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Il Sindacato di Base e Indipendente

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12/04/09

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 aprile 2009


10 aprile 2009 - TRC Giornale

Zeppa: "L’assemblea non è di competenza del Prefetto"

Civitavecchia - Sulla precettazione dei Vigili Urbani intervengono anche le Rdb Cub. Il rappresentate territoriale, Flavio Zeppa, si chiede come sia possibile che un Prefetto ordini il differimento di un'assemblea con un articolo che riguarda soltanto la regolamentazione degli scioperi. Sempre Zeppa sottolinea che l'assemblea non è materia di competenza del Prefetto, ma del datore di lavoro, in questo caso il sindaco, a cui va semplicemente la comunicazione e non la richiesta di autorizzazione. È un fatto particolare, inoltre, che i vigili siano stati precettati per lavorare il 28 aprile, nonostante da mesi non percepiscono il pagamento delle giornate festive infrasettimanali. Le Rdb/Cub invitano i lavoratori e le lavoratrici della Polizia Municipale e le organizzazioni sindacali che hanno indetto le iniziative di lotta a mantenere ferme le proprie posizioni.


10 aprile 2009 - Audionews

Trasporti: rinviato lo sciopero del 23 aprile

Rinviato dalla Cub Trasporti lo sciopero nazionale del settore già proclamato per il prossimo 23 aprile. La decisione della Cub in considerazione dei tragici eventi determinati dal terremoto in Abruzzo.


10 aprile 2009 - Varese news

Rissa sfiorata all'assemblea sindacale sull'ospedale di Legnano
La ristrutturazione in vista, decisa dall'Azienda Ospedaliera, mette in luce le tensioni tra la Cgil e i sindacati di base. Germani (RdB) provoca e Bursich (Cgil) perde a testa
di Orlando Mastrillo

Legnano - Tensione tra le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori della sanità legnanese. Un’assemblea tenutasi nei giorni scorsi è finita quasi in rissa dopo il diverbio scoppiato tra Riccardo Germani della RdB e Paolo Bursich della Cgil. Il sindacalista della Triplice aveva appena concluso il suo intervento nel quale aveva elencato una serie di forme di protesta da adottare nei confronti della dirigenza e per informare cittadini e istituzioni della pesante ristrutturazione del personale negli ospedale dell’Azienda Ospedaliera legnanese, tra le quali anche lo "sciopero del saluto". Proprio quest’ultima inziativa è stata presa come spunto da Germani della RdB per attaccare la Cgil e far emergere uno scontro che va avanti da tempo in seno alle organizzazioni sindacali. All’azione di Germani è corrisposta la reazione di Bursich che si è scagliato contro l’esponente dei sindacati base come per aggredirlo, subito fermato da alcuni colleghi. Urla, spintoni, confusione e facce costernate per alcuni minuti a sottolineare una situazione piuttosto grave che non favorisce l’unità dei lavoratori e che contrappone due mondi del sindacato che non si sono mai visti di buon occhio. Germani, della RdB, avrebbe definito bizzarro lo "sciopero del saluto" nei confronti dei dirigenti, proprosto tra il serio e il faceto da Bursich, e avrebbe mandato a quel paese (per usare un eufemismo) il collega della Cgil. A questo punto la reazione che lo stesso Bursich definisce così: «Ho ceduto alle continue provocazioni di Germani e ho perso la testa, mi scuso per questo. Come Cgil abbiamo presentato un piano serio di inziative che culmineranno con lo sciopero ma prima abbiamo proposto una serie di appuntamenti che coinvolgano più lavoratori possibile e le istituzioni, per non correre il rischio di fare uno sciopero a cui aderisce solo il 10% dei lavoratori. La situazione è grave a causa di una ristrutturazione imponente nei 4 ospedali di Legnano. Il nuovo ospedale è un business da 156 mln di euro per una cattedrale nel deserto. Abbiamo proposto presidi davanti alla palazzina dell’ospedale di Legnano, una trattativa direttamente con la Regione, saltando la direzione dell’A.O. che è un muro di gomma. Lo sciopero del saluto è solo una delle tante iniziative che vogliamo mettere in atto e serve solo a tenere la dirigenza sul chi va là, per far capire concretamente che siamo arrabbiati. Mentre il nostro sforzo è fare unità vera, Germani cerca pubblicità dalla divisione».


10 aprile 2009 - Il Mattino

Agropoli. Sono ancora in attesa di risposte gli operatori sanitari...

Agropoli - Sono ancora in attesa di risposte gli operatori sanitari dell’ospedale di Agropoli dopo l’incontro che il sindaco Franco Alfieri ha tenuto martedì sera con il commissario dell’Asl unica di Salerna Fernando De Angelis. L’incontro era stato fissato dopo l’annullamento di quello previsto in mattinata al comune e a cui avrebbe dovuto partecipare il sub commissario Di Munzio. Il nuovo appuntamento è per questa mattina, presso la direzione sanitaria dell’ospedale. Un rappresentante dell’Asl unica incontrerà il sindaco Alfieri, gli operatori sanitari e i sindacati. Sul tavolo ci sarà ancora una volta il problema della carenza di personale infermieristico e il futuro dell’ospedale di Agropoli e in particolare, considerato l’approssimarsi dell’estate, le strategie per l’emergenza estiva ora che il presidio agropolese è fuori dalla rete dell’emergenza, ma l’utenza rimarrà la stessa, con un notevole incremento nei mesi caldi per l’afflusso dei turisti sulla costa cilentana. «Sono comunque fiducioso sulla volontà di trovare una soluzione» ha commentato il sindaco Alfieri dopo la convocazione di questa ennesima riunione. La scorsa settimana, dopo l’accordo sull’incontro con il sub-commissario Di Munzio ad Agropoli, i lavoratori aderenti al sindacato Rdb-Cub avevano interrotto il presidio della direzione sanitaria dell’ospedale iniziato alcuni giorni prima in forma di protesta per la carenza di personale infermieristico.


10 aprile 2009 - Il Gazzettino

RdbCub: «Dozzinanti, un flop» Ma l’Asl smentisce
di Matteo Crestani

Vicenza - Il reparto per dozzinanti del San Bortolo rischia il flop. La denuncia arriva dall’Rdb Cub di Vicenza, che da tempo ha chiesto un’analisi precisa dei costi della struttura, ma senza aver ottenuto risposta da parte dell’amministrazione dell’Asl 6 di Vicenza. Una cosa è certa: finora i ricoveri sono stati pochi. I dati non mentono: «Fino a oggi», spiega Bonifacio Dal Bianco dell’Rdb Cub, «ci sono stati soltanto tre ricoveri per l’effettuazione di screening. Oltre a essere stati pochi, dunque, sono avvenuti con un criterio non certo corrispondente all’appropriatezza, necessaria anche per chi è ospite di una struttura per dozzinanti, in quanto il trattamento sanitario resta lo stesso assicurato agli altri pazienti dell’ospedale, per il quale la Regione riconosce una quota di partecipazione».
Accuse ben precise, dunque, alle quali non si sottrae di rispondere, però, il direttore del reparto, il direttore medico Livio Dalla Barba, che evidenzia: «Attualmente nel reparto sono ricoverate tre persone. E finora sono avvenuti ricoveri di persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti. L’appropriatezza dei ricoveri è tra le priorità del San Bortolo, quindi non intendiamo farla venir meno neppure nel reparto dei dozzinanti. I controlli, quindi, saranno fatti in tal senso con la medesima cura assicurata in tutte le altre unità operative».
Ricordiamo che il reparto dei dozzinanti dispone di 12 camere e di un servizio d’eccellenza per quanto concerne il trattamento alberghiero, per il quale si sborsano dai 400 ai 450 euro a notte. Tra gli altri servizi sono a disposizione dei pazienti ospitati cuoco, cameriere e personale infermieristico dedicato. Il tutto in una cornice fatta di arredi di lusso e ogni confort. Quanto alla redditività il direttore Livio Dalla Barba si sente di rasserenare i sindacati: «Dai calcoli che abbiamo effettuato risulta possibile mantenere aperto il reparto e coprire i relativi costi con tre camere occupate, data l’elevata retta alberghiera. Facciamo presente, tra l’altro, che l’amministrazione dell’Asl 6 ha considerato un periodo di start-up del servizio, quindi non c’è ragione, ad un solo mese dall’apertura, di preoccuparsi. Deve spandersi la voce. E soltanto quando le richieste aumenteranno saranno aperte tutte e dodici le camere, mentre ora ne sono attive soltanto la metà. Per ora, quindi, ci dichiariamo soddisfatti».


10 aprile 2009 - Corriere di Viterbo

Il punto di vista delle Rdb
Dopo la polemica della Cgil sull’iscrizione "ritardataria" alle liste di collocamento. Il sindacato difende i lavoratori pubblici del Centro per l’impiego
di Alfredo Parroccini

Civita Castellana - Continua la polemica sulla mancata iscrizione di alcuni lavoratori nelle liste di collocamento. Nei giorni scorsi la Cgil, per bocca del suo rappresentante Roberto Grassetti, aveva ripreso e bacchettato l'amministrazione provinciale sul comportamento assunto dai dirigenti del servizio, sia locale che centrale, "ritenendo che tali lavoratori dovevano comunque essere iscritti dal 1° aprile 2009, data in cui si erano presentati all'Ufficio dell'impiego di Civita Castellana ed avevano chiesto l'iscrizione". Anzi, continuava il sindacalista Roberto Grassetti che "qualora i lavoratori avessero dovuto perdere un solo giorno di prestazione, la Cgil avrebbe provveduto ad attivare un'azione legale per la richiesta del risarcimento del danno subito". Adesso su questo particolare caso dei lavoratori non iscritti nelle liste di collocamento interviene anche il sindacato Rdb Cub con una sua nota nella quale afferma: "Abbiamo seguito con un po' di stupore gli articoli sulla stampa in merito alla presunta ritardata iscrizione di alcuni lavoratori alle ‘liste di collocamento’ presso il Centro per l'impiego di Civita, quasi si volesse mostrare un fastidio verso dei lavoratori pubblici che hanno voluto rispettare in pieno le normative pur mostrando disponibilità a risolvere le problematiche poste. Non vogliamo entrare nel dettaglio tecnico per il quale altri sono demandati e questa volta sono efficacemente intervenuti pubblicamente, piuttosto ci colpisce la asprezza di un attacco fatto dal responsabile della Cgil contro innanzitutto gli operatori del centro e poi non meno acremente contro il suo responsabile". "Premesso che ai lavoratori da iscrivere alle liste non è stato, così ci risulta, arrecato alcun danno - prosegue la nota -, perché prendersela con i lavoratori del centro e con il responsabile, il cui stipendio rientra nella media ordinaria non essendo certo d'oro e neanche d'argento? Perché scaricare sui lavoratori le frequenti, talvolta contrastanti e forse inique, modifiche normative e amministrative? Scriviamo queste poche righe con la libertà di chi non ha alcun timore e quotidianamente lo dimostra, ove necessario, di criticare la cattiva conduzione di un ufficio ma con l'orgoglio di svolgere una funzione pubblica che non dovrebbe essere considerata un intralcio ma anzi una garanzia di equità e legalità". E concludono: "In un periodo in cui la denigrazione dei dipendenti pubblici risulta essere lo sport preferito non potevamo lasciare sotto silenzio quanto sopra descritto"


10 aprile 2009 - Il Giorno

Crespi, presidio contro la cassa e gli esuberi
IN VIA SAN DOMENICO
di CRISTIANA MARIANI

LEGNANO - UN PRESIDIO davanti a Confindustria Altomilanese per esprimere il dissenso e la voglia di modificare una situazione che sembra ormai quasi del tutto compromessa. La richiesta è semplice: ritirare la cassa integrazione straordinaria e accettare come provvedimentoil contratto di solidarietà, proposto da alcuni sindacati, con riduzione dell'orario lavorativo a parità di salario integrato da Inps e Stato. IERI MATTINA, alcuni lavoratori della Giovanni Crespi, l'azienda produttrice di materiali sintetici e poliuretano espanso flessibile che possiede stabilimenti a Legnano e Buscate, e i rappresentanti del sindacato Allca Cub hanno raggiunto la sede di via San Domenico manifestando in maniera pacifica. La Crespi esce da tredici settimane di cassa integrazione e la decisione dei vertici aziendali di avviare la cassa integrazione straordinaria per 89 lavoratori considerati in esubero su 207, 17 dei quali già interessati dalla precedente mobilità, ha suscitato notevole indignazione fra sindacati e lavoratori. Negli ultimi giorni, si sono svolti numerosi incontri fra la proprietà e i rappresentanti sindacali di Cub, Cgil, Cisl e Uil. «La Crespi ha rifiutato ogni forma di trattativa sostenendo, in maniera generica, che il Contratto di solidarietà non ha quelle caratteristiche di flessibilità che, invece, consente la cassa integrazione straordinaria - spiegano alcuni rappresentanti del Cub -. In realtà, la proprietà vuole soltanto continuare a smantellare il settore produttivo di Legnano». L'OBIETTIVO FINALE dei vertici societari probabilmente è quello di chiudere lo stabilimento nella città del Carroccio per trasferire tutto a Buscate, licenziando, però, 89 dipendenti. «Attualmente non conosciamo nessun piano industriale di rilancio - commentno i sindacalisti di Allca Cub -. In 4 anni, l'azienda ha praticamente dimezzato i dipendenti senza mettere in campo alcun progetto concreto per continuare la produzione. Siamo consapevoli del fatto che esiste una crisi strutturale del sistema imprenditoriale, ma la responsabilità non è dei lavorati sui quali, invece, gravano licenziamenti, tagli di salario e precariato».


10 aprile 2009 - Settegiorni

Siglato l'accordo per i duecento lavoratori della Novaceta
ALTRI 12 MESI DI CASSA
E' stata prevista anche la mobilità su base volontaria

MAGENTA - La Novaceta continua la sua agonia rinnovando per un anno la cassa integrazione straordinaria, ma i lavoratori resistono e sperano in una rinascita derivante dall'ingresso di nuovi partner. La luce in fondo al lungo tunnel che in questi anni ha risucchiato il polo produttivo magentino, potrebbe infatti essere irradiata dal Piano industriale presentato dall'azienda in Regione lo scorso 23 marzo, attraverso il quale si faceva riferimento alla volontà di tornare operativi sul filo tinto grazie a partner europei o cinesi. Documento questo che non viene visto in modo del tutto speranzoso da parte di diversi dipendenti, che vorrebbero invece promesse fatte in lingua italiana, ma che tuttavia ha fatto sì che si che sulla base del piano si continuasse a parlare di cassa integrazione. Nel frattempo dalle sfere sindacali emerge anche la notizia che il know how, ovvero sia le abilità tecniche acquisite nel corso degli anni, stiano partendo da Magenta alla volta della Cina. A sedersi al tavolo dell'«Agenzia Regionale per l'Istruzione, la Formazione e il Lavoro della Lombardia» sono stati Ciro Favicchia, Marco Fantoni e Libero Grigis per la Novaceta, nonchè Alfonso De Giuli della Femca Cisl, Rosario Sergi della Filcem Cgil, Daniele Bosotti della Uilcem Uil, Massimo Lettieri e Giovanni Cippo della Allca Cub. Con loro anche Antonia Pellicola, Antonio Grimaldi, Gian Franco Calabria, Damiano Pallavicini e Giuseppina Blando per le Rsu. Per i 204 dipendenti è stato quindi raggiunto e sottoscritto il prolungamento della cassa integrazione straordinaria di un anno con decorrenza a partire da domenica 5 aprile e per i prossimi 12 mesi. La motivazione rimane la profonda crisi in cui da tempo è sprofondata l'azienda magentina. Nell'accordo si prevede anche la possibilità , per chi volesse, di chiedere la mobilità su base volontaria. L'azienda inoltre, anticiperà il Tfr nella misura minima di 700 euro lorde per i soli mesi di aprile e maggio 2009. La Cub, che ha siglato l'accordo del 2 aprile per consentire il mantenimento della cassa, si è invece mostrata critica in riferimento all'accordo del 23 marzo in cui, spiega Mario De Luca , si chiedeva di fatto ai lavoratori di pagare la cassa integrazione con un anticipo del Tfr. «La preoccupazione rimane quella di come è stata gestita la crisi â€" fa saper Massimo Lettieri del sindacato di base Cub-Magenta e del Gruppo dei precari autorganizzati del Magentino - La cassa integrazione è un ammortizzatore sociale necessario, ma il vero problema rimane quello di operare per il reinserimento di queste persone nel mondo del lavoro e per la creazione di occupazione. Per questi motivi si sta portando avanti una battaglia attraverso il "Gruppo dei precari autorganizzati del Magentino". Per chi volesse saperne di più, può scrivere a precariatomagentino@gmail.com». Di questo e dei risultati ottenuti in Regione se ne è parlato nell'assemblea aperta ai lavoratori che si è svolta in Novaceta nella mattinata di lunedì 6 aprile.


9 aprile 2009 - Apcom

Sisma Abruzzo/ Cub sospende sciopero nazionale trasporti 23 aprile
Rinviarlo a data da destinarsi

Roma, 9 apr. (Apcom) - La Cub Trasporti, a fronte dei tragici eventi determinati dal terremoto in Abruzzo, ha deciso di sospendere lo sciopero nazionale del settore, già indetto per l'intera giornata del 23 aprile, e di rinviarlo a data da destinarsi. Ove venisse raggiunto l'accordo contrattuale la Cub Trasporti si riserva di convocare i propri organismi per deliberare in merito allo sciopero.


9 aprile 2009 - Dire

Precari Cri: ''Brunetta non risponde sulle stabilizzazioni''

Roma - "Il 2 aprile scorso la RdB-CUB Croce Rossa ha chiesto al ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, di chiarire la posizione dei precari della Croce Rossa Italiana, in relazione a quanto dichiarato dallo stesso ministro nella conferenza stampa del 31 marzo". E' quanto sottolinea il sindacato di base della Croce Rossa. Brunetta, ricordano, "ha affermato: "i lavoratori precari della Croce Rossa Italiana non sono inseriti tra i regolarizzabili, in quanto non hanno anzianita' direttamente con la Cri (sono circa 2248), bensi' prevalentemente con le Regioni e le Asl di provenienza".  Nel frattempo, prosegue il sindacato "per riaffermare il diritto alla stabilizzazione acquisito con le precedenti finanziarie, i lavoratori hanno intasato la posta elettronica del ministero, allegando le copie dei contratti stipulati con la Cri". "Abbiamo inutilmente atteso una settimana, ma da Corso Vittorio Emanuele II solo silenzio- riferisce Massimiliano Gesmini, della RdB-CUB Cri- Dobbiamo dunque concludere che chi tace acconsente? Avevamo ragione nell'affermare che, contrariamente a quanto dichiarato dal ministro, i precari della Cri. hanno un regolare contratto con l'Ente Pubblico Croce Rossa e non con le Regioni e Asl?". Per il rappresentanti dei precari della Croce Rossa, "appare oltremodo strano che il ministro Brunetta, cosi' pignolo e rispettoso delle regole, si sia fatto cogliere in fallo senza replicare alle nostre argomentazioni. Si tratta forse- chiede Gesmini- dell'ennesima dimostrazione che quanto sta accadendo ai lavoratori precari della Cri e' frutto di un piano orchestrato a tavolino tra questo governo e i vertici della Cri, al fine di mettere in strada oltre 2.000 lavoratori precari e le loro rispettive famiglie? Caro ministro- conclude- attendiamo di essere smentiti".


9 aprile 2009 - EPolis Roma

L'assemblea. Esternalizzati di Asl e ospedali chiedono una stabilizzazione urgente.
Nieri: «I soldi ci sono»
Sanità, protestano i precari: «La Regione batta un colpo»
Sindacati di base al l'attacco: «Basta appalti, sono tre anni che aspettiamo i contratti»
di Paolo Anastasio

Roma - Personale precario ed esternalizzato della sanità e delle agenzie regionali ha protestato ieri contro i cronici ritardi da parte della Regione nel percorso di stabilizzazione lavorativa. Alla protesta hanno preso parte lavoratori delle Asl, dell'Ares 118, gli esternalizzati del Sant'Andrea, del Policlinico Umberto I e di Tor Vergata, senza dimenticare quelli di Arpa Lazio. Nel mirino dei lavoratori le lungaggini legislative e il blocco delle assunzioni, che bloccano da tre anni la regolarizzazione delle loro posizioni contrattuali. Tre leggi finanziarie, a partire dal 2006, prevedono già la reinternalizzazione dei servizi in appalto, mentre la delibera 345 dell'8 maggio 2008, approvata in Giunta, non è mai stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale. «Ci sono leggi presentate tre anni fa per l'internalizzazione dei servizi - ha detto il consigliere regionale Peppe Mariani - i lavoratori sono stufi». «Chiediamo un provvedimento legislativo d'urgenza che definisca un percorso chiaro di reinternalizzazione dei servizi e stabilizzazione dei lavoratori - hanno detto in coro i sindacati di base Rdb e Cobas - che chiuda definitivamente lo scandalo degli appalti nella sanità del Lazio». Secondo i Cobas sono 1150 gli esternalizzati che lavorano al Policlinico Umberto I, più che raddoppiati rispetto al 2006. Si tratta di infermieri, Ota, ausiliari, aiuto cuochi, operai, amministrativi, lavoratori di cooperative e dipendenti di ditte, con capitolati illegali rinnovati da più di 10 anni senza bandi pubblici, che in media prendono 800 euro al mese. L'assistenza infermieristica e ausiliaria viene fornita da 400 operatori della cooperativa Osa, al Policlinico dal 2000, che percepisce 13 milioni di euro l'anno. «Se questi lavoratori fossero stati assunti dall'azienda, come chiediamo dal 2006 - dice Serena Bastelli dei Cobas - l'azienda avrebbe risparmiato 3 milioni di euro». Situazione analoga al Sant'Andrea, dove la nuova gara d'appalto per l'affidamento dei servizi socio-sanitari, tecnici e amministrativi ha un importo annuo superiore ai 5 milioni di euro, a fronte di un costo complessivo (fisso) di 4.725.310 euro per l'internalizzazione dei famosi "fantasmi" del Sant'Andrea, 200 i lavoratori, esclusi infermieri e tecnici, in attesa di stabilizzazione. «Stiamo valutando un'ipotesi per avviare un processo di reinternalizzazione dei servizi alla persona esternalizzati impropriamente, in linea con il piano di rientro sanitario - ha detto l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi - La reinternalizzazione produce un risparmio del 10% delle spese. Un provvedimento è ipotizzabile entro giugno». «I soldi ci sono», chiude l'assessore al Bilancio Luigi Nieri.


9 aprile 2009 - Leggo

Roma. E’ un esercito precario, quello della sanità del Lazio...
di Lorena Loiacono

Roma - E’ un esercito precario, quello della sanità del Lazio, che da anni si batte per l’assunzione dei lavoratori: "serve il via per la proposta di legge - denunciano i sindacati - e l’ok immediato dalla Giunta". Si sono autodefiniti fantasmi, sono in protesta dal 2006 ed hanno ottenuto delibere e provvedimenti in finanziaria regionale finora mai rispettati: si tratta dei circa settemila precari, con contratti di varia natura, che mandano avanti gli ospedali, le asl e gli enti regionali del Lazio. In centinaia ieri mattina, provenienti tra gli altri dall’Umberto I, da Tor Vergata, San Giovanni, San’Andrea, Ares 118, Croce Rossa, Arpa, Consorzio Ri.Rei. ed Lsu, hanno preso parte alla movimentata assemblea pubblica alla Regione, indetta dai sindacati di base:
«I lavoratori sono indignati, serve l’immediato avvio dell’iter per una specifica legge regionale per la stabilizzazione dei precari - spiega Rdb Cub sanità, promotore dell’iniziativa con i Cobas - tra infermieri, ausiliari, addetti alle pulizie, servizi informatici, cup e amministrativi sono in tutto 7000 lavoratori, divisi tra precari interni alle strutture, con contratti a tempo determinato, ed esterni legati a ditte appaltatrici. Di questi, oltre quattromila solo a Roma».
All’assemblea hanno preso parte anche gli assessori al lavoro, Tibaldi, ed al bilancio, Nieri: «Assumendo i lavoratori esterni - ha spiegato Tibaldi - si produce un risparmio del dieci per cento delle spese. Ma la nostra è un’ipotesi che dovrà passare in Giunta, un eventuale provvedimento ipotizzabile entro giugno».(ass.)


9 aprile 2009 - Il Mattino di Padova

La cooperativa tenta la serrata dopo lo sciopero dei lavoratori
Solidarietà degli assessori al personale che manifesta davanti al municipio Tensione invece in via Umbria al momento del rientro in azienda Mamprin assicura: «Non è vero che la carta non viene più riciclata»
di Francesca Segato

MONSELICE - Momenti di tensione ieri mattina al Centro Riciclo. Ottanta lavoratori della cooperativa Mylog hanno scioperato, manifestando davanti al municipio (nella foto) contro la riduzione di stipendio. Al momento del rientro al lavoro, però, hanno trovato i cancelli sbarrati. Sono tutti marocchini, in prevalenza donne. Lavorano in mezzo ai rifiuti, selezionandoli a mano, per 6 euro e 93 centesimi l’ora, lordi. Con un contratto di facchinaggio, senza ammortizzatori, e l’orario già ridotto a 36 ore. Adesso la cooperativa Mylog, che lavora al Centro Riciclo per il consorzio Team Service, ha chiesto un nuovo «sacrificio»: ridursi lo stipendio di 1 euro e 20 l’ora, a parità di lavoro.
Motivo, la crisi che investe anche il settore del riciclo: «I Comuni hanno ridotto, se non stoppato, raccolta e selezione della carta» si legge in una lettera inviata dalla Team Service ai lavoratori. Affermazioni che hanno scatenato la polemica: se fosse vero, Monselice pagherebbe per la raccolta differenziata e poi la carta finirebbe in discarica o bruciata. Dopo varie telefonate alla De Vizia, che gestisce l’asporto dei rifiuti, l’assessore Gianni Mamprin assicura: «La carta raccolta a Monselice viene riciclata» dalla ditta Nalin. Solidarietà ai lavoratori dall’assessore Bruno Cama: «Abbiamo chiesto all’assessore provinciale al Lavoro Roberto Tosetto di convocare un tavolo con tutte le parti». Tornati in via Umbria alla fine dello sciopero di un’ora per turno, i lavoratori hanno trovato i cancelli chiusi. «Oggi non ho bisogno di voi», avrebbe detto il presidente della Mylog. Dopo una prima mediazione dei sindacalisti Adl, che ha permesso di far rientrare le donne, un nuovo momento di tensione. Il presidente della cooperativa, anch’egli marocchino, ha strappato il cartellino di uno degli addetti ai muletti. «Gli ha bloccato l’ingresso e l’ha accusato di aver manomesso i macchinari» racconta Gianni Boetto dell’Adl. Il ragazzo, per protesta, si è sdraiato a terra. Dopo una mezzora tutti sono rientrati al lavoro.


8 aprile 2009 - Dire

TERREMOTO. RDB CUB: SUBITO PIANO STRAORDINARIO POST-EMERGENZA
TRA LE PROPOSTE DELLA FEDERAZIONE AZZERAMENTO DEFICIT REGIONALE

(DIRE) Roma, 8 apr. - La Federazione nazionale Rdb-Cub, unitamente alla Federazione Rdb-Cub Abruzzo, ha inviato oggi una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei ministri, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente della Regione Abruzzo, al presidente del Consiglio regionale abruzzese e all'assessore regionale alla Sanita', in cui richiede un piano straordinario post-emergenza che sia capace di dare risposte concrete alle esigenze reali della collettivita' colpita dal sisma. La Rdb-Cub dice di ritenere necessario che dopo la conta dei morti, l'accoglienza dei feriti nelle strutture sanitarie regionali e quella degli sfollati negli alloggi provvisori, si intervenga urgentemente per la piu' veloce ripresa di una quotidianita' che si avvicini a una qualche forma di normalita'. A questo fine rende nota l'elaborazione di alcune prime proposte su cui sollecita una seria discussione. La prima di queste e' l'azzeramento dell'intero deficit regionale: un provvedimento che "permetterebbe al governo regionale di intraprendere le azioni necessarie alla ripresa economica (visto che molte sono le industrie che hanno chiuso e altre che chiedono aiuto per non farlo"), alla ricostruzione delle abitazioni e degli edifici pubblici distrutti, al monitoraggio e alla messa in sicurezza di tutti gli edifici della regione, attraverso lo stanziamento del 3% del bilancio regionale. In secondo luogo e' importante "l'immediata stabilizzazione di tutti i precari del pubblico impiego, in particolare di quelli della sanita' impegnati, come tutti, nell'emergenza sanitaria regionale dettata dagli oltre mille feriti del sisma e dalla scomparsa dell'ospedale S. Salvatore dell'Aquila". L'Rdb-Cub chiede poi l'immediato ripristino delle funzionalita' primarie, in particolare la risposta immediata alla crisi abitativa con l'utilizzo, anche attraverso la requisizione temporanea, di case private sfitte e/o non abitate come prima casa per evitare il fenomeno "deportazione" verso il territorio rivierasco; il mantenimento prioritario del sistema sanitario e assistenziale, che, sottolinea, "non puo' essere delegato a ospedali da campo male attrezzati e male organizzati cosi' come non puo' essere 'scaricato' sulle altre Asl"; e la ripresa delle attivita' didattiche nelle scuole e della universita' ("anche per le sue specialita' ed eccellenze di rilevanza nazionale"). Da non trascurare, infine, l'"immediata assistenza economica: con sostegno al reddito per tutti coloro che ne erano in possesso e reddito minimo garantito a disoccupati e studenti fino al loro reinserimento lavorativo produttivo e/o sociale". Su tali proposte, "ispirate da quella solidarieta' che sta caratterizzando la risposta all'emergenza", la Rdb-Cub fa sapere di essere "disponibile ad incontri con le istituzioni tutte al fine di definirle nel dettaglio" e conferma "la massima disponibilita' delle proprie strutture sindacali nel definire e risolvere eventuali altre problematiche che dovessero emergere".

PROVINCIA BOLOGNA. DRAGHETTI LODA DIPENDENTI, RDB CONTESTANO
"HA LICENZIATO PRECARI E TAGLIATO SALARI, ERA MEGLIO SE TACEVA"

(DIRE) Bologna, 8 apr. - Beatrice Draghetti, presidente della Provincia di Bologna, scrive ai dipendenti dell'amministrazione per ringraziarli, anche a nome della Giunta per la "piena e competente collaborazione, senza la quale nessun risultato sarebbe stato raggiunto". E indica al personale dell'Ente anche l'indirizzo internet in cui e' presentato il rapporto sugli obiettivi raggiunti da Palazzo Malvezzi. Ma il suo intervento va di traverso alle Rdb: "I conti non tornano", dicono in una nota Antonio Dalmasso e Sergio Simoni, esponenti del sindacato di base, ricordando il "licenziamento dei lavoratori precari, il mancato rispetto del patto di stabilita', la diminuzione consistente del salario accessorio, l'aumento dei carichi di lavoro, il blocco delle progressioni di carriera fino al 2011". In ogni caso, i sue sindacalisti con il pensiero rivolto alle elezioni che vedono Draghetti ricandidata alla presidenza della Provincia, "i lavoratori hanno la memoria lunga. Da ultimo ci permettiamo di dare un piccolo consiglio alla presidente Draghetti: in certe occasioni riteniamo sarebbe utile seguire il vecchio adagio: 'Un bel tacer non fu mai scritto'". Accuse identiche a quelle delle Rdb vengono rivolte a Draghetti da Sergio Spina, ex capogruppo in Provincia del Prc e oggi schierato con Terre libere e da Lorenzo Grandi (anche lui ex Prc). Non piace proprio quella mail, indirizzata ieri ai dipendenti in cui afferma "che i risultati raggiunti, compresi- sottolineano i due- i tagli all'edilizia scolastica e il licenziamento di tanti precari che hanno lavorato in Provincia negli anni del suo mandato, non sarebbero stati raggiunti senza la loro piena e competente collaborazione". Ma i "lavoratori sono cittadini che sanno valutare i fatti e non si fanno incantare dalle chiacchiere", avvertono Spina e Grandi.


8 aprile 2009 - Adnkronos

TERREMOTO: RDB-CUB, SUBITO UN PIANO STRAORDINARIO POST-EMERGENZA

Roma, 8 apr. - (Adnkronos/Labitalia) - Un piano straordinario post-emergenza che sia capace di dare risposte concrete alle esigenze reali della collettivita' colpita dal sisma. A chiederlo e' la Federazione nazionale RdB-Cub, unitamente alla Federazione RdB-Cub Abruzzo, che ha inviato oggi una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei ministri, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente della regione Abruzzo, al presidente del consiglio regionale abruzzese e all'assessore regionale alla Sanita'. La RdB-Cub ritiene necessario che, si legge in una nota, ''dopo la conta dei morti, l'accoglienza dei feriti nelle strutture sanitarie regionali e quella degli sfollati negli alloggi provvisori, si intervenga urgentemente per la piu' veloce ripresa di una quotidianita' che si avvicini a una qualche forma di normalita'''. A questo fine ha elaborato alcune prime proposte su cui sollecita una seria discussione: l'azzeramento dell'intero deficit regionale che permetterebbe di intraprendere le azioni necessarie alla ripresa economica; l'immediata stabilizzazione di tutti i precari del pubblico impiego; l'immediato ripristino delle funzionalita' primarie in risposta alla crisi abitativa e per il mantenimento prioritario del sistema sanitario e assistenziale; l'immediata assistenza economica con sostegno al reddito per tutti coloro che ne erano in possesso e reddito minimo garantito a disoccupati e studenti fino al loro reinserimento lavorativo produttivo e sociale. Su tali proposte, la RdB-Cub si rende disponibile a incontri con le istituzioni.


8 aprile 2009 - Ansa

TERREMOTO: RDB-CUB, SERVE PIANO STRAORDINARIO POST-EMERGENZA

(ANSA) - ROMA, 8 APR - I sindacati di base chiedono un ''piano straordinario post-emergenza'' a favore della popolazione colpita dal terremoto in Abruzzo. In una lettera indirizzata alle massime istituzioni dello Stato, la Federazione nazionale Rdb-Cub e la Federazione Rdb-Cub Abruzzo indicano le principali proposte di aiuto su cui avviare un dibattito. Il primo punto e' ''l'azzeramento dell'intero deficit regionale'': i sindacati affermano che ''tale provvedimento permetterebbe al governo regionale di intraprendere le azioni necessarie alla ripresa economica''. E poi ''l'immediata stabilizzazione di tutti i precari del pubblico impiego''; ''il pronto ripristino delle funzionalita' primarie'', come quella abitativa, anche attraverso la ''requisizione temporanea di case sfitte o non abitate''; e ''l'immediata assistenza economica'' con la garanzia di un reddito minimo a disoccupati e studenti.

TERREMOTO: REAZIONI IN CALABRIA

(ANSA) - CATANZARO, 8 APR -...
La Rdb-Cub Medici, in un comunicato a firma del coordinatore nazionale, Ivan Potente, manifesta la disponibilità a partire per l'Abruzzo e precisa di avere «già avviato, in accordo con la segreteria confederale nazionale una raccolta fondi da destinare alla comunità abruzzese, fortemente provata dall'evento sismico del 6 aprile». «La raccolta - prosegue la nota - è aperta anche a soggetti esterni al sindacato, conformemente alla natura sociale e solidaristica dell'organizzazione. Naturalmente la nostra solidarietà è totale e all'uopo, ci siamo resi disponibili ad attivarci per tutte le iniziative, sanitarie e non,che dovessero emergere con l'andare dei giorni, quando,a riflettori spenti, in un paese come il nostro, si tenderà e tenterà di rimuovere il problema».

AMIANTO: ETERNIT, COSTITUITE 736 PERSONE FISICHE E 29 ENTI

(ANSA) - TORINO, 8 APR - Sono 736 le «persone fisiche» che hanno chiesto di costituirsi parte civile - tra lunedì e oggi - all'udienza preliminare per il caso Eternit. Di questi, 290 si sono presentati direttamente nelle maxi-aule del Palazzo di Giustizia; gli altri hanno firmato una delega ai propri avvocati. Al totale vanno aggiunti 29 enti (territoriali e non) da tutta Italia. Si tratta di Regione Piemonte (capofila), Regione Emilia Romagna, Regione Campania, Provincia di Torino, Provincia di Alessandria, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Casale Monferrato, Comune di Cavagnolo (Torino), Comune di Rubiera (Reggio Emilia), Cisl Piemonte, Cisl Torino, Cisl Alessandria, Alca-Cub (lavoratori chimici), Cgil nazionale, Cgil Piemonte, Camera del lavoro di Alessandria, Cgil Campania, Fillea provinciale di Reggio Emilia, Camera del lavoro di Reggio Emilia, Cgil Emilia Romagna, Associazione nazionale vittime dell'amianto, Associazione italiana esposti amianto, Inail, Codacons, Medicina Democratica, Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro, Osservatorio nazionale amianto, Associazione vittime amianto nazionale italiana, Associazione esposti amianto regione Friuli Venezia Giulia.


8 aprile 2009 - Agi

TERREMOTO: RDB-CUB, PIANO STRAORDINARIO POST-EMERGENZA

(AGI) - Roma, 8 apr. - L'avvio subito di un piano straordinario post emergenza per un rapido ritorno alla normalita', capace di dare cioe' risposte concrete alle esigenze della collettivita' colpita dal sisma. Lo chiede la Federazione Nazionale RdB-CUB, unitamente alla Federazione RdB-CUB Abruzzo, in una lettera di oggi indirizzata al Presidente della Repubblica, alla Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Regione Abruzzo, al Presidente del Consiglio Regionale abruzzese e all'Assessore regionale alla Sanita'. La Rbd/Cub, "ritiene necessario che dopo la conta dei morti - si dice nella lettera - l'accoglienza dei feriti nelle strutture sanitarie regionali e quella degli sfollati negli alloggi provvisori, si intervenga urgentemente per la piu' veloce ripresa di una quotidianita' che si avvicini ad una qualche forma di normalita'. A questo fine ha elaborato alcune prime proposte come l'azzeramento dell'intero deficit regionale che permetterebbe al governo regionale di intraprendere le azioni necessarie alla ripresa economica, di ricostruzione delle abitazioni e degli edifici pubblici distrutti, il monitoraggio e la messa in sicurezza di tutti gli edifici della regione stanziando il 3% del bilancio regionale; l'immediata stabilizzazione di tutti i precari del pubblico impiego ed in particolare quelli della sanita' impegnati nell'emergenza sanitaria dettata dagli oltre mille feriti del sisma e dalla scomparsa dell'ospedale S. Salvatore dell'Aquila ed infine sostegno al reddito per tutti coloro che ne erano in possesso e reddito minimo garantito a disoccupati e studenti fino al loro reinserimento lavorativo produttivo e/o sociale.


8 aprile 2009 - Omniroma

SANITÀ, RDB-CUB: «AVVIARE LEGGE REINTERNALIZZAZIONE SERVIZI»

(OMNIROMA) Roma, 08 apr - «In una partecipata e combattiva assemblea che si è svolta questa mattina a Roma presso la sala Tirreno della Regione Lazio, alla presenza degli assessori al Bilancio e al Lavoro Nieri e Tibaldi, del presidente della commissione Lavoro Mariani e della consigliera Pizzo, i lavoratori precari ed esternalizzati della sanità organizzati con RdB/Cub e Cobas hanno riaffermato il diritto ad un contratto di lavoro vero, impegnando gli assessori presenti all'immediato avvio dell'iter per la realizzazione di una specifica legge regionale». Lo comunica, in una nota, l'Rdb-Cub. «Al dibattito - prosegue la nota - sono intervenuti lavoratori delle ditte in appalto degli ospedali S. Andrea, Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, S. Giovanni; delle Asl RmB, Asl Latina, Asl Viterbo; dipendenti Ex Anni Verdi, nonché i precari dell'Arpa Lazio, delle convenzioni dell'Ares 118 con Croce Rossa e gli Lsu delle Asl di Rieti e Frosinone, che hanno tutti espresso legittima indignazione per non aver ancora visto risolto il loro problema dopo quattro anni di dichiarazioni d'intenti da parte della Giunta regionale. Nel corso dell'assemblea è emerso un importante passo avanti costituito dalla proposta di disegno di legge per la reinternalizzazione dei servizi che gli Assessori presenti si sono impegnati ad avviare in tempi brevi all'iter legislativo. La reinternalizzazione prevista dal disegno di legge, armonizzandosi col piano di rientro dal deficit, determinerà un risparmio del 10% delle spese sanitarie, e raccoglie le denunce del sindacalismo di base sui costi eccessivi e sull'abbassamento della qualità dell'assistenza prodotti dagli appalti. Cobas e Rdb/Cub hanno richiesto l'impegno allo sblocco di tutte le procedure di stabilizzazione già avviate, alla apertura di un tavolo tecnico permanente per seguire il processo di reinternalizzazione e per garantire il contratto di lavoro di quanti da anni assicurano assistenza e servizi, all'immediata interruzione di nuove esternalizzazioni, alle proroghe e alla continuità del rapporto di lavoro di tutti i precari ed esternalizzati fino alla definitiva stabilizzazione. Le organizzazioni sindacali di base ricordano che è in atto una procedura di sciopero temporaneamente sospesa al fine di non far mancare il prezioso sostegno degli operatori della Sanità alle popolazioni colpite dal terremoto. Qualora la legge regionale non andasse in porto in tempi rapidi Rdb-Cub e Cobas riattiveranno immediatamente le procedure di sciopero».


8 aprile 2009 - Il Manifesto

In AGENDA

Roma - PRECARIATO Presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, Cancellare il precariato per affermare diritti e qualità, reinternalizzare i servizi e stabilizzare il personale. Assemblea pubblica convocata dai sindacati di base RdB-Cub e Cobas con tutto il personale precario ed esternalizzato che opera nelle strutture sanitarie e negli enti regionali, sono invitati Marrazzo, Montino, Morlacco, Tibaldi, Nieri, Canali, Mariani, Battaglia, Peduzzi, Pizzo e D'Amato. ? Via R.R. Garibaldi 7, ore 9.30


8 aprile 2009 - Corriere della Sera

il terremoto in abruzzo
Eroi e vecchi camion, le due Italie
Fantastica dedizione e piccoli egoismi, i contrasti (storici) di un Paese in emergenza
di Gian Antonio Stella

Il caposquadra dei pompieri Marco Cavagna ci ha lasciato la pelle, nel tentativo di salvare quella degli altri. Era partito coi colleghi da Bergamo per L'Aquila all'alba. La sera era già al lavoro tra le rovine della città fantasma. Una fitta e si è accasciato. C’è da sperare che almeno l’ambulanza fosse in ordine. Perché, insieme con tanti eroi ricchi di coraggio e generosità come lui, i vigili del fuoco arrivati da tutto il Paese sono stati costretti a portare in Abruzzo anche vecchi camion scassati. Bestioni appesantiti da venti anni di servizio o ancora di più. Che a volte, dopo un rantolo del motore, si sono fermati in autostrada e, come certi muli di una volta, non han voluto saperne di ripartire. Eccole qui, le due facce dello Stato sul fronte di quella che Guido Bertolaso ha chiamato «la tragedia del millennio». Due facce complementari, come tante volte accade. Da una parte l’Italia dei vetusti «Fiat Om 90», «AF Combi» o «APS Eurofaire» in servizio dai tempi lontani in cui il centravanti della nazionale era Paolino Rossi, carrette di lamiera che dopo essere state lasciate «dieci anni nei capannoni » (parole di un comunicato ufficiale del sindacato di base Rdb-Cub) sono finite «fuori uso per problemi di ribaltamento e rotture ai supporti del serbatoio dell’acqua» e abbandonate lungo il percorso.
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8 aprile 2009 - Gazzetta del Sud

Vigile del fuoco stroncato da un infarto. Maroni gli conferisce la medaglia d'oro

ROMA - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha attivato la procedura per il conferimento della medaglia d'oro al merito civile al caposquadra dei vigili del fuoco Marco Cavagna, morto lunedì sera nello svolgimento delle operazioni di soccorso alle popolazioni terremotate dell'Aquila, quale «riconoscimento per l'estremo spirito di abnegazione dimostrato nell'adempimento del proprio dovere». Partito per soccorrere i terremotati, arrivato in Abruzzo è stato stroncato da un infarto un pompiere della squadra di aiuti arrivata da Bergamo. Tra loro anche Marco Cavagna, 49 anni, di Treviolo, padre di due figli. L'uomo era appena arrivato all'Aquila ed era su una campagnola della colonna mobile partita da Bergamo. È sceso dall'auto per chiedere informazioni quando è crollato a terra. Subito soccorso, è morto durante il trasporto in ospedale. I vigili del fuoco si trovano a lavorare con meno di 15.000 unità e il 30% di risorse in meno rispetto a due anni fa; il personale lavora nelle zone terremotate da subito dopo il disastro senza soste e non è stato sottoposto a visite mediche per l'idoneità al soccorso. Lo denunciano le Rdb-Cub dei vigili del fuoco, che hanno reso pubblico il caso del collega Marco Cavagna. A Onna, intanto, lunedì sono arrivati anche otto vigili del fuoco inviati dal Vaticano, con un gesto che ha pochi precedenti nella storia dei rapporti bilaterali. Si tratta del primo drappello internazionale che presta soccorso alla popolazione abruzzese. E i vigili del fuoco, d'altro canto, sono gli "angeli" riconosciuti dagli sfollati. La loro commozione nelle parole di Paolo Gavina, capo convoglio che opera con l'unità Usar. «Si sono accorti che stavano morendo, anche se il terremoto è arrivato nel cuore della notte. Nel corso dei nostri interventi finora purtroppo abbiamo recuperato solo cadaveri e la scena è sempre la stessa: persone che si riparavano la testa con le mani. Nessuno sa dare informazioni certe. Noi cerchiamo, scaviamo e speriamo. Magari riusciamo a scovare qualcuno che in qualche modo è riuscito a trovare un riparo che gli ha salvato la vita».


8 aprile 2009 - Varese news

"La macchina dei soccorsi lasciata senza autista"
Il grido di allarme del sindacato dei vigili del fuoco: "Siamo partiti con poco denaro anticipato dall'amministrazione, denaro già finito che non sarà quindi disponibile per coloro che dovranno avvicendarci"

Varese - Non è una polemica. Né la voglia di "primeggiare" nella gara di solidarietà. E' un grido di aiuto, è il desiderio di far sapere a chi non può sapere né capire stando seduto in poltrona a guardare le immagini dei tiggì, che cosa stia davvero succedendo in Abruzzo. La segnalazione arriva da una voce autorevole: dal vigile del fuoco Ferdidando Mattei che oltre ad essere in servizio alla centrale di Busto Arsizio è anche rappresentante del sindacato di base. Pubblichiamo la sua lettera, in cui denuncia una situazione caotica, in cui spesso l'agire viene lasciato alla buona volontà, o peggio, all'improvvisazione.
Gentile Direttore,
ricevo aggiornamento dai colleghi impegnati a scavare tra le macerie e trasmetto alla Sua testata anche se non tutti gradiscono le polemiche. La macchina dei soccorsi si è mossa imponente sicuramente favorita dalla posizione centrale della regione colpita ma si è subito ammalata di elefantiasi. Solo di Vigili del Fuoco sono sul posto quattrocento squadre più tutte quelle degli altri corpi ed organizzazioni. Migliaia di soccorritori operanti in maniera scoordinata, le notizie che mi giungono sono quelle di una mastodontica disorganizzazione tra i concorrenti. I colleghi operativi varesini hanno potuto trovare riposo dopo quaranta ore di lavoro ininterrotto grazie all'assistenza della Guardia di Finanza che ha offerto loro riparo ed un materassino. E pensare che Varese in ambito di colonna mobile lombardia ha mansioni logistiche! Sono partiti con poco denaro anticipato dall'amministrazione che essendo già finito non sarà disponibile per coloro i quali dovranno a breve avvicendarli. Questi ultimi lo faranno di tasca propria, vedendoseli restituire poi scaglionati in anni. Operare in emergenza con ritmi massacranti si traduce anche in malori mortali ed un collega di Bergamo è deceduto. Perché succede tutto questo? Rinfocoliamo un'antica polemica... cosa servono due organizzazioni di protezione civile avulse l'una all'altra quando non addirittura contrapposte? C'è addirittura una legge che individua il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco come "colonna vertebrale" della protezione civile. Beninteso il problema non è stato creato dall'attuale governo ma dall'alternanza di tutti quelli che si sono succeduti. Ora accettando l'aiuto di altri paesi avremo la cartina al tornasole dell'ennesima dimostrazione di italica disorganizzazione. Ad ulteriore conferma che in questi casi prevenire è meglio che combattere. Perché dirlo ora? Semplicemente perché tra due settimane sarà lettera morta.
Ferdinando Mattei - RdB Vigili del Fuoco Varese


8 aprile 2009 - Il Mattino

Napoli. «Offresi casa ai terremotati». Lo striscione provocatorio...

Napoli - «Offresi casa ai terremotati». Lo striscione provocatorio a pochi metri dall’abitazione di Alfredo Romeo, in via Posillipo 21, insieme alla scritta «Casa, diritti e dignità per tutti». A protestare davanti alla residenza dell’imprenditore sotto inchiesta, sono i collettivi di Onda 2.0, il sindacato Cub, confederazione unitaria di base, la rete dei centri sociali ma soprattutto gli affittuari di Romeo. «Paghiamo per case che non hanno neanche il servizio igienico, mai mantenute e persino terremotate» spiegano alcuni abitanti del Rione Sanità.


8 aprile 2009 - Il Mattino di Padova

Paga ridotta, lavoratori in sciopero
«La carta non viene più riciclata»
di Francesca Segato

MONSELICE - La carta della raccolta differenziata finirebbe in discarica. La denuncia parte dai lavoratori del Centro riciclo di Monselice. Riciclare la carta non conviene più e per questo la cooperativa che gestisce il Centro ha chiesto loro di ridursi la paga di 1 euro e 20 l’ora, a parità di lavoro. Per questo è stato proclamato per oggi uno sciopero con presidio davanti al Muncipio dalle 10 alle 11, ma l’azienda avrebbe minacciato di licenziare chi parteciperà. Al Centro Riciclo di via Umbria lavorano 80 persone, quasi tutte donne marocchine. «La cooperativa Mylog del consorzio Team Service ha chiesto alle lavoratrici e ai lavoratori, che già lavorano a orario ridotto da 40 a 36 ore, di ridursi la paga oraria di 1 euro e 20 - dichiara Gianni Boetto, Adl Cobas - Il Consorzio sostiene che è calato il valore della plastica riciclata, mentre per la carta non vi è più mercato e quindi quella raccolta in modo differenziato non viene più portata al Centro Riciclo, ma va a finire in discarica o all’inceneritore». Insomma i Comuni pagano per una raccolta differenziata che, almeno per la carta, non si farebbe più. E i lavoratori dovrebbero accollarsi i costi della crisi. Di qui la protesta di oggi, con richiesta di un incontro con il sindaco. Sulla questione interviene anche Francesco Miazzi: «Se confermati, sono fatti di gravità inaudita: vanno ricercate le responsabilità di quanti hanno omesso i controlli sulla destinazione finale dei rifiuti differenziati». Paolo De Marchi e Gianfranco Bettin chiedono a Provincia e Regione (enti di cui sono consiglieri) di chiarire che fine faccia la carta raccolta e di sostenere i lavoratori.


8 aprile 2009 - Liberazione

Crema (Cr). Verso la manifestazione nazionale di Taranto del 18 aprile...

Crema (Cr) - Verso la manifestazione nazionale di Taranto del 18 aprile per la sicurezza sui luoghi di lavoro , contro la salute negata e la precarietà, contro i morti sul lavoro, da lavoro e da inquinamento, contro la distruzione e per il rafforzamento del Testo Unico sulla Sicurezza, contro l'attacco alla contrattazione nazionale e al diritto di sciopero, per l'estensione di tutti i diritti e le tutele minime dei lavoratori precari e a tutta la categoria degli appalti e delle esternalizzazioni. Assemblea domani alle 21 Cub di via Rampazzini 12d con la presentazione di un video sulla situazione a Taranto , città simbolo con più infortuni, malattie professionali, tumori, inquinamento e devastazione dell'ambiente e città dell'Ilva, la fabbrica con più morti sul lavoro d'Italia.


8 aprile 2009 - Il Gazzettino

Centro riciclo, operai sul piede di guerra per gli stipendi ridotti

Monselice - Non c’è pace per i lavoratori del Centro riciclo di Monselice. Lunedi scorso, al termine dell’assembla sindacale tenutasi nella sala mensa dell’impianto di viale Umbria, i lavoratori hanno approvato lo stato d’agitazione proposta dalle organizzazioni sindacali. Oggi, incroceranno le braccia per un’ora alla fine di ognuno dei tre turni di lavoro. Alle 10 una delegazione dei 90 occupati che fa capo alla cooperativa My log costola del gruppo Teem service, manifesterà davanti a palazzo Tortorini, sede dell’amministrazione comunale di Monselice. I lavoratori hanno chiesto d’incontrare il sindaco Fabio Conte.
«Le maestranze sono esasperate. Con la scusa della congiuntura internazionale – spiega Massimo Maffezzoni dell’associazione difesa dei lavoratori Adl cobas – dal mese di febbraio l’orario di lavoro è stato ridotto da otto a sei ore, ogni turno. L’altro giorno una nuova mazzata. I titolari della My log hanno comunicato ai lavoratori che la paga oraria sarà ridotta di un euro e 20 centesimi. La riduzione dello stipendio entrerà in vigore con il primo di maggio. È la festa dei lavoratori. Un’autentica beffa per i lavoratori che svolgono la loro attività, in condizioni a dir poco difficili al Centro riciclo».
La riduzione dai parte dei comuni del conferimento di lattine, plastica e vetro è la causa che ha imposto la riduzione del taglio della paga oraria.
«Una giustificazione che non è realistica – ha sostenuto Maffezzoni – perché in tutti i comuni della Bassa padovana si continua ad effettuare, la raccolta differenziata porta a porta. Come organizzazione sindacale, però, vogliamo vederci chiaro nelle dichiarazioni fatte dai rappresentanti della cooperativa perché significherebbe che i comuni portano la differenziata in discarica o all’inceneritore. Si tratta di un assurto in termini di tutela dell’ambiente, e una presa in giro per i cittadini che si prodigano nella separazione dei rifiuti».(O.M.)


8 aprile 2009 - La Provincia di Cremona

Sindacato di base e morti sul lavoro

Questa sera alle 21 nella sede Cub di via Rampazzini 12/D viene organizzata una serata dalla Confederazione Unitaria di Base Provinciale. Sul tema ‘Le morti sul lavoro sono incidenti? Basta morti in nome del profitto’. L’appuntamento introduce la manifestazione nazionale di Taranto del 18 aprile.


8 aprile 2009 - RTM

MODICA. I DIPENDENTI DELLA MULTISERVIZI
RIVENDICANO IL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI

di loredana modica

Modica - Mentre gli stipendi dei dipendenti comunali si stanno allineando al pagamento mensile, i lavoratori della Multiservizi rimangono a bocca asciutta. Una sorta di discriminazione non gradita alle organizzazioni sindacali di categoria e, in particolare, alla Cub Trasporti, che protesta nei confronti dell’amministrazione comunale per il mancato pagamento delle spettanze arretrate degli ultimi due mesi dello scorso anno, mentre non hanno ricevuto alcuna mensilità relativa al 2009. "In pratica – denuncia la Cub Trasporti – i dipendenti della Multiservizi lavorano gratuitamente, ma vengono considerati le "cenerentole" tra tutti i lavoratori comunali e quelli dell'indotto. Una situazione che non può continuare. Per di più continua la ridda di voci sul futuro della società e sulla sorte di gran parte dei dipendenti, senza che alle organizzazioni sindacali sia stato comunicato alcun programma specifico sulla base del quale possano dire la loro". La Cub Trasporti invita il sindaco di a farsi carico di questa situazione, per evitare l'esplosione di nuove proteste che non farebbero altro che peggiorare una situazione già critica.


8 aprile 2009 - La Sicilia

Acqua, aumento del 7% annuo
Il Cda dell'Ato Idrico non ha accolto la richiesta di Caltaqua di un maggiore incremento

(l. s.) Il "Forum provinciale dei movimenti per l'acqua di Caltanissetta" ha programmato una petizione popolare a sostegno della campagna per la "Gestione pubblica dell'acqua" che si svolgerà in città dal 14 al 19 aprile.
La sottoscrizione della petizione sarà effettuata dalle ore 17 alle ore 20,30 il 14 aprile nella piazza della Repubblica, il 15 aprile nella piazza ex Mercato Grazia, il 16 aprile nella piazza Martiri d'Ungheria e il 17 aprile all'angolo di via Cavour con via Testasecca. E poi il 18 aprile dalle ore 9 alle ore 13 nel viale Stefano Caldura davanti al palazzetto dello sport, il 18 aprile dalle ore 17 alle ore 20,30 nella piazza Sabucina al villaggio Santa Barbara e, infine, il 19 aprile dalle ore 9 alle ore 13 nella piazza Garibaldi.
Con la petizione si chiede alla Provincia di indire un referendum provinciale per consultare gli elettori sul seguente quesito: "Accetti che sia affidata a privati la gestione del servizio idrico integrato?". Si chiede, inoltre, ai presidenti della Camera e del Senato di accelerare l'esame della legge di iniziativa popolare per il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua e "per la fornitura gratuita e garantita di almeno 50 litri di acqua al giorno a persona".
Il "Forum" ricorda che "le fatturazioni aumenteranno dal 300 % al 400 % quando la Comunità Europea non interverrà più al pagamento parziale delle fatturazioni" e che "a famiglia si dovrà pagare dagli euro 2.000.000 e più annui a decorrere dal 2010".
Il "forum" è costituito dai partiti Prc e PdCI, dal sindacato pensionati della Cgil, Cobas, dalla confederazione unitaria di base del RdB e dal sindacato lavoratori SdL.


7 aprile 2009 - Apcom

Sisma Abruzzo/ Sindacati base sospendono sciopero 23 aprile
E' rinviato a data da destinarsi

Roma, 7 apr. (Apcom) - Cub, Cobas e Sdl intercategoriale sospendono lo sciopero generale del 23 aprile, rinviandolo a data da destinarsi. Lo comunica una nota dei sindacati di base, spiegando che "a fronte dei tragici eventi causati dal terremoto in Abruzzo, le organizzazioni sindacali del Patto di base hanno unanimemente deciso di sospendere lo sciopero generale già indetto per il 23 aprile e di rinviarlo a data da destinarsi".

Sisma Abruzzo/ L'Aquila, Vigile Fuoco muore durante i soccorsi
Nella notte per infarto o aneurisma, Rdb-Cub: Non hanno idoneità

Roma, 7 apr. (Apcom) - Un Vigile del Fuoco è morto nella notte a L'Aquila durante le operazioni di soccorso per un infarto o un aneurisma cerebrale: è in corso l'autopsia. Lo riferisce la RdB-Cub Vigili del Fuoco. "Oggi i Vigili del Fuoco si trovano a lavorare con meno di 15.000 unità ed il 30% di risorse in meno rispetto a due anni fa: questo personale lavora nelle zone terremotate da 40 ore senza soste ed inoltre non è stato sottoposto a visite mediche per l'idoneità al soccorso, con il risultato che oggi un collega è morto durante le operazioni", denuncia Antonio Jiritano della RdB-Cub: "Questa è la macchina dei soccorsi del governo, una macchina che per far fronte a quanto sta succedendo nel centro Italia ha dovuto richiamare tutto il personale libero, fargli svolgere orario h24, rimettere in moto il sistema delle colonne mobili, automezzi ed attrezzature vetuste accantonate da 10 anni nei capannoni per mancanza di fondi, e spedirli in gran fretta sulle zone terremotate". "Un altro problema da sottolineare - prosegue Jiritano - è che da mesi i Vigili del Fuoco sono impegnati in quella zona per richieste di stabilità da parte della popolazione, stilando rapporti di intervento sulla situazione di pericolosità. E mentre ora tutti si prodigano nei proclami televisivi per nascondere la sottovalutazione di quello che stava accadendo, nessuno ha voluto prendere provvedimenti per tempo. Non avremo certamente fermato il sisma, ma si sarebbero potute attivare migliori procedure di prevenzione, che ci avrebbero permesso di non trovarci impreparati e distanti dal luogo del terremoto come purtroppo è successo". "Sono anni che non parliamo più di attività di prevenzione o previsione dei rischio o di mappatura delle zone a rischio. Dopo l'emergenza - conclude Jiritano - ci auguriamo che si apra finalmente un tavolo sul sistema di protezione civile che veda una macchina di soccorsi composta da vari enti coordinati ed organizzati con il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco quale struttura portante, come si era pensato dopo il terremoto del 1980".

Università/ Rdb Cub Bologna condanna sgombero centro sociale
La Polizia ha una "gestione espressamente repressiva"

Bologna, 7 apr. (Apcom) - I poliziotti hanno sfondato la porta a spallate all'alba. E per liberare il centro sociale occupato in via Capo di Lucca a Bologna hanno dovuto usare la forza contro i ragazzi dell'Onda che non volevano andarsene (25 dei quali sono stati denunciati) e che hanno organizzato nelle ore successive un corteo per "invadere" il rettorato dell'Alma Mater. A denunciare le violenze della Digos è la Rdb Cub di Bologna: "Con l'intervento della polizia - spiega Luigi Marinelli - ancora una volta, si risponde con la forza al tentativo di creare a Bologna spazi sociali, giovanili e culturali. Nella Bologna dei divieti di manifestare nel centro città, anche la chiusura di spazi sociali risponde alla necessità di ridurre gli ambiti e gli strumenti di organizzazione di chi si oppone ad una gestione della crisi da scaricare sui settori popolari, sui lavoratori, studenti, precari e disoccupati". La Rappresentanza di base condanna quindi la "gestione espressamente repressiva".


7 aprile 2009 - Ansa

TERREMOTO: RDB VIGILI FUOCO,LAVORIAMO CON MENO 15.000 UNITÀ

(ANSA) - ROMA, 7 APR - I Vigili del Fuoco si trovano a lavorare con meno di 15.000 unità e il 30% di risorse in meno rispetto a due anni fa; il personale lavora nelle zone terremotate da 40 ore senza soste e non è stato sottoposto a visite mediche per l'idoneità al soccorso. Lo denunciano le Rdb-Cub dei vigili del fuoco sottolineando che un loro collega è morto durante le operazioni (Marco Cavagna, 49 anni, era di Bergamo ed ha perso la vita ieri per un infarto). «Questa - prosegue Antonio Jiritano della RdB - è la macchina dei soccorsi del governo, una macchina che per far fronte a quanto sta succedendo nel centro Italia ha dovuto richiamare tutto il personale libero, fargli svolgere orario h24, rimettere in moto il sistema delle colonne mobili, automezzi e attrezzature vetuste accantonate da 10 anni nei capannoni per mancanza di fondi, e spedirli in gran fretta sulle zone terremotate. Un altro problema da sottolineare - prosegue Jiritano - è che da mesi i Vigili del Fuoco sono impegnati in quella zona per richieste di stabilità da parte della popolazione, stilando rapporti di intervento sulla situazione di pericolosità. E mentre ora tutti si prodigano nei proclami televisivi per nascondere la sottovalutazione di quello che stava accadendo, nessuno ha voluto prendere provvedimenti per tempo».

DOMANI NEL LAZIO

(ANSA) - ROMA, 7 APR - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL LAZIO :....
9.30, Roma, Regione Lazio,sala Tirreno,via R.R. Garibaldi 7. Assemblea pubblica con tutto il personale precario ed esternalizzato che opera nelle strutture sanitarie e negli enti regionali, organizzato dai sindacati di base Rdb-Cub e Cobas Alle 10.30 partecipa l'assessore regionale Tibaldi...


7 aprile 2009 - Adnkronos

TERREMOTO: CUB, RIMANDATO SCIOPERO GENERALE DEL 23 APRILE

Milano, 7 apr. (Adnkronos) - La Confederazione Unitaria di Base informa che «a causa del terremoto in Abruzzo, lo sciopero generale previsto per il 23 aprile, organizzato dal sindacalismo di base, è stato revocato e posticipato a data da destinarsi».

TERREMOTO: RDB SANITÀ, OPERATORI MOBILITATI
MA PRECARIATO OSTACOLA ASSISTENZA
SOSPESO SCIOPERO 23 APRILE MA LAVORATORI VANNO STABILIZZATI

Roma, 7 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - «Ancora una volta, in un quadro di cronica carenza di personale, l'emergenza sanitaria si somma alle emergenze di carattere sociale e si ripercuote sui lavoratori del settore e sulle possibilità e sulle capacità di fornire adeguate risposte assistenziali». Lo afferma in una nota Sabino Venezia del Coordinamento nazionale Rappresentanze sindacali di base (Rdb) Sanità. «Il triste evento che ha colpito le popolazioni abruzzesi - prosegue Venezia - continua a mobilitare migliaia di operatori sanitari che, direttamente nei luoghi disastrati e indirettamente negli ospedali della regione e delle altre città d'Italia, sono impegnati da oltre 24 ore nei soccorsi e nelle procedure assistenziali specifiche. Quanti non hanno raggiunto i luoghi interessati dal terremoto sono costretti a garantire la sostituzione del personale partito e che si appresta a essere sostituito. Nel resto dell'Abruzzo, come nelle regioni limitrofe, questo scenario è aggravato dall'arrivo di centinaia di feriti che, spontaneamente o per trasferimenti concordati, si prevede occupino tutti i letti messi a disposizione. Facile comprendere come la disponibilità dei posti letto, già residuale nelle regioni interessate dai piani di rientro dal deficit, tra cui l'Abruzzo, e caratterizzate da lunghe liste di attesa, si ripercuota inesorabilmente sulla capacità di rispondere alle necessità». Per questi motivi, «responsabilmente abbiamo sospeso lo sciopero previsto per il prossimo 23 aprile, ma invitiamo il Governo e le Amministrazioni regionali ad avviare e concludere tutte le procedure di stabilizzazione dei precari che continuano, soprattutto in questi momenti, a garantire la sopravvivenza delle strutture sanitarie pubbliche».

BOLOGNA: RDB, GIUNTA COFFERATI PREPARA TERRENO PER PRIVATIZZARE CULTURA. 'DELBONO, GUAZZALOCA E CAZZOLA NON NASCONDONO PROPENSIONE IN TAL SENSO'

Bologna, 7 apr. - (Adnkronos) - Preoccupazione per il futuro della cultura a Bologna è stata espressa dalle Rdb, secondo le quali è stato intrapreso un cammino verso la privatizzazione. Le rappresentanze sindacali di base ricordano infatti come, alla fine del mandato, «questa giunta ha deciso di accelerare un processo di cambiamento sostanziale del Settore Cultura, con la creazione delle Istituzioni Musei Civici e di Biblioteche e con la trasformazione della Istituzione Cineteca di Bologna in Fondazione». Gli incontri conoscitivi sulle Istituzioni da parte della Direzione del Settore Cultura con le organizzazioni sindacali, ricordano le Rdb, non hanno dato risposte esaustive sul progetto culturale, ridistribuzione del personale e risorse economiche destinate. «L'assessore Guglielmi - fa presente Roberto Lanzarini - in commissione consiliare cultura sulle Istituzioni, tenuta in marzo, ha risposto alle domande in merito con la frase 'Abbiamo tracciato le linee guida per chi verrà dopò. È proprio questo 'dopò che ci preoccupa visto anche che i tre maggiori candidati alla poltrona di sindaco (Del Bono, Guazzaloca e Cazzola) non nascondono la loro propensione alla privatizzazione dei servizi pubblici». «Per quanto riguarda l'Istituzione Cineteca di Bologna, i lavoratori hanno appreso dalla stampa locale la sua imminente trasformazione in Fondazione e hanno quindi chiesto un incontro con la Direzione. Le Organizzazioni Sindacali non hanno ricevuto nessuna informazione in merito». «L'incontro previsto per il 3 aprile 2009 è stato revocato. Riteniamo gravissimo - prosegue Lanzarini - il fatto che questa amministrazione per l'ennesima volta non abbia informato preventivamente le organizzazioni sindacali su una trasformazione che potrà avere delle ricadute pesanti sui lavoratori.» «Questa apparente noncuranza si spiega con il fatto che da ormai diverso tempo non esiste un governo politico dell'amministrazione comunale da parte di una giunta in smobilitazione. In questo pericoloso vuoto politico, sarebbe opportuno - concludono le Rdb - che i candidati a sindaco si esprimessero sui servizi culturali ed esplicitassero le loro reali intenzioni».

BOLOGNA: RDB-CUB, SOLIDARIETÀ A STUDENTI SGOMBERATI DA POLIZIA
MARINELLI, FRETTA PER SVUOTARE SPAZIO NON PER UTILIZZARLO

Bologna, 7 apr. - (Adnkronos) - «Esprimiamo la nostra solidarietà agli occupanti del Bartleby, sostenendo la necessità di garantire in questa città le iniziative e gli spazi di lotta e di organizzazione sociale». Così Luigi Marinelli a nome delle Rdb-Cub di Bologna interviene a sostegno degli studenti dell'Onda che ieri mattina sono stati allontanati dalla polizia dallo spazio di via Capo di Lucca, di proprietà dell'Ateneo felsineo, ma da tempo inutilizzato. «Ancora una volta si risponde con la forza al tentativo di creare a Bologna spazi sociali, giovanili e culturali» prosegue il sindacalista, precisando che «lo stabile occupato dagli studenti era un locale in disuso di proprietà dell'Università di Bologna, che se non ha avuto nessuna fretta nel deciderne un suo uso pubblico, lasciandolo abbandonato, non ha avuto tentennamenti di fronte alla richiesta della Procura di sgomberare, dopo solo due settimane e con la forza, i locali di Via Capo di Lucca».


7 aprile 2009 - Asca

TERREMOTO: PATTO DI BASE SOSPENDE SCIOPERO GENERALE DEL 23 APRILE

(ASCA) - Roma, 7 apr - A fronte dei tragici eventi causati dal terremoto in Abruzzo, le organizzazioni sindacali del Patto di Base - CUB, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale - hanno unanimemente deciso di sospendere lo sciopero generale gia' indetto per il 23 aprile e di rinviarlo a data da destinarsi. Lo rende noto un comunicato.

FIAT: CUB, A MAGGIO 2 SETTIMANE DI CIGO A STABILIMENTO ALFA ARESE

(ASCA) - Milano, 7 apr - Sono 302 i lavoratori della Alfa Romeo di Arese che saranno messi in cassa integrazione nella prima nella seconda settimana di maggio. La denuncia e' della Confederazione Unitaria di Base, che lamenta come la cassa integrazione prevista a maggio interessi il 92% della forza dello stabilimento, pari a 329 lavoratori al 31 marzo. Secondo la Cub, sono destinati alla cassa integrazione ordinaria anche i tutti i 246 lavoratori degli enti tecnici, 140 operai e 106 impiegati ne i comparti di progettazione, sperimentazione, stile e qualita'. Al commerciale, prosegue la Cub in una nota, saranno comandati 28 lavoratori su 77 in organico, mentre 49 saranno anch'essi in Cigo, e sempre comandati tre lavoratori al Museo (un operaio e due impiegati). Per Powertrain, continua la nota dei sindacati di base, saranno interessati al provvedimento 122 lavoratori, pari al 65 % della forza che al 31 marzo era di 186 lavoratori, sia nella prima che nella seconda settimana, di cui 74 operai, 33 impiegati dell'area tecnica e 15 impiegati delle aree di supporto. Infine per Targarent saranno interessati alla Cigo sette lavoratori solo nella settimana dall'11 al 17 maggio. Con quelle di maggio, le settimane di Cigo ad Arese saranno percio' 12 sia per Fiat che per Powertrain.


7 aprile 2009 - Omniroma

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 07 apr -....
Assemblea pubblica del personale precario ed esternalizzato delle strutture sanitarie e degli enti della Regione Lazio, indetto dai sindacati di base RdB - Cub e Cobas. Interverrà, tra gli altri, Alessandra Tibaldi, assessore al Lavoro della Regione Lazio. Prevista la partecipazione, tra gli altri, di Piero Marrazzo, presidente Regione Lazio, del vicepresidente Montino e dell'assessore Nieri. Regione Lazio, sala Tirreno, via Rosa Raimondi Garibaldi 7 (ore 9.30)...


7 aprile 2009 - Dire

TERREMOTO. Vigili del fuoco (Rdb): morte collega per mala gestione

(DIRE) Roma - "Oggi i Vigili del Fuoco si trovano a lavorare con meno di 15.000 unita' ed il 30% di risorse in meno rispetto a due anni fa. Questo personale lavora nelle zone terremotate da 40 ore senza soste e inoltre non e' stato sottoposto a visite mediche per l'idoneita' al soccorso, con il risultato che un collega e' morto durante le operazioni". La denuncia arriva da Antonio Jiritano della Rdb-Cub Vigili del Fuoco, che incalza: "Questa e' la macchina dei soccorsi del governo, una macchina che per far fronte a quanto sta succedendo nel centro Italia ha dovuto richiamare tutto il personale libero, fargli svolgere orario h24, rimettere in moto il sistema delle colonne mobili, automezzi ed attrezzature vetuste accantonate da 10 anni nei capannoni per mancanza di fondi, e spedirli in gran fretta sulle zone terremotate". "Un altro problema da sottolineare- prosegue Jiritano- e' che da mesi i Vigili del Fuoco sono impegnati in quella zona per richieste di stabilita' da parte della popolazione, stilando rapporti di intervento sulla situazione di pericolosita'. E mentre ora tutti si prodigano nei proclami televisivi per nascondere la sottovalutazione di quello che stava accadendo, nessuno ha voluto prendere provvedimenti per tempo. Non avremo certamente fermato il sisma, ma si sarebbero potute attivare migliori procedure di prevenzione, che ci avrebbero permesso di non trovarci impreparati e distanti dal luogo del terremoto come purtroppo e' successo". "Sono anni- sottolinea il dirigente Rdb-Cub Vigili del Fuocoo- che non parliamo piu' di attivita' di prevenzione o previsione del rischio o di mappatura delle zone a rischio. Dopo l'emergenza- conclude- ci auguriamo che si apra finalmente un tavolo sul sistema di protezione civile che veda una macchina di soccorsi composta da vari enti coordinati ed organizzati con il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco quale struttura portante, come si era pensato dopo il terremoto del 1980".


7 aprile 2009 - Reuters

Fiat, 2 settimane Cig anche per Alfa Romeo Arese (Mi)

TORINO, 7 aprile (Reuters) - La riduzione della produzione negli stabilimenti del gruppo Fiat (FIA.MI: Quotazione) interessera' per due settimane a maggio anche l'Alfa Romeo di Arese. Lo dice una nota del sindacato Cub. Nelle prime due settinmane di maggio andranno in casa integrazione 302 lavoratori, tra cui anche 246 lavoratori degli enti tecnici (140 operai e 106 impiegati). Nel settore commerciale (per lo stesso periodo) andranno in cassa 28 lavoratori, mentre per Powertrain si fermeranno 122 persone, dettaglia la nota. Infine nel reparto Targarent sette lavoratori saranno in Cig nella settimana dall'11 al 17 maggio.


7 aprile 2009 - Carta

207 vittime e un migliaio di feriti in Abruzzo, le scosse continuano

Dopo il terremoto di domenica notte continuano in Abruzzo le scosse di assestamento. Fino ad ora sono 207 le vittime, secondo Berlusconi: «190 vittime identificate, 17 non ancora identificate e 15 dispersi». I soccorritori sono ancora al lavoro per tentare si salvare le persone ancora intrappolate nelle macerie, per ora 150 sono state salvate così. Secondo i dati ufficiali i feriti sono mille, di cui un centinaio in condizioni difficili. Questa mattina, alle 11,30 c’è stata una forte scossa che si è sentita anche a Roma, mentre a L’Aquila, altri palazzi sono crollati. Alle 14,29 in Abruzzo si è registrata un’ulteriore scossa di terremoto di magnitudo 3.3. L’epicentro, fa sapere la Protezione civile, è compreso tra L’Aquila, Pizzoli, Nerito e Capitignano. Per Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile e commissario straordinario del governo per la gestione dell’emergenza in Abruzzo, «non c’è alcun allarme della Protezione civile anche perché è impossibile prevedere un singolo evento sismico». Ma Silvio Berlusconi ha chiesto agli abruzzesi «di non rientrare nelle proprie case perché il pericolo non è passato». Gli interventi per cercare superstiti, portati avanti da circa settemila soccorritori, dureranno altre 48 ore, ha detto il premier. Berlusconi ha salutato la «gara tempestiva di solidarietà» grazie alla quale sono state installate 20 tendopoli e 16 cucine da campo, più di 2 mila le tende già preparate per 4.500 persone. Altre 2 mila tende saranno allestite in caso di pioggia in siti in via di definizione. Ieri sera il Consiglio dei ministri ha stanziato 30 milioni di euro, ma ha respinto le offerte di aiuti internazionali arrivate da molti paesi.
I vigili del fuoco – che hanno perso un uomo colto da malore mentre prestava soccorso a L’Aquila – però hanno lanciato l’allarme oggi: secondo la Federazione nazionale autonoma vigili del fuoco, sono a corto di organico, di mezzi e di risorse. La RdB/Cub dei Vigili del fuoco denuncia inoltre che «alcuni studiosi che avevano avanzato la possibilità di un prossimo terremoto, sono stati pure denunciati per procurato allarme, ora dopo il disastro e la morte di povera gente tutti si interrogano sulle possibili attività che potevano essere messe in campo. […] Ora si ricomincia nuovamente con la sceneggiata dei volontari sul posto per rappresentare l’efficienza dello Stato in attesa che il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco oramai ridotto a mera presenza nei posti di lavoro [sott’organico perenne] si organizzi da tutta Italia e parta per le zone terremotate! Finita la prima emergenza tutto tornerà peggio di prima fino alle prossime morti». Durante la conferenza stampa di oggi il premier ha annunciato un inventario ed un piano d’intervento specifico per i beni culturali. Per quanto riguarda le persone che hanno perso il lavoro a causa del terremoto – commercianti, lavoratori autonomi e artigiani – avranno accesso alla cassa integrazione. Intanto il premier ha ribadito oggi di voler costruire nuove città nelle vicinanze dei capoluoghi di provincia: la prima «new town» dovrebbe sorgere a ridosso de L’Aquila. Rispetto al «Piano casa» – che sarà al centro stasera di un incontro con le Regioni – Berlusconi ha anticipato che si potrà aprire un confronto su possibili modifiche al piano guardando a quanto accaduto con il sisma in Abruzzo: «le nuove abitazioni – ha spiegato – dovranno essere costruite con tecniche antisimische in tutte le zone a rischio oltre ad utilizzare le nuove tecnologie previste dalla bioedilizia». A chi gli ha fatto notare, durante la conferenza stampa, che forse era meglio mettere in sicurezza gli edifici piuttosto che costruire il Ponte sullo Stretto di Messina, Berlusconi ha risposto che «per l’Italia il ponte sullo Stretto è un’opera prioritaria che darà ai siciliani lo status di cittadini italiani». Ma proprio su grandi opere e piano casa, la polemica non si placa. Dalla Sapienza in Onda arriva un messaggio di solidarietà ai terremotati. «La città de L’Aquila – scrivono gli studenti – ha visto spazzati via, assieme alla maggior parte delle proprie infrastrutture, anche gli edifici dell’università e dello studentato. […] Tragedia che però non è mai casuale e sembra farsi complice dell’incuria e della speculazione edilizia. Come possano edifici costruiti recentemente, di proprietà pubblica e quindi costruiti teoricamente a norma crollare indiscriminatamente, seppure di fronte a catastrofi di così ampia portata, resta un interrogativo legittimo». Per il presidente del forum ambientalista, Ciro Pesacane, «la catastrofe dell’Abruzzo dimostra che bisogna rilanciare su un’unica opera pubblica: la messa in sicurezza delle infrastrutture». «Questa tragedia – prosegue Pesacane – deve far ragionare. Il crollo ha riguardato non solo case costruite abusivamente o senza il certificato di sicurezza anti-sismica ma anche ospedali o studentati costruiti precedentemente. Ciò significa che ci sono delle responsabilità precise. Bisogna rivedere i modelli di costruzione e investire per mettere veramente a norma l’Italia. Per evitare che una catastrofe simili si possa ripetere, il governo stralci il piano casa». L’associazione Respirare [Medici per l’ambiente] prende spunto dal terremoto per sottolineare che «è insensato voler realizzare opere pericolose come le centrali nucleari in un paese ad alto rischio sismico come l’Italia. Anche per questo è criminale cementificare i suoli ed edificare oltre ogni ragionevole limite, senza tener conto della capacità di carico degli ecosistemi e senza rispettare quelle norme edilizie ed urbanistiche che sole garantiscono – tra l’altro – l’attenuazione dell’impatto dei sismi». Per questo, opere come il mega-aeroporto di Viterbo o l’autostrada Livorno-Civitavecchia, la centrale a carbone di Torvaldaliga Nord o la centrale nucleare a Montalto sarebbero pericolose.


7 aprile 2009 - Il Mattino.it

Appalti, uno striscione di protesta: terremotati, per la casa citofonare Romeo

NAPOLI (7 aprile) - «Offresi casa per terremotati, via Posillipo 21, citofonare Romeo»: è questa la scritta apparsa sullo striscione sorretto dai rappresentanti dei comitati civici per la campagna «Tutti a casa», nel corso di un presidio di protesta a pochi metri dall'abitazione dell'imprenditore Alfredo Romeo a Napoli. Una provocazione accolta da circa cinquanta manifestanti che si sono raccolti davanti all'ingresso di palazzo Donn'Anna. Chiedere al Comune di rescindere i contratti sulla gestione del patrimonio con il Gruppo Romeo, rivedere il processo di dismissione delle case del Comune, lanciare una campagna sul diritto e la dignità nell'abitare: questi gli obiettivi dichiarati dai manifestanti. Fra di loro c'erano gli studenti dell'Onda, il centro sociale Insurgencia, diversi comitati civici e alcuni inquilini della Romeo Gestioni. «Ci siamo mobilitati - ha spiegato Laura Marmorale, una delle organizzatrici della campagna »Tutti a casa« - per porre all'attenzione generale la questione abitativa e l'emergenza casa. Romeo ha acquistato il patrimonio immobiliare del Comune di Napoli e continua a fare i suoi interessi a discapito degli inquilini». I comitati hanno aperto diversi sportelli sulla questione immobiliare per «dare spiegazioni agli inquilini e per fare in modo che sappiano orientarsi fra i cavilli delle lettere a loro recapitate». Ma anche per fare una mappatura dell'emergenza abitativa in città e ascoltare le esigenze dei cittadini. Gli sportelli sono attivi presso il parco San Gennaro nel Rione Sanità, nell'Università Orientale di Napoli, nel centro sociale Insurgentia ai Colli Aminei, e nella sede Rdb. Nel corso della manifestazione, un gruppo di inquilini ha raggiunto l'abitazione di Romeo scandendo slogan contro l'imprenditore.


7 aprile 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 13 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Un grande dolore e tanta solidarietà per le vittime del terremoto in Abruzzo
* Territorio trascurato per le grandi opere
* Una Pasqua di dolore per tutti noi del Foglietto
* Caldo in arrivo. Buonuscita congelata?
* Equiparazioni e assunzioni, per il Cra pari sono
* Per Maiani e de Mattei non 1 ma 2 "traduttori"
* Ritenute sulle malattie, si divide per 30 o per 26?
* Arsenio Lupin all'Istat beffa Luigi Biggeri


7 aprile 2009 - Il Secolo XIX

Vigili del Fuoco, 72 ore a testa di soccorso continuo

E’ la loro autonomia prima del ricambio, frutto di un’alta professionalizzazione e abnegazione che supera i momenti difficili e in qualche caso anche i "tagli" che si riflettono sulle dotazioni. Cub e Rsu denunciano però la mancata preallerta dopo le scosse della vigilia e della notte prima del dramma. Nelle zone terremotate sono in 2250 e altri ne arriveranno poi per la seconda fase dei soccorsi e della ricostruzione. La loro figura - una di quelle più amate e considerate dalla popolazione per la loro vicinanza e umanità, modo di essere e di confrontarsi con la gente - è stata elogiata dal presidente del Consiglio Berlusconi che ha sottolineato come, con tutte le altre forze di intervento e di protezione civile, abbiano e stiano lavorando alla grande. Ogni vigile del fuoco che interviene nelle emergenze ha una autonomia personale senza soste di tre giorni di lavoro di soccorso: 72 ore che possono essere senza cambio, sempre sul "pezzo" e, a volte, anche di più. «Sono preparati e professionalmente di alto livello- hanno osservato il ministro Maroni e il presidente Berlusconi - e sono preparati per "fare". Ma sono ammirabili, encomiabili e vanno ringraziati per come lavorano».


7 aprile 2009 - La Repubblica

Una performance senza veli ispirata alle Muse: posano nelle scuole d´arte ma nei bilanci figurano come "materiale didattico"
La protesta delle modelle nude e precarie "Quando non serviamo più ci buttano"
di LAURA MONTANARI

Firenze - C´è chi per protestare va in piazza e chi - come loro - si spoglia dentro una galleria d´arte, si traveste da Venere o da ballerina di Degas, gioca nuda con i veli o si siede su una sedia, occupa una vetrina con un cappio al collo e una vestaglia scollacciata su via dell´Oriolo. In esposizione. Così è più facile accendere i microfoni, spalancare i taccuini: cosa succede, perché siete qui? I modelli (ma soprattutto le modelle) viventi, reduci da anni di contratti precari, lavori a tempo determinato e co.co.co., militanti di accademie, licei e scuole artistiche, hanno messo in scena la loro rabbia e una richiesta: essere stabilizzate, reclutate, avere un futuro meno incerto. La giornata di sciopero a livello nazionale è stata indetta dalle Rdb-Cub. «Il mio corpo serve all´arte, però io figuro nei bilanci delle scuole, un "materiale didattico", è offensivo: il ministero dell´istruzione non può confondere la mia professionalità - spiega Antonella, che da 12 anni naviga in contratti instabili - con la spesa per i gessi o i quaderni nuovi».
Galleria «Art in progress», la gente che passa sul marciapiede guarda in vetrina la modella col cappio al collo, si ferma un attimo e riparte con qualche interrogativo irrisolto scritto in faccia. Chi è? «Una modella vivente, chiede un posto fisso». Le altre, come lei: non sono top model, non devono fare attenzione alla dieta, alle forme perfette, non usano il corpo per sfilare, ma per posare con la bellezza naturale delle imperfezioni, davanti agli studenti: «Mezz´ora in posa, o tre quarti d´ora, pausa e poi si replica, a volte andiamo avanti così 7 o 8 ore. Avete in mente la fatica? L´usura?» si arrabbia Lorella. La paga oraria, dice un´altra, si aggira sui 20 euro netti. I corpi nudi vengono usati come modelli nella pittura e nella scultura figurativa, ore che la riforma taglia: «e poi dal ministero ci dicono che le modelle hanno contratti precari perché devono cambiare spesso». Non si direbbe, però, a giudicare al curriculum di quelle che ieri scioperavano. «Nonostante la legge stabilisca per la maggior parte di questi lavoratori l´assunzione a tempo indeterminato il Miur (ministero istruzione e università) negli ultimi due anni non ha avviato alcuna stabilizzazione» denuncia Ornella De Zordo (Per Unaltracittà) solidarizzando con la protesta. Questi lavoratori sono circa 200 in Italia, una trentina in Toscana.

Terziario Comdata, presidio davanti a via Fanti

Torino - Sciopero di quattro ore e protesta sotto l´Unione industriale per i lavoratori della Comdata aderenti al sindacato autonomo FlmUniti-Cub. I dipendenti della società di servizi per le imprese terranno un presidio in via Fanti dalle 9, durante l´incontro tra l´azienda e Cgil, Cisl e Uil. La manifestazione è stata indetta, oltre che per lamentare l´esclusione della sigla autonoma dal tavolo delle trattative, per contestare il piano industriale che, secondo indiscrezioni, prevederebbe tra i mille e i 1.500 esuberi, di cui metà in Piemonte (nelle sedi di Torino, Ivrea, Scaramagno e Asti). Durante il presidio verrà distribuito il manuale di "addomesticamento" dei manager, volantino ironico sulle abitudini dei dirigenti.


7 aprile 2009 - Il Manifesto

In Agenda
Lazio. PRECARIATO

Cancellare il precariato per affermare diritti e qualità, reinternalilzzare i servizi e stabilizzare il personale. Assemblea pubblica presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, convocata dai sindacati di base RdB-Cub e Cobas con tutto il personale precario ed esternalizzato che opera nelle strutture sanitarie e negli enti regionali, sono invitati Marrazzo, Montino, Morlacco, Tibaldi, Nieri, Canali, Mariani, Battaglia, Peduzzi, Pizzo e D'Amato. Via R.R. Garibaldi 7, ore 9.30


7 aprile 2009 - La Nazione

Firenze. IN BILICO tra l'immortalità dell'arte e la precarietà...
di Elettra Gullè

Firenze - IN BILICO tra l'immortalità dell'arte e la precarietà della vita quotidiana. È il beffardo destino delle Muse di oggi, i cosiddetti modelli viventi'. Perlopiù donne, posano per gli allievi delle Accademie e dei licei artistici. Ieri hanno scioperato. Ieri a Firenze la protesta ha preso la forma di una performance con omaggi a Botticelli e Degas, ma anche all'arte del mondo antico, - andata in scena alla galleria Art in progress' in via dell'Oriuolo. Un'esibizione di protesta che, come hanno evidenziato le modelle, «non rappresenta però il nostro lavoro, che ci costringe a stare ore e ore ferme, immobili nella stessa posizione, talvolta pure in aule fredde e non perfettamente pulite». Sono una decina i modelli viventi che lavorano a Firenze. Di questi, sette sono impiegati all'Accademia dove, racconta Elena, «capita di stare in posa anche per sei-otto ore al giorno». Certo, le pose sono intervallate da brevi pause. Ma lo stress fisico è enorme. Per non parlare dei dolori e dei crampi. «All'inizio tornavo a casa e piangevo per il dolore», dice Elena. «Scioperiamo per ottenere l'assunzione spiegano le modelle viventi . Il Miur, a differenza di altre amministrazioni pubbliche, non ha utilizzato la possibilità offerta dalle leggi per stabilizzare i lavoratori». Attualmente in questa categoria si trovano tre tipi di inquadramento'. Se le più anziane hanno contratti annuali di collaboratrici scolastiche, peggio va alle giovani. Che si dividono tra co.co.co e prestazioni d'opera occasionali. «Lavoriamo sei-sette mesi l'anno fanno sapere le modelle -. La nostra paga, al netto, è di circa 20 euro l'ora. Ma non include ferie e malattie. E non è previsto alcun sussidio di disoccupazione». Non c'è dunque da stupirsi se riescono a metter su, in capo, all'anno, 8mila euro lordi. Oltretutto, la scure dei tagli ha comportato una drastica riduzione degli orari. «E' poi grave che ai modelli viventi venga negata la specifica professionalità accusa Carmela Bonvino dell'RdB-Cub -. In sede di bilancio sono equiparati al materiale didattico. Corpi da gettare quando diventano vecchi». «Ma noi non siamo veline. Né top model che sfilano si scaldano le modelle -. L'arte non ha età e confini. Il nostro è un lavoro duro, che richiede impegno e disciplina». A fianco dei lavoratori è scesa Ornella De Zordo di Unaltracittà': «Il Miur rispetti gli impegni presi e stabilizzi i modelli viventi, costretti a rimanere precari a vita».


7 aprile 2009 - Il Giornale di Vicenza

VERTENZA. In "ballo" anche molti ausiliari
«Il Comune ora assuma maestre ancora precarie»
Il sindacato RdbCub: «Si possono sistemare molte persone oggi assunte a tempo determinato»
di Anna Madron

Vicenza - Ancora ostacoli, e questa volta di tipo sindacale, nella vertenza per la messa in regola dei lavoratori delle materne comunali.
A febbraio la protesta dei precari rappresentati da RdCub davanti a palazzo Trissino, ora, dopo il pronunciamento favorevole nei confronti delle assunzioni da parte dell'Amministrazione comunale, arriva una una raccolta firme organizzata dai dipendenti assunti a tempo determinato e consegnata al sindaco Variati, al direttore generale e ai dirigenti competenti.
Motivo? «Le assunzioni in ruolo sono possibili aumentando il numero dei posti in pianta organica di insegnante di categoria C ed eliminando altrettanti posti di coordinatore in categoria D, vacanti da anni - spiegano i rappresentanti RdbCub in Comune, Maria Teresa Turetta, Patrizia Cammarata e Ivo Bongiovanni - ma anziché appoggiare questa giusta vertenza, che tutela molte lavoratrici e garantisce continuità educativa al servizio pubblico, alcuni sindacati si sono mezzi di mezzo con l’evidente tentativo di boicottare il buon esito della battaglia sindacale».
«Sembra che l’Amministrazione non abbia alcuna intenzione di bandire concorsi per insegnanti coordinatori in cat D - proseguono i sindacalisti - perché non esiste analoga figura nelle materne statali, tanto meno in scuole materne di altri comuni d’ Italia». RdCub condivide dunque la scelta del Comune e propone che l'istituzione di una figura di referente di scuola materna a rotazione tra il personale.
«Abbiamo inoltre chiesto - aggiungono Turetta, Cammarata e Bongiovanni - che all’insegnante referente venga riconosciuta un’indennità pari ad una mensilità, a seconda delle dimensioni del plesso, come avviene per le materne statali».
La proposta non è stata però bene accolta da altri sindacati «i quali, anziché cercare di tutelare il numero più alto possibile di lavoratori, preferiscono avere un corpo insegnanti con molti precari a vita, mantenendo però in pianta organica alcune figure fisse, inquadrate in categoria superiore, per coordinare le singole scuole».
Di qui l'ennesima protesta e la sottoscrizione per chiedere all'Amministrazione «di assumere in ruolo più precari possibile, sia insegnanti che ausiliari; di trasformare in pianta organica i posti vacanti di coordinatore scuola materna cat. D, in posti di insegnante cat. C; di inquadrare tutto il personale ausiliario nella categoria B1 e di riconoscere economicamente il ruolo di insegnante referente di scuola materna, così come avviene nelle materne statali».


7 aprile 2009 - Corriere Fiorentino

«Ci usano e ci buttano» Modelli nudi per protesta
di Ivana Zuliani

Firenze - In vetrina una modella con una corda al collo, seminuda, impersona la morte dell’arte. Dentro, rivivono la Venere di Botticelli, la Leda del Correggio, una ballerina di Degas. E’ la performance-protesta (nella foto) che i modelli viventi hanno messo in scena ieri alla galleria rt in progress di Firenze, per lo sciopero nazionale indetto dai sindacati RdB-Cub: una contestazione per chiedere al ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università il riconoscimento della loro figura professionale e la stabilizzazione del contratto. I modelli viventi, per lo più donne, sono 200 in tutta Italia, una quindicina a Firenze. Lavorano nelle scuole di pittura e scultura, nelle accademie di belle arti e nei licei artistici, posando per gli studenti. I più anziani sono assunti a termine, anno per anno, con uno stipendio di circa 900 euro mensili. Gli altri hanno contratti Co.co.co. o di prestazione d’opera occasionale e vengono pagati 20 euro l’ora, con i fondi destinati, negli istituti, al materiale didattico. «E come materiale didattico ci trattano: quando non serve più si butta».Tutti sono precari, qualcuno anche da vent’anni.


7 aprile 2009 - City

Modelli nudi per protesta

Firenze - Nudi, o quasi, per far valere i propri diritti. È la protesta scelta ieri da un gruppo di modelli viventi fiorentini, ovvero persone che posano per gli studenti di pittura e scultura di scuole e accademie d'arte, che in occasione dello sciopero nazionale della categoria, indetto da Rdb-Cub, hanno dato vita a una performance ispirata alle Muse per sensibilizzare sulle loro condizioni di lavoro. Non ci trattano come lavoratori, ma come materiale didattico che quando non serve più si butta”, dicono. La performance si è svolta alla galleria "Art in progress", dietro piazza Duomo: i modelli erano 4 donne, che hanno creato forme nelle opere d'rte, anche senza veli, davanti a circa 50 persone tra studenti, docenti e curiosi. "Tutti i modelli viventi hanno contratti precari - spiegano -. Con i tagli dell'ultima finanziaria le cose sono peggiorate. Il nostro impegno non si basa sulla bellezza e sulla prestanza fisica, ma richiede preparazione: in tutta Europa lavorano persone da 18 anni fino a tarda età".


7 aprile 2009 - La Città di Salerno

«Votiamo per l’Ospedale»
Contro il depotenziamento della struttura di Agropoli l’iniziativa di un gruppo di cittadini per le provinciali

Agropoli - «Alle prossime elezioni provinciali sulla scheda elettorale apponiamo la preferenza per il candidato numero 1: l’ospedale di Agropoli». E’ questo l’invito che il comitato sorto su Facebook e successivamente concretizzatosi in un vero e proprio gruppo di cittadini, lancia agli elettori di Agropoli in vista delle imminenti elezioni alla Provincia. L’idea è di Giovanni Basile, praticante avvocato di Agropoli, promotore del comitato al quale hanno aderito moltissime persone. L’iniziativa ha l’obiettivo di sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica su una problematica, quale il potenziamento dell’ospedale di Agropoli e la possibile uscita fuori dalla rete dell’emergenza, che da tempo è al centro di proteste e polemiche ma che, a tutt’oggi, non ha ancora trovato una soluzione. «Per la questione ospedale - afferma Basile - chiediamo a tutti coloro che non si sentono rappresentati di avviare una protesta civile, scrivendo sulla scheda elettorale: Ospedale. Faremmo una campagna di informazione in questo senso attraverso azioni di volantinaggio e attivando una serie di canali con associazioni e cittadini». Quello che ha deluso il comitato «è il fatto che non ci sia stata una vera e propria azione risolutiva sull’ospedale - spiega Basile - ma solo chiacchiere e querelle tra i vari politici che non hanno portato a nulla se non a sterili polemiche. La veritá è che la problematica dal punto di vista politico è stata strumentalizzata». I promotori della singolare protesta invitano alle prossime elezioni provinciali, che si svolgeranno il 6 e il 7 giugno «a non votare per nessun colore politico, nessuna lista e nessun candidato, fino a quando avremo la certezza che l’ospedale civile di Agropoli sia realmente lontano dagli artigli di coloro che intendono ghermirlo per privarci di un nostro diritto, sacro e irrinunciabile». Che sia chiaro, avverte Basile «siamo decisi a difende questo diritto con tutte le forze». Intanto, oggi alle 11, presso il Comune di Agropoli, si svolgerá l’incontro tra il sub-commissario dell’Asl di Salerno, Walter Di Munzio, il sindaco Franco Alfieri, una rappresentanza dei lavoratori, il Comitato civico presieduto da don Bruno Lancuba e le organizzazioni sindacali della Rdb Cub.


7 aprile 2009 - Il Messaggero

Crisi aziendale al Tubettificio internazionale Baratta di Anzio...
di ANTONELLA MOSCA

Crisi aziendale al Tubettificio internazionale Baratta di Anzio, con i 37 dipendenti che rischiano il posto di lavoro. Niente assunzione con la nuova ditta tedesca, la Dussmman, per i 38 addetti alla mensa dell'Istituto per ispettori della Polizia di Stato a Nettuno. Chiusura del negozio di elettrodomestici "Giotto" al centro commerciale "Le Vele" di Nettuno, con 6 dipendenti ignari del loro futuro lavorativo. Così 81 famiglie della zona vivranno una Pasqua con l'angoscia della probabile perdita del posto di lavoro. E, forse, a loro se ne aggiungono altre, con licenziamenti o mancati rinnovi di contratto in piccole ditte o negozi che non "fanno notizia".
A dispetto di chi dice che tutto è sotto controllo, la crisi "morde" anche sul litorale romano. Ieri mattina i 38 addetti alla mensa si sono presentati con cappelli da cuoco in testa, grembiuli e striscioni davanti alla Scuola di Polizia. «Il contratto nazionale servizi - dice Rosaria Concilio della Flaica Udb - prevede che il personale venga assunto dalla ditta subentrante. Ma la Dussmman per 4 volte non ha partecipato alle riunioni sul personale, poi il 30 marzo ha fatto sapere che ci sono molti esuberi». Dall'attuale contratto a tempo indeterminato per 40 ore di lavoro settimanali, i lavoratori di Nettuno si sono sentiti proporre un contratto a tempo determinato, per 13 ore settimanali. Domani ci sarà un incontro alla Regione Lazio sulla vertenza.
Sul Tubettificio di Anzio - già ridimesionato dopo il trasferimento in Polonia della produzione di dentrifrici della Colgate Palmolive - l'allarme viene lanciato dalla Rsu. Un debito di circa 3 milioni di euro su cui le banche hanno improvvisamente chiuso il fido, costringe l'amministratore delegato ad avviare messa in liquidazione dell'azienda, vendita dello stabile e cassa integrazione per i lavoratori. Secondo i sindacati le commesse ci sarebbero, basta avere liquidità e, anche, scelte manageriali più oculate. Anche qui incontro in Regione: il tempo stringe e un eventuale accordo deve essere chiuso entro il 9 maggio. Senza certezze i dipendenti "Giotto": l'azienda ha annunciato la chiusura del negozio a fine aprile, ha dato indicazioni di fare l'inventario del magazzino merci e prospettato la cassa integrazione senza ulteriori chiarimenti. La vertenza si inserisce in quella regionale della catena che prevede 60 dipendenti in cassa integrazione nel Lazio.


6 aprile 2009 - Ansa

TERREMOTO: SINDACATI VIGILI FUOCO, UN'EMERGENZA ANNUNCIATA

(ANSA) - ROMA, 6 APR - Un'emergenza annunciata ma «nessuno si è preoccupato di attivare procedure di pre-allerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici». È la denuncia del sindacato di base dei Vigili del Fuoco. Antonio Jiritano del Coordinamento Nazionale RdB CUB VV.F, rileva che da diversi giorni esperti e studiosi «annunciano possibili sismi nel centro del paese, anche i Vigili del Fuoco sono stati in queste settimane interessati da richieste o telefonate ai centralini delle sale operative di notizie in merito». Ma, prosegue Jiritano «tutti hanno fatto orecchie da mercante». E ricorda «alcuni studiosi avevano avanzato la possibilità di un prossimo terremoto, ma sono stati denunciati per procurato allarme; ora tutti si interrogano sulle possibili attività che potevano essere messe in campo». Da tutta Italia Vigili del Fuoco «stanno partendo con le difficoltà del caso. In questi anni il problema principale dei Governi è stato quello della sicurezza in generale dimenticando il soccorso alla popolazione, la prevenzione sul territorio e soprattutto che viviamo su una penisola soggetta a movimenti giornalieri».

LAVORO: MODELLI VIVENTI NUDI A FIRENZE CONTRO PRECARIETÀ

(ANSA) - FIRENZE, 6 APR - Nudi, o quasi, per far valere i propri diritti. Questa la forma di protesta scelta da un gruppo di modelli viventi fiorentini, ovvero persone che posano per gli studenti di pittura e scultura di scuole e accademie d'arte, che in occasione dello sciopero nazionale odierno della categoria, indetto da Rdb-Cub, hanno dato vita a una performance ispirata alle Muse per sensibilizzare sulle loro condizioni di lavoro. «Non ci trattano come lavoratori, ma come materiale didattico che quando non serve più si butta». La performance si è svolta alla galleria «Art in progress», nel cuore di Firenze, dietro a piazza Duomo, con i modelli, quattro donne che hanno creato forme nelle opere d'arte, anche senza veli, ispirate a Venere, Leda, Galata morente e al suicidio della musa, che simboleggia la morte dell'arte. All' iniziativa hanno partecipato circa 50 persone tra studenti, docenti e curiosi. «Tutti i modelli viventi hanno contratti precari - spiegano - e molti di loro avrebbero avuto i requisiti per essere assunti a tempo indeterminato ma il Ministero dell'università non ha mai avviato la stabilizzazione. Con i tagli dell'ultima finanziaria le cose sono peggiorate e ora saltano contratti e ore di lavoro. Il nostro impegno non si basa sulla bellezza e sulla prestanza fisica, ma richiede preparazione: in tutta Europa lavorano persone da 18 anni fino a tarda età».


6 aprile 2009 - Adnkronos

TERREMOTO: RDB CUB, EMERGENZA ANNUNCIATA MA NIENTE PREVENZIONE

Roma, 6 apr.(Adnkronos) - «Senza un sistema di protezione civile che si preoccupi concretamente delle emergenze del paese con dentro la macchina organizzativa dei Vigili del Fuoco, il paese dovrà ancora piangere i propri concittadini». È il Coordinamento Nazionale RdB Cub VV.F.a criticare così la mancanza di un'azione di prevenzione da parte degli organi preposti. «Sono giorni che esperti e studiosi annunciano possibili sismi nel centro del paese ma tutti hanno fatto orecchie da mercante, nessuno si è preoccupato di attivare procedure di pre-allerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici», spiega la nota sindacale. «Ora si ricomincia nuovamente con la sceneggiata dei volontari sul posto per rappresentare l'efficienza dello Stato in attesa che il personale del Corpo Nazionale VV.F., orami ridotto a mera presenza nei posti di lavoro perchè sott'organico perenne, si organizzi da tutta Italia e parta per le zone terremotate! Finita la prima emergenza tutto tornerà peggio di prima fino alle prossime morti», conclude la nota.


6 aprile 2009 - Agi

TERREMOTO: CUB VF, DI FRONTE AD ALLARMI NESSUNA PREVENZIONE

(AGI) - Milano, 6 apr. - Nessuna attivita' di prevenzione e' stata compiuta nelle zone del terremoto, nonostante, nei giorni scorsi, esperti e studiosi avessero annunciato il disastro. Lo sostengono in una nota le rappresentanze sindacali del Cub dei Vigili del Fuoco, secondo i quali tutti avrebbero fatto "orecchie da mercante" e "nessuno si e' preoccupato di attivare procedure di pre - allerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici". "Alcuni studiosi che avevano avanzato la possibilita' di un terremoto - si legge ancora nel comunicato - sono stati pure denunciati per procurato allarme, ora, dopo il disastro e la morte di povera gente, tutti si interrogano sulle possibili attivita' che potevano essere messe in campo".


6 aprile 2009 - Apcom

Sisma Abruzzo/ Rdb-Cub: Emergenza annunciata, non c'è prevenzione
"Nessuno ha attivato procedure di pre-allerta"

Roma, 6 apr. (Apcom) - Il sindacato extraconfederale Rdb-Cub accusa: il sisma in Abruzzo è un'emergenza annunciata. "Nemmeno quando sono annunciate le emergenze c'è prevenzione!", si legge in una nota del coordinamento nazionale Vigili del Fuoco di Rdb-Cub. "Sono notevoli giorni che esperti e studiosi annunciano - si sostiene nel comunicato - possibili sismi nel centro del paese, anche i Vigili del Fuoco sono stati in queste settimane interessati da richieste o telefonate ai centralini delle sale operative di notizie in merito alle attività sismiche del territorio". "Tutti - accusa Rdb-Cub - hanno fatto orecchie da mercante nessuno si è preoccupato di attivare procedure di pre-allerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici. Alcuni studiosi che avevano avanzato la possibilità di un prossimo terremoto, sono stati pure denunciati per procurato allarme, ora dopo il disastro e la morte di povera gente tutti si interrogano sulle possibili attività che potevano essere messe in campo". Certamente non si sarebbe fermato il sisma ma indubbiamente - sostiene il sindacato di base - tutte quelle attività di prevenzione e procedure di pre-allarme potevano essere utilizzate sulla zona. Più o meno quello che stà succedendo in queste ora contingenti da tutte le parti d'Italia di Vigili del Fuoco che stanno partendo con tutte le difficoltà del caso, autostrade intasate o impercorribili, ritardi di organizzazione di colonne mobili, ed organici che devono essere reperiti dalle proprie abitazioni perché in questi anni il problema principale dei Governi è stato quello della sicurezza in generale dimenticandosi del soccorso alla popolazione della prevenzione sul territorio e soprattutto che viviamo su una penisola soggetta a movimenti giornalieri". "Ora si ricomincia nuovamente - continua il comunicato del coordinamento Vigili del Fuoco Rdb-Cub - con la sceneggiata dei volontari sul posto per rappresentare l'efficienza dello Stato in attesa che il personale del Corpo Nazionale VV.F. orami ridotto a mera presenza nei posti di lavoro (sott'organico perenne) si organizzi da tutta Italia e parta per le zone terremotate! Finita la prima emergenza tutto tornerà peggio di prima fino alle prossime morti. Senza un sistema di protezione civile - che si preoccupi concretamente delle emergenze del paese - con dentro la machina organizzativa dei Vigili del Fuoco il paese dovrà ancora piangere i propri concittadini".


6 aprile 2009 - La Stampa.it

IL SISMA METTE IN GINOCCHIO LA REGIONE
Abruzzo, la rabbia dei Vigili del Fuoco "Nel nostro Paese non c'è prevenzione"
"In Italia non si interviene nemmeno se le emergenze vengono annunciate"

ROMA - Un'emergenza annunciata ma «nessuno si è preoccupato di attivare procedure di pre-allerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici». È la dura denuncia del sindacato di base dei Vigili del Fuoco. Antonio Jiritano del Coordinamento Nazionale RdB CUB VV.F, rileva che da diversi giorni esperti e studiosi «annunciano possibili sismi nel centro del paese, anche i Vigili del Fuoco sono stati in queste settimane interessati da richieste o telefonate ai centralini delle sale operative di notizie in merito». Ma, prosegue Jiritano «tutti hanno fatto orecchie da mercante». I vigili del fuoco ricordano che «alcuni studiosi avevano avanzato la possibilità di un prossimo terremoto, ma sono stati denunciati per procurato allarme; ora tutti si interrogano sulle possibili attività che potevano essere messe in campo». Da tutta Italia Vigili del Fuoco «stanno partendo con le difficoltà del caso. In questi anni il problema principale dei Governi è stato quello della sicurezza in generale dimenticando il soccorso alla popolazione, la prevenzione sul territorio e soprattutto che viviamo su una penisola soggetta a movimenti giornalieri».


6 aprile 2009 - Politicamentecorretto

VOCI IN CAMPO: prima durante e dopo il Terremoto
di Doriana Goracci

Del Sisma ne ho scritto stamattina presto, di getto: ma le cifre cambiano, siamo a più di 150 morti, 70 mila gli sfollati, innumerevoli  dispersi, più di 1500 feriti,  10.000 edifici danneggiati, interi paesi distrutti. Lo Stato è in campo, con tutta la sua spettacolare Protezione.La Prevenzione per la nostra Sicurezzaha dispiegato le sue forze da altre parti. E ancora innumerevoli volte sto cambiando le maledette cifre, quando appare e leggo Nuova scossa "Una nuova, forte scossa di terremoto, di magnitudo 4.1, e' stata avvertita intorno alle 18.40 all'Aquila: la terra ha tremato per circa tre secondi, proprio mentre era in corso laconferenza stampa della Commissione Grandi
 Rischi, che aveva sottolineato come sia impossibile prevedere i terremoti".
SCOSSA SISMICA IN ABRUZZO: Ne scrisse  un Volontario sabato 24 gennaio 2009  sul sito  protezionecivilefrancavilla: “Stavolta non è un terremoto politico a far tremare la terra abruzzese, ma una scossa sismica e' stata lievemente avvertita dalla popolazione in provincia de L'Aquila. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile precisando che le localita' prossime all'epicentro sono L'Aquila, Scoppito e Pizzoli. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 19.51 di ieri, con una magnitudo di 2.0″. Rainews dichiara "La voce dei testimoni, centinaia di mail sul nostro sito...Gran parte dei commentiriguarda infatti la previsione del terremoto fatta da un tecnico del Laboratorio di Fisicadel Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, che ha sviluppato una tecnica per rilevare le scosse in anticipo di6-24 ore basata sullo studio del comportamento del gas Radon nel terreno. Negli ultimi giorni di marzo Giuliani aveva sostenuto che lo sciame sismico in corso poteva essere il preannuncio di un evento piùforte. Di Giuliani si era detto che "si divertiva" a spargere notizie infondate ed allarme e si erapreso una querela per procurato allarme...Oltre ai messaggi di solidarietà arrivano messaggi centratisulla normativa antisismica, sull'inadeguatezza di gran parte dei nostri  edifici, soprattutto nei centri
storici, e anche sul piano casa: c'è chi dice invece di aumentarele cubature dovremmo mettere in sicurezza le case esistenti"."Ho dormito fuori e questo mi ha salvato ma adesso spero tanto che tirino fuori i miei compagni vivi". Non riesce a pensare ad altro, Valerio, studente universitario di Tagliacozzo.
La denuncia della RdB Vigili del fuoco: “Tutti hanno fatto orecchie da mercante, nessuno si è preoccupato di attivare procedure di preallerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici. Alcuni studiosi che avevano avanzato la possibilità di terremoti sono stati addirittura denunciati per procurato allarme, ora dopo il disastro e la morte di tanta povera gente tutti si interrogano sulle possibili attività che potevano essere messe in campo” denuncia un comunicato delle RdB dei Vigili del Fuoco. Certamente non si sarebbe fermato il sisma ma indubbiamente tutte quelle attività di prevenzione e procedure di preallarme potevano essere utilizzate nella zona. Più o meno quello che sta succedendo in queste ore con contingenti da tutte le parti d'Italia dei vigili del fuoco che stanno partendo con tutte le difficoltà del caso - autostrade intasate o impercorribili, ritardi di organizzazione di colonne mobili, organici che devono essere reperiti dalle proprie abitazioni perché in questi anni il problema principale dei governi è stato quello della sicurezza in generale dimenticandosi del soccorso alla popolazione della prevenzione sul territorio e soprattutto che viviamo in una penisola soggetta ai terremoti. Ora si ricomincia nuovamente con la sceneggiata dei volontari sul posto per rappresentare l'efficienza dello Stato in attesa che il personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ormai ridotto a mera presenza nei posti di lavoro (sotto organico perenne) si organizzi da tutta Italia e parta per le zone terremotate. Finita la prima emergenza tutto tornerà peggio di prima fino alle prossime morti. Senza un sistema di protezione civile - che si preoccupi concretamente delle emergenze del paese - con dentro la macchina organizzativa dei Vigili del Fuoco il Paese dovrà ancora piangere dei propri concittadini.
C'è chi si pone anche questo -Difficile conta delle vittime tra i migranti : “I conteggi dei morti e dei dispersi nel territorio potrebbero subire oscillazioni in aumento, per la presenza di centinaia di immigranti residenti nei centri della cintura aquilana. Macedoni, marocchini, romeni, moldavi, africani da anni sono insediati nei centri storici di Poggio Picenze, Paganica, San Gregorio, Petogna; proprio quelli piu' colpiti dai crolli. “Vicino l'abitazione di mio padre - racconta un giovane della frazione di Paganica - abitava una famiglia dell'Est. La casa e' andata distrutta, ma di loro non ne sappiamo nulla. Spero siano vivi”. Immigrati non integrati e forse anche qualche clandestino potrebbero sfuggire alle stime dei comuni e della Protezione civile. Indispensabile, percio', sara' scavare tra le macerie di tutte le case abitate, lavoro che non potra' essere completato in breve tempo ma che richiedera' almeno alcuni giorni”.
Ho trovato un video della Domenica delle Palme a l' Aquila, l'accompagna un articolo di Abruzzo24ore da cui stralcio: “…In questi giorni di incertezza e spavento,  il tradizionale pellegrinaggio acquista a L'Aquila un significato in più, perchè le continue scosse di terremoto che interessano la città invitano a riflettere sulla natura effimera dei beni terreni e delle ricchezze materiali. E' l'ccasione per  tanti filistei di guardarsi dentro”.
E ancora dallo stesso sito un altro video “Terremoti, l'attenzione resta alta. Da ieri nessuna scossa”: era il 4 aprile
Lui, Berlusconi in un' intervista che allego, aggiunge:” LASCIAMO DA PARTE LE POLEMICHE”
Provo freddo e rabbia a  queste dichiarazioni.
Berlusconi: “Registriamo un numero record di soccorritori . Nessuno sarà lasciato solo”.
Bertolaso: “non era prevedibile una scossa così forte”
Franceschini telefona al premier: “Pronte le sedi del Pd. Di fronte a questo dramma ogni polemica va accantonata”
Sono uscita stamattina in strada, in paese…testimonianze continue di donne e uomini  giovani e anziani, casalinghe, negozianti, pensionati, romeni, lavoratori e fannulloni…
Ognuno aveva una gran voglia di dire cosa avesse sentito oppure che non aveva avvertito niente. Ma tutte e tutti, avevano ascoltato radio e tv, dire che c'erano state le scosse, che gli animali erano nervosi…Nell'ultima riunione per il centro storico, il responsabile della Protezione civile, aveva detto che da tempo bisogna tentare prima o poi almeno un'improvvisa evacuazione di Capranica. Siamo su una rupe di tufo, con stabili fatiscenti, edifici abbandonati e nel degrado, soldi della Regione e dell'Europa inghiottiti nel nulla…e le tragedie  si susseguono a ritmo serrato, senza lavoro, senza casa, senza permesso, senza speranza…ora di fronte a queste rovine  come fossero castelli di carta, chiese e ospedali, civili abitazioni, vecchie e nuove case, la casa dello studente…appare tutta la Precarietà di questa Bottega degli Orrori, la  prosopopea, la denuncia di chi denuncia come Giuliani e le infinite segnalazioni allarmate, non allarmistiche. Al sole la luce cadaverica nel senso più profondo e reale delle  nostre  Istituzioni.
Non è questa la Compagnia che abbiamo invocato, se non della Buona Morte. E chiedono di donare il sangue, come se la partecipazione attiva non abbia fonte naturale. Senza alcuna dignità per le persone, gli animali, le cose, l'Ambiente, la  Terra e la nostra  comprensione.
Guardiamo da tempo dentro di noi e siamo svuotati,  cada il velo dunque. Guardiamo fuori, disposti a ricostruire, non sulle  loro  Macerie la Nostra Casa.


6 aprile 2009 - Corriere Fiorentino

la performance
Nude, modelle e precarie. La protesta di chi si mette in posa
La performance si è svolta nel cuore di Firenze, con i modelli, che hanno creato forme nelle opere d'arte, anche senza veli

Firenze - Nudi, o quasi, per far valere i propri diritti. Questa la forma di protesta scelta da un gruppo di modelli viventi fiorentini, ovvero ragazzi e ragazze che posano per gli studenti di pittura e scultura di scuole e accademie d'arte, che in occasione dello sciopero nazionale odierno della categoria, indetto da Rdb-Cub, hanno dato vita a una performance ispirata alle Muse per sensibilizzare sulle loro condizioni di lavoro. «NON SIAMO MATERIALE DIDATTICO» - «Non ci trattano come lavoratori, ma come materiale didattico che quando non serve più si butta». La performance si è svolta alla galleria «Art in progress», nel cuore di Firenze, dietro a piazza Duomo, con i modelli, quattro donne che hanno creato forme nelle opere d'arte, anche senza veli, ispirate a Venere, Leda, Galata morente e al suicidio della musa, che simboleggia la morte dell'arte. All'iniziativa hanno partecipato circa 50 persone tra studenti, docenti e curiosi. «Tutti i modelli viventi hanno contratti precari - spiegano - e molti di loro avrebbero avuto i requisiti per essere assunti a tempo indeterminato ma il Ministero dell'università non ha mai avviato la stabilizzazione. Con i tagli dell'ultima finanziaria le cose sono peggiorate e ora saltano contratti e ore di lavoro. Il nostro impegno non si basa sulla bellezza e sulla prestanza fisica, ma richiede preparazione: in tutta Europa lavorano persone da 18 anni fino a tarda età».


6 aprile 2009 - Affari Italiani

Milano/ Protestano i dipendenti di Palazzo Marino
E in consiglio comunale un ex detenuto lancia monete in aula per protesta

Milano - Una immagine di "Moratti la terminator dei servizi pubblici" e fantocci appesi a un filo con "emoticon" tristi come faccine, a rappresentare educatrici e scodellatrici. Sono alcuni elementi del presidio di protesta organizzato da Sdl e Rdb Cub del Comune questo pomeriggio in piazza della Scala. Un centinaio di persone, con le bandiere delle sigle sindacali e manifesti hanno portato davanti a palazzo Marino, in occasione del consiglio comunale, tutti i "fronti di protesta" dei dipendenti e operatori del Comune: dalle scodellatrici alle educatrici, dalle case di riposo alle scuole civiche, alle biblioteche, ai servizi cimiteriali. Presente al presidio anche l'assessore all'Istruzione della Provincia, Giansandro Barzaghi: "E' da anni che seguiamo i problemi delle scodellatrici - ha spiegato Barzaghi - anche se non e' di nostra diretta competenza. Sono qui a portare la solidarieta' mia personale innanzitutto per loro perche' e' scandaloso che in una citta' come Milano ci siano lavoratrici pagate 7 euro lordi all'ora e con il diritto di sciopero non garantito. L'amministrazione comunale - ha detto Barzaghi - dia seguito all'ordine del giorno del consiglio comunale a favore delle scodellatrici. E sarebbe doveroso da parte sua controllare la situazione delle diverse cooperative". Tra gli slogan su manifesti e striscioni "togliamo i finanziamenti agli industriali per i ceti popolari", "assunzioni subito per servizi di qualita'", "alla sciura la cultura fa paura", "le scuole civiche non si toccano", "non spogliateci delle nostre speranze". Ha lanciato centinaia di monetine da uno e due centesimi in consiglio comunale, fra i banchi e addosso ai consiglieri in aula per l'appello. E' il gesto di protesta messo in atto da Antonio Santoiemma, ex detenuto, fondatore e presidente della "Associazione di volontariato Sos Carcere e giustizia" e del "Comitato disoccupati milanesi" a palazzo Marino, per protestare "contro il sussidio da fame che il Comune da' a ex detenuti, svantaggiati e disabili". Santoiemma, che lanciando i centesimi ha gridato "date un lavoro invece di abbuffarvi" e' stato subito allontanato dai commessi di palazzo Marino, che hanno provveduto a raccogliere una prima parte delle molte monetine per terra fra i banchi, che stando a Santoiemma ammonterebbero a 250 euro, pari al sussidio del Comune.


6 aprile 2009 - Estense.com

Lettere
''Brunetta, giù le mani dal 25 Aprile!''

Spett. le Redazione,
Abbiamo appreso dalla stampa che il Ministro Brunetta se ne è uscito con un'ennesima “sparata”. Questa volta contro il 25 Aprile. Una data fondamentale, in cui si celebra la vittoria del popolo in armi sul nazi-fascismo. Una sollevazione che ha ridato pace e libertà all'Italia dopo vent'anni di dittatura. Per Brunetta invece, a quanto leggiamo, questa ricorrenza non è degna di essere ricordata, anzi è addirittura da snobbare, perché, a sentire lui, monopolizzata dai comunisti. Vogliamo ricordare a Brunetta che, se oggi ha, come cittadino, la libertà di affermare una simile discutibile opinione, deve ringraziare coloro che combattendo sono morti perché si arrivasse a quella data che rappresenta, l'esito di una lotta partigiana che ha segnato il più alto tributo di sangue italiano al superamento della estrema malvagità dell'uomo sul proprio simile incarnata, nel XX secolo, dal nazifascismo. Il 25 Aprile non è quindi una data su cui si possa scherzare. Essa segna un margine netto tra chi sosteneva quel regime, responsabile in Italia di orrori come le Fosse Ardeatine, Marzabotto, Boves, il lager di San Sabba, per citarne alcuni, e chi, sostenendo le più svariate fedi politiche e religiose, rischiò la vita per abbattere quell'infame sistema. E tra le migliaia di caduti partigiani, sarebbe bene che il Ministro lo ricordasse, accanto a comunisti, cattolici democratici, azionisti, liberali, c'erano parecchi socialisti! Questo campo politico si chiama antifascismo. Ad esso appartengono valori quali la libertà di espressione, l'uguaglianza, il diritto di sciopero, il voto alle donne, le libertà sindacali ecc. Tutti contenuti nella Costituzione che del 25 Aprile è la figlia legittima e senza il quale non avrebbero mai visto la luce. 25 Aprile e antifascismo sono storicamente sinonimi. Questo è uno di quei casi che, o si sta con i nazi-fascisti o si sta con chi li ha combattuti. Sparate come quella di Brunetta le fa, di solito, infatti, chi rimpiange Mussolini, Hitler e le leggi razziali! Gli antifascisti non si sono mai permessi di dire cose simili, tanto meno i socialisti, visto che Brunetta, a questo punto non si sa se per scherzo, dichiara di essere socialista. Non si può essere antifascisti e mancare di rispetto al 25 Aprile. Ogni individuo può pensarla come vuole. Ma Brunetta non è un individuo qualsiasi. Lui è un Ministro della Repubblica Italiana pagato con i soldi dei contribuenti. Ci domandiamo, come si conciliano tali affermazioni di disprezzo e irrisione del 25 Aprile con il giuramento di fedeltà alla Costituzione, effettuato davanti al Capo dello Stato, visto che la nostra è una Carta dichiaratamente antifascista. Non si conciliano affatto. Un Ministro deve essere antifascista, altrimenti il giuramento prestato è falso! Se Brunetta ha anche solo delle riserve mentali sull'antifascismo, faccia come avverrebbe in Francia, Germania o Inghilterra e in qualsiasi paese democratico, si dimetta!
C.Grabinski- M. Fabbiani - G.Sisini p/la Federazione provinciale RdB/CUB di Ferrara


6 aprile 2009 - Città Oggi web

Un'azienda storica che ha cessato l'attività. Quale futuro per tanti lavoratori?
Siglato l'accordo: altri 12 mesi di cassa per i 204 dipendenti della Novaceta
di Graziano Masperi

Magenta - Il declino inarrestabile della Novaceta ha registrato l'ennesima dolorosa tappa. Lo scorso 2 aprile presso la sede dell'Agenzia Regionale per l'Istruzione, la Formazione ed il Lavoro della Lombardia, alla presenza di Carlo Alberto Balzarini, in qualità di rappresentante della Regione Lombardia si sono incontrati Ciro Favicchia, Marco Fantoni, Libero Grigis (per la Novaceta Srl), Alfonso De Giuli (per la Femca Cisl), Rosario Sergi (per la Filcem Cgil), Daniele Bosotti (per la Uilcem Uil), Massimo Lettieri e Giovanni Cippo (per la Allca Cub), Antonia Pellicola, Antonio Grimaldi, Gian Franco Calabria, Damiano Pallavicini e Giuseppina Blando (per le Rsu). Lo scorso 23 marzo era stato sottoscritto un accordo sindacale con il quale le parti, dopo avere esaminato e discusso le problematiche aziendali, hanno convenuto sul ricorso alla Cigs per crisi aziendale per altri 12 mesi. Accordo raggiunto, sottoscritto da tutte le parti in causa. E così a decorrere dal 5 aprile e per 12 mesi si rinnova la Cigs dell'unità produttiva di Magenta. Cassa che riguarda 204 dipendenti su un organico di 204 unità. Questa mattina nell'azienda magentina si è svolta un'assemblea durante la quale i sindacati hanno spiegato ai lavoratori le questioni tecniche. L'azienda anticiperà il TFR nella misura minima di 700 euro lorde per i soli mesi di aprile e maggio 2009. A questo punto sorge spontanea la domanda: quale sarà il futuro di molti lavoratori in una zona dove non c'è futuro per molte aziende che hanno chiuso o stanno chiudendo?
"E' una questione sulla quale stiamo dibattendo da tempo - ha spiegato Massimo Lettieri della Cub - Aziende storiche, quali la Novaceta, hanno definitivamente cessato l'attività. Come prima cosa abbiamo organizzato una sorta di unione tra tutti i lavoratori precari che sono in condizioni di non poter sostenere le minime spese". Lettieri avvisa che è possibile inviare una mail all'indirizzo precariatomagentino@gmail.com per ottenere informazioni a riguardo.


6 aprile 2009 - La Gazzetta di Parma online

La polemica di RdB-Cub dei Vigili del fuoco: "Serviva più prevenzione"

La rappresentanza sindacale RdB-Cub dei Vigili del fuoco apre una polemica, sostenendo che, nonostante ci fossero avvisaglie di un possibile sisma in Abruzzo, non sarebbe stata fatta abbastanza prevenzione. Ecco il comunicato nazionale firmato da Antonio Jiritano:
«Sono notevoli giorni che esperti e studiosi annunciano possibili sismi nel centro del paese, anche i Vigili del Fuoco sono stati in queste settimane interessati da richieste o telefonate ai centralini delle sale operative di notizie in merito alle attività sismiche del territorio. Tutti hanno fatto orecchie da mercante nessuno si è preoccupato di attivare procedure di pre-allerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici. Alcuni studiosi che avevano avanzato la possibilità di un prossimo terremoto, sono stati pure denunciati per procurato allarme, ora dopo il disastro e la morte di povera gente tutti si interrogano sulle possibili attività che potevano essere messe in campo. Certamente non si sarebbe fermato il sisma ma indubbiamente tutte quelle attività di prevenzione e procedure di pre-allarme potevano essere utilizzate sulla zona. Più o meno quello che sta succedendo in queste ore contingenti da tutte le parti d'Italia di Vigili del Fuoco che stanno partendo con tutte le difficoltà del caso, autostrade intasate o impercorribili, ritardi di organizzazione di colonne mobili, ed organici che devono essere reperiti dalle proprie abitazioni perché in questi anni il problema principale dei Governi è stato quello della sicurezza in generale dimenticandosi del soccorso alla popolazione della prevenzione sul territorio e soprattutto che viviamo su una penisola soggetta a movimenti giornalieri. Ora si ricomincia nuovamente con la sceneggiata dei volontari sul posto per rappresentare l'efficienza dello Stato in attesa che il personale del Corpo Nazionale VV.F. oramai ridotto a mera presenza nei posti di lavoro (sott'organico perenne) si organizzi da tutta Italia e parta per le zone terremotate! Finita la prima emergenza tutto tornerà peggio di prima fino alle prossime morti. Senza un sistema di protezione civile - che si preoccupi concretamente delle emergenze del Paese - con dentro la macchina organizzativa dei Vigili del Fuoco il paese dovrà ancora piangere i propri concittadini».


6 aprile 2009 - Sanremo news

Terremoto in Abruzzo: interviene il sindacato dei VVF

"Quello che stà succedendo in queste ora contingenti da tutte le parti d'Italia di Vigili del Fuoco che stanno partendo con tutte le difficoltà del caso, autostrade intasate o impercorribili, ritardi di organizzazione di colonne mobili, ed organici che devono essere reperiti dalle proprie abitazioni perché in questi anni il problema principale dei Governi è stato quello della sicurezza in generale dimenticandosi del soccorso alla popolazione della prevenzione sul territorio e soprattutto che viviamo su una penisola soggetta a movimenti giornalieri". Lo scrive il Sindacato Rdb dei Vigili del Fuoco che prosegue: "Ora si ricomincia nuovamente con la sceneggiata dei volontari sul posto per rappresentare l'efficienza dello Stato in attesa che il personale del Corpo Nazionale VV.F. orami ridotto a mera presenza nei posti di lavoro (sott'organico perenne) si organizzi da tutta Italia e parta per le zone terremotate! Finita la prima emergenza tutto tornerà peggio di prima fino alle prossime morti. Senza un sistema di protezione civile - che si preoccupi concretamente delle emergenze del paese - con dentro la machina organizzativa dei Vigili del Fuoco il paese dovrà ancora piangere i propri concittadini".


6 aprile 2009 - Help Consumatori

Sisma in Abruzzo, è stato d'emergenza
Una violenta scossa di terremoto, con epicentro a L'Aquila, ha fatto tremare, intorno alle 3.30 di questa notte, il centro Italia. Il bilancio provvisorio è di 31 morti e decine di migliaia di sfollati

Una violenta scossa di terremoto, di magnitudo 5,8 (8° della scala Mercalli) ha fatto tremare il centro Italia stanotte, intorno alle 3.30. L'epicentro è stato a pochi km dalla città dell'Aquila, nella zona nord, in un triangolo compreso tra la stessa città dell'Aquila e le frazioni di Collimento e Villa Grande. La città più colpita dalla scossa è stata L'Aquila, dove nel centro storico si sono registrati crolli e vittime, ma anche da Paganica sono giunte da subito notizie di crolli e incidenti. Bilancio ancora provvisorio, ma la Protezione Civile prevede fino a 10mila edifici lesionati, decine di migliaia di sfollati, 31 morti, decine i dispersi e migliaia i feriti. Il capo della protezione civile Guido Bertolaso ha spiegato che il sisma "è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l'Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane". Silvio Berlusconi ha firmato il decreto per lo stato d'emergenza e la Protezione Civile potrà disporre "dei fondi messi a disposizione". "Non bisogna partire per recarsi nelle zone colpite dal terremoto - ha detto Berlusconi - Innanzitutto, le strade devono essere libere per non ostacolare i mezzi di soccorso. In secondo luogo si sta ancora accertando lo stato di sicurezza delle stesse strade e di alcuni ponti". Le sezioni operative delle colonne mobili di Lazio, Umbria, Toscana, Campania sono partite immediatamente per i soccorsi, seguite da quelle delle altre regioni. La procedura di emergenza prosegue con l'allerta nazionale dei vigili del fuoco. Alle 6.40 i nuclei di cordinamento del Dipartimento Protezione Civile sono arrivati sul posto; il Capo della Protezione Civile è decollato in elicottero con il vicecapo della polizia e il suo staff, per una ricognizione dall'alto e per coordinare la gestione emergenze dalla sala operativa della Regione Abruzzo, assumendo le funzioni di Commissario dello Stato. "Le operazioni di soccorso in emergenza - si legge in una nota del Ministero dell'Interno - proseguono secondo il piano stabilito: presidio e isolamento immediato di strade ed edifici danneggiati, per consentire ai soccorsi di arrivare nel più breve tempo possibile; perimetraggio delle strutture pubbliche; distribuzione degli aiuti e copertura di tutte le zone danneggiate. In previsione dei disagi delle persone sfollate, vengono previsti i centri di raccolta e accoglienza, mentre all'Aquila si dispone di allestire un ospedale da campo su richiesta della prefettura, per supportare l'ospedale parzialmente evacuato". Guido Bertolaso ha indicato ai referenti istituzionali le linee operative per un intervento efficace: 1. assicurare la viabilità, tenendo sgombra in particolare l'autostrada Roma-L'Aquila per agevolare i soccorsi 2. testare la funzionalità dei servizi di telecomunicazione 3. inviare i tecnici con le apparecchiature di supporto per rendere operativa la sala "dicomac" alla Regione Abruzzo.
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha comunicato che sta partecipando con i propri rappresentanti al Comitato Operativo per l'Emergenza (EMERCOM) della Protezione Civile. La Croce Rossa è già arrivata nella Regione con il Commissario Straordinario Francesco Rocca e gli ospedali romani sono stati tempestivamente posti in stato di allerta per l'eventuale accoglienza di feriti gravi provenienti dalle zone colpite dal sisma. Alle ore 11, presso la sede del Ministero di Lungotevere Ripa a Roma, è stata convocata l'Unità di crisi presieduta dal Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi. La scorsa settimana la Commissione Grandi Rischi si era riunita all'Aquila, per prevedere, insieme ai tecnici locali e ai più importanti sismologi nazionali, eventuali scosse: la conclusione è stata che non si poteva prevedere quello che sarebbe successo. "Non potevamo evacuare una intera regione senza sapere cosa sarebbe successo" ha affermato Bertolaso.
Secondo il Coordinamento Nazionale Rdb CUB dei Vigili del Fuoco, "tutti hanno fatto orecchie da mercante nessuno si è preoccupato di attivare procedure di pre-allerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici", nonostante nelle ultime settimane numerosi esperti e studiosi avessero annunciato possibili sismi nel centro del paese. "Alcuni studiosi - si legge in un comunicato del Coordinamento Nazionale RdB CUB VV.F - che avevano avanzato la possibilità di un prossimo terremoto, sono stati pure denunciati per procurato allarme, ora dopo il disastro e la morte di povera gente tutti si interrogano sulle possibili attività che potevano essere messe in campo. Certamente non si sarebbe fermato il sisma - continua la nota dei Vigili del Fuoco - ma indubbiamente tutte quelle attività di prevenzione e procedure di pre-allarme potevano essere utilizzate sulla zona. Più o meno quello che stà succedendo in queste ora contingenti da tutte le parti d'Italia di Vigili del Fuoco che stanno partendo con tutte le difficoltà del caso, autostrade intasate o impercorribili, ritardi di organizzazione di colonne mobili, ed organici che devono essere reperiti dalle proprie abitazioni perché in questi anni il problema principale dei Governi è stato quello della sicurezza in generale dimenticandosi del soccorso alla popolazione della prevenzione sul territorio e soprattutto che viviamo su una penisola soggetta a movimenti giornalieri". "Ora si ricomincia nuovamente con la sceneggiata dei volontari sul posto per rappresentare l'efficienza dello Stato in attesa che il personale del Corpo Nazionale VV.F. orami ridotto a mera presenza nei posti di lavoro (sott'organico perenne) si organizzi da tutta Italia e parta per le zone terremotate! Finita la prima emergenza tutto tornerà peggio di prima fino alle prossime morti. Senza un sistema di protezione civile - conclude la nota del Coordinamento Nazionale Rdb CUB VV.F. -che si preoccupi concretamente delle emergenze del paese, con dentro la macchina organizzativa dei Vigili del Fuoco il paese dovrà ancora piangere i propri concittadini".(GA)


6 aprile 2009 - La Repubblica

La protesta. Sciopero nelle materne

Milano - Giornata di sciopero oggi per le educatrici delle scuole materne del Comune che alle 15.30 si ritroveranno davanti a Palazzo Marino per la manifestazione organizzata dai sindacati di base (Rdb e Slai) per protestare contro il nuovo orario e modello educativo proposti dall´amministrazione per il prossimo anno scolastico. Sospendono il lavoro per due ore anche i servizi formativi e le scuole paritarie, i vigili e tutti i dipendenti del Comune.


6 aprile 2009 - Leggo

Milano. Anagrafe, nidi, cimiteri: oggi servizi a rischio...

Milano - Anagrafe, nidi, cimiteri: oggi servizi a rischio e conseguenti disagi per lo sciopero generale dei dipendenti comunali aderenti a Sdl intercategoriale, Rdb Cub e Slai Cobas.
Le modalità di astensione dal lavoro saranno diverse settore per settore: nelle scuole dell'infanzia braccia incrociate per tutta la giornata; all'Anagrafe centrale e nelle delegazioni servizio rallentato o interrotto dalle 13.30 alle 15.30. In agitazione anche i vigili nelle ultime due ore di ogni turno. Dalle biblioteche ai musei ai servizi cimiteriali lo sciopero coinvolgerà le ultime due ore di lavoro. «Protestiamo contro il Comune - spiega Mariangela Saggese dell'Sdl - che prosegue la sua politica di esternalizzazione di servizi e lavoratori, non intende stabilizzare i precari né assumere, non concede aumenti di stipendio e non risolve le vertenze in corso». A chiudere la giornata di mobilitazione dei dipendenti comunali il presidio davanti a Palazzo Marino dalle 15.30. (G.Per./ass)

Firenze. Oggi alle 17.30, in occasione dello sciopero nazionale dei modelli viventi...

Firenze - Oggi alle 17.30, in occasione dello sciopero nazionale dei modelli viventi indetto dalla Rdb-Cub, alla Galleria "Art in progress" si terrà una protesta-performance. «È una scelta inusuale portare una lotta sindacale in una galleria d'arte. Ma quello dei modelli viventi è un lavoro unico: ha a che fare con l'arte e con l'ispirazione che dovrebbe nutrire l'artista». Ha commentato Antonella Migliorini, del Coordinamento Modelli delle Accademie delle Belle Arti e Licei artistici. «Con questa performance - spiega Migliorini - i modelli vogliono protestare per chiedere la stabilizzazione del loro contratto. Si rivendica il ruolo stabile di questa figura professionale, tanto più nell'avanzante riforma che riduce drasticamente pittura e scultura». La protesta-performance, intitolata "L'età d'ro delle muse", è composta da una mostra di manifesti, curati e creati da Massimo d'Andrea, e dalle performances delle modelle, curate da Franco Bugatti.


6 aprile 2009 - Corriere della Sera

OGGI LA PROTESTA
Sciopero Cub e Cobas Disagi nelle materne

Milano - Possibili disagi, oggi, nelle scuole materne e non gestite dal Comune. Stesso rischio per chi si rivolgerà agli sportelli aperti al pubblico di palazzo Marino. A causa dello sciopero generale indetto da Rdb Cub, Slai Cobas e Sdl, dalle 13.30 alle 15.30, in particolare, all'anagrafe di via Larga e nelle delegazioni decentrate i servizi al pubblico potranno subire rallentamenti e sospensioni.
La protesta riguarda anche la polizia locale.


5 aprile 2009 - Adnkronos

LAVORO: DOMANI 'MUSE' IN SCIOPERO PER CHIEDERE STABILIZZAZIONE
PROTESTA-PERFORMANCE DEI MODELLI VIVENTI PROCLAMATA DA RDB-CUB

Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Labitalia) - Si fermano per un giorno i modelli viventi. 'Muse' che posano per gli studenti nelle scuole di pittura e scultura, nelle classi di figura disegnata e modellata per le Accademie delle Belle Arti e i licei artistici, prestando la loro opera occasionalmente o come collaboratori o lavoratori a tempo, comunque precari. E che ora rivendicano la stabilizzazione e il riconoscimento della loro professionalita'. A proclamare lo sciopero nazionale, per domani, lunedi' 6 aprile, il sindacato di base Rdb-Cub. Per il sindacato, infatti, ''tutti i modelli viventi sono precari e moltissimi di loro avrebbero diritto a essere assunti a tempo indeterminato in base alle leggi finanziarie''. ''Tuttavia -avverte la Rdb-Cub- il ministero della Pubblica Istruzione e dell'Universita', a differenza di altre amministrazioni pubbliche che hanno utilizzato le possibilita' offerte dalle leggi vigenti, in due anni non ha avviato alcuna stabilizzazione per sanare questa situazione di palese illegittimita' e sfruttamento. La condizione dei modelli rischia inoltre di aggravarsi in seguito ai tagli operati alle scuole e Accademie dall'ultima Finanziaria, tagli che stanno gia' comportando il mancato rinnovo dei contratti o la drastica riduzione degli orari e dei salari''. E quella di domani sara' una protesta-performance. Per illustrare le ragioni dello sciopero, i modelli viventi porteranno le rivendicazioni dei loro diritti dentro una galleria d'arte di Firenze. Terranno infatti una conferenza stampa, nel capoluogo toscano, presso la galleria 'Art in progress', alle 11,30, con un'anteprima della vera e propria protesta-performance prevista, sempre per domani, alle 17,30. Sullo sfondo della mostra di manifesti curati e creati da Massimo d'Andrea, saranno eseguite performance curate da Franco Bugatti, che tramite la spettacolarizzazione della posa intendono mettere in rilievo l'impegno dei modelli nella creazione di forme nelle opere d'arte. Quello dei modelli viventi e' un lavoro particolare, che ha a che fare con l'arte, con l'ispirazione che dovrebbe nutrire l'artista. Per questo, la protesta e' intitolata 'L'eta' d'oro delle muse', dunque di quelle tante donne, e anche uomini, che fanno parte del mondo dell'arte. Ma, denuncia la Rdb-Cub, ''vi vengono marginalizzate, sfruttate, usate e spesso ricattate, come si ricattano tutti i lavoratori precari e senza diritti''. Ai modelli viventi viene negata, si sostiene, la specifica professionalita': porre il corpo nell'immobilita' della posa richiede impegno e disciplina e implica l'educazione in arti collaterali (danza, ginnastica, teatro), ma anche una cultura capace di immaginario artistico. ''Tutte queste capacita' -sostiene la Rdb-Cub- si sviluppano e consolidano nel tempo, attraverso la stessa continuita' della prestazione lavorativa''. Mentre, sottolinea il sindacato, i modelli viventi oggi ''sono costretti ad accettare nelle Accademie e nei licei artistici contratti a termine o di prestazione d'opera occasionale, senza diritti e prospettive per il futuro''. E ''il Miur -ribadisce- continua a considerare questi, non lavoratori precari da stabilizzare con una specifica professionalita', ma 'materiale didattico' da poter dismettere all'occorrenza''. La protesta dei modelli italiani ha ottenuto la solidarieta' dei colleghi parigini, riuniti nel Comite' des modeles des Ateliers Beaux Arts, che hanno scioperato lo scorso 19 marzo per il riconoscimento della professione.

SPETTACOLO: A FIRENZE 'PERFORMANCE PROTESTÀ DEI 'MODELLI VIVENTI'
'L'ETÀ D'ORO DELLE MUSE', DOMANI ALLE 17.30

Firenze, 5 apr. - (Adnkronos) - «È una scelta inusuale portare una lotta sindacale in una galleria d'arte. Ma quello dei modelli viventi è un lavoro unico: ha a che fare con l'arte e con l'ispirazione che dovrebbe nutrire l'artista». Così Antonella Migliorini, del Coordinamento Modelli delle Accademie delle Belle Arti e Licei artistici, presenta la protesta-performance che si terrà, domani alle 17.30, a Firenze, presso Galleria «Art in progress», in occasione dello sciopero nazionale dei modelli viventi indetto dalla Rdb-Cub. «Con questa performance - spiega Migliorini - i modelli vogliono protestare per chiedere la stabilizzazione del loro contratto, facendo vedere al pubblico il senso del loro lavoro, un lavoro pesante, ancor più in una condizione di precarietà: il corpo nudo costretto all'immobilità per ore, il tempo necessario all'artista e allo studente per realizzare l'opera. Verrà mostrato - prosegue - il momento vivo che precede la creazione artistica, la fantasia, quell'essere muse, quel sogno, quello spirito che accumuna modelli e artista, quel voler essere ciò che non si è, quel voler schiudere ciò che ancora non c'è, e che deve creare una nuova forma». «Perciò - conclude Migliorini - si rivendica il ruolo stabile di questa figura professionale, tanto più nell'avanzante riforma che riduce drasticamente pittura e scultura ed elimina senso e importanza di quanto è fondamentale: lo studio del corpo umano». La protesta-performance intitolata «L'età d'oro delle muse» è composta da una mostra di manifesti, curati e creati da Massimo d'Andrea, e dalle performances delle modelle, curate da Franco Bugatti.


5 aprile 2009 - La Nazione

Performance di modelli viventi

Firenze - DOMANI alle 17,30 alla galleria «A R T in progress», via dell'Oriolo 19-21 r, performance di modleli viventi ispirata a capolavori dell'arte, ideata da Franco Bugatti e eseguita dai performers Anna Laura Rassu, Elena Pinori, Ivana Mecozzi, Massimo Del Turco, Elisabetta Parrini, Antonella Migliorini e da Domenica Vernassa. Ci sarà anche una Mostra di manifesti di Massimo D'Andrea ispirati alla Body art con le modelle Antonella Migliorini e Elena Pinori. Modelli viventi è anche una lotta sindacale che le Rdb/cub stanno portando avanti nei confronti del Ministero dell'Istruzione, chiedendo l'assunzione a tempo indeterminato dei «modelli viventi» oggi costretti ad accettare contratti a termine o di prestazione d'opera occasionale.


5 aprile 2009 - Il Manifesto

in Agenda

Domani a Firenze, in occasione dello sciopero nazionale dei "modelli vivent" delle Accademie di Belle arti e dei Licei artistici indetto dal sindacato di base Rdb Cub della scuola, alle 17.30 presso lo spazio "Art in progress" in via dell'Oriolo 19r c'è la peculiare e interessante mostra "L'età d'oro delle muse", con modelli viventi in performance artistica e di lotta, in una iniziativa ideata da Franco Bugatti ed eseguita da Anna Laura Rassu, Elena Pinori, Ivana Mecozzi, Massimo Del Turco, Elisabetta Parrini, Antonella Migliorini e da Domenica Vernassa, in visione anche la "Mostra di manifesti" di Massimo D'Andrea.


5 aprile 2009 - Corriere di Bologna

In corsia il bracciale salva i clandestini. Gli infermieri: le cure prima del nome
Nei pronto soccorso di Maggiore e Sant'rsola, tra i pazienti senza documenti. Un codice a barre appeso al polso degli immigrati permette di accompagnare attraverso tutte le fasi diagnostiche anche chi si rifiuta di fornire un nome
di Micaela Romagnoli

Bologna - Nelle sale d'attesa dei pronto soccorso non conta il nome, quello che conta è garantire le cure: «L'assistenza viene prima di tutto». È un paradigma per la caposala del pronto soccorso dell'spedale Maggiore, Nicoletta Marchesini, e, come per lei, per gli altri infermieri della città. A prescindere dalla provenienza e a prescindere dalla presenza regolare o irregolare sul territorio, gli operatori della sanità che per primi entrano in contatto con chi arriva al reparto di emergenza non si fermano mai di fronte a un documento. Almeno così succede ancora oggi alle accettazioni del pronto soccorso del Maggiore e del Sant'rsola-Malpighi.
Mentre in Parlamento si discute il disegno di legge che potrebbe portare all'abrogazione della norma che vieta ai medici la segnalazione di immigrati senza permesso di soggiorno alle autorità, gli infermieri fanno fronte unico a sostegno del diritto di tutti di essere curati. Del resto, è il loro codice deontologico ad affermarlo: «L'infermiere - si legge all'articolo 18 del capo terzo - in situazioni di emergenza e urgenza, presta soccorso e si attiva per garantire l'assistenza necessaria». «Questa è la nostra missione - sottolinea Maurizio Magotti, coordinatore infermieristico del pronto soccorso generale del Sant'rsola -: noi i pazienti li assistiamo tutti, è il nostro dovere. Capita spesso che non abbiano documenti. Non solo gli stranieri, anche gli italiani. Ma per noi la prima cosa è metterli in condizione di essere curati». E aggiunge: «Difficilmente veniamo a sapere se siano regolari o irregolari».
Da qualche giorno, sulle pareti dei pronto soccorso sono appesi manifesti scritti in otto lingue (arabo, bengali, cinese, francese, inglese, hurdu-pakistano, russo, spagnolo) per tranquillizzare i pazienti «clandestini », perché si sentano liberi di continuare a rivolgersi ai servizi sanitari senza rischiare alcuna denuncia. Ciò non toglie che qualche timore tra gli stranieri ci sia, adesso come prima. Così, capita che alcuni immigrati si rifiutino di dichiarare la loro identità o magari rilascino un nome falso: «Atteggiamenti reticenti sono molto frequenti - racconta Nadia Ricchi, infermiera in servizio da vent'anni al pronto soccorso dell'spedale Maggiore -. Non solo succede che non dichiarino le loro generalità, ma che si rifiutino anche di rispondere a semplici domande, magari per capire come si siano procurati una ferita. Si chiudono a riccio perché temono che venga chiamata la polizia».
Per superare le difficoltà legate all'identificazione, al Maggiore (e da qualche tempo in via sperimentale a tutti gli utenti del Sant'rsola) viene consegnato un braccialetto contenente una sorta di codice a barre, sostitutivo del nome e del cognome, che accompagna il paziente durante tutte le fasi diagnostiche.
Per gli immigrati, il pronto soccorso è spesso riconosciuto come l'unico luogo in città dove poter essere assistiti per problemi di salute. Molti, non avendo la residenza, non hanno nemmeno il medico di base. La percentuale di accessi degli stranieri, di giorno e ancor più di notte, infatti, è molto alta: il 30 per cento al pronto soccorso della maternità e il 19 per cento a quello generale. «Arrivano anche solo per un po' di tosse o per la febbre - spiega l'infermiera Nadia -. Emblematico fu il caso di una ragazza dello Sri Lanka che venne in ambulanza insieme ai genitori. Erano tutti in ansia, ma lei aveva solo la forfora nei capelli».
A volte capita che si sentano pazienti di serie B. «Succede a noi infermieri di essere accusati di razzismo - racconta Nadia - Gli stranieri, per difficoltà comunicative, non sempre capiscono le ragioni delle lunghe attese alle quali sono sottoposti poi anche gli italiani. Invece, credono di ricevere un trattamento diverso».
Non manca nemmeno chi si dà alla fuga. Capitava molto spesso fino a qualche tempo fa con i pazienti che arrivavano al pronto soccorso dal centro di permanenza temporanea di via Mattei. «Vedevano nell'spedale la porta per la libertà - è la testimonianza di Angelo Morrongiello, infermiere e sindacalista delle Rdb - Ingoiavano delle pile, si facevano ricoverare e al mattino il letto lo trovavamo vuoto».


4 aprile 2009 - Il Giorno

Nuova sede per i pompieri ma il progetto è sbagliato
I sindacati: «Dimenticati rimesse, bagni e mensa»
di DARIO CRIPPA

Monza - HA SENSO che il nuovo Comando dei Vigili del fuoco di Monza sia dotato di 70 uffici, anche se gli impiegati saranno soltanto 16 (4 uffici a persona!)? Ha senso appaltare un'opera da 4 milioni e 600mila euro in cui non sono previsti magazzini, mensa, deposito mezzi, cessi? Ha senso che sia prevista una rimessa sotterranea alta 2 metri e 80 centimetri anche se una qualsiasi autopompa è alta 3 metri? Il sindacato di categoria Rdb/Cub lo sta urlando ai quattro venti da circa due anni e, paradossale, tutti sembrano dar loro ragione: sindaci e consiglieri comunali, commissari prefettizi, Provincia, Regione. Eppure, l'area di cantiere del Comando prossimo venturo dei Vigili del fuoco di Monza - la neonata Provincia brianzola è alle porte - nel frattempo è stato aperto, pur già in ritardo. In via Mauri, di fronte alla vecchia sede, hanno già tirato su le recinzioni e ci hanno appiccicato un cartello con la dicitura «Ministero dell'Interno». E, dentro, ci hanno già iniziato a lavorare. O meglio, per ora all'opera si sono visti solo gli stessi pompieri, che hanno dovuto disboscare e ripulire il terreno, «altrimenti - spiegano - la ditta che ha vinto l'appalto, la Procopio srl di Catanzaro, ha detto che non ci avrebbe neppure messo piede». Intanto ieri mattina il sindacato ha deciso di indire una conferenza stampa, davanti al cantiere, per ribadire per l'ennesima volta le proprie perplessità. «Da più tempo - ha detto Massimiliano Andreotti, responsabile regionale di Rdb/Cub per gli Enti locali - diciamo che questo progetto è inadeguato, ma le nostre proteste sono finora state lettera morta, ci hanno solo detto vagamente che il progetto potrebbe cambiare in corso d'opera, anche se altri soldi non ce ne sono». HA RINCARATO Gianni Romano, rappresentante monzese di Rdb/Cub: «Abbiamo incontrato i capigruppo in Consiglio comunale...e non ne abbiamo trovato uno che non fosse d'accordo con noi. A questo punto chiederemo un incontro ai candidati alle prossime elezioni provinciali per capire cosa intendano fare». «Settimana prossima la Procopio srl ci ha annunciato che per fare i lavori intende buttar giù il nostro unico magazzino - ha chiuso Enrico Vergani, rappresentante monzese del coordinamento provinciale di Rdb/Cub dei Vigili del fuoco -: che faremo? A Monza è previsto l'arrivo di 84 pompieri più 29 nei distaccamenti di Desio e Seregno. Il problema è che dovremo ospitare una trentina di mezzi fra autoscale, autopompe, carri fiamma, mezzi dei nuclei specializzati, ma non sappiamo dove: non è previsto un laboratorio, un'officina o un magazzino. Accatasteremo tutto in cortile...».


4 aprile 2009 - La Repubblica

Il giudice: la precaria va assunta
La Telecom condannata a prenderla in pianta stabile nel call center
di FRANCA SELVATICI

Firenze - Il call center della Telecom di Calenzano, che ha utilizzato centinaia di lavoratori "somministrati" da agenzie di lavoro interinale, è stato condannato dal tribunale del lavoro di Prato ad assumere a tempo indeterminato una di queste lavoratrici. E´ la prima sentenza del genere che riguarda il call center di Calenzano. «Da oggi la signora, che ha 30 anni, non è più disoccupata dopo la solita trafila di precariato», spiega l´avvocato Danilo Conte che l´ha assistita nella battaglia legale insieme con la collega Letizia Martini. Dal 2004 al 2007 la giovane donna ha lavorato come operatrice nel call center sulla base di due contratti di somministrazione a tempo determinato da parte della agenzia di lavoro interinale Worknet, ora Gi Group. Il secondo contratto è stato poi prorogato tre volte.
Quando ha deciso di fare causa, la operatrice è stata sostenuta dal sindacato Fmlu-Cub. La sua tenacia è stata premiata. Il tribunale ha dichiarato illegittimi i due contratti di somministrazione e ha detto che il rapporto di lavoro deve essere inteso come sorto sin dall´inizio non con l´agenzia di somministrazione ma direttamente con la Telecom. Ha condannato l´azienda di telefonia a ripristinare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a pagare gli arretrati dal maggio 2007 ad oggi oltre interessi e rivalutazione monetaria. Le spese legali dovranno essere sostenute da entrambe le parti.
Le motivazioni della sentenza non sono ancora state depositate. Si conoscono però i motivi del ricorso della operatrice. La somministrazione di lavoro a tempo determinato è consentita dalla legge, ma resta un istituto «di carattere eccezionale», ammesso solo «a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo», che devono essere specificate. Nel primo contratto di assunzione della giovane operatrice le ragioni erano indicate nel «fabbisogno di maggiore organico connesso a situazioni congiunturali e non consolidabili». Nel secondo contratto, stipulato lo stesso giorno in cui scadeva il primo, risulta completamente omessa qualsiasi indicazione sul motivo della assunzione a termine. E nessuna indicazione compare nelle proroghe. Il che - sostengono i legali della ricorrente - è del tutto contrario alla legge italiana e alla direttiva europea che «impone canoni rigorosi nella verifica della sussistenza di obiettive ragioni poste alla base della stipula di contratti a tempo determinato», proprio per prevenire gli abusi in materia di lavoro a termine. In realtà - accusano gli avvocati - il call center Telecom di Calenzano ha fatto «continuo e costante ricorso a personale temporaneo», utilizzando «centinaia di lavoratori "somministrati" per far fronte a una carenza fisiologica di personale che non presenta alcun aspetto di temporaneità».


4 aprile 2009 - La Nuova Venezia

Rdb: «Stato d'agitazione al Mariutto»

MIRANO - Dichiarato lo stato di agitazione sindacale alla casa di riposo Luigi Mariutto. I sindacati del pubblico impiego RdB-Cub hanno scritto al prefetto chiedendo un incontro urgente e annunciando una giornata di sciopero per protestare contro le modifiche alla turnistica e le nuove regole per i lavoratori part-time. «L'azienda - spiega per RdB Federico Martelletto - prevede di riorganizzare orari di lavoro e turnistica ricorrendo a mobilità interne e modifiche di contratti part-time individuali. Tutto ciò senza interessare i lavoratori, che troveranno già nella programmazione di maggio le modifiche dei loro turni di lavoro». Per i sindacati si tratta di una palese violazione dei diritti del lavoratore, dato che è la legge stessa a prevedere l'impossibilità della modifica unilaterale del contratto individuale senza il consenso del lavoratore su turni e orario. «Il contratto nazionale - aggiunge Martelletto - prevede che la materia sia oggetto di concertazione anche aziendale. Se classifichiamo il verbale del 3 marzo come tale, nessun cambiamento può essere effettuato unilateralmente senza che il gruppo di lavoro abbia elaborato le proposte e i protocolli».(f.d.g)


4 aprile 2009 - La Nuova Ferrara

Ferrara. Centinaia di persone con contratti a tempo determinato...

Ferrara - Centinaia di persone con contratti a tempo determinato e per le quali la sicurezza del posto di lavoro non esiste nè per il presente nè per il futuro. A denunciare la situazione è il Coordinamento dei ricercatori precari dell'Università di Ferrara, che se la prende con il monitoraggio del lavoro atipico nella pubblica amministrazione imposto dal ministro Brunetta.
«Il ministero - scrive il coordinamento - era interessato solo agli "stabilizzabili" (personale che dopo molti anni di specifici contratti flessibili presso lo stesso ente ha maturato i requisiti per l'assunzione), dunque una frazione ridottissima dei precari della pubblica amministrazione, da cui comunque sono esclusi coloro che si occupano di ricerca e didattica all'interno degli atenei statali».
Il rischio è che la ricerca nasconda alla fine la consistenza reale del fenomeno mascherando la realtà. «Le associazioni nazionali dei ricercatori precari si erano da subito espresse contro questo provvedimento - precisa la nota - che palesemente tenta di mistificare i numeri del fenomeno. Mentre Usi/Rdb aveva lanciato il censimento-autodenuncia "Io esisto!" a Ferrara il Coordinamento dei Ricercatori Precari aveva chiesto espressamente al rettore che venissero segnalati al ministero i numeri di tutte le forme di lavoro "flessibile" presenti in Ateneo, ma osserviamo che qualche informazione deve essere andata persa nel tragitto per Roma».
«In generale - prosegue la nota - si sono ottenuti comportamenti difformi fra i vari atenei, annullando il valore universale del censimento proclamato dal ministro Brunetta».
«Dati attendibili per l'Università di Ferrara - dice il coordinamento - si trovano sulla tabella di ripartizione dei fondi del reclutamento straordinario ricercatori "quota 2008" (http://www.miur.it/UserFiles/2951.pdf) da cui risultano a Ferrara 236 assegnisti di ricerca». E l'Ufficio Selezione Personale di Ateneo «conteggia per il 2008 212 assegnisti e 53 contrattisti della ricerca, 1480 contratti di docenza stipulati per l'anno accademico trascorso, 32 tempi determinati e 21 contrattisti del comparto amministrativo».


4 aprile 2009 - EPolis

Tra modelli viventi e tornelli stile Brunetta
di Marco Colabianchi

Firenze - Lunedì 6 aprile si terrà un'originale ma giustissima protesta sindacale. Avverto subito che la violenza degli operai che sequestrano i manager che li hanno appena licenziati, in questo caso, non c'entra nulla. Non ci saranno né sequestri né cortei, però ciò non toglie che si tratti di una manifestazione della quale tutti i giornali dovrebbero adeguatamente occuparsi. Si tratta della lotta sindacale che le Rappresentanze di Base/Cub, cito, "stanno portando avanti chiedendo al Ministero dell'Istruzione e Università l'assunzione a tempo indeterminato dei «modelli viventi» oggi costretti ad accettare - nelle Accademie e nei Licei artistici - contratti a termine o di prestazione d'opera occasionale, senza diritti e prospettive per il futuro. Il Ministero della Cultura continua a considerare questi non lavoratori precari da stabilizzare con una specifica professionalità, ma «materiale didattico» da poter dismettere all'occorrenza". Per essere più chiari possibili, perché quando ci sono di mezzo i diritti dei lavoratori bisgna essere precisi, i sindacati di base hanno organizzato una manifestazione per chiedere al ministero di assumere a tempo indeterminato, nel settore pubblico, i modelli che nelle accademie d'arte e nei licei posano per farsi ritrarre da artisti e studenti. Ho qualche domanda. Ma se la stabilizzazione del posto di lavoro per i modelli è un diritto, perché non dovrebbe esserlo anche per gli artisti che li ritraggono? Se stare immobili per ore in attesa che il pittore/scultore finisca il suo lavoro è un'occupazione di tutto rispetto, perché misurarlo attraverso la stabilizzazione del lavoro? Non è che chi ha un contratto a termine è più rispettabile di chi non ce l'ha? E perché se il modello vivente è un lavoro, il paroliere non lo è? Perché Mogol non ha mai chiesto di essere assunto dal ministero della Cultura? Ve lo immaginate Mogol dipendente pubblico e Ligabue sovrintendente ai concerti estivi? Sapendo di avere davanti agli occhi il corpo di un dipendente pubblico, invece che di un libero professionista, gli artisti e gli studenti si sentirebbero più o meno ispirati? E i modelli viventi, se assunti nel pubblico impiego, accetterebbero i tornelli all'ingresso delle aule scolastiche? E visto che suscitare un'ispirazione è un mestiere, non è che poi ci tocca assumere tutte le donne di Vasco Rossi e di Franco Califano? Chi lo dice a Brunetta?


4 aprile 2009 - Il Giornale di Vicenza

INDAGINE. La Digos dopo le otto perquisizioni disposte dalla Dda di Venezia ha avviato l'esame dei documenti
La difesa degli islamici «Contro il terrorismo»
L'imam Ouelhazi: «Raccogliamo sì soldi, ma non per gli attentati bensì per il sostegno alle famiglie». Precedenti inchieste sono finite nel nulla

Vicenza - La Digos ha iniziato l'esame della documentazione sequestrata giovedì mattina nel corso delle otto perquisizioni compiute ad altrettanti operai di fede islamica su ordine della direzione distrettuale antimafia di Venezia. Gli inquirenti lagunari hanno indagato 26 persone con l'accusa di aver costituito un'associazione per delinquere finalizzata al sostegno al terrorismo di matrice islamica, oltre che al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e alla ricettazione grazie a documenti contraffatti. Lo stesso procuratore Borraccetti, peraltro, ha invitato a considerare il blitz un momento di un'indagine preventiva, allo scopo di comprendere quali siano i contatti reali fra gli indagati ed esponenti del credo fondamentalista che vivono in altri paesi europei o nel Nord Africa.
A Vicenza erano state sei le perquisizioni compiute dai detective del vicequestore Cuozzo; altre due a Grisignano. Risultano indagati sei algerini, un nigeriano e un predicatore yemenita che in passato era stato a Vicenza per gli incontri di preghiera. Quest'ultimo è stato cercato anche nel centro di cultura di via Vecchia Ferriera, la moschea di Ponte Alto, dove non è stato trovato.
Ieri l'imam vicentino Touhami Ouelhazi è intervenuto a difesa dei suoi fedeli. «Non possiamo escludere che fra i 42 mila musulmani presenti nel Vicentino ci sia qualche testa calda, ma noi siamo persone per bene e non è giusto generalizzare. Soldi? Sì, ne raccogliamo, ma non certo per i terroristi, bensì per le famiglie in difficoltà, magari con il padre che ha perso il lavoro. Lo facciamo un po' come lo fa la Caritas». E poi sottolinea come in tutti momenti di preghiera, a Vicenza le parole dell'imam vengano tradotte dall'arabo in italiano, così che tutti possano sentire che si tratta di invocazione ad Allah, non alla guerra santa all'ccidente.
Nel corso dell'inchiesta è stato indagato anche l'imam della moschea di S. Marcellino, in Campania, Nasser Hidouri, ma anche quest'ultimo ha sottolineato di essere assai tranquillo. Si è recato dal vescovo di Caserta per raccontargli della perquisizione.
«Noi siamo alieni da sentimenti che non siano di amicizia e rispetto verso il popolo italiano - sottolinea anche Ouelhazi -. La nostra comunità, grazie anche ai bambini, è perfettamente integrata; e ben maggiore sarebbe il livello di integrazione se delle forze politiche irresponsabili non fomentassero i peggiori istinti xenofobi e razzisti». Il riferimento è alle parole degli esponenti della Lega Nord; parole che sono fortemente criticate dalla moschea, che sta valutando anche l'ipotesi di denunce.
«Al centro islamico si prega, si fa cultura, anche italiana, si insegna la nostra lingua, si lavora per l'integrazione - commenta Germano Raniero, sindacalista Rbd-Cub -. Il centro non fornisce carte di identità fasulle. Non vogliamo nessuna caccia alle streghe o che l'indagine alimenti una caccia allo straniero».
Val la pena di ricordare anche, sottolineano dalla moschea, che le precedenti indagini contro il terrorismo islamico che avevano interessato il Vicentino non hanno portato a condanne, bensì ad assoluzioni. Come il caso dei quattro algerini arrestati nel 2006 che, assistiti dall'avv. Paolo Mele senior, sono stati prosciolti in tribunale a Venezia. In altre regioni, invece, sono arrivate pesanti condanne, come in Campania. La tesi è quella che anche, eventualmente, commentare favorevolmente atti terroristici non equivale ad essere terroristi.
Gli otto indagati "vicentini", fra cui cui Said Bouchrida, Khalid Chalid e Moustapha Benali, ai quali sono stati sequestrati documenti, libri e appunti, saranno interrogati probabilmente nelle prossime settimane. Assistiti dagli avv. Jacopo Lacchin e Massimo Visintin, potranno spiegare la loro posizione e potranno comprendere per quale motivo gli inquirenti - sulla scorta di intercettazioni - li abbiano denunciati.(D.N.)


3 aprile 2009 - Apcom

P.A./ Rdb-Cub: Da Brunetta gravissimo attacco alle lavoratrici
Subito incontro con il ministro Carfagna

Roma, 3 apr. (Apcom) - Dal ministro Renato Brunetta arriva un "attacco gravissimo alle lavoratrici" del pubblico impiego. A sostenerlo è Rdb-Cub Pubblico impiego chiedendo un incontro con il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. "Dopo aver confermato la decisione del governo di innalzare l'età pensionabile, il Brunetta ha lanciato un violentissimo attacco alle lavoratrici pubbliche arrivando ad insultarle pesantemente paragonandole a delle truffatrici", afferma il sindacato. "Le donne della Pa vengono utilizzate da anni per colmare il vuoto dello stato sociale nel nostro paese, supplendo alla mancanza assoluta di servizi pubblici, di nidi pubblici, di assistenza sanitaria e domiciliare per anziani malati, di assistenza adeguata ai portatori di handicap", denuncia Paola Palmieri, della Direzione Nazionale RdB-Cub Pubblico Impiego."E' quindi evidente che il vero obiettivo è quello di espellere le donne dal mondo del lavoro, a cominciare dalle lavoratrici pubbliche, per obbligarle a svolgere definitivamente le funzioni che dovrebbero essere assicurate dallo stato sociale. Oltre a questo - prosegue Palmieri - il governo vuole costringerle al lavoro per ulteriori 5 anni, cancella il divieto del lavoro notturno per le donne in gravidanza e fino ad un anno di vita del bambino, licenzia centinaia di migliaia di lavoratrici precarie dai nidi comunali, dalle scuole, dalle aziende sanitarie e dagli enti di ricerca".

Lunedì a Firenze sciopero nazionale dei modelli viventi
In una galleria la perfomance-protesta "L'età d'oro delle muse"

Milano, 3 apr. (Apcom) - Si chiama "L'età d'oro delle muse" la perfomance-protesta organizzata per lunedì a Firenze in una galleria d'arte dai modelli viventi in occasione del loro sciopero nazionale Migliorini. "Con questa performance - scrive in una nota Antonella Migliorini, del Coordinamento modelli delle accademie delle belle arti e licei artistici - i modelli vogliono protestare per chiedere la stabilizzazione del loro contratto, facendo vedere al pubblico il senso del loro lavoro. Un lavoro pesante, ancor più in una condizione di precarietà: il corpo nudo costretto all'immobilità per ore, il tempo necessario all'artista e allo studente per realizzare l'opera". Durante la protesta di lunedì, prosegue la modella, "verrà mostrato il momento vivo che precede la creazione artistica, la fantasia, quell'essere muse, quel sogno, quello spirito che accumuna modelli e artista, quel voler essere ciò che non si è, quel voler schiudere ciò che ancora non c'è e che deve creare una nuova forma. Perciò si rivendica il ruolo stabile di questa figura professionale, tanto piú nell'avanzante riforma che riduce drasticamente pittura e scultura ed elimina senso e importanza di quanto è fondamentale: lo studio del corpo umano". "E' una scelta inusuale - scrive ancora Migliorini - portare una lotta sindacale in una galleria d'arte. Ma quello dei modelli viventi è un lavoro unico: ha a che fare con l'arte e con l'ispirazione che dovrebbe nutrire l'artista". La protesta, indetta dal sindacato di base RdB-Cub, si terrà presso la galleria "Art in progress" e prevede anche una mostra di manifesti di Massimo d'Andrea. Ci saranno poi le performance delle modelle, curate da Franco Bugatti.


3 aprile 2009 - Omniroma

CASA, ASIA-MOVIMENTI: IL 16 IN PIAZZA PER SOLLECITARE VERO PIANO

(OMNIROMA) Roma, 03 apr - «Accogliamo con favore l'annuncio del Prefetto e con noi tutti coloro che con angoscia attendono l'arrivo dell'Ufficiale Giudiziario e l'esecuzione dello sfratto. Finalmente un segnale che tiene conto della drammatica realtà abitativa romana e che non distingue tra morosi e non morosi, tra categorie protette e non protette. Se a questo si aggiungesse una moratoria sui mutui e sugli sgomberi avremmo un quadro di riferimento bloccato sul quale inserire le prossime politiche abitative». Così un anota congiunta AS.I.A. RdB, Blocchi Precari Metropolitani, Coordinamento di Lotta per la Casa, Comitato Obiettivo Casa- «Su queste ci sarà il 16 aprile il tavolo interistituzionale che chiedevamo da tempo - prosegue la nota - Si terrà presso la Regione Lazio ed il risultato delle nostre continue mobilitazioni, che stanno finalmente spingendo le istituzioni ad affrontare i temi della casa e dell'emergenza abitativa, ma che ancora non si tramutano in finanziamenti congrui e orientamenti decisi verso l'edilizia residenziale pubblica. La voce dei signori del mattone è ancora molto forte e i condizionamenti della rendita si fanno sentire, anche grazie al piano edilizio che Berlusconi spaccia per 'piano casà». «Per questo, oltre a partecipare al tavolo interistituzionale come movimenti, il 16 aprile ci mobiliteremo in tanti e tante per sollecitare un vero piano casa, fatto di alloggi popolari e da realizzare in forme urbanisticamente sostenibili, senza rinunciare agli standard di servizi, senza aggredire l'agro romano e soprattutto senza favorire la rendita fondiaria - conclude la nota - La legge regionale che dovrà essere approvata in relazione con i dettami della Conferenza Stato/Regioni verrà da noi 'osservatà con attenzione e non permetteremo che utilizzando l'emergenza abitativa si confezioni l'ennesimo regalo alla speculazione immobiliare».

IMMIGRATI, RDB-CUB: REGIONE GARANTISCA DIRITTO A SALUTE

(OMNIROMA) Roma, 03 apr - «Sono già due le vittime di un pacchetto sicurezza che, nonostante non sia stato ancora approvato, prevede la possibilità di segnalazione dei migranti irregolari da parte del personale sanitario. Due settimane fa la prima vittima, una giovane donna nigeriana morta di tubercolosi per la paura di richiedere le cure in ospedale, ed ora il caso della donna ivoriana denunciata dai 'zelantì medici del Fate Bene Fratelli di Napoli dove si era recata per partorire, alla quale, nonostante fosse in attesa del riconoscimento dell'asilo politico, è stato sottratto il bambino per 10 giorni in attesa degli accertamenti. Chiediamo che la Regione Lazio prenda una posizione netta al riguardo inviando una circolare a tutte le Aziende Sanitarie della Regione nella quale si ribadisca con forza il diritto alla salute e alle cure per tutte e tutti senza alcuna distinzione. Le Direzioni Aziendali devono inoltre informare chiaramente i migranti che si recano nelle strutture sanitarie che non verranno denunciati, e debbono vigilare affinché nessun operatore si renda responsabile dell'applicazione arbitraria di una norma razzista e non ancora approvata». Lo dichiara Licia Pera, del Coordinamento RdB-CUB Sanità del Lazio. «Questo è il risultato di una norma razzista che, seppur non ancora approvata e nonostante la contrarietà della maggioranza del personale sanitario, sta già producendo effetti vergognosi - aggiunge - Questa norma avrà effetti devastanti sulla salute dei migranti e in particolare delle donne, che si vedranno costrette a ricorrere ad una sanità parallela, sia nel caso scelgano di partorire che in quello che decidano di interrompere la gravidanza. In questo modo, oltre al diritto alla salute, vengono lesi anche i diritti dell'infanzia: qualcuno si è chiesto che fine faranno i bimbi nati dalle irregolari?».


3 aprile 2009 - Dire

CASA. MOVIMENTI: IL 16 APRILE IN PIAZZA PER UN VERO PIANO

(DIRE) Roma, 3 apr. - "Accogliamo con favore l'annuncio del Prefetto e con noi tutti coloro che con angoscia attendono l'arrivo dell'Ufficiale Giudiziario e l'esecuzione dello sfratto. Finalmente un segnale che tiene conto della drammatica realta' abitativa romana e che non distingue tra morosi e non morosi, tra categorie protette e non protette. Se a questo si aggiungesse una moratoria sui mutui e sugli sgomberi avremmo un quadro di riferimento bloccato sul quale inserire le prossime politiche abitative". E' quanto affermano in una nota congiunta Asia-Rdb, Blocchi Precari Metropolitani, Coordinamento di Lotta per la Casa e Comitato Obiettivo Casa. "Su queste ci sara' il 16 aprile il tavolo interistituzionale che chiedevamo da tempo- ricordano i movimenti- Si terra' presso la Regione Lazio e il risultato delle nostre continue mobilitazioni, che stanno finalmente spingendo le istituzioni ad affrontare i temi della casa e dell'emergenza abitativa, ma che ancora non si tramutano in finanziamenti congrui e orientamenti decisi verso l'edilizia residenziale pubblica. La voce dei signori del mattone e' ancora molto forte e i condizionamenti della rendita si fanno sentire, anche grazie al piano edilizio che Berlusconi spaccia per 'Piano Casa'". "Per questo, oltre a partecipare al tavolo interistituzionale come movimenti, il 16 aprile ci mobiliteremo in tanti e tante per sollecitare un vero piano casa, fatto di alloggi popolari e da realizzare in forme urbanisticamente sostenibili, senza rinunciare agli standard di servizi, senza aggredire l'Agro romano e soprattutto senza favorire la rendita fondiaria- conclude la nota- La legge regionale che dovra' essere approvata in relazione con i dettami della Conferenza Stato-Regioni verra' da noi 'osservata' con attenzione e non permetteremo che utilizzando l'emergenza abitativa si confezioni l'ennesimo regalo alla speculazione immobiliare".


3 aprile 2009 - Adnkronos

SPETTACOLO: A FIRENZE 'PERFORMANCE PROTESTA' DEI 'MODELLI VIVENTI'
'L'ETÀ D'ORO DELLE MUSE', LUNEDÌ PROSSIMO ALLE 17.30

Firenze, 3 apr. - (Adnkronos) - «È una scelta inusuale portare una lotta sindacale in una galleria d'arte. Ma quello dei modelli viventi è un lavoro unico: ha a che fare con l'arte e con l'ispirazione che dovrebbe nutrire l'artista». Così Antonella Migliorini, del Coordinamento Modelli delle Accademie delle Belle Arti e Licei artistici, presenta la protesta-performance che si terrà, lunedì prossimo alle 17.30, a Firenze, presso Galleria «Art in progress», in occasione dello sciopero nazionale dei modelli viventi indetto dalla Rdb-Cub. «Con questa performance - spiega Migliorini - i modelli vogliono protestare per chiedere la stabilizzazione del loro contratto, facendo vedere al pubblico il senso del loro lavoro, un lavoro pesante, ancor più in una condizione di precarietà: il corpo nudo costretto all'immobilità per ore, il tempo necessario all'artista e allo studente per realizzare l'opera. Verrà mostrato - prosegue - il momento vivo che precede la creazione artistica, la fantasia, quell'essere muse, quel sogno, quello spirito che accumuna modelli e artista, quel voler essere ciò che non si è, quel voler schiudere ciò che ancora non c'è, e che deve creare una nuova forma». «Perciò - conclude Migliorini - si rivendica il ruolo stabile di questa figura professionale, tanto più nell'avanzante riforma che riduce drasticamente pittura e scultura ed elimina senso e importanza di quanto è fondamentale: lo studio del corpo umano». La protesta-performance intitolata «L'età d'oro delle muse» è composta da una mostra di manifesti, curati e creati da Massimo d'Andrea, e dalle performances delle modelle, curate da Franco Bugatti.


3 aprile 2009 - Asca

ARTE: LUNEDI' SCIOPERO MODELLI VIVENTI, PERFORMANCE A FIRENZE

(ASCA) - Firenze, 3 apr - Protesta inusuale dei 'modelli viventi' fiorentini che lunedi' prossimo protesteranno con una performance nella galleria 'Art in progress', in occasione dello sciopero nazionale dei modelli viventi indetto dalla RdB-CUB. La protesta-performance intitolata 'L'eta' d'oro delle muse' e' composta da una mostra di manifesti, curati e creati da Massimo d'Andrea, e dalle performances delle modelle, curate da Franco Bugatti. ''E' una scelta inusuale portare una lotta sindacale in una galleria d'arte. Ma quello dei modelli viventi e' un lavoro unico: ha a che fare con l'arte e con l'ispirazione che dovrebbe nutrire l'artista - spiega Antonella Migliorini, del Coordinamento modelli delle Accademie delle Belle Arti e Licei artistici -. Con questa performance i modelli vogliono protestare per chiedere la stabilizzazione del loro contratto, facendo vedere al pubblico il senso del loro lavoro - spiega Migliorini - un lavoro pesante, ancor piu' in una condizione di precarieta': il corpo nudo costretto all'immobilita' per ore, il tempo necessario all'artista e allo studente per realizzare l'opera. Verra' mostrato il momento vivo che precede la creazione artistica - prosegue la modella - la fantasia, quell'essere muse, quel sogno, quello spirito che accumuna modelli e artista, quel voler essere cio' che non si e', quel voler schiudere cio' che ancora non c'e', e che deve creare una nuova forma. Percio' si rivendica il ruolo stabile di questa figura professionale, tanto piu' nell'avanzante riforma che riduce drasticamente pittura e scultura ed elimina senso e importanza di quanto e' fondamentale: lo studio del corpo umano''.


3 aprile 2009 - La Gazzetta di Reggio

La protesta degli insegnanti precari
Ieri hanno organizzato un presidio davanti agli uffici di via Mazzini

Reggio E. - Gli uffici dell'ex Provvedirato agli studi di Reggio sono stati presidiati ieri pomeriggio da un gruppo di lavoratori precari (docenti e assistenti), che hanno voluto protestare contro i tagli di organici negli istituti reggiani.
La manifestazione di protesta è stata organizzata dalla Cub, la confederazione unitaria di base, che ha sede in via don Minzoni 1/d.
Alle 15 di ieri lavoratori della scuola e sindacalisti hanno presidiato con cartelli e striscioni l'inghresso principale dell'Ufficio scolastico provinciale di via Mazzini. L'biettivo della protesta era l'assunzione a tempo indeterminato dei precari della scuola su tutti i posti disponibili, compresi quelli di sostegno.
Inoltre la Cub chiede il recupero del potere d'acquisto del salario, perso negli ultimi anni, e un aumento del 20 per cento degli stipendi di tutto il personale scolastico.
Infine la Confederazione unitaria di base dice «no» anche al maestro unico e chiede «massimo 25 studenti per classe nelle scuole medie e superiori e massino 20 alunni per classe in presenza giovani con problemi.


3 aprile 2009 - Il Resto del Carlino

Cub manifesta sotto la pioggia
TAGLI ALLA SCUOLA

Reggio E. - LA PIOGGIA non ha aiutato i manifestanti del comparto scuola del Cub (Confederazione unitaria di base) che ieri si sono trovati sotto gli uffici del Provveditorato agli studi di Reggio, in via Mazzini. Alle 3 alcuni rappresentanti sindacali hanno chiesto udienza al dottor Aiello, il rappresentante del Ministero dell'istruzione sul nostro territorio. La richiesta dei manifestanti era principalmente una, e molto urgente: «Abbiamo sollecitato Aiello a fornire i numeri dei tagli previsti per l'anno prossimo nel comparto scuola spiega Giuseppe, insegnante al Don Zefferino Jodi solo il prossimo anno in regione ci sarà un taglio di 1100 insegnanti. Ma non si capisce ancora come ricadrà questo taglio sulla nostra provincia. La prima proiezione del provveditorato parla circa di 150 tagli, in particolare nelle scuole elementari e medie. Aiello ci ha risposto che sta cercando di fare pesare questi tagli il meno possibile sulla nostra provincia, ma sappiamo tutti quali saranno le conseguenze. Sicuramente a rimetterci maggiormente saranno le cosiddette "scuole di frontiera", quelle lontane dal centro cittadino e con molti alunni stranieri o disabili. Lì ci sarà un calo enorme della qualità dell'istruzione». OLTRE a questo dubbio i rappresentanti del Cub si preoccupano della ricaduta sociale dei tagli: «Questi 150 insegnanti che perderanno il lavoro sono precari che da anni sostengono la scuola reggiana, con famiglie. Come faranno?».


3 aprile 2009 - EPolis Roma

Emergenza casa. Incontro con Comune e Regione: dopo il 7 giugno si chiede intervento al governo
Lo stop del prefetto agli sfratti: "Al momento mancano agenti"
Il 16 aprile è convocato il tavolo alla Regione: ci saranno anche i movimenti di lotta
di Marta Rossi
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Roma - C'è tempo fino al 7 giugno per la proroga degli sfratti. Da qui a quella data, infatti, grossi eventi come le festività pasquali, il G8 e le elezioni europee rendono impossibile l'impiego di forza pubblica, come conferma il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro: «Ci sono numerosi sfratti che dovremmo fare, ma la coincidenza con le festività pasquali, i numerosi incontri sul G8 e le prossime elezioni impediscono almeno in questo periodo di utilizzare la forza pubblica per gli sfratti». Scaduto il termine, però, bisogna correre ai ripari con una nuova proroga: «Mi impegno a sollecitare i gruppi parlamentari e il governo perchè ci sia questa legge - dice il sindaco Gianni Alemanno -. In secondo luogo bisogna fare in modo che il piano casa sia accelerato». La proroga, però, dovrà riguardare tutte le categorie, come ribadiscono i movimenti di lotta per la casa: il blocco è in vigore fino al 30 giugno, ma vale solo per alcune categorie di finita locazione, lasciando fuori le morosità che costituiscono l'80 per cento delle cause di sfratto a Roma. Per risolvere l'emergenza casa, però, il blocco non basta: in 1.200 aspettano un alloggio popolare con dieci punti in graduatoria, che sommati al resto fanno oltre 30mila persone in attesa anche da venti anni. «Abbiamo 300 milioni in tre anni che provengono dalle alienazioni degli 8mila alloggi Erp e 50 milioni per i cambi di destinazione d'uso», spiega l'assessore comunale alla Casa Alfredo Antoniozzi. Assieme a questi ci sono 62 milioni che la Regione Lazio ha riassegnato al Comune e 18 milioni messi in bilancio. Un pacchetto che vale 450 milioni di euro in tre anni «che ci consentirà di assegnare le case ai punti 10», aggiunge Antoniozzi. Intanto, per il 16 aprile è convocato il tavolo in teristituzionale per l'emergenza casa: «È molto importante che Comune, Provincia e Regione collaborino e che ci siano tutte le sinergie necessarie per dare risposte immediate», spiega Alemanno. «Il tavolo - prosegue il sindaco - sarà anche un'occasione per incontrare il mondo della cooperazione abitativa ed i movimenti di lotta per la casa, così come ci eravamo impegnati». Da parte sua, il presidente della Regione Piero Marrazzo si è impegnato a sollecitare il centrosinistra sulla questione del blocco degli sfratti: «Assumerò gli atti necessari nei confronti della rappresentanza parlamentare del centrosinistra per una legge, evidentemente a termine, di proroga degli sfratti». «Abbiamo 90 giorni per tradurre in legge l'accordo quadro tra enti locali e Governo che ha dato le linee guida sulla casa - prosegue il governatore - uno strumento importante perchè potrà legare la questione dell'emergenza casa alla valorizzazione dell'housing sociale e dell'edilizia residenziale pubblica». E aggiunge: «Se il tavolo funzionerà andremo presto in Aula con una legge che sia figlia di un confronto istituzionale». «Anche noi faremo la nostra parte, faremo pressione al governo e al Parlamento per una legge che proroghi il blocco degli sfratti», aggiunge l'assessore alle Politiche sociali della Provincia Claudio Cecchini. Marco Visconti, delegato all'emergenza casa del sindaco aveva chiesto qualche giorno fa che il tavolo fosse fatto in tempi brevi: «Sarà proprio questo il luogo deputato ad affrontare tutte le problematiche legate ad uno sviluppo concreto dell'edilizia residenziale pubblica e dell'housing sociale, per garantire risposte certe alle esigenze delle migliaia di famiglie romane che da troppo attendono una casa»

Prg, richiesta dei movimenti «Una norma salvaguardia»
La protesta

Oltre cento persone hanno manifestato ieri pomeriggio in piazza del Campidoglio per l'emergenza casa. Tra i numerosi movimenti e comitati di quartiere presenti, Action, Unione Inquilini, Rete romana di mutuo soccorso, Forum ambientalista, Attac che lo scorso 28 febbraio hanno dato vita alla "Conferenza cittadina sul diritto all'abitare". Durante il pomeriggio, una delegazione di rappresentanti dei movimenti di lotta ha incontrato i capigruppo capitolini e ha presentato un documento nel quale si richiede l'impegno a salvaguardare le aree verdi e tutte quelle zone sulle quali, dopo l'annullamento del Prg da parte del Tar, tornano in vigore le regole del Piano regolatore del 1962 e della successiva variante delle certezze. «Chiediamo - ha detto Luca Fagiano del Coordinamento di lotta per la casa - che venga approvato un provvedimento che blocchi eventuali progetti urbanistici in attesa della sentenza definitiva del consiglio di Stato». Una "norma salvaguardia", dunque, che eviti l'intervento ulteriore dei costruttori in questo periodo di "vacatio", fino a quando cioè, non si risolverà il broglio legale sul Prg.


3 aprile 2009 - Liberazione

Giornata di mobilitazioni per il diritto all'abitare e contro le rendite
Assedio al Campidoglio «Riprendiamoci Roma»
di Daniele Nalbone

La giornata di mobilitazione ieri a Roma è iniziata alle cinque del mattino. Cornetto caldo, cappuccino e tutti sulla Prenestina, al civico 913, contro il rischio di sgombero dell'area industriale ex Fiorucci, in disuso da anni e di proprietà della Ca.Sa. rsl, gruppo Salini, occupata venerdì 27 marzo dai Blocchi Precari Metropolitani.
Dalle sei, fuori dalla struttura di circa un ettaro dove oggi vivono 51 famiglie, circa duecento persone hanno dato vita a un picchetto che ha, di fatto, impedito l'uso della forza pubblica e bloccato lo sgombero. Il sindacato AS.I.A. Rdb, il presidente del Municipio VII Roberto Mastrantonio, il consigliere regionale Ivano Peduzzi e le federazioni romane di Prc e PdCI hanno preso parte al picchetto e portato la propria solidarietà agli occupanti che intanto si adoperavano per pulire e rendere "abitabile" l'ex area industriale: «Soltanto da questo stabile si potrebbero ricavare quattrocento alloggi di edilizia residenziale pubblica» spiega il presidente Mastrantonio. Qualche metro più in là sorge una caserma di circa 25mila metri quadrati: altra struttura abbandonata, altro edificio "segnalato" dai movimenti e oggi utilizzato come deposito di vecchi carri armati arrugginiti. Ma guai a parlare di farne una struttura per fronteggiare l'emergenza casa.
In fondo la scelta fatta dalle ultime amministrazioni comunali in materia è chiara: cementificazione. Questo uno dei motivi per cui, ieri, in Campidoglio, un migliaio di cittadini hanno preso parte all'assemblea-manifestazione "La città è un bene comune, riprendiamocela" organizzata dalla Rete dei movimenti per il diritto all'abitare e dalla Rete romana di mutuo soccorso, insieme ad altre decine di associazioni e comitati di quartiere, per battersi contro l'idea che la rendita urbana e il suo continuo accrescimento siano il motore dello sviluppo di una città ridotta a merce. Da tutta la capitale sono arrivate persone in bicicletta e a piedi, portando cartelli, striscioni e bandiere. «Un chiaro messaggio alle istituzioni locali e alle loro politiche, lontane dai bisogni dei cittadini» commenta l'urbanista Paolo Berdini che ribadisce «l'importanza di una giornata come questa che ha riconsegnato il palazzo simbolo del potere alla città e ai suoi legittimi proprietari».
Ogni singola vertenza è diventata la battaglia di tutti, ogni piccola questione ha dato spazio a discussioni di ampio respiro che coinvolgevano tutti i presenti: è la prova che l'esperimento di sovranità e autogoverno che si sta mettendo in atto dalla conferenza cittadina del 28 febbraio non è poi così peregrino.
Diritto all'abitare, alla mobilità, alla cultura, difesa di spazi pubblici e beni comuni, tutela del territorio dal cemento, lotte per la qualità della vita e un ciclo dei rifiuti capace di ridurre l'inquinamento ambientale sono tornati in Campidoglio, «non grazie al "dovere" di quanti, politici e amministratori, fanno della partecipazione un'idea da sbandierare in campagna elettorale e poi riporre nel cassetto quanto prima, ma al "volere" dei cittadini» spiegano gli organizzatori. Non solo idee, non solo proposte, non solo "no" ma fatti concreti portati a conoscenza della città hanno accompagnato il pomeriggio nel solco di quanto era accaduto fin dalle prime luci dell'alba. Perché utilizzando il cemento di via Prenestina 913 «i signori del mattone» spiegano gli "occupanti", anche loro presenti all'assemblea, «continuerebbero a fare profitti, legittimati oggi dal cosiddetto "piano casa" di Berlusconi che prevede solo premi di cubatura e assenza di controlli». Ecco quindi che una singola occupazione, che "censisce" una singola struttura abbandonata, ottiene il risultato di contrastare le nuove speculazioni e le nuove rendite.
Fra interventi e piccoli dibattiti spontenai nessuno è sembrato curarsi del fatto che, in contemporanea, l'assessore comunale alla Casa, Alfredo Antoniozzi e quello regionale, Mario Di Carlo, erano al cospetto del Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, a parlare di moratoria sugli sfratti per fronteggiare l'emergenza. Perché, come più persone hanno affermato, «non siamo qui per trattare o per chiedere ma per riprenderci la nostra città». Non qualcosa, non una parte. «Vogliamo il pane ma anche le rose. Vogliamo tutto». Prossimo appuntamento il 17 aprile per una street parade che partirà e finirà proprio in via Predestina 913, il nuovo simbolo cittadino della lotta contro la speculazione sulla dismissione delle aree demaniali e le ex caserme.
Alle 19 tutti a casa. «Per chi ce l'ha…» scherza una donna. Da domani inizia la "carovana cittadina" che toccherà quei quartieri oggetto della speculazione. Una carovana di cui nessuno sa quale sarà la meta finale ma che tutti vogliono far partire da un punto comune: la devastazione del "modello Roma" promosso dalla giunta Veltroni che, in nome dello sviluppo, ha regalato alla rendita immobiliare gran parte della città, e il consolidamento dell'asse preferenziale con i grandi apparati economici della giunta Alemanno, che per fronteggiare l'emergenza abitativa che attanaglia Roma non ha stanziato nemmeno un euro in bilancio ma ha pensato bene di rendere edificabili le aree agricole in nome del tanto decantato "housing sociale".

La Sapienza «attraversa» il 4
Torna l'Onda e fa presenza. Incalzando il sindacato

L'Onda si farà sentire anche il 4 aprile. Non è solo la presenza della singla sindacale studentesca negli atenei, l'Udu. E nemmeno il vero e proprio corteo organizzato dall'Unione degli Studenti mobilitando le scuole, insomma gli studenti medi. E' che ieri, ad esempio, anche "Sapienza in Onda", dunque l'assemblea generale della città universitaria del primo ateneo di Roma, ha fatto sapere che «attraverserà» l'appuntamento di manifestazione nazionale indetto dalla Cgil nella capitale. Non è precisamente un'adesione. "Sapienza in Onda lo scrive chiaro": dopo aver rivendicato la partecipazione alla «straordinaria giornata di conflitto e di espressione» del 28 marzo, cioè la manifestazione indetta dal Patto dei sindacati di base (Cobas, Rdb Cub, Sdl), e di aver insieme a «tutti i movimenti sociali della città» resto «del tutto inefficace» il cosiddetto protocollo Alemanno di restrizione dei cortei e delle proteste, il documento diffuso ieri definisce quella di domani «una manifestazione importante, convocata dalla Cgil». E prosegue: «una natura completamente diversa rispetto al carattere conflittuale dell'interruzione del lavoro e dei processi di sfruttamento». L'Onda della Sapienza di Roma rivendica anche quacos'altro, in realtà: di aver cioè di aver aperto «in questi mesi, dopo la rottura della concertazione da parte della Cgil», uno «spazio di interlocuzione» anche con il maggior sindacato confederale e «non solo con i sindacati di base». La chiosa è che il rapporto con la Cgil ha «uno statuto per molti versi critico e contraddittorio»: Sapienza in Onda pone a Corso Italia due questioni, la prima che passa per il nodo dello stesso protocollo Alemanno (firmato anche dalla Cgil insieme a Cisl e Uil) ma va oltre e interroga la risposta del sindacato alla scelta del movimento di praticare «l'interruzione della produzione sociale e della circolazione di merci», che poi significa chiedere a Cgil se sta «con i precari, che hanno come unica possibilità quella di scioperare attraverso il blocco della città, o con il governo»; e la seconda invece è programmatica, laddove l'Onda bolla «anche la proposta di Franceschini di istituire un sussidio di disoccupazione» come «un'indicazione del tutto parziale ed arretrata di fronte alle esigenze reali della composizione sociale che questa crisi la sta subendo: studenti, migranti, precari, ma anche lavoratori garantiti». Dalla Sapienza si risollevano i contenuti già delineati dall'assemblea nazionale dell'Onda: cioè «ripensare completamente una nuova forma di welfare e dei nuovi diritti per tutti (reddito, casa, cultura, mobilità)». Ed è di questo che la Cgil viene investita della responsabilità d'una «posizione»: insieme alle «nuove forme di tutela e diritti per tutte quelle fasce produttive che sono escluse dalle garanzie tradizionali e che non sono rappresentate dal sindacato».
La modalità con la quale Sapienza in Onda si ritroverà nella «piazza» del 4 aprile viene di conseguenza rispetto a queste premesse di contenuto: il testo parla di «pluralità di pratiche simboliche e comunicative, che più ci hanno caratterizzato anche durante l'autunno, piuttosto che la sfilata verso il Circo Massimo».
Si vedrà in piazza, appunto, quanto l'unità pur raggiunta con una forza come l'Uds sul terreno della mobilitazione nell'autunno scorso, sosterrà la prova della dislocazione dei movimenti rispetto alla Cgil, in questo 4 aprile.(A.D'A.L.)


3 aprile 2009 - Notiziario Italiano

I SINDACATI DI BASE VERSO L'ASTENSIONE
Sciopero dipendenti comunali

Roma - I sindacati di base RdB-CUB del Comune di Roma hanno avviato le procedure formali per la proclamazione di uno sciopero dei dipendenti capitolini. Al centro della vertenza in primis le decisioni unilaterali dell'amministrazione comunale rispetto agli asili nido, in base alle quali da settembre prossimo ogni nido si troverà con una o due educatrici in meno. La lista delle rivendicazioni della RdB-CUB è però lunga e va dal mancato pagamento delle indennità ai funzionari (che dovevano essere corrisposte a febbraio), al mancato pagamento delle differenze dello straordinario per effetto dei rinnovi contrattuali (da oltre un anno), per finire all'inadeguatezza di un buono pasto, inchiodato a 5,25 Euro mentre alla Regione Lazio è stato portato al valore di 11 Euro. "Abbiamo atteso con pazienza che il Sindaco Alemanno e l'Assessore Castiglione rivedessero i conti, che l'Assessore Cavallari desse applicazione piena al piano assunzionale, che l'Assessore Marsilio rilanciasse l'fferta dei nidi pubblici riportandola a livelli di qualità, ma così non è stato", spiega Caterina Fida Rappresentante RdB-CUB delle Lavoratrici dei nidi e delle scuole dell'infanzia. "Alle trattative del settore scolastico-educativo" aggiunge, "che dovevano svolgersi il 23 marzo, sono risultate assenti Cgil, Cisl e Uil dando così modo all'Amministrazione comunale di assumere decisioni unilaterali". "Le mille vertenze aperte con la Giunta guidata da Veltroni" conclude la sindacalista, "rispetto alle quali si era avviato un percorso orientato a positive soluzioni grazie al ruolo svolto nelle trattative dai nostri rappresentanti, subisce oggi una drastica battuta d'arresto. E' di palese evidenza che non lasceremo smantellare il servizio pubblico alle complici attività di chi governa e di chi assume il ruolo di sindacato padronale. Dopo la manifestazione del 28 marzo il personale capitolino sarà di nuovo in piazza il prossimo 23 Aprile".


3 aprile 2009 - Il Gazzettino

Padova. «L'amministrazione comunale ha varato il Bilancio...

Padova - (M.B.) «L'amministrazione comunale ha varato il Bilancio consuntivo 2008, ma non l'ha presentato ai suoi dipendenti, specialmente ai rappresentanti sindacali. Noi delle Rsu, per esempio, non l'abbiamo visto».
La denuncia arriva da Stefano Pieretti segretario provinciale di Adl-Cobas, che poi aggiunge: «Oltre a questa mancanza c'è da registrare il fatto che le voci del bilancio, soprattutto per quanto riguarda gli stipendi del personale sono "aggregate" e quindi fuorvianti».
Infatti il sindacalista spiega come non sia assolutamente vero che un impiegato comunale arrivi a prendere uno stipendio annuo medio di 37 mila euro.
«E' un dato - osserva Pieretti - sfalsato. Il bilancio consuntivo parla infatti di 77 milioni di euro spesi per coprire i costi del personale: in tutto 2060 persone circa. Ma la cosa sbagliata è che all'interno di questi 77 milioni di euro siano stati inseriti anche i 13 milioni di euro che vanno ai dirigenti in servizio a palazzo Moroni».
«I dirigenti infatti - continua il rappresentante sindacale - sono 58 e quindi in base a una facile divisione finiscono con il percepire in media 233 mila euro l'anno. Che non ci sembra proprio sia una cifra così modesta. Però è assurdo che le loro spettanze facciano media e finiscano nello stesso contenitore in cui ci sono i nostri stipendi».
E allora Pieretti dà un suggerimento all'amministrazione comunale: «Sarebbe bene che cominciasse a fare un po' più trasparenza disaggregando le voci di bilancio. In questo modo i cittadini non sarebbero tratti in inganno e non scaglierebbero le loro proteste contro tutti i dipendenti comunali, che in grandissima parte ricevono una busta paga normale».
«Anzi- termina il sindacalista - forse pochi sanno che il nostro stipendio ha avuto un incremento di addirittura 7 euro lordi al mese. Alla faccia dei 37 mila che dovremmo percepire di media stando ai calcoli del bilancio della nostra amministrazione comunale».

Rovigo. Il segretario della Fp Cgil Giovanni Franchi interviene sulla vicenda di Fabio Raule...

Rovigo - (m.b.e.) Il segretario della Fp Cgil Giovanni Franchi interviene sulla vicenda di Fabio Raule, il dipendente di palazzo Nodari e sindacalista delle RdB sospeso dal lavoro per aver divulgato i dati sui premi di risultato dei dirigenti. Indennità che comunque erano pubbliche perché affisse all'albo pretorio. In particolare il segretario risponde alle accuse del consigliere comunale Andrea Bimbatti, che si era domandato come mai la Cgil non intervenisse in questa vicenda.
«Apprendo dalla stampa locale le dichiarazioni di Andrea Bimbatti, consigliere comunale del Pdl riferite alla Cgil, in particolare sul non aver difeso il dipendente Fabio Raule per il procedimento disciplinare subito dal Comune di Rovigo - spiega Franchi - chi si esprime in tal senso è meglio si informi meglio. Ricordo che Fabio Raule è il delegato dell'rganizzazione sindacale RdB eletto in questa lista nella rappresentanza sindacale unitaria del Comune. Questo per far presente che per entrare in "casa"" d'altri è necessario averne il consenso. Il consigliere Bimbatti è forse informato di questo? Sa che pochi giorni fa la Fp Cgil ha rappresentato un dipendente del Comune in un ricorso contro una sanzione disciplinare vincendo lo stesso e facendo così annullare la sanzione? A Bimbatti in primis, e a tutti i gruppi politici del consiglio comunale di Rovigo, comunico che se Fabio Raule intende farsi difendere nei sui diritti e quindi anche per questa sanzione disciplinare, dalla Fp Cgil di Rovigo, ben venga, basta che alla stessa dia delega, altrimenti la Cgil non può agire in nome e per suo conto, è una minima regola di rappresentanza che dovrebbe essere conosciuta da chi invece mi pare parli senza conoscere i fatti e solo per dar aria ai polmoni. A Raule garantisco che conoscendo i fatti che gli sono stati contestati, delegando i legali della Cgil, che lo assisteranno gratuitamente, avrà risultato identico a quanto riportato nell'ultimo procedimento disciplinare impugnato contro l'amministrazione comunale che ha visto ancora una volta la Cgil far valere i diritti dei lavoratori anche se dopo un ricorso».
Franchi prosegue ricordando «al consigliere Bimbatti e a tutto il consiglio comunale, che deve ancora essere implementato il fondo produttività del 2008, come da accordi sottoscritti e mozione del consiglio stesso, e che resta irrisolto il problema dei molti precari dipendenti del Comune. Ritengo che sia più proficuo impegnare il tempo del Comune per risolvere velocemente questi problemi piuttosto che su procedimenti disciplinari che non portano a nulla e che non dovrebbero nemmeno essere iniziati».


3 aprile 2009 - Roma Today

Asili nido: "Alemanno non mantiene le promesse e noi siamo pronti a scioperare"
Caterina Fida rappresentate di Rdb Cub: "Il sindaco aveva promesso di modificare l'accordo sull'organizzazione di lavoro ma non l'ha fatto. E' un danno, oltre che per le lavoratrici, soprattutto per i bambini dei nidi"

Roma - "La tregua è finita. Visto che Alemanno e la sua giunta non mantengono gli impegni, siamo pronti a scioperare". A parlare è Caterina Fida, rappresentante RdB-CUB delle Lavoratrici dei nidi e delle scuole dell'infanzia che ha annunciato giovedì scorso l'intenzione di scioperare il prossimo 23 aprile.
Un settore quello degli asili nido che occupa oltre 4.000 dipendenti comunali e sul quale Alemanno in campagna elettorale ha fatto promesse importanti, soprattutto per eliminare l'accordo sulla riorganizzazione del lavoro firmato il 7 novembre del 2006 dalla giunta Veltroni.
Caterina Fida, cosa prevede quest'accordo?
L'accordo prevede una completa riorganizzazione del servizio e si basa sul principio del contenimento dei costi. La spesa viene contenuta soprattutto attraverso una riduzione degli organici (in un nido con apertura all'utenza 8,00-16,30 il lavoro  veniva svolto da 14 persone adesso da 12, ndr) e per cercare di far funzionare comunque  il servizio,  si è pensato di  utilizzare forme esagerate di flessibilità oraria delle lavoratrici.
Voi avete firmato quell'accordo?
No. All'epoca non avevamo rappressentanti negli Rsu. Però l'abbiamo avversato dall'esterno con iniziative anche piuttosto forti. Già allora ritenevamo quell'accordo degradante per i lavoratori e penalizzante per i bambini che frequentano il nido.
In questi due anni come è andata?
Molto male. Negli asili nido i bambini sono in continuo aumento, mentre gli operatori diminuiscono. Spesso non ce la fanno. Inoltre la riduzione di personale ha portato ad un deterioramento nel rapporto educatrice bambino. Questo senza contare le sostituzioni.
Che succede con le sostituzioni?
C'è stata una drastica riduzione delle supplenti. Se un'educatrice è assente a volte non viene sostiuita oppure si inviano supplenti con contratti part-time al 50%. Non sostituire o sostituire  tre ore di lavoro su 6 porta all'asfissia il servizio che viene  gestito come se si fosse in emergenza perenne.
Quanto guadagnano questi precari?
Ha usato il termine giusto, perchè questo accordo ha introdotto questi sostituti che sono a tutti gli effetti dei precari che, se lavorano tutti i giorni, 3 ore al giorno, portano a casa dalle 500 alle 600 euro al mese.
C'è poi il meccanismo delle convenzioni. In cosa consiste?
In pratica i nidi privati che prendono un certo numero di bambini dalle liste di attesa del Comune,  in cambio hanno dei contributi che vanno dai 506 euro agli 826 euro mensili per ogni bambino. Naturalmente  la convenzione abbatte notevolmente il costo per l'amministrazione, che spende cifre ben pìù alte per gestire i nidi comunali.  Però si finge di non sapere che il personale che opera nei nidi convenzionati ha forme contrattuali che prevedono stipendi tabellari molto inferiori a quelli erogati dagli enti locali e condizioni di lavoro ancora più faticose.
Perchè ce l'avete con Alemanno ora? L'accordo non è stato firmato da Veltroni?
Alemanno aveva promesso di modificare quest'accordo, essendosi reso giustamente conto che il sistema non funziona a dovere. Però a dieci mesi dal suo insediamento non abbiamo visto atti concreti, ma solo trattative su trattative senza arrivare mai al dunque. In questo bisogna dire che anche i principali sindacati sono stati conniventi: non essendosi presentati all'ultima riunione del 23 marzo hanno offerto il pretesto per continuare su quella strada.
Quindi il 23 aprile sarà sicuramente sciopero?
Noi abbiamo chiesto un incontro conciliativo con il prefetto. Speriamo in una nuova convocazione in Campidoglio che possa rappresentare la svolta che chiediamo. In caso contrario siamo pronti a fermarci il 23 aprile.


3 aprile 2009 - Italia Sera

"Buone uscite" milionarie, gli azionisti di Acea si ribellano: troppi privilegi

Roma - I piccoli azionisti di Acea Spa (Apa) sottolineano come: "La forbice tra ricchi e poveri in Italia s'allarga e come se niente fosse, nel bel mezzo di una crisi epocale che colpisce gli svantaggiati ma anche vaste fasce del ceto medio, proliferano i Superbonus ed i privilegi dei top manager (pubblici). Negli Usa e in Europa i segnali d'insofferenza che vengono dai cittadini, dai lavoratori e dai risparmiatori stanno obbligando Obama, Sarkosy e la Merckel a bloccare Bonus e stock options con minacce di decretazioni d'urgenza. A Roma, il dimissionario amministratore delegato dell'Acea, Andrea Mangoni e due manager che vanno via con lui, (Massimiliano Salvi ex-direttore Distribuzione Elettrica e Roberta Neri ex-direttore finanziario, riceveranno super bonus milionari. Precisamente 3 milioni di euro (sei miliardi di vecchio conio) l'ex-Ceo e 2 milioni a testa gli altri due. Così, senza colpo ferire, dalle casse dell'impresa semipubblica dell'acqua, della luce e dell'ambiente usciranno 7 milioni di euro (frutto delle bollette pagate dagli utenti). Oggi, i piccoli azionisti hanno annunciato che all'Assemblea del 29 aprile presenteranno una formale richiesta per bloccare l'esborso stratosferico e ingiustificato. Già nei giorni scorsi anche la Flaei-Cisl, primo sindacato in Acea, e la Rdb-CUB, con due volantini carichi di giudizi negativi sull'operato dei Top Managers dimissionari, avevano chiesto di bloccare i Super-bonus, chiamandoli bottino;". "Insomma, mentre sotto la cenere cova l'indignazione e la rabbia della gente i politici tacciono. Nessun cenno di risposta è arrivato dal Campidoglio, azionista di maggioranza dell'importante multiutility - continua la nota - Nessuna iniziativa dalla Provincia e dalla Regione Lazio - continua la nota - E il governo e il parlamento che fanno? Niente. Si sa che, nel Belpaese, gli scandali vengono avvolti da silenzi assordanti che fanno riflettere". "L'aspetto più inquietante - afferma il presidente dell'Apa, Franco di Grazia - é che i manager pubblici (nominati dai politici), provochino perdite (buchi o disavanzi) che si ripercuotono sui cittadini e che lo Stato ripiana. Abbiamo visto i 500 milioni di euro, assegnati a Roma per ripianare il buco di Bilancio del comune?".


3 aprile 2009 - TRC Giornale

RDB-CUB e il doppio ruolo dell'avv. Spanu

Civitavecchia - Un conflitto di interessi o, perlomeno, una posizione poco corretta dal punto di vista professionale. E' questo il giudizio del segretario dell'RDB CUB Giancarlo Ricci sulla posizione dell'avvocato Giovanni Spanu. Il legale, in convenzione con l'ETM, ha espresso in questi giorni un parere in merito alla vertenza del licenziamento di Salvatore Renda. Una richiesta presentata dal Collegio dei revisori per conto del sindaco sulla vicenda della municipalizzata. Fin qui niente da eccepire. Ma il segretario dell'RDB CUB, che non vuole entrare nel merito del licenziamento di Renda, non può fare a meno di notare che lo stesso avvocato Spanu che ora esprime un parere super partes su un dipendente, è lo stesso avvocato che ha assistito in alcune cause personali lo stesso dipendente, cioè Renda. Per questo il segretario Ricci chiede se non dovrebbe sussistere un obbligo di astensione da parte dell'avvocato Spanu; per questo l'RDB CUB ha inviato una richiesta di parere all'avvocato Antonio Maria Carlevaro, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, al sindaco, all'amministratore unico dell'ETM, al direttore generale e al segretario del Comune.


3 aprile 2009 - Abruzzo 24 Ore

Pagano incontra gli ex precari ASL di Pescara
guarda il video

Pescara - Questa mattina il Presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo ha incontrato nell'Ufficio di Presidenza (quindi con i capo-gruppo in Consiglio di maggioranza e opposizione) alcuni delegati degli ex precari della ASL di Pescara che ieri sera hanno pacificamente occupato la sede pescarese dell'assessorato alla sanità. Il comitato precari e le rappresentanze sindacali di base RdB della Asl di Pescara sono stati ricevuti dalla conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale. Nel corso dell'audizione, la delegazione ha chiesto la convocazione di un consiglio regionale straordinario sulla problematica sanità a livello complessivo. "Abbiamo richiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio per fare chiarezza sul piano di rientro e sulla emergenza precari, manifestando anche la necessità dell'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla sanità - ha detto il rappresentante della Rdb Mario Frittelli, il quale ha reso noto che il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, si è detto disponibile a promuovere un'audizione con la commissione sanità. Fritelli ha riferito anche che il presidente della commissione Bilancio, Emilio Nasuti, ha indicato l'eventualità di istituire, dopo l'approvazione del bilancio regionale, un tavolo con l'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturosi e con il commissario della sanità, Gino Redigolo.


3 aprile 2009 - RTV

Scuola: sindacati sul piede di guerra
di Antonella Chirico

Reggio C. - Le organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Rdb ed Flp hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale dell'Ufficio scolastico regionale della Calabria. La decisione è stata assunta al termine di una assemblea nel corso della quale si è discusso dell'rdine di servizio relativo alla riorganizzazione della sede dell'Ufficio scolastico regionale. I sindacati chiedono la revoca dell'rdine di servizio e minacciato la proclamazione di due ore di sciopero se il provvedimento non verrà ritirato. Le single sindacali si riservano di trasmettere l'rdine di servizio alla Procura presso la Corte dei Conti della Calabria affinché venga valutata la compatibilità amministrativa ed il corretto utilizzo delle risorse umane e strumentali.(ANSA)


3 aprile 2009 - Il Padova

Compensi da 233mila euro
Bilancio 2008, Adl critica "I dirigenti super pagati"

Padova - «Nel bilancio consuntivo 2008 approvato alcuni giorni fa si riporta come compenso medio dei dipendenti comunali la cifra di 37mila euro: vorrei sapere chi ha rubato i miei 11mila!». La nota polemica del sindacalista Adl Cobas Stefano Pieretti critica l'approvazione del documento economico, e in particolare «l'inclusione nei 77 milioni di euro di compensi per il personale la quota di 13 milioni destinata agli appena 58 dirigenti». Un valore che restituisce la cifra di 233mila euro come compenso medio per un capo settore comunale. «Oltre ad avere compensi così elevati non risentono neppure del decreto Brunetta come invece accade a noi» spiega Pieretti. Che critica l'amministrazione per la mancata presentazione del bilancio «ai sindacati prima dell'approvazione».(SIL.FA.)


3 aprile 2009 - La Nazione

Siena. IL RETTORE PARLA di «incontro...

Siena - IL RETTORE PARLA di «incontro svoltosi all'insegna di un dialogo costruttivo, importante in vista della convocazione del tavolo interistituzionale (anche con i sindacati, ndr) che ho chiesto dice al sindaco». Sarà probabilmente prima di Pasqua, certo entro aprile. E il 20 un nuovo cda. Due ore dopo questa riunione, a S.Miniato (mentre la facoltà di Medicina discuteva dell'offerta formativa) se n'è svolta un'altra, spontanea, (questa volta) con tanti docenti. Ovviamente sui posteggi. Si è deciso che ciascuno scriva all'apposita e-mail per segnalare i disagi. I precari devono pagare? I prof che sborsano 18 euro per un parcheggio se vanno a fare lezione al polo biologico dovranno pagare anche tale postazione? Mancano i bus per raggiungere la sede: tirare fuori 8 o 18 euro a seconda dell'incarico rivestito è dunque obbligato? C'è da scommettere che la mail verrà intasata di messaggi in attesa dell'incontro dell'Osservatorio di lunedì cui parteciperanno i rappresentanti dei sindacati. Per l'Rdb, una delle sigle promotrici della protesta di S. Miniato, oggi la novità della nuova sede in via Mentana 166, divisa con Cub e Cobas.


3 aprile 2009 - Settegiorni

TRA GLI AZIONISTI. Delegazione in Piemonte per chiedere un futuro
DA ARESE DI FRONTE A MARCHIONNE
Ai cassintegrati l'amministratore non ha dato risposte rassicuranti

ARESE - In mezzo agli azionisti della Fiat nell'assemblea al Lingotto di Torino c'erano an che i cassintegrati e i sindacalisti dell'ex Alfa di Arese. FlmUniti Cub ha organizzato anche que st'anno la manifestazione di pro testa proprio nel «cuore» della di rigenza Fiat. I lavoratori partiti da Arese hanno chiesto di difen dere tutti gli stabilimenti, man tenere i posti di lavoro e il reddito dei dipendenti. Lo hanno fatto at traverso striscioni, manifesti e domande all'amministratore de legato Sergio Marchionne durante l'assemblea. Hanno anche chiesto dove va la Fiat e con chi, visti gli sviluppi della vicenda Chrysler, le dichiarazioni di Barak Obama , il viaggio di Marchionne negli Stati Uniti. «Nei no stri interventi in qualità di azio nisti - dice FlmUniti Cub - ab biamo fatto un esame critico delle strategie attuate dal gruppo di rigente che hanno impoverito l'azienda, perchè esse non si ri petano. Abbiamo chiesto un cam bio di atteggiamento del gruppo dirigente, non ingannevole verso i lavoratori e abbiamo chiesto che la Fiat e con essa l'Alfa Romeo abbiano un futuro in Italia. Infine abbiamo chiesto un futuro certo per i lavoratori di Arese». Marchionne alle domande dirette po ste dai lavoratori in assemblea ha risposto che la Fiat non chiuderà nessun stabilimento in Italia. Per quanto riguarda la fabbrica are sina, all'amministratore delegato è stato chiesto se Fiat intende con fermare la costruzione del «motor village» ad Arese al Centro di rigenziale. Hanno chiesto anche se sì, quando inizieranno i lavori, quando saranno completati e quanti dipendenti occuperà . Mar chionne ha risposto che per il «motor village» il progetto è con gelato. I lavoratori l'hanno sol lecitato ancora chiedendo se le opere sarebbero partite prima del 24 giugno 2010, data del centenario Alfa. Marchionne ha risposto che prima di pensare al centenario bisogna verificare i conti e la fat tibilità del progetto. Non è stata una risposta incoraggiante...


3 aprile 2009 - Il Giorno

Manager Ibm in vacanza premio Il sindacato protesta su Facebook
Petizione contro il benefit concesso in periodo di crisi
di ANTONIO CACCAMO

VIMERCATE - I MANAGER vanno vacanza premio alle terme a spese dell'azienda e all'Ibm di Vimercate scatta la protesta. Sotto forma di una petizione: «Con la crisi che galoppa, non era il caso», dice il sindacato di base Flm-Uniti-Cub che ha promosso insieme a un gruppo di lavoratori la protesta, sostenuta da 250 firme. «Il nostro aumento è andato a farsi il bagno alle terme», affermano gli addetti del GTS, il reparto a cui appartengono i manager premiati. Dopo il primo sciopero virtuale su Second Life, la Flm Uniti di Vimercate è riuscita così ad organizzare, sfruttando le nuove tecnologie, un'altra clamorosa protesta sindacale, costruita stavolta tramite Facebook, il sociale network tra i più diffusi in Italia. A marzo è partita mobilitazione contro «sprechi dei manager», dice Angelo Pedrini, del sindacato di base dei metalmeccanici. «Nel pieno della crisi economica mondiale, e a poca distanza dai recenti 5.000 licenziamenti di lavoratori Ibm negli Usa, non è accettabile che i responsabili del reparto Gts (Global Technology services) dell'Ibm di Vimercate abbiano deciso di darsi un premio e a metà febbraio sono partiti in vacanza omaggio». VACANZA che avrebbe coinvolto 50 manager e familiari e sarebbe costata, secondo il sindacato, oltre 50 mila euro: «con le forti preoccupazioni anche qui da noi in Italia, la decisione della direzione italiana appare a dir poco discutibile e poco etica», si chiedono i firmatari della petizione. E ancora: «perchè gli ottimi risultati di questa azienda non vengono mai distribuiti fra i lavoratori? Le spese per la formazione professionale e la salute vengono tagliate... e decine di migliaia di euro sono buttate via per garantire privilegi». Per di più: «Il rifiuto di concedere il telelavoro alle persone in difficoltà; lo spostamento delle lavoratrici part-time in sedi disagiate rispetto alla propria abitazione... Sono solo alcuni dei problemi che aggravano le difficoltà dei lavoratori Ibm e che abbassano ancora di più il morale interno, già pesantemente al di sotto la media di tutte le altre aziende del settore». LA CAMPAGNA, la prima in Italia, è stata organizzata dal sindacato 2.0, che si chiama così perchè permette la partecipazione dei lavoratori attraverso il web 2.0, l'ultima evoluzione di internet. Intanto a fine marzo è partita la cessione di ramo d'azienda che riguarda le attività di gestione logistica di Vimercate (19 persone) alla Geodis: la sede più vicina è a Pavia.


2 aprile 2009 - Dire

COMUNE ROMA. RDB-CUB PROCLAMA STATO DI AGITAZIONE
"CESSA LA TREGUA CON ALEMANNO"

(DIRE) Roma, 2 apr. - "Sono state avviate oggi dalla Rdb-Cub del Comune di Roma le procedure formali per la proclamazione dello sciopero dei dipendenti capitolini". Lo rende noto lo stesso sindacato, precisando che "al centro della vertenza in primo luogo le decisioni unilaterali dell'amministrazione comunale rispetto agli asili nido, in base alle quali da settembre prossimo ogni nido si trovera' con una o due educatrici in meno". "Ma la lista delle rivendicazioni della Rdb-Cub va dal mancato pagamento delle indennita' ai funzionari (che dovevano essere corrisposte a febbraio), al mancato pagamento delle differenze dello straordinario per effetto dei rinnovi contrattuali (da oltre un anno)- prosegue la nota- per finire all'inadeguatezza di un buono pasto, inchiodato a 5,25 euro mentre alla Regione Lazio e' stato portato al valore di 11 euro". "Abbiamo atteso con pazienza che il sindaco Alemanno e l'assessore Castiglione rivedessero i conti, che l'assessore Cavallari desse applicazione piena al piano assunzionale, che l'assessore Marsilio rilanciasse l'offerta dei nidi pubblici riportandola a livelli di qualita', ma cosi' non e' stato- dichiara Caterina Fida, rappresentante Rdb-Cub delle lavoratrici dei nidi e delle scuole dell'infanzia- Alle trattative del settore scolastico-educativo, che dovevano svolgersi il 23 marzo, sono risultate assenti Cgil, Cisl e Uil dando cosi' modo all'Amministrazione comunale di assumere decisioni unilaterali". "Le mille vertenze aperte con la Giunta guidata da Veltroni, rispetto alle quali si era avviato un percorso orientato a positive soluzioni grazie al ruolo svolto nelle trattative dai nostri rappresentanti, subiscono oggi una drastica battuta d'arresto- insiste Caterina Fida- E' di palese evidenza che non lasceremo smantellare il servizio pubblico alle complici attivita' di chi governa e di chi assume il ruolo di sindacato padronale. Dopo la manifestazione del 28 marzo il personale capitolino sara' di nuovo in piazza il 23 aprile".

CASA. PICCHETTO ANTISGOMBERO EX FIORUCCI SULLA PRENESTINA

(DIRE) Roma, 2 apr. - "Questa mattina, alle 6, centinaia di persone si sono ritrovate in via Prenestina 913 a difendere l'occupazione dell'ex fabbrica Fiorucci, dal 2003 di proprieta' Ca.Sa. Srl del gruppo Salini, da una minaccia di sgombero". Lo fa sapere una nota di Asia-Rdb e Blocchi Precari Metropolitani, precisando che "a sostenere gli occupanti, anche alcuni rappresentanti delle forze politiche, tra i quali Ivano Peduzzi, Giuseppe Carroccia, Fabio Nobile, Franco Pallone e il presidente del Municipio VII Roberto Mastrantonio". "Il picchetto antisgombero, numeroso e determinato nell'affermare un'idea di citta' che partendo dal diritto alla casa parla anche di spazi sociali, di servizi, di qualita' della vita, e' stato decisivo nel fermare l'intervento della forza pubblica- prosegue la nota- L'occupazione di via Prenestina 913 pone con forza la questione delle aree dismesse e abbandonate, che potrebbero essere immediatamente utilizzate per l'emergenza abitativa e per restituire ai territori spazi di discussione e di effettivo coinvolgimento dei cittadini che li abitano". "Il tentativo da parte dell'amministrazione comunale e della prefettura di Roma di liquidare in termini di ordine pubblico il problema concreto posto con questa iniziativa, senza entrare nel merito dell'utilizzo di un'area appetibile per molti soprattutto in vista dell'approvazione del 'piano casa' del governo Berlusconi- insistono Asia-Rdb e Blocchi Precari Metropolitani- rappresenta un segnale preoccupante per le tante questioni sociali che questa metropoli deve affrontare". "Oggi pomeriggio, a partire dalle 16, saremo in Campidoglio insieme agli altri movimenti romani per il diritto all'abitare, ai comitati e alle reti cittadine- conclude la nota- per affermare la nostra idea di citta', portando in piazza i nostri percorsi quotidiani di conflitto e riappropriazione di spazi, per ribadire la nostra ostilita' alla rendita e alla speculazione".


2 aprile 2009 - Omniroma

ACEA, PICCOLI AZIONISTI: BLOCCARE SUPER BONUS D'ADDIO A TOP MANAGER

(OMNIROMA) Roma, 02 apr - «La forbice tra ricchi e poveri in Italia s'allarga e come se niente fosse, nel bel mezzo di una crisi epocale che colpisce gli svantaggiati ma anche vaste fasce del ceto medio, proliferano i Superbonus ed i privilegi dei top manager (pubblici). Negli Usa e in Europa i segnali d'insofferenza che vengono dai cittadini, dai lavoratori e dai risparmiatori stanno obbligando Obama, Sarkosy e la Merckel a bloccare Bonus e stock options con minacce di decretazioni d'urgenza. A Roma, il dimissionario amministratore delegato dell'Acea, Andrea Mangoni e due manager che vanno via con lui, (Massimiliano Salvi ex-direttore Distribuzione Elettrica e Roberta Neri ex-direttore finanziario, riceveranno super bonus milionari. Precisamente 3 milioni di euro (sei miliardi di vecchio conio) l'ex-Ceo e 2 milioni a testa gli altri due. Così, senza colpo ferire. dalle casse dell'impresa semipubblica dell'acqua, della luce e dell'ambiente usciranno 7 milioni di euro (frutto delle bollette pagate dagli utenti). Oggi, i piccoli azionisti hanno annunciato che all'Assemblea del 29 aprile presenteranno una formale richiesta per bloccare l'esborso stratosferico e ingiustificato. Già nei giorni scorsi anche la Flaei-Cisl, primo sindacato in Acea, e la Rdb-CUB, con due volantini carichi di giudizi negativi sull'operato dei Top Managers dimissionari, avevano chiesto di bloccare i Super-bonus, chiamandoli 'ottinò». È quanto si legge in una nota dei piccoli azionisti di Acea Spa (Apa) «Insomma, mentre sotto la cenere cova l'indignazione e la rabbia della gente i politici tacciono. Nessun cenno di risposta è arrivato dal Campidoglio, azionista di maggioranza dell'importante multiutility - continua la nota - Nessuna iniziativa dalla Provincia e dalla Regione Lazio - continua la nota - E il governo e il parlamento che fanno? Niente. Eppure, quando cadono quei top manager lasciano le aziende a pezzi e molto chiacchierati. E non sono destinatati a sbarcare nella miseria, come tocca a tanti cittadini: Durante la loro permanenza nelle aziende, infatti, hanno già ricevuto lauti stipendi, incassato 'stock option', benefit e bonus periodici di varia natura, segretarie e macchine con l'autista e una bella liquidazione. Si sa che, nel Belpaese, gli scandali vengono avvolti da silenzi assordanti che fanno riflettere». «L'aspetto più inquietante - afferma il presidente dell'Apa, Franco di Grazia - é che i manager pubblici (nominati dai politici), provochino perdite (buchi o disavanzi) che si ripercuotono sui cittadini e che lo Stato ripiana. Abbiamo visto i 500 milioni di euro, assegnati a Roma per ripianare il buco di Bilancio del comune?». E, aggiungono i piccoli azionisti: «Questa volta, la recessione ha cambiato lo scenario e non si può tacere. L'opinione pubblica anche in Italia non è disposta più a chiudere un occhio».

SANITÀ, RDB-CUB: CI MOBILITEREMO CONTRO CHIUSURA OSPEDALE SUBIACO

(OMNIROMA) Roma, 02 apr - «Il Governo Berlusconi pone come condizione alla erogazione di una parte dei fondi da trasferire alla Regione Lazio, circa 1 miliardo e 170 milioni di Euro, la cancellazione della Legge regionale sugli ospedali di montagna, votata circa un mese in Consiglio regionale da maggioranza e opposizione. L'abolizione degli ospedali montani viene richiesta in quanto, secondo il governo nazionale, contrasterebbe con quanto previsto dal piano di rientro dal deficit della Regione Lazio». Così in una nota di Rdb-Cub. «Queste scelte politiche, mascherate da necessità economiche, vanno tutte in un'unica direzione: tagliare servizi a danno di lavoratori e cittadini, contro i quali viene attuata una vera macelleria sociale», afferma Stefano Zecchetti, del Coordinamento Rdb-Cub Sanità. «La Rdb-Cub, che da subito si è battuta insieme ai cittadini della Valle dell'Aniene per il riconoscimento dell'ospedale di Angelucci come ospedale montano, affinché venissero garantite quelle attività sanitarie necessarie ad un vasto territorio, costruirà insieme alla cittadinanza vaste mobilitazioni per impedire la chiusura del presidio ospedaliero di Subiaco».

COMUNE, RDB-CUB: DA NIDO A INDENNITÀ, VERSO SCIOPERO DIPENDENTI

(OMNIROMA) Roma, 02 apr - «Sono state avviate oggi dalla RdB-CUB del Comune di Roma le procedure formali per la proclamazione dello sciopero dei dipendenti capitolini». Così una nota Rdb-Cub. «Al centro della vertenza - si legge nella nota - in primo luogo le decisioni unilaterali dell'amministrazione comunale rispetto agli asili nido, in base alle quali da settembre prossimo ogni nido si troverà con una o due educatrici in meno. Ma la lista delle rivendicazioni della RdB-CUB va dal mancato pagamento delle indennità ai funzionari (che dovevano essere corrisposte a febbraio), al mancato pagamento delle differenze dello straordinario per effetto dei rinnovi contrattuali (da oltre un anno), per finire all'inadeguatezza di un buono pasto, inchiodato a 5,25 Euro mentre alla Regione Lazio è stato portato al valore di 11 Euro». «Abbiamo atteso con pazienza che il sindaco Alemanno e l'assessore Castiglione rivedessero i conti, che l'assessore Cavallari desse applicazione piena al piano assunzionale, che l'assessore Marsilio rilanciasse l'offerta dei nidi pubblici riportandola a livelli di qualità, ma così non è stato - dichiara Caterina Fida Rappresentante RdB-CUB delle Lavoratrici dei nidi e delle scuole dell'infanzia - Alle trattative del settore scolastico-educativo, che dovevano svolgersi il 23 marzo, sono risultate assenti Cgil, Cisl e Uil dando così modo all'amministrazione comunale di assumere decisioni unilaterali». «Le mille vertenze aperte con la giunta guidata da Veltroni - aggiunge - rispetto alle quali si era avviato un percorso orientato a positive soluzioni grazie al ruolo svolto nelle trattative dai nostri rappresentanti, subisce oggi una drastica battuta d'arresto. È di palese evidenza che non lasceremo smantellare il servizio pubblico alle complici attività di chi governa e di chi assume il ruolo di sindacato padronale. Dopo la manifestazione del 28 marzo il personale capitolino sarà di nuovo in piazza il prossimo 23 Aprile».

CASA, ASIA: PICCHETTO CONTRO SGOMBERO EX FABBRICA VIA PRENESTINA

(OMNIROMA) Roma, 02 apr - «Questa mattina, alle 6, centinaia di persone si sono ritrovate in via Prenestina 913 a difendere l'occupazione dell'ex fabbrica Fiorucci, dal 2003 di proprietà Ca.Sa.Srl del gruppo Salini, da una minaccia di sgombero. A sostenere gli occupanti, anche alcuni rappresentanti delle forze politiche, tra i quali Ivano Peduzzi, Giuseppe Carroccia, Fabio Nobile, Franco Pallone e il presidente del Municipio VII Roberto Mastrantonio». Così Asia RdB con una nota. «Il picchetto antisgombero - prosegue la nota - numeroso e determinato nell'affermare un'idea di città che partendo dal diritto alla casa parla anche di spazi sociali, di servizi, di qualità della vita, è stato decisivo nel fermare l'intervento della forza pubblica. L'occupazione di via Prenestina 913 pone con forza la questione delle aree dismesse e abbandonate, che potrebbero essere immediatamente utilizzate per l'emergenza abitativa e per restituire ai territori spazi di discussione e di effettivo coinvolgimento dei cittadini che li abitano. Il tentativo da parte dell'amministrazione comunale e della prefettura di Roma di liquidare in termini di ordine pubblico il problema concreto posto con questa iniziativa, senza entrare nel merito dell'utilizzo di un'area appetibile per molti soprattutto in vista dell'approvazione del 'piano casà del governo Berlusconi, rappresenta un segnale preoccupante per le tante questioni sociali che questa metropoli deve affrontare. Oggi pomeriggio, a partire dalle 16, saremo in Campidoglio insieme agli altri movimenti romani per il diritto all'abitare, ai comitati e alle reti cittadine per affermare la nostra idea di città, portando in piazza i nostri percorsi quotidiani di conflitto e riappropriazione di spazi, per ribadire la nostra ostilità alla rendita e alla speculazione».


2 aprile 2009 - Ansa

SANITÀ: PRECARI ABRUZZO RICEVUTI DA CONFERENZA CAPIGRUPPO

(ANSA) - L'AQUILA, 2 APR - Il comitato precari e le rappresentanze sindacali di base RdB della Asl di Pescara sono stati ricevuti dalla conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale. Nel corso dell'audizione, la delegazione ha chiesto la convocazione di un consiglio regionale straordinario sulla problematica sanità a livello complessivo. «Abbiamo richiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio per fare chiarezza sul piano di rientro e sulla emergenza precari, manifestando anche la necessità dell'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla sanità - ha detto il rappresentante della Rdb Mario Frittelli, il quale ha reso noto che il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, si è detto disponibile a promuovere un'audizione con la commissione sanità. Fritelli ha riferito anche che il presidente della commissione Bilancio, Emilio Nasuti, ha indicato l'eventualità di istituire, dopo l'approvazione del bilancio regionale, un tavolo con l'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturosi e con il commissario della sanità, Gino Redigolo.


2 aprile 2009 - Iris

OSPEDALE MONTANO DI SUBIACO: RDB-CUB, COSTRUIREMO VASTE MOBILITAZIONI PER IMPEDIRNE LA CHIUSURA

(IRIS) - ROMA, 2 APR: Il Governo Berlusconi pone come condizione alla erogazione di una parte dei fondi da trasferire alla Regione Lazio, circa 1 miliardo e 170 milioni di Euro, la cancellazione della Legge regionale sugli ospedali di montagna, votata circa un mese in Consiglio regionale da maggioranza e opposizione. L'abolizione degli ospedali montani viene richiesta in quanto, secondo il governo nazionale, contrasterebbe con quanto previsto dal piano di rientro dal deficit della Regione Lazio. "Queste scelte politiche, mascherate da necessità economiche, vanno tutte in un'unica direzione: tagliare servizi a danno di lavoratori e cittadini, contro i quali viene attuata una vera macelleria sociale", afferma Stefano Zecchetti, del Coordinamento RdB-CUB Sanità. "La RdB-CUB, che da subito si è battuta insieme ai cittadini della Valle dell'Aniene per il riconoscimento dell'spedale di Angelucci come ospedale montano, affinché venissero garantite quelle attività sanitarie necessarie ad un vasto territorio, costruirà insieme alla cittadinanza vaste mobilitazioni per impedire la chiusura del presidio ospedaliero di Subiaco".


2 aprile 2009 - Ami

Associazioni e sindacati premono sull'Ordine affinché prenda posizione
Kante, immigrata partoriente denunciata. Lo sdegno di Napoli
Il neonato sottratto alla madre
di alessandro di rienzo
guarda il video
Intervista a Svitlana Hryhorchuk delle Rdb-Cub

Napoli - Kante Katadiatou si era recata con le doglie al Fatebenefratelli per partorire. La richiedente asilo in assenza di documenti validi (aveva con se un passaporto scaduto) è stata segnalata alle forze dell'ordine che l'hanno privata del neonato. Il primario di Ostetricia riconduce la condotta del reparto a una circolare della Regione. Bassolino ammette la confusione normativa. Associazioni, cooperative e sindacati chiedono alla Regione e all'Ordine dei medici una presa di posizione netta accompagnata da una normativa chiara. Associazioni, sindacati e liberi cittadini esprimono sdegno in queste ore per la "delazione" avvenuta ieri all'ospedale fatebenefratelli. Personale medico ha segnalato una partoriente ivoriana come "clandestina" alle forze dell'ordine che hanno di fatto privato Kante Katadiatou, richiedente asilo, del proprio figlio appena nato. Sdegno condiviso da larga pare della cittadinanza in quanto la ragazza migrante si è presentata all'ospedale non per ricevere cure riconducibili a qualunque possibile attività illegale, ma per un comune, naturale parto. Il pacchetto sicurezza ancora non è entrato in vigore quindi il delatore non aveva l'obbligo di segnalazione, non incombeva il rischio di omissione di reato. Apprendiamo in queste ore che molti commissariati hanno in precedenza inviato fax alle direzioni sanitarie dove invitavano il personale medico e paramedico a segnalare eventuali persone prive di regolare permesso di soggiorno. «Ci troviamo in una bufera di portata nazionale senza ragione. Mai e poi mai ci saremmo sognati di denunciare una donna clandestina che viene a partorire qui», spiegava al Corriere del Mezzogiorno Pietro Iacobelli, primario di Ostetricia del fatebenefratelli. In questi casi una circolare della Regione sull'identificazione delle donne straniere dice che il direttore sanitario è tenuto nell'interesse del minore a garantire l'identità della madre o con documento, o con due testimoni o facendo ricorso alla polizia. Noi abbiamo quindi chiesto ala polizia l'identificazione, non l'abbiamo denunciata. Era necessaria la dichiarazione di nascita, ma la donna non aveva documenti validi, visto che ha mostrato la fotocopia di un passaporto scaduto». Una direttiva regionale quindi che di fatto ha permesso la delazione della migrante richiedente asilo e la presa in custodia del neonato. E sulla Regione che sindacati ed associazioni premono affinché prenda una posizione netta, con una circolare, contro la possibile segnalazione che diventerà legge con l'entrata in vigore del pacchetto sicurezza. «Gli annunci sulle nuove normative generano una confusione pericolosissima per la salute dei migranti e dell'intera comunità», si è precipitato a spiegare ieri il governatore Bassolino, «l'esercizio del diritto fondamentale alla salute di una donna e del suo bambino va difeso e garantito di fronte a ogni possibile distorsione o intimidazione. È una questione di civiltà che non può essere elusa da nessuno. Il succedersi di annunci su nuove disposizioni in materia ha generato una confusione pericolosissima, che rischia di avere gravi conseguenze per la salute dei cittadini migranti e dell'intera comunità. Di fronte a questi rischi stiamo lavorando con gli operatori del settore, le associazioni e le ong per garantire una corretta informazione a tutti i soggetti coinvolti». Ed ecco che ong, cooperative e sindacati chiedono in queste ore alla Regione una posizione netta contro il pacchetto sicurezza. «Sarebbe gradita - spiega Svitlana delle RdB - una circolare che ribadisca il diritto di tutti alla cura; attendiamo una drastica presa di posizione anche dall'ordine dei medici in proposito». Svitlana fa riferimento all'ordine dei medici di Bologna. Giancarlo Pizza, presidente dell'ordine spiegò che nel suo «ruolo, non posso dire di non rispettare a una legge di Stato, ma so che cosa farò di fronte a un medico che denuncia un paziente senza permesso di soggiorno: lo mando in commissione di disciplina. E non ho dubbi che verrà sospeso dall'attività professionale». Legge di Stato in palese violazione al giuramento di Ippocrate. Ai medici, alla loro sensibilità, alla deontologia professionale l'ardua sentenza.


2 aprile 2009 - Corriere.it

Milano come Parigi: La rabbia dei lavoratori che da mesi non ricevono il salario
Manager assediato dai dipendenti
Protesta sotto le finestre di un dirigente del call center Omnia di via Breda. «Siamo senza stipendio»
di Rita Querzé

MILANO - «Adesso basta! Li vogliamo qui. In mezzo a noi. E ce lo vengano a spiegare con parole loro come mai non ci sono stati pagati gli ultimi due mesi di stipendio». Così parlavano ieri mattina i dipendenti del call centre Omnia di via Breda 176. Da giorni la tensione e la rabbia stavano montando. Questa volta, però, si è passati ai fatti. Una cinquantina di operatori hanno lasciato il lavoro e sono scesi in cortile. Sotto le finestre del direttore generale, nonostante la pioggia. Determinati a fare scendere il manager per ottenere subito spiegazioni. Fernando Ruzza ha capito la situazione e ha accettato l'invito senza farsi pregare. «Non mi sono certo sentito in pericolo o accerchiato - tiene a precisare il manager -. Anzi, devo ringraziare dipendenti e sindacati per la correttezza del confronto». Resta il fatto che la riunione improvvisata in cortile non era certo prevista. La determinazione dei dipendenti ad avere rassicurazioni riguardo agli stipendi ha spiazzato lo stesso sindacato interno. «Abbiamo capito subito che di fronte a colleghi che non riescono ad arrivare alla fine del mese, che non hanno più soldi per pagare il mutuo e gli alimenti all'ex moglie, le formalità del confronto sindacale non potevano essere mantenute - racconta Silvana Tranquillo della Cub, sindacato presente nel call centre insieme con la Cgil -. L'idea di chiedere un incontro e aspettare era improponibile. Le risposte servivano subito. Per calmare gli animi».
Quando Fernando Ruzza è sceso in cortile erano circa le 9.45 del mattino. Il confronto è continuato fino alle 11.30 al riparo di una tettoia. Poi il sindacato ha chiesto il permesso formale di riunire tutti i dipendenti in assemblea. Via libera subito accordato. E così Ruzza si è trovato a gestire la situazione davanti a tutti i 300 presenti in turno. «Chi lavora a tempo pieno in Omnia guadagna tra 950 e 1.100 euro - racconta Tranquillo -. Quando si vive con così poco basta una busta paga che salta per metterti in difficoltà. Era da tempo che gli stipendi venivano pagati in ritardo. Ma stavolta si sta andando troppo per le lunghe. Tanto per rendere l'idea, c'è gente che trova difficile fare il pieno per raggiungere il posto di lavoro».
Omnia Group è un'azienda quota in Borsa che dà lavoro in Italia a oltre tremila persone. Nella sede di via Breda su più turni lavorano circa 800 persone. Negli ultimi tempi il call center naviga in acque difficili. L'ultimo bilancio, approvato martedì dal consiglio di amministrazione, è in rosso. «Ma abbiamo messo le premesse per il rilancio dell'impresa - ha spiegato ieri Ruzza ai dipendenti assetati di euro -. Un paio di settimane fa è entrato in azienda un socio austriaco che si farà garante per ottenere la liquidità necessaria a pagare subito gli stipendi. Non solo. E' già prevista la ricapitalizzazione dell'impresa». Insomma, le buste paga arriveranno a giorni. Ma il timore che il caso Omnia sia il segnale del passaggio della crisi dall'industria ai servizi è legittimo. «Siamo un settore ad alta intensità di lavoro - osserva Ruzza -. Se le banche chiudono i rubinetti, nelle aziende come la nostra i flussi di cassa ne risentono subito. Mettendoci in difficoltà».


2 aprile 2009 - L'Espresso.it

"Effetto Francia" alla Omnia di via Breda dove i 50 lavoratori in attesa di stipendio hanno costretto l´amministratore a giustificarsi
Rivolta al call center, manager assediato
L´allarme Cgil: da gennaio già 15mila licenziati in Lombardia
di Sandro De Riccardis ed Andrea Montanari

Milano - La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stato un annuncio in bacheca che informava di un nuovo ritardo. Gli stipendi di febbraio, che sarebbero dovuti essere accreditati sui conti dei dipendenti entro il 5 marzo, non sarebbero stati pagati nemmeno entro la fine del mese. Così, a ventiquattrore dal sequestro a Parigi di Francois-Henri Pinault, il re del lusso tenuto in ostaggio per un´ora da parte dai manifestanti francesi, ieri è toccato al primo manager italiano, Fernando Ruzza, amministratore delegato della Omnia Network, società di call center con clienti di primo piano nelle telecomunicazioni, parte di un gruppo che ha sedi anche a Corsico e in tutta Italia con circa 3.00 dipendenti. Alle 9 di mattina i dipendenti della sede di via Breda hanno indetto un´assemblea spontanea e poi si sono riuniti in un´assemblea in cortile, costringendo all´interno per un´ora l´amministratore delegato finché questo non è sceso a parlare con loro. «Non è il primo episodio di slittamento nei pagamenti - dicono i lavoratori - Nei mesi scorsi erano intorno ai due o tre giorni, ma a dicembre le tredicesime sono state pagate a gennaio inoltrato, mentre l´azienda si era impegnata a saldare gli stipendi di febbraio entro il 31 marzo, dopo diversi slittamenti». Oggi l´ennesimo rinvio, ed è scattata la protesta. Quando l´amministratore delegato è sceso dal suo ufficio per convincerli a rientrare, i dipendenti lo hanno accerchiato per avere certezze sui pagamenti. «Pretendiamo delle risposte - spiega Silvana Tranquillo, delegata della Rsu-Cub - oggi la protesta è stata spontanea, ma continueremo con lo stato di agitazione». I sindacati hanno deciso di aderire allo sciopero nazionale del gruppo fissato per domani. «Gli stipendi verranno pagati in queste ore - dice Fernando Ruzza, amministratore delegato di Omnia Service - Abbiamo registrato in queste ore l´ingresso di nuovi soci che garantiranno non solo il pagamento degli stipendi ma anche investimenti per il futuro. Finora abbiamo avuto grosse difficoltà ad accedere al credito, perché anche le banche risentono del periodo non buono dell´economia». E un nuovo allarme viene lanciato dalla Cgil sugli effetti della crisi economica in Lombardia. Nel prossimo biennio, secondo il segretario generale lombardo Nino Baseotto, sono a rischio 300mila posti di lavoro, di cui ne sono già stati persi quasi 15mila già nei primi due mesi di quest´anno. Il prodotto interno di quella che una volta era la locomotiva d´Italia quest´anno dovrebbe scendere tra il 3,5 e il 4,5 per cento. E la crescita del ricorso alla cassa integrazione potrebbe arrivare al 700/800 per cento. Dati che diventano particolarmente drammatici se riferiti allo stato delle piccole aziende. «Non abbiamo il piacere del peggio - ha spiegato Baseotto - ma siamo molto preoccupati per gli effetti di una crisi che finora il governo ha sottovalutato».


2 aprile 2009 - Il Messaggero

Precari Asl: vertice infuocato

Pescara - Un gruppo di precari della Asl, trenta persone circa, tutti aderenti al sindacato RdB, ha minacciato l'ccupazione dell'assessorato regionale alla sanità. La protesta ieri sera dopo un incontro di una delegazione di lavoratori con l'assessore Venturoni, giudicato troppo frettoloso e infruttuoso.


2 aprile 2009 - Il Gazzettino

Divampa la polemica dopo la denuncia del sindacalista sospeso per aver divulgato i dati. Il Pdl attacca la Cgil: «Perché tace?»
Comune, ecco i bonus dei dirigenti
Ai nove manager un premio di "posizione e di risultato" di 54mila euro, uguale per tutti senza valutazione di merito

Rovigo - Tiene banco anche in consiglio comunale il caso di Fabio Raule, il dipendente di palazzo Nodari e sindacalista delle RdB sospeso dal lavoro per aver divulgato i dati sui premi di risultato dei dirigenti. Indennità che comunque erano pubbliche perché affisse all'albo pretorio. Due giorni fa, in una riorganizzazione interna degli uffici, gli è stata pure tolta una collaboratrice senza nemmeno interpellarlo. «Stupisce come gli altri sindacati, in primis la Cgil, che avevano fatto le barricate contro la giunta Avezzù - ha detto in aula il capogruppo del Pdl Andrea Bimbatti - su un provvedimento disciplinare così discutibile non si esprima».
Il bonus percepito dai nove dirigenti comunali è di circa 54mila euro: 42 fissi di "posizione" e quasi 12mila di "risultato". Un bonus uguale per tutti, a prescindere dai risultati.(broglio)

Dirigenti, il premio della discordia
In consiglio il caso di Raule sospeso per aver divulgato i dati. Il Pdl: «Il sindacato non lo difende»
di Federica Broglio

Rovigo - Nel 2005 erano 70.940 euro, nel 2007 107.635 euro, nel 2009 tutto è rimasto invariato. Questo è l'ammontare delle indennità di risultato complessivo percepito dai dirigenti del Comune di Rovigo, che non ha subito tagli nonostante dal 2006 ad oggi due di questi abbiano lasciato spontaneamente l'ente, uno part time per fare il libero professionista e l'altro a tempo pieno per andare a dirigere l'Inpdap. Per quanto riguarda invece il fondo salario accessorio riservato agli altri dipendenti, nel 2007 dai sindacati era stato chiesto di rimpinguarlo di 280mila euro, trovando poi l'accordo per distribuire l'ammontare in due anni. Il risultato è stato che nel 2008 le risorse non sono state messe in bilancio e nel 2009 per il momento sono state solo promesse.
Nove in tutto i dirigenti per oltre 300 unità in organico, del costo di 90-100mila euro lordi ciascuno, più un'indennità di posizione di 42mila euro, più l'indennità di risultato (107mila da distribuire in nove parti, circa 12mila euro a testa). La particolarità è che l'indennità di posizione viene calcolata da un nucleo di valutazione composto dal direttore generale (che costa all'amministrazione circa 200mila euro lorde l'anno) e da due esterni che però hanno elargito a tutti indistintamente lo stesso importo, peraltro quasi al massimo di quanto previsto dal contratto nazionale. Insomma, dirigenti dello stesso valore a prescindere che siano impegnati all'Ambiente, alla Cultura, ai Lavori pubblici o ai Servizi sociali, tutti meritevoli degli stessi premi.
Da qui è montata la protesta di Fabio Raule, dipendente dell'ufficio stipendi del Comune e sindacalista dell'RdB che in un volantino aveva reso noti questi importi, dopo comunque la pubblicazione all'albo pretorio e che gli è costato un procedimento disciplinare di un giorno di sospensione dal lavoro. Ma non è tutto. Due giorni fa è stato informato, come sindacalista e non come dipendente, che gli era stata tolta una collaboratrice per una riorganizzazione interna del personale.
Su tutta questa vicenda però il sindaco Fausto Merchiori non interviene ritenendola più tecnica che politica e nemmeno l'assessore al Personale Graziano Azzalin. Ieri in consiglio comunale il capogruppo del Pdl Andrea Bimbatti ha stigmatizzato il comportamento. «Durante lo stato di agitazione in cui i dipendenti l'anno scorso sono venuti a manifestare in aula il sindaco e il presidente del consiglio si erano impegnati, ed è a verbale, a non procedere con azioni disciplinari. Mi stupisce il silenzio degli altri rappresentanti sindacali, in primis della Cgil, che con la giunta Avezzù si erano stracciati le vesti e apposto striscioni ed ora, di fronte a queste decisioni discutibili, non si esprime e non difende un proprio dipendente. Perché non vanno dal ministro Brunetta a difendere Raule?».

Actv e sindacati davanti al prefetto

Venezia - Da una parte l'Actv che sbandiera i risultati di bilancio, dall'altra i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Faisa-Cisal e Rdb-Cub) costretti a ricorrere al Prefetto per veder riconosciuti i loro diritti. E nel mezzo, pur rispettando i tempi dovuti al codice di autoregolamentazione, potrebbe esserci anche uno sciopero che arrecherà danno soprattutto ai pendolari. Ma tant'è. All'indomani della rottura delle trattative sindacali, le organizzazioni di categoria degli autoferrotramvieri hanno messo i puntini sulle "i" sottolineando le rivendicazioni di chi lavora in azienda. «Nonostante ogni tentativo - chiariscono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil e Ugl Trasporti - è stato impossibile giungere ad un accordo con l'azienda. Actv era infatti intenzionata a modificare l'attuale normativa relativa al controllo dei titoli di viaggio a bordo e alla possibilità di controllare i marinai attraverso l'utilizzo del palmare Imob. Anche per il comparto automobilistico, a partire dalle problematiche sul part-time, sul mancato rispetto degli accordi relativi alle deviazioni per il tram e praticamente per ogni altro punto in elenco non si è trovato alcuna soddisfazione per l'atteggiamento intransigente dell'azienda». Dal canto suo Actv cerca di stemperare il clima di scontro rilanciando la discussione e il dialogo parlando apertamente della necessità di un "raffreddamento" tra azienda e parti sociali. «L'auspicio è che le parti si presentino orientate dalla volontà di individuare soluzioni ragionevoli soprattutto con l'biettivo di non scaricare sui cittadini tensioni e strumentalizzazioni che dovrebbero trovare la giusta composizione in ambito aziendale». Intanto la Prefettura ha convocato le parti per il 6 aprile prossimo. E sempre per quel che riguarda Actv, l'azienda informa che, nonostante il calo del turismo, il consiglio di amministrazione ha approvato i risultati di bilancio per il 2008 che vedono il valore della produzione superare nel 2008, i 250 milioni di euro in aumento del 2.6 per cento rispetto al 2007. In ogni modo il bilancio si chiude con un utile di 347 mila euro (più 35 per cento sul 2007). «Sono soddisfatto che il risultato dell'esercizio 2008 sia positivo per l'azienda - spiega il presidente Marcello Panettoni -, malgrado la crisi economica che stiamo attraversando che ha fatto registrare un sensibile calo dei ricavi, derivante da una consistente diminuzione delle vendite dei titoli turistici. I dati relativi ai primi mesi dell'esercizio in corso confermano il trend del 2008, per questo non consentono di effettuare una stima ottimistica per il 2009. Nonostante ciò saremo in grado di fornire i servizi richiesti per il periodo primaverile ed estivo, confidando in una ripresa dell'attività economica e dei flussi turistici nei mesi a venire".


2 aprile 2009 - Il Mattino

Agropoli. Martedì 7 aprile il sub commissario dell'Asl di Salerno...
di PAOLA DESIDERIO

Agropoli - Martedì 7 aprile il sub commissario dell'Asl di Salerno Walter Di Munzio (nella foto) sarà ad Agropoli per incontrare il sindaco Franco Alfieri, una rappresentanza dei lavoratori e del Comitato civico Pro-Ospedale, il direttore sanitario e il dirigente infermieristico ed affrontare il problema dell'rmai permanente carenza di personale. L'incontro è stato deciso ieri mattina, al termine dell'incontro svoltosi presso la sala riunioni del sub-commissario sanitario, al quale hanno partecipato il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, una delegazione di lavoratori dell'spedale civile, rappresentanti della Rdb Cub Sanità e il consigliere regionale Gianfranco Valiante. Al termine dell'incontro l'rganizzazione sindacale Rdb-Cub ha deciso di togliere il presidio pacifico della direzione sanitaria dell'spedale, iniziato lo scorso 27 marzo, riservandosi di indire una nuova giornata di sciopero se non saranno raggiunti gli obiettivi prefissati. «Questa mattina abbiamo avuto un primo confronto con il sub-commissario Di Munzio al quale sono state evidenziate le criticità e le problematiche dell'spedale - ha spiegato il sindaco Franco Alfieri - convochereme un incontro r martedì prossimo presso il Comune di Agropoli, con la speranza di trovare soluzioni definitive alla problematica». Non c'è chiarezza sul futuro stesso dell'spedale. La delibera di Giunta regionale 560 del 20 marzo attribuisce al commissario De Angelis il compito di occuparsi della riconversione degli ospedali di Agropoli e Roccadaspide usciti dalla rete dell'emergenza.


2 aprile 2009 - City

Scuola, i precari "licenziano" i dirigenti

Bologna - Manifesto-Pesce d'Aprile davanti all'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna: un gruppo di precari della Cub Scuola, ha esposto un cartellone che riportava un finto decreto che annuncia, con "necessità ed urgenza", il taglio di tutte le posizioni dirigenziali nella scuola.


2 aprile 2009 - Il Bologna

Pesci d'aprile all'amo tra gratta e vinci e decreti
Rispettata la tradizione del primo del mese: goliardi cambiano la numerazione di via Zamboni, un tabaccaio elargisce milioni di euro, un cronista annuncia clamorose novità euro-elettorali. In mezzo la lotta dei precari della scuola
di Diego Costa

Bologna - ....
Più amaro il "pesce" architettato e realizzato da alcuni precari del Comitato Unità di Base della scuola pubblica che si sono fatti un decreto legge e lo hanno presentato all'Ufficio Scolastico ?egionale: nel testo, il finto dl annunciava tagli immediati delle posizioni dirigenziali del settore scolastico. Un modo per uniformare la situazione dei dirigenti a quella, purtroppo vera, di chi si è visto tagliato da poche righe, e ha visto gettati come carta straccia nel cestino anni di lavoro e di studio, esperienze professionali. Il finto decreto fa riferimento poi alla persecuzione di cui sono state fatte oggetto le insegnanti che hanno dato il medesimo voto agli scolari, contro cui - scrivono i precari del Cub - a rigor di norma solo i genitori potevano ricorrere (e non lo hanno fatto perchè ne condividono la battaglia): «Sono partite le contestazioni di addebito - scrivono dal CUB Scuola - ma mettono in evidenza la mancanza di elementi da parte dell'amministrazione. Vengono infatti segnalate irregolarità burocratiche che dovevano essere rilevate dal Dirigente Scolastico. Se mancanze ci sono state, dunque, è il Dirigente il responsabile. Si accusano poi lavoratori per aver organizzato momenti pubblici per discutere dell'argomento. A quanto pare è una grave colpa per un lavoratore parlare in pubblico del proprio mestiere».


2 aprile 2009 - Roma Uno

Picchetto contro sgombero ex fabbrica via Prenestina
Occupata, da questa mattina l'ex fabbrica Fiorucci di via Prenestina

Roma - L'iniziativa, alla quale ha preso parte anche il presidente del VII municipio, Roberto Mastrantonio, è stata organizzata per protestare contro la minaccia di sgombero dell'edificio, attualmente utilizzato abusivamente. L'Associazione Inquilini e Assegnatari, in una nota ha affermato che "L'occupazione di via Prenestina 913 pone con forza la questione delle aree dismesse e abbandonate, che potrebbero essere immediatamente utilizzate per l'emergenza abitativa e per restituire ai territori spazi di discussione e di effettivo coinvolgimento dei cittadini che li abitano". "Oggi pomeriggio, a partire dalle 16, - continua la nota - saremo in Campidoglio insieme agli altri movimenti romani per il diritto all'abitare, ai comitati e alle reti cittadine per affermare la nostra idea di città".


2 aprile 2009 - La Città di Salerno

Ospedale, Di Munzio incontrerá i dipendenti

AGROPOLI - Martedì prossimo i lavoratori dell'spedale di Agropoli incontreranno il sub commissario dell'Asl, Walter Di Munzio. La disponibilitá al confronto, che avverrá in Municipio, è stata ottenuta nel corso della riunione tenutasi ieri tra il sindaco, Franco Alfieri, e lo stesso sub commissario, a cui hanno preso parte anche una delegazione di lavoratori dell'spedale, i rappresentanti dell'rganizzazione sindacale Rdb Cub e il consigliere regionale Gianfranco Valiante.


2 aprile 2009 - Il Centro

UniCredit: Asl non pagate Angelini
Dipendenti Villa Pini e precari. Giorno d'assedio alla Regione
di Maurizio Piccinino ha collaborato Flavia Buccilli

PESCARA - «Il giochetto delle urla e delle casse da morto sotto la sede dell'assessorato alla sanità non funziona più. I lavoratori di Villa Pini devono capire che serve chiareezza, che gli stipendi non li possono pretendere dalla Regione e dall'assessore, devono chiederli a loro datore di lavoro». Energico e sferzante l'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni taglia la folla dei dipendenti del gruppo Angelini che gli urlano contro slogan e improperi. «La Digos voleva farmi entrare da una porta laterale ma io entro da quella principale. Non mi devo nascondere», dice Venturoni.
Per meglio far capire il concetto del «fare chiarezza» dalla Asl di Pescara viene fatta circolare una mail che la banca UniCredit ha inviato al manager della Asl, Claudio D'Amario. L'ggetto è il «gruppo Angelini», con sotto poche righe: «A seguito delle telefonate intercorse in merito a quanto indicato in oggetto, vi comunichiamo che siamo alle fasi conclusive con il gruppo Angelini per poter definire tutta la operatività. Vi preghiamo pertanto di attendere la conclusione imminente dell'accordo pregandovi nel contempo di non effettuare alcun pagamento».
La missiva, secondo la ricostruzione della Regione e del commissario per il piano di rientro Gino Redigolo, conferma che il gruppo Angelini ha consegnato i crediti vantati dalla Regione nelle mani della banca. Sul passaggio e sull'ammontare della cifra la giunta vuole vederci chiaro, così l'assessore Venturoni ha convocato per martedì un incontro a Pescara.
«Alla riunione sono stati sollecitati a partecipare i manager Asl, l'assessorato, l'UniCredit e i titolari del gruppo Angelini», racconta Venturoni, «ci sarà un confronto e allora si capirà come stanno le cose, perchè la banca chiede alla Asl di non "effetturare alcun pagamento" e, soprattutto, a quanto ammonta la cifra dei crediti che il gruppo ha ceduto alla banca. Scopriremo chi in questa storia sta mentendo. Se qualcuno si sotrarrà a questo confronto significa che non vuole fare chiarezza. I dipendenti che protestano sotto la sede della Regione dovrebbero chiedersi come mai per le altre cliniche non abbiamo questo problema. I lavoratori di Villa Pini, lo ripetiamo ancora una volta, non possono pensare che sia l'assessorato regionale alla sanità o le Asl il loro datore lavoro. Abbiano pazienza fino a martedì, e forse sapremo chi le Asl dovranno pagare, Angelini o le banche».
La controversia Regione-Villa Pini a parte il contesto dell'inchiesta giudiziaria che ha portato agli arresti del presidente della ex giunta regionale Del Turco e di alcuni assessori ed esponenti politici nel luglio dello scorso anno, ha anche altri capitoli. Il più delicato è quello dei controlli sull'appropriatezza dei ricoveri che la ex giunta fece scattare per le clinche private. Dai controlli ispettivi emerse che circa 100 milioni di euro erano in dubbio, nel senso che le cliniche avevano presentato per gli anni 2005-07 fatture per prestazioni non appropriate e che sono ora sotto il vaglio della finanza. Per il 2008, invece, la Regione può pagare, ma quella di Villa Pini a giudizio della giunta riscontra delle anomalie proprio per la cessione dei crediti alla banca UniCredit, «Quando avremo fatto chiarezza su questo allora daremo il dovuto», sottolinea Venturoni. Ieri è stata quindi un'altra giornata di forte tensione sul fronte della sanità. Il tutto è iniziato di buon mattino quando i locali dell'assessorato regionale, in via Conte di Ruvo, sono stati nuovamente assediati dai lavoratori di Villa Pini e circa 200 persone arrivate in piazza con quattro pullman haanno affollato il piazzale antistante il palazzo e fatto sentire vigorosamente la voce, sotto il controllo costante della polizia. La rabbia nel pomeriggio è esplosa anche all'interno degli uffici, nelle stanze attigue a quelle dell'assessore Venturoni, quando una quarantina di precari e ex precari della Asl di Pescara hanno promosso un'ccupazione simbolica per protestare proprio contro l'assessore, impegnato su più fronti. Da una parte, infatti, Venturoni aveva fissato un incontro con i rappresentanti di Rdb, Cobas e Comitato precari per discutere delle vicende dei precari pescaresi, ma contemporaneamente doveva pure incontrare i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. L'assessore è stato costretto, quindi, ad abbandonare il tavolo coi precari per raggiungere l'altro. E così dopo aver atteso per ore il rientro di Venturoni, Rdb, Cobas e Comitato precari hanno annunciato al personale dell'assessorato che da quel momento sarebbe scattata l'ccupazione. Non è la prima manifestazione del genere: da settimane le tre sigle stanno portando avanti la battaglia per tutelare i precari e promuoverne la stabilizzazione, con un'attenzione particolare rivolta ai 45 Edp che sono stati licenziati a fine febbraio dopo anni di attività. «C'è voluto un bel pò», ha ricordato Mario Frittelli (Rdb), per ottenere un appuntamento con l'assessore, il commissario Gino Redigolo e il manager della Asl, Mario D'Amario. All'rario fissato, però, Redigolo non si è presentato perché era a Roma, al ministero, e Venturoni ci ha lasciati in attesa per ore perché impegnato con altri sindacati.
Solo dopo tre ore di anticamera Rdb, Cobas e Comitato precari sono riusciti a fissare un nuovo colloquio con l'assessore, la prossima settimana. «Per allora», dice Frittelli, «speriamo di sapere l'esito del vertice che Redigolo ha avuto con i rappresentanti del ministero e dell'incontro che Venturoni avrà col ministro del Welfare, Sacconi». Per ottenere risposte concrete Rdb, Cobas e Comitato precari hanno anche sollecitato l'intervento del Consiglio regionale, per cui oggi alle 12, a L'Aquila, è previsto un incontro con la conferenza dei capigruppo. Ai rappresentanti di maggioranza e opposizione, annuncia Frittelli, «chiederemo l'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla sanità e l'impegno del Consiglio a promuovere una verifica sul piano di rientro del deficit. Solleciteremo, poi, una seduta straordinaria del Consiglio straordinario sui temi della sanità, il precariato in particolare».


2 aprile 2009 - La Nuova Venezia

E' rottura tra sindacati e Actv confederali e autonomi dal prefetto

Venezia - Lo sciopero nazionale dei trasporti pubblici indetto dalla Cgil per domani non interesserà - per decisione della stessa confederazione vista la vertenza in atto con Actv - vaporetti e bus, ma solo il personale del servizio ferroviario.
Intanto è rottura fra i sindacati e Actv sulla vertenza che riguarda sia i lavoratori del comparto navigazione, che quello automobilistico dell'azienda di trasporti pubblici di Venezia. Le segreterie di Filt-Cgil, Fit-cisl, Uilt-Uil e Ugl trasporti sostengono che «nonostante ogni tentativo da parte delle organizzazioni presenti al tavolo di trattativa per cercare soluzioni condivisibili nei modi e nei contenuti, l'incontro con Actv si è concluso senza alcuna soluzione».
Anche i sindacati Cub Trasporti e Faisa-Cisal hanno rotto le trattative con Actv e, al pari dei confederali, hanno avviato in Prefettura la procedura di «raffreddamento» che, in caso di mancato accordo, porterà allo sciopero di autobus e vaporetti.
«La risposta della rappresentanza dei lavoratori - affermano i sindacati confederali - non poteva che sfociare nella rottura, vista l'indisponibilità aziendale a chiudere in modo serio la vertenza, anzi, con il tentativo di coinvolgere nella stessa l'attacco rivolto sulla stampa locale alla categoria dei marinai. L'azienda vuole solo modificare l'attuale normativa relativa al controllo dei titoli di viaggio a bordo e alla possibilità di controllare i marinai attraverso l'utilizzo del palmare imob».
Cub e Faisa accusano a lor ovolta Actv di non voler «dare risposte alle istanze dei lavoratori del settore automobilistico sui turni di lavoro e del settore navigazione sui sistemi di valutazione e il piano nebbia».


2 aprile 2009 - DNews

Lavoro Situazione critica alla società di call center Omnia e in altri settori professionali
Niente stipendi, manager sotto assedio

Milano - Acque agitate nel mondo del lavoro milanese. Ieri l'amministratore delegato della società di call center Omnia è stato bloccato per un'retta nella sede di via Breda da una cinquantina di dipendenti che volevano risposte sul mancato pagamento degli stipendi del mese di febbraio. Per i lavoratori, fa sapere la Confederazione Unitaria di base, non ci sono ancora date precise sul ripristino delle retribuzioni. E tra pochi giorni saranno due le mensilità non versate ai dipendenti. Situazione difficile anche nel trasporto aereo. È andato a vuoto l'incontro di conciliazione, organizzato dalla Prefettura, tra i sindacati dei lavoratori e Alitalia, i cui dirigenti non si sono presentati. I sindacati minacciano iniziative di protesta contro l'appesantimento dei turni notturni e contro il trasferimento di alcuni lavoratori da Fiumicino a Linate, nonostante un'ttantina di lavoratori di Malpensa in cassa integrazione. Situazione critica, per continuare, per i 150 dipendenti della Sadelmi, di proprietà del costruttore Busi e di una società olandese. Questa mattina presidio davanti ad Assolombarda contro l'apertura della cassa integrazione. Accordo raggiunto, invece nel gruppo Metro, dove sono 195 i lavoratori in esubero. I dipendenti coinvolti hanno già accettato usciranno volontariamente dall'azienda grazie a un sistema di incentivi e prepensionamenti.


2 aprile 2009 - La Repubblica

Rivolta al call center, manager assediato
L´allarme Cgil: da gennaio già 15mila licenziati in Lombardia "Effetto Francia" alla Omnia di via Breda dove i 50 lavoratori in attesa di stipendio hanno costretto l´amministratore a giustificarsi
di SANDRO DE RICCARDIS ANDREA MONTANARI

Milano - La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stato un annuncio in bacheca che informava di un nuovo ritardo. Gli stipendi di febbraio, che sarebbero dovuti essere accreditati sui conti dei dipendenti entro il 5 marzo, non sarebbero stati pagati nemmeno entro la fine del mese. Così, a ventiquattrore dal sequestro a Parigi di Francois-Henri Pinault, il re del lusso tenuto in ostaggio per un´ora da parte dai manifestanti francesi, ieri è toccato al primo manager italiano, Fernando Ruzza, amministratore delegato della Omnia Network, società di call center con clienti di primo piano nelle telecomunicazioni, parte di un gruppo che ha sedi anche a Corsico e in tutta Italia con circa 3.00 dipendenti.
Alle 9 di mattina i dipendenti della sede di via Breda hanno indetto un´assemblea spontanea e poi si sono riuniti in un´assemblea in cortile, costringendo all´interno per un´ora l´amministratore delegato finché questo non è sceso a parlare con loro. «Non è il primo episodio di slittamento nei pagamenti - dicono i lavoratori - Nei mesi scorsi erano intorno ai due o tre giorni, ma a dicembre le tredicesime sono state pagate a gennaio inoltrato, mentre l´azienda si era impegnata a saldare gli stipendi di febbraio entro il 31 marzo, dopo diversi slittamenti». Oggi l´ennesimo rinvio, ed è scattata la protesta. Quando l´amministratore delegato è sceso dal suo ufficio per convincerli a rientrare, i dipendenti lo hanno accerchiato per avere certezze sui pagamenti. «Pretendiamo delle risposte - spiega Silvana Tranquillo, delegata della Rsu-Cub - oggi la protesta è stata spontanea, ma continueremo con lo stato di agitazione». I sindacati hanno deciso di aderire allo sciopero nazionale del gruppo fissato per domani. «Gli stipendi verranno pagati in queste ore - dice Fernando Ruzza, amministratore delegato di Omnia Service - Abbiamo registrato in queste ore l´ingresso di nuovi soci che garantiranno non solo il pagamento degli stipendi ma anche investimenti per il futuro. Finora abbiamo avuto grosse difficoltà ad accedere al credito, perché anche le banche risentono del periodo non buono dell´economia».
E un nuovo allarme viene lanciato dalla Cgil sugli effetti della crisi economica in Lombardia. Nel prossimo biennio, secondo il segretario generale lombardo Nino Baseotto, sono a rischio 300mila posti di lavoro, di cui ne sono già stati persi quasi 15mila già nei primi due mesi di quest´anno. Il prodotto interno di quella che una volta era la locomotiva d´Italia quest´anno dovrebbe scendere tra il 3,5 e il 4,5 per cento. E la crescita del ricorso alla cassa integrazione potrebbe arrivare al 700/800 per cento. Dati che diventano particolarmente drammatici se riferiti allo stato delle piccole aziende. «Non abbiamo il piacere del peggio - ha spiegato Baseotto - ma siamo molto preoccupati per gli effetti di una crisi che finora il governo ha sottovalutato».


2 aprile 2009 - Il Resto del Carlino

Rovigo. IL CASO del dipendente comunale e sindacalista delle Rdb...

Rovigo - IL CASO del dipendente comunale e sindacalista delle Rdb (rappresentanze di base), Fabio Raule, colpito da un provvedimento disciplinare con un giorno di sospensione dal lavoro per aver denunciato l'entità del premio di produzione percepito dai dirigenti del Comune, è arrivato ieri anche in consiglio comunale. Sono stati diversi gli interventi da parte dell'opposizione relativamente al caso di Raule, tutti di condanna verso il procedimento avviato dall'amministrazione. «Durante la mia giunta ha sottolineato il consigliere del Pdl, Paolo Avezzù provvedimenti del genere non si prendevano se non erano informati gli assessori e il sindaco. Quindi il tentativo della giunta Merchiori di fare come Ponzio Pilato e lavarsene le mani, dicendo di non essere a conoscenza del provvedimento, è sbagliato». E sul caso del dipendente comunale Raule ha battuto anche il capogruppo del Pdl, Andrea Bimabtti: «E' davvero curioso ha detto che oggi di fronte a tutte queste scelte in merito al personale, di fronte al silenzio assunto da questa amministrazione nei confronti della stabilizzazione dei precari, e anche di fronte all'azione avviata contro Raule, i sindacati siano scomparsi e non si facciano sentire: in particolare la Cgil». Lo stesso Fabio Raule, dopo la polemica scoppiata in seguito al provvedimento disciplinare, ha affidato a un volantino, distribuito ieri anche ai consiglieri comunali, il suo punto di vista. E la sua difesa rispetto al provvedimento subito. «Ho sempre cercato di conciliare bene il ruolo di responsabile dell'Ufficio stipendi e pensioni con quello di rappresentante sindacale nelle Rsu, tenendo ben distinte le questioni che attengono il lavoro spiega Raule con quelle di rilevanza sindacale. Ma probabilmente a giudizio di qualcuno l'informazione sindacale sulle risorse percepite dai manager d'oro comunali è uscita dal seminato e allora giù con la sospensione del lavoro».(m.c.)

Finto decreto dei precari della scuola

Bologna - PESCE D'APRILE (amaro) anche all'Ufficio scolastico regionale. Un gruppo di precari della Cub scuola infatti ha spedito un finto decreto legge che annuncia «con necessità e urgenza» il taglio di tutte le posizioni dirigenziali dell'amministrazione scolastica. I precari, a colpi di commi e linguaggio burocratico, ironizzano sui tagli alla scuola che, dicono, «porterà alla soppressione di 150mila posti di lavoro in 3 anni. In Emilia Romagna, per il prossimo anno saranno 1.500 docenti in meno».


2 aprile 2009 - Corriere di Bologna

Pesce d'aprile all'Usr
E i precari «inventano» la legge taglia-dirigenti

Bologna - Manifesto-pesce d'aprile nella sede dell'Ufficio Scolastico regionale, dove un un gruppo di precari della Cub Scuola ieri ha esposto un cartellone con un finto decreto legge con «necessità ed urgenza» di tagliare tutte le posizioni dirigenziali dell'amministrazione scolastica. «Volevamo far capire - hanno detto gli organizzatori- l'assurdità della situazione dei precari».
Nel loro pesce d'aprile i precari hanno accennato anche «alla scandalosa persecuzione delle maestre che hanno scelto il voto unico: se venissero sanzionate reagiremo dal punto di vista giuridico e con decise mobilitazioni».


1 aprile 2009 - Apcom

Lunedì a Firenze scioperano i 'modelli viventi'
Chiedono stabilizzazione e riconoscimento delle professionalità

Roma, 1 apr. (Apcom) - Lunedì 6 aprile la RdB-CUB ha indetto lo sciopero nazionale dei modelli viventi, i lavoratori che posano per gli studenti nelle scuole di pittura e scultura, nelle classi di figura disegnata e modellata per le Accademie delle Belle Arti ed di Licei artistici. Lo sciopero è stato proclamato per chiedere e ottenere dal ministero della Pubblica Istruzione e dell'Università la stabilizzazione dei modelli viventi a tempo determinato, Co.co.co., o prestazioni d'opera occasionali reiterate negli anni. Tutti i modelli viventi sono precari, spiega una nota, e moltissimi di loro avrebbero diritto a essere assunti a tempo indeterminato in base alle leggi finanziarie. "Tuttavia il Miur, a differenza di altre amministrazioni pubbliche che hanno utilizzato le possibilità offerte dalle leggi vigenti, in due anni non ha avviato alcuna stabilizzazione per sanare questa situazione di palese illegittimità e sfruttamento". La condizione dei modelli rischia inoltre di aggravarsi in seguito ai tagli operati alle scuole e Accademie dall'ultima finanziaria, tagli che stanno già comportando il mancato rinnovo dei contratti e/o la drastica riduzione degli orari e dei salari. Ai modelli viventi viene poi negata la specifica professionalità: porre il corpo nell'immobilità della posa richiede impegno e disciplina ed implica l'educazione in discipline collaterali (danza, ginnastica, teatro) nonché una cultura capace di immaginario artistico. Tutte queste capacità si sviluppano e consolidano nel tempo, attraverso la stessa continuità della prestazione lavorativa. Per illustrare le ragioni dello sciopero i modelli terranno una conferenza stampa che si svolgerà lunedì 6 aprile a Firenze, presso la Galleria 'ART in progress', in Via dell'Oriolo 19-21 rosso alle 11.30. Nel corso della conferenza stampa ci sarà un'anteprima della protesta-performance prevista per lo stesso giorno alle 17.30: sullo sfondo della mostra di manifesti curati e creati da Massimo d'Andrea, le modelle eseguiranno delle performances curate da Franco Bugatti, che tramite la spettacolarizzazione della posa intendono mettere in rilievo l'impegno dei modelli nella creazione di forme nelle opere d'arte.


1 aprile 2009 - Dire

LAVORO. RDB/CUB: BRUNETTA FA LO SCARICABARILE
AVREBBE DOVUTO AMPLIARE, NON BLOCCARE, LE STABILIZZAZIONI

(DIRE) Roma, 1 apr. - "Addossare al governo Prodi la colpa del precariato negli Enti di Ricerca e' un inaccettabile scaricabarile da parte del ministro Brunetta, tanto piu' in un momento di crisi acuta come questo che stiamo attraversando. E comunque non nega la realta' dei fatti, che rimane grave e per la quale e' urgente trovare soluzioni". Lo afferma Cristiano Fiorentini, della Direzione Nazionale di RdB/CUB Pubblico Impiego, a commento delle dichiarazioni di Brunetta in risposta a un articolo apparso ieri su La Repubblica. "È vero che le norme sul precariato volute da Nicolais erano insufficienti ed escludevano dai processi di stabilizzazione migliaia di lavoratori precari, ma proprio per questo andavano estese fino a riguardare tutto quell'esercito di precari che da anni manda avanti la ricerca pubblica italiana. Invece- continua il dirigente sindacale- Brunetta non solo non e' intervenuto in questo senso, ma ha interpretato in maniera restrittiva le leggi vigenti, con un emendamento a un disegno di legge che blocca le stabilizzazioni al 30 giugno ed inserendo norme nella legge 133 che rischiano di espellere dagli enti un gran numero di lavoratori che fanno ricerca o che sono di supporto ad essa. D'altronde- sottolinea Fiorentini- lo stesso Ministro ha definito i ricercatori capitani di ventura, facendo capire molto chiaramente che cosa pensa della ricerca pubblica e quale destino intende riservare ai lavoratori precari della ricerca". "Dopo il nostro lancio dell'autodenuncia dei precari- conclude il dirigente RdB-CUB- molti Enti sono stati costretti a dire la verita' sui numeri e ci sono gia' in piedi diverse vertenze. Ma non mancheranno i momenti di mobilitazione generale, perche' e' necessaria un'inversione di tendenza della politica di questo Paese sulla Ricerca Pubblica e sul Lavoro. Il 23 aprile i precari della ricerca saranno in piazza in occasione dello sciopero generale indetto dal Patto di Base (CUB, Cobas, SDL) e stiamo pensando a un appuntamento a maggio specifico per i lavoratori precari".

SCUOLA. PESCE D'APRILE CUB ALL'USR: LEGGE TAGLIA-DIRIGENTI
E SOLIDARIERA' A DOCENTI LONGHENA: "SE LI MULTANO, REAGIREMO"

(DIRE) Bologna, 1 apr. - Un decreto legge che annuncia con "necessita' ed urgenza", il taglio di tutte le posizioni dirigenziali dell'amministrazione scolastica. Non e' l'ultimo atto della riforma Gelmini, ma il"pesce d'aprile" che alcuni lavoratori precari della Cub scuola hanno organizzato questa mattina per l'Ufficio scolastico dell'Emilia-Romagna (Usr). Un'idea e' nata per far comprendere "l'assurdita' e la drammaticita' della situazione dei precari della scuola pubblica che si sono visti gettare via con poche righe di legge, dopo anni di studio, lavoro ed esperienza maturata sul campo", spiega, in una nota, la Cub. "Il Ministero- continua il sindacato di base- tenta di addolcire la pillola citando i molti pensionamenti previsti, ma questi non solo non basteranno a colmare i tagli previsti, ma si tradurranno comunque nella soppressione di 150.000 posti di lavoro in tre anni". In particolare, in regione "i tagli per il prossimo anno ammonteranno a circa 1.500 docenti e un migliaio di ausiliari: in periodo di crisi e di disoccupazione questi licenziamenti appaiono proprio un'idea 'geniale'". Nel loro pesce d'aprile i precari accennano anche alla "scandalosa persecuzione" nei confronti delle insegnanti della scuola elementare Longhena di Bologna, per la vicenda del 10 in pagella. La Cub ricorda che, a rigor di norma, "solo i genitori potevano ricorrere contro la scelta valutativa degli insegnanti, ma non lo hanno fatto perche' ne condividevano le ragioni", mentre invece "sono partite le contestazioni di addebito che mettono pero' in evidenza la mancanza di elementi da parte dell'amministrazione: vengono infatti segnalate irregolarita' burocratiche che dovevano essere rilevate dal dirigente scolastico: se mancanze ci sono state la responsabilita' e' sua". I docenti della Longhena sono accusati inoltre "per aver organizzato momenti pubblici nei quali discutere dell'argomento, a quanto pare- commenta la Cub- e' una grave colpa per un lavoratore parlare in pubblico del proprio mestiere". La verita' per il sindacato di base "e' che si vuole negare ogni spazio al pensiero critico di chi, lavorando nel campo della conoscenza, e' obbligato a riflettere sulle scelte educative". Se l'amministrazione dovesse decidere di comminare sanzioni, "reagiremo sia dal punto di vista giuridico che con le piu' decise mobilitazioni". Contro i tagli e per richiedere l'assunzione dei precari su tutti i posti disponibili, i lavoratori della Cub parteciperanno allo sciopero generale fissato per il 23 aprile da tutto il sindacalismo di base, con manifestazioni in tutte le citta'. Il 29 aprile e' poi fissata una giornata nazionale di protesta contro il licenziamento dei precari con presidi davanti agli uffici scolastici regionali in tutte le citta' italiane.

EMILIA-ROMAGNA. APPUNTAMENTI DI GIOVEDI' 2 APRILE

(DIRE) Bologna, 1 apr. - Questi gli appuntamenti in Emilia-Romagna:...
15.00- Reggio Emilia (Ufficio scolastico provinciale/via Mazzini 6)- Presidio dei precari e dei lavoratori della scuola per chiedere i dati effettivi sui taglio agli organici nella Provincia promosso da Cub Scuola Reggio Emilia....


1 aprile 2009 - Iris

FIRENZE: SCIOPERO DEI MODELLI

(IRIS) - FIRENZE, 1 APR: Previsto per lunedì 6 aprile 2009 lo sciopero nazionale dei «modelli viventi» delle Accademie di Belle Arti e dei Licei artistici, indetto da RdB/CUB Scuola. Per lì occasione sarà allestita una perfomance - Conferenza stampa - rinfresco presso A R T in progress Via dell'riolo 19-21 r, Firenze. Scelta inusuale, certo originale: portare una lotta sindacale - la sacrosanta rivendicazione dei diritti dei lavoratori - dentro una galleria d'arte.
Una lotta sindacale che le RdB/CUB stanno portando avanti chiedendo al Ministero dell'Istruzione e Università l'assunzione a tempo indeterminato dei «modelli viventi» oggi costretti ad accettare - nelle Accademie e nei Licei artistici - contratti a termine o di prestazione d'pera occasionale, senza diritti e prospettive per il futuro. Il MIUR continua a considerare questi non lavoratori precari da stabilizzare con una specifica professionalità, ma "materiale didattico" da poter dismettere all'ccorrenza.
Carmela Bonvino
Quello dei «modelli viventi» è un lavoro particolare, forse unico: ha a che fare con l'arte, con l'ispirazione che dovrebbe nutrire l'artista. Perciò questa protesta è intitolata «L'Età d'ro delle Muse», l'età già dell'antica Grecia, poi l'età di Simonetta Cattaneo Vespucci, l'età di Jeane Avril, e ancora l'età di Gala Eluard, e l'età di quelle tante donne, e anche uomini, che fanno parte del mondo dell'arte, e vi vengono marginalizzate, sfruttate, usate e spesso ricattate - come si ricattano tutti i lavoratori precari e senza diritti. Insieme alla rivendicazione dei diritti si ha l'ardire di mostrare che «oltre le gambe c'è di piú».
Franco Bugatti
Con questa performance i modelli non si propongono di far vedere al pubblico il loro lavoro - lavoro pesante: il corpo nudo costretto all'immobilità per ore, il tempo necessario all'artista e allo studente per realizzare l'pera; un tempo cosí lungo, un'immobilità cosí ripetitiva e uguale a se stessa che risulterebbe incomprensibile a chi non vi è avvezzo, a chi non gode momento per momento di un'sservazione lunga e costante, l'unica produttiva dell'pera. Oggi non si mostrerà l'pera, ma il momento, vivo, che precede la creazione. Si mostrerà la fantasia, quell'essere "muse", quel sogno, quello spirito che accumuna modelli e artista, quel voler essere ciò che non si è, quel voler schiudere ciò che ancora non c'è, e che deve creare una nuova forma. E la cerca nel passato per conservare e amare, l'esplora e la modifica per costruire un futuro. Perciò si rivendica il ruolo stabile di questa figura professionale, tanto piú nell'avanzante "riforma", che riduce drasticamente pittura e scultura, ed elimina senso e importanza di quanto è fondamentale: lo studio del corpo umano.
Coordinamento modelli


1 aprile 2009 - Roma Notizie

ASIA-RDB : ALTRO CHE 'PIANO CASA', QUESTO E' UN FURTO DI ASPETTATIVE

Roma - Ancora una volta Berlusconi sta giocando sporco, ve lo ricordate il milione di posti di lavoro ? Bene, quello che avviene in queste ore intorno alle questioni abitative ha lo stesso sapore amaro dell'imbroglio. Se esistesse un articolo del codice penale da usare per denunciare le millanterie sul cosiddetto "piano casa" andrebbe fatto e il presidente del consiglio andrebbe condannato per la superficialità e il cinismo che usa nell'affrontare un tema che provoca ogni giorno angoscia e disperazione. È chiaro a tutti che il provvedimento che il consiglio dei ministri si dispone ad approvare con un decreto legge prima di Pasqua non è altro che un riavvio dell'attività edilizia e una semplificazione delle procedure di inizio attività, nonché -attraverso gli aumenti di cubature- un'ulteriore cementificazione nazionale. Le Regioni e l'Anci invece di chiedere con fermezza garanzie finanziarie utili a rilanciare l'edilizia residenziale pubblica, l'autorecupero e il riuso del patrimonio sfitto o abbandonato, nonché il blocco generalizzato degli sfratti, si piegano davanti alle necessità dei costruttori e delle banche e contrattano solo il loro ruolo nella gestione del business. Il timido accenno all'Erp e le compatibilità da rispettare negli impegni finanziari governativi sono l'insipiente cornice di un "piano" che non produrrà una sola casa per chi non ha accesso al libero mercato, è sotto sfratto o alle prese con una dismissione. Chi ha già una casa potrà allargarla, chi ne ha tante aumenterà considerevolmente la sua rendita, chi è inquilino in una casa popolare in vendita potrà diventare proprietario e forse chi non ce la fa ha pagare l'affitto verrà sostenuto da un bonus casa un po' più sostanzioso. Dunque chi una casa ce l'ha forse riuscirà a conservarla, ma tutti gli altri ? I precari, i monoreddito, i pensionati, i cassintegrati, i disoccupati non avranno risposte. Questo piano non rappresenta alcuna opportunità per affrontare l'emergenza abitativa e chi lo sostiene- anche per paura di perdere consensi elettorali- è in malafede. Bisogna solo decidere a chi far pagare la crisi e secondo noi le banche e le imprese, sia quelle delle costruzioni che quelle immobiliari, devono essere colpite sottraendo aree e stabili inutilizzati, aprendo una contrattazione articolata sul territori finalizzata all'esproprio e alla destinazione sociale. Per questo la nostra Offensiva Pubblica per l'Abitare contro la rendita e i suoi complici non si arresta. La minaccia di sgombero dell'ccupazione di via Prenestina 913 ci convince di aver colpito nel segno e i nervosismi di Alemanno ne sono una conferma. RIPRENDIAMOCI LA CITTA' senza fare un passo indietro. Domani mattina ci mobiliteremo dalle ore 6 per impedire lo sgombero di via Prenestina 913 e lanciamo la proposta di manifestare sotto palazzo Chigi quando il governo discuterà il decreto sul 'piano casa'.
AS.I.A RdB


1 aprile 2009 - Milano Finanza

Omnia N.: Cub, addetti call center senza stipendio da un mese

ROMA (MF-DJ)--I lavoratori del call center di Omnia Network sono senza stipendio da quasi un mese: lo denuncia la Confederazione unitaria di base, spiegando che "per i circa 3.000 lavoratori in tutta Italia l'azienda non ha indicato ancora una data precisa in cui le retribuzioni verranno effettivamente versate". Questa mattina, si legge in una nota, i lavoratori hanno indetto l'astensione dal lavoro e un'assebmela sindacale per chiedere "un percorso che preveda serie garanzie per l'occupazione". E' inoltre in programma per venerdi' prossimo uno sciopero indetto dai sindacati confederali.


1 aprile 2009 - Bigol News

"NO ALLE DISCRIMINAZIONI! NO AL PACCHETTO SICUREZZA"
PRESIDIO ALL'OSPEDALE FATEBENEFRATELLI

CHIAIA - "No alle discriminazioni! No al pacchetto sicurezza!" questo lo slogan che accompagnerà il presidio organizzato per domani, giovedì 2 aprile alle ore 16.30, presso l'spedale Fatebenefratelli in via Manzoni. In una nota sono spiegate le ragioni della mobilitazione: «Kante è una rifugiata politica della Costa D'Avorio. Kante è una donna che ha scelto di partorire all'Ospedale Fatebenefratelli di Napoli, in un paese, l'Italia, in cui emergono forme di discriminazione sempre più gravi e preoccupanti. Kante è stata denunciata alla polizia con un fax dal Fatebenefratelli e il figlio neonato le è stato sottratto per quasi dieci giorni!. In attesa "di una verifica sulla sua identità"... Il permesso di soggiorno di Kante infatti è scaduto, mentre è in atto il suo ricorso per ottenere l'asilo politico. Ma non è questo il punto in questione: la denuncia di Kante nasce dalla vergognosa ansia di applicare le norme contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza", come quella che annulla il divieto di segnalazione per i migranti irregolari che vanno a curarsi o, come nel suo caso, a partorire. Un provvedimento che fa a pezzi le regole base del giuramento di Ippocrate e della convivenza civile. Un'iniziativa illegale, quella del Fatebenefratelli, perchè il pacchetto sicurezza non è ancora legge dello Stato e quindi vige sempre il divieto di segnalazione. Ma anche un'iniziativa che dimostra la barbarie che ci aspetta se venisse approvato. In questo caso non solo per gli immigrati irregolari ci sarà il rischio di segnalazione ed espulsione per il solo fatto di ricorrere a cure mediche, ma sarà impossibile anche la registrazione anagrafica del bambino, con un'incredibile condanna preventiva alla clandestinità amministrativa per le nuove generazioni! Non è un caso che questa prima applicazione illegittima del pacchetto sicurezza, avvenga proprio sul corpo di una donna, le più esposte e ricattabili anche all'interno della già difficile condizione dei migranti e dei rifugiati in Italia.Dobbiamo mobilitarci subito, per pretendere provvedimenti immediati contro i responsabili di quest'assurda iniziativa e per chiedere con forza che il "pacchetto sicurezza" non sia approvato. Diritti e dignità per tutte e tutti!» Parteciperanno al presidio: Rete Antirazzista Napoletana - Medicina Democratica - Giuristi Democratici - Comitato Immigrati di Napoli - Rdb - Cgil - Onda Studentesca Napoletana - Associazione Libera - ASGI (ass. studi giuridici immigrazione) - Centri Sociali Napoletani - Cantieri Sociali - Coop. Dedalus - Associazione Priscilla - Collettivo Tiresia - Collettivo femminista Sora Rossa - Collettivo femminista Pachamama- Collettivo femminista Degeneri - UDI - Movimento Precari Banchi Nuovi - Collettivo NoBorder_Napoli - Confederazione Cobas - Less - Assopace Napoli - ASSNI - Red Link - Associazione senegalese - Ciss. Un presidio, dunque, che anticipa una Manifestazione a Carattere Nazionale che si sta costruendo per il 18 Aprile 2009 a Castelvolturno: "Stanchi del razzismo! Per un patto sociale di solidarietà: Diritti, dignità e permesso di soggiorno per tutti e tutte"


1 aprile 2009 - 12 Mesi

Ospedale di Agropoli. Martedì 7 aprile incontro con il sub-commissario dell'Asl di Salerno Walter Di Munzio

Agropoli - Il sub-commissario dell'Asl di Salerno, Walter Di Munzio, sarà ad Agropoli martedì 7 aprile 2009, alle ore 11.00, presso il Comune, per un incontro con il sindaco Franco Alfieri, una rappresentanza dei lavoratori e del Comitato civico Pro-Ospedale, il direttore sanitario e il dirigente infermieristico dell'spedale di Agropoli e la delegazione della parte pubblica. E' l'esito dell'incontro che si è tenuto questa mattina, mercoledì 1 aprile 2009, presso la sala riunioni del sub-commissario sanitario dell'Asl di Salerno, Walter Di Munzio, al quale hanno preso parte il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, una delegazione di lavoratori dell'spedale civile, rappresentanti della Rdb Cub Sanità, il consigliere regionale Gianfranco Valiante, per affrontare e discutere delle criticità del presidio ospedaliero agropolese, la cui Direzione sanitaria è stata occupata pacificamente lo scorso 27 marzo. «Questa mattina - afferma il sindaco Franco Alfieri - abbiamo avuto un primo confronto con il sub-commissario Di Munzio al quale sono state evidenziate le criticità e le problematiche dell'spedale civile. E' stato deciso, pertanto, di convocare un incontro specifico per martedì prossimo presso il Comune di Agropoli, con la speranza di trovare soluzioni definitive alla problematica». La organizzazione sindacale Rdb Cub, preso atto dell'impegno del sub-commissario Di Munzio ha comunicato, inoltre, che sarà tolto il presidio presso l'spedale con riserva di indire un'altra giornata di sciopero se non sarà raggiunto l'biettivo di coprire la carenza di personale.


1 aprile 2009 - Cilento Notizie

Ospedale di Agropoli: il commissario dell'Asl convoca i sindacati

Agropoli - Dopo cinque giorni di occupazione della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero è arrivata la convocazione dei Sindacati da parte del Commissario Unico della nuova ASL di Salerno un risultato che si attendeva da tempo e che lascia intravedere maggiori spiragli per la salvezza del nosocomio cittadino. "Il risultato - sottolineano i sindacati Rdb-Cub- è stato ottenuto grazie anche all'intervento del Sindaco Franco Alfieri che sarà presente all'incontro. Quindi domani mattina si terrà l'incontro richiesto per affrontare il problema della grave carenza di personale dell'spedale. Sicuramente sarà oggetto di confronto anche la vicenda della fuoriuscita del nosocomio dalla rete dell'emergenza che si è aggravata anche alla luce della delibera di giunta regionale n. 560 del 20.03.2009 che dispone quali siano i compiti e le funzioni dei Commissari Unici delle nuove AA.SS.LL. Regionali. Infatti dalla lettura della richiamata delibera si evince chiaramente che il Dr. Fernando De Angelis, nella sua qualità di Commissario Unico della nuova ASL di Salerno, dovrà procedere alla riconversione degli Ospedali di Agropoli e Roccadaspide (oltre agli altri citati nella delibera) "….in quanto escono dalla rete dell'emergenza per assumere funzioni per acuti in elezione o funzioni riabilitative." Tutto questo in barba alla riunione tenutasi il 2 marzo 2009 presso la vice-Presidenza della Giunta Regionale alla presenza dell'Assessore Montemarano e ben 10 consiglieri regionali della provincia di Salerno. Chi è adesso Pinocchio? Non certamente la RdB CUB che ha sempre sostenuto che l'incontro avesse prodotto solo ed esclusivamente aria fritta al solo scopo di prendere tempo e prendere in giro i cittadini ed i lavoratori che stavano manifestando liberamente contro i provvedimenti del Consiglio Regionale (L.R. n.- 16 del 28 novembre 2008) che aveva escluso l'spedale di Agropoli dalla rete dell'emergenza. Non certamente il Sindaco Franco Alfieri che è sempre stato vicino alle istanze dei Lavoratori e dei cittadini in lotta con grande trasparenza sostenendo, anzi, fino in fondo, un percorso istituzionale che però, adesso, sembra esaurito.
Restano gli altri protagonisti della vicenda:
· i consiglieri regionali: hanno fatto anche affiggere un manifesto, che si allega al presente comunicato, per le vie di Agropoli dove si sbandiera il risultato di aver salvato i Pronto Soccorso (con annessi servizi di urgenza/emergenza) di Agropoli e Roccadaspide; o sono in perfetta buona fede oppure sono stati troppo ingenui ad aver creduto a delle promesse che non potevano essere mantenute;
· Il Vice-Presidente della Giunta Regionale e l'Assessore Montemarano che invero hanno anche firmato la delibera n. 560 che dispone diversamente da quello che avevano promesso nella riunione del 2 marzo 2009. Dove stanno le bugie? Perché si prendono in giro i cittadini ed anche i Lavoratori? E' arrivato il momento di capire fino in fondo quali siano le reali intenzioni di questi signori. La RdBCUB -conclude la nota della Segreteria Provinciale - si auspica che durante l'incontro di domani mattina si trovi la giusta soluzione sia per le gravi carenze di personale dell'spedale di Agropoli sia una adeguata risposta agli interrogativi che ci siamo legittimamente posti".


1 aprile 2009 - Il Gazzettino

«Ecco i premi dei dirigenti», sindacalista sospeso
Rovigo, bufera in Comune. Il capo del personale: «Dati diffusi senza autorizzazione». Il Pdl: «Quegli atti sono pubblici»
di Luca Gigli

Rovigo - Sospeso per un giorno dal lavoro per aver reso pubblico ciò che era pubblico.
Sembra la classica vicenda kafkiana, ma con implicazioni non irrilevanti, quella che ha colpito il dipendente comunale e sindacalista delle Rappresentanze di base, Fabio Raule. A costui, infatti, l'Ufficio Disciplina del Comune di Rovigo ha comminato la sanzione della sospensione perché, come afferma Raule stesso, avrebbe «usato dati "riservati" rendendo pubblica l'entità del premio di produzione corrisposto ai dirigenti, nonché il costo approssimativo dell'intera casta dirigenziale e del direttore».
Ieri il diretto interessato e i suoi sostenitori dell'area sindacale facevano volantinaggio in municipio, in coincidenza con il consiglio comunale, per rendere nota la vicenda che era iniziata il 13 novembre, quando appunto in un volantino, oltre alle critiche a giunta e dirigenti nel pieno della bagarre sul fondo del premio di produzione al personale, veniva diffusa la cifra totale del fondo a disposizione dei dirigenti stessi.
Si chiama, in termine tecnico, indennità di risultato ed è divisa tra i dirigenti secondo la valutazione che calcola un nucleo apposito e verifica se i singoli settori hanno raggiunto gli obiettivi fissati a inizio anno. Il fondo stesso ammontava, erogato alla fine dell'anno scorso sui risultati conseguiti nel 2007, a 107 mila euro, importo che è stato suddiviso tra otto dirigenti e in quote proporzionate ad altri due che nel 2007 avevano lavorato in Comune per tre e cinque mesi. A questi si aggiungono i poco più di diecimila euro corrisposti al segretario generale.
«È una decisione assurda - riprende Raule - i dati divulgati sono stati poi pubblicati all'albo pretorio e anche sulla stampa. Avevamo ritenuto giusto che si sapessero nel momento in cui da parte della giunta e anche dei vertici non si voleva dar corso agli impegni sottoscritti per il salario accessorio del personale». Il sindacalista lamenta la sanzione comminatagli non nell'entità, quanto nel principio sia perché di riservato non vi era alcunché, sia perché è la risposta di «una casta messa a nudo nei privilegi».
Ne viene l'appello ai consiglieri comunali a «prendere le distanze dall'episodio» e ai lavoratori «a portare avanti le rivendicazioni ancora aperte per una più equa ripartizione della produttività e per il rispetto degli accordi. Il bilancio 2009 che è in votazione non riduce il fondo per dirigenti, mentre quello per i dipendenti resta fermo al 2007».
Sulla vicenda però il sindaco Fausto Merchiori non entra nel merito, in quanto «non si tratta di una questione politica, bensì tecnica che attiene ai dirigenti». Così a spiegare le motivazioni è proprio il dirigente del Personale Andrea Pirani il quale precisa che non si tratta di «una persecuzione politica o sindacale. Raule è dipendente proprio dell'ufficio stipendi e ha divulgato dati impropriamente senza autorizzazione. Non capisco la pubblicità che si sta facendo di un procedimento disciplinare che dovrebbe restare un atto interno». Le informazioni, infatti, sarebbero state divulgate dal rappresentante Rsu prima di diventare pubbliche, ma la determinazione dirigenziale (cioè l'atto che liquida i premi) è datata 20 ottobre, mentre il procedimento contro Raule è del 13 novembre. Farete ricorso? «Stiamo valutando con i legali - chiude Raule - per me questa sospensione è una medaglia sul petto. Certo lo sarebbe anche una condanna per comportamento antisindacale dell'amministrazione comunale».
Se il sindaco non parla, ci pensa l'pposizione. «Mai era accaduta una cosa simile, di sospensioni si parla solamente per reati penali - afferma Paolo Avezzù, capogruppo uscente di Forza Italia e ora consigliere del Pdl - In questo caso non mi pare che aver pubblicato su un volantino un dato ufficiale sia un atto di lesa maestà, anche perché qualunque cittadino può richiederlo. I dirigenti sono come i politici, date le responsabilità che hanno per legge e che sono maggiori di quelle del sindaco, quindi è giusto ci sia trasparenza». Avezzù ritiene che non sia, poi, solo una questione gestionale: «La giunta non può fare come Ponzio Pilato e lavarsene le mani. Questo episodio mette a repentaglio i rapporti sindacali con il personale».

Contesta i bonus, sindacalista sospeso
Aveva diffuso un volantino con il totale degli euro stanziati. Il dato, però, è pubblico e affisso all'albo

Rovigo - (l.g-f.br.) Ha divulgato dati che non dovevano essere resi pubblici. O meglio. Pubblici lo erano eccome, ma il suo ruolo non gli avrebbe consentito di mettere quei soldi in piazza.
Il protagonista della vicenda è Fabio Raule, dipendente del Comune di Rovigo e sindacalista delle Rappresentanze di base, che ha "incassato" una sospensione di un giorno lavorativo perché, per l'Ufficio Disciplina dell'ente avrebbe, afferma Raule, «usato dati riservati, rendendo pubblica l'entità del premio di produzione corrisposto ai dirigenti, nonché il costo approssimativo dell'intera casta dirigenziale e del direttore». Eppure l'entità del fondo per i dirigenti non è cosa riservata o top secret, ma viene pubblicata all'albo pretorio e comunque inserita in un bilancio che è pubblico.
Tutto accadde a metà novembre dell'anno scorso quando, in piena trattativa e agitazione sindacale tra le Rsu e l'amministrazione comunale per il fondo salario accessorio, Raule fece un volantinaggio criticando la giunta e soprattutto i premi ai dirigenti. A distanza di alcuni mesi quel gesto di protesta è stato oggetto di un procedimento disciplinare che ha portato alla sospensione del sindacalista. «È assurdo, sono dati pubblici. Avevamo ritenuto giusto che si sapessero nel momento nel quale da parte della giunta e dei vertici dirigenziali - afferma il diretto interessato - non si voleva dar corso agli impegni sottoscritti per il salario accessorio».
Mentre il sindaco Fausto Merchiori demanda la questione a un livello tecnico e non politico, la replica è stata affidata al dirigente del Personale Andrea Pirani. «È un dipendente dell'ufficio stipendi e non ha chiesto alcuna autorizzazione. Ha utilizzato quei dati in modo improprio. Non c'è alcuna persecuzione politica o sindacale».
Non si esprimono nel merito i colleghi sindacalisti, che non vogliono commentare la sanzione disciplinare. «Certo è che in delegazione trattante - sostiene Romano Aio della Fpl Uil - avevamo fatto presente che non era il momento più opportuno per procedere con un'azione disciplinare in pieno stato di agitazione. Credevo si chiudesse con una trattenuta dello stipendio di quattro ore, invece è stato un atto più pesante». Concordano tutti nel sostenere che i premi dei dirigenti risultano in bilancio e pertanto possono essere consultati da chiunque e che la contestazione era finalizzata al fatto che i fondi per i dirigenti c'erano, mentre non erano disponibili quelli per i premi di risultato dei dipendenti, nonostante un accordo del 2007, poi reiterato l'anno successivo. «L'assessore al Personale Graziano Azzalin aveva detto che c'erano dei problemi tecnici legati al decreto Brunetta, noi chiedevamo il rispetto di un accordo - ribadisce Francesco Malin della Fp Cisl - ricordo che in consiglio comunale, durante una manifestazione con i dipendenti, avevamo chiesto di sospendere qualsiasi azione disciplinare. Invece non è stato così».

Ieri all'alba sono andate in frantumi le trattative
tra i rappresentanti dei lavoratori e l'azienda di trasporto

Venezia - La trattativa è andata avanti per tutta la notte, ma alla fine la fumata bianca non è arrivata. Anzi. Le organizzazioni sindacali, prima Rdb-Cub e Faisa-Cisal, e poi Cgil, Cisl e Uil, si sono sentite prese in giro e hanno deciso di abbandonare il tavolo. Insomma, all'Actv non è tutto oro quello che luccica. Così, ieri mattina, le rappresentanze dei lavoratori hanno deciso di "rompere" la trattativa e di rivolgersi direttamente al prefetto per tentare una mediazione. All'rdine del giorno della discussione, un lungo vademecum di richieste e di chiarimenti su ben 18 punti, riguardanti indistintamente il settore della navigazione e dell'automobilistico.
      "Ci siamo accorti, un po' alla volta - sottolineano alcune fonti sindacali - che l'azienda ci stava prendendo in giro e che non vi erano più margini di trattativa, almeno come la intendiamo generalmente. E intanto i vertici aziendali si fanno belli con le presentazioni dei nuovi motobattelli...". Sul piatto della bilancia ci sono questioni delicate che riguardano le indennità per i controlli nel settore navigazione, l'rganizzazione dei turni e della rotazione del personale in servizio, mentre in terraferma il punto centrale è rappresentato in particolar modo dall'rganizzazione del servizio soprattutto tenuto conto del "ginepraio" nella circolazione dovuto ai lavori del tram. Una situazione più volte denunciata dai sindacati di categoria e che, oltre a mettere a dura prova i nervi del personale, danneggia l'effettuazione del servizio pubblico. "Abbiamo notato un forte irrigidimento da parte dell'azienda alle nostre richieste - chiariscono le fonti sindacali interpellate dal Gazzettino - e per questo abbiamo abbandonato il tavolo. Ora non resta che rivolgersi alla mediazione del Prefetto, anche se ci rendiamo conto che non sarà possibile proclamare alcuna astensione del lavoro perchè entriamo in una fase di regolamentazione degli scioperi. Di sicuro, però, i lavoratori potranno rispettare il regolamento alla lettera e quindi creare disagi un po' dappertutto".


1 aprile 2009 - Il Giorno

Pompieri tutti d'accordo «I volontari non servono»
Sicurezza garantita solo dai professionisti
di SABRINA PEREZ

MILANO - PIÙ POMPIERI permanenti, assunti a tempo indeterminato, e meno volontari. Un appello che mette d'accordo tutti, sindacati compresi. «Volontari? Non servono. Il più delle volte sono un intralcio ai soccorsi» sottolinea Antonio Jiritano coordinatore nazionale del sindacato di base dei vigili del fuoco. Nel mirino l'inesperienza, il tempo striminzito dedicato alla formazione e gli equipaggiamenti scadenti. Ragazzi giovani alle prime armi e volontari che per arrotondare decidono di improvvisarsi pompieri. Venti giorni di servizio bastano per portare a casa ottocento-novecento euro. Ma diventare vigile del fuoco, sottolinea chi lo fa di professione, è una scelta di vita più che un mestiere. Un lavoro impegnativo e di grande responsabilità in cui la buona volontà non basta. Venti ore al mese contro 365 giorni di lavoro sul campo. Corsi di aggiornamento ultrarapidi contro vere e proprie scuole di formazione, subito seguite dalla pratica nei comandi a farsi le ossa. «SONO chiamati a rotazione per venti, al massimo quaranta giorni l'anno commenta Jiritano Spesso non hanno proprio le competenze per poter intervenire, specialmente in situazioni di grave emergenza. Una cosa sono le organizzazioni autonome di volontariato dei piccoli paesi, che di norma funzionano, una cosa sono quelle ministeriali nelle grandi città. Per risparmiare stanno cercando di sostituire la componente volontaria a quella professionistica, a discapito della sicurezza e del servizio». Critica anche la posizione di Antonio Brizzi del Conapo: «Per diventare caposquadra spiega il segretario generale del sindacato autonomo vigili del fuoco un pompiere deve affrontare un esame e vantare almeno 15 anni, se non 20 anni di anzianità. Ai volontari bastano 5 anni e un corso online di 120 ore». E SE A MILANO mancano all'appello più di 3 mila uomini, in tutta la Penisola ne mancherebbero addirittura 15 mila. Serviranno a poco le 1.400 assunzioni da distribuire sul territorio (2 per comando), personale che dovrebbe rimpiazzare i 4 mila posti lasciati vacanti da chi è andato in pensione. Inevitabili i ritardi e le attese per rispondere alle richieste di intervento. «Non riusciamo a fare tutto continua Jiritano dobbiamo darci delle priorità. Purtroppo non possiamo più garantire l'attività di sopralluogo e prevenzione nei luoghi di lavoro. Proprio a causa della carenza di organico, ad esempio, non siamo sempre in grado di verificare che le norme antincendio e di sicurezza vengano rispettate». C'è poi il capitolo mezzi: vecchi di 30 anni e usurati dai chilometri.


1 aprile 2009 - Il Resto del Carlino

Rovigo. «HO PUBBLICATO i dati del premio di produzione...

Rovigo - «HO PUBBLICATO i dati del premio di produzione dei manager comunali e mi sono beccato un provvedimento disciplinare: un giorno di sospensione dal lavoro». Fabio Raule, rappresentante delle Rdb del Comune di Rovigo, non ci sta. E critica l'atteggiamento dell'amministrazione comunale: «Chiaramente il comportamento assunto è antisindacale». «Evidentemente spiega Raule la pubblicazione dei dati dei dirigenti ha scatentato le ire della casta dei manager e hanno deciso di colpire me, nella mia figura di dipendente comunale, con un giorno di sospensione dal lavoro. Ora il legale sta valutando se presentare, eventualmente, ricorso». IL COORDINATORE provinciale delle Rdb, Claudio Milan, ricorda la vicenda. «Il 13 novembre, nel pieno della vertenza sindacale che vede i dipendenti del Comune e le organizzazioni sindacali contrapposte all'amministrazione per il rispetto dell'accordo sulla produttività, il dirigente dell'Ufficio disciplina fa notificare al lavoratore e rappresentante sindacale dell'Rdb e componente della Rsu, Fabio Raule, una contestazione di addebito per l'avvio di un procedimento disciplinare». A Raule è stato contestato di «aver usato dati riservati' rendendo pubblici, attraverso essi, l'entità del premio di produzione corrisposto ai dirigenti, nonchè il costo approssimativo dell'intera casta dirigenziale e del direttore». Milan spiega appunto che il procedimento disciplinare si è concluso con una giornata di sospensione dal lavoro per Raule: «Si è voluto colpire pesantemente, in questo modo, il lavoratore, non in quanto tale, ma per l'importante attività di denuncia sindacale che in quel momento stava portando avanti. A riprova dell'assurdità di questo provvedimento continua Milan sta il fatto che i dati divulgati sono stati poi pubblicati all'albo pretorio e dalla stampa locale». IL SINDACATO di base Rdb, pertanto, «condanna questo atteggiamento antisindacale portato avanti da una casta dirigenziale posta a nudo nei proprio privilegi». «Il sindacato di base chiude Milan invita i consiglieri comunali a prendere atto e distanza dalla posizione presa dall'amministrazione e invita i lavoratori a continuare nel portare avanti le rivendicazioni ancora aperte per una più equa ripartizione della produttività e per il rispetto degli accordi sottoscritti». Milan ricorda anche che «nel bilancio in approvazione il fondo per la dirigenza non subisce diminuzioni nonostante la sbadierata riduzione dell'organico dirigenziale decisa con la riorganizzazione e, nel contempo, il fondo per i lavoratori rimane fermo nell'importo del 2007 a scapito degli accordi presi».


1 aprile 2009 - La Nuova Venezia

Controlli ai marinai, rottura con l'azienda
Sindacati al prefetto: «Gli ispettori si occupino di chi non paga il biglietto»

Venezia - Tira aria di burrasca all'interno di Actv: prima Rdb-Cub, poi anche Cgil, Cisl, uil e Ugl - che pure avevano tentato una mediazione notturna - hanno rotto ieri le trattative sindacali con l'azienda, chiedendo subito alla Prefettura di avviare le procedure di raffreddamento.
Oggetto del contendere, mansioni e indennità di servizio per marinai ed autisti Actv (per le variazioni di percorso causate dai lavori per il tram, con conseguenti cancellazioni delle pause previste), ma in particolare un punto: le dichiarazioni dell'azienda sulla scia della conferenza stampa con la quale il presidente provinciale Zoggia, l'assessore comunale Salvadori e il presidente di Actv Panettoni hanno annunciato un giro di vite nei controlli a bordo dei vaporetti, per la verifica di biglietti e del rispetto del regolamento in atto, dal divieto per i giovani di sedersi nei posti riservati agli anziani all'bbligo di togliersi lo zaino dalle spalle.
«Non possiamo accettare che l'azienda annunci che i "controllori controllerano" che i marinai rispettino tutte le loro mansioni e non stazionino nella cabina del pilota», commenta Giorgio Bullo, segretario Uilt, «mettendo sotto accusa un'intera categoria. Siamo d'accordo che i compiti vadano eseguiti, ma senza criminalizzare tutti: i controllori dovrebbero verificare che tutti paghino il biglietto, invece, nonostante il calo delle entrate, sono spariti anche dagli imbarcaderi». «Naturalmente i marinai sono tenuti a chiedere il biglietto», osserva Marino Deterlizzi, segretario Veneto Fit Cisl, «ma non possono verificarne la validità, dal momento che in Linea 1 e 82 sono tuttora privi del palmare necessario, che non arriverà prima di fine aprile. Eppoi in sospeso c'è anche il pagamento dell'indennità per nebbia, per non dire della necessità di non far ricadere sugli autisti i disagi dei cantieri del tram».
Cgil, Cisl, Uil e Ugl spiegano di aver tentato fino all'ultimo la mediazione, ma che davanti alla determinazione dell'azienda di mettere nero su bianco i controlli hanno deciso di rompere le trattative. Niente scioperi per ora: c'è il blocco per le vacanze pasquali.(r.d.r.)


1 aprile 2009 - Abruzzo 24 Ore

Ex precari della ASL Pescara occupano l'assessorato alla sanità

Pescara - Gli ex precari della Asl di Pescara stanno occupando gli uffici di Pescara dell'assessorato regionale alla Sanita', in via Conte di Ruvo. La protesta nasce dal fatto che oggi pomeriggio l'assessore Lanfranco Venturoni ha abbandonato un incontro con Rdb, Cobas e Comitato precari e si e' allontanato per partecipare a un altro incontro, con Cgil, Cisl e Uil. L'attesa e' andata avanti per ore, per cui Rdb, Cobas e Comitato precari hanno avviato l'occupazione e non intendono lasciare gli uffici di via Conte di Ruvo senza aver parlato prima con Venturoni, annuncia Mario Frittelli (Rdb). Al centro dell'incontro c'erano le vicende dei precari, in particolare i 45 Edp licenziati dalla Asl di Pescara. Sempre in via Conte di Ruvo, sotto gli uffici della Regione, e' in corso la protesta dei lavoratori di Villa Pini.


1 aprile 2009 - MB News

No dei lavoratori all'accordo separato sull'incentivo

Monza - Più della metà delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Monza ha bocciato l'accordo interno sull'erogazione dell'incentivo 2008, firmato lo scorso novembre dall'Amministrazione comunale e da CISL, UIL e alcuni sindacati autonomi della Polizia locale. FP CGIL di Monza e Brianza e RdB hanno deciso di non sottoscrivere un documento che prevedeva il taglio di quasi 600mila euro destinati alle risorse per il premio incentivante. I due sindacati hanno quindi sottoposto l'accordo separato al parere dei lavoratori, attraverso un referendum. Alle urne, aperte mercoledì 25 e giovedì 26 marzo, al di fuori dell'orario di lavoro, si è recato circa il 56% dei dipendenti comunali (590 su 1055): 554 i voti contrari, solo 28 i favorevoli (8 le schede bianche o nulle). "Questo referendum -spiegano Pietro Occhiuto e Luisa Perego, sindacalisti della FP CGIL di Monza e Brianza- è stato ostacolato dall'Amministrazione comunale e palesemente boicottato dalle altre organizzazioni sindacali. Nonostante ciò, la scorsa settimana abbiamo vissuto due grandi giornate di democrazia sindacale. A questo punto, chiediamo al Comune di riaprire il tavolo della trattativa e di reperire al più presto le risorse che sono state tagliate".


1 aprile 2009 - inComune

CARTOLINE DAL CAMPIDOGLIO
a cura di Emanuela Lancianese

Roma - Si è conclusa verso la fine di Dicembre la riqualificazione del personale di cat. B con il profilo di Collaboratore Professionale Terminalista (C.P.T.) Tra coloro che sono stati riqualificati, un gruppo di lavoratori e lavoratrici non udenti che oltre al corso destinato a tutto il personale da riqualificare hanno seguito una ulteriore formazione specifica. Queste persone hanno dimostrato una grande voglia di riscatto esigendo da parte di tutti un’attenzione che in altri momenti non è stata all’altezza delle loro richieste. Ma a questo primo momento positivo occorre far seguire comportamenti coerenti. Per questo anche attraverso il periodico "InComune" desiderano segnalare l’esigenza di avere a disposizione apparecchi telefonici dedicati alla loro condizione (DTS), per poter più agevolmente comunicare. Per l’altro piccolo gruppo, che sarà riqualificato nel 2009, sollecitiamo in questa sede la rapida definizione della procedura. A loro tutti e all’Ufficio Formazione del Comune di Roma va il ringraziamento delle RdB Pubblico Impiego che li ha accompagnati nella vicenda. Un grazie particolare a Rosaria Giulia Lagonigro (la loro portavoce) e a Francesca Del Mastro (dell’ufficio formazione).
RSU Roberto Betti


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