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Il Sindacato di Base e Indipendente

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22/02/09

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 febbraio 2009


20 febbraio 2009 - Apcom

Tfr/ Cub: Consentire ai lavoratori di uscire da trappola fondi
In Confindustria "più avvoltoi che corvi"

Roma, 20 feb. (Apcom) - "Pensare di rispondere alla crisi lanciandosi sui soldi dei lavoratori è più da avvoltoi che da corvi". Lo afferma Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub, riferendosi alla proposta del presidente di Confindustria sull'utilizzo del Tfr che confluisce all'Inps. "E` plausibile - dice - che la proposta di attingere ai fondi del Tfr venga da Confindustria, mentre è invece vergognoso l`unanime consenso espresso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Colpisce anche il silenzio in merito da parte dei vertici dell`Inps, come pure quello dei neo eletti membri sindacali dei consigli di indirizzo e vigilanza degli enti previdenziali". "Confindustria dovrebbe piuttosto preoccuparsi dei dati sull`evasione contributiva - prosegue Leonardi - compreso il mancato versamento da parte delle aziende di quanto trattenuto in busta paga in conto Tfr, che divengono ogni giorno più allarmanti. Chiediamo invece che venga resa possibile l`immediata uscita di chi è caduto nella trappola dei fondi pensione, come stabilito nella piattaforma approvata lo scorso 7 febbraio dall`assemblea unitaria del sindacalismo di base, che sarà al centro della manifestazione indetta da Cub, Cobas e Sdl per il 28 marzo a Roma, in occasione della riunione dei ministri del Welfare del G14".

Roma, corteo inquilini via Pincherle blocca viale Marconi
Denunciano speculazione da parte proprietà case in vendita

Roma, 20 feb. (Apcom) - E` in corso un blocco stradale in viale Marconi, dove un centinaio di inquilini di via Pincherle 153/169 insieme all`AS.I.A. RdB stanno protestando contro la vendita di 116 appartamenti di proprietà Area Mestre/Giacomazzi. Lo comunica il sindacato. Gli inquilini, in sciopero della fame da due settimane, continuano a denunciare "il tentativo di speculazione da parte della proprietà sugli appartamenti messi in vendita" e chiedono al Prefetto di Roma di intervenire per bloccare la vendita a terzi e costringere la proprietà a riaprire la trattativa con la regione Lazio per l`acquisto in blocco dell`invenduto.

Immigrati/ Rdb-Cub: Medici facciano obiezione di coscienza
"Abolizione divieto denuncia è contrario a giuramento Ippocrate"

Roma, 20 feb. (Apcom) - Avvalersi del diritto all'obiezione di coscienza. E' l'invito rivolto dalla RdB-CUB Medici agli operatori delle strutture sanitarie, a proposito della possiblità di denunciare gli immigrati irregolari. La sigla sindacale di base ha avviato presso le strutture sanitarie una campagna di sensibilizzazione spiegando che "l'abolizione del divieto di denuncia degli irregolari contrasta con il giuramento di Ippocrate e il codice deontologico, trasformando il medico da garante della salute in polizia ausiliaria e subordinando i principi della professione al potere politico e al visto della polizia". La RdB-CUB Medici sottolinea poi "che i rischi di questa scelta riguardano il diritto alla salute e all'assistenza di ogni singolo individuo; costituiscono un pericolo per la salute di tutti, perché le negazione di assistenza dei singoli, unita alla condizione di precarietà e indigenza, diventa facilmente il ricettacolo per malattie trasmissibili legate alla precarietà sociale e alla povertà; negano la dignità umana dei singoli, legata non più all'essere uomini e donne, ma all'essere in regola con i premessi di soggiorno". Il sindacato chiede agli ordini dei medici "una posizione chiara con indicazioni operative agli iscritti che formalizzino la pratica dell'obiezione di coscienza; alle istituzioni governative di non definire gli atti medici nell'ambito dell'attività di polizia; alle regioni l'attivazione di legislazione regionale che impedisca l'attuazione del provvedimento sulla sicurezza nella parte in cui criminalizza l'assistenza sanitaria ai clandestini; al Governo il rispetto della costituzione e dei diritti individuali in essa contemplati".

ASia-RdB a Comune Roma: Sostenere ruolo case popolari
Manifestazione per martedì; chiesto un incontro ad Antoniozzi

Roma, 20 feb. (Apcom) - L'As.I.A. RdB ha indetto per martedì 24 febbraio una manifestazione davanti all'assessorato alla Casa del Comune di Roma, in difesa del ruolo delle case popolari e contro le misure che stanno colpendo le fasce sociali più deboli. Si richiede "il ritiro completo del provvedimento con cui l'assessore Antoniozzi - si legge in una nota - ha dato mandato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, sospeso dopo la diffida promossa dall'As.I.A.-RdB contro la Romeo Gestioni e il Comune di Roma, e già sottoscritta da oltre mille inquilini delle case comunali, con cui si è contestata la prescrizione delle somme e il fatto che siano state richieste per servizi mai erogati". La manifestazione, in programma dalle 10, servirà a chiedere il blocco degli aumenti degli affitti "rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi che vanno a favore degli inquilini più poveri". "Da oltre un mese abbiamo richiesto un incontro con l'assessore Antoniozzi su questi temi, ma non abbiamo ancora avuto riscontri", riferisce Angelo Fascetti, dirigente dell'As.I.A. RdB-CUB. "Riteniamo che sia ora di smetterla con la facile demagogia contro gli inquilini delle case popolari, favorita da anni di colposa mancata gestione e abbandono, perché le case popolari sono un patrimonio comune da difendere e gli inquilini vogliono una vera gestione e manutenzione delle case e vogliono pagare per dei veri servizi", conclude.


20 febbraio 2009 - Adnkronos

TFR: CUB, PROPOSTA CONFINDUSTRIA PIU' AVVOLTOI CHE CORVI
INDUSTRIALI SI OCCUPINO PIUTTOSTO DI EVASIONE CONTRIBUTIVA

Roma, 20 feb.(Adnkronos) - ''Pensare di rispondere alla crisi lanciandosi sui soldi dei lavoratori e' piu' da avvoltoi che da corvi''. E' quanto afferma Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale CUB. ''E' plausibile che la proposta di attingere ai fondi del Tfr venga da Confindustria, mentre e' invece vergognoso l'unanime consenso espresso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Colpisce anche il silenzio in merito da parte dei vertici dell'Inps, come pure quello dei neo eletti membri sindacali dei Civ, i Consigli di Indirizzo e Vigilanza degli Enti previdenziali'', aggiunge. ''Confindustria dovrebbe piuttosto preoccuparsi dei dati sull'evasione contributiva compreso il mancato versamento da parte delle aziende di quanto trattenuto in busta paga in conto Tfr, che divengono ogni giorno piu' allarmanti", prosegue chiedendo al governo, piuttosto, che "venga resa possibile l'immediata uscita di chi e' caduto nella trappola dei fondi pensione".

TRASPORTO AEREO: RDB/CUB BOLOGNA,
CONFERMATO SCIOPERO DI DOMANI AL 'MARCONI'
DALLE 12 ALLE 16 PER PERSONALE SOCIETÀ DI GESTIONE E DITTE APPALTANTI

Bologna, 20 feb. - (Adnkronos) - Quattro ore di sciopero domani, dalle 12 alle 16, all'aeroporto 'Guglielmo Marconì per il personale di Sab, Bas, Marconi H, Fast Freight, con il personale degli appalti di Giacchieri e Koop Service. Lo annunciano le Rdb/Cub Trasporti, ricordando che si tratta di una iniziativa che «ha al centro il riconoscimento dei diritti per il sindacato di base, l'applicazione di un contratto unico per i lavoratori dello scalo bolognese (nazionale ed integrativo), le reinternalizzazione dei lavoratori in appalto». «Al centro della mobilitazione - spiega Italo Quartu delle Rdb - il tema del riconoscimento dei diritti sindacali e contrattuali, la politica degli appalti, della frammentazione aziendale, i contratti precari, la rivendicazione di un contratto unico, la stabilizzazione dei lavoratori. È di questi giorni la notizia di ulteriori problemi nei pagamenti per i lavoratori della Giacchieri, situazione rimediata all'ultimo momento con il pagamento quasi regolare dell'ultimo stipendio, ma restano i problemi irrisolti della tenuta strutturale del sistema».

ROMA: CASE POPOLARI, ASIA RDB CHIEDE BLOCCO AFFITTI

Roma, 20 feb. - (Adnkronos) - «In merito ai temi al centro della manifestazione indetta per il prossimo 24 febbraio», l'Asia Rdb sottolinea «di aver posto la necessità non di una semplice sospensione del provvedimento di messa a conguaglio degli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, ma del suo ritiro, come pure del blocco, e non rateizzazione, dell'aumento degli affitti al 20 %». «Qualora l'assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative avesse assunto iniziative atte a risolvere le problematiche degli inquilini, non si comprende la difficoltà a renderle note anche a chi rappresenta gli inquilini stessi», continua. «Tuttavia l'Asia-Rdb, che è il primo sindacato fra gli inquilini assegnatari delle case popolari, non è stata sino ad oggi convocata dall'assessore Antoniozzi, pur avendo fatto richiesta di un incontro da oltre un mese», conclude.

ROMA: CASE POPOLARI, MARTEDI' MANIFESTAZIONE ASIA RDB
CHIEDERA' BLOCCO AFFITTI E RITIRO MANDATO ALLA ROMEO

Roma, 20 feb. - (Adnkronos) - Una manifestazione a favore dell'edilizia pubblica e' stata indetta dall'associazione Asia Rdb per martedi' alle 10 davanti l'assessorato alla Casa del Comune di Roma, in Lungotevere De' Cenci 5. "Si richiede - comunica l'associazione - il ritiro completo del mandato che l'assessore Antoniozzi ha dato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, sospeso dopo la diffida promossa dall'Asia Rdb contro la Romeo Gestioni e il Comune di Roma, e gia' sottoscritta da oltre mille inquilini delle case comunali, con cui si e' contestata la prescrizione delle somme e il fatto che siano state richieste per servizi mai erogati". "Si richiede inoltre - prosegue L'Asia - il blocco degli aumenti degli affitti, rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 e l'applicazione delle leggi che vanno a favore degli inquilini piu' poveri come la 4/2006, che prevede lo sconto del 30% sulle somme degli oneri accessori per gli inquilini piu' deboli e la 11/2007, che aumenta il limite di accesso all'Edilizia Residenziale Pubblica". "Da oltre un mese abbiamo richiesto un incontro con l'Assessore Antoniozzi su questi temi, ma non abbiamo ancora avuto riscontri - riferisce Angelo Fascetti, dell'Asia Rdb Cub - Riteniamo che sia ora di smetterla con la facile demagogia contro gli inquilini delle case popolari, favorita da anni di colposa mancata gestione e abbandono, perche' le case popolari sono un patrimonio comune da difendere e gli inquilini vogliono una vera gestione e manutenzione delle case e vogliono pagare per dei veri servizi".

ROMA: ANTONIOZZI, GIÀ ATTIVATE INIZIATIVE A FAVORE INQUILINI

Roma, 20 feb. (Adnkronos) - «In merito alle dichiarazioni odierne, i sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono. I cittadini devono però sapere che i provvedimenti sono già stati bloccati». Lo dichiara Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative del Comune Roma in risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'As.I.A. RdB-CUB. «Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la più ampia rateizzazione possibile - aggiunge - Il mio invito è dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi Uffici hanno già avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini».


20 febbraio 2009 - Omniroma

VIA PINCHERLE, ASIA RDB: CORTEO INQUILINI BLOCCA VIALE MARCONI

(OMNIROMA) Roma, 20 feb - È in corso un blocco stradale in viale Marconi, dove un centinaio di inquilini di via Pincherle 153/169 insieme all'AS.I.A. RdB stanno protestando contro la vendita di 116 appartamenti di proprietà Area Mestre/Giacomazzi. Gli inquilini, comunica Asia Rdb, in sciopero della fame da due settimane, continuano a denunciare il tentativo di speculazione da parte della proprietà sugli appartamenti messi in vendita e chiedono al Prefetto di Roma di intervenire per bloccare la vendita a terzi e costringere la proprietà a riaprire la trattativa con la regione Lazio per l'acquisto in blocco dell'invenduto.

IMMIGRATI, RDB-CUB LANCIA CAMPAGNA PER OBIEZIONE COSCIENZA MEDICI

(OMNIROMA) Roma, 20 feb - «La RdB-CUB Medici ha avviato presso le strutture sanitarie una campagna di sensibilizzazione per invitare i medici all'obiezione di coscienza riguardo alla denuncia degli immigrati irregolari». Così in una nota sindacale. Per la RdB-CUB Medici «l'abolizione del divieto di denuncia degli irregolari contrasta con il giuramento di Ippocrate e il codice deontologico, trasformando il medico da garante della salute in polizia ausiliaria e subordinando i principi della professione al potere politico e al visto della polizia. La RdB-CUB Medici sottolinea che i rischi di questa scelta riguardano il diritto alla salute e all'assistenza di ogni singolo individuo; costituiscono un pericolo per la salute di tutti, perché le negazione di assistenza dei singoli, unita alla condizione di precarietà e indigenza, diventa facilmente il ricettacolo per malattie trasmissibili legate alla precarietà sociale e alla povertà; negano la dignità umana dei singoli, legata non più all'essere uomini e donne, ma all'essere in regola con i premessi di soggiorno». La RdB-CUB Medici chiede inoltre «agli ordini dei medici una posizione chiara con indicazioni operative agli iscritti che formalizzino la pratica dell'obiezione di coscienza; alle istituzioni governative di non definire gli atti medici nell'ambito dell'attività di polizia; alle regioni l'attivazione di legislazione regionale che impedisca l'attuazione del provvedimento sulla sicurezza nella parte in cui criminalizza l'assistenza sanitaria ai clandestini; al governo il rispetto della Costituzione e dei diritti individuali in essa contemplati».

CASA, ANTONIOZZI: «GIÀ ATTIVATE INIZIATIVE A FAVORE INQUILINI»

(OMNIROMA) Roma, 20 feb - «In merito alle dichiarazioni odierne, i sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono. I cittadini devono però sapere che i provvedimenti sono già stati bloccati. Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la più ampia rateizzazione possibile. Il mio invito è dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi Uffici hanno già avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini». Lo dichiara, in una nota, Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative in risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'As.I.A. RdB-Cub.


20 febbraio 2009 - Dire

CASA. VIA PINCHERLE, CORTEO INQUILINI BLOCCA VIALE MARCONI

(DIRE) Roma, 20 feb. - "E' in corso un blocco stradale in viale Marconi, dove un centinaio di inquilini di via Pincherle 153/169 insieme all'Asia-Rdb stanno protestando contro la vendita di 116 appartamenti di proprieta' Area Mestre/Giacomazzi". Lo rende noto un comunicato della stessa Asia-Rdb. "Gli inquilini, in sciopero della fame da due settimane, continuano a denunciare il tentativo di speculazione da parte della proprieta' sugli appartamenti messi in vendita- prosegue la nota- e chiedono al prefetto di Roma di intervenire per bloccare la vendita a terzi e costringere la proprieta' a riaprire la trattativa con la Regione per l'acquisto in blocco dell'invenduto".

CASA. ASIA-RDB: PERCHE' ANTONIOZZI NON CI INCONTRA?

(DIRE) Roma, 20 feb. - In merito ai temi al centro della manifestazione indetta per il 24 febbraio, l'Asia-Rdb sottolinea di "aver posto la necessita' non di una semplice sospensione del provvedimento di messa a conguaglio degli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, ma del suo ritiro, come pure del blocco, e non rateizzazione, dell'aumento degli affitti al 20%". "Qualora l'assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative avesse assunto iniziative atte a risolvere le problematiche degli inquilini- prosegue la nota- non si comprende la difficolta' a renderle note anche a chi rappresenta gli inquilini stessi". Tuttavia Asia-Rdb "che e' il primo sindacato fra gli inquilini assegnatari delle case popolari, non e' stata sino ad oggi convocata dall'assessore Antoniozzi, pur avendo fatto richiesta di un incontro da oltre un mese".

CASA. ANTONIOZZI: GIÀ ATTIVATE INIZIATIVE A FAVORE INQUILINI

(DIRE) Roma, 20 feb. - "In merito alle dichiarazioni di oggi, i sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono. I cittadini devono pero' sapere che i provvedimenti sono gia' stati bloccati". E' quanto dichiara Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative in risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'Asia Rdb-Cub. "Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la piu' ampia rateizzazione possibile- spiega Antoniozzi- Il mio invito e' dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi Uffici hanno gia' avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini".


20 febbraio 2009 - Asca

ROMA/CASA: ANTONIOZZI, GIA' ATTIVATE INIZIATIVE A FAVORE INQUILINI

(ASCA) - Roma, 20 feb - ''In merito alle dichiarazioni odierne, i sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono. I cittadini devono pero' sapere che i provvedimenti sono gia' stati bloccati. Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la piu' ampia rateizzazione possibile''. Lo ha dichiarato Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative in risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'As.I.A. RdB-CUB. ''Il mio invito - ha concluso Antoniozzi - e' dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi Uffici hanno gia' avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini''.


20 febbraio 2009 - Ansa

CASA:RDB, STOP CONGUAGLI E AUMENTO AFFITTI EDILIZIA POPOLARE

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Una manifestazione per il 24 febbraio davanti all'Assessorato alla Casa del Comune di Roma per richiedere «il ritiro completo del provvedimento con cui l'assessore Antoniozzi ha dato mandato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007». I sindacati di base chiedono inoltre «il blocco degli aumenti degli affitti, rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi che vanno a favore degli inquilini più poveri». «Da oltre un mese abbiamo richiesto un incontro con l'Assessore Antoniozzi su questi temi, ma non abbiamo ancora avuto riscontri -riferisce Angelo Fascetti dell'AS.I.A. RdB-CUB- Riteniamo che sia ora di smetterla con la facile demagogia contro gli inquilini delle case popolari, favorita da anni di colposa mancata gestione e abbandono, perchè le case popolari sono un patrimonio comune da difendere e gli inquilini vogliono una vera gestione e manutenzione delle case e vogliono pagare per dei veri servizi».

CASA:ANTONIOZZI,AUMENTO AFFITTI?NON SUBITO E AMMORTIZZATORI

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - «I sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono ma i cittadini sappiano che tutti i provvedimenti sono stati bloccati». Lo ha detto Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative rispondendo alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'Asia Rdb-Cub. Antoniozzi specifica che «i cittadini devono però sapere che i provvedimenti sono già stati bloccati. Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la più ampia rateizzazione possibile. Il mio invito è dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi uffici hanno già avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini».


20 febbraio 2009 - Il Manifesto

SINDACATI DI BASE
Sciopero generale e manifestazione contro la crisi

Una manifestazione nazionale (il 28 marzo a Roma) e uno sciopero generale (il 23 aprile) contro la crisi. Due date, e una piattaforma lunga, 'bella e impossibile'. E' la mobilitazione dei sindacati di base, le tre sigle Cub, Cobas e Sdl, che ormai da mesi hanno intrapreso la sfida dell'unità e che nell'assemblea nazionale del 7 febbraio scorso hanno trasformato il loro «patto di consultazione» in un «patto di base».
Due date (il 28 marzo la manifestazione e il 23 aprile lo sciopero) perchè l'idea è quella di una manifestazione «di opposizione sociale, di carattere più complessivo, in cui tirare dentro tutte le realtà sociali e di movimento» - in coincidenza tra l'altro con il vertice dei ministri del lavoro e del welfare del G14 che si terrà sempre il 28 marzo a Roma - e poi, il 23 aprile, lo sciopero generale. Sulla base della «piattaforma contro la crisi» approvata dall'assemblea del 7 febbraio, «per approfondire e estendere la battaglia contro contro i poteri economici e politici che vogliono far pagare la crisi a salariati, giovani e ai settori popolari», scrivono i tre sindacati sul volantino. Dieci punti, in cui si chiede il blocco dei licenziamenti nei luoghi di lavoro; la riduzione dell'orario a parità di salario; aumenti di salario e pensioni e introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha un lavoro; scala mobile per salari e pensioni; cassa integrazione all'80% del salario anche per i precari, continuità di reddito per gli «atipici» e mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati; l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari; tre piani straordinari di investimento per creare nuova occupazione, infine, attraverso lo sviluppo di energie rinnovabili, la messa in sicurezza di scuole e luoghi di lavoro, e il recupero di case sfitte da destinare all'emergenza abitativa.
Il consueto elenco della 'vogliamo tutto' (senza però ottenere nulla)? «Domanda giusta», risponde Piero Bernocchi, storico leader dei Cobas, «e in altri tempi anche io avrei pensato ad una sorta di utopia, ma oggi vogliamo essere realisticamente utopici». E invece? «Invece oggi succede di tutto e siccome la crisi è globale abbiamo voluto impostare una piattaforma globale, per indicare una via d'uscita complessiva e a tutto campo dalla crisi». La piattaforma sindacale è grossomodo quella di sempre, spiega Bernocchi, con qualche novità interessante, come il superamento della storica contrapposizione tra «lavoristi» e «redditisti» (superamento per sommatoria, va detto), con un piano che presuppone investimenti per l'occupazione.
Poi, certo, ci sono i rapporti di forza. «Se la domanda è se gli attuali rapporti di forza permetteranno di vincere la battaglia, la risposta è 'no', ma è bene ricordare che ciò che sei anni fa sembrava impensabile, oggi è all'ordine del giorno», dice Bernocchi. Che conclude: «La situazione è inesplorata, i rapporti di forza chissà, quel che è certo è che vale la pena osare».(s.f.)

PRECARIE
Centraliniste di Legnano ieri dal ministro Brunetta

Una delegazione delle centraliniste precarie dell'Ospedale civile di Legnano in «sciopero del futuro», che ieri mattina hanno proseguito bendate la loro protesta davanti al ministero della Funzione pubblica,
ha ottenuto un incontro con i responsabili del ministero guidato da Renato Brunetta. Il ministero è entrato in merito al quesito ricevuto dall'Azienda ospedaliera di Legnano, ritenuto di carattere generale e non inerente al caso specifico delle 11 centraliniste, e ha reso noto che esistono i requisiti di legge per la ripresa dell'attività
da parte delle lavoratrici. E' poi stato fissato per il 4 marzo un incontro con la Rdb-Cub, che richiederà la presenza dei responsabili dell'Ospedale di Legnano.


20 febbraio 2009 - La Repubblica

Indetto per domani
Sciopero al Marconi possibili disagi

Bologna - L´Aeroporto di Bologna ha reso noto che domani sabato 21 febbraio, a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da Cub Trasporti per i lavoratori delle società aeroporto Marconi, Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service, dalle 12 alle 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli - spiega la nota - è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell´Aeroporto, all´indirizzo www. bologna-airport. it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi è possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell´attuazione della legge sullo sciopero, all´indirizzo www. commissionegaranziasciopero.it.

Vigili del fuoco presidio in piazza
di RAFFAELE LORUSSO

Bari - ....Centocinquanta vigili del fuoco ieri hanno dato vita a un presidio di fronte alla Prefettura di Bari per denunciare la mancanza di mezzi e personale. La manifestazione è stata indetta dalle rappresentanze di base e dalla Confsal, che lamentano la "forte tensione" all´interno del comando di Bari a causa dei rapporti tesi con il vertice. Una situazione aggravata, secondo i manifestanti, dalla "carenza di almeno 110 unità, dalla vetustà dei mezzi, dal ricorso continuo ai precari e dalla mancanza di formazione". In un incontro con il prefetto Carlo Schilardi è stato chiesto di assicurare "il pieno soccorso e la massima sicurezza e prevenzione ai cittadini": il prefetto ha dato la propria disponibilità a inoltrare le richieste al ministero degli Interni....


20 febbraio 2009 - Il Centro

LA POLEMICA Volantino contesta il referendum
Rdb contro Cisl «Il contratto è stato bocciato»

CHIETI - Successo contestato. Il referendum della scorsa settimana negli enti parastatali, stando all’Rdb-cub, ha affermato il dissenso dei lavoratori al contratto nazionale siglato da Cisl e Uil. I risultati resi dalla rappresentanza unitaria di base, però, sono stati contestati dalla Cisl in un volantino distribuito ai lavoratori. «In alcune sedi Inps della regione ed in particolare in quella di Chieti», dice Silvio Di Primio dell’Rdb-cub pubblico impiego, «è stato distribuito un volantino che spaccia per falsi i dati che abbiamo fornito sull’esito del referendum».
L’Rdb-cub ribadisce che nell’istituto previdenziale teatino ha partecipato al voto il 76% dei presenti e in quello teramano circa l’80. «La stragrande maggioranza, oltre il 75% dei votanti», continua, «ha espresso parere negativo sull’accordo siglato da Cisl e Uil ma non da Rdb-Cub, Cgil e Cisal. Il sindacalista che firma il volantino non si è mai visto in alcuna sede Inps», osserva Di Primio, «tantomeno in quella di Chieti. In ogni caso ribadiamo che i risultati da noi diffusi sono suffragati sia dalle schede, votate e conservate da tutte le strutture aziendali, e sia dagli elenchi di lavoratrici e lavoratori che hanno partecipato al voto. Siamo stati sollecitati a intervenire da molti colleghi», continua l’esponente dell’Rdb-cub, «indignati per quanto riportato nel volantino distribuito stamattina (ieri), che offende la loro buona fede e pretende di stravolgere la realtà di una massiccia partecipazione al referendum. Invitiamo il sindacalista in questione a farsi un giro per le sedi, così potrà rendersi conto di persona di quanto detto da noi. Evidentemente brucia la bocciatura del contratto e la perdita di consensi fra i lavoratori».(s.b.)


20 febbraio 2009 - Liberazione

Lavoratrici "bendate" al ministero
Pubblico impiego, stretta di Brunetta sui precari
di Serena Salucci

Non hanno ancora vinto la loro battaglia, ma da ieri hanno qualche speranza in più di riottenere il loro posto di lavoro. Anna, Laura e Valentina, tre delle undici centraliniste interinali dell'Ospedale di Legnano licenziate a settembre, erano giunte a Roma mercoledì mattina con gli occhi coperti da una benda nera, per partecipare al presidio dei precari della Pubblica Amministrazione organizzato sotto Palazzo Madama dall'RdB Cub. «Siamo bendate - avevano spiegato - perché il nostro futuro non esiste, non lo lo vediamo più. Vogliamo chiedere spiegazioni direttamente al ministro Brunetta, perchè secondo la sua legge non possiamo più riavere il nostro lavoro». Ieri mattina hanno continuato il loro "sciopero del futuro" sotto la sede del Ministero della Funzione Pubblica finché non sono state ricevute dallo staff del Ministro.
Dopo un rimpallo di responsabilità, durato mesi, tra l'azienda sanitaria lombarda e il ministero, finalmente si è acceso un lumicino. Secondo i funzionari che hanno ricevuto le lavoratrici, esiste la possibilità di deroga al famigerato art. 49 della legge 133 che fissa il limite di tre anni per l'utilizzo dei lavoratori precari da parte della Pubblica Amministrazione: è sufficiente che l'Ospedale formuli un quesito da inviare a Roma per la predisposizione di un provvedimento ad hoc. Tolte le "bende", le ragazze hanno fatto ritorno a casa, con la certezza di un appuntamento per il 4 marzo prossimo al Ministero, sempre che l'Ospedale di Legnano lavori perché la vicenda si concluda positivamente.
Quel che è certo per ora, è che la storia delle centraliniste "spogliarelliste", che si erano messe provocatoriamente all'asta su You Tube per un posto di lavoro, rappresenta solo l'inizio dell'effetto devastante dei provvedimenti del governo su migliaia di precari del pubblico impiego. La preoccupazione cresce con l'avvicinarsi del passaggio alle Camere del Disegno di Legge 1167, il collegato alla finanziaria che nell'articolo 7 inserisce una revisione drastica della disciplina sul ricorso al lavoro flessibile all'interno degli enti pubblici. La norma, definita "ammazzaprecari" dai sindacati di base, mette definitivamente un punto alle procedure di stabilizzazione iniziate nella Pa a seguito delle finanziarie del 2006 e del 2007. Il termine perentorio fissato per tutte le conversioni e le assunzioni dei precari è il 30 giugno 2009. «Tecnicamente fino a quando il Ddl 1167 non entra in vigore - sottolinea Carmela Bonvino, resposabile RdB per il precariato - le amministrazioni possono far riferimento alle vecchie norme e stabilizzare i tempo determinato fino alla copertura per le carenze di organico, e per i cococò la trasformazione a tempo determinato. Ora non solo vengono abrogate tutte le norme, ma le amministrazioni che hanno fatto il passaggio da cococò a tempo determinato non avranno più la possibilità di fare il secondo passaggio e assumere i lavoratori. Soprattutto negli enti locali la situazione rischia di diventare critica, perché la lentezza burocratica non consentirà di completare le procedure. Finiti i tre anni si è fuori». Per questo cresce la mobilitazione dei precari degli enti pubblici. L'unica promessa strappata con il presidio dell'altro giorno, che chiedeva alla cancellazione dell'articolo 7 del progetto di legge, è quella dei senatori dell'Italia dei Valori che nel passaggio in Commissione Lavoro presenteranno alcuni emendamenti, nessuna risposta da Pd e nessun sostegno per ora dai sindacati confederali. È quindi probabile che l'"ammazzaprecari" andrà avanti senza ostacoli. Ieri, dopo il passaggio indenne del Ddl in Commissione Affari Costituzionali del Senato, Brunetta ha espresso la ferma intenzione di arrivare alla votazione in Senato martedì prossimo.


20 febbraio 2009 - Il Giorno

Spiragli per le ex centraliniste
Ricevute dalla Commissione alla Funzione Pubblica DOPO LA PROTESTA «BENDATA» A ROMA
di SILVIA VIGNATI

LEGNANO - ANNA LAURA: «Mi sento sollevata, sento che abbiamo parlato con persone che hanno realmente compreso il nostro caso». Laura: «Finalmente si è un po' allentata la tensione che vivevo da giorni». Valentina: «Torneremo a Roma con uno spirito diverso, la fatica di questo viaggio forse darà frutti». Parlano le tre ex operatrici di call center dell'Azienda ospedaliera che hanno dato vita allo "sciopero del futuro". Protesta che doveva proseguire fino a questo pomeriggio, conclusasi con 24 ore di anticipo. Perché le donne disoccupate, insieme con Riccardo Germani delle Rappresentanze di base (Rdb-Cub), sono state ricevute ieri mattina a Palazzo Vidoni (sede della Funzione pubblica) da una commissione tecnica nominata dal ministro Renato Brunetta. La delegazione, composta dal dottor Eugenio Gallozzi e dalla dottoressa Maria Barilà, ha già fissato un successivo appuntamento alle ragazze per il 4 marzo. CHIEDIAMO a Germani i dettagli della mattinata. «La commissione ha illustrato il quesito che la Regione Lombardia ha inviato alla Funzione Pubblica. In sostanza il Pirellone, dopo cinque mesi di iniziative fatte di presidi e incontri a tutti i livelli, dopo l'attenzione dei maggiori organi di informazione, ha fatto una richiesta che non entrava nel merito della questione, rimanendo nel vago e chiedendo genericamente come prorogare i contratti ai lavoratori flessibili. La nota non conteneva nessun riferimento specifico alle vicenda legnanese delle undici lavoratrici. È come se in casa nostra un rubinetto iniziasse a gocciolare e invece di chiamare l'idraulico si inoltrasse una domanda sul risparmio idrico a livello mondiale!». Le ragazze si sentono rassicurate: «Oggi finalmente abbiamo incontrato persone serie e competenti, capaci di entrare nel merito dei problemi e prospettare passaggi possibili e non voli pindarici». COSÌ ALLE 14 DI IERI hanno deciso di togliersi le bende, e di rimettersi in autostrada alla volta di Legnano. «Ora vogliamo ricominciare con l'Azienda ospedaliera un percorso che porti a formulare un quesito circoscritto sulla vicenda - riprende Germani -: già per lunedì è prevista una riunione delle donne che chiederanno un nuovo incontro con gli amministratori dell'ospedale Civile. Inoltre proporremo anche ai dirigenti dell'Azienda Ospedaliera di partecipare con noi all'incontro romano del 4 marzo». Su un fronte opposto si muove la Uil, interessata a ricollocare a tempo pieno il personale part-time amministrativo assunto tramite concorso pubblico nel 2001 per il servizio di call-center. Ossia le operatrici che stanno attualmente svolgendo il lavoro delle ex centraliniste.


20 febbraio 2009 - Corriere del Mezzogiorno

AGROPOLI. Sciopero e sit-in per l'ospedale

Ospedale civile di Agropoli: il sindacato Rdb, ieri mattina ha convocato un'assemblea dei lavoratori per discutere della carenza di personale.
Due le decisioni prese: la proclamazione dello sciopero di medici, tecnici e infermieri programmato per metà marzo e un sit-in di protesta il 27 febbraio presso l'Asl Sa 3 a Vallo della Lucania. Alla manifestazione parteciperà anche il comitato civico che si sta battendo per far rientrare l'ospedale nella rete dell'emergenza.


20 febbraio 2009 - Italia Sera

Torna la calma all’ospedale Angelucci
Rdb-Cub di Subiaco, sospesa l’occupazione
Il nosocomio non sarà smantellato

Subiaco - "Dopo una settimana di occupazione, cominciata il 17 febbraio, nel tardo pomeriggio è stata sospesa l'occupazione della Direzione Sanitaria dell'Ospedale Angelucci di Subiaco. La decisione è stata assunta dalla Rdb-Cub, congiuntamente ai lavoratori e alle associazioni che hanno promosso l'iniziativa, a fronte dell'arrivo della Tac ed in attesa che la Direzione Generale dia risposte concrete anche alle altre richieste avanzate, al fine di impedire nei fatti lo smantellamento del presidio ospedaliero della Valle dell'Aniene". Lo comunica l'Rdb-Cub con una nota. "Il direttore Generale della Asl Rm/G, Dott. Di Pilla, si è impegnato per il prossimo 26 febbraio a fornire risposte nel merito della vertenza, come il ripristino della ostetricia-ginecologia, della pediatria, del nido e il potenziamento dell'ortopedia, la messa in sicurezza del reparto dell'SPDC (Psichiatria), nonché sulla verifica degli appalti in essere - continua la nota - Qualora non ci fossero risultati soddisfacenti alle richieste per il ripristino bisogni assistenziali del bacino d'utenza del presidio ospedaliero di
Subiaco, la Rdb-Cub Sanità, insieme alle associazioni del territorio, sarà pronta a riprendere l'iniziativa".


20 febbraio 2009 - Il Mattino

Stretta finale per la vertenza dei 15 dipendenti della Melito Multiservizi...
di ADELE PIANESE

Melito - Stretta finale per la vertenza dei 15 dipendenti della Melito Multiservizi, società partecipata del Comune che si occupa della rimozione rifiuti. Fino a pochi mesi fa, a causa di un pesante passivo, (dovuto soprattutto all'emergenza rifiuti che aveva triplicato i costi di gestione e messo in ginocchia la città invasa dai cumuli) rischiava l'avvio delle procedure fallimentari. Mesi di mediazioni e accordi, di volta in volta disattesi, proteste e tentativi di accordo fino a ieri, quando il sindaco Antonio Amente ha deciso di porre fine alla lunga odissea incontrando lavoratori, istituzioni e sindacati: nessun licenziamento. Una nuova commessa darà respiro all’azienda e nello stesso tempo di impiegare il personale in esubero. «I posti di lavoro sono salvi - commenta il primo cittadino -. Abbiamo trovato la soluzione più adeguata». L'annuncio del sindaco durante l'incontro con le maestranze nella biblioteca Rossi. Hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco,il vicesindaco Antonio Testa, il consigliere comunale Udc Carmine Sanarico, il capogruppo del Pdl Florindo Buffardi, l'ingegnere Credendino, presidente della Multiservizi, il sindacalista Scamardella in rappresentanza della RdB mentre altre sigle sindacali, pure invitate, hanno disertato l'incontro. Per mercoledì il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Patrizio Esposito, ha convocato un assise per chiarire le vicende della Multiservizi. L'azienda è risultata vincitrice di una gara per l'assegnazione della gestione dei parcheggi a raso in corso Europa e via Roma. La nuova commessa consente una migliore gestione e un migliore impiego della forza lavoro che potrà così essere destinata anche ad altri compiti, salvando, grazie a questo nuovo piano aziendale, il posto di lavoro. «Siamo soddisfatti del risultato raggiunto - dice Luigi Credendino presidente della Multiservizi - dove ognuno ha fatto la sua parte per scongiurare i licenziamenti». Prima delle sigle sindacali e prima delle divisioni partitiche - ha detto Scamardella - esistono gli uomini. E il risultato è stato raggiunto perché sono stati rispettati gli impegni».


20 febbraio 2009 - Il Quaderno

Benevento, corsi per operatori socio sanitari: martedì assemblea della RdB/Cub

Benevento - Martedì 24 febbraio, alle 10 presso la sala convegni dell’Azienda Sanitaria Locale di Benevento, si terrà un’assemblea pubblica della federazione provinciale del sindacato RdB/Cub dopo che il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha accolto il ricorso secondo cui la Regione deve provvedere alla formazione, pubblica e gratuita, degli operatori socio sanitari. La RdB/Cub ha già chiesto all’assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano, di rispettare il dispositivo dei giudizi e prevedere l’immediata pubblicazione del bandi che consente l’avvio dei corsi nelle strutture pubbliche della Campania. "E’ tempo ora – si legge in una nota - di rilanciare la lotta, la mobilitazione, la protesta affinché siano rispettati i diritti dei cittadini, l’accesso pubblico al mercato della formazione e del lavoro".


20 febbraio 2009 - Corriere di Viterbo

"Casa di cura Nepi": tutti contro Marrazzo
La protesta del reparto di riabilitazione che ora vede la chiusura dietro l’angolo. "L’80% dei dipendenti rischia il posto". La mediazione del prefetto.
di Francesca Buzzi

Nepi - Il reparto di riabilitazione della "Casa di cura Nepi" protesta contro i tagli previsti alla sanità pubblica e privata. "Attualmente - spiega il primario della riabilitazione Francesco Pesce Delfino - abbiamo a disposizione 40 posti ordinari più altri 50 per il day hospital. Se però la Regione attuerà questa serie di tagli saremo costretti a ridurre notevolmente l’offerta sanitaria e di conseguenza gran parte del personale si ritroverà senza un posto di lavoro". A questo proposito ieri mattina una rappresentanza dei dipendenti della struttura ha manifestato il suo dissenso a piazza del Comune mentre una delegazione formata da un’assemblea dei sindaci della provincia, dai proprietari della casa di cura e da alcuni rappresentanti sindacali, incontrava il prefetto Alessandro Giacchetti per trovare una soluzione al problema. "Se non si interviene subito - continua il primario - l’80% dei 180 dipendenti, che attualmente prestano il loro servizio a Nepi, rischiano il licenziamento. Una piccola parte del personale sarà infatti spostata negli altri reparti, ma è chiaro che non tutti troveranno una sistemazione. Inoltre molti di loro sono dei liberi professionisti e quindi, non avendo un contratto a tempo indeterminato, sarebbero i primi a pagarne le spese". Per non parlare dei gravi danni di cui risentirebbe il sistema sanitario della provincia. "Il nostro reparto - conclude il dott. Francesco Pesce Delfino - ospita tutti pazienti post-acuzie, cioè persone che hanno subito interventi chirurgici e che sono dimessi dagli ospedali dopo pochi giorni sebbene abbiano ancora bisogno di assistenza. Il lavoro che svolgiamo è quindi indispensabile soprattutto nei casi in cui ci troviamo di fronte persone anziane che oltre alla degenza post-operatoria hanno complicanza sanitarie di altro tipo. Questo tipo di strutture già scarseggiano nella nostra provincia e le liste di attesa dei malati sono interminabili. Se la Regione continuerà a tagliare i fondi il servizio sanitario locale rischia seriamente di collassare". A termine della mattinata tuttavia la delegazione inviata dal prefetto è riuscita ad ottenere almeno un successo. "Per il momento - spiega il sindaco di Nepi, Franco Vita - è stata accolta la nostra richiesta di mantenimento dei posti letti almeno fino a quando non sarà decretata la sentenza del Tar". Tutti i sindaci presenti e i rapprensentanti di alcune sigle sindacali (Cgil, Uil, Ugl e Rdb Sanità) hanno infatti sottoscritto all’unanimità un documento indirizzato al direttore generale della Asl di Viterbo e al commissario della Sanità della Regione Lazio per il mantenimento dei posti letto che è stato appunto accettato. Ovviamente se la risposta del Tar sarà negativa il problema si ripresenterà in maniera ancora più grave, ma per il momento il servizio sanitario e il livello occupazionale della "Casa di Cura Nepi" rimangono invariati. Una conquista da non sottovalutare per tutti coloro che ieri mattina hanno sfidato il freddo pur di mostrare la loro insoddisfazione sotto Palazzo dei Priori. Erano infatti almeno una trentina i dipendenti del Gruppo Ro.Ri (sigla che sta per Roberto e Rita Angelucci, proprietari della struttura) che armati di striscioni e cartelli hanno atteso l’esito dell’incontro con il prefetto a piazza del Comune. Tra i tantissimi slogan esposti risaltano gli inviti al presidente della Regione Marrazzo ad "allentare il lazzo" che opprime la sanità pubbica, il richiamo al primo articolo della Costituzione che dovrebbe garantire il diritto al lavoro come fondamento del paese ed infine la preoccupazione per la sorte della sanità pubblica che, come recita una dei manifesti, non è un’optional, ma un elemento indispensabile per garantire l’assistenza ai malati.


20 febbraio 2009 - Il Messaggero

Congelati i 90 licenziamenti alla Casa di cura Nepi...

Congelati i 90 licenziamenti alla Casa di cura Nepi. Almeno fino al pronunciamento del Tar, sarà la Asl di Viterbo, grazie a una delibera del direttore generale Giuseppe Aloisio, a confermare l'accreditamento alla struttura di riabilitazione - perso a seguito del decreto commissariale di Marrazzo - acquistandone direttamente le prestazioni. E' il risultato dell'incontro di ieri mattina in Prefettura, sollecitato da Roberto Angelucci, presidente del gruppo Ro. Ri. srl e proprietario della struttura, alla presenza anche di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rdb, nonché del Comitato di rappresentanza dei sindaci. Positivo il giudizio dei sindacati, che però dicono: «Sulla sanità la politica deve prendersi le sue responsabilità».
Afferma Sergio Riccardi, segretario della Fp-Cgil: «Abbiamo ripetuto lo stesso percorso che le organizzazioni sindacali, la Asl e il prefetto avevano individuato per la clinica Salus». Ma per il futuro occorre fare di più: «Ho chiesto - dice - un nuovo incontro col collegio dei sindaci per affrontare tutte le questioni aperte sulla sanità pubblica e privata».
La definisce "una soluzione ponte" il segretario della Fps-Cisl, Mario Malerba. Che dice: «Abbiamo per ora salvato i livelli occupazionali e le prestazioni sanitarie, ma non possiamo più tollerare attacchi ai posti letto pubblici e ai servizi forniti dai privati in convenzione. Auspico che questo accordo apra una discussione più ampia a difesa della sanità e dei lavoratori».
Sulla stessa linea l'Ugl, con Egidio Gubiotto. «La delibera di Aloisio - afferma - garantirà la liquidità necessaria alla casa di cura per continuare a fornire delle prestazioni indispensabili. Ma il problema è che la Regione non può pensare di risparmiare con tagli così drastici: l'utente andrà in Umbria o in Toscana, e così i costi non faranno che aumentare».


20 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino

MARCONI
Domani sciopero di quattro ore: i servizi potrebbero non essere garantiti

Bologna - L'aeroporto informa che domani, a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da Cub Trasporti per i lavoratori delle società Aeroporto Marconi, Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service, dalle 12 alle 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli tel. 051-6479615, oppure consultare il sito www.bologna-airport.it.


20 febbraio 2009 - Leggo

Sit-in dei Vigili del Fuoco

Bari - Un presidio è stato organizzato ieri a Bari dalle rappresentanze di base e dalla Confsal dei Vigili del fuoco che lamentano «una forte tensione» all'interno del comando di Bari a causa dei rapporti esistenti con il comandante.

Bologna. Possibili disagi domani...

Bologna - Possibili disagi domani per i viaggiatori dell’aeroporto Marconi: a causa di uno sciopero di quattro ore proclamato dalle Rdb (Cub Trasporti) dalle 12 alle 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Lo sciopero riguarda i lavoratori di Sab (società di gestione dello scalo) e di Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service. Per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051 6479615, oppure consultare il sito www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale.


20 febbraio 2009 - La Stampa

ENRICO VESCO «APRIRO’UN TAVOLO DI CONFRONTO CON PROVINCIA, COMUNE, AZIENDA E SINDACATI»
La Regione aiuta la Cartiera
di LUCIA BARLOCCO

MURIALDO - Incontro, ieri pomeriggio, tra l’assessore regionale alle Politiche attive del Lavoro, Enrico Vesco, i dirigenti e il Consiglio di fabbrica della cartiera «Bormida spa» di Murialdo. Ed è stata la prima volta che un assessore regionale ha visitato lo stabilimento per parlare con i delegati sindacali e con i vertici aziendali sui temi dell’occupazione e della produttività, anche e soprattutto alla luce del progetto di realizzazione dell’impianto biologico. Il «summit», sollecitato dai rappresentanti dei lavoratori e, in particolare, da Giampiero Icardo, dipendente della cartiera e segretario dei Cub Informazione, hanno partecipato anche il consigliere regionale Michele Boffa e i sindaci di Murialdo e Millesimo, Carlo Bertone e Mauro Righello.
«La mia proposta - spiega l’assessore - è quella di aprire un tavolo di confronto con Provincia, Comune, azienda e sindacati per trovare soluzioni nel caso in cui dovessero sorgere dei problemi, ed è per questo che ne torneremo a parlare tra una decina giorni dopo che l’azienda avrà deciso il da farsi». Prosegue: «Tuttavia siamo anche disponibili a prendere in considerazione l’eventualità di dare ’’aiuti’’ in tema di innovazione perchè il nostro scopo è garantire la continuità produttiva dell’azienda e gli attuali assetti occupazionali».
«Il problema, in base a quanto ci è stato detto dall’azienda - osserva il consigliere Boffa -, per quanto riguarda l’impianto biologico è legato alla quantità d’acqua da prelevare dal fiume. Ed è questo il nodo da sciogliere».
Il caso-depuratore era cominciato tre anni fa, quando la direzione presentò un primo progetto che venne bocciato perché il prelievo di acqua era stato giudicato «eccessivo». Ed è su questo punto che il piano di intervento si è arenato, visto che la Bormida non era disposta a ridurre la capacità dell’impianto perchè non avrebbe garantito una produzione necessaria ad ammortizzare i costi dell’investimento che si aggira sul milione e mezzo di euro. E dopo tre anni, in un incontro che si è svolto la scorsa settimana con il Commissario straordinario della Provincia, l’amministratore delegato della cartiera, il sindaco di Murialdo e le organizzazioni sindacali, i tecnici non hanno posto riserve. Per cui sarà l’azienda a dover decidere se, come e quando realizzare il depuratore.


19 febbraio 2009 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. SABATO SCIOPERO DI 4 ORE, RISCHIO DISAGI
I SERVIZI POTREBBERO NON ESSERE GARANTITI DALLE 12 ALLE 16

(DIRE) Bologna, 19 feb. - L'Aeroporto di Bologna mette in guardia i passeggeri che devono mettersi in viaggio dopodomani: a causa di uno sciopero di quattro ore proclamato dalle Rdb (Cub Trasporti) dalle 12 alle 16 di sabato i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Lo sciopero riguarda i lavoratori di Sab (societa' di gestione dello scalo) e di Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service. Per informazioni sui voli, e' possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'Aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi e' possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero, all'indirizzo www.commissionegaranziasciopero.it.

AEROPORTO BOLOGNA. RDB ALLO SCIOPERO: STOP APPALTI E PRECARI
MARINELLI: PROBLEMA PAGHE CON GIACCHIERI RISOLTO SOLO ALL'ULTIMO

(DIRE) Bologna, 19 feb. - Quello di sabato all'aeroporto Marconi di Bologna e' l'"ennesimo sciopero di una lunga vertenza che riguarda sia il personale aereoportuale, degli handlers e della filiera di appalti ed esternalizzazioni, questa volta limitato a sole quattro ore per poter rispettare le procedure di legge sempre piu' stringenti sul diritto di sciopero". Luigi Marinelli, delle Rdb, spiega cosi' la chiamata ad incrociare le braccia che sabato rischia di produrre disagi nello scalo dalle 12 alle 16. Al centro della mobilitazione, c'e' il tema del "riconoscimento dei diritti sindacali e contrattuali, la politica degli appalti, della frammentazione aziendale, i contratti precari, la rivendicazione di un contratto unico, la stabilizzazione dei lavoratori", elenca Marinelli. Tra l'altro, aggiunge il sindacalista, "e' di questi giorni la notizia di ulteriori problemi nei pagamenti per i lavoratori della Giacchieri, situazione rimediata all'ultimo momento con il pagamento quasi regolare dell'ultimo stipendio, ma restano i problemi irrisolti della tenuta strutturale del sistema".

FIERA BOLOGNA. RDB: MINOLI INIZIA MALE, ASPETTATIVE DELUSE

(DIRE) Bologna, 19 feb. - La ricetta dell'ad Federico Minoli per lo sviluppo della Fiera di Bologna delude i sindacati di base. "Potrebbe stare nella bocca di qualsiasi imprenditore- commenta Luigi Marinelli delle Rdb- ci aspettavamo qualcosa di piu' visto il suo curriculum". Marinelli pensa in particolare all'avvio della trattativa per il rinnovo dell'integrativo aziendale. "E' un modo sbagliato di cominciare- dice- la piattaforma sindacale presentata e' di rilancio, mentre le dichiarazioni di Minoli relegano i sindacati in un ruolo di difesa dell'esistente".


19 febbraio 2009 - Apcom

Lombardia/ Rdb Cub: 11 precarie Legnano possono essere riassunte
L'esito dell'incontro al ministero della Funzione Pubblica

Milano, 19 feb. (Apcom) - Le 11 precarie che fino al 31 agosto scorso lavoravano in un call center per l'ospedale di Legnano e che dopo 6 anni sono rimaste senza contratto possono essere riassunte. E' questo l'esito di un incontro, avvenuto oggi al ministero della Funzione pubblica, tra una delegazione delle centraliniste e il responsabile del relazioni sindacali del dicastero, Eugenio Gallozzi. All'incontro, scrive in una nota il sindacato Rdb Cub, ha partecipato anche Maria Barilà, dell'ufficio per il personale del ministero. Le precarie hanno proseguito anche stamani bendate la loro protesta davanti al ministero e nei mesi scorsi si erano anche spogliate per manifestare il proprio dissenso. I due rappresentanti del ministero, si legge nella nota, sono entrati in merito al quesito ricevuto dall'Azienda Ospedaliera di Legnano, ritenuto di carattere generale e non inerente allo specifico caso delle 11 centraliniste, e hanno reso noto che esistono i requisiti di legge per la ripresa dell'attività da parte delle lavoratrici. Contestualmente hanno fissato per il prossimo 4 marzo un ulteriore incontro, al quale la Rdb-Cub richiederà la presenza dei responsabili dell'azienda ospedaliera di Legnano. Dalle ore 14 di oggi le lavoratrici hanno pertanto deciso di togliersi le bende, ed hanno stabilito di riunirsi lunedì 23 per sollecitare l'azienda ospedaliera alla formulazione presso il ministero di un quesito specifico sul loro caso e per decidere le nuove iniziative.

Subiaco, sospesa occupazione RdB-Cub a ospedale Angelucci
Ripristinata tac: "Più servizi o riprendiamo l'iniziativa"

Roma, 19 feb. (Apcom) - Dopo una settimana di occupazione, cominciata il 17 febbraio, è stata sospesa l`occupazione della Direzione sanitaria dell`Ospedale Angelucci di Subiaco: la decisione è stata assunta dalla RdB-CUB, insieme ai lavoratori e alle associazioni che hanno promosso l`iniziativa, a fronte dell`arrivo della tac ed in attesa che la Direzione Generale dia risposte concrete anche alle altre richieste avanzate, per "impedire nei fatti lo smantellamento del presidio ospedaliero della Valle dell`Aniene". Il Direttore Generale della Asl Rm/G Di Pilla, spiega la RdB-Cub si è impegnato per il prossimo 26 febbraio a fornire risposte nel merito della vertenza, come il ripristino della ostetricia-ginecologia, della pediatria, del nido e il potenziamento dell`ortopedia, la messa in sicurezza del reparto dell`SPDC (Psichiatria), nonché sulla verifica degli appalti in essere. Qualora non ci fossero risultati soddisfacenti alle richieste per il ripristino bisogni assistenziali del bacino d`utenza del presidio ospedaliero di Subiaco, la RdB-CUB Sanità insieme alle associazioni del territorio "sarà pronta a riprendere l`iniziativa".


19 febbraio 2009 - Ansa

LAVORO: PRESIDIO A BARI DEI VIGILI DEL FUOCO

(ANSA) - BARI, 19 FEB - Un presidio è stato organizzato oggi a Bari in Piazza Prefettura dalle rappresentanze di base e dalla Confsal dei Vigili del fuoco che lamentano «una forte tensione» all'interno del comando di Bari a causa dei rapporti esistenti con il comandante. Tutto questo - informa una nota della Confsal-Rdb - è poi aggravato dalla «notevole carenza di personale (oltre 110 unità), dalla vetustà dei mezzi a disposizione, dal ricorso continuo a lavoratori precari, dalla mancanza di una adeguata e continua formazione». In un incontro tenuto da una delegazione dei lavoratori - al presidio, secondo fonte sindacale, hanno aderito 150 lavoratori su un organico complessivo di quasi 500 vigili del fuoco - con il prefetto di Bari, Carlo Schilardi, è stato chiesto di dare al comando di Bari «una dirigenza capace e valida» e assicurare «il pieno soccorso e la massima sicurezza e prevenzione ai cittadini». Il prefetto di Bari - è detto nel comunicato - ha dato la propria disponibilità a inoltrare al ministro copia della documentazione fornita.


19 febbraio 2009 - Omniroma

SUBIACO, RDB-CUB: SOSPESA OCCUPAZIONE OSPEDALE

(OMNIROMA) Roma, 19 feb - «Dopo una settimana di occupazione, cominciata il 17 febbraio, nel tardo pomeriggio è stata sospesa l'occupazione della Direzione Sanitaria dell'Ospedale Angelucci di Subiaco. La decisione è stata assunta dalla Rdb-Cub, congiuntamente ai lavoratori e alle associazioni che hanno promosso l'iniziativa, a fronte dell'arrivo della Tac ed in attesa che la Direzione Generale dia risposte concrete anche alle altre richieste avanzate, al fine di impedire nei fatti lo smantellamento del presidio ospedaliero della Valle dell'Aniene». Lo comunica l'Rdb-Cub con una nota. «Il direttore Generale della Asl Rm/G, Dott. Di Pilla, si è impegnato per il prossimo 26 febbraio a fornire risposte nel merito della vertenza, come il ripristino della ostetricia-ginecologia, della pediatria, del nido e il potenziamento dell'ortopedia, la messa in sicurezza del reparto dell'SPDC (Psichiatria), nonché sulla verifica degli appalti in essere - continua la nota - Qualora non ci fossero risultati soddisfacenti alle richieste per il ripristino bisogni assistenziali del bacino d'utenza del presidio ospedaliero di Subiaco, la Rdb-Cub Sanità, insieme alle associazioni del territorio, sarà pronta a riprendere l'iniziativa».

S.SPIRITO, RDB A CORTE CONTI LAZIO: SALE OPERATORIE ANCORA CHIUSE

(OMNIROMA) Roma, 19 feb - «La RdB/CUB negli ultimi anni ha segnalato presso la sua Sezione Giurisdizionale una serie di eventi relativi ad appalti e lavori effettuati in alcune strutture sanitarie pubbliche della metropoli, che presentavano irregolarità e hanno causato disservizi. Dal 2005 al 2007 la nostra organizzazione sindacale ha redatto ben tre 'libri bianchì (sugli appalti del S. Camillo, sul Blocco Operatorio del S. Spirito, sull'appalto Telecom dell'AslL RmB) per indicare dove dovrebbero essere tagliati gli sprechi della spesa sanitaria nel Lazio e non già, come accade, nei servizi sanitari ormai ridotti all'osso o nella spesa del personale irrimediabilmente sotto organico e sempre più spesso precario». Così Maria Teresa Pascucci (Rdb Cub Sanità Roma e Lazio) in una lettera al procuratore regionale per la Corte dei consti del Lazio, Mario Ribaudo. «Ricorderà - continua la lettera - che ogni relazione presentata è stata regolarmente corredata di una copiosa documentazione allegata, composta quasi totalmente da delibere aziendali, pertanto da atti formali. Ciò per facilitare ed abbreviare l'attività istruttoria, che sappiamo essere spesso difficile e faticosa, e consentire così una rapida valutazione in merito alla eventuale archiviazione o meno dei casi. In seguito, abbiamo appreso con soddisfazione che tutte e tre le denunce da noi trasmesse sono state registrate ed avviate alla fase istruttoria. Ci preme però in questa occasione soffermarci sull'iter seguito dal caso del Blocco Operatorio dell'Ospedale S.Spirito. La denuncia riguarda due camere operatorie delle 4 realizzate nel 2000 durante la generale ristrutturazione dell'Ospedale per il Giubileo, che, dopo inspiegabili smantellamenti e nuove ristrutturazioni ad oggi non sono ancora in funzione. Nel febbraio 2007 dalla Sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2007 è emerso che sulla ASL RME pendeva per danni l'istruttoria sulle camere operatorie e che il danno erariale stimato ammontava a circa un milione e mezzo di euro. Nel luglio 2007 avemmo modo di illustrare in modo più efficace la numerosa documentazione allegata (oltre 500 pagine) alla nostra denuncia, durante un incontro con il Magistrato che stava istruendo il caso del Blocco Operatorio del S. Spirito e che consentì di aggiornare la stima del danno erariale e convinse a sollecitare gli accessi della Guardia di Finanzia dal momento che le camere operatorie, benché nuovamente ristrutturate, non erano ancora funzionanti. Infatti, nel successivo mese di febbraio, alla lettura della sua nuova relazione per l'apertura dell'anno giudiziario 2008, abbiamo potuto appurare che la Procura aveva effettivamente aggiornato la stima del danno erariale, che era salita ad oltre 2 milioni e 200.000 euro, ma che la pratica era annoverata ancora una volta tra l'attività in fase istruttoria. In conclusione, dopo oltre due anni e mezzo dalla segnalazione, dopo aver fornito una articolata ed esaustiva documentazione, faticosamente recuperata a dispetto della pervicace violazione delle norme sulla trasparenza da parte delle aziende pubbliche, nonostante il personale contributo alla informazione da parte della scrivente e malgrado la puntuale e determinata attività del Vice Procuratore competente, ad oggi il caso è ancora in fase istruttoria, con buone probabilità di finire in prescrizione, ma le camere operatorie del S. Spirito sono ancora chiuse. Otto anni di disservizio, di somme sprecate per inutili lavori di ristrutturazione, di disagi per il personale, di problemi di igiene sanitaria non rispettata, di liste di attesa sempre più lunghe, di trasferimenti di somme destinate alla sanità pubblica verso le strutture convenzionate in cui sono stati dirottati i pazienti in lista di attesa. Rammentiamo, Dr. Ribaudo, che Ella da subito ci rappresentò la difficoltà per la Corte dei Conti di intervenire, laddove gli enti pubblici potevano dimostrare che il procurato danno erariale era stato necessario ad assicurare la continuità del servizio pubblico, in particolare nella sanità. Ma proprio per questo non comprendiamo come si possa giustificare il mancato intervento della sua Procura in una struttura sanitaria in cui si sono sprecati dei soldi pubblici e non c'è alcun servizio».


19 febbraio 2009 - Adnkronos

SANITÀ: RDB CUB, SOSPESA OCCUPAZIONE OSPEDALE ANGELUCCI SUBIACO

Roma, 19 feb. - (Adnkronos) - «Dopo una settimana di occupazione, cominciata il 17 febbraio, nel tardo pomeriggio è stata sospesa l'occupazione della Direzione Sanitaria dell'Ospedale Angelucci di Subiaco. La decisione è stata assunta dalla RdB-CUB, congiuntamente ai lavoratori e alle associazioni che hanno promosso l'iniziativa, a fronte dell'arrivo della Tac ed in attesa che la Direzione Generale dia risposte concrete anche alle altre richieste avanzate, al fine di impedire nei fatti lo smantellamento del presidio ospedaliero della Valle dell'Aniene». Lo comuica Rdb-Cub in una nota. «Il Direttore Generale della Asl Rm/G, Dott. Di Pilla - prosegue la nota - si è impegnato per il prossimo 26 febbraio a fornire risposte nel merito della vertenza, come il ripristino della ostetricia-ginecologia, della pediatria, del nido e il potenziamento dell'ortopedia, la messa in sicurezza del reparto dell'SPDC (Psichiatria), nonchè sulla verifica degli appalti in essere. Qualora non ci fossero risultati soddisfacenti alle richieste per il ripristino bisogni assistenziali del bacino d'utenza del presidio ospedaliero di Subiaco, la RdB-CUB Sanità, insieme alle associazioni del territorio, sarà pronta a riprendere l'iniziativa».


19 febbraio 2009 - Il Sole 24 Ore

LAVORO
Aumento di 98 euro nel parastato

In arrivo un aumento di 98 euro per i 60mila dipendenti degli enti pubblici non economici per il biennio 2008-2009 del contratto. Ai 78 euro destinati a incrementare lo stipendio tabellare, si aggiungono 10 euro di indennità di ente e altri 10 euro del fondo di produttività (coda del precedente contratto).
L'intesa è stata sottoscritta all'Aran da Cisl e Uil,ma non dalle Rdb e dalla Cgil.


19 febbraio 2009 - Il Manifesto

BOLOGNA Applicata per la prima volta in Italia la direttiva Maroni. Sindacati di base e Bologna città libera: è incostituzionale, disobbediamo
Cortei e sit-in vietati in centro il fine settimana. Con il sì di Cofferati
di Giusi Marcante

BOLOGNA - Piazze e vie del centro di Bologna off-limits il sabato pomeriggio e la domenica per cortei, banchetti e presidi. Per ora sembra che quella emiliana sia l'unica prefettura d'Italia che è uscita allo scoperto con un giro di vite sulle manifestazioni, sulla scia delle indicazioni del Viminale. Il prefetto Angelo Tranfaglia ha firmato ieri mattina le nuove limitazioni, che hanno già scatenato diverse prese di posizione contrarie. Prende forma così sotto le due Torri la direttiva emanata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni il 26 gennaio nel pieno delle polemiche per le preghiere islamiche che si erano svolte durante le manifestazioni di sostegno alla popolazione di Gaza. La decisione del prefetto bolognese è avvenuta all'interno dell'ultima riunione del comitato per l'ordine pubblico e ha trovato concorde anche il sindaco Sergio Cofferati.
La direttiva bolognese è entrata in vigore «in via sperimentale» ed è il frutto di un confronto che la Prefettura ha avuto con tutte le realtà cittadine dai partiti, ai sindacati, alle associazioni dei commercianti. Per il momento non è prevista nessuna forma di garanzia da chiedere a chi presenterà preavvisi per le manifestazioni; la direttiva Maroni in questo senso indica la necessità per gli organizzatori di un corteo di presentare una forma di fideiussione a copertura di eventuali danni alla città. Le nuove limitazioni non piacciono per nulla a Bologna Città Libera, la lista per le prossime amministrative che ha candidato a sindaco il consigliere comunale Valerio Monteventi, ma trovano la netta contrarietà anche dei sindacati di base Rdb e Cobas, pronti a impugnare il provvedimento, e del direttivo provinciale dell'Arcigay che parla di «proibizionismo». Resta alla finestra per ora la Cgil, che aspetta ad esprimersi, mentre per Cisl e Uil non ci sono problemi.
Ma veniamo alla direttiva del prefetto: il divieto vale per le piazze del cuore cittadino ovvero Maggiore, Nettuno, Re Enzo, per la bellissima piazza S.Stefano e per le centralissime vie Ugo Bassi, Rizzoli e per un tratto di via Indipendenza. Un provvedimento che riguarda cortei e manifestazioni di ogni tipo ma che esclude le commemorazioni di carattere storico e religioso. È diverso il discorso per le manifestazioni elettorali, che saranno disciplinate in un altro modo quando si entrerà nel vivo della campagna per le amministrative del 6 e 7 giugno. Il periodo di prova di questa nuova direttiva prefettizia terminerà infatti prima dell'apertura della campagna elettorale. Pronte le reazioni di chi non vuole accettare il nuovo giro di vite. A partire dalla lista di Bologna Città Libera, che parla di un provvedimento che «induce la cittadinanza a confondere democrazia con sicurezza, sacrificando la prima in nome della seconda». «Cosa succederà alle persone omosessuali, bisessuali e trans quando vorranno manifestare pacificamente contro l'omofobia delle gerarchie cattoliche davanti a una chiesa, come è successo due anni fa a Bologna? - si chiede la lista di Monteventi e Franco Berardi "Bifo"- Verranno arrestate? Disperse con la forza?». I sindacati di base Cobas e Rdb sono invece pronti a impugnare il provvedimento quando vedranno rifiutata la loro richiesta di organizzare un corteo in centro. «Abbiamo già avvisato i nostri legali - ha spiegato Massimo Betti, coordinatore delle Rdb - perché intendiamo trovare il modo di dimostrare che è incostituzionale» e quindi va annullato. Betti aggiunge anche che Bologna è la prima città ad adottare queste misure, mentre «altrove si è cercato un accordo perché si sa che divieti così rigidi sono incostituzionali».


19 febbraio 2009 - Giornale Vicenza/Arena/Brescia Oggi

CONTRATTI «DIVISI»
ACCORDO SEPARATO ALL’ARAN CON CISL E UIL LA CGIL SI DISSOCIA

Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici allunga la lista degli accordi separati. Dopo il via libera della Corte dei Conti e del governo, l’intesa è stata sottoscritta ieri all’Aran da Cisl e Uil, ma non da Rdb e da Cgil, che ha presentato ricorso al giudice del lavoro.


19 febbraio 2009 - Il Messaggero

Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici...

Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici (Inps, Aci, etc.) allunga la lista degli accordi separati. Dopo il via libera della Corte dei Conti e del governo, l'intesa è stata infatti sottoscritta ieri all'Aran da Cisl e Uil, ma non da Rdb e Cgil, che ha presentato ricorso al giudice del lavoro perchè la ritiene illegittima. «In questo settore - sostiene la Cgil - non è stato raggiunto il 51% della rappresentatività necessario perchè il contratto sia valido per legge». L'accordo prevede un aumento medio a regime per il biennio 2008-2009 di circa 90 euro.

Abruzzo. Un decreto commissariale per la stabilizzazione dei precari della sanità...

Abruzzo - Un decreto commissariale per la stabilizzazione dei precari della sanità. E’ il blitz amministrativo del commissario governativo per il rientro del debito Gino Redigolo. Decreto emesso di concerto con il governo centrale e la cui bozza è già in visione dai tecnici del ministero del Welfare guidato da Maurizio Sacconi. Dunque, giunge l’attesa stabilizzazione per le centinaia di precari? Non sembrerebbe. Nel decreto si parla del personale che aveva un contratto a tempo determinato al 30 settembre 2007, rimarrebbero fuori tutti i Cococo che rappresentano il grosso del problema. «Aspettiamo di avere la bozza del decreto - spiega Mario Frittelli della RdB -, dobbiamo vedere a quali commi della finanziaria si riferisce». Nettamente contraria all’ipotesi di inserimento dei soli tempo determinato è la Uil «in questo modo viene abbandonata al proprio destino la maggior parte dei precari», commenta Francesco Marcucci segretario provinciale della Uil-Fpl. Oggi pomeriggio, in occasione del consiglio regionale, i precari della sanità consegneranno le 5.000 firme raccolte ed una lettera ad ogni consigliere e capogruppo. Cgil e Cisl, parlano di vero e proprio dramma per la sanità cittadina. «A fine mese - spiega Massimo Petrini segretario provinciale della Cgil-Fp - saranno licenziati 47 operatori edp, 30 infermieri, 40 tecnici di laboratorio e radiologia e 5 psicologi». Praticamente si rischio di non garantire un livello decente d’assistenza. «Chiediamo una proroga di almeno due mesi - dice Paolo Castellucci - segretario della Camera del lavoro - di tutti i contratti dei precari. I fondi sono reperibili rimodulando le spese da altri capitoli come quelli di appalti, manutenzioni e consulenze». Dei 700 precari ne sono rimasti 267 ma la delibera di pianta organica è bloccata dai revisori dei conti della Asl.(L.Tr.)


19 febbraio 2009 - Romagna Oggi

Bologna: disagi in vista al 'Marconi', proclamato sciopero di 4 ore

BOLOGNA - Disagi in vista per chi deve imbarcarsi sabato all'aeroporto ‘Marconi' di Bologna. Rdb, infatti, ha proclamato quattro ore di sciopero dalle 12 alle 16. Ad incrociare le braccia saranno i dipendenti di Sab (la società di gestione dello scalo) e di Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service. Per questo motivo i servizi aeroportuali potrebbero non esser garantiti. Per informazioni è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'Aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. E' anche possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero, all'indirizzo www.commissionegaranziasciopero.it.


19 febbraio 2009 - Infoair web

Sabato sciopero aeroporto Bologna

La Sab, società di gestione dell'aeroporrto Marconi di Bologna informa che lo scalo sabato 21 febbraio, a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da CUB Trasporti per i lavoratori delle società Aeroporto G. Marconi di Bologna, Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service, dalle ore 12 alle ore 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell’Aeroporto, all’indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale.


19 febbraio 2009 - Guidaviaggi

Sciopero sabato presso l'aeroporto di Bologna
Dale 12 alle 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti

Sabato 21 febbraio, a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da Cub Trasporti per i lavoratori delle società Aeroporto G. Marconi di Bologna, Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service, dalle ore 12 alle ore 16 i servizi aeroportuali presso l’aeroporto di Bologna potrebbero non essere garantiti.
Per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell’aeroporto, all’indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale.


19 febbraio 2009 - Il Mattino

«Le sedi Inpdap sono state prese d’assalto...

«Le sedi Inpdap sono state prese d’assalto da migliaia di pensionati inferociti per il fatto di ricevere una pensione ridotta fino al minimo di 458 euro. Si è assistito a scene di rabbia e disperazione da parte di chi, con le bollette da pagare in mano e le lacrime agli occhi, minacciava di denunciare alla Procura i direttori delle sedi». Così la rappresentanza sindacale di base Rdb-Cub riferisce come l’impatto agli sportelli sia stato pesantissimo. «La vicenda - spiega - è stata causata da un’applicazione dissennata da parte dell’Inpdap della Finanziaria 2008. «Nessuno pensi di scaricare le responsabilità sui dipendenti», commenta Massimo Briguori della Rdb-Cub Inpdap, secondo cui «le responsabilità vanno ricercate nei tagli di Tremonti e nelle crociate di Brunetta». Comunque per saperne di più ecco gli indirizzi e i recapiti delle sedi Inpdap di Napoli. Inpdap Napoli compartimento Campania: via De Gasperi 55 tel: 081/2529205; sede Inpdap di Napoli 1: via De Gasperi,55 tel: 081/2515610; sede Inpdap di Napoli 2: via Vicinale S. Maria del Pianto 2 torre 1 tel: 081/7871228. Orari di apertura al pubblico: lunedì 9-12.30; martedì 14-16; mercoledì 9-12.30 e venerdì 9-12.30.


19 febbraio 2009 - Il Giorno

Bendate a oltranza davanti al Senato: «Brunetta c'incontri»
LE EX CENTRALINISTE A ROMA
di Silvia Vignati

«HO CHIESTO di acquisire in giornata tutta la documentazione relativa al loro caso per poi presentare nel più breve tempo possibile un'interrogazione parlamentare. Questa vicenda ha dell'assurdo». Giuliana Carlino (Italia dei valori), capogruppo della commissione Lavoro al Senato, ha incontrato ieri mattina tre delle undici ex operatrici di call center dell'Azienda ospedaliera impegnate a Roma nello "sciopero del futuro". La loro presenza si inseriva in un presidio più ampio organizzato dalle Rappresentanze di base (Rdb)-Cub sul precariato, che ha fatto convogliare sotto Palazzo Madama una messe di lavoratori a tempo, in scadenza, ostaggi della cosiddetta "flessibilità". SFERZATE da un vento tagliente, Laura, Anna Laura e Valentina alle 9 erano nella piazza romana, e lì sono rimaste fino a mezzogiorno. Bendate, come avevano annunciato, sedute su seggiole pieghevoli portate dal sindacato. «Abbiamo incontrato due senatori, che si sono informati della nostra situazione - commenta Laura -. Un interessamento che ci ha fatto ovviamente piacere». Giuliana Carlino era infatti accompagnata dal collega Elio Lannutti. «Vederle in quelle condizioni, con la benda sugli occhi, ascoltare le loro preoccupazioni non mi ha lasciato indifferente - riprende la senatrice -. La situazione è grave: stanno lottando non per stipendi da manager, ma per ottenere il minimo per andare avanti. Non si può vivere di contratti prorogati. Grave anche tutto questo incomprensibile rimbalzo di responsabilità. Nessuno si assume l'impegno di una decisione. Una volta ottenuta la documentazione richiesta, noi chiederemo al ministro Renato Brunetta di venire in aula a riferire». AD ACCOMPAGNARE le ragazze c'è Riccardo Germani, sindacalista Rdb, infermiere nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Legnano. «Dopo il presidio al Senato ci siamo spostati di circa 100 metri e abbiamo raggiunto Palazzo Vidoni, sede della Funzione pubblica - afferma -. Domani mattina (oggi per chi legge, ndr), a partire dalle 10, la nostra protesta muoverà da lì: fino alle 17 cercheremo di incontrare il ministro Brunetta, e se non ci riusciremo riproveremo anche venerdì».

Sciopero, il presidente Galli «Non è il momento adatto»
IERI PRESIDIO DI SDL, COBAS E CUB

MALPENSA - IL PRESIDENTE della Provincia chiede una marcia indietro ai sindacati in vista dello sciopero a Malpensa e Linate del 4 marzo. Pur ribadendo la sua solidarietà a tutti i lavoratori, infatti, Dario Galli si dice convinto che, in un momento tanto complicato, l'astensione dal lavoro non sia la forma di protesta adatta. Secondo l'ex senatore leghista le compagnie straniere potrebbero farsi un'opinione sbagliata sull'efficienza dell'aeroporto. «Ho espresso ai sindacati - scrive Galli in una nota ufficiale - massima solidarietà. È altrettanto vero però che lo strumento dell'astensione dal lavoro, per quanto ovviamente legittima, non è in questo momento particolarmente adatta. Le compagnie straniere interessate al nostro aeroporto, che sicuramente arriveranno, dovrebbero avere dello scalo una percezione di grande efficienza e professionalità e non devono invece atterrare in un momento in cui tutte le attività sono sospese o bloccate». L'ex sindaco di Tradate propone una soluzione alternativa. «Forme di protesta anche più forti - osserva - ma che non vadano a incidere sulla operatività aeroportuale sarebbero quindi auspicabili». IERI intanto una ventina di lavoratori iscritti a Sdl, Cobas e Cub, hanno organizzato un presidio di protesta in aeroporto davanti alla sede della società di catering Lsg Sky Chef. I sindacati di base hanno manifestato per attirare l'attenzione sul caso di 23 lavoratori, in gran parte stranieri, licenziati da una cooperativa che, fino a poco tempo fa, ha fornito servizi in appalto al gruppo alimentare. Ora ha chiuso e gli impiegati sono stati lasciati a casa senza che venissero pagati loro il Tfr, gli ultimi stipendi e i contributi. «Chiederemo un incontro al prefetto - annuncia il segretario dell'Sdl Luca Pistoia - e poi ci mobiliteremo con altre iniziative, anche perché finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta».(E.C.)

I dipendenti Fiat chiedono chiarezza sul futuro di Arese
di ROBERTA RAMPINI

ARESE - «BASTA ANNUNCI di cassa integrazione, vogliamo conoscere il destino dello stabilimento di Arese». Alla vigilia dell'incontro che si terrà venerdì 20 febbraio in Assolombarda a Milano, con i vertici della Fiat, i sindacati ribadiscono la loro richiesta al colosso automobilistico torinese. «Questi incontri purtroppo sono diventati periodici perchè la Fiat ogni mese apre procedure di cassa integrazione per i dipendenti - spiega Maria Sciancati, rappresentante sindacale della Fiom Cgil di Milano -, venerdì ci verranno comunicate le due settimane di cassa integrazione ordinaria di marzo. L'incontro che invece doveva svolgersi all'inizio di febbraio per conoscere i progetti di Fiat su Arese non c'è mai stato. Del resto credo che fino a quando Marchionne non presenterà il Piano Industriale di tutto il gruppo, sarà difficile capire i progetti per Arese. Ma noi insisteremo anche su questo punto». E così anche il 2009 si è aperto sotto il Biscione aresino con una sola certezza, quella della cassa integrazione per i 750 dipendenti rimasti nei reparti progettazione, sperimentazione, parte commerciale e centro stile. Un film già visto che evoca spettri del passato, «IN CARROZZERIA e meccanica hanno iniziato con la cassa integrazione, poi poco alla volta hanno chiuso i reparti e licenziato migliaia di lavoratori», spiegano i sindacalisti. «Sappiamo già che a marzo ci saranno due settimane di cassa integrazione e che questa volta il numero di lavoratori coinvolti sarà maggiore - spiega Carlo Pariani, della FlmUniti Cub aresina - noi però vogliamo sapere cosa succederà nei prossimi mesi. Il Governo italiano oltre a dare aiuti per il settore auto dovrebbe imporre alla Fiat non solo il mantenimento degli stabilimenti ma il parziale rientro in Italia di alcune produzioni, dovrebbe esigere lo sblocco degli investimenti e un massiccio piano per le vetture a basso impatto ambientale. Questo potrebbe dare un futuro allo stabilmento di Arese. Qui, infatti, c'era la Piattaforma Vamia che produceva auto elettriche, a metano e aveva già sviluppato dieci anni fa una vettura ibrida. Tutto è stato distrutto».


19 febbraio 2009 - TRC Giornale

ETM, la Rdb Cub durissima coi vertici, solidale coi lavoratori

Civitavecchia - E' durissimo il commento del sindacato Rdb Cub sull'ennesima indagine che vede nel mirino Etruria Trasporti e Mobilità. I rappresentanti dell'organizzazione sindacale, esprimendo solidarietà ai lavoratori, puntano ancora una volta l'indice nei confronti dei dirigenti della municipalizzata e denunciano che per il trasporto dei lavoratori del cantiere di Torre Nord, Etm utilizzava mezzi ottenuti con finanziamenti pubblici e che dovevano essere utilizzati solo per il trasporto pubblico locale. Leggi la nota. La Federazione RDB/CUB Civitavecchia esprime la massima solidarietà ai lavoratori ETM che operano in condizioni disagiate e spesso al limite della legalità per colpa di dirigenti e amministratori della Società ETM che ancora sono in carica pur essendo colpiti da indagini patrimoniali da parte della Corte dei Conti del Lazio e da indagini penali da parte della Procura della Repubblica di Civitavecchia. Sembra che nella serata di ieri la Guardia di Finanza abbia elevato ulteriori gravi sanzioni amministrative (multe intorno ai 100.000 euro e ritiro dei libretti di circolazione di alcuni mezzi) per irregolari viaggi della "CHIAMATA DIRETTA". Ci risulta che, questa mattina presso l'Autoparco Comunale il clima sia piuttosto acceso, autisti incavolati, numeroso personale in malattia, libretti di circolazione sequestrati e quindi mezzi fermi con interruzione di alcune linee cittadine. La Società ETM, per ordine dei suoi DIRIGENTI SCENZIATI, faceva svolgere questo servizio agli autisti con i mezzi elettrici e a GPL comprati con finanziamenti della Regione Lazio e vincolati solo al TPL. Così come effettuata, tale "CHIAMATA DIRETTA" sarebbe un servizio poco chiaro e anomalo riconducibile a servizio "NOLEGGIO CON CONDUCENTE" effettuato SENZA LICENZA, CON AUTISTI IN RISERVA DEL TPL E CON DISTRAZIONE DI MEZZI DAL SERVIZIO PUBBLICO (legge 218/2003 art. 1). Infine la CHIAMATA DIRETTA è parte integrante del Piano di Riorganizzazione del Trasporto Pubblico e dei Servizi di Linee Urbane e si potrà utilizzare solo in zone periferiche non servite dalle Linee. Massima solidarietà ai dipendenti e lavoratori di questa società ma anche profondo sdegno nei confronti del Sindaco, Socio Unico e proprietario al 100% della Società, che non provvede ancora alla sospensione di questi Dirigenti e Amministratori, sotto inchiesta della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica, capaci solo di arrecare danni economici alla azienda e quindi ai cittadini di Civitavecchia e soprattutto bravi a obbligare l'attività lavorativa e a condizionare la vita dei lavoratori e delle loro famiglie.


19 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino.it

AEROPORTO MARCONI
Disagi in vista: sabato sciopero di 4 ore
Dalle 12 alle 16 di sabato i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli, e’ possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell’Aeroporto, all’indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale

Bologna, 19 febbraio 2009 - L’Aeroporto di Bologna mette in guardia i passeggeri che devono mettersi in viaggio dopodomani: a causa di uno sciopero di quattro ore proclamato dalle Rdb (Cub Trasporti) dalle 12 alle 16 di sabato i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Lo sciopero riguarda i lavoratori di Sab (societa’ di gestione dello scalo) e di Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service. Per informazioni sui voli, e’ possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell’Aeroporto, all’indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi e’ possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero, all’indirizzo www.commissionegaranziasciopero.it.


19 febbraio 2009 - EPolis Roma

Via Erminio Spalla
Domani l'incontro con Acea per l'energia

Roma - Gli inquilini del palazzo di via Erminio Spalla 53 hanno occupato ieri mattina la sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica con l'Asia Rdb per protestare contro il mancato allaccio dell'energia elettrica allo stabile. La protesta è andata avanti fino a quando non si è deciso di fissare un incontro per risolvere la questione. E domani, Acea, il presidente dell'XI municipio Andrea Catarci (che è stato presente alla protesta) e la proprietà dell'immobile si incontreranno per decidere le modalità di riallaccio della corrente elettrica. La protesta degli inquilini è nata dal disagio di avere solo un generatore di corrente per i numerosi inquilini che abitano lo stabile. Quello che chiedono, spiega l'Asia Rdb, «è che venga superata la fase in cui l'energia elettrica è garantita da un generatore di corrente, insufficiente in un periodo così freddo ad assicurare acqua calda e riscaldamento agli abitanti dello stabile, tra cui numerosi anziani e bambini». Nello stabile abitano circa 150 persone: vanno avanti con il generatore di corrente e con la minaccia di uno stacco che doveva avvenire a ottobre. Acea non ha più staccato la corrente, ma il generatore con le temperature fredde non basta più per coprire il fabbisogno delle famiglie. Quindi, per conoscere la volontà dell'Acea e quella della proprietà bisognerà aspettare domani quando le due parti, con il presidente dell'XI municipio Catarci s'incontreranno per discutere del problema.(M.R.)


19 febbraio 2009 - La Città di Salerno

Oggi dipendenti in assemblea: ipotesi sciopero
Agropoli, vertenza ospedale
Pdl: «La giunta deve dimettersi» Alfieri: «Resto per combattere»

Agropoli - I dipendenti dell’ospedale di Agropoli verso lo sciopero. Intanto, i consiglieri di opposizione del Pdl Emilio Malandrino e Mario Pesca in un’interrogazione chiedono «le dimissioni del sindaco Franco Alfieri, della giunta e i consiglieri con la sola condizione di reversibilitá qualora l’ospedale con atto di consiglio regionale proponga ed approvi una delibera di modifica della legge regionale 11 del 28 novembre, reinserendo a pieno titolo Agropoli nella rete dell’emergenza».
Ma Alfieri risponde picche: «Il sindaco resta al suo posto per continuare la battaglia. Le dimissioni avrebbero il sapore della sconfitta». Per discutere della problematica il vice presidente della Regione, Antonio Valiante, ha convocato per lunedì alle 13,30, i consiglieri regionali salernitani e i sindaci dei comuni di Agropoli, Franco Alfieri e di Roccadaspide, Girolamo Auricchio. Per entrambi gli ospedali il nuovo piano sanitario regionale prevede la fuoriuscita dalla rete dell’emergenza.
Mobilitazione anche all’ospedale, dove oggi si svolgerá una pubblica assemblea nell’aula magna a partire dalle 11 convocata dall’organizzazione sindacale Rdb Cub. All’ordine del giorno le problematiche inerenti l’ospedale quali la carenza di personale infermieristico e medico, di tecnici sanitari di radiologia e di operatori socio sanitari. «Nel corso dell’assemblea - afferma Vito Storniello, segretario provinciale della Rdb Cub - saranno discussi gli sviluppi sull’organizzazione futura dell’ospedale anche alla luce delle ultime disposizioni finanziarie regionali, che hanno ulteriormente peggiorato la collocazione del presidio sanitario di Agropoli all’interno della rete dell’emergenza. L’assemblea deciderá anche in ordine alla data della proclamazione della prima giornata di sciopero visto che la direzione generale non ha inteso raccogliere l’invito del prefetto in merito alla copertura delle gravi carenze di personale acclarate dall’AslSa3».


19 febbraio 2009 - Il Piccolo

RIUNIONE IN PREFETTURA
Porto, entro fine aprile il Comitato di sicurezza previsto dal protocollo

Trieste - Verrà costituito entro la fine di aprile il Comitato d'igiene e sicurezza del Porto previsto dal protocollo sul tema, siglato nel 2008. La data è stata confermata ieri mattina nel corso dell'incontro convocato dal prefetto Giovanni Balsamo con l’obiettivo di esaminare lo stato di attuazione del protocollo.
Secondo quanto riferito dalle RdB Cub, nel corso della riunione sono stati evidenziati i ritardi accumulati nella realizzazione degli obiettivi indicati nel protocollo prefettizio, dovuti soprattutto alla tardiva attivazione dei corsi formativi.
All'incontro sono intervenuti tutti i soggetti firmatari del protocollo, tra cui enti locali, Autorità portuale, Azienda sanitaria, Capitaneria di porto, Vigili del fuoco, organismi ispettivi, industriali e sindacati.
Tra i punti emersi nella riunione, sempre secondo le RdB Cub, anche il fatto che «la verifica sulla effettiva formazione ricevuta dai lavoratori a opera dei rispettivi datori di lavoro è appena iniziata e non sono stati ancora individuati i programmi di formazione e i protocolli tecnici attuativi necvessari a garantire la cireuzza delle specifiche figure professionali che operano nell’area portuale».


19 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino

«Inaccettabile lo stop ai cortei»
RDB E ARCIGAY

Bologna - «INACCETTABILE» secondo le Rdb il provvedimento deciso del prefetto Angelo Tranfaglia che esclude le manifestazioni dal centro storico il sabato pomeriggio e la domenica. «Intendiamo provare che la misura è incostituzionale spiega Massimo Betti e ci siamo rivolti ai nostri legali. Proibire manifestazioni sindacali nel salotto buono' della città in tempi di crisi è sbagliato», e chiedono di poter ancora sfilare nella T'. Diversa la posizione degli altri sindacati. La Cisl, sostanzialmente d'accordo, si oppone però, come la Uil, alla richiesta di deviare su via dei Mille e via Marconi i cortei che di solito passano in via Indipendenza verso piazza Maggiore, anche dietro garanzia di manifestazioni che non hanno mai dato problemi. La Cgil per ora prende tempo. L'Arcigay infine definisce «irresponsabile e unilaterale» il provvedimento, dopo «cinque anni di un'imbarazzante sequenza di divieti che hanno interrotto la vivacità degli spazi cittadini».

«All'Urp privacy violata»
RDB PUNTA IL DITO CONTRO LA CGIL

COMACCHIO - IL COORDINAMENTO provinciale Rdb-Cub di Ferrara chiede alla giunta di Comacchio di intervenire in una questione sindacale relativa all'Urp. Tutto è iniziato con una lettera inviata dal segretario provinciale della Cgil Natale Vitali al sindaco Cristina Cicognani, al direttore generale Giuseppe Vindigni e all'assessore al personale Berto Cavallari, nella quale la Cgil riferiva di una vicenda anomala' accaduta all'Urp. Ovvero di lamentele di alcune dipendenti nei confronti di un'altra impiegata tali da richiedere la mobilità, «richiesta scrive Cgil che evidentemente è finalizzata a far prendere coscienza dello stato delle cose». Il sindacato suggerisce anche di «valorizzare adeguatamente la professionalità della dipendente in questione in un altro servizio, magari tra quelli carenti di organico, o perché no il nuovo settore creatoper l'architetto Antonio Pini». Una lettera che non è passata inosservata all'Rdb che accusa il sindacato di erigersi a «ministro ombra» del comune essendo «a conoscenza di atti protetti da privacy». L'Rdb ritiene «antisindacale la posizione di Vitali, tesa ad accusare e condannare una dipendnete in base a valutazioni non riscontrate e non dimostrate». Ora interviene anche il coordinamneto provinciale che definisce la lettera della Cgil «non proprio ortodossa nei contenuti e nelle richieste all'amministrazione. E se questo è il nuovo che avanza nel conflitto sindacale della Cgil, cioè mettere i lavoratori in condizione di farsi guerra fra loro e non far vedere le reali problematiche che stanno insorgendo, siamo alla frutta. Per questo denunciamo prassi e metodo che a nostro avviso dovrebbero essere meno esposti e protetti dalla privacy. Crediamo che un Brunetta basti e avanzi senza che altri paladini o padroncini vogliano fare giustizia e pulizia negli enti pubblici». Si chiede quindi alla giunta di non tenere in considerazione la proposta di mobilità. p. v.


19 febbraio 2009 - Liberazione

La crisi del "veltronismo" vista con gli occhi dei dirigenti Cgil
«Pagano per non aver messo al centro i temi del lavoro»
di Benedetta Aledda

Bologna - Martedì sera, in una conferenza stampa convocata di fretta, il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia ha presentato il provvedimento con cui impone il divieto di manifestazioni politiche in alcuni luoghi del centro storico nel fine settimana. Si tratta di un'applicazione della circolare Maroni. A partire da sabato non si potranno fare cortei, banchetti e presìdi nelle piazze Maggiore, Nettuno, Re Enzo, Santo Stefano e nelle vie Ugo Bassi, Rizzoli e Indipendenza fino all'angolo con via Augusto Righi. Fino a quando? Ancora non si sa, perché si tratta di una sperimentazione, che comunque non dovrebbe sovrapporsi al periodo della campagna elettorale, normata da regole ad hoc. Perché? Per «consentire la viabilità del centro storico» nei giorni di sabato e domenica, «particolarmente sensibili per la cittadinanza».
Contro la decisione del prefetto - maturata «d'intesa con il sindaco», ha precisato lo stesso Tranfaglia - si sono già espresse alcune forze sociali e politiche della città. Il sindacato di base RdB ha già allertato i propri legali e mira a dimostrarne l'incostituzionalità.
Non hanno obiezioni, invece, Cisl e Uil, mentre la Cgil ancora non si pronuncia e si limita a sottolineare di non condividere la direttiva Maroni. «Bisogna dissobedire», dichiara Valerio Monteventi, candidato sindaco per Bologna Città Libera, e spiega: «Questa direttiva ha tutte le caratteristiche di un provvedimento fascista, perché limita la libertà di espressione», visto che le manifestazioni spesso «si fanno al sabato perché la gente non lavora». Per questo BCL ha deciso di dare il proprio supporto ai «sit-in di protesta contro il divieto di manifestazione che saranno organizzati nel centro di Bologna».
Per Arcigay è un provvedimento «irresponsabile e unilaterale». Il Consiglio direttivo provinciale del Cassero esprime «un dissenso forte» verso una scelta che è solo l'ultima di una «imbarazzante sequenza di divieti che hanno profondamente interrotto la vivacità di fruizione degli spazi cittadini».


19 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo

decreto sicurezza
Migranti in campo. Assemblea e sit in

Milano - Il nuovo «pacchetto sicurezza» approvato dal Senato il 4 febbraio scorso (tra i provvedimenti c'è la cancellazione del divieto dei medici di segnalare alle autorità di pubblica sicurezza gli stranieri che chiedono cure nei pronto soccorso e negli ospedali) continua a far discutere: in tutta Italia c'è un'ampia mobilitazione contro le nuove disposizioni di legge e anche a Bergamo sono in corso diverse iniziative. Oggi alle 20,30, a cura di Cgil Diritti Dipartimento immigrazione è prevista una assemblea pubblica nella sede della Cgil a Bergamo in via Garibaldi 3 (sala Lama): interverrà Emilia Naldi, giurista esperta in materia di immigrazione e integrazione. A seguire, è prevista l'assemblea del movimento migranti e antirazzista proprio sul decreto sicurezza, nella stessa sede. Intanto sabato 21 febbraio a Milano, nel pomeriggio, è prevista una manifestazione regionale che partirà da Porta Venezia alle 14 con comizio conclusivo e concerto in piazza Duomo. Alla manifestazione aderiscono il Coordinamento immigrati di Bergamo, l'Ufficio diritti Cgil, Lavoratori Migranti Fiom, l'associazione boliviana «Madre Tierra», lo sportello Cub Immigrazione.


18 febbraio 2009 - Dire

CASA. ASIA-RDB: OCCUPATA SEDE DI ACEAELECTRABEL
"GARANTIRE CORRENTE ELETTRICA A OCCUPANTI VIA ERMINIO SPALLA"

(DIRE) Roma, 18 feb. - "E' in corso l'occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica da parte di Asia-Rdb e degli inquilini di via Erminio Spalla 53". Lo rende noto un comunicato della stessa Asia-Rdb. "I manifestanti, circa un centinaio, chiedono agli uffici che gestiscono gli allacci e le utenze di garantire la fornitura elettrica nello stabile che hanno occupato lo scorso maggio, dove vivono circa duecento persone- prosegue la nota- Chiedono che venga superata la fase in cui l'energia elettrica e' garantita da un generatore di corrente, insufficiente in un periodo cosi' freddo ad assicurare acqua calda e riscaldamento agli abitanti dello stabile, tra cui numerosi anziani e bambini". "La protesta degli 'inquilini resistenti' di via Erminio Spalla andra' avanti fino a quando l'assessore alla Casa del Comune di Roma non autorizzera' Acea all'allaccio della fornitura elettrica- conclude la nota- Sul posto e' appena giunto il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci".

CASA. FINITA OCCUPAZIONE ACEA, IL 20 INCONTRO PER ALLACCIO

(DIRE) Roma, 18 feb. - Si e' conclusa l'occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica da parte di AS.I.A. RdB e degli inquilini di via Erminio Spalla 53. I manifestanti hanno deciso di porre fine alla protesta dopo che e' stato fissato per venerdi' 20 febbraio un incontro tra il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, Acea e la proprieta' dell'immobile occupato in via Erminio Spalla 53, la Derilca srl facente capo all'immobiliarista Statuto, nel quale verranno definite le modalita' e le caratteristiche dell'allaccio per la fornitura elettrica.

BOLOGNA. RDB: IMPUGNEREMO GIRO DI VITE SULLE MANIFESTAZIONI
UIL: EVITATE DEVIAZIONI DA V.INDIPENDENZA; CISL: OK; CGIL ATTENDE

(DIRE) Bologna, 18 feb. - Le Rappresentanze sindacali di base giudicano "inaccettabile" il provvedimento che disciplina le manifestazioni a Bologna (e le vieta al sabato e alla domenica in centro) e faranno di tutto per invalidarlo. "Abbiamo gia' avvisato i nostri legali- spiega Massimo Betti, responsabile delle Rdb- perche' intendiamo trovare il modo di dimostrare che e' incostituzionale" e quindi va annullato. Betti spiega anche che Bologna e' la prima citta' ad adottare queste misure, mentre "altrove si e' cercato un accordo perche' si sa che divieti cosi' rigidi sono incostituzionali". Le Rdb insomma non sono disposte a sottostare. "Credere di poter vietare alle manifestazioni sindacali una sorta di 'salotto buono' della citta', soprattutto in un periodo di crisi come questo, e' del tutto sbagliato. Ed e' grave- aggiunge Betti- che le Istituzioni abbiano condiviso questa scelta". Fatto sta che le Rdb chiederanno ancora di poter sfilare nella "T" (Indipendenza-U.Bassi-Rizzoli) anche quando non si potrebbe. Reazioni diverse, invece, tra gli altri sindacati. Alessandro Alberani, segretario della Cisl, non vede problemi. "Mi sembra che il prefetto Tranfaglia abbia accolto le osservazioni che abbiamo avanzato una ventina di giorni fa. E comunque di solito non ci sono molte manifestazioni sindacali nel weekend". Alcuni paletti pero' i confederali li hanno voluti piantare. Ad esempio si sono opposti di fronte alla richiesta di far deviare (su via dei Mille e via Marconi) i cortei che di solito transitano in via Indipendenza verso piazza Maggiore. "Noi abbiamo detto che vogliano mantenere i tre percorsi storici, da via San Felice, da piazza 8 agosto e da via S.Stefano verso piazza Maggiore", riferisce Luciano Roncarelli (Uil). I confederali hanno messo sul piatto la garanzia di manifestazioni che non hanno mai dato problemi. Via libera alle restrizioni, dunque? "Se basate su valutazioni obiettive e non su impostazioni restrittive e preconcette", la risposta di Roncarelli e' si'. "Tutto sommato non dovremmo avere grossi problemi con le nuove disposizioni", ribadisce Alberani. In casa Cgil si prende invece tempo prima di esprimere un giudizio sulle decisioni annunciate ieri al termine della riunione del comitato per l'ordine pubblico; si attende soprattutto che si pronuncino le forze politiche. Vero e' che le manifestazioni sindacali non cadono spesso nel weekend, ma nella Camera del lavoro si fa anche notare che quella che si attua e' una direttiva del ministro dell'Interno Roberto Maroni che non e' condivisa nei suoi contenuti generali.

BOLOGNA. MONTEVENTI: DISOBBEDIAMO AL DIVIETO SULLE PIAZZE
'MISURA FASCISTA VAGLIATA DA PD, E CI DICONO DI FARE ARGINE...'

(DIRE) Bologna, 18 feb. - Il leader no global Valerio Monteventi, candidato sindaco con la lista civica Bologna citta' libera, annuncia battaglia contro la decisione delle autorita' di vietare le manifestazioni nelle piazze del centro durante i weekend. "Secondo me bisogna disobbedire- dice Monteventi- l'ho gia' detto al capo della Digos, non chiedero' piu' l'autorizzazione per fare le manifestazioni. Chi pensa di avere affrontato i problemi, li vedra' triplicati; se lo mettano in testa. Sulla liberta' sono pronto a giocarmi tutto". Parole che arrivano dopo un contatto telefonico con la Questura, fatto anche di battute di spirito ("per lei e' un prepensionamento", sarebbe stato fatto osservare a Monteventi, promotore di innumerevoli cortei e iniziative di piazza). Ma il candidato non ha intenzione di adeguarsi al nuovo regime sulle manifestazioni. "Questa direttiva- spiega il consigliere- ha tutte le caratteristiche di un provvedimento fascista, perche' limita la liberta' di espressione delle persone. E' un iniziativa del Governo, ma ha avuto qui un'espressione molto grave, praticamente alla lettera". Le manifestazioni, ricorda Monteventi, "si fanno al sabato perche' la gente non lavora ed e' piu' facile organizzarle anche dal punto di vista tecnico". E poi" l'altra cosa paradossale che questo provvedimento di una gravita' estrema, che dal '68 non c'era mai stato, non ho sentito prese di posizione chiare, a parte Cobas e Rdb". Il sindaco Sergio Cofferati, tra l'altro "era presente al comitato per l'ordine pubblico che l'ha deciso: ci dicono di fare argine contro la destra, ma anche parte del Pd l'ha condiviso".


18 febbraio 2009 - Omniroma

SUBIACO, LUZZI (PDL): «VINTA PRIMA BATTAGLIA PER OSPEDALE»

(OMNIROMA) Roma, 18 feb - «La prima battaglia per l'ospedale di Subiaco è vinta e, a breve, arriverà la TAC». Lo dichiara, in una nota, il consigliere regionale e componente della commissione Sanità della Regione Lazio, Tommaso Luzzi, alla notizia dell'arrivo della Tac presso l'ospedale Angelucci di Subiaco. «Nei giorni scorsi - ha affermato Luzzi - abbiamo iniziato, con il comitato dei giovani del PdL di Subiaco, con il Tribunale dei diritti del malato, con l'organizzazione sindacale RDB e con l'assessore alla Sanità di Subiaco Ivan Petrini, un'azione di occupazione dell'ospedale di Subiaco e siamo felici di questa prima vittoria ottenuta con l'arrivo della TAC; vorrei sottolineare come quella di oggi sia una vittoria, non solo delle autorità, ma di tutti i cittadini della Valle dell'Aniene. Per questo il mio impegno per la riapertura del reparto di pediatria-ostetricia sarà ancora più determinato così come lo sarà quello per l'approvazione in Commissione Sanità, il prossimo martedì, del testo di legge sull'ospedale montano».

EUR, ASIA RDB: «OCCUPATA SEDE ACEAELECTRABEL»

(OMNIROMA) Roma, 18 feb - «È in corso l'occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica da parte di AS.I.A. RdB e degli inquilini di via Erminio Spalla 53. I manifestanti, circa un centinaio, chiedono agli uffici che gestiscono gli allacci e le utenze di garantire la fornitura elettrica nello stabile che hanno occupato lo scorso maggio, dove vivono circa duecento persone. Chiedono che venga superata la fase in cui l'energia elettrica è garantita da un generatore di corrente, insufficiente in un periodo così freddo ad assicurare acqua calda e riscaldamento agli abitanti dello stabile, tra cui numerosi anziani e bambini. La protesta degli inquilini resistenti di via Erminio Spalla andrà avanti fino a quando l'assessore alla Casa del comune di Roma non autorizzerà Acea all'allaccio della fornitura elettrica. Sul posto è appena giunto il presidente del Municipio XI Andrea Catarci». Lo comunica, in una nota, Asia Rdb.

EUR, ASIA RDB: «TERMINATA PROTESTA SEDE ACEAELECTRABEL»

(OMNIROMA) Roma, 18 feb - «Si è conclusa l'occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica da parte di Asia Rdb e degli inquilini di via Erminio Spalla 53. I manifestanti hanno deciso di porre fine alla protesta dopo che è stato fissato per venerdì 20 febbraio un incontro tra il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, Acea e la proprietà dell'immobile occupato in via Erminio Spalla 53, la Derilca srl facente capo all'immobiliarista Statuto, nel quale verranno definite le modalità e le caratteristiche dell'allaccio per la fornitura elettrica». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub.


18 febbraio 2009 - Ansa

CONTRATTI: FIRMATO PARASTATO MA PER CGIL A RISCHIO NULLITÀ

(ANSA) - ROMA, 18 FEB - È stato firmato oggi all'Aran, in via definitiva, l'accordo separato per il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici che prevede un aumento medio a regime di circa 90 euro. L'intesa, che venne raggiunta a ridosso di Natale il 23 dicembre scorso, è stata sottoscritta da Cisl e Uil, ma non dalla Cgil che ha presentato ricorso al giudice del lavoro perchè considera questo contratto non valido. «In questo settore - ha affermato il segretario nazionale della Fp-Cgil, Alfredo Garzi - le sigle firmatarie non rappresentano il 51% della rappresentatività, il cui raggiungimento è necessario perchè l'intesa sia considerata valida, secondo quanto prevede la legge». A non sottoscrivere il contratto anche le Rappresentanze di Base del pubblico impiego (Rdb). Interessati sono importanti enti come l'Inps, l'Inail, l'Inpdap, l'Enpals, l'Ipost, l'Ipsema, la Croce Rossa, l'Aci l'Ice. L'accordo prevede un aumento di 78 euro destinati a incrementare lo stipendio tabellare, piu' dieci euro di indennita' di ente. Altri dieci euro andranno al fondo di produttivita' rappresentando una 'coda' del precedente contratto. Secondo la Fps-Cisl, il pagamento degli aumenti sara' possibile ''gia' nella busta paga di marzo con i relativi arretrati dei mesi di gennaio e febbraio 2009: una buona notizia per i 58 mila lavoratori del comparto che comprende gli enti previdenziali e assistenziali e altri enti come Parchi nazionali, enti di cultura e del turismo, Aci. Il contratto - ricorda il sindacato - conferma anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi per la produttivita' collettiva e il recupero delle risorse dei fondi previsti da leggi speciali sempre per la maggiore produttivita', utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento delle Agenzie. In un momento di crisi cosi' profonda per il Paese e di instabilita' occupazionale per tanti lavoratori del privato, e' significativo aver tutelato il potere d'acquisto di decine di migliaia lavoratori pubblici e delle loro famiglie. La stipula definitiva del contratto degli Enti Pubblici non Economici, dopo quella del 23 gennaio dei Ministeri e del 29 gennaio delle Agenzie Fiscali, rappresenta quindi un risultato molto positivo, che si realizza a poca distanza dalla definizione del nuovo 'Accordo quadro di riforma degli assetti contrattuali' per il mondo lavoro privato e pubblico''.

CONTRATTI: FIRMA SEPARATA PER PARASTATO; CGIL, È NULLO
DOMANI AL VIA ENTI LOCALI; ARAN, FARE PRESTO ANCHE PER SANITÀ

(ANSA) - ROMA, 18 FEB - Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici allunga la lista degli accordi separati. Dopo il via libera della Corte dei Conti e del governo, l'intesa è stata infatti sottoscritta oggi all'Aran da Cisl e Uil, ma non dalle Rdb e dalla Cgil, che ha presentato ricorso al giudice del lavoro perchè la ritiene illegittima. «In questo settore - sostiene - non è stato raggiunto il 51% della rappresentatività necessario perchè il contratto sia valido, così come prevede la legge». L'accordo venne raggiunto a dicembre scorso, a ridosso di Natale, e prevede un aumento medio a regime per il biennio 2008-2009 di circa 90 euro. Interessati sono circa 60 mila dipendenti di importanti enti come Inps, Inail, Inpdap, Enpals, Ipost, Ipsema, Croce Rossa, Aci e Ice. In particolare, 78 euro sono destinati a incrementare lo stipendio tabellare, a cui si aggiungono dieci euro che vanno sotto la voce di 'indennità di entè. Altri dieci euro andranno al fondo di produttività e rappresentano una 'codà del precedente contratto. La Fp-Cgil oggi ha chiesto di aspettare il pronunciamento del giudice e di tenere conto dell'esito del referendum promosso dalla stessa organizzazione tra i lavoratori che «hanno bocciato il contratto». Una richiesta che è stata respinta dalle altre organizzazioni decise a sottoscrivere il contratto. La Fps-Cisl bolla come «demagogiche» le polemiche della Cgil. «La stipula del contratto rappresenta un risultato concreto ed immediato rispetto alle difficoltà dei lavoratori: soldi in busta paga subito! Già a marzo, 58 mila famiglie avranno in media 98 euro di aumento e riceveranno anche gli arretrati di gennaio e febbraio», ha detto il segretario generale aggiunto Fps-Cisl, Mauro Giuliattini, sottolineando «l'importanza di un miglioramento tangibile che si contrappone a polemiche strumentali: non ha senso alimentare la confusione tirando in ballo un ricorso che non può portare ad altro che a danneggiare i lavoratori. È grazie a questo rinnovo che saranno recuperati entro giugno i tagli alla produttività previsti in precedenza: in tutto 500 milioni di euro che attraverso un'azione vigorosa al tavolo della trattativa riusciremo a riportare nei bilanci familiari dei lavoratori». Intanto domani partono le trattative per il rinnovo del contratto degli enti locali. «Confidiamo di concludere quanto prima anche i contratti di Regioni e Autonomie Locali e Sanità (oltre un milioni i dipendenti interessati, ndr) relativi al biennio economico 2008-2009», ha detto il presidente dell'agenzia, Massimo Massella Ducci Teri, esprimendo soddisfazione per la chiusura del parastato.


18 febbraio 2009 - Ami

PRECARI
Rdb-Cub sotto al Senato contro «l'ammazzaprecari» di Brunetta
Al presidio le centraliniste di Legnano licenziate sono arrivate bendate da Milano
di Valeria Morando

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Roma - Al presidio hanno partecipato anche le centraliniste licenziate dall’ospedale di Legnano, che già nei mesi scorsi protestarono mettendosi all’asta su You Tube, dando poi vita ad una "strip conference". Le lavoratrici hanno attuato una nuova singolare iniziativa, uno "sciopero del futuro". I precari delle Pubbliche Amministrazioni insieme alla RdB-CUB hanno presidiato stamane Palazzo Madama, mentre le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro del Senato sono in procinto di esaminare il provvedimento che andrà a colpire i lavoratori precari bloccando tutti i processi di stabilizzazione. Il provvedimento in questione è stato sarcasticamente chiamato «ammazzaprecari». Al presidio hanno partecipato anche le centraliniste licenziate dall’ospedale di Legnano, che già nei mesi scorsi protestarono mettendosi all’asta su You Tube, dando poi vita ad una "strip conference". Le lavoratrici hanno attuato una nuova singolare iniziativa, uno "sciopero del futuro". Sono arrivate bendate da Milano e, sempre bendate, hanno manifestato sotto Palazzo Madama per poi raggiungere il Ministero della Funzione Pubblica, dove rimarranno bendate ad oltranza fino a che non otterranno un incontro con il Ministro Brunetta. Il ministro era già sceso in campo sulla loro vicenda. Il titolare del dicastero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione aveva spiegato quale fosse la «ratio» della legge e cioè impedire abusi nell’utilizzo dei lavori flessibili, ma aggiunge un elemento importante e cioè che se le parti il sindacato e l’Azienda ospedaliera si mettono d’accordo è possibile concordare una proroga dei contratti a tempo determinato, anche in deroga al limite massimo di tre anni». «Faremo di tutto — dice Riccardo Germani delle rappresentanze di base (Rdb) dell’azienda ospedaliera — perché siano riassunte».


18 febbraio 2009 - Nove da Firenze

Agenzia delle Entrate: presidio oggi alla Direzione Regionale
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Firenze - Dinanzi alla sede della direzione regionale per la Toscana si è svolta, nella mattina di mercoledì 18 febbraio, un’assemblea-presidio dei lavoratori degli uffici cittadini di Firenze, per protestare sulle modalità di una riorganizzazione interna, già in pieno svolgimento, dei cui riflessi i lavoratori non sono stato informati. Si teme per le ricadute sulla mobilità del personale, sulla professionalità e sul salario. Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal Direttore Regionale, Dottor Greggio, che ha ascoltato le istanze proposte ed al quale sono state consegnate le firme raccolte in tutti gli uffici della regione. E’ stato inoltre richiesto al Direttore di farsi portavoce delle preoccupazioni e richieste dei lavoratori presso la Direzione Centrale.


18 febbraio 2009 - L'Unità

Brutta sorpresa per i pensionati pubblici: colpa del solito modulo. Errori o ritardi dell’Indap: bastano per veder decurtato l’assegno
La burocrazia s’inceppa La pensione finisce tagliata
Sedi Inpdap prese d’assalto da migliaia di pensionati inferociti: le pensioni sono state ridotte fino al minimo di 450 euro in conseguenza di un recupero forzoso. E gli errori saranno riparati solo a maggio
di LUIGINA VENTURELLI

Milano - Fortuna che il ministro Brunetta ha promesso una pubblica amministrazione più snella e più vicina ai cittadini: «Ridateci i nostri soldi! Ci avete rubato mezza pensione! Come facciamo adesso a sopravvivere?». Da lunedì mattina migliaia di pensionati inferociti stanno prendendo d’assalto le sedi Inpdap su tutto il territorio nazionale per reclamare i soldi svaniti dagli assegni di febbraio.
RECUPERO FORZOSO. In decenni d’inefficienze burocratiche all’italiana ancora non s’era arrivati a tanto. La vicenda nasce da un’applicazione dissennata della Finanziaria 2008, che richiede ai pensionati di presentare ogni anno un’autocertificazione sulla propria situazione reddittuale e sulle relative detrazioni fiscali. L’ennesima carta da compilare ha mandato in tilt l’istituto di previdenza dei dipendenti pubblici. L’Inpdap ha comunicato il nuovo obbligo ai propri iscritti per lettera (almeno così avrebbe dovuto fare), ma non tutti gli interessati hanno risposto correttamente e nontutte le dichiarazioni pervenute sono state registrate per tempo dall’ente. Così questo mese 235mila pensionati si sono visti decurtare la pensione di centinaia di euro con tagli fino al 50% e qualcuno si è dovuto accontentare della minima da 450 euro. Nel dubbio, l’Inpdap ha deciso il conguaglio forzoso, soprattutto per variazioni sui famigliarinon più a carico.Ad esempio, un pensionato che aveva una detrazione per due figli a carico al 50% si è visto recuperare 25 euro al mese per ogni figlio per tutto il 2008, ovvero una decurtazione pari a 600 euro. Una brutta sorpresa, soprattutto per quelli che avevano comunicato la propria situazione reddituale e non meritavano di vedersi saccheggiata la pensione: gli errori saranno corretti solo a maggio. «Il ministro Brunetta si occupasse davvero di far funzionare la pubblica amministrazione e facesse correggere immediatamentegli errori. Quelle pensioni servono per vivere, non per comprare caramelle o andare in vacanza» lamenta il segretariodella Fp Cgil, Carlo Podda. «Nessuno pensi di scaricare le responsablità dell’accaduto sui dipendenti Inpdap, costretti ogni giorno a fare i conti con disfunzioni organizzative da terzo mondo» commenta Massimo Briguori della Rdb-Cub.

Le centraliniste di Legnano fanno lo sciopero del futuro

Roma - Bendate davanti il ministero della Funzione pubblica, finché ilministro Brunetta non le riceverà. Tornano a farsi sentire oggi le dieci centraliniste dell’ospedale di Legnano, Milano, che nel settembre scorso dopo sei anni da interinali nell’azienda sanitaria hanno perso il lavoro. Colpa del decreto Brunetta che impedisce la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione? Macchè, dice il ministro conuna lettera pubblicata unmese fa dal quotidianio Il Giorno: con un accordo azienda- sindacati le lavoratrici possono essere riammesse. Così non è stato. E loro - che dopo il mancato rinnovo si erano messe all’asta con un video su Youtube, sperando in acquirente disposto ad offrire un lavoro - adesso pretendono una spiegazione. Bendate, prima davanti il Senato poi al ministero, attueranno lo "sciopero del futuro": «Perché in Italia non c’è nulla da vedere, ci togliamo il futuro come ogni giorno migliaia di precari».


18 febbraio 2009 - Il Giorno

Oggi sit in di protesta a Roma «Finora siamo state prese in giro»
Si muoveranno tutto il giorno con gli occhi bendati di nero
di SILVIA VIGNATI

Legnano - AVANZANO incerte, bendate con un fascia nera. Come neri sono i cartelli che annunciano lo "sciopero del futuro", controbilanciati da stampe colorate raffiguranti il "Canto d'amore" di De Chirico (il pittore della metafisica, delle piazze deserte, dell'"Enigma dell'ora"), a dimostrare che il precariato è un "enigma senza risposte". Valentina dice: «È dal 1° settembre che viviamo in uno stato continuo di stress, ora andrò a Roma e spero sia la volta buona». Valentina, Anna Laura e Laura sono partite ieri pomeriggio. Una rappresentanza delle undici ex operatrici del call center dell'Azienda ospedaliera di Legnano. MA CON LORO c'erano anche le colleghe Conny, Milena, Cristiana: rimarranno a Varese, Cerro, Rescaldina, la fascia sugli occhi la terranno per solidarietà. «Per la prima volta in Italia abbiamo organizzato lo "sciopero del futuro" - afferma Riccardo Germani, sindacalista delle Rappresentanze di base (Rdb) -. Domani (oggi per chi legge, ndr) alle 10 parteciperemo al presidio dei precari indetto da Rdb-cub sotto il Senato, poi raggiungeremo Palazzo Vidoni sede della Funzione pubblica. Le ragazze rimarranno bendate dall'alba al tramonto, fino a venerdì. Saranno seguite da un medico, perché la privazione della vista per così tante ore al giorno più dar luogo a capogiri e labirintiti». La protesta, dopo la strip-conference al Teatro della Cooperativa di Milano del 5 settembre, torna silenziosamente rumorosa. Su Youtube i contatti sono stati 90mila, 500 le richieste di amicizia su Facebook. «Non abbiamo futuro, non abbiamo avuto risposte da nessuno - spiega Laura -. A Roma vogliamo incontrare il ministro Brunetta, che si era interessato a noi». GERMANI è un fiume in piena: «Abbiamo presidiato ed incontrato tutte le istituzioni, ma nessuna ha voluto risolvere il problema delle donne disoccupate. Solo prese in giro, dal Consiglio Regionale al Consiglio Provinciale, solo promesse e sempre la stessa risposta: non dipendeva da loro. I vertici dell'ospedale dicevano che il licenziamento delle donne non dipendeva da loro ma dalla legge Brunetta. Il ministro Brunetta diceva che non è colpa della sua legge, e che il licenziamento era ascrivibile ai vertici aziendali. Il sindaco di Legnano se n'è lavato le mani e il prefetto di Milano non sapeva cosa fare, vista l'indifferenza di tutti. Intanto si è smantellato un call center che funzionava per trasferirlo a Paternò per motivi non di ottimizzazione del servizio! Brunetta, ministro della trasparenza e dell'efficienza, non può non riceverci». Anna Laura: «Ad aprile scade il sussidio di disoccupazione (circa 700 euro, ndr), poi come campiamo?».

Arsenale, ultimo atto Su 200 lavoratori solo 33 restano a Pavia
di MANUELA MARZIANI

PAVIA - «E' UNDELITTO non perseguire sbocchi occupazionali e vedere dismettere un ente di queste caratteristiche». Sono le parole pronunciate dal prefetto Ferdinando Buffoni incontrando ieri pomeriggio le organizzazioni sindacali e la Rsu dell'Arsenale. Parole di delusione per uno stabilimento in agonia da 12 anni, che tra due giorni accoglierà una speciale commissione della Difesa con l'incarico di avviare le procedure di dismissione e di reimpiego del personale. E proprio questo è il tasto dolente. Dei 222 lavoratori civili sul territorio potranno rimanerne solo 33 tra amministrativi e tecnici, gli altri saranno trasferiti a Milano e Piacenza. «Ma i 33 posti disponibili - sottolinea Faustino Giani della Rdb Cub - è ufficioso non ufficiale e deve essere preso con riserva, perché l'ultima parola toccherà alle amministrazioni centrali romane, che dovranno valutare le possibilità di ampliare il proprio organico sulla base dei bilanci e delle risorse». Una situazione che preoccupa molto i sindacati che rinnovano un appello al prefetto e alle forze politiche. «Nella conferenza di servizi del 22 dicembre - aggiunge Giani - erano stati presi degli impegni per un esame di possibili progettualità parziali o totali per l'Arsenale. Vorremmo che se ne tornasse a parlare sulla base degli indirizzi emersi, prima che si attuino procedure di non ritorno». IL PREFETTO, dal canto suo, si è impegnato a verificare le disponibilità di impiego per i lavoratori dell'Arsenale, all'interno del policlinico. «Speriamo ci siano possibilità occupazionali in viale Golgi - replica Giani -, ma a causa di un'amministrazione che non ha mai pensato di riqualificare il personale, non so se si apriranno prospettive per alcuni dipendenti dell'Arsenale. In linea di massima, infatti, anche tra gli amministrativi, si cercano lavoratori diplomati con capacità manageriali e organizzative, quando i lavoratori di via Riviera sono degli esecutivi». Sarebbero necessari, quindi, dei corsi di formazione e di rimotivazione.


18 febbraio 2009 - Il Manifesto

TOSCANA SINDACATI IN AZIONE

Per tutta la settimana ci sono iniziative e mobilitazioni dei Cobas dell'intera regione, contro lo stravolgimento del testo unico sulla sicurezza sul lavoro da parte del governo Berlusconi. A Firenze invece oggi dalle 11.30 manifestazione con presidio all'Agenzia delle entrate in via della Fortezza 8, organizzata dalle Rdb Cub toscane nella giornata nazionale di mobilitazione e protesta sulla riorganizzazione dell'Agenzia, attesa da otto anni.


18 febbraio 2009 - Il Tempo

GuidoniaIl macchinario «usato» non c'è. La protesta prosegue a oltranza: «Ora basta»
La Tac di Tivoli non arriva L'Angelucci resta occupato
di Antonio Sbraga

SUBIACO - «Aspettavamo l'arrivo della Tac per oggi, come promesso dal direttore generale, ma non abbiamo avute risposte e così si continua ad occupare». Il presidio della direzione sanitaria dell'ospedale di Subiaco, scattato giovedì scorso per protesta contro la chiusura della sala parto e la mancanza da un anno dello strumento diagnostico, è arrivato al settimo giorno ma non prevede riposi. Anzi, agli esponenti di Pdl, Rdb-Cub e Tribunale per i diritti del malato si vanno aggiungendo i rappresentanti della Cisl, dei Centri anziani della Valle dell'Aniene e alcuni tra gli infermieri e medici del nosocomio sublacense. Che attendeva l'arrivo della Tac «usata» dismessa dall'ospedale di Tivoli (dove è stata installata una di ultima generazione) già dal dicembre scorso, come assicurato dal direttore generale dell'Asl RmG, Giovanni Di Pilla, prima dei «problemi tecnici» rivelati la settimana scorsa e il rinvio «ai prossimi giorni». Ma l'Angelucci, oltre ad aver perso la sala parto dal giugno scorso per carenza di pediatri, ha accumulato anche ritardi di due anni rispetto al cronoprogramma dei lavori di messa in sicurezza, con conseguenti disagi soprattutto per il reparto di Ortopedia, rimasto con soli due medici in servizio. Carenze d'organico denunciate ora anche per il reparto psichiatrico di diagnosi e cura. Il capogruppo del Prc in Consiglio regionale, Ivano Peduzzi, ha infatti inviato una lettera all'Asl RmG per segnalare come «da tempo il personale in servizio, in particolare quello medico, è solo di 4 unità», che equivale al «50% dell'organico previsto in un Spdc di 8 posti letto». Dove vi è «una sola unità, con un contratto a tempo determinato e con orario ridotto» e «l'attività lavorativa viene assicurata quasi esclusivamente grazie al raddoppio della turnazione del personale in servizio. Le conseguenze sono evidenti: oltre all'impossibilità di fruire in modo equilibrato dei turni di riposo e delle ferie si produce logoramento e stress del personale in servizio, con una ricaduta immediata sugli utenti, nei confronti dei quali si effettuano, giocoforza e per la maggioranza dei casi, interventi tampone, proprio per la difficoltà di avviare e seguire un processo terapeutico specifico».


18 febbraio 2009 - Il Quaderno

Benevento: campagna contro l’inquinamento: stop dal sindacato RdB/Cub

La federazione provinciale del sindacato RdB/Cub di Benevento ha inviato una nota agli assessori comunali alla Mobilità e all’Ambiente per dissentire su alcuni aspetti della campagna contro l’inquinamento con il blocco totale o parziale del traffico veicolare. Secondo il sindacato, infatti, "le fasce orarie pomeridiane di restrizione e/o blocco al traffico, nelle giornate lavorative, creano notevoli disagi ai lavoratori, sopratutto ai pendolari che sono costretti a utilizzare i mezzi propri per recarsi nei posti di lavoro le cui sedi di servizio sono dislocate in vari punti della città. Analoga situazione viene rappresentata da quei lavoratori e cittadini che, già in situazioni normali, riscontrano delle difficoltà per soddisfare le proprie esigenze di carattere personale e familiari, esigenze di accesso agli uffici pubblici i cui orari di apertura al pubblico sono vari e diversificati tra di essi". Agli assessori, dunque, si chiede di rivedere "alcune di queste fasce di restrizione al traffico, almeno per quelle che attengono la chiusura al traffico pomeridiano nei giorni lavorativi, atteso che, al di là della paventata istituzione dei servizi navetta, non ci risulta una dettagliata programmazione per quanto attiene, appunto, l’istituzione di questi servizi aggiunti".


18 febbraio 2009 - La Nuova Ferrara

I rappesentanti della Rdb criticano il segretario Vitali
«Privacy violata nell’ufficio» A Comacchio scontro aperto sull’Urp tra i sindacalisti

COMACCHIO - E’ scontro tra i rappresentanti dell’Rdb (Rappresentanza sindacale di base pubblico impiego) di Comacchio ed il segretario provinciale della Cgil Natale Vitali. «Vitali ha violato la legge sulla privacy - intervengono anche dall’Rdb di Ferrara - portando avanti una procedura non proprio ortodossa, nei contenuti e nelle richieste all’amministrazione comunale, riguardante una presunta situazione organizzativa nello staff dell’Ufficio Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) di Comacchio».
Cosa sia successo, in concreto, all’interno dell’Ufficio non viene spiegato. Stando alla lettera inviata da Vitali al sindaco Cristina Cicognani, all’assessore al personale Berto Cavallai ed al Direttore generale Giuseppe Vindigni, viene evidenziata «una situazione anomala che avuto come protagonista una dipendente che risultava creditrice di uno sconsiderato numero di ferie e di recuperi da fruire, situazione questa che ha portato enorme disagio alle altre colleghe, tanto che tre di loro avrebbero chiesto la mobilità della funzionaria sotto accusa in altro settore». Ma cosa ha fatto scattare la dura protesta dell’Rdb? In primo luogo, a quanto sembra, il fatto che nel documento (pubblico) vengono inseriti nomi e cognomi delle protagoniste della vicenda, «violando così la legge sulla privacy, quindi sembra strano - si legge nella risposta inviata al primo cittadino dal coordinamento provinciale Rdb di Ferrara - che un dirigente sindacale prenda in gestione un affare così spinoso senza nemmeno accertarsi se il dirigente del servizio abbia o meno valutato o segnalato a chi di dovere le ventilate lamentele e quali provvedimenti abbia preso in merito». E ancora, «denunciamo quindi la prassi ed il metodo, convinti che i nominativi dovrebbero essere protetti e soprattutto non vanno messe in piazza lungimiranti indicazioni di mobilità in altri servizi, indicati dallo stesso segretario della Gcil quale soluzione ad un problema». Infine «se la Giunta comunale, in merito alla questione già deliberata della mobilità, dovesse fare marcia indietro, a nostro avviso dovrebbe giustificare tale atteggiamento ai dipendenti ed all’opinione pubblica».


18 febbraio 2009 - Varese news

Malpensa - Dopo una serie di passaggi tra cooperative di servizi (riconducibili alla stessa proprietà), 23 lavoratori sono stati lasciati a casa. Cub, Cobas e Sdl protestano e chiedono il rispetto delle leggi
Licenziati dalla cooperativa, lavoratori sul piede di guerra
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A Malpensa una ventina di lavoratori iscritti a Sdl, Cobas e Cub hanno manifestato e organizzato un presidio davanti alla sede della società di catering Lsg SkyChefs. Dallo scorso 30 novembre la cooperativa ServiGest (che lavora in appalto per la suddetta Lsg SkyChefs) ha comunicato loro il licenziamento in tronco dopo il passaggio (subentro) dalla cooperativa "Archimede Logistica e packaging" appunto alla ServiGest. In 23 sono stati lasciati a casa, ad altri è stata proposta una nuova assunzione (circa 40 persone): chi è stato licenziato, come spesso accade nel grigio mondo delle cooperative di servizi che operano nello scalo varesino, era assunto come "socio lavoratore". Nella comunicazione dell’Inps ritirata dopo la fine del rapporto di lavoro in molti si sono accorti che mancano le loro spettanze del Tfr: niente contributi pagati, niente quota sociale restituita (circa 1000 euro a testa). Si tratta nella stragrande maggioranza di lavoratori stranieri: arrivano da Pakistan, India, Bangaldesh, Irak, Marocco, Nigeria, Benin, Cina, Costa d’Avorio, Ghana. Una sola è italiana. Tutti sono nelle stesse condizioni: senza gli 800 euro mensili che garantiva loro il lavoro nella cooperativa (1000 con gli straordinari) in molti non riescono a pagare affitti, bollette e cibo per mogli, mariti e figli a carico. In tanti si trovano anche nella tragica condizione di dover rinnovare il permesso di soggiorno: senza un contratto di lavoro, le richieste vengono respinte. Sullo sfondo c’è un problema antico a Malpensa, quello del ricorso all’affidamento in appalto a cooperative di servizi che si muovono in maniera più che disinvolta tra le pieghe delle normative che regolano i rapporti di lavoro. Nella vicenda in questione ci sono stati addirittura tre passaggi, che però da quello che spiegano i lavoratori e i sindacati, sono stati solo nominali: prima c’era la Cis, poi l’Archimede e infine la ServiGest, tutte cooperative riconducibili alla stessa proprietà, che ogni due/tre anni cambia nome e ragione sociale e lascia a casa parte dei dipendenti non ottemperando al pagamento di contributi e Tfr. Tra i lavoratori che hanno protestato con megafoni, bandiere e striscioni anche una giovane in maternità, padri di famiglia e altri senza speranze: «Siamo qui da sei anni – spiegano Evan e Mohamad -, ora ci ritroviamo senza soldi, senza lavoro e senza la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno. Il lavoro c’era e c’è, anche se sappiamo bene che è diminuito: lavoravamo dieci e anche dodici ore al giorno. Ora al nostro posto hanno assunto altri. Sono solo degli sfruttatori». I sindacati Cobas, Cub ed Sdl hanno sporto denuncia per licenziamento senza giusta causa e mancato pagamento di contributi e spettanze da Tfr, ma dalla proprietà della cooperativa e dalla stessa SkyChefs Lsg nessuna risposta: «Chiederemo un incontro al Prefetto di Varese – spiegano Giuseppe Tampanella (Cobas) e Aldo Pignataro (Sdl) -. Questa situazione è paradossale: hanno licenziato parte del personale e tenuto altri senza spiegare le motivazioni di questa scelta. Non ci sono tutele sociali né ammortizzatori sociali per questi lavoratori, a nessuno sembrano interessare. Il servizio pulizie e lavaggio legato al servizio catering di Lsg SkyChefs è stato ceduto per appalto a varie cooperative ormai da tempo, ma fin dall’inizio le cooperative che si sono alternate (Cis, Archimede e ora ServiGest) hanno sempre dimostrato tutta la loro arroganza ed allergia alle regole sancite, col placet della società appaltatrice. Il problema è che il risparmio lo si attua sulle spalle di chi lavora. L’azienda committente decide che parte delle mansioni svolte all’interno della propria linea produttiva possono essere svolte da altre ditte appaltanti, lo cede al minor costo ad una cooperativa o consorzio di cooperative che li integra non come dipendenti ma come "soci-lavoratori", facendogli pagare una quota societaria trattenuta direttamente dal salario ed applicandogli statuti ed atti costitutivi peggiorativi del contratto nazionale di settore sia nella paga che nelle tutele, spesso licenziandoli senza che abbiano diritto all’assegno di disoccupazione». I sindacati chiedono che tutti i dipendenti licenziati siano reintegrati sul posto di lavoro, il pagamento delle mensilità arretrate, il pagamento del Tfr e il diritto riconosciuto di organizzarsi con il sindacato.


18 febbraio 2009 - La Provincia di Varese

I sindacati vanno dai legali. L'azienda prepara risposte

(var) A tre giorni dall'allarme del sindacato Al Cobas- Cub Trasporti sul licenziamento - a loro giudizio improvviso e affrettato - di tre dipendenti assunti a tempo indeterminato alla Hupac si aspettano ancora risposte dai vertici dell'azienda. I delegati delle Rsu hanno chiesto ai dirigenti in una lettera formale datata 13 febbraio chiarimenti sui tagli effettuati senza il coinvolgimento delle parti sindacali: «Nel chiedervi di fornirci tutte le informazioni necessarie al corretto svolgimento dei nostri compiti invitiamo all'immediato ritiro dei licenziamenti, preavvisandovi che qualora questo non avvenisse, ci troveremo costretti ad agire con le opportune forme di lotta sindacale». Renzo Canavesi di Al Cobas Cub Trasporti ha convocato i legali: «Ci sembra sia stata presa una decisione affrettata, senza vagliare altre soluzioni e senza l'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Giovedì incontreremo i legali per capire come agire». In azienda si respira un clima d'attesa. Da un lato i dipendenti confidano nella solidità di Hupac che continua ad investire, dall'altro lato si teme però che il calo degli ordini possa provocare nuovi tagli. Venerdì scorso sono stati convocati dalla dirigenza tre lavoratori assunti a tempo determinato e si teme per gli altri 14 precari a cui dovrebbe scadere il contratto nei prossimi mesi. I dirigenti dell'azienda ieri erano in riunione per dare una risposta unitaria alle richieste e agli attacchi dei sindacati che sarà resa ufficiale nei prossimi giorni.


17 febbraio 2009 - Ansa

DDL LAVORO: PRECARI; DOMANI DAVANTI SENATO PROTESTA RDB CUB

(ANSA) - ROMA, 17 FEB - Mercoledì 18 febbraio i precari delle Pubbliche Amministrazioni insieme alla RdB-CUB presidieranno Palazzo Madama, mentre le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro del Senato «si accingono ad esaminare un ennesimo provvedimento che andrà a colpire i lavoratori precari bloccando tutti i processi di stabilizzazione». La Rdb protesta contro l'approvazione del ddl lavoro che, dicono, «sancirà l'abrogazione di tutte le norme di stabilizzazione del precariato e il blocco di fatto anche dei processi di stabilizzazione avviati e faticosamente conquistati con le mobilitazioni di questi ultimi anni. La conseguenza immediata sarà la cancellazione di qualsiasi prospettiva, certezza, diritto e futuro, per centinaia di migliaia di precari presenti in tutta la Pa, con il rischio concreto che questi lavoratori vengano espulsi dai posti di lavoro dove operano da anni». La RdB-CUB chiede invece il ritiro dell'art. 7 del DDL 1167, il completamento dei processi di stabilizzazione, l'estensione dei diritti a tutte le tipologie di precariato opponendosi ai licenziamenti per fine contratto. «I provvedimenti già adottati dal governo, con tagli degli organici, blocchi del turn-over e limiti alle spese del personale, scaricano i costi della crisi sui lavoratori più deboli e senza diritti.

PENSIONI: RDB-CUB, INPDAP RIDUCE A MINIMI ASSEGNI FEBBRAIO

(ANSA) - ROMA, 17 FEB - «Questa mattina le sedi Inpdap sono state prese d'assalto da migliaia di pensionati inferociti per il fatto di ricevere una pensione ridotta fino al minimo di 450 euro» in conseguenza ad «un recupero forzoso». Lo afferma l'Rdb-Cub in una nota, aggiungendo che la vicenda «sta interessando circa 300.000 pensionati» ed «è stata causata da un'applicazione dissennata da parte dell'Inpdap della Finanziaria 2008, nella quale era prevista una pulitura dei dati relativi alle detrazioni fiscali attraverso una dichiarazione che deve essere presentata ogni anno al sostituto d'imposta». «Nessuno pensi di scaricare le responsabilità di questa situazione sui dipendenti», commenta Massimo Briguori della Rdb-Cub Inpdap, secondo cui «le responsabilità vanno ricercate nei tagli operati da Tremonti, nelle crociate di Brunetta e in chi vuol far pagare la crisi ai ceti popolari: chi ha provocato questa situazione ne risponda ora davanti a centinaia di migliaia di pensionati che vedono a rischio la propria sopravvivenza», conclude il rappresentante Rdb-Cub.

TEATRI: OPERA ROMA; RDB,NOI ESCLUSI DA INCONTRO CON ALEMANNO

(ANSA) - ROMA, 17 FEB - «Ieri il sindaco di Roma Alemanno ha ricevuto i sindacati sulle problematiche del Teatro dell'Opera. Sono state convocate anche organizzazioni che nel Teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la Rdb-Cub, che tra maestranze tecniche ed artistiche rappresenta invece decine di lavoratori, è stata esclusa dal confronto». Lo afferma, in una nota, Pio Congi, della Federazione nazionale Rdb-Cub. «Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali, lo stesso metodo si ripete per il Teatro dell'Opera - prosegue Congi - i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica. Così i problemi del Teatro, del suo bilancio e delle responsabilità di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al più l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica». «Ma la Rdb-Cub non demorde - conclude Congi - e continuerà a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si è seduto con il Sindaco. Con azioni concrete il sindacato di Base difenderà le proprie prerogative ed i diritti dei lavoratori rappresentati».


17 febbraio 2009 - Adnkronos

PENSIONI: RDB-CUB, INPDAP AVVIA RECUPERO FORZOSO

Roma, 17 feb. - (Adnkronos) - «Questa mattina le sedi Inpdap sono state prese d'assalto da migliaia di pensionati inferociti per il fatto di ricevere una pensione ridotta fino al minimo di 450 Euro. Si è assistito a scene di rabbia e disperazione da parte di chi, con le bollette da pagare in mano e le lacrime agli occhi, minacciava di denunciare alla Procura i direttori delle sedi».Lo denuncia in una nota Rdb-Cub che riferisce come «l'impatto agli sportelli è stato pesantissimo, facendo registrare una presenza quantificabile in media a tre volte il normale afflusso, che già i ridottissimi organici dei dipendenti riescono a garantire solo con notevolissime difficoltà. La vicenda, sostiene ancora il sindacato, che sta interessando circa 300.000 pensionati, »è stata causata da un'applicazione dissennata da parte dell'Inpdap della Finanziaria 2008, nella quale era prevista una pulitura dei dati relativi alle detrazioni fiscali attraverso una dichiarazione che deve essere presentata ogni anno al sostituto d'imposta«. Nel mese di febbraio 2008, l'Inpdap aveva inviato a tutti i pensionati la comunicazione relativa a tale obbligo di presentazione della dichiarazione entro il 31 maggio, e poi una seconda comunicazione in ottobre con proroga fino al 28 novembre. Non tutti i pensionati hanno risposto correttamente e nei tempi previsti, ma sia chi aveva presentato la dichiarazione, sia chi non lo ha fatto, si è trovato sulla pensione di febbraio il conguaglio relativo agli importi non correttamente percepiti, a seguito delle variazioni sui familiari non più a carico. Ad esempio, un pensionato per cui risultava non correttamente una detrazione per due figli a carico al 50%, si è visto recuperare 25 Euro al mese per ogni figlio per tutto il 2008, ovvero una decurtazione della pensione pari a 600 Euro. Il taglio diventa di circa 1.800 Euro se insieme a due figli risulta anche la moglie. Per problemi di travaso dei dati da un sistema all'altro, l'Inpdap non ha provveduto a sistemare immediatamente quelle posizioni conosciute già fin da maggio. Per garantire comunque una pensione, l'Inpdap ha pensato di riconoscere il trattamento minimo di pensione pari a 450 Euro, rateizzando l'eventuale debito restante nei mesi successivi, con il relativo calcolo degli interessi. »Nessuno -afferma Massimo Briguori della RdB-CUB Inpdap - pensi di scaricare le responsabilità di questa situazione sui dipendenti, che tutti i giorni sono costretti a fare i conti con le croniche carenze degli organici e disfunzioni organizzative da terzo mondo. Basti pensare che nel solo periodo 5.12.08/16.2.09 si sono verificati ben 31 giorni di blocco dei sistemi informatici. Le responsabilità vanno ricercate nei tagli operati da Tremonti, nelle crociate di Brunetta, e in chi vuol far pagare la crisi ai ceti popolari: chi ha provocato questa situazione ne risponda ora davanti a centinaia di migliaia di pensionati che vedono a rischio la propria sopravvivenza«, conclude il rappresentante RdB-CUB.

TEATRO: RDB-CUB SU OPERA ROMA, ALEMANNO CONVOCA SINDACATI MA CI ESCLUDE
TRA MAESTRANZE TECNICHE ED ARTISTICHE RAPPRESENTA DECINE DI LAVORATORI

Roma, 17 feb. - (Adnkronos) - "Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali, lo stesso metodo si ripete per il Teatro dell'Opera: i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica". E' quanto dichiara Pio Congi, della Federazione nazionale RdB-Cub in merito alla decisione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di ricevere i sindacati sulle problematiche del Teatro dell'Opera. Quello che Congi contesta e' che ''siano state convocate anche organizzazioni che nel Teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la RdB-Cub che, tra maestranze tecniche ed artistiche, rappresenta invece decine di lavoratori, e' stata esclusa dal confronto''. "Cosi' i problemi del Teatro, del suo bilancio e delle responsabilita' di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al piu' l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica. Ma la RdB-Cub non demorde - prosegue Congi - e continuera' a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si e' seduto con il sindaco. Con azioni concrete il sindacato di base difendera' le proprie prerogative ed i diritti dei lavoratori rappresentati".


17 febbraio 2009 - Dire

TEATRO OPERA. RDB: ALEMANNO DISCRIMINA LE SIGLE SINDACALI

(DIRE) Roma, 17 feb. - "Ieri il sindaco Alemanno ha ricevuto i sindacati sulle problematiche del Teatro dell'Opera. Sono state convocate anche organizzazioni che nel teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la Rdb-Cub, che tra maestranze tecniche e artistiche rappresenta invece decine di lavoratori, e' stata esclusa dal confronto". Lo afferma una nota delle stesse Rdb, che prosegue: "Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali, lo stesso metodo si ripete per il Teatro dell'Opera- commenta Pio Congi, della Federazione nazionale Rdb-Cub- i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica". "Cosi' i problemi del teatro, del suo bilancio e delle responsabilita' di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al piu' l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica. Ma la Rdb-Cub non demorde- prosegue Congi- e continuera' a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si e' seduto con il sindaco. Con azioni concrete il sindacato di base difendera' le proprie prerogative e i diritti dei lavoratori rappresentati", conclude il rappresentante Rdb-Cub.


17 febbraio 2009 - Omniroma

PA, RDB-CUB: «DOMANI IN PIAZZA PER RIPENDERCI FUTURO»

(OMNIROMA) Roma, 17 feb «Domani i precari delle Pubbliche amministrazioni insieme alla RdB-CUB presidieranno Palazzo Madama, mentre le commissioni Affari Costituzionali e Lavoro del Senato si accingono ad esaminare un ennesimo provvedimento che andrà a colpire i lavoratori precari bloccando tutti i processi di stabilizzazione. Al presidio parteciperanno anche le centraliniste licenziate dall'ospedale di Legnano, che già nei mesi scorsi protestarono mettendosi all'asta su You Tube, dando poi vita ad una »strip conference«. Domani le lavoratrici attueranno una nuova singolare iniziativa, uno »sciopero del futuro« che le vedrà arrivare bendate da Milano e, sempre bendate, manifestare sotto Palazzo Madama per poi raggiungere il Ministero della Funzione Pubblica, dove rimarranno bendate ad oltranza fino a che non otterranno un incontro con il Ministro Brunetta». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. Cristiano Fiorentini, della direzione nazionale RdB-CUB P.I., illustra le ragioni della mobilitazione: «Se verrà approvato anche dal Senato, il DDL A.S. 1167, ed in particolare l'art.7, sancirà l'abrogazione di tutte le norme di stabilizzazione del precariato e il blocco di fatto anche dei processi di stabilizzazione avviati e faticosamente conquistati con le mobilitazioni di questi ultimi anni. La conseguenza immediata sarà la cancellazione di qualsiasi prospettiva, certezza, diritto e futuro, per centinaia di migliaia di precari presenti in tutta le P.A., con il rischio concreto che questi lavoratori vengano espulsi dai posti di lavoro dove operano da anni, consentendo alle Amministrazioni e agli Enti di funzionare e di svolgere il proprio compito istituzionale». «La RdB-CUB, da sempre impegnata a fianco dei precari - prosegue Fiorentini - chiede il ritiro dell'art. 7 del DDL 1167, il completamento dei processi di stabilizzazione, l'estensione dei diritti a tutte le tipologie di precariato opponendosi ai licenziamenti per fine contratto. I provvedimenti già adottati dal governo, con tagli degli organici, blocchi del turn-over e limiti alle spese del personale, scaricano i costi della crisi sui lavoratori più deboli e senza diritti. Per questo il 18 febbraio saremo davanti al Senato, e manifesteremo contro il furto di futuro ai danni di migliaia di lavoratori».

TEATRO OPERA, RDB-CUB: ALEMANNO SCEGLIE INTERLOCUTORI SINDACALI

(OMNIROMA) Roma, 17 feb - «Ieri il sindaco di Roma Alemanno ha ricevuto i sindacati sulle problematiche del Teatro dell'Opera. Sono state convocate anche organizzazioni che nel Teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la Rdb-Cub, che tra maestranze tecniche ed artistiche rappresenta invece decine di lavoratori, è stata esclusa dal confronto». Così in una nota Rdb-Cub. «Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali, lo stesso metodo si ripete per il Teatro dell'Opera - commenta Pio Congi, della Federazione nazionale Rdb-Cub - i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica». «Così i problemi del Teatro, del suo bilancio e delle responsabilità di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al più l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica. Ma la Rdb-Cub non demorde - prosegue Congi - e continuerà a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si è seduto con il sindaco. Con azioni concrete il sindacato di base difenderà le proprie prerogative ed i diritti dei lavoratori rappresentati».


17 febbraio 2009 - Apcom

Lazio/ Roma, Rdb-Cub: Noi esclusi da confronto su teatro opera
Buco da 8 mln per l'ente, sindacati ieri a colloquio da Alemanno

Roma, 17 feb. (Apcom) - La Rdb-Cub è stata esclusa dal confronto con l'amministrazione comunale di Roma sul teatro dell'opera. E' la denuncia lanciata dalla stessa sigla sindacale in una nota. "Ieri - spiega - il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha ricevuto i sindacati sulle problematiche del teatro dell'opera. Sono state convocate anche organizzazioni che nel teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la Rdb-Cub, che tra maestranze tecniche ed artistiche rappresenta invece decine di lavoratori, è stata esclusa dal confronto". "Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali - commenta Pio Congi, della federazione nazionale del sindacato - lo stesso metodo si ripete per il teatro dell'opera, i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica. Così i problemi del teatro, del suo bilancio e delle responsabilità di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al più l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica. Ma la Rdb-Cub non demorde - prosegue Congi - e continuerà a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si è seduto con il sindaco. Con azioni concrete il sindacato di base - conclude - difenderà le proprie prerogative ed i diritti dei lavoratori rappresentati".


17 febbraio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 6 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Deleghe sulla pubblica amministrazione, dal Parlamento pieni poteri al Governo
* Domani dinanzi al Senato la protesta dei precari
* Crisi economica, inerzia del Governo
* I 40 anni "di contributi" diventano "di servizio"
* Ccnl ricerca all'epilogo, l'Aran convoca le parti
* Serve chiarezza sulla riforma dell'Iss
* Corruzione nella P.A., monito della Corte dei conti
* Il Festival di Sanremo per il Cnr è scienza?
* Un travaso di bile per le "matricole" Inaf


17 febbraio 2009 - Legnano news

DOPO LO STRIP, LE EX CENTRALINISTE DELL'OSPEDALE PROTESTANO BENDATE
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Legnano - Dopo lo strip, la benda sugli occhi. Non stiamo parlando di qualche fantasia erotica, bensì delle plateali forme di protesta delle ex centraliniste dell’ospedale di Legnano che dopo il successone mediatico del loro soft spogliarello su You Tube, questo pomeriggio 17 febbraio sono tornate alla carica con una nuova singolare manifestazione, messa in scena davanti ai cancelli del nosocomio cittadino. Benda sugli occhi e cartelli in mano con scritto a caratteri cubitali "rimaniamo bendate perché non c’è nulla da vedere", le dieci centraliniste (l’undicesima ha trovato lavoro) lanceranno su Facebook la loro nuova singolare protesta battezzata lo "sciopero del futuro". "Abbiamo presidiato e incontrato tutte le istituzioni locali, ma nessuna ha voluto risolvere il nostro problema - racconta Ornella Cameran, responsabile della RdB-Cub, che sin dal principio ha sostenuto la vertenza delle centraliniste. Dal consiglio regionale al consiglio provinciale solo promesse e sempre la stessa risposta: non dipendeva da loro. L'ospedale attribuiva il licenziamento alla legge Brunetta che sua volta rispediva restituiva la responsabilità ai vertici aziendali. Il sindaco di Legnano se ne è lavato le mani e il Prefetto, vista l'indifferenza generale, non sapeva cosa fare. Ma noi andremo avanti e in questo momento stiamo partendo per Roma, per partecipare alla manifestazione dei precari pubblici indetta dalla RdB-Cub davanti al Senato, e intendiamo incontrare il ministro Brunetta. Faremo "lo sciopero del futuro" davanti al ministero della Funzione Pubblica, dove aspetteremo tutti coloro che credono che il futuro ci appartiene e che dobbiamo riprendercelo". Chi vorrà aderire allo "sciopero del futuro" potrà farlo su Facebook. I video delle precarie di Legnano sono invece su Youtube: "11 precarie legnano". Oltre ai manifesti sullo sciopero del futuro, le ex centraliniste stringevano oggi anche dei cartoncini che riproducevano un quadro di Giorgio De Chirico dal titolo Canto d’amore. Un dipinto che cela "l’enigma non risolto": "Per noi questo enigma – hanno detto le centraliniste – è appunto chi sia il colpevole della nostra situazione. Ci hanno licenziato e vogliamo capire di chi sia la colpa. Il nostro caso, come quello di milioni di precari in tutta Italia, è un enigma senza risposte, senza futuro. Tutti i giorni dall’alba al tramonto ci benderemo, ci toglieremo il futuro, come ogni giorno milioni di lavoratori precari vivono senza garanzia, senza futuro".


17 febbraio 2009 - Corriere della Sera

Emergenza casa Petrucci: «Chiediamo al sindaco le varianti»
L'Ater: «Pronti a costruire 2.500 nuovi alloggi popolari»
La protesta. Le famiglie di via Pincherle chiedono un ruolo di garanzia nella trattativa con Regione e proprietà

Roma - Edilizia residenziale pubblica: l'Ater (ex Iacp) si candida. «Abbiamo colto l'occasione della pubblicazione del bando del Comune di Roma finalizzato al reperimento di aree per l'attuazione del piano di housing sociale, per una ricognizione in casa nostra» ha detto il presidente Luca Petrucci in conferenza stampa. Dall'indagine è emerso che - malgrado i noti problemi di liquidità Ater sarebbe in grado di costruire 461 alloggi nelle zone di Primavalle, Montesacro, Bufalotta, Tiburtino III, Torre Spaccata, Borgo del Trullo, Pisana.
A questo piccolo patrimonio di appartamenti realizzabili in breve tempo, se ne potrebbero aggiungere 2.086 che l'agenzia avrebbe intenzione di realizzare in località Castel di Guido. «Una vasta area di nostra proprietà dove si potrebbero ricavare oltre 2.000 alloggi » ha detto Petrucci. Rivolgendo al sindaco una richiesta di compensazione: «Perché nelle vicinanze, e sullo stesso tipo di terreno, è stata data l'edificabilità a terreni di proprietà privata». Infine, ha concluso il presidente dell'Ater: «tutte le aree individuate, per le quali chiediamo una variante che possa consentire la costruzione di case popolari e la riqualificazione del territorio, sono destinate a verde e servizi pubblici, ma sono in stato di abbandono e degradate». L'ultima proposta Ater però non è stata accolta. Si trattava di acquistare gli appartamenti di via Pincherle, messi in vendita a prezzi inaccessibili per i vecchi inquilini: ma la Area Mestre e Giacomazzi (proprietà) ha declinato l'offerta Ater. Proprio ieri, con un presidio a Palazzo Valentini, le famiglie di via Pincherle (alcune in sciopero della fame) hanno chiesto al Prefetto di svolgere un ruolo di garanzia nella trattativa tra regione Lazio e proprietà. Mobilitazione utile secondo i sindacati Asia Rdb, che in serata diffondeva un comunicato in merito: «La prefettura s'è impegnata a porre la questione al tavolo sull'emergenza abitativa il 18 febbraio e ad approfondire con il comune la possibilità di costruire una sinergia istituzionale utile a portare nuovamente su un tavolo Area Mestre e Giacomazzi».


17 febbraio 2009 - Il Gazzettino

Operatori sociosanitari Non si placano le polemiche sull’accordo

Dolo - Secco botta e risposta tra RdB e Fps Cisl sulla questione degli Operatori socio sanitari. A lanciare la prima stoccata sono state le Rappresentanze di base: «Si era definito, davanti a numerosi lavoratori, che avrebbero fatto le loro valutazioni sulla concreta possibilità di costruire una turnistica che consentisse almeno un doppio riposo festivo nel corso del mese lavorativo e si era rinviata la discussione ad un incontro previsto nei primi giorni di marzo 2009, in quanto avevano bisogno di almeno un mese per studiare la nuova turistica. D’improvviso Cgil Cisl e Uil e l’Amministrazione hanno concordato una trattativa l’11 febbraio 2009, alla quale la nostra delegata è venuta a conoscenza per caso: è stato stabilito in quell’incontro, un accordo sulla modifica della turnazione degli operatori, alla faccia del periodo necessario per studiare nel particolare la nostra proposta, che stabilisce il 3+1». E spiega come ad un’attenta lettura dell’accordo niente di quanto chiesto in fase di trattativa era stato inserito e per cui avevano deciso di ritirare la firma. Ma la Cisl, con Simone Naletto, ha ribattuto: «La Cisl non propende per un turno piuttosto che per un altro. Certe dichiarazioni del tutto gratuite sono false e completamente fuori luogo e danno alibi solo a ridicole strumentalizzazioni. È impensabile siglare un accordo sindacale ove a beneficiarne risulta essere solo un parte e pure minoritaria dei lavoratori. Esistono realtà lavorative importanti sia a Mirano che a Noale dove da tempo il personale pratica il turno 3-1. L’RdB dovrà spiegare a questi ultimi perché i loro colleghi di Dolo potranno fare un turno diverso e decidere loro quando fare un week-end a casa una tantum mentre i restanti altri no».


17 febbraio 2009 - EPolis Roma

Via Pincherle
Gli inquilini dal Prefetto per trattare sull'offerta

Roma - Il gabinetto della Prefettura si è impegnato a convocare per domani un tavolo con la proprietà dell'immobile di via Pincherle per rilanciare la proposta di compravendita. Lo hanno riferito alcuni esponenti degli inquilini al termine di un incontro avuto nel pomeriggio in prefettura, davanti alla quale hanno organizzato un sit-in di protesta insieme all'Asia Rdb, esponendo un paio di striscioni con la scritta «Prefetto, blocco vendite a terzi di via Pincherle» e «Sciopero della fame». I residenti, per nulla intenzionati a tornare sui propri passi, chiedono che si riapra la discussione con la società proprietaria sul futuro degli appartamenti messi in vendita, che non hanno potuto comprare nonostante vi abitino da quaranta anni. L'auspicio è che venga fatta una proposta maggiorata per poter riscattare gli immobili.

La trattativa con la proprietà. Occorre un rilancio

La società proprietaria degli immobili ha rifiutato una prima offerta da parte dell'Ater di Roma non accontentandosi di un guadagno di due milioni di euro.


17 febbraio 2009 - Gazzetta del Mezzogiorno

I Vigili del fuoco: «Impreparati a un incendio sul metrò di Bari»
di NINNI PERCHIAZZI

BARI - Metropolitana per il San Paolo e non solo: è guerra tra i vigili del fuoco ed il comandante del corpo. La mancata prevenzione sulla nuova linea ferroviaria è oggetto dell’attacco delle segreterie provinciali di Confsal ed Rdb/Cub al dirigente Giovanni Micunco. In ballo anche i criteri di distribuzione del Fua (fondo unico di amministrazione) al personale. Così, fallito il tavolo di conciliazione a fine gennaio, prosegue lo stato di agitazione proclamato a dicembre in seguito alle decisioni prese dall’Amministrazione sul Fua, che adesso sfocerà nella manifestazione indetta per giovedì (alle 10) in piazza Prefettura. Vertenza a cui si aggiungono le polemiche sulla metropolitana. «I vigili del fuoco di Bari non hanno mai avuto la formazione e le procedure operative standard (pos), di come intervenire nella galleria, sul viadotto e su tutta la linea ferroviaria nuova», affermano in un documento congiunto Domenico Damiani e Biagio De Santis (segreteria provinciale Confsal) e Domenico Sciacovelli (segretario provinciale Rdb/Cub). «Non conoscono il sito - proseguono - non hanno l’attrezzatura idonea per intervenire nelle gallerie, la sala operativa di Bari non ha nessun riferimento e numeri telefonici dei responsabili delle ferrovie, non conoscono come disattivare le linee elettriche, di come funzioni l’impianto idrico, le vie di fuga nella galleria per le evacuazioni, le nuove stazioni con i relativi ascensori. In pratica tutta la tecnologia è sconosciuta ai vigili del fuoco baresi». Da qui la denuncia, perché «se dovessimo intervenire in galleria o in altre parti della linea ferroviaria potrebbe essere a rischio la vita degli stessi vigili e quella dei cittadini». LATITANZA - Il comando di Bari è accusato di essere «come sempre latitante», oltre ad avere «una predisposizione genetica a non mantenere le corrette relazioni sindacali»: lo affermano i sindacati Confsal (120 iscritti) e RdB (50), che a Bari con Cgil, Cisl e Uil sono rappresentativi e titolati a contrattazione (a cui si aggiungono Conapo, Cisal, Ugl non rappresentativi). Il personale tra amministrativi, dirigenti e operativi in tutta la provincia di Bari annoverà circa 500 unità, ma non tutte iscritte al sindacato. «Il comando - concludono Confsal e RdB - sino ad oggi non ha attivato nessuna formazione e visite guidate al sito, così come non è stata acquistata nessuna attrezzatura idonea. Sarebbe utile far conoscere a tutti i vigili del fuoco operativi e alla sala operativa caratteristiche tecniche e procedure per intervenire in caso di necessità». LA REPLICA - «Sono ignoranti». Non si fa attendere la replica stizzita del comandante dei vigili del fuoco di Bari. Che spiega. «L’intervento in metropolitana non è soggetto ad interventi diversi dal normale, ad eccezione di quelli intorno ai gruppi elettrogeni, procedura per la quale siamo preparati », tuona Micunco. «Non è stato fatto nulla perché non c’è nulla di nuovo - ripete -. Il funzionario istruttore non ha segnalato nulla proprio perché non è un’attività soggetta a prevenzione incendi». Quindi, nella malaugurata ipotesi di incidente sulla linea ferroviaria Bari-San Paolo non sono previste specifiche procedure d’intervento? «Il personale è già addestrato per ogni procedura», dichiara Micunco, per poi passare al contrattacco. «E poi bastava che ci venisse chiesto e avremmo provveduto - ribadisce -. Su certe cose serve la sensibilità del funzionario istruttore nel capire le nuove dinamiche». «Invece - incalza - certi sindacati anziché lavorare per risolvere i problemi, pensano solo a crearli. Su certe cose serve la collaborazione, non solo l’attività di denuncia». Poi una stilettata anche sulla vicenda Fua. «Vogliono condizionare l’Amministrazione, portandola a scelte che non condividiamo - afferma Micunco - quando all’interno dei sindacati ci sono posizioni differenti». E su stato di agitazione e attacchi alla sua figura. «Aveva ragione Andreotti - conclude - il potere logora chi non ce l’ha».


17 febbraio 2009 - Vivere Ancona

RdB CUB PI Agenzie Fiscali, giornata nazionale 'Che fine faremo?'

Ancona - Si chiama "Che fine faremo?" l’iniziativa che le Rappresentanze Sindacali di Base del pubblico impiego (RdB/CUB) organizzano per mercoledì 18 febbraio in tutte le Direzioni Regionali delle Entrate. Nell’ambito della suddetta iniziativa nazionale le RdB CUB PI Agenzie Fiscali Marche hanno organizzato nella stessa giornata del 18 febbraio un’assemblea presso la Direzione Regionale delle Entrate Marche ad Ancona, in via Palestro n. 15. All’ordine del giorno, la riorganizzazione delle Entrate. Le RdB chiedono che sul processo di riorganizzazione prossimamente in atto si giunga a un accordo-quadro nazionale che chiarisca le ricadute logistiche, professionali e salariali ad esso legate. Per questo hanno promosso una raccolta di firme negli uffici locali tra tutti i lavoratori del fisco ha sostegno di una mozione che al termine dell’assemblea sarà consegnata ai vertici della Direzione Regionale insieme alle firme raccolte. Con la mozione i lavoratori delle Entrate chiederanno al Direttore regionale di farsi carico presso i vertici nazionali che sulla riorganizzazione si arrivi a un accordo quadro che garantisca:
1.che si apra una nuova stagione di progressioni economiche e giuridiche per tutti come prima risposta al bisogno di efficacia ed efficienza;
2.che saranno chiarite le ricadute professionali e salariali legate alle nuove funzioni assegnate a ciascun lavoratore;
3.che non ci saranno forme di mobilità forzata neanche a livello cittadino;
4.che saranno date pari opportunità a tutti di concorrere all'assegnazione di incarichi e funzioni;
5.che sia assicurato il mantenimento di tutte le funzioni di controllo e di servizio svolte oggi dall'Agenzia.


17 febbraio 2009 - Padova news

Padova. Qui non denunciamo nessuno!
Mozione proposta alla sottoscrizione dei dipendenti della sanità pubblica di Padova e provincia: "Proponiamo che all'entrata degli ospedali della sanit pubblica padovana sia posto il cartello "Qui non denunciamo nessuno" tradotto in varie lingue, cosi' come hanno fatto all'ospedale San Gallicano di Roma".

Padova - "Qui non denunciamo nessuno". Mozione che proponiamo alla sottoscrizione dei dipendenti della sanit pubblica di Padova e provincia:
L'emendamento all' articolo 39 del DDL Sicurezza approvato al Senato cancella la norma per cui il medico non deve denunciare lo straniero che si rivolge a strutture sanitarie pubbliche e d quindi di fatto la possibilit ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono a loro per essere curati!
Una vera e propria assurdit perch non solo impedir agli immigrati di ricevere cure adeguate (dato che e' evidente che moltissimi rinunceranno a farsi curare per non essere poi denunciati come clandestini), ma anche esporr l'intera popolazione residente al rischio di infezioni se non di vere e proprie epidemie , dato che eventuali malattie contagiose non potranno piu' essere individuate e adeguatamente monitorate...altro che sicurezza. Ma soprattutto perch lede gravemente il diritto di ogni individuo di ricevere cute tempestive ed efficaci senza discriminazione alcuna sia essa razziale, religiosa, filosofica o politica.
I migranti arrivano normalmente in buona salute, poi si ammalano qui soprattutto di patologie legate alle condizioni di vita e di lavoro. E' per questo che vanno curati!
Dichiariamo fin da ora che non ci piegheremo a questa barbarie e che disobbediremo a questa legge ed invitiamo tutti gli operatori della sanit, a fare una pubblica dichiarazione di obiezione di coscienza rispetto ad una norma che va contro la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del malato e contro ogni norma di deontologia medica che assicura ad ogni malato il rispetto assoluto della sua privacy e contemporaneamente assicura a tutti il diritto alla tutela della salute.
Proponiamo che all'entrata degli ospedali della sanit pubblica padovana sia posto il cartello "Qui non denunciamo nessuno" tradotto in varie lingue, cosi' come hanno fatto all'ospedale San Gallicano di Roma.
'I medici rivendicano, in nome dell'etica professionale universale e del diritto all'assistenza umanitaria, la totale libert nell'esercizio della loro professione' (dalla carta dei principi di Medici Senza Frontiere).
Primi firmatari:
Maria Antonietta Ponchia infermiera Ulss16, Gomiero Silvio infermiere Ulss 16, Paola Bortolami infermiera A.O., Elena Raccanello infermiera A.O., Daniela Tosato infermiera A.O. Roberto Marinello medico convenzionato Ulss 16, Luisa Macor medico Ulss 16, Francesco Palermo medico convenzionato Ulss 16, Luisa Mancini medico Ulss 15.
Si prega di sottoscrivere la seguente mozione e inviarla al fax 0498824273 della sede sindacale ADL RdB.
Venerdi' 20 febbraio ore 12.30 conferenza stampa dei firmatari della mozione di fronte alla sala mensa dell'Azienda Ospedaliera


17 febbraio 2009 - La Stampa

UNO STUDIO DELLA CUB
«Se i precari si mobilitano possono fermare la didattica»

Torino - Le prime vittime della riforma Gelmini saranno i precari. E quanto pesi davvero questa forza lavoro nella scuola torinese (stimata intorno al 20%) lo ha misurato il sindacato Cub Scuola. «Abbiamo fatto una ricerca scuola per scuola - dice il segretario Cosimo Scarinzi - attraverso un campione significativo: abbiamo accertato così che ci sono scuole che possono funzionare solo grazie al lavoro precario». In attesa di presentare tutto lo studio durante l’assemblea che si terrà al Castello del Valentino nel pomeriggio del 25 febbraio, Scarinzi offre qualche dato: all’Itc Russel Moro su 88 docenti 17 sono precari, all’istituto comprensivo di Sant’Antonino di Susa sono 35 su 120 e 12 gli ata su 34, al Plana su 124 docenti i precari sono 35 e gli ata 22 su 50. E così via. «Vogliamo che questi lavoratori capiscano che la loro mobilitazione può fermare la didattica».


17 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo

Pigna, tavolo a tre per ridisegnare il futuro delle aree
Entro domani l'incontro fra Comune, azienda e immobiliare. L'ipotesi: spazi per la fabbrica e nuove attività che diano lavoro
di Silvana Galizzi

Un tavolo tecnico a tre, composto da Comune, immobiliare proprietaria degli spazi e azienda, per definire il futuro urbanistico delle aree della Cartiere Paolo Pigna. È la decisione presa ieri mattina all'incontro istituzionale che si è svolto in municipio ad Alzano. Due i punti in discussione: il mantenimento dell'occupazione e la dislocazione dello stabilimento. E sul tavolo c'è un'ipotesi di massima alla quale si lavorerà in sede tecnica con tempi che si preannunciano brevi: mantenere uno spazio per la Pigna e insediare anche nuove attività produttive e di servizio che possano creare occupazione.
Proprio ieri è iniziata la cassa integrazione straordinaria, come previsto dall'accordo firmato a fine gennaio dall'azienda con i sindacati. La divisione cartiera si è fermata e la produzione di carta da ieri è sospesa. Per circa 85 dei 133 lavoratori del reparto è iniziata la cassa integrazione. Quasi 50 invece sono al lavoro nelle altre divisioni, cartotecnica e spirali per rilegatura (Rilecart), dello stabilimento seriano che in tutto occupa 338 persone.
L'impegno formalizzato con l'accordo sindacale è ricollocare all'interno dell'azienda metà degli addetti: all'incirca 60-70. I sindacati chiedono che si lavori per il reimpiego esterno anche degli altri addetti e hanno posto il problema all'incontro di ieri in municipio. Per questo hanno chiesto che nella destinazione degli spazi, oggi inseriti nel Piano di governo del territorio (Pgt) come industriali, si tenga conto anche delle esigenze occupazionali e si pensi quindi a utilizzi per attività produttive artigianali e industriali e di servizio.
Un auspicio che ha trovato disponibilità anche nella proprietà delle aree, l'immobiliare Leonardo di Ferruccio Locatelli. «Siamo pronti a fare un passo indietro per preservare l'occupazione e dare spazio alla Pigna», spiega Locatelli. «Sulle aree rimanenti faremo un percorso di confronto con l'amministrazione per vedere quali sono le esigenze del territorio. Mi pare che le condizioni ci siano tutte», aggiunge, ribadendo l'attenzione anche per il ricollocamento dei lavoratori che non troveranno posto all'interno della Pigna. «Ne terremo conto - prosegue -. Credo in questo tipo di progettualità: la fabbrica torna importante, è luogo di aggregazione e il mio progetto sarà su questo tipo di idea e su quanto potrò dare in termini di servizio». Spunti che saranno portati al tavolo tecnico per proseguire il confronto «molto costruttivo», sottolinea Locatelli, avviato ieri.
Ora si tratta quindi di definire nero su bianco tutti i dettagli per il futuro di un'area di circa 110 mila metri quadrati, compresi parcheggi e spazi inutilizzati. La prima riunione del tavolo tecnico si terrà al massimo entro domani pomeriggio. Una volta trovata l'intesa in questa sede, si pensa nell'arco di poche settimane, si tornerà al tavolo istituzionale, con tutte le parti rappresentate anche ieri (Comune, Comunità montana, Provincia, Regione, Rsu, sindacati di categoria e confederali, Imprese & Territorio, Confindustria, azienda e immobiliare) per firmare un accordo di programma.
«L'importante è che non ci sia uno stravolgimento dell'urbanizzazione di Alzano», dice il sindaco Roberto Anelli indicando due strade per il futuro di un'area di circa 110 mila metri quadrati, compresi parcheggi e spazi inutilizzati. Innanzitutto, spiega Anelli, riservare alla Pigna una superficie sufficiente non solo per le necessità attuali ma anche per le future. «Così come mi auguro - aggiunge - che in quel contesto ci sia un'area artigianale produttiva industriale che possa dare prospettive occupazionali».
Una necessità sottolineata pure dai sindacalisti di Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom-Uil, Gigi Pezzini, Marcello Bertazzoni e Bruno Locatelli. «Il nostro problema è recuperare anche i 60 lavoratori che non saranno ricollocati all'interno dell'azienda». Per questo, dicono, «l'accordo del 29 gennaio è stato un primo passo importante, ma non conclusivo». La valutazione dell'incontro di ieri è comunque positiva: «Tutto va verso la difesa dell'occupazione, che è l'obiettivo posto fin dall'inizio. Ora è importante lavorare sui tempi, ma il consenso e l'attenzione emersi sono rilevanti per arrivare all'obiettivo del saldo "disoccupazione zero" che è importante per noi e per il territorio», dice Pezzini.
Anche il presidente della Pigna, Giorgio Jannone, parla di un «risultato positivo e importante» raggiunto con l'incontro di ieri per cercare insieme la soluzione. «Andiamo in direzione opposta rispetto ad altre aziende che hanno lasciato la Val Seriana o hanno chiuso - dice -. Noi restiamo ad Alzano, se ci sono tutte le condizioni, e andiamo avanti con l'innovazione e gli investimenti. È un percorso coraggioso e abbiamo bisogno della compartecipazione dei soggetti istituzionali».
Durante la riunione di ieri mattina, Jannone ha incontrato anche i rappresentanti della Cub (Confederazione unitaria di base) e i lavoratori di una cooperativa che erano addetti all'alimentazione e pulizia delle linee di laminazione della carta e ieri hanno fatto un presidio davanti al municipio. Jannone ha assicurato che si interesserà personalmente del futuro di questi 12 lavoratori: «Mi attiverò per cercare di farli ricollocare e sono ottimista al riguardo. Penso che nell'arco di un paio di settimane garantiremo un altro posto di lavoro sempre nel settore della logistica».


16 febbraio 2009 - Dire

CASA. ASIA-RDB: BLOCCARE SUBITO SFRATTI E SGOMBERI

(DIRE) Roma, 16 feb. - Questa mattina una mobilitazione dei Blocchi Precari Metropolitani e di Asia-Rdb ha impedito lo sfratto di una famiglia di tre persone in via G. Di Vittorio 15, riuscendo a strappare un rinvio al 24 marzo. Lo rende noto un comunicato di Asia-Rdb, che prosegue: "L'ennesimo sfratto per morosita' a Roma, mentre e' in corso una crisi economica che colpisce milioni di persone. Un mese fa, sempre nel Municipio VI, era toccato a una mamma che ha perso il lavoro e alla sua bambina, che insieme ad altri sfrattati hanno occupato uno stabile in via Argentina Altobelli e attendono risposte da parte delle amministrazioni". "Domani, numerosi attenderemo l'ufficiale giudiziario e la forza pubblica in via Monte Fumaiolo 30, per difendere un'altra famiglia che non riesce piu' a sostenere il costo dell'affitto- sottolinea la nota- Riteniamo inaccettabile sbattere per la strada persone che non riescono a sostenere il costo degli affitti senza prima predisporre misure in grado di garantire il passaggio da casa a casa; attaccare le occupazioni in nome di una legalita' sempre a senso unico visto che il Comune di Roma non da risposte all'emergenza abitativa; disegnare politiche abitative funzionali a rispondere alle esigenze del mercato, dei costruttori e degli speculatori immobiliari invece che a garantire il diritto alla casa". "Chiediamo pertanto il blocco degli sfratti e degli sgomberi- insiste la nota- fino all'attuazione di un piano di edilizia residenziale pubblica che consenta il passaggio da casa a casa; un piano casa che risponda alla necessita' della citta' che soffre a causa della crisi, delle dismissioni, di affitti e mutui insostenibili". E ancora, "che vengano istituiti in tutti i Municipi di Roma dei centri temporanei di emergenza abitativa in grado di dare una risposta immediata a chi viene sfrattato; che il Municipio VI convochi urgentemente un consiglio straordinario sull'emergenza abitativa e sul progetto e la destinazione d'uso dello stabile di via Argentina Altobelli".

CASA. ASIA-RDB: INQUILINI VIA PINCHERLE IN PREFETTURA

(DIRE) Roma, 16 feb. - Si e' appena conclusa la manifestazione di circa un centinaio di inquilini di via Pincherle, che dalle 15 hanno organizzato un presidio davanti a Palazzo Valentini per chiedere al prefetto di svolgere un ruolo di garanzia nella trattativa tra Regione Lazio e Area Mestre/Giacomazzi sul futuro di 116 appartamenti messi in vendita. Lo fa sapere una nota dell'Asia-Rdb, che insieme ad una delegazione di inquilini "e' stata ricevuta dalla dottoressa Vaccaro, gia' precedentemente a conoscenza della situazione, che si e' fatta carico di riferire al prefetto dell'incontro questa sera". "La dottoressa Vaccaro- prosegue la nota- si e' impegnata a portare la questione di via Pincherle al tavolo sull'emergenza abitativa che si riunira' in prefettura il 18 febbraio e ad approfondire con il comune di Roma la possibilita' di costruire una sinergia istituzionale utile a portare nuovamente su un tavolo Area Mestre e Giacomazzi. Per decidere le prossime iniziative gli inquilini e Asia-Rdb stanno tornando a via Pincherle, dove da dieci giorni procede lo sciopero della fame all'interno di uno spazio di proprieta' Area Mestre -utilizzato da Gabetti per la vendita degli appartamenti- occupato dagli inquilini lo scorso 5 febbraio".


16 febbraio 2009 - Ansa

CASA: VIA PINCHERLE MERCOLEDÌ AL TAVOLO EMERGENZA

(ANSA) - ROMA, 16 FEB - La vicenda degli inquilini delle case di via Pincherle messe in vendita sarà portata al tavolo sull'emergenza abitativa che si terrà mercoledì prossimo in prefettura. Lo hanno riferito alcuni esponenti degli inquilini al termine di un incontro avuto nel pomeriggio in prefettura, davanti alla quale hanno organizzato un sit-in, organizzato dall'Asia Rdb. Gli inquilini, da giorni in sciopero della fame, chiedono si riapra la discussione con la società proprietaria sul futuro degli appartamenti messi in vendita, che non hanno potuto comprare nonostante vi abitino da 40 anni. «La vicenda degli inquilini di via Pincherle - ha detto il consigliere comunale della Sinistra Democratica Maria Gemma Azuni - è la punta di un iceberg. Se ci si arena con una immobiliare, cosa può succedere a Roma con le dismissioni delle case degli enti che riguarderanno a breve migliaia di famiglie?».


16 febbraio 2009 - Il Cittadino

Casale. La presa di posizione durante l’inaugurazione della sede Rdb-Cub
«Sciopero generale per il lavoro e contro gli scempi ambientali»
di Francesco Dionigi
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Casale - «Proponiamo a tutte le delegazioni sindacali, forze politiche e sociali uno sciopero generale della provincia di Lodi al fine di evidenziare una situazione difficile per il territorio sia da un punto di vista occupazionale, con circa 700 posti di lavoro in meno previsti nell’anno, che da un punto di vista ecologico-ambientale con richieste di nuove discariche da insediare in una provincia che da una recente analisi dell’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste risulta essere la provincia lombarda che ha cementificato di più dal 2005 al 2007».Questo il proclama del rappresentante regionale della federazione delle rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub Gianfranco Bignamini nell’ambito della cerimonia di inaugurazione della sede della federazione provinciale della Rdb-Cub del Lodigiano in via Marsala 53 a Casale, tenutasi domenica. «La Rdb-Cub - ha detto Bignamini - nasce nel 1992 nel settore del pubblico impiego a Lodi. Ora, a distanza di 16 anni, ci vede rappresentati in tutte le realtà dell’impiego pubblico oltre che nel settore privato nelle fabbriche del territorio come la Lever di Casale. L’apertura di questa sede provinciale a Casale - ha ribadito Bignamini - è un sogno che si è concretizzato e sicuramente una sfida difficile in un momento che c’è più che mai bisogno di una solida presenza sindacale. Questa sede avrà compiti difficili ma ora esiste finalmente un punto di riferimento concreto, aperto tutti i giorni, dove i lavoratori potranno avere un riferimento e un’assistenza costante su tutte le problematiche legate al lavoro e alla vita sociale».Alla cerimonia inaugurale era presente anche l’assessore all’ecologia della provincia Antonio Bagnaschi che, nel porgere i propri auguri di un buon lavoro ha ricordato «il difficile momento occupazionale territoriale» augurandosi che «le forze sindacali, i rappresentanti istituzionali, il mondo sociale e i lavoratori e cittadini tutti riescano a superare questa situazione preoccupante». Presenti anche il consigliere comunale del Partito vomunista dei lavoratori Leopoldo Cattaneo, il segretario provinciale Rdb-Cub Davide Santambrogio, Sandro Sartorio della Federazione regionale Rdb-Cub e Marina Zetti del pubblico impiego Lombardia, che ha ribadito come «l’apertura di una nuova sede sindacale sia importante come punto di riferimento per tutti i lavoratori della zona».


16 febbraio 2009 - La Nuova Venezia

Accordo Asl 13 Rdb non firma

DOLO - Il sindacato di base Rdb ritira la firma dall’accordo siglato con la direzione dell’Asl 13 sulla questione degli operatori socio sanitari di Dolo. Il motivo è il mancato inserimento nel documento della proposta di doppio riposo festivo da effettuarsi almeno una volta al mese. «Dopo un’attenta lettura - spiega Federico Martelletto - abbiamo deciso di ritirare la firma dall’accordo perché non è stato messo come obbligatorio il doppio riposo nel week end almeno una volta al mese». Per l’Rdb bisogna riaprire una trattativa sindacale. «Auspichiamo che venga aperto un tavolo in tempi brevi per ridiscutere nuovamente le cose. Vogliamo che il doppio riposo almeno una volta al mese venga messo per iscritto e non ci accontentiamo di un semplice accordo verbale. Se non otterremo risposta siamo pronti a nuovi picchetti di protesta». Rdb era d’accordo sul nuovo regime di turni che prevedeva tre giorni di lavoro e uno di riposo. «Su questo noi siamo anche d’accordo ma dobbiamo difendere i nostri iscritti. Devono poter stare a casa almeno un fine settimana al mese con la famiglia. Gli altri sindacati che hanno firmato questo documento hanno fatto un colpo di mano». (g.pir.)


16 febbraio 2009 - Aprile online

Lo strano caso del presidente Castronovo
Sfiducia a un presidente di consiglio comunale perché ha ricevuto una delegazione di manifestanti pro Palestina mentre in piazza veniva bruciato un lenzuolo con il disegno della Stella di David
di Paolo Hutter

Torino - Sfiducia a un presidente di consiglio comunale perché ha ricevuto una delegazione di manifestanti pro Palestina mentre in piazza veniva bruciato un lenzuolo con il disegno della Stella di David. Accade a Torino e non è un precedente di poco conto, anche per il ruolo guida che la città subalpina sta assumendo nei comuni italiani. Chiamparino è presidente dell'Anci da ieri, il congresso nazionale sarà a ottobre a Torino. La manifestazione in questione è stata fatta il 19 gennaio, cioè di lunedì, proprio perché è il giorno della seduta del consiglio comunale e tra le città gemellate con Torino c'è Gaza. L'area e i toni della manifestazione erano quelli dell' Assemblea Free Palestine, di cui fanno parte tra gli altri Rdb Donne in Nero Centri Sociali, ma anche attivisti immigrati o rifugiati. Racconta Sami Hallac, palestinese: "Si chiedeva di onorare gli impegni assunti da Torino con la città di Gaza, congelati dopo la vittoria elettorale di Hamas, e di attivare aiuti. Si voleva la condanna dell' attacco israeliano. I numerosi giovani arabi che aprivano il corteo portavano lo striscione "Boicotta Israele Sostieni la Palestina". Beppe Castronovo (Prc) presidente del consiglio comunale dal 2006, è sceso dai manifestanti e poi ha deciso di ricevere una delegazione nel suo ufficio. L'opposizione di centro destra insorge e chiede di condannare il presidente : ''Siamo esterrefatti e disgustati da quanto accaduto ricevere una delegazione di questi manifestanti significa legittimare azioni come il bruciare la bandiera israeliana, consentire che chiunque possa bloccare una via e impedire ai mezzi pubblici di circolare, incitare - con un atteggiamento al di la' della legalità - alla violenza." . Prima di Gaza Fini aveva detto: "Bruciare una bandiera non è soltanto un reato, ma un atteggiamento che merita ferma condanna, perché da' vita a politiche di tipo terroristico." Di fatto, non solo a Torino ma in tutta Europa, magistratura e polizia tollerano questo gesto sapendo che è volutamente provocatorio e che la sua persecuzione darebbe solo vita a una spirale di proteste. I consiglieri del Pd del comune di Torino infatti non si interessano del fatto che la manifestazione sia stata legittimata dalla Questura, ma si occupano di fare, per così dire, pulizia in casa. Hanno raccolto le firme sufficienti per sfiduciare il presidente reo di avere, incontrando i manifestanti, "legittimato" le loro forme di protesta. La scorrettezza istituzionale consisterebbe nel fatto che Castronovo è "venuto meno a una prassi consolidata secondo la quale le richieste di incontro che i manifestanti sotto il municipio avanzano al Presidente vengono valutate dalla Conferenza dei Capigruppo". Questo è un punto decisivo. Per il Pd, e per il centro-destra, insomma per tutti tranne che per i 9 consiglieri di sinistra, il Presidente può ricevere delegazioni di manifestanti solo se la maggioranza è d'accordo. Consolidata prassi ? "Se lo è, è recente e non la capisco. Ai miei tempi era proprio nei momenti caldi, con gente in piazza, che decidevo in pochi secondi di ricevere una delegazione, e lo facevo proprio per disinnescare eventuali tensioni", dice l'ex sindaco di Torino, Diego Novelli scandalizzato dalle motivazioni della mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale. Viene dal Pci anche Eros Cruccolini, presidente in carica del Consiglio Comunale di Firenze. "Sono andato dappertutto e ho ricevuto qualunque comitato lo chiedesse. Qualche volta il Sindaco non voleva, ma c'è una autonomia di ruolo dei presidenti dei consigli comunali e l'ho difesa." Abbiamo chiesto un parere anche a Fausto Bertinotti, come ex presidente della Camera: "I Presidenti delle assemblee, non essendo espressione dei governi, ma delle istituzioni, quando intrattengono rapporti con manifestanti o con loro espressioni politiche, quand'anche in dissenso, svolgono un ruolo utile, tanto ad esse quanto al Paese." E' difficile trovare, tra gli esperti, chi sposi il punto di vista della mozione di sfiducia, e cioè che il Presidente possa incontrare delegazioni solo se la maggioranza è d'accordo. Sul piano del merito si intravede una questione gigantesca, quella del rapporto con i giovani immigrati della prima e seconda generazione che cominciano a muoversi e che dal precedente del comune di Torino verrebbero spinti sempre più verso il terreno extra o anche anti-istituzionale. Se la mozione di sfiducia passa con queste motivazioni crea un precedente inquietante che entra comunque nella storia delle assemblee elettive italiane.


15 febbraio 2009 - Agi

TACCUINO SETTIMANALE: MERCOLEDI'

(AGI) - Roma, 15 febbraio - M E R C O L E D I' (18 febbraio):...
- Roma: Pubblico Impiego - Presidio dei precari con RdB-Cub davanti al Senato (ore 9,30).
....


15 febbraio 2009 - Il Messaggero

Continua l'occupazione dell'Ospedale di Subiaco...
di ANTONIO SCATTONI

Continua l'occupazione dell'Ospedale di Subiaco nonostante le rassicurazioni della Asl. Da giovedì il sindaco, i comitati cittadini, il Tribunale del Malato, e il sindacato Rdb Cub, stazionano giorno e notte nei locali della direzione sanitaria, per contestare tagli e disservizi. Nemmeno l'arrivo del direttore generale ha contribuito a placare gli animi.
«Vogliamo i fatti - dichiara Antonio Lollobrigida del Tdm - siamo stufi delle promesse». I manifestanti chiedono l'arrivo della Tac, la riapertura della sala parto, chiusa da luglio, il potenziamento dell'ortopedia e la fine degli interminabili lavori di ristrutturazione. Il direttore ha chiesto 15 giorni di tempo per risolvere i problemi: «Per definire il futuro dei 120 posti letto di questa struttura occorre una norma specifica della Regione - ha detto Giovanni Di Pilla - La Tac utilizzata all'ospedale di Tivoli è stata già smontata e nei prossimi giorni verrà installata a Subiaco; per la riapertura della sala parto stiamo cercando due pediatri, ma il futuro prevede un punto di nascita nel contesto del dipartimento materno-infantile di Tivoli. Per ortopedia, poi, stiamo aspettando l'autorizzazione della Regione per assumere due medici».
«L'arrivo dei primi pezzi della Tac - ribatte Lollobrigida - era previsto per lunedì, ma già si parla di un ritardo, pertanto, non ci fermiamo». Il toccasana per risolvere tutti i problemi doveva essere la legge sull'ospedale montano, ma non è stata mai approvata. «Ho chiesto - dichiara il consigliere regionale Tommaso Luzzi - di approvare immediatamente il nuovo testo». «Adesso ci sono le condizioni pr proceder ein tempi brevi», replica Carlo Lucherini.


15 febbraio 2009 - Il Giorno

Le centraliniste di nuovo in trincea
PROTESTA DOMANI POMERIGGIO PRESENTANO LO «SCIOPERO DEL FUTURO»

LEGNANO - NON SI ARRENDONO le 11 centraliniste licenziate dall'ospedale di Legnano che, per protesta, si sono anche messe all'asta su Youtube e hanno animato una "strip conference" per essere state «denudate dei propri diritti». Ora, su Facebook, lanciano una nuova singolare protesta che è stato denominato lo "sciopero del futuro". Le modalità saranno illustrate in una conferenza stampa che si terrà domani, alle 14, davanti all'ospedale Civile di Legnano. «SONO STATI EFFETTUATI presidi e incontrato tutte le istituzioni locali, ma nessuno ha voluto risolvere il nostro problema», ha spiegato la responsabile della RdB-Cub, Ornella Cameran , che sin dall'inizio della vicenda ha sostenuto la vertenza delle centraliniste. «Dal Consiglio regionale a quello provinciale sono arrivate solo promesse e si è ottenuto sempre la medesima risposta: il problema non è di loro competenza. L'Ospedale di Legnano ha attribuito il licenziamento delle undici centraliniste alla legge Brunetta, mentre il ministro Brunetta si è difeso rimandando ai vertici aziendali. Il sindaco di Legnano se ne è lavato le mani e il prefetto, vista l'indifferenza generale, non sa che cosa fare». «SI ANDRÀ COMUNQUE AVANTI - ha annunciato la sindacalista -. Mercoledì 18 febbraio andremo a Roma per partecipare alla manifestazione dei precari pubblici indetta dalla RdB-Cub davanti al Senato e intendiamo incontrare il ministro Brunetta. Lo "sciopero del futuro" verrà attuato anche davanti al ministero della Funzione pubblica dove incontreremo tutti coloro che credono che il futuro ci appartiene e che ce lo dobbiamo riprendere», ha concluso Ornella Cameran. Chi vorrà aderire allo "sciopero del futuro" lo potrà fare da martedì su Facebook. I video delle precarie di Legnano sono su Youtube all'indirizzo "11 precarie Legnano", e-mail: scioperodelfuturo hotmail.it.

Mobilitazione per salvare dodici operai
LICENZIATI DA DUE COOPERATIVE

ALZANO - LOMBARDO UN PRESIDIO di due giornate in piazza Italia per chiedere che siano salvaguardati i posti di lavoro dei 12 lavoratori pakistani dipendenti di due cooperative collegate all'azienda Pigna che, nei prossimi giorni, farà scattare la cassa integrazione alla divisione Cartiera. La mobilitazione, promossa dalla Confederazione di base e dal Partito della Rifondazione comunista, è scattata ieri mattina, dalle 9 alle 13, e proseguirà, negli stessi orari, anche oggi dopo che già venerdì era stato proclamato uno sciopero di due ore alla fine di ogni turno: «Mentre per 133 operai dell'azienda è stato sottoscritto un accordo per la cassa integrazione sostiene Sergio Caprini, della Cub Bergamo di questi immigrati, utilizzati con mansioni di caricamento e pulizia delle linee di produzione, nessuno si è occupato. Le due cooperative di riferimento hanno già inviato le lettere di licenziamento e, finora, le nostre richieste d'incontro non hanno ricevuto risposta». Eppure, sulla carta, i 12 pakistani potrebbero accedere, secondo il sindacato, alla cassa integrazione in deroga».


15 febbraio 2009 - Il Tempo

Locali pieni di muffa A rischio la sede del 118
L'emergenza, stavolta, riguarda direttamente il 118: se non si troveranno con urgenza nuovi locali idonei, verrà chiusa la postazione di Subiaco, attaccata da mesi «da formazioni diffuse di muffe su tutti i muri perimetrali e divisori», come denuncia il sindacato Uil
di Antonio Sbraga

Subiaco - Che ha chiesto una verifica tecnica alla direzione dell'area extra-urbana dell'Ares 118 per «disporre immediatamente il trasferimento in altra postazione idonea» dell'attuale sede di piazza Ulderico Pelliccia, ospitata all'interno del Centro sociale del Comune di Subiaco. Dove è partita una corsa contro il tempo per cercare una soluzione alternativa per non perdere la postazione d'emergenza che copre più di una decina di Comuni dell'alta Valle dell'Aniene. «La prossima settimana ci sarà un sopralluogo congiunto con la direttrice dell'Ares 118 a cui sottoporremo delle soluzioni alternative pur di non perdere la postazione d'emergenza in un territorio montano, disagiato e isolato come il nostro - assicura l'assessore ai Lavori pubblici, Ivan Petrini- purtroppo la sede di piazza Pelliccia è una struttura realizzata in tufo su una zona tufacea umida che a contatto con l'umidità si comporta come una spugna. Il nostro ufficio tecnico aveva previsto il riformarsi delle muffe sconsigliando la realizzazione dei lavori di ristrutturazione all'azienda 118». Un cantiere «costato 30 mila euro terminato neanche un anno fa», sottolinea la Cgil, che chiede conto all'Ares 118 «della verifica della regola dell'arte per i lavori fatti», ma anche al «Comune di Subiaco, che non ha mai provveduto a quanto di sua competenza per il ripristino dell'esterno, in base all'accordo sottoscritto».
Ossia in contratto di comodato d'uso gratuito che ha affidato i locali di oltre 140 metri quadri (dove afferiscono 21 operatori tra infermieri, autisti e barellieri) in cambio «dell'impegno dell'Ares alla sistemazione dell'interno della postazione». Ma, secondo la Cgil, «i problemi sono legati all'umidità esterna: terrazzo crepato, fogne esterne ostruite dal fogliame e protezione perimetrale con soglie di marmo non ben messe». E chiede «di verificare l'abitabilità e l'eventuale sistemazione di quelli già in uso prima di cercare altri locali». Ma l'amministrazione comunale, anche «incalzata dalla situazione dei locali e dalla richiesta ufficiale dell'Ares 118», ribatte Petrini, guarda oramai altrove.
Prima, in accordo con la direzione sanitaria, ha cercato invano di ricavare degli spazi all'interno dell'ospedale Angelucci (dove l'occupazione di protesta scattata giovedì scorso contro la sala parto chiusa dal giugno scorso e la mancanza, da un anno, della Tac è giunta ormai al quarto giorno consecutivo con turni che vedono avvicendarsi deputati, consiglieri regionali, sindaci ed esponenti del Pdl oltre al sindacato Rdb-Cub e al Tribunale per i diritti del malato).


15 febbraio 2009 - Il Gazzettino

Dopo un’attenta lettura dell’accordo già sottoscritto
Operatori socio-sanitari Asl 13. Le Rdb ritirano la loro firma

Dolo - (Gdc) È durato il tempo di una notte, l’accordo siglato tra i vertici dell’Ulss 13 e i sindacati sulla vertenza che coinvolge gli operatori socio sanitari. Dopo un’attenta analisi del documento, infatti, il sindacato delle Rappresentanze di Base-Cub, che aveva firmato l’intesa insieme a Cgil, Cisl e Uil, ha deciso di ritirare la firma e sta meditando d’intraprendere delle azioni di protesta per quella che Federico Martelletto, segretario regionale, sente come una presa in giro. «Dopo un’attenta lettura dell’accordo - chiarisce Martelletto - abbiamo visto che di quanto chiedevamo non c’è traccia. E questo è un fatto molto grave, perché lo sentiamo come una presa in giro nei nostri confronti». La comunicazione del ritiro della firma è già stata inoltrata ai vertici dell’Ulss 13 ed in particolare al direttore generale, Arturo Orsini. «Non solo - afferma Martelletto - abbiamo avvisato anche il Prefetto di Venezia. Non abbiamo intenzione di mettere a tacere tutto». Le RdB, infatti, chiedevano all’azienda sanitaria di rivedere il contratto, specie nella distribuzione delle ore lavorative, in maniera da garantire almeno un fine settimana al mese in famiglia. «Questo - sostiene Martelletto - per migliorare la vita degli operatori socio sanitari, ad oggi costretti da turni massacranti. La nostra intenzione è quella di garantire loro di trascorrere almeno un weekend al mese con i propri famigliari». Nel contratto siglato l’altro giorno, però, non vi sarebbe alcuna traccia scritta di questa richiesta. «In nessuna riga del contratto che abbiamo sottoscritto - afferma il sindacalista - è contento l’impegno dell’azienda a garantire questo fine settimana, con un adeguamento della turnazione. D’altra parte, dopo l’iniziativa dei giorni scorsi, si erano presi un mese per valutare il tutto, invece dopo tre giorni hanno voluto siglare un accordo che ora noi rimandiamo al mittente».


15 febbraio 2009 - Quotidiano di Bari

L'ultima denuncia dei sindacati autonomi al Comando di Bari-Mungivacca
I vigili del Fuoco: "Non sappiamo nemmeno dov'è la metropolitana"
Mancano presidi e informazioni sulle procedure standard d'intervento per lo stesso personale
di Francesco De Martino

BARI- Da due mesi esatti è stata inaugurata a Bari, con la prima corsa aperta al pubblico, la tanto attesa Metropolitana leggera, opera che collega la stazione centrale dello stesso capoluogo con il quartiere San Paolo. Ma l'evento, a quanto pare, è passato totalmente inosservato negli uffici tecnici ed amministrativi del Comando dei Vigili del Fuoco di Mungivacca, nonostante l'imponenza e l'importanza dell'opera. A denunciarlo, con una nota trasmessa anche ai vertici nazionali degli stessi Vigili dei Fuoco, oltre che agli organi politici ed amministrativi della Regione Puglia, i sindacati autonomi della Confsal/Cub/RdB, decisi a puntare l'indice, questa volta, sulla mancata applicazione delle pro- cedure operative standard di intervento, cioè la conoscenza per il personale di pronto intervento delle peculiarità d'un sito che avrebbe richiesto, appunto, ben altra attenzione da parte dell'organo che soprintende per legge alle misure di sicurezza ed antincendio. 1 sindacati che già in passato hanno attaccato frontalmente il Comandante per i difficili rapporti col personale, nel caso della metropolitana lamentano che nessuno abbia ufficialmente predisposto visite guidate atte ad avere la "minima conoscenza del luogo". Né, tanto meno, richiesto agli organi competenti i servizi di vigilanza. Mancanze gravi, sempre secondo i sindacalisti autonomi baresi. "Abbiamo raccolto delle informazioni sulle caratteristiche della linea metropolitana, la stessa è lunga 9,286 Km di cui circa 5 Km di nuovo percorso, in viadotto 1,9 Km e in galleria circa 1,6 Km le stesse corredate di impianto di aria compressa al quale deve essere collegato un compressore al momento inesistente, che dovrebbe essere in dotazione al Comando dei VVFF di Bari, l'alimentazione elettrica per la trazione è di 3000 Vcc, oltre a quattro nuove stazioni (una sopraelevata e tre interrate) nel documento giunto sulle scrivanie di Vendola, Emiliano e Divella, che forse dovranno passare la patata bollente a chi di dovere. Infatti sono anche altri i problemi sollevati dai sindacati dei Vigili del Fuoco baresi, a cominciare da stazioni corredate da ascensori che necessitano di particolari manovre di sblocco, considerando che le stesse scendono a circa 12 metri sotto il livello stradale e non sono ancora state collaudate dagli organi tecnici. Il Comando di Bari, si legge ancora nel comunicato sottoscritto dai segretari Confasal e Cub/RdB, oltre a non informare il personale non si è minimamente preoccupato di fornire addestramento professionale e di acquistare l'attrezzatura idonea per affrontare tale tipo di intervento. L'unica nota positiva? "La buona volontà e l'abnegazione che alcuni lavoratori del distaccamento Fiera hanno messo in atto, pro-' digandosi per ottenere informazioni ed effettuare visite guidate da personale tecnico responsabile della linea Dirigenti del Comando di Bari". Quest'ultima denuncia, insomma, pare proprio rafforzare quanto gli stessi sindacati denunciano da tempo, ossia l'assenza totale d'interesse nei confronti del soccorso in generale e della tutela dei lavoratori in particolare da parte di un Comando che per tutta risposta rinvia segnali di nervosismo e Un'altra occasione persa sulla strada del dialogo, mentre i segretari provinciali Confsal e RdB/Cub Domenico Damiani e Domenico Sciacovelli hanno invitato gli organi competenti ad attivare la formazione e impostare le 'procedure operative standard' per salvaguardare utenti e lavoratori.


15 febbraio 2009 - Il Bisturi.it

I medici Inps hanno dichiarato lo stato di agitazione

I medici dell’Inps sono sul piede di guerra e chiedono all’Istituto un serio confronto per risolvere definitivamente le molteplici problematiche che pesano sulla categoria. I camici bianchi hanno dichiarato lo stato di agitazione a causa del mancato rinnovo del contratto, scaduto da quattro anni, nel quale vorrebbero veder riconosciuto il ruolo di dirigente medico. Ma non solo, alla base del malcontento ci sono anche "i continui rinvii del confronto all’interno dell’ente previdenziale per la disciplina della libera professione in intramoenia ed il riconoscimento dell’indennità di esclusività". "Gli impegni assunti nei contratti integrativi vengono puntualmente disattesi – ha spiegato Francesco Ammaturo, presidente dell’Anmi-FeMEPA RdB, l’associazione sindacale che rappresenta la maggioranza dei medici Inps – ed a fronte di un impegno straordinario del personale medico per gestire la notevole mole di verifiche sull’invalidità civile, l’amministrazione assume decisioni che mortificano la categoria e la ghettizzano nei confronti dei dirigenti e degli altri professionisti, come nel caso della diversa modalità di attestazione della presenza in servizio". Per il sindacato è quindi urgente che l’Istituto spieghi "ai propri medici, al Governo ed ancor di più ai cittadini come intende adempiere ai delicati compiti riguardanti le 200mila verifiche straordinarie - previste per il 2009 in tema di Invalidità Civile - affidategli dal Paese, senza la collaborazione del proprio ruolo medico-legale che, da anni, si espone ai rischi decisionali manageriali e l’Inps poi relega in un mero ruolo mansionistico, senza alcun riconoscimento della professionalità acquisita e senza adeguata perequazione economica". Eclatante, ha poi aggiunto Ammaturo, è la diversa posizione assunta da altri Istituti Previdenziali per i propri medici: "Sembra quasi che l’amministrazione guardi con ostilità ai medici e questo ci costringe a sospendere la disponibilità finora dimostrata e ad attenerci alle prerogative contrattuali, finché non matureranno le condizioni per un serio confronto risolutivo delle diverse problematiche".


15 febbraio 2009 - Il Mattino

«Entro dieci giorni ridate i bagni ai tassisti»

CAPODICHINO - «Entro dieci giorni ridate i bagni ai tassisti» Dopo una ispezione Asl all’interno dell’area dell’aeroporto di Capodichino destinata alla sosta dei taxi è stato dato una sorta di ultimatum alla Gesac, per cui, se entro 10 giorni non verrà ripristinata la funzionalità dei bagni, l’area sarà recintata. L’ispezione era stata chiesta dalla Rdb settore taxi, guidata da Luigi De Falco, e dalla cooperativa Futura.


15 febbraio 2009 - Il Paese delle donne

Centraliniste di legnano: dalla strip conference allo sciopero del futuro

Non si arrendono le 11 centraliniste licenziate dall’ospedale di Legnano, che per protesta si sono messe all’asta su You Tube per dare poi vita ad una "strip conference", a testimonianza del loro essere state denudate di diritti. Ora lanciano su Facebook la loro nuova singolare protesta: uno "sciopero del futuro" le cui modalità saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa che si terrà lunedì 17 febbraio a Legnano, davanti all’Ospedale Civile, dalle ore 14.00. "Abbiamo presidiato ed incontrato tutte le istituzioni locali, ma nessuna ha voluto risolvere il nostro problema", racconta Ornella Cameran responsabile della RdB-CUB, che sin dal principio ha sostenuto la vertenza delle centraliniste. "Dal Consiglio Regionale al Consiglio Provinciale solo promesse e sempre la stessa risposta: non dipendeva da loro. L’Ospedale attribuiva il licenziamento alla legge Brunetta; Il Ministro Brunetta diceva che era ascrivibile ai vertici aziendali. Il Sindaco di Legnano se ne è lavato le mani ed il Prefetto, vista l’indifferenza generale, non sapeva cosa fare". "Ma noi andremo avanti - annuncia la sindacalista - il 18 febbraio saremo a Roma, per partecipare alla manifestazione dei precari pubblici indetta dalla RdB-CUB davanti al Senato, e intendiamo incontrare il Ministro Brunetta. Faremo lo sciopero del futuro davanti al Ministero della Funzione Pubblica, dove aspetteremo tutti coloro che credono che il futuro ci appartiene e che dobbiamo riprendercelo", conclude la rappresentante RdB-CUB. Chi vorrà aderire allo "sciopero del futuro" potrà farlo dal 17 febbraio su Facebook. I video delle precarie di Legnano sono su Youtube: "11 precarie legnano"


15 febbraio 2009 - Il Manifesto

TORINO. Il presidente del consiglio comunale sfiduciato e la sinistra extraparlamentare
di Paolo Hutter

Sfiducia a un presidente di consiglio comunale perché ha ricevuto una delegazione di manifestanti pro Palestina mentre in piazza veniva bruciato un lenzuolo con il disegno della Stella di David. Accade a Torino e non è un precedente di poco conto, anche per il ruolo guida che la città subalpina sta assumendo nei comuni italiani. Chiamparino è il nuovo presidente dell'Anci, il congresso nazionale sarà a ottobre a Torino.
La manifestazione in questione è stata fatta il 19 gennaio, cioè di lunedì, proprio perché è il giorno della seduta del consiglio comunale e tra le città gemellate con Torino c'è Gaza. L'area e i toni della manifestazione erano quelli dell' Assemblea Free Palestine, di cui fanno parte tra gli altri Rdb, Donne in Nero, Centri Sociali, ma anche attivisti immigrati o rifugiati. Racconta Sami Hallac, palestinese: «Si chiedeva di onorare gli impegni assunti da Torino con la città di Gaza, congelati dopo la vittoria elettorale di Hamas, e di attivare aiuti. Si voleva la condanna dell' attacco israeliano». Beppe Castronovo (Prc) presidente del consiglio comunale dal 2006, è sceso dai manifestanti e poi ha deciso di ricevere una delegazione nel suo ufficio. L'opposizione di centro destra insorge e chiede di condannare il presidente: «Siamo esterrefatti e disgustati da quanto accaduto. Ricevere una delegazione di questi manifestanti significa legittimare azioni come il bruciare la bandiera israeliana, consentire che chiunque possa bloccare una via e impedire ai mezzi pubblici di circolare, incitare - con un atteggiamento al di là della legalità - alla violenza». E i consiglieri del Pd del comune di Torino si occupano di fare, per così dire, pulizia in casa. Hanno raccolto le firme sufficienti per sfiduciare il presidente reo di avere, incontrando i manifestanti, «legittimato» le loro forme di protesta. La scorrettezza istituzionale consisterebbe nel fatto che Castronovo è «venuto meno a una prassi consolidata secondo la quale le richieste di incontro che i manifestanti sotto il municipio avanzano al Presidente vengono valutate dalla conferenza dei capigruppo». Questo è un punto decisivo. Per il Pd, e per il centro-destra - insomma per tutti tranne che per i 9 consiglieri di sinistra - il Presidente può ricevere delegazioni di manifestanti solo se la maggioranza è d'accordo. Consolidata prassi ? «Se lo è, è recente e non la capisco. Ai miei tempi era proprio nei momenti caldi, con gente in piazza, che decidevo in pochi secondi di ricevere una delegazione, e lo facevo proprio per disinnescare eventuali tensioni», dice l'ex sindaco di Torino, Diego Novelli scandalizzato dalle motivazioni della mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale. Viene dal Pci anche Eros Cruccolini, presidente in carica del consiglio comunale di Firenze: «Sono andato dappertutto e ho ricevuto qualunque comitato lo chiedesse. Qualche volta il sindaco non voleva, ma c'è una autonomia di ruolo dei presidenti dei consigli comunali e l'ho difesa». È difficile trovare, tra gli esperti, chi sposi il punto di vista della mozione di sfiducia, e cioè che il presidente di un'assemblea elettiva possa incontrare delegazioni solo se la maggioranza è d'accordo. Sul piano del merito si intravede una questione gigantesca, quella del rapporto con i giovani immigrati della prima e seconda generazione che cominciano a muoversi e che - se le istituzioni si regolano come i gruppi Pd o Pdl di Torino - verrebbero spinti sempre più verso il terreno extra o anche anti-istituzionale. Se la mozione di sfiducia passa (lunedì prissimo 16 febbraio) con queste motivazioni crea un precedente inquietante che entra comunque nella storia delle assemblee elettive italiane.


15 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo

Pigna, presidio ad alzano dei dipendenti delle coop
di Laura Arnoldi

Alzano - Si è svolto ieri mattina e si ripeterà oggi dalle 9 alle 13 in piazza Italia ad Alzano Lombardo un presidio, organizzato dal Cub e da Rifondazione comunista, sul caso dei 26 lavoratori di due cooperative addette al caricamento e alla pulizia degli impianti alla divisione cartiera della Pigna. A seguito della cessazione dell'attività, in questi giorni, della divisione cartiera, 12 dipendenti pakistani sono stati licenziati da una delle due cooperative, la Soluzione Lavoro di Milano. Per loro non c'è possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali e non essendo dipendenti Pigna non rientrano nella trattativa condotta per gli operai della cartiera. «Tra tutti i lavoratori i dodici pakistani sono i più invisibili - sostiene Roberto Fugazzi, rappresentante sindacale per la FILT CGIL e dipendente dalla Cooperativa M-at Work -: oltre a rimanere senza lavoro, rischiano anche l'espulsione secondo la "Bossi-Fini" dopo tanti anni di lavoro, giorno e notte, domenica compresa».
«Il 7 febbraio ho ricevuto la lettera di licenziamento, come gli altri undici dipendenti della Cooperativa Soluzione Lavoro - dice Hamid Abdul, abitante a Villa di Serio, che lavoro ad Alzano dall'aprile 2004 -. Stiamo chiedendo sostegno e solidarietà per mantenere il lavoro». Dopo le due giornate di presidio domani alle 10 saranno davanti al municipio di Alzano, dove è in programma un incontro sul futuro della Pigna, tra vertici dell'azienda cartotecnica, sindacati e istituzioni locali».


15 febbraio 2009 - La Provincia di Varese

sindacati in subbuglio
La crisi non risparmia Hupac: primi tagli
Tre operai lasciati a casa, paura per 17 contratti a termine. La società investe, ma gli ordini calano
di Valeria Arini

busto arsizio - Anche la Svizzera inizia a sentire la crisi e Hupac, la società che gestisce il grande snodo intermodale a cavallo della superstrada per Malpensa, inizia a effettuare tagli di personale. Giovedì 12 febbraio a tre lavoratori assunti a tempo indeterminato è stato comunicato il licenziamento. E adesso si teme per i dipendenti assunti a tempo determinato.
Le forbici
Questi ultimi sono circa una ventina e sarebbero i primi a finire nella "forbice". Nonostante un 2008 terminato con un aumento del traffico dell'1.8 per cento, il calo congiunturale, già iniziato nell'ultimo trimestre del 2008 e previsto per il 2009, consiglia prudenza. I licenziamenti non sono sfuggiti al sindacato di base Al Cobas Cub Trasporti che in un comunicato esprime la sua perplessità e la richiesta di un confronto con la dirigenza. Il primo dubbio riguarda la modalità con cui sono stati liquidati i tre dipendenti, informati con una lettera perentoria: «Con la presente le comunichiamo che per ragioni inerenti l'attività e l'organizzazione, consistenti nella soppressione del reparto e del posto cui lei è addetto, ci vediamo costretti a privarci della sua collaborazione». Ieri mattina, come fa sapere il sindacato, la dirigenza ha contattato altri tre lavoratori - stavolta a termine - e si teme che possa non essere rinnovato il loro contratto. Preoccupazione estesa ad 14 precari a cui dovrebbe scadere il contratto nei prossimi mesi. «Solo un mese fa - attacca il Cub - è stato sottoscritto un accordo per l'eliminazione della turnazione 6x6 e l'introduzione del ciclo lavorativo su tre turni giornalieri, con dichiarazioni aziendali del mantenimento dei livelli occupazionali. Inoltre, sempre poche settimane fa, si sono siglati gli accordi per la regolarizzazione delle ferie e per il riconoscimento dei premi aziendali». Il sindacato e le Rsu denunciano un mancato coinvolgimento in questa operazione, a loro giudizio contraddittoria e improvvisa: «Trattandosi di licenziamenti, anche a fronte di eventuali difficoltà aziendali, è possibile utilizzare anche per la logistica gli ammortizzatori sociali». L'azienda, contattata, ieri non ha fatto alcun commento ufficiale sulla vicenda.
il confronto
«Oggi i nostri delegati hanno cercato di farsi ricevere - spiega il sindacalista - ma non ci sono riusciti». La dirigenza era infatti fuori sede per questioni aziendali e non ha potuto, nonostante i nostri tentativi, dare risposte in merito. La notizia dei licenziamenti non ha intaccato il morale dei lavoratori, 240 impiegati solo tra Busto e Gallarate, che confidano nella solidità di Hupac. Ieri fuori dall'azienda si raccoglievamo commenti contrastanti: «Un po' di preoccupazione c'è, il calo degli ordini inizia a farsi sentire pesantemente con la crisi del comparto industriale, i tre licenziamenti sono un primo segnale che le cose non stanno andando molto bene, ma allo stesso tempo l'azienda continua ad investire e questo ci rende più tranquilli». Nonostante il calo della domanda, Hupac ha mantenuto fino ad ora la sua rete di trasporti. «Dove necessario si ottimizzano gli schemi operativi - scrive l'azienda in un suo recente comunicato - Numerosi investimenti vengono portati avanti come da programma, come l'ulteriore potenziamento dell'impianto di trasbordo di Busto Arsizio-Gallarate presso Milano». Adesso si attende una risposta della dirigenza, a cui il sindacato chiede un confronto aperto.


14 febbraio 2009 - Asca

CALABRIA: RDB, MEDICI E INFERMIERI. NON SONO SPIE

(ASCA) - Reggio Calabria, 14 feb - La RdB/CUB regionale, ''plaude all'iniziativa dell'A.S.P.(Azienda Sanitaria Provinciale) di Reggio Calabria, che ha deciso di imporre alle proprie strutture di non denunciare gli ammalati clandestini''. ''La norma introdotta da questo governo - dice Rdb - stabilisce che i medici e gli infermieri si trasformino in spie, denunciando i loro pazienti extracomunitari clandestini. La nostra costituzione tutela il diritto alla salute che, essendo un bene collettivo, e' fondato sul libero accesso alle cure per tutti. E' evidente che un clandestino - dice Rdb - sapendo cio' che rischia per farsi curare, difficilmente si rivolgera' a medici, per cui, non solo mettera' a repentaglio la propria salute, ma contribuira', suo malgrado, alla possibilita' di diffusione di malattie infettive, anche perche' i bambini non saranno vaccinati e la vita di migliaia di persone, dunque, sara' a rischio e si svolgera' in completa emarginazione. Se l'intento voluto dal governo Berlusconi era quello di ''scovare'' i clandestini, con l'emanazione di questa norma razzista e xenofoba - sostiene RDB - probabilmente si otterra' solamente l'effetto di mettere a repentaglio la vita di molti extracomunitari e la salute pubblica dei cittadini''. Le RdB/CUB chiedono ''alle altre Aziende Sanitarie Provinciali, di imitare la decisione dell'ASP di Reggio Calabria, emanando disposizioni analoghe per le proprie strutture''.


14 febbraio 2009 - Il Bologna

Prefettura. La direttiva del Viminale
Rdb e Cobas dicono no alle limitazioni in piazza

Bologna - Netta contrarietà dei sindacati di base Rdb e Cobas alla possibilità di nuove regole per le manifestazioni pubbliche stabilite dalla direttiva del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Le organizzazioni di base, ricevute ieri dal Prefetto Angelo Tranfaglia hanno espresso «totale dissenso ad ogni ipotesi di divieto o limitazione di manifestare ». Massimo Betti (Rdb) e Alessandro Palmi (Cobas) definiscono la direttiva come il tentativo di contenere il dissenso sindacale. «Il ministro cerca di aggirare l'ostacolo trattando le manifestazioni sindacali come problema di ordine pubblico e cercando di imporre limitazioni preventive inaccettabili». Rdb e Cobas non ci stanno: «Continueremo a manifestare con le modalità che i lavoratori riterranno più efficaci riservandoci di impugnare qualsiasi provvedimento che leda i diritti costituzionalmente garantiti». Invece Confedilizia, dopo l’Ascom, benedice le limitazioni in arrivo. E il consigliere comunale Serafino D'Onofrio a Radio Città del Capo ha avvertito: «Bologna è piena di chiese, non si potrà manifestare più».


14 febbraio 2009 - Liberazione

Dopo due anni di lotta
Sciopero precettato alla Ri.Rei
di Daniele Nalbone

Roma - Precettato lo sciopero dei lavoratori del consorzio Ri.Rei. del centro di via Sbricoli a Roma. «Continuano gli attacchi contro gli operatori delle residenze sanitario-assistenziali ex Anni Verdi che non si allineano alla malagestione del Consorzio» commenta Pio Congi di RdB. «La precettazione si è abbattuta sui lavoratori nella tarda serata di giovedì contro tutte le norme sindacali e dietro minaccia di licenziamento». Per questo gli operatori degli altri cinque centri del consorzio Ri.Rei. della provincia che hanno scioperato ieri hanno deciso di andare a portare la propria solidarietà ai colleghi manifestando fuori dal centro di via Sbricoli.
Le vessazioni agli operatori della ex Anni Verdi vanno avanti, ormai, da oltre due anni: in alcuni casi si tratta di vero e proprio mobbing, in altri di "semplici" ricatti contro chi non accetta di far parte di un sistema «marcio, per non dire delinquenziale». Nel mese di luglio del 2006, con ordinanza dell'allora prefetto di Roma, Achille Serra, viene commissariata la gestione della Anni Verdi, che si occupava di riabilitazione e reinserimento di portatori di handicap, fisici e mentali. Per due mesi gli operatori autogestiscono il servizio finché, a fine settembre, la Unisan, la Osa e la Nuova Sair si uniscono nel consorzio Ri.Rei. «Da lì iniziano i veri problemi» spiega Congi: «Gli stipendi tardano ad arrivare, il servizio è sempre più scadente a causa della malagestione del consorzio. A farne le spese sono i malati e gli operatori che hanno sempre più difficoltà nel portare avanti il proprio lavoro». Per non parlare della situazione in cui versano i centri: porte scardinate, mattonelle divelte, monitor di sorveglianza rotti, assenza del servizio catering, lenzuola e federe che mancano. Impossibile lavorare. Come non bastasse, gli operatori vengono pressati dall'alto a firmare prestazioni in realtà mai effettuate: «L'ultimo caso» denuncia un'educatrice «riguarda dei ragazzi che per gravi problemi mentali non possono effettuare terapie educazionali. Ebbene, i direttori dei centri vorrebbero che noi firmassimo di aver comunque svolto la terapia in modo da incassare i soldi pubblici per le prestazioni svolte». Inaccettabile. «Il presidente Marrazzo, nella sua veste di commissario per l'attuazione del piano regionale di rientro dal deficit sanitario, dovrebbe chiarire i motivi che impediscono la reinternalizzazione dei servizi ex Anni Verdi alle Asl» denuncia il consigliere regionale Ivano Peduzzi (Prc) «e spiegare come mai, nonostante la richiesta degli operatori e dei familiari degli utenti di non procedere all'accreditamento del Consorzio Ri.Rei., la Regione non abbia ancora provveduto a interrompere la gestione dei servizi che doveva essere "temporanea" e invece si protrae da oltre due anni». Intanto gli operatori devono ancora incassare gli stipendi di dicembre e gennaio, oltre che il 50% della tredicesima, mentre chi effettua, per conto del Consorzio, prestazioni domiciliari deve ancora ricevere quattro mensilità. «E' palese il fallimento della gestione "provvisoria" di Ri.Rei.» conclude Laura Bielli di RdB. «Ora è giunto il momento di aprire una vertenza regionale per la reinternalizzazione dei servizi sanitari che sono in mano ai privati. Nei prossimi giorni, con Cobas e Sdl, daremo vita a una mobilitazione per chiedere di porre fine a queste gestioni che riescono a produrre solo disservizio, disagio e precarietà». Con i soldi pubblici…


14 febbraio 2009 - Cronaca Qui

Dopo la "strip conference" ecco un'altra forma di protesta
Le centraliniste dell'ospedale di Legnano avviano lo "sciopero del futuro"

LEGNANO - Hanno lanciato un'altra forma di protesta le centraliniste licenziate lo scorso settembre all'ospedale di Legnano. Dopo la "strip conference", le 11 centraliniste hanno avviato lo "sciopero del futuro", che partirà dal loro ospedale per arrivare al Ministero della Funzione Pubblica, a Roma, e infine su Facebook. Misteriose le modalità della protesta che, secondo un sindacalista dell'Rdb/Cub che sostiene le centraliniste, richiederà assistenza medica. "Non sarà nè uno sciopero della fame nè della sete, ma - spiega lo stesso sindacalista - una manifestazione legata alla precarietà e alla mancanza di visione del futuro, che non potrà essere prolungata più di 8 ore, non continuative, al giorno". Dai pochi indizi, pare quindi che le centraliniste licenziate lo scorso settembre manifesteranno bendate, o incappucciate, e in piedi. Dall'inizio della loro protesta, le lavoratrici che hanno usato l'arma dello strip contro il licenziamento hanno registrato quasi 90.000 accessi su Youtube. Ora danno appuntamento per le 14 del 17 febbraio all'ospedale di Legnano, dove inizieranno il loro "sciopero del futuro" e da dove 4 di loro partiranno per Roma per continuare la protesta prima a Palazzo Madama e poi al Ministero della Funzione Pubblica, dove chiedono di essere ricevute da Brunetta. Per sostenere la loro causa, le lavoratrici chiedono al popolo di Internet di partecipare virtualmente tramite Facebook.


14 febbraio 2009 - Il Giorno

LEGNANO Ex centraliniste tornano a stupire

LEGNANO (Milano) - Dopo la strip conference, le 11 centraliniste licenziate lo scorso settembre dall'Ospedale di Legnano lanciano una nuova forma di protesta, lo «sciopero del futuro», che partirà dal loro ospedale per arrivare al Ministero della Funzione Pubblica, a Roma, e infine su Facebook. Misteriose le modalità della protesta che - secondo un sindacalista dell'Rdb/Cub che sostiene le centraliniste - richiederà assistenza medica. «Non sarà nè uno sciopero della fame nè della sete, ma - spiega lo stesso sindacalista - una manifestazione legata alla precarietà e alla mancanza di visione del futuro, che non potrà essere prolungata più di 8 ore, non continuative, al giorno». Dai pochi indizi, pare quindi che le centraliniste licenziate manifesteranno bendate, o incappucciate, e in piedi.


14 febbraio 2009 - Il Tirreno

Al circolo Arci Agorà
Sportello di consulenza per stranieri
di Marcello Cella

PISA - Il circolo Arci Agorà apre un nuovo sportello di orientamento e consulenza per cittadini immigrati presso la propria sede di via Bovio, 48.
Il nuovo servizio, aperto ogni giovedì (16.30-19.30) e ogni sabato (9.30-12.30) e autogestito da personale volontario specializzato, nasce grazie alla collaborazione dell’Agorà con le rappresentanze di base - immigrati locali e nazionali.
«Si tratta di un’iniziativa importante che si inserisce perfettamente nella storia culturale e politica del nostro circolo», ha affermato Cinzia Della Porta, presidente dell’Agorà.
«E lo è ancora di più perché cerca di contrastare la strumentalizzazione che viene fatta sui migranti, presentati sempre all’opinione pubblica e soprattutto alle fasce più povere della popolazione italiana, come le cause della crisi economica in atto, mentre sono proprio loro a pagarne le conseguenze per primi», ha aggiunto Emidia Papi, del coordinamento nazionale delle R.d.B.
Il nuovo sportello immigrati del circolo Agorà avrà molteplici funzioni. Prima di tutto assisterà gli immigrati che vi si rivolgono per tutto ciò che riguarda il rilascio, il rinnovo, l’aggiornamento e la conversione del permesso di soggiorno e della carta di soggiorno, la richiesta di ingresso regolare in Italia, la richiesta di cittadinanza italiana, l’iscrizione al servizio sanitario nazionale, la richiesta di asilo politico e dello status di rifugiato. Inoltre offrirà gratuitamente consulenza legale, fiscale (730-Unico-Isee-Red) e su tutto ciò che riguarda le problematiche abitative.
Infine, lo sportello fornirà informazioni su diritti e doveri dei cittadini immigrati in Italia, oltre ad organizzare incontri informativi sulla legislazione italiana in materia di immigrazione, che si aggiungeranno ai corsi di italiano per stranieri già attivi da tempo.


14 febbraio 2009 - La Stampa

I SINDACATI ORA DIPENDE TUTTO DALL’AZIENDA
Cartiera Bormida, sciolti tutti i nodi legati alle dimensioni del depuratore

Murialdo - Assemblea ieri mattina dei dipendenti della cartiera «Bormida» di Murialdo per fare il punto della situazione sulla vicenda del progetto di realizzazione di un impianto biologico, dopo l’incontro che si è svolto nel pomeriggio dell’altro giorno tra il Commissario straordinario della Provincia Spanu, i tecnici, l’amministratore delegato della fabbrica Carlo Ribola, il sindaco di Murialdo, Carlo Bertone, e le organizzazioni sindacali.
«Una riunione positiva - sostiene ad esempio Giampiero Icardo dei Cub -. Adesso sta all’azienda scegliere quale tipo di impianto intende realizzare, se quello da 36 metri cubi o quello da 90 metri cubi».
E aggiunge: «La direzione della cartiera "Bornida", dopo tre anni, vista la disponibilità dell’Amministrazione Provinciale a questo punto non ha più scuse, nè motivi per parlare di ridimensionamento del numero dei lavoratori legato all’impossibilità di ammortizzare i costi del depuratore, pari a un milione e mezzo di euro».
«Incontro più che soddisfacente, nel corso del quale il Commissario Spanu e i tecnici dell’Amministrazione Provinciale hanno confermato la loro totale disponibilità» - dice il sindaco Bertone , il quale inoltre osserva «Adesso tutto dipende dall’azienda visto che può scegliere quale tipo di impianto costruire».
L’attenzione, dunque, è puntata sulla direzione della cartiera che, a breve, dovrà decidere sul da farsi.


14 febbraio 2009 - Il Secolo XIX

Comunali, premi da ricorso al Tar
La Uil-Funzione pubblica spara a zero sui nuovi criteri individuati dalla giunta per premiare i dipendenti più meritevoli

Genova - «SI PREPARA una valanga di ricorsi», giura Fulvio Francini, segretario regionale della Uil-Funzione pubblica. Il problema sono i nuovi criteri individuati dalla giunta per premiare i dipendenti più meritevoli e laboriosi. In questi giorni i circa 7 mila dipendenti del Comune stanno ricevendo le schede di valutazione in base alle quali sarà pagato a marzo il premio di produttività 2008: in totale, 12 milioni di euro su un integrativo complessivo che ammonta a 40 milioni.
La Uil-Fpl, accanto a Cobas, Rdb e Fials non ha firmato, sei mesi fa, l'accordo sul nuovo sistema di valutazione, improntato alle direttive anti-fannulloni del ministro Brunetta. «La realtà supera i nostri timori», riprende Francini: «Il sistema è complesso, farraginoso e privo di oggettività». «Il rischio - continua il leader della Uil - è che molti comunali si ritrovino, alla fine, lo stipendio decurtato senza sapere bene il motivo. In una stessa stanza, ci sono colleghi ammessi ad aumenti di stipendio o al premio di produttività e altri no: tutto per differenze di punteggio spesso trascurabili».
Beneficerà di "progressioni" economiche il 63 per cento dei dipendenti della fascia C, composta essenzialmente da impiegati e vigili; mentre solo il 23 per cento dei funzionari vedrà lievitare la busta paga. «Non discutiamo le quote di personale che avrà avanzamenti di carriera, ma il metodo», insiste Francini: «Questo sistema divide la gente, perciò avevamo chiesto che fosse sperimentato per sei mesi. Anche perché i progetti con gli obietti da raggiungere sono stati resi noti soli a luglio». Quali sono le pecche principali? «Le valutazioni sono disomogenee, a seconda delle direzioni, e spesso i dirigenti "abbassano" il giudizio espresso dai capiufficio che, pure, conoscono bene il proprio personale», denuncia Andrea Tosa, leader dei Cobas. Che minaccia: «Non escludiamo di passare dai ricorsi interni all'amministrazione a quelli rivolti alla magistratura».
«È normale che chi non è abituato ad essere valutato chieda spiegazioni e si lamenti per i giudizi dei propri superiori», dice Maria Angela Danzì, segretario e direttore generale del Comune. «La fase di contraddittorio e di confronto che si aprirà tra dipendenti e valutatori - aggiunge Danzì - non solo è prevista dal contratto ma è anche utile per fare chiarezza. Resta il diritto, poi, di presentare ricorso: quelli con ragioni fondate saranno senz'altro accolte. Tant'è vero che le quote di produttività oggetto di contenzioso saranno momentaneamente congelate».(V.G.)


14 febbraio 2009 - Varese news

Busto Arsizio - Il sindacato duro con l'azienda: lettere di licenziamento sono pervenute a tre dipendenti a tempo indeterminato, in vista vari mancati rinnovi di contratti a termine. "Perchè non si usano gli ammortizzatori sociali?"
Licenziamenti ad Hupac, insorge Al Cobas Cub

La crisi continua a colpire e ora anche Hupac, la società che gestisce il grande snodo intermodale a cavallo della superstrada per Malpensa, lascia a casa alcuni dipendenti. La denuncia viene dal sindacato AL Cobas CUB Trasporti, che con toni forti prende di petto l'azienda e il suo comportamento. Giovedì 12 febbraio a tre lavoratori assunti a tempo indeterminato è stato comunicato il licenziamento, riferisce il sindacato, con un secco comunicato: "Con la presente le comunichiamo che per ragioni inerenti l’attività e l’organizzazione del lavoro aziendale, consistenti nella soppressione del reparto e del posto cui lei è addetto, ci vediamo costretti a privarci della sua collaborazione. Pertanto, non potendo utilizzare la sua prestazione in mansioni uguali o equivalenti, il rapporto di lavoro con lei si intende risolto a far data dal ricevimento della presente." "Non contenti di ciò", prosegue il comunicato, "oggi l’Amministratore Delegato Crivelli e il Direttore Crespi, hanno convocato i lavoratori a contratto a termine, per comunicargli il loro licenziamento". Secondo quanto riferisce AL Cobas CUB all’Hupac, che occupa circa 240 lavoratori - il gruppo ha chiuso il 2008 con una crescita dell’1,8% dei traffici, dati Sole 24 Ore ripresi dal sindacato - "solo un mese fa è stato sottoscritto un accordo per l’eliminazione del 6x6 e l’introduzione del ciclo lavorativo su tre turni giornalieri, con dichiarazioni aziendali del mantenimento dei livelli occupazionali. Inoltre, sempre poche settimane fa, si sono siglati gli accordi per la regolarizzazione delle ferie e per il riconoscimento dei premi aziendali". Poi l'attacco frontale: "Appare quindi evidente, che i responsabili aziendali vogliono a tutti i costi imporre ai lavoratori la logica del terrore e del fatto compiuto, fregandosene delle Rsu e dei sindacati, ma soprattutto licenziando i lavoratori quando, anche a fronde di eventuali difficoltà aziendali, è possibile utilizzare anche per la logistica gli ammortizzatori sociali". Conferma quanto sopra per il sindacato Renzo Canavesi. «Allo stato attuale sappiamo con certezza dei tre che hanno ricevuto le lettere e si sono rivolti a noi, e di altrettanti lavoratori con contratti a termine in scadenza entro il mese che non vedranno rinnovare. Il totale dovrebbe essere di diciassette esuberi, in maggior parte contrattincon rinnovati. Ma quello che fa male è ricordare come ancora in queste ultime settimane abbiamo fatto anche un'assemblea retribuita dei lavoratori alla presenza del direttore, il quale a richiesta confermava i livelli occupazionali. Oggi i nostri delegati hanno cercato di farsi ricevere, ma fin qui non ci sono riusciti. Ci chiediamo anche perchè non si sia optato per degli ammortizzatori sociali, visto che la possibilità c'è». Varesenews ha contattato Hupac SpA, ma non è stato possibile raggiungere in giornata i responsabili dell'azienda per un commento.


13 febbraio 2009 - Adnkronos

BOLOGNA: RDB E COBAS, NO A REPRESSIONE LOTTE LAVORATORI
'A CRISI ECONOMICA POLITICA RISPONDE CON PROVVEDIMENTI REPRESSIVI'

Bologna, 13 feb. - (Adnkronos) - "Totale dissenso ad ogni ipotesi di divieto/limitazione di manifestare nella nostra citta'". E' quanto hanno espresso oggi Massimo Betti e Alessandro Palmi, rispettivamente di Rdb e Cobas, al prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia che oggi li ha convocati per un confronto sull'applicazione della 'direttiva Maroni'. "In un contesto di crisi economica - affermano - che sta portando un numero sempre maggiore di lavoratori ad esprimersi attraverso una giusta conflittualita' con manifestazioni quotidiane, la politica istituzionale risponde con provvedimenti repressivi". "La direttiva in questione e quindi la sua possibile applicazione ci risultano essere palesemente in contrasto - osservano Betti e Palmi - con l'art.21 della Costituzione che garantisce il diritto di manifestazione.In questo senso il ministro Maroni cerca di aggirare l'ostacolo trattando le manifestazioni sindacali come problema di ordine pubblico cercando di imporre delle limitazioni preventive inaccettabili". "Per questi motivi - assicurano infine - continueremo a manifestare con le modalita' che i lavoratori riterranno piu' efficaci (come sempre e' stato) riservandoci di impugnare qualsiasi provvedimento che leda i diritti costituzionalmente garantiti".

LAVORO: DALLE CENTRALINISTE DI LEGNANO ORA 'SCIOPERO DEL FUTURO'
DOPO LA STRIP CONFERENCE LANCIANO SU FACEBOOK LA NUOVA PROTESTA

Milano, 13 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Non si arrendono le 11 centraliniste licenziate dall'ospedale di Legnano, che per protesta si sono messe all'asta su You Tube e hanno animato una 'strip conference', per essere state 'denudate' dei diritti. Ora lanciano su Facebook la loro nuova singolare protesta: uno 'sciopero del futuro le cui modalita' saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa che si terra' lunedi' 17 febbraio a Legnano, davanti all'Ospedale Civile, dalle ore 14. ''Abbiamo presidiato ed incontrato tutte le istituzioni locali, ma nessuna ha voluto risolvere il nostro problema'', racconta Ornella Cameran responsabile della RdB-CUB, che sin dal principio ha sostenuto la vertenza delle centraliniste. ''Dal Consiglio Regionale al Consiglio Provinciale solo promesse e sempre la stessa risposta: non dipendeva da loro. L'Ospedale attribuiva il licenziamento alla legge Brunetta; il ministro Brunetta diceva che era ascrivibile ai vertici aziendali. Il aindaco di Legnano se ne e' lavato le mani ed il Prefetto, vista l'indifferenza generale, non sapeva cosa fare''. ''Ma noi andremo avanti -annuncia la sindacalista- il 18 febbraio saremo a Roma, per partecipare alla manifestazione dei precari pubblici indetta dalla RdB-CUB davanti al Senato, e intendiamo incontrare il ministro Brunetta. Faremo 'lo sciopero del futuro' davanti al Ministero della Funzione Pubblica, dove aspetteremo tutti coloro che credono che il futuro ci appartiene e che dobbiamo riprendercelo'', conclude la rappresentante RdB-CUB. Chi vorra' aderire allo 'sciopero del futuro' potra' farlo dal 17 febbraio su Facebook. I video delle precarie di Legnano sono su Youtube: '11 precarie legnano' e-mail: scioperodelfuturo@hotmail.it


13 febbraio 2009 - Agi

SANITA': AGITAZIONE MEDICI INPS PER MANCATO RINNOVO CONTRATTO

(AGI) - Roma, 13 feb. - Da dieci giorni i medici dell'Inps sono in stato di agitazione. Lo riferisce una nota dell'Anmi (Associazione nazionale medici Inps) che sottolinea come tra i motivi della protesta ci sia il mancato rinnovo del contratto, scaduto da quattro anni, nel quale la categoria vorrebbe veder riconosciuto il ruolo di dirigente medico, "nonche' i continui rinvii del confronto all'interno dell'ente previdenziale per la disciplina della libera professione in intramoenia e il riconoscimento dell'indennita' di esclusivita'". "Gli impegni assunti nei contratti integrativi sono puntualmente disattesi", ha spiegato Francesco Ammaturo, presidente dell'Anmi-FeMEPA RdB, l'associazione sindacale che rappresenta la maggioranza dei medici Inps, "e a fronte di un impegno straordinario del personale medico per gestire la notevole mole di verifiche sull'invalidita' civile, l'amministrazione assume decisioni che mortificano la categoria e la ghettizzano nei confronti dei dirigenti e degli altri professionisti, come nel caso della diversa modalita' di attestazione della presenza in servizio". Per i medici in agitazione "e' urgente che il nostro Istituto spieghi ai propri medici, al Governo e ancor di piu' ai cittadini come intende adempiere ai delicati compiti riguardanti le 200.000 verifiche straordinarie previste per il 2009 in tema di Invalidita' civile, affidategli dal Paese, senza la collaborazione del proprio ruolo medico-legale che da anni si espone ai rischi decisionali manageriali e l'Inps poi relega in un mero ruolo mansionistico, senza alcun riconoscimento della professionalita' acquisita e senza adeguata perequazione economica. Eclatante e' la diversa posizione assunta da altri Istituti previdenziali per i propri medici". E conclude Ammaturo: "Sembra quasi che l'amministrazione guardi con ostilita' ai medici e questo ci costringe a sospendere la disponibilita' finora dimostrata e ad attenerci alle prerogative contrattuali, finche' non matureranno le condizioni per un serio confronto risolutivo delle diverse problematiche".


13 febbraio 2009 - Omniroma

COMUNE, RDB-CUB: «INTERROTTA TREGUA SINDACALE»

(OMNIROMA) Roma, 13 feb - «Con una nota inviata a tutti gli amministratori comunali, e consegnata personalmente a molti consiglieri di maggioranza e di opposizione, la Rdb-Cub ha interrotto la tregua sindacale all'interno dell'Amministrazione capitolina. La rottura trae origine dalle recenti scelte dell'Amministrazione, che al di fuori dei normali tavoli sindacali ha messo in atto relazioni parallele esclusivamente con Cgil Cisl Uil». Lo comunica Rdb-Cub. «Il clima di cambiamento di cui si era fatto promotore Alemanno durante la campagna elettorale si sta rivelando un fuoco di paglia - commenta Roberto Betti, rappresentante delle RdB del Comune di Roma - Le trattative carbonare e il trattamento differenziato che ci stanno riservando i dirigenti dell'amministrazione evoca pericolosi spettri del passato che credevamo definitivamente seppelliti. Si ricorda che nel novembre dello scorso anno la RdB del Comune di Roma avviò le procedure di sciopero contro l'intesa fra Amministrazione e sindacati concertativi sul blocco del piano assunzionale, varato sotto la giunta Veltroni e sottoscritto anche dalla Rdb-Cub. L'organizzazione sindacale di base sospese poi l'agitazione, a seguito della sottoscrizione di un accordo che ha fatto recuperare ai dipendenti quasi 18 Milioni di euro di risorse residue (2006 e 2007) per la produttività collettiva e, soprattutto, per l'avvio dei percorsi di riqualificazione del personale interno e di stabilizzazione dei precari come precedentemente concordato. RdB non resterà inerme di fronte a questo neo-consociativismo tra Cgil, Cisl e Uil e la nuova Amministrazione comunale ma porterà la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici direttamente nei palazzi della politica, a cominciare dall'appuntamento fissato con il Papa per il prossimo 9 Marzo».


13 febbraio 2009 - Dire

SICUREZZA BOLOGNA. RDB-COBAS: IMPUGNEREMO I LIMITI AI CORTEI
CONFEDILIZIA: CITTA' MEDIEVALE VA TUTELATA, CHIEDIAMO CONTROLLO

(DIRE) Bologna, 13 feb. - Manifestare lontano da portici, chiese e forse anche fuori dal centro storico? Per le Rdb e i Cobas di Bologna e' inaccettabile. Le organizzazioni di base, ricevute oggi dal Prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia per confrontarsi sulle nuove regole per le manifestazioni pubbliche stabilite dalla direttiva del Ministro dell'Interno Roberto Maroni, hanno espresso "totale dissenso ad ogni ipotesi di divieto o limitazione di manifestare nella nostra citta'". In una nota Massimo Betti (Rdb) e Alessandro Palmi (Cobas) definiscono la direttiva come il tentativo di contenere il dissenso sindacale. "In questo senso il ministro Maroni- e' l'accusa dei sindacati di base- cerca di aggirare l'ostacolo trattando le manifestazioni sindacali come problema di ordine pubblico e cercando di imporre limitazioni preventive inaccettabili". Rdb e Cobas non ci stanno: "Continueremo a manifestare con le modalita' che i lavoratori riterranno piu' efficaci (come sempre e' stato) riservandoci di impugnare qualsiasi provvedimento che leda i diritti costituzionalmente garantiti". Se per Betti e Palmi, il giro di vite in arrivo e' "palesemente in contrasto con l'articolo 21 della Costituzione che garantisce il diritto di manifestazione", Confedilizia (dopo Ascom) benedice le limitazioni in arrivo e chiede al Prefetto "controllo del territorio". Intanto, il consigliere comunale del Cantiere Serafino D'Onofrio, stamattina a Radio Citta' del Capo, avverte: "Bologna e' piena di chiese, non si potra' manifestare piu'". Questo perche', dice D'Onofrio, per la direttiva Maroni i cortei non potranno piu' passare "ne' nei portici, ne' dove ci sono le chiese". Cosi' non va, osserva il consigliere, piuttosto "Prefettura e Questura facciano di piu' sulla sicurezza". Ben vengano le limitazioni alle manifestazioni dice invece Elisabetta Brunelli Monzani, presidente di Confedilizia Emilia-Romagna: "Il patrimonio immobiliare che cosi' numeroso arricchisce la nostra splendida e medievale citta'", va tutelato. Anche l'associazione che tutela gli interessi dei proprietari di immobili e' stata ricevuta e ascoltata in piazza Roosevelt. Ne da' notizia la stessa Brunelli in una nota, ricordando le opinioni discordanti di Ascom (che ha chiesto la chiusura del centro) e Confesercenti (che lo ha giudicato eccessivo). Per la numero uno di Confedilizia, se e' vero che "la citta', in tutte le sue dimensioni, deve essere di possibile utilizzazione da parte di chiunque per un preciso riferimento culturale di democrazia e liberalita'", e' giusto che le forze dell'ordine "abbiano poteri e volonta' politica di controllo del territorio, nel rispetto dei cittadini, della di loro sicurezza e dei di loro beni". E' questo, dunque, che Brunelli ha chiesto al Prefetto: "Abbiamo chiesto a Tranfaglia di verificare e di attuare una precisa volonta' politica di controllo del territorio e siamo certi che garantira' la sicurezza e l'ordine pubblico vista la sua attenzione e grande sensibilita' in materia".


13 febbraio 2009 - Ansa

LAVORO: DOPO STRIP, ALTRA PROTESTA CENTRALINISTE LICENZIATE

(ANSA) - MILANO, 13 FEB - Dopo la 'strip conference', le 11 centraliniste licenziate lo scorso settembre dall'Ospedale di Legnano (Milano) lanciano una nuova forma di protesta, lo 'sciopero del futuro', che partira' dal loro ospedale per arrivare al Ministero della Funzione Pubblica, a Roma, e infine su Facebook. Misteriose le modalita' della protesta che - secondo un sindacalista dell'Rdb/Cub che sostiene le centraliniste - richiedera' assistenza medica. ''Non sara' ne' uno sciopero della fame ne' della sete, ma - spiega lo stesso sindacalista - una manifestazione legata alla precarieta' e alla mancanza di visione del futuro, che non potra' essere prolungata piu' di 8 ore, non continuative, al giorno''. Dai pochi indizi, pare quindi che le centraliniste licenziate lo scorso settembre manifesteranno bendate, o incappucciate, e in piedi. Dall'inizio della loro protesta, le lavoratrici che hanno usato l'arma dello strip contro il licenziamento hanno registrato quasi 90.000 accessi su Youtube. Ora danno appuntamento per le 14 del 17 febbraio all'ospedale di Legnano, dove inizieranno il loro 'sciopero del futuro' e da dove 4 di loro partiranno per Roma per continuare la protesta prima a Palazzo Madama e poi al Ministero della Funzione Pubblica, dove chiedono di essere ricevute da Brunetta. Per sostenere la loro causa, le lavoratrici chiedono al popolo di Internet di partecipare virtualmente tramite Facebook.


13 febbraio 2009 - Fidest

Giustizia: parte dal tribunale di Roma la ripresa dello stato di agitazione

(fidest) Paralisi del servizio dal 23 febbraio se dal Ministro non verranno interventi concreti. Si è svolta al Tribunale di Roma una partecipatissima assemblea dei lavoratori giudiziari indetta dalla RdB-CUB, dove a larghissima maggioranza è stata deliberata la ripresa dello stato di agitazione. Se dall’incontro previsto per domani con il Ministro delle Giustizia Alfano non dovessero emergere interventi concreti sulle questioni poste dal personale amministrativo, dal prossimo 23 febbraio i cancellieri si atterranno strettamente alle mansioni previste da leggi e regolamenti, con pesantissime ripercussioni sul servizio. Quella del Tribunale di Roma è la prima di una nuova serie di assemblee, che la RdB-CUB ha indetto in tutta Italia per discutere le nuove iniziative di lotta contro il grave attacco in corso ai lavoratori della Giustizia ed al diritto dei cittadini di avere un servizio efficiente, efficace ed in tempi certi. Analoghe iniziative di protesta saranno pertanto assunte in tutte le altri sedi giudiziarie. La RdB-CUB Giustizia, confortata dall’assemblea dei lavoratori romani, ha espresso una forte critica nei confronti delle valutazioni del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, che nella sua relazione generale per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2009 ha parlato di "scarsa capacità e professionalità dei dirigenti e del personale amministrativo". Tali valutazioni denotano quantomeno una scarsa conoscenza delle condizioni di lavoro di un personale che, sempre più ridotto numericamente e scarsamente remunerato, porta avanti i propri compiti con spirito di abnegazione e nonostante le gravi insufficienze organizzative.


13 febbraio 2009 - Liberazione

Per l'Anci: «I rapporti con il governo non sono idilliaci»
Emergenza abitativa, il movimento occupa la sede dei Comuni Italiani
di Daniele Nalbone

Roma - L'emergenza abitativa non può essere più affrontata senza un vero intervento pubblico. Lo dicono i movimenti. Lo dice l'assessore alla Casa della Regione Lazio Mario Di Carlo. Per i primi non si può continuare con il consolidato metodo del "chiedere il permesso di costruire, attendere un mese e, in assenza di risposte negative, iniziare i lavori". Per il secondo è impossibile porre un freno alle cartolarizzazioni da parte degli enti previdenziali e delle assicurazioni senza un deciso ingresso in scena del Parlamento.
Ieri mattina, a Roma, la rete dei Movimenti per il Diritto all'Abitare ha occupato la sede dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani «per far si che questi si sveglino e si pongano contro il Piano Casa del Governo che non prevede fondi pubblici per l'emergenza abitativa ma punta tutto sul capitale privato per realizzare alloggi in "social housing"». Una delegazione dei movimenti è stata ricevuta, in rappresentanza dell'Associazione, dal sindaco di Biella, Vittorio Barazzotto, che ha sottolineato come, sul tema casa, «i rapporti fra l'Anci e il Governo sono tutt'altro che idilliaci». Risultato della mobilitazione un incontro, fissato per il 25 febbraio, con il responsabile per le politiche abitative dell'Associazione, nonché assessore alla Casa del Comune di Torino, Roberto Tricarico: «per questo incontro sarebbe importante la presenza del Comune di Roma» afferma Paolo Di Vetta di AS.I.A. RdB «al quale chiediamo, anziché limitarsi solo a verificare i requisiti delle persone in graduatoria, di occuparsi seriamente delle politiche abitative magari comunicando quanti sono gli alloggi popolari disponibili». Action spiega come la mobilitazione di ieri è «solo il primo passo verso una grande conferenza dei cittadini sulle problematiche della Capitale che si terrà sabato 28 febbraio presso l'ex Fiera di Roma». Intanto si fa sempre più grave la situazione degli inquilini di via Pincherle dopo che Giacomazzi Immobiliare/Area Mestre ha rifiutato l'offerta di acquisto da parte della Regione Lazio per gli immobili non opzionati al momento della cartolarizzazione portata avanti da Fata Assicurazioni. «Le motivazioni a sostegno del rifiuto» denuncia AS.I.A. RdB «appaiono, però, solo parzialmente legate alla proposta economica avanzata dall'Ater per conto dell'assessore regionale alla Casa Mario Di Carlo»: Giacomazzi, infatti, afferma come dal 22 dicembre 2008, data dell'acquisto degli appartamenti invenduti da Fata Assicurazioni, abbia già «preso impegni contrattuali irrevocabili con terzi soggetti» per alcune unità immobiliari: in poche parole, mentre su un tavolo trattava con la Regione Lazio e l'Ater, su un altro vincolava a terzi acquirenti porzioni del blocco immobiliare appena acquistato. Non solo. Incredibilmente la proprietà afferma di non essere interessata a una vendita in blocco degli appartamenti. «Mi sento preso in giro» afferma stizzito Mario Di Carlo « e mi chiedo per quale motivo abbiano preso parte alla trattativa per la cessione in blocco delle unità immobiliari se non avevano, a monte, intenzione di vendere gli appartamenti in un'unica operazione». Ma a lasciare perplessi gli inquilini è, oggi, "il gioco delle cifre". Giacomazzi dichiara infatti di aver rifiutato la cifra offerta dall'Ater in quanto «inferiore a quella pagata in sede di acquisto e stipula di atto notarile». La cifra offerta da Ater è, infatti, di poco superiore ai 16 milioni e mezzo di euro a cui va aggiunto il 10% a titolo di rimborso spese di acquisto per un totale di circa 18 milioni a fronte di un esborso, da parte dell'attuale proprietà, di circa 19 milioni.
La cifra offerta, infatti, sarebbe da intendersi per le sole unità immobiliari, senza pertanto considerare i negozi e i magazzini. Eppure l'assessore Di Carlo ribadisce che «la cifra indicata ad Ater dalla Regione Lazio per rilevare l'invenduto è di circa 21 milioni, cioè l'intera cifra spesa da Giacomazzi maggiorata del 10%». In questo balletto a farla da padrone è comunque il privato che, in questo che Di Carlo definisce «un vero e proprio far west, non regolamentato e terra di conquista da parte degli speculatori» chiede la bellezza di 28 milioni di euro. Continua quindi il "massacro sociale" ai danni degli inquilini che da giorni sono in mobilitazione permanente con l'occupazione simbolica dell'ufficio vendite in via Pincherle 165 e che da dodici giorni sono in sciopero della fame. Ieri, finalmente, è sceso in campo nella battaglia al fianco degli inquilini il Comune di Roma: il Consiglio ha infatti approvato all'unanimità una mozione, presentata dai consiglieri Azuni, Alzetta, Marroni e Quadrana, che impegna il Sindaco e la Giunta a intervenire, in sinergia con il Prefetto e la Regione Lazio, per scongiurare la vendita sul libero mercato degli immobili di via Pincherle al fine di non aggravare ulteriormente l'emergenza abitativa a Roma.


13 febbraio 2009 - Il Messaggero

Si è concluso con una clamorosa bocciatura...

Abruzzo - Si è concluso con una clamorosa bocciatura il giudizio dei lavoratori sul contratto nazionale del parastato firmato da Cisl e Uil. Al termine del referendum organizzato dalla Rdb Cub è risultato che la stragrande maggioranza dei dipendenti (circa il 75 per cento) ha bocciato il contratto nazionale. Altissima è stata la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori: in particolare all’Inps di Chieti ha votato il 76% dei presenti e che ha riguardato circa 1500 dipendenti in tutta la nostra Regione. Analoga grande partecipazione si è avuta anche nelle altre sedi in ambito regionale (Teramo 80,6%, L’Aquila 72%, Sulmona 78% ecc.).
«Con questa altissima partecipazione - dice in una nota la Rdb Cub - i lavoratori del Parastato hanno inteso mandare un forte segnale di dissenso verso l’operato oltre che del Governo anche di Cisl e Uil soprattutto in vista dell’apertura della Contrattazione Integrativa negli Enti interessati (Inps, Inpdap, Inail, Aci–Pra) che disciplinerà i contenuti del Contratto Nazionale. Allo stesso tempo il segnale è forte verso quelle organizzazioni sindacali che firmano e accettano tutto ciò che il Governo propone (legge 133/2008, contratti nazionali, riforma del diritto di sciopero ecc) in cambio della definizione del colossale affare degli Enti Bilaterali».


13 febbraio 2009 - Il Sole 24 Ore

Medici Inps in stato di agitazione per il contratto

Da dieci giorni i medici dell'Inps sono in stato di agitazione. Lo riferisce una nota dell'Anmi (Associazione nazionale medici Inps) che sottolinea come tra i motivi della protesta ci sia il mancato rinnovo del contratto, scaduto da quattro anni, nel quale la categoria vorrebbe veder riconosciuto il ruolo di dirigente medico, «nonchè i continui rinvii del confronto all'interno dell'ente previdenziale per la disciplina della libera professione in intramoenia e il riconoscimento dell'indennità di esclusività». «Gli impegni assunti nei contratti integrativi sono puntualmente disattesi», ha spiegato Francesco Ammaturo, presidente dell'Anmi-FeMEPA RdB, l'associazione sindacale che rappresenta la maggioranza dei medici Inps, «e a fronte di un impegno straordinario del personale medico per gestire la notevole mole di verifiche sull'invalidità civile, l'amministrazione assume decisioni che mortificano la categoria e la ghettizzano nei confronti dei dirigenti e degli altri professionisti, come nel caso della diversa modalità di attestazione della presenza in servizio». Per i medici in agitazione «è urgente che il nostro Istituto spieghi ai propri medici, al Governo e ancor di più ai cittadini come intende adempiere ai delicati compiti riguardanti le 200.000 verifiche straordinarie previste per il 2009 in tema di Invalidità civile, affidategli dal Paese, senza la collaborazione del proprio ruolo medico-legale che da anni si espone ai rischi decisionali manageriali e l'Inps poi relega in un mero ruolo mansionistico, senza alcun riconoscimento della professionalità acquisita e senza adeguata perequazione economica. Eclatante è la diversa posizione assunta da altri Istituti previdenziali per i propri medici». E conclude Ammaturo: «Sembra quasi che l'amministrazione guardi con ostilità ai medici e questo ci costringe a sospendere la disponibilità finora dimostrata e ad attenerci alle prerogative contrattuali, finchè non matureranno le condizioni per un serio confronto risolutivo delle diverse problematiche».


13 febbraio 2009 - Il Manifesto

«Noi ci saremo» domani quasi tutti in piazza Duomo
di Luca Fazio

MILANO - Allora, si riunisce la sinistra milanese? I simpatizzanti scettici che ironizzano su questo strano appuntamento fissato per domani in Duomo - l'accento canzonatorio cade con particolare gusto o disgusto sulla parola sinistra - portano sicuramente fortuna, e in ogni caso un certo lucido distacco torna utile per comprendere cosa si sta muovendo, e cosa resta ingessato, nella sinistra milanese ai tempi del razzismo di stato, dei manganelli sugli operai, dei centri sociali sgomberati , delle scuole elementari sotto attacco, del sacco urbanistico per l'Expo 2015, dei poveri che muoiono come mosche in strada (otto in cinque settimane)... Insomma, ci sarebbe di che lavorare, altro che sbarramenti al 4%. Invece, per ora, nulla.
Ma sotto sotto anche gli scettici sperano in un colpo di coda, perché Milano ogni tanto sbotta cogliendo sempre di sorpresa proprio quelli che «ormai non c'è più niente da fare»: le ultime quattro volte in maniera clamorosa, in difesa della scuola pubblica, per Abba, il ragazzo ucciso a sprangate da due razzisti, per protestare contro lo sgombero di Conchetta, e per Eluana. Migliaia di presenze che si sono alimentate da sole, anzi proprio perché da sole, con i professionisti delle mobilitazioni ammirati, partecipi ma in disparte - e sempre separati tra loro, per motivi inspiegabili ai più. E dunque? Dunque questa volta, sotto botta per il clamoroso sgombero di Conchetta, alcuni attori della sinistra senza più alcun copione prestampato da recitare, hanno accettato di confrontarsi - dopo anni di percorsi in un vicolo cieco e sguardi in cagnesco - per cercare di capire se si potesse, una volta tanto, fare-qualche-cosa-tutti-insieme. E Conchetta, questa l'idea, proprio perché è un pezzo di storia del movimento milanese, avrebbe potuto essere la molla, il pretesto, un buon motivo per ricominciare a parlarsi: da qualche parte bisognerà pur partire. Dopo lungo tortuoso e imbarazzato dibattito - nessuno era così in disaccordo da non essere d'accordo, ma tant'é siamo pur sempre sinistra in stato terminale... - finalmente all'improvviso una svolta, la scorciatoia che porta nella piazza più importante. ReteScuole, l'associazione di maestre e genitori che non ha mai smesso di lottare - altra capacità organizzativa, altro impatto rispetto all'Onda - aveva già «prenotato» il sabato in piazza Duomo per festeggiare la chiusura della capillare campagna di contro-iscrizioni nelle scuole elementari per mettere in scacco il ministro Gelmini. Il ragionamento, nella sua semplicità, è risultato spiazzante: perché non ci venite tutti? L'appello di ReteScuole, si conclude così: «Vorremmo che il 14 febbraio piazza Duomo sia di tutti quelli che non si rassegnano a veder morire Milano, soffocata dall'egoismo, dall'ignoranza, dal razzismo e dalla xenofobia». Domani pomeriggio sarà una festa, con i bambini, le musiche e i pagliacci, «vorremmo trasformare piazza Duomo in un luogo di incontro dove tutte le realtà, le persone, le associazioni, i gruppi che esprimono quotidianamente questa volontà rendano viva la piazza e la città, ciascuno con le proprie modalità, con la propria creatività, la propria storia, la propria passione». Molti hanno accettato l'invito (Prc, scissionisti e non, Sdl, Cobas e Cub Scuola, Coordinamento NoExpo, Associazione per la Sinistra, Sinistra Democratica, Arci, Naga), altri invece hanno deciso di proseguire in splendido isolamento. Eppure, alzi la mano chi non è d'accordo. Di certo, questo è il primo timido tentativo di rimettersi in gioco puntando su temi fondanti per qualsivoglia forza che si richiami alla sinistra che sarà, se mai sarà. Ognuno è liberissimo di scegliersi i «percorsi» che vuole, ma chi teme eventuali «cappellamenti» politici (per usare un termine del paleolitico) forse non si è ancora reso conto che - come scriveva Pintor - la sinistra per come l'abbiamo conosciuta noi è morta, ragion per cui i partiti, oggi, hanno davvero ben poco da «cappellare». In ogni caso, la piazza di domani (ore 15) non sarà che un piccolo «debutto». Perché sabato 21, su una idea partita dalla Cgil ma già condivisa da molti, ci sarà una manifestazione contro pacchetto sicurezza e razzismo (la vera emergenza italiana). I centri sociali, invece, per Cox 18, torneranno in piazza il 28 febbraio.


13 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza

MATERNE COMUNALI. La battaglia di Rdb Cub
Servono 20 mila€ «per stabilizzare cinque maestre»
«Da definire la posizione di sei educatrici dei nidi»
di Gian Maria Maselli

Vicenza - «Il Comune ha 2,5 milioni di euro per pagare i suoi 25 dirigenti, ma non ha i 20mila euro in più necessari a stabilizzare 5 maestre precarie delle scuole materne comunali, che avevano partecipato al bando di stabilizzazione che viene "cancellato" il 30 giugno. E ancora, l'amministrazione comunale preferisce spendere un migliaio di euro l'anno in più pur di non stabilizzare sei educatrici che si trovano da anni, in pianta stabile, non semplicemente a sostituire le colleghe malate o in ferie, ma a svolgere quotidianamente il proprio lavoro part-time, garantendo l'apertura del servizio nidi pomeridiano fino alle 18. Non c’è rispondenza nei fatti dell'attenzione proclamata da questa amministrazione».
Parla Maria Teresa Turetta, rappresentante dei lavoratori del Comune per Rdb Cub,che ha svolto un'analisi su costi di un educatore di ruolo e di un educatore non di ruolo, sia sul tempo pieno che sul part-time. E mentre le 11 maestre ed educatrici precarie hanno in corso una vertenza che le ha portate anche dal prefetto e a manifestare mercoledì in Consiglio comunale, Turetta spiega: «I conteggi riguardano il personale educatore, e riteniamo siano assimilabili anche al costo del personale insegnante, appartenente anch'esso alla categoria C. Dalle tabelle si desume che ogni anno un educatore non di ruolo impiegato part-time costa di più al Comune rispetto a uno di ruolo, assunto cioè a tempo indeterminato. La differenza di costo è costituita dall’1,61% di contributi per la disoccupazione versati per i dipendenti a tempo determinato. Ma si preferisce spendere di più». Per le 5 maestre il Comune, in base ai calcoli di Turetta, decide di risparmiare 20mila euro l'anno, lasciandole precarie: «Già - considera Turetta - ma se si dà veramente attenzione a materne e nidi comunali, come mai per queste lavoratrici non saltano fuori i soldi? Non sono cifre da capogiro: la vertenza si potrebbe risolverla assumendo anche loro part-time. Così i 20mila euro diverrebbero una cifra ancor più esigua».
Quanto agli altri 30 insegnanti di ruolo precari, e agli altrettanti educatori che non avevano partecipato al bando di stabilizzazione, Turetta suggerisce all'assessore delegato al Personale, Tommaso Ruggeri, «di indire per loro un concorso riservato».


13 febbraio 2009 - La Nuova Venezia

Dolo, accordo con l’Asl 13 sugli operatori sociosanitari

DOLO - Cgil, Cisl e Uil hanno firmato l’accordo con l’Asl 13 riguardo gli orari di lavori degli operatori socio sanitari dell’ospedale di Dolo. Il nuovo accordo prevede l’applicazione del cosiddetto modello «3-1», ossia 3 giorni lavorativi e uno di riposo che possono diventare due giorni di lavoro e due di riposo in caso ci sia il riposo compensativo all’interno della regolare turnazione mensile. Con questa nuova turnazione non sarà più necessario ricorrere alla figura del «jolly» per la copertura delle assenze degli operatori nelle varie unità operative perché per far fronte alla carenza del personale l’azienda si è già impegnata all’assunzione di otto nuovi operatori socio sanitari. «L’accordo è importante - spiegano Marco Busato, Simone Naletto e Maurizio Properzi - perché permette agli operatori di avere una turnazione con qualche doppio riposo compensativo. Per troppo tempo infatti hanno subito turni incapaci di consentire consentireun adeguato riposo psico-fisico. L’accordo è stato firmato anche dal rappresentante sindacale dell’RdB in quanto membro esecutivo dell’Rsu aziendale». I rappresentati sindacali apprezzano lo sforzo fatto dall’Asl 13. «Dobbiamo poi riconoscere alla Direzione Strategica e al direttore generale Arturo Orsini la volontà di continuare a dialogare in maniera propositiva per il bene di tutti i lavoratori». (g.pir.)


13 febbraio 2009 - La Nazione

Barelle in coda, il pronto soccorso scoppia
Il direttore del dipartimento, Grifoni: «Ogni giorno arrivano 180 pazienti»
di Manuela Plastina

Firenze - IL PRONTO soccorso di Careggi rischia il collasso. Il notevole aumento di pazienti che chiedono di essere visitati nel reparto dell'emergenza sta rendendo difficile il lavoro di medici e infermieri. E anche le barelle non bastano più. Nel primo pomeriggio di ieri il caos era totale, con ambulanze che facevano la fila per poter lasciare i pazienti nelle mani dei medici, barelle che non si trovavano, pazienti in attesa per ore. «Eppure abbiamo acquistato nuovi lettini di recente spiega il direttore del dipartimento emergenza e urgenza Stefano Grifoni -. Con le cosiddette barelle' cerchiamo di ridurre al minimo la permanenza delle ambulanze all'interno dell'ospedale, limitando l'attesa di scarico del paziente dalla vettura e prendendolo in carico noi prima possibile. Ma in questi giorni anche le ulteriori scorte non bastano». E basta buttare un occhio al di là della sala di attesa, oltre la porta, per vedere i pazienti sistemati e curati nei corridoi. «Ogni giorno - spiega ancora Grifoni - arrivano da noi circa 180 pazienti, contro i 150 della media del resto dell'anno. Non son persone che esagerano: hanno davvero bisogno dell'ospedale. Questa influenza riacutizza patologie cardiologiche e respiratorie. Abbiamo tanti casi di polmoniti anche acute. Molte persone sono anziane e hanno bisogno di cure importanti». Circa il 28% dei pazienti una cifra di alcuni punti superiore alla media necessita di un ricovero in reparto. E questo è uno dei principali problemi. «I reparti sono pieni, abbiamo difficoltà a mandar via la gente dal pronto soccorso perché non ci sono altri posti dove accoglierli». C'è poi da valutare anche la realtà sociale in cui vivono i pazienti. «In alcuni casi non possiamo mandarli a casa perché non hanno chi li può curare, quindi preferiamo tenerli in ospedale». UNA SITUAZIONE complicata, con la quale il pronto soccorso si trova a dover convivere ogni giorno. «Con la direzione di Careggi conclude Grifoni stiamo cercando di accelerare l'applicazione delle direttive regionali che serviranno per semplificare le procedure e ridurre l'impatto sul pronto soccorso. Nel frattempo facciamo del nostro meglio». Ma secondo il sindacato RdB il problema dell'emergenza è solo la punta dell'iceberg. «Manca una corretta programmazione denuncia Aurelio Minichiello -. I 30 posti letto nei reparti che devono essere e a disposizione dell'accettazione non sono mai utilizzabili. E' la dimostrazione del fallimento del programma dipartimentale di Careggi».


13 febbraio 2009 - Corriere della Sera

Passeggeri a piedi, arriva la Celere
Crisi Alitalia, i cassintegrati bloccano la Roma-Fiumicino
di Alessandro Fulloni

Da tre mesi non ricevono la cassa integrazione. E ieri per protestare hanno bloccato la Roma-Fiumicino. L'agitazione di circa 300 dipendenti Alitalia tra personale di terra, assistenti di volo e qualche pilota ha paralizzato l'autostrada per un'ora e mezza, con una fila di automobili ferme dall'aeroporto al Raccordo. Il presidio si è sciolto quando il la polizia si è avvicinata in tenuta antisommossa al gruppo di lavoratori seduti sull'asfalto. Tensione, insulti, spintoni. E la protesta è rientrata. I disagi sono stati comunque pesanti. Molti viaggiatori sono scesi dalle auto, affidate ai familiari che li stavano accompagnando al Leonardo da Vinci, e hanno raggiunto a piedi i terminal trascinandosi le valige.
L'agitazione è esplosa dopo che in mattinata un presidio di cassintengrati Alitalia aveva «occupato» le palazzine dell'amministrazione per sollecitare l'invio del sussidio, ancora non arrivato alla maggioranza dei lavori allontanati da Cai. Ci sono casi record di persone che non vedono accrediti da tre mesi. E la rabbia è esplosa quando a molti è giunto un bonifico di 32 euro, «in pratica il pagamento di una giornata di cassa integrazione: in pratica una beffa» sbotta Cesare Albanese, sindacalista Sdl, il sindacato che assieme alla Cub ha organizzato l'agitazione. Verso mezzogiorno, senza chiarimenti, i lavoratori hanno sfilato per l'aeroporto, bloccando la Roma-Fiumicino. A Vitaliano Turrà, il direttore dell'aeroporto che si è prodigato per fermare l'agitazione «pur comprendendone le ragioni», i cassintegrati Alitalia hanno raccontato di «affitti che non sappiamo come pagare» e di «soldi chiesti ai genitori per tirare avanti». Sdl e Cub sostengono che il sussidio non viene erogato perchè, materialmente, Cai ancora non ha spedito all'Inps la lista dei nominativi in cigs. In attesa dell'invio delle pratiche sarà la Regione Lazio a garantire entro fine mese, grazie all'accordo tra Unionfidi e Unicredit firmato ieri, «la cifra necessaria - hanno spiegato il presidente Piero Marrazzo e l'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi - per gli ammortizzatori sociali».


13 febbraio 2009 - L'Unità

I lavoratori in cigs, in 8mila da tre mesi senza entrate chiedono un anticipo
L’Enac: «Inammissibile protesta ma Sacconi sani il ritardo nei pagamenti»
Alitalia, rivolta degli esclusi, blocco stradale a Fiumicino
di GIOIA SALVATORI

Sono andati a chiedere un assegno ai genitori ottantenni a testa bassa, umiliati. Hanno detto ai figli, «No tesoro, mi dispiace, in gita quest’anno non puoi andare». Hanno riconsegnato il bancomat e si sono visti rimbalzare indietro le rate di auto e lavastoviglie: «il conto è scoperto, paghi o ci riprendiamo l’elettrodomestico» - scrive la finanziaria. Ieri i lavoratori cassintegrati Alitalia, da novembre senza stipendio né ammortizzatori sociali, sono scesi in piazza per chiedere almeno un anticipo e per denunciare le inadempienze di Cai. In questi giorni qualche assistente di volo ha percepito 32 euro per un giorno di cassa integrazione fatto a ottobre. Per gli altri 8mila lavoratori, nulla. Cai ha detto ufficiosamente di non avere personale sufficiente in amministrazione: perciò le liste dei cassintegrati non sono arrivate in tempo all’Inps. Esasperati e depressi in 200 con gli irriducibili di Sdl e Cub, ieri, cassintegrati e precari hanno bloccato per due ore l’ingresso all’aeroporto di Fiumicino. A mezzogiorno hanno chiuso l’imbocco dell’autostrada e per 50 minuti dall’aeroporto si esce e basta. Chi è in partenza scende dalle auto incolonnate per chilometri. Qualche compagnia aspetta, qualcuno perde il volo. «Non voglio più vedere certe scene» - dice il direttore di scalo Vitaliano Turrà dell’ Enac: «Questa è una bomba, io devo garantire il funzionamento dello scalo». Alle due arriva la celere: un intervento deciso, manganelli e scudi in mano, libera il blocco. C’è qualche spintone e i manifestanti vanno verso lo scalo a mani alte gridando «Vergogna, vergogna».
Famiglie in rovina
Corrono le telefonate verso le segreterie dei ministri e Cai. Il direttore dell’Enac Vito Riggio li interessa: «Protesta inaccetabile ma Sacconi sani i ritardi nei pagamenti». Ieri anche i senatori del Pd hanno presentato un’interrogazione a Sacconi. Da lunedì la Regione Lazio anticiperà la cassaintegrazione tramite Unicredit. Senza un centesimo in tasca da tre mesi ci sono Federica e Carlo, assistenti di volo, coniugi, entrambi a casa con tre figli. «Dopo 25 anni sono tornata a chiedere i soldi a papà - dice lei - gli ho detto "aiutami, non so più come fare"». Franco, cassintegrato di 43 anni, malato di tumore in 104, ex impiegato del Ced e padre di due figli è pronto a fare causa. Come lui in 70, che godono della 104, non sono stati assunti da Cai a Roma. La Cgil presume ci siano 400 casi di cassa integrazione senza requisiti, cioè a danno di lavoratori con carichi famigliari o disabilità. «Arrivassero i soldi - dice Andrea Cavola di Sdl - sarebbe già qualcosa».


13 febbraio 2009 - Il Giorno

«Cassa» per gli operai al posto della mobilità
È la proposta dei sindacati. CASALE SUMMIT ALLA LEVER

CASALE - PROPOSTA alternativa presentata da parte dei sindacati ai vertici della Lever di Casale per aggirare la "scure" dei tagli. Ieri pomeriggio, presso la sede di Assolodi, si è tenuto il secondo atteso summit tra i responsabili dello stabilimento casalese e i rappresentanti dei lavoratori. Le attese erano molte, ma i risultati, ad oggi, sono ancora scarsi. Le parti sociali hanno posto sul piatto una soluzione più morbida al posto dei 209 esuberi presentati il 22 gennaio scorso: rimuovere la procedura di mobilità e prevedere un periodo di cassaintegrazione. «Ci servirebbe per prendere tempo e trovare, se possibile, una strada comune», - ha spiegato ieri Gianpiero Bernazzani della Femca Cisl. Speranze? Poche. Infatti, l'azienda ha chiesto di nuovo di entrare nel merito della discussione, ma sempre partendo dall'impostazione iniziale: 209 esuberi e chiusura del comparto di produzione dei detergenti in polvere. «Di fatto non si sono fatti passi in avanti. La discussione non è dun que decollata. Resta sul piatto questa nostra proposta»- spiega Bernazzani. Se dai licenziamenti si passasse alla cassaintegrazione, i sindacati avrebbero il tempo per studiare un «pacchetto» alternativo con lo scopo di rendere più morbido l'impatto sociale del piano di ridimensionamento: in pratica, si potrebbe cominciare a trattare. Intanto, lunedì prossimo i sindacalisti incontreranno di nuovo i lavoratori: in assemblea si renderà noto la situazione attuale e si pianificheranno altre mobilitazioni. IL 25 FEBBRAIO, in mattinata, invece si terrà il terzo summit presso l'Assolodi nella soperanza di poter fare un piccolo passo in avanti. "Speriamo che anche le pressioni provenienti dal territorio e dalle istituzioni possano far cambiare strategia all'azienda"- ribadisce Bernazzani che ieri sera alle ore 18 è stato ricevuto, insieme agli altri colleghi delle altre sigle sindacali e delle Rsu, dal vescovo di Lodi Monsignor Giuseppe Merisi. Intanto si sta pubblicizzando in questi giorni l'assemblea pubblica che si terrà presso il teatro comunale di Casale il 19 febbraio prossimo. Infine, le Rsu stanno lavorando per uno sciopero generale ed una grande manifestazione : per questo motivo hanno già lanciato un appello a tutte le sigle sindacali. Domani pomeriggio, invece, presidio in piazza del Popolo a Casale del Partito comunista dei lavoratori e del Cub con distribuzione di volantini.


13 febbraio 2009 - Il Secolo XIX

Accordo fatto sul depuratorein salvo la Cartiera Bormida
In cinquanta sono già a casa. Uno stop iniziato in autunno e previsto sino ad aprile, con il fermo di una delle due linee di lavorazione della carta

Murialdo - Salva la Cartiera Bormida, a rischio ridimensionamento con i lavoratori, una cinquantina circa, in cassintegrazione. Si farà il depuratore biologico chiamato a smaltire e riciclare le acque di scarto delle lavorazioni della Cartiera Bormida spa che si trova in località Valle a Murialdo. Un impianto infatti che permetterà all'azienda leader nel settore della cellulosa di sopravvivere cercando di superare la crisi in cui era piombata e che l'ha portata all'attuale cassintegrazione, ampliandone le capacità produttive. Uno stop iniziato in autunno e previsto sino ad aprile, con il fermo di una delle due linee di lavorazione del trattamento della carta.
Le rassicurazioni sul via libera alla realizzazione del depuratore sono arrivate ieri pomeriggio durante un faccia a faccia in Provincia tra il commissario prefettizio Mario Spanu, a capo dell'ente titolato al rilascio dell'autorizzazione, e il presidente della Cartiera Guido Ribola. A fare da trait d'union il sindaco di Murialdo, Carlo Bertone e la delegazione sindacale guidato dal rappresentante Cub, Giampiero Icardo, dipendente storico dello stabilimento. Incassato l'ok, rimane da decidere come risolvere alcuni punti critici del progetto riguardo alla sua compatibilità ambientale con il flusso d'acqua del corso del fiume Bormida.
"Ci possiamo definire soddisfatti e salutare con soddisfazione il dialogo che si è instaurato tra i tecnici provinciali chiamati ad esaminare il progetto-depuratore e i vertici aziendali. Incassato il via libera da parte del commissario della Provincia la palla passa a chi deve trovare il modo di superare piccoli ostacoli" spiegano il sindaco Bertone e il sindacalista Icardo ieri sera al termine dell'incontro chiarificatore durato un paio d'ore nella sede di Palazzo Nervi a Savona.
Dopo il chiarimento istituzionale di ieri sembrano superate le difficoltà, e i timori di chiusura dei sindacati, dopo che il primo progetto di ampliamento e ammodernamento degli impianti è stato stoppato circa 3 anni fa. L'investimento in allora era di circa un milione e mezzo di euro. "L'importante è che la mediazione sia servita, ora la palla passa ai tecnici".(A.P.)


13 febbraio 2009 - Settegiorni

INQUINAMENTO
Al via la campagna proposta dalle associazioni ambientaliste del Magentino
TUMORI E SMOG, PAROLA AL MEDICO Abbiamo intervistato il dottor Maurizio Bertoncini: «Chi fuma rischia di più»

Magenta - In settimana è partita a tutti gli effetti la campagna «Cieli puliti» contro l'inquinamento atmosferico provocato dai gas di scarico delle vetture e intrapresa dal «Comitato per la salubrità dell'aria» del Magentino, dal Circolo «Vit.a» Lega Ambiente di Vittuone, dal Comitato «No Tangenziale» e dai Vas di Magenta, da quello «No Variante» di Boffalora e dalla rappresentanza di base Cub dell'Università milanese. Le prime lenzuola bianche che, oltre a rendere concretamente visibile la protesta degli ambientalisti testeranno la quantità di smog presente sul territorio, hanno così iniziato a sventolare tra i balconi di quanti hanno aderito all'iniziativa. Malattie dell'apparato respiratorio e cancro ai polmoni sono le conseguenze più gravi citate dai promotori di «Cieli puliti» quale conseguenza dell'inalazione di polveri sottili e sottilissime come il Pm10 e il Pm2,5. Cosa dicono a tal proposito gli esperti? Settegiorni ha contattato l'attuale responsabile della Chirurgia Generale del Fornaroli di Magenta, il dottor Maurizio Bertoncini. All'interno del presidio, si effettuano infatti anche operazioni sui polmoni, a seguito di neoplasie. Un'equipe medica composta da radiologi e pneumologi per la diagnosi, chirurghi e oncologi per le terapie, nonché personale infermieristico tra i più preparati per l'assistenza sono a disposizione del paziente. «Sicuramente l'inquinamento atmosferico non fa bene perché il rischio di contrarre malattie respiratorie si alza. Queste possono dare avvio ad asma cronico e c'è la possibilità che lo stesso sfoci in tumori ai polmoni – ha premesso lo specialista –. Il fumo resta tuttavia il principale fattore di rischio per le neoplasie ai polmoni. Rischio che aumenta se si abita in aree urbane, nelle donne per motivi fisiologici e in base al numero si sigarette fumate. Un fumatore è 13 volte più esposto di un non fumatore a contrarre la malattia». I numeri delle possibilità di sopravvivere non sono per nulla incoraggianti. Se la malattia viene presa all'inizio, si parla del 60-70% di sopravvivenze a cinque anni. Percentuale che si riduce al 40% se la parete pleurica o i linfonodi vengono intaccati e che crolla all'1% quando la malattia è colta in fase avanzata. Gli interventi, a seconda dello stadio, vanno dall'asportazione di parte del polmone alla sua totale rimozione, così come sono previste terapie oncologiche per ridurre o tenere sotto controllo la massa tumorale prima e dopo l'intervento. «Esistono altri fattori a rischio – ha concluso Bertoncini – Tra questi i materiali come l'eternit, l'amianto e l'asbesto, nonché il radon che è un gas che si sviluppa naturalmente dal terreno e che tende a stagnarsi negli ambienti chiusi come case e uffici. Per tale motivo è salutare areare spesso i luoghi in cui si soggiorna».


13 febbraio 2009 - Il Giornale

Casa Action occupa la sede Anci. Visconti: «Basta con le illegalità»

Alcuni movimenti di lotta per la casa, tra cui Action e i Blocchi Precari Metropolitani, hanno occupato ieri la sede dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci «una presa di posizione sul piano casa varato dal Governo, che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in housing sociale». Lo segnalano, in una nota, i movimenti per la casa. «Chiediamo - scrivono i movimenti di lotta per la casa - subito lo stanziamento di tre miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all’emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell’Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente». «I sindaci - concludono i movimenti - soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno bene che l’emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico». Polemico, invece, con la politiche di occupazione il presidente della commissione Politiche abitative del Comune Marco Visconti. «Riteniamo opportuno - dichiara - al fine di dare quel segnale di forte discontinuità col passato che tutti coloro che attendono una casa si aspettano, rendere ancor più incisive le politiche abitative. Impossibile non ricordare, infatti, le dichiarazioni ad effetto che gli ex assessori delle passate amministrazioni erano soliti fare, e la facilità con la quale annunciavano imminenti realizzazioni di alloggi mai seguite, poi, da iniziative concrete. Il nostro obiettivo invece è quello di dar corso a una rinnovata politica sulla casa e dare risposte certe ai cittadini che hanno bisogno di un’abitazione. Siamo sicuri, in questo senso, che Raffaele Marra, anche alla luce dell’ottimo lavoro svolto sulle graduatorie di assegnazione, saprà farsi portavoce, come delegato all’Anci del sindaco, delle istanze e delle richieste dei cittadini in attesa di una casa».


13 febbraio 2009 - Gazzetta del Sud

Per i nodi cargo di Cosenza e Lamezia protestano gli imprenditori

Lamezia Terme - Dal 18 febbraio sembrerà più facile andare sulla luna, piuttosto che mettersi in treno o in macchina per arrivare a Villa S. Giovanni e magari proseguire sullo Stretto alla volta di Canicatti o di Messina. A partire da questa data infatti il Gruppo Fs "interromperà ogni collegamento tra le stazioni di Mileto e Vibo Pizzo per poter consolidare e rimettere in sicurezza la galleria Francica". Un intervento non semplice che obbligherà, per almeno tre mesi, a deviare il traffico ferroviario a lunga percorrenza da e per la Sicilia e Reggio sulla linea a binario unico "Eccellente - Rosarno , via Tropea". Per non interrompere il servizio ferroviario questa è l'unica alternativa possibile , ma trattandosi di una tratta marginale che al momento sopporta il passaggio di 25 treni al giorno, è impossibile immaginare, al di là dei lavori di adeguamento che Rfi ha già iniziato, una immutata offerta di trasporto da parte delle ferrovie (100 treni). Una nota ufficiale parla di un programma straordinario che Regione e Fs stanno mettendo a punto per limitare i disagi dei passeggeri e per continuare a garantire l'intera offerta dei treni notturni (Espressi ed Intercity Notte) per Reggio Calabria e Sicilia, e degli Intercity della relazione Roma-Sicilia, anche se con tempi di percorrenza dilatati dalla deviazione. Un piano che non escluderebbe trasbordi su treni regionali per raggiungere gli intercity notte e gli espressi formati, nell'emergenza, direttamente a Lamezia. Nei prossimi giorni se ne saprà di più, ma intanto con una lettera al Prefetto di Reggio Calabria e alle autorità regionali e provinciali, il Sindacato di base RDB, è già sul piede di guerra: "un trasbordo dei passeggeri su altri treni o su servizi bus sostitutivi produrrebbe gravi penalizzazioni per gli utenti. Interrompere il viaggio dei treni a lunga percorrenza non serve" e richiamandosi al Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del 2001 il sindacato sostiene che "per i tronchi ferroviari a semplice binario, la potenzialità è di circa 80 treni/giorno, sufficiente dunque ad accogliere l'attuale traffico della rete suddiviso fra circa 50 treni viaggiatori giornalieri e circa 15 treni merci in entrambe le direzioni". Al ministero ieri, voci in libertà, dicevano che per non appesantire la tenuta della linea via Tropea i treni merci potrebbero passare dalla ionica per rientrare sul tracciato tirrenico o da Catanzaro lido su Lamezia o da Sibari verso Cosenza e quindi Paola. Ed è a proposito dei due nodi cargo di Lamezia e Cosenza, ritenuti da Fs inutili al punto da cancellarli dal catalogo 2009, che ieri si sono scatenate le proteste di amministratori locali e parlamentari. Una protesta sostanzialmente monocorde. Per il presidente di Assindustria di Catanzaro Giuseppe Speziali, "la chiusura di Lamezia per il 2009 diventa una pesante restrizione che determina per la provincia di Catanzaro la definitiva scomparsa del trasporto merci su rotaia, con conseguente disagio per le imprese, industriali, artigianali e commerciali, costretti a ripiegare sul trasporto gommato che è proibitivo per costi e qualità dei collegamenti". Gli ha fatto eco la Confartigianato che vede "nella decisione una penalità per le aree strategiche per lo sviluppo della regione, perché indebolisce uno snodo cruciale per la logistica ed i trasporti". Un appello a Trenitalia è arrivato anche da parte della giunta comunale di Catanzaro, su proposta del sindaco, Rosario Olivo, che nell'esclusione della stazione ferroviaria di Lamezia Terme dal "catalogo cargo" ha letto "una penalità per l'intera Calabria". Il sindaco di Lamezia Gianni Speranza invece ha deciso di non pietire, ma di rilanciare chiedendo a Fs un incontro con la dirigenza di Trenitalia "per valutare come mantenere e potenziare, anziché ridurre, il traffico merci su Lamezia e in Calabria nel suo complesso". L'on. Ida D'Ippolito (Pdl)con una lettera all'Ad Moretti e una interrogazione al ministro Matteoli ha richiamato la loro attenzione sul vero e proprio stato di paralisi delle comunicazioni fra la Calabria e il resto del Paese. Sulla stessa linea l'on. Doris Lo Moro ( Pd) che aggiunge: "Verrebbe meno così ogni prospettiva di rafforzare l'asse con Gioia Tauro, obiettivo che consideriamo prioritario e che proprio nel miglioramento della logistica nell'area centrale della Calabria ha un presupposto irrinunciabile". L'on. Maria Grazia Lagana' Fortugno ( Pd) richiamandosi invece alle notizie apparse su "Tutto Trasporti" ha chiesto al ministro di intervenire "sulla scelta aziendale operata dalle Fs che chiudendo gli scali intermedi immagina di razionalizzare il reticolo logistico che in nemmeno 10 anni ha chiuso più di 800 poli cargo". Interamente dalla parte dei lavoratori che perderebbero il posto il segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi che ha tacciato l'accaduto come " l'ennesimo vergognoso e assurdo benservito che il Governo Berlusconi riserva alla Calabria".


12 febbraio 2009 - Adnkronos

ROMA: MOVIMENTI PER LA CASA OCCUPANO SEDE ANCI
'NON USCIREMO FIN QUANDO NON INCONTREREMO PRESIDENTE'

Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - «L'Asia Rdb e i Blocchi precari metropolitani, insieme ai movimenti romani per il diritto all'abitare, questa mattina hanno occupato la sede dell'Anci in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal Governo, un piano che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in 'housing socialè. I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico». È quanto si legge in un comunicato stampa dei movimenti romani per il diritto all'abitare. «Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni - proseguono - con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilità dei mutui. Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarietà abitativa coinvolge settori sociali sempre più ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere». «Chiediamo subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative - concludono i movimenti - e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente».

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ROMA: MOVIMENTI PER LA CASA OTTENGONO INCONTRO CON ANCI

Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - I movimenti romani per il diritto all'abitare, Asia Rdb e Blocchi Precari Metropolitani, che questa mattina avevano occupato la sede dell'Anci a Roma, hanno ottenuto un incontro con l'Anci, fissato per il 25 febbraio. "Si e' appena conclusa l'occupazione della sede dell'Anci - si legge in un comunicato stampa - dopo che una delegazione dei movimenti romani per il diritto all'abitare e' stata ricevuta dal sindaco di Biella, in rappresentanza dell'Associazione nazionale dei comuni italiani". "I movimenti - prosegue - hanno avanzato la richiesta di uno stanziamento immediato di 3 miliardi di euro annui da destinare alle politiche abitative e hanno chiesto che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto una volta tornato agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Il sindaco di Biella ha fatto presente che sul tema casa i rapporti tra l'Anci e il governo non sono idilliaci. I movimenti per il diritto alla casa hanno strappato un incontro con Tricarico, responsabile per le politiche abitative dell'Anci, nonche' assessore alla Casa del comune di Torino, fissato per il 25 febbraio. Hanno chiesto inoltre che in quell'occasione sia presente un rappresentante romano dell'Anci". "E' importante che all'incontro del 25 febbraio sia presente il Comune di Roma - dice Paolo Di Vetta di Asia Rdb - al quale chiediamo di occuparsi seriamente delle politiche abitative. Invece di limitarsi solo a verificare i requisiti delle persone in graduatoria, l'assessorato alla Casa inizi a comunicare contestualmente anche quanti sono gli alloggi disponibili".

ROMA: ANCI, NON CONDIVIDIAMO FORME DELLA PROTESTA
DEI MOVIMENTI PER LA CASA
OGGI È STATA RICEVUTA UNA DELEGAZIONE MANIFESTANTI,
PROSSIMA SETTIMANA NUOVO INCONTRO

Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - «Pur comprendendo le ragioni e i contenuti della protesta, l'Anci non può condividere le forme nelle quali essa si è manifestata». Lo fa sapere l'Anci commentando l'occupazione della sede dell'associazione, questa mattina, da parte dell'Asia Rdb, Blocchi precari metropolitani e movimenti romani per il diritto all'abitare per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal Governo. «L'Associazione ha fatto presente alla delegazione di manifestanti, che ha comunque incontrato, tutte le iniziative che essa, in nome e per conto dei Comuni italiani, ha portato avanti sul tema dell'emergenza abitativa - sottolinea l'Anci - Tra queste, la proposta del 'Piano Casa dei Comunì; le reiterate richieste, rivolte ai Governi che si sono succeduti, di procedere alla liquidazione dei finanziamenti destinati ai Comuni ad alta tensione abitativa del Decreto Martinat (99 mln di euro) del marzo 2006; il ripristino dei 550 milioni di euro del Piano Straordinario di edilizia pubblica previsti nel dl 159/07». L'Anci ha infine «assicurato la disponibilità dell'assessore Roberto Tricarico, Presidente della Consulta Casa dell'Associazione, ad un successivo incontro che si terrà la settimana prossima, presso la sede Anci, con una delegazione dei manifestanti».

LAVORO: PRECARI ISPRA, USI RDB INCONTRA ASSESSORE COMUNE ROMA

Roma, 12 feb. (Adnkronos) - Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto Superiore della Ricerca Ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-RdB Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni. Ne riferisce Claudio Argentini, della Segreteria nazionale USI-RdB Ricerca: "L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo. L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la citta' di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese". "Bordoni - continua l'esponente sindacale - si e' impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiedera' all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sara' un'azione piu' generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema". "La lotta sara' dura, anche perche' solo USI-RdB sta sostenendo le mobilitazioni dei precari - precisa Argentini - ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte", conclude il dirigente Usi RdB Ricerca.

SANITÀ: RDB-CUB, OSPEDALE 'ANGELUCCI' SUBIACO OCCUPATO A OLTRANZA
'INIZIATIVA INTRAPRESA CONTRO IL COSTANTE SMANTELLAMENTO DELLA STRUTTURA'

Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell'Aniene, insieme alla Rdb-Cub della Asl Rm/G ed i Sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la direzione sanitaria dell'ospedale Angelucci di Subiaco. «L'iniziativa è stata intrapresa - si legge in una nota - contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e Governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio che fa riferimento alla struttura». «I cittadini della Valle dell'Aniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla Rdb-Cub, e numerosi incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l'occupazione - si legge nella nota - Per questo hanno portato con sè dei materassi all'interno della direzione. La Rdb-Cub insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di Ospedale Montano, l'immediata attivazione della Tac, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell'ortopedia. Chiedono inoltre l'immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl Rm/G, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale».

SANITÀ: LUZZI (PDL) SU OSPEDALE SUBIACO,
LAZIO VARI LEGGE DISTRETTI MONTANI
IL CONSIGLIERE HA PORTATO SUA SOLIDARIETÀ A OCCUPANTI

Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - «Ho voluto portare la mia solidarietà ai manifestanti e partecipare all'occupazione per far valere il diritto sacrosanto di garantire la salute di tutti i cittadini. Chiediamo con forza che vengano riaperti e riconsegnati ai cittadini della Valle dell'Aniene i reparti chiusi, che vengano riattivati tutti quei servizi fondamentali per fornire un'assistenza sanitaria degna di tale nome e che a Subiaco continuino a nascere i bambini». Lo ha detto il consigliere regionale e componente della Commissione Sanità del Lazio, Tommaso Luzzi (pdl), in merito all'occupazione dell'ospedale 'Angelucciì di Subiaco (Roma) promossa dal comitato spontaneo Pegasus (comitato dei giovani del Pdl in difesa dell'ospedale), dal Tribunale per i diritti del malato e dall'organizzazione sindacale Rdb (sindacato di Base e Indipendente). I manifestanti chiedono «la riapertura immediata del reparto di pediatria-ostetricia, l'installazione della Tac e il potenziamento del reparto di ortopedia. L'occupazione della direzione sanitaria del presidio sarà ad oltranza finchè non saranno risolti i problemi in questione». Hanno aderito alla protesta il sindaco di Subiaco e tre assessori comunali tra cui l'assessore alla Sanità Ivan Petrini. Oltre a Luzzi, hanno inoltre portato la propria solidarietà il consigliere regionale del Lazio Francesco Lollobrigida ed il deputato Francesco Proietti Cosimi. Tutti hanno ribadito «l'urgenza di risolvere i problemi oggetto della protesta e di accelerare l'iter per la trasformazione dell'ospedale Angelucci in ospedale montano». «Chiederò al presidente della Commissione Sanità, Luigi Canali, - continua Luzzi - di portare martedì in Commissione il nuovo testo di legge che disciplina i distretti sanitari montani, testo che, tra l'altro, ho sottoposto all'attenzione del presidente del Tribunale per i diritti del Malato, Antonio Lollobrigida, e all'assessore alla Sanità di Subiaco, Ivan Petrini. Questo per far sì che mercoledì, nella seduta del Consiglio Regionale, al primo punto dell'ordine del giorno ci sia l'approvazione di questa importante legge. Se ciò non dovesse accadere - ha concluso - chiederò ai sindaci ed ai cittadini della Valle dell'Aniene di trasferire la protesta in Consiglio Regionale perchè siamo stanchi di esser presi in giro da un giunta che per quattro anni è stata soltanto in grado di fare promesse senza riuscire a mantenerne neanche una».

LAVORO: PRECARI ISPRA, USI RDB INCONTRA ASSESSORE COMUNE ROMA
BORDONI APRE IL MONITORAGGIO
DELLO STATO OCCUPAZIONALE ENTI RICERCA

ROMA Roma, 12 feb. (Adnkronos) - Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto Superiore della Ricerca Ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-RdB Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni. Ne riferisce Claudio Argentini, della Segreteria nazionale USI-RdB Ricerca: «L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo. L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la città di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese». «Bordoni - continua l'esponente sindacale - si è impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiederà all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sarà un'azione più generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema». «La lotta sarà dura, anche perchè solo USI-RdB sta sostenendo le mobilitazioni dei precari - precisa Argentini - ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte», conclude il dirigente Usi RdB Ricerca.


12 febbraio 2009 - Dire

CASA. OCCUPANTI ANCI: OPZIONARE PATRIMONIO CARTOLARIZZATO
"SINDACI NON POSSONO TACERE DI FRONTE A EMERGENZA ABITATIVA"

(DIRE) Roma, 12 feb. - "Questa mattina l'Asia-Rdb e i Blocchi precari metropolitani, insieme ai movimenti romani per il diritto all'abitare, hanno occupato la sede dell'Anci in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal Governo, un piano che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in 'housing sociale'". E' quanto rende noto un comunicato degli stessi promotori della protesta, che spiegano: "I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si puo' affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilita' dei mutui". "Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarieta' abitativa coinvolge settori sociali sempre piu' ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere- sottolinea il comunicato- Chiediamo subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornera' agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verra' accordato un incontro con il presidente".

CASA. OCCUPANTI ANCI: OPZIONARE PATRIMONIO CARTOLARIZZATO
"SINDACI NON POSSONO TACERE DI FRONTE A EMERGENZA ABITATIVA"

(DIRE) Roma, 12 feb. - "Questa mattina l'Asia-Rdb e i Blocchi precari metropolitani, insieme ai movimenti romani per il diritto all'abitare, hanno occupato la sede dell'Anci in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal governo, un piano che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in 'housing sociale'". E' quanto rende noto un comunicato degli stessi promotori della protesta, che spiegano: "I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si puo' affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilita' dei mutui". "Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarieta' abitativa coinvolge settori sociali sempre piu' ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere- sottolinea il comunicato- Chiediamo subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornera' agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verra' accordato un incontro con il presidente".

CASA. ASIA-RDB: CONCLUSA OCCUPAZIONE ANCI, INCONTRO IL 25/2
"CAMPIDOGLIO NON VERIFICHI SOLO REQUISITI GRADUATORIE"

(DIRE) Roma, 12 feb. - "Si e' appena conclusa l'occupazione della sede dell'Anci, dopo che una delegazione dei movimenti romani per il diritto all'abitare e' stata ricevuta dal sindaco di Biella, in rappresentanza dell'Associazione nazionale dei comuni italiani". Lo fa sapere una nota una nota dell'Asia-Rdb, che precisa: "I movimenti hanno avanzato la richiesta di uno stanziamento immediato di 3 miliardi di euro annui da destinare alle politiche abitative e hanno chiesto che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto una volta tornato agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Il sindaco di Biella ha fatto presente che sul tema casa i rapporti tra l'Anci e il governo non sono idilliaci". Quindi, fa sapere ancora il comunicato, "i movimenti per il diritto alla casa hanno strappato un incontro con Tricarico, responsabile per le politiche abitative dell'Anci nonche' assessore alla Casa del comune di Torino, fissato per il 25 febbraio. Hanno chiesto inoltre che in quell'occasione sia presente un rappresentante romano dell'Anci". Per Paolo Di Vetta dell'Asia-Rdb "e' importante che all'incontro del 25 febbraio sia presente il Comune di Roma, al quale chiediamo di occuparsi seriamente delle politiche abitative. Invece di limitarsi solo a verificare i requisiti delle persone in graduatoria, l'assessorato alla Casa inizi a comunicare contestualmente anche quanti sono gli alloggi disponibili".

SANITA'. RDB-CUB: OCCUPATA DIREZIONE DELL'OSPEDALE SUBIACO

(DIRE) Roma, 12 feb. - "Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell'Aniene, insieme alla Rdb-Cub della Asl RmG e i sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la direzione sanitaria dell'ospedale Angelucci di Subiaco". Lo fa sapere una nota della Rdb-Cub, che prosegue: "L'iniziativa e' stata intrapresa contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessita' assistenziali del vasto territorio di cui la struttura e' riferimento". "I cittadini della Valle dell'Aniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla Rdd-Cub, dopo incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l'occupazione- spiega la nota- A questo fine hanno portato con se' dei materassi all'interno della direzione". "La Rdb-Cub insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di 'ospedale montano', l'immediata attivazione della Tac, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell'ortopedia. Si chiede inoltre- conclude la nota- l'immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl RmG, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale".

RICERCA. PRECARI ISPRA, USI-RDB INCONTRA ASSESSORE BORDONI
"MONITORAGGIO STATO OCCUPAZIONALE ENTI PRESENTI A ROMA"

(DIRE) Roma, 12 feb. - "Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto Superiore della Ricerca Ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-Rdb Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni". Lo fa sapere una nota sindacale. "L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo- spiega Claudio Argentini, della Segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca- L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la citta' di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese". "Bordoni- continua l'esponente sindacale- si e' impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiedera' all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sara' un'azione piu' generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema. La lotta sara' dura, anche perche' solo Usi-Rdb sta sostenendo le mobilitazioni dei precari- precisa Argentini- ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte".


12 febbraio 2009 - Omniroma

LODO ALFANO, RDB-CUB: «PIANI MINISTRO NON INCLUDONO LAVORATORI»

(OMNIROMA) Roma, 12 feb - «Si è svolto ieri il previsto incontro delle organizzazioni sindacali con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Nel corso dell'incontro è stato reso noto che il progetto di riforma della Giustizia sul quale il Ministero ha lavorato in questi mesi riguarda la modifica della Costituzione, dei codici Penale e Civile e la nuova edilizia carceraria. Tale progetto non include problemi come la riqualificazione del personale, i tagli alle piante organiche, gli uffici al collasso ed i trasferimenti bloccati, problemi che vengono rimandati ad un successivo incontro». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Nel suo intervento la RdB P.I - prosegue la nota - ha ribadito che la situazione in cui versano i circa 40 mila lavoratori degli uffici giudiziari è ormai divenuta insostenibile ed ha proposto al Ministro di intervenire sui tagli del 10% della spesa chiedendo una deroga alla legge 133, che ha ridotto ulteriormente le piante organiche e bloccato gli interpelli. La RdB P.I. ha poi domandato come si intenda portare a termine il 'Processo Telematicò, tanto pubblicizzato in ogni occasione mediatica, quando allo stato attuale gli uffici hanno in dotazione computer obsoleti e solo un terzo dei dipendenti ha un indirizzo di posta elettronica senza alcuna certificazione. Inoltre è stato posto al Ministro il problema dell'impatto sui lavoratori delle riforme che si appresta a varare, come l'ampliamento delle competenza dei Giudici di Pace in materia civile e penale ed in materia di sicurezza sulle norme che riguardano gli extra comunitari. Alfano non ha speso una sola parola di comprensione riguardo all'episodio rappresentatogli, che ha visto una lavoratrice del Tribunale di Roma colpita violentemente in volto perché intervenuta ad impedire la sottrazione di atti in un fascicolo da parte di un utente. Il Ministro non si è parimenti espresso sull'attacco portato ai lavoratori dal Primo presidente della Corte di Cassazione nella sua relazione inaugurale dell'Anno Giudiziario. In assenza dunque di risposte concrete sulle problematiche poste, la RdB P.I. conferma lo stato di agitazione del personale, che a partire dal giorno 23 febbraio inizierà una protesta basata sul rispetto delle norme e delle procedure previste dal Codice e dalla Privacy, consapevole che questa applicazione delle mansioni avrà pesanti ripercussioni sul servizio e sulla cittadinanza».

OCCUPAZIONE ANCI, ASIA RDB: «MOVIMENTI STRAPPANO INCONTRO»

(OMNIROMA) Roma, 12 feb - Si è appena conclusa l'occupazione della sede dell'Anci, dopo che una delegazione dei movimenti romani per il diritto all'abitare è stata ricevuta dal sindaco di Biella, in rappresentanza dell'Associazione nazionale dei comuni italiani. I movimenti hanno avanzato la richiesta di uno stanziamento immediato di 3 miliardi di euro annui da destinare alle politiche abitative e hanno chiesto che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto una volta tornato agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Il sindaco di Biella ha fatto presente che sul tema casa i rapporti tra l'Anci e il governo non sono idilliaci. I movimenti per il diritto alla casa hanno strappato un incontro con Tricarico - responsabile per le politiche abitative dell'Anci, nonché assessore alla Casa del comune di Torino, fissato per il 25 febbraio. Hanno chiesto inoltre che in quell'occasione sia presente un rappresentante romano dell'Anci«. Lo comunica, in una nota, Asia Rdb. Paolo Di Vetta di AS.I.A RdB ha dichiarato: »L'importante che all'incontro del 25 febbraio sia presente il Comune di Roma, al quale chiediamo di occuparsi seriamente delle politiche abitative. Invece di limitarsi solo a verificare i requisiti delle persone in graduatoria, l'assessorato alla Casa inizi a comunicare contestualmente anche quanti sono gli alloggi disponibilità«.

CASA, ACTION OCCUPA SEDE ANCI IN VIA DEI PREFETTI

(OMNIROMA) Roma, 12 feb - È stata occupata pochi minuti fa la sede dell'Anci di via dei Prefetti da un gruppo di attivisti di Action, coordinamento cittadino di Lotta per la casa, e Blocchi precari metropolitani. I manifestanti chiedono la progettazione di un piano-casa accusando i rappresentanti dell'associazione dei comuni di avere ideato soltanto l'ousing sociale. «I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico - si legge in un comunicato di Asia Rdb e Blocchii precari Metropolitani - Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilità dei mutui. Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarietà abitativa coinvolge settori sociali sempre più ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere». «Chiediamo subito - conclude la nota - lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente».

SUBIACO, RDB-CUB: «OCCUPATA DIREZIONE SANITARIA OSPEDALE»

(OMNIROMA) Roma, 12 feb - «Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell'Aniene, insieme alla Rdb-Cub della Asl RmG ed i sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la direzione sanitaria dell'ospedale Angelucci di Subiaco. L'iniziativa è stata intrapresa contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio di cui la struttura è riferimento». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «I cittadini della Valle dell'Aniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla RdB-CUB - prosegue la nota - dopo incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l'occupazione. A questo fine hanno portato con sé dei materassi all'interno della direzione. La Rdb-Cub insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di Ospedale Montano, l'immediata attivazione della TAC, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell'ortopedia. Si chiede inoltre l'immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl RmG, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale».

ISPRA, RDB-CUB:«BORDONI SI È IMPEGNATO PER 28 LICENZIATI ROMANI»

(OMNIROMA) Roma, 12 feb - «Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto superiore della Ricerca ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-Rdb Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni. L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo. L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la città di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese». Lo dichiara, in una nota, Claudio Argentini, della segreteria nazionale USI-RdB Ricerca. «Bordoni - continua l'esponente sindacale - si è impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiederà all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sarà un'azione più generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema». «La lotta sarà dura, anche perché solo USI-RdB sta sostenendo le mobilitazioni dei precari - precisa Argentini - ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte».


12 febbraio 2009 - Apcom

Subiaco, occupata direzione sanitaria ospedale Angelucci
Cittadini, sindaci e sindacati "contro lo smantellamento"

Roma, 12 feb. (Apcom) - Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell'Aniene, insieme alla RdB-CUB della Asl Rm/G ed i sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la Direzione Sanitaria dell'Ospedale Angelucci di Subiaco. L'iniziativa è stata intrapresa "contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio di cui la struttura è riferimento". "I cittadini della Valle dell'Aniene - spiega RdB-CUB, dopo incontri in Regione - stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l'occupazione. A questo fine hanno portato con sé dei materassi all'interno della Direzione". "La RdB-CUB insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di ospedale Montano, l'immediata attivazione della TAC, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell'ortopedia: si chiede inoltre l'immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl Rm/G, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale".


12 febbraio 2009 - Ansa

ALITALIA: FIUMICINO;PRESIDIO CASSINTEGRATI USCITA AUTOSTRADA

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 12 FEB - Si sono spostati in corteo sino all'uscita dell'autostrada Roma-Fiumicino, per rallentare la viabilità in entrata all'aeroporto, i cassaintegrati e precari di Alitalia che per oltre due ore hanno presidiato gli uffici dell'amministrazione di Alitalia. «Stiamo aspettando che si presenti il Direttore delle Risorse Umane - spiega un cassaintegrato - vogliamo dei chiarimenti». «Io e mio marito siamo entrambi in cassa integrazione - ha detto una dipendente - da dicembre non percepiamo un euro. Pare che Fantozzi non abbia ancora mandato le liste all'Inps, che è pronta a pagare, ma se non ha i nominativi a chi manda gli emolumenti?. È tutto bloccato». «Finora abbiamo percepito solo 32 euro che ci ha mandato l'Inps per un giorno di cassa integrazione di ottobre- aggiunge una collega - Ad oggi non hanno ancora mandato le liste dei cassaintegrati all'Inps. Fantozzi dice di averlo fatto ma non è vero: se esistono, vogliamo vedere le liste, perchè l'Inps dice di non averle ricevute». «Non è chiaro perchè il meccanismo si sia inceppato - riferisce la Cub Trasporti - cassaintegrati e precari del Gruppo Alitalia fino ad oggi non hanno avuto neanche un euro di stipendio/integrazione. Ritarda la consegna all'Inps dei nominativi dei cassaintegrati».

CASA: ACTION OCCUPA SEDE ANCI A ROMA, STANZIARE SUBITO 3 MLD

(ANSA) - ROMA, 12 FEB - Alcuni movimenti di lotta per la casa, l'Asia Rdb e i Blocchi Precari Metropolitani, hanno occupato a Roma la sede dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci «una presa di posizione sul piano casa varato dal Governo, che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in 'housing socialè». Lo segnalano, in una nota, i movimenti per la casa. «Chiediamo - scrivono i movimenti di lotta per la casa - subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente». «I sindaci - concludono i movimenti - soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilità dei mutui».


12 febbraio 2009 - Iris

LAZIO: SANITA', OCCUPATA DIREZIONE SANITARIA OSPEDALE ANGELUCCI DI SUBIACO

(IRIS) - ROMA, 12 FEB – Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell’Aniene, insieme alla RdB-CUB della Asl Rm/G ed i Sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la Direzione Sanitaria dell’Ospedale Angelucci di Subiaco. L’iniziativa è stata intrapresa contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio di cui la struttura è riferimento. I cittadini della Valle dell’Aniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla RdB-CUB, dopo incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l’occupazione. A questo fine hanno portato con sé dei materassi all’interno della Direzione. La RdB-CUB insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di Ospedale Montano, l’immediata attivazione della TAC, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell’ortopedia. Si chiede inoltre l’immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl Rm/G, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale.


12 febbraio 2009 - Il Velino

Subiaco, occupata direzione ospedale: stop a smantellamento

Roma, 12 feb (Velino) - Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell’Aniene, insieme alla RdB-CUB della Asl Rm/G ed i sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, hanno occupato la direzione Sanitaria dell’Ospedale Angelucci di Subiaco. L’iniziativa è stata intrapresa contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio di cui la struttura è riferimento. I cittadini della Valle dell’Aniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla RdB-CUB, dopo incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l’occupazione. A questo fine hanno portato con sé dei materassi all’interno della Direzione.
La RdB-CUB insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di Ospedale Montano, l’immediata attivazione della Tac, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell’ortopedia. Si chiede inoltre l’immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl Rm/G, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale.


12 febbraio 2009 - AMI

ALITALIA
Cassaintegrati e precari bloccano la Roma-Fiumicino
Protesta per la mancata erogazione della cassa integrazione

Stamattina circa 200 lavoratori dell'Alitalia, dipendenti in cassantegrazione e precari, hanno occupato gli uffici dell'Alitalia presso l'aereoporto di Fiumicino. Le ragioni della protesta sono da ricercare, come hanno detto esponenti del sindacato Sdl, nella mancata erogazione della cassa integrazione. Ora i lavoratori si sono diretti verso l'autostrada Roma-Fiumicino rallentando la circolazione.
Circa 200 dipendenti Alitalia tra cassintegrati e precari, hanno occupato stamane, all'aeroporto di Fiumicino, gli uffici dell'amministrazione dell'Alitalia nella palazzina RPU. «Ci sono grandi ritardi di Alitalia nel fornire le liste dei cassintegrati all'Inps e al fondo speciale di sostegno - spiega Cesare Albanese dell'Sdl - circostanza che sta provocando la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre. A loro volta i precari chiedono certezze sul futuro e si lamentano, perchè Alitalia non fornisce i documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione». «Non percepiamo un euro da 3 mesi - aggiunge un cassintegrato - pretendiamo di avere i soldi sul nostro conto corrente, è un nostro diritto. Oltre ad essere stati licenziati, adesso non ci pagano neppure. Il balletto delle responsabilità fra la nuova Alitalia, commissario e Inps non ci interessa: è una questione burocratica, la risolvano. E non la rimandino di settimana in settimana. Vogliamo chiedere oggi ai quando prenderemo i soldi, altrimenti da qui non ce ne andiamo».
Poi però i lavoratori si sono spostati in corteo sino all'uscita dell'autostrada Roma-Fiumicino, per rallentare la viabilità in entrata all'aeroporto. «Stiamo aspettando che si presenti il Direttore delle Risorse Umane - spiega un cassaintegrato - vogliamo dei chiarimenti». «Io e mio marito siamo entrambi in cassa integrazione - ha detto una dipendente - da dicembre non percepiamo un euro. Pare che Fantozzi non abbia ancora mandato le liste all'Inps, che è pronta a pagare, ma se non ha i nominativi a chi manda gli emolumenti?. È tutto bloccato». «Finora abbiamo percepito solo 32 euro che ci ha mandato l'Inps per un giorno di cassa integrazione di ottobre- aggiunge una collega - Ad oggi non hanno ancora mandato le liste dei cassaintegrati all'Inps. Fantozzi dice di averlo fatto ma non è vero: se esistono, vogliamo vedere le liste, perchè l'Inps dice di non averle ricevute». «Non è chiaro perchè il meccanismo si sia inceppato - riferisce la Cub Trasporti - cassaintegrati e precari del Gruppo Alitalia fino ad oggi non hanno avuto neanche un euro di stipendio/integrazione. Ritarda la consegna all'Inps dei nominativi dei cassaintegrati».
Per via della protesta decine di passeggeri si stanno incamminando, con le valige al seguito, dall'autostrada Roma-Fiumicino bloccata all'improvviso, infatti il blocco, all'altezza della parte terminale dell'autostrada, ha creato un tappo ad auto e pullman incolonnati in una lunga fila. Di conseguenza, per non perdere il proprio volo, molti passeggeri hanno deciso di scendere da veicoli e taxi ed incamminarsi verso le aerostazioni che distano circa un chilometro.


12 febbraio 2009 - Roma Uno

Fiumicino manifestano i cassintegrati

Guarda il servizio: clicca qui


12 febbraio 2009 - Liberaroma

I MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE OCCUPANO LA SEDE DELL’ANCI

Questa mattina la rete dei Movimenti per il Diritto all’Abitare ha occupato la sede dell’ANCI, per far si che i comuni si sveglino e si pongano contro il piano casa del governo che non prevede fondi pubblici per l’emergenza abitativa. Segue il testo del volantino distribuito.
CARI SINDACI, CHI TACE ACCONSENTE
C’è un metodo consolidato in campo edilizio: si chiede il permesso di costruire, si aspetta un mese e se non ci sono risposte negative, si iniziano i lavori. Una cosa simile sta avvenendo con il Piano casa nazionale, già votato in Senato. Il "piano" non prevede finanziamenti pubblici e punta tutto sul capitale privato per realizzare alloggi in "housing sociale". I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l’emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l’insostenibilità dei mutui. Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarietà abitativa coinvolge settori sociali sempre più ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere, pardon "valorizzare", patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere! Si avvalgono proprio della prerogativa del silenzio-assenso tanto in voga negli uffici tecnici di tante amministrazioni locali. Un meccanismo che spesso ha premiato la speculazione e la rendita, il consumo di suolo e l’abusivismo edilizio. Il sindaco Alemanno ha sostituito Veltroni in Campidoglio promettendo una nuova stagione per il diritto alla casa e la lotta alla rendita, ma rimane in silenzio davanti a questo Piano casa nazionale. E gli altri sindaci, non hanno niente da dire? Riteniamo urgentissima una presa di posizione dell’Anci in merito alle politiche abitative nazionali. Dopo le prese di posizione delle Regioni sui 550 milioni di euro sottratti all’edilizia sociale, ci aspettiamo altrettanta decisione da parte dei sindaci nel reclamare le risorse necessarie per dare risposte credibili all’emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell’Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente, al quale vogliamo rappresentare le preoccupazioni di milioni di uomini e donne in forte sofferenza alloggiativa. Compresi quelle giovani e quei giovani precari che appaiono come destinatari dei piani di "housing sociale" ma che non potranno mai permetterselo. C’è un dato sul quale vale la pena soffermarsi. A Roma si vorrebbe regalare altro terreno agricolo a chi vuole costruire sfruttando l’emergenza abitativa e minacciando il licenziamento di migliaia di lavoratori edili. Si dice che per fermare la crisi bisogna puntare sulle infrastrutture e sulle costruzioni, così facendo si premiano ancora banche e rendita immobiliare. Fino a quando? Noi proponiamo il recupero del costruito, sia pubblico che privato, fermare le dismissioni e finanziamenti adeguati per una nuova stagione di edilizia residenziale pubblica. Il territorio è un "bene comune" e non può essere regalato al profitto di pochi, anche se quei pochi elargiscono oneri concessori allettanti.
Noi la crisi non la paghiamo!
I MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE
Questa mattina l’AS.I.A. RdB e i Blocchi Precari Metropolitani, insieme ai movimenti romani per il diritto all’abitare, hanno occupato la sede dell’Anci in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal Governo, un piano che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in ‘housing sociale’. I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l’emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l’insostenibilità dei mutui. Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarietà abitativa coinvolge settori sociali sempre più ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere. Chiediamo subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all’emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell’Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente.
AS.I.A. RdB Blocchi Precari Metropolitani


12 febbraio 2009 - Il Giornale.it

Alitalia, cassintegrati e precari protestano: bloccata l'autostrada

Roma - Da poco dopo le 11 all’aeroporto di Fiumicino circa 200 tra cassintegrati, precari e piloti della nuova Alitalia stanno occupando gli uffici dell’amministrazione. Al centro della protesta, ha spiegato Cesare Albanese, rappresentante dell’Sdl, "i ritardi di Alitalia nel consegnare le liste dei cassintegrati all’Inps e al Fondo speciale di sostegno. Questo causa la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre". I precari, ha aggiunto il rappresentante sindacale, "si lamentano per il fatto che la compagnia non fornisce i documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione". I manifestanti hanno chiesto un incontro con i dirigenti responsabili e hanno avvertito: "in assenza di chiarimenti, da qui non ce ne andiamo".
Presidio in autostrada Si sono spostati in corteo sino all’uscita dell’autostrada Roma-Fiumicino, per rallentare la viabilità in entrata all’aeroporto, i cassaintegrati e precari di Alitalia che per oltre due ore hanno presidiato gli uffici dell’amministrazione. "Stiamo aspettando che si presenti il direttore delle Risorse umane - spiega un cassaintegrato - vogliamo dei chiarimenti. Io e mio marito siamo entrambi in cassa integrazione - ha detto una dipendente - da dicembre non percepiamo un euro. Pare che Fantozzi non abbia ancora mandato le liste all’Inps, che è pronta a pagare, ma se non ha i nominativi a chi manda gli emolumenti?. È tutto bloccato". "Finora abbiamo percepito solo 32 euro che ci ha mandato l’Inps per un giorno di cassa integrazione di ottobre - aggiunge una collega - A oggi non hanno ancora mandato le liste dei cassaintegrati all’Inps. Fantozzi dice di averlo fatto ma non è vero: se esistono, vogliamo vedere le liste, perchè l’Inps dice di non averle ricevute". "Non è chiaro perché il meccanismo si sia inceppato - riferisce la Cub Trasporti - cassaintegrati e precari del gruppo Alitalia fino a oggi non hanno avuto neanche un euro di stipendio/integrazione. Ritarda la consegna all’Inps dei nominativi dei cassaintegrati".
Aperto un varco Per consentire il flusso dei veicoli verso l’aeroporto di Fiumicino, i manifestanti hanno lasciato libero alle 13.35 un varco viario che consente il transito verso l’area tecnica. La decisione è arrivata dopo la mediazione guidata dal direttore dello scalo, Vitaliano Turrà, al termine di una votazione ad alzata di mano, a maggioranza, tra i circa 200 cassintegrati e precari, che hanno bloccato il tratto terminale dell’autostrada Roma-Fiumicino.


12 febbraio 2009 - Il Centro

REFERENDUM
Contratto parastato No al 75 per cento dei lavoratori teatini

CHIETI - La stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici degli enti parastatali ha dato un giudizio negativo al contratto nazionale firmato da Cisl e Uil. E lo hanno fatto attraverso un referendum organizzato dalla Rdb Cub. La consultazione si è svolta l’altro ieri e secondo i dati in possesso del sindacato di base la partecipazione è stata altissima. «Pari a circa l’ottanta dei presenti» si legge in una nota, «con punte dell’85 all’Inpdap e con risultati ottimi in tutti gli altri enti (ad esempio all’Inps di Chieti ha votato il 76% dei presenti) e che ha riguardato circa 1500 dipendenti in tutta la regione Abruzzo». Analoga grande partecipazione si è avuta anche nelle altre sedi (Teramo 80,6%, L’Aquila 72%, Sulmona 78% ecc.).
La stragrande maggioranza dei votanti, circa il 75% complessivamente, ha espresso una valutazione negativa sul contratto che, prendendo, per esempio, una qualifica C3 (quindi medio alta), prevede questi aumenti netti: a) anno 2008, 6,7 euro netti al mese; anno 2009, 54,2 euro, anno 2010, 6,04 euro e senza alcun recupero dei fondi per la contrattazione integrativa tagliati dalla legge 133/2008 (ex decreto Brunetta).
«Con questa altissima partecipazione», continuano le rappresetanze unitarie di base, «le lavoratrici ed i lavoratori del parastato hanno inteso mandare un forte segnale di dissenso verso l’operato oltre che del governo anche di Cisl e Uil soprattutto in vista dell’apertura della contrattazione integrativa negli enti interessati (Inps, Inpdap, Inail, Aci - Pra ecc) che disciplinerà i contenuti del contratto nazionale. La RdB Cub», conclude la nota, «intende rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le lavoratrici ed ai lavoratori che, benché invitati (per usare un termine cortese) a non partecipare al Referendum hanno invece deciso di partecipare in massa esprimendo chiaramente il loro dissenso».


12 febbraio 2009 - Il Gazzettino

TESSERA
Stipendio "a rate" per quaranta addetti alle pulizie degli aerei

Venezia - Ci sono quaranta lavoratori che operano all’aeroporto Marco Polo di Tessera, che ricevono gli stipendi a rate. Lo denuncia la Cub, il sindacato autonomo, citando il caso della ditta Giacchieri che si occupa delle pulizie degli aerei, non solo a Venezia, ma anche a Bologna, a Roma e in altre aziende in Italia, e che ha sostituito il consorzio tra Doro Group e Gesticoop alla fine del 2007. Questi lavoratori avevano avuto problemi in occasione del passaggio di consegne tra le imprese, perché per un periodo erano stati lasciati fuori dell’aeroporto, visto che la Giacchieri inizialmente non li aveva riassunti e avanzavano soldi. Ora per colpa della crisi e del fatto che gli handler (i gestori dei servizi a terra come i bagagli o il check in) non pagano regolarmente, la Giacchieri ha comunicato ai lavoratori «confidando nella loro comprensione» che alla scadenza naturale pagherà il 50% dello stipendio, mentre il saldo lo consegnerà il prossimo 20 febbraio. La Cub sostiene che «20 mila euro complessivi non possono pesare così tanto su un’azienda che opera in tutta Italia. È un uso strumentale dei lavoratori che hanno la sola colpa di prestare la loro opera in un aeroporto dove qualcuno ottiene premi di milioni di euro, mentre magari sorvola o è poco attento nei riguardi di tale situazione di precarietà che si trovano a vivere. È irresponsabile e cinico questo comportamento - dice Giampietro Antonini, della Cub Trasporti - gioca sulla vita di 40 lavoratori che qualcuno pensa di usare».


12 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza

SINDACATI. I Cub
«Ftv, non si rivota. La Cisl prenda atto»

Vicenza - Cub Trasporti, rappresentanto da Germano Raniero, ha inviato una nota sulle elezioni alle Ftv. «Il 2 e 3 febbraio il 61% dei dipendenti delle FTV ha eletto i rappresentanti sindacali interni, Rsu - si legge - Nessuno ha il diritto e il potere di delegittimare questa votazione; questa è la delegazione sindacale con cui l'azienda deve trattare. Troviamo strumentale e provocatorio da parte di Cisl chiedere di andare a rivotare, invalidando la volontà della netta maggioranza dei lavoratori dopo che a fronte di legittime votazioni la Fit Cisl non ha voluto presentare una propria lista. Conta chi ha più iscritti e chi prende più voti, si è deciso, come indicato preventoriamente dal Collegio dei Garanti presso l 'Ufficio provinciale del Lavoro, di andare entro la metà di febbraio alle elezioni Rsu. La Cisl accetti il verdetto».


12 febbraio 2009 - Sanremo news

Stato di agitazione per i lavoratori alta tensione Enel
Stato di agitazione anche in provincia di Imperia per i lavoratori dell'alta tensione dell'Enel
di Carlo Alessi

"E' in corso una ristrutturazione - scrive il sindacato Cobas-Rdb - che prevede l'integrazione dei lavoratori dell'alta tensione con i colleghi della media e bassa tensione che determinerà notevoli problemi di sicurezza. In questo reparto gli infortuni sono pochi ma purtroppo quasi tutti gravi e mortali nonchè una diminuzione di attività di manutenzione che finora avevano mantenuto un servizio efficiente". Domani è prevista a genova una movimentata assemblea sindacale con Cgil, Cisl e Uil che sembrano d'accordo sulla ristrutturazione a cui seguirà un altra assemblea con i comitati di base Cobas e i rappresentanti di base Rdb-Cub chiamati dai lavoratori a rappresentarli.


12 febbraio 2009 - Il Cittadino

La Confederazione di base, Pcl e Rsu propongono proteste più radicali
Lever, si alza il tono dello scontro: si va verso uno sciopero generale

Casale - Unilever e crisi occupazionale del territorio, si alzano le richieste di scontro e le proposte di mobilitazione in attesa dell'incontro di oggi pomeriggio in Assolodi.
Da sinistra Partito Comunista dei Lavoratori e Confederazione unitaria di base hanno iniziato ieri la diffusione di un volantino in cui chiedono l'occupazione della fabbrica, la formazione di un comitato di lotta, blocchi e scioperi. Un presidio è previsto per il pomeriggio di sabato prossimo, in piazza del Popolo a Casalpusterlengo. «L'incontro di oggi sarà l'ennesimo buco nell'acqua, perché l'azienda non vuole trattare - dice Vittorio Susani del Cub, la Confederazione unitaria di base - .Spero che i rappresentanti dei lavoratori abbandonino la linea morbida, che non ha prodotto risultati, e aprano a un controllo democratico della trattativa. I lavoratori devono attuare un blocco ai cancelli non per poche ore, ma per uno o due giorni di fila, andando ad occupare la fabbrica e battendosi per salvare tutti i posti di lavoro».
L'iniziativa è promossa insieme dal Cub e dal Partito Comunista dei Lavoratori, che è pronto a sedersi al tavolo istituzionale del consiglio comunale per fare le sue proposte, ma che aveva già annunciato di voler perseguire una propria campagna di iniziative.
«Partiti, sindacati e istituzioni hanno già dimostrato nell'assemblea pubblica del 2 febbraio la loro impotenza: a 10 giorni di distanza nulla si è mosso - dice Leopoldo Cattaneo del Pcl -. Noi proponiamo insieme al Cub l'occupazione della fabbrica, l'indizione di scioperi a oltranza e la costituzione e il finanziamento di una cassa di resistenza, con la totale esenzione dalle imposte locali dei lavoratori colpiti dalla crisi. E poi, ci vuole uno sciopero generale di otto ore, che coinvolga tutto il territorio con una grande manifestazione».
Un'idea, quello dello sciopero generale con manifestazione, che è arrivata autonomamente proprio ieri anche dalle rappresentanze sindacali unitarie di Unilever con una lettera aperta indirizzata alle organizzazioni sindacali di Lodi. «Oltre a noi, tanti altri lavoratori nel territorio stanno soffrendo - dicono le Rsu -. Per questo crediamo che ormai i tempi siano maturi perché tutte le situazioni di crisi del Lodigiano si unifichino attraverso uno sciopero generale accompagnato da una grossa manifestazione. Tutte le iniziative a sostegno del lavoro vanno bene, ma è il momento di unire gli sforzi per dare un grande segnale comune a tutto il territorio».An.Ba.


12 febbraio 2009 - EPolis Milano

Mesotelioma. Per uno di loro il sindacato sta procedendo
per il riconoscimento della malattia professionale
Scala, l'amianto "entra" in teatro altri 3 lavoratori malati di tumore
Già un macchinista del Piermarini morì in passato a causa delle polveri killer inalate
di Francesca Cardia

Milano - Il rischio amianto non risparmia il più prestigioso teatro d'opera italiano. Sono tre i nuovi casi di lavoratori della Scala malati di tumore denunciati dall'Inca Cgil. Per uno il sindacato sta procedendo per il riconoscimento della malattia professionale, per dimostrare il legame tra l'attività lavorativa svolta e la patologia. La malattia ha un nome difficile da pronunciare: mesotelioma. La quasi totalità dei casi attualmente rilevati del tumore si riferisce a mesotelioma pleurico ed è correlata all'esposizione alle fibre dell'amianto disperse nell'aria. La malattia si manifesta anche dopo 15-45 anni e ha un decorso molto breve, solo di uno, due anni. Già in passato il teatro aveva dovuto fare i conti con gli effetti dell'amianto. Fece clamore il caso di Enzo Mantovani, macchinista morto il 21 agosto 2000 per mesotelioma pleurico. Aveva lavorato per 26 anni, nel 1999 era da poco andato in pensione. In pochi mesi la malattia se l'è portato via. Fino ai lavori di ristrutturazione e bonifica sotto la giunta Albertini, terminati con la riapertura del teatro del 7 dicembre 2004, l'amianto al Piermarini c'era, eccome. Nel sipario, nei lampadari, nelle coperte, nelle coibentazioni. Era in fibbra d'amianto la cosiddetta "pattona", telo che ricopriva il sipario, usato per insonorizzare e proteggere dagli incendi, largo 17 metri e alto 12, pesante una tonnellata che rilasciava polveri killer. Ogni volta che veniva alzato, durante gli spettacoli, ma anche durante le prove, il sipario liberava queste particelle velenose. La pattona e tutto il resto fu eliminato, ma questi tre nuovi casi di mesotelioma riaccendono i timori sul rischio amianto per i dipendenti del Piermarini, visto che la malattia ha un periodo di incubazione molto elevato. Le imprese che nel 2004 hanno consegnato il teatro alla Scala prima della riapertura hanno certificato lo stato di bonifica integrale del teatro. Ma i lavoratori nel novembre 2008, a pochi giorni dalla prima, avevano lanciato l'allarme in relazione a del materiale tossico rinvenuto nel rivestimento delle bocche dei fari sala, nella zona cupola, nella parte storica dell'edificio, sopra la platea, oltre che sparso all'interno del locale delle zone adiacenti le passerelle di servizio. Dopo diffide e minacce di blocchi all'attività da parte dei dipendenti, la direzione del teatro ha fatto incapsulare il materiale che verrà rimosso definitivamente solo al termine della stagione: "I lavori verranno eseguiti entro agosto", spiega Domenico Mecca, responsabile dell'ufficio del personale, "ma i controlli hanno rilevato che le percentuali di presenza di amianto sono bassissime e non destano preoccupazione". Ma i lavoratori ne vogliono sapere di più. Chiedono la possibilità di portare i propri tecnici per eseguire i rilievi nelle zone sospette e fare un check up in tutto il teatro.
"È scandaloso", tuona Guido Trifiletti, segretario regionale Cub, "la ristrutturazione risale a pochi anni fa. Non stiamo parlando dell'impresa Brambilla con il tetto in Eternit, ma di uno dei teatri più famosi al mondo".


12 febbraio 2009 - Il Giorno

Cgil e RdB: «Licenziano 100 precari»
PROTESTE I SINDACATI DENUNCIANO 1,4 MILIONI DI TAGLI PER IL PERSONALE

MONZA - PASSA IL BILANCIO 2009 ma non passano le preoccupazioni dei lavoratori del comune. Le bandiere di Cgil Funzione Pubblica e dell'RdB Pubblico Impiego, il sindacato di base dei dipendenti comunali, hanno presidiato l'aula durante le ultime sedute consiliari per protestare contro i tagli alla spesa per il personale previsti nei conti della città. Le due sigle sindacali denunciano una riduzione della spesa per il personale comunale di 1,4 milioni di euro divisi in 763mila euro in meno per il blocco delle assunzioni, 400mila euro tagliati dal fondo per la produttività e 250mila euro tolti per i contratti dei co.co.co. In pratica, scrive Cgil in un appello distribuito ai 40 consiglieri comunali, non solo non si assume e si «annulano» le possibilità di carriera ma anche «si rinuncia al rinnovo di un terzo dei collaboratori, lasciando senza reddito un centinaio di lavoratori e mettendo in serie difficoltà servizi» come l'educazione negli asili e l'assistenza ad anziani e disabili. RdB dice no alla «riduzione di un già magro stipendio» e punta il dito contro l'accanimento verso quei dipendenti che già sono precari e ora «si licenziano da un giorno all'altro». Sono annunciate ulteriori proteste ed RdB invita i lavoratori ad aderire alle forme di lotta che saranno indette.(M.Ag.)

Contro i 209 licenziamenti sarà occupata la fabbrica
Confederazione unitaria di base: serve una dura lotta
di MARIO BORRA

CASALE - OCCUPARE LA FABBRICA. Il coordinamento lodigiano della Confederazione unitaria di base (Cub) e il Partito comunista dei lavoratori alzano tiro e chiedono ai lavoratori di agire con risolutezza «in mancanza di risposte positive sul ritiro immediato di tutti i 209 licenziamenti» prospettati alla ditta chimica Lever. Per il Pcl e la Cub, occorre infatti costituire un «comitato di lotta» che organizzi le iniziative e partecipi direttamente alle trattative. «Se c'è meno lavoro allora si riduca l'orario a parità di salario e comunque la crisi deve essere pagata dai vertici dell'azienda, non dalle maestranze», ribadiscono Leopoldo Cattaneo, consigliere comunale Pcl, e Vittorio Susani, lavoratore Lever e segretario lodigiano Cub. Poi, sindacato e partito sferzano anche i sindacati confederali ed istituzioni. «Ai 209 lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro è stata data la classica pacca sulla spalla. Nessuno si è mosso ed è evidente che non solo danno per scontato che i lavoratori verranno licenziati, ma che la fabbrica verrà chiusa. Occorre organizzare una serie di iniziative di lotta che partano da un'immediata occupazione della fabbrica e che proseguano con uno sciopero provinciale generale. Solo una serie di scioperi ad oltranza, si possono far rientrare gli esuberi». POI CATTANEO e Susani chiedono alle istituzioni il finanziamento di una cassa di resistenza, l'esenzione delle tasse, la gratuità dei servizi a domanda individuale, l'abolizione dei ticket sanitari per gli operai che verranno "tagliati". «Occorre intraprendere un'altra strada. Quella attuale è troppo morbida. Se anche dovessero diminuire il numero dei licenziati, sarebbe comunque una sconfitta». Sabato pomeriggio Pcl e Cub terranno un presidio con volantinaggio in piazza del Popolo dalle ore 15 e 30 alle 20. Oggi pomeriggio alle 14 si terrà l'atteso secondo confronto in Assolodi tra i vertici della Lever e i sindacati. Intanto le Rsu si rivolgono alle organizzazioni sindacali del territorio per organizzare uno sciopero generale con manifestazione. «Noi riteniamo che non si possa continuare ad assistere inermi a questo stillicidio sociale, che giorno dopo giorno coinvolge un numero maggiore di lavoratori- si legge nella nota delle Rsu- Riteniamo necessario che tutte le situazioni di crisi del Lodigiano si unifichino attraverso uno sciopero generale che deve essere guidato dalle organizzazioni sindacali provinciali».

Dura replica della Cgil: «Beltrama dice delle falsità»
TIRANO, VERTENZA RSA

TIRANO - «FRANCESCO BELTRAMA non meriterebbe alcuna risposta». Questa la secca affermazione del sindacalista Sandro Bertini della Cgil riguardo alle dichiarazioni del rappresentante Rdb che si è occupato della vicenda delle lavoratrici della Casa di riposo di Tirano. «Beltrama dichiara Bertini ha affermato che la Cgil, tra gli altri, ha tenuto nascosto alle lavoratrici dipendenti della cooperativa sociale "Il Cigno" quanto stava accadendo. Rispondo solo perché ritengo non sia giusto che qualcuno getti fango sull'immagine della mia organizzazione. In Casa di riposo la Cgil si è sempre battuta per risolvere i problemi che attanagliano il settore, prova ne sono gli innumerevoli accordi fatti nel tempo. Le lavoratrici sono comunque state informate su ogni passaggio». Bertini spiega poi come sia stato firmato l'accordo contestato del 18 dicembre, ma ribadisce di avere ottenuto in esso, tutte le garanzie che normalmente si chiedono quando si affronta un cambio di appalto. «Spero che qualcuno conclude chieda conto a Beltrama di quanto afferma, perché si può non essere d'accordo su una proposta, ma solo un irresponsabile consiglierebbe di firmare una lettera di assunzione dopo averla taroccata».(L.P.)


12 febbraio 2009 - Il Messaggero

S.Severa. «Basta accuse senza fondamento!»...

S.Severa - «Basta accuse senza fondamento!» Rossana Varrone, presidente di Unisan, a nome del Consorzio Ri.Rei, ribatte alle nuove critiche e contestazioni mosse da una parte dei genitori e dalla Rdb del centro di Santa Severa. E spiega che «l’affidamento al Consorzio Ri.Rei. dei centri ex Anni Verdi è avvenuto da parte della Giunta regionale su spinta delle famiglie e dei sindacati per garantire la continuità assistenziale e la salvaguardare i livelli occupazionali». «L’iter intrapreso nel 2006 aveva alle sue basi l’esperienza maturata da oltre 20 anni dalle tre cooperative componenti il consorzio, che operavano in settori identici e/o analoghi rispetto ai campi di azione di Anni Verdi». «Nel momento dell’insediamento di Ri.Rei. gran parte del personale sanitario di Anni Verdi era coinvolto nella vicenda giudiziaria: il Consorzio ha provveduto al reintegro del personale sanitario (medici, infermieri, terapisti della riabilitazione, neuro-psicomotrici, logopedisti), così da garantire gli standard adeguati che Anni Verdi non ha mai rispettato».
«E’ opportuno rammentare – continua Varrone – che il personale, grazie a un accordo sottoscritto prima con la Cgil Fp e poi con la Cisl e Uil Sanità, ha ottenuto l’applicazione del contratto della sanità privata (Aris-Aiop), notoriamente più oneroso, proprio perché il Consorzio ha considerato la motivazione e la riqualificazione di tutto il personale non qualificato presupposto imprescindibile per il rilancio dell’attività dei centri. Tutto questo è contenuto nel piano industriale che il Consorzio ha presentato nel novembre 2006 e che è ancora oggetto di valutazione e confronto con la Regione Lazio e le Asl, così da dare la strutturazione necessaria al sistema Ri.Rei. Non si possono negare le difficoltà dovute ai mancati pagamenti delle Asl, a cui il consorzio sta cercando di supplire con le proprie risorse, così da far fronte ai fornitori».
«I responsabili – precisa Varrone – hanno lavorato duramente per il ripristino delle attività riabilitative nel centro di Santa Severa, intraprendendo un percorso di dialogo che coinvolgesse le famiglie, ma che, purtroppo, due soli parenti degli utenti non hanno accettato e condiviso».
«Possiamo affermare senza ombra di dubbio che Ri.Rei. ha sempre operato in trasparenza e nel rispetto di regole amministrative, come verificato dalle Asl e da altri enti ispettivi» aggiunge la Varrone, ritenendo che il consorzio sia al centro di «una campagna diffamatoria» nonostante si sia «sempre confrontato con quanti avessero titolo a partecipare alla stabilizzazione dei centri, condividendo il fine di una corretta ed efficiente gestione». «La diffusione di dichiarazioni false e atteggiamenti di prepotenza non ci sembrano rispondere alle esigenze di un momento così delicato. Il Consorzio – conclude Varrone – ha comunque già intrapreso le vie legali a salvaguardia del suo operato e della sua immagine».


11 febbraio 2009 - Il Giornale di Calabria

Immigrazione, la Rdb-Cub: "Le aziende seguano l’esempio di Reggio Calabria"

CATANZARO - "La norma introdotta da questo governo, stabilisce che i medici e gli infermieri si trasformino in spie, denunciando i loro pazienti extracomunitari clandestini". È quanto si afferma in una nota della federazione regionale del sindacato Rdb-Cub che plaude alla decisione dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria circa la decisione di disporre che strutture non denuncino gli ammalati extracomunitari. "La nostra costituzione - è scritto nella nota di Rdb-Cub - tutela il diritto alla salute che, essendo un bene collettivo, é fondato sul libero accesso alle cure per tutti. È evidente che un clandestino, sapendo ciò che rischia per farsi curare, difficilmente si rivolgerà a medici, per cui, non solo metterà a repentaglio la propria salute, ma contribuirà, suo malgrado alla possibilità di diffusione di malattie infettive. I bambini non saranno vaccinati e la vita di migliaia di persone, dunque, sarà a rischio e si svolgerà in completa emarginazione". "Se l’intento voluto dal governo Berlusconi era quello di "scovare" i clandestini, con l’emanazione di questa norma razzista e xenofoba - prosegue la nota - probabilmente si otterrà solamente l’effetto di mettere a repentaglio la vita di molti extracomunitari e la salute pubblica dei cittadini. Le Rdb/Cub chiedono alle altre Aziende sanitarie provinciali, di imitare la decisione dell’Azienda di Reggio Calabria, emanando disposizioni analoghe per le proprie strutture".


11 febbraio 2009 - Il Gazzettino

L’Usl nega la sala per un’assemblea e i sindacati si riuniscono al bar

Montebelluna - (L.Bon) La direzione nega la sala e i sindacalisti si trovano al bar. Non si è perso d'animo Federico Martelletto del sindacato Cub quando si è visto negare dai vertici dell'Usl 8 la sala sindacale per un'assemblea. Detto, fatto. Ha preso e stampato un volantino con cui, assieme ai delegati Rdb dell'ospedale di Montebelluna e Castelfranco Daniel Dario, Tiziana Piccolo, Clementina Buratto, invita tutti ad un'assemblea fuori dell'orario di lavoro. Avrà luogo nel bar vicino all'ospedale il prossimo 20 febbraio (ritrovo di fronte alla portineria principale alle 15). Nell'invito non mancano, ovviamente, attacchi alla direzione, rea di aver "deciso, con modalità assolutamente "democratiche", di non concedere la sala sindacale". Il tutto nonostante il sindacato sia presente "nella Rsu e in Delegazione Trattante con delegati eletti dai lavoratori" e finora la sala, di fronte alle richieste sindacali, sia sempre stata concessa. Ma non mancano, sempre nel volantino, anche accuse indirette agli altri sindacati, pur non citati. La negazione dello spazio chiesto viene infatti letta come una sorta di discriminazione nei confronti di "chi esercita la propria funzione sindacale con determinazione e senza cedere a clientelismi e ad accordi che penalizzano i lavoratori". In particolare si cita la questione relativa all'Asolo service e alla vertenza che sulla questione dei lavoratori esternalizzati ha visto il sindacato in prima fila. "Questo dimostra -aggiunge il sindacato- che stiamo lavorando bene e che siamo sulla strada giusta". Sarebbe infatti soprattutto su tale fronte che si sarebbero verificati e sarebbero in atto gli scontri fra direzione e sindacato.
Ma quali sono i problemi per cui il Cub si riunisce? "In particolare -spiega Federico Martelletto- problemi di carenza di personale, che ci sono stati segnalati da tutti i reparti, ma soprattutto da quello di ostetricia e ginecologia".


11 febbraio 2009 - Il Giorno

Il sindacato accusa: «Ormai siamo soli»
Giani: al sit-in di ieri non c'era nessun politico
di MANUELA MARZIANI

PAVIA - UN'ATTIVITÀ che sta per lasciare il territorio tra l'indifferenza generale. L'Arsenale chiuderà presto, i 222 dipendenti saranno trasferiti, ma la città neanche se ne accorge. La dimostrazione si è avuta ieri mattina, quando davanti ai cancelli di via Riviera per il presidio organizzato dalla Rdb-Cub si sono ritrovati pochi lavoratori delusi e amareggiati. «Non c'era un rappresentante politico, una voce autorevole del territorio - commenta il sindacalista Faustino Giani -, eppure avevamo invitato tutti. Qualcuno ci ha comunicato d'aver già preso altri impegni, altri non ci hanno risposto, fatto sta che ci siamo ritrovati da soli. Così è difficilissimo riuscire a contattare il ministro La Russa per chiedergli di riesaminare la situazione». Il presidio, invece, voleva essere una risposta forte ai generali che sarebbero dovuti arrivare a Pavia, per decidere in un ufficio appositamente predisposto quale sarebbe stata la futura destinazione lavorativa dei dipendenti pavesi. «FORSE ANCHE a causa di queste azioni di disturbo - prosegue Giani - l'arrivo dei generali e l'avvio delle procedure di dismissione è stato posticipato al 20 febbraio. Nel frattempo, si dovrebbe predisporre la famosa mappatura dei posti vacanti negli enti pubblici di Pavia, in modo da consentire ad alcuni lavoratori di occuparli, sulla base di una graduatoria che tenga conto delle difficoltà personali di ciascuno». Da una prima valutazione, comunque, non più di una ventina di dipendenti potrà continuare a lavorare in zona. Altri, che abitano in quella parte della provincia al confine con il Piacentino, vorrebbero essere trasferiti nel polo della Protezione civile di Piacenza, mentre la parte dovrebbe trovare posto nel Milanese. E l'idea di mantenere attiva almeno una parte dello stabilimento, trasformandola in centro servizi, sembra naufrata. «IN QUESTA SITUAZIONE cadono tutte le ipotesi - sottolinea il sindacalista - di cui si è sempre parlato in modo ufficioso, mai ufficiale. Al di là dei buoni propositi, la realtà è che il territorio non è stato in grado di proporre nulla da contrapporre alla chiusura dello stabilimento». Inevitabile l'amarezza: «Se invece di un ente pubblico si fosse trattato di un'impresa privata, un dialogo sarebbe stato concesso - conclude Faustino Giani -. Siccome in questo caso è una parte dello Stato a chiudere la porta, si incassa tacendo».


11 febbraio 2009 - L'Unione Sarda

Nulla di fatto dopo il terzo sciopero di ieri: rinviato al 19 febbraio l'incontro col Comune
«Pronti a fermare i bus per 24 ore»
I lavoratori Ctm: tregua fino alle elezioni, poi subito risposte
di CARLA RAGGIO

Cagliari - Continua lo stato di agitazione al Ctm, anche se uno spiraglio potrebbe aprirsi dopo l'incontro con il Comune, azionista di maggioranza.
Sono pronti a paralizzare la città e a fermare i bus per un'intera giornata, lasciando a piedi il popolo viaggiante dei mezzi pubblici e costringendo i cagliaritani a girare in auto. I 735 dipendenti del Ctm alzano la posta in palio nella vertenza aperta con l'azienda del trasporto pubblico locale ben 8 mesi fa: «Se ci costringeranno a un altro sciopero, le conseguenze saranno pesanti: la prossima volta i nostri bus resteranno in deposito per 24 ore». Per ora, fino a giovedì 19, dovrebbe reggere la tregua firmata ieri dai sindacati al tavolo del Comune, azionista del Ctm: un faccia a faccia durato pochi minuti, giusto il tempo che è servito all'assessore alla Viabilità Maurizio Onorato per comunicare alla delegazione di lavoratori che il sindaco li avrebbe ricevuti dopo le elezioni.
LA PROTESTA È il risultato portato a casa dai sindacati dopo le sei ore di sciopero (il terzo) di ieri. Circa duecento lavoratori hanno sfilato in corteo dal deposito di viale Ciusa al palazzo municipale, scortati dalle bandiere di sette sigle sindacali: Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl, Rdb-Cub (trasporti), Faisa-Cisal e Fts-Css. Un fronte unitario, «come mai si era visto al Ctm», che rivendica un piano industriale, il rinnovo dell'integrativo aziendale e un confronto sulle condizioni di lavoro di tutto il personale del Ctm.
VERTENZA Un'azienda con 735 buste paga distribuite fra autisti (545, tutti uomini, l'unico nome femminile è in graduatoria), operai e amministrativi. «Questa dirigenza - accusa Ezio Cardinale della Uilt - continua a navigare a vista senza presentare un piano industriale che dia una prospettiva di sviluppo aziendale a breve e medio termine. Questo, unitamente all'acquisto di 170 bus in full-service, determina grandi preoccupazioni». In particolare nel settore officine: per Ignazio Lai, segretario territoriale della Fit-Cisl, «bisogna capire che fine faranno gli oltre cento lavoratori Ctm della manutenzione, messi in seria discussione con l'acquisto di questi mezzi, la cui manutenzione verrebbe affidata a una ditta esterna». Risposte che Giampaolo Murgia, dell'Ugl, sollecita all'azienda: «Continua a ignorare le nostre richieste, e neanche un politico si interessa a noi. Siamo tentati a tornare sotto il Municipio per bruciare le schede elettorali». Sandro Adamu (Uil) ricorda anche che «il premio di produttività è fermo da 15 anni». Eppure, secondo Antonio Casula (Css), «i soldi ci sono, dopo che si è risanato un passivo di bilancio di 15 miliardi di vecchie lire del '97, grazie a tutti i lavoratori del Ctm».


11 febbraio 2009 - La Tribuna di Treviso

L’incontro previsto per il 20 febbraio si terrà nel locale più vicino all’ospedale
La direzione Usl nega la sala riunioni. L’assemblea sindacale si farà al bar

MONTEBELLUNA - Ritrovo davanti alla portineria dell’ospedale il 20 febbraio alle 15 e quindi assemblea sindacale al bar. Luogo insolito, ma visto che le Rappresentanze Sindacali di Base (RdB) non sono riuscite a ottenere per la loro riunione la sala dell’ospedale dove si tengono le assemblee sindacali, hanno optato per il vicino bar. Così tra un intervento e l’altro ci scappa anche il caffè. Condito di polemiche però, perché i delegati RdB non risparmiano certo le loro frecciate all’indirizzo della direzione dell’Usl 8 per la sala negata e ovviamente anche delle altre sigle sindacali. Nei volantini diffusi ieri per invitare i dipendenti ospedalieri all’assemblea del 20 febbraio che si terrà nel bar più vicino all’ospedale, i delegati RdB dell’ospedale di Montebelluna e Castelfranco Dario Daniel, Tiziana Piccol e Clementina Buratto e il responsabile Federico Martelletto scrivono che «La direzione ha deciso con modalità assolutamente "democratiche" di non concedere la sala sindacale (siamo presenti nella rsu e in delegazione trattante con delegati eletti dai lavoratori) e chi esercita la propria funzione sindacale con determinazione e senza cedere a clientelismi e ad accordi che penalizzano i lavoratori (vedi la vertenza dei lavoratori esteralizzati alla Asolo Service ecc.), viene discriminato. Questo dimostra invece che stiamo lavorando bene e che siamo sulla strada giusta».
L’assemblea convocata per venerdì 20 febbraio al pomeriggio dai sindacati di base ruoterà sulla situazione complessiva. L’unico punto che è stato inserito nell’ordine del giorno è il «confronto con i dipendenti su problematiche ospedaliere». Il che consentirà di spaziare sulle molte e diversissime problematiche che riguardano la sanità e il lavoro all’interno dell’ospedale.(e.f.)


11 febbraio 2009 - Il Messaggero

Ma c’è chi sostiene la Ri.Rei
Ex Anni verdi, Rdb e Associazione genitori vogliono una gestione diretta della Asl

S.Severa - Accredito o no, la Ri.Rei deve essere mandata via. Non ci sono più i margini di contrattazione sulla gestione «pessima» del consorzio Ri.Rei negli ex centri Anni Verdi di Santa Severa, Lavinio e Sbrucoli. Genitori (alcuni) e Rdb cub non si può dire di certo che hanno le idee confuse. «Vogliamo una gestione diretta della Asl RmF ovviamente con deroghe all'assunzione che la Regione deve dare per reperire tutto il personale sanitario necessario - spiegano Giovanni Congi della Rdb e Anna Maria Controna, presidente dell'Associazione genitori utenti disabili - e se questa strada la Regione non la ritiene percorribile allora pubblichi un bando di gara per assegnare la gestione dei centri». Denunce, diffide e plichi con la documentazione della «mala gestione di un centro che va avanti soltanto grazie agli operatori sanitari senza stipendio da dicembre - aggiunge la Controna - li porteremo in settimana dal Prefetto al quale chiederemo di intervenire sulla Regione per fare luce su una vicenda che ha del torbido». Nessun corso di formazione per il personale in servizio nel di Santa Severa «anche se il consorzio Ri.Rei aveva l'obbligo di qualificare gli operatori». E ancora. «Da quando la Ri.Rei ha preso in gestione i centri - aggiungono presidente e vice presidente dell'associazione genitori nata nel 2008 - ai nostri ragazzi sono stati tolti tutti i servizi: lavanderia, pulizia dei locali, mensa sostituita con pasti surgelati e scarsi, per non parlare del deficit di qualsiasi materiale di uso quotidiano. La Ri.Rei non ha rispettato alcun contratto in essere. E non ci sembra per niente normale che un assistente debba lasciare un collega con un gruppo di 20 disabili all'ora del pranzo per andare a fare le lavatrici».
Se questo è l’atteggiamento mostrato da Rdb e Associazione genitori c’è però poi un comunicato, a firma Clotilde Tassi e Dina Roggi per il Comitato genitori del Centro Boggi di Santa Severa (eletto molto tempo prima che arrivasse la Ri.Rei), che ci tiene a specificare che nel corso dell’incontro cui il Comitato era presente «il dottor Giampaolo Crippa è stato incaricato da Morlacco (sub commssario regionale alla sanità, ndr), non di provocare uno stallo alla procedura ma di approfondire le questioni inerenti il perfezionamento dell’atto di accreditamento». «Dunque - afferma il Comitato che apprezza l’impegno della Regione a convocare i sindacati per un esame congiunto sulle modalità organizzative per l’erogazione dell’assistenza ex art. 26 - il messaggio non è quello di una difficoltà, al contrario portare a esito un confronto che ambedue le parti perseguono con intento di accordo».
Ieri, inoltre, c’è stata la replica del Consorzio Unisan che, per ragioni di spazio, pubblicheremo domani.


11 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino

Il pm: «Drogato alla guida del bus»
Chiesto il rinvio a giudizio per l'autista Atc che investì e uccise un pensionato
di GILBERTO DONDI

Bologna - PROPRIO mentre sta cercando di far luce sul tragico incidente di via Saragozza in cui uno studente è stato travolto e ucciso da un automobilista risultato positivo alla cannabis, il pm Laura Sola ha chiesto il rinvio a giudizio per il responsabile di un fatto per molti aspetti analogo. Si tratta dell'autista dell'autobus 14 dell'Atc che il 5 maggio 2008 investì in via Massarenti un pensionato di 81 anni, Vincenzo Raimondi, morto dopo poche ore al Sant'Orsola. L'AUTISTA, 40 anni, non certo un novellino visto che aveva 12 anni di esperienza al volante dei mezzi Atc, dopo gli esami è risultato positivo alla cannabis. Oltre al pensionato, nello scontro, che avvenne davanti al Policlinico e che fu rilevato dalla polizia municipale, rimasero ferite in modo non grave altre persone, fra cui un medico. Per questo l'autista è accusato di omicidio colposo, aggravato dalla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, e lesioni. Ora, dopo la richiesta di rinvio a giudizio del pm, dovrà essere fissata la data dell'udienza preliminare davanti al giudice che deciderà se processare o meno l'imputato. L'autista all'epoca dei fatti fu sospeso dall'Atc a tempo indeterminato dal servizio e dalla retribuzione, ma la sospensione è durata tre mesi e poi l'interessato è stato reintegrato in azienda. Però non guida più gli autobus, ora svolge il lavoro di accertatore sui mezzi (la sua patente, peraltro, è sospesa perché sta ancora compiendo il percorso di recupero previsto per legge se si viene trovati positivi alla droga). SUBITO dopo il tragico episodio è stato sottoposto a un'inchiesta interna dell'Atc che, secondo Gianni Cremonini delle Rdb, avrebbe stabilito la sua non colpevolezza. Ma l'Atc, ufficialmente, dice invece che il procedimento disciplinare è ancora in corso e prima di giungere a conclusione si attende l'esito dell'inchiesta penale. L'autista si è sempre difeso dicendo che procedeva a velocità molto ridotta quando si è verificato l'incidente. L'anziano peraltro, come è stato riferito da diversi testimoni, attraversò lontano dalle strisce, sbucando all'improvviso. «Non ero sotto l'effetto della droga si è sfogato il guidatore , non sono un drogato. E' vero, avevo fumato uno spinello insieme ad amici durante una serata in compagnia, ma era avvenuto qualche giorno prima dell'incidente». GLI ESAMI a cui è stato sottoposto sono quelli delle urine, che purtroppo non sono in grado di stabilire il momento preciso (nè tantomeno il giorno) dell'assunzione dello stupefacente. Le tracce di droga nelle urine restano infatti per giorni, anzi settimane. L'unico esame che dà una risposta precisa è quello del sangue, ma non è stato fatto. «Avrebbero dovuto farglielo dice Cremonini così sarebbe venuta fuori la verità». Dunque, il pm Sola avrà non pochi problemi a sostenere l'accusa di guida sotto l'effetto di droga in sede di processo, perché la giurisprudenza consolidata stabilisce che l'esame delle urine non basta. Rimarranno solo' gli addebiti di omicidio colposo e lesioni. La stessa situazione paradossale si è verificata per l'incidente mortale di via Saragozza di domenica scorsa. Anche in quel caso, il guidatore è stato sottoposto all'esame delle urine, non del sangue, e la prova non reggerà a processo. La lezione di un anno fa in via Massarenti, evidentemente, non è servita.


11 febbraio 2009 - La Nuova Sardegna

Ancora disagi per lo sciopero dei dipendenti Ctm
Bus fermi in deposito: la vertenza si inasprisce

CAGLIARI - I pullman del Ctm sono rimasti in deposito per tutta la mattinata di ieri e fino alle 16 per lo sciopero dei dipendenti legato alla controversia economica in corso con l’azienda: chiedono un premio annuale di tremila euro, quasi il doppio di quanto percepiscono attualmente. Un centinaio di dipendenti ha sfilato in corteo dalla sede fino al municipio in via Roma.
I rappresentanti delle sette sigle che hanno aderito al corteo dei lavoratori (Css, Rdb, Ugl, Cgil, Faisa-Cisal, Uil, Cisl) hanno chiesto un incontro al sindaco Emilio Floris, che ieri mattina non era in municipio e hanno sollecitato il Ctm (Consorzio trasporti e mobilità) a presentare un nuovo piano industriale, dato che il precedente è scaduto nel 2004. I lavoratori paventano inoltre il rischio che il rinnovo del parco mezzi comporti esuberi del personale (sessanta addetti) adibito nelle officine: per decisione dell’assessorato regionale ai trasporti infatti i nuovi mezzi saranno acquistati con la formula del full service, con la manutenzione a carico del fornitore. Quindi gli addetti che oggi lavorano nell’officina sono candidati a restare tagliati fuori. Il bando di gara sarà pubblicato nei prossimi giorni.
I manifestanti sono partiti dal deposito degli autobus di via Ciusa e si sono uniti, poco prima di mezzogiorno, in via Roma agli studenti che già stavano protestando contro la decisione della giunta comunale di bocciare il progetto del campus universitario sostenuto dall’Ersu di Cagliari. La protesta, seguita a poca distanza da agenti della polizia municipale, ha causato disagi al traffico, in particolare in via Roma e nel largo Carlo Felice.


11 febbraio 2009 - Oggi Treviso

LA DIREZIONE USL NEGA LA SALA PER LA RIUNIONE SINDACALE, È POLEMICA
I dipendenti costretti a darsi appuntamento in portineria e ad andare al bar

Montebelluna – La direzione dell’ospedale ha deciso di non concedere la sala per l’assemblea sindacale. Quindi i dipendenti dell’Uls 8 si riuniranno al bar e lanciano la polemica. Per l’incontro previsto il 20 febbraio, i lavoratori della struttura ospedaliera di Montebelluna si ritroveranno alle 15 davanti alla portineria e quindi andranno in un bar lì vicino per discutere dei problemi lavorativi. Non si sa perché la direzione sanitaria abbia negato la possibilità di utilizzare una sala all’interno dell’ospedale. Le Rdb (rappresentanze sindacali di base) hanno diffuso una nota in cui polemizzano sulla questione: «La direzione ha deciso – scrivono – con modalità assolutamente "democratiche" di non concedere la sala sindacale (siamo presenti nella rsu e in delegazione trattante con delegati eletti dai lavoratori) e chi esercita la propria funzione sindacale con determinazione e senza cedere a clientelismi e ad accordi che penalizzano i lavoratori (vedi la vertenza dei lavoratori esternalizzati alla Asolo Service ecc.), viene descriminato. Questo dimostra invece che stiamo lavorando bene e che siamo sulla strada giusta»


11 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza

POLEMICA. Il caso Rsu
Ftv, sindacati in "guerra" Cisl: «Rifare le elezioni»

Vicenza - «La vittoria della Cgil e dei Cub è anche figlia del fatto che le altre sigle sindacali non hanno partecipato al voto».
Con una nota firmata da Matteo Adami e Giancarlo Pederzolli la Fit-Cisl e la Cisl tornano sul risultato delle recenti elezioni delle Rsu di Ftv. Elezioni che già a dicembre erano state tenute e poi annullate, in uno scambio di accuse tra sigle.
«Il lavoro della Commissione che aveva annullato le precedenti elezioni si era concluso con un verbale firmato da tutti che rinviava a nuove elezioni». Sennonché le elezioni sono state fisstate «per il 2 e 3 febbraio, purtroppo sovrapponendole al congresso territoriale della Fit Cisl, una data inaccettabile. Abbiamo tentato una mediazione per far spostare la data», senza successo.
«In un clima di intimidazioni, minacce e imposizioni non si fa una Rsu, e lo diciamo con grande dispiacere, ma con la coscienza di aver tentato tutte le strade per ricomporre le fratture ben sapendo che non si governano delicate questioni sindacali interne e sul futuro dell’azienda con più di metà degli iscritti al sindacato non rappresentati dalle Rsu. Forse aveva capito questo anche Germano Raniero, quando, purtroppo dopo l'assemblea che aveva sancito la rottura ci ha proposto una soluzione ponte con una rappresentanza nominata in proporzione agli iscritti. Buona e accettabile proposta, ora, se si vuole praticarla e ritentare l'unità sindacale a Cgil e Cub spetta il compito di far dimettere le proprie Rsu e concordare nuove elezioni».

ULSS 6. Martedì riprenderanno le relazioni con la rappresentanza sindacale unitaria
Alessandri-confederali. Una pace è possibile
I punti del contendere rimangono sempre i dozzinanti, la delocalizzazione della sterilizzazione e il Ceod di via Pasi
di Franco Pepe

Vicenza - Pace fatta fra Antonio Alessandri e sindacati confederali. Già quando, scaduto l’ultimatum di 48 ore, il dg aveva accettato un incontro di chiarimento con Cgil, Cisl e Uil, chi conosce bene il gran manager dell’Ulss 6 aveva capito che era più di una tregua. E ora, che in poco più di 2 ore di discussione le spiegazioni sono arrivate, si può dire che la crisi sia rientrata. Evitata una rottura pericolosa, il buon senso prevale, e si torna a parlare.
Martedì riprenderanno regolarmene le relazioni sindacali con la Rsu, la rappresentanza sindacale unitaria, che comprende tutte le sigle del comparto, compresi Nursind e Rdb-Cub. Al tavolo del disgelo Alessandri, apparso più morbido ma non più arrendevole, si è portato i suoi direttori Fantuz, Fortuna, Dalla Barba, più la signora del personale Laura Moretti. I confederali della funzione pubblica hanno contrapposto la formazione-tipo composta dai segretari Giancarlo Puggioni, Flavio Cristofari e Claudio Scambi.
Facce all’inizio contratte, ma poi il confronto è scivolato senza spigolosità, anche se Cgil, Cisl e Uil non hanno per nulla smontato il castelletto delle tre vertenze caldissime delle cooperative sociali, dei dozzinanti, e della centrale di sterilizzazione.
Un primo risultato, anzi, i sindacati ritengono di averlo già conseguito. «Alessandri - dice Scambi - ci ha assicurato che la privatizzazione dei Ceod non aumenterà». Parte e controparte non hanno comunque affondato i colpi. Delle questioni su cui si è consumato lo strappo si parlerà il 17 con la Rsu. I confederali hanno insistito sul metodo. «Abbiamo chiesto - prosegue Scambi - di riprendere il dialogo nel rispetto delle regole e degli interessi dei lavoratori. Al tavolo della concertazione sfrutteremo tutti gli strumenti per trovare l’accordo».
Rottura dunque evitata, e animi più sereni; anche se per il 17, quando ci sarà la Rsu al completo, si preannuncia un incontro incandescente. A dare man forte al dg (e sarebbe stato strano il contrario) scendono invece in campo i 14 capidipartimento del S. Bortolo, capitanati da Gianni Valerio, che offrono sostegno totale ad Alessandri, confermando sui temi bollenti e sulla riorganizzazione territoriale la linea del dg. Ecco, i punti della difesa.
Sterilizzazione. «La decisione di delocalizzare - scrivono in un comunicato - deriva dalla necessità di adeguare le sale operatorie alla normativa, un problema da noi segnalato in più occasioni alla direzione, per il fatto che gli spazi ora occupati dal blocco operatorio risultano insufficienti».
Dozzinanti. «Il personale non viene attinto dai reparti, ma arriverà dall’esterno; e gli introiti serviranno a coprire le spese di funzionamento e a ridistribuire utili per altre necessità dell’ospedale».
Ceod di via Pasi. «Non si dà in appalto un servizio interno ma si regolamenta secondo la legge un servizio che era già esternalizzato. La gestione della cooperativa, che ha la possibilità di sostituire il personale, evita gravi danni agli operatori sotto il profilo psicologico, mantenendo alta la qualità delle prestazioni». A favore della linea aziendale anche la Cimo. «Il problema non è l’esternalizzazione dei servizi, ma la loro adeguatezza. Se questo consente di recuperare personale per reparti in sofferenza e di rendere più sicuri gli ambienti, ben venga. Condividiamo in pieno il progetto del reparto dozzinanti. Anzi, se si potesse far entrare qualche milione di euro e stipulare 50 contratti per tecnici e infermieri, o anche solo operatori socio-sanitari, avremmo risolto molte difficoltà».


11 febbraio 2009 - Il Cagliari

Lo sciopero. Stop di sei ore del servizio di trasporto pubblico, mattina difficili per gli automobilisti
Ctm, in strada solo gli autisti
La protesta è arrivata sotto il Municipio: chiesto l'intervento dell'amministrazione
di Alessandra Loche

Cagliari - Sciopero dei dipendenti del Ctm e la città piomba nel caos. Ieri mattina, al posto dei pullman in strada sono scesi un centinaio di autisti che hanno sfilato fin sotto il Comune per chiedere un intervento perché sia assicurato l'aumento dei premi di produttività e ci siano risposte certe per i 120 lavoratori che si occupano della manutenzione mezzi. Dalle 10 del mattino fino alle 16 nell'hinterland hanno girato solo una decina di autobus. L'adesione allo sciopero è stata quasi totale, e si è fatta sentire a gran voce per le vie della città. Soprattutto sotto il palazzo di via Roma, dove alle grida dei lavoratori si sono unite quelle degli studenti. «Ci dispiace per i disagi che ricadono sulle persone - hanno spiegato Ignazio Lai della Cisl e Luigi Melis della Rdb - ma questa azienda ha la necessità di avere un piano industriale». Anche per capire quale sarà il futuro dei 120 lavoratori impiegati nella manutenzione: «Con i 170 nuovi mezzi - hanno proseguito i sindacalisti - la mano d'opera sarà affidata alla casa madre. Dove si potranno ricollocare questi dipendenti?». Non meno importante per i lavoratori della società dei trasporti, il riconoscimento dei premi di produttività, ma con un aumento adeguato. «Stiamo promuovendo una causa collettiva - precisano i rappresentanti dei lavoratori - per avere quanto ci spetta. Noi stiamo lavorando in più, è giusto che anche i nostri premi siano adeguati». La prossima parola al sindaco, che incontrerà i lavoratori la prossima settimana. E se non ci saranno risposte positive, i bus si fermeranno ancora.


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