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28 febbraio 2009 - Agi ALITALIA: COLANINNO E SABELLI APRONO CONVENTION, FISCHI FUORI(AGI) - Roma, 28 feb. - Al via la convention convocata da Cai per illustrare a dirigenti e impiegati la situazione attuale e le prospettive dell'aviolinea. Ad aprire i lavori a Fiumicino sono stati il presidente di Cai, Roberto Colaninno, e l'amministratore delegato Rocco Sabelli. Poco prima delle 10 e' iniziato l'afflusso davanti all'hangar che era impiegato fino a poco tempo fa per la verniciatura degli aerei. Ad accompagnare gli ingressi fischi da parte di un gruppo di cassintegrati e precari Alitalia della Cub Trasporti e della Sdl, che sono stati lasciati fuori e contestano l'idea di organizzare un incontro del genere in un momento cosi' particolare. Solo una cinquantina di persone hanno invece preso parte alla contromanifestazione organizzata dalla Filt-Cgil che ritiene di "cattivo gusto" organizzare la convention in un hangar che fino a poco tempo fa era adibito alla verniciatura, attivita' ora esternalizzata. 28 febbraio 2009 - Ansa ALITALIA: APRONO CONVENTION COLANINNO E SABELLI (ANSA) - ROMA, 28 FEB - Il presidente di Cai, Roberto Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli, hanno aperto a Fiumicino la convention convocata dal nuovo vertice aziendale per illustrare a dirigenti e impiegati la situazione attuale e le prospettive dell'aviolinea. La convention viene pero' accompagnata da qualche fischio da parte di chi - come i rappresentanti del Cub Trasporti del comitato cassintegrati Alitalia, che ha esposto uno striscione critico, e quelli della Sdl - e' stato escluso e non condivide l'idea di organizzare un incontro in un momento cosi' particolare, sia per il Paese sia per l'azienda stessa. E' rimasto praticamente deserto il piazzale antistante la mensa dell'Alitalia, dove era stata organizzata un'assemblea, una sorta di 'contromanifestazione', da parte della Filt-Cgil, che aveva ritenuto di ''cattivo gusto'' organizzare per oggi l'incontro in un hangar che fino a poco tempo fa era adibito alla verniciatura, attivita' ora esternalizzata. 28 febbraio 2009 - Il Manifesto SINDACATI DI BASE SUL PIEDE DI
GUERRA Durissime le reazioni del sindacalismo di base al decreto legislativo sullo sciopero nei trasporti, giudicato incostituzionale. Per Piero Bernocchi dei Cobas, oltre a ledere i principi della Carta, la legge sarebbe anche «inapplicabile, dato che nessuno è in grado di valutare chi ha il 50% dei lavoratori di un settore». Per Bernocchi inoltre, «solo Sacconi può ritenere i lavoratori così idioti da fare lo sciopero virtuale». Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub, denuncia un «attacco ai diritti democratici tutalmente tutelati». I Cub non rinunceranno allo sciopero: «sfideremo una legge iniqua e antidemocratica», ha dichiarato Leonardi. Fabrizio Tomiselli della Sdl ricorda come lo sciopero sia «un diritto individuale» e che se si comprimono i diritti, «il lavoratore a un certo punto si arrabbia». DIRITTI Un Testo unico sul diritto di sciopero, entro due anni.
E' negli ultimi capoversi del disegno di legge (ddl) approvato ieri dal consiglio dei
ministri che si coglie il progetto complessivo del governo: coerentemente agli obiettivi
della legge, «il governo è altresì delegato ad apportare all'ordinamento vigente ogni
ulteriore modifica e integrazione, con la possibilità di redigere, entro 24 mesi, un
testo unico delle disposizioni in materia di diritto di sciopero». Il testo approvato
ieri - in nessun punto del quale, peraltro, si legge che si tratta di norme «limitate»
al settore dei trasporti - non è dunque che l'inizio, i trasporti l'apripista. Gli
'scalini' per avere diritto alla proclamazione di uno sciopero salgono addirittura a tre
mentre - «ammesso che sia lecito collegare un diritto a una soglia di rappresentanza»,
nota Fabrizio Solari (Cgil) - resta insoluto il nodo dei nodi: come si certifica la
titolarità di un'organizzazione sindacale a firmare accordi o proclamare scioperi. Tutto
ciò che non è Cgil, Cisl e Uil viene tagliato fuori e proprio nel settore dove più sono
presenti sindacati di base, basti pensare al caso Alitalia o alle Ferrovie. Sacconi e
Brunetta esultano, l'intendenza Cisl e Uil segue. Confindustria rilancia e chiede l'export
delle nuove norme anche nel privato. Risalta la solitudine di Epifani (Cgil): «Mettere
una cappa su un diritto di libertà, come è quello di sciopero, è il segno che si vuole
rendere più debole la capacità di rappresentazione e di risposta del lavoro, per rendere
più forte quella della sua controparte. Per noi questo non è accettabile». 28 febbraio 2009 - La Gazzetta del Sud Il Cdm ha approvato all'unanimità
il disegno di legge delega. ROMA - Via libera alla riforma degli scioperi nei trasporti. Le nuove regole, che di fatto rendono più difficile la possibilità di incrociare le braccia, hanno ottenuto l'ok dal Consiglio dei ministri, con l'approvazione all'unanimità del disegno di legge delega. Un «percorso molto cauto», ha sottolineato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che lascia spazio ad un «ulteriore coinvolgimento» delle parti sociali. Unanime invece non è stata la risposta del fronte sindacale, con le sigle di base che bocciano senza appello il provvedimento e le confederazioni ancora una volta divise tra loro. Da Cisl, Uil, Ugl e anche Confindustria è arrivato un giudizio sostanzialmente positivo, mentre la Cgil con il leader Guglielmo Epifani è tornata a lanciare l'avvertimento ad evitare «rapporti di forza» e svolte «autoritarie». Non c'è stato alcun autoritarismo, ha replicato Sacconi: «Tutte le critiche pregiudiziali» sono «assolutamente fuori luogo», ha detto, chiedendo tuttavia di continuare il dialogo. La riforma, che comunque prima di essere operativa dovrà vedere il compimento della delega e dei successivi decreti delegati con il passaggio in Parlamento, senza l'esclusione del recepimento anche di eventuali avvisi comuni tra le parti, fissa una serie di paletti. Il fine è garantire «una più efficace conciliazione tra il sacrosanto e tutelato diritto di sciopero e il diritto alla libera circolazione» delle persone, ha sottolineato Sacconi, spiegando di essersi «limitati al settore del trasporto» perchè «in tale ambito si sono manifestate le criticità maggiori». Di qui, dunque, le nuove regole che vanno dalla soglia del 50% di rappresentatività dei sindacati per poter proclamare uno sciopero, all'obbligo di referendum preventivo per le sigle che invece hanno almeno il 20% di rappresentatività e che, per scendere in piazza, devono ottenere almeno il 30% dei consensi allo stop tra i lavoratori. Le norme mirano a mettere fine anche all'effetto annuncio, affidano la riscossione delle sanzioni ad Equitalia, rendendole «finalmente effettive», ha sottolineato il titolare del Lavoro. Giro di vite contro le proteste «selvagge» (con multe sino a 5 mila euro), i blocchi della circolazione (con un divieto per chiunque di bloccare strade e aeroporti) ed i fermi dei tir (con la garanzia di servizi minimi e un limite alla durata dell'astensione). Arrivano anche l'adesione preventiva individuale e lo sciopero virtuale (che potrà essere obbligatorio se il servizio è necessario) che saranno disciplinati per via contrattuale. Proprio su questi due ultimi punti si sono più divisi i pareri, tra consensi e perplessità. Nel testo «ci sono cose che non vanno» bene, ha detto Epifani, riferendosi in particolare all'adesione preventiva e alla soglia del 20% che obbliga il referendum. Il leader della Cgil ha bocciato anche lo strumento legislativo scelto: «Su una materia come questa è meglio non delegare niente a nessuno», ha detto. I sindacati di base parlano di norme incostituzionali. «Non ci riteniamo vincolati a osservarle», ha detto la Cub; «sono inapplicabili» per i Cobas. Al contrario il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, si è detto «rassicurato» dal ddl delega visto che «è molto largo e rinvia alla contrattazione». 28 febbraio 2009 - Il Messaggero Veneto Sì alla legge delega sulle
restrizioni. Critiche da Pd e Cgil. Cub e Cobas: i limiti sono incostituzionali ROMA - Via libera alla riforma degli scioperi nei
trasporti. Le nuove regole, che di fatto rendono più difficile la possibilità di
incrociare le braccia, hanno ottenuto l'ok dal Consiglio dei ministri, con l'approvazione
all'unanimità del disegno di legge delega. 28 febbraio 2009 - Il Secolo XIX le reazioni al provvedimento ROMA - I sindacati di base bocciano le nuove norme sul
diritto di sciopero previste dalla delega appena approvata dal Governo e minacciano di non
osservarle mentre un ok arriva dalla principale organizzazione dei piloti convinta che
riduca la frammentazione sindacale. I Cobas parlano di norme incostituzionali, annunciano
proteste e si dichiarano preoccupati per l'attacco al diritto di sciopero. In assenza di
condivisione delle regole resta in campo quindi il rischio di scioperi selvaggi. 28 febbraio 2009 - La Stampa A FIUMICINO ROMA - Le nuove regole sugli scioperi nascono limitate
al settore dei trasporti, e rispetto alle anticipazioni dei giorni scorsi il disegno di
legge delega approvato dal Consiglio dei ministri ieri prevede qualche passo indietro e
qualche rinvio in più alla contrattazione collettiva. Tuttavia il percorso della riforma,
che sarà lungo, difficilmente sarà pacifico. La Cgil si mette ancora di traverso,
annunciando un dissenso per adesso espresso con relativa moderazione, mentre il fronte del
sindacalismo autonomo e di base proclama la guerra ad oltranza. E sullo sfondo - è un
tema evocato esplicitamente ieri dal numero di Confindustria Emma Marcegaglia - cè
un giro di vite sullesercizio del diritto di sciopero anche nel settore privato. Tra i lavoratori si torna a parlare
di protesta come nel 2003 MILANO - Cè chi si indigna di brutto: «E
una vergogna, lennesima bastardata contro i lavoratori»; chi la prende più con
ironia: «Ma se lo faccian loro lo sciopero virtuale, vuoi vedere che magari lavorano».
Soprattutto chi osserva: «Con la crisi che cè, non hanno altro a cui pensare?». 28 febbraio 2009 - Il Cittadino Istituita la soglia del 50 per cento
di rappresentatività dei sindacati ROMA - Via libera alla riforma degli scioperi nei trasporti. Le nuove regole, che di fatto rendono più difficile la possibilità di incrociare le braccia, hanno ottenuto lok dal Consiglio dei ministri, con lapprovazione allunanimità del disegno di legge delega. Un «percorso molto cauto», ha sottolineato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che lascia spazio ad un «ulteriore coinvolgimento» delle parti sociali. Unanime invece non è stata la risposta del fronte sindacale, con le sigle di base che bocciano senza appello il provvedimento e le confederazioni ancora una volta divise tra loro. Da Cisl, Uil e anche Confindustria è arrivato un giudizio sostanzialmente positivo, mentre la Cgil con il leader Guglielmo Epifani è tornata a lanciare lavvertimento ad evitare «rapporti di forza» e svolte «autoritarie».Non cè stato alcun autoritarismo, ha replicato Sacconi: «Tutte le critiche pregiudiziali» sono «assolutamente fuori luogo», ha detto, chiedendo tuttavia di continuare il dialogo. La riforma, che comunque prima di essere operativa dovrà vedere il compimento della delega e dei successivi decreti delegati con il passaggio in Parlamento fissa una serie di paletti ai conflitti. Il fine è garantire «una più efficace conciliazione tra il sacrosanto e tutelato diritto di sciopero e il diritto alla libera circolazione» delle persone, ha sottolineato Sacconi, spiegando di essersi «limitati al settore del trasporto» perché «in tale ambito si sono manifestate le criticità maggiori». Di qui, dunque, le nuove regole che vanno dalla soglia del 50% di rappresentatività dei sindacati per poter proclamare uno sciopero, allobbligo di referendum preventivo per le sigle che invece hanno almeno il 20% di rappresentatività e che, per scendere in piazza, devono ottenere almeno il 30% dei consensi allo stop tra i lavoratori. Le norme mirano a mettere fine anche alleffetto annuncio, affidano la riscossione delle sanzioni ad Equitalia, rendendole «finalmente effettive», ha sottolineato il titolare del Lavoro. Giro di vite contro le proteste "selvagge" (con multe fino a 5mila euro), i blocchi della circolazione (con un divieto per chiunque di bloccare strade e aeroporti) ed i fermi dei tir (con la garanzia di servizi minimi e un limite alla durata dellastensione). Allo stesso tempo si punta ad aumentare il ricorso a conciliazione e arbitrato nei poteri della rinnovata Commissione per le relazioni di lavoro. Arrivano anche ladesione preventiva individuale e lo sciopero virtuale (che potrà essere obbligatorio se il servizio è necessario) che saranno disciplinati per via contrattuale. Proprio su questi due ultimi punti si sono più divisi i pareri, tra consensi e perplessità. Nel testo «ci sono cose che non vanno» bene, ha detto Epifani, riferendosi in particolare alladesione preventiva e alla soglia del 20% che obbliga il referendum. Il leader della Cgil ha bocciato anche lo strumento legislativo scelto: «Su una materia come questa è meglio non delegare niente a nessuno», ha detto. Al contrario il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, si è detto «rassicurato» dal ddl delega visto che «è molto largo e rinvia alla contrattazione», mentre il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha promosso limpianto, apprezzando soprattutto lo sciopero virtuale, ma non «limposizione» della dichiarazione preventiva. È «linizio del percorso», ha commentato il leader dellUgl, Renata Polverini. Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il ricorso al referendum potrebbe essere allargato anche ad altre categorie, oltre a quella dei trasporti. Sulla linea opposta i sindacati di base che parlano di norme incostituzionali. «Non ci riteniamo vincolati a osservarle», ha detto la Cub; «sono inapplicabili» per i Cobas. «Tutela e rispetta lavoratori e cittadini», ha detto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri mentre per lex ministro del Lavoro Cesare Damiano (Pd) non va bene né il ricorso alla legge delega né la definizione delle soglie. 28 febbraio 2009 - Il Sole 24 Ore L'Idv: soppressa una libertà -
Casini: giusto porre dei limiti ROMA - Il Pd si dice preoccupato, l'Idv denuncia
l'uccisione di un diritto, mentre l'Udc saluta con favore la novità: è questa in sintesi
l'accoglienza riservata dall'opposizione al provvedimento del Governo che introduce limiti
agli scioperi nei trasporti. Come quelle confederali, anche le altre sigle sindacali si
dividono: i Cobas parlano di norme incostituzionali, i piloti sono invece convinti che il
Ddl delega potrà ridurre la frammentazione sindacale. Il settore: una giungla composta da 31 sigle ROMA - Il Ddl delega approvato ieri dal Consiglio dei ministri assegna alla futura Commissione per le relazioni di lavoro ( erede dell'attuale Authority per l'attuazione della legge sullo sciopero) il compito di valutare il grado di rappresentatività dei sindacati che proclamano la protesta al fine di stabilire l'obbligo di svolgere o meno un referendum. Sarà l'occasione per tracciare la mappa dettagliata di un settore affollato di sigle: a rappresentare i lavoratori occupati nei trasporti concorrono, secondo l'elenco fornito dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ben 31 sigle. Di queste, però, solo le organizzazioni confederali ( e non tutte) possono vantare adesioni sopra il 20%, soglia minima stabilita dalle nuove regole per proclamare lo sciopero. Succede, per esempio, nel trasporto pubblico locale: FiltCgil e Fit-Cisl si attestano entrambe al 22%, mentre la UiltUil si ferma al 14% e l'Ugl al 6, superata dalla Faisa-Cisal, l'organizzazione degli autoferrotranvieri. A spartirsi un restante 7% sono altre dieci sigle (tra cui Cobas e Cub trasporti). Passando al comparto aereo, invece, spicca tra i controllori di volo il "solitario" 30,5% della Cisl, mentre Licta (14,8%) e Anpcat (13,6%) hanno più iscritti di Cgil (9,9) e Uil (6,7). Confederazioni tradizionalmente meno forti anche tra i piloti, dove Anpac e Up (nella vecchia Alitalia) contano su 1.200 iscritti. 28 febbraio 2009 - Il Gazzettino «Lo sciopero non si tocca» Udine - "Un colpo di mano che va sventato sul nascere,
insieme a tutti i tentativi protesi a mettere al bando la Costituzione ed i diritti
fondamentali". Commentando così le nuove norme previste dal Governo sul diritto di
sciopero, i Comitati unitari di base (Cub, Cobas e Sdl) del Fvg annunciano già che
scenderanno in piazza - e non virtualmente - organizzando una manifestazione nazionale a
Roma il prossimo 28 marzo e uno sciopero generale il 23 aprile "anche per difendere
il diritto di sciopero e la democrazia sindacale". Ma la prima occasione di protesta
contro "questo ennesimo tentativo di eliminare il diritto di sciopero" saranno
le astensioni dal lavoro già programmate, a partire da quella per il trasporto aereo del
4 marzo prossimo. Este. Cassa integrazione e
mobilità... Este - Cassa integrazione e mobilità. Parole che fanno
paura, ma a cui sarà bene abituarsi nei prossimi mesi, dato che i numeri relativi alla
crisi appena iniziata cominciano già a farsi pesanti. Sono infatti 1107 i lavoratori di
aziende con più di 15 dipendenti che sono ora in mobilità nella provincia di Padova e la
quota sale addirittura fino a 2375 per le ditte con meno di 15 dipendenti. A questi vanno
aggiunti i lavoratori nelle stesse condizioni di altri comparti ed il totale sfiora le
4900 unità. 28 febbraio 2009 - La Tecnica della Scuola Cub, Cobas, Sdl: "Mobilitarsi
contro Governo, padroni, Cisl e Uil" I sindacati di base prendono una dura posizione contro il ddl Sacconi sulla regolamentazione del diritto di sciopero e lasciano intendere di essere pronti ad una alleanza strategica con Cgil. Quali saranno le ripercussioni nel comparto scuola? Il disegno di legge Sacconi sullesercizio del diritto di sciopero sta già aprendo un ampio dibattito allinterno delle diverse organizzazioni sindacali. Il provvedimento messo a punto dal Ministro del Lavoro, è bene precisarlo, riguarda in particolare il settore dei trasporti ma le dinamiche che sta mettendo in movimento avranno certamente ripercussioni anche negli altri comparti. La reazione "a caldo" di Cisl e Uil è stata improntata alla cautela, mentre dal leader della Cgil Guglielmo Epifani è subito arrivato un mezzo stop: "Il Governo stia attento perché in materia di libertà del diritto di sciopero costituzionalmente garantito bisogna procedere con molta attenzione". Pesantissima la presa di posizione dei sindacati di base (Cub - Cobas SdL), i più penalizzati dallintero provvedimento che prevede che gli scioperi possano essere proclamati soltanto da organizzazioni che raggiungono complessivamente il 50 per cento della rappresentatività. "L'attacco al diritto di sciopero è un attacco alla democrazia - si legge in un comunicato congiunto dei tre sindacati di base - con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella società". "Contro questo ennesimo tentativo di eliminare il diritto di sciopero - conclude il comunicato - rispondiamo con la mobilitazione immediata contro Governo e padroni, Cisl, Uil e Ugl", frase che lascia invece la porta ad una alleanza strategica con Cgil. Daltronde i principi ispiratori del disegno di legge Sacconi non piacciono neppure a Enrico Panini, segretario confederale Cgil e segretario nazionale della Flc fino a pochi mesi fa, che dichiara: "Lidea che solo i sindacati con il 50% di rappresentatività possano indire uno sciopero, così come il concetto delladesione preventiva, costituiscono delle gravi riduzioni delle libertà dei lavoratori" Cè da capire quali ripercussioni sul comparto scuola potrebbe avere una eventuale alleanza Cgil/sindacati di base. Ma è ancora presto per poterlo dire. Per intanto Gilda ha dichiarato lo stato di agitazione sulla materia degli organici e non è da escludere che il sindacato di Rino Di Meglio decida di proclamare lo sciopero del personale della scuola per la stessa data già decisa da Flc-Cgil (18 marzo). 28 febbraio 2009 - Liberazione Fabrizio Tomaselli Coordinatore
nazionale di SdL Intercategoriale Un vero e proprio «attacco alla democrazia», un
«colpo di mano che va sventato sul nascere». Questo il duro giudizio dei sindacati di
base Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale sulle nuove regole per gli scioperi
contenute nel disegno di legge delega varato ieri dal Consiglio dei ministri. Un attacco
che ha come obiettivo quello di «imporre per legge la pace sociale» e che necessita di
una risposta immediata, a partire dallo sciopero del trasporto aereo del 4 marzo. La
difesa del diritto di sciopero e della democrazia sindacale saranno inoltre al centro
della manifestazione nazionale del 28 marzo a Roma contro la politica economica del
governo e dello sciopero generale indetto dalle tre organizzazioni per il 23 aprile. Pensioni, cartelle pazze. Tagliati 300mila assegni Pensioni tagliate a circa 300mila pensionati. A lanciare l'allarme è l'Rdb che denuncia un buco nell'assegno di febbraio che va da un minimo di 600 euro a un massimo di 1.800. Ciò è dovuto all'applicazione della finanziaria del 2008 attraverso le detrazioni per i famigliari a carico. I pensionati hanno presentato le dichiarazioni ma il sistema informatico interno non ha funzionato. In questi giorni si è assistito a scene di veri e propri assalti agli uffici Inps e Inpdap, come denunciano i sindacati. L'Inpdap addirittura per non corrispondere pensioni a zero euro ha comunque erogato un importo di circa 458 euro (pensione minima), cifra che poi verrà riassorbita dalle mensilità successive. La differenza del debito comunque rimane. «Questa situazione è venuta fuori per una serie di motivi a partire da una mancata comunicazione da parte delle istituzioni. Poi è mancato un raccordo giusto tra gli organi sulle modalità con cui attuare il dettato della finanziaria», denuncia Massimo Briguori, delle Rdb dell'Inpdap. Fasce sempre più larghe di
cittadini schiacciate dal problema abitativo. La risposta: costose politiche tappabuchi.
Viaggio in 6 città Tante parole. Promesse infinite e numeri da capogiro.
Da Roma a Milano, da Torino a Padova passando per Genova e Brescia, l'emergenza abitativa
fa parlare tutti e guadagnare i soliti. Ma di fatti concreti, alias case popolari, neanche
l'ombra. 28 febbraio 2009 - La Provincia La bocciatura dei Cobas. Più morbidi i piloti Anpac ROMA - I sindacati di base bocciano le nuove norme sul diritto di sciopero previste dalla delega appena approvata dal governo e minacciano di non osservarle mentre un ok arriva dalla principale organizzazione dei piloti, l'Anpac, convinta che riduca la frammentazione sindacale. I Cobas parlano di norme incostituzionali, annunciano proteste e si dichiarano preoccupati per l'attacco al diritto di sciopero. In assenza di condivisione delle regole resta in campo quindi il rischio di scioperi selvaggi. «Sono norme incostituzionali - dice il coordinatore nazionale Cub Pierpaolo Leonardi, sindacato forte soprattutto nel trasporto pubblico locale - non ci riteniamo vincolati a osservarle. Si previene la possibilità che si organizzi il conflitto, si tenta di mettere il bavaglio alla lotta. Noi faremo di tutto perchè queste regole non vengano approvate dal Parlamento ma comunque si tratta di norme incostituzionali e quindi non ci sentiamo obbligati a rispettarle. Valuteremo di volta in volta». 28 febbraio 2009 - America Oggi Scioperi. La riforma una realtà. Approvato il disegno di legge delega ROMA - Via libera alla riforma degli scioperi nei
trasporti. Le nuove regole, che di fatto rendono più difficile la possibilità di
incrociare le braccia, hanno ottenuto l'ok dal Consiglio dei ministri, con l'approvazione
all'unanimità del disegno di legge delega. Un "percorso molto cauto", ha
sottolineato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che lascia spazio ad un
"ulteriore coinvolgimento" delle parti sociali. 28 febbraio 2009 - La Città di Salerno Ospedale, occupata la sede Asl Agropoli - Presidio di protesta e occupazione della
direzione generale dellAsl Sa 3 di Vallo della Lucania. Lultima azione messa
in atto ieri dai cittadini di Agropoli, i dipendenti del locale presidio ospedaliero e le
organizzazioni sindacali provinciali della Rdb Cub. Circa una trentina di persone, tra cui
i rappresentanti del comitato di lotta a difesa del nosocomio, capeggiate dal segretario
provinciale Vito Storniello. 28 febbraio 2009 - Il Centro In 45 da oggi sono senza contratto,
il prefetto Orrei scrive al governatore Chiodi. PESCARA - Non si ferma la protesta dei precari della
Asl di Pescara, che ieri mattina si sono prima incatenati nei locali dellassessorato
regionale alla Sanità, in via Conte di Ruvo, e poi hanno voluto incontrare il prefetto,
Paolo Orrei, per chiedergli di interessarsi alla loro vertenza. Vogliono risposte precise
dalla Asl e dalla Regione, vogliono sapere cosa ne sarà di loro dopo anni e anni di
lavoro precario per lazienda sanitaria. Lunica certezza è che oggi scade il
contratto di lavoro di 45 amministrativi (Edp) e lunedì dovranno starsene a casa, senza
prospettive. E per questo che nei giorni scorsi hanno occupato una stanza della Asl
e la sala riunioni dellassessorato regionale, sollecitando soluzioni concrete
immediate. 28 febbraio 2009 - Corriere del Mezzogiorno Sit-in di protesta per l'ospedale di Agropoli VALLO DELLA LUCANIA Sit-in di protesta ieri mattina
davanti alla sede dell'Asl Sa 3: ad agitare bandiere e striscioni sono i lavoratori
dell'ospedale di Agropoli. Il motivo è la carenza del personale infermieristico dovuta al
mancato reintegro di circa venti infermieri trasferitisi ultimamente presso altre aziende
sanitarie della Campania. La delegazione del sindacato «RdB-rappresentanza di base»,
accompagnata dal segretario Vito Storniello, da alcuni cittadini del comitato di lotta,
dalla ex senatrice di Rifondazione Comunista Olimpia Vano, è stata ricevuta dal direttore
sanitario dell'Asl Sa 3 Giuseppe Di Fluri e dal direttore amministrativo Vincenzo Paesano. 28 febbraio 2009 - Il Mattino Occupata simbolicamente la direzione generale dell'Asl Salerno 3... A Vallo della Lucania, occupata simbolicamente la direzione generale dell'Asl Salerno 3. Alcuni lavoratori dell'ospedale civile di Agropoli si sono incatenati alle sedie degli uffici della direzione generale dell'Asl per protestare contro la carenza di personale. I lavoratori, con il responsabile Rdb Vito Storniello e la ex senatrice di Rifondazione comunista Olimpia Vano, si sono intrattenuti a colloquio con il direttore sanitario e il direttore amministrativo dell'azienda. Alla fine, dopo ore di protesta, intesa raggiunta. Al termine di un incontro fiume, infatti, è stato sottoscritto un impegno di massima che prevede, tra l'altro, l'immediata assunzione delle unità infermieristiche necessarie a copertura delle carenze. 28 febbraio 2009 - Corriere della Sera Bareggio Egiziani entrambi i
protagonisti dell'infortunio In ospedale simula un incidente domestico: denunciato
Due donne che avevano assistito alla caduta hanno chiamato il 118, nonostante il ferito
rifiutasse l'ambulanza. 28 febbraio 2009 - Il Messaggero Pescara. Incatenati davanti la sede
dellassessorato regionale alla sanità... Pescara - Incatenati davanti la sede dellassessorato
regionale alla sanità, in via Conte di Ruvo. Lo hanno fatto i precari che da oggi sono
senza lavoro, mandati a casa dopo anni di servizio allinterno della Asl. Sulla loro
sorte lassessore Lanfranco Venturoni, il commissario governativo Gino Redigolo ed il
manager Claudio DAmario, sono stati chiarissimi: non ci sono soldi né
autorizzazioni per eventauli proroghe. Tutti a casa, dunque, mentre monta la protesta di
chi, nella stabilizzazione ci credeva davvero. Una speranza che difficilmente si
trasformerà in realtà visto il bilancio da profondo rosso nei conti della sanità,
mentre chi ha i requisiti per ottenere il posto fisso rischia di rimanere a bocca asciutta
tenuto conto che linquadramento avverrà se q quando ci saranno i fondi a
disposizione; un fatto che riguarderà poche decine di persone rispetto ai 700 precari
originari. E mentre i lavoratori stavano sotto la sede dellassessore, una
delegazione è stata ricevuta dal prefetto Paolo Orrei. «A lui abbiamo spiegato le nostre
necessità - spiega Mario Frittelli di Rdb e Cobas -. Noi dobbiamo parlare con Venturoni
perchè ci aveva fatto capire che cerano possibilità per chi avesse il contratto in
scadenza, invece, lassessore ha fatto retromarcia». 28 febbraio 2009 - La Repubblica La protesta Milano - Sciopero di 24 ore, dalla mezzanotte di oggi, dei vigili urbani, in coincidenza con l´ultima giornata del Carnevale ambrosiano, le sfilate organizzate nell´ambito di Milano Moda Donna con un fittissimo programma dalle 9 alle 20, e il corteo dei centri sociali. Non solo, i vigili annunciano una nuova agitazione in aprile, in occasione della Stramilano, come già fecero lo scorso anno. Lo sciopero è stato indetto da Sulpm, Csa, Sdl e Rdb, ma hanno aderito anche i delegati di Cgil, Cisl, Uil, Siapol. Sul tappeto una vertenza con il Comune che dura dal 2006 sugli scatti di anzianità, il capitolo relativo alla salute e sicurezza, e la tutela legale garantita. Il Siapol in una nota chiede inoltre 1.500 assunzioni. 27 febbraio 2009 - Agi SCIOPERI: CUB, PRONTI A SFIDARE LEGGE INIQUA E ANTIDEMOCRATICA(AGI) - Roma, 27 feb. - "Siamo in presenza di un attacco profondo ai diritti democratici costituzionalmente tutelati ed indisponibili". Cosi' Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub, sul ddl varato dal Consiglio dei Ministri. "Dopo le ronde, le restrizioni ai cortei e alle manifestazioni, le cariche agli operai, oggi si cerca di impedire il conflitto sociale ben sapendo che i costi della crisi si stanno scaricando proprio sui lavoratori. Le caute dichiarazioni di apprezzamento a questo provvedimento da parte di esponenti del centro sinistra e di sindacalisti fanno pensare che il sonno della ragione stia generando mostri". "Oltre a batterci fin dalle prossime ore - conclude Leonardi - perche' il decreto sia ritirato e stracciato, cominceremo a ragionare anche su nuove forme di lotta che mantengano alta la mobilitazione. Allo sciopero non rinunciamo, e se necessario sfideremo una legge iniqua e antidemocratica come quella che si prospetta". 27 febbraio 2009 - Ansa SCIOPERI: GOVERNO VARA STRETTA;
SACCONI, NO AUTORITARISMI (ANSA) - ROMA, 27 FEB - Via libera alla riforma degli scioperi nei trasporti. Le nuove regole, che di fatto rendono più difficile la possibilità di incrociare le braccia, hanno ottenuto l'ok dal Consiglio dei ministri, con l'approvazione all'unanimità del disegno di legge delega. Un «percorso molto cauto», ha sottolineato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che lascia spazio ad un «ulteriore coinvolgimento» delle parti sociali. Unanime invece non è stata la risposta del fronte sindacale, con le sigle di base che bocciano senza appello il provvedimento e le confederazioni ancora una volta divise tra loro. Da Cisl, Uil e anche Confindustria è arrivato un giudizio sostanzialmente positivo, mentre la Cgil con il leader Guglielmo Epifani è tornata a lanciare l'avvertimento ad evitare «rapporti di forza» e svolte «autoritarie». Non c'è stato alcun autoritarismo, ha replicato Sacconi: «Tutte le critiche pregiudiziali» sono «assolutamente fuori luogo», ha detto, chiedendo tuttavia di continuare il dialogo. La riforma, che comunque prima di essere operativa dovrà vedere il compimento della delega e dei successivi decreti delegati con il passaggio in Parlamento, senza l'esclusione del recepimento anche di eventuali avvisi comuni tra le parti, fissa una serie di paletti ai conflitti. Il fine è garantire «una più efficace conciliazione tra il sacrosanto e tutelato diritto di sciopero e il diritto alla libera circolazione» delle persone, ha sottolineato Sacconi, spiegando di essersi «limitati al settore del trasporto» perchè «in tale ambito si sono manifestate le criticità maggiori». Di qui, dunque, le nuove regole che vanno dalla soglia del 50% di rappresentatività dei sindacati per poter proclamare uno sciopero, all'obbligo di referendum preventivo per le sigle che invece hanno almeno il 20% di rappresentatività e che, per scendere in piazza, devono ottenere almeno il 30% dei consensi allo stop tra i lavoratori. Le norme mirano a mettere fine anche all'effetto annuncio, affidano la riscossione delle sanzioni ad Equitalia, rendendole «finalmente effettive», ha sottolineato il titolare del Lavoro. Giro di vite contro le proteste 'selvaggè (con multe sino a 5 mila euro), i blocchi della circolazione (con un divieto per chiunque di bloccare strade e aeroporti) ed i fermi dei tir (con la garanzia di servizi minimi e un limite alla durata dell'astensione). Allo stesso tempo si punta ad aumentare il ricorso a conciliazione e arbitrato nei poteri della rinnovata Commissione per le relazioni di lavoro. Arrivano anche l'adesione preventiva individuale e lo sciopero virtuale (che potrà essere obbligatorio se il servizio è necessario) che saranno disciplinati per via contrattuale. Proprio su questi due ultimi punti si sono più divisi i pareri, tra consensi e perplessità. Nel testo «ci sono cose che non vanno» bene, ha detto Epifani, riferendosi in particolare all'adesione preventiva e alla soglia del 20% che obbliga il referendum. Il leader della Cgil ha bocciato anche lo strumento legislativo scelto: «Su una materia come questa è meglio non delegare niente a nessuno», ha detto. Al contrario il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, si è detto «rassicurato» dal ddl delega visto che «è molto largo e rinvia alla contrattazione», mentre il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha promosso l'impianto, apprezzando soprattutto lo sciopero virtuale, ma non «l'imposizione» della dichiarazione preventiva. È «l'inizio del percorso», ha commentato il leader dell'Ugl, Renata Polverini. Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il ricorso al referendum potrebbe essere allargato anche ad altre categorie, oltre a quella dei trasporti. Sulla linea opposta i sindacati di base che parlano di norme incostituzionali. «Non ci riteniamo vincolati a osservarle», ha detto la Cub; «sono inapplicabili» per i Cobas. «Tutela e rispetta lavoratori e cittadini», ha detto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri; mentre per l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano (Pd) non va nè il ricorso alla legge delega nè, nel merito, la definizione delle soglie. SCIOPERI: CUB, NORME INCOSTITUZIONALI, NON LE OSSERVEREMO (ANSA) - ROMA, 27 FEB - Le nuove norme sul diritto di sciopero approvate dal Governo ''sono incostituzionali'' per la Cub (Confederazione unitaria di base) che si dichiara intenzionata a ''valutare di volta in volta cosa fare'' e eventualmente anche a non osservarle. ''Sono norme incostituzionali - dice il coordinatore nazionale Pierpaolo Leonardi - non ci riteniamo vincolati a osservarle''. Intanto per il 28 il sindacato insieme alle altre confederazioni di base sta organizzando per il 28 marzo, in corrispondenza del G14 dei ministri del Welfare una manifestazione a Roma anche in difesa del diritto di sciopero. Secondo la Cub, sindacato forte soprattutto nel settore del trasporto pubblico locale, in questo modo si ''attacca il diritto di sciopero'' e ci si prepara nei prossimi mesi a ''far pagare la crisi ai lavoratori''. ''Si previene la possibilita' - dice Leonardi - che si organizzi il conflitto, si tenta di mettere il bavaglio alla lotta. Noi faremo di tutto perche' queste regole non vengano approvate dal Parlamento ma comunque si tratta di norme incostituzionali e quindi non ci sentiamo obbligati a rispettarle''. Alla domanda se sara' possibile che si metta in campo di nuovo uno sciopero selvaggio su modello di quanto avvenne negli anni scorsi nel trasporto pubblico locale Leonardi ha sottolineato che il sindacato ''valutera' di volta in volta cosa fare. I dati - ha detto - vengono spesso presentati in modo strumentale. Nel 2008 ci sono stati 219 scioperi nel trasporto pubblico locale ma in questo settore le aziende sono piu' di 1.500, non mi sembra questo cataclisma''. SCIOPERI: UNIVERSO COBAS SI RIBELLA, OK DA PILOTI (ANSA) - ROMA, 27 FEB - I sindacati di base bocciano le nuove norme sul diritto di sciopero previste dalla delega appena approvata dal Governo e minacciano di non osservarle mentre un ok arriva dalla principale organizzazione dei piloti convinta che riduca la frammentazione sindacale. I Cobas parlano di norme incostituzionali, annunciano proteste e si dichiarano preoccupati per l'attacco al diritto di sciopero. In assenza di condivisione delle regole resta in campo quindi il rischio di scioperi selvaggi. «Sono norme incostituzionali - dice il coordinatore nazionale Cub Pierpaolo Leonardi, sindacato forte soprattutto nel trasporto pubblico locale - non ci riteniamo vincolati a osservarle. Si previene la possibilità che si organizzi il conflitto, si tenta di mettere il bavaglio alla lotta. Noi faremo di tutto perchè queste regole non vengano approvate dal Parlamento ma comunque si tratta di norme incostituzionali e quindi non ci sentiamo obbligati a rispettarle. Valuteremo di volta in volta». «Abbiamo dubbi sulla costituzionalità del provvedimento - afferma Fabrizio Tomiselli della Sdl (sindacato dei lavoratori intercategoriale) - lo sciopero è un diritto individuale. Le incongruenze sono moltissime. Le leggi vanno rispettate ma se le norme non danno la possibilità di fare sciopero e di far emergere il conflitto il conflitto rischia di esserci lo stesso anche se non attraverso il sindacato. In tutte le situazioni in cui si comprimono i diritti c'è un punto oltre il quale non si può andare. Il lavoratore a un certo punto si arrabbia». «Abbiamo già la normativa più restrittiva in Europa sullo sciopero - dice il responsabile comunicazione dell'Orsa - primo sindacato tra i macchinisti delle compagnie ferroviarie - questo provvedimento prende il peggio degli impianti degli altri Paesi e li somma al nostro. Si rende di fatto impraticabile lo sciopero. Si reprime il diritto e non si affrontano i problemi. Qualora questa legge venga approivata raccoglieremo firme per il referendum abrogativo. Crea presupposti per una forte tensione sociale soprattutto nei trasporti». «Mi auguro che il Parlamento e il confronto con le parti sociali porti delle correzioni al provvedimento - dice il presidente dell'Anpav, associazione degli assistenti di volo, Massimo Muccioli - non abbiamo mai fatto un uso spropositato delle sciopero e al di fuori delle regole e continueremo a non farlo ma riteniamo che questa delega debba subire dei correttivi in modo da non annullare l'azione di protesta quando necessaria». Convinto dell'effetto «positivo» del provvedimento sulla frammentazione sindacale e soprattutto per l'utenza è il vicepresidente dell'Anpac,associazione che rappresenta la larga maggioranza dei piloti, Stefano De Caro: «la legge del 1990 necessitava una rivisitazione, la valorizzazione della rappresentatività è importante, un elemento qualificante delle relazioni industriali. Dovrebbe servire ad aggregare i soggetti sindacali. Lo sciopero è un diritto ma sarebbe utile che si minimizzi l'impatto sull'utenza massimizzando quello per l'azienda». «Non siamo preventivamente contro questo tipo di operazione - dice segretario generale della Cisal - Francesco Cavallaro - ma rischia di non avere facile applicazione». SCIOPERI: TIBONI (CUB), SE VOGLIONO CONFLITTO LO AVRANNO (ANSA) - MILANO, 27 FEB - Dura presa di posizione della Confederazione di base (Cub) sul ddl che modifica il diritto di sciopero: «Se vogliono il conflitto, stiano pur certi che lo avranno, anche perchè queste incredibili proposte sono le ultime di un governo che, pezzo per pezzo, vuole smantellare i diritti sanciti dalla nostra Costituzione», afferma il coordinatore nazionale del sindacato di base Piergiorgio Tiboni. «Queste sparate - aggiunge Tiboni - mi ricordano le gag del comico Tognella, il cui padrone gli organizzava gli scioperi la domenica pomeriggio perchè la sua ditta era come una famiglia. Ma scherzi a parte è un tentativo del ministro del welfare di rendere impraticabile l'esercizio del diritto sancito dalla Costituzione». «La nuova normativa - sottolinea il sindacalista - punta a una pericolosissima limitazione alla libertà sindacale e allo stesso sottostante principio di democrazia nello stesso mondo del lavoro. Simulato da un linguaggio apparentemente tecnico e presentato come un intervento limitato al solo settore trasporti, Palazzo Chigi mira a gestire l'attuale crisi economica eliminando già sul nascere le possibili e legittime risposte provenienti dal mondo dei lavoratori, su cui grava l'attuale dissesto finanziario, economico e sociale». RICERCA: SIT-IN PRECARI STAMATTINA DAVANTI A SEDE ISS (ANSA) - ROMA, 27 FEB - Un sit-in di un piccolo gruppo di ricercatori precari davanti alla sede dell'Istituto Superiore di Sanità si è tenuto questa mattina in occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione sulle malattie rare che si è celebrata nella sede centrale dell'Istituto. «Vogliamo evidenziare - ha detto uno dei ricercatori, Gabriele Buttinelli, delegato Usi-Rdb - che i risultati dell'Iss sul fronte delle malattie rare sono dovuti soprattutto ai precari, si sono circa 700 precari all'Iss». «Chiediamo al ministero del Welfare - ha peoseguito - di farsi carico di questa problematica e di studiare i provvedimenti possibili». 27 febbraio 2009 - Asca SCIOPERI: CUB, SACCONI LIMITA LIBERTA' SINDACALE E DEMOCRAZIA (ASCA) - Milano, 27 feb - La nuova normativa sul diritto di sciopero presentata dal ministro Sacconi al Consiglio dei Ministri rappresenta ''una nuova e pericolosissima limitazione alla liberta' sindacale e al principio di democrazia nel mondo del lavoro''. E' il duro commento della Confederazione Unitaria di Base sul ddl delega approvato dal Consiglio dei Ministri. Dito puntato in particolare sul cosiddetto 'sciopero virtuale': ''Queste sparate - attacca Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della Confederazione Unitaria di Base - mi ricordano le gag del comico Tognella, il cui padrone gli organizzava gli scioperi la domenica pomeriggio perche' la sua ditta era come una famiglia''. Dopo aver ricordato che ''il diritto di sciopero e l'esercizio dell'attivita' sindacale sono espressamente tutelati dagli articoli 39 e 40 della Carta Costituzionale'', Tiboni annuncia battaglia contro il ddl: ''Se vogliono il conflitto, stiano pur certi che lo avranno. Anche perche' - conclude il coordinatore nazionale della Cub - queste incredibili proposte sono le ultime di un governo che, pezzo per pezzo, vuole smantellare i diritti sanciti dalla nostra Costituzione''. SCIOPERI: AUTONOMI SI FERMERANNO IL 23 APRILE (ASCA) - Roma, 27 feb - I sindacati autonomi hanno proclamato uno sciopero generale, sia per il settore pubblico che per quello privato, per l'intera giornata del 23 aprile prossimo. In una nota, Cub, Cobas e SdL, indicano una serie di rivendicazioni a sostegno dell'agitazione, tra le quali spicca la ''difesa al diritto allo sciopero'', aumenti di salari e pensioni, aggancio dei salari al reale costo della vita, Cig per i lavoratori precari, nuova occupazione tramite un piano straordinario per lo sviluppo delle energie rinnovabili, stabilizzazione dei precari e piano straordinario abitativo con il reperimento di un milione di alloggi popolari. 27 febbraio 2009 - Adnkronos RICERCA: PRECARI ISS, OLTRE 700 IN
ATTESA DI STABILIZZAZIONE Roma, 27 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Circa 30 giovani ricercatori dell'Istituto superiore di sanità (Iss) in protesta contro «la ricerca pubblica sempre più precaria. Una realtà che tocca almeno 700 precari dell'Iss in attesa di risposta e stabilizzazione». È la pacifica protesta avvenuta oggi davanti all'Istituto superiore di sanità dove era in corso l'evento 'Il volo di Pegasò, premiazione per un concorso organizzato sulle malattie rare. I ragazzi hanno sottolineato che «proprio la ricerca sulle malattie rare, che vede l'Iss curarne un registro, si fa per la maggior parte con lavoratori precari». Quegli stessi ricercatori che «dallo scorso autunno - ribadiscono - sono sotto il mirino del Governo che ne ha bloccato stabilizzazioni condannandoli, nella migliore delle ipotesi, alla precarietà a vita». Molti dei 700 lavoratori precari dell'Iss «hanno contratti privi di garanzie e con stipendi decisamenti bassi, altri non hanno alcun contratto di lavoro». I ricercatori, si legge in un volantino distribuito di fronte all'Istituto superiore di sanità dall'Usi-Rdb (Unione sindacale italiana - Rappresentanze sindacali di base) , «hanno un patrimonio di professionalità che il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, vuole gettare alle ortiche. Per questo motivo - conclude l'Usi-Rdb - i precari dell'Iss chiedono al ministero del Welfare di farsi carico di questa problematica e studiare provvedimenti possibili». 27 febbraio 2009 - Agenfax PER L'8 MARZO MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA La C.U.B. di Alessandria invita tutte le lavoratrici e i lavoratori a partecipare alla pacifica manifestazione antirazzista dell 8 marzo, per esprimere al ministro di polizia Maroni la propria volontà di battersi contro le leggi razziali del governo e contro la politica antioperaia e antipopolare della classe politica e del padronato. Mai come oggi la difesa dei valori democratici della nostra Costituzione si salda per estendere a tutti lo Statuto dei Lavoratori, la garanzia del reddito minimo, la stabilità del lavoro, il diritto di sciopero, alla pensione, al tfr/tfs. Chi continua ad alimentare paura e odio verso gli immigrati, in nome di una sicurezza fatta di ronde e di campi di concentramento, oltre che per i propri miserabili intenti elettorali, vuole in realtà linstaurazione di un regime repressivo da usare contro tutti i ceti subalterni e la riduzione in una vera e propria schiavitù degli immigrati, "clandestini" e no, trasformandoli in una manodopera sotterranea senza diritti, per sfruttarli senza ritegno e per ricattare così, grazie al loro basso "costo del lavoro", gli altri lavoratori che, in qualche modo, possono ancora far valere le proprie ragioni. La C.U.B. respinge con forza questo tentativo di far pagare ai più deboli il prezzo della crisi capitalistica, un tentativo di dividere e contrapporre miseria a miseria, tra lavoratori in pianta stabile e precari, tra cassaintegrati e gente in mobilità, tra apprendisti e partite IVA, tra interinali e dipendenti delle cooperative; un tentativo (ultimo frutto avvelenato della concertazione e della compatibilità con il mercato) che il sindacalismo di base contrasterà con la manifestazione del 28 marzo a Roma in occasione della riunione dei ministri del welfare del G14 e con lo Sciopero Generale del 23 aprile con manifestazioni regionali. Anche per questo, la C.U.B. chiede un 8 marzo di lotta contro la barbarie di questa società, in cui sempre più le donne sono vittime di una violenza espressione diretta della caduta dei valori di uguaglianza e giustizia, e in cui, con le continue espulsioni dal lavoro, le donne perdono anche la propria indipendenza economica e sono rese sempre più subalterne e ricattabili. Memore della storia di questo Paese, la C.U.B. rivendica il diritto alla piena autonomia del mondo del lavoro dagli interessi capitalistici e governativi, e propone a tutte le donne e a tutti gli uomini, stranieri e italiani, la strada del conflitto sociale per sconfiggere la violenza del padronato e il veleno razzista e fascista che essa semina. 27 febbraio 2009 - Genova press COBAS: L'ATTACCO AL DIRITTO DI SCIOPERO E' UN ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA Con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella società. Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le conseguenti risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici. L'attacco al contratto nazionale, le nuove norme che si intendono introdurre sulla rappresentatività sindacale, la nuova concertazione tra governo, confindustria e sindacati confederali che si è trasformata in una vera e propria alleanza neocorporativa, sono elementi finalizzati ad impedire le rivendicazioni e la difesa dei diritti dei lavoratori. Ciò avviene proprio quando più grave è la crisi economica, più pesanti le conseguenze per i lavoratori e maggiore la necessità di risposte determinate. Lo scopo del governo è quello di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero. Di ridurre al silenzio i lavoratori mentre si celebrano i misfatti nel settore dei trasporti - Fs , Tirrenia, Alitalia - con migliaia di esuberi, di messa in mobilità, di licenziamenti e il relativo aggravio sulla qualità del servizio e dei costi. Illegittima e autoritaria l'ipotesi di consegnare lo sciopero, che è un diritto individuale sancito dalla Costituzione, alla disponibilità gestionale di sindacati che rappresentino il 50% dei lavoratori; assurdo perché in molte aziende la sindacalizzazione non arriva neanche al 50%. Nonché il referendum preventivo che tende a dilazionare e snaturare l'azione di sciopero, già oggi estremamente contrastata dalle limitazioni della Commissione di Garanzia e dai ripetuti divieti del governo. Altrettanto improponibile è l'adesione preventiva allo sciopero, un non senso giuridico che prevederebbe l'impossibilità del singolo di poter mutare il proprio atteggiamento rispetto ad un'azione sindacale indetta. Inaccettabile infine la forma di lotta virtuale che di fatto elimina il diritto di sciopero ed assegna alle parti la capacità/volontà di individuare la "penale" per l'azienda in caso di "sciopero lavorato", mentre ai lavoratori si ritira l'intera giornata di lavoro: quindi la perdita secca della giornata per il lavoratore ed una impercettibile riduzione dei profitti per l'azienda. Il sindacalismo di base ha indetto una manifestazione nazionale a Roma il 28 marzo e uno sciopero generale per il 23 aprile anche per difendere il diritto di sciopero e la democrazia sindacale. 27 febbraio 2009 - L'Unione Sarda.it Cub-Cobas-Sdl: "Colpo di mano
del Governo" Sindacati di base sul piede di guerra contro le linee di riforma dello sciopero domani all'esame del consiglio dei ministri. In un comunicato unitario, Cub, Cobas e Sdl dicono 'no' a "colpi di mano da parte del governo", convinti che si stia andando "rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella società". Confermano, quindi, le iniziative di lotta contro il governo, ma anche contro i "padroni, Cisl, Uil e Ugl": il 4 marzo stop del trasporto aereo, il 28 marzo manifestazione nazionale a Roma, il 23 aprile sciopero generale. "Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, - affermano - il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le conseguenti risposte dei lavoratori col tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici". Secondo Cub, Cobas e Sdl, lo scopo del governo è "di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero. Di ridurre al silenzio i lavoratori mentre si celebrano i misfatti nel settore dei trasporti con migliaia di esuberi, di messa in mobilità, di licenziamenti e il relativo aggravio sulla qualità del servizio e dei costi: un colpo di mano che va sventato sul nascere insieme a tutti i tentativi protesi a mettere al bando la Costituzione e i diritti fondamentali". 27 febbraio 2009 - Affaritaliani.it Scioperi/ Cub, pronti a sfidare legge antidemocratica "Siamo in presenza di un attaccoprofondo ai diritti democratici costituzionalmente tutelati ed indisponibili". Cosi' Pierpaolo Leonardi, coordinatorenazionale Cub, sul ddl varato dal Consiglio dei Ministri. "Dopo le ronde, le restrizioni ai cortei e alle manifestazioni, lecariche agli operai, oggi si cerca di impedire il conflitto sociale ben sapendo che i costi della crisi si stannoscaricando proprio sui lavoratori. Le caute dichiarazioni di apprezzamento a questo provvedimento da parte di esponenti delcentro sinistra e di sindacalisti fanno pensare che il sonno della ragione stia generando mostri". "Oltre a batterci fin dalle prossime ore - conclude Leonardi - perche' il decreto sia ritirato e stracciato,cominceremo a ragionare anche su nuove forme di lotta che mantengano alta la mobilitazione. Allo sciopero non rinunciamo,e se necessario sfideremo una legge iniqua e antidemocratica come quella che si prospetta". 27 febbraio 2009 - Il Salvagente Via libera del governo alla legge
antisciopero, perplessa la Cgil, Per una valutazione più accurata occorrerà valutare il
testo nel merito. Epifani chiede al governo di non intaccare i diritti fondamentali. Via
libera dal Consiglio dei ministri al disegno di legge che regolamenta con nuove regole gli
scioperi. Addio alle agitazioni "selvagge", alle giornate da incubo per i
cittadini. Questa, almeno, è l'intenzione dei promotori della legge. La bozza sul tavolo
del governo - nata mentre infuriava la polemica per le agitazioni Alitalia - prevede anche
lo "sciopero virtuale" nei servizi essenziali, in particolare nei trasporti. Il
progetto, come recita il titolo, è volto alla "regolamentazione e prevenzione dei
conflitti collettivi di lavoro con riferimento alla libera circolazione delle
persone" e lo sciopero virtuale "può essere reso obbligatorio per determinate
categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle
specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro,
la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale". 27 febbraio 2009 - Borsa Italiana Trasporti: sindacati proclamano sciopero generale 23 aprile ROMA (MF-DJ)--Le confederazioni ed organizzazioni sindacali Cub, Confederazione Cobas, SdL Intercategoriale, proclamano lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l'intera giornata del 23 aprile 2009. Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi essenziali. Lo annunciano i sindacati in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai ministri del Welfare Maurizio Sacconi e della Funzione Pubblica Renato Brunetta e al Presidente la Commissione di Garanzia ex Legge 146/90, Antonio Martone. Lo sciopero e' indetto, tra l'altro, per blocco dei licenziamenti; riduzione dell'orario di lavoro a parita' di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario per tutti i lavoratori, precari compresi, continuita' del reddito per i lavoratori atipici, con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; nuova occupazione mediante un piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili, promuovendo il risparmio energetico e il riassetto idrogeologico del territorio, rifiutando il nucleare e diminuendo le emissioni di CO2; piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi; eliminazione della precarieta' lavorativa attraverso l'assunzione a tempo indeterminato dei precari e la re-internalizzazione dei servizi; piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e mediante recupero, ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare esistente. 27 febbraio 2009 - Carta Pomigliano, migliaia in piazza.
«Una risposta sociale alla crisi» Almeno 10 mila persone hanno sfilato in corteo a Pomigliano d'Arco nel giorno dello sciopero generale contro la chiusura dello stabilimento Fiat. Con gli operai, in cassa integrazione da mesi, c'erano tutti: l'intero consiglio comunale, le associazioni, le scolaresche, il vescovo, i comitati anti discarica... A sfilare questa mattina in corteo, al fianco degli operai dello stabilimento Fiat oggi in sciopero, cera tutta la città: almeno 10 mila persone. Cerano le scolaresche, le parrocchie, i commercianti, lintero consiglio comunale, il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, politici locali e «nazionali». Numerosi i sindaci e i gonfaloni dei comuni della provincia di Napoli. Le campane delle chiese della città hanno suonato al passaggio dei manifestanti: i parroci erano tutti in piazza, come gli studenti delle scuole medie e superiori, dellOnda napoletana, i gruppi anti-discarica arrivati da Chiaiano, delegazioni rsu delle aziende napoletane e delle fabbriche Fiat di tutta Italia a partire Mirafiori, le associazioni cittadine, quelli di «Patto di base» [Cub Cobas Sdl], delegazioni dei movimenti di lotta per il lavoro e centri sociali. In concomitanza con la manifestazione, si è svolto in tutto il comprensorio lo sciopero generale di 4 ore proclamato dai sindacati metalmeccanici, Fim, Fiom, Uilm e Fismic, con ladesione dellUgl. Si sono fermate anche lAlenia e lAvio, e tutte le piccole medie imprese del territorio. La richiesta di tutti è dunque che il locale stabilimento Fiat Auto non venga ulteriormente penalizzato. I lavoratori, 5mila dello stabilimento Gianbattista Vico, e 10mila dellindotto, hanno lavorato solo cinque settimane dal mese di settembre: sono 19 settimane di cassa integrazione, a 750 euro al mese. Perfino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è sceso in campo in difesa dei lavoratori di Pomigliano: ha scritto una lettera a Montezemolo. Invece il governatore Bassolino ha incontrato le rsu dello stabilimento, sottolineando che Pomigliano non è stata investita dagli ecoincentivi statali. Il governatore ha telefonato al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha risposto che il governo «convocherà un nuovo tavolo per lauto nei primi dieci giorni di marzo» e «un tema specifico» sarà quello del futuro dello stabilimento napoletano. «Pomigliano rappresenta la punta più avanzata del movimento per il rilancio dellazienda automobilistica torinese. Qui si delineano le prospettive industriali di tutto il gruppo» da detto Massimo Brancato, segretario provinciale della Fiom; «È la vertenza di tutto il territorio», ha detto Maurizio Mascoli della Fiom regionale, «questo è il vero significato della manifestazione di oggi. Chi partecipa è perché vuol far qualcosa per gli operai di Pomigliano». «Lo stabilimento Fiat Auto di Pomigliano si legge in una nota della Fiom si presenta come il più colpito dalla crisi tra tutti quelli del Gruppo. Questi lavoratori ad oggi non sanno quale prospettiva industriale si determinerà per Pomigliano. A fronte di ciò occorre continuare nella mobilitazione dei lavoratori ed allargarla». Dal palco, alla conclusione della manifestazione, hanno parlato il sindaco della città, Antonio Della Ratta, il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, il segretario della Uilm, Giovanni Sgambati, il segretario provinciale della Cisl, Giampiero Tipaldi, e Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom Cgil, che ha concluso. Dal palco ha detto «Questa è la prima grande risposta sociale alla crisi». A aggiunto che «lo sciopero, che ha completamente bloccato gli stabilimenti metalmeccanici della zona, è andato nettamente oltre i confini delliniziativa sindacale», trasformandosi in «una risposta corale del territorio» alla crisi. Ma i programmi di Cassa integrazione già noti arrivano fino al 19 aprile, e quello che accadrà dopo resta un mistero. Negli ultimi mesi i lavoratori dello stabilimento hanno lavorato, nei casi migliori, una settimana al mese. 27 febbraio 2009 - La Repubblica.it Fiat, Pomigliano si ferma in
diecimila con le tute blu Si annuncia massiccia la partecipazione alla manifestazione nella città operaia. In piazza accanto a diverse migliaia di tute blu, i parroci guidati da don Peppino Gambardella e i no global, gli studenti delle scuole medie e superiori e i gruppi anti-discarica, l´intero consiglio comunale, i sindaci della provincia e le delegazioni rsu delle aziende napoletane e delle fabbriche Fiat italiane tra cui Mirafiori, Sevel, associazioni cittadine. A favore dello stabilimento di Pomigliano è sceso in campo il presidente Napolitano, che ha scritto a Montezemolo. Bassolino ha incontrato le rsu dello stabilimento sottolineando che Pomigliano non è stata investita dagli ecoincentivi statali, ed è per questo «che è importante ottenere un futuro produttivo per lo stabilimento». Il governatore ha telefonato al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ieri ha risposto. Il governo convocherà «un nuovo tavolo per l´auto nei primi dieci giorni di marzo» e «un tema specifico» sarà quello del futuro dello stabilimento napoletano. Per tutta la mattina, dalle 9 alle 13, Pomigliano si fermerà. Quattro ore di sciopero generale proclamate dai sindacati metalmeccanici, Fim, Fiom, Uilm e Fismic, con l´adesione dell´Ugl. Si fermeranno anche le aziende del comprensorio, dall´Alenia all´Avio, a tutte le piccole medie imprese dell´indotto. La Lega delle autonomie locali ha chiesto l´adesione dei sindaci della provincia di Napoli, l´Ascom ha invitato alla serrata i commercianti. Al corteo che sfilerà dal piazzale accanto alla circumvesuviana fino a piazza Primavera, hanno aderito anche Cgil, Cisl e Uil, la Chiesa di Nola con il suo vescovo Beniamino Depalma. Lo striscione della fabbrica Giambattista Vico con lo slogan "Pomigliano non si tocca", sarà alla testa del corteo che vedrà la presenza del governatore della Puglia, Nichi Vendola e dell´assessore regionale campano alle Attività produttive, Andrea Cozzolino. Sul palco parleranno, nell´ordine: un delegato Fismic, il sindaco della città, Antonio Della Ratta, il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, il segretario della Uilm, Giovanni Sgambati, il segretario provinciale della Cisl, Giampiero Tipaldi e chiuderà il comizio Gianni Rinaldini, numero uno della Fiom nazionale. Nelle movimentate ore della vigilia si fa largo una buona notizia. Dopo la conferma della proroga per i 35 contratti a termine della Dhl, 235 apprendisti che scadono ad agosto e 70 operai qualificati, andranno a scaglioni a lavorare alla Fiat di Melfi che in questi giorni ha un picco di produzione. «È importante» commenta Giovanni Sgambati della Uilm, «perché stempera la tensione e fa sperare che anche gli apprendisti saranno confermati. Tuttavia gli obiettivi della manifestazione restano: salvaguardia dei livelli occupazionali e tutela del reddito dei lavoratori». «Pomigliano rappresenta la punta più avanzata del movimento per il rilancio dell´azienda automobilistica torinese. Qui si delineano le prospettive industriali di tutto il gruppo» afferma Massimo Brancato, segretario provinciale della Fiom. «È la vertenza di tutto il territorio, gli fa eco Maurizio Mascoli, della Fiom regionale, «questo è il vero significato della manifestazione. Chi partecipa è perché vuol far qualcosa per gli operai di Pomigliano». In campo ci saranno anche Mpa, Idv, Pd e Rifondazione. Con gli operai Fiat si schiera anche Luigi Nicolais: l´ex ministro ha presentato un´interrogazione insieme con il deputato Eugenio Mazzarella, al ministro del Lavoro Sacconi chiedendo «quali azioni immediate e urgenti intenda intraprendere al fine di determinare con le parti sociali e il management aziendale una rapida fuoriuscita dallo stato di emergenza e il rilancio della missione produttiva dello stabilimento di Pomigliano». Forte, in queste ore, anche il tam tam di sostegno su Facebook. I gruppi come "Quelli contro la chiusura della Fiat di Pomigliano d´Arco" si sono mobilitati, insomma la fabbrica non si tocca e nessun posto di lavoro deve essere perduto. Sul web gruppi e profili tutti dedicati ai lavoratori in cassa integrazione: con inviti a catena, i lavoratori hanno cercato adesioni al già nutrito elenco per chiedere una «missione produttiva» per lo stabilimento Gianbattista Vico, per tutelare l´indotto, «contro lo scellerato piano di ristrutturazione di Marchionne». Sulla rete, l´appello delle tute blu a manifestare pacificamente, senza «colpi di testa» e senza «interruzione di pubblico servizio». Hanno risposto Patto di base (Cub - Cobas - Sdl), delegazioni dei movimenti di lotta per il lavoro, dei comitati contro la devastazione ambientale e degli studenti del movimento studentesco, la Rete global, il laboratorio Insurgencia occupato, il Collettivo antiproibizionista napoletano, il collettivo femminista Pachamama. 27 febbraio 2009 - L'Espresso Filo diretto online
ambulanze-ospedali "Meno attesa e prestazioni appropriate" Roma - Un "filo diretto" tra ambulanze e Pronti soccorsi permetterà di garantire di più e meglio l´assistenza al paziente che è a bordo. Grazie al collegamento informatico tra ospedale e Azienda regionale del 118, gli equipaggi dei soccorsi conosceranno i tempi di attesa nei diversi reparti di Emergenza e potranno decidere, in base alle specialità di questi e alla patologia da curare, dove far sbarcare l´assistito. Si chiama "118-Gipse" il nuovo sistema: «Entrerà in funzione l´8 marzo», assicura il governatore Piero Marrazzo, «con l´arrivo di 116 veicoli dotati di un sistema di localizzazione satellitare». E la manager dell´Ares 118, Marinella D´Innocenzo, ne spiega gli obiettivi: «Saranno ridotti i tempi di attesa e migliorata l´appropriatezza delle prestazioni». Finora ci sono stati radio e telefono a garantire i collegamenti. Dall´otto marzo entra in campo la Rete. Così, sui computer della centrale operativa del 118 si avrà in tempo reale lo stato dell´arte nei diversi Pronti soccorsi: gli operatori dell´Ares, conoscendo quanti pazienti aspettano in questo o in quel reparto di Emergenza, di quali colori sono i codici loro assegnati, potranno orientare le ambulanze verso la meta migliore. Ma per Maria Teresa Pascucci della Rdb-Sanità, «è l´ennesimo annuncio a effetto di Marrazzo che ha fatto poco o niente contro le attese nei Pronti soccorsi». «Il parco ambulanze», spiega il governatore, «è stato rinnovato nel settembre 2005, con la consegna di 55 veicoli, e tra poco ne arriveranno altri 116 (sono costati alla Regione 6 milioni; ndr)». La manager D´Innocenzo tira un primo bilancio: «L´anno scorso le chiamate al 118 sono state 1 milione e 400 mila; oltre 500 mila i soccorsi. Abbiamo presidiato 42 mega-manifestazioni all´aperto e 5 maxi-emergenze». Ora guarda avanti: «Se la Regione approverà una deroga al blocco delle assunzioni, potranno essere ingaggiati altri 200 tra infermieri, medici e autisti». Si aggiungeranno ai 2.000 in campo (1.490 impegnati direttamente nei soccorsi), «quasi tutti con contratto a tempo indeterminato». «Il ricorso agli straordinari ha risolto molti problemi», ancora D´Innocenzo, «ma è ora di voltare pagina». 27 febbraio 2009 - Il Manifesto COBAS - SDL - CUB Grazie alla formula «limitativa» scelta dal governo
(«nei servizi pubblici essenziali») il provvedimento antisciopero che oggi prenderà in
esame il consiglio dei ministri ha un primo nemico chiaramente indicato: il sindacalismo
di base. Ex quadri Cgil delusi da politiche «concertative» che facilitavano spesso il
sistema clientelare, ex «nuova sinistra», lavoratori di un po' tutti i tipi. Negli anni
hanno fatto la storia delle vertenze in Alitalia, Ferrovie dello stato, nella scuola, in
molti comparti del pubblico impiego e della sanità; ma anche in Telecom o all'Enel, in
Atesia. AGENDA Milano - FUORICLASSE ATENEO LIBERTARIO , viale Monza 255, ore 20.30: dibattito pubblico su «Il movimento di lotta della scuola», organizzano e partecipano Cub, Cobas, collettivo studenti Libertari, collettivo studenti Climax. 27 febbraio 2009 - La Nuova Venezia TRASPORTI Di scioperi nei trasporti pubblici veneziani se ne
condano tanti, ma - secondo il sindacato dei lavoratori dei trasporti della Cgil -
«sempre nellambito della legge che già regola gli scioperi nei servizi essenziali
e sempre per inadempienze delle aziende, dalle Ferrovie dello Stato, ad Actv, Atvo, Save e
le società di handling dellaeroporto Maro Polo». 27 febbraio 2009 - EPolis Milano La protesta. Venerdì 6 marzo i
dipendenti del Policlinico Milano - Denunciano l'applicazione "alla lettera" del modello Brunetta che impone alle lavoratrici madri turni che poco si conciliano con la possibilità di accudire i propri figli. Proprio in quella che per Milano è la "clinica delle mamme e dei bambini". Venerdì 6 marzo la Rappresentanza sindacale di base del pubblico impiego Lombardia, settore sanità, ha proclamato uno sciopero di 24 ore, otto ore per turno, per tutti i dipendenti della Fondazione Irccs Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena. L'organizzazione accusa l'amministrazione sanitaria del mancato rispetto della legge 53 del 2000 firmata dall'allora ministro Livia Turco, sul sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città e dei contratti nazionali. Per le lavoratrici madri vige il divieto di fare turni di notte fino al raggiungimento di un anno di età da parte del bambino, fino a tre anni è la madre che ha facoltà di decidere e fino agli 8 anni ha diritto di concordare un orario flessibile. «Abbiamo voluto denunciare questa situazione, perchè alla Fondazione hanno applicato alla lettera il modello Brunetta», spiega Gianfranco Bignamini responsabile regionale della Rdb/Cub sanità, «noi abbiamo cercato di portarli sulla retta via, ma la risposta è stata: "prendano una baby sitter". Con uno stipendio di 1.100 euro al mese, la cosa è difficile». Ora il sindacato si muove su altre strade. «Se la conciliazione all'ufficio provinciale del lavoro non ci porterà da nessuna parte», continua Bignamini, «andremo in tribunale». E poi accusa: «Succede proprio alla Mangiagalli, che è il fulcro di Milano quando si parla di nascite e di bambini, in cui l'80 per cento del personale è composto da donne. Proprio qui, dove si dovrebbe dare l'esempio, esiste una forte discordanza sull'applicazione di una legge che è in difesa delle donne e di tutti». Per ventiquattro ore I dipendenti della Fondazione Irccs Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena hanno deciso di incrociare le braccia per una giornata intera. Sciopereranno per 24 ore, divise su turni di otto ore, contro il mancato rispetto dei diritti delle lavoratrici madri nella tutela dei figli. 27 febbraio 2009 - Il Centro PRECARI, SI DECIDE LO SCIOPERO PESCARA - I rappresentanti sindacali di Rdb/Cub, Cobas e del Comitato precari proclameranno oggi lo sciopero generale di tutti i precari delle Asl. La decisione, comunicata da Mario Frittelli di Rdb/Cub, è stata decisa durante unassemblea, tenuta nella sede della direzione della Asl di Pescara, dove hanno incontrato il manager Claudio DAmario. Per i sindacati, le risposte avute dai vertici regionali e dal direttore generale non rassicurano i lavoratori circa il loro futuro, in particolare i 45 Edp, i cui contratti scadranno domani. 27 febbraio 2009 - Il Piccolo MA IL PROTOCOLLO FA PASSI AVANTI CON
INCONTRI SEPARATI Trieste - Lassenza di un libro di bordo da parte dei
camionisti stranieri investe anche questioni di sicurezza, argomento che nelle due diverse
accezioni: la security che riguarda le infrastrutture e la safety che attiene ai
lavoratori, è in questi giorni in porto al centro di iniziative, confronti, ma anche di
polemiche. 27 febbraio 2009 - Il Giorno EX CENTRALINISTE LE COSE SEMBRAVANO andare per il verso giusto, per le ex operatrici di call center rimaste disoccupate dal 1° settembre 2008. La trasferta romana di tre di loro (Anna Laura, Laura e Valentina), che hanno sostato bendate per due mattine davanti al Senato e a Palazzo Vidoni (sede della Funzione pubblica) aveva prodotto sostanzialmente due risultati: l'interessamento di Giuliana Carlino (capogruppo della Commissione Lavoro al Senato, Italia dei valori), che aveva promesso un'interrogazione parlamentare sul loro caso; l'incontro con una commissione tecnica della Funzione pubblica composta da Eugenio Gallozzi e Maria Barilà. La delegazione aveva illustrato alle donne e al sindacalista della Rappresentanze di base (Rdb-Cub) che le accompagnava, Riccardo Germani, il quesito ricevuto dalla Regione Lombardia sulla loro vicenda di ex precarie ora senza lavoro. La genericità della formulazione non aveva permesso una risoluzione immediata del caso specifico, ma la commissione aveva fissato un nuovo incontro con le donne per il 4 marzo: meglio con quesito alla mano preciso e dettagliato. Le tre ragazze avevano così sospeso lo "sciopero del futuro" ed erano rientrate a Legnano. MA LA VICENDA è tornata ancora in stallo. E lunedì le donne torneranno a dar vita ad una nuova giornata di "sciopero del futuro". «Si benderanno nuovamente - commenta Ornella Cameran della Rdb-Cub - a partire dalle 10, e per tutta la mattinata rimarranno bendate davanti all'ospedale per denunciare che, nonostante le rassicurazioni e le prese di posizione da parte di tutti, a oggi ancora non si è visto nulla di concreto. Sembrava imminente la loro riassunzione solo pochi giorni fa, dopo l'incontro tenutosi a Roma al Ministero della Funzione Pubblica con la staff del Ministro Brunetta, che si è impegnato ad incontrarle nuovamente insieme ai vertici dell'Azienda, e possibilmente dopo un quesito riformulato dall'ospedale. Invece come sempre, a un problema concreto quello del lavoro abbiamo avuto a tutti i livelli solo risposte evasive. Noi con le promesse non possiamo garantire nulla ai nostri figli». E c'è di più: le donne annunciano una nuova azione eclatante a sostegno di tutti i precari, che verrà resa pubblica dopo l'incontro del 4 marzo a Roma. «AL MOMENTO abbiamo contatti con decine di migliaia di precari italiani, con cui stiamo lavorando per costruire uno strumento nuovo post-moderno e di lotta per tutti loro", conclude Cameran - . Dopo il 4 marzo sarà convocata una conferenza stampa per illustrare la nuova iniziativa». Dopo la strip-conference, le bende sugli occhi, l'asta su Youtube, il gruppo di Facebook, cosa potranno riservarci, le Nostre? 27 febbraio 2009 - Corriere della Sera Magenta. Chiude Novaceta Posto a rischio per 220 operai Addio all'ultima grande azienda storica di Magenta. Anche la «Novaceta», fondata nel 1954, e che fino a qualche anno fa contava 500 dipendenti, si avvia alla cessione dell'attività. Lo ha annunciato, ieri mattina, il presidente del cda, Giovanni Lettieri, presidente di Confindustria Campania, la cui «Mcm holding» gestiva l'impresa di Magenta in affitto dal dicembre 2007. La crisi dell'azienda, che produce il filo acetato, fibra tessile naturale, è cominciata nel 2004. La produzione si è fermata nel giugno 2008, poco dopo l'acquisto definitivo di Lettieri. I 220 dipendenti sono in cassa integrazione. «I dipendenti si sentono presi in giro spiega Rosario Sergi della Cgil . Abbiamo creduto nell'intenzione della proprietà di mantenere la produzione». Più duro Mario De Luca, sindacalista Cub: «Dietro l'acquisto dell'impresa c'erano solo interessi immobiliari sull'area». 27 febbraio 2009 - Settegiorni L'annuncio è stato dato ai
sindacati in un incontro tenutosi giovedì 26 febbraio Magenta - Giovanni Lettieri se ne va. Il presidente degli
industriali di Napoli che, a capo della New Co Industriale Magenta, aveva rilevato la
Novaceta alza bandiera bianca. Avrebbe perso troppi soldi nell'azienda e ora se ne tira
fuori. Lo ha annunciato lui stesso, presente all'incontro che si è svolto giovedì 26
febbraio. 27 febbraio 2009 - Il Messaggero ROMA. «E una stretta sugli
scioperi selvaggi... ROMA - «E una stretta sugli scioperi selvaggi. Che
punta a salvaguardare i diritti degli utenti. E che non lede assolutamente un diritto
fondamentale dei lavoratori sancito dalla Costituzione. Semmai regola alcune prerogative
sindacali ed evita che altri lavoratori paghino le conseguenze di proteste abnormi e
spesso inutili». Michele Tiraboschi, allievo di Marco Biagi, plaude al nuovo intervento
del governo che attraverso un disegno di legge vuole definire un nuovo scenario. 27 febbraio 2009 - Il Napoli Trasporto pubblico. Autista della
linea C31 insultata ed aggredita da una baby gang: finisce in ospedale Napoli - La linea del terrore. Così, i dipendenti
dell'Anm hanno ribattezzato il percorso del bus C31, che collega Posillipo con il Vomero.
L'ultima aggressione ai danni di un conducente è avvenuta mercoledì pomeriggio: vittima
della baby gang di turno Sabina Filardo, 37 anni, da 11 autista dell'Azienda napoletana di
mobilità. La sua corsa inizia alle 14.30 dal deposito di Posillipo e prosegue in via
Manzoni. Qui, però, salgono a bordo circa trenta ragazzini, la maggior parte provenienti
dall'Istituto Alberghiero. Tra i giovani, però, c'è anche qualche scalmanato che inizia
a dar fastidio agli altri passeggeri, poi prende di mira l'autista con frasi ingiuriose
nei suoi riguardi ed in particolar modo verso il fatto che una donna guidi un autobus.
«Le donne - urla provocatoriamente un ragazzo - devono fare altri lavori...». La
conducente del pullman,inizialmente, fa finta di niente per non suscitare ulteriori
reazioni da parte degli scalmanati ma quando si accorge che questi iniziano a vandalizzare
l'autobus, allora prova ad azionare la telecamera con il pedale situato vicino ai comandi
di guida e ad allertare i soccorsi attraverso l'impianto telematico installato a bordo del
bus. I balordi, però, coprono l'occhio della telecamera e quando si rendono conto che la
conducente sta inviando una richiesta d'aiuto alla centrale operativa dell'Anm, iniziano
ad aggredirla verbalmente e fisicamente. Agli autisti ,infatti, non è possibile allertare
i soccorsi senza che il loro grido d'aiuto venga ascoltato anche dai passeggeri e quindi
anche dai malintenzionati presenti sull'autobus. Un paradosso che, di fatto, rende inutile
il sistema di sicurezza telematico installato sui pullman. «Ho avuto molta paura -
racconta Sabina Filardo - ed arrivata in via Cilea sono stata costretta ad aprire le porte
e chiedere soccorso ai passanti». Quindi la baby gang lascia il pullman e dopo qualche
minuto un'ambulanza del 118 soccorre la conducente dell'Anm trasportandola all'ospedale
Fatebenefratelli, dove viene medicata. Per lei, per fortuna, solo un brutto spavento e tre
giorni di prognosi. 27 febbraio 2009 - La Repubblica Soccorsi, in arrivo 116 ambulanze
con satellitare Roma - Un "filo diretto" tra ambulanze e Pronti
soccorsi permetterà di garantire di più e meglio l´assistenza al paziente che è a
bordo. Grazie al collegamento informatico tra ospedale e Azienda regionale del 118, gli
equipaggi dei soccorsi conosceranno i tempi di attesa nei diversi reparti di Emergenza e
potranno decidere, in base alle specialità di questi e alla patologia da curare, dove far
sbarcare l´assistito. Fiat, Pomigliano si ferma in
diecimila con le tute blu Napoli - Si annuncia massiccia la partecipazione alla
manifestazione nella città operaia. In piazza accanto a diverse migliaia di tute blu, i
parroci guidati da don Peppino Gambardella e i no global, gli studenti delle scuole medie
e superiori e i gruppi anti-discarica, l´intero consiglio comunale, i sindaci della
provincia e le delegazioni rsu delle aziende napoletane e delle fabbriche Fiat italiane
tra cui Mirafiori, Sevel, associazioni cittadine. A favore dello stabilimento di
Pomigliano è sceso in campo il presidente Napolitano, che ha scritto a Montezemolo.
Bassolino ha incontrato le rsu dello stabilimento sottolineando che Pomigliano non è
stata investita dagli ecoincentivi statali, ed è per questo «che è importante ottenere
un futuro produttivo per lo stabilimento». Il governatore ha telefonato al ministro dello
Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ieri ha risposto. Il governo convocherà «un
nuovo tavolo per l´auto nei primi dieci giorni di marzo» e «un tema specifico» sarà
quello del futuro dello stabilimento napoletano. 27 febbraio 2009 - Portadimare Se siamo scesi in piazza per la discarica che cosa faremo per il nucleare? Maccagnano dixit NARDO' - Ha ragione il Sindaco Vaglio, "siamo pronti a
scendere in piazza contro la costruzione di una centrale nucleare" se l´abbiamo
fatto contro la discarica di Castellino che ci ha avvelenatati per 20´ anni a maggior
ragione faremo le barricate per salvaguardare le nostre vite dall´incubo nucleare tale e
quale come abbiamo fatto negli anni ´80. 27 febbraio 2009 - La Stampa Polemica. La rivolta contro i tagli
alla scuola. SCARINZI (CUB) Torino - Lattenzione di tutti gli operatori della
scuola è sulla scadenza di domani, ultimo giorno di iscrizioni, cui seguirà a breve il
bilancio da parte della Direzione Scolastica Regionale dei dati inviati dalle scuole per
via telematica: richieste di tempo pieno e di «ex modulo» alle elementari, di prolungato
alle medie, preferenze alle superiori (dove, fa osservare lassessore
allIstruzione della Provincia Umberto DOttavio, «la soppressione del liceo
tecnologico dal 2010/2011 potrebbe già questanno far aumentare ancora una volta le
preferenze per lo scientifico, creando problemi seri di capienza soprattutto in centro»).
Lattenzione è lì perché dai prossimi giorni le proiezioni dei sindacati sui tagli
agli organici cominceranno a confrontarsi con i calcoli del ministero. La previsione è di
circa cinquemila posti in meno in Piemonte, tra docenti e personale di segreteria,
bidelli, tecnici, metà dei quali in provincia di Torino. Tagli che, ovviamente,
colpiranno insegnanti e Ata precari. Laltolà di Epifani
"Nessuna forzatura" ROMA - «Il governo stia molto attento», avverte il numero
uno della Cgil Guglielmo Epifani. «Non accettiamo veti da nessuno», risponde il ministro
del Lavoro Maurizio Sacconi. Tutto fa pensare che sia alle viste un nuovo scontro di
grande asprezza tra governo e Cgil, stavolta sulla questione dellesercizio del
diritto di sciopero. Molto dipenderà da quale versione del progetto di legge delega -
già oggi sottoposta allesame del Consiglio dei ministri - verrà licenziata. Si sa
che Cisl-Uil-Ugl sostanzialmente hanno già detto sì al progetto governativo, nel corso
dei colloqui formali e informali di queste settimane, come peraltro è praticamente sempre
avvenuto. Ma ad alcune condizioni: Bonanni, Angeletti e Polverini chiedono che ci si
limiti ad affrontare il problema dello sciopero nel settore dei trasporti, e che le norme
sulladesione individuale e le procedure referendarie siano un po alleggerite.
Ma nellEsecutivo non mancano i sostenitori di soluzioni un po più drastiche,
che potrebbero però complicare il quadro. 27 febbraio 2009 - Il Gazzettino LIMENA Martedì davanti al giudice
ludienza per il fallimento dellazienda che occupa 89 dipendenti Limena - Il loro destino dipende dallincontro in
programma per oggi alle 13 in Provincia fra i proprietari dellazienda, i
rappresentanti sindacali e lassessore al lavoro Roberto Tosetto. Se non si raggiunge
la firma dellaccordo sindacale, condizione essenziale affinché si possa procedere
alla liquidazione dellazienda e dunque al subentro di una ditta vicentina che opera
sempre nel settore, gli attuali 89 dipendenti rischiano di rimanere tutti a casa. Se
laccordo non cè il giudice, la cui udienza è fissata per martedì, potrà
solo dichiarare il fallimento della Cet Eletric di via Pierobon 32 a Limena. 27 febbraio 2009 - Corriere di Viterbo "Che fine faranno le
scorie?" Viterbo - "Il futuro è nella ricerca in fonti alternative e risparmio energetico". Paola Celletti e Lino Rocchi di Rdb Cub dicono no al nucleare. "In unItalia che non riesce a gestire i rifiuti napoletani o milanesi, immaginiamo che fine potranno fare le nuove scorie nucleari - sottolineano i sindacalisti -. Il protocollo firmato da Berlusconi e Sarkozy è una scelta fuori tempo che fa regredire il nostro paese.Dobbiamo puntare sulla ricerca e non su tecnologie in possesso di altri paesi che ce le svendono, intenzionati loro stessi a cambiarle. Insomma, è come se dopo aver inventato la locomotiva a vapore, si continuassero a produrre carrozze a cavalli". "A causa di questa politica miope - riprendono Rocchi e Celletti - il governo sta per licenziare centinaia di precari Enea e mettere in mobilità altrettanti lavoratori a tempo indeterminato, tutti ricercatori e tecnici di alto valore, perché operano per lo sviluppo di nuove tecnologie e sulle fonti energetiche alternative. Rdb si opporrà a questa scelta - concludono - che svende le competenze scientifiche per inseguire un progetto che è roba dell'altro secolo e che potrebbe penalizzare pesantemente il nostro territorio" Anche Fare Verde Viterbo si unisce al coro di no al nucleare. "Il nostro non è un no ideologico - dice Roberto Tomassini, esponente dellassociazione -, ma la ricerca di energie alternative e non inquinanti devessere la strada da percorrere sempre. Questi venti anni post-referendum non sono stati utilizzati a dovere per trovare energie pulite, invece di sviluppare tecnologia nucleare era forse meglio sviluppare qualche altro tipo di tecnologia". "Siamo fieri di non avere siti nucleari sul nostro territorio - continua -. E vero che l'Italia ha un problema energetico, ma di certo non sarà risolto dalle centrali nucleari, e decidere oggi su una materia così importante con leggerezza, in un momento storico ed economico estremamente delicato come quello attuale, non è assolutamente accettabile" 27 febbraio 2009 - Il Sannio «La politica pensa a Mastella I cittadini hanno altri problemi» Benevento - "La politica litiga invece di pensare ai
problemi veri della gente". E la denuncia del circolo cittadino di Rifondazione
comunista, Ciccio Romano, che aprirà nei prossimi giorni sportelli di
pubblica utilità. "Nei giorni scorsi evidenzia il Prc - il Consiglio comunale
avrebbe dovuto discutere il regolamento che istituisce lOsservatorio sulla casa, uno
strumento di monitoraggio del disagio abitativo nella nostra città. Purtroppo non
cè stato modo di discutere delle questioni che riguardano la vita dei cittadini
poiché è stato considerato più importante discutere, azzuffarsi e sbraitare in merito
al passaggio dellUdeur nel PdL". 26 febbraio 2009 - Ansa SCIOPERI: CUB-COBAS-SDL; ATTACCO A DEMOCRAZIA, NO COLPI DI MANO(ANSA) - ROMA, 26 FEB - Sindacati di base sul piede di guerra contro le linee di riforma dello sciopero domani all'esame del consiglio dei ministri. In un comunicato unitario, Cub, Cobas e Sdl dicono 'no' a ''colpi di mano da parte del governo'', convinti che si stia andando ''rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del piu' vasto tema della limitazione delle liberta' sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella societa'''. Confermano, quindi, le iniziative di lotta contro il governo, ma anche contro i ''padroni, Cisl, Uil e Ugl'': il 4 marzo stop del trasporto aereo, il 28 marzo manifestazione nazionale a Roma, il 23 aprile sciopero generale. ''Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, - affermano - il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le conseguenti risposte dei lavoratori col tentativo di farne pagare a loro il costo. Cio' e' confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici''. Secondo Cub, Cobas e Sdl, lo scopo del governo e' ''di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero. Di ridurre al silenzio i lavoratori mentre si celebrano i misfatti nel settore dei trasporti con migliaia di esuberi, di messa in mobilita', di licenziamenti e il relativo aggravio sulla qualita' del servizio e dei costi: un colpo di mano che va sventato sul nascere insieme a tutti i tentativi protesi a mettere al bando la Costituzione e i diritti fondamentali''. SANITÀ: PRECARI ASL ABRUZZO VERSO SCIOPERO GENERALE (ANSA) - PESCARA, 27 FEB - I rappresentanti sindacali di Rdb/Cub, Cobas e del Comitato precari proclameranno domani lo sciopero generale di tutti i precari delle Asl del territorio regionale. La decisione, comunicata da Mario Frittelli di Rdb/Cub, è stata decisa durante un'assemblea, ancora in corsi nella sede della direzione generale della Asl di Pescara, dove hanno incontrato il manager Claudio D'Amario. Per i sindacati, le risposte avute dai vertici regionali e dal direttore generale non rassicurano i lavoratori circa il loro futuro, in particolare i 45 Edp, i cui contratti scadranno sabato prossimo. Frittelli ha anche annunciato che domani una delegazione di precari terrà un piccolo presidio presso la Asl, un altro gruppo, insieme a rappresentanti sindacali, si recherà invece presso l'assessorato regionale alla Sanità, in via Conte di Ruvo a Pescara, per sollecitare ancora risposte certe. I precari non escludono una nuova occupazione, dopo quella di ieri. Riguardo al problema della stabilizzazione, «la politica - ha sottolineato Frittelli - va da una parte e i tecnici dall'altra». Critiche sono state rivolte, in particolare, al piano di rientro definito «suicida». Intanto, si è appreso dagli stessi rappresentanti sindacali che ha avuto esito negativo il primo tentativo di conciliazione richiesto a seguito dello stato di agitazione dei lavoratori precari delle stesse Asl per mancanza di risorse. Il tentativo di conciliazione si è tenuto presso la prefettura dell'Aquila. DOMANI NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 26 FEB - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL
LAZIO:... 26 febbraio 2009 - Omniroma ARES 118, RDB SANITÀ: «ENNESIMO SPOT MARRAZZO» (OMNIROMA) Roma, 26 feb - «L'ennesimo annuncio ad effetto del Presidente Marrazzo - dichiara in una nota Maria Teresa Pascucci del Coord. Regionale RdB Sanità - che pensa di risolvere attraverso il sistema satellitare i problemi del 118 e delle file nei pronto soccorso. Nei fatti, il problema del fermo ambulanza in pronto soccorso per mancanza di barelle e posti letto, non solo non è stato risolto, ma risulta essere raddoppiato nei mesi di gennaio e febbraio del 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, interessando anche ospedali in cui il fermo macchina non si era verificato; tra cui, non a caso, l'Ospedale provinciale di Tivoli a causa della riduzione dei servizi nel territorio della Asl RmG avvenuta nel corso dell'anno». «Tutto ciò dimostra - continua la sindacalista RdB - che il problema non è risolvibile solo attraverso l'utilizzazione del pur necessario sistema satellitare, che, inoltre, necessiterebbe di un sistema informatico che attualmente non risulta in rete con tutti gli ospedali. Non vorremmo che il lancio effettuato nella massima pubblicità di un sistema tecnologico servisse nella realtà, ancora una volta, a coprire una organizzazione quotidiana nella quale mancano le risorse umane e strumentali, dove la qualità del soccorso alla cittadinanza è a rischio e dove addirittura le comunicazioni tra la Centrale e il territorio avvengono ancora attraverso i telefonini». «Le difficoltà organizzative - conclude Pascucci - del servizio ricadono anche sugli operatori dell'Ares che oltre a lavorare in condizioni di forte disagio subiscono dall'attuale Direzione una stretta autoritaria su diritti e salario». GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI (OMNIROMA) Roma, 26 feb - ... 26 febbraio 2009 - Adnkronos ROMA: ASIA RDB, RINVIATI ALTRI 2
SFRATTI Roma, 26 feb. - (Adnkronos) - "Chiediamo il blocco generalizzato degli sfratti e degli sgomberi, lo stop immediato alla svendita del gia' esiguo patrimonio pubblico, il riutilizzo del costruito per garantire il passaggio da casa a casa". Lo dichiara l'associazione Asia-Rdb dopo aver ottenuto il rinvio di due sfratti: "il primo previsto per oggi in via Enrico Cialdini 13, dove una cinquantina di attivisti dei Blocchi precari metropolitani e di Asia Rdb sono intervenuti con un picchetto a difendere Stefania, il marito e i loro bambini dalla T.F. Immobiliare Srl. Sempre in mattinata in via Rastrelli, a Tor de' Cenci, e' stato bloccato un altro sfratto a danno di una mamma con la figlia, con rinvio al 31 marzo". "Ieri - prosegue l'associazione sindacale degli inquilini delle case popolari - lo stesso responsabile Casa dell'Anci Roberto Tricarico ha sottolineato il crescente numero di esecuzioni per morosita', causate da affitti insostenibili che mangiano la meta' del salario mensile e che ormai interessano fasce di inquilini sempre piu' larghe. Il sottosegretario Mantovano pare stia gia' pensando a rinnovare la quasi inutile proroga per le categorie protette in scadenza a giugno e questo di certo non e' un buon segno per le migliaia di inquilini a rischio". "E' fin troppo evidente - conclude l'Asia Rdb - che i tempi concessi per trovare soluzioni abitative alternative sono brevi e inutili. Non e' pensabile infatti che chi e' diventato moroso possa garantirsi il diritto all'abitare agli attuali prezzi di mercato. Considerando poi che gli effetti della crisi economica devono ancora rivelarsi in tutta la loro drammaticita', se le amministrazioni non svolgeranno la loro funzione andremo incontro a un disastro sociale". 26 febbraio 2009 - Dire SANITA'. RDB: SISTEMA RETE 118 NON RISOLVE FERMO AMBULANZE (DIRE) Roma, 26 feb. - "Il problema del fermo ambulanza nei pronto soccorso per mancanza di barelle e posti letto non e' risolvibile solo con l'annuncio di un sistema satellitare. Si tratta dell'ennesimo annuncio a effetto del presidente Marrazzo". E' quanto afferma Maria Teresa Pascucci del coordinamento regionale Rdb Sanita'. "Non vorremmo che il lancio effettuato nella massima pubblicita' di un sistema tecnologico servisse nella realta', ancora una volta- continua Pascucci- a coprire una organizzazione quotidiana nella quale mancano le risorse umane e strumentali, dove la qualita' del soccorso alla cittadinanza e' a rischio e dove addirittura le comunicazioni tra la Centrale e il territorio avvengono ancora attraverso i telefonini. Le difficolta' organizzative del servizio ricadono anche sugli operatori dell'Ares che oltre a lavorare in condizioni di forte disagio subiscono dall'attuale direzione una stretta autoritaria su diritti e salario". 26 febbraio 2009 - Agi SANITA: PRECARI PESCARA OCCUPANO UNA SALA DELLA ASL (AGI) - Pescara, 26 feb. - I precari della Asl di Pescara hanno occupato pacificamente una sala al primo piano degli uffici della Asl, in via Paolini. Si tratta di unoccupazione pacifica, spiega Mario Frittelli (Rdb-Cub) e terminera nel momento in cui il manager, Claudio DAmario, fornira risposte precise sul percorso che intende seguire per i precari. In una prima riunione, questa mattina, DAmario ha ribadito quanto annunciato ieri ai precari dallassessore regionale Lanfranco Venturoni, e cioe la messa a punto della pianta organica e poi i concorsi pubblici per le assunzioni. I lavoratori vogliono, pero, delle garanzie precise e scadenze precise, che vanno messe per iscritto, e non andranno via se prima non avranno ottenuto queste informazioni da DAmario, che si e dovuto allontanare dalla Asl per impegni istituzionali. Gia ieri i precari hanno occupato una sala della Regione, sempre a Pescara. 26 febbraio 2009 - Apcom Sanità. Milano, Cub: 6-3 sciopero generale a ospedali PoliclinicoContro amministrazione Fondazione che "nega diritti fondamentali" Milano, 26 feb. (Apcom) - L'RdB-Cub del Settore sanità del pubblico impiego della Lombardia indice per venerdì 6 marzo uno sciopero generale di 24 ore (8 ore per turno) agli ospedali milanesi della Fondazione Policlinico, il Maggiore, la Mangiagalli e la Regina Elena. L'RdB-Cub spiega che la mobilitazione è stata decisa per protestare contro l'amministrazione della Fondazione Policlinico "che valuta i lavoratori numeri per riempire turni e far quadrare le loro logiche di bilancio negando diritti fondamentali inderogabile della nostra Costituzione". In pratica il sindacato contesta l'amministrazione che "applica alla lettera il modello 'Brunetta' negando alle lavoratrici madri il diritto sancito dalla legge (l.53/2000) e dai contratti nazionali, imponendo orari e turni che impediscono alle madri di accudire i propri figli; per la violazione della legge 300/70 art. 28 attivita antisindacale; per l'imposizione a turni massacranti; per lo spostamento del personale, senza un accordo, con logiche, che poco hanno a che fare con la democrazia". Fiat/ Domani sciopero 4 ore
metalmeccanici di Pomigliano d'Arco Napoli, 26 feb. (Apcom) - Tutto è pronto, a Pomigliano d'Arco, per lo sciopero generale dei metalmeccanici che, domani, prevede quattro ore di astensione dal lavoro per esprimere solidarietà alle tute blu dello stabilimento Fiat Auto della cittadella industriale alle porte di Napoli. A scendere in piazza non saranno soltanto i lavoratori delle industrie della zona, ma anche scolaresche, parrocchie, sindacati e commercianti. La manifestazione avrà inizio alle 9.30 con un corteo che partirà dal piazzale contiguo alla stazione della Circumvesuviana per raggiungere poi piazza Primavera. Qui è previsto un comizio al quale prenderanno parte Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil; Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania; Gianpiero Tipaldi, segretario generale Cisl di Napoli e un Rsu del Fismic. In corteo anche il vescovo di Nola, Beniamino Depalma; il segretario provinciale Ugl di Napoli, Francesco Falco; il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma e una serie di sindaci dell'hinterland tra cui il primo cittadino di Marano, Salvatore Perrotta. A protestare anche Rsu Alenia Aeronautica, Cub, Cub-Rdb, Confederazione Cobas, militanti e simpatizzanti del partito della Rifondazione comunista, della Sinistra democratica e dei Comunisti italiani. E' prevista, inoltre, una serrata dei commercianti che, a causa della crisi, stanno subendo numerosi contraccolpi economici. "Lo stabilimento Fiat Auto di Pomigliano si presenta come il più colpito dalla crisi tra tutti quelli del Gruppo - si legge in una nota unitaria dei sindacati - dal mese di settembre ad oggi sono già 19 le settimane di cassa integrazione effettuate e altre ancora ne verranno nel corso dei prossimi mesi. Si tratta di 5mila lavoratori a cui vanno aggiunti i circa 10mila dell'indotto che stanno subendo la situazione in modo insostenibile e a cui, ad oggi, viene negato - prosegue la nota - anche di conoscere quale prospettiva industriale si determinerà per Pomigliano". Ieri il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, durante un incontro con alcune delegazioni di lavoratori, ha dichiarato che sia il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, si stanno interessando della vicenda. "A Pomigliano c'è un problema molto serio perché gli ecoincentivi che il Governo nazionale ha stabilito per il settore auto non riguardano, sostanzialmente, questa realtà - aveva detto ieri dopo il colloquio con sindacati e Rsu dello stabilimento Fiat - Siamo pronti a fare la nostra parte sostenendo i progetti di ricerca di Elasis puntando anche su motori eco-sostenibili". Intanto la richiesta di lavoratori e sindacati è che nello stabilimento di Pomigliano vengano trasferite produzioni o parte di produzioni di autovetture che sono state spostate in altre parti d'Italia o all'estero. 26 febbraio 2009 - Asca AGENZIE ENTRATE/PIEMONTE: CGIL ESCLUSA DA TRATTATIVE. OCCUPEREMO UFFICI (ASCA) - Torino, 26 feb - E' saltato il tavolo contrattuale alla direzione regionale delle Entrate del Piemonte dopo la decisione di questa mattina di escludere la Cgil dalle trattative, relative alla riorganizzazione degli uffici provinciali e periferici. ''Hanno voluto impedire alla Cgil il diritto di contrattazione, ed e' l'effetto di un'applicazione zelante di direttive politiche dopo la mancata firma da parte nostra del contratto nazionale della Funzione Pubblica'', commenta Salvatore Chiaramonte, segretario piemontese della funzione pubblica Cgil. La riunione di questa mattina a cui oltre alla Cgil che rappresenta circa il 17% degli iscritti al sindacato e il 27% dei voti per le Rsu, non sono state invitate ne' le Rdb ne' la Flp, e' stata rinviata a data da destinarsi dopo che il sindacato ha manifestato l'intenzione di non lasciare l'incontro. ''In queste ore - spiega Chiaramonte - e' accaduta la stessa cosa in Puglia e nelle Marche, e non vorremmo che l'Agenzia delle Entrate pensi di proseguire a colpi di blitz con Cisl e Uil cosi' come e' accaduto a Roma. Altre direzioni regionali - prosegue Chiaramonte - si sono invece messe in stand-by, una posizione che abbiamo reclamato inutilmente anche in Piemonte. Temiamo - osserva - che questo sia l'antipasto di quanto potra' accadere anche nella contrattazione nei ministeri e nel parastato'' Chiaramonte conclude annunciando prove di forza: ''Si tratta di un'intenzione burocratica di procedere alla rottura delle relazioni sindacali dagli esiti imprevedibili. Se si verifichera' ancora occuperemo gli uffici''. 26 febbraio 2009 - L'Unione Sarda on line Cub-Cobas-Sdl: "Colpo di mano
del Governo" Sindacati di base sul piede di guerra contro le linee di riforma dello sciopero domani all'esame del consiglio dei ministri. In un comunicato unitario, Cub, Cobas e Sdl dicono 'no' a "colpi di mano da parte del governo", convinti che si stia andando "rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella società". Confermano, quindi, le iniziative di lotta contro il governo, ma anche contro i "padroni, Cisl, Uil e Ugl": il 4 marzo stop del trasporto aereo, il 28 marzo manifestazione nazionale a Roma, il 23 aprile sciopero generale. "Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, - affermano - il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le conseguenti risposte dei lavoratori col tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici". Secondo Cub, Cobas e Sdl, lo scopo del governo è "di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero. Di ridurre al silenzio i lavoratori mentre si celebrano i misfatti nel settore dei trasporti con migliaia di esuberi, di messa in mobilità, di licenziamenti e il relativo aggravio sulla qualità del servizio e dei costi: un colpo di mano che va sventato sul nascere insieme a tutti i tentativi protesi a mettere al bando la Costituzione e i diritti fondamentali". 26 febbraio 2009 - La Stampa IL CAPO DEL CUB"Vogliono spennarci come tanti tacchini" di ROSARIA TALARICO ROMA - «Me leverai le corna che ciò in testa, ma no
l'idee che tengo ner cervello». Giampietro Antonini, coordinatore nazionale Cub
Trasporti, cita Trilussa a proposito delle nuove regole in materia di scioperi nel settore
del trasporto pubblico, proposte dal ministro Sacconi. «Cercheremo di far valere le
nostre idee e di portarle avanti comunque: questi puntano a creare una cortina fumogena -
spiega -. Mi riferisco alle aziende di trasporti e al governo. Non vogliamo che nei
prossimi mesi siano i lavoratori dei trasporti a pagare la crisi e a finire come Alitalia.
Il settore è in sofferenza e in assenza di rinnovo contrattuale da 14 mesi. Le aziende si
rifiutano non solo di trattare, ma anche di pagare il periodo di vacanza contrattuale». 26 febbraio 2009 - Nuova Ferrara, Venezia, Sardegna/Piccolo/Provincia Pavese/Trentino/Tribuna Treviso/Mattino Padova/Gazzetta Mantova, Modena/Corriere Alpi/Città Salerno/Centro/Alto Adige/Tirreno Trasporti, scioperare sarà sempre
più difficile ROMA - Sciopero virtuale, soglia di rappresentatività
del 50% per poter proclamare unastensione dal lavoro, divieti di proteste che
possano bloccare la circolazione, obbligo di referendum preventivi. La stretta del governo
sugli scioperi nei servizi pubblici approda domani al consiglio dei ministri. 26 febbraio 2009 - Leggo Regole più severe in arrivo per gli
scioperi nei trasporti... Regole più severe in arrivo per gli scioperi nei
trasporti. Con lo scopo di rendere le proteste più compatibili con il diritto di
mobilità dei cittadini. Già domani al Consiglio dei ministri potrebbe approdare la
riforma messa a punto dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Tra le novità, la
introduzione del referendum consultivo preventivo obbligatorio per i sindacati che non
superano la soglia del 50% di rappresentatività per la proclamazione dello sciopero e
ladesione individuale del singolo lavoratore in servizio in attività di particolare
rilevanza. 26 febbraio 2009 - Il Mattino Roma. Arriva lo sciopero virtuale... Roma - Arriva lo sciopero virtuale, quello che non danneggia i poveri cittadini che con le beghe tra lavoratore e azienda non centrano nulla. E arriva anche la dichiarazione di adesione preventiva da parte dei singoli, così come sarà obbligatorio un referendum preventivo consultivo. Dopo anni di discussioni su scioperi selvaggi, viaggiatori in ostaggio per intere giornate e città bloccate, domani il Consiglio dei ministri varerà il disegno di legge delega per una nuova regolamentazione del diritto di sciopero nel settore dei trasporti. Obiettivo: trovare il giusto equilibrio tra due diritti costituzionali, quello allastensione del lavoro come arma di protesta contro decisioni aziendali considerate lesive per gli stessi lavoratori e quello alla mobilità e alla libera circolazione dei cittadini. Intanto ieri, con il via libera del Senato (le opposizioni non hanno partecipato al voto), è diventato legge il provvedimento "anti-fannulloni" nella pubblica amministrazione. Le nuove norme - che il ministro Brunetta ha definito «rivoluzionarie» - porteranno più trasparenza e introdurranno un meccanismo di premi per chi lavora bene e di sanzioni per chi non fa il proprio dovere. Obiettivo: aumentare la produttività del lavorare pubblico e migliorare lefficienza. «Nellarco di pochi mesi si avranno già i primi risultati» assicura Brunetta che promette lapprovazione dei decreti delegati prima dellestate. Domani sarà invece la volta della nuova regolamentazione del diritto di sciopero nei trasporti pubblici. La bozza, messa a punto dagli uomini del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, è pronta. Anche se non sono escluse limature dellultima ora. Qualche dubbio resta, ad esempio, sullobbligo per legge del referendum preventivo consultivo. Il grosso però è fatto. E si tratta di norme che a conti fatti cambieranno di molto il modo di scioperare. Introducendo nuovi strumenti, ma anche sanzioni più pesanti e si spera effettive, visto che finora non ha mai pagato nessuno o quasi. Le novità più rilevanti riguardano lo sciopero virtuale, in pratica il lavoratore presta comunque la sua opera, ma la retribuzione relativa alle ore di sciopero maggiorata di una cifra da addebitare allazienda andrà ad un fondo (beneficenza, solidarietà, ecc.) man mano stabilito. Potranno dichiarare sciopero solo i sindacati o la coalizione di sindacati che rappresentano oltre il 50% dei lavoratori aziendali. In caso contrario occorrerà fare un referendum consultivo preventivo obbligatorio. Per alcuni particolari servizi e situazioni sarà necessaria anche la dichiarazione di adesione del singolo lavoratore da inviare allazienda. Per vanificare il cosiddetto "effetto annuncio", la revoca dello sciopero da parte del sindacato dovrà avvenire «con congruo anticipo». Novità in arrivo anche per la Commissione di garanzia degli scioperi nei servizi pubblici che sarà sostituita dalla Commissione per le relazioni di lavoro, più snella nei componenti (5 anziché 9) e con più poteri operativi (ad esempio certificare la rappresentatività dei sindacati). Previste anche nuove sanzioni - la cui riscossione è affidata ad Equitalia - sia nei confronti delle sigle sindacali, che delle imprese e anche dei dei singoli lavoratori in caso di scioperi spontanei. Buona laccoglienza, pur con qualche distinguo, da parte di Cisl, Uil e Ugl. Più critica la Cgil che teme «il tentativo da parte del governo di impedire che il dissenso possa manifestarsi». Ancora più critici i sindacati di base. Secondo la Cub Trasporti, «il proposito di Sacconi è di peggiorare ulteriormente la normativa in materia di sciopero». Rifondazione comunista ritiene le nuove norme «gravissime e inaccettabili» e annuncia «barricate». Forti le critiche anche da parte di Italia dei Valori e Sinistra democratica che parlano di «scorciatoia autoritaria».(gi.fr.) 26 febbraio 2009 - Liberazione C'è chi è scettico che davvero
entro il 2020 spunteranno centrali atomiche... C'è chi è scettico (Alberto Fiorillo di Legambiente
nella sua Rassegna stanca quotidiana) che davvero entro il 2020 spunteranno centrali
atomiche. C'è chi fa il gradasso perché ha gli amici forzuti (il repubblicano Nucara) e
dice che le polemiche non lo preoccupano. Ronchi, ministro di An alle politiche
comunitarie, ne vorrebbe una anche sotto casa sua. Ecco perché è contrario alle moschee
(è andato a Genova a soffiare sul fuoco), perché tolgono spazio vitale al nucleare, mica
perché è islamofobo. Lo spirito della scoria. Se ci fosse un referendum, dice
sicuro-sicuro, stavolta gli ambientalisti canaglia non la spunterebbero. Si lascia
convincere, lo statista, da una stampa addomesticata su cui non trova spazio altro che non
sia di entusiasta accondiscendenza. Articolo 21 lancia l'allarme per l'ennesimo programma
a reti unificate. Intanto i Verdi sono pronti a raccogliere firme per un nuovo referendum
e il forum ambientalista lancia, con Ciro Pesacane, una campagna nazionale con petizione
on line. 26 febbraio 2009 - Il Messaggero ROMA. Non è un «no» netto quello dei sindacati al disegno di legge sul diritto di sciopero ad eccezione della Cub... ROMA - Non è un «no» netto quello dei sindacati al
disegno di legge sul diritto di sciopero ad eccezione della Cub Trasporti che parla di
«peggioramento della normativa»: «La maggior parte degli scioperi avviene per
inadempienze delle aziende e non cè alcuna sanzione nei loro confronti». Fabrizio
Solari della Filt/Cgil si augura che «a guidare liniziativa del governo non sia,
dopo aver favorito la rottura del sindacato, il tentativo di impedire che il dissenso
possa manifestarsi». «Vale la pena ricordare - aggiunge Solari - che la legge
attualmente in vigore è la più severa dEuropa». Discutere di nuove regole,
secondo il sindacalista della Cgil, va bene ma debordare avrebbe un altro senso. L'Aquila. Assessorato regionale alla sanità occupato... L'Aquila - Assessorato regionale alla sanità occupato. La clamorosa protesta sè verificata ieri mattina ed è andata avanti fino alle 19. La decisione, da parte dei precari di Cgil, Cisl e Rdb è scaturita al termine dell'incontro con il commissario governativo Gino Redigolo che aveva ribadito di non voler e poter modificare il piano di rientro. In mattinata erano state recapitate le lettere di licenziamento al personale Co.co.co e disattivate le password dei computer delle postazioni di lavoro. «Domattina (oggi) ci incontreremo nuovamente con il manager D'Amario - ha detto Mario Frittelli di Rdb - per cercare di salvare i posti di lavoro». «E intollerabile - per Massimo Petrini della Cgil - che Redigolo non prenda una posizione politica». Fronte sanità più vivo che mai... Fronte sanità più vivo che mai in una giornata senza
tregua: sit in davanti allAsl, procedure di conciliazione in Prefettura, incontri
con il commissario ad acta. Si parte alle 11 con lassemblea di protesta di due ore
nello spazio antistante la direzione generale della Asl, a Collemaggio, convocata da Cgil,
Cisl, Uil, Ugl, Rsu, Fials, Fsi, Anpo, Cimo, Cisl medici, Uil medici, alla quale
parteciperà una rappresentanza dei medici specializzandi. Due "passaggi"
sindacali dei giorni scorsi destano qualche perplessità: nel volantino del sit in davanti
allAsl, rivolto «a tutti i lavoratori», si chiarisce che «le due ore (11 - 13)
sono da considerarsi assemblea sindacale retribuita», e sfugge la necessità della
precisazione in una protesta contro tagli e accorpamenti; la Cisl è il sindacato più
"severo" nei confronti del direttore generale Roberto Marzetti e, nel contempo,
dispensa, in un comunicato di una sua struttura aziendale, fiori, rose, incenso ed elogi
nei confronti delle cliniche private, tranne quelle del Gruppo Villa Pini, e tutto questo
appare perlomeno eccessivo per chi ha presente la storia recente della sanità abruzzese.
Comunque, sit in sia, anche se il manager dellAsl ha già avvertito i sindacati che
lui, questa mattina, non ci sarà perché impegnato altrove. 26 febbraio 2009 - Il Gazzettino Turni degli operatori socio-sanitari i sindacati di base non mollano Dolo - Non intendono mollare le Rappresentanze sindacali di base sulla questione dei turni degli operatori socio sanitari; nonostante si sia arrivati ad un passo dalla rottura con Cgil, Cisl e Uil, rei daver sottoscritto un accordo con lAsl 13 che non va incontro alle esigenze dei lavoratori. Laltro giorno i rappresentanti di RdB hanno incontrato i vertici dellAsl 13, con in testa il direttore generale Arturo Orsini. Un incontro dobbligo dopo la decisione del ritiro della firma dellaccordo. Tenendo pure conto del fatto che RdB rappresenterebbe un centinaio di lavoratori su trecento. Il chiarimento, secondo Federico Martelletto di RdB, avrebbe portato al raggiungimento di ottimi risultati. Dalla fine di giugno inizierà la nuova turnazione 3+1, come concordato nelle precedente trattativa; inoltre la direzione si è presa tempo per studiare le possibilità che dovrebbero garantire a giugno 2009 la turnistica con un doppio riposto festivo al mese. In pratica, la tanto agognata richiesta. «Pertanto- afferma Martelletto- sospendiamo lo stato dagitazione, in attesa delle risposte di giugno». E rilancia, iniziando un duro braccio di ferro proprio con Cgil, Cisl e Uil: «La direzione avrebbe avuto il veto dei sindacati confederali che non avrebbero voluto che la concessione del doppio riposo festivo». 26 febbraio 2009 - Civonline «Lallarme sugli stipendi è
partito da noi» CIVITAVECCHIA - «Dove era Gino Vinaccia quando lEtruria Servizi era sullorlo del deposito dei libri in Tribunale?». Inizia così la replica del sindacato Rdb-Cub alle affermazioni del vicesindaco che sul pagamento degli stipendi ha tranquillizzato i lavoratori della municipalizzata, attaccando il sindacato che ha sollevato il problema. «La nostra organizzazione - fa sapere il sindacato in una nota indirizzata a Vinaccia - non è concertativa come quella molto vicino a lei e non risponde al sindacato giallo di vallettiana memoria». Poi una considerazione pratica: «Lallarme è partito da noi, ecco perché abbiamo visto lamministratore unico Massimo Lombardi frequentare indaffarato le stanze del Pincio alla ricerca delle somme necessarie». 26 febbraio 2009 - TRC giornale "Il camaleonte Vinaccia finalmente esce allo scoperto" Civitavecchia - "Abbiamo il merito di aver portato alla luce il problema e di aver messo il Comune in condizione di risolverlo". È la risposta della Rdb/Cub al vice sindaco Gino Vinaccia, che ieri, in una nota, aveva tranquillizzato i lavoratori di Etruria Servizi in merito al pagamento degli stipendi e se l'era presa con le organizzazioni sindacali, definendole sciacalli. La Rdb/Cub si augura che l'intervento del Comune sia duraturo e limitato soltanto ad Etruria Servizi, perché la situazione di Etm non è meno preoccupante. Infine il sindacato ritiene vergognose le accuse mossegli da Vinaccia, che ha usato un linguaggio che un assessore al personale ed un vice sindaco non dovrebbero permettersi di utilizzare. 26 febbraio 2009 - Il Quaderno Benevento: Rifondazione Comunista presenta pacchetto di iniziative anti-crisi Rifondazione Comunista di Benevento lancia un pacchetto di iniziative anti-crisi per portare avanti battaglie da partito sociale. "In un territorio colpito dalla crisi si legge in una nota - che produrrà migliaia di cassaintegrati, di licenzimenti e di maggiore precarietà, dove la famiglie stentano ad arrivare alla terza settimana, dove c'è una spaventosa emergenza abitativa, l'unica preoccupazione da parte dell'intera classe dirigente che sia essa maggioranza o opposizione è quella di battibeccare per ore sugli effetti che il passaggio di Mastella ha prodotto. Noi non possiamo restare a guardare, abbiamo il dovere di aprire una seria riflessione sulla nostra capacità di incidere tali assetti politici incancreniti e di riuscire con l'azione collettiva e la pratica del conflitto sociale a colmare il gap tra la politica e i bisogni". Da lunedì 1° marzo presso la sezione di Via Cocchia al Rione Libertà i cittadini potranno usufruire gratuitamente di uno sportello per il risarcimento sociale che offrirà consulenza e informazione gratuita e la modulistica necessaria alla presentazione dei ricorsi per ottenere il risarcimento del canone di depurazione comunale e il risarcimento delle spese di spedizione delle bollette Telecom ed Enel, attivo ogni lunedì, martedì e mercoledì dalle 17 alle 20. Sarà attivato un centro di raccolta documenti, in collaborazione con la Federazione Provinciale Rdb Cub, dove i soggetti interessati possono presentare gratuitamente le proprie istanze nella realizzazione di calcoli ISEE e dichiarazione dei redditi; attivo ogni lunedì, martedì e mercoledì dalle 17 alle 20. Sarà aperto, poi, uno sportello per il diritto all'abitare a cura di Action Benevento che offrirà gratuitamente informazione, consulenza, assistenza. Ci sarà anche il dopo scuola gratuito per giovani delle scuole elementari e medie tenuto da personale docente qualificato attivo ogni giovedì e venerdì dalle 16 alle 20 (è necessaria l'iscrizione). Continua lesperienza dei gruppi di acquisto popolare che consentono attraverso la filiera corta di acquistare beni di prima necessità come pane e pasta a prezzi al di sotto del mercato attivo tutti i sabato dalle 9 alle 13. 26 febbraio 2009 - La Nuova Sardegna Era accusato di esercizio abusivo
della professione. «E adesso faccio causa allAsl» OLBIA - Unodissea lunga sette anni non si
dimentica facilmente, soprattutto se cè da liberarsi del fardello di una accusa
pesante come un macigno: esercizio abusivo della professione. Così Sisinnio Bitti, 62
anni, infermiere oggi in pensione, ha atteso con pazienza da samurai che la sentenza di
assoluzione della corte dappello di Sassari passasse in giudicato per mettere mano
alla carta bollata e far causa alla Asl di Olbia, il suo ex datore di lavoro, per il
risarcimento dei danni subiti. 26 febbraio 2009 - Il Centro Sanità, stamani iniziative di
protesta LAQUILA - Oggi allAquila tiene banco ancora la
sanità. In prefettura sono in programma due procedure di conciliazione, ovvero con il
rappresentante del governo, Aurelio Cozzani, che tenterà di mettere daccordo i
lavoratori del Gruppo Villa Pini con lazienda e i lavoratori precari delle Asl
abruzzesi. Inoltre, dalle 11 alle 13 è previsto un sit-in di protesta davanti alla
direzione della Asl dellAquila, a Collemaggio, dei sindacati ospedalieri e degli
specializzandi. 26 febbraio 2009 - Il Padova Occupazione. Stasera a Este l'incontro con l'assessore provinciale Tosetto e le Rsu dell'azienda«Tavolo comune per la Komatsu» Padova - Un tavolo fra Prefettura, Provincia e i Comuni di Este e Monselice sul rischio licenziamenti alla Komatsu. Lo chiedono le Rsu dell'azienda, che stasera in un'assemblea pubblica incontreranno l'assessore provinciale Roberto Tosetto, il sindaco di Este Giancarlo Piva e alcuni dei 700 lavoratori dell'azienda giapponese. Nelle ultime settimane l'azienda ha chiarito l'intenzione di mettere in mobilità una quarantina di dipendenti tra quelli più vicini alla pensione. "È chiaro che questa operazione mira al licenziamento di questi lavoratori, che insieme agli altri 400 in cassa integrazione rischiano seriamente il posto di lavoro" spiega Stefano Pieretti di Adl Cobas. La richiesta del sindacato è quella di creare un tavolo comune fra enti pubblici e azienda. "Chiediamo il blocco dei mutui e delle altre rate per quei dipendenti in cassa integrazione, che con 800 euro al mese non possono più pagare le rate dell'asilo per i figli o altre spese vive: i Comuni facciano da garanzia per questi lavoratori" la richiesta dei sindacati. "Sarebbe un modo per garantire un vero ammortizzatore sociale a questi dipendenti che rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro" conclude Pieretti.(SIL.FA.) 26 febbraio 2009 - Il Mattino di Padova Aziende in crisi nella Bassa ESTE - La crisi economica e produttiva della Bassa Padovana
è al centro del dibattito in programma stasera alle 20.30 nella sala Fumanelli di via
Brunelli. «Crisi economica. Riflessi sul territorio: come uscirne?»: questo il titolo
dellassemblea indetta dai delegati Rsu di Komatsu, Coopservice, Coop. Pega,
Consorzio Aurora/Tnt, cassintegrati Nuova Magrini Galileo e Frarica, ossia le principali
realtà lavorative vittime del periodo di crisi. 26 febbraio 2009 - OnTuscia NUCLEARE, RDB: "COS' FACCIAMO REGREDIRE IL PAESE" VITERBO (md) Con la firma di un protocollo si cancella la volontà degli italiani che, tramite referendum, si sono espressi in modo negativo sul nucleare, ritenuto una forma di produzione energetica tra le più pericolose e dannose per la popolazione. In una Italia che non riesce a gestire i rifiuti napoletani (o milanesi), immaginiamo che fine potranno fare le nuove scorie nucleari. Il protocollo firmato dal premier Berlusconi e dal presidente Francese Sarkozy rappresenta, oltretutto, una scelta fuori tempo che fa regredire il nostro paese. Oggi, grazie alla mancata evoluzione tecnologica delle centrali nucleari e allaumento dei costi, sia del combustibile che di gestione generale del processo, è veramente incredibile contrabbandare questo accordo come un successo. La realtà è che dobbiamo puntare sulla ricerca e non su tecnologie in possesso di altri paesi che ce le svendono, intenzionati loro stessi a cambiarle. Tra laltro le due centrali di terza generazione (Epr) in costruzione hanno moltissimi problemi e costi molto superiori alle previsioni. Insomma è come se dopo aver inventato la locomotiva a vapore si continuassero a produrre carrozze a cavalli. A causa di questa politica miope il governo sta per licenziare centinaia di precari Enea e mettere in mobilità altrettanti lavoratori a tempo indeterminato, tutti ricercatori e tecnici di alto valore, perché operano per lo sviluppo di nuove tecnologie e sulle fonti energetiche alternative. RdB si opporrà a questa scelta che svende le competenze scientifiche per inseguire un progetto che è roba dellaltro secolo e che potrebbe penalizzare pesantemente il nostro territorio. 26 febbraio 2009 - Abruzzo 24 Ore Villa Pini, domani conciliazione fra precari e proprietà Domani la Prefettura dell'Aquila sara' sede di due procedure di conciliazione, indette ai sensi della legge 146 del 1990. Alle ore 15.30 e' stato convocato il commissario ad acta per il piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Abruzzo, dott. Gino Redigolo con il quale, unitamente ai direttori generali delle Asl abruzzesi, ai rappresentanti delle Rdb sindacali ed a quelli della Regione Abruzzo, si procedera' al primo tentativo di conciliazione richiesto a seguito dello stato di agitazione dei lavoratori precari delle stesse Asl. Alle ore 17 con il commissario Redigolo e con i rappresentanti del Gruppo Villa Pini d'Abruzzo, dei sindacati Cisl e Cgil e dell'assessorato alla sanita' della Regione Abruzzo, si procedera' al secondo tentativo di conciliazione richiesto dal personale della stessa struttura sanitaria privata, che ha dichiarato uno stato di agitazione. 26 febbraio 2009 - Abruzzo Liberale Abruzzo/Sanità: Assalto dei precari Asl all'assessorato di Pescara Pescara - I precari della Asl di Pescara stanno occupando la sala riunioni dell'assessorato regionale alla Sanita', in via Conte di Ruvo, a Pescara, e intendono rimanere li' fino a quando incontreranno l'assessore Venturoni, col quale vogliono discutere del problema dei contratti in scadenza nei prossimi giorni. Questa mattina i rappresentanti di Cgil, Cisl, Rdb, Cobas e Comitato precari hanno parlato della questione con il commissario alla Sanita', Redigolo, negli uffici della Regione. E' stato lui a mettere a punto una bozza per la stabilizzazione dei precari, ma interesserebbe solo una piccola parte dei lavoratori, e stamani ha annunciato che non ci sono le possibilita' per modificarla perche' si rischierebbe la bocciatura da parte del governo. Per quanto riguarda la proroga dei contratti in scadenza non e' possibile prorogarli, ha spiegato sempre Redigolo, essendo arrivato uno stop dal governo centrale. La proroga di due mesi e' stata sollecitata dai sindacati, per avere la possibilita' di individuare altre soluzioni per la stabilizzazione. All'occupazione dei locali della Regione, che per il momento si annuncia temporanea in attesa dell'arrivo dell'assessore, non sembrano voler partecipare tutte le sigle sindacali. 26 febbraio 2009 - Cronaca Qui Sette operai scampano alle fiamme
grazie ai vigili «Vogliono insabbiare tutto ma qui si può morire» MILANO - «Non si immagina il fumo che veniva fuori». E a dirlo è chi stava in una guardiola a quattrocento metri dal luogo del rogo che due sera fa ha fatto rivivere su suolo milanese lincubo della ThyssenKrupp di Torino. "Mar cegaglia Buildtech Milano", viale Sarca 336 è lo stabilimento milanese del gruppo che fa capo al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. E qui, nel secondo reparto di questo grande complesso industriale che si è sfiorata una tragedia durante il terzo turno. Nessun ferito, per fortuna ma paura tanta e soprattutto il dubbio che non siano garantiti i livelli essenziali di sicurezza. Tanto che gli operai minacciano di bloccare la produzione. LA DINAMICA La concentrazione di polveri di polimetano espanso - residuo infiammabile della lavorazione dei pannelli frigo di cui la Marcegaglia è leader nel mondo - avrebbe saturato lambiente fino a incendiare una linea di lavorazione con sette addetti. A evitare il peggio, il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco che hanno una stazione a tre minuti dalla fabbrica. Il fuoco, dalla prima chiamata, si è propagato al silos usato come stoccaggio delle polveri attraverso limpianto di aspirazione. Al momento cerano due squadre di lavoro da sette persone sulla linea che per fortuna non sono state investite dal fuoco direttamente. IL GIALLO DELLA PRODUZIONE Allindomani però a tenere banco in fabbrica non è solo la paura e lo sgomento. Perché alla cronaca dellincidente si aggiunge il braccio di ferro tra operai e lazienda dove i primi chiedono di bloccare la produzione fino a che non sia garantita la sicurezza e la seconda sembra intenzionata a farla ripartire senza ulteriori intoppi. Ieri una prima assemblea di unora ha fermato le macchine e presto altre potrebbero ripetersi. Settanta persone, quelle del secondo reparto, sono state chiamate dalle rappresentanze sindacali che vogliono vederci chiaro. I delegati delle varie sigle presenti (Fiom, Rsu, Cub) hanno deciso di non far passare tutto sotto silenzio laccaduto. Hanno chiamato gli ispettori dellAsl e dellArpa che nel pomeriggio hanno condotto un primo sopralluogo riscontrando - a detta dei lavoratori - che «limpianto di aspirazione non è a norma e che non cè una corretta valutazione del rischio di incendio». Da parte dell'azienda è giunta invece la precisazione che si è trattato di un «episodio del tutto accidentale, già circoscritto e risolto dai responsabili del pronto intervento prima ancora dell'arrivo dei pompieri, che si sono limitati a raffreddare il silos dell'impianto». Secondo la direzione del gruppo «la linea è stata fermata in attesa di tutte le verifiche del caso». L'azienda ha infine precisato che «non ci sono problemi di sicurezza, perchè sono stati effettuati da tempo investimenti puntuali ed è in corso un dialogo continuo con la Rsu». VERTENZA IN VISTA Una versione che non convince gli operai. «Ora si gioca davvero duro perché lazienda minaccia la cassa integrazione se non riprendiamo ma noi già oggi e domani siamo pronti a bloccare tutto perché dopo Torino tutti hanno visto che non si può sacrificare la vita degli operai al profitto», dice una delle rappresentanze. E la partita è solo allinizio, ora si attendono i risultati ufficiali delle perizie. 26 febbraio 2009 - Il Giorno Carri e modelle, sabato nel caos MILANO - ATTENTI, MILANESI. La tradizionale festa del sabato grasso è a rischio caos. Lo scenario più catastrofico parla di lunghe file di auto e la zona intorno a corso Venezia praticamente bloccata tra carri di Carnevale in strada e operatori della moda in giro per raggiungere le sfilate di Emilio Pucci in corso Venezia, di Moschino in via Senato e di Gucci in piazza Oberdan. Un incrocio pomeridiano che potrebbe rivelarsi fatale, quello tra il Carnevale e la Settimana della moda. Ad aggravare le previsioni della vigilia, lo sciopero dei vigili urbani in programma proprio sabato. Un'agitazione che non solo è stata confermata, ma potrebbe ottenere percentuali bulgare di adesione. Sì, perché ieri anche Cgil, Cisl e Uil hanno aderito allo sciopero indetto da sindacati autonomi (Sulpm e Csa) e Cobas (Sdl e Rdb). Insomma, sabato la maggior parte dei ghisa potrebbe incrociare le braccia. Risultato: la paralisi del traffico. Come se non bastasse, nel giorno clou del Carnevale ambrosiano è in programma anche il corteo nazionale dei centri sociali a favore del Cox 18 di via Conchetta, sgomberato dalle forze dell'ordine ma rioccupato dai disobbedienti. La manifestazione partirà da piazza XXIV Maggio e dovrebbe raggiungere il carcere di San Vittore. A PALAZZO MARINO, intanto, non nascondono una certa preoccupazione. Le contromisure previste per evitare il caos, soprattutto in zona Venezia, potrebbero non bastare. Quali sono? «Invece che far allestire i carri in via Marina e via Senato, come avvenuto l'anno scorso spiega l'assessore all'Identità e al Turismo Massimiliano Orsatti la preparazione del Carnevale avverrà all'interno dei giardini di via Palestro per lasciare le strade libere per chi deve raggiungere le sfilate di moda previste in zona». Basterà per scongiurare la paralisi della viabilità? Anche Orsatti, dopo l'adesione di Cgil, Cisl e Uil allo sciopero della Polizia locale, inizia ad avere qualche dubbio: «Sì, sono preoccupato». Tanto che l'assessore lancia un appello ai sindacati dei vigili: «Al di là delle rivendicazioni in campo, sulle quali non voglio entrare, il mio invito ai ghisa è quello di rinviare la loro agitazione, che potrebbe penalizzare fortemente due eventi molto importanti per la nostra città: la festa del Carnevale e le sfilate della Settimana della moda». Orsatti aggiunge: «Chiedo un rinvio per il bene di Milano, che sono sicuro anche i vigili amano». L'ACCORATO APPELLO dell'assessore all'Identità, però, non trova sponde nei sindacati dei ghisa, almeno per ora. Roberto Miglio (Csa) è netto: «Rinviare il nostro sciopero? No, ora è troppo tardi». Tardi, sì, perché Miglio sostiene che «è da un anno che chiediamo all'amministrazione comunale di aprire un tavolo di trattativa con noi vigili. Ma finora non abbiamo avuto alcuna risposta». E se nelle prossime ore arrivasse un segnale di apertura proprio in questa direzione? «Ben venga, ma ne riparleremo con i vertici di Palazzo Marino solo a partire dal 1° marzo», cioè dopo lo sciopero di sabato. Precettazioni in vista? Miglio non pare temerle: «Per legge almeno cento vigili saranno in servizio. Quanto agli altri, l'amministrazione sta cercando di convicerli di venire al lavoro sabato con l'incentivo degli straordinari. Ma l'agitazione è molto sentita dalla categoria e pensiamo che la percentuale di adesione alla sciopero sarà alta». 25 febbraio 2009 - Ansa SCIOPERI: CUB TRASPORTI,DA GOVERNO STOP A PROSSIMI CONFLITTI(ANSA) - ROMA, 25 FEB - «La maggior parte degli scioperi nei trasporti avviene a causa delle inadempienze da parte delle aziende e non c'è alcuna seria sanzione nei loro confronti, questo è il vero problema della categoria»: Giampietro Antonini, Coordinatore nazionale della Cub Trasporti, attacca «il proposito di Sacconi di peggiorare ulteriormente la normativa in materia di sciopero» e del governo che «vuole prevenire gli inevitabili conflitti dei prossimi mesi». «Per determinare tra l'altro quali organizzazioni concorrano ad avere il 50% di adesioni nella categoria sarebbe necessario, ed auspicabile, che le aziende provvedessero ad accettare le deleghe sindacali di tutte le organizzazioni, cosa che oggi non avviene», prosegue Antonini, «così come per poter esercitare il referendum sarebbe necessario poter esercitare il diritto di assemblea nei luoghi di lavoro oggi negato in azienda». A suo parere, «è pertanto evidente che il vero scopo del Governo non è quello di tutelare l'utenza ma quello di prevenire gli inevitabili conflitti che nei prossimi mesi i lavoratori dei Trasporti metteranno in campo per non pagare la crisi e non finire come Alitalia», conclude Antonini. P.A.: RDB-CUB, TAGLI A BUSTE PAGA PER RECUPERO FORZOSO (ANSA) - ROMA, 25 FEB - Il recupero forzoso delle somme ricevute come detrazioni di imposta per i carichi familiari sta interessando, oltre i pensionati pubblici, anche i lavoratori attivi che tra dicembre e gennaio si sono visti alleggerire la busta paga, senza alcun preavviso. La denuncia arriva dalle Rdb (il sindacato di base del pubblico impiego aderente alla Cub), secondo cui alcuni lavoratori hanno ricevuto «retribuzioni pari a zero euro, con conseguenze facilmente immaginabili sulla vita e il bilancio familiare». Anche contro questi «comportamenti scellerati» delle amministrazioni, il sindacato manifesterà il 28 marzo a Roma. «All'origine del problema - spiegano le Rdb - sempre una dissennata applicazione della Finanziaria dove si stabilisce che per percepire il riconoscimento delle detrazioni per i familiari a carico, i dipendenti debbano comunicare ogni anno al datore di lavoro i soggetti per cui se ne fruisce con relativo codice fiscale. La legge però non obbliga al recupero forzoso nei confronti di chi non abbia comunicato regolarmente i requisiti al datore di lavoro». «Stiamo raccogliendo le proteste dei lavoratori per avere una dimensione del fenomeno, che al momento sembra diffuso in modo disomogeneo nelle diverse amministrazioni e sul territorio nazionale», riferisce Paola Palmieri, della direzione nazionale delle RdB, secondo la quale, tuttavia, «è certo, che la Finanziaria ha dato alle amministrazioni uno strumento formidabile per fare cassa sulla pelle di lavoratori e pensionati. Infatti, mentre prima non era necessaria comunicazione se non in caso di variazioni, ora si impone l'obbligo della comunicazione annuale da parte del singolo lavoratore e pensionato, che spesso non ha ricevuto alcuna informazione». SANITÀ: PRECARI ASL, DOMANI TENTATIVO CONCILIAZIONE (ANSA) - L'AQUILA, 25 FEB - Convocato per le 15,30 di domani presso la Prefettura dell'Aquila il commissario ad acta per il piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Abruzzo, Gino Redigolo. Con Redigolo, i direttori generali delle Asl abruzzesi, i rappresentanti delle Rdb sindacali e quelli della Regione Abruzzo. Si procederà al primo tentativo di conciliazione richiesto, sulla base della legge 146 del 1990, dopo lo stato di agitazione dei lavoratori precari delle stesse Asl. Più tardi, alle 17, è prevista un'altro tentativo di conciliazione (il secondo richiesto dal presonale in agitazione) con il commissario Redigolo e con i rappresentanti del Gruppo Villa Pini d'Abruzzo, di Cisl e Cgil e dell'assessorato alla sanità della Regione Abruzzo. SANITÀ: PRECARI ASL PESCARA MINACCIANO OCCUPAZIONE UFFICI (ANSA) - PESCARA, 25 FEB - I precari della Asl di Pescara torneranno ad incontrare, domani mattina, alle 9, il nuovo manager Claudio D'Amario per individuare un percorso volto alla stabilizzazione e al possibile reintegro dei 45 lavoratori Edp dell'Azienda, i cui contratti scadranno il 28 febbraio. Se non otteranno risposte soddisfacenti, i precari occuperanno già da venerdì gli uffici dell'assessorato regionale alla Sanità. Una prima occupazione si è svolta già oggi. I lavoratori, insieme ai rappresentanti del Comitato precari, di Cgil, Cisl, Rdb, Cobas, sono rimasti nella sede dell'assessorato sino a quando non hanno avuto la possibilità di incontrare il commissario ad acta, Gino Redigolo e l'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni. Entrambi, durante la riunione avuta nel pomeriggio con i sindacati, hanno scartato la possibilità per legge di poter concedere ai lavoratori proroghe di contratto, così come chiedono. L'assessore ha spiegato loro che l'unica strada percorribile per la stabilizzazione resta quella dei concorsi pubblici. Concorsi che, ha detto, potrebbero essere banditi anche in due-tre mesi. Secondo Mario Frittelli delle RdB «non c'è la volontà politica di rinnovare i contratti» e dall'incontro «non è scaturita una soluzione vera». Frittelli ha aggiunto che «la storia non finisce qui. Non staremo buoni e zitti». 25 febbraio 2009 - Dire NUCLEARE. USI-RDB: NON SISTEMIAMO I
RIFIUTI, PENSA LE SCORIE... (DIRE) Roma, 25 feb. - "Il protocollo firmato dal premier Berlusconi e dal Presidente Francese Sarkozy resuscita il nucleare da fissione, una scelta fuori tempo che fa regredire il nostro paese", dichiara Alfredo Bertocchi, dell'Usi Rdb Ricerca Enea. "Anche se qualcuno ha definito idiota l'uscita dal nucleare da fissione decisa dai cittadini italiani, la realta' e' che oggi, in termini di mancata evoluzione tecnologica delle centrali nucleari ed aumento dei costi, sia del combustibile che di gestione generale del processo, e' veramente incredibile contrabbandare questo accordo come un successo". L'Italia del 2009 "nasconde i rifiuti napoletani senza sapere dove metterli, immaginiamo che fine potranno fare le nuove scorie nucleari: alla Trisaia in Lucania o a Saluggia in Piemonte?-domanda Bertoccchi- la realta' e' che dobbiamo puntare sulla ricerca e non su tecnologie in possesso di altri paesi che ce le svendono, intenzionati loro stessi a cambiarle. Tra l'altro le due centrali di terza generazione (EPR) in costruzione hanno moltissimi problemi e costi molto superiori alle previsioni. Insomma- riassume l'esponente sindacale- e' come se dopo aver inventato la locomotiva a vapore si continuassero a produrre carrozze a cavalli". Conclude Bertocchi: "A causa di questa politica miope il governo sta per licenziare centinaia di precari Enea e mettere in mobilita' altrettanti lavoratori a tempo indeterminato, tutti ricercatori e tecnici di alto valore, perche' operano per lo sviluppo di nuove tecnologie e sulle fonti energetiche alternative. Usi Rdb Ricerca si opporra' a questa svendita delle competenze scientifiche, operata per inseguire un progetto che e' roba dell'altro secolo". 25 febbraio 2009 - Globalpress RECUPERO FORZOSO APPLICATO ANCHE AI LAVORATORI ATTIVI ROMA (AGG) (1020/2009) - Dopo la denuncia partita dalla RdB-CUB sul recupero forzoso operato dallInpdap ai danni dei pensionati pubblici, presso le sedi RdB sono giunte numerose segnalazioni riguardo ad un analogo comportamento attuato da parte di diverse amministrazioni nei confronti dei lavoratori pubblici, che fra dicembre e febbraio si sono visti togliere dalla busta paga somme di varia entità e senza riceverne alcun preavviso. Per alcuni si è trattato persino di ricevere retribuzioni pari a zero euro, con conseguenze facilmente immaginabili sulla vita ed il bilancio familiare. Allorigine del problema, si legge in una nota, sempre una dissennata applicazione di quanto disposto con la Finanziaria 2008, in cui allart. 1 comma 221 si stabilisce che, per percepire il riconoscimento delle detrazioni per i familiari a carico, i dipendenti debbano comunicare ogni anno al datore di lavoro i soggetti per cui se ne fruisce con relativo codice fiscale. La legge però non obbliga al recupero forzoso nei confronti di coloro che non abbiano comunicato regolarmente i requisiti al datore di lavoro. "Stiamo raccogliendo le proteste dei lavoratori per avere una dimensione del fenomeno, che al momento sembra diffuso in modo disomogeneo nelle diverse amministrazioni e sul territorio nazionale", riferisce Paola Palmieri, della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. "Un dato tuttavia è certo - ha aggiunto - che la Finanziaria ha dato alle amministrazioni uno strumento formidabile per fare cassa sulla pelle di lavoratori e pensionati. Infatti, mentre prima non era necessaria comunicazione se non in caso di variazioni, ora si impone lobbligo della comunicazione annuale da parte del singolo lavoratore e pensionato, che spesso non ha ricevuto alcuna. La RdB-CUB P.I. giudica gravissima la scelta del recupero forzoso che, alla luce dei continui tagli operati dal governo al funzionamento della Pubblica Amministrazione e delle recenti dichiarazioni del Ministro Brunetta, si configura come un modo per scaricare i costi della crisi su lavoratori e pensionati. Fin da ora la RdB-CUB P.I. dichiara la mobilitazione nazionale - conclude Palmieri - e costruirà un percorso che rinsaldi i legami già forti tra i dipendenti ed i pensionati, per arrivare ad iniziative in tutte le regioni presso le amministrazioni responsabili di questi comportamenti scellerati e costruire la più ampia e massiccia partecipazione alla manifestazione nazionale del prossimo 28 Marzo a Roma contro il governo". 25 febbraio 2009 - Asca MILANO: CUB, INCENDIO A STABILIMENTO MARCEGAGLIA MA NESSUN AVVISO (ASCA) - Milano, 25 feb - Un incendio ''di media gravita''' allo stabilimento della Marcegaglia Buildtech di Milano senza pero' che la dirigenza dell'azienda avvisasse i lavoratori. Lo denuncia la Confederazione Unitaria di Base soffermandosi sulla ''gravita' dell'accaduto''. Secondo la riscostruzione della Cub, l'icendio si e' originato ieri sera intorno alle 22.30 circa, investendo ''un importante elemento della linea produttiva'' dove ''viene utilizzato gas pentano, un liquido altamente infiammabile ed esplosivo''. Ad di la' dell'accaduto, il problema piu' concreto per la Cub e' che la dirigenza dell'azienda ha fatto di tutto per nascondere l'incidente: ''oltre a non essere stati avvisati ne' le Rsu ne' le Rls (rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, ndr), i lavoratori all'inizio del turno di stamane hanno notato che un gabbiotto era stato parzialmente riverniciato, e parti del macchinario erano state sostituite mentre altre erano in procinto di esserlo''. Ed e' per questo che ''le Rsu della FlmUniti-Cub e della Fiom hanno immediatamente convocato un'assemblea e indetto un'ora di sciopero''. 25 febbraio 2009 - EPolis Roma Emergenza abitativaSulla città pesa il macigno delle prossime dismissioni: toccherà a Ensarco ed Enpam Case popolari, 35mila attendono ma il 62% delle richieste è al palo La commissione Casa si riunisce in via Pincherle: «Faremo pressioni sulla proprietà» di Marta Rossi
Roma - ? Roma il 62 per cento della domanda di edilizia pubblica residenziale rimane insoddisfatta: il dato, dell'Osservatorio sul disagio e le politiche abitative in Italia realizzato dalla Fillea-Casa, fa il paio con i numeri della crisi abitativa nella Capitale. Quarantamila sarebbero gli appartamenti che servono subito alla città, dove, oltre alle famiglie in lista per una casa popolare, sono pronte a esplodere le polveriere delle dismissioni: sono prossime Enasarco con 17mila alloggi ed Enpam con 6mila appartamenti. L'ultima, in ordine di tempo, è quella di via Picherle dove ieri mattina si è riunita la commissione Casa del Comune, presieduta dal nuovo delegato all'emergenza casa Marco Visconti. «Vorremmo il Comune più protagonista - incalza il presidente dell'XI Andrea Catarci -, ho mandato più volte la documentazione ma finora il Campidoglio è stato assente». «Chiedo fin da ora al prefetto - conclude Catarci - di bloccare ogni ulteriore iniziativa di vendita degli alloggi, di prendere atto della grave emergenza sociale che coinvolge le 120 famiglie di via Pincherle e di dare un chiaro segnale di indisponibilità alle società immobiliare». Gli fa eco Gemma Azuni del Gruppo Misto: «Tutto il consiglio ha votato la mozione, bisogna riunire il tavolo interistituzionale, è fondamentale la trasversalità nell'emergenza casa». «Il Comune farà la sua parte - spiega Visconti - e oggi stesso (ieri, ndr) informerò il sindaco e l'assessore Antoniozzi, poi parlerò con Di Carlo. L'unica certezza è che faremo una battaglia con voi, perché si sta speculando con gente che vive qui da cinquanta anni: questa non è imprenditoria, è speculazione». Il prossimo appuntamento è quindi quello del 3 marzo da Prefetto, quando si riunirà di nuovo il tavolo interistituzionale. «Sappiamo che una seria pressione politica vale più di mille tavoli interistituzionali: dobbiamo far sentire finalmente il peso delle nostre scelte alla collettività. Il problema casa non può giocarsi su diversi tavoli», aggiunge ancora Visconti. «Dobbiamo preparare una mappatura - aggiunge Andrea Alzetta della Sa - dell'immobiliarismo a Roma, ci sono 270mila case sfitte che drogano il mercato. Nel Prg non c'è una sola casa popolare e chi ci rimette è solo il cittadino». E mentre Visconti spiega che Antoniozzi ha appena applicato l'aliquota massima dell'Ici per le case sfitte, il legale degli inquilini, Vincenzo Perticaroricorda come «siamo vicini al chiudere la trattativa, per questo è importante la sinergia tra le istituzioni». «Pur rispettando le regole del mercato, queste non possono assolutamente travalicare le regole morali. Non chiediamo a nessuno di fare beneficenza, ma non possiamo nemmeno permettere di giocare sulla pelle delle persone», dice Domenico Naccari, vicepresidente della commissione Casa. Sempre ieri mattina, davanti all'assessorato alla Casa, circa 500 persone hanno manifestato contro il pagamento degli oneri accessori e il conguaglio. Durante un incontro tra l'Asia Rdb, il direttore dell'ufficio Casa e Patrimonio dottoressa Zambrini e il responsabile della segreteria dell'assessore, si è deciso che verrà convocato un tavolo per discutere le modalità di applicazione degli aumenti dell'affitto e le ridefinizioni delle fasce di reddito in base alle nuove disposizioni della legge regionale che porta a 18mila euro il limite di accesso alle case popolari. «In base a questi criteri, dunque, non sarà possibile l'aumento dell'affitto per i settori mediobassi», spiega l'Asia Rdb. 25 febbraio 2009 - Metronews Case, falliscono 6 richieste su 10 A Roma il 62% della domanda di edilizia pubblica residenziale rimane insoddisfatto. Un dato elevato ma comunque inferiore a quello delle grandi città del Nord Italia. A questa "fame" di edilizia residenziale pubblica nella Capitale vanno aggiunti i problemi legati alla scarsità di posti letto destinati ad alcune categorie sociali più deboli come gli studenti (meno del 10% rispetto alla richiesta), gli anziani e gli stranieri e al costo eccessivo di quelli disponibili. Queste alcune delle cifre contenute nel primo aggiornamento dell"Osservatorio sul disagio e le politiche abitative in Italia" realizzato dalla Fillea Cgil- Casa. E proprio ieri a Roma centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione davanti allassessorato alla Casa per la difesa del ruolo delle case popolari e contro le misure che stanno colpendo le fasce sociali più deboli. Fra le priorità poste dal sindacato Asia Rdb: «La richiesta di blocco degli aumenti degli affitti, rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi vigenti in favore degli inquilini più poveri». 25 febbraio 2009 - La Città di Salerno Oggi incontro con Valiante Agropoli - Continua lo stato di agitazione dei dipendenti
del presidio ospedaliero dellospedale di Agropoli. Per venerdì il personale,
insieme a numerosi cittadini, ha organizzato davanti alla sede dellAsl3 di Vallo
della Lucania, un sit - in di protesta nellattesa di proclamare una o più giornate
di sciopero. Alla base della protesta sia la carenza di personale nellambito di
diversi ruoli professionali allinterno del presidio, che la fuoriuscita
dellospedale dalla rete di emergenza disposta dal nuovo piano sanitario regionale. 25 febbraio 2009 - Il Centro Sui contratti in scadenza incontro tra comitato, sindacati e manager.Stamattina vertice con Venturoni e Redigolo Precari Asl: non vogliamo perdere il posto DAmario non cede: per le assunzioni punteremo sui concorsi di Flavia Buccilli PESCARA - Prorogare i contratti di lavoro dei precari
Asl, in scadenza nei prossimi giorni. Lo chiedono Cgil, Cisl, Rdb-Cub, Comitato precari e
Cobas al manager della Asl, Claudio DAmario, che si è insediato lunedì ed è già
alle prese con il problema del personale. Ieri mattina un gruppo di lavoratori e i
rappresentanti sindacali ha incontrato DAmario, con i direttori amministrativo e
sanitario della Asl, per sollecitare una soluzione immediata prima che il contratto scada. Lettere Ormai le emergenze di questo paese vengono colmate con il
volontariato! Una volta quelli sanitari, unaltra volta quello dei vigili del fuoco,
ora quelli della polizia! 25 febbraio 2009 - Il Sannio Incendiata nella notte lauto di un dipendente dellAsia: è gialloBenevento - Unauto completamente distrutta dalle
fiamme, la facciata di un palazzo annerita dal fumo ed alcune tapparelle danneggiate dal
calore. È questo il bilancio dellincendio che, divampato la scorsa notte in via
Minghetti, ha distrutto la Fiat Idea di R.S., 46 anni, di Benevento, dipendente
dellAsia e sindacalista della Cub (Confederazione unitaria di base), che
laveva lasciata in sosta dinanzi alla sua abitazione. Lallarme è scattato
poco dopo la mezzanotte: sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno spento
il rogo, ed i carabinieri della Compagnia di Benevento. Anche se non sono state trovate
tracce di liquido infiammabile o contenitori, lipotesi più accreditata è che
lincendio sia di natura dolosa. Immediato lavvio delle indagini da parte dei
militari, che hanno ascoltato la vittima, alcuni colleghi altri saranno convocati
oggi ed il presidente dellAsia, Lucio Lonardo. Attenzione puntata su
possibili contrasti maturati in ambito lavorativo ed ovviamente sullattività
sindacale svolta dalloperatore ecologico. "Trasferimento del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura Si tutelino i cittadini" Benevento - Rdb scende in campo contro il trasferimento del
Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Benevento, ospitato al Rummo,
presso la struttura ospedaliera di SantAgata de Goti. 25 febbraio 2009 - Il Gazzettino ESTE La situazione economica
produttiva si va facendo sempre più grave. I lavoratori dellazienda multinazionale
nipponica stanno per esaurire le ore di cassa integrazione Este - Carnevale o Quaresima, poco cambia alla Komatsu.
Prosegue infatti la cassa integrazione ordinaria per parte della forza lavoro e i
sindacati segnalano come 400 dipendenti siano in questa posizione in modo continuativo fin
dai primi di dicembre. Per altri, come gli amministrativi, si cerca di proseguire con le
normali ore lavorative, mentre parte delle rimanenti maestranze viene utilizzata a
singhiozzo. Una situazione che non può durare a lungo, anche perché fra pochi mesi il
cumulo di ore a disposizione per la cassa integrazione supererà il tetto massimo e
quindi, anche se tale soluzione pare ancora abbastanza lontana, bisognerà passare ad
altre e più dolorose scelte. "La situazione economica produttiva nella Bassa si va
facendo giorno dopo giorno sempre più grave è lavvertimento di Stefano
Pieretti dellAdl Cobas - dopo la chiusura della Frarica ad Este, della crisi della
Nuova Magrini Galileo a Battaglia, oggi la crisi sta colpendo pesantemente i lavoratori
della Komatsu e tutto lindotto che gravitava attorno alla più grossa realtà
produttiva dellarea". "Il notevole disagio di chi, percependo oggi solo la
cassa integrazione, si trova a dover pagare il mutuo e tutte le altre spese che
normalmente servono per mandare avanti una famiglia continua Pieretti - sta
assumendo quindi prospettive temporali molto lunghe e poco chiare a cui bisogna poter dare
delle risposte". ASL E SINDACATI REPLICANO A RDBCUB Vicenza - Gli autonomi al tappeto. LRdbCub
abbandonato dai sindacati confederali e dal Nursind. E il direttore generale dellAsl
6, Antonio Alessandri, respinge con fermezza ogni osservazione del sindacato autonomo.
Alle accuse mosse ieri, attraverso il Gazzettino, dal responsabile della sanità
dellRdbCub, Federico Martelletto, allamministrazione del San Bortolo sui
prossimi interventi relativi allapertura del reparto dei dozzinanti, ai reparti di
Medicina (sostituzione del turno notturno di un infermiere con due operatori
sociosanitari), allampliamento del pronto soccorso e al processo in atto di
privatizzazione della sanità vicentina, il direttore generale Antonio Alessandri risponde
senza mezze parole: «Non accetto di prendere ordini da un operaio che fa delle ideologie
il proprio cavallo di battaglia. Le decisioni sono state assunte dai capidipartimento, dai
primari e dal direttore generale, che conoscono bene il lavoro nei reparti». 25 febbraio 2009 - Tuscia web Civitavecchia - Il vicesindaco
replica a Rdb Cub: "I lavoratori non rimarrano senza stipendio" Civitavecchia - Il vicesindaco Gino Vinaccia interviene sulla vicenda riguardante gli stipendi di Etruria Servizi, alla luce delle dichiarazioni del sindacato Rdb/Cub che paventava la possibilità di un non pagamento nel mese di febbraio. "Non cè alcun rischio per il pagamento degli stipendi ha rassicurato il vicesindaco -. Lamministrazione ha lavorato febbrilmente in questi giorni e grazie alla disponibilità della Cassa di Risparmio di Civitavecchia, si è avviato un percorso che porterà a breve a rafforzare il sodalizio tra lEnte e listituto bancario. Voglio quindi cogliere questa occasione prosegue Vinaccia - per ringraziare il presidente e il direttore della Cassa di Risparmio per la sensibilità dimostrata nei confronti del Comune e per averci consentito, in tempi record, di non far correre pericoli dinsolvenza alle nostre aziende. Mi dispiace, invece, per tutti quegli sciacalli che preferirebbero i lavoratori senza stipendio, pur di fomentare uninutile rivolta sindacale sulla loro pelle". 25 febbraio 2009 - Italia Sera In piazza per dire "no" ai rincari sugli affitti popolari Roma - Circa trecento persone si sono radunate ieri mattina in Lungotevere de Cenci, sotto lassessorato alla Casa del Comune di Roma, per dire "no allaumento degli affitti, sì alla difesa delle case popolari". "Come sindacato - ha spiegato Pasquale Nappo dellAsia Rdb - abbiamo preparato le diffide contro il Comune di Roma e la società Romeo sugli oneri accessori. Antoniozzi ci ha garantito il congelamento della questione, ma noi vogliamo che venga annullata definitivamente. Vogliamo inoltre sapere con precisione come sono stati calcolati questi costi e quando saranno invece esaminate le richieste di sanatoria". 25 febbraio 2009 - Il Messaggero Chieti. Battesimo di fuoco per
Claudio DAmario, nuovo manager della Asl... Chieti - Battesimo di fuoco per Claudio DAmario, nuovo manager della Asl. Ieri mattina ha incontrato una delegazione di precari, assieme ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Rdb i quali hanno richiesto una proroga dei contratti che scadono tra quattro giorni. «Il direttore generale ha parlato di concorsi - dice Massimo Petrini segretario provinciale della Cgil-Fp -. E unidea da prendere in considerazione però chiediamo al commissario per il rientro del debito, Gino Redigolo, un decreto urgente sulle stabilizzazioni, in modo che vengano compresi anche quelle persone in servizio fino a settembre 2008 che altrimenti sarebbero lasciate fuori». La Cisl, con Umberto Coccia, ha parlato di «vera e propria emergenza sociale con precari che sono al lavoro anche da dieci anni». DAmario, assistito dal direttore amministrativo Giovanni Bladelli e da quello sanitario aziendale Stefano Boccabella, durante lincontro ha dichiarato che «qualsiasi attività in regime di prorogatio deve essere autorizzata dal commissario Redigolo. Io devo fare programmazione a medio e lungo termine e non posso dare ai colleghi che dirigono reparti personale precario. Comunque ci incontreremo di nuovo giovedì». Stamani alle 9, DAmario incontrerà Redigolo e lassessore regionale alla sanità Venturoni ed i precari hanno già annunciato un sit-in davanti la sede di via Conte di Ruvo. «Lassessore Venturoni deve rivisitare il piano di rientro - dice Mario Frittelli di RdB-Cub -. Non si può sostenere che i precari siano stati un errore amministrativo ed il risultato di clientele decennali così come non si possono mettere delle famiglie in mezzo ad una strada». I sindacati, quindi, hanno ribadito la loro richiesta: una proroga di due, tre mesi che permetta di avviare la sospirata stabilizzazione, ma anche in questo caso bisogna essere chiari perchè concorsi e contratti si faranno «compatibilmente con il piano di rientro, ovvero quando ci sarà la dotazione finanziara» come ha già sottolineato più volte, anche nella bozza inviata al ministro Sacconi, il commissario Redigolo. Parla di «strumentalizzazione della vicenda dei precari», invece, la Fials. «Occorre un percorso chiaro con numeri certi - dice il segretario provinciale Gabriele Pasqualone - e questo può avvenire solo con lapprovazione della pianta organica che dirà con chiarezza di quante persone cè bisogno altrimenti si corre il rischio di gonfiare il personale di amministrativi invece che di infermieri, assistenti e barellieri di cui cè bisogno». 25 febbraio 2009 - Cronaca Qui Le RSU hanno indetto un'ora di
sciopero MILANO - Un incendio di media gravità è scoppiato ieri sera verso le 22.30 presso lo stabilimento della Marcegaglia Buildtech di Milano, in viale Sarca, 336. Il rogo ha investito un importante elemento della linea produttiva. Per la produzione dei pannelli prodotti allinterno della fabbrica viene utilizzato gas pentano, un liquido altamente infiammabile ed esplosivo. La Confederazione Unitaria di Base (CUB) si è detta particolarmente preoccupata per l'incidente: "A prescindere dalla gravità dellaccaduto, e oltre a non sono essere stati avvisati né le Rsu né le Rls (rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, ndr), - spiegano in una nota - i lavoratori allinizio del turno di stamane hanno notato che un gabbiotto era stato parzialmente riverniciato, e parti del macchinario erano state sostituite mentre altre erano in procinto di esserlo. Resesi conto di quanto era realmente accaduto, le RSU della FLMUniti-CUB e della Fiom hanno immediatamente convocato unassemblea e indetto unora di sciopero. Successivamente, grazie anche allintervento dei lavoratori, il macchinario in questione è stato definitivamente isolato, onde evitare la possibilità che ricominciasse a lavorare a unaltra produzione. Su segnalazione delle stesse Rsu, è stata chiamata la ASL per verificare le condizioni di sicurezza dellimpianto, e leventuale possibilità che ricominci il funzionamento secondo gli standard previsti dalla legge. Successivamente hanno compiuto un sopralluogo anche i tecnici dellARPA, per valutare lidoneità del luogo dopo questo incidente". 24 febbraio 2009 - Omniroma CASA, CENTINAIA INQUILINI SOTTO ASSESSORATO A MANIFESTAZIONE «ASIA»(OMNIROMA) Roma, 24 feb - Circa trecento persone si sono radunate questa mattina in Lungotevere dè Cenci, sotto l'assessorato alla Casa del Comune di Roma, per dire «no all'aumento degli affitti, sì alla difesa delle case popolari». «Come sindacato - ha spiegato Pasquale Nappo dell'Asia Rdb - abbiamo preparato le diffide contro il Comune di Roma e la società Romeo sugli oneri accessori. Antoniozzi ci ha garantito il congelamento della questione, ma noi vogliamo che venga annullata definitivamente. Vogliamo inoltre sapere con precisione come sono stati calcolati questi costi e quando saranno invece esaminate le richieste di sanatoria. Infine chiediamo i sevizi: al Quarticciolo, Torre Maura, Tor Sapienza, solo per citare alcune zone, c'è il degrado più totale». Tra bandiere e striscioni spiccano i cartelli recanti le scritte «Per il Comune di Roma gli inquilini delle case popolari non esistono» e «Nettuno: case lasciate nel degrado e nell'abbandono, senza acqua e senza servizi - Il Comune di Roma è il vero moroso!». «A Nettuno c'è una situazione invivibile - ha sottolineato Mariella, un'inquilina - siamo circa 36 famiglie in 2 palazzine senza luce, ascensore e fognature. Inoltre Acqua Latina ci ha tagliato l'acqua dal 2 febbraio. Ho inviato proprio ieri un documento che denuncia la nostra situazione anche a 'Striscia la Notizia. Noi non è che non vogliamo pagare, ma vogliamo dei servizi che funzionino davverò». Una delegazione, composta da delegati sindacali e da rappresentanti di diversi quartieri, è in attesa di essere ricevuta dall'assessore al Patrimonio e alla casa, Alfredo Antoniozzi. EMERGENZA CASA, ASIA: «ANTONIOZZI NON HA PARTECIPATO A INCONTRO» (OMNIROMA) Roma, 24 feb - «Circa 500 persone provenienti da più di 20 quartieri di Roma e dalla provincia hanno manifestato questa mattina davanti all'assessorato alla Casa in Lungotevere dè Cenci, portando in piazza la contrarietà degli inquilini delle case popolari verso i provvedimenti adottati di recente dall'amministrazione comunale. In coerenza con le dichiarazioni rilasciate qualche tempo addietro sull'interesse e l'attenzione verso il ceto medio più che per quello medio-basso, l'assessore Antoniozzi non ha partecipato all'incontro che si è svolto tra AS.I.A. RdB, una delegazione di inquilini, il direttore dell'ufficio Casa e Patrimonio - la dottoressa Zambrini- e il responsabile della segreteria dell'assessore». Lo comunica, in una nota, Asia Rdb-Cub. «Nel corso dell'incontro, i rappresentanti dell'assessorato alla Casa hanno riferito che, a seguito delle diffide sottoscritte dagli inquilini nei confronti della Romeo Gestioni, dopo la sospensione il Comune di Roma ha preso un impegno per il blocco delle ingiunzioni di riscossione degli oneri accessori messi a conguaglio per gli anni 2000-2007. Dopo aver rilevato l'errore nel calcolo, gli uffici stanno effettuando delle verifiche, e convocheranno l'AS.I.A. prima di prendere ulteriori iniziative - prosegue la nota - Altro argomento discusso, gli aumenti degli affitti anche questi bloccati in seguito al montare della protesta. Al momento i bollettini non stanno arrivando agli inquilini e gli eventuali aumenti saranno sottoposti a un tavolo per discutere le modalità di applicazione e le ridefinizioni delle fasce di reddito in base alle nuove disposizioni della legge regionale che porta a 18mila euro il limite di accesso alle case popolari. In base a questi criteri, dunque, non sarà possibile l'aumento dell'affitto per i settori medio-bassi. Si è discusso, infine, dell'apertura di un tavolo permanente con gli inquilini per lo stato di manutenzione delle case e verranno presto concordati dei sopralluoghi con chi vive nei caseggiati, a seguito della denuncia di stato di abbandono in cui versano. L'AS.I.A. RdB ritiene l'iniziativa di oggi importante per respingere l'attacco alle case popolari. Manteniamo la mobilitazione in difesa del patrimonio pubblico, per affitti equi, per il pagamento di servizi effettivamente erogati e per lo sviluppo della gestione delle case popolari». CASA, CAPRARI (PD): «ASIA RDB ADERISCA A PRESIDIO 26 FEBBRAIO» (OMNIROMA) Roma, 24 feb - «Condividiamo le proteste di oggi dell'Asia-RdB per la difesa del ruolo delle case popolari e dei diritti degli inquilini. L'unità con associazioni, cittadini, sindacati è elemento essenziale per ribadire la priorità di politiche abitative di tutela delle fasce più deboli, le prime a pagare il prezzo della crisi economica. Per questo, ci auguriamo che anche Asia Rdb partecipi al grande presidio, organizzato per giovedì 26 febbraio alle ore 16 a Piazza SS Apostoli, per discutere insieme di emergenza casa e proporre un piano d'azione unitario contro la burocrazia flemmatica e indifferente del Campidoglio che, sordo all'urgenza, in questi mesi, al di là di uno scontato, strumentale scarico di responsabilità, ha mostrato tutta la sua inefficienza». Lo dichiara in una nota Massimo Caprari, consigliere provinciale Pd. 24 febbraio 2009 - Adnkronos ROMA: ASIA RDB, OLTRE 500 MANIFESTANO IN DIFESA DELLE CASE POPOLARI Roma, 24 feb. (Adnkronos) - «Oltre 500 persone stanno partecipando a Roma alla manifestazione davanti all'Assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative del Comune di Roma, per la difesa del ruolo delle case popolari e contro le misure che stanno colpendo le fasce sociali più deboli. Agli inquilini romani si sono unite delegazioni provenienti dai centri limitrofi, in cui il comune di Roma dispone di alloggi Erp». Lo comunica Asia-RdB, ricordando in una nota di chiedere «da tempo un incontro con l'Assessorato sui problemi legati all'edilizia popolare». «Fra le priorità poste dall'Asia, ricordiamo il ritiro completo del provvedimento con cui l'assessore Antoniozzi ha dato mandato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007; la richiesta di blocco degli aumenti degli affitti, rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi vigenti in favore degli inquilini più poveri», conclude il sindacato. ROMA: CAPRARI (PD), ASIA RDB SI UNISCA AL PRESIDIO 26 FEBBRAIO Roma, 24 feb. (Adnkronos) - «Condividiamo le proteste di oggi dell'Asia-RdB per la difesa del ruolo delle case popolari e dei diritti degli inquilini. L'unità con associazioni, cittadini, sindacati è elemento essenziale per ribadire la priorità di politiche abitative di tutela delle fasce più deboli, le prime a pagare il prezzo della crisi economica. Per questo, ci auguriamo che anche Asia Rdb partecipi al grande presidio, organizzato per giovedì 26 febbraio alle ore 16 a Piazza SS Apostoli, per discutere insieme di emergenza casa e proporre un piano d'azione unitario contro la burocrazia flemmatica e indifferente del Campidoglio che, sordo all'urgenza, in questi mesi, al di là di uno scontato, strumentale scarico di responsabilità, ha mostrato tutta la sua inefficienza». Lo afferma in una nota il consigliere del Pd alla Provincia di Roma, Massimo Caprari. 24 febbraio 2009 - Ansa SANITÀ: ASL PESCARA, PRECARI INCONTRANO NUOVO MANAGER (ANSA) - PESCARA, 24 FEB - Un gruppo di precari della Asl di Pescara, con i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Rdb, ha incontrato oggi, presso la direzione generale dell'Azienda, il nuovo manager, Claudio D'Amario per chiedere che si avvi il percorso di stabilizzazione e una proroga dei contratti in scadenza. Per quarantasette lavoratori Edp, 30 infermieri e alcuni tecnici di laboratorio e radiologia i contratti scadranno il 28 febbraio. Il manager ha spiegato loro che con una proroga di qualche giorno non si risolverà il problema e che, comunque, qualsiasi attività «in regime di prorogatio» deve essere autorizzata dal commissario ad acta. Per D'Amario, si legge in una nota, il compito del direttore generale è quello di fare una programmazione aziendale a medio e lungo termine per inserire «elementi di grande stabilità». Il manager ha quindi annunciato che il suo primo atto sarà quello di dare all'Azienda una pianta organica definitiva, «di controllare i posti che sono già occupati e quelli da occupare». Tutto ciò, ha assicurato, «sarà fatto in pochissimi giorni», dopodichè si procederà ad elaborare un piano strategico e un piano industriale «per dare migliori servizi possibili». D'Amario ha sottolineato che, sulla base dei due piani, sarà anche rimodulato l'atto aziendale. Per il manager, la via da percorrere per il reclutamento del personale resta, comunque, quella dei concorsi e dell'avviso pubblico. I sindacati, da parte loro, al termine dell'incontro con la direzione della Asl, hanno deciso che si recheranno, domani mattina, presso la sede dell'assessorato alla Sanita,' per chiedere un incontro con l'assessore Lanfranco Venturoni e il commissario Gino Redigolo. «Abbiamo tempi strettissimi - ha sottolineato Umberto Coccia della Cisl - fra quattro giorni scadono i contratti». CASA:PD,SERVE PIANO ALLOGGI;
ANTONIOZZI,COLPE A SINISTRA (ANSA) - ROMA, 24 FEB - Mobilitazione di nuove risorse, attivazione degli strumenti urbanistici vigenti senza varianti che allungano i tempi, accorta politica ambientale che non intacchi l'Agro romano perchè con il nuovo Piano regolatore vigente «si può lanciare subito un piano di 10 mila alloggi pronti entro tre anni». Queste alcune delle proposte avanzate oggi dal Pd del Lazio per sciogliere il nodo dell'emergenza abitativa. Per il Pd la chiave di volta per risolvere un problema che riguarda tante famiglie non abbienti è realizzare al più presto abitazioni a basso costo e possibilità di affittare. «È passato un anno - tuona il segretario del Pd Lazio Roberto Morassut - e il nuovo piano regolatore non è ancora stato stampato o pubblicato. Se fosse stampato gli amministratori vi troverebbero quello che dicono di non trovare, come ad esempio il piano per realizzare 10 mila alloggi». Gli fa eco l'assessore regionale alla casa Mario Di Carlo: «Se il Campidoglio attuasse il piano di alienazioni per 13 mila alloggi comunali di Roma, licenziato dalla Regione Lazio si libererebbero risorse da investire sul piano casa. Circa 60 mila euro per ogni appartamento». Dura la replica dell'assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative del Comune di Roma, Alfredo Antoniozzi: «Non si può denunciare il problema dell'emergenza abitativa essendone stati la causa». Per l'assessore capitolino la politica edilizia a Roma negli ultimi 15 anni «è stata caratterizzata solo dalla costruzione di case per pochi, a prezzi insostenibili, che hanno tagliato fuori dal mercato il ceto medio e le fasce meno abbienti». Proprio per chiedere la costruzione di nuove case popolari per le famiglie a basso reddito il Coordinamento inquilini Case popolari e dall'Associazione di Città di Roma scenderà in piazza il 26 febbraio prossimo. Per gli stessi motivi oggi circa 500 persone hanno partecipato alla manifestazione indetta dall'Asia Rdb davanti all'Assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative. L'assessore Antoniozzi ha incontrato i sindacati e gli inquilini in merito al conguaglio degli oneri accessori ed aumento del 20% del canone di affitto. Nel corso dell'incontro è stata confermata la sospensione dei provvedimenti stabiliti per legge, spiega una nota, che «Antoniozzi aveva provveduto a bloccare prima della richiesta degli interessati». 24 febbraio 2009 - Apcom Fiat/Venerdì sciopero 4 ore
e corteo metalmeccanici a Pomigliano Napoli, 24 feb. (Apcom) - Tute blu, scuole, parrocchie, sindacati e commercianti parteciperanno, il prossimo venerdì 27, alla manifestazione promossa dal Comune di Pomigliano d'Arco a sostegno dei lavoratori dello stabilimento Fiat Auto della città alle porte di Napoli. Lo sciopero generale sarà di 4 ore: dalle 9.00 alle 13.00 per tutte le aziende metalmeccaniche del territorio e vedrà la partecipazione del vescovo di Nola, di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e delle Rsu dello stabilimento napoletano del Gruppo e di numerose delegazioni sindacali di tutta la provincia di Napoli. Il corteo partirà alle ore 9.30 dal piazzale contiguo alla Circumvesuviana per raggiungere poi piazza Primavera. "Lo stabilimento Fiat Auto di Pomigliano si presenta come il più colpito dalla crisi tra tutti quelli del Gruppo: dal mese di settembre ad oggi - si legge in una nota congiunta dei sindacati - sono già 19 le settimane di cassa integrazione effettuate e altre ancora ne verranno nel corso dei prossimi mesi. Si tratta di 5mila lavoratori a cui vanno aggiunti i circa 10mila dell'indotto che stanno subendo la situazione in modo insostenibile e a cui, ad oggi, viene negato anche di conoscere quale prospettiva industriale si determinerà per Pomigliano. A fronte di ciò - prosegue il documento - occorre continuare nella mobilitazione dei lavoratori e allargarla, sulla base delle rivendicazioni che unitariamente abbiamo avanzato, dal sostegno al reddito fino a quello necessario per il rilancio delle produzioni industriali, dell'insieme del sistema produttivo di Pomigliano". "Occorre il massimo coinvolgimento di tutte le forze sociali, politiche e istituzionali della città - ha aggiunto il responsabile Ugl dei metalmeccanici, Vincenzo Lubrano - perché è forte la preoccupazione che dietro l'assenza di un piano industriale si nasconda, in realtà, la volontà di ridimensionare se non addirittura chiudere la produzione". Intanto al Comitato di solidarietà con i lavoratori della Fiat e dell'indotto, nato in queste settimane, hanno aderito Rsu e operai Fiat Auto e indotto, Rsu Fiom Alenia Aeronautica, Cub, Cub-Rdb, Confederazione Cobas, militanti e simpatizzanti del partito della Rifondazione Comunista, della Sinistra Democratica e partito dei Comunisti Italiani, consiglieri comunali, cittadini cattolici ed associazioni della sinistra, Gruppi di base e personaggi della cultura pomiglianese e napoletana. 24 febbraio 2009 - Dire CASA. ASIA: OLTRE 500 MANIFESTANO IN DIFESA ALLOGGI POPOLARI (DIRE) Roma, 24 feb. - "Oltre 500 persone stanno partecipando alla manifestazione indetta dall'Asia-Rdb davanti all'assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative, per la difesa del ruolo delle case popolari e contro le misure che stanno colpendo le fasce sociali piu' deboli. Agli inquilini romani si sono unite delegazioni provenienti dai centri limitrofi, in cui il comune di Roma dispone di alloggi Erp". Lo comunica una nota del sindacato di base. "L'Asia-Rdb- si legge- chiede da tempo un incontro con l'Assessorato sui problemi legati all'edilizia popolare. Fra le priorita' poste dall'Asia, ricordiamo il ritiro completo del provvedimento con cui l'assessore Antoniozzi ha dato mandato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007; la richiesta di blocco degli aumenti degli affitti, rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi vigenti in favore degli inquilini piu' poveri". CASA. ASIA: AD ANTONIOZZI NON INTERESSANO NOSTRI PROBLEMI (DIRE) Roma, 24 feb. - Circa 500 persone provenienti da piu' di 20 quartieri di Roma e dalla provincia hanno manifestato questa mattina davanti all'assessorato alla Casa in Lungotevere de' Cenci, portando in piazza la contrarieta' degli inquilini delle case popolari verso i provvedimenti adottati di recente dall'amministrazione comunale. "In coerenza con le dichiarazioni rilasciate qualche tempo addietro sull'interesse e l'attenzione verso il ceto medio piu' che per quello medio-basso- si legge in una nota dell'Asia- l'assessore Antoniozzi non ha partecipato all'incontro che si e' svolto tra Asia-Rdb, una delegazione di inquilini, il direttore dell'ufficio Casa e Patrimonio, la dottoressa Zambrini, e il responsabile della segreteria dell'assessore". "Nel corso dell'incontro- dice il sindacato- i rappresentanti dell'assessorato alla Casa hanno riferito che, a seguito delle diffide sottoscritte dagli inquilini nei confronti della Romeo Gestioni, dopo la sospensione il Comune di Roma ha preso un impegno per il blocco delle ingiunzioni di riscossione degli oneri accessori messi a conguaglio per gli anni 2000-2007. Dopo aver rilevato l'errore nel calcolo, gli uffici stanno effettuando delle verifiche, e convocheranno l'Asia prima di prendere ulteriori iniziative". "Altro argomento discusso- fa sapere l'Asia- gli aumenti degli affitti anche questi bloccati in seguito al montare della protesta. Al momento i bollettini non stanno arrivando agli inquilini e gli eventuali aumenti saranno sottoposti a un tavolo per discutere le modalita' di applicazione e le ridefinizioni delle fasce di reddito in base alle nuove disposizioni della legge regionale che porta a 18 mila euro il limite di accesso alle case popolari. In base a questi criteri, dunque, non sara' possibile l'aumento dell'affitto per i settori medio-bassi. "Si e' discusso, infine- recita ancora la nota- dell'apertura di un tavolo permanente con gli inquilini per lo stato di manutenzione delle case e verranno presto concordati dei sopralluoghi con chi vive nei caseggiati, a seguito della denuncia di stato di abbandono in cui versano. L'Asia-Rdb ritiene l'iniziativa di oggi importante per respingere l'attacco alle case popolari. Manteniamo la mobilitazione in difesa del patrimonio pubblico, per affitti equi, per il pagamento di servizi effettivamente erogati e per lo sviluppo della gestione delle case popolari". 24 febbraio 2009 - Il Quaderno Rione Libertà, in fiamme lauto di un operatore ecologico sindacalista Benevento - Questa notte, intorno alla mezzanotte, il
personale della Questura di Benevento, unitamente ai carabinieri, è intervenuto in Via
Minghetti, al Rione Libertà, per segnalazione di unautovettura in fiamme. Auto in fiamme, Altrabenevento esprime solidarietà al dipendente dellAsia Benevento - Lassociazione "Altrabenevento", tramite il presidente Gabriele Corona, esprime solidarietà alloperatore ecologico dellAsia nonché sindacalista della Confederazione Unitaria di Base che questa notte ha visto andare in fiamme la sua autovettura al Rione Libertà. Corona ricorda che il dipendente "è da tempo impegnato a denunciare, a viso aperto, la gestione clientelare dellAzienda Speciale di Igiene Ambientale dove, purtroppo, gli abusi e i favori sono diventati la regola e dove i pochi sindacalisti che ancora difendono gli interessi collettivi, sono isolati, minacciati e intimiditi". In fiamme lauto di un sindacalista, Medici: la magistratura faccia piena luce Benevento - Antonio Medici, ex assessore al Comune di Benevento, esprime solidarietà al dipendente Asia e sindacalista che questa notte ha visto andare in fiamme la propria autovettura. Medici, inoltre, auspica che la magistratura e gli altri organi preposti riescano a far piena luce sullaccaduto. "In questa città oramai si legge in una nota - le bombe e gli atti incendiari si susseguono con preoccupante frequenza, colpendo in qualche modo chi si oppone alle ingiustizie, allillegalità, agli abusi, ai favoritismi. Occorre una diffusa e partecipata presa di coscienza sul tema della legalità, affinché non sia lasciato solo chi quotidianamente, in prima persona e con fermezza lotta per affermare la supremazia dei diritti, che in questa città è in sempre più messa in discussione". Serafini: La favoletta della città tranquilla cade sotto i colpi della criminalità Benevento - Gianluca Serafini del Movimento per la Sinistra esprime solidarietà al dipendente dellAsia e sindacalista che questa notte ha visto andare in fiamme la sua autovettura. "Purtroppo si legge in una nota - la favoletta della città tranquilla, ogni giorno, cade sotto i colpi della criminalità organizzata che, come la storia insegna, sa dove colpire, sa quali sono i suoi più acerrimi nemici. Due anni fa una bomba scoppiò sotto casa di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, oggi un altro atto violento colpisce una voce libera e coraggiosa. A lui ricordiamo che quella contro la gestione clientelare dellASIA di Benevento è anche la nostra battaglia, una battaglia di civiltà, una battaglia in difesa della città e dei cittadini". 24 febbraio 2009 - Il Domani di Calabria CATANZARO. Il sindacato di base ha
manifestato presso la direzione regionale per motivi che riguarderebbero la mobilità CATANZARO Alcuni militanti del sindacato Rdb-Cub hanno deciso di occupare per protesta a Catanzaro la sede della direzione regionale dei vigili del fuoco. L'iniziativa è legata ad alcune rivendicazioni in relazione a questioni di mobilità del personale. In una nota il sindacato Rdb-Cub parla di una «direzione regionale al servizio del clientelismo», aggiungendo che «la mobilità del personale è incentrata sul nepotismo. Contro tutti i clientelismi e l'immobilità di questa direzione regionale i vigili del fuoco hanno deciso di ribellarsi». Secondo quanto riferisce l'Rdb-Cub, all'iniziativa di protesta partecipano alcuni esponenti politici locali. 24 febbraio 2009 - TV7 Corona: coraggioso operatore
ecologico Benevento - Questa notte la mano di un vigliacco ha dato fuoco allauto di Renato Siciliano, lavoratore dellASIA, sindacalista della C.U.B. (Confederazione Unitaria di Base) ed attivo collaboratore di Altrabenevento- associazione per la città sostenibile contro il malaffare. Renato, scrive Gabriele Corona di Altrabenevento, è da tempo impegnato a denunciare, a viso aperto, la gestione clientelare dellASIA dove, purtroppo, gli abusi e i favori sono diventati la regola e dove i pochi sindacalisti che ancora difendono gli interessi collettivi, sono isolati, minacciati ed intimiditi. Altrabenevento, prosegue Corona, esprime solidarietà a Siciliano ed ai lavoratori della C.U.B., assicurando il proprio concreto sostegno alle loro coraggiose iniziative per la dignità del proprio lavoro. 24 febbraio 2009 - Primadanoi Per i precari della Asl di Pescara tenue speranza dal nuovo managerPESCARA - Un gruppo di precari della Asl di Pescara ha incontrato oggi il nuovo manager, Claudio D'Amario, per chiedere la stabilizzazione dei lavoratori con contratto in scadenza. Con loro c'erano i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Rdb mentre con il direttore generale della Asl c'erano i direttori sanitario e amministrativo. I rappresentanti dei lavoratori hanno sollecitato una proroga dei contratti, in attesa che si dia il via al processo di stabilizzazione promosso dal commissario alla Sanita', Redigolo, per tutte le Asl. E per gli addetti che non rientreranno in questo procedimento i sindacati sollecitano l'individuazione di altre formule per assicurare stabilita' occupazionale. Domani queste richieste saranno portate anche all'attenzione della Regione, attraverso un incontro che sara' chiesto sia all'assessore Venturoni che al commissario Redigolo. Il manager, dal canto suo, ha spiegato di potersi muovere solo in accordo con i riferimenti normativi e l'unico metodo di reclutamento possibile e' quello dei concorsi e dell'avviso pubblico. D'Amario ha chiarito di non avere la possibilita' di effettuare le proroghe, essendo necessario l'ok del commissario che ha bloccato tutte le proroghe, e di dover seguire i percorsi per la stabilizzazione. Per il nuovo manager, che si e' insediato ieri, non ci si puo' basare sulla precarieta'. Il direttore generale ha quindi annunciato che lavorera' sulla pianta organica, per capire quali sono i posti occupati e quali i posti da occupare, per poi realizzare un piano strategico e industriale e rimodulare l'atto aziendale. Il manager ha quindi annunciato che il suo primo atto sarà quello di dare all'Azienda una pianta organica definitiva,«di controllare i posti che sono già occupati e quelli da occupare». Tutto ciò, ha assicurato, «sarà fatto in pochissimi giorni», dopodiché si procederà ad elaborare un piano strategico e un piano industriale «per dare migliori servizi possibili». D'Amario ha sottolineato che, sulla base dei due piani, sarà anche rimodulato l'atto aziendale. Per il manager, la via da percorrere per il reclutamento del personale resta, comunque, quella dei concorsi e dell'avviso pubblico. I sindacati, da parte loro, al termine dell'incontro con la direzione della Asl, hanno deciso che si recheranno, domani mattina, presso la sede dell'assessorato alla Sanita,' per chiedere un incontro con l'assessore Lanfranco Venturoni e il commissario Gino Redigolo. «Abbiamo tempi strettissimi» ha sottolineato Umberto Coccia della Cisl «fra quattro giorni scadono i contratti». 24 febbraio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 7
- Anno VI In questo numero: * Primi effetti del "Libro bianco" al Cnr, retrocesso un dirigente di ricerca* Anche se in ritardo i nodi sono al pettine * Contratto della ricerca, firma prevista per oggi * Il Tribunale di Genova dà ragione a Luzzatto * "L'immigrato non è cittadino di serie B" * I dati Istat ridanno la "vista" a Barbagli * Lannutti interroga il governo: "Quali giornali sono ribassati"? * "Matricole" e "travaso" sono termini tecnici 24 febbraio 2009 - Romagna Oggi Bologna: blitz dei precari durante la seduta del Consiglio BOLOGNA - Un gruppo di una ventina di precari del Comune di Bologna, al grido di "i precari del Comune siamo noi", ha fatto irruzione lunedì pomeriggio in Consiglio e il presidente dell'assemblea di Palazzo D'Accursio è stato costretto ad interrompere la seduta. "Idonee da più di 10 anni", recita uno striscione dei manifestanti, firmato dalle Rdb. I lavoratori, per lo più docenti delle scuole materne, avevano in mano inoltre i volantini della campagna elettorale del Pd sul tema del precariato in capeggia lo slogan "Il lavoro nobilita, il precariato no". La seduta è ripresa dopo una decina di minuti. Durante la protesta, i precari hanno spiegato di aver seguito l'assessore Milli Virgilio in ogni tappa della campagna elettorale e all'incontro al Quartiere Saragozza. Ma alle domande non hanno ottenuto risposte. Durante il blitz sia l'assessore Virgilio che il sindaco Sergio Cofferati hanno lasciato l'aula. 24 febbraio 2009 - Il Manifesto AGENDA DIRITTO ALLA CASA. L'A.s.i.a. Rdb ha indetto una manifestazione davanti all'assessorato alla Casa del Comune di Roma in difesa del ruolo delle case popolari e contro le misure che stanno colpendo le fasce sociali più deboli. - Lungotevere De Cenci, 5, ore 10.00 24 febbraio 2009 - Il Gazzettino Rdbcub lancia lallarme sulle
conseguenze striscianti di unesternalizzazione dei servizi al San Bortolo favorita
anche dalle lotte intestine tra organizzazioni sindacali Vicenza - La sanità vicentina si fa privata, e così -
per effetto dellesternalizzazione dei servizi - vanno in esubero gli infermieri col
rischio di rimanere senza lavoro perché difficilmente collocabili in altre mansioni. Ma
per contro i tre reparti di Medicina, per sopperire alle carenze infermieristiche dovute
anche al blocco del turn over, ipotizzano di impiegare per la copertura dei turni notturni
due operatori sociosanitari in luogo dellinfermiere attualmente in servizio. In
tutto questo bailamme il ruolo dei sindacati si fa sempre più confuso e
limpressione che ai tavoli di trattativa si arrivi con accordi prestabiliti è
sempre più alta. Il quadro tracciato da Federico Martelletto, referente dellRdbCub
per la sanità nel Vicentino è decisamente preoccupante. Cè molta confusione, ma
soprattutto tensioni sindacali a suon di tessere che dimostrano come le organizzazioni di
categoria badino più ai numeri che agli iscritti che questi effettivamente rappresentano.
«Le altre sigle sindacali spiega Federico Martelletto ci hanno abbandonati.
Hanno smesso di lottare, in particolare dopo che il direttore generale Antonio Alessandri
ha deciso di sospendere gli incontri con le rappresentanze dei lavoratori. Si tratta di un
atteggiamento assurdo, che fa a pugni con lo stesso spirito del sindacato: non uno spirito
di lotta fine a se stessa, ma di tutela pacifica e leale dei diritti dei lavoratori». Una
sconfitta dei sindacati, dunque, che apre il campo allamministrazione del San
Bortolo per agire finché i tutori dei diritti dei lavoratori si confrontano su chi ha
più tesserati. Una lotta intestina, logorante e che ha da tempo dimostrato di non
avvantaggiare alcuna delle categorie interessate. Le battaglie, in silenzio, continuano.
«Nessuno sente più parlare dei dozzinanti prosegue Federico Martelletto ma
lRdbCub non intende gettare la spugna per portare a casa altre vittorie su diversi
fronti. Non possiamo tollerare che lospedale della città, come lha sempre
definito il direttore generale Antonio Alessandri, diventi lospedale dei ricchi, di
coloro che possono permettersi di sborsare circa 350 euro al giorno per un trattamento
alberghiero di prima categoria, con cinque infermieri e cinque operatori sociosanitari.
Sul fatto che le risorse prodotte dal reparto dei dozzinanti siano sufficienti a coprire
le spese ed il di più possa essere impiegato per lintero comparto i dubbi sono
alti. Sta di fatto, però, che oggi le carenze ci sono ed il continuo impiego degli
operatori sociosanitari con mansioni parificate a quelle delle infermieri provoca un
progressivo scadimento della qualità dei servizi, lattribuzione di responsabilità
non spettanti e, soprattutto, un maggior rischio per i pazienti». 24 febbraio 2009 - Il Sannio Corsi per operatori socio sanitari Il Tar accoglie il ricorso dei cittadini Benevento - Il tribunale regionale assegna una stoccata a
favore di Rdb Cub in merito alla vicenda dei corsi di operatore socio sanitario. La
mancata applicazione della Legge Regionale 21 del 2006, che prevede lavvio di corsi
di operatore socio sanitario (OSS) pubblici e gratuiti in Campania, è stata, infatti,
oggetto di grande mobilitazione da parte della RdB Cub che ha rivendicato le proprie
ragioni anche in sede legale. Ora però il Tar Campania, accogliendo il ricorso della RdB
Cub, ha ordinato alla Regione lapplicazione della Legge Regionale.
Laccoglimento, da parte del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, del
ricorso presentato da alcuni cittadini attraverso la RdB - Cub ha ridato loro la speranza
e la possibilità di usufruire di una formazione al lavoro pubblica e gratuita. 24 febbraio 2009 - L'Unità Dramma-affitto: arriva
lufficiale per lo sfratto anziana si dà fuoco Decidere di arrendersi. A 64 anni. Perché una vita di
stenti, in solitudine, senza un marito e senza figli, passata a vendere stracci nei
mercatini di strada, è già dura abbastanza. Ma con uno sfratto sulle spalle può
diventare insostenibile. È successo ieri mattina, a una donna di Olevano Romano, piccolo
paesino della provincia ai confini con il frusinate. Ha tentato il suicidio, dandosi fuoco
davanti agli occhi dell'ufficiale giudiziario che, per la seconda volta, si era presentato
davanti alla porta del villino di circa 80 mq in cui la donna abitava. Ingiunzione di
sfratto per morosità: la signora non pagava l'affitto da qualche mese e il suo padrone di
casa aveva deciso di intervenire. Lo sfratto era già stato rinviato una volta, ma ieri si
è reso inevitabile. Così l'ufficiale giudiziario, a metà mattinata, si è presentato
per renderlo esecutivo. La donna ha subito minacciato un gesto sconsiderato. Ed è stato
un attimo: è entrata dentro casa, ha imbevuto alcuni stracci di alcool e si è data
fuoco. 24 febbraio 2009 - La Sicilia «Vogliamo costruire un futuro nella
legalità» Palermo - Chiedono un lavoro e un
futuro migliore per i propri figli. La possibilità di potersi affittare una casa e
andarsene dai container di via Messina Montagne, dove per adesso la maggior parte di loro
è alloggiata. 24 febbraio 2009 - Il Giorno Crisi, la Fiat blocca tutti i
nuovi progetti ARESE - CASSINTEGRAZIONE per 441 dipendenti su 750 dal 2 al 15 marzo all'Alfa Romeo di Arese e nessun chirimento sul futuro dello stabilimento. Quello che le organizzazioni sindacali temevano è accaduto: all'incontro che si è svolto in Assolombarda, ancora una volta la Fiat ha annunciato il blocco dell'attività nella progettazione, sperimentazione, parte commerciale e centro stile, mentre ha fatto melina sui progetti per l'area aresina. LA «MENTE PENSANTE» del Gruppo si fermerà ancora una volta, dopo le settimane di cassa già fatte a dicembre e febbraio. Fiat e Powertrain hanno spiegato che all'origine di questa decisione ci sono la crisi del mercato e la caduta delle vendite del 40%: da qui la necessità della contrazione delle ore lavorate in tutti i settori di produzione e degli enti centrali per ridurre i costi. Un film già visto che ricorda molto quello di una decina d'anni fa, quando la Fiat fermava le catene di produzione in carrozzeria e meccanica, lasciava a casa migliaia di operai in cassintegrazione e dopo mesi annunciava chiusure e licenziamenti. «Noi siamo stanchi di parlare solo di cassintegrazione, vogliamo una disccussione vera sulla Fiat e in particolare su Arese - spiega Carlo Pariani della FlmUniti Cub -. La cassintegrazione negli enti centrali e nei settori tecnici è dovuta al blocco di tutti i progetti nuovi, cosa mai accaduta che pone pesanti interrogativi sul futuro. La situazione critica di Arese risente delle scelte scellerate fatte prima dell'attuale crisi delle vendite». PER QUANTO riguarda il progetto del «motor village» che dovrebber sorgere al Centro direzionale, l'azienda ha detto che non ci sono novità. Come è noto Fiat intende celebrare i cent'anni della prestigiosa marca automobilistica Alfa Romeo con una serie di manifestazioni. Tra queste iniziative è previsto il rilancio del museo storico con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, la realizzazione dell'Alfa Romeo Village, cioè un albergo tematico con officine dedicate alla manutenzione delle auto storiche. Arese dunque potrebbe tornare essere il "cuore" dell'Alfa Romeo, ma la Fiat dovrà fare i conti anche con i lavoratori che oggi progettano e sperimentano motori e vetture Alfa. 24 febbraio 2009 - Manfredonia.net 'A Manfredonia gli unici colpevoli
sono i crostacei' Qui di seguito riportiamo un interessante articolo
pubblicato sul settimanale "VITA, non profit magazine" nel suo inserto mensile
sull'ambiente, l'energia e le risorse, Ecomondo del numero 7 di febbraio 2009. 24 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo Alzano. Il futuro della Cartiere Pigna...di Laura Arnoldi Alzano - Il futuro della Cartiere Pigna è stato al
centro sabato di un incontro pubblico ad Alzano Lombardo promosso dal gruppo consiliare
«Il Progetto». Marcello Bertazzoni del Slc-Cgil ha illustrato la trattativa per i 133
lavoratori della divisione cartiera chiusa recentemente. «Dopo l'accordo sulla cassa
integrazione di gennaio, l'azienda deve chiarirci cosa intenda fare nel futuro: per ora
sembra esserci uno sbilanciamento verso la valorizzazione del marchio, non sufficiente se
non è affiancato da un impegno industriale». Gigi Pezzini della Fistel-Cisl ha aggiunto
che «il salvataggio della Pigna c'è già stato, ma non è certo che la Pigna rimarrà ad
Alzano». 24 febbraio 2009 - Il Sole 24 Ore Scuola, la Cgil sciopera il 18 marzo La bocciatura di massa del nuovo contratto, espressa dal 95% dei lavoratori attraverso un referendum durato oltre un mese, ha convinto la Flc-Cgil a indire un altro sciopero generale: la mobilitazione si svolgerà il prossimo 18 marzo e abbraccerà tutto il comparto della conoscenza, università compresa. Secondo 351mila lavoratori (il 95% dei 376.926 che hanno partecipato al referendum, pari al 39% dei dipendenti della scuola) giustificherebbero ampiamente l'abbandono del tavolo di contrattazione, all'Aran, deciso dalla Flc-Cgil lo scorso dicembre (anche se lo strappo aveva origine nei ben noti dissidi Epifani-Bonanni sulla gestione della vecchia Alitalia). Per il leader Mimmo Pantaleo quell'accordo è considerato dai lavoratori "del tutto insufficiente a recuperare il potere d'acquisto dei salari, a dare risposte al problema dei precari", a giustificare gli "scarsi investimenti" per tutto il settore istruzione: inferiore, superiore ed universitario. L'iniziativa della Flc-Cgil non si limiterà tuttavia a rimarcare il disaccordo sul rinnovo di contratto di categoria, ma si muoverà anche contro l'accordo quadro del 22 gennaio sul modello contrattuale (relativo a tutti i contratti pubblici) e la forte politica dei tagli avviata dal governo sull'intero settore della conoscenza. Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda il contratto sulla scuola l'hanno firmato (premiando la logica del "meno peggio" per i lavoratori). Anche per quanto riguarda gli altri sindacati, a iniziare da quelli di base, ci sono forti perplessità sulla loro adesione alla protesta: Cub e Cobas hanno già annunciato una propria manifestazione nazionale per il mese di aprile. E l'Unicobas, l'unico sindacato sinora a scioperare nell'anno nuovo (il 13 febbraio) e a non lasciare sola la Flc-Cgil nella mobilitazione-flop del 13 dicembre scorso (meno del 10% di adesioni), non è detto che stavolta aderisca. 24 febbraio 2009 - Il Secolo XIX Il 95% di no al contratto
scuola, sciopero confermato il 18 marzo Roma - Scuola: la bocciatura di massa del nuovo contratto, espressa dal 95% dei lavoratori attraverso un referendum durato oltre un mese, ha convinto la Flc-Cgil che i tempi per indire un altro sciopero generale sono maturi: la mobilitazione, ha confermato ieri il sindacato di via Leopoldo Serra, si svolgerà il prossimo 18 marzo e abbraccerà tutto il comparto della conoscenza, università compresa. L'iniziativa della Flc-Cgil non si limiterà tuttavia a rimarcare il disaccordo sul rinnovo di contratto di categoria, ma si muoverà anche contro l'accordo quadro del 22 gennaio sul modello contrattuale (relativo a tutti i contratti pubblici) e la forte politica dei tagli avviata dal governo sull'intero settore della conoscenza. Un motivo, quest'ultimo, sicuramente condiviso da tutte le organizzazioni sindacali, ma che probabilmente non risparmierà al sindacato di Pantaleo di arrivare alla contestazione di metà marzo in estrema solitudine: Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda, del resto, il contratto sulla scuola l'hanno firmato (premiando la logica del "meno peggio" per i lavoratori). Anche per quanto riguarda gli altri sindacati, ad iniziare da quelli di base, ci sono forti perplessità sull'adesione alla protesta: Cub e Cobas hanno già annunciato una propria manifestazione nazionale per il mese di aprile. E l'Unicobas, l'unico sindacato sinora a scioperare nell'anno nuovo (il 13 febbraio) e a non lasciare sola la Flc-Cgil nella mobilitazione-flop del 13 dicembre scorso (meno del 10% di adesioni), non è detto che stavolta aderisca. Certo, i numeri presentati dalla Flc-Cgil fanno pensare ad un malessere reale insito in una categoria che nell'ultimo biennio ha avuto dal governo aumenti appena sopra il tasso d'inflazione. 23 febbraio 2009 - Omniroma CASA, ASIA: «MANIFESTEREMO IN DIFESA FASCE DEBOLI»(OMNIROMA) Roma, 23 feb - «L'Asia RdB ha indetto per domani una manifestazione davanti all'assessorato alla Casa del Comune di Roma, in difesa del ruolo delle case popolari e contro le misure che stanno colpendo le fasce sociali più deboli. Si richiede il ritiro completo del provvedimento con cui l'assessore Antoniozzi ha dato mandato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, sospeso dopo la diffida promossa dall'AS.I.A.-RdB contro la Romeo Gestioni e il Comune di Roma, e già sottoscritta da oltre mille inquilini delle case comunali, con cui si è contestata la prescrizione delle somme e il fatto che siano state richieste per servizi mai erogati». Lo comunica, in una nota, Asia Rdb. «Si richiede inoltre - prosegue la nota - il blocco degli aumenti degli affitti, rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi che vanno a favore degli inquilini più poveri. Come la Legge Regionale 4/2006, che prevede lo sconto del 30% sulle somme degli oneri accessori per gli inquilini più deboli (pensionati con la minima, disoccupati) e la 11/2007, che aumenta il limite di accesso all'Edilizia Residenziale Pubblica». «Da oltre un mese abbiamo richiesto un incontro con l'assessore Antoniozzi su questi temi, ma non abbiamo ancora avuto riscontri - riferisce Angelo Fascetti, dell'AS.I.A. RdB-CUB - Riteniamo che sia ora di smetterla con la facile demagogia contro gli inquilini delle case popolari, favorita da anni di colposa mancata gestione e abbandono, perché le case popolari sono un patrimonio comune da difendere e gli inquilini vogliono una vera gestione e manutenzione delle case e vogliono pagare per dei veri servizi». OLEVANO ROMANO, ASIA: «INQUILINI SI SENTONO ABBANDONATI» (OMNIROMA) Roma, 23 feb - «Perché una donna di 65 anni, che rientrerebbe per limiti di età nella proroga per le categorie protette, decide di darsi fuoco? Forse per la percezione di abbandono in cui si vengono a trovare molti inquilini nella stessa condizione, soprattutto quelli con sfratti per morosità. L'abbandono dovuto a politiche abitative inesistenti e che non vanno oltre la gestione dell'emergenza. Che non sanno garantire un passaggio da casa a casa e che consegnano questi inquilini fragili nelle mani dell'Ufficiale giudiziario e della forza pubblica». Lo comunica, in una nota, Asia Rdb. «L'estrema resistenza dell'inquilina a Olevano Romano - prosegue - è la stessa che migliaia di inquilini mettono in atto ogni giorno per non finire per strada a causa di sfratti e dismissioni. L'insipienza delle amministrazioni poi supera ogni limite quando si continuano a svendere alloggi pubblici o a sfrattare perfino invalidi come farà Risorse per Roma il 26 febbraio 2009 - in via Enrico Cialdini 13 - chiedendo anche il supporto della polizia. Continuiamo a organizzazione picchetti metropolitani degli inquilini resistenti! Giovedì 26 febbraio dalle 8 presidieremo l'alloggio dove vive la signora Bianchi Stefania per tutelarne il diritto all'abitare». 23 febbraio 2009 - Ansa LAVORO: VIGILI DEL FUOCO, SINDACATO DI BASE OCCUPA DIREZIONE (ANSA) - CATANZARO, 23 FEB - Alcuni militanti del sindacato Rdb-Cub hanno deciso di occupare per protesta a Catanzaro la sede della direzione regionale dei vigili del fuoco. L'iniziativa e' legata ad alcune rivendicazioni in relazione a questioni di mobilita' del personale. In una nota il sindacato Rdb-Cub parla di una "direzione regionale al servizio del clientelismo", aggiungendo che "la mobilita' del personale e' incentrata sul nepotismo. Contro tutti i clientelismi e l'immobilita' di questa direzione regionale i vigili del fuoco hanno deciso i ribellarsi". Secondo quanto riferisce l'Rdb-Cub, all'iniziativa di protesta partecipano alcuni esponenti politici locali. DOMANI NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 23 FEB - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL
LAZIO:... 23 febbraio 2009 - Dire COMUNE BOLOGNA. PRECARI INTERROMPONO
LA SEDUTA DI CONSIGLIO (DIRE) Bologna, 23 feb. - Una ventina di precari del Comune di Bologna ha fatto irruzione oggi pomeriggio in Consiglio e il presidente dell'assemblea di Palazzo D'Accursio e' stato costretto ad interrompere la seduta. Armati di striscione e volantini i precari al grido di "I precari del Comune siamo noi" sono intervenuti nel momento in cui avrebbe dovuto prendere parola l'assessore Milli Virgilio per spiegare le misure contro la crisi economica adottate da Palazzo d'Accursio per difendere i lavoratori licenziati o messi in cassa integrazione. "Idonee da piu' di 10 anni", cosi' recita lo striscione dei manifestanti (per lo piu' maestre precarie delle materne), firmato dalle Rdb. I lavoratori avevano in mano inoltre i volantini della campagna elettorale del Pd sul tema del precariato in capeggia lo slogan "Il lavoro nobilita, il precariato no". "Seguiamo l'assessore Virgilio in ogni tappa della campagna elettorale- spiegano i precari- siamo stati anche all'incontro al Quartiere Saragozza, abbiamo fatto domande ma mai ricevuto risposte". Anche oggi e' stato reclamato un intervento dell'assessore Virgilio e la presenza del sindaco, entrambi usciti dall'aula nel momento della manifestazione. La seduta e' ripresa dopo una decina di minuti. CASA. DOMANI MANIFESTAZIONE SOTTO
ASSESSORATO CAPITOLINO (DIRE) Roma, 23 feb. - Asia-Rdb ha indetto per domani mattina, alle 10, una manifestazione davanti all'assessorato alla Casa del Comune di Roma (Lungotevere de' Cenci, 5), "in difesa del ruolo delle case popolari e contro le misure che stanno colpendo le fasce sociali piu' deboli". I promotori della protesta chiedono "il ritiro completo del provvedimento con cui l'assessore Antoniozzi ha dato mandato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, sospeso dopo la diffida promossa dall'Asia-Rdb contro la Romeo Gestioni e il Comune di Roma, e gia' sottoscritta da oltre mille inquilini delle case comunali, con cui si e' contestata la prescrizione delle somme e il fatto che siano state richieste per servizi mai erogati". Fra le rivendicazioni anche il blocco degli aumenti degli affitti, "rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi che vanno a favore degli inquilini piu' poveri. Come la legge regionale 4/2006, che prevede lo sconto del 30% sulle somme degli oneri accessori per gli inquilini piu' deboli (pensionati con la minima, disoccupati) e la 11/2007, che aumenta il limite di accesso all'Edilizia residenziale pubblica". "Da oltre un mese abbiamo richiesto un incontro con l'assessore Antoniozzi su questi temi, ma non abbiamo ancora avuto riscontri- spiega Angelo Fascetti, dell'Asia Rdb-Cub- riteniamo che sia ora di smetterla con la facile demagogia contro gli inquilini delle case popolari, favorita da anni di colposa mancata gestione e abbandono, perche' le case popolari sono un patrimonio comune da difendere e gli inquilini vogliono una vera gestione e manutenzione delle case e vogliono pagare per dei veri servizi". CASA. ASIA RDB: COMMISSIONE PATRIMONIO A VIA PINCHERLE (DIRE) Roma, 23 feb. - Prosegue la mobilitazione degli inquilini di via Pincherle. Questa mattina un gruppo di residenti ha effettuato un volantinaggio di due ore nel centro di Roma, soffermandosi in particolare davanti la sede delle Generali di piazza Venezia e a piazza Santi Apostoli. Domani, come annunciato dall'assessore alla Casa e al Patrimonio durante l'incontro con gli inquilini e Asia avvenuto lo scorso 12 febbraio, la seduta della Commissione Patrimonio verra' convocata in via Pincherle, alle 10. "Antoniozzi- si legge nel comunicato dell'Asia Rdb- aveva spiegato di voler portare in commissione Patrimonio e in giunta una proposta di delibera che consenta al Comune di entrare a fianco della Regione nel sostegno all'acquisto degli immobili di via Pincherle 153/169, mettendo a disposizione anche risorse, a patto che la proprieta', Area Mestre/Giacomazzi, sia disponibile a venire incontro alla nuova offerta economica". 23 febbraio 2009 - Apcom Scuola/ 95% lavoratori boccia contratto, Cgil va allo scioperoIl referendum parla chiaro, ma le altre sigle non ci saranno Roma, 23 feb. (Apcom) - La bocciatura di massa del nuovo contratto, espressa dal 95% dei lavoratori attraverso un referendum durato oltre un mese, ha convinto la Flc-Cgil che la misura è colma ed i tempi per indire un altro sciopero generale sono maturi: la mobilitazione, ha confermato oggi il sindacato di via Leopoldo Serra, si svolgerà il prossimo 18 marzo e abbraccerà tutto il comparto della conoscenza, università compresa. L'iniziativa della Flc-Cgil non si limiterà tuttavia a rimarcare il disaccordo sul rinnovo di contratto di categoria, ma si muoverà anche contro l'accordo quadro del 22 gennaio sul modello contrattuale (relativo a tutti i contratti pubblici) e la forte politica dei tagli avviata dal governo sull'intero settore della conoscenza. Un motivo, quest'ultimo, sicuramente condiviso da tutte le organizzazioni sindacali, ma che probabilmente non risparmierà al sindacato di Pantaleo di arrivare alla contestazione di metà marzo in estrema solitudine: Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda, del resto, il contratto sulla scuola l'hanno firmato (premiando la logica del 'meno peggio' per i lavoratori). Anche per quanto riguarda gli altri sindacati, ad iniziare da quelli di base, ci sono forti perplessità sulla loro adesione alla protesta: Cub e Cobas hanno già annunciato una propria manifestazione nazionale per il mese di aprile. E l'Unicobas, l'unico sindacato sinora a scioperare nell'anno nuovo (il 13 febbraio) e a non lasciare sola la Flc-Cgil nella mobilitazione-flop del 13 dicembre scorso (meno del 10% di adesioni), non è detto che stavolta aderisca. Certo, i numeri presentati dalla Flc-Cgil fanno pensare ad un malessere reale insito in una categoria che nell'ultimo biennio ha avuto dal governo aumenti appena sopra il tasso d'inflazione: nemmeno 80 euro lordi in media per i docenti e poco più di 50 per gli Ata. Cifre davvero modeste. E che secondo 351mila lavoratori (il 95% dei 376.926 che hanno partecipato al referendum, pari al 39% dei dipendenti della scuola) giustificherebbero ampiamente l'abbandono del tavolo di contrattazione, all'Aran, deciso dalla Flc-Cgil lo scorso dicembre (anche se lo 'strappo' aveva origine nei ben noti dissidi estivi Epifani-Bonanni sulla gestione della ex Alitalia). A detta della Cgil il dissenso espresso dai lavoratori per il rinnovo contrattuale avrebbe un peso specifico che va oltre gli schieramenti: al referendum, promosso da oltre 4mila assemblee e svolto grazie all'allestimento di 6mila seggi, avrebbero infatti preso parte quasi 250mila dipendenti in più, tra docenti ed Ata, rispetto agli effettivi iscritti alla Flc. Ora è evidente, di fronte a questi "numeri straordinari", ha commentato il leader Mimmo Pantaleo, che quell'accordo è considerato dai lavoratori "del tutto insufficiente a recuperare il potere d'acquisto dei salari, a dare risposte al problema dei precari", a giustificare gli "scarsi investimenti" per tutto il settore istruzione: inferiore, superiore ed universitario. Mercoledì 18 marzo si fermerà, non a caso, anche il mondo accademico, anch'esso al centro di tagli ed economie di cassa: tagli, definiti "indiscriminati", su cui ha puntato l'indice oggi anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. In questo caso lo stato di disagio dei lavoratori è così evidente che non servirà nemmeno attendere l'esito del sondaggio di settore sull'intesa contrattuale raggiunta lo scorso 16 gennaio. Anche in questo caso la Flc-Cgil ha deciso di puntare i piedi e non firmare quell'ipotesi di accordo economico. Decisione sinora ampiamente avallata dai lavoratori: al sondaggio internet organizzato dallo stesso sindacato, cui hanno sinora aderito quasi 500 persone, emerge che solo l'11% condivide la sua sottoscrizione da parte delle altre organizzazioni sindacali. Ora però quel malcontento, chiede, la Flc-Cgil dovrà esprimersi sottoforma di sciopero. Il precedente di dicembre non fa ben sperare. Ma c'è quasi un mese per convincere i lavoratori a non tradire se stessi. E il sindacato. 23 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino.it LA PROTESTA Bologna, 23 febbraio 2009 - Una ventina di precari del Comune di Bologna ha fatto irruzione oggi pomeriggio in Consiglio e il presidente dellassemblea di Palazzo DAccursio e stato costretto ad interrompere la seduta. Armati di striscione e volantini i precari al grido di "I precari del Comune siamo noi" sono intervenuti nel momento in cui avrebbe dovuto prendere parola lassessore Milli Virgilio per spiegare le misure contro la crisi economica adottate da Palazzo dAccursio per difendere i lavoratori licenziati o messi in cassa integrazione. "Idonee da piu di 10 anni", cosi recita lo striscione dei manifestanti (per lo piu maestre precarie delle materne), firmato dalle Rdb. I lavoratori avevano in mano inoltre i volantini della campagna elettorale del Pd sul tema del precariato in capeggia lo slogan "Il lavoro nobilita, il precariato no". "Seguiamo lassessore Virgilio in ogni tappa della campagna elettorale- spiegano i precari- siamo stati anche allincontro al Quartiere Saragozza, abbiamo fatto domande ma mai ricevuto risposte". Anche oggi e stato reclamato un intervento dellassessore Virgilio e la presenza del sindaco, entrambi usciti dallaula nel momento della manifestazione. La seduta e ripresa dopo una decina di minuti. 23 febbraio 2009 - Leggo Roma. Il Tribunale rischia il
collasso... Roma - Il Tribunale rischia il collasso. Sarà sufficiente infatti che gli impiegati si astengano dalle mansioni che non gli competono, per far sì che lattività della giustizia si blocchi. Inizia oggi infatti lagitazione indetta dai cancellieri del Tribunale civile e penale di Roma, dal Palazzaccio a Piazzale Clodio, in protesta contro una carenza di organico e di organizzazione che da anni grava sulle loro spalle. «Unagitazione insolita che, paradossalmente, creerà il caos nel momento in cui gli impiegati faranno semplicemente il loro dovere - spiega la direzione della RdB Cub per la Giustizia - sono anni che i cancellieri portano avanti il lavoro del Tribunale assumendosi incarichi che non gli competono. Astenendosi da queste mansioni non previste, per le quali infatti sarebbe necessario un aumento di organico soprattutto dopo lenorme ondata di pensionamento degli ultimi mesi, dimostreranno che il Tribunale rischia il collasso e che si regge in piedi proprio grazie a quel lavoro in più che svolgono tutti i giorni, nonostante il blocco del turn over e la mancata riqualificazione di inquadramento e retribuzione, ferma ormai da decenni». Inevitabili, quindi, disagi e rallentamenti nei lavori.(ass) 23 febbraio 2009 - Capitoloprimo Degrado della giustizia: le Rdb ne
discutono questa mattina Torre Annunziata - Si svolgerà questa mattina, a partire dalle ore 9 presso landrone del palazzo di Giustizia di Torre Annunziata, unassemblea pubblica organizzata dalle Rdb-Pi (Rappresentanze sindacali di base pubblico impiego) incentrata sul tema del degrado della giustizia, con un occhio particolare alla precaria condizione in cui lo stesso tribunale oplontino versa da svariati anni. "Liniziativa è stata indetta contro una giustizia lenta per i cittadini e matrigna per i lavoratori - affermano le organizzazioni sindacali - per una seria politica di ammodernamento del sistema, accompagnata da dotazioni organiche calibrate sugli effettivi carichi di lavoro, da lavoratori motivati ai quali sia riconosciuto il diritto di carriera e per il completamento del Palazzo di Giustizia di Torre Annunziata". Lo scandaloso ritardo nella costruzione della nuova struttura, infatti, sembra unimmagine emblematica della gravissima situazione in cui versa la giustizia partenopea: i ritardi nella costruzione causano un problema di ottimizzazione delle risorse, considerando ad esempio la dislocazione in più punti dei vari uffici giudiziari. Inoltre tutto ciò comporta un ulteriore esborso economico da parte della collettività per pagare laffitto dei locali. "Le normative sulla salubrità e la sicurezza per i lavoratori sui luoghi di lavoro, di cui il dlgs 624/94 e il recente T.U. 81/08, sono quotidianamente violate", così si legge nei comunicati stampa dellRdb-Pi. Secondo i dipendenti del tribunale il carico di lavoro complessivo, per numero di procedimenti iscritti e provvedimenti emessi, negli ultimi anni è aumentato del 40% circa, mentre il numero del personale amministrativo è passato dalle circa 51.200 unità del 1999 alle circa 40.700 unità doggi. Nello stesso tempo le risorse per la gestione quotidiana del servizio Giustizia sono passate, dati alla mano, dal 2002 al 2006 da 343.203.787 a 167.411.177 . Forte dunque la rabbia ed il disagio in cui versano i dipendenti del ministero della giustizia, proprio in un momento storicamente cruciale per la riforma del sistema giudiziario; una rabbia a cui lincontro di questa mattina tenterà di dare forma nei giorni a venire. 23 febbraio 2009 - Tam Tam Di ronda in ronda... perchè no
quelle fiscali? Se lemergenza violenza consiglia a qualcuno le ronde, unaltra idea, sulla stessa lunghezza donda, è venuta per contrastare il fenomeno che fa veramente dellItalia una nazione da record: levasione fiscale. Ci hanno pensato i pompieri, che delle emergenze sono veri esperti, e la proposta, ammesso che funzioni il sistema delle segnalazione dei privati cittadini, potrebbe risolvere ogni problema dellItalia. Ma cè da dubitare che coloro che sullevasione, consentita e facilitata, prosperano diano il loro assenso. Così comunque i sindacati di base dei vigili del fuoco argomentano: "Ormai le emergenze di questo paese vengono colmate con il volontariato! Una volta quelli sanitari, unaltra volta quello dei vigili del fuoco, ora quelli della polizia! Ormai il volontariato è diventato il tappa buchi di ogni governo. Quello che sta succedendo con il decreto in parola e le esternazioni del ministro Maroni, per far fronte alle circostanze critiche di queste giorni, al posto di assumere addetti alla sicurezza, si "inventano" anche i vigili del fuoco pensionati a fare le ronde nelle città armati di telefonino! Vorremmo capire qualè la differenza tra un cittadino comune che può avvisare le forze dellordine e le ronde; cosi come senza organico le forze dellordine, dopo essere state avvisate, quando e con quali mezzi dovrebbero intervenire?". Prosegue il comunicato: "Non riusciamo nemmeno a capire come in un paese teatro di emergenze incendi e alluvioni pressoché quotidiane, invece di incentivare le attività di prevenzione o previsione dei rischi, si preferisca confondere le attività istituzionali del Vigili del Fuoco con quelle di competenza di altri enti". Come organizzazione sindacale, RdB CUB suggeriscono al ministro, "visto che ha tanto a cuore i vigili del fuoco, di istituire anche i volontari della finanza per individuare le migliaia di evasori e destinare le risorse recuperate ai salari degli stessi che sono da terzo mondo". 23 febbraio 2009 - Notiziario Italiano CANCELLIERI IN AGITAZIONE Roma - Il Tribunale rischia il collasso. Basterà infatti che gli impiegati si astengano dalle mansioni che non gli competono, per far bloccare lattività della giustizia .Inizia oggi infatti lagitazione indetta dai cancellieri del Tribunale civile e penale di Roma, dal Palazzaccio a Piazzale Clodio, che protestano contro una carenza di organico e di organizzazione che da anni grava sulle loro spalle. «Unagitazione insolita che, paradossalmente, creerà il caos nel momento in cui gli impiegati faranno semplicemente il loro dovere - spiega la direzione della RdB Cub per la Giustizia - sono anni che i cancellieri portano avanti il lavoro del Tribunale assumendosi incarichi che non gli competono. Lo scopo è quello di dimostrare proprio che la semplice astensione da mansioni non previste, che necessiterebbe di un aumento di organico anche dopo l'ondata di pensionamento degli ultimi mesi, porterebbe il Tribunale al collasso. Organizzazione che si regge in piedi grazie a quel lavoro in più che svolgono tutti i giorni, nonostante blocco del turn over e mancata riqualificazione di inquadramento e retribuzione, ferma ormai da decenni. Saranno inevitabili disagi e rallensamenti nei lavori. COMUNE E POLIZIA MUNICIPALE: SI
ALL'ARMAMENTO Roma - Approvato dal Consiglio Comunale il "Regolamento dell'armamento degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, in possesso della qualità di agente di pubblica sicurezza". 29 i voti a favore, 4 i contrari, 9 gli astenuti. I vigili urbani, salvi i casi di obiezione di coscienza, avranno per la difesa personale una pistola calibro nove, spray anti-aggressione e "mazzette distanziatrici" (manganelli). A giugno scorso la Giunta aveva approvato la delibera sull'armamento, mentre ad agosto era arrivato il via libera dei sindacati (tranne le Rdb). Dopo l'approvazione del Consiglio Comunale, gli agenti di Polizia Municipale hanno 60 giorni di tempo per dare il consenso al possesso dell'arma. Gli obiettori di coscienza potranno rinunciarvi, ma dovranno mantenere il resto della dotazione di difesa. I vigili saranno poi sottoposti a test fisico-psicologici di idoneità e seguiranno corsi di formazione e addestramento al tiro. Il primo gruppo (circa mille agenti) sarà armato a giugno 2009. L'armamento del corpo per cui sono stati stanziati 800 mila euro sarà completato entro la fine dell'anno. 23 febbraio 2009 - Panorama.it Pensioni decurtate. Lallarme parte dai blog A gennaio pensioni ridotte allimprovviso in molte città italiane: lallarme si è diffuso rapidamente su internet. Tra i primi a pubblicare la notizia è stato il gruppo di scrittori Kai Zen. Il passaparola in rete ha alimentato preoccupazioni subito rimbalzate tra blog e siti dinformazione. Che cosa è successo? È una lunga storia burocratica degna di un romanzo di Leonardo Sciascia. Un articolo della finanziaria per il 2008 (varata dal precedente governo nel 2007) prevede che i pensionati dichiarino ogni anno le detrazioni dimposta per i familiari a carico. In questo modo è possibile aggiornare le banche dati dellInpdap, lIstituto nazionale di previdenza per i dipendenti pubblici, con le variazioni nel nucleo familiare. Per esempio, un figlio a carico al 50 per cento può permettere una detrazione di 600 euro lanno: un vantaggio che non spetta più se, invece, il genitore vive ormai da solo. LInpdap ha inviato una comunicazione lo scorso febbraio con la richiesta di aggiornare la propria posizione. Unaltra è stata spedita a novembre. E su 700mila persone interessate hanno risposto 440mila. Questo mese, alla fine, è scattato il conguaglio. E per molti è stato una sorpresa. Perché? A chi non ha inviato nessuna comunicazione sono state eliminate automaticamente le detrazioni. Inoltre, altri che avevano regolarizzato la propria posizione fiscale hanno comunque subìto una riduzione della pensione per errori nella gestione delle banche dati informatiche. Non si tratta di cifre irrisorie: la somma complessiva da restituire per una persona con moglie e due figli può arrivare a 1800 euro. Recuperati a rate, ma senza superare la soglia del minimo Inps. In una parola, è dilagato il caos agli sportelli dellInpdap dove si sono riversati centinaia di pensionati infuriati. "Alcuni dirigenti hanno chiamato le forze dellordine per riportare la calma: la campagna di attacco contro i fannulloni ha determinato reazioni violente" dice Massimo Briguori dellRdB-Cub Inpdap (rappresentanza sindacale del pubblico impiego Inpdap). E aggiunge: "Pensare che proprio a quei lavoratori che hanno preso sputi e botte è stata tolta una fetta rilevante del trattamento accessorio". E ora che succederà? "Noi siamo obbligati al conguaglio fiscale, altrimenti non possiamo emettere il Cud (certificazione unica dei redditi, ndr)" sottolinea Costanzo Gala, dirigente centrale della previdenza Inpdap. E chiarisce: "Forse si è trattato di cattiva comunicazione tra gli organi istituzionali". Ma nel frattempo sono state prese misure per facilitare ladeguamento. A marzo saranno sospese ulteriori trattenute: i pensionati potranno regolarizzare la loro posizione per il 2008 entro il 13 del prossimo mese. Oppure, eventualmente, nel successivo 730. "La norma" osserva Gala "è ancora vigente: ogni anno i pensionati dovranno inviare una dichiarazione". 23 febbraio 2009 - La Tecnica della Scuola No di Flc-Cgil al Regolamento Ata Ferma opposizione della Flc-Cgil rispetto alla bozza di Regolamento adottata dal Governo il 20 febbraio scorso. Tagli drammatici, secondo il sindacato, tali da mettere in discussione il regolare funzionamento delle scuole, soprattutto nella primaria. A prendere posizione per prima sullo schema di Regolamento sugli organici del personale Ata è la Flc-Cgil che, lamentando il fatto di non aver ricevuto il testo del provvedimento approvato il 20 febbraio, basa il proprio comunicato su documento ricevuto nel corso di un incontro di fine gennaio. "I parametri di determinazione degli organici - sostiene la Flc - non permetteranno di garantire i servizi essenziali, in particolare nelle scuole del primo ciclo e con tanti plessi". Ma le responsabilità, ammette Flc, non sono tutte dellattuale esecutivo: "E bene ricordare - sottolinea infatti il sindacato di Mimmo Pantaleo - che questa ulteriore riduzione si inserisce in un trend drammatico di tagli che dura da ben sette anni, provocando licenziamenti e aumenti drammatici dei carichi di lavoro anche perché alle scuole sono state scaricate tutte le pastoie burocratiche di competenza di altri livelli dellamministrazione scolastica". Flc-Cgil non si ferma però alle proteste ed elenca una lunga serie di proposte concrete che potrebbero servire a coniugare la salvaguardia degli organici attuali con il miglioramento della qualità del servizio scolastico. Per esempio per i collaboratori scolastici andrebbe individuato un ulteriore parametro legato agli spazi di cui sono dotate le scuole (per esempio aree esterne, palestre, refettori) oltre che al numero di alunni con disabilità. Flc rivendica anche linserimento negli organici Ata dei circoli didattici di una figura di tecnico: "la presenza di reti informatiche e dei relativi dispositivi nelle scuole e l'impiego diffuso dei laboratori (multimediali, linguistici, di informatica) nelle attività didattiche - spiega il sindacato - hanno determinato le condizioni per estendere questa figura in tutti gli ordini di scuola". E, a proposito di tecnici, la Flc afferma che nella secondaria di secondo grado "il ruolo dellassistente tecnico va rafforzato attraverso l'affermazione del principio di titolarità" in quanto lassistente stesso "non garantisce solamente l'efficienza e la funzionalità del laboratorio, ma svolge un ruolo attivo e di supporto alla funzione docente, contribuendo a determinare il successo formativo degli alunni". Maggiore attenzione andrebbe dedicata anche alla figura del collaboratore scolastico che "va valorizzato in relazione alle funzioni di supporto alla segreteria, assistenza agli alunni con disabilità, dintervento di primo soccorso e di prevenzione del bullismo". Il tema del personale non docente farà certamente parte della piattaforma sulla quale Flc-Cgil chiederà di scioperare il prossimo 18 marzo. Quasi certamente di nuovo in solitudine, dato che i sindacati di base Cub e Cobas hanno già annunciato una propria manifestazione nazionale per il mese di aprile.(R.P.) 23 febbraio 2009 - EPolis Roma Domani dalle 10 manifesta Asia RdbSotto l'Assessorato Roma - Una manifestazione per chiedere «il ritiro completo del mandato che Antoniozzi ha dato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007». 22 febbraio 2009 - Omniroma GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI(OMNIROMA) Roma, 22 feb - ....- Protesta organizzata da
Rdb-Cub al tribunale di Roma «Giustizia parte dal Tribunale di Roma la ripresa dello
stato di agitazione». Palazzo di Giustizia corso Umberto I. (ore 9-12) 22 febbraio 2009 - Amantea.net In Italia? Disoccupazione e volontariato! Draghi lo ha detto apertamente: "le ripercussioni sull'occupazione non si sono ancora pienamente manifestate'' e ''gli indicatori disponibili per i mesi più recenti prefigurerano un netto deterioramento''. L'allarme del Governatore è reale, ed il governo ha risposto che sta facendo tutto il possibile. Interessante, però, come si ricorra troppo spesso al volontariato. Lo dice Antonio Jiritano dell'organizzazione sindacale, RdB CUB: " Ormai le emergenze di questo paese vengono colmate con il volontariato! Una volta quelli sanitari, unaltra volta quello dei vigili del fuoco, ora quelli della polizia!". E prosegue: "Ormai il volontariato è diventato il tappa buchi di ogni governo". Il discorso è fin troppo chiaro: invece di assumere addetti alla sicurezza, si "inventano" anche i vigili del fuoco pensionati a fare le ronde nelle città armati di telefonino! "Vorremmo capire - scrive Jiritano - qualè la differenza tra un cittadino comune che può avvisare le forze dellordine e le ronde; cosi come senza organico le forze dellordine dopo essere state avvisate quando e con quali mezzi dovrebbero intervenire?" Ed ancora: "Ma non riusciamo nemmeno a capire come in un paese teatro di emergenze incendi e alluvioni pressoché quotidiane, invece di incentivare le attività di prevenzione o previsione dei rischi, si preferisca confondere le attività istituzionali del Vigili del Fuoco con quelle di competenza di altri enti". Il suggerimeto di Jiritano per Maroni?, "istituire anche i volontari della finanza per individuare le migliaia di evasori e destinare le risorse recuperate ai salari degli stessi che sono da terzo mondo"! 22 febbraio 2009 - Il Messaggero Ieri ha portato in piazza a Guidonia
la "forza della non violenza"... Guidonia - Ieri ha portato in piazza a Guidonia la
"forza della non violenza" la sezione locale del "Comitato promotore della
marcia mondiale per la pace". Sono stati soprattutto giovanissimi a sfilare con
decine di striscioni che gridavano: no alla violenza fisica, no alla violenza sessuale ma
anche no alla violenza sociale, a quella xenofoba, a quella psicologica fino a quella
nucleare. Almeno 400 persone sono partire dalla piazza della stazione e hanno attraversato
il centro, per lanciare un messaggio e un invito: «La non-violenza non vuole dare
semplici risposte ad episodi singoli, vuole essere una risposta profonda ed efficace al
presente e al futuro, che cambia radicalmente lo stato di cose, partendo dalla risposta di
ognuno. O si rifiuta questa cultura e si costruisce una società nuova, una Guidonia nuova
o si accetta il silenzio, il compromesso che nulla può cambiare».
21 febbraio 2009 - Corriere della Sera Viale Marconi Roma - Si è svolto ieri pomeriggio un blocco stradale
in viale Marconi, dove un centinaio di inquilini di via Pincherle 153/169 insieme all'Asia
RdB hanno protestato contro la vendita di 116 appartamenti di proprietà Area
Mestre/Giacomazzi. 21 febbraio 2009 - Il Padova Sanità. Trenta camici bianchi hanno
già aderito all'invito all'obiezione di coscienza lanciato da Adl Padova - In tre giorni i camici bianchi del sindacato Adl Rdb hanno raccolto trenta firme: medici, ma anche infermieri e psicologi che lavorano nelle strutture dell'Ulss 16 e hanno deciso di aderire all'appello "noi non denunciamo nessuno". Con la loro firma hanno voluto sancire l'impegno a fare obiezione di coscienza rispetto alla norma approvata dal Senato e ora approdata alla Camera. «Come medico sono indignato - spiega Roberto Marinello, pediatra di Adl - non si può impedire a delle persone di essere curate, tanto più che con la crisi il numero di clandestini sembra destinato ad aumentare perchè molti regolari perderanno il lavoro». Maria Antonietta Ponchia infermiera, spiega come spesso sia difficile "esporsi" per il personale medico e paramedico: «C'è chi non "se la sente" di firmare il nostro appello perchè teme di essere penalizzato dal punto di vista lavorativo». Per questo motivo Adl rivolge un invito alla Regione: «Galan si è già espresso contro questo provvedimento, ora da Palazzo Balbi deve arrivare un'indicazione chiara ai medici, un orientamento preciso». «Proponiamo che la Regione - spiega la Ponchia - faccia esporre all'ingresso degli ospedali dei cartelli, tradotti in varie lingue, con un avviso che recita "Qui non denunciamo nessuno"». «L'emendamento approvato dal Senato - si legge nella petizione proposta ai medici - lede gravemente il diritto di ogni individuo di ricevere cure tempestive ed efficaci senza discriminazione alcuna. Non ci piegheremo a questa barbarie». Intanto un sondaggio diffuso ieri da Panel Data mostra come la maggior parte dei veneti siano contrari al provvedimento voluto dal Carroccio: il 53 per cento del campione espime un giudizio negativo, il 19 per cento ritiene che la nuova norma non cambierà nulla, mentre soltanto uno su quattro si dichiara a favore dell'abolizione del divieto di denuncia.(RO.VO.) 21 febbraio 2009 - TRC Giornale Etm, Rossi e Zeppa: "Perché il Comune non interviene?" Civitavecchia - Quali sono gli interessi e le motivazioni
che permettono la colpevole inerzia da parte del Comune con un aggravio di costi ai danni
dei cittadini. Se lo chiedono Gabriella Rossi di Ambiente e Lavoro e Flavio Zeppa del
sindacato Rdb Cub, che intervengono sul caso Etm, sottolineando che sia Salvatore Andrea
Renda e Paolo Iarlori sono espressione di una determinata parte politica. 21 febbraio 2009 - UnoNotizie VILLA SERENA, MONTEFIASCONE: I
BILANCI OK? MONTEFIASCONE -VITERBO (UNONOTIZIE.IT) - "Apprendiamo dai giornali che è stato approvato il bilancio economico-finanziario della Società 'Villa Serena' di Montefiascone la quale dichiara un attivo di bilancio di 250mila euro - dichiara Aurelio Neri della RdB Sanità Viterbo - la notizia comè ovvio ci riempie di soddisfazione, specialmente in tempi di crisi generale e della Sanità in particolare, come questi che stiamo attraversando. Lunica perplessità che ci colpisce, di cui non tutti forse ne sono a conoscenza, consiste nel fatto che nei giorni precedenti il Natale scorso, la scrivente Organizzazione Sindacale stava al tavolo delle trattative con gli amministratori della società cercando di strappare lassicurazione che venissero corrisposti gli stipendi e le tredicesime ai lavoratori della stessa Società. Forse non tutti sanno neanche che allinizio della primavera scorsa - sottolinea Aurelio Neri - dopo lunghe ed estenuanti trattative la stessa O.S. riuscì ad ottenere soltanto la corresponsione degli arretrati contrattuali (scaduti da trentasei mesi), in piccole rate mensili con linevitabile delusione di tutti i lavoratori, ma ci fu riferito che erano tempi duri per lAzienda per cui bisognava avere pazienza, rimboccarsi le maniche ed ognuno avrebbe dovuto fare la propria parte con la massima responsabilità. Lappello comè comprensibile fu raccolto da tutti i lavoratori ed anche dalle Organizzazioni Sindacali poiché lalternativa sarebbe stata la chiusura della struttura. La notizia che oggi apprendiamo ci fa inevitabilmente riflettere ed il sospetto sorge spontaneo - conclude Neri - ma tutti questi utili sono stati accumulati sulla pelle dei lavoratori? Ancora una volta la fascia più debole ha pagato per tutti? Se sì un plauso a tutti gli operatori della Società "Villa Serena" che con il loro sacrificio hanno consentito linversione di rotta ed un invito agli amministratori: perché una piccola parte di questi utili non li destiniamo ad un fondo per la contrattazione decentrata? Non credete che i lavoratori se lo siano meritato? Tanto più che tale fondo è previsto dal Contratto Nazionale! Per ultimo, ma non meno importante, ci sembra giusto fare un plauso agli assessori Napoli e Paolini che hanno dichiarato la propria contrarietà allingresso di ulteriori soci nel Cda di "Villa Serena". 21 febbraio 2009 - L'Unione Sarda Trasporti Floris s'impegna con i
sindacati Cagliari - «Siamo disponibili ad attendere sino a
martedì: aspettiamo che l'azienda ci convochi e riapra il confronto con i sindacati». Lo
stato di agitazione dei lavoratori del Ctm continua ma, dopo l'incontro con il sindaco
Emilio Floris, nella vertenza sembra aprirsi uno spiraglio. 21 febbraio 2009 - Il Mattino di Padova Sanità sicura. I sindacati di base
dellAzienda ospedaliera prendono posizione contro Maroni Padova - Finora hanno raccolto una cinquantina di firme
ma le adesioni per sottoscrivere la mozione che invita allobiezione di coscienza da
parte dei dipendenti della sanità pubblica locale continuano ad aumentare. Con lo slogan
«Qui non denunciamo nessuno» tradotto in più lingue, fra cui anche il cinese e
larabo, infermieri, medici e operatori socio-sanitari delle rappresentanze sindacali
di base (Rsb) hanno manifestato ieri mattina davanti alla mensa dellazienda
ospedaliera per impedire di disegno di legge (approvato al Senato, non ancora alla Camera)
che vengano denunciate le generalità del paziente, se clandestino. «In tempi di emergenza non si
vendono le case» MONSELICE - Il «Progetto casa» presentato
nellultimo consiglio comunale da Francesco Lunghi, candidato sindaco del Pdl di
Monselice, attira già i primi disappunti. 21 febbraio 2009 - Il Gazzettino Sindacati ospedalieri «Nessuna
denuncia al Pronto soccorso Padova - (F.Capp.) RdB Sanità di Padova con la sua portavoce Maria Antonietta Ponchia chiede ai vertici ospedalieri di affiggere nei Pronto soccorso un cartello che tranquillizzi l'utenza straniera. «L'emendamento all'articolo 39 del Ddl sicurezza approvato al Senato cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche e dà quindi di fatto la possibilità ai clinici di denunciare i clandestini che si rivolgono a loro per essere curati: una vera e propria assurdità - sostiene Ponchia - perché non solo impedirà agli immigrati di ricevere cure adeguate, dato che è evidente che moltissimi rinunceranno all'assistenza per non essere poi denunciati come clandestini, ma anche esporrà l'intera popolazione residente al rischio di infezioni se non di vere e proprie epidemie, dato che eventuali malattie contagiose non potranno più essere individuate e adeguatamente monitorate. Ma soprattutto questa legge - continua l'esponente sindacale - lede gravemente il diritto di ogni individuo di ricevere cure tempestive ed efficaci senza discriminazione alcuna sia essa razziale, religiosa, filosofica o politica. I migranti arrivano normalmente in buona salute, poi si ammalano qui soprattutto di patologie legate alle condizioni di vita e di lavoro. È per questo che vanno curati». Il cartello "Qui non denunciamo nessuno", tradotto in varie lingue, dovrebbe essere posto nei servizi e negli ambulatori di maggiore affluenza. DOLO Cgil e Uil replicano alle
Rappresentanze di base per laccordo con i vertici di Asl 13 Dolo - Una dura controreplica dei responsabili
dellAsl 13 di Cgil e Uil al sindacato autonomo RdB, dopo la decisione di
questultimo di ritirare la firma dallaccordo siglato tra i vertici
dellazienda sanitaria e i sindacati. Per i due sindacati, rappresentati da Marco
Busato e Maurizio Properzi, Rappresentanze di Base non può ritirare alcuna firma, non
avendo voce in capitolo sulla questione. Per i due sindacalisti, infatti, cè da
sottolineare un aspetto ritenuto fondamentale in tutta la vicenda: «Possono firmare gli
accordi solo le organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti nazionali di lavoro -
chiariscono Busato e Properzi - e non altri. Per questo il sindacato autonomo RdB non può
firmare e, di conseguenza, non può neanche ritirare una firma, in quanto laccordo
è stato siglato dalle organizzazioni sindacali titolate alla firma dei contratti
nazionali e dalle Rsu». |