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29 marzo 2009 - Liberazione Proteste in tuttEuropa. A Roma Onda e Cobas contro il G14«No al capitalismo selvaggio» Il movimento torna in piazza Sindacati, ecologisti, noglobal, pacifisti. Eccoli i nuovi
protagonisti di una protesta che ha investito l'Europa e non solo. Per una settimana la
scena sarà loro. Al centro delle iniziative un "No" netto a un capitalismo
tutto da riformare. Sono cominciate così da Londra le proteste per il summit G20 previsto
per giovedì e hanno coinvolto migliaia di persone. A Bruxelles si sono indossate maschere
raffiguranti i Venti grandi della terra, a Parigi si è versata sabbia sulla Borsa per
simulare i paradisi fiscali. Cobas, Rdb e Sdl: «Non più
spezzoni separati» «Voi G14 con i responsabili della crisi; noi con i lavoratori, i disoccupati e i precari». Il grande striscione che apre il corteo di Cub, Cobas e Sdl organizzato a Roma per protestare contro i ministri del lavoro del G8 e lanciare la piattaforma sociale contro la crisi economica, ondeggia vistosamente sotto i colpi del vento. Si affaccia qualche innocua goccia di pioggia. E' questa l'unica vera "perturbazione" che disturba il grande e festoso serpentone che si snoda tra piazza della Repubblica e piazza Navona. Il resto? Solo qualche fumogeno e un paio di scritte irriverenti sulle vetrine di banche e agenzie immobiliari. E' lo stesso sindaco Alemanno a fine giornata a dover ammettere che si è trattato di semplici «intemperanze». Le prove generali di unità politica del "patto di base", il raggruppamento di organizzazioni sindacali che che ormai guarda con grandi speranze allo sciopero del 23 aprile, hanno avuto un buon esito. Hanno sfilato insieme precari della pubblica amministrazione, studenti, disoccupati e senza casa. Una "materia sociale" che non solo non ha nessuna intenzione di pagare la crisi ma che indica anche chiaramente le misure per uscire dal tunnel: aumento di salari e pensioni, blocco dei licenziamenti, estensione della cassa integrazione, salario sociale. nazionalizzazione delle banche per un nuovo intervento pubblico e ricoversione ecologica dell'economia. Subito dietro lo striscione di apertura a tenere banco sono i cordoni dei precari: dalla scuola, dalla ricerca, dai comuni dell'hinterland napoletano dove in settemila mandano avanti di fatto la pubblica amministrazione. «Brunetta ci vuole cacciare - dice uno di loro - ma l'ha capito o no che così si ferma tutto?». Molto folto anche il gruppo dei ricercatori dell'Ispra, ente pubblico che dovrebbe occuparsi di ambiente. Il condizionale è d'obbligo, perché il 45% dell'organico è precario e da giugno ogni momento è buono per cacciarli. Tanti i vigili del fuoco e gli autisti dei trasporti locali. Tra gli altri, ci sono anche i ferrovieri dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri. «E' una manifestazione importante - sottolinea Dante De Angelis, messo fuori da Trenitalia perché ha denunciato la scarsa sicurezza dei convogli - che dovrebbe agire da stimolo per l'unità del sindacalismo di base». Non si può non notare lo spezzone unitario del mondo della scuola e della formazione, principalmente romano che ribadisce la contrarietà al decreto legge Aprea «che impoverisce la didattica verso gli studenti e blocca il futuro agli attuali precari e a quelli che devono ancora arrivare». Tre manifestanti svestiti da fantasmi: sono gli infermieri precari dell'Asl di Chieti che chiedono la stabilizzazione. «Siamo uniti tutti noi lavoratori perché questa crisi noi non la pagheremo», scandiscono dai megafoni. Tutti molto soddisfatti i tre portavoce di Rdb, Cobas e Sdl, sia per quanto riguarda la partecipazione - a fine giornata gli organizzatori annunciano dal palco circa 50mila presenze - sia la tranquillità con cui si è svolta l'inizitiva e, quindi, la riuscita politica della manifestazione. «Il punto di forza - sottolinea Piero Bernocchi, dei Cobas - è stato aver posto le basi di una grande alleanza sociale tra chi è precario, chi è nella scuola, chi lotta nel territorio, attraverso una piattaforma che va oltre il mondo del lavoro e si presenta come una vera piattaforma sociale anticrisi». Fabrizio Tommaselli sottolinea invece l'"anomalia" rispetto ad iniziative simili negli anni passati. «Le bandiere si sono mischiate e questo ha un grande valore simbolico positivo. I vari spezzoni non sono stati rigidamente divisi». Per Paolo Leonardi, della Rdb, «siamo qui di nuovo in piazza contro chi attacca il diritto di sciopero e di manifestare». Tra i manifestanti anche alcuni politici come il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero, Paolo Cento e il consigliere regionale del Lazio Luigi Nieri. «Ottima manifestazione, che tiene assieme tutti gli strati sociali colpiti dalla crisi: lavoratori ex garantiti, precari, disoccupati, studenti. Quindi molto utile e importante», commenta Ferrero. «Una manifestazione - aggiunge - che chiede al governo di cambiare politica visto che sino ad ora ha fatto solo gli interessi di chi la crisi l'ha provocata e non dei lavoratori che la stanno pagando». Tra gli altri hanno percorso il corteo le bandiere di Sinistra Critica e del Partito comunista dei lavoratori. Onda, precari, centri sociali
beffano il "protocollo", banche "sanzionate" lungo il corteo contro il
G14 Comincia ad arrivare anche in Italia: non la crisi, ma il vento della risposta sociale, organizzata, di conflitto e di movimento. Questo è il segnale espresso dalla dimensione più "movimentata", appunto, della giornata di ieri a Roma contro il G14, il summit allargato del G8 sotto la presidenza italiana, su lavoro e welfare, che si svolge oggi nella capitale. Contro il G14, ossia per l'articolazione in piattaforma di rivendicazioni e di pratiche di quel «noi la crisi non la paghiamo» che è stato fatto rimbombare dall'Onda studentesca: ma che ora investe un'intero potenziale di insorgenza sociale. Arriva anche in Italia un certo vento "europeo": e non a caso succede a Roma quel che succede, mentre a Londra una moltitudine blocca la metropoli in vista del G20, il "successore" designato del G8 nella governance della globalizzazione e della sua crisi. E mentre almeno 15mila attiviste ed attivisti bloccano Francoforte e altrettanti Berlino, unendo alla pressione sul G20 il lancio delle mobilitazioni contro il prossimo vertice Nato in Germania e un link esplicito alla protesta contro il G14. Cosa è successo a Roma? Tante cose insieme. Anzitutto, se n'è andato in fumo il tentativo di calare sulla capitale una definitiva cappa repressiva attraverso l'applicazione, tante volte in questi giorni invocata dal sindaco Alemanno e dal suo gruppo di potere nel Pdl a congresso, del famigerato «protocollo». Quello firmato da Comune, Questura, Prefettura ma anche da Cgil Cisl Uil. Quello che renderebbe off limits per cortei e proteste l'intero centro storico - e politico. Proprio in questa fase sociale. Un protocollo che, evidentemente, non dovrebbe riguardare altri che quanti l'hanno voluto sottoscrivere. Ma che invece è stato brandito quale giustificazione delle cariche all'ateneo della Sapienza il 18 scorso, per impedire all'Onda di raggiungere i manifestanti dello sciopero della conoscenza indetto dalla stessa Cgil. Ebbene, ieri il protocollo e tanto più il suo (prevedibilissimo) abuso sono andati in fumo insieme al tentativo, operato da più parti, di dichiarare l'Onda stessa «morta», finita. E di "spaventare" la manifestazione indetta ieri contro il G14 dal "Patto di base", l'unità di Cobas, Cub-Rdb e Sdl. Doveva succedere di tutto: a partire dai «blocchi» indetti prima della partenza del corteo, per raggiungerlo da vari punti vicini a piazza Esedra, dai settori di "movimento". E invece è successo che i blocchi ci sono stati, tutti, e sono andati benissimo. Folto quello fissato alla stazione Tiburtina dai "Blocchi precari metropolitani" («Hate G8, out of control»), partecipato quello a via de Lollis da Action, che entrambi hanno raggiunto il blocco più esposto ai riflettori, quello lanciato da "Sapienza in Onda" sul luogo del delitto delle cariche del 18, a piazzale Aldo Moro. Da dove, alla fine, ci si è mossi in corteo in tanti verso piazza Esedra e ci si è ritrovati in migliaia quando a viale di Castro Pretorio si sono aggiunti la nuova rete degli "Indipendenti" («Che vita sarebbe senza profitto?», «Diffondi cospirazione») e il Coordinamento di lotta per la casa, che il blocco l'avevano mosso da Porta Pia. Blocchi veri e propri, insomma, per quanto mobili: perché l'obiettivo di stravolgere la "normalità" del sabato romano è stato raggiunto in pieno. Senza che il clima agitato dalle parti del Viminale nei giorni precedenti si sia potuto tradurre in azioni repressive di alcun genere. Quando questa composizione di movimento ha raggiunto la manifestazione dei sindacati di base si sono imposte diverse evidenze. La prima, certamente, che l'Onda non è affatto «morta», nonostante certe dichiarazioni anche interne al "dibattito" nelle facoltà e la scelta di alcuni di ritrovarsi direttamente a piazza della Repubblica: tanto più si è rivelata viva, la dinamica dell'Onda, che ieri l'intero composito spezzone di movimento è stato concordemente aperto dallo striscione dei "sapientini", seguiti da delegazioni nazionali, con la scritta «Guerriglieri (virgolettato e dedicato al ministro Brunetta, ndr ) anomali contro il G14 e per un nuovo welfare». Ma quando lo spezzone di "movimento" si è disteso nel corteo unitario, s'è imposta anche un'altra evidenza: che la geografia politica e sociale, l'equilibrio di soggetti di un fronte alternativo di conflitto dentro e oltre la crisi, sono mutati. Tanto, infatti, era il peso di studenti, precari, occupanti di case, attivisti dei centri sociali e delle reti d'azione sul corpo complessivo dei manifestanti. Un peso esercitato sotto un segno comune, rivendicato da tutte le "anime": l'irrapresentabilità, l'indipendenza politica e organizzativa dei movimenti. Un segnale che promette di cresce nelle prossime tappe: per lo sciopero generale indetto dallo stesso "Patto di base" per il 23 aprile, si parla già di «sciopero metropolitano». E stato il corteo stesso a mostrare che il segnale vuol essere inequivoco. Comincia all'inizio di via Cavour: prima banca, un'agenzia Unipol, «sanzionata» o «segnalata» in massa con uova, vernice, fumogeni e petardi. Poi l'agenzia Fata in via Pincherle, a due passi dal Viminale, con funzionari di Ps che perdono la testa, rintuzzati dalla reazione immediata del corteo. Quindi la Pirelli Re e ancora una banca, la Carim, sempre su via Cavour. Di seguito, fumogeni sul blindatissimo Altare della Patria. E a largo di Torre Argentina di nuovo un'Unipol. Infine a corso Vittorio un'agenzia di Banca Intesa. Tanto per chiarire, dopo l'azione del vasto "comitato romano contro il G8" all'Abi giovedì, il who's who della crisi. E per portare in Italia quel certo qual vento europeo. Nel capoluogo emiliano per l'affitto
si spende fino al 70% dello stipendio o della pensione «Ero disperata, mi sentivo presa in giro e quella
notte ho tentato il suicidio, ma non è andata come speravo». Chi parla è una donna di
43 anni di origine marocchina che da 13 vive in Italia. Abita da sola in un bilocale nel
centro di Bologna, ma ha ricevuto lo sfratto perché, da quando ha perso il lavoro, non è
più riuscita a pagare l'affitto. Il 18 marzo ha cercato di togliersi la vita ingoiando
tutti i farmaci che aveva in casa. Era stata dimessa da poco quando, il 27 marzo,
l'ufficiale giudiziario si è presentato nella sua abitazione per eseguire lo sfratto,
rinviato al 31 di questo mese. «Sono appena tornata dall'ospedale, non tengono conto di
come sto», protesta la donna, stanca e incredula di essere trattata ancora una volta con
così poca «umanità». Vuole restare anonima, per non farsi cattiva pubblicità con
eventuali datori di lavoro. 29 marzo 2009 - Il Manifesto UNIONE EUROPEA Da Londra a Roma,
l'onda anti-crisi va in piazza. Con sindacati di base, centri sociali, movimenti di lotta
per la casa, Onda universitaria, precari e disoccupati. Alla prima prova non regge il
protocollo Alemanno sulle manifestazioni. Istituti di credito nel mirino ROMA - Migliaia di facce, migliaia di storie, un unico
problema comune: la crisi. Che attanaglia la fascia «debole» del paese: lavoratori,
precari, cassaintegrati, disoccupati, studenti, migranti. C'erano loro ieri a sfilare per
le strade di Roma nel corteo nazionale indetto dai tre sindacati di base Cobas, Cub e SdL
contro il G14 sul welfare. Una manifestazione per chiedere lavoro, reddito, casa e
integrazione. Diritti fondamentali per una democrazia degna di questo nome, ma siamo in
Italia. E per ribadire un secco «no» al modello di gestione della crisi economica del
governo Berlusconi, per dire che «un nuovo welfare è possibile» e per lanciare una
sfida alle leggi «liberticide» sullo sciopero. 29 marzo 2009 - Nuova Sardegna, Venezia, Ferrara/Gazzetta Modena, Mantova/Corriere Alpi/Provincia Pavese/Messaggero Veneto/Mattino Padova/Tirreno Vernice rossa su un gruppo di agenti
davanti allaltare della Patria ROMA - In trentamila a Roma, lavoratori dei Cobas
(comitati di base) e studenti dellOnda, confluiti da tutta Italia. Lala dura
del sindacato, lala durissima dei giovani. Corteo duro, contro il G8 dei ministri
del lavoro in programma da oggi a martedì a Roma. «Noi la crisi non la paghiamo»,
ripetono e scandiscono «fatela pagare a banchieri ed evasori». Qualche momento di
tensione, come si dice, ma in realtà solo piccole scintille. 29 marzo 2009 - L'Arena/Brescia Oggi WELFARE. Si riuniscono i ministri
dei sette Grandi e Russia. Tensione per manifestazioni: uova e vernice contro le banche,
scarpe lanciate al ministero di Brunetta ROMA - Si apre oggi a Roma il vertice dei ministri del Lavoro del G8 dedicato alla crisi e in particolare ai risvolti sociali che il difficile momento delleconomia sta avendo in tutto il mondo, con pesanti ripercussioni sulloccupazione. E ieri nella capitale migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il summit e contro «le nuove leggi liberticide sugli scioperi». La manifestazione è stata organizzata dai sindacati di base - Cub, Cobas e Sdl - sfidando in parte anche i nuovi regolamenti sui cortei nel centro di Roma, visto che la marcia ha toccato alcune aree virtualmente vietate. Alcuni giovani si sono staccati dal corteo principale in più occasioni lanciando uova, vernice rossa, ma anche petardi contro banche, agenzie di assicurazioni e agenzie immobiliari lungo il percorso. Quattro fumogeni sono stati lanciati anche contro lAltare della Patria. Un lancio di scarpe è stato improvvisato allindirizzo del ministero della Funzione Pubblica: lintenzione era quella di ripetere simbolicamente nei confronti del ministro Brunetta il lancio di scarpe di un giornalista iracheno contro lex presidente Usa Bush. Alcune scarpe, rimaste a terra davanti al portone chiuso del ministero, sono anche state date alle fiamme. Ma la disapprovazione della maggioranza dei partecipanti al corteo verso questi gesti ha evitato che si verificassero scontri tra i più esagitati e le forze dellordine che, in assetto anti sommossa, hanno tenuto docchio i partecipanti per tutta la durata della manifestazione. In più occasioni sono stati gli stessi organizzatori a richiamare allordine. In questo clima oggi si riuniranno i rappresentanti dei sette Paesi più industrializzati più la Russia, per trovare unintesa sulla soluzione del problema occupazione e produrre un documento che poi potrà servire come base delle discussioni al G20 di Londra. Al vertice parteciperanno diversi ministri e, martedì, anche Berlusconi. 29 marzo 2009 - La Repubblica E a Roma nel mirino monumenti e
ministeri ROMA - Vernice rossa e bianca, petardi contro le
banche. Lancio di scarpe accompagnate da fumogeni sul portone chiuso del ministero guidato
da Renato Brunetta. L´Onda anomala è tornata in piazza, questa volta assieme ai Cobas, i
centri sociali, i comitati degli inquilini. L´Onda è uscita dalla Sapienza, dove era
stata blindata a suon di manganellate lo scorso 18 marzo. Tutti in piazza per protestare
contro il "social summit" dei ministri del Lavoro del G14 che inizierà i suoi
lavori oggi a Roma. Ore 15, sfilano Onda e centri
sociali petardi e vernice contro le banche Roma - I "guerriglieri" hanno sfidato i
divieti. E lo hanno fatto dimostrando che, al di là di qualche petardo lanciato contro le
banche, se vengono lasciati liberi di manifestare i giovani dell´Onda sanno farlo
pacificamente. Quello che da giorni si configurava come un corteo ad alto rischio, si è
in realtà trasformato in una manifestazione senza pericoli, segnata da blitz e atti
"scenografici" come il lancio delle scarpe contro il ministero della Funzione
Pubblica di Brunetta. 29 marzo 2009 - L'Unità Roma blindata, fumogeni e petardi.
Ma cerano più agenti che studenti Cera gente da cinque in condotta,
linventario di fine giornata è un po sotto la civiltà (quattro ingressi di
banche danneggiate, tanti botti e fumogeni) ma un bel po sotto i timori della
vigilia per questi cortei che confluivano al centro di Roma semiautorizzati, chiassosi,
sorprendenti: pochi studenti, lOnda è gonfia di immigrati senza casa, lavoratori
solidali, precari arrabbiati. Il grosso del gruppo erano Rdb e Cobas, il sindacalismo duro
e puro. Eppoi i movimenti per la casa, con una nutrita partecipazioni degli stranieri.
Loro dicono: siamo 50 mila. Fossero anche stati la metà, erano un pezzo della protesta di
Londra (in 100 mila contro i potenti del mondo). Studenti dunque pochi, meno dei
poliziotti, attenti, marginali, sangue freddo: hanno "scortato" da lontano il
corteo, solo a Piazza Venezia sembrava dessere a una parata della Fiamme gialle. Si
mescolano temi e avversari. Anzitutto il vertice G14 - da oggi a Roma, ennesima sigla
ristretta. Tema: il lavoro - e poi i soliti ministri sotto scacco: Brunetta, Gelmini. Si
rollano cartine riempite derba, si urla, si canta Rino Gaetano, morto 28 anni fa
eppure attuale, «mio fratello è figlio unico malpagato, sottomesso, disgregato». E il
cielo è sempre più blu-Pdl, colore unico, non gli piace e offendono il premier, e le
banche, e il ministro, e il professore, e il padrone. «Noi la crisi non la paghiamo». Città presidiata, il corteo lancia
scarpe e vernice alle banche ...«Certo, siamo in piazza perché condividiamo la
piattaforma dei sindacati di base contro la crisi, i tagli alla scuola, la precarietà sul
lavoro», ripete Aliosha, felpa col cappuccio e accento meridionale, giovanissimo studente
di Lettere, mentre tra la fontana e ledicola, iniziano a radunarsi i manifestanti.
«Ma partiamo da piazzale Aldo Moro soprattutto perché vogliamo difendere la libertà dei
movimenti, contro un protocollo che limita la democrazia», incalza. Mentre parla, un
applauso accoglie larrivo di un pullman di universitari di Padova e Venezia. «Siamo
partiti allalba, per portare la nostra solidarietà agli studenti de La Sapienza.
Anche noi abbiamo subito cariche in università il 10 febbraio scorso, durante una
manifestazione contro le Foibe. LOnda non si ferma con i manganelli». È sempre il
protocollo ad essere nel mirino degli altri tre blocchi «non autorizzati» scesi in
piazza ieri, quelli di Action, Blocco Precario Metropolitano e Coordinamento dei comitati
di lotta per la casa, confluiti a La Sapienza da via De Lollis, Piazza Porta Pia e
Stazione Tiburtina. «La città è nostra. Non saranno i metodi repressivi di questo
Prefetto a impedirci di passare», scandiscono i megafoni. In realtà, quando il troncone
di studenti, militanti dei movimenti di lotta per la casa e migranti parte verso piazza
della Repubblica, tra botti e fumogeni, nessuno li blocca in alcun modo. A fare da scorta,
solo agenti in borghese e qualche pattuglia della polizia municipale. Tanto da arrivare al
paradosso che la temuta sfilata dellOnda verso il corteo dei Cobas resterà la parte
più pacifica dellintera giornata. A darsi appuntamento direttamente a piazza della
Repubblica, era stato, invece, lo «Spezzone unitario degli studenti e dei lavoratori
della formazione». Una serie di sigle (tra cui i collettivi di Tor Vergata e Roma Tre, ma
anche molte organizzazioni studentesche de La Sapienza) considerate alla vigila colpevoli
di una «spaccatura» nel movimento. «Una versione inaccettabile», protesta Lorenzo,
mentre distribuisce i suoi volantini. «Abbiamo solo deciso di unirci con forza e da
subito ai lavoratori, perché è questa la ragione principale per cui oggi si scende in
piazza». 29 marzo 2009 - Corriere della Sera Manifestazioni Sindacati,
studenti e precari: non pagheremo la vostra crisi ROMA «Non vogliamo pagare la vostra crisi»,
questo lo slogan che si è levato ieri dalle piazze delle principali capitali europee alla
vigilia del G20, il vertice dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche
centrali dei Paesi più indu-strializzati, in programma mercoledì e giovedì (1-2 aprile)
a Londra. Sindacati, studenti, no global, precari, disoccupati, senza- casa,
ambientalisti, pacifisti, immigrati, in migliaia hanno manifestato a Roma, Londra, Parigi,
Vienna, Berlino, Francoforte, per chiedere ai governi che la crisi economica mondiale
venga affrontata pensando più alla gente che alle banche. La marcia londinese, la più
imponente, ha visto sfilare centomila persone, 35 mila secondo la polizia, che hanno
raggiunto Hyde Park con una sola parola d'ordine: «Put People first», prima le persone.
Un messaggio che, comunque, sembra essere già stato raccolto dal vicepresidente Usa, Joe
Biden. Il numero due della Casa Bianca, parlando dal Cile, ha rivolto ieri un appello ai
manifestanti di Londra: «Dateci una chance per uscire da questo G20 con delle proposte
concrete ha detto . Ascoltate quello che abbiamo da dire». Corteo Petardi in via
Nazionale, danni in via Cavour Roma - Lanci di petardi, di uova e vernice contro le
banche in via Cavour e vicino al Viminale. E di scarpe contro il ministero della Funzione
pubblica a Corso Vittorio Emanuele. Un pomeriggio di tensione per il corteo anti-G8 di
sindacati, Cobas, studenti e gruppi antagonisti al grido «Guardaci, Alemanno: così
blocchiamo Roma». Fumogeni contro l'Altare della Patria. Nuova sfida Oggi e domani massima
attenzione attorno alla Farnesina, sede del summit internazionale Roma - Manifestanti romani contro rappresentanti di
delegazioni provenienti da altre regioni. Un parapiglia improvviso scoppiato mentre il
corteo dei Cobas contro il G8 sul lavoro alla Farnesina transitava su via Cavour. Spintoni
e scambi di insulti. Sul fatto indaga ora la polizia. 29 marzo 2009 - Il Riformista Sindacati e studenti in piazza contro il Governo I Cobas scendono in piazza insieme agli studenti per manifestare contro il welfare del Governo. Il corteo non autorizzato degli studenti è partito da piazza Aldo Moro all'università la Sapienza di Roma al grido di «Riprendiamoci le strade di Roma». Formato da oltre 2000 persone, il corteo capeggiato da uno striscione che recitava: "Guerriglieri anomali contro il G14 per un nuovo welfare", ha voluto mandare un messaggio al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al prefetto Pecoraro ma anche ai ministri della Funzione pubblica, Renato Brunetta e dell'Economia, Giulio Tremonti. «Non ci limiterete la libertà di movimento. Ci riprendiamo le strade di Roma. Manifestiamo - dicono gli organizzatori - per una città libera, aperta alle pratiche di democrazia diretta». E al governo lanciano critiche contro le modalità di gestione della crisi economica: «Questa crisi non la paghiamo, il governo è incapace di gestirla». Ai ragazzi si sono uniti i Blocchi precari metropolitani, dietro allo slogan "Hate G8 out of control" e ai militanti di Action che chiedono "casa reddito dignità". Il corteo ha poi raggiunto la manifestazione dei Cobas, Sdl ed Rdb Cub a piazza della Repubblica. 29 marzo 2009 - Il Giornale Corteo con assalto alle banche Roma - Caschi e passamontagna. Lanci di scarpe,
bottiglie, fumogeni. Scritte con lo spray. Il corteo contro il G8 che ieri ha attaversato
Roma è diventato lennesimo pretesto per atti di ordinaria violenza urbana inscenati
da persone che ormai non hanno altri argomenti. 29 marzo 2009 - Il Piccolo di Trieste PROTESTE ANCHE A LONDRA, BERLINO,
FRANCOFORTE E BRUXELLES CONTRO IL SUMMIT DEI VENTI GRANDI DEL PIANETA ROMA - In trentamila a Roma, lavoratori dei Cobas (comitati
di base) e studenti dellOnda, confluiti da tutta Italia. Lala dura del
sindacato, lala durissima dei giovani. Corteo duro, contro il G8 dei ministri del
Lavoro in programma da oggi a martedì al Roma. «Noi la crisi non la paghiamo», ripetono
e scandiscono, «fatela pagare a banchieri ed evasori». Qualche momento di tensione, come
si dice, ma in realtà solo piccole scintille. Gli studenti imbrattano le vetrine di una
banca e di unassicurazione: «Case per tutti, ridateci i soldi». E sul muro:
«Brucia le banche». Davanti allaltare della Patria lanciano vernice rossa contro
un drappello di finanzieri, appena sfiorati. E volano fumogeni sulle aiuole del monumento
al Milite Ignoto. Un uovo si spiaccica contro la finestra delle sede Udeur di Mastella. In
corso Vittorio Emanuele volano scarpe contro il portone del ministero della funzione
pubblica, la tana di Brunetta. Brunetta sfidato dallo striscione dellOnda:
«Guerriglieri anomali contro il G8 per un nuovo welfare». PARTITI IN PULLMAN ALLA VOLTA DI
ROMA Trieste - Anche da Trieste è partito un pullman di lavoratori per la manifestazione nazionale indetta ieri a Roma in occasione della riunione dei ministri del Welfare del G 14. Cub, Cobas e Sdl, cioè il Patto di Base costituito tra le tre maggiori sigle del sindacalismo di base, hanno promosso l'iniziativa con l'obiettivo di «non pagare la crisi e sostenere la piattaforma di lotta varata dalla Assemblea nazionale dei tre sindacati del 7 febbraio scorso». Tre - si legge in una nota - i punti centrali della piattaforma: blocco dei licenziamenti, riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, aumenti di retribuzioni e reddito minimo garantito per chi non ha lavoro. Gli oltre 70 pullman e i due treni speciali - sottolinea il Patto di base - hanno portato a Roma da varie parti del Paese operai, lavoratori della scuola, del pubblico impiego, precari, ma anche disoccupati e studenti. 29 marzo 2009 - Il Secolo XIX Scarpe verso il ministero di brunetta, vernice sui portoni degli istituti di creditoRoma - Vernice rossa contro banche e assicurazioni, scarpe contro il ministero guidato da Renato Brunetta. Il corteo contro il G8 sociale a Roma ha avuto solo pochi, brevi momenti di tensione, smorzati anche dall'atteggiamento delle forze dell'ordine che si sono tenute a distanza restando a presidiare le vie laterali del percorso. Anche il troncone di corteo degli studenti, ingrossato dai gruppi di Action, Blocchi precari Metropolitani e Coordinamento per la casa, che è partito dall'università La Sapienza senza avere la necessaria autorizzazione preventiva, è arrivato a destinazione senza incidenti. Solo a piazza Venezia sono volati grida e insulti contro i finanzieri, accusati dagli studenti delle cariche avvenute all'università romana nei giorni scorsi. Della vernice rossa ha anche raggiunto un agente schierato di fronte all'Altare della Patria. Per il resto la manifestazione è stata pacifica, seppur con petardi e fumogeni, con slogan indirizzati soprattutto contro «banchieri, padroni ed evasori» indicati come principali responsabili della crisi. Accanto agli studenti hanno sfilato disoccupati, precari, immigrati (50mila persone secondo gli organizzatori). 29 marzo 2009 - Il Tempo La protestaA Roma durante il corteo
di Cub, Cobas, Sdl e movimento dell'Onda lanci di scarpe, uova, vernice contro banche e
agenzie immobiliari Roma - Il corteo intendeva protestare contro la riunione dei ministri del lavoro del G8 a Roma da oggi fino a martedì. «Noi G14 con i responsabili della crisi; noi con i lavoratori, i disoccupati e i precari», campeggiava sullo striscione d'apertura dei manifestanti. Un inizio che alle 15 non lasciava presagire nulla di buono per gli organizzatori. Bandiere rosse, falce e martello, sembrava tutto preparato per pochi intimi. Poca gente seduta lungo la fontana di piazza della Repubblica, sparuti capannelli in altre aree dello slargo. Poi la partenza verso via Cavour e il contemporaneo arrivo degli studenti dell'Onda e dei centri sociali salutati con un «Alemanno mer..», ragazzi che hanno rimpolpato il corteo rendendolo anche più «vivace». La testa della sfilata composta, tranquilla, tutto bandiere rosse; da metà in poi musica a tutto volume, caschi pronti da indossare in caso di scontri con le forze dell'ordine, sciarpe e cappucci a coprire il viso, bottiglie di vino, spinelli a carrettate, bombolette di vernice, uova e bombe carta. Tanta vivacità ha trovato naturale bersaglio nelle agenzie bancarie: a ogni sportello, giù vernice, bianca o rossa, uova ed esplosioni. «Ridatece i sordi», «Fuck the police», «Guerriglieri dell'onda reclamano reddito», queste alcune delle frasi scritte con vernice spray sui muri degli edifici e dove si aprivano le vetrine delle agenzie di banca. Fatto curioso è che ieri la prima agenzia a essere stata colpita dai dimostranti era quella dell'Unipol Banca su via Cavour, istituto di credito legato al mondo delle cooperative e della finanza di sinistra. «Ecco la prima banca sanzionata», ha urlato dagli altoparlanti lo speaker degli studenti e dei centri sociali. Dopo è toccato all'agenzia immobiliare Pirelli Re. Momento di tensione a piazzale dell'Esquilino, con bombe carta lanciate contro la polizia. Ancora dopo la Banca Carim, all'incrocio via Cavour-via dei Serpenti. Dopo, a piazza Venezia e il lancio di fumogeni verso l'Altare della Patria, concludendo con lancio di scarpe contro una sede della presidenza del Consiglio - Dipartimento della Funzione pubblica su corso Vittorio. «Ottima manifestazione, che tiene assieme tutti gli strati sociali colpiti dalla crisi: lavoratori ex garantiti, precari, disoccupati, studenti. Quindi molto utile e importante». Lo ha detto il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero, durante la sfilata verso piazza Navona. Infine il balletto di cifre. Inizialmente gli organizzatori avevano parlato di 6 mila partecipanti. Alla fine gli stessi hanno corretto in 50 mila. 29 marzo 2009 - L'Eco di Bergamo Roma, protesta dell'Onda: crisi malgestita Roma - In migliaia in piazza ieri a Roma per manifestare
contro il G14 in programma nella Capitale da oggi a martedì. Striscioni, bandiere,
slogan, petardi, lanci di uova e cori hanno accompagnato il lungo serpentone composto da
circa 50.000 persone, secondo gli organizzatori. 29 marzo 2009 - Il Messaggero ROMA. Studenti
dell"Onda" a braccetto dei cosiddetti "Blocchi metropolitani... ROMA - Studenti dell"Onda" a braccetto dei
cosiddetti "Blocchi metropolitani dei precari", gruppi sparsi di
"Action" insieme ai membri del coordinamento di "Lotta per la casa". E
poi ancora: i "sans papier" di ogni razza e colore accanto a giovani Rasta, a
giovani nerovestiti e borchiati, a giovani con i capelli lunghi e a giovani rapati a zero.
Cera di tutto, dietro lo striscione dei "guerriglieri anomali", un popolo
variopinto, che ha fatto trattenere il fiato ai cittadini di Roma. Roma. «Il patto sui cortei ha
resistito»... Roma - «Il patto sui cortei ha resistito» perché quello
organizzato dai Cobas «si è svolto fuori dal centro storico», ha sottolineato il
sindaco Gianni Alemanno, in relazione ai momenti di tensione e ai lanci di oggetti che si
sono verificati durante il corteo organizzato dai Cobas contro il G8. «Cè da
sottolineare però - ha aggiunto Alemanno - che anche di fronte a questa autorizzazione, e
al rispetto del diritto a manifestare degli studenti, ci sono stati atti di intemperanza
che gli organizzatori potevano evitare». 29 marzo 2009 - Il Mattino Gli studenti dellOnda e i sindacati di base in piazza ieri a Roma... Gli studenti dellOnda e i sindacati di base in piazza ieri a Roma contro la riunione dei ministri del Lavoro del G8, in programma nella capitale da oggi fino a martedì. «G14 con i responsabili della crisi, noi con i lavoratori, i disoccupati e i precari»: questo lo striscione che ha aperto il corteo organizzato da Cub, Cobas e Sdl, partito da piazza della Repubblica con destinazione piazza Navona. Secondo gli organizzatori i manifestanti sono stati 50mila, tra cui alcuni esponenti politici, come il segretario del Prc Paolo Ferrero e lesponente di Sinistra e libertà Paolo Cento. In piazza della Repubblica si sono radunate anche tre manifestazioni non autorizzate di studenti e centri sociali. In via Cavour, alcuni studenti si sono staccati dal corteo per lanciare vernice rossa, uova, petardi e fumogeni contro filiali di Banca Unipol, Intesa Sanpaolo e Carim e contro lagenzia immobiliare Pirelli Re. Scarpe e fumogeni sono stati lanciati contro il ministero della Funzione pubblica, guidato da Renato Brunetta. Davanti al ministero dellIstruzione, invece, circa 50 ragazzi dei collettivi dei licei romani hanno inscenato una battaglia a cuscinate per protestare «con la sola arma dellironia contro il ministro Brunetta che ci ha dato dei guerriglieri, il G14 dei ministri del Welfare che si terrà nella capitale e il protocollo che regolamenta i cortei a Roma». 29 marzo 2009 - Il Gazzettino Roma. Palloncini di vernice, uova, petardi, fumogeni... Roma - Palloncini di vernice, uova, petardi, fumogeni,
bottiglie, scarpe, contro le vetrine di banche, di un'agenzia immobiliare, del ministero
della funzione pubblica,diretto da Renato Brunetta. Sono il segno del passaggio di un
gruppo di ragazzi, con i volti coperti da passamontagna e caschi lungo via Cavour e piazza
Venezia, dove sono stati lanciati fumogeni contro l'Altare della Patria, che hanno
partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione dei sindacati di base svoltasi nel centro
di Roma, da piazza della Repubblica a piazza Navona contro il G14 previsto da oggi a
martedì nella capitale. 29 marzo 2009 - Spoleto City UNA "NORMALE" STORIA DI
GESTIONE DEL PERSONALE NELLA ASL DI FOLIGNO L'argomento del comunicato che segue, riguarda le modalità con le quali si gestisce il personale nella ASL n. 3. L'autore del comunicato è un sindacalista della RdB-CUB, anche lui dipendete della ASL 3, che espone la vicenda di una neoassunta che si vede in un primo momento assegnata ad un servizio territoriale (dove già lavorava - con un incarico - da circa 3 anni) ma che qualche giorno dopo si trova trasferita in un reparto ospedaliero, perché il posto inizialmente conferitogli viene dato ad un'altra collega, che la precede in graduatoria. Il criterio della graduatoria non è però necessariamente l'unico che l'azienda si riserva di adottare (in altre situazioni potrebbe non lasciare la scelta al dipendente, secondo l'ordine di graduatoria, ma decidere in totale autonomia seguendo criteri altri criteri, ad esempio la professionalità posseduta o le esperienze lavorative pregresse) per cui ne deriva la totale discrezionalità della ASL 3. Si tratta come puoi capire di una tematica prettamente sindacale ma che ha risvolti etici dal momento che l'azione degli amministratori nella Pubblica Amministrazione dovrebbe sempre essere improntata al criterio della trasparenza e dell'imparzialità ossia all'operato di un "buon padre di famiglia". In un periodo in cui si firmano i patti etici, portare a conoscenza dei lettori quale siano le modalità di comportamento nella gestione del personale nella ASL 3 ci sembra una cosa rilevante. UNA "NORMALE" STORIA DI GESTIONE DEL PERSONALE NELLA ASL DI FOLIGNO In ogni azienda, quindi anche in una ASL, le risorse umane
rappresentano il patrimonio più importante su cui investire. Questo almeno è quello che
noi, cittadini e lavoratori, crediamo. Per dar modo, a tutti coloro ai quali interessa
capire come funziona la sanità nella ASL3, e non solo, vogliamo raccontare una storia
accaduta veramente. 29 marzo 2009 - La Città di Salerno Interrogazione di Rosania Agropoli - Continua la lotta per lospedale di Agropoli, e in particolare, per la carenza di personale. A tale scopo è stato allestito un presidio permanente di lotta presso la direzione sanitaria che continuerá fino a quando non ci sará un incontro con il neo commissario dellAsl unica di Salerno. Ieri presso lospedale si è svolta una pubblica assemblea nellambito della giornata di sciopero indetta dal sindacato Rdb Cub, coordinata dal segretario provinciale Vito Storniello, concordata con il Comitato civico sorto a difesa dellospedale e presieduto da don Bruno Lancuba. Nel corso dellassemblea sono state valutate le azioni da intraprendere per la soluzione della vertenza e per il mantenimento dellospedale nella rete dellemergenza, a seguito alla nomina del commissario unico. In questa direzione si muove linterrogazione, a firma del consigliere regionale Gerardo Rosania, allassessore regionale alla Sanitá Angelo Montemarano. Allassessore Montemarano, Rosania chiede «se la giunta regionale ha adottato latto deliberativo di interpretazione concordato nella riunione svoltasi presso la vicepresidenza regionale affinché i due presidi sanitari di Agropoli e Roccadaspide nulla avrebbero perso in termini di servizi, rispetto a quanto esistente prima del 30 novembre 2008». In quella sede fu assicurato che i due ospedali sarebbero rimasti nella rete dellemergenza. «Tutti i partecipanti allassemblea - afferma Storniello - hanno riconosciuto la gravitá delle problematiche, sostenendo che bisognava continuare loccupazione del presidio della direzione sanitaria». 29 marzo 2009 - Corriere del Mezzogiorno Agropoli. Ospedale, ancora occupata la direzione sanitaria AGROPOLI Terzo giorno di occupazione simbolica della direzione sanitaria dell'ospedale civile di Agropoli scattata venerdì scorso in coincidenza con la giornata di sciopero dei lavoratori del nosocomio che chiedono da tempo un aumento di organico del personale. «Quanto ad una eventuale manifestazione pubblica di protesta a difesa della presenza dell'ospedale nella rete dell'emergenza e per l'aumento di organico richiesto - dice Vito Storniello, responsabile provinciale del sindacato di base RdB Cub - tutto dipenderà dalle risposte che il consigliere regionale Gerardo Rosania otterrà alla interrogazione urgente presentata in consiglio regionale con al centro l'assicurazione che il nosocomio cilentano non esca dalla rete dell'emergenza, come previsto dalla legge regionale sul riassetto della rete votata alla fine di novembre». L'interrogazione verrà discussa nel question time di martedì 7 aprile. 29 marzo 2009 - Il Giornale di Vicenza Vicenza. All'interno del movimento No Dal Molin non esistono i cattivi... Vicenza - All'interno del movimento No Dal Molin non
esistono i cattivi semplicemente perché non esistono i buoni. Il movimento è si
articolato, con posizioni politiche diverse, con metodologie differenziate ma è unito su
una posizione precisa: rifiuto della costruzione della nuova base. 29 marzo 2009 - Il Messaggero Veneto Decreto sicurezza: i sindacati di base contro il governo TRIESTE - «Questo Governo continua a non dimostrare alcun
rispetto nei confronti dei lavoratori e delle famiglie che hanno perduto i propri
congiunti a seguito di infortuni mortali sui luoghi di lavoro»: lo afferma Vincenzo
Cesarano del Coordinamento regionale delle Rappresentanze sindacali di Base-Cub del Friuli
Venezia Giulia. 29 marzo 2009 - La Nazione Punto anagrafico ingolfato,
protestano i dipendenti Firenze - CODE interminabili agli sportelli, proteste, impiegati costretti a prolungare anche per un paio d'ore il turno di lavoro. Succede ormai da mesi nel punto anagrafico di Palazzo Vecchio e in questi giorni la situazione è peggiorata. I lavoratori, infatti, per protesta, hanno deciso di non servire più gli utenti dopo la fine dell'orario di servizio al pubblico. «Qualche volta si può anche lavorare un paio di ore in più per soddisfare le richieste degli utenti spiega Stefano Cecchi, della Rdb-Cub ma non è possibile che questa situazione si ripresenti ogni giorno». «Più volte sottolinea Cecchi abbiamo chiesto all'amministrazione di sospendere, oltre un certo orario, la distribuzione dei numerini». Il punto anagrafico di Palazzo Vecchio, peraltro, è l'unico in città che può rilasciare la carta di identità elettronica. «Ma nessuno dice Cecchi ha avvertito il pubblico che spesso ci sono ritardi di collegamento con il Ministero degli Interni».(mo.pi.) 28 marzo 2009
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28 marzo 2009 - Agenzie stampa h.20,16 Roma, 28 mar. (Apcom) - In migliaia in piazza a Roma per manifestare contro il G14 in programma nella Capitale da domenica a martedì. Striscioni, bandiere, slogan, petardi, lanci di uova e cori hanno accompagnato il lungo serpentone, circa 50mila persone secondo gli organizzatori, da piazza Esedra a Piazza Navona. Cobas, Cub ed Sdl hanno sfilato con gli studenti dell'Onda per ribadire un secco "no" al modello di gestione della crisi economica del governo Berlusconi, per dire che "un nuovo welfare è possibile" e per lanciare una sfida alle leggi "liberticide" sullo sciopero. Lo striscione in testa al corteo dei sindacati di base recitava "G14 con i responsabili della crisi; noi con i lavoratori, i disoccupati e i precari". Toccati alcune zone off limits del protocollo sui cortei a Roma. Poco prima del corteo principale, partito da Piazza della Repubblica dopo le 15, gli studenti dell'Onda La Sapienza, i rappresentanti di Action, Blocco precario metropolitano e il Coordinamento di lotta per la casa hanno dato vita a un corteo non autorizzato, con circa duemila persone, partito da tre diverse piazze romane (Aldo Moro, Tiburtina e Porta Pia). Chiaro il messaggio al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al prefetto Giuseppe Pecoraro e ai ministri della Funzione pubblica, Renato Brunetta e dell'Economia, Giulio Tremonti: "Non ci limiterete la libertà di movimento. Ci riprendiamo le strade di Roma. Manifestiamo per una citta libera, aperta alle pratiche di democrazia diretta". Non sono mancate critiche al sulla gestione della crisi economica: "Questa crisi non la paghiamo, il governo è incapace di gestirla" e "il protocollo del G14 per noi è carta straccia". Lanci di uova e vernice rossa in via Cavour contro le sedi di Pirelli Re e di Banca Unipol da parte di alcuni manifestanti. Danneggiate alcune vetrine. Fumogeni sono stati lanciati sull'Altare della Patria, davanti alle forze dell'ordine in tenuta antisommossa al Vittoriano, e sono comparse scritte sui muri che chiedono "case per tutti". Stamani, una 'battaglia dei cuscini' davanti al ministero dell'Istruzione, in piazza di Santa Maria in Trastevere, è stata organizzata dai collettivi dei licei Virgilio, Mamiani, Manara, Kennedy e Democrito di Ostia, per protestare ironicamente contro le affermazioni del ministro Brunetta che ha definito gli studenti dei "guerriglieri". Bottiglie di birra, fumogeni e vernice rossa contro la filiale Intesa-San Paolo di corso Vittorio Emanuele. Lanci di scarpe e fumogeni contro il ministero della Funzione pubblica sempre in corso Vittorio Emanuele da parte degli studenti. Un falò con le scarpe è stato acceso e poi spento in segno di protesta con i piedi da una manifestante. "Questa manifestazione - ha detto il segretario del Prc, Paolo Ferrero - chiede al governo di cambiare politica visto che sinora ha fatto solo gli interessi di chi la crisi l'ha provocata e non dei lavoratori che la stanno pagando". La manifestazione dei sindacati di base e degli studenti "è una forma chiara e legittima di protesta contro il governo della destra - dice Luigi Nieri, assessore al Bilancio della regione Lazio, presente al corteo -. E' stata una manifestazione importante. C'è necessità, come oggi si percepiva nelle vie di Roma, di rafforzare le forme di protesta contro un governo che sta facendo disastri sociali, culturali ed economici". Nieri critica il governo e che "pensa di risolvere con pericolose scorciatoie autoritarie la gravissima crisi in corso". h.19,02 (AGI) - Roma, 28 mar. - Vernice rossa contro banche e assicurazioni, scarpe contro il ministero guidato da Renato Brunetta. Il corteo contro il G8 sociale a Roma ha avuto solo pochi, brevi momenti di tensione, smorzati anche dall'atteggiamento delle forze dell'ordine che si sono tenuti a distanza e sono restate a presidiare le vie laterali del percorso. Anche il troncone di corteo degli studenti, ingrossato dai gruppi di Action, Blocchi precari Metropolitani e Coordinamento per la casa, che e' partito dall'universita' La Sapienza senza avere la necessaria autorizzazione preventiva, e' arrivato a destinazione senza incidenti. Solo a Piazza Venezia sono volati grida e insulti contro i finanzieri, accusati dagli studenti delle cariche avvenute all'universita' romana nei giorni scorsi. Della vernice rossa ha anche raggiunto un agente schierato di fronte all'Altare della Patria. Per il resto la manifestazione e' stata pacifica, seppure con molti petardi e fumogeni, con slogan indirizzati soprattutto contro "banchieri, padroni ed evasori" indicati come principali responsabili della crisi. Accanto agli studenti hanno sfilato disoccupati, precari, immigrati (50mila persone secondo gli organizzatori) riuniti dalla "Piattaforma di lotta" varata il 7 febbraio scorso da Cub, Cobas e Sdl, le principali sigle del sindacalismo di base. Tra gli striscioni, "No welfare, no party", "Contro la speculazione edilizia, la mercificazione del sapere e la devastazione ambientale che mondo sarebbe senza profitti" e ancora "No al protocollo onda fuori controllo", "I 'guerriglieri' anomali contro il G14 per un nuovo Welfare", "Casa, reddito, dignita'" e "Hate G8 out of control" "Veniamo dalla Sapienza, andiamo verso l'ignoto", "Contro la crisi, crea indipendenza, diffondi cospirazione". Gli slogan hanno preso di mira in particolare il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta e il sindaco Alemanno, ma dal megafono degli studenti sono venute anche molte critiche ai partiti di centrosinistra accumulati a tutti gli altri nella loro "irresponsabilita' e inutilita'". h.19,01 ROME, 28 mars 2009 (AFP) - Plusieurs milliers de personnes ont manifesté samedi après-midi à Rome contre la réunion des ministres du Travail du G8 qui aura lieu à partir de dimanche à Rome pour débattre des "conséquences humaines" de la crise financière, a constaté un photographe de l'AFP. La manifestation, organisée par plusieurs syndicats autonomes, a rassemblé quelque 6.000 personnes, dont de nombreux étudiants et des militants d'extrême gauche, selon les organisateurs. Les manifestants, qui ont défilé dans le centre de la capitale italienne, étaient munis de banderoles proclamant: "Nous sommes avec les ouvriers, les chômeurs, les précaires, pas avec les responsables de la crise". Des manifestants ont jeté de la peinture rouge, des oeufs, et des fumigènes contre les sièges de banques, de sociétés d'assurances et des agences immobilières, mais il n'y a eu aucun heurt avec les forces de l'ordre, d'après l'agence Ansa. Les ministres du Travail du G8 et de plusieurs pays émergents se retrouvent à partir de dimanche à Rome pour débattre des "conséquences humaines" de la crise financière et d'un "pacte global de protection sociale" face à la montée en flèche du chômage. Intitulé "+People First+ - Affronter ensemble la dimension humaine de la crise", ce G8 élargi verra également la participation de l'OCDE, le FMI et l'Organisation internationale du Travail (OIT). h.18,47 (AGI) - Roma, 28 mar. - "Abbiamo sanzionato le banche e il Ministero della Funzione pubblica e abbiamo sfidato la Polizia, il Prefetto, il sindaco di Roma, che hanno firmato un protocollo scellerato". Sul palco di piazza Navona Francesco, studente di Scienze politiche, spiega le azioni organizzate nel corso del corteo, con il lancio delle scarpe a Palazzo Vidoni e la vernice rossa contro la vetrina delle banche. Il giovane ha sostenuto che con la decisione del movimento dell'Onda di riunirsi a Piazzale Aldo Moro, per poi confluire a piazza della Repubblica alla manifestazione autorizzata dei Cub e Cobas, "e' stato messo in crisi il meccanismo del protocollo, che viola una liberta' costituzionalmente garantita". Emanuele della facolta' di Fisica ha dichiarato che e' stato portato in piazza un "corpo sociale" deciso a non pagare la crisi: "Ci diano i soldi e la possibilita' di autogestire formazione e produzione e sapremo noi uscire dalla crisi". Dopo i due studenti ha preso la parola Nunzio D'Erme, esponente di Action: "Vogliamo ricostituire un blocco sociale che punta a forzare il blocco del capitalismo". Emiliano, dei Blocchi precari metropolitani, ha ribadito che i manifestanti di oggi hanno "fatto rimangiare il protocollo vergognoso che volevano imporre Alemanno e Berlusconi", poi ha ribadito uno slogan molto gridato nel corteo: "Noi la crisi non la paghiamo" e ha chiesto una moratoria sui mutui, continuita' di reddito per i disoccupati, sostegni ai precari e ha infine rivendicato il diritto all'occupazione delle case. h.18,44 (ANSA) - ROMA, 28 MAR - ''La manifestazione di oggi e' riuscita a costruire una forte alleanza tra tutte quelle aree sociali come studenti e precari capaci di fare conflitto per chiedere l'uscita dalla crisi''. Lo ha detto il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi a conclusione della manifestazione a Roma organizzata dai sindacati di base contro l'incontro dei ministri del lavoro del G8 a Roma. A proposito del lancio di vernice, uova e petardi contro le banche e di fumogeni contro l'Altare della Patria da parte di alcuni manifestanti al durante il passaggio del corteo, Bernocchi ha detto: ''Sono cose marginali, e' stata una manifestazione pacifica, ma quel gesto vuol dire che la protesta e' rivolta soprattutto alle banche e al mondo della finanza''. Il corteo dei manifestanti si e' concluso a piazza Navona dove su un camioncino alcuni studenti, rappresentanti sindacali di base e precari hanno gridato ai microfoni i motivi della loro protesta. La piazza e' stata invasa dai manifestanti che, mischiandosi ai turisti, alla fine del corteo si sono sdraiati a terra e hanno intonato cori e canzoni. h.18,38 Roma, 28 mar. (Adnkronos) - "Sono cinquantamila, e non seimila" i partecipanti, giunti da tutta Italia, al corteo partito da piazza Esedra, a Roma, per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si terra' nella Capitale da domani fino al 31 marzo. E' quanto puntualizzano fonti del fronte Cobas-Cub-Sdl. h.18,28 Roma, 28 mar. - (Adnkronos) - La manifestazione per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si aprira' domani nella capitale si conclude con i contributi di precari provenienti da tutta Italia in piazza Navona. Il Blocco dei precari metropolitani (Bpm) lancia la provocazione dello 'sciopero metropolitano'. "Contro il precariato -dicono dal palco di piazza Navona- dobbiamo bloccare ogni forma di produzione per ottenere nuovi diritti generali". h.18,14 (AGI) - Roma, 28 mar. - "La manifestazione di oggi e' importantissima perche' segna la nascita di una grande, nuova alleanza sociale fatta di lavoratori, di precari, di disoccupati, di studenti, dove non c'e' spazio per i partiti tradizionali e non ci sono egemonie". Mentre sul palco improvvisato a Piazza Navona si susseguono gli interventi conclusivi del corteo contro il G14, il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi, non nasconde la sua soddisfazione per "il grosso risultato qualitativo e quantitativo della manifestazione, superiore perfino alle nostre stesse previsioni". Il prossimo appuntamento e' ora quello con lo sciopero generale in programma il 23 aprile, "quando riaffermeremo - spiega Bernocchi - una piattaforma di lotta globale che comprende, tra l'altro, il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell'orario di lavoro a parita' di salario, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro, continuita' del reddito per i lavoratori atipici, un piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei posti di lavoro e per il reperimento di alloggi popolari, il blocco degli sfratti. Da domani i cosiddetti 'Grandi' ci riproporranno le solite loro vecchie ricette, alle quali noi vogliamo contrapporremo un modello di alleanza sociale del tutto inedito per il nostro Paese". Quanto alle provocazioni paventate alla vigilia del corteo, il portavoce dei Cobas ribadisce che "il protocollo sui cortei e' un pallone gonfiato ad arte, negato dalla stessa Costituzione che riconosce a tutti la liberta' di manifestare, con l'unico vincolo dell'obbligo di comunicazione alla Questura di tempi e percorso del corteo. Del resto, si tratta di un protocollo aggirato persino da chi lo ha firmato, visto che la Cgil il 4 aprile manifestera' al Circo Massimo, con una serie di percorsi estranei all'intesa". Per Bernocchi "qualcuno ha voluto creare un clima di intimidazione e di paura, ma la gente ha risposto bene non lasciandosi scoraggiare e anche le Forze dell'ordine hanno fatto fino in fondo la loro parte. Certo, la provocazione di piazza Venezia contro alcuni finanzieri poteva essere evitata ma complessivamente la situazione e' stata gestita bene". h.18,26 (AGI) - Roma, 28 mar. - Dopo gli incidenti di oggi a Roma, il sindaco Gianni Alemanno chiede alla Cgil di difendere il protocollo sulla regolamentazione dei cortei firmato insieme a Comune di Roma, Provincia e Regione Lazio, assieme a Cisl e Uil e alle forze politiche rappresentate nelle assemblee elettive di Roma e del Lazio. Alemanno lo dice a margine del congresso del Pdl in corso a Roma: "Il patto sui cortei ha resistito, come ha detto anche il Prefetto, perche' il corteo si e' svolto fuori dal centro storico ed era autorizzato. Dopo di che sottolineo che, anche rispetto all'autorizzazione a manifestare da parte degli studenti, ci sono stati atti di intemperanza che, lo dico agli organizzatori, si potevano evitare". A fronte di questo, la richiesta alla Cgil: "Chiedo che la Cgil difenda il protocollo sui cortei". h.18,13 Roma, 28 mar. - (Adnkronos) - Lancio di scarpe contro il ministero della Funzione pubblica di Renato Brunetta. Ad inscenare la protesta gli studenti dell'Onda che hanno preso parte alla manifestazione organizzata a Roma per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si terra' nella capitale da domani fino al 31. Dopo il lancio delle scarpe gli studenti hanno fatto un falo' e in segno di massima protesta, una studentessa a piedi nudi ha spento il fuoco. Tutti i cortei sono arrivati al capolinea a piazza Navona. h.18,06 (ASCA) - Roma, 28 mar - ''Lo ribadisco, il Patto sui Cortei ha resistito perche' si e' svolto fuori dal centro storico. C'e' da sottolineare pero' che anche di fronte a questa autorizzazione e al rispetto del diritto a manifestare degli studenti ci sono stati degli atti di intemperanza che gli organizzatori potevano evitare''. Cosi' il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine del Congresso del Pdl, commentando con i giornalisti i momenti di tensione e lancio di oggetti nel corso della manifestazione contro il G8 organizzata dai Cobas. ''Abbiamo di fronte - ha detto Alemanno - mille persone che hanno pensato che il fatto di poter sfilare possa essere un modo di mettere in scena atti di intemperanza e questo non va bene bisogna sia chiaro che tutti possono manifestare ma non ci devono essere forme di violenza''. h.17,55 G8: ORGANIZZATORI CORTEO ROMA, SIAMO IN 50MILA (AGI) - Roma, 28 mar. - I partecipanti al corteo contro il G14 promosso da Cub, Cobas e Sdl - arrivato a piazza Navona - "sono 50mila". La stima e' di Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas. Particolarmente nutrita anche la rappresentanza degli studenti dell'Onda, che sarebbero almeno 5mila. h.17,49 (ANSA) - ROMA, 28 MAR - Scarpe e fumogeni sono stati lanciati contro il ministero della Funzione pubblica al passaggio del corteo degli studenti, che hanno partecipato alla manifestazione dei sindacati di base contro il G8 del lavoro a Roma. Gli studenti, durante lancio, hanno urlato ''scarpe per Brunetta dai guerriglieri dell'Onda anomala'', emulando, hanno detto, il lancio della scarpa di un giornalista iracheno all'ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Davanti alle porte chiuse del ministero, in corso Vittorio Emanuele, decine di scarpe che erano rimaste a terra sono state bruciate. Una delle manifestanti, in segno di dissenso, ha spento con i piedi il piccolo incendio. A poca distanza, a circa 100 metri e' stata presa di mira con della vernice rossa e gialla la filiale della Banca Intesa-San Paolo. Contro due vetrine sono state bottiglie di vetro, petardi e vernice. Una e' stata danneggiata. Il corteo e' arrivato in piazza Navona, dove la manifestazione si concludera'. Gli organizzatori hanno detto che al corteo hanno partecipato 60mila persone. h.17,45 (AGI) - Roma, 28 mar. - Una forma chiara e legittima di protesta contro il governo della destra: e' stata una manifestazione importante nei contenuti e nella partecipazione. Per questo ho deciso di essere presente. Lo dice Luigi Nieri, assessore al bilancio della Regione Lazio per il quale "c'e' necessita', come oggi si percepiva nelle vie di Roma, di rafforzare le forme di protesta contro un governo che sta facendo disastri sociali, culturali ed economici. Un Governo - prosegue - che pensa di risolvere con pericolose scorciatoie autoritarie la gravissima crisi in corso. Un Governo - aggiunge - che sta ammazzando la scuola pubblica. I giovani e i lavoratori oggi scesi in piazza a protestare hanno questa consapevolezza. In questa fase storica, di fronte a una opposizione parlamentare non vigorosa, a maggior ragione e' decisiva la reazione della societa' civile e del mondo del lavoro", conclude Nieri. h.17,35 (AGI) - Roma, 28 mar. - Decine di scarpe sono state lanciate contro il ministero della funzione pubblica, nel corso del corteo che si sta dirigendo a piazza Navona. A tirare le calzature i giovani che sfilano dietro lo striscione dell'onda, che hanno anche acceso sotto il palazzo alcuni fumogeni. Numerosi gli slogan contro il ministro Brunetta gia' dall'inizio del corteo tra cui: "se noi siamo guerriglieri tu verrai presto cacciato dal tuo ministero". Nel lancio cinque-sei scarpe hanno raggiunto il balcone di Palazzo Vidoni. h.17,31 Roma, 28 mar. (Adnkronos) - Dopo il lancio di petardi e di uova in via Cavour, la manifestazione per protestare contro l'incontro dei ministri del Lavoro del G8 che si terra' nella capitale da domani fino al 31 marzo ha avuto altri momento di tensione nella centralissima piazza Venezia. Alcuni manifestanti hanno lanciato fumogeni contro il monumento del Milite ignoto. E ancora ingiurie e offese all'indirizzo delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa che seguono passo passo il corteo dei manifestanti. Tutte le operazioni sono rigorosamente seguite da un elicottero dotato munito di telecamere per le riprese televisive. h.17,20 Roma, 28 mar. - (Adnkronos) - Massima allerta per la manifestazione organizzata nella capitale dai sindacati di base, dai centri sociali, dagli studenti per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si terra' nella capitale da domani fino al 31. Qualche piccolo incidente si e' verificato all'altezza di via Cavour dove alcuni manifestanti hanno lanciato un petardo contro la banca Unipol e l'agenzia immobiliare Pirelli Re. Qualcuno altro, poi, con della vernice rossa ha scritto sui muri della zona: 'Case per tutti' e 'Aridatece i sordi'. Alcuni fumogeni lanciati da qualche manifestante del corteo hanno spaccato i vetri delle porte dell'istituto di credito. h.17,19 Roma, 28 mar. (Adnkronos) - Sono tutti autorizzati i cortei che sfilano oggi a Roma per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si terra' nella capitale da domani fino al 31 marzo. I percorsi sono stati tutti segnalati per tempo dagli organizzatori e non violano in nessun modo il protocollo che regola lo svolgimento dei cortei nella Capitale. h.17,17 (AGI) - Roma, 28 mar. - I manifestanti del movimento dell'Onda hanno lanciato della vernice rossa anche contro gli agenti della Guardia di Finanza schierati davanti l'altare della Patria, con casco, scudo e manganello. La vernice ha colpito solo la gamba di un agente. Nei loro confronti sono stati gridati slogan di insulto: molti ragazzi hanno sfilato con il dito medio alzato e intonato dei cori di scherno, ricordando al megafono gli studenti caricati giorni fa. Grida di protesta a Piazza Venezia anche contro il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ritenuto responsabile di aver difeso gli studenti di destra dopo gli scontri avvenuti mesi orsono. I ragazzi hanno gridato "siamo tutti antifascisti" e hanno bollato come "un'infamita'" il protocollo sui cortei raggiunto a Roma dall'amministrazione comunale e dai sindacati. "Il protocollo e' carta straccia. La liberta' non si contratta. Ci riprendiamo il diritto di muoverci liberamente nella citta'", hanno gridato gli studenti. h.16,53 Roma, 28 mar. (Adnkronos) - "Siamo in seimila da tutta Italia". Gli organizzatori del corteo partito da piazza Esedra, nella capitale, per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si terra' nella capitale da domani fino al 31, stimano questa cifra sui partecipanti alla manifestazione che raggruppa vari cortei partiti da diversi punti della capitale. Dal megafono, uno degli organizzatori spiega le ragioni del corteo: "sfidiamo le nuove leggi liberticide sugli scioperi". Tra i manifestanti presenti al corteo partito da piazza Esedra anche alcuni esponenti politici tra i quali il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero; l'ex esponente dei Verdi Paolo Cento e il consigliere regionale del Lazio Luigi Nieri. Su tutti Ferrero afferma: "e' un'ottima manifestazione che tiene insieme tutti gli strati sociali colpiti dalla crisi: lavoratori ex garantiti, precari, disoccupati, studenti. Quindi una manifestazione utile e importante. Siamo qui per chiedere al governo di cambiare politica visto che fino ad ora ha fatto solo gli interessi di chi la crisi ha provocato e non dei lavoratori che la stanno pagando". Sintetizzano i Cobas, organizzatori della manifestazione "la crisi la paghino i banchieri, i padroni e gli evasori". h.16,47 (ANSA) - ROMA, 28 MAR - Alcuni manifestanti, all'altezza dello spezzone di corteo degli studenti, in via Cavour, si sono staccati dal corteo per lanciare vernice rossa, uova, petardi e fumogeni contro la Banca Unipol e l'agenzia immobiliare Pirelli Re nel corso della manifestazione in corso a Roma contro la riunione dei ministri del lavoro del G8. Sui muri sono state vergate alcune scritte con bombolette spray e tra queste ''case per tutti'' e una in romanesco ''ridatece i sordi''. Alcuni fumogeni hanno spaccato i vetri delle porte della banca. h.16,39 (AGI) - Roma, 28 mar. - Le vetrine di un'agenzia immobiliare della Pirelli Re, in via Cavour, sono state completamente ricoperte di vernice bianca da alcuni dei partecipanti al corteo contro il G8 sociale. Accanto, con lo spray rosso, le scritte 'casa per tutti' e 'soldi nostri'. h.16,39 (DIRE) Roma, 28 mar. - "Per ora vedo una manifestazone tranquilla speriamo che non arrivino provocazoni da parte di nessuno". Lo dice il segretario del Prc, Paolo Ferrero, che sta seguendo il corteo dei Cobas e degi studenti dell'Onda contro il G14 sul welfare. Ferrero fa un riferimento anche al protocollo per i cortei firmato "da tutti tranne che dal Prc- precisa- perche' qualsiasi cosa che limiti il diritto di manifestazione del pensiero per noi e' da anticostituzionale". Intanto i muri di via Cavour si riempono di scritte a vernice contro le forze dell'ordine, e una sede di Pirelli Re e' stata attaccata con farina e vernice. h.16,36 Roma, 28 mar. (Adnkronos) - Sulle note di Bella ciaio e tra gli slogan antigovernativi il corteo organizzato dai sindacati di base, dai centri sociali e dagli studenti per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si terra' da domani fino al 31 marzo, continua a marciare, per ora pacificamente, per via Cavour. Diversi i cortei organizzati oggi nella capitale: uno, quello di piazza Esedra, autorizzato, un altro, non autorizzato, raggruppa gli studenti che si sono dati appuntamento a (correzione delle 16,49: ...tutti autorizzati. Oltre a quello di piazza Esedra, un altro, promosso dagli studenti, e' partito senza nessun disordine da...)piazzale Aldo Moro. Per ora, comunque, i manifestanti, sono ridotti a qualche centinaio. Quasi piu' militari che partecipanti alla dimostrazione del G8 tanto che i turisti, incuriositi da tante forze dell'ordine in tenuta antisommossa, si scatenano a fotografare gli agenti in servizio. h.16,32 (ANSA) - ROMA, 28 MAR - ''Ottima manifestazione, che tiene assieme tutti gli strati sociali colpiti dalla crisi: lavoratori ex garantiti, precari, disoccupati, studenti. Quindi molto utile e importante''. Lo ha detto il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero che sta partecipando alla manifestazione organizzata da Cub, Cobas e Sdl che sta sfilando per le strade del centro di Roma. ''Una manifestazione - ha aggiunto Ferrero - che chiede al governo di cambiare politica visto che sino ad ora ha fatto solo gli interessi di chi la crisi l'ha provocata e non dei lavoratori che la stanno pagando''. h.16,32 (AGI) - Roma, 28 mar. - "E' una bella manifestazione, in cui ci sono tutti i soggetti penalizzati dalla crisi: lavoratori, precari, studenti su cui stanno scaricando la crisi e che giustamente chiedono al Governo di cambiare politica". Cosi' Paolo Ferrero, leader del Prc commenta la mobilitazione indetta a Roma da Cub e Cobas, movimento studentesco dell'Onda e centri sociali. "Per adesso il Governo sta proteggendo gli interessi di chi la crisi l'ha prodotta", ha dichiarato Ferrero, presente al corteo. Secondo Ferrero le cose principali da fare per il cambiamento sono: redistribuzione dei redditi, cassa integrazione per tutti quelli che perdono il posto di lavoro, salario sociale per i disoccupati, intervento pubblico nell'economia, la nazionalizzazione delle banche e riconversione ambientale della produzione. Tra i politici presenti alla manifestazione anche Francesco Caruso, Paolo Cento dei Verdi, l'assessore al Bilancio della Regione Lazio, Luigi Mieri e il consigliere del Comune di Roma, Andrea Alzetta. h.16,26 (AGI) - Roma, 28 mar. - Momenti di tensione in piazza dell'Esquilino durante il corteo contro il G14. Dopo un raid parzialmente fallito contro un'agenzia di assicurazioni, alcuni manifestanti con il volto coperto da sciarpe e cappucci, hanno rovesciato i tavolini di un bar prima di essere ripresi da altri partecipanti al corteo. Diversi commercianti di via Cavour hanno abbassato le seracinesche dei loro negozi a scopo precauzionale. Intanto gli studenti dell'Onda, che rappresentano una buona meta' del corteo, lasciano sui muri decine e decine di scritte: "I guerrgilieri dell'Onda reclamanto reddito", "Il protocollo e' carta straccia, Alemanno e Percoraro vergogna", "L'Onda e' tornata ancora piu' incazzata", "Guardia infame, caccia i mafiosi non gli studenti". Il corteo ha ricominciato il suo percorso. h.16,22 (DIRE) Roma, 28 mar. - Momenti di alta tensione in via Cavour: alcuni studenti stanno lanciando petardi contro alcune camionette delle forze dell'ordine posizionate nella piazza di fronte la basilica di santa maria maggiore. Qualche testa calda ha tentato di aggredire con una spranga le forze dell'ordine, ma e' stato prontamente fermato dagli altri studenti del corteo. La situazione e' tesissima, anche se in questo momento il gruppuscolo di incappucciati si sta allontanando. Secondo fonti interne al corteo il contatto tra polizia e manifestanti e' avvenuto dopo che una parte del corteo si e' distaccata per lanciare petardi con la sede della Fata assicurazioni, del gruppo Generali e legata agli sfratti di via Pincherle. La polizia schierata li' vicino avrebbe pensato ad un attacco rivolto alle divise. Da qui alla degenerazione negli scontri il passo e' stato breve. h.16,20 (ANSA) - ROMA, 28 MAR - ''Noi G14 con i responsabili della crisi; noi con i lavoratori, i disoccupati e i precari''. E' questa la scritta sullo striscione che apre la manifestazione di Cub, Cobas e Sdl per protestare contro la riunione dei ministri del lavoro del G8 a Roma da domani fino a martedi' partita da piazza della Repubblica e diretta a piazza Navona, che sta sfilando in via Cavour. Secondo gli organizzatori stanno sfilando 6.000 manifestanti venuti da tutta Italia. Dal megafono di un camion che apre il corteo gli organizzatori hanno spiegato le ragioni della protesta: ''Come abbiamo sfidato le ordinanze sui cortei a Roma, cosi' sfidiamo le nuove leggi liberticide sugli scioperi''. La manifestazione e' autorizzata ma tocchera' alcune zone proibite dal protocollo sui cortei a Roma. In piazza della Repubblica erano tre manifestazioni non autorizzate di studenti, senza casa e centri sociali. Tra i manifestanti anche alcuni politici come il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero, l'esponente della Sinistra Paolo Cento e il consigliere regionale del Lazio Luigi Nieri. Alle spalle degli ultimi manifestanti, dove ci sono le delegazioni di Prc e Sinistra Critica, si trovano una trentina di carabinieri seguiti da sei camionette. h.16,20 (AGI) - roma, 28 mar. - Prima azione dei manifestanti contro un istituto di credito. Della vernice rossa e' stata gettata contro le vetrine della Unipol banca: "ridatece i sordi" ha scritto con uno spray un manifestante. Su via Cavour, dove sta sfilando il corteo, esplosi anche alcuni petardi. Alcuni studenti, quattro-cinque, coperti da passamontagna, hanno gettato un fumogeno contro le vetrine di un'assicurazione e alcuni petardi verso i poliziotti schierati a via Depretis. Un giovane ha tentato di spaccare una vetrina col casco ma non e' riuscito ed e' scappato all'arrivo dei poliziotti. h.16,16 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Al grido di «Palestina libera» è stata esposta da San Pietro in Vincoli una bandiera Palestinese grande diversi metri. Sotto, uno striscione con la scritta «Boicottiamo Israele». A farlo, durante il corteo dei sindacati, il Comitato che sta avviando una campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani a seguito dell'«Aggressione alla Striscia di Gaza». Il comitato spiega che la campagna nasce in seguito della «Aggressione alla Striscia di Gaza e il sostegno del dramma dei palestinesi». h.16,01 (AGI) - Roma, 28 mar. - "Noi la crisi non la paghiamo". E' la parola d'ordine del corteo promosso da Cub, Cobas e Sdl intercategoriale alla vigilia del cosiddetto "G8 sociale", il meeting dei ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali in programma da domani a martedi' alla Farnesina. La testa del corteo - che si concludera' in Piazza Navona - e' attualmente in Via Cavour: assiepati, dietro gli striscioni delle tre sigle sindacali promotrici, operai, lavoratori della scuola e del pubblico impiego, precari pubblici e privati, disoccupati, famiglie in lotta per il diritto alla casa, giovani dei centri sociali e studenti. La componente piu' numerosa di questi ultimi e' rappresentata dal movimento della 'Sapienza in Onda' raccolti dietro lo striscione 'guerriglieri anomali contro il G14'. "Non ci rappresenta nessuno", scandiscono in coro i ragazzi invitando a spostare in coda alla manifestazione le eventuali bandiere di partito. Cub, Cobas e Sdl, cioe' il Patto di base costituito tra le tre maggiori sigle del sindacalismo di base, hanno promosso un'iniziativa con l'obiettivo di sostenere la piattaforma di lotta, varata il 7 febbraio, che prevede tra l'altro blocco dei licenziamenti, riduzione dell'orario di lavoro a parita' di salario, aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito, continuita' del reddito per i lavoratori atipici, assunzione a tempo indeterminato dei precari. h.15,47 (DIRE) Roma, 28 mar. - L'assenza di forze di polizia in divisa al corteo dell'Onda "e' un segnale di vittoria molto importante. Evidentemente le manganellate del 18 marzo scorso non hanno riscosso successo sul terreno dell'opinione pubblica, sul terreno mediatico e su quello politico". Lo afferma Francesco Raparelli, uno dei leader dell'Onda a La Sapienza. "La risposta a quella repressione- dice Raparelli- sta in primo luogo nelle migliaia di studenti che stanno qui oggi". Poi pero' l'esponente dell'Onda analizza anche un punto di vista alternativo rispetto all'assenza delle forze dell'ordine: "Se oggi ci fossero altri scontri con la polizia- ragiona Raparelli- significherebbe per noi riconquistare la scena mediatica per un'altra settimana, e questo a loro non va bene, soprattutto nel giorno di chiusura del congresso del Pdl". h.15,43 Roma, 28 mar. - (Adnkronos) - Al motto 'Contro il fascismo e la repressione' e' partito a Roma il corteo organizzato dai sindacati di base, dai centri sociali e dagli studenti per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si terra' nella capitale da domani al prossimo 31 marzo. In una Roma blindata il corteo, capitanato dai Cobas, vede il dispiegamento di oltre mille uomini delle forze dell'ordine per presidiare le sedi istituzionali e eventuali obiettivi sensibili ma ancora i manifestanti sono poco piu' che un centinaio. Muniti di bandiere di Rifondazione, anche gli studenti per esprimere "il diritto allo studio, al lavoro e al dissenso perche' -come recita uno striscone- la crisi la paghiamo noi". La dimostrazione di oggi vuole essere l'occasione da parte dei manifestanti per chiedere al governo "il blocco dei licenziamenti, la riduzione dell'orario di lavoro a parita' di salario, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro e cassa integrazione almeno all'80% del salario per tutti i lavoratori, precari compresi". E non e' ancora tutto perche' i partecipanti al corteo sollecitano anche all'Associazione delle banche italiane "una moratoria dei mutui per la casa, per famiglie e singoli in difficolta' economiche a causa della crisi", per dirla con le parole di Emiliano Viccaro del Comitato romano contro il G8. h.15,33 (AGI) - Roma, 28 mar. - Il corteo degli studenti dell'Onda, a cui s'erano aggiunti anche i militanti di Action, Blocchi precari metropolitani e Coordinamento lotta per la casa, e' confluito in quello promosso da Cub, Cobas e Sdl, in partenza da piazza dei Cinquecento. La manifestazione coincide con il G8 sociale, la riunione dei ministri del lavoro e delle politiche sociali in programma da domani a martedi' alla Farnesina. h.15,30 Roma, 28 mar. - (Adnkronos) - E' partito da piazzale Aldo Moro a Roma, come previsto, il corteo degli studenti universitari e medi contro il G8 lavoro. Al momento, fa sapere la questura di Roma, non si registrano problemi di ordine pubblico. Il corteo si e' avviato lungo il tracciato previsto. ''Protestiamo in occasione del g14 dei ministri del lavoro che dicuteranno le linee guida per affrontare la crisi - afferma l'Unione degli studenti - chiediamo un welfare basato sulla conoscenza e sui soggetti in formazione, che permetta di affrontare la precarieta', specialmente quella giovanile, con politiche all'altezza della drammaticita' della situazione che viviamo''. ''A pochi giorni dalle aggressioni della polizia a danno degli studenti proprio alla Sapienza, e a pochi giorni dalle dichiarazioni di Brunetta che ci considera 'Guerriglieri', rivendichiamo il dirtto di manifestare il nostro dissenso'', sottolinea l'Uds. h.15,26 (DIRE) Roma, 28 mar. - Il corteo dell'Onda e' appena arrivato a via Giolitti, congiungendosi con l'altro serpentone di Rdb e Cobas che gia' riempie la via fino a piazza Esedra. Al momento della fusione dei cortei gli slogan piu' nitidi e ripetuti sono contro il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e contro il protocollo dei cortei definito "carta straccia". Il corteo dell'Onda e' stato seguito fino ad ora anche da Paolo Cento (Sinistra e Liberta') e Luigi Nieri, assessore regionale al Bilancio. h.15,20 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - In piazza dei Cinquecento il corteo degli studenti e dei blocchi precari si sta unendo a quello dei sindacati partito da piazza della Repubblica. In testa al corteo delle organizzazioni sindacali lo striscione «Voi il G14 con i responsabili della crisi, noi con i lavoratori i disoccupati i precari», firmato da Cub, Cobas e Sdl. Il corteo degli studenti è stato raggiunto in via San Martino della Battaglia da un altro gruppo composto dal coordinamento cittadino lotta per la casa. h.15,20 Roma, 28 mar. (Apcom) - Oltre 2.000 persone hanno partecipato al corteo non autorizzato che ha raggiunto intorno alle 15.15 piazza della Repubblica dove sfilano Cobas, Sdl ed Rdb Cub che raggiungeranno piazza Navona. Al primo corteo partito intorno alle 14.30 da tre diversi punti di Roma, piazzale Aldo Moro, piazza Tiburtina e piazza Porta Pia hanno partecipato gli studenti dell'Onda La Sapienza, il gruppo Action e Movimento lotta per la casa insieme ai blocchi precari metropolitani e a un gruppo di studenti dell'Onda napoletana. h.15,17 (AGI) - Roma, 28 mar. - All'incrocio fra via di Castro Pretorio e via San Martino della Battaglia si e' unito al corteo dell'Onda un gruppo di militanti del Coordinamento lotta per la casa, che si era mosso da Porta Pia. "Contro la crisi crea indipendenza, diffondi cospirazione" recita il loro striscione. La manifestazione sta procedendo verso Piazza della Repubblica preceduta da alcuni poliziotti in borghese, ma senza schieramento di Forze dell'ordine. h.15,14 (DIRE) Roma, 28 mar. - Giunto all'altezza dell'incrocio tra viale Castro pretorio e via S. Martino della battaglia, al corteo dell'Onda che sfila verso piazza della Repubblica si e' unita una rappresentanza dei centri sociali, tra cui Acrobax), che era partita da piazzale di Porta Pia. Il corteo, ingrossatosi fino a comprendere ormai almeno 2500 persone, procede in modo spedito verso piazza Esedra. Ancora del tutto invisibili le divise delle forze dell'ordine. "Chi credeva che questo movimento fosse morto- scandiscono gli studenti al microfono- oggi dovra' ricredersi". h.15,05 (IRIS) - ROMA, 28 MAR - Circa duemila persone stanno sfilando ora per viale dell'Università. Il corteo degli studenti dell'Onda è iniziato da piazzale Aldo Moro, all'università La Sapienza di Roma. "I guerriglieri anomali contro il G14 per un nuovo welfare". E' il loro grido di battaglia scritto sullo striscione d'apertura. Alla manifestazione prendono parte anche i militanti di Action che chiedono "casa reddito dignità" e i Blocchi precari metropolitani: "Hate G8 out of control" è il loro slogan. Prima dell'inizio del corteo gli studenti hanno concordato con la polizia il percorso per raggiungere la manifestazione delle Rdb Cobas a piazza della Repubblica. h.14,55 Roma, 28 mar. (Apcom) - E' partito da piazza Aldo Moro davanti all'università la Sapienza al grido di "Riprendiamoci le strade di Roma" il corteo non autorizzato a cui partecipano gi studenti dell'onda, i blocchi precari metropolitani e il movimento Action Lotta per la casa. Circa un migliaio le persone presenti al corteo capeggiato da uno striscione che recita "Guerriglieri anomali contro il G14 per un nuovo welfare". I partecipanti hanno voluto mandare un messaggio al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al prefetto Pecoraro ma anche ai ministri della Funzione pubblica, Renato Brunetta e dell'Economia, Giulio Tremonti: "Non ci limiterete la libertà di movimento. ci riprendiamo le strade di Roma. Manifestiamo - dicono gli organizzatori - per una citta libera, aperta alle pratiche di democrazia diretta". E al governo lanciano critiche contro le modalità di gestione della crisi economica: "Questa crisi non la paghiamo, il governo è incapace di gestirla". La manifestazione, sorvegliata a distanza dalle forze dell'ordine in borghese si unirà a Piazza della Repubblica al corteo autorizzato dei Cobas. h.14,52 (DIRE) Roma, 28 mar. - E' appena partito, da piazzale Aldo Moro, il corteo degli studenti dell'Onda "contro il G14 per un nuovo welfare", come si legge sullo striscione d'apertura della carovana. Agli studenti dell'Onda, ormai circa 1000, si sono uniti i migranti di Action, e i rappresentanti dei centri sociali provenienti dalla stazione Tiburtina. In apertura del corteo, tra fumogeni, petardi e slogan contro il protocollo sui cortei firmato da prefettura e Comune di Roma, il camioncino di testa ha fatto risuonare le parole a favore della repressione pronunciate da Gian Maria Volonte' nel film "Cittadino al di sopra di ogni sospetto". "Stiamo riconquistando cio' che pensavano di toglierci con i manganelli", gridano gli studenti con il megafono. Tra gli esponenti politici, presenti Giovanni Russo Spena (Prc), il consiglere provinciale Gianluca Peciola e il suo omologo in Campidoglio Andrea Alzetta. Ancora non e' visibile nessuna divisa di polizia ne' carabinieri. Ai vigili urbani il compito di chiudere il traffico al passaggio del corteo. h.14,49 (AGI) - Roma, 28 mar. - "I 'guerriglieri' anomali contro il G14 per un nuovo welfare". Questo lo striscione d'apertura del corteo degli studenti dell'Onda, che e' iniziato a muoversi da piazzale Aldo Moro, all'universita' La Sapienza di Roma. Ai ragazzi si sono uniti i Blocchi precari metropolitani, dietro allo slogan "Hate G8 out of control" e ai militanti di Action che chiedono "casa reddito dignita'". Prima dell'avvio del corteo gli studenti hanno concordato con i responsabili della polizia il percorso per raggiungere la manifestazione delle Rdb Cobas a piazza della Repubblica. Altri slogan del corteo sono: "no al protocollo, Onda fuori controllo" e "noi la crisi non la paghiamo". "Non abbiamo paura - gridano i giovani dal microfono - stiamo riconquistando cio' che pensavano di toglierci col protocollo e con i manganelli". A sfilare ora per viale dell'Universita' sono circa duemila persone, tra musica e qualche fumogeno colorato. h.14,09 (DIRE) Roma, 28 mar. - A piazzale Aldo Moro, dove e' previsto il ritrovo dell'Onda e la partenza del corteo non autorizzato contro il G8 lavoro, iniziano a radunarsi gli studenti universitari. In questo momento circa 300 persone si danno da fare per ultimare i preparativi. E' appena arrivato, tra l'altro, un autobus di studenti padovani e veneziani, mentre si attende ancora l'arrivo di altri autobus da Napoli, Firenze, Pisa. Intorno alle 13:30, poi, alla stazione Tibutina ha preso forma il concentramento dei centri sociali, guidato dai Blocchi precari metropolitani, che si unira' all'Onda. Ne' a Tiburtina ne' a piazzale Aldo Moro, per ora, sono visibili poliziotti in divisa. Di fronte la Sapienza solo due auto della polizia municipale (e circa 20 uomini in borghese) tengono d'occhio gli studenti. h.10,37 (ANSA) - ROMA, 28 MAR - Una battaglia a cuscinate davanti al ministero dell'Istruzione in viale Trastevere a Roma per protestare ''con la sola arma dell'ironia contro il ministro Brunetta che ci ha dato dei guerriglieri, il G-14 dei ministri del Welfare che si terra' nella capitale e il protocollo che regolamenta i cortei a Roma''. A organizzarla, un gruppo di studenti dei collettivi dei licei Virgilio, Mamiani, Manara, Kennedy e Democrito di Ostia. I manifestanti, circa 50 ragazzi, sono partiti da via Giulia, sede del liceo Virgilio, e con lo striscione 'fuori dal controllo contro il protocollo, blocca il G-14' hanno percorso via Giulia, Ponte Sisto, piazza Trilussa per raggiungere piazza di Santa Maria in Trastevere e quindi la sede del ministero dove e' scoppiata la 'battaglia dei cuscini'. Durante il corteo gli studenti che hanno inoltre acceso dei fumogeni rosa e blu, hanno scandito slogan come ''La gente come noi non molla mai'' e l'ormai consueto ''Noi la crisi non la paghiamo''. Gli studenti hanno affermato che nelle prossime ore raggiungeranno i movimenti universitari dell'Onda in piazza Aldo Moro di fronte a La Sapienza. Da qui prenderanno parte alla manifestazione indetta dai Cobas. 28 marzo 2009 - Agenzia Omniroma h.18,20 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Dopo essere entrati in piazza Navona, con caschi in testa e passamontagna sul volto, il gruppetto di manifestanti, una ventina di ragazzi in tutto, si è avvicinato ad una delle vie che porta al Senato, presieduta da un cordone di forze dell'ordine in tenuta anti-sommossa. Hanno atteso qualche minuto al centro piazza, poi si sono slacciati i caschi e sono andati via. Intanto la piazza si sta iniziando a svuotare. h.18,06 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - «Ribadisco, il patto sui cortei ha resistito» perché quello organizzato dai Cobas «si è svolto fuori dal centro storico». È quanto ha affermato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, a margine del congresso del Pdl, in relazione ai momenti di tensione ed i lanci di ogetti che si sono verificati durante il corteo organizzato dai Cobas contro il G8. «C'è da sottolineare però - ha aggiunto - che anche di fronte a questa autorizzazione, e al rispetto del diritto a manifestare degli studenti, ci sono stati degli atti di intemperanza che gli organizzatori potevano evitare». Per Alemanno «mille persone hanno pensato che il fatto di poter sfilare per le vie della città possa essere un modo di mettere in scena atti di intemperanza, questo non va bene. Bisogna che sia chiaro che tutti possono manifestare, ma non ci devono essere forme di violenza». h.17,41 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Lancio di fumogeni dai manifestanti del corteo contro il G8 anche contro la banca San Paolo di Corso Vittorio Emanuele. Intanto una ventina di manifestanti sta entrando a piazza Navona con caschi in testa e passamontagna. h.17,35 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Ancora una banca nel mirino dei manifestanti. Questa volta, a finire sotto «i colpi» dei partecipanti al corteo contro il G8 del welfare, è stata la filiale della Intesa-San Paolo di corso Vittorio Emanuele. Contro la banca, ricoperta di vernice e circondata dalla nube dei fumogeni, anche lancio di bottiglie di birra. h.17,30 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Centinaia di scarpe, qualcuna ha anche raggiunto il balcone del primo piano, sono lanciate dallo spezzone degli studenti e dei precari in marcia contro il portone del ministero della funzione pubblica in corso Vittorio. Acceso anche qualche fumogeno depositato davanti al portone. Il corteo ha ripreso la marcia. h.17,25 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - «È stata una manifestazione importante nei contenuti e nella partecipazione. Per questo ho deciso di essere presente. C'è necessità, come oggi si percepiva nelle vie di Roma, di rafforzare le forme di protesta contro un governo che sta facendo disastri sociali, culturali ed economici». Lo dichiara in una nota Luigi Nieri, assessore al bilancio della regione Lazio. «Un Governo - prosegue Nieri - che pensa di risolvere con pericolose scorciatoie autoritarie la gravissima crisi in corso. Un Governo che sta ammazzando la scuola pubblica. I giovani e i lavoratori oggi scesi in piazza a protestare hanno questa consapevolezza. In questa fase storica, di fronte a una opposizione parlamentare non vigorosa, a maggior ragione è decisiva la reazione della società civile e del mondo del lavoro». h.17,04 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Alcuni manifestanti hanno lanciato due fumogeni all'interno dell'Altare della Patria. Il monumento di piazza Venezia, dove da qualche minuto è giunto il corteo contro il G8 del welfare, è interamente transennato, all'interno agenti delle forze dell'ordine in tenuta anti-sommossa che sono stati oggetto di accuse e gesti ingiuriosi. h.16,50 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Lancio di vernice rossa e petardi anche contro la banca Carim di via Cavour, al passaggio del corteo contro il G8. «Vernice rosse contro tutte le banche - urla al megafono un manifestante - Adesso dovete darci il denaro, vogliamo reddito, case». h.16,36 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Lancio di vernice bianca contro l'agenzia Pirelli di via Cavour, dove il corteo contro il G8 sta sfilando. Sulla vetrina dell'agenzia i manifestanti hanno anche scritto in rosso: «Casa per tutti». h.16,26 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Sono circa 50 mila secondo gli organizzatori, i partecipanti al corteo promosso dai sindacati. I manifestanti sono ora all'incrocio tra via Cavour e viale dei Fori Imperiali. h.16,25 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Il gruppo di manifestanti ha tentato di uscire dal corteo a piazza di Esquilino per dirigersi dove c'è la sede dell'assicurazione legata alla vendita delle case a via Pincherle. C'è stato un contatto con le forze dell'ordine e poi il gruppetto con il volto coperto da passamontagna è stato richiamato dagli altri manifestanti a rientrare nel corteo. h.16,16 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Al grido di «Palestina libera» è stata esposta da San Pietro in Vincoli una bandiera Palestinese grande diversi metri. Sotto, uno striscione con la scritta «Boicottiamo Israele». A farlo, durante il corteo dei sindacati, il Comitato che sta avviando una campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani a seguito dell'«Aggressione alla Striscia di Gaza». Il comitato spiega che la campagna nasce in seguito della «Aggressione alla Striscia di Gaza e il sostegno del dramma dei palestinesi». h.16,16 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Vernice rossa, fumogeni e petardi contro la vetrina dell'Unipol di via Cavour. Già prima i manifestanti del corteo G8 avevano fatto scritte e sulle vetrine di altre banche come «Spegni il mutuo accendi le banche». Molti anche i cori contro il sindaco Gianni Alemanno, contestato per il nuovo protocollo che regola le manifestazioni. h.16,15 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - In piazza dell'Esquilino un gruppo di manifestanti ha lanciato oggetti e qualche petardo in direzione della polizia schierata nei pressi del Viminale. Sono risuonate un paio di forti esplosioni. Il corteo ora sta comunque procedendo sul suo percorso e, dopo alcuni momenti di tensione, sembra senza conseguenze, tutti i manifestanti stanno riprendendo a marciare. h.15,52 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Il corteo con in testa le organizzazioni sindacali sta percorrendo via Cavour all'altezza della stazione della metropolitana. Il corteo è scortato da agenti delle forze dell'ordine in divisa. Sventolano bandiere di Rdb-Cub e Cobas. Tra gli esponenti politici presenti Giovanni Russo Spena (Prc), il consigliere provinciale di Sa Gianluca Peciola e il capogruppo di Sa in Campidoglio Andrea Alzetta. Tra gli striscioni, quello dei precari della scuola e della Cri. Tre manifestanti si sono vestiti da fantasmi addosso: sono gli infermieri precari dell'Asl di Chieti che chiedono la stabilizzazione. «Siamo uniti tutti noi lavoratori perché questa crisi noi non la pagheremo», scandiscono i manifestanti ai megafoni. h.15,20 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - In piazza dei Cinquecento il corteo degli studenti e dei blocchi precari si sta unendo a quello dei sindacati partito da piazza della Repubblica. In testa al corteo delle organizzazioni sindacali lo striscione «Voi il G14 con i responsabili della crisi, noi con i lavoratori i disoccupati i precari», firmato da Cub, Cobas e Sdl. Il corteo degli studenti è stato raggiunto in via San Martino della Battaglia da un altro gruppo composto dal coordinamento cittadino lotta per la casa. h.15,16 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Sta sfilando su viale Castro Pretorio il corteo dei blocchi precari metropolitani e degli universitari diretto a piazza della Repubblica. Durante la manifestazione alcuni partecipanti hanno lanciato petardi contro il palazzo del vecchio ministero dell'Aeronautica, all'angolo tra via dell'Università e viale Castro Pretorio e verso alcuni vigili che bloccano il traffico. «Oggi l'esercito del surf ha ripreso le tavolo» urlano intanto gli studenti al megafono. h.15,13 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Il corteo di piazzale Aldo Moro, secondo quanto si apprende dalla questura, si è mosso come da preavviso seguendo l'itinerario stabilito. h.14,44 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - È partito da piazzale Aldo Moro il corteo degli studenti diretti a piazza della Repubblica. Ai manifestanti si sono uniti i rappresentanti di Action e dei blocchi precari. Secondo gli organizzatori in piazza ci sono circa 2mila persone. In testa al corteo lo striscione «Guerriglieri anomali contro il G14 per un nuovo welfare», firmato da «Sapienza in Onda». h.14,40 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Al grido «Roma libera» i manifestanti dei blocchi precari metropolitani sono arrivati a piazzale Aldo Moro. «Bloccare la città è la nostra nuova forma di sciopero, la forma del nuovo millennio», ripetono in coro i ragazzi dei centri sociali e poi ancora «Oggi ci riprendiamo le strade della città». I ragazzi, accolti con un applauso dai manifestanti dell'università, ripetono: «Si sono inventati un protocollo che intende solo bloccare la libertà di manifestazione». Cori anche per Carlo Giuliani: «Carlo è vivo e lotta insieme a noi». Prima di giungere alla Sapienza c'è stato qualche momento di tensione con un automobilista che voleva sorpassare il corteo. h.14,26 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Sono circa trecento gli studenti radunati in piazzale Aldo Moro, davanti all'ingresso della Sapienza, che stanno per partecipare al corteo che li porterà in piazza della Repubblica per unirsi alla manifestazione dei sindacati. I ragazzi protestano contro il protocollo sui cortei, il G8 del lavoro e per i diritti del welfare. La manifestazione è organizzata dagli studenti della «Onda studentesca». Tra i ragazzi anche il consigliere regionale del Prc Ivano Peduzzi. «Questa è la dimostrazione di una pratica democratica - ha detto Peduzzi - per avere il diritto a manifestare che non può essere bloccato da nessun protocollo d'intesa». Al momento la situazione è tranquilla. (h.14,32) Agli studenti radunati in piazza Aldo Moro, si è unito anche il corteo di Action partito da via De Lollis. Il concentramento comincia a muoversi per fare spazio ai manifestanti e tra pochi minuti dovrebbe partite. Discreta la presenza dell'ordine. h.14,20 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - «Sindaco Alemanno blocchiamo la città come e quando ci pare» e poi «Roma Libera». Stanno urlando al megafono i ragazzi dei centri sociali che stanno sfilando, bloccando il traffico, mentre si dirigono all'università La Sapienza, per manifestare contro il G8 dei ministeri del Lavoro. Lanciando petardi e con un fumogeno acceso i manifestanti cantano: «Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città» e poi ancora: «Ma quali divieti, ma quale zona rossa, occupiamo tutto, Roma e tutta nostra». Al megafono c'è chi urla: «Inizia la giornata dell'indignazione questo è il nostro contributo a sbloccare la città della crisi» incassando qualche applauso da ragazzi affacciati dalle finestre dei palazzi sulla strada. h.14,10 (OMNIROMA) Roma, 28 mar - Con in testa un grosso striscione con su scritto «Hate G8 out of controllo» e cantando in coro «Noi la crisi non la vogliamo», un centinaio di aderenti ai blocchi precari metropolitani (rete che include centri sociali, movimenti per la casa, studenti e Asia-Rdb) sono partiti in corteo, non autorizzato, dalla stazione Tiburtina diretti alla Sapienza, contro il vertice G8 dei ministri del Lavoro. 28 marzo 2009 - Dire RICERCA. RDB: PER DIRETTORE GENERALE È TREGUA ARMATA IN CDA CNR(DIRE) Roma, 28 mar. - "Il regolamento di organizzazione del Cnr parla chiaro quando con l'articolo 11 stabilisce che 'su proposta del presidente, il cda nomina il direttore generale che resta in carica per tutta la durata del mandato dello stesso presidente'. Luciano Maiani, insediato a piazzale Aldo Moro il 15 marzo 2008 dall'allora ministro dell'Universita' e della Ricerca Mussi, dopo che il suo nome era stato individuato da un contestato Comitato presieduto dallo scienziato Giorgio Parisi, per piu' di un anno non e' riuscito a proporre al cda un nome che potesse trovare disco verde per la carica di direttore generale, lasciando l'incarico ad interim alla direttrice centrale Novella Coppa che il predecessore di Maiani, Fabio Pistella, aveva individuato per sostituire temporaneamente il dimissionario Angelo Guerrini". Lo dice in una nota Rocco Tritto, segretario nazionale di Usi/RdB-Ricerca. "Nella riunione-fiume di ieri, durata se ore- si legge- il cda del Cnr, non potendo piu' prorogare la Coppa che dal 1° aprile sara' anche lei in quiescenza, ha tirato fuori dal cilindro una soluzione a termine, fino al 31 dicembre 2009, con la nomina a direttore generale di Fabrizio Tuzi, un giovane dirigente (da pochi mesi) interno, gia' direttore centrale per il supporto alla programmazione". Per Usi-Rdb si tratta di "una soluzione di emergenza (o, meglio, una tregua armata tra Maiani e il cda) che, peraltro, si appalesa illegittima in quanto viola non solo il suddetto Regolamento, per il quale, come gia' evidenziato, la durata dell'incarico deve essere pari a quella del presidente (che scadra' il 14 marzo 2012), ma anche - e in piu' punti - la direttiva n. 10 della Presidenza del Consiglio (pubblicata nella G.U. n. 47 del 25.2.2008) che per gli incarichi dirigenziali generali (quale e', appunto, quello di direttore generale), vieta tassativamente conferimenti di breve durata (annuale o addirittura semestrale) 'che non consentono di esercitare il mandato in condizioni di imparzialita''". "Tale divieto, definito dalla Direttiva 'non derogabile'- aggiunge Tritto- e' stato anche confermato dall'Adunanza Plenaria del Consiglio d Stato del 23 maggio 2006. E' fin troppo evidente la grave crisi in cui versa il Cnr, che condiziona non poco la vita di un ente che conta piu' di 100 istituti sparsi sull'intero territorio nazionale i quali hanno necessita' di interloquire con vertici nella pienezza dei loro poteri. Da un anno, invece, il Cnr ha un presidente nominato dal governo Prodi, "ostaggio" di un cda nominato dal governo Berlusconi, per di piu' con un direttore generale 'precario'". Il sindacato a auspica quindi "che Maiani, anche se tardivamente, prenda coscienza di questa realta' e compia un atto di grande responsabilita', rassegnando le dimissioni, prima che il provvedimento di riordino degli enti di ricerca, che il ministro Gelmini emanera' nei prossimi mesi, regali al Cnr un rimedio peggiore del male: il commissariamento". 28 marzo 2009 - Corriere.it Roma, Cobas e Onda in piazza: «No
G14» ROMA - L'Onda degli studenti e i sindacati di base in
piazza a Roma contro la riunione dei ministri del lavoro del G8, in programma da domenica
a martedì. «G14 con i responsabili della crisi; noi con i lavoratori, i disoccupati e i
precari» è lo striscione che apre la manifestazione organizzata da Cub, Cobas e Sdl. Il
corteo è partito da piazza della Repubblica e terminerà in piazza Navona. Secondo gli
organizzatori ci sono 6mila manifestanti, venuti da tutta Italia. «Come abbiamo sfidato
le ordinanze sui cortei a Roma, così sfidiamo le nuove leggi liberticide sugli scioperi»
spiegano i sindacati dal megafono sistemato sul camion che fa strada al serpentone. La
manifestazione infatti è autorizzata ma toccherà alcune zone proibite dal protocollo sui
cortei. In piazza della Repubblica si sono radunate anche tre manifestazioni non
autorizzate di studenti, senza casa e centri sociali. Alla manifestazione dei Cobas
partecipano il segretario del Prc Paolo Ferrero, l'esponente della Sinistra Paolo Cento e
il consigliere regionale del Lazio Luigi Nieri. 28 marzo 2009 - Rainews 24 Manifestazione a Roma contro il G8 Massima allerta per la manifestazione organizzata a Roma da sindacati di base, centri sociali e studenti per protestare contro il vertice dei ministri del Lavoro del G8 che si terrà nella capitale da domani fino al 31. I partecipanti al corteo contro il G8/G14 promosso da Cub, Cobas e Sdl - arrivato a piazza Navona - "sono 50mila". La stima è di Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas. Particolarmente nutrita anche la rappresentanza degli studenti dell'Onda, che sarebbero almeno 5mila. Qualche piccolo incidente si è verificato all'altezza di via Cavour dove alcuni manifestanti hanno lanciato un petardo contro la banca Unipol e l'agenzia immobiliare Pirelli Re. Qualcuno altro, poi, con della vernice rossa ha scritto sui muri della zona: 'Case per tutti' e 'Aridatece i sordi'. Alcuni fumogeni lanciati da qualche manifestante del corteo hanno spaccato i vetri delle porte dell'istituto di credito. I manifestanti del movimento dell'Onda hanno lanciato della vernice rossa anche contro gli agenti della Guardia di Finanza schierati davanti l'altare della Patria, con casco, scudo e manganello. La vernice ha colpito solo la gamba di un agente. Nei loro confronti sono stati gridati slogan di insulto: molti ragazzi hanno sfilato con il dito medio alzato e intonato dei cori di scherno, ricordando al megafono gli studenti caricati giorni fa. Grida di protesta a Piazza Venezia anche contro il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ritenuto responsabile di aver difeso gli studenti di destra dopo gli scontri avvenuti mesi fa. 28 marzo 2009 - Ami Gli studenti hanno aderito al corteo dei sindacati di baseRoma, l'Onda in piazza contro il divieto a manifestare Petardi e uova davanti a una banca. Battaglia di cuscini al ministero dell'Istruzione Un corteo di circa 50mila manifestanti ha attraversato le strade della Capitale per protestare contro i lavori del G14 dei ministri del Welfare che si apre domani in città. Ai sindacati di base si sono uniti anche gli studenti dell'Onda. C'era preoccupazione per le restrizioni a manifestare presenti nel protocollo firmato dal sindaco Alemanno. Ma la giornata, a parte qualche lancio di petardi e di uova, si è conclusa senza incidenti. Hanno messo nero su bianco per spiegare le loro intenzioni affinché non venissero travisate. Gli studenti dell'Onda hanno reso pubblico un messaggio «alla città di Roma, ai suoi cittadini e alle sue istituzioni, ai movimenti sociali, ai sindacati, alle forze politiche». L'obbiettivo dichiarato è informare la società civile delle proprie intenzioni: «Sabato 28 marzo avevano scritto nella lettera - le studentesse e gli studenti, le precarie e i precari dell'Onda si incontreranno in piazzale Aldo Moro, si uniranno ai collettivi degli studenti medi e da lì si sposteranno in corteo e raggiungeranno il concentramento di piazza Esedra per partecipare alla manifestazione contro il G14 sugli ammortizzatori sociali, il welfare e il lavoro che si svolgerà, dal 29 al 31 di marzo, presso la Farnesina». Mai è stata così preannunciata una adesione ad un corteo da parte degli studenti de la Sapienza. Nella capitale è in vigore un nuovo protocollo sulle manifestazioni di piazza che regola percorsi e tempi. Gli studenti hanno avvertito la città in quanto il loro corteo non è consentito. Il 18 marzo gli studenti del movimento che hanno tentato di unirsi al corteo della Cgil a piazza Santi Apostoli erano stati caricati ai cancelli dell'ateneo. Dopo le cariche all'ingresso della sapienza gli studenti ottennero la ferma solidarietà della Cgil e di numerosi docenti. Oggi gli studenti ci riprovano convinti di rivendicare dalla loro il diritto al dissenso che il protocollo di Alemanno limiterebbe fortemente. Difendere «quel diritto, ormai quasi "consuetudinario", di poterlo fare a partire dalla città universitaria». «Con l'Onda di ottobre e di novembre - spiegano gli studenti - questa consuetudine si è enormemente estesa, per numero e qualità. Corteo locale o nazionale per le studentesse e gli studenti dell'Onda significava e significa partire da piazzale Aldo Moro, percorrere la città, bloccare il traffico e far sentire la propria voce, dopo averla usata con passione e con coraggio nelle facoltà, nei corridoi, nelle classi universitarie. Normale - aggiungono - per chi vive le proprie giornate nell'università vederla e viverla come il luogo proprio della protesta, dell'impegno critico, della passione politica. Sono decenni che l'università è punto di partenza delle manifestazioni studentesche sulla formazione, sui nuovi diritti, contro la guerra e contro il razzismo, non saranno di certo le manganellate della scorsa settimana, né tanto meno il protocollo a cancellare questa abitudine virtuosa». Gli studenti partiranno da piazzale
Aldo Moro Per raggiungere il corteo contro il G14 sugli ammortizzatori sociali, il welfare e il lavoro, che si concentra a piazza Esedra partiranno dalla cittadella universitaria de "la Sapinza" dove dieci giorni fa furono caricati. In una lettera aperta alla città l'Onda rivendica il diritto a manifestare contro le restrizioni del protocollo firmato dal sindaco Alemanno. Hanno messo nero su bianco per spiegare le loro intenzioni affinché non venissero travisate. Gli studenti dell'Onda hanno reso pubblico un messaggio «alla città di Roma, ai suoi cittadini e alle sue istituzioni, ai movimenti sociali, ai sindacati, alle forze politiche». L'obbiettivo dichiarato è informare la società civile delle proprie intenzioni: «Sabato 28 marzo scrivono nella lettera - le studentesse e gli studenti, le precarie e i precari dell'Onda si incontreranno in piazzale Aldo Moro, si uniranno ai collettivi degli studenti medi e da lì si sposteranno in corteo e raggiungeranno il concentramento di piazza Esedra per partecipare alla manifestazione contro il G14 sugli ammortizzatori sociali, il welfare e il lavoro che si svolgerà, dal 29 al 31 di marzo, presso la Farnesina». Mai è stata così preannunciata una adesione ad un corteo da parte degli studenti de la Sapienza. Nella capitale è in vigore un nuovo protocollo sulle manifestazioni di piazza che regola percorsi e tempi. Gli studenti hanno avvertito la città in quanto il loro corteo non è consentito. Il 18 marzo gli studenti del movimento che hanno tentato di unirsi al corteo della Cgil a piazza Santi Apostoli erano stati caricati ai cancelli dell'ateneo. Dopo le cariche all'ingresso della sapienza gli studenti ottennerò la ferma solidarietà della Cgil e di numerosi docenti. Oggi gli studenti ci riprovano convinti di rivendicare dalla loro il diritto al dissenso che il protocollo di Alemanno limiterebbe fortemente. Difendere «quel diritto, ormai quasi "consuetudinario", di poterlo fare a partire dalla città universitaria». «Con l'Onda di ottobre e di novembre - spiegano gli studenti - questa consuetudine si è enormemente estesa, per numero e qualità. Corteo locale o nazionale per le studentesse e gli studenti dell'Onda significava e significa partire da piazzale Aldo Moro, percorrere la città, bloccare il traffico e far sentire la propria voce, dopo averla usata con passione e con coraggio nelle facoltà, nei corridoi, nelle classi universitarie. Normale - aggiungono - per chi vive le proprie giornate nell'università vederla e viverla come il luogo proprio della protesta, dell'impegno critico, della passione politica. Sono decenni che l'università è punto di partenza delle manifestazioni studentesche sulla formazione, sui nuovi diritti, contro la guerra e contro il razzismo, non saranno di certo le manganellate della scorsa settimana, né tanto meno il protocollo a cancellare questa abitudine virtuosa». 28 marzo 2009 - L'Unità.it Quelli che la crisi non la vogliono pagare Studenti, lavoratori e precari in piazza a Roma Qualche tensione con le forze dellordine ma, alla fine, la manifestazione organizzata dagli studenti dellOnda e dai lavoratori convocati dai sindacati di base è andata bene. Secondo gli organizzatori sono cinquantamila le persone che sono scese in piazza, anche se la Questura dice di averne contate solo seimila. La tensione è stata altissima per tutta la durata della manifestazione, ma gli episodi di violenza sono stati tutto sommato limitati: il lancio di sanpietrini e vernice rossa contro le vetrine di alcune filiali bancarie, alcuni petardi gettati vicino ad alcune camionette delle forze dell'ordine e nei pressi dellAltare della Patria, dove erano schierati decine di agenti in assetto antisommossa. Infine, sotto al Ministero della Funzione Pubblica, in corso Vittorio Emanuele, gli studenti hanno lanciato centinaia di scarpe verso i balconi. Niente del terremoto che era stato annunciato, nemmeno riguardo alle presunte violazioni del protocollo sui cortei da parte degli studenti che sono partiti da piazzale Aldo Moro per raggiungere il concentramento a piazza Esedra. È qui che il corteo dellOnda si è unito ai manifestanti convocati dai sindacati di base, Cub, Cobas e Sdl, contro il vertice dei ministri del Lavoro che si terrà nei prossimi giorni: una manifestazione che chiede lavoro, reddito, casa. Sono quelli che dicono: «La crisi la paghino banchieri, padroni ed evasori». In piazza sono scesi i precari della scuola, i lavoratori Alitalia, i cassintegrati, moltissimi dalla Lombardia. È con loro che lOnda ha deciso di tornare in piazza, perché, insieme ai lavoratori, nemmeno i giovani universitari hanno «intenzione di perdere e di tornare a casa, nella nostra solitudine». 28 marzo 2009 - Aprile online Welfare, in migliaia in piazza a
Roma In migliaia in piazza a Roma per manifestare contro il G14 in programma nella Capitale da domenica a martedì. Striscioni, bandiere, slogan, petardi, lanci di uova e cori hanno accompagnato il lungo serpentone, circa 50mila persone secondo gli organizzatori, da piazza Esedra a Piazza Navona. Cobas, Cub ed Sdl hanno sfilato con gli studenti dell'Onda per ribadire un secco "no" al modello di gestione della crisi economica del governo Berlusconi, per dire che "un nuovo welfare è possibile" e per lanciare una sfida alle leggi "liberticide" sullo sciopero. Lo striscione in testa al corteo dei sindacati di base recitava "G14 con i responsabili della crisi; noi con i lavoratori, i disoccupati e i precari". Toccati alcune zone off limits del protocollo sui cortei a Roma. Poco prima del corteo principale, partito da Piazza della Repubblica dopo le 15, gli studenti dell'Onda La Sapienza, i rappresentanti di Action, Blocco precario metropolitano e il Coordinamento di lotta per la casa hanno dato vita a un corteo non autorizzato, con circa duemila persone, partito da tre diverse piazze romane (Aldo Moro, Tiburtina e Porta Pia). Chiaro il messaggio al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al prefetto Giuseppe Pecoraro e ai ministri della Funzione pubblica, Renato Brunetta e dell'Economia, Giulio Tremonti: "Non ci limiterete la libertà di movimento. Ci riprendiamo le strade di Roma. Manifestiamo per una città libera, aperta alle pratiche di democrazia diretta". Non sono mancate critiche al sulla gestione della crisi economica: "Questa crisi non la paghiamo, il governo è incapace di gestirla" e "il protocollo del G14 per noi è carta straccia". Lanci di uova e vernice rossa in via Cavour contro le sedi di Pirelli Re e di Banca Unipol da parte di alcuni manifestanti. Danneggiate alcune vetrine. Fumogeni sono stati lanciati sull'Altare della Patria, davanti alle forze dell'ordine in tenuta antisommossa al Vittoriano, e sono comparse scritte sui muri che chiedono "case per tutti". Stamani, una "battaglia dei cuscini" davanti al ministero dell'Istruzione, in piazza di Santa Maria in Trastevere, è stata organizzata dai collettivi dei licei Virgilio, Mamiani, Manara, Kennedy e Democrito di Ostia, per protestare ironicamente contro le affermazioni del ministro Brunetta che ha definito gli studenti dei "guerriglieri". Bottiglie di birra, fumogeni e vernice rossa contro la filiale Intesa-San Paolo di corso Vittorio Emanuele. Lanci di scarpe e fumogeni contro il ministero della Funzione pubblica sempre in corso Vittorio Emanuele da parte degli studenti. Un falò con le scarpe è stato acceso e poi spento in segno di protesta con i piedi da una manifestante. "Questa manifestazione - ha detto il segretario del Prc, Paolo Ferrero - chiede al governo di cambiare politica visto che sinora ha fatto solo gli interessi di chi la crisi l'ha provocata e non dei lavoratori che la stanno pagando". La manifestazione dei sindacati di base e degli studenti "è una forma chiara e legittima di protesta contro il governo della destra - dice Luigi Nieri, assessore al Bilancio della regione Lazio, presente al corteo -. E' stata una manifestazione importante. C'è necessità, come oggi si percepiva nelle vie di Roma, di rafforzare le forme di protesta contro un governo che sta facendo disastri sociali, culturali ed economici". Nieri critica il governo e che "pensa di risolvere con pericolose scorciatoie autoritarie la gravissima crisi in corso". 28 marzo 2009 - Dazabao G14. Decine di migliaia sfilano a
Roma. "Noi la crisi non la paghiamo" ROMA - Decine di migliaia di manifestanti oggi si sono
riversati sulle strade di Roma per partecipare al corteo indetto da Sdl, Cub e Cobas
contro il vertice previsto a Roma dal 28 al 31 marzo, al quale da domani parteciperanno i
14 ministri dei paesi più industrializzati per discutere di lavoro e ammortizzatori
sociali. L'evento ha richiamato migliaia di persone, 50 mila secondo gli organizzatori,
scesi per le strade di Roma per sostenere una piattaforma comune di lotta e tutelare le
fasce più deboli che continuano a pagare il prezzo più alto dei questa crisi economica.
Nonostante il timore di forme di repressione considerando il protocollo "anti
cortei" il corteo si è svolto regolarmente. Anche tra i movimenti universitari,
memori del brutto ricordo degli episodi dello scorso 18 marzo, tutto è filato liscio.
Alle 14 gli studenti de La Sapienza un'ora prima dell'inizio ufficiale del corteo sono
usciti tranquillamente dall'ateneo più grande d'Eurora al grido di "oggi ci
riprendiamo la nostra città", per poi dirigersi verso il punto d'incontro a Piazza
della Repubblica. A questi si sono uniti i blocchi precari metropolitani, alcuni centri
sociali e i senza casa e alle 15,30 il corteo era tutto concentrato a Piazza Esedra per la
partenza alla volta di Piazza Navona. "Noi G14 con i responsabili della crisi; noi
con i lavoratori, i disoccupati e i precari" era lo slogan scritto a lettere cubitali
sullo striscione che ha aperto il lungo corteo sulle note di Bella Ciao. Ieri si
vociferava di probabili divieti che avrebbero potuto sfociare in cariche improvvise delle
forze dell'ordine, invece come hanno sottolineato i sindacati di base, l'autorizzazione
era stata confermata lo scorso gennaio, quando il protocollo "cortei" non era
ancora stato siglato. L'intento di Cub, Coobas e Sdl è stato comunque accolto da tutti
gli strati sociali che in questo momento pagano un prezzo altissimo di questa crisi.
"Sono qui per dissentire da questo governo - ci ha detto Mario, dei collettivi
precari. - E' di estrema importanza che la nostra voce e la nostra rabbia non rimanga
inascoltata. La crisi la stiamo pagando solo noi, non è uno slogan scelto a caso. Mentre
per le fasce sociali più deboli diventano sempre più povere, per altri, come le banche,
i manager del mondo della finanza e gli industriali che vivono con il sudore degli operai
la situazione resta praticamente immutata. Anzi si creano i presupposti per alleggerire i
loro oneri. Basti pensare alle agevolazioni sull'acquisto delle auto. Un'ennesima presa in
giro. Oggi il problema principale è come poter sopravvivere in una società che calpesta
i diritti, anche quello di manifestare il dissenso, ed impone con la forza le proprie
politiche socio-economiche." Indubbio che la rabbia è molta. L'effetto della
devastazione che la selvaggia liberalizzazione ha provocato è ormai visibile a tutti.
Tanti sono qui per manifestare il sacrosanto diritto all'abitare contro la dilagante
speculazione edilizia, altri per il diritto allo studio, altri per un lavoro che possa
riconquistare l'esistenza dignitosa per ogni lavoratore. Temi scottanti e di grande
attualità, per i quali non si contano più le parole sprecate e le promesse mancate.
"La gente è stanca - ci dice Marta, operaia precaria del tessile -. Prima si parlava
di non arrivare a fine mese e adesso molti come me non arrivano nemmeno alla seconda
settimana del mese. Vogliono farci credere che siamo vittime e responsabili di questo
cataclisma. Vittime perchè siamo un costo troppo elevato per le aziende che ci permettono
un contratto da fame, e responsabili perchè se noi non compriamo non siamo in grado di
dare un impulso positivo, tale da far decollare il mercato. Siamo veramente a una
situazione paradossale." Oggi, tutte le voci del dissenso presenti a questo
straordinario evento sono state capaci di creare un fronte unico, una forte alleanza tra
tutte quelle realtà sociali che chiedono a gran voce l'uscita da questa crisi. Una crisi
che non vogliono più pagare. Proteste anche a Berlino, Parigi e Franconforte, dove migliaia hanno sfilato pacificamente. Anche qui come nella capitale italiana la parola d'ordine è stata "Non pagheremo la vostra crisi". Una verità difficile da nascondere, che fa prospettare una stagione di lotte in uno dei periodi più bui della nostra storia. Forse "Uno spettro si aggira per l'Europa" potrebbe tornare ad essere una frase di grande attualità. 28 marzo 2009 - Il Sole 24 Ore on line G-8 Lavoro a Roma, corteo di Cobas e Onda Vernice rossa contro banche e assicurazioni, scarpe contro il ministero guidato da Renato Brunetta. Il corteo contro il G-8 lavoro a Roma ha avuto solo pochi, brevi momenti di tensione, smorzati anche dall'atteggiamento delle forze dell'ordine che si sono tenuti a distanza e sono restate a presidiare le vie laterali del percorso. Anche il troncone di corteo degli studenti, ingrossato dai gruppi di Action, Blocchi precari Metropolitani e Coordinamento per la casa, che è partito dall'università La Sapienza senza avere la necessaria autorizzazione preventiva, è arrivato a destinazione senza incidenti. Solo a Piazza Venezia sono volati grida e insulti contro i finanzieri, accusati dagli studenti delle cariche avvenute all'università romana nei giorni scorsi. Della vernice rossa ha anche raggiunto un agente schierato di fronte all'Altare della Patria. Per il resto la manifestazione è stata pacifica, seppure con molti petardi e fumogeni, con slogan indirizzati soprattutto contro «banchieri, padroni ed evasori» indicati come principali responsabili della crisi. Accanto agli studenti hanno sfilato disoccupati, precari, immigrati (50mila persone secondo gli organizzatori) riuniti dalla «Piattaforma di lotta» varata il 7 febbraio scorso da Cub, Cobas e Sdl, le principali sigle del sindacalismo di base. Particolarmente nutrita anche la rappresentanza degli studenti dell'Onda, che sarebbero almeno 5mila. Tra gli striscioni, «No welfare, no party», «Contro la speculazione edilizia, la mercificazione del sapere e la devastazione ambientale che mondo sarebbe senza profitti» e ancora «No al protocollo onda fuori controllo», «I "guerriglieri" anomali contro il G-14 per un nuovo Welfare», «Casa, reddito, dignità» e «Hate G-8 out of control» «Veniamo dalla Sapienza, andiamo verso l'ignoto», «Contro la crisi, crea indipendenza, diffondi cospirazione». Gli slogan hanno preso di mira in particolare il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta e il sindaco Alemanno, ma dal megafono degli studenti sono venute anche molte critiche ai partiti di centrosinistra accumulati a tutti gli altri nella loro «irresponsabilità e inutilità». 28 marzo 2009 - Il Giornale.it No global in corteo, lancio di
fumogeni e scarpe Roma - Quattro fumogeni, che hanno sprigionato un colore bianco, sono stati lanciati nelle aiuole circostanti lAltare della Patria, in piazza Venezia, mentre un altro è stato lanciato oltre la cancellata del Vittoriano. Dalla Sapienza la manifestazione non autorizzata dell'Onda raggiunge piazza Esedra per unirsi alle proteste dei sindacati di base: migliaia in piazzaper protestare contro la crisi economica e contro il G14. Cortei a Roma Vernice rossa contro banche e assicurazioni, scarpe contro il ministero guidato da Renato Brunetta. Il corteo contro il G8 sociale a Roma ha avuto solo pochi, brevi momenti di tensione, smorzati anche dallatteggiamento delle forze dellordine che si sono tenuti a distanza e sono restate a presidiare le vie laterali del percorso. Anche il troncone di corteo degli studenti, ingrossato dai gruppi di Action, Blocchi precari Metropolitani e Coordinamento per la casa, che è partito dalluniversità La Sapienza senza avere la necessaria autorizzazione preventiva, è arrivato a destinazione senza incidenti. Solo a Piazza Venezia sono volati grida e insulti contro i finanzieri, accusati dagli studenti delle cariche avvenute alluniversità romana nei giorni scorsi. Della vernice rossa ha anche raggiunto un agente schierato di fronte allAltare della Patria. I no global in piazza Per il resto la manifestazione è stata pacifica, seppure con molti petardi e fumogeni, con slogan indirizzati soprattutto contro "banchieri, padroni ed evasori" indicati come principali responsabili della crisi. Accanto agli studenti hanno sfilato disoccupati, precari, immigrati (50mila persone secondo gli organizzatori) riuniti dalla "Piattaforma di lotta" varata il 7 febbraio scorso da Cub, Cobas e Sdl, le principali sigle del sindacalismo di base. Tra gli striscioni, "No welfare, no party", "Contro la speculazione edilizia, la mercificazione del sapere e la devastazione ambientale che mondo sarebbe senza profitti" e ancora "No al protocollo onda fuori controllo", "I guerriglieri anomali contro il G14 per un nuovo Welfare", "Casa, reddito, dignità" e "Hate G8 out of control", "Veniamo dalla Sapienza, andiamo verso lignoto", "Contro la crisi, crea indipendenza, diffondi cospirazione". Gli slogan hanno preso di mira in particolare il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta e il sindaco Alemanno, ma dal megafono degli studenti sono venute anche molte critiche ai partiti di centrosinistra accumulati a tutti gli altri nella loro "irresponsabilità e inutilità". Londra marcia contro il G20 Migliaia di persone, 50mila per gli organizzatori, tra le 12 e le 15mila per la polizia, sono scese in strada a Londra per partecipare ad una marcia di protesta contro la crisi e la globalizzazione, in vista del G20 del primo aprile. La marcia, battezzata Put People First (la gente prima di tutto, ndr) è cominciata alle 12 ora locale (le 13 in Italia) e i manifestanti chiedono ai leader del G20 un nuovo modello di giustizia sociale. Latmosfera, più che da protesta, è da carnevale, con carri, musica a tutto volume e fischietti. Il corteo, partito da Victoria Embankement, lungo il Tamigi, è passato dalla piazza del Parlamento di Westminster. Una parte dei manifestanti ha anche stazionato davanti alla residenza del primo ministro Gordon Brown al n 10 di Downing Street. Tra le bandiere e i vessilli degli oltre 100 gruppi che hanno organizzato la protesta, campeggiano i cartelli con la scritta "Yes we can", lormai noto slogan di Barack Obama durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali americane. Tra gli organizzatori ci sono ambientalisti, pacifisti, gruppi anarchici e i sindacati britannici. Proteste anche in Germania Le manifestazioni su appello delle associazioni no global contro il G20 di Londra e il vertice della Nato hanno riunito 10mila persone, secondo la polizia, a Francoforte e Berlino. Gli organizzatori hanno quantificato le presenze nelle due città in circa 25mila unità. Molte organizzazioni, tra cui Attac, avevano convocato questi cortei e si attendevano 40mila partecipanti. Le manifestazioni si sono svolte nella massima calma e per il momento non sono stati riportati incidenti. 28 marzo 2009 - Avvenire.it MANIFESTAZIONI "Noi la crisi non la paghiamo". È la parola d'ordine del corteo promosso da Cub, Cobas e Sdl intercategoriale alla vigilia del cosiddetto "G8 sociale", il meeting dei ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali in programma da domani a martedì alla Farnesina. La testa del corteo - che si concluderà in Piazza Navona - è attualmente in Via Cavour: assiepati, dietro gli striscioni delle tre sigle sindacali promotrici, operai, lavoratori della scuola e del pubblico impiego, precari pubblici e privati, disoccupati, famiglie in lotta per il diritto alla casa, giovani dei centri sociali e studenti. Scarse adesioni ai cortei. Diversi i cortei organizzati oggi nella capitale: uno, quello di piazza Esedra, autorizzato, un altro, non autorizzato, raggruppa gli studenti che si sono dati appuntamento a piazzale Aldo Moro. Per ora, comunque, i manifestanti, sono ridotti a qualche centinaio. Quasi più militari che partecipanti alla dimostrazione del G8 tanto che i turisti, incuriositi da tante forze dell'ordine in tenuta antisommossa, si scatenano a fotografare gli agenti in servizio. Le tensioni con l'Onda. La componente più numerosa degli studenti è rappresentata dal movimento della "Sapienza in Onda" raccolti dietro lo striscione "guerriglieri anomali contro il G14". "Non ci rappresenta nessuno", scandiscono in coro i ragazzi invitando a spostare in coda alla manifestazione le eventuali bandiere di partito. Momenti di tensione in piazza dell'Esquilino: dopo un raid parzialmente fallito contro un'agenzia di assicurazioni, alcuni manifestanti con il volto coperto da sciarpe e cappucci, hanno rovesciato i tavolini di un bar prima di essere ripresi da altri partecipanti al corteo. Diversi commercianti di via Cavour hanno abbassato le seracinesche dei loro negozi a scopo precauzionale. Intanto gli studenti dell'Onda lasciano sui muri decine e decine di scritte: "I guerrgilieri dell'Onda reclamanto reddito", "Il protocollo è carta straccia, Alemanno e Percoraro vergogna", "L'Onda è tornata ancora più incazzata", "Guardia infame, caccia i mafiosi non gli studenti". Decine di scarpe sono state poi lanciate contro il ministero della Funzione Pubblica, nel corso del corteo che si dirige a piazza Navona. A tirare le calzature i giovani che sfilano dietro lo striscione dell'Onda, che hanno anche acceso sotto il palazzo alcuni fumogeni. Numerosi gli slogan contro il ministro Brunetta già dall'inizio del corteo tra cui: "se noi siamo guerriglieri tu verrai presto cacciato dal tuo ministero". Nel lancio cinque-sei scarpe hanno raggiunto il balcone di Palazzo Vidoni. Le ragioni dei sindacati. Cub, Cobas e Sdl, cioè il Patto di base costituito tra le tre maggiori sigle del sindacalismo di base, hanno promosso un'iniziativa con l'obiettivo di sostenere la piattaforma di lotta, varata il 7 febbraio, che prevede tra l'altro blocco dei licenziamenti, riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito, continuità del reddito per i lavoratori atipici, assunzione a tempo indeterminato dei precari. 28 marzo 2009 - Corriere della Sera Corteo da piazza della Repubblica Ieri l'occupazione di un capannone dismesso in via Prenestina da parte di 200 attivisti dei Blocchi precari metropolitani, oggi il corteo contro il G8 sul lavoro alla Farnesina. Due giorni di tensione, accompagnati dalla richiesta di Cub, Cobas e Sdl, organizzatori della manifestazione da piazza della Repubblica a piazza Navona (ore 15), di un «incontro urgente» con il ministro dell'Interno Roberto Maroni per le «ricorrenti voci di possibili provocazioni nei confronti del corteo». E mentre il movimento studentesco si è spaccato sull'iniziativa di oggi, i Cobas hanno annunciato di voler sfidare il protocollo sui cortei: «Passeremo in zone proibite - hanno detto - come Fori Imperiali, piazza Venezia e Botteghe Oscure». Strade che però sono sul percorso autorizzato dalla questura. Previsto l'arrivo di oltre 70 pullman e due treni speciali. 28 marzo 2009 - Il Manifesto MOVIMENTI ROMA - Se l'autunno è stato caldo la primavera, meteo
a parte, si preannuncia bollente. In occasione della riunione dei ministri del Welfare del
G14, in programma domani e lunedì a Roma, torna a farsi sentire quel pezzo della società
civile del nostro paese che maggiormente sta pagando la crisi economica. C'è solo
l'imbarazzo della scelta: operai, lavoratori della scuola e del pubblico impiego, precari
pubblici e privati, disoccupati, famiglie in lotta per il diritto alla casa, studenti,
giovani dei centri sociali. «La crisi che la paghino i banchieri, i padroni e gli
evasori», recita il volantino unitario dei tre sindacati di base Cobas, Cub e SdL
promotori della manifestazione che oggi sfilerà per le strade di Roma. Da piazza della
Repubblica (l'appuntamento è per le 14,30) passerà per via Cavour, i Fori Imperiali,
piazza Venezia, largo di Torre Argentina e corso Vittorio fino ad arrivare a piazza
Navona. GLI STUDENTI Raduno alla Sapienza,
poi tutti in corteo ROMA - Partono da piazzale Aldo Moro, dinanzi la
Sapienza, per ribadire il loro diritto al dissenso. Dopo le cariche della polizia di
mercoledì scorso, l'Onda torna a manifestare, insieme ai sindacati di base, contro il g14
sul Welfare che inizierà domani a Roma. 28 marzo 2009 - Liberazione Roma, oggi gli universitari in
corteo con i sindacati di base. «Il protocollo sulla regolamentazione dei cortei a Roma per noi non vale». Per questo gli studenti della "Sapienza in Onda" si ritroveranno alle 14 a piazzale Aldo Moro, come sempre, davanti l'ingresso dell'ateneo, «per ribadire il diritto di poter manifestare partendo da casa nostra, dalla città universitaria». Da lì si uniranno ai collettivi degli studenti medi e insieme raggiungeranno il concentramento di piazza della Repubblica per prendere parte alla manifestazione del Patto di Base contro il G14 sugli ammortizzatori sociali, il welfare e il lavoro. Ieri, in una lettera «alla città di Roma, ai suoi cittadini e alle sue istituzioni, ai movimenti sociali, ai sindacati, alle forze politiche» hanno voluto sottolineare l'importanza di questa decisione dopo che «la scorsa settimana siamo stati vittime di cariche indiscriminate da parte delle forze dell'ordine che ci hanno impedito di uscire dalla città universitaria e di prendere parte allo sciopero generale indetto dalla Cgil-Flc». La speranza è che «questa scena non si ripeta più».Speranza che hanno voluto esplicitare anche gli organizzatori della manifestazione nazionale di oggi, Sdl, Cobas e Rdb, che hanno «chiesto un incontro urgente a Roberto Maroni, viste le ricorrenti voci di possibili provocazioni ai danni del corteo». «Le notizie che si susseguono intorno allo spezzone degli studenti che si muoverà dalla Sapienza» denuncia Piero Bernocchi dei Cobas «ci hanno messo in allarme: il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, prima ha dichiarato il divieto alla manifestazione da piazzale Aldo Moro, poi ha affermato, ieri mattina, che era disponibile ad autorizzarla ma che questa non era stata notificata». Nella lettera scritta dagli studenti della Sapienza, però, si comunica data, ora e luogo del concentramento e percorso del corteo: «Per questo, in uno Stato normale, l'obbligo formale della comunicazione della volontà di dar luogo a un corteo si riterrebbe assolto. Non vorremmo che tutta questa "attenzione" al percorso del corteo sia il preludio a provocazioni da parte della questura, magari per dar modo di parlare dei manifestanti a chi contemporaneamente sarà riunito in congresso nella stessa città» riferendosi al battesimo del Partito delle Libertà alla nuova Fiera di Roma. «L'impressione è che si stia cercando di creare ad arte un clima di tensione per far passare in secondo piano le motivazioni del dissenso». E a chi si chiede il perché di tanta determinazione nel voler partire a tutti i costi dalla città universitaria, gli studenti rispondono che «intendiamo ripartire in corteo proprio da piazzale Aldo Moro per ribadire il diritto al dissenso perché impedire con i manganelli ad un movimento di esprimersi significa negare i diritti democratici di base e lasciare spazio a iniziative politiche autoritarie». Diritto a manifestare non solo senza cariche dei reparti antisommossa di polizia, carabinieri e guardia di finanza, ma di poterlo fare «partendo dalle nostre facoltà, percorrendo la città, bloccando il traffico, facendo sentire la nostra voce». Nella lettera non manca una stoccata al protocollo "anti-cortei": «Questo non ha valore normativo e universale e non può vincolare chi il protocollo non lo ha firmato perché le regole, per valere per tutti, devono essere decise da tutti». Anche gli studenti, quindi, non si ritengono tenuti a rispettare «una cosa che non ci riguarda. Per questo non abbasseremo la testa nei confronti di chi del protocollo intende fare un uso muscolare e liberticida». In fondo sia il ministro Maroni che il rettore Frati hanno dichiarato che le cariche del 18 marzo sono state eseguite proprio in nome di quel protocollo, o meglio, «di un corretto uso del protocollo». Ma oggi si manifesterà anche contro la crisi, «la più grave degli ultimi settant'anni: questo ci spinge a lottare e a non rimanere inermi di fronte alla catastrofe che ha colpito università, ricerca, formazione, mondo del lavoro, garanzie sociali». Appuntamento alle 14 a piazzale Aldo Moro, quindi, «per tutte e tutti coloro che credono che il dissenso non possa essere messo a tacere, affinché si possa riconquistare un diritto che i manganelli vorrebbero toglierci». 28 marzo 2009 - L'Unità Studenti e Cobas in piazza «Il Prefetto dice che il nostro corteo di stamattina di Piazza Aldo Moro non è autorizzato. Ma non è così». Gli studenti de La Sapienza in Onda rispondono alle parole pronunciate ieri da Giuseppe Pecoraro, in unintervista rilasciata a lUnità. «Abbiamo scritto già due giorni fa una lettera pubblica, con il percorso con cui raggiungeremo i Cobas a piazza della Repubblica. Sarebbe grave se oggi si scegliesse di nuovo la strada della repressione, con il pretesto di un cavillo formale». Potrebbe essere una giornata ad alta tensione quella di oggi, a poche ore dal G8 dei Ministri del Welfare. Proprio contro il vertice politico (ma anche contro crisi economica e tagli nel settore scuola) è stata indetta da tempo la manifestazione di Cobas, Cub e SdL in partenza alle 15 da piazza della Repubblica. Manifestazione sindacale a cui, anche questa volta, come già accadde mercoledì 18 febbraio, tenteranno di unirsi gli studenti dellOnda delluniversità La Sapienza. Nessuno tra loro dimentica comè finita dieci giorni fa: cariche della polizia, in nome del discusso protocollo sui cortei approvato pochi giorni prima. Proprio per questo, si sono dati appuntamento a piazzale Aldo Moro, dove inizieranno a confluire già a partire dalle 12, e dove saranno raggiunti da una delegazione dei Cobas, da esponenti del gruppo regionale de La Sinistra e dei Verdi e dai movimenti cittadini di lotta per la casa con cui, a partire dalle 14, cercheranno di confluire nel corteo principale. Dalla Questura, però, fanno sapere che il corteo da piazza Aldo Moro a piazza della Repubblica non è autorizzato. Serve, come già aveva ricordato il Prefetto ieri, una «richiesta formale», che andava fatta 72 ore prima del corteo e che non è mai arrivata. Cè disponibilità ad accoglierla «in deroga» e cioè anche allultimo minuto. Purché gli studenti la presentino, perché la «lettera aperta alla cittadinanza» diffusa giovedì non può essere considerata in alcun modo sostitutiva. «Tutte le nostre manifestazioni, anche quelle di ottobre e novembre, sono partite da piazza Aldo Moro senza che avessimo mai chiesto autorizzazione. In quei casi non abbiamo mai comunicato il luogo di arrivo dei nostri cortei o il percorso, mentre questa volta lo abbiamo reso pubblico con una lettera spedita alla stampa, ai partiti, alle istituzioni. Sarebbe assurdo se per un formalismo si decidesse di limitare il diritto al dissenso», spiega però Fabio Ingrosso, dellassemblea de La Sapienza in Onda, annunciando larrivo in piazza anche di delegazioni di studenti dagli atenei di Padova, Pisa, Firenze e Napoli. «Scegliamo di partire da piazza Aldo Moro perché fatti come quelli del 18 non devono più ripetersi. LOnda è sempre stata un movimento pacifico e democratico, ma a questo punto si gioca una partita importante e decisiva per la libertà di manifestare», aggiunge Luca Cafagna. I COBAS: CORTEI LEGITTIMI Anche il leader nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, difende lappuntamento dellOnda. «La manifestazione di Piazza Aldo Moro è pienamente legittima, come lo sono quelle dei movimenti di lotta per la casa. E come lo è la nostra, che è stata definita "off limits" perché segue un percorso fuori dal protocollo. Senza ricordare che il protocollo non si applica per le manifestazioni politiche e sindacali nazionali, come quelle di oggi». Bernocchi ripete: «I cortei odierni sono completamente coperti. Certo, temo tensioni e sono sorpreso dai segnali che arrivano in queste ultime ore. Soprattutto nei confronti degli studenti. Manca una richiesta formale per piazza Aldo Moro? Il percorso, però, è stato reso noto». E aggiunge: «Noi scendiamo in piazza con grande serenità e con intenzioni pacifiche. Siamo certi che nessuno creerà problemi in nome di pezzi di carta mancanti». Ma il movimento studentesco che ha infiammato le piazze lo scorso autunno e che già negli ultimi appuntamenti aveva mostrato alcuni segni di debolezza, arriva oggi in piazza attraversato da tensioni e divisioni. Una parte dei collettivi e dei movimenti studenteschi dei tre atenei romani, infatti, sceglierà di disertare lappuntamento a piazza Aldo Moro, raggiungendo direttamente i Cobas per il corteo principale. «Nessuna spaccatura con il resto dellOnda, ma viste le provocazioni del 18, vogliamo evitare frizioni, pur sostenendo le battaglie sociali che ci portano in piazza con i lavoratori», fanno sapere da Tor Vergata e Roma Tre. «A piazza della Repubblica, peraltro, ci riuniremo in un unico corteo», aggiungono. Ma il timore che questo possa non accadere per il rischio che succeda qualcosa nel mezzo resta nellaria.(in collaborazione con Massimiliano Di Dio). 28 marzo 2009 - Brescia Oggi CUB, COBAS E SDL BRESCIANI OGGI A ROMA PER PROTESTA In occasione del vertice dei ministri del welfare del G14, oggi il sindacalismo di base bresciano - Cub, Cobas e Sdl intercategoriale - ha deciso di essere presente a Roma con un pullman, partito alle 6 dal piazzale Iveco di via Volturno. Gli attivisti nel pomeriggio parteciperanno al corteo di protesta che prenderà avvio da piazza Repubblica. In serata il rientro. Oggi contro i tagli lo sciopero dei precari I precari della scuola scendono sul piede di guerra e oggi
aderiscono allo sciopero generale indetto da Cobas, Cub, Sdl, che invitano alla
mobilitazione docenti, studenti e genitori. A spingerli verso la mobilitazione, i numeri
dei tagli forniti dal ministro dellIstruzione Mariastella Gelmini, che parla di 42
mila cattedre in meno. «Ben 18 mila precari lanno prossimo non lavoreranno, è come
se chiudesse unazienda molto più grande di Alitalia», si legge in un comunicato
della Rete nazionale degli insegnanti precari. E se il ministro afferma di studiare il
problema, «la verità è che lunico dato certo delle sue dichiarazioni sono i
pesantissimi tagli». A ciò si aggiunge la mancanza di certezza sulle prossime immissioni
in ruolo «in violazione della Finanziaria 2006, che prevedeva la stabilizzazione di 150
mila precari». E si va allo sciopero. 28 marzo 2009 - La Repubblica È polemica sulle autorizzazioni. La
questura: dagli universitari nessuna richiesta. I grandi della Terra si incontrano a Roma e la città si prepara ad una giornata di cortei. La manifestazione ufficiale, indetta dai sindacati, partirà alle ore 15 da piazza della Repubblica e arriverà a piazza Navona passando anche per strade vietate dal protocollo sui cortei. A percorrere vie "off limits" saranno anche i centri sociali e gli studenti dell´Onda che, riferisce la Questura, «non hanno chiesto nessuna autorizzazione formale per il loro percorso». Bisognerà dunque vedere quale sarà il comportamento delle forze dell´ordine, ma gli universitari avvertono: «Ci incontreremo alle 14 a piazzale Aldo Moro e non piegheremo la testa al protocollo sui cortei». La rivolta contro il "G8
lavoro" Onda in marcia dalla Sapienza Riunione ministeriale del "G8 lavoro" e
cortei, ancora attriti tra forze dell´ordine e manifestanti. Prima ancora che tutto
inizi, i nervi sono già tesi. Da un lato, prefettura e questura. San Vitale conferma di
non aver ricevuto la richiesta dell´Onda per marciare dalla Sapienza a piazza della
Repubblica. Nonostante la disponibilità, annunciata anche dal prefetto Giuseppe Pecoraro,
ad accettare richieste tardive: la legge stabilisce infatti che i preavvisi debbano essere
presentati tre giorni prima. Stavolta, tuttavia, c´era la disponibilità a fare uno
strappo alla regola accogliendo la comunicazione anche all´ultimo momento. Gli studenti
però lo hanno comunicato alla città, con una lettera spedita ai giornali. E dicono di
averla inviata anche alla questura e al Campidoglio, oltre che ai giornali. Ma per la
questura non si tratta di una richiesta formale. Dalla "battaglia dei
cuscini" degli studenti medi davanti al Virgilio fino alla manifestazione dei Cobas Il corteo ufficiale, quello indetto da Cub, Cobas e
Sdl, è previsto alle ore 15. Ma la lunga giornata delle contestazioni contro il G8 lavoro
inizierà molto prima. Con blocchi stradali a sorpresa, sit-in non autorizzati e
iniziative che intendono sfidare il protocollo sui cortei. Manifestazioni in zone
off-limits che però dividono anche il popolo dell´Onda, perché una parte degli
universitari (tra cui gli studenti di Roma Tre e Tor Vergata) partirà comunque da piazza
della Repubblica e non da piazzale Aldo Moro. Ma andiamo con ordine. "Inconcepibile chiudere
Mirafiori" Marchionne rassicura i sindacati. Airaudo: "Dipende dalle
alleanze" Torino - Per qualche ora le parole di Sergio Marchionne
creano qualche timore nei lavoratori torinesi della Fiat: «Quasi cinque anni fa avevamo
detto che non avremmo chiuso nessuno stabilimento in Italia - dice l´amministratore
delegato del gruppo agli azionisti -. Ma oggi che la crisi ha spinto oltre il limite di
quelle condizioni di sostenibilità, è necessario rendersi conto che non si tratta più
di un problema solo della Fiat». E poi ha aggiunto: «A livello globale è quanto mai
necessaria una seria ristrutturazione di questa industria». Frasi che fanno tremare. Il
sospiro di sollievo per Torino arriva a fine pomeriggio, quando Marchionne precisa:
«Certo è assolutamente inconcepibile che chiuda Mirafiori, perché si trova vicino al
cervello pensante del gruppo. Sarebbe l´ultimo in ordine cronologico». Pericolo
scampato. O quasi. L´accordo La vertenza Taxi Nuova
centrale per la Cotabo Bologna - Sbloccato il braccio di ferro con Rfi sugli
indennizzi per i residenti di via Carracci. Per i lavori Tav verranno infatti risarciti
altri 55 appartamenti, finora non considerati frontisti diretti del cantiere ma che
subiscono comunque i disagi per la polvere sollevata dai lavori. 28 marzo 2009 - Savona news Savona: precari, oggi la grande manifestazione a Roma Savona - E' partita anche da Savona una delegazione che oggi alle 15 sarà in piazza della Repubblica per la protesta indetta dal patto di base (Cobas-Cub-Sdl) e dalle organizzazioni nazionali dei precari per contestare le novità della riforma della scuola. Intanto, sempre per quanto riguarda la scuola, mercoledì 1 aprile i Cobas hanno indetto per le 20,30 un'assemblea che si terrà nella sala della Chiesa Evangelica di piazza Diaz, a Savona. Sarà l'occasione per fare il punto sulle iniziative nazionali e locali. 28 marzo 2009 - EPolis Roma Via Pincherle. Giacomazzi partecipa all'incontro in prefettura: lunedì la propostaTavolo tra proprietà e inquilini, stop alle vendite per 10 giorni L'imprenditore genovese: «Non siamo speculatori». Le istituzioni: faremo il nostro di Marta Rossi
Roma - Lo striscione "Pincherle ovunque" ancora non può andare in soffitta, ma per ora può essere arrotolato. Ieri, in prefettura, c'è stato il tavolo tecnico con Mario Giacomazzi il quale ha deciso di arrivare a Roma da Genova dopo che gli inquilini si erano incatenati nel capoluogo ligure. Per ora, dunque, da parte del Comune c'è stata la richiesta di una moratoria delle vendite degli appartamenti per una decina di giorni, spiega l'assessore alla Casa Alfredo Antoniozzi: «Abbiamo chiesto alla proprietà di avere una proposta di acquisto reale, anche se oggi non c'è ancora una cifra sul tavolo, e lunedì sarà recapitata alle istituzioni. Allo stesso tempo abbiamo avviato un approfondimento per verificare lo stato dell'arte, per sapere quanti sono i rogiti e quante le caparre, e per verificare le tutele per gli inquilini». L'appuntamento, quindi, è per lunedì quando le parti legali potranno calcolare i costi e definire una proposta di acquisto da sottoporre alla Regione e al Comune. «La palla passa ora alle istituzioni», spiega Roberta Cecili, presidente del comitato inquilini. «Siamo soddisfatti per questo primo risultato ottenuto grazie alla testarda resistenza degli inquilini di Via Pincherle - commenta Angelo Fascetti dell'Asia Rdb - e chiediamo al Comune e alla Regione di svolgere fino in fondo il ruolo di tutela del diritto all'abitare». «Se siamo qui è perché vogliamo risolvere il problema. Lunedì farò conoscere le mie richieste in assoluta trasparenza - dice Giacomazzi al termine dell'incontro -. Noi facciamo questo lavoro per avere un margine, ma non siamo speculatori estremi né vogliamo esasperare i concetti d'impresa sulla pelle di gente che, a volte, non ha neanche i soldi per pagare l'affitto». «Si è riaperta la trattativa che si era bloccata dopo che la proprietà aveva rifiutato la proposta di acquisto della Regione Lazio con l'impegno del gruppo genovese di formalizzare una nuova richiesta alla Regione Lazio e, nel contempo, di bloccare ogni ulteriore operazione di vendita», spiega il presidente dell'XI municipio Andrea Catarci. «Ribadiamo la nostra disponibilità a fare il nostro dovere insieme con il Comune. Ringrazio il prefetto per la sua risolutezza nel cercare una soluzione all'emergenza abitativa», è invece la dichiarazione di Mario Di Carlo, assessore regionale alla Casa. «Credo che stiano maturando tutte le premesse per dare una risposta positiva alle attese degli inquilini di via Pincherle», dichiara Marco Visconti, delegato del sindaco per l'emergenza abitativa. L'appuntamento è quindi per lunedì: «Non molliamo», dicono gli inquilini arrotolando lo striscione che, per ora, ancora non è pronto per andare in soffitta. La protesta «Se l'avessimo saputo, ci saremmo mossi per tempo...» dicono gli inquilini. Perchè lo sblocco della trattativa si è avuto dopo che alcuni di loro con Angelo Fascetti di Asia sono arrivati a Genova per incatenarsi alla Giacomazzi che ieri commentava: «Uno dei pochi casi in cui siamo dalla stessa parte». 28 marzo 2009 - EPolis Torino Subito il via ai contratti di solidarietà, ma finchè la Legge non cambia, non sono attuabiliI sindacati critici con il Lingotto «Serve più chiarezza sulla crisi» L'amministratore delegato disposto ad aprire subito il tavolo per discutere il futuro
Torino - Se dentro il Lingotto si respirava l'aria molto chic dell'evento economico-finanziario, in via Nizza impazzavano le musiche di protesta utopia (Imagine, Comandante Che Guevara, Ivano Fossati). A posizionare le casse contro il Lingotto sede dell'assemblea degli azionisti di Fiat, decine di sigle sindacali, presenti con vessilli ed anche un assai fedele riproduzione di Marchionne in gommapiuma. Alle sue spalle una foto della statua della libertà e un messaggio sibillino: "Marchionne ha l'incubo Chrysler, dopo le belle parole non è che ci fregano come GM?". A dirla tutta con General Motors fin di lusso, due miliardi cash in dono per scindere un'alleanza che aveva messo le ali al titolo, fu l'inizio della rinascita. "Ma quale rinascita, quella di Marchionne è una gestione virtuale - spiega Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale dei Cub Fiat, ieri ce n'erano da Melfi, Arese e Pomigliano - devono far partire al più presto i contratti di solidarietà, per lavorare meno ma lavorare tutti". In merito Marchionne si è detto possibilista: "Noi siamo disponibili, purtroppo l'attuale normativa però non lo consente - ha spiegato agli azionisti rappresentanti dei sindacati che sono intervenuti in assemblea - perché se un lavoratore fa anche solo 10 minuti di cassa, viene conteggiata un'intera settimana. Se la Legge cambia, siamo pronti". L'amministratore delegato di Fiat ha risposto anche a Maurizio Peverati che chiedeva un tavolo di confronto ed incentivi veloci e rapidi per l'occupazione: "Noi siamo disposti a sederci intorno a un tavolo anche subito - ha risposto Marchionne - il problema è che non c'è domanda, è una situazione troppo delicata per avere le risposte classiche". È stato però lo stesso Marchionne ha sollevare alcuni temi fondamentali nella gestione presente e futura della Fiat, a cominciare dalle delocalizzazioni: "Delocalizzare tutti gli impianti produttivi è una strategia molto pericolosa - ha spiegato durante la sua relazione - che non porta necessariamente sviluppo nei Paesi in cui lazienda va ad insediarsi e può provocare invece effetti negativi nel Paese dorigine". "Le dichiarazioni odierne dellad del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, sono confortanti per una serie di punti riguardanti il futuro della casa torinese, lutile dichiarato, i segnali di ripresa colti, la conferma degli obiettivi 2009 - ha commentato il segretario nazionale Uilm responsabile per il settore auto, Eros Panicali - in questo contesto sarebbe importante un gesto di fiducia verso gli addetti del Gruppo: il saldo di luglio del premio di risultato relativo al 2008, corrispondente a 1.100 euro. E' quanto il sindacato si aspetta per i lavoratori della Fiat". "Le garanzie di Marchionne non sono sufficienti - dichiara invece il segretario nazionale dellUgl Metalemeccanici, Giovanni Centrella - nonostante gli appelli da parte nostra e gli aiuti ricevuti dal governo, Fiat continua a comunicare le sue intenzioni solo ai mezzi di comunicazione mentre andrebbero discusse in un confronto aperto". 28 marzo 2009 - Il Bologna Marconi. Disagi in vista per i
passeggeri Bologna - Problemi in vista per chi viaggia. Sciopero, lunedì, allaeroporto Marconi. Lo scalo informa i passeggeri che, a causa di una mobilitazione di quattro ore proclamata da Cub Trasporti, dalle ore 12 alle ore 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Lo sciopero interesserà i lavoratori di Giacchieri, Koop Service, Bas, Marconi Handling, Fast Freight Marconi e Sab. Per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051/6479515, oppure consultare il sito dellaeroporto, allindirizzo www.bolognairport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Ma, per ottenere ulteriori informazioni sugli scioperi, è possibile anche consultare il sito della Commissione di garanzia dellattuazione della legge sullo sciopero, allindirizzo www.commissionegaranzisciopero. it. Sempre lunedì mattina, verrà presentata e inaugurata la nuova base Ryanair proprio allaeroporto Marconi. La zona check in Area 3, al piano terra, ospiterà stand espositivi delle città di destinazione, con distribuzione di materiale informativo e degustazione di prodotti tipici.(DGG) 28 marzo 2009 - Corriere del Mezzogiorno Ospedale di Agropoli, occupata la direzione Agropoli - Medici e infermieri dell'ospedale civile di Agropoli incrociano le braccia e occupano la direzione sanitaria. Uno sciopero per protestare contro la carenza di personale infermieristico e tecnico e perchè il tentativo di «raffreddare» il conflitto con la direzione generale dell'Asl Sa 3, portato sul tavolo della Prefettura, è fallito. Inevasa la richiesta avanzata al neocommissario dell'Asl unica, Fernando De Angelis «di un incontro urgente per verificare la possibilità di revoca della giornata di sciopero» dal segretario provinciale RdB Cub Sanità, Vito Storniello. Alta l'adesione allo sciopero: 78 infermieri e 7 dirigenti medici, La percentuale è dell'80%. 28 marzo 2009 - Il Giornale Via Pincherle, un po di
ossigeno: vendite congelate per dieci giorni Roma - Via Pincherle, stop alle vendite per 10 giorni.
Lunedì la proprietà farà sapere al Comune il prezzo degli alloggi. Ieri mattina si è
tenuto in Prefettura latteso tavolo di mediazione. Allincontro, presieduto dal
prefetto Giuseppe Pecoraro, hanno preso parte Alfredo Antoniozzi, assessore alla casa del
Comune di Roma, Mario Giacomazzi, proprietario dellimmobile di via Pincherle
153/169, e i rappresentanti della Regione. Davanti al portone della Prefettura, gli
inquilini dei 116 alloggi in vendita, sostenuti dal sindacato Asia-RdB, hanno esposto un
lungo striscione: «Pincherle ovunque». 28 marzo 2009 - Il Mattino di Padova «Sarà una gigantesca speculazione
edilizia» Padova - Un «no» secco al progetto del nuovo ospedale a
Padova Ovest. Un intervento che non serve e che nasconde una speculazione edilizia
spaventosa. Il tutto gestito, finora, con possibilità di partecipazione zero per
cittadini, pazienti e utenti. A dirlo è la neonata «Rete per la città sana», comitato
variegato composto da una spina dorsale formata dai verdi, dai rappresentanti sindacali di
base della sanità, dallAdl fino agli Amissi del Piovego. Rimostranze messe nero su
bianco in un dossier. 28 marzo 2009 - Il Messaggero ROMA. Resta la possibilità
dellarresto del datore di lavoro... ROMA - Resta la possibilità dellarresto del
datore di lavoro in caso di grave inosservanza delle norme ma in caso di violazione
formale si passa alla multa. Inoltre le sanzioni vengono modificate, in alcuni casi
aumentandole, in altri diminuendole. 28 marzo 2009 - Il Mattino Salerno. Ripristinare l'efficacia e
l'efficienza dei servizi... Salerno - Ripristinare l'efficacia e l'efficienza dei servizi per soffermarsi poi sulla risoluzione della problematica organizzativa relativa all'omogeneizzazione delle tre Asl salernitane, «dobbiamo vagliare gli approcci giusti alle tre realtà che ci siamo trovati di fronte, ora stiamo cominciando a darci solo una organizzazione straordinaria». Parla così il neocommissario Fernando De Angelis, dopo aver fatto ritorno dal vertice svoltosi ieri a Napoli e presieduto dal governatore Antonio Bassolino cui hanno preso parte i commissari e i subcommissari delle Asl della regione, «è stato un incontro utile per stabilire le linee guida e gestionali da portare avanti in questa fase di commissariamento sui cui Bassolino ha espresso la sua massima fiducia». Dopo la tappa di Napoli Fernando De Angelis ha varcato la soglia dell'ormai ex Asl Sa 2 di via Nizza accompagnato dai due nuovi subcommissari che lo aiuteranno nella sua opera di traghettatore delle tre Asl salernitane verso l'accorpamento stabilito nel nuovo piano regionale: si tratta di Bruno Rosati e Walter Di Munzio, rispettivamente subcommisario amministrativo e sanitario. Dopo l'insediamento di martedì, il neocommisario De Angelis, arrivato nella sede di via Nizza intorno alle 16, ritorna a Salerno per rendere note quelle che sono le disposizioni chiarite in sede regionale, tra cui la priorità di garantire la funzionalità dei servizi. «La nostra azione è volta a correggere eventuali diseconomie - chiarisce - ma il punto di partenza indispensabile è quello di assicurare la corretta fruizione dei servizi ai cittadini». Piena efficienza ed efficacia dei servizi che a detta di Ferdinando De Angelis non può prescindere dall'abbattimento delle liste d'attesa, «la prima risposta da dare all'utenza è proprio questa, come ci ha chiesto di fare il governatore Bassolino», perché «porre un argine alla situazione debitoria della sanità regionale non deve determinare un cortocircuito che tocchi la sfera della funzionalità dei servizi e delle prestazioni». Sul tavolo del commissario De Angelis c'è la questione dell'asl unica, «ci saranno delle riunioni nei prossimi giorni per vagliare il giusto assetto organizzativo», oltre al quadro della situazione debitoria, «i dati sono ancora complessi e un buco di 100 milioni è solo auspicabile, magari sia riconducibile a questa cifra». Ma una prima fase di criticità è stata già messa alle spalle: «È stato assicurato il pagamento degli stipendi al personale». Restano poi in sospeso le convenzioni con le associazioni di volontariato, ma De Angelis chiarisce che «varrà il principio di continuità amministrativa senza bloccare qualsiasi adempimento». In chiusura la carenza di personale all'ospedale di Agropoli. Ieri i sindacati hanno occupato la sede della direzione sanitaria. «Non ce ne andremo - ha detto Vito Storniello della RdB Cub - finchè non incontreremo il commissario». De Angelis ribatte: «Si tratta di una realtà che non offre ancora una piena funzionalità, incontrerò i sindacati per affrontare le problematiche». 28 marzo 2009 - La Nazione Siena. NO, NON L'HA presa bene il direttore... Siena - NO, NON L'HA presa bene il direttore amministrativo dell'Ateneo, Emilio Miccolis, l'iniziativa dei dipendenti del polo universitario che hanno annunciato una clamorosa protesta contro il nuovo regolamento dei parcheggi, che diventeranno a pagamento da martedì. Miccolis, ribadita la legittimità del regolamento in questione («accertata dalla stessa RdB Pubblico impiego che avanza le perplessità»), ipotizza «serie conseguenze, anche di carattere penale» nel caso del blocco davanti all'ingresso del parcheggio di San Miniato come forma di protesta, che il nostro giornale ha anticipato ieri. «E' una misura chiarisce Miccolis nel messaggio ai dipendenti che nel caso si realizzasse, comporterà l'obbligo per l'amministrazione di inoltrare denuncia penale alla Procura nei confronti di ogni responsabile del reato, per interruzione di pubblico servizio». Miccolis, con riferimento alla partecipazione all'assemblea richiama «i responsabili delle strutture interessate ad effettuare un serio controllo sull'osservanza dell'orario di lavoro del personale dipendente». «Sto comunque provvedendo aggiunge ad effettuare le opportune verifiche per accertare la reale partecipazione all'assemblea, da cui potrà conseguire l'adozione di provvedimenti disciplinari in caso di arbitrario abbandono del posto di lavoro o pregiudizio per l'utenza interessata o violazioni nei doveri d'ufficio dei responsabili di struttura». 28 marzo 2009 - La Città di Salerno LA SVOLTA NELLE ASL.
Lamministratore straordinario De Angelis ha presentato ieri i sub-commissari Evitare linterruzioni dei servizi al pubblico e
garantire la continuitá dei pagamenti degli stipendi ai dipendenti. Sono le prime due
prioritá della nuova amministrazione straordinaria dellAsl unica di Salerno. Questi
propositi sono stati espressi in occasione della presentazione dei due subcommissari Bruno
Rosati, per la parte amministrativa e Walter Di Munzio per quella sanitaria, avvenuta ieri
pomeriggio presso la sede di via Nizza. «La nostra preoccupazione prioritaria sará dare
risposte al cittadino in merito ai servizi da erogare senza creare alcun corto circuito;
tutte le prestazioni, infatti, saranno assicurate senza problemi - dice Fernando De
Angelis, commissario unico delle Asl della provincia di Salerno - e garantiremo gli
stipendi ai dipendenti, cosa che è giá avvenuta con il regolare pagamento, dopo aver
superato le prime criticitá». Giovedì prossimo, intanto, è previsto un tavolo tecnico
Stato - Regione presso il Ministero del Tesoro a cui fará seguito una riunione politica a
palazzo Chigi alla quale parteciperanno i ministri Maurizio Sacconi (Lavoro) e Raffaele
Fitto (Rapporti con le regioni), insieme ai rappresentanti regionali. Nella giornata di
ieri, invece, è stato il governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino ad
incontrare la triade dei commissari della provincia di Salerno. «Bassolino ci ha chiesto
di abbattere le liste di attesa per le visite mediche e di non penalizzare le prestazioni
sanitarie in favore di un discorso puramente economico», aggiunge De Angelis. Sul buco
finanziario non è ancora possibile avere stime precise, sapere quale sia la sua reale
entitá. Il commissario unico De Angelis, alla sua terza visita in cittá, ha annunciato
unazione di analisi approfondita dei documenti delle ex Asl. «Valuteremo la
situazione dei pignoramenti e degli atti giudiziari per capire lo stato delle cose». Per
il resto ha tenuto a precisare che il principio adottato dallamministrazione
commissariale sará quello della continuitá. Anche per le convenzioni che lAsl Sa2
aveva giá stipulato. «Verificheremo la legittimitá di tutti gli atti e non bloccheremo
nulla. Se riscontreremo degli errori faremo le correzioni del caso». 28 marzo 2009 - Il Giornale di Ragusa Ragusa. Il Cub chiede maggiori
garanzie Ragusa - Un triste primato. Che, secondo il coordinamento provinciale della Confederazione unitaria di base trasporti, è stato ancora una volta riconfermato dalle scelte del Governo regionale e delle Ferrovie. E quello relativo alla tratta ferroviaria iblea, vera e propria cenerentola rispetto alle altre tratte del resto dellisola. "In questi giorni spiega il coordinatore provinciale della Cub, Pippo Gurrieri - è polemica tra Regione e Ferrovie sulla nuova linea veloce Catania-Palermo. La Regione, in particolare, propende per un tracciato che attraversi le province di Enna e Caltanissetta, mentre le Ferrovie ne difendono un altro più costoso che prevede 40 km di galleria sotto i Nebrodi". Nessuno dunque, secondo il sindacato di base, difende le ragioni della provincia di Ragusa che da decenni attende il potenziamento del sistema ferroviario locale, il quale, anzichè migliorare, progressivamente viene ridotto nel numero delle linee e nella frequenza dei collegamenti con le altre province dell'isola. L'assessore ai Trasporti, Titti Bufardeci, sponsorizza, secondo Gurrieri, la scelta della Regione che oltre ad essere meno costosa, non lascia isolate le province dell'interno (mentre Agrigento, Siracusa e Messina sarebbero facilmente collegabili con la linea dell'alta velocità siciliana). "In questo balletto di belle parole e finti litigi, una sola cosa è chiara", sottolinea ancora Gurrieri, "e cioè che la provincia di Ragusa non è neanche menzionata". L'esclusione della tratta iblea dai progetti di potenziamento del sistema ferroviario regionale viene ritenuta ingiusta e soprattutto non coerente con l'accordo siglato fra Regione e Azienda ferroviaria, il 5 ottobre del 2001, nel quale venivano definiti i progetti per la Palermo-Catania e le altre aree dell'isola. Sulla base di quella intesa, 400 milioni di euro avrebbero dovuto essere destinati alla velocizzazione della Siracusa-Ragusa-Gela, al raccordo ferroviario con il porto di Pozzallo e all'istituzione della metropolitana di Ragusa. I fondi vennero poi diminuiti a 183 milioni di euro. Secondo la Cub trasporti, adesso i soldi che avrebbero dovuto essere assegnati a Ragusa sono stati decurtati del tutto. 27 marzo 2009 - Agi G8: COBAS A MARONI SU CORTEO, INSISTENTI VOCI DI PROVOCAZIONI (AGI) - Roma, 27 mar. - Cub, Cobas e SdL intercategoriale hanno chiesto "un incontro urgente" al ministro dell'Interno, Roberto Maroni in relazione alle "insistenti" e "ricorrenti voci di possibili provocazioni nei confronti del corteo" promosso per domani nella capitale dalle tre organizzazioni sindacali. La manifestazione coincide con il "G8 Sociale", la riunione dei ministri del Lavoro e delle Politiche sociali in programma da domenica a martedi' alla Farnesina. L'appuntamento e' fissato per le 15 di domani a piazza della Repubblica: i manifestanti - "decine di migliaia" secondo gli organizzatori - muoveranno in corteo fino a piazza Navona al grido di "Voi G14 con i responsabili della crisi, noi con i lavoratori, i disoccupati, i precari". Gli oltre 70 pullman e i due treni speciali attesi per sabato, infatti, "non porteranno a Roma unicamente operai, lavoratori della scuola, del pubblico impiego, precari pubblici e privati, ma anche disoccupati, famiglie in lotta per il diritto alla casa, giovani dei centri sociali e studenti". Proprio le modalita' di adesione degli studenti, in realta', rischiano di rappresentare un caso. Quelli della "Sapienza in Onda", dopo gli incidenti del 18 marzo, si vedranno in piazzale Aldo Moro, ovvero nella citta' universitaria, alle 14, per poi convergere su piazza della Repubblica e unirsi ai Cobas: "rivendichiamo il diritto a manifestare come abbiamo sempre fatto", spiegano, senza tenere conto cioe' del protocollo sui cortei applicato nella capitale, ma la decisione di non comunicare formalmente alla questura ora e percorso evoca di fatto la figura di un vero e proprio corteo "non autorizzato". Da avviso diverso altre componenti studentesche, anche di altri atenei, che si ritroveranno regolarmente a piazza della Repubblica. Cobas Cub, Cobas e Sdl, cioe' il Patto di Base costituito tra le tre maggiori sigle del sindacalismo di base, hanno promosso l'iniziativa con l'obiettivo di sostenere la "piattaforma di lotta per non pagare la crisi", varata il 7 febbraio. Punti chiave della piattaforma: blocco dei licenziamenti; riduzione dell'orario di lavoro a parita' di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario per tutti i lavoratori/trici, precari compresi, continuita' del reddito per i lavoratori 'atipici', con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e; nuova occupazione mediante un Piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili; piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari; blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi; diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi". 27 marzo 2009 - Apcom G14, domani in piazza Cub-Cobas-Sdl e studenti dell'OndaCorteo a Roma dall'Esedra, Collettivi: partiremo da Università Roma, 27 mar. (Apcom) - Manifestazione dei lavoratori e dei precari dei sindacati di base domani a Roma contro il G14 dei ministri del welfare in programma a Roma, domenica e lunedì prossimo. Il corteo promosso dai Cub-Cobas-Sdl, il cui percorso è stato autorizzato nei giorni scorsi dalla Questura, partirà alle 14 da piazza Esedra dove è previsto il concentramento della maggior parte dei manifestanti che arriveranno a Roma da tutta Italia con circa 70 pullman e due treni speciali. Non manca qualche motivo di preoccupazione alla vigilia della giornata di protesta per sostenere "la piattaforma di lotta per non pagare la crisi". Alla manifestazione hanno aderito anche gli studenti dell'Onda che per domani annunciano un loro corteo, alle 14, da Piazzale Aldo Moro che arriverà a piazza Esedra per congiungersi a quello dei sindacati di base: corteo che al momento non è stato autorizzato dalla Questura, in quanto non c'è stato un preavviso dagli organizzatori. Sul punto, il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, oggi in una intervista all'Unità ha detto che "ci sono delle regole e che vanno rispettate". Il riferimento del Prefetto è al protocollo che disciplina i cortei nella capitale, recentemente condiviso dai partiti politici (con la esclusione di Rifondazione comunista, Del Pcdi e da Sd) e dalle organizzazioni sindacali. "Come abbiamo sempre fatto in passato e come è consuetudine da quindici anni - ribatte un esponente del Collettivi - partiremo da piazzale Aldo Moro senza creare problemi, se non al traffico. Non vediamo cosa ci sia da negoziare. Il preavviso c'è stato: ieri con una lettera aperta e pubblica abbiamo annunciato la nostra adesione alla protesta". Qualche giorno fa, attorno alla Sapienza, si sono registrate tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine con cariche della polizia per impedire un corteo non autorizzato. Ieri, durante un sit-in davanti alla sede dell'Abi, a Roma, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha chiesto alla polizia di sgomberare "immediatamente chi partecipa a cortei non autorizzati". Mi auguro - ha detto Alemanno - che la Questura si comporti di conseguenza e sgomberi immediatamente questi manifestanti. Non solo si tratta di una manifestazione non autorizzata ma è anche una violazione del protocollo appena firmato". A conferma del clima un pò teso, nel pomeriggio, è arrivata la richiesta dei sindacati Cub,Cobas e SdL Intercategoriale, promotori del corteo autorizzato in piazza Esedra, di un incontro urgente con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Le ricorrenti voci di possibili provocazioni nei confronti del corteo promosso da Cub, Cobas e Sdl - si legge in una nota congiunta dei sindacati di base - hanno indotto i rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali promotrici a chiedere un incontro urgente al ministro degli Interni Maroni". Alla manifestazione dei sindacati di base parteciperà anche il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, insieme a ex parlamentari del suo partito. Anche Ferrero, nei giorni scorsi, ha fatto sapere di aver cercato telefonicamente, ma senza esito, il ministro Maroni. Dopo gli incidenti davanti alla Sapienza e le polemiche scoppiate attorno al protocollo firmato lo scorso 10 marzo, il ministro Maroni ha ribadito la linea della fermezza nella applicazione delle nuove regole sui cortei nella capitale: "La disciplina, vuol dire disciplina. Se queste sono le regole, si rispettano". E poi: "Le regole si fanno rispettare, lo abbiamo fatto alla Sapienza e continueremo a farlo". G14/ Corteo a Roma, Cub-Cobas-Sdl chiedono incontro con Maroni"Per ricorrenti voci provocazioni nei confronti del corteo" Roma (Apcom) - I sindacati Cub,Cobas e SdL
Intercategoriale, promotori del corteo in programma domani a Roma per protestare contro il
G14 Chiedono un incontro urgente al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Lazio/ Roma, tavolo in Prefettura su
inquilini di via Pincherle Roma, 27 mar. (Apcom) - Si è riunito questa mattina in Prefettura a Roma il previsto tavolo sul problema delle case di via Pincherle, al quale hanno partecipato un rappresentante dell'assessorato regionale alla Casa, l'assessore alla Casa del Comune di Roma Antoniozzi, il delegato del sindaco per l'emergenza abitativa Visconti, il direttore dell'Ufficio casa del Comune Marra, ed il proprietario dei 116 appartamenti di via Pincherle, Mario Giacomazzi. Al termine dell'incontro lo stesso Giacomazzi ha riferito agli inquilini e all'AS.I.A RdB, in presidio sotto la Prefettura, la volontà di trovare una soluzione per le famiglie, rimettendo in discussione anche i contratti di compravendita già conclusi e bloccando le vendite a terzi. Lunedì prossimo Giacomazzi presenterà al Prefetto una proposta che verrà valuta dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio. Entro 48 ore verrà poi riconvocato in merito un nuovo tavolo in Prefettura, come proposto dall'assessore Antoniozzi. "Siamo soddisfatti per questo primo risultato ottenuto grazie alla testarda resistenza degli inquilini di Via Pincherle - commenta Angelo Fascetti dell'AS.I.A RdB - e chiediamo al Comune e alla Regione di svolgere fino in fondo il ruolo di tutela del diritto all'abitare, impedendo al contempo nuovi tentativi di speculazione messi in moto dai processi di dismissione". 27 marzo 2009 - Adnkronos ROMA: CUB-COBAS-SDL, DOMANI
POSSIBILI PROVOCAZIONI A CORTEO Roma, 27 mar. (Adnkronos) - Le «ricorrenti voci di possibili provocazioni nei confronti del corteo» promosso per domani a Roma da Cub Cobas e Sdl, hanno indotto i rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali promotrici a «chiedere un incontro urgente» al Ministro dell'Interno Roberto Maroni. ROMA: ASIA RDB, LUNEDÌ PROPOSTA PROPRIETARIO VIA PINCHERLE A PREFETTO. «PRIMO RISULTATO GRAZIE A RESISTENZA INQUILINI» Roma, 27 mar. - (Adnkronos) - «Si è riunito questa mattina in Prefettura il previsto tavolo sul problema delle case di via Pincherle, al quale hanno partecipato un rappresentante dell'Assessorato regionale alla Casa, l'assessore alla Casa del Comune di Roma Antoniozzi, il delegato del Sindaco per l'Emergenza abitativa Visconti, il Direttore dell'Ufficio casa del Comune Marra, ed il proprietario dei 116 appartamenti di via Pincherle, Mario Giacomazzi». Lo comunica Asia Rdb, rendendo noto che al termine dell'incontro «lo stesso Giacomazzi ha riferito agli inquilini e all'Asia RdB, in presidio sotto la Prefettura, la volontà di trovare una soluzione per le famiglie, rimettendo in discussione anche i contratti di compravendita già conclusi e bloccando le vendite a terzi. Lunedì prossimo Giacomazzi presenterà al Prefetto una proposta che verrà valuta dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio. Entro 48 ore verrà poi riconvocato in merito un nuovo tavolo in Prefettura, come proposto dall'assessore Antoniozzi». «Siamo soddisfatti per questo primo risultato ottenuto grazie alla testarda resistenza degli inquilini di Via Pincherle - commenta Angelo Fascetti dell'AS.I.A RdB - e chiediamo al Comune e alla Regione di svolgere fino in fondo il ruolo di tutela del diritto all'abitare, impedendo al contempo nuovi tentativi di speculazione messi in moto dai processi di dismissione». TRASPORTO AEREO: BOLOGNA, LUNEDI' SCIOPERO AL 'MARCONI'DALLE 12 ALLE 16 Bologna, 27 mar. - (Adnkronos) - Quattro ore di sciopero allo scalo bolognese 'Guglielmo Marconi' di Bologna sono state indette per lunedi', dalle 12 alle 16 da Cub Trasporti per i lavoratori di Giacchieri, Koop Service, Bas, Marconi Handling, Fast Freight Marconi e Sab. I servizi aeroportuali potrebbero dunque non essere garantiti. Lo rende noto l'Aeroporto, ricordando che per informazioni sui voli, e' possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. 27 marzo 2009 - Ansa G8 LAVORO: COBAS, CORTEO ROMA PERCORRERÀ ZONE 'OFF LIMITS'(ANSA) - ROMA, 27 MAR - «Nonostante la questura di Roma ci abbia chiesto di dirottare la manifestazione in ossequio al protocollo sulla regolamentazione dei cortei nella capitale, sfileremo lungo il classico percorso delle grandi manifestazioni, da piazza della Repubblica fino a piazza Navona, passando per alcune zone proibite dal 'protocollo ammazzacorteì». Così i sindacati di base hanno annunciato il corteo autorizzato di domani a Roma, contro la riunione ministeriale del lavoro del G8 nella capitale. Il corteo, che era già stato autorizzato prima della sigla del protocollo, percorrerà dalle 15 alcune zone ritenute «off-limits» dall'accordo sulla regolamentazione dei cortei a Roma, come l'ultimo tratto di via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia e via delle Botteghe Oscure. «Avevamo già ottenuto l'autorizzazione per il percorso a fine gennaio, prima della sigla del protocollo - hanno spiegato gli organizzatori - la manifestazione non sarà dirottata verso Porta Maggiore e San Giovanni, come ci aveva chiesto la questura». Per la manifestazione, organizzata da Cub, Confederazione Cobas, SdL e a cui aderiranno anche i movimenti studenteschi, sono stati organizzati oltre 70 pullman e due treni speciali provenienti da tutta Italia. FIAT: PROTESTA CUB CON MEZZOBUSTO MARCHIONNE IN PREGHIERA (ANSA) - TORINO, 27 MAR - Un mezzobusto di Marchionne in preghiera sotto un'immagine della statua della libertà: l'hanno messo i lavoratori della Cub, che manifestano davanti al Lingotto, dove è appena iniziata l'assemblea degli azionisti della Fiat. Alcuni azionisti lavoratori della Cub interverranno all'assemblea dove chiederanno chiarimenti sul futuro della fabbrica di Arese. 27 marzo 2009 - Dire LAVORO. RDB-CUB: MODIFICHE TESTO
SICUREZZA (DIRE) Roma, 27 mar. - "Il ministro Sacconi continua ad obbedire senza ritegno a Confindustria". Lo afferma Aldo Di Napoli del Coordinamento nazionale Rdb-Cub P.i., sottolineando come "il decreto legislativo licenziato oggi dal Consiglio dei ministri" rappresenti "un ulteriore arretramento delle norme in materia di sicurezza che peggiorera' il massacro in corso in ogni luogo di lavoro: nei cantieri, nell'industria, nei campi ed ovunque in nome del profitto si lavora in condizioni disumane e con ritmi insostenibili". "Questo decreto- denuncia Di Napoli- modifica in talune fattispecie la possibilita' dell'arresto per il datore di lavoro, che viene ridotta alla sola sanzione amministrativa, ed in modo furbesco, prendendo come riferimento la Legge 626, riduce ulteriormente le sanzioni rispetto a quanto previsto nel Testo unico in materia di sicurezza. Questo ultimo atto- specifica- si accompagna alla direttiva di settembre scorso, mirata a ridurre i controlli anche trasformando l'ispettore in consulente, e alla programmazione annuale dell'attivita' ispettiva per il 2009, che prevede ulteriori riduzioni dei controlli". "Per contrastare queste politiche- conclude il rappresentante delle Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego - Confederazione Unitaria di Base- chiediamo al mondo del lavoro di mobilitarsi, scendendo in piazza da domani per la manifestazione nazionale indetta da CUB Cobas e SdL". AEROPORTO BOLOGNA. LUNEDÌ 4 ORE DI SCIOPERO,POSSIBILI DISAGI (DIRE) Bologna, 27 mar. - L'aeroporto di Bologna mette in guardia i passeggeri che devono mettersi in viaggio lunedi' prossimo, 30 marzo: a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da Rdb-Cub per i lavoratori di Giacchieri, Koop Service, Bas, Marconi Handling, Fast Freight Marconi e Sab, dalle 12 alle 16, "i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti". Per informazioni sui voli, e' possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare la pagina voli in tempo reale. CASA. VIA PINCHERLE, ASIA-RDB: PREMIATA RESISTENZA INQUILINI (DIRE) Roma, 27 mar. - "Si e' riunito questa mattina in Prefettura il previsto tavolo sul problema delle case di via Pincherle, al quale hanno partecipato un rappresentante dell'Assessorato regionale alla Casa, l'assessore alla Casa del Comune di Roma Antoniozzi, il delegato del sindaco per l'Emergenza abitativa Visconti, il Direttore dell'Ufficio casa del Comune Marra, e il proprietario dei 116 appartamenti di via Pincherle, Mario Giacomazzi". Lo ricorda una nota di Asia-Rdb, che prosegue: "Al termine dell'incontro lo stesso Giacomazzi ha riferito agli inquilini, in presidio sotto la Prefettura, la volonta' di trovare una soluzione per le famiglie, rimettendo in discussione anche i contratti di compravendita gia' conclusi e bloccando le vendite a terzi. Lunedi' prossimo Giacomazzi presentera' al prefetto una proposta che verra' valuta dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio. Entro 48 ore verra' poi riconvocato in merito un nuovo tavolo in Prefettura, come proposto dall'assessore Antoniozzi". "Siamo soddisfatti per questo primo risultato ottenuto grazie alla testarda resistenza degli inquilini di via Pincherle- commenta Angelo Fascetti dell'Asia-Rdb- e chiediamo al Comune e alla Regione di svolgere fino in fondo il ruolo di tutela del diritto all'abitare, impedendo al contempo nuovi tentativi di speculazione messi in moto dai processi di dismissione". CASA BOLOGNA. SFRATTO RINVIATO, RDB:
ORA BLITZ IN COMUNE (DIRE) Bologna, 27 mar. - Asia-Rdb porta "a casa" un successo soltanto parziale dal presidio anti-sfratto di questa mattina in via Brioccaindosso a Bologna. L'ufficiale giudiziario si presentera' infatti il prossimo martedi' alla porta della donna (una 43enne di origine marocchina, con un'invalidita' certificata del 60% e rimasta senza un lavoro in grado di farle pagare l'affitto e che solo qualche giorno fa ha tentato il suicidio), per eseguire, una volta per tutte, l'ordinanza di sfratto per morosita'. Ma le Rdb non ci stanno. E, nell'"inaccettabile silenzio delle istituzioni" promettono un nuovo presidio anti-sfratto per martedi', anticipato, lunedi' pomeriggio da un blitz in Consiglio comunale. "Abbiamo ottenuto un risultato parziale- si legge infatti in una nota dell'associazione di inquilini- cioe' il rinvio dello sgombero a martedi 31 alle 9". Un risultato "solo parziale a causa dell'inaccettabile silenzio delle istituzioni- accusa Asia-Rdb-, nelle figure dell'assessore alla casa, Virginio Merola, del vicesindaco, Giuseppe Paruolo e del presidente del San Vitale, Carmelo Adagio". Ora le Rdb chiedono proprio alle istituzioni "un incontro per lunedi, da cui emergano delle soluzioni accettabili". La donna, ricordano le Rdb, "e' diventata morosa dopo la perdita del lavoro, non riuscendo piu' a pagare quei 575 euro chiesti per un fatiscente bilocale, con vista muro". Ma la vicenda non e' chiusa. Anzi. Le Rdb chiamano infatti "tutti i cittadini ad esprimere solidarieta' all'inquilina, accompagnandola assieme a noi in Consiglio Comunale lunedi', per mettere le istituzioni di fronte alle proprie responsabilita'". Inoltre il sindacato annuncia un altro presidio anti-sfratto per il prossimo martedi'. 27 marzo 2009 - Omniroma VIA PINCHERLE, ASIA: «IMPEGNO PROPRIETÀ A BLOCCARE VENDITE» (OMNIROMA) Roma, 27 mar - Si è concluso l'incontro in programma oggi in prefettura tra Comune, Regione, sindacato Asia Rdb e la società immobiliare Giacomazzi sulla vicenda delle case di via Pincherle. «La società Giacomazzi si è impegnata a bloccare tutte le vendite - ha spiegato Angelo Fascetti dell'Asia Rdb - Si è detta anche disponibile a riaprire una trattativa. Perciò, lunedì prossimo presenterà una proposta al prefetto, di cui, al momento, non si conosce il contenuto, e lo stesso prefetto si è impegnato a convocare di nuovo il tavolo entro le successive 48 ore. Come sindacato siamo soddisfatti perché la mobilitazione degli inquilini ha prodotto un risultato importante». La vicenda dei 116 alloggi di via Pincherle, prima della società Fata e poi vendute alla Giacomazzi, era iniziata alcuni mesi fa quando, dopo la proposta della regione Lazio di acquistare gran parte degli alloggi ancora invenduti, proposta che la società si era riservata di tenere in considerazione, la stessa Giacomazzi aveva venduto a terzi gli appartamenti. Gli inquilini, per la maggior parte pensionati o monoreddito, impossibilitati ad acquistare, avrebbero così corso il rischio di essere sfrattati. Proprio una cinquantina di quegli inquilini, stamani, durante l'incontro in prefettura, avevano inscenato un sit in di protesta. 27 marzo 2009 - Avionews Aeroporti. Bologna: sciopero a
livello locale lunedì per quattro ore (WAPA) - "Sab informa i passeggeri dellaeroporto di Bologna che lunedì 30 marzo, a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da Cub Trasporti per i lavoratori di Giacchieri, Koop Service, Bas, Marconi Handling, Fast Freight Marconi e Sab, dalle ore 12 alle ore 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dellaeroporto, allindirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi è possibile consultare il sito della Commissione di garanzia dellattuazione della legge sullo sciopero, allindirizzo www.commissionegaranziasciopero.it".(Avionews) 27 marzo 2009 - Liberazione Domani a Roma il corteo contro il
summit dei ministri del Welfare Il Patto di base contro il G14 «Più sarà grande, più sarà pacifico», dice a
Liberazione , Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub Rdb, uno dei tre soci
fondatori del Patto di base. Sono loro - Cobas, Rdb e Sdl - ad aver indetto il corteo
nazionale di domani a Roma, contraltare al summit dei ministri del Welfare del G14. «Si
riuniscono per parlare di noi senza di noi - spiega Leonardi - e questo non va bene: siamo
quelli a cui vogliono far pagare la crisi. Il G14 è un gigante coi piedi d'argilla e noi
saremo lì a presentare la nostra piattaforma per non pagare la crisi».
La rete dei movimenti a Roma al
fianco dei sindacati di base In piazza anche per la casa "La casa come pezzo del welfare mancante". Con
questo slogan domani, in occasione del summit dei ministri del G14, la Rete dei movimenti
per il diritto all'abitare scenderà in piazza insieme al Patto di Base (Cobas, Rdb, Sdl).
«Ma non sarà un controvertice» spiega Bartolo Mancuso di Action. «Il 28 marzo si
inserisce all'interno di un percorso iniziato da tempo e che non vuole limitarsi a porre
la questione del "come" uscire dalla crisi. Vuole in primis difendere il
"diritto dei diritti": quello di manifestare, oggi fortemente attaccato dal
ministro dell'Interno e dal protocollo del Prefetto di Roma». Non si può non ricordare
il 19 marzo, quando gli attivisti sono arrivati in Campidoglio nonostante il divieto:
«Saranno i sindacati e i movimenti a decidere il percorso, perché questa città è
nostra. Stiamo creando, in questa crisi di rappresentanza, spazi di discussione e lotta:
per questo il 2 aprile saremo nuovamente in Campidoglio insieme ai comitati di quartiere
per iniziare a costruire un programma di autogoverno e lanciare una carovana cittadina». Roma, sit in alla sede dell'Abi
contro G8 e crisi finanziaria Significativa tappa di avvicinamento al corteo di domani: ieri intorno alle 12 circa duecento attivisti del "Comitato romano contro il G8", coordinamento di associazioni studentesche, movimenti, centri sociali e sindacati di base, hanno manifestato contro la sede dell'Associazione Bancaria Italiana a Roma, in piazza del Gesù. Per due ore traffico in tilt per «rivendicare il diritto ai blocchi stradali in opposizione al protocollo sui cortei firmato dal Prefetto di Roma e dai sindacati confederali». Moratoria dei mutui per la casa, reddito per precari e disoccupati, no al G8 e al protocollo che regolamenta le manifestazioni a Roma: questi i motivi della protesta. Clima teso da subito, con l'immediato spiegamento di agenti in tenuta antisommossa a protezione «di chi questa crisi l'ha creata». Nonostante tutto, venti manifestanti sono riusciti a entrare nella sede dell'Abi, occupandola simbolicamente, mentre gli altri hanno improvvisato un sit-in, che si è trasformato in un blocco del traffico, nella piazza con striscioni e cartelli contro la crisi finanziaria. Nonostante le richieste di sgombero provenienti dal Campidoglio, con il sindaco Alemanno che brandiva il famoso protocollo, il Comitato romano contro il G8 riusciva ad ottenere un incontro con dei funzionari dell'associazione: «abbiamo chiesto un tavolo di trattative per facilitare l'erogazione dei mutui per le famiglie monoreddito, per i precari, gli studenti e gli immigrati» spiega Carmela di Rdb. Il risultato della mobilitazione è «un incontro alle 17.30 di lunedì 30 marzo con i responsabili dell'Abi su mutui, crediti e fondi dormienti: quel giorno sapremo se saranno disponibili a un tavolo iteristituzionale su tematiche di interesse nazionale come casa e reddito». In fondo «sono le banche le responsabili della crisi; dovranno essere le banche ad alleviarne gli effetti». Al governo chiederanno un impegno immediato e concreto «sul blocco dei mutui per i nuclei in sofferenza, sul reddito minimo garantito per precari e disoccupati visto che l'Italia, insieme alla Grecia, è l'unico paese europeo a non garantire la continuità di reddito ai cittadini, sul potenziamento degli ammortizzatori sociali e sulle misure per garantire il diritto alla casa». Dopo due ore, presidio sciolto e appuntamento a lunedì con l'Abi. Per tutti gli altri, invece, «per chi questa crisi non accetta di pagarla, contro governo, sindaci e sindacati che sottoscrivono protocolli che negano la libertà di espressione e il diritto al dissenso, trasformando le nostre città in enormi "Zone Rosse"», appuntamento domani alle 13,30 in quattro diversi luoghi della città: piazza Aldo Moro, Stazione Tiburtina, piazzale di Porta Pia e via de Lollis 6 per poi «unirci tutti alla manifestazione nazionale contro il G8 di Roma alle ore 15 a piazza della Repubblica».(Da.Nal.) Agenda Torino - "Riforma Gelmini-Tremonti. I tagli alla scuola pubblica e la sua privatizzazione servono a superare la crisi o la peggiorano?" alle 21 alla sala Soci Coop in via Torino a Piossasco (To) . Intervengono Flavio Pusset, insegnante; Cosimo Scarinzi, Cub Scuola Torino; Roberto Ferraris Flc Cgil Torino; Fabrizio Barbera, consigliere comunale; Paolo Malaspina, Pdci Piossasco; Giovanni Fausto, Sinistra Critica. 27 marzo 2009 - Milano Finanza Fiat: prosegue l'assemblea, sindacati manifestano davanti a Lingotto MILANO (MF-DJ)--Prosegue con gli interventi dei piccoli azionisti l'assemblea Fiat dopo i discorsi di apertura dell'a.d. Sergio Marchionne e del presidente Luca Cordero di Montezemolo. Davanti al Lingotto, invece, manifestano i sindacati. Il coordinatore nazionale Cub, PierGiorgio Tiboni, presente alla manifestazione chiede la difesa dei salari e dei posti di lavoro. "Non ci devono essere licenziamenti. Va salvaguardato il posto di lavoro per tutti", ha dichiarato Tiboni, chiedendo anche "la continuita' del reddito" e "il mantenimento degli stipendi". 27 marzo 2009 - Repubblica.it Protesta davanti al Lingotto con il
mezzobusto di Marchionne Torino - Un mezzobusto di Marchionne in preghiera sotto un'immagine della statua della libertà: l'hanno messo i lavoratori della Cub, che manifestano davanti al Lingotto, dove si tiene l'assemblea degli azionisti della Fiat. Sempre davanti al Lingotto Fim, Fiom, Uilm e Fismic di Torino stanno distribuendo una lettera aperta all'ad Marchioone, in cui si sollecita "un incontro per assicurare e dare prospettive ai lavoratori. "I lavoratori - si legge nella lettera - vivono in un clima di incertezza, vi è il rischio concreto che gli stabilimenti, come già avvenuto in crisi meno gravi di questa, vengano messi gli uni contro gli altri. Per questo a lei che ha dimostrato altre volte di tenere in conto il valore del lavoro chiediamo di rassicurare e garantire ai lavoratori del gruppo Fiat in Italia che avranno un futuro di lavoro, che gli stabilimenti non verranno abbandonati, che vi saranno risorse sufficienti per investire su prodotti innovativi". 27 marzo 2009 - Asca FIAT: SINDACATI A MARCHIONNE, RASSICURI I LAVORATORI (ASCA) - Torino, 26 mar - ''Noi chiediamo a lei, che ha dimostrato altre volte di tenere in conto il valore del lavoro, di rassicurare e garantire ai lavoratori del gruppo fiat in Italia che avranno un futuro di lavoro che gli stabilimenti italiani non verranno abbandonati (oggi meno di un terzo della produzione e' realizzata in Italia) e che vi saranno risorse sufficienti per investire su prodotti innovativi''. Lo scrivono in una lettera aperta all'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne i sindacati metalmeccanici torinesi che oggi hanno organizzato in occasione dell'assemblea dei soci, un presidio al Lingotto con una cinquantina di delegati sindacali di Fiom, Fim, Uilm, Fismic e dei Cub. ''Le chiediamo un incontro - prosegue il documento - per rassicurare e dare prospettive ai lavoratori. Riteniamo indispensabile conoscere i tempi necessari a lanciare nuovi prodotti e le loro destinazioni per poter costruire un'equa e solidale distribuzione degli ammortizzatori sociali, innalzando e estendendo il valore della cassa integrazione e allungandone il periodo di utilizzo, dalle 52 alle 104 settimane, con conteggio a giornate in modo da ridistribuire il lavoro che c'e' per consentire ai lavoratori di resistere durante la crisi e all'impresa di sopravvivere e di prepararsi alla ripresa quanfdo arrivera'''. Nella lettera viene anche chiamato in causa il governo che puo' e deve fare di piu' ''anche alla luce delle piu' volte annunciate fusioni, riaggregazioni alleanze tra gruppi automobilistici che come lei ha piu' volte dichiarato, riguarderanno anche la Fiat Auto''. 27 marzo 2009 - Carta Via Pincherle, stop temporaneo alla vendita Roma - Una moratoria di 10 giorni per dare modo alle amministrazioni di verificare realmente come stanno le cose. E lo stop temporaneo alla vendita degli appartamenti di via Pincherle il risultato più importante dellincontro che si è tenuto stamani a Palazzo Valentini tra il prefetto Giuseppe Pecoraro, lassessore alla Casa del Comune di Roma Alfredo Antoniozzi, i rappresentanti degli inquilini, della Regione Lazio e Mario Giacomazzi, proprietario degli immobili. La proprietà ha concesso di fermare tutti gli atti in itinere, almeno fino a quando non verranno chiariti gli aspetti giuridici e amministrativi della vendita. "La società Giacomazzi ha spiegato Angelo Fascetti dellAsia Rdb si è detta anche disponibile a riaprire una trattativa. Perciò,lunedì prossimo, presenterà una proposta al prefetto, di cui, al momento, non si conosce il contenuto. Lo stesso prefetto si è impegnato a convocare di nuovo il tavolo entro le successive 48 ore. Come sindacato siamo soddisfatti perché la mobilitazione degli inquilini ha prodotto un risultato importante". La vicenda dei 116 alloggi di via Pincherle, prima della società Fata e poi vendute alla Giacomazzi, era iniziata alcuni mesi fa quando la Giacomazzi aveva venduto a terzi gli appartamenti, per la maggior parte pensionati o monoreddito, i quali avrebbero corso il rischio di essere sfrattati. 27 marzo 2009 - Dazabao Voci su probabili provocazioni
durante la manifestazione anti G14 ROMA - I sindacati di base promotori della manifestazione di domani a Roma hanno chiesto un incontro urgente con il ministro degli Interni Roberto Maroni. Alla base di questa singolare esigenza vi sarebbero ricorrenti voci che fanno presagire probabili provocazioni che potrebbero verificarsi proprio durante il corteo che partirà da Piazza della Repubblica alle 15 alla volta di Piazza Navona. Per questo i tre sindacati vogliono assicurarsi che la libertà di espressione sia garantita dalle istituzioni. Evitare azioni di repressione resta comunque una preoccupazione evidente. I movimenti studenteschi dell'Università de La Sapienza hanno deciso comunque di partire domani da Piazzale Aldo Moro alle 14, ma il tragitto che li divide dal punto d'incontro di Piazza della Repubblica non è autorizzato, e questo potrebbe causare qualche problema, considerando che lo stesso sindaco Gianni Alemanno ha sollecitato le Forze dell'Ordine affinchè venga rispettato l'applicazione al protocollo senza indugi , dopo gli scontri dello scorso 18 marzo, quando agli studenti della Sapienza è stato vietato di unirsi al corteo sulla conoscenza promosso della Cgil. Nonostante i divieti imposti i sindacati di base hanno fatto sapere che sfileranno lungo il classico percorso, cioè da piazza della Repubblica a Piazza Navona, eludendo i divieti su alcune zone "off limits" imposti dalla Questura di Roma, come l'ultimo tratto di via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia e via delle Botteghe Oscure. Il corteo, infatti, sottolineano Sdl, Cobas e Cub era stato autorizzato a fine gennaio, e cioè prima che il provvedimento "anti cortei" fosse stato siglato. Così la manifestazione non può essere soggetta a nessun dirottamento imposto all'ultimo minuto. Per domani è prevista una massiccia partecipazione sostenuta dai lavoratori e i precari, i disoccupati, le famiglie che lottano per il diritto ad una casa, i centri sociali, le forze politiche del paese, i lavoratori dei trasporti che intendono riportare l'attenzione sull'inalienabile diritto di sciopero, e gli studenti della scuola secondaria e dell'università. I sindacati ribadiscono ancora una volta la scelta della data di domani è in funzione alla riunione del G14 quando si riuniranno i ministri del welfare per ripresentare le ricette che hanno portato alla crisi e allimmiserimento popolare, per scaricarne ancor più i costi sui salari, loccupazione, le pensioni, i tagli ai servizi sociali e ai beni comuni, la pressione fiscale" . I sindacati chiedono il blocco dei licenziamenti, la riduzione dellorario di lavoro a parità di salario, aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all80% del salario per tutti i lavoratori/trici, precari compresi, continuità del reddito per i lavoratori "atipici", con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e, nuova occupazione mediante un Piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili, promuovendo il risparmio energetico e il riassetto idrogeologico del territorio, rifiutando il nucleare e diminuendo le emissioni di CO2, un piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi, assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi, un piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e recupero, ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare esistente, e infine il blocco degli sfratti, il ritorno ad un canone sociale per i bassi redditi e soprattutto il diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi. L'appuntamento rimane quindi per domani alle ore 15 a Piazza della Repubblica, dove centinaia di pullman sono attesi già dalle prime ore del mattino la capitale da tutta la penisola. 27 marzo 2009 - Il Messaggero.it Palazzo Chigi, ai dipendenti 425
euro e 38 ore di lavoro settimanale ROMA (27 marzo) Per i 2 mila e 500 (scarsi) impiegati e funzionari della Presidenza del Consiglio il contratto è ormai fatto, manca praticamente solo la firma. A parte qualche dettaglio, i contenuti dell'accordo si possono già anticipare. Si sa che il dipendente medio riceverà in media un aumento di 125 euro lordi. Si sa poi che nella busta paga entreranno altri 100 euro medi lordi sul salario tabellare (quello fisso); più all'incirca altri 210 euro medi lordi sull'indennità di Presidenza (di fatto un'altra voce fissa dello stipendio). Totale, circa 425 euro lordi medi al mese. Un po' meno dei 600 euro mensili di cui si era parlato lo scorso novembre, ma certamente molto più di quanto hanno ricevuto gli altri dipendenti pubblici. E in cambio il personale si impegna a lavorare 38 ore settimanali anziché 36 come gli altri statali. Le apparenze ingannano. Ma, come al solito, nel pubblico impiego la matematica è un'opinione. Infatti, analizzando meglio le cifre, si scopre che i 425 euro possono essere considerati in modo diverso a seconda di come li si guarda. Nel senso che forse non tutti quei soldi possono essere considerati un vero e proprio aumento. Una parte della somma i dipendenti della Presidenza la ricevevano già, anche se veniva distribuita in un'altra maniera. Non solo, ma se si va a guardare meglio si scopre che la settimana di 38 ore non è un allungamento dell'orario, anzi si potrebbe addirittura dire che si tratta di una riduzione. Il vero aumento. La quota che sicuramente può essere etichettata come aumento sono i 125 euro lordi di cui si è detto all'inizio. Una rivalutazione dello stipendio che corrisponde esattamente ai 101 euro di aumento prevista dai contratti dei ministeriali (la somma appare più alta solo per un fatto statistico, essendo la media retributiva di partenza a Palazzo Chigi più alta che fra i ministeriali). Per quello che riguarda le restanti voci, invece, il discorso si fa più complesso. Tecnicamente si tratta di aumenti, soldi che adesso entrano nella busta paga mentre prima non c'erano. Ma i soldi in questione vengono attinti dal cosiddetto Fup, ovvero Fondo unico di Presidenza. Sono cioè risorse che venivano già attribuite ai dipendenti come indennità forfettaria, destinata a tutti coloro che accettavano di allungare volontariamente il loro orario di lavoro. E parliamo di oltre il 90 per cento del personale. Il vero orario. Alla Presidenza del Consiglio esiste da anni un accordo integrativo in base al quale i dipendenti possono individualmente scegliere se aderire all'orario lungo di 39 ore e quaranta minuti a settimana. Come si è detto, quasi la totalità degli impiegati ha accettato il prolungamento dell'orario (che peraltro avviene solo a richiesta del dirigente), ottenendo in cambio la ricca indennità forfettaria di cui sopra. Adesso il nuovo contratto nazionale che sta per essere firmato fissa a 38 ore l'orario settimanale e trasferisce quasi tutta l'indennità forfettaria sulle voci più stabili della busta paga. Ai dipendenti viene comunque lasciata la facoltà di scegliere: chi vorrà potrà sempre optare per l'orario di 36 ore e rinunciare ai soldi in più. Inoltre la possibilità di prolungare l'orario fino a 39 e passa ore rimane sempre valida, attingendo a una rimanente quota di Fup non utilizzata per pagare i famosi 425 euro. Ma allora cosa è cambiato? Insomma, i soldi sono sempre gli stessi, anche l'orario tutto sommato rimane quello, la facoltatività per i dipendenti è preservata. Viene spontaneo chiedersi: c'era proprio bisogno di fare tutto questo cambiamento apparente per lasciare le cose più o meno come stavano prima? L'operazione può essere spiegata in vari modi. Dal punto di vista dell'amministrazione, si sottolinea il risultato di aver stabilizzato una volta per tutte nel contratto nazionale le 38 ore settimanali. Dal punto di vista dei sindacati che firmano l'accordo, si metterà l'accento invece sull'importanza di aver trasformato in parti integranti della retribuzione cifre consistenti che fino a oggi erano di natura provvisoria. E in effetti entrambe le cose sono vere. Si può allora leggere l'imminente accordo come un espediente per sanare una situazione pregressa abbastanza discutibile: con l'ufficialità di un contratto nazionale firmato dall'Aran (l'agenzia governativa del pubblico impiego), si rende definitivo e intangibile un precedente accordo di amministrazione che appariva molto, molto generoso. D'ora in poi ad essere generoso sarà il contratto nazionale. Il giudizio dei sindacati. Mai come questa volta le posizioni dei sindacati sono variegate e interessanti. La Snaprecom (sindacato autonomo che rappresenta ben un terzo dei dipendenti) e la Cisl sono pronte a rivendicare il risultato di aver portato più soldi sullo stipendio fisso. La Uil e gli autonomi di sinistra Rdb-Cub protestano contro un allungamento dell'orario che viene compensato da un finto aumento di stipendio. Protesta da mesi anche la Cgil, ma per ragioni diametralmente opposte: secondo il sindacato di Epifani si sta riservando a questo comparto un ingiustificato trattamento di favore rispetto agli altri dipendenti pubblici. 27 marzo 2009 - Leggo Roma. Un sabato nero per la
Capitale... Roma - Un sabato nero per la Capitale, quello di
domani, in vista del corteo che terrà sotto scacco le vie del Centro e non solo. Sono
attesi infatti oltre 20 mila manifestanti, tra lavoratori e studenti, provenienti con 70
pullman e due treni speciali da tutta Italia per la mobilitazione indetta dai sindacati di
base, Cobas, RdB e SdL, contro la crisi economica, proprio nel giorno del G14 a Roma sul
welfare. Massima allerta, dunque, per la tensione in città anche a seguito dei recenti
scontri tra studenti della Sapienza e forze dellordine, proprio in merito ai nuovi
regolamenti sulle manifestazioni nella Capitale: «Il corteo si terrà sul percorso
classico delle grandi manifestazioni sindacali annuncia Piero Bernocchi, portavoce
nazionale dei Cobas - nonostante si sia tentato in ogni modo, senza riuscirci, di
dirottarlo in ossequio al protocollo "ammazzacortei" siglato a Roma. Verrà
aperto da migliaia di precari di tutti i settori e in esso confluiranno cortei
studenteschi dalle università romane in lotta. Un ruolo rilevante nella manifestazione
infatti l'avrà proprio il popolo della scuola pubblica: docenti ed Ata, in particolare i
precari, e studenti porteranno in corteo il rifiuto della macelleria didattica e
sociale». Hanno assicurato la loro presenza in piazza, con la RdB, anche i vigili del
fuoco «per il rilancio del corpo nazionale, lassunzione dei precari discontinui ed
il riconoscimento di categoria particolarmente usurante». E non sarà semplice, allora,
muoversi in città: numerose infatti le linee Atac che saranno interessate da importanti
deviazioni lungo il tragitto. 27 marzo 2009 - Il Messaggero Roma. Quello di domani sarà un
sabato ad alta tensione... Roma - Quello di domani sarà un sabato ad alta
tensione. Da una parte il prefetto di Roma che ripete quanto già detto dal Ministro
dellInterno Roberto Maroni: «Le regole sono uguali per tutti, vanno rispettate e
fatte rispettare». Dallaltra gli studenti dellOnda che, invece, dopo gli
scontri della scorsa settimana alla Sapienza per una manifestazione non autorizzata, hanno
deciso di sfidare le forze dellordine annunciando, ma senza comunicarlo
ufficialmente alla questura, che domani sfileranno da piazza Aldo Moro fino a piazza della
Repubblica per confluire nel corteo dei Cobas. 27 marzo 2009 - L'Unità «Gli studenti in piazza? Stiano
alle nuove regole o interverrà la Questura» Roma - «Domani ripartiremo comunque da piazzale Aldo
Moro per ribadire il diritto a sfilare già dalla città universitaria» rivendicano gli
studenti dellOnda dopo gli scontri con le forze dellordine della settimana
scorsa. «Vogliono manifestare? Chiedano il preavviso disposto dalla legge e nulla
succederà» replica il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Che a lUnità, alla
vigilia anche del corteo anti-G8 indetto sempre per domani dai Cobas, difende senza se e
senza ma la nuova disciplina delle manifestazioni nelle piazze romane. Non solo. Nel
ribadire la bontà del protocollo condiviso da partiti politici e sindacati (esclusi Prc,
Pdci e da ultimo Sd), il prefetto capitolino si dice pronto a incontrare anche gli
studenti «purchè accompagnati da figure istituzionali». «Il mio interlocutore sono
solo soggetti politici legittimi. E lOnda - sottolinea - non mi pare lo sia». 27 marzo 2009 - Viterbo Oggi RdB CUB di Viterbo alla
manifestazione nazionale di Roma il 28 marzo Riceviamo e pubblichiamo: "Saranno decine di
migliaia le persone che sabato 28 marzo confluiranno a Roma per la manifestazione
nazionale indetta in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14 prevista
nella capitale, dichiara Lino Rocchi della Federazione RdB CUB di Viterbo, CUB, COBAS e
SdL, cioè il Patto di Base costituito tra le tre maggiori sigle del sindacalismo di base,
hanno promosso liniziativa con lobiettivo di sostenere la piattaforma di lotta
per non pagare la crisi, varata dalla Assemblea nazionale dei tre sindacati del 7 febbraio
scorso. I lavoratori, i precari, i pensionati, i cittadini e gli studenti di Viterbo ci
saranno, la federazione di Viterbo ha organizzato degli autobus che per Viterbo partiranno
dal piazzale retrostante la Questura, i punti centrali della Piattaforma sono: blocco dei
licenziamenti; riduzione dellorario di lavoro a parità di salario; aumenti
consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio
dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all80%
del salario per tutti i lavoratori/trici, precari compresi, continuità del reddito per i
lavoratori "atipici", con mantenimento del permesso di soggiorno per gli
immigrati/e; nuova occupazione mediante un Piano straordinario per lo sviluppo di energie
rinnovabili ed ecocompatibili, promuovendo il risparmio energetico e il riassetto
idrogeologico del territorio, rifiutando il nucleare e diminuendo le emissioni di CO2;
piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle
scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi; assunzione a
tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; piano straordinario di
investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite
utilizzo di case sfitte e recupero, ristrutturazione e requisizioni del patrimonio
immobiliare esistente; blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi; diritto
di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi. Gli oltre 70 pullmann e i
due treni speciali che sono attesi per sabato, conclude Rocchi, non porteranno a Roma
unicamente operai, lavoratori della scuola, del pubblico impiego, precari pubblici e
privati, ma anche disoccupati, famiglie in lotta per il diritto alla casa, studenti,
giovani dei centri sociali. Il corteo si terrà sul percorso classico delle grandi
manifestazioni sindacali da Piazza della Repubblica a Piazza Navona
nonostante la Questura di Roma abbia tentato in ogni modo, senza riuscirci, di dirottarla
in ossequio al Protocollo "ammazzacortei" siglato a Roma da Sindaco, Prefetto,
partiti politici e Cgil, Cisl e Uil. Verrà aperto da migliaia di precari di tutti i
settori, seguiti dai lavoratori dei Trasporti in lotta anche per difendere il diritto di
sciopero. Seguiranno poi i sindacati di base, le forze sociali, gli studenti, le forze
politiche". 27 marzo 2009 - On Tuscia VITERBO PARTECIPERA' ALLA
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA DEL G14 (OnTuscia) VITERBO (A.O.) - Saranno decine di migliaia le persone che sabato 28 marzo confluiranno a Roma per la manifestazione nazionale indetta in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14 prevista nella capitale, dichiara Lino Rocchi della Federazione RdB CUB di Viterbo, CUB, COBAS e SdL, cioè il Patto di Base costituito tra le tre maggiori sigle del sindacalismo di base, hanno promosso liniziativa con lobiettivo di sostenere la piattaforma di lotta per non pagare la crisi, varata dalla Assemblea nazionale dei tre sindacati del 7 febbraio scorso. I lavoratori, i precari, i pensionati, i cittadini e gli studenti di Viterbo ci saranno, la federazione di Viterbo ha organizzato degli autobus che per Viterbo partiranno dal piazzale retrostante la Questura, i punti centrali della Piattaforma sono: blocco dei licenziamenti; riduzione dellorario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all80% del salario per tutti i lavoratori/trici, precari compresi, continuità del reddito per i lavoratori "atipici", con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e; nuova occupazione mediante un Piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili, promuovendo il risparmio energetico e il riassetto idrogeologico del territorio, rifiutando il nucleare e diminuendo le emissioni di CO2; piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi; assunzione a tempo indeterminato dei precari e reinternalizzazione dei servizi; piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e recupero, ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare esistente; blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi; diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi. Gli oltre 70 pullman e i due treni speciali che sono attesi per sabato, conclude Rocchi, non porteranno a Roma unicamente operai, lavoratori della scuola, del pubblico impiego, precari pubblici e privati, ma anche disoccupati, famiglie in lotta per il diritto alla casa, studenti, giovani dei centri sociali. Il corteo si terrà sul percorso classico delle grandi manifestazioni sindacali. 27 marzo 2009 - Il Mattino Nocera Inferiore. Protesta della Rappresentanza di base (RdB)... Nocera Inferiore - Protesta della Rappresentanza di base (RdB) contro la nuova politica del Governo centrale sui salari: molti dipendenti del tribunale di Nocera Inferiore che aderiranno alla manifestazione nazionale di Roma, prevista per domani, contro la linea economica del Governo. Al centro della protesta dei dipendenti del Ministero della Giustizia ci sono i criteri per la distribuzione della produttività. Infatti, è intenzione del Governo di applicare il metodo della meritocrazia per suddividere l'ammontare della produttività. «Come si possono definire a marzo 2009 i criteri della produttività del 2008? - si legge in un volantino dalla Rdb - Perchè non si vuol conoscere l'impegno di tutti i dipendenti della Giustizia che, nonostante lavorino in condizione di forte carenza di personale, con carichi di lavoro in continuo aumento, in condizioni ambientali da terzo mondo e con mancanza di strumenti minimi di lavoro, assicurano con sacrifico personale e abnegazione un essenziale servizio al cittadino?». Secondo i sindacati di base del pubblico impiego questo del Governo è «...un ulteriore attacco al salario dei dipendenti, in linea con le politiche di contenimento della spesa». La Rdb ha aderito alla manifestazione nazionale di Roma prevista per domani convocata da tutto il sindacalismo di base. Oggettivamente sarà difficile stabilire criteri meritocratici per i dipendenti del Ministero della Giustizia, attesi gli enormi carichi di lavoro e le procedure connesse al suo disbrigo che variano da ufficio ad ufficio e che sono sempre in aumento e diventano ogni giorno più complesse. In gran parte delle strutture giudiziarie, come in particolare quella di Nocera Inferiore, i lavoratori sono costretti normalmente a un super lavoro per far fronte a una fortissima carenza di personale. Nonostante i forti limiti, però, gli operatori continuano a rimboccarsi le maniche sperando che qualcosa, prima o possa, possa cambiare. La svolta potrebbe arrivare anche dalla stessa manifestazione di domani.(r.s.) 27 marzo 2009 - Il Gazzettino SINDACATO DI BASE Anche lavoratori del Fvg parteciperanno domani alla manifestazione promossa dai sindacati di base (Cub, Cobas e Sdl) a Roma in occasione della riunione dei ministri del Welfare del G14 prevista nella capitale. I sindacati di base andranno a Roma per chiedere "lavoro, reddito, pensioni, casa, servizi pubblici e beni comuni; difendere il diritto costituzionale di sciopero; e difendere il posto di lavoro", in polemica con laccordo di gennaio firmato da quelli che i Cobas definiscono "sindacati collaborativi" e con il disegno di legge Sacconi che introduce tutta una serie di novità in tema di sciopero per quanto riguarda i servizi pubblici. VERTENZA IN COMUNE Vicenza - Assunzione in ruolo per tutti i precari delle
scuole materne. È questa la richiesta che i lavoratori del settore educativo scolastico
del Comune - insegnanti di scuole materne, educatrici di asili nido e operatori scolastici
- ribadiscono nella lettera consegnata ieri pomeriggio nelle mani del dirigente
dellassessorato allIstruzione, Silvano Golin. A corredo del documento, 116
firme che sposano la vertenza precari portata avanti negli ultimi sei mesi dalle
Rappresentanze Sindacali di Base e culminata nella dichiarazione dello stato di agitazione
di metà febbraio scorso. 27 marzo 2009 - Corriere della Sera Protesta «Blocco dei mutui, reddito
sociale per i precari» Roma - Traffico bloccato tra via del Plebiscito e via del
Gesù. Alemanno denuncia la «violazione del protocollo sui cortei» La protesta ROMA Forse tirare in ballo il caso di Sir Fred
Goodwin, l'ex direttore superpensionato d'oro della Royal Bank of Scotland, è troppo. Ma
certo la manifestazione di un gruppo di attivisti della «Rete contro il G8» davanti a
Palazzo Altieri, la sede romana dell'Abi, può in qualche modo richiamare l'assedio, con
tanto di danni, alla villa di Edimburgo del manager britannico. Non certo per i modi,
pacifici nel primo caso e violenti nel secondo, né per il bersaglio, un'associazione a
Roma e un dirigente che incasserà una pensione da 16,9 milioni di sterline ad Edimburgo.
Ma per lo spirito anti-banche che emerge in questo periodo di crisi. I banchieri, come
dice anche Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, non sono in genere
simpatici alla gente, ora più di prima. Considerati l'epicentro della crisi finanziaria
scoppiata però nelle banche americane. 27 marzo 2009 - Italia Oggi La proposta del ministro nella bozza
di contratto valida per i dipendenti di Palazzo Chigi Per dare il buon esempio, i travet devono lavorare 38 ore La battaglia antifannulloni di Brunetta arriva a colpire il cuore della macchina amministrativa italiana. Quella Presidenza del consiglio dei ministri, che con la sua pattuglia di circa 3 mila dipendenti, manda avanti l'attività dei governi che nel tempo si susseguono. Un comparto a parte, nell'ambito del pubblico impiego, che gode di un contratto ad hoc, a tutela della specificità del ruolo: ampia flessibilità nel lavoro, ma anche indennità speciali, che rendono un posto a Palazzo Chigi ambito e invidiato da parte di tutti gli altri statali. Ed è proprio da questo comparto che il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, vuole arrivi il buon esempio per tutti i travet d'Italia: se c'è crisi e le imprese chiudono, chi ha un posto fisso nello stato deve produrre di più e deve lavorare di più, è il ragionamento. E così nella proposta di rinnovo del contratto della Presidenza, presso cui tra l'altro sono incardinati i dipendenti della Funzione pubblica, è spuntato un articolo che porta la settimana base di lavoro dalle tradizionali 36 ore a 38 ore. Se insomma c'è chi nel privato è costretto a fare la settimana corta, per sopperire alla mancanza di liquidità sui mercati e al calo della domanda, nel pubblico arriva la settimana lunga. Il testo, messo a punto dall'Agenzia governativa per la contrattazione, precisa che in fase di prima applicazione, ovvero fino al prossimo 31 dicembre, il nuovo orario non scatterà in automatico per tutti. È infatti data facoltà al lavoratore di aderire all'innalzamento, potendo anche optare per le vecchie 36 ore «in presenza di adeguate motivazioni e/o oggettivi impedimenti». Ma, tutto sommato, non aderire non conviene. Già, perché andando a leggere la parte relativa al trattamento economico si scopre che le due ore lavorative in più verranno compensate con una quota dei finanziamenti che oggi servono a pagare l'accessorio. Chi accetta la proposta si vedrà trasferire sulla parte fissa di stipendio quanto prima invece doveva guadagnare con un lavoro aggiuntivo e sottoposto a verifiche e valutazioni perché fosse compensato. E quasi tutti alla Presidenza lavorano per l'accessorio, solo che in futuro le due ore in più la settimana, ovvero otto ore mensili, da parte variabile diventano fisse: 100 euro in più al mese che vanno in tasca a tutti e che si aggiungono all'aumento tabellare previsto per il recupero dell'inflazione. Soldi non più decurtabili, anche in caso di assenza per malattia-come vuole un'altra delle riforme del ministro Brunetta- e tra l'altro utili a maturare in futuro una pensione più alta. La norma ha creato perplessità tra le sigle sindacali che, nel caso della Presidenza, vedono una forte rappresentanza degli autonomi a discapito dei confederali. Perché è vero che si innalza l'orario di lavoro, ma è vero pure che economicamente l'operazione non è a perdere, anzi. Anche se c'è il pericolo che, creato il precedente di Palazzo Chigi, la settimana lunga possa poi essere estesa ad altri comparti, meno fortunati però dal punto di vista del trattamento economico. L'unica voce di contrarietà che finora si è levata è quella delle Rdb-Cub, che parla di un attacco ai diritti fondamentali dei lavoratori pubblici. Un attacco che, partendo dal comparto, «ha obiettivo di indebolire la resistenza dei lavoratori ai processi di destrutturazione in atto nella pubblica amministrazione». 27 marzo 2009 - Il Paese delle Donne Rita Chiavoni della RdB-CUB Medici: la legge sul testamento biologico un grave attacco alla professionemedica "Riteniamo la legge sul testamento biologico un grave attacco alla professione medica, in quanto mina profondamente le basi della deontologia professionale, ponendo in essere la possibilità di non rispettare le volontà del paziente e attaccando lautonomia professionale", così Rita Chiavoni della RdB-CUB Medici, sul provvedimento in discussione al Senato. "Il principio base della professione, lagire in scienza e coscienza - precisa Chiavoni - viene reso subalterno a possibili variabili burocratiche che potrebbero condurre il medico ad azioni contrarie a tale principio. Di fatto la legge introduce una forte ambiguità nel rapporto medico paziente, non più regolato dalla fiducia reciproca nel rispetto delle convinzioni etiche e religiose della persona malata e della libertà di autodeterminazione, e rappresenta un incitamento grave al non rispetto delle norme costituzionali". "Questo è solamente lultimo dei gravi attacchi realizzati dal governo nei confronti degli operatori sanitari, che si tenta di condurre verso lasservimento ad una visione più di controllo che di cura come nel caso dellignobile denuncia degli immigrati irregolari. La RdB-CUB Medici invita pertanto tutti medici e i cittadini ad attivare forme di contrasto contro questi attacchi e contro lo smantellamento della Servizio Sanitario nazionale, e sollecita alla partecipazione alla manifestazione nazionale indetta dal Patto di Base per il prossimo 28 marzo a Roma", conclude la rappresentante RdB-CUB. 27 marzo 2009 - City Emergenza casa, in arrivo 300
milioni Roma - Quasi 300 milioni di euro destinati allemergenza abitativa di Roma, il 25% dei quali andrà alle occupazioni abusive riconosciute in passato. È il frutto dell incontro svoltosi mercoledì sera fra il sindaco Gianni Alemanno, lassessore comunale alla Casa Alfredo Antoniozzi, il delegato allemergenza abitativa Marco Visconti e il capogruppo della Sinistra Arcobaleno Andrea Alzetta.I fondi a disposizione"Nel bilancio - spiega Antoniozzi - saranno stanziati 82 milioni di euro provenienti da Comune, Regione e Governo, che si aggiungono ai 49 milioni derivanti dalla valorizzazione dei cambi di destinazione duso per acquistare più di 300 appartamenti; cè anche un residuo di 37 milioni derivanti dalla valorizzazione del patrimonio comunale. Infine previsti anche 300 mln di euro da spalmare su tre anni. Circa il 25% dei soldi andrà alle occupazioni abusive riconosciute in passato" e ai residence. Il 75% dei nuovi appartamenti andrà a chi ha 10 punti in graduatoria. Per Alzetta, è un primo passo "per affrontare concretamente lemergenza abitativa".La protestaIntanto la tensione è sempre più insostenibile. Ieri mattina un gruppo di famiglie, insieme a rappresentanti dellA.S.I.A. Rdb e del Blocco Precario metropolitano, ha occupato la sede dellAbi, lAssociazione bancaria italiana, per protestare contro "mutui insostenibili, caro affitti, sfratti". Il 14 febbraio è scaduta infatti la proroga concessa alle 4000 famiglie sotto sfratto nella capitale. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha chiesto al prefetto di bloccare lesecuzione degli sfratti. 27 marzo 2009 - Italia Sera Gli infermieri che rischiavano di
perdere il posto avranno il tempo indeterminato Roma - I 46 infermieri a tempo determinato dellAres 118, ai quali erano state inviate le lettere di risoluzione del rapporto di lavoro nonostante fossero tutti in possesso dei requisiti necessari alla stabilizzazione, da oggi potranno firmare il contratto a tempo indeterminato. Lo comunica, in una nota, lRdb-Cub. "Siamo contenti che la vicenda si sia risolta positivamente, sia per i lavoratori che per il servizio demergenza - commenta Licia Pera della Rdb-Cub 118 - e daltronde non poteva essere altrimenti, visto che la stabilizzazione dei 46 Infermieri era un atto dovuto e garantito da ben due Finanziarie e da una delibera Regionale. Solo una dirigenza irresponsabile come quella dellAres poteva mettere a rischio questi lavoratori, subordinando i passaggi a tempo indeterminato alla richiesta di autorizzazione regionale, assolutamente non necessaria in quanto le assunzioni non prevedono alcun aggravio di spesa". "Tutto questo - prosegue la sindacalista - solo la Rdb lo ha gridato a gran voce chiedendo limmediata assunzione dei precari, ed è poi stato riconosciuto pubblicamente anche da numerosi esponenti regionali, tra i quali il Presidente della Commissione Lavoro e Politiche Sociali della Regione Lazio oltre allex assessore alla Sanità". "La Rdb continuerà a vigilare - conclude Pera - per garantire la stabilizzazione di tutti i precari il cui contratto a tempo determinato non è ancora stato trasformato in un lavoro vero per la mancanza di assunzione di responsabilità delle dirigenze aziendali". 27 marzo 2009 - Il Bologna Alloggi. Oggi presidio di Asia davanti alla casa di una donna:ha tentato il suicidio per paura di finire in strada Sempre meno soldi per gli affitti sono ottomila le famiglie morose Per il sindacato sempre più a rischio anche gli autonomi. L'Uppi apre un fondo di Gian Basilio Nieddu Bologna - Prima perde il lavoro, poi si trova senza un tetto e infine tenta il suicidio. È la storia di una 43 enne, di origine marocchina che per di più soffre di una disabilità del 60%, denunciata dall'Associazione inquilini e assegnatari- Rdb (Asia) che questa mattina, alle otto, organizzano un presidio in via Broccaindosso. L'ufficiale giudiziario, incaricato dello sfratto, si troverà di fronte un cordone umano che tenterà di impedire la cacciata della donna dalla casa.Una battaglia forte quella dei sindacalisti di base per un problema che si aggrava per gli effetti della crisi economica. Nei giorni scorsi la Cgil - Sunia (il sindacato inquilini) ha lanciato l'allarme: 150 mila famiglie in Italia sono a rischio sfratto, con un aumento nel 2008 del 16%. A Bologna la situazione è più tranquilla ma non meno preoccupante. Lo sanno bene le famiglie mono reddito che in città, secondo lo studio del Sunia, devono impiegare dal 50 al 70 % delle loro entrate per pagare l'affitto. Meno che a Roma e Milano ma più di Genova e Torino. Eppure gli affitti calano, secondo Alberto Zanni che rappresenta i piccoli proprietari, ma quando si perde il lavoro è difficile pagare. La stessa Uppi di Zanni nei mesi scorsi si è fatta promotrice di un "fondo anti crisi per l'affitto" dopo l'appello della curia ad interventi di solidarietà per i più poveri: «Per dare un aiuto concreto a quelle famiglie bolognesi che oggi, non riescono ad arrivare a fine mese - si legge in una nota dell'associazione - a causa della perdita del lavoro e, magari, non riescono a coprire le spese per l'affitto». Per leggere il fenomeno il mese scorso c'è stato pure in incontro in Prefettura. Dal Sunia il segretario Mauro Colombarini registra sempre più casi di persone disperate: «Sono almeno 7/8 mila le famiglie in difficoltà nel pagare l'affitto, famiglie mono reddito numerose, persone sole che hanno subito il decesso del coniuge o una separazione - spiega il sindacalista - succede qualcosa che alla fine si rompe la catena e si smette di pagare. In questi ultimi mesi le figure più tipiche sono i disoccupati per crisi aziendale e anche numerosi autonomi che chiudono l'attività. In quest'ultimo caso sono persone senza più reddito e con una pesante situazione debitoria». La classe media soffre e dal Sunia ricordano la relazione del Presidente della Corte d'Appello con i dati sulle ingiunzioni degli sfratti: «passati da 2500 a 3250». E per fortuna che la solidarietà in città non manca: «Tanti proprietari quando una persona inizia a non pagare aspettano il più possibile prima di ricorrere al tribunale - racconta Colombarini - si cerca di capire i problemi dell'inquilino. L'altro giorno abbiamo avuto il caso di una persona che il proprietario ha aspettato otto mesi prima di agire». Belle parole per i proprietari, almeno quelli solidali, ma bacchettate per le associazioni: «dovrebbero essere più attive». Ovvero fare fronte comune contro i tagli del fondo nazionale per le locazioni: «Nel 2000 erano pari a 361 milioni di euro mentre nel 2008 sono passati a 210 milioni - snocciola dati Colombarini - e nel 2011 saranno solo 110 milioni». Ma su questo punto ?anni si dice d'accordo: «È un errore ridurre i fondi per le famiglie». Perde il lavoro e un tetto sopra la testa la storia Per la donna che ha tentato il suicidio, come denunciano gli attivisti di Asia, il Comune tramite i servizi sociali ha proposto un posto letto in un dormitorio: «una vera e propria autostrada diretta al rischio di autolesionismo da parte della donna». Secondo le Rdb che hanno scritto all'assessore Merola, al vicesindaco Paruolo e al presidente del quartiere Adagio. 27 marzo 2009 - La Città di Salerno Agropoli, sciopero in ospedale per la carenza di personale Agropoli - Oggi sciopero in ospedale per il mancato potenziamento del personale. Dipendenti a rischio precettazione per la prevista ampia adesione allo sciopero indetto dallorganizzazione sindacale Rdb Cub, «che è la conseguenza del fallito tentativo di raffreddamento del conflitto, tenutosi presso la Prefettura lo scorso febbraio con la direzione generale dellAsl 3». «Qualche giorno fa abbiamo tenuto - spiega il segretario provinciale della Rdb Cub, Vito Storniello - con la direzione sanitaria e la direzione dei servizi infermieristici del presidio ospedaliero di Agropoli per la individuazione del personale da assicurare per i servizi minimi assistenziali, vista laltissima adesione allo sciopero». Lo sciopero sará accompagnato da unassemblea permanente straordinaria cittadina con tutto il personale dellospedale, a partire dalle 8, che si terrá nellaula magna dello stesso ospedale. Lassemblea discuterá delle forme di lotta da intraprendere per riuscire ad ottenere la copertura delle gravi carenze di personale. Nel pomeriggio dalle 16 lassemblea si arricchirá della presenza del Comitato civico pro ospedale, convocato dal presidente don Bruno Lancuba a sostegno dello sciopero indetto dal sindacato Rdb Cub per discutere dei nuovi scenari dopo la nomina del commissario unico delle tre aziende sanitarie locali. «Come organizzazione sindacale - conclude Storniello - abbiamo richiesto un incontro urgente al nuovo commissario». 27 marzo 2009 - Corriere di Bologna Protestano le RdB Bologna - Il lavoro perso, un'invalidità certificata del 60 per cento, il tormento di problemi socio-sanitari e il colpo di grazia, con la minaccia incombente dello sfratto per morosità: davvero troppo da sopportare per una donna residente a Bologna che qualche giorno fa ha tentato il suicidio. La 43enne è ancora viva, ma oggi alla sua porta si presenterà l'ufficiale giudiziario per eseguire lo sfratto. A denunciare l'intera vicenda è l'Associazione inquilini delle Rdb che annuncia, per questa mattina, un presidio in via Broccaindosso 54, e chiede «un rinvio dello sfratto». 27 marzo 2009 - Il Resto del Carlino «Sfrattano un'invalida, il Comune
che fa?» Bologna - IL LAVORO perso, un'invalidità certificata del 60%, il tormento di problemi socio-sanitari e il colpo di grazia, con la minaccia incombente dello sfratto per morosità: davvero troppo da sopportare per una marocchina di 43 anni che ha tentato il suicidio, appena qualche giorno fa. Stamane a bussare alla sua porta di casa si presenterà l'ufficiale giudiziario, per eseguire l'ordinanza di sfratto. L'Associazione inquilini e assegnatari-Rdb (Asia) denuncia così la vicenda e annuncia, per oggi, un presidio in via Broccaindosso 54, per impedire la cacciata da casa della donna. Asia ha pure scritto al Comune per chiedere «un rinvio dello sfratto» e una «soluzione abitativa consona alla situazione psicologica ed economica» della donna, per prevenirne «un inasprimento della condizione». Già, perché a dispetto di un certificato dell'Ausl (con l'attestazione dei disturbi di cui la signora soffre e di cui Asia è in possesso), i servizi sociali del Comune, che avevano già in carico la donna, avrebbero prospettato un'unica alternativa allo sgombero': un posto letto in un dormitorio. 27 marzo 2009 - La Nazione S.Miniato, in coda per protesta con
l'auto davanti all'ingresso Siena - IMMAGINIAMO la scena: arrivano le auto del personale che lavora nel polo universitario di San Miniato. Intorno alle 8, martedì 31 marzo. Giunte alla sbarra che si alza per consentire l'accesso al posteggio interno, si fermano. Una dietro l'altra, in segno di protesta. Una sorta di resistenza passiva. Ieri un larghissimo numero di operatori dell'istituto hanno deciso di manifestare così il dissenso nei confronti del regolamento dell'Ateneo che disciplina la fruizione dei parcheggi trasformandoli a pagamento. Per l'esattezza 18 euro mensili per rettore, direttore amministrativo, docenti ordinari e associati, dirigenti. Ricercatori, personale tecnico-amministrativo e assegnisti ne verseranno 8. «Nel giorno in cui dovrebbe divenire operativa la restrizione dell'accesso per chi sceglie di non pagare, ci mettiamo in coda alla sbarra, anche nel caso che la funzionalità del tesserino venga mantenuta», lancia l'idea uno dei partecipanti all'assemblea svoltasi ieri all'ora di pranzo. Alzata di mano, tutti d'accordo. Dunque si farà. E se Lorenzo Costa dell'Rdb che insieme all'Ugl di Daniela Orazioli si è dato da fare per trovare risposte al malumore di chi lavora a San Miniato ribadisce la necessità di una «sospensione immediata» del provvedimento rivendicando «l'uniformità dell'applicazione del regolamento sui posteggi», dalla sala si leva la richiesta di valutare un eventuale ricorso al Tar. FATTI DUE CALCOLI, a ieri erano una sessantina i dipendenti del polo di San Miniato che hanno dato l'ok a pagare. «Mettiamo che altri l'abbiano fatto nel frattempo: un'ottantina su un totale di quasi 690. Chi non ha aderito vuole il posto ma preferisce opporsi a un provvedimento ingiusto e contestabile. Basta pensare evidenzia Costa raccogliendo consensi che in busta paga verranno tolte, a chi accetta, anche le quote di febbraio e marzo, in via retroattiva. Perché non seguire il modello Aru: gli euro vengono riscossi successivamente». L'accusa che emerge è che con l'operazione posteggi l'Università intenda in realtà fare cassa. «Noi di San Miniato (vedi grafico in alto) valiamo quasi 80mila euro se diciamo tutti sì», prosegue il sindacalista che non lesina critiche alle organizzazioni confederali: «Ci dicono che adesso non rappresentiamo più nessuno, vedo però in sala molte persone che non fanno riferimento alla mia sigla». Altri notano la scarsità di docenti alla riunione per decidere le modalità della protesta di martedì, giorno in cui i sindacati sono stati convocati per discutere guarda caso del salario accessorio, dell'Azienda ospedaliera e dei posteggi. Il dibattito si accende sulle ragioni sottese al provvedimento. Si legge nel Regolamento che in merito al totale delle quote sborsate dedotto il 10% usato la gestione e manutenzione dei parcheggi di proprietà dell'Ateneo , il resto servirà per contribuire sia alle spese sostenute dai dipendenti per l'uso dei mezzi pubblici per andare a lavoro, sia per quelle derivanti dall'ingresso in strutture di sosta, a pagamento, prospicienti gli uffici. Sia, infine, per acquisire posti da redistribuire tra gli altri dipendenti ampliando i beneficiari. «Io vengo con la macchina sottolinea una donna , non chiedo certo il rimborso per la benzina. Non puoi chiedere allora a noi di pagare il bus usato da altri. Non è per gli 8 euro, resto la solita morta di fame, è una questione di principio». Senza considerare la paralisi che, se non ci sarà la corsa all'adesione nelle prossime 48 ore, si registrerà a San Miniato. Si posteggerà sotto casa dei residenti nel quartiere, già esasperati. Gli studenti e i borsisti che di solito usufruiscono dello spazio dell'oliveta dovranno stare attenti perché lì s'inizieranno a fare le multe, come già avvenuto in questi giorni. «Se il direttore amministrativo conclude Costa disattiverà 600 badge martedì il risultato sarà di bloccare didattica e ricerca». Una donna, a fine assemblea, chiede: «Sono affetta da sclerosi multipla per cui non posso entrare nell'auto se è rimasta ore sotto il sole, una questione di salute. Sono obbligata dunque a pagare?» 27 marzo 2009 - Settegiorni PRESIDIO. Il sindacato Cub: «Tutte
le promesse delle istituzioni sono state disattese» Magenta - Martedì 24 marzo dalle 7.30 alle 8.30 del mattino, orario questo di ingresso dei dipendenti nelle industrie, le bandiere del Sindacato di Base Cub-Magenta sventolavano davanti all'impresa dolciaria Lindt. «Abbiamo fatto questo presidio per denunciare il fatto che sebbene le istituzioni abbiano promesso per la Lindt diverse centinaia di posti di lavoro, qui ci sono al massimo un'ottantina di lavoratori dei quali il novanta per cento sono precari. Cercheremo dunque di organizzarli in difesa dei loro diritti» commenta Massimo Lettieri del Cub-Magenta. I numeri parlano da soli. Le auto che durante questo lasso di tempo hanno varcato la soglia del polo logistico sono state in tutto una decina, con all'interno altrettanti lavoratori. Di essi un dipendente ha spiegato che «ad oggi i lavoratori assunti proprio dalla Lindt si quantificano in sei persone. Per il resto qui c'è un andirivieni di gente che opera per due diverse cooperative». Ed è proprio una lavoratrice della cooperativa che si occupa di carico e scarico a evidenziare che «in tutto saremo una ventina di persone e di queste solo una decina scarse sono di Magenta e dintorni. Per il resto si tratta di lavoratori che arrivano da lontano e che lavorano in giro per l'Italia per conto della cooperativa. Un giorno sono qui alla Lindt e un altro possono essere altrove. Nelle settimane di punta, e cioè poco prima di Pasqua e Natale, arriviamo al massimo ad essere un centinaio. Ma poi torna tutto come prima». Non va del resto meglio a chi opera nella cooperativa che concluderà la sua collaborazione con la Lindt entro la fine del mese di marzo. Per loro si parla di stipendi non pagati da almeno tre mesi. «In tutto saranno una quarantina di operai che sono impiegati qui alla Lindt con contratto precario e per conto della cooperativa commenta un lavoratore gli orari sono troppo flessibili, praticamente a chiamata». Ed è la stessa addetta alla reception a confermarci che, il fatto che al mattino si vedano entrare in azienda pochissimi lavoratori, dipende dal fatto che gli stessi possono essere richiamati al lavoro in qualunque ora della giornata e per qualunque periodo di tempo, a seconda delle esigenze aziendali. Il quadro dipinto da quanti svolgono la loro professione alla Lindt assume così toni più cupi rispetto alle aspettative che si avevano all'annuncio dell'apertura del polo logistico. Il timore di perdere il posto di lavoro c'è, così come quello che la stessa struttura possa chiudere i battenti. Una rassicurazione su quest'ultimo punto arriva tuttavia dall'ufficio comunicazione di Ticino Olona: «Il polo di Magenta rimarrà il cuore strategico dell'azienda perché risulta fondamentale per il mercato italiano e per quello europeo. La Lindt di Magenta non chiuderà». POSTI DI LAVORO Arese - Prima al Pirellone, poi all'assemblea degli azionisti Fiat. Continuano le iniziative di protesta dei dipendenti e cassintegrati dell'ex Alfa Romeo. Nella mattinata di martedì 24 marzo i sindacati di base hanno organizzato una manifestazione davanti alla sede della Regione Lombardia. Chiedono che la giunta Formigoni conceda un sostegno al reddito per i lavoratori in mobilità o in cassa integrazione, con un'integrazione al magro stipendio. La prossima tappa della protesta sarà a Torino nella giornata di venerdì 27 marzo, in occasione dell'assemblea degli azioni della Fiat. Saranno presenti anche dipendenti del biscione, che chiederanno alla casa automobilistica di tenere aperti tutti gli stabilimenti in Italia. Ma in particolare FilmUniti e Cub hanno dichiarato che denunceranno lo scempio fatto dello stabilimento aresino e la distruzione del marchio Alfa, chiedendo un futuro stabile per i lavoratori delle varie aziende che fanno capo alla Fiat. 27 marzo 2009 - La Stampa Gli incentivi funzionano Meno cassa
alla Fiat Torino - Una lettera allad Sergio Marchionne. La
distribuiranno stamattina al Lingotto - in concomitanza con lassemblea degli
azionisti - delegati di tutti gli stabilimenti del gruppo Fiat, auto, Iveco e Cnh, con i
segretari di Fim, Fiom, Uilm e Fismic. 27 marzo 2009 - Il Secolo XIX Cartiera murialdo di parodi Murialdo - Prima serviva un depuratore, adesso che è stata
ottenuta l'autorizzazione, manca la sorgente con cui alimentarlo, e salvare l'azienda, la
Cartiera Bormida di Murialdo, per cui i dirigenti si sono mobilitati nell'individuare
nella zona una fonte con cui approvvigionare l'impianto. 27 marzo 2009 - Il Tempo Multiservizi, salta l'accordo Chiesto l'intervento del commissario prefettizio. Ieri quasi tutti i sindacati hanno detto no alla bozza di accordo sugli arretrati promossa dai vertici aziendali che prevedeva l'adeguamento a partire da questo mese e gli arretrati con acconti del 15% dilazionati in un anno per un totale di circa 400mila euro. Solo Cub-Flaica ha siglato l'accordo. Gli altri sindacati, invece, hanno chiesto la convocazione di un tavolo con il commissario prefettizio. Per loro: acconto subito e solo il 50% dilazionatoo. Al via anche il pagamento degli oneri previdenziali per i dipendenti.(Ric.Tof.) 27 marzo 2009 - La Gazzetta del Sud Ieri il titolo del Lingotto è
volato in Borsa incassando il 6,25% TORINO - Prima di varare il piano per salvare l'industria automobilistica Usa, in arrivo nei prossimi giorni, la task force designata dal presidente Barack Obama vorrebbe degli aggiustamenti all'ipotesi di accordo tra Fiat e Chrysler. L'indiscrezione è del Wall Street Journal, secondo il quale potrebbero non essere sborsati immediatamente nuovi aiuti a General Motors e Chrysler. Le voci dagli Usa sul piano imminente di aiuti fanno salire il titolo della Fiat che chiude a 5,1 euro, in crescita del 6,25%. Oggi a Torino è convocata l'assemblea degli azionisti della casa torinese per approvare il bilancio 2008 e nominare il nuovo cda. Davanti al Lingotto ci saranno anche i lavoratori degli stabilimenti italiani del gruppo che distribuiranno una lettera aperta all'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, per chiedere impegni sul futuro delle fabbriche. È previsto anche un presidio della Cub, che ha annunciato l'intervento di alcuni lavoratori-azionisti per avere chiarimenti sul futuro del marchio Alfa ad Arese. L'azienda ha annullato ieri una settimana di cassa integrazione per 5.000 dipendenti di Mirafiori, grazie agli effetti positivi degli incentivi. E a Melfi, per far fronte alla domanda della Grande Punto a metano, si lavorerà il sabato su due turni. Per discutere della situazione di Pomigliano d'Arco il presidente del Consiglio Berlusconi ha annunciato che il governo potrebbe convocare le parti sociali. «Speriamo che siano impegni veri e non promesse da marinaio», commenta la Fiom campana, mentre l'Ugl chiede che non ci siano differenze fra stabilimenti del Nord e del Sud. Il bilancio 2008, sul quale domani delibereranno gli azionisti, si è chiuso con la gestione ordinaria migliore di sempre, pari a 3,4 miliardi di euro (+4%), ma anche un significativo calo dell'utile netto, che si è fermato a 1,7 miliardi di euro (-16,2%). I ricavi hanno raggiunto 59,4 miliardi di euro (+1,5% rispetto al 2007) grazie ai primi nove mesi (+8,4%) che hanno compensato i cali registrati nel quarto trimestre (-17,2%). |