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20 aprile 2009 - Dire Scuola: 1.637 prof in meno, Cub manifesta il 29 aprile BOLOGNA - L'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna (Usr) conferma il taglio di 1.637 insegnanti nell'organico di diritto per il 2009-2010. E, cosciente della situazione di sofferenza in cui versano molte scuole del territorio, è tornato a bussare alla porta del Ministero, che non ha escluso la possibilità di aumentare il numero dei docenti nell'organico di fatto. Ad affermarlo è Stefano Versari, vicedirettore dell'Usr, questa mattina durante l'incontro con una delegazione della Cub Scuola, occasione anche per esprimere "forte contrarietà circa le minacciate sanzioni alle insegnanti delle scuole elementari Longhena: ci opporremo a qualsiasi sanzione, con tutti i mezzi sindacali a nostra disposizione", spiega, in una nota, Francesco Bonfini, Cub Scuola Emilia-Romagna. Il dirigente ha fornito i dati a livello provinciale circa le scuole dell'infanzia, le elementari e il personale di sostegno. Per quel che riguarda invece l'organico delle scuole medie e superiori bisognerà ancora attendere. "Rileviamo come aspetti positivi la trasformazione di alcuni posti di sostegno e di seconda lingua comunitaria da organico di fatto ad organico di diritto", spiega ancora Bonfini. Questo però "non risolve il dramma di migliaia di posti tagliati (ai quali si aggiungeranno 900 ausiliari), in un momento di crisi e di esplosione della disoccupazione", aggiunge Bonfini. Proprio per questo la Cub Scuola conferma il presidio di protesta indetto per mercoledì 29 aprile, alle 16.30, in piazza XX Settembre a Bologna, sotto le finestre dell'Usr. Anche in quell'occasione Versari riceverà una delegazione di precari che porterà la propria protesta contro i tagli e le rivendicazioni in termini di nuove assunzioni, chiedendo all'Usr di farsene portavoce presso il Ministero. Le richieste della Cub scuola "si baseranno sul fatto che il Governo intende sperperare miliardi per sovvenzionare banche e spese militari, quando ne basterebbe una piccola quota per stabilizzare precari con anni di esperienza e assolutamente strutturali per il funzionamento della scuola", spiega ancora Bonfini. Inoltre, "i numerosi pensionamenti permettono di svolgere questa operazione senza costi aggiuntivi, con anzi un saldo positivo nel medio periodo", aggiunge infine il sindacalista. 20 aprile 2009 - Omniroma VIA PINCHERLE, ASIA RDB: SODDISFATTI PER RAGGIUNGIMENTO ACCORDO(OMNIROMA) Roma, 20 apr - «Si è riunito oggi pomeriggio il tavolo interistituzionale su via Pincherle, al quale hanno partecipato la dottoressa Vaccaro per la Prefettura di Roma, l'assessore regionale alla Casa Mario Di Carlo, Paris per il Comune di Roma, il presidente dell'Ater Luca Petrucci e il proprietario degli alloggi Mario Giacomazzi. Nell'incontro è stato sottoscritto un verbale di accordo per l'acquisto di tutto il patrimonio invenduto da parte dell'Ater, attraverso un concorso di finanziamento da parte del Comune e della Regione, che verrà perfezionato nei prossimi giorni. In particolare, giovedì si svolgerà un incontro tecnico tra Ater e Giacomazzi, mentre lunedì prossimo si riunirà un nuovo tavolo alla presenza del prefetto Pecoraro per la formalizzazione dell'accordo. Al termine dell'incontro, una delegazione di inquilini -in presidio sotto la prefettura- e l'AS.I.A. RdB sono stati ricevuti al tavolo interistituzionale e hanno sollevato la necessità di tutelare gli inquilini i cui appartamenti sono stati venduti a terzi, chiedendo ai rappresentanti delle istituzioni l'apertura formale di un tavolo ad hoc. L'AS.I.A. RdB esprime soddisfazione per l'accordo raggiunto e reputa importante che dopo Colli Portuensi anche la vicenda degli inquilini di via Pincherle 153/169 si concluda con l'intervento pubblico. La resistenza degli inquilini, messa a dura prova dallo stillicidio dei rogiti, l'ultimo dei quali è avvenuto questa mattina, sta infatti producendo un risultato il cui valore investe l'intera città. L'AS.I.A e gli inquilini convocano un'assemblea pubblica per lunedì 27 aprile alle ore 18 presso la sede occupata dal Comitato inquilini in via Pincherle». Lo comunica, in una nota, Asia Rdb. 20 aprile 2009 - Adnkronos SCUOLA: BOLOGNA, 29 APRILE PRESIDIO
CUB DAVANTI UFFICIO REGIONALE Bologna, 20 apr. - (Adnkronos) - Contro il taglio degli insegnanti e del personale Ata e per la stabilizzazione dei precari, la Cub scuola Emilia Romagna tornerà in piazza con una protesta indetta per il prossimo 29 aprile alle 16.30 davanti all'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna che ha sede a Bologna. L'annuncio giunge oggi dopo l'incontro tra una delegazione della sigla sindacale e il vice direttore dell'Ufficio scolastico regionale Stefano Versari che, riferisce Francesco Bonfini della Cub Scuola «ci ha confermato il taglio di 1637 insegnanti, quale effetto delle Leggi 133 e 169». «L'amministrazione ci ha informato di aver rappresentato al Ministero le situazioni di maggior sofferenza» prosegue il sindacalista che aggiunge «ci sarà quindi forse ancora spazio per ottenere qualche briciola. Ciò chiaramente non risolve il dramma di migliaia di posti tagliati, ai quali andranno ad aggiungersi 900 posti Ata, in un momento di crisi e di esplosione della disoccupazione». Nel corso dell'incontro, infine, la Cub Scuola ha poi espresso la propria «ferma contrarietà circa le minacciate sanzioni alle insegnanti delle scuole Longhena» dove questo inverno sono state consegnate a tutti i bimbi delle elementari le pagelle con il 10 in tutte le materie. «Abbiamo ribadito - conclude Bonfini - che ci opporremo a qualsiasi sanzione, con tutti i mezzi sindacali a nostra disposizione». 20 aprile 2009 - Il Nolano Fiat, 16 avvisi di garanzia POMIGLIANO D'ARCO - Nei giorni scorsi 16 lavoratori della Fiat hanno ricevuto altrettanti avvisi di garanzia per lo sciopero di cui furono protagonisti dall11 al 15 aprile 2008. Lo sciopero fu indetto contro la scelta dellazienda di trasferire 316 operai nel cosiddetto reparto- confine di Nola. Una scelta che fu letta in chiave antisindacalista. Ci furono scontri con le forze dellordine accorse per disperdere il presidio dinanzi i varchi dello stabilimento. Poi lapertura delle indagini con i 16 avvisi di garanzia emessi dal pm della Procura di Nola Sara Paolino. Rinviati a giudizio sono Mario Di Costanzo, rsu della Fiom Cgil, Antonio Arcella, 43enne di Caivano, rsu della Fim Cisl, Domenico Mignano 42 anni, di SantAnastasia, Marco Cusano e Luigi Aprea dei Cobas, il leader del sindacato Cub Tommaso Pirozzi, Vincenzo Sarnataro, Giovanni DErrico, Angelo Liguori, Luciano Arcopinto, Vincenzo Esposito, Andrea Prete, Vincenzo Sapio, Anna Visconti, Giuseppe Mele e Emma Pezzella. Su questa vicende si esprime in un comunicato stampa Tommaso Pirozzi, che scrive tra laltro: " Gli operai, nonostante i plausi dei sindacati concertativi ad eccezione di qualche R.s.u., avevano ben compreso lo scopo del piano Marchionne: espellere dalla fabbrica di Pomigliano il sindacalismo di base e tutti quei lavoratori ritenuti scomodi, per poi procedere ad un ridimensionamento dellintero stabilimento. Ancora una volta la magistratura si schiera con i poteri forti ed attacca i lavoratori. Non è un caso che ciò avvenga in questi mesi difficili di cassa integrazione e di incertezza per il futuro occupazionale per migliaia di operai tra Fiat ed indotto. Mentre cresce sempre di più il timore di una chiusura dello stabilimento, visto la mancanza di un piano di produzione. Intanto la trattativa sul futuro dei lavoratori non parte, accrescendo sempre di più il timore di una chiusura dello stabilimento, visto la mancanza di un piano di produzione. Impressionante è la negazione del riconoscimento che le lotte sono sindacali e non "criminali"; negli "avvisi" infatti si parla di "violenza"privata invece che sciopero con presidio delle entrate, si parla minacce, di violazione di un ordinanza di sgombero, e via di questo passo. Quando il conflitto sociale non è rituale si vuole trasformarlo in fatto criminale". Per questo motivo Cub, Confederazione Cobas e Sdl intercategoriale organizzano una assemblea per giovedì 23, dinanzi lingresso 2 della fabbrica a partire dalle 13. 20 aprile 2009 - Il Piccolo I DIPENDENTI DELLA TRIESTE TRASPORTI
CHIEDONO CABINE BLINDATE Trieste - Bottiglie di birra contro un bus della
Trieste Trasporti. Le hanno scagliate laltra notte due giovani ubriachi - con ogni
probabilità del giro di punkabestia che gravitano attorno a piazza Oberdan -, come
vendetta contro lautista che li aveva fatti scendere dal mezzo. Autista che ora,
assieme agli altri colleghi inseriti nei turni serali, annuncia lavvio di una
raccolta firme per chiedere maggior sicurezza sui mezzi che effettuano corse notturne.
«Quelle bottiglie avrebbero anche potuto colpirmi in testa - ha riferito il dipendente
della Trieste Trasporti -. Non è possibile che i conducenti siano lasciati in balia dei
tanti ubriachi e squilibrati che circolano di notte. Le intimidazioni e le aggressioni
sono ormai sempre più frequenti e nessuno ha mai preso provvedimenti. È arrivato il
momento di adottare delle misure di prevenzione che tutelino sia gli autisti sia i
passeggeri». 19 aprile 2009 - Il Mattino di Padova Cè allarme nelle cooperative «Il nostro futuro è in bilico» Padova - Nel vortice della crisi stano entrando anche tante cooperative, i cui lavoratori-soci sono meno tutelati dei dipendenti delle aziende perché privi di adeguati ammortizzatori sociali. Nel coop sono occupati, in genere, numerosi immigrati stranieri, quasi sempre sposati con figli, che, una volta rimasti senza stipendio, ricevono presto lo sfratto perché non hanno più i soldi per pagare laffitto. E così, ieri mattina, i militanti del Patto di Base - formato dai Cub, Sdl e Cobas - hanno portato davanti alla Prefettura circa trecento lavoratori, tra cui molte donne arabe con il capo velato e i figli in braccio, per far conoscere allopinione pubblica i problemi quotidiani che i lavoratori delle coop devono affrontare in questi tempi di recessione. A fianco della tomba di Antenore anche le lavoratrici della cooperativa Pega di Tribano e del Centro riciclo di Monselice. In mezzo agli immigrati Stefano Pieretti, Gianni Boetto, Marzio Sturaro, Celeste Giacon, Pier Lorenzo Parrinello e Max Gallob. Lo spazio antistante lingresso di Palazzo Santo Stefano è stato tappezzato di striscioni piuttosto eloquenti, del tipo «Non saremo noi a pagare la crisi» e «Diamo voce ai Senza Voce». A prendere la parola, Celeste Giacon e un lavoratore marocchino in lingua araba: «La situazione in tante coop peggiora di giorno in giorno», ha affermato il primo «ad esempio, al Centro riciclo vogliono dare ai lavoratori 1,20 euro allora con la scusa della crisi e alla Pega (90 persone) sono in una situazione disperata». Durante il sit-in pacifico, una delegazione, guidata da Pieretti, è stata ricevuta dal prefetto Michele Lepri Gallerano e dallassessore provinciale Roberto Tosetto, che hanno promesso impegno e attenzione alle vertenze in atto.(f.pad.) Altro sciopero dei 90 lavoratori al Centro Riciciclo MONSELICE - Nuovo sciopero di 8 ore ieri al Centro
Riciclo. Novanta lavoratori, tutti stranieri, hanno protestato contro la decisione del
consorzio Team Service di ridurre i salari. Adesione totale secondo lAdl Cobas. Al
punto da costringere i dirigenti a chiudere lazienda. I lavoratori della Mylog si
sono poi spostati a Padova, per un incontro con il prefetto Michele Lepri Gallerano. 19 aprile 2009 - La Repubblica In settecento alla manifestazione
contro l´ordinanza del sindaco: PISA - Per noi sono borse e cinture contraffatte. Per
loro un modo per guadagnarsi da vivere. Per noi sono tappetini da scansare, ostacoli da
aggirare sulla strada, «no grazie, non mi serve niente» e via di corsa. Per loro sono il
pane quotidiano. I venditori senegalesi scendono in piazza ora che il sindaco di Pisa
Marco Filippeschi ha firmato un´ordinanza che impedisce agli ambulanti abusivi di esporre
la merce in piazza dei Miracoli e nel mercato di via Paparelli. E con lo stesso
provvedimento autorizza vigili urbani, polizia e carabinieri ad andare a frugare dentro i
borsoni che portano in spalla. «Per noi questa è quasi una condanna a morte, ci riducono
alla fame», spiega Tall Lamine, 34 anni, uno degli immigrati del corteo che sfila nel
centro storico, dalla stazione al Comune, sui lungarni, fin sotto la Torre pendente. Tall
ha 34 anni, la moglie e il figlio sono in Senegal e lui li raggiunge due volte l´anno.
«Tirano avanti coi miei soldi, senza di me non ce la farebbero mai». Sono quasi
settecento in marcia nella manifestazione organizzata dal Casto, il coordinamento delle
associazioni senegalesi in Toscana, a cui hanno dato la loro adesione Gad Lerner e lo
storico Adriano Prosperi, oltre che Rifondazione, Rete dei comunisti, Cobas, centri
sociali, il comitato antifascista e antirazzista versiliese. Su uno striscione rosso («il
colore con cui in Senegal esprimiamo disagio e sofferenza») sta scritto «O il borsone o
la vita, no a i sindaci sceriffo». Da una camionetta esce un ritmo di tamburi amplificato
su cui tutti cantano «Italiano non dimenticare, fuori dall´Italia andate a lavorare»,
per ricordare che anche noi siamo un popolo di ex emigranti. Davanti al palazzo del Comune
si siedono in terra a decine, al microfono parla Mbaye Diop: «Non possono cancellarci
così». Poi chiede un minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Abruzzo. 19 aprile 2009 - La Stampa LIstat? Molto meglio
loroscopo Questa è una storia di lassismo burocratico, di governi complici, di leggi scritte sulla carta però allegramente disattese. Tal quali le leggi antisismiche crollate allAquila insieme al terremoto. Daltronde pure questa storia deflagra il 6 aprile, benché nessuno fin qui ci abbia prestato caso. E anchessa lascia almeno un morto sotto le macerie. Non - per fortuna - un morto in carne ed ossa. Ma la vicenda è analoga, sia pure con la differenza che separa la tragedia dalla farsa. E la vittima reca a sua volta un nome illustre: la statistica, o almeno la statistica ufficiale. La più inesatta fra le scienze esatte, dice chi non le vuol bene. Tuttavia una disciplina coltivata fin dallantico Egitto, a Roma sotto Augusto imperatore, nella Cina dei Ming. Perché costringe i governi a ragionare sulle cifre, e perché dunque rappresenta il faro delle politiche pubbliche. Fu Leibniz il primo a proporre la creazione di un ufficio nazionale di statistica. In Italia la sua idea venne realizzata nel 1861, perfezionata nel 1926, quando sorse lIstat. La settimana scorsa ne abbiamo decretato i funerali, senza esequie di Stato, senza neppure un necrologio. Tutto comincia nel giugno 2007, quando un direttore dellIstat dichiara candidamente a Panorama che ogni anno 350 mila questionari inviati alle imprese e ai cittadini restano senza uno straccio di risposta. Lennesima prova dello scarso senso civico del popolo italiano, verrebbe da pensare. Solo che in questi casi - in Italia come altrove - la risposta è (era) obbligatoria; e a propria volta lIstat ha (aveva) lobbligo di perseguire i colpevoli, applicando una sanzione pecuniaria. Vi ha mai provveduto? Macché. Alle nostre latitudini le leggi sono come le raccomandazioni della suocera, nessuno le prende mai sul serio. Sennonché il sindacato Usi/RdB, fatti due calcoli, denuncia i vertici dellIstat per danno erariale; e la procura della Corte dei conti lo quantifica in 191 milioni di euro, di cui 95 da scucire al presidente Biggeri. Ludienza si terrà il 12 ottobre prossimo. Nel frattempo però scattano le operazioni di soccorso. Il governo Prodi, fra un rantolo e un lamento, trova le forze per varare l"indulto statistico", infilando nel decreto milleproroghe (febbraio 2008) una norma che non proroga un bel nulla, anzi chiude i conti col passato. Come? Inventando la risposta non risposta. Il Dio degli azzeccagarbugli sarà saltato sulla sedia: con questa norma rischia la multa solo chi mette per iscritto la sua volontà di sottrarsi ai questionari Istat, solo chi risponde di non voler rispondere. Ovviamente non lo fa nessuno, anche perché sarebbe come denunciarsi. Sarebbe come stabilire che gli evasori fiscali dora in avanti verranno castigati a condizione che dichiarino al fisco dessere evasori. Una capriola logica e insieme un ossimoro giuridico: lobbligo non obbligatorio. Fine? Per il passato sì, ma cè da preoccuparsi del futuro, dato che lindulto statistico non vale dal 2009 in poi. Qui allora arriviamo al governo Berlusconi, arriviamo per lappunto al 6 aprile: quando la Gazzetta Ufficiale pubblica un decreto che restringe da 144 a 29 le indagini statistiche a risposta obbligatoria. Ci si potrà più fidare delle rilevazioni Istat? Se già in passato Eurostat (lufficio statistico della Commissione europea) le prendeva con le pinze, da domani varranno meno dun oroscopo tracciato sui segni zodiacali. Senza un martello da piantare sulla testa ai renitenti, da domani lIstat non sarà più in grado doffrire statistiche attendibili e complete. Anche perché le materie depennate non sono affatto marginali: cè dentro il turismo, lagricoltura, i trasporti, lambiente, i consumi delle famiglie, il tasso doccupazione nelle piccole imprese, la sicurezza, gli aborti, le malattie infettive. Cè tutto il capitolo delle costruzioni, proprio adesso che cadono una addosso allaltra come un castello di tarocchi. Cè infine la giustizia, e magari è un bene per limmagine consunta del Paese, così nessuno potrà più misurare i tempi biblici dei nostri processi. Ma dopotutto non cè scandalo: in Italia linformazione, al pari della legge, non è una cosa seria. 19 aprile 2009 - IVG Il Gabbiano, due esponenti della Flaica Uniti-Cub eletti nelle Rsu Savona - Savona. Giovedì 16 e venerdì 17 aprile si sono tenute le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali unitarie. Per la prima volta nella storia de Il Gabbiano di Savona si è presentata una lista alternativa alle tradizionali Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil: la Flaica Uniti-Cub, nata da un gruppo che si è messo in gioco con lintento dichiarato di "affermare i diritti di tutti nei bruschi e spesso incontrollati mutamenti che stanno stravolgendo il mondo del lavoro". Grazie al consenso dei dipendenti, la lista Flaica Uniti-Cub ha ottenuto 45 preferenze su un totale di 177 voti, ottenendo lelezione di due delegati sui tre presenti nella lista. I delegati Rsu della Flaica Uniti-Cub saranno Fausta Zerbini e Patrizio Bruzzo. A parità di voti con il collega di lista, Emilio Morrone ha deciso di rinunciare a favore delle "nuove leve", dando prova di spirito di sacrificio e negazione di ogni individualismo e assicurando il proprio contributo e la totale adesione al progetto che lo ha visto tra i promotori e animatori sin dalle primissime battute. "Da questo punto - dichiarano i membri di Flaica Uniti-Cub - che è solo di partenza, svilupperemo il programma basato sulla coesione dei lavoratori, alla salvaguardia dei diritti delle persone, alla difesa della dignità del lavoro e alla vigilanza sulla sicurezza in tutte le sue forme". 18 aprile 2009 - Asca CALABRIA: RDB CUB, ACQUA BENE PUBBLICO(ASCA) - Catanzaro, 18 apr - RdB Cub prende atto che anche due membri delle segreterie regionali di Filcem-Cgil e Uilcem-Uil, sostengono il concetto che ''l'acqua e' un bene primario e che la sua gestione deve essere pubblica'' .Prende anche atto che gli stessi hanno rivolto ''gravi critiche alla Sorical. Benvenuti!'' ''Sono anni che, in perfetta solitudine, il sindacato RdB/CUB sta ponendo il problema della gestione dell'acqua e dei rapporti con la Sorical, che in Calabria cura la rete idrica. Infatti, come e' noto, nella nostra regione dal 1* novembre 2004, la competenze sulla gestione dell'acqua e' stata affidata alla Sorical, societa' a capitale misto pubblico-privato; la parte privata, pero', costituita dalla societa' francese Veolia', pur essendo minoritaria, ha di fatto il controllo totale sulla societa' e questo sindacato ha gia' da diverso tempo espresso tutte le perplessita' su questa gestione, avanzando riserve soprattutto sulle modalita' di controllo, sull'entita' e sulla tipologia degli investimenti effettuati''. ''Il fatto che oggi altri intervengano sulla questione - dice RdB Cub - dimostra come la RdB/CUB avesse ragione sin da subito. Quello che ci pare bizzarro e' che venga richiamato anche il protocollo d'intesa del 22 luglio 2003, con il quale proprio Cgil, Cisl e Uil avevano dato il via libera al distacco dei lavoratori Regionali del settore acquedottistico presso la Sorical, atto fondamentale perche' questa potesse iniziare la sua attivita'. Nello stesso protocollo, pero', era anche previsto e sottoscritto che da li' a poco doveva essere definita la legge di trasferimento del personale Regionale nella societa' Sorical: ebbene, sono passati quasi sei anni e, non solo la legge non e' stata mai fatta, ma gran parte del personale e' confluito in Sorical usufruendo di una norma sull'esodo volontario incentivato! In questi anni tutte queste anomalie sono state denunciate da questo sindacato, cosi' come e' stata espressa forte preoccupazione per i controlli nella gestione della Sorical, che avrebbero potuto (dovuto, secondo noi) essere affidati a quei lavoratori del servizio idrico regionale, parcheggiati ormai da anni senza che le loro professionalita' siano sfruttate''. 18 aprile 2009 - Liberazione Salvano le vite umane, ma sono pochi
e malpagati. «In due anni ci hanno tolto la metà delle risorse» Coppito (Aq) - «Non ci chiami angeli per cortesia, basta con questi nomignoli. Siamo solo vigili del fuoco... poi, sì, è vero, io mi chiamo Angelo». Angelo sorride. La sala operativa dell'accademia di Coppito è in pieno fermento. Non si ha tregua. «Parli con chi ha il più alto grado in carica, purtroppo non le possiamo dare retta». Il comandante Corsini si avvicina. E' sulla sessantina, un sorriso rassicurante. «Mi dica». Solo qualche informazione. «Per questo allora si rivolga al centro documentazione». Il centro documentazione dei vigili del fuoco è all'interno di un camion di soccorso parcheggiato ai lati dell'enorme piazzale dell'accademia. Accademia che, ora, è diventata il nucleo della gestione dell'emergenza post terremoto. E proprio qui sono riuniti tutti i reparti in azione, dai comandi della pubblica sicurezza a quelli della guardia di finanza, dalla croce rossa alla protezione civile, dagli scout alle associazioni di volontariato, dai carabinieri alla polizia all'esercito fino, appunto, ai vigili del fuoco. Proprio loro. Li abbiamo visti in azione, li continuiamo a vedere in azione, prima a scavare con le mani tra le macerie, ad inerpicarsi su tetti e strutture pericolanti, ad ergere le prime opere di messa in sicurezza di case distrutte; soprattutto, li abbiamo visti salvare, quando è stato possibile, e anche a rischio della propria, vite umane. «Sì, grazie - sorride il capo squadra Maurizio Maleci -. Ma noi ci occupiamo anche di animali, sa. E comunque sembra che i cani ci riconoscano, quando entriamo nelle case abbandonate ci vengono spontaneamente incontro. Naturalmente i nostri compiti - spiega - sono tanti e complessi. Dalla prevenzione all'aiuto effettivo in caso di emergenza. Dalla messa in sicurezza degli edifici al soccorso diretto. Tra questi rientra anche la salvaguardia del patrimonio artistico del paese». Un corpo di meno di trentamila vigili del fuoco si può occupare di tutto questo? «Per cortesia - si schermisce - evitiamo polemiche. Il nostro lavoro lo facciamo con passione». Senza dubbio, sta di fatto che i problemi ci sono. Se si dà uno sguardo oltre frontiera si scopre che solo nella città di Parigi sono operativi ben 16mila vigili del fuoco a fronte di meno di trentamila unità che operano sull'intero territorio nazionale italiano. «E' quello che andiamo ripetendo da tempo - sottolinea Antonio Jiritano, altro vigile nonché esponente sindacale Rdb -. Siamo pochi. E in questo modo l'emergenza non si può gestire». Le denunce pesano. «Abbiamo avuto prima dal governo Prodi, poi dall'attuale una serie di tagli. Ora lavoriamo con il trenta per cento delle risorse che avevamo due anni fa. Sono anni che non si procede ad assunzioni. Senza parlare della paga. Un vigile del fuoco con 22 anni di servizio alle spalle arriva a guadagnare non più di 1450 euro al mese. E il nostro non è esattamente un lavoro da impiegati». «Vuole sapere cosa è accaduto appena scoppiato il terremoto qui a l'Aquila?». Prego racconti: «Abbiamo dovuto far ricorso alle cosiddette colonne mobili, mezzi vetusti mai manutentati. Metà li abbiamo dovuti lasciare in autostrada perché si sono rotti, gli altri vanno sì e no a 40 allora. Se si guarda a quanto è accaduto durante i primi soccorsi per quest'ultimo sisma, si scopre che c'è una falla che va dalle tre e venti (ora della scossa fatale, ndr) alle sei della mattina di lunedì; e sicuramente non per colpa nostra. Semplicemente per colpa del fatto che i vigili del fuoco sono praticamente abbandonati a se stessi. Cerchi di capire. Siamo arrivati sul luogo del sisma dopo tre ore e abbiamo lavorato ininterrottamente per 48 ore di seguito. Non avevamo neppure di che mangiare. Alla fine, fortunatamente, alcuni colleghi della Guardia di Finanza ci hanno portato un panino con la mozzarella. Siamo andati avanti a caffé per due giorni di seguito». A luglio è stato chiesto un incontro a Maroni, il quale aveva garantito che si sarebbe occupato anche della questione dei vigili del fuoco. Ma, da allora, non se n'è fatto nulla. Ed ora che, purtroppo, è scoppiata questa tragedia, l'attenzione si è inevitabilmente appuntata anche sulla situazione dei vigili del fuoco. «Un altro nostro problema - continua Jiritano - è che, ora, ci vogliono militarizzare. Ma noi ci definiamo il "braccio operativo della gente comune". Non siamo militari. E non vogliamo diventarlo. Vorremmo semplicemente che si riconosca la nostra professionalità». Professionalità, a dire il vero, sicuramente fuori dal comune. E' anche per questi motivi che è stata inviata all'attenzione del capo dello Stato del presidente del Consiglio, dei presidenti di Senato e Camera, nonché a tutti i gruppi parlamentari, una lettera aperta in cui si denuncia il disagio vissuto da chi gestisce in prima persona l'emergenza e si chiede un incontro. «Scriviamo, si legge nel testo, ad una settimana dal terremoto che ha colpito l'Abruzzo. Vi scriviamo perché abbiamo terminato la prima fase dell'emergenza quella, per intenderci, per cui ci si occupa di salvare vite umane. Ci rivolgiamo a voi, poiché siamo gente del soccorso che, prima svolge con professionalità l'emergenza, poi ci riflette sopra. (...) Oggi ci troviamo con competenze maggiori, uomini, e attrezzature in meno, e in una gravissima situazione debitoria. Nonostante ciò, abbiamo mantenuto il dispositivo del soccorso ad un livello altissimo. (...) Va evidenziato che la parte più gravosa dell'immediato intervento è tutto sulle spalle dei vigili del fuoco, ciò forse è dovuto al fatto che il corpo nazionale è un'organizzazione diffusa su tutto il territorio con orario di lavoro h24. Detto questo riteniamo che la politica debba fare il necessario sforzo a riconsiderare urgentemente l'impostazione di finanziamento del personale. Ma, soprattutto, a ragionare sull'organizzazione che in questi anni si è voluta dare al corpo nazionale, di una struttura ingessata e militarizzata». L'auspicio, ora, è che, dopo l'ennesima drammatica emergenza, i vigili del fuoco vengano ascoltati. 18 aprile 2009 - Corriere di Viterbo/Rieti Precari dellIspra, monta la
protesta Ieri mattina a Roma, presso la Sala Fazzini dellIspra in via Curtatone, i precari dellIspra hanno bloccato il convegno sito web dei laboratori Ispra ed hanno proiettato un video sui lavoratori "buttati al mare". "Mancano - viene denunciato in un comunicato - solo 74 giorni al licenziamento di centinaia di lavoratori precari che allIspra svolgono ricerche sullambiente marino, attività determinanti per lo sviluppo di un paese che vive sul e del mare, per lo sviluppo del turismo, delle politiche ambientali e della stretta correlazione con la salute dei cittadini". "Tra i provvedimenti del Ministro Brunetta e il mancato intervento del Ministro Prestigiacomo già 21 nostri colleghi sono a casa", sottolinea Michela Mannozzi, del Coordinamento Precari Usu RdB Ricerca. "Neanche lintervento del Comune di Roma ha sortito effetti, e nei fatti il Ministro sta delegando funzionari ministeriali al nostro licenziamento. Ma se i provvedimenti sul precariato pubblico andranno in porto, se la struttura commissariale non varerà un piano per il mantenimento di questo personale e la stabilizzazione, nei prossimi 3 anni resteranno solo altri 500 disoccupati in più, proprio ora che cè la crisi". "Lintervento di oggi (ieri, ndr) del Sub Commissario allIspra Santori ci ha confermato il disinteresse su questo tema - aggiunge Mannozzi - noi invece vogliamo che tutti gli stabilizzandi, anche quelli esclusi ingiustamente, siano assunti entro giugno; che tutti i precari Ispra siano assunti a tempo determinato con contratti quinquennali, che sia avviato un piano triennale di assunzione", chiede la sindacalista Usi-RdB. 18 aprile 2009 - Il Manifesto CASTELVOLTURNO Sei mesi fa la strage
degli immigrati. NAPOLI - Sono passati sette mesi esatti da quella notte
tra il 18 e il 19 settembre, quando il gruppo di fuoco guidato da Giuseppe Setola
massacrò a Castelvolturno sette persone innocenti, sei africani e un italiano. L'ala
stragista dei casalesi, che aveva compiuto la mattanza per seminare terrore nella zona è
stata messa in prigione, compreso il suo capo conosciuto da tutti per la sua ferocia che
rasentava la follia, ma nonostante ciò non molto è cambiato sul territorio. Gli africani
continuano a vivere nella paura, a svegliarsi alle cinque del mattino per aspettare sul
litorale domizio che i caporali li portino nei campi o nei cantieri a nero, a vivere in
palazzi fatiscenti, a essere clandestini e quindi schiavi senza nessun diritto. Non solo.
Dopo la strage di settembre, in un maldestro tentativo delle istituzioni di
"ripulire" il territorio è partita la caccia agli irregolari. Lo scorso 10
novembre 200 agenti si sono presentati all'American Palace, un palazzone abbandonato dagli
americani dove tuttora vivono molte famiglie, portando via 90 persone, sfasciando porte e
finestre. A MONTEBELLUNA SUMMIT AGRICOLO. TRA
LE PROTESTE MONTEBELLUNA (TREVISO) - Un dipendente su sette in
Veneto potrebbe avere presto problemi di occupazione. È il dato che emerge dal rapporto
della Cgil regionale secondo il quale i lavoratori interessati da cassa integrazione,
sospensioni, mobilità, conclusioni di rapporti a termine nel corso del 2009 arriverebbero
a 220mila, poco meno del doppio che nel 2008. Un dato impressionante, che getta una luce
oscura nell'ex ricco e miracoloso nordest. Anche perché ad essere colpiti in particolare
saranno i lavoratori occupati nelle piccole imprese o con rapporti di lavoro temporanei
che non usufruiscono degli ammortizzatori sociali. Già a gennaio la cassa integrazione
ordinaria in Veneto è cresciuta del 300% rispetto al gennaio del 2008, mentre la quota di
assunzioni è crollata del 60%. Restringendo il campo e andando in provincia di Treviso,
nel primo trimestre dell'anno le piccole imprese sono andati perduti quasi tre volte i
posti di lavoro persi nello stesso periodo del 2008. Sempre la Cgil ci dice che le
espulsioni sono state 1654 contro le 682 del primo trimestre dell'anno scorsa. Nelle
grandi imprese ci sono stati 605 licenziamenti contro i 377 del periodo gennaio-marzo
2008. A contenere le mobilità e i licenziamenti nelle aziende più grandi è l'utilizzo
massiccio della cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga, che coinvolge a
rotazione circa 30mila trevigiani. Sul fronte delle piccole, invece, a preoccupare è
anche l'effetto legato al termine del periodo di sospensione dei lavoratori, in
particolare nell'artigianato e nel commercio, che è di soli novanta giorni, che sta
coinvolgendo oltre 400 imprese e che interessa poco più di duemila lavoratori. Nelle
scorse settimane è stata chiesta la cassa integrazione anche alla Diadora: a casa 61 dei
252 dipendenti dello stabilimento trevigiano di Caerano San Marco. Il gruppo, produttore
di calzature e articoli sportivi, è l'ennesima "vittima" della crisi: il calo
del fatturato (sceso a 134 milioni di euro, erano 150 nel 2007), dovuto soprattutto alle
flessioni nei mercati italiano, statunitense e dell'Europa dell'est, si traduce in un
pesante piano di riduzione della forza lavoro. Sergio Zulian dell'Associazione difesa
lavoratori (Adl Cobas) conferma che la crisi in provincia di Treviso si fa sentire in
maniera pesante. «I primi a essere espulsi dal mercato del lavoro - dice - sono i
lavoratori delle cooperative, gli interinali e i lavoratori con contratto a termine, che
poi significa molti giovani e molti migranti». 18 aprile 2009 - Italia Oggi Agenzie fiscali, sindacati in rivolta I sindacati dei lavoratori delle agenzie fiscali (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil p.a., Confsal/Salfi Rdb/Cub/Pi Flp) con una nota unitaria hanno espresso ieri «forte contrarietà per la mancata attivazione degli strumenti contrattuali sui piani aziendali delle Agenzie, a più di quattro mesi dalla loro decorrenza, nonché sugli schemi delle convenzioni 2009». I sindacati chiedono alle agenzie un confronto sostanziale sulla qualità e la consistenza delle risorse derivanti dalle convenzioni, nonché sulle ricadute sul personale derivanti dai processi di riorganizzazione in atto nelle agenzie fiscali. 18 aprile 2009 - Il Gazzettino Komatsu, 24 mesi di Cigs Este - Ombre e luci sul futuro della Komatsu arrivano
dallincontro che si è tenuto ieri, alla presenza dei dirigenti dellazienda e
dei rappresentanti sindacali, negli uffici padovani dellassessorato al lavoro della
Provincia. Le buone notizie arrivano dalla proprietà, che si è impegnata a stanziare
enormi fondi per dare nuova vita allo stabilimento atestino, mentre quelle cattive
riguardano la cassa integrazione dei dipendenti. 18 aprile 2009 - Repubblica.it Linformazione, il terremoto e
le domande mai fatte Cominciamo dalle previsioni. Ieri sera, a Napoli, si è svolto un convegno sulla possibilità di prevedere i terremoti a cui ha partecipato anche Gioacchino Giuliani. Non avendolo seguito personalmente, riporto qui sotto integralmente il breve resoconto di un lettore che ha seguito lincontro dal vivo: "Apre il prof. Gasparini [Paolo Gasparini, professore ordinario di fisica terrestre dellUniversità Federico II di Napoli]. Non è possibile prevedere i terremoti (dove, quando, intensità) sostanzialmente perché si tratta di una frattura in un mezzo disomogeneo. È possibile prevederli (sempre dove, come, quando) probabilisticamente. È stata mostrata una mappa con la distribuzione di probabilità del verificarsi un evento di magnitudo superiore a 5,5 tra il 2008 e il 2012. Il posto con probabilità maggiore era LAquila. È possibile un Early Warning (una decina di secondi prima della scossa) durante il quale bloccare in automatico treni ponti gas e così via. Quanto al radon è accettato che è un debole precursore (aumento di probabilità del verificarsi del sisma). Giuliani: si è costruito da solo un rilevatore di radon che si basa su principio diverso da quelli in uso. Questi misurano le particelle alfa e hanno bisogno di giorni per fare la misura, il suo misura i raggi gamma emessi dal decadimento Bismuto Pb e necessita di una mezzora per fare la misura. Ha una finestra di preallarme di 6-24 ore e un raggio dazione che dipende dalla magnitudo del sisma (per eventi come lultimo sisma circa 150 chilometri). Sostiene che nel 2004 su "sfida" di Boschi [Enzo Boschi, presidente dellIstituto nazionale di geofisica e vulcanologia] fece una campagna di prove per dimostrare lattendibilità del suo metodo. Risultato: 7 eventi su 7 previsti in Abruzzo. Commento di Boschi: LAquila è talmente sismica che se dico che domani ci sarà un sisma, ci prendo. I fisici presenti in sala hanno fortemente contestato la validità dello strumento (non scherma i raggi cosmici e qullo che misura non è altro che la loro fluttuazione). Gasparini lha difeso dicendo che i raggi cosmici sono trascurabili per queste misure, e lo strumento scherma ottimamente la radioattività ambientale che è la principale fonte di rumore. Insomma, per Gasparini strumento e misure valide, correlazione errata. Domanda: perché non ha pubblicato i dati? Risposta: ci sta lavorando. Suscita più di una perplessità quando afferma cha ha "visto" anche il sisma di Sumatra del 2006 (di magnitudo 9,1). Alla fine, però, la conclusione più amara lha fatta un professore. Perché in presenza di sciame + la previsione probabilistica di cui sopra + radon, che comunque aumenta la probabilità di un evento, la PC non sè organizzata prima?" Qui, la cronaca degli eventi. E ora le domande. Almeno quelle che mi pongo io, e che meglio precisarlo non sono volte ad attaccare né questo né quello. Ma a capire. È un vizio che non riesco a levarmi. Partiamo dal metodo Giuliani. E dalle perplessità sul sisma di Sumatra. La misura che fa Gioacchino Giuliani è locale. E al momento non riesco a immaginare una correlazione tra misure gamma sul radon allAquila e un sisma 9,1 laggiù in fondo allOceano Indiano La prima domanda che mi viene è questa: osservando in diretta (e non a posteriori) le misure del radon di Sumatra con quellunico o quei pochi rivelatori in loco, Giuliani avrebbe detto che stava arrivando un sisma 9,1 a Banda Aceh o uno 4,5 allAquila? Oppure, girando la questione: se non ci fosse stata una sequenza di eventi precusori (lo sciame in corso da gennaio, che non è sempre presente, in caso di sismi violenti) come avrebbe potuto lo strumento di Giuliani distinguere tra un sisma di magnitudo 5,8 allAquila, uno 6,6 a Messina o uno 9,1 a Sumatra? In questo caso, su scala locale il metodo predittivo sarebbe del tutto inutile. Mi pare (ma posso sbagliarmi e accolgo volentieri qualsiasi obiezione) che il singolo rivelatore o una piccola rete locale non possa discriminare grande sisma a grande distanza da piccolo sisma vicino da medio sisma a media distanza. Se così fosse, qualche opportunità in più ci sarebbe costruendo una rete globale di rivelatori. Ma, cito Gasparini, un terremoto è una frattura in un mezzo disomogeneo. Su scala globale, diventerebbe un serio problema correlare il radon con le diverse composizioni del sottosuolo. Considerato anche che ci sono regioni da quel che mi è parso di capire dalla letteratura che sono riuscito a consultare in cui il radon non può essere un precursore, per la composizione specifica del sottosuolo. E anche dove il radon può essere un precursore, mi sembra di poter immaginare che le correlazioni possano essere molto diverse, a seconda delle frizioni tra le masse, del tipo di masse coinvolte, del contenuto in uranio del sottosuolo e probabilmente di altre variabili che qualcun altro potrà far notare. In seconda battuta cè una domanda sullipotesi di una rete a scala locale: entro quale range di magnitudo si può dire che sarà il sisma? È una delle domande che mi faccio dal primo giorno. Ovvero: cè una relazione diretta, lineare, locale, tra la misura dei gamma operata da Giuliani e la magnitudo? E se sì, qual è? Personalmente, e anche qui posso sbagliarmi, immagino che possa dipendere dai fattori più disparati, perché la drammatica verità è che non abbiamo la più pallida idea di che cosa accada là sotto Gli è stata fatta una domanda del genere? A me è venuta perché il sindaco sostiene che il 29 marzo Giuliani ha parlato di un sisma devastante a Sulmona, mentre Giuliani ora nega di aver detto che sarebbe stato devastante. Dobbiamo chiedere a Genchi? La risposta è importante per il fattore di prevedibilità a livello locale (almeno nelllaquilano). Troppi falsi positivi (unemissione intensa per un sisma di magnitudo 3) e troppi falsi negativi (unemissione moderata per un sisma di magnitudo 6) invaliderebbero le possibilità previsioniali. Un altro lettore segnala unobiezione emersa ieri sui rivelatori di Giuliani: i picchi che Giuliani ritiene significativi sono a 1-2 deviazioni standard dal fondo, quindi rientrano perfettamente nelle fluttuazioni dello stesso fondo. Come distinguere uan variazione alta del fondo da un evento sismico? La scienza, in generale, mi pare piuttosto concorde. Per ora è impossibile prevedere il dove, il come e il quando, simultaneamente, entro un arco di tempo di luogo e di magnitudo ragionevoli. Ma dietro il sisma aquilano restano dei "ma" grandi come una casa. Uno dei ma è il triste commento raccontato nel resoconto del lettore, e sottolineato dalla mappa mostrata ieri. La distribuzione di probabilità del verificarsi un evento di magnitudo superiore a 5,5 tra il 2008 e il 2012 mostrava che larea con la probabilità più alta era laquilano, con il 30 per cento di probabilità. Nellaquilano era in corso uno sciame sismico da oltre tre mesi, al punto che scuole erano già state evacuate, e che la cittadinanza era allarmata. In più cerano gli avvertimenti di Giuliani, se ce li vogliamo mettere. E qui occorre parlare del vertice della Commissione Grandi Rischi tenutosi allAquila il 31 marzo, di cui dava notizia Giuseppe Caporale su "Repubblica" di ieri. Di quel verbale ci sono due versioni, come segnalava un comunicato stampa di ieri del Sindacato Nazionale Lavoratori della Ricerca dellUnione Sindacale Italiana (Usi/RdB Ricerca). Laltra, quella ufficiale, si trova sul sito della Protezione Civile. Giuseppe Caporale mi ha gentilmente spiegato che la versione messa a sua disposizione era una relazione stenografica stilata per uso interno della Protezione Civile. La versione ufficiale, dunque è quella cui ci si dovrebbe attenere. Peccato che una riunione di unora sia riassunta in due paginette, e chiunque abbia mai sbobinato unintervista di unora sa che, evidentemente, quel "verbale" non è che una riduttiva sintesi di quanto la Commissione e le autorità locali presenti alla riunione si sono detti, comprese le domande dellassessore regionale Daniela Stati. In ogni caso, in entrambe le versioni le conclusioni sembrano rassicuranti (salvo che Enzo Boschi, nella versione ufficiale, segnala almeno che "il Comune di LAquila è caratterizzato da una sismicità che richiede una particolare attenzione verso le costruzioni, che vanno rafforzate e rese capaci di resistere ai terremoti"). È vero, come afferma Barberi, che non si può dire "che una sequenza di scosse di bassa magnitudo possa essere precursore di un forte evento". Però lo sciame è in atto da mesi, è cè quella mappa di probabilità, presentata ieri a Napoli da Gasparini, che afferma che la probabilità che nellaquilano ci sia un sisma di magnitudo superiore a 5,5 tra il 2008 e il 2012 è del 30 per cento, il valore più alto in Italia. Il vertice si tiene nel 2009, che se non sbaglio è compreso in quellampio intervallo di tempo Eppure alla fine si decide di non fare nulla e di non dire nulla. Di non allertare la popolazione per non allarmarla (anche se la cittadinanza era già molto preoccupata), di non prendere nessuna misura (forse perché non ci sono quattrini in bilancio?). Si decide, insomma, di tenere le dita incrociate. Come ha detto un professore a Napoli ieri sera: in presenza di tanti segnali, perché non ci si è organizzati prima? Infine, unultima amarezza. La presenza di due documenti che riferiscono della stessa riunione, di cui quello ufficiale palesemente incompleto per chiamarsi verbale, è dato che stiamo parlando di un serissimo vertice che affrontava il pericolo di una grave calamità incombente un segno del pressapochismo con cui in Italia affrontiamo le cose. Ogni cosa. Fa il paio con la drammatica dichiarazione del padre di una delle vittime della Casa dello Studente fatta ieri sera durante una misuratissima puntata di AnnoZero, secondo cui la verifica delle crepe segnalate dagli studenti sarebbe stata fatta dal custode. Se è vero, non mi sorprende. Perché in Italia le cose vanno così. Gli studenti si lamentano delle crepe che si sono aperte nel palazzo, lo segnalano, chiedono un intervento. E qualcuno con laria stanca riferisce "a chi di dovere" che uff sì, gli studenti hanno chiesto una verifica del palazzo. Il responsabile, preso da troppe occupazioni serissime, dice allaltro "va beh, mandiamo il custode a vedere". Il custode va, riferisce che sì, ci sono crepe, ma che vuoi che sia, il palazzo è vecchio, speriamo che non succeda niente. Ecco, in Italia continuiamo ad affidarci alla benevolenza del destino. Noi siamo quelli che sperano che non succeda niente. Teniamo le dita incrociate. 18 aprile 2009 - Genova Press I VIGILI DEL FUOCO SCRIVONO AL GOVERNO Pregiatissimo Presidente delle Repubblica Egregio
Presidente del Consiglio Egregi Presidenti di Camera e Senato Capi Gruppo parlamentari,
scriviamo ad una settimana dalle fasi centrali del terremoto che ha colpito le popolazioni
abruzzesi, Vi scriviamo perché abbiamo terminato la prima fase dell'emergenza quella per
cui ci si occupa di salvare vite umane, per intenderci. Senza ampollosità, e tanto meno
perché presi da sentimenti ed emozioni del momento, ci rivolgiamo a Voi, poiché siamo
gente del soccorso (professionalmente formata), che prima svolge con professionalità
l'emergenza e poi ci riflette sopra. Su com'è stata gestita, se poteva essere gestita
meglio e in che modo, per questo abbiamo atteso di avere la mente fredda prima di cercare
di interloquire con chi governa il paese. Quello che è accaduto in Abruzzo pensiamo debba
servirci a monito per riflettere sulle future decisioni di questo Governo. Come ben sapete
i Vigili del Fuoco sono ricaduti nelle decisioni di questo e dei precedenti governi circa
i tagli e razionalizzazioni operate, senza tenere conto del servizio che giornalmente
prestano alla popolazione. Basterebbe leggere la media giornaliera di interventi che si
effettuano per capire di cosa stiamo parlando! Oggi ci troviamo con competenze maggiori,
uomini attrezzature in meno e in una gravissima situazione debitoria, nonostante ciò
abbiamo mantenuto il dispositivo del soccorso ad un livello altissimo, nel paese, tanto da
essere imitati da altri. Voi stessi avete riconosciuto l'encomiabile lavoro svolto (di chi
ha scavato tra le macerie per salvare gente sepolta in presenza di scosse che non
cessavano), ci avete elogiato ad ogni vostro momento pubblico. Questa attenzione, per noi
straordinaria, non consueta negli ultimi anni da un lato ci lusinga, dall'altro lato la
percepiamo inutile se non seguita da azioni concrete. Basta scorrere gli stampati di
questi giorni, rivolgere lo sguardo la televisione, rispetto le attività giornaliere, per
comprendere che non ci sono immagini che non ritraggano i Vigili del Fuoco nelle attività
di competenza. Senza ripercorrere le numerose tragedie nelle quali siamo stati coinvolti,
rimaniamo alla quotidianità delle immagini dei tanti cittadini che chiedono il nostro
intervento, le bare allineate di questi giorni, la gente che abbiamo trasferito negli
ospedali o nei centri di raccolta, in alcuni casi, durante gli interventi, ci siamo anche
improvvisati psicologi, per cercare di lenire il momento tragico, per poi deglutire il
boccone amaro cercare di metabolizzare le tante tragedie e continuare a scavare. In questa
prima fase in Abruzzo, va detto che, non ci è mancato l'apporto di cotanto
associazionismo attrezzato e ben preparato, che in modo meglio coordinato potrebbe anche
dare un maggiore apporto alle emergenze. Va tuttavia evidenziato che la parte più gravosa
del lavoro e l'immediato intervento, è tutto caricato sulle spalle del personale dei
Vigili del Fuoco, ciò forse dovuto al fatto che il Corpo Nazionale è un'organizzazione
diffusa e capillare su tutto il territorio nazionale con orario di lavoro h/24. Detto
questo riteniamo che, alla luce dell'rinnovata e riconsacrata importanza dei Vigili del
Fuoco, riconosciuta da tutti, la politica debba fare il necessario sforzo a riconsiderare
urgentemente l'impostazione di finanziamento, rivolta al personale del Corpo Nazionale,
cioè tagli economici in generale, di mortificazioni anche sul piano salariale. Ma
soprattutto ragionare sull'organizzazione che in questi anni si è voluta dare al corpo
nazionale, di una struttura ingessata e militarizzata, oggi non lo enunciamo noi, ma sono
i fatti che ci assegnano questa funzione sociale tra la gente. Siamo l'unico ente dello
Stato che può disporre di un contingente di ingegneri e professionisti ad orario
continuativo, immediatamente sul campo che si confronta con la popolazione e diviene
l'interfaccia con esperti ed enti locali senza interposizione. Una potenzialità questa
del Corpo Nazionale VV.F. che deve essere valorizzata nel paese per la messa in sicurezza
tutti gli edifici, le industrie, tutte le attività produttive del paese tanto più per
garantire nei luoghi di lavoro la sicurezza dei lavoratori. L'elenco delle nostre
difficoltà è noto a tutti anche in parlamento, evidenziate nelle varie audizioni, e
quindi che allo stato delle cose, in queste condizioni, risulta estremamente problematico
portare avanti la macchina dei soccorsi, non possiamo continuare con l'affidarci alla
buona volontà dei singoli, sì proprio dei singoli! Manca una attività preventiva delle
emergenze, delle previsioni dei rischi, il corpo nazionale è scollegato dai grandi centri
di rilevamento delle attività sismiche o della previsione di alluvioni. Cosi come mancano
punti di contatto con gli enti locali che spesso si autorganizzano in modo difforme sul
territorio. Viviamo in un meccanismo in cui ci capita d' essere informati di eventuali
emergenze con mezzi da terzo mondo (spesso fax che non arrivano ecc), un giro vizioso di
notificazioni che in concreto si trasformano in disorganizzazione nel paese. Chiudiamo la
presente chiedendo urgente incontro con le Signorie Vostre, allo scopo di porre al centro
delle attività di questo governo le priorità del corpo nazionale (che sono la
salvaguardia dell'incolumità dei cittadini dei beni pubblici degli animali ecc),
finalizzato ad approntare un sistema di risposta all'emergenza che non sia meramente
reattivo ma anche pro-attivo. 18 aprile 2009 - Il Mattino di Padova Komatsu, i giapponesi chiedono due
anni di cassa integrazione PADOVA - Nel Padovano la recessione continua a ferire
non solo tantissime piccole e medie aziende, ma anche le grandi fabbriche, dove sono
occupati centinaia di lavoratori. Come la Komatsu di Este. La crisi, che ha colpito la
più grande azienda meccanica della provincia già cinque mesi fa (730 dipendenti,
compresa la filiale di Noventa Vicentina), si è ulteriormente aggravata. I rappresentanti
del colosso giapponese, che produce macchine per la movimentazione della terra, con sede
centrale a Tokyo-Minato Ku, hanno chiesto, dopo quattro mesi consecutivi di cassa
integrazione ordinaria (Cigo), anche la cassa integrazione straordinaria (Cigs) per i
prossimi 24 mesi, ossia per due anni già a partire dalla prossima settimana. Una scelta
improvvisa che non fa sperare nulla di buono per il futuro perché la Cigs viene concessa
quando unazienda entra in una crisi strutturale. Per il momento la direzione
dellazienda estense ha chiesto lulteriore blocco della produzione per 250
lavoratori. La situazione economica della Komatsu è diventata talmente grave che ieri
pomeriggio lassessore provinciale al Lavoro, Roberto Tosetto, affiancato dal tecnico
Claudio Sarcona, ha convocato le Rsu (Rappresentanze sindacali aziendali) e tutti i
sindacalisti che seguono la vertenza, tra cui Giovanni Acco (Fiom), Massimo Sartori (Fim),
Marzio Giacomin (Uilm) e Stefano Pieretti (Adl Cobas). Fra le parti (proprietà e
sindacati con la mediazione della Provincia) è stato siglato un accordo in base al quale
scatterà subito la cassa integrazione per 250 lavoratori. Cigs che potrebbe riguardare
fino a 600 dipendenti. Nello stesso tempo la Komatsu si è impegnata a investire 10
milioni di euro per rendere più competitivi gli impianti di Este. «Quando, già due mesi
fa, avevamo detto più volte che la situazione sarebbe peggiorata, molti non hanno creduto
alle nostre parole - sottolinea Pieretti - Oggi siamo tristi perché lazienda
rischia di fermarsi per un paio danni. Tuttavia è positiva la notizia che resti a
Este e non sia trasferita in Germania come temevamo». 17 aprile 2009 - Dire TERREMOTO. COBAS VIGILI DEL FUOCO: SERVONO FINANZIAMENTI ADEGUATILETTERA A NAPOLITANO, BERLUSCONI, FINI E SCHIFANI (DIRE) Roma, 17 apr. - "Vogliamo un sistema di risposta all'emergenza che sia anche preventivo, adeguatamente finanziato e riportato alla sua funzione sociale". Lo scrive la RdB-Cub Vigili del Fuoco in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei ministri, ai presidenti di Camera e Senato e ai presidenti dei gruppiparlamentari sui temi della funzione e la condizione dei Vigili del Fuoco "che sono state ulteriormente evidenzate nella gestione dell'emergenza sisma in Abruzzo". Oggi "ci troviamo con competenze maggiori, uomini e attrezzature in meno e in una gravissima situazione debitoria- si legge nella lettera- nonostante cio' abbiamo mantenuto il dispositivo del soccorso ad un livello altissimo nel paese, tanto da essere imitati da altri". Alla luce "della rinnovata e riconsacrata importanza dei Vigili del Fuoco", prosegue la Rdd-Cub nella lettera, "riteniamo che, la politica debba fare il necessario sforzo a riconsiderare urgentemente i criteri di finanziamento del personale del Corpo Nazionale". La RdB-Cub dei Vigili del fuoco chiede di riconsiderare inoltre l'organizzazione dei Vigili del Fuoco, "una struttura ingessata e militarizzata", mentre "la realta' stessa assegna al corpo una funzione essenzialmente sociale. "Siamo l'unico ente dello Stato che puo' disporre di un contingente di ingegneri e professionisti ad orario continuativo, immediatamente sul campo, che si confronta con la popolazione e diviene l'interfaccia di esperti ed enti locali senza interposizione", viene sottolineato nella lettera. "Una potenzialita', questa del Corpo Nazionale VV.F, che deve essere valorizzata nel paese per la messa in sicurezza di tutti gli edifici, le industrie, le attivita' produttive, e soprattutto per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro". A giudizio dei Coabs dei Vigili del fuoco, "manca una attivita' preventiva delle emergenze, delle previsioni dei rischi- prosegue la missiva- il Corpo Nazionale e' scollegato dai grandi centri di rilevamento delle attivita' sismiche o della previsione di alluvioni. Cosi' come mancano punti di contatto con gli enti locali, che spesso si autorganizzano in modo difforme sul territorio". La lettera si conclude chiedendo "un sistema in cui l'organizzazione e il coordinamento degli enti che concorrono e collaborano all'emergenza sia pianificata ante evento calamitoso e non successivamente o ad intervento in corso. Tutto cio' per evitare il verificarsi di problematiche gestionali e/o di coordinamento dei soccorsi, come ci sono state in questo periodo, tale da ridurre i tempi per riportare alla normalita' la vita quotidiana dei cittadini delle zone interessate alle calamita' naturali". 17 aprile 2009 - Iris ROMA: PRECARI DELL'ISPRA BLOCCANO
PRESENTAZIONE (IRIS) - ROMA, 17 APR - Questa mattina a Roma, presso la Sala Fazzini dellISPRA in via Curtatone, i precari dellISPRA hanno bloccato il convegno Sito WEB dei laboratori ISPRA ed hanno proiettato un video sui lavoratori "buttati al mare". Mancano infatti solo 74 giorni al licenziamento di centinaia di lavoratori precari che allISPRA svolgono ricerche sullambiente marino, attività determinanti per lo sviluppo di un paese che vive sul e del mare, per lo sviluppo del turismo, delle politiche ambientali e della stretta correlazione con la salute dei cittadini. Più del 50% dei ricercatori e tecnici specializzati in questo ambito sono precari, e vivono dei fondi che riescono a reperire insieme con il personale di ruolo grazie alla qualità della loro ricerca "Tra i provvedimenti del Ministro Brunetta e il mancato intervento del Ministro Prestigiacomo già 21 nostri colleghi sono a casa", racconta Michela Mannozzi, del Coordinamento Precari USI RdB Ricerca. "Neanche lintervento del Comune di Roma ha sortito effetti, e nei fatti il Ministro sta delegando funzionari ministeriali al nostro licenziamento. Ma se i provvedimenti sul precariato pubblico andranno in porto, se la struttura commissariale non varerà un piano per il mantenimento di questo personale e la stabilizzazione, nei prossimi 3 anni resteranno solo altri 500 disoccupati in più, proprio ora che cè la crisi". "Lintervento di oggi del Sub Commissario allISPRA Santori ci ha confermato il disinteresse su questo tema aggiunge Mannozzi noi invece vogliamo che tutti gli stabilizzandi, anche quelli esclusi ingiustamente, siano assunti entro giugno; che tutti i precari ISPRA siano assunti a tempo determinato con contratti quinquennali, che sia avviato un piano triennale di assunzione. Siamo una risorsa importante per le politiche ambientali del paese, non una spesa da tagliare, non siamo da buttare a mare. Per questo da oggi riprendiamo con forza la mobilitazione", conclude la sindacalista Usi-RdB. 17 aprile 2009 - Ansa RICERCA: PROTESTA DEI PRECARI ISPRA CONTRO LICENZIAMENTI(ANSA) - ROMA, 17 APR - Questa mattina a Roma, presso la Sala Fazzini dell'ISPRA in via Curtatone, i precari dell'ISPRA hanno bloccato il convegno Sito WEB dei laboratori ISPRA ed hanno proiettato un video sui lavoratori «buttati al mare». «Mancano - viene denunciato in un comunicato - solo 74 giorni al licenziamento di centinaia di lavoratori precari che all'ISPRA svolgono ricerche sull'ambiente marino, attività determinanti per lo sviluppo di un paese che vive sul e del mare, per lo sviluppo del turismo, delle politiche ambientali e della stretta correlazione con la salute dei cittadini». «Tra i provvedimenti del Ministro Brunetta e il mancato intervento del Ministro Prestigiacomo già 21 nostri colleghi sono a casa», sottolinea Michela Mannozzi, del Coordinamento Precari USI RdB Ricerca. «Neanche l'intervento del Comune di Roma ha sortito effetti, e nei fatti il Ministro sta delegando funzionari ministeriali al nostro licenziamento. Ma se i provvedimenti sul precariato pubblico andranno in porto, se la struttura commissariale non varerà un piano per il mantenimento di questo personale e la stabilizzazione, nei prossimi 3 anni resteranno solo altri 500 disoccupati in più, proprio ora che c'è la crisi». «L'intervento di oggi del Sub Commissario all'ISPRA Santori ci ha confermato il disinteresse su questo tema - aggiunge Mannozzi - noi invece vogliamo che tutti gli stabilizzandi, anche quelli esclusi ingiustamente, siano assunti entro giugno; che tutti i precari ISPRA siano assunti a tempo determinato con contratti quinquennali, che sia avviato un piano triennale di assunzione», chiede la sindacalista Usi-RdB. 17 aprile 2009 - Omniroma RICERCA, RDB CUB: PRECARI ISPRA BLOCCANO CONVEGNO (OMNIROMA) Roma, 17 apr - «Questa mattina a Roma, presso la Sala Fazzini dell'Ispra in via Curtatone, i precari dell'Ispra hanno bloccato il convegno Sito Web dei laboratori Ispra e hanno proiettato un video sui lavoratori 'buttati al marè. Mancano infatti solo 74 giorni al licenziamento di centinaia di lavoratori precari che all'Ispra svolgono ricerche sull'ambiente marino, attività determinanti per lo sviluppo di un paese che vive sul e del mare, per lo sviluppo del turismo, delle politiche ambientali e della stretta correlazione con la salute dei cittadini. Più del 50% dei ricercatori e tecnici specializzati in questo ambito sono precari, e vivono dei fondi che riescono a reperire insieme con il personale di ruolo grazie alla qualità della loro ricerca». Lo comunica Rdb Cub con una nota. «Tra i provvedimenti del Ministro Brunetta e il mancato intervento del Ministro Prestigiacomo già 21 nostri colleghi sono a casa - afferma nella nota Michela Mannozzi, del Coordinamento Precari USI RdB Ricerca - Neanche l'intervento del Comune di Roma ha sortito effetti, e nei fatti il Ministro sta delegando funzionari ministeriali al nostro licenziamento. Ma se i provvedimenti sul precariato pubblico andranno in porto, se la struttura commissariale non varerà un piano per il mantenimento di questo personale e la stabilizzazione, nei prossimi 3 anni resteranno solo altri 500 disoccupati in più, proprio ora che c'è la crisi. L'intervento di oggi del Sub Commissario all'Ispra Santori ci ha confermato il disinteresse su questo tema. Noi invece vogliamo che tutti gli stabilizzandi, anche quelli esclusi ingiustamente, siano assunti entro giugno; che tutti i precari Ispra siano assunti a tempo determinato con contratti quinquennali, che sia avviato un piano triennale di assunzione. Siamo una risorsa importante per le politiche ambientali del paese, non una spesa da tagliare, non siamo da buttare a mare. Per questo da oggi riprendiamo con forza la mobilitazione». 17 aprile 2009 - Adnkronos SCIOPERI: RDB-CUB, DA PRECARI CROCE
ROSSA PROTESTA VIA MAIL Roma, 17 apr. - (Adnkronos/Labitalia) - È fissata per il prossimo 4 maggio l'agitazione nazionale indetta dalla Rdb Cub Cri per protestare riguardo la situazione dei lavoratori precari della Croce rossa italiana. Una protesta singolare che vedrà una forma di lotta civile, già adottata in altre occasioni, che prevede l'invio al ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, di una mail con allegata la pianta organica vigente dell'Ente. «Il 9 aprile scorso -si legge in una nota del sindacato- il dipartimento della Funzione Pubblica ha finalmente risposto ai chiarimenti richiesti dalla Rdb Cub Cri riguardo ai lavoratori precari della Croce Rossa Italiana, ammettendo che tali lavoratori sono in possesso dei requisiti previsti dalla normativa sulla stabilizzazione». Per la RdB-Cub, infatti, «i lavoratori in servizio presso la Croce rossa -continua la nota- risultano essere 1.429, a fronte di una dotazione organica certificata di 2.683, con una risultante carenza di 1.254 unità». Il sindacato conferma quindi l'agitazione nazionale del 4 maggio e chiede la convocazione di un tavolo urgente tra la Cri, la Funzione Pubblica e le parti sociali, «che -precisa la nota- decida atti concreti per stabilizzare tutti i precari di questo importante ente pubblico, i quali operano in situazioni di emergenza garantendo servizi essenziali, come in questi giorni in Abruzzo». 17 aprile 2009 - Brindisi Sera I Vigili del Fuoco scrivono ai
rappresentati del governo Senza ulteriori commenti riportiamo il testo della lettera. Al Presidente della Repubblica On.
Giorgio NAPOLITANO 17 aprile 2009 - Leggo Debutto flop ieri a Roma per il
progetto Mettiamoci la faccia... Roma - Debutto flop ieri a Roma per il progetto Mettiamoci la faccia, voluto dal ministro Renato Brunetta per valutare il livello di soddisfazione degli utenti della Pubblica Amministrazione. Dopo lavvio a Milano, Aosta, Lamezia e Catanzaro, all Inps Roma Tiburtino si doveva "testare" la nuova modalità. Sono bastati caffè e cornetto, inusuali strumenti di protesta dei Sindacati, per fermare gli emoticon faccine usate negli sms nella nuova veste di "castigatori": gli utenti avrebbero dovuto esprimere il gradimento per i servizi con faccine rosse, gialle e verdi. La "colazione", offerta dalla RdB-CUB Inps ha tolto alla gente la voglia di lasciare giudizi. Per la prima volta, le macchine - di solito in sala - sono state poste sugli sportelli, trasformando così, per i Sindacati, la valutazione del lavoro in giudizio sul lavoratore. Cosa che ha mandato su tutte le furie gli impiegati. Disguidi tecnici avrebbero comunque reso impossibile loperazione. Nessuna faccina quindi, né inaugurazione. «La macchinetta, di solito collocata in sala, non consente di collegare il giudizio al lavoratore dice Luigi Romagnoli, del coordinamento nazionale Rdb Pubblico Impiego sullo sportello, basta verificare il turno per sapere a chi ci si riferisca. Una delle motivazioni di insoddisfazione elencate è la scarsa professionalità delloperatore. Si rasenta il mobbing, è pressione psicologica, lede la dignità». I lavoratori ci stanno. «Rimaniamo mobilitati prosegue il 30 ci sarà una manifestazione, pure con i cittadini, a Bologna. Non mancheranno nelle altre città interessate. Stiamo verificando con i legali se sia possibile dichiararsi non disponibili a lavorare in sportelli con le macchinette».(ass) Roma. Più che tristi e
sorridenti, come quelle degli emoticon... Roma - Più che tristi e sorridenti, come quelle degli
emoticon che avrebbero dovuto usare, ieri erano perplesse le espressioni sui volti di
quanti si sono recati negli uffici Inps Tiburtino. Al loro arrivo, infatti, sugli
sportelli hanno trovato le macchinette del progetto Mettiamoci la faccia che
dovrebbe testare il livello di gradimento degli utenti della Pubblica amministrazione
attraverso gli emoticon, ossia le faccine - sorridenti o piangenti - che si usano negli
sms. Concluse le pratiche, lutente vota il servizio e, vista la collocazione
- per la prima volta, sugli sportelli e non in sala - secondo i Sindacati, il singolo
lavoratore. 17 aprile 2009 - Il Giornale di Vicenza SCUOLE DINFANZIA. Conclusa la
lunga vertenza aperta da Rdb Cub Vicenza - Assunzione di cinque insegnanti e copertura di
tutti i posti disponibili di educatrice. Questo il risultato di una vertenza infinita,
portata avanti da Rdb Cub, che a più riprese aveva chiesto allAmministrazione
comunale la regolarizzazione del personale assunto a tempo determinato nelle scuole
dellinfanzia. 17 aprile 2009 - Dnews Liniziativa "Mettiamoci la faccia", stop prima di partireInps, scatta la rivolta contro le "emoticon" del ministro Brunetta Il sindacato Rdb ha offerto ai cittadini cornetti e caffè spiegando i motivi della protesta: «Progetti simili sono dannosi per tutti» di Michela Giachetta Roma - Cornetti e caffè. Si combatte così la guerra alle emoticon, iniziativa del ministro della Funziona pubblica Brunetta, per valutare il grado di soddisfazione degli utenti per i servizi offerti dalla pubblica amministrazione. Sarebbe dovuto partire ieri, in via sperimentale, nella sede Inps di Roma Tiburtino, il progetto "Mettiamoci la faccia" del ministero. Arrivati allInps i cittadini hanno trovato nel posto a loro spettante, di fronte al dipendente, un monitor con le emoticon, faccine di colore diverso a seconda del grado di soddisfazione. Faccia verde: soddisfatto, gialla: seria per dubbi, rossa: arrabbiato e insoddisfatto. Ma quelle faccine ieri non sono state usate. Il sindacato RdB ha manifestato allInps contro quelliniziativa, portando ai cittadini caffè e cornetti, per ingraziarsi, con fare provocatorio, i cittadini. «Siamo totalmente contrari a questa iniziativa - spiega Luigi Romagnoli dellRdb - non capiamo come lutente possa esprimersi sulla professionalità di un dipendente dopo averci parlato per due minuti. Dovrà dare un giudizio che influirà sullo stipendio, visto che con il nuovo contratto una parte del salario sarà data in base al grado di soddisfazione dellutenza». Inoltre, continua il sindacato, progetti simili sono dannosi, perché scaricano sugli operatori di sportello ogni problema organizzativo o di funzionalità senza migliorare i servizi». Tra un caffè e un cornetto il servizio di sportello non ha comunque subito interruzioni. Emoticon aparte. 17 aprile 2009 - Il Sole 24 Ore Servizi nella Pa Più di 25mila clienti dei servizi erogati da Aci, Enpals, Inps, Ipost e comune di Milano tra il 23 marzo e il 12 aprile hanno partecipato alla sperimentazione di «Mettiamoci la faccia», il monitoraggio del livello di soddisfazione della clientela in base agli emoticon, faccine di colore diverso a seconda del grado di soddisfazione. Lo comunica il ministero della Pubblica amministrazione. L'iniziativa è partita amarzo dai quattro sportelli della sede Enpals di Milano, da quelli Inps di Aosta, Lamezia Terme e Catanzaro ( dodici) e del comune di Milano (quattordici). Entro fine giugno la rilevazione dovrebbe interessare altri 327 sportelli. «Mettiamoci la faccia» ha anche coinvolto i servizi online di Aci, Enpals, Inps e Ipost, e quelli erogati via telefono da Ipost, Aci e Inps. Tra i motivi di insoddisfazione evidenziati dagli utenti, prevale il tempo di attesa. Alla sede Inps di Roma Tiburtino, invece, la Rdb-Cub Inps Lazio ha bloccato l'avvio della sperimentazione, prevista per ieri: «Abbiamo distribuito cornetti e caffé agli utenti spiegando le ragioni della nostra contrarietà agli emoticon », spiega il coordinatore regionale Libero Ponticelli. «Progetti simili aggiunge scaricano sugli operatori di sportello ogni problema organizzativo, senza migliorare i servizi». 17 aprile 2009 - La Stampa NUOVO SPORTELLO DI ASSISTENZA PER IMMIGRATI Torino - La Federazione Rdb-Cub Torino delle Rappresentaze Sindacali di Base ha inaugurato un nuovo Sportello di Assistenza per gli Immigrati presso la sede di corso Marconi 34, 1° piano. Lo sportello offre servizi di assistenza per vertenze di lavoro e lettura busta paga, consulenza legale per espulsioni, ricorsi e dinieghi del permesso di soggiorno, consulenza fiscale e per le problematiche abitative. Per info 011/655.454. 17 aprile 2009 - La Nuova Sardegna NUORO. Convegno sul lavoro Nuoro - La Rdb-Cub al fine di discutere e presentare la piattaforma per la richiesta di assunzione definitiva a tempo indeterminato dei lavoratori sinora impegnati convoca unassemblea di tutti i lavoratori interessati estendendo linvito a tutti i precari e non impiegati con lEnte foreste della Sardegna. Oggi alle ore 19 per conoscenza nel circolo culturale Madriche di via Convento 50 Nuoro. 17 aprile 2009 - Corriere di Bologna Poster fascista, Sofri stronca la
Virgilio Lei contrattacca: «Io, strumentalizzata» Bologna - Una scelta «di una stupidità senza pari,
certe persone dovrebbero riflettere». Il presidente del consiglio comunale, Gianni Sofri,
condanna la scelta dellassessore alle Politiche delle Differenze Milli Virgilio di
utilizzare un manifesto fascista per pubblicizzare il convegno di oggi contro la violenza
alle donne, organizzato dal Centro di documentazione delle donne e dal Comune. Critiche
dagli altri assessori, che invitano però a ridimensionare il caso. Il centrodestra
alimenta le polemiche, lex segretario Prc Tiziano Loreti e le Rdb chiedono le
dimissioni dellassessore. Ma la Virgilio si difende con una lettera al manifesto:
«Strumentalizzazioni». 17 aprile 2009 - Il Nolano Polo difesa Nola, rischiano in 500 NOLA - Ispettori del ministero della Difesa a Nola per controlli presso il Polo mantenimento pesante Sud. I sindacati reagiscono protestando contro un provvedimento che ritengono una provocazione in una vicenda che si protrae da tempo. Il Polo di Nola viene ridimensionato e si rischia laffidamento ai privati. Nel frattempo i carri armati in manutenzione vengono spediti a Palermo. E' braccio di ferro quindi tra i 500 lavoratori del Polo Mantenimento Pesante Sud di Nola e il Comando Logistico della Difesa. Al centro della disputa la manutenzione di quattro carri armati "Blindo Centauro" che il giorno 21 dovrebbero essere inviati a Palermo per essere riparati. Lo rende noto la Ugl Ministeri che insieme a Cgil, Cisl, Uil, Intesa Rdb e Flp nei giorni scorsi avevano scritto al Comando Logistico di Roma esprimendo il dissenso per la decisione assunta dai vertici del Comando, chiedendo un incontro e proclamando lo stato di agitazione. La risposta non si è fatta attendere e, secondo i vertici del Polo di Nola, il giorno 21 verrebbero degli ispettori da Roma per assicurarsi che il trasferimento dei blindati avvenga senza contrattempi. " E' una provocazione - dichiarano si sindacati - abbiamo chiesto un incontro e ci rispondono con un blitz". "Il Polo di Nola ha la competenza e le attrezzature per la manutenzione in tutto il sud e non si comprende perché inviare i mezzi a Palermo - dichiara il Segretario Nazionale della Ugl Ministeri, Paola Saraceni - evidentemente - continua la sindacalista - è partito il ridimensionamento di Nola o, peggio ancora, si vuole affidare il settore ai privati. .Per l'anno 2009 lo Stato Maggiore ha stanziato 6 milioni di euro per le riparazioni e "l'assistenza a domicilio". Intanto La Ugl Ministeri ha scritto al Comando Logistico di Roma e per martedì 21 aprile i sindacati hanno indetto un'assemblea che durerà tutta la giornata. 17 aprile 2009 - EPolis Roma Casa. Tavolo alla Regione con Comune e Provincia: esclusi i movimenti e i sindacatiTorna il fascicolo di fabbricato "Si riparte dalla sicurezza" La proposta di Ghera: un ufficio per il controllo degli interventi sugli edifici pubblici di Marta Rossi
Roma - Dal tavolo interistituzionale alla Regione sul tema della casa, sono due gli obiettivi raggiunti: sul versante sicurezza, il fascicolo di fabbricato, una "carta d'identità" per i palazzi e per l'emergenza abitativa, la conversione dei soldi usati per l'affitto dei residence in denaro per la costruzione di nuove case popolari. «Lagro romano non sarà toccato, le aree agricole non sono in discussione e le aree di riserva saranno selezionate con grande attenzione rispetto allambiente», dice al termine il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Si riparte dalla sicurezza. Negli occhi gli italiani hanno ancora quanto è accaduto per il terremoto, aggiunge il governatore del Lazio, Piero Marrazzo. «Il forte impulso normativo sul fascicolo dei fabbricati - spiega l'assessore alla Casa della Regione Mario Di Carlo - è un tema importante per la sicurezza soprattutto per la cattiva edilizia che si è susseguita nel corso degli anni a Roma». «Le norme ci sono ma bisogna farle rispettare», dice l'assessore all'Urbanistica Marco Corsini. Al centro del tavolo, inoltre, anche «la semplificazione delle procedure, il frazionamento di immobili con metrature non adeguate alle famiglie e alle densificazione», come spiega l'assessore alla Casa del Comune, Alfredo Antoniozzi. Il tavolo è aggiornato al 28 aprile, anche se i sindacati e, soprattutto i movimenti di lotta per la casa, chiedono di farne parte: «Non possiamo continuare allinfinito a ripetere tavoli che non servono a niente. La Regione prende tempo e rimpalla le responsabilità». Favorevole al fascicolo sui fabbricati è Claudio Di Berardino, segretario Cgil di Roma e Lazio: «È praticabile, utile e probabilmente può essere occasione per avviare una indagine ed un censimento sullo stato di salute degli edifici». E sul capitolo sicurezza, l'assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera propone un ufficio comunale che si occupi di controllare sia lo stato degli edifici pubblici sia le realizzazione delle piccole opere e di quelle di manutenzione. Una «unità di scopo che sia informatizzato, dove siano custoditi i fascicoli dei fabbricati, con tutta la loro storia costruttiva e gli interventi successivi». 17 aprile 2009 - Il Messaggero Ancona. Trattative alla stretta
finale... Ancona - Trattative alla stretta finale per un futuro
occupazionale roseo alla Bunge, imminente lo spostamento e il rinnovo del ristorante
"La Barca sul Tetto". Buone notizie dunque dal porto. Che ieri è stato teatro
dell'ennesimo, lungo sopralluogo del nuovo presidente dell'Ap Luciano Canepa, accompagnato
dal segretario generale Ap Tito Vespasiani. 17 aprile 2009 - Il Gazzettino Vicenza. Una conquista per i
lavoratori delle scuole materne comunali: Vicenza - Una conquista per i lavoratori delle scuole
materne comunali: cinque stabilizzazioni in arrivo per i precari del settore educativo
scolastico. "Pacchetto sicurezza", presidio in ospedale Conegliano - Passati gli impegni inerenti il G8
dellAgricoltura, che si terrà a Cison di Valmarino questo fine settimana, i no
global trevigiani (e non solo) hanno organizzato un presidio comunicativo davanti al
Pronto Soccorso dellospedale civile per manifestare contro la norma contenuta nel
pacchetto sicurezza che impone ai medici di segnalare alle forze dellordine i
pazienti clandestini. 17 aprile 2009 - Il Treviso Conegliano. Mercoledì prossimo Sit-in anti razzista davanti al pronto soccorso dell'ospedale "De Gironcoli" di Conegliano. Lo hanno organizzato i giovani dei centri sociali, in prima fila l'Ubik Lab di Ponzano, ma la mobilitazione è regionale, visto che coinvolge anche i gruppi "Razzismo Stop" di Venezia e Padova e l'Adl di Treviso. L'appuntamento è mercoledì alle 18,30 davanti all'ingresso del reparto coneglianese dove alcuni giorni fa un medico ha chiamato la polizia perchè una giovane nigeriana, giunta per un malore, si rifiutava di fornire le generalità. In seguito alla segnalazione alla forza pubblica, l'immigrata risultata clandestina e già sottoposta a foglio di via è stata denunciata penalmente per violazione della legge Bossi-Fini. Un caso che, anticipando le disposizioni del decreto sicurezza, ha diviso già i medici. 17 aprile 2009 - Il Manifesto in AgendaPISA. ANTIRAZZISMO IN PIAZZA Domani 18 aprile, con appuntamento alle 15 in piazza Sant'Antonio, manifestazione promossa dal coordinamento della Comunità senegalesi in Toscana, per chiedere il ritiro dell'ordinanza antiborsoni emanata dalla giunta Filippeschi, e l'avvio di un confronto con le comunità immigrate presenti in città, come primo passo in direzione del ritorno alle tradizioni democratiche e interculturali della città. Tradizioni che sembrano dimenticate dall'attuale guida amministrativa di Pisa. La federazione pisana del Prc e i suoi circoli insieme ai circoli di Volterra, Val di Cecina e dell'area provinciale aderisce e invita alla manifestazione, così come un invito alla partecipazione arriva dai Cobas pisani, dal circolo Arci Agorà, e a seguire da Africa Insieme, Arciragazzi, El Comedor Estudiantil Giordano Liva, Mezclar-ambulatorio migranti, Assemblea Antirazzista, circolo Arci Curiel La Vettola, circolo Arci Caracol, circolo Arci La Pista Putignano, Collettivo studenti medi Buonarroti, Gruppo Controtv, Immigrate e immigrati insieme al Movimento di lotta per la casa di Pisa e Firenze, la Sinistra, Lab Rebeldia, Network giovani, Pdci Pisa, Osservatorio antiproibizionista, Comitato Liberi Tutti, Canapisa Crew, Osservatorio sul fascismo, Precari aut organizzati, Precari della ricerca e della didattica dell'ateneo, Rdb-Cub, Rete dei comunisti, Sinistra critica toscana, Spazio antagonista Newroz, Un ponte per... 17 aprile 2009 - Tribuna di Treviso Paziente clandestina espulsa CONEGLIANO - LUbiklab di Ponzano, con Fabio Tomaselli, sta preparando una manifestazione allesterno del Pronto Soccorso di Conegliano, per protestare contro il caso della ragazza nigeriana segnalata alla polizia. Una decina di giorni fa la straniera si era recata, di notte, in ospedale, non rilasciando le sue generalità e presentando un stato confusionale. Dopo essere sottoposta a tutte le cure necessarie, è stata segnalata alle forze dellordine, che in seguito hanno scoperto che la donna era clandestina. LUbiklab però sta organizzando una manifestazione, per protestare, in primis contro la nuova legge sulla sicurezza. Per questi motivi i rappresentanti di Rights Now, Adl Treviso, UbikLab di Ponzano e Razzismo Stop Padova e Venezia mercoledì 22 aprile alle 18.30 saranno davanti al Pronto Soccorso dellospedale.(sa.b.) 16 aprile 2009 - Ansa CROCE ROSSA: RDB CUB, CONFERMATO SCIOPERO PRECARI 4 MAGGIO(ANSA) - ROMA, 16 APR - La RdB-Cun della Croce Rossa Italiana ritiene indispensabile un tavolo urgente tra la Cri, la Funzione Pubblica e le parti sociali, che decida «atti concreti per stabilizzare tutti i precari». A questo proposito la RdB-Cub ha confermato l'agitazione indetta per il 4 maggio. Le ragioni dello sciopero riguardano in particolare la pianta organica: nel rispondere ai chiarimenti chiesti dal sindacato, la Funzione Pubblica, è detto in una nota della RdB-Cub, ha «ammesso i lavoratori precari sono in possesso dei requisiti previsti dalla normativa sulla stabilizzazione», aggiungendo però che il «suddetto personale non potrà trovare spazio per una regolarizzazione presso la Croce rossa in assenza di posti in dotazione organica». Tuttavia la RdB-CUB fa presente che ad oggi i lavoratori in servizio presso la Cri risultano essere 1.429, a fronte di una dotazione organica certificata di 2.683, con una risultante carenza di 1.254 unità. «Il Ministero inoltre ribadisce che la stabilizzazione potrà avvenire attraverso 'un graduale assorbimento del personale presso gli enti del Servizio sanitario nazionale e presso le regioni', mentre la stessa norma citata a riferimento dalla Funzione Pubblica dà la possibilità di assorbire i precari nell'Ente in caso di posti vacanti dell'organico». Gli stessi vertici della Cri «hanno finora colpevolmente ignorato la possibilità di stabilizzare i precari all'interno dell'Ente, non affrontando in maniera seria e costruttiva, insieme a tutte le parti sociali, quanto disposto dalla Finanziaria 2008», conclude la nota. CASA: MOVIMENTI PROTESTANO DAVANTI SEDE CONSIGLIO LAZIO (ANSA) - ROMA, 16 APR - Circa 300 esponenti dei movimenti per la casa della capitale stanno manifestando davanti alla sede del Consiglio regionale del Lazio in occasione del tavolo interistituzionale Comune-Provincia-Regione sull'emergenza abitativa che si riunirà in mattinata. «Casa e reddito per tutti», «La rendita parassitaria sta strangolando la città», «La casa è un diritto» sono alcuni dei grandi striscioni che tappezzano il piazzale della Pisana. Tra i manifestanti - molti gli immigrati - esponenti di Action, del Coordinamento lotta per la casa, dei residenti di via Pincherle, dell'Asia-Rdb e dei Blocchi precari metropolitani. «Alemanno deve premere sul governo per ottenere il blocco degli sfratti per i prossimi due anni per i cittadini a basso reddito - ha commentato il consigliere comunale Andrea Alzetta (Sa), presente alla manifestazione- e costruire un serio piano abitativo che non si limiti ai ceti medi o a misure tampone. Serve - ha aggiunto - un intervento forte. La città non deve essere terreno di saccheggio per gli interessi privati». Secondo Alzetta, ad esempio, il riutilizzo di beni come le caserme può essere una soluzione «per un recupero della città che non passi necessariamente per il cemento». 16 aprile 2009 - Omniroma PA, RDB-CUB: «BLOCCATI EMOTICON ALL'INPS TIBURTINO» (OMNIROMA) Roma, 16 apr - «Doveva essere avviato questa mattina presso la sede Inps di Roma Tiburtino, il progetto 'Mettiamoci la faccià, voluto dal Ministero della Funzione Pubblica per la valutazione dei servizi della Pubblica Amministrazione da parte degli utenti attraverso gli emoticon, faccine di colore diverso a seconda del grado di soddisfazione». Così in una nota Rdb Cub. «Per oggi siamo riusciti a bloccare il progetto grazie alla partecipazione corale dei lavoratori della sede - afferma nella nota Libero Ponticelli, coordinatore regionale della RdB-Cub Inps Lazio - Alle 10 abbiamo distribuito cornetti e caffè agli utenti spiegando le ragioni della nostra contrarietà agli emoticon. Siamo convinti che progetti simili siano dannosi perché scaricano sugli operatori di sportello ogni problema organizzativo o di funzionalità senza migliorare i servizi. La nostra iniziativa ha favorito un confronto diretto con i cittadini, con cui abbiamo affrontato non solo il tema della valutazione dei servizi o le parziali inefficienze, ma soprattutto il futuro della Pubblica Amministrazione. I lavoratori Inps di Roma Tiburtino si sono poi riuniti in assemblea ed hanno deciso di proseguire ad oltranza la mobilitazione». CASA, COMITATI LOTTA PROTESTANO DAVANTI CONSIGLIO REGIONALE (OMNIROMA) Roma, 16 apr - «A.A.A. Casa cercasi. No speculatori e perditempo. Senza risposta trovate occupato»; «Casa: la rendita parassitaria sta strangolando la nostra città. Sfratti, cartolarizzazioni, affitti da rapina, mutui insostenibili per la prima casa. Fermiamoli». La protesta dei movimenti di lotta per la casa approda alla Pisana. Il piazzale antistante il consiglio regionale va colorandosi delle voci, delle bandiere e degli striscioni di centinaia di manifestanti che chiedono «diritto all'abitare». Una protesta che arriva in occasione della riunione del tavolo interistituzionale sull'emergenza casa che si terrà al termine della seduta di insediamento del Consiglio delle autonomie locali (Cal). Tra gli striscioni esposti dai manifestanti si scorge anche quello degli inquilini di via Piancherle: «Pincherle ovunque», si legge sul cartellone esposto nei pressi dell'ingresso. «Contro l'ansia di cui loro vogliono farci vivere non abbiamo paura», «Casa e reddito per tutti», «La casa è un diritto», si legge su altri. Nel piazzale anche le bandiere rosse e gialle di Rdb-Cub. «Una unica lotta per l'edilizia pubblica contro le speculazioni», recita un altro degli striscioni che continuano ad essere srotolati dai manifestanti. Tra la gente che protesta anche il capogruppo della Sinistra Arcobaleno in Campidoglio Andrea Alzetta: «Vedremo cosa concretamente le istituzioni faranno - dice parlando del tavolo interistituzionale - Il primo banco di prova è il blocco generalizzato per due anni per coloro che hanno redditi sotto 27mila euro. Poi quante politiche pubbliche serie ci sono con risposte che aggrediscono la vicenda ceti medi impoveriti e delle persone in attesa di una casa popolare». 16 aprile 2009 - Dire Rdb-cub Cri: ''La funzione pubblica non segue la norma dei precari'' Roma - La Rdb-Cub Cri fa sapere in una nota che il 9 aprile scorso il dipartimento della Funzione pubblica ha "finalmente risposto ai chiarimenti richiesti dalla Rdb-Cub Cri riguardo ai lavoratori precari della Croce rossa italiana, ammettendo che tali lavoratori sono in possesso dei requisiti previsti dalla normativa sulla stabilizzazione". Ma che, "nel richiamare la normativa di riferimento (l. 244/2007, art. 2 commi 366 e 367), ha sostenuto che il suddetto personale non potra' trovare spazio per una regolarizzazione presso la Croce rossa in assenza di posti in dotazione organica". In risposta a questa notifica la Rdb-Cub fa presente che, "alla data odierna, i lavoratori in servizio presso la Cri risultano essere 1.429, a fronte di una dotazione organica certificata di 2.683, con una risultante carenza di 1.254 unita'". La stessa norma citata a riferimento dalla Funzione pubblica, sottolinea la Rdb-Cub, "da' la possibilita' di assorbire i precari nell'ente in caso di posti vacanti dell'organico". Ed e' quindi in contrasto con tale norma anche il fatto che il ministero "ribadisce che la stabilizzazione potra' avvenire attraverso 'un graduale assorbimento del personale presso gli enti del Servizio sanitario nazionale e presso le regioni'". La Rdb-Cub accusa poi gli stessi vertici della Cri, che "hanno finora colpevolmente ignorato la possibilita' di stabilizzare i precari all'interno dell'ente, non affrontando in maniera seria e costruttiva, insieme a tutte le parti sociali, quanto disposto dalla Finanziaria 2008. Tale comportamento- denuncia il sindacato- lascia le mani libere ai vari amministratori locali della Cri per licenziare decine e decine di lavoratori precari, come sta gia' purtroppo accadendo". Per tutti questi motivi la Rdb-Cub Cri "ritiene pertanto indispensabile un tavolo urgente tra la Cri, la Funzione pubblica e le parti sociali, che decida atti concreti per stabilizzare tutti i precari di questo importante ente pubblico, i quali operano in situazioni di emergenza garantendo servizi essenziali come in questi giorni in Abruzzo". Le rappresentanze sindacali di base confermano al contempo l'agitazione indetta per il prossimo 4 maggio e invita i lavoratori "a riproporre quella forma di lotta civile gia' adottata con successo, inviando al ministro Brunetta una mail con allegata la pianta organica vigente della Cri". 16 aprile 2009 - Il Manifesto CONTRATTI / I SINDACATI DI BASE «La riforma del modello contrattuale è soprattutto un modo per dare ai padroni una mano per uscire dalla crisi». Anche i sindacati di base scendono in campo contro la normativaderivante dagli accordi attuativi siglati ieri. Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub, nota che «dall'accordo quadro scompare ogni riferimento all'emergenza salariale; si parla solo di efficiente dinamica retributiva, che sottintende lo stretto rapporto con le necessità competitive delle aziende, mentre nell'ambito della contrattazione di secondo livello si rendono possibili deroghe in pejus». Gli stessi obiettivi per cui, nel '92/'93, furono siglati gli accordi di luglio «che hanno garantito benefici e profitti alle imprese, ma dai quali è partita la destrutturazione del potere contrattuale dei lavoratori». «Questo accordo vorrebbe mettere fine all'esistenza di un sindacato che ha come scopo la difesa dei diritti dei lavoratori. Ai sindacati di base e ai lavoratori spetta ora mobilitarsi, per respingere questa riforma, e impedire che essa trovi applicazione negli accordi di categoria, aziendale e territoriali». 16 aprile 2009 - La Sicilia Roma. Con i sì di Confindustria,
Cisl e Uil e il no di Cgil, Roma - Con i sì di Confindustria, Cisl
e Uil e il no di Cgil, è stata firmata l'intesa per attuare la riforma contrattuale
secondo il modello del 22 gennaio a Palazzo Chigi, anch'esso rifiutato dalla Cgil. Secondo
i firmatari, il nuovo modello contrattuale che sarà unico per i settori pubblico e
privato porterà nelle buste paga dei lavoratori aumenti salariali di 2.523 euro nel
triennio 2009-2011. Inoltre, come ha ribadito il presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, il collegamento tra salario e produttività gioverà alle imprese e ai
lavoratori. 16 aprile 2009 - La Nuova Sardegna NUORO. Convegno sul lavoro Nuoro - La Rdb-Cub al fine di discutere e presentare la piattaforma per la richiesta di assunzione definitiva a tempo indeterminato dei lavoratori sinora impegnati convoca unassemblea di tutti i lavoratori interessati estendendo linvito a tutti i precari e non impiegati con lEnte foreste della Sardegna. Il 17 aprile alle ore 19 per conoscenza nel circolo culturale Madriche di via Convento nº 50. 16 aprile 2009 - Varese news I lavoratori licenziati dalla
cooperativa protestano sotto la pioggia Varese - Presidio sotto la pioggia per i ventitré lavoratori licenziati dalla cooperativa ServiGest a Malpensa. Affiancati dai rappresentanti sindacali di Sdl, Cobas e Cub, i dipendenti che lavoravano nel settore lavaggio e pulizia in appalto per la Lsg SkyChefs, società leader nel comparto catering, si sono ritrovati davanti a Villa Recalcati e sono stati accolti dal Prefetto di Varese Simonetta Vaccari, alla quale hanno esposto i passaggi della loro via crucis. La motivazione del licenziamento è stata spiegata con il passaggio dalla cooperativa "Archimede Logistica e packaging" al consorzio ServiGest: non una novità dato che prima a gestire una parte del servizio cera la Cis, poi la Archimede e infine la ServiGest, tutte cooperative riconducibili alla stessa proprietà (anche se il responsabile legale è diverso), che ogni due/tre anni cambia nome e ragione sociale e lascia a casa parte dei dipendenti non ottemperando al pagamento di contributi e tfr (trattamento di fine rapporto di lavoro). Il Tar della Lombardia ha sancito con una sentenza del 20 marzo scorso lillegittimità di quei licenziamenti poiché non sono state attivate le necessarie procedure sindacali in caso di licenziamento collettivo, condannando così la cooperativa Archimede a reintegrare tutti i lavoratori ricorrenti e a risarcire loro il danno nella misura prevista dallart. 18. A perdere il posto e a protestare sono rimasti in 23 dei 50 licenziati dalla cooperativa: gli altri sono stati reintegrati dal nuovo consorzio subentrato, mentre quelli licenziati sono stati sostituiti nei numeri e nei compiti da altri nuovi dipendenti. Il sindacato ha aperto una procedura risarcitoria nei confronti della cooperativa per una cifra che si aggira sui 500 mila euro, soldi che la cooperativa presumibilmente non pagherà mai e della quale committente Lsg non vuole (e non può) farsi carico. Nel frattempo dai ricorsi allInps per i contributi che risultavano non pagati si è scoperto che parte di quei soldi dovuti ai lavoratori sono stati versati in un secondo momento. In mezzo a queste "beghe" legali ci sono loro, i lavoratori, per lo più stranieri, molti dei quali in attesa di rinnovare il permesso di soggiorno e con famiglie a carico, letteralmente smarriti in una vicenda più grossa di loro che rappresenta uno dei tanti buchi neri del mondo di Malpensa: «Si tratta palesemente di una truffa: a danno dei lavoratori e a danno dello Stato, al quale vengono addossati costi che toccherebbe a LSG Sky Chefs e agli altri consorzi pagare spiega lavvocato Alessandro Villari -. Il danno per i lavoratori è gravissimo, avendo perso lunico mezzo di sostentamento, con il rischio ulteriore di non poter rinnovare il permesso di soggiorno in assenza di un nuovo contratto di lavoro. Per questo motivo, di pari passo con lazione per lesecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, verrà predisposta una denuncia per truffa a carico di tutte le società coinvolte nella vicenda». «Siamo in ballo dallo scorso novembre spiega Giuseppe Tampanella dei Cub -. Se riusciamo a spezzare questo anello della catena potremmo scoperchiare un calderone di illegalità o semi legalità fin troppo diffuso a Malpensa». Ai lavoratori licenziati è stata manifestata la solidarietà di Rifondazione Comunista. 16 aprile 2009 - La Nazione Sospeso lo sciopero della scuola Lucca - A causa dei tragici eventi in Abruzzo, lo sciopero generale della scuola del 23 aprile indetto da Cobas, Cub e SdL è stato sospeso e rinviato a data da destinarsi. Anche l'assemblea sindacale di domani per le scuole della Piana e Garfagnana è stata rinviata a martedì 28 aprile (prime 3 ore di lezione per tutto il personale e tutta la giornata per le Rsu Cobas) sempre presso l'Itc Carrara e con lo stesso ordine del giorno: taglio organici e aumento numero alunni per classe, sicurezza, regolamento Gelmini su reclutamento docenti, difesa diritto di sciopero e altro. 15 aprile 2009 - Adnkronos CONTRATTI: CUB, RIFORMA DÀ UNA MANO AI PADRONI Roma, 15 apr. - (Adnkronos) - «La riforma del modello contrattuale è soprattutto un modo per dare ai padroni una mano per uscire dalla crisi». È Pierpaolo Leonardi, Coordinatore Nazionale CUB a commentare le nuove regole sulla contrattazione. «Dall'accordo quadro scompare, infatti, ogni riferimento all'emergenza salariale e si parla solo di efficiente dinamica retributiva, che sottintende lo stretto rapporto con le necessità competitive delle aziende, mentre nell'ambito della contrattazione di secondo livello si rendono possibili deroghe in pejus sia per la parte salariale che normativa», spiega. «Ma rilanciare la crescita economica, lo sviluppo occupazionale e l'aumento della produttività sono gli stessi principi in nome dei quali nel '92-'93 sono stati siglati i famigerati accordi di luglio - sottolinea Leonardi - che hanno senz'altro raggiunto lo scopo di garantire benefici e profitti alle imprese, ma dai quali è partita la destrutturazione del potere contrattuale dei lavoratori». «Questo accordo - aggiunge - vorrebbe inoltre mettere fine all'esistenza di un sindacato che si pone come scopo la difesa dei diritti dei lavoratori. Ne deriveranno nuove regole in materia di rappresentanza sindacale, con le quali si intende restringere il diritto sciopero nei servizi pubblici locali e far fuori qualunque possibilità di partecipazione democratica dei lavoratori nelle decisioni che li riguardano». «Ai sindacati di base e ai lavoratori spetta ora mobilitarsi, non solo per respingere questa riforma, ma per impedire che essa trovi applicazione negli accordi di categoria, aziendale e territoriali», conclude il dirigente CUB. 15 aprile 2009 - Apcom Contratti/ Cub: Riforma per dare mano a padroni contro crisi"Ai sindacati di base non resta altro che la mobilitazione" Roma, 15 apr. (Apcom) - La riforma del modello contrattuale "è soprattutto un modo per dare ai padroni una mano per uscire dalla crisi". Lo afferma Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub. "Dall'accordo quadro scompare infatti ogni riferimento all'emergenza salariale - spiega - e si parla solo di efficiente dinamica retributiva, che sottintende lo stretto rapporto con le necessità competitive delle aziende, mentre nell'ambito della contrattazione di secondo livello si rendono possibili deroghe in pejus sia per la parte salariale che normativa". "Ma rilanciare la crescita economica, lo sviluppo occupazionale e l'aumento della produttività - prosegue Leonardi - sono gli stessi principi in nome dei quali nel '92/'93 sono stati siglati i famigerati accordi di luglio, che hanno senz'altro raggiunto lo scopo di garantire benefici e profitti alle imprese, ma dai quali è partita la destrutturazione del potere contrattuale dei lavoratori". "Questo accordo - aggiunge Leonardi - vorrebbe inoltre mettere fine all'esistenza di un sindacato che si pone come scopo la difesa dei diritti dei lavoratori. Ne deriveranno nuove regole in materia di rappresentanza sindacale, con le quali si intende restringere il diritto sciopero nei servizi pubblici locali e far fuori qualunque possibilità di partecipazione democratica dei lavoratori nelle decisioni che li riguardano. Ai sindacati di base e ai lavoratori spetta ora mobilitarsi, non solo per respingere questa riforma, ma per impedire che essa trovi applicazione negli accordi di categoria, aziendale e territoriali". 15 aprile 2009 - Agi CONTRATTI: CUB, RIFORMA E' MODO PER DARE UNA MANO AI PADRONI(AGI) - Roma,15 apr. -"La riforma del modello contrattuale e' soprattutto un modo per dare ai padroni una mano per uscire dalla crisi". Lo afferma Pierpaolo Leonardi, Coordinatore Nazionale Cub. "Dall'accordo quadro scompare infatti ogni riferimento all'emergenza salariale e si parla solo di efficiente dinamica retributiva - continua Leonardi in una nota - che sottintende lo stretto rapporto con le necessita' competitive delle aziende, mentre nell'ambito della contrattazione di secondo livello si rendono possibili deroghe in pejus sia per la parte salariale che normativa". "Ma rilanciare la crescita economica, lo sviluppo occupazionale e l'aumento della produttivita' sono gli stessi principi in nome dei quali nel '92/'93 sono stati siglati i famigerati accordi di luglio - sottolinea Leonardi - che hanno senz'altro raggiunto lo scopo di garantire benefici e profitti alle imprese, ma dai quali e' partita la destrutturazione del potere contrattuale dei lavoratori". "Questo accordo - aggiunge Leonardi - vorrebbe inoltre mettere fine all'esistenza di un sindacato che si pone come scopo la difesa dei diritti dei lavoratori. Ne deriveranno nuove regole in materia di rappresentanza sindacale, con le quali si intende restringere il diritto sciopero nei servizi pubblici locali e far fuori qualunque possibilita' di partecipazione democratica dei lavoratori nelle decisioni che li riguardano". Il Cub dunque conclude dicendo che ai sindacati di base e ai lavoratori spetta ora mobilitarsi, !non solo per respingere questa riforma, ma per impedire che essa trovi applicazione negli accordi di categoria, aziendale e territoriali". 15 aprile 2009 - Dire CASA. DOMANI MANIFESTAZIONE COMITATI
AL CONSIGLIO REGIONALE (DIRE) Roma, 15 apr. - Domani mattina, alle 10, in occasione della riunione del Tavolo interistituzionale sulla Casa e' stata indetta una manifestazione davanti al Consiglio regionale in via della Pisana. A promuoverla sono Asia-Rdb, Blocchi Precari Metropolitani, Comitato Obiettivo Casa, Unders/Bpm, Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, Action, inquilini senza titolo degli enti previdenziali e Carovana 'citta' bene comune'. "Abbiamo accolto con favore l'annuncio del prefetto di un rallentamento delle esecuzioni dei provvedimenti di sfratto- scrivono in una nota- e insieme a noi tutte le persone che con angoscia attendono l'arrivo dell'Ufficiale diudiziario, che convivono con la paura di finire da un giorno all'altro in mezzo ad una strada. Finalmente, dopo decine di picchetti e manifestazioni, arriva un segnale che tiene conto della drammatica realta' abitativa romana, che non distingue tra morosi e non morosi, tra categorie protette e non protette". "Si tratta tuttavia di un 'atteggiamento' che lascia ampi spazi di discrezionalita' ai commissariati nella concessione della forza pubblica- proseguono- a cui deve seguire un vero e proprio provvedimento di blocco generalizzato degli sfratti, una moratoria sui mutui e sugli sgomberi. Solo allora avremmo di fronte un quadro di riferimento 'bloccato' dentro il quale inserire le prossime politiche abitative". 15 aprile 2009 - Ansa CONTRATTI: SINDACATI BASE, RIFORMA SERVE SOLO A PADRONI(ANSA) - ROMA, 15 APR - «La riforma del modello contrattuale è soprattutto un modo per dare ai padroni una mano per uscire dalla crisi». Lo afferma Pierpaolo Leonardi, Coordinatore Nazionale CUB, bocciando la riforma che sarà siglato in via definitiva stasera. «Dall'accordo quadro - spiega - scompare ogni riferimento all'emergenza salariale e si parla solo di efficiente dinamica retributiva, che sottintende lo stretto rapporto con le necessità competitive delle aziende, mentre nell'ambito della contrattazione di secondo livello si rendono possibili deroghe in pejus sia per la parte salariale che normativa». TV: ANNOZERO; CUB, VIGNETTISTI PUNITI SOLO IN TOTALITARISMI (ANSA) - MILANO, 15 APR - La Confederazione unitaria di base (Cub) prende posizione a favore del vignettista Vauro e della trasmissione 'Annozero': ''solo nei regimi totalitari - afferma il sindacato - nei totalitarismi avviene che i vignettisti e i comici siano cacciati via''. ''La satira e' il sale della democrazia - sottolinea il coordinatore nazionale della Cub, Piergiorgio Tiboni - e quando si attacca chi scherza si prefigurano tempi bui. La Cub e' a fianco a Vauro ed esprime solidarieta' e vicinanza a Santoro e ad Annozero''. 15 aprile 2009 - OnLine News Rdb all'attacco, il Governo sta distruggendo la sanità L'accusa è di quelle pesanti, in linea con la intransigente atteggiamento degli Rdb. In linea con le politiche governative degli ultimi 10 anni, l'attacco allo stato sociale non rallenta ed investe direttamente il diritto alla salute denunciano in un comunicato i sindacati di base della sanità. «Dopo aver messo in crisi l'organizzazione sanitaria delle regioni con deficit, evitando accuratamente di colpire le politiche degli appalti e delle esternalizzazioni, il governo propone un Piano Sanitario Nazionale che taglierà 27.000 posti letto portando un attacco generale al sistema sanitario pubblico con ripercussioni inaudite in termini di prevenzione e di cura», dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento Nazionale RdB-CUB. «La costante ma inesorabile riduzione di posti letto pubblici ha prodotto lo sviluppo di un sistema sanitario privato, ormai governato da lobbies sempre più organizzate che si apprestano ad incrementare i profitti senza più rischiare in proprio con le truffe. Ma governare la sanità con il sistema aziendalistico - sottolinea Venezia - ha già prodotto un fallimento accertato. Ridurre ulteriormente l'offerta di posti letto, in un sistema caratterizzato da un aumento costante della domanda di ricovero e cura, certifica la volontà cancellare quello che ancora resta di sistema pubblico a vantaggio dell'ulteriore sviluppo di sistemi alternativi (privati, assicurazioni, ecc.) che escludono fasce sostanziali di cittadini dal diritto di cura». «È necessario un sistema costruito intorno al paziente ed ai suoi bisogni e non sull'economia che produce; un sistema alternativo - conclude il dirigente RdB-CUB - dove lavoratori e cittadini siano i veri protagonisti della riforma, della gestione e del controllo». 15 aprile 2009 - Corriere di Maremma L'intervento delle Rdb: " La storia infinita delle assegnazioni. Il direttore generale Mariotti deve evitare che si ripetano simili vicissitudini ""La Asl ripeta tutti i colloqui per i Coordinamenti" Grosseto - Infermieri, tecnici della prevenzione,
tecnici di laboratorio per la Asl 9 pari sono. Infatti per non fare torto a nessuna di
queste figure professionali, l'iter per l'assegnazione delle funzioni di coordinamento è
il medesimo: gestione arruffata delle procedure, bandi emessi e ritirati e ripresentati,
ricorsi su ricorsi, avvocati ed infine sentenza sfavorevole alla Asl. Infatti il 2 aprile
2009 si è conclusa, con una ordinanza del Tribunale di Grosseto emessa a seguito di
ricorso presentato da tre dipendenti che si erano visti escludere dall'albo degli idonei
alle funzioni di coordinamento per mancanza di "titolo specifico" (master di
primo livello) pur essendo già inquadrati contrattualmente con tali funzioni, l'ennesimo
episodio dell'affaire Coordinamenti, nello specifico quelli dei tecnici della prevenzione.
La sentenza stabilisce che, in base agli accordi sindacali non vi è alcuna differenza fra
il Coordinamento infermieristico e quello tecnico-sanitario, equiparati dunque nella
disciplina del conferimento degli incarichi. Altro punto importante della sentenza è la
considerazione che il contratto in vigore, richiede il master di primo livello per
l'assegnazione di nuove funzioni di Coordinamento, ma non ha alcuna incidenza sugli
incarichi già assegnati. Confutando quanto sostenuto dalla Asl i tre ricorrenti sono
stati riconosciuti, in base alla documentazione prodotta, non titolari di una mera rendita
di posizione, ma titolari a pieno titolo degli incarichi di Coordinamento loro
precedentemente attribuiti. La Asl, si sarebbe trovata comunque in un vicolo cieco, anche
se per caso la sentenza fosse stata favorevole; infatti avrebbe dovuto spiegare alla Corte
dei Conti come mai abbia corrisposto per nove anni l'indennità di Coordinamento a otto
Tecnici della prevenzione (tre sono quelli che hanno presentato ricorso, ma gli
interessati sono otto), per una funzione non svolta. La Asl, tanto per non smentirsi e per
complicare ancora di più la questione, nel frattempo si è "portata avanti" con
il lavoro ed ha già completato l'iter per l'assegnazione degli incarichi, effettuando il
colloquio valutativo ai Tecnici della prevenzione inseriti nell'elenco degli idonei. 15 aprile 2009 - La Città di Salerno Universitá. Il no delle Rdb «Il contratto integrativo è inaccettabile» Salerno - Il contratto collettivo integrativo 2009
dellAteneo di Salerno non è accettabile per i lavoratori e viene respinto dalle RdB
CUB dellUniversitá di Salerno. 15 aprile 2009 - Corriere del Mezzogiorno Vertenza contratto collettivo 2009 FISCIANO Con una lettera le RdB Cub hanno comunicato al Rettore dell'Università di Salerno, Raimondo Pasquino, che non firmeranno il contratto collettivo integrativo 2009. Ciò perchè «oltre ai tagli determinati dalla legge 133/08, si impongono ulteriori decurtazioni al salario accessorio». Ci sono delle inaccettabili riduzioni, per le rappresentanze sindacali, e, «addirittura alcune indennità, come quella di rientro e quella della vigilanza delle aule, sono state abolite. Di fatto, poi, viene cancellato il dipendente pubblico per i servizi di guardiania e di vigilanza, in tutte le facoltà dell'Ateneo. Inaccettabile la privatizzazione e la gestione sempre più aziendalistica dell'Università ». Per questi motivi i sindacati hanno comunicato di aver respinto il contratto collettivo integrativo. 15 aprile 2009 - Corriere di Viterbo Personale in agitazione. Uffici del
Fisco VITERBO - "Parte da Viterbo, in un clima di assoluto autoritarismo e senza che a livello sindacale ci sia stato alcun confronto tra l'amministrazione e i rappresentanti dei lavoratori, il processo nazionale di riorganizzazione dell'Agenzia delle Entrate". Lo dichiara Paola Celletti della Federazione RdB CUB di Viterbo, che annuncia la reazione del personale. "Lunedì 6 Aprile, infatti, è stata inaugurato, alla presenza del direttore regionale, il nuovo modello organizzativo che prevede due distinti uffici: la direzione provinciale e l'ufficio territoriale - continua la sindacalista -. Nonostante le ripetute richieste di convocazione per chiarire regole e modalità, la direzione regionale del Lazio ha rifiutato ogni incontro e, oltre ad emettere il provvedimento di istituzione della neo direzione provinciale di Viterbo, ha conferito unilateralmente incarichi di responsabilità su chiamata nominativa, esclusivamente discrezionale da parte dell'amministrazione, ed ha spostato dipendenti da un ufficio all'altro violando ogni regola e contravvenendo all'obbligo della trasparenza. Inoltre, le figure dirigenziali, in barba ad ogni criterio di razionalizzazione della spesa, sono passate da 3 a 5: questo è risparmio?". "Ovviamente la risposta dei lavoratori non si è fatta attendere - riprende Paola Celletti -. Tutti i capi-team dell'ex Area controllo hanno presentato le loro dimissioni con lettera trasmessa ufficialmente allAgenzia delle Entrate. Lo stesso 6 aprile, poi, è stata indetta un'assemblea di tutto il personale, molto partecipata ed animata, che ha evidenziato le perplessità e i problemi derivanti da questa gestione poco trasparente e, tra l'altro, ha formulato al direttore regionale e al direttore dell'ufficio diversi quesiti ai quali, però non sono state fornite risposte concrete. Nel frattempo, però, i lavoratori, l'utenza e la collettività intera stanno pagando i disservizi causati dalle scelte di questa classe dirigente. Il ruolo dell'Agenzia delle Entrate è di strategica importanza per il nostro Paese; soprattutto in questo momento, far funzionare la macchina fiscale significa far recuperare miliardi di evasione fiscale, stanare le rendite nascoste ed il lavoro nero e fare in modo, quindi, che non siano solo i dipendenti e i pensionati a pagare la crisi. Si prende atto però, che evidentemente questa non è la volontà di chi ci amministra: ne è prova la trasformazione in atto, che, gestita in spregio a qualsiasi regola di democratico confronto, riduce le competenze, disperde professionalità e mortifica i dipendenti". "Pertanto, la Federazione RdB di Viterbo - conclude Paola Celletti - si unisce e sostiene le scelte della RdB nazionale delle Agenzie, che ha diffidato formalmente il direttore regionale del Lazio affinché non intraprenda l'attivazione di altre direzioni provinciali prima che le organizzazioni sindacali siano ammesse a contrattare le condizioni e si riserva di intraprendere immediatamente tutte le iniziative possibili, comprese quelle legali, al fine di fornire tutela e informazione a tutti i lavoratori dell'Agenzia delle Entrate di Viterbo" 15 aprile 2009 - Il Paese Nuovo "Basta morti per il lavoro, no al profitto, si alla sicurezza" Lecce (Salento) I sindacati, i lavoratori, le associazioni e i partiti, saranno i protagonisti di una assemblea popolare riguardante la sicurezza sui posti di lavoro, promossa da COBAS CUB SDL SLAI-COBAS Collettivo I.MASIQ Lecce. "In Italia e nel Salento non si arrestano gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali. La precarizzazione del lavoro, la logica del profitto, il ricatto occupazionale e la riduzione dei diritti e delle tutele sindacali minacciano ulteriormente la difesa della salute dei lavoratori. Chiediamo che in ogni luogo di lavoro siano eletti i responsabili dei lavoratori per la sicurezza e siano estesi diritti e tutele per tutti i lavoratori". Lassemblea si terrà al il Teatro Astragali, V. Candido nei pressi ACI LECCE, il 17 aprile alle ore 18,30. interverranno Mario Fiorella, Pres. Sez. Lavoro , Tribunale Lecce, Guglielmo Forges Davanzati, professore di Economista dellUniversità Salento. Inoltre ci sarà l esposizione e presentazione della Mostra Inchiesta dell Associazione Paz Cantieri Irregolari del Salento. Poi la proiezione del Documentario sulle Vittime del Petrolchimico Un Rumore d Gabbiani, con la presenza del regista Giuseppe Cristaldi. Presenzieranno anche i parenti delle vittime del lavoro. 15 aprile 2009 - EPolis Roma Da venti anni senza gas, le speranze di via OstuniGli inquilini vivono nella palazzina dai primi anni Novanta: i lavoro negli appartamenti sono sempre stati fatti da loro. Tre anni fa l'Ater ha sistemato l'impianto elettrico ma manca quello dei riscaldamenti e il rifacimento della facciata di Marta Rossi Via Ostuni è una strada che dalla Palmiro Togliatti entra nel Quarticciolo: al numero 3 c'è una palazzina dove da venti anni vivono 20 famiglie. Era una delle scuole del quartiere: alla fine degli anni Sessanta è stata occupata e, poi, dopo 23 anni sono entrate le famiglie che oggi vi abitano. Oggi sono tutti sanati, pagano regolarmente l'affitto e le utenze. Tutte tranne quella del gas: nonostante le richieste vadano avanti da anni, le case sono ancora sprovviste di impianto del gas. Tre anni fa l'Ater realizzò un nuovo impianto a norma promettendo che presto sarebbe arrivato anche il riscaldamento autonomo. «Siamo con le bombole - spiega Anna Maria nata e cresciuta al Quarticciolo -. Dopo l'elettricità ci avevano promesso il gas e anche la facciata. Niente di tutto è stato realizzato». La facciata è diroccata, sia sulla strada che all'interno dove i ballatoi si aprono su un prato condiviso con altre case popolari. «Per noi l'importante è il gas - prosegue Anna Maria - perché la facciata potrebbe anche aspettare, non fa niente. Anche perché i lavori negli appartamenti ce li siamo sempre fatti da soli e magari abbiamo anche pensato di pitturare per conto nostro la tromba delle scale». Se infatti l'esterno è diroccato, dentro le case la situazione è diversa. Ognuno ha sistemato come meglio poteva, predisponendo già gli impianti per il metano. «Sei anni fa venne anche l'Italgas perché l'Ater aveva dato l'ok ma poi non se n'è fatto più niente». Ora si aspetta: e nel frattempo gli inquilini chiedono un incontro al presidente dell'Ater Luca Petrucci: «Gli impianti del gas sono urgenti: noi ci riscaldiamo con l'elettricità e la bolletta a fine mese è salata». Altro intervento urgente riguarda il terrazzo dove però non si può salire: «È tutto da rifare ma non si riesce a salire, nonostante le misure per il rifacimento siano state prese per quattro volte». Qualche decina di metri più in là, c'è il teatro del Quarticciolo, un piccolo gioiello di riqualificazione del quartiere dell'era Veltroni. La struttura, disegnata dagli architetti Ferdinando Pepe e Angelo Preziosi sull'impianto originario degli anni Sessanta, è stata pensata come un luogo di incontro per i cittadini e di rinascita del quartiere. «Le iniziative come questa vanno bene - dice Pasquale Nappo di Asia Rdb che segue il caso di via Ostuni dall'inizio - ma tutto deve essere riqualificato, a partire dalla case dove la gente vive da venti anni». Il teatro offre un cartellone di spettacoli a prezzi popolari ed è collegato anche con le scuole del municipio: la struttura è stata inaugurata nel 2007 e con la sala è stata aperta anche la biblioteca e uno spazio bar affidato a una società con un bando. «Abbiamo deciso di valorizzare la realtà locale, scegliendo prodotti biologici e del commercio equo e solidale - spiega Antonio, uno dei gestori del Verso Bistrot -. Il teatro va avanti da novembre a giugno, mentre la biblioteca è molto frequentata dagli studenti anche di altre parti di Roma, perché aperta il sabato e la domenica ed è una delle poche in città». 14 aprile 2009 - Agi RDB-CUB "GOVERNO VUOLE TAGLIARE 27.000 POSTI LETTO" (AGI) - Roma, 14 apr. - "Costera' 27.000 posti letto la 'cura' del governo per ridurre la spesa". La previsione e' del coordinamento nazionale Rdb-Cub, secondo cui - si legge in una nota - e' invece necessario un sistema alternativo dove siano veri protagonisti lavoratori e cittadini. "Dopo aver messo in crisi l'organizzazione sanitaria delle regioni con deficit, evitando accuratamente di colpire le politiche degli appalti e delle esternalizzazioni, il governo propone un Piano Sanitario Nazionale che tagliera' 27.000 posti letto portando un attacco generale al sistema sanitario pubblico con ripercussioni inaudite in termini di prevenzione e di cura" - dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento Nazionale RdB-CUB. "La costante ma inesorabile riduzione di posti letto pubblici ha prodotto lo sviluppo di un sistema sanitario privato, ormai governato da lobbies sempre piu' organizzate che si apprestano ad incrementare i profitti senza piu' rischiare in proprio con le truffe. Ma governare la sanita' con il sistema aziendalistico - sottolinea Venezia - ha gia' prodotto un fallimento accertato. Ridurre ulteriormente l'offerta di posti letto, in un sistema caratterizzato da un aumento costante della domanda di ricovero e cura, certifica la volonta' di cancellare quello che ancora resta di sistema pubblico a vantaggio dell'ulteriore sviluppo di sistemi alternativi (privati, assicurazioni, ecc.) che escludono fasce sostanziali di cittadini dal diritto di cura". "La sanita' vera, quella universalistica e solidaristica, quella che vede ancora impegnati centinaia di lavoratrici e lavoratori direttamente nelle tendopoli in Abruzzo ed indirettamente negli ospedali, anche di altre regioni, a curare i feriti dal sisma, ha bisogno - conclude il dirigente RdB-CUB - di un sistema di governo vero, che parta dalle professionalita' interne e non lasci spazio alle alchimie dei politici di turno piu' o meno camuffati da manager". 14 aprile 2009 - Adnkronos SANITA': RDB-CUB, TAGLIO LETTI IN
OSPEDALI Milano, 14 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Ridurre ulteriormente l'offerta di posti letto" negli ospedali italiani, "in un sistema caratterizzato da un aumento costante della domanda di ricovero e cura, certifica la volonta' cancellare quello che ancora resta del sistema pubblico a vantaggio dell'ulteriore sviluppo di sistemi alternativi (privati, assicurazioni, eccetera) che escludono fasce sostanziali di cittadini dal diritto di cura". Lo afferma Sabino Venezia, del Coordinamento nazionale Rdb-Cub, commentando in una nota il progetto del Governo, anticipato oggi dal 'Sole 24 Ore', di tagliare nelle strutture sanitarie della Penisola 27 mila posti letto entro 5 anni. "In linea con le politiche governative degli ultimi 10 anni, l'attacco allo stato sociale non rallenta e investe direttamente il diritto alla salute", sottolinea il sindacato. "Dopo aver messo in crisi l'organizzazione sanitaria delle regioni con deficit, evitando accuratamente di colpire le politiche degli appalti e delle esternalizzazioni - afferma Venezia - il Governo propone un Piano sanitario nazionale che tagliera' 27 mila posti letto, portando un attacco generale al sistema sanitario pubblico con ripercussioni inaudite in termini di prevenzione e di cura". "La costante ma inesorabile riduzione di posti letto pubblici - aggiunge - ha prodotto lo sviluppo di un sistema sanitario privato, ormai governato da lobby sempre piu' organizzate che si apprestano ad incrementare i profitti senza piu' rischiare in proprio con le truffe. Ma governare la sanita' con il sistema aziendalistico ha gia' prodotto un fallimento accertato", avverte. "Come per il resto del pubblico impiego - prosegue Venezia - le politiche federaliste e le colorite esternazioni da rotocalco, dai fannulloni alla spesa in orario di servizio, hanno aperto il fianco a una riforma sanitaria non scritta che ridurra' al minimo il servizio sanitario pubblico rendendolo, di fatto, funzionale ad un sistema privato/accreditato/religioso". Per il sindacalista, "la sanita' vera, quella universalistica e solidaristica, quella che vede ancora impegnati centinaia di lavoratrici e lavoratori direttamente nelle tendopoli in Abruzzo ed indirettamente negli ospedali, anche di altre regioni, a curare i feriti dal sisma, ha bisogno di un sistema di governo vero, che parta dalle professionalita' interne e non lasci spazio alle alchimie dei politici di turno piu' o meno camuffati da manager. E' necessario un sistema costruito intorno al paziente e ai suoi bisogni e non sull'economia che produce; un sistema alternativo - precisa - dove lavoratori e cittadini siano i veri protagonisti della riforma, della gestione e del controllo", chiude. 14 aprile 2009 - Ansa SANITA': SINDACATI DI BASE, TAGLIO POSTI LETTO COLPO A SSN (ANSA) - ROMA, 14 MAR - In linea con le politiche governative degli ultimi 10 anni, l'attacco allo stato sociale non rallenta ed investe direttamente il diritto alla salute denunciano in un comunicato i sindacati di base della sanita'. ''Dopo aver messo in crisi l'organizzazione sanitaria delle regioni con deficit, evitando accuratamente di colpire le politiche degli appalti e delle esternalizzazioni, il governo propone un Piano Sanitario Nazionale che tagliera' 27.000 posti letto portando un attacco generale al sistema sanitario pubblico con ripercussioni inaudite in termini di prevenzione e di cura'', dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento Nazionale RdB-CUB. ''La costante ma inesorabile riduzione di posti letto pubblici ha prodotto lo sviluppo di un sistema sanitario privato, ormai governato da lobbies sempre piu' organizzate che si apprestano ad incrementare i profitti senza piu' rischiare in proprio con le truffe. Ma governare la sanita' con il sistema aziendalistico - sottolinea Venezia - ha gia' prodotto un fallimento accertato. Ridurre ulteriormente l'offerta di posti letto, in un sistema caratterizzato da un aumento costante della domanda di ricovero e cura, certifica la volonta' cancellare quello che ancora resta di sistema pubblico a vantaggio dell'ulteriore sviluppo di sistemi alternativi (privati, assicurazioni, ecc.) che escludono fasce sostanziali di cittadini dal diritto di cura''. ''E' necessario un sistema costruito intorno al paziente ed ai suoi bisogni e non sull'economia che produce; un sistema alternativo - conclude il dirigente RdB-CUB - dove lavoratori e cittadini siano i veri protagonisti della riforma, della gestione e del controllo''. 14 aprile 2009 - Iris SANITA': COSTERA' 27.000 POSTI LETTO (IRIS) - ROMA, 14 APR - In linea con le politiche governative degli ultimi 10 anni, lattacco allo stato sociale non rallenta ed investe direttamente il diritto alla salute. "Dopo aver messo in crisi lorganizzazione sanitaria delle regioni con deficit, evitando accuratamente di colpire le politiche degli appalti e delle esternalizzazioni, il governo propone un Piano Sanitario Nazionale che taglierà 27.000 posti letto portando un attacco generale al sistema sanitario pubblico con ripercussioni inaudite in termini di prevenzione e di cura", dichiara Sabino Venezia, del Coordinamento Nazionale RdB-CUB. "La costante ma inesorabile riduzione di posti letto pubblici ha prodotto lo sviluppo di un sistema sanitario privato, ormai governato da lobbies sempre più organizzate che si apprestano ad incrementare i profitti senza più rischiare in proprio con le truffe. Ma governare la sanità con il sistema aziendalistico - sottolinea Venezia - ha già prodotto un fallimento accertato. Ridurre ulteriormente lofferta di posti letto, in un sistema caratterizzato da un aumento costante della domanda di ricovero e cura, certifica la volontà cancellare quello che ancora resta di sistema pubblico a vantaggio dellulteriore sviluppo di sistemi alternativi (privati, assicurazioni, ecc.) che escludono fasce sostanziali di cittadini dal diritto di cura". "Come per il resto del pubblico impiego aggiunge Venezia - le politiche federaliste e le colorite esternazioni da rotocalco, dai fannulloni alla spesa in orario di servizio, hanno aperto il fianco ad una riforma sanitaria non scritta che ridurrà al minimo il servizio sanitario pubblico rendendolo, di fatto, funzionale ad un sistema privato/accreditato/religioso. La sanità vera, quella universalistica e solidaristica, quella che vede ancora impegnati centinaia di lavoratrici e lavoratori direttamente nelle tendopoli in Abruzzo ed indirettamente negli ospedali, anche di altre regioni, a curare i feriti dal sisma, ha bisogno di un sistema di governo vero, che parta dalle professionalità interne e non lasci spazio alle alchimie dei politici di turno più o meno camuffati da manager. E necessario un sistema costruito intorno al paziente ed ai suoi bisogni e non sulleconomia che produce; un sistema alternativo - conclude il dirigente RdB-CUB - dove lavoratori e cittadini siano i veri protagonisti della riforma, della gestione e del controllo". 14 aprile 2009 - Dire SANITÀ. Rdb-cub: ''Il piano del governo taglierà 27 mila posti letto''Roma - "In linea con le politiche governative degli ultimi 10 anni, l'attacco allo stato sociale non rallenta e investe direttamente il diritto alla salute". La denuncia viene da Sabino Venezia, del coordinamento nazionale Rdb-Cub, scandalizzato dal fatto che "dopo aver messo in crisi l'organizzazione sanitaria delle regioni con deficit, evitando accuratamente di colpire le politiche degli appalti e delle esternalizzazioni, il governo propone un piano sanitario nazionale che tagliera' 27.000 posti letto portando un attacco generale al sistema sanitario pubblico con ripercussioni inaudite in termini di prevenzione e di cura". Venezia ricorda come "la costante ma inesorabile riduzione di posti letto pubblici ha prodotto lo sviluppo di un sistema sanitario privato, ormai governato da lobbies sempre piu' organizzate che si apprestano ad incrementare i profitti senza piu' rischiare in proprio con le truffe. Ma governare la sanita' con il sistema aziendalistico- sottolinea- ha gia' prodotto un fallimento accertato. Ridurre ulteriormente l'offerta di posti letto, in un sistema caratterizzato da un aumento costante della domanda di ricovero e cura, certifica la volonta' di cancellare quello che ancora resta di sistema pubblico a vantaggio dell'ulteriore sviluppo di sistemi alternativi (privati, assicurazioni, ecc.) che escludono fasce sostanziali di cittadini dal diritto di cura". Per il dirigente Rdb-Cub "la sanita' vera, quella universalistica e solidaristica, quella che vede ancora impegnati centinaia di lavoratrici e lavoratori direttamente nelle tendopoli in Abruzzo e indirettamente negli ospedali, anche di altre regioni, a curare i feriti dal sisma, ha bisogno di un sistema di governo vero, che parta dalle professionalita' interne e non lasci spazio alle alchimie dei politici di turno piu' o meno camuffati da manager. E' necessario- conclude Venezia- un sistema costruito intorno al paziente ed ai suoi bisogni e non sull'economia che produce, un sistema alternativo dove lavoratori e cittadini siano i veri protagonisti della riforma, della gestione e del controllo". 14 aprile 2009 - La Città di Salerno Ospedale, assunzioni di 14
infermieri Agropoli - Potenziamento dellorganico
dellospedale di Agropoli: nei prossimi giorni saranno avviate le verifiche per
procedere allassunzione di 14 nuovi infermieri. E quanto è stato deciso nel
corso dellultimo incontro tra le organizzazioni sindacali della Rdb Cub e Mario
Minervini, delegato del commissario straordinario dellAsl Fernando De Angelis. Al
centro della discussione le criticitá in ordine alle carenze di personale. 14 aprile 2009 - La Nuova Venezia Linea 1 presa dassalto,
imbarcaderi pieni, lunghe file alle biglietterie Venezia - Vaporetti stracolmi quasi ad ogni ora del giorno
- per quanto più al pomeriggio, che alla mattina - in questo lungo e assolato ponte
pasquale, ressa agli imbarcaderi nelle ore dello sfollamento al Lido come a San Marco
(dove i mezzi arrivavano già pieni), in aggiunta alle lunghissime code alle biglietterie
di piazzale Roma, della stazione e del Lido per le procedure ancora lunghe di emissione
dei biglietti elettronici e (domenica) per lo sciopero di parte del personale Vela. 14 aprile 2009 - on Tuscia RIORGANIZZAZIONE AGENZIA DELLE
ENTRATE, VITERBO (md) "Parte da Viterbo, in un clima di assoluto "autoritarismo" e senza che a livello sindacale ci sia stato alcun confronto tra lamministrazione e i rappresentanti dei lavoratori, il processo nazionale di riorganizzazione dellAgenzia delle Entrate", è quanto dichiara Paola Celletti, della Federazione RdB CUB di Viterbo. "Lunedì 6 Aprile, infatti, è stata inaugurato, alla presenza del direttore regionale, il nuovo modello organizzativo che prevede due distinti uffici: la direzione provinciale e lufficio territoriale. Nonostante le ripetute richieste di convocazione per chiarire regole e modalità, la direzione regionale del Lazio ha rifiutato ogni incontro e, oltre ad emettere il provvedimento di istituzione della neo direzione provinciale di Viterbo, ha conferito unilateralmente incarichi di responsabilità su chiamata nominativa esclusivamente discrezionale da parte dellAmministrazione e ha spostato dipendenti da un ufficio allaltro violando ogni regola e contravvenendo allobbligo della trasparenza. Inoltre le figure dirigenziali, in barba ad ogni criterio di razionalizzazione della spesa, sono passate da 3 a 5, se questo è risparmio? Ovviamente la risposta dei lavoratori non si è fatta attendere, tutti i capi-team dellex area controllo hanno presentato le loro dimissioni con lettera trasmessa ufficialmente allagenzia delle entrate. Lo stesso 6 Aprile è stata indetta unassemblea di tutto il personale molto partecipata e animata, che ha evidenziato le perplessità e i problemi derivanti da questa gestione poco trasparente e, tra laltro, ha formulato al direttore regionale e al direttore dellufficio, diversi quesiti ai quali, però non sono state fornite risposte concrete. Nel frattempo, i lavoratori, lutenza e la collettività intera stanno pagando i "disservizi" causati dalle scelte di questa classe dirigente. Il ruolo dellagenzia delle entrate è di strategica importanza per il nostro paese; soprattutto in questo momento, far funzionare la macchina fiscale significa far recuperare miliardi di evasione fiscale, stanare le rendite nascoste ed il lavoro nero e fare in modo, quindi, che non siano solo i dipendenti e i pensionati a pagare la crisi. Si prende atto però che evidentemente questa non è la volontà di chi ci amministra, ne è prova la trasformazione in atto, che, gestita in spregio a qualsiasi regola di democratico confronto, riduce le competenze, disperde professionalità e mortifica i dipendenti. Pertanto, la federazione RdB di Viterbo - conclude Paola Celletti - si unisce e sostiene le scelte della RdB nazionale delle agenzie, che ha diffidato formalmente il direttore regionale del Lazio affinché non intraprenda lattivazione di altre direzioni provinciali prima che le organizzazioni sindacali siano ammesse a contrattare le condizioni e si riserva di intraprendere immediatamente tutte le iniziative possibili, comprese quelle legali, al fine di fornire tutela e informazione a tutti i lavoratori dellagenzia delle entrate di Viterbo". 14 aprile 2009 - Tuscia web Viterbo - Riorganizzazione dell'ente
- Rdb Cub: "Non siamo stati ammessi a contrattare le condizioni" Riceviamo e pubblichiamo - Parte da
Viterbo, in un clima di assoluto "autoritarismo" e senza che a livello sindacale
ci sia stato alcun confronto tra lamministrazione e i rappresentanti dei lavoratori,
il processo nazionale di riorganizzazione dellAgenzia delle Entrate. Lunedì 6
aprile, infatti, è stata inaugurato, alla presenza del direttore regionale, il nuovo
modello organizzativo che prevede due distinti uffici: la Direzione Prov.le e
lUfficio Territoriale. Nonostante le ripetute richieste di convocazione per chiarire
regole e modalità, la direzione regionale del Lazio ha rifiutato ogni incontro e, oltre a
emettere il provvedimento di istituzione della neodirezione provinciale di Viterbo, ha
conferito unilateralmente incarichi di responsabilità su chiamata nominativa
esclusivamente discrezionale da parte dellamministrazione e ha spostato dipendenti
da un ufficio allaltro violando ogni regola e contravvenendo allobbligo della
trasparenza. Inoltre le figure dirigenziali, in barba ad ogni criterio di
razionalizzazione della spesa, sono passate da 3 a 5, se questo è risparmio? Ovviamente
la risposta dei lavoratori non si è fatta attendere, tutti i Capi-team dellEx area
controllo hanno presentato le loro dimissioni con lettera trasmessa ufficialmente
allAgenzia delle Entrate. Lo stesso 6 aprile è stata indetta unassemblea di
tutto il personale molto partecipata e animata, che ha evidenziato le perplessità e i
problemi derivanti da questa gestione poco trasparente e, tra laltro, ha formulato
al direttore regionale e al direttore dellUfficio, diversi quesiti ai quali, però
non sono state fornite risposte concrete. Nel frattempo, i lavoratori, lutenza e la
collettività intera stanno pagando i "disservizi" causati dalle scelte di
questa classe dirigente. Il ruolo dellAgenzia delle Entrate è di strategica
importanza per il nostro Paese; soprattutto in questo momento, far funzionare la macchina
fiscale significa far recuperare miliardi di evasione fiscale, stanare le rendite nascoste
e il lavoro nero e fare in modo, quindi, che non siano solo i dipendenti e i pensionati a
pagare la crisi. Si prende atto però, che evidentemente questa non è la volontà di chi
ci amministra, ne è prova la trasformazione in atto, che, gestita in spregio a qualsiasi
regola di democratico confronto, riduce le competenze, disperde professionalità e
mortifica i dipendenti. Pertanto, la Federazione RdB di Viterbo, si unisce e sostiene le
scelte della RdB nazionale delle agenzie, che ha diffidato formalmente il direttore
regionale del Lazio affinché non intraprenda lattivazione di altre direzioni
provinciali prima che le organizzazioni sindacali siano ammesse a contrattare le
condizioni e si riserva di intraprendere immediatamente tutte le iniziative possibili,
comprese quelle legali, al fine di fornire tutela e informazione a tutti i lavoratori
dellAgenzia delle Entrate di Viterbo. 14 aprile 2009 - Caserta 24 Ore Castel volturno (Ce) Sabato 18 aprile per un Patto Sociale di Solidarietà CASTEL VOLTURNO (Ce) La strage di camorra
che il 18 settembre sterminò 7 innocenti, un italiano e 6 africani a Castel Volturno, ha
portato allattenzione nazionale un territorio abbandonato. Ma dopo la caccia ai
camorristi si è aperta la "caccia" agli immigrati senza permesso di soggiorno:
lavoratori, spesso vittime di un intollerabile sfruttamento, in un clima di omertoso
silenzio! Ciò avviene perché la legge Bossi-Fini impedisce la regolarizzazione degli
immigrati "imprigionando" uomini e donne nella clandestinità. I lavoratori
immigrati che vi invitano a questa mobilitazione sono gli stessi lavoratori stagionali che
raccolgono le arance, le patate, i pomodori, le donne straniere inchiodate al ruolo di
badante con orari interminabili e salari da fame. Ma anche gli immigrati che oggi
sostengono in maniera determinante le casse dellInps, eppure rischiano di non vedere
mai la pensione
chi viene licenziato dalle fabbriche ed insieme al lavoro perde anche
il diritto ad avere il permesso di soggiorno. E la logica spietata di chi vuole
braccia ma non persone e che peggiora le condizioni e i livelli di garanzia di tutti i
lavoratori. La crisi colpisce duro, gli italiani e immigrati, eppure in risposta alla
crisi il governo adotta la strategia del "dividi e comanda" producendo
differenze. A fare da sfondo cè il pericoloso clima di criminalizzazione dei
migranti, che alimenta la guerra tra poveri con linquietante corollario di ronde e
linciaggi. 14 aprile 2009 - Articolo 21 Macchinisti nel mirinoContinua la campagna di raccolta firme per
il reintegro del macchinista e Rls, Dante De Angelis. La sua vicenda aveva fatto indignare
mezza Italia: licenziato semplicemente per aver posto la questione della manutenzione,
della progettazione e dei controlli sugli Etr, in seguito agli incidenti che si erano
verificati a luglio. Licenziato per procurato allarme... Lo sciopero convocato per il 26
settembre dai macchinisti del Sdl e del Cub per il reintegro del collega De Angelis e
degli otto ferrovieri delle Officine di Genova, volto a ridestate lattenzione
mediatica è stato differito da unordinanza del Ministro Matteoli, giustificata
dallemergenza Alitalia. 13 aprile 2009 - i giornali non sono in edicola 12 aprile 2009 - Corriere del Veneto Vaporetti Lazienda: coinvolti
solo tre sportelli. Rdb Cub: al lavoro lavoratori a tempo determinato VENEZIA Un flop secondo Vela, un successo secondo
Rdb Cub: ieri lo sciopero delle biglietterie e del call center (oggi si replica) non
avrebbe secondo lazienda messo ko il funzionamento del servizio, ma il sindacato si
dice assolutamente soddisfatto dei numeri auspicando per la giornata di oggi un ulteriore
incremento delle adesioni. 12 aprile 2009 - La Nuova Venezia HANNO ADERITO 30 DIPENDENTI Venezia - Ieri, primo dei due giorni di sciopero pasquale del personale delle biglietterie di Vela, chiamato allagitazione da Rdb-Cub, dopo la rottura del tentativo di conciliazione davanti al prefetto, in particolare sul puntod ella regolarizzazione del personale precario. Come spesso accade, doppia lettura dei risultati. Actv-Vela si compiacciono per il fatto che solo 3 delle 34 biglietterie (Zattere, San Tomà, Rialto imob) siano rimaste serrate e plaudono «al buon senso del personale». Rdb-Cub rilancia ricordando che, complessivamente, hanno aderito allo sciopero 30 degli 80 dipendenti Vela e che questo ha fatto sì in molte biglietterie il servizio sia rimasto parzialmente scoperto. Infinite, ieri, le code alla stazione o a San Marco. Per molti lavoratori con contratto a termine - sottolinea ancora la segreteria del sindacato Cobas - poi molto difficile trovare la forza di aderire ad uno sciopero. In ogni caso, oggi, proseguirà lagitazione per chiedere anche laumento del buono pasto a 7 euro. 12 aprile 2009 - Il Tirreno La sentenza nei giorni scorsi in
tribunale GROSSETO - Dovrà essere rifatto, dallAsl,
lelenco degli idonei a fare i tecnici della prevenzione. Una recente sentenza del
tribunale ha infatti dato ragione a tre persone che, rimaste escluse, avevano fatto
ricorso. A darne notizia è Stefano Corsini, sindacalista della Rdb (Rappresentanze di
base), con un lungo comunicato: «Infermieri, tecnici della prevenzione, tecnici di
laboratorio - scrive Corsini - per lAsl 9 pari sono. Infatti per non fare torto a
nessuna di queste figure professionali, liter per lassegnazione delle funzioni
di coordinamento è il medesimo: gestione arruffata delle procedure, bandi emessi e
ritirati e ripresentati, ricorsi su ricorsi, avvocati ed infine sentenza sfavorevole alla
Asl. Infatti il 2 aprile scorso si è conclusa, con una ordinanza del tribunale di
Grosseto emessa a seguito di ricorso presentato da tre dipendenti che si erano visti
escludere dallalbo degli idonei alle funzioni di coordinamento per mancanza di
"titolo specifico" (master di primo livello) pur essendo già inquadrati
contrattualmente con tali funzioni, lennesimo episodio dell"affaire"
coordinamenti, nello specifico quelli dei tecnici della prevenzione». 12 aprile 2009 - Il Gazzettino S. Bortolo, è guerra sulla
riorganizzazione di Medicina Vicenza - La battaglia sindacati-amministrazione
dellAsl 6 di Vicenza non si placa neppure in questi giorni di festività pasquali.
LRdb Cub passa in rassegna le più recenti decisioni assunte dalla direzione
strategica del San Bortolo ed esprime forti perplessità sulla convenienza economica degli
interventi e, soprattutto, sul fatto che gli stessi possano contribuire al mantenimento
della qualità del servizio offerto. Lesternalizzazione della sterilizzazione e la
riorganizzazione funzionale dei reparti di Medicina generale, Medicina riabilitativa ed
Ostetricia rappresentano i punti dolenti. Alle parole dei sindacalisti, però, ribatte con
forza il direttore generale dellAsl 6 di Vicenza, Antonio Alessandri, che non
intende fare passi indietro, ma conferma gli interventi da tempo illustrati e sui quali la
direzione strategica si è espressa favorevolmente. 11 aprile 2009 - Spoleto on line Terremoto Abruzzo: subito un piano
straordinario post emergenza La Federazione Nazionale RdB-CUB, unitamente alla
Federazione RdB-CUB Abruzzo, ha inviato in data odierna una lettera indirizzata al
Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di
Camera e Senato, al Presidente della Regione Abruzzo, al Presidente del Consiglio
Regionale abruzzese e all'Assessore regionale alla Sanità, in cui richiede un piano
straordinario post-emergenza che sia capace di dare risposte concrete alle esigenze reali
della collettività colpita dal sisma. La RdB-CUB ritiene necessario che dopo la conta dei
morti, l'accoglienza dei feriti nelle strutture sanitarie regionali e quella degli
sfollati negli alloggi provvisori, si intervenga urgentemente per la più veloce ripresa
di una quotidianità che si avvicini ad una qualche forma di normalità. A questo fine ha
elaborato alcune prime proposte su cui sollecita una seria discussione: 11 aprile 2009 - Corriere della Sera Biglietterie Vela, oggi sciopero
improvviso VENEZIA Non basteranno le code, i parcheggi presi d'assalto, i vaporetti pieni e Piazzale Roma intasata a fare del weekend pasquale un fine settimana di fuoco. A complicare il tutto ci si mette anche lo sciopero del call center e delle biglietterie di Vela indetto da Rdb Cub per tutta la giornata di oggi e quella di domani. Per i turisti alle prese con la visita della città, potrebbero esserci vari disagi. La decisione del sindacato è arrivata inaspettatamente ieri mattina al termine di un vertice in prefettura che non è riuscito a scongiurare la protesta. Col vivo disappunto di Actv che giudica del tutto sconsiderata l'iniziativa, durante le giornate pasquali: «Lazienda si rammarica fa sapere e si dissocia dellatteggiamento di questa sigla sindacale che ha deciso di proclamare uno sciopero che otterrà, come unico risultato, quello di arrecare un grave disagio alla città di Venezia e ai turisti che, speranza di tutti, si attendono numerosi in questo primo vero weekend di primavera». I tempi del resto non sono dei migliori, nel pieno di una crisi economica che non risparmia niente e nessuno, flussi turistici in testa. Visto il quadro, inutile dire che il ponte pasquale è attesissimo. Lo sciopero, insomma, proprio non ci voleva. Il sindacato promotore, dal canto suo risponde che a volerlo a furor di popolo sono stati proprio i lavoratori: «Abbiamo cercato di far capire che il fine settimana di Pasqua forse non era il momento più opportuno spiega Rdb Cub ma i dipendenti sono stanchi di una situazione che va avanti da mesi. L'organizzazione del lavoro con le biglietterie in condizioni precarie e un carico di lavoro in continuo aumento e una schiera di lavoratori a tempo determinato che non vengono assunti». Sul tavolo delle trattative anche le richieste del sindacato di adeguare l'indennità domenicale e dei buoni pasto. Un colpo che Actv non incassa affatto bene accusando l'iniziativa di essere strumentale: «Preoccupati della situazione economica di crisi generalizzata e dalle pessime previsioni per i prossimi anni spiega - avevamo fissato un incontro con tutte le organizzazioni sindacali per il 21 aprile al fine di condividere le proprie linee di sviluppo economico e di sostegno finanziario. Si tratta pertanto di uno sciopero ingiustificato e strumentale. Ricordiamo tuttavia che sono operative 24 ore su 24 le biglietterie automatiche ai pontili principali». Ma i grattacapi per Actv non finiscono qui: le società di Gran turismo autorizzate dal Comune, accusano lazienda di «concorrenza sleale» e proclamano lo stato di agitazione: «Le istituzioni hanno fatto poco o nulla per contrastare lillegalità e tutelare i titolari di autorizzazione comunale al trasporto di persone non di linea. Ora Actv ha costituito la società Venice by Boat Srl armatrice di numerosi motoscafi Gran Turismo pur possedendo una sola autorizzazione comunale, Un trattamento di favore che ci penalizza». Tutto tranquillo (almeno per il momento) sul fronte museale. Scongiurato infatti lo sciopero a cavallo del weekend pasquale annunciato nei giorni scorsi dalla Cgil. «E stato convocato un tavolo tra lazienda e il sindacato per la prossima settimana dice Andrea Brignoli, segretario Filcams , fino ad allora abbiamo sospeso qualsiasi iniziativa». Sul piatto verranno messe le questioni irrisolte: «Gli orari estivi devono tornare ad essere quelli degli anni scorsi. Se non sarà così sciopereremo nel ponte del 25 aprile ». 11 aprile 2009 - La Nuova Venezia Biglietterie, ponte di Pasqua con lo
sciopero Venezia - Si profilano due giorni di disagi per
lacquisto dei biglietti per i mezzi Actv, in particolare quelli del servizio di
Navigazione lagunare. Vigilia e domenica di Pasqua con difficoltà, quindi, soprattutto
per i turisti. Rdb-Cub ha confermato ieri lo sciopero di quarantotto ore del personale di
Vela, scattato questa notte, e che si protrarrà fino alla mezzanotte di domani. La
decisione è stata presa dopo il fallimento dellincontro organizzato dalla
Prefettura per tentare di trovare un accordo tra sindacato e azienda. A eccezione degli
uffici Vela di Mestre, chiusi comunque nel fine settimana, per le biglietterie del centro
storico si potrebbero avere situazioni difficili. Su 120 dipendenti Vela, un terzo
aderiscono a Rdb-Cub, ma anche in passato cè stata parecchia solidarietà da parte
degli iscritti ad altre sigle. Il rischio sarà quello di non trovare aperte le
biglietterie, in primis quelle più decentrate o dove gli approdi sono secondari. Se per
oggi ad attenuare i disagi ci sarà comunque lapertura delle tabaccherie e delle
altre rivendite autorizzate aperte, per domani ai passeggeri che non hanno biglietti
caricati sulle tessere Imob le possibilità potrebbero rimanere due: lacquisto
presso una biglietteria automatica a piazzale Roma, Santa Chiara, ferrovia, Lido Santa
Maria Elisabetta, Burano; oppure lacquisto a bordo con la sovrattassa prevista dal
regolamento. 11 aprile 2009 - L'Unione Sarda Mentre la Regione aiuta gli
insegnanti della Formazione professionale Cagliari - I soldi ci sono, la legge consente pure di
tenere in vita quei posti di lavoro, ma non basta. E così, entro giugno, 220 impiegati
che lavorano nei Centri dei servizi per il lavoro delle province sarde rischiano di
ritrovarsi disoccupati. 11 aprile 2009 - La Repubblica L´iniziativa Torino - Apre nella sede regionale del sindacato di base RdB, in corso Marconi, uno sportello assistenza immigrati. Il lunedì e il giovedì negli uffici delle federazioni verranno organizzati incontri informativi sulla legislazione italiana in materia di immigrazione e si offrirà assistenza sulle vertenze di lavoro, consulenza legale e fiscale. Ideatore del progetto è Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale per l´immigrazione dell´RdB: «Vista la situazione politica e sociale non facile dichiara Soumahoro - in materia di immigrazione pensiamo come sindacato che la risposta migliore in questo momento sia proporre iniziative reali. Attivarci e realizzare concretamente idee che possano aiutare e tutelare l´immigrato e che permettano di combattere pregiudizi e insensate prese di posizione in materia di immigrazione».(a.pu.) 11 aprile 2009 - Corriere del Mezzogiorno Sanità Estesa provvisoriamente la
copertura della Salerno 1 SALERNO È rimasta senza copertura assicurativa
lex Asl Sa3. Rischiando di non poter erogare i premi per eventuali defaillance
professionali, qualora, malauguratamente, si fossero verificate. Nel senso che, se fosse
deceduto un paziente durante un intervento chirurgico, i familiari del defunto, qualora
avessero intentato causa contro la struttura sanitaria, non avrebbero ottenuto il
risarcimento dallazienda sanitaria. Il rischio è stato talmente alto da
costringere, qualche settimana fa, il subcommissario straordinario delegato alla gestione
amministrativa delle tre aziende sanitarie salernitane, Bruno Rosati, a precipitarsi
immediatamente a Napoli per risolvere il caso. 11 aprile 2009 - La Nuova Sardegna «Il Comune sfrutti più la
convenzione» NUORO - Precari forestali sul monte Ortobene, riprende la
battaglia sindacale. Qualche giorno dopo lintervento della Cisl e della Pastorale
diocesana scendono nuovamente in campo quelli della Rappresentanza sindacale di base (i
Cub) per chiedere la stabilizzazione dei 37 stagionali nuoresi. Anzi, ora chiedono di
andare oltre: cioè di valorizzare insieme ai 900 ettari del monte anche altre aree verdi
e urbane di Nuoro, arrivando così a cento lavoratori stabili nei cantieri. 11 aprile 2009 - La Nazione Tutto partì da due infermiere:
«Febbre alta e problemi cardiaci» Firenze - «RICORDO BENE la vicenda del guano dei piccioni», dice Sergio Scortecci, coordinatore della Rdb della Asl 10. «Risale a cinque-sei anni fa, quando una ventina di dipendenti, infermieri e infermiere, ma anche medici, accusarono malattie respiratorie. Allora si disse che le infezioni erano dovute a un batterio che si trova nel guano essiccato dei piccioni e trasportato nell'impianto di condizionamento. Proprio qui avrebbero trovato l'ambiente ideale. Le bocche del condizionamento aspiravano aria sopra i tetti dell'ospedale dove c'era una numerosa colonia di piccioni. I lavoratori colpiti da infezioni ricorda Sergio Scortecci si rivolsero al sindacato, ma le denunce non potevano essere fatte da noi. Dovevano essere presentate personalmente da coloro che erano stati colpiti dalle infezioni. E così è stato. I carabinieri del Nas sono venuti in ospedale diverse volte. I militari hanno sentito gli infermieri, ma hanno fatto anche sopralluoghi per rendersi conto di questo problema. Nel frattempo il sindacato ha sollevato il problema nell'apposito organismo che sovrintende alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Si è mosso anche l'organismo centrale. La questione è stata affrontata nell'unico modo possibile: la pulizia. Si è cominciato a pulire sempre più spesso e anche in modo straordinario. Oggi posso dire che l'ambiente è totalmente sicuro. Lo dico per i dipendenti, per i pazienti e per tutti i visitatori». DEI VENTI dipendenti di Ponte a Niccheri che hanno raccontato di aver avuto problemi con il guano dei piccioni due si sono rivolti agli avvocati Giangualberto e Iacopo Pepi. Si tratta di due infermiere che oggi hanno 40 e 47 anni. Si tratta di una ferrista di chirurgia e di un'operatrice sanitaria di ostetricia. «Le due donne racconta l'avvocato Iacopo Pepi cominciarono ad ammalarsi nel 2002. Febbri altissime, problemi respiratori, mancanza d'aria. Successivamente venne loro diagnosticato il batterio «clamydia psittaci», ma anche pleurite e complicazioni cardiache. Nessuna delle due potrà avere figli e non possono svolgere attività faticose, nè tantomeno sportiva. Iniziarono una casa civile. Il tribunale ha appena affidato a un medico legale l'accertamento per stabilire il nesso di causa ed effetto. L'Inail, a quanto mi risulta perchè io seguo solo l'aspetto penale, ha riconosciuto la causa di servizio». «NEL 2006 le due dipendenti dell'ospedale continua l'avvocato Pepi hanno deciso di presentare un esposto in procura. Da quel momento sono cominciate una serie di attività dei carabineiri del Nas. Le infermiere sono state sentite più volte. Sono stati ascoltati anche altri colleghi. L'indagine è coordinata dal sostituto procuratore Gabriele Mazzotta. Nel frattempo abbiamo messo al lavoro alcuni nostri consulenti i quali ci hanno confermato il nesso di causa ed effetto fra il guano dei piccioni e le malattie contratte da queste due giovani lavoratrici». Gli avvocati della difesa, in questa circostanza, non hanno ricevuto nessun documento. Lo avranno alla conclusione dell'indagine. 11 aprile 2009 - Il Secolo XIX E sull'incontro di giovedì scoppia la polemica del cub Genova. È scontro tra i sindacati confederali e il Cub del Terminal Rinfuse. «Non siamo stati invitati all'incontro con azienda, compagnia e Authority sul Terminal Rinfuse - dicono i rappresentanti di quest'ultima sigla - nonostante il nostro delegato Rsu sia stato legalmente eletto dai lavoratori del terminal Rinfuse e rappresenti il 60 per cento della forza lavoro. I motivi sono legati alla richiesta d'incontro indetto dai sindacati confederali,che in modo antidemocratico, anche in questioni in cui le scelte sono unanimi, (nessun sindacato vuole la chiusura della banchina)ed in un momento delicato per l'economia del paese, si occupano ancora una volta degli interessi di bottega». Ribatte Ettore Torzetti, della Fit Cisl di Genova: «L'elezione dei rappresentanti è stata irregolare, c'è ancora una procedura in atto. Per il resto - conclude Torzetti - io non faccio incontri con loro. Se vogliono, facciano incontri di tipo separato». 11 aprile 2009 - Il Mattino di Padova Il Centro Riciclo pretende i danni dopo lo sciopero MONSELICE - Dopo lo sciopero, il Centro Riciclo chiede i
danni. Lo fa con una lettera inviata a Team Service, Provincia di Padova, Filt Cgil, Cisl,
Fiadel e Uil Trasporti. Insomma a tutte le sigle sindacali tranne lAdl Cobas, anima
della protesta di mercoledì. Ha preso carta e penna Samuel Piazza, titolare del Centro
Riciclo, e ha scritto alla Team Service, il consorzio che ha lappalto per via
Umbria. «Il continuo stato di agitazione dei vostri dipendenti - lamenta Piazza - ha
comportato la convocazione di unassemblea sindacale, lastensione di gran parte
dei lavoratori dallattività presso il Centro Riciclo Monselice e per finire la
pubblicazione su varie testate giornalistiche di articoli volti a mettere in cattiva luce
la nostra azienda». Con riserva di quantificare i danni nelle sedi opportune. 11 aprile 2009 - Corriere del Veneto Biglietterie Vela, oggi sciopero
improvviso VENEZIA Non basteranno le code, i parcheggi
presi d'assalto, i vaporetti pieni e Piazzale Roma intasata a fare del weekend pasquale un
fine settimana di fuoco. A complicare il tutto ci si mette anche lo sciopero del call
center e delle biglietterie di Vela indetto da Rdb Cub per tutta la giornata di oggi e
quella di domani. Per i turisti alle prese con la visita della città, potrebbero esserci
vari disagi. La decisione del sindacato è arrivata inaspettatamente ieri mattina al
termine di un vertice in prefettura che non è riuscito a scongiurare la protesta. Col
vivo disappunto di Actv che giudica del tutto sconsiderata l'iniziativa, durante le
giornate pasquali: «Lazienda si rammarica fa sapere e si dissocia
dellatteggiamento di questa sigla sindacale che ha deciso di proclamare uno sciopero
che otterrà, come unico risultato, quello di arrecare un grave disagio alla città di
Venezia e ai turisti che, speranza di tutti, si attendono numerosi in questo primo vero
weekend di primavera». I tempi del resto non sono dei migliori, nel pieno di una crisi
economica che non risparmia niente e nessuno, flussi turistici in testa. Visto il quadro,
inutile dire che il ponte pasquale è attesissimo. 11 aprile 2009 - La Stampa DOMANI IL LAVORO NON RIPRENDE
COMERA IN PROGRAMMA MURIALDO - La cassa integrazione ordinaria alla cartiera
«Bormida» di Murialdo, entrata in vigore nel novembre dello scorso anno e che si sarebbe
dovuta concludere domani, è stata invece propagata sino al 5 luglio prossimo. 11 aprile 2009 - Il Messaggero La polizia municipale ha dovuto
garantire ieri sera il servizio disposto dal Pincio per la processione Civitavecchia - Cessato allarme. I vigili urbani hanno
prestato il proprio servizio ieri sera durante la processione del Cristo Morto e faranno
altrettanto anche a Santa Fermina. E questo in sostanza quanto stabilito dal
Prefetto che ha disposto alle organizzazioni sindacali di differire le iniziative
sindacali previste in concomitanza delle due manifestazioni per «evitare i rischi nel
settore ordine e pubblica sicurezza» e «di assicurare il dovuto servizio secondo le
direttive impartite dallamministrazione comunale». 11 aprile 2009 - Il Tempo «Il sindaco di Civitavecchia ha
avuto paura di noi, tanto da dover ricorrere all'aiuto del Prefetto che ieri sera ha
notificato l'ordine di differire lo sciopero del 28 aprile» Civitavecchia - «Perché allora se la polizia municipale è tanto importante per Moscherini - ha aggiunto il sindacalista - talmente tanto da determinare, se il Sulpm avesse scioperato, "un pregiudizio grave ed imminente per l'ordine e la sicurezza pubblica", non si impegna come chiediamo a trasformare la polizia municipale in una efficiente ed efficace polizia di prossimità?. Il sindaco Moscherini - ha concluso Marchetti - può anche aver fatto impedire uno sciopero che era, sia chiaro a tutti, non per chiedere soldi ma per far crescere la polizia municipale di Civitavecchia cercando di proiettarla verso la sicurezza urbana come sta facendo ad esempio il sindaco Alemanno, ma purtroppo l'effetto che ha ottenuto non ricadrà sui lavoratori del Corpo, sarà solo un danno permanente all'ordine e alla sicurezza pubblica di questa città e dei suoi cittadini. Ai quali diciamo che noi non molliamo perché il nostro unico interesse è quello di avere in strada Agenti che possano intervenire a 360 gradi per la loro tutela». A rincarare la dose, Flavio Zeppa, responsabile territoriale della Rdb Cub. «I diritti dei lavoratori, sanciti dalla costituzione e dallo statuto, non esistono più; si assiste continuamente e impunemente ad atti impositivi e arroganti da parte dell'Autorità (o meglio Podestà) contro chi rispetta le regole contrattuali e viene legittimato nella lotta dalla stessa Commissione di Garanzia. Il Prefetto spiega Zeppa - è intervenuto con atto di precettazione e quindi con ordine di differire le iniziative programmate per i giorni 10 e 28 Aprile nei confronti del Sindacato Sulpm/Ugl e quindi sugli Agenti di Polizia Municipale che regolarmente avevano indetto Assemblea per il giorno 10/04 dalle ore 18,30 alle 20,30 e sciopero per l'intera giornata per il giorno 28 Aprile. Ora, premesso che l'assemblea era stata indetta da ben 3 organizzazioni sindacali tra cui la Cisl e la Cgil di categoria e invece l'atto di precettazione è stato ordinato e notificato solo al Sulpm/Ugl, ci domandiamo come sia possibile che un Prefetto ordini il differimento di una assemblea dei lavoratori con l'art. 8 delle Legge 146/90 detta Legge Sciopero che riguarda solo ed esclusivamente la regolamentazione di scioperi». 11 aprile 2009 - Il Giornale di Vicenza LA CRISI. Dal 20 aprile settanta
dipendenti saranno in cassa integrazione a zero ore Vicenza - Nunzia ha 46 anni e da trenta lavora
nell'ufficio amministrativo che tra qualche settimana sarà trasferito a Rimini. Silvia,
una sua collega, si è detta disponibile a fare la pendolare, e raggiungerebbe il marito a
Thiene solo nel fine settimana, ma altre con bambini piccoli non se la sentono di prendere
questa decisione. |