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Il Sindacato di Base e Indipendente

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02/04/09

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dicono di noi - le notizie
dal 30 al 31 marzo 2009


31 marzo 2009 - Ansa

SANITÀ: PAGANO INCONTRA DELEGAZIONE PRECARI ASL ABRUZZESI

(ANSA) - L'AQUILA, 31 MAR - Una delegazione delle rappresentanze sindacale di base Pubblico Impiego Cub, dopo aver manifestato davanti a palazzo dell'Emiciclo, è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano. La delegazione ha dichiarato di rappresentare i circa 700 precari delle Asl abruzzesi e di manifestare per la stabilizzazione. «Ho ascoltato a lungo le ragioni di questo sindacato - ha spiegato Pagano -, sono mortificato e solidale con la loro condizione di vita perchè perdere il lavoro significa entrare in un tunnel di profondo disagio. La Regione eredita una sitazione drammatica causata da venti anni di gestione sconsiderata- ha continuato Pagano -, inoltre è commissariata per il debito e il commissario ha poteri enormi, anche di modificare una legge regionale, tanto che lo stesso assessore alla sanità è spogliato dei suoi. Anche se devo che Redigolo li sta esercitando in maniera equilibrata». Secondo Pagano, «bisogna fare i conti innanzitutto con il commissario. Pur prendendo atto della grave situazione, bisogna valutare che cosa si può fare per i precari della sanità». Pagano si è fatto promotore di un'azione per far ricevere la delegazione ai capigruppo nell'ambito della conferenza dei capogruppo, e dalla commissione sanità.

OGGI IN PUGLIA

(ANSA) - BARI, 31 MAR - Avvenimenti previsti per oggi, in Puglia:....
17.30 - Modugno (Bari) - Comando polizia municipale In occasione del Consiglio comunale, manifestazione di protesta dei lavoratori dipendenti, dei licenziati, dei disoccupati e cassintegrati, sulla crisi. La manifestazione è promossa da Cib Unicobas, Flmuniti cub Bari...


31 marzo 2009 - Omniroma

CASA, OCCUPANTI CAPANNONE PRENESTINA: GIOVEDÌ RISCHIO SGOMBERO

(OMNIROMA) Roma, 31 mar - «Eccolo il nostro piano-casa»: gli occupanti del capannone di via Prenestina 915 aprono i cancelli per un'assemblea aperta su emergenza abitativa, piano-casa, riconquista degli spazi dimessi. La struttura di circa un ettaro, con capannoni e costruzioni a un piano dove, dal 28 marzo scorso, abitano 51 famiglie italiane e straniere «senza casa», è vuota e inutilizzata dal 2003, quando fu acquistata dalla Ca.Sa srl, società immobiliare. Lo spiega Paolo Di Vetta dei Blocchi precari metropolitani che, insieme all'Asia-Rdb, ha occupato la struttura. «Il piano casa del governo non prevede una sola abitazione per chi non ce l'ha - dice - per questo abbiamo lanciato questa vertenza per il riutilizzo di questi spazi abbandonati a scopo abitativo. Peraltro, su questo capannone sembra non ci sia alcun progetto. Stesso discorso per la caserma in dismissione qui a fianco». In preparazione c'è anche l'assemblea pubblica che i comitati per la casa hanno indetto per giovedì 2 aprile sulla piazza del Campidoglio. «La nostra città è piena di queste strutture inutilizzate - ha detto Fabio Nobile, segretario cittadino del PdCI - si cercano tanto spazi per affrontare l'emergenza casa: eccone qui uno». Una struttura che era stata già inserita in un bando dall'allora assessore comunale al Patrimonio, Claudio Minelli, dice il presidente del Municipio VII, Roberto Mastrantonio. «Questo territorio ha diverse strutture inutilizzate di questo tipo - ha detto il minisindaco - peraltro, dopo che il commissario Morcone aveva ratificato il secondo bando sugli spazi dimessi da utilizzare per l'emergenza abitativa, come questo capannone, l'attuale Consiglio comunale non ha voluto fare altrettanto, preferendo la scelta della cementificazione». «Soltanto da questo stabile, dice ancora Mastrantonio, si sarebbero potuti ricavare circa 400 appartamenti tra edilizia agevolata e popolare». «Qui affianco abbiamo una caserma di 20-30mila metri quadrati al cui interno sono rimasti vecchi carri armati arrugginiti - aggiunge il presidente - sappiamo che è in dismissione e anche quest'area potrebbe essere utilizzata». Il municipio si è impegnato ad aprire una trattativa con la proprietà del capannone occupato ma, secondo gli occupanti, uno sgombero è già in programma per giovedì. «Noi mercoledì sera e per tutta la notte organizzeremo una festa e un presidio - dice uno degli occupanti - in ogni caso, l'appuntamento per tutti è all'alba alle sei».


31 marzo 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 12 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Cnr, tregua armata tra presidente e cda. Nominato il dg, ma solo per nove mesi
* La colpa della crisi solo dei lavoratori
* Su Repubblica di oggi dossier precari Ricerca
* Il governo commissaria anche le dighe
* Margellons e manipolazione genetica
* Stesso ente, stesso comparto, diversa retribuzione
* Al mare? In prima fila, con il drink in mano
* Un decreto "attenua" la sicurezza sul lavoro


31 marzo 2009 - La Repubblica

Precari e invisibili
Quattromila precari senza futuro in ginocchio la ricerca a Roma
Dal Cnr all´Enea, Brunetta li dichiara "non stabilizzabili". Gli enti pubblici hanno speso somme in molti casi ingenti per la loro formazione, ora del tutto vanificate. Dei 6mila contratti temporanei che scadono a luglio, solo 2mila saranno rinnovati e in ogni caso non prima del prossimo concorso
di VALENTINA CONTE

Roma - Cento giorni all´alba. Poi, di colpo il badge finisce nel cassetto. I progetti senza firma. La ricerca che si blocca. E migliaia di precari, giovani e non, a casa in attesa di futuro. Microbiologi, fisici nucleari, matematici, vulcanologi, informatici, astrofisici, tecnici e amministrativi specializzati. Dal primo luglio quasi 6 mila ricercatori romani chiuderanno laboratori, sigilleranno provette, riporranno telescopi. E se duemila tra loro, i "fortunati", sperano di rientrare con l´ennesimo concorso, gli altri sono fuori. A cercare altro, crisi permettendo. O a prenotare un volo. Cervelli in fuga, come tanti.
L´Onda precaria. Il buco nero. Indecenze a contratto. I blog, tantissimi, registrano lo sfogo dei "flessibili", come preferisce chiamarli il ministro Brunetta, il grido di rabbia, l´urlo collettivo. Ma anche la storia gloriosa degli enti di ricerca che li hanno formati nelle sedi di Roma come dottorati, borsisti, co.co.co e poi tempo determinato: Cnr, Istituto superiore di sanità, Enea, Istituto di geofisica, di fisica nucleare, di astrofisica, per la ricerca alimentare. Anzianità media: 6 anni, con picchi di 15. Età media: 40. Spesso con famiglia, figli, mutuo. In qualche caso sono un terzo dell´organico stabile. Un´enormità, figlia del blocco del turn-over nella p.a. di fine anni ´90. Compensato da contratti a termine reiterati a non finire: due mesi, poi sei, un anno, due, tre. Talvolta registrati come consulenze. «Vivo così dalla laurea in medicina, sono abituata», dice Cristina Gagliardi, specializzata a Basilea, immunologa di 42 anni e precaria da 9. All´Istituto superiore di sanità è responsabile scientifico di un progetto importante: la risposta cellulare ai microbatteri della tubercolosi. «Ho un contratto che scade il 30 giugno. E dopo?». È l´ansia di molti sospesi. Ma Cristina ha i requisiti per tornare alle sue ricerche, quelli fissati dalle finanziarie 2007 e 2008: contratto a tempo determinato, 3 anni di anzianità, concorso superato. Stessa condizione di Roberto Murano, 38 anni, ricercatore precario da 8 all´Inea, l´istituto di economia agraria. Sposato e con mutuo, Roberto è nelle liste di stabilizzazione come Cristina. Ma teme di restar fuori perché la pianta organica dell´ente è di 120 persone e i "flessibili" sono 250. «Dovrei aspettare 20 colleghi in pensione, cioè il 2030, perché sono giovani», sorride amaro Roberto. Dopo 3 concorsi e un´infinità di rinnovi, Roberto lavora con un collega a un progetto "verde": la produzione di carburante da biomasse agricole.
Peggio di loro i 4 mila "non stabilizzabili", malgrado anzianità, competenze e qualifiche, secondo il del monitoraggio voluto da Brunetta, prorogato e scaduto ieri. Un censimento della flessibilità nella p.a. che porta alla luce 112mila precari d´annata in tutta Italia con i requisiti giusti e il fiato sospeso, lasciandone in ombra altri 90mila (dati Inps) tra interinali, assegnisti, co.co.pro, borsisti. Spiega Claudio Argentini, segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca: «Almeno 4mila ricercatori romani rischiano di non rientrare più. E molti enti non li hanno nemmeno neanche inseriti nei questionari online del ministro».

L´iniziativa. Antifascismo, il collettivo invita i docenti al dibattito

Torino - Il Collettivo autonomo riporta a Palazzo Nuovo il dibattito sull´antifascismo e invita tutti gli studenti, docenti e rappresentanti del mondo del lavoro e della politica a partecipare a una discussione giovedì pomeriggio (ore 17) nella sede delle facoltà umanistiche. Al momento hanno aderito l´Anpi provinciale, il professor Angelo di Scienze Politiche, il prorettore Sergio Roda, Lorenzo Massobrio (preside di Lettere e Filosofia), Alessandra Algostino di Scienze Politiche, Gastone Cottino (professore emerito di Diritto Commerciale), Diego Novelli, Angelo Boccalatte (membro del direttivo dell´ANPI Sezione Martinetto), Stefano Vannicelli (Rsu università), Federazione RdB Torino, Federazione Cub Torino, Confederazione Cobas, Juri Bossuto, Consigliere Regionale Rifondazione Comunista.


31 marzo 2009 - Il Centro

OSPEDALI
Precari, oggi la mobilitazione davanti al Consiglio regionale

PESCARA - Vogliono che la Regione li ascolti, si occupi di lavoro, affronti concretamente il problema del precariato nella sanità abruzzese. Con questa speranza i precari delle varie Asl manifesteranno oggi, dalle 9.30 in poi, a L’Aquila, davanti alla sede del Consiglio regionale, durante i lavori dell’assemblea. La manifestazione è stata promossa da Rdb Cub, Comitato precari e Cobas, che hanno proclamato per oggi una giornata di sciopero. «Protestiamo», spiega Mario Frittelli (Rdb Cub), «perché nessuno si è mosso in favore dei precari. Il commissario della Sanità, Gino Redigolo, ha presentato un piano di stabilizzazione al Governo ma non se n’è saputo nulla e nessuno ha pensato di sollecitare. Non abbiamo visto niente neppure dall’assessore regionale Lanfranco Venturoni e non siamo ancora riusciti a incontrare il presidente della giunta, Gianni Chiodi. Nei giorni scorsi, quindi, abbiamo deciso di coinvolgere il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e abbiamo chiesto un incontro sia a lui che alla conferenza dei capigruppo. L’unica speranza, al momento, è rappresentata dal piano di stabilizzazione dei precari. «Pochissimi» dice Frittelli, «e non è neppure detto che ci siano le risorse a disposizione. Per la maggior parte dei precari non c’è speranza, e un caso a se stante sono quelli delle Asl di Avezzano-Sulmona e Lanciano-Vasto».(f.b.)

Incarico Asl a uno psicologo. C’è un esposto

PESCARA - Il Dipartimento di salute mentale dell’ospedale è ancora al centro delle polemiche. Dopo il licenziamento di tre psicoterapeute in servizio per anni come precarie, la Asl ha affidato all’esterno l’incarico per uno psicologo e per tutta risposta il sindacato Rdb Cub ha presentato un esposto alla Procura, mostrando «perplessità» sulla procedura seguita. L’esposto porta la firma di Mario Frittelli, segretario regionale del sindacato, il quale ritiene che rivolgendosi all’esterno la Asl abbia provocato un «ulteriore aggravio di spesa a carico dei contribuenti». Frittelli non riesce a capire «perché in questa Asl si deprima il servizio pubblico favorendo quello privato» e ricorda che da mesi sono senza lavoro tre ex precarie, Rachele Capozucca, Silvana Di Deo e Margherita Iezzi, che assicuravano al Dipartimento di Salute mentale un «servizio strutturato».


31 marzo 2009 - Il Resto del Carlino

Sciopero in aeroporto: cancellati due voli
LE RDB: «TURNI ORRIBILI, SERVIZIO PESSIMO»

Bologna - IERI, il Marconi ha dovuto fare i conti con l'ennesimo sciopero indetto (dalle 12 alle 16) dai sindacati autonomi delle Rdb (Cub trasporti). Due i voli saltati: uno di Alitalia per Roma e uno Air France per Parigi. Poi, in una nota, Luigi Marinelli, sindacalista, ha attaccato, denunciando «turni orribili e sbilanciati». Sugli appalti, ha richiamato «tante risposte non date, troppi licenziati», mentre Giacchieri (una delle società di handling), «oltre ad essere sotto indagine, fornisce un servizio sempre peggiore». Intanto, in consiglio comunale, Serafino D'Onofrio di Bologna città libera ha lamentato una gestione poco trasparente del Marconi da parte di Sab, la società di gestione. Ha risposto il sindaco Sergio Cofferati che ha definito «efficace» la gestione, ricordando, sui dissidi sindacali, che ci sono «sedi normali e naturali di confronto».


31 marzo 2009 - Il Bologna

Sindacati di base
Lo sciopero al Marconi fa saltare due voli

Bologna - Nel giorno in cui sfoggia lo sbarco di Rayanair, l’aeroporto di Bologna deve i fare i conti con lo sciopero indetto (oggi dalle 12 alle 16) dalle Rdb (Cub trasporti). L’effetto che ha avuto si traduce in due voli saltati (uno di Alitalia per Roma e uno Air France per Parigi; ma i passeggeri erano stati informati per tempo e quindi hanno utilizzato altri voli) e in una nuova sfilza di accuse. Il sindacalista Luigi Marinelli denuncia in una nota «turni orribili e sbilanciati, consegnati ben oltre il massimo ritardo ed è diventato impossibile ottenere ferie». Sugli appalti: «Tante risposte non date, troppi licenziati».

Il caso. Alla donna è stato concessa un'abitazione a tempo: per i prossimi tre anni
Sfrattata tentò il suicidio il Comune le dà una casa
Ieri le è stata concessa l'emergenza abitativa. Oggi era previsto lo sfratto forzato
di Gian Basilio Nieddu

Bologna - «Questa storia è finita bene, sono contenta». La signora N, quarantenne di origini marocchine, ieri ha ripreso a sorridere perchè il comune gli ha riconosciuto l'emergenza abitativa. Quindi, per i prossimi tre anni, potrà abitare in una casa con un canone a prezzi politici. La donna, secondo la denuncia dei sindacati di base, aveva tentato il suicidio perchè non riuscendo più a pagare l'affitto doveva lasciare la casa, in via Broccaindosso. Poi le iniziative dei sindacalisti, dell'associazione Asia, che hanno organizzato dei presidi davanti all'abitazione della donna morosa. Alla fine l'ufficiale giudiziario ha rimandato, venerdì scorso, l'esecuzionedello sfratto. Oggi ripasserà ancora ma ormai il rischio sfratto per la donna è finito: « La situazione dovrebbe risolversi entro due settimane - spiega una rappresentante delle Rdb - a questo punto l'ufficiale giudiziario può concedere una proroga o si troverà una sistemazione alternativa». Insomma il peggio è passato grazie alla commissione comunale che ha dato il via libera all'alloggio per la donna. «Ringrazio tutti i ragazzi del sindacato che mi hanno aiutato. Senza di loro non sarei riuscita ad avere la casa, ho scritto mail, lettere, lottato in ogni modo per aver riconosciuti i miei diritti - spiega l'inquilina N - ero disposta a fare qualcosa di drastico in piazza, davanti a tutti». Azione al limite che arriva dopo mesi di discussioni con l'assistente sociale e qualche incomprensione: «mi diceva di assumere le mie responsabilità ma sono stata licenziata e non riuscivo a trovare un lavoro». Dialettica comprensibile e approcci diversi fino all'intervento di Asia che ha organizzato il presidio e ieri aveva previsto una manifestazione in Comune, nella sala consiliare: «Abbiamo annullato l'iniziativa perchè volevamo portare N. in consiglio - spiega la sindacalista - far pressione». La battaglia è stata vinta ma l'emergenza abitazione come dimostrano i dati forniti dal Sunia, pubblicati nei giorni scorsi sul nostro giornale, che sottolineano come la crisi metta nei guai le famiglie nel pagamento dell'affitto. Intanto si muove anche la Lista Reno che incontra l'assessore Virginio Merola proprio sull'emergenza abitativa a cui si è mostrato sensibile pure l'Uppi, unione piccoli proprietari, che ha istituito un fondo per i più deboli.


31 marzo 2009 - La Nazione

I dipendenti comunali ci costano 535 euro a testa
I sindacati: «Troppi dirigenti». L'assessore contesta
di Monica Pieraccini

Firenze - I DIPENDENTI comunali gravano sulle tasche di ogni cittadino per 534,8 euro. Un dato che porta Firenze al quarto posto nella graduatoria delle spese pro capite dei Comuni per il personale. Dopo Ascoli Piceno, Trento e Siena, è il Comune di Firenze che spende di più l'organico. Composto da circa 5mila dipendenti e 81 dirigenti, di cui 68 fissi e 38 a termine, designati dal sindaco, che andranno a casa con la fine della legislatura. E se nel complesso le spese per il personale incidono per quasi il 40% sulle spese correnti, a finire sotto accusa non sono tanto gli stipendi dei dipendenti comunali, quanto i lauti compensi ai dirigenti. «Quindici dirigenti per ogni mille dipendenti commenta Paolo Becattini, segretario provinciale della Uil Fpl è un rapporto che ci può stare per Firenze. Il problema non è la quantità, ma la qualità». «Spesso prosegue Becattini questi dirigenti sono pagati troppo, rispetto a quello che fanno. La retribuzione media di un dirigente del Comune è relativamente bassa. Si attesta sui 3.500 euro. Ma può diventare anche il doppio a causa della parte variabile del loro compenso, basata sul risultato». Appena sotto i dirigenti, c'è l'esercito dei quadri intermedi. Che in Comune sono 220. Troppi, secondo Stefano Cecchi, delle Rdb-Cub. «Tra dirigenti e quadri intermedi si superano le 280 persone. Se ci sono già 81 dirigenti, a cosa servono tutti questi microdirigenti?», chiede provocatoriamente. Anche se una lancia a favore del Comune il sindacato di base la spezza. «In quelle 535 euro di spesa pro capite sottolinea Cecchi ci sono anche i 200 dipendenti, tra custodi e insegnanti, delle scuole materne che il Comune gestisce direttamente e, soprattutto, i 500 dipendenti dell'Iti». L'Istituto Tecnico è in fase di passaggio allo Stato, ma ancora il personale, in gran parte docenti, è pagato dal Comune. «Quando l'Iti diventerà a tutti gli effetti statale aggiunge Cecchi la spesa dell'amministrazione locale scenderà del 3-4%». E scenderebbe ancora di più, secondo l'assessore al bilancio Tea Albini (nella foto), se si rendessero omogenei i dati del Sole 24 Ore. «Firenze spiega è tra le poche città che è passata alla Tia. Se oggi il Comune incassasse ancora la tassa sui rifiuti avremmo 70 milioni di ricavi in più, che farebbero scendere di un 5% l'incidenza delle spese del personale sulle spese correnti». «Stesso discorso prosegue vale per le scuole materne, che incidono sulle casse del Comune per 23 milioni di euro. Poi le mense e i vigili urbani e tutti i servizi, tanti, che diamo ai cittadini». «Insomma conclude la Albini commenterò queste graduatorie solo quando le spese dei Comuni saranno effettivamente rese comparabili tra loro».

Siena. NIENTE SIT-IN con le auto...
di Laura Valdesi

Siena - NIENTE SIT-IN con le auto oggi all'ingresso del polo degli istituti biologici di San Miniato. La clamorosa iniziativa è slittata perché giovedì ci sarà una nuova assemblea del personale che protesta contro il pagamento del parcheggio, soprattutto per la motivazione addotta: aiutare chi invece già sborsa un occhio della testa dovendo lasciare l'auto in strutture del centro. Oggi poi i sindacati alle 9,30 si trovano con il direttore amministrativo Emilio Miccolis (nella foto in alto) per parlare anche del regolamento della sosta adottato in via sperimentale per 3 mesi, oltre che di salario accessorio, stabilizzazioni, della situazione dell'Azienda ospedaliera alla luce dell'intesa regionale sulle aziende integrate. Una piccola buona notizia è giunta semmai ieri dal via libera del cda dell'Università all'indennità di esproprio dei terreni accanto alla palestra di San Miniato dove il Comune costruirà un parcheggio a raso per il quartiere. Ma ne passerà di acqua sotto i ponti prima che veda la luce. Di conseguenza il tema resta attuale. Si è arricchito dell'intervento di Lorenzo Costa dell'Rdb che ribadisce la preoccupazione non «per il tono molto forte con cui il direttore amministrativo ha reagito a quanto deciso da un'assemblea di 150 dipendenti, non per la minaccia che esso avanza di ripercussioni diverse verso chi ha partecipato a quella riunione», quanto «per la sordità nei confronti delle richieste avanzate da molti di chiarimento e spiegazione su una questione che non è fra le priorità di nessuno di noi in questo momento grave per l'Ateneo. Forse però la difesa ad oltranza di un regolamento mal scritto e che desta imbarazzo in chi lo deve applicare, è dovuta al non voler accettare il dissenso». Poi la sfida: «Se è vero che l'Università non vuole fare cassa sospenda il provvedimento riconoscendo di non aver mai fatto una mappatura delle esigenze di mobilità dei dipendenti». Costa rivendica di non essere solo il sindacato «dei parcheggi gratuiti, crediamo nella tutela delle richieste dei colleghi. Quella di giovedì scorso è stata la voce di chi è giunto all'esasperazione. Non abbiamo cavalcato o soffiato su questo sentimento, solo cercato di farlo arrivare a chi può ancora cambiare idea». Conclude: «L'isolamento in cui ci troviamo come sigla sindacale in questa vicenda non è per noi grave. Lo è l'isolamento in cui sono stati lasciati i lavoratori dell'Ateneo».


31 marzo 2009 - Il Giorno

Pochi mezzi di soccorso Solo dieci autoscale: ne servirebbero venti
CARENZE CRONICHE

MILANO - «QUINDICI autopompe e una decina di autoscale. Ne servirebbero almeno il doppio». Consumati da trent'anni di storia, vecchi e malconci, pochi sono i mezzi di soccorso a disposizione dei Vigili del Fuoco. I mezzi con cui deve fare i conti non solo Milano ma tutta la provincia. «Abbiamo pochi mezzi di soccorso spiega Massimo Berto responsabile regionale della rappresentanza sindacale di base dei Vigili del Fuoco È un lavoro di grande responsabilità e durante le emergenze la pressione psicologica è fortissima». Prima di tutto ritardi, a volte di ore altre di giorni, e lunghe liste d'attesa nei periodi dell'anno in cui le richieste d'emergenza affollano il centralino. E se è vero che ogni stagione ha le sue complicazioni l'inverno, colpa di pioggia e gelate, e l'estate complici il caldo secco, il vento, e le sterpaglie non danno tregua. Sono 15 le autopompe e una decina le autoscale. Poche per tutta la provincia di Milano. Basta un intoppo, un guasto, una semplice manutenzione per compromettere l'intervento dei pompieri. Non c'è da stupirsi allora se quest'inverno la città è rimasta paralizzata dalla morsa di ghiaccio e neve. Colpa della copiosa nevicata, si diceva, e della mancanza di sale. Peccato che anche i pompieri avessero le mani legate: di autoscale, ideali per togliere le lastre di ghiaccio dai tetti, a dicembre i vigili ne avevano solo quattro.(Sab.P.)

Aiuto, i pompieri fanno acqua
Ottocento uomini al posto di 4mila e migliaia di richieste senza risposta: è emergenza
di SABRINA PEREZ

MILANO - MEZZI VECCHI e sotto-organico. L'allarme arriva dal corpo dei vigili del Fuoco di Milano e provincia, sommerso dalle richieste d'intervento: tre anche quattromila chiamate al mese. Tantissime rispetto al personale effettivamente disponibile: circa 800 uomini (il 70% in attesa di trasferimento) di cui 300 sono giovani reclute che hanno appena terminato il corso di formazione. Inevitabili, in caso di gravi incidenti, forte pioggia o vento, le liste d'attesa. Attese per i codici bianchi che possono durare ore, giornate intere. Basti pensare che la media europea parla di un pompiere ogni mille abitanti. Milano, stando a questa stima, non vanta nemmeno un quarto delle 4mila unità su cui dovrebbe poter contare. Eppure, per densità di popolazione e per la tipologia di aziende presenti sul territorio, è considerata zone a rischio. Come il resto della Lombardia. UN'AREA, quindi, in cui il controllo dovrebbe semmai essere maggiore. «Tanto lavoro, stress e straordinari a profusione», racconta Massimo Berto, responsabile regionale e provinciale della Rappresentanza sindacale di base dei Vigili del Fuoco. Sfruttare al massimo le risorse disponibili diventa spesso l'unico modo per sopravvivere all'enorme mole di lavoro. Incendi, allagamenti, incidenti autostradali. Ottocento contro 4mila. Una sproporzione, che se non fosse vera, sarebbe addirittura ridicola. «Cerchiamo di sopperire alla mancanza di personale con l'organizzazione spiega . Un'organizzazione e un lavoro di squadra super efficiente. Le medie europee in effetti parlano di un pompiere ogni mille abitanti, noi ci accontenteremmo di 700 uomini. Se poi consideriamo le assenze per malattia, le ferie e i riposi mediamente sono operativi circa 120 vigili per turno. Ritmi pesanti che possono compromettere il recupero psicofisico». Nel mirino la carenza di finanziamenti pubblici. Le assunzioni, infatti, vengono fatte a livello provinciale tramite concorso e, mancando i finanziamenti , il turn-over tra chi va in pensione e i nuovi assunti è inevitabilmente alterato. IN PRATICA, se prima assumevano tre persone ogni quattro che lasciavano, adesso non ne vengono assunti (a termine) più di due. E Milano, colpa questa volta dell'amaro confronto tra stipendi (circa 1200 euro al mese) e caro-vita e del fatto che i reclutamenti non sono legati al territorio, diventa ricettacolo di giovani reclute senza esperienza. «Buona parte della squadra spiega Massimo Berto è composta da pompieri alle prime armi. Ragazzi appena usciti dai corsi di formazioni a cui manca la dimestichezza che si acquisisce sul campo solo con il tempo. A fine aprile, inizio maggio, dovremo fare i conti, come tutti gli anni, con il trasferimento di chi si sposta vicino a casa. In più quest'anno verranno trasferiti anche 56 vigili autisti, per intenderci quelli che guidano i mezzi di soccorso, che non sappiamo ancora come rimpiazzare visto che non possiamo più contare sulle scuole di formazione». Critica anche la condizione dei mezzi di soccorso: pochi, malconci e vecchi di trent'anni. E sullo sfondo, l'emergenza «uomini»: pare che per reclutare i cosiddetti «discontinui», Milano stia cercando fra i volontari delle altre province lombarde: mai successo prima.


31 marzo 2009 - EPolis Torino

Giovedì
Discussione pubblica sugli scontri in Università

Torino - Si svolgerà giovedì alle 17 a Palazzo Nuovo la discussione pubblica sul tema 'Università ed antifascismo' dopo i recenti fatti di cronaca avvenuti nei pressi e dentro l'ateneo torinese. A promuoverlo, anche in reazione all'assenso dato dal rettore Pelizzetti all'iscrizione della lista di estrema destra 'Arcadia' alle prossime elezioni per il senato accademico, decine di organizzazioni, sigle sindacali e docenti. Sono però soprattutto i reduci del movimento autunnale dell’Onda a portare avanti questa iniziativa. «Dover fronteggiare periodicamente la provocazione di vecchie e nuove forme di fascismo, razzismo e xenofobia - spiegano in una nota gli organizzatori - è un impegno che ci distoglie da compiti e percorsi ben più urgenti e costruttivi. E’ un obbligo a cui però noi non ci sottraiamo!». Hanno già aderito: l'Anpi provinciale, il prorettore Roda Lorenzo Massobrio (Preside Facoltà di Lettere e Filosofia), l'ex sindaco di Torino Diego Novelli, Cub e Cobas.


31 marzo 2009 - Siena Free

SIENA: SARA’ INAUGURATA LA SEDE DEL SINDACATO DI BASE

Siena - CUB, RDB e Confederazione COBAS, presenti da tempo sul territorio e già fattivamente coordinati da più di un anno, precorrendo la linea nazionale tracciata dal Patto di Base (evolutasi nell'ultima assemblea nazionale del 7 febbraio scorso), con la nuova sede di via Mentana n.166, daranno ai lavoratori, agli studenti e ai pensionati di Siena e provincia un importante riferimento per la difesa e la tutela dei diritti basilari di ognuno, ed estendere la lotta contro i poteri economici e politici che, anche nel senese, vogliono far pagare la crisi ai salariati, ai giovani, ai settori popolari. La crisi internazionale e nazionale, appunto, si sta ritorcendo contro le classi più deboli, e le misure prese dal governo si sono tradotte in aiuti in direzione dei centri di potere, per poi scaricare ancor più i costi sui salari, l'occupazione, le pensioni, i tagli ai servizi sociali e ai beni comuni, la pressione fiscale. Il Patto di Base ha lanciato la sua piattaforma anti-crisi, che CUB-RDB-COBAS di Siena sostengono nella sua totalità, affinché, anche sul territorio, si dia una reale alternativa ai ceti più deboli e più colpiti; i punti della piattaforma anti-crisi sono dieci, tra cui:
- il blocco dei licenziamenti
- aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro
- aggancio di salari e pensioni al reale costo della vita
- cassa integrazione almeno all'80% del salario per tutti i lavoratori, precari compresi, continuità del reddito per i lavoratori 'atipici', con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati
- nuova occupazione mediante un Piano straordinario dello sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili
- piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari.
La recessione è arrivata purtroppo anche nel senese, ma, al di là della negativa congiuntura internazionale e nazionale, gravi sono le colpe di chi, ai primi "segnali di pericolo" per i lavoratori, si è girato dalla parte opposta, per poi gridare aiuto e dare il via ad una cassa integrazione selvaggia in tutta la provincia, con istituzioni-aziende-parti sociali immobili nella loro alleanza neocorporativa, specchio reale dei loro corrispettivi nazionali. Gli attacchi ai diritti fondamentali purtroppo sono molteplici, e quelli verso il diritto allo sciopero e al contratto nazionale sono i principali sintomi del pericolo antidemocratico che stiamo correndo. Con le nuove norme previste dal governo sul diritto allo sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e della società; dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le conseguenti risposte delle classi sociali al tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate dai lavoratori in casi particolarmente drammatici. L'attacco al contratto nazionale, le nuove norme che si intendono introdurre sulla rappresentatività sindacale, la nuova concertazione tra governo, confindustria e sindacati confederali che si è trasformata in una vera e propria commistione di poteri, sono elementi finalizzati ad impedire le rivendicazioni e la difesa dei diritti dei lavoratori. Lo scopo del governo, di fatto, è quello di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero. Per inasprire la condizione dei lavoratori, ha dato il suo prezioso contributo anche il ministro della pubblica amministrazione, con provvedimenti che hanno tratti più da grande fratello che da grande innovazione: dietro la bandiera della lotta ai fannulloni, c’è l’ennesima riprova del tentativo di ridurre le persone a semplici numeri e pedine da controllare. Non contenti di questo, come volevasi dimostrare, i Cobas da mesi danno l’allarme sul piano Tremonti-Gelmini, sulla distruzione programmata di almeno 150 mila posti di lavoro nella scuola in un triennio, mentre governo, opposizione ( si fa per dire ) e sindacati concertativi minimizzano. A rischio c'è anche quanto di più prezioso abbiamo intorno a noi: l'ambiente. Si sta tentando di riportare il paese verso una devastante deriva nucleare, ma l'attuale situazione della disponibilità del combustibile, dei problemi di impatto sanitario e ambientale, del costo di produzione di tutto il ciclo nucleare, dei rischi di proliferazione militare e del terrorismo, indica che al ricorso al nucleare sia da preferirsi l'impiego e il potenziamento delle nuove fonti energetiche, pulite e rinnovabili, e soprattutto le concrete possibilità d'uso più efficiente dell'energia, ma anche di vero e proprio risparmio energetico; è questa, nei fatti, la scelta effettuata da tutti i paesi industrializzati. Non mancano casi di grave rischio ambientale neppure a livello locale: il progetto per l'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano costituisce un potenziale colpo letale verso la salute della popolazione e verso le risorse idriche e le bellezze ambientali della nostra provincia, ma ancora una volta si vuole anteporre gli interessi politici ed economici sull'interesse dei cittadini. CUB, RDB e COBAS di Siena vogliono dunque chiamare tutti i lavoratori e le lavoratrici, le forze sociali, i movimenti di lotta contro la crisi e contro la devastazione ambientale, gli studenti e tutti coloro che si battono contro il tentativo del potere precostituito di uscire indenne dalla crisi, colpendo i nuovi ceti popolari: lo Sciopero Nazionale del 23 aprile sarà un ulteriore strumento per far valere i diritti di tutti in un contesto importante.


31 marzo 2009 - Il Tempo

La decisione dell'azienda sanitaria di affidare un servizio a uno psicologo non dipendente
Asl ed esternalizzazioni, un esposto
Protesta. Il sindacato RdB Cub si è rivolto alla procura della Repubblica
di Alessandra Di Filippo

Pescara - «La Asl dice di non avere risorse per rinnovare i contratti del personale, ma poi affida all'esterno servizi da sempre svolti dai dipendenti dell'azienda, con un ulteriore aggravio di costi». A denunciarlo è il segretario regionale del sindacato Rdb Cub, Mario Frittelli, che ha presentato un esposto alla procura della repubblica di Pescara in cui esprime perplessità sull'operato dell'Asl che, il 14 gennaio scorso, ha deliberato l'affidamento ad uno psicologo esterno di un servizio prima svolto nell'azienda e pian piano quasi smantellato. Nell'esposto, Frittelli fa presente che la deliberazione è stata adottata in seguito ad una richiesta della cooperativa sociale "L'Airone", a capo di un'Ati che, nell'ottobre 2007, si è aggiudicata, tramite gara, l'affidamento del servizio di assistenza e gestione di un centro diurno e di una casa famiglia per pazienti psichiatrici della Ausl, per un periodo di cinque anni e per un importo complessivo pari a 1.383.055,50 euro. La richiesta, risalente al maggio 2008, prevedeva l'estensione dell'appalto per consentire l'ampliamento dell'attività di riabilitazione e psicoterapia per 4 posti di semi residenzialità del centro diurno, e, quindi, di uno psicologo in più per un costo annuale del servizio a carico della Asl di 40.320,00 euro, ossia ulteriori 201.600 euro per l'intero quinquennio. "Per il pubblico, insomma, - ha sottolineato Frittelli - i soldi non ci sono, per il privato sì". Per queste e altre ragioni, i precari torneranno a manifestare oggi all'Aquila, davanti a palazzo dell'Emiciclo.


31 marzo 2009 - Gazzetta di Reggio, Modena

Donna marocchina sfrattata
Casa popolare dopo il tentato suicidio

BOLOGNA - Avrà una casa la donna marocchina di 43 anni che la settimana scorsa ha tentato il suicidio temendo di perdere l’appartamento in cui viveva per un imminente sfratto per morosità. In sua difesa si era levata Asia, l’associazione di inquilini delle Rdb di Bologna, che ieri è riuscita a ottenere il risultato sperato: «Questa mattina la commissione del Comune che si è occupa dell’edilizia popolare ha vagliato il caso e, su proposta degli assistenti sociali, ha decretato l’emergenza abitativa», spiega Lidia Triossi di Asia. Dunque la 43enne (invalida al 60% e di recente anche senza lavoro) avrà un alloggio Erp, per tre anni e non in via definitiva, come prevedono le assegnazioni per emergenza abitativa. Ai casi che vengono valutati in questo modo dalla commissione, spiega Triossi, «va il 15% del patrimonio Erp che si libera».


31 marzo 2009 - Liberazione

Lettere
Rete "No Ponte", un percorso da Roma a Messina

Cara "Liberazione", sono stati decine di migliaia i partecipanti al corteo indetto dal Patto di base (Cub-Cobas-Sdl) per contestare il G8 dei ministri del welfare. La manifestazione, che aveva come elemento caratterizzante il rifiuto da parte di lavoratori, precari e studenti di pagare la crisi del sistema economico-finanziario globale, ha visto la confluenza dell'Onda degli universitari. La mobilitazione nel suo complesso ha, inoltre, riaffermato la libertà di movimento e di contestazione rifiutando di accettare il nuovo protocollo relativo alla città di Roma che intenderebbe vietare piazze e strade che ospitano palazzi istituzionali di particolare rilievo. Al corteo ha preso parte anche una delegazione della Rete No Ponte che ha voluto rivendicare come sia necessario che le risorse finalizzate al ponte vengano riconvertite sul welfare e per infrastrutture più prossime ai cittadini. La Rete ha iniziato in questo modo il lungo percorso di attraversamento delle mobilitazioni nazionali che porterà alla manifestazione contro il Ponte sullo Stretto che si terrà a Messina l'8 agosto.
Luigi Sturniolo Rete No Ponte


30 marzo 2009 - Agi

GIUSTIZIA: DOMANI PROTESTA LAVORATORI A MONTECITORIO

(AGI) - Roma, 30 mar. - La protesta dei lavoratori del comparto giustizia (in totale oltre 40mila) si sposta dalle procure e dai tribunali fino a Montecitorio, dove domani, alle 15.00, daranno vita a una manifestazione, insieme a rappresentanti degli avvocati, "per dire no all'abbandono della Giustizia, ai tagli del personale, alla mancata riqualificazione, all'assenza di adeguati strumenti di lavoro e al diniego degli interpelli". La protesta, indetta da Ugl, Cgil, Uil, Rdb, Intesa, Flp e Comitato di lotta, si prefigge, si legge in un comunicato della Ugl Ministeri, di portare la questione all'attenzione dei parlamentari e fare in modo che il dibattito si sposti tra i banchi di Montecitorio "Si continua a parlare di riforme - spiega il segretario nazionale Ugl Ministeri, Paola Saraceni - ma senza alcun accenno al personale, che pure dovrebbe rappresentare il pilastro di una seria riforma della giustizia. Nei tribunali, nelle procure e in tutti gli uffici giudiziari mancano i cancellieri, gli ufficiali giudiziari e gli operatori amministrativi,con carenze organiche che variano tra il 30 e il 50 per cento. Per non parlare della scarsita' di risorse e strumentazioni". Dunque, "non ci si deve meravigliare - continua Saraceni - se il dato relativo alla giacenza media, cioe' il rapporto tra procedimenti pendenti e quelli esauriti, e' di circa tre anni e il dato assoluto della giacenza e' in costante aumento rispetto al quinquennio precedente, con conseguente sofferenza delle Corti". Si e' passati, in base ai dati citati dalla sindacalista, da 841 giorni nel 2001 agli attuali 1.509 per i giudizi di cognizione ordinaria davanti al tribunale, da 525 a 960 giorni per il contenzioso previdenziale, da 528 a 857 giorni per le controversie di lavoro diverse dal pubblico impiego, da 443 giorni, nel 2002, a 905 giorni per le controversie in materia di lavoro pubblico. Anche in tema di equa riparazione, il dato della giacenza, spiega l'Ugl ministeri, appare cresciuto, raddoppiato rispetto al 2002.


30 marzo 2009 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. SCIOPERO E ACCUSE, COFFERATI DIFENDE SAB
2 VOLI SALTATI; RDB: TURNI ORRIBILI, IMPOSSIBILE OTTENERE FERIE

DIRE) Bologna, 30 mar. - Nel giorno in cui sfoggia lo sbarco di Rayanair, l'aeroporto di Bologna deve i fare i conti con l'ennesimo sciopero indetto (oggi dalle 12 alle 16) dalle Rdb (Cub trasporti). L'effetto che ha avuto si traduce in due voli saltati (uno di Alitalia per Roma e uno Air France per Parigi; ma i passeggeri erano stati informati per tempo e quindi hanno utilizzato altri voli) e in una nuova sfilza di accuse. Luigi Marinelli denuncia in una nota "turni orribili e sbilanciati, consegnati ben oltre il massimo ritardo ed e' diventato impossibile ottenere ferie". Ancora al centro della polemica e' anche l'accusa per la mancanza di "corrette relazioni sindacali che partano dal riconoscimento della Cub trasporti", lamenta Marinelli. Sugli appalti, Marinelli, richiama "tante risposte non date, troppi licenziati", mentre Giacchieri (una delle societa' di handling), "oltre ad essere sotto indagine, fornisce un servizio sempre peggiore. A questo- continua il sindacalista- si aggiungono i problemi relativi alla mensa aziendale, pausa mensa, buono pasto, buste paga, permessi studio, mancanza di regole condivise e trasparenti". Contemporaneamente, in Consiglio comunale, Serafino D'Onofrio (Bologna citta' libera) lamenta una gestione poco trasparente del Marconi da parte di Sab accusando la societa' anche di non saper governare i rapporti con il sindacato. E cosi' e' il sindaco Sergio Cofferati, a prendere la parola a Palazzo D'Accursio e ha rispondere alle critiche che vengono da piu' parti. Definisce infatti "efficace" la gestione del Marconi e sui dissidi sindacali ricorda che ci sono "sedi normali e naturali di confronto e composizione dei problemi", ma anche che servirebbe una legge sulla rappresentanza sindacale "che tolga dalla 'erraticita'' e dalla difficolta' che ne consegue il rapporto tra imprenditori e rappresentanti dei lavoratori. E sono "importanti i protocolli che definiscono funzioni e compiti". Cofferati difende poi le scelte fatte sui rappresentanti del Comune nel cda di Sab: di coloro che Palazzo D'Accursio ha nominato nel board della societa' "continuo ad avere un giudizio positivo fino a prova contraria". Ne' si possono esprimere valutazioni definitive per via dell'inchiesta giudiziaria sugli appalti al Marconi. "Credo- afferma Cofferati- che sia del tutto ovvio aspettare le conclusioni della magistratura e poi trarne delle conseguenze se ci saranno decisioni da parte della stessa".

CASA BOLOGNA. AVRA' UN TETTO LA 43ENNE CHE TENTO' SUICIDIO
ASIA: ACCORDATA L'EMERGENZA ABITATIVA, ALLOGGIO ERP PER 3 ANNI

(DIRE) Bologna, 30 mar. - Avra' una casa la donna marocchina di 43 anni che la settimana scorsa ha tentato il suicidio temendo di perdere l'appartamento in cui viveva per un imminente sfratto per morosita'. In sua difesa si era levata Asia, l'associazione di inquilini delle Rdb di Bologna, che oggi e' riuscita a ottenere il risultato sperato: "Questa mattina la commissione di Palazzo D'Accursio che si e' occupa dell'edilizia popolare ha vagliato il caso e, su proposta degli assistenti sociali, ha decretato l'emergenza abitativa", spiega Lidia Triossi di Asia. Dunque la 43enne (invalida al 60% e di recente era rimasta anche senza lavoro) avra' un alloggio Erp, per tre anni e non in via definitiva, come prevedono le assegnazioni per emergenza abitativa. Ai casi che vengono valutati in questo modo dalla commissione, spiega Triossi, "va il 15% del patrimonio Erp che si libera". La 43enne che fino a ieri rischiava lo sfratto dall'appartamento in cui viveva in via Broccaindosso, nelle prossime settimane avra' una nuova casa probabilmente in zona San Donato. Asia canta vittoria: "Questa vicenda, emblematica del disagio abitativo a Bologna, ha trovato una soluzione grazie alla mobilitazione, alla solidarieta' e allo spazio sui media". Per Asia e' la dimostrazione che "solo con una azione collettiva si puo' risolvere il problema del diritto alla casa". Per uno che e' andato a buon fine, Asia non dimentica "le centinaia di inquilini che sono sotto sfratto e che vengono sgomberati nel silenzio e senza alternative, con cui abbiamo un contatto diretto grazie all'attivita' dei nostri sportelli per il diritto alla casa". L'associazione rilancia dunque la piattaforma per il diritto alla casa, chiedendo il blocco degli sfratti per morosita' e l'aumento delle case popolari.


30 marzo 2009 - Ansa

SANITÀ:ESPOSTO SINDACATO CONTRO ASL PER AFFIDAMENTO APPALTO

(ANSA) - PESCARA, 30 MAR - Il segretario regionale Abruzzo del sindacato Rdb-Cub, Mario Frittelli, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pescara per chiedere di valutare l'operato della Asl che a gennaio ha affidato a uno psicologo esterno «un servizio sempre svolto da dipendenti Asl, con aggravio di spesa a carico dei contribuenti». Frittelli spiega che la deliberazione è stata adottata in seguito a richiesta della cooperativa sociale «L'Airone», capofila di un'associazione temporanea di imprese che, nell'ottobre 2007, si è aggiudicata la gara per il servizio di assistenza e gestione di un centro diurno e di una casa famiglia per pazienti psichiatrici della Asl, per cinque anni e importo complessivo di un milione 383.055,50 euro. Nel maggio 2008, in seguito a tale appalto, la cooperativa ne ha richiesto un'estensione, per consentire l'ampliamento dell'attività di riabilitazione e psicoterapia per 4 posti di semiresidenzialità del centro diurno, e, quindi, di uno psicologo in più, per un costo annuale del servizio a carico della Asl di 40.320 euro, quindi ulteriori 201.600 euro per il quinquiennio. Per Frittelli si tratta di «una scelta plausibile, ma moralmente scorretta», in quanto «è stato demandato al privato un servizio prima svolto dal pubblico». Il segretario del sindacato ha ricordato, in proposito, che nell'ottobre 2008 sono state licenziate tre psicologhe che prestavano servizio alla Asl, due delle quali nel Dipartimento di Salute mentale. «Per il pubblico, insomma, - ha proseguito Frittelli - i soldi non ci sono, per il privato sì». Ha dunque annunciato che saranno presentati altri esposti e che domani i precari delle Asl abruzzesi torneranno a protestare davanti a palazzo dell'Emiciclo all'Aquila.

DOMANI IN PUGLIA

(ANSA) - BARI, 30 MAR - Avvenimenti previsti per domani, in Puglia:...
17.30 - Modugno (Bari) - Comando polizia municipale In occasione del Consiglio comunale, manifestazione di protesta dei lavoratori dipendenti, dei licenziati, dei disoccupati e cassintegrati, sulla crisi. La manifestazione è promossa da Cib Unicobas, Flmuniti cub Bari...


30 marzo 2009 - Apcom

Giustizia/ Domani protesta a Montecitorio dipendenti tribunale
Manifestazione contro mancata riqualificazione addetti

Roma, 30 mar. (Apcom) - Protesta dei dipendenti giudiziari di procure e tribunali. Domani, davanti a Montecitorio, a partire dalle 15, è prevista una manifestazione indetta da Ugl, Cgil, Uil, Rdb, Intesa, Flp e Comitato di Lotta. La protesta degli oltre 40mila dipendenti giudiziari - si spiega in una nota - servirà "per dire no all'abbandono della Giustizia, ai tagli del personale, alla mancata riqualificazione, all'assenza di adeguati strumenti di lavoro e al diniego degli interpelli". "Si continua a parlare di riforme - sottolinea il segretario nazionale Ugl ministeri, Paola Saraceni - ma senza alcun accenno al personale, che pure dovrebbe rappresentare il pilastro di una seria riforma della giustizia. Nei tribunali, nelle procure e in tutti gli Uffici Giudiziari mancano i cancellieri, gli ufficiali giudiziari e gli operatori amministrativi,con carenze organiche che variano tra il 30 e il 50 per cento".


30 marzo 2009 - Adnkronos

GIUSTIZIA: DOMANI DAVANTI A MONTECITORIO PROTESTA LAVORATORI

Roma, 30 mar. - (Adnkronos) - Al via domani la protesta dei dipendenti giudiziari di procure e tribunali. Davanti a Montecitorio, a partire dalle 15, è prevista una manifestazione indetta da Ugl, Cgil, Uil, Rdb, Intesa, Flp e Comitato di Lotta. Una nota annuncia che la protesta degli oltre 40mila dipendenti giudiziari servirà «per dire no all'abbandono della Giustizia, ai tagli del personale, alla mancata riqualificazione, all'assenza di adeguati strumenti di lavoro e al diniego degli interpelli». «Si continua a parlare di riforme - sottolinea il segretario nazionale Ugl ministeri, Paola Saraceni - ma senza alcun accenno al personale, che pure dovrebbe rappresentare il pilastro di una seria riforma della giustizia. Nei tribunali, nelle procure e in tutti gli Uffici Giudiziari mancano i cancellieri, gli ufficiali giudiziari e gli operatori amministrativi,con carenze organiche che variano tra il 30 e il 50 per cento».


30 marzo 2009 - City

Sciopero di terra. Voli a rischio

Bologna - Disagi in vista oggi all’aeroporto per i passeggeri a causa di uno sciopero locale di 4 ore proclamato da Rdb-Cub per i lavoratori di Giacchieri, Koop Service, Bas, Marconi Handling, Fast Freight Marconi e Sab. Dalle 12 alle 16, i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti.


30 marzo 2009 - Prima Da Noi

Precari Asl, domani nuovo sciopero dei lavoratori a rischio

L’AQUILA - Le Rappresentanze Sindacali di Base, Confederazione Cobas, Comitato Precari dopo lo sciopero del 9 marzo attendono ancora risposte ai vecchi quesiti. E così hanno indetto per martedì 31 marzo un nuovo sciopero dei precari della Asl abruzzesi, da inizio a fine turno. Ad annunciarlo è Mario Frittelli della federazione Rdb Cub. Si tratta della seconda manifestazione di protesta a distanza di poche settimane dalla prima «perché non è stata intrapresa nessuna iniziativa per risolvere i nostri problemi», assicurano i precari. Lo scorso 26 Febbraio presso la Prefettura de L’Aquila ha avuto esito negativo il tentativo preventivo di conciliazione previsto. I precari, che si sono dati appuntamento davanti all’emiciclo del Consiglio Regionale de L’Aquila sfileranno travestiti da fantasmi, con lunghe lenzuola bianche a coprire i loro corpi, metafora di una vita vissuta nell’ombra. Tra le richieste ci sono la rivisitazione del piano di stabilizzazione del personale precario della sanità abruzzese proposto dal Commissario Straordinario, l’attivazione di un tavolo di confronto sul piano di rientro della Regione Abruzzo, la proroga dei contratti precari in scadenza e lo stop ai licenziamenti per scadenza proroga a partire da quelli della ASL di Pescara. «E’ inaccettabile che siano i precari a pagare i costi della crisi nazionale e della malagestione della sanità regionale», dicono i lavoratori. «E inaccettabile che siano i cittadini abruzzesi a pagare oro un servizio pubblico ridotto all’osso e oramai in agonia».


30 marzo 2009 - Tempo Stretto

Primo appuntamento per il fronte del 'NO al ponte'
L’ultima tappa sarà il corteo dell’otto agosto, nel frattempo iniziano le "prove generali"
di Elena De Pasquale

Messina - Come anticipato nelle settimane scorse il ricompattato fronte del "NO al ponte" inaugura il proprio calendario di appuntamenti che culmineranno con la manifestazione d giorno 8 agosto. Il portavoce del gruppo "Rete No-Ponte" Luigi Sturniolo, conferma infatti la partecipazione di un folto gruppo di cittadini contrari alla costruzione della grande opera, al corteo indetto dal Patto di base (Cub-Cobas-Sdl) per contestare il G8 dei ministri del Welfare. La delegazione di "Rete No Ponte" che non ha fatto mancare il proprio supporto ad una manifestazione avente come elemento caratterizzante il rifiuto da parte di lavoratori, precari e studenti di pagare gli effetti delle crisi del sistema economica, ha rivendicato «come sia necessario che le risorse finalizzate al ponte vengano riconvertite sul welfare e per infrastrutture pià vicina i cittadini». Questo dunque il primo appuntamento, dopo la notizia del finanziamento accordato dal Cipe per la costruzione del Ponte sullo Stretto, di quanti non condividono la realizzazione della mastodontica opera: prossima tappa il 4 aprile, con adesione alla manifestazione nazionale della Cgil e poi ancora tra maggio e giugno seminari sul ponte e sulle grandi opere, a luglio iniziativa di piazza a Faro incentrata sulla devastazione di quel territorio in caso di inizio dei lavori, per concludere infine giorno 8 agosto con l’organizzazione di un grande corteo.


30 marzo 2009 - Leggo

Bologna. L’aeroporto Marconi avverte...

Bologna - L’aeroporto Marconi avverte i passeggeri che devono mettersi in viaggio oggi: a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da Rdb-Cub per i lavoratori di Giacchieri, Koop Service, Bas, Marconi Handling, Fast Freight Marconi e Sab, dalle 12 alle 16, «i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti».


30 marzo 2009 - Il Sole 24 Ore

Personale. Per la prima volta gli oneri dei rinnovi saranno tutti a carico degli enti
Patto e rappresentanza complicano il contratto
L'Aran apre i tavoli decentrati a chi non firma il biennio
di Gianni Trovati

I meccanismi della rappresentanza sindacale nel pubblico impiego non sfuggono mai alla regola della catena: se si tocca un anello, si spostano anche tutti gli altri, e chi fa il primo movimento non sempre è in grado di prevederne tutte le conseguenze. In questo modo la matassa si fa sempre più intricata, e insieme alle incognite pesanti poste da un Patto di stabilità particolarmente severo rendono difficile la vita del tavolo che sta lavorando al biennio economico 2008/09.
L'ultima (finora)puntata arriva dalla delibera 15/2009 dell'Aran (su cui si veda anche «Il Sole 24 Ore» del 23 marzo), che apre le porte delle trattative decentrate anche a chi non firma il biennio economico nazionale, purché abbia sottoscritto il quadriennio normativo di riferimento. L'intervento dell'Aran riguarda tutto il pubblico impiego, e nasce per non escludere Cgil e Rdb dagli integrativi di quei comparti (ministeriali, enti pubblici non economici) dove il sindacato di Epifani non ha siglato le intese approvate da Cisl, Uil e Confsal. Ma negli enti locali la novità rimette in gioco anche Csa e Dicapp- Confsal, escluse dal tavolo perché sotto il livello adatto di rappresentanza (anche se la Csa ha portato tutti in tribunale per contestare il semaforo rosso: si veda «Il Sole 24 Ore» del 19 marzo). «Con questa delibera noi rientriamo – esulta Francesco Garofalo, coordinatore nazionale Csa –, ma ci devono riconoscere anche i distacchi e i permessi che ci sono stati sottratti: altrimenti come trattiamo?». La "vittoria" sugli integrativi, però, nei piani della Csa è solo una tappa, perché «ora ci devono riaprire le trattative nazionali, cancellando i pretesti con cui ci hanno escluso. Altrimenti si verifica il controsenso per cui non partecipiamo al biennio nazionale, ma poi costruiamo i bienni decentrati».
Sulla stessa linea Domenico De Grandis, segretario nazionale della Dicapp- Confsal,l'altra sigla tagliata fuori dalla trattativa nazionale, che accusa: «Troppi errori, in una gestione a fisarmonica che si allarga e si restringe per favorire qualcuno a prescindere dalle regole». Ma la delibera richiama in campo anche l'Unione dei segretari, al centro di critiche sulla sua possibilità di accedere al tavolo di categoria: «L'atto di indirizzo per il rinnovo – sottolinea Liborio Iudicello, segretario dell'Unione – è rivolto anche a noi, che avevamo firmato un protocollo d'intesa con la Funzione pubblica e un contratto con norme programmatiche per il nuovo accordo. In questa chiave, come possiamo non partecipare all'intesa che deve tradurre questi impegni?».
Sul fronte dei confederali, le reazioni sono diverse e provano a suonare una musica unitaria. «L'Aran – riflette Carlo Podda, segretario della Fp Cgil –si è limitata a chiarire una cosa scontata: nel pubblico impiego è una legge a fissare i parametri della rappresentanza, e sarebbe singolare che la Cgil, cioè il sindacato più grande, venisse esclusa dai tavoli». Anche la Cisl, del resto, che con la delibera 15/2009 perde la posizione di vantaggio che le derivava in sede decentrata dall'aver firmato tutti i bienni nazionali, ha dato parere favorevole alla decisione Aran. «Questo dimostra che noi siamo partecipativi nel Dna, al contrario della Cgil», taglia corto il segretario nazionale della Cisl Fp Giovanni Favarin. Passando al merito,l'attod'indirizzo per il personale non dirigente di Regioni ed enti locali ha avuto il via libera nelle scorse settimane, ma sui lavori del tavolo pesa l'incognita sollevata dal Patto di stabilità. A differenza degli anni scorsi, i vincoli di finanza pubblica non hanno previsto alcuna esclusione per gli oneri legati al rinnovo contrattuale, che in passato sono sempre stati "girati" allo Stato oppure esclusi dal Patto per sterilizzarne l'incidenza. Oggi nelle norme non c'è nulla di tutto ciò,e l'esito delle trattative con il Governo per ottenere correttivi sugli altri fronti (a partire dagli investimenti) mostra che i margini di manovra sono più che stretti. La prospettiva di accollarsi anche i costi del rinnovo, in una situazione già complicata per i conti locali, certo non facilita una conclusione rapida della trattativa.


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