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20 febbraio 2009 - Apcom Tfr/ Cub: Consentire ai lavoratori
di uscire da trappola fondi Roma, 20 feb. (Apcom) - "Pensare di rispondere alla crisi lanciandosi sui soldi dei lavoratori è più da avvoltoi che da corvi". Lo afferma Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub, riferendosi alla proposta del presidente di Confindustria sull'utilizzo del Tfr che confluisce all'Inps. "E` plausibile - dice - che la proposta di attingere ai fondi del Tfr venga da Confindustria, mentre è invece vergognoso l`unanime consenso espresso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Colpisce anche il silenzio in merito da parte dei vertici dell`Inps, come pure quello dei neo eletti membri sindacali dei consigli di indirizzo e vigilanza degli enti previdenziali". "Confindustria dovrebbe piuttosto preoccuparsi dei dati sull`evasione contributiva - prosegue Leonardi - compreso il mancato versamento da parte delle aziende di quanto trattenuto in busta paga in conto Tfr, che divengono ogni giorno più allarmanti. Chiediamo invece che venga resa possibile l`immediata uscita di chi è caduto nella trappola dei fondi pensione, come stabilito nella piattaforma approvata lo scorso 7 febbraio dall`assemblea unitaria del sindacalismo di base, che sarà al centro della manifestazione indetta da Cub, Cobas e Sdl per il 28 marzo a Roma, in occasione della riunione dei ministri del Welfare del G14". Roma, corteo inquilini via Pincherle
blocca viale Marconi Roma, 20 feb. (Apcom) - E` in corso un blocco stradale in viale Marconi, dove un centinaio di inquilini di via Pincherle 153/169 insieme all`AS.I.A. RdB stanno protestando contro la vendita di 116 appartamenti di proprietà Area Mestre/Giacomazzi. Lo comunica il sindacato. Gli inquilini, in sciopero della fame da due settimane, continuano a denunciare "il tentativo di speculazione da parte della proprietà sugli appartamenti messi in vendita" e chiedono al Prefetto di Roma di intervenire per bloccare la vendita a terzi e costringere la proprietà a riaprire la trattativa con la regione Lazio per l`acquisto in blocco dell`invenduto. Immigrati/ Rdb-Cub: Medici facciano obiezione di coscienza"Abolizione divieto denuncia è contrario a giuramento Ippocrate" Roma, 20 feb. (Apcom) - Avvalersi del diritto all'obiezione di coscienza. E' l'invito rivolto dalla RdB-CUB Medici agli operatori delle strutture sanitarie, a proposito della possiblità di denunciare gli immigrati irregolari. La sigla sindacale di base ha avviato presso le strutture sanitarie una campagna di sensibilizzazione spiegando che "l'abolizione del divieto di denuncia degli irregolari contrasta con il giuramento di Ippocrate e il codice deontologico, trasformando il medico da garante della salute in polizia ausiliaria e subordinando i principi della professione al potere politico e al visto della polizia". La RdB-CUB Medici sottolinea poi "che i rischi di questa scelta riguardano il diritto alla salute e all'assistenza di ogni singolo individuo; costituiscono un pericolo per la salute di tutti, perché le negazione di assistenza dei singoli, unita alla condizione di precarietà e indigenza, diventa facilmente il ricettacolo per malattie trasmissibili legate alla precarietà sociale e alla povertà; negano la dignità umana dei singoli, legata non più all'essere uomini e donne, ma all'essere in regola con i premessi di soggiorno". Il sindacato chiede agli ordini dei medici "una posizione chiara con indicazioni operative agli iscritti che formalizzino la pratica dell'obiezione di coscienza; alle istituzioni governative di non definire gli atti medici nell'ambito dell'attività di polizia; alle regioni l'attivazione di legislazione regionale che impedisca l'attuazione del provvedimento sulla sicurezza nella parte in cui criminalizza l'assistenza sanitaria ai clandestini; al Governo il rispetto della costituzione e dei diritti individuali in essa contemplati". ASia-RdB a Comune Roma: Sostenere
ruolo case popolari Roma, 20 feb. (Apcom) - L'As.I.A. RdB ha indetto per martedì 24 febbraio una manifestazione davanti all'assessorato alla Casa del Comune di Roma, in difesa del ruolo delle case popolari e contro le misure che stanno colpendo le fasce sociali più deboli. Si richiede "il ritiro completo del provvedimento con cui l'assessore Antoniozzi - si legge in una nota - ha dato mandato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, sospeso dopo la diffida promossa dall'As.I.A.-RdB contro la Romeo Gestioni e il Comune di Roma, e già sottoscritta da oltre mille inquilini delle case comunali, con cui si è contestata la prescrizione delle somme e il fatto che siano state richieste per servizi mai erogati". La manifestazione, in programma dalle 10, servirà a chiedere il blocco degli aumenti degli affitti "rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi che vanno a favore degli inquilini più poveri". "Da oltre un mese abbiamo richiesto un incontro con l'assessore Antoniozzi su questi temi, ma non abbiamo ancora avuto riscontri", riferisce Angelo Fascetti, dirigente dell'As.I.A. RdB-CUB. "Riteniamo che sia ora di smetterla con la facile demagogia contro gli inquilini delle case popolari, favorita da anni di colposa mancata gestione e abbandono, perché le case popolari sono un patrimonio comune da difendere e gli inquilini vogliono una vera gestione e manutenzione delle case e vogliono pagare per dei veri servizi", conclude. 20 febbraio 2009 - Adnkronos TFR: CUB, PROPOSTA CONFINDUSTRIA
PIU' AVVOLTOI CHE CORVI Roma, 20 feb.(Adnkronos) - ''Pensare di rispondere alla crisi lanciandosi sui soldi dei lavoratori e' piu' da avvoltoi che da corvi''. E' quanto afferma Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale CUB. ''E' plausibile che la proposta di attingere ai fondi del Tfr venga da Confindustria, mentre e' invece vergognoso l'unanime consenso espresso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Colpisce anche il silenzio in merito da parte dei vertici dell'Inps, come pure quello dei neo eletti membri sindacali dei Civ, i Consigli di Indirizzo e Vigilanza degli Enti previdenziali'', aggiunge. ''Confindustria dovrebbe piuttosto preoccuparsi dei dati sull'evasione contributiva compreso il mancato versamento da parte delle aziende di quanto trattenuto in busta paga in conto Tfr, che divengono ogni giorno piu' allarmanti", prosegue chiedendo al governo, piuttosto, che "venga resa possibile l'immediata uscita di chi e' caduto nella trappola dei fondi pensione". TRASPORTO AEREO: RDB/CUB BOLOGNA, Bologna, 20 feb. - (Adnkronos) - Quattro ore di sciopero domani, dalle 12 alle 16, all'aeroporto 'Guglielmo Marconì per il personale di Sab, Bas, Marconi H, Fast Freight, con il personale degli appalti di Giacchieri e Koop Service. Lo annunciano le Rdb/Cub Trasporti, ricordando che si tratta di una iniziativa che «ha al centro il riconoscimento dei diritti per il sindacato di base, l'applicazione di un contratto unico per i lavoratori dello scalo bolognese (nazionale ed integrativo), le reinternalizzazione dei lavoratori in appalto». «Al centro della mobilitazione - spiega Italo Quartu delle Rdb - il tema del riconoscimento dei diritti sindacali e contrattuali, la politica degli appalti, della frammentazione aziendale, i contratti precari, la rivendicazione di un contratto unico, la stabilizzazione dei lavoratori. È di questi giorni la notizia di ulteriori problemi nei pagamenti per i lavoratori della Giacchieri, situazione rimediata all'ultimo momento con il pagamento quasi regolare dell'ultimo stipendio, ma restano i problemi irrisolti della tenuta strutturale del sistema». ROMA: CASE POPOLARI, ASIA RDB CHIEDE BLOCCO AFFITTI Roma, 20 feb. - (Adnkronos) - «In merito ai temi al centro della manifestazione indetta per il prossimo 24 febbraio», l'Asia Rdb sottolinea «di aver posto la necessità non di una semplice sospensione del provvedimento di messa a conguaglio degli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, ma del suo ritiro, come pure del blocco, e non rateizzazione, dell'aumento degli affitti al 20 %». «Qualora l'assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative avesse assunto iniziative atte a risolvere le problematiche degli inquilini, non si comprende la difficoltà a renderle note anche a chi rappresenta gli inquilini stessi», continua. «Tuttavia l'Asia-Rdb, che è il primo sindacato fra gli inquilini assegnatari delle case popolari, non è stata sino ad oggi convocata dall'assessore Antoniozzi, pur avendo fatto richiesta di un incontro da oltre un mese», conclude. ROMA: CASE POPOLARI, MARTEDI'
MANIFESTAZIONE ASIA RDB Roma, 20 feb. - (Adnkronos) - Una manifestazione a favore dell'edilizia pubblica e' stata indetta dall'associazione Asia Rdb per martedi' alle 10 davanti l'assessorato alla Casa del Comune di Roma, in Lungotevere De' Cenci 5. "Si richiede - comunica l'associazione - il ritiro completo del mandato che l'assessore Antoniozzi ha dato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, sospeso dopo la diffida promossa dall'Asia Rdb contro la Romeo Gestioni e il Comune di Roma, e gia' sottoscritta da oltre mille inquilini delle case comunali, con cui si e' contestata la prescrizione delle somme e il fatto che siano state richieste per servizi mai erogati". "Si richiede inoltre - prosegue L'Asia - il blocco degli aumenti degli affitti, rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 e l'applicazione delle leggi che vanno a favore degli inquilini piu' poveri come la 4/2006, che prevede lo sconto del 30% sulle somme degli oneri accessori per gli inquilini piu' deboli e la 11/2007, che aumenta il limite di accesso all'Edilizia Residenziale Pubblica". "Da oltre un mese abbiamo richiesto un incontro con l'Assessore Antoniozzi su questi temi, ma non abbiamo ancora avuto riscontri - riferisce Angelo Fascetti, dell'Asia Rdb Cub - Riteniamo che sia ora di smetterla con la facile demagogia contro gli inquilini delle case popolari, favorita da anni di colposa mancata gestione e abbandono, perche' le case popolari sono un patrimonio comune da difendere e gli inquilini vogliono una vera gestione e manutenzione delle case e vogliono pagare per dei veri servizi". ROMA: ANTONIOZZI, GIÀ ATTIVATE INIZIATIVE A FAVORE INQUILINI Roma, 20 feb. (Adnkronos) - «In merito alle dichiarazioni odierne, i sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono. I cittadini devono però sapere che i provvedimenti sono già stati bloccati». Lo dichiara Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative del Comune Roma in risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'As.I.A. RdB-CUB. «Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la più ampia rateizzazione possibile - aggiunge - Il mio invito è dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi Uffici hanno già avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini». 20 febbraio 2009 - Omniroma VIA PINCHERLE, ASIA RDB: CORTEO INQUILINI BLOCCA VIALE MARCONI (OMNIROMA) Roma, 20 feb - È in corso un blocco stradale in viale Marconi, dove un centinaio di inquilini di via Pincherle 153/169 insieme all'AS.I.A. RdB stanno protestando contro la vendita di 116 appartamenti di proprietà Area Mestre/Giacomazzi. Gli inquilini, comunica Asia Rdb, in sciopero della fame da due settimane, continuano a denunciare il tentativo di speculazione da parte della proprietà sugli appartamenti messi in vendita e chiedono al Prefetto di Roma di intervenire per bloccare la vendita a terzi e costringere la proprietà a riaprire la trattativa con la regione Lazio per l'acquisto in blocco dell'invenduto. IMMIGRATI, RDB-CUB LANCIA CAMPAGNA PER OBIEZIONE COSCIENZA MEDICI (OMNIROMA) Roma, 20 feb - «La RdB-CUB Medici ha avviato presso le strutture sanitarie una campagna di sensibilizzazione per invitare i medici all'obiezione di coscienza riguardo alla denuncia degli immigrati irregolari». Così in una nota sindacale. Per la RdB-CUB Medici «l'abolizione del divieto di denuncia degli irregolari contrasta con il giuramento di Ippocrate e il codice deontologico, trasformando il medico da garante della salute in polizia ausiliaria e subordinando i principi della professione al potere politico e al visto della polizia. La RdB-CUB Medici sottolinea che i rischi di questa scelta riguardano il diritto alla salute e all'assistenza di ogni singolo individuo; costituiscono un pericolo per la salute di tutti, perché le negazione di assistenza dei singoli, unita alla condizione di precarietà e indigenza, diventa facilmente il ricettacolo per malattie trasmissibili legate alla precarietà sociale e alla povertà; negano la dignità umana dei singoli, legata non più all'essere uomini e donne, ma all'essere in regola con i premessi di soggiorno». La RdB-CUB Medici chiede inoltre «agli ordini dei medici una posizione chiara con indicazioni operative agli iscritti che formalizzino la pratica dell'obiezione di coscienza; alle istituzioni governative di non definire gli atti medici nell'ambito dell'attività di polizia; alle regioni l'attivazione di legislazione regionale che impedisca l'attuazione del provvedimento sulla sicurezza nella parte in cui criminalizza l'assistenza sanitaria ai clandestini; al governo il rispetto della Costituzione e dei diritti individuali in essa contemplati». CASA, ANTONIOZZI: «GIÀ ATTIVATE INIZIATIVE A FAVORE INQUILINI» (OMNIROMA) Roma, 20 feb - «In merito alle dichiarazioni odierne, i sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono. I cittadini devono però sapere che i provvedimenti sono già stati bloccati. Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la più ampia rateizzazione possibile. Il mio invito è dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi Uffici hanno già avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini». Lo dichiara, in una nota, Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative in risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'As.I.A. RdB-Cub. 20 febbraio 2009 - Dire CASA. VIA PINCHERLE, CORTEO INQUILINI BLOCCA VIALE MARCONI(DIRE) Roma, 20 feb. - "E' in corso un blocco stradale in viale Marconi, dove un centinaio di inquilini di via Pincherle 153/169 insieme all'Asia-Rdb stanno protestando contro la vendita di 116 appartamenti di proprieta' Area Mestre/Giacomazzi". Lo rende noto un comunicato della stessa Asia-Rdb. "Gli inquilini, in sciopero della fame da due settimane, continuano a denunciare il tentativo di speculazione da parte della proprieta' sugli appartamenti messi in vendita- prosegue la nota- e chiedono al prefetto di Roma di intervenire per bloccare la vendita a terzi e costringere la proprieta' a riaprire la trattativa con la Regione per l'acquisto in blocco dell'invenduto". CASA. ASIA-RDB: PERCHE' ANTONIOZZI NON CI INCONTRA? (DIRE) Roma, 20 feb. - In merito ai temi al centro della manifestazione indetta per il 24 febbraio, l'Asia-Rdb sottolinea di "aver posto la necessita' non di una semplice sospensione del provvedimento di messa a conguaglio degli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007, ma del suo ritiro, come pure del blocco, e non rateizzazione, dell'aumento degli affitti al 20%". "Qualora l'assessorato al Patrimonio e alle Politiche Abitative avesse assunto iniziative atte a risolvere le problematiche degli inquilini- prosegue la nota- non si comprende la difficolta' a renderle note anche a chi rappresenta gli inquilini stessi". Tuttavia Asia-Rdb "che e' il primo sindacato fra gli inquilini assegnatari delle case popolari, non e' stata sino ad oggi convocata dall'assessore Antoniozzi, pur avendo fatto richiesta di un incontro da oltre un mese". CASA. ANTONIOZZI: GIÀ ATTIVATE INIZIATIVE A FAVORE INQUILINI (DIRE) Roma, 20 feb. - "In merito alle dichiarazioni di oggi, i sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono. I cittadini devono pero' sapere che i provvedimenti sono gia' stati bloccati". E' quanto dichiara Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative in risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'Asia Rdb-Cub. "Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la piu' ampia rateizzazione possibile- spiega Antoniozzi- Il mio invito e' dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi Uffici hanno gia' avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini". 20 febbraio 2009 - Asca ROMA/CASA: ANTONIOZZI, GIA' ATTIVATE INIZIATIVE A FAVORE INQUILINI (ASCA) - Roma, 20 feb - ''In merito alle dichiarazioni odierne, i sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono. I cittadini devono pero' sapere che i provvedimenti sono gia' stati bloccati. Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la piu' ampia rateizzazione possibile''. Lo ha dichiarato Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative in risposta alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'As.I.A. RdB-CUB. ''Il mio invito - ha concluso Antoniozzi - e' dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi Uffici hanno gia' avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini''. 20 febbraio 2009 - Ansa CASA:RDB, STOP CONGUAGLI E AUMENTO AFFITTI EDILIZIA POPOLARE (ANSA) - ROMA, 20 FEB - Una manifestazione per il 24 febbraio davanti all'Assessorato alla Casa del Comune di Roma per richiedere «il ritiro completo del provvedimento con cui l'assessore Antoniozzi ha dato mandato alla Romeo Gestioni per mettere a conguaglio gli importi degli oneri accessori per gli anni 2000-2007». I sindacati di base chiedono inoltre «il blocco degli aumenti degli affitti, rincarati del 20% a partire dal gennaio 2007 con la conseguente richiesta di altri arretrati, e l'applicazione delle leggi che vanno a favore degli inquilini più poveri». «Da oltre un mese abbiamo richiesto un incontro con l'Assessore Antoniozzi su questi temi, ma non abbiamo ancora avuto riscontri -riferisce Angelo Fascetti dell'AS.I.A. RdB-CUB- Riteniamo che sia ora di smetterla con la facile demagogia contro gli inquilini delle case popolari, favorita da anni di colposa mancata gestione e abbandono, perchè le case popolari sono un patrimonio comune da difendere e gli inquilini vogliono una vera gestione e manutenzione delle case e vogliono pagare per dei veri servizi». CASA:ANTONIOZZI,AUMENTO AFFITTI?NON SUBITO E AMMORTIZZATORI (ANSA) - ROMA, 20 FEB - «I sindacati possono sicuramente manifestare come e dove vogliono ma i cittadini sappiano che tutti i provvedimenti sono stati bloccati». Lo ha detto Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative rispondendo alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'Asia Rdb-Cub. Antoniozzi specifica che «i cittadini devono però sapere che i provvedimenti sono già stati bloccati. Per quanto riguarda l'aumento del 20%, dovuto per legge, non solo faremo quanto consentito per non applicarlo da subito, ma applicheremo anche tutti quegli ammortizzatori in grado di prospettare la più ampia rateizzazione possibile. Il mio invito è dunque quello di porre fine ad inutili strumentalizzazioni dal momento che questi uffici hanno già avuto indicazione di attivare tutte le possibili iniziative per una risoluzione che possa incontrare le esigenze degli inquilini». 20 febbraio 2009 - Il Manifesto SINDACATI DI BASE Una manifestazione nazionale (il 28 marzo a Roma) e uno
sciopero generale (il 23 aprile) contro la crisi. Due date, e una piattaforma lunga,
'bella e impossibile'. E' la mobilitazione dei sindacati di base, le tre sigle Cub, Cobas
e Sdl, che ormai da mesi hanno intrapreso la sfida dell'unità e che nell'assemblea
nazionale del 7 febbraio scorso hanno trasformato il loro «patto di consultazione» in un
«patto di base». PRECARIE Una delegazione delle centraliniste precarie dell'Ospedale
civile di Legnano in «sciopero del futuro», che ieri mattina hanno proseguito bendate la
loro protesta davanti al ministero della Funzione pubblica, 20 febbraio 2009 - La Repubblica Indetto per domani Bologna - L´Aeroporto di Bologna ha reso noto che domani sabato 21 febbraio, a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da Cub Trasporti per i lavoratori delle società aeroporto Marconi, Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service, dalle 12 alle 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli - spiega la nota - è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell´Aeroporto, all´indirizzo www. bologna-airport. it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi è possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell´attuazione della legge sullo sciopero, all´indirizzo www. commissionegaranziasciopero.it. Vigili del fuoco presidio in piazza Bari - ....Centocinquanta vigili del fuoco ieri hanno dato vita a un presidio di fronte alla Prefettura di Bari per denunciare la mancanza di mezzi e personale. La manifestazione è stata indetta dalle rappresentanze di base e dalla Confsal, che lamentano la "forte tensione" all´interno del comando di Bari a causa dei rapporti tesi con il vertice. Una situazione aggravata, secondo i manifestanti, dalla "carenza di almeno 110 unità, dalla vetustà dei mezzi, dal ricorso continuo ai precari e dalla mancanza di formazione". In un incontro con il prefetto Carlo Schilardi è stato chiesto di assicurare "il pieno soccorso e la massima sicurezza e prevenzione ai cittadini": il prefetto ha dato la propria disponibilità a inoltrare le richieste al ministero degli Interni.... 20 febbraio 2009 - Il Centro LA POLEMICA Volantino contesta il
referendum CHIETI - Successo contestato. Il referendum della scorsa
settimana negli enti parastatali, stando allRdb-cub, ha affermato il dissenso dei
lavoratori al contratto nazionale siglato da Cisl e Uil. I risultati resi dalla
rappresentanza unitaria di base, però, sono stati contestati dalla Cisl in un volantino
distribuito ai lavoratori. «In alcune sedi Inps della regione ed in particolare in quella
di Chieti», dice Silvio Di Primio dellRdb-cub pubblico impiego, «è stato
distribuito un volantino che spaccia per falsi i dati che abbiamo fornito sullesito
del referendum». 20 febbraio 2009 - Liberazione Lavoratrici "bendate" al
ministero Non hanno ancora vinto la loro battaglia, ma da ieri
hanno qualche speranza in più di riottenere il loro posto di lavoro. Anna, Laura e
Valentina, tre delle undici centraliniste interinali dell'Ospedale di Legnano licenziate a
settembre, erano giunte a Roma mercoledì mattina con gli occhi coperti da una benda nera,
per partecipare al presidio dei precari della Pubblica Amministrazione organizzato sotto
Palazzo Madama dall'RdB Cub. «Siamo bendate - avevano spiegato - perché il nostro futuro
non esiste, non lo lo vediamo più. Vogliamo chiedere spiegazioni direttamente al ministro
Brunetta, perchè secondo la sua legge non possiamo più riavere il nostro lavoro». Ieri
mattina hanno continuato il loro "sciopero del futuro" sotto la sede del
Ministero della Funzione Pubblica finché non sono state ricevute dallo staff del
Ministro. 20 febbraio 2009 - Il Giorno Spiragli per le ex centraliniste LEGNANO - ANNA LAURA: «Mi sento sollevata, sento che abbiamo parlato con persone che hanno realmente compreso il nostro caso». Laura: «Finalmente si è un po' allentata la tensione che vivevo da giorni». Valentina: «Torneremo a Roma con uno spirito diverso, la fatica di questo viaggio forse darà frutti». Parlano le tre ex operatrici di call center dell'Azienda ospedaliera che hanno dato vita allo "sciopero del futuro". Protesta che doveva proseguire fino a questo pomeriggio, conclusasi con 24 ore di anticipo. Perché le donne disoccupate, insieme con Riccardo Germani delle Rappresentanze di base (Rdb-Cub), sono state ricevute ieri mattina a Palazzo Vidoni (sede della Funzione pubblica) da una commissione tecnica nominata dal ministro Renato Brunetta. La delegazione, composta dal dottor Eugenio Gallozzi e dalla dottoressa Maria Barilà, ha già fissato un successivo appuntamento alle ragazze per il 4 marzo. CHIEDIAMO a Germani i dettagli della mattinata. «La commissione ha illustrato il quesito che la Regione Lombardia ha inviato alla Funzione Pubblica. In sostanza il Pirellone, dopo cinque mesi di iniziative fatte di presidi e incontri a tutti i livelli, dopo l'attenzione dei maggiori organi di informazione, ha fatto una richiesta che non entrava nel merito della questione, rimanendo nel vago e chiedendo genericamente come prorogare i contratti ai lavoratori flessibili. La nota non conteneva nessun riferimento specifico alle vicenda legnanese delle undici lavoratrici. È come se in casa nostra un rubinetto iniziasse a gocciolare e invece di chiamare l'idraulico si inoltrasse una domanda sul risparmio idrico a livello mondiale!». Le ragazze si sentono rassicurate: «Oggi finalmente abbiamo incontrato persone serie e competenti, capaci di entrare nel merito dei problemi e prospettare passaggi possibili e non voli pindarici». COSÌ ALLE 14 DI IERI hanno deciso di togliersi le bende, e di rimettersi in autostrada alla volta di Legnano. «Ora vogliamo ricominciare con l'Azienda ospedaliera un percorso che porti a formulare un quesito circoscritto sulla vicenda - riprende Germani -: già per lunedì è prevista una riunione delle donne che chiederanno un nuovo incontro con gli amministratori dell'ospedale Civile. Inoltre proporremo anche ai dirigenti dell'Azienda Ospedaliera di partecipare con noi all'incontro romano del 4 marzo». Su un fronte opposto si muove la Uil, interessata a ricollocare a tempo pieno il personale part-time amministrativo assunto tramite concorso pubblico nel 2001 per il servizio di call-center. Ossia le operatrici che stanno attualmente svolgendo il lavoro delle ex centraliniste. 20 febbraio 2009 - Corriere del Mezzogiorno AGROPOLI. Sciopero e sit-in per l'ospedale Ospedale civile di Agropoli: il sindacato Rdb, ieri mattina
ha convocato un'assemblea dei lavoratori per discutere della carenza di personale. 20 febbraio 2009 - Italia Sera Torna la calma allospedale
Angelucci Subiaco - "Dopo una settimana di occupazione,
cominciata il 17 febbraio, nel tardo pomeriggio è stata sospesa l'occupazione della
Direzione Sanitaria dell'Ospedale Angelucci di Subiaco. La decisione è stata assunta
dalla Rdb-Cub, congiuntamente ai lavoratori e alle associazioni che hanno promosso
l'iniziativa, a fronte dell'arrivo della Tac ed in attesa che la Direzione Generale dia
risposte concrete anche alle altre richieste avanzate, al fine di impedire nei fatti lo
smantellamento del presidio ospedaliero della Valle dell'Aniene". Lo comunica
l'Rdb-Cub con una nota. "Il direttore Generale della Asl Rm/G, Dott. Di Pilla, si è
impegnato per il prossimo 26 febbraio a fornire risposte nel merito della vertenza, come
il ripristino della ostetricia-ginecologia, della pediatria, del nido e il potenziamento
dell'ortopedia, la messa in sicurezza del reparto dell'SPDC (Psichiatria), nonché sulla
verifica degli appalti in essere - continua la nota - Qualora non ci fossero risultati
soddisfacenti alle richieste per il ripristino bisogni assistenziali del bacino d'utenza
del presidio ospedaliero di 20 febbraio 2009 - Il Mattino Stretta finale per la vertenza dei
15 dipendenti della Melito Multiservizi... Melito - Stretta finale per la vertenza dei 15 dipendenti della Melito Multiservizi, società partecipata del Comune che si occupa della rimozione rifiuti. Fino a pochi mesi fa, a causa di un pesante passivo, (dovuto soprattutto all'emergenza rifiuti che aveva triplicato i costi di gestione e messo in ginocchia la città invasa dai cumuli) rischiava l'avvio delle procedure fallimentari. Mesi di mediazioni e accordi, di volta in volta disattesi, proteste e tentativi di accordo fino a ieri, quando il sindaco Antonio Amente ha deciso di porre fine alla lunga odissea incontrando lavoratori, istituzioni e sindacati: nessun licenziamento. Una nuova commessa darà respiro allazienda e nello stesso tempo di impiegare il personale in esubero. «I posti di lavoro sono salvi - commenta il primo cittadino -. Abbiamo trovato la soluzione più adeguata». L'annuncio del sindaco durante l'incontro con le maestranze nella biblioteca Rossi. Hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco,il vicesindaco Antonio Testa, il consigliere comunale Udc Carmine Sanarico, il capogruppo del Pdl Florindo Buffardi, l'ingegnere Credendino, presidente della Multiservizi, il sindacalista Scamardella in rappresentanza della RdB mentre altre sigle sindacali, pure invitate, hanno disertato l'incontro. Per mercoledì il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Patrizio Esposito, ha convocato un assise per chiarire le vicende della Multiservizi. L'azienda è risultata vincitrice di una gara per l'assegnazione della gestione dei parcheggi a raso in corso Europa e via Roma. La nuova commessa consente una migliore gestione e un migliore impiego della forza lavoro che potrà così essere destinata anche ad altri compiti, salvando, grazie a questo nuovo piano aziendale, il posto di lavoro. «Siamo soddisfatti del risultato raggiunto - dice Luigi Credendino presidente della Multiservizi - dove ognuno ha fatto la sua parte per scongiurare i licenziamenti». Prima delle sigle sindacali e prima delle divisioni partitiche - ha detto Scamardella - esistono gli uomini. E il risultato è stato raggiunto perché sono stati rispettati gli impegni». 20 febbraio 2009 - Il Quaderno Benevento, corsi per operatori socio sanitari: martedì assemblea della RdB/Cub Benevento - Martedì 24 febbraio, alle 10 presso la sala convegni dellAzienda Sanitaria Locale di Benevento, si terrà unassemblea pubblica della federazione provinciale del sindacato RdB/Cub dopo che il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha accolto il ricorso secondo cui la Regione deve provvedere alla formazione, pubblica e gratuita, degli operatori socio sanitari. La RdB/Cub ha già chiesto allassessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano, di rispettare il dispositivo dei giudizi e prevedere limmediata pubblicazione del bandi che consente lavvio dei corsi nelle strutture pubbliche della Campania. "E tempo ora si legge in una nota - di rilanciare la lotta, la mobilitazione, la protesta affinché siano rispettati i diritti dei cittadini, laccesso pubblico al mercato della formazione e del lavoro". 20 febbraio 2009 - Corriere di Viterbo "Casa di cura Nepi": tutti
contro Marrazzo Nepi - Il reparto di riabilitazione della "Casa di cura Nepi" protesta contro i tagli previsti alla sanità pubblica e privata. "Attualmente - spiega il primario della riabilitazione Francesco Pesce Delfino - abbiamo a disposizione 40 posti ordinari più altri 50 per il day hospital. Se però la Regione attuerà questa serie di tagli saremo costretti a ridurre notevolmente lofferta sanitaria e di conseguenza gran parte del personale si ritroverà senza un posto di lavoro". A questo proposito ieri mattina una rappresentanza dei dipendenti della struttura ha manifestato il suo dissenso a piazza del Comune mentre una delegazione formata da unassemblea dei sindaci della provincia, dai proprietari della casa di cura e da alcuni rappresentanti sindacali, incontrava il prefetto Alessandro Giacchetti per trovare una soluzione al problema. "Se non si interviene subito - continua il primario - l80% dei 180 dipendenti, che attualmente prestano il loro servizio a Nepi, rischiano il licenziamento. Una piccola parte del personale sarà infatti spostata negli altri reparti, ma è chiaro che non tutti troveranno una sistemazione. Inoltre molti di loro sono dei liberi professionisti e quindi, non avendo un contratto a tempo indeterminato, sarebbero i primi a pagarne le spese". Per non parlare dei gravi danni di cui risentirebbe il sistema sanitario della provincia. "Il nostro reparto - conclude il dott. Francesco Pesce Delfino - ospita tutti pazienti post-acuzie, cioè persone che hanno subito interventi chirurgici e che sono dimessi dagli ospedali dopo pochi giorni sebbene abbiano ancora bisogno di assistenza. Il lavoro che svolgiamo è quindi indispensabile soprattutto nei casi in cui ci troviamo di fronte persone anziane che oltre alla degenza post-operatoria hanno complicanza sanitarie di altro tipo. Questo tipo di strutture già scarseggiano nella nostra provincia e le liste di attesa dei malati sono interminabili. Se la Regione continuerà a tagliare i fondi il servizio sanitario locale rischia seriamente di collassare". A termine della mattinata tuttavia la delegazione inviata dal prefetto è riuscita ad ottenere almeno un successo. "Per il momento - spiega il sindaco di Nepi, Franco Vita - è stata accolta la nostra richiesta di mantenimento dei posti letti almeno fino a quando non sarà decretata la sentenza del Tar". Tutti i sindaci presenti e i rapprensentanti di alcune sigle sindacali (Cgil, Uil, Ugl e Rdb Sanità) hanno infatti sottoscritto allunanimità un documento indirizzato al direttore generale della Asl di Viterbo e al commissario della Sanità della Regione Lazio per il mantenimento dei posti letto che è stato appunto accettato. Ovviamente se la risposta del Tar sarà negativa il problema si ripresenterà in maniera ancora più grave, ma per il momento il servizio sanitario e il livello occupazionale della "Casa di Cura Nepi" rimangono invariati. Una conquista da non sottovalutare per tutti coloro che ieri mattina hanno sfidato il freddo pur di mostrare la loro insoddisfazione sotto Palazzo dei Priori. Erano infatti almeno una trentina i dipendenti del Gruppo Ro.Ri (sigla che sta per Roberto e Rita Angelucci, proprietari della struttura) che armati di striscioni e cartelli hanno atteso lesito dellincontro con il prefetto a piazza del Comune. Tra i tantissimi slogan esposti risaltano gli inviti al presidente della Regione Marrazzo ad "allentare il lazzo" che opprime la sanità pubbica, il richiamo al primo articolo della Costituzione che dovrebbe garantire il diritto al lavoro come fondamento del paese ed infine la preoccupazione per la sorte della sanità pubblica che, come recita una dei manifesti, non è unoptional, ma un elemento indispensabile per garantire lassistenza ai malati. 20 febbraio 2009 - Il Messaggero Congelati i 90 licenziamenti alla Casa di cura Nepi... Congelati i 90 licenziamenti alla Casa di cura Nepi. Almeno
fino al pronunciamento del Tar, sarà la Asl di Viterbo, grazie a una delibera del
direttore generale Giuseppe Aloisio, a confermare l'accreditamento alla struttura di
riabilitazione - perso a seguito del decreto commissariale di Marrazzo - acquistandone
direttamente le prestazioni. E' il risultato dell'incontro di ieri mattina in Prefettura,
sollecitato da Roberto Angelucci, presidente del gruppo Ro. Ri. srl e proprietario della
struttura, alla presenza anche di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rdb, nonché del Comitato di
rappresentanza dei sindaci. Positivo il giudizio dei sindacati, che però dicono: «Sulla
sanità la politica deve prendersi le sue responsabilità». 20 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino MARCONI Bologna - L'aeroporto informa che domani, a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da Cub Trasporti per i lavoratori delle società Aeroporto Marconi, Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service, dalle 12 alle 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli tel. 051-6479615, oppure consultare il sito www.bologna-airport.it. 20 febbraio 2009 - Leggo Sit-in dei Vigili del Fuoco Bari - Un presidio è stato organizzato ieri a Bari dalle rappresentanze di base e dalla Confsal dei Vigili del fuoco che lamentano «una forte tensione» all'interno del comando di Bari a causa dei rapporti esistenti con il comandante. Bologna. Possibili disagi domani... Bologna - Possibili disagi domani per i viaggiatori dellaeroporto Marconi: a causa di uno sciopero di quattro ore proclamato dalle Rdb (Cub Trasporti) dalle 12 alle 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Lo sciopero riguarda i lavoratori di Sab (società di gestione dello scalo) e di Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service. Per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051 6479615, oppure consultare il sito www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. 20 febbraio 2009 - La Stampa ENRICO VESCO «APRIROUN TAVOLO
DI CONFRONTO CON PROVINCIA, COMUNE, AZIENDA E SINDACATI» MURIALDO - Incontro, ieri pomeriggio, tra
lassessore regionale alle Politiche attive del Lavoro, Enrico Vesco, i dirigenti e
il Consiglio di fabbrica della cartiera «Bormida spa» di Murialdo. Ed è stata la prima
volta che un assessore regionale ha visitato lo stabilimento per parlare con i delegati
sindacali e con i vertici aziendali sui temi delloccupazione e della produttività,
anche e soprattutto alla luce del progetto di realizzazione dellimpianto biologico.
Il «summit», sollecitato dai rappresentanti dei lavoratori e, in particolare, da
Giampiero Icardo, dipendente della cartiera e segretario dei Cub Informazione, hanno
partecipato anche il consigliere regionale Michele Boffa e i sindaci di Murialdo e
Millesimo, Carlo Bertone e Mauro Righello. 19 febbraio 2009 - Dire AEROPORTO BOLOGNA. SABATO SCIOPERO DI 4 ORE, RISCHIO DISAGII SERVIZI POTREBBERO NON ESSERE GARANTITI DALLE 12 ALLE 16 (DIRE) Bologna, 19 feb. - L'Aeroporto di Bologna mette in guardia i passeggeri che devono mettersi in viaggio dopodomani: a causa di uno sciopero di quattro ore proclamato dalle Rdb (Cub Trasporti) dalle 12 alle 16 di sabato i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Lo sciopero riguarda i lavoratori di Sab (societa' di gestione dello scalo) e di Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service. Per informazioni sui voli, e' possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'Aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi e' possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero, all'indirizzo www.commissionegaranziasciopero.it. AEROPORTO BOLOGNA. RDB ALLO
SCIOPERO: STOP APPALTI E PRECARI (DIRE) Bologna, 19 feb. - Quello di sabato all'aeroporto Marconi di Bologna e' l'"ennesimo sciopero di una lunga vertenza che riguarda sia il personale aereoportuale, degli handlers e della filiera di appalti ed esternalizzazioni, questa volta limitato a sole quattro ore per poter rispettare le procedure di legge sempre piu' stringenti sul diritto di sciopero". Luigi Marinelli, delle Rdb, spiega cosi' la chiamata ad incrociare le braccia che sabato rischia di produrre disagi nello scalo dalle 12 alle 16. Al centro della mobilitazione, c'e' il tema del "riconoscimento dei diritti sindacali e contrattuali, la politica degli appalti, della frammentazione aziendale, i contratti precari, la rivendicazione di un contratto unico, la stabilizzazione dei lavoratori", elenca Marinelli. Tra l'altro, aggiunge il sindacalista, "e' di questi giorni la notizia di ulteriori problemi nei pagamenti per i lavoratori della Giacchieri, situazione rimediata all'ultimo momento con il pagamento quasi regolare dell'ultimo stipendio, ma restano i problemi irrisolti della tenuta strutturale del sistema". FIERA BOLOGNA. RDB: MINOLI INIZIA MALE, ASPETTATIVE DELUSE (DIRE) Bologna, 19 feb. - La ricetta dell'ad Federico Minoli per lo sviluppo della Fiera di Bologna delude i sindacati di base. "Potrebbe stare nella bocca di qualsiasi imprenditore- commenta Luigi Marinelli delle Rdb- ci aspettavamo qualcosa di piu' visto il suo curriculum". Marinelli pensa in particolare all'avvio della trattativa per il rinnovo dell'integrativo aziendale. "E' un modo sbagliato di cominciare- dice- la piattaforma sindacale presentata e' di rilancio, mentre le dichiarazioni di Minoli relegano i sindacati in un ruolo di difesa dell'esistente". 19 febbraio 2009 - Apcom Lombardia/ Rdb Cub: 11 precarie
Legnano possono essere riassunte Milano, 19 feb. (Apcom) - Le 11 precarie che fino al 31 agosto scorso lavoravano in un call center per l'ospedale di Legnano e che dopo 6 anni sono rimaste senza contratto possono essere riassunte. E' questo l'esito di un incontro, avvenuto oggi al ministero della Funzione pubblica, tra una delegazione delle centraliniste e il responsabile del relazioni sindacali del dicastero, Eugenio Gallozzi. All'incontro, scrive in una nota il sindacato Rdb Cub, ha partecipato anche Maria Barilà, dell'ufficio per il personale del ministero. Le precarie hanno proseguito anche stamani bendate la loro protesta davanti al ministero e nei mesi scorsi si erano anche spogliate per manifestare il proprio dissenso. I due rappresentanti del ministero, si legge nella nota, sono entrati in merito al quesito ricevuto dall'Azienda Ospedaliera di Legnano, ritenuto di carattere generale e non inerente allo specifico caso delle 11 centraliniste, e hanno reso noto che esistono i requisiti di legge per la ripresa dell'attività da parte delle lavoratrici. Contestualmente hanno fissato per il prossimo 4 marzo un ulteriore incontro, al quale la Rdb-Cub richiederà la presenza dei responsabili dell'azienda ospedaliera di Legnano. Dalle ore 14 di oggi le lavoratrici hanno pertanto deciso di togliersi le bende, ed hanno stabilito di riunirsi lunedì 23 per sollecitare l'azienda ospedaliera alla formulazione presso il ministero di un quesito specifico sul loro caso e per decidere le nuove iniziative. Subiaco, sospesa occupazione RdB-Cub
a ospedale Angelucci Roma, 19 feb. (Apcom) - Dopo una settimana di occupazione, cominciata il 17 febbraio, è stata sospesa l`occupazione della Direzione sanitaria dell`Ospedale Angelucci di Subiaco: la decisione è stata assunta dalla RdB-CUB, insieme ai lavoratori e alle associazioni che hanno promosso l`iniziativa, a fronte dell`arrivo della tac ed in attesa che la Direzione Generale dia risposte concrete anche alle altre richieste avanzate, per "impedire nei fatti lo smantellamento del presidio ospedaliero della Valle dell`Aniene". Il Direttore Generale della Asl Rm/G Di Pilla, spiega la RdB-Cub si è impegnato per il prossimo 26 febbraio a fornire risposte nel merito della vertenza, come il ripristino della ostetricia-ginecologia, della pediatria, del nido e il potenziamento dell`ortopedia, la messa in sicurezza del reparto dell`SPDC (Psichiatria), nonché sulla verifica degli appalti in essere. Qualora non ci fossero risultati soddisfacenti alle richieste per il ripristino bisogni assistenziali del bacino d`utenza del presidio ospedaliero di Subiaco, la RdB-CUB Sanità insieme alle associazioni del territorio "sarà pronta a riprendere l`iniziativa". 19 febbraio 2009 - Ansa LAVORO: PRESIDIO A BARI DEI VIGILI DEL FUOCO (ANSA) - BARI, 19 FEB - Un presidio è stato organizzato oggi a Bari in Piazza Prefettura dalle rappresentanze di base e dalla Confsal dei Vigili del fuoco che lamentano «una forte tensione» all'interno del comando di Bari a causa dei rapporti esistenti con il comandante. Tutto questo - informa una nota della Confsal-Rdb - è poi aggravato dalla «notevole carenza di personale (oltre 110 unità), dalla vetustà dei mezzi a disposizione, dal ricorso continuo a lavoratori precari, dalla mancanza di una adeguata e continua formazione». In un incontro tenuto da una delegazione dei lavoratori - al presidio, secondo fonte sindacale, hanno aderito 150 lavoratori su un organico complessivo di quasi 500 vigili del fuoco - con il prefetto di Bari, Carlo Schilardi, è stato chiesto di dare al comando di Bari «una dirigenza capace e valida» e assicurare «il pieno soccorso e la massima sicurezza e prevenzione ai cittadini». Il prefetto di Bari - è detto nel comunicato - ha dato la propria disponibilità a inoltrare al ministro copia della documentazione fornita. 19 febbraio 2009 - Omniroma SUBIACO, RDB-CUB: SOSPESA OCCUPAZIONE OSPEDALE (OMNIROMA) Roma, 19 feb - «Dopo una settimana di occupazione, cominciata il 17 febbraio, nel tardo pomeriggio è stata sospesa l'occupazione della Direzione Sanitaria dell'Ospedale Angelucci di Subiaco. La decisione è stata assunta dalla Rdb-Cub, congiuntamente ai lavoratori e alle associazioni che hanno promosso l'iniziativa, a fronte dell'arrivo della Tac ed in attesa che la Direzione Generale dia risposte concrete anche alle altre richieste avanzate, al fine di impedire nei fatti lo smantellamento del presidio ospedaliero della Valle dell'Aniene». Lo comunica l'Rdb-Cub con una nota. «Il direttore Generale della Asl Rm/G, Dott. Di Pilla, si è impegnato per il prossimo 26 febbraio a fornire risposte nel merito della vertenza, come il ripristino della ostetricia-ginecologia, della pediatria, del nido e il potenziamento dell'ortopedia, la messa in sicurezza del reparto dell'SPDC (Psichiatria), nonché sulla verifica degli appalti in essere - continua la nota - Qualora non ci fossero risultati soddisfacenti alle richieste per il ripristino bisogni assistenziali del bacino d'utenza del presidio ospedaliero di Subiaco, la Rdb-Cub Sanità, insieme alle associazioni del territorio, sarà pronta a riprendere l'iniziativa». S.SPIRITO, RDB A CORTE CONTI LAZIO: SALE OPERATORIE ANCORA CHIUSE (OMNIROMA) Roma, 19 feb - «La RdB/CUB negli ultimi anni ha segnalato presso la sua Sezione Giurisdizionale una serie di eventi relativi ad appalti e lavori effettuati in alcune strutture sanitarie pubbliche della metropoli, che presentavano irregolarità e hanno causato disservizi. Dal 2005 al 2007 la nostra organizzazione sindacale ha redatto ben tre 'libri bianchì (sugli appalti del S. Camillo, sul Blocco Operatorio del S. Spirito, sull'appalto Telecom dell'AslL RmB) per indicare dove dovrebbero essere tagliati gli sprechi della spesa sanitaria nel Lazio e non già, come accade, nei servizi sanitari ormai ridotti all'osso o nella spesa del personale irrimediabilmente sotto organico e sempre più spesso precario». Così Maria Teresa Pascucci (Rdb Cub Sanità Roma e Lazio) in una lettera al procuratore regionale per la Corte dei consti del Lazio, Mario Ribaudo. «Ricorderà - continua la lettera - che ogni relazione presentata è stata regolarmente corredata di una copiosa documentazione allegata, composta quasi totalmente da delibere aziendali, pertanto da atti formali. Ciò per facilitare ed abbreviare l'attività istruttoria, che sappiamo essere spesso difficile e faticosa, e consentire così una rapida valutazione in merito alla eventuale archiviazione o meno dei casi. In seguito, abbiamo appreso con soddisfazione che tutte e tre le denunce da noi trasmesse sono state registrate ed avviate alla fase istruttoria. Ci preme però in questa occasione soffermarci sull'iter seguito dal caso del Blocco Operatorio dell'Ospedale S.Spirito. La denuncia riguarda due camere operatorie delle 4 realizzate nel 2000 durante la generale ristrutturazione dell'Ospedale per il Giubileo, che, dopo inspiegabili smantellamenti e nuove ristrutturazioni ad oggi non sono ancora in funzione. Nel febbraio 2007 dalla Sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2007 è emerso che sulla ASL RME pendeva per danni l'istruttoria sulle camere operatorie e che il danno erariale stimato ammontava a circa un milione e mezzo di euro. Nel luglio 2007 avemmo modo di illustrare in modo più efficace la numerosa documentazione allegata (oltre 500 pagine) alla nostra denuncia, durante un incontro con il Magistrato che stava istruendo il caso del Blocco Operatorio del S. Spirito e che consentì di aggiornare la stima del danno erariale e convinse a sollecitare gli accessi della Guardia di Finanzia dal momento che le camere operatorie, benché nuovamente ristrutturate, non erano ancora funzionanti. Infatti, nel successivo mese di febbraio, alla lettura della sua nuova relazione per l'apertura dell'anno giudiziario 2008, abbiamo potuto appurare che la Procura aveva effettivamente aggiornato la stima del danno erariale, che era salita ad oltre 2 milioni e 200.000 euro, ma che la pratica era annoverata ancora una volta tra l'attività in fase istruttoria. In conclusione, dopo oltre due anni e mezzo dalla segnalazione, dopo aver fornito una articolata ed esaustiva documentazione, faticosamente recuperata a dispetto della pervicace violazione delle norme sulla trasparenza da parte delle aziende pubbliche, nonostante il personale contributo alla informazione da parte della scrivente e malgrado la puntuale e determinata attività del Vice Procuratore competente, ad oggi il caso è ancora in fase istruttoria, con buone probabilità di finire in prescrizione, ma le camere operatorie del S. Spirito sono ancora chiuse. Otto anni di disservizio, di somme sprecate per inutili lavori di ristrutturazione, di disagi per il personale, di problemi di igiene sanitaria non rispettata, di liste di attesa sempre più lunghe, di trasferimenti di somme destinate alla sanità pubblica verso le strutture convenzionate in cui sono stati dirottati i pazienti in lista di attesa. Rammentiamo, Dr. Ribaudo, che Ella da subito ci rappresentò la difficoltà per la Corte dei Conti di intervenire, laddove gli enti pubblici potevano dimostrare che il procurato danno erariale era stato necessario ad assicurare la continuità del servizio pubblico, in particolare nella sanità. Ma proprio per questo non comprendiamo come si possa giustificare il mancato intervento della sua Procura in una struttura sanitaria in cui si sono sprecati dei soldi pubblici e non c'è alcun servizio». 19 febbraio 2009 - Adnkronos SANITÀ: RDB CUB, SOSPESA OCCUPAZIONE OSPEDALE ANGELUCCI SUBIACO Roma, 19 feb. - (Adnkronos) - «Dopo una settimana di occupazione, cominciata il 17 febbraio, nel tardo pomeriggio è stata sospesa l'occupazione della Direzione Sanitaria dell'Ospedale Angelucci di Subiaco. La decisione è stata assunta dalla RdB-CUB, congiuntamente ai lavoratori e alle associazioni che hanno promosso l'iniziativa, a fronte dell'arrivo della Tac ed in attesa che la Direzione Generale dia risposte concrete anche alle altre richieste avanzate, al fine di impedire nei fatti lo smantellamento del presidio ospedaliero della Valle dell'Aniene». Lo comuica Rdb-Cub in una nota. «Il Direttore Generale della Asl Rm/G, Dott. Di Pilla - prosegue la nota - si è impegnato per il prossimo 26 febbraio a fornire risposte nel merito della vertenza, come il ripristino della ostetricia-ginecologia, della pediatria, del nido e il potenziamento dell'ortopedia, la messa in sicurezza del reparto dell'SPDC (Psichiatria), nonchè sulla verifica degli appalti in essere. Qualora non ci fossero risultati soddisfacenti alle richieste per il ripristino bisogni assistenziali del bacino d'utenza del presidio ospedaliero di Subiaco, la RdB-CUB Sanità, insieme alle associazioni del territorio, sarà pronta a riprendere l'iniziativa». 19 febbraio 2009 - Il Sole 24 Ore LAVORO In arrivo un aumento di 98 euro per i 60mila dipendenti
degli enti pubblici non economici per il biennio 2008-2009 del contratto. Ai 78 euro
destinati a incrementare lo stipendio tabellare, si aggiungono 10 euro di indennità di
ente e altri 10 euro del fondo di produttività (coda del precedente contratto). 19 febbraio 2009 - Il Manifesto BOLOGNA Applicata per la prima volta
in Italia la direttiva Maroni. Sindacati di base e Bologna città libera: è
incostituzionale, disobbediamo BOLOGNA - Piazze e vie del centro di Bologna off-limits il
sabato pomeriggio e la domenica per cortei, banchetti e presidi. Per ora sembra che quella
emiliana sia l'unica prefettura d'Italia che è uscita allo scoperto con un giro di vite
sulle manifestazioni, sulla scia delle indicazioni del Viminale. Il prefetto Angelo
Tranfaglia ha firmato ieri mattina le nuove limitazioni, che hanno già scatenato diverse
prese di posizione contrarie. Prende forma così sotto le due Torri la direttiva emanata
dal ministro dell'Interno Roberto Maroni il 26 gennaio nel pieno delle polemiche per le
preghiere islamiche che si erano svolte durante le manifestazioni di sostegno alla
popolazione di Gaza. La decisione del prefetto bolognese è avvenuta all'interno
dell'ultima riunione del comitato per l'ordine pubblico e ha trovato concorde anche il
sindaco Sergio Cofferati. 19 febbraio 2009 - Giornale Vicenza/Arena/Brescia Oggi CONTRATTI «DIVISI» Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici allunga la lista degli accordi separati. Dopo il via libera della Corte dei Conti e del governo, lintesa è stata sottoscritta ieri allAran da Cisl e Uil, ma non da Rdb e da Cgil, che ha presentato ricorso al giudice del lavoro. 19 febbraio 2009 - Il Messaggero Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici... Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici (Inps, Aci, etc.) allunga la lista degli accordi separati. Dopo il via libera della Corte dei Conti e del governo, l'intesa è stata infatti sottoscritta ieri all'Aran da Cisl e Uil, ma non da Rdb e Cgil, che ha presentato ricorso al giudice del lavoro perchè la ritiene illegittima. «In questo settore - sostiene la Cgil - non è stato raggiunto il 51% della rappresentatività necessario perchè il contratto sia valido per legge». L'accordo prevede un aumento medio a regime per il biennio 2008-2009 di circa 90 euro. Abruzzo. Un decreto commissariale per la stabilizzazione dei precari della sanità... Abruzzo - Un decreto commissariale per la stabilizzazione dei precari della sanità. E il blitz amministrativo del commissario governativo per il rientro del debito Gino Redigolo. Decreto emesso di concerto con il governo centrale e la cui bozza è già in visione dai tecnici del ministero del Welfare guidato da Maurizio Sacconi. Dunque, giunge lattesa stabilizzazione per le centinaia di precari? Non sembrerebbe. Nel decreto si parla del personale che aveva un contratto a tempo determinato al 30 settembre 2007, rimarrebbero fuori tutti i Cococo che rappresentano il grosso del problema. «Aspettiamo di avere la bozza del decreto - spiega Mario Frittelli della RdB -, dobbiamo vedere a quali commi della finanziaria si riferisce». Nettamente contraria allipotesi di inserimento dei soli tempo determinato è la Uil «in questo modo viene abbandonata al proprio destino la maggior parte dei precari», commenta Francesco Marcucci segretario provinciale della Uil-Fpl. Oggi pomeriggio, in occasione del consiglio regionale, i precari della sanità consegneranno le 5.000 firme raccolte ed una lettera ad ogni consigliere e capogruppo. Cgil e Cisl, parlano di vero e proprio dramma per la sanità cittadina. «A fine mese - spiega Massimo Petrini segretario provinciale della Cgil-Fp - saranno licenziati 47 operatori edp, 30 infermieri, 40 tecnici di laboratorio e radiologia e 5 psicologi». Praticamente si rischio di non garantire un livello decente dassistenza. «Chiediamo una proroga di almeno due mesi - dice Paolo Castellucci - segretario della Camera del lavoro - di tutti i contratti dei precari. I fondi sono reperibili rimodulando le spese da altri capitoli come quelli di appalti, manutenzioni e consulenze». Dei 700 precari ne sono rimasti 267 ma la delibera di pianta organica è bloccata dai revisori dei conti della Asl.(L.Tr.) 19 febbraio 2009 - Romagna Oggi Bologna: disagi in vista al 'Marconi', proclamato sciopero di 4 ore BOLOGNA - Disagi in vista per chi deve imbarcarsi sabato all'aeroporto Marconi' di Bologna. Rdb, infatti, ha proclamato quattro ore di sciopero dalle 12 alle 16. Ad incrociare le braccia saranno i dipendenti di Sab (la società di gestione dello scalo) e di Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service. Per questo motivo i servizi aeroportuali potrebbero non esser garantiti. Per informazioni è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dell'Aeroporto, all'indirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. E' anche possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero, all'indirizzo www.commissionegaranziasciopero.it. 19 febbraio 2009 - Infoair web Sabato sciopero aeroporto Bologna La Sab, società di gestione dell'aeroporrto Marconi di Bologna informa che lo scalo sabato 21 febbraio, a causa di uno sciopero locale di quattro ore proclamato da CUB Trasporti per i lavoratori delle società Aeroporto G. Marconi di Bologna, Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service, dalle ore 12 alle ore 16 i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Per informazioni sui voli, è possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dellAeroporto, allindirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. 19 febbraio 2009 - Guidaviaggi Sciopero sabato presso l'aeroporto
di Bologna Sabato 21 febbraio, a causa di uno sciopero locale di
quattro ore proclamato da Cub Trasporti per i lavoratori delle società Aeroporto G.
Marconi di Bologna, Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop
Service, dalle ore 12 alle ore 16 i servizi aeroportuali presso laeroporto di
Bologna potrebbero non essere garantiti. 19 febbraio 2009 - Il Mattino «Le sedi Inpdap sono state prese dassalto... «Le sedi Inpdap sono state prese dassalto da migliaia di pensionati inferociti per il fatto di ricevere una pensione ridotta fino al minimo di 458 euro. Si è assistito a scene di rabbia e disperazione da parte di chi, con le bollette da pagare in mano e le lacrime agli occhi, minacciava di denunciare alla Procura i direttori delle sedi». Così la rappresentanza sindacale di base Rdb-Cub riferisce come limpatto agli sportelli sia stato pesantissimo. «La vicenda - spiega - è stata causata da unapplicazione dissennata da parte dellInpdap della Finanziaria 2008. «Nessuno pensi di scaricare le responsabilità sui dipendenti», commenta Massimo Briguori della Rdb-Cub Inpdap, secondo cui «le responsabilità vanno ricercate nei tagli di Tremonti e nelle crociate di Brunetta». Comunque per saperne di più ecco gli indirizzi e i recapiti delle sedi Inpdap di Napoli. Inpdap Napoli compartimento Campania: via De Gasperi 55 tel: 081/2529205; sede Inpdap di Napoli 1: via De Gasperi,55 tel: 081/2515610; sede Inpdap di Napoli 2: via Vicinale S. Maria del Pianto 2 torre 1 tel: 081/7871228. Orari di apertura al pubblico: lunedì 9-12.30; martedì 14-16; mercoledì 9-12.30 e venerdì 9-12.30. 19 febbraio 2009 - Il Giorno Bendate a oltranza davanti al
Senato: «Brunetta c'incontri» «HO CHIESTO di acquisire in giornata tutta la documentazione relativa al loro caso per poi presentare nel più breve tempo possibile un'interrogazione parlamentare. Questa vicenda ha dell'assurdo». Giuliana Carlino (Italia dei valori), capogruppo della commissione Lavoro al Senato, ha incontrato ieri mattina tre delle undici ex operatrici di call center dell'Azienda ospedaliera impegnate a Roma nello "sciopero del futuro". La loro presenza si inseriva in un presidio più ampio organizzato dalle Rappresentanze di base (Rdb)-Cub sul precariato, che ha fatto convogliare sotto Palazzo Madama una messe di lavoratori a tempo, in scadenza, ostaggi della cosiddetta "flessibilità". SFERZATE da un vento tagliente, Laura, Anna Laura e Valentina alle 9 erano nella piazza romana, e lì sono rimaste fino a mezzogiorno. Bendate, come avevano annunciato, sedute su seggiole pieghevoli portate dal sindacato. «Abbiamo incontrato due senatori, che si sono informati della nostra situazione - commenta Laura -. Un interessamento che ci ha fatto ovviamente piacere». Giuliana Carlino era infatti accompagnata dal collega Elio Lannutti. «Vederle in quelle condizioni, con la benda sugli occhi, ascoltare le loro preoccupazioni non mi ha lasciato indifferente - riprende la senatrice -. La situazione è grave: stanno lottando non per stipendi da manager, ma per ottenere il minimo per andare avanti. Non si può vivere di contratti prorogati. Grave anche tutto questo incomprensibile rimbalzo di responsabilità. Nessuno si assume l'impegno di una decisione. Una volta ottenuta la documentazione richiesta, noi chiederemo al ministro Renato Brunetta di venire in aula a riferire». AD ACCOMPAGNARE le ragazze c'è Riccardo Germani, sindacalista Rdb, infermiere nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Legnano. «Dopo il presidio al Senato ci siamo spostati di circa 100 metri e abbiamo raggiunto Palazzo Vidoni, sede della Funzione pubblica - afferma -. Domani mattina (oggi per chi legge, ndr), a partire dalle 10, la nostra protesta muoverà da lì: fino alle 17 cercheremo di incontrare il ministro Brunetta, e se non ci riusciremo riproveremo anche venerdì». Sciopero, il presidente Galli «Non
è il momento adatto» MALPENSA - IL PRESIDENTE della Provincia chiede una marcia indietro ai sindacati in vista dello sciopero a Malpensa e Linate del 4 marzo. Pur ribadendo la sua solidarietà a tutti i lavoratori, infatti, Dario Galli si dice convinto che, in un momento tanto complicato, l'astensione dal lavoro non sia la forma di protesta adatta. Secondo l'ex senatore leghista le compagnie straniere potrebbero farsi un'opinione sbagliata sull'efficienza dell'aeroporto. «Ho espresso ai sindacati - scrive Galli in una nota ufficiale - massima solidarietà. È altrettanto vero però che lo strumento dell'astensione dal lavoro, per quanto ovviamente legittima, non è in questo momento particolarmente adatta. Le compagnie straniere interessate al nostro aeroporto, che sicuramente arriveranno, dovrebbero avere dello scalo una percezione di grande efficienza e professionalità e non devono invece atterrare in un momento in cui tutte le attività sono sospese o bloccate». L'ex sindaco di Tradate propone una soluzione alternativa. «Forme di protesta anche più forti - osserva - ma che non vadano a incidere sulla operatività aeroportuale sarebbero quindi auspicabili». IERI intanto una ventina di lavoratori iscritti a Sdl, Cobas e Cub, hanno organizzato un presidio di protesta in aeroporto davanti alla sede della società di catering Lsg Sky Chef. I sindacati di base hanno manifestato per attirare l'attenzione sul caso di 23 lavoratori, in gran parte stranieri, licenziati da una cooperativa che, fino a poco tempo fa, ha fornito servizi in appalto al gruppo alimentare. Ora ha chiuso e gli impiegati sono stati lasciati a casa senza che venissero pagati loro il Tfr, gli ultimi stipendi e i contributi. «Chiederemo un incontro al prefetto - annuncia il segretario dell'Sdl Luca Pistoia - e poi ci mobiliteremo con altre iniziative, anche perché finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta».(E.C.) I dipendenti Fiat chiedono chiarezza
sul futuro di Arese ARESE - «BASTA ANNUNCI di cassa integrazione, vogliamo conoscere il destino dello stabilimento di Arese». Alla vigilia dell'incontro che si terrà venerdì 20 febbraio in Assolombarda a Milano, con i vertici della Fiat, i sindacati ribadiscono la loro richiesta al colosso automobilistico torinese. «Questi incontri purtroppo sono diventati periodici perchè la Fiat ogni mese apre procedure di cassa integrazione per i dipendenti - spiega Maria Sciancati, rappresentante sindacale della Fiom Cgil di Milano -, venerdì ci verranno comunicate le due settimane di cassa integrazione ordinaria di marzo. L'incontro che invece doveva svolgersi all'inizio di febbraio per conoscere i progetti di Fiat su Arese non c'è mai stato. Del resto credo che fino a quando Marchionne non presenterà il Piano Industriale di tutto il gruppo, sarà difficile capire i progetti per Arese. Ma noi insisteremo anche su questo punto». E così anche il 2009 si è aperto sotto il Biscione aresino con una sola certezza, quella della cassa integrazione per i 750 dipendenti rimasti nei reparti progettazione, sperimentazione, parte commerciale e centro stile. Un film già visto che evoca spettri del passato, «IN CARROZZERIA e meccanica hanno iniziato con la cassa integrazione, poi poco alla volta hanno chiuso i reparti e licenziato migliaia di lavoratori», spiegano i sindacalisti. «Sappiamo già che a marzo ci saranno due settimane di cassa integrazione e che questa volta il numero di lavoratori coinvolti sarà maggiore - spiega Carlo Pariani, della FlmUniti Cub aresina - noi però vogliamo sapere cosa succederà nei prossimi mesi. Il Governo italiano oltre a dare aiuti per il settore auto dovrebbe imporre alla Fiat non solo il mantenimento degli stabilimenti ma il parziale rientro in Italia di alcune produzioni, dovrebbe esigere lo sblocco degli investimenti e un massiccio piano per le vetture a basso impatto ambientale. Questo potrebbe dare un futuro allo stabilmento di Arese. Qui, infatti, c'era la Piattaforma Vamia che produceva auto elettriche, a metano e aveva già sviluppato dieci anni fa una vettura ibrida. Tutto è stato distrutto». 19 febbraio 2009 - TRC Giornale ETM, la Rdb Cub durissima coi vertici, solidale coi lavoratori Civitavecchia - E' durissimo il commento del sindacato Rdb Cub sull'ennesima indagine che vede nel mirino Etruria Trasporti e Mobilità. I rappresentanti dell'organizzazione sindacale, esprimendo solidarietà ai lavoratori, puntano ancora una volta l'indice nei confronti dei dirigenti della municipalizzata e denunciano che per il trasporto dei lavoratori del cantiere di Torre Nord, Etm utilizzava mezzi ottenuti con finanziamenti pubblici e che dovevano essere utilizzati solo per il trasporto pubblico locale. Leggi la nota. La Federazione RDB/CUB Civitavecchia esprime la massima solidarietà ai lavoratori ETM che operano in condizioni disagiate e spesso al limite della legalità per colpa di dirigenti e amministratori della Società ETM che ancora sono in carica pur essendo colpiti da indagini patrimoniali da parte della Corte dei Conti del Lazio e da indagini penali da parte della Procura della Repubblica di Civitavecchia. Sembra che nella serata di ieri la Guardia di Finanza abbia elevato ulteriori gravi sanzioni amministrative (multe intorno ai 100.000 euro e ritiro dei libretti di circolazione di alcuni mezzi) per irregolari viaggi della "CHIAMATA DIRETTA". Ci risulta che, questa mattina presso l'Autoparco Comunale il clima sia piuttosto acceso, autisti incavolati, numeroso personale in malattia, libretti di circolazione sequestrati e quindi mezzi fermi con interruzione di alcune linee cittadine. La Società ETM, per ordine dei suoi DIRIGENTI SCENZIATI, faceva svolgere questo servizio agli autisti con i mezzi elettrici e a GPL comprati con finanziamenti della Regione Lazio e vincolati solo al TPL. Così come effettuata, tale "CHIAMATA DIRETTA" sarebbe un servizio poco chiaro e anomalo riconducibile a servizio "NOLEGGIO CON CONDUCENTE" effettuato SENZA LICENZA, CON AUTISTI IN RISERVA DEL TPL E CON DISTRAZIONE DI MEZZI DAL SERVIZIO PUBBLICO (legge 218/2003 art. 1). Infine la CHIAMATA DIRETTA è parte integrante del Piano di Riorganizzazione del Trasporto Pubblico e dei Servizi di Linee Urbane e si potrà utilizzare solo in zone periferiche non servite dalle Linee. Massima solidarietà ai dipendenti e lavoratori di questa società ma anche profondo sdegno nei confronti del Sindaco, Socio Unico e proprietario al 100% della Società, che non provvede ancora alla sospensione di questi Dirigenti e Amministratori, sotto inchiesta della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica, capaci solo di arrecare danni economici alla azienda e quindi ai cittadini di Civitavecchia e soprattutto bravi a obbligare l'attività lavorativa e a condizionare la vita dei lavoratori e delle loro famiglie. 19 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino.it AEROPORTO MARCONI Bologna, 19 febbraio 2009 - LAeroporto di Bologna mette in guardia i passeggeri che devono mettersi in viaggio dopodomani: a causa di uno sciopero di quattro ore proclamato dalle Rdb (Cub Trasporti) dalle 12 alle 16 di sabato i servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti. Lo sciopero riguarda i lavoratori di Sab (societa di gestione dello scalo) e di Marconi Handling, Fast Freight Marconi, Bas, Giacchieri e Koop Service. Per informazioni sui voli, e possibile telefonare al numero 051-6479615, oppure consultare il sito dellAeroporto, allindirizzo www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Per ulteriori informazioni sugli scioperi e possibile consultare il sito della Commissione di Garanzia dellattuazione della legge sullo sciopero, allindirizzo www.commissionegaranziasciopero.it. 19 febbraio 2009 - EPolis Roma Via Erminio SpallaDomani l'incontro con Acea per l'energia Roma - Gli inquilini del palazzo di via Erminio Spalla 53 hanno occupato ieri mattina la sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica con l'Asia Rdb per protestare contro il mancato allaccio dell'energia elettrica allo stabile. La protesta è andata avanti fino a quando non si è deciso di fissare un incontro per risolvere la questione. E domani, Acea, il presidente dell'XI municipio Andrea Catarci (che è stato presente alla protesta) e la proprietà dell'immobile si incontreranno per decidere le modalità di riallaccio della corrente elettrica. La protesta degli inquilini è nata dal disagio di avere solo un generatore di corrente per i numerosi inquilini che abitano lo stabile. Quello che chiedono, spiega l'Asia Rdb, «è che venga superata la fase in cui l'energia elettrica è garantita da un generatore di corrente, insufficiente in un periodo così freddo ad assicurare acqua calda e riscaldamento agli abitanti dello stabile, tra cui numerosi anziani e bambini». Nello stabile abitano circa 150 persone: vanno avanti con il generatore di corrente e con la minaccia di uno stacco che doveva avvenire a ottobre. Acea non ha più staccato la corrente, ma il generatore con le temperature fredde non basta più per coprire il fabbisogno delle famiglie. Quindi, per conoscere la volontà dell'Acea e quella della proprietà bisognerà aspettare domani quando le due parti, con il presidente dell'XI municipio Catarci s'incontreranno per discutere del problema.(M.R.) 19 febbraio 2009 - La Città di Salerno Oggi dipendenti in assemblea:
ipotesi sciopero Agropoli - I dipendenti dellospedale di Agropoli
verso lo sciopero. Intanto, i consiglieri di opposizione del Pdl Emilio Malandrino e Mario
Pesca in uninterrogazione chiedono «le dimissioni del sindaco Franco Alfieri, della
giunta e i consiglieri con la sola condizione di reversibilitá qualora lospedale
con atto di consiglio regionale proponga ed approvi una delibera di modifica della legge
regionale 11 del 28 novembre, reinserendo a pieno titolo Agropoli nella rete
dellemergenza». 19 febbraio 2009 - Il Piccolo RIUNIONE IN PREFETTURA Trieste - Verrà costituito entro la fine di aprile il
Comitato d'igiene e sicurezza del Porto previsto dal protocollo sul tema, siglato nel
2008. La data è stata confermata ieri mattina nel corso dell'incontro convocato dal
prefetto Giovanni Balsamo con lobiettivo di esaminare lo stato di attuazione del
protocollo. 19 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino «Inaccettabile lo stop ai cortei» Bologna - «INACCETTABILE» secondo le Rdb il provvedimento deciso del prefetto Angelo Tranfaglia che esclude le manifestazioni dal centro storico il sabato pomeriggio e la domenica. «Intendiamo provare che la misura è incostituzionale spiega Massimo Betti e ci siamo rivolti ai nostri legali. Proibire manifestazioni sindacali nel salotto buono' della città in tempi di crisi è sbagliato», e chiedono di poter ancora sfilare nella T'. Diversa la posizione degli altri sindacati. La Cisl, sostanzialmente d'accordo, si oppone però, come la Uil, alla richiesta di deviare su via dei Mille e via Marconi i cortei che di solito passano in via Indipendenza verso piazza Maggiore, anche dietro garanzia di manifestazioni che non hanno mai dato problemi. La Cgil per ora prende tempo. L'Arcigay infine definisce «irresponsabile e unilaterale» il provvedimento, dopo «cinque anni di un'imbarazzante sequenza di divieti che hanno interrotto la vivacità degli spazi cittadini». «All'Urp privacy violata» COMACCHIO - IL COORDINAMENTO provinciale Rdb-Cub di Ferrara chiede alla giunta di Comacchio di intervenire in una questione sindacale relativa all'Urp. Tutto è iniziato con una lettera inviata dal segretario provinciale della Cgil Natale Vitali al sindaco Cristina Cicognani, al direttore generale Giuseppe Vindigni e all'assessore al personale Berto Cavallari, nella quale la Cgil riferiva di una vicenda anomala' accaduta all'Urp. Ovvero di lamentele di alcune dipendenti nei confronti di un'altra impiegata tali da richiedere la mobilità, «richiesta scrive Cgil che evidentemente è finalizzata a far prendere coscienza dello stato delle cose». Il sindacato suggerisce anche di «valorizzare adeguatamente la professionalità della dipendente in questione in un altro servizio, magari tra quelli carenti di organico, o perché no il nuovo settore creatoper l'architetto Antonio Pini». Una lettera che non è passata inosservata all'Rdb che accusa il sindacato di erigersi a «ministro ombra» del comune essendo «a conoscenza di atti protetti da privacy». L'Rdb ritiene «antisindacale la posizione di Vitali, tesa ad accusare e condannare una dipendnete in base a valutazioni non riscontrate e non dimostrate». Ora interviene anche il coordinamneto provinciale che definisce la lettera della Cgil «non proprio ortodossa nei contenuti e nelle richieste all'amministrazione. E se questo è il nuovo che avanza nel conflitto sindacale della Cgil, cioè mettere i lavoratori in condizione di farsi guerra fra loro e non far vedere le reali problematiche che stanno insorgendo, siamo alla frutta. Per questo denunciamo prassi e metodo che a nostro avviso dovrebbero essere meno esposti e protetti dalla privacy. Crediamo che un Brunetta basti e avanzi senza che altri paladini o padroncini vogliano fare giustizia e pulizia negli enti pubblici». Si chiede quindi alla giunta di non tenere in considerazione la proposta di mobilità. p. v. 19 febbraio 2009 - Liberazione La crisi del "veltronismo"
vista con gli occhi dei dirigenti Cgil Bologna - Martedì sera, in una conferenza stampa
convocata di fretta, il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia ha presentato il
provvedimento con cui impone il divieto di manifestazioni politiche in alcuni luoghi del
centro storico nel fine settimana. Si tratta di un'applicazione della circolare Maroni. A
partire da sabato non si potranno fare cortei, banchetti e presìdi nelle piazze Maggiore,
Nettuno, Re Enzo, Santo Stefano e nelle vie Ugo Bassi, Rizzoli e Indipendenza fino
all'angolo con via Augusto Righi. Fino a quando? Ancora non si sa, perché si tratta di
una sperimentazione, che comunque non dovrebbe sovrapporsi al periodo della campagna
elettorale, normata da regole ad hoc. Perché? Per «consentire la viabilità del centro
storico» nei giorni di sabato e domenica, «particolarmente sensibili per la
cittadinanza». 19 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo decreto sicurezza Milano - Il nuovo «pacchetto sicurezza» approvato dal Senato il 4 febbraio scorso (tra i provvedimenti c'è la cancellazione del divieto dei medici di segnalare alle autorità di pubblica sicurezza gli stranieri che chiedono cure nei pronto soccorso e negli ospedali) continua a far discutere: in tutta Italia c'è un'ampia mobilitazione contro le nuove disposizioni di legge e anche a Bergamo sono in corso diverse iniziative. Oggi alle 20,30, a cura di Cgil Diritti Dipartimento immigrazione è prevista una assemblea pubblica nella sede della Cgil a Bergamo in via Garibaldi 3 (sala Lama): interverrà Emilia Naldi, giurista esperta in materia di immigrazione e integrazione. A seguire, è prevista l'assemblea del movimento migranti e antirazzista proprio sul decreto sicurezza, nella stessa sede. Intanto sabato 21 febbraio a Milano, nel pomeriggio, è prevista una manifestazione regionale che partirà da Porta Venezia alle 14 con comizio conclusivo e concerto in piazza Duomo. Alla manifestazione aderiscono il Coordinamento immigrati di Bergamo, l'Ufficio diritti Cgil, Lavoratori Migranti Fiom, l'associazione boliviana «Madre Tierra», lo sportello Cub Immigrazione. 18 febbraio 2009 - Dire CASA. ASIA-RDB: OCCUPATA SEDE DI ACEAELECTRABEL"GARANTIRE CORRENTE ELETTRICA A OCCUPANTI VIA ERMINIO SPALLA" (DIRE) Roma, 18 feb. - "E' in corso l'occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica da parte di Asia-Rdb e degli inquilini di via Erminio Spalla 53". Lo rende noto un comunicato della stessa Asia-Rdb. "I manifestanti, circa un centinaio, chiedono agli uffici che gestiscono gli allacci e le utenze di garantire la fornitura elettrica nello stabile che hanno occupato lo scorso maggio, dove vivono circa duecento persone- prosegue la nota- Chiedono che venga superata la fase in cui l'energia elettrica e' garantita da un generatore di corrente, insufficiente in un periodo cosi' freddo ad assicurare acqua calda e riscaldamento agli abitanti dello stabile, tra cui numerosi anziani e bambini". "La protesta degli 'inquilini resistenti' di via Erminio Spalla andra' avanti fino a quando l'assessore alla Casa del Comune di Roma non autorizzera' Acea all'allaccio della fornitura elettrica- conclude la nota- Sul posto e' appena giunto il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci". CASA. FINITA OCCUPAZIONE ACEA, IL 20 INCONTRO PER ALLACCIO (DIRE) Roma, 18 feb. - Si e' conclusa l'occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica da parte di AS.I.A. RdB e degli inquilini di via Erminio Spalla 53. I manifestanti hanno deciso di porre fine alla protesta dopo che e' stato fissato per venerdi' 20 febbraio un incontro tra il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, Acea e la proprieta' dell'immobile occupato in via Erminio Spalla 53, la Derilca srl facente capo all'immobiliarista Statuto, nel quale verranno definite le modalita' e le caratteristiche dell'allaccio per la fornitura elettrica. BOLOGNA. RDB: IMPUGNEREMO GIRO DI
VITE SULLE MANIFESTAZIONI (DIRE) Bologna, 18 feb. - Le Rappresentanze sindacali di base giudicano "inaccettabile" il provvedimento che disciplina le manifestazioni a Bologna (e le vieta al sabato e alla domenica in centro) e faranno di tutto per invalidarlo. "Abbiamo gia' avvisato i nostri legali- spiega Massimo Betti, responsabile delle Rdb- perche' intendiamo trovare il modo di dimostrare che e' incostituzionale" e quindi va annullato. Betti spiega anche che Bologna e' la prima citta' ad adottare queste misure, mentre "altrove si e' cercato un accordo perche' si sa che divieti cosi' rigidi sono incostituzionali". Le Rdb insomma non sono disposte a sottostare. "Credere di poter vietare alle manifestazioni sindacali una sorta di 'salotto buono' della citta', soprattutto in un periodo di crisi come questo, e' del tutto sbagliato. Ed e' grave- aggiunge Betti- che le Istituzioni abbiano condiviso questa scelta". Fatto sta che le Rdb chiederanno ancora di poter sfilare nella "T" (Indipendenza-U.Bassi-Rizzoli) anche quando non si potrebbe. Reazioni diverse, invece, tra gli altri sindacati. Alessandro Alberani, segretario della Cisl, non vede problemi. "Mi sembra che il prefetto Tranfaglia abbia accolto le osservazioni che abbiamo avanzato una ventina di giorni fa. E comunque di solito non ci sono molte manifestazioni sindacali nel weekend". Alcuni paletti pero' i confederali li hanno voluti piantare. Ad esempio si sono opposti di fronte alla richiesta di far deviare (su via dei Mille e via Marconi) i cortei che di solito transitano in via Indipendenza verso piazza Maggiore. "Noi abbiamo detto che vogliano mantenere i tre percorsi storici, da via San Felice, da piazza 8 agosto e da via S.Stefano verso piazza Maggiore", riferisce Luciano Roncarelli (Uil). I confederali hanno messo sul piatto la garanzia di manifestazioni che non hanno mai dato problemi. Via libera alle restrizioni, dunque? "Se basate su valutazioni obiettive e non su impostazioni restrittive e preconcette", la risposta di Roncarelli e' si'. "Tutto sommato non dovremmo avere grossi problemi con le nuove disposizioni", ribadisce Alberani. In casa Cgil si prende invece tempo prima di esprimere un giudizio sulle decisioni annunciate ieri al termine della riunione del comitato per l'ordine pubblico; si attende soprattutto che si pronuncino le forze politiche. Vero e' che le manifestazioni sindacali non cadono spesso nel weekend, ma nella Camera del lavoro si fa anche notare che quella che si attua e' una direttiva del ministro dell'Interno Roberto Maroni che non e' condivisa nei suoi contenuti generali. BOLOGNA. MONTEVENTI: DISOBBEDIAMO AL
DIVIETO SULLE PIAZZE (DIRE) Bologna, 18 feb. - Il leader no global Valerio Monteventi, candidato sindaco con la lista civica Bologna citta' libera, annuncia battaglia contro la decisione delle autorita' di vietare le manifestazioni nelle piazze del centro durante i weekend. "Secondo me bisogna disobbedire- dice Monteventi- l'ho gia' detto al capo della Digos, non chiedero' piu' l'autorizzazione per fare le manifestazioni. Chi pensa di avere affrontato i problemi, li vedra' triplicati; se lo mettano in testa. Sulla liberta' sono pronto a giocarmi tutto". Parole che arrivano dopo un contatto telefonico con la Questura, fatto anche di battute di spirito ("per lei e' un prepensionamento", sarebbe stato fatto osservare a Monteventi, promotore di innumerevoli cortei e iniziative di piazza). Ma il candidato non ha intenzione di adeguarsi al nuovo regime sulle manifestazioni. "Questa direttiva- spiega il consigliere- ha tutte le caratteristiche di un provvedimento fascista, perche' limita la liberta' di espressione delle persone. E' un iniziativa del Governo, ma ha avuto qui un'espressione molto grave, praticamente alla lettera". Le manifestazioni, ricorda Monteventi, "si fanno al sabato perche' la gente non lavora ed e' piu' facile organizzarle anche dal punto di vista tecnico". E poi" l'altra cosa paradossale che questo provvedimento di una gravita' estrema, che dal '68 non c'era mai stato, non ho sentito prese di posizione chiare, a parte Cobas e Rdb". Il sindaco Sergio Cofferati, tra l'altro "era presente al comitato per l'ordine pubblico che l'ha deciso: ci dicono di fare argine contro la destra, ma anche parte del Pd l'ha condiviso". 18 febbraio 2009 - Omniroma SUBIACO, LUZZI (PDL): «VINTA PRIMA BATTAGLIA PER OSPEDALE» (OMNIROMA) Roma, 18 feb - «La prima battaglia per l'ospedale di Subiaco è vinta e, a breve, arriverà la TAC». Lo dichiara, in una nota, il consigliere regionale e componente della commissione Sanità della Regione Lazio, Tommaso Luzzi, alla notizia dell'arrivo della Tac presso l'ospedale Angelucci di Subiaco. «Nei giorni scorsi - ha affermato Luzzi - abbiamo iniziato, con il comitato dei giovani del PdL di Subiaco, con il Tribunale dei diritti del malato, con l'organizzazione sindacale RDB e con l'assessore alla Sanità di Subiaco Ivan Petrini, un'azione di occupazione dell'ospedale di Subiaco e siamo felici di questa prima vittoria ottenuta con l'arrivo della TAC; vorrei sottolineare come quella di oggi sia una vittoria, non solo delle autorità, ma di tutti i cittadini della Valle dell'Aniene. Per questo il mio impegno per la riapertura del reparto di pediatria-ostetricia sarà ancora più determinato così come lo sarà quello per l'approvazione in Commissione Sanità, il prossimo martedì, del testo di legge sull'ospedale montano». EUR, ASIA RDB: «OCCUPATA SEDE ACEAELECTRABEL» (OMNIROMA) Roma, 18 feb - «È in corso l'occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica da parte di AS.I.A. RdB e degli inquilini di via Erminio Spalla 53. I manifestanti, circa un centinaio, chiedono agli uffici che gestiscono gli allacci e le utenze di garantire la fornitura elettrica nello stabile che hanno occupato lo scorso maggio, dove vivono circa duecento persone. Chiedono che venga superata la fase in cui l'energia elettrica è garantita da un generatore di corrente, insufficiente in un periodo così freddo ad assicurare acqua calda e riscaldamento agli abitanti dello stabile, tra cui numerosi anziani e bambini. La protesta degli inquilini resistenti di via Erminio Spalla andrà avanti fino a quando l'assessore alla Casa del comune di Roma non autorizzerà Acea all'allaccio della fornitura elettrica. Sul posto è appena giunto il presidente del Municipio XI Andrea Catarci». Lo comunica, in una nota, Asia Rdb. EUR, ASIA RDB: «TERMINATA PROTESTA SEDE ACEAELECTRABEL» (OMNIROMA) Roma, 18 feb - «Si è conclusa l'occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell'Aeronautica da parte di Asia Rdb e degli inquilini di via Erminio Spalla 53. I manifestanti hanno deciso di porre fine alla protesta dopo che è stato fissato per venerdì 20 febbraio un incontro tra il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, Acea e la proprietà dell'immobile occupato in via Erminio Spalla 53, la Derilca srl facente capo all'immobiliarista Statuto, nel quale verranno definite le modalità e le caratteristiche dell'allaccio per la fornitura elettrica». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. 18 febbraio 2009 - Ansa CONTRATTI: FIRMATO PARASTATO MA PER CGIL A RISCHIO NULLITÀ (ANSA) - ROMA, 18 FEB - È stato firmato oggi all'Aran, in via definitiva, l'accordo separato per il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici che prevede un aumento medio a regime di circa 90 euro. L'intesa, che venne raggiunta a ridosso di Natale il 23 dicembre scorso, è stata sottoscritta da Cisl e Uil, ma non dalla Cgil che ha presentato ricorso al giudice del lavoro perchè considera questo contratto non valido. «In questo settore - ha affermato il segretario nazionale della Fp-Cgil, Alfredo Garzi - le sigle firmatarie non rappresentano il 51% della rappresentatività, il cui raggiungimento è necessario perchè l'intesa sia considerata valida, secondo quanto prevede la legge». A non sottoscrivere il contratto anche le Rappresentanze di Base del pubblico impiego (Rdb). Interessati sono importanti enti come l'Inps, l'Inail, l'Inpdap, l'Enpals, l'Ipost, l'Ipsema, la Croce Rossa, l'Aci l'Ice. L'accordo prevede un aumento di 78 euro destinati a incrementare lo stipendio tabellare, piu' dieci euro di indennita' di ente. Altri dieci euro andranno al fondo di produttivita' rappresentando una 'coda' del precedente contratto. Secondo la Fps-Cisl, il pagamento degli aumenti sara' possibile ''gia' nella busta paga di marzo con i relativi arretrati dei mesi di gennaio e febbraio 2009: una buona notizia per i 58 mila lavoratori del comparto che comprende gli enti previdenziali e assistenziali e altri enti come Parchi nazionali, enti di cultura e del turismo, Aci. Il contratto - ricorda il sindacato - conferma anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi per la produttivita' collettiva e il recupero delle risorse dei fondi previsti da leggi speciali sempre per la maggiore produttivita', utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento delle Agenzie. In un momento di crisi cosi' profonda per il Paese e di instabilita' occupazionale per tanti lavoratori del privato, e' significativo aver tutelato il potere d'acquisto di decine di migliaia lavoratori pubblici e delle loro famiglie. La stipula definitiva del contratto degli Enti Pubblici non Economici, dopo quella del 23 gennaio dei Ministeri e del 29 gennaio delle Agenzie Fiscali, rappresenta quindi un risultato molto positivo, che si realizza a poca distanza dalla definizione del nuovo 'Accordo quadro di riforma degli assetti contrattuali' per il mondo lavoro privato e pubblico''. CONTRATTI: FIRMA SEPARATA PER
PARASTATO; CGIL, È NULLO (ANSA) - ROMA, 18 FEB - Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici allunga la lista degli accordi separati. Dopo il via libera della Corte dei Conti e del governo, l'intesa è stata infatti sottoscritta oggi all'Aran da Cisl e Uil, ma non dalle Rdb e dalla Cgil, che ha presentato ricorso al giudice del lavoro perchè la ritiene illegittima. «In questo settore - sostiene - non è stato raggiunto il 51% della rappresentatività necessario perchè il contratto sia valido, così come prevede la legge». L'accordo venne raggiunto a dicembre scorso, a ridosso di Natale, e prevede un aumento medio a regime per il biennio 2008-2009 di circa 90 euro. Interessati sono circa 60 mila dipendenti di importanti enti come Inps, Inail, Inpdap, Enpals, Ipost, Ipsema, Croce Rossa, Aci e Ice. In particolare, 78 euro sono destinati a incrementare lo stipendio tabellare, a cui si aggiungono dieci euro che vanno sotto la voce di 'indennità di entè. Altri dieci euro andranno al fondo di produttività e rappresentano una 'codà del precedente contratto. La Fp-Cgil oggi ha chiesto di aspettare il pronunciamento del giudice e di tenere conto dell'esito del referendum promosso dalla stessa organizzazione tra i lavoratori che «hanno bocciato il contratto». Una richiesta che è stata respinta dalle altre organizzazioni decise a sottoscrivere il contratto. La Fps-Cisl bolla come «demagogiche» le polemiche della Cgil. «La stipula del contratto rappresenta un risultato concreto ed immediato rispetto alle difficoltà dei lavoratori: soldi in busta paga subito! Già a marzo, 58 mila famiglie avranno in media 98 euro di aumento e riceveranno anche gli arretrati di gennaio e febbraio», ha detto il segretario generale aggiunto Fps-Cisl, Mauro Giuliattini, sottolineando «l'importanza di un miglioramento tangibile che si contrappone a polemiche strumentali: non ha senso alimentare la confusione tirando in ballo un ricorso che non può portare ad altro che a danneggiare i lavoratori. È grazie a questo rinnovo che saranno recuperati entro giugno i tagli alla produttività previsti in precedenza: in tutto 500 milioni di euro che attraverso un'azione vigorosa al tavolo della trattativa riusciremo a riportare nei bilanci familiari dei lavoratori». Intanto domani partono le trattative per il rinnovo del contratto degli enti locali. «Confidiamo di concludere quanto prima anche i contratti di Regioni e Autonomie Locali e Sanità (oltre un milioni i dipendenti interessati, ndr) relativi al biennio economico 2008-2009», ha detto il presidente dell'agenzia, Massimo Massella Ducci Teri, esprimendo soddisfazione per la chiusura del parastato. 18 febbraio 2009 - Ami PRECARI Roma - Al presidio hanno partecipato anche le centraliniste licenziate dallospedale di Legnano, che già nei mesi scorsi protestarono mettendosi allasta su You Tube, dando poi vita ad una "strip conference". Le lavoratrici hanno attuato una nuova singolare iniziativa, uno "sciopero del futuro". I precari delle Pubbliche Amministrazioni insieme alla RdB-CUB hanno presidiato stamane Palazzo Madama, mentre le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro del Senato sono in procinto di esaminare il provvedimento che andrà a colpire i lavoratori precari bloccando tutti i processi di stabilizzazione. Il provvedimento in questione è stato sarcasticamente chiamato «ammazzaprecari». Al presidio hanno partecipato anche le centraliniste licenziate dallospedale di Legnano, che già nei mesi scorsi protestarono mettendosi allasta su You Tube, dando poi vita ad una "strip conference". Le lavoratrici hanno attuato una nuova singolare iniziativa, uno "sciopero del futuro". Sono arrivate bendate da Milano e, sempre bendate, hanno manifestato sotto Palazzo Madama per poi raggiungere il Ministero della Funzione Pubblica, dove rimarranno bendate ad oltranza fino a che non otterranno un incontro con il Ministro Brunetta. Il ministro era già sceso in campo sulla loro vicenda. Il titolare del dicastero per la Pubblica amministrazione e lInnovazione aveva spiegato quale fosse la «ratio» della legge e cioè impedire abusi nellutilizzo dei lavori flessibili, ma aggiunge un elemento importante e cioè che se le parti il sindacato e lAzienda ospedaliera si mettono daccordo è possibile concordare una proroga dei contratti a tempo determinato, anche in deroga al limite massimo di tre anni». «Faremo di tutto dice Riccardo Germani delle rappresentanze di base (Rdb) dellazienda ospedaliera perché siano riassunte». 18 febbraio 2009 - Nove da Firenze Agenzia delle Entrate: presidio oggi alla Direzione Regionale
Firenze - Dinanzi alla sede della direzione regionale per la Toscana si è svolta, nella mattina di mercoledì 18 febbraio, unassemblea-presidio dei lavoratori degli uffici cittadini di Firenze, per protestare sulle modalità di una riorganizzazione interna, già in pieno svolgimento, dei cui riflessi i lavoratori non sono stato informati. Si teme per le ricadute sulla mobilità del personale, sulla professionalità e sul salario. Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal Direttore Regionale, Dottor Greggio, che ha ascoltato le istanze proposte ed al quale sono state consegnate le firme raccolte in tutti gli uffici della regione. E stato inoltre richiesto al Direttore di farsi portavoce delle preoccupazioni e richieste dei lavoratori presso la Direzione Centrale. 18 febbraio 2009 - L'Unità Brutta sorpresa per i pensionati
pubblici: colpa del solito modulo. Errori o ritardi dellIndap: bastano per veder
decurtato lassegno Milano - Fortuna che il ministro Brunetta ha promesso
una pubblica amministrazione più snella e più vicina ai cittadini: «Ridateci i nostri
soldi! Ci avete rubato mezza pensione! Come facciamo adesso a sopravvivere?». Da lunedì
mattina migliaia di pensionati inferociti stanno prendendo dassalto le sedi Inpdap
su tutto il territorio nazionale per reclamare i soldi svaniti dagli assegni di febbraio. Le centraliniste di Legnano fanno lo sciopero del futuro Roma - Bendate davanti il ministero della Funzione pubblica, finché ilministro Brunetta non le riceverà. Tornano a farsi sentire oggi le dieci centraliniste dellospedale di Legnano, Milano, che nel settembre scorso dopo sei anni da interinali nellazienda sanitaria hanno perso il lavoro. Colpa del decreto Brunetta che impedisce la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione? Macchè, dice il ministro conuna lettera pubblicata unmese fa dal quotidianio Il Giorno: con un accordo azienda- sindacati le lavoratrici possono essere riammesse. Così non è stato. E loro - che dopo il mancato rinnovo si erano messe allasta con un video su Youtube, sperando in acquirente disposto ad offrire un lavoro - adesso pretendono una spiegazione. Bendate, prima davanti il Senato poi al ministero, attueranno lo "sciopero del futuro": «Perché in Italia non cè nulla da vedere, ci togliamo il futuro come ogni giorno migliaia di precari». 18 febbraio 2009 - Il Giorno Oggi sit in di protesta a Roma «Finora siamo state prese in giro»Si muoveranno tutto il giorno con gli occhi bendati di nero di SILVIA VIGNATI Legnano - AVANZANO incerte, bendate con un fascia nera. Come neri sono i cartelli che annunciano lo "sciopero del futuro", controbilanciati da stampe colorate raffiguranti il "Canto d'amore" di De Chirico (il pittore della metafisica, delle piazze deserte, dell'"Enigma dell'ora"), a dimostrare che il precariato è un "enigma senza risposte". Valentina dice: «È dal 1° settembre che viviamo in uno stato continuo di stress, ora andrò a Roma e spero sia la volta buona». Valentina, Anna Laura e Laura sono partite ieri pomeriggio. Una rappresentanza delle undici ex operatrici del call center dell'Azienda ospedaliera di Legnano. MA CON LORO c'erano anche le colleghe Conny, Milena, Cristiana: rimarranno a Varese, Cerro, Rescaldina, la fascia sugli occhi la terranno per solidarietà. «Per la prima volta in Italia abbiamo organizzato lo "sciopero del futuro" - afferma Riccardo Germani, sindacalista delle Rappresentanze di base (Rdb) -. Domani (oggi per chi legge, ndr) alle 10 parteciperemo al presidio dei precari indetto da Rdb-cub sotto il Senato, poi raggiungeremo Palazzo Vidoni sede della Funzione pubblica. Le ragazze rimarranno bendate dall'alba al tramonto, fino a venerdì. Saranno seguite da un medico, perché la privazione della vista per così tante ore al giorno più dar luogo a capogiri e labirintiti». La protesta, dopo la strip-conference al Teatro della Cooperativa di Milano del 5 settembre, torna silenziosamente rumorosa. Su Youtube i contatti sono stati 90mila, 500 le richieste di amicizia su Facebook. «Non abbiamo futuro, non abbiamo avuto risposte da nessuno - spiega Laura -. A Roma vogliamo incontrare il ministro Brunetta, che si era interessato a noi». GERMANI è un fiume in piena: «Abbiamo presidiato ed incontrato tutte le istituzioni, ma nessuna ha voluto risolvere il problema delle donne disoccupate. Solo prese in giro, dal Consiglio Regionale al Consiglio Provinciale, solo promesse e sempre la stessa risposta: non dipendeva da loro. I vertici dell'ospedale dicevano che il licenziamento delle donne non dipendeva da loro ma dalla legge Brunetta. Il ministro Brunetta diceva che non è colpa della sua legge, e che il licenziamento era ascrivibile ai vertici aziendali. Il sindaco di Legnano se n'è lavato le mani e il prefetto di Milano non sapeva cosa fare, vista l'indifferenza di tutti. Intanto si è smantellato un call center che funzionava per trasferirlo a Paternò per motivi non di ottimizzazione del servizio! Brunetta, ministro della trasparenza e dell'efficienza, non può non riceverci». Anna Laura: «Ad aprile scade il sussidio di disoccupazione (circa 700 euro, ndr), poi come campiamo?». Arsenale, ultimo atto Su 200
lavoratori solo 33 restano a Pavia PAVIA - «E' UNDELITTO non perseguire sbocchi occupazionali e vedere dismettere un ente di queste caratteristiche». Sono le parole pronunciate dal prefetto Ferdinando Buffoni incontrando ieri pomeriggio le organizzazioni sindacali e la Rsu dell'Arsenale. Parole di delusione per uno stabilimento in agonia da 12 anni, che tra due giorni accoglierà una speciale commissione della Difesa con l'incarico di avviare le procedure di dismissione e di reimpiego del personale. E proprio questo è il tasto dolente. Dei 222 lavoratori civili sul territorio potranno rimanerne solo 33 tra amministrativi e tecnici, gli altri saranno trasferiti a Milano e Piacenza. «Ma i 33 posti disponibili - sottolinea Faustino Giani della Rdb Cub - è ufficioso non ufficiale e deve essere preso con riserva, perché l'ultima parola toccherà alle amministrazioni centrali romane, che dovranno valutare le possibilità di ampliare il proprio organico sulla base dei bilanci e delle risorse». Una situazione che preoccupa molto i sindacati che rinnovano un appello al prefetto e alle forze politiche. «Nella conferenza di servizi del 22 dicembre - aggiunge Giani - erano stati presi degli impegni per un esame di possibili progettualità parziali o totali per l'Arsenale. Vorremmo che se ne tornasse a parlare sulla base degli indirizzi emersi, prima che si attuino procedure di non ritorno». IL PREFETTO, dal canto suo, si è impegnato a verificare le disponibilità di impiego per i lavoratori dell'Arsenale, all'interno del policlinico. «Speriamo ci siano possibilità occupazionali in viale Golgi - replica Giani -, ma a causa di un'amministrazione che non ha mai pensato di riqualificare il personale, non so se si apriranno prospettive per alcuni dipendenti dell'Arsenale. In linea di massima, infatti, anche tra gli amministrativi, si cercano lavoratori diplomati con capacità manageriali e organizzative, quando i lavoratori di via Riviera sono degli esecutivi». Sarebbero necessari, quindi, dei corsi di formazione e di rimotivazione. 18 febbraio 2009 - Il Manifesto TOSCANA SINDACATI IN AZIONE Per tutta la settimana ci sono iniziative e mobilitazioni dei Cobas dell'intera regione, contro lo stravolgimento del testo unico sulla sicurezza sul lavoro da parte del governo Berlusconi. A Firenze invece oggi dalle 11.30 manifestazione con presidio all'Agenzia delle entrate in via della Fortezza 8, organizzata dalle Rdb Cub toscane nella giornata nazionale di mobilitazione e protesta sulla riorganizzazione dell'Agenzia, attesa da otto anni. 18 febbraio 2009 - Il Tempo GuidoniaIl macchinario «usato» non
c'è. La protesta prosegue a oltranza: «Ora basta» SUBIACO - «Aspettavamo l'arrivo della Tac per oggi, come promesso dal direttore generale, ma non abbiamo avute risposte e così si continua ad occupare». Il presidio della direzione sanitaria dell'ospedale di Subiaco, scattato giovedì scorso per protesta contro la chiusura della sala parto e la mancanza da un anno dello strumento diagnostico, è arrivato al settimo giorno ma non prevede riposi. Anzi, agli esponenti di Pdl, Rdb-Cub e Tribunale per i diritti del malato si vanno aggiungendo i rappresentanti della Cisl, dei Centri anziani della Valle dell'Aniene e alcuni tra gli infermieri e medici del nosocomio sublacense. Che attendeva l'arrivo della Tac «usata» dismessa dall'ospedale di Tivoli (dove è stata installata una di ultima generazione) già dal dicembre scorso, come assicurato dal direttore generale dell'Asl RmG, Giovanni Di Pilla, prima dei «problemi tecnici» rivelati la settimana scorsa e il rinvio «ai prossimi giorni». Ma l'Angelucci, oltre ad aver perso la sala parto dal giugno scorso per carenza di pediatri, ha accumulato anche ritardi di due anni rispetto al cronoprogramma dei lavori di messa in sicurezza, con conseguenti disagi soprattutto per il reparto di Ortopedia, rimasto con soli due medici in servizio. Carenze d'organico denunciate ora anche per il reparto psichiatrico di diagnosi e cura. Il capogruppo del Prc in Consiglio regionale, Ivano Peduzzi, ha infatti inviato una lettera all'Asl RmG per segnalare come «da tempo il personale in servizio, in particolare quello medico, è solo di 4 unità», che equivale al «50% dell'organico previsto in un Spdc di 8 posti letto». Dove vi è «una sola unità, con un contratto a tempo determinato e con orario ridotto» e «l'attività lavorativa viene assicurata quasi esclusivamente grazie al raddoppio della turnazione del personale in servizio. Le conseguenze sono evidenti: oltre all'impossibilità di fruire in modo equilibrato dei turni di riposo e delle ferie si produce logoramento e stress del personale in servizio, con una ricaduta immediata sugli utenti, nei confronti dei quali si effettuano, giocoforza e per la maggioranza dei casi, interventi tampone, proprio per la difficoltà di avviare e seguire un processo terapeutico specifico». 18 febbraio 2009 - Il Quaderno Benevento: campagna contro linquinamento: stop dal sindacato RdB/Cub La federazione provinciale del sindacato RdB/Cub di Benevento ha inviato una nota agli assessori comunali alla Mobilità e allAmbiente per dissentire su alcuni aspetti della campagna contro linquinamento con il blocco totale o parziale del traffico veicolare. Secondo il sindacato, infatti, "le fasce orarie pomeridiane di restrizione e/o blocco al traffico, nelle giornate lavorative, creano notevoli disagi ai lavoratori, sopratutto ai pendolari che sono costretti a utilizzare i mezzi propri per recarsi nei posti di lavoro le cui sedi di servizio sono dislocate in vari punti della città. Analoga situazione viene rappresentata da quei lavoratori e cittadini che, già in situazioni normali, riscontrano delle difficoltà per soddisfare le proprie esigenze di carattere personale e familiari, esigenze di accesso agli uffici pubblici i cui orari di apertura al pubblico sono vari e diversificati tra di essi". Agli assessori, dunque, si chiede di rivedere "alcune di queste fasce di restrizione al traffico, almeno per quelle che attengono la chiusura al traffico pomeridiano nei giorni lavorativi, atteso che, al di là della paventata istituzione dei servizi navetta, non ci risulta una dettagliata programmazione per quanto attiene, appunto, listituzione di questi servizi aggiunti". 18 febbraio 2009 - La Nuova Ferrara I rappesentanti della Rdb criticano
il segretario Vitali COMACCHIO - E scontro tra i rappresentanti
dellRdb (Rappresentanza sindacale di base pubblico impiego) di Comacchio ed il
segretario provinciale della Cgil Natale Vitali. «Vitali ha violato la legge sulla
privacy - intervengono anche dallRdb di Ferrara - portando avanti una procedura non
proprio ortodossa, nei contenuti e nelle richieste allamministrazione comunale,
riguardante una presunta situazione organizzativa nello staff dellUfficio Urp
(Ufficio relazioni con il pubblico) di Comacchio». 18 febbraio 2009 - Varese news Malpensa - Dopo una serie di
passaggi tra cooperative di servizi (riconducibili alla stessa proprietà), 23 lavoratori
sono stati lasciati a casa. Cub, Cobas e Sdl protestano e chiedono il rispetto delle leggi A Malpensa una ventina di lavoratori iscritti a Sdl, Cobas e Cub hanno manifestato e organizzato un presidio davanti alla sede della società di catering Lsg SkyChefs. Dallo scorso 30 novembre la cooperativa ServiGest (che lavora in appalto per la suddetta Lsg SkyChefs) ha comunicato loro il licenziamento in tronco dopo il passaggio (subentro) dalla cooperativa "Archimede Logistica e packaging" appunto alla ServiGest. In 23 sono stati lasciati a casa, ad altri è stata proposta una nuova assunzione (circa 40 persone): chi è stato licenziato, come spesso accade nel grigio mondo delle cooperative di servizi che operano nello scalo varesino, era assunto come "socio lavoratore". Nella comunicazione dellInps ritirata dopo la fine del rapporto di lavoro in molti si sono accorti che mancano le loro spettanze del Tfr: niente contributi pagati, niente quota sociale restituita (circa 1000 euro a testa). Si tratta nella stragrande maggioranza di lavoratori stranieri: arrivano da Pakistan, India, Bangaldesh, Irak, Marocco, Nigeria, Benin, Cina, Costa dAvorio, Ghana. Una sola è italiana. Tutti sono nelle stesse condizioni: senza gli 800 euro mensili che garantiva loro il lavoro nella cooperativa (1000 con gli straordinari) in molti non riescono a pagare affitti, bollette e cibo per mogli, mariti e figli a carico. In tanti si trovano anche nella tragica condizione di dover rinnovare il permesso di soggiorno: senza un contratto di lavoro, le richieste vengono respinte. Sullo sfondo cè un problema antico a Malpensa, quello del ricorso allaffidamento in appalto a cooperative di servizi che si muovono in maniera più che disinvolta tra le pieghe delle normative che regolano i rapporti di lavoro. Nella vicenda in questione ci sono stati addirittura tre passaggi, che però da quello che spiegano i lavoratori e i sindacati, sono stati solo nominali: prima cera la Cis, poi lArchimede e infine la ServiGest, tutte cooperative riconducibili alla stessa proprietà, che ogni due/tre anni cambia nome e ragione sociale e lascia a casa parte dei dipendenti non ottemperando al pagamento di contributi e Tfr. Tra i lavoratori che hanno protestato con megafoni, bandiere e striscioni anche una giovane in maternità, padri di famiglia e altri senza speranze: «Siamo qui da sei anni spiegano Evan e Mohamad -, ora ci ritroviamo senza soldi, senza lavoro e senza la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno. Il lavoro cera e cè, anche se sappiamo bene che è diminuito: lavoravamo dieci e anche dodici ore al giorno. Ora al nostro posto hanno assunto altri. Sono solo degli sfruttatori». I sindacati Cobas, Cub ed Sdl hanno sporto denuncia per licenziamento senza giusta causa e mancato pagamento di contributi e spettanze da Tfr, ma dalla proprietà della cooperativa e dalla stessa SkyChefs Lsg nessuna risposta: «Chiederemo un incontro al Prefetto di Varese spiegano Giuseppe Tampanella (Cobas) e Aldo Pignataro (Sdl) -. Questa situazione è paradossale: hanno licenziato parte del personale e tenuto altri senza spiegare le motivazioni di questa scelta. Non ci sono tutele sociali né ammortizzatori sociali per questi lavoratori, a nessuno sembrano interessare. Il servizio pulizie e lavaggio legato al servizio catering di Lsg SkyChefs è stato ceduto per appalto a varie cooperative ormai da tempo, ma fin dallinizio le cooperative che si sono alternate (Cis, Archimede e ora ServiGest) hanno sempre dimostrato tutta la loro arroganza ed allergia alle regole sancite, col placet della società appaltatrice. Il problema è che il risparmio lo si attua sulle spalle di chi lavora. Lazienda committente decide che parte delle mansioni svolte allinterno della propria linea produttiva possono essere svolte da altre ditte appaltanti, lo cede al minor costo ad una cooperativa o consorzio di cooperative che li integra non come dipendenti ma come "soci-lavoratori", facendogli pagare una quota societaria trattenuta direttamente dal salario ed applicandogli statuti ed atti costitutivi peggiorativi del contratto nazionale di settore sia nella paga che nelle tutele, spesso licenziandoli senza che abbiano diritto allassegno di disoccupazione». I sindacati chiedono che tutti i dipendenti licenziati siano reintegrati sul posto di lavoro, il pagamento delle mensilità arretrate, il pagamento del Tfr e il diritto riconosciuto di organizzarsi con il sindacato. 18 febbraio 2009 - La Provincia di Varese I sindacati vanno dai legali. L'azienda prepara risposte (var) A tre giorni dall'allarme del sindacato Al Cobas- Cub Trasporti sul licenziamento - a loro giudizio improvviso e affrettato - di tre dipendenti assunti a tempo indeterminato alla Hupac si aspettano ancora risposte dai vertici dell'azienda. I delegati delle Rsu hanno chiesto ai dirigenti in una lettera formale datata 13 febbraio chiarimenti sui tagli effettuati senza il coinvolgimento delle parti sindacali: «Nel chiedervi di fornirci tutte le informazioni necessarie al corretto svolgimento dei nostri compiti invitiamo all'immediato ritiro dei licenziamenti, preavvisandovi che qualora questo non avvenisse, ci troveremo costretti ad agire con le opportune forme di lotta sindacale». Renzo Canavesi di Al Cobas Cub Trasporti ha convocato i legali: «Ci sembra sia stata presa una decisione affrettata, senza vagliare altre soluzioni e senza l'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Giovedì incontreremo i legali per capire come agire». In azienda si respira un clima d'attesa. Da un lato i dipendenti confidano nella solidità di Hupac che continua ad investire, dall'altro lato si teme però che il calo degli ordini possa provocare nuovi tagli. Venerdì scorso sono stati convocati dalla dirigenza tre lavoratori assunti a tempo determinato e si teme per gli altri 14 precari a cui dovrebbe scadere il contratto nei prossimi mesi. I dirigenti dell'azienda ieri erano in riunione per dare una risposta unitaria alle richieste e agli attacchi dei sindacati che sarà resa ufficiale nei prossimi giorni. 17 febbraio 2009 - Ansa DDL LAVORO: PRECARI; DOMANI DAVANTI SENATO PROTESTA RDB CUB(ANSA) - ROMA, 17 FEB - Mercoledì 18 febbraio i precari delle Pubbliche Amministrazioni insieme alla RdB-CUB presidieranno Palazzo Madama, mentre le Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro del Senato «si accingono ad esaminare un ennesimo provvedimento che andrà a colpire i lavoratori precari bloccando tutti i processi di stabilizzazione». La Rdb protesta contro l'approvazione del ddl lavoro che, dicono, «sancirà l'abrogazione di tutte le norme di stabilizzazione del precariato e il blocco di fatto anche dei processi di stabilizzazione avviati e faticosamente conquistati con le mobilitazioni di questi ultimi anni. La conseguenza immediata sarà la cancellazione di qualsiasi prospettiva, certezza, diritto e futuro, per centinaia di migliaia di precari presenti in tutta la Pa, con il rischio concreto che questi lavoratori vengano espulsi dai posti di lavoro dove operano da anni». La RdB-CUB chiede invece il ritiro dell'art. 7 del DDL 1167, il completamento dei processi di stabilizzazione, l'estensione dei diritti a tutte le tipologie di precariato opponendosi ai licenziamenti per fine contratto. «I provvedimenti già adottati dal governo, con tagli degli organici, blocchi del turn-over e limiti alle spese del personale, scaricano i costi della crisi sui lavoratori più deboli e senza diritti. PENSIONI: RDB-CUB, INPDAP RIDUCE A MINIMI ASSEGNI FEBBRAIO (ANSA) - ROMA, 17 FEB - «Questa mattina le sedi Inpdap sono state prese d'assalto da migliaia di pensionati inferociti per il fatto di ricevere una pensione ridotta fino al minimo di 450 euro» in conseguenza ad «un recupero forzoso». Lo afferma l'Rdb-Cub in una nota, aggiungendo che la vicenda «sta interessando circa 300.000 pensionati» ed «è stata causata da un'applicazione dissennata da parte dell'Inpdap della Finanziaria 2008, nella quale era prevista una pulitura dei dati relativi alle detrazioni fiscali attraverso una dichiarazione che deve essere presentata ogni anno al sostituto d'imposta». «Nessuno pensi di scaricare le responsabilità di questa situazione sui dipendenti», commenta Massimo Briguori della Rdb-Cub Inpdap, secondo cui «le responsabilità vanno ricercate nei tagli operati da Tremonti, nelle crociate di Brunetta e in chi vuol far pagare la crisi ai ceti popolari: chi ha provocato questa situazione ne risponda ora davanti a centinaia di migliaia di pensionati che vedono a rischio la propria sopravvivenza», conclude il rappresentante Rdb-Cub. TEATRI: OPERA ROMA; RDB,NOI ESCLUSI DA INCONTRO CON ALEMANNO (ANSA) - ROMA, 17 FEB - «Ieri il sindaco di Roma Alemanno ha ricevuto i sindacati sulle problematiche del Teatro dell'Opera. Sono state convocate anche organizzazioni che nel Teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la Rdb-Cub, che tra maestranze tecniche ed artistiche rappresenta invece decine di lavoratori, è stata esclusa dal confronto». Lo afferma, in una nota, Pio Congi, della Federazione nazionale Rdb-Cub. «Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali, lo stesso metodo si ripete per il Teatro dell'Opera - prosegue Congi - i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica. Così i problemi del Teatro, del suo bilancio e delle responsabilità di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al più l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica». «Ma la Rdb-Cub non demorde - conclude Congi - e continuerà a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si è seduto con il Sindaco. Con azioni concrete il sindacato di Base difenderà le proprie prerogative ed i diritti dei lavoratori rappresentati». 17 febbraio 2009 - Adnkronos PENSIONI: RDB-CUB, INPDAP AVVIA RECUPERO FORZOSO Roma, 17 feb. - (Adnkronos) - «Questa mattina le sedi Inpdap sono state prese d'assalto da migliaia di pensionati inferociti per il fatto di ricevere una pensione ridotta fino al minimo di 450 Euro. Si è assistito a scene di rabbia e disperazione da parte di chi, con le bollette da pagare in mano e le lacrime agli occhi, minacciava di denunciare alla Procura i direttori delle sedi».Lo denuncia in una nota Rdb-Cub che riferisce come «l'impatto agli sportelli è stato pesantissimo, facendo registrare una presenza quantificabile in media a tre volte il normale afflusso, che già i ridottissimi organici dei dipendenti riescono a garantire solo con notevolissime difficoltà. La vicenda, sostiene ancora il sindacato, che sta interessando circa 300.000 pensionati, »è stata causata da un'applicazione dissennata da parte dell'Inpdap della Finanziaria 2008, nella quale era prevista una pulitura dei dati relativi alle detrazioni fiscali attraverso una dichiarazione che deve essere presentata ogni anno al sostituto d'imposta«. Nel mese di febbraio 2008, l'Inpdap aveva inviato a tutti i pensionati la comunicazione relativa a tale obbligo di presentazione della dichiarazione entro il 31 maggio, e poi una seconda comunicazione in ottobre con proroga fino al 28 novembre. Non tutti i pensionati hanno risposto correttamente e nei tempi previsti, ma sia chi aveva presentato la dichiarazione, sia chi non lo ha fatto, si è trovato sulla pensione di febbraio il conguaglio relativo agli importi non correttamente percepiti, a seguito delle variazioni sui familiari non più a carico. Ad esempio, un pensionato per cui risultava non correttamente una detrazione per due figli a carico al 50%, si è visto recuperare 25 Euro al mese per ogni figlio per tutto il 2008, ovvero una decurtazione della pensione pari a 600 Euro. Il taglio diventa di circa 1.800 Euro se insieme a due figli risulta anche la moglie. Per problemi di travaso dei dati da un sistema all'altro, l'Inpdap non ha provveduto a sistemare immediatamente quelle posizioni conosciute già fin da maggio. Per garantire comunque una pensione, l'Inpdap ha pensato di riconoscere il trattamento minimo di pensione pari a 450 Euro, rateizzando l'eventuale debito restante nei mesi successivi, con il relativo calcolo degli interessi. »Nessuno -afferma Massimo Briguori della RdB-CUB Inpdap - pensi di scaricare le responsabilità di questa situazione sui dipendenti, che tutti i giorni sono costretti a fare i conti con le croniche carenze degli organici e disfunzioni organizzative da terzo mondo. Basti pensare che nel solo periodo 5.12.08/16.2.09 si sono verificati ben 31 giorni di blocco dei sistemi informatici. Le responsabilità vanno ricercate nei tagli operati da Tremonti, nelle crociate di Brunetta, e in chi vuol far pagare la crisi ai ceti popolari: chi ha provocato questa situazione ne risponda ora davanti a centinaia di migliaia di pensionati che vedono a rischio la propria sopravvivenza«, conclude il rappresentante RdB-CUB. TEATRO: RDB-CUB SU OPERA ROMA,
ALEMANNO CONVOCA SINDACATI MA CI ESCLUDE Roma, 17 feb. - (Adnkronos) - "Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali, lo stesso metodo si ripete per il Teatro dell'Opera: i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica". E' quanto dichiara Pio Congi, della Federazione nazionale RdB-Cub in merito alla decisione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di ricevere i sindacati sulle problematiche del Teatro dell'Opera. Quello che Congi contesta e' che ''siano state convocate anche organizzazioni che nel Teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la RdB-Cub che, tra maestranze tecniche ed artistiche, rappresenta invece decine di lavoratori, e' stata esclusa dal confronto''. "Cosi' i problemi del Teatro, del suo bilancio e delle responsabilita' di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al piu' l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica. Ma la RdB-Cub non demorde - prosegue Congi - e continuera' a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si e' seduto con il sindaco. Con azioni concrete il sindacato di base difendera' le proprie prerogative ed i diritti dei lavoratori rappresentati". 17 febbraio 2009 - Dire TEATRO OPERA. RDB: ALEMANNO DISCRIMINA LE SIGLE SINDACALI (DIRE) Roma, 17 feb. - "Ieri il sindaco Alemanno ha ricevuto i sindacati sulle problematiche del Teatro dell'Opera. Sono state convocate anche organizzazioni che nel teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la Rdb-Cub, che tra maestranze tecniche e artistiche rappresenta invece decine di lavoratori, e' stata esclusa dal confronto". Lo afferma una nota delle stesse Rdb, che prosegue: "Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali, lo stesso metodo si ripete per il Teatro dell'Opera- commenta Pio Congi, della Federazione nazionale Rdb-Cub- i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica". "Cosi' i problemi del teatro, del suo bilancio e delle responsabilita' di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al piu' l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica. Ma la Rdb-Cub non demorde- prosegue Congi- e continuera' a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si e' seduto con il sindaco. Con azioni concrete il sindacato di base difendera' le proprie prerogative e i diritti dei lavoratori rappresentati", conclude il rappresentante Rdb-Cub. 17 febbraio 2009 - Omniroma PA, RDB-CUB: «DOMANI IN PIAZZA PER RIPENDERCI FUTURO» (OMNIROMA) Roma, 17 feb «Domani i precari delle Pubbliche amministrazioni insieme alla RdB-CUB presidieranno Palazzo Madama, mentre le commissioni Affari Costituzionali e Lavoro del Senato si accingono ad esaminare un ennesimo provvedimento che andrà a colpire i lavoratori precari bloccando tutti i processi di stabilizzazione. Al presidio parteciperanno anche le centraliniste licenziate dall'ospedale di Legnano, che già nei mesi scorsi protestarono mettendosi all'asta su You Tube, dando poi vita ad una »strip conference«. Domani le lavoratrici attueranno una nuova singolare iniziativa, uno »sciopero del futuro« che le vedrà arrivare bendate da Milano e, sempre bendate, manifestare sotto Palazzo Madama per poi raggiungere il Ministero della Funzione Pubblica, dove rimarranno bendate ad oltranza fino a che non otterranno un incontro con il Ministro Brunetta». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. Cristiano Fiorentini, della direzione nazionale RdB-CUB P.I., illustra le ragioni della mobilitazione: «Se verrà approvato anche dal Senato, il DDL A.S. 1167, ed in particolare l'art.7, sancirà l'abrogazione di tutte le norme di stabilizzazione del precariato e il blocco di fatto anche dei processi di stabilizzazione avviati e faticosamente conquistati con le mobilitazioni di questi ultimi anni. La conseguenza immediata sarà la cancellazione di qualsiasi prospettiva, certezza, diritto e futuro, per centinaia di migliaia di precari presenti in tutta le P.A., con il rischio concreto che questi lavoratori vengano espulsi dai posti di lavoro dove operano da anni, consentendo alle Amministrazioni e agli Enti di funzionare e di svolgere il proprio compito istituzionale». «La RdB-CUB, da sempre impegnata a fianco dei precari - prosegue Fiorentini - chiede il ritiro dell'art. 7 del DDL 1167, il completamento dei processi di stabilizzazione, l'estensione dei diritti a tutte le tipologie di precariato opponendosi ai licenziamenti per fine contratto. I provvedimenti già adottati dal governo, con tagli degli organici, blocchi del turn-over e limiti alle spese del personale, scaricano i costi della crisi sui lavoratori più deboli e senza diritti. Per questo il 18 febbraio saremo davanti al Senato, e manifesteremo contro il furto di futuro ai danni di migliaia di lavoratori». TEATRO OPERA, RDB-CUB: ALEMANNO SCEGLIE INTERLOCUTORI SINDACALI (OMNIROMA) Roma, 17 feb - «Ieri il sindaco di Roma Alemanno ha ricevuto i sindacati sulle problematiche del Teatro dell'Opera. Sono state convocate anche organizzazioni che nel Teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la Rdb-Cub, che tra maestranze tecniche ed artistiche rappresenta invece decine di lavoratori, è stata esclusa dal confronto». Così in una nota Rdb-Cub. «Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali, lo stesso metodo si ripete per il Teatro dell'Opera - commenta Pio Congi, della Federazione nazionale Rdb-Cub - i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica». «Così i problemi del Teatro, del suo bilancio e delle responsabilità di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al più l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica. Ma la Rdb-Cub non demorde - prosegue Congi - e continuerà a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si è seduto con il sindaco. Con azioni concrete il sindacato di base difenderà le proprie prerogative ed i diritti dei lavoratori rappresentati». 17 febbraio 2009 - Apcom Lazio/ Roma, Rdb-Cub: Noi esclusi da
confronto su teatro opera Roma, 17 feb. (Apcom) - La Rdb-Cub è stata esclusa dal confronto con l'amministrazione comunale di Roma sul teatro dell'opera. E' la denuncia lanciata dalla stessa sigla sindacale in una nota. "Ieri - spiega - il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha ricevuto i sindacati sulle problematiche del teatro dell'opera. Sono state convocate anche organizzazioni che nel teatro rappresentano solo un iscritto, mentre la Rdb-Cub, che tra maestranze tecniche ed artistiche rappresenta invece decine di lavoratori, è stata esclusa dal confronto". "Come nei giorni scorsi per le problematiche dei dipendenti comunali - commenta Pio Congi, della federazione nazionale del sindacato - lo stesso metodo si ripete per il teatro dell'opera, i sindacati vengono coinvolti non sulla base dell'effettiva rappresentanza, ma su base ideologica. Così i problemi del teatro, del suo bilancio e delle responsabilità di gestione finiscono in secondo piano, mettendo al più l'ennesima toppa con i soldi pubblici e avvicendando qualche carica. Ma la Rdb-Cub non demorde - prosegue Congi - e continuerà a denunciare gli sprechi e i favoritismi della dirigenza e il consociativismo di chi oggi si è seduto con il sindaco. Con azioni concrete il sindacato di base - conclude - difenderà le proprie prerogative ed i diritti dei lavoratori rappresentati". 17 febbraio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 6
- Anno VI In questo numero: * Deleghe sulla pubblica amministrazione, dal
Parlamento pieni poteri al Governo 17 febbraio 2009 - Legnano news DOPO LO STRIP, LE EX CENTRALINISTE
DELL'OSPEDALE PROTESTANO BENDATE Legnano - Dopo lo strip, la benda sugli occhi. Non stiamo parlando di qualche fantasia erotica, bensì delle plateali forme di protesta delle ex centraliniste dellospedale di Legnano che dopo il successone mediatico del loro soft spogliarello su You Tube, questo pomeriggio 17 febbraio sono tornate alla carica con una nuova singolare manifestazione, messa in scena davanti ai cancelli del nosocomio cittadino. Benda sugli occhi e cartelli in mano con scritto a caratteri cubitali "rimaniamo bendate perché non cè nulla da vedere", le dieci centraliniste (lundicesima ha trovato lavoro) lanceranno su Facebook la loro nuova singolare protesta battezzata lo "sciopero del futuro". "Abbiamo presidiato e incontrato tutte le istituzioni locali, ma nessuna ha voluto risolvere il nostro problema - racconta Ornella Cameran, responsabile della RdB-Cub, che sin dal principio ha sostenuto la vertenza delle centraliniste. Dal consiglio regionale al consiglio provinciale solo promesse e sempre la stessa risposta: non dipendeva da loro. L'ospedale attribuiva il licenziamento alla legge Brunetta che sua volta rispediva restituiva la responsabilità ai vertici aziendali. Il sindaco di Legnano se ne è lavato le mani e il Prefetto, vista l'indifferenza generale, non sapeva cosa fare. Ma noi andremo avanti e in questo momento stiamo partendo per Roma, per partecipare alla manifestazione dei precari pubblici indetta dalla RdB-Cub davanti al Senato, e intendiamo incontrare il ministro Brunetta. Faremo "lo sciopero del futuro" davanti al ministero della Funzione Pubblica, dove aspetteremo tutti coloro che credono che il futuro ci appartiene e che dobbiamo riprendercelo". Chi vorrà aderire allo "sciopero del futuro" potrà farlo su Facebook. I video delle precarie di Legnano sono invece su Youtube: "11 precarie legnano". Oltre ai manifesti sullo sciopero del futuro, le ex centraliniste stringevano oggi anche dei cartoncini che riproducevano un quadro di Giorgio De Chirico dal titolo Canto damore. Un dipinto che cela "lenigma non risolto": "Per noi questo enigma hanno detto le centraliniste è appunto chi sia il colpevole della nostra situazione. Ci hanno licenziato e vogliamo capire di chi sia la colpa. Il nostro caso, come quello di milioni di precari in tutta Italia, è un enigma senza risposte, senza futuro. Tutti i giorni dallalba al tramonto ci benderemo, ci toglieremo il futuro, come ogni giorno milioni di lavoratori precari vivono senza garanzia, senza futuro". 17 febbraio 2009 - Corriere della Sera Emergenza casa Petrucci: «Chiediamo al sindaco le varianti»L'Ater: «Pronti a costruire 2.500 nuovi alloggi popolari» La protesta. Le famiglie di via Pincherle chiedono un ruolo di garanzia nella trattativa con Regione e proprietà Roma - Edilizia residenziale pubblica: l'Ater (ex Iacp) si
candida. «Abbiamo colto l'occasione della pubblicazione del bando del Comune di Roma
finalizzato al reperimento di aree per l'attuazione del piano di housing sociale, per una
ricognizione in casa nostra» ha detto il presidente Luca Petrucci in conferenza stampa.
Dall'indagine è emerso che - malgrado i noti problemi di liquidità Ater sarebbe in grado
di costruire 461 alloggi nelle zone di Primavalle, Montesacro, Bufalotta, Tiburtino III,
Torre Spaccata, Borgo del Trullo, Pisana. 17 febbraio 2009 - Il Gazzettino Operatori sociosanitari Non si placano le polemiche sullaccordo Dolo - Secco botta e risposta tra RdB e Fps Cisl sulla questione degli Operatori socio sanitari. A lanciare la prima stoccata sono state le Rappresentanze di base: «Si era definito, davanti a numerosi lavoratori, che avrebbero fatto le loro valutazioni sulla concreta possibilità di costruire una turnistica che consentisse almeno un doppio riposo festivo nel corso del mese lavorativo e si era rinviata la discussione ad un incontro previsto nei primi giorni di marzo 2009, in quanto avevano bisogno di almeno un mese per studiare la nuova turistica. Dimprovviso Cgil Cisl e Uil e lAmministrazione hanno concordato una trattativa l11 febbraio 2009, alla quale la nostra delegata è venuta a conoscenza per caso: è stato stabilito in quellincontro, un accordo sulla modifica della turnazione degli operatori, alla faccia del periodo necessario per studiare nel particolare la nostra proposta, che stabilisce il 3+1». E spiega come ad unattenta lettura dellaccordo niente di quanto chiesto in fase di trattativa era stato inserito e per cui avevano deciso di ritirare la firma. Ma la Cisl, con Simone Naletto, ha ribattuto: «La Cisl non propende per un turno piuttosto che per un altro. Certe dichiarazioni del tutto gratuite sono false e completamente fuori luogo e danno alibi solo a ridicole strumentalizzazioni. È impensabile siglare un accordo sindacale ove a beneficiarne risulta essere solo un parte e pure minoritaria dei lavoratori. Esistono realtà lavorative importanti sia a Mirano che a Noale dove da tempo il personale pratica il turno 3-1. LRdB dovrà spiegare a questi ultimi perché i loro colleghi di Dolo potranno fare un turno diverso e decidere loro quando fare un week-end a casa una tantum mentre i restanti altri no». 17 febbraio 2009 - EPolis Roma Via Pincherle Roma - Il gabinetto della Prefettura si è impegnato a convocare per domani un tavolo con la proprietà dell'immobile di via Pincherle per rilanciare la proposta di compravendita. Lo hanno riferito alcuni esponenti degli inquilini al termine di un incontro avuto nel pomeriggio in prefettura, davanti alla quale hanno organizzato un sit-in di protesta insieme all'Asia Rdb, esponendo un paio di striscioni con la scritta «Prefetto, blocco vendite a terzi di via Pincherle» e «Sciopero della fame». I residenti, per nulla intenzionati a tornare sui propri passi, chiedono che si riapra la discussione con la società proprietaria sul futuro degli appartamenti messi in vendita, che non hanno potuto comprare nonostante vi abitino da quaranta anni. L'auspicio è che venga fatta una proposta maggiorata per poter riscattare gli immobili. La trattativa con la proprietà. Occorre un rilancio La società proprietaria degli immobili ha rifiutato una prima offerta da parte dell'Ater di Roma non accontentandosi di un guadagno di due milioni di euro. 17 febbraio 2009 - Gazzetta del Mezzogiorno I Vigili del fuoco: «Impreparati a
un incendio sul metrò di Bari» BARI - Metropolitana per il San Paolo e non solo: è guerra tra i vigili del fuoco ed il comandante del corpo. La mancata prevenzione sulla nuova linea ferroviaria è oggetto dellattacco delle segreterie provinciali di Confsal ed Rdb/Cub al dirigente Giovanni Micunco. In ballo anche i criteri di distribuzione del Fua (fondo unico di amministrazione) al personale. Così, fallito il tavolo di conciliazione a fine gennaio, prosegue lo stato di agitazione proclamato a dicembre in seguito alle decisioni prese dallAmministrazione sul Fua, che adesso sfocerà nella manifestazione indetta per giovedì (alle 10) in piazza Prefettura. Vertenza a cui si aggiungono le polemiche sulla metropolitana. «I vigili del fuoco di Bari non hanno mai avuto la formazione e le procedure operative standard (pos), di come intervenire nella galleria, sul viadotto e su tutta la linea ferroviaria nuova», affermano in un documento congiunto Domenico Damiani e Biagio De Santis (segreteria provinciale Confsal) e Domenico Sciacovelli (segretario provinciale Rdb/Cub). «Non conoscono il sito - proseguono - non hanno lattrezzatura idonea per intervenire nelle gallerie, la sala operativa di Bari non ha nessun riferimento e numeri telefonici dei responsabili delle ferrovie, non conoscono come disattivare le linee elettriche, di come funzioni limpianto idrico, le vie di fuga nella galleria per le evacuazioni, le nuove stazioni con i relativi ascensori. In pratica tutta la tecnologia è sconosciuta ai vigili del fuoco baresi». Da qui la denuncia, perché «se dovessimo intervenire in galleria o in altre parti della linea ferroviaria potrebbe essere a rischio la vita degli stessi vigili e quella dei cittadini». LATITANZA - Il comando di Bari è accusato di essere «come sempre latitante», oltre ad avere «una predisposizione genetica a non mantenere le corrette relazioni sindacali»: lo affermano i sindacati Confsal (120 iscritti) e RdB (50), che a Bari con Cgil, Cisl e Uil sono rappresentativi e titolati a contrattazione (a cui si aggiungono Conapo, Cisal, Ugl non rappresentativi). Il personale tra amministrativi, dirigenti e operativi in tutta la provincia di Bari annoverà circa 500 unità, ma non tutte iscritte al sindacato. «Il comando - concludono Confsal e RdB - sino ad oggi non ha attivato nessuna formazione e visite guidate al sito, così come non è stata acquistata nessuna attrezzatura idonea. Sarebbe utile far conoscere a tutti i vigili del fuoco operativi e alla sala operativa caratteristiche tecniche e procedure per intervenire in caso di necessità». LA REPLICA - «Sono ignoranti». Non si fa attendere la replica stizzita del comandante dei vigili del fuoco di Bari. Che spiega. «Lintervento in metropolitana non è soggetto ad interventi diversi dal normale, ad eccezione di quelli intorno ai gruppi elettrogeni, procedura per la quale siamo preparati », tuona Micunco. «Non è stato fatto nulla perché non cè nulla di nuovo - ripete -. Il funzionario istruttore non ha segnalato nulla proprio perché non è unattività soggetta a prevenzione incendi». Quindi, nella malaugurata ipotesi di incidente sulla linea ferroviaria Bari-San Paolo non sono previste specifiche procedure dintervento? «Il personale è già addestrato per ogni procedura», dichiara Micunco, per poi passare al contrattacco. «E poi bastava che ci venisse chiesto e avremmo provveduto - ribadisce -. Su certe cose serve la sensibilità del funzionario istruttore nel capire le nuove dinamiche». «Invece - incalza - certi sindacati anziché lavorare per risolvere i problemi, pensano solo a crearli. Su certe cose serve la collaborazione, non solo lattività di denuncia». Poi una stilettata anche sulla vicenda Fua. «Vogliono condizionare lAmministrazione, portandola a scelte che non condividiamo - afferma Micunco - quando allinterno dei sindacati ci sono posizioni differenti». E su stato di agitazione e attacchi alla sua figura. «Aveva ragione Andreotti - conclude - il potere logora chi non ce lha». 17 febbraio 2009 - Vivere Ancona RdB CUB PI Agenzie Fiscali, giornata nazionale 'Che fine faremo?' Ancona - Si chiama "Che fine faremo?"
liniziativa che le Rappresentanze Sindacali di Base del pubblico impiego (RdB/CUB)
organizzano per mercoledì 18 febbraio in tutte le Direzioni Regionali delle Entrate.
Nellambito della suddetta iniziativa nazionale le RdB CUB PI Agenzie Fiscali Marche
hanno organizzato nella stessa giornata del 18 febbraio unassemblea presso la
Direzione Regionale delle Entrate Marche ad Ancona, in via Palestro n. 15. Allordine
del giorno, la riorganizzazione delle Entrate. Le RdB chiedono che sul processo di
riorganizzazione prossimamente in atto si giunga a un accordo-quadro nazionale che
chiarisca le ricadute logistiche, professionali e salariali ad esso legate. Per questo
hanno promosso una raccolta di firme negli uffici locali tra tutti i lavoratori del fisco
ha sostegno di una mozione che al termine dellassemblea sarà consegnata ai vertici
della Direzione Regionale insieme alle firme raccolte. Con la mozione i lavoratori delle
Entrate chiederanno al Direttore regionale di farsi carico presso i vertici nazionali che
sulla riorganizzazione si arrivi a un accordo quadro che garantisca: 17 febbraio 2009 - Padova news Padova. Qui non denunciamo nessuno! Padova - "Qui non denunciamo nessuno". Mozione
che proponiamo alla sottoscrizione dei dipendenti della sanit pubblica di Padova e
provincia: 17 febbraio 2009 - La Stampa UNO STUDIO DELLA CUB«Se i precari si mobilitano possono fermare la didattica» Torino - Le prime vittime della riforma Gelmini saranno i precari. E quanto pesi davvero questa forza lavoro nella scuola torinese (stimata intorno al 20%) lo ha misurato il sindacato Cub Scuola. «Abbiamo fatto una ricerca scuola per scuola - dice il segretario Cosimo Scarinzi - attraverso un campione significativo: abbiamo accertato così che ci sono scuole che possono funzionare solo grazie al lavoro precario». In attesa di presentare tutto lo studio durante lassemblea che si terrà al Castello del Valentino nel pomeriggio del 25 febbraio, Scarinzi offre qualche dato: allItc Russel Moro su 88 docenti 17 sono precari, allistituto comprensivo di SantAntonino di Susa sono 35 su 120 e 12 gli ata su 34, al Plana su 124 docenti i precari sono 35 e gli ata 22 su 50. E così via. «Vogliamo che questi lavoratori capiscano che la loro mobilitazione può fermare la didattica». 17 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo Pigna, tavolo a tre per ridisegnare il
futuro delle aree Un tavolo tecnico a tre, composto da Comune,
immobiliare proprietaria degli spazi e azienda, per definire il futuro urbanistico delle
aree della Cartiere Paolo Pigna. È la decisione presa ieri mattina all'incontro
istituzionale che si è svolto in municipio ad Alzano. Due i punti in discussione: il
mantenimento dell'occupazione e la dislocazione dello stabilimento. E sul tavolo c'è
un'ipotesi di massima alla quale si lavorerà in sede tecnica con tempi che si
preannunciano brevi: mantenere uno spazio per la Pigna e insediare anche nuove attività
produttive e di servizio che possano creare occupazione. 16 febbraio 2009 - Dire CASA. ASIA-RDB: BLOCCARE SUBITO SFRATTI E SGOMBERI(DIRE) Roma, 16 feb. - Questa mattina una mobilitazione dei Blocchi Precari Metropolitani e di Asia-Rdb ha impedito lo sfratto di una famiglia di tre persone in via G. Di Vittorio 15, riuscendo a strappare un rinvio al 24 marzo. Lo rende noto un comunicato di Asia-Rdb, che prosegue: "L'ennesimo sfratto per morosita' a Roma, mentre e' in corso una crisi economica che colpisce milioni di persone. Un mese fa, sempre nel Municipio VI, era toccato a una mamma che ha perso il lavoro e alla sua bambina, che insieme ad altri sfrattati hanno occupato uno stabile in via Argentina Altobelli e attendono risposte da parte delle amministrazioni". "Domani, numerosi attenderemo l'ufficiale giudiziario e la forza pubblica in via Monte Fumaiolo 30, per difendere un'altra famiglia che non riesce piu' a sostenere il costo dell'affitto- sottolinea la nota- Riteniamo inaccettabile sbattere per la strada persone che non riescono a sostenere il costo degli affitti senza prima predisporre misure in grado di garantire il passaggio da casa a casa; attaccare le occupazioni in nome di una legalita' sempre a senso unico visto che il Comune di Roma non da risposte all'emergenza abitativa; disegnare politiche abitative funzionali a rispondere alle esigenze del mercato, dei costruttori e degli speculatori immobiliari invece che a garantire il diritto alla casa". "Chiediamo pertanto il blocco degli sfratti e degli sgomberi- insiste la nota- fino all'attuazione di un piano di edilizia residenziale pubblica che consenta il passaggio da casa a casa; un piano casa che risponda alla necessita' della citta' che soffre a causa della crisi, delle dismissioni, di affitti e mutui insostenibili". E ancora, "che vengano istituiti in tutti i Municipi di Roma dei centri temporanei di emergenza abitativa in grado di dare una risposta immediata a chi viene sfrattato; che il Municipio VI convochi urgentemente un consiglio straordinario sull'emergenza abitativa e sul progetto e la destinazione d'uso dello stabile di via Argentina Altobelli". CASA. ASIA-RDB: INQUILINI VIA PINCHERLE IN PREFETTURA (DIRE) Roma, 16 feb. - Si e' appena conclusa la manifestazione di circa un centinaio di inquilini di via Pincherle, che dalle 15 hanno organizzato un presidio davanti a Palazzo Valentini per chiedere al prefetto di svolgere un ruolo di garanzia nella trattativa tra Regione Lazio e Area Mestre/Giacomazzi sul futuro di 116 appartamenti messi in vendita. Lo fa sapere una nota dell'Asia-Rdb, che insieme ad una delegazione di inquilini "e' stata ricevuta dalla dottoressa Vaccaro, gia' precedentemente a conoscenza della situazione, che si e' fatta carico di riferire al prefetto dell'incontro questa sera". "La dottoressa Vaccaro- prosegue la nota- si e' impegnata a portare la questione di via Pincherle al tavolo sull'emergenza abitativa che si riunira' in prefettura il 18 febbraio e ad approfondire con il comune di Roma la possibilita' di costruire una sinergia istituzionale utile a portare nuovamente su un tavolo Area Mestre e Giacomazzi. Per decidere le prossime iniziative gli inquilini e Asia-Rdb stanno tornando a via Pincherle, dove da dieci giorni procede lo sciopero della fame all'interno di uno spazio di proprieta' Area Mestre -utilizzato da Gabetti per la vendita degli appartamenti- occupato dagli inquilini lo scorso 5 febbraio". 16 febbraio 2009 - Ansa CASA: VIA PINCHERLE MERCOLEDÌ AL TAVOLO EMERGENZA (ANSA) - ROMA, 16 FEB - La vicenda degli inquilini delle case di via Pincherle messe in vendita sarà portata al tavolo sull'emergenza abitativa che si terrà mercoledì prossimo in prefettura. Lo hanno riferito alcuni esponenti degli inquilini al termine di un incontro avuto nel pomeriggio in prefettura, davanti alla quale hanno organizzato un sit-in, organizzato dall'Asia Rdb. Gli inquilini, da giorni in sciopero della fame, chiedono si riapra la discussione con la società proprietaria sul futuro degli appartamenti messi in vendita, che non hanno potuto comprare nonostante vi abitino da 40 anni. «La vicenda degli inquilini di via Pincherle - ha detto il consigliere comunale della Sinistra Democratica Maria Gemma Azuni - è la punta di un iceberg. Se ci si arena con una immobiliare, cosa può succedere a Roma con le dismissioni delle case degli enti che riguarderanno a breve migliaia di famiglie?». 16 febbraio 2009 - Il Cittadino Casale. La presa di posizione
durante linaugurazione della sede Rdb-Cub Casale - «Proponiamo a tutte le delegazioni sindacali, forze politiche e sociali uno sciopero generale della provincia di Lodi al fine di evidenziare una situazione difficile per il territorio sia da un punto di vista occupazionale, con circa 700 posti di lavoro in meno previsti nellanno, che da un punto di vista ecologico-ambientale con richieste di nuove discariche da insediare in una provincia che da una recente analisi dellEnte regionale per i servizi allagricoltura e alle foreste risulta essere la provincia lombarda che ha cementificato di più dal 2005 al 2007».Questo il proclama del rappresentante regionale della federazione delle rappresentanze sindacali di base Rdb-Cub Gianfranco Bignamini nellambito della cerimonia di inaugurazione della sede della federazione provinciale della Rdb-Cub del Lodigiano in via Marsala 53 a Casale, tenutasi domenica. «La Rdb-Cub - ha detto Bignamini - nasce nel 1992 nel settore del pubblico impiego a Lodi. Ora, a distanza di 16 anni, ci vede rappresentati in tutte le realtà dellimpiego pubblico oltre che nel settore privato nelle fabbriche del territorio come la Lever di Casale. Lapertura di questa sede provinciale a Casale - ha ribadito Bignamini - è un sogno che si è concretizzato e sicuramente una sfida difficile in un momento che cè più che mai bisogno di una solida presenza sindacale. Questa sede avrà compiti difficili ma ora esiste finalmente un punto di riferimento concreto, aperto tutti i giorni, dove i lavoratori potranno avere un riferimento e unassistenza costante su tutte le problematiche legate al lavoro e alla vita sociale».Alla cerimonia inaugurale era presente anche lassessore allecologia della provincia Antonio Bagnaschi che, nel porgere i propri auguri di un buon lavoro ha ricordato «il difficile momento occupazionale territoriale» augurandosi che «le forze sindacali, i rappresentanti istituzionali, il mondo sociale e i lavoratori e cittadini tutti riescano a superare questa situazione preoccupante». Presenti anche il consigliere comunale del Partito vomunista dei lavoratori Leopoldo Cattaneo, il segretario provinciale Rdb-Cub Davide Santambrogio, Sandro Sartorio della Federazione regionale Rdb-Cub e Marina Zetti del pubblico impiego Lombardia, che ha ribadito come «lapertura di una nuova sede sindacale sia importante come punto di riferimento per tutti i lavoratori della zona». 16 febbraio 2009 - La Nuova Venezia Accordo Asl 13 Rdb non firma DOLO - Il sindacato di base Rdb ritira la firma dallaccordo siglato con la direzione dellAsl 13 sulla questione degli operatori socio sanitari di Dolo. Il motivo è il mancato inserimento nel documento della proposta di doppio riposo festivo da effettuarsi almeno una volta al mese. «Dopo unattenta lettura - spiega Federico Martelletto - abbiamo deciso di ritirare la firma dallaccordo perché non è stato messo come obbligatorio il doppio riposo nel week end almeno una volta al mese». Per lRdb bisogna riaprire una trattativa sindacale. «Auspichiamo che venga aperto un tavolo in tempi brevi per ridiscutere nuovamente le cose. Vogliamo che il doppio riposo almeno una volta al mese venga messo per iscritto e non ci accontentiamo di un semplice accordo verbale. Se non otterremo risposta siamo pronti a nuovi picchetti di protesta». Rdb era daccordo sul nuovo regime di turni che prevedeva tre giorni di lavoro e uno di riposo. «Su questo noi siamo anche daccordo ma dobbiamo difendere i nostri iscritti. Devono poter stare a casa almeno un fine settimana al mese con la famiglia. Gli altri sindacati che hanno firmato questo documento hanno fatto un colpo di mano». (g.pir.) 16 febbraio 2009 - Aprile online Lo strano caso del presidente
Castronovo Torino - Sfiducia a un presidente di consiglio comunale perché ha ricevuto una delegazione di manifestanti pro Palestina mentre in piazza veniva bruciato un lenzuolo con il disegno della Stella di David. Accade a Torino e non è un precedente di poco conto, anche per il ruolo guida che la città subalpina sta assumendo nei comuni italiani. Chiamparino è presidente dell'Anci da ieri, il congresso nazionale sarà a ottobre a Torino. La manifestazione in questione è stata fatta il 19 gennaio, cioè di lunedì, proprio perché è il giorno della seduta del consiglio comunale e tra le città gemellate con Torino c'è Gaza. L'area e i toni della manifestazione erano quelli dell' Assemblea Free Palestine, di cui fanno parte tra gli altri Rdb Donne in Nero Centri Sociali, ma anche attivisti immigrati o rifugiati. Racconta Sami Hallac, palestinese: "Si chiedeva di onorare gli impegni assunti da Torino con la città di Gaza, congelati dopo la vittoria elettorale di Hamas, e di attivare aiuti. Si voleva la condanna dell' attacco israeliano. I numerosi giovani arabi che aprivano il corteo portavano lo striscione "Boicotta Israele Sostieni la Palestina". Beppe Castronovo (Prc) presidente del consiglio comunale dal 2006, è sceso dai manifestanti e poi ha deciso di ricevere una delegazione nel suo ufficio. L'opposizione di centro destra insorge e chiede di condannare il presidente : ''Siamo esterrefatti e disgustati da quanto accaduto ricevere una delegazione di questi manifestanti significa legittimare azioni come il bruciare la bandiera israeliana, consentire che chiunque possa bloccare una via e impedire ai mezzi pubblici di circolare, incitare - con un atteggiamento al di la' della legalità - alla violenza." . Prima di Gaza Fini aveva detto: "Bruciare una bandiera non è soltanto un reato, ma un atteggiamento che merita ferma condanna, perché da' vita a politiche di tipo terroristico." Di fatto, non solo a Torino ma in tutta Europa, magistratura e polizia tollerano questo gesto sapendo che è volutamente provocatorio e che la sua persecuzione darebbe solo vita a una spirale di proteste. I consiglieri del Pd del comune di Torino infatti non si interessano del fatto che la manifestazione sia stata legittimata dalla Questura, ma si occupano di fare, per così dire, pulizia in casa. Hanno raccolto le firme sufficienti per sfiduciare il presidente reo di avere, incontrando i manifestanti, "legittimato" le loro forme di protesta. La scorrettezza istituzionale consisterebbe nel fatto che Castronovo è "venuto meno a una prassi consolidata secondo la quale le richieste di incontro che i manifestanti sotto il municipio avanzano al Presidente vengono valutate dalla Conferenza dei Capigruppo". Questo è un punto decisivo. Per il Pd, e per il centro-destra, insomma per tutti tranne che per i 9 consiglieri di sinistra, il Presidente può ricevere delegazioni di manifestanti solo se la maggioranza è d'accordo. Consolidata prassi ? "Se lo è, è recente e non la capisco. Ai miei tempi era proprio nei momenti caldi, con gente in piazza, che decidevo in pochi secondi di ricevere una delegazione, e lo facevo proprio per disinnescare eventuali tensioni", dice l'ex sindaco di Torino, Diego Novelli scandalizzato dalle motivazioni della mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale. Viene dal Pci anche Eros Cruccolini, presidente in carica del Consiglio Comunale di Firenze. "Sono andato dappertutto e ho ricevuto qualunque comitato lo chiedesse. Qualche volta il Sindaco non voleva, ma c'è una autonomia di ruolo dei presidenti dei consigli comunali e l'ho difesa." Abbiamo chiesto un parere anche a Fausto Bertinotti, come ex presidente della Camera: "I Presidenti delle assemblee, non essendo espressione dei governi, ma delle istituzioni, quando intrattengono rapporti con manifestanti o con loro espressioni politiche, quand'anche in dissenso, svolgono un ruolo utile, tanto ad esse quanto al Paese." E' difficile trovare, tra gli esperti, chi sposi il punto di vista della mozione di sfiducia, e cioè che il Presidente possa incontrare delegazioni solo se la maggioranza è d'accordo. Sul piano del merito si intravede una questione gigantesca, quella del rapporto con i giovani immigrati della prima e seconda generazione che cominciano a muoversi e che dal precedente del comune di Torino verrebbero spinti sempre più verso il terreno extra o anche anti-istituzionale. Se la mozione di sfiducia passa con queste motivazioni crea un precedente inquietante che entra comunque nella storia delle assemblee elettive italiane. 15 febbraio 2009 - Agi TACCUINO SETTIMANALE: MERCOLEDI'(AGI) - Roma, 15 febbraio - M E R C O L E D I' (18
febbraio):... 15 febbraio 2009 - Il Messaggero Continua l'occupazione dell'Ospedale
di Subiaco... Continua l'occupazione dell'Ospedale di Subiaco
nonostante le rassicurazioni della Asl. Da giovedì il sindaco, i comitati cittadini, il
Tribunale del Malato, e il sindacato Rdb Cub, stazionano giorno e notte nei locali della
direzione sanitaria, per contestare tagli e disservizi. Nemmeno l'arrivo del direttore
generale ha contribuito a placare gli animi. 15 febbraio 2009 - Il Giorno Le centraliniste di nuovo in trincea LEGNANO - NON SI ARRENDONO le 11 centraliniste licenziate dall'ospedale di Legnano che, per protesta, si sono anche messe all'asta su Youtube e hanno animato una "strip conference" per essere state «denudate dei propri diritti». Ora, su Facebook, lanciano una nuova singolare protesta che è stato denominato lo "sciopero del futuro". Le modalità saranno illustrate in una conferenza stampa che si terrà domani, alle 14, davanti all'ospedale Civile di Legnano. «SONO STATI EFFETTUATI presidi e incontrato tutte le istituzioni locali, ma nessuno ha voluto risolvere il nostro problema», ha spiegato la responsabile della RdB-Cub, Ornella Cameran , che sin dall'inizio della vicenda ha sostenuto la vertenza delle centraliniste. «Dal Consiglio regionale a quello provinciale sono arrivate solo promesse e si è ottenuto sempre la medesima risposta: il problema non è di loro competenza. L'Ospedale di Legnano ha attribuito il licenziamento delle undici centraliniste alla legge Brunetta, mentre il ministro Brunetta si è difeso rimandando ai vertici aziendali. Il sindaco di Legnano se ne è lavato le mani e il prefetto, vista l'indifferenza generale, non sa che cosa fare». «SI ANDRÀ COMUNQUE AVANTI - ha annunciato la sindacalista -. Mercoledì 18 febbraio andremo a Roma per partecipare alla manifestazione dei precari pubblici indetta dalla RdB-Cub davanti al Senato e intendiamo incontrare il ministro Brunetta. Lo "sciopero del futuro" verrà attuato anche davanti al ministero della Funzione pubblica dove incontreremo tutti coloro che credono che il futuro ci appartiene e che ce lo dobbiamo riprendere», ha concluso Ornella Cameran. Chi vorrà aderire allo "sciopero del futuro" lo potrà fare da martedì su Facebook. I video delle precarie di Legnano sono su Youtube all'indirizzo "11 precarie Legnano", e-mail: scioperodelfuturo hotmail.it. Mobilitazione per salvare dodici
operai ALZANO - LOMBARDO UN PRESIDIO di due giornate in piazza Italia per chiedere che siano salvaguardati i posti di lavoro dei 12 lavoratori pakistani dipendenti di due cooperative collegate all'azienda Pigna che, nei prossimi giorni, farà scattare la cassa integrazione alla divisione Cartiera. La mobilitazione, promossa dalla Confederazione di base e dal Partito della Rifondazione comunista, è scattata ieri mattina, dalle 9 alle 13, e proseguirà, negli stessi orari, anche oggi dopo che già venerdì era stato proclamato uno sciopero di due ore alla fine di ogni turno: «Mentre per 133 operai dell'azienda è stato sottoscritto un accordo per la cassa integrazione sostiene Sergio Caprini, della Cub Bergamo di questi immigrati, utilizzati con mansioni di caricamento e pulizia delle linee di produzione, nessuno si è occupato. Le due cooperative di riferimento hanno già inviato le lettere di licenziamento e, finora, le nostre richieste d'incontro non hanno ricevuto risposta». Eppure, sulla carta, i 12 pakistani potrebbero accedere, secondo il sindacato, alla cassa integrazione in deroga». 15 febbraio 2009 - Il Tempo Locali pieni di muffa A rischio la sede
del 118 Subiaco - Che ha chiesto una verifica tecnica alla
direzione dell'area extra-urbana dell'Ares 118 per «disporre immediatamente il
trasferimento in altra postazione idonea» dell'attuale sede di piazza Ulderico Pelliccia,
ospitata all'interno del Centro sociale del Comune di Subiaco. Dove è partita una corsa
contro il tempo per cercare una soluzione alternativa per non perdere la postazione
d'emergenza che copre più di una decina di Comuni dell'alta Valle dell'Aniene. «La
prossima settimana ci sarà un sopralluogo congiunto con la direttrice dell'Ares 118 a cui
sottoporremo delle soluzioni alternative pur di non perdere la postazione d'emergenza in
un territorio montano, disagiato e isolato come il nostro - assicura l'assessore ai Lavori
pubblici, Ivan Petrini- purtroppo la sede di piazza Pelliccia è una struttura realizzata
in tufo su una zona tufacea umida che a contatto con l'umidità si comporta come una
spugna. Il nostro ufficio tecnico aveva previsto il riformarsi delle muffe sconsigliando
la realizzazione dei lavori di ristrutturazione all'azienda 118». Un cantiere «costato
30 mila euro terminato neanche un anno fa», sottolinea la Cgil, che chiede conto all'Ares
118 «della verifica della regola dell'arte per i lavori fatti», ma anche al «Comune di
Subiaco, che non ha mai provveduto a quanto di sua competenza per il ripristino
dell'esterno, in base all'accordo sottoscritto». 15 febbraio 2009 - Il Gazzettino Dopo unattenta lettura
dellaccordo già sottoscritto Dolo - (Gdc) È durato il tempo di una notte, laccordo siglato tra i vertici dellUlss 13 e i sindacati sulla vertenza che coinvolge gli operatori socio sanitari. Dopo unattenta analisi del documento, infatti, il sindacato delle Rappresentanze di Base-Cub, che aveva firmato lintesa insieme a Cgil, Cisl e Uil, ha deciso di ritirare la firma e sta meditando dintraprendere delle azioni di protesta per quella che Federico Martelletto, segretario regionale, sente come una presa in giro. «Dopo unattenta lettura dellaccordo - chiarisce Martelletto - abbiamo visto che di quanto chiedevamo non cè traccia. E questo è un fatto molto grave, perché lo sentiamo come una presa in giro nei nostri confronti». La comunicazione del ritiro della firma è già stata inoltrata ai vertici dellUlss 13 ed in particolare al direttore generale, Arturo Orsini. «Non solo - afferma Martelletto - abbiamo avvisato anche il Prefetto di Venezia. Non abbiamo intenzione di mettere a tacere tutto». Le RdB, infatti, chiedevano allazienda sanitaria di rivedere il contratto, specie nella distribuzione delle ore lavorative, in maniera da garantire almeno un fine settimana al mese in famiglia. «Questo - sostiene Martelletto - per migliorare la vita degli operatori socio sanitari, ad oggi costretti da turni massacranti. La nostra intenzione è quella di garantire loro di trascorrere almeno un weekend al mese con i propri famigliari». Nel contratto siglato laltro giorno, però, non vi sarebbe alcuna traccia scritta di questa richiesta. «In nessuna riga del contratto che abbiamo sottoscritto - afferma il sindacalista - è contento limpegno dellazienda a garantire questo fine settimana, con un adeguamento della turnazione. Daltra parte, dopo liniziativa dei giorni scorsi, si erano presi un mese per valutare il tutto, invece dopo tre giorni hanno voluto siglare un accordo che ora noi rimandiamo al mittente». 15 febbraio 2009 - Quotidiano di Bari L'ultima denuncia dei sindacati autonomi al Comando di Bari-MungivaccaI vigili del Fuoco: "Non sappiamo nemmeno dov'è la metropolitana" Mancano presidi e informazioni sulle procedure standard d'intervento per lo stesso personale di Francesco De Martino BARI- Da due mesi esatti è stata inaugurata a Bari, con la prima corsa aperta al pubblico, la tanto attesa Metropolitana leggera, opera che collega la stazione centrale dello stesso capoluogo con il quartiere San Paolo. Ma l'evento, a quanto pare, è passato totalmente inosservato negli uffici tecnici ed amministrativi del Comando dei Vigili del Fuoco di Mungivacca, nonostante l'imponenza e l'importanza dell'opera. A denunciarlo, con una nota trasmessa anche ai vertici nazionali degli stessi Vigili dei Fuoco, oltre che agli organi politici ed amministrativi della Regione Puglia, i sindacati autonomi della Confsal/Cub/RdB, decisi a puntare l'indice, questa volta, sulla mancata applicazione delle pro- cedure operative standard di intervento, cioè la conoscenza per il personale di pronto intervento delle peculiarità d'un sito che avrebbe richiesto, appunto, ben altra attenzione da parte dell'organo che soprintende per legge alle misure di sicurezza ed antincendio. 1 sindacati che già in passato hanno attaccato frontalmente il Comandante per i difficili rapporti col personale, nel caso della metropolitana lamentano che nessuno abbia ufficialmente predisposto visite guidate atte ad avere la "minima conoscenza del luogo". Né, tanto meno, richiesto agli organi competenti i servizi di vigilanza. Mancanze gravi, sempre secondo i sindacalisti autonomi baresi. "Abbiamo raccolto delle informazioni sulle caratteristiche della linea metropolitana, la stessa è lunga 9,286 Km di cui circa 5 Km di nuovo percorso, in viadotto 1,9 Km e in galleria circa 1,6 Km le stesse corredate di impianto di aria compressa al quale deve essere collegato un compressore al momento inesistente, che dovrebbe essere in dotazione al Comando dei VVFF di Bari, l'alimentazione elettrica per la trazione è di 3000 Vcc, oltre a quattro nuove stazioni (una sopraelevata e tre interrate) nel documento giunto sulle scrivanie di Vendola, Emiliano e Divella, che forse dovranno passare la patata bollente a chi di dovere. Infatti sono anche altri i problemi sollevati dai sindacati dei Vigili del Fuoco baresi, a cominciare da stazioni corredate da ascensori che necessitano di particolari manovre di sblocco, considerando che le stesse scendono a circa 12 metri sotto il livello stradale e non sono ancora state collaudate dagli organi tecnici. Il Comando di Bari, si legge ancora nel comunicato sottoscritto dai segretari Confasal e Cub/RdB, oltre a non informare il personale non si è minimamente preoccupato di fornire addestramento professionale e di acquistare l'attrezzatura idonea per affrontare tale tipo di intervento. L'unica nota positiva? "La buona volontà e l'abnegazione che alcuni lavoratori del distaccamento Fiera hanno messo in atto, pro-' digandosi per ottenere informazioni ed effettuare visite guidate da personale tecnico responsabile della linea Dirigenti del Comando di Bari". Quest'ultima denuncia, insomma, pare proprio rafforzare quanto gli stessi sindacati denunciano da tempo, ossia l'assenza totale d'interesse nei confronti del soccorso in generale e della tutela dei lavoratori in particolare da parte di un Comando che per tutta risposta rinvia segnali di nervosismo e Un'altra occasione persa sulla strada del dialogo, mentre i segretari provinciali Confsal e RdB/Cub Domenico Damiani e Domenico Sciacovelli hanno invitato gli organi competenti ad attivare la formazione e impostare le 'procedure operative standard' per salvaguardare utenti e lavoratori. 15 febbraio 2009 - Il Bisturi.it I medici Inps hanno dichiarato lo stato di agitazione I medici dellInps sono sul piede di guerra e chiedono allIstituto un serio confronto per risolvere definitivamente le molteplici problematiche che pesano sulla categoria. I camici bianchi hanno dichiarato lo stato di agitazione a causa del mancato rinnovo del contratto, scaduto da quattro anni, nel quale vorrebbero veder riconosciuto il ruolo di dirigente medico. Ma non solo, alla base del malcontento ci sono anche "i continui rinvii del confronto allinterno dellente previdenziale per la disciplina della libera professione in intramoenia ed il riconoscimento dellindennità di esclusività". "Gli impegni assunti nei contratti integrativi vengono puntualmente disattesi ha spiegato Francesco Ammaturo, presidente dellAnmi-FeMEPA RdB, lassociazione sindacale che rappresenta la maggioranza dei medici Inps ed a fronte di un impegno straordinario del personale medico per gestire la notevole mole di verifiche sullinvalidità civile, lamministrazione assume decisioni che mortificano la categoria e la ghettizzano nei confronti dei dirigenti e degli altri professionisti, come nel caso della diversa modalità di attestazione della presenza in servizio". Per il sindacato è quindi urgente che lIstituto spieghi "ai propri medici, al Governo ed ancor di più ai cittadini come intende adempiere ai delicati compiti riguardanti le 200mila verifiche straordinarie - previste per il 2009 in tema di Invalidità Civile - affidategli dal Paese, senza la collaborazione del proprio ruolo medico-legale che, da anni, si espone ai rischi decisionali manageriali e lInps poi relega in un mero ruolo mansionistico, senza alcun riconoscimento della professionalità acquisita e senza adeguata perequazione economica". Eclatante, ha poi aggiunto Ammaturo, è la diversa posizione assunta da altri Istituti Previdenziali per i propri medici: "Sembra quasi che lamministrazione guardi con ostilità ai medici e questo ci costringe a sospendere la disponibilità finora dimostrata e ad attenerci alle prerogative contrattuali, finché non matureranno le condizioni per un serio confronto risolutivo delle diverse problematiche". 15 febbraio 2009 - Il Mattino «Entro dieci giorni ridate i bagni ai tassisti» CAPODICHINO - «Entro dieci giorni ridate i bagni ai tassisti» Dopo una ispezione Asl allinterno dellarea dellaeroporto di Capodichino destinata alla sosta dei taxi è stato dato una sorta di ultimatum alla Gesac, per cui, se entro 10 giorni non verrà ripristinata la funzionalità dei bagni, larea sarà recintata. Lispezione era stata chiesta dalla Rdb settore taxi, guidata da Luigi De Falco, e dalla cooperativa Futura. 15 febbraio 2009 - Il Paese delle donne Centraliniste di legnano: dalla strip conference allo sciopero del futuro Non si arrendono le 11 centraliniste licenziate dallospedale di Legnano, che per protesta si sono messe allasta su You Tube per dare poi vita ad una "strip conference", a testimonianza del loro essere state denudate di diritti. Ora lanciano su Facebook la loro nuova singolare protesta: uno "sciopero del futuro" le cui modalità saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa che si terrà lunedì 17 febbraio a Legnano, davanti allOspedale Civile, dalle ore 14.00. "Abbiamo presidiato ed incontrato tutte le istituzioni locali, ma nessuna ha voluto risolvere il nostro problema", racconta Ornella Cameran responsabile della RdB-CUB, che sin dal principio ha sostenuto la vertenza delle centraliniste. "Dal Consiglio Regionale al Consiglio Provinciale solo promesse e sempre la stessa risposta: non dipendeva da loro. LOspedale attribuiva il licenziamento alla legge Brunetta; Il Ministro Brunetta diceva che era ascrivibile ai vertici aziendali. Il Sindaco di Legnano se ne è lavato le mani ed il Prefetto, vista lindifferenza generale, non sapeva cosa fare". "Ma noi andremo avanti - annuncia la sindacalista - il 18 febbraio saremo a Roma, per partecipare alla manifestazione dei precari pubblici indetta dalla RdB-CUB davanti al Senato, e intendiamo incontrare il Ministro Brunetta. Faremo lo sciopero del futuro davanti al Ministero della Funzione Pubblica, dove aspetteremo tutti coloro che credono che il futuro ci appartiene e che dobbiamo riprendercelo", conclude la rappresentante RdB-CUB. Chi vorrà aderire allo "sciopero del futuro" potrà farlo dal 17 febbraio su Facebook. I video delle precarie di Legnano sono su Youtube: "11 precarie legnano" 15 febbraio 2009 - Il Manifesto TORINO. Il presidente del consiglio
comunale sfiduciato e la sinistra extraparlamentare Sfiducia a un presidente di consiglio comunale perché
ha ricevuto una delegazione di manifestanti pro Palestina mentre in piazza veniva bruciato
un lenzuolo con il disegno della Stella di David. Accade a Torino e non è un precedente
di poco conto, anche per il ruolo guida che la città subalpina sta assumendo nei comuni
italiani. Chiamparino è il nuovo presidente dell'Anci, il congresso nazionale sarà a
ottobre a Torino. 15 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo Pigna, presidio ad alzano dei
dipendenti delle coop Alzano - Si è svolto ieri mattina e si ripeterà oggi
dalle 9 alle 13 in piazza Italia ad Alzano Lombardo un presidio, organizzato dal Cub e da
Rifondazione comunista, sul caso dei 26 lavoratori di due cooperative addette al
caricamento e alla pulizia degli impianti alla divisione cartiera della Pigna. A seguito
della cessazione dell'attività, in questi giorni, della divisione cartiera, 12 dipendenti
pakistani sono stati licenziati da una delle due cooperative, la Soluzione Lavoro di
Milano. Per loro non c'è possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali e non essendo
dipendenti Pigna non rientrano nella trattativa condotta per gli operai della cartiera.
«Tra tutti i lavoratori i dodici pakistani sono i più invisibili - sostiene Roberto
Fugazzi, rappresentante sindacale per la FILT CGIL e dipendente dalla Cooperativa M-at
Work -: oltre a rimanere senza lavoro, rischiano anche l'espulsione secondo la
"Bossi-Fini" dopo tanti anni di lavoro, giorno e notte, domenica compresa». 15 febbraio 2009 - La Provincia di Varese sindacati in subbuglio busto arsizio - Anche la Svizzera
inizia a sentire la crisi e Hupac, la società che gestisce il grande snodo intermodale a
cavallo della superstrada per Malpensa, inizia a effettuare tagli di personale. Giovedì
12 febbraio a tre lavoratori assunti a tempo indeterminato è stato comunicato il
licenziamento. E adesso si teme per i dipendenti assunti a tempo determinato. 14 febbraio 2009 - Asca CALABRIA: RDB, MEDICI E INFERMIERI. NON SONO SPIE(ASCA) - Reggio Calabria, 14 feb - La RdB/CUB regionale, ''plaude all'iniziativa dell'A.S.P.(Azienda Sanitaria Provinciale) di Reggio Calabria, che ha deciso di imporre alle proprie strutture di non denunciare gli ammalati clandestini''. ''La norma introdotta da questo governo - dice Rdb - stabilisce che i medici e gli infermieri si trasformino in spie, denunciando i loro pazienti extracomunitari clandestini. La nostra costituzione tutela il diritto alla salute che, essendo un bene collettivo, e' fondato sul libero accesso alle cure per tutti. E' evidente che un clandestino - dice Rdb - sapendo cio' che rischia per farsi curare, difficilmente si rivolgera' a medici, per cui, non solo mettera' a repentaglio la propria salute, ma contribuira', suo malgrado, alla possibilita' di diffusione di malattie infettive, anche perche' i bambini non saranno vaccinati e la vita di migliaia di persone, dunque, sara' a rischio e si svolgera' in completa emarginazione. Se l'intento voluto dal governo Berlusconi era quello di ''scovare'' i clandestini, con l'emanazione di questa norma razzista e xenofoba - sostiene RDB - probabilmente si otterra' solamente l'effetto di mettere a repentaglio la vita di molti extracomunitari e la salute pubblica dei cittadini''. Le RdB/CUB chiedono ''alle altre Aziende Sanitarie Provinciali, di imitare la decisione dell'ASP di Reggio Calabria, emanando disposizioni analoghe per le proprie strutture''. 14 febbraio 2009 - Il Bologna Prefettura. La direttiva del ViminaleRdb e Cobas dicono no alle limitazioni in piazza Bologna - Netta contrarietà dei sindacati di base Rdb e Cobas alla possibilità di nuove regole per le manifestazioni pubbliche stabilite dalla direttiva del ministro dellInterno Roberto Maroni. Le organizzazioni di base, ricevute ieri dal Prefetto Angelo Tranfaglia hanno espresso «totale dissenso ad ogni ipotesi di divieto o limitazione di manifestare ». Massimo Betti (Rdb) e Alessandro Palmi (Cobas) definiscono la direttiva come il tentativo di contenere il dissenso sindacale. «Il ministro cerca di aggirare l'ostacolo trattando le manifestazioni sindacali come problema di ordine pubblico e cercando di imporre limitazioni preventive inaccettabili». Rdb e Cobas non ci stanno: «Continueremo a manifestare con le modalità che i lavoratori riterranno più efficaci riservandoci di impugnare qualsiasi provvedimento che leda i diritti costituzionalmente garantiti». Invece Confedilizia, dopo lAscom, benedice le limitazioni in arrivo. E il consigliere comunale Serafino D'Onofrio a Radio Città del Capo ha avvertito: «Bologna è piena di chiese, non si potrà manifestare più». 14 febbraio 2009 - Liberazione Dopo due anni di lotta Roma - Precettato lo sciopero dei lavoratori del
consorzio Ri.Rei. del centro di via Sbricoli a Roma. «Continuano gli attacchi contro gli
operatori delle residenze sanitario-assistenziali ex Anni Verdi che non si allineano alla
malagestione del Consorzio» commenta Pio Congi di RdB. «La precettazione si è abbattuta
sui lavoratori nella tarda serata di giovedì contro tutte le norme sindacali e dietro
minaccia di licenziamento». Per questo gli operatori degli altri cinque centri del
consorzio Ri.Rei. della provincia che hanno scioperato ieri hanno deciso di andare a
portare la propria solidarietà ai colleghi manifestando fuori dal centro di via Sbricoli.
14 febbraio 2009 - Cronaca Qui Dopo la "strip conference"
ecco un'altra forma di protesta LEGNANO - Hanno lanciato un'altra forma di protesta le centraliniste licenziate lo scorso settembre all'ospedale di Legnano. Dopo la "strip conference", le 11 centraliniste hanno avviato lo "sciopero del futuro", che partirà dal loro ospedale per arrivare al Ministero della Funzione Pubblica, a Roma, e infine su Facebook. Misteriose le modalità della protesta che, secondo un sindacalista dell'Rdb/Cub che sostiene le centraliniste, richiederà assistenza medica. "Non sarà nè uno sciopero della fame nè della sete, ma - spiega lo stesso sindacalista - una manifestazione legata alla precarietà e alla mancanza di visione del futuro, che non potrà essere prolungata più di 8 ore, non continuative, al giorno". Dai pochi indizi, pare quindi che le centraliniste licenziate lo scorso settembre manifesteranno bendate, o incappucciate, e in piedi. Dall'inizio della loro protesta, le lavoratrici che hanno usato l'arma dello strip contro il licenziamento hanno registrato quasi 90.000 accessi su Youtube. Ora danno appuntamento per le 14 del 17 febbraio all'ospedale di Legnano, dove inizieranno il loro "sciopero del futuro" e da dove 4 di loro partiranno per Roma per continuare la protesta prima a Palazzo Madama e poi al Ministero della Funzione Pubblica, dove chiedono di essere ricevute da Brunetta. Per sostenere la loro causa, le lavoratrici chiedono al popolo di Internet di partecipare virtualmente tramite Facebook. 14 febbraio 2009 - Il Giorno LEGNANO Ex centraliniste tornano a stupireLEGNANO (Milano) - Dopo la strip conference, le 11 centraliniste licenziate lo scorso settembre dall'Ospedale di Legnano lanciano una nuova forma di protesta, lo «sciopero del futuro», che partirà dal loro ospedale per arrivare al Ministero della Funzione Pubblica, a Roma, e infine su Facebook. Misteriose le modalità della protesta che - secondo un sindacalista dell'Rdb/Cub che sostiene le centraliniste - richiederà assistenza medica. «Non sarà nè uno sciopero della fame nè della sete, ma - spiega lo stesso sindacalista - una manifestazione legata alla precarietà e alla mancanza di visione del futuro, che non potrà essere prolungata più di 8 ore, non continuative, al giorno». Dai pochi indizi, pare quindi che le centraliniste licenziate manifesteranno bendate, o incappucciate, e in piedi. 14 febbraio 2009 - Il Tirreno Al circolo Arci Agorà PISA - Il circolo Arci Agorà apre un nuovo sportello
di orientamento e consulenza per cittadini immigrati presso la propria sede di via Bovio,
48. 14 febbraio 2009 - La Stampa I SINDACATI ORA DIPENDE TUTTO
DALLAZIENDA Murialdo - Assemblea ieri mattina dei dipendenti della
cartiera «Bormida» di Murialdo per fare il punto della situazione sulla vicenda del
progetto di realizzazione di un impianto biologico, dopo lincontro che si è svolto
nel pomeriggio dellaltro giorno tra il Commissario straordinario della Provincia
Spanu, i tecnici, lamministratore delegato della fabbrica Carlo Ribola, il sindaco
di Murialdo, Carlo Bertone, e le organizzazioni sindacali. 14 febbraio 2009 - Il Secolo XIX Comunali, premi da ricorso al Tar Genova - «SI PREPARA una valanga di ricorsi», giura
Fulvio Francini, segretario regionale della Uil-Funzione pubblica. Il problema sono i
nuovi criteri individuati dalla giunta per premiare i dipendenti più meritevoli e
laboriosi. In questi giorni i circa 7 mila dipendenti del Comune stanno ricevendo le
schede di valutazione in base alle quali sarà pagato a marzo il premio di produttività
2008: in totale, 12 milioni di euro su un integrativo complessivo che ammonta a 40
milioni. 14 febbraio 2009 - Varese news Busto Arsizio - Il sindacato duro
con l'azienda: lettere di licenziamento sono pervenute a tre dipendenti a tempo
indeterminato, in vista vari mancati rinnovi di contratti a termine. "Perchè non si
usano gli ammortizzatori sociali?" La crisi continua a colpire e ora anche Hupac, la società che gestisce il grande snodo intermodale a cavallo della superstrada per Malpensa, lascia a casa alcuni dipendenti. La denuncia viene dal sindacato AL Cobas CUB Trasporti, che con toni forti prende di petto l'azienda e il suo comportamento. Giovedì 12 febbraio a tre lavoratori assunti a tempo indeterminato è stato comunicato il licenziamento, riferisce il sindacato, con un secco comunicato: "Con la presente le comunichiamo che per ragioni inerenti lattività e lorganizzazione del lavoro aziendale, consistenti nella soppressione del reparto e del posto cui lei è addetto, ci vediamo costretti a privarci della sua collaborazione. Pertanto, non potendo utilizzare la sua prestazione in mansioni uguali o equivalenti, il rapporto di lavoro con lei si intende risolto a far data dal ricevimento della presente." "Non contenti di ciò", prosegue il comunicato, "oggi lAmministratore Delegato Crivelli e il Direttore Crespi, hanno convocato i lavoratori a contratto a termine, per comunicargli il loro licenziamento". Secondo quanto riferisce AL Cobas CUB allHupac, che occupa circa 240 lavoratori - il gruppo ha chiuso il 2008 con una crescita dell1,8% dei traffici, dati Sole 24 Ore ripresi dal sindacato - "solo un mese fa è stato sottoscritto un accordo per leliminazione del 6x6 e lintroduzione del ciclo lavorativo su tre turni giornalieri, con dichiarazioni aziendali del mantenimento dei livelli occupazionali. Inoltre, sempre poche settimane fa, si sono siglati gli accordi per la regolarizzazione delle ferie e per il riconoscimento dei premi aziendali". Poi l'attacco frontale: "Appare quindi evidente, che i responsabili aziendali vogliono a tutti i costi imporre ai lavoratori la logica del terrore e del fatto compiuto, fregandosene delle Rsu e dei sindacati, ma soprattutto licenziando i lavoratori quando, anche a fronde di eventuali difficoltà aziendali, è possibile utilizzare anche per la logistica gli ammortizzatori sociali". Conferma quanto sopra per il sindacato Renzo Canavesi. «Allo stato attuale sappiamo con certezza dei tre che hanno ricevuto le lettere e si sono rivolti a noi, e di altrettanti lavoratori con contratti a termine in scadenza entro il mese che non vedranno rinnovare. Il totale dovrebbe essere di diciassette esuberi, in maggior parte contrattincon rinnovati. Ma quello che fa male è ricordare come ancora in queste ultime settimane abbiamo fatto anche un'assemblea retribuita dei lavoratori alla presenza del direttore, il quale a richiesta confermava i livelli occupazionali. Oggi i nostri delegati hanno cercato di farsi ricevere, ma fin qui non ci sono riusciti. Ci chiediamo anche perchè non si sia optato per degli ammortizzatori sociali, visto che la possibilità c'è». Varesenews ha contattato Hupac SpA, ma non è stato possibile raggiungere in giornata i responsabili dell'azienda per un commento. 13 febbraio 2009 - Adnkronos BOLOGNA: RDB E COBAS, NO A REPRESSIONE LOTTE LAVORATORI'A CRISI ECONOMICA POLITICA RISPONDE CON PROVVEDIMENTI REPRESSIVI' Bologna, 13 feb. - (Adnkronos) - "Totale dissenso ad ogni ipotesi di divieto/limitazione di manifestare nella nostra citta'". E' quanto hanno espresso oggi Massimo Betti e Alessandro Palmi, rispettivamente di Rdb e Cobas, al prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia che oggi li ha convocati per un confronto sull'applicazione della 'direttiva Maroni'. "In un contesto di crisi economica - affermano - che sta portando un numero sempre maggiore di lavoratori ad esprimersi attraverso una giusta conflittualita' con manifestazioni quotidiane, la politica istituzionale risponde con provvedimenti repressivi". "La direttiva in questione e quindi la sua possibile applicazione ci risultano essere palesemente in contrasto - osservano Betti e Palmi - con l'art.21 della Costituzione che garantisce il diritto di manifestazione.In questo senso il ministro Maroni cerca di aggirare l'ostacolo trattando le manifestazioni sindacali come problema di ordine pubblico cercando di imporre delle limitazioni preventive inaccettabili". "Per questi motivi - assicurano infine - continueremo a manifestare con le modalita' che i lavoratori riterranno piu' efficaci (come sempre e' stato) riservandoci di impugnare qualsiasi provvedimento che leda i diritti costituzionalmente garantiti". LAVORO: DALLE CENTRALINISTE DI
LEGNANO ORA 'SCIOPERO DEL FUTURO' Milano, 13 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Non si arrendono le 11 centraliniste licenziate dall'ospedale di Legnano, che per protesta si sono messe all'asta su You Tube e hanno animato una 'strip conference', per essere state 'denudate' dei diritti. Ora lanciano su Facebook la loro nuova singolare protesta: uno 'sciopero del futuro le cui modalita' saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa che si terra' lunedi' 17 febbraio a Legnano, davanti all'Ospedale Civile, dalle ore 14. ''Abbiamo presidiato ed incontrato tutte le istituzioni locali, ma nessuna ha voluto risolvere il nostro problema'', racconta Ornella Cameran responsabile della RdB-CUB, che sin dal principio ha sostenuto la vertenza delle centraliniste. ''Dal Consiglio Regionale al Consiglio Provinciale solo promesse e sempre la stessa risposta: non dipendeva da loro. L'Ospedale attribuiva il licenziamento alla legge Brunetta; il ministro Brunetta diceva che era ascrivibile ai vertici aziendali. Il aindaco di Legnano se ne e' lavato le mani ed il Prefetto, vista l'indifferenza generale, non sapeva cosa fare''. ''Ma noi andremo avanti -annuncia la sindacalista- il 18 febbraio saremo a Roma, per partecipare alla manifestazione dei precari pubblici indetta dalla RdB-CUB davanti al Senato, e intendiamo incontrare il ministro Brunetta. Faremo 'lo sciopero del futuro' davanti al Ministero della Funzione Pubblica, dove aspetteremo tutti coloro che credono che il futuro ci appartiene e che dobbiamo riprendercelo'', conclude la rappresentante RdB-CUB. Chi vorra' aderire allo 'sciopero del futuro' potra' farlo dal 17 febbraio su Facebook. I video delle precarie di Legnano sono su Youtube: '11 precarie legnano' e-mail: scioperodelfuturo@hotmail.it 13 febbraio 2009 - Agi SANITA': AGITAZIONE MEDICI INPS PER MANCATO RINNOVO CONTRATTO (AGI) - Roma, 13 feb. - Da dieci giorni i medici dell'Inps sono in stato di agitazione. Lo riferisce una nota dell'Anmi (Associazione nazionale medici Inps) che sottolinea come tra i motivi della protesta ci sia il mancato rinnovo del contratto, scaduto da quattro anni, nel quale la categoria vorrebbe veder riconosciuto il ruolo di dirigente medico, "nonche' i continui rinvii del confronto all'interno dell'ente previdenziale per la disciplina della libera professione in intramoenia e il riconoscimento dell'indennita' di esclusivita'". "Gli impegni assunti nei contratti integrativi sono puntualmente disattesi", ha spiegato Francesco Ammaturo, presidente dell'Anmi-FeMEPA RdB, l'associazione sindacale che rappresenta la maggioranza dei medici Inps, "e a fronte di un impegno straordinario del personale medico per gestire la notevole mole di verifiche sull'invalidita' civile, l'amministrazione assume decisioni che mortificano la categoria e la ghettizzano nei confronti dei dirigenti e degli altri professionisti, come nel caso della diversa modalita' di attestazione della presenza in servizio". Per i medici in agitazione "e' urgente che il nostro Istituto spieghi ai propri medici, al Governo e ancor di piu' ai cittadini come intende adempiere ai delicati compiti riguardanti le 200.000 verifiche straordinarie previste per il 2009 in tema di Invalidita' civile, affidategli dal Paese, senza la collaborazione del proprio ruolo medico-legale che da anni si espone ai rischi decisionali manageriali e l'Inps poi relega in un mero ruolo mansionistico, senza alcun riconoscimento della professionalita' acquisita e senza adeguata perequazione economica. Eclatante e' la diversa posizione assunta da altri Istituti previdenziali per i propri medici". E conclude Ammaturo: "Sembra quasi che l'amministrazione guardi con ostilita' ai medici e questo ci costringe a sospendere la disponibilita' finora dimostrata e ad attenerci alle prerogative contrattuali, finche' non matureranno le condizioni per un serio confronto risolutivo delle diverse problematiche". 13 febbraio 2009 - Omniroma COMUNE, RDB-CUB: «INTERROTTA TREGUA SINDACALE» (OMNIROMA) Roma, 13 feb - «Con una nota inviata a tutti gli amministratori comunali, e consegnata personalmente a molti consiglieri di maggioranza e di opposizione, la Rdb-Cub ha interrotto la tregua sindacale all'interno dell'Amministrazione capitolina. La rottura trae origine dalle recenti scelte dell'Amministrazione, che al di fuori dei normali tavoli sindacali ha messo in atto relazioni parallele esclusivamente con Cgil Cisl Uil». Lo comunica Rdb-Cub. «Il clima di cambiamento di cui si era fatto promotore Alemanno durante la campagna elettorale si sta rivelando un fuoco di paglia - commenta Roberto Betti, rappresentante delle RdB del Comune di Roma - Le trattative carbonare e il trattamento differenziato che ci stanno riservando i dirigenti dell'amministrazione evoca pericolosi spettri del passato che credevamo definitivamente seppelliti. Si ricorda che nel novembre dello scorso anno la RdB del Comune di Roma avviò le procedure di sciopero contro l'intesa fra Amministrazione e sindacati concertativi sul blocco del piano assunzionale, varato sotto la giunta Veltroni e sottoscritto anche dalla Rdb-Cub. L'organizzazione sindacale di base sospese poi l'agitazione, a seguito della sottoscrizione di un accordo che ha fatto recuperare ai dipendenti quasi 18 Milioni di euro di risorse residue (2006 e 2007) per la produttività collettiva e, soprattutto, per l'avvio dei percorsi di riqualificazione del personale interno e di stabilizzazione dei precari come precedentemente concordato. RdB non resterà inerme di fronte a questo neo-consociativismo tra Cgil, Cisl e Uil e la nuova Amministrazione comunale ma porterà la protesta dei lavoratori e delle lavoratrici direttamente nei palazzi della politica, a cominciare dall'appuntamento fissato con il Papa per il prossimo 9 Marzo». 13 febbraio 2009 - Dire SICUREZZA BOLOGNA. RDB-COBAS:
IMPUGNEREMO I LIMITI AI CORTEI (DIRE) Bologna, 13 feb. - Manifestare lontano da portici, chiese e forse anche fuori dal centro storico? Per le Rdb e i Cobas di Bologna e' inaccettabile. Le organizzazioni di base, ricevute oggi dal Prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia per confrontarsi sulle nuove regole per le manifestazioni pubbliche stabilite dalla direttiva del Ministro dell'Interno Roberto Maroni, hanno espresso "totale dissenso ad ogni ipotesi di divieto o limitazione di manifestare nella nostra citta'". In una nota Massimo Betti (Rdb) e Alessandro Palmi (Cobas) definiscono la direttiva come il tentativo di contenere il dissenso sindacale. "In questo senso il ministro Maroni- e' l'accusa dei sindacati di base- cerca di aggirare l'ostacolo trattando le manifestazioni sindacali come problema di ordine pubblico e cercando di imporre limitazioni preventive inaccettabili". Rdb e Cobas non ci stanno: "Continueremo a manifestare con le modalita' che i lavoratori riterranno piu' efficaci (come sempre e' stato) riservandoci di impugnare qualsiasi provvedimento che leda i diritti costituzionalmente garantiti". Se per Betti e Palmi, il giro di vite in arrivo e' "palesemente in contrasto con l'articolo 21 della Costituzione che garantisce il diritto di manifestazione", Confedilizia (dopo Ascom) benedice le limitazioni in arrivo e chiede al Prefetto "controllo del territorio". Intanto, il consigliere comunale del Cantiere Serafino D'Onofrio, stamattina a Radio Citta' del Capo, avverte: "Bologna e' piena di chiese, non si potra' manifestare piu'". Questo perche', dice D'Onofrio, per la direttiva Maroni i cortei non potranno piu' passare "ne' nei portici, ne' dove ci sono le chiese". Cosi' non va, osserva il consigliere, piuttosto "Prefettura e Questura facciano di piu' sulla sicurezza". Ben vengano le limitazioni alle manifestazioni dice invece Elisabetta Brunelli Monzani, presidente di Confedilizia Emilia-Romagna: "Il patrimonio immobiliare che cosi' numeroso arricchisce la nostra splendida e medievale citta'", va tutelato. Anche l'associazione che tutela gli interessi dei proprietari di immobili e' stata ricevuta e ascoltata in piazza Roosevelt. Ne da' notizia la stessa Brunelli in una nota, ricordando le opinioni discordanti di Ascom (che ha chiesto la chiusura del centro) e Confesercenti (che lo ha giudicato eccessivo). Per la numero uno di Confedilizia, se e' vero che "la citta', in tutte le sue dimensioni, deve essere di possibile utilizzazione da parte di chiunque per un preciso riferimento culturale di democrazia e liberalita'", e' giusto che le forze dell'ordine "abbiano poteri e volonta' politica di controllo del territorio, nel rispetto dei cittadini, della di loro sicurezza e dei di loro beni". E' questo, dunque, che Brunelli ha chiesto al Prefetto: "Abbiamo chiesto a Tranfaglia di verificare e di attuare una precisa volonta' politica di controllo del territorio e siamo certi che garantira' la sicurezza e l'ordine pubblico vista la sua attenzione e grande sensibilita' in materia". 13 febbraio 2009 - Ansa LAVORO: DOPO STRIP, ALTRA PROTESTA CENTRALINISTE LICENZIATE (ANSA) - MILANO, 13 FEB - Dopo la 'strip conference', le 11 centraliniste licenziate lo scorso settembre dall'Ospedale di Legnano (Milano) lanciano una nuova forma di protesta, lo 'sciopero del futuro', che partira' dal loro ospedale per arrivare al Ministero della Funzione Pubblica, a Roma, e infine su Facebook. Misteriose le modalita' della protesta che - secondo un sindacalista dell'Rdb/Cub che sostiene le centraliniste - richiedera' assistenza medica. ''Non sara' ne' uno sciopero della fame ne' della sete, ma - spiega lo stesso sindacalista - una manifestazione legata alla precarieta' e alla mancanza di visione del futuro, che non potra' essere prolungata piu' di 8 ore, non continuative, al giorno''. Dai pochi indizi, pare quindi che le centraliniste licenziate lo scorso settembre manifesteranno bendate, o incappucciate, e in piedi. Dall'inizio della loro protesta, le lavoratrici che hanno usato l'arma dello strip contro il licenziamento hanno registrato quasi 90.000 accessi su Youtube. Ora danno appuntamento per le 14 del 17 febbraio all'ospedale di Legnano, dove inizieranno il loro 'sciopero del futuro' e da dove 4 di loro partiranno per Roma per continuare la protesta prima a Palazzo Madama e poi al Ministero della Funzione Pubblica, dove chiedono di essere ricevute da Brunetta. Per sostenere la loro causa, le lavoratrici chiedono al popolo di Internet di partecipare virtualmente tramite Facebook. 13 febbraio 2009 - Fidest Giustizia: parte dal tribunale di Roma la ripresa dello stato di agitazione(fidest) Paralisi del servizio dal 23 febbraio se dal Ministro non verranno interventi concreti. Si è svolta al Tribunale di Roma una partecipatissima assemblea dei lavoratori giudiziari indetta dalla RdB-CUB, dove a larghissima maggioranza è stata deliberata la ripresa dello stato di agitazione. Se dallincontro previsto per domani con il Ministro delle Giustizia Alfano non dovessero emergere interventi concreti sulle questioni poste dal personale amministrativo, dal prossimo 23 febbraio i cancellieri si atterranno strettamente alle mansioni previste da leggi e regolamenti, con pesantissime ripercussioni sul servizio. Quella del Tribunale di Roma è la prima di una nuova serie di assemblee, che la RdB-CUB ha indetto in tutta Italia per discutere le nuove iniziative di lotta contro il grave attacco in corso ai lavoratori della Giustizia ed al diritto dei cittadini di avere un servizio efficiente, efficace ed in tempi certi. Analoghe iniziative di protesta saranno pertanto assunte in tutte le altri sedi giudiziarie. La RdB-CUB Giustizia, confortata dallassemblea dei lavoratori romani, ha espresso una forte critica nei confronti delle valutazioni del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, che nella sua relazione generale per linaugurazione dellAnno Giudiziario 2009 ha parlato di "scarsa capacità e professionalità dei dirigenti e del personale amministrativo". Tali valutazioni denotano quantomeno una scarsa conoscenza delle condizioni di lavoro di un personale che, sempre più ridotto numericamente e scarsamente remunerato, porta avanti i propri compiti con spirito di abnegazione e nonostante le gravi insufficienze organizzative. 13 febbraio 2009 - Liberazione Per l'Anci: «I rapporti con il
governo non sono idilliaci» Roma - L'emergenza abitativa non può essere più
affrontata senza un vero intervento pubblico. Lo dicono i movimenti. Lo dice l'assessore
alla Casa della Regione Lazio Mario Di Carlo. Per i primi non si può continuare con il
consolidato metodo del "chiedere il permesso di costruire, attendere un mese e, in
assenza di risposte negative, iniziare i lavori". Per il secondo è impossibile porre
un freno alle cartolarizzazioni da parte degli enti previdenziali e delle assicurazioni
senza un deciso ingresso in scena del Parlamento. 13 febbraio 2009 - Il Messaggero Si è concluso con una clamorosa bocciatura... Abruzzo - Si è concluso con una clamorosa bocciatura il
giudizio dei lavoratori sul contratto nazionale del parastato firmato da Cisl e Uil. Al
termine del referendum organizzato dalla Rdb Cub è risultato che la stragrande
maggioranza dei dipendenti (circa il 75 per cento) ha bocciato il contratto nazionale.
Altissima è stata la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori: in particolare
allInps di Chieti ha votato il 76% dei presenti e che ha riguardato circa 1500
dipendenti in tutta la nostra Regione. Analoga grande partecipazione si è avuta anche
nelle altre sedi in ambito regionale (Teramo 80,6%, LAquila 72%, Sulmona 78% ecc.). 13 febbraio 2009 - Il Sole 24 Ore Medici Inps in stato di agitazione per il contratto Da dieci giorni i medici dell'Inps sono in stato di agitazione. Lo riferisce una nota dell'Anmi (Associazione nazionale medici Inps) che sottolinea come tra i motivi della protesta ci sia il mancato rinnovo del contratto, scaduto da quattro anni, nel quale la categoria vorrebbe veder riconosciuto il ruolo di dirigente medico, «nonchè i continui rinvii del confronto all'interno dell'ente previdenziale per la disciplina della libera professione in intramoenia e il riconoscimento dell'indennità di esclusività». «Gli impegni assunti nei contratti integrativi sono puntualmente disattesi», ha spiegato Francesco Ammaturo, presidente dell'Anmi-FeMEPA RdB, l'associazione sindacale che rappresenta la maggioranza dei medici Inps, «e a fronte di un impegno straordinario del personale medico per gestire la notevole mole di verifiche sull'invalidità civile, l'amministrazione assume decisioni che mortificano la categoria e la ghettizzano nei confronti dei dirigenti e degli altri professionisti, come nel caso della diversa modalità di attestazione della presenza in servizio». Per i medici in agitazione «è urgente che il nostro Istituto spieghi ai propri medici, al Governo e ancor di più ai cittadini come intende adempiere ai delicati compiti riguardanti le 200.000 verifiche straordinarie previste per il 2009 in tema di Invalidità civile, affidategli dal Paese, senza la collaborazione del proprio ruolo medico-legale che da anni si espone ai rischi decisionali manageriali e l'Inps poi relega in un mero ruolo mansionistico, senza alcun riconoscimento della professionalità acquisita e senza adeguata perequazione economica. Eclatante è la diversa posizione assunta da altri Istituti previdenziali per i propri medici». E conclude Ammaturo: «Sembra quasi che l'amministrazione guardi con ostilità ai medici e questo ci costringe a sospendere la disponibilità finora dimostrata e ad attenerci alle prerogative contrattuali, finchè non matureranno le condizioni per un serio confronto risolutivo delle diverse problematiche». 13 febbraio 2009 - Il Manifesto «Noi ci saremo» domani quasi tutti
in piazza Duomo MILANO - Allora, si riunisce la sinistra milanese? I
simpatizzanti scettici che ironizzano su questo strano appuntamento fissato per domani in
Duomo - l'accento canzonatorio cade con particolare gusto o disgusto sulla parola sinistra
- portano sicuramente fortuna, e in ogni caso un certo lucido distacco torna utile per
comprendere cosa si sta muovendo, e cosa resta ingessato, nella sinistra milanese ai tempi
del razzismo di stato, dei manganelli sugli operai, dei centri sociali sgomberati , delle
scuole elementari sotto attacco, del sacco urbanistico per l'Expo 2015, dei poveri che
muoiono come mosche in strada (otto in cinque settimane)... Insomma, ci sarebbe di che
lavorare, altro che sbarramenti al 4%. Invece, per ora, nulla. 13 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza MATERNE COMUNALI. La battaglia di
Rdb Cub Vicenza - «Il Comune ha 2,5 milioni di euro per pagare
i suoi 25 dirigenti, ma non ha i 20mila euro in più necessari a stabilizzare 5 maestre
precarie delle scuole materne comunali, che avevano partecipato al bando di
stabilizzazione che viene "cancellato" il 30 giugno. E ancora, l'amministrazione
comunale preferisce spendere un migliaio di euro l'anno in più pur di non stabilizzare
sei educatrici che si trovano da anni, in pianta stabile, non semplicemente a sostituire
le colleghe malate o in ferie, ma a svolgere quotidianamente il proprio lavoro part-time,
garantendo l'apertura del servizio nidi pomeridiano fino alle 18. Non cè
rispondenza nei fatti dell'attenzione proclamata da questa amministrazione». 13 febbraio 2009 - La Nuova Venezia Dolo, accordo con lAsl 13 sugli operatori sociosanitari DOLO - Cgil, Cisl e Uil hanno firmato laccordo con lAsl 13 riguardo gli orari di lavori degli operatori socio sanitari dellospedale di Dolo. Il nuovo accordo prevede lapplicazione del cosiddetto modello «3-1», ossia 3 giorni lavorativi e uno di riposo che possono diventare due giorni di lavoro e due di riposo in caso ci sia il riposo compensativo allinterno della regolare turnazione mensile. Con questa nuova turnazione non sarà più necessario ricorrere alla figura del «jolly» per la copertura delle assenze degli operatori nelle varie unità operative perché per far fronte alla carenza del personale lazienda si è già impegnata allassunzione di otto nuovi operatori socio sanitari. «Laccordo è importante - spiegano Marco Busato, Simone Naletto e Maurizio Properzi - perché permette agli operatori di avere una turnazione con qualche doppio riposo compensativo. Per troppo tempo infatti hanno subito turni incapaci di consentire consentireun adeguato riposo psico-fisico. Laccordo è stato firmato anche dal rappresentante sindacale dellRdB in quanto membro esecutivo dellRsu aziendale». I rappresentati sindacali apprezzano lo sforzo fatto dallAsl 13. «Dobbiamo poi riconoscere alla Direzione Strategica e al direttore generale Arturo Orsini la volontà di continuare a dialogare in maniera propositiva per il bene di tutti i lavoratori». (g.pir.) 13 febbraio 2009 - La Nazione Barelle in coda, il pronto soccorso
scoppia Firenze - IL PRONTO soccorso di Careggi rischia il collasso. Il notevole aumento di pazienti che chiedono di essere visitati nel reparto dell'emergenza sta rendendo difficile il lavoro di medici e infermieri. E anche le barelle non bastano più. Nel primo pomeriggio di ieri il caos era totale, con ambulanze che facevano la fila per poter lasciare i pazienti nelle mani dei medici, barelle che non si trovavano, pazienti in attesa per ore. «Eppure abbiamo acquistato nuovi lettini di recente spiega il direttore del dipartimento emergenza e urgenza Stefano Grifoni -. Con le cosiddette barelle' cerchiamo di ridurre al minimo la permanenza delle ambulanze all'interno dell'ospedale, limitando l'attesa di scarico del paziente dalla vettura e prendendolo in carico noi prima possibile. Ma in questi giorni anche le ulteriori scorte non bastano». E basta buttare un occhio al di là della sala di attesa, oltre la porta, per vedere i pazienti sistemati e curati nei corridoi. «Ogni giorno - spiega ancora Grifoni - arrivano da noi circa 180 pazienti, contro i 150 della media del resto dell'anno. Non son persone che esagerano: hanno davvero bisogno dell'ospedale. Questa influenza riacutizza patologie cardiologiche e respiratorie. Abbiamo tanti casi di polmoniti anche acute. Molte persone sono anziane e hanno bisogno di cure importanti». Circa il 28% dei pazienti una cifra di alcuni punti superiore alla media necessita di un ricovero in reparto. E questo è uno dei principali problemi. «I reparti sono pieni, abbiamo difficoltà a mandar via la gente dal pronto soccorso perché non ci sono altri posti dove accoglierli». C'è poi da valutare anche la realtà sociale in cui vivono i pazienti. «In alcuni casi non possiamo mandarli a casa perché non hanno chi li può curare, quindi preferiamo tenerli in ospedale». UNA SITUAZIONE complicata, con la quale il pronto soccorso si trova a dover convivere ogni giorno. «Con la direzione di Careggi conclude Grifoni stiamo cercando di accelerare l'applicazione delle direttive regionali che serviranno per semplificare le procedure e ridurre l'impatto sul pronto soccorso. Nel frattempo facciamo del nostro meglio». Ma secondo il sindacato RdB il problema dell'emergenza è solo la punta dell'iceberg. «Manca una corretta programmazione denuncia Aurelio Minichiello -. I 30 posti letto nei reparti che devono essere e a disposizione dell'accettazione non sono mai utilizzabili. E' la dimostrazione del fallimento del programma dipartimentale di Careggi». 13 febbraio 2009 - Corriere della Sera Passeggeri a piedi, arriva la Celere Da tre mesi non ricevono la cassa integrazione. E ieri
per protestare hanno bloccato la Roma-Fiumicino. L'agitazione di circa 300 dipendenti
Alitalia tra personale di terra, assistenti di volo e qualche pilota ha paralizzato
l'autostrada per un'ora e mezza, con una fila di automobili ferme dall'aeroporto al
Raccordo. Il presidio si è sciolto quando il la polizia si è avvicinata in tenuta
antisommossa al gruppo di lavoratori seduti sull'asfalto. Tensione, insulti, spintoni. E
la protesta è rientrata. I disagi sono stati comunque pesanti. Molti viaggiatori sono
scesi dalle auto, affidate ai familiari che li stavano accompagnando al Leonardo da Vinci,
e hanno raggiunto a piedi i terminal trascinandosi le valige. 13 febbraio 2009 - L'Unità I lavoratori in cigs, in 8mila da
tre mesi senza entrate chiedono un anticipo Sono andati a chiedere un assegno ai genitori
ottantenni a testa bassa, umiliati. Hanno detto ai figli, «No tesoro, mi dispiace, in
gita questanno non puoi andare». Hanno riconsegnato il bancomat e si sono visti
rimbalzare indietro le rate di auto e lavastoviglie: «il conto è scoperto, paghi o ci
riprendiamo lelettrodomestico» - scrive la finanziaria. Ieri i lavoratori
cassintegrati Alitalia, da novembre senza stipendio né ammortizzatori sociali, sono scesi
in piazza per chiedere almeno un anticipo e per denunciare le inadempienze di Cai. In
questi giorni qualche assistente di volo ha percepito 32 euro per un giorno di cassa
integrazione fatto a ottobre. Per gli altri 8mila lavoratori, nulla. Cai ha detto
ufficiosamente di non avere personale sufficiente in amministrazione: perciò le liste dei
cassintegrati non sono arrivate in tempo allInps. Esasperati e depressi in 200 con
gli irriducibili di Sdl e Cub, ieri, cassintegrati e precari hanno bloccato per due ore
lingresso allaeroporto di Fiumicino. A mezzogiorno hanno chiuso limbocco
dellautostrada e per 50 minuti dallaeroporto si esce e basta. Chi è in
partenza scende dalle auto incolonnate per chilometri. Qualche compagnia aspetta, qualcuno
perde il volo. «Non voglio più vedere certe scene» - dice il direttore di scalo
Vitaliano Turrà dell Enac: «Questa è una bomba, io devo garantire il
funzionamento dello scalo». Alle due arriva la celere: un intervento deciso, manganelli e
scudi in mano, libera il blocco. Cè qualche spintone e i manifestanti vanno verso
lo scalo a mani alte gridando «Vergogna, vergogna». 13 febbraio 2009 - Il Giorno «Cassa» per gli operai al posto
della mobilità CASALE - PROPOSTA alternativa presentata da parte dei sindacati ai vertici della Lever di Casale per aggirare la "scure" dei tagli. Ieri pomeriggio, presso la sede di Assolodi, si è tenuto il secondo atteso summit tra i responsabili dello stabilimento casalese e i rappresentanti dei lavoratori. Le attese erano molte, ma i risultati, ad oggi, sono ancora scarsi. Le parti sociali hanno posto sul piatto una soluzione più morbida al posto dei 209 esuberi presentati il 22 gennaio scorso: rimuovere la procedura di mobilità e prevedere un periodo di cassaintegrazione. «Ci servirebbe per prendere tempo e trovare, se possibile, una strada comune», - ha spiegato ieri Gianpiero Bernazzani della Femca Cisl. Speranze? Poche. Infatti, l'azienda ha chiesto di nuovo di entrare nel merito della discussione, ma sempre partendo dall'impostazione iniziale: 209 esuberi e chiusura del comparto di produzione dei detergenti in polvere. «Di fatto non si sono fatti passi in avanti. La discussione non è dun que decollata. Resta sul piatto questa nostra proposta»- spiega Bernazzani. Se dai licenziamenti si passasse alla cassaintegrazione, i sindacati avrebbero il tempo per studiare un «pacchetto» alternativo con lo scopo di rendere più morbido l'impatto sociale del piano di ridimensionamento: in pratica, si potrebbe cominciare a trattare. Intanto, lunedì prossimo i sindacalisti incontreranno di nuovo i lavoratori: in assemblea si renderà noto la situazione attuale e si pianificheranno altre mobilitazioni. IL 25 FEBBRAIO, in mattinata, invece si terrà il terzo summit presso l'Assolodi nella soperanza di poter fare un piccolo passo in avanti. "Speriamo che anche le pressioni provenienti dal territorio e dalle istituzioni possano far cambiare strategia all'azienda"- ribadisce Bernazzani che ieri sera alle ore 18 è stato ricevuto, insieme agli altri colleghi delle altre sigle sindacali e delle Rsu, dal vescovo di Lodi Monsignor Giuseppe Merisi. Intanto si sta pubblicizzando in questi giorni l'assemblea pubblica che si terrà presso il teatro comunale di Casale il 19 febbraio prossimo. Infine, le Rsu stanno lavorando per uno sciopero generale ed una grande manifestazione : per questo motivo hanno già lanciato un appello a tutte le sigle sindacali. Domani pomeriggio, invece, presidio in piazza del Popolo a Casale del Partito comunista dei lavoratori e del Cub con distribuzione di volantini. 13 febbraio 2009 - Il Secolo XIX Accordo fatto sul depuratorein salvo
la Cartiera Bormida Murialdo - Salva la Cartiera Bormida, a
rischio ridimensionamento con i lavoratori, una cinquantina circa, in cassintegrazione. Si
farà il depuratore biologico chiamato a smaltire e riciclare le acque di scarto delle
lavorazioni della Cartiera Bormida spa che si trova in località Valle a Murialdo. Un
impianto infatti che permetterà all'azienda leader nel settore della cellulosa di
sopravvivere cercando di superare la crisi in cui era piombata e che l'ha portata
all'attuale cassintegrazione, ampliandone le capacità produttive. Uno stop iniziato in
autunno e previsto sino ad aprile, con il fermo di una delle due linee di lavorazione del
trattamento della carta. 13 febbraio 2009 - Settegiorni INQUINAMENTO Magenta - In settimana è partita a tutti gli effetti la campagna «Cieli puliti» contro l'inquinamento atmosferico provocato dai gas di scarico delle vetture e intrapresa dal «Comitato per la salubrità dell'aria» del Magentino, dal Circolo «Vit.a» Lega Ambiente di Vittuone, dal Comitato «No Tangenziale» e dai Vas di Magenta, da quello «No Variante» di Boffalora e dalla rappresentanza di base Cub dell'Università milanese. Le prime lenzuola bianche che, oltre a rendere concretamente visibile la protesta degli ambientalisti testeranno la quantità di smog presente sul territorio, hanno così iniziato a sventolare tra i balconi di quanti hanno aderito all'iniziativa. Malattie dell'apparato respiratorio e cancro ai polmoni sono le conseguenze più gravi citate dai promotori di «Cieli puliti» quale conseguenza dell'inalazione di polveri sottili e sottilissime come il Pm10 e il Pm2,5. Cosa dicono a tal proposito gli esperti? Settegiorni ha contattato l'attuale responsabile della Chirurgia Generale del Fornaroli di Magenta, il dottor Maurizio Bertoncini. All'interno del presidio, si effettuano infatti anche operazioni sui polmoni, a seguito di neoplasie. Un'equipe medica composta da radiologi e pneumologi per la diagnosi, chirurghi e oncologi per le terapie, nonché personale infermieristico tra i più preparati per l'assistenza sono a disposizione del paziente. «Sicuramente l'inquinamento atmosferico non fa bene perché il rischio di contrarre malattie respiratorie si alza. Queste possono dare avvio ad asma cronico e c'è la possibilità che lo stesso sfoci in tumori ai polmoni ha premesso lo specialista . Il fumo resta tuttavia il principale fattore di rischio per le neoplasie ai polmoni. Rischio che aumenta se si abita in aree urbane, nelle donne per motivi fisiologici e in base al numero si sigarette fumate. Un fumatore è 13 volte più esposto di un non fumatore a contrarre la malattia». I numeri delle possibilità di sopravvivere non sono per nulla incoraggianti. Se la malattia viene presa all'inizio, si parla del 60-70% di sopravvivenze a cinque anni. Percentuale che si riduce al 40% se la parete pleurica o i linfonodi vengono intaccati e che crolla all'1% quando la malattia è colta in fase avanzata. Gli interventi, a seconda dello stadio, vanno dall'asportazione di parte del polmone alla sua totale rimozione, così come sono previste terapie oncologiche per ridurre o tenere sotto controllo la massa tumorale prima e dopo l'intervento. «Esistono altri fattori a rischio ha concluso Bertoncini Tra questi i materiali come l'eternit, l'amianto e l'asbesto, nonché il radon che è un gas che si sviluppa naturalmente dal terreno e che tende a stagnarsi negli ambienti chiusi come case e uffici. Per tale motivo è salutare areare spesso i luoghi in cui si soggiorna». 13 febbraio 2009 - Il Giornale Casa Action occupa la sede Anci. Visconti: «Basta con le illegalità» Alcuni movimenti di lotta per la casa, tra cui Action e i Blocchi Precari Metropolitani, hanno occupato ieri la sede dellAssociazione nazionale comuni italiani (Anci) in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci «una presa di posizione sul piano casa varato dal Governo, che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in housing sociale». Lo segnalano, in una nota, i movimenti per la casa. «Chiediamo - scrivono i movimenti di lotta per la casa - subito lo stanziamento di tre miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato allemergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dellAnci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente». «I sindaci - concludono i movimenti - soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno bene che lemergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico». Polemico, invece, con la politiche di occupazione il presidente della commissione Politiche abitative del Comune Marco Visconti. «Riteniamo opportuno - dichiara - al fine di dare quel segnale di forte discontinuità col passato che tutti coloro che attendono una casa si aspettano, rendere ancor più incisive le politiche abitative. Impossibile non ricordare, infatti, le dichiarazioni ad effetto che gli ex assessori delle passate amministrazioni erano soliti fare, e la facilità con la quale annunciavano imminenti realizzazioni di alloggi mai seguite, poi, da iniziative concrete. Il nostro obiettivo invece è quello di dar corso a una rinnovata politica sulla casa e dare risposte certe ai cittadini che hanno bisogno di unabitazione. Siamo sicuri, in questo senso, che Raffaele Marra, anche alla luce dellottimo lavoro svolto sulle graduatorie di assegnazione, saprà farsi portavoce, come delegato allAnci del sindaco, delle istanze e delle richieste dei cittadini in attesa di una casa». 13 febbraio 2009 - Gazzetta del Sud Per i nodi cargo di Cosenza e Lamezia protestano gli imprenditori Lamezia Terme - Dal 18 febbraio sembrerà più facile andare sulla luna, piuttosto che mettersi in treno o in macchina per arrivare a Villa S. Giovanni e magari proseguire sullo Stretto alla volta di Canicatti o di Messina. A partire da questa data infatti il Gruppo Fs "interromperà ogni collegamento tra le stazioni di Mileto e Vibo Pizzo per poter consolidare e rimettere in sicurezza la galleria Francica". Un intervento non semplice che obbligherà, per almeno tre mesi, a deviare il traffico ferroviario a lunga percorrenza da e per la Sicilia e Reggio sulla linea a binario unico "Eccellente - Rosarno , via Tropea". Per non interrompere il servizio ferroviario questa è l'unica alternativa possibile , ma trattandosi di una tratta marginale che al momento sopporta il passaggio di 25 treni al giorno, è impossibile immaginare, al di là dei lavori di adeguamento che Rfi ha già iniziato, una immutata offerta di trasporto da parte delle ferrovie (100 treni). Una nota ufficiale parla di un programma straordinario che Regione e Fs stanno mettendo a punto per limitare i disagi dei passeggeri e per continuare a garantire l'intera offerta dei treni notturni (Espressi ed Intercity Notte) per Reggio Calabria e Sicilia, e degli Intercity della relazione Roma-Sicilia, anche se con tempi di percorrenza dilatati dalla deviazione. Un piano che non escluderebbe trasbordi su treni regionali per raggiungere gli intercity notte e gli espressi formati, nell'emergenza, direttamente a Lamezia. Nei prossimi giorni se ne saprà di più, ma intanto con una lettera al Prefetto di Reggio Calabria e alle autorità regionali e provinciali, il Sindacato di base RDB, è già sul piede di guerra: "un trasbordo dei passeggeri su altri treni o su servizi bus sostitutivi produrrebbe gravi penalizzazioni per gli utenti. Interrompere il viaggio dei treni a lunga percorrenza non serve" e richiamandosi al Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del 2001 il sindacato sostiene che "per i tronchi ferroviari a semplice binario, la potenzialità è di circa 80 treni/giorno, sufficiente dunque ad accogliere l'attuale traffico della rete suddiviso fra circa 50 treni viaggiatori giornalieri e circa 15 treni merci in entrambe le direzioni". Al ministero ieri, voci in libertà, dicevano che per non appesantire la tenuta della linea via Tropea i treni merci potrebbero passare dalla ionica per rientrare sul tracciato tirrenico o da Catanzaro lido su Lamezia o da Sibari verso Cosenza e quindi Paola. Ed è a proposito dei due nodi cargo di Lamezia e Cosenza, ritenuti da Fs inutili al punto da cancellarli dal catalogo 2009, che ieri si sono scatenate le proteste di amministratori locali e parlamentari. Una protesta sostanzialmente monocorde. Per il presidente di Assindustria di Catanzaro Giuseppe Speziali, "la chiusura di Lamezia per il 2009 diventa una pesante restrizione che determina per la provincia di Catanzaro la definitiva scomparsa del trasporto merci su rotaia, con conseguente disagio per le imprese, industriali, artigianali e commerciali, costretti a ripiegare sul trasporto gommato che è proibitivo per costi e qualità dei collegamenti". Gli ha fatto eco la Confartigianato che vede "nella decisione una penalità per le aree strategiche per lo sviluppo della regione, perché indebolisce uno snodo cruciale per la logistica ed i trasporti". Un appello a Trenitalia è arrivato anche da parte della giunta comunale di Catanzaro, su proposta del sindaco, Rosario Olivo, che nell'esclusione della stazione ferroviaria di Lamezia Terme dal "catalogo cargo" ha letto "una penalità per l'intera Calabria". Il sindaco di Lamezia Gianni Speranza invece ha deciso di non pietire, ma di rilanciare chiedendo a Fs un incontro con la dirigenza di Trenitalia "per valutare come mantenere e potenziare, anziché ridurre, il traffico merci su Lamezia e in Calabria nel suo complesso". L'on. Ida D'Ippolito (Pdl)con una lettera all'Ad Moretti e una interrogazione al ministro Matteoli ha richiamato la loro attenzione sul vero e proprio stato di paralisi delle comunicazioni fra la Calabria e il resto del Paese. Sulla stessa linea l'on. Doris Lo Moro ( Pd) che aggiunge: "Verrebbe meno così ogni prospettiva di rafforzare l'asse con Gioia Tauro, obiettivo che consideriamo prioritario e che proprio nel miglioramento della logistica nell'area centrale della Calabria ha un presupposto irrinunciabile". L'on. Maria Grazia Lagana' Fortugno ( Pd) richiamandosi invece alle notizie apparse su "Tutto Trasporti" ha chiesto al ministro di intervenire "sulla scelta aziendale operata dalle Fs che chiudendo gli scali intermedi immagina di razionalizzare il reticolo logistico che in nemmeno 10 anni ha chiuso più di 800 poli cargo". Interamente dalla parte dei lavoratori che perderebbero il posto il segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi che ha tacciato l'accaduto come " l'ennesimo vergognoso e assurdo benservito che il Governo Berlusconi riserva alla Calabria". 12 febbraio 2009 - Adnkronos ROMA: MOVIMENTI PER LA CASA OCCUPANO
SEDE ANCI Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - «L'Asia Rdb e i Blocchi precari metropolitani, insieme ai movimenti romani per il diritto all'abitare, questa mattina hanno occupato la sede dell'Anci in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal Governo, un piano che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in 'housing socialè. I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico». È quanto si legge in un comunicato stampa dei movimenti romani per il diritto all'abitare. «Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni - proseguono - con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilità dei mutui. Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarietà abitativa coinvolge settori sociali sempre più ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere». «Chiediamo subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative - concludono i movimenti - e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente». Foto agenzia Eidon: clicca qui ROMA: MOVIMENTI PER LA CASA OTTENGONO INCONTRO CON ANCI Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - I movimenti romani per il diritto all'abitare, Asia Rdb e Blocchi Precari Metropolitani, che questa mattina avevano occupato la sede dell'Anci a Roma, hanno ottenuto un incontro con l'Anci, fissato per il 25 febbraio. "Si e' appena conclusa l'occupazione della sede dell'Anci - si legge in un comunicato stampa - dopo che una delegazione dei movimenti romani per il diritto all'abitare e' stata ricevuta dal sindaco di Biella, in rappresentanza dell'Associazione nazionale dei comuni italiani". "I movimenti - prosegue - hanno avanzato la richiesta di uno stanziamento immediato di 3 miliardi di euro annui da destinare alle politiche abitative e hanno chiesto che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto una volta tornato agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Il sindaco di Biella ha fatto presente che sul tema casa i rapporti tra l'Anci e il governo non sono idilliaci. I movimenti per il diritto alla casa hanno strappato un incontro con Tricarico, responsabile per le politiche abitative dell'Anci, nonche' assessore alla Casa del comune di Torino, fissato per il 25 febbraio. Hanno chiesto inoltre che in quell'occasione sia presente un rappresentante romano dell'Anci". "E' importante che all'incontro del 25 febbraio sia presente il Comune di Roma - dice Paolo Di Vetta di Asia Rdb - al quale chiediamo di occuparsi seriamente delle politiche abitative. Invece di limitarsi solo a verificare i requisiti delle persone in graduatoria, l'assessorato alla Casa inizi a comunicare contestualmente anche quanti sono gli alloggi disponibili". ROMA: ANCI, NON CONDIVIDIAMO FORME
DELLA PROTESTA Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - «Pur comprendendo le ragioni e i contenuti della protesta, l'Anci non può condividere le forme nelle quali essa si è manifestata». Lo fa sapere l'Anci commentando l'occupazione della sede dell'associazione, questa mattina, da parte dell'Asia Rdb, Blocchi precari metropolitani e movimenti romani per il diritto all'abitare per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal Governo. «L'Associazione ha fatto presente alla delegazione di manifestanti, che ha comunque incontrato, tutte le iniziative che essa, in nome e per conto dei Comuni italiani, ha portato avanti sul tema dell'emergenza abitativa - sottolinea l'Anci - Tra queste, la proposta del 'Piano Casa dei Comunì; le reiterate richieste, rivolte ai Governi che si sono succeduti, di procedere alla liquidazione dei finanziamenti destinati ai Comuni ad alta tensione abitativa del Decreto Martinat (99 mln di euro) del marzo 2006; il ripristino dei 550 milioni di euro del Piano Straordinario di edilizia pubblica previsti nel dl 159/07». L'Anci ha infine «assicurato la disponibilità dell'assessore Roberto Tricarico, Presidente della Consulta Casa dell'Associazione, ad un successivo incontro che si terrà la settimana prossima, presso la sede Anci, con una delegazione dei manifestanti». LAVORO: PRECARI ISPRA, USI RDB INCONTRA ASSESSORE COMUNE ROMA Roma, 12 feb. (Adnkronos) - Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto Superiore della Ricerca Ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-RdB Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni. Ne riferisce Claudio Argentini, della Segreteria nazionale USI-RdB Ricerca: "L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo. L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la citta' di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese". "Bordoni - continua l'esponente sindacale - si e' impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiedera' all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sara' un'azione piu' generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema". "La lotta sara' dura, anche perche' solo USI-RdB sta sostenendo le mobilitazioni dei precari - precisa Argentini - ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte", conclude il dirigente Usi RdB Ricerca. SANITÀ: RDB-CUB, OSPEDALE
'ANGELUCCI' SUBIACO OCCUPATO A OLTRANZA Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell'Aniene, insieme alla Rdb-Cub della Asl Rm/G ed i Sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la direzione sanitaria dell'ospedale Angelucci di Subiaco. «L'iniziativa è stata intrapresa - si legge in una nota - contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e Governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio che fa riferimento alla struttura». «I cittadini della Valle dell'Aniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla Rdb-Cub, e numerosi incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l'occupazione - si legge nella nota - Per questo hanno portato con sè dei materassi all'interno della direzione. La Rdb-Cub insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di Ospedale Montano, l'immediata attivazione della Tac, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell'ortopedia. Chiedono inoltre l'immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl Rm/G, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale». SANITÀ: LUZZI (PDL) SU OSPEDALE
SUBIACO, Roma, 12 feb. - (Adnkronos) - «Ho voluto portare la mia solidarietà ai manifestanti e partecipare all'occupazione per far valere il diritto sacrosanto di garantire la salute di tutti i cittadini. Chiediamo con forza che vengano riaperti e riconsegnati ai cittadini della Valle dell'Aniene i reparti chiusi, che vengano riattivati tutti quei servizi fondamentali per fornire un'assistenza sanitaria degna di tale nome e che a Subiaco continuino a nascere i bambini». Lo ha detto il consigliere regionale e componente della Commissione Sanità del Lazio, Tommaso Luzzi (pdl), in merito all'occupazione dell'ospedale 'Angelucciì di Subiaco (Roma) promossa dal comitato spontaneo Pegasus (comitato dei giovani del Pdl in difesa dell'ospedale), dal Tribunale per i diritti del malato e dall'organizzazione sindacale Rdb (sindacato di Base e Indipendente). I manifestanti chiedono «la riapertura immediata del reparto di pediatria-ostetricia, l'installazione della Tac e il potenziamento del reparto di ortopedia. L'occupazione della direzione sanitaria del presidio sarà ad oltranza finchè non saranno risolti i problemi in questione». Hanno aderito alla protesta il sindaco di Subiaco e tre assessori comunali tra cui l'assessore alla Sanità Ivan Petrini. Oltre a Luzzi, hanno inoltre portato la propria solidarietà il consigliere regionale del Lazio Francesco Lollobrigida ed il deputato Francesco Proietti Cosimi. Tutti hanno ribadito «l'urgenza di risolvere i problemi oggetto della protesta e di accelerare l'iter per la trasformazione dell'ospedale Angelucci in ospedale montano». «Chiederò al presidente della Commissione Sanità, Luigi Canali, - continua Luzzi - di portare martedì in Commissione il nuovo testo di legge che disciplina i distretti sanitari montani, testo che, tra l'altro, ho sottoposto all'attenzione del presidente del Tribunale per i diritti del Malato, Antonio Lollobrigida, e all'assessore alla Sanità di Subiaco, Ivan Petrini. Questo per far sì che mercoledì, nella seduta del Consiglio Regionale, al primo punto dell'ordine del giorno ci sia l'approvazione di questa importante legge. Se ciò non dovesse accadere - ha concluso - chiederò ai sindaci ed ai cittadini della Valle dell'Aniene di trasferire la protesta in Consiglio Regionale perchè siamo stanchi di esser presi in giro da un giunta che per quattro anni è stata soltanto in grado di fare promesse senza riuscire a mantenerne neanche una». LAVORO: PRECARI ISPRA, USI RDB
INCONTRA ASSESSORE COMUNE ROMA ROMA Roma, 12 feb. (Adnkronos) - Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto Superiore della Ricerca Ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-RdB Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni. Ne riferisce Claudio Argentini, della Segreteria nazionale USI-RdB Ricerca: «L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo. L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la città di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese». «Bordoni - continua l'esponente sindacale - si è impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiederà all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sarà un'azione più generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema». «La lotta sarà dura, anche perchè solo USI-RdB sta sostenendo le mobilitazioni dei precari - precisa Argentini - ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte», conclude il dirigente Usi RdB Ricerca. 12 febbraio 2009 - Dire CASA. OCCUPANTI ANCI: OPZIONARE
PATRIMONIO CARTOLARIZZATO (DIRE) Roma, 12 feb. - "Questa mattina l'Asia-Rdb e i Blocchi precari metropolitani, insieme ai movimenti romani per il diritto all'abitare, hanno occupato la sede dell'Anci in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal Governo, un piano che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in 'housing sociale'". E' quanto rende noto un comunicato degli stessi promotori della protesta, che spiegano: "I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si puo' affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilita' dei mutui". "Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarieta' abitativa coinvolge settori sociali sempre piu' ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere- sottolinea il comunicato- Chiediamo subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornera' agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verra' accordato un incontro con il presidente". CASA. OCCUPANTI ANCI: OPZIONARE
PATRIMONIO CARTOLARIZZATO (DIRE) Roma, 12 feb. - "Questa mattina l'Asia-Rdb e i Blocchi precari metropolitani, insieme ai movimenti romani per il diritto all'abitare, hanno occupato la sede dell'Anci in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci una presa di posizione sul Piano casa varato dal governo, un piano che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in 'housing sociale'". E' quanto rende noto un comunicato degli stessi promotori della protesta, che spiegano: "I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si puo' affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilita' dei mutui". "Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarieta' abitativa coinvolge settori sociali sempre piu' ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere- sottolinea il comunicato- Chiediamo subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornera' agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verra' accordato un incontro con il presidente". CASA. ASIA-RDB: CONCLUSA OCCUPAZIONE
ANCI, INCONTRO IL 25/2 (DIRE) Roma, 12 feb. - "Si e' appena conclusa l'occupazione della sede dell'Anci, dopo che una delegazione dei movimenti romani per il diritto all'abitare e' stata ricevuta dal sindaco di Biella, in rappresentanza dell'Associazione nazionale dei comuni italiani". Lo fa sapere una nota una nota dell'Asia-Rdb, che precisa: "I movimenti hanno avanzato la richiesta di uno stanziamento immediato di 3 miliardi di euro annui da destinare alle politiche abitative e hanno chiesto che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto una volta tornato agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Il sindaco di Biella ha fatto presente che sul tema casa i rapporti tra l'Anci e il governo non sono idilliaci". Quindi, fa sapere ancora il comunicato, "i movimenti per il diritto alla casa hanno strappato un incontro con Tricarico, responsabile per le politiche abitative dell'Anci nonche' assessore alla Casa del comune di Torino, fissato per il 25 febbraio. Hanno chiesto inoltre che in quell'occasione sia presente un rappresentante romano dell'Anci". Per Paolo Di Vetta dell'Asia-Rdb "e' importante che all'incontro del 25 febbraio sia presente il Comune di Roma, al quale chiediamo di occuparsi seriamente delle politiche abitative. Invece di limitarsi solo a verificare i requisiti delle persone in graduatoria, l'assessorato alla Casa inizi a comunicare contestualmente anche quanti sono gli alloggi disponibili". SANITA'. RDB-CUB: OCCUPATA DIREZIONE DELL'OSPEDALE SUBIACO (DIRE) Roma, 12 feb. - "Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell'Aniene, insieme alla Rdb-Cub della Asl RmG e i sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la direzione sanitaria dell'ospedale Angelucci di Subiaco". Lo fa sapere una nota della Rdb-Cub, che prosegue: "L'iniziativa e' stata intrapresa contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessita' assistenziali del vasto territorio di cui la struttura e' riferimento". "I cittadini della Valle dell'Aniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla Rdd-Cub, dopo incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l'occupazione- spiega la nota- A questo fine hanno portato con se' dei materassi all'interno della direzione". "La Rdb-Cub insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di 'ospedale montano', l'immediata attivazione della Tac, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell'ortopedia. Si chiede inoltre- conclude la nota- l'immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl RmG, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale". RICERCA. PRECARI ISPRA, USI-RDB
INCONTRA ASSESSORE BORDONI (DIRE) Roma, 12 feb. - "Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto Superiore della Ricerca Ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-Rdb Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni". Lo fa sapere una nota sindacale. "L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo- spiega Claudio Argentini, della Segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca- L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la citta' di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese". "Bordoni- continua l'esponente sindacale- si e' impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiedera' all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sara' un'azione piu' generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema. La lotta sara' dura, anche perche' solo Usi-Rdb sta sostenendo le mobilitazioni dei precari- precisa Argentini- ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte". 12 febbraio 2009 - Omniroma LODO ALFANO, RDB-CUB: «PIANI MINISTRO NON INCLUDONO LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 12 feb - «Si è svolto ieri il previsto incontro delle organizzazioni sindacali con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Nel corso dell'incontro è stato reso noto che il progetto di riforma della Giustizia sul quale il Ministero ha lavorato in questi mesi riguarda la modifica della Costituzione, dei codici Penale e Civile e la nuova edilizia carceraria. Tale progetto non include problemi come la riqualificazione del personale, i tagli alle piante organiche, gli uffici al collasso ed i trasferimenti bloccati, problemi che vengono rimandati ad un successivo incontro». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Nel suo intervento la RdB P.I - prosegue la nota - ha ribadito che la situazione in cui versano i circa 40 mila lavoratori degli uffici giudiziari è ormai divenuta insostenibile ed ha proposto al Ministro di intervenire sui tagli del 10% della spesa chiedendo una deroga alla legge 133, che ha ridotto ulteriormente le piante organiche e bloccato gli interpelli. La RdB P.I. ha poi domandato come si intenda portare a termine il 'Processo Telematicò, tanto pubblicizzato in ogni occasione mediatica, quando allo stato attuale gli uffici hanno in dotazione computer obsoleti e solo un terzo dei dipendenti ha un indirizzo di posta elettronica senza alcuna certificazione. Inoltre è stato posto al Ministro il problema dell'impatto sui lavoratori delle riforme che si appresta a varare, come l'ampliamento delle competenza dei Giudici di Pace in materia civile e penale ed in materia di sicurezza sulle norme che riguardano gli extra comunitari. Alfano non ha speso una sola parola di comprensione riguardo all'episodio rappresentatogli, che ha visto una lavoratrice del Tribunale di Roma colpita violentemente in volto perché intervenuta ad impedire la sottrazione di atti in un fascicolo da parte di un utente. Il Ministro non si è parimenti espresso sull'attacco portato ai lavoratori dal Primo presidente della Corte di Cassazione nella sua relazione inaugurale dell'Anno Giudiziario. In assenza dunque di risposte concrete sulle problematiche poste, la RdB P.I. conferma lo stato di agitazione del personale, che a partire dal giorno 23 febbraio inizierà una protesta basata sul rispetto delle norme e delle procedure previste dal Codice e dalla Privacy, consapevole che questa applicazione delle mansioni avrà pesanti ripercussioni sul servizio e sulla cittadinanza». OCCUPAZIONE ANCI, ASIA RDB: «MOVIMENTI STRAPPANO INCONTRO»(OMNIROMA) Roma, 12 feb - Si è appena conclusa l'occupazione della sede dell'Anci, dopo che una delegazione dei movimenti romani per il diritto all'abitare è stata ricevuta dal sindaco di Biella, in rappresentanza dell'Associazione nazionale dei comuni italiani. I movimenti hanno avanzato la richiesta di uno stanziamento immediato di 3 miliardi di euro annui da destinare alle politiche abitative e hanno chiesto che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto una volta tornato agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Il sindaco di Biella ha fatto presente che sul tema casa i rapporti tra l'Anci e il governo non sono idilliaci. I movimenti per il diritto alla casa hanno strappato un incontro con Tricarico - responsabile per le politiche abitative dell'Anci, nonché assessore alla Casa del comune di Torino, fissato per il 25 febbraio. Hanno chiesto inoltre che in quell'occasione sia presente un rappresentante romano dell'Anci«. Lo comunica, in una nota, Asia Rdb. Paolo Di Vetta di AS.I.A RdB ha dichiarato: »L'importante che all'incontro del 25 febbraio sia presente il Comune di Roma, al quale chiediamo di occuparsi seriamente delle politiche abitative. Invece di limitarsi solo a verificare i requisiti delle persone in graduatoria, l'assessorato alla Casa inizi a comunicare contestualmente anche quanti sono gli alloggi disponibilità«. CASA, ACTION OCCUPA SEDE ANCI IN VIA DEI PREFETTI (OMNIROMA) Roma, 12 feb - È stata occupata pochi minuti fa la sede dell'Anci di via dei Prefetti da un gruppo di attivisti di Action, coordinamento cittadino di Lotta per la casa, e Blocchi precari metropolitani. I manifestanti chiedono la progettazione di un piano-casa accusando i rappresentanti dell'associazione dei comuni di avere ideato soltanto l'ousing sociale. «I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico - si legge in un comunicato di Asia Rdb e Blocchii precari Metropolitani - Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilità dei mutui. Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarietà abitativa coinvolge settori sociali sempre più ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere». «Chiediamo subito - conclude la nota - lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente». SUBIACO, RDB-CUB: «OCCUPATA DIREZIONE SANITARIA OSPEDALE» (OMNIROMA) Roma, 12 feb - «Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell'Aniene, insieme alla Rdb-Cub della Asl RmG ed i sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la direzione sanitaria dell'ospedale Angelucci di Subiaco. L'iniziativa è stata intrapresa contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio di cui la struttura è riferimento». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «I cittadini della Valle dell'Aniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla RdB-CUB - prosegue la nota - dopo incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l'occupazione. A questo fine hanno portato con sé dei materassi all'interno della direzione. La Rdb-Cub insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di Ospedale Montano, l'immediata attivazione della TAC, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell'ortopedia. Si chiede inoltre l'immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl RmG, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale». ISPRA, RDB-CUB:«BORDONI SI È IMPEGNATO PER 28 LICENZIATI ROMANI» (OMNIROMA) Roma, 12 feb - «Grazie al presidio dei lavoratori dell'Istituto superiore della Ricerca ambientale, organizzato ieri mattina in Campidoglio dall'Usi-Rdb Ricerca, il sindacato ha incontrato l'assessore al Lavoro del Comune di Roma, Davide Bordoni. L'incontro ha avuto un esito a nostro avviso positivo. L'assessore ha subito compreso che in un momento di crisi come quello attuale i 4.000 posti messi a rischio dal 1 luglio a causa dalla legge 133 sono un prezzo veramente alto per la città di Roma. Oltretutto si tratta di un personale di alto valore professionale ed impegnato in un settore che dovrebbe promuovere il rilancio del Paese». Lo dichiara, in una nota, Claudio Argentini, della segreteria nazionale USI-RdB Ricerca. «Bordoni - continua l'esponente sindacale - si è impegnato ad intervenire direttamente per i 28 licenziati romani dell'Ispra, e chiederà all'Ente quale siano le azioni che intende assumere per riassorbire questo personale. Inoltre ci sarà un'azione più generale, inserendo nell'Osservatorio della Capitale sullo stato occupazionale anche il monitoraggio dei numerosi Enti di Ricerca romani e chiamando le organizzazioni sindacali ad incontri specifici sul tema». «La lotta sarà dura, anche perché solo USI-RdB sta sostenendo le mobilitazioni dei precari - precisa Argentini - ma ci auguriamo che il coinvolgimento del Comune di Roma sia di stimolo per il Ministero dell'Ambiente e l'Ispra, che invece continuano a non dare risposte». 12 febbraio 2009 - Apcom Subiaco, occupata direzione sanitaria ospedale AngelucciCittadini, sindaci e sindacati "contro lo smantellamento" Roma, 12 feb. (Apcom) - Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dell'Aniene, insieme alla RdB-CUB della Asl Rm/G ed i sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la Direzione Sanitaria dell'Ospedale Angelucci di Subiaco. L'iniziativa è stata intrapresa "contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio di cui la struttura è riferimento". "I cittadini della Valle dell'Aniene - spiega RdB-CUB, dopo incontri in Regione - stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire l'occupazione. A questo fine hanno portato con sé dei materassi all'interno della Direzione". "La RdB-CUB insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di ospedale Montano, l'immediata attivazione della TAC, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dell'ortopedia: si chiede inoltre l'immediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl Rm/G, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale". 12 febbraio 2009 - Ansa ALITALIA: FIUMICINO;PRESIDIO CASSINTEGRATI USCITA AUTOSTRADA (ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 12 FEB - Si sono spostati in corteo sino all'uscita dell'autostrada Roma-Fiumicino, per rallentare la viabilità in entrata all'aeroporto, i cassaintegrati e precari di Alitalia che per oltre due ore hanno presidiato gli uffici dell'amministrazione di Alitalia. «Stiamo aspettando che si presenti il Direttore delle Risorse Umane - spiega un cassaintegrato - vogliamo dei chiarimenti». «Io e mio marito siamo entrambi in cassa integrazione - ha detto una dipendente - da dicembre non percepiamo un euro. Pare che Fantozzi non abbia ancora mandato le liste all'Inps, che è pronta a pagare, ma se non ha i nominativi a chi manda gli emolumenti?. È tutto bloccato». «Finora abbiamo percepito solo 32 euro che ci ha mandato l'Inps per un giorno di cassa integrazione di ottobre- aggiunge una collega - Ad oggi non hanno ancora mandato le liste dei cassaintegrati all'Inps. Fantozzi dice di averlo fatto ma non è vero: se esistono, vogliamo vedere le liste, perchè l'Inps dice di non averle ricevute». «Non è chiaro perchè il meccanismo si sia inceppato - riferisce la Cub Trasporti - cassaintegrati e precari del Gruppo Alitalia fino ad oggi non hanno avuto neanche un euro di stipendio/integrazione. Ritarda la consegna all'Inps dei nominativi dei cassaintegrati». CASA: ACTION OCCUPA SEDE ANCI A ROMA, STANZIARE SUBITO 3 MLD (ANSA) - ROMA, 12 FEB - Alcuni movimenti di lotta per la casa, l'Asia Rdb e i Blocchi Precari Metropolitani, hanno occupato a Roma la sede dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) in via dei Prefetti per chiedere ai sindaci «una presa di posizione sul piano casa varato dal Governo, che non prevede finanziamenti pubblici e che punta sul capitale privato per realizzare alloggi in 'housing socialè». Lo segnalano, in una nota, i movimenti per la casa. «Chiediamo - scrivono i movimenti di lotta per la casa - subito lo stanziamento di 3 miliardi di euro da destinare alle politiche abitative e che il patrimonio cartolarizzato rimasto invenduto che tornerà agli enti venga opzionato dai sindaci e destinato all'emergenza abitativa. Non usciremo dalla sede dell'Anci fino a quando non ci verrà accordato un incontro con il presidente». «I sindaci - concludono i movimenti - soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l'emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l'insostenibilità dei mutui». 12 febbraio 2009 - Iris LAZIO: SANITA', OCCUPATA DIREZIONE SANITARIA OSPEDALE ANGELUCCI DI SUBIACO(IRIS) - ROMA, 12 FEB Un gruppo di cittadini e lavoratori della Valle dellAniene, insieme alla RdB-CUB della Asl Rm/G ed i Sindaci di Subiaco, Agosta e Rocca Canterano, ha occupato la Direzione Sanitaria dellOspedale Angelucci di Subiaco. Liniziativa è stata intrapresa contro il costante smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio di cui la struttura è riferimento. I cittadini della Valle dellAniene, dopo numerose iniziative di protesta sostenute dalla RdB-CUB, dopo incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte adeguate alle loro richieste intendono proseguire loccupazione. A questo fine hanno portato con sé dei materassi allinterno della Direzione. La RdB-CUB insieme ai lavoratori e ai cittadini chiede il riconoscimento di Ospedale Montano, limmediata attivazione della TAC, il ripristino dei reparti cancellati da giugno 2008, pediatria, nido e ostetricia e ginecologia e il potenziamento dellortopedia. Si chiede inoltre limmediata verifica sia della gestione che del rispetto del capitolati degli appalti in essere sia a Subiaco che in tutta la Asl Rm/G, aspetto non secondario nella produzione di deficit sia regionale che aziendale. 12 febbraio 2009 - Il Velino Subiaco, occupata direzione ospedale: stop a smantellamento Roma, 12 feb (Velino) - Un gruppo di cittadini e lavoratori
della Valle dellAniene, insieme alla RdB-CUB della Asl Rm/G ed i sindaci di Subiaco,
Agosta e Rocca Canterano, hanno occupato la direzione Sanitaria dellOspedale
Angelucci di Subiaco. Liniziativa è stata intrapresa contro il costante
smantellamento di questa struttura pubblica, accelerato nel 2008 dal piano di rientro dal
deficit concordato fra Regione Lazio e governo nazionale, che ha determinato pesanti
ripercussioni sulle necessità assistenziali del vasto territorio di cui la struttura è
riferimento. I cittadini della Valle dellAniene, dopo numerose iniziative di
protesta sostenute dalla RdB-CUB, dopo incontri in Regione, stanchi di promesse e gestioni
che penalizzano esclusivamente il diritto alla salute, qualora non giungessero risposte
adeguate alle loro richieste intendono proseguire loccupazione. A questo fine hanno
portato con sé dei materassi allinterno della Direzione. 12 febbraio 2009 - AMI ALITALIA Stamattina circa 200 lavoratori dell'Alitalia, dipendenti
in cassantegrazione e precari, hanno occupato gli uffici dell'Alitalia presso l'aereoporto
di Fiumicino. Le ragioni della protesta sono da ricercare, come hanno detto esponenti del
sindacato Sdl, nella mancata erogazione della cassa integrazione. Ora i lavoratori si sono
diretti verso l'autostrada Roma-Fiumicino rallentando la circolazione. 12 febbraio 2009 - Roma Uno Fiumicino manifestano i cassintegrati Guarda il servizio: clicca qui 12 febbraio 2009 - Liberaroma I MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALLABITARE OCCUPANO LA SEDE DELLANCI Questa mattina la rete dei Movimenti per il Diritto
allAbitare ha occupato la sede dellANCI, per far si che i comuni si sveglino e
si pongano contro il piano casa del governo che non prevede fondi pubblici per
lemergenza abitativa. Segue il testo del volantino distribuito. 12 febbraio 2009 - Il Giornale.it Alitalia, cassintegrati e precari protestano: bloccata l'autostrada Roma - Da poco dopo le 11 allaeroporto di Fiumicino
circa 200 tra cassintegrati, precari e piloti della nuova Alitalia stanno occupando gli
uffici dellamministrazione. Al centro della protesta, ha spiegato Cesare Albanese,
rappresentante dellSdl, "i ritardi di Alitalia nel consegnare le liste dei
cassintegrati allInps e al Fondo speciale di sostegno. Questo causa la mancata
erogazione della cassa integrazione da dicembre". I precari, ha aggiunto il
rappresentante sindacale, "si lamentano per il fatto che la compagnia non fornisce i
documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione". I manifestanti
hanno chiesto un incontro con i dirigenti responsabili e hanno avvertito: "in assenza
di chiarimenti, da qui non ce ne andiamo". 12 febbraio 2009 - Il Centro REFERENDUM CHIETI - La stragrande maggioranza dei lavoratori e delle
lavoratrici degli enti parastatali ha dato un giudizio negativo al contratto nazionale
firmato da Cisl e Uil. E lo hanno fatto attraverso un referendum organizzato dalla Rdb
Cub. La consultazione si è svolta laltro ieri e secondo i dati in possesso del
sindacato di base la partecipazione è stata altissima. «Pari a circa lottanta dei
presenti» si legge in una nota, «con punte dell85 allInpdap e con risultati
ottimi in tutti gli altri enti (ad esempio allInps di Chieti ha votato il 76% dei
presenti) e che ha riguardato circa 1500 dipendenti in tutta la regione Abruzzo». Analoga
grande partecipazione si è avuta anche nelle altre sedi (Teramo 80,6%, LAquila 72%,
Sulmona 78% ecc.). 12 febbraio 2009 - Il Gazzettino TESSERA Venezia - Ci sono quaranta lavoratori che operano allaeroporto Marco Polo di Tessera, che ricevono gli stipendi a rate. Lo denuncia la Cub, il sindacato autonomo, citando il caso della ditta Giacchieri che si occupa delle pulizie degli aerei, non solo a Venezia, ma anche a Bologna, a Roma e in altre aziende in Italia, e che ha sostituito il consorzio tra Doro Group e Gesticoop alla fine del 2007. Questi lavoratori avevano avuto problemi in occasione del passaggio di consegne tra le imprese, perché per un periodo erano stati lasciati fuori dellaeroporto, visto che la Giacchieri inizialmente non li aveva riassunti e avanzavano soldi. Ora per colpa della crisi e del fatto che gli handler (i gestori dei servizi a terra come i bagagli o il check in) non pagano regolarmente, la Giacchieri ha comunicato ai lavoratori «confidando nella loro comprensione» che alla scadenza naturale pagherà il 50% dello stipendio, mentre il saldo lo consegnerà il prossimo 20 febbraio. La Cub sostiene che «20 mila euro complessivi non possono pesare così tanto su unazienda che opera in tutta Italia. È un uso strumentale dei lavoratori che hanno la sola colpa di prestare la loro opera in un aeroporto dove qualcuno ottiene premi di milioni di euro, mentre magari sorvola o è poco attento nei riguardi di tale situazione di precarietà che si trovano a vivere. È irresponsabile e cinico questo comportamento - dice Giampietro Antonini, della Cub Trasporti - gioca sulla vita di 40 lavoratori che qualcuno pensa di usare». 12 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza SINDACATI. I Cub Vicenza - Cub Trasporti, rappresentanto da Germano Raniero, ha inviato una nota sulle elezioni alle Ftv. «Il 2 e 3 febbraio il 61% dei dipendenti delle FTV ha eletto i rappresentanti sindacali interni, Rsu - si legge - Nessuno ha il diritto e il potere di delegittimare questa votazione; questa è la delegazione sindacale con cui l'azienda deve trattare. Troviamo strumentale e provocatorio da parte di Cisl chiedere di andare a rivotare, invalidando la volontà della netta maggioranza dei lavoratori dopo che a fronte di legittime votazioni la Fit Cisl non ha voluto presentare una propria lista. Conta chi ha più iscritti e chi prende più voti, si è deciso, come indicato preventoriamente dal Collegio dei Garanti presso l 'Ufficio provinciale del Lavoro, di andare entro la metà di febbraio alle elezioni Rsu. La Cisl accetti il verdetto». 12 febbraio 2009 - Sanremo news Stato di agitazione per i lavoratori
alta tensione Enel "E' in corso una ristrutturazione - scrive il sindacato Cobas-Rdb - che prevede l'integrazione dei lavoratori dell'alta tensione con i colleghi della media e bassa tensione che determinerà notevoli problemi di sicurezza. In questo reparto gli infortuni sono pochi ma purtroppo quasi tutti gravi e mortali nonchè una diminuzione di attività di manutenzione che finora avevano mantenuto un servizio efficiente". Domani è prevista a genova una movimentata assemblea sindacale con Cgil, Cisl e Uil che sembrano d'accordo sulla ristrutturazione a cui seguirà un altra assemblea con i comitati di base Cobas e i rappresentanti di base Rdb-Cub chiamati dai lavoratori a rappresentarli. 12 febbraio 2009 - Il Cittadino La Confederazione di base, Pcl e Rsu
propongono proteste più radicali Casale - Unilever e crisi occupazionale del territorio, si
alzano le richieste di scontro e le proposte di mobilitazione in attesa dell'incontro di
oggi pomeriggio in Assolodi. 12 febbraio 2009 - EPolis Milano Mesotelioma. Per uno di loro il sindacato sta procedendoper il riconoscimento della malattia professionale Scala, l'amianto "entra" in teatro altri 3 lavoratori malati di tumore Già un macchinista del Piermarini morì in passato a causa delle polveri killer inalate di Francesca Cardia Milano - Il rischio amianto non risparmia il più
prestigioso teatro d'opera italiano. Sono tre i nuovi casi di lavoratori della Scala
malati di tumore denunciati dall'Inca Cgil. Per uno il sindacato sta procedendo per il
riconoscimento della malattia professionale, per dimostrare il legame tra l'attività
lavorativa svolta e la patologia. La malattia ha un nome difficile da pronunciare:
mesotelioma. La quasi totalità dei casi attualmente rilevati del tumore si riferisce a
mesotelioma pleurico ed è correlata all'esposizione alle fibre dell'amianto disperse
nell'aria. La malattia si manifesta anche dopo 15-45 anni e ha un decorso molto breve,
solo di uno, due anni. Già in passato il teatro aveva dovuto fare i conti con gli effetti
dell'amianto. Fece clamore il caso di Enzo Mantovani, macchinista morto il 21 agosto 2000
per mesotelioma pleurico. Aveva lavorato per 26 anni, nel 1999 era da poco andato in
pensione. In pochi mesi la malattia se l'è portato via. Fino ai lavori di
ristrutturazione e bonifica sotto la giunta Albertini, terminati con la riapertura del
teatro del 7 dicembre 2004, l'amianto al Piermarini c'era, eccome. Nel sipario, nei
lampadari, nelle coperte, nelle coibentazioni. Era in fibbra d'amianto la cosiddetta
"pattona", telo che ricopriva il sipario, usato per insonorizzare e proteggere
dagli incendi, largo 17 metri e alto 12, pesante una tonnellata che rilasciava polveri
killer. Ogni volta che veniva alzato, durante gli spettacoli, ma anche durante le prove,
il sipario liberava queste particelle velenose. La pattona e tutto il resto fu eliminato,
ma questi tre nuovi casi di mesotelioma riaccendono i timori sul rischio amianto per i
dipendenti del Piermarini, visto che la malattia ha un periodo di incubazione molto
elevato. Le imprese che nel 2004 hanno consegnato il teatro alla Scala prima della
riapertura hanno certificato lo stato di bonifica integrale del teatro. Ma i lavoratori
nel novembre 2008, a pochi giorni dalla prima, avevano lanciato l'allarme in relazione a
del materiale tossico rinvenuto nel rivestimento delle bocche dei fari sala, nella zona
cupola, nella parte storica dell'edificio, sopra la platea, oltre che sparso all'interno
del locale delle zone adiacenti le passerelle di servizio. Dopo diffide e minacce di
blocchi all'attività da parte dei dipendenti, la direzione del teatro ha fatto
incapsulare il materiale che verrà rimosso definitivamente solo al termine della
stagione: "I lavori verranno eseguiti entro agosto", spiega Domenico Mecca,
responsabile dell'ufficio del personale, "ma i controlli hanno rilevato che le
percentuali di presenza di amianto sono bassissime e non destano preoccupazione". Ma
i lavoratori ne vogliono sapere di più. Chiedono la possibilità di portare i propri
tecnici per eseguire i rilievi nelle zone sospette e fare un check up in tutto il teatro. 12 febbraio 2009 - Il Giorno Cgil e RdB: «Licenziano 100
precari» MONZA - PASSA IL BILANCIO 2009 ma non passano le preoccupazioni dei lavoratori del comune. Le bandiere di Cgil Funzione Pubblica e dell'RdB Pubblico Impiego, il sindacato di base dei dipendenti comunali, hanno presidiato l'aula durante le ultime sedute consiliari per protestare contro i tagli alla spesa per il personale previsti nei conti della città. Le due sigle sindacali denunciano una riduzione della spesa per il personale comunale di 1,4 milioni di euro divisi in 763mila euro in meno per il blocco delle assunzioni, 400mila euro tagliati dal fondo per la produttività e 250mila euro tolti per i contratti dei co.co.co. In pratica, scrive Cgil in un appello distribuito ai 40 consiglieri comunali, non solo non si assume e si «annulano» le possibilità di carriera ma anche «si rinuncia al rinnovo di un terzo dei collaboratori, lasciando senza reddito un centinaio di lavoratori e mettendo in serie difficoltà servizi» come l'educazione negli asili e l'assistenza ad anziani e disabili. RdB dice no alla «riduzione di un già magro stipendio» e punta il dito contro l'accanimento verso quei dipendenti che già sono precari e ora «si licenziano da un giorno all'altro». Sono annunciate ulteriori proteste ed RdB invita i lavoratori ad aderire alle forme di lotta che saranno indette.(M.Ag.) Contro i 209 licenziamenti sarà
occupata la fabbrica CASALE - OCCUPARE LA FABBRICA. Il coordinamento lodigiano della Confederazione unitaria di base (Cub) e il Partito comunista dei lavoratori alzano tiro e chiedono ai lavoratori di agire con risolutezza «in mancanza di risposte positive sul ritiro immediato di tutti i 209 licenziamenti» prospettati alla ditta chimica Lever. Per il Pcl e la Cub, occorre infatti costituire un «comitato di lotta» che organizzi le iniziative e partecipi direttamente alle trattative. «Se c'è meno lavoro allora si riduca l'orario a parità di salario e comunque la crisi deve essere pagata dai vertici dell'azienda, non dalle maestranze», ribadiscono Leopoldo Cattaneo, consigliere comunale Pcl, e Vittorio Susani, lavoratore Lever e segretario lodigiano Cub. Poi, sindacato e partito sferzano anche i sindacati confederali ed istituzioni. «Ai 209 lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro è stata data la classica pacca sulla spalla. Nessuno si è mosso ed è evidente che non solo danno per scontato che i lavoratori verranno licenziati, ma che la fabbrica verrà chiusa. Occorre organizzare una serie di iniziative di lotta che partano da un'immediata occupazione della fabbrica e che proseguano con uno sciopero provinciale generale. Solo una serie di scioperi ad oltranza, si possono far rientrare gli esuberi». POI CATTANEO e Susani chiedono alle istituzioni il finanziamento di una cassa di resistenza, l'esenzione delle tasse, la gratuità dei servizi a domanda individuale, l'abolizione dei ticket sanitari per gli operai che verranno "tagliati". «Occorre intraprendere un'altra strada. Quella attuale è troppo morbida. Se anche dovessero diminuire il numero dei licenziati, sarebbe comunque una sconfitta». Sabato pomeriggio Pcl e Cub terranno un presidio con volantinaggio in piazza del Popolo dalle ore 15 e 30 alle 20. Oggi pomeriggio alle 14 si terrà l'atteso secondo confronto in Assolodi tra i vertici della Lever e i sindacati. Intanto le Rsu si rivolgono alle organizzazioni sindacali del territorio per organizzare uno sciopero generale con manifestazione. «Noi riteniamo che non si possa continuare ad assistere inermi a questo stillicidio sociale, che giorno dopo giorno coinvolge un numero maggiore di lavoratori- si legge nella nota delle Rsu- Riteniamo necessario che tutte le situazioni di crisi del Lodigiano si unifichino attraverso uno sciopero generale che deve essere guidato dalle organizzazioni sindacali provinciali». Dura replica della Cgil: «Beltrama
dice delle falsità» TIRANO - «FRANCESCO BELTRAMA non meriterebbe alcuna risposta». Questa la secca affermazione del sindacalista Sandro Bertini della Cgil riguardo alle dichiarazioni del rappresentante Rdb che si è occupato della vicenda delle lavoratrici della Casa di riposo di Tirano. «Beltrama dichiara Bertini ha affermato che la Cgil, tra gli altri, ha tenuto nascosto alle lavoratrici dipendenti della cooperativa sociale "Il Cigno" quanto stava accadendo. Rispondo solo perché ritengo non sia giusto che qualcuno getti fango sull'immagine della mia organizzazione. In Casa di riposo la Cgil si è sempre battuta per risolvere i problemi che attanagliano il settore, prova ne sono gli innumerevoli accordi fatti nel tempo. Le lavoratrici sono comunque state informate su ogni passaggio». Bertini spiega poi come sia stato firmato l'accordo contestato del 18 dicembre, ma ribadisce di avere ottenuto in esso, tutte le garanzie che normalmente si chiedono quando si affronta un cambio di appalto. «Spero che qualcuno conclude chieda conto a Beltrama di quanto afferma, perché si può non essere d'accordo su una proposta, ma solo un irresponsabile consiglierebbe di firmare una lettera di assunzione dopo averla taroccata».(L.P.) 12 febbraio 2009 - Il Messaggero S.Severa. «Basta accuse senza fondamento!»... S.Severa - «Basta accuse senza fondamento!» Rossana
Varrone, presidente di Unisan, a nome del Consorzio Ri.Rei, ribatte alle nuove critiche e
contestazioni mosse da una parte dei genitori e dalla Rdb del centro di Santa Severa. E
spiega che «laffidamento al Consorzio Ri.Rei. dei centri ex Anni Verdi è avvenuto
da parte della Giunta regionale su spinta delle famiglie e dei sindacati per garantire la
continuità assistenziale e la salvaguardare i livelli occupazionali». «Liter
intrapreso nel 2006 aveva alle sue basi lesperienza maturata da oltre 20 anni dalle
tre cooperative componenti il consorzio, che operavano in settori identici e/o analoghi
rispetto ai campi di azione di Anni Verdi». «Nel momento dellinsediamento di
Ri.Rei. gran parte del personale sanitario di Anni Verdi era coinvolto nella vicenda
giudiziaria: il Consorzio ha provveduto al reintegro del personale sanitario (medici,
infermieri, terapisti della riabilitazione, neuro-psicomotrici, logopedisti), così da
garantire gli standard adeguati che Anni Verdi non ha mai rispettato». 11 febbraio 2009 - Il Giornale di Calabria Immigrazione, la Rdb-Cub: "Le aziende seguano lesempio di Reggio Calabria" CATANZARO - "La norma introdotta da questo governo, stabilisce che i medici e gli infermieri si trasformino in spie, denunciando i loro pazienti extracomunitari clandestini". È quanto si afferma in una nota della federazione regionale del sindacato Rdb-Cub che plaude alla decisione dellAzienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria circa la decisione di disporre che strutture non denuncino gli ammalati extracomunitari. "La nostra costituzione - è scritto nella nota di Rdb-Cub - tutela il diritto alla salute che, essendo un bene collettivo, é fondato sul libero accesso alle cure per tutti. È evidente che un clandestino, sapendo ciò che rischia per farsi curare, difficilmente si rivolgerà a medici, per cui, non solo metterà a repentaglio la propria salute, ma contribuirà, suo malgrado alla possibilità di diffusione di malattie infettive. I bambini non saranno vaccinati e la vita di migliaia di persone, dunque, sarà a rischio e si svolgerà in completa emarginazione". "Se lintento voluto dal governo Berlusconi era quello di "scovare" i clandestini, con lemanazione di questa norma razzista e xenofoba - prosegue la nota - probabilmente si otterrà solamente leffetto di mettere a repentaglio la vita di molti extracomunitari e la salute pubblica dei cittadini. Le Rdb/Cub chiedono alle altre Aziende sanitarie provinciali, di imitare la decisione dellAzienda di Reggio Calabria, emanando disposizioni analoghe per le proprie strutture". 11 febbraio 2009 - Il Gazzettino LUsl nega la sala per unassemblea e i sindacati si riuniscono al bar Montebelluna - (L.Bon) La direzione nega la sala e i
sindacalisti si trovano al bar. Non si è perso d'animo Federico Martelletto del sindacato
Cub quando si è visto negare dai vertici dell'Usl 8 la sala sindacale per un'assemblea.
Detto, fatto. Ha preso e stampato un volantino con cui, assieme ai delegati Rdb
dell'ospedale di Montebelluna e Castelfranco Daniel Dario, Tiziana Piccolo, Clementina
Buratto, invita tutti ad un'assemblea fuori dell'orario di lavoro. Avrà luogo nel bar
vicino all'ospedale il prossimo 20 febbraio (ritrovo di fronte alla portineria principale
alle 15). Nell'invito non mancano, ovviamente, attacchi alla direzione, rea di aver
"deciso, con modalità assolutamente "democratiche", di non concedere la
sala sindacale". Il tutto nonostante il sindacato sia presente "nella Rsu e in
Delegazione Trattante con delegati eletti dai lavoratori" e finora la sala, di fronte
alle richieste sindacali, sia sempre stata concessa. Ma non mancano, sempre nel volantino,
anche accuse indirette agli altri sindacati, pur non citati. La negazione dello spazio
chiesto viene infatti letta come una sorta di discriminazione nei confronti di "chi
esercita la propria funzione sindacale con determinazione e senza cedere a clientelismi e
ad accordi che penalizzano i lavoratori". In particolare si cita la questione
relativa all'Asolo service e alla vertenza che sulla questione dei lavoratori
esternalizzati ha visto il sindacato in prima fila. "Questo dimostra -aggiunge il
sindacato- che stiamo lavorando bene e che siamo sulla strada giusta". Sarebbe
infatti soprattutto su tale fronte che si sarebbero verificati e sarebbero in atto gli
scontri fra direzione e sindacato. 11 febbraio 2009 - Il Giorno Il sindacato accusa: «Ormai siamo
soli» PAVIA - UN'ATTIVITÀ che sta per lasciare il territorio tra l'indifferenza generale. L'Arsenale chiuderà presto, i 222 dipendenti saranno trasferiti, ma la città neanche se ne accorge. La dimostrazione si è avuta ieri mattina, quando davanti ai cancelli di via Riviera per il presidio organizzato dalla Rdb-Cub si sono ritrovati pochi lavoratori delusi e amareggiati. «Non c'era un rappresentante politico, una voce autorevole del territorio - commenta il sindacalista Faustino Giani -, eppure avevamo invitato tutti. Qualcuno ci ha comunicato d'aver già preso altri impegni, altri non ci hanno risposto, fatto sta che ci siamo ritrovati da soli. Così è difficilissimo riuscire a contattare il ministro La Russa per chiedergli di riesaminare la situazione». Il presidio, invece, voleva essere una risposta forte ai generali che sarebbero dovuti arrivare a Pavia, per decidere in un ufficio appositamente predisposto quale sarebbe stata la futura destinazione lavorativa dei dipendenti pavesi. «FORSE ANCHE a causa di queste azioni di disturbo - prosegue Giani - l'arrivo dei generali e l'avvio delle procedure di dismissione è stato posticipato al 20 febbraio. Nel frattempo, si dovrebbe predisporre la famosa mappatura dei posti vacanti negli enti pubblici di Pavia, in modo da consentire ad alcuni lavoratori di occuparli, sulla base di una graduatoria che tenga conto delle difficoltà personali di ciascuno». Da una prima valutazione, comunque, non più di una ventina di dipendenti potrà continuare a lavorare in zona. Altri, che abitano in quella parte della provincia al confine con il Piacentino, vorrebbero essere trasferiti nel polo della Protezione civile di Piacenza, mentre la parte dovrebbe trovare posto nel Milanese. E l'idea di mantenere attiva almeno una parte dello stabilimento, trasformandola in centro servizi, sembra naufrata. «IN QUESTA SITUAZIONE cadono tutte le ipotesi - sottolinea il sindacalista - di cui si è sempre parlato in modo ufficioso, mai ufficiale. Al di là dei buoni propositi, la realtà è che il territorio non è stato in grado di proporre nulla da contrapporre alla chiusura dello stabilimento». Inevitabile l'amarezza: «Se invece di un ente pubblico si fosse trattato di un'impresa privata, un dialogo sarebbe stato concesso - conclude Faustino Giani -. Siccome in questo caso è una parte dello Stato a chiudere la porta, si incassa tacendo». 11 febbraio 2009 - L'Unione Sarda Nulla di fatto dopo il terzo
sciopero di ieri: rinviato al 19 febbraio l'incontro col Comune Cagliari - Continua lo stato di agitazione al Ctm,
anche se uno spiraglio potrebbe aprirsi dopo l'incontro con il Comune, azionista di
maggioranza. 11 febbraio 2009 - La Tribuna di Treviso Lincontro previsto per il 20
febbraio si terrà nel locale più vicino allospedale MONTEBELLUNA - Ritrovo davanti alla portineria
dellospedale il 20 febbraio alle 15 e quindi assemblea sindacale al bar. Luogo
insolito, ma visto che le Rappresentanze Sindacali di Base (RdB) non sono riuscite a
ottenere per la loro riunione la sala dellospedale dove si tengono le assemblee
sindacali, hanno optato per il vicino bar. Così tra un intervento e laltro ci
scappa anche il caffè. Condito di polemiche però, perché i delegati RdB non risparmiano
certo le loro frecciate allindirizzo della direzione dellUsl 8 per la sala
negata e ovviamente anche delle altre sigle sindacali. Nei volantini diffusi ieri per
invitare i dipendenti ospedalieri allassemblea del 20 febbraio che si terrà nel bar
più vicino allospedale, i delegati RdB dellospedale di Montebelluna e
Castelfranco Dario Daniel, Tiziana Piccol e Clementina Buratto e il responsabile Federico
Martelletto scrivono che «La direzione ha deciso con modalità assolutamente
"democratiche" di non concedere la sala sindacale (siamo presenti nella rsu e in
delegazione trattante con delegati eletti dai lavoratori) e chi esercita la propria
funzione sindacale con determinazione e senza cedere a clientelismi e ad accordi che
penalizzano i lavoratori (vedi la vertenza dei lavoratori esteralizzati alla Asolo Service
ecc.), viene discriminato. Questo dimostra invece che stiamo lavorando bene e che siamo
sulla strada giusta». 11 febbraio 2009 - Il Messaggero Ma cè chi sostiene la Ri.ReiEx Anni verdi, Rdb e Associazione genitori vogliono una gestione diretta della Asl S.Severa - Accredito o no, la Ri.Rei deve essere mandata
via. Non ci sono più i margini di contrattazione sulla gestione «pessima» del consorzio
Ri.Rei negli ex centri Anni Verdi di Santa Severa, Lavinio e Sbrucoli. Genitori (alcuni) e
Rdb cub non si può dire di certo che hanno le idee confuse. «Vogliamo una gestione
diretta della Asl RmF ovviamente con deroghe all'assunzione che la Regione deve dare per
reperire tutto il personale sanitario necessario - spiegano Giovanni Congi della Rdb e
Anna Maria Controna, presidente dell'Associazione genitori utenti disabili - e se questa
strada la Regione non la ritiene percorribile allora pubblichi un bando di gara per
assegnare la gestione dei centri». Denunce, diffide e plichi con la documentazione della
«mala gestione di un centro che va avanti soltanto grazie agli operatori sanitari senza
stipendio da dicembre - aggiunge la Controna - li porteremo in settimana dal Prefetto al
quale chiederemo di intervenire sulla Regione per fare luce su una vicenda che ha del
torbido». Nessun corso di formazione per il personale in servizio nel di Santa Severa
«anche se il consorzio Ri.Rei aveva l'obbligo di qualificare gli operatori». E ancora.
«Da quando la Ri.Rei ha preso in gestione i centri - aggiungono presidente e vice
presidente dell'associazione genitori nata nel 2008 - ai nostri ragazzi sono stati tolti
tutti i servizi: lavanderia, pulizia dei locali, mensa sostituita con pasti surgelati e
scarsi, per non parlare del deficit di qualsiasi materiale di uso quotidiano. La Ri.Rei
non ha rispettato alcun contratto in essere. E non ci sembra per niente normale che un
assistente debba lasciare un collega con un gruppo di 20 disabili all'ora del pranzo per
andare a fare le lavatrici». 11 febbraio 2009 - Il Resto del Carlino Il pm: «Drogato alla guida del
bus» Bologna - PROPRIO mentre sta cercando di far luce sul tragico incidente di via Saragozza in cui uno studente è stato travolto e ucciso da un automobilista risultato positivo alla cannabis, il pm Laura Sola ha chiesto il rinvio a giudizio per il responsabile di un fatto per molti aspetti analogo. Si tratta dell'autista dell'autobus 14 dell'Atc che il 5 maggio 2008 investì in via Massarenti un pensionato di 81 anni, Vincenzo Raimondi, morto dopo poche ore al Sant'Orsola. L'AUTISTA, 40 anni, non certo un novellino visto che aveva 12 anni di esperienza al volante dei mezzi Atc, dopo gli esami è risultato positivo alla cannabis. Oltre al pensionato, nello scontro, che avvenne davanti al Policlinico e che fu rilevato dalla polizia municipale, rimasero ferite in modo non grave altre persone, fra cui un medico. Per questo l'autista è accusato di omicidio colposo, aggravato dalla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, e lesioni. Ora, dopo la richiesta di rinvio a giudizio del pm, dovrà essere fissata la data dell'udienza preliminare davanti al giudice che deciderà se processare o meno l'imputato. L'autista all'epoca dei fatti fu sospeso dall'Atc a tempo indeterminato dal servizio e dalla retribuzione, ma la sospensione è durata tre mesi e poi l'interessato è stato reintegrato in azienda. Però non guida più gli autobus, ora svolge il lavoro di accertatore sui mezzi (la sua patente, peraltro, è sospesa perché sta ancora compiendo il percorso di recupero previsto per legge se si viene trovati positivi alla droga). SUBITO dopo il tragico episodio è stato sottoposto a un'inchiesta interna dell'Atc che, secondo Gianni Cremonini delle Rdb, avrebbe stabilito la sua non colpevolezza. Ma l'Atc, ufficialmente, dice invece che il procedimento disciplinare è ancora in corso e prima di giungere a conclusione si attende l'esito dell'inchiesta penale. L'autista si è sempre difeso dicendo che procedeva a velocità molto ridotta quando si è verificato l'incidente. L'anziano peraltro, come è stato riferito da diversi testimoni, attraversò lontano dalle strisce, sbucando all'improvviso. «Non ero sotto l'effetto della droga si è sfogato il guidatore , non sono un drogato. E' vero, avevo fumato uno spinello insieme ad amici durante una serata in compagnia, ma era avvenuto qualche giorno prima dell'incidente». GLI ESAMI a cui è stato sottoposto sono quelli delle urine, che purtroppo non sono in grado di stabilire il momento preciso (nè tantomeno il giorno) dell'assunzione dello stupefacente. Le tracce di droga nelle urine restano infatti per giorni, anzi settimane. L'unico esame che dà una risposta precisa è quello del sangue, ma non è stato fatto. «Avrebbero dovuto farglielo dice Cremonini così sarebbe venuta fuori la verità». Dunque, il pm Sola avrà non pochi problemi a sostenere l'accusa di guida sotto l'effetto di droga in sede di processo, perché la giurisprudenza consolidata stabilisce che l'esame delle urine non basta. Rimarranno solo' gli addebiti di omicidio colposo e lesioni. La stessa situazione paradossale si è verificata per l'incidente mortale di via Saragozza di domenica scorsa. Anche in quel caso, il guidatore è stato sottoposto all'esame delle urine, non del sangue, e la prova non reggerà a processo. La lezione di un anno fa in via Massarenti, evidentemente, non è servita. 11 febbraio 2009 - La Nuova Sardegna Ancora disagi per lo sciopero dei
dipendenti Ctm CAGLIARI - I pullman del Ctm sono rimasti in deposito per
tutta la mattinata di ieri e fino alle 16 per lo sciopero dei dipendenti legato alla
controversia economica in corso con lazienda: chiedono un premio annuale di tremila
euro, quasi il doppio di quanto percepiscono attualmente. Un centinaio di dipendenti ha
sfilato in corteo dalla sede fino al municipio in via Roma. 11 febbraio 2009 - Oggi Treviso LA DIREZIONE USL NEGA LA SALA PER LA
RIUNIONE SINDACALE, È POLEMICA Montebelluna La direzione dellospedale ha deciso di non concedere la sala per lassemblea sindacale. Quindi i dipendenti dellUls 8 si riuniranno al bar e lanciano la polemica. Per lincontro previsto il 20 febbraio, i lavoratori della struttura ospedaliera di Montebelluna si ritroveranno alle 15 davanti alla portineria e quindi andranno in un bar lì vicino per discutere dei problemi lavorativi. Non si sa perché la direzione sanitaria abbia negato la possibilità di utilizzare una sala allinterno dellospedale. Le Rdb (rappresentanze sindacali di base) hanno diffuso una nota in cui polemizzano sulla questione: «La direzione ha deciso scrivono con modalità assolutamente "democratiche" di non concedere la sala sindacale (siamo presenti nella rsu e in delegazione trattante con delegati eletti dai lavoratori) e chi esercita la propria funzione sindacale con determinazione e senza cedere a clientelismi e ad accordi che penalizzano i lavoratori (vedi la vertenza dei lavoratori esternalizzati alla Asolo Service ecc.), viene descriminato. Questo dimostra invece che stiamo lavorando bene e che siamo sulla strada giusta» 11 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza POLEMICA. Il caso Rsu Vicenza - «La vittoria della Cgil e dei Cub è anche
figlia del fatto che le altre sigle sindacali non hanno partecipato al voto». Alessandri-confederali. Una pace è possibile I punti del contendere rimangono sempre i dozzinanti, la delocalizzazione della sterilizzazione e il Ceod di via Pasi di Franco Pepe Vicenza - Pace fatta fra Antonio Alessandri e sindacati
confederali. Già quando, scaduto lultimatum di 48 ore, il dg aveva accettato un
incontro di chiarimento con Cgil, Cisl e Uil, chi conosce bene il gran manager
dellUlss 6 aveva capito che era più di una tregua. E ora, che in poco più di 2 ore
di discussione le spiegazioni sono arrivate, si può dire che la crisi sia rientrata.
Evitata una rottura pericolosa, il buon senso prevale, e si torna a parlare. 11 febbraio 2009 - Il Cagliari Lo sciopero. Stop di sei ore del
servizio di trasporto pubblico, mattina difficili per gli automobilisti Cagliari - Sciopero dei dipendenti del Ctm e la città piomba nel caos. Ieri mattina, al posto dei pullman in strada sono scesi un centinaio di autisti che hanno sfilato fin sotto il Comune per chiedere un intervento perché sia assicurato l'aumento dei premi di produttività e ci siano risposte certe per i 120 lavoratori che si occupano della manutenzione mezzi. Dalle 10 del mattino fino alle 16 nell'hinterland hanno girato solo una decina di autobus. L'adesione allo sciopero è stata quasi totale, e si è fatta sentire a gran voce per le vie della città. Soprattutto sotto il palazzo di via Roma, dove alle grida dei lavoratori si sono unite quelle degli studenti. «Ci dispiace per i disagi che ricadono sulle persone - hanno spiegato Ignazio Lai della Cisl e Luigi Melis della Rdb - ma questa azienda ha la necessità di avere un piano industriale». Anche per capire quale sarà il futuro dei 120 lavoratori impiegati nella manutenzione: «Con i 170 nuovi mezzi - hanno proseguito i sindacalisti - la mano d'opera sarà affidata alla casa madre. Dove si potranno ricollocare questi dipendenti?». Non meno importante per i lavoratori della società dei trasporti, il riconoscimento dei premi di produttività, ma con un aumento adeguato. «Stiamo promuovendo una causa collettiva - precisano i rappresentanti dei lavoratori - per avere quanto ci spetta. Noi stiamo lavorando in più, è giusto che anche i nostri premi siano adeguati». La prossima parola al sindaco, che incontrerà i lavoratori la prossima settimana. E se non ci saranno risposte positive, i bus si fermeranno ancora. |