini colorati, fischietti, bandiere e filastrocche da bambini "rivisitate" in chiave ironica: un corteo insolito, quello di ieri in occasione dello sciopero del personale dei nidi comunali, che ha visto sfilare per le vie del Centro circa 300 educatrici degli asili nido, supportate da genitori, bambini e qualche nonno.
Sotto un sole già estivo, la carica delle maestre dalla Bocca della Verità ha raggiunto il Campidoglio per denunciare disservizi e disagi in cui versano i nidi comunali: dopo il corteo, durante un’assemblea partecipata, un gruppo di maestre ha persino fatto irruzione in Consiglio comunale, forzando il blocco delle forze dell’ordine. «Abbiamo registrato una grande adesione, come ad esempio nei municipi 8, 19 e 16 - ha spiegato Caterina Fida, Rdb - alcuni nidi hanno dovuto chiudere. Protestiamo contro la riduzione di personale e contro il blocco del concorso pubblico per 150 assunzioni. Lo scorso settembre abbiamo subito il taglio di un’unità in ogni asilo, lavoriamo nel disagio ma le proposte dell’assessorato prevedono il mantenimento dei tagli: si tratta di uno smantellamento dei 191 nidi pubblici, a vantaggio dei 196 nidi privati convenzionati con il Comune». Malumori anche tra le mamme presenti, che si sono sentite negare l’iscrizione del figlio: secondo i dati della RdB sono circa 7000 i bambini in lista d’attesa. Oggi, in seguito alla protesta di ieri, incontro in Commissione scuola.


19 maggio 2009 - Corriere della Sera

Scuole dell’infanzia
Corteo delle educatrici, con i genitori, contro tagli e ridimensionamento del personale
Asili, la protesta arriva in Consiglio
Aula Giulio Cesare, tensioni. Marsilio: riduzioni d’organico sospese
di Simona De Santis

Roma - Prima palloncini colorati e canzoni a tema («Grazie Roma che privatizzi tutti i nidi ancora… e li mandi in malora!»). Poi il blitz nell’Aula Giulio Cesare, in pieno Consiglio comunale. Dopo aver sfilato da piazza Bocca della Verità a piazza dell’Ara Coeli, una cinquantina di educatrici dei nidi romani hanno portato la protesta fin dentro il Campidoglio: «Nessuna irruzione – spiega Cinzia Conti, una delle maestre pasionarie – volevamo solo partecipare ai lavori dell’assemblea e presentare una mozione, come si fa in democrazia: invece ci hanno spinto». Qualche momento di tensione, c’è stato. Forzando il blocco dei vigili urbani, le educatrici hanno interrotto i lavori del Consiglio e urlato le loro richieste: «Stop alle supplenze part-time e alla riduzione di organico negli asili comunali». A placare gli animi, sono intervenuti alcuni consiglieri comunali e il presidente della commissione Scuola, Antonio Gazzellone. «Spiace assistere a questi atti ingiustificati e violenti – commenta l’assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio –: le parti sociali sono al corrente degli sforzi che l’amministrazione comunale sta facendo per migliorare le condizioni di lavoro delle educatrici e il servizio dei nidi pubblici». E, oggi, è prevista la riunione congiunta delle Commissioni scuola e personale: «Abbiamo riaperto il tavolo sindacale il 6 maggio – continua Marsilio – e sospeso la riduzione di organico». È inoltre «ingiustificato l’allarmismo sul blocco del concorso per l’assunzione di 150 nuove educatrici perché prevediamo di stabilizzare le lavoratrici entro l’anno». Questa è «una protesta strumentale – conclude Marsilio –: abbiamo ereditato il sistema delle supplenze part-time e intendiamo eliminarlo. E a giugno si terrà il corso-concorso che porterà 800 precarie nelle graduatorie permanenti». Dall’opposizione ribatte, Umberto Marroni, capogruppo Pd: «In campagna elettorale il sindaco Gianni Alemanno aveva promesso 10 mila nuovi posti disponibili negli asili nido, ma dopo le promesse restano i problemi ». Le educatrici, intanto, non si arrendono. E, ieri, per lo sciopero delle Rappresentanze sindacali di base molti nidi hanno chiuso o funzionato ad orario ridotto (il 50% nel XVI Municipio): «Gli asili sono una conquista – sottolinea Olga Cammellucci, educatrice da 20 anni – perdere le competenze sviluppate sul campo dalle lavoratrici è una follia. E poi basta con la privatizzazione delle strutture (198 le private, contro 195 pubbliche) ». In piazza anche i genitori: «L’anno scorso non ci hanno accettato la bambina – dice Riccardo Mancini, 38 anni – ora siamo in lista nel nido "La Cometa" di viale Telese». E infine ieri in Consiglio comunale è mancato il numero legale al momento delle votazioni, le educatrici hanno gridato: «Buffoni ».


19 maggio 2009 - Radio Città Aperta

Asili nido: continuano i tagli al personale. Ieri lo sciopero delle RdB/CUB
di Marina D'Ecclesiis

Roma - Dopo la richiesta di dialogo ignorata, le rappresentanze sindacali di base del Comune di Roma hanno indetto uno sciopero che si è svolto ieri per l'intera giornata. Lo sciopero ha coinvolto anche famiglie e bambini che hanno sfilato da piazza Bocca della verità a piazza dell'Ara Coeli per poi concludersi con l'occupazione, da parte di una cinquantina di insegnanti, dell'aula Giulio Cesare proprio mentre era in corso il Consiglio comunale. "Nessuna irruzione - spiega Cinzia Conti, una delle maestre - volevamo solo partecipare ai lavori dell'assemblea e presentare una mozione, come si fa in democrazia: invece ci hanno spinto". Qualche momento di tensione, c'è stato. Forzando il blocco dei Vigili urbani, le educatrici hanno urlato le loro richieste ai consiglieri: blocco delle supplenze part-time e della riduzione di organico negli asili nido comunali. Per spiegare meglio i motivi della protesta è intervenuta ai microfoni di Radio Città Aperta Caterina Fida, rappresentante RdB-CUB delle lavoratrici dei nidi e delle scuole dell'infanzia, che ha denunciato: "I tagli sono stati effettuati sia dall'amministrazione passata che dalla giunta Alemanno; da Settembre 2007 è stata tagliata una persona negli organici degli asili nido e adesso, da Settembre 2008, un'altra. 400 posti di lavoro persi ma soprattutto svilimento del servizio". La nuova giunta di Destra, infatti, aveva promesso che avrebbe modificato questa situazione e avrebbe reintegrato almeno una unità nell'organico, ma tutto è fermo anzi "le proposte dell'assessore Marsilio vedono mantenere la riduzione dell'organico e le modalità di sostituzione del personale assente che penalizzerà ulteriormente gli asili nido" prosegue Caterina Fida. Ma non è tutto. A rendere bassa la qualità dei servizi offerti dai nido contribuisce la privatizzazione delle strutture: gli asili nido privati da circa 40 sono diventati 196; più di quelli comunali. Privati che per di più utilizzano sussidi pubblici. E si tratta di somme non esigue: si spende, infatti, dai 500 agli 820 euro a bambino e la qualità è bassa poiché non vi sono garanzie sulle effettive ore di lavoro che le educatrici dovrebbero fare. "Inoltre il controllo che dovrebbe fare il Comune viene effettuato dai funzionari educativi, già carichi di lavoro e se anche vengono segnalati problemi, nei fatti non vi sono adeguati correttivi" dichiara la rappresentante sindacale e conclude: "questi tagli al personale producono livelli educativi non adeguati e uno svilimento del servizio". Ieri durante il consiglio comunale è mancato il numero legale proprio quando era in previsione il voto su una mozione presentata dal Consigliere Alzetta che chiedeva l’impegno per la giunta a rivedere gli accordi relativi al settore scolastico-educativo sottoscritti dall’Amministrazione Comunale con i sindacati. Rabbia e sconcerto da parte delle maestre presenti in Consiglio. Stamattina inoltre è stata convocata una commissione alla quale non si sono presentati i due assessori. "La giunta sta sottovalutando le proposte per la stabilizzazione dei precari, le assunzioni e il potenziamento dei nido" ha commentato Roberto Betti, rappresentante RdB/CUB comune di Roma. Giovedì verrà votata la mozione e le rappresentanze sindacali RdB/Cub saranno nuovamente presenti in consiglio.


19 maggio 2009 - Liberaroma

Le educatrici dei nidi comunali in sciopero: occupata la sala consiliare
Lunedì hanno scioperato le educatrici dei nidi comunali. Per protestare contro una sostanziale riduzione dell’organico e contro la crescente volontà del Comune di privatizzare il settore a danno della qualità dei servizi. Tutto il contrario di quanto promesso in campagna elettorale un anno fa. La giornata è iniziata con un corteo colorato da piazza di Bocca della Verità al Campidoglio, proseguendo con un’assemblea nella sala della Protomoteca e culminando nella sala del consiglio comunale.
di Ylenia Sina
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Roma - Lunedì è stata un’importante giornata di sciopero e di rivendicazioni per le educatrici degli asili nido che ieri pomeriggio, durante l’assemblea pubblica nella sala della Protomoteca, hanno deciso di invadere con la propria protesta la sala consiliare capitolina, in risposta al silenzio dell’assessore delle politiche scolastiche ed educative, Marsilio, e di quello alle risorse umane, Cavallari. Per difendere la qualità del proprio compito e opporsi alla crescente privatizzazione del servizio un centinaio di educatrici di diversi municipi hanno aderito allo sciopero da RdB-CUB: prima hanno sfilato, accompagnate dalle famiglie e dai bambini, da piazza di Bocca della Verità fino al Campidoglio dove hanno liberato una cinquantina di palloncini che per qualche minuto hanno colorato il cielo dietro la statua del Marco Aurelio. Al centro della vertenza le decisioni unilaterali dell’amministrazione comunale rispetto agli asili nido, in base alle quali il prossimo anno scolastico si aprirà con una o due educatrici in meno. Oggi, dopo gli ultimi cinque anni, il numero dei nidi privati convenzionati ammonta a 196, un cifra ormai superiore a quelli comunali, 191 (4 strutture chiuse lo scorso anno). 17 mila le richieste di iscrizione e 7 mila i bambini che dovranno ricorrere ai privati. «A un anno dall’insediamento la giunta di Alemanno non ha ancora modificato l’accordo sulla riorganizzazione sul lavoro firmato il 7 novembre del 2006 dalla giunta Veltroni» spiega Caterina Fida rappresentante RdB-CUB delle lavoratrici dei nidi e delle scuole dell’infanzia «che prevede una completa riorganizzazione del servizio e si basa sul principio del contenimento dei costi soprattutto attraverso una riduzione degli organici e forme di flessibilità oraria delle lavoratrici». Negli ultimi anni, infatti, il comune ha incentivato la privatizzazione stanziando dei contributi che vanno dai 506 euro agli 826 euro mensili a testa ai nidi privati che accolgono i bambini in attesa nelle liste del comune. Questo abbatte notevolmente il costo per l’amministrazione che non si interessa di tutelare i lavoratori: infatti il personale che opera nei nidi convenzionati ha forme contrattuali diverse dai dipendenti comunali, con stipendi tabellari molto inferiori a quelli erogati dagli enti locali e condizioni di lavoro ancora più faticose. «Siamo qui per salvare il valore del nostro lavoro» continua Caterina Fida «perché non vogliamo che gli asili comunali diventino dei parcheggi ma che siano luoghi in grado di rispondere ai reali bisogni dei bambini e delle loro famiglie». «Lo sciopero di lunedì» ricorda Roberto Betti rappresentante sindacale di RdB-CUB al Comune di Roma «ha riguardato, seppur per una sola ora, tutto il personale comunale, indignato per il mancato rinnovo contrattuale, sia nazionale che decentrato e considera una vera e propria elemosina il pagamento di indennità di meno di 5 euro mensili a fronte dei 60 euro stanziati a partire da febbraio dal Governo destinati proprio al rinnovo contrattuale ». Intanto è stata rimandata al 21 maggio la discussione in consiglio della mozione presentata dal consigliere comunale Andrea Alzetta a causa della mancanza del numero legale di presenti in aula, improvvisamente venuto meno durante la discussione in aula in presenza delle educatrici. «Con questa mozione» spiega il consigliere Andrea Alzetta «chiediamo a Gianni Alemanno di incrementare l’offerta pubblica del settore, rivedere gli accordi e istituire un metodo che controlli i costi di gestione del sistema scolastico». «E la Marsilio dov’è? Boh!!» rispondono le educatrici sulle note di una canzoncina tanto nota ai loro bambini.


19 maggio 2009 - Libero

Asili nido in sciopero
Le maestre occupano l’aula consiliare
di Francesco Di Majo

Roma - Le educatrici delle scuole dell’infanzia e degli asili nido ieri hanno ottenuto un primo risultato verso la stabilizzazione delle precarie e per una "inversione di rotta" nelle politiche dei servizi all’infanzia e delle Politiche educative del Comune di Roma. Al primo punto dell’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale di giovedì prossimo sarà votata la mozione che ieri, per mancanza del numero legale, non è stata vagliata in Aula. Intanto stamattina alle 9,30 è stata convocata una seduta straordinaria della Commissione scuola dal suo presidente Antonio Gazzellone (PdL), a cui sono stati invitati a partecipare sia l’assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio, sia il suo omologo al Personale, Enrico Cavallari. Dopo aver manifestato in piazza del Campidoglio tutto il pomeriggio di ieri, le circa 200 educatrici che manifestavano hanno fatto una pacifica, anche se piuttosto "rumorosa", irruzione nell’Aula consiliare. Hanno ottenuto la scrittura di una mozione bipartisan da parte dei gruppi consiliari, che dà una chiara indicazione al sindaco e alla giunta per "l'incremento dell'offerta pubblica perquanto riguarda il settore scolastico ed educativo", si legge nel documento presentato in Aula Giulio Cesare, "rivedere tempestivamente gli accordi sottoscritti per il settore scolastico; reinternalizzare il servizio ausiliario poiché il settore privato non assicura una buona gestione del servizio" e anche per istituire una commissione ad hoc che determini "un'indagine e il monitoraggio sui costi di gestione del servizio "Global service" affidati alla Multiservizi Spa". Sono circa 3mila, tra scuole per l'infanzia e asili nido, le precarie del Comune che operano nel settore dei servizi educative resi ai bambini di Roma nelle strutture pubbliche esistenti. A fronte di queste 3mila persone, di cui una buona parte rientra nelle politiche, richieste dal Consigliò comunale, di reintegro e rafforzamento del pubblico nelle scuole, circa 150 donne, vincitrici di concorso pubblico, aspettano da settembre di essere immesse in ruolo e iniziare a lavorare. Ma nel documento di Bilancio votato dal Campidoglio, queste 150 persone dovrebbero aspettare fino al 2011 prima di poter operare il proprio mestiere nelle strutture pubbliche. Storia vecchia quella delle precarie della scuola, che affonda le sue radici già nella passata amministrazione capitolina che non seppe risolvere l'annosa questione della stabilizzazione delle maestre. Promesse di Veltroni e impegno dell'attuale giunta hanno dato lapossibilità, con il voto bipartisan di ieri, per poter dare inizio ad un nuovo corso delle Politiche educative del Comune. Già l'assessore alle Scuola, Laura Marsilio, aveva incontrato, appena insediata la nuova amministrazione comunale, le rappresentanze sindacali, impegnandosi a risolvere in breve tempo il problema del reinserimento. La mozione del Consiglio comunale sarà un incentivo in più per accelerare i tempi della stabilizzazione e dell'incremento dei servizi.


19 maggio 2009 - DNews

La protestaIrruzione in Comune, pronta una mozione
Asili, educatrici in piazza «Siamo una ogni 15 bimbi»
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Roma - Una nuvola di palloncini colorati, bandiere dell'Rdb Cub e tanti striscioni: la protesta dei lavoratori dei nidi comunali, genitori, bambini e qualche nonno è partita ieri pomeriggio da piazza Bocca del Verità, diretta a piazza S.Marco. «Questo sciopero - ha detto Caterina Fida dell'Rdb Cub pubblico impiego - è per protestare contro l'assessore capitolino Marsilio che non mantiene le promesse e che non reintegra l'organico nei nidi comunali. In base all'accordo del novembre 2006 - ha continuato - sono state ridotte le unità: 2 persone a nido. In totale, nella rete dei 191 nidi comunali abbiamo perso circa 400 persone. In queste condizioni non riusciamo a sviluppare i progetti educativi ed il rapporto 1 educatore a 6 bambini è quotidianamente sforato, arrivando ad un rapporto 1 a 12 o 1 a 15». La protesta è arrivata fino al Campidoglio dove è pronta una mozione. Le educatrici sono entrate in aula Giulio Cesare durante i lavori del consiglio per farsentirelalorovoce.


19 maggio 2009 - Liberazione

Asili nido, a Roma: «Situazione insostenibile»

Roma - «Gli Asili nido comunali a Roma sono 191, 4 sono chiusi dall'anno scorso. Lamministrazione non li apre e non sappiamo perché. Quest'anno le richieste di iscrizione sono state circa 17 mila, ma 7 mila bambini sono rimasti fuori. E' una situazione insostenbile». Lo ha dichiarato Caterina Fida,responsabile del settore asili nido per Rdd Cub–Pubblico impiego che ha organizzato ieri a Roma una manifestazione di protesta. «Nel giro di 5 anni il numero degli asili nido privati convenzionati ha superato il numero di quelli comunali, arrivando a 196 -- prosegue Fida - . II comine spinge verso la privatizzazione ma questa non è una soluzione indolore. Il nido privato non mantiene gli stessi standard di qualità, spesso è inadempiente e i controlli vergono fatti da funzionari del comune. che sono però oberati di lavoro. C'è poi la questione degli educatori che non hanno gli stessi contratti, molti sono precari, così si crea solo pcvertà sociale. Negli ultimi anni c'è stato un taglio degli organici e a ogni gruppo sono state tolte due unità. Vogliamo nidi educativi che risprtino i parametri».


19 maggio 2009 - Il Tempo

Asili, mamme e nonni in corteo

Roma - Una nuvola di palloncini colorati, bandiere rosse e tanti striscioni: la protesta dei lavoratori dei nidi comunali, mamme, bambini e qualche nonno è partita da piazza Bocca della Verità, diretta a piazza San Marco. La protesta era contro l'assessore Laura Marsilio «che non reintegra l'organico nei nidi comunali», dicono i manifestanti. Tra le motivazioni del corteo, la privatizzazione che sta portando avanti il Comune.


19 maggio 2009 - La Repubblica

Maestre degli asili protesta in Comune

Roma - TRECENTO maestre dei nido e delle materne comunali hanno protestato in Campidoglio contro la riduzione di personale. Intonando cori contro sindaco e assessore alla scuola hanno forzato il blocco dei vigili entrando in consiglio comunale e chiedendo 200 assunzioni e la revisione del rapporto numerico tra educatrici e bambini. Se ne oc cuperanno oggi in seduta congiunta le commissioni scuola e personale.


19 maggio 2009 - City

Maestre asili, protesta in consiglio

Roma - Trecento maestre di asili nido e scuole materne comunali hanno protestato ieri contro la riduzione di personale e per il blocco di un concorso pubblico per 150 assunzioni. Dopo il corteo nelle strade del centro, le maestre hanno fatto irruzione nell’aula del consiglio chiedendo di essere ascoltate.


19 maggio 2009 - Il Messaggero

Roma. Un giorno di sciopero per denunciare problemi quotidiani...
di LUCA BRUGNARA

Roma - Un giorno di sciopero per denunciare problemi quotidiani che proseguono da anni, un tentativo di irrompere in Consiglio comunale, qualche momento di tensione, la convocazione domani della commissione comunale scuola.
E’ questo il quadro della protesta di 300 tra educatrici, genitori e qualche nonna di bambini degli asili nido, per denunciare carenze di organico, assunzioni bloccate. Lo sciopero, organizzato dai sindacati di base, in molti nidi, non ha portato alla sospensione dell'attività, ma a una riduzione del servizio, come nel caso de La Filastrocca e Il Bruco anche se l'assessore alla Scuola del XVI municipio, Steri, per esempio, ha parlato «del 50% dei nidi del territorio, chiusi». Disagi inevitabili per le famiglie costrette ad organizzarsi per tenere il pupo.
Corteo pacifico fino alle 18 quando una delegazione di 20 manifestanti riunita in Protomoteca ha forzato il blocco dei vigili per entrare in Aula Giulio Cesare. Un rappresentante dell'Rdb, Stefano Betti, ha fatto cadere una transenna, gridando «Dovete ascoltarci», mentre le educatrici hanno chiesto un incontro con l'assessore Marsilio. Andrea Alzetta, consigliere della Sinistra-L’Arcobaleno, ha presentato una mozione proprio sul problema asili nido ma per la mancanza di numero legale tutto è stato rimandato alla seduta del 21 maggio. La situazione è tornata tranquilla, sono poi entrate altre mamme e il presidente della Commissione Scuola, Antonio Gazzellone ha spiegato che oggi si riuniranno le commissioni Scuola e Personale, con i rispettivi assessori.
Mamme ed educatrici, anche nonne, hanno sfilato dalla Bocca della Verità al Campidoglio, qualcuna anche con i figli in passeggino. «Chiediamo di non proseguire nel taglio degli organici - ricorda una delle educatrici, Claudia Mancinelli - e di assumere al più presto le 150 vincitrici del concorso: spesso non si riesce più a rispettare il rapporto di un'educatrice ogni 6 bambini».
L'assessore Marsilio garantisce l'impegno per potenziare il servizio. «La riduzione dell'organico - afferma - si basava sugli accordi ereditati, mentre abbiamo invertito la tendenza già lo scorso settembre. Il 6 maggio, inoltre, abbiamo presentato una proposta ai sindacati che, sulla base delle risorse, punta a migliorare la situazione: non si può assolutamente parlare di riduzione degli organici». La protesta ha coinvolto i sindacati di base. «E non i confederali - precisa l'assessore. - Abbiamo riaperto un tavolo di confronto proprio per migliorare il servizio. Per le assunzioni di chi ha vinto il concorso, saranno rispettati i termini del 2010 e, in qualche caso, arriveranno già nel 2009».


19 maggio 2009 - Abitare a Roma

Sciopero degli educatori scolastici
Il Presidente dell'XI Municipio Catarci: "Dove sono gli Assessori?"

Roma - Il 18 maggio si è svolto lo sciopero del personale educativo degli asili nido del Comune di Roma e la loro mobilitazione è giunta fino al Campidoglio "Insieme ad alcuni consiglieri comunali ed altri Presidenti di Municipio abbiamo accompagnato e sostenuto le rivendicazioni delle educatrici e delle famiglie – dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI -. Grazie alla massiccia presenza si è riusciti a far discutere una mozione proposta dal Consigliere Alzetta, dove, tra l’altro, si impegna il Sindaco e la Giunta ad una maggiore attenzione del settore scolastico-educativo, sulla carenza del personale di ruolo e supplente, nonché sui i livelli qualitativi del servizio." "Stride, e non poco, il completo disinteresse degli Assessori competenti, Cavallari e Marsilio, che hanno preferito evitare il confronto rendendosi irreperibili. Sciopero la mattina, assemblea il pomeriggio, protesta in Campidoglio a seguire: degli Assessori nessuna traccia, volatilizzati!" "Positivo, comunque, il risultato raggiunto della mobilitazione, con le problematiche degli asili nido che verranno calendarizzate a breve dal Consiglio Comunale. Nel corso dell’assemblea, svoltasi presso la Sala della Protomoteca, i Presidenti presenti - racconta Catarci - si sono dichiarati pronti ad organizzare una conferenza cittadina dei Municipi sugli asili nido. Invito fin da adesso gli Assessori Marsilio e Cavallari ad un confronto pubblico da svolgersi presso la sede del Municipio XI – conclude Catarci –, dove operatori del settore educativo possano confrontarsi con gli Amministratori Locali, per realizzare un progetto di miglioramento degli asili nido, che garantisca, da un lato, il pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e, dall’altro, il diritto delle famiglie romane ad usufruire al meglio di un servizio pubblico fondamentale." Sulla sciopero negli asili nido interviene anche il capogruppo del Pd in Campidoglio Marroni: "la protesta - afferma - evidenzia ancora una volta l’immobilismo dell’amministrazione Capitolina. Il sindaco 7 mesi fa ebbe a dire che ‘a Roma c’è fame e sete di posti di asili nido’ oggi al contrario potremmo dire che la Giunta di destra dopo un anno ‘affama e asseta i chi ha necessità di posti in asilo nido.’ In campagna elettorale Alemanno aveva promesso 10 mila nuovi posti disponibili negli asili nido, ma dopo le promesse restano i problemi. Dopo un anno, il bilancio è sconfortante: solo qualche decina di posti sono stati aggiunti in alcune strutture private, gli organici restano sottodimensionati, nonostante una parte del personale precario sia stato stabilizzato, come peraltro previsto dalla precedente giunta di centrosinistra. Nel frattempo nessuna nuova struttura pubblica è stata realizzata e per dare un servizio soddisfacente mancano ancora 600 educatrici. Risultato: quasi 9000 bambini restano fuori dagli asili nido e le educatrici non riescono a far fronte alle esigenze del servizio. Gli assessori competenti evidentemente sono stati più attenti a districarsi ideologicamente tra menù nostrani e quaresimali da contrapporre a quelli etnici, invece di preoccuparsi del bene delle famiglie romane, il cui reddito è minacciato dalla crisi economica e anche dai quei servizi che non funzionano".


19 maggio 2009 - La Nuova Ferrara

«C’è già tensione in fabbrica»
Allarme Cgil: in autunno «cassa» a rischio per 6mila. Sabato il sindacalista Rinaldini è stato buttato giù dal palco La crisi fa tornare vecchi timori
di STEFANO CIERVO

Ferrara non è Torino e qui nessuno tirerebbe giù dal palco per protesta o esasperazione un leader sindacale. Questo oggi. Il domani, quando ad esempio scadrà la Cassa integrazione per 6mila operai, è tutto da scrivere.
Le immagini del leader della Fiom, Gianni Rinaldini, spintonato giù tra la folla da un gruppetto di Sdl Cobas e disoccupati di Nola, sabato alla manifestazione Fiat, hanno riaperto ferite e resuscitato fantasmi. La crescente tensione nei posti di lavoro può riportare la violenza nella strumentario delle lotte sociali? «La tensione c’è e aumenterà in futuro - è la previsione di Giuliano Guietti, segretario provinciale della Camera del lavoro - perchè i problemi maggiori sono davanti e non dietro di noi. Senza il sindacato, però, sarebbe peggio perchè il governo è preda di un’inerzia totale: è facile ipotizzare un autunno-inverno davvero difficile». La Cgil ferrarese non ha in programma iniziative di piazza in queste settimane, comunque Guietti, per sdrammatizzare, annuncia in futuro «l’utilizzo di palchi bassi, sono più democratici e... meno pericolosi in caso di caduta». Cerca di entrare nello specifico Mario Nardini, segretario della Fiom: «La Fiat sta parlando della sorte degli stabilimenti solo con Gm, Opel, Angela Merkel e i borgomastri tedeschi. Così non va, è una situazione che crea tensione perchè se le previsioni di una sovracapacità produttiva del 30-40% sono vere, ci saranno ripercussioni pesanti anche sull’indotto. Proviamo a pensare alla Vm, ad esempio, che vende il 70-80% dei motori alla Chrysler, ma anche all’intera filiera della componentistica auto, da Romagna Ruote in giù». Più in generale, tra qualche mese scadrà la Cassa integrazione per circa 6mila lavoratori ferraresi, «non si parla più della proposta Marcegaglia di raddoppiare le settimane di Cig possibile, e gli industriali ancora non hanno firmato l’accordo regionale del 9 maggio sugli ammortizzatori in deroga - annota Nardini - Queste incertezze non aiutano».
Sbl Cobas è poco presente in provincia (qualche iscritto c’è alle Poste), ha però siglato un patto unitario con le Rappresentanze sindacali di base che invece sono forti nel pubblico impiego e la scorsa settimana hanno registrato «il 40% di adesioni al nostro sciopero Acft tra il personale in servizio - fa presente Claudio Grabinski - I Cobas erano al nostro congresso regionale di sabato, dove abbiamo discusso anche dei fatti di Torino. Per me, e l’ho detto a congresso, sono atti non giustificabili ma consequenziali alle politiche del governo e dei sindacati. Sì, anche della Fiom di Rinaldini che non ha firmato l’accordo sulla contrattazione ma sta ancora macinando per farlo prima o poi passare. Non aspettiamoci la pace sociale continuando a castrare i lavoratori».
Ma il serbatoio della tensione non contiene solo chi può pedere il posto da un giorno all’altro. «Bisogna guardare anche e soprattutto ai giovani - spiega Andrea Gandini, economista e sociologo del Cds - a chi ha 30 anni e pagherà questa crisi con il dimezzamento delle assunzioni nei prossimi anni e la prospettiva di non poter uscire dal lavoro nero o grigio. A Ferrara questa fascia è particolarmente ampia, visto che il tasso di disoccupazione giovanile è 5 volte quello totale, contro il 3,7 dell’Emilia e una media europea molto al di sotto di questi dati». I non-protetti si sentono scarsamente o per nulla tutelati da partiti e sindacati e stanno tentando di organizzarsi per conto loro, «c’è un sito internet promosso da una blogger, www.larepubblicadeglistagisti.it, che sta cercando di raccogliere i contributi dei giovani per una specie di carta dei diritti degli stagisti. Per ora sono aiutati dalle famiglie - è l’avvertimento di Gandini - ma chissà quanto potranno resistere». Una generazione a rischio, che potrebbe arrabbiarsi.


19 maggio 2009 - La Nazione

Pistoia. «A TORINO noi non eravamo nemmeno presenti...
di Simone Trinci

Pistoia - «A TORINO noi non eravamo nemmeno presenti. La presunta aggressione a Rinaldini è stata imputata allo Slai-Cobas, un'altra sigla». Parola di Cobas, quella confederazione sindacale di cui si parla pochino, spesso soltanto in seguito a fatti come quello che nei giorni scorsi ha visto protagonista il leader dei metalmeccanici Fiom. «Che a dirla tutta - dice lo storico coordinatore pistoiese, l'ex insegnante Carlo Dami - non è nemmeno vero che Rinaldini l'abbiano spinto giù dal palco. E' stata tutta una montatura mediatica e le foto potrebbero benissimo dimostrarlo». Dalle parole del responsabile locale dell'organizzazione, la Confederazione comitati di base si vuole presentare in altro modo: «Radicali sì, alla sinistra dei confederali pure, ma per parlare alla testa della gente, non alla loro pancia», dice. MA CHI SONO i Cobas a Pistoia? Con circa 200 iscritti sono una realtà meno radicata nelle fabbriche che non nelle scuole o negli enti locali. In tanti di quei luoghi, insomma, dove anziché portare il cilindro e speculare in borsa, il datore di lavoro ha la faccia del ministro, dell'assessore o del funzionario di partito. Appena lo scorso novembre, hanno espugnato le Rsu del Copit, storica roccaforte della Cgil («alla Lazzi no, perché lì le Rsu non ci sono mai state»), mentre da anni raccolgono consensi in un mondo, come quello della scuola, a prevalenza Cisl. Come Rsu, i Cobas sono presenti al liceo scientifico, al comprensivo «Raffaello» e all'istituto «Marchi» di Pescia. Erano nel Comune capoluogo, dove conservano tuttora alcuni iscritti, e segnalano la propria esistenza nelle rappresentanze interne a Publiacqua. «In settori come il metalmeccanico - dice ancora Dami - così come nelle piccole aziende siamo invece meno presenti, anche perché i lavoratori del privato hanno meno garanzie di quelli del pubblico. Essendo tagliati fuori dalle leggi sulle rappresentanze sindacali, non possiamo per esempio nemmeno partecipare alle assemblee retribuite. La gente è sì arrabbiata nera, ma spesso non disposta a dannarsi la vita per portare avanti battaglie sindacali». LA MAGGIOR parte dei 200 Cobas pistoiesi sono ex Cgil, qualcuno uscito per ragioni - se così si può dire - politiche, diversi per «motivi contingenti». «Spesso - racconta ancora Dami - la gente si rivolge a noi in seguito a situazioni particolari che non riesce a risolvere tramite gli altri sindacati. La stessa affermazione al Copit è seguita al malcontento generato da una situazione interna. Tempo fa - continua - anche se poi tutto finì in una bolla di sapone, per queste ragioni venimmo contattati da alcuni operai della Mas e delle cartiera di San Felice. Talora i lavoratori ci usano addirittura come minaccia nei confronti dei confederali: se non ci date quel che vogliamo, noi vi si fa i Cobas', dicono per ottenere quel che vogliono. Insomma, non corrispondiamo troppo agli stereotipi che circolano».


19 maggio 2009 - Il Tirreno

ASSEMBLEA
LE CONSEGUENZE DELLA CRISI

PISA - Domani alle 21.15, nella biblioteca comunale in Lungarno Galilei, si terrà un’assemblea-dibattito sul tema "Le conseguenze sociali della crisi e il ruolo della sinistra anticapitalista in Europa". Partecipano Virgilio Barachini (Unione Inquilini), Ciccio Auletta (Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa), Giovanni Bruno (Confederazione Cobas), Marco Santopadre (Rete dei Comunisti), Daniele Ippolito (Sinistra Critica), Silvia Gabbrielli (RdB/CUB Fed. Toscana). Introdurrà Andrea Venturi.


19 maggio 2009 - La Stampa

MURIALDO. L’ASSESSORE VESCO OGGI IN VISITA ALLA «BORMIDA»
La Regione al capezzale della cartiera

MURIALDO - L’assessore regionale al Lavoro, Enrico Vesco, domani sarà in visita alla cartiera «Bormida» di Murialdo per fare il punto sulla situazione della fabbrica con particolare riferimento al progetto di realizzazione dell’impianto biologico.
Progetto che, secondo il parere sia della direzione aziendale, sia dei sindacati e dell’amministrazione comunale, è di fondamentale importanza non solo per garantire la continuità produttiva della cartiera e migliorare contemporaneamente la qualità del prodotto, ma anche per una migliore qualità dell’ambiente sia all’interno, sia all’esterno dell’azienda di località Valle.
E proprio per quanto riguarda il depuratore, dopo che gli uffici della Provincia avevano bocciato il primo progetto presentato per un problema legato alla quantità dei prelievi dal fiume ritenuti troppo elevati rispetto alla portata del corso d’acqua, e dopo che un’assemblea pubblica che si era svolta in Comune e una serie di riunioni tra Provincia, azienda e rappresentanti dei lavoratori, in questi mesi sono stati effettuati dei sopralluoghi alla ricerca di nuovi pozzi.
Una vicenda per la quale era stato sollecitato un intervento anche da parte della Regione e che, proprio attraverso l’assessore Vesco, si era dichiarata disponibile ad occuparsene.
E, come concordato a suo tempo, entro fine mese si concluderà la fase di verifica della portata dei pozzi da cui appunto dipende la realizzazione dell’impianto biologico. «Solamente a quel punto - spiega Giampiero Icardo, dipendete della cartiera e rappresentante dei Cub Informazione, - sarà finalmente possibile porre le basi per dare avvio al progetto».
Ma non è l’unica novità, perché sempre entro la fine di questo mese è in programma anche una riunione tra la direzione aziendale e i delegati sindacali per verificare il piano di intervento che riguarderà la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura e degli impianti per garantire maggiore sicurezza sul posto di lavoro. Un piano che, secondo quanto stabilito, dovrebbe essere realizzato entro il 30 agosto di quest’anno.
Intanto, i 45 dipendenti della «Bormida» rimarranno in Cassa integrazione ordinaria «a rotazione» sino al 5 luglio prossimo. Il provvedimento era stato adottato nel novembre dello scorso anno e si sarebbe dovuto concludere il 12 aprile scorso, ma il persistere della crisi di mercato che non ha risparmiato e continua a non risparmiare neppure il settore della carta, ha costretto l’azienda a prolungarlo di altri tre mesi.


19 maggio 2009 - Il Gazzettino

Treviso. Il questore Carmine Damiano ha gradito davvero poco...

Treviso - (l.bert) Il questore Carmine Damiano ha gradito davvero poco gli scontri di piazza che sabato hanno turbato il clima di festa attorno al 157. anniversario di fondazione della polizia. Per diversi motivi, non ultimo il fatto che sono rimasti contusi (anche se in modo non serio) cinque agenti del reparto mobile di Bologna. Ma il problema di fondo è sempre quello: c’è modo e modo di protestare e di far valere le proprie ragioni. Il fatto che i no global abbiano scelto il loro, anarchico e ribelle come nel dna dei promotori, ha avuto delle conseguenze che presto si tradurranno in ipotesi di reato, fra cui l’organizzazione di corteo non autorizzato e la violenza a pubblico ufficiale, per almeno una ventina di manifestanti.
In questo momento gli uomini della Digos stanno procedendo all’identificazione di coloro che, oltre ad aver partecipato alla marcia, si sono scagliati contro il cordone di poliziotti che voleva impedire ai manifestanti di raggiungere piazza Vittoria, dove si stava svolgendo una manifestazione pacifica organizzata dai sindacati sul tema dell’immigrazione.
«Lo scontro c’è stato -ha detto Damiano davanti al taccuino dei cronisti- perchè gli attivisti di quel corteo pur non essendo graditi agli organizzatori dell’incontro di piazza Vittoria, hanno deciso di forzare il blocco imposto dalle forze di polizia. Noi abbiamo fatto tutti i passi necessari: prima cercando il dialogo, poi facendo alcune concessioni e prendendo atto della presenza di questa manifestazione non autorizzata. Non è bastato perchè alcuni individui facinorosi hanno deciso di aggredire verbalmente e fisicamente gli agenti dei reparti mobili. Ora ne pagheranno le conseguenze». Quali? «Appena saranno terminati gli accertamenti -continua Damiano- scatteranno le denunce verso i promotori di questi disordini». Ma nel mirino ci sono anche diversi extracomunitari. «Molti sono stati strumentalizzati a fini politici e hanno partecipato agli scontri. Adesso valuteremo molto attentamente la posizione di questi signori. Dirò di più: se hanno il permesso di soggiorno rischiano la revoca, se volevano richiederlo verrà respinto. L’episodio di cui si sono macchiati è molto grave e non ho intenzione di tollerarne altri». I fatti, come si ricorderà, sono accaduti sabato pomeriggio all’altezza del ponte di San Martino. Mentre in piazza Borsa e in piazza dei Signori si celebrava la festa della polizia, piazza Vittoria ospitava la manifestazione "Insieme per uno sviluppo inclusivo in una società solidale e sicura", messa in piedi da Cgil, Cisl e Uil in collaborazione con le associazioni degli immigrati. In piazza c’erano duemila persone che non pensavano di dover fare i conti anche con l’Adl "Associazione per la difesa dei lavoratori". Una ventina di aderenti al sindacato di base, vicino al mondo dei disobbedienti, è partito dalla stazione ferroviaria, raccogliendo adesioni cammin facendo, fino a trasformarsi in un serpentone di quasi 50 persone pronte a irrompere nel cuore del centro storico. Dove non sono mai arrivate.


18 maggio 2009 - Agenzia fotografica Eidon

Manifestazione contro la privatizzazione delle scuole materne e dei nidi
Guarda la galleria fotografica

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18 maggio 2009 - Omniroma

ASILI NIDO, MAMME NONNI E BIMBI IN CORTEO: NO RIDUZIONE PERSONALE

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - Una nuvola di palloncini colorati, bandiere dell'Rdb Cub e tanti striscioni: la protesta dei lavoratori dei nidi comunali, genitori, bambini e qualche nonno è partita da piazza Bocca del Verità, diretta a piazza S. Marco. «Questo sciopero - ha detto Caterina Fida dell'Rdb Cub pubblico impiego - è per protestare contro l'assessore capitolino Laura Marsilio che non mantiene le promesse e che non reintegra l'organico nei nidi comunali. In base all'accordo del novembre 2006 - ha continuato - sono state ridotte le unità: 2 persone a nido. In totale, nella rete dei 191 nidi comunali abbiamo perso circa 400 persone. In queste condizioni non riusciamo a sviluppare i progetti educativi ed il rapporto 1 educatore a 6 bambini è quotidianamente sforato, arrivando ad un rapporto 1 a 12 o 1 a 15». Tra le motivazioni della mobilitazione anche «la privatizzazione che sta portando avanti l'amministrazione comunale, - ha continuato Fida - perché è evidente la manovra che stanno conducendo: in pochi anni i nidi privati convenzionati sono passati da 40 a 196, superando anche quelli comunali». Tra gli striscioni esibiti: «Comune di Roma e il peggioramento dei servizi, due facce della stessa medaglia». E ancora «Vendesi nidi e materne comunali. Le casse comunali non trovano soldi per i supplenti ma danno ai privati 627 mila euro all'anno per ogni nido», «no alla privatizzazione, dai nidi alle università, la scuola pubblica non si arrenderà». Al corteo, formato da circa un centinaio di persone, hanno partecipato anche i precari dei nidi comunali. «Educatrici precarie nido in attesa di giudizio. A quando la data del corso-concorso?» si legge sullo striscione che hanno esibito. Tra palloncini e slogan di protesta anche alcuni cori, come la versione riadattata della nota canzone «Grazie Roma», trasformata per l'occasione in «Grazie Laura» e «dedicata» all'assessore capitolino alla Scuola, «che ci toglie il respiro e ce parla de tagli», recita in romanesco il testo della canzone.

MUNICIPIO XVI, STERI: «50% ASILI SONO COMPLETAMENTE CHIUSI»

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «Nel Municipio XVI alta l'adesione allo sciopero del personale educativo degli asili nido, indetto da Rdb-Cub. Cinque asili su dieci sono completamente chiusi, gli altri stanno 'lavorandò a regime ridotto con pochissime educatrici e bambini». Lo dichiara, in un comunicato stampa, Valentina Steri, assessore alla scuola del Municipio XVI. «La grande adesione allo sciopero dimostra come la situazione nei nidi abbia oramai superato, da tempo, la soglia della tollerabilità. La politica dei tagli agli organici -prosegue Steri - unita all'esaurimento delle graduatorie del personale supplente sta producendo un'emergenza quotidiana nelle strutture. Il personale educativo lavora in condizioni indicibili e i fuori rapporto sono sempre più preoccupanti. Ma il Comune di Roma, nonostante la denuncia continua del Municipio XVI, agli Assessori Marsilio, Cavallari e al Sindaco, è completamente assente e gli Assessori competenti disinteressati ai disagi che migliaia di famiglie e di bambini di questa città vivono ogni giorno». «D'altronde - conclude Steri - se per l'assessore al personale Cavallari, lo sciopero di oggi è 'assolutamente ingiustificatò capiamo bene le ragioni per cui oggi ci troviamo a fronteggiare una situazione di emergenza».

ASILI NIDO, TENSIONE IN CONSIGLIO PER IRRUZIONE EDUCATRICI

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - Un gruppo di educatrici di asili nido, in protesta da oggi, ha forzato il blocco della polizia municipale e si è riversato in aula Giulio Cesare dove è in corso la seduta di consiglio comunale. Momenti di tensione quando alcune educatrici, nel tentativo di entrare in aula consiliare dalla porta sul retro, sono state bloccate e poi strattonate dai vigili urbani che volevano impedirne l'accesso. «Marsilio, Marsilio, Marsilio!», hanno gridato le educatrici chiedendo di parlare con l'assessore capitolino alla Scuola Laura Marsilio. Mentre Stefano Betti, rappresentante dell'Rdb, irrompendo anche lui in aula Giulio Cesare, ha spinto una transenna facendola cadere e ha gridato: «dovete ascoltarci».

ASILI NIDO, CATARCI: «SOSTEGNO A PERSONALE COMUNALE IN SCIOPERO»

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «Mentre si continuano a lanciare accuse di assenteismo verso i dipendenti capitolini, in particolare verso le educatrici dei nidi, il concorso per l'assunzione di 150 di loro si trascina da oltre 4 anni non è ancora stata stilata la graduatoria per le assunzioni, che permetterebbe anche di aumentare la disponibilità delle supplenti. Ancora, ad oggi, non si è provveduto a definire la stabilizzazione di quel precariato storico del settore educativo e scolastico. Se gli assessori preposti avessero provveduto al disbrigo delle procedure burocratiche, di processi già avviati da un pezzo, non si assisterebbe a nessuna chiusura anticipata dei nidi. Bene fanno le rappresentanze di Base a mobilitarsi, il 18 maggio, proprio per la categorie delle lavoratrici degli asili nido, con lo sciopero di tutto il settore». Lo afferma, in una nota, Andrea Catarci, presidente del Municipio XI. «Preoccupano, poi, le dichiarazioni della Giunta sul fatto che nel Comune di Roma siano rimasti in servizio 'solò 93 precari da stabilizzare - prosegue Catarci -. Il numero del personale con contratto a termine è ben maggiore. Ci sono circa 500 vigili urbani con contratto in scadenza a fine 2009, stessa sorte per 33 impiegati provenienti da graduatorie concorsuali della Provincia e della Regione. Le assistenti sociali precarie, che ormai lavorano da più di 5 anni al Comune, sono quasi 100 e il loro contratto scadrà a dicembre 2010, come gli oltre 150 impiegati amministrativi e tecnici dispiegati su Municipi e Dipartimenti. A questi numeri vanno aggiunte le centinaia di precarie della scuola e degli asili nido» «Appare assurdo che, a distanza di un anno e mezzo dalla Deliberazione 88 del 2008 (Piano Assunzionale) non si stia procedendo con tempestività ad assumere le oltre 1.500 persone previste per il 2009 e che non sia stato ancora avviato un confronto con il Governo Nazionale al fine di stabilizzare i circa 1.000 precari storici che alla scadenza dei contratti potrebbero ritrovarsi disoccupati. Da un lato si garantirebbe un posto di lavoro stabile per circa 2.500 e dall'altro si garantirebbero l'erogazione di servizi essenziali per la cittadinanza. Se, infine, corrisponde al vero quanto dichiarato dall'Assessore al personale, sull'assunzione entro i primi di giugno di 200 istruttori amministrativi - conclude Catarci - , questo non fa che confermare il fatto che è possibile assumere e che quindi si può dare seguito all'intero piano assunzionale: 68 assistenti sociali, 600 vigili urbani, 150 educatrici, 53 geometri, nonché gli ulteriori 200 istruttori amministrativi».

ASILI NIDO, MARRONI (PD): «GIUNTA AFFAMA CHI HA NECESSITÀ POSTI»

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «La protesta negli asili nido evidenzia ancora una volta l'immobilismo dell'amministrazione Capitolina. Il sindaco 7 mesi fa ebbe a dire che 'a Roma c'è fame e sete di posti di asili nidò oggi al contrario potremmo dire che la giunta di destra dopo un anno 'affama e asseta i chi ha necessità di posti in asilo nidò. In campagna elettorale Alemanno aveva promesso 10 mila nuovi posti disponibili negli asili nido, ma dopo le promesse restano i problemi». Così in una nota il capogruppo del Pd in Campidoglio Umberto Marroni. «Dopo un anno, il bilancio è sconfortante - prosegue - solo qualche decina di posti sono stati aggiunti in alcune strutture private, gli organici restano sottodimensionati, nonostante una parte del personale precario sia stato stabilizzato, come peraltro previsto dalla precedente giunta di centrosinistra. Nel frattempo nessuna nuova struttura pubblica è stata realizzata e per dare un servizio soddisfacente mancano ancora 600 educatrici». «Risultato: quasi 9000 bambini restano fuori dagli asili nido e le educatrici non riescono a far fronte alle esigenze del servizio - conclude - Gli assessori competenti evidentemente sono stati più attenti a districarsi ideologicamente tra menù nostrani e quaresimali da contrapporre a quelli etnici, invece di preoccuparsi del bene delle famiglie romane, il cui reddito è minacciato dalla crisi economica e anche dai quei servizi che non funzionano».

ASILI NIDO, SPERA(PRC):CAMPIDOGLIO È DIVENTATO CASA PRIVATA ALEMANNO

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «Oggi vi è stato uno sciopero delle insegnanti delle scuole dell'infanzia e degli asili nido di Roma che vivono una situazione sempre più drammatica. Le strutture educative del Comune di Roma sono ormai prossime al collasso. Spesso non si riesce ad accogliere i bambini per mancanza di insegnanti, vi sono nuove strutture pronte che non avranno personale disponibile per l'apertura, ormai spesso si raggiunge il rapporto numerico di dieci bambini per insegnanti. La giunta, invece di fare un investimento su questi presidi educativi e sociali, un investimento sul futuro, li sta sempre più trasformando in un parcheggio in cui è difficile lavorare e portare avanti un progetto educativo di qualità. In realtà si vuole investire solo sulle strutture private che certo non possono offrire la stessa qualità del servizio. Nonostante questa situazione drammatica vada avanti da anni, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale, neanche oggi le educatrici hanno potuto incontrare nessun esponente della giunta né della maggioranza, anzi è stato impedito loro di accedere all'aula Giulio Cesare nonostante le sedute del consiglio per legge siano pubbliche. Evidentemente in Campidoglio non è più la casa di tutti i romani ma solo di Alemanno e della sua maggioranza». Lo dichiara, in una nota, Adriana Spera responsabile Enti locali del Prc.

ASILI NIDO, ROSSIN: «FINO A UN ANNO FA GOVERNAVA CENTROSINISTRA»

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «Lascia esterrefatti l'atteggiamento del centrosinistra che, ormai spregiudicatamente, non perde occasione per addossare all'amministrazione Alemanno colpe non sue. A leggere bene le dichiarazioni di alcuni esponenti dell'opposizione sembra che al governo fino a un anno fa ci sia stato il centrodestra. Così non è, e i risultati, negativi, si stanno mostrando in tutta la loro gravità a distanza di qualche mese». Lo dichiara in una nota Dario Rossin, capogruppo Pdl in Consiglio comunale: «Quanto sostenuto dall'opposizione in riferimento ad assunzioni mancate o precarietà del personale, di questa condizione è esclusivamente responsabile la dissennata politica perseguita dalle passate amministrazioni, che promettevano posti di lavoro ma non facevano i conti con le casse comunali prossime al dissesto. L'attuale giunta Alemanno, invece, sta provvedendo alla regolarizzazione di alcune situazioni difficili ereditate dal passato, garantendo una regolarità e un piano assunzionale serio, come previsto per i Vigili urbani. Una pianificazione che garantisce alla Capitale di poter affrontare coscienziosamente il problema legato al mondo del lavoro, escludendo, in via definitiva, l'errata prassi del passato del promettere senza mantenere».

ASILI NIDO, SASSOLI (PD): «COMUNE NON AIUTA GENITORI LAVORATORI»

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «La mia piena solidarietà ai bambini dei nidi comunali e ai loro genitori che oggi manifestano a Roma. È davvero surreale che una giunta che si dice vicino alle famiglie non affronti un tema così nodale. Il Campidoglio non aiuta di certo quei nuclei familiari dove entrambi i genitori lavorano». Lo afferma il capolista del Pd alle Europee nel Centro David Sassoli. «Oltre settemila domande inevase sono una cifra insostenibile e dopo i progressi delle giunte di centrosinistra con Alemanno rischiamo un pericoloso stop - dice Sassoli - Servono garanzie per tutti, famiglie e personale, per non gettare alle ortiche la preziosa esperienza dei nidi comunali».

COMUNE, TODINI: «DOMANI COMMISSIONE SCUOLA SU ASILI NIDO»

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «Ricordiamo ai colleghi di opposizione che già lo scorso dicembre, come primo segnale di discontinuità col passato, abbiamo stabilizzato una parte dei lavoratori precari del settore. A chi oggi critica, ribadiamo che sulla scuola, sui precari e sui problemi che investono questo primario settore della nostra città, serve un'attenta riflessione, soprattutto alla luce degli accordi sindacali conclusi proprio dalle passate giunte di centrosinistra, che si sono rivelati essere svantaggiosi per la pubblica amministrazione. In ogni caso, proprio domani mattina ci sarà una riunione della commissione Scuola su questo problema. Nessuno pensi di poter tirare per la giacchetta questa amministrazione, soprattutto senza aver fatto prima un ragionamento complessivo su questo argomento». Lo ha dichiarato, in una nota, il vicepresidente della commissione Scuola, Ludovico Todini.

ASILI NIDO, AZUNI (MISTO): RAFFORZARE OFFERTA STRUTTURE PUBBLICHE

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «Piena solidarietà alle educatrici degli asili nido comunali oggi in sciopero e ai genitori dei piccoli utenti di questi servizi. Una città come Roma che si appresta a diventare Roma Capitale deve dotarsi di servizi educativi e scolastici pubblici all'altezza del nuovo status. Se sono state presentate 18 mila domande per avere un posto in una struttura pubblica comunale è evidente che i romani si fidano della professionalità degli operatori dei nidi comunali e alle famiglie bisogna dare una risposta che faccia uscire la città dalla gravissima situazione determinata dalla cronica carenza di asili nido che mette in crisi ogni anno le famiglie. È quindi necessario intervenire sull'attuale modello organizzativo che in un'ottica di contenimento delle spese ha ridotto gli organici e ha drasticamente limitato il ricorso agli incarichi di supplenza provocando in alcuni municipi addirittura la chiusura anticipata dei nidi per mancanza di personale. In un momento di crisi economica come quello attuale è fondamentale dare sostegno alle donne e alle famiglie assicurando servizi di primaria importanza riducendone al minimo le esternalizzazioni». Lo afferma, in una nota, Maria Gemma Azuni di Sinistra Democratica (Gruppo Misto). «Occorre quindi rivedere gli accordi vigenti per il settore scolastico educativo reintegrando il personale prima dell'inizio del nuovo anno scolastico in un'ottica che riduca il ricorso al sistema di convenzionamento con il settore privato che crea problemi per la difficoltà di controllare la qualità del servizio reso e per l'eccessiva precarietà delle condizioni di lavoro e di retribuzione del personale impiegato - continua - Assicurare un rapporto educativo e una qualità del servizio adeguato allo scopo precipuo dei nidi che è quello di educare e non di assistere lo si ottiene solo se il Comune mantiene un ruolo alto come erogatore di servizi pubblici essenziali. Perciò se il Sindaco di Roma ha a cuore il personale comunale e i bambini rafforzi l'offerta pubblica dei nidi comunali investendo risorse economiche per il loro potenziamento».

ROMA: MARRONI (PD), SU ASILI NIDO SOLO PROMESSE DA ALEMANNO

Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - «La protesta negli asili nido evidenzia ancora una volta l'immobilismo dell'amministrazione capitolina. Il sindaco 7 mesi fa ebbe a dire che 'a Roma c'è fame e sete di posti di asili nidò oggi al contrario potremmo dire che la Giunta di destra dopo un anno 'affama e asseta chi ha necessità di posti di asilo nidò ». Lo dichiara Umberto Marroni, consigliere comiunale di Roma del Pd. «In campagna elettorale il sindaco di Roma Alemanno aveva promesso 10 mila nuovi posti disponibili negli asili nido, ma dopo le promesse restano i problemi - aggiunge - Dopo un anno, il bilancio è sconfortante: solo qualche decina di posti sono stati aggiunti in alcune strutture private, gli organici restano sottodimensionati, nonostante una parte del personale precario sia stato stabilizzato, come peraltro previsto dalla precedente Giunta di centrosinistra. Nel frattempo nessuna nuova struttura pubblica è stata realizzata e per dare un servizio soddisfacente mancano ancora 600 educatrici. Risultato: quasi 9000 bambini restano fuori dagli asili nido e le educatrici non riescono a far fronte alle esigenze del servizio». «Gli assessori competenti evidentemente sono stati più attenti a districarsi ideologicamente tra menù nostrani e quaresimali da contrapporre a quelli etnici, invece di preoccuparsi del bene delle famiglie romane, il cui reddito è minacciato dalla crisi economica e anche dai quei servizi che non funzionano», conclude Marroni.

ASILI NIDO, ROCCA (PDL): ACCUSE CENTROSINISTRA TORNANO A MITTENTE

(OMNIROMA) Roma, 18 mag - «Il centrosinistra continua ad alimentare una polemica sulla situazione degli asili nido. Ma lo fa in maniera talmente chiara, che in tutte le loro dichiarazioni si parla di: carenza del personale, stabilizzazione dei precari, contratti in scadenza. Chi, se non loro stessi, sono responsabili di questa situazione? Si parla di personale che deve essere stabilizzato da oltre 5 anni, di altri che vedranno scadere i loro contratti a breve, con il rischio di paralizzare alcune attività. La giunta Alemanno ha talmente chiaro questo problema che già in questo anno ha stabilizzato 1300 precari creati dalla giunta Veltroni. Pertanto, vista la situazione di incertezza che ci hanno lasciato, gli esponenti di opposizione potrebbero risparmiarci ogni giorno accuse che ci vediamo costretti a rispedire al mittente». Lo dichiara, in una nota, Federico Rocca, consigliere Pdl del Comune di Roma.


18 maggio 2009 - Ansa

ASILI NIDO:300 MAESTRE IN CORTEO, NO RIDUZIONI SÌ A CONCORSO

(ANSA) - ROMA, 18 MAG - Trecento maestre degli asili nido e delle scuole materne comunali stanno protestando in piazza del Capidoglio davanti al Palazzo Senatorio contro la riduzione di personale e per il blocco di un concorso pubblico per 150 assunzioni. I manifestanti, in prevalenza donne, sono partiti da piazza Bocca della Verità e lungo via del Teatro Marcello hanno intonato cori contro il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l'assessore comunale alla scuola Laura Marsilio. Il corteo era aperto da uno striscione con la scritta: «Vendesi nidi e materne comunali. Le casse comunali non trovano soldi per le supplenti ma danno ai privati 627 mila euro all'anno per gli asili».

ASILI NIDO: MAESTRE IRROMPONO IN AULA CONSIGLIO, ASCOLTATECI

(ANSA) - ROMA, 18 MAG - Forzando il blocco della polizia municipale una ventina di educatrici degli asili nido e delle scuole materne comunali sono entrate in aula Giulio Cesare durante i lavori del consiglio comunale. Un rappresentante RdB Cub che le accompagnava ha buttato giù una transenna e urlato di voler essere ascoltato. Le educatrici, tranquillizzate da alcuni consiglieri comunali, hanno chiesto di incontrare l'assessore alla Scuola Laura Marsilio alla quale esporre le proprie richieste: 200 nuove assunzioni e la revisione degli accordi sindacali sul rapporto educatrici-bambini per loro troppo sproporzionato. Una volta tranquillizzati gli animi sono state fatte entrare in Aula anche le altre maestre rimaste fuori mentre il presidente della commissione scuola Antonio Gazzellone spiegava alle maestre che domani mattina si riuniranno, in modo congiunto, le commissioni scuola e personale alla presenza degli assessori competenti.

ASILI NIDO: SMERIGLIO,SOLIDARIETÀ AD EDUCATRICI IN SCIOPERO

(ANSA) - ROMA, 18 MAG - L'assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione della Provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio esprime «piena solidarietà alle educatrici degli asili comunali che oggi scioperano». «In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando - afferma - è fondamentale non far venire meno strutture, come gli asili, in grado di supportare le famiglie». Per questo «auspico che vengano investite risorse per il miglioramento del servizio, che non si debba più assistere, come in alcuni casi è avvenuto, alla chiusura anticipata dei nidi e che siano seriamente prese in considerazione le proposte presentate dai sindacati e dalle lavoratrici».


18 maggio 2009 - Adnkronos

ROMA: PECIOLA (SA), DIETRO TAGLI AD ASILI NIDO VOLONTÀ DI PRIVATIZZARE

Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - «Piena solidarietà» è stata espressa da Gianluca Peciola consigliere provinciale della Sinistra l'Arcobaleno e coordinatore del gruppo federato della Sinistra in Provincia di Roma alle educatrici degli asili nido comunali in sciopero oggi «in difesa di questo essenziale servizio pubblico». «In campagna elettorale Alemanno aveva promesso 10mila nuovi posti disponibili negli asili nido - ha dichiarato Peciola - ma nell'agenda delle cose fatte non ce ne è traccia. In una città come Roma è necessario assicurare un rapporto educativo e una qualità del servizio adeguato alle esigenze delle famiglie». «La mia preoccupazione è anche che dietro alla riduzione dell'organico e del personale precario negli asili, che ha causato in questi mesi in alcuni Municipi della città la chiusura anticipata dei nidi per mancanza di personale - ha proseguito Peciola - si nasconda la volontà di aprire la strada alla privatizzazione del servizio. Non si trovano fondi per le supplenze e la graduatoria è esaurita da tempo, mentre vengono finanziati dal Comune i nidi privati». «Per uscire da questa situazione, che sta diventando una vera e propria emergenza a Roma - ha concluso il consigliere provinciale della Sinistra l'Arcobaleno - occorre al più presto provvedere alla riapertura delle graduatorie del personale supplente e alla stabilizzazione delle lavoratrici precarie».

ROMA: SASSOLI (PD), SU ASILI NIDO CAMPIDOGLIO NON AIUTA GENITORI CHE LAVORANO. 'OLTRE 7MILA DOMANDE INEVASE, CON ALEMANNO RISCHIAMO PERICOLOSO STOP'

Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - «La mia piena solidarietà ai bambini dei nidi comunali e ai loro genitori che oggi manifestano a Roma. È davvero surreale che una giunta che si dice vicino alle famiglie non affronti un tema così nodale. Il Campidoglio non aiuta di certo quei nuclei familiari dove i genitori lavorano». È quanto afferma David Sassoli, capolista del Pd alle Europee nel Centro . «Oltre 7mila domande inevase sono una cifra insostenibile e dopo i progressi delle giunte di centrosinistra con Alemanno rischiamo un pericoloso stop - ha proseguito - Servono garanzie per tutti, famiglie e personale, per non gettare alle ortiche la preziosa esperienza dei nidi comunali».

ROMA: ROCCA (PDL), CENTROSINISTRA ALIMENTA POLEMICHE SU ASILI NIDO

Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - «Il centrosinistra continua ad alimentare una polemica sulla situazione degli asili nido. Ma lo fa in maniera talmente chiara, che in tutte le loro dichiarazioni si parla di carenza del personale, stabilizzazione dei precari, contratti in scadenza. Chi, se non loro stessi, sono responsabili di questa situazione?». Lo dichiara Federico Rocca, consigliere Pdl del Comune di Roma. «Si parla di personale che deve essere stabilizzato da oltre 5 anni - prosegue Rocca - di altri che vedranno scadere i loro contratti a breve, con il rischio di paralizzare alcune attività. La giunta Alemanno ha talmente chiaro questo problema che già in questo anno ha stabilizzato 1300 precari creati dalla giunta Veltroni. Pertanto, vista la situazione di incertezza che ci hanno lasciato, gli esponenti di opposizione potrebbero risparmiarci ogni giorno accuse che ci vediamo costretti a rispedire al mittente».


18 maggio 2009 - Agi

ASILI NIDO: DECINE PALLONCINI COLORATI IN PIAZZA CAMPIDOGLIO

(AGI) - Roma, 18 mag. - E' terminata con il volo di decine di palloncini colorati in piazza del Campidoglio la manifestazione delle educatrici di asili nido, che hanno sfilato oggi in corteo da piazza Bocca della verita' alla piazza di Michelangelo. Le educatrici, circa un centinaio, sono salite sulla scalinata del Marco Aurelio per lasciar volare decine e decine di palloncini colorati in segno di speranza per il loro futuro lavorativo e, soprattutto, "per il futuro degli asili nido pubblici e dei nostri bambini", come hanno detto alcuni sindacalisti delle sigle Rdb-Cub dagli altoparlanti.

ASILI NIDO:EDUCATRICI, ALEMANNO-VELTRONI FACCE STESSA MEDAGLIA

(AGI) - Roma, 18 mag. - Le privativatizzazioni degli asili nido di Roma e' una medaglia a due facce: sul dritto il sindaco Gianni Alemanno, sul rovescio colui che lo ha preceduto in Campidoglio, Walter Veltroni. Si apre con questo striscione il corteo delle educatrici degli asili nido capitolini che aderiscono ad Rdb-Cub. All'ordine del giorno la protesta contro l'aumento degli asili nido privati, "che ormai sono 198 in tutta la citta', contro i 195 asili comunali", come spiega Claudia Gallo, educatrice in secondo municipio. E ad esacerbare gli animi ci sono i fondi comunali per le convenzioni con gli asili privati che ammonterebbero a "627 mila euro l'anno per ogni nido privato... e poi non trovano fondi per le supplenze". Proprio la questione delle supplenze e' ragione che ha portato proprio a piazza Bocca della Verita' circa 150 manifestanti: "il rapporto educatrici-bambino dovrebbe essere di uno a sei", spiega ancora Claudia Gallo, "ma, siccome non vengono sostituite le malattie ne i congedi parentali, si finisce sempre ad avere un rapporto di un educatrice ogni dieci-dodici bambini. Questo ci espone a tanti rischi, perche' se un bambino si fa male i genitori non ci pensano due volte ne si pongono alcun tipo di problema a procedere con una causa penale". E' una storia lunga quella della vertenza delle educatrici romena. Risale, addirittura, al 1997 anno delle prime graduatorie stilate dal comune di Roma. La precaria 'storica' Cinzia Conti spiega "dodici anni fa avevo gia' cominciato a lavorare, sempre part time, con supplenze. Avevo raggiunto i primi posti della graduatoria, ma l'accordo del novembre 2006 tra comune di Roma e Cgil, Cisl e Uil ha rimesso tutto in discussione: si e' introdotto il 'corso-concorso' che sottopone ad un esame le candidate ad un posto di ruolo. Come se dodici anni di esperienza non bastassero a far acquisire competenza necessaria". Cinzia ha oggi 38 anni e spiega che "lavorando 6 ore al giorno per 5 giorni alla settimana arrivo a guadagnare 1000 euro al mese dovendone pagare 980 di affitto. Vivo solo degli alimenti che mi versa mio marito, dal quale sono separata, e che mi consentono di crescere i miei due figli". Anche per queste persone, i manifestanti chiedono al comune, e in particolare all'assessore alla scuola Laura Marsilio, "di mantenere effettivo il rapporto numerico bambini-educatrici e di tornare ad investire negli asili pubblici perche' la sicurezza si declina anche con gli investimenti nei nidi che consentono a tante donne di andare a lavorare in tranquillita'". Un ragionamento, quello di Cinzia, che il corteo ha riassunto riadattando la musica di "Grazie Roma" un testo affatto lusinghiero diretto alla stessa Marsilia: "grazie Laura che ci fai piangere e inc... ancora".


18 maggio 2009 - Iris

ROMA, COMUNE: CATARCI "VICINO A PERSONALE COMUNALE IN SCIOPERO"

(IRIS) - ROMA, 18 MAG - "Mentre si continuano a lanciare accuse di assenteismo verso i dipendenti capitolini, in particolare verso le educatrici dei nidi, il concorso per l'assunzione di 150 di loro si trascina da oltre 4 anni non è ancora stata stilata la graduatoria per le assunzioni, che permetterebbe anche di aumentare la disponibilità delle supplenti. Ancora, ad oggi, non si è provveduto a definire la stabilizzazione di quel precariato storico del settore educativo e scolastico. Se gli Assessori preposti avessero provveduto al disbrigo delle procedure burocratiche, di processi già avviati da un pezzo, non si assisterebbe a nessuna chiusura anticipata dei nidi. Bene fanno le Rappresentanze di Base a mobilitarsi, il 18 maggio, proprio per la categorie delle lavoratrici degli asili nido". E' quanto dichiara Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI. "Bene fanno oggi le Rappresentanze di Base a mobilitarsi proprio per la categorie delle lavoratrici degli asili nido, con lo sciopero di tutto il settore." "Preoccupano, poi, le dichiarazioni della Giunta sul fatto che nel Comune di Roma siano rimasti in servizio 'solo' 93 precari da stabilizzare - prosegue il Presidente Catarci -. Il numero del personale con contratto a termine è ben maggiore. Ci sono circa 500 vigili urbani con contratto in scadenza a fine 2009, stessa sorte per 33 impiegati provenienti da graduatorie concorsuali della Provincia e della Regione. Le Assistenti Sociali precarie, che ormai lavorano da più di 5 anni al Comune, sono quasi 100 e il loro contratto scadrà a dicembre 2010, come gli oltre 150 impiegati amministrativi e tecnici dispiegati su Municipi e Dipartimenti. A questi numeri vanno aggiunte le centinaia di precarie della scuola e degli asili nido." "Appare assurdo che, a distanza di un anno e mezzo dalla Deliberazione 88 del 2008 (Piano Assunzionale) non si stia procedendo con tempestività ad assumere le oltre 1.500 persone previste per il 2009 e che non sia stato ancora avviato un confronto con il Governo Nazionale al fine di stabilizzare i circa 1.000 precari storici che alla scadenza dei contratti potrebbero ritrovarsi disoccupati. Da un lato si garantirebbe un posto di lavoro stabile per circa 2.500 e dall'altro si garantirebbero l'erogazione di servizi essenziali per la cittadinanza. Se, infine, corrisponde al vero quanto dichiarato dall'Assessore al Personale, sull'assunzione entro i primi di giugno di 200 Istruttori Amministrativi - conclude Catarci - , questo non fa che confermare il fatto che è possibile assumere e che quindi si può dare seguito all'intero piano assunzionale: 68 Assistenti Sociali, 600 Vigili Urbani, 150 educatrici, 53 geometri, nonché gli ulteriori 200 Istruttori Amministrativi."


18 maggio 2009 - Dire

ASILI. PROTESTA EDUCATRICI SI FERMA IN CAMPIDOGLIO

(DIRE) Roma, 18 mag. - Si e' fermata sotto le scale del Campidoglio la manifestazione di protesta delle educatrici degli asili comunali di Roma che lamentano tagli e carenza di personale. Le maestre hanno intonato cori contro Alemanno e Marsilio modificando le parole di celebri canzoni come "Grazie Roma" di Antonello Venditti o di canzoncine per bambini come "La pecora nel bosco". "Le casse comunali- recita uno striscione- non trovano soldi per le supplenze, ma danno ai privati 627mila euro piu' Iva all'anno per ogni nido". La manifestazione, organizzata dall'Rdb Cub, si sta ora spostando in piazza del Campidoglio dove le operatrici, ognuna delle quali ha con se' un palloncino colorato, verranno ricevute da alcuni consiglieri comunali. "Alemanno- dice Adriana Spera, ex capogruppo di Rifondazione e attuale responsabile degli Enti locali del Prc- nel bilancio stanzia 2,6 milioni di euro per l'ufficio stampa, oltre 11 milioni per l'ufficio di staff, svariati milioni per il servizio del Consiglio comunale, ma taglia sui nidi perche' preferisce puntare sui privati. La professionalita' che c'e' pero' negli asili pubblici non puo' essere garantita da quelli privati. Non c'e'- conclude Spera- piu' nemmeno una graduatoria delle supplenze e la cosa grave e' che a quanto sembra non si fara'".

ASILI. PROTESTA EDUCATRICI FINISCE IN AULA GIULIO CESARE

(DIRE) Roma, 18 mag. - Momenti di tensione in Aula Giulio Cesare quando circa 200 educatrici degli asili nido hanno provato a assistere alla seduta comunale dopo che, contrariamente a quanto promesso loro in precedenza, nessun esponente della maggioranza era andato a discutere in Sala della Protomoteca dei problemi che le hanno spinte oggi a scioperare. L'ingresso alle educatrici e' pero' stato vietato dai vigili urbani. A quel punto si e' creato un parapiglia e circa una ventina di ragazze, con in testa il sindacalista dell'Rdb Roberto Betti, ha fatto ingresso in Aula. A quel punto la situazione e' tornata sotto controllo anche grazie all'intervento del presidente della commissione Scuola Antonio Gazzellone. "Conosco le vostre richieste- ha detto loro- domani ho convocato una commissione congiunta con gli assessori alla Scuola e al Personale Laura Marsilio e Enrico Cavallari. In quella sede discuteremo di quanto chiedete". Alla domanda cosa accadra' se Marsilio e Cavallari non parteciperanno alla commissione, Gazzellone risponde: "Evidentemente si creera' un problema politico". Le lavoratrici, che oggi hanno scioperato, chiedono 200 nuove assunzioni contro le 14 promesse dall'assessore Marsilio e di rivedere il numero di insegnanti per classi che e' al momento di sole 2 unita'. Al momento tutte le circa 200 manifestanti si sono accomodate in Aula Giulio Cesare e stanno assistendo ai lavori.

ATC BOLOGNA. ACCORDO SEPARATO SUGLI AUMENTI: 250 EURO IN PIÙ
I SINDACATI: IMPEDITO AUMENTO ORARI; ORA PAROLA AL REFERENDUM

(DIRE) Bologna, 18 mag. - Accordo separato all'Atc di Bologna sugli aumenti contrattuali. Dopo oltre 16 mesi di discussione e 55 incontri, cinque sigle firmano con l'azienda di via Saliceto un'ipotesi di accordo che porta nelle tasche dei dipendenti 250 euro in piu' per il 2009 che diventeranno 300 nel 2010. Prevista inoltre una una tantum di altri 250 euro a titolo di arretrato per il 2008: arrivera' nelle buste paga di luglio. Si consuma cosi' la frattura che era nell'aria da settimane con, da una parte, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Faisa-Cisal Ugl e Sdl (che hanno raggiunto l'ipotesi di accordo e, dall'altra, Uiltrasporti ed Rdb che gia' alla fine della scorsa settimana si erano ritrovate da sole ad un tavolo di trattativa che avrebbe dovuto essere unitario. Si spacca dunque il largo fronte sindacale all'Atc e ora la parola passa ai lavoratori che, con il referendum, dovranno approvare o meno l'ipotesi di accordo: si tratta di un passaggio delicato dato che le richieste iniziali dei rappresentanti dei lavoratori erano piu' alte. I sindacati puntavano infatti ad un aumento di almeno 400 euro annuali, ma a fine aprile l'azienda ha fatto sapere che per rimpolpare lo stipendio c'erano a disposizione 500.000 euro, contro il milione e 100.000 euro chiesto dai sindacati. Tutto deriva dalla scelta di Comune e Provincia che, un anno e mezzo fa, hanno deciso di non erogare piu' un milione e mezzo per premiare con una una tantum l'aumento dei passeggeri trasportati. Atc ha di farsi carico di quel milione e mezzo, ma per chiudere il contratto sono rimasti "solo" 500.000 euro. Non a caso le cinque sigle che hanno raggiunto l'accordo oggi attaccano Comune e Provincia dicendo che la trattativa e' stata segnata dalla loro "scelta scellerata" di non erogare piu' quel milione e mezzo. Insomma, il rischio dei mini-aumenti mensili, nell'ordine dei 20 euro, si e' concretizzato, ma i cinque sindacati rivendicano la bonta' dell'ipotesi di accordo raggiunta. Perche' prevede aumenti di alcune indennita' e miglioramenti normativi per vari reparti. Ma soprattutto, "a fronte delle istanze dell'azienda, che richiedeva un aumento delle prestazioni di lavoro degli autisti oltre che il peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro, abbiamo raggiungo un aumento economico senza che vi siano incrementi dell'orario di lavoro", dicono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl, Sdl e Faisa-Cisal. Dunque, le cinque sigle danno un "giudizio complessivamente positivo della vertenza" e aspettano l'esito del referendum tra il personale: per domani, alle 21, e' stata indetta un'assemblea e da mercoledi' si apriranno le urne. Il verdetto e' atteso per il 27 maggio.

LAVORO BOLOGNA. CARLTON E INTERNAZIONALE, SCIOPERO IN HOTEL
RDB: ESTERNALIZZANO ATTIVITÀ; PRESIDIO E PROTESTA IN V.MONTEBELLO

(DIRE) Bologna, 18 mag. - I lavoratori del Royal hotel Carlton e dell'Hotel Internazionale (gruppo Monrif Hotels) di Bologna, sono scesi oggi in sciopero "contro la decisione unilaterale dell'azienda di procedere all'esternalizzazione a ditte in appalto di quasi tutto il personale", spiega in una nota Luigi Marinelli, delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb). Dalle 7 di questa mattina, con bandiere, fischietti e coperchi usati come tamburi, i dipendenti hanno dato vita ad un presidio di protesta davanti all'ingresso del Carlton in via Montebello. Una settimana fa, racconta lo stesso Marinelli, i sindacati sono stati informati dell'intenzione di esternalizzare, entro l'1 luglio, le attivita' (facchinaggio, pulizie, manutenzione e altre, eccetto quelle dei camerieri e di reception): e' una "decisione inaccettabile che mira a togliere salario e diritti ai lavoratori, approfittando del momento dichiarato di crisi del settore". A far 'arrabbiare' ancora di piu' i dipendenti c'e' il fatto che oggi "di fronte alla partecipazione di massa allo sciopero, con un presidio con piu' di 50 persone in via, la direzione ha organizzato un crumiraggio illegale facendo arrivare del personale da Milano", afferma Marinelli in una nota, promettendo che quella di oggi e' solo la prima delle iniziative di lotta in programma. "Questi lavoratori vengono di fatto messi di fronte ad un ricatto: o accettano di passare alle cooperative che erediteranno le attivita', oppure perdono il posto. Questa crisi viene utilizzata per liberarsi di lavoratori troppo garantiti, troppo anziani o con delle inidoneita'. Ma stiamo anche parlando di gente che in questi alberghi lavora da anche da vent'anni", conclude il sindacalista.


18 maggio 2009 - comunicato stampa Andrea Cavola (Sdl)

Cavola(sdl): Basta con le esternalizzazioni,
pieno appoggio allo sciopero del personale dei nidi

"Non soltanto il mio appoggio va a tutto il personale dei nidi Rdb-Cub in sciopero oggi ma vorrei sottolineare la mia solidarietà a tutti i dipendenti comunali che oggi si trovano in condizioni difficili a causa delle esternalizzazioni, dei mancati pagamenti e del blocco delle trattative sindacali. E’ necessario fermare questo processo incombente di privatizzazioni continue nei servizi pubblici. I nidi sono uno dei tanti esempi di come il comune di Roma abbia deciso di far fronte alla crisi incentivando strutture private e non rafforzando lo stato sociale come sarebbe necessario. Bisogna dar voce ai lavoratori soprattutto perché si sta tentando di mettere a tacere la voce di una buona parte della società civile che sta pagando la crisi per conto di chi l’ha creata"


18 maggio 2009 - comunicato stampa Roberto Soldà (IDV)

Sciopero del personale degli asili nido, Soldà solidarizza
Il segretario romano dell’Italia dei Valori: "Oggi più che mai vicini ai lavoratori tacciati come assenteisti e fannulloni"

Roma, 18 maggio 2009 – "L’Italia dei Valori sostiene ancora una volta i lavoratori e i dipendenti comunali degli asili nido e non solo, che mettono da sempre a disposizione le loro professionalità e capacità nonostante le condizioni di precarietà e incertezza ai quali sono sottoposti". Lo afferma il segretario romano dell’Italia dei Valori, Roberto Soldà, riguardo allo sciopero indetto dai sindacati di base, RdB – CUN Pubblico Impiego, a seguito della mancata stabilizzazione di parte del personale precario prevista per il mese di settembre 2008 e per il mancato rispetto del piano assunzionale approvato dalla Giunta, che paralizza le assunzioni da concorso pubblico e non da certezze rispetto ai processi di stabilizzazione dei rapporti di lavoro precario. "Oggi più che mai – afferma l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – siamo vicini ai dipendenti degli asili nido e a tutto il personale comunale, tacciati da noti rappresentanti politici come assenteisti e fannulloni. Lavoratori in condizioni di permanente instabilità che pagano le decisioni scellerate di un’amministrazione, la quale – attacca il Soldà – tramite ingenti tagli di risorse, ha messo in atto un’operazione di demolizione dei servizi pubblici, a partire dalla scuola dell’infanzia, in sintonia con il governo nazionale. L’Italia dei Valori – conclude – si batterà sempre per la stabilizzazione dei lavoratori e contro il precariato dilagante, temi sui quali l’amministrazione comunale latita".


18 maggio 2009 - L'Unità.it

Tagli negli asili comunali. Educatrici in corteo a Roma
di Massimiliano Di Dio

Roma - Cantano contro chi taglia le educatrici comunali e così avvantaggia lestrutture private. E siccome sfilano nella capitale, in centinaia sotto il sole, non possono che intonare «Grazie Roma», ma a modo loro. «Dimme chi è, che ce manna la supplente solamente per tre ore. Dimme chi è, che trasforma i nostri nidi in parcheggi a tutte l’ore. Grazie Roma, che privatizzi tutti i nidi ancora e li manni in malora…». Eccolo il popolo delle «seconde mamme», ma anche dei – seppur rari - «secondi papà». Educatori di ruolo, supplenti, precari bistrattati dalle istituzioni locali indifferenti al caro-rette o a liste d’attesa che, secondo un’indagine di Cittadinanzattiva, lasciano il 23 per cento dei bimbi italiani fuori dagli asili nido pubblici. «Le casse comunali – urlano i sindacati di base capitolini in corteo contro il sindaco Alemanno – non trovano soldi per le supplenti ma danno a ogni privato oltre 620mila euro l’anno». E il pubblico fa quel che può. «Spesso mi trovo sola con quindici bambini» racconta Daniela, educatrice a Cinecittà. Quarant’anni, capelli sulle spalle, grandi occhi castani. Tira un sospiro quando qualcuno di quei pargoli inizia a piangere. «Che faccio? Provo con una canzoncina ma è dura. A volte posso solo ascoltare il loro pianto e mi fa rabbia perché non riesco più a fare il mio lavoro, cioè instaurare una relazione con il bambino». Le fa eco Patrizia, dieci anni di precariato e poi il ruolo grazie a un concorso bandito nel ’90 e assegnato sei anni dopo. «Nelle fasce orarie più delicate, come l’ingresso e l’uscita dei bimbi, diventiamo badanti, ovviamente con tutto il rispetto per chi fa quel mestiere» dice un po’ rassegnata. Quindi incalza: «Noi ce la mettiamo tutta ma siamo sempre meno. Se una collega sta male, non viene sostituita o ne mandano un’altra per poche ore». A volte, nella capitale, persino tre. Dalle otto alle undici, come capita da nove anni a Isabella. «Mi spostano in tutti i nidi del Municipio – spiega – Se ho la fortuna di lavorare tutti i giorni, arrivo a guadagnare anche 500-600 euro al mese».
I dati
Uno studio commissionato da Civicum al Politecnico di Milano parla chiaro e «boccia» in particolare quattro grandi città d’Italia. Napoli è in prima linea, lì appena il 3 per cento dei bambini frequenta l’asilo. Seguono Roma, Torino e appunto il capoluogo lombardo con il 14, 18 e 19 per cento di accessi. Poi c’è la questione retta. Un «posto» costa 7mila euro l’anno a Milano e Torino mentre sale del 50 per cento a Roma e Napoli. La Calabria è la regione invece più economica, secondo Cittadinanzattiva che rivela come solo nel 17 per cento dei comuni italiani sia attivo il servizio di asilo nido.
All’ombra del Colosseo ci sono «191 asili nido comunali contro le 196 strutture convenzionate che non applicano i nostri contratti di lavoro», sottolinea Caterina Fida, rappresentante Rdb Cub. In più, in tre anni, gli organici sono stati già tagliati di due educatori ogni asilo. Paola Treppo, 56 anni, osserva uno dei cartelli della protesta mentre sfila ripercorrendo la sua «vita lavorativa». C’è scritto «Concorso 150 educatrici: assunzioni nel 2011? È scandaloso» e lei, occhiale scuro, voce decisa, non si trattiene. «Ho iniziato 36 annifa» ricorda. «Nell’ex Opera nazionale maternità e infanzia avevamo un ruolo più assistenzialista. Abbiamo lottato negli anni per avere formazione, aggiornamenti. Solo di recente siamo riuscite ad ottenere un rapporto di un’educatrice ogni sei bambini ma non viene mai rispettato. Così pur se cresciute professionalmente, non riusciamo a lavorare bene».


18 maggio 2009 - RomaUno

Asili nido, corteo Rdb Cub: "no a privatizzazione"

Roma - Una nuvola di palloncini colorati, bandiere dell'Rdb Cub e tanti striscioni: la protesta dei lavoratori dei nidi comunali, genitori, bambini e qualche nonno è partita da piazza Bocca del Verità, diretta a piazza S. Marco. "Questo sciopero - ha detto Caterina Fida dell'Rdb Cub pubblico impiego - è per protestare contro l'assessore capitolino Laura Marsilio che non mantiene le promesse e che non reintegra l'organico nei nidi comunali. In base all'accordo del novembre 2006 - ha continuato - sono state ridotte le unità: 2 persone a nido. In totale, nella rete dei 191 nidi comunali abbiamo perso circa 400 persone. In queste condizioni non riusciamo a sviluppare i progetti educativi ed il rapporto 1 educatore a 6 bambini è quotidianamente sforato, arrivando ad un rapporto 1 a 12 o 1 a 15". Tra le motivazioni della mobilitazione anche "la privatizzazione che sta portando avanti l'amministrazione comunale, - ha continuato Fida - perché è evidente la manovra che stanno conducendo: in pochi anni i nidi privati convenzionati sono passati da 40 a 196, superando anche quelli comunali". Tra gli striscioni esibiti: "Comune di Roma e il peggioramento dei servizi, due facce della stessa medaglia". E ancora "Vendesi nidi e materne comunali. Le casse comunali non trovano soldi per i supplenti ma danno ai privati 627 mila euro all'anno per ogni nido", "no alla privatizzazione, dai nidi alle università, la scuola pubblica non si arrenderà". Al corteo, formato da circa un centinaio di persone, hanno partecipato anche i precari dei nidi comunali. "Educatrici precarie nido in attesa di giudizio. A quando la data del corso-concorso?" si legge sullo striscione che hanno esibito. Tra palloncini e slogan di protesta anche alcuni cori, come la versione riadattata della nota canzone "Grazie Roma", trasformata per l'occasione in "Grazie Laura" e "dedicata" all'assessore capitolino alla Scuola, "che ci toglie il respiro e ce parla de tagli", recita in romanesco il testo della canzone.

Asili nido. La protesta delle educatrici arriva in Aula Giulio Cesare

Roma - Un gruppo di educatrici di asili nido, in protesta da oggi, ha forzato il blocco della polizia municipale e si è riversato in aula Giulio Cesare dove è in corso la seduta di consiglio comunale. Momenti di tensione quando alcune educatrici, nel tentativo di entrare in aula consiliare dalla porta sul retro, sono state bloccate e poi strattonate dai vigili urbani che volevano impedirne l'accesso. "Marsilio, Marsilio, Marsilio!", hanno gridato le educatrici chiedendo di parlare con l'assessore capitolino alla Scuola Laura Marsilio. Mentre Stefano Betti, rappresentante dell'Rdb, irrompendo anche lui in aula Giulio Cesare, ha spinto una transenna facendola cadere e ha gridato: "dovete ascoltarci".

Dipendenti capitolini, il giorno della protesta

Roma - E' prevista per oggi la protesta dei dipendenti capitolini. Gli insegnanti dei nidi comunali aderenti ai sindacati di base aderiscono all'agitazione promossa per denunciare la carenza di organico. Nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 19:00 è anche previsto un corteo da piazza Bocca della Verità a piazza San Marco. Se per il personale delle scuole lo sciopero è indetto sull'intero turno, per quelli degli uffici è limitato a una sola ora. Secondo l'assessore al personale del Capidoglio Cavallari "la protesta non è giustificata".


18 maggio 2009 - Corriere.it

SCUOLA DELL'INFANZIA
Lunedì bambini a casa: sciopero nei nidi comunali della Capitale
Il sindacato invita: piccoli in corteo con nonni e genitori. E denuncia: 7 mila domande inevase, servizio in crisi
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Roma - Bambini a casa il 18 maggio. I piccoli che frequentano i nidi comunali di Roma non potranno andare «a scuola». In compenso potranno, accompagnati da genitori e nonni, partecipare al corteo che partirà da piazza Bocca della Verità alle 15. Li hanno invitati gli stessi sindacati che hanno deciso di chiudere i nidi, lunedì prossimo, per protestare contro «la costante riduzione di personale rispetto al numero di bambini» e contro «la progressiva esternalizzazione del servizio». Insomma più nidi privati e meno insegnanti pubblici. E' sciopero, dunque, di tutto il personale dei nidi.
PERSONALE IN AGITAZIONE - «La Rdb-Cub del Comune di Roma ha proclamato uno sciopero di tutto il personale dei nidi per l'intera giornata il 18 maggio» anche per «richiamare l'attenzione di tutta la città sul progressivo svilimento di questo servizio di primaria importanza». È previsto anche lo sciopero di un'ora per tutte le altre categorie di personale, per evidenziare «il grave disagio derivante dall'aumento dei carichi di lavoro, dal mancato pagamento di competenze arretrate e da un sostanziale blocco delle trattative sindacali che lascia in sospeso temi come il rinnovo contratto decentrato, la definizione di un sistema di progressione di carriera, il piano di assunzioni».
UNA MARCIA COLORATA - Per lo stesso giorno i sindacati vorrebbero organizzare una colorata marcia di protesta: la Rdb-Cub ha indetto un corteo cittadino invitando a partecipare bambini e bambine, genitori, nonni e nonne. «Si partirà da piazza Bocca della Verità alle 15». Nel frattempo, sostengono i delegati dei lavoratori, «dall'amministrazione non sembra giungere alcun segnale di apertura», come spiega Caterina Fida, rappresentante Rdb per i nidi romani. E il sindacato accusa il Campidoglio di voler oscurare sia lo sciopero sia la manifestazione cittadina, «mentre avrebbe un preciso obbligo di dare al riguardo informazioni all'utenza: persino sul sito del Comune si segnala l'imminente sciopero dei trasporti, ma non quello dei nidi». Allo stesso modo, sostengono i dipendenti, «si tace delle oltre 7.000 domande per un posto al nido rimaste insoddisfatte: evidentemente il sindaco ha scarsa considerazione del personale e degli utenti di questi servizi».
CONCORSO FERMO DA 4 ANNI - «Mentre si continuano a lanciare accuse di assenteismo verso i dipendenti capitolini, in particolare verso le educatrici dei nidi, il concorso per l'assunzione di 150 di loro si trascina da oltre 4 anni non è ancora stata stilata la graduatoria per le assunzioni, che permetterebbe anche di aumentare la disponibilità delle supplenti», accusa Andrea Catarci, presidente del Municipio XI. «Preoccupano, poi, le dichiarazioni della Giunta sul fatto che nel Comune di Roma siano rimasti in servizio 'solò 93 precari da stabilizzare - prosegue Catarci -. Il numero del personale con contratto a termine è ben maggiore. Ci sono circa 500 vigili urbani con contratto in scadenza a fine 2009, stessa sorte per 33 impiegati provenienti da graduatorie concorsuali della Provincia e della Regione. Le assistenti sociali precarie, che ormai lavorano da più di 5 anni al Comune, sono quasi 100 e il loro contratto scadrà a dicembre 2010, come gli oltre 150 impiegati amministrativi e tecnici dispiegati su Municipi e Dipartimenti. A questi numeri vanno aggiunte le centinaia di precarie della scuola e degli asili nido».
ASSESSORI SOTTO ACCUSA - Catarci prosegue poi: «Bene fanno le rappresentanze di base a mobilitarsi per la categoria delle lavoratrici degli asili nido, con lo sciopero di tutto il settore». Ancora oggi, spiega «non si è provveduto a definire la stabilizzazione di quel precariato storico del settore educativo e scolastico: se gli assessori preposti avessero provveduto al disbrigo delle procedure burocratiche, di processi già avviati da un pezzo, non si assisterebbe a nessuna chiusura anticipata dei nidi».


18 maggio 2009 - Corriere della Sera

Le tensioni. L’indennità di vacanza contrattuale per i dipendenti capitolini è di 5 euro al mese
Chiusi per sciopero gli asili nido. Protestano maestre e mamme
Astensione di un’ora a fine turno anche negli altri uffici I temi: riduzioni di organico e servizi sempre più carenti
di Lilli Garrone

Roma - Oggi niente «scuola» per i piccoli della Capitale: sciopera per tutta la giornata il personale degli asili nido. Una protesta indetta dai sindacati di base, alla quale è prevista un’alta adesione dei dipendenti capitolini. E non solo della scuola. Lo sciopero riguarda, infatti, tutto il personale comunale: mentre, però, per chi lavora negli asili nido è in programma l’intero turno, per gli altri la protesta è solo di un’ora. Se non vanno all’asilo in compenso i piccoli potranno partecipare con genitori e nonni (è l’invito dei sindacati di base) al corteo che partirà alle 15 da piazza Bocca della Verità, «per richiamare l’attenzione sul progressivo svilimento di questo servizio di primaria importanza ». «Mentre per il personale di nidi è in atto un grave attacco che giustifica lo sciopero dell’intera giornata - afferma Roberto Betti, rappresentante delle RdB-Cub al comune - per gli altri dipendenti l’ora di sciopero serve a dare un segnale alla giunta di Gianni Alemanno, che si mette in luce per l’assoluta mancanza di proposte».
Se lo sciopero di oggi è stato proclamato dai sindacati di base, anche i confederali si preparano a muoversi. «Dall’aprile dello scorso anno si va avanti a proclami - afferma Antonio Amantini, responsabile del settore scolastico della Cgil - , alle parole non corrispondono mai i fatti. E i tavoli di trattativa si bloccano per motivi banali. È arrivato solo quello sulla polizia municipale - aggiunge - ma dopo aver proclamato lo stato di agitazione e minacciato lo sciopero. Adesso dobbiamo trattare sul fondo per l’incremento dei dipendenti capitolini previsto dal contratto nazionale, che si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Ma non ci sono proposte concrete». E proprio per domani è previsto un incontro sul «fondo di incremento», mentre in settimana se ne dovrebbe svolgere un altro sulla riorganizzazione della macchina capitolina, che prevede «l’accorpamento di alcuni uffici e la modifica di altri - spiega Amantini -. Vediamo come vanno, poi ci muoveremo». Sulla stessa linea della Cgil anche la Uil: «Dobbiamo elaborare la proposta del Campidoglio sugli educatori degli asili nido - dice Paola Ferretti - e finché non ne parliamo con il personale direttamente interessato, aspettiamo a dare risposte e fare proteste. E si prepara una rivoluzione copernicana per la macro-struttura del Campidoglio: quindi prima di proclamare uno sciopero senza una trattativa, vediamo cosa succede. C’è un piano di assunzioni, aspettiamo i 200 istruttori amministrativi. Siamo in attesa ma non un attesa lunghissima perché i tempi sono ristretti ».
L’assessore capitolino al Personale Enrico Cavallari, che ha già annunciato che i 200 istruttori amministrativi firmeranno il contratto il 28 e il 29 maggio, ritiene lo sciopero «del tutto ingiustificato in questo momento ». «Ci sono delle difficoltà nella scuola - spiega Cavallari - ma sono dovute al modello organizzativo della precedente amministrazione: dopo averlo monitorato ci stiamo impegnando per cambiarlo il prossimo anno. L’attuale amministrazione - aggiunge - dopo aver approvato un bilancio che prevede non solo i 200 istruttori, ma 50 geometri, 30 assistenti sociali e 200 vigili, dopo aver stabilizzato 1.300 persone di cui 938 nel mondo della scuola, sta anche chiudendo la riforma della macrostruttura che porterà efficienza, risparmi e ottimizzazioni, con migliori condizione economiche per i dipendenti e più servizi ai cittadini. Quindi lo sciopero di oggi è del tutto fuori luogo».

Le testimonianze Insegnanti e genitori raccontano i disagi negli asili nido
«Troppi bambini e poche educatrici: impossibile gestire 15 lattanti da sola»
Il rapporto Dovrebbe essere 1 maestra ogni 6 bimbi
di Simona De Santis

Roma - Cinzia Conti, 38 anni, è un’educatrice precaria. Da due lustri, lavora negli asili nido di Roma: «Adesso però la situazione è diventata insostenibile – racconta la maestra –. Il meccanismo delle sostituzioni part-time rende inaccettabili le condizioni di lavoro e lascia le educatrici con un numero di bambini impossibile da controllare». Con venticinque piccoli e due maestre «non è un caso che il XVI Municipio abbia chiuso anticipatamente i nidi per mancanza di personale - ricorda la Conti - Oltre a 9 educatrici supplenti in graduatoria che coprono le assenze brevi negli 11 nidi del Municipio, gestendo quotidianamente situazioni di fuori rapporto: non si poteva continuare così». Per questo, fa notare l’insegnante, «aderiamo allo sciopero del pubblico impiego: il personale dei nidi comunali chiede almeno di garantire le sostituzioni per l’intera durata del servizio». E se oggi i bimbi dovranno rimanere a casa, i genitori (e i nonni) non escludono di scendere in piazza accanto alle educatrici. Valeria Sabato è una giovane mamma con due bimbi piccoli. E non mancherà al corteo: «C’è un dato positivo che riscontro, come genitore, frequentando i nidi comunali ed è la professionalità delle educatrici – sostiene Valeria Sabato – mentre il dato negativo riguarda i progressivi tagli dell’organico che hanno influito sul servizio offerto e sulla serenità dei bambini: ho visto 15 lattanti, bimbi dai 3 ai 12 mesi, rimanere un’ora e mezza con una sola educatrice». «Con il secondo figlio ho potuto accedere alle graduatorie – continua la Sabato – ma con la prima bambina ho fatto mesi di attesa: sono una mamma lavoratrice, il concetto di nido è una conquista. E la retorica che i nidi servano solo ai figli degli immigrati è una sciocchezza immensa».
Intanto prendono corpo le graduatorie d’ammissione ai nidi per il prossimo anno. L’asilo resta un miraggio per moltissimi bambini (dai 3 mesi ai 3 anni). Sui siti internet dei municipi, spuntano i primi dati provvisori delle graduatorie: poi si potrà sperare solo nelle rinunce. Lo scorso anno sono rimasti fuori 9 mila bambini (8.678 domande inevase su 17.189). E il trend, per il settembre 2009, pare riconfermato. Nel I Municipio 227 bambini su 498 richiedenti sono stati ammessi (54% i fuori graduatoria). Stesso discorso nel II Municipio: 55% di esclusi. Cifre note alle famiglie: 41% di domande non accettate nel III Municipio. Ancora: su 1.406 richieste nel X, 668 rimangono fuori (47.5%), 431 esclusi nel XV (40%). E così municipio dopo municipio. «Con le sostituzioni al 50% e la riduzione dell’organico – aggiunge Caterina Fida, rappresentante Rdb Cub per i nidi romani – il rapporto 1 insegnante 6 bambini viene disatteso: capita che negli orari di ingresso, quando i bambini arrivano al nido, i genitori non possano andar via perché le educatrici non bastano: l’assessore comunale alla Scuola, Laura Marsilio, aveva promesso cambiamenti, invece sono arrivate solo proposte peggiorative per le lavoratrici e per il buon funzionamento dei nidi». Di fronte all’overbooking dei nidi, l’unica chance di salvezza resta la bontà dei nonni. O la possibilità di assumere una baby-sitter fidata. E le tagesmutter?
Le educatrici osteggiano la pratica degli asili familiari (mamme raccolte in cooperativa che ospitano in casa, e sotto il controllo del Comune, 5-6 bambini al massimo): «Gli asili comunali offrono un servizio qualificato su cui si è investito: invece di esternalizzarli, i servizi pubblici andrebbero potenziati».


18 maggio 2009 - Urlo web

ASILI NIDO: DOPO LE ACCUSE MONTA LO SCIOPERO
La protesta arriva in seguito alle dichiarazioni di Cavallari
di Damiano Oliva

La scorsa settimana l'Assessore alle risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari si era scagliato contro gli assenteisti, in particolare quelli impiegati nel settore degli asili nido :"La chiusura anticipata degli asili nido per mancanza di supplenti è stata determinata innanzitutto da un alto tasso di assenteismo del personale operante in questo settore". Aveva poi continuato le spiegazioni :" Inoltre va ricordato che, per rendere efficace il servizio, ogni asilo nido ha prodotto dei modelli organizzativi orari valutati dai municipi e dal Dipartimento XI competente in materia; in molti casi questi modelli sono stati ritenuti inefficaci e rinviati alle strutture per essere rielaborati". La risposta dei Sindacati di non si è fatta attendere, ed infatti per oggi è stato proclamato lo sciopero, indetto dalle RdB e CuB riguarderà tutto il personale dei nidi per l'intera giornata. E' stato inoltre previsto uno sciopero di un'ora di tutte le altre rappresentanze di base per evidenziare i disagi in cui si trovano ad operare gli impiegati dei vari settori, non per ultimo il mancato pagamento di competenze arretrate. Oltre allo sciopero è stata indetta un corteo cittadino che partirà da piazza Bocca della Verità alle ore 15. Portavoce dell'intera iniziativa è Caterina Fida, rappresentante RdB per i nidi romani, che dichiara :" Nessun segnale di apertura giunge da parte dell'amministrazione che sta invece facendo il tutto possibile per oscurare sia la manifestazione che lo sciopero. Sul sito del Comune di Roma si parla dello sciopero dei tassisti, ma di noi nessun riferimento. Allo stesso modo si tace delle oltre 7.000 domande per un posto al nido rimaste insoddisfatte: evidentemente il sindaco ha scarsa considerazione del personale e degli utenti di questi servizi. La nostrarisposta più eloquente a tutto questo - conclude la sindacalista - sarà lo sciopero di oggi. Al fianco degli impiegati comunali si schiera anche il presidente dell'XI municipio Andrea Catarci :" Mentre si continuano a lanciare accuse di assenteismo verso i dipendenti capitolini, in particolare verso le educatrici dei nidi, il concorso per l’assunzione di 150 di loro si trascina da oltre 4 anni non è ancora stata stilata la graduatoria per le assunzioni, che permetterebbe anche di aumentare la disponibilità delle supplenti. Ancora, ad oggi, non si è provveduto a definire la stabilizzazione di quel precariato storico del settore educativo e scolastico. Se gli Assessori preposti avessero provveduto al disbrigo delle procedure burocratiche, di processi già avviati da un pezzo, non si assisterebbe a nessuna chiusura anticipata dei nidi. Bene fanno le Rappresentanze di Base a mobilitarsi, oggi, a mobilitarsi. Preoccupano, poi, le dichiarazioni della Giunta sul fatto che nel Comune di Roma siano rimasti in servizio ‘solo’ 93 precari da stabilizzare – prosegue il Presidente Catarci -. Il numero del personale con contratto a termine è ben maggiore. Ci sono circa 500 vigili urbani con contratto in scadenza a fine 2009, stessa sorte per 33 impiegati provenienti da graduatorie concorsuali della Provincia e della Regione. Le Assistenti Sociali precarie, che ormai lavorano da più di 5 anni al Comune, sono quasi 100 e il loro contratto scadrà a dicembre 2010, come gli oltre 150 impiegati amministrativi e tecnici dispiegati su Municipi e Dipartimenti. A questi numeri vanno aggiunte le centinaia di precarie della scuola e degli asili nido." "Appare assurdo che, a distanza di un anno e mezzo dalla Deliberazione 88 del 2008 (Piano Assunzionale) non si stia procedendo con tempestività ad assumere le oltre 1.500 persone previste per il 2009 e che non sia stato ancora avviato un confronto con il Governo Nazionale al fine di stabilizzare i circa 1.000 precari storici che alla scadenza dei contratti potrebbero ritrovarsi disoccupati. Da un lato si garantirebbe un posto di lavoro stabile per circa 2.500 e dall’altro si garantirebbero l’erogazione di servizi essenziali per la cittadinanza. Se, infine, corrisponde al vero quanto dichiarato dall’Assessore al Personale, sull’assunzione entro i primi di giugno di 200 Istruttori Amministrativi – conclude Catarci – , questo non fa che confermare il fatto che è possibile assumere e che quindi si può dare seguito all’intero piano assunzionale: 68 Assistenti Sociali, 600 Vigili Urbani, 150 educatrici, 53 geometri, nonché gli ulteriori 200 Istruttori Amministrativi."


18 maggio 2009 - Leggo

Corteo, 30 bus deviati

Roma - Oggi pomeriggio a causa di un corteo del personale dei nidi comunali aderente a Rdb-Cub del pubblico impiego, trenta linee di bus saranno deviate. I manifestanti sfileranno dalle 15 da piazza Bocca della Verità a piazza S.Marco. Sino alle 19 problemi di viabilità e rivoluzione nel trasporto pubblico.


18 maggio 2009 - New Tuscia

Decreto Brunetta, Lino Rocchi ( RdB CUB): "Bisogna reagire immediatamente"
Riceviamo e pubblichiamo da Lino Rocchi, RdB CUB Viterbo, in merito al decreto Brunetta

(NewTuscia) – VITERBO – "Venerdì scorso il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Brunetta sull’efficienza e sulla produttività della Pubblica Amministrazione. Il decreto va ora al vaglio, per un parere non vincolante, delle Commissioni parlamentari, del CNEL e della Conferenza unificata di Regioni, Province e Comuni, prima di essere approvato definitivamente. Sui tempi di approvazione definitiva il Ministro ha lanciato il suo anatema "Se non sarà approvato entro 60 giorni, mi dimetto!". Anatemi a parte, che invece di spaventare siamo sicuri solleticano la fantasia dei dipendenti pubblici, il decreto rappresenta l’ennesimo, durissimo attacco al pubblico impiego, soprattutto in tema di salario e percorsi di carriera. Nel testo approvato al consiglio dei Ministri è, infatti, prevista la nuova modalità attraverso la quale i lavoratori percepiranno il salario accessorio e potranno effettuare i passaggi di livello. Siamo di fronte alla meritocrazia portata all’ennesima potenza, in stretta continuità con i contenuti del Memorandum siglato da Cgil, Cisl e Uil: solo il 25% dei lavoratori potrà percepire l’intero salario accessorio legato alla produttività, mentre il 50% potrà percepire solo la metà dell’accessorio, e il restante 25% dovrà essere penalizzato completamente, non percependo quindi niente, tutto questo sulla base della valutazione della dirigenza. Coloro i quali si troveranno per almeno tre anni nella fascia privilegiata, quella dei "bravi", avrà una corsia di favore per poter effettuare i passaggi di livello: si mettono in stretto collegamento, quindi, salario accessorio e progressioni verticali, sulla base esclusiva della valutazione della dirigenza. Non ci vuole molto sforzo di immaginazione per prevedere cosa succederà negli uffici pubblici se il testo del decreto non sarà modificato, eliminando e non attenuando, come qualche organo di stampa ipotizza, questo ennesimo attacco ai lavoratori. Assisteremo alle notti dei lunghi coltelli tra colleghi, in una logica sperimentata del "divide et impera" che, alla faccia del lavoro di squadra tanto decantato nei sacri testi dell’organizzazione del lavoro fino a poco tempo fa, metterà l’un contro l’altro armato, creando non solo malcontento e rabbia tra i lavoratori, ma anche inevitabili ripercussioni sulla produttività e sull’organizzazione del lavoro, tanto da far già preoccupare più di qualche amministrazione. È di questo che ha bisogno la Pubblica Amministrazione per essere in grado di dare risposte sempre più adeguate all’utenza? E nessuno si illuda di essere meritevole, senza possibilità di dubbio, di posizionarsi nella fascia degli eletti: il clientelismo e il favoritismo la faranno da padroni, così come è stato ampiamente dimostrato da "prove tecniche di trasmissione" che sono state già sperimentate in alcune Amministrazioni, anche negli anni passati. L’anatema lanciato dal ministro che preannuncia le sue dimissioni, dettando i tempi del percorso di approvazione, lascia chiaramente intendere la sua difficoltà. La vicenda degli emoticons, scoop brunettiano per misurare il tasso di gradimento dell’utenza sui servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni, si sta dimostrando un vero e proprio flop, non solo una scarsissima percentuale di utenti si presta ai giochetti del Ministro votando le faccine, ma quella stessa scarsissima percentuale dichiara che gli utenti sono soddisfatti del servizio pubblico, con punte che superano il 90%. Non solo, Il ministro è stato costretto, grazie alla straordinaria mobilitazione dei lavoratori, a far marcia indietro sulla questione delle fasce orarie da rispettare in caso di malattia. Il testo del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso, infatti, prevede l’abrogazione delle famigerate fasce orarie previste dalla 133, unica nota positiva di un decreto che non lascia più alcun dubbio sull’intenzione di smantellare definitivamente la pubblica amministrazione e che intende, persino, impedire lo svolgimento delle elezioni delle RSU nel Pubblico Impiego con la scusa del loro adeguamento al nuovo modello contrattuale. Dividere i lavoratori in maniera così radicale, attraverso l’introduzione di meccanismi di pesante ed ingiustificata diversificazione salariale, significa chiaramente tentare di indebolirne la capacità di reazione, il loro potere contrattuale, se un’operazione di questo genere dovesse passare, non solo i lavoratori, soprattutto quelli delle qualifiche più basse, si troverebbero a dover fare i conti e seriamente, con il problema della fine del mese, ma si creerebbero tutte le condizioni per far passare ulteriori operazioni di esternalizzazioni, privatizzazioni, chiusura degli uffici e mobilità coatta. Per questo, è necessario non farsi abbindolare dallo specchietto per le allodole della meritocrazia, per questo bisogna reagire immediatamente nei posti di lavoro, utilizzando tutti gli strumenti di lotta a disposizione dei lavoratori per rispedire al mittente le aberrazioni contenute nel decreto".


18 maggio 2009 - La Provincia di Cremona

Soresina, incontro contro l’amianto

Soresina — Giovedì alle 21 nella Sala del Podestà si terrà un convegno sullo smaltimento dell’amianto. Il tema dell’incontro sarà ‘Le megadiscariche di amianto: problematiche ed alternative’. Il convegno è organizzato da ‘Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona’, le federazioni del Prc, Pdci e dei Verdi provinciali, L’Italia dei Valori, Sdl, Cub, Rdb, al Cobas, L’Altra Lombardia–su la testa, il Circolo Bertolt Brecht di Castelleone.


18 maggio 2009 - La Tribuna di Treviso

I Cobas: «Barbiero è responsabile delle cariche»
Paride Danieli: la Cgil non voleva che andassimo in piazza Vittoria

Treviso - «Contro i migranti non bastavano la Lega, i razzisti di tutte le specie, la Questura di Treviso, evidentemente schiava della Lega e del loro ministro «guardia padana», ma addirittura il segretario della Cgil li fa caricare dalla Polizia». E’ l’attacco di Adl-Cobas e Reti migranti di Treviso a Paolino Barbiero, contestato dai centri sociali sabato in piazza Vittoria. In un comunicato al fulmicotone, inviato da Paride Danieli (Verdi), i due gruppi vicini al mondo dei centri sociali e dei no-global spiegano la loro versione dei fatti. «Quando il nostro corteo di diverse centinaia di persone è giunto sul ponte di San Martino abbiamo trovato una camionetta di traverso e la celere schierata. Perché? La Cgil non voleva che il corteo entrasse in piazza?», si chiedono. Il segretario della Camera del lavoro respinge ogni accusa. «Il loro unico scopo era attaccare la Cgil - dice Barbiero - A loro non è stato concesso di fare una manifestazione alternativa perché il Comune non aveva uno spazio libero, ma hanno insistito a farla non autorizzata. Noi abbiamo chiesto l’uso di piazza Vittoria ben due mesi e mezzo fa. La nostra piazza comunque sarebbe stata aperta a tutti, ma dai centri sociali è arrivata solo la provocazione. Le loro affermazioni sono menzogne vergognose». Per Franco Lorenzon della Cisl è stato «del tutto fuori luogo e becero l’attacco personale a Paolino Barbiero», mentre per Franco Marcuzzo (Anolf-Cisl) «nonostante i tafferugli la manifestazione è stata molto riuscita visti i numeri dei partecipanti». Antonio Confortin, segretario della Uil, invece invita tutti a «mantenere i nervi saldi». (l.c.)


18 maggio 2009 - Savona news

Savona: Rifondazione interviene su sciopero dell'Acts

Savona - Rifondazione Comunista è scesa in piazza, come già aveva fatto lo scorso agosto, al fianco dei lavoratori dell'ACTS. Uno sciopero, quello promosso da CGIL, CISL, UIL, CUB e FAISA CISAL, che è stato osteggiato dalla dirigenza dell'azienda, criticato dal PD e strumentalizzato dalla destra (triste vedere Vaccarezza in piazza alla fine del corteo!), ma che è stato estremamente importante per il suo valore e per la sua riuscita.
Ma perché protestano i lavoratori? Semplice: perché è stato ridotto l'organico con conseguente aumento degli straordinari; perché non viene rispettato l'orario di lavoro e vengono sistematicamente saltati i riposi settimanali; perché alcuni lavoratori, a parità di mansione, hanno stipendi più bassi e lavorano di più; perché sono state molto ridimensionate le officine e perse professionalità esistenti; perché gli impiegati vengono sostituiti con personale precario.
Una crisi, quella dell'ACTS, che va a discapito della sicurezza degli autisti e dei passeggeri. Per questo eravamo in corteo questa mattina. Per questo già lo scorso ottobre, dai banchi della maggioranza, presentammo un'interpellanza in Provincia senza avere risposte significative. Anche per questo siamo usciti da quella maggioranza. Per questo siamo oggi gli unici a rivendicare, nel nostro programma, il ruolo che la futura amministrazione provinciale potrebbe positivamente esercitare nella vicenda.
Marco Ravera - Segretario provinciale Rifondazione Comunista


17 maggio 2009 - Il Manifesto

La nuova sfida del call center per i precari

E' partita una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate a settembre 2008 dall'Ospedale di Legnano. Dopo la «strip conference», in cui si erano spogliate per protesta; i numerosi presidi, lo «sciopero del futuro», in cui hanno manifestato bendate da Milano fino al ministero della Funzione Pubblica, le lavoratrici hanno dato vita a «Telefono Precario», il primo call center autogestito destinato ai lavoratori precari. Al call center, che ha base presso la sede milanese dalla RdB-CUB, ci si potrà rivolgere utilizzando il numero verde gratuito 800.03.42.35. «Non sappiamo se la nostra iniziativa susciterà lo stesso interesse della strip conference - le donne fanno parlare di loro solo quando mettono in gioco i propri corpi, quando si spogliano» dichiara Anna una delle donne. «Stavolta non ci spoglieremo, ma metteremo in gioco la nostra intelligenza precaria, non venderemo prodotti ne faremo assistenza per marchi o ditte private». Da una parte all'altra del filo telefonico precari nella vita e nel lavoro, con un'unico obbiettivo: ridare dignità a chi la perde ogni giorno con contratti non degni, dando informazioni e consulenza legale e sindacale. Con noi avvocati e sindacalisti, studieremo le forme di rappresentanza e di difesa sindacale ma anche lotte e piattaforme rivendicative sia nei luoghi di lavoro che nei territori. Lavoreremo nella rete con un sito www. telefonoprecario.it dove sarà possibile non solo avere consulenze ma anche dove trovare materiale utile e raccontare le propie storie e lotte. Abbiamo aperto su facebook delle nostre pagine da dove stiamo chiedendo a tutti i precari della rete di unirsi e gemellarsi telefono precario e sciopero del futuro. Parleremo con i precari in una chat che stiamo collaudando nel sito dove sarà possibile confrontarsi su discussioni a tema e cercare soluzioni unitarie e condivise. Insomma «siamo noi», questa volta non nude ma con una sfida. *** (contatti: 800.03.42.35 www.telefonoprecario.it - info@telefonoprecario.it - sms 3664534300 - skype: telefonoprecario-facebook: telefono precario)


17 maggio 2009 - Liberaroma

18 Maggio, sciopero del personale dei nidi comunali
contro la privatizzazione del servizio
Personale dei nidi comunali in sciopero per l'intera giornata di domani contro la progressiva esternalizzazione del servizio: dal 2004 i nidi del comune sono passati da 160 a 191, quelli privati, finanziati con soldi pubblici, da 38 a 196. Per le Rdb-Cub è il segno che la carenza di posti e sedi viene fronteggiata elargendo soldi al privato. Il personale comunale sciopererà, invece, per un'ora per protestare contro la mancanza di proposte concrete in relazione agli aumenti contrattuali, promessi in campagna elettorale ma mai arrivati nelle tasche dei lavoratori.
di Daniele Nalbone

Roma - Domani sciopero di tutto il personale dei nidi. A proclamarlo la RdB-CUB del Comune di Roma per richiamare l’attenzione di tutta la città sul progressivo svilimento dei nidi con la costante riduzione di personale rispetto al numero di bambini e la lenta ed inesorabile esternalizzazione del servizio. La giornata sarà contraddistinta da un corteo, aperto a bambini e bambine, nonni e nonne, mamme e papà, che partirà da Piazza Bocca della Verità alle 15 per giungere a Piazza San Marco, ai piedi del Campidoglio. Alle 16.30 ci sarà un’assemblea pubblica presso la Sala della Protomoteca alla quale parteciperanno, oltre al vessato personale, i comitati di gestione di alcuni municipi cittadini e genitori dei bambini che difenderanno l’operato delle educatrici. Che non saranno sole in questa giornata: tutte le altre categorie del personale comunale sciopereranno per un’ora «per evidenziare il disagio derivante dall’aumento dei carichi di lavoro» spiega Roberto Betti, rappresentante della RdB al Comune di Roma, «dal mancato pagamento di competenze arretrate e da un sostanziale blocco delle trattative sindacali». Uno sciopero inevitabile visto che « nessun segnale di apertura giunge da parte dell’amministrazione - dichiara Caterina Fida rappresentante RdB per i nidi romani – che oltretutto sta mettendo in atto una vera e propria manovra di oscuramento, sia dello sciopero che della manifestazione cittadina, mentre avrebbe un preciso obbligo di dare al riguardo informazioni all’utenza». In effetti neanche il sito del Comune segnala l’imminente sciopero del personale, così come tace delle oltre 7 mila domande per un posto al nido rimaste insoddisfatte: «evidentemente – continua Fida – il Sindaco, così come l’assessore alle politiche educative e scolastiche Laura Marsilio, ha scarsa considerazione delle educatrici e degli utenti di questi servizi». Il periodo tra il 2004 e il 2009, a causa della privatizzazione, ha visto i nidi comunali passare da 160 a 191 a fronte di un aumento di quelli privati, sempre finanziati dal Comune di Roma, dagli allora 38 agli attuali 196. «Numeri che denotano come la carenza di posti e di sedi è stata fronteggiata dando soldi al privato» commenta Fida. Se a questo aggiungiamo il fatto che dal 2006, nel clou dell’era veltroniana, circa 200 educatrici hanno perso il posto di lavoro, portando il rapporto personale-utenza (cioè bambini dai 3 mesi ai 3 anni) da 1 a 6 (numero massimo consentito) all’attuale 1 a 10, con picchi in alcune strutture fino a 1 a 15, e che il personale supplente viene chiamato solo part time, è facile constatare come il Comune di Roma stia agendo in direzione contraria rispetto alle promesse elettorali di un anno fa. «Lo sciopero di un’ora del restante personale comunale – spiega Betti – servirà da segnale ad Alemanno che, dopo aver attivato contratti ad personam in misura addirittura superiore a quanto fatto da Veltroni e aver bloccato il piano assunzionale, si mette in luce per l’assoluta mancanza di proposte concrete». Inevitabile l’indignazione del personale per l’elemosina di meno di 5 euro netti al mese di aumento in busta paga come pagamento di indennità di vacanza contrattuale a fronte del non utilizzo delle risorse destinate dal Governo al rinnovo disponibili da febbraio (in media 60 euro lorde mensili) che, per quanto esigue, avrebbero dato un segnale importante nel contrasto della crisi economica.


17 maggio 2009 - Il Mattino di Padova

Esce la Ascot rientra My Log
Al Centro riciclo si ricomincia a lavorare

MONSELICE - Si è chiusa ieri, con la firma dei contratti, la travagliata vertenza del Centro riciclo di Monselice. Negli ultimi giorni, nuovi contrasti con la cooperativa entrante, la Ascot, avevano spinto gli 80 lavoratori a riprendere l’occupazione. Poi Ascot si è fatta da parte ed è rientrato in campo il consorzio Team Service, con la cooperativa My Log. La stessa che aveva gestito l’impianto fino alla chiusura del 23 aprile. Contratti a tempo indeterminato, riassunti senza esclusioni i 72 effettivi, con garanzie anche per le donne che rientreranno dopo la maternità. Soddisfatti, ma esausti, i lavoratori dell’impianto di via Umbria. «Con la cooperativa Ascot sono sorti innumerevoli problemi - racconta Gianni Boetto dell’Adl Cobas - Non c’è mai stata la volontà di rispettare quanto concordato in prefettura. Prima hanno proposto contratti di tre mesi con un mese di prova. Nei giorni scorsi, poi, si parlava di non assumere tutti i dipendenti che avevano lavorato al Crm, ma delle quote scelte per le varie organizzazioni sindacali, ipotesi inaccettabile». Una situazione incandescente, che ha spinto l’amministratore unico del Crm, Samuel Piazza, a cercare altri interlocutori. In questa fase si è rifatta avanti la Team Service. «L’accordo vale fino a luglio, con l’impegno a continuare - spiega Boetto - L’attività dovrebbe riprendere martedì e per ora sarà organizzata in due turni. Nell’arco di cinque o sei giorni si prevede di istituire anche il terzo».(fr.s.)


17 maggio 2009 - Il Nuovo Salernitano

Denunciato l'utilizzo dei "oontratti a chiamata": il forte potrebbe essere gestito dagli enti locali
<< Si tutelino i lavoratori de La Carnale >>
La RdB Cub si rivolge al sindaco e ai candidati alla presidenza della Provincia

SALERNO - Lettera aperta al sindaco Vincenzo De Luca e ai candidati alla presidenza della Provincia, a favore dei lavoratori di "Forte La Carnale" e, più in generale, per tutti coloro i quali sono "assunti" con contratto a chiamata. Il sindacato dei lavoratori propone la restituzione della struttura alla cittadinanza e ai tanti visitatori che arrivano a Salerno: << E'necessario un impegno vero e lungimirante che metta la parola fine al più alto grado di sfruttamento come la forma del contratto a chiamata >>, si legge nella nota della RdB Cub, << Forte La Carnale è un simbolo per Salerno che come struttura pubblica va restituita alla cittadinanza e a tutti i visitatori che potrebbero accedervi attraverso un percorso turistico culturale che rilancerebbe la struttura del forte come eccezionale punto di richiamo e di ritrovo. L'uso privatistico ne riduce le attività e la fruibilità da parte dei cittadini perché subordinata ai momenti, che ne consentono il massimo profitto, attraverso feste private e le serate danzanti. Solo in questi momenti i lavoratori hanno la chiamata >>. Le RdB Cub condannano lo sfruttamento "just in time" della forma più subdola di lavoro precario a basso costo: << C'è una ricchezza enorme>>, affermano i rappresentanti sindacali che, << forte La Carnale deve redistribuire in termini di lavoro stabile e duraturo, in termini di cultura. spettacolo e lurismo,in termini di restituzione ai cittadini salernitani di uno dei posti più belli e spettacolari di Salerno. C'è il lavoro manageriale di programmazione dell'offerta dei servizi, c'è il lavoro manageriale dell'organizzazione e dell'amministrazione, c'è il lavoro di promozione, c'è il lavoro di custodia. manutenzione e vigilanza, c'è il lavoro di ristorazione: c'è tanto lavoro da "qualificare" per dare attraverso "Forte la Carnale" dignità ai lavoratori e all'azione degli amministratori pubblici che devono assumersi tutte le responsabilità politiche che oggi hanno al Comune e domani alla Provincia >>. Le RdB Cub di Salerno hanno chiesto al sindaco e ai candidati alla Provincia, un impegno pubblico preciso che risponda nel prossimo futuro con atti concreti ai bisogni di dignità e di reddito dei lavoratori della struttura e di tutti quei posti di lavoro che."devono essere liberati da ogni forma di precarietà e sfruttamento": << Questi sono i segnali che possono dare una seria credibilità ad ogni ipotesi di uscita dalla terribile crisi economica che continua a bastonare senza alcuna pietà le classi sociali più povere e meno tutelate >>, concludono i vertici della federazione provinciale delle rappresentanze sindacali di base e della confederazione unitaria di base del pubblico impiego e privato. La vicenda del "forte" è ritornata alla ribalta dopo la chiusura. per dieci giorni. dell'attività di discoteca e di ristorazione della struttura gestita da privati, a causa della musica troppo alta che infastidiva i residenti di Torrione. In seguito alla chiusura, anche se temporanea, di due settori dell'attività ricettiva i dipendenti che prestavano la loro opera al momento sono rimasti senza lavoro. Questi ultimi, nei giorni scorsi, hanno già chiesto un incontro con il sindaco, ora i sindacati di base chiedono che venga presa in considerazione l'intera materia dei "contratti a chiamata".


17 maggio 2009 - Cronache del Mezzogiorno

"Caso Carnale", appello dei cobas al sindaco per la tutela dei lavoratori
di Genesia Del Giudice

Salerno - "L'uso privatistico di Forte la Carnale riduce le attività e la fruibilità dei cittadini alla struttura che rappresenta un importante polo storico e turistico della città". Sono queste le parole con cui le RdB CUB, i sindacati di base, di Salerno denunciano la vicenda della chiusura di Forte la Carnale dopo la decisione del sindaco. Il provvedimento di De Luca è giunto dopo numerosi controlli eseguiti dalla polizia municipale, su segnalazione dei residenti della zona, che hanno accertato gravi violazioni alle norme in materia di volume ed orario della musica. La chiusura della torretta ha, però, costretto al riposo forzato i 40 lavoratori precari della struttuta che ora chiedono giustizia. I sindacati, attraverso una lettera aperta al primo cittadino, reclamamo per i lavoratori di "Forte la Carnale", un impegno vero e lungimirante, che metta la parola fine al più alto grado di sfruttamento che da tempo subiscono con la forma del contratto a chiamata. Il mancato rispetto delle norme basilari di buon vicinato, da perte dei titolari , non può,infatti, mettere a rischio il lavoro dei dipendenti della struttura che rappresenta l'unica forma di reddito. La Polveriera è un simbolo per Salerno che, come struttura pubblica, dev'essere restituita alla cittadinanza e a tutti i visitatori che potrebbero accedervi attraverso un percorso turistico-culturale che rilancerebbe la zona di torrione, come eccezionale punto di richiamo e di ritrovo. Cè una ricchezza enorne che la torretta deve redistribuire in termini di lavoro stabile e duraturo, in termini di cultura, spettacolo e turismo, in termini di restituzione ai cittadini salemitani di uno dei posti più belli e spettacolari di Salerno. Le RdB CUB di Salemo, nel riaffermare la loro indipendenza dai partiti e dalla politica, chiedono al Sindaco e ai candidati alla Provincia, un impegno pubblico preciso che risponda nel prossimo futuro con atti concreti ai bisogni di dignità e di reddito dei lavoratori di "Forte la Camale" e di tutti quei posti di lavoro che devono essere liberati da ogni forma di precarietà e sfruttamento. Questi sono i segnali che possono dare una seria credibilità ad ogni ipotesi di uscita dalla tenibile crisi economica che continua a bastonare, senza alcuna pietà, le classi sociali più povere e meno tutelate del nostro caro "bel paese".


17 maggio 2009 - La Città di Salerno

RDB CUB
"Stop ai lavori a chiamata per la Carnale"

Salerno - Salvaguardare il futuro dei lavoratori del Forte La Carnale, frenando l’emorragia di contratti a chiamata che non garantiscono alcuna stabilitá a decine di famiglie. L’appello, rivolto al sindaco De Luca ed ai candidati alla presidenza della Provincia, arriva dalla RdB cub. «L’uso privatistico del Forte ne riduce le attivitá e la fruibilitá da parte dei cittadini durante la giornata e nel corso dei mesi dell’intero anno solare perchè subordinata ai momenti che ne consentono il massimo profitto attraverso feste private e le serate danzanti. Solo in questi momenti i lavoratori hanno la chiamata», spiega il sindacato in una nota, auspicando invece che il Forte ritorni alla sua vocazione pubblica e possa diventare volano per l’economia attraverso l’individuazione di percorsi turistici.
«La RdB Cub condanna con fermezza questa apoteosi dello sfruttamento "just in time" della forma più subdola di lavoro precario a basso costo - continua il sindacato - C’è una ricchezza enorme che "Forte la Carnale" deve redistribuire in termini di lavoro stabile e duraturo, in termini di cultura, spettacolo e turismo». Il Forte era finito nel mirino delle polemiche dei residenti per gli schiamazzi notturni e il sindaco, con apposita ordinanza, ne ha disposto la chiusura per dieci giorni.


17 maggio 2009 - Il Gazzettino

Arrivano i centri sociali, scontri in città
Alcuni estremisti si sono infiltrati in una manifestazione sindacale a favore degli immigrati
di Mattia Zanardo

Treviso - Doveva essere una mobilitazione a favore dell’integrazione dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie, è finita ad urla e spintoni.
La festa organizzata per il secondo anno da Cgil, Cisl e Uil e da alcune associazioni degli stranieri è stata oscurata dai tafferugli con un gruppo di aderenti del sindacato di base Adl e di no global del centro sociale Ubik.
Prima i "disobbedienti" hanno cercato di rompere il blocco delle forze dell’ordine, per raggiungere in corteo la piazza (un marocchino contuso portato all’ospedale). Poi hanno contestato gli interventi ufficiali e, al rifiuto di ammettere un loro rappresentante tra gli oratori, hanno cercato di farsi largo con la forza sul palco. La manifestazione è stata chiusa in anticipo.
Finisce con la piccola Amina che dal palco chiama la mamma, persa di vista nei tafferugli. Gli organizzatori di "Insieme per uno sviluppo inclusivo in una società solidale e sicura" non si aspettavano certo una conclusione simile dopo settimane passate a mobilitare i lavoratori stranieri, a prenotare pullman, contattare gruppi musicali.
Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con le associazioni degli immigrati, si presentano unite per la prima volta unite dopo le recenti polemiche, portano sotto il sole di ieri pomeriggio in piazza Vittoria oltre duemila persone "per affermare la dignità di ogni persona e l’importanza del contributo dei lavoratori immigrati alla comunità locale" (come recita lo slogan dell’evento), ma non fanno i conti con l’"Adl - Associazione difesa dei lavoratori".
Un ventina di aderenti al sindacato di base, vicino al mondo dei disobbedienti, e di esponenti del centro sociale Ubik, dalla stazione, vogliono raggiungere in corteo piazza Vittoria. Corteo non autorizzato, e non potrebbe essere altrimenti, fanno sapere dalla Digos, dal momento che il luogo di destinazione è già occupato. Corteo non concordato con noi, ribadiscono i confederali. Per questo, all’altezza di ponte San Martino, i reparti di polizia e carabinieri bloccano il gruppo. I no global tentano di forzare il passaggio, urla, spintoni, vola pure qualche manganellata. Risultato, due ragazzi feriti, di cui uno, marocchino, portato in ospedale in ambulanza, un agente costretto a ricorrere a sua volta alle medicazioni.
Il serpentone si disperde, viene consentito l’accesso alla spicciolata a piazza Vittoria, dove intanto sono cominciati gli interventi e la musica. E per un po’ tutto prosegue secondo programma. Ma quelli dell’Adl accusano i sindacati di averli voluti tenere lontani, a furia di megafono una sorta di secessione si raduna all’angolo della piazza. Sostengono che un loro rappresentante doveva parlare al pubblico, ma all’ultimo gli è stato impedito («Ma quando mai - replicano i promotori -, la scaletta era ridottissima proprio perchè l’anno scorso avevano preso la parola in troppi e si era creata confusione»). E allora decidono di fare da soli, dando l’assalto al palco. Il servizio d’ordine li respinge, qualcuno cerca di issarsi e viene ricacciato giù. Altre urla, altri spintoni.
Le parole di Franco Lorenzon, segretario della Cisl («Oggi diamo volto a chi non ha volto e parola a chi non ha parola. In provincia di Treviso ci sono centomila persone che non hanno diritto di votare, devono solo lavorare. La fermezza contro i delinquenti va bene, però l’altra faccia della medaglia della fermezza deve essere l’integrazione»), quelle di Antonio Confortin, collega della Uil («La parola chiave è "insieme": per difendere il valore del lavoro, anche degli immigrati, per sollecitare interventi a sostegno di tutti i lavoratori, italiani e stranieri, oggi sempre più in difficoltà»), quelle dei due stranieri alternatisi al microfono, sono bel che dimenticate.
I musicisti mettono in salvo in fretta strumenti e amplificatori dalla calca. Paolino Barbiero prova comunque a finire il suo discorso. «Questa crisi non deve essere fatta pagare nè per classi sociali nè per paesi di provenienza. I ministri trevigiani, il sindaco Gobbo, il presidente Muraro sappiano che la società civile è più avanti dei loro atteggiamenti elettoralistici e di quelli che venendo qui a protestare tengono loro il sacco», si sgola. Beccandosi una salva di insulti, il più benevolo dei quali suona «amico degli sbirri». Non ha senso continuare, la manifestazione è sciolta in anticipo. Meno male che Amina ha ritrovato la sua mamma.


16 maggio 2009 - Ansa

LUNEDÌ NEL LAZIO

(ANSA) - ROMA, 16 MAG - AVVENIMENTI PREVISTI PER LUNEDÌ NEL LAZIO:...
15.00 - Roma, piazza Bocca della Verità. Sciopero e corteo cittadino del personale dei nidi e degli altri servizi comunali indetto da Rdb-Cub....


Alte adesioni in tutte le città: «Segnale inequivocabile»
Trasporto locale fermo, sciopero riuscito per la Cub

«Rilevanti» i dati sull'astensione dal lavoro dello sciopero nel trasporto pubblico locale proclamato per l'intera giornata di oggi da Cub, Cobas e SdL. A tracciare il bilancio della protesta è stata la Cub, in una nota. A Venezia si è registrata una media del 80% nel trasporto urbano, 60% in quello extraurbano e 50% nel marittimo; a Trieste una media del 43%; a Bologna 55%; a Roma 45% con punte del 55% ; a Latina 80%. Fermi i trasporti extraurbani a Catania, Agrigento e Caltanissetta; forti disagi a Palermo. «Sono dati che confermano la bocciatura da parte dei lavoratori di un'intesa tutta a loro sfavore» ha commentato Giampietro Antonini, coordinatore della Cub Trasporti. «È infatti inaccettabile un adeguamento salariale che è pari ad un caffè al giorno, la possibilità di una deroga peggiorativa nei contratti aziendali, l'allungamento da 2 a 3 anni della scadenza del contratto nazionale, ed ulteriori limitazioni al diritto di sciopero, già fortemente compresso». «È particolarmente significativo - ha proseguito Antonini- che proprio in casa di Panettoni, presidente dell'azienda di trasporti veneziana e della stessa Asstra, si registrino adesioni che in alcuni depositi arrivano alla quasi totalità dei lavoratori. Anche per questa ragione riteniamo che le aziende debbano riconsiderare il loro atteggiamento di chiusura alla trattativa nei confronti del sindacalismo di base. Respinto con la lotta il protocollo d'intesa, i contratti andranno approvati con il referendum tra i lavoratori».

Attivisti sul lungotevere, il vicesindaco li riceve e ammette l'emergenza
Casa, un giorno di lotta e Roma stanzia 50 milioni
di Daniele Nalbone

Roma - Un incontro, quello ottenuto dai movimenti con il vicesindaco di Roma, Mario Cutrufo, che «di fatto sfiducia l'operato dell'assessore alla casa, Alfredo Antoniozzi» afferma il consigliere comunale Andrea Alzetta.
«Il Comune di Roma è stato costretto ad ammettere che la città non è fuori dall'emergenza abitativa», dichiara Paolo Di Vetta di Asia Rdb, «e a firmare l'annunciata delibera che stanzierà la cifra di 50 milioni di euro per l'acquisto di immobili privati da destinare alle persone in graduatoria per l'assegnazione di alloggio popolare».
Non solo.
Il vicesindaco si è anche fatto promotore di chiedere al Governo un incontro per reclamare il blocco degli sfratti come estrema ratio per fronteggiare la grave situazione in cui versa la città sul fronte abitativo.
Queste le letture fornite della Rete romana per il diritto all'abitare al termine di una giornata che definire calda è poco.
Già nella notte di giovedì si era iniziata a spargere la voce che il mattino seguente sarebbe stato occupato l'assessorato alla casa, in Lungotevere De Cenci.
A far trapelare la notizia è stato lo stesso assessore Antoniozzi che ha dichiarato alla stampa di «essere stato informato che per venerdì è stata organizzata un'occupazione» non perdendo occasione di scagliarsi contro Prc e Pdci rei di aver chiesto, su manifesti affissi in città, le dimissioni dell'assessore dopo gli insulti che questo ha rivolto ai cittadini che manifestavano, lunedì scorso, in Campidoglio e ai movimenti, definiti «violenti che prevaricano i cittadini che rispettano le regole e che assoldano immigrati clandestini e persone in buona fede per minacciare e creare disordine».
Accuse inaccettabili: per questo ieri un migliaio di cittadini, italiani e non, in nome di «quella realtà multiculturale che Berlusconi non vuole in questo paese», hanno preso d'assalto l'assessorato che, ovviamente, vedeva l'assenza del suo "titolare", «troppo impegnato in campagna elettorale per pensare di lavorare per risolvere l'emergenza abitativa di Roma» commenta Fabrizio Nizi di Action. I manifestanti hanno bloccato il traffico sedendosi per terra davanti l'isola Tiberina e facendo carta straccia di quel protocollo contro i cortei che il prefetto e il sindaco hanno firmato due mesi fa dimostrando come l'amministrazione comunale preferisca un'arteria vitale per il traffico cittadino totalmente bloccata piuttosto che dialogare con chi vive in emergenza abitativa.
Dopo quasi tre ore di blocco stradale un corteo non autorizzato si è mosso verso la prefettura di Roma chiedendo al sindaco Alemanno una presa di posizione chiara contro chi nella sua maggioranza vuole criminalizzare le proteste dei senza casa, degli sfrattati, degli inquilini senza titolo, di anziani e migranti schiacciati dai mutui.
Un corteo che vedeva decine di mamme con bambini e persone che da anni attendono un alloggio popolare pur avendo dieci punti in graduatoria protestare insieme a quelli che Antoniozzi ha definito "ladri, buffoni e sobillatori" ha sfilato per la città circondati da un centinaio di agenti di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa che non hanno esitato un attimo a provocare i manifestanti circondando, in piazza Santi Apostoli, la macchina che apriva il corteo tentando di scaraventare fuori il conducente e le quattro donne presenti in macchina.
In quel momento di tensione una decina di persone si è diretta verso gli agenti spintonandoli in modo da lasciar indietreggiare le donne che rischiavano di essere travolte dai carabinieri che avanzavano minacciosi e solo il pronto intervento di alcuni portavoce dei movimenti è riuscito a calmare le acque.
In pochi minuti si è riportata la calma e si è riusciti ad ottenere un incontro di una delegazione dei manifestanti con il vicesindaco Cutrufo.
«Un incontro che denota l'evidente imbarazzo di questa Giunta davanti ai comportamenti e alle parole di un suo esponente» sottolinea Luca Fagiano del Coordinamento cittadino di lotta per la casa.
«La giornata di oggi» affermano Giuseppe Carroccia e Fabio Nobile, segretari rispettivamente delle federazioni romane Prc e Pdci «dimostra quanto sia all'ordine del giorno la nostra richiesta di dimissioni verso l'assessore Antoniozzi» che giovedì, tramite agenzie stampa, «ci ringraziava perché, attraverso il nostro manifesto, gli avremmo fatto pubblicità gratuita, mentre si dovrebbe vergognare per aver fatto e continuare a fare campagna elettorale sulla pelle di cittadini che soffrono».


16 maggio 2009 - Il Gazzettino

Trasporti, lo sciopero riesce a metà
E al Lido Actv annuncia i tornelli agli imbarcaderi nel nuovo terminal che sarà pronto nel 2010

Venezia - La difficoltà di trovare un mezzo di trasporto, ieri, si è sentita soprattutto in terraferma, con un’adesione tra che ha superato in alcune tratte il 60 per cento, soprattutto nel bacino extraurbano nord e sulla rete urbana di Mestre, secondo i dati forniti da Actv, a causa dello sciopero indetto dalle Rappresentanze di Base. In navigazione bisogna tener conto che erano previsti i servizi di collegamento garantiti per le isole, con la precettazione dei lavoratori, e in questo caso circa il 36 per cento dei dipendenti ha protestato. Defezioni soprattutto in Canal grande: le motozattere hanno funzionato quasi regolarmente, la linea 51-52 con una frequenza ogni mezz’ora, la linea 2 ogni 20. Diverse invece le indicazioni fornite da Rdb, che ha parlato di 80 per cento di adesione nel settore automobilistico e 60 nella navigazione. Sotto accusa il contratto di lavoro, «che non è ancora stato siglato - sottolinea Giampietro Antonini, coordinatore dei comitati di base - quello firmato è solo un protocollo d’intesa a cui dovranno seguire le contrattazioni per settore, con clausole sociali che non ci soddisfano. Basti pensare che ad esempio si parla delle 39 ore settimanali come quantità di lavoro effettiva nelle quali non saranno più comprese neanche le soste pasto o i tempi accessori. Poche garanzie nel settore dei subappalti, il diritto di sciopero viene messo in discussione, come pure i riferimenti economici non ci stanno bene». E così ieri i collegamenti sono stati a singhiozzo, nel pomeriggio anche per effetto della regata velica che si è svolta in Bacino e che ha dirottato i mezzi lungo il canale dell’Orfano.
Nel frattempo ieri sera all’hotel Ausonia Hungaria si è svolto il convegno "Trasporti ed infrastrutture su Lido e Pellestrina Quali progetti per migliorare la qualità della vita", promosso dal Partito Democratico di Lido e Pellestrina. Dopo la presentazione del coordinatore del circolo Paolo Povolato ha moderato l’incontro Paolo Bonafè, responsabile provinciale del Pd su infrastrutture e mobilità, nonché consigliere d’amministrazione di Actv.
Dall’estate 2010 nel terminal del Lido in piazzale Santa Maria Elisabetta verranno installati i tornelli per consentire un accesso differenziato agli imbarchi per i residenti e tutti gli abbonati. Lo ha confermato ieri sera l’assessore comunale alla mobilità e trasporti, Enrico Mingardi. In una sala affollata sono intervenuti anche i delegati della municipalità Angelo Ghezzo e Maurizio Pozzobon, per portare il punto di vista delle amministrazioni locali, oltre al presidente di Actv, Marcello Panettoni, e al numero uno di Pmv Antonio Stifanelli. I tornelli al Lido saranno anche uno strumento per "smascherare" coloro che viaggiano gratis per le disfunzioni di Imob. "Entro la prossima primavera prima delle elezioni comunali – ha spiegato Mingardi – puntiamo ad inaugurare la nuova porta d’acqua del Lido. Ragionare della mobilità del Lido significa anche inserirla nel contesto del grande interesse strategico che sta vivendo questo territorio. Stiamo rispondendo ora alle osservazioni che sono state fatte al Pgtu del Lido le cui direttive vanno nell’ottica di favorire la ciclabilità, ridurre la velocità delle auto e accrescere la sicurezza". Panettoni dal canto suo ha poi ribadito l’impegno di Actv per il Lido. «Per quanto riguarda il trasporto pubblico per qualità e quantità dei servizi il Lido ha pochi altri eguali, direi anzi nessuno, in Italia - ha sottolineato - Assicuro, inoltre, che il ferry boat ex "Salamina" verrà messo in esercizio definitivamente entro il mese di giugno con una barca ammodernata in ogni sua parte". Stifanelli, infine, ha affrontato la questione del nuovo terminal. "Proprio oggi (ieri ndr) ho firmato l’indizione della gara per la realizzazione delle sovrastrutture e la grande copertura a forma di vela. Gli esiti del bando si avranno il prossimo giugno, poi, salvo ricorsi, potranno partire i lavori. Contiamo che possano essere completati entro giugno del 2010, ma inseriremo nel bando punteggi più alti alle imprese che proporranno un anticipo dei tempi. Quello del nuovo terminal è un lavoro a fasi: solo sugli approdi e pontili spenderemo sei milioni di euro, cifra a cui andranno aggiunti altri 15 per la riqualificazione di tutta la parte retrostante."

Cgil, Cisl e Uil rompono le trattative

Venezia - Dopo lo sciopero delle biglietterie Vela nelle giornate di Pasqua, proclamato da Rdb Cub, anche i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno rotto le trattative con l’azienda, proclamando lo stato di agitazione, a seguito dopo una burrascosa riunione con la direzione. In particolare è mancato l’accordo sul piano industriale, sulle articolazioni degli organici dal punto di vista quantitativo e qualitativo del call center che fornisce le informazioni e delle biglietterie, sulla turnistica estiva, sui problemi connessi alla vendita Imob. "La chiusura della posizione aziendale - si legge in un comunicato congiunto - il tentativo di scaricare sui lavoratori i costi connessi all’assorbimento da parte di Vela della società Venice Card e i costi di funzionamento di Imob e Venice Connected nonchè i problemi legati all’organizzazione aziendale e della diminuzione delle vendite imponfono la proclamazione dello stato di agitazione"

«Turni stressanti» Nuovo sit in di protesta dei dipendenti del Mariutto

Mirano - (D. Tam.) Nuovo presidio degli operatori sociosanitari della casa di riposo "Mariutto" di Mirano. Loro non ce la fanno più: turni stressanti e condizioni di lavoro al limite della sopportazione. Sono queste le motivazioni che hanno convinto i quindici dipendenti dell’Ipab a organizzare un sit-in di protesta davanti ai cancelli della casa di Riposo. «Vogliamo partecipare ai tavoli tecnici stabiliti – attacca Federico Martelletto delle rappresentanze sindacali di base – con un nostro rappresentante per promuovere nuovi turni di lavoro». E la richiesta presentata ieri è la seguente: turni giornalieri di 7 o 7 ore e mezza, turni notturni di nove ore («la direzione intende arrivare a 10») dalle 21.30 alle 6.30. «Vogliamo – continua Martelletto – che siano rispettate le normative stabilite per i contratti individuali dei lavoratori part time, che revedono che le eventuali modifiche dell’orario di lavoro siano concertate con gli stessi interessati. La Direzione e la Rsu, di contro -accusa il rappresentante Rdb – intendono modificare le turnistiche complessive e i contratti collettivi con modalità unilaterali». Condizioni nuove che i lavoratori non sono disposti ad accettare senza reagire. «La direzione intende far pagare ai lavoratori gli errori di altri. Esiste un bilancio in rosso, ne siamo consapevoli, ma da un’attenta lettura dei documenti emerge che il costo del personale non è così elevato, il reparto esternalizzato costa molto di più. Non possiamo accettare che venga modificata la vita dei lavoratori senza il loro coinvolgimento, vogliamo intraprendere una mediazione ragionevole ma pretendiamo di essere ascoltati». Ieri i dipendenti hanno consegnato la loro proposta per gli orari alla direzione dell’Ipab. «Se non verrà presa in considerazione – conclude Martelletto – dovremo pensare a nuove iniziative di lotta per portare avanti la nostra causa».


16 maggio 2009 - City

Trasporti, i Cobas bloccano bus e metrò
VENERDì DI DISAGI Una parte del trasporto pubblico locale si fermerà oggi per l’astensione indetta dai sindacati di base. Saranno garantite le fasce protette. Previsti due cortei di protesta

MILANO - Metrò, bus e tram a rischio oggi: un venerdì di passione a causa dello sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico locale. La protesta - indetta dai sindacati sindacati autonomi Cub, Unione sindacale italiana Usi-Ait, Al Cobas - vuole rivendicare il diritto a un "lavoro stabile, riduzione d’orario a parità di salario, forti aumenti di salario e pensioni, continuità del reddito". I sindacati di base non hanno quindi accolto l’invito fatto qualche giorno fa dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, a differire lo sciopero. Fasce orarie diverseGarantite le fasce protette, lo sciopero si terrà in orari diversi a seconda delle città. In particolare, a Milano l’astensione sarà dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio. A Roma dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine corse. A Bologna dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. Fra le grandi città, graziata solo Torino dove - grazie alla Fiera del Libro - bus, tram e metrò presteranno servizio. Le astensioni saranno accompagnate da due cortei: uno a Milano e un altro a Gallarate (Varese). Si ferma anche la scuolaE domani rischia di fermarsi anche la scuola per l’astensione indetta dai Cobas, che hanno pure organizzato una manifestazione nazionale a Roma contro "la disgregazione e la privatizzazione dell’istruzione pubblica". Alla protesta aderiscono i Cip (Comitati insegnanti precari) secondo cui "i provvedimenti Gelmini-Tremonti-Aprea costano 160mila posti di lavoro".


16 maggio 2009 - La Repubblica

Sciopero dei trasporti e cortei, città in tilt
Bus e metrò fermi e in piazza manifestazioni per la casa e la scuola. Blocchi del traffico davanti alla prefettura e al ministero dell´Istruzione
di CECILIA GENTILE e TEA MAISTO

Roma - Sciopero dei mezzi, pioggia e due cortei. Un mix micidiale per la capitale, che ieri è precipitata nel caos. Per non rimanere a piedi, i romani hanno fatto ricorso massiccio alla macchina, anche se poi, contrariamente alle più nere previsioni, le due linee della metropolitana e la ferrovia Roma-Ostia hanno funzionato.
Grossi disagi invece per gli utenti di bus e tram: secondo l´Atac, l´adesione alla protesta è stata del 24%, secondo i comitati di base Cub, Cobas e Sdl, che hanno proclamato lo sciopero, la percentuale è stata del 45%, con punte del 55. «Sono dati che confermano la bocciatura da parte dei lavoratori di un´intesa che prevede un adeguamento salariale pari ad un caffè al giorno, l´allungamento da 2 a 3 anni della scadenza del contratto nazionale ed ulteriori limitazioni al diritto di sciopero», dichiara Giampietro Antonini, coordinatore della Cub Trasporti
Nel frattempo, una manifestazione non autorizzata dei centri sociali per l´emergenza alloggiativa ha bloccato lungotevere de´ Cenci, davanti all´assessorato alla Casa. Il corteo ha atteso invano di essere ricevuto da un rappresentate del Comune, poi si è diretto in Prefettura, a piazza Santi Apostoli, occupando via IV Novembre. Sono seguiti momenti di tensione con la polizia, urla e spintoni finché il capo di Gabinetto del Campidoglio ha accettato di incontrare un gruppo di delegati insieme al vicesindaco Cutrufo.
Blocchi anche davanti al ministero dell´Istruzione, per il sit in di oltre 200 tra docenti e personale Ata. «Non possiamo accettare che si taglino 57mila posti di lavoro ? ha denunciato Piero Bernocchi, portavoce Cobas ? un decimo riguarda il Lazio». Il corteo si è poi diretto a piazza Navona.


16 maggio 2009 - Il Manifesto

Scuola e trasporti in sciopero contro i tagli

Il sindacalismo di base Cub, Cobas, SdL, che da pochi mesi ha dato vita a un «patto di base», ha dato la sua prova di forza nella scuola e nel trasporto pubblico. Lo sciopero di ieri, nel primo caso, era stato indetto per «impedire il taglio di 57 mila posti di lavoro di docenti ed Ata; per cancellare le proposte di legge Aprea e Cota che gerarchizzano i docenti, trasformano le scuole in fondazioni private e danno ai capi di istituto il potere di assumere e licenziare il personale; per chiedere l'assunzione a tempo indeterminato dei precari sui posti vacanti; per il diritto di assemblea». Una manifestazione di diverse migliaia di persone, con in prima fila docenti e Ata aquilani, ha raggiunto il ministero dell'istruzione, a Roma. Sulla scalinata, hanno inscenato una protesta molto efficace, con professori chiamati all'appello che entravano in un «buco nero» formato da un telone e ne uscivano con maschera grigia e ali bianche, come «persone non più appartenenti a questo mondo». A macchia di leopardo, come sempre, le percentuali di adesioni allo sciopero dei mezzi pubblici. Fin dalla mattina si è parlato di «una media del 80% nel trasporto urbano a Venezia; a Trieste del 43%; a Bologna 55%; a Roma 45-55%; a Latina 80%». In una nota unitaria, i tre sindacati spiegano che «gli addetti al settore che dopo 16 mesi di mancato rinnovo contrattuale si vedono elargire un'elemosina e porre sul tavolo nuove proposte di produttività, flessibilità e precarietà». Tra le rivendicazioni «aumenti salariali che ridiano finalmente la possibilità di vivere con dignità; l'introduzione, in busta paga, di «un'indennità di carovita» che rivaluti la retribuzione almeno del valore dell'inflazione programmata; contenimento dell'orario di lavoro, a parità di salario, sia al fine della tutela della salute, della sicurezza sia allo scopo di favorire l'occupazione; riconoscimento delle malattie professionali, del lavoro usurante; diritto di rappresentanza sindacale, senza monopoli».(Fr.Pi.)


16 maggio 2009 - L'Unione Sarda

la protesta
Trasporti e scuola, lavoratori in sciopero

Disagi nelle scuole e nel trasporto pubblico ieri per un doppio sciopero proclamato dai sindacati di base contro i «tagli» all'istruzione e i contenuti dell'intesa per il rinnovo del contratto dei lavoratori dei trasporti.
A Milano, secondo l'azienda dei trasporti (Atm), l'astensione dal lavoro (che si svolta con modalità diverse da città a città), non ha creato grandi difficoltà, almeno in orario-ufficio. Bassa adesione anche a Napoli. Di diverso parere i promotori dello sciopero. A Venezia - ha osservato la Cub, che ha indetto la protesta assieme a Cobas e Sindacato dei Lavoratori - l'adesione è stata del 80% nel trasporto urbano, 60% in quello extraurbano e 50% nel marittimo; a Trieste una media del 43%; a Bologna 55%; a Roma 45% con punte del 55%. I dati «confermano la bocciatura da parte dei lavoratori di un'intesa tutta a loro sfavore» ha detto Giampietro Antonini, della Cub trasporti. «È inaccettabile un adeguamento salariale pari a un caffè al giorno». Nella scuola, invece, lo sciopero è stato accompagnato da una manifestazione nazionale a Roma.


16 maggio 2009 - Il Piccolo

SINDACATI: ADESIONE AL 43-47%
Bus in sciopero, sulle cifre è guerra tra Cub e azienda

Trieste - I disagi ai cittadini sicuramente ci sono stati, ma sullo sciopero che ieri ha semiparalizzato anche a Trieste il trasporto pubblico si è registrata ancora una volta una guerra di cifre. L’astensione dal lavoro infatti ha riguardato il 20-22 per cento dei dipendenti secondo Trieste Trasporti, il 43-47 per cento a detta della Cub (Confederazione unitaria di base) che lo ha indetto su base locale. Su scala nazionale, oltre alla Cub, altre tre sigle delle rappresentanze sindacali di base. «Sono dati che comunque confermano la bocciatura da parte dei lavoratori di un’intesa tutta a loro sfavore - ha dichiarato Willy Puglia, coordinatore regionale della Cub Trasporti - è infatti inaccettabile un adeguamento salariale che è pari a un caffè al giorno».
L’agitazione è stata indetta per protestare contro il contratto nazionale firmato invece dai sindacati confederali e che, secondo quanto riferisce Puglia, «prevede per gli autisti un aumento di 48 euro lordi al mese, l’allungamento da due a tre anni della scadenza del contratto nazionale, la possibilità di derogare da esso con contratti aziendali peggiorativi e ulteriori limitazioni al diritto di sciopero». I sindacati di base si sono invece mobilitati per «ottenere un aumento del potere d’acquisto dei salari, difendere e migliorare le condizioni e gli orari di lavoro, rilanciare i diritti acqusiti negli anni».
Molto diversa, come detto l’analisi di Trieste Trasporti. Secondo l’azienda, che conta 830 dipendenti, è saltato un autobus su cinque. Nella prima fascia, tra le 9 e le 13, avrebbe scioperato il 20 per cento dei dipendenti, nella seconda, dalle 16 alle 02.30 di notte, il 22 per cento.


16 maggio 2009 - Nuova Venezia, Sardegna, Ferrara/Tribuna Treviso/Trentino/Tirreno/Gazzetta Reggio, Modena, Mantova/Corriere Alpi/Centro/Alto Adige/Provincia Pavese/Mattino Padova

Trasporto pubblico e scuola. Guerra di cifre sullo sciopero

ROMA - Sciopero, ieri, nelle scuole e nel trasporto pubblico. È stato proclamato dai sindacati di base contro i «tagli» all’istruzione e i contenuti dell’intesa per il rinnovo del contratto dei lavoratori dei trasporti. Secondo le aziende dei trasporti di Milano e Napoli, l’astensione del lavoro (che si è svolta con modalità diverse da città a città) non ha creato grandi difficoltà. Di diverso parere i promotori dello sciopero che hanno, invece, espresso soddisfazione per la partecipazione. La Cub, che ha indetto la protesta assieme a Cobas e Sindacato dei Lavoratori - parla ad esempio di addesione media del 55% a Bologna, e del 45% a Roma (con punte del 55%).


16 maggio 2009 - Il Venezia

Trasporti. Stando al sindacato ieri ha aderito l'80% dei lavoratori.
Rdb accusa: «Da Actv, poca informazione»
Sciopero dei bus, terraferma in tilt

Venezia - Disagi pesanti ieri, soprattutto in terraferma, per lo sciopero nazionale dei Trasporti di 24 ore indetto da Rdb Cub per il rinnovo del contratto. Come sempre, c'è il solito balletto di cifre sull'adesione. Da un lato i sindacati parlano di un 80% e oltre per il servizio automobilistico, del 40% per la navigazione. L'Actv di un 62%, sceso poi al 58% nelle ore pomeridiane, per i bus; di un 37% per i vaporetti. Percentuali a parte, non è stata una bella giornata per i pendolari, imbottigliati nelle vie della città, tra i cantieri del tram, nel tentativo di raggiungere il posto di lavoro in auto. Lunghe code nelle arterie principale di Mestre, da via Piave a Corso del Popolo, e parcheggi pieni, proprio perchè in tanti hanno preferito uscire di casa direttamente con i mezzi propri. Danilo Scattolin, Rdb Cub, accusa: "C'è molta responsabilità dell'azienda che non informa per tempo e adeguatamente i suoi utenti - spiega - Ci sarebbe l'obbligo, in caso di sciopero, di mettere i manifesti informativi a ogni fermata. È stato mai fatto?". La risposta a chi ieri è rimasto ad aspettare autobus che non arrivavano. Soprattutto nelle aree extraurbane, dove l'adesione dei lavoratori, secondo il sindacato, è stata pressochè totale.(E.C.)


16 maggio 2009 - Il Tempo

Autobus a mezzo servizio, alta adesione allo sciopero degli autisti di Latina
Protesta del personale Atral, la società per il trasporto pubblico del capoluogo pontino, aderente al Cub trasporti di Latina che ha partecipato allo sciopero nazionale indetto dal sindacalismo di base Cub, Sdl, Slai-Cobas e Cobas Lavoro Privato

Roma - La protesta, spiega la sigla sindacale, è scattata dopo la firma di un accordo contrattuale che «a fronte di aumento lordo di 48 euro al mese, prevede un maggior sfruttamento e precarietà del personale». Secondo il sindacato l'Atral, informata con forte anticipo dell'agitazione del personale, «ha ignorato di compiere, come previsto dalla normativa vigente, qualsiasi forma di comunicazione al Comune ed all'utenza sulle possibili conseguenze dell'azione di protesta dei lavoratori, creando così forte malumore e disagi imprevisti alla cittadinanza, sperando di scaricare le proprie colpe sui lavoratori». Tale comportamento - sostiene la Cub trasporti di Latina - sottolinea ancora una volta il fatto che vengono ignorare «di proposito le difficoltà più volte segnalate e continuamente sopperite dal senso di responsabilità dei lavoratori come avvenuto ad esempio, durante il recente Raduno degli Alpini». I lavoratori dell'Atral fanno sapere che nei prossimi giorni saranno attivate «nuove ed incisive manifestazioni di protesta contro la politica dell'Atral ed il silenzio degli organi politici ed amministrativi della Città di Latina».


16 maggio 2009 - Corriere della Sera

Si ferma un autista su due tanti disagi per i romani

Roma - Lunghe attese alle fermate degli autobus, sperando nell’arrivo di uno dei rari mezzi (stracarichi) in circolazione, traffico sostenuto e in alcune ore completamente bloccato in diverse zone della città, il centro preso d’assedio da una manifestazione dei lavoratori della scuola, terminata a piazza Navona, e un’altra per la casa, a Lungotevere de’ Cenci. Notevoli disagi, nonostante l’astensione degli impiegati del trasporto locale si sia limitata a un 50% circa, si sono registrati ieri a causa dello sciopero proclamato per l’intera giornata da Cub, Cobas, e SdL. Difficoltà anche per i pendolari, specialmente sulla Roma-Giardinetti, mentre le due linee della metropolitana e i treni della ferrovia Roma-Lido e Roma-Viterbo hanno mantenuto una frequenza abbastanza sostenuta.
Oggi, in occasione della Notte dei Musei, le linee A e B del metrò saranno attive fino alle tre del mattino: un’ora e mezza oltre l’orario, per godere più a lungo dell’apertura straordinaria dei centri d’arte.


16 maggio 2009 - Corriere del Veneto

Lo sciopero
Trasporti e scuola: buone adesioni a Trieste

TRIESTE - Molti autobus fermi a Trieste, pochi nel resto della regione. Lo sciopero dei trasporti proclamato ieri dai sindacati di base Sdl, Cub, Cobas Lv e Slai Cobas ha fermato – secondo gli stessi sindacati – il 43% degli autobus a Trieste, il 37% a Gorizia, il 21% a Udine e l'11% a Pordenone. Secondo le concessionarie si tratta di numeri «esagerati» visto che a Trieste si è fermarto il 20% dei mezzi a Gorizia e Udine uno solo e a Pordenone nessuno».
«Ci siamo fermati – spiega il Coordinatore Regionale della Cub trasporti, Willy Puglia – per protestare contro i recenti accordi nazionali, che non forniscono alcuna risposta ai reali problemi della categoria, che conta 120.000 addetti di cui 1.500 nel solo Friuli Venezia Giulia. Negli accordi nazionali sottoscritti dalle altre organizzazioni sindacali non si scorge alcun miglioramento per la maggior parte degli autoferrotranvieri, ne dal punto di vista economico ne normativo, poiché viene previsto solo un adeguamento salariale pari ad un caffè al giorno».
«E’ inoltre allungata da 2 a 3 anni, la scadenza del contratto nazionale, è prevista la possibilità di una deroga peggiorativa nei contratti aziendali, sono previste ulteriori limitazioni al diritto di sciopero».
Ieri hanno scioperato anche i sindacati di base della scuola. Se si escludono alcune decine di insegnanti triestini, l’adesione in tutta la regione è stata bassa.


16 maggio 2009 - Il Messaggero

Roma. Un giorno da dimenticare, ieri, tra scioperi e cortei...
di LUCA BRUGNARA

Roma - Un giorno da dimenticare, ieri, tra scioperi e cortei, ma oggi la Città Eterna tornerà a far sognare, con la Notte dei Musei, tra siti aperti e visite guidate. Ieri pomeriggio poi c’è stata anche un’emergenza sul Muro Torto: si è rotta una conduttura, l’acqua ha invaso la strada ed è arrivata fino a piazza del Popolo. Allagato anche il sottopassaggio della metropolitana.
Tornando allo sciopero e ai disagi del resto della giornata: bus a singhiozzo, cortei, sit-in e, come se non bastasse, una pioggia a intermittenza hanno provocato non pochi disagi, ieri, per gli spostamenti in città, soprattutto in Centro, con momenti di tensione tra automobilisti intrappolati nel traffico e manifestanti. I problemi maggiori hanno riguardato lungotevere de' Cenci, dove si è svolto un sit-in davanti all'assessorato al Patrimonio. Lo sciopero dei mezzi pubblici, indetto dai sindacati di base (senza l'adesione dei confederali) ha visto una partecipazione, secondo Atac, del 24% del personale tra le linee gestite da Trambus, mentre è stato regolare il servizio su quelle periferiche di Tevere Tpl. Le due linee di metropolitana hanno funzionato regolarmente, così come i treni per Ostia e Viterbo. Ridotto il servizio per Giardinetti. Per il Cub Trasporti, invece, «la partecipazione a Roma è stata del 45%, con punte del 55%». Il corteo dei lavoratori della scuola, indetto da Cobas, Usi-Rdb Cub con insegnanti, lavoratori Ata, studenti ha sfilato fino a piazza Navona, con striscioni "contro i tagli di 57 mila posti di lavoro nella scuola". Con loro, anche insegnanti dell'Abruzzo. Intorno alle 11.30, l'area di Trastevere è andata in tilt: per un'ora, con i vigili che regolavano i passaggi, sui due lati di lungotevere è stato il caos. «Disagi e rallentamenti direttamente collegati al corteo - aggiungono dalla centrale operativa della polizia municipale - si sono avuti anche su corso Vittorio, piazza Venezia». La sosta prolungata su lungotevere de' Cenci e Raffaello Sanzio ha fatto perdere la pazienza ad alcuni automobilisti, che hanno protestato verso i manifestanti. «Anche noi stiamo andando a lavorare - assicura Daniele Reatto, in sella sul suo scooter. - Non è possibile fermare una città». Una delegazione degli universitari dell'Onda ha raggiunto la sede del Crui, la Conferenza dei Rettori, in piazza Rondinini, esponendo uno striscione. Maltempo e sciopero dei mezzi hanno spinto molti romani a prendere la macchina e per l'intera giornata, alcune aree hanno vissuto tra caos e clacson impazziti, dal Muro Torto all'Aurelia, dalla Nomentana a Porta Maggiore, a San Giovanni.
....


16 maggio 2009 - Giornale di Vicenza/Arena/Brescia Oggi

TAGLI. La protesta dei sindacati di base
Trasporti e scuola, disagi per sciopero

ROMA - Disagi nelle scuole e nel trasporto pubblico, ieri, per un doppio sciopero proclamato dai sindacati di base contro i «tagli» all’istruzione e i contenuti dell’intesa per il rinnovo del contratto dei lavoratori dei trasporti. A Milano, secondo l’Atm, l’astensione dal lavoro (che si svolta con modalità diverse da città a città), non ha creato grandi difficoltà. Bassa adesione - si sostiene da parte padronale - anche a Napoli. Di diverso parere i promotori dello sciopero che hanno, invece, espresso soddisfazione per la partecipazione dei lavoratori. A Venezia - dice per esempio la Cub, che ha indetto la protesta assieme a Cobas e Sindacato dei lavoratori - si registra una media del 80% nel trasporto urbano, 60% in quello extraurbano e 50% nel marittimo. «Sono inaccettabili», dice Giampietro Antonini, coordinatore Cub trasporti, «un adeguamento salariale pari a un caffè al giorno e la possibilità di una deroga peggiorativa nei contratti aziendali». Nella scuola lo sciopero è stato accompagnato da una manifestazione nazionale a Roma.


16 maggio 2009 - Gazzetta del Sud

Scioperi Disagi e cortei
Scuola e trasporti proteste per i tagli e l'intesa sul contratto

ROMA - Disagi nelle scuole e nel trasporto pubblico oggi per un doppio sciopero proclamato dai sindacati di base contro i «tagli» all'istruzione e i contenuti dell'intesa per il rinnovo del contratto dei lavoratori dei trasporti. A Milano, secondo l'azienda dei trasporti (Atm), l'astensione dal lavoro (che si svolta con modalità diverse da città a città), non ha creato grandi difficoltà, almeno in orario-ufficio, ai cittadini e il servizio delle linee M1, M2 e M3 stamani è stato regolare. Bassa adesione anche a Napoli. Secondo stime dall'Azienda napoletana mobilità, nei depositi è rientrato appena il 10,5 per cento dei mezzi in servizio, è stata rispettata la prima delle due fasce orarie protette e hanno funzionato regolarmente le metropolitane e la Circumvesuviana. Di diverso parere i promotori dello sciopero che hanno, invece, espresso soddisfazione per la partecipazione dei lavoratori. A Venezia – ha osservato la Cub, che ha indetto la protesta assieme a Cobas e Sindacato dei Lavoratori – si registra una media del 80% nel trasporto urbano, 60% in quello extraurbano e 50% nel marittimo; a Trieste una media del 43%; a Bologna 55%; a Roma 45% con punte del 55% ; a Latina 80%. Fermi, sempre secondo la Cub, i trasporti extraurbani a Catania, Agrigento e Caltanissetta; forti disagi a Palermo. I dati «confermano la bocciatura da parte dei lavoratori di un'intesa tutta a loro sfavore» ha commentato Giampietro Antonini, coordinatore della Cub trasporti. «E' infatti inaccettabile – ha proseguito – un adeguamento salariale che è pari a un caffè al giorno, la possibilità di una deroga peggiorativa nei contratti aziendali, l'allungamento da due a tre anni della scadenza del contratto nazionale, e ulteriori limitazioni al diritto di sciopero, già fortemente compresso». Nel comparto scuola lo sciopero è stato accompagnato da una manifestazione nazionale a Roma. «No alla distruzione delle scuola», «estendiamo i diritti, stabilizziamo la ricerca» e «ddl Aprea cancro della scuola pubblica». Con questi e altri striscioni insegnanti e lavoratori Ata (gli ausiliari tecnico-amministrativi) sono scesi in piazza, partendo dalla sede del ministero dell'Istruzione, «contro i tagli di 57 mila posti di lavoro nella scuola». Al corteo, conclusosi a piazza Navona, hanno partecipato delegazioni di lavoratori della Sardegna, della Basilicata, della Puglia e del Lazio.


16 maggio 2009 - La Nuova Venezia

Sciopero e regata in Bacino Trasporti in tilt, oggi si replica
di Roberta De Rossi, ha collaborato Laura Bergamin

Venezia - Sciopero dei Cobas, sfide di vela in bacino San Marco, regate a remi: è un fine settimana di passione per gli utenti Actv, alle prese con corse a singhiozzo, lunghe attese ai pontili, viabilità interrotta. Una scaletta ricca di scadenze, in una città di pendolari e sempre piena come di turisti. Ieri, lo sciopero nazionale dei Cobas per il rinnovo del contratto ha provocato per tutto il giorno corse a singhiozzo per la navigazione (dove l’adesione è stata del 36%, con collegamenti con le isole garantiti e ricadute soprattutto sul Canal Grande) e disagi in terraferma (dove ha partecipato il 58% degli autisti Actv). L’agitazione si è, però, intrecciata con il blocco totale dei collegamenti Actv tra San Zaccaria e Sant’Elena, dalle 12.30 alle 18.30, in applicazione di un’ordinanza della Capitaneria di porto: blocco della navigazione che si ripeterà oggi e anche domani (i tempi della regata sono più ristretti, ma la gestione dei turni Actv ha portato alle 6 ore di sospensione). Risultato: disagi su disagi. Che si riproporranno, dilatati, anche oggi: niente più sciopero, ma nuovo, pesante rallentamento delle corse in mattinata, per la regata su caorline della «Festa del Mare», in partenza alle 11 davanti ai Giardini della Biennale, con giro del paletto a Santa Sofia e arrivo in darsena al Molo. Al pomeriggio, nuova sospensione del transito in Bacino - garantite solo le spole Lido-Sant’Elena e le corse dalla Giudecca lungo il canale degli Orfanelli - come ancora domani, in una giornata che come tutte le domeniche richiamerà al Lido (sole permettendo) folle di bagnanti e ciclisti.
Tre giorni di collegamenti Actv sottosopra, senza che il Comune sapesse alcunché: in premessa di ordinanza - in realtà - la Capitaneria specifica di aver acquisito i pareri positivi del Comune e dell’Autorità portuale, ma a Ca’ Farsetti cadono dalle nuvole. Non ne sa nulla l’assessore al Traffico acqueo Michele Vianello, niente l’assessore alla Mobilità Enrico Mingardi, scuote la testa il comandante dei vigili urbani Marco Agostini e, a fine giornata, anche il capo di cabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, comunica che il Comune non ha espresso alcun parere sull’ordinanza.
Una situazione paradossale. «La prossima volta, alle conferenze di servizio convochino i cittadini», commenta il presidente di Municipalità, Enzo Castelli, «Come si fa a bloccare i servizi in Bacino per tre giorni di fila? Tra tanti disagi, la folla assiepata fino alla chiesa della Pietà - molti gruppi di turisti, ma anche numerosi pendolari che dovevano tornare a casa - che si è andata accumulando a metà pomeriggio al pontile della motonave diretta a Lido e Punta Sabbioni.
La regata. Per la prima tappa dell’iShares Cup Extreme 40 Sailing Series, riservata ai migliori catamarani internazionali, 10 i team in gara. Un centinaio gli spettatori in Riva Sette Martiri. Ieri Bmw Oracle ha chiuso in testa. Oggi seconda giornata, domani finale.


16 maggio 2009 - La Gazzetta di Parma

Sindacato. Protesta ieri mattina in via Taro
Tep, Cobas in sciopero

Parma - Alcuni dipendenti della Tep del sindacato autonomo Al Cobas - Cub trasporti (che raccoglie una ventina di lavoratori) hanno aderito ieri allo sciopero dei trasporti di 24 ore. I lavoratori chiedono aumento di salari e pensioni, lavoro stabile e riduzione del periodo di apprendistato, e contestano la revisione dei parametri di carriera.


16 maggio 2009 - La Tribuna di Treviso

Bus Actt, fallito lo sciopero dei Cub

Treviso - Sciopero degli autobus indetto dal Cub: a Treviso adesione molto limitata, disagi ridotti. Soltanto il 18% degli autisti Actt ha incrociato le braccia, mentre nelle altre città il dato medio supera il 50%. A Treviso, dalle 9 alle 12, si sono fermati 3 bus su 46, dalle 15 a fine servizio sono stati 7. Il servizio è stato garantito per tutte le linee, seppur a regime ridotto. «L’adesione non è stata eclatante - afferma Piero Antonini, referente veneto Cub Trasporti - ma è stata una avvisaglia: gli aumenti di stipendio sono a costo zero, e costringeranno gli autisti a 39 ore di guida effettive».(a.m.)


16 maggio 2009 - Il Giorno

Sciopero Atm, i mezzi vanno. Ma è caos su strade e tram
Cub in piazza, lancio di uova contro la Commerciale

MILANO - MOLTO TRAFFICO, soliti strombazzamenti in centro all'ora di punta ma non il paventato blocco totale dei mezzi pubblici per lo sciopero di 24 ore indetto da Cobas, Sdl, e Cub. Le tre linee della metropolitana non si sono fermate mentre per quanto riguarda i mezzi di superfice in servizio l'Atm ha comunicato che nella seconda fascia dello sciopero, alle 19,30, erano il 62%. UN VENERDÌ MENO «nero» rispetto al passato, con il servizio alla fine garantito per tutta la giornata, comprese le fasce interessate dallo sciopero (8.45 alle 15 e dalle 18 alla fine del servizio). Pesanti comunque i disagi dovuti all'effetto annuncio: per non rischiare molti pendolari hanno preso l'auto, congestionando le strade e altri, invece, hanno preso la metropolitana prima del solito, congestionando i treni. Nell'ora di punta, dalle 17 alle 18, sulla linea rossa, direzione Sesto, le condizioni di viaggio erano a dir poco «disumane»: migliaia di persone stipate nel vagone come sardine. Intanto, ieri, si è conclusa con un lancio di uova sulla facciata della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, la manifestazione regionale organizzata dalla Confederazione unitaria di base proprio per lo sciopero generale che ha interessato anche la scuola. I manifestanti, al termine del corteo partito da largo Cairoli, hanno lanciato uova contro una gigantografia che riproduceva la figura caricaturale di un banchiere: «Voi siete la crisi, noi siamo la soluzione», lo slogan.

Casa di riposo, pesanti accuse contro la coop
di Luca Pelizzi

Tirano - SEMPRE più mosse le acque attorno alla casa di riposo "Città di Tirano" da quando le Rappresentanze sindacali di base hanno deciso di sostenere la lotta di alcune dipendenti «per fermare - come cita il comunicato stilato dalla Federazione provinciale della Rdb-Cub l'attività intimidatoria e punitiva che la cooperativa Team Service sta attuando nei confronti delle lavoratrici». In pratica i problemi sono iniziati da quando alcuni servizi interni appaltati alla cooperativa "Il Cigno" sono stati presi in carico da "Team Service". «Queste lavoratrici spiega Francesco Beltrama (Rdb) si sono accorte che il contratto con la nuova cooperativa non corrispondeva a quello della vecchia e quindi si sono rifiutate di firmarlo e da qui sono iniziati i guai per loro: in poche settimane hanno ricevuto ben 16 provvedimenti sanzionatori e 6 lavoratrici sono state sospese dal lavoro per 4 giorni». In più «ci risulta che dal 10 al 13 febbraio la coop ha adibito all'assistenza degenti, personale non qualificato: un'addetta alle pulizie».

Ahlstrom, ancora una fumata grigia. Il sindaco Mucci: «Sto con gli operai»

GALLARATE - «AHLSTROM, NO ai 59 licenziamenti». Spray rosso su un telo bianco, lo striscione ha aperto la manifestazione organizzata ieri da Al Cobas-Cub. Convocata per protestare contro le ricadute della crisi economica sui lavoratori, è stata anche l'occasione per fare il punto sulla vertenza riguardante la multinazionale finlandese del settore tessile. Sono 59 in tutto gli operai che rischiano il posto. 39 fra Mozzate, Carbonate e Cressa. Venti, invece, a Gallarate. Dal 20 febbraio questi sono in presidio permanente davanti alla fabbrica. Giovedì i sindacati hanno incontrato di nuovo i dirigenti italiani a Torino. I rappresentanti dei lavoratori hanno rimesso sul tavolo le loro proposte: cassa integrazione straordinaria a rotazione per un anno e mobilità volontaria con incentivi. I vertici hanno gelato i lavoratori. Al momento non ci sono le condizioni per firmare l'accordo, hanno replicato. Lunedì si terranno le assemblee negli stabilimenti per decidere come continuare la lotta. «Il 22 giugno scadranno i termini per la trattativa - riassume Antonio Ferrari, del coordinamento nazionale Cub - Iniziamo a chiederci se l'azienda non voglia azzerare del tutto lo stabilimento gallaratese». Al termine della manifestazione Ferrari, Paolo Schiavone (Pubblico impiego Al-Cobas) e Massimo Sinatra (Rsu Ahlstrom) hanno aggiornato il sindaco Nicola Mucci sulle ultime evoluzioni della situazione. «Torneremo a incontrarci con gli amministratori dell'azienda - ha detto il primo cittadino - Chiediamo pari trattamento per tutti gli stabilimenti. La realtà gallaratese non deve essere discriminata».(E.C.)

Allarme occupazione. Sfilano 300 persone
Uova lanciate contro la sede degli industriali
di ENRICO CAMANZI

GALLARATE - UN'INVASIONE pacifica, se si eccettua un fitto lancio di uova contro la sede dell'Unione degli industriali. Ieri è sceso in piazza, convocato da Al Cobas-Cub per uno sciopero generale, il mondo del lavoro che più sta patendo la crisi economica. Sotto una pioggia battente 300 persone circa, secondo le cifre fornite dal sindacato, hanno sfilato per Gallarate. Alla manifestazione, guidata dai lavoratori dell'Ahlstrom, hanno partecipato operai e impiegati in cassa integrazione, precari, disoccupati e studenti. La parte più debole della popolazione, costretta a fare i conti con gli effetti del difficile momento economico. Il corteo, molto rumoroso, ha preso avvio dallo stabilimento cittadino della multinazionale produttrice di tessuto-non tessuto alle 9,30. I lavoratori si sono fermati sulla rampa di accesso all'Autolaghi verso Varese per circa mezz'ora. Poi si sono diretti alla sede dell'Unione industriali, contro la quale alcuni manifestanti hanno lanciato decine di uova. Quindi hanno fatto rotta verso la rotonda dell'autostrada in coincidenza dell'ingresso per Milano, dove si sono fermati in raccoglimento per un minuto di silenzio in memoria dei morti sul lavoro. Entrambe le uscite della A8 sono stati chiuse in via precauzionale per circa mezz'ora. Giunti in centro, sempre scortati dalla polizia, i lavoratori hanno incontrato il direttore dell'agenzia delle entrate. Infine si sono ritrovati alla Ahlstrom per i comizi finali. A mezzogiorno il corteo si è sciolto. UNA DELEGAZIONE di tre persone si è recata in municipio per incontrare il sindaco Nicola Mucci e il vicesindaco Paolo Caravati. In un'ora e mezza di colloquio hanno esposto le ragioni della mobilitazione, chiedendo un intervento del Comune. Gli amministratori hanno garantito l'impiego di alcuni dei fondi avanzati dal bilancio 2008 e non vincolati, circa 1 milione e 837mila euro in totale, per dare una mano alle fasce in sofferenza. «Stiamo preparando un pacchetto di aiuti - ha detto il sindaco Mucci - per anziani, famiglie e per un sostegno alle politiche sulla casa». Potrebbero essere fondi per gli affitti, ma anche per i mutui. Tante le realtà nel corteo. Dalle dipendenti della cooperativa di pulizia Sette laghi, ai metalmeccanici della Iselfa, ditta di Solbiate Arno con una novantina di operai in «cassa», fino ai lavoratori di imprese di Malpensa e dell'indotto. «La crisi - hanno detto in coro - non possiamo pagarla solo noi lavoratori. Imprenditori e politica trovino gli strumenti per sostenere l'occupazione».


16 maggio 2009 - Liberaroma

Blocco del traffico e corteo improvvisato
Comune di Roma costretto a dialogare con i movimenti
di Ylenia Sina
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Roma - Dopo aver bloccato il traffico per più di due ore sul Lungotevere de Cenci davanti all'assessorato per le politiche abitative, i movimenti per il diritto all'abitare hanno formato un corteo e raggiunto la prefettura. L'amministrazione comunale è stata così costretta a riaprire il dialogo con i movimenti e ad ammettere che Roma non è uscita dall'emergenza abitativa. Al termine dell'incontro con una delegazione firmata una delibera che prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro per l'acquisto di immobili privati. Ma le pesanti dihiarazioni dell'assessore Antoniozzi continuano a pesare sulla Giunta Capitolina. «Roma non è uscita dall’emergenza abitativa» hanno ammesso il vice sindaco Cutrufo e il capo segreteria del sindaco Lucarelli che ieri pomeriggio, dopo un’intensa mattinata di mobilitazione della Rete per il diritto all’abitare, sono stati costretti a riaprire un dialogo con i movimenti incontrandone una delegazione. «Ieri il Comune di Roma ha dovuto fare i conti con l’emergenza abitativa della nostra città» dichiara Paolo Di Vetta di Asia Rdb «e firmare un delibera che prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro per l’acquisto di immobili privati. Un primo atto importante, anche se non adeguato alla richiesta di 50 mila alloggi». Inoltre il vicesindaco si è impegnato a presentare al Governo il tema degli sfratti, comprese le morosità, e chiedere i provvedimenti dovuti e le risorse adeguate per risolvere l’emergenza e a riconvocare immediatamente il tavolo sulle occupazioni abitative a rischio di sgombero. «Questa decisione dimostra che le scelte e le affermazioni di Antoniozzi non sono condivise, di fatto, dal primo cittadino di Roma» commenta il consigliere comunale Andrea Alzetta riferendosi alle infelici dichiarazioni dei giorni scorsi dell’Assessore alla casa della capitale. «Ladri, buffoni e sobillatori, violenti che prevaricano i cittadini che rispettano le regole e che assoldano immigrati clandestini e persone in buona fede per minacciare e creare disordine». Accuse inaccettabili. Per questo ieri mattina i movimenti per il diritto all’abitare si sono dati appuntamento sotto l’assessorato per le politiche abitative in Lungotevere de Cenci, senza padrone di casa, «troppo impegnato in campagna elettorale per lavorare seriamente» commenta Fabrizio Nizi di Action. I manifestanti hanno bloccato il traffico per più di due ore, dimostrando di fatto come l’amministrazione avrebbe preferito aumentare il traffico cittadino e non prendere posizione, piuttosto che dialogare con i movimenti ed elaborare soluzioni soddisfacenti. Ma, dopo una breve assemblea comune, un corteo non autorizzato di un qualche centinaio di persone ha raggiunto la prefettura sfilando per le strade di una città blindata: prima che la situazione degenerasse in un problema di ordine pubblico, l’amministrazione comunale è stata costretta a riaprire il dialogo. «Ormai è all’ordine del giorno la richiesta di dimissioni dell’assessore Antoniozzi» affermano Giuseppe Carroccia e Fabio Nobile, segretari rispettivamente delle federazioni romane Prc e Pdci che nei giorni scorsi avevano reso pubblica questa richiesta su manifesti affissi in città. «L’incontro di questa mattina» conclude Paolo Di Vetta di Asia RdB «è il risultato delle mobilitazioni che continueranno perché le risorse messe in campo dall’amministrazione continuano a essere insufficienti». La gravità delle parole pronunciate da Antoniozzi rimane indelebile.


16 maggio 2009 - EPolis Roma

Lungotevere. Circolazione impazzita in centro per la manifestazione non autorizzata
Protesta dei senza casa, traffico in tilt per due ore
I Movimenti incontrano il vicesindaco. Il Campidoglio: «Nessuna sfiducia ad Antoniozzi»

Roma - Centro di Roma paralizzato, ieri, per la manifestazione non autorizzata contro le politiche abitative del Campidoglio portata avanti da centinaia di senza casa aderenti a diversi comitati di lotta. Dalle 13.45 fino alle 15.15 un presidio con slogan e striscioni ha provocato il blocco parziale della circolazione nel tratto di Lungotevere dè Cenci dove si trova la sede dell'assessorato comunale per la casa: decine di agenti e rappresentanti delle forze dell'ordine hanno bloccato ai manifestanti l'accesso agli uffici, intanto i vigili urbani hanno a chiuso temporaneamente diverse vie con immediate ripercussioni sul traffico tra via Cavour, Colle Oppio, piazza Esquilino, via Nazionale e le strade intorno al Quirinale e Fontana di Trevi. Per circa due ore, inoltre, le linee di alcuni bus sono state deviate a Piazza Venezia e per il Tram 8 le corse sono state ridotte in viale Trastevere. «Siamo molto determinati perchè siamo stufi delle promesse a vuoto sul problema casa da parte di quest'amministrazione - ha detto Luca Faggiano del Coordinamento cittadino di lotta per la casa nel corso della manifestazione - questo assessore, oltre agli insulti nei nostri confronti, finora ha fatto soltanto annunci-spot. Lo sbandierato acquisto di case per i cosiddetti 10 punti, non sono merito di questa amministrazione comunale ma di finanziamenti regionali e della precedente giunta. Per questo non ci interessa incontrare l'assessore Antoniozzi, siamo qui per chiedere un impegno del sindaco Alemanno sul problema-casa». Ieri in Comune a portare avanti i colloqui con i movimenti per la casa è stato il vicesindaco senatore Mauro Cutrufo, intervenuto secondo quanto precisato dal Campidoglio «per affrontare il tema del blocco degli sfratti, che è a carattere nazionale». Cutrufo ha evidenziato «la necessità che ogni trattativa abbia come base la tutela della legalità prima di qualsiasi altra discussione ». Intanto però, a "cavalcare" la protesta dei senza casa e ad alimentare le polemiche verso Antoniozzi è stato tra gli altri Andrea Alzetta, capogruppo de La Sinistra-L'Arcobaleno in Campidoglio: «Il fatto che il sindaco Gianni Alemanno abbia accettato di incontrare oggi pomeriggio in Campidoglio i movimenti per il diritto abitare, facendosi rappresentare dal suo vice Cutrufo, dimostra chiaramente che le scelte e affermazioni di Antoniozzi non sono condivise, di fatto, dal primo cittadino di Roma». Secca la replica del Campidoglio, che ha immediatamente smentito: «Ogni affermazione in merito a una presunta sfiducia nei confronti dell'assessore alla Casa, Alfredo Antoniozzi, è destituita di qualsiasi fondamento».


16 maggio 2009 - La Nuova Venezia

Preoccupazione a Santa Maria di Sala e alla casa di riposo di Mirano
«La chiusura dell’ex Pepper è un errore»
Sindacato e Comune contro «Industries». Proteste anche al Mariutto
di Filippo De Gaspari

SANTA MARIA DI SALA - Pressioni su Industries perché ritiri la procedura di mobilità. Garanzie che sono arrivate ieri dal sindaco Paolo Bertoldo durante l’incontro voluto dai sindacati per evitare che i 40 esuberi previsti dall’azienda, la ex Pepper, vadano in porto. A rischio c’è la chiusura della sede staccata di Santa Maria di Sala, con decine di licenziamenti. Il marchio Industries rappresenta in paese e in tutto il Miranese un importante punto di riferimento per produzione e spaccio di capi di firma.
Bertoldo ha assicurato che il Comune farà la sua parte, avviando una trattativa che porti a valutare la riduzione dei costi per l’azienda senza toccare il personale. E’ quello che chiedono i sindacati: «La competitività dell’azienda - spiega Massimo Meneghetti, segretario generale della Femca-Cisl Venezia - può rimanere tale anche se si scelgono altre strade, come la riduzione dei costi, salvaguardando i livelli occupazionali». Richieste che i sindacati formalizzeranno prima della manifestazione di martedì ai cancelli della sede centrale di Industries, a Trebaseleghe. Ieri intanto a Mirano, sono scesi in strada anche gli operatori socio sanitari della casa di riposo Luigi Mariutto. I sindacati del pubblico impiego Rdb-Cub hanno dato vita a un presidio all’ingresso di via Zinelli per protestare contro i nuovi turni decisi dall’ente. Gli operatori rivendicano la possibilità di partecipare ai tavoli tecnici, chiedendo il rispetto della clausola contrattuale che prevede la modifica degli orari di lavoro in modo concertato. «La direzione - spiega Federico Martelletto, di Rdb-Cub - intende invece far pagare ai lavoratori gli errori di altri: esiste un bilancio in rosso, ma il costo del personale non è così elevato. Si facciano turni più dignitosi: giornalieri di 7 o 7,5 ore e notturni di 9 ore». «La turnistica deve essere condivisa, non imposta - spiega la delegata Maria Assunta Manfrin - invece ci troviamo di fronte ad un tavolo tecnico chiuso che decide sulla testa dei lavoratori». Decisioni che non accontentano nemmeno il personale impiegato part-time. «Basti pensare - spiega Michelina Marin - che ritardare l’inizio del turno dalle 6 alle 7 del mattino significa non riuscire ad alzare da letto tutti gli ospiti per la colazione».


16 maggio 2009 - Il Secolo XIX

«Acts, lo sciopero di lunedì ci sarà fermi anche gli scuolabus»
Tutti a piedi dalle 10,15 alle 14,15. Per le organizzazioni di categoria sono risolte le incomprensioni con la Commissione di garanzia

Savona. Le cinque organizzazioni sindacali - Filt, Fit, Uiltrasporti, Faisa e Cub - si sono riunite per annunciare la conferma dello sciopero di quattro ore in programma per lunedì 18 (dalle 10,15 alle 14,15). Uno sciopero che, come precisa Mauro Nolaschi, segretario regionale Faisa-Cisal, «coinvolgerà anche i servizi di scuolabus e le navette di Costa Crociere». «L'accordo esistente - spiega - non specifica infatti che questi servizi debbano essere esentati». Pertanto, ai gravi disagi che si verificheranno nei trasporti all'ora di pranzo, si aggiungono anche quelli per gli scolari all'uscita da scuola. Riferendosi al doppio "no" della Commissione di garanzia allo sciopero dell'Acts, Nolaschi precisa che Cub confederazione e Cub trasporti hanno recapitato alla Commissione la documentazione dalla quale risulta che i Cub di Savona sono stati esentati da aderire allo sciopero nazionale dei trasporti di ieri. «Adesso è tutto a posto e lo sciopero si può fare regolarmente, come annunciato». Maurizio Loschi, segretario provinciale di Cub Trasporti, sottolinea come «non è detto che la Commissione di garanzia invii adesso una lettera nella quale ci autorizza a scioperare. L'invio della documentazione è sufficiente a darci il via libera». E poi si sfoga: «L'azienda non ha rispettato gli impegni, non mettendo in piedi iniziative unilaterali mentre c'era la trattativa in corso e non tirando fuori i capitali per poter soddisfare le nostre richieste: vuol dire che il presidente è stato autorizzato ad utilizzare tutti i fondi che ha ricevuto da Comune e Provincia, destinandoli ad altri appetiti (le banche creditrici), oltre a tutti quelli che ha risparmiato finora».(St.Mor.)


16 maggio 2009 - La Stampa

TRASPORTI I LAVORATORI ACTS E LINEA FERMI DALLE 10,15 ALLE 14,15
Lunedì c’è lo sciopero dei bus. L’azienda: "Niente più dialogo"
E’ muro contro muro tra i sindacati e la dirigenza
di ROBERTO PAVANELLO

SAVONA - Adesso è ufficiale: lunedì, dalle 10,15 alle 14,15, i mezzi dell’Acts si fermeranno. Dopo il rincorrersi di conferme e smentite dei giorni scorsi, l’ultima parola l’hanno detta ieri mattina tutte le sigle sindacali riunite insieme: Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiasa Cisal e Cub. Uno sciopero che, nella sostanza, continua ad essere, però, contestato dal vertice dell’Acts.
«Scioperiamo per contestare la poltica aziendale del presidente Paolo Marson e della dirigenza Acts. Va bene risanare, ma non ai danni dei lavoratori», è l’assunto di fondo dei sindacati, che ribadiscono: «La manifestazione di lunedì è legittima. C’è stato un problema tecnico, ora risolto». A spiegare di che si tratta è Maurizio Loschi dello stesso Cub, il sindacato che aveva indetto per ieri uno sciopero a livello nazionale e che quindi avrebbe impedito quello di lunedì (sarebbero stati troppo ravvicinati): «Noi invece non abbiamo aderito - spiega -. Pensavamo che fosse sufficiente lo comunicassimo noi alla Commissione di garanzia. Invece era necessario che lo facesse la segreteria nazionale. Adesso lo ha fatto, quindi è tutto a posto».
«In realtà lo sciopero non è mai stato in dubbio. Le notizie di un suo annullamento - denunciano - sono state messe in giro ad arte dalla dirigenza, proprio per creare confusione. Quindi, se ci saranno disagi per gli utenti male informati la colpa non sarà certo nostra». Il corteo dei dipendenti Acts e Linea si darà appuntamento tra le 10,30 e le 11 davanti al deposito di Legino, poi, da lì, raggiungerà il Comune, percorrendo via Stalingrado, corso Tardy e Benech, corso Mazzini e corso Italia. Giunti sotto il municipio, una delegazione dei lavoratori chiederà un incontro al sindaco Berruti.
La posizione dei sindacati è netta: «Un’azienda non si risana solo con i tagli e non è corretto che a pagare per i buchi di bilancio del passato siano solo i lavoratori».
La posizione dell’azienda è concentrata in un comunicato in cui vengono contestate le ragioni dei sindacati che, secondo l’Acts, non hanno mai accolto le proposte di mediazione, sia sul lato economico che su quello delle assunzioni, avanzate in questi due anni di trattative. E chiedono il motivo per il quale le organizzazioni sindcali preferiscano sollevare situazioni di tensione traendo argomento da aspetti pretestuosi o formali e ritengano di non doversi far carico del reale problema dell'azienda che è quello di adeguare la sua struttura organizzativa ad un moderno modello di impresa al fine di conseguire non solo l'obiettivo dell’efficienza, ma anche quello della giusta remunerazione del lavoro e del reale miglioramento delle sue condizioni». E conclude: «A questo punto Acts ritiene esaurito il dialogo sindacale».


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