data
di creazione |
a |
20 marzo 2009 - Adnkronos RICERCA: USI RDB, 100 GIORNI DI LOTTAPER 4 MILA CERVELLI A RISCHIO LICENZIAMENTI 800 PRECARI SOLO ALL'ISS, EVITARE CHE SI ABBATTA SCURE PROVVEDIMENTI BRUNETTA OGGI PRECARI ISS ACCOLTI DA DELEGAZIONE FAZIO PER PRESENTARE LE LORO PROPOSTE Roma, 20 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Cento giorni di lotta per salvare circa 4 mila ricercatori italiani dalla «scure avviata dai provvedimenti presentati dal ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta». Tanti sono i giorni che mancano all'attuazione dei provvedimenti, che «cadranno sui diritti di migliaia di precari degli enti di ricerca, vanificando anni di lotte e i diritti che ne sono derivati». Ad avviare il count-down, promettendo battaglia nei prossimi tre mesi, è il Sindacato nazionale lavoratori della ricerca dell'Unione sindacale italiana (Usi) affiliato alle Rappresentanze sindacali di base (Rdb). Già oggi si è svolta una prima protesta, con 200 precari dell'Istituto superiore di sanità che hanno manifestato davanti alla sede dell'ex ministero della Salute, fino a quando una delegazione non è stata accolta dal sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio. «Se le norme fossero applicate correttamente - ricorda una nota del sindacato - solo a Roma si determinerebbero circa 4.000 licenziamenti: più di 800 all'Istituto superiore di sanità (Iss), 250 all'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol), 150 all'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) e all'Istituto nazionale di economia agraria (Inea), 300 al Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (Cra), 400 all'Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente (Enea), 500 all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), 500 all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), circa 1.000 tra Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e Istituto nazionale di astrofisica (Inaf)». Del problema ha preso atto anche l'assessorato al lavoro del Comune di Roma, che ha concordato con l'Usi-Rdb ricerca di attivare la sede conciliativa per eventuali licenziamenti, già avvenuti all'Ispra e al Cra. «Non lasceremo trascorrere questi cento giorni nell'indifferenza - annuncia Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb ricerca - ma lanciamo una serie di iniziative di lotta per denunciare il depauperamento della ricerca pubblica italiana, attuato anche attraverso la mancata assunzione di un'intera generazione di ricercatori e tecnici di altissimo livello».Oggi si è svolta la prima iniziativa, con 200 precari dell'Iss che hanno manifestato davanti all'ex ministero della Salute, ottenendo un incontro con una delegazione inviata dal sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio. «Ne è scaturito un impegno a livello ministeriale - spiega Argentini - per studiare una norma che permetta il completamento delle stabilizzazioni e per valutare un incremento dei fondi destinati al personale. Incremento che permetterebbe l'emersione di tutte quelle forme contrattuali molto vicine al lavoro nero, le quali per tanti anni hanno nascosto l'esistenza dei precari». La proposta del sindacato, assicura Argentini, «è semplice: chiediamo investimenti per allargare le piante organiche degli enti e avviarci verso numeri di assunti paragonabili a quella dei Paesi europei, che sono circa 3 volte quelli italiani. Chiediamo che sparisca il lavoro nero rappresentato da falsi contratti di collaborazione e assegni di ricerca, e che tutti i lavoratori siano avviati all'assunzione a tempo indeterminato, senza utilizzare strumenti clientelari come i concorsi ma verificando l'attività svolta, un metodo sicuramente più certo per assicurare all'Italia un futuro di sviluppo». «Le nostre lotte convergono con quelle del sindacalismo di base - conclude il sindacalista - e parteciperemo alla manifestazione nazionale del 28 marzo a Roma, perchè la ricerca pubblica e i suoi lavoratori la crisi non la vogliono pagare». 20 marzo 2009 - Dire BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI SABATO 21 MARZO (DIRE) Bologna, 20 mar. - Questi gli appuntamenti a Bologna
e Provincia:... 20 marzo 2009 - Apcom Ricerca/ Usi Rdb: "Cento giorni
di lotta per salvare i cervelli" Milano, 20 mar. (Apcom) - L'Usi Rdb lancia lo sprint: cento giorni di lotta per "salvare i cervelli" della ricerca dalla scure Brunetta. "Tra cento giorni la mannaia dei provvedimenti presentati dal ministro Brunetta cadrà sui diritti di migliaia di precari degli enti di ricerca, vanificando anni di lotte ed i diritti che ne sono derivati" denunciano le Rappresentanze sindacali di base pubblico impiego della Confederazione unitaria di base, spiegando che "solo a Roma, se le norme fossero applicate correttamente, si determinerebbero circa 4mila licenziamenti: più di 800 all'Iss, 250 all'Isfol, 150 all'Inran e all'Inea, 300 al Cra, 400 all'Enea, 500 all'Ispra, 500 all'Ingv, circa mille tra Cnr, Infn e Inaf". "Di questo problema ha preso atto anche l'assessorato al Lavoro del Comune di Roma - prosegue la nota sindacale - che ha concordato con Usi Rdb di attivare la sede conciliativa per eventuali licenziamenti, già avvenuti all'Ispra e al Cra". "Non lasceremo trascorrere questi cento giorni nell'indifferenza ma lanciamo una serie di iniziative di lotta per denunciare il depauperamento della ricerca pubblica italiana, attuato anche attraverso la mancata assunzione di un'intera generazione di ricercatori e tecnici di altissimo livello" annuncia Claudio Argentini della Segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca, comunicando che "oggi si è svolta la prima iniziativa significativa, con 200 precari dell'Istituto superiore di sanità che hanno manifestato davanti all'ex Ministero della Salute ottenendo un incontro con una delegazione inviata dal Sottosegretario Fazio". "Ne è scaturito un impegno a livello ministeriale per studiare una norma che permetta il completamento delle stabilizzazioni - continua Argentini - e per valutare un incremento dei fondi destinati al personale. Incremento che permetterebbe l'emersione di tutte quelle forme contrattuali molto vicine al lavoro nero, le quali per tanti anni hanno nascosto l'esistenza dei precari". Le proposte dell'Usi-Rdb Ricerca sono due "investimenti per allargare le piante organiche degli enti (e avviarci verso numeri di assunti paragonabili a quella dei paesi europei, che sono circa tre volte quelli italiani)" e l'eliminazione "del lavoro nero rappresentato da falsi contratti di collaborazione e assegni di ricerca" con la conseguente "assunzione a tempo indeterminato verificando l'attività svolta" dai ricercatori. "Le nostre lotte convergono con quelle del sindacalismo di base - conclude Argentini - e parteciperemo alla manifestazione nazionale del 28 marzo a Roma, perché la ricerca pubblica e i suoi lavoratori la crisi non la vogliono pagare". 20 marzo 2009 - Ansa AGGREDITO DISABILE GAY: MANIFESTAZIONE A PORDENONE (ANSA) - PORDENONE, 20 MAR - Contrastare la politica dell'odio e dell'intolleranza in ogni piccolo gesto della quotidianità: è la richiesta al centro della manifestazione che si è svolta in serata, a Pordenone, come forma di solidarietà al disabile-gay aggredito alcune settimane fa. Secondo i manifestanti (una cinquantina, secondo le forze dell'ordine) quello accaduto al trentenne invalido e semi cieco non è l'unico episodio recente, ma nelle vittime prevale ancora la paura di denunciare gli aggressori. Alla manifestazione hanno partecipato i rappresentanti di Coordinamento donne, Associazione Immigrati, Arcigay, Iniziativa Libertaria, Circolo Zapata, Collettivo studentesco Aut, Cobas Scuola Rdb e Cub, Comitato per il 25 aprile e Giovani comunisti. 20 marzo 2009 - Ami LA MANIFESTAZIONE IN PROGRAMMA
DAVANTI ALL'EX MINISTERO DELLA SALUTE Roma - I lavoratori precari dell'Istituto superiore di sanità si sono dati appuntamento questa mattina a Roma davanti all'ex ministero della salute per dire no ad anni di lavoro precario e contestare gli effetti della norma ammazza-precari del ministro Brunetta. Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca: «Portiamo in piazza il danno che i cittadini avranno se le centinaia di precari dell'Istituto saranno cacciati». Vogliono dire basta ad anni di lavoro precario, resi oggi ancora più instabili dai provvedimenti del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Per questa ragione i lavoratori precari dellIstituto superiore di sanità (Iss) manifesteranno questa mattina alle 10.30 a Roma davanti allex ministero della Salute. Lannuncio era stato dato ieri da Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca, che ha voluto far coincidere la protesta con una data simbolica: il 20 marzo «mancheranno infatti 100 giorni al 30 giugno 2009, data a partire dalla quale, secondo le norme delineate dal ministro Brunetta nel provvedimento ammazza-precari attualmente in Senato, saranno licenziati i precari del pubblico impiego e perderanno i diritti alle stabilizzazioni ottenuti con le mobilitazioni dei lavoratori». Argentini mette sul tavolo le cifre: lIstituto superiore di sanità conta al momento 800 precari, fra cui 200 a tempo determinato in stabilizzazione, 150 a tempo determinato non in stabilizzazione, 250 con contratti a progetto e altri 200 circa con varie forme contrattuali pagate da enti esterni. La norma ammazza-precari voluta dal ministro della Funzione pubblica assesterebbe loro un duro colpo. «A bloccarsi spiega Argentini saranno attività che direttamente coinvolgono in Paese, come i controlli su vaccini e farmaci, sugli alimenti, sullambiente, sui presidi medico-sanitari. E ancora, gli albi su malattie rare e genetiche, la sorveglianza sulle malattie infettive, su quelle cardiovascolari, sulla tossicodipendenza. Colpita anche la ricerca pubblica sanitaria in generale, come quella sulle cellule staminali o sulla farmaco resistenza, o ambientale». Per evitare questa prospettiva negativa i lavoratori precari chiedono al governo azioni precise e interventi di sostegno: «Un investimento sul futuro per assumere a tempo indeterminato chi è in stabilizzazione e un ulteriore fondo di 5 milioni di euro per convertire a tempo determinato gli attuali Co.co.co.». La manifestazione di oggi è dunque anche loccasione per chiedere che «il ministro e i sottosegretari diano le risposte utili al Paese». 20 marzo 2009 - Namir.it Intervista a G.Greggi RdB CUB
Pubblico Impiego 20 marzo 2009 - Left Difesa spa, che businessEdifici di valore storico, depositi e terreni del ministero in bella mostra al Mipim di Cannes. Il motivo? La Russa batte cassa per coprire il buco dovuto ai tagli del collega Tremonti di Manuele Bonaccorsi Che ci fa un rude uomo darmi come Ignazio La Russa
nella suadente Cannes? Tranquilli, il sorridente ministro della Difesa non ha sfilato alla
Croisette e il cinema non centra nulla. È solo una questione di affari, una partita
da qualche miliardo di euro che potrà servire a rimpinguare le casse del ministero,
impoverite dai tagli di Tremonti per 831,1 milioni di euro, il 4 per cento
dellintero bilancio. Per coprire il buco La Russa dismette la mimetica e indossa i
panni delluomo daffari, aprendo uno stand, affidato al sottosegretario
forzitaliota Guido Crosetto, al più grande salone internazionale del real estate,
il Mipim di Cannes in programma dal 16 al 19 marzo. Qui il governo italiano ha messo in
mostra mille immobili, ex caserme e depositi dal grande valore architettonico. Tra cui,
per citare solo il più famoso, lArsenale di Venezia. Parola dordine: vendere,
o quanto meno affittare, ai privati. Per farlo, senza dover chiedere permesso a colleghi
ministri guastafeste, La Russa sta preparando la costituzione di una società privata, la
Servizi difesa spa. Che farà da agente immobiliare e da general contractor per
armi e approvvigionamenti dellesercito, superando intoppi burocratici e
intromissioni mal sopportate: un giro daffari che il sindacato Rdb-Cub quantifica in
4-5 miliardi lanno. Non solo: la nascente Servizi difesa spa, nel prossimo futuro
potrà anche «affidare in concessione o in locazione», infrastrutture utili a
«installare impianti energetici», come prevede il ddl 1195 in discussione al Senato.
Quello, per intenderci, il cui articolo 15 è titolato: "Energia nucleare". 20 marzo 2009 - L'Unità Casa, botte al sit-in in Campidoglio Roma - Tensione tra polizia e carabinieri e manifestanti, separati dalle transenne: i manganelli volano sopra la barriera, che resta ferma tra le parti in causa: «Fateci passare, fateci passare», urla chi spinge per entrare: pochi secondi di manganellate e torna la calma. Non è La Sapienza: lo sgombero del sit-in non autorizzato, non arriva. Una delegazione dei movimenti (tra questi Action, Asia Rdb, Bpm, centri sociali) alla fine viene ricevuta e incontra i capigruppo, assessore e delegato del sindaco. Chiedono fondi per le politiche della casa: 100 milioni subito. Escono insoddisfatti, i movimenti: «Solo aperture generiche», dice Luca Faggiano del coordinamento di lotta per la casa. Mercoledì alle 17 incontro col sindaco ma intanto la prova di forza sul protocollo-cortei è vinta: «Siamo venuti lo stesso anche se qui non si può più manifestare perché non è un luogo qualunque, questo, ma piazza del Campidoglio e è nostro diritto manifestarci per un diritto essenziale come la casa - dice Danilo del coordinamento cittadino - Avevamo annunciato questo sit-in dal 12 marzo, lautorizzazione non è mai arrivata ma siamo venuti ancora più convinti dopo gli scontri di ieri de La Sapienza», aggiunge. «Il protocollo-cortei da oggi è carta straccia», bolla Andrea Alzetta (Rc). «Prefettura e comune si mettano daccordo - coglie loccasione Francesco Storace de la Destra - la prefettura vieta il sit-in poi il Comune riceve i manifestanti».(G.S.) 20 marzo 2009 - Il Manifesto Cortei vietati, la sfida di piazza
dei movimenti BOLOGNA - Un corteo per difendere il diritto di
sciopero e di manifestazione. E' quello che i sindacati di base, i centri sociali e la
lista Bologna Città Libera stanno preparando per il pomeriggio del primo sabato di
primavera. La manifestazione di domani sarà anche un tentativo di rompere il silenzio che
circonda la direttiva del prefetto Angelo Tranfaglia che sotto le due Torri ha vietato
cortei, presidi e banchetti politici nella maggior parte delle piazze e in alcune vie del
centro storico; il Prefetto ha spiegato che si tratta di un esperimento che non
coinvolgerà le manifestazioni elettorale. Il Tar dell'Emilia Romagna ha respinto intanto
la prima mossa legale dei sindacati di base, Rdb e Cobas, che avevano chiesto la
sospensione in sede cautelare della direttiva. «Andremo avanti dal punto di vista
legale» hanno spiegato ieri alcuni fra i 100 lavoratori e lavoratrici che hanno promosso
l'appello per la manifestazione. Agenda PISTOIA - PRESIDIO SINDACALE Domani alle 10 in piazza Duomo i sindacati di base Cub, Cobas e Sdl organizzano un presidio davanti alla prefettura, per protestare contro il governo che in accordo con la Confi ndustria sta procedendo nel disegno di cancellare le libertà e i diritti sindacali costituzionalmente tutelati. 20 marzo 2009 - Corriere di Bologna MANIFESTAZIONE DI SABATO Bologna - Il Tar dell'Emilia-Romagna dice «no» ai sindacati di base. Il tribunale ha respinto la richiesta di bloccare le prescrizioni date dalla Questura di Bologna al percorso proposto per il corteo di sabato (piazza San Francesco-via Portanova invece di piazza Nettuno-via ugo Bassi), una protesta contro il divieto del Prefetto di manifestare in alcune zone del centro storico nel week end. La richiesta di sospensiva sui divieti, invece sarà discussa dal Tar l'8 aprile. I sindacati hanno già annunciato che violeranno la «zona rossa». 20 marzo 2009 - Leggo Roma. Manifestanti in rotta con il
Campidoglio: Roma - Manifestanti in rotta con il Campidoglio: ormai è scontro sui cortei non autorizzati. Ieri la Capitale ha vissuto una nuova giornata di forte tensione, manifestanti e forze dellordine sono venuti a contatto. Ancora manganellate, come è successo negli incidenti di mercoledì scorso alla Sapienza, dove gli studenti si sono scontrati con la polizia tentando di uscire in corteo dalla Città universitaria senza permesso. E ieri, durante la seduta del consiglio comunale, circa 300 manifestanti tra sindacati e centri sociali ed Action - il movimento romano di lotta per la casa - pur non avendone lautorizzazione hanno organizzato un sit-in sotto il Campidoglio e al grido di "Casa subito" hanno chiesto lintroduzione nella discussione sul bilancio di nuovi provvedimenti per l'edilizia popolare: La tensione con le forze dellordine è esplosa quando i manifestanti hanno tentato di superare le transenne per entrare nel palazzo senatorio. Lintervento della polizia, a colpi di manganello e lacrimogeni, è stato inevitabile proprio secondo quanto previsto dal recente protocollo sulla regolamentazione dei cortei nella Capitale. «Siamo andati in piazza - hanno riferito i manifestanti di Action, che raccontano di aver riportato alcune ferite - anche se dalla questura ci avevano fatto sapere che non avevamo l'autorizzazione, perché avremmo dovuto firmare un permesso: un atto che prima non ci veniva chiesto». Immediata anche la condanna da parte del sindacato Cub: «La protesta in Campidoglio attuata dal movimento per la casa dimostra che non è possibile imbrigliare con protocolli liberticidi il sacrosanto diritto a manifestare. Repressione e manganellate non possono essere la risposta alle lotte sociali da parte di uno stato democratico». Calma in serata: il Sindaco ha ricevuto i manifestanti. (ass) Roma. LAres 118 va in emergenza... Roma - LAres 118 va in emergenza: perde 46 infermieri precari e rischia il blocco dellattività. Lallarme arriva dal sindacato Rdb sanità: «La direzione generale ha reso noto di dover interrompere il rapporto di lavoro con 46 infermieri con contratto a tempo determinato, in assenza della prescritta autorizzazione dalla Regione. Senza quei lavoratori si mette a rischio il servizio di emergenza». Bologna. Proprio ieri il Tar ha
rigettato la loro richiesta... Bologna - Proprio ieri il Tar ha rigettato la loro
richiesta di annullare con urgenza lordinanza che proibisce cortei e manifestazioni
nei centri storici delle città durante i weekend. Ciononostante i sindacati Rdb, Cobas e
Sdl non demordono. E annunciano che il corteo di protesta contro la direttiva del
Ministero, in programma domani, violerà ugualmente la "zona rossa".
«Lalternativa indicata dalla Questura passava per via Portanova dicono polemici gli
organizzatori per tagliarci fuori dal "salotto" della città. Ma noi nel salotto
vogliamo entrarci lo stesso». Alla manifestazione aderiranno anche i ragazzi dei centri
sociali Vag61 e Crash, i collettivi universitari e il movimento dellOnda, oltre a
gruppi della sinistra "antagonista". 20 marzo 2009 - City In piazza contro il divieto di
piazza Bologna - Il Tar ha respinto la richiesta dei sindacati di base di sospendere le prescrizioni imposte dalla Questura, ma gli organizzatori del corteo in programma domani non indietreggiano di un passo: appuntamento confermato per le 15,30 in piazza del Nettuno e poi corteo lungo via Ugo Bassi fino alla Prefettura."No a Maroni"Una manifestazione "in difesa del diritto di sciopero e di manifestazione", che prende di mira la direttiva Maroni e lordinanza della Prefettura che nei fine settimana vietano le manifestazioni in alcune parti del centro. Intanto, ad alzare la tensione ci pensano gli scontri di Roma, dove la polizia ha caricato gli studenti dellOnda che volevano uscire dalla Sapienza violando il protocollo sui cortei appena varato nella capitale. A Bologna, però, si rassicura: nessuno scontro in vista.La sfidaSe lalternativa indicata dalla Questura passa per via Portanova, "ci hanno proposto una strada secondaria per non farci vedere nel salotto buono della città", accusano le Rdb. Nel salotto, però, ci si vuole entrare lo stesso. "Ci auguriamo che in nessun ambito istituzionale si vogliano fare delle forzature - mandano a dire gli organizzatori - noi intendiamo di manifestare pacificamente senza alcuno scontro". Gli scenari ipotizzati da Valerio Monteventi, candidato sindaco della lista Bologna Città Libera sono due: "Se entriamo in piazza e ci circondano per non farci uscire- spiega- staremo lì". Se invece la Questura dovesse chiudere preventivamente la piazza, "staremo intorno al cordone e comunicheremo con la città", perché "ci sono ancora moltissime persone che non sano ancora di questa ordinanza". Per Beppe, del laboratorio Crash, "se si arriverà alla militarizzazione completa del centro la responsabilità sarà in capo a chi gestisce lordine pubblico". 20 marzo 2009 - Il Tirreno Sindacati di base domani in piazza contro il governo PISTOIA - Domani a partire dalle 10 in piazza Duomo si
terrà, davanti alla prefettura, un presidio di Cobas, Cub e Sdl per protestare contro il
governo. 20 marzo 2009 - Uno Notizie CON IL WELFARE A ROMA UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LAVORO, PENSIONI, CASA, SERVIZI PUBBLICI ROMA (UNONOTIZIE.IT) - Sono migliaia le aziende che
chiudono e centinaia di migliaia i licenziamenti. I lavoratori sono lasciati in balia
della crisi, i contratti non vengono rinnovati, la cassa integrazione copre in minima
parte, e solo per alcuni, la perdita di salario, centinaia di migliaia di precari vengono
mandati a casa senza alcun reddito, si vorrebbe rimettere mano alle pensioni e portare
letà pensionabile delle donne a 65 anni, crescono gli sfratti, si fomenta il
razzismo contro gli immigrati e per impedire che i lavoratori e i cittadini si organizzino
per difendere salario e diritti, il Governo vorrebbe vietare gli scioperi e le
manifestazioni conflittuali. 20 marzo 2009 - Italia Sera Denuncia Fials: "AllAres 118 sono partiti i licenziamenti dei precari" Roma - "Malgrado le rassicurazioni sul
futuro dei precari del 118, giunte sia dal direttore generale dell'Ares che dal Presidente
della Regione Lazio Marrazzo, 46 infermieri con contratto a tempo determinato stanno
ricevendo 20 marzo 2009 - Corriere di Viterbo Bandi Fse, Rdb non molla la presa Viterbo - Il bando pubblicato dalla Provincia per reperire personale da utilizzare nel cosiddetto Fondo sociale europeo ancora al centro di un intervento di Lino Rocchi, sindacalista delle Rappresentanze di base. "Corre voce che dopo il comunicato di Rdb (che ha fatto squillare più di un telefono), il bando pubblico fantasma sia stato prorogato di altri 8 giorni - attacca Rocchi -. Sarebbe stato un buon segnale e invece, controllando il sito della Provincia, la data di scadenza è rimasta fissata al 18 marzo. Delle due luna: o abbiamo sbagliato noi (e allora qualcuno dica perché), oppure avevamo ragione e allora fermatevi". "Frugando dentro il sito però escono fuori svariati bandi di selezione riservati esclusivamente al personale che ha già svolto attività di co.co.co. presso la Provincia per almeno tre anni - sottolinea ancora lesponente di Rdb -. Ebbene tale riserva è esplicitata salvo ribadire la validità del comma 560 della legge 296/06 di cui però non si spiegano i contenuti. Tale comma prevede il diritto a partecipare ai soggetti che hanno stipulato uno o più contratti di co.co.co. per almeno un anno alla data del 26 settembre 2006. Siamo proprio malpensanti, ma ci chiediamo perché il requisito del triennio viene esplicitato in modo tale da apparire essenziale mentre il comma 560 che attenua la precedente prescrizione viene solo citato quasi fosse ininfluente?". E ancora: "Non si capisce, tra laltro, perché per alcuni concorsi le selezioni avverranno sui curricula mentre su altri si procederà a prove teoriche e pratiche. Il precariato non ha colore o bandiera, difendiamo il diritto di quanti, sulla base di normative a nostro giudizio incivili, da anni vivono sotto il ricatto della politica e dei datori di lavoro. A fronte di quanto stiamo verificando, non riteniamo trasparente la gestione di questi bandi, tra errori di pubblicazione e formulazioni criptiche. Una gestione a nostro giudizio non idonea anche sul piano dellorganizzazione del lavoro perché innesta figure professionali senza aver discusso con i lavoratori o con le loro rappresentanze un efficace modello organizzativo e funzionale". "Invitiamo pertanto - è la conclusione di Rocchi - tutti i lavoratori precari che hanno svolto almeno un anno di lavoro negli ultimi 5 anni a fare immediatamente domanda di ammissione, in caso di esclusione questa federazione offrirà il patrocinio gratuito a quanti vorranno lottare insieme a noi per i loro diritti". 20 marzo 2009 - Dagospia CNR, LA CONSULENZA È UNA SCIENZA... La scienza della consulenza. Perché i contratti esterni assegnati dal Consiglio nazionale delle ricerche aumentano a vista d'occhio? Il sindacato Usi-Rdb li ha analizzati, evidenziando un salto impressionante: 167 nel 2006, 638 nel 2007 e 3.250 nello scorso anno. Lo studio dei dati pubblicati sul sito del Cnr mostra altre anomalie: a partire dalla spesa, passata in un biennio da 1,6 a 25,641 milioni. Significativo il parziale attribuito alla nuova presidenza di Luciano Maiani: dal 15 marzo 2008, data della sua nomina, sono stati contati 2.581 incarichi esterni con una spesa di 19,7 milioni.(G.D.F.) 20 marzo 2009 - Varese news In ventitrè, iscritti a Sdl, Cobas
e Cub, per la maggior parte stranieri, sono stati lasciati a casa lo scorso 30 novembre da
ServiGest, cooperativa che lavora in appalto per la Lsg SkyChefs Malpensa - Nuova protesta dei lavoratori licenziati dalla cooperativa ServiGest a Malpensa. In ventitrè, iscritti a Sdl, Cobas e Cub, per la maggior parte stranieri, sono stati lasciati a casa lo scorso 30 novembre dalla cooperativa che lavora in appalto per la Lsg SkyChefs, società leader nel comparto catering. La motivazione del licenziamento è stata spiegata con il passaggio dalla cooperativa "Archimede Logistica e packaging" alla ServiGest: non una novità dato che prima a gestire una parte del servizio cera la Cis, poi la Archimede e infine la ServiGest, tutte cooperative riconducibili alla stessa proprietà, che ogni due/tre anni cambia nome e ragione sociale e lascia a casa parte dei dipendenti non ottemperando al pagamento di contributi e Tfr. Un problema vecchio e mai risolto a Malpensa, quello del ricorso allaffidamento in appalto a cooperative di servizi che si muovono in maniera più che disinvolta tra le pieghe delle normative che regolano i rapporti di lavoro. Inoltre chi è stato licenziato, come spesso accade nel grigio mondo delle cooperative di servizi che operano nello scalo varesino, era assunto come "socio lavoratore": a molti dei cittadini stranieri provenienti da mezzo mondo non sono state pagate le spettanze del Tfr, né i contributi pagati, né è stata restituita la quota sociale pagata allinizio del rapporto di lavoro (circa 1000 euro a testa). Dopo la protesta dello scorso 18 febbraio, i lavoratori e i rappresentanti dei sindacati si sono ritrovati questa mattina, 20 marzo, davanti alla sede della Lsg SkyChef al terminal 2, ritenuta responsabile a pieno titolo della situazione. I sindacati chiedono che tutti i dipendenti licenziati siano reintegrati sul posto di lavoro, il pagamento delle mensilità arretrate, il pagamento del Tfr e il diritto riconosciuto di organizzarsi con il sindacato. Da novembre però, nonostante due manifestazioni di protesta, non è cambiato nulla. 20 marzo 2009 - L'Arena Lingresso del policlinico
presidiato dagli infermieri aderenti al Cub, Verona - Un presidio civile, «per garantire laccesso
allospedale», foriero di ulteriori, clamorose proteste. Gli infermieri aderenti al
Cub - rappresentanze sindacali di base, i più battaglieri in questo periodo, hanno
mantenuto la promessa e ieri mattina, puntuali alle 10, hanno presidiato lingresso
del policlinico Rossi per lanciare un preciso messaggio al direttore generale
dellAzienda ospedaliera, Sandro Caffi. «Siamo stanchi di essere messi nelle
condizioni di non garantire al meglio lassistenza ai veronesi in un reparto cruciale
come il Pronto soccorso», sbotta il responsabile veneto dei Cub, Federico Martelletto,
«la carenza di personale infermieristico e di operatori sociosanitari si fa ogni giorno
più pesante e la direzione aziendale ne è al corrente. Rispondere alle nostre
osservazioni con comunicati di facciata è facile, ma davanti al prefetto - al tavolo di
conciliazione sindacale da noi richiesto - i due delegati dellAzienda ospedaliera
hanno ammesso lesistenza dei problemi da noi segnalati. Perchè fanno il doppio
gioco? Non ci stiamo». 20 marzo 2009 - Il Bologna La manifestazione. Sindacati di base e centro socialicontro il divieto di protestare in centro nel week-end I Cobas forzano la zona "rossa" "Ci vediamo in piazza Nettuno" Monteventi: se l'area verrà chiusa staremo intorno al cordone. Non ci faremo intimidire Bologna - Non mollano i sindacati di base e i centri sociali, organizzatori del corteo in programma domani. Nonostante le prescrizioni della Questura di Bologna, che vieta manifestazioni nel fine settimana in alcune parti del centro, confermano lappuntamento in piazza del Nettuno per le 15,30 e lanciano un appello firmato da 100 lavoratori "per la mobilitazione in difesa delle libertà democratiche". Il Tar, si è saputo solo ieri, ha respinto la richiesta dei sindacati di base di sospendere le prescrizioni imposte dalla Questura ma, non per questo, rinunceranno ad «una corteo in difesa del diritto di sciopero e di manifestazione», contro la direttiva Maroni e lordinanza della Prefettura. «Si vuole nascondere la protesta di chi subisce la crisi - attacca Alessandra Cozzo, una dei delegati che ha firmato lappello». La Questura ha indicato come strada alternativa per il percorso del corteo via Portauova. «Ci hanno proposto una strada secondaria - commenta Cozzo - per non farci vedere nel salotto buono della città». Ma cosa potrebbe succedere sabato, quando i manifestanti contravverranno allordine della Questura, riversandosi in Piazza del Nettuno? Gli scenari ipotizzati da Valerio Monteventi, candidato sindaco per "Bologna città libera" che aderisce a livello personale al corteo, sono 2. «Se entriamo in piazza e ci circondano per non farci uscire - spiega - staremo lì. Se invece la Questura dovesse chiudere preventivamente la piazza, staremo intorno al cordone e comunicheremo con la città, perché ci sono ancora moltissime persone che non conoscono questa ordinanza». Beppe, del laboratorio Crash, chiarisce che quello di sabato «sarà solo il primo passo di una mobilitazione che si articolerà anche successivamente». Al fianco dei sindacati di base e delle altre realtà decise a violare lordinanza, intanto, scende in campo un gruppo di avvocati che ha deciso di costituire un collegio di difesa gratuito per coloro che dovessero essere denunciati per aver infranto la direttiva Maroni.(P.B.M.) 20 marzo 2009 - La Repubblica La cerimonia Il sindaco aveva
chiesto agli spazzini di interrompere la protesta. Palermo - «Continuiamo l´astensione dal lavoro fino a
quando non avremo certezze sul nostro futuro». I lavoratori di Amia Essemme non tornano a
spazzare le strade e ripulire i cestini della città. Nonostante l´intervento del sindaco
Diego Cammarata, che ieri ha annunciato la richiesta al prefetto Giancarlo Trevisone di
precettazione degli operai, i sindacati non demordono. «Chiediamo che l´Amia finanzi
subito la sua controllata per dare ai lavoratori tutti i mezzi e i dispositivi di
sicurezza che mancano - dicono Paolo Di Gaetano dell´Rdb e Maurizio Bongiovanni
dell´Alba - Continueremo l´astensione dal lavoro almeno fino a sabato (domani, ndr)». Sostegno all´economia proposta Cgil al prefetto Milano - Cinque proposte anticrisi, dalla Cgil, al prefetto Gian Valerio Lombardi: un fondo speciale in project financing per insediare sull´area ex Alfa Romeo un polo di ricerca sulle energie rinnovabili; l´obbligo per i grandi enti pubblici di pagare i propri fornitori; garanzia del trasferimento da parte dello Stato, entro aprile, del parziale rimborso dell´Ici (39 milioni di euro); utilizzo delle risorse provenienti dai beni pubblici da immettere nel circuito produttivo (circa 125 milioni di euro); immediata costituzione di un tavolo interistituzionale per il coordinamento delle politiche regionali e locali sulla crisi. Ieri, intanto, si è tenuta l´assemblea contro il licenziamento di 13 dei 19 dipendenti della filiale italiana della Bang & Olufsen, il noto marchio di audio e video di design, sostenuti dalla Cub e dalla Cgil. E la Provincia è pronta a far fare gli straordinari ai propri dipendenti, che lavoreranno anche sabato e domenica, per accelerare le pratiche di liquidazione dei fornitori dell´amministrazione. Palazzo Isimbardi già oggi garantisce, alle piccole e medie imprese che erogano servizi, il pagamento dopo 60 o 90 giorni dall´emissione della fattura. L´obiettivo è pagare i fornitori al massimo entro 30 giorni. Ogni mese verrà garantito un volume di 16 milioni di euro sul pagamento di spesa corrente. 20 marzo 2009 - Il Padova Sindacati. Una ventina i mezzi fermi, tra quelli della Municipale e dei messi«Fondi a Polizia e Carabinieri e auto del Comune fuori uso» Sotto accusa anche le spese di Aps Holding per i vigilantes: «Scoraggia l'uso degli autobus» Padova - Fondi dal Comune a Polizia e Carabinieri, vigili urbani e messi comunali con le auto in panne. La denuncia viene dal sindacalista Adl Cobas Stefano Pieretti. Che punta il dito contro la donazione da parte del Comune di Padova di quattro auto all'Arma (valore: 70mila euro) e di altri 70mila euro alla Questura per la riparazione di 37 vetture. «I vigili urbani hanno una decina di auto ferme perché mancano i soldi per ripararle, mentre i messi comunali si muovono su mezzi del 1990 di cui almeno una decina hanno problemi di vario genere» spiega Pieretti. Sotto accusa anche l'indicazione contenuta nelle direttive destinate ai vigili urbani: «Viene detto di utilizzare gomme ricoperte invece di sostituire gli pneumatici» spiega Pieretti. Contro gli sprechi i sindacalisti Adl attaccano anche Aps Holding e l'iniziativa di dotare le corse di vigilantes privati a fianco dei controllori. «Il servizio costa 8mila euro solo per questo periodo sperimentale di 20 giorni (dal 24 marzo al 18 aprile) in cui un vigilante affianca un controllore» spiega Maurizio Magrin di Adl Cobas. Dubbia anche l'efficacia del servizio, dal momento che «la fascia di attività rispecchia quella di servizio delle guardie giurate e quindi non copre tutti i turni dei controllori». Secondo i sindacalisti di Adl «il provvedimento non otterrà né l'obiettivo di ridurre l'evasione né quello di garantire maggiore sicurezza, al contrario scoraggerà l'uso del mezzo pubblico» sostiene Pieretti. L'accusa sottolinea in particolare «l'impatto di una simile spesa sul bilancio della spa, appena giunta al pareggio di bilancio». Secondo la legge il risultato positivo viene "premiato" con l'aumento dei compensi dei dirigenti. Sul tema i sindacalisti promettono battaglia.(SIL.FA.) 20 marzo 2009 - Il Mattino di Padova Adl Cobas «Vigilantes? Uno spreco» Padova - «Una spesa assurda per unazienda che finalmente questanno ha raggiunto il pareggio di bilancio». Non piace a Adl Cobas liniziativa dei vigilantes privati su bus e tram. «Quegli ottomila euro che potevano essere spesi meglio - spiega Maurizio Magrin - fra laltro queste guardie non danno garanzie per quanto riguarda il recupero dellevasione nel pagamento dei biglietti». Meglio sarebbe aumentare il numero dei controllori, soprattutto la sera e nei festivi, fasce con meno controlli. «Grazie agli accordi con Aps, che prevedevano il controllo dei tagliandi da parte dei conducenti, abbiamo già ridotto il numero dei portoghesi».(e.a.) 20 marzo 2009 - Il Messaggero Veneto Disabile gay aggredito in centro. Oggi pomeriggio dalle 18 il sit-in di studenti, associazioni e immigrati Pordenone - Si terrà dalle 18 di oggi a Pordenone in
piazzetta Cavour il sit-in in risposta allaggressione, avvenuta la scorsa settimana,
ai danni di un disabile gay. 20 marzo 2009 - Avvisatore.it Tutte le notizie da Palazzo Madama Questa mattina la Commissione Giustizia ha portato avanti l'indagine conoscitiva sulla disciplina dell'attività di ufficiale giudiziario con il seguito dell'audizione dell'Associazione ufficiali giudiziari in Europa, della UIL - Libero sindacato ufficiali giudiziari, dell'Associazione nazionale istituti vendite giudiziarie e audizione di rappresentanti di CGIL, CISL, UNSA-SAG, FLP, RDB e UIL-PA e UIUG. 20 marzo 2009 - Cronaca Qui Lavoratrici assunte da una
cooperativa a casa ormai da tre mesi MAGENTA - Il mercato del lavoro sta passando giorni infelici in tutto il Magentino. Una boccata di ossigeno doveva arrivare dal nuovo polo logistico della Lindt di strada Boffalora capace di portare circa 260 posti di lavoro e far tornare il sorriso sulla bocca delle famiglie. A conti fatti però, non sta garantendo quello che molti speravano. Ecco allora che ci si ritrova con persone che da tre mesi non percepiscono lo stipendio e che vedono il futuro sempre più nero visto che la cooperativa per la quale lavoravano il 31 marzo potrebbe lasciare Magenta. Non cè ancora nulla di certo, ma il commento di parecchie donne è unanime. Come stanno effettivamente le cose è ancora presto per dirlo. Solo una decina sono i dipendenti della Lindt veri e propri perché gli altri sono stati assunti dalle due cooperative alle quali la nota azienda che si occupa di cioccolato ha appaltato i settori "imballaggi" e quello di "carico e scarico". "Lultimo stipendio che ho percepito risale al 10 dicembre e riguardava il mese di novembre", ha commentato una lavoratrice di una delle due cooperative. Un dato di fatto che per molti vuol dire crisi nera. Tanto più che parecchi spiegano di essere stati assunti con contratto a tempo indeterminato. "Ciò che è stato fatto in termini di assunzioni non riguarda direttamente la Lindt spiegano dallufficio comunicazione dellazienda di Induno Olona In ogni caso teniamo a precisare che il polo di Magenta rimarrà il cuore strategico dellazienda, fondamentale non solo per il mercato italiano, ma anche per quello europeo in generale. E impensabile investire in maniera così decisa e pensare di abbandonare tutto dopo due anni. La Lindt rimarrà". Basta passare davanti allimponente polo di strada Boffalora per notare il via vai di mezzi pesanti che trasportano cioccolato. Pochissime le auto in sosta nel cortile interno. Dal 31 marzo in avanti potrebbe accadere che unaltra cooperativa rilevi lattività di quella precedente. Ma le lavoratrici esigono chiarezza. Per laltra cooperativa che si occupa di scarico e carico lavorano tra le 40 e le 70 persone. "Variano a seconda dei periodi stagionali continuano dalla Lindt con picchi nelle alte stagioni". E cè addirittura una cooperativa che per entrare alla Lindt aveva a suo tempo assunto alcune persone. Ma non ottenne lappalto e per gli assunti fu la fine di unillusione. Quindi da un lato la Lindt assicura che il polo magentino sarà il core business dellazienda, dallaltro cè la preoccupazione delle lavoratrici. E la prossima settimana la Cub (Confederazione Unitaria di Base) di Magenta organizzerà un presidio. Un volantinaggio fuori dalla Lindt per sensibilizzare lopinione pubblica sulla situazione. 20 marzo 2009 - Il Giorno ARESE, RIPRENDE LA PROTESTA ARESE - TORNANO le barriere del sindacato e gli striscioni di protesta sotto il Biscione dell'Alfa Romeo di Arese. Dopo mesi di polemiche solo a suon di manifesti, i dipendenti dello stabilimento automobilistico aresino, la prossima settimana tornano in piazza per far sentire la loro voce. «Nonostante le chiacchiere e gli annunci eclatanti, i lavoratori stanno pagando pesantemente la crisi con cassa integrazione, licenziamenti, perdita di salario - spiega Carlo Pariani della FlmUniti Cub - anche ad aprile ci saranno due settimane di cassa integrazione, dal 6 al 19, per 455 lavoratori della sperimentazione, progettazione, stile e commerciale. La cosa è preoccupante perché significa bloccare tutti i progetti futuri». Le tre iniziative di lotta organizzate dal sindacato saranno rivolte alla Regione Lombardia, alla Fiat e al Governo. Primo appuntamento martedì 24 marzo sotto il Pirellone, «in Lombardia nel primo bimestre 2009 il ricorso alla cassa integrazione è aumentato del 243% rispetto allo scorso anno. CHIEDIAMO alla Regione Lombardia di adottare misure anticrisi a favore di cassintegrati, precari e pensionati», spiegano. Trasferta a Torino venerdì 27 marzo, in occasione dell'assemblea degli azionisti Fiat, gli alfisti aresini faranno una manifestazione davanti al Lingotto e alcuni di loro, in qualità di azionisti, faranno un intervento in aula. «Chiederemo alla Fiat di mantenere tutti gli stabilimenti italiani, di integrare la cassa integrazione fino all'80 % del salario e di riportare una parte della produzione in Italia - continua Pariani - denunceremo lo scempio di Arese, la distruzione del marchio Alfa e chiederemo di dare un futuro stabile a tutti i lavoratori Fiat, Powertrain e delle aziende collegate presenti ad Arese». Infine sabato 28 marzo anche i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese parteciperanno alla manifestazione nazionale organizzata a Roma per chiedere lavoro, reddito, casa e pensione. Protesta anche dello Slai Cobas in difesa dell'attività produttiva e dei posti di lavoro sotto il Biscione. Il sindacato di base punta il dito contro la Fiat, rea di mettere in cassa integrazione e mobilità i lavoratori e di spostare le produzioni in uno stabilimento a pochi chilometri da quello aresino. «E' stata commissionata a un'officina di Caronno Pertusella la produzione dei complementi di alcuni particolari per circa mille vetture Alfa Romeo da assegnare alla Polizia - spiega Corrado Delle Donne, dei Cobas - fino a due mesi fa queste lavorazioni si facevano nelle officine dell'Alfa Romeo di Arese. La Fiat ha lasciato a casa gli operai e ha dato il lavoro ad altri. E' assurdo». 20 marzo 2009 - Settegiorni Riunisce alcuni dipendenti del
Magentino che rischiano il posto e lo stipendio Magenta - Uniti contro la precarietà lavorativa. Potrebbe essere questo il motto che lega la decina di persone che, su iniziativa del sindacato di base Cub Magenta, nella serata di giovedì 21 hanno dato vita al «Gruppo dei precari autorganizzati del Magentino» a conclusione dell'assemblea pubblica organizzata all'Idea'l dalla medesima unità sindacale. «La nascita del gruppo è scaturita da una triste necessità premette Massimo Lettieri del Cub di Magenta in zona sempre più lavoratori hanno perso la loro occupazione e altrettanti rischiano di trovarsi in una situazione di questo genere. Uno degli esempi è dato dai dipendenti della Novaceta. Nonostante il 15 marzo fosse la data limite per definire i rapporti di cessione aziendale con eventuali nuovi partners, l'acquirente non è ancora saltato fuori. Ad oggi la strada da prendere sembra dunque essere quella del tavolo tecnico. I dipendenti della Bruno Romeo sono ancora in attesa della pronuncia giudiziaria sull'accoglimento del concordato preventivo, al fine di scongiurare il fallimento e quindi il licenziamento dei lavoratori. A Boffalora la Cantoni ha messo in cassa integrazione ordinaria il 90% degli operai. A rimetterci sono i lavoratori prosegue il sindacalista per questo ci stiamo organizzando per avvicinare a noi quanta più gente possibile. A tal fine stiamo pensando attraverso il gruppo di fare volantinaggio al mercato, di portare i nostri problemi, i problemi cioè dei lavoratori, in consiglio comunale e di pianificare uscite pubbliche a sostegno di quanti rischiano il proprio posto di lavoro». Problemi con i turni di lavoro e
assoluta incertezza per il futuro Magenta - All'annuncio dell'apertura della sede magentina dell'industria dolciaria Lindt, si parlava di alcune centinaia di nuovi posti di lavoro che l'attività avrebbe creato nel Magentino. Si parlò di 250 nuovi posti di lavoro. A circa un anno dall'entrata in attività del capannone la situazione occupazionale che i lavoratori hanno fatto emergere appare diversa dal disegno e dalle aspettative originarie. In molti ci hanno contattato sostenendo che al suo interno i turni di lavoro sono pressoché inesistenti, così come il pagamento degli stipendi non sarebbe regolare. Tesi queste avvalorate dalle testimonianze giunte al sindacato di Base Cub di Magenta. Nessuno di questi lavoratori ha tuttavia voluto uscire allo scoperto. La quasi totalità di loro appare di fatto operante in condizione di estrema precarietà. Il timore, facendo dichiarazioni ufficiali, di perdere quel poco che si ha è quindi alto. Settegiorni, recandosi sul posto ad intervistare alcuni dei dipendenti che lavorano alla Lindt, ha cercato di fare chiarezza sulla loro situazione lavorativa con l'aiuto dello stesso Cub di Magenta. Ciò che è emerso è innanzitutto il fatto che in azienda si assiste ad un turnover di circa 120 dipendenti operanti per due diverse cooperative. La prima, magentina, raggruppa circa 40 lavoratori, gran parte dei quali sono donne. Ad esse è affidato il confezionamento del prodotto. Il contratto di assunzione prevede una base di 40 ore settimanali che tuttavia possono diminuire o aumentare a seconda del fabbisogno aziendale. Risultato? Sono le lavoratrici ad affermare che in concomitanza a feste particolari come il Natale o la Pasqua si lavora a pieno ritmo ma che non appena il periodo prefestivo volge al termine, l'attività lavorativa si blocca. C'è addirittura chi riferisce di orari di lavoro costituiti da due o tre ore spalmate sull'arco di un'intera giornata. È poi salito in superficie il problema degli stipendi. Sembra infatti che il corretto pagamento dei corrispettivi mensili si sia inceppato dallo scorso dicembre e che per tale motivo l'attività della cooperativa alla Lindt sarà interrotta entro la fine del mese di marzo. Ancora oggi resta ignoto il nominativo della ditta o della cooperativa che vi subentrerà. Ciò che è certo è che al posto di quella uscente e prima del suo ingresso alla Lindt, in lizza c'era un'altra cooperativa la quale, contando di vincere l'appalto, aveva già assunto del personale da far entrare nell'industria magentina. Sfumato invece il buon esito della gara, a farne le spese sono stati i lavoratori di quest'ultima che si sono ritrovati senza occupazione. Ad operare a pieno ritmo sono invece i 70 dipendenti di un'ulteriore cooperativa specializzata nei trasporti. La stessa ha tuttavia scelto di impiegare quasi tutti lavoratori stranieri residenti nel Milanese, che ogni mattina si dirigono a Magenta per prendere servizio. Storie di ordinario precariato. A difesa dei lavoratori coinvolti nel «caso Lindt» si è schierato il sindacato di Base Cub Magenta che sta organizzando per i prossimi giorni un presidio davanti alla sede magentina dell'azienda dolciaria per manifestare il disagio di chi vi lavora. Venerdì 27 gli operai dell'ex Alfa
parteciperanno all'assemblea degli azionisti Arese - La Fiat ha messo in Cassa integrazione gli operai, ma nello stesso tempo dà del lavoro da eseguire a una ditta esterna. E' la protesta sollevata dai sindacalisti dello Slai Cobas di Arese nei giorni scorsi. Infatti hanno chiesto chiarimenti alla direzione della Fiat perché alcune lavorazioni attribuite al reparto officina non vengono effettuate nello stabilimento aresino, mentre gli operai rimangono in Cassa integrazione. «Nei giorni scorsi siamo venuti a conoscenza che in maniera molto provocatoria scrivono i rappresentanti dello Slai Cobas la Fiat ha disposto e commissionato dei completamenti di alcuni particolari su circa mille vetture Alfa Romeo appartenenti alla Polizia presso una carrozzeria che si trova a Caronno, nei pressi del nostro stabilimento. Vi chiediamo spiegazioni del perché Fiat ha privato le nostre officine i tali lavorazioni che venivano svolte nello stabilimento da svariati anni. Chiediamo come mai invece di impiegare i lavoratori i lavoratori in Cassa integrazione o in mobilità in tali lavorazioni la Fiat ha commissionato il tutto alla carrozzeria di Caronno Pertusella». Nel frattempo la Flm Uniti, Cub di Arese ha programmato una serie di manifestazioni di protesta per i prossimi giorni. «Per noi dell'Alfa - scrivono Flm Uniti Cub - la più importante è senza dubbio la manifestazione che faremo venerdì 27 marzo a Torino in occasione della assemblea degli azionisti. In quella sede, oltre che della Fiat parleremo dell'Alfa di Arese. Come sempre faremo un intervento anche all'interno dell'assemblea come azionisti. Martedì 24 andremo davanti al Pirellone per sollecitare Formigoni a darsi una mossa. In particolare gli ricorderemo che, mentre la regione Campania ha deciso di dare 350 euro al mese ai lavoratori in Cassa integrazione, la Regione Lombardia fa solo annunci ma non tira fuori niente. Inoltre sabato 28 ci sarà una manifestazione nazionale a Roma di tutti i sindacati di base per rivendicare un intervento serio del governo in difesa dei posti di lavoro e salari». Per la manifestazione di venerdì 27 a Torino i lavoratori partiranno da Arese al mattino alle 7,30 e torneranno nel primo pomeriggio. 19 marzo 2009 - Apcom Sanità/ Usi-Rdb Ricerca: Precari Iss manifestano domani a RomaDavanti a sede ex min.Salute contro "mannaia" ministro Brunetta Roma, 19 mar. (Apcom) - L'Usi-RdB Ricerca ha indetto per domani una mobilitazione dei lavoratori dell'Istituto superiore di sanità davanti all'ex ministero della Salute sul Lungotevere Ripa a Roma. "Mancano cento giorni al 30 giugno 2009 - si legge in una nota -, data a partire dalla quale secondo le norme delineate dal ministro Brunetta nel provvedimento 'ammazza-precari' attualmente in Senato, saranno licenziati i precari del pubblico impiego e perderanno i diritti alle stabilizzazioni ottenuti con le mobilitazioni dei lavoratori". "Anche solo non stabilizzando questi lavoratori - dice il sindacato - perderemo professionalità con anni di anzianità alle spalle ed il Servizio sanitario nazionale, le Regioni, le decine di associazioni di pazienti che giornalmente collaborano con l'Istituto ne verranno menomati". Il sindacato chiede un "investimento sul futuro per assumere a tempo indeterminato chi è in stabilizzazione e un ulteriore fondo di 5 milioni di euro per convertire a tempo determinato gli attuali Co.co.co. Tutto in un provvedimento legislativo sulla fattispecie di quello fatto per l'Aifa dallo stesso ministero del Lavoro. Investire su questo personale significa - conclude il sindacato - investire oltre la crisi e non farla solo pagare a lavoratori e cittadini. Chiediamo che il ministro e i sottosegretari diano le risposte utili al Paese, a cominciare da quelle a favore dell'assunzione dei precari Iss". L'Istituto superiore di sanità, con oltre 800 precari (200 tempo determinato in stabilizzazione, 150 tempo determinato non in stabilizzazione, 250 Co.co.co e altri 200 circa con varie forme di contratto pagate da enti esterni) sarà "duramente colpito dalla mannaia del ministro della Funzione pubblica". Roma, Cub: Oggi in Campidoglio
imbrigliato protocollo cortei Roma, 19 mar. (Apcom) - "La protesta attuata oggi a Roma, davanti al Campidoglio, dal movimento per la casa dimostra che non è possibile imbrigliare con protocolli liberticidi il sacrosanto diritto a manifestare: repressione e manganellate non possono essere la risposta alle lotte sociali da parte di uno stato democratico". Così in una nota il sindacato di base Cub. "La Cub invita pertanto il sindaco Alemanno, il prefetto e quanti hanno la responsabilità dell'ordine pubblico nella città di Roma, a valutare se non sia più gestibile la pacifica invasione dei manifestanti piuttosto - conclude il comunicato - che fronteggiare quotidianamente situazioni di tensione come quella verificatasi ieri all'Università". Lazio/ Rdb-Cub: Ares licenzia 46
infermieri,servizio 118 a rischio Roma, 19 mar. (Apcom) - Quarantasei infermieri dll'Ares 118 con contratto a tempo determinato "stanno ricevendo le lettere di licenziamento che scatterà dal prossimo 31 marzo". Lo scrive in una nota Rdb-Cub che definisce "grave" il fatto che non ci sia stata la proroga dei contratti in attesa della stabilizzazione. "Il provvedimento mette a rischio il servizio di emergenza". I licenziamenti arrivano "malgrado le rassicurazioni sul futuro dei precari del 118, giunte sia dal direttore generale dell'Ares che dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo". I lavoratori "non solo hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione, ma hanno anche superato un concorso pubblico e sono in graduatoria per l'assunzione - scrivono i rappresentanti dei lavoratori - ma la direzione generale dell'Ares ha reso noto di dover interrompere il rapporto di lavoro 'in assenza della prescritta autorizzazione regionale'. L'avvio dei processi di stabilizzazione "è demandato - sottolinea il sindacato - proprio ai direttori generali delle aziende da ben due finanziarie nazionali e da una delibera di giunta regionale. Fra l'altro la stabilizzazione dei tempi determinati non comporta aumenti di spesa del personale, vero motivo del blocco delle assunzioni del piano di rientro dal deficit". Del problema "investiremo il prefetto di Roma". 19 marzo 2009 - Agi CASA: LE ASSOCIAZIONI IN CAMPIDOGLIO, IL SINDACO CI INCONTRI (AGI) - Roma, 19 mar. - Circa 500 persone, appartenenti alle associazioni di inquilini e di lotta per l'edilizia popolare, stanno manifestando sulla piazza del Campidoglio sulle misure in tema di alloggi popolari messe in cantiere dall'amministrazione comunale. "Abbiamo convocato questa manifestazione - spiega Paolo Divetta dell'Asia-Rdb - dopo la rottura con l'assessore per la casa Antoniozzi e in occasione dell'avvio della discussione sul bilancio. Il piano del Comune per la casa e' irresponsabile perche' prevede la vendita agli inquilini di 8 mila alloggi da cui si ricaverebbero 100 milioni di euro da reinvestire nella costruzione di altre case. Una cifra che viene messa a bilancio prima di essere incassata e quindi senza alcuna certezza di incamerarla. Chiediamo di incontrare oggi stesso i capigruppo al Consiglio comunale. Il sindaco Alemanno avrebbe dato la sua disponibilita' ad incontrarci il 25 marzo prossimo, ma non ne abbiamo ancora la certezza". 19 marzo 2009 - Dire CORTEI. CUB: IN CAMPIDOGLIO VIOLATO PROTOCOLLO LIBERTICIDA (DIRE) Roma, 19 mar. - "La protesta attuata oggi in Campidoglio dal movimento per la casa dimostra che non e' possibile imbrigliare con protocolli liberticidi il sacrosanto diritto a manifestare. Repressione e manganellate non possono essere la risposta alle lotte sociali da parte di uno stato democratico". Lo scrivono in una nota i sindacati della Confederazione unitaria di base, che invitano "pertanto il sindaco Alemanno, il prefetto e quanti hanno la responsabilita' dell'ordine pubblico nella citta' di Roma, a valutare se non sia piu' gestibile la pacifica invasione dei manifestanti piuttosto che fronteggiare quotidianamente situazioni di tensione come quella verificatasi ieri all'Universita'". SANITÀ. RDB: GRAVE LICENZIAMENTO INFERMIERI PRECARI ARES 118 (DIRE) Roma, 19 mar. - "Malgrado le rassicurazioni sul futuro dei precari del 118, giunte sia dal direttore generale dell'Ares che dal presidente della Regione, Marrazzo, 46 infermieri con contratto a tempo determinato stanno ricevendo le lettere di licenziamento che scattera' dal prossimo 31 marzo. I 46 lavoratori hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione e anche superato un concorso pubblico e sono in graduatoria per l'assunzione, ma la direzione generale dell'Ares ha reso noto di dover interrompere il rapporto di lavoro 'in assenza della prescritta autorizzazione regionale'". Lo dichiara Maria Teresa Pascucci del coordinamento regionale Rdb-Cub Sanita'. "Questo provvedimento- si legge in una nota- rappresenta chiaramente l'inconsistenza della dirigenza dell'Ares 118, che esprime la sua autonomia dirigenziale, anche violando le norme, per reprime e vessare il personale, ma non ha il coraggio delle sue responsabilita' quando deve onorare impegni e atti dovuti. Cio' dimostra anche una certa incompetenza- continua la sindacalista- perche' l'avvio dei processi di stabilizzazione e' demandato proprio ai Direttori Generali delle aziende da ben due Finanziarie nazionali e da una Delibera di giunta regionale. Fra l'altro la stabilizzazione dei Tempi Determinati non comporta aumenti di spesa del personale, vero motivo del blocco delle assunzioni del piano di rientro dal deficit". L'Rdb-Cub considera "gravissimo e ingiustificato che l'Ares 118 non abbia perlomeno prorogato i contratti in attesa della stabilizzazione. Continueremo a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per garantire il diritto al lavoro dei precari del 118, cosi' come a tutti i precari della Sanita' del Lazio. Dato che il licenziamento dei precari del 118 potrebbe mettere a rischio la garanzia del servizio di emergenza, abbiamo deciso di investire del problema anche il Prefetto di Roma". BOLOGNA. TAR BOCCIA IL RICORSO
CONTRO LIMITAZIONI AI CORTEI (DIRE) Bologna, 19 mar. - Il Tar dell'Emilia-Romagna dice "no" ai sindacati di base e respinge la loro richiesta di bloccare le prescrizioni data dalla Questura di Bologna al percorso proposto per il corteo di sabato, di protesta contro il divieto del Prefetto di manifestare in alcune zone del centro storico nel weekend. Rdb, Cobas e Sdl avevano chiesto di partire da piazza Nettuno, sfilare in via Ugo Bassi e poi arrivare davanti alla Prefettura, per protestare contro la direttiva Maroni che pone limiti alle manifestazioni pubbliche e contro l'ordinanza del Prefetto Angelo Tranfaglia, che ha reso le restrizioni attive in citta'. Dopo le prescrizioni dettate da piazza Galilei, che ha vietato il loro percorso proponendo un'alternativa (piazza San Francesco, piazza Malpighi, via Portanova, via IV Novembre fino alla Prefettura), i sindacati di base avevano tentato la strada del ricorso al Tar, presentato in via di urgenza. La decisione dei giudici e' arrivata ieri ed e' stata notificata questa mattina alla Questura: si tratta di una primissima valutazione urgente, che viene ancora prima della pronuncia sospensiva. Il Tar non ritiene che le prescrizioni della Questura creino all'organizzazione sindacale "inconvenienti" tali da giustificarne l'annullamento. Si tratta della valutazione di una misura cautelare urgente, a proposito della quale i giudici amministrativi devono stabilire se ci sono profili di danno, arrecati ai ricorrenti, tali da giustifcare il blocco del provvedimento contro cui si ricorre. La richiesta di sospensiva, invece, sara' discussa dal Tar l'8 aprile. Dopo il rigetto del Tar, le prescrizioni della Questura rimangono dunque valide. I sindacati hanno gia' annunciato che violeranno la "zona rossa". 19 marzo 2009 - Ansa CORTEI ROMA: CUB, VIOLATO PROTOCOLLO LIBERTICIDA (ANSA) - ROMA, 19 MAR - «La protesta attuata oggi in Campidoglio dal movimento per la casa dimostra che non è possibile imbrigliare con protocolli liberticidi il sacrosanto diritto a manifestare. Repressione e manganellate non possono essere la risposta alle lotte sociali da parte di uno stato democratico». Lo dichiara CUB in un comunicato. «Il Sindaco Alemanno, il Prefetto e quanti hanno la responsabilità dell'ordine pubblico nella città di Roma, valutino se non sia più gestibile la pacifica invasione dei manifestanti piuttosto che fronteggiare quotidianamente situazioni di tensione come quella verificatasi ieri all'Università», conclude la nota. SANITÀ: RDB-CUB, LICENZIATI 46 PRECARI DEL 118 (ANSA) - ROMA, 19 MAR - Malgrado le assicurazioni del presidente della Regione Piero Marrazzo e del direttore generale dell'Ares, 46 infermieri del 118 con contratto a Tempo Determinato stanno ricevendo le lettere di licenziamento che scatterà dal prossimo 31 marzo. Lo ha reso noto, in un comunicato, la RdB-Cub sottolineando che i lavoratori non hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione, e hanno anche superato un concorso pubblico e sono in graduatoria per l'assunzione, ma la Direzione Generale dell'Ares ha reso noto di dover interrompere il rapporto di lavoro «in assenza della prescritta autorizzazione regionale». Secondo il sindacato è «gravissimo e ingiustificato che l'Ares 118 non abbia perlomeno prorogato i contratti in attesa della stabilizzazione». A giudizio di RdB-Cub il licenziamento dei precari del 118 «potrebbe mettere a rischio la garanzia del servizio di emergenza». SANIITÀ:ARES 118,PUNTIAMO ALL'ASSUNZIONE DEI 46 INFERMIERI (ANSA) - ROMA, 19 MAR - «L'azienda sta lavorando, insieme con la Regione Lazio, per l'assunzione del personale in questione ormai da diverse settimane. Nelle lettere inviate, abbiamo comunicato ai diretti interessati che rientreranno nelle procedure di assunzione attraverso una modifica del contratto e della tipologia di rapporto di lavoro: da tempo determinato a tempo indeterminato».Lo afferma in una nota l'Ares 118 in relazione alla denuncia fatta delle Rdb su un presunto lincenziamento di 46 infermieri. «Abbiamo specificato ai lavoratori - si legge - che queste procedure sono comunque soggette all'autorizzazione da parte della Regione Lazio». Ares ribadisce il proprio impegno «nel voler continuare ad avvalersi della professionalità del personale in questione ed in tal senso sta portando avanti tutti gli atti necessari al raggiungimento di questo risultato». UNIVERSITA': CUB A BRUNETTA, NON HA IDEA DI DEMOCRAZIA (ANSA) - MILANO, 19 MAR - Il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta ''non ha uno straccio di idea di democrazia''. Lo sostiene il coordinatore nazionale della Cub Piergiorgio Tiboni, che ha replicato al ministro secondo il quale gli studenti dell'onda sono ''dei guerriglieri''. ''Le affermazioni demenziali di Brunetta - spiega Tiboni - sono la dimostrazione che di fronte all'aggravarsi della crisi si vogliono resuscitare fantasmi del passato pur di restare a galla, criminalizzando ogni forma di lotta pacifica''. Secondo il sindacalista di base infatti ''la guerriglia esiste solo nella confusione mentale di un immaturo che non ha uno straccio di idea di democrazia''. LAVORO: CUB, NO A LICENZIAMENTI A BANG & OLUFSEN (ANSA) - MILANO, 19 MAR - La Confederazione di base, Cub, contesta il licenziamento di 13 dei 19 dipendenti della filiale italiana della Bang & Olufsen, il famoso marchio danese di dispositivi elettronici audio e video di alto livello tecnologico Dopo lo sciopero di otto ore di ieri oggi si è svolta un'assemblea in cui i lavoratori - viene spiegato in una nota - hanno proseguito l'astensione dal lavoro fino alla fine dei turni e hanno attuato un presidio davanti alla sede di Milano, in via San Vito. L'agitazione è sostenuta anche dalla Filcams-Cgil. Il sindacato di base teme che «il prossimo passo sia la definitiva chiusura della filiale». 19 marzo 2009 - Adnkronos SANITA': RDB CUB, A FINE MESE 46
INFERMIERI ARES 118 LAZIO LICENZIATI Roma, 19 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Futuro incerto per 46 infermieri precari dell'Ares 118 con contratto a termine, che stanno ricevendo le lettere di licenziamento che scattera' dal prossimo 31 marzo. Tutto questo "malgrado le rassicurazioni sul loro futuro giunte sia dal direttore generale dell'Ares 118, Marinella D'Innocenzo, che dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo". A denunciare la situazione dei 46 lavoratori e' la Rdb-Cub (Rappresentanze di base - Confederazione unitaria di base), che ora rendera' noto il fatto anche al Prefetto di Roma. I 46 infermieri - sostiene la Rdb-Cub - non solo hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione, ma hanno anche superato un concorso pubblico e sono in graduatoria per l'assunzione. Eppure la direzione generale dell'Ares ha reso noto 'di dover interrompere il rapporto di lavoro in assenza della prescritta autorizzazione regionale'. "Questo provvedimento - replica Maria Teresa Pascucci, del Coordinamento regionale Rdb Cub sanita' - rappresenta chiaramente l'inconsistenza della dirigenza dell'Ares 118, che esprime la sua autonomia dirigenziale, anche violando le norme, per reprimere e vessare il personale, ma non ha il coraggio delle sue responsabilita' quando deve onorare impegni e atti dovuti". "Cio' dimostra anche una certa incompetenza - continua la sindacalista - perche' l'avvio dei processi di stabilizzazione e' demandato proprio ai direttori generali delle aziende da ben due Finanziarie nazionali e da una delibera di Giunta regionale. Fra l'altro la stabilizzazione dei tempi determinati non comporta aumenti di spesa del personale, vero motivo del blocco delle assunzioni del piano di rientro dal deficit". Secondo la Pascucci, quanto sta avvenendo e' un fatto "gravissimo e ingiustificato. La Rdb-Cub continuera' a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per garantire il diritto al lavoro dei precari del 118, cosi' come a tutti i precari della sanita' del Lazio. E dato che il licenziamento dei precari del 118 potrebbe mettere a rischio la garanzia del servizio di emergenza - conclude - abbiamo deciso di investire del problema anche il Prefetto di Roma". RICERCA: ROMA, DOMANI PRECARI ISS IN
PIAZZA CONTRO BRUNETTA Roma, 19 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Domani a Roma manifestazioni dei lavoratori precari dell'Istituto superiore di sanita' (Iss). Ad annunciarlo e' Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb ricerca, che ha voluto far coincidere la protesta con una data simbolica: "Domani mancheranno infatti 100 giorni al 30 giugno 2009, data a partire dalla quale, secondo le norme delineate dal ministro Brunetta nel provvedimento 'ammazza-precari' attualmente in Senato, saranno licenziati i precari del pubblico impiego e perderanno i diritti alle stabilizzazioni ottenuti con le mobilitazioni dei lavoratori". Per Argentini, "l'Iss, con oltre 800 precari (200 tempo determinato in stabilizzazione, 150 tempo determinato non in stabilizzazione, 250 Co.co.co e altri 200 circa con varie forme di contratto pagate da enti esterni), sara' duramente colpito dalla mannaia del ministro della Funzione Pubblica. A bloccarsi saranno attivita' che direttamente coinvolgono il Paese, come i controlli su vaccini e farmaci, sugli alimenti, sull'ambiente, sui presidi medico-sanitari. E ancora, gli albi su malattie rare e genetiche, la sorveglianza sulle malattie infettive, su quelle cardiovascolari, sulla tossicodipendenza. Colpita anche la ricerca pubblica sanitaria in generale, come quella sulle cellule staminali o sulla farmaco resistenza, o ambientale", aggiunge. "Noi - sottolinea Argentini in una nota - chiediamo poche cose precise: un investimento sul futuro per assumere a tempo indeterminato chi e' in stabilizzazione e un ulteriore fondo di 5 milioni di euro per convertire a tempo determinato gli attuali Co.co.co. Tutto in un provvedimento legislativo sulla fattispecie di quello fatto per l'Agenzia italiana del farmaco dal ministero del Lavoro. Investire su questo personale - precisa - significa investire oltre la crisi e non farla solo pagare a lavoratori e cittadini. Chiediamo - conclude Argentini - che il ministro e i sottosegretari diano le risposte utili al Paese, a cominciare da quelle a favore dell'assunzione dei precari Iss". SCUOLA: BERNOCCHI (COBAS), IL PROVOCATORE BRUNETTA COLPISCE ANCORA Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - «Il provocatore Brunetta colpisce ancora. Sappiamo che, parlandone, assecondiamo la megalomania del ministro Brunetta, che usa la provocazione come metodo politico di visibilità personale. Ma che gli studenti dell'Università di Roma, vittime inermi della brutale aggressione poliziesca di ieri, vengano descritti addirittura come 'guerriglieri che come tali vanno trattatì, supera qualsiasi livello di sopportabilità». È quanto afferma il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi commentando le affermazioni del ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione. «Brunetta - sottolinea Bernocchi - assai probabilmente non ha mai incontrato guerriglieri e ne ha una ben strana idea: di certo negli ultimi anni gli studenti universitari romani sono stati permanentemente vittime della violenza poliziesca nonchè di quella di squadracce fasciste, mentre non risulta , nel campo delle 'forze del disordinè in divisa neanche un ferito negli ultimi anni di repressione all'Università. Va notato che Brunetta faceva le sue farneticanti dichiarazioni insieme alla ministra Gelmini che annunciava un ulteriore taglio di posti per i precari della scuola di 18 mila unità (precari che non verranno riconfermati il prossimo anno) e del 20% all'Università». Secondo Bernocchi «sono queste decisioni, così come il più generale aggravarsi della crisi economica, che spiegano l'allucinante Protocollo liberticida che vorrebbe impedire ogni forma di manifestazione verso le 'contropartì dei movimenti, e che è all'origine dei divieti nei confronti degli studenti di Roma. Protocollo - sottolinea ancora il portavoce Cobas - la cui responsabilità, però, ricade anche sulle opposizioni parlamentari (in primis Pd e IdV) e sui sindacati concertativi (in primis Cgil) che lo hanno firmato e reso possibile. I Cobas - conclude Bernocchi - insieme alle altre forze del Patto di Base (Cub e SdL), si sono già rifiutati di accettare i diktat polizieschi in occasione delle manifestazioni dei lavoratori Telecom e di quelli dei Trasporti: e continueranno così, a partire dalla manifestazione nazionale convocata per il 28 marzo, per far saltare l'ignobile Protocollo e riconquistare subito il diritto di manifestare liberamente per tutti/e». 19 marzo 2009 - Omniroma CASA, CUB: «VIOLATO PROTOCOLLO LIBERTICIDA» (OMNIROMA) Roma, 19 mar - «La protesta attuata oggi in Campidoglio dal movimento per la casa dimostra che non è possibile imbrigliare con protocolli liberticidi il sacrosanto diritto a manifestare. Repressione e manganellate non possono essere la risposta alle lotte sociali da parte di uno stato democratico. La Cub invita pertanto il sindaco Alemanno, il prefetto e quanti hanno la responsabilità dell'ordine pubblico nella città di Roma, a valutare se non sia più gestibile la pacifica invasione dei manifestanti piuttosto che fronteggiare quotidianamente situazioni di tensione come quella verificatasi ieri all'università». Così, in una nota Cub. CASA, IN CAMPIDOGLIO IN CORSO PRESIDIO COMITATI (OMNIROMA) Roma, 19 mar - La scalinata davanti a palazzo Senatorio è già piena di manifestanti: nonostante il divieto giunto in maniera informale ieri sera di tenere il presidio in Campidoglio i comitati di lotta per la casa sono venuti lo stesso e adesso in piazza ci sono diverse centinaia di persone, da Action al Comitato di via Pincherle, dal Coordinamento cittadino di lotta per la casa ai Blocchi precari metropolitani al Comitato popolare di lotta per la casa, Comitato obiettivo casa Asia Rdb. Sotto la statua della lupa polizia e carabinieri presidiano dietro le transenne l'accesso in campidoglio. «La prefettura ha fatto marcia e indietro sul divieto quando è intervenuto il gabinetto del sindaco - ha detto Andrea Alzetta consigliere comunale SA - peraltro era già in programma per oggi un incontro con i capigruppo capitolini mentre un altro è già fissato con il sindaco Alemanno per il 25 marzo alle 17 per discutere di emergenza abitativa». «Noi però oggi chiediamo garanzie su questo incontro - ha detto Luca del Coordinamento - non ci fidiamo perché i tavoli di discussione aperti fino ad oggi non hanno portato a nulla. Questa amministrazione non ha stanziato neppure un euro sulla casa, gli unici soldi sono quelli dei finanziamenti regionali o provenienti dalla svendita del patrimonio pubblico. A Roma servono soldi veri per un piano che preveda il recupero di immobili pubblici come le caserme dismessi e senza distruggere altro territorio, ci vorrebbero almeno 20-30 mila case e invece questa amministrazione come le precedenti ne costruirà al massimo 6/700 l'anno». La piazza già piena di striscioni dei comitati, sta continuando a riempirsi di manifestanti che gridano slogan sul diritto alla casa. Al momento la situazione è tranquilla. ARES 118, RDB-CUB: «LICENZIATI INFERMIERI PRECARI» (OMNIROMA) Roma, 19 mar - «Malgrado le rassicurazioni sul futuro dei precari del 118, giunte sia dal direttore generale dell'Ares che dal Presidente della Regione Lazio Marrazzo, 46 infermieri con contratto a tempo determinato stanno ricevendo le lettere di licenziamento che scatterà dal prossimo 31 marzo. I 46 lavoratori non solo hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione, ma hanno anche superato un concorso pubblico e sono in graduatoria per l'assunzione, ma la direzione generale dell'Ares ha reso noto di dover interrompere il rapporto di lavoro 'in assenza della prescritta autorizzazione regionalè». Così in una nota dell'RdB-CUB. «Questo provvedimento - dichiara Maria Teresa Pascucci del Coordinamento Regionale RdB-CUB Sanità - rappresenta chiaramente l'inconsistenza della dirigenza dell'Ares 118, che esprime la sua autonomia dirigenziale, anche violando le norme, per reprime e vessare il personale, ma non ha il coraggio delle sue responsabilità quando deve onorare impegni e atti dovuti». «Ciò dimostra anche una certa incompetenza - continua la sindacalista - perché l'avvio dei processi di stabilizzazione è demandato proprio ai Direttori Generali delle aziende da ben due Finanziarie nazionali e da una Delibera di giunta regionale. Fra l'altro la stabilizzazione dei Tempi Determinati non comporta aumenti di spesa del personale, vero motivo del blocco delle assunzioni del piano di rientro dal deficit». Conclude la sindacalista: «Consideriamo gravissimo e ingiustificato che l'Ares 118 non abbia perlomeno prorogato i contratti in attesa della stabilizzazione. La RdB-CUB continuerà a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per garantire il diritto al lavoro dei precari del 118, così come a tutti i precari della Sanità del Lazio. Inoltre, dato che il licenziamento dei precari del 118 potrebbe mettere a rischio la garanzia del servizio di emergenza, abbiamo deciso di investire del problema anche il Prefetto di Roma». ARES 118, AZIENDA: «DA TEMPO A LAVORO PER ASSUNZION PERSONALE» (OMNIROMA) Roma, 19 mar - «In relazione al comunicato di Rdb relativo al presunto licenziamento di 46 infermieri», Ares 118 dichiara in una nota che «l'azienda sta lavorando, insieme con la Regione Lazio, per l'assunzione del personale in questione ormai da diverse settimane. Nelle lettere inviate, abbiamo infatti comunicato ai diretti interessati che rientreranno nelle procedure di assunzione attraverso una modificazione del contratto e della tipologia di rapporto di lavoro: da tempo determinato a tempo indeterminato. Abbiamo inoltre specificato ai 46 lavoratori che queste procedure sono comunque soggette all'autorizzazione da parte della Regione Lazio». L'Azienda «coglie l'occasione per ribadire il proprio impegno nel voler continuare ad avvalersi della professionalità del personale in questione ed in tal senso sta portando avanti tutti gli atti necessari al raggiungimento di questo risultato». Ares 118 «si riserva inoltre di adire alle vie legali nei confronti della signora Pascucci per le affermazioni infondate e gravemente lesive dell'immagine e dell'operato aziendali». 19 marzo 2009 - Reuters Studenti contro Brunetta che li chiama "guerriglieri" ROMA (Reuters) - Le dichiarazioni del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che oggi ha definito "guerriglieri" gli studenti dell'Onda che ieri si sono scontrati con la polizia in un'università romana, vanno intese come un monito affinché la dimostrazione del dissenso non trascenda nella violenza. Lo ha detto oggi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in un comunicato, dopo le dure reazioni degli studenti suscitate dalle parole di Brunetta. Anche se "a volte usa toni forti e provocatori", ha detto Gelmini, "il ministro Brunetta condivide certamente l'auspicio che l'università sia sempre il luogo del dialogo e non della violenza". Stamani a margine di una conferenza stampa congiunta con il ministro Gelmini, Brunetta ha detto che gli studenti dell'Onda sono "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri", secondo quanto riferito dai media. "Le dichiarazioni del ministro Brunetta di questa mattina sono sconcertanti. Il ministro afferma che il movimento è composto da guerriglieri e che non è rappresentato nelle elezioni", ha detto in una nota la Rete degli studenti medi. Gli scontri di ieri alla Sapienza sono avvenuti mentre un gruppo di studenti stava cercando di unirsi a una manifestazione in occasione dello sciopero indetto dalla Cgil per i lavoratori dei comparti pubblici e privati di scuola, università e accademie contro i tagli del governo al mondo dell'istruzione. "Mi auguro vivamente che gli episodi di ieri della Sapienza non si ripetano più", ha detto il ministro Gelmini. "Il diritto di manifestare va sempre rispettato ma la democratica dimostrazione del dissenso non può mai trascendere nella violenza, che non può mai essere accettata. In questo senso credo vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta", ha aggiunto. L'Unione degli universitari ha definito le parole di Brunetta "fuori dalla realtà", invitando il ministro a non alimentare un "clima di tensione contro chi dissente" in modo pacifico contro il governo. "Che gli studenti dell'Università di Roma, vittime inermi della brutale aggressione poliziesca di ieri, vengano descritti addirittura come 'guerriglieri che come tali vanno trattati', supera qualsiasi livello di sopportabilità", scrive Pietro Bernocchi dei Cobas, annunciando una manifestazione con Cub e Sdl il 28 marzo contro il protocollo sugli scioperi. 19 marzo 2009 - Iris UNIVERSITA': TIBONI (UCB), BRUNETTA SENZA UNO STRACCIO DI IDEA DI DEMOCRAZIA(IRIS) - ROMA, 19 MAR - Il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta ''non ha uno straccio di idea di democrazia''. Lo sostiene il coordinatore nazionale della Cub Piergiorgio Tiboni, che ha replicato al ministro secondo il quale gli studenti dell'onda sono ''dei guerriglieri''. ''Le affermazioni demenziali di Brunetta - spiega Tiboni - sono la dimostrazione che di fronte all'aggravarsi della crisi si vogliono resuscitare fantasmi del passato pur di restare a galla, criminalizzando ogni forma di lotta pacifica''. Secondo il sindacalista di base infatti ''la guerriglia esiste solo nella confusione mentale di un immaturo che non ha uno straccio di idea di democrazia''. P.A.: I PRECARI DELLISTITUTO SUPERIORE DI SANITA MANIFESTANO (IRIS) ROMA, 19 MAR - Mancano 100 giorni al 30 giugno 2009, data a partire dalla quale secondo le norme delineate dal Ministro Brunetta nel provvedimento "ammazza-precari" attualmente in Senato (A.S. 1167) saranno licenziati i precari del Pubblico Impiego e perderanno i diritti alle stabilizzazioni ottenuti con le mobilitazioni dei lavoratori. LIstituto Superiore di Sanità, con oltre 800 precari (200 tempo determinato in stabilizzazione, 150 tempo determinato non in stabilizzazione, 250 Co.co.co e altri 200 circa con varie forme di contratto pagate da enti esterni) sarà duramente colpito dalla mannaia del Ministro della Funzione Pubblica. Per queste ragioni, lUsi-RdB Ricerca ha indetto per domani, 20 marzo (Lungotevere Ripa 2; ore 10.30) una mobilitazione dei lavoratori dellISS: "Domani non saremo a festeggiare i 100 giorni agli esami, ma a portare in piazza il danno che i cittadini avranno se le centinaia di precari dellIstituto Superiore di Sanità saranno cacciati il 30 giugno", avverte Claudio Argentini, della Segreteria Nazionale USI-RdB Ricerca. PRECARI: 46 INFERMIERI LICENZIATI (IRIS) - ROMA, 19 MAR - Come reso noto dall' Ufficio stampa Rdb-CUB, malgrado le rassicurazioni sul futuro dei precari del 118, giunte sia dal Direttore Generale dellARES che dal Presidente della Regione Lazio Marrazzo, 46 infermieri con contratto a Tempo Determinato stanno ricevendo le lettere di licenziamento che scatterà dal prossimo 31 marzo. I 46 lavoratori non solo hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione, ma hanno anche superato un concorso pubblico e sono in graduatoria per lassunzione, ma la Direzione Generale dellARES ha reso noto di dover interrompere il rapporto di lavoro "in assenza della prescritta autorizzazione regionale". "Questo provvedimento - dichiara Maria Teresa Pascucci del Coordinamento Regionale RdB-CUB Sanità - rappresenta chiaramente linconsistenza della dirigenza dellAres 118, che esprime la sua autonomia dirigenziale, anche violando le norme, per reprime e vessare il personale, ma non ha il coraggio delle sue responsabilità quando deve onorare impegni e atti dovuti". "Ciò dimostra anche una certa incompetenza - continua la sindacalista - perché lavvio dei processi di stabilizzazione è demandato proprio ai Direttori Generali delle aziende da ben due Finanziarie nazionali e da una Delibera di giunta regionale. Fra laltro la stabilizzazione dei Tempi Determinati non comporta aumenti di spesa del personale, vero motivo del blocco delle assunzioni del piano di rientro dal deficit". Conclude la sindacalista: "Consideriamo gravissimo e ingiustificato che lARES 118 non abbia perlomeno prorogato i contratti in attesa della stabilizzazione. La RdB-CUB continuerà a mettere in atto tutte le iniziative necessarie per garantire il diritto al lavoro dei precari del 118, così come a tutti i precari della Sanità del Lazio. Inoltre, dato che il licenziamento dei precari del 118 potrebbe mettere a rischio la garanzia del servizio di emergenza, abbiamo deciso di investire del problema anche il Prefetto di Roma". 19 marzo 2009 - Roma Today Ares 118: licenziati 46 lavoratori
con contratto a tempo determinato Roma - Nonostante le rassicurazioni sul futuro dei precari del 118, giunte nei mesi sia dal direttore generale dellARES che dal Presidente della Regione Lazio Marrazzo, 46 infermieri con contratto a tempo determinato stanno ricevendo le lettere di licenziamento che scatterà dal prossimo 31 marzo. La denuncia è del sindacato Rdb-Cub che è pronta a rivolgersi al Prefetto "perchè con questi licenziamenti il servizio d'emergenza è a rischio". I 46 lavoratori che stanno per essere licenziati non solo hanno maturato i requisiti per la stabilizzazione, ma hanno anche superato un concorso pubblico e sono in graduatoria per lassunzione. Secondo Rdb Cub però "la direzione generale dellAres ha reso noto di dover interrompere il rapporto di lavoro "in assenza della prescritta autorizzazione regionale". "Questo provvedimento", ha dichiarato Maria Teresa Pascucci del Coordinamento Regionale RdB-CUB Sanità, "rappresenta chiaramente linconsistenza della dirigenza dellAres 118, che esprime la sua autonomia dirigenziale, anche violando le norme, per reprimere e vessare il personale, ma non ha il coraggio delle sue responsabilità quando deve onorare impegni e atti dovuti". Secondo la sindacalista "ciò dimostra anche una certa incompetenza perché lavvio dei processi di stabilizzazione è demandato proprio ai Direttori Generali delle aziende da ben due Finanziarie nazionali e da una Delibera di giunta regionale. Fra laltro la stabilizzazione dei Tempi Determinati non comporta aumenti di spesa del personale, vero motivo del blocco delle assunzioni del piano di rientro dal deficit". "Consideriamo gravissimo e ingiustificato", conclude la Pascucci "che lARES 118 non abbia perlomeno prorogato i contratti in attesa della stabilizzazione". Il sindacato RdB-CUB è convinta che il licenziamento di questi 46 precari mette a rischio la garanzia del servizio di emergenza. Anche per questo nei prossimi giorni si è deciso di investire del problema il Prefetto. 19 marzo 2009 - Unonotizie TUSCIA, VITERBO: RDB E IL MISTERO DEI BANDI PUBBLICI FANTASMA VITERBO (UNONOTIZIE.IT) - Corre voce che dopo il comunicato stampa di RdB, (che ha fatto squillare più di un telefono), il bando pubblico fantasma sia stato prorogato di altri 8 giorni, dichiara Lino ROCCHI della Rdb VT, sarebbe stato un buon segnale, invece, controllando il sito della Provincia, la data di scadenza è rimasta il 18/03/09; delle due o abbiamo sbagliato noi, ( diteci perché), oppure avevamo ragione e allora fermatevi!!!!!! Frugando dentro il sito però escono fuori svariati bandi di selezione riservato esclusivamente al personale che ha già svolto attività di COCOCO presso la Provincia per almeno tre anni. Ebbene tale riserva è esplicitata salvo ribadire la validità del comma 560 della legge 296/06 di cui però non si spiegano i contenuti. Tale comma prevede il diritto a partecipare ai soggetti che hanno stipulato uno o più contratti di COCOCO per almeno un anno alla data del 26/09/06. Siamo proprio mal pensanti, prosegue ROCCHI, ma ci chiediamo perché il requisito del triennio viene esplicitato tale da apparire requisito essenziale mentre il comma 560 che attenua la precedente prescrizione viene solo citato quasi fosse ininfluente? Non capiamo tra laltro perché per alcuni concorsi le selezioni avverranno sui curricula mentre su altri si procederà a prove teoriche e pratiche. Il precariato non ha colore o bandiera, difendiamo il diritto di quanti,sulla base di normative a nostro giudizio incivili, da anni vivono sotto "l ricatto" della politica e dei datori di lavoro. A fronte di quanto stiamo verificando, non riteniamo trasparente la gestione di questi bandi, errori di pubblicazione e formulazioni criptiche. Una gestione a nostro giudizio, conclude Lino ROCCHI, non idonea anche sul piano dellorganizzazione del lavoro perché innesta figure professionali senza aver discusso con i lavoratori o con le loro rappresentanze un efficace modello organizzativo e funzionale. Invitiamo tutti i Lavoratori percari che hanno svolto almeno un anno di lavoro negli ultimi 5 anni a fare immediatamente domanda di ammissione, in caso di esclusione questa Federazione offrirà il patrocinio gratuito a quanti vorranno lottare insieme a noi per i loro diritti. 19 marzo 2009 - Liberazione Impedito un corteo che avanzava a
mani alzate. L'Onda: la Cgil ritiri la firma dal protocollo che limita le manifestazioni
Roma, cariche alla Sapienza Roma - Verso mezzogiorno sembravano quasi
fraternizzare, i caschi verdi al di là dei cancelli della Sapienza, gli studenti al di
qua. E un finanziere in assetto di guerra filtrava le persone in coda come in un check
point per entrare e uscire dall'ateneo. Come da copione i suoi colleghi commentavano il
culo delle ragazze mentre uno studente di fisica provava a spiegare loro che avrebbero
solo voluto parlare al quartiere, ai lavoraori del policlinico. Solo un'ora prima, da
quelle parti, è stato l'inferno con carabinieri e poliziotti a dare addosso senza
preavviso a un corteo di studenti che tentava a mani alzate di forzare il protocollo che
limita il diritto a manifestare con la risibile scusa del traffico. Il centro di Roma è
quasi tutto a traffico limitato o pedonalizzato. Il Comune discuterà il bilancio.
Presenti anche gli inquilini di via Pincherle Roma - Un cambio di passo nella politica delle
dismissioni. Questo il richiamo di AS.I.A. Rdb «alle forze politiche in generale, e
all'Udc in particolare, perché non basta mostrare solidarietà nelle intenzioni se non si
interviene sulle cause che generano il disagio abitativo di migliaia famiglie in tutta
Italia». Solidarietà, e qualche chiarimento, che il segretario romano Udc Luciano
Ciocchetti ha portato, ieri mattina, agli inquilini di via Pincherle 153-169, a ridosso
dell'università di Roma Tre, nell'incontro che si è svolto nei locali occupati del
palazzo, sede simbolica del Comitato. «Ribadisco l'estraneità del mio partito alle
operazioni di compravendita dei 116 alloggi in dismissione, a partire dal consigliere
comunale di S.Gregorio Magno, Frunzi, che non è mai stato un iscritto dell'Udc» ha
spiegato Ciocchetti davanti alle telecamere e ad una cinquantina di inquilini che il
giorno prima avevano occupato la sede nazionale dell'Udc. «Invierò una lettera di
richiesta di intervento urgente al sindaco di Roma e presenteremo una mozione in Consiglio
comunale, in Regione Lazio e alla Camera. Sono inoltre disponibile a organizzare un
incontro tra gli inquilini e il consigliere municipale dell'Udc Francesco Capoccia»
indicato dai suoi condomini come il "manovratore" delle vendite degli immobili
inoptati a politici campani e romani. 19 marzo 2009 - Corriere della Sera Scontri all'ateneo La replica del
sindacato: Roma - Sulla graticola, dentro l'Aula Uno della Sapienza
che ha registrato ieri la lunga requisitioria sulle cariche delle forze dell'ordine nei
confronti degli studenti della Sapienza, alla fine c'è soprattutto la Cgil. Ad accendere
i riflettori ci pensa in mattinata il professor Franco Gallerano del direttivo della
Flc-Cgil (la federazione dei lavoratori della conoscenza). Gallerano ripudia il protocollo
sulle manifestazioni, firmato dal segretario della Cgil di Roma e Lazio Claudio Di
Berardino. Sapienza, corteo vietato Carica
sugli studenti ROMA Hanno provato a fare come in Francia,
lanciando pantofole sulle forze dell'ordine che li caricavano. Trenta paia di De Fonseca
multicolori, da 3 euro, comprate dagli studenti dell'Onda con una colletta il giorno
prima. Poi però alla terza carica, nel corso dell'ultimo tentativo di uscire dalla
Sapienza interamente bloccata ieri da un grosso dispositivo di polizia, i 400 manifestanti
hanno aggiunto sassi e pezzi d'asfalto. Niente da fare. Il corteo previsto per partecipare
allo sciopero della Cgil è rimasto bloccato dentro l'ateneo. A impedirlo la nuova
regolamentazione sulle manifestazioni a Roma appena varata dalla prefettura. Sei gli
studenti alla fine contusi, due di loro ricorsi alle cure ospedaliere: Gianni di Lettere
sottoposto a Tac per una lieve commozione cerebrale, Luca di Scienze politiche con un
braccio ingessato e 25 giorni di prognosi. 19 marzo 2009 - La Stampa SI MOLTIPLICANO IN TUTTA ITALIA GLI INCIDENTIStudenti-polizia. Torna la violenza allUniversità ROMA - Incidenti alluniversità La Sapienza di Roma
tra forze dellordine e studenti universitari. Botte a Napoli, allesterno
dellateneo Federico II, dove gli studenti dellOnda, tornando in facoltà,
hanno trovato Giurisprudenza presidiata da un gruppo di studenti di estrema destra,
«alcuni dei quali - dicono - erano armati di mazze e avevano dei caschi». Conferma la
polizia che i due gruppi si sono fronteggiati e ne sono nati degli scontri. Manifestazioni
pacifiche a Milano e Palermo. Tensioni a Roma Tre, invece, dove un paio di giorni fa erano
volate le botte. 19 marzo 2009 - Il Salvagente LE REAZIONI ALLA NUOVA DISCIPLINA Le reazioni di consumatori e lavoratori dei trasporti al
disegno di legge del governo sono meno prevedibili di quello che ci si sarebbe aspettati.
Se da parte dei lavoratori, oltre alla rabbia per delle proposte ritenute ingiuste, c'è
anche la consapevolezza che una regolamentazione più equilibrata è necessaria, i
consumatori non si limitano ad esultare per un disegno di legge che promette di ridurre i
disagi per viaggiatori e pendolari, ma avanzano anche dubbi sul merito e sul metodo della
stretta agli scioperi. 19 marzo 2009 - Zero 321 La Federazione Provinciale
RdB CUB di Novara Novara - La Federazione Provinciale RdB CUB di Novara
organizza la partecipazione alla grande manifestazione nazionale in occasione della
riunione dei Ministri del Welfare del G14 che si terrà a Roma dal 28 al 31 marzo 2009,
assieme a tutte le forze sociali e di movimento che si battono per non pagare la crisi.
Sono migliaia le aziende che chiudono e centinaia di migliaia i licenziamenti, ma il
governo foraggia, con i soldi di tutti i cittadini, banchieri e bancarottieri che sono i
veri responsabili della più grande crisi economica del dopoguerra. I lavoratori sono
lasciati in balia della crisi, i contratti non vengono rinnovati, la cassa integrazione
copre in minima parte, e solo per alcuni, la perdita di salario, centinaia di migliaia di
precari vengono mandati a casa senza alcun reddito, si vorrebbe rimettere mano alle
pensioni e portare letà pensionabile delle donne a 65 anni, crescono gli sfratti,
si fomenta il razzismo contro gli immigrati e per impedire che i lavoratori e i cittadini
si organizzino per difendere salario e diritti, il Governo vorrebbe vietare gli scioperi e
le manifestazioni conflittuali. 19 marzo 2009 - Tuscia web Provincia - Ne dà notizia Lino
Rocchi (Rdb) Riceviamo e pubblichiamo - Corre voce che dopo il
comunicato stampa di Rdb, (che ha fatto squillare più di un telefono), il bando pubblico
fantasma sia stato prorogato di altri 8 giorni, sarebbe stato un buon segnale , invece,
controllando il sito della Provincia, la data di scadenza è rimasta il 18/03/09; delle
due o abbiamo sbagliato noi, (diteci perché), oppure avevamo ragione e allora fermatevi.
Frugando dentro il sito però escono fuori svariati bandi di selezione riservato
esclusivamente al personale che ha già svolto attività di Co.co.co. presso la Provincia
per almeno tre anni. Ebbene tale riserva è esplicitata salvo ribadire la validità del
comma 560 della legge 296/06 di cui però non si spiegano i contenuti. Tale comma prevede
il diritto a partecipare ai soggetti che hanno stipulato uno o più contratti di Co.co.co.
per almeno un anno alla data del 26/09/06. Siamo proprio mal pensanti ma ci chiediamo
perché il requisito del triennio viene esplicitato tale da apparire requisito essenziale
mentre il comma 560 che attenua la precedente prescrizione viene solo citato quasi fosse
ininfluente? Non capiamo tra laltro perché per alcuni concorsi le selezioni
avverranno sui curricula mentre su altri si procederà a prove teoriche e pratiche. Il
precariato non ha colore o bandiera, difendiamo il diritto di quanti,sulla base di
normative a nostro giudizio incivili, da anni vivono sotto "l ricatto" della
politica e dei datori di lavoro . A fronte di quanto stiamo verificando, non riteniamo
trasparente la gestione di questi bandi, errori di pubblicazione e formulazioni criptiche.
Una gestione a nostro giudizio non idonea anche sul piano dellorganizzazione del
lavoro perché innesta figure professionali senza aver discusso con i lavoratori o con le
loro rappresentanze un efficace modello organizzativo e funzionale. Invitiamo tutti i
Lavoratori percari che hanno svolto almeno un anno di lavoro negli ultimi 5 anni a fare
immediatamente domanda di ammissione, in caso di esclusione questa Federazione offrirà il
patrocinio gratuito a quanti vorranno lottare insieme a noi per i loro diritti. 19 marzo 2009 - EPolis Roma Via Pincherle Roma - Una mozione in Regione, una in Comune e una parlamentare. Oltre a una lettera inviata ieri pomeriggio ad Alemanno per chiedere un intervento. Questa la risposta che Luciano Ciocchetti, segretario regionale e commissario romano dell'Udc ha dato agli inquilini di via Pincherle e con i quali ha avuto un confronto dopo la vicenda uscita su un quotidiano che ha visto protagonista il consigliere municipale del suo partito, Francesco Capoccia. «La nostra azione sarà quella di difendere tutte le famiglie coinvolte» ma «ci chiediamo - conclude Ciocchetti - dove sono le Istituzioni competenti?». Da parte sua, l'Asia Rdb chiede ancora una volta che si fermi la politica delle dismissioni: «Perché non basta mostrare solidarietà nelle intenzioni se non si interviene sulle cause che generano il disagio abitativo di centinaia di migliaia di persone». Oggi, intanto, è convocata una manifestazione di tutti gi inquilini in difficoltà di Roma in Campidoglio.(M.R.) 19 marzo 2009 - Il Tirreno «Le bighe Sea? Solo immagine» La protesta del sindacato Rdb VIAREGGIO - Il costo di acquisto delle bighe che Sea ambiente ha rimesso in funzione - spiegano i rappresentanti sindaci delle Rdb - «è stato, alcuni anni fa, di alcune migliaia di euro. Furono però subito accantonate in quanto non efficienti né efficaci. Oggi si intende rimetterle in uso. Intanto si è dovuto procedere a cambiare tutte le batterie, anche questa volta spendendo altre migliaia di euro, poi si stanno formando alcune operatrici, non operatori, affinché imparino ad usarle. Inoltre, la capacità di carico - continua il sindacato autonomo - è irrisoria: non appena si svuota un cestino si deve andare a scaricare il mezzo altrimenti non serve più a niente. Ad oggi, tra laltro, il servizio viene regolarmente svolto da un camioncino con il motore elettrico, in tutta sicurezza ed efficienza dato che prima di riempirlo si possono svuotare decine e decine di cestini. Questa, a noi, pare la solita operazione di marketing, di fatto costosa e per nulla utile». Con tanto di «operatrici-immagine». 19 marzo 2009 - Il Messaggero «Basta con gli attacchi contro i
lavoratori di Etruria»... «Basta con gli attacchi contro i lavoratori di Etruria». Dopo i due casi di incendio dei compattatori per la raccolta dei rifiuti, avvenuti nei giorni scorsi, e che hanno visto due dipendenti della spa finire in ospedale con ustioni al volto, l'Rdb scende in campo per difendere i lavoratori. «Il nostro sindacato - si legge nella nota stampa - è stufo dei continui e ripetuti attacchi ai lavoratori di Etruria Servizi. Il lavoratore di Etruria fa notizia solo quando viene sorpreso a fare altro. Ma non quando, invece, paga le conseguenze del suo lavoro. Gli operatori iniziano il loro turno alle 4,30 del mattino e svuotano regolarmente dai 150 ai 160 cassonetti, effettuano la pulizia stradale e fanno manutenzione alla segnaletica. E' increscioso che il cattivo andamento della spa venga addossato ai lavoratori che sono solo meri esecutori». Nel comunicato sottoscritto da Giancarlo Ricci si usano parole dure anche nei confronti dell'attuale amministratore unico e la sua gestione della spa. Infine Ricci dà voce ai reali problemi a cui i lavoratori devono far fronte quotidianamente. «Su un totale di 220 dipendenti - si legge nel comunicato - solo 70 sono operatori ecologici e di questi solo 20 hanno un contratto a tempo indeterminato. I fatti di questi giorni poi hanno messo in luce la scarsa sicurezza in cui operano. Oltre ai due lavoratori che sabato mattina sono rimasti feriti dallo scoppio di una bombola, ad altri due sono stati dati 6 giorni di prognosi per aver inalato sostanze altamente tossiche. Ecco in che condizioni lavorano». 19 marzo 2009 - Il Giorno NUOVO OSPEDALE LEGNANO - «AVREMO UNA FERRARI, ma mancano i guidatori e, soprattutto, i meccanici». Le Rappresentanze di base e il sindacato dei lavoratori così si esprimono sul nuovo ospedale che sta sorgendo a San Paolo. La preoccupazione si concentra sull'«intensità di cura» e sulla formazione che interesserà non solo i sanitari. «Tra un anno si traslocherà nella nuova struttura, ma come infermieri non si è ancora capito come verranno organizzate le "intensità di cure" - ha spiegato un paramedico - Pare che ogni piano del nuovo ospedale verrà dedicato a un'"intensità" differente (bassa, media, alta) e che infermieri e medici dovranno essere "eclettici". Ma come verranno gestiti i percorsi per i pazienti più critici, ad esempio quelli che hanno contratto infezioni varie per un trauma della strada? Saranno ricoverati accanto a chi ha contratto un'infezione in ospedale? E non si è capito nemmeno che fine faranno le medicine visto che il nuovo ospedale sarà per i pazienti in fase acuta». «L'infermiere onniscente non esiste, vogliamo mantenere le specializzazioni - ha continuato un collega - Si faranno corsi di formazione, ma con quali incentivi economici?». «Nel nuovo ospedale non ci saranno più i singoli reparti - ha replicato il direttore generale, Carla Dotti - Si lavorerà per intensità di cure, al pari di tutti i nuovi ospedali in Italia e in Europa. Per questo va creata una classe medica ed infermieristica che vada in questa direzione. Si sta organizzando un corso di formazione "sul campo", e verranno coinvolte tutte le figure professionali». 19 marzo 2009 - Taranto Sera Sanità, oggi lassemblea.
"No alle gare dappalto" TARANTO - Bandi di gara che risalgono al 1994 e annunciati propositi di internalizzazione, sulla cui fattibilità però cè ancora più di un aspetto da chiarire. Torna sotto i riflettori il tema degli appalti nella sanità. Oggi pomeriggio, nellauditorium del Padigione Vinci, assemblea dei lavoratori delle ditte esterne della Asl, convocata da Cobas ed RdB Cub. Si farà il punto della situazione dopo lincontro tenuto a Bari nei giorni scorsi, quando lassessore Fiore ha rilanciato lintenzione di internalizzare i servizi. I sindacati di base hanno, da parte loro, ribadito il "giudizio positivo sulla volontà della Regione Puglia di chiudere un ciclo di esternalizzazione dei servizi pubblici" evidenziando però che "bisogna garantire tutti i lavoratori, senza lasciare a casa nessuno". La questione, comunque, è complessa. Perchè da tutelare cè il fondamentale principio della trasparenza, oltre ai diritti di chi si guadagna da vivere lavorando nella galassia dellappalto Asl. «Così non si può andare avanti - dice Filippo Turi della Cisl. E come se fossimo in un limbo: ma bisogna capire cosa si vuole fare davvero, se si intende procedere allinternalizzazione non è il caso di aspettare ancora». Nel frattempo, si va avanti a colpi di proroga. «Per mensa e pulizie gli ultimi bandi risalgono al 94. Per il servizio mensa, nel 2007 cè stata una gara "ad invito" : lappalto avrebbe dovuto durare per soli sei mesi. Invece va ancora avanti». A ballare, in questo caso, è il destino di 170 lavoratori. Seicento, invece, sono quelli impiegati nel settore delle pulizie. «Anche in questo caso, continua Filippo Turi, la gara risale al 94, con scadenza dellappalto quattro anni dopo. Quindi è arrivata la proroga. Sempre nel 2007, è subentrata una srl al posto della cooperativa che gestiva precedentemente il servizio. Lunica gara espletata è quella per la vigilanza, cinque mesi fa. A vincere è stata lazienda che gestiva il tutto da dieci anni». 19 marzo 2009 - Il Gazzettino STRANIERI Vicenza - Il prossimo 21 marzo? Si entrerà nell'anno persiano 1388. Gli iraniani si apprestano a festeggiare il Capodanno, chiamato "Nouruz", letteralmente "nuovo giorno". Un evento che sarà celebrato anche nel Vicentino che, nonostante conti poco più di una cinquantina di stranieri di origine iraniana, ospita una folta rappresentanza di fedeli e simpatizzanti. L'appuntamento è per il 21 marzo alle 20 a Vicenza, al Centro Capta onlus di strada Padana superiore verso Verona, al civico 137, dove è in programma una festa con cena e musiche tradizionali. Quello persiano è un anno solare i 365 giorni (366 nell'anno bistestile) come l'anno cristiano, ma a differenza di questo è fondato sui ritmi delle stagioni: il Capodanno persiano coincide con l'equinozio di primavera. Nell'anno persiano l'inizio dell'era corrisponde al 622 d.C., l'anno dell'Egira, cioè della migrazione di Maometto, il profeta dell'Islam, dalla Mecca a Medina. Quindi, per i persiani, il 21 marzo si festeggia il 1388. I 12 mesi in cui l'anno è suddiviso portano i nomi arcaici che ricordano quelli degli angeli dell'antica religione zoroastriana, diffusa nell'altopiano iranico (cioè dell'antico Iran) prima dell'avvento dell'Islam. I primi sei mesi contano 31 giorni, i successivi cinque sono composti da 30 giorni, mentre l'ultimo ne ha 29 (30 nell'anno bisestile). Questo calendario tradizionale ha origini antiche, preislamiche, e viene utilizzato tuttora anche dalle altre popolazioni di origine iranica (Kurdi, Afgani, Tagiki). «Sarà una festa persiana, non religiosa - spiega Morteza Nirou, iraniano di origine e vicentino di adozione, sindacalista delle Rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub - Gli iraniani a Vicenza sono pochi perché giungono per motivi politici o di studio, non per lavoro». In Iran la festa del Nouruz è fonte di molte usanze popolari, alcune delle quali si trovano in varie culture e tradizioni legate all'inizio della primavera. L'ultimo mercoledì, «ciaharshanbè», si usa propiziare l'anno nuovo con il salto del falò. Il momento dell'equinozio è salutato da una grande festa. Sulla tavola non devono mancare gli «haft sin», 7 oggetti il cui nome inizia con la lettera persiana «sin» (s) e che vengono scelti tra: sabzè (semi di grano lasciati germogliare per 14 giorni), samanù (crema dolce ottenuta cuocendo a lungo germogli di grano e riso), serkè (aceto), senjed (giuggiole, simbolo dell'amore), sib (mela, simbolo di salute), sir (aglio, per cacciare gli spiriti maligni), somaq (somacco, spezia rossa), siahdunè (capelvenere), sombol (giacinto). Al centro della tavola, due pesciolini rossi nuotano in un vaso circondato da piatti di uova sode. Il Nouruz è la festa del rinnovamento: si gettano le cose vecchie e si indossano abiti nuovi. I festeggiamenti si protraggono per 12 giorni, in cui si scambiano visite e auguri, e scuole ed uffici chiudono. Il tredicesimo giorno, sizdehbedar, si va in campagna portando i vassoi di germogli che vengono gettati nei torrenti, perché si crede che l'acqua esorcizzi gli spiriti maligni dalla casa e dalla famiglia. 18 marzo 2009 - Apcom Università/ Cub: Solidali con studenti Sapienza, sconcertatiStracciare il 'protocollo ammazza-cortei' Roma, 18 mar. (Apcom) - "Non possiamo assistere indifferenti all'utilizzo della Polizia e dei carabinieri nei confronti di chi esercita il diritto di manifestare: siamo sconcertati dall'utilizzo massiccio di forze dell'ordine che viene impiegato per impedire le manifestazioni. Se questo è l'effetto del protocollo 'ammazza-cortei' siglato nei giorni scorsi, allora è evidente che deve essere stracciato". Così Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale CUB, interviene sulle tensioni di oggi all'università La Sapienza di Roma. "Da giorni la Questura di Roma sta cercando, in ossequio alla nuova normativa scaturita dal Protocollo, di farci spostare il percorso del corteo nazionale di sabato 28 marzo promosso dal Patto di Base in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14: è evidente - prosegue Leonardi - il tentativo di ridurre al silenzio il conflitto proprio in concomitanza con la fase acuta della crisi economica". "Noi non accetteremo di subordinare il nostro diritto a manifestare contro il tentativo di scaricare i costi della crisi sui lavoratori, alla sbandierata esigenza di mobilità dei cittadini o alle richieste di ordine dei commercianti del centro di Roma, e ci auguriamo che la Prefettura e la Questura non intendano trasformare anche quella giornata in un problema di ordine pubblico", conclude il coordinatore CUB. 18 marzo 2009 - Ansa SCUOLA: CUB, SOLIDARIETÀ A STUDENTI SAPIENZA (ANSA) - ROMA, 18 MAR - «Non possiamo assistere indifferenti all'utilizzo della Polizia e dei Carabinieri nei confronti di chi esercita il diritto di manifestare» e «'se questo è l'effetto del protocollo ammazzacortei siglato nei giorni scorsi, allora è evidente che deve essere stracciato». Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale Cub, esprime solidarietà agli studenti della Sapienza caricati dalla polizia. «Da giorni la Questura di Roma sta cercando, in ossequio alla nuova normativa scaturita dal Protocollo, di farci spostare il percorso del corteo nazionale di sabato 28 marzo promosso dal Patto di Base in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14. È evidente - prosegue Leonardi - il tentativo di ridurre al silenzio il conflitto proprio in concomitanza con la fase acuta della crisi economica. Noi non accetteremo di subordinare il nostro diritto a manifestare contro il tentativo di scaricare i costi della crisi sui lavoratori, alla sbandierata esigenza di mobilità dei cittadini o alle richieste di ordine dei commercianti del centro di Roma, e ci auguriamo che la Prefettura e la Questura non intendano trasformare anche quella giornata in un problema di ordine pubblico». DOMANI NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 18 MAR - ....16.00 - Roma, Itis E. Fermi, via Trionfale, 8737(Monte Mario) Assemblea pubblica di protesta contro l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne nel pubblico impiego, richiedere l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari e contro le discriminazioni delle donne nei luoghi di lavoro, organizzata da Cub scuola e dalle donne del patto di base (Cub-Cobas- Sdl).... 18 marzo 2009 - Omniroma LA SAPIENZA, CUB: STRACCIARE PROTOCOLLO 'AMMAZZACORTEI' (OMNIROMA) Roma, 18 mar - «Non possiamo assistere indifferenti all'utilizzo della polizia e dei carabinieri nei confronti di chi esercita il diritto di manifestare. Siamo sconcertati dall'utilizzo massiccio di forze dell'ordine che viene impiegato per impedire le manifestazioni. Se questo è l'effetto del protocollo ammazzacortei siglato nei giorni scorsi, allora è evidente che deve essere stracciato». Lo dice, in una nota, Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub, interviene in solidarietà con gli studenti dell'università romana caricati dalla polizia. «Da giorni la questura di Roma sta cercando, in ossequio alla nuova normativa scaturita dal Protocollo, di farci spostare il percorso del corteo nazionale di sabato 28 marzo promosso dal Patto di Base in occasione della riunione dei ministri del welfare del G14. È evidente - prosegue Leonardi - il tentativo di ridurre al silenzio il conflitto proprio in concomitanza con la fase acuta della crisi economica. Noi non accetteremo di subordinare il nostro diritto a manifestare contro il tentativo di scaricare i costi della crisi sui lavoratori, alla sbandierata esigenza di mobilità dei cittadini o alle richieste di ordine dei commercianti del centro di Roma, e ci auguriamo che la prefettura e la questura non intendano trasformare anche quella giornata in un problema di ordine pubblico», conclude il coordinatore Cub«. VIA PINCHERLE, ASIA: «FERMARE POLITICA DISMISSIONI» (OMNIROMA) Roma, 18 mar - «Come annunciato ieri in seguito all'occupazione della sede nazionale dell'Udc da parte degli inquilini, questa mattina il segretario romano Luciano Ciocchetti si è recato a via Pincherle 153/169 per ribadire l'estraneità del suo partito alle operazioni di compravendita dei 116 alloggi in dismissione, difendendo l'operato del consigliere Francesco Capoccia. Ciocchetti si è detto inoltre disponibile a presentare interrogazioni, mozioni e quant'altro sia nelle sue possibilità per sostenere una soluzione per gli inquilini di via Pincherle. L' Asia RdB ha sollevato, in continuità con l'iniziativa di ieri a via dei Due Macelli, la necessità di indagare la connessione tra politica e dismissioni, perché è innegabile che queste ultime hanno rappresentato, non solo nel caso di via Pincherle, uno strumento che ha consentito ai professionisti della politica di ottenere vantaggi personali, speculando e facendo affari a danno dei cittadini». Lo comunica, in una nora. L'Asia-Rdb. «L'Asia. RdB chiede un cambio di passo nella politica delle dismissioni e richiama l'Udc e le forze politiche tutte su questo tema, perché non basta mostrare solidarietà nelle intenzioni se non si interviene sulle cause che generano il disagio abitativo di centinaia di migliaia di persone - prosegue la nota - Così come chiesto a Ciocchetti questa mattina, l'Asia RdB sostiene la necessità del blocco immediato delle vendite a terzi degli appartamenti di via Pincherle, anche con atti clamorosi. Chiediamo al prefetto di Roma, che ha convocato un tavolo su via Pincherle per il 27 marzo, di prendere in considerazione anche l'idea di requisire gli alloggi in questione per garantire il diritto all'abitare delle 116 famiglie di via Pincherle 153/169». VIA PINCHERLE, CIOCCHETTI: MOZIONE IN COMUNE PROVINCIA E REGIONE (OMNIROMA) Roma, 18 mar - «Sulla vicenda degli immobili di via Pincherle è giusto fare chiarezza, per questo invierò direttamente una lettera di richiesta intervento urgente al sindaco di Roma, Gianni Alemanno e presenteremo con urgenza una mozione congiunta in Consiglio comunale, in Regione Lazio e alla Camera». È quanto dichiara, in una nota, il segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti durante l'incontro con i residenti di via Pincherle e l'Asia Rdb. «Chiediamo che tutte le istituzioni intervengano direttamente sulla vicenda di via Pincherle, la nostra azione sarà quella di difendere tutte le famiglie coinvolte e aiutare tutti i residenti a rimanere negli alloggi. Da tempo viene denunciata una situazione di forte disagio sociale sia in via Pincherle che in altre zone di Roma; per questo ci chiediamo - conclude Ciocchetti - dove sono le Istituzioni competenti?». 18 marzo 2009 - Dire CASA. VIA PINCHERLE, ASIA-RDB:
PREFETTO REQUISISCA ALLOGGI (DIRE) Roma, 18 mar. - "Come annunciato ieri in seguito all'occupazione della sede nazionale dell'Udc da parte degli inquilini, questa mattina il segretario romano Luciano Ciocchetti si e' recato a via Pincherle 153/169 per ribadire l'estraneita' del suo partito alle operazioni di compra-vendita dei 116 alloggi in dismissione, difendendo l'operato del consigliere Francesco Capoccia". Lo rende noto un comunicato di Asia-Rdb, precisando che "Ciocchetti si e' detto inoltre disponibile a presentare interrogazioni, mozioni e quant'altro sia nelle sue possibilita' per sostenere una soluzione per gli inquilini di via Pincherle". L'Asia-Rdb "ha sollevato -in continuita' con l'iniziativa di ieri a via dei Due Macelli- la necessita' di indagare la connessione tra politica e dismissioni, perche' e' innegabile che queste ultime hanno rappresentato- non solo nel caso di via Pincherle- uno strumento che ha consentito ai professionisti della politica di ottenere vantaggi personali, speculando e facendo affari a danno dei cittadini". L'Asia-Rdb "chiede un cambio di passo nella politica delle dismissioni e richiama l'Udc e le forze politiche tutte su questo tema, perche' non basta mostrare solidarieta' nelle intenzioni se non si interviene sulle cause che generano il disagio abitativo di centinaia di migliaia di persone. Cosi' come chiesto a Ciocchetti questa mattina, l'Asia-Rdb sostiene la necessita' del blocco immediato delle vendite a terzi degli appartamenti di via Pincherle, anche con atti clamorosi". "Chiediamo al Prefetto di Roma, che ha convocato un tavolo su via Pincherle per il 27 marzo, di prendere in considerazione anche l'idea di requisire gli alloggi in questione- conclude la nota- per garantire il diritto all'abitare delle 116 famiglie di via Pincherle 153/169". CASA. VIA PINCHERLE, CIOCCHETTI:
INTERVENGA SUBITO ALEMANNO (DIRE) Roma, 18 mar. - "Sulla vicenda degli immobili di via Pincherle e' giusto fare chiarezza, per questo inviero' direttamente una lettera di richiesta intervento urgente al sindaco di Roma, Gianni Alemanno e presenteremo con urgenza una mozione congiunta in Consiglio comunale, alla Regione Lazio e alla Camera". È quanto dichiara il segretario regionale dell'Udc, Luciano Ciocchetti, durante l'incontro con i residenti di via Pincherle e l'Asia Rdb. "Chiediamo che tutte le istituzioni intervengano direttamente sulla vicenda di via Pincherle- insiste Ciocchetti- la nostra azione sara' quella di difendere tutte le famiglie coinvolte e aiutare tutti i residenti a rimanere negli alloggi. Da tempo viene denunciata una situazione di forte disagio sociale sia in via Pincherle che in altre zone di Roma; per questo ci chiediamo- conclude Ciocchetti- dove sono le istituzioni competenti?". 18 marzo 2009 - Adnkronos ROMA: CIOCCHETTI (UDC) CHIAMA
ALEMANNO, Roma, 18 mar. - (Adnkronos) - «Sulla vicenda degli immobili di via Pincherle è giusto fare chiarezza, per questo invierò direttamente una lettera di richiesta intervento urgente al sindaco di Roma, Gianni Alemanno e presenteremo con urgenza una mozione congiunta in consiglio comunale, in Regione Lazio e alla Camera». Lo dichiara il segretario Regionale dell'Udc del Lazio, Luciano Ciocchetti durante l'incontro con i residenti di via Pincherle e l'Asia Rdb. «Chiediamo che tutte le istituzioni intervengano direttamente sulla vicenda di via Pincherle, la nostra azione sarà quella di difendere tutte le famiglie coinvolte e aiutare tutti i residenti a rimanere negli alloggi. Da tempo viene denunciata una situazione di forte disagio sociale sia in via Pincherle che in altre zone di Roma; per questo ci chiediamo - conclude Ciocchetti - dove sono le Istituzioni competenti?». 18 marzo 2009 - Carta Difesa Real EstateL'Arsenale di Venezia, il castello aragonese di Brindisi, e caserme, edifici storici, palazzi in tutta Italia: grazie alla nuova società Difesa Servizi spa, il patrimonio immobiliare delle forze armate sarà venduto. Per finanziare le spese militari. di Enzo Mangini CHE CI FA IL MINISTERO DELLA DIFESA italiano all'edizione 2009 del Mipim? Come mai nel principale forum mondiale del mercato immobiliare, chiuso venerdì 13 a Cannes, c'era uno stand istituzionale delle forze armate, con tanto di sottosegretario Guido Corsetto? Lo ha spiegato in una conferenza stampa il ministro della difesa Ignazio La Russa, affiancato per l'occasione dal generale Vincenzo Camporini, capo di stato maggiore della Difesa, e da Ivan Resce, generale di corpo d'armata nonché, anzi soprattutto, direttore generale dei lavori e del demanio militare. La Russa esegue gli ordini e precorre i tempi. Gli ordini sono quelli contenuti nel decretone economico estivo di Giulio Tremonti, convertito con la famigerata legge 133 dell'8 agosto 2008. Lì il ministro delle cartolarizzazioni e della finanza creativa prevedeva la «valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico»: il ministero della difesa ne ha una fetta molto consistente, per quantità e qualità degli immobili e dei terreni. I tempi da precorrere, invece, sono quelli del disegno di legge 1373, presentato al senato il 18 febbraio e attualmente all'esame della commissione difesa. Il Ddl 1373 è composto da due articoli. Il primo prevede norme per la tutela dei marchi e dei simboli delle forze armate. Quello importante è il secondo, che crea la Società Difesa Servizi spa. Il sito del ministero spiega che nello stand al Mipim «sarà possibile prendere visione delle tipologie d'immobili in uso alle Forze Armate e presentare alcune importanti novità procedurali, con un approccio prettamente imprenditoriale, inerenti alla compravendita, permuta e usufrutto degli immobili che saranno alienati dalla Difesa». Per questo, continua il mininistro «è stato già avviato il processo di individuazione di tutti i possedimenti demaniali che, in relazione alle loro caratteristiche strutturali, di posizione e di possibile utilizzazione commerciale potrebbero essere posti sul mercato. Si tratta in particolare di costruzioni riconvertibili ad usi civili in specifici settori di interesse, quali quello propriamente residenziale o professionale (come lo Stabilimento Genio Pavia), quello industriale (l'Arsenale Militare di Taranto) e quello turistico-alberghiero (il Palazzo Brasimi di Taranto e il Castello Aragonese di Brindisi)». Lo strumento per avviare questa colossale operazione immobiliare-commerciale appunto la Società Difesa Servizi spa. La relazione che accompagna il disegno di legge è molto esplicita. Negli obiettivi della nuova società, al punto A c'è proprio la "valorizzazione del patrimonio immobiliare" secondo quanto previsto a suo tempo da Tremonti. Lo stand al Mipim indica la difesa ha fretta di procedere. Quindi, l'iter della legge sarà molto spedito. Secondo alcune fonti parlamentari, si potrebbe arrivare a conclusione entro l'estate. Per evitare, anche, la prevedibile opposizione. Non quella della Pd, che anzi si Prepara ad approvare tutta la grande manovra, ma quella dei sindacati di base Rdb-Cub del comparto difesa, i primi e finora gli unici a lanciare l'allarme. "Siamo preoccupati innanzi tutto per gli effetti occupazionali della manovra avviata dal governo dice Massimo Solferino, dell'Rdb Difesa Ma anche per la ricaduta sociale di un'operazione immobiliare cosi grande che sottrae aree comunque pubbliche, anche se militari, e le consegna al mercato". Le preoccupazioni di Solferino sembrano fondate. I commi 9 e 10 dei ddl 1373 prevedono che alla nuova Società possano essere trasferiti i dipendenti civili e militari del ministero, grazie al «rapporto interorganico» che sussisterà tra la Difesa Servizi spa e il ministero stesso, che avrà il 100 per cento del capitale. Nel passaggio dal ministero alla società. però, cambia la natura del contratto: il comma 9 dice esplicitamente che il rapporto di lavoro sarà di natura privatistica. Un cambiamento che non è mai stato discusso con i sindacati dei 35 mila dipendenti civili della difesa. La nuova Società non si limiterà a «valorizzare» il patrimonio. Tra i compiti previsti nel ddl 1373 c'è anche quello di regolare il "procurement", cioè la fornitura di beni e servizi, per le attività "non operative" del ministero. Quali siano queste attività, lo deciderà il ministro La Russa con un decreto ministeriale e lo stesso La Russa, di concerto con il ministro delle finanze, nominerà il consiglio di amministrazione e anche il collegio dei sindaci della nuova Società. Azionista, controllore e controllato coincidono perfettamente, tanto più che il disegno, di legge prevede che del cda possano far parte anche militari in servizio attivo. Il modello implicito di riferimento sono i programmi di "snellimento" introdotti dal Pentagno nella seconda metà degli anni ottanta, quando sotto Reagan si avviò la privatizzazione di alcuni servizi per le forze armate. Fu l'avvio dell'uso dei contractors privati che dalle lavanderie e dalle mense sono arrivati in meno di venti anni ai servizi di scorta e al campo di battaglia. Perché tutto ciò? La ragione immediata è economica. le forze armate prevedono tagli ai loro bilanci e, come indica la relazione tecnica al ddl 1373, cercando di dotarsi di uno strumento di «autofinanziamento» per gravare il meno possibile sul bilancio dello stato. La ragione di lungo periodo, però, potrebbe essere un'altra. Se e quando i programmi di integrazione delle forze armate europee dovessero andare avanti come si deve, l'Italia come tutti gli altri paesi dell'Unione, si troverà a dover tagliare pesantemente l'organico delle proprie forze armate. Si parla già di esuberi per 30-40 mila militari, soprattutto dei ranghi intermedi (sottufficiali e marescialli). Il ridimensionamento avrebbe come conseguenza naturale altri tagli ai bilanci, con riduzione dei contratti con le industrie della difesa. Soprattutto, sarà difficile in futuro giustificare politicamente bilanci della difesa nell'ordine dei 24 miliardi di euro se non ci sono gli uomini e le donne in divisa. Il meccanismo di autofinanziamento potrebbe salvare industrie e generali, facendo quasi coincidere l'interesse delle prime con quello dei secondi, e senza, apparentemente, pesare sul bilancio dello stato. Apparentemente: perché come dice la brochure ministeriale portata al Mipim, «le operazioni immobiliari che il Ministero della Difesa italiano si appresta ad avviare riguarderanno installazioni di più rilevante valore commerciale, quelle cioè che sono in grado di offrire un ventaglio di maggiori possibilità di riconversione ad uso civile e di nuova costruzione, singoli edifici di particolare pregio architettonico o grandi strutture, quali comandi e caserme, che si trovano ormai inglobati nel centro cittadino o, comunque, nel tessuto urbano delle più importanti città d'Italia». Aree quindi che potrebbero essere restituite a un uso veramente pubblico o magari trasferite agli enti locali e alle regioni. I profitti della grande manovra immobiliare, invece, andranno interamente al ministero della difesa ed eventuali nuovi interventi nelle aree alienate saranno in deroga ai piani regolatori. Ma perché si dovrebbe comprare una caserma o un arsenale? Il ministero risponde che la Difesa Servizi spa «consentirà di snellire le procedure attualmente in vigore in materia di compravendita, permuta e impiego industriale delle aree di interesse per la produzione di energia». Energia? Una delle ipotesi per l'Arsenale di Taranto, per esempio, è che nell'area in dismissione si potesse piazzare un inceneritore per rifiuti. Tutto ciò è di là da venire, anche se dietro l'angolo. Per ora, il ministro La Russa si limita ad eseguire gli ordini e a giocare d'anticipo. L'Agenzia ancora non esiste, ma è come se lo fosse. Almeno così allo stand di Cannes si presenta il governo: «Le Forze Armate d'Italia vantano un retaggio di storia e di tradizioni fra le più antiche d'Europa se non del mondo. Per questo, il patrimonio immobiliare del Ministero della Difesa, una volta reso accessibile alla fruizione dell'imprenditoria del settore, si rivelerà una novità di assoluto e variegato interesse poiché la gran parte delle installazioni militari in Italia rappresentano ed offrono una consistenza storica, architettonica e paesaggistica di inestimabile retaggio tradizionale. Una eredità nazionale di grande valore». Perciò bisogna venderla. 18 marzo 2009 - La Nazione Ipercoop, sindacati battuti dalle
rappresentanze di base Sarzana - I COMITATI di base entrano a «gamba tesa» all'Ipercoop e sbaragliano i sindacati confederali. Le elezioni venerdì e sabato scorsi dopo 17 anni hanno cambiato la mappa della Rsu aziendale «bocciando» i Cgil, Cisl e Uil che hanno registrato una notevole perdita di consensi. Le elezioni, che hanno visto votare due terzi del personale di Ipercoop, hanno visto la Rdb/Cub raggiungere la Cgil come numero di preferenze (82 entrambi) ma è dei comitati di base la delegata più votata. Roberta Ceccarelli infatti ha conquistato 27 preferenze, contro le 21 di Lorenza Baudone (prima della lista Cgil), i 13 di Valentina Manfredini della Uil. Solo sei voti per Sabrina Pinza della Cisl, gli unici voti raccolti dalla sua lista. ELEZIONI attese da oltre un anno. Tanto ci è voluto infatti per il rinnovo della Rsu scaduta circa dodici mesi fa dopo i tre anni regolari di mandato. A «salvare» i sindacati confederali ci hanno pensato le regole di nomina della Rsu nel settore privato che su 12 posti ne assegnano 4 fissi, indipendentemente dai voti, a Cgil, Cisl e Uil. Così la Cgil, malgrado abbia ottenuto lo stesso numero di voti della Rdb/Cub, avrà due delegati in più. Sono tutti scelti dagli 82 dei circa 300 lavoratori di Ipercoop che l'hanno votati i tre rappresentanti dei Comitati di base nati a novembre che si presentavano per la prima volta in 17 anni dall'apertura dell'ipermercato sarzanese. Eletti dunque Roberta Ceccarelli (27 voti), Claudio Antonelli (21), Monica Franceschini (20). Per la Cgil, che ha perso il 30 per cento passando da 110 circa a 82 voti, tre i rappresentanti eletti dal lavoratori e 2 in più concessi dalle norme. Sono Lorenza Baudone (21 voti), Maria Pia Pozzi (16), Andrea Bianchi (14), ai quali si aggiungono Cinzia Marianetti (12), Juri Bologna (9). Dimezzate le preferenze per Uil, passata da 92 a 46 voti, e Cisl. La Uil ha eletto Valentina Manfredini (13 voti) e Andrea Ginesi (10), ai quali si aggiunge Catia Roscelli (8). Uno solo il rappresentante di diritto della Cisl per i 6 voti raccolti da Sabrina Pinza. GRANDE soddisfazione per il Comitato di base che in pochi mesi ha raccolto l'insoddisfazione di molti verso i sindacati confederali e ottenuto fiducia. Un risultato ottenuto non senza difficoltà, e cercando di contrastare le azioni di boicotaggio registrate. Il sindacato autonomo, che ora ha tra i primi obiettivi la nomina dei rappresentanti per la sicurezza, ha già organizzato per stasera alle 21 al circolo Arci di Battifollo l'incontro con il delegato nazionale e rappresentante regionale Luigi Casali, aperto a tutti i lavoratori dell'ipermercato per gettare le basi del lavoro futuro. 18 marzo 2009 - EPolis Roma Via Pincherle. Gli inquilini contro il consigliere municipale: «Ha manovrato le vendite»Occupata la sede dell'Udc. Capoccia: "Sono sereno" Oggi previsto l'incontro con Ciocchetti: «Non ci sia speculazione politica sul partito»
Roma - «Sono sereno e consapevole di aver fatto il massimo
nel tutelare tutte le famiglie che a maggio del 2008 hanno ricevuto la lettera di opzione
di acquisto da parte della proprietà Fata Generali per gli immobili siti in via Pincherle
153 e 169»: risponde così Francesco Capoccia, consigliere municipale dell'XI al termine
di una lunga giornata che lo ha visto protagonista nella vicenda di via Pincherle.
Perchè, secondo quanto scritto da un quotidiano, ci sarebbe la sua mano dietro la vendita
degli appartamenti occupati e no, della palazzina al centro di un braccio di ferro tra la
proprietà (le Generali assicurazioni) e la Regione Lazio che con l'Ater aveva fatto
un'offerta per comprare gli appartamenti. «Aver avvisato le molte famiglie sulla
difficoltà di realizzazione di quanto promesso, ha attirato su di me il livore politico
di chi, politicamente avversario, sapeva di illudere con false promesse. Mai alcun agente
immobiliare è stato da me portato a vedere appartamenti liberi o occupati, mai ho
conosciuto o avuto rapporti con i personaggi politici che dicono aver comprato degli
appartamenti occupati in zona», prosegue l'esponente dell'Udc. Intanto, questa mattina,
il segretario regionale dell'Unione di centro, Luciano Ciocchetti va a via Pincherle per
parlare con gli inquilini. La Vicenda Francesco Capoccia, secondo il "Riformista" sarebbe il manovratore delle vendite degli appartamenti. Avrebbe ricevuto per primo la notizia della vendita per via del lavoro del padre alla Fata e avrebbe favorito l'acquisto degli appartamenti da parte di esponenti politici e amministratori del suo partito. 18 marzo 2009 - La Repubblica Il caso Università, il rettore firma con i Cobas Genova - Il rettore dell´Università di Genova firma un
documento dei sindacati di base, Rdb-Cub. Un gesto quantomeno inusuale, se non clamoroso,
quello che Giacomo Deferrari ha voluto compiere per dimostrare (e forse secondo un altro
punto di vista ostentare un po´) il suo totale disaccordo sul processo di trasformazione
delle Università italiane in Fondazioni. E dunque, anche di quella genovese. In base ai fondi stanziati, per ogni
operaio ci sono a disposizione circa 500 euro Bari - Cinquecento euro ad operaio. Mezzo mese di
stipendio. A tanto ammontano i fondi per gli ammortizzatori sociali messi a disposizione
dal governo Berlusconi. Per fronteggiare la crisi economica più grave dal secondo
dopoguerra, da Roma sono stati messi a disposizione dei lavoratori pugliesi solo 10
milioni di euro per quasi ventimila lavoratori in cassa integrazione. «Briciole - taglia
corto l´assessore regionale al Lavoro, Marco Barbieri - prima della crisi avevamo chiesto
70 milioni di euro. Adesso che la situazione si sta aggravando, sarebbe insufficienti
anche quelli. Eppure da Roma i soldi sono arrivati con il conta gocce. E, per un mese, non
abbiamo potuto neanche sfiorarli». Netturbini in sciopero, città
sporca, il crac Amia irrompe nelle strade Palermo - Una città sommersa dalle cartacce e con i
cestini stracolmi di rifiuti. È quella che ieri mattina si sono trovati davanti tutti i
palermitani. Il motivo di questa ennesima emergenza rifiuti? Lo sciopero indetto da due
sigle sindacali autonome per i lavoratori di Amia Essemme, la società partecipata di Amia
dove nel 2006 sono stati stabilizzati 900 Lsu e che si dovrebbe occupare dello spazzamento
delle strade e dello svuotamento dei cestini. «Abbiamo indetto lo sciopero, che durerà
anche nei prossimi giorni, perché chiediamo investimenti dell´Amia per garantire la
sicurezza degli operai, costretti a lavorare con mezzi vecchi e senza alcun dispositivo di
protezione, come guanti e scarpe», dice Paolo Di Gaetano della Rdb che ieri mattina,
insieme al sindacato Alba, ha organizzato un corteo che si è snodato per le vie del
centro facendo andare il traffico in tilt. «Abbiamo incontrato Salvatore Cianciolo,
responsabile della task force regionale perché del nostro problema si deve occupare il
governatore Raffaele Lombardo - continua Di Gaetano - L´Amia è al dissesto e temiamo per
il futuro dei lavoratori di Amia Essemme». La protesta "Case, favori a politici" sit-in sotto la sede Udc Roma - Una ventina di inquilini di via Pincherle ha occupato la sede Udc di via dei due Macelli per chiedere l´espulsione dal partito di un consigliere municipale. Quest´ultimo «avrebbe fatto comprare ad amici e conoscenti del suo e di altri partiti» ha detto Paolo Di Vetta del sindacato Rdb «una decina di appartamenti». Replica Luciano Ciocchetti, segretario romano Udc: «No a speculazioni politiche, oggi vedo gli inquilini». 18 marzo 2009 - Liberazione Mentre gli abitanti cercavano di non perdere gli appartamenti,deputati e consiglieri spingevano amici e colleghi a comprare Roma, via Pincherle feudo politico, case a parenti e non agli inquilini di Daniele Nalbone Roma - Dobbiamo risalire all'aprile dello stesso anno, esattamente al giorno 9. Perché in quella data il consigliere dell'XI Municipio, Francesco Capoccia (Udc), residente proprio nello stabile in questione, invia ai suoi condomini una lettera avente come oggetto "Vendita degli immobili via Salvatore Pincherle 153 e 169". «Evidentemente» denunciano gli inquilini «papà Leopoldo, che per Fata lavorava da anni, aveva notizie di primo pelo da passare al figlio che potevano risultare comode in fase di campagna elettorale» visto che da li a pochi giorni si sarebbe votato per la carica di Presidente di Municipio, alla quale Francesco partecipa, perdendo, come rivale di Andrea Catarci. «Vista la concreta possibilità» si legge nella lettera «della vendita da parte della Fata degli immobili, la cooperativa Sant'Egidio Srl ha presentato una proposta libera di acquisto avente ad oggetto gli stessi per poi trasferire a ciascun inquilino la proprietà esclusiva dell'immobile». In fondo alla lettera il suo telefono per raccogliere eventuali adesioni. Un atteggiamento molto premuroso se non fosse che «si trattava di una presa in giro, visto che la promessa dietro la quale firmammo la delega a trattare per noi era su una cifra di 1500-1800 euro al metro quadro» denuncia una condomina del sig.Capoccia «quando invece il mio appartamento è stato valutato 3300 euro». A luglio intanto iniziano le ufficiali manovre da parte della Fata per la vendita degli immobili: chi non riesce a trovare i soldi per portare a termine l'operazione annunciata da Capoccia mesi prima si organizza in un comitato e chiede l'intervento delle istituzioni. Inizia così una trattativa-farsa fra la Regione Lazio e l'Ater da una parte e Area Mestre dall'altra, una società partecipata della Giacomazzi che il 22 dicembre rileva i 116 immobili inoptati dalla Fata: prima di questa compravendita, però, la compagnia assicurativa aveva pensato bene, fra il 19 e il 22 dicembre, di vendere cinque immobili - nonostante la parola data in sede di trattativa alle istituzioni che non si sarebbero alienate unità immobiliari a terzi - a parenti stretti dei politici salernitani Antonio Frunzi, (Udc, che rileva 2 appartamenti) ex sindaco e attuale consigliere comunale di San Gregorio Magno, Gaetano Pascarella, (area Ds, adesso Pd) ex sottosegretario alla Pubblica Istruzione nell'ultimo governo Prodi, e Marzio De Nardo, (area dc) eletto in lista civica consigliere del comune di Bracigliano. Intanto riprendono le trattative per gli immobili inoptati, ora rimasti 111. Si spera, stavolta, in una vera trattativa ma anche questa volta sparisce dal tavolo una altro appartamento, acquistato in data 7 gennaio da Ganino Caterina, residente a Buccino (Salerno), con conto corrente bancario presso la MPS di S.Gregorio Magno e uno stretto parente impegnato in politica, l'ex sindaco di Sora Francesco Ganino, ex Udc ora Pdl. «L'iter è chiaro - commentano dal comitato inquilini - mentre delle "teste di legno" di Fata prima e Giacomazzi poi trattano con le istituzioni, il consigliere Capoccia riceve visite da parte di agenti immobiliari per mostrar loro appartamenti vuoti o, purtroppo, ancora locati. Anche ben oltre l'ora di cena, quasi di nascosto». Mentre raccogliamo la denuncia dei condomini, arriva di corsa un'altra "inquilina resistente" che ci porta una lettera, datata 5 marzo, che ha dell'assurdo: è di una "prossima acquirente" di una porzione del suo immobile (visto che questo è composto da due unità) che vorrebbe formularle, tramite lo studio legale associato Rbs&Adt Law, «una proposta economica (leggasi buonuscita) per la liberazione dell'appartamento». Ovviamente con opere murarie di divisione a carico della nuova proprietà. Intanto gli inquilini continuano nella loro lotta e, mentre lo studio associato compila la lettera, in Prefettura si tiene un incontro in cui Giacomazzi ribadisce il rifiuto dell'offerta della Regione Lazio per l'acquisto degli immobili per una cifra superiore del 10 per cento rispetto a quanto speso da Area Mestre appena due mesi prima. Quindi viene comunicato che sono in fase avanzata di vendita 98 appartamenti e che nessuno di essi sarà venduto agli attuali inquilini, peraltro non al corrente dell'operazione. Mentre l'avvocato Perticaro, messo a disposizione delle famiglie di via Pincherle da AS.I.A. RdB, presenta denuncia presso la Procura della Repubblica «per vederci chiaro sull'ormai palese intento speculativo messo in moto da Fata prima e Area Mestre ora e sui legami di queste con le banche popolari di Lodi e Novara, ree di aver concesso prestiti per 43 milioni a una società (Area Mestre) che nasce nel 2007 con una perdita in bilancio di 27mila euro e un capitale sociale di appena 115mila, la farsa continua: il 6 marzo due coniugi di Portici (Napoli) stipulano un contratto di compravendita con Area Mestre per un appartamento al secondo piano. E ora? Dopo l'occupazione della sede delle Generali di piazza Venezia di giovedì scorso e il partecipato corteo di venerdì, che ha visto in piazza l'intera Rete romana per il diritto all'abitare, gli "inquilini resistenti" sono riusciti a strappare un tavolo convocato dal Prefetto di Roma per il 27 marzo - in realtà in programma oggi ma spostato da Giacomazzi - tra la proprietà attuale, la Fata Assicurazioni, le Generali, la Regione Lazio, il Comune di Roma e il Municipio XI: «Il problema è che da qui a venerdì 27 chissà quanti rogiti toglieranno casa a inquilini ultrasessantacinquenni. E' inconcepibile che le vendite continuino nonostante un prefetto contrario e delle istituzioni pronte a risolvere la situazione. Questa è la prova di come le amministrazioni non possano far nulla per fermare il mostro delle speculazioni immobiliari». Intanto, però, politici campani democristiani stanno "colonizzando" via Pincherle. 18 marzo 2009 - L'Unità Precari pubblici Il ministro Brunetta ha presentato il suo monitoraggio sui «lavoratori atipici» nella Pubblica amministrazione. I dati sono attendibili quanto una previsione del mago Otelma. Si tratta di un 10 per cento sul totale delle amministrazioni (7 provincie su 110, ad esempio). Emerge che i precari sarebbero solo 3 mila di cui i «regolarizzabili» (concorso vinto e tre anni di contratto) solo 1.125 (di questi gli enti chiedono lassunzione di 787). «Se sono così pochi perché non li assume tutti?», ha replicato Podda (Cgil). Qualche notizia Brunetta però lha data. Per esempio «sembra che i vincitori di concorso non siano pochissimi» e che negli enti di ricerca «le regolarizzazioni ci sono già state» con «2mila co.co.co. già a casa». Poi ha ribadito «linvito a diretti interessati a segnalare la loro presenza negli enti». Rdb e Cgil lhanno raccolto: sta partendo lautodenuncia.(M.FR.) 18 marzo 2009 - Il Padova La Protesta. Ieri il sit-in per non
dover denunciare i clandestini Padova - Una cinquantina di persone tra medici e appartenenti a 14 associazioni si sono incontrati ieri sotto la prefettura per dire no all'obbligo di segnalazione dei cittadini extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno. In una lettera indirizzata al prefetto Michele Lepri Gallerano l'associazione promotrice Razzismo Stop chiede la bocciatura dell'emendamento all'articolo 35 del Testo Unico in materia di Sicurezza che dovrebbe introdurre le modifiche in materia. Secondo recenti dati il calo dell'accesso agli ambulatori medici in Veneto dopo l'annuncio del provvedimento è stato in alcuni casi del 20 per cento. Alcuni infermieri denunciano il rischio che prendano piede sistemi di cura "paralleli" e non controllati. "Dedichiamo questa giornata a Joy, una ragazza nigeriana che a Bari ha preferito morire di Tbc piuttosto che farsi curare e rischiare la denuncia" spiega il protavoce Luca Bertolino. Alla protesta hanno preso parte anche medici e sanitari, nonché rappresentanti di Caritas, Emergency, Medici Senza Frontiere, Adl, Rdb Sanità e Associazione Mimosa. Da alcune settimane nella sede di Razzismo Stop in via Gradenigo è attivo uno sportello di consulenza per medici e volontari che lavorano nel settore. Lo sportello risponde al numero 800 680 893.(SIL.FA.) 18 marzo 2009 - Il Centro Sanità, altro presidio dei
sindacati PESCARA - La pianta organica della Asl è pronta per essere
deliberata. Sulla base di questo strumento si discuterà nelle prossime settimane anche
del destino dei precari. Sono queste le risposte che Rdb, Cobas e Comitato precari sono
riusciti a ottenere ieri dal manager della Asl Claudio DAmario, dopo un presidio di
protesta allesterno e poi allinterno degli uffici della direzione generale. Le
tre sigle ritengono che non ci sia tempo da perdere e annunciano per domani un altro
presidio, nei locali della Regione. 18 marzo 2009 - Il Messaggero Pescara. Picchetto di precari davanti la sede della direzione generale della Asl... Pescara - Picchetto di precari davanti la sede della direzione generale della Asl. Anzi di ex precari oggi disoccupati. Un sit-in che è iniziato alle nove di ieri mattina per terminare a mezzogiorno. La manifestazione è stata organizzata da Rdb-Cobas che sta cercando una soluzione per i circa 700 precari della sanità abruzzese che hanno perso il posto di lavoro. «Purtroppo - spiega Mario Frittelli di Rdb - al momento non ci sono ancora soluzioni concrete e la nostra protesta serve a tenere alta lattenzione sulle vicende umane di settecento famiglie che devono fare i conti con mutui, figli e spesa quotidiana». Una buona notizia, al termine della mattinata, invece, sembra provenire dalla direzione generale; pare che entro venerdì il direttore generale Claudio DAmario approverà la delibera che riguarda la pianta organica. Quello sarà il momento della verità: si conosceranno i bisogni di personale per ogni singolo ufficio e dipartimento ed anche i precari potranno sapere, finalmente, cosa li aspetta. Tra le prime indiscrezioni filtrate, una riguarda gli infermieri a tempo determinato dei reparti di pediatria, chirurgia pediatrica, nido e neonatologia. In servizio ne sono otto, in pianta organica ne sarebbero previsti uno o al massimo due. Difficile, dunque, far quadrare i conti.(L.Tr.) 18 marzo 2009 - Il Napoli «Immigrati esasperati e lasciati in strada» Napoli - "Un'aggressione non ha mai alcuna giustificazione ma bisogna dire che gli ambulanti immigrati a Napoli sono davvero esasperati". Aboubakar Soumahoro, responsabile dellufficio immigrazione del RdB Cub è ad un seminario a Milano sul nuovo pacchetto sicurezza e cita una nuovissima circolare del Ministro Sacconi per spiegare ciò che stra accadendo a Napoli. "Il ministro ha chiesto agli ispettori dell'Inps di aumentare i controlli sulle imprese etniche". E dice: "Denuncio un clima culture pesante che si respira nel paese e si riverbera localmente". "Esprimo solidarietà ai vigili aggrediti ma è inutile nascondere che nessun assessore del comunale negli anni ha voluto allestire i mercatini etnici". Soumahoro fa un esempio: "Il mercatino delle rampe Filangieri sembrava dovesse aprire gli operatori immigrati versarono anche le tasse poi il nulla". "Le leggi vanno sempre rispettate - conclude - ma sarebbe opportuno evitare di fare furbe generalizzazioni".(AR.CA.) 18 marzo 2009 - La Sicilia Palermo. I dipendenti dell'Amia non ci stanno...di Michele Guccione Palermo - I dipendenti dell'Amia non ci
stanno. Dionisio Giordano, segretario della Fit-Cisl, annuncia che sarà sciopero se Amia
e Comune tarderanno ancora il varo del nuovo piano industriale col conseguente aumento del
contratto di servizio. Senza mezzi e con stipendi al contagocce, gli addetti alla raccolta
assicurano il servizio e subiscono le conseguenze della stabilizzazione di 900 Lsu
all'Amia Essemme, addetti allo spazzamento. É accaduto, ad esempio, che denunce per
assenteismo fatte da cittadini contro spazzini si siano tramutate in avvisi di garanzia
che coinvolgono pure addetti alla raccolta. Il deficit dell'azienda ha diviso il fronte,
fra dipendenti Amia e sindacati confederali con cui è schierata parte degli spazzini,
contro dipendenti Essemme e sindacati autonomi. Il clima è pesante, si sussurra di
episodi di intimidazioni. 18 marzo 2009 - Il Messaggero Veneto LINIZIATIVA Gorizia - Sabato la sezione provinciale di Gorizia del
partito di Alternativa comunista organizza per i propri iscritti, e in collaborazione con
lassociazione Nostro tempo, un seminario di studio sulla crisi economica del
capitalismo mondiale e i suoi effetti socio-politici. Si parlerà di come la
finanziarizzazione delleconomia e lenorme massa di capitali speculativi
«abbiano intensificato si legge in una nota lo sfruttamento dei lavoratori
e, a fronte di una crescita enorme della massa di dividendi e rendite, abbiano condotto
verso una nuova crisi di sovrapproduzione di merci, preceduta dalla crisi finanziaria dei
subprime americani, crisi che loligarchia capitalistica e i suoi governi vogliono
far pagare alla stessa classe lavoratrice». 18 marzo 2009 - Città Oggi web Lavoratrici assunte da una
cooperativa che non percepiscono lo stipendio da 3 mesi Magenta - Il mercato del lavoro sta passando giorni infelici in tutto il Magentino. Una boccata di ossigeno doveva arrivare dal nuovo polo logistico della Lindt di strada Boffalora capace di portare circa 260 posti di lavoro e far tornare il sorriso sulla bocca delle famiglie. A conti fatti però, non sta garantendo quello che molti speravano. Ecco allora che ci si ritrova con persone che da tre mesi non percepiscono lo stipendio e che vedono il futuro sempre più nero visto che la cooperativa per la quale lavoravano il 31 marzo potrebbe lasciare Magenta. Non cè ancora nulla di certo, ma il commento di parecchie donne è unanime. Come stanno effettivamente le cose è ancora presto per dirlo. Solo una decina sono i dipendenti della Lindt veri e propri perché gli altri sono stati assunti dalle due cooperative alle quali la nota azienda che si occupa di cioccolato ha appaltato i settori "imballaggi" e quello di "carico e scarico". "Lultimo stipendio che ho percepito risale al 10 dicembre e riguardava il mese di novembre", ha commentato una lavoratrice di una delle due cooperative. Un dato di fatto che per molti vuol dire crisi nera. Tanto più che parecchi spiegano di essere stati assunti con contratto a tempo indeterminato. "Ciò che è stato fatto in termini di assunzioni non riguarda direttamente la Lindt spiegano dallufficio comunicazione dellazienda di Induno Olona In ogni caso teniamo a precisare che il polo di Magenta rimarrà il cuore strategico dellazienda, fondamentale non solo per il mercato italiano, ma anche per quello europeo in generale. E impensabile investire in maniera così decisa e pensare di abbandonare tutto dopo due anni. La Lindt rimarrà". Basta passare davanti allimponente polo di strada Boffalora per notare il via vai di mezzi pesanti che trasportano cioccolato. Pochissime le auto in sosta nel cortile interno. Dal 31 marzo in avanti potrebbe accadere che unaltra cooperativa rilevi lattività di quella precedente. Ma le lavoratrici esigono chiarezza. Per laltra cooperativa che si occupa di scarico e carico lavorano tra le 40 e le 70 persone. "Variano a seconda dei periodi stagionali continuano dalla Lindt con picchi nelle alte stagioni". E cè addirittura una cooperativa che per entrare alla Lindt aveva a suo tempo assunto alcune persone. Ma non ottenne lappalto e per gli assunti fu la fine di unillusione. Quindi da un lato la Lindt assicura che il polo magentino sarà il core business dellazienda, dallaltro cè la preoccupazione delle lavoratrici. E la prossima settimana la Cub (Confederazione Unitaria di Base) di Magenta organizzerà un presidio. Un volantinaggio fuori dalla Lindt per sensibilizzare lopinione pubblica sulla situazione. 18 marzo 2009 - Il Giornale di Vicenza SCUOLA Vicenza - Oggi gli insegnanti e il personale Ata della scuola aderiranno allo sciopero proclamato da Flc-Cgil, Gilda, Cobas e Cub scuola, per la salvaguardia della scuola pubblica, delluniversità e della ricerca. Il Partito socialista vicentino esprime la solidarietà a questo sciopero. 17 marzo 2009 - Agi ROMA: INQUILINI DI VIA PINCHERLE OCCUPANO SEDE NAZIONALE UDC(AGI) - Roma, 17 mar. - Gli inquilini di via Pincherle 153/169 stanno occupando la sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli a Roma, per denunciare il coinvolgimento di alcuni esponenti del partito nella vendita dei 116 alloggi inoptati dagli inquilini nell'ambito della dismissione del patrimonio immobiliare di Fata/Generali, ceduto ad Area Mestre/Giacomazzi lo scorso dicembre. "Nella gestione della vendita degli appartamenti a terzi - si legge in una nota firmata Rdb-Cub - risulta infatti coinvolto il consigliere del Municipio XI Francesco Capoccia (Udc), residente nello stabile in questione, che avrebbe favorito l'acquisto degli appartamenti da parte di esponenti politici e amministratori del suo partito, ma non solo". Alle 12.30 e' convocata una conferenza stampa in via Due Macelli. 17 marzo 2009 - Apcom Casa/ Inquilini via Pincherle
occupano sede nazionale Udc a Roma Roma, 17 mar. (Apcom) - E' in corso l'occupazione della sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli a Roma da parte degli inquilini di via Pincherle 153/169 per denunciare il coinvolgimento di alcuni esponenti del partito nella vendita dei 116 alloggi inoptati dagli inquilini nell`ambito della dismissione del patrimonio immobiliare di Fata/Generali, ceduto ad Area Mestre/Giacomazzi lo scorso dicembre. Lo rende noto un comunicato Asia-Rdb. Gli inquilini hanno ricevuto garanzie dal segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, su un incontro con Luciano Ciocchetti alle 14. "Stanchi di tante promesse - si legge nella nota - hanno però deciso di rimanere all`interno della sede Udc, mentre fuori altri continuano il volantinaggio di protesta, alla presenza delle forze di polizia giunte sul posto". 17 marzo 2009 - Ansa P.A: RDB-CUB, AUTODENUNCIA COME TUTELA DA CONTROLLI PRECARI ROMA - (ANSA) - ROMA, 17 MAR - In segno di protesta contro il monitoraggio dei contratti di lavoro atipici avviato dal ministro Renato Brunetta nella pubblica amministrazione i sindacati di base invitano i precari pubblici ad autodenunciarsi e a partecipare alla manifestazione nazionale del 28 marzo. "Il ministro ha poco da contare se il fine è quello di licenziare", afferma in una nota Carmela Bonvino, della federazione nazionale Rdb-Cub. "Invitiamo - spiega - tutti i precari pubblici ad autodenunciarsi al ministro come forma di autotutela e di protesta, utilizzando il modulo che è scaricabile dal nostro sito". La federazione Rdb-Cub considera il controllo sui contratti atipici promosso da Brunetta, "in applicazione di quello che è ancora un disegno di legge (Atto Senato 1167)", "l'ennesimo atto della campagna di cattiva informazione intrapresa dal ministro contro i precari e il lavoro pubblico". Sempre secondo i sindacati di base si tratta di "operazioni che comporteranno la reale perdita di posti di lavoro e di futuro per alcune centinaia di lavoratori precari storici, non stabilizzati o stabilizzabili". CASA: VIA PINCHERLE; DOMANI CIOCCHETTI INCONTRERÀ INQUILINI (ANSA) - ROMA, 17 MAR - «Sulla vicenda degli immobili di via Pincherle respingiamo con forza la speculazione politica fatta in queste ore e convochiamo per domani mattina alle 10, proprio a via Pincherle, un incontro con gli inquilini per chiarire definitivamente la posizioni dell'Udc». Lo afferma in una nota il segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti, dopo l'occupazione della sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli da parte degli inquilini di via Pincherle 153/169 avvenuta stamani. Dopo aver incontrato Ciocchetti, l'Asia Rdb ha sottolineato che «nel corso dell'incontro il segretario ha affermato l'estraneità dell'Udc a operazioni di compravendita immobiliare e ha difeso l'operato del consigliere municipale Capoccia». Da parte sua Ciocchetti ha ribadito che «la nostra azione sarà quella di difendere e aiutare tutti i residenti a rimanere negli alloggi. Chiarito questo mi chiedo come mai si specula politicamente sull'Udc invece di chiedere alla Regione Lazio e al Comune di Roma, che hanno gli strumenti, soluzioni in merito. Per il momento - conclude - tutto tace e nessuno li ha chiamati in causa». 17 marzo 2009 - Dire BOLOGNA. SINDACATI: VIOLEREMO 'ZONA
ROSSA', QUESTURA TOLLERI (DIRE) Bologna, 17 mar. - La Questura di Bologna ha vietato il percorso proposto dai sindacati di base per il corteo di sabato pomeriggio -di protesta contro il divieto del Prefetto di manifestare nel weekend- ma loro danno ugualmente appuntamento alle 15.30 in piazza Nettuno. L'intenzione, scrivono Rdb, Cobas e Sdl in una nota, e' violare la 'zona rossa' il divieto e far sfilare il corteo con lo stesso percorso che era stato chiesto (Rizzoli, Ugo Bassi, Prefettura), nonostante piazza Galilei abbia dato prescrizioni e suggerito agli organizzatori un tragitto alternativo (piazza San Francesco, piazza Malpighi, via IV Novembre, Prefettura). "Ci auguriamo che prevalga il buonsenso e che la Questura permetta una manifestazione pacifica di lavoratori", manda a dire Massimo Betti delle Rdb, che accusa Questura e Prefettura di Bologna di mettere in atto "forme di terrorismo psicologico", a causa delle quali, probabilmente, le fila dei lavoratori in piazza sabato si assottiglieranno. Intanto, questa mattina i sindacati di base, come annunciato, hanno presentato ricorso al Tar contro le prescrizioni ricevute dalla Questura e contro l'ordinanza prefettizia e il decreto Maroni che ne e' stato origine. Per i sindacati di base sono norme "incostituzionali, in contrasto con l'articolo 17 della Costituzione". Se la speranza e' che i giudici amministrativi dell'Emilia-Romagna possano affrontare la questione in via urgente e pronunciarsi sulla sospensiva prima di sabato, i sindacati di base annunciano una guerra lunga. "Andremo anche al Consiglio di Stato se necessario". E Betti rilancia fin da ora la manifestazione nazionale del 28 a Roma. Intanto, arrivano altre adesioni al corteo di sabato. Dopo i collettivi universitari e centri sociali Vag 61 e Crash, anche il Partito comunista dei lavoratori assicura la propria presenza. Nell'aderire alla manifestazione indetta dai sindacati di base, il Partito comunista dei lavoratori in una nota si scaglia contro "il governo piu' reazionario del dopoguerra". Quello che si sta instaurando e' un "regime autoritario" con il quale "si proibiscono le manifestazioni nei centri cittadini e si comprime il diritto di sciopero". Per il Pcl e' un "tentativo di tutelarsi anticipatamente dalla possibilita' di un'autentica esplosione sociale tra i lavoratori e le classi popolari, le cui condizioni di vita vengono messe in discussione dalla drammatica crisi dell'economia capitalista". A tutto questo il Pcl dice "no" e invita alla lotta "tutte le organizzazioni della classe operaia e tutte le formazioni della sinistra politica". Allo stesso tempo, il Pcl si scaglia contro i "sindacati 'complici' del Governo Berlusconi (Cisl, Uil e Ugl), che hanno firmato l'accordo separato senza il mandato dei lavoratori" e contro "il tentativo della Cgil di contenere la protesta sociale con scioperi limitati e manifestazioni una tantum al fine di rimettere in piedi il tavolo concertativo". Il fronte dei centri sociali bolognesi, intanto, si rincontrera' domani sera in vista della giornata di sabato. Tra le idee al vaglio di Vag 61 c'e' anche quella di effettuare volantinaggi o presidi nelle ore precedenti il corteo. CASA. VIA PINCHERLE, INQUILINI OCCUPANO SEDE NAZIONALE UDC (DIRE) Roma, 17 mar. - "Gli inquilini di via Pincherle 153/169 stanno occupando la sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli a Roma, per denunciare il coinvolgimento di alcuni esponenti del partito nella vendita dei 116 alloggi inoptati dagli inquilini nell'ambito della dismissione del patrimonio immobiliare di Fata/Generali, ceduto ad Area Mestre/Giacomazzi lo scorso dicembre". Lo rende noto un comunicato di Asia-Rdb. "Nella gestione della vendita degli appartamenti a terzi risulta infatti coinvolto il consigliere del Municipio XI Francesco Capoccia (Udc), residente nello stabile in questione, che avrebbe favorito l'acquisto degli appartamenti da parte di esponenti politici e amministratori del suo partito, ma non solo- prosegue la nota- Alle 12.30 e' convocata una conferenza stampa in via Due Macelli". CASA. VIA PINCHERLE, CESA GARANTISCE INCONTRO CON CIOCCHETTI (DIRE) Roma, 17 mar. - "E' in corso l'occupazione della sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli a Roma da parte degli inquilini di via Pincherle 153/169 per denunciare il coinvolgimento di alcuni esponenti del partito nella vendita dei 116 alloggi inoptati dagli inquilini nell'ambito della dismissione del patrimonio immobiliare di Fata/Generali, ceduto ad Area Mestre/Giacomazzi lo scorso dicembre". Lo ricorda una nota di Asia-Rdb. "Gli inquilini- prosegue la nota- hanno ricevuto garanzie da Cesa su un incontro con Ciocchetti alle 14. Stanchi di tante promesse, hanno pero' deciso di rimanere all'interno della sede Udc, mentre fuori altri continuano il volantinaggio di protesta, alla presenza delle forze di polizia giunte sul posto". CASA. VIA PINCHERLE, CIOCCHETTI INCONTRA GLI INQUILINI (DIRE) Roma, 17 mar. - "Si e' conclusa l'occupazione della sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli a Roma da parte degli inquilini di via Pincherle 153/169, dopo che una delegazione ha incontrato il deputato e segretario regionale del Lazio dell'Udc, Luciano Ciocchetti". Lo fa sapere una nota di Asia-Rdb. "Nel corso dell'incontro, Ciocchetti ha affermato l'estraneita' dell'Udc a operazioni di compravendita immobiliare e ha difeso l'operato del consigliere municipale Capoccia- prosegue la nota- Per ulteriori chiarimenti, Ciocchetti si rechera' domani mattina, alle 10, a via Pincherle, dove incontrera' tutti gli inquilini". FOCUS/PARLAMENTO. SENATO, ITER DELLE LEGGI IN COMMISSIONE (DIRE) Roma, 17 mar. - In commissione GIUSTIZIA... 17 marzo 2009 - Omniroma VIA DUE MACELLI, ASIA: INQUILINI VIA PINCHERLE OCCUPANO SEDE UDC (OMNIROMA) Roma, 17 mar - «Gli inquilini di via Pincherle 153/169 stanno occupando la sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli a Roma, per denunciare il coinvolgimento di alcuni esponenti del partito nella vendita dei 116 alloggi inoptati dagli inquilini nell'ambito della dismissione del patrimonio immobiliare di Fata/Generali, ceduto ad Area Mestre/Giacomazzi lo scorso dicembre». È quanto si legge in una nota Asia Rdb. Alle ore 12.30 è convocata una conferenza stampa in via Due Macelli. VIA PINCHERLE, INQUILINI OCCUPANO SEDE UDC CONTRO CONSIGLIERE (OMNIROMA) Roma, 17 mar - Una ventina di aderenti al comitato inquilini di via Pincherle ha occupato la sede dell'Udc di via dei due Macelli e chiede l'espulsione dal partito del consigliere del municipio XI, Francesco Capoccia. Quest'ultimo, secondo quanto sostengono gli inquilini di via Pincherle, «avrebbe fatto comprare ad amici e conoscenti del suo partito e di altri partiti - ha detto Paolo Di Vetta, del sindacato Rdb - oltre una decina di appartamenti dello stabile di via Pincherle. Amici e conoscenti, grazie all'aiuto dell'improvvisato e abile agente immobiliare, hanno comprato questi appartamenti a un prezzo di favore, quello che la Fata assicurazioni, proprietaria degli immobili, aveva proposto agli inquilini, ovvero meno di 3000 euro a metro quadro». «Ora - prosegue Di Vetta - gli amici di Capoccia hanno fatto un affare ad insaputa degli inquilini di via Pincherle che sono stati raggiunti da lettere che comunicavano che la loro casa era stata acquistata. Il dramma è che questi inquilini, molti dei quali anziani residenti a via Pincherle da 50 anni, non sanno che fine faranno: i nuovi proprietari, infatti, potrebbero sfrattarli oppure alzare il prezzo dell'affitto a livelli inaccettabili per qualsiasi pensionato». «Casa - si legge in uno striscione esposto sotto la sede dell'Udc - la rendita parassitaria sta strangolando la nostra città». Gli inquilini di via Pincherle, alcuni di loro hanno raggiunto via dei due Macelli con delle sedie pieghevoli, hanno fatto sapere che rimarranno sotto la sede dell'Udc «finchè Capoccia non sarà espulso dal partito e finchè l'Udc non prenderà una posizione a favore degli inquilini». 17 marzo 2009 - Adnkronos ROMA: ASIA RDB, INQUILINI DI VIA PINCHERLE OCCUPANO SEDE UDCRoma, 17 mar. (Adnkronos) - Gli inquilini di via Pincherle 153/169 hanno occupato la sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli a Roma, ''per denunciare il coinvolgimento di alcuni esponenti del partito nella vendita dei 116 alloggi inoptati dagli inquilini nell'ambito della dismissione del patrimonio immobiliare di Fata/Generali, ceduto ad Area Mestre/Giacomazzi lo scorso dicembre''. Lo comunica in una nota Asia Rdb. ''Gli inquilini - prosegue Asia Rdb - hanno ricevuto garanzie da Cesa su un incontro con Ciocchetti alle ore 14. Stanchi di tante promesse, hanno pero' deciso di rimanere all'interno della sede Udc, mentre fuori altri continuano il volantinaggio di protesta, alla presenza delle forze di polizia giunte sul posto''. 17 marzo 2009 - Iris ROMA: INQUILINI DI VIA PINCHERLE OCCUPANO SEDE NAZIONALE UDC (IRIS) - ROMA, 17 MAR - Gli inquilini di via Pincherle 153/169 stanno occupando la sede nazionale dell'Udc in via Due Macelli a Roma, per denunciare il coinvolgimento di alcuni esponenti del partito nella vendita dei 116 alloggi inoptati dagli inquilini nell'ambito della dismissione del patrimonio immobiliare di Fata/Generali, ceduto ad Area Mestre/Giacomazzi lo scorso dicembre. "Nella gestione della vendita degli appartamenti a terzi - si legge in una nota firmata Rdb-Cub - risulta infatti coinvolto il consigliere del Municipio XI Francesco Capoccia (Udc), residente nello stabile in questione, che avrebbe favorito l'acquisto degli appartamenti da parte di esponenti politici e amministratori del suo partito, ma non solo". Alle 12.30 è convocata una conferenza stampa in via Due Macelli. 17 marzo 2009 - Asca ROMA/CASA: CARAPELLA, SUBITO CHIAREZZA SU IMMOBILI DI VIA PINCHERLE (ASCA) - Roma, 17 mar - ''Se fossero confermati, si tratterebbe di episodi condannabili ed esecrabili che mi auguro possano trovare pronta smentita da parte degli esponenti del partito politico coinvolto''. E' quanto dichiara il Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa del Lazio, Giovanni Carapella, in merito alle rivelazioni stampa su presunte interferenze di esponenti dell'Udc nella vicenda degli immobili di Via Pincherle, a Roma, oggetto di contenzioso fra gli inquilini ed il gruppo assicurativo Fata-Generali. ''Come Regione Lazio - aggiunge Carapella - seguiamo fin dall'inizio la vicenda in cui sono coinvolti gli inquilini di via Pincherle e siamo pertanto enormemente preoccupati per quanto denunciato. Ci aspettiamo sia fatta chiarezza quanto prima perche' non e' in alcun modo ammissibile speculare sulla pelle di tante famiglie in lotta per il diritto alla casa''. 17 marzo 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO
10 - Anno VI In questo numero: * Maiani ha spento la prima candelina ma non è riuscito a nominare un dg* Anche per i contratti è stagione di saldi * "I siti nucleari? Un esercizio tra amici" * Per le deleghe "scippate" passa il 2° biennio ricerca * Guerra della ramazza, Lotito contro Istat * Il direttore generale Enea si dimette, saluta e se ne va * Brunetta in 10 giorni farà censimento precari * Per una "striscia" di Ciociaria, l'Italia rischia 17 marzo 2009 - Il Resto del Carlino La Questura dice no al corteo delle
Rdb per sabato Bologna - Dopo le denunce di Bologna città libera' per aver violato il divieto, la Questura dice no anche ai sindacati di base sul percorso proposto per sabato contro l'ordinanza del Prefetto che vieta le manifestazioni nel centro storico nel weekend. Rdb, Cobas e Sdl avevano chiesto di partire da piazza Nettuno, via Ugo Bassi e arrivare alla Prefettura. La controproposta è partire da piazza San Francesco, via Portanova e Prefettura. Le Rdb annunciano: «Pronto il ricorso al Tar, ma al 99% sabato violeremo il divieto». 17 marzo 2009 - Corriere di Bologna SABATO IN CENTRO Bologna - La Questura mette i paletti al corteo di sindacati di base e centri sociali di sabato prossimo contro l'ordinanza del Prefetto che vieta le manifestazioni in alcune piazze e vie del centro nel weekend. Rdb, Cobas e Sdl avevano chiesto di partire da piazza Nettuno, percorrere via Ugo Bassi per arrivare sotto la Prefettura, ma la polizia gli ha imposto di evitare piazza Maggiore e via Ugo Bassi, proponendo un percorso «parallelo». «Faremo ricorso al Tar e violeremo il divieto», annuncia Massimo Betti delle Rdb. 17 marzo 2009 - Liberazione Mentre gli abitanti cercavano di non
perdere gli appartamenti, Roma - Dobbiamo risalire all'aprile dello stesso anno,
esattamente al giorno 9. Perché in quella data il consigliere dell'XI Municipio,
Francesco Capoccia (Udc), residente proprio nello stabile in questione, invia ai suoi
condomini una lettera avente come oggetto "Vendita degli immobili via Salvatore
Pincherle 153 e 169". «Evidentemente» denunciano gli inquilini «papà Leopoldo,
che per Fata lavorava da anni, aveva notizie di primo pelo da passare al figlio che
potevano risultare comode in fase di campagna elettorale» visto che da li a pochi giorni
si sarebbe votato per la carica di Presidente di Municipio, alla quale Francesco
partecipa, perdendo, come rivale di Andrea Catarci. 17 marzo 2009 - Il Centro Cup, file interminabili Senza i precari è caos PESCARA - Le file al Centro unico di prenotazione sono
interminabili. Chi prova a mettersi in contatto telefonicamente con lufficio non
ottiene alcuna risposta e il personale in servizio rischia di scoppiare, tantè che
lorario al pubblico è stato ridotto. La situazione è precipitata da quando sono
stati licenziati i precari (Edp): i pochi dipendenti della Asl che hanno accettato di
sostituirli non ce la fanno a stare dietro alla gran mole di lavoro e alcuni sono in
malattia. 17 marzo 2009 - TRC Giornale "Su Etm ed Etruria Servizi un clima vergognoso" Civitavecchia - Difesa e contrattacco. Flavio Zeppa per le Rdb/Cub e Gabriella Rossi per Ambiente e Lavoro intervengono su Etm ed Etruria Servizi, rispondendo colpo su colpo agli attacchi subiti in questi giorni dalle due aziende. "Tornando indietro nel tempo - scrivono in una nota Zeppa e Rossi - rileviamo la assenza di tutte queste voci sulle due aziende partecipate. Dove erano nel lontano 2005 quando fu costituita l'Etm e gli fu assegnato illegittimamente il Trasporto Pubblico dall'allora Commissario Di Caprio? Dove è finita la ristrutturazione del Trasporto Pubblico effettuata nel 2000 dall'allora sindaco Tidei per evitare il fallimento e la famosa gara europea? Forse in un cassetto di un dirigente compiacente alla sternalizzazione dei servizi fatta dall'allora assessore Renda? Forse si parla troppo e forse per interesse? Ricordiamo - continuano Zeppa e Rossi - che gli esposti per la Etm furono quattro (due della Rdb/Cub e due di Ambiente e Lavoro) e furono fatti anche per la totale indifferenza di tutti i partiti politici menefreghisti e non interessati a far luce. Ora che il problema è divenuto politico, tutti a parlare e scrivere articoli secondo noi finalizzati solo alla propaganda elettorale in vista di elezioni. In tempi non sospetti soltanto noi abbiamo chiesto l'allontanamento ed il licenziamento dei dirigenti Etm e dell'amministratore unico, che, oltretutto, è anche amministratore di Etruria Servizi. Aggiungeremmo anche il commissario Di Caprio, che ha dato il via a questa situazione illegittima, consegnando il trasporto pubblico a chi non aveva i titoli e che poi ha gestito in maniera privata il servizio ed il denaro pubblico. La parola d'ordine è interesse, di qualsiasi genere, ed allora tutti a parlare e sparlare. Noi non stiamo in questo gioco - concludono Zeppa e Rossi - siamo liberi ed indipendenti da poteri politici ed economici. Invitiamo tutti a rimanere in silenzio, visto che non si conoscono le realtà precise dei misfatti, ed attendere gli esiti amministrativi, finanziari e penali". 17 marzo 2009 - Gazzetta di Modena/Nuova Ferrara Per protestare sotto la prefettura BOLOGNA - Dopo le denunce degli attivisti di Bologna città
libera per aver violato il divieto, la Questura nega ai sindacati di base il percorso
proposto per la manifestazione di sabato contro lordinanza del Prefetto che vieta le
manifestazioni in alcune piazze e vie del centro storico nel weekend. Rdb, Cobas e Sdl
avevano chiesto di partire da piazza Nettuno, percorrere via Ugo Bassi e arrivare fin
sotto le finestre della Prefettura, per gridare il loro "no" alla direttiva
Maroni che ha posto limiti alle manifestazioni e allapplicazione
"bolognese" della direttiva con cui il Prefetto Angelo Tranfaglia ha reso
"out", al sabato pomeriggio e di domenica, piazza Maggiore, piazza Nettuno,
piazza Re Enzo, piazza Santo Stefano e le vie ricomprese nella cosiddetta T. 17 marzo 2009 - Il Messaggero Flavio Zeppa e Gabriella Rossi (Rdb
e Ael) attaccano Lombardi, Iarlori Civitavecchia - «Renda non può diventare il capro
espiatorio, Iarlori e Lombardi erano conniventi». 17 marzo 2009 - Il Quaderno Pepe, Miceli e Castiello al
'Depistaggio' Benevento - Venerdì 20 marzo, alle 18 presso il Centro Sociale Depistaggio, si terrà un dibattito pubblico sul nuovo Piano Urbanistico Comunale di Benevento a cui parteciperanno il sindaco Fausto Pepe e gli assessori Angelo Miceli ed Enrico Castiello. Prenderanno la parola anche Piero Mancini della Rdb Ambiente, Camillo Campolongo di Benevento ecosolidale, Marcello Stefanucci della Lipu, Alessio Masone della Rete Arcobaleno, Rito Martignetti del Gruppo Isidea e Giuseppe Falzarano del Sunia. L'iniziativa è organizzata dal Centro Depistaggio e dalle federazioni provinciali del sindacato RdB/Cub e del Partito della Rifondazione Comunista. 16 marzo 2009 - Dire BOLOGNA. QUESTURA NEGA ALLE RDB
PERCORSO CHIESTO PER SABATO (DIRE) Bologna, 16 mar. - Dopo le denunce degli attivisti di Bologna citta' libera per aver violato il divieto, la Questura nega ai sindacati di base il percorso proposto per la manifestazione di sabato contro l'ordinanza del Prefetto che vieta le manifestazioni in alcune piazze e vie del centro storico nel weekend. Rdb, Cobas e Sdl avevano chiesto di partire da piazza Nettuno, percorrere via Ugo Bassi e arrivare fin sotto le finestre della Prefettura, per gridare il loro "no" alla direttiva Maroni che ha posto limiti alle manifestazioni e all'applicazione "bolognese" della direttiva con cui il Prefetto Angelo Tranfaglia ha reso "out", al sabato pomeriggio e di domenica, piazza Maggiore, piazza Nettuno, piazza Re Enzo, piazza Santo Stefano e le vie ricomprese nella cosiddetta "T". La Questura, che nei giorni scorsi ha denunciato Valerio Monteventi e altri quattro attivisti di Bologna citta' libera per il presidio di protesta in piazza Maggiore, tiene la linea dura e dice "no" al percorso chiesto dai sindacati di base. Il diniego e' motivato per il fatto che nel percorso rientravano piazza Maggiore e via Ugo Bassi. La controproposta fatta da piazza Galilei e' partire da piazza San Francesco e percorrere via Portanova fino alla Prefettura. "Abbiamo pronto il ricorso al Tar e siamo pronti a presentarlo domattina in via urgente- spiega Massimo Betti delle Rdb- stasera ci troveremo con gli altri sindacati del 'Patto di base' per decidere il da farsi, ma al 99% sabato violeremo il divieto e faremo il nostro percorso. Ci negano via Rizzoli ma ci autorizzano una parallela, e' assurdo". A fianco dei 100 lavoratori che hanno chiesto di manifestare e dei sindacati di base, sabato in piazza ci saranno i centri sociali Vag 61 e Crash e gli studenti dell'Onda. CASA. VIA PINCHERLE, ASIA-RDB: CONTINUA VENDITA A TERZI (DIRE) Roma, 16 mar. - "Non sono per nulla positive le notizie che trapelano sul Tavolo interistituzionale sulla dismissione degli alloggi di via Pincherle 153/169 che avrebbe dovuto riunirsi entro domani, alla presenza anche di Giacomazzi/Area Mestre. Nonostante l'impegno assunto dalla Prefettura di Roma giovedi' scorso durante l'occupazione della sede delle Assicurazioni Generali a piazza Venezia, pare che il Tavolo non verra' convocato prima del 27 marzo". E' quanto afferma in una nota Asia-Rdb, che prosegue: "Tutto questo mentre continuano ad arrivare a via Pincherle visite di potenziali acquirenti (l'ultima in ordine di tempo si e' verificata ieri) e raccomandate, alcune delle quali provenienti dalla citta' di Salerno, da parte di nuovi proprietari che comunicano agli inquilini l'avvenuto acquisto del loro appartamento". "Intanto venerdi' scorso, l'avvocato Vincenzo Perticaro ha provveduto a depositare un atto di denuncia-querela con richiesta di sequestro, in merito alla contestata dismissione che ha riguardato gli immobili di proprieta' di Fata Assicurazioni Spa- sottolinea Asia-Rdb- Oltre alla causa penale intrapresa, il comitato di via Pincherle iniziera' un'ulteriore causa civile finalizzata ad ottenere l'annullamento del contratto di vendita tra Fata Assicurazioni Spa e Area Mestre Srl, nonche' il risarcimento per i danni patiti dagli inquilini nel corso degli ultimi mesi. Per quel che riguarda gli immobili commerciali, si ricorrera' al giudice civile per richiedere il riconoscimento del diritto di prelazione, violato dall'accordo precedente tra le due societa' suindicate". "Dopo l'occupazione della sede delle Generali e la manifestazione che si e' svolta lo scorso 13 marzo per le strade del Municipio XI, dove piu' di un migliaio di persone insieme ai movimenti per il diritto all'abitare ha portato solidarieta' attiva a via Pincherle- prosegue la nota- oggi pomeriggio gli inquilini e Asia-Rdb, ritenendo inaccettabile un rinvio 'sine die' del Tavolo in Prefettura, decideranno quali iniziative mettere in campo". "E' evidente, infatti, che non si sta tenendo conto delle necessita' dei cittadini, perche' mentre si rinvia la soluzione del problema gli appartamenti di via Pincherle continuano a essere venduti a personaggi quantomeno sospetti- conclude Asia-Rdb- qualcuno dovrebbe iniziare a indagare sulla filiera degli acquirenti salernitani e sul ruolo sporco giocato da qualche personaggio che ha fatto della politica uno strumento per curare i propri affari". NUCLEARE. RICERCATORE CNR: HO
TROVATO SITI, MA E' MODELLO FALLITO (DIRE) Roma, 16 mar. - Una lista di siti individuata per "un esercizio tra amici", per di piu' "di area ambientalista", una lista fittizia, quindi, ma non troppo lontano da quella 'vera', visto che le caratteristiche necessarie a realizzare una centrale nucleare son quelle. E' la lista che solleva proteste in ognuna delle 14 localita' individuate come potenziale sede di una centrale nucleare, lista redatta da Francesco Meneguzzo, scienziato del Cnr, esperto di energia e innovazione, che lavora presso l'Ibimet di Firenze che lo 'confessa' al 'Foglietto' di Usi/Rdb Ricerca, il sindacato di base dei lavoratori della ricerca, on line domani. Ma Meneguzzo sul nucleare ha le idee chiare: "si tratta di un modello energetico fallimentare" Insomma, da quasi un anno, il suo studio sulle 14 localita' (Monfalcone, Chioggia, Ravenna, Caorso, Trino, Fossano, Scarlino, San Benedetto del Tronto, Latina, Termoli, Garigliano, Mola di Bari, Scanzano Ionico, Palma e Oristano) che avrebbero i requisiti per ospitare centrali nucleari, crea aspre polemiche, riesplose nei giorni scorsi dopo l'accordo tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy per realizzarne 4 in Italia. Meneguzzo, raggiunto dal 'Foglietto', ha accettato di rispondere ad alcune domande. Dello studio si dichiara "coautore, a dire la verita', con altri amici anche piu' esperti della materia". Si e' trattato di "un esercizio tra amici, di area ambientalista. Io sono iscritto ai Verdi- aggiunge- ma non posso dire che l'esercizio sia stato commissionato da loro". Lo studio "può essere considerato uno 'screening preliminare'- aggiunge lo scienziato del Cnr allIbimet di Firenze- probabilmente non tutti i criteri sono stati tenuti in considerazione, ma scommetterei di non essere andato troppo lontano dai risultati di un eventuale studio più rigoroso. Del resto, da qualche parte queste centrali andranno pure installate". Il 'Foglietto' chiede a Meneguzzi se non sarebbe più utile uno studio per l'individuazione di siti dove investire in fonti alternative al nucleare. "Ovviamente sì- risponde- anche non avendo niente contro il nucleare, non si può sorvolare sul fatto che l'uranio 235 estratto oggi non è sufficiente a coprire il fabbisogno delle centrali esistenti, e non si vede come ne possa essere estratto di più in futuro". 16 marzo 2009 - Ansa SICUREZZA: SINDACATI VV.FF. BARI, PIÙ ORGANICO AL S.NICOLA(ANSA) - BARI, 16 MAR - Le organizzazioni sindacali Confsal e RdB Cub dei vigili del fuoco di Bari chiedono in una nota ai vertici dei vigili, al prefetto e al sindaco di Bari che in occasione delle partite di calcio al San Nicola di Bari sia rafforzata la prsenza del personale. «Nei mesi scorsi - è detto nella nota - grazie anche al supporto del nostro Comando, facente parte della commissione di pubblico spettacolo, il numero dei vigili del fuoco che espletano il servizio di vigilanza all'interno dello stadio San Nicola fu ridotto notevolmente, tale riduzione fu richiesta direttamente dalla Società Calcio Bari alla commissione di Vigilanza e pubblico spettacolo causa 'riduzione di tifosi allo stadio». La richiesta fu subito allolta dalla commissione, ma oggi - affermano le due organizzazioni sindacali - le cose sono cambiate: «La partecipazione di pubblico nelle partite giocate in casa dall'A.S.Bari è aumentata in modo considerevole, circa 30.000 spettatori. Quindi si chiede, con la stessa solerzia, di ripristinare il numero dei Vigili del Fuoco a ricoprire tale servizio di vigilanza così da ricostituire la normale e sicura attività di prevenzione e soccorso». 16 marzo 2009 - Uno notizie TUSCIA, LA RDB DENUNCIA: VITERBO - Qualche giorno fa la RdB denunciò sui giornali come la giunta della Provincia di Viterbo si apprestava in splendida e arrogante solitudine a gestire il denaro del Fondo sociale Europeo senza condividere obbiettivi e metodi con lavoratori e cittadini. "Scopriamo oggi - dichiara Sergio De Paola della Federazione RdB CUB VT - a conferma di quanto sopra, che il settore politiche del lavoro ha varato un bando in data 12/03/09 scadente il 18/03/09 per il reperimento di 5 collaboratori esperti in materia di politiche del lavoro FSE, (Fondo Sociale Europeo), per una durata triennale. Così come denunciammo, qualche anno fa, la ASL che bandiva i concorsi il 23 dicembre con scadenza il 27 dicembre, così non possiamo tacere un bando che sembra essere semiclandestino, che per i tempi e le modalità sembra voler restringere al massimo il numero dei partecipanti. Quale urgenza si è creata tale da superare lart. 4 del regolamento della provincia adottato un anno fa, (con deliberazione n.42 del 19/02/08) che prevede 15 gg di pubblicazione? Quale urgenza vi era tale per cui, essendo previsti, in questo caso, solo 7gg di pubblicazione, far risultare formalmente la pubblicazione il 12/03/09 ma in realtà inserirla sul sito il 13/03/09? Il sospetto che risponderanno a questo bando meno di 10 persone - prosegue De Paola -è quanto mai legittimo, ma di sicuro lascia lamaro in bocca, in primis per come viene gestita la res pubblica, poi per come, in un momento di crisi in cui i nostri giovani si disperano nella ricerca di una qualche pur minima occupazione vengono calpestate le regole, se non contrattuali o legislative, quanto meno quelle che devono essere dettate dal buon senso e dalla dignità. A Dicembre dellanno scorso polemizzammo lungamente sul tentativo di stabilizzazione solo di alcuni consulenti a fronte delle decine di collaboratori; la storia si ripete!!!" Probabilmente neanche questa nostra denuncia - conclude Sergio De Paola -, ne la nostra indignazione riuscirà a fermare una deriva irresponsabile che offre ragioni a chi sostiene lassenza di trasparenza nella gestione della cosa pubblica. I contratti atipici, la loro flessibilità sui requisiti e modalità di stipula si sa ormai sono come la cioccolata per ogni politico di turno, una tentazione a cui è difficile dire di no!!!!!! 16 marzo 2009 - City Una settimana per la casa Bologna - Il sindacato Asia-Rdb Cub lancia una settimana di mobilitazione per reclamare il diritto alla casa e per la riappropriazione degli alloggi pubblici vuoti. Primo appuntamento oggi pomeriggio in piazza Maggiore per un presidio contro gli sfratti e per il rilancio delledilizia pubblica. Mercoledì è in programma invece una biciclettata con partenza dal centro sociale Vag61 di via Paolo Fabbri e giovedì sarà la volta della presentazione della campagna "Censimento dal basso degli edifici e delle case sfitte e abbandonate". "A Bologna - denuncia il sindacato - cè un aumento delle domande di case popolari (più di 7000) e un incremento degli sfratti per morosità. 16 marzo 2009 - Repubblica.it Dirigenti in viaggio premio mentre l'azienda licenziaQuattro giorni in beauty-farm regalati da Ibm Italia a una cinquantina di suoi manager: un premio che la base dei lavoratori non ha gradito di Ilaria Carra Un viaggio termale a spese dellazienda. Al Grotta Giusti di Monsummano terme in Toscana. Centro benessere a quattro stelle dove per una doppia è dura cavarsela con meno di 260 euro al giorno. Quattro giorni in beauty-farm regalati da Ibm Italia a una cinquantina di suoi manager, un premio che la base dei lavoratori non ha gradito: con la crisi che corre, non era il caso. Di qui la protesta: «Il nostro aumento è andato a farsi il bagno alle terme», ironizza in una lettera mandata alla direzione il nuovo sindacato di base Flm-Uniti-Cub, il sindacato 2.0 che per farsi sentire ricorre spesso e volentieri a proteste virtuali su Second life e Facebook. E che proprio contro «privilegi e sprechi dei manager» ha lanciato la sua campagna: «In un momento di pesante crisi economica e con il recente taglio di cinquemila posti di lavoro negli Stati Uniti e forte preoccupazione anche qui da noi si legge nella petizione online la scelta di regalare a manager e famiglie una vacanza premio alle terme è vergognosa». Vacanza che, secondo il sindacato, sarebbe costata tra i 50 e i 100 mila euro alle casse di Ibm Italia. Lazienda non smentisce, ma preferisce non rilasciare commenti ufficiali. Il sindacato è molto critico e chiede: «Perché gli ottimi risultati dellazienda non vengono ripartiti tra tutti?». In più la beffa: «Ci sono lavoratori che da anni attendono modestissimi aumenti e invece ottengono tagli a corsi di formazione». 15 marzo 2009 - Il Messaggero Roma. Genitori degli utenti disabili incatenati all'ingresso degli uffici della Regione... Roma - Genitori degli utenti disabili incatenati
all'ingresso degli uffici della Regione. Si sono vissuti ancora una volta momenti di
grande tensione venerdì a Roma durante la manifestazione di protesta contro l'operato del
consorzio Rirei, indetta dalla Rdb (rappresentanza sindacale di base), alla quale hanno
partecipato oltre cento tra familiari e dipendenti delle cooperative che gestiscono i
centri ex Anni Verdi, compreso quello di Santa Severa. Nonostante fosse in programma
un'incontro con il vice presidente della giunta regionale Esterino Montino, neo assessore
alla sanità, una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal suo segretario solo
dopo un lungo sit in. Al centro delle rivendicazioni anche i disagi e i disservizi subìti
dal personale e dagli assistiti. Le rassicurazioni dai dirigenti della Pisana, che oltre a
rinviare ogni decisione sull'accreditamento definitivo dei centri al consorzio Rirei,
hanno sottoscritto un verbale d'impegno con i manifestanti, non hanno fatto desistere
l'associazione onlus genitori utenti disabili dal proseguire la raccolta di firme della
petizione popolare promossa per chiedere l'immediata revoca della gestione assunta dalle
cooperative nel 2006. PESCARA. Continua lo stato di agitazione dei medici dellInps... PESCARA - Continua lo stato di agitazione dei medici dellInps che protestano per il mancato rinnovo del contratto scaduto ormai da quattro anni. I professionisti vorrebbero veder riconosciuto il ruolo di dirigente medico e una definizione della libera professione in intramoenia e il riconoscimento dellindennità di esclusività. «A fronte di un impegno straordinario del personale medico per gestire la notevole mole di verifiche sullinvalidità civile - afferma il dottor Francesco Ammaturo, presidente dellAnmi-FeMepa Rdb, lAssociazione che raggruppa la maggioranza dei medici Inps - lamministrazione assume decisioni che mortificano la categoria e la ghettizzano nei confronti dei dirigenti e degli altri professionisti». In Abruzzo questa attività è svolta da 29 medici specialisti in medicina legale che nel corso del 2008 hanno esaminato circa 60 mila verbali di invalidità civile provenienti dalle varie Asl: tutti verbali che sono stati esaminati nei 60 giorni previsti dalla legge e nei casi oncologici nei 30 giorni. «E urgente - prosegue Ammaturo - che il nostro istituto spieghi, prima di tutto ai cittadini, come intende adempiere ai delicati compiti riguardanti 200 mila verifiche straordinarie previste per il 2009 senza la collaborazione del proprio ruolo medico-legale». 15 marzo 2009 - Il Giornale di Vicenza OCCUPAZIONE Vicenza - Un coordinamento di lavoratori per aprire un
tavolo sulla crisi occupazionale. Si ritrova ogni ultimo venerdì del mese al circolo
operaio di Magrè e si è presentato con una conferenza stampa davanti alla sede del
raggruppamento di Schio e Thiene dellAssociazione Industriali. È un movimento
promosso dalla Confederazione unitaria di base che per il momento vede rappresentate le
componenti sindacali di 4 aziende metalmeccaniche, una tessile, una del terziario e alcune
scuole pubbliche, tutti accomunati dalla volontà di confrontarsi e discutere sulla crisi.
E di allargare il consesso ad ulteriori realtà territoriali. 15 marzo 2009 - Il Gazzettino «Psichiatrico, nuove strutture
senza personale» Vicenza - «Bisogna finirla di celebrare
lapertura di nuove strutture, senza curarsi che ci sia il personale necessario per
occuparsi dellassistenza ai pazienti». Questo quanto sostiene il segretario
dellRdb Cub di Vicenza, Germano Raniero, a pochi giorni dal taglio del nastro delle
quattro nuove comunità residenziali, pronte a ospitare 25 utenti con problemi
psichiatrici e inaugurate lunedì scorso dallassessore regionale al Sociale, Stefano
Valdegamberi, dal direttore generale dellAsl 6 di Vicenza, Antonio Alessandri, e dal
direttore del Dipartimento di Salute mentale, Paolo Pristinger. 15 marzo 2009 - Brescia Oggi SINDACATI. Conferenza organizzativa
in corso Brescia - LSdl (sindacato dei lavoratori)
intercategoriale di Brescia tenta di dare organizzazione più solida ai piccoli gruppi del
sindacalismo di base da cui è nato. Ieri ha dato il via alla sua conferenza
organizzativa, che si concluderà stamattina con il rinnovo degli organismi dirigenti. 14 marzo 2009 - Agi SICUREZZA LAVORO: ORLANDO(IDV), SUBITO PROPOSTA DI LEGGE(AGI) - Torino, 14 mar. - In materia di sicurezza sul lavoro "noi siamo convinti che bisogna promuovere l'intervento del Parlamento, si faccia subito una proposta di legge con urgenza. Oppure si faccia un decreto legge, perche' la dimensione della strage in corso e' talmente ampia che ha superato piu' del doppio, ogni anno, il numero dei morti che noi registriamo per mafia, camorra e ndrangheta messe insieme". E' quanto ha affermato il portavoce dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando intervenendo oggi a Torino al convegno "Incidenti sul lavoro: i morti non sono tutti uguali", organizzato da RdB-Cub Pubblico Impiego. Secondo Orlando "occorre intervenire sugli strumenti, abbiamo strumenti inadeguati a servizio delle leggi. Strumenti inadeguati che riguardano il controllo, la prevenzione e l'attivita' ispettiva. Strumenti inadeguati per quanto riguarda le sanzioni a carico degli imprenditori che violano queste norme e per quanto riguarda la copertura assicurativa dei lavoratori". SICUREZZA LAVORO: INAIL, IN PIEMONTE NEL 2008 -4% INFORTUNI (AGI) - Torino, 14 mar. - Nei primi nove mesi del 2008 gli infortuni denunciati in Piemonte sono diminuiti del 4% rispetto all'analogo periodo del 2007, per un totale di circa duemila denunce in meno. Una tendenza in linea con l'andamento rilevato sia a livello nazionale sia a livello della macroregione Nord-Ovest. E' quanto ha reso noto Pietro Spatafora, direttore regionale Inail Piemonte, intervenendo oggi a Torino al convegno "Incidenti sul lavoro: i morti non sono tutti uguali", organizzato da RdB-CUB Pubblico Impiego. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, la diminuzione rilevata in Piemonte e' stata di 25 casi. "I dati 2008 non sono ancora consolidati - ha commentato Spatafora - quindi non siamo in grado di fare un esame analitico, possiamo pero' dire che si conferma un trend di diminuzione del numero assoluto degli infortuni che per il Piemonte si attesta al 4%, quindi siamo ben al di sotto dei 73mila infortuni che abbiamo registrato nel 2007". Secondo Spatafora "rispetto ad altre regioni, in Piemonte c'e' maggior attenzione ai temi della sicurezza del lavoro. Occorre, dunque, continuare quanto fatto in questi anni: investire denaro, semplificare il quadro normativo mettendo insieme gli enti preposti alla vigilanza e al controllo, continuare con l'attivita' di formazione e informazione ai lavoratori, riportando in particolare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza al centro del sistema di sicurezza all'interno dell'azienda". 14 marzo 2009 - Il Manifesto Riuscito lo sciopero Telecom anti-tagli Sciopero riuscito, ieri, alla Telecom e nelle esternalizzate, contro il piano di tagli presentato nei mesi scorsi dalla compagnia. Manifestazioni e presidi sono stati svolti da confederali, Cobas e Cub. L'adesione allo stop è stata «più che buona, tra il 60 e il 70% in tutt'Italia con punte dell'80% nelle aree tecniche e nei call center», spiegano Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom. «La presenza ai cortei e ai presidi territoriali di migliaia di lavoratori in tutta Italia deve essere un monito per i vertici aziendali - dichiara in una nota la segreteria nazionale di Slc Cgil - Ora l'azienda deve dimostrare senso di responsabilità, modificando radicalmente il proprio progetto». «Ci aspettiamo un incontro per un confronto», aggiunge il segretario Slc Cgil Emilio Miceli». «Telecom - spiegano Cobas e Cub - intende tagliare la forza lavoro di oltre 4.000 unità (in aggiunta ai 5.000 in mobilità con gli accordi del settembre 2008), cedere aziende importanti del gruppo, esternalizzare nuove attività, chiudere sedi minori in 22 città con relativa mobilità territoriale, demansionare centinaia di lavoratori e di lavoratrici delle aree di staff, avviare da subito la cassaintegrazione per i colleghi del servizio 1254». BOLOGNA. Sono le prime vittime della
direttiva Maroni. Per colpa di un banchetto. BOLOGNA - La vicenda si potrebbe parafrasare così: se
manifesti ti denuncio. La Digos lo ha fatto con Valerio Monteventi, il consigliere
comunale candidato sindaco della lista Bologna Città Libera, Franco Berardi
"Bifo" e altre tre persone tra cui l'ex segretario del Prc Tiziano Loreti che ha
da poco lasciato il partito. Gli altri due denunciati sono i consiglieri comunali che con
Monteventi condividono l'avventura della lista elettorale: Serafino D'Onofrio e l'ex verde
Roberto Panzacchi. 14 marzo 2009 - Liberazione Telecom, tutti in sciopero «Stop ai licenziamenti» I dipendenti Telecom dicono «no» ai tagli previsti
dal piano 2009-2011, presentato lo scorso dicembre dall'amministratore delegato
dell'azienda Franco Bernabè. L'adesione allo sciopero - indetto da sindacati confederali
e non - è stata «più che buona, tra il 60 e il 70% in tutt'Italia con punte dell'80%
nelle aree tecniche e nei call center», riferisce la segreteria nazionale della Slc Cgil.
Migliaia di lavoratori hanno preso parte ai cortei e ai presidi territoriali organizzati
in tutta Italia. A Roma, Cobas e Cub hanno manifestato sotto la sede della direzione
generale del gruppo a Corso Italia. Respinto il tentativo della Questura di Roma di
impedire il normale svolgimento del presidio «a seguito - denunciano i Cobas in un
comunicato - del liberticida protocollo siglato in prefettura il 10 marzo dai sindacati
confederali e dall'Ugl con il quale si vorrebbe impedire la libertà di manifestazione
nella città di Roma». 14 marzo 2009 - Il Centro Precari sanità, proteste a Pescara PESCARA - Per la prossima settimana si annunciano nuove
azioni di protesta da parte dei precari della Asl di Pescara, su iniziativa dei sindacati
Rdb, Cobas e Comitato dei precari. 14 marzo 2009 - EPolis Roma La protesta. Manifestazione dei dipendenti contro il piano di tagli previsti dall'aziendaTelecom, in 5mila rischiano il posto Roma - I dipendenti Telecom dicono "no" ai tagli previsti dal piano 2009-2011, presentato lo scorso dicembre. Manifestazione di protesta ci sono stati ieri dei lavoratori, aderenti al Cobas Lavoro Privati e alla Fim Uniti Cub, sotto la sede della direzione generale del gruppo a Corso Italia. Il piano prevede una riduzione di personale di 4.350 unità che si vanno ad aggiungere ai 5mila licenziamenti del settembre 2008, la chiusura delle sedi di custode care in 22 città del territorio nazionale con relativa mobilità territoriale, la possibile cassa integrazione per i dipendenti del servizio 1.254. «Siamo qui perché il piano di ristrutturazione della nostra azienda prevede una serie di tagli e chiusura di sedi che è abbastanza preoccupante, soprattutto per alcuni settori che sono il custode care, in particolare il 1.412, e poi tutta larea del 119, 187, 191. La protesta è a livello nazionale anche se c'è lipotesi di una chiusura di 22 sedi a livello nazionale. Noi oggi abbiamo un incontro con lazienda, che abbiamo richiesto prima ancora di questa manifestazione: auspichiamo che la partecipazione allo sciopero e alla manifestazione serva a mettere lazienda di fronte al fatto che si devono fare investimenti seri sulla telefonia». 14 marzo 2009 - Il Bologna Il divieto. Monteventi,
"Bifo", D'Onofrio, Panzacchi e Loreti hanno violato le limitazioni Bologna - Dopo il blitz improvvisato di sabato scorso in cui alcuni rappresentanti di Bologna Città Libera, la lista che alle prossime elezioni amministrative ha candidato a sindaco Valerio Monteventi, hanno violato la direttiva del prefetto Angelo Tranfaglia che impone di non manifestare nelle piazze centrali della città da sabato pomeriggio a domenica fino a fine settembre, scattano le denunce della Digos. Sono cinque i denunciati: oltre allo stesso Monteventi ci sono Franco Berardi "Bifo", i consiglieri comunali Serafino DOnofrio e Roberto Panzacchi e lex segretario del Prc Tiziano Loreti, che correrà per la presidenza della provincia con la lista Terre Libere. La Digos ha contestato ai cinque la violazione dellarticolo 18 del Testo unico di pubblica sicurezza, quello che prevede di presentare in Questura un preavviso per le manifestazioni in piazza e che viene punito con larresto fino a sei mesi e unammenda fino a 400 euro. Allo stesso tempo la Digos ha segnalato alla Procura che non è stato osservato il divieto del prefetto, quello stabilito in applicazione della direttiva del ministro dellInterno Roberto Maroni. Quindi adesso toccherà ai magistrati stabilire se i cinque consiglieri, oltre che per aver manifestato senza preavviso, sono responsabili anche del reato previsto dall'articolo 650 del Codice penale, che punisce l'inosservanza a un provvedimento dell'autorità in materia di pubblica sicurezza o igiene. Oggi pomeriggio intanto potrebbe esserci il bis della protesta di sabato scorso come ha annunciato Franco Berardi in una lettera: «Mi hanno denunciato per un reato che non è un reato, abbiamo violato una direttiva che a sua volta viola patentemente l'articolo 17 della Costituzione. Domani io intendo manifestare contro la denuncia che mi ha colpito, e intendo parlare pubblicamente per spiegare ai cittadini questo divieto». La notizia delle denunce arriva ad una settimana dal corteo che dovrebbe tenersi sabato prossimo lanciata dai rappresentanti dei sindacati di base. Per parlare delliniziativa si è tenuta giovedì sera unassemblea in comune; se liniziativa non verrà autorizzata i sindacati di base hanno annunciato che impugneranno la direttiva. 14 marzo 2009 - Corriere di Bologna E oggi tornano in piazza Maggiore Bologna - Il candidato sindaco di «Bologna città libera» Valerio Monteventi e Franco Berardi «Bifo» sono stati denunciati per la manifestazione non autorizzata per il sit-in improvvisato sabato in piazza Maggiore, come protesta contro l'ordinanza del Prefetto che vieta cortei e iniziative nei weekend nel centro storico. La denuncia è scattata anche per i consiglieri comunali Serafino D'Onofrio e Roberto Panzacchi e l'ex segretario del Prc Tiziano Loreti. La Questura, che non ha voluto diffondere le generalità dei denunciati, contesta ai cinque la violazione dell'articolo 18 del Tulps, cioè il mancato preavviso della manifestazione, ma ipotizza anche il reato di inosservanza dell'ordine dell'autorità (articolo 650 del codice penale) in relazione all'ordinanza prefettizia. Monteventi e compagni annunciano per oggi un nuovo sit-in piazza Maggiore contro il divieto, sabato prossimo tocca al corteo di Cobas e Rdb. 14 marzo 2009 - La Repubblica Bifo e Monteventi denunciati,
sfidano il divieto di corteo Bologna - «La denuncia? L´aspettavamo. Vorrà dire che raccoglieremo i soldi per pagare la multa con una cena di autofinanziamento e sabato prossimo, quando ci sarà il grande corteo in centro per rivendicare il diritto a manifestare, andremo in piazza con palloni, tuta o pantaloncini, visto che per le manifestazioni sportive non ci sono divieti». Reagiscono alle denunce con un sorriso Valerio Monteventi e gli altri esponenti della lista "Bologna città libera", che sabato 7 marzo sono scesi in piazza Maggiore per protestare contro il divieto di manifestare in centro durante il weekend, stabilito dalla recente ordinanza del prefetto Angelo Tranfaglia. Le persone denunciate sono cinque: oltre a Monteventi, ci sono i consiglieri Serafino d´Onofrio e Roberto Panzacchi, più Franco "Bifo" Berardi e Tiziano Loreti, tutti individuati dalla Digos come promotori del presidio di protesta. Non è ancora certo se oggi faranno il bis, per ora solo "Bifo", con una lettera, ha già fatto sapere che sarà in piazza. Per il corteo in centro di sabato prossimo, invece, le Rdb hanno già annunciato che in caso di divieti o prescrizioni della Prefettura si rivolgeranno al Tar.(ale.co.) 14 marzo 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. E' SCATTATA la denuncia... Bologna - E' SCATTATA la denuncia per Valerio Monteventi e gli altri esponenti della lista Bologna città libera' che sabato scorso sono scesi in piazza per protestare contro il divieto di manifestare nel fine settimana in alcune piazze e vie del centro, come stabilito dalla recente ordinanza del prefetto. Le persone denunciate sono cinque: oltre a Monteventi, candidato sindaco per Bcl, ci sono altri due consiglieri, Serafino D'Onofrio e Roberto Panzacchi, più Franco Bifo' Berardi e l'ex segretario del Prc Tiziano Loreti, tutti partecipanti al presidio in piazza Maggiore. La Digos contesta loro il mancato preavviso della manifestazione, previsto dall'articolo 18 del Testo unico di pubblica sicurezza. La Digos ha ipotizzato, nell'informativa depositata ieri in Procura, anche la possibile contestazione dell'articolo 650 del codice penale, ovvero l'inosservanza del provvedimento dell'autorità: toccherà ai magistrati valutare se si configura pure tale reato. Il mancato preavviso è punito con l'arresto fino a sei mesi e un'ammenda fino a 400 euro. In una lettera aperta Bifo ha replicato annunciando che già oggi ripeterà il presidio di protesta. «Per pagare le sanzioni faremo una cena di finanziamento la settimana, dovremo stare attenti alla linea», ironizza Monteventi, che rimanda alla mobilitazione di sabato 21, quando si svolgerà il corteo di protesta organizzato da 100 lavoratori e dai sindacati di base. Stefano Marinelli delle Rdb ha reso nota l'intenzione di ricorrere d'urgenza al Tar in caso di divieto, reputandolo incostituzionale. e. b. 14 marzo 2009 - Il Giornale di Vicenza FERROVIERI. Interrogazione anche della
Lega Un blitz a sorpresa durante il Consiglio comunale per
portare all'attenzione della città il pericolo di perdita di 800 posti di lavoro.
Lhanno attuato ieri sera in Sala Bernarda una ventina di appartenenti al Comitato
contro l'impianto Wisco, composto da residenti del quartiere Ferrovieri e operai della
Omc, officina manutenzioni correnti. 14 marzo 2009 - Il Cittadino Una fiumana di gente in lotta per il
lavoro Casale - Un serpentone di 800 persone sfila per il lavoro e porta allintero territorio un messaggio di solidarietà e la chiara intenzione di non subire passivamente la crisi occupazionale che attanaglia il Lodigiano.Lo sciopero generale di quattro ore indetto da Cgil, Cisl e Uil ha portato in piazza a Casale le fabbriche in crisi, tutte le sigle sindacali settoriali, varie forze politiche e amministratori locali di Casale e della Bassa. Presenti tra gli altri gli striscioni delle Rsu di Unilever e della Thermal Ceramics di Casale, di Akzo Nobel di Fombio, delle lodigiane Abb ed ex Polenghi. Assenti giustificati i lavoratori del comparto metalmeccanico, perché reduci già da un altro sciopero ravvicinato, alla manifestazione mancavano i dipendenti pubblici, i lavoratori di banche e poste, tutti comunque presenti con delegazioni, perché sono mancati i tempi minimi di legge per indire lastensione del lavoro in questi comparti.Il concentramento dei manifestanti è avvenuto attorno alle 9 del mattino al parcheggio del centro commerciale Conad. Il raggruppamento è proseguito fin quasi alle 10, quando il corteo si è schierato e ha cominciato la sua lenta marcia sulla via Emilia. In testa sfilavano i segretari generali delle tre sigle sindacali, subito dietro lo striscione di apertura portato da lavoratori di diversa estrazione e sindacalisti. A poca distanza camminava il furgone Volkswagen dei lavoratori Unilever, vero apripista del corteo con il suo strascico di manifestanti ai tamburi, ai piatti e ai fischietti. Quindi, sempre con ordine e compostezza apparivano gli striscioni delle varie Rsu, mischiate a quelli delle sigle sindacali di settore di Cgil e a quelli di Rifondazione omunista, del Partito comunista dei lavoratori e Confederazione unitaria di base, poi il blocco di bandiere e striscioni della Cisl e in fondo a tutti il gonfalone del comune di Maleo. Tantissime le bandiere, in preponderanza quelle rosse della Cgil ma anche quelle bianche e verdi della Cisl e qualcuna della Uil, in un tripudio di suoni e colori che ha caratterizzato il corteo in modo quasi festoso.Il serpentone di manifestanti ha percorso la via Emilia fino a via Cadorna, dove al passaggio davanti allIstituto Cesaris sono stati accolti da numerosi studenti alle finestre, quindi ha imboccato via Cavallotti per raggiungere piazza del Popolo attorno alle 11. Il tutto si è svolto senza incidenti né momenti di tensione. In piazza del Popolo si sono tenuti i discorsi del sindaco di Casale Angelo Pagani, le veloci testimonianze dei rappresentanti aziendali di Unilever, Akzo Nobel e Inalca, e quindi, a chiudere, lintervento di Elena Lattuada, della segreteria regionale della Cgil. 13 marzo 2009 - Dire BOLOGNA. RDB SFIDANO QUESTURA: SI' A CORTEO O ANDIAMO AL TARCHIESTO PERCORSO PER 21; BIFO: MA QUALE REATO, DOMANI IN PIAZZA (DIRE) Bologna, 13 mar. - Vogliono partire da piazza Nettuno, attraversare via Ugo Bassi e arrivare fin sotto la Prefettura di Bologna per gridare il loro "no" al divieto, stabilito di recente dal Prefetto Angelo Tranfaglia, di manifestare in alcune vie e piazze del centro nel weekend. E' un percorso brevissimo quello chiesto da 100 lavoratori e dai sindacati di base per il corteo di sabato prossimo: il preavviso e' stato consegnato in Questura nei giorni scorsi. Se piazza Galilei, pero', rispondera' con un divieto o con prescrizioni che modifichino il percorso proposto, le Rdb si rivolgeranno seduta stante al Tar lamentando l'incostituzionalita' del provvedimento prefettizio. L'intenzione di rivolgersi in via urgente ai giudici amministrativi (chiedendo di bloccare il provvedimento del Prefetto) e' stata resa pubblica ieri sera da Stefano Marinelli delle Rdb, durante l'assemblea tenutasi a Palazzo D'Accursio in vista del corteo del prossimo sabato. Un corteo che gia' da ora si preannuncia partecipato: insieme ai sindacati e ai lavoratori, da cui l'iniziativa e' partita, scenderanno in piazza le diverse realta' dei centri sociali bolognesi, tra cui Vag 61 e Crash presenti ieri sera, e i collettivi universitari. Non e' ancora certo, invece, il "bis" del presidio di protesta organizzato sabato scorso da Bologna citta' libera in piazza Nettuno, in seguito al quale questa mattina sono scattate le denunce dei promotori, Valerio Monteventi, Tiziano Loreti, Franco "Bifo" Berardi, Serafano D'Onofrio e Roberto Panzacchi. "Bifo", in una lettera, ha gia' annunciato che domani sera sara' in piazza. "Mi hanno denunciato per un reato che non e' un reato, abbiamo violato una direttiva che a sua volta viola patentemente l'articolo 17 della Costituzione- scrive l'ex leader del '77 bolognese- domani io intendo manifestare contro la denuncia che mi ha colpito, e intendo parlare pubblicamente per spiegare ai cittadini che vorranno ascoltarmi che la minaccia (insita nel divieto di manifestare, ndr) e' rivolta non contro di me, ma contro di loro, contro tutti i lavoratori, i precari, gli studenti". L'ex segretario del Prc di Bologna Loreti, invece, spiega che per la giornata di domani non e' ancora certo se Bologna citta' libera tornera' a manifestare in piazza Nettuno, anche in vista del corteo organizzato, in forze, per il prossimo sabato ("Quel giorno saremo in tanti a violare la zona rossa" annuncia). In ogni caso, se la lista di "Bifo" scegliera' di ripetere il presidio di protesta, Loreti non manchera': "Rivendichiamo il nostro diritti di manifestare come liberi cittadini, se decideremo di scendere in piazza anche domani io ci saro'". Tra l'altro, aggiunge Loreti convinto a portare avanti questa campagna contro il diritto di manifestare, "l'ordinanza del prefetto e' ancora piu' restrittiva della direttiva del Ministro Roberto Maroni". Se la direttiva di Maroni indicava genericamente limiti alle manifestazioni, "Tranfaglia ha scelto di vietare tutto il quadrilatero per due intere giornate, sabato e domenica. Non a caso l'ordinanza ha ricevuto l'approvazione del Pd per voce di Beatrice Draghetti e Sergio Cofferati: per noi e' un provvedimento frutto anche delle politiche sicuritarie portati avanti dal sindaco in questi cinque anni di mandato". BOLOGNA. SIT-IN IN CENTRO DI SABATO,
DENUNCIATO MONTEVENTI (DIRE) Bologna, 13 mar. - E' scattata la denuncia per Valerio Monteventi e gli altri esponenti della lista "Bologna citta' libera" che sabato scorso sono scesi in piazza per protestare contro il divieto di manifestare, in alcune piazze e vie del centro nei giorni di sabato pomeriggio e domenica, stabilito dalla recente ordinanza del Prefetto Angelo Tranfaglia. Le persone denunciate sono cinque: oltre a Monteventi, candidato sindaco per Bcl e consigliere comunale, si tratta di altri due consiglieri, Serafino D'Onofrio e Roberto Panzacchi, piu' Franco "Bifo" Berardi e Tiziano Loreti, tutti individuati come promotori del presidio di protesta in piazza Maggiore. La Digos contesta loro il reato di manifestazione non autorizzata: hanno violato l'articolo 18 del Testo unico di pubblica sicurezza che prevede l'obbligo di presentare in Questura un preavviso per le manifestazioni di piazza. Inoltre, la Digos ha segnalato in Procura la probabile inosservanza del provvedimento del Prefetto: stara' ai magistrati stabilire se i cinque consiglieri, oltre che per aver manifestato senza preavviso, sono responsabili anche del reato previsto dall'articolo 650 del Codice penale, che punisce l'inosservanza a un provvedimento dell'autorita' in materia di pubblica sicurezza o igiene. In questo caso, e' stato violato il divieto stabilito dal Prefetto Tranfaglia in applicazione della direttiva del Ministro dell'Interno Roberto Maroni. La manifestazione non autorizzata e' punita con l'arresto fino a sei mesi e un'ammenda fino a 400 euro. Bologna citta' libera, nei giorni scorsi, ha annunciato che domani pomeriggio ripetera' il presidio di protesta, nella stessa forma della settimana scorsa (alle 15.30 in piazza Nettuno). Sabato 21, invece, si svolgera' un corteo di protesta organizzato da 100 lavoratori e dai sindacati delle Rdb. Ieri sera, durante l'assemblea che si e' tenuta nella Sala bianca di Palazzo D'Accursio in vista della manifestazione, sono arrivate le adesioni dei centri sociali Vag 61 e Crash e degli studenti dell'Onda. 13 marzo 2009 - Omniroma TELECOM, PRESIDIO LAVORATORI CONTRO TAGLI GRUPPO (OMNIROMA) Roma, 13 mar - I dipendenti Telecom dicono «no» ai tagli previsti dal piano 2009-2011, presentato lo scorso dicembre dall'amministratore delegato dell'azienda Franco Bernabè. Manifestazione di protesta oggi dei lavoratori, aderenti al Cobas Lavoro Privati e alla Fim Uniti Cub, sotto la sede della direzione generale del gruppo a Corso Italia. Il piano prevede una riduzione di personale di 4.350 unità (100 in network, 500 sales e distribution, 700 in aree di staff, 100 information technology, 2.150 customer care e 800 delivery e assurance) che si vanno ad aggiungere ai 5.000 licenziamenti del settembre 2008, la chiusura delle sedi di custode care in 22 città del territorio nazionale con relativa mobilità territoriale, la possibile cassa integrazione per i dipendenti del servizio 1.254. «Siamo qui perché il piano di ristrutturazione della nostra azienda prevede una serie di tagli e chiusura di sedi che è abbastanza preoccupante, soprattutto per alcuni settori che sono il custode care, in particolare il 1.412, e poi tutta l'area del 119, 187, 191. La protesta è a livello nazionale anche se c'è l'ipotesi, almeno ventilata, di una chiusura di 22 sedi a livello nazionale, soprattutto quelle del servizio 187. Telecom prevede una riduzione di circa 4.300 persone, che si vanno ad aggiungere ai 5.000 che sono stati mandati in mobilità con un accordo sottoscritto a settembre del 2008. Noi oggi abbiamo un incontro con l'azienda, che abbiamo richiesto prima ancora di questa manifestazione: auspichiamo che la partecipazione allo sciopero e alla manifestazione, ce ne sono altre a livello nazionale, serva a mettere l'azienda di fronte al fatto che i lavoratori non ci stanno a subire questo ulteriore taglio di personale, che si facciano investimenti seri sulla telefonia in Italia e si occupi un pò meno di questioni finanziarie». Lo ha detto Alessandro Pullara, Cobas Telecom. Previsto in giornata un incontro con i rappresentanti dell'azienda, ma «nessuna disponibilità da parte dei lavoratori a trattare», come ha spiegato Marina Biggero, Rsu Cobas Telecom: «Noi non siamo disposti a rinunciare a nulla perché tutti i lavoratori e le lavoratrici di Telecom Italia hanno duramente sofferto in questi ultimi dieci anni: c'è stata un'azienda che è stata letteralmente spolpata, saccheggiata, era un bene pubblico, una ricchezza di tutto il paese. Abbiamo avuto una privatizzazione scellerata, questa azienda è stata comprata da due scalate finanziarie, da due imprenditori che non hanno versato una lira in cassa, ma hanno solamente versato i debiti di questa scalata. Il debito di Telecom Italia è il debito di due scellerate operazioni finanziarie. Se proprio si deve parlare di un piano industriale sono due le cose che noi suggeriamo vivamente: innanzitutto in questo periodo di crisi cortesemente non date i dividendi agli azionisti di cui la maggioranza sono banche e importanti imprenditori di questo paese, e tagliate le prebende del consiglio di amministrazione dei dirigenti di quest'azienda. Complessivamente pesano ancora gli stipendi dei nostri cari dirigenti e del consiglio di amministrazione, oltre che le buone uscite degli ex, il 25% del costo del lavoro. La maggior parte dei dipendenti Telecom non supera la soglia dei 1.300-1.400 euro al mese che, oggi come oggi, è uno stipendio che, per chi ha una famiglia e un mutuo, non consente di arrivare alla fine del mese. E sono queste lavoratrici e questi lavoratori che, malgrado tutto quello che è successo, hanno continuato a mandare avanti questa azienda». 13 marzo 2009 - Repubblica.it Telecom, la protesta dei lavoratori
contro i tagli Roma - Manifestazione di protesta dei lavoratori Telecom, aderenti al Cobas Lavoro Privati e alla Fim Uniti Cub, sotto la sede della direzione generale del gruppo a Corso Italia. contro i tagli previsti dal piano 2009-2011, presentato lo scorso dicembre dall'amministratore delegato dell'azienda Franco Bernabè. Il piano prevede una riduzione di personale di 4.350 unità (100 in network, 500 sales e distribution, 700 in aree di staff, 100 information technology, 2.150 customer care e 800 delivery e assurance) che si vanno ad aggiungere ai 5.000 licenziamenti del settembre 2008, la chiusura delle sedi di custode care in 22 città del territorio nazionale con relativa mobilità territoriale, la possibile cassa integrazione per i dipendenti del servizio 1.254. "Siamo qui perché il piano di ristrutturazione della nostra azienda prevede una serie di tagli e chiusura di sedi che è abbastanza preoccupante, soprattutto per alcuni settori che sono il custode care, in particolare il 1.412, e poi tutta l'area del 119, 187, 191. La protesta è a livello nazionale anche se c'è l'ipotesi, almeno ventilata, di una chiusura di 22 sedi a livello nazionale, soprattutto quelle del servizio 187. Telecom prevede una riduzione di circa 4.300 persone, che si vanno ad aggiungere ai 5.000 che sono stati mandati in mobilità con un accordo sottoscritto a settembre del 2008. Noi oggi abbiamo un incontro con l'azienda, che abbiamo richiesto prima ancora di questa manifestazione: auspichiamo che la partecipazione allo sciopero e alla manifestazione, ce ne sono altre a livello nazionale, serva a mettere l'azienda di fronte al fatto che i lavoratori non ci stanno a subire questo ulteriore taglio di personale, che si facciano investimenti seri sulla telefonia in Italia e si occupi un po' meno di questioni finanziarie". Lo ha detto Alessandro Pullara, Cobas Telecom. Previsto in giornata un incontro con i rappresentanti dell'azienda, ma "nessuna disponibilità da parte dei lavoratori a trattare", come ha spiegato Marina Biggero, Rsu Cobas Telecom: "Noi non siamo disposti a rinunciare a nulla perché tutti i lavoratori e le lavoratrici di Telecom Italia hanno duramente sofferto in questi ultimi dieci anni: c'è stata un'azienda che è stata letteralmente spolpata, saccheggiata, era un bene pubblico, una ricchezza di tutto il paese. Abbiamo avuto una privatizzazione scellerata, questa azienda è stata comprata da due scalate finanziarie, da due imprenditori che non hanno versato una lira in cassa, ma hanno solamente versato i debiti di questa scalata. Il debito di Telecom Italia è il debito di due scellerate operazioni finanziarie. Se proprio si deve parlare di un piano industriale sono due le cose che noi suggeriamo vivamente: innanzitutto in questo periodo di crisi cortesemente non date i dividendi agli azionisti di cui la maggioranza sono banche e importanti imprenditori di questo paese, e tagliate le prebende del consiglio di amministrazione dei dirigenti di quest'azienda. Complessivamente pesano ancora gli stipendi dei nostri cari dirigenti e del consiglio di amministrazione, oltre che le buone uscite degli ex, il 25% del costo del lavoro. La maggior parte dei dipendenti Telecom non supera la soglia dei 1.300-1.400 euro al mese che, oggi come oggi, è uno stipendio che, per chi ha una famiglia e un mutuo, non consente di arrivare alla fine del mese. E sono queste lavoratrici e questi lavoratori che, malgrado tutto quello che è successo, hanno continuato a mandare avanti questa azienda". 13 marzo 2009 - Il Manifesto I sindacati di base: «No all'esecutivo» Roma - «No all'abolizione del diritto di sciopero», recitava lo striscione di fronte il ministero del lavoro a Roma, in una via Veneto blindatissima. Un centinaio di lavoratori dei trasporti aderenti a RdB, Sdl e SlaiCobas e Cobas lavoro privato, delegati di diverse città italiane, si erano dati appuntamento dalle prime ore del pomeriggio per protestare sia contro gli ultimi provvedimenti presi dal governo in merito alla regolamentazione degli scioperi che per il rinnovo del contratto, scaduto ormai da 15 mesi. «Un disegno di legge, quello proposto dal ministro Sacconi, uscito fuori guarda caso proprio in un momento in cui i trasporti sono in ebollizione», spiegano i manifestanti, che non ci stanno a essere ridotti al silenzio mentre in Fs, Alitalia, e altre aziende fioccano licenziamenti, esuberi, mobilità, con l'aggravio sulla qualità del servizio e dei costi. No quindi all'introduzione delle quote minime per proclamare lo sciopero (norma che colpirà soprattutto i sindacati minori), no al cosiddetto «sciopero virtuale», no al referendum preventivo. Lo sciopero è un diritto sancito dalla Costituzione, e le recenti proposte sono «antidemocratiche». Non si sono risparmiate critiche a Cgil, Cisl e Uil, accusate di «firmare contratti capestro». Intanto le nuove regole che restringono gli spazi di manifestazione a Roma, cominciano a mietere vittime. Per oggi era stato indetto, dal sindacalismo di base, un pacifico sit-in Corso Italia, sotto la sede centrale Telecom, nell'ambito dello sciopero nazionale Telecom. In nome del protocollo siglato da prefetto e sindacati confederali, il sit-in è stato vietato. 13 marzo 2009 - Liberazione Roma, 50 ultrasettantenni occupano
Generali Assicurazioni Roma - Mentre nei palazzi e nelle segreterie di partito si parla di "piano casa" una cinquantina di inquilini di via Pincherle 153/169, tutti ultra settantenni, è costretta, per farsi ascoltare, ad occupare la sede delle Generali Assicurazioni a piazza Venezia. «Siamo entrati dentro questo bellissimo palazzo - spiegano gli inquilini - perché riteniamo che questo colosso assicurativo, responsabile, tramite Fata Assicurazioni, della dismissione dei nostri alloggi non può continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità». Chiaro il riferimento all'impegno formale assunto con il Prefetto di Roma e la Regione Lazio, prima della vendita dei 116 immobili inoptati ad Area Mestre-Giacomazzi, al blocco delle cessioni a terzi al fine di consentire l'acquisto in blocco da parte dell'Ater degli appartamenti non opzionati dagli inquilini. Invece «ogni giorno qualcuno di noi si vede venduta la propria casa senza poter dire ne fare nulla. Ma ora basta» denuncia, lacrime agli occhi, Giulia, 82 anni. «E' inaccettabile che gli speculatori della finanza e del mattone, responsabili della crisi economica, vengano salvati e tutelati dal Governo, mentre che a pagare siano lavoratori, pensionati, anziani» afferma Angelo Fascetti di AS.I.A. Rdb. Dopo circa due ore di occupazione, contrassegnati da diversi momenti di tensione e minacce di rivolgersi alla forza pubblica da parte di dirigenti delle Generali, e l'intervento di Adriana Spera, responsabile entri locali del Prc Roma, e Andrea Catarci, presidente dell'XI Municipio, il Comitato inquilini è riuscito a incontrare il vice direttore generale delle Generali, Rispoli: «siamo riusciti ad ottenere l'impegno da parte delle Generali per la convocazione, nei primi giorni della prossima settimana, di un nuovo tavolo di trattative con la vecchia proprietà, Fata Assicurazioni, l'attuale, Area Mestre, la Prefettura di Roma e rappresentanti delle istituzioni». Intanto oggi alle ore 16,30 si svolgerà una manifestazione cittadina a sostegno da parte degli inquilini di via Pincherle che partirà da piazza Oderico da Pordenone, sotto la Regione Lazio, alla quale parteciperà la Rete dei movimenti per il diritto all'abitare: «Porteremo la nostra solidarietà a tutti quei cittadini truffati dalla cartolarizzazione degli enti e chiederemo il blocco delle altre dismissioni in corso, in primis Enasarco ed Enpam». Questa partecipazione si inserisce in un percorso che porterà i movimenti a manifestare in Campidoglio giovedì 19 marzo in occasione della discussione del Consiglio comunale sul bilancio 2009-2011 «affinché questo preveda un fondo strutturale per l'emergenza abitativa, usando i fondi straordinari per Roma Capitale e la deroga del patto di stabilità». Non solo: «Manifesteremo perché si reperiscano alloggi popolari riqualificando e utilizzando il patrimonio pubblico e privato sfitto e perché vengano utilizzate, per nuove costruzioni, non le aree agricole ma quelle presenti dentro la città». Per realizzare questi obiettivi parte da oggi una fase di mobilitazione in cui si chiede il sostegno di coloro che si battono per il diritto all'abitare, la difesa del territorio e contro la speculazione e la rendita. «Ci rivolgiamo ai cittadini che vogliono difendersi dalla cementificazione, a quelli in graduatoria che da anni attendono invano una casa popolare, a quelli sotto sfratto e che chiedono un blocco generalizzato fino a che si garantisca un passaggio da casa a casa, a quelli alle prese con le cartolarizzazioni e le dismissioni. A chi non ce la fa più a sostenere un mutuo». AppuntamentiPisa. Difendiamo il diritto di sciopero Pisa - E' un diritto soggettivo di chi lavora e solo suo. Nessuno può impedire di esercitarlo. Difendiamo il diritto di sciopero: alle 17 in piazza XX Settembre con Cobas, Rdb/Cub, Prc, Sinistra critica, Rete dei Comunisti. Parma. "Comizi operai. Crisi e controriforma del contratto nazionale: i lavoratori di Parma si confrontano sulla situazione nelle proprie aziende e su come respingere l'attacco" Emilia Romagna - "Comizi operai. Crisi e controriforma del contratto nazionale: i lavoratori di Parma si confrontano sulla situazione nelle proprie aziende e su come respingere l'attacco" alle 20.30 presso la sede della federazione in via Solari 15 a Parma . Intervengono Laura Bergamini, Rsu Rdb Comune di Parma; Ugo Bertinelli, Rsu Fiom Cgil Sma Serbatoi; Francesca Brusca delegata Rdb Proges Coop Soc; Claudio Cavalcanti, Rsu Fiom Cgil Casappa; Fabio Formato, Rsu Fiom Cgil Trancerie Emiliane; Filippo Gaudio, Rsu Alca Cub Bormioli; Ermanno Salati, Rsu Slc Cgil Telecom Italia; Massimo Salsi, Rsu Rdb Azienda ospedaliera di Parma; delegati delle aziende Camst, Comet, Coop, Esselunga; Alessandro Giardiello, responsabile nazionale Luoghi di lavoro. Lettere L'inchiesta sull'inceneritore di Colleferro Cara "Liberazione", l'inchiesta giudiziaria
sull'inceneritore di Colleferro necessita certamente di una riflessione che vada oltre i
fatti. Non ci troviamo di fronte a qualche eccesso, a qualche intrigo gestito alle spalle
dei gestori dell'impianto e delle aziende che si occupano del ciclo dei rifiuti, ma a un
sistema consolidato di una modalità di gestione di questi processi, e che abbiamo visto
già all'opera a Napoli e non solo. Questo è l'unico modo con cui possono far funzionare
gli inceneritori e quindi non ci sono inceneritori buoni, perché è solo utilizzando
questo tipo di rifiuti che si produce energia. Questa vicenda deve essere da stimolo per
rilanciare la battaglia contro gli inceneritori, per riaffermare un ciclo dei rifiuti che
veda al centro la loro riduzione (meno imballaggi), la raccolta differenziata porta a
porta, un'impiantistisca destinata alla differenziazione, al recupero, riciclo, riuso. In
questi anni come SdL intercategoriale, ma anche insieme agli altri sindacati di base
(Cobas, RdB-Cub), ci siamo battuti nei posti di lavoro (aziende che si occupano della
raccolta rifiuti) contro chi sosteneva, come Cgi-Cisl-Uil-Cisal-Ugl, che la risoluzione
del problema rifiuti e la salvezza dei posti di lavoro era negli inceneritori. Al
contrario noi abbiamo sostenuto che la raccolta differenziata, oltre a salvaguardare
l'ambiente, a far risparmiare materie prime, creava molta più occupazione. Nel condurre
questa battaglia abbiamo però spesso incontrato un'ambiguità della cosiddetta sinistra
alternativa o radicale (come si suol dire), che mentre a parole era sulle nostre
posizioni, quando governava (Comune, Provincia, Regione) o quando amministrava (ad esempio
nel Cda di Ama SpA), votava piani dei rifiuti in cui, oltre la foglia di fico di
investimenti sulla raccolta differenziata, c'erano impianti di incenerimento e impianti
per fare il Cdr e non impianti per il recupero e il riuso. E' chiaro che queste posizioni
non hanno aiutato nella crescita dei movimenti contro gli inceneritori e le discariche. In
questi ultimi mesi come sindacato abbiamo cercato di ricostruire una rete cittadina a Roma
che collegandosi con la rete regionale rifiuti, con gli altri sindacati di base e altre
forze sociali si facesse carico di rilanciare a Roma un'iniziativa sui rifiuti, contro
l'incenerimento, per la raccolta porta a porta, per il rilancio dell'azienda pubblica, per
un nuovo piano dei rifiuti che non venga più scritto nelle segrete stanze di Comune e
Regione, ma con un processo di partecipazione popolare attraverso assemblee pubbliche che
vedano coinvolti lavoratori e cittadini. Vorremmo che molte e molti si unissero a questo
nostro sforzo e ci farebbe piacere che su queste questioni si aprisse un forte dibattito. 13 marzo 2009 - Corriere del Mezzogiorno Appalti truccati: 25 indagati. C'è anche l'ex manager Furcolo VALLO DELLA LUCANIA Appalti truccati nell'Asl Salerno 3: indagati venticinque tra funzionari e imprenditori. È la conclusione delle indagini condotte dagli uomini della Guardia di Finanza del comando provinciale di Salerno e della compagnia di Agropoli coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Tra i reati contestati agli indagati, dieci funzionari tra i quali l'ex direttore generale Claudio Furcolo e quindici imprenditori, la turbativa degli incanti, la truffa, la frode in pubblica fornitura e l'associazione a delinquere. Al centro dell'indagine, nata nel 2007 in seguito ad un esposto del sindacato di base Rdb, numerose gare d'appalto indette dall'azienda sanitaria nel triennio 2003-2005 che, stando agli inquirenti, avrebbero favorito gli imprenditori indagati grazie all'intervento diretto di funzionari dell'Asl inseriti nelle commissioni di gara, spesso attraverso il sistema dell'alterazione e della sostituzione delle offerte. 13 marzo 2009 - EPolis Roma Emergenza casa. Gli inquilini occupano le Generali di piazza Venezia. Il Prefetto convoca la proprietàVia Pincherle, è scontro si riaprono le trattative Roma - Un tavolo di trattativa potrebbe essere riaperto entro martedì: è questo il risultato dell'occupazione da parte degli inquilini di via Pincherle della sede delle Assicurazioni Generali in piazza Venezia. Ieri mattina, infatti, cinquanta inquilini con l'Asia Rdb hanno occupato lufficio di presidenza delle Generali: «Ritengono che il colosso assicurativo, responsabile della dismissione, non si possa sottrarre dalle proprie responsabilità dopo aver assunto, prima del passaggio di consegne a Giacomazzi, un impegno formale con il prefetto di Roma e la regione Lazio sul blocco delle vendite a terzi», si legge nel comunicato. E nel tardo pomeriggio, con l'intervento del presidente dell'XI municipio, Andrea Catarci, l'occupazione è terminata: «Abbiamo ottenuto - dicono gli inquilini - che entro martedì si riapra il tavolo, l'impegno è stato preso davanti al Prefetto. Noi vogliamo credere che Area Mestre venga al tavolo». «In quella sede torneremo a chiedere alla proprietà un atto di responsabilità, bloccando le vendite e accettando lofferta della Regione Lazio, auspicando un intervento risolutivo del Prefetto», spiega Catarci. «Come avevamo previsto, il fortissimo disagio sociale a cui sono sottoposti da mesi gli inquilini degli stabili di via Pincherle non poteva che portare a gesti estremi. Dalla società immobiliare un atteggiamento irresponsabile che non favorisce la mediazione ma alimenta le tensioni», dice l'assessore alla Casa regionale Mario Di Carlo. Favorevole anche il delegato del sindaco per l'emergenza abitativa, Marco Visconti: «Non posso che condividere la posizione della Regione Lazio. È fondamentale una convergenza istituzionale», dice. Oggi è convocata una manifestazione di tutti gli inquilini "resistenti" della Capitale dalle 16.30 in piazza Oderico da Pordenone, davanti alla Regione Lazio.(M.R.) 13 marzo 2009 - La Città di Salerno IL NUOVO SCANDALO Vallo della Lucania - Turbativa degli incanti, truffa,
frode in pubblica fornitura e associazione a delinquere. Sono i reati contestati ai 25
indagati dellinchiesta che ha visto coinvolta lAsl Salerno 3. Gli avvisi di
conclusione delle indagini sono stati notificati a 10 funzionari dellAsl 3, tra i
quali lex direttore generale Claudio Furcolo, e a 15 imprenditori titolari di ditte
aggiudicatarie di appalti banditi dallAsl 3. 13 marzo 2009 - Leggo Roma. Un comitato in difesa del Cto... Roma - Un comitato in difesa del Cto: anche per lospedale della Garbatella parte la mobilitazione dei cittadini, così come i romani lottarono per il San Giacomo. La prima assemblea pubblica, ieri pomeriggio, ha dato il via ad una mobilitazione di quartiere e non solo: «Il Cto della Garbatella, che ha 246 posti letto, è interessato dal piano di razionalizzaione e riqualificazione che determinerà entro la fine del 2009 la chiusura di 128 posti letto, esportando alcune specialità mediche e chirurgiche verso il S. Eugenio - denuncia Sabino Venezia, del coordinamento RdB sanità - però, come avvenuto per il San Giacomo, non tutto verrà riconvertito e molto verrà chiuso. Il Cto verrà trasformato a discapito del pronto soccorso chirurgico, della Cardiologia o della Breve osservazione». La risposta dellospedale: «Non ci sono rischi, verrà ampliata lunità spinale, in cui resterà anche una task force di urologia e neurochirurgia».(L.Loi/ass) 13 marzo 2009 - Brescia Oggi SINDACATI. Da oggi Brescia - Stop dei licenziamenti, riduzione dellorario di lavoro a parità di salario, trasformazione in stabile delloccupazione precaria, oltre ad aumenti consistenti di retribuzioni e pensioni: sono alcune delle proposte anti-crisi della Confederazione unitaria di base (Cub), che saranno rilanciate dal congresso nazionale di oggi e domani a Sirmione: 350 i delegati delle organizzazioni del settore privato. Domani e domenica, invece, a Brescia, è in programma la conferenza organizzativa provinciale del Sindacato dei lavoratori intercategoriale (SdL), coordinato da Adelio Andreassi. 13 marzo 2009 - La Nuova Sardegna NUORO. Incontro RdB-Cub Oggi alle 18.30 nei locali di vico Giusti 15 a Nuoro si terrà una riunione provinciale degli iscritti e simpatizzanti del sindacato Rdb-Cub. Saranno affrontati i temi del lavoro e della precarietà in preparazione della manifestazione nazionale del sindacalismo di base prevista a Roma il 28 marzo. 13 marzo 2009 - Corriere del Veneto Gobbo ai dirigenti premiati
«Dovreste restituire il bonus» VENEZIA - Il «bonus» da 15 mila euro ai 13 top
manager della Regione continua a far discutere. Da una parte l'opposizione, con
l'onorevole Andrea Martella (Pd) che ha presentato un'interrogazione al ministro Renato
Brunetta per sapere «cosa ne pensa» dell'intera vicenda, precisando di essere sicuro
«che Brunetta è in indignato quanto me, ma non so se lui potrà dirlo». Dalla'altra le
rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego, che tramite il delegato per il
Veneto, Paolo De Marchi, vanno all'attacco e accusano la Regione di usare due pesi e due
misure. «Si è fermata la stabilizzazione di un'ottantina di precari che hanno tutti i
requisiti per essere regolarizzati - dice De Marchi , ma le risorse per premiare i super
manager ci sono, eccome se ci sono. Molti lavoratori sono lasciati in uno stato di
precarietà senza futuro ed è per questo che, adesso, chiediamo a gran voce di riaprire
una trattiva con la giunta su tutte le questioni riguardanti la condizione lavorativa
dell'ente». 13 marzo 2009 - La Repubblica Roma. Via Pincherle, inquilini occupano sede Generali Roma - E´ stata occupata ieri la sede delle assicurazioni Generali a piazza Venezia, dove circa 50 inquilini di via Pincherle 153/169 - sostenuti da AS. I. A. RdB - sono rimasti finché non è stato garantito loro che verrà riaperta la trattativa sulla vendita di 116 case cedute a Giacomazzi/Area Mestre. 13 marzo 2009 - Settegiorni Per la Novaceta un incontro con
l'assessore provinciale Casati Magenta - Salvare il salvabile, anche se ormai pare proprio che anche questa sia un'azione disperata. Venerdì 6 marzo si è tenuto in Provincia un incontro sulla crisi della Novaceta. Presenti l'assessore provinciale Bruno Casati, le Rsu dello stabilimento, i sindacati confederali, la Cub e per il Comune di Magenta l'assessore alle Politiche sociali Carlo Morani, oltre ai rappresentanti dell'azienda e il dottor Bianco per EnerCell, la società che gestiva la centrale termica. Nessun segnale di miglioramento nella situazione di mercato, prospettive poco confortanti: questo è stato il quadro tracciato dall'azienda. Da quanto è emerso la Novaceta non sarebbe più intenzionata ad anticipare la cassa integrazione per i lavoratori, cassa in scadenza alla prima settimana di aprile. Ricorrere nuovamente alla cassa integrazione non sarebbe la soluzione migliore per la Cub, il sindacato autonomo che ha sottolineato come ora si debba guardare in faccia alla realtà di un'azienda ormai destinata alla chiusura. Se da una parte l'assessore provinciale Casati ha sottolineato l'eccessivo ricorso alla cassa integrazione (a febbraio si è registrato un + 536%), dall'altra Massimo Lettieri della Cub ha proposto, nell'immediato, l'apertura della procedura di mobilità, vedendo in questo l'unico modo per avere la certezza del reddito dopo il 6 aprile e per garantire ai lavoratori l'accesso al proprio Tfr. La richiesta della cassa integrazione per ristrutturazione, o al limite della cassa in deroga esporrebbe i lavoratori al rischio di poter ottenere i soldi solo quando questi vengono erogati dall'Inps, quindi tra molti mesi, senza poi poter contare sul Tfr, restando quindi a reddito zero. Anche la mobilità però viene considerato un percorso da intendersi come ultima possibilità. Da qui la richiesta di Cub a Provincia e Regione di anticipare la cassa integrazione. Ma dal responsabile territoriale della Cub Mario De Luca è arrivata un'altra provocazione: ottenuta conferma degli interessi immobiliari sull'area del presidente di Novaceta, Giovanni Lettieri, De Luca ha ritenuto opportuno sensibilizzare Provincia e Comune di Magenta in merito alla possibilità di offrire un patrocinato gratuito a fronte di una vertenza promossa dai lavoratori Novaceta contro le ultime due proprietà per procurata e pianificata crisi aziendale. Sembrano comunque davvero pallide le prospettive di un recupero dell'azienda con l'ingresso di nuovi soci. Il termine per costituire una nuova società è la metà di marzo, data troppo vicina perché l'ipotesi diventi concreta realtà. Un presidio dei lavoratori davanti
all'ingresso della «Bruno Romeo» Magenta - Dopo la cassa integrazione straordinaria a zero ore, mercoledì 11 marzo un presidio di fronte all'azienda per la mancata esecuzione da parte dei proprietari degli accordi presi con i lavoratori. Sono dunque questi i tristi sviluppi nel caso «Bruno Romeo», la storica ditta magentina che da circa ottant'anni produce impianti di riscaldamento e condizionamento. «Lo scorso dicembre è stata concessa la cassa integrazione straordinaria con pagamento anticipato per conto dell'Inps e con un contributo extra di 200 euro spiega Massimo Lettieri del sindacato di base Cub Magenta le misure sono state attuate per il mese di dicembre, in cui sono stati erogati anche due terzi della tredicesima, ma da allora l'azienda non ha più pagato. Gli accordi non sono stati rispettati ed è per questo che dimostriamo la nostra indignazione». È questa dunque la realtà con la quale deve confrontarsi una ventina dei circa 50 dipendenti che fino a qualche anno fa operavano alla Bruno Romeo. Di questi ultimi invece, 11 sono stati assorbiti nella I-Plant, il ramo d'azienda che da dicembre 2008 si è staccato dall'azienda magentina svolgendo pressoché lo stesso tipo di produzione in loco. Tra i lavoratori cresce inoltre il timore che le risorse disponibili in azienda vengano utilizzate per finanziare la I-Plant a discapito della tutela di chi ora è in cassa integrazione. «Le cose sono iniziate ad andare male un paio di anni fa. Il dispiacere per aver fatto il possibile per rilanciare l'azienda, rimettendoci anche beni personali, e non esserci riusciti è pesante» ammette Mario Bruno, uno dei proprietari aziendali. Si parla infatti di un possibile fallimento collegato al debito di circa 15milioni di euro. Nel frattempo lo scorso 26 febbraio è stato chiesto il concordato preventivo. Ora si aspetta la sentenza del giudice competente, attesa nei prossimi giorni, con la quale si saprà se il concordato verrà accettato o se si aprirà la procedura fallimentare. L'auspicio per la proprietà e per i dipendenti è che si scelga la prima strada, in modo tale che la cassa integrazione straordinaria venga rinnovata per altri dodici mesi prima di passare alla mobilità. «Noi cassa integrati ci sentiamo di serie Z e siamo indignati con la Bruno Romeo per l'indifferenza che ha mostrato nei nostri confronti fanno sapere i dipendenti . Dopo tutti quei bei discorsi in cui ci dicevano che facevamo parte di un'unica grande famiglia ora non solo non veniamo pagati, ma non ci fanno neppure entrare in azienda per esporre le nostre ragioni». Nel frattempo la Cub ha organizzato per la serata di ieri giovedì 12 marzo, presso l'Ideal di Magenta, un'assemblea finalizzata alla costituzione di un comitato di azione che raccolga in sé i lavoratori precari, in cassa integrazione e chi ha perso il proprio lavoro. Cassa integrazione per 90 Boffalora sopra Ticino - La crisi economica ha bussato anche alle porte della storica ditta «Cantoni & C.» di Boffalora, operante nel settore metalmeccanico dal 1953. L'azienda di via Roma, produttrice di allestimenti ribaltabili per camion e veicoli industriali, dallo scorso gennaio ha optato per la messa in cassa integrazione ordinaria di 90 dei suoi 100 dipendenti, con la modalità della rotazione. «Le cose hanno iniziato ad andare male dall'estate del 2008 specifica Massimo Lettieri del sindacato di base Cub Magenta . L'azienda dice che i fornitori hanno ritirato gran parte degli ordini sebbene i relativi prodotti siano già stati fabbricati. Questi rimangono ora stoccati nei magazzini di Boffalora e di Marcallo. Ad oggi l'accordo per la cassa integrazione è stato fatto per tre mesi aggiunge il sindacalista e ad aprile cercheremo di capire la situazione aziendale e i possibili sbocchi. Certo è che il destino della Cantoni è in parte legato alla Iveco». In azienda l'organico è composto prevalentemente da giovani dipendenti. Non sono presenti lavoratrici donne. Gli impiegati dell'impresa di
pulizie chiedono garanzie Nerviano - Non se la passano bene nemmeno i nove lavoratori dell'appalto delle pulizie della multinazionale farmaceutica Actavis. Il 6 marzo hanno attuato un presidio fuori dall'azienda per contestare le modifiche introdotte nell'orario di lavoro: si chiede ora ai pulitori di essere presenti unicamente dalle 6 alle 8 e dalle 18 alle 22. Insieme a loro la Confederazione unitaria di base. «Da settimana prossima partiranno le cause d'urgenza spiega Giuseppe Tampanella dei Cub e abbiamo chiesto una convocazione da parte del consigliere di parità regionale visto che tra i pulitori vi sono sette lavoratrici». Durante il presidio i lavoratori, che in questi giorni continuano a recarsi sul posto di lavoro nelle fasce di orario originarie. «In fase di incontro congiunto con appaltante e committente spiegano dalla Flaica Uniti-Cub ha provato a discutere e richiedere le motivazioni oggettive e dettagliate delle radicali modifiche di orario, spiegando alle aziende che gli orari proposti alle e ai dipendenti non potevano essere accettati perché, specie nei casi dei part-time, 6 su 9, ma anche nei casi di tempo pieno, peggiorano drasticamente la gestione dei tempi di vita e di lavoro, trovando una totale chiusura di ogni trattativa, senza motivazioni specifiche ma per generali motivi "di carattere organizzazione e produttivo"». I pulitori, dal canto loro, hanno stilato un volantino dal titolo «Il Gigante e le formiche»: ovviamente il gigante è l'azienda, loro formiche. «Tutto questo aumenta la nostra indignazione si legge perché le 9 formiche vorrebbero spiegare al gigante che lavorano per vivere e non vivono per lavorare, così come abbiamo diritto al lavoro abbiamo diritto alla famiglia. Inoltre, la maggior parte di queste formiche sono donne che non finiscono il loro lavoro tornando a casa». 13 marzo 2009 - La Stampa Torino. Convegno "Incidenti sul lavoro: i morti non sono tutti uguali"... Torino - ARCHIVIO DI STATO, PIAZZA CASTELLO 209, ORE 10,30. Convegno "Incidenti sul lavoro: i morti non sono tutti uguali", introduce Paola Palmieri, intervengono Gianfranco Colace, Alessandro Brasso, Leoluca Orlando, Livio Pellegrini, Cosimo Pulito e Pietro Spatafora. IL PUGNO DI FERRO DELLA VETROTEX
SAINT GOBAIN CONTRO DUE LAVORATRICI Vado Ligure - La Vetrotex Saint Gobain di Vado ha
licenziato due impiegate che avevano rifiutato il trasferimento a Milano. La prima,
Lorenza Gianti, 48 anni, due figlie, una di 14 e laltra di 12 anni, un marito ed un
padre anziano da seguire, aveva ricevuto la lettera di licenziamento il 16 gennaio. "Questa fabbrica esiste anche grazie a mio padre" Vado L. - Un padre che ha combattuto negli anni Settanta
per salvare almeno una parte dei quasi 1200 operai della storica azienda Ape ospitata dal
sito che attualmente vede sorgere gli stabilimenti Vetrotex e Ocv, e insieme tanta
nostalgia e delusione per un licenziamento che non pensa di meritare. 12 marzo 2009 - Ami TRASPORTI: COBAS SDL E CUB
PROTESTANO CONTRO SACCONI Un centinaio di manifestanti, lavoratori del settore trasporti aderenti a a RdB, Sdl e Cobas, ha protestato contro la normativa di regolamentazione del diritto di sciopero e per la risoluzione del nodo contrattuale, in sospeso da 15 mesi. Le organizzazioni sindacali minori RdB (Rappresentanze sindacali di base), Cub (Confederazione unitaria di base) e i Cobas, hanno dato vita ad un sit in di protesta di fronte alla sede del ministero del lavoro. Le recenti norme sulla regolamentazione del diritto allo sciopero fra cui l'introduzione delle quote minime per proclamare la protesta, colpiscono infatti principalmente le organizzazioni sindacali non maggioritarie. Giampiero Antonini, coordinatore nazionale Cub trasporti, punta l'indice contro la Triplice. Cgil, Cisl e Uil sono colpevoli a suo parere di provocare la maggior parte dei disagi ai cittadini per poi piegarsi a firmare "accordi capestro per i lavoratori". Respinta decisamente anche l'ipotesi della virtualizzazione dello sciopero. Riguardo invece il discusso conflitto fra il diritto di incrociare le braccia e quello alla mobilità, la posizione di Antonini è chiara e vede nella contrapposizione degli interessi, di lavoratori e utenza, una forma di strumentalizzazione del problema da parte del Governo: "Quando noi scioperiamo lo facciamo anche per il diritto all'utenza. Le risorse stanziate dal governo sono le stesse da 4 anni a questa parte. Se teniamo presente l'aumento del costi di carburante e mezzi, è facile capire quanto il servizio ne abbia risentito e di conseguenza i cittadini". 12 marzo 2009 - Omniroma VIA VENETO, MANIFESTAZIONE SDL - RDB E COBAS PER DIRITTO A SCIOPERO(OMNIROMA) Roma, 12 mar - «No all'abolizione del diritto di sciopero». Lo chiedono i lavoratori di RdB, Sdl e Cobas che si sono ritrovati questo pomeriggio sotto la sede del ministero del Lavoro in via Veneto. I manifestanti protestano contro gli ultimi provvedimenti presi dal Governo e in particolare dal ministro Sacconi in merito alla regolamentazione degli scioperi. Il cosiddetto «sciopero virtuale» e «le quote minime per poter indirne uno» sono le due questioni fondamentali per cui gli aderenti dei sindacati minori si sono ritrovati in via Veneto. «Un provvedimento che non è democratico» denunciano i manifestanti, circa un centinaio, che aggiungono «quando lo proclamiamo noi siamo costretti a portarlo fino in fondo altrimenti i nostri diritti non sarebbero ascoltati». CASA, COMITATI LOTTA: NO A PIANO BERLUSCONI, CORTEI PROSSIMI GIORNI (OMNIROMA) Roma, 12 mar - Assemblea affollata quella che si è tenuta oggi al «Volturno occupato» di via Volturno, organizzata dai comitati di lotta per la casa e dall'Asia-Rdb per le prossime iniziative sull'emergenza abitativa. «Abbiamo lanciato la manifestazione di domani che partirà dalla regione Lazio alle 16.30 per raggiungere via Pincherle in solidarietà con gli inquilini - ha detto una rappresentante del Coordinamento cittadino di lotta per la casa - il 19 marzo saremo in Campidoglio per ricordare al sindaco che sull'emergenza abitativa non ha messo soldi, a parte quelli già finanziati in passato dalla regione. Nemmeno un euro dei 500 milioni arrivati per Roma Capitale». I comitati bocciano anche il piano-casa lanciato dal premier Berlusconi: «Si punta, come al solito, ad incrementare l'edilizia privata. Nulla sull'emergenza abitativa e nulla anche per quanto riguarda le cartolarizzazioni delle case degli enti che potevano rappresentare un elemento fondamentale per affrontare il bisogno di casa popolare». VIA PINCHERLE, ASIA RDB: «INQUILINI OCCUPANO SEDE GENERALI» (OMNIROMA) Roma, 12 mar - «È in corso l'occupazione della sede delle assicurazioni Generali a piazza Venezia, dove circa cinquanta inquilini di via Pincherle 153/169 - sostenuti da AS.I.A. RdB- sono intenzionati a rimanere fino a quando non verrà formalmente riaperto un tavolo di trattativa sulla vendita di 116 appartamenti che Generali ha ceduto a Giacomazzi/Area Mestre lo scorso dicembre». Così una nota Asia Rdb. «Gli inquilini, che sono entrati dentro l'ufficio di presidenza delle Generali, ritengono che il colosso assicurativo, responsabile della dismissione, non si possa sottrarre dalle proprie responsabilità dopo aver assunto, prima del passaggio di consegne a Giacomazzi, un impegno formale con il prefetto di Roma e la regione Lazio sul blocco delle vendite a terzi, per consentire l'acquisto in blocco degli appartamenti non opzionati dagli inquilini all'Ater al fine di tutelare chi non ha potuto acquistare - prosegue la nota - Chiediamo la riapertura formale di un tavolo di trattativa sul destino degli inquilini di via Pincherle 153/169, con la partecipazione delle Assicurazioni Generali, per ridiscutere la richiesta di acquisto dell'invenduto da parte della regione Lazio, attraverso l'Ater». VIA PINCHERLE, ASIA RDB: CONCLUSA OCCUPAZIONE SEDE GENERALI (OMNIROMA) Roma, 12 mar - «Si è conclusa l'occupazione della sede delle assicurazioni Generali di piazza Venezia, dopo l'incontro avvenuto tra gli inquilini, AS.I.A. RdB e Rispoli - rappresentante di Fata - giunto sul posto. Qualche momento di tensione si è registrato al termine dell'incontro perché gli inquilini, non avendo ricevuto rassicurazioni sul tavolo in Prefettura a causa dell'assenza di Giacomazzi - attuale proprietà dei 116 alloggi - non volevano lasciare l'ufficio di presidenza delle Generali». Così una nota Asia rdb. «Dopo l'intervento della polizia e la mediazione del presidente del Municipio XI Catarci, presente all'incontro con Fata, la prefettura di Roma ha preso l'impegno a convocare entro martedì prossimo un tavolo con Giacomazzi, Fata, AS.I.A. , gli inquilini e le amministrazioni coinvolte - prosegue - A quel punto gli inquilini hanno lasciato la sede delle Generali per recarsi all'assemblea cittadina convocata dai movimenti per il diritto all'abitare al Volturno occupato alle ore 17». Domani, venerdì 13 marzo, manifestazione degli inquilini resistenti con partenza alle ore 16.30 da piazza Oderico da Pordenone (regione Lazio). GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI (OMNIROMA) Roma, 12 mar - ... 12 marzo 2009 - Adnkronos ROMA: ASIA RDB, INQUILINI VIA PINCHERLE OCCUPANO SEDE GENERALI A PIAZZA VENEZIA Roma, 12 mar. - (Adnkronos) - ''E' in corso l'occupazione della sede delle Assicurazioni Generali a piazza Venezia, dove circa cinquanta inquilini di via Pincherle 153/169 sono intenzionati a rimanere fino a quando non verra' formalmente riaperto un tavolo di trattativa sulla vendita di 116 appartamenti che Generali ha ceduto a Giacomazzi/Area Mestre lo scorso dicembre''. Lo riferisce Asia Rdb, che spiega: ''Gli inquilini, che sono entrati dentro l'ufficio di presidenza delle Generali, ritengono che il colosso assicurativo, responsabile della dismissione, non si possa sottrarre dalle proprie responsabilita' dopo aver assunto, prima del passaggio di consegne a Giacomazzi, un impegno formale con il prefetto di Roma e la regione Lazio sul blocco delle vendite a terzi, per consentire l'acquisto in blocco degli appartamenti non opzionati dagli inquilini all'Ater al fine di tutelare chi non ha potuto acquistare''. ''E' inaccettabile - conclude il sindacato - che gli speculatori della finanza e del mattone, responsabili della crisi economica, vengano salvati e che a pagare siano i lavoratori, i pensionati, gli anziani, i piu' deboli - aggiunge Asia Rdb - Chiediamo la riapertura formale di un tavolo di trattativa sul destino degli inquilini di via Pincherle 153/169, con la partecipazione delle Assicurazioni Generali, per ridiscutere la richiesta di acquisto dell'invenduto da parte della regione Lazio, attraverso l'Ater. Domani, alle ore 16.30, manifestazione cittadina a sostegno degli inquilini di via Pincherle con partenza da piazza Oderico da Pordenone (regione Lazio)''. 12 marzo 2009 - Ansa SANITA': APPALTI TRUCCATI ALL'ASL SALERNO 3, INDAGATI IN 25 (ANSA) - VALLO DELLA LUCANIA (SALERNO), 12 MAR - Appalti truccati nella Asl Salerno 3: indagati 25 tra funzionari e imprenditori. E' la conclusione delle indagini condotte dagli uomini della Guardia di Finanza del comando provinciale di Salerno e della compagnia di Agropoli coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Tra i reati contestati agli indagati, dieci funzionari dell'ASL salernitana tra i quali l' oramai ex direttore generale Claudio Furcolo (alla guida dell'ASL Salerno 3 dal 2001 al 2005), e quindici imprenditori, la turbativa degli incanti, la truffa, la frode in pubblica fornitura e l' associazione a delinquere. Al centro dell'indagine, nata nel 2007 in seguito ad un esposto del sindacato di base RDB, numerose gare d' appalto indette dall'azienda sanitaria nel triennio 2003/2005 che, stando agli inquirenti, avrebbero favorito gli imprenditori indagati grazie all'intervento diretto di funzionari dell'ASL inseriti nelle commissioni di gara, spesso attraverso il sistema dell'alterazione e della sostituzione delle offerte. CRISI: CONGRESSO DELEGATI CUB, STOP AI LICENZIAMENTI (ANSA) - MILANO, 12 MAR - Lo stop dei licenziamenti, la riduzione dell'orario di lavoro a parita' di salario, la trasformazione in stabile del lavoro precario, oltre ad aumenti consistenti di salari e pensioni, con aggancio al costo della vita, la cassa integrazione all'80% del salario, e continuita' del reddito per tutti. Sono queste le proposte anti-crisi della Confederazione unitaria di base illustrate in una conferenza stampa oggi a Milano. Le rivendicazioni saranno al centro di un congresso nazionale di 350 delegati delle organizzazioni del settore privato del sindacato di base che si terra' a Sirmione (Brescia), domani e dopodomani. Alla due-giorni prenderanno parte Allca (chimici e affini), CUB Edili e CUB Tessili, CUB-Informazione, CUB-Sanita', Flaica Uniti (commercio e multi-servizi), FLMUniti (metalmeccanici e telefonici) e CUB Pensionati che ''valuteranno quali risposte fornire per evitare che la crisi venga pagata da lavoratori e precari''. Fra le altre richieste ''un particolare riguardo alle politiche energetiche e all'ambiente, alla sanita', all'istruzione, al diritto alla casa, e a una vera democrazia sindacale''. DOMANI NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 12 MAR - ... 12 marzo 2009 - Apcom Roma, inquilini via Pincherle
'occupano' sede Generali Roma, 12 mar. (Apcom) - E` in corso una 'occupazione' della sede delle Assicurazioni Generali a piazza Venezia, dove circa cinquanta inquilini di via Pincherle 153/169, sostenuti da AS.I.A. RdB, sono intenzionati a rimanere "fino a quando non verrà formalmente riaperto un tavolo di trattativa sulla vendita di 116 appartamenti che Generali ha ceduto a Giacomazzi/Area Mestre lo scorso dicembre". Gli inquilini, che - spiegano i Cub in una nota - sono entrati dentro l`ufficio di presidenza delle Generali, ritengono che "il colosso assicurativo, responsabile della dismissione, non si possa sottrarre dalle proprie responsabilità dopo aver assunto, prima del passaggio di consegne a Giacomazzi, un impegno formale con il prefetto di Roma e la regione Lazio sul blocco delle vendite a terzi, per consentire l`acquisto in blocco degli appartamenti non opzionati dagli inquilini all`Ater al fine di tutelare chi non ha potuto acquistare". "Chiediamo - spiegano - la riapertura formale di un tavolo di trattativa sul destino degli inquilini di via Pincherle 153/169, con la partecipazione delle Assicurazioni Generali, per ridiscutere la richiesta di acquisto dell`invenduto da parte della regione Lazio, attraverso l`Ater. E domani, alle 16.30, manifestazione cittadina a sostegno degli inquilini di via Pincherle con partenza da piazza Oderico da Pordenone. Roma, inquilini di via Pincherle lasciano sede Generali Roma, 12 mar. (Apcom) - Si è conclusa l'occupazione della sede delle assicurazioni Generali di piazza Venezia a Roma, dopo l'incontro avvenuto tra gli inquilini delle case popolari di via Pincherle e Vittorio Rispoli, direttore generale di Fata assicurazioni. Lo fa sapere in una nota il sindacato Asia-RdB, spiegando che "qualche momento di tensione si è registrato al termine dell'incontro perché gli inquilini, non avendo ricevuto rassicurazioni sul tavolo in prefettura a causa dell'assenza del gruppo Giacomazzi, attuale proprietà dei 116 alloggi, non volevano lasciare l'ufficio di presidenza delle Generali". Dopo l'intervento della polizia e la mediazione del presidente del municipio XI, Andrea Catarci, la prefettura di Roma, annuncia il sindacato di base, ha preso l'impegno di convocare entro martedì prossimo un tavolo con Giacomazzi, Fata, Asia, gli inquilini e le amministrazioni coinvolte. A quel punto gli inquilini hanno lasciato la sede delle Generali per recarsi all'assemblea cittadina convocata dai movimenti per il diritto all'abitare al 'Volturno occupato' alle 17. "Domani, venerdì 13 marzo - annuncia poi la nota - si terrà una manifestazione degli inquilini, con partenza alle ore sedici e trenta da piazza Oderico da Pordenone". Salerno,chiuse indagini su appalti Asl-Sa3: 25 Roma, 12 mar. (Apcom) - Notificato dalle fiamme gialle l'avviso di conclusione delle indagini a dieci funzionari dell'Asl Salerno/3 (tra cui l'ex direttore generale) e a quindici imprenditori. I reati contestati agli indagati vanno dalla turbativa degli incanti alla truffa, frode in pubblica fornitura e associazione a delinquere. L'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ed eseguita dal comando provinciale della guardia di finanza e dalla compagnia di Agropoli, nasce da una denuncia presentata nel 2007 dal sindacato di base Rdb su presunti sprechi di denaro che avrebbero portato le casse dell'Asl Sa/3 in rosso per diversi milioni di euro. Scoperti i metodi che hanno portato a formare gli appalti e le licitazioni private. L'organizzazione, secondo l'inchiesta, pilotava di fatto le gare d'appalto, con la complicità di funzionari, dipendenti pubblici e amministratori di società. Le gare venivano bandite e assegnate e determinate società. Le gare venivano congegnate e organizzate, facendovi partecipare società e imprese la cui attività, il più delle volte, era estranea all'oggetto dell'appalto e che quindi non avevano capacità organizzative e operative sufficienti per il servizio richiesto. Le offerte economiche venivano concordate e predisposte su indicazione e sollecitazione di funzionari facenti parte delle commissioni di gara. Il più delle volte le offerte venivano alterate e sostituite, previa apertura delle buste, così da renderle più vicine alla media predisposta dalla stazione appaltante e più vantaggiose rispetto all'imprese concorrenti. Le offerte venivano inoltre redatte da una stessa mano e spedite all'insaputa delle società da cui provenivano. L'impresa aggiudicataria, in questo modo, lucrava i profitti degli appalti in palese lesione della "par condicio" con le altre società partecipanti. La Gdf ha scoperto lo schema 'a cascata' che partiva dal vertice della Asl, che instaurava rapporti privilegiati con determinati soggetti economici e coordinava le procedure d'appalto. Le gare si svolgevano innanzi a commissioni compiacenti e fedeli. Sono stati rilevati illeciti negli appalti per circa un milione di euro affidati a una sola impresa del casertano per la realizzazione di opere, forniture di beni e lavori di manutenzione degli impianti tecnologici dei Presidi Ospedalieri dell'Asl Sa/3 di Vallo della Lucania; per circa 3 milioni per forniture di gasolio da riscaldamento destinato ai presidi Ospedalieri dell'ASL SA/3 di Vallo della Lucania, Roccadaspide, Sapri e Polla; e per un importo rapportato al triennio 2003/2005 di 5.260.770 per l'affidamento triennale del servizio di noleggio, lavaggio e disinfezione della biancheria per l'ASL SA/3 di Vallo della Lucania. L'indagine della Gdf ha consentito all'attuale direttore generale dell'Azienda sanitaria Salerno 3 di archiviare definitivamente la procedura di gara di affidamento del servizio di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria, riqualificazione degli impianti tecnologici, indetta a fine 2005 dall'ex direttore generale, per un importo di 51,3 milioni che sarebbe dovuta essere aggiudicata dall'impresa del casertano. 12 marzo 2009 - Dire CASA. RDB: INQUILINI V. PINCHERLE OCCUPANO SEDE GENERALI (DIRE) Roma, 12 mar. - "E' in corso l'occupazione della sede delle assicurazioni Generali a piazza Venezia, dove circa cinquanta inquilini di via Pincherle, sostenuti da As.i.a. Rdb, sono intenzionati a rimanere fino a quando non verra' formalmente riaperto un tavolo di trattativa sulla vendita di 116 appartamenti che Generali ha ceduto a Giacomazzi/Area Mestre lo scorso dicembre". Lo fa sapere una nota di As.i.a. Rdb, che prosegue: "Gli inquilini, che sono entrati dentro l'ufficio di presidenza delle Generali, ritengono che il colosso assicurativo, responsabile della dismissione, non si possa sottrarre dalle proprie responsabilita' dopo aver assunto, prima del passaggio di consegne a Giacomazzi, un impegno formale con il prefetto di Roma e la Regione Lazio sul blocco delle vendite a terzi, per consentire l'acquisto in blocco degli appartamenti non opzionati dagli inquilini all'Ater al fine di tutelare chi non ha potuto acquistare". As.i.a. Rdb, quindi, chiede "la riapertura formale di un tavolo di trattativa sul destino degli inquilini di via Pincherle 153/169, con la partecipazione delle assicurazioni Generali, per ridiscutere la richiesta di acquisto dell'invenduto da parte della Regione Lazio, attraverso l'Ater. Domani, alle 16.30, manifestazione cittadina a sostegno degli inquilini di via Pincherle con partenza da piazza Oderico da Pordenone (Regione Lazio)". 12 marzo 2009 - Roma today Ospedale Cto: posti letto dimezzati,
ma senza garanzie per i cittadini Roma - "Il Cto come il San
Giacomo? Secondo noi la situazione è anche peggiore". A dirlo è Sabino Venezia di
Rdb Cub Sanità che abbiamo sentito oggi in occasione dell'assemblea pubblica organizzata
presso l'ospedale della Garbatella per parlare del progetto di razionalizzazione
ospedaliera che porterà ad un dimezzamento dei posti del Cto, con l'esportazione dei
posti letto al Sant'Eugenio. 12 marzo 2009 - Salerno notizie Truffa ai danni dello Stato, nei
guai 10 funzionari dellASL SA/3 e 15 imprenditori Salerno - Lattività dindagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ed eseguita dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza e dalla dipendente Compagnia di Agropoli, trae origine da una denuncia presentata nel 2007 dal sindacato di base RDB su presunti sprechi di denaro che avrebbero portato le casse dellASL SA/3 in rosso per diversi milioni di euro. Lattività dindagine ha posto la propria attenzione sulle metodologie che hanno portato a formare gli appalti e le licitazioni private. Lattività di servizio svolta nei confronti della predetta Azienda Sanitaria si è presentata a seguito dello sviluppo di specifici accertamenti e si è rilevata ricca di multiformi profili penali proprio per una ragione di fondo assai assorbente consistente nella consumazione ed esecuzione di una serie di frodi, truffe, turbative e delitti dei pubblici ufficiali, riconducibili ad un sistema organizzato e ben definito, fondato su di un distinto e generalizzato programma criminoso, che ha dato luogo ad una ben precisa associazione per delinquere facente capo a numerosi soggetti quali pubblici funzionari, dipendenti pubblici e amministratori di società. Nel contesto di tale attività di servizio si è potuto dimostrare un programma criminoso che si articolava in specifici delitti che partendo da ipotesi di corruzione, si spingevano ai falsi nei verbali di gara e si concludevano nella turbativa degli appalti e nelle frodi in pubblica fornitura. Le modalità con cui tutto ciò avveniva consisteva nel bandire alcune gare di appalto aventi ad oggetto i servizi e le attività più svariate; nel condurle, attraverso una acuta e saggia regia che fa capo a determinati funzionari, in maniera tale da far risultare aggiudicatarie determinate società. Le gare venivano congegnate ed organizzate, facendovi partecipare società ed imprese la cui attività, il più delle volte, era estranea alloggetto dellappalto ed aventi capacità organizzative ed operative non sufficienti ad espletare il servizio richiesto. Le offerte economiche venivano concordate e predisposte su indicazione e sollecitazione di funzionari facenti parte delle commissioni di gara, il più delle volte dette offerte venivano alterate e sostituite, previa apertura delle buste depositate, così da renderle più vicine alla media predisposta dalla stazione appaltante e più vantaggiose rispetto allimprese concorrenti; le offerte venivano redatte da una stessa mano e spedite allinsaputa delle società da cui provenivano. Attraverso i cennati espedienti, la commissione di gara aggiudicava le gare ad una determinata impresa, che lucrava i profitti degli appalti con palese lesione della "par condicio" con le altre società partecipanti. Il ruolo assunto dai singoli soggetti facenti parte dellassociazione si sviluppava secondo uno schema a cascata: iniziando dal vertice dellEnte che instaurava rapporti privilegiati con determinati soggetti economici e coordinava le procedure dal medesimo indette; si sviluppava con lo svolgimento e con il buon esito delle gare che si celebrano innanzi a commissioni compiacenti e fedeli e si concludevano con il risultato finale dellaggiudicazione, vale a dire allimprenditore che perturbava e forviava lesercizio delle pubbliche funzioni. Le gare interessate agli illeciti sopra descritti evidenziavano appalti per un importo di circa un milione di euro affidati ad una sola impresa del Casertano per realizzazione di opere, forniture di beni e lavori di manutenzione degli impianti tecnologici dei Presidi Ospedalieri dellASL SA/3 di Vallo della Lucania, per un importo annuo di circa 3.000.000,00 di euro per forniture di gasolio per riscaldamento destinato ai presidi Ospedalieri dellASL SA/3 di Vallo della Lucania, Roccadaspide, Sapri e Polla e per un importo rapportato al triennio 2003/2005 pari ad euro 5.260.770,00 per laffidamento triennale del servizio di noleggio, lavaggio e disinfezione della biancheria piana e personalizzata e sterilizzazione di biancheria per campo operatorio necessaria allASL SA/3 di Vallo della Lucania. La risultanze di detta attività di indagine consentiva allattuale Direttore Generale dellAzienda Sanitaria in argomento di archiviare definitivamente la procedura di gara riferita allaffidamento del servizio di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria, riqualificazione degli impianti tecnologici, indetta a fine 2005 dallex Direttore Generale per un importo di euro 51.300.000,00, che sarebbe dovuta essere aggiudicata dallimpresa del casertano. 12 marzo 2009 - Genova Press INCIDENTI SUL LAVORO: I MORTI NON SONO TUTTI UGUALI La RdB-CUB Pubblico Impiego organizza il
convegno "INCIDENTI SUL LAVORO: I MORTI NON SONO TUTTI UGUALI", che si svolgerà
sabato 14 marzo a Torino, presso la Sala Convegni dellArchivio di Stato dalle ore
10.30. Il Convegno ha lo scopo di sollecitare il confronto fra le forze politiche, gli
addetti del settore, le organizzazioni sindacali, sulla continua quotidiana strage che
unifica nazionalità e settori di lavoro, che secondo la RdB-CUB P.I. è possibile fermare
solo con determinazione e urgenza e con strumenti legislativi proporzionali al fenomeno. 12 marzo 2009 - Roma Uno Comitati per la casa. Cortei nei prossimi giorni Roma - Assemblea affollata quella che si è tenuta oggi al "Volturno occupato" di via Volturno, organizzata dai comitati di lotta per la casa e dall'Asia-Rdb per le prossime iniziative sull'emergenza abitativa. "Abbiamo lanciato la manifestazione di domani che partirà dalla regione Lazio alle 16.30 per raggiungere via Pincherle in solidarietà con gli inquilini - ha detto una rappresentante del Coordinamento cittadino di lotta per la casa - il 19 marzo saremo in Campidoglio per ricordare al sindaco che sull'emergenza abitativa non ha messo soldi, a parte quelli già finanziati in passato dalla regione. Nemmeno un euro dei 500 milioni arrivati per Roma Capitale". I comitati bocciano anche il piano-casa lanciato dal premier Berlusconi: "Si punta, come al solito, ad incrementare l'edilizia privata. Nulla sull'emergenza abitativa e nulla anche per quanto riguarda le cartolarizzazioni delle case degli enti che potevano rappresentare un elemento fondamentale per affrontare il bisogno di casa popolare 12 marzo 2009 - La NuovaSardegna Protesta. Manifestazioni contro il
decreto legge CAGLIARI - Lattacco al diritto di sciopero è un attacco alla democrazia: è questo lo slogan forte della manifestazione organizzata, nei giorni scorsi, dal sindacato Rdb-Cub contro il decreto legge del governo Berlusconi che regolamenta lo sciopero nei trasporti. «È illegittima e autoritaria - è scritto in un documento - lipotesi di consegnare un diritto individuale sancito dalla Costituzione, lo sciopero appunto, alla disponibilità soltanto di quei sindacati che rappresentano il 50 per cento dei lavoratori. Così comè inaccettabile la cosiddetta forma di lotta virtuale, perché nei fatti elimina un diritto e lo sostituisce con uno sciopero finto che comunque varrà per i lavoratori una perdita secca della gionata mentre avrà effetti impercettibili sui profitti dellazienda. Inaccettabile è anche il ricorso al referendum preventivo». Incontro RdB-Cub NUORO - Domani alle 18.30 nei locali di vico Giusti 15 a Nuoro si terrà una riunione provinciale degli iscritti e simpatizzanti del sindacato Rdb-Cub. Saranno affrontati i temi del lavoro e della precarietà in preparazione della manifestazione nazionale del sindacalismo di base prevista a Roma il 28 marzo. 12 marzo 2009 - L'Arena POLICLINICO Verona - Si terrà giovedì 19, dalle 10 alle 12, il presidio di protesta del personale paramedico organizzato dalle Rappresentanze sindacali di base contro la mancanza di risposte adeguate frnite dalla direzione ospedaliera alle problematiche segnalate dal personale. Il quale lamenta, in particolare, la pesantezza dei turni, notturni in particolare, e la cronica mancanza di risorse umane. 12 marzo 2009 - Cronaca Qui Ieri presidio dei cassaintegrati nel
piazzale dell'azienda magentina MAGENTA 12/03/2009 - E' previsto per oggi un altro passaggio importante nella vicenda che vede protagonista la storica Bruno Romeo, azienda che a Magenta ha dato lavoro ad intere famiglie fin dai primi del '900. La situazione non è più rosea come un tempo per la ditta di corso Europa, da sempre leader nel settore dell'ingegneria impiantisica. La Bruno Romeo ha chiesto il concordato preventivo e proprio oggi il Tribunale potrebbe decidere se accoglierlo o avviare la procedura fallimentare. Ieri, nel cortile della ditta, si è tenuto un presidio da parte di una ventina di cassaintegrati a zero ore che denunciano il mancato rispetto degli accordi da parte dei vertici aziendali per quanto riguarda il versamento degli anticipi. Ma più in generale hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per un futuro che sarà sicuramente lontano dalla Bruno Romeo. "Se verrà concesso il concordato arriverà il commissario e ripartirà la cassa integrazione per un anno, seguita dalla mobilità", spiega Fernanda Garavaglia dei Cub (Confederazione Unitaria di Base), presente ieri insieme a Massimo Lettieri. Dallo scorso dicembre un ramo d'azienda si è staccato e 11 lavoratori operano per conto della I-Plant, sempre nell'area della Bruno Romeo. E' proprio dal buon andamento di questo ramo d'azienda che i vertici della Bruno Romeo sperano di ottenere le liquidità necessarie per far fronte agli impegni presi. "Abbiamo la consapevolezza di avere fatto l'impossibile per contrastare la crisi - ha detto Mario Bruno - mettendoci anche dei beni personali. E continueremo a fare l'impossibile per far fronte agli impegni presi con i lavoratori". Uomini e donne che per tanti anni hanno lavorato nell'azienda di corso Europa e che si sentono improvvisamente messi da parte. Impiegati amministrativi, dipendenti dell'ufficio acquisti, del magazzino, dell'ufficio personale. Chi aveva competenze specifiche è riuscito a ricollocarsi appena le cose iniziavano ad andare male, per gli altri il futuro è sempre più nero. "Lavoro qui da sette anni - ha detto un magentino di 54 anni ieri durante il presidio - alla mia età non mi prenderà nessuno, e di sicuro il mio futuro sarà lontano da qui". Ci sono donne che lavorano in azienda anche da 30 anni: "Noi cassaintegrati ci sentiamo dipendenti di serie Z - hanno commentato - la cosa che più ci amareggia è l'indifferenza dell'azienda". Quando sia iniziata la crisi è impossibile dirlo, ha ammesso Mario Bruno. Fatto sta che dal 2006 si è creato un buco di bilancio che, ad oggi, non permette il pagamento dei fornitori e dei creditori finanziari. I Cub temono il fallimento e auspicano che l'azienda si decida, come priorità assoluta, a pagare gli stipendi dei lavoratori e poi tutto il resto.(GM) 12 marzo 2009 - Suddest Trenitalia annuncia nuovi tagli Ragusa - Ci risiamo, ormai si potrebbe dire che non fa più notizia se non fosse che si tratta di decisioni che vanno a penalizzare ulteriormente il sistema dei trasporti in provincia di Ragusa. La notizia è che Trenitalia ha annunciato il taglio di ben 17 corse della tratta Vittoria-Modica-Rosolini. Motivazione ufficiale: mancanza di locomotive. I treni, in buona sostanza dovrebbero essere sostituiti da autobus. La notizia è stata resa nota dall'on. Riccardo Minardo il quale ha promesso un suo intervento presso i governi regionale e nazionale ma nel contempo ha attaccato il presidente della provincia Franco Antoci reo di non essersi interessato della questione perché "impegnato a perdere tempo per la spartizione di dirigenti e per riunioni che tengono su la sua debole e precaria maggioranza". Certo l'affondo di Minardo ha delle motivazioni prettamente politiche ma, aggiungiamo noi, non ha tutti i torti. Dal canto suo Antoci ha programmato un incontro con il sindacato Cub-trasporti, ci chiediamo per cosa? E' sempre la solita minestra degli incontri, tavoli tecnici e programmatici, etc.. Intanto si continua a tagliare e...la provincia sta a guardare. 12 marzo 2009 - Il Giorno «Siamo giunti a un bivio» Magenta - È PREVISTO per oggi un altro passaggio importante nella vicenda che vede protagonista la storica Bruno Romeo, azienda che a Magenta ha dato lavoro ad intere famiglie fin dai primi del 900. La situazione non è più rosea come un tempo per la ditta di corso Europa, da sempre leader nel settore dell'ingegneria impiantisica. La Bruno Romeo ha chiesto il concordato preventivo e proprio oggi il Tribunale potrebbe decidere se accoglierlo o avviare la procedura fallimentare. IERI, nel cortile della ditta, si è tenuto un presidio da parte di una ventina di cassaintegrati a zero ore che denunciano il mancato rispetto degli accordi da parte dei vertici aziendali per quanto riguarda il versamento degli anticipi. Ma più in generale hanno manifestato tutta la loro preoccupazione per un futuro che sarà sicuramente lontano dalla Bruno Romeo. «Se verrà concesso il concordato arriverà il commissario e ripartirà la cassa integrazione per un anno, seguita dalla mobilità», spiega Fernanda Garavaglia dei Cub (Confederazione Unitaria di Base), presente ieri insieme a Massimo Lettieri. Dallo scorso dicembre un ramo d'azienda si è staccato e 11 lavoratori operano per conto della I-Plant, sempre nell'area della Bruno Romeo. È PROPRIO dal buon andamento di questo ramo d'azienda che i vertici della Bruno Romeo sperano di ottenere le liquidità necessarie per far fronte agli impegni presi. «Abbiamo la consapevolezza di avere fatto l'impossibile per contrastare la crisi - ha detto Mario Bruno - mettendoci anche dei beni personali. E continueremo a fare l'impossibile per far fronte agli impegni presi con i lavoratori». Uomini e donne che per tanti anni hanno lavorato nell'azienda di corso Europa e che si sentono improvvisamente messi da parte. Impiegati amministrativi, dipendenti dell'ufficio acquisti, del magazzino, dell'ufficio personale. Chi aveva competenze specifiche è riuscito a ricollocarsi appena le cose iniziavano ad andare male, per gli altri il futuro è sempre più nero. «LAVORO qui da sette anni - ha detto un magentino di 54 anni ieri durante il presidio - alla mia età non mi prenderà nessuno, e di sicuro il mio futuro sarà lontano da qui». Ci sono donne che lavorano in azienda anche da 30 anni: «Noi cassaintegrati ci sentiamo dipendenti di serie Z - hanno commentato - la cosa che più ci amareggia è l'indifferenza dell'azienda». Quando sia iniziata la crisi è impossibile dirlo, ha ammesso Mario Bruno. Fatto sta che dal 2006 si è creato un buco di bilancio che, ad oggi, non permette il pagamento dei fornitori e dei creditori. I Cub temono il fallimento e auspicano che l'azienda si decida, come priorità assoluta, a pagare gli stipendi dei lavoratori e poi tutto il resto. 12 marzo 2009 - Parma Daily "Comizi Operai" a Parma Parma - Venerdì 13 marzo alle 20.30 presso
la federazione provinciale del Prc in Via Solari, 15 a Parma si terrà l'incontro
"Comizi Operai. Crisi e controriforma del contratto nazionale: i lavoratori di Parma
si confrontano sulla situazione nelle proprie aziende e su come respingere
lattacco". 11 marzo 2009 - Apcom Leonardi (Cub): non rispetteremo direttiva Maroni su cortei"Non lo abbiamo discusso e non lo condividiamo" Milano, 11 mar. (Apcom) - Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub, scrive in una nota che il proprio sindacato non rispetterà il cosidetto protocollo "ammazza cortei", definito a Roma, ma già operativo anche a Bologna, sulla scorta di una direttiva del ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Nonostante il sindacalismo di base, e la Cub in particolare, sia uno dei soggetti - scrive Leonardi - che promuove molte delle manifestazioni e dei cortei che attraversano la città, il Prefetto si è ben guardato dal convocarci per discutere del protocollo. Vuol dire che già mette in conto il nostro diniego e il fatto che, ovviamente, non lo rispetteremo". "Il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione - prosegue - e nessuno può impedirlo se non per motivi di ordine pubblico. Il protocollo è una forzatura che può andar bene a chi lo ha sottoscritto, ma non può impegnare chi non lo condivide. Noi continueremo a manifestare nei luoghi in cui riteniamo utile far sentire la nostra voce e se ci saranno divieti sulla scorta di questo protocollo li sfideremo e ci appelleremo alla magistratura". "Viviamo tempi difficili - conclude il sindacalista - in cui la salvaguardia delle prerogative democratiche sembra diventato un optional, per questo riteniamo indispensabile opporci a questo provvedimento e a ogni altro strumento di limitazione delle libertà democratiche". 11 marzo 2009 - Ansa TRASPORTI: SINDACATI BASE, DOMANI MANIFESTAZIONE A ROMA (ANSA) - ROMA, 11 MAR - Manifestazione nazionale domani a Roma dei sindacati autonomi e di base del settore dei trasporti Cub, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale e Slai Cobas. ''L'iniziativa intende rilanciare - si legge in una nota - la mobilitazione per il rinnovo contrattuale dei trasporti; contro le nuove regole liberticide in materia di diritto di sciopero varate dal Consiglio dei Ministri il 27 febbraio; contro la cancellazione del Contratto Collettivo Nazionale; per i diritti sindacali ed il rilancio del trasporto pubblico locale e universale''. La mobilitazione proseguira' ''con la manifestazione nazionale indetta sempre a Roma da Cub, Cobas e SdL per il prossimo 28 marzo in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14''. DOMANI NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 11 MAR -.... DOMANI IN LOMBARDIA (ANSA) - MILANO, 11 MAR - ... 11 marzo 2009 - Adnkronos ROMA: LEONARDI (CUB), NON CONDIVIDIAMO PROTOCOLLO CORTEI Roma, 11 mar. - (Adnkronos) - "Nonostante il sindacalismo di base, e la Cub in particolare, sia uno dei soggetti che promuove molte delle manifestazioni e dei cortei che attraversano la citta', il Prefetto si e' ben guardato dal convocarci per discutere del protocollo. Vuol dire che gia' mette in conto il nostro diniego e il fatto che, ovviamente, non lo rispetteremo". Lo dichiara Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub in merito al protocollo 'ammazza cortei', che e' stato definito a Roma ma gia' operativo anche a Bologna, sulla scorta della direttiva Maroni. "Il diritto di manifestare - prosegue Leonardi - e' garantito dalla Costituzione e nessuno puo' impedirlo se non per motivi di ordine pubblico. Il Protocollo e' una forzatura che puo' andar bene a chi lo ha sottoscritto, ma non puo' impegnare chi non lo condivide. Noi continueremo a manifestare nei luoghi in cui riteniamo utile far sentire la nostra voce e se ci saranno divieti sulla scorta di questo protocollo li sfideremo e ci appelleremo alla Magistratura". "Viviamo tempi difficili - conclude Leonardi - in cui la salvaguardia delle prerogative democratiche sembra diventato un optional, per questo riteniamo indispensabile opporci a questo provvedimento e a ogni altro strumento di limitazione delle liberta' democratiche". SANITÀ: RDB-CUB, ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO CHIUSURA CTO ROMA Roma, 11 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Prima assemblea pubblica, domani a Roma, per il comitato di difesa dell'ospedale Cto «contro una sua chiusura in assenza di servizi territoriali».La Rdb-Cub Sanità invita cittadini e lavoratori a partecipare all'incontro previsto domani, alle 17 nell'Aula magna dell'ospedale. «Per anni presidio ospedaliero d'importanza regionale - si legge in una nota - ora il Cto della Garbatella è entrato nelle politiche di risparmio della Giunta Regionale che ha deciso di dimezzare i posti letto e di esportare alcune specialità mediche e chirurgiche verso il Sant'Eugenio». Così «come avvenuto per il San Giacomo - spiega Sabino Venezia, del Coordinamento Rdb-Cub Sanità - non tutto verrà riconvertito e molto verrà chiuso, diminuendo la capacità dei servizi di dare risposte adeguate ai cittadini residenti e a quanti hanno sempre visto nel Cto un centro traumatologico di alto livello, per numero di posti letto e per professionalità». La riunione pubblica di domani «sarà un primo momento di analisi sulle incongruenze del Piano di razionalizzazione della rete ospedaliera del Lazio - sottolinea il rappresentante Rdb - attraverso il quale tenteremo di spiegare, ad operatori e cittadini, che il Cto merita di essere rilanciato e potenziato e non trasformato in una residenza sanitaria per anziani, pur utile nel nostro territorio, ma non a discapito del Pronto soccorso chirurgico, della Cardiologia o della breve osservazione». 11 marzo 2009 - Omniroma CORTEI, LEONARDI (CUB): «NON RISPETTEREMO PROTOCOLLO» (OMNIROMA) Roma, 11 mar - «Nonostante il sindacalismo di base, e la Cub in particolare, sia uno dei soggetti che promuove molte delle manifestazioni e dei cortei che attraversano la città, il Prefetto si è ben guardato dal convocarci per discutere del protocollo. Vuol dire che già mette in conto il nostro diniego e il fatto che, ovviamente, non lo rispetteremo». Lo dichiara in una nota Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della Cub, in merito al protocollo sui cortei. «Il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione - prosegue Leonardi - e nessuno può impedirlo se non per motivi di ordine pubblico. Il Protocollo è una forzatura che può andar bene a chi lo ha sottoscritto, ma non può impegnare chi non lo condivide. Noi continueremo a manifestare nei luoghi in cui riteniamo utile far sentire la nostra voce e se ci saranno divieti sulla scorta di questo protocollo li sfideremo e ci appelleremo alla Magistratura. Viviamo tempi difficili in cui la salvaguardia delle prerogative democratiche sembra diventato un optional, per questo riteniamo indispensabile opporci a questo provvedimento e a ogni altro strumento di limitazione delle libertà democratiche». 11 marzo 2009 - Il Denaro ospedale di agropoli Sciopero di tutto il personale dell'ospedale civile di
Agropoli il prossimo 27 marzo. Lo ha annunciato il sindacato di base Cub di Salerno. 11 marzo 2009 - Il Tirreno INCONTRO ALLAGORÀ PISA - Stasera alle 21.15, al circolo Agorà in via Bovio 48, si tiene un incontro di informazione e dibattito sul tema "Pacchetto sicurezza - Decreto antistupri, decreti antiborsoni, numeri chiusi di ingresso nelle città: quale sicurezza, quale futuro, quali diritti per i cittadini immigrati?". Interverranno Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale Rdb.Cub immigrati, e un rappresentante dellassociazione Senegal Mbolo. 11 marzo 2009 - L'UnioneSarda Venerdì riunione Rapprentanze base Nuoro - Assemblea provinciale delle Rappresentanze di base-Cub venerdì prossimo alle18,30 a Nuoro nei locali di vicolo Giusti 17, zona piazza San Giovanni.Gli organizzatori intendono «rilanciare la lotta sindacale nel territorio» anche in vista del corteo nazionale del sindacalismo di base del 28 marzo «perchè non devono essere il lavoratori a pagare la crisi dei padroni». Per informazioni via web: rdbnuoro@yahoo.it, www.rdbcub.it 11 marzo 2009 - Il Giorno FIERA IMMOBILIARE PAVIA - TRASFERTA a Cannes per l'Arsenale di Pavia. Da ieri a venerdì 13, anche lo stabilimento di via Riviera parteciperà alla più grande fiera immobiliare del mondo, in cui il ministero della Difesa ha voluto essere presente per presentare un migliaio di immobili dismessi, tra i quali almeno 200 risultano strutture di prestigio, che annuncia di voler affittare. Non proprio vendere, almeno per il momento, perché la legge attualmente non lo consente. Ma un giorno chissà. E, nei progetti, questi edifici potrebbero essere trasformati in resort di lusso o centri congressi. «Per la prima volta - ha spiegato alla stampa il ministro Ignazio La Russa - la Difesa partecipa alla più importante fiera immobiliare del mondo. Naturalmente non andiamo lì per vendere gli immobili, ma per far conoscere la possibilità di investimenti consistenti a chi vorrà assicurarsi strutture di grande prestigio». ALMENO per il momento il ministero della Difesa potrà chiedere in cambio a chi è interessato alla concessione di queste strutture sia la costruzione di nuove caserme e dovrà stipulare accordi per la dismissione di un bene: sottoscrivendo convenzioni con i Comuni, accordi con le industrie private per l'utilizzo delle strutture industriali dismesse dalla difesa, accordi come contratti di affitto, per l'utilizzo delle strutture delle caserme militari non più utilizzate dalle forze armate. La notizia, rimbalzata velocemente a Pavia, naturalmente non è piaciuta ai dipendenti, che aspettano il 24 marzo per conoscere la loro prossima desinazione di lavoro. Anche perché, se erano inizialmente indirizzati a Milano, ora hanno appreso che sei delle otto strutture milanesi in cui avrebbero dovuto essere accolti, sono state inserite nell'elenco degli edifici da dismettere. Quindi alcuni dei 222 dipendenti rischiano di vedersi assegnata una destinazione e subito essere costretti a cambiare posto, con ulteriori disagi. PER EVITARE che questo possa accadere, la Rdb-Cub ha cercato di coinvolgere il territorio attraverso una lunga lettera spedita al prefetto Ferdinando Buffoni, al commissario Maria Laura Bianchi, al presidente della Provincia, Vittorio Poma, al consiglio regionale e ai parlamentari pavesi. «Affidateci una missione - chiedono i sindacalisti in particolare al ministero - che consenta allo stabilimento di essere traghettato a nuova destinazione conservando intatto il suo valore storico e artistico». Ma non solo, il sindacato vorrebbe anche scongiurare il pericolo che l'area si trasformi in un'altra ex Snia, in completo abbandono. 11 marzo 2009 - La Città di Salerno SANITA E DISAGI Agropoli - Lospedale di Agropoli verso lo sciopero
quale forma di protesta contro la carenza di personale. La giornata di protesta, che fa
seguito allo stato di agitazione avviato lo scorso mese di gennaio da tutto il personale
del presidio ospedaliero, è stata proclamata per il prossimo 27 marzo. Nel corso dello
sciopero saranno garantiti agli utenti solo i servizi essenziali. Alla protesta
prenderanno parte anche i cittadini, le associazioni di volontariato e il comitato civico
sorto a difesa dellospedale civile di Agropoli. 11 marzo 2009 - L'Arena SANITA. Protesta domani dalle
10 alle 12 Verona - Il pronto soccorso del policlinico di Borgo Roma
domattina dalle 10 alle 12 sarà presidiato in segno di protesta. 11 marzo 2009 - Vaol.it Rappresentanze sindacali di Base:
contrattazione decentrata autonomie locali Sondrio - Abbiamo seguito con attenzione
quanto riportato nei giorni scorsi dagli organi di stampa locali concernente il malumore
venutosi a creare tra i lavoratori del Comune di Sondrio dopo essere venuti a conoscenza
dell'attribuzione degli incentivi e premi del fondo di produttività anno 2008. Comune di Sondrio
Sicuramente il calo della somma destinata all'incentivazione della produttività presso il Comune di Sondrio è dovuto anche alle progressioni orizzontali effettuate nel 2007, ma ciò non giustifica che nel 2005 un dipendente percepiva circa 500,00 euro lordi di salario accessorio, nel 2006 ne percepiva circa 830,00 ed attualmente, a seguito dell'accordo del 2008, si vedrà erogata una somma di circa 96,00 euro lordi. Provincia di Sondrio
Anche per l'Ente Provinciale il calo della
somma destinata all'incentivazione della produttività nell'Ente Provinciale è dovuto
anche alle progressioni orizzontali effettuate negli ultimi anni per alcuni dipendenti, ma
ciò non giustifica che nel 2002 un dipendente percepiva circa 800,00 euro lordi di
salario accessorio ed attualmente, a seguito dell'accordo del 2007, si vede erogata una
somma di circa 350,00 euro lordi. 11 marzo 2009 - Genova press TRASPORTI: GIOVEDÌ 12 MARZO
MANIFESTAZIONE NAZIONALE Giovedì 12 marzo le organizzazioni del sindacalismo di base CUB, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale e Slai Cobas hanno indetto una manifestazione nazionale dei lavoratori dei Trasporti che si terrà a Roma, davanti alla sede del Ministero del Lavoro, in via Veneto 56, dalle ore 14.00. L'iniziativa intende rilanciare la mobilitazione per il rinnovo contrattuale dei Trasporti; contro le nuove regole in materia di diritto di sciopero, varate dal Consiglio dei Ministri il 27 febbraio; contro la cancellazione del Contratto Collettivo Nazionale; per i diritti sindacali ed il rilancio del Trasporto Pubblico Locale e universale. I lavoratori dei Trasporti, oggetto di una campagna che li rappresenta come "garantiti e privilegiati", sono in realtà in attesa del rinnovo contrattuale da ben 15 mesi. Su questa e sulle altre problematiche del settore, i promotori hanno richiesto un incontro con il Ministro Sacconi. In particolare le organizzazioni sindacali di base criticano la restrizione del diritto di sciopero nei Trasporti, sostenuta con affermazioni strumentali e confutabili attraverso i documenti stessi dell'Osservatorio sullo Sciopero. In Italia le aziende del TPL sono 1500, e che i 270 scioperi effettuati nel 2008 interessano solo un sesto delle aziende. I lavoratori dei Trasporti proseguiranno nella mobilitazione aderendo alla manifestazione nazionale indetta a Roma da CUB, Cobas e SdL per il prossimo 28 marzo in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14. 11 marzo 2009 - La Repubblica Clamorosa iniziativa
all´Aalto-Sella. Torino - «Tratta tutti i dipendenti dell´istituto, professori e amministrativi, come se fosse un signore nel suo feudo, non rispetta le regole riconosciute nel mondo della scuola, non riconosce alcun ruolo istituzionale né dei rappresentanti dei genitori né degli studenti e meno che mai del consiglio d´istituto, l´unica strada che ci resta da percorrere è quella dello sciopero»: al prestigioso Istituto Aalto-Sella sta accadendo quel che raramente accade nelle scuole italiane. I docenti e i dipendenti tecnico amministrativi hanno dichiarato lo stato di agitazione contro la dirigente scolastica e minacciano lo sciopero. Maria Loretta Tordini, la preside risponde: «Cado dalle nuvole, non sapevo nulla di questa iniziativa. Queste cose non andrebbero risolte sui giornali ma in altra sede. Anche con il direttore regionale siamo d´accordo che certe cose non si portano in piazza. Il tutto è nato da un docente referente di un laboratorio: ha dato dimissioni, io l´ho sostituito con un´altra professoressa che si occupa di laboratorio teatrale, lui ci ha ripensato e ha messo su questa protesta, montando tutta una serie di considerazioni che non hanno consistenza normativa. Io ho agito nella piena correttezza». In effetti questa storia cui si riferisce la professoressa Tordini è iniziata qualche mese fa quando un docente, che organizzava con successo un laboratorio teatrale, per un´incomprensione con la preside venne estromesso dall´incarico. «Si è trattato solo della goccia che ha fatto traboccare il vaso - spiegano oggi gli insegnanti che aderiscono allo stato di agitazione - sono anni che nella nostra scuola non si riesce più a lavorare bene, non si possono trattare i professori come se fossero sudditi». Il gruppo di docenti che nella protesta è supportato dalla Cub Scuola, sostiene in definitiva che non si può gestire un istituto come una proprietà privata. Che per colpa dell´autoritarismo della preside hanno rassegnato le dimissioni e chiesto il trasferimento numerosi colleghi e negli ultimi anni c´è stato anche un crollo nel numero di iscrizioni. Il sindacato ha chiesto la mediazione dell´Ufficio scolastico regionale ma l´incontro che è avvenuto qualche settimana fa sembra non aver dato i frutti sperati. «So di aver agito nella completa correttezza credo che le cose si risolveranno da sé» replica la preside.(o.giu.) 11 marzo 2009 - CronacaQui In uninformativa del Dis
lallarme per la presenza di estremisti in Ateneo TORINO - Una decina di studenti identificati e denunciati a piede libero per resistenza e lesioni negli scontri dello scorso lunedì a Palazzo Nuovo. Centinaia di firme di studenti, docenti e dipendenti dellUniversità di Torino, per chiedere la scarcerazione di Luca Germano, lunico arrestato dopo i fatti che hanno dato inizio ad un confronto che ora divide lateneo. Al di là delle ideologie, fuori dalla dialettica fascismo-antifascismo, la battaglia con le forze dellordine, nellatrio di Palazzo Nuovo, ha lasciato sgomenti molti universitari. «Era la mia prima manifestazione e sono ancora scosso per quanto ho visto - racconta Piermario, 20 anni, al secondo anno di Lettere -. Personalmente non mi riconosco nella realtà dei centri sociali ma credo sia illegittimo presentare liste dispirazione chiaramente fascista, per questo ho sfilato dietro allo striscione. Non certo per venire manganellato». Altro tema caldo è la posizione del Rettore, Ezio Pelizzetti, che molti studenti ora accusano di essersi totalmente disinteressato a quanto accaduto nella sede delle facoltà umanistiche. «Non è normale che un Rettore non sappia quanto capita nel proprio ateneo - spiega Francesca, 25 anni, laurenda in Scienze Politiche -. Anche io, che non sono certo unautonoma, resto basita dalla presenza di simili realtà politiche allinterno della nostra università. Al di là della propria posizione politica, chi alza il braccio nel saluto romano, chi visita Predappio come un santuario o espone bandiere con la croce celtica, come trova il coraggio di negare di essere fascista? Certe pagine della nostra storia non dovrebbero ripetersi». Gli autonomi, dal canto loro, incassano la solidarietà di Cobas, Cub, docenti e ricercatori. «Esprimo la più ferma condanna dellintervento delle forze dellordine - ha scritto in una lettera agli studenti Angelo DOrsi, docente di Storia del pensiero politico contemporaneo - che si sono comportate, purtroppo, come forze del disordine, e invece di operare per sopire i contrasti politici e sociali, sembra abbiano scelto pregiudizialmente una parte contro le altre». Solidarietà a parte, le accuse mosse agli autonomi restano pesanti. «Chiamiamo le cose con il loro nome: sono questi cosiddetti "autonomi" i veri fascisti, non i giovani del Fuan - commenta Daniela Santus, docente di Geografia -. Democrazia significa libere elezioni, anche studentesche. Cosa sarebbe accaduto se non ci fossero state le forze dellordine? Forse saremmo qui a piangere i morti, a meno che "uccidere un fascista o un poliziotto non sia reato" come si gridava nel 77». Preoccupazioni espresse anche da Augusta Montaruli, dellesecutivo nazionale del Fuan. «Chiediamo al Governo provvedimenti straordinari per isolare i violenti - spiega - affinché chi viene identificato in situazioni di violenza politica non possa frequentare le sedi universitarie». Lultima relazione del Dipartimento Informazioni Sicurezza, intanto, avanza lipotesi secondo cui, tra studenti e autonomi nelle ultime manifestazioni di protesta contro le riforme del Governo, possano essersi infiltrate anche le frange più estreme delleversione anarchica e dellantagonismo di impronta antimperialista. Non soltanto allUniversità, però. «Lattivismo di circuiti oltranzisti ha interessato principalmente la capitale, ma il fenomeno ha riguardato anche molte altre realtà, fra le quali Torino - si legge nel dossier -. I gruppi anarchici torinesi hanno animato una serrata campagna contro la presenza dei militari nei quartieri». 11 marzo 2009 - Il Manifesto PISA. DIBATTITO ALL'AGORÀ Stasera alle 21 al circolo di via Bovio 48 si parla di pacchetto sicurezza, decreto antistupri, decreti antiborsoni, numeri chiusi di ingresso in città ovvero "Quale sicurezza, quale futuro, quali diritti per i cittadini immigrato?". Partecipano all'incontro Aboubakar Soulahoro (responsabile immigrazione Rdb Cub nazionale) e un rappresentante dell'associazione Senegal Mbolo. 11 marzo 2009 - La Stampa Torino. Tutti contro la preside. Di più: tutti in sciopero... Torino - Tutti contro la preside. Di più: tutti in
sciopero. Professori, studenti, persino i genitori. Che sarà mai successo
allistituto Sella-Aalto per scatenare la rivolta e dare il la a uniniziativa
mai vista, come lo sciopero di un intero istituto contro il suo dirigente? 11 marzo 2009 - La Provincia di Varese dopo i 100 dipendenti in cassa Busto Arsizio - Sembrano fiduciosi i dipendenti della
Hupac anche dopo l'annuncio della cassa integrazione che dal mese di aprile toccherà
cento dipendenti per un anno a ore zero. Almeno così pare, perché questo è quello che
si sente fuori dai cancelli del grande scalo intermodale tra Busto e Gallarate. Gli operai
leggono l'intervento come una misura necessaria e momentanea di salvataggio anche se
continua a preoccupare il calo degli ordini, pari al 25 per cento secondo l'azienda. 11 marzo 2009 - La Provincia di Cremona «Quella scuola è ciellina» Unassemblea Venerdì il Comitato cremasco in difesa della scuola pubblica, organizza unassemblea aperta a tutti i cittadini, per lanciare un appello alla mobilitazione contro i finanziamenti regionali alla scuola di Comunione e Liberazione, che dovrà sorgere in città. Secondo i promotori delliniziativa, che si tiene nella sala del quartiere di Santa Maria alle 21, il protocollo lintesa firmata tra Regione, Comune e fondazione Charis (legata a Cl) prevede lo stanziamento, in tre anni, di 4,5 milioni di euro per la costruzione di un istituto comprensivo privato gestito da Comunione e Liberazione. Il primo milione arriverà già questanno, mentre per ledilizia scolastica pubblica lintera provincia di Cremona nel 2009 si vede destinare solo 400135 euro. I promotori della serata chiedono labolizione dei finanziamenti regionali alla scuola di Cl e agli altri istituti privati, e lutilizzo delle risorse per lo stato sociale e lassunzione a tempo indeterminato dei precari del pubblico impiego. Aderiscono le sedi di Crema di Rifondazione, Giovani comunisti, Sindacato dei Lavoratori e Confederazione Unitaria di Base. 11 marzo 2009 - La Provincia di Como Assemblea pubblica «Di Posta si muore» (d. al.) Alle 18, allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù in via Varesina 72, i Giovani Comunisti terranno l'assemblea pubblica «Di Posta si muore». L'iniziativa si svolge a distanza di un anno da quando Roberto Scavo, un diciannovenne precario delle Poste Italiane, è morto in un incidente mentre era a lavoro in scooter a Limido Comasco. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con i lavoratori postali, i Cobas Pt Cub e il Circolo Poste del Prc di Milano. Parteciperanno i familiari di Roberto e esponenti politici e sindacali per confrontarsi sul tema della sicurezza sul lavoro. |