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10 maggio 2009 - Omniroma TRASPORTI, VENERDÌ SCIOPERO TPL: POSSIBILI DISAGI Roma (Omniroma) - Venerdì prossimo, 15 maggio, in città il servizio di bus, filobus, tram, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo non sarà garantito, dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 al termine delle corse, per uno sciopero di ventiquattro ore proclamato a livello nazionale dai sindacati Confederazione Cobas, Slai Cobas, Sdl intercategoriale e Cub. L'agitazione coinvolgerà tutte le aziende del trasporto pubblico capitolino: Atac Spa, Trambus Spa, Met.Ro Spa e Tevere Tpl S.c.a.r.l. E' quanto si legge in una nota di Atac. Lo stesso giorno - prosegue - i 73 collegamenti bus della periferia gestiti dalla Tevere Tpl, saranno interessati anche dalla protesta di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, indetta dal sindacato Faisa Cisal. 10 maggio 2009 - Liberazione Al ministero di Tremonti proteste
zittite da agenti antisommossa "Caricate"! Quest'ordine, dato alla Guardia di Finanza schierata in tenuta antisommossa all'interno del Ministero dell'Economia e Finanza, è stata la risposta del ministro Tremonti alla mobilitazione degli oltre mille dipendenti venerdì mattina. Dopo un presidio in via XX Settembre in occasione della giornata di mobilitazione nazionale di tutti i lavoratori del MEF indetta dalla RdB-Cub sull'emergenza salariale e la destrutturazione del ministero, si è svolta un'assemblea interna che ha visto la partecipazione di oltre mille dipendenti al termine della quale si è deciso di chiedere un confronto con i vertici del Ministero. «In tutta risposta la Guardia di Finanza ha prima chiuso ogni via di uscita dall'edificio, impedendo l'ingresso dei pochissimi giornalisti presenti» racconta Virgilio Gennaro, del Coordinamento RdB-Cub Mef, «e poi ha caricato il corteo che si muoveva all'interno». Trecento lavoratori sono comunque riusciti a raggiungere il terzo piano e ad occupare l'ufficio della Delegata alla contrattazione sindacale, la dott.ssa Baffi. Il motivo della mobilitazione è da ricercarsi nel decreto legge n.39 del 28 aprile che, insieme all'intento di affrontare la ricostruzione e le difficoltà delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo, vede inserito un dispositivo per la chiusura di 40 Dipartimenti Provinciali del Tesoro e di 40 Ragionerie Provinciali dello Stato, «provvedimento che interesserà circa 1.800 dipendenti» spiega Virgilio Gennaro. «Il risultato, che nulla a che vedere con l'emergenza Abruzzo, sarà quello del progressivo ritiro dello Stato dal territorio e della perdita di posti di lavoro». Un'operazione che, abbinata alla sottrazione di buona parte del salario, ultima operazione la decurtazione di 46 milioni di euro di quello accessorio relativo al 2008, per un totale di quasi 100 milioni di euro negli ultimi tre anni, determina un credito dei dipendenti nei confronti dell'Amministrazione di circa 5mila euro lordi pro capite «che, su una retribuzione media di circa 21.000 euro lordi annui, e per effetto della crisi, pesano enormemente sulle tasche dei lavoratori». I lavoratori hanno quindi chiesto alla dott.ssa Baffi, come condizione inderogabile per togliere l'occupazione, l'immediato pagamento delle somme di salario accessorio già stanziate e disponibili ed un confronto vero sulla chiusura degli uffici provinciali. «La dott.ssa Baffi si è impegnata ad attivarsi in tempi brevissimi per mettere in pagamento le somme dovute» spiegano i lavoratori «e per convocare a breve le organizzazioni sindacali sul problema della chiusura degli uffici, che ha colto di sorpresa anche la dirigenza del Mef». Solo dietro queste promesse l'immensa delegazione, mantenendosi però in stato di agitazione e pronta a riprendere la mobilitazione qualora non venissero onorati gli impegni assunti, ha abbandonato gli uffici della delegata del Ministro. «Oggi ci siamo ripresi degli spazi democratici che negli ultimi anni erano stati chiusi dall'amministrazione» spiega Virgilio Gennaro «ma dobbiamo sottolineare la grave assenza della parte politica dell'Amministrazione, che non ha inteso incontrare i lavoratori rimanendo all'interno dei propri uffici, protetta da un folto cordone della Guardia di Finanza». 10 maggio 2009 - La Stampa La riorganizzazione potrebbe
trasferire ad altre funzioni circa 1600 persone ROMA - Quando due anni fa a tentare la riforma fu
Tommaso Padoa-Schioppa, sindacati e lobby non gli diedero tregua. Fra i tanti, Gian Franco
Schietroma, deputato, già segretario del Psdi e oggi candidato alla presidenza della
provincia di Frosinone, scrisse una interrogazione per chiedere come mai il governo
intendesse chiudere un ufficio che «amministra ben 14.000» stipendi e nel 2006 aveva
evaso «300 domande di reversibilità delle pensioni di guerra». Nel tentativo di
fiaccare le resistenze delle sigle interne, lallora ministro affidò la trattativa
al più di sinistra dei suoi sottosegretari, il verde Paolo Cento, che ottenne il sì al
regolamento attuativo della Cgil ma non della Cisl. Il governo nel frattempo cadde, la
Cisl ricorse (con successo) al Tar e così Padoa-Schioppa lasciò la scrivania di Quintino
Sella senza aver portato a termine il progetto al quale forse più teneva. Ora a tornare
alla carica è Giulio Tremonti. Larticolo 12, secondo comma del decreto per
lAbruzzo scrive: «Al fine di incrementare lefficienza e lefficacia
dellazione di contrasto allillegalità e allevasione fiscale, entro
trenta giorni si provvede alla revisione delle articolazioni periferiche del Ministero
dellEconomia e al trasferimento delle funzioni ad altro ufficio». La lista, non
ancora definitiva, è sul tavolo del nuovo sottosegretario Alberto Giorgetti: 53 città
per altrettanti uffici della direzione provinciale del Tesoro o della Ragioneria. In
alcuni casi il progetto è quello di chiudere uno dei due uffici, in altri lipotesi
è di chiuderli entrambi. 10 maggio 2009 - Il Mattino di Padova Riciclo, niente lavoro alle donne incinte A tutti gli altri solo contratti di tre mesiInutile trattativa venerdì sera in Prefettura La cooperativa Ascot non recede dalle sue posizioni e complica il futuro di unottantina di dipendenti di Francesca Segato MONSELICE - Rimane incerto il futuro degli ottanta
lavoratori del Centro Riciclo. Il blocco dellimpianto continua senza interruzioni,
anche se ora il presidio si è spostato fuori dai cancelli, come chiesto dal Prefetto.
Dopo lincontro in prefettura di lunedì scorso, la vicenda sembrava risolta: la
nuova cooperativa Ascot si impegnava a riassumere tutti i dipendenti del Centro. Giovedì
però cè stata la prima doccia fredda: la lista degli assunti non comprende le
donne in maternità. Venerdì la seconda, amara sorpresa: contratti a tempo determinato di
tre mesi, con un mese di prova. «Queste persone lavorano lì anche da 12 anni -
sottolinea Boetto -. Hanno visto passare 8 cooperative e ad ogni passaggio è sempre stato
fatto il contratto a tempo indeterminato e senza prova. Linsistenza di questa
cooperativa a voler mettere a tutti i costi la prova è motivata evidentemente dal fatto
che vogliono lasciare a casa chi, secondo loro, potrebbe creare problemi». 10 maggio 2009 - La Repubblica CUB Bari - Domani alle 15,30 nella sala convegni "Di Cagno Abbrescia" di Bari (c.so De Gasperi 320) c'è l'assemblea regionale Cub Confederazione unitaria di base. 10 maggio 2009 - Il Cittadino Via al decreto "antifannulloni" Scontro aperto con i sindacati Roma - Si avviano a diventare norme giuridiche vincolanti, i principi contenuti nel cosiddetto ddl "antifannulloni": il consiglio dei ministri ha infatti approvato lo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega contenuta nella legge per l«ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Un provvedimento «per la meritocrazia nella Pa» ha sintetizzato il premier Berlusconi; una «rivoluzione copernicana al servizio del cittadino» lha definita il ministro della Funzione pubblica, Brunetta, annunciando che potrebbe essere operativa già da giugno. Il provvedimento, che ora verrà trasmesso alle parti sociali, attraverso il Cnel, alla Conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari per il parere, diventerà legge solo dopo questi passaggi e la definitiva approvazione in Consiglio dei ministri. Ma già i sindacati sono sul piede di guerra: e non solo la Cgil, che già non ha firmato le intese separate delle altre organizzazioni con il ministro Brunetta. Anche la Cisl, infatti, invita il governo a «tornare indietro» minacciando «forti proteste contro questa iniziativa arbitraria»; la rdb Cub avvia subito le procedure per indire uno sciopero generale. «Siamo molto irritati per questa invasione di campo della politica che, su una partita come quella del pubblico impiego se la canta e se la suona» tuona il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale «le riforme nel lavoro e nel pubblico impiego si fanno attraverso discussioni trasparenti tra governo e sindacato: o Berlusconi torna indietro o - avverte - noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa arbitraria». Anche la Cgil denuncia la «totale» assenza di confronto non solo con il sindacato, ma anche con il sistema delle amministrazioni locali: «Nulla di nuovo da parte del ministro Brunetta, ma per quel che riguarda gli altri ministri federalisti?» si chiede il responsabile del dipartimento Settori pubblici, Michele Gentile, augurandosi che «ora tutti i sindacati, chiedano un confronto urgente, certo non in sede Cnel». Il provvedimento è stato annunciato ieri dopo il cdm dallo stesso premier, il quale ha spiegato che si tratta, di misure che puntano a combattere «le inefficienze, a premiare il merito e a esigere rendicontazioni obbligatorie da parte dei dirigenti». Per «rimediare» agli «sprechi e alle inefficienze». 10 maggio 2009 - Spoleto on line Presentato il libro 'Le Operaie del
Cotonificio' Spoleto - Dall'ITIS di Spoleto, un esempio di come la scuola passa svolgere il compito di luogo di recupero della memoria storica di una comunità, attraverso il lavoro di ricerca dei suoi insegnanti e dei suoi alunni, restituendo alla collettività Spoletina una pagina fondamentale della propria storia industriale e sociale. "LE OPERAIE DEL COTONIFICIO" rappresenta innanzitutto questo, 80 anni di storia della città tolti dall'oblio e riportati alla luce che ci consentono di conoscere un pezzo della storia del novecento di Spoleto. L'interesse sul libro si è dimostrato molto alto, visto che tutte le copie portate per la presentazione sono state vendute e l'autore si è dovuto dedicare con estremo piacere a scrivere una lunga serie di dediche. All'iniziativa erano presenti la Dirigente dell'ITIS/IPSIA, Professoressa Fiorella Sagrestani, per la CUB che con il suo coordinatore nazionale Pierpaolo Lombardi ha scritto la Prefazione al libro, la Responsabile Nazionale Precari Carmela Bonvino, l'Editore Paolo Lombardi di ERA NUOVA e gli operai della Commissione Interna del Cotonificio, dagli anni '60 agli anni '80, Domenico Ceppi e Francesca Catalani. Questi ultimi con i loro racconti hanno coinvolto in modo appassionato gli intervenuti. In tempi difficili per la scuola che si vedrà tagliare migliaia di posti di lavoro con la cosiddetta "Riforma Gelmini", l'esempio dato dall'ITIS dimostra come la scuola pubblica vada salvaguardata oltre che per la sua funzione formativa e istruttiva, per la sua capacità di essere Centro per la Cultura di un territorio, non solo per quello che riguarda la memoria storica, ma anche per la ricerca scientifica e l'elaborazione culturale in generale. 9 maggio 2009 - L'Unità Colpo dimano. Decreto attuativo
della legge Brunetta stravolge la contrattazione. Con un tratto di penna il consiglio dei ministri cancella
la contrattazione nelle pubbliche amministrazioni. La separazione tra politica e
amministrazione, voluta da DAntona e nei provvedimenti Bassanini, decade dun
colpo, senza nessun rapporto con le parti sociali né con gli enti locali (alla faccia del
federalismo leghista). E forse senza alcuna consapevolezza neanche dei ministri che ieri
hanno votato in consiglio dei ministri. Lo schema di decreto attuativo della delega
Brunetta dispone infatti che le consultazioni con le parti siano tenute presso il Cnel. E
non solo. Si prevede anche che materie tradizionalmente oggetto di trattativa sindacale,
come lorganizzazione del lavoro e degli uffici, vengano disposte per legge, mettendo
fuori gioco le rappresentanze sindacali. Un vero colpo di mano. Quanto basta per far
arrabbiare persino il segretario Cisl Raffaele Bonanni (stavolta in buona compagnia:
protestano persino i sindacati dei poliziotti), chenonesita aminacciare lo scontro
frontale con il governo (prima volta che capita con il centro-destra). «Le riforme nel
lavoro e nel pubblico impiego si fanno attraverso discussioni trasparenti tra governo e
sindacato - ha detto Bonanni ai giornalisti amargine di un convegno a Napoli - o
Berlusconi torna indietro o noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa
arbitraria». Così il vulcanico ministro della PubblicaAmministrazione fa perdere le
staffe anche al navigato Bonanni, che proprio tra i pubblici vanta una forte
rappresentanza. Per un giorno il leader Cisl si ritrova dalla stessa parte della barricata
della RdB-Cub, combattiva rappresentanza di base dei colletti bianchi ministeriali, che
ieri hanno diramato un comunicato di fuoco, annunciando lo sciopero generale. Ma cè
anche chi sospetta che luscita di Bonanni sia orientata a offrire un assist a
Maurizio Sacconi, a cui il leader Cisl èmolto vicino. In effetti tutte le ultime mosse di
Palazzo Vidoni hanno messo in difficoltà il welfare, proprio per i rapporti a dir poco
ruvidi con le organizzazioni sindacali. 9 maggio 2009 - Corriere della Sera Pubblica amministrazione Il
Consiglio dei ministri vara il decreto in 83 articoli. ROMA Scontro sulla riforma del pubblico impiego.
Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto (83 articoli) che attua
la legge delega del 4 marzo, la cosiddetta riforma «antifannulloni» messa a punto dal
ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Una riforma, ha sottolineato in
conferenza stampa il presidente del Consiglio, «per introdurre la meritocrazia ». Ma
subito dopo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha sparato a zero, chiamando in causa
lo stesso premier: «O Berlusconi torna indietro o noi protesteremo fortemente contro
questa iniziativa arbitraria ». Quindi, sul pubblico impiego, rischia di consumarsi una
rottura tra il governo e la Cisl, che finora è stato il sindacato più dialogante. Ma
protestano anche le altre sigle (le Rappresentanze di base parlano di sciopero generale),
fondamentalmente perché il nuovo sistema per la retribuzione accessoria, fa fuori il
potere di contrattazione dei sindacati e affida i premi a giudizi di merito, «pagelle»
per ciascun dipendente stilate da specifici organismi di valutazione. 9 maggio 2009 - Liberazione Protesta sotto la Regione Lazio. La
Cub: il servizio torni alle Asl. La risposta: non ci sono i soldi Roma - Ieri mattina a Roma un centinaio di lavoratori dei cinque centri di assistenza disabili gestiti da Ri.Rei., il consorzio ex Anni Verdi, e decine di familiari degli utenti hanno protestato sotto la Regione Lazio, nonostante lo sciopero generale indetto «sia stato per l'ennesima volta precettato», spiega Pio Congi di Rdb Cub, chiedendo «la stabilizzazione del personale e la reinternalizzazione del servizio di assistenza alle Asl». "I disabili vanno tutelati e non sfruttati". Uno striscione chiaro che spiega la realtà in cui versano i centri: persone costrette a dormire su materassi gettati in angoli delle camerate, pc che in tre anni non sono mai entrati in funzione e che «non ci permettono neanche di guardare le risonanze dei malati», telefoni che per sei mesi non hanno funzionato, «tanto che le persone che chiamavano per prenotare le terapie davano le strutture per chiuse» e personale che non percepisce lo stipendio da due mesi e mezzo. «Purtroppo» dichiara Andrea Cavola, sindacalista di base e candidato indipendente alle prossime europee nella lista dei Comunisti che ha portato la sua solidarietà ai manifestanti «è molto forte e diffuso il sospetto che queste esternalizzazioni siano state effettuate non per migliorare la qualità del servizio ma per interesse di terzi». Nonostante decine di denunce presentate da parenti ed operatori il servizio non solo continua ad essere gestito da questo consorzio, «ma dalla Regione fanno sapere che non intendono procedere alla reinternalizzazione del servizio in quanto impossibilitati dal piano di rientro sanitario» spiega il consigliere regionale Ivano Peduzzi, a margine del fallimentare incontro tra una delegazione dei lavoratori e il vicepresidente regionale. Per questo la delegazione ha abbandonato l'incontro e occupato per oltre tre ore la Sala Tevere, mentre fuori i manifestanti hanno bloccato la strada. 9 maggio 2009 - Il Piccolo IL MINISTRO BRUNETTA ANNUNCIA A
SORPRESA IL PROVVEDIMENTO MONITO PROVVEDIMENTO ROMA - Si avviano a diventare norme giuridiche vincolanti,
i principi contenuti nel cosiddetto «ddl antifannulloni»: ieri il consiglio dei ministri
ha infatti approvato lo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega
contenuta nella legge per l' «ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Un provvedimento «per la
meritocrazia nella p.a.» ha sintetizzato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi;
una «rivoluzione copernicana al servizio del cittadino» l'ha definita il ministro della
funzione pubblica, Renato Brunetta, annunciando che potrebbe essere operativa già da
giugno. 9 maggio 2009 - Il Gazzettino Si avviano a diventare norme giuridiche... Si avviano a diventare norme giuridiche vincolanti, i
principi contenuti nel cosiddetto ddl 'antifannulloni': ieri il consiglio dei ministri ha
infatti approvato lo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega
contenuta nella legge per l'«ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Un provvedimento «per la
meritocrazia nella pubblica amministrazione» ha sintetizzato il presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi; una «rivoluzione copernicana al servizio del cittadino» l'ha definita
il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, annunciando che potrebbe essere
operativa già da giugno. Salta laccordo, Centro
riciclo occupato di nuovo Monselice - Rioccupato. Al Centro riciclo i lavoratori sono
tornati a presidiare limpianto di via Umbria. La protesta analoga era durata cinque
lunghissimi giorni ed ora è ripresa per difendere il posto di lavoro ed il salario. Torna
in campo il prefetto, Michele Lepri Gallerano, il quale ha convocato alle 17 di ieri una
riunione urgente in Prefettura per dare una soluzione al problema. La questione sta in
cuore al Prefetto non solo perché ci sono in ballo novanta posti di lavoro, ma perché il
rappresentante del governo a livello locale si è speso in prima persona per definire la
questione del impianto che separa i rifiuti che devono essere poi riciclati: carta,
lattine, vetro e plastica. 8 maggio 2009 - Ansa PA: RDB-CUB, GRAVISSIME DECISIONI CDM, SCIOPERO GENERALE(ANSA) - ROMA, 8 MAG - La RdB-CUB valuta «gravissima la situazione che si è determinata con le decisioni del Consiglio dei Ministri di oggi» ed ha quindi deciso l'avvio della mobilitazione di tutta la categoria attivando «immediatamente le procedure per la proclamazione di uno sciopero generale di tutto il Pubblico Impiego». «Con l'approvazione del decreto Legislativo in materia di efficienza della Pubblica Amministrazione il Ministro Brunetta, coadiuvato dall'intero Governo, decide l'ennesimo furto di salario, libertà sindacali e democrazia a danno dei dipendenti pubblici» afferma l'organizzazione sindacale. P.A.:OK SCHEMA DECRETO
ANTIFANNULLONI, ALTOLÀ SINDACATI (ANSA) - ROMA, 8 MAG - Si avviano a diventare norme giuridiche vincolanti, i principi contenuti nel cosiddetto ddl 'antifannullonì: oggi il consiglio dei ministri ha infatti approvato lo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega contenuta nella legge per l' «ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». Un provvedimento «per la meritocrazia nella p.a.» ha sintetizzato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi; una «rivoluzione copernicana al servizio del cittadino» l'ha definita il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, annunciando che potrebbe essere operativa già da giugno. Il provvedimento, che ora verrà trasmesso alle parti sociali, attraverso il Cnel, alla Conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari per il parere, diventerà legge solo dopo questi passaggi e la definitiva approvazione in Consiglio dei ministri. Ma già i sindacati sono sul piede di guerra: e non solo la Cgil, che già non ha firmato le intese separate delle altre organizzazioni con il ministro Brunetta. Anche la Cisl, infatti, invita il governo a «tornare indietro» minacciando «forti proteste contro questa iniziativa arbitraria»; la Rdb Cub avvia subito le procedure per indire uno sciopero generale. «Siamo molto irritati per questa invasione di campo della politica che, su una partita come quella del pubblico impiego se la canta e se la suona» tuona il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale «le riforme nel lavoro e nel pubblico impiego si fanno attraverso discussioni trasparenti tra governo e sindacato: o Berlusconi torna indietro o - avverte - noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa arbitraria». Anche la Cgil denuncia la «totale» assenza di confronto non solo con il sindacato, ma anche con il sistema delle amministrazioni locali: «nulla di nuovo da parte del ministro Brunetta, ma per quel che riguarda gli altri ministri federalisti?» si chiede responsabile del dipartimento Settori pubblici, Michele Gentile, augurandosi che «ora tutti i sindacati, chiedano un confronto urgente, certo non in sede Cnel». Il provvedimento è stato annunciato oggi dopo il cdm dallo stesso premier, il quale ha spiegato che si tratta, di misure che puntano a combattere «le inefficienze, a premiare il merito e a esigere rendicontazioni obbligatorie da parte dei dirigenti». Per «rimediare» agli «sprechi e alle inefficienze», dice ancora Berlusconi, occorre una «riorganizzazione» del pubblica amministrazione« per la quale il presidente del consiglio punta soprattutto alla »digitalizzazione« che, dice, grazie alla contemporanea digitalizzazione delle imprese e delle famiglie »sarà una spinta all'ammodernamento di tutta l'economia«. Per il ministro Brunetta, il decreto significa »trasparenza, valutazione, merito, nuovo tipo di contrattazione, azione collettiva nelle mani dei cittadini per controllare l'operato della pubblica amministrazione«. Valutazione, contrattazione, dirigenza, class action, ha aggiunto, »sembrano cose lunari; invece sono legge dello Stato«. SANITÀ: EX ANNI VERDI, SCIOPERO E PRESIDIO DAVANTI REGIONE (ANSA) - ROMA, 8 MAG - Oltre 150 fra lavoratori e familiari degli assistiti hanno partecipato stamani a Roma al presidio davanti alla giunta regionale del Lazio, che si svolge in concomitanza con lo sciopero dell'intera giornata indetto per oggi dalla RdB-Cub in tutti i centri ex anni Verdi gestiti dal Consorzio Ri.Rei. I manifestanti hanno sfilato lungo la strada che conduce all' ingresso della Regione assiepandosi poi di fronte ai cancelli. Qualche momento di tensione si è verificato quando un automobilista ha cercato di fare breccia nelle fila dei manifestanti mentre questi si stavano spostando sulle strisce pedonali. La RdB-Cub chiede l'internalizzazione definitiva del servizio presso le Asl di competenza e «contrasta qualunque ipotesi di spacchettamento e dei servizi, che determinerebbe esuberi e licenziamenti, ed ogni accordo che non coinvolga i lavoratori e chi realmente li rappresenta». SANITÀ:SIT-IN RI.REI IN REGIONE;MONTINO,NON INTERNALIZZIAMO (ANSA) - ROMA, 8 GEN - Una delegazione di lavoratori e assistiti del consorzio Ri.Rei, dopo un presidio davanti alla Regione per rivendicare la stabilizzazione, ha incontrato il vice presidente della giunta Esterino Montino che ha spiegato: «Loro chiedono di internalizzare ma è una proposta che per noi non va bene». Secondo Montino, internalizzare i lavoratori ex Anni Verdi è «impossibile visto che non riusciamo neanche a farci dare le deroghe dal governo per le sale operatorie, ne abbiamo chieste 350 - ha detto - e ancora siamo appesi». Dal suo canto il sindacato Rdb-Cub, che ha coordinato la manifestazione davanti alla Regione, sfociata anche in un blocco stradale, ha definito «deludente» l'esito dell'incontro con il vice presidente della Giunta, in cui non è emersa alcuna soluzione alla vertenza«. Secondo quanto riferiscono i sindacalisti, in seguito all' incontro »deludente« con Montino, un gruppo di lavoratori e familiari degli assistiti dal consorzio ha »occupato« per poche ore la sala Tevere della Regione. Un'azione di protesta terminata quando la delegazione avrebbe »ottenuto un incontro con il il presidente Marrazzo per il prossimo 14 maggio, a cui parteciperanno il anche il vice presidente Montino e l'assessore Tibaldi«. ALITALIA: SABELLI, FIDUCIOSO SU SOLUZIONE PER ATITECH E AMS (ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 8 MAG - ''La responsabilita' di quando le cose non vanno bene, e' del management, e' nostra. Che poi ci siano molte motivazioni, inclusa quella che una certa fascia di tecnici manutentori abbia contribuito a crearci qualche problema, e' una verita'''. Cosi' l'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, a proposito della puntualita' dei propri voli. ''Una situazione sulla quale stiamo lavorando in maniera seria per costruire una situazione sempre piu' di stabilita' e di serenita' - ha spiegato - e' la soluzione dei problemi legati ad ad Atitech e AMS. Personalmente sono moderatamente fiducioso su queste due operazioni, anzitutto perche' il commissario Fantozzi, con il supporto del Governo, sta individuando soluzioni imprenditoriali che sembrano solide e concrete. Da parte nostra, stiamo garantendo un flusso regolare di manutenzione degli aerei ad Atitech e dei motori ad AMS. Crediamo, quindi, nella prospettiva che queste iniziative imprenditoriali maturino e che diano la soluzione che tutti attendono''. Sul tema degli scioperi, e in particolare di quello dalle 12 alle 16 proclamato per venerdi' prossimo 15 maggio dalle organizzazioni autonome Cub Trasporti e Fast Confsal, Sabelli ha affermato che ''data la particolarita' del servizio che noi eroghiamo, il problema degli scioperi e' sempre sotto la lente e la verifica del Ministero dei Trasporti e della Commissione di garanzia: lasciamo a loro l'attenzione su questo aspetto. A noi, come stiamo facendo, spetta il compito di portare il piu' possibile distensione e serenita', di affrontare i problemi di merito e, naturalmente, di salvaguardare i diritti di tutti, anche quello di scioperare''. 8 maggio 2009 - Omniroma XX SETTEMBRE, RDB-CUB:OCCUPATO IV DIPARTIMENTO MINISTERO ECONOMIA (OMNIROMA) Roma, 08 mag - «È in corso la giornata di mobilitazione nazionale di tutti i dipendenti del ministero dell'Economia e Finanze sull'emergenza salariale e sulla destrutturazione del Mef, che vede iniziative di mobilitazione in tutte le sedi ministeriali. A Roma, dopo un presidio in via XX Settembre, si è svolta un'assemblea interna che ha visto la partecipazione di circa 1.000 lavoratori. Dopo un'ampia discussione sui tagli al salario e sulla chiusura degli uffici provinciali, i lavoratori hanno deliberato di chiedere un confronto con i vertici del Ministero, che per tutta risposta hanno dato ordine alla Guardia di Finanza di caricare i dipendenti in corteo. I lavoratori hanno comunque raggiunto il terzo piano dell'edificio, di cui al contempo erano stati chiusi tutti gli accessi, ed hanno occupato l'ufficio della delegata alla contrattazione sindacale. Attualmente circa 300 lavoratori stazionano al terzo piano, in attesa di ottenere un confronto con la responsabile dell'amministrazione». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. MEF, RDB-CUB: «TERMINATA OCCUPAZIONE IV DIPARTIMENTO» (OMNIROMA) Roma, 08 mag - «I circa trecento lavoratori del ministero dell'Economia e Finanze che questa mattina, a seguito di un presidio e di una partecipatissima assemblea interna, avevano occupato il IV Dipartimento del Ministero di via XX Settembre, hanno posto fine all'iniziativa dopo aver incontrato la Delegata alla contrattazione sindacale». Lo comunica, in una nota. L'Rdb-Cub. «I lavoratori - prosegue la nota - hanno richiesto il pagamento immediato delle somme di salario accessorio già stanziate e disponibili ed un confronto vero sulla chiusura degli uffici provinciali. La delegata si è impegnata ad attivarsi in tempi brevissimi per mettere in pagamento le somme dovute e per convocare a breve le organizzazioni sindacali sul problema della chiusura degli uffici, chiusura che ha colto di sorpresa anche la dirigenza del Mef. La folta delegazione ha abbandonato gli uffici della delegata del ministro, annunciando di esser pronta a riprendere la mobilitazione qualora non venissero onorati gli impegni assunti. La Rdb-Cub sottolinea l'assenza della parte politica dell'Amministrazione, che non ha inteso incontrare i lavoratori rimanendo all'interno dei propri uffici, protetta da un folto cordone della Guardia di Finanza». «La giornata di oggi ha ripristinato degli spazi democratici che negli ultimi anni erano stati chiusi dall'amministrazione e dai sindacati concertativi - commenta Virgilio Gennaro, del Coordinamento Rdb-Cub Mef - e dimostra che è la lotta, e non la concertazione, a garantire la difesa dei diritti, del salario e della dignità dei lavoratori», conclude il rappresentante Rdb-Cub«. EX ANNI VERDI, LAVORATORI RI.REI IN SCIOPERO PROTESTANO IN REGIONE(OMNIROMA) Roma, 08 mag - «Basta precarietà stabilizziamo il personale», «I disabili vanno tutelati non sfruttati» e ancora «Ri.Rei vergogna, Regione Lazio ancora di più». Questi alcuni degli striscioni che un gruppo di familiari di pazienti assistiti nei centri gestiti da Ri.Rei e gli stessi lavoratori del consorzio hanno esibito questa mattina di fronte alla sede della Regione Lazio di via Colombo. Una giornata di sciopero di tutti i lavoratori ex «Anni Verdi» coordinato dal Rdb Cub ma anche una mobilitazione dei familiari dei pazienti che lamentano carenza assistenziale. «Non abbiamo più soldi per andare a lavoro, lo stipendio è un diritto l'assistenza: un obbligo» recita uno striscione, mentre alcuni degli operatori Ri.Rei indossano pettorine con scritto «Giù le mani dalla sanità». «Oggi siamo qui per chiedere un incontro con il governatore del Lazio Piero Marrazzo che non ci ha mai ricevuto, - ha detto Stefano Zecchetti, del coordinamento regionale Sanità Rdb Cub - la proposta che avanziamo è quella che vengano reinternalizzati presso le Asl territoriali di competenza servizi e lavoratori, che da 2 mesi e mezzo non percepiscono più lo stipendio. Questo - ha continuato - produrrebbe risparmio e garantirebbe assistenza e diritti per lavoratori». Ri.Rei è un consorzio nato dopo il fallimento di «Anni Verdi» e formato da 3 cooperative che gestiscono 5 centri di riabilitazione fisica e psichica tra Roma e Provincia. RI.REI, RDB-CUB: «OCCUPATA SALA TEVERE REGIONE LAZIO» (OMNIROMA) Roma, 08 mag - «Forte tensione al presidio dei lavoratori e dei familiari degli assistiti dei centri ex Anni Verdi. Dopo l'esito deludente dell'incontro con il vice Presidente Montino, in cui non è emersa alcuna soluzione alla vertenza, una delegazione ha occupato la sala Tevere. Gli occupanti chiedono di incontrare il presidente Marrazzo. Intanto prosegue la manifestazione davanti al Consiglio regionale». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. RI.REI, RDB-CUB: «TOLTA OCCUPAZIONE SALA TEVERE REGIONE» (OMNIROMA) Roma, 08 mag - È terminata l'occupazione alla sala Tevere del Consiglio regionale del Lazio. La delegazione composta da sindacalisti Rdb, lavoratori e familiari degli assistiti dei centri ex Anni Verdi, ha ottenuto un incontro con il presidente Marrazzo per il prossimo 14 maggio, a cui parteciperanno il anche il vice presidente Montino e l'assessore Tibaldi«. Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. »Ci auguriamo che a questo tavolo la Regione venga con una reale disponibilità al confronto - dichiara Pio Congi dalla Rdb-Cub - visto che le soluzioni prospettate sinora non sono idonee a risolvere la vertenza e rischiano di reiterare le stesse problematiche in cui oggi si dibattono i lavoratori e gli utenti dei centri. Lavoratori e familiari degli assistiti - conclude il rappresentante sindacale - vigileranno con noi su questa trattativa«. »Notevole l'adesione allo sciopero indetto per oggi dalla Rdb-Cub in tutti i centri - conclude la nota - dove già nei prossimi giorni riprenderanno le assemblee dei lavoratori«. TRASPORTI, TRAMBUS: «IL 15 SCIOPERO INDETTO DA COBAS E CUB» (OMNIROMA) Roma, 08 mag - «Venerdì 15 maggio le linee di trasporto pubblico gestite da Trambus spa potrebbero subire dei disservizi - dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 fino al termine del servizio - a causa di uno sciopero nazionale di 24 ore proclamato dalla Confederazione Cobas, Slai Cobas, Sdl Intercategoriale e Cub per il rinnovo del CCNL autoferrotranvieri. La presente comunicazione è effettuata ai sensi e per gli effetti della legge 146/90, così come modificata dalla legge 83/2000 e dalla regolamentazione provvisoria della Commissione di Garanzia». Lo comunica, in una nota, Trambus. 8 maggio 2009 - Adnkronos ROMA: 15 MAGGIO SCIOPERO TRAMBUS Roma, 8 mag. - (Adnkronos) - Venerdì 15 maggio le linee di trasporto pubblico gestite da Trambus spa potrebbero subire dei disservizi dalle ore 8.30 alle ore 17.00 e dalle ore 20 fino al termine del servizio a causa di uno sciopero nazionale di 24 ore proclamato dalla Confederazione Cobas, Slai Cobas, Sdl Intercategoriale e Cub per il rinnovo del Ccnl autoferrotranvieri. 8 maggio 2009 - Dire TRASPORTI. TRAMBUS: ANNUNCIATO
SCIOPERO PER IL 15 MAGGIO (DIRE) Roma, 8 mag. - Venerdi' 15 maggio le linee di trasporto pubblico gestite da Trambus Spa potrebbero subire dei disservizi -dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 fino al termine del servizio- a causa di uno sciopero nazionale di 24 ore proclamato dalla Confederazione Cobas, Slai Cobas, Sdl Intercategoriale e Cub per il rinnovo del contratto nazionale autoferrotranvieri. EX ANNI VERDI. RDB-CUB: OCCUPATA SALA TEVERE IN REGIONE (DIRE) Roma, 8 mag. - "Forte tensione al presidio dei lavoratori e dei familiari degli assistiti dei centri ex Anni Verdi. Dopo l'esito deludente dell'incontro con il vice presidente Montino, in cui non e' emersa alcuna soluzione alla vertenza, una delegazione ha occupato la sala Tevere". Lo fa sapere una nota delle Rdb-Cub, precisando che "gli occupanti chiedono di incontrare il presidente Marrazzo". Intanto prosegue la manifestazione davanti al Consiglio regionale. EX ANNI VERDI. RDB-CUB: TOLTA
OCCUPAZIONE SALA REGIONE (DIRE) Roma, 8 mag. - "E' terminata l'occupazione alla sala Tevere del Consiglio regionale del Lazio. La delegazione composta da sindacalisti Rdb, lavoratori e familiari degli assistiti dei centri ex Anni Verdi, ha ottenuto un incontro con il presidente Marrazzo per il 14 maggio, a cui parteciperanno anche il anche il vice presidente Montino e l'assessore Tibaldi". Lo fa sapere una nota delle Rdb-Cub. "Ci auguriamo che a questo tavolo la Regione venga con una reale disponibilita' al confronto- dichiara Pio Congi dalla Rdb-Cub- visto che le soluzioni prospettate sinora non sono idonee a risolvere la vertenza e rischiano di reiterare le stesse problematiche in cui oggi si dibattono i lavoratori e gli utenti dei centri. Lavoratori e familiari degli assistiti- conclude il rappresentante sindacale- vigileranno con noi su questa trattativa". "Notevole l'adesione allo sciopero indetto per oggi dalla Rdb-Cub in tutti i centri- conclude la nota- dove gia' nei prossimi giorni riprenderanno le assemblee dei lavoratori". 8 maggio 2009 - Apcom Roma, manifestazione Rdb-Cub di
fronte alla Regione Roma, 8 mag. (Apcom) - Oltre 150 fra lavoratori e familiari degli assistiti hanno partecipato questa mattina a Roma al presidio davanti alla giunta regionale del Lazio, in concomitanza con lo sciopero indetto dalla RdB-CUB in tutti i centri ex anni Verdi gestiti dal consorzio Ri.Rei. Lo afferma in una nota il sindacato, spiegando che i manifestanti hanno sfilato lungo la strada che conduce all`ingresso della Regione fermandosi di fronte ai cancelli. Una delegazione è stata ricevuta dal vicepresidente, Esterino Montino. La RdB-CUB richiede l`internalizzazione definitiva del servizio presso le Asl di competenza ed è contraria "a qualsiasi ipotesi di spacchettamento dei servizi, che determinerebbe esuberi e licenziamenti, ed ogni accordo che non coinvolga i lavoratori e chi realmente li rappresenta". 8 maggio 2009 - Repubblica.it Il ministro Brunetta ha annunciato
il provvedimento come una rivoluzione copernicana. Ma i confederali e i rappresentanti di
categoria si ribellano, sul metodo e sul merito ROMA - Primo via libera oggi da parte del governo per le
misure "per introdurre la meritocrazia" e "consentire la digitalizzazione
della pubblica amministrazione". Ma il provvedimento, definito dal ministro della
Funzione Pubblica Renato Brunetta "una rivoluzione copernicana al servizio del
cittadino", è stato fortemente criticato dai sindacati, dai confederali ai Cobas ai
rappresentanti della polizia. Stavolta Cgil, Cisl e Uil appaiono allineate nel contestare
il contenuto del decreto legislativo, che comunque verrà adesso trasmesso alle parti
sociali, attraverso il Cnel, alla Conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari per
il parere, e diventerà legge solo dopo questi passaggi e la definitiva approvazione in
Consiglio dei ministri. Per il ministro Brunetta il decreto significa "trasparenza,
valutazione, merito, nuovo tipo di contrattazione, azione collettiva nelle mani dei
cittadini per controllare l'operato della pubblica amministrazione". Valutazione,
contrattazione, dirigenza, class action, ha aggiunto, "sembrano cose lunari; invece
sono legge dello Stato". Prima ancora che il contenuto, i sindacati contestano il
metodo: la Cisl ha infatti invita il governo a "tornare indietro". "Siamo
molto irritati per questa invasione di campo della politica che, su una partita come
quella del pubblico impiego se la canta e se la suona" tuona il segretario della
Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale "le riforme nel lavoro e nel pubblico
impiego si fanno attraverso discussioni trasparenti tra governo e sindacato: o Berlusconi
torna indietro o noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa
arbitraria".Anche la Cgil ha denunciato la "totale" assenza di confronto
non solo con il sindacato, ma anche con il sistema delle amministrazioni locali:
"Nulla di nuovo da parte del ministro Brunetta, ma per quel che riguarda gli altri
ministri federalisti?", ha rilevato il responsabile del dipartimento Settori
pubblici, Michele Gentile, augurandosi che "ora tutti i sindacati, chiedano un
confronto urgente, certo non in sede Cnel". 8 maggio 2009 - Civonline Ri.Rei, tensioni durante il presidio
dei lavoratori S. MARINELLA - Forte tensione stamane al presidio dei lavoratori e dei familiari degli assistiti dei centri ex Anni verdi. Una delegazione composta da sindacalisti RdB, lavoratori e familiari degli assistiti dei centri ex Anni Verdi, ha ottenuto un incontro con il presidente Marrazzo per il prossimo 14 maggio, a cui parteciperanno anche il vicepresidente Montino e lassessore Tibaldi. Lincontro è stato fissato a seguito della manifestazione di oltre 150 fra dipendenti e familiari degli assistiti dei centri Ri.Rei. che a fronte del mancato pagamento degli stipendi, hanno partecipato ieri mattina a Roma ad una manifestazione davanti alla giunta regionale del Lazio, svoltasi in concomitanza con lo sciopero dellintera giornata indetto dalla RdB-Cub in tutti i centri. I manifestanti hanno sfilato lungo la strada che conduce allingresso della Regione assiepandosi poi di fronte ai cancelli. Momenti di agitazione per lintolleranza di un automobilista, che ha cercato di fare breccia nelle fila dei manifestanti. Una delegazione è stata ricevuta dal vicepresidente Montino il quale ha detto: «Cè una tensione enorme in alcuni centri del consorzio, loro chiedono di internalizzare, ma è una proposta che per noi non va bene. Non è che abbiamo una contrarietà di principio, ma è impossibile visto che non riusciamo neanche a farci dare le deroghe dal governo per le sale operatorie, ne abbiamo chieste 350 e ancora siamo appesi. Stando con i piedi per terra e cercando di dare una risposta seria alla qualità di prestazione per le persone malate dobbiamo creare le condizioni perché si faccia un lavoro caso per caso, trovando le giuste soluzioni per ogni centro». Dopo lesito deludente dellincontro, alcuni dipendenti e genitori, tra cui Angelamaria Contona dei Genitori Utenti disabili, hanno occupato la sala Tevere della Regione. Poi hanno ottenuto per il 14 lincontro con Marrazzo. «Ci auguriamo la Regione venga con una disponibilità al confronto dichiara Pio Congi dalla RdB-Cub - visto che le soluzioni prospettate non sono idonee a risolvere la vertenza». Vicino ai lavoratori anche Robilotta.(ADA) 8 maggio 2009 - EPolis Roma La rivolta. La donna, 49 anni, è stata trovata impiccatanel Centro di identificazione. Era in Italia dagli anni '90 Tunisina suicida a Ponte Galeria monta la rabbia delle immigrate Sciopero della fame di 140 detenute. La compagna di cella: "Ci aveva già provato" di Fabrizio Tanzilli Roma - Era da dieci anni in Italia e ieri doveva essere rimpatriata nel suo paese d'origine. M.M., una donna tunisina di 49 anni, non sopportando l'idea dell'espulsione, si è impiccata con una maglietta appesa alla doccia di un bagno. Nel 2004 era stata arrestata per spaccio di droga e dal 24 aprile era ospite del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, presso il quale aveva finito di scontare una pena di 5 anni e tre mesi. È stato il medico della Croce Rossa, alle 6.45, a rinvenire il cadavere nella sua cella. «Aveva già tentato di togliersi la vita poche ore prima - ha confessato Z., sua compagna di cella - per due volte, durante la notte sono riuscita a fermarla, poi mi sono addormentata e M., al terzo tentativo è riuscita a suicidarsi». Increduli, di fronte a un gesto del genere, gli operatori della Croce Rossa, che dichiarano di non aver mai avuto il sentore di un malessere così profondo. Ma Z., dopo aver raccontato quanto accaduto, punto il dito proprio contro la Cri: «Ho avvertito i medici più volte, ma nessuno è intervenuto. E quando M. è morta hanno lasciato qui il suo cadavere nella cella con me per alcune ore, disinteressandosene». Dettagli di una tragedia annunciata che hanno fatto scattare la rivolta all'interno del Cie. Le 140 donne rinchiuse nel centro hanno cominciato uno sciopero della fame. E la protesta sta arrivando anche al padiglione maschile, dove molti uomini hanno smesso di mangiare. Inevitabile la bagarre politica e la polemica nei confronti dei provvedimenti contro gli stranieri voluti dalla Lega e ritenuti, in particolare dalla sinistra, discriminatori e con risvolti di carattere razzista. «Non c'è bisogno di parole per denunciare la barbarie delle nuove leggi che il Governo si appresta a far approvare dal Parlamento, purtroppo parlano i fatti - dichiara Aboubakar Soumahoro, responsabile della RdB-Cub Immigrati - La Lega ha preteso la fiducia su norme che negano a donne, bambini e uomini i più elementari diritti». Non meno importante la questione delle condizioni di queste strutture: luoghi spesso affollati all'inverosimile, dove le famiglie appena arrivate vengono divise nei settori maschili e femminili e, nonostante il lavoro degli operatori, la vivibilità è difficile. «Il vero problema - afferma il Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni - è che i Cie sono sempre meno centri di accoglienza e sempre più centri di reclusione mascherata». Di tutt'altro avviso Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma, secondo il quale l'opposizione sta solo strumentalizzando la vicenda. «Affermare che il decesso sia sopraggiunto in seguito a un malessere per le condizioni del Cie è fuori luogo, perchè dà per certa la conoscenza da parte di chi accusa delle motivazioni della vittima. In realtà questo palesa una chiara volontà di attaccare gratuitamente la maggioranza. 8 maggio 2009 - Uno notizie PUBBLICO IMPIEGO ROMA (UnoNotizie.it) - Venerdì 8 maggio la RdB-CUB Pubblico Impiego ha indetto una giornata di mobilitazione nazionale di tutti i lavoratori del Ministero dell'Economia e delle Finanze sull'emergenza salariale e sulla destrutturazione del MEF.A Roma si terrà un presidio davanti alla sede ministeriale di via XX Settembre, a cui seguirà un'assemblea dei lavoratori in servizio presso gli uffici di Roma nel cortile centrale del Ministero; altre iniziative di mobilitazione sono state indette nelle diverse sedi periferiche del MEF.Il Decreto Legge n. 39 del 28 aprile 2009, insieme al meritorio intento di affrontare la ricostruzione e le difficoltà delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo, vede inserito un dispositivo per la chiusura di 40 Dipartimenti Provinciali del Tesoro e 40 Ragionerie Provinciali dello Stato, interessando circa 1.800 dipendenti. "Il risultato, che nulla a che vedere con l'emergenza Abruzzo, sarà quello del progressivo ritiro dello Stato dal territorio e della perdita di posti di lavoro - spiega Virgilio Gennaro, del Coordinamento RdB-CUB MEF - un processo ugualmente perseguito dai governi di centro-sinistra e di centro-destra, che ora sta subendo una forte accelerazione". "Questa operazione - prosegue Gennaro - avviene in contemporanea con la sottrazione ai lavoratori del ministero di sostanziose quantità di salario, che negli ultimi tre anni il ministero ha scippato (da ultima circa 46 milioni del salario accessorio relativo al 2008) per un totale che sfiora i 100 milioni di Euro. Il risultato è che i dipendenti del ministero dell'Economia e delle Finanze sono in credito nei confronti dell'Amministrazione di circa 5.000 Euro lordi pro capite, che su una retribuzione media di circa 21.000 Euro lordi annui, e per effetto della crisi, pesano enormemente sulle tasche dei lavoratori". "L'attacco al salario dei lavoratori è funzionale all'indebolimento della loro resistenza allo smantellamento dei servizi pubblici. Contro questa strategia che penalizza i lavoratori e gli utenti la RdB/CUB darà domani una prima risposta di mobilitazione", conclude Gennaro. 8 maggio 2009 - La Nazione RDB COMUNE Firenze - «ECCO l'ultimo regalo di una giunta arrivata alla conclusione del mandato: una nuova rottamazione' per l'uscita di un dirigente per quasi 100 mila euro, l'equivalente ad un terzo della cifra stanziata per il rinnovo contrattuale dei restanti 5.000 dipendenti, oppure l'equivalente di quattro anni di stipendio di un impiegato di categoria C, che manda quotidianamente avanti la macchina comunale». Lo affermano in una nota le Rdb-Cub del pubblico impiego del Comune di Firenze. «E' veramente buffo - spiegano i rappresentanti sindacali di base - che ieri abbiamo fatto l'assemblea per il rinnovo del contratto decentrato, centellinando i 50 o 100 euro di aumento annuali, mentre per la casta dei politici e dei burocrati della pubblica amministrazione è sempre Befana». 8 maggio 2009 - Tuscia web Viterbo - Lino Rocchi
"spara" sulla Provincia Riceviamo e pubblichiamo - Esprime delusione,
sconcerto e rabbia, Lino Rocchi della federazione Rdb di Viterbo, dopo lincontro dei
giorni scorsi con il Direttore generale della Provincia di Viterbo Dottarelli, prima ci
spiega che le spese del personale, sono in grado di dissestare il bilancio della Provincia
per cui, per rimanere nei parametri nazionali, è necessario ridurre gli stipendi ai
lavoratori precari, poi, sempre più voci ci riferiscono che siano state assunte ulteriori
tre unità di interinali. Questi giovani, che da anni lavorano per meno di mille euro,
ricattati dal loro essere precari, devono oggi pagare le follie del sistema politico,
oltre al danno anche la beffa. Non è più tollerabile questa vicenda! Lo abbiamo detto
varie volte ma oggi diventa un obiettivo di lavoro: azzerare gli sprechi della classe
politica. Perché consentire ai fiduciari politici degli assessori stipendi più alti di
almeno un terzo rispetto a qualsiasi dipendente di ruolo pari grado? Il Direttore generale
non trova qualche grave contraddizione logica e politica tra loperare i tagli e
garantire a se e agli altri linamovibilità delle proprie entrate? In tempi di crisi
anche il giocatore del milan Gattuso, ha proposto di auto-ridursi lo stipendio, ma una
tale sensibilità non trova risconto negli Amministratori locali. Anche con i consulenti
non si scherza, questa provincia paga ai molti, troppi secondo noi, consulenti cifre di
tutto rispetto, (trenta- quarantamila euro annui), per svolgere attività che
tranquillamente potrebbero essere svolte con professionalità, (lavoratori), interne e che
comunque ribadiamo hanno un reddito di 20/25.000 euro lorde lanno. Cè
qualcosa che non torna, appare sempre più evidente uno spostamento delle risorse dai
servizi istituzionali, in sofferenza per carenza di risorse umane, verso gli apparati
utili alla politica nella sua più larga accezione. Poi è evidente se si raschia
improvvidamente il fondo del barile, anche quei pochi spazi consentiti dalle normative per
assumere dallesterno o per bandire concorsi interni non trovano alcun margine
economico. Noi della Rdb riteniamo che la misura sia colma, tra il personale sicuramente,
tra i cittadini non sappiamo, ma certo che se questi riflettessero su come vengono spesi i
loro soldi qualche problemino potrebbe sorgere. Ci piacerebbe essere sorpresi,
piacevolmente sorpresi da una Giunta che, con autorevolezza, potesse essere capace di dare
indirizzi di morigeratezza nelle spese. Ne è in grado? 8 maggio 2009 - Il Giorno Di nuovo al telefono, da precarie LEGNANO - «MA COS'È questa novità? E io che pensavo fosse chiusa la vicenda». Carla Dotti si definisce «imbarazzata». Il direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Legnano ha saputo che le ex operatrici del call center del Civile, disoccupate, hanno accettato una nuova iniziativa delle Rappresentanze di base (Rdb): il "telefono precario", il primo call center autogestito destinato ai lavoratori precari. Al call center, che si trova alla sede milanese dalla RdB-Cub, ci si potrà rivolgere utilizzando il numero verde 800.03.42.35. Il call center non vende merci: dall'altra parte del filo telefonico rispondono precari. Danno informazioni su contratti a termine, e consulenza legale e sindacale. Insieme ad avvocati e sindacalisti, studiano forme di rappresentanza e piattaforme rivendicative. ALCUNE delle undici donne, a turno e volontariamente, si recheranno a Milano per dar vita così a un altro tipo di call center. C'è anche il sito www.telefonoprecario.it, nel quale (oltre alle consulenze) si possono raccontare le proprie storie, e pagine su facebook (telefono precario), in cui si chiede a tutti i precari della Rete di unirsi, per creare un nuovo «sciopero del futuro». «Solo nella giornata di ieri abbiamo registrato 1.500 contatti su Facebook - commenta Riccardo Germani, sindacalista Rdb -. Al numero verde ci hanno chiamato precari da Milano, Bergamo, e Bologna, sfruttati nei call center, nella pubblica amministrazione e nelle imprese di pulizie all'interno delle scuole». Da dove nasce lo stupore del direttore generale, dunque? Come si ricorderà, nella vicenda delle ex centraliniste era intervenuto l'europarlamentare Vittorio Agnoletto, che era riuscito a "strappare" una proposta all'Azienda. «Stante una situazione drammatica come la perdita del lavoro delle 11 ex operatrici, abbiamo ottenuto una "riduzione del danno" - aveva spiegato -. Le donne potranno frequentare un corso per riqualificarsi come oss, operatrici sociosanitarie. Durerà dieci mesi, sarà pagato dalla Regione, e vedrà un rimborso mensile di 300 euro alle frequentanti. Forse non è la soluzione che si aspettavano le ragazze, ma è meglio di nulla. Tutta la vicenda ha comunque messo a nudo il vero volto delle agenzie interinali». MA AL TERMINE del corso, le Nostre potranno finalmente lavorare, quello che chiedono da mesi? «Ma certo - risponde Carla Dotti -. La necessità di personale sociosanitario è reale, anche all'interno del Civile. E io mi sono impegnata affinché il corso si faccia qui, a Legnano, l'inizio sarà fine mese. Abbiamo messo a disposizione la logistica, l'aula, sfruttando al meglio l'offerta della Regione. E adesso vengo a sapere del telefono precario». Quante di loro faranno il corso? «Tre, quattro», conclude Germani. «Team service» Tira aria di sciopero alla casa di riposo TIRANO - «SCIOPERO». Questa la volontà delle lavoratrici della cooperativa sociale "Team service" che operano nella casa di riposo di Tirano. Dalle 14.30 del 13 maggio e fino al 15 maggio si terrà un presidio permanente nei pressi dell'ente tiranese. «Dovendo constatare hanno dichiarato, usando parole di fuoco, le Rappresentanze sindacali di base, aderenti alla Confederazione unitaria di base (Rdb-Cub) - che tutte le iniziative messe in atto da questa organizzazione sindacale per fermare l'attività intimidatoria e punitiva che la cooperativa Team service sta attuando dall'inizio dell'anno nei confronti delle lavoratrici, in particolare a quelle iscritte alla Rdb-Cub, non hanno ottenuto alcun esito, anzi, la situazione col passare del tempo è diventata ancor più insostenibile, ci vediamo costretti ad avviare un percorso di lotta». «Abbiamo, anche in considerazione del ruolo sociale cui sono chiamate le lavoratrici e al disagio che poteva sorgere nei confronti dei degenti della struttura, cercato di risolvere la vertenza coinvolgendo vari organismi istituzionali quali prefetto, sindaco di Tirano e altri; purtroppo l'iniziativa, oltre a non avere portato alcun esito positivo, ha fatto scaturire ulteriore accanimento da parte della cooperativa nei confronti delle stesse».(L.P.) Dipendenti fuori dall'ex
psichiatrico «Non possiamo garantire assistenza» CODOGNO - UNA STRUTTURA «dormitorio» dove i progetti dell'Asl non si sono mai concretizzati e dove la penuria e la precarietà di buona parte del personale rischiano di mettere a repentaglio l'intera organizzazione del servizio. Ieri pomeriggio all'esterno dell'ex psichiatrico femminile di viale Gandolfi, la Funzione Publica Cgil ha organizzato, con l'appoggio anche dello Slai Cobas e dell'Rdb, un sit in di protesta per sottolineare una serie di magagne di natura organizzativa. «Mancano spazi. La struttura è un parallelepipido dove le anziane non si muovono più - spiegano Andrea Grazioli e Giovanni Bricchi (Fp Cgil) -. Il personale è poco e nemmeno sufficiente per accompagnarle fuori. I dipendenti sono quasi per il 50 per cento precari e questo non aiuta una continuità nell'assistenza». Ora, denuncia anche lo Slai Cobas, allo scadere di due contratti a termine di altrettanti infermieri, la direzione li ha sostituiti con due operatori con qualifica inferiore. «Tutto questo stravolge i turni di lavoro».(M.B.) 8 maggio 2009 - Il Giornale di Brescia Roma: tunisina si suicida dentro il centro espulsioni ROMA - Non voleva tornare nel suo paese perché si
vergognava di esservi riportata perché finita in prigione per spaccio di droga. Potrebbe
essere questo il motivo del suicidio di una donna tunisina di 49 anni trovata morta ieri
nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma. 8 maggio 2009 - La Repubblica E nel Cie di Ponte Galeria si uccide una tunisina ROMA - Non voleva tornare nel suo paese, si vergognava di
essere stata in prigione per spaccio. Forse per questo si è tolta la vita, impiccandosi
nel bagno della sua stanza, nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria
alla periferia di Roma. È morta così M. M., tunisina di 49 anni: era in Italia da dieci
anni e ieri avrebbe dovuto ricevere il decreto di espulsione e poi essere messa in un
aereo per la Tunisia. 8 maggio 2009 - Il Cittadino Il sindacato scende in campo:
«Vogliamo solo lavorare in un modo dignitoso» Codogno - «Non se ne può davvero più. Siamo nel pieno di un caos organizzativo che penalizza il personale e certo non fa bene alle pazienti». A dirlo ieri è stato Gianni Grazioli, sindacalista Cgil. Ma le stesse considerazioni erano anche di Giovanni Bricchi, segretario Cgil funzione pubblica, e pure di Luca Beretta (Slai Cobas) e di Giorgio Premoli (Rdb). Ieri pomeriggio era questa la denuncia comune al presidio sindacale organizzato dalla Cgil davanti alla Rsa di viale Gandolfi, ex succursale psichiatrica di Codogno. Diversi i dipendenti della Rsa partecipanti al presidio, espliciti gli slogan di protesta affissi allentrata. Uno su tutti: «Non chiediamo la luna: solo il diritto di lavorare dignitosamente». «Siamo arrivati ad un punto di non ritorno - questa la denuncia di Grazioli -. In Rsa regna ormai un caos organizzativo che mette in discussione pure i diritti elementari dei lavoratori. Strozzata dalle poche risorse e dalle insufficienze di personale, questa struttura vive in uno stato di perenne emergenza». I problemi denunciati sono numerosi: caos nelle turnazioni di lavoro, personale continuamente spostato nei reparti senza alcuna organizzazione, alto livello di addetti precari, impossibilità per i lavoratori di gestire ferie e permessi. In simili condizioni, lavorare diventa ogni giorno unimpresa. E a farne le spese è soprattutto la continuità di quel fondamentale rapporto paziente-operatore, «che in queste condizioni è impossibile creare - si è denunciato ieri -. Eppure questo rapporto è essenziale proprio in queste strutture, dove si trovano ospiti istituzionalizzate da tempo immemorabile». Le stesse che, secondo i sindacati, meriterebbero di più. «Lassistenza personale e sanitaria è garantita, questo è fuori di dubbio - così Grazioli -. A mancare però è tutto il resto: questa struttura è ormai diventata un dormitorio con pochissimi spazi a disposizione delle ospiti, che invece meriterebbero più spazi ed interventi di maggiore umanizzazione». In questo contesto ecco la denuncia Slai Cobas: «Per 53 ospiti, il personale ricreativo consiste in una animatrice assunta tramite cooperativa a 30 ore settimanali e in una educatrice». Contrari allipotesi di una privatizzazione della struttura, i sindacati chiederanno un incontro urgente con il direttore generale Asl Germano Pellegatta. «In discussione ci saranno tutte queste problematiche- così è stato concluso ieri- Quel che rivendichiamo è una radicale inversione di rotta nei criteri di gestione della Rsa».(L.L.) 8 maggio 2009 - Libertà «L'ex psichiatrico femminile ormai è diventato un dormitorio» Codogno - (ms) Sit in dei lavoratori dell'ex psichiatrico femminile di viale Gandolfi. Ieri pomeriggio i sindacati funzione pubblica Cgil, Rdb e Slai Cobas, in rappresentanza dei circa 40 dipendenti della struttura che ospita 53 degenti psico-geriatriche, hanno promosso una mobilitazione con cartelli e bandiere. Poche risorse, personale insufficiente con il taglio degli infermieri ed il mantenimento del livello dei precari sono le magagne evidenziate dai sindacati. «I progetti di trasformare l'ex psichiatrico in un fiore all'occhiello sono naufragati - hanno spiegato Andrea Grazioli e Giovanni Bricchi (Fp Cgil) -. La struttura è un semplice dormitorio per le utenti che non hanno a disposizione alcun servizio». 8 maggio 2009 - La Provincia di Cremona IN UN CENTRO DI IDENTIFICAZIONE DI
ROMA. OGGI SAREBBE STATA ESPULSA DALLITALIA ROMA Non voleva tornare nel suo Paese perché si vergognava di esservi riportata perché finita in prigione per spaccio di droga. Potrebbe essere questo il motivo del suicidio di una donna tunisina di 49 anni trovata morta ieri nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria alla periferia di Roma. La donna, in Italia da dieci anni, ieri avrebbe dovuto ricevere il decreto di espulsione per poi essere messa in un aereo e portata in Tunisia. «Piuttosto che tornare nel mio Paese mi ammazzo. Mi vergogno troppo per quello che mi è successo», avrebbe confidato la donna che nel marzo scorso era uscita dal carcere di Rebibbia, alle compagne di stanza che, preoccupate per il suo stato d'animo, lavevano confortata fino a notte fonda prima di addormentasi. Ieri la triste scoperta: la donna si era impiccata nel bagno della sua stanza. A Roma dal 1999, secondo quanto appurato dalla polizia, la donna nel 2001 era destinataria di un decreto di espulsione. Più volte era stata fermata, fornendo nomi diversi, e denunciata fino a quando nel 2004 era stata arrestata per scontare una pena cumulativa di 5 anni e tre mesi. Era stata portata a Ponte Galeria il 24 aprile scorso perchè non aveva rispettato il decreto di espulsione. Da quel giorno era partito l'iter per il suo espatrio. Sempre nel Cie di Ponte Galeria, che si trova in aperta campagna ed ospita 221 immigrati, 137 uomini e 84 donne, soltanto un mese fa un algerino di 40 anni era morto per cause naturali. Il suicidio avvenuto a Ponte Galeria ha innescato una polemica sui questi centri. Per il garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni «sono sempre più centri di reclusione mascherata» mentre per il responsabile della Rdb Cub immigrati Aboubakar Soumahoro «non c'è bisogno di parole per denunciare la barbarie delle nuove leggi che il governo si appresta, parlano i fatti». Di diverso avviso il presidente della commissione sicurezza del Comune di Roma Fabrizio Santori: «Il centrosinistra sta cogliendo a pretesto un evento luttuoso per architettare una polemica stucchevole sui provvedimenti di sicurezza». 8 maggio 2009 - Tribuna Treviso/Nuova Venezia, Sardegna, Ferrara/Provincia Pavese/Gazzetta di Reggio, Mantova, Modena/Città di Salerno/Centro/ Corriere Alpi/Trentino/Tirreno/Mattino di Padova/Alto Adige Alla vigilia del rimpatrio ROMA - Non voleva tornare nel suo paese perché si
vergognava di esservi riportata perché finita in prigione per spaccio di droga. Potrebbe
essere questo il motivo del suicidio di una donna tunisina di 49 anni trovata morta ieri
nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. La donna, in Italia da dieci
anni, ieri avrebbe dovuto ricevere il decreto di espulsione per poi essere messa in un
aereo e portata in Tunisia. «Piuttosto che tornare nel mio Paese mi ammazzo. Mi vergogno
troppo per quello che mi è successo», avrebbe confidato alle compagne di stanza. 8 maggio 2009 - Corriere della Sera La storia Vittima una donna
tunisina, dal 24 aprile era ospitata nella struttura di Ponte Galeria ROMA Si è uccisa poche ore prima di essere
rimpatriata con un volo in partenza da Fiumicino per la Tunisia. Allalba di ieri
Mamuni M., 49 anni, dal 24 aprile scorso ospite del Centro di identificazione ed
espulsione di Ponte Galeria, è stata trovata impiccata alla doccia della sua stanza.
Inutili i soccorsi delle altre immigrate e della Croce Rossa. «Un gesto di cui nessuno
aveva avuto sentore, nemmeno le sue compagne di camera ha spiegato il direttore del
Comitato provinciale della Cri, Claudio Iocchi . Del resto non aveva mai dato
segnali in tal senso, né era stata sottoposta a cure farmacologiche o psicologiche».
Diversa la ricostruzione delle immigrate che dormivano con lei e che avevano raccolto il
suo sfogo: «Piuttosto che tornare nel mio Paese mi ammazzo. Mi vergogno troppo per quello
che è successo». «Mercoledì notte ha raccontato Z., compagna di stanza di
Mamuni lei ha tentato di uccidersi due volte, ma io lho fermata. Ho avvertito
la Croce Rossa ma nessuno ha fatto niente». Versione che gli operatori del centro
smentiscono con decisione. 8 maggio 2009 - Il Gazzettino Tunisina espulsa per droga si uccide per la vergogna ROMA - Non voleva tornare in Tunisia: si vergognava di esservi riportata perché finita in prigione per spaccio. Sarebbe questo il motivo del suicidio di una 49enne trovata morta ieri a Roma. La donna, in Italia da 10 anni, avrebbe dovuto ricevere il decreto di espulsione per poi essere messa in un aereo e portata in Tunisia. «Piuttosto che tornare nel mio Paese mi ammazzo. Mi vergogno troppo» avrebbe confidato dopo luscita dal carcere di Rebibbia. Ieri si è impiccata con un maglietta nel bagno della sua stanza. Più volte era stata fermata, fornendo nomi diversi, e denunciata fino a quando nel 2004 era stata arrestata per una pena cumulativa di 5 anni. Il suicidio ha innescato una polemica sui centri di identificazione. Per il garante dei diritti dei detenuti, Angiolo Marroni «sono sempre più centri di reclusione mascherata» mentre il Cub immigrati «denuncia la barbarie delle nuove leggi». Di diverso avviso il presidente della commissione sicurezza di Roma Fabrizio Santori: «Il centrosinistra coglie a pretesto un lutto per architettare polemiche stucchevoli sulla sicurezza». 8 maggio 2009 - Corriere del Veneto Via Puglie, i quattro lavoratori non
sono più «invisibili»: avranno i loro stipendi VERONA A volte basta un ponteggio montato, per non
essere più un «invisibile». Loro, che lo sono stati per mesi, a quel ponteggio si sono
aggrappati, nel senso che non lo hanno smontato. 8 maggio 2009 - Il Messaggero Roma. Lidea di dover tornare nel Paese dorigine... Roma - Lidea di dover tornare nel Paese
dorigine, dove non aveva né casa né famiglia, lha portata alla disperazione.
Una tunisina di 49 anni, in Italia da una decina, si è suicidata nel Centro
Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria poche ore prima di essere imbarcata su un
aereo da Fiumicino per il Nord-Africa. La donna, Mabrouka Mimouni, scarcerata alcune
settimane fa da Rebibbia dove aveva scontato una condanna per spaccio di stupefacenti, il
24 aprile era stata portata allUfficio Immigrazione della Questura dagli agenti del
commissariato San Basilio. La clandestina, colpita fin dal 2001 da un ordine di espulsione
mai ottemperato, era stata trattenuta. Il provvedimento era stato convalidato dal Giudice
di Pace e la partenza definitiva era prevista per ieri mattina. Ma limmigrata, nel
corso della notte, si è impiccata al montante della doccia usando una maglietta. 8 maggio 2009 - Agora Vox Le pagine non scritte da De
Magistris: le mani di Restuccia e Valori sul Menta Calabria - La Vincenzo Restuccia Costruzioni e la Valori
Scarl stanno costituendo un Ati, (Associazione temporanea dimpresa) per il
completamento dello schema idrico sulla diga del torrente Menta. Limporto totale
della gara è di 60 milioni di euro, al quale hanno posto un ribasso del 42,623% per le
opere a valle della centrale idroelettrica (46.399.034,25 euro) e del 39,31% (solo
Restuccia Costruzioni ed Impianti e Costruzioni) sempre per le stesse opere sulla centrale
idroelettrica, e in più su quelle civili della condotta forzata (13.068.344,37 euro).
Sono state queste due società ad aggiudicarsi i due differenti bandi. Il primo registra
la numerazione progressiva di 325 della So.Ri.Cal (Società di risorse idriche calabresi),
il secondo quella di 321. Sono state loro ad aver sbaragliato i concorrenti lanciando
lofferta più bassa ai sensi dellart. 82 c.3 del D.lgs 163/06. Probabilmente
sono tra i protagonisti delle pagine non scritte dallex pm Luigi De Magistris per le
sue ultime inchieste in Calabria: Poseidone, Why not e Sorical. Vincenzo Restuccia,
imprenditore dellomonima società, è stato oggetto di perquisizione dal magistrato
napoletano nellambito dellindagine sui depuratori. E stato uno dei
primi, alle sette del mattino del fatidico 16 maggio 2005 a chiamare Giancarlo Pittelli
per guadagnarsi la sua difesa legale, insieme a Giuseppe Scordo, responsabile per
larea di Reggio Calabria presso lUfficio del Commissario per lemergenza
ambientale e segretario generale dellAto 2 di Catanzaro (e fratello di Annunziato
Scordo, commercialista di Giuseppe Chiaravalloti e marito di Giavanna Raffaelli,
segretaria dellex governatore) e alla stessa Raffaelli. Tutti a vario titolo
coinvolti nellindagine poi avocata al magistrato quando questi iscrisse nel registro
degli indagati lavvocato e senatore di Forza Italia - quando, cioè il pm,
interpretando come suggeriscono i padri del diritto, più lo spirito che la forma delle
leggi, evitò di avvisare il suo capo procuratore, Mariano Lombardi, perché il figlio
della sua compagna, Pierpaolo Greco, vi era in affari nello studio del famoso penalista di
Catanzaro. Vincenzo Restuccia, secondo i primi riscontri, era in continuo contatto con una
rete di interessi calabresi che coinvolgevano anche i più alti gradi della magistratura,
della finanza e del potere, nella sua accezione meno trasparente. Era in affari con la
Tecnovese, una delle principali società messe sotto inchiesta da Luigi De Magistris per
la gestione e la manutenzione dellacqua in Calabria quando fu costituita la Sorical.
Era anche in affari con Antonio Longo, titolare della Tecnovese, poi rimasto ucciso in un
agguato sulla statale 280. Questi era stato in società con Giancarlo Elia Valori, numero
uno della Torno International, impegnata nella costruzione della trasversale delle Serre.
La collaborazione col consorzio Grical, di cui faceva parte la Tecnovese, con la Sorical
iniziò quando durante lesecuzione dei lavori sulla trasversale vennero danneggiate
alcune condutture dellacqua. La società pubblica e privata affidò proprio a Longo
la ricostruzione, grazie ad alcuni finanziamenti provenienti dallAnas, nel cui
consiglio damministrazione lo stesso Valori vi si era seduto per molto tempo. Il Cda
aveva registrato la presenza anche di Giovanbattista Papello, sub commissario
dellemergenza ambientale in Calabria durante lera di Chiaravalloti, e deus ex
machina dei treni pieni di soldi, che da Bruxelles viaggiavano con destinazione
depuratori, ma che si fermavano in più di una stazione, in alcune stanze romane e di casa
nostra. Almeno secondo laccusa. Nel libro paga della Torno non poteva mancare per
prestazioni consulenziali, lavvocato. Il senatore di Forza Italia, Giancarlo
Pittelli, indagato da Luigi De Magistris per violazione della legge Anselmi (contro le
società segrete che si ispirano alla P2, di cui faceva parte il già citato Valori della
Valori Scarl). Ai magistrati di Salerno lex titolare dellinchiesta-madre sul
malaffare in Calabria, ha dichiarato: "Le indagini Why Not stavano, tra laltro,
ricostruendo linfluenza di poteri occulti, con individuazione della violazione di
cui allart. 2 della L 17/1982 (cd. Legge Anselmi), in meccanismi vitali delle
istituzioni repubblicane: in particolare si stavano ricostruendo i contatti intrattenuti
da Giancarlo Elia Valori, Luigi Bisignani, Franco Bonferroni ed altri e la loro influenza
sul mondo bancario ed economico-finanziario. Giancarlo Elia Valori pareva risultare, dai
preliminari accertamenti che stavo svolgendo con la massima riservatezza, ai vertici
attuali della massoneria "contemporanea". Valori si è occupato spesso di lavori
pubblici. Nel recente passato, agli inizi del 2000, ha trovato da quel che risultava,
anche una sponda rilevante a sinistra, dentro il governo DAlema, in Marco Minniti,
ritenuto "braccio destro" del Presidente del Consiglio dei Ministri".
Recentemente lex pm ha ribattezzato questo filone delle indagini mai scritto
"Nuova P2". Oggi, ad appena pochi giorni del rinvio a giudizio dei 98 soggetti
per la stessa inchiesta, il nome di Giancarlo Elia Valori non compare. Non cè mai
stato. Oggi invece ritorna alla carica insieme a Vincenzo Restuccia per il completamento
dello schema idrico sulla diga del torrente Menta. Ad onor del vero, lesito della
gara porta la data del 24 ottobre 2007. Molto tempo prima del ciclone De Magistris sulla
gestione dellacqua in Calabria, del 14 maggio successivo per truffa aggravata,
turbata libertà degli incanti ed abuso dufficio, molto tempo prima della relazione
dellex direttore del dipartimento dei Lavori pubblici, Pierantonio Isola, che il 30
giugno 2008 denunciava come un flop lattivazione dei grandi schemi dinteresse
strategico delle dighe da parte di Sorical, società mista di cui i maggiori azionisti
sono la Regione Calabria e Veolià, la multinazionale francese, padrona dellacqua e
dei rifiuti in mezzo mondo (tra cui quello della diga del Menta). Una scure, quella del
direttore dei lavori, tanto che a Palazzo Alemanni, sede della Giunta, hanno pensato bene
di averla in mano loro, più che vedersela minacciosa alle spalle. A Pierantonio Isola è
stato subito conferito un incarico di consulente presso lAssessorato ai Lavori
Pubblici per il trimestre conclusivo dellanno 2008 e voci di corridoio insistono nel
sostenere che svolge il medesimo incarico anche a viale Europa di Germaneto, sede della
stessa Sorical. Meglio avercelo come amico che come nemico. Se non gli basta un posto
gliene diamo due. Lesito della gara sulla diga del Menta è rimasto in stand by dal
lontano 2007. E ora, con larrivo dei soldi veri della banca irlandese Depfa,
avvenuto nel dicembre scorso (240 milioni di euro), i vincitori chiedono ai sensi della
legge sui lavori pubblici, ciò che gli spetta. 8 maggio 2009 - New Tuscia Sprechi classe politica: interviene
Lino Rocchi, RdB Viterbo (NewTuscia) VITERBO - 'I giovani,che da anni lavorano per meno di mille euro, ricattati dal loro essere precari, devono oggi pagare le follie del sistema politico: oltre al danno anche la beffa. Non è più tollerabile questa vicenda! Lo abbiamo detto varie volte ma oggi diventa un obiettivo di lavoro: azzerare gli sprechi della classe politica. Perché consentire ai fiduciari politici degli assessori stipendi più alti di almeno un terzo rispetto a qualsiasi dipendente di ruolo pari grado?Il Direttore generale non trova qualche grave contraddizione logica e politica tra loperare i tagli e garantire a sè e agli altri linamovibilità delle proprie entrate? In tempi di crisi anche il giocatore del milan Gattuso, ha proposto di auto-ridursi lo stipendio, ma una tale sensibilità non trova risconto negli Amministratori locali. Anche con i consulenti non si scherza, questa provincia paga ai molti, troppi secondo noi, consulenti cifre di tutto rispetto, (trenta- quarantamila euro annui), per svolgere attività che tranquillamente potrebbero essere svolte con professionalità, (lavoratori), interne e che comunque ribadiamo hanno un reddito di 20/25.000 euro lorde lanno. Cè qualcosa che non torna, appare sempre più evidente uno spostamento delle risorse dai servizi istituzionali, in sofferenza per carenza di risorse umane, verso gli apparati utili alla politica nella sua più larga accezione. Poi è evidente, se si raschia improvvidamente il fondo del barile, anche quei pochi spazi consentiti dalle normative per assumere dallesterno o per bandire concorsi interni non trovano alcun margine economico. Noi della RdB riteniamo che la misura sia colma, tra il personale sicuramente, tra i cittadini non sappiamo, ma certo che se questi riflettessero su come vengono spesi i loro soldi qualche problemino potrebbe sorgere. Ci piacerebbe essere sorpresi, piacevolmente sorpresi da una Giunta che, con autorevolezza, potesse essere capace di dare indirizzi di morigeratezza nelle spese'. 8 maggio 2009 - La Sicilia Una tunisina di 49 anni suicida nel Cie Roma - Una donna tunisina di 49 anni, ospite del Centro di indentificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma, si è suicidata. Il corpo, rende noto la Croce Rossa Italiana che gestisce il Cie, è stato trovato mercoledì mattina. «Non c'è bisogno di parole per denunciare la barbarie delle nuove leggi che il governo si appresta a far approvare dal Parlamento, purtroppo parlano i fatti. La Lega ha preteso la fiducia su norme che rendono impossibile la vita a chi viene nel nostro paese sperando in un qualche futuro; a donne, bambini, uomini ai quali saranno negati i più elementari diritti: dalla salute all'istruzione, addirittura negando l'iscrizione all'anagrafe ai nati da immigrati irregolari», ha dichiarato Aboubakar Soumahoro, responsabile della RdB-CUB Immigrati, in merito al suicidio. «I Cie - aggiunge - sono lager in cui vengono rinchiusi immigrati che non hanno commesso alcun delitto o reato per il solo fatto di non avere il permesso di soggiorno». 8 maggio 2009 - La Stampa Ponte Galeria scoppia la rivolta ROMA - Lhanno trovata rantolante allalba.
Un maglione per cappio agganciato al soffione della doccia. Le amiche di stanza dicono di
non avere sentito niente, ma che lei era disperata, piangeva da giorni, non voleva essere
rimpatriata, la Tunisia le appariva un buco nero. Ed è stato il dramma. Ponte Galeria,
Centro di identificazione e espulsione di Roma: una donna di 49 anni, tunisina, M. M.,
sè impiccata ieri. Era sul punto di essere espulsa. Il giudice di pace aveva
convalidato lordine di espulsione il 27 aprile. Ormai era questione di ore. E lei è
caduta nella disperazione. 8 maggio 2009 - Settegiorni Il Gruppo precari autogestito:
«Vogliamo risposte concrete sul perchè si sta smantellando un'azienda» MAGENTA - Dalla pianificazione all'azione. Il Gruppo Precari Autogestito, nato a fine marzo su spinta del sindacato di base Cub Magenta, lo aveva annunciato e nella mattinata di lunedì 4 maggio i suoi membri hanno messo in atto una protesta davanti ai cancelli della Novaceta. Qui infatti i dipendenti che non sono stati licenziati in passato devono convivere la realtà della cassa integrazione. «Basta speculare, vogliamo lavorare», recita lo striscione appeso dai dimostranti sui muri della fabbrica magentina. Azione questa che segue un progetto pianificato già mesi fa dal Gruppo Precari Autogestito e che vanta un respiro intercomunale. «Agiremo nelle fabbriche, con presidi e metteremo in atto altre misure volte a sensibilizzare l'opinione pubblica, le imprese e le istituzioni sul fenomeno dilagante del precariato, che investe un numero sempre crescente di lavoratori del Magentino». Con queste parole il portavoce Massimo Lettieri , aveva espresso il piano d'azione del Gruppo. Ad esse era seguito un presidio alla Lindt risalente allo scorso 24 marzo. Ora è stata la volta della ex Bembercell. La rimostranza inscenata dalle 7 alle 11 di lunedì 4 maggio è stata fatta, a detta del Gruppo Precari Autogestito, per «protestare contro i licenziamenti selvaggi e la cassa integrazione che hanno lasciato senza lavoro circa trecento operai. Ci chiediamo perchè in un luogo che ospitava fino a 5mila operai attualmente lavorano meno di 30 persone â" prosegue -. Cerchiamo delle risposte concrete sul perchè sia in corso lo smantellamento della fabbrica. Cerchiamo risposte concrete su chi sono i veri protagonisti di questo scempio, che ha lasciato sul lastrico centinaia di famiglie». L'azione del Gruppo Precari Autogestito nei confronti della Novaceta non sembra tuttavia fermarsi ad un presidio. I suoi membri fanno sapere infatti che «continueremo a monitorare periodicamente la Novaceta e altri luoghi di lavoro dove si consumano puntualmente situazioni scandalose. Vogliamo rendere concreti i concetti di solidarietà attiva e di azione collettiva dei lavoratori facendo capire loro che noi ci siamo e che assieme possiamo fare molto». 7 maggio 2009 - Adnkronos IMMIGRATI: RDB-CUB SU SUICIDIO TUNISINA, CIE SONO LAGERRoma, 7 mag. - (Adnkronos) - «Non c'è bisogno di parole per denunciare la barbarie delle nuove leggi che il Governo si appresta a far approvare dal Parlamento, purtroppo parlano i fatti». Lo dichiara Aboubakar Soumahoro, responsabile della Rdb-Cub Immigrati, in merito al suicidio «compiuto questa mattina da una donna di 49 anni che dal 24 aprile era rinchiusa nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria a Roma». «La Lega - continua Soumahoro - ha preteso la fiducia su norme che rendono impossibile la vita a chi viene nel nostro paese sperando in un qualche futuro; a donne, bambini, uomini ai quali saranno negati i più elementari diritti: dalla salute all'istruzione, addirittura negando l'iscrizione all'anagrafe ai nati da immigrati irregolari. I Cie sono lager in cui vengono rinchiusi immigrati che non hanno commesso alcun delitto o reato per il solo fatto di non avere il permesso di soggiorno. Sono gli stessi che ogni giorno popolano i cantieri edili, che vengono sfruttati in nero in tanti posti di lavoro, che curano i familiari e le case di tanti italiani: quando finirà questa ipocrisia che sta facendo dell'Italia un paese tra i più reazionari e razzisti d'Europa? Quando metteremo un freno alle pulsioni xenofobe della Lega?». 7 maggio 2009 - Ansa IMMIGRAZIONE: RDB CUB, SUICIDIO ROMA È SEGNALE BARBARIE CIE (ANSA) - ROMA, 7 MAG - «Non c'è bisogno di parole per denunciare la barbarie delle nuove leggi che il Governo si appresta a far approvare dal Parlamento, purtroppo parlano i fatti». Lo afferma Aboubakar Soumahoro, responsabile della RdB Cub immigrati, in merito al suicidio di una donna «rinchiusa nel Cie di Ponte Galeria a Roma». «La Lega - continua Soumahoro - ha preteso la fiducia su norme che rendono impossibile la vita a chi viene nel nostro paese sperando in un qualche futuro; a donne, bambini, uomini ai quali saranno negati i più elementari diritti: dalla salute all'istruzione, addirittura negando l'iscrizione all'anagrafe ai nati da immigrati irregolari». «I Cie sono lager in cui vengono rinchiusi immigrati che non hanno commesso alcun delitto o reato per il solo fatto di non avere il permesso di soggiorno. Sono gli stessi che ogni giorno popolano i cantieri edili, che vengono sfruttati in nero in tanti posti di lavoro, che curano i familiari e le case di tanti italiani: quando finirà questa ipocrisia che sta facendo dell'Italia un paese tra i più reazionari e razzisti d'Europa? Quando metteremo un freno alle pulsioni xenofobe della Lega ?», conclude il dirigente RdB Cub. 7 maggio 2009 - Omniroma SUICIDIO AL CIE, RDB-CUB: CENTRI LAGER PER IMMIGRATI INNOCENTI (OMNIROMA) Roma, 07 mag - «Non c'è bisogno di parole per denunciare la barbarie delle nuove leggi che il Governo si appresta a far approvare dal Parlamento, purtroppo parlano i fatti. La Lega ha preteso la fiducia su norme che rendono impossibile la vita a chi viene nel nostro paese sperando in un qualche futuro; a donne, bambini, uomini ai quali saranno negati i più elementari diritti: dalla salute all'istruzione, addirittura negando l'iscrizione all'anagrafe ai nati da immigrati irregolari». Lo dichiara in una nota Aboubakar Soumahoro, responsabile della RdB-CUB Immigrati, in merito al suicidio «di una donna di 49 anni che dal 24 Aprile era rinchiusa nel centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma». «I Cie - aggiunge - sono lager in cui vengono rinchiusi immigrati che non hanno commesso alcun delitto o reato per il solo fatto di non avere il permesso di soggiorno. Sono gli stessi che ogni giorno popolano i cantieri edili, che vengono sfruttati in nero in tanti posti di lavoro, che curano i familiari e le case di tanti italiani: quando finirà questa ipocrisia che sta facendo dell'Italia un paese tra i più reazionari e razzisti d'Europa? Quando metteremo un freno alle pulsioni xenofobe della Lega ?», conclude il dirigente RdB-CUB. 7 maggio 2009 - Dire BOLOGNA. RDB: BLOCCATO 'SCAMBIO' DIRIGENTI PROVINCIA-COMUNE (DIRE) Bologna, 7 mag. - Uno "scambio" di dirigenti "assolutamente inopportuno" che le Rdb della Provincia di Bologna rivendicano di aver bloccato, perche' i vertici di Palazzo Malvezzi "colti con le mani nel sacco 'mollano' la patata bollente ai prossimi amministratori". La vicenda, ricostruita da una nota di Antonio Dalmasso (Rdb), riguarda un direttore di Settore oggi assunto in Provincia a tempo determinato e vincitore di un concorso pubblico del Comune di Bologna. In un recente incontro con l'Ente provinciale, racconta Dalmasso, i sindacati hanno appreso che il dirigente in questione "tramite procedura di mobilita' sarebbe transitato in maniera definitiva negli organici dell'amministrazione provinciale". Una mossa che Rdb giudica "quanto meno stravagante", con il Comune che indice un concorso per un posto da dirigente e "il giorno dopo lo 'sbologna' alla Provincia". Per questo "abbiamo espresso la nostra piu' ferma contrarieta' ad una operazione che, forse legittima- spiega Dalmasso- non teneva conto del fatto che il momento era assolutamente inopportuno", visto che "fra un mese si andra' alle elezioni per il rinnovo degli organi politici". Inoltre, per il sindacato di base e' "lampante la disparita' di trattamento nei confronti di quei lavoratori della Provincia a cui, pur vincitori di concorso pubblico, e' stato comunicato che avrebbero la teorica possibilita' di essere assunti (sempre che ancora un'altra volta non venga rispettato il Patto di stabilita' o intervenga una nuova legislazione) negli anni 2010-2011", oppure delle lavoratrici precarie del Comune "che rischiano di essere licenziate dopo un decennio di lavoro". Oggi, pero', l'Rdb rende noto che nella Giunta di due giorni fa si e' "deciso di non decidere". Infatti si "dispone la copertura di un posto di qualifica dirigenziale in dotazione organica mediante mobilita' esterna- e' il passaggio della delibera riportato dalla nota sindacale- sospendendone l'attuazione fino alla conferma da parte della nuova Giunta". Pur soddisfatta di cio', per Rdb "il problema rimane". Per questo il sindacato chiede agli aspiranti sindaci e presidenti provinciali "di prendere ufficialmente posizione rispetto a questa vicenda". La priorita' e' assumere i precari, conclude la nota, "e non certamente lo 'scambio' di dirigenti". 7 maggio 2009 - Iris PUBBLICO IMPIEGO: DOMANI GIORNATA DI
MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI (IRIS) - ROMA, 7 MAG - Per domani, venerdì 8 maggio, la RdB-CUB Pubblico Impiego ha indetto una giornata di mobilitazione nazionale di tutti i lavoratori del Ministero dellEconomia e delle Finanze sullemergenza salariale e sulla destrutturazione del MEF. A Roma si terrà un presidio davanti alla sede ministeriale di via XX Settembre, a cui seguirà unassemblea dei lavoratori in servizio presso gli uffici di Roma nel cortile centrale del Ministero; altre iniziative di mobilitazione sono state indette nelle diverse sedi periferiche del MEF. Il Decreto Legge n. 39 del 28 aprile 2009, insieme al meritorio intento di affrontare la ricostruzione e le difficoltà delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo, vede inserito un dispositivo per la chiusura di 40 Dipartimenti Provinciali del Tesoro e 40 Ragionerie Provinciali dello Stato, interessando circa 1.800 dipendenti. "Il risultato, che nulla a che vedere con lemergenza Abruzzo, sarà quello del progressivo ritiro dello Stato dal territorio e della perdita di posti di lavoro spiega Virgilio Gennaro, del Coordinamento RdB-CUB MEF - un processo ugualmente perseguito dai governi di centro-sinistra e di centro-destra, che ora sta subendo una forte accelerazione". "Questa operazione prosegue Gennaro - avviene in contemporanea con la sottrazione ai lavoratori del ministero di sostanziose quantità di salario, che negli ultimi tre anni il ministero ha scippato (da ultima circa 46 milioni del salario accessorio relativo al 2008) per un totale che sfiora i 100 milioni di Euro. Il risultato è che i dipendenti del ministero dellEconomia e delle Finanze sono in credito nei confronti dellAmministrazione di circa 5.000 Euro lordi pro capite, che su una retribuzione media di circa 21.000 Euro lordi annui, e per effetto della crisi, pesano enormemente sulle tasche dei lavoratori". "Lattacco al salario dei lavoratori è funzionale allindebolimento della loro resistenza allo smantellamento dei servizi pubblici. Contro questa strategia che penalizza i lavoratori e gli utenti la RdB/CUB darà domani una prima risposta di mobilitazione", conclude Gennaro.(T.San) 7 maggio 2009 - Repubblica.it Ponte Galeria,tunisina si suicida all'alba Roma - Una donna tunisina di 49 anni, ospite del Centro di indentificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma, si è suicidata. Il corpo, rende noto la Croce Rossa Italiana che gestisce il Cie, è stato trovato questa mattina intorno alle 6,45. "All'alba di oggi - rende noto Claudio Iocchi, direttore del comitato provinciale della Cri di Roma - un grave lutto ha colpito il Cie di Ponte Galeria. Purtroppo alle 6,45 il medico della Cri in servizio presso il Cie, chiamato d'urgenza dai nostri operatori, non ha potuto far altro che constatare la morte di M.M., cittadina tunisina di 49 anni, ospite del centro dal 24 aprile scorso. Il decesso è avvenuto per suicidio. La Cri è profondamente addolorata per la scomparsa di M.M. dovuta ad un gesto di cui nessuno aveva avuto sentore, nemmeno le sue compagne di stanza. Del resto - conclude Iocchi - l'ospite non aveva mai dato segnali in tal senso, nè era stata sottoposta a qualsivoglia tipo di cure farmacologiche o psicologiche". "Non c'è bisogno di parole per denunciare la barbarie delle nuove leggi che il Governo si appresta a far approvare dal Parlamento, purtroppo parlano i fatti. La Lega ha preteso la fiducia su norme che rendono impossibile la vita a chi viene nel nostro paese sperando in un qualche futuro; a donne, bambini, uomini ai quali saranno negati i più elementari diritti: dalla salute all'istruzione, addirittura negando l'iscrizione all'anagrafe ai nati da immigrati irregolari". Lo dichiara in una nota Aboubakar Soumahoro, responsabile della RdB-CUB Immigrati, in merito al suicidio "di una donna di 49 anni che dal 24 Aprile era rinchiusa nel centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma". "I Cie - aggiunge - sono lager in cui vengono rinchiusi immigrati che non hanno commesso alcun delitto o reato per il solo fatto di non avere il permesso di soggiorno. Sono gli stessi che ogni giorno popolano i cantieri edili, che vengono sfruttati in nero in tanti posti di lavoro, che curano i familiari e le case di tanti italiani: quando finirà questa ipocrisia che sta facendo dell'Italia un paese tra i più reazionari e razzisti d'Europa? Quando metteremo un freno alle pulsioni xenofobe della Lega ?", conclude il dirigente RdB-CUB. 7 maggio 2009 - Roma Notizie RdB/CUB MEF : 8 Maggio presidio e assemblea presso il Ministero delle Finanze Roma - La crisi economica strutturale e internazionale fa
sentire in modo pesante i suoi effetti nel nostro paese. Il tentativo di governare la fase
di difficoltà attuale del sistema di produzione e dei rapporti sociali, da esso
derivanti, sta producendo una serie di misure che tagliano i diritti nel mondo del lavoro
e impoveriscono le retribuzioni da lavoro dipendente. Inoltre, la precarietà è divenuta
lunica forma di occupazione mentre si assiste al collasso delle condizioni di vita,
conducendo sotto la soglia di povertà , milioni di famiglie italiane (2,5 milioni di
poveri dato ISTAT). Lattacco al Pubblico Impiego e ai servizi, da questo erogati,
genera lo smantellamento completo dello stato sociale. Con i processi di esternalizzazioni
e privatizzazione si trasferiscono a imprese private servizi che sino a qualche anno fa
erano erogati in forma gratuita e universale dal lavoro pubblico. I servizi assumono,
così, caratteristiche dazienda e sono gestiti con la logica della produzione del
profitto. Con i governi di centro-destra, e anche di centro-sinistra, questo processo ha
subito una forte accelerazione. Basta solo menzionare, il lavoro sporco del ministro
Brunetta, le misere risorse per il rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici, non
sottoscritto dalla RdB/CUB, la riforma della contrattazione nazionale firmata da
Confindustria, governo e sindacati collaborazionisti e i vari provvedimenti tesi a
limitare il diritto di sciopero e di manifestare. 7 maggio 2009 - L'Unità «Telefono precario» La nuova impresa delle centraliniste licenziate Milano - È partita ieri unaltra sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate nellagosto scorso dallOspedale di Legnano. Dopo la strip conference, in cui si erano spogliate per protesta; i numerosi presidi; lo "sciopero del futuro", in cui hanno manifestato bendate da Milano fino al Ministero della Funzione Pubblica, le lavoratrici hanno dato vita a «Telefono Precario», il primo call center autogestito destinato ai precari. Al call center, presso la Federazione milanese della RdB-CUB, ci si può rivolgere attraverso il numero verde gratuito 800.03.42.35. «Non sappiamo se liniziativa susciterà lo stesso interesse mediatico della strip conference», afferma Laura Guzzetti, una delle centraliniste, «ora mettiamo la nostra intelligenza precaria a servizio di altri precari per ridare dignità a chi la perde con contratti non degni». 7 maggio 2009 - Il Bologna Sos casa. A Bolognina sgombero con
picchetto di Rdb: «Si era deciso di aspettare» Bologna - «La casa è un diritto, l'affitto una rapina». Asia Rdb commenta così a fine mattinata, con un blocco del traffico e slogan di solidarietà e protesta, uno sfratto «che doveva essere bloccato, così era stato stabilito». Perlomeno in attesa dell'alloggio, che tra 60 giorni per questa famiglia di Bolognina dovrebbe essere finalmente disponibile. Tra due mesi Antonella, Orlando, il loro bimbo di tre anni e quello che verrà al mondo a fine estate dovrebbero vedersi assegnato l'appartamento Acer per il quale però quel punteggio, quel 26 che sembra oggi garanzia per poterne disporre, potrebbe improvvisamente divenire insufficiente. Ieri l'ufficiale giudiziario si è presentato nella palazzina a due passi da via Barbieri. Era già successo in altre due occasioni negli ultimi tre mesi, ma stavolta il proprietario e il suo avvocato hanno imboccato senza indugio la via più breve e dolorosa: sfratto esecutivo. Tutto accade in due ore e mezzo, senza spazio per discussioni o trattative. Da ieri sera mamma col pancione e figlio sono in un dormitorio che ancora nel tardo pomeriggio non era stata scelto, quello individuato dai Servizi Sociali in via di Corticella oppure una struttura della Curia; in nessuna delle due, però, potrà accedere il compagno di Antonella, essendo riservate a sole donne. Lei pugliese, lui calabrese, al momento senza lavoro, hanno messo assieme duemila euro per alleviare il debito, mille già versati e altrettanti da incassare. Per il proprietario, che durante la mattinata era sembrato disponibile alla trattativa, e per il suo legale, che non aveva voluto invece sentire ragioni, contavano più i 12 mesi di morosità che le condizioni in cui, ora, i suoi ex affittuari si trovano. La casa sarà ora venduta, 45 metri quadrati scarsi al piano terra rialzato, un bilocale a 750 euro al mese in cui in tre riuscivano a stare perchè il bimbo è piccolo, ma in 4 sarebbe stato un problema. Lo sfratto somiglia tanto all'ultimo eseguito in città, a fine marzo nei confronti di una giovane marocchina, e a mille altri di un'emergenza che ha portato a 1500, contro i 1040 del primo semestre 2008, gli sgomberi nel capoluogo: il bambino che non si separa dal suo triciclo, padre e madre che mettono assieme bagagli che affidano in gran parte a parenti e amici, il gatto di casa. Va via anche lui, mentre la Digos e la Municipale vigilano sull'aria che si fa tesa. L'associazione inquilini e assegnatari e la rete Bologna prende casa è davanti al portone, a dare solidarietà ad Antonella un gruppo di sfrattati, donne con passeggini e una ventina di attivisti: «C'era stato un tavolo tra Prefettura, Comune e noi - dice Federico di Asia-Rdb -, in cui si era stabilito che alcuni sfratti sarebbero stati bloccati, tra i quali questo. Perchè allora questa fretta? Occorre ora aumentare il livello di conflitto». Da 1040 a 1500 Le morosità salgono da 1040 a 1500, la media diventa preoccupante: «Bisogna riportare il diritto all'abitare - dice il sindacato -: i temi del diritto alla casa e al lavoro sono assenti dai programmi dei principali candidati delle prossime amministrative. Ora una madre viene trattata come una criminale, la sua colpa è non avere un reddito sufficiente». 7 maggio 2009 - La Gazzetta di Reggio LA PROTESTA Il contratto dei servizi
di linea Reggio E. - Cub Trasporti, la Confederazione unitaria di
base che si occupa dei trasporti pubblici, è scesa ufficialmente in campo per chiedere la
revoca - o quanto meno la decadenza allo scadere dellesercizio estivo 2009 -
dellaccordo sottoscritto dagli enti territoriali reggiani con Saca/Sogea incaricata
dei servizi di linea su gomma in ambito provinciale. 7 maggio 2009 - L'Arena IL PESO DELLA CRISI. Bloccato il
cantiere in una palazzina di Chievo in cui abitano otto famiglie Chievo - Erano sul tetto anche il Primo maggio, per
annullare i ritardi provocati dallinverno piovoso e poter quindi ultimare i lavori
entro i tempi previsti. Ma ieri mattina si sono fermati e hanno chiamato lavvocato. 7 maggio 2009 - Liberazione 800.03.42.35 - 3664534300 E' partita una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate a settembre 2008 dall'Ospedale di Legnano. Dopo la "strip conference", in cui si erano spogliate per protesta; i numerosi presidi, lo "sciopero del futuro", in cui hanno manifestato bendate da Milano fino al ministero della Funzione pubblica, le lavoratrici hanno dato vita a Telefono Precario, il primo call center autogestito destinato a* lavorat* precari*. Al call center, che ha base nella sede milanese dalla RdB-Cub, ci si può rivolgere utilizzando il numero verde gratuito 800.03.42.35. Da una parte all'altra del filo telefonico precari* nella vita e nel lavoro, con l'unico obbiettivo di ridare dignità, dando informazioni e consulenza legale e sindacale. Se siete anche naviganti cliccate www.telefonoprecario.it. 7 maggio 2009 - Il Messaggero Roma. Appello del capogruppo
regionale di Prc... Roma - Appello del capogruppo regionale di Prc Ivano Peduzzi al procuratore capo di Civitavecchia affinchè venga fatta chiarezza sull'esito delle indagini che hanno interessato il centro per disabili di S.Severa. All'orizzonte non si intravede alcuna soluzione definitiva per la futura gestione delle strutture ex Anni Verdi. Non è stata archiviata neanche la vertenza dei lavoratori che ha portato alla proclamazione, per venerdi 8 maggio, di una giornata di sciopero con sit in di fronte agli uffici regionali. Alla manifestazione, indetta dai sindacati Rdb ha aderito anche l'associazione Onlsu familiari utenti disabili, che intende richiamare il governatore Marrazzo ed il suo vice e delegato alla sanità Montino alle loro responsabilità ed al rispetto degli accordi tra le parti, siglati e spesso disattesi. Il tema, scottante, relativo alle possibili conseguenze delle ispezioni svolte nei mesi scorsi da Finanza e Carabinieri, ha indotto il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Ivano Peduzzi ad inviare una lettera al Procuratore di Civitavecchia Gianfranco Amendola. «Abbiamo prodotto in materia decine di documenti e segnalato numerosi casi di disservizi a danno dell'utenza in particolare nel centro Alessandro Boggi di S. Severa. Conoscendo l'attività posta in atto dalla Procura a verifica di quanto riportato nelle denuncie e segnalazioni sui limiti e sulle carenze nonchè - si legge nella missiva-sulle modalità adottate per l'assegnazione dei servizi ex Anni Verdi al consorzio chiediamo di essere informati sull'epilogo delle indagini ancora in corso». Categorica la posizione assunta dai vertici Rirei per i quali,il mancato pagamento degli stipendi di marzo, è imputabile solo ai ritardi della Regione nell'accredito delle somme dovute al consorzio che ha sempre garantito tutti i servizi nei centri per disabili ex Anni Verdi. 7 maggio 2009 - Corriere di Bologna Madre, incinta e sfrattata Le Rdb:
Comune assente Bologna - Un bambino di tre anni sale sulla piccola
bicicletta a rotelle, guarda la sua casa da cui è stato appena sfrattato e piange. Mentre
la mamma, incinta di cinque mesi, raccoglie tra le lacrime i sacchetti di plastica con
alcuni vestiti e prende la gabbietta con il gatto. È andato in scena ieri sotto le Due
Torri, in una palazzina in zona Bolognina, il dramma di una famiglia che non riesce più a
pagare laffitto e che è costretta a finire per strada. Un dramma sempre più
presente a Bologna e che colpisce non solo gli stranieri ma anche gli italiani, come
questa famiglia, lui calabrese e lei pugliese. 7 maggio 2009 - Corriere del Veneto La storia Ieri lintervento del
sindacato Adl-Cobas. VERONA A stridere, su quei ponteggi, è uno
striscione con una rosa rossa. 7 maggio 2009 - Il Giornale Milano. È partita una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate... Milano - È partita una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate a settembre 2008 dallOspedale di Legnano. Dopo la «strip conference» in cui si erano spogliate per protesta, i numerosi presidi, lo «sciopero del futuro», le lavoratrici hanno dato vita al «Telefono Precario», il primo call center autogestito destinato ai lavoratori precari. Al call center, che ha base presso la sede milanese dalla RdB-CuB, ci si potrà rivolgere utilizzando il numero verde gratis 800.03.42.35. «Stavolta non ci spoglieremo, ma metteremo in gioco la nostra intelligenza precaria - dice Anna -. Lavoreremo nella rete con un sito, www.telefonoprecario.it, dove sarà possibile non solo avere consulenze ma anche dove trovare materiale utile e raccontare le proprie storie e lotte». 7 maggio 2009 - Il Verona Chievo. Subappalti e stipendi non
accreditati: tre operai non hanno i soldi per la spesa Da dicembre lavorano in un cantiere di via Puglia, al Chievo, sulla facciata di un condominio i cui appartamenti sono, per circa metà, di proprietà dell'Agec. E da marzo questi tre operai non vengono pagati: a ciascuno spettano 3500 euro. Ieri hanno hanno bloccato il cantiere. E non ricominceranno a lavorare fino a che non vedranno dei soldi. Difficile capire le responsabilità: loro sono dipendenti della ditta Cns, che ha avuto il lavoro in subappalto dalla ditta Caloi. La quale, a sua volta, ha avuto l'appalto dai propietari del condominio. «Si rimbalzano le responsabilità gli uni con gli altri», spiega Roberto Malesani, che con l'Adl ha aperto ieri un tavolo di trattative con i rappresentanti di Cns, Caloi e con i propietari del condominio. «Una volta erano negati i diritti fondamentali, ora anche lo stipendio», conclude.(F.LO.) 7 maggio 2009 - La Stampa UFFICIALIZZATA IERI LA FINE
DELLAZIENDA: CHIUSA SAN MICHELE - La Cabind chiude. Ieri sera i
rappresentanti dei 78 licenziati hanno firmato laccordo in Regione: due anni di
cassa integrazione e 15 mila euro dincentivo al licenziamento. 6 maggio 2009 - Apcom Rdb Cub lancia Telefono Precario, call center autogestitoA rispondere saranno centraliniste licenziate da ospedale Legnano Milano, 6 mag. (Apcom) - Undici centraliniste licenziate in agosto dall'Ospedale di Legnano risponderanno al "Telefono Precario" dalla Federazione milanese della Rdb-Cub. Per il sindacato di base si tratta del primo "call center autogestito destinato ai precari vita e nel lavoro". Le telefoniste, che nei mesi scorsi si erano spogliate per protesta e avevano organizzato numerosi presidi, risponderanno alle chiamate dirette al numero verde 800.03.42.35. Accanto a loro, avvocati e sindacalisti della Rdb-Cub le aiuteranno per la difesa legale e sindacale, ma anche per "sostenere le lotte e le piattaforme rivendicative sia nei luoghi di lavoro sia nei territori". "Non sappiamo - scrive in una nota Laura Guzzetti, una delle 11 centraliniste legnanesi - se la nostra iniziativa susciterà lo stesso interesse mediatico della strip conference: purtroppo nel nostro Paese le donne fanno parlare di loro solo quando mettono in gioco i propri corpi. Stavolta non ci spoglieremo, non venderemo prodotti né faremo assistenza per marchi o ditte private, ma metteremo in gioco la nostra intelligenza precaria a servizio degli altri precari con un unico obiettivo: ridare dignità a chi la perde ogni giorno con contratti non degni". "Lavoreremo anche nella rete - continua Guzzetti - con il sito www.telefonoprecario.it, dove sarà possibile ricevere consulenze, trovare materiale utile e raccontare le proprie storie e lotte. Nel sito stiamo collaudando una chat, dove sarà possibile confrontarsi su discussioni a tema e cercare soluzioni unitarie e condivise. Abbiamo poi aperto delle nostre pagine su Facebook, da dove stiamo chiedendo a tutti i precari della rete - conclude - di unirsi e gemellarsi a Telefono precario e Sciopero del futuro". 6 maggio 2009 - Ansa CENTRALINISTE LICENZIATE: NUOVA INIZIATIVA,TELEFONO PRECARIO (ANSA) - MILANO, 6 MAG - È partita una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate a settembre 2008 dall'Ospedale di Legnano. Dopo la 'strip conferencè in cui si erano spogliate per protesta, i numerosi presidi, lo «sciopero del futuro», le lavoratrici hanno dato vita a 'Telefono Precariò, il primo call center autogestito destinato ai lavoratori precari. Al call center, che ha base presso la sede milanese dalla RdB-CuB, ci si potrà rivolgere utilizzando il numero verde gratuito 800.03.42.35. «Stavolta non ci spoglieremo, ma metteremo in gioco la nostra intelligenza precaria - dice Anna - lavoreremo nella rete con un sito, www.telefonoprecario.it, dove sarà possibile non solo avere consulenze ma anche dove trovare materiale utile e raccontare le proprie storie e lotte». CRI: PRECARI; RDB CUB, ROCCA CHIEDERÀ INCONTRO AL GOVERNO (ANSA) - ROMA, 6 MAG - Il commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, chiederà un incontro al Governo sui precari della Cri. È quanto rende noto la RdB Cub, che ha espresso soddisfazione, dicendosi però pronta a riprendere lo sciopero se non parte tavolo. «Si è svolto questa mattina presso la sede del Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana - è detto in una nota - un incontro fra una delegazione composta da lavoratori e delegati RdB Cub e la segreteria del commissario straordinario Rocca. Attraverso la sua segreteria, Rocca si è impegnato a formulare una richiesta di incontro con la Presidenza del Consiglio, al fine di avviare un tavolo con tutti i referenti istituzionali interessati alla vicenda dei precari Cri». 6 maggio 2009 - Omniroma EX ANNI VERDI, RDB-CUB: VENERDÌ SCIOPERO CENTRI GESTITI DA RI.REI (OMNIROMA) Roma, 06 mag - «Venerdì 8 maggio la RdB-CUB ha indetto un'intera giornata di sciopero in tutti i centri di assistenza ai disabili gestiti dal Consorzio Ri.Rei., a cui si accompagnerà un presidio dei lavoratori davanti alla sede della Giunta regionale del Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi, a partire dalle ore 10.00». Così una nota sindacale. «I lavoratori, che non hanno ricevuto gli ultimi due mesi e mezzo di retribuzione, giungono allo sciopero dopo l'ennesimo impegno disatteso da parte della Regione, che si era impegnata con il Consorzio al pagamento delle mensilità arretrate. Rivendicano inoltre l'internalizzazione definitiva del servizio presso le Asl di competenza e si oppongono con forza a qualunque ipotesi di spacchettamento e dei servizi, che determinerebbe esuberi e licenziamenti - prosegue Rdb-Cub - La RdB-CUB, che da tempo insieme ai familiari degli assistiti ha denunciato il grave degrado in cui versa il servizio nei centri ex Anni Verdi, ha rinnovato la richiesta di incontro con il Vice Presidente Montino, il quale a tutt'oggi non si è ancora reso disponibile ad un confronto. A fronte della già dimostrata fallimentarietà delle esternalizzazioni, che hanno comportato sperpero di denaro pubblico, precarietà dei lavoratori ed incertezza per gli assistiti, la RdB-CUB sottolinea che non accetterà alcuna soluzione che non coinvolga direttamente i lavoratori e che privi gli utenti della necessaria qualità e continuità del servizio, ricordando che senza il confronto con chi effettivamente rappresenta i lavoratori non è possibile giungere a scelte credibili e condivise». 6 maggio 2009 - Agi NASCE TELEFONO PRECARIO, (AGI) - Roma, 6 mag. - Ha sede presso la Federazione milanese RdB-CUB e fornisce informazioni e consulenze ai precari nella vita e nel lavoro. E' oggi partita una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate nell'agosto scorso dall'Ospedale di Legnano. Dopo la 'strip conference', in cui si erano spogliate per protesta; i numerosi presidi; lo 'sciopero del futuro', in cui hanno manifestato bendate da Milano fino al Ministero della Funzione Pubblica, le lavoratrici hanno ora dato vita a 'Telefono Precario', il primo call center autogestito destinato ai precari vita e nel lavoro. Al call center, situato presso la Federazione milanese della RdB-CUB, ci si puo' rivolgere attraverso il numero verde gratuito 800.03.42.35. Le centraliniste forniscono informazioni e consulenze ai lavoratori. Accanto a loro, avvocati e sindacalisti della RdB-CUB per la difesa legale e sindacale ma anche per sostenere le lotte e le piattaforme rivendicative sia nei luoghi di lavoro che nei territori. 'Non sappiamo se la nostra iniziativa suscitera' lo stesso interesse mediatico della strip conference: purtroppo nel nostro paese le donne fanno parlare di loro solo quando mettono in gioco i propri corpi', afferma Laura Guzzetti, una delle 11 centraliniste legnanesi. 'Stavolta non ci spoglieremo, non venderemo prodotti ne' faremo assistenza per marchi o ditte private, ma metteremo in gioco la nostra intelligenza precaria a servizio degli altri precari con un unico obiettivo: 'ridare dignita' a chi la perde ogni giorno con contratti non degni'. 'Lavoreremo anche nella rete - spiega Guzzetti - con il sito www.telefonoprecario.it , dove sara' possibile ricevere consulenze, trovare materiale utile e raccontare le proprie storie e lotte. Nel sito stiamo collaudandoáuna chatt, dove sara' possibile confrontarsi suádiscussioni a tema e cercare soluzioni unitarie e condivise. Abbiamo poi aperto delle nostre pagine su Facebook, da dove stiamo chiedendo a tutti i precari della rete di unirsi e gemellarsi a Telefono precario e Sciopero del futuro', conclude Guzzetti. 6 maggio 2009 - Dire FEBBRE SUINA. USI-RDB: EMERGENZA
AFFRONTATA GRAZIE A PRECARI (DIRE- Notiziario Sanita') Roma, 6 mag. - "L'Istituto superiore di sanita', organo tecnico del Servizio sanitario nazionale, sta attivamente partecipando all'emergenza derivata dalla possibile pandemia influenzale con origine suina. Un terzo del personale dell'Iss e' composto da precari storici, caratterizzati da alta professionalita'". E' quanto afferma Claudio Argentini della Segreteria nazionale Usi RdB Ricerca. "Le situazioni di emergenza sanitaria- sottolinea- dimostrano ogni volta l'alta professionalita' espressa dai lavoratori dell'Istituto superiore di sanita', fra i quali ben 800 sono precari". Questi, prosegue, "sono i lavoratori che il ministro Brunetta tenta di nascondere, ma che invece sono ben presenti nel pubblico impiego, in particolare negli enti di ricerca, e necessari alla collettivita'. La struttura che sta rispondendo cosi' adeguatamente all'emergenza e' infatti costituita da 5 precari atipici, con varie forme contrattuali, e da 2 ex precarie, assunte dopo 15 anni solo nel 2008 con le stabilizzazioni". Per Argentini "questo ennesimo esempio dimostra che bisogna continuare con le stabilizzazioni dei precari senza utilizzare forme concorsuali clientelari, ma valutando le attivita' e la professionalita' che i lavoratori hanno espresso in tutti questi anni". Dall'inizio del 2009, ricorda il sindacalista, "l'Usi RdB Ricerca ha iniziato con il sottosegretario Fazio l'analisi del precariato Iss, proponendo soluzioni per mantenere in servizio questo patrimonio di alte professionalita'". E conclude: "Con l'avvicinarsi del 30 giugno rischiamo di perdere molti di questi lavoratori a causa della legge 133 e chiediamo pertanto al ministero di riaprire immediatamente le trattative". CASA BOLOGNA. RDB: INCINTA E SFRATTATA, E LA POLITICA TACE (DIRE) Bologna, 6 mag. - Il presidio organizzato dall'Asia, il sindacato degli inquilini dell'Rdb, non e' bastato ad evitare questa mattina uno sfratto in programma in via Cesarini. "Il proprietario non ha accettato nessuna mediazione- riferisce la stessa Asia in una nota a firma di Nadia Triossi- e diligentemente la polizia intervenuta in forze ha difeso gli interessi della proprieta', ossia della rendita e di chi specula su un bisogno primario come la casa". A dover lasciare l'abitazione e' stata una famiglia con "madre incinta di cinque mesi e un figlio di tre anni", racconta Triossi: "Viene trattata come una criminale, la sua colpa e' non avere un reddito sufficiente". La famiglia e' iscritta alle liste per l'assegnazione di una casa popolare, aveva spiegato l'Asia convocando il presidio, "che si prevede potra' avvenire a fine luglio". Ma la proprieta' non ha voluto "concedere rinvii che consentano agli sfrattati di fare un passaggio da 'casa a casa'", mentre "l'unica soluzione che offre l'amministrazione e' una comunita' per madri con figli, che dividerebbe la famiglia". Tutto questo, incalza Triossi, "nell'assordante silenzio della politica di palazzo, interessata piu' alle poltrone e alle veline, che agli interessi popolari". Il sindacato di base "rilancia i picchetti antisfratto e con tutte le realta' che si battono per il diritto alla casa promuovera' l'auto-assegnazione di alloggi per gli inquilini". EX ANNI VERDI. RDB-CUB: VENERDI'
SCIOPERO E PRESIDIO (DIRE) Roma, 6 mag. - La Rdb-Cub ha indetto un'intera giornata di sciopero per venerdi' 9 maggio in tutti i centri di assistenza ai disabili gestiti dal Consorzio Ri.Rei., a cui si accompagnera' un presidio dei lavoratori davanti alla sede della Giunta regionale del Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi, a partire dalle 10. "I lavoratori, che non hanno ricevuto gli ultimi due mesi e mezzo di retribuzione- spiega una nota sindacale- giungono allo sciopero dopo l'ennesimo impegno disatteso da parte della Regione, che si era impegnata con il Consorzio al pagamento delle mensilita' arretrate. Rivendicano inoltre l'internalizzazione definitiva del servizio presso le Asl di competenza e si oppongono con forza a qualunque ipotesi di spacchettamento e dei servizi, che determinerebbe esuberi e licenziamenti". La Rdb-Cub ricorda che "da tempo insieme ai familiari degli assistiti ha denunciato il grave degrado in cui versa il servizio nei centri ex Anni Verdi, ha rinnovato la richiesta di incontro con il vice presidente Montino, il quale a tutt'oggi non si e' ancora reso disponibile ad un confronto. A fronte della gia' dimostrata fallimentarieta' delle esternalizzazioni, che hanno comportato sperpero di denaro pubblico, precarieta' dei lavoratori e incertezza per gli assistiti", la Rdb-Cub sottolinea "che non accettera' alcuna soluzione che non coinvolga direttamente i lavoratori e che privi gli utenti della necessaria qualita' e continuita' del servizio, ricordando che senza il confronto con chi effettivamente rappresenta i lavoratori non e' possibile giungere a scelte credibili e condivise". LAVORO. TELEFONO PRECARIO, PRIMO CALL CENTER AUTOGESTITO (DIRE) Roma, 6 mag. - E' partita oggi una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate nell'agosto scorso dall'Ospedale di Legnano. Dopo la 'strip conference', in cui si erano spogliate per protesta; i numerosi presidi; lo 'sciopero del futuro', in cui hanno manifestato bendate da Milano fino al ministero della Funzione pubblica, le lavoratrici hanno ora dato vita a 'Telefono Precario', il primo call center autogestito destinato ai precari vita e nel lavoro. Al call center, situato presso la Federazione milanese della Rdb-Cub, ci si puo' rivolgere attraverso il numero verde gratuito 800.03.42.35. Le centraliniste forniscono informazioni e consulenze ai lavoratori. Accanto a loro, avvocati e sindacalisti della Rdb-Cub per la difesa legale e sindacale ma anche per sostenere le lotte e le piattaforme rivendicative sia nei luoghi di lavoro che nei territori. "Non sappiamo se la nostra iniziativa suscitera' lo stesso interesse mediatico della strip conference: purtroppo nel nostro paese le donne fanno parlare di loro solo quando mettono in gioco i propri corpi", afferma Laura Guzzetti, una delle centraliniste legnanesi, che aggiunge: "Stavolta non ci spoglieremo, non venderemo prodotti, ne' faremo assistenza per marchi o ditte private, ma metteremo in gioco la nostra intelligenza precaria a servizio degli altri precari con un unico obiettivo: ridare dignita' a chi la perde ogni giorno con contratti non degni". Spiega ancora Guzzetti: "Lavoreremo anche nella rete, con il sito www.telefonoprecario.it, dove sara' possibile ricevere consulenze, trovare materiale utile e raccontare le proprie storie e lotte. Nel sito stiamo collaudando una chat, dove sara' possibile confrontarsi su discussioni a tema e cercare soluzioni unitarie e condivise. Abbiamo poi aperto delle pagine su Facebook- conclude- da dove stiamo chiedendo a tutti i precari della rete di unirsi e gemellarsi a Telefono precario e Sciopero del futuro". 6 maggio 2009 - Iris LAVORO: NASCE TELEFONO PRECARIO, CALL CENTER AUTOGESTITO (IRIS) - ROMA, 6 MAG - "E oggi partita una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate nellagosto scorso dallOspedale di Legnano. Dopo la "strip conference", in cui si erano spogliate per protesta; i numerosi presidi; lo "sciopero del futuro", in cui hanno manifestato bendate da Milano fino al Ministero della Funzione Pubblica, le lavoratrici hanno ora dato vita a "Telefono Precario", il primo call center autogestito destinato ai precari vita e nel lavoro. Al call center, situato presso la Federazione milanese della RdB-CUB, ci si può rivolgere attraverso il numero verde gratuito 800.03.42.35. Le centraliniste forniscono informazioni e consulenze ai lavoratori. Accanto a loro, avvocati e sindacalisti della RdB-CUB per la difesa legale e sindacale ma anche per sostenere le lotte e le piattaforme rivendicative sia nei luoghi di lavoro che nei territori". E' quanto annuncia una nota di RdB-CUB. "Non sappiamo se la nostra iniziativa susciterà lo stesso interesse mediatico della strip conference: purtroppo nel nostro paese le donne fanno parlare di loro solo quando mettono in gioco i propri corpi", afferma Laura Guzzetti, una delle 11 centraliniste legnanesi. "Stavolta non ci spoglieremo, non venderemo prodotti né faremo assistenza per marchi o ditte private, ma metteremo in gioco la nostra intelligenza precaria a servizio degli altri precari con un unico obiettivo: ridare dignità a chi la perde ogni giorno con contratti non degni". "Lavoreremo anche nella rete spiega Guzzetti - con il sito www.telefonoprecario.it , dove sarà possibile ricevere consulenze, trovare materiale utile e raccontare le proprie storie e lotte. Nel sito stiamo collaudando una chatt, dove sarà possibile confrontarsi su discussioni a tema e cercare soluzioni unitarie e condivise. Abbiamo poi aperto delle nostre pagine su Facebook, da dove stiamo chiedendo a tutti i precari della rete di unirsi e gemellarsi a Telefono precario e Sciopero del futuro", conclude Guzzetti. 6 maggio 2009 - Corriere della Sera.it «TELEFONO PRECARIO»: UN SITO
INTERNET E UN NUMERO VERDE MILANO - Ricordate le 11 centraliniste precarie licenziate
nell'agosto scorso dall'Ospedale di Legnano? Dopo la «strip conference», in cui si erano
spogliate per protesta; i numerosi presìdi; lo «sciopero del futuro», in cui hanno
manifestato bendate da Milano fino al Ministero della Funzione Pubblica, le lavoratrici
hanno ora dato vita a «Telefono Precario», il primo call center autogestito destinato ai
precari nella vita e nel lavoro. Al call center, situato presso la Federazione milanese
della RdB-CUB, ci si può rivolgere attraverso il numero verde gratuito 800.03.42.35. 6 maggio 2009 - C6 Tv San Precario fammi la grazia:
rispondi al telefono! Milano - Nasce Telefono precario, il call center gestito da 4 delle 11 centraliniste licenziate nell'agosto scorso dall'Ospedale di Legnano. Dalle 9 alle 16 risponderà a coloro che vivono una situazione di precariato per dare consigli di tipo contrattuale e per fare in modo di creare una rete capace di avere voce. La sede e' nella federazione milanese della RdB-CUB e ci si puo' rivolgere attraverso il numero verde gratuito 800.03.42.35. 6 maggio 2009 - Il Paese delle Donne Nuova sfida delle centraliniste di Legnano: nasce telefono precario Ha sede presso la Federazione milanese RdB-CUB e fornisce informazioni e consulenze ai precari nella vita e nel lavoro. E oggi partita una nuova sfida per le 11 centraliniste precarie licenziate nellagosto scorso dallOspedale di Legnano. Dopo la "strip conference", in cui si erano spogliate per protesta; i numerosi presidi; lo "sciopero del futuro", in cui hanno manifestato bendate da Milano fino al Ministero della Funzione Pubblica, le lavoratrici hanno ora dato vita a " Telefono Precario ", il primo call center autogestito destinato ai precari vita e nel lavoro. Al call center, situato presso la Federazione milanese della RdB-CUB, ci si può rivolgere attraverso il numero verde gratuito 800.03.42.35. Le centraliniste forniscono informazioni e consulenze ai lavoratori. Accanto a loro, avvocati e sindacalisti della RdB-CUB per la difesa legale e sindacale ma anche per sostenere le lotte e le piattaforme rivendicative sia nei luoghi di lavoro che nei territori. "Non sappiamo se la nostra iniziativa susciterà lo stesso interesse mediatico della strip conference: purtroppo nel nostro paese le donne fanno parlare di loro solo quando mettono in gioco i propri corpi", afferma Laura Guzzetti, una delle 11 centraliniste legnanesi. "Stavolta non ci spoglieremo, non venderemo prodotti né faremo assistenza per marchi o ditte private, ma metteremo in gioco la nostra intelligenza precaria a servizio degli altri precari con un unico obiettivo: ridare dignità a chi la perde ogni giorno con contratti non degni". "Lavoreremo anche nella rete - spiega Guzzetti - con il sito www.telefonoprecario.it, dove sarà possibile ricevere consulenze, trovare materiale utile e raccontare le proprie storie e lotte". 6 maggio 2009 - Vaol Sciopero dei Cooperativa Team
Service Comunicato sindacale 6 maggio 2009 - Il Mattino di Padova Raggiunta lintesa sul futuro del personale. Occupazione terminata MONSELICE - Centro Riciclo, cè finalmente laccordo. Dopo cinque giorni di occupazione, lunedì sera i lavoratori hanno tolto il blocco allimpianto. Poco prima, in Prefettura, cera stata la firma dellintesa tra Centro Riciclo di Monselice, Adl Cobas e la cooperativa Ascot, che prenderà in gestione lo stabile di via Umbria. Accordo siglato alla presenza del prefetto Michele Lepri Gallerano e dellassessore provinciale al Lavoro Roberto Tosetto, dopo una trattativa serrata. Mantenimento dei posti di lavoro e dei livelli salariali sono i punti chiave dellintesa. «Inizialmente, la cooperativa entrante ha tentato di proporre linserimento di una trentina di loro soci lavoratori con sostituzione dellattuale organico - spiega Gianni Boetto dellAdl Cobas - Inoltre volevano escludere dallorganico le donne in maternità». Ipotesi subito rispedita al mittente. «Alla fine, il verbale siglato prevede che il Centro Riciclo garantirà, per un periodo sperimentale di tre mesi, lattuale livello retributivo dei soci dipendenti della Mylog, che verranno assunti dalla cooperativa Ascot». Allegata allaccordo cè anche la lista dei 77 lavoratori attualmente operativi in via Umbria: la cooperativa entrante li riassorbirà tutti. «Entro il 31 luglio 2009 Piazza definirà il rapporto contrattuale con la Ascot, alla luce dei risultati ottenuti e sulla base degli obiettivi prefissati» continua Boetto. Prefetto e assessore provinciale al Lavoro sentiranno inoltre il presidente di Etra e responsabili di altri operatori del settore, per individuare nuove opportunità al fine di ottimizzare lutilizzazione del Centro Riciclo di Monselice. Nella tarda serata di lunedì lassemblea dei lavoratori ha approvato i contenuti dellaccordo e deciso di rimuovere il blocco. «Una lotta giusta, che ha dato i suoi frutti» per Boetto: ora si attende di conoscere quando ripartirà lattività di selezione e smistamento dei rifiuti riciclabili, effettuata nel capannone della zona industriale di Monselice.(fr.s.) 6 maggio 2009 - Corriere della Sera La riforma Oggi il premier parla di
fronte a consiglieri comunali, Roma - Da parte della maggioranza, cè soprattutto
grande attesa e anche (in alcuni casi) un po demozione. Nelle file
dellopposizione, oltre alla naturale curiosità, cè anche «un po di
imbarazzo». Oggi, in aula Giulio Cesare, arriva il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, per illustrare la riforma - approvata dal Parlamento - su «Roma capitale ». 6 maggio 2009 - TRC giornale Renda vs Zeppa, in aula il primo round della battaglia legale Civitavecchia - La battaglia legale tra il sindacalista della Rdb Cub Flavio Zeppa e l'ex direttore di Etm Salvatore Renda è cominciata. Oggi infatti si è tenuta l'udienza preliminare che vedeva di fronte i due contendenti per il reato diffamazione a mezzo stampa. Il caso è quello in cui Renda ha denunciato il sindacalista, per un articolo in cui, secondo l'ex asessore al bilancio, lo avrebbe diffamato. Non la pensa così però la procura, che già per ben due volte ha chiesto l'archiviazione, a cui si è sempre opposto l'avvocato di Renda. Ma la novità di questa udienza è proprio quella dell'avvocato, perché oggi in aula non c'era l'avvocato Gianni Spanu, ovvero il legale che fin dall'inizio segue l'ex direttore di Etm, dopo che lo stesso Zeppa aveva sollevato l'incompatibilità all'ordine degli avvocati dello stesso legale, in quanto chiamato a difendere anche gli interessi della municipalizzata. E così oggi in aula avrebbe dovuto esserci l'avvocato Pietro Messina, nominato da Renda, ma non c'era perché impegnato a Roma. Il suo sostituto ha provato a chiedere un nuovo rinvio, ma stavolta ad opporsi è stato l'avvocato Roberto Immediata, legale di Zeppa, che ha ottenuto di poter discutere il processo. La sentenza però non è arrivata, perché il gip si è riservato e dunque adesso si dovrà attendere almeno una settimana prima di conoscere la sua decisione. 6 maggio 2009 - Il Messaggero Civitavecchia. Il primo round della battaglia legale... Civitavecchia - Il primo round della battaglia legale tra il sindacalista della Rdb Cub Flavio Zeppa e l'ex direttore di Etm Salvatore Renda non ha ancora un vincitore. Ieri infatti si è tenuta l'udienza preliminare di uno dei tanti casi giudiziari che vedranno protagonisti i due, quello relativo al reato di diffamazione a mezzo stampa per cui Renda ha denunciato Zeppa. Il gip si è però riservato la decisione, che difficilmente arriverà prima di una settimana. La procura, già per ben due volte, ha chiesto l'archiviazione, a cui però si è sempre opposto l'avvocato di Renda. Ma un primo parziale successo Zeppa lo ha ottenuto proprio relativamente al legale dell'ex assessore al bilancio della giunta De Sio. Dopo aver sollevato il caso d'incompatibilità dell'avvocato Gianni Spanu, che da sempre segue le vicende giudiziarie di Renda, in quanto chiamato a difendere anche quelle di Etm, ieri in aula ad assistere Renda avrebbe dovuto esserci l'avvocato Pietro Messina, che invece era impegnato a Roma. Il suo sostituto ha provato a chiedere un rinvio, a cui invece si è opposto l'avvocato Roberto Immediata, legale di Zeppa. Si è quindi discusso il procedimento, ma il giudice, come detto, si è riservato la decisione sull'archiviazione o meno. 6 maggio 2009 - Il Giorno Novaceta, sul futuro ora i
lavoratori chiedono chiarezza MAGENTA - LA PRODUZIONE è ferma da luglio. La proprietà sta cercando un acquirente. Un imprenditore cinese, probabilmente, che avvii la riqualificazione industriale. Da dieci mesi, duecento lavoratori sono in cassa integrazione. Ma qualcuno, una ventina circa, frequenta ancora lo stabilimento di viale Piemonte. Alcuni sono impiegati. Altri, invece, sarebbero operai, addetti alla manutenzione delle macchine o magazzinieri. «Vogliamo conoscere bene il presente e il futuro della Novaceta - spiega Mario De Luca, sindacalista Cub, la Confederazione unitaria di base -. Da lunedì abbiamo costituito un tavolo permanente con i lavoratori precari. Ci siamo trovati all'ingresso dell'azienda e abbiamo avviato un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi». L'obiettivo del sindacato è mantenere alta l'attenzione sul destino della fabbrica che produceva filo di acetato e sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. «La nostra intenzione è creare un gruppo di lavoratori che sorvegli costantemente la situazione - precisa De Luca -. Attualmente non sappiamo niente. Non siamo a conoscenza di quanto sta accadendo dentro lo stabilimento, né quale direzione stanno prendendo le trattative. Ci sono 15-20 persone che lavorano ancora. Ma cosa fanno? Vendono, non vendono? E, se vendono, a chi, per conto di chi, con quale nome?». Lunedì mattina, poco dopo le 8, fuori dai cancelli, si sono radunati una ventina di cassintegrati. Hanno cantato slogan ed esposto striscioni. "No alla speculazione", recitava un cartello. "Sì al lavoro", invocava un cassintegrato, sventolando un manifesto. «È solo l'inizio - puntualizza il sindacato -. Le persone a casa sono almeno 190. Non credo che solo in venti o trenta siano interessate al futuro della fabbrica e dell'area. Dobbiamo fare in modo che la partecipazione cresca». Questo pomeriggio, alle 15.30, sarà organizzato un nuovo incontro. All'ingresso dello stabilimento di viale Piemonte, dipendenti e sindacalisti si ritroveranno in assemblea. «Non possono rifiutarsi di concederci un locale a scopo sindacale - conclude De Luca -. Ci ritroveremo probabilmente nell'ex sala mensa. Parteciperanno anche i confederati.» 6 maggio 2009 - Il Giornale di Vicenza IL CASO WISCO. Affollata assemblea
ieri sera ai Ferrovieri. Lassessore Dalla Pozza precisa Vicenza - «La Wisco si scordi di convincerci dal lato
tecnico, perché quella del Comune è una contrarietà politica. Tutti si devono abituare
a parlare con le istituzioni quando hanno progetti su Vicenza. Questa volta la città non
si farà mettere i piedi in testa. E se la Wisco vincerà il ricorso al Tar, o se la
Regione darà disco verde allimpianto di smaltimento rifiuti liquidi speciali ai
Ferrovieri, il Comune si costituirà in giudizio». 5 maggio 2009 - Ansa NUOVA INFULENZA: RDB, TANTI PRECARI ISS CONTRO EMERGENZA(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Un terzo del personale dell'Istituto Superiore di Sanità, organo che sta partecipando all'emergenza derivata dalla possibile pandemia influenzale con origine suina, è composto da precari storici, caratterizzati da alta professionalità. Lo ha riferito il sindacato Usi Rdb, che ha anche chiesto al Ministero per la Pubblica amministrazione di «riaprire immediatamente le trattative» visto che «con l'avvicinarsi del 30 giugno si rischia di perdere molti lavoratori a causa della legge 133». «Le situazioni di emergenza sanitaria dimostrano ogni volta l'alta professionalità espressa dai lavoratori dell'Istituto Superiore di Sanità, fra i quali ben 800 sono precari», ha detto l'esponenete della Segreteria Nazionale Usi RdB Ricerca, Claudio Argentini. «Questi sono i lavoratori che il Ministro Brunetta tenta di nascondere - ha aggiunto Argentini - ma che invece sono ben presenti nel Pubblico Impiego, in particolare negli Enti di Ricerca, e necessari alla collettività. La struttura che sta rispondendo così adeguatamente all'emergenza è infatti costituita da 5 precari atipici, con varie forme contrattuali, e da 2 ex precarie, assunte dopo 15 anni solo nel 2008 con le stabilizzazioni». NUOVA INFLUENZA: RDB-RICERCA, PRECARI ISS CONTRO EMERGENZA (ANSA) - ROMA, 5 MAG - L'emergenza legata alla nuova influenza «viene affrontata dall'Istituto superiore di sanità (Iss) anche grazie all'alta professionalità dei lavoratori precari». Lo afferma il sindacato Usi-Rdb Ricerca, che chiede una riapertura del tavolo tecnico con il ministero del Welfare. «Le situazioni di emergenza sanitaria - afferma Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI RdB Ricerca - dimostrano ogni volta l'alta professionalità espressa dai lavoratori dell'Iss, fra i quali ben 800 sono precari. Questi sono i lavoratori che il Ministro Brunetta tenta di nascondere, ma che invece sono ben presenti nel Pubblico Impiego, in particolare negli Enti di Ricerca». La struttura che sta rispondendo «così adeguatamente all'emergenza - prosegue Argentini - è infatti costituita da 5 precari atipici, con varie forme contrattuali, e da 2 ex precarie, assunte dopo 15 anni solo nel 2008 con le stabilizzazioni». Questo «ennesimo esempio», secondo il sindacalista, dimostra che «bisogna continuare con le stabilizzazioni dei precari senza utilizzare forme concorsuali clientelari». Dall'inizio del 2009, precisa inoltre Argentini, «l'USI ha iniziato con il sottosegretario Fazio l'analisi del precariato ISS, proponendo soluzioni per mantenere in servizio questo patrimonio di alte professionalità. Con l'avvicinarsi del 30 giugno rischiamo di perdere molti di questi lavoratori a causa della legge 133 e chiediamo pertanto al Ministero - conclude - di riaprire immediatamente le trattative». 5 maggio 2009 - Dire COMUNE ROMA. RDB-CUB ACCOGLIE
BERLUSCONI CON PROTESTA (DIRE) Roma, 5 mag. - "La prima volta di Berlusconi in Campidoglio incrocera' l'agitazione di tutto il personale comunale e lo sciopero imminente, il 18 maggio, indetto dalla Rdb-Cub. Lo sciopero riguardera' il personale dei nidi per l'intera giornata e le altre categorie per un'ora all'inizio o alla fine del turno di lavoro". Lo annuncia una nota dello stesso sindacato. "Un anno di cattiva gestione e' stato nascosto dietro lo specchietto per le allodole di un buco di bilancio che oggi si dice risanato- afferma Roberto Betti, rappresentante della Rdb al Comune di Roma- Non si capisce allora perche' la Giunta Alemanno continui a bloccare le assunzioni dai concorsi pubblici, a non dire alcuna parola sulle stabilizzazioni dei precari bloccate di fatto, a rimandare le trattative per il settore scolastico-educativo, in particolare per i nidi, sottoposto a una pesantissima deriva in senso privatistico". "Gradiremmo- prosegue Betti- che le nuove risorse che il Governo si appresta a stanziare per sostenere la trasformazione del Comune di Roma in Roma Capitale fossero destinate in prima battuta al potenziamento degli organici e al recupero, in ambito pubblico, dei servizi di asilo nido. Siamo invece preoccupati delle esigenze d'immagine della nuova Assemblea capitolina, che comportera' un aumento dei compensi destinati agli assessori e ai consiglieri comunali", conclude il rappresentante Rdb-Cub. BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MERCOLEDI' 6 MAGGIO (DIRE) Bologna, 5 mag. - Questi gli appuntamenti a Bologna
e Provincia:... FEBBRE SUINA. USI-RDB: EMERGENZA
AFFRONTATA GRAZIE A PRECARI ISS (DIRE) Roma, 5 mag. - "L'Istituto superiore di sanita', organo tecnico del Servizio sanitario nazionale, sta attivamente partecipando all'emergenza derivata dalla possibile pandemia influenzale con origine suina. Un terzo del personale dell'Iss e' composto da precari storici, caratterizzati da alta professionalita'". E' quanto afferma Claudio Argentini della Segreteria nazionale Usi RdB Ricerca. "Le situazioni di emergenza sanitaria- sottolinea- dimostrano ogni volta l'alta professionalita' espressa dai lavoratori dell'Istituto superiore di sanita', fra i quali ben 800 sono precari". Questi, prosegue, "sono i lavoratori che il ministro Brunetta tenta di nascondere, ma che invece sono ben presenti nel pubblico impiego, in particolare negli enti di ricerca, e necessari alla collettivita'. La struttura che sta rispondendo cosi' adeguatamente all'emergenza e' infatti costituita da 5 precari atipici, con varie forme contrattuali, e da 2 ex precarie, assunte dopo 15 anni solo nel 2008 con le stabilizzazioni". Per Argentini "questo ennesimo esempio dimostra che bisogna continuare con le stabilizzazioni dei precari senza utilizzare forme concorsuali clientelari, ma valutando le attivita' e la professionalita' che i lavoratori hanno espresso in tutti questi anni". Dall'inizio del 2009, ricorda il sindacalista, "l'Usi RdB Ricerca ha iniziato con il sottosegretario Fazio l'analisi del precariato Iss, proponendo soluzioni per mantenere in servizio questo patrimonio di alte professionalita'". E conclude: "Con l'avvicinarsi del 30 giugno rischiamo di perdere molti di questi lavoratori a causa della legge 133 e chiediamo pertanto al ministero di riaprire immediatamente le trattative". 5 maggio 2009 - Omniroma COMUNE, RDB CUB: «BERLUSCONI TROVERÀ DIPENDENTI IN SCIOPERO» (OMNIROMA) Roma, 05 mag - «La prima volta di Berlusconi in Campidoglio incrocerà l'agitazione di tutto il personale comunale e lo sciopero imminente, il 18 maggio prossimo, indetto dalla RdB-Cub. Lo sciopero riguarderà il personale dei nidi per l'intera giornata e le altre categorie per un'ora all'inizio o alla fine del turno di lavoro». Lo annuncia un comunicato delle Rdb Cub pubblico impiego del Comune. «Un anno di cattiva gestione è stato nascosto dietro allo specchietto per le allodole di un buco di bilancio che oggi si dice risanato - afferma Roberto Betti, rappresentante della RdB al Comune di Roma - Non si capisce allora perché la Giunta Alemanno continui a bloccare le assunzioni dai concorsi pubblici, a non dire alcuna parola sulle stabilizzazioni dei precari bloccate di fatto, a rimandare le trattative per il settore scolastico-educativo, in particolare per i nidi, sottoposto a una pesantissima deriva in senso privatistico». «Gradiremmo - prosegue Betti - che le nuove risorse che il Governo si appresta a stanziare per sostenere la trasformazione del Comune di Roma in Roma Capitale fossero destinate in prima battuta al potenziamento degli organici e al recupero, in ambito pubblico, dei servizi di asilo nido. Siamo invece preoccupati delle esigenze d'immagine della nuova Assemblea Capitolina, che comporterà un aumento dei compensi destinati agli assessori e ai consiglieri comunali». 5 maggio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
16 - Anno VI In questo numero: * Brunetta risponde al senatore Lannutti: le 800 deleghe vanno restituite a Usi/RdB* Un politico anomalo che difende i diritti * Decretate 255 assunzioni in 14 enti di ricerca * Ispra, malattie -94%? Il commissario chiarisca * Il lungo silenzio del Cnr sui verbali Monasterio * Anche la statistica pensa al federalismo * I precari del Cra difendono la ricerca pubblica * Nell'Istat chiunque può aprire uno studio 5 maggio 2009 - Redattore Sociale Febbre suina, Usi-Rdb: ''l'emergenza affrontata grazie ai precari dell'Iss'' Roma - "L'Istituto superiore di sanita', organo tecnico del Servizio sanitario nazionale, sta attivamente partecipando all'emergenza derivata dalla possibile pandemia influenzale con origine suina. Un terzo del personale dell'Iss e' composto da precari storici, caratterizzati da alta professionalita'". E' quanto afferma Claudio Argentini della Segreteria nazionale Usi RdB Ricerca. "Le situazioni di emergenza sanitaria- sottolinea- dimostrano ogni volta l'alta professionalita' espressa dai lavoratori dell'Istituto superiore di sanita', fra i quali ben 800 sono precari". Questi, prosegue, "sono i lavoratori che il ministro Brunetta tenta di nascondere, ma che invece sono ben presenti nel pubblico impiego, in particolare negli enti di ricerca, e necessari alla collettivita'. La struttura che sta rispondendo cosi' adeguatamente all'emergenza e' infatti costituita da 5 precari atipici, con varie forme contrattuali, e da 2 ex precarie, assunte dopo 15 anni solo nel 2008 con le stabilizzazioni". Per Argentini "questo ennesimo esempio dimostra che bisogna continuare con le stabilizzazioni dei precari senza utilizzare forme concorsuali clientelari, ma valutando le attivita' e la professionalita' che i lavoratori hanno espresso in tutti questi anni". Dall'inizio del 2009, ricorda il sindacalista, "l'Usi RdB Ricerca ha iniziato con il sottosegretario Fazio l'analisi del precariato Iss, proponendo soluzioni per mantenere in servizio questo patrimonio di alte professionalita'". E conclude: "Con l'avvicinarsi del 30 giugno rischiamo di perdere molti di questi lavoratori a causa della legge 133 e chiediamo pertanto al ministero di riaprire immediatamente le trattative". 5 maggio 2009 - Savona news Liguria: trasporto locale in sciopero il prossimo 15 maggio Uno sciopero di 24 ore dei lavoratori del trasporto pubblico locale per il 15 maggio prossimo. A proclamarlo sono i sindacati autonomi di settore a sostegno del rinnovo contrattuale. ''L'accordo sottoscritto il 22 gennaio scorso da Cisl, Uil, Ugl, Confindustria e Governo sulla riforma del modello contrattuale - si legge in una nota di Cobas, Cub, SdL e Slai-Cobas - non aiuta certo i lavoratori in una fase cosi' difficile, che vede aumentare in modo sempre piu' accentuato cassa integrazione, mobilita' e disoccupazione; al contrario aiuta aziende e padroni ad uscire dalla crisi riducendo salari e diritti''. ''Non e' certamente di buon auspicio per i lavoratori autoferrotranvieri in attesa di un rinnovo contrattuale da circa un anno e mezzo - prosegue la nota -: si allunga a 3 anni la vigenza dei contratti nazionali, con aumenti sempre legati ad una inflazione non reale, ma calcolata su parametri assolutamente arbitrari; nell'ambito della contrattazione di secondo livello (il contratto decentrato) si rendono possibili deroghe in peggio sia per la parte salariale che normativa; il salario accessorio o di produttivita' viene sempre piu' legato alle sorti delle aziende, ad aumenti della produttivita' e alle valutazioni dei dirigenti, cosi' manager strapagati, sia pubblici che privati, potranno condizionare parte del salario dei lavoratori''. ''Una vertenza contrattuale, quella del settore trasporti, che dovra' inoltre scontrarsi con le ulteriori limitazioni dell'esercizio del diritto di sciopero - aggiungono i sindacati autonomi -. Limitazioni mirate a disarmare definitivamente i lavoratori da ogni potenziale conflittuale, vanificando ogni giusta aspettativa economica, normativa e di diritto alla propria rappresentanza''. ''Per tali ragioni - conclude la nota - CUB, Cobas, SdL Intercategoriale e Slai Cobas hanno indetto per il 15 maggio una giornata nazionale di sciopero del trasporto pubblico locale, con astensione di 24 ore attuata nel rispetto delle fasce di garanzia (in allegato elenchi delle fasce per regioni e citta')''. 5 maggio 2009 - Abitare a Roma Sciopero del trasporto e della
scuola 15 maggio Roma - Venerdì 15 maggio 2009 i cittadini della capitale saranno bloccati da tre importanti manifestazioni che causeranno problemi di viabilità nella città. I primi a scioperare sono i lavoratori del trasporto pubblico locale, incrociando le braccia per 24 ore unitamente al Cobas Scuola che ha indetto una manifestazione nazionale. Ma a rendere più complicati gli spostamenti dei romani si inserisce, anche all'arrivo nella capitale delle 375 auto della corsa della Mille Miglia. Lo sciopero del trasporto pubblico prevede uno sciopero nazionale di 24 ore. L'astensione dal lavoro sarà per l'intera giornata, fermo restando il rispetto delle fasce di garanzia dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17.30 alle 20.30, come annunciato da una nota di Cub, Cobas, SdL Intercategoriale e Slai Cobas. Lo sciopero interesserà metropolitane, Cotral, Atac (linee del centro città) e Tevere Tpl (linee periferiche). La scuola aderirà ad uno sciopero generale per l'intera giornata, ed il personale della scuola parteciperà ad una manifestazione nazionale convocata dai Cobas,con inizio alle ore 10. "Invitiamo i lavoratori della scuola - ha dichiarato il portavoce nazionale Piero Bernocchi - a queste iniziative di lotta per impedire il taglio di 57 mila posti di lavoro di docenti ed Ata per il prossimo anno, per cancellare le proposte di legge Aprea e Cota e il regolamento Gelmini sulla formazione, che dà ai capi di istituto il potere di assumere e licenziare il personale, e per dire no alla maestra unica, all'abolizione del modulo e delle compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di scuola". L'evento della Mille Miglia farà il suo ingresso nella capitale, con le 375 auto che corrono la Mille Miglia 2009. Entreranno da Via Flaminia e, percorso Corso Francia e Viale Tor di Quinto, si dirigeranno verso Castel Sant'Angelo dove sono attese intorno alle 20. E' inevitabile che l'intero percorso e tutto il Lungotevere siano interessati da modifiche alla viabilità che si ripercuoteranno sul traffico pomeridiano già appesantito dallo sciopero dei mezzi di trasporto pubblico. 5 maggio 2009 - Il Quaderno Rdb denuncia il blitz del Governo per la chiusura degli uffici periferici dello Stato Benevento - Nel decreto legge per le zone terremotate dellAbruzzo è stata inserita anche la norma che avvia lo smantellamento della pubblica amministrazione a partire dagli uffici periferici del Ministero dellEconomia e della Finanza. La denuncia arriva dal sindacato Rdb/Cub di Benevento che annuncia la partecipazione dei lavoratori della direzione territoriale sannita alla giornata di mobilitazione nazionale, prevista per venerdì 8 maggio a Roma. "Il decreto, meritorio e tempestivo nellintenzione di affrontare la ricostruzione e le difficoltà delle popolazioni colpite dal terremoto, nasconde però aspetti inquietanti, e nulla hanno a che vedere con queste misure urgenti si legge nel documento -. Attraverso questa norma di legge il governo, mentre da una parte interviene per porre rimedio alle tragedie conseguenti allevento sismico, dallaltra provoca un altro terremoto le cui conseguenze si riversano sui lavoratori di tutti gli uffici periferici del Ministero dellEconomia e delle Finanze". La chiusura di cui si parla, sottolinea il sindacato, interessa 40 Direzioni Territoriali e 40 Ragionerie Territoriali dello Stato la cui consistenza numerica è di circa 1800 dipendenti e tra queste figura anche l'ufficio di Benevento. "Il risultato sarà quello del progressivo ritiro dello Stato dal territorio e della perdita di posti di lavoro di cui sinceramente in questo momento non si sentiva la mancanza", conclude la nota. 5 maggio 2009 - Il Manifesto Stipendio decurtato? Alla MyLog le
donne occupano la fabbrica Monselice - Primo maggio passato in fabbrica per le
lavoratrici della cooperativa MyLog impiegate al centro riciclo di Monselice. Le donne,
quasi esclusivamente di nazionalità marocchina, dopo scioperi e incontri con la
prefettura e dopo che sembrava essere stato raggiunto un accordo, si sono ritrovate di
fronte a una proposta inaccettabile. La MyLog e il consorzio Team Service hanno
sostanzialmente comunicato ai lavoratori che per far fronte alla crisi e al calo del
prezzo della plastica erano costretti a ridurre la paga oraria di ben un euro e venti. In
altre parole, dai 6 euro e 93 centesimi attuali i lavoratori si sarebbero ritrovati con 5
euro e 73 centesimi l'ora. Al mese poco più di seicento euro. Per un lavoro tra l'altro
terribile: sei ore al giorno a smistare rifiuti. Al danno si aggiunge la beffa quando
l'«Associazione difesa lavoratori» (federata Rdb) che conta la totalità degli iscritti
nella cooperativa, rivela che in realtà non c'è alcun legame tra il deprezzamento della
plastica e la riduzione dei guadagni visto che la tariffa è regolata su base triennale e
che quindi gli introiti della cooperativa non sono cambiati. «Non è possibile - dice
Gianni Boetto dell'Adl - subordinare il salario al prezzo delle merci che vengono
prodotte. Si tratterebbe ovviamente di un fatto molto grave, un precedente molto
pericoloso. Tanto più - aggiunge - che il lavoro di selezione dei rifiuti è parte della
filiera che parte dalla raccolta differenziata, passa attraverso la selezione, per
arrivare alla fine al vero e proprio riciclaggio delle materie recuperate. E tutto ciò
riveste un ruolo di utilità sociale e pubblica di importanza primaria e strategica. I
comuni - conclude - la raccolta differenziata la fanno a prescindere dal prezzo di
mercato. Questo principio dovrebbe non valere per le persone che sono impiegate in questo
settore?». 5 maggio 2009 - La Gazzetta di Parma LA CONTESTAZIONE Parma - Una contestazione rumorosa e vivace di un centinaio
di rappresentanti della Cgil-funzione pubblica e Rdb, con tanto di cartelli, slogan e
striscioni («fannullone sarai tu») ha movimentato il pomeriggio parmigiano del ministro
Brunetta. La Cisl aveva invece diffuso un volantino in cui chiedeva dialogo al ministro. 5 maggio 2009 - Il Messaggero.it Influenza A, negli Usa prima morte
di una residente. Cinque casi in Italia ROMA (5 maggio) - Le autorità sanitarie hanno confermato
la prima morte in Texas per nuova influenza di una donna residente negli Usa. Negli Stati
Uniti vi sono stati oltre 400 casi confermati di nuova influenza. L'unico altro caso
mortale era stato registrato finora in Texas, ma si trattava di un bambino messicano di
poco meno di due anni, portato negli Stati Uniti per ragioni sanitarie. Proprio oggi il
ministro della Sanità Usa, Kathleen Sebelius, aveva affermato che la nuova influenza si
era mostrata finora più leggera del previsto. La nuova vittima è una donna che viveva in
Texas, nella contea di Cameron, in un'area non distante dal confine col Messico. La morte
è avvenuta di recente. La donna aveva diversi problemi di salute. La nuova influenza
rallenta intanto la sua corsa in Messico e il ministro della Salute annuncia la riduzione
dei casi. In Italia viene confermato il quinto caso in un uomo tornato dal Messico e
ricoverato nei giorni scorsi all'ospedale Careggi di Firenze. L'uomo è in buone
condizioni di salute. Dall'Oms arrivano le ultime cifre. I casi umani di influenza A/H1N1
confermati sono saliti a 1.490, dei quali 30 mortali (ai quali va aggiunto l'uomo morto in
Texas), secondo gli ultimi dati forniti oggi a Ginevra dal vice-direttore dell'Oms Keiji
Fukuda, secondo cui la trasmissione del contagio in Europa non appare sostenuta. 5 maggio 2009 - Tuttoggi VENERDI' PROSSIMO PRESENTAZIONE DEL
LIBRO Spoleto - Venerdì 8 maggio alle ore 17,30, presso l'Aula Magna dell'Istituto di Istruzione Superiore in Via Visso a Spoleto, ITIS, verrà presentato il libro "LE OPERAIE DEL COTONIFICIO", scritto da Aurelio Fabiani. Saranno presenti all'incontro l'Autore, la Dirigente dell'IISS, Fiorella Sagrestani, il Segretario Nazionale dell'RdB-CUB, Pierpaolo Leonardi, l'Editore di Era Nuova, Paolo Lombardi e Domenico Ceppi e Francesca Catalani, ex membri del Consiglio di Fabbrica del Cotonificio. 4 maggio 2009 - Ansa CROCE ROSSA: SCIOPERO PRECARI; RDB CUB, PROTESTA A ROMA(ANSA) - ROMA, 4 MAG - Questa mattina, in concomitanza con lo sciopero dei lavoratori precari della Croce Rossa proclamato dalla RdB Cub, circa duecento lavoratori hanno dato vita ad un presidio e ad un'assemblea nei locali della Sede Centrale di via Toscana. ''Patrizia Ravaioli, direttore generale della Cri, intervenuta nel corso dell'assemblea, non ha fornita alcuna rassicurazione ai lavoratori - e' detto in una nota - ne' in merito al rinnovo delle convenzioni, ne' in merito alla certezza del percorso di stabilizzazione. I lavoratori hanno pertanto deciso di protrarre ad oltranza l'assemblea sino a quando non otterranno un impegno autorevole della Presidenza del Consiglio dei ministri per la convocazione di un tavolo di confronto, che veda la presenza di tutti i soggetti istituzionali interessati al percorso di stabilizzazione: sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ministri della Funzione Pubblica, dell'Economia, del Lavoro e Salute, presidente della Conferenza Stato/Regioni, Commissario della Croce Rossa. P.A.:CGIL PARMA CONTESTA BRUNETTA;MINISTRO,QUATTRO DISPERATI (ANSA) - PARMA, 4 MAG - Un centinaio di attivisti della Funzione Pubblica della Cgil e dell'Rdb ha contestato, con fischi e slogan, il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione Renato Brunetta, intervenuto a Parma per inaugurare un nuovo servizio del Comune. Il ministro non li ha incontrati, ma ha commentato, durante l'inaugurazione, la loro protesta. ''Il mio rammarico - ha detto - e' che un grande sindacato come la Cgil si riduca a organizzare quattro disperati a dare quattro fischi''. 4 maggio 2009 - Omniroma CRI, PRECARI MANIFESTANO DAVANTI SEDE PER STABILIZZAZIONE (OMNIROMA) Roma, 04 mag - Un unico striscione «precari Croce Rossa» affisso di fronte al Comitato centrale di via Toscana dove questa mattina si sono dati appuntamento un gruppo di lavoratori della Cri per chiedere la stabilizzazione dei precari che solo a Roma e nel Lazio sono oltre 230, personale civile operante tra ambulanze, Cie di Ponte Galeria, Cem e Cara. Una manifestazione a difesa del posto di lavoro indetta dal coordinamento RdB-Cub pubblico impiego Cri a cui nel pomeriggio seguirà un'assemblea. «Chiediamo al Governo di sederci ad un Tavolo - ha spiegato Francesco Spataro, del coordinamento nazionale RdB Cri - perchè vengano stabilizzati i lavoratori precari di tutta Italia. Ma chiediamo anche al Commissario straordinario e ai vertici della Cri una riformulazione della pianta organica perchè i posti di lavoro ci sono». Secondo quanto riferito al Cem, a via Ramazzini, su 120 lavoratori 90 sono quelli precari «che da mesi non hanno il contratto e che da un giorno all'altro rischiano di andare a casa, - ha detto Spataro - 60 sono invece i precari che lavorano al Cie e 91 quelli nelle ambulanze». 4 maggio 2009 - Reuters Giustizia,Anm:6,9 milioni procedimenti pendenti,verso bancarotta ROMA, 4 maggio (Reuters) - Sono circa 6 milioni e 900mila i
procedimenti pendenti accumulati dalla giustizia italiana, tra penale e civile, al 31
dicembre 2007. E' il dato fornito dall'Associazione nazionale magistrati (Anm) che, alla
vigilia della Giornata nazionale per la Giustizia che si terrà domani, lancia l'allarme
sullo stato disastroso del settore che, a fronte di arretrati divenuti quasi incolmabili,
è oggetto da parte del governo di tagli alle risorse umane e finanziarie. "Il
rischio a questo punto è la bancarotta del sistema giustizia", tuona il presidente
dell'Anm Luca Palamara nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa,
organizzata in collaborazione con i sindacati della magistratura amministrativa e
militare, dell'avvocatura e degli operatori pubblici della giustizia. "Per usare una
metafora economica, la situazione è di insolvenza, siamo ormai prossimi al
fallimento", aggiunge. Le cifre snocciolate dall'Associazione dei magistrati, parlano
di 1.492.090 procedimenti pendenti al dicembre 2007 nella giustizia penale, con un
incremento del 50% rispetto al 1990, quando erano circa 750.000. Ma il dato più
preoccupante viene dal civile, dove al dicembre 2007 -- ultimo dato statistico disponibile
-- i procedimenti pendenti erano ben 5.381.427, con un aumento del 129% rispetto ai
2.350.000 del 1990. 4 maggio 2009 - Apcom Giustizia/Anm: è in bancarotta,o
interventi o nel 2010 insolventi Roma, 4 mag. (Apcom) - Diciamolo chiaramente: "la giustizia italiana è alla bancarotta" e, come sempre avviene quando una azienda rischia il fallimento, due sono le strade. O si ricapitalizza, o si portano i libri in tribunale. Del resto, 6 milioni e 600mila processi pendenti tra civile e penale e risorse sempre più esigue costringono il presidente dell'Anm Luca Palamara a chiedere "un vero tavolo di confronto" per risolvere il problema e a denunciare che "siamo in una situazione di insolvenza, è prossimo il pericolo del fallimento", che arriverà, secondo le sirene dei vari sindacati di categoria, nel 2011, quando arriverà l'ultimo dei tre tagli di risorse previsit per il settore, 450 milioni di euro. Prodromica al tavolo e ai tanto auspicati interventi sarà quindi la 'Giornata nazionale della giustizia', un 'mega-incontro' organizzato per domani a Roma, riunione pubblica a cui parteciperanno tutti gli attori del settore, dai rappresentanti delle altre magistrature a quelli del personale amministrativo e dell'avvocatura. Dopotutto, l'allarme di Palamara è condiviso da tutti e domani per la prima volta lo affronteranno tutti insieme i protagonisti del settore. Invitati di 'lusso' anche il ministro Angelino Alfano, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. Intanto, i numeri disegnano un quadro quantomai desolante: le pendenze civili al 2007 ammontano a 5 milioni e 400 mila; quelle penali a un milione 500mila: per eliminarle occorrerebbero rispettivamente 16 mesi e 13 mesi di lavoro esclusivo (senza cioè che i magistrati si occupino dei nuovi procedimenti) e con un tasso di produttività altissimo. Una condizione irrealizzabile sia perchè la produttività attuale "è ai limiti dell'intollerabilità" sia per il numero elevatissimo dei nuovi procedimenti (4,5 mln nel civile) e (1,6 nel penale) ogni anno si aggiungono alla montagna dell'arretrato. Di qui la richiesta di interventi "strutturali": più risorse finanziarie e umane e un "serio" progetto di riforma. Insomma, il problema non sono i fannolluni, aggettivo che magistrati, avvocati e personale amministrativo non vogliono nemmeno sentire, dato che non si sentono responsabili del malfunzionamento della giustizia. Domani, numeri alla mano, lanceranno quindi un j'accuse alla politica, a cominciare dal ministro della Giustizia. Alfano, secondo il vice presidente dell'Anm Giacchino Natoli, "ignora persino dati elementari in possesso dei suoi stessi uffici, visto che parla di 9 milioni di processi pendenti", mentre le pendenze, secondo i tabulati delle toghe, sono 'appena' 6,5 milioni. La polemica, però, non è solo con l'attuale governo, visto che tutti quelli che si sono succeduti negli ultimi 10 anni hanno tagliato le risorse. Al "forte incremento" della domanda di giustizia da parte dei cittadini, segnalato soprattutto dall'aumento delle pendenze del civile (cresciute del 400% in 30 anni e poi ancora del 129% dal 1990 al 2007), ha corrisposto infatti la contrazione del personale giudiziario, passato da 53.000 unità del 1998 ai 43.982 del 2008 e dei dirigenti (dai 432 del 2001 a 347 del 2008). Parallelo il taglio degli investimenti: dai 7.665.369.477 di euro del 2005 si è arrivati ai 7.560.741.030 del 2009 e, secondo i sindacati, nel 2010 è previsto un ulteriore taglio di 442 milioni di euro. E non è tutto: "non solo quello della Giustizia è l'unico personale della pubblica amministrazione che non è stato riqualificato, ma - denunciano esponenti delle Rdb - non dispone nemmeno dei mezzi basilari, visto che deve lavorare con computer di prima generazione e che nemmeno la metà di loro ha un indirizzo di posta elettronica". 4 maggio 2009 - Asca REGGIO C.: DE GAETANO (PRC) SOLIDALE CON SINDACALISTI AGGREDITI (ASCA) - Reggio Calabria, 4 mag - ''Quanto avvenuto all'interno del Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria si configura come un fatto gravissimo che conferma quanta insofferenza serpeggi nel pubblico impiego nei confronti delle battaglie sindacali. Per questo rivolgiamo al dirigente e ai due delegati Rdb/Cub aggrediti nei giorni scorsi solo per l'intenzione di affiggere un comunicato in bacheca la solidarieta' dell'intero partito calabrese''. Lo ha dichiarato il segretario e capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Nino De Gaetano, commentando l'episodio denunciato dalla direzione regionale di Rdb/Cub. ''La vicenda - aggiunge De Gaetano - grave per le sue modalita' violente ed antisindacali e' rivelatrice di una tensione altissima all'interno del museo reggino e non va sottovalutata: per quanto ci riguarda garantiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai dirigenti e ai delegati Rdb/Cub, pronti come sempre ad affiancarli nelle loro battaglie per i diritti dei lavoratori''. REGGIO C.: PDCI CONDANNA AGGRESSIONE A SINDACALISTI (ASCA) - Reggio Calabria, 4 apr - ''Un episodio gravissimo, inaccettabile, che va denunciato e condannato con forza in un Paese dove ogni giorno che passa vengono sempre messi piu' rischio valori e diritti fondamentali a tal punto da impedire lo svolgimento democratico della normale e fondamentale iniziativa e liberta' sindacale''. E' il commento della segreteria regionale del PdCI, che ''condanna apertamente'' il gravissimo episodio di intimidazione al Museo di Reggio Calabria, perpetrato nei giorni scorsi nei confronti di un Dirigente sindacale regionale della RdB/CUB e di due delegati aziendali. '' Quanto e' accaduto non e' concepibile, e' un fatto di una gravita' inaudita a cui bisogna opporsi con fermezza - si legge nella nota ''Nell'esprimere la nostra ferma condanna per quanto e' accaduto, insieme a tutta la solidarieta' e la vicinanza al dirigente sindacale e a due delegati aziendali, ribadiamo quindi - conclude il Pdci - il nostro impegno a sostenere ed affiancare chi come noi Comunisti Italiani lotta da sempre per i diritti dei lavoratori, per la legalita' e la democrazia''. 4 maggio 2009 - Genova Press SCIOPERO NAZIONALE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE L'accordo sottoscritto il 22 gennaio scorso da Cisl, Uil, Ugl, Confindustria e Governo sulla riforma del modello contrattuale non aiuta certo i lavoratori in una fase così difficile, che vede aumentare in modo sempre più accentuato cassa integrazione, mobilità e disoccupazione; al contrario aiuta aziende e padroni ad uscire dalla crisi riducendo salari e diritti. Non è certamente di buon auspicio per i lavoratori autoferrotranvieri in attesa di un rinnovo contrattuale da circa un anno e mezzo: si allunga a 3 anni la vigenza dei contratti nazionali, con aumenti sempre legati ad una inflazione non reale, ma calcolata su parametri assolutamente arbitrari; nellambito della contrattazione di secondo livello (il contratto decentrato) si rendono possibili deroghe in peggio sia per la parte salariale che normativa; il salario accessorio o di produttività viene sempre più legato alle sorti delle aziende, ad aumenti della produttività e alle valutazioni dei dirigenti, così manager strapagati, sia pubblici che privati, potranno condizionare parte del salario dei lavoratori. Una vertenza contrattuale, quella del settore trasporti, che dovrà inoltre scontrarsi con le ulteriori limitazioni dell'esercizio del diritto di sciopero. Limitazioni mirate a disarmare definitivamente i lavoratori da ogni potenziale conflittuale, vanificando ogni giusta aspettativa economica, normativa e di diritto alla propria rappresentanza. Per tali ragioni CUB, Cobas, SdL Intercategoriale e Slai Cobas hanno indetto per il 15 maggio una giornata nazionale di sciopero del trasporto pubblico locale, con astensione di 24 ore attuata nel rispetto delle fasce di garanzia (in allegato elenchi delle fasce per regioni e città). VENERDÌ 15 MAGGIO SCIOPERO NAZIONALE DI 24 ORE 4 maggio 2009 - La Gazzetta di Parma on line Duc, Brunetta ha inaugurato lo
"Sportello intelligente" Parma - Il ministro Renato Brunetta ha tagliato il nastro
del nuovo piano - 1 del Duc alle 16,10. Assieme a lui ci sono il sindaco Pietro Vignali,
gli assessori Marini, Bernini e Gianpaolo Lavagetto, candidato del Pdl alle provinciali,
il prefetto Paolo Scarpis e il questore. 4 maggio 2009 - L'Unità.it Work and the city Quattro precarie, quattro donne: Anna, Laura, Cristiana e
Milena. Età dai 35 ai 50 anni, come le protagoniste di sex and the city. Su internet le
potete rivedere mentre, dietro il lenzuolo, si tolgono gonna, camicetta e tutto il resto.
Uno spogliarello, stile Full Monty, fu la trovata che escogitarono nel settembre scorso
per far parlare di sè quando da precarie del call center dell'ospedale di Legnano, dopo
sei anni, stavano perdendo il lavoro. Adesso, recuperati i vestiti provano a riprendersi
anche il lavoro. Inventandoselo. 4 maggio 2009 - Il Giornale di Calabria Sindacalisti aggrediti a Reggio, De Gaetano: "Una vicenda grave" REGGIO CALABRIA - "Quanto avvenuto allinterno del Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria si configura come un fatto gravissimo che conferma quanta insofferenza serpeggi nel pubblico impiego nei confronti delle battaglie sindacali". Lo afferma il segretario e capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Nino De Gaetano. "Per questo - aggiunge - rivolgiamo al dirigente e ai due delegati Rdb-Cub aggrediti nei giorni scorsi solo per lintenzione di affiggere un comunicato in bacheca la solidarietà dellintero partito calabrese. La vicenda, grave per le sue modalità violente ed antisindacali e rivelatrice di una tensione altissima allinterno del Museo reggino, non va sottovalutata: per quanto ci riguarda garantiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai dirigenti e ai delegati Rdb-Cub, pronti come sempre ad affiancarli nelle loro battaglie per i diritti dei lavoratori". 4 maggio 2009 - Melito on line Vicenda Rdb, solidarietà di De
Gaetano Intimidazione a sindacalisti Rdb Cub Calabria,
la solidarietà di Nino De Gaetano: "Un episodio gravissimo". "Quanto
avvenuto allinterno del Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria si configura
come un fatto gravissimo che conferma quanta insofferenza serpeggi nel pubblico impiego
nei confronti delle battaglie sindacali. Per questo rivolgiamo al dirigente e ai due
delegati Rdb/Cub aggrediti nei giorni scorsi solo per lintenzione di affiggere un
comunicato in bacheca la solidarietà dellintero partito calabrese". Lo
dichiara il segretario e capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Nino De Gaetano,
commentando lepisodio denunciato dalla direzione regionale di Rdb/Cub. "La
vicenda aggiunge De Gaetano -, grave per le sue modalità violente ed antisindacali
e rivelatrice di una tensione altissima allinterno del Museo reggino, non va
sottovalutata: per quanto ci riguarda garantiamo la nostra vicinanza e il nostro sostegno
ai dirigenti e ai delegati Rdb/Cub, dichiarandoci pronti come sempre ad affiancarli nelle
loro battaglie per i diritti dei lavoratori". 4 maggio 2009 - Libertà Venticinque pompieri in più a
Piacenza Piacenza - Da anni arrivano solo
cattive notizie. Sempre meno personale, sempre più problemi a coprire i turni, la caserma
di Bobbio ridotta a un distaccamento fantasma. Da troppo tempo la carenza di personale dei
vigili del fuoco piacentini sembra non trovare una soluzione. Ora l'arrivo di 25 nuovi
pompieri rappresenta non solo una boccata d'ossigeno, ma permette un rilancio verso il
futuro: ridare continuità al presidio della Valtrebbia e iniziare a ragionare
concretamente sulle prospettive del nuovo distaccamento di Castelsangiovanni, rimasto
finora sulla carta. 3 maggio 2009 - Omniroma GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI(OMNIROMA) Roma, 03 mag -.... 3 maggio 2009 - Ansa DOMANI NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 3 MAG - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL
LAZIO: .... 3 maggio 2009 - Il Manifesto MILANO San Precario moltiplica gli
adepti MILANO - Una delle scene cult del film «I guerrieri
della notte» è la provocazione di Luther (boss della banda dei Rogues) che come una
nenia ripete ai Warriors la famosa frase: «Guerrieri... Giochiamo a fare la guerra?». Il
lancio della MayDay 009 suonava simile: «Precari... Giochiamo a fare la crisi?» (la
scritta troneggiava sul carro, il video «MayDay Warriors» è su Youtube). Anzichè le
armi, i santini di san Precario. Anzichè giovani newyorkesi nei guai, giovani addetti ai
call center, operai, ricercatori, studenti. Nei guai. 3 maggio 2009 - Liberazione Più di centomila hanno sfilato a
Milano per la nona edizione: confederali battuti 20 a 1 Milano - "Aspiranti veline offresi per posto fisso in
parlamento. No contratti co.co.de". Così recitava uno striscione appeso al primo
piano di uno stabile all'inizio di via Torino, una delle arterie centrali di Milano dove
è sfilata la grande parade dell'EuroMayDay09. Un'ironia che calza a pennello con lo
spirito della MayDay. Quella di quest'anno è stata la nona edizione, ma lo smalto,
l'ironia, l'invettiva, la rabbia, il desiderio di cambiare sono sempre quelle degli inizi.
Con una differenza: quest'anno hanno partecipato più di 100mila giovani. Una cifra che è
il segno dei tempi e della consapevolezza raggiunta dal lavoro precario. Nulla a confronto
delle migliaia che avevano sfilato nel 2001. E nulla al confronto dei 5mila che nella
mattinata avevano seguito le bandiere di Cgil, Cisl e Uil. MayDay batte il sindacato
confederale 20 a 1. 3 maggio 2009 - La Gazzetta di Parma VIA SAFFI RIFONDAZIONE E PARTITO
COMUNISTA Parma - Una contromanifestazione dominata dalle bandiere rosse di Rifondazione e del Partito comunista dei lavoratori - qua e là spuntava anche il rossonero degli anarchici - accompagnata dalla musica etnica. Per il secondo anno consecutivo i sindacati di base Rdb Cub e Usi hanno deciso di disertare la festa organizzata da Cgil, Cisl e Uil, dando vita a un corteo parallelo partito da via Saffi e terminato con banchetti in piazzale Salvo DAcquisto. «Abbiamo ritenuto inutile andare in piazza a sentir parlare chi ha svenduto i diritti dei lavoratori», spiega Piermichele Pollutri della Rdb Cub. «A noi non interessa la concertazione - spiega - perché a pagare la crisi sono sempre stati i lavoratori». In piazzale DAcquisto tre ragazzi dellest hanno insultato alcuni manifestanti: il trio è stato identificato dalle forze dellordine. 3 maggio 2009 - L'Unità La denuncia Arriva da Cgil, Cisl,
Uil e Rdb dopo gli incontri con Asl e Agenzia entrate. Il pedaggio Il decreto reintroduce
il ticket dellautostrada. Dopo la rivolta, il premier lo toglie L'Aquila - «Che nessuno pensi di scippare allAquila
il ruolo di capoluogo approfittando di una catastrofe come quella del terremoto». Il tema
è stato finora solo sussurrato. Per pudore. E per timore. «Chi dovesse fare un tentativo
del genere vedrebbe organizzata in poche ore una rivolta popolare con tanto di forconi»,
avverte Piero Di Stefano, capogruppo del Pd a palazzo Margherita. Ma gli incontri che i
sindacati hanno avuto giovedì 30 aprile in alcuni tavoli della funzione pubblica
costringono a mettere le mani avanti. «Che nessuni provi a togliere a questa città
alcune funzioni di capoluogo con la scusa che le sedi non sono agibili e che i lavoratori
vivono sfollati in altri centri sparsi sul territorio» dice Gianni Di Cesare, segretario
regionale della Cgil. 3 maggio 2009 - Il Resto del Carlino Rovigo. IL CASO di Fabio Raule,
dipendente del Comune... Rovigo - IL CASO di Fabio Raule, dipendente del Comune di Rovigo e sindacalista delle Rdb (rappresentanze di base), è arrivato alle orecchie di mezza Italia. Raule, infatti, venerdì, proprio il giorno della festa dei Lavoratori, è stato intervistato da Radio 24 nella rubrica di Roberto Galullo, Un abuso al giorno toglie il codice d'intorno', in onda alle 6.45 con una replica alle 20.45. Mezza Italia ha sentito la vicenda di Raule, che si è beccato un procedimento disciplinare (con un giorno di sospensione dal lavoro) per aver deciso di pubblicare i bonus dei dirigenti del Comune. Una decisione che stona, ha osservato lo stesso giornalista di Radio 24, in un periodo in cui la parola d'ordine è trasparenza', soprattutto nella pubblica amministrazione. Ma tutti gli italiani che hanno sentito la voce di Raule al microfono di Radio 24, non hanno potuto ascoltare quella dell'amministrazione comunale. E non perchè il giornalista non abbia... passato la parola al Comune. Tutt'altro. Anche la controparte', in questo caso il Comune, era stato invitato a dire la sua in trasmissione. Ma il dirigente Andrea Pirani ha preferito affidare la sua replica a un semplice fax. Poche parole per liquidare la questione e spiegare, in sostanza, che il procedimento disciplinare adottato contro Raule fa parte di una procedura interna e che non è intenzione dell'amministrazione discuterne pubblicamente. Insomma, i panni sporchi si lavano in famiglia. Questo è stato l'unico messaggio che gli ascoltatori di Radio 24 hanno avuto dal Comune di Rovigo. Un po' pochino. Il dirigente Pirani ha limitato la sua replica a questo e ha aggiunto soltanto che se il dipendente comunale non aveva fatto ricorso, allora il Comune era giuridicamente a posto. Ma ricordiamo brevemente la vicenda di Raule: il procedimento disciplinare (un giorno di sospensione dal lavoro) gli è arrivato a metà novembre. La motivazione? Raule sarebbe stato colpevole di aver utilizzato, come funzionario dell'ufficio stipendi, i dati relativi al bonus dei dirigenti a fine sindacale. Pubblicandoli poco prima che venissero appesi all'albo. Raule, in sostanza, metteva in luce che in due anni, ossia dal 2005 al 2007, il fondo dei dirigenti era aumentato del 50%. Mentre il Comune non riusciva a trovare i soldi per i dipendenti. Di qui il procedimento disciplinare tra l'altro arrivato in un periodo di agitazione sindacale. Rovigo. FABIO RAULE, agli ascoltatori di Radio 24, ha spiegato... Rovigo - FABIO RAULE, agli ascoltatori di Radio 24, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a pubblicare i bonus dei manager d'oro' del Comune di Rovigo. «Avevo fatto quell'operazione perchè stavo portando avanti una rivendicazione sindacale per mettere in evidenza - spiega Raule - che nell'amministrazione rodigina si usano due pesi e due misure, a seconda che si tratti di dirigenti o di dipendenti comunali». Raule ha anche precisato come avviene la contrattazione della dirigenza: «Il fondo per i dirigenti ha detto in fondo viene deciso dai dirigenti stessi. Che, con l'avvallo del direttore generale, che costa ai cittadini 200mila euro all'anno, si sono portati la loro retribuzione al massimo». Nell'intervista alla radio Raule, interrogato in merito, ha parlato anche del rapporto con i sindacati confederali: «Se da una parte dice i dipendenti comunali mi hanno manifestato tutta la loro solidarietà, e lo stesso vale per il sindacato a cui appartengo, dall'altra precisa il comportamento dei confederali è stato di latitanza». Il rappresentante delle Rdb ne ha approfittato per aggiungere anche che «alcuni sindacati erano sicuramente più attenti alla situazione dei dipendenti comunali quando c'era un'amministrazione di centrodestra, mentro con questa, che è di centrosinistra, sembrano più distratti. Noi sindacati dell'Rdb aggiunge invece Raule non abbiamo nessun problema a denunciare le questioni e stiamo anche ottenendo un grosso consenso tra i dipendenti comunali». Le sferzate del dipendente comunale nei confronti del modo di operare della giunta sono precise: «Bene o male molta della gestione dell'organizzazione del comune di Rovigo è basata sull'applicazione acritica della normativa: non si tiene conto delle ricadute. Invece sarebbe necessario ragionare in termini di obiettivi. Abbiamo a che fare con dei burocrati». Rovigo. FABIO RAULE ha intenzione di fare ricorso contro il procedimento disciplinare?... Rovigo - FABIO RAULE ha intenzione di fare ricorso contro il procedimento disciplinare? «Non voglio porre limiti all'intelligenza altrui - sottolinea - ho invitato il mio legale a tener fermo il ricorso perchè ho fiducia che l'amministrazione capisca l'inopportunità della propria azione e quindi ritiri il procedimento con atto di autotutela accompagnato da scuse formali», risponde il dipendente comunale e sindacalista delle Rdb. 3 maggio 2009 - Il Mattino di Padova Centro Riciclo ancora occupato ma il
lavoro resta una chimera MONSELICE - Primo maggio di lotta, ma anche di festa, nel Centro Riciclo ancora occupato. Va avanti giorno e notte, da giovedì, il blocco dellimpianto. Mentre il Centro Riciclo se ne chiama fuori. «A fine marzo la cooperativa MyLog ha rinunciato a rinnovare il contratto di appalto in scadenza, e la Centro Riciclo Monselice ne ha preso atto. Ora i soci lavoratori e alcune sigle sindacali imputano alla Crm responsabilità che non ha», precisa una nota dellazienda di Samuel Piazza. Lunica certezza quindi è quella che il consorzio Team Service lascerà. La conferma è anche in una mail inviata da Michele Mantovani, presidente della Team Service, al Crm. Limpianto intanto è fermo dal 23 aprile, e nellattesa i dipendenti non percepiscono nulla. «Sappiamo che occupare unazienda non è gesto da poco - spiega Mbarek Elasri, sindacalista Adl -. Ma dopo la discussione e i due scioperi ancora non abbiamo avuto risposte: chiediamo solo la ripresa del lavoro con i diritti contrattuali, senza riduzioni del salario». Visita di solidarietà di Francesco Miazzi: «Lancio un appello allamministrazione comunale, assente su questi temi che riguardano novanta famiglie e il settore delicato del riciclaggio». 3 maggio 2009 - City Negli uffici Inps ecco gli emoticon Bologna - Oggi negli uffici Inps esordiscono le faccine ideate dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, per sondare il gradimento degli utenti per i servizi: lemoticon verde raccoglierà un giudizio positivo, il gialla un valore neutro, il rosso un parere negativo. Le Rdb annunciano un aprotesta. 3 maggio 2009 - La Repubblica La protesta "Regista" Per
la Cub un lunedì in piazza contro i tagli al mondo della scuola Torino - La Cub Piemonte organizzerà domani alle 17 una
manifestazione di fronte all´Ufficio Scolastico Regionale, in via Pietro Micca 20, contro
i tagli. «Il governo si prepara ad attuare i regolamenti - spiega la Cub - che
toglieranno decine di migliaia di posti di lavoro e porteranno alla disoccupazione
moltissimi precari della scuola. Nonostante le forti lotte che hanno permesso di limitare
i tagli al tempo pieno, che comunque sparisce, cedendo il posto al doposcuola´ di
40 ore, saranno cancellate - solo in Piemonte e già dal prossimo anno scolastico - piu´
di 2.500 cattedre e piu´ di 1.000 posti di lavoro per il personale Ata. Con i soldi
tagliati alla scuola, alla sanità, ai salari e alle pensioni si vogliono garantire
profitti a banche e imprenditori che ci hanno condotto alla crisi». «Pensioni un
cantiere sempre aperto» è il titolo della conferenza che domani pomeriggio segna
l´esordio a Torino di «Societàperta. Circoli per l´altra Italia». L´appuntamento è
per le 17.15 all´hotel Santo Stefano di via Porta Palatina 19 e a discutere di un tema
più che mai attuale ci saranno con Enrico Cisnetto, fondatore e presidente del movimento,
Elsa Fornero e Renata Polverini. La prima è docente all´università di Torino e uno dei
massimi esperti sul tema delle pensioni in Italia, la seconda è la segretaria nazionale
dell´Ugl. «La scelta è caduta su due donne anche perché proprio alle donne è chiesto
il sacrificio maggiore ora che anche l´Unione Europea pare determinata ad avviare una
procedura di infrazione contro l´Italia per la differenza di età che resiste tra uomo e
donna nell´andare in pensione» spiega Alberto Tazzetti, ex presidente degli industriali
di Torino e oggi anima del movimento in Piemonte. «Abbiamo pensato a questo ciclo di
incontri per provare a ragionare su quali siano le soluzioni per salvare il Paese dal
declino verso il quale si sta avviando. Non siamo un movimento politico, uniamo persone di
diverse estrazioni, legate dal filo rosso della preoccupazione per le sorti dell´Italia.
Perché qui si continua con le diagnosi sui mali, ma non si indicano mai le vie d´uscita.
Non solo: questo ciclo di incontri vuol essere anche uno stimolo a non rassegnarsi e a non
rinunciare all´impegno civile. Soprattutto in un momento come questo, in cui bisognerebbe
trasformare la crisi economica in un´opportunità, in un´occasione per varare quelle
riforme che a parole tutti si dicono pronti a varare mai poi non accade mai e l´Italia
finisce per accontentarsi sempre dei piccoli progressi da ultima della classe». Dallo
scenario nazionale a quello locale, per Tazzetti la prospettiva non cambia: «Anche qui
c´è molto da fare. Un esempio? i continui litigi in Sala Rossa. Ogni occasione è buona
per un distinguo, per una puntualizzazione e così le riunioni del consiglio comunale
diventano una serie di no mentre invece servirebbe alzare gli occhi dalla punta delle
scarpe per avviare un vero rilancio del territorio». 3 maggio 2009 - La Stampa ACTS A RISCHIO DI SCIOPERI Cairo - Incontro questa sera, alle 20,30, al deposito
dellActs di Cairo fra i rappresentanti dei lavoratori e i dipendendi
dellazienda di trasporto pubblico, dopo la rottura tra i sindacati e la dirigenza
dellActs in merito ai nuovi turni legati alle modifiche sulle linee che servono la
Val Bormida decise nellambito del piano di riorganizzazione. Modifiche che, secondo
quanto stabilito in un primo momento avrebbero dovuto entrare in vigore già da lunedì
scorso, e che, dopo una pausa per dare tempo ai delegati sindacali di fare il punto della
situazione, dovrebbero venire applicate a partire da domani mattina. 3 maggio 2009 - La Nazione Scuola e lavoro Assemblea dei Cobas MASSA - «NOI non paghiamo la crisi» è lo slogan che i sindacati di base (Confederazione Cobas e RdB-Cub-SdL) e la rete degli studenti medi (Collettivo Autonomo Senza Tregua) hanno scelto per l'assemblea pubblica organizzata per domani sera (ore 21) alla sede Anpi di piazza Mercurio. La manifestazione vuole, come spiegano gli organizzatori, «difendere scuola e università pubblica dai continui attacchi del governo e rilanciare il movimento studentesco; dare forza e voce a chi sta pagando la crisi del sistema capitalistico; contrastare chi vuole negare il diritto di sciopero; ripristinare la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro; contrastare le organizzazioni sindacali concertative che firmando accordi a perdere hanno contribuito a ridurre salari e diritti dei lavoratori; prendere le distanze da tutte le forze politiche che si dicono di sinistra» 2 maggio 2009 - Adnkronos 1 MAGGIO: CUB, 120MILA IERI A MILANO IN PIAZZA PER MAYDAYIL BILANCIO DELLA MANIFESTAZIONE DEI LAVORATORI PRECARI Milano, 2 mag. (Adnkronos) - Circa centoventimila persone hanno sfilato ieri pomeriggio per le vie di Milano in occasione della Mayday Parade, il Primo Maggio dei lavoratori precari. È la stima della Confederazione Unitaria di Base (Cub), che definisce la nona edizione della MayDay «un autentico trionfo». «Questo nono appuntamento - afferma Walter Montagnoli della Cub -ha visto un numero di partecipanti oltre ogni ottimistica previsione. A Milano parliamo di 120mila persone, a cui aggiungiamo anche una quarantina di mezzi pesanti, che ha attraversato la città. Il massimo raggiunto rispetto alle passate edizioni». «Per intenderci - prosegue la Cub -quando la testa del corteo milanese è arrivata in largo Cairoli, a conclusione del giro, la coda era ancora agli inizi di via Torino». La Questura di Milano, contattata, non fornisce stime relative al numero dei manifestanti. 2 maggio 2009 - Ansa LUNEDÌ NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 2 MAG - AVVENIMENTI PREVISTI
PER LUNEDÌ NEL LAZIO:... 2 maggio 2009 - Asca CALABRIA: RDB-CUB, INTIMIDAZIONI A DIRIGENTI SINDACALI (ASCA) - Reggio Calabria, 2 mag - ''Gravissimo episodio di intimidazione al Museo di Reggio Calabria, perpetrato nei giorni scorsi nei confronti di un Dirigente sindacale regionale della RdB/CUB e di due delegati aziendali. Non e' il primo caso di intemperanza mostrato nei confronti della nostra organizzazione sindacale, ma mai si era giunti a tanto''. Lo si legge in un comunicato dell'Esecutivo regionale di Rdb/Cub. ''Ad un Dirigente della RdB/CUB, infatti, nell'ambito del suo mandato sindacale - continua la nota - e' stato impedito fisicamente di poter accedere all'interno della struttura per affiggere in bacheca un comunicato sindacale e per conferire con l'ufficio relazioni sindacali della Soprintendenza del Museo. Il nostro dirigente, unitamente a due dipendenti del museo, delegati RdB, che nel frattempo lo avevano raggiunto all'ingresso, faceva le sue giuste rimostranze, dichiarando che nell'azione si configurava un chiaro comportamento antisindacale. Per tutta risposta, si avvicinava un altro dipendente del museo, il quale, tentava di avventarsi contro il nostro dirigente sindacale per colpirlo, insultandolo poi e minacciandolo con violenza e stessa sorte era riservata addirittura anche ai due allibiti dipendenti, che essendo in servizio, erano legittimati a stare in quella struttura. Alla scena assistevano altri dipendenti, tra cui un sindacalista di altra sigla e addirittura unrappresentante RSU, i quali pero', incredibilmente si guardavano bene dall'intervenire, se non per dare ragione a chi aveva avuto atteggiamenti violenti''. ''Non si puo' sottacere - conclude la nota - che all'origine di questi atti riteniamo ci siano le critiche che la RdB/CUB sta avanzando alla gestione, tutt'altro che limpida, del museo di Reggio Calabria. Il Sindacato RdB/CUB, in tutti i casi, dichiara che non si lascera' certamente intimidire da questi episodi e che, viceversa, continuera', con ancora piu' vigore, le proprie battaglie a tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini tutti''. 2 maggio 2009 - Strill.it Vicenda Rdb-Cub: la solidarietà di
Omar Minniti Ho appreso adesso della gravissima provocazione
antisindacale subita nei giorni scorsi al Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria da
un vostro dirigente regionale e due delegati aziendali. Si tratta di un fatto gravissimo
che si commenta da solo, che si inserisce in un contesto di caccia alle streghe nei
confronti delle forze sindacali non subalterne ai patti neocorporativi del Governo
Berlusconi e dei lavoratori più attivi e impegnati contro la crisi e l'erosione dei
diritti. Sono al vostro fianco e vi faccio pervenire la mia solidarietà fraterna e la
disponibilità a partecipare a tutte le azioni di lotta da voi programmate per
stigmatizzare l'infame intimidazione. 2 maggio 2009 - Carta n.15 Iperprecari Roma - «OGGI LAVORO NEL POMERIGGIO, domani faccio il turno di mattina e venerdì la sera. Questa è la mia vita». Chiara ha 28 anni, da luglio dello scorso anno lavora part time all'Ipercoop di Euroma 2, l'ennesimo «centro commerciale più grande d'Europa», che sorge all'incrocio tra via Cristoforo Colombo e via dell'Oceano Pacifico, all'Eur. La struttura comprende 230 negozi, 4 mila posti auto, 23 ristoranti, numeri impressionanti che fanno impallidire quelli degli altri poli commerciali nati come funghi negli ultimi anni nella capitale. La ricetta l'ha sposata in toto Veltroni: si cerca un'area immensa [meglio se di un costruttore privato] nei pressi del raccordo anulare, si tira su una cattedrale del consumo, si costruisce attorno un nuovo quartiere e si concede una mancia di «oneri concessori». Questo «modello» di sviluppo, secondo gli amministratori, dovrebbe produrre occupazione, anche se precaria e ultraflessibile. In pochi mesi, però, la crisi ha mandato all'aria il giochino. Euroma 2 sorge nell'area del Castellaccio [una delle centralità urbane previste dal Piano regolatore), sessanta ettari di terreno di proprietà del costruttore Parnasi. Il centro commerciale é solo una parte della pianificazione urbanistica di quest'area: nel 2003 il Comune di Roma ha assegnato il Castellaccio alla Parsitalia spa come compensazione edilizia dei parchi Volusia [nel parco di Veio] e Pratone delle Valli [Montesacro]. Il progetto urbanistico è il frutto avvelenato di un «accordo di programma» che porta la firma congiunta di Veltroni e Storace, allora rispettivamente sindaco di Roma e presidente della Regione Lazio. Il «Business Park» prevede inoltre, per un totale di 800 mila metri cubi, due grattacieli progettati dall'architetto Purini. Tra le due torri, una piazza di 32 metri quadrati sul modello della Défense di Parigi che dovrebbe ospitare sculture, ristoranti, bar e negozi. Infine, 70 mila metri cubi di case private, verso Spinaceto. Ovviamente, la società che ha realizzato Euroma 2, Imef Spa, è sempre del gruppo Parnasi, mentre la gestione è affidata alla Scci, Société des centres commerciaux Italia Srl. In questo contesto, nel giugno del 2008, all'Ipercoop di Euroma2 vengono assunti circa trecento lavoratori, tra reparti, casse e assistenza clienti. La maggior parte dei dipendenti ha un contratto part time a tempo determinato di qualche mese. Le previsioni per Euroma2 sono ottimistiche, si scommette sulla posizione strategica del centro commerciale, il quadrante sud occidentale, densamente popolato. Qualche mese prima dell'inaugurazione, la ex presidente del Municipio XII, Patrizia Prestipino, annunciava il programma «Obiettivo occupazione», un protocollo d'intesa che prevede la priorità di assunzione per i disoccupati residenti nel municipio. Nel giro di pochi mesi, decine di esercizi commerciali hanno sospeso le attività a causa di molteplici irregolarità nella gestione del personale. Voci di corridoio dicono che per ogni spazio di circa 100 metri quadrati si può arrivare a pagare fino 90 mila euro l'anno d'affitto. «Il mio contratto prevede 24 ore di lavoro settimanali spiega Chiara Il problema è che queste ore sono spalmate su più turni senza alcuna logica e senza tenere conto delle esigenze personali o familiari. Riesco a guadagnare circa 700 euro al mese, una miseria a confronto del costo della vita. Ma questa flessibilità non mi permette di programmare niente altro per arrotondare». Ipercoop fa parte di Unicoop Tirreno, la «multinazionale rossa» presente in Toscana, Lazio, Umbria e Campania con 110 punti vendita, oltre 820.000 soci e circa 6.300 dipendenti. Nel 2007 ha superato 1 miliardo e 160 milioni di euro di fatturato di vendite complessive. I soci sono organizzati in 29 sezioni, «radicate nei territori di appartenenza, che svolgono un ruolo consultivo e propositivo nella realizzazione degli obiettivi economici e sociali della cooperativa». A sua volta, Unicoop Tirreno fa parte di Coop Italia, «la più grande azienda di distribuzione del paese», che comprende 163 cooperative di consumo, 1.261 punti vendita, 6 milioni di soci e oltre 52 mila dipendenti. Chiara vive in un appartamento in affitto dalle parti di Settecamini, estrema periferia orientale, sulla via Tiburtina. Quando lavora di mattina è costretta ad alzarsi alle cinque e mezzo, prendere due autobus, la metro B fino al palazzo dello sport e poi una navetta fino al centro commerciale. Un inferno che allunga inesorabilmente la sua giornata lavorativa. «Questi ritmi trasformano il part time in un tempo pieno - continua Chiara - 500 euro per l'affitto, mi rimangono 200 euro per mangiare e pagare le bollette: puoi immaginare i salti mortali per sopravvivere. Ancora sono costretta a farmi aiutare dai miei genitori. Da queste parti, la crisi si vede ogni giorno, nel calo delle vendite di tutti i prodotti, soprattutto quelli considerati 'voluttuari'. È finito il tempo in cui il centro commerciale era sinonimo di risparmio. Metà della famiglie che venivano qui ora fanno la spesa nei diversi discount sorti in periferia negli ultimi anni. Pur di risparmiare, si preferisce la scarsa qualità». Tra Roma e provincia ci sono cinque supermercati e due Ipermercati Coop che danno lavoro a circa mille persone. «Nell'ultimo anno si sono persi centinaia di posti di lavoro - dice Paolo Cacciotti, coordinatore nazionale del settore commercio delle Rdb - Nel luglio dello scorso anno, i dipendenti Ipercoop di Euroma 2 erano circa trecento, ora sono la metà. Un taglio impressionante dovuto a previsioni sbagliate, investimenti poco produttivi oltre all'esplosione della crisi. E occorre anche sfatare il mito della 'cooperativa rossa' attenta alle necessità dei lavoratori e dei consumatori. In diversi stabilimenti, come quello di Laurentino 38, sono stati colpiti anche i diritti sindacali. L'estensione dei contratti part time non è più una scelta, come avviene nel nord Europa, dove i salari sono decisamente superiori, ma rappresenta uno strumento di flessibilità e riduzione dei costi». Ci spostiamo sulla via Casilina all'altezza di Torre Spaccata, tra viale Palmiro Togliatti e il raccordo anulare. Ogni giorno, i cantieri per i lavori della metropolitana C mandano in tilt il traffico della zona, da sette anni reso ancor più pesante dall'apertura dell'Ipercoop Casilino. Anche qui, il calo degli occupati è vicino al 50 per cento. Paolo ha 30 anni, diploma di liceo scientifico alle spalle, un contratto part time a tempo indeterminato. Lavora in questo centro commerciale dal 2004 ed è tra i fortunati che hanno raggiunto una stabilizzazione che definisce «precaria». «Con 700 euro al mese non si progetta nessun futuro - racconta Paolo - La flessibilità riguarda le turnazioni di orario ma spesso anche le mansioni lavorative. La gestione delle 'risorse umane' è quanto di più distante dall'immaginario dalla pubblicità Coop: ho visto con i miei occhi turni di lavoro in cui era imposto lo straordinario o, peggio ancora, colleghi impiegati oltre l'orario stabilito. Veri e propri atti illegali che, in tempi di crisi, vengono vissuti come normali, sopportabili». 1 maggio 2009 - Repubblica.it May Day 2009, la manifestazione dei centri sociali Milano - E' arrivata al Castello Sforzesco, termine del percorso, la MayDay Parade 2009, il corteo per la festa dei lavoratori a cui hanno partecipato sindacati di base, partiti e movimenti della sinistra radicale e centri sociali milanesi. La manifestazione ha visto aumentare il numero dei partecipanti lungo il tragitto fino a comprendere alcune decine di migliaia di persone, secondo quanto confermato in via ufficiosa dai funzionari della Questura presenti sul posto. Il corteo si è svolto in maniera pacifica ed è stato caratterizzato dalla musica e dai balli, con il consumo di una grande quantità di bevande alcoliche. Lungo il percorso si sono sentiti insulti sporadici nei confronti del Papa e del premier Silvio Berlusconi. Più numerosi gli slogan e le espressioni offensive nei confronti del vice sindaco di Milano Riccardo De Corato. Numerosi i muri e le vetrine imbrattati con scritte e disegni. 1 maggio 2009 - Il Sole 24 Ore Trasporti. La mobilità ha il contratto unico È stato siglato ieri al ministero dei Trasporti il
protocollo di intesa che dà l'avvio al contratto unico sulla mobilità e unifica quelli
in vigore nel settore ferroviario e nel trasporto pubblico locale. L'accordo è stato
firmato da Federtrasporto (che rappresenta le aziende ferroviarie), da Asstra e Anav (che
rappresentano le aziende del trasporto pubblico locale) e da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt,
Ugl Trasporti, Faisa, Orsa e Fast. 1 maggio 2009 - EPolis Roma TRASPORTO LOCALE I lavoratori del trasporto pubblico locale incroceranno le braccia il 15 maggio per uno sciopero nazionale di 24 ore. Cub, Cobas, SdL Intercategoriale e Slai Cobas spiegano che la protesta avverrà nel rispetto delle fasce di garanzia. Via Pincherle. Asia Rdb chiede un
incontro a prefetto, Comune e Regione sulla questione dei rogiti Roma - Ieri mattina l'Asia e gli inquilini di via Pincherle 153/169 hanno impedito all'ufficiale giudiziario e alla forza pubblica di eseguire uno sfratto ai danni di una donna - con una morosità precedente - che abita in uno degli appartamenti venduti a terzi da Giacomazzi. «L'episodio di ieri, finito con un rinvio a 20 giorni, pone due questioni centrali - dice l'Asia Rdb Cub - l'esecuzione degli sfratti per morosità dimostra una realtà differente da quella rappresentata dal prefetto a proposito dell'indisponibilità di forza pubblica fino al 7 giugno. E la questione dei rogiti, che va affrontata prioritariamente perché quello di ieri mattina è il primo di una serie di interventi che si susseguiranno ai danni dei 17 inquilini i cui appartamenti - messi in vendita da Fata prima e da Giacomazzi poi - sono stati acquistati da terzi». A pochi giorni dalla conclusione positiva della trattativa per l'acquisto da parte dell'Ater di 106 alloggi, Asia Rdb chiede al prefetto, al Cume e alla Regione di tutelare gli inquilini le cui case sono state vendute a terzi. Per questo è già stato richiesto un incontro con il delegato del sindaco per l'emergenza abitativa - Visconti - e con l'assessore alla Casa della regione Lazio Di Carlo. 1 maggio 2009 - Il Bologna Nidi. Nuove maestre dall'1
settembre. RdB grida vittoria, Bologna - Per venti di loro sarà oggi una festa del lavoro bellissima. Venti maestre precarie di scuola materna saranno assunte "con decorrenza primo settembre" dal Comune di Bologna. Venti sorrisi, dunque, e altri 92 volti che si interrogano sul loro futuro. E lo fanno da molto tempo. Erano infatti 112 le educatrici che hanno occupato Palazzo d'Accursio, dunque se una ventina di loro "ce l'ha fatta" il problema rimane. "La mobilitazione e la determinazione delle lavoratrici, hanno portato i primi positivi risultati - ha commentato Massimo Betti (Rappresentanze Sindacali di Base). Betti che a fianco delle educatrici precarie ha combattuto molte battaglie, per esempio quella dell'autunno di due anni fa, contro quanto in materia fissava la Finanziaria del governo Prodi. Stavolta può cantare vittoria: "Fino al giorno prima dell'occupazione del Consiglio - spiega - gli esponenti dell'amministrazione dichiaravano pubblicamente che non vi era nessun posto disponibile negli asili spalleggiati da Cgil-Cisl-Uil, con tanto di volantino mandato a tutti i dipendenti". È Rdb che ha cambiato rotta, dice invece l'assessore Virgilio, "accettando di rivedere le attribuzioni di punteggio a tutte le aspiranti che nell'agosto 2008 erano state proposte e rigettate". In quella occasione l'ufficio personale offrì a Rdb "un riconoscimento di punteggio per titoli in forza dell'avvenuto superamento della selezione" di 174 (62 già assunte) insegnanti. "Fu bollato come un contentino" dice Virgilio. 60mila euro di contributo saranno poi dal Comune messi a disposizione delle famiglie che iscrivono i propri figli nei nidi privati non convenzionati, in quelli aziendali, nei piccoli gruppi educativi e nelle sezioni primavera. Nel 2008 l'iniziativa fu un flop, nessuno rispose all'offerta (nidi aziendali) e solo sei riscossero la cifra per gli asili privati. Non "per occupazione" L'assessore Virgilio smonta la tesi di RdB: le precarie sono state assunte perchè "si sono liberati per pensionamento dieci posti, che verranno attribuiti secondo l'accordo 2007 (firmato con Cgil, Cisl, Uil e Rdb) e a questi il Comune aveva già concordato di aggiungerne altri dieci di sostegno handicap". 1 maggio 2009 - Il Resto del Carlino Le 'faccine' di Brunetta esordiscono
all'Inps ma pochi clienti danno il loro voto Bologna - IL PROGETTO Mettiamoci la faccia' voluto dal ministro Brunetta e approdato ieri all'Inps è stato accolto dal presidioi di protesta delle Rdb che, dicono, hanno incassato «la solidarietà dell'utenza che in maniera compatta si è rifiutata di usare le macchinette». In pratica, il progetto di customer satisfaction' vuole rilevare la soddisfazione dei clienti: chi entra negli uffici di via Gramsci prende il biglietto con il numero per mettersi in fila e, dopo essere passato dallo sportello per la pratica, può utilizzarlo per dare il suo giudizio sul servizio ricevuto inserendolo nello scanner di uno dei due monitor sistemati vicino all'ingresso. Sullo schermo compaiono tre faccine (gli emoticon che si usano anche negli sms): una verde e sorridente (ed è una di quelle apparse per prime ieri), una gialla e indifferente e una rossa e triste. Se il cliente tocca una delle prime due faccine il computer ringrazia e il cliente può andare via. Se, invece, tocca quella rossa il computer chiede se l'insoddisfazione è dovuta alla lunga attesa, alla mancanza di professionalità del personale o alla necessità di ritornare. Vicino ai monitor un paio di persone aiutavano i clienti a capire il funzionamento dello strumento, spiegato anche dai volantini appesi nell'ufficio Inps. Per Donato Cardigliano, delle Rdb, si tratta di un'iniziativa assurda: «Arriva dopo mesi di campagna antifannulloni e non serve a migliorare il servizio, ma solo a mettere in contrasto le persone con il servizio pubblico. Non abbiamo paura di essere giudicati, ma deve avvenire attraverso indagini serie. Se una persona si lamenta per la lunga attesa la colpa non è dell'operatore che è lento, ma del fatto che Bologna e' in sottorganico: siamo passati dai 440 dipendenti del 2001 agli attuali 320, ed entro il 2010 sono stati annunciati ulteriori tagli». 1 maggio 2009 - Il Giorno Arsenale, futuro nero Via dal Pavese
tutti i lavoratori PAVIA - CONCLUSA la fase concertativa, per i 222 lavoratori dell'Arsenale non sono emerse buone prospettive. Neppure tutte le persone che si trovano in situazioni particolari per motivi familiari o di salute, potranno restare sul territorio. Dovranno essere trasferite anche loro. Dove? Il ministero della Difesa lo deciderà sulla base di una graduatoria. E lo farà presumibilmente in tempi molto brevi. Nei prossimi mesi, i primi dipendenti saranno già costretti a partire, poi entro la fine dell'anno con ogni probabilità la struttura di via Riviera verrà smantellata. «Purtroppo - commenta Faustino Giani della Rdb Cub - tutto questo avviene senza un'opposizione politica e sindacale. Perché non si può non notare che nessun programma elettorale dei candidati sindaco parla dell'Arsenale. Chissà se lo stabilimento diventerà un'altra delle aree dismesse o se emergeranno delle iniziative progettuali». Nell'attesa, un'idea è stata buttata sul tavolo. È quella che prevede la possibilità di trasformare una parte della struttura in Museo militare pavese. Allo scopo si potrebbe prestare alla perfezione la palazzina della direzione e l'iniziativa potrebbe essere finanziata attraverso i fondi per le «celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia». «L'ARSENALE possiede l'enciclopedia n°1 della Treccani dichiarata monumento nazionale - sottolinea Giani -. Inoltre ci sono archivi storici grafici e fotografici che testimoniano la presenza militare nella città, che hanno sempre suscitato l'interesse locale. E non mancano attrezzature e strumenti, nonché memorie storiche legate alla città nei suoi 200 anni di vita, che sono di valore. Questo materiale ancora custodito e conservato all'interno dello stabilimento, sarebbe a rischio di alienazione con lo smantellamento della struttura». Come ha chiarito il presidente della Provincia, Vittorio Poma parlando in Consiglio, «il prefetto ci ha segnalato l'opportunità di inserire l'area nell'elenco delle opere finanziabili per il 150° anniversario e l'idea potrebbe essere quella di riconvertire i 40 mila metri quadri a servizi pubblici realizzando magari una scuola, lasciando un'altra parte a residenze». 1 maggio 2009 - Caserta news 1° Maggio di lotta e di dissenso a Napoli Napoli "Davanti alla crisi globale, i governi
continuano a garantire i profitti dei grandi potentati economici, continuano a distruggere
la salute e l'ambiente, a dismettere lo stato sociale. Una "ricetta" di
macelleria sociale che va a colpire con la repressione chi lotta per i diritti sociali,
per difendere la formazione, per reclamare reddito e lavoro, contro la precarieta' e
contro discariche ed inceneritori. 1 maggio 2009 - Il Mattino di Padova Centro Riciclo occupato dai
lavoratori MONSELICE - Occupato il Centro Riciclo di via Umbria. Una
sessantina di lavoratori ieri ha manifestato davanti alla sede di Rubano (nelle foto).
Alla notizia che Samuel Piazza, lamministratore unico, smentisce di aver dato
garanzie sul cambio di cooperativa, hanno deciso: occupazione. «Piazza si è rimangiato
quanto aveva promesso al Prefetto» accusa Gianni Boetto dellAdl Cobas. 1 maggio 2009 - Il Secolo XIX Salta la trattativa, Acts verso lo
sciopero Savona - La trattativa salta e da ieri
è scattata la procedura per lo sciopero. Le parti dovranno tentare ancora una
conciliazione davanti al Prefetto (entro cinque giorni lavorativi), poi sarà guerra
aperta. «La stagione dei conflitti» come l'hanno rinominata i rappresentanti dei cinque
sindacati dei lavoratori è cominciata. 1 maggio 2009 - Il Gazzettino Monselice. Il primo maggio i
lavoratori del Centro riciclo... Monselice - Il primo maggio i lavoratori del Centro
riciclo di Monselice lo trascorreranno allinterno dellimpianto che da ieri
pomeriggio è stato occupato. Gli operai, una novantina, con questa forma eclatante di
protesta hanno deciso di difendere i loro diritti e il posto di lavoro. La sospensione di Raule viene discussa su Radio 24 Rovigo - Finisce su Radio 24, lemittente che fa parte del gruppo Il Sole-24 Ore, la vicenda del dipendente e sindacalista sospeso per un giorno dal lavoro in Comune a Rovigo. Questa mattina alle 6.45 e in replica alle 20.45, Fabio Raule, esponente delle Rappresentanze di base, è intervistato dal programma "Guardie e ladri" per raccontare la vicenda appunto della sua sospensione, decretata dallUfficio Disciplina di palazzo Nodari perché aveva rivelato lammontare del fondo per i premi ai dirigenti, accedendo a dati che in quel momento non erano ancora ufficiali. Poco tempo dopo, infatti, tali somme finirono affisse allalbo pretorio. Naturalmente verrà intervistato anche il dirigente al Personale, Andrea Pirani. 1 maggio 2009 - La Gazzetta di Parma online "Teste rasate" alla Contromanifestazione: momenti di tensione Parma - Momenti di tensione, questa mattina, durante la "Contromanifestazione" organizzata da Usi/Rdb. Al passaggio del corteo in piazzale Salvo D'Acquisto, tre esponenti di estrema destra di origine straniera - probabilmente ucraina - hanno aggredito verbalmente i manifestanti facendo intendere che avevano con sé alcuni coltelli. I ragazzi - molto giovani - sono stati identificati dalle forze dell'ordine che scortavano i manifestanti. La "Contro - manifestazione", in opposizione a quella in corso in piazza Garibaldi ha effettuato il percorso: barriera Saffi - via Saffi - borgo delle Colonne - borgo del Naviglio - viale Mentana - via Garibaldi e via Melloni. 1 maggio 2009 - Tuttoggi 1° MAGGIO: IL SINDACATO FESTEGGIA
IL LAVORO Spoleto - Da Aosta fino a Palermo, passando per l'Aquila.
Anche a Spoleto e Foligno, il sindacato si è ritrovato per ricordare le priorità del
Paese nel giorno della Festa dei Lavoratori.... 1 maggio 2009 - Agrigento notizie Cgil, Cisl, RdB e Confsal Vigili del
fuoco: "Lavoro sinergico per apertura nuovo sede" Canicattì - Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, RdB e Confsal, in merito alla notizia sull'apertura della nuova sede dei vigili del fuoco di Canicattì, sita in contrada Carlino, ricordano come questo è stato possibile grazie all'impegno di tutti, e ad un lavoro sinergico con l'istituzione locale. "Il merito di questo importante traguardo - è stato scritto - va in primo luogo al sindaco di Canicatti, il quale proprio per amore della propria città, si è speso più di tutti per scongiurare e vanificare le minacce di chiusura della vecchia sede che, sovente e gratuitamente, sono state perpetrate proprio da quella sigla che oggi, con nostro profondo stupore, ne rivendica la paternità". 1 maggio 2009 - Corriere della Sera Lavoro Le manifestazioni Milano - Sfida doppia per il sindacato in questo primo
maggio: difendere loccupazione dalla crisi e gestire le divisioni tra
confederazioni. 1 maggio 2009 - Quindici «Significativo riconoscimento per i marittimi esposti allamianto» Dopo una lunga lotta dei lavoratori marittimi con il supporto dellA.E.A. e del sindacato di base CUB, il tribunale di Sassari, riformando la sentenza di primo grado, ha riconosciuto ad un gruppo di 18 marittimi sardi lesposizione per più di 10 anni alle fibre damianto ed il diritto ad una maggiorazione dell1,5 degli anni di esposizione. È senza alcun dubbio un significativo riconoscimento non solo per i lavoratori interessati ma anche per tutti coloro che hanno lavorato sul mare per anni in condizioni di reale pericolo e che hanno visto da sempre misconosciuto il loro diritto. Il continuo rinvio di competenze, responsabilità, mancanza quasi totale di dichiarazioni da parte degli armatori, il trascorrere degli anni e le modifiche alla prima legge 257 del 1992, privano ancora oggi migliaia di lavoratori del mare di un incontestabile diritto per il quale lAssociazione Esposti Amianto si è sempre battuto. Una risposta a quanti, ancora oggi, continuano a sostenere il non rischio della categoria e che vengono smentiti da una perizia chiarissima. Una risposta anche allIpsema che, a quasi 17 anni dallemanazione della legge, non solo non ha fatto nulla perché il riconoscimento diventasse realtà per i marittimi ma ancora oggi continua a non ritenere valido lunico documento che quei lavoratori possono produrre quale lestratto matricola. Ma anche un riconoscimento per il lavoro svolto dallavvocato dellAEA e dal perito di parte che fortemente hanno creduto in questa causa. Forti anche di questa sentenza, la lotta per il riconoscimento per tutti i lavoratori del mare continuerà con ancora maggiore determinazione. 1 maggio 2009 - La Stampa RESPINTE TUTTE LE RICHIESTE DEI
RAPPRESENTATI DEI LAVORATORI, SI VA VERSO LO SCIOPERO SAVONA - È rottura completa tra i sindacati (Cgil,
Cisl, Uil, Faisa e Cub) e la dirigenza Acts e così si profila all'orizzonte per il
trasporto pubblico locale una nuova fase di scioperi. La Cebi se ne va in Lussemburgo Rivoli - Stamattina saranno in corteo a Torino. Parteciperanno alla festa dei lavoratori, anche se loro un lavoro non ce lhanno più. Questa è la storia di 64 dipendenti della ditta Cebi di Cascine Vica che qualche giorno fa si sono sentiti dire ufficialmente che i prototipi che loro avevano progettato, saranno prodotti in un altro posto. In Lussemburgo. «Lì cè una detassazione sul costo del lavoro del 22% e la ditta ci ha scaricato cosi come rottami» dicono ora fuori dai cancelli della loro ex fabbrica. La Cebi secondo la versione riportata dal segretario provinciale del sindacato Cub Giovanni Zungrone dovrebbe chiudere i battenti il 4 maggio prossimo. Le ultime 48 di vita di questa azienda specializzata nella produzione di resistenze per il riscaldamento di auto ad alimentazione diesel, sono tristi e piene di rabbia. Tanto che Zungrone dice «Chi si è preso la briga di chiudere questo stabilimento lo ha fatto senza la minima comprensione verso il passato e il futuro di questi lavoratori». Cè Claudio DAmbrosio tra i fondatori, memoria storica della ditta insieme a Francesco Calì. Dice: «Ci hanno fatto produrre tre nuovi modelli. Ci abbiamo lavorato anni, cera un accordo sindacale firmato in regione a luglio 2003 che stabiliva che quei modelli li avremmo dovuti produrre noi. Non hanno sentito ragioni, hanno detto che lesperienza si chiude qui». I 64 lavoratori della Cebi erano 237 nel 2003 ricerevanno 15 mila euro una sorta di buonuscita aggiuntiva e 24 mesi di cassa integrazione al 57% dello stipendio che ammonta a 1110 euro. 1 maggio 2009 - Settegiorni Ha preso fuoco un magazzino
contenente cascame MAGENTA - Poco prima delle ore 15 di lunedì 27 aprile, le fiamme si sono propagate all'interno di uno dei magazzini della ex Novaceta. Al momento all'interno della struttura industriale operano poche decine di dipendenti. Il rogo si sarebbe sviluppato nel vano di magazzino in cui è contenuto il cascame, ovvero gli scarti di filo acetato destinato al riciclo. Il timore che l'incendio potesse propagarsi fino ai vicini silos, contenenti acetato, è stato tuttavia scongiurato dal massiccio intervento dei Vigili del Fuoco. Sul posto sono infatti giunti un'autopompa e un'autobotte dei pompieri di Magenta, mezzi dei Vigili del Fuoco di Corbetta, di Legnano e di Rho, nonchè un carro schiuma e il nucleo Nbcr di Milano. In via precauzionale sul posto è giunta anche un'ambulanza della Croce Bianca di Magenta. «Il fumo sprigionato dall'acetato contenuto nel filo ha fatto sì che diversi operai avvertissero bruciore agli occhi» racconta una delle ex-dipendenti, che al momento dell'accaduto si trovava negli uffici dell'industria per definire le ultime pratiche per il pagamento degli ammortizzatori sociali. Per fortuna però, nessuno degli operatori ha riportato gravi conseguenze a causa dell'accaduto. I pompieri hanno operato per ore al fine di mettere in sicurezza l'area. Restano ora da capire le cause del rogo scoppiato in un luogo dove solitamente gli operai sono solo di passaggio. Un magazzino in cui non convivono fiamme libere o particolari forme di calore. Sul posto si sono recati anche alcuni esponenti del sindacato Cub: «Mi sono recato in portineria insieme a Paolo Chianura rappresentante Rsu - Cub - afferma Mario De Luca del sindacato -, chiedendo di poter effettuare un sopralluogo. La direzione non ha acconsentito, ma ci ha fornito rassicurazioni che l'incendio è stato limitato al reparto "magazzino cascami". Poichè gli impianti sono fermi il cascame è "vecchio" di almeno un anno e viene stoccato in box di cartone ed accatastato in un magazzino sprovvisto di qualunque sistema antincendio. Ricordo che l'acetato di cellulosa è estremamente infiammabile. Certamente è preoccupante che materiale estremamente infiammabile venga depositato in locali non più presidiati poichè il personale è in cassa integrazione. L'attenzione da parte nostra rimarrà alta. Come Cub abbiamo inoltrato una richiesta ufficiale per un sopralluogo. Vedremo». 1 maggio 2009 - La Nuova Sardegna NUORO. Festa a SantOnofrio Lassociazione culturale Madriche, in collaborazione con il Comitato contro la repressione, le Rdb e lassociazione culturale la Grotta dei poeti propone, per oggi «Festa dei lavoratori», una giornata di incontri presso il bar ristorante «Il Colle SantOnofrio» a Nuoro. Liniziativa prevede il pranzo sociale (7 euro) a partire dalle ore 13. A seguire, dalle 15.30, lincontro/dibattito con i lavoratori al quale parteciperanno rappresentanti delle aziende Eurallumina (Portovesme), Legler (Ottana), Sasol (Sarroch), Idea Motore (Nuoro) e altre testimonianze di lavoratori precari. Dalle 18.30 la parola alla musica con lesibizione di Antonio Rubanu, Tenore Nugoresu, The Gale, Blaqaut Magnum, Dj Momak, Dj Mastrone. A contorno delle iniziative Letture di poesie, bancarelle e mercatino solidale. Per informazioni madriche2005@yahoo.it o 3479 239138 |