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Il Sindacato di Base e Indipendente

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12/02/09

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 febbraio 2009


10 febbraio 2009 - Ansa

GIUSTIZIA: ASSEMBLEA RDB ROMA, NUOVE PROTESTE CONTRO RIFORMA

(ANSA) - ROMA, 10 feb - A larghissima maggioranza, l'assemblea del personale del tribunale di Roma aderente alla Rdb/Cub, ha votato una mozione di ripresa delle iniziative di protesta-lotta in tema di giustizia. È l'esito dell'incontro di oggi, propedeutico all'incontro che domani pomeriggio le rappresentanze sindacali del personale dell'amministrazione giudiziaria avranno con il ministro Angelino Alfano. L'assemblea romana seguirà altre iniziative che nelle prossime settimane ci saranno nelle altre sedi giudiziarie italiane. In particolare, le proteste, in caso di risposte dal ministro che saranno valutate «non convincenti», avranno inizio a partire dal 23 febbraio. In particolare, si è appreso che l'azione di lotta sarà realizzata «attenendosi - si legge in un documento - strettamente a ciò che la legge demanda alle cancellerie e al personale amministrativo».

GIUSTIZIA: RDB,RICONQUISTARE DIGNITÀ CHE STANNO CALPESTANDO

(ANSA) - ROMA, 10 feb - «Bisogna riconquistare quella dignità che tutti stanno calpestando». È uno dei motivi per i quali Rdb/Cub ha deciso oggi di riprendere le iniziative di lotta in tema di giustizia. Parte importante degli interventi all'assemblea romana è stata dedicata a quanto detto dal primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, e dal ministro Angelino Alfano, all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Ma anche a un episodio che stamani si sarebbe verificato al tribunale civile di Roma. È stata Pina Todisco, della direzione nazionale di Rdb/Cub a raccontare che «una collega è stata colpita con un pugno dalla segretaria di uno studio legale, solo perchè ha detto che non era possibile dare un'occhiata ad alcuni documenti. Episodio significativo di una esasperazione degli animi alla quale è necessario porre rimedi». Ritornando al tema dell'assemblea, «nel leggere le relazioni - ha detto Todisco - abbiamo constatato che Carbone parla di scarsa professionalità e scarsa capacità di dirigenti e personale amministrativo, mentre per Alfano il problema è solo quello della separazione delle carriere e la riforma del Csm». Per Todisco «la rabbia è che magistrati e avvocati sono ascoltati, mentre il personale della giustizia no. Eppure siamo in prima linea ogni giorno, pur non avendo gli strumenti per servire l'utenza». Per la rappresentante di Rbd/Cub, «oggi un cittadino viene in ufficio e non dice 'poverini, non sanno come fare per lavorarè, ma 'fanno bene a licenziarvì. La 'campagnà del governo ha avuto ragione».


10 febbraio 2009 - Dire

CASA. ASIA-RDB: IN VIA PINCHERLE SI CONSUMA CRIMINE SOCIALE

(DIRE) Roma, 10 feb. - "La risposta della Giacomazzi Immobiliare/Area Mestre alla proposta d'acquisto della Regione Lazio per gli alloggi non opzionati di via Pincherle 153/169 e' arrivata ed e' negativa". Lo fa sapere una nota di Asia-Rdb, che spiega: "Le motivazioni a sostegno del rifiuto appaiono solo parzialmente legate alla proposta economica avanzata dall'Ater per conto dell'assessore regionale alla Casa Mario Di Carlo. Anzi appare evidente che gia' dal 22 dicembre 2008, data della cessione degli appartamenti invenduti da Fata Assicurazioni del gruppo Generali alla societa' di trading immobiliare Giacomazzi, la nuova proprieta' mentre trattava con la Regione Lazio e con l'Ater aveva in mente altro. Aveva in realta' gia' deciso di vincolare a un terzo acquirente porzioni dell'immobile appena acquistato". "La risposta arrivata negli uffici dell'assessorato porta con se' un segno di irresponsabilita' evidente. In una citta' con un'emergenza abitativa sulla soglia del disastro e con piu' di 30 mila inquilini a rischio tra dismissioni e sfratti, rispedire al mittente la proposta di acquisto regionale senza nemmeno provare a discuterla trasforma un'operazione immobiliare in un crimine sociale- sottolinea Asia-Rdb- La volonta' espressa di non voler vendere in blocco, sapendo che gli inquilini rimasti non possono acquistare (altrimenti l'avrebbero gia' fatto), getta inoltre ombre inquietanti all'orizzonte, soprattutto per la vicinanza dell'Universita' Roma Tre. Forse Giacomazzi sta gia' contattando chi gli procaccera' studenti in grado di portare molti piu' guadagni di chi vive in questi alloggi da oltre quarant'anni". "Riteniamo sconcertante l'esito della trattativa e ribadiamo la richiesta nei confronti del prefetto e del sindaco di Roma di unirsi alla Regione Lazio nel sostegno dell'inquilinato", conclude la nota Asia-Rdb che, insieme al comitato degli inquilini, ha convocato un'assemblea per domani, alle 17, per decidere le iniziativa da mettere in campo.


10 febbraio 2009 - Asca

CALABRIA: SINDACATO RDB CONTESTA DECISIONI RFI E TRENITALIA

(ASCA) - Reggio Calabria, 10 feb - Con una lettera al Prefetto di Reggio Calabria e alle autorita' regionali e provinciali, il Sindacato RDB, sottolinea che RFI ha programmato lavori straordinari per la sistemazione della linea ferroviaria nel tratto compreso tra Vibo-Pizzo e Mileto. Trenitalia ha annunciato di volere deviare i treni sulla linea a binario unico Eccellente - Rosarno (via Tropea). Ha, inoltre, annunciato di volere interrompere il viaggio dei treni a lunga percorrenza a Lamezia Terme. ''Questa soluzione - sostiene RDB - penalizzerebbe la mobilita' nazionale di persone, che interessa la provincia di Reggio Calabria e l'intera Sicilia. Eventuali sospensioni di servizi Regionali o Nazionali (da e verso Reggio Calabria e la Sicilia) comporterebbe un trasbordo dei passeggeri su altri treni o su servizi bus sostitutivi. Questo produrra' - secondo Rdb - gravi penalizzazioni per gli utenti ed un eventuale incremento dei flussi sugli assi stradali ed autostradali, le cui condizioni attuali sono ormai ben note. Rdb fa presente che per i tronchi ferroviari a semplice binario, il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica del 2001 indica una potenzialita' di circa 80 treni/giorno. Considerando il numero di treni per i viaggiatori ed il numero di treni merci attualmente presenti sulla rete (circa 50 treni viaggiatori giornalieri e circa 15 treni merci in entrambe le direzioni), la potenzialita' della linea via Tropea, anche se a binario unico, con alta probabilita' potrebbe supportare l'intero flusso di treni. Per trovare una soluzione, considerando la potenzialita' della linea Eccellente - Rosarno (via Tropea), e' ovvio - secondo Rdb -che si dovrebbero riadattare gli orari attuali ed occorrerebbe informare in modo opportuno gli utenti. In ogni caso il costo in termini di tempo di percorrenza e di disagio che subiranno gli utenti con trasbordo sara' superiore rispetto a quello che si avrebbe proseguendo il servizio dei treni fino a Reggio Calabria, anche se con maggiori tempi di percorrenza rispetto all'orario attuale. Sono state valutate tutte le possibili soluzioni? La RdB/CUB, rivolge un appello al Prefetto e agli amministratori locali affinche' intervengano con estrema urgenza per tutelare il diritto alla mobilita' dell'utenza di quest'area.


10 febbraio 2009 - Agi

GIUSTIZIA: RDB-CUB, SENZA INTERVENTI CONCRETI PARALISI DAL 23

(AGI) - Roma, 10 feb. - Paralisi del servizio dal 23 febbraio se dal ministro Alfano non verranno interventi concreti. E' quanto annuncia la Rdb-Cub, dopo l'assemblea svoltasi stamane al Tribunale di Roma, in cui a "larghissima maggioranza" e' stata deliberata la ripresa dello stato di agitazione. "Se dall'incontro previsto per domani con il ministro della Giustizia Alfano non dovessero emergere interventi concreti sulle questioni poste dal personale amministrativo - si legge in una nota della rappresentanza sindacale - dal prossimo 23 febbraio i cancellieri si atterranno strettamente alle mansioni previste da leggi e regolamenti, con pesantissime ripercussioni sul servizio". Quella del Tribunale di Roma e' la prima di una nuova serie di assemblee, che la RdB-CUB ha indetto in tutta Italia "per discutere le nuove iniziative di lotta contro il grave attacco in corso ai lavoratori della Giustizia ed al diritto dei cittadini di avere un servizio efficiente, efficace ed in tempi certi". Analoghe iniziative di protesta saranno assunte in tutte le altri sedi giudiziarie. La RdB-CUB Giustizia ha anche espresso una "forte critica" nei confronti delle valutazioni del primo Presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, che nella sua relazione generale per l'inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2009 ha parlato di "scarsa capacita' e professionalita' dei dirigenti e del personale amministrativo". Tali valutazioni, conclude la nota, "denotano quantomeno una scarsa conoscenza delle condizioni di lavoro di un personale che, sempre piu' ridotto numericamente e scarsamente remunerato, porta avanti i propri compiti con spirito di abnegazione e nonostante le gravi insufficienze organizzative".


10 febbraio 2009 - Omniroma

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 10 feb - ....
Convegno «Crisi sistemica e uso della finanza. Un nuovo vecchio modello contro i lavoratori», organizzato dal Cestes (Centro Studi Trasformazioni Economico Sociali) e dalla Federazione nazionale Rdb-Cub, in occasione della presentazione del numero speciale 3/8 della rivista Proteo. Introduce Pierpaolo Leonardi, consigliere Cnel. Intervengono Giuseppe Casadio, presidente II° commissione Cnel, Vladimiro Giacchè, esperto di Storia economica, Federico Merola, esperto di Finanza strutturata internazionale, Alessandro Riccini, ricercatore socio-economico, Luciano Vasapollo, direttore scientifico Cestes-Proteo. Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (Cnel) viale Lubin, 2. (ore 15.30)....

GIUSTIZIA, RDB-CUB: INTERVENTI CONCRETI O PARALISI SERVIZIO

(OMNIROMA) Roma, 10 feb - «Si è svolta questa mattina al Tribunale di Roma una partecipata assemblea dei lavoratori giudiziari indetta dalla RdB-CUB, dove a larghissima maggioranza è stata deliberata la ripresa dello stato di agitazione. Se dall'incontro previsto per domani con il Ministro delle Giustizia Alfano non dovessero emergere interventi concreti sulle questioni poste dal personale amministrativo, dal prossimo 23 febbraio i cancellieri si atterranno strettamente alle mansioni previste da leggi e regolamenti, con pesantissime ripercussioni sul servizio». Questo quanto si legge in una nota del sindacato Rdb-Cub pubblico impiego. «Quella del Tribunale di Roma è la prima di una nuova serie di assemblee, che la RdB-CUB ha indetto in tutta Italia per discutere le nuove iniziative di lotta contro il grave attacco in corso ai lavoratori della Giustizia ed al diritto dei cittadini di avere un servizio efficiente, efficace ed in tempi certi - si legge nel comunicato - Analoghe iniziative di protesta saranno pertanto assunte in tutte le altri sedi giudiziarie. La RdB-CUB Giustizia, confortata dall'assemblea dei lavoratori romani, ha espresso una forte critica nei confronti delle valutazioni del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, che nella sua relazione generale per l'inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2009 ha parlato di 'scarsa capacità e professionalità dei dirigenti e del personale amministrativò. Tali valutazioni - conclude la nota - denotano quantomeno una scarsa conoscenza delle condizioni di lavoro di un personale che, sempre più ridotto numericamente e scarsamente remunerato, porta avanti i propri compiti con spirito di abnegazione e nonostante le gravi insufficienze organizzative».


10 febbraio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 5 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Centro-destra e centro-sinistra in coro: quella Sogesid deve essere liquidata
* Quelle spa pubbliche simbolo di potere
* In Calabria, la calamità è ormai stabile
* Dalla Cogis, de profundis per il Sistan
* Ccnl, confederali pronti al teatrino della non-stop
* Il Cnr assume tenure track ma azzera le anzianità
* All'Inps le RdB-Cub rifiutano il privilegio dei parcheggi
* Isfol, stabilizzazioni per grazia ricevuta?


10 febbraio 2009 - Il Manifesto

STATALI Via al referendum.
Agenzia delle entrate: «No al tavolo con la Fp, non ha firmato il nazionale»
Voto sui contratti separati. Cgil esclusa dall'integrativo

ROMA - Da ieri sono in pieno svolgimento le operazioni di voto dei lavoratori pubblici di ministeri, Enti pubblici non economici, Agenzie fiscali sui contratti nazionali 2008/09 recentemente firmati da Cisl Fp e Uil Pa: la serie di contratti senza Cgil avviati dal primo accordo separato nel settore, il «Protocollo Brunetta». La Fp Cgil, che ha indetto il referendum, ha fatto sapere, per bocca del segretario Alfredo Garzi, che «sono già migliaia le lavoratrici e i lavoratori che hanno deciso di esercitare uno fra i più elementari diritti democratici: esprimere un giudizio sulle scelte che li coinvolgono».
Anche la Rdb, dal canto suo, si mobilita contro i contratti separati: annuncia che oggi effettuerà una consultazione tra i lavoratori sui contenuti del biennio economico 2008-2009. «Chiediamo ai lavoratori di respingere un contratto firmato solo da due sigle sindacali, esprimendo dissenso anche in merito all'accordo del 22 gennaio sulla riforma dei contratti, alla Legge 133 del 2008 e al Protocollo del 30 ottobre firmato da Cisl e Uil», dice Massimo Briguori della direzione Rdb parastato.
Sempre in rapporto ai contratti separati, la Fp Cgil ha denunciato che «l'Agenzia delle entrate ha diramato a tutte le proprie direzioni regionali una nota con cui comunica che la Fp Cgil non può partecipare alla contrattazione di secondo livello in quanto non firmataria del contratto nazionale di lavoro 2008/2009». «Una scelta non sostenuta da norme legislative e contrattuali - dice Garzi - Si vuole mettere a tacere la voce critica della Cgil nei confronti di un'Amministrazione che depotenzia la lotta all'evasione fiscale, mettendo in atto una riorganizzazione che sta gettando nel caos gli uffici territoriali».
Tornando al referendum di ieri (che continua anche oggi), l'ottima affluenza registrata si è avuta «nonostante lo straordinario impegno di tante amministrazioni pubbliche nel rendere improba l'esigibilità di questo diritto - denuncia sempre la Fp Cgil - Abbiamo assistito alle più degeneranti pratiche antidemocratiche». Ed ecco alcuni esempi degli ostacoli frapposti dai dirigenti di molti uffici, segnalati dal segretario nazionale Garzi: «Al ministero per lo Sviluppo economico ci è stata vietata la possibilità, garantita dallo Statuto dei lavoratori, di organizzare l'assemblea. Al ministero del Lavoro si frappongono ostacoli per lo svolgimento delle operazioni di voto perché l'amministrazione non condivide l'ordine del giorno con il quale convochiamo il referendum. In una sede delle Agenzie delle entrate è stata vietata la disponibilità di locali per le votazioni. In un'altra dell'Inps, l'amministrazione ha sequestrato l'urna elettorale nel pieno svolgimento delle operazioni di voto».


10 febbraio 2009 - New Tuscia

Consultazione della RdB sul rinnovo del contratto del Parastato: plebiscito per i no

VITERBO - Più che incoraggianti i risultati della consultazione promossa dalla RdB Parastato sul rinnovo contrattuale. I lavoratori di Viterbo non hanno creduto alla farsa orchestrata da Cisl e Uil, dichiara Lino ROCCHI della Federazione RdB di Viterbo, inequivocabilmente all’INPS, INAIL, INPDAP ed ACI hanno bocciato sonoramente l’accordo raggiunto in meno di 3 ore prima della pausa natalizia. Negli enti le punte maggiori di partecipazione al voto si sono avute all’INAIL ed all’ACI con oltre lo 80% di partecipazione ed il 90% di NO al Contratto. Vicino al 60% la partecipazione all’INPDAP ed all’INPS, (95% di NO), con un curioso "via-vai" in quest’ultimo Ente, dove mentre era in corso la consultazione della RdB ed il referendum della CGIL, esponenti della CISL si aggiravano insistentemente nei pressi, dando l’impressione di voler scoraggiare la partecipazione al voto. La crisi globale, non può essere usata come giustificazione da Cisl e Uil, per firmare un contratto che non solo fa perdere ancora di più potere d’acquisto, ma destruttura completamente i diritti conquistati dai lavoratori con anni di dure lotte. 33 Euro Lordi mensili in tre anni, compreso l’aumento della quota variabile del salario accessorio che diventa "discrezionale", triennalizzazione dei contratti, mancato recupero dei tagli all’incentivo, Calcolo dell’inflazione solo sul tabellare e decurtata dei costi del "petrolio", inventandosi un nuovo parametro l’IPCA (Indicatore dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo, decurtato dei costi energetici). A quando l’Indice ISG?, (indicatore di sfiga globale?). La proposta di portare a 65 anni l’età pensionabile per le Donne, le leggi ammazza precari, la pressione fiscale sui salari, lo scippo del TFR, i "grandi manager" che continuano a percepire stipendi da favola mentre la gente comune non arriva alla terza settimana del mese, gli ulteriori sgravi fiscali e contributivi alle imprese, hanno ormai snervato i lavoratori dipendenti, conclude ROCCHI, non possono chiederci di rilanciare i consumi con salari indecenti, il mondo del lavoro non è disposto ad accettare oltre, questo è il messaggio che oggi i lavoratori del Parastato hanno dato a Brunetta, a Sacconi ed a Cisl e Uil. (NewTuscia)
Federazione RdB CUB Viterbo (Lino ROCCHI)

Altri media riportano lo stesso contenuto con titoli diversi:

10 febbraio 2009 - OnTuscia

ROCCHI (RdB): "I LAVORATORI VITERBESI RIGETTANO IL CONTRATTO DEL PARASTATO"

10 febbraio 2009 - Viterbo Oggi

RdB CUB Viterbo:"I lavoratori viterbesi rigettano il contratto del parastato"
Lino Rocchi:"I viterbesi non hanno creduto alla farsa orchestrata da Cisl e Uil"

10 febbraio 2009 - La Tua Voce

"I LAVORATORI VITERBESI RIGETTANO IL CONTRATTO DEL PARASTATO"

10 febbraio 2009 - Corriere di Viterbo

Lino Rocchi (RdB): "I LAVORATORI BOCCIANO CISL e UIL"

10 febbraio 2009 - Il nuovo Corriere Viterbese

RdB: questi i risultati della consultazione. INPS; INAIL,INPDAP e ACI Bocciatura per l’Accordo


10 febbraio 2009 - TRC giornale

Rdb/Cub: "No alle esternalizzazioni"

Civitavecchia - "Dopo alcuni mesi di letargo, finalmente qualcuno si preoccupa di nuovo dell'esternalizzazione dei servizi pubblici". E' il commento delle Rdb/Cub alla nota dei sindacati territoriali Cgil, Cisl e Uil, che ieri avevano chiesto al Comune chiarimenti in materia. Giancarlo Ricci e Flavio Zeppa vogliono però sentir parlare di tutti i servizi. Infine i due esponenti della federazione delle Rdb/Cub ribadiscono la netta contrarietà all'esternalizzazione dei servizi pubblici ed alla costituzione di Holding o Sot, perché cambieranno lo stato pubblico dei lavoratori, daranno un servizio qualitativamente ancora più scadente e costeranno di più ai cittadini utenti. "Un plauso alle sigle territoriali - concludono Ricci e Zeppa - per il comunicato ma alcune considerazioni di carattere sindacale vanno fatte: esiste un accordo tra cinque sigle sindacali confederali Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rdb/Cub fatto nei mesi estivi 2008 che prevedeva una serie di iniziative congiunte da mettere in atto dopo le ferie (volantini, assemblee, trasmissioni televisive autogestite etc.), cioè spiegare bene ai lavoratori e alla cittadinanza la costituzione delle Holding; che fine ha fatto quell'accordo di intenti tra Segretari Confederali? Il comunicato dei territoriali Cgil, Cisl e Uil è rivolto solo alla Amministrazione Comunale che continua a fare spudoratamente il suo interesse oppure andrebbe anche rivolto ai propri Segretari Confederali in preoccupante silenzio da Luglio 2008? Dove è finita la unitarietà di intenti voluta e raggiunta tra sigle sindacali su questo argomento molto importante che condizionerà la vita lavorativa di dipendenti e della qualità ed economicità dei servizi ai cittadini? Come mai da un po' di tempo si parla solo di Servizi Comunali e per esempio non si parla più di Etruria Servizi, ETM e Servizi Idrici già confluiti in Holding?"


10 febbraio 2009 - Il Gazzettino

Rdb Cub invita i colleghi a segnalare le richieste dell’Asl
a sostituire chi è in malattia: «Carenza di personale»
«Influenza, rischio straordinari»
di Matteo Crestani

Vicenza - Pericolo straordinari all’Asl 6 di Vicenza per il picco di influenza in atto nel Vicentino, così come nel resto d’Italia. E l’Rdb Cub richiama i colleghi in servizio a segnalare la richiesta dell’azienda del capoluogo a effettuare straordinari, in sostituzione dei colleghi assenti per malattia, al fine di monitorare la situazione. «Invitiamo tutti i colleghi che devono sottostare a frequenti richiami in servizio nel turno di riposo settimanale», si legge nel volantino distribuito ieri dai sindacalisti dell’Rdb Cub, «a segnalarlo ai delegati sindacali. Intendiamo dimostrare che tali continui richiami sono dovuti alla carenza strutturale di personale e violano la normativa vigente». Un messaggio chiaro, dunque, che invita anche l’Ufficio provinciale del lavoro a effettuare i controlli del caso. È evidente, infatti, che non consentire l’effettuazione del riposo comporta un sovraccarico di tensioni sul lavoratore, che non può garantire la qualità del servizio e, in particolare, la sicurezza propria ed altrui, nel compimento di delicate operazioni che l’attività sanitaria comporta. «Gli infermieri, così come tutti i lavoratori del comparto della sanità», commenta Federico Martelletto, del Coordinamento regionale veneto dell’Rdb Cub, «sottoposti a un turno di lavoro senza tregua mettono a repentaglio la sicurezza propria e dei pazienti. È necessario evidenziare, tra l’altro, che gli standard sempre più elevati dell’attività sanitaria, unitamente alla complessità delle operazioni da svolgere, richiedono grande concentrazione e serenità». Non è tutto. L’Rdb Cub evidenzia anche il fatto che, essendo gli ospedali sempre più riservati ai malati acuti, le carenze di personale sono ancor più evidenti. «Che ci siano delle carenze di personale è evidente», conclude Federico Martelletto, «ma oggi ci si trova a rapportare le esigenze del comparto con un piano di decine d’anni fa, che non tiene affatto conto di come sia mutata la sanità e, in particolare del fatto che oggi gli ospedali sono riservati agli acuti».

«Troppi richiami in servizio nei turni di riposo» Protestano i sindacati di base

Dolo - «Riferiteci tutti i richiami in servizio nel turno di riposo settimanale». È questa la richiesta avanzata dalle rappresentanze sindacali di base del Veneto a tutti i dipendenti dell’Asl 13 Dolo-Mirano. La richiesta è stata fatta pervenire agli operatori sanitari attraverso un volantino, diffuso da ieri nelle strutture ospedaliere di Dolo e Mirano. La motivazione di questa iniziativa è dimostrare come via sia una carenza strutturale di personale, che di fatto fa violare la normativa vigente. L’iniziativa rientra nel braccio di ferro che da tempo la RdB del Veneto sta portando avanti con i vertici dell’Asl 13, sfociato la scorsa settimana nel ripristino dello stato d’agitazione, con tanto di lettera al Prefetto di Venezia. Rientrato soltanto dopo un picchetto davanti all’entrata della direzione generale dell’Asl 13 ed un incontro di una delegazione con il direttore generale, Arturo Orsini, e la sua equipe; facendosi promettere che l’azienda avrebbe valutato la possibilità di un fine settimana di riposo al mese. Da parte di Federico Martelletto e Raniero Germano, responsabili delle "RdB-Cub", è sempre stata riconosciuta la disponibilità alla trattativa da parte dell’Asl 13, sottolineando però di non essere ancora riusciti a chiudere un accordo ottimale per le parti in gioco. E promettendo azioni di protesta e scioperi nel caso non si trovi una soluzione a breve termine. «Ora - afferma Martelletto - invitiamo tutti i colleghi che devono sottostare a frequenti richiami in servizio nel turno di riposo settimanale, a segnalarlo ai nostri delegati RdB». E rilanciano: «Intendiamo dimostrare che tali e continui richiami sono dovuti alla carenza strutturale di personale e violano la normativa vigente». L’azione delle rappresentanze di base, però, si spinge oltre. «Invieremo poi - evidenziano - comunicazione all’Ufficio provinciale del Lavoro, che sarà tenuto a svolgere i controlli del caso».(G.D.C.)


10 febbraio 2009 - Il Giornale

Ecco il popolo della barella: «parcheggiati» 50 al giorno
Al San Giovanni manifestano i sanitari dei pronto soccorso stanchi di tenere i pazienti sulle lettighe e lungo i corridoi
di Tiziana Paolocci

Roma - giati nei corridoi dei pronto soccorso. Ogni giorno da 20 a 50 pazienti aspettano in barella che si liberi un posto letto nei reparti degli ospedali del Lazio. E l’attesa spesso si prolunga anche cinque giorni. Lo denuncia il Sindacato professionisti emergenza sanitaria, che ieri mattina ha organizzato il «barella day», una manifestazione di protesta davanti al San Giovanni per chiedere provvedimenti urgenti per risolvere questa situazione vergognosa. «Al taglio dei posti letto - spiega Massimo Magnanti, segretario dello Spes - non è seguita alcuna misura per far fronte a questa carenza. Le esigenze di bilancio non possono essere pagate dai pazienti. A questo punto si istituzionalizzi la barella come un posto letto, quale nuovo strumento di assistenza regionale».
I camici bianchi hanno ricordato che spesso sono gli anziani a rimanere per giorni sulle lettighe, perché le strutture sanitarie diventano ambienti senza privacy, in cui pazienti con le più svariate patologie si trovano per ore uno accanto all’altro. La Rdb-Cub rincara la dose. «La verità è che il piano di rientro dal deficit, messo in atto da questa Regione, - dichiara Licia Pera del coordinamento Rdb Sanità - prevede che a pagare le conseguenze di anni e anni di affarismo a spese della sanità pubblica, siano i lavoratori e i cittadini. Siamo convinti che un adeguato intervento sulle consulenze, sugli appalti e sulla convenzionata accreditata basterebbe a risanare il deficit del Lazio, prima che il piano di rientro contribuisca a cancellare il servizio sanitario pubblico».
Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, però, è pronto a intervenire al più presto. «Voi medici di pronto soccorso siete la cartina di tornasole: quello che pensavo si stesse facendo in effetti non è stato fatto - spiega il governatore -. O si dà una risposta ai problemi che voi ponete o non proseguo nella mia esperienza politica. Mi impegno a un’inversione di tendenza, costi quel che costi. Se devo requisire posti letto per eliminare le barelle, sono pronto a farlo». «Forse non basta quello che abbiamo fatto - conclude -. Non si può più applicare un piano di rientro solo in una logica economicistica. Si sta lavorando con il Governo alla riorganizzazione della rete ospedaliera, un piano su cui possono esserci modifiche».
«Il presidente Marrazzo non sfugga alle proprie responsabilità - ribatte il consigliere regionale Luigi Celori - sia pronto a lasciare la poltrona non di commissario ma quella di presidente della Regione, visto che la sanità è il cuore del bilancio laziale. Se al taglio dei posti letto fossero seguite misure efficaci, non ci saremmo trovati oggi con malati costretti stazionare giorni sulle barelle».


10 febbraio 2009 - La Nazione

Firenze. A DICEMBRE il loro contratto è scaduto...

Firenze - A DICEMBRE il loro contratto è scaduto. E da allora sono a casa, senza stipendio e senza certezze sul futuro. Sono i nove dipendenti, ex Lsu, dell'Ufficio catalogazione del Comune di Firenze, che, fino al 31 dicembre scorso, data di scadenza dell'appalto, hanno lavorato per conto della Cooperativa Opera d'Arte. «E che, secondo quanto ci aveva promesso il Comune di Firenze spiega Stefano Cecchi, dell'Rdb-Cub dovevano passare dal primo gennaio di quest'anno alla vincitrice del nuovo appalto». E cioè alla Codess Cultura, società cooperativa dei servizi sociali, nata a Venezia nel 1979. Invece, ai lavoratori dell'Ufficio Catalogazione, che hanno un'età media di 45 anni e che lavorano per il Comune ormai da una decina di anni, non è ancora stato fatto nessun contratto. «NON SAPPIAMO di chi sia la colpa sottolinea Cecchi ma una cosa è certa: i lavoratori non hanno riscosso lo stipendio di gennaio, né riscuoteranno quello di febbraio». «Ed è una cosa grave, tanto più che conclude Cecchi questi lavoratori non hanno più venti anni. Sono padri e madri di famiglia, spesso con figli a carico. Che anche questo mese, come sempre, dovranno pagare le bollette, l'affitto o la rata del mutuo».


10 febbraio 2009 - Il Giorno

«Con la nuova Provincia faremo più fatica a garantire la sicurezza»
IL PARADOSSO L'ACCUSA DEL SINDACATO

MONZA - IL PARADOSSO è questo: nascerà la Provincia di Monza, il distaccamento di Monza dei Vigili del fuoco si trasformerà in Comando (con più uomini e mezzi, quindi), eppure garantire la sicurezza del territorio sarà più arduo. I Vigili del fuoco di Monza battono da tempo su questo tasto, ma sinora non pare abbiano trovato sponde al loro grido d'allarme. Qualche pacca sulla spalla dal politico di turno, qualche vaga assicurazione, ma poi resta tutto come stabilito. Lo spiega Enrico Vergani, rappresentante monzese del coordinamento provinciale Rdb/Cub dei Vigili del fuoco: «Ci troveremo a fare i conti con una grave insufficienza di organico per una realtà di decine di migliaia di abitanti e con un livello di rischio altissimo: un'assurdità». Di fatto Monza, che attualmente può contare su organico (risicatissimo e più volte contestato) di 48 vigili del fuoco, col passaggio alla nuova realtà di Comando vedrà aumentare il proprio organico a 84 unità. «Il problema - spiega Vergani - è che una realtà come la nostra, una volta sganciata da Milano, aveva bisogno di molti più uomini e mezzi. Nonostante le nostre richieste, siamo stati inseriti nella categoria più bassa, la stessa di province ben più piccole e con meno criticità come quella di Lodi. Con quegli uomini, potremo al massimo avere a disposizione 21 persone per turno, ne avessimo avute di più avremmo anche potuto garantire un paio di mezzi in più per uscire». Ecco, appunto, il paradosso: «Con Milano, molti uomini e mezzi erano stati decentrati e si riuscivano a garantire ad esempio due mezzi a Monza, due a Desio e due a Seregno. Con la nuova Provincia, finirà che a Monza avremo tre mezzi, ma a Desio e Seregno soltanto uno. Ad esempio, con questi organici (appena 7 professionisti a Desio e 7 a Seregno) non potremo più mantenere l'autoscala di Desio. Complessivamente, ci perderemo. Non si può garantire la sicurezza soltanto con i vigili del fuoco volontari, che pure sono una componente preziosissima». Senza contare che con la promozione a Comando a Monza toccheranno anche nuove competenze, come quella di un Nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico, radiologico). E POI c'è la questione della nuova sede: lo Stato ha stanziato quasi sette milioni euro, ha assegnato l'appalto a una ditta di Vibo Valentia (ma i lavori, che sarebbero dovuti iniziare lo scorso novembre, ancora non si vedono), eppure il progetto è ampiamente contestato dagli stessi pompieri: «Per forza - rincara Vergani -: con tutti quei soldi vogliono costruire un palazzo alto quattro piani con 70 uffici. Un'opera del tutto inutile, non avremo neppure il personale per riempirli». In compenso tralasceranno le esigenze operative: «Non hanno previsto le rimesse per gli automezzi, i magazzini dove stivare il materiale del Comando e dei distaccamenti di Desio e Seregno, i servizi igienici, la mensa e gli alloggi per il personale. Ci ritroveremo a lasciare in cortile all'aperto mezzi e materiale». I Vigili del fuoco hanno già chiesto un incontro con il sindaco Marco Mariani. Quelli con il commissario governativo ci sono già stati. «E la risposta che ci è stata riferita da Roma è che abbiamo ragione - puntualizza Vergani - ma che provvederanno a modificare il progetto soltanto in corso d'opera...».(Da.Cr.)


10 febbraio 2009 - Il Messaggero

Abruzzo. I precari della Asl hanno organizzato un sit in...

Abruzzo - I precari della Asl hanno organizzato un sit in di protesta davanti la sede della Regione Abruzzo in viale Bovio. «Il nostro scopo - spiega Marco Frittelli di Rdb, rappresentanze di base - è quello di sensibilizzare l’assessore Venturoni, il presidente Chiodi ed il commissario Redigolo alla nostra vicenda: ovvero ai contratti in scadenza a fine mese che manderanno a casa i precari storici dell’azienda sanitaria e lasceranno l’ospedale in ginocchio». Il presidente Chiodi, ha annunciato di incontrare sindacati ed una delegazione di precari venerdì mattina mentre oggi pomeriggio alle 17,30 è stato convocato un incontro dal prefetto Orrei. «Dal prefetto ci dovrebbero essere l’assessore regionale alla sanità Venturoni, ed il commissario Redigolo oltre ai sindacao - aggiunge Frittelli -. Speriamo che dall’incontro escano fuori buone notizie per chi sta rischiando il posto di lavoro dopo anni di servizio». Nel frattempo si dovrà decidere anche chi guiderà la asl pescarese, la più grande d’Abruzzo. L’interim è stato affidato al direttore amministrativo Giovanni Bladelli ed al direttore sanitario aziendale Stefano Boccabella. Una soluzione di transizione in attesa che la giunta decida il successore di Antonio Balestrino il manager dimissionario che ha lasciato la città giovedì scorso. Balestrino tornerà in città giovedì 19 per una vicenda relativa all’appalto per la cura del verde all’interno dell’ospedale.(L.Tr.)


10 febbraio 2009 - Tribuna di Treviso

Il personale invitato a segnalare i «servizi extra»
Usl 9, la guerra dell’Rdb «Troppi straordinari»

I sindacati di base della sanità invitano tutti i dipendenti delle Asl a segnalare ai propri delegati gli straordinari chiesti dall’azienda nei loro turni di servizio. L’appello è rivolto in particolare a coloro che sono stati richiamati in servizio durante i turni di riposo settimanale.
«Intendiamo dimostrare che tali continui richiami sono dovuti alla carenza strutturale di personale - dicono i rappresentanti della sigla - e violano la normativa vigente». Il sindacato ha intenzione di dare battaglia sulla carenza di turnazione del lavoro, dovuto al numero ridotto di personale nei reparti. Una situazione, quella della carebnza di organici, che è da sempre in cima alle priorità dell’ Rdb.
La difficile situazione per quanto riguarda la pianta organica delle strutture sanitarie è uno dei problemi più spinosi per le aziende trevigiane. Questione più volte segnalata non solo dai rappresentati sindacali, ma anche dai vertici delle Asl.
«Invieremo poi comunicazione all’Ufficio provinciale del lavoro - spiega Federico Martelletto, del coordinamento regionale Rdb - che sarà tenuto a svolgere i controlli del caso».


10 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo

Tirano. Una trentina di lavoratori della Casa di riposo...
di Francesco Lamberini

Tirano - Una trentina di lavoratori della Casa di riposo di via Gleno hanno organizzato una manifestazione di protesta, ieri pomeriggio davanti a Palazzo Frizzoni, in occasione del Consiglio comunale, esponendo striscioni e distribuendo volantini. Una rappresentanza sindacale è stata poi ricevuta dal sindaco Roberto Bruni. «Chiediamo - ha sottolineato Fiorangela Agustoni (Rdb) - un intervento nei confronti della Fondazione Santa Maria Ausiliatrice perché si impegni a ritirare i 15 licenziamenti annunciati, a discutere la ricollocazione del personale, e a mantenere lo stesso contratto per tutti i dipendenti». «Abbiamo esposto al sindaco la nostra contrarietà - ha affermato Giuseppe Di Mezza (Cisl) - all'applicazione del contratto Uneba, che ha un profilo decisamente più basso rispetto all'attuale. Riguardo ai 15 esuberi ci siamo espressi affinché venga trovata loro una soluzione dignitosa». «Questo presidio nasce - ha sottolineato Fiorenza Mologni, coordinatrice della Rsu - perché l'applicazione del nuovo contratto per i nuovi assunti vuol dire più ore di lavoro, meno diritti e salari più bassi». «L'interesse del sindaco - ha affermato Mario Belotti (Cgil) - ci ha confortato, ma il problema è che non abbiamo più bisogno di promesse ma di risposte certe da tradurre in accordi». «Passare da un contratto della sanità a un'altra formula privata e sottopagata - ha proseguito Emanuela Leoni (Uil-Fpl) - non è certo il massimo. L'altro grosso problema riguarda la ricollocazione delle 15 persone che a fine anno potrebbero restare a casa».

Pigna, convocato il tavolo istituzionale

Alzano - Si terrà lunedì alle 10 in municipio ad Alzano il tavolo istituzionale per la Cartiere Paolo Pigna. Sono invitati Comune, Comunità montana e Provincia, i sindacati (Rsu, Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom-Uil e confederali), l'azienda e l'immobiliare che ha rilevato le aree. Si discuterà del contributo delle istituzioni per la ricollocazione dei 133 lavoratori della divisione cartiera, dopo l'accordo sulla cassa integrazione straordinaria che già prevede il reimpiego di oltre la metà di questi, e del futuro assetto urbanistico dell'area.
La Cub ha reso noto che per ieri era stato indetto uno sciopero di due ore dei 12 lavoratori di una cooperativa che «alla chiusura del reparto cartiera rimarranno senza lavoro».


10 febbraio 2009 - Corriere del Veneto

Il braccio di ferro
Vigili all'attacco sciopero a Carnevale contro il consorzio
di Martina Zambon

VENEZIA — Ultimo sabato di carnevale a rischio per lo sciopero indetto dal sindacato dal Sindacato unitario della polizia municipale per il 21 febbraio. Ma il vicesindaco Michele Vianello non ci sta e annuncia: sarà precettazione. Il Sulpm, sindacato che conta la stragrande maggioranza di iscritti fra i vigili veneziani, mostra i muscoli e dopo il braccio di ferro delle ultime settimane con l'amministrazione, salta le forme di protesta «preliminari» già annunciate (blocco degli straordinari e della flessibilità) e punta allo scontro aperto. Cgil e Cisl, da parte loro, spiegano che è la strada indicata anche dai loro lavoratori mantenendo appena uno spiraglio di trattativa. La Rsu, invece, ribadisce lo stato di agitazione ma chiarisce che allo sciopero ci si arriva per gradi. La Uil, invece, mantiene una posizione più possibilista.
Oggetto del contendere, ancora una volta, il progetto del consorzio fra le polizie municipali di Venezia, Spinea e Marcon. In realtà, per tutte le sigle sindacali, confederali e rappresentanze di base, il no a modalità e contenuti del consorzio è unanime. Le incrinature di posizione, invece, sono sulle forme e sui tempi di protesta. Il punto l'aveva fatto il sindaco con i sindacati confederali e le Rsu dieci giorni fa con l'accordo di inviare la bozza di progetto. «Tre pagine vaghe e insufficienti», le bollano i sindacati. È di giovedì scorso, infine, la lettera di rappresentanze aziendali (ad esclusione della Uil), Sulpm e Rsu in cui si chiede all'amministrazione di rivoluzionare l'ordine del giorno del prossimo tavolo di trattative fissato per il 16 febbraio. «Non se ne parla nemmeno — sbotta il vicesindaco — se la proposta del consorzio non va bene che ne presentino un'altra. Io attendo da due anni una proposta dai sindacati per i problemi di stabilizzazione dei precari. Perché non hanno il coraggio di dire a 2600 lavoratori del Comune che per difendere 500 vigili, dal prossimo mese in busta paga ci saranno altre trattenute? Se si arriverà allo sciopero scatterà la precettazione, è scontato ». Tutte falsità per i sindacati. «La corte dei conti della Lombardia — ricorda Luca Lombardo del Silpm — ha ribadito che anche i consorzi rientrano nel patto di stabilità. Non si capisce, quindi, il vantaggio di "esternalizzare" il servizio». Tanto più che, rincara la dose Roberto Vianello della Cisl, «abbiamo calcolato che per coprire 24 ore al giorno anche Marcon e Spinea per l'infortunistica stradale come già promesso da Ca' Farsetti servirebbero 50 uomini in più in organico solo per il reparto motorizzato ». Bugie anche sulla stabilizzazione secondo Stefano Vanin della Cgil: «Secondo le norme vigenti, il Comune può stabilizzare i lavoratori a tempo determinato già oggi. E la forma spuria di un consorzio non si adatta a tre comuni così diversi. Non siamo contrari alla zonizzazione ma avrebbe più senso una convenzione con "prestiti" di pattuglie per eventi ben precisi nell'uno o nell'altro comune ». Il consorzio, insomma, proprio non va giù a lavoratori e sindacati: «Vogliono farci accettare un prodotto preconfezionato — dice Giampiero Bulla coordinatore delle Rsu — ma non sarà così».


10 febbraio 2009 - Il Napoli

All'aeroporto
Tanti abusivi e niente wc: ora i tassisti protestano

Napoli - I tassisti sono in agitazione. La cooperativa Taxi Noleggio e Trasporto presieduta da Enrico Romano, insieme con il Sit guidato da Ciro Romano e la Rdb guidata da Luigi De Falco, denuncia le difficoltà che vivono i tassisti in servizio nell'aeroporto di Capodichino. «L'impegno su queste problematiche - precisa Enrico Romano - è stato solo nostro e non di altri. Abbiamo denunciato che il polmone di riserva dei taxi è sprovvisto di servizi igienici, per cui è impossibile espletare i propri bisogni fisiologici, non potendosi allontanare dalle vetture. Nonostante le ripetute segnalazioni ai vigili urbani - spiega Romano - nella sala arrivi dell’aerostazione continuano ad operare persone che svolgono abusivamente il servizio taxi e gli autonoleggiatori non attendono i loro passeggeri negli spazi assegnati loro ma si accalcano nella sala arrivi avendo la possibilità di aggregare passeggeri senza transfer alle loro corse». Ma, finora, nessuno è intervenuto.(ALE.MIG.)


10 febbraio 2009 - Il Bergamo

Pigna. Scioperano i lavoratori in appalto alla cartiera

Ieri hanno scioperato per due ore i lavoratori della cooperativa Soluzione lavoro impiegati nella divisione cartiera Pigna di Alzano Lombardo. I 12 lavoratori, tutti di origine pakistana, hanno protestato "per il disinteresse e la mancanza di sensibilità da parte della cooperativa Soluzione Lavoro - spiega Sergio Caprini della Cub di Bergamo - che rifiuta persino un incontro con il sindacato e i rappresentanti dei lavoratori". Tra pochi giorni, quando chiuderà la divisione cartiera della Pigna, i 12 lavoratori della cooperativa Soluzione lavoro, "addetti all'alimentazione e pulizia delle linee di produzione nel reparto della Pigna, resteranno senza lavoro. La cooperativa sta rifiutando un incontro sindacale da noi richiesto - chiosa Caprini - per valutare tutti i possibili strumenti a disposizione, come la cassa integrazione in deroga, da qualche anno possibile appunto per i lavoratori delle cooperative. Nei prossimi giorni altre iniziative che verranno valutate secondo l'evoluzione dei fatti".


9 febbraio 2009 - Adnkronos

STATALI: USI RDB, DOMANI PRESIDIO RICERCATORI ENEA DAVANTI ALL'ARAN
BERTOCCHI, CHIEDIAMO IL PIENO INSERIMENTO NEL COMPARTO DEGLI ENTI DI RICERCA

Roma, 9 feb. - (Adnkronos)- "I lavoratori Enea sono stanchi di attendere l'entrata nel comparto. Salari inferiori a quelli degli Enti di Ricerca ed un ordinamento fuori del tempo non ci hanno impedito di svolgere il nostro compito con professionalita' e competenza, ma ora diciamo basta e domani saremo davanti all'Agenzia di Rappresentanza per il Pubblico Impiego dove si sta discutendo il contratto degli Enti Pubblici di Ricerca" Lo afferma in una nota Alfredo Bertocchi dell'Usi RdB Ricerca Enea spiegando che obiettivo della manifestazione e' "ottenere una norma che stabilisca chiaramente la data di entrata in vigore di norme contrattuali che ci equiparino agli altri ricercatori e tecnici del comparto" "Il contratto Enea ancora vigente -spiega l'esponente sindacale- ha dimostrato che dietro a selezioni falsamente meritocratiche si possono nascondere procedure clientelari. L'Enea svolge un ruolo importante e i lavoratori precari e non vogliono rivendicare la loro funzione e combattere le discriminazioni in atto".


9 febbraio 2009 - Agi

RICERCA: ENEA, DOMANI PRESIDIO DEI DIPENDENTI PER IL CONTRATTO

(AGI) - Roma, 7 feb. - I lavoratori dell'Enea manifesteranno domani con un presidio davanti alla sede dell'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) per ottenere il pieno inserimento nel comparto degli enti di ricerca. "L'Enea svolge attivita' di ricerca e innovazione nei settori dell'energia, dell'ambiente e delle nuove tecnologie - affermano le Rdb Cub in un comunicato -. Ma nonostante questo non e' stato ancora inserito nel comparto, e sconta un contratto nazionale peggiore, rispetto a quelli percepiti negli altri enti di ricerca pubblica, con salari inferiori del 10-20% ". "Salari inferiori a quelli degli altri enti e un ordinamento fuori del tempo non ci hanno impedito di svolgere il nostro compito con professionalita' e competenza, ma ora diciamo basta - dichiara Alfredo Bertocchi dell'Usi-RdB -. Per questo domani saremo davanti all'Aran, dove si sta discutendo il contratto degli Enti pbblici di rcerca con l'intenzione di ottenere una norma che stabilisca chiaramente la data di entrata in vigore di norme contrattuali che ci equiparino agli altri ricercatori e tecnici del comparto".


9 febbraio 2009 - Dire

CASA. VIA PINCHERLE, ASIA-RDB: CRESCE LA MOBILITAZIONE
IN VISTA DELL'INCONTRO CON IL PREFETTO DEL 13 FEBBRAIO

(DIRE) Roma, 9 feb. - "Prosegue la protesta degli inquilini di via Pincherle 153/169, in sciopero della fame da cinque giorni. Sabato sera un'altra inquilina settantenne ha accusato un malore mentre si trovava al gazebo allestito davanti alle palazzine messe in vendita. A Dina, visitata dal medico curante, e' stato consigliato di interrompere lo sciopero della fame. Intanto Giulia, la signora diabetica accompagnata al CTO per accertamenti venerdi' scorso, ha ripreso a non mangiare". E' quanto fa sapere un comunicato di Asia-Rdb, che prosegue: "Mercoledi' gli inquilini terranno un'assemblea nello spazio 'sottratto' alla proprieta' e utilizzato da Gabetti per le vendite per preparare una mobilitazione in Prefettura il prossimo 13 febbraio". "Gli inquilini consegneranno al prefetto le firme raccolte in loro sostegno (in meno di una settimana sono gia' 1.500)- conclude la nota- e gli chiederanno di svolgere una funzione di garanzia nella trattativa in corso tra Ater e Area Mestre, accelerandone una conclusione positiva per gli inquilini".

SANITA'. USI RDB: RIORDINO ISTITUTO SUPERIORE SIA TRASPARENTE
DOMANI PRESIDIO PER INCONTRARE SOTTOSEGRETARIO FAZIO

(DIRE) Roma, 9 feb. - L'istituto superiore di sanita' "deve essere riformato", attraverso regole certe, "investimenti" e regolarizzazione dei lavoratori precari. Lo afferma Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi RdB ricerca, che annuncia "il presidio dell'Usi RdB ricerca all'ingresso dell'istituto superiore di sanita' a viale Regina Elena 299, a Roma, con inizio alle ore 12 di domani martedi' 10 febbraio". Presidio, spiega, "contemporaneo alla visita del sottosegretario al ministero del Welfare Ferruccio Fazio". L'istituto superiore di sanita' (Iss) e' l'organo tecnico del servizio sanitario nazionale: svolge attivita' di ricerca pubblica sulla salute e controllo di vaccini, farmaci, dell'ambiente e degli alimenti. Nell'Iss lavorano circa 1.500 dipendenti a tempo indeterminato e, sottolinea Argentini, "ottocento precari con le piu' varie forme di contratto. Tutto il personale svolge lo stesso tipo di lavoro senza differenziazione, con salari e diritti, pero', fortemente differenziati". Alla luce di questo, per Argentini "l'istituto superiore di sanita' deve essere riordinato", tenuto conto anche del federalismo". Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi RdB ricerca chiede ricorda che "con l'avvento del federalismo i cittadini devono avere certezze su come in ogni singola regione saranno applicate leggi, norme, trattamenti o vaccinazioni". L'Iss, continua, "da anni ha il compito di collaborare con le Regioni e le stesse ne richiedono l'intervento sulle piu' varie tematiche, anche come coordinamento delle ricerca sanitaria". Percio' "appare chiaro che questo importante ente in stretta correlazione con il ministero del Welfare e salute debba riordinarsi tenendo anche conto che l'organico e' insufficiente e che circa 300 tempo determinato hanno il diritto di essere stabilizzati". L'esponente sindacale chiede quindi "un sistema di investimenti mirati". A detta di Argentini "se il ministero confermera' e potenziera' gli investimenti sull'Iss si potranno stabilizzare gli altri precari con contratti a tempo determinato". Ad ogni modo "il riordino perche' funzioni deve anche aumentare la trasparenza ed evitare che baroni universitari continuino ad ipotecare il futuro della sanita' pubblica italiana per scopi propri". Il ministero, dunque, "apra un'interlocuzione continua con i lavoratori". Per questo, conclude Argentini, domani saremo in piazza ad attendere il sottosegretario Fazio".


9 febbraio 2009 - Ansa

DOMANI NEL LAZIO

(ANSA) - ROMA, 9 FEB - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL LAZIO:...
11:30 - Roma, sala Musica, via Lepanto. Assemblea del personale del Tribunale di Roma, indetta da Rdb/Cub....

STATALI: FP-CGIL, ALTA AFFLUENZA A REFERENDUM SU CONTRATTI

(ANSA) - ROMA, 9 FEB - Sono in pieno svolgimento le operazioni di voto dei lavoratori pubblici dei Ministeri, degli Enti Pubblici non economici, delle Agenzie Fiscali sui rinnovi dei contratti per il 2008/09 recentemente sottoscritti da Cisl Fp e Uil PA. La Fp Cgil annuncia che c'e' un'affluenza alta da parte dei lavoratori nonostante ''lo straordinario impegno di tante Amministrazioni pubbliche nel rendere improba l'esigibilita' di questo diritto''. ''Sono gia' migliaia le lavoratrici ed i lavoratori che hanno deciso di esercitare uno fra i piu' elementari diritti democratici: esprimere un giudizio sulle scelte che li coinvolgono'' dice Alfredo Garzi, segretario nazionale Fp Cgil, che denuncia tuttavia ''l'impegno antidemocratico'' delle amministrazioni pubbliche. In particolare il sindacalista segnala in una nota che al ministero per lo Sviluppo Economico ''ci e' stata vietata la possibilita', garantita dallo Statuto dei lavoratori, di organizzare l'assemblea'' mentre al ministero del Lavoro si ''frappongono ostacoli per lo svolgimento delle operazioni di voto perche' l'Amministrazione non condivide l'ordine del giorno con il quale convochiamo il referendum''. In una sede delle Agenzie delle Entrate, poi, ''e' stata vietata la disponibilita' di locali per le votazioni'' mentre in un'altra dell'Inps l'amministrazione avrebbe addirittura ''sequestrato l'urna elettorale nel pieno svolgimento delle operazioni di voto''. Intanto la RdB Pubblico Impiego annuncia che effettuera' una consultazione tra i lavoratori sui contenuti del biennio economico 2008-2009 domani. ''Chiediamo ai lavoratori di respingere un contratto firmato solo da due sigle sindacali, esprimendo dissenso anche in merito all'accordo del 22 gennaio sulla riforma dei contratti, alla Legge 133 del 2008 ed al Protocollo del 30 ottobre firmato da Cisl e Uil'' dichiara Massimo Briguori della direzione nazionale Rdb parastato.


9 febbraio 2009 - Omniroma

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 09 feb -...
- Presidio dell'USI RdB Ricerca in occasione della visita del sottosegretario al Ministero del Welfare e Salute Fazio. Ingresso dell'Istituto Superiore di Sanità, viale Regina Elena 299 (ore 12)...

SAN GIOVANNI, RDB-CUB:ANCHE MEDICI PRONTO SOCCORSO CONTRO MARRAZZO

(OMNIROMA) Roma, 09 feb - «È il caso di dire che era ora che anche i medici si mobilitassero contro il caos che regna nella sanità pubblica di cui la situazione dei Pronto Soccorso e l'indignitosa condizione alla quale sono costretti i pazienti, per ore sulle barelle in attesa di essere visitati e ricoverati, non rappresenta che la punta di un iceberg». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «La verità è che il piano di rientro dal deficit messo in atto da questa Regione - dichiara Licia Pera del coordinamento Rdb Sanità di Roma - prevede che a pagare le conseguenze di anni ed anni di affarismo a spese della sanità pubblica, che tuttora continua come ben si evince dal caso Angelucci, siano i lavoratori/ici e i cittadini attraverso carichi di lavoro massacranti, blocco delle assunzioni, taglio selvaggio dei posti letto, chiusura di interi ospedali e presidi ed innalzamento ai massimi livelli delle tasse regionali. La cinica risposta di Marrazzo al problema, al quale si vorrebbe far fronte comprando altre barelle, ben si sposa con la politica regionale di questi anni che ha imposto un sistema di chiusure e riconversioni di posti letto funzionali solo al risparmio e non alla garanzia dei livelli di assistenza». «£Come RdB sanità - conclude Licia Pera - restiamo convinti che un adeguato intervento sulle consulenze, sugli appalti e sulla convenzionata accreditata basterebbe a risanare il deficit di questa regione, prima che il piano di rientro, con la scusa del risparmio ad ogni costo, contribuisca a cancellare il servizio sanitario pubblico. La RdB Sanità auspica momenti comuni di lotta, come l'odierno 'barella day', per il diritto ad una sanità pubblica e di qualità, per ricominciare a parlare di prevenzione a tutti i livelli, di cura giusta adeguata e per tutti e di riabilitazione gestita direttamente dal servizio pubblico e non merce di scambio per le lobbie degli affaristi ancora in circolazione».

VIA PINCHERLE, ASIA: INQUILINI CHIEDONO INTERVENTO PREFETTO

(OMNIROMA) Roma, 09 feb - «Prosegue la protesta degli inquilini di via Pincherle 153/169, in sciopero della fame da cinque giorni. Sabato sera un'altra inquilina settantenne ha accusato un malore mentre si trovava al gazebo allestito davanti alle palazzine messe in vendita. A Dina, visitata dal medico curante, è stato consigliato di interrompere lo sciopero della fame. Intanto Giulia, la signora diabetica accompagnata al CTO per accertamenti venerdì scorso, ha ripreso a non mangiare. Mercoledì gli inquilini terranno un'assemblea nello spazio 'sottrattò alla proprietà e utilizzato da Gabetti per le vendite per preparare una mobilitazione in Prefettura il prossimo 13 febbraio». È quanto si legge in una nota di Asia Rdb. «Gli inquilini consegneranno al Prefetto le firme raccolte in loro sostegno - continua il comunicato - (in meno di una settimana sono già 1500) e gli chiederanno di svolgere una funzione di garanzia nella trattativa in corso tra Ater Area Mestre, accelerandone una conclusione positiva per gli inquilini».


9 febbraio 2009 - Il Messaggero.it

Statali, da oggi al voto sull'aumento da 70 euro. La Cisl raccoglie le firme
di Pietro Piovani

ROMA (9 febbraio) - Per due giorni 300mila statali hanno la possibilità di votare sul loro nuovo contratto nazionale. Oggi e domani sono aperti i seggi allestiti dalla Cgil per il referendum: i dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti previdenziali possono dire sì o no all’accordo. La Cgil, come si sa, ha scelto di non firmare il contratto perché prevede un aumento (70 euro lordi mensili) troppo basso rispetto all’inflazione, e perché – sostiene il sindacato di Epifani – non garantisce il recupero dei premi di produttività tagliati dal governo per legge. La Cisl e la Uil invece hanno scelto di firmare, perciò i contratti sono comunque validi e gli aumenti saranno pagati a partire da questo mese. La Cisl organizza raccolta firme. Nell’indire il referendum, la Cgil ha proposto agli altri due sindacati confederali di partecipare alla consultazione, ma la risposta di Cisl e Uil è stata negativa. In compenso, in questi stessi giorni la Cisl sta organizzando una raccolta di firme «per chiedere ai lavoratori un’adesione al nostro percorso». Il segretario della Cisl Funzione pubblica Giovanni Faverin spiega la scelta così: «In passato non si è mai fatto un referendum sul contratto. È uno strumento che non funziona perché ha un esito scontato. È come chiedere ai lavoratori: volete più soldi?» Per i contratti precedenti in effetti non si organizzarono referendum, ma i lavoratori furono consultati in assemblee sindacali che si concludevano con una votazione. Nei palazzi dei ministeri e delle altre amministrazioni statali la battaglia fra i due maggiori sindacati è diventata sempre più aspra. Con volantini e affissioni in bacheca, Cgil e Cisl si lanciano accuse (e qualche volta anche insulti) ogni giorno più duro. Tutto questo proprio mentre per altri comparti del pubblico impiego (sanità ed enti locali) le tre sigle confederali stanno cercando di ritrovare una posizione unitaria. Carlo Podda, segretario della Cgil-Fp, invita tutti i lavoratori a votare, qualunque sia il loro sindacato. E fa sapere che «se dovessero vincere i sì, la Cgil firmerebbe subito i contratti». Inoltre Podda denuncia il comportamento di alcune amministrazioni, che avrebbero ostacolato l’allestimento dei seggi. Mercoledì scorso anche l'Aran ha preso posizione: l’agenzia governativa responsabile dei rapporti sindacali nel pubblico impiego ha diffuso una circolare in cui si fa presente che il referendum «non appare riconducibile all’art. 21 dello Statuto dei lavoratori» e quindi «nessun adempimento è previsto per le amministrazioni».
Anche il sindacato autonomo Rdb-Cub ha indetto un suo referendum sul contratto.


9 febbraio 2009 - EPolis Roma

Inps Eur. Un posto auto su 5 è riservato alle organizzazioni di categoria dell'azienda
Quel parcheggio conteso fra sindacalisti e lavoratori
Domani verranno sorteggiati i dipendenti che potranno usufruire del parcheggio interno
di Fabrizio Tanzilli

Roma - È scontro sui parcheggi tra lavoratori dell'Inps di via Bizet e sindacati aziendali. Il maggior ente previdenziale, secondo la denuncia mossa dai Rappresentati sindacali di base RdB, riserva un trattamento speciale alle organizzazioni di categoria dell'azienda. Il venti per cento dei posti auto disponibili nel garage dello stabile che riunisce uffici della direzione generale e della sede Inps di Roma Eur, risulta infatti assegnato ai sindacati. «A parte i parcheggi riservati ai diversamente abili, l’amministrazione fa un uso arbitrario dei posti auto, assegnandoli alle segreterie dei direttori centrali, ai dirigenti ed ai sindacalisti - afferma Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale della RdB-Cub Pubblico impiego - Anche queste scelte contribuiscono a fare del sindacato una casta, sempre più lontana dai bisogni reali dei lavoratori normali, che invece sono costretti a parcheggiare in doppia fila rischiando multe e sequestro del mezzo». Insomma, sembra che oggi sia necessario far parte di una casta anche per trovare parcheggio nel luogo di lavoro. Un malcostume che ha origini antiche e che è stato spesso oggetto di polemiche, senza però sortire alcun risultato. E anche l'ennesima richiesta, nonostante lo sforzo di RdB, ha fruttato ben poco. Nei giorni scorsi, infatti, pur chiedendo che i parcheggi interni agli stabili dell’Istituto siano fruibili da tutti i lavoratori, senza liste di favoriti, la risposta dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale, ha assunto le sembianze del tentativo di sedare gli animi, piuttosto che di un primo passo verso la risoluzione del problema. «L'amministrazione ci ha informato che abbiamo diritto a tre posti auto nel garage di via Bizet - prosegue Romagnoli - e noi, come già in passato, abbiamo deciso di rifiutare i posti riservati decidendo di cederli ai lavoratori e di scegliere le assegnazioni con un sorteggio pubblico». L'estrazione avverrà domani, nel corso di un’assemblea convocata proprio da Rdb in direzione generale per svolgere la consultazione sul contratto 2008-2009 del Parastato. Almeno tre lavoratori eviteranno la probabile multa. A Roma sono undici le sedi dell'Inps, per il momento non sono arrivate segnalazioni dagli altri uffici e questa problematica riguarda solo la sede dell'Eur. Si spera che sia un caso isolato.

La sede incriminata

È in via Bizet Si trova in via Bizet, a pochi passi della Colombo, la sede Inps che ha generato la protesta di Rdb

Gli uffici dell'Ente

Undici a Roma Sono undici le sedi dell'Inps sul territorio capitolino. Ventiquattro se si considera tutto il Lazio.


9 febbraio 2009 - Redattore Sociale

IMMIGRAZIONE
Denunciare gli irregolari, da Napoli parte l'invito all'obiezione di coscienza
Gli aderenti alla Federazione campana delle rappresentanze di base chiedono il diritto all'obiezione di coscienza in merito alla possibilità di denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono ai presidi sanitari per curarsi
di Elena Scarici

NAPOLI - Parte dal capoluogo partenopeo un altro invito all'obiezione di coscienza contro il decreto sicurezza approvato dal Senato, in particolare in merito alla possibilità di denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono ai presidi sanitari per curarsi. Dopo l'appello all'obiezione civile rivolto da Gesco e la spilla "anti-dilazione" realizzata da Dedalus, da distribuire ai medici, è la Federazione campana delle Rappresentanze di base (Rdb Cup Campania) a scendere in campo per applicare il diritto all'obiezione di coscienza.
"Medici e infermieri - scrivono in una nota gli aderenti al sindacato - hanno il dovere di soccorrere e curare chiunque, in emergenza o no, ha problemi di salute. Il dovere primario del personale sanitario è quello di tutelare e garantire il bene salute di tutti i cittadini, siano essi italiani o no".
A sostegno delle loro posizioni i rappresentanti della federazione fanno appello anche alla cultura meridionale, per sua natura ricca di umanità e solidarietà nei confronti dei più deboli. Per questo, aggiungono, "non ci prestiamo alla propaganda populistica della Lega, applichiamo il nostro diritto di obiezione di coscienza, non chiediamo a nessun cittadino la propria nazionalità, non siamo tenuti a farlo, non siamo poliziotti, ma prestatori di assistenza sanitaria". Tra le altre motivazioni chiamate in causa la legge sulla privacy e il segreto professionale che impongono una riservatezza imposta per legge.
"La legge dice che non è più vietato denunciare i clandestini - fanno notare infine i rappresentanti di Rdb - e che, dunque non si è obbligati a farlo, ma è facoltativo. È falso come tutte le motivazioni usate per nascondere le nefandezze razziste nella storia. Infatti, avendo anche dichiarato reato la clandestinità, chi non la denuncia commette reato. Ecco perché non bisogna chiederlo, perché una volta saputo si è costretti a denunciarlo per non commettere un reato".


9 febbraio 2009 - Bisceglie live

Di Liddo (sindacato RdB): «Indignati per il mancato "bonus famiglia" ai disoccupati»
Questa fascia più debole di popolazione non è stata inclusa nel provvedimento varato dal Governo nazionale

Bari - Aumenta sempre di più la delusione, l’indignazione e la rabbia di migliaia di disoccupati iscritti nelle liste di collocamento dei centri per l’impiego della nostra Regione. Infatti in questi giorni si stanno recando dai vari enti di patronato o direttamente alle agenzie delle entrate per la richiesta del "Bonus Famiglia" previsto dall’art. 1 del D.L. n° 185/08, ma purtroppo questa fascia più debole di popolazione non è stata inclusa nel provvedimento varato dal Governo nazionale, e quindi non possono accedere al beneficio. Il motivo è di non aver percepito nel 2007-2008 nessun reddito.
A sollevare il problema è Sergio Di Liddo, rappresentante territoriale del sindacato RdB-CUB, il quale afferma: «È veramente assurdo lasciare fuori dal provvedimento questa categoria di persone e faccio presente che in questa categoria ci sono padri e madri di famiglia con 3-4 figli a carico con reddito zero che da anni sono costretti a vivere nell’incertezza e con gravi disagi economici e sociali. Bisogna anche considerare che tra queste persone c’è un lungo e pietoso elenco di persone licenziate senza copertura sociale e quindi privi di un reddito. Vorrei precisare, che non siamo assolutamente contrari al Bonus, ma era più corretto e condivisibile che venisse riconosciuto non solo a chi ha già un reddito ma anche ai disoccupati con carichi familiari a reddito zero; magari corrispondendo la somma spettante direttamente alla famiglia, come è stato fatto con l’assegnazione della Social Card. Se è vero, come è vero, che addirittura due stipendi non sono sufficienti ad arrivare a fine mese, possiamo benissimo immaginare in che condizioni vivono queste famiglie». Delusione e rabbia è sentita anche tra i venditori ambulanti, che rientrano nei redditi previsti dal provvedimento però non possono accedere al Bonus in quanto le loro attività sono esercitate in modo continuativo e non temporanee, come è previsto nel provvedimento. Per tutte queste problematiche il Sindacato RdB chiede al Governo, attraverso tutti i parlamentari pugliesi un intervento atto a modificare il provvedimento al fine di allargare l’erogazione del Bonus Famiglia anche a queste due categorie di popolazione.


8 febbraio 2009 - Il Manifesto

SINDACATO
Lanciato il «patto» tra le sigle di base E a marzo in piazza
di Francesco Piccioni

Non è più tempo di «piccolo è bello». Nemmeno per il sindacalismo di base, realtà ormai matura nel panorama del lavoro italiano, ma fin qui caratterizzata da grande orgoglio di sigla e provenienza. I cambiamenti rapidi nello scenario economico e politico, però, hanno convinto la stragrande maggioranza dei quadri dirigenti di queste organizzazioni a prendere la via del «processo unitario».
Non sono giovani estremisti, le centinaia di delegati che da tutta Italia sono arrivati ieri a Roma; ferrovieri, tranvieri, insegnanti, dipendenti (molti ormai cassintegrati) dell'Alitalia, personale della sanità, statali e parastatali, telefonici e vigili del fuoco, ecc. Vengono dal successo del 17 ottobre - uno sciopero generale riuscito al di là delle aspettative e in piena sintonia con l'Onda studentesca - e da qualche incertezza a ridosso del 12 dicembre (analoga iniziativa, ma della Cgil). A maggio Cobas, Cub e Sdl vararono il «patto di consultazione permanente»; oggi - in una situazione già decisamente differente - fanno un passo avanti con il «patto di base».
«In molte assemblee abbiamo visto che su questa strada i lavoratori sono ancora più determinati di noi; ci chiedono di accelerare il cammino verso l'unità», spiega Fabrizio Tomaselli. Non siamo ancora a questo, ma l'assemblea di ieri «è un passaggio importante - dice Paolo Leonardi - perché getta le basi di un sindacato nuovo, non unico per ora, ma unitario». Un sindacato che «ha l'obiettivo di essere adeguato alla nuova fase dettata dalla crisi di sistema, capace di rispondere alla mutazione genetica del sindacato confederale, mantenendo e migliorando la funzione storica del sindacato; la difesa e l'emancipazione - che sarà pure una parola ottocentesca, ma non ne è stata inventata un'altra - dei lavoratori».
Hanno compreso subito la serietà della «frattura» tra la Cgil e Cisl-Uil-Ugl sulla «riforma del modello contrattuale». Ne hanno avuto anche verifiche pratiche (dal tavolo per le agenzie fiscali è stata esclusa anche la Cgil, oltre all'RdB). Accolgono con calore il saluto di Giorgio Cremaschi, leader della Rete28Aprile, che bolla il governo in carica come «fascisti veri, non caricaturali; che in due giorni sono capaci di vietare le cure agli immigrati e di imporre per legge l'accanimento teraputico su Eluana per depistare il paese dal vero problema: la crisi e le sue conseguenze sociali».
La crisi è il problema, ma anche l'occasione. Accelera tutti i processi e svuota di senso molte delle vecchie abitudini. L'assemblea - per esempio - indice una manifestazione nazionale per la fine di marzo. Una data che nella discussione stessa sembra terribilmente lontana. Ci sono fabbriche che chiudono, servizi che licenziano, lavoratori che chiedono risposte e iniziative subito. Anche lo sciopero, nella crisi, diventa uno strumento difficile da monovrare. A un lavoratore che entra in fabbrica una settimana al mese, le altre tre sta in «cassa», come si fa a chiedergli di perdere un giorno di stipendio pieno? Una domanda che pesa anche sulle rivendicazioni da mettere in primo piano (più «ammortizzatori sociali» o redistribuzione dei carichi di lavoro, in modo da dare a più gente la possibilità di campare?).
La piattaforma unitaria indica intanto «blocco dei licenziamenti, riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, aumento consistente per salari e pensioni, reddito minimo garantito per i disoccupati, cig all'80% del salrio, un piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili, investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro». Eccetera. Utopia? Non tanto. La crisi rivela che il «sistema» non è in grado di stare in piedi. Cambiare ottica non è un sogno, ma un obbligo.


8 febbraio 2009 - Liberazione

Ieri l'assemblea nazionale a Roma
Sindacati di base, nuovo patto e nuovo sciopero
di Fabio Sebastiani

Un patto "di base" più preciso dal punto di vista organizzativo, una manifestazione nazionale per il 28 marzo e uno sciopero generale da effettuare il 23 aprile nell'ottica del rilancio della piattaforma con iniziative a livello regionale. E' quanto ha deciso ieri l'assemblea unitaria delle tre sigle del sindacalismo di base, Cub, Cobas e Sdl che si è tenuta a Roma. Il patto sarà strutturato sia a livello nazionale che, soprattutto, a livello regionale e consentirà un maggiore raccordo del movimento sindacale.
«La situazione di crisi generale necessita di strumenti sindacali sempre più incisivi», sottolinea il leader di Sdl Fabrizio Tommaselli a Liberazione. «Nella giornata dell'assemblea le tre organizzazioni - ha aggiunto Tommaselli - hanno verificato lo stato del patto che avevano già siglato a settembre e lo hanno potenziato e nello stesso tempo hanno indicato dai prossimi giorni un percorso di mobilitazione».
E la fine della concertazione che sta travagliando la Cgil? «Siamo abituati alle fasi tattiche di differenziazione della Cgil e quindi riteniamo che la situazione attuale del sindacato è sicuramente da monitorare. Però non riteniamo che sia in atto un cambiammento reale della politica della Cgil ma un riequilibrio delle forze in campo all'interno del sindacalismo confederale».
Per Paolo Leonardi, della Cub, l'assemblea di Roma ha segnato «un passaggio importante nelle relazioni tra le organizzazioni e il suo quadro dirigente». «La consapevolezza che la fase di crisi che non durerà pochi giorni - ha dichiarato Leonardi a Liberazione - impone la costruzione del massimo di unità possibile tra le forze del sindacalismo di base. Importante anche la disponibilità alla mobilitazione e alla lotta attraverso l'accettazione della proposta sia della manifestazione nazionale a Roma sia della decisione di proclamare uno sciopero generale sulla piattaforma rinnovata dal basso varata nel corso dell'assemblea». «Questo è quello che è possibile - ha concluso Leonardi - probabilmente non è ciò che sarebbe necessario ma i processi di relazione tra soggetti simili ma diversi hanno bisogno di maturare in tutti».
La piattaforma del sindacalismo di base prevede i seguenti punti: blocco dei licenziamenti; riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; aumenti consistenti di salari e pensioni, introduzione di un reddito minimo garantito per chi non ha lavoro; aggancio dei salari e pensioni al reale costo della vita; cassa integrazione almeno all'80% del salario per tutti i lavoratori/trici, precari compresi, continuità del reddito per i lavoratori "atipici", con mantenimento del permesso di soggiorno per gli immigrati/e; nuova occupazione mediante un Piano straordinario per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili; piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi; eliminazione della precarietà lavorativa attraverso l'assunzione a tempo indeterminato dei precari e la re-internalizzazione dei servizi; piano straordinario di investimenti pubblici per il reperimento di un milione di alloggi popolari, tramite utilizzo di case sfitte e mediante recupero, ristrutturazione e requisizioni del patrimonio immobiliare esistente; blocco degli sfratti, canone sociale per i bassi redditi; diritto di uscita immediata per gli iscritti/e ai fondi-pensione chiusi. «Questa Piattaforma non vuol essere un "libro dei sogni" - si legge nel testo - ma un richiamo concreto agli obiettivi fondamentali che il sindacalismo di base intende perseguire. Ma è necessario anche e soprattutto iniziare a dare risposte concrete attraverso iniziative e campagne generali. Per questo motivo abbiamo individuato quattro temi fondamentali sui quali puntare e rispetto ai quali è necessario impegnare le nostre strutture ed individuare in tempi brevi iniziative specifiche: Reddito, precariato, occupazione, licenziamenti, orario di lavoro, beni comuni, energia e ambiente, diritto alla casa, democrazia sindacale».


8 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza

DOMANI. Altra giornata di mobilitazione contro Trenitalia soprattutto per appalti e organico
Arsenale, Cub proclama lo sciopero

Vicenza - La Confederazione unitaria di base vicentina del settore trasporti si mobilita contro Trenitalia. E chiama tutti i lavoratori dello stabilimento Omc, l’Arsenale di Vicenza, allo sciopero, in programma lunedì dalle 11 alle 16.30.
Non è la prima volta che la Cub entra in conflitto con Trenitalia, soprattutto negli ultimi tempi. La Confederazione contesta innanzi tutto la scelta aziendale di continuare a portare all’esterno le attività produttive di alcuni reparti (rialzi, carrelli, torneria), e di trasferire carichi di lavoro in altre Officine (Napoli e Verona).
Inoltre, l’azienda violerebbe sistematicamente gli accordi del 2005 sul blocco degli appalti in cambio di nuovi regimi di orario. Inoltre, secondo la Cub, l’azienda continuerebbe a impoverire la capacità produttiva di alcuni reparti.
Con il sistema degli appalti, Trenitalia vorrebbe non solo ridurre i costi, ma anche i diritti dei lavoratori. Le condizioni in cui si trovano a operare i lavoratori delle ditte appaltatrici e sub-appaltatrici sono a livelli inaccettabili. In tale situazione, denuncia il sindacato di base, diventa sempre maggiore il rischio di infortuni.
La sciopero proclamato ha, tra le finalità, la difesa della produzione e dell’occupazione; la richiesta di nuove assunzioni per integrare l’organico sottodimensionato; l’introduzione dell’obbligo, per le ditte appaltatrici, di applicare ai dipendenti lo stesso contratto dei lavoratori dell’arsenale.
Le modalità dello sciopero prevedono, per il personale a turno mattutino e giornaliero, l’astensione dal lavoro dalle 11 al termine del servizio. Il personale del turno pomeridiano riprendere servizio alle 16.30 fino al termine del turno.


8 febbraio 2009 - RTV news

A3, Cub Edili: "Diciamo no ai licenziamenti di massa"

Dal segretario provinciale Cub Carmelo Nucera riceviamo e pubblichiamo:
<Non si sa che fine faranno i circa 230 lavoratori sospesi dal 24 Novembre 2008 e messi in Cassa Integrazione dal Gruppo Condotte-Impregilo impegnati nel completamento dei 4 lotti autostradali Gioa Tauro-Scilla.La Cassa Integrazione essendo in prossimità di scadenza rischia di mettere i lavoratori in mezzo ad una strada considerato la situazione di crisi in cui versa il settore delle costruzioni e l’impossibilità di trovare in queste condizioni nuove occasioni di lavoro. Non è consentito a nessuna azienda operare scelte e strategie a suo uso e consumo a meno che,non vi siano accordi fatti come di consuetudine avviene sulle spalle dei lavoratori tra alcuni sindacati e l’azienda che convengono e concordano sempre senza mai dissentire, credendo di avere ricevuto carta bianca dalle aziende per decidere sul futuro degli altri>. <E’ da diversi anni che i sindacati Nazionali Confederali di Categoria degli Edili continuano a fare accordi sui lavoratori della Provincia di Reggio senza che i lavoratori ne conoscono i contenuti ;probabilmente esiste un sistema di baratto e di difesa sindacale degli interessi delle grosse imprese che dal Nord arrivano in Calabria con meccanismi tipici o uguali ai tempi della colonizzazione del territorio e di sudditanza dei sindacati reggini vere e proprie succursali al servizio perenne di quelli nazionali. Chiediamo di sapere,quali contropartite hanno ricevuto dalla firma di questo accordo i sindacati dal Consorzio Scilla?I lavoratori rientrano stabilmente dalla scadenza CIG dopo il 24 o solo per 2 settimane di lavoro al fine di percepire la Cassa Integrazione;sarebbe opportuno che i lavoratori venissero informati del loro futuro prima e non dopo gli accordi>. <Alle provocazioni aziendali,la CUB Edilizia risponderà con iniziative di lotta dei lavoratori dentro e fuori i cantieri dell’A3, perchè avendo i lavoratori sottoscritto un contratto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel quale è stata prevista l’opzione di essere trasferiti da un lotto autostradale ad un’altro venga messo in discussione con un colpo di mano da Condotte e Impregilo quanto sottoscritto e firmato nel contratto di assunzione;ne tantomeno sarà consentito di licenziare i 640 lavoratori per cessazione dell’attività lavorativa solo perchè le aziende vogliono cambiare in maniera opportunistica la loro denominazione sociale trasformandosi in altre società di gestione, con nome diverso e con lo scopo di mandare via tutti i lavoratori per poi riassumere nuova manodopera che interessa alla società subentrante,tramite ditte appaltatrici o sub appaltatrici>. <Queste tecniche aziendali portate avanti con determinazione in un contesto sociale ad alto tasso di disoccupazione come quello reggino,rischiano di innescare una miccia esplosiva creando forti tensioni tra i lavoratori,le cui responsabilità sono da attribuirsi soltanto al Gruppo D’Imprese e ai sindacati firmatari dell’accordo che non consente alcuna stabilità occupazionale per tutto il personale.Ai lavoratori in CIG e agli altri diciamo che sarebbe opportuno,organizzare un’assemblea sindacale di tutti i lavoratori per effettuare le verifiche e le eventuali contestazione dei licenziamenti per cessazione di attività chiedendo il passaggio diretto e immediato di tutti i lavoratori nella nuova società gestione che dovesse subentrare>. <La CUB Edilizia si rende disponibile a mettere a disposizione dei lavoratori un ufficio legale per contestare i licenziamenti illegittimi,e per concordare una linea comune di lotta da portare avanti a difesa e tutela dei diritti lesi e calpestati.Tutto ciò servirebbe a garantire la stabilità occupazionale per la difesa e tutela della conservazione del proprio posto di lavoro>. <La Cub edilizia ritiene necessario un incontro congiunto alla presenza dei lavoratori con il Consorzio c/o la Confindustria o in azienda al fine di avviare un confronto immediato per una soluzione positiva della vertenza prima del 24 affinche si possa affrontare un problema ormai non più procrastinabile. Ai lavoratori diciamo che è giunto il momento di cancellarsi da certi sindacati,di ribellarsi per costruire un sindacato libero,indipendente , di base e alternativo sui luoghi di lavoro,considerato che ormai quelli attuali rispondono solo ad altre logiche e ad altri interessi che non coincidono più ormai da anni con quelli dei lavoratori edili>.


7 febbraio 2009 - Dire

COMUNE BOLOGNA. UFFICIO ELETTORALE, SINDACATI: MANCANO FORZE
CGIL-CISL-UIL: DECISI RINFORZI MA NON SI SONO VISTI; POLEMICA RDB

(DIRE) Bologna, 7 feb. - L'Ufficio elettorale del Comune sembra proprio viaggiare verso il voto del 6-7 giugno a ranghi ridotti. "Manca il personale", dicono le Rdb complimentandosi con il responsabile dell'Ufficio, Sergio Santi per aver trovato "il coraggio di rendere nota pubblicamente la dura realta' che i dipendenti conoscono bene". Santi e' ormai prossimo all'addio dell'Ufficio e, secondo indiscrezioni, anche la sua 'vice', Eliana Guazzaloca, avrebbe chiesto il trasferimento. E per due responsabili in procinto di lasciare ci sono i rinforzi che non arrivano. I sindacati confederali raccontano che, dopo una visita di funzionari della medicina del lavoro dell'Ausl, e' stato disposto il trasferimento di cinque dipendenti di altri settori all'ufficio elettorale di via Don Minzoni. La disposizione e' stata impartita un mese fa, ma i rinforzi non si sono ancora visti. Cgil-Cisl-Uil, pur avendo scoperto senza essere stati informati dall'amministrazione che due operatori dell'Urp di San Donato, uno di quello di Saragozza, un loro collega del settore Cultura e un quinto dipendente avevano ottenuto il trasferimento all'Ufficio elettorale hanno accolto favorevolmente la novita'. Hanno pero' chiesto anche che si sostituissero i posti vacanti. Ma, come spiegava ieri all'attivo dei delegati della Fp-Cgil, Viviana Laffi, il riscontro a queste richieste ancora non c'e'. Ne' i rinforzi sarebbero arrivati in via Don Minzoni. Non a caso, con un comunicato, le Rdb vanno all'attacco allargandolo anche lo sguardo. Le carenze di organico "sono le condizioni in cui versano molti settori del Comune, dagli sportelli Urp di quartiere agli sportelli sociali per non parlare dei servizi educativi dove spostano il personale collaboratore dai nidi alle materne", scrive Cristina Gnudi (Rdb) in una nota. "A noi- dice Laffi- va benissimo che l'Ufficio elettorale sia potenziato con nuovo personale, ma il Comune non dimentichi che ha firmato un accordo per tenere aperti anche altri servizi, come gli sportelli sociali e gli Urp di quartiere. E comunque ancora non sappiamo se il personale in piu' ha effettivamente preso servizio". Gnudi fa notare che invece, "qualche candidato a sindaco per le prossime elezioni amministrative, considera la macchina comunale mastodontica, ma cio' e' solo frutto della propria fantasia. La realta' e' ben diversa. A seguito delle finanziarie che si sono succedute in questi anni, il personale del Comune di Bologna e' ridotto ai minimi termini. I prossimi candidati a sindaco- li consiglia l'esponente del sindacato di base- dovranno mettere al centro della loro politica l'assunzione del personale, se vogliono far funzionare la macchina comunale".

COMUNE BOLOGNA. UFFICIO ELETTORALE, "ALLARME INGIUSTIFICATO"
L'AMMINISTRAZIONE ASSICURA: CI SARA' IL PERSONALE NECESSARIO

(DIRE) Bologna, 7 feb. - L'allarme dei sindacati sulla mancanza di personale all'Ufficio elettorale del Comune di Bologna e' "ingiustificato". La replica dell'amministrazione arriva per bocca di Valerio Montalto, responsabile delle relazioni sindacali di Palazzo D'Accursio, che giudica "incomprensibili" le prese di posizione delle Rdb e di Cgil, Cisl e Uil sulla carenza di organico in vista delle prossime amministrative. "Non c'e' nessuna sottovalutazione da parte nostra- spiega Montalto- e c'e' la volonta' di andare avanti per far si' che l'ufficio elettorale possa lavorare con efficienza e raggiungere gli obiettivi previsti dalle leggi". Dunque Montalto "stigmatizza" l'allarme sindacale e assicura: "Ci sara' il personale necessario".


7 febbraio 2009 - Il Manifesto

SINDACALISMO DI BASE
Oggi a Roma, l'assemblea unitaria dei delegati Cobas, Cub e Sdl

Ieri sciopero generale dei «lavoratori socialmente utili» (ed ex co,co,co,) impegnati nella scuola. Sono 15.500; 400 delegati hanno manifestato davanti al minsitero della pubblica istruzione, ottenendo di essere ricevuti e, dopo, l'aattivazione di un «tavolo» di trattativa. La mobilitazione era stata indetta e organizzata dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl intercategoriale. Queste tre sigle, stamattina, si vedono per la seconda Assemblea nazionale dei delegati, nel teatro Ambra Jovinelli di Roma. A maggio, in occasione della prima assemblea, avevano definito le linee di un «patto di consultazione permanente». Ora si propongono di fare un ulteriore passo avanti verso l'unità, ragionando su un «patto di base» per «lanciare la piattaforma e proseguire nel percorso unitario di lotta», per «rafforzare e far progredire il Patto di consultazione permanente» e «respingere l'attacco al contratto nazionale e ai diritti». Slogan unificante, quel «noi la crisi non la paghiamo» che ha fatto da colonna sonora dei cortei dell'autunno. Davanti a loro, l'indurimento «anti-operaio» di un governo che non nasconde più la propria vocazione autoritaria.


7 febbraio 2009 - Il Giornale di Calabria

Scuola, sciopero degli ex lsu: un tavolo per reperire fondi

ROMA - Il ministero della Pubblica Istruzione attiva un tavolo interministeriale per reperire i fondi 2009. È quanto riferisce un comunicato di RdB-Cub, Cobas e Sdl, secondo cui si tratta del risultato della mobilitazione attuata venerdì 6 febbraio. "Oltre 400 delegati sono giunti venerdì mattina a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione in occasione della giornata nazionale di sciopero dei collaboratori scolastici, indetta per venerdì 6 febbraio da RdB-CUB, Cobas e SdL. Rappresentanze da tanti centri del Lazio, ma anche dalla Calabria e dalla Puglia, hanno manifestato per i circa 15.500 ex Lsu e Co.co.co che fra marzo e aprile di quest’anno rischiano di trovarsi senza lavoro a causa dei tagli alle risorse per i servizi di pulizia e di segreteria operati dal governo". Al Ministro Gelmini questi lavoratori hanno chiesto "di non essere messi alla porta ad un’età media di cinquant’anni, senza ammortizzatori sociali e con scarsissime prospettive di ricollocazione in un mondo del lavoro già pesantemente colpito dalla crisi". Una delegazione delle organizzazioni sindacali promotrici dello sciopero - spiega il comunicato - ha incontrato la Responsabile del Gabinetto del Ministero per le Relazioni Sindacali, e un membro della Direzione Generale Politica Finanziaria e Bilancio. I rappresentanti dell’Istruzione hanno comunicato l’attivazione di un tavolo presso il Ministero dell’Economia, a cui partecipano i Ministeri dell’Istruzione, del Lavoro, della Funzione Pubblica e dell’Economia, finalizzato al reperimento dei fondi necessari per il 2009. "Siamo alle prime battute - ha commentato dopo l’incontro Emidia Papi, della Federazione nazionale RdB-CUB - ed aspettiamo di vedere risultati concreti sia per quanto riguarda le risorse per la prosecuzione dei servizi, sia per una definitiva stabilizzazione di questi lavoratori, lasciati per troppi anni in una condizione di precarietà e di grave incertezza sul proprio futuro".


7 febbraio 2009 - Il Nolano

Ex lsu, sciopero di 8 ore
di annalisa aiardo

ACERRA - Dalle parole ai fatti. Lo avevano promesso gli ex-lsu (ex lavoratori socialmente utili impiegati nei servizi di pulizia presso gli istituti scolastici)e per lunedì hanno indetto uno sciopero di otto ore, durante il quale, è previsto un presidio al Provveditorato agli studi di Napoli in Via Ponte della Maddalena, 55. Non saranno presenti solo i 200 ex lsu di Acerra, ma anche i 3.900 della provincia di Napoli, colpiti da questo disagio. Un malcontento che accomuna 4.000 persone in Campania e 15.000 lavoratori che oramai si sentono già licenziati. "Si tratta di una manifestazione nazionale ??" precisano i lavoratori ??" al di là delle sigle sindacali. Anche nelle altre piazze d’Italia la categoria si sta mobilitando". Ancora una volta, sotto accusa il decreto interministeriale 185 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29/11/2008) che, se all’articolo 35 introduceva un rifinanziamento di 110 milioni di euro per l’anno 2009 a favore della categoria, all’articolo 34 faceva rientrare gli stessi lavoratori in una sorta di regime di "disagio precariante", il che li inseriva nella categoria dei "poveri" aventi diritto alla social-card. Convinti già del fatto che i 110 milioni di euro non rappresentavano una soluzione concreta al problema, perché avrebbero garantito una copertura finanziaria fino ad aprile di quest’anno " soprattutto se si tiene conto che l’associazione nazionale delle imprese di pulizia e servizi integrati (Fise Anip) ha quantificato in 200 milioni di euro/anno gli stanziamenti necessari per consentire lo svolgimento dei servizi" avevano lamentato i lavoratori, la situazione è degenerata perché le ditte che hanno in appalto il servizio (Coop Service, Team, ecc.), hanno già iniziato le procedure di licenziamento collettivo. "Il punto è che la nostra categoria, "favorita" dal governo nazionale tramite questo "decreto povertà" ??" ribattono i lavoratori ??" non rientra nemmeno nella Finanziaria 2009. I sindacati hanno fatto passare quattro mesi e le aziende si sino giustificate asserendo di averci inviato le lettere di preavviso, quindi ora per noi rimane solo il licenziamento in tronco. Per noi non è prevista la cassaintegrazione" . La situazione non risulta chiara anche perché una volta licenziati questi lavoratori, il governo dovrà stabilire nuove procedure di assunzione e se assunti dallo Stato, questi lavoratori "costerebbero meno", dicono i sindacati. La categoria si appella alla legge varata nel 2001, in base alla quale si passava da un regime di sussidio ad un inquadramento economico. Fu indetta una gara d’appalto che conteneva il vincolo secondo cui, le ditte vincitrici avrebbero dovuto assumere gli ex-lsu. Il presidio di lunedì prosegue sulla scia dello sciopero indetto ieri da RdB/CUB, Confederazione Cobas ed SdL Intercategoriale, con manifestazione a Roma, proclamato "per ottenere la previsione e lo stanziamento delle risorse necessarie a garantire la continuità lavorativa e senza riduzioni orarie o di personale degli addetti ex-lsu operanti nelle scuole ??" si legge nel comunicato disponibile sul sito www.cobas.it - sia come dipendenti dei consorzi e aziende appaltatrici del servizio di pulizia che co.co.co. addetti alle segreterie e per il riconoscimento del servizio prestato in questi anni al fine dell’inserimento nelle graduatorie ATA per le assunzioni a tempo indeterminato nelle scuole ove essi operano, nonché per una definitiva stabilizzazione di tale personale con percorsi di reinternalizzazione del servizio e trasformazione dei contratti precari in essere".


7 febbraio 2009 - Gazzetta di Reggio, Modena/Nuova Ferrara

Sindacati e studenti contestano il ministro Brunetta in ospedale

BOLOGNA - Un piccolo gruppo di studenti universitari e di iscritti della Cgil e dell’Rdb Cub hanno tenuto un presidio, fuori dal Policlinico Sant’Orsola di Bologna, per contestare il ministro Renato Brunetta, nella struttura per la presentazione di un’iniziativa. I manifestanti, poche decine, hanno atteso il ministro, ma non lo hanno mai incontrato in quanto Brunetta si è spostato, protetto da un imponente spiegamento di forze dell’ordine, da una struttura all’altra passando per i sotterranei. Gli studenti e gli specializzandi volevano contestare la revoca del divieto di denuncia dei clandestini per i medici, mentre i sindacati le politiche del governo. I manifestanti hanno distribuito qualche volantino e quelli del sindacato hanno montato un presidio con bandiere e fischietti. Alla domanda di un cronista sui contestatori, Brunetta si è limitato a rispondere: «Lei li ha visti? Io non li ho visti».


7 febbraio 2009 - Il Giornale di Sondrio

LE LAVORATRICI DELLA RSA IN RIVOLTA:
«CGIL E CISL HAN FIRMATO SENZA DIRCELO»

Tirano - «Cgil e Cisl avevano già sottoscritto il 18 dicembre 2008 l'accordo con "Team service" per il cambio di guardia, subentrata quale nuovo datore di lavoro; il tutto, senza che le lavoratrici venissero minimamente informate dei fatti». Queste le deluse parole delle lavoratrici della Casa di riposo di Tirano, rappresentate da Francesco Beltrama, delle Rdb/Cub.
La notizia è giunta dopo l'incontro organizzato con il Prefetto. Il 5 gennaio alle dipendenti della cooperativa "Il cigno" era stato comunicato il subentro della "Team service", quale nuovo datore di lavoro, con nuove lettere di assunzione contenenti clausole apparentemente non concordate prima con le parti sindacali. Ecco invece la sorpresa: l'accordo fra sindacati e cooperativa era stato effettivamente siglato, ma senza che le lavoratrici fossero avvisate. «Ciò che più rammarica è il comportamento di Cgil e Cisl, che dovrebbero avere a cuore la tutela dei lavoratori. Nemmeno una comunicazione è stata presentata alle lavoratrici, trattate come pacchi postali dal nuovo datore di lavoro e, ancor più grave, dai sindacati stessi», dice Beltrama.


7 febbraio 2009 - Corriere di Bologna

Policlinico Ieri la presentazione degli innovativi terminali per i bimbi ricoverati
Brunetta, mini contestazione al Sant'Orsola
E il ministro si porta a Roma il ricercatore Cnr
di Marina Amaduzzi

Bologna - Propone di intitolare la giornata a Guido Paolucci, inventore dell'oncologia pediatrica in Italia e a lungo primario (molto amato) al Sant'Orsola, ottenendo uno scrosciante applauso. Annuncia di aver donato dieci piccoli computer, «laptop» al reparto di oncoematologia pediatrica. E di nuovo applausi. Infine, vero coup de théatre, nomina in diretta Vincenzo Raffaelli del Cnr di Bologna suo «consigliere per estendere in Italia il progetto Smart Inclusion», che consente ai bimbi ricoverati al policlinico, in oncoematologia e in cardiochirurgia, di poter dialogare con la scuola e con la famiglia attraverso computer e webcam di ultima generazione. Altro applauso per il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta da parte dei medici e degli invitati ieri al Sant'Orsola per la presentazione del progetto proposto e finanziato da Telecom Italia e realizzato con il Cnr, sperimentato per ora solo al policlinico.
Fuori dal padiglione delle Nuove patologie a contestare alcune decine di studenti, tra No Gelmini, fatti uscire dalle forze dell'ordine mentre distribuivano adesivi «No Gelmini No Brunetta» (autori anche in mattinata del blitz all'ufficio stage e tirocini dell'Alma Mater dove sono entrati con striscioni e megafono), specializzandi e studenti del Gruppo Prometeo, rappresentanti di Cgil (con lo striscione «Brunetta Gelmini i fannulloni curano i bambini»), Rdb Cub e Udb. Ma l'incontro con il ministro non c'è mai stato. Dalla Pediatria, Brunetta, accompagnato dal presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri di Genola, è stato portato attraverso i sotterranei alle Nuove Patologie e da lì via. Alla domanda sui contestatori, Brunetta è lapidario: «Lei li ha visti? Io non li ho visti».
Dopo una breve visita in reparto, Brunetta e Galateri illustrano lo Smart Inclusion, «una magnifica iniziativa che sposa innovazione tecnologica e qualità della vita», dice il presidente di Telecom, «una piccola grande cosa da fare dappertutto», aggiunge il ministro. Un'unica grande lode per la nuova tecnologia che migliora la vita dei piccoli pazienti. A cui Brunetta ha fatto un ulteriore regalo, come lui stesso racconta: «Non vedevano Disney Channel, allora ho chiamato il direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli e gli ho detto di risolvere immediatamente e lui immediatamente risolverà». Poi il gran finale dedicato al ricercatore del Cnr. «Se il ministro ha ritenuto di duplicare questo sistema in Italia è merito della squadra — commenta a caldo Raffaelli —, certo sono contento mi preoccupa anche la responsabilità che mi chiede».


7 febbraio 2009 - Il Giorno

Brunetta dona i pc ai piccoli degenti
Fa flop la contestazione annunciata
MEDICINA E TELEDIDATTICA

Bologna - PRESIDIO Qualche slogan e solo alcune decine di persone, ieri, davanti alle Nuove Patologie del Policlinico: il ministro Brunetta è arrivato e ripartito indisturbato
E' RIMASTO al Sant'Orsola appena tre ore, ma ha lasciato il segno, il ministro Renato Brunetta, che ieri ha tenuto a battesimo il primo progetto italiano di teledidattica. Una unica piattaforma Telecom che integra lezioni, dati clinici e intrattenimento e li offre ai bambini lungodegenti ricoverati in Oncoematologia, Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica. Brunetta, varando l'iniziativa realizzata con la collaborazione del Cnr e della scuola Irnerio, ha detto subito: «Bisogna fare così in tutta Italia, tenere collegati i piccoli pazienti alla società. Non lasciarli soli. E un bel po' di computerini arriveranno presto nelle scuole elementari». Poi, visto che un bimbo ricoverato nel reparto del professor Pession notava con dispiacere che non si vede, col progetto Smart inclusion', il canale dedicato a Disney, Brunetta s'è dato da fare. Chiamata la direzione di Sky s'è fatto promettere che i bambini in ospedale potranno sì studiare, ma anche gustare i capolavori e i programmi realizzati proprio per loro. Infine, nell'Aula Magna delle Nuove Patologie, il ministro all'Innovazione ha ricordato il compianto professor Guido Paolucci, uno dei padri fondatori della Oncoematologia pediatrica. E davanti al presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola («La nostra tecnologia è poco invasiva, il progetto può essere replicato ovunque»), al rettore Pier Ugo Calzolari, al direttore generale del Sant'Orsola, Augusto Cavina, e al vice direttore generale dell'ufficio scolastico regionale, Stefano Versari, ha dedicato a Paolucci la giornata di ieri. Una giornata che s'era prospettata nervosa, perchè studenti universitari, iscritti alla Cgil ed esponenti dell'Rdb avevano annunciato iniziative di contestazione: forse per la pioggia o forse per la presenza massiccia di forze dell'ordine, la contestazione invece non s'è vista. Pochi striscioni, qualche volantino e alcune decine di persone in tutto.(r.o.)


7 febbraio 2009 - La Repubblica

Iniziativa in difesa del tempo pieno nella scuola
Un modulo extra contro la Gelmini

Torino - Un modulo extra, da accompagnare a quello ufficiale che va presentato per iscrivere il proprio figlio alla scuola elementare o alle medie. È lo strumento con cui i genitori intendono lanciare un segnale all´Ufficio regionale scolastico: «Dobbiamo essere messi nella condizione di esprimere fino in fondo la nostra scelta».
L´iniziativa è promossa dal Coordinamento genitori democratici Piemonte (Cgd) e il Coordinamento Genitori Torino (Coogen), ma ha trovato l´appoggio di una serie di altri soggetti: si va dal Forum regionale della scuola all´Associazione dei comuni italiani, dai sindacati (Flc Cgil, Cisl Scuola, Cub, Cobas) alle associazioni di studenti, dal gruppo Abele a Legambiente. Il meccanismo è semplice. Ai genitori verrà dato un modulo d´iscrizione aggiuntivo, nel quale potranno richiedere la scuola che realmente vogliono per i loro figli. Una scuola, cioè, con le caratteristiche che non sono evidenziati nei moduli istituzionali perché "tagliati" dalla legge Gelmini. Elementi come le compresenze tra docenti, i rientri pomeridiani, il servizio mensa.
Questo perché i genitori vogliono che nel prossimo anno scolastico l´offerta formativa resti uguale a quella attuale e che non venga ridotta. «Non chiediamo un tempo lungo perché vogliamo che la scuola badi ai nostri figli, ma vogliamo che venga mantenuta la qualità dell´istruzione», spiega Elisa Trovò del Cdg Piemonte. L´iniziativa ha già diversi sostenitori: «Hanno già aderito in molti, addirittura Comuni interi si stanno muovendo - dice Silvia Bodoardo del Coogen - . Quando li avremo raccolti tutti li consegneremo direttamente ai direttori degli uffici scolastici provinciale e regionale. Lo facciamo perché i dirigenti scolastici devono prima di tutto ascoltare i genitori e le loro esigenze». Anche perché, secondo il segretario della Flc-Cgil di Torino, Igor Piotto, «la direzione scolastica regionale sta assumendo un atteggiamento intimidatorio nei confronti dei dirigenti scolasti. Un comportamento che come sindacato non possiamo accettare».(ste.p.)


7 febbraio 2009 - La Stampa

MA I DIRIGENTI DELLA «BORMIDA» DISERTANO L’ASSEMBLEA
Murialdo, appello dei sindaci per salvare la "Cartiera"
Proposto un incontro tecnico sul caso depuratore
di LUCIA BARLOCCO

MURIALDO - Affollatissimo incontro, l’altra sera in Comune a Murialdo, per fare il punto sulla situazione occcupazionale e sul futuro della cartiera «Bormida». Hanno aderito all’incontro il Consiglio comunale al gran completo, i sindaci di Calizzano, Millesimo e Roccavignale, i dipendenti dell’azienda, i rappresentanti sindacali, il presidente della Comunità montana Alta Val Bormida. L’unica ad essersi chiamata fuori la direzione della cartiera. Mancava, insomma, l’interlocutore principale, per cui la riunione, di certo importante per sensibilizzare politici e amministratori locali sulla questione dell’impianto biologico, di cui si parla ormai da tre anni, non ha portato a quello che forse in molti, e soprattutto i lavoratori, si aspettavano.
Una proposta per uscire dall’empasse, tuttavia, quella avanzata dal sindaco di Millesimo, Mauro Righello di organizzare a breve un incontro tra l’azienda, il sindacato, Comune e Provincia, è stata recepita e accolta. Così come è stata accolta quella del sindaco di Calizzano, Enrico Mozzoni, di fare richiesta per ottenere i fondi che la Regione ha a disposizione per finanziare le imprese che puntano sull’innovazione,
Ma, ad oggi, il nodo da sciogliere è quello legato alla costruzione del depuratore, ritenuto da tutti di fondamentale importanza sia per migliorare la qualità dell’ambiente interno ed esterno, sia la produzione. Il problema riguarda la quantità di acqua che l’azienda potrà prelevare dal fiume, dopo che il primo progetto era stato bocciato proprio perchè la richiesta superava i parametri fissati e questo, secondo i tecnici della Provincia, avrebbe creato gravi problemi soprattutto in estate, quando la portata del fiume si riduce drasticamente. Ma la proprietà insiste sul fatto che rispettando quei parametri non verrebbe garantita una produzione tale da poter ammortizzare i costi dell’investimento per il depuratore biologico, circa un milione e mezzo di euro.
Che fare, dunque? Coinvolgere, di certo, la politica, come sollecitato da Giampiero Icardo, dipendente della cartiera e rappresentante dei Cub Informazione; ma anche, come indicato dall’assessore comunale all’Ambiente di Murialdo, Ezio Salvetto, assumersi le proprie responsabilità. Per lui, infatti, «l’azienda deve dare un segnale di serietà e non proporre progetti impresentabili». «Esistono soluzioni tecniche - ha sostenuto Vasconi dei Verdi-, ma bisogna prima accertarsi della volontà dell’azienda di andare avanti». In attesa dell’incontro tecnico, che dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni, intanto, i 45 dipendenti, in Cassa integrazione a rotazione dal 18 novembre vi rimarranno sino al 12 aprile.


6 febbraio 2009 - Ami

SCUOLA
Protesta dei lavoratori ex LSU. 15.500 posti di lavoro a rischio
Contro le procedure di licenziamento del personale ATA (Ausiliario Tecnico Amministrativo) che andranno a colpire migliaia di collaboratori scolastici in tutta Italia, questa mattina a Roma, davanti al ministero dell'Istruzione, hanno protestato i lavoratori ex LSU impiegati negli appalti per le pulizie delle scuole, e nell'amministrazione.
di michele imperio

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Roma - La RdB-Cub, Cobas e SdL a Roma hanno protestato davanti al ministero dell'Istruzione contro le procedure di licenziamento del personale ATA (Ausiliario Tecnico Amministrativo) che colpiranno circa 15.500 collaboratori scolastici in tutta Italia (14.500 addetti alle pulizie e 1.000 amministrativi Co.co.co). In un comunicato la RdB-Cub scrive «oggi Berlusconi e Tremonti trovano i "soldi" per salvare le banche, per rifinanziare le scuole Private, la Fiat e la grande industria e, paradossalmente, nelle norme anti-crisi "decretano" la fine dei servizi di pulizia delle scuole pubbliche, aprendo la strada ai "licenziamenti"». Per la Rdb-Cub la responsabilità dei licenziamenti è del prima di tutto del governo «che nel tentativo di tagliare la spesa pubblica, scaricano sui lavoratori il costo di una crisi di cui essi non sono certo responsabili», ma hanno delle colpe anche i sindacati confederali «che negli anni scorsi si sono opposti a qualsiasi proposta di stabilizzazione negli organici delle scuole pubbliche, con l'assunzione diretta degli ex LSU, e ancora nel novembre scorso hanno minimizzato la faccenda giungendo a boicottare le iniziative di lotta che noi, insieme a Cobas e SdL, abbiamo messo in piedi». Infine, il sindacato di base chiede che a tutti i lavoratori ex LSU una forte iniziativa di protesta per convincere il governo a trovare «la "copertura economica" in modo da garantire continuità di lavoro a tutti senza lasciare a casa nessun lavoratore».


6 febbraio 2009 - Agi

SCUOLA: SCIOPERO EX LSU, TAVOLO PER REPERIRE FONDI

(AGI) - Roma, 6 feb. - Il ministero della Pubblica Istruzione attiva un tavolo interministeriale per reperire i fondi 2009. E' quanto riferisce un comunicato di RdB-Cub, Cobas e Sdl, secondo cui si tratta del risultato della mobilitazione attuata oggi. "Oltre 400 delegati sono giunti questa mattina a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione in occasione della giornata nazionale di sciopero dei collaboratori scolastici, indetta per oggi da RdB-CUB, Cobas e SdL. Rappresentanze da tanti centri del Lazio, ma anche dalla Calabria e dalla Puglia, hanno manifestato per i circa 15.500 ex Lsu e Co.co.co che fra marzo e aprile di quest'anno rischiano di trovarsi senza lavoro a causa dei tagli alle risorse per i servizi di pulizia e di segreteria operati dal governo". Al Ministro Gelmini questi lavoratori hanno chiesto "di non essere messi alla porta ad un eta' media di cinquant'anni, senza ammortizzatori sociali e con scarsissime prospettive di ricollocazione in un mondo del lavoro gia' pesantemente colpito dalla crisi". Una delegazione delle organizzazioni sindacali promotrici dello sciopero - spiega il comunicato - ha incontrato la Responsabile del Gabinetto del Ministero per le Relazioni Sindacali, e un membro della Direzione Generale Politica Finanziaria e Bilancio. I rappresentanti dell'Istruzione hanno comunicato l'attivazione di un tavolo presso il Ministero dell'Economia, a cui partecipano i Ministeri dell'Istruzione, del Lavoro, della Funzione Pubblica e dell'Economia, finalizzato al reperimento dei fondi necessari per il 2009. "Siamo alle prime battute - ha commentato dopo l'incontro Emidia Papi, della Federazione nazionale RdB-CUB - ed aspettiamo di vedere risultati concreti sia per quanto riguarda le risorse per la prosecuzione dei servizi, sia per una definitiva stabilizzazione di questi lavoratori, lasciati per troppi anni in una condizione di precarieta' e di grave incertezza sul proprio futuro".


6 febbraio 2009 - Ansa

SINDACATI E STUDENTI CONTESTANO BRUNETTA A OSPEDALE BOLOGNA

(ANSA) - BOLOGNA, 6 FEB - Un piccolo gruppo di studenti universitari e di iscritti della Cgil e dell'Rdb Cub hanno tenuto un presidio, fuori dal Policlinico Sant'Orsola di Bologna, per contestare il ministro Renato Brunetta, nella struttura per la presentazione di un'iniziativa. I manifestanti, poche decine in tutto, hanno atteso il ministro fuori dalla struttura. Tuttavia non lo hanno mai direttamente incontrato in quanto il ministro lui si e' spostato, protetto da un imponente spiegamento di forze dell'ordine, da una struttura all'altra passando per i sotterranei. Gli studenti e gli specializzandi volevano contestare la revoca del divieto di denuncia dei clandestini per i medici, mentre i sindacati, piu' genericamente, le politiche del Governo Berlusconi. I manifestanti hanno distribuito qualche volantino e quelli del sindacato hanno montato un presidio con bandiere e fischietti mentre il ministro stava parlando all'interno dell'ospedale. Nessun momento di tensione, salvo quando, circa un'ora prima dell'iniziativa, la polizia ha fatto uscire dall' ospedale qualche specializzando che esponeva sul camice un adesivo di protesta. Alla domanda di un cronista sui contestatori, Brunetta si e' limitato a rispondere: ''Lei li ha visti? Io non li ho visti''.

SCUOLA: OGGI SCIOPERO EX LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI

(ANSA) - ROMA, 6 FEB - Protesta stamani davanti al ministro della Pubblica Istruzione in occasione dello sciopero nazionale dei collaboratori scolastici indetto da RdB-Cub, Cobas e SdL. Rappresentanze da tanti centri del Lazio, ma anche dalla Calabria e dalla Puglia, hanno manifestato per i circa 15.500 ex Lsu (lavoratori socialmente utili) e Co.co.co che fra marzo e aprile di quest'anno rischiano di trovarsi senza lavoro a causa dei tagli alle risorse per i servizi di pulizia e di segreteria operati dal governo. ''Se ci licenziano, chi pulira' le scuole? Adesso che e' stato ridotto anche l'organico dei bidelli rischiamo che i nostri ragazzi studino in ambienti dove l'igiene non sara' garantita'' ha spiegato una lavoratrice durante la manifestazione. Una delegazione delle organizzazioni sindacali promotrici dello sciopero ha incontrato i dirigenti del dicastero che si sono impegnati ad aprire un tavolo presso il ministero dell'Economia (a cui partecipano i Ministeri dell'Istruzione, del Lavoro, della Funzione Pubblica) finalizzato al reperimento dei fondi necessari per il 2009.


6 febbraio 2009 - Dire

CASA. ASIA-RDB: RICOVERATA INQUILINA IN SCIOPERO DELLA FAME
DURANTE PROTESTA CONTRO VENDITA IMMOBILI IN VIA PINCHERLE

(DIRE) Roma, 6 feb. - "Un'inquilina di via Pincherle 153/169, in sciopero della fame per protestare contro la vendita da parte di Area Mestre degli appartamenti abitati da 116 famiglie, e' stata colta da un malore. Dopo un digiuno di 40 ore, la signora Giulia Ciardi di 71 anni, affetta da diabete, e' stata prelevata da un'ambulanza intorno alle 14 e trasportata al Cto per accertamenti". Lo rende noto Asia-Rdb, che prosegue: "Gli inquilini hanno deciso di andare avanti con la protesta e gia' un'altra persona e' subentrata a Giulia iniziando lo sciopero della fame". "Oggi pomeriggio, alle 17, si terra' un'assemblea pubblica nello spazio utilizzato da Gabetti per la vendita degli appartamenti, occupato ieri mattina dagli inquilini- conclude la nota- alla quale sono stati invitati gli amministratori locali, il presidente del Municipio XI e l'assessore regionale alla Casa".


6 febbraio 2009 - Omniroma

VIA PINCHERLE, ASIA RDB: «71ENNE IN SCIOPERO FAME COLTA DA MALORE»

(OMNIROMA) Roma, 06 feb - «Un'inquilina di via Pincherle 153/169, in sciopero della fame per protestare contro la vendita da parte di Area Mestre degli appartamenti abitati da 116 famiglie, è stata colta da un malore. Dopo un digiuno di 40 ore, la signora Giulia Ciardi di 71 anni, affetta da diabete, è stata prelevata da un'ambulanza intorno alle ore 14 e trasportata al Cto per accertamenti. Gli inquilini hanno deciso di andare avanti con la protesta e già un'altra persona è subentrata a Giulia iniziando lo sciopero della fame. Oggi pomeriggio alle 17 si terrà un'assemblea pubblica nello spazio utilizzato da Gabetti per la vendita degli appartamenti, occupato ieri mattina dagli inquilini, alla quale sono stati invitati gli amministratori locali, il presidente del Municipio XI e l'assessore regionale alla Casa». Così in una nota il sindacato inquilini Asia Rdb.


6 febbraio 2009 - Asca

SCUOLA: OGGI SCIOPERO GENERALE E MANIFESTAZIONE DEGLI EX LSU

(ASCA) - Roma, 6 feb - Oltre 400 delegati sono giunti questa mattina a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione in occasione della giornata nazionale di sciopero dei collaboratori scolastici, indetta per oggi da RdB-CUB, Cobas e SdL. Lo rendono noto gli stessi sindacati. Rappresentanze da tanti centri del Lazio, ma anche dalla Calabria e dalla Puglia, hanno manifestato per i circa 15.500 ex Lsu e Co.co.co ''che fra marzo e aprile di quest'anno rischiano di trovarsi senza lavoro a causa dei tagli alle risorse per i servizi di pulizia e di segreteria operati dal governo. Al Ministro Gelmini chiedono di non essere messi alla porta ad un eta' media di cinquant'anni, senza ammortizzatori sociali e con scarsissime prospettive di ricollocazione in un mondo del lavoro gia' pesantemente colpito dalla crisi''. I lavoratori, fra l'altro, evidenziano i disservizi che andranno a verificarsi nelle scuole, soprattutto quelle del centro-sud: ''Se ci licenziano, chi pulira' le scuole? Adesso che e' stato ridotto anche l'organico dei bidelli rischiamo che i nostri ragazzi studino in ambienti dove l'igiene non sara' garantita'', commenta una lavoratrice durante la manifestazione. Una delegazione delle organizzazioni sindacali promotrici dello sciopero ha incontrato la Dott.ssa Caterina De Luca, Responsabile del Gabinetto del Ministero per le Relazioni Sindacali, ed il Dott. Alessandro Barila', della Direzione Generale Politica Finanziaria e Bilancio. I rappresentanti dell'Istruzione hanno comunicato l'attivazione di un tavolo presso il Ministero dell'Economia, a cui partecipano i Ministeri dell'Istruzione, del Lavoro, della Funzione Pubblica e dell'Economia, finalizzato al reperimento dei fondi necessari per il 2009.


6 febbraio 2009 - La Città di Salerno

A rischio più di 15mila posti di lavoro. Bus da Salerno
Personale Ata a Roma Sciopero contro i tagli

Salerno - Tutto pronto per lo sciopero generale - convocato per questa mattina a Roma, in viale Trastevere - del personale Ata (ausiliario tecnico amministrativo). Centinaia le persone che si muoveranno oggi dalla cittá e dalla provincia per raggiungere la Capitale ed esprimere il proprio dissenso contro l’avvio delle procedure di licenziamento che andranno a colpire circa 15.500 collaboratori scolastici in tutta Italia, di cui circa 14.500 addetti alle pulizie e mille amministrativi Co.co.co, dislocati soprattutto nel Mezzogiorno e composti prevalentemente da donne sui 45-50 anni. Per molte scuole si profila la sospensione dei servizi di pulizia e segreteria attualmente svolti dagli Ata.
Di fronte a questa gravissima emergenza occupazionale, che fra marzo e aprile rischia di espellere dalla scuola dei lavoratori che non godono di alcun ammortizzatore sociale, la RdB-Cub insieme a Cobas e SdL ha indetto per oggi una giornata di sciopero generale, con manifestazione a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione. Sono stati organizzati diversi pullman che partiranno all’alba di oggi da Salerno alla volta di Roma. Il problema è scaturito dalla assenza nella Finanziaria 2009, delle risorse da destinare a questi servizi per i quali, dopo le prime proteste, sono stati stanziati col decreto "anticrisi" solo 110 milioni di euro a fronte dei circa 375 milioni necessari.
I lavoratori il cui destino è a rischio sono ex Lsu (lavoratori socialmente utili) di cui da tempo il sindacato chiede una internalizzazione a cui non si è finora dato corso, con la conseguenza che gli Ata continuano a dipendere da ditte e cooperative il cui appalto deve essere rinnovato ogni anno.
Emidia Papi, della Federazione nazionale RdB-Cub ha spiegato: «Il governo, nel tentativo di tagliare la spesa pubblica, scarica sui lavoratori il costo di una crisi di cui questi non sono certo responsabili. Ma non possiamo passare sotto silenzio anche l’irresponsabile atteggiamento dei sindacati concertativi - aggiunge Papi - che hanno sempre boicottato le nostre proposte e nel novembre scorso, hanno minimizzato il problema giungendo a boicottare le iniziative di lotta che noi, insieme a Cobas e SdL, abbiamo attivato».

Consiglio sull’ospedale. Invitati i sindaci e i consiglieri regionali
Agropoli. Domani l’attesa assise pubblica

Agropoli - Salvare il pronto soccorso di Agropoli. E’ questo l’obiettivo della proposta elaborata dai sanitari dell’ospedale che domani sará portata all’attenzione di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio salernitano nel corso del consiglio comunale monotematico, al quale parteciperanno i sindaci del circondario. La proposta punta ad evitare la fuoriuscita del nosocomio cilentano dalla rete dell’emergenza, ipotesi prevista nel nuovo piano regionale sanitario. Il sindaco Franco Alfieri, su richiesta del nuovo Comitato di lotta presieduto da don Bruno Lancuba, ha invitato a partecipare alla pubblica assise, che inizierá alle 18, tutti i consiglieri regionali ai quali sará consegnata la proposta. Ancora una volta i cittadini si ritrovano a dover lottare per conservare l’operativitá di un presidio che, in più occasioni, è stato al centro di possibili ridimensionamenti. E che oggi la Regione vuole trasformare in un polo oncologico, con la perdita del pronto soccorso, dell’Utic e dell’unitá di rianimazione, reparti sostituiti da una sorta di un’unitá di crisi. L’ospedale in buona sostanza diventerebbe un punto trasferimenti per la stabilizzazione del paziente e il successivo trasferimento verso altre strutture.
Il disegno di legge, elaborato dai sanitari dell’ospedale di Agropoli, è composto da un unico articolo che, oltre a presentare i dati dell’attivitá dell’ospedale, mette in evidenza la sua centralitá quale presidio "salvavita", rispetto alle possibilitá di intervento in tutti i gravi incidenti sulla statale 18, che va da Battipaglia a Vallo della Lucania, oltre che sulle numerose strade provinciali ad essa collegate.
Il consiglio segue l’incontro in prefettura promosso dalle organizzazioni sindacali della Rdb Cub che si è concluso con un nulla di fatto. Entro una decina di giorni sono previsti lo sciopero del personale e una manifestazione pubblica. La protesta riguarda anche la carenza di personale. Argomenti dei quali si discuterá nel corso del consiglio comunale, al quale prenderanno parte gli amministratori dei Comuni di Capaccio, Giungano, Ogliastro, Cicerale, Prignano, Torchiara, Lustra, Rutino, Laureana, Perdifumo, S. Mauro Cilento, Serramezzana, Castellabate Montecorice. Al consiglio inoltre, è prevista la partecipazione dei consiglieri regionali.


6 febbraio 2009 - EPolis Roma

Via Pincherle. Gli inquilini sono entrati nell'ufficio che gestisce la vendita delle loro case
Occupata la Gabetti «Non ce ne andremo»

Roma - La signora Giulia ha settant'anni, e da quarant'uno vive in via Pincherle. Ieri ha iniziato lo sciopero della fame, perchè dal suo appartamento (le hanno chiesto 170mila euro per una sessantina di metri quadrati) non lo vuole lasciare. Ieri era sotto seduta al gazebo di via Pincherle, coperta dalla pioggia battente. Non mangia, anche se una vicina le offre un cappuccino e dell'acqua. Con lei ci sono gli inquilini del palazzone al centro del braccio di ferro tra la Fata assicurazioni e la Regione: "È un massacro sociale - attacca al megafono Andrea Catarci, presidente dell'XI municipio -. Gente con più di sessanta anni che sciopera e che è costretta a fare atti illegali». Sì perchè da ieri il comitato degli inquilini ha occupato l'ufficio vendite della Gabetti al pian terreno. "Una signora mi ha detto - racconta ancora Catarci - : in settanta anni non mi era capitato di fare una cosa del genere. Ecco, questo è il segno dell'esasperazione sociale». La pioggia non dà tregua e il comitato è raccolto attorno al gazebo e alla "sede simbolica", appoggiati dall'Asia Rdb con Angelo Fascetti e Paolo Di Vetta. C'è anche il figlio di una signora, settanta anni anche lei, in affitto in una delle cinque case vendute dalla Fata: mostra diversi documenti, "il 12 incontro il proprietario che mi è sembrata una persona ragionevole - dice -, mi pare propenso a fare un contratto di affitto». "In questi giorni la Regione è intervenuta nella vicenda cercando di dirimere le forti problematiche in corso, mentre - dice ancora Catarci - dal Campidoglio non si è levata nessuna parola. Un silenzio che lascia preoccupati chi, come diverse migliaia di famiglie romane, sono e saranno coinvolte nell'emergenza abitativa. Al di là dei proclama iniziali del sindaco Alemanno, a cui non è seguito nessun atto ufficiale, l'Amministrazione Comunale sembra disinteressarsi completamente della questione».(M.R.)


6 febbraio 2009 - Il Giornale

Pure i posti auto tra i privilegi di casta dei sindacati

Roma - L’appartenenza a una casta, si sa, comporta privilegi. Piccoli o grandi che siano. E in una città come Roma, dove non è certo facile posteggiare, fruire di un parcheggio riservato appunto in virtù dell’appartenenza a una casta, quella dei sindacati, non è poco. Accade all’Inps di Roma Eur, dove le organizzazioni sindacali hanno i loro bravi posti personalizzati, in un garage vicino agli uffici. A protestare contro questa prassi diffusa da anni all’Inps è la Confederazione unitaria di base delle rappresentanze sindacali del Pubblico impiego, che provocatoriamente ha scelto di destinare i pochi parcheggi che le toccano - tre - ad altrettanti lavoratori «normali», che fruiranno del privilegio attraverso sorteggio. «Anche queste scelte – sottolinea il coordinatore nazionale della Rdb-Cub Inps Luigi Romagnoli riferendosi ai parcheggi riservati – contribuiscono a fare del sindacato una casta, sempre più lontana dai bisogni reali dei lavoratori normali».


6 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza

SANITÀ. Dopo la rottura dei giorni scorsi si riannoda il dialogo. Ma i Cub restano in "trincea"
Ospedale, c’è il disgelo L’Ulss riapre ai sindacati
Il direttore Alessandri accetta l’incontro con Cgil, Cisl e Uil Sul tavolo: organici, piano assunzioni e appalti nel sociale
di Franco Pepe

Vicenza - Antonio Alessandri fa un passo indietro, accetta la richiesta di Cgil, Cisl e Uil, e convoca per lunedì pomeriggio alle 15.30 Giancarlo Puggioni, Flavio Cristofari, Claudio Scambi.
I tre segretari provinciali della funzione pubblica avevano tempestato di telefonate Laura Moretti, la capo-ufficio personale, sollecitando la riapertura del dialogo e le insistenze hanno fatto breccia.
Ieri, verso le 17, la Moretti ha fatto sapere con una mail che Alessandri è pronto a riceverli. Si alleggerisce, dunque, la tensione salita alle stelle martedì quando il dg aveva bruscamente interrotto le relazioni sindacali in un clima avvelenato nelle ultime settimane da una serie di polemiche. Per la Rsu, che al suo interno ha anche gli autonomi di Nursind e Rdb-Cub, l'appuntamento è, invece, rinviato a martedì 17. È stato chiesto un incontro come delegazione trattante, e il dg non dovrebbe rifiutarlo.
Rientra così la minaccia dei confederali che avevano dato un ultimatum di 48 ore per la riapertura del tavolo. Alessandri non cede comunque di un millimetro sulle ragioni che lo hanno indotto tre giorni fa al drastico stop. «Non c'era alcun veto. Riprenderemo il rapporto di collaborazione, però il metodo di confrontarsi dovrà essere civile. Su questo non transigo. Ho voluto dare un segnale, per far capire che sotto certi livelli non ci sto. È inaccettabile che si svilisca un ospedale che è il fiore all'occhiello della città solo per mera strumentalizzazione».
Ora che la situazione si è schiodata, Cristofari preannuncia le prossime mosse: «Chiederemo due cose: prima un chiarimento su quanto accaduto perché non ci siano ritorsioni e incomprensioni, e poi la calendarizzazione del percorso della contrattazione visto che i temi in ballo sono piuttosto caldi».
Le questioni ancora irrisolte sono le solite: centrale di sterilizzazione, pianta organica, piano assunzioni, appalti nel sociale, dozzinanti. I margini che i sindacati hanno su questo fronte sono quelli della concertazione, e Cristofari lo sa bene. Il dg informa, discute, ma, passati 30 giorni, decide come vuole. «Però - osserva il capo della Cisl Fpl - l'Amministrazione ha tutto l'interesse a giungere ad un accordo. Perché se la gente è obbligata a piegarsi anche per Alessandri non è facile gestire».
Un'ultima raccomandazione da parte del segretario: «È brutto che Alessandri vada dal prefetto senza sentire tutti i rappresentanti dei lavoratori perché si è mosso un solo sindacato. Il dg il confronto deve averlo con la Rsu, e basta».
Anche Puggioni adesso è più sereno: «Era importante uscire da questo stallo. Nel merito vedremo lunedì». Andrea Bottega, segretario nazionale Nursind, minimizza: «Il dg ha solo spostato di 15 giorni l'incontro con la delegazione trattante per rasserenare gli animi».
Sul piede di guerra resta, invece, Germano Raniero, capo di Rdb-Cub: «Proprio lunedì, dopo la dichiarazione dello stato di agitazione sindacale, in prefettura la direzione ha ribadito che intende andare avanti sulla sterilizzazione, che inserirà Oss di notte al posto di infermieri, che sulla scelta dei dozzinanti non torna indietro, e che in cambio arriveranno soldi con cui pagare in parte gli straordinari. È una logica perversa. Si tolgono persone dai reparti per far funzionare un servizio per pochissimi "danarosi". Per questo non abbiamo voluto chiudere la vertenza. Il clima rischia di diventare incandescente visto il "dirigismo" dell'amministrazione. Siamo a una svolta».
«Dobbiamo renderci conto tutti che se passano le proposte della direzione sarà la sconfitta».


6 febbraio 2009 - Il Gazzettino

Vicenza. Nei giorni scorsi si sono nuovamente svolte le elezioni...

Vicenza - Nei giorni scorsi si sono nuovamente svolte le elezioni delle rappresentanze sindacali (Rsu) delle Ftv, dopo l'invalidatura delle precedenti votazioni. Ma anche questa volta sono state solo due le liste presentate, Cgil e Cub, visto che la Cisl la Uil e la Faisa, per la seconda volta hanno ritirato le loro candidature. I votanti sono stati 180 (bastavano 150 per raggiungere il quorum), ovvero il 60,4% dei lavoratori. 74 sono voti validi, 4 le schede bianche, 2 le nulle. Alla lista della Filt Cgil sono andate 96 preferenze e a quella dei Cub 78. Quindi alla Filt Cgil sono andati 7 seggi e all'altra lista 5.
«Manifestiamo la nostra gioia per il raggiungimento del quorum nelle votazioni della Rsu alle Ftv che per la seconda volta nell'arco di qualche mese hanno visto i lavoratori partecipare in massa», ha sotolineato il segretario generale della Filt Cgil Massimo D'Angelo, aggiungendo:«Per ben due volte nonostante l'ostruzionismo di Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa che si sono prodigati addirittura a invalidare le prime votazioni impugnandole perchè ritenute "irregolari", i lavoratori in massa sono andati a votare e con la loro presenza hanno riconfermato la legittimità del voto prima e dopo».
Le nuove Rsu hanno annunciato di mettersi da subito al lavoro sulla contrattazione aziendale. In particolare le prossime richieste alle Ftv riguarderanno l'immediata distribuzione del premio di risultato congelato da un anno; il mantenimento del lavoro e dell'occupazione contro qualsiasi forma di esternalizzazione; la salvaguardia del reddito, principalmente per i nuovi assunti; l'apertura di un tavolo sulla sicurezza che dia delle indicazioni precise agli autisti, ai controllori e al personale di manutenzione; l'attivazione di corsi di formazione adeguati; il rispetto delle regole e della clausola sociale in vista delle eventuali gare di appalto.(P.R.)


6 febbraio 2009 - Il Tempo

Una commissione per vederci chiaro
Case Romeo, Antoniozzi rilancia: sconti ai più deboli
La sospensione dei conguagli per gli oneri accessori inviati agli inquilini delle case popolari gestite dalla Romeo Gestioni non basta. L'assessore alla Casa del Comune di Roma Alfredo Antoniozzi vuole vederci chiaro e a pochi giorni da quella decisione rilancia
di Matteo Vincenzoni

Ha incaricato infatti i dirigenti del III dipartimento di istituire una commissione per verificare se le voci del conguaglio corrispondano ai servizi forniti dall'azienda già al centro di una bufera giudiziaria che ha portato in carcere, a Napoli, il patron Alfredo Romeo. Alla Giunta Alemanno, Antoniozzi chiederà, contemporaneamente, di dilatare le rateizzazioni soprattutto per le richieste di conguaglio più elevate.
Perché ha deciso di vederci chiaro?
«Innanzitutto perché cinquecento inquilini delle case popolari (coadiuvati dal sindacato di base Asia Rdb, ndr) hanno sottoscritto ai nostri sportelli una diffida nei confronti della Romeo Gestioni».
Cosa la lasciava perplesso nelle denunce dei cittadini?
«Le cifre richieste sono molto elevate per riferirsi riferirsi solo agli oneri accessori. E poi è singolare un conguaglio su un arco di tempo così lungo, 8 anni».
Nelle diffide degli inquilini si contesta infatti l'illegittimità delle richieste di pagamento che a detta dell'Asia Rdb sarebbero andate in prescrizione.
«Bisogna verificare».
I cittadini contestano inoltre i criteri di ripartizione delle spese e l'effettiva individuazione dei consumi in base ai servizi goduti. Come vi muoverete su questi due fronti?
«Le normative vigenti e la Legge regionale numero 27 del 2006 stabiliscono le modalità di calcolo. Per verificare se le voci del conguaglio corrispondano ai servizi forniti ho incaricato gli uffici del mio assessorato di istituire una commissione "ad hoc". Questa squadra interagirà con la Romeo Gestioni e, se possibile, lavorerà per applicare sconti agli inquilini colpiti più duramente».
Anche perché si tratta in molti casi di persone che vivono di sola pensione e non possono pemettersi di pagare rate di 300 euro.
«Per questo motivo chiederò inoltre alla Giunta comunale di approvare una rateizzazione meno onerosa per i conguagli più pesanti».
Quanto durerà la sospensione dei conguagli?
«Durerà fino a quando non sarà fatta piena luce sull'operato della Romeo Gestioni».
In che modo i tecnici della commissione possono verificare direttamente che i servizi forniti dalla Romeo giustifichino conguagli così pesanti?
«Passeranno attraverso i Municipi».


6 febbraio 2009 - Dagospia

Pure i posti auto tra i privilegi di casta dei sindacati...

Roma - L'appartenenza a una casta, si sa, comporta privilegi. Piccoli o grandi che siano. E in una città come Roma, dove non è certo facile posteggiare, fruire di un parcheggio riservato appunto in virtù dell'appartenenza a una casta, quella dei sindacati, non è poco. Accade all'Inps di Roma Eur, dove le organizzazioni sindacali hanno i loro bravi posti personalizzati, in un garage vicino agli uffici. A protestare contro questa prassi diffusa da anni all'Inps è la Confederazione unitaria di base delle rappresentanze sindacali del Pubblico impiego, che provocatoriamente ha scelto di destinare i pochi parcheggi che le toccano - tre - ad altrettanti lavoratori «normali», che fruiranno del privilegio attraverso sorteggio. «Anche queste scelte - sottolinea il coordinatore nazionale della Rdb-Cub Inps Luigi Romagnoli riferendosi ai parcheggi riservati - contribuiscono a fare del sindacato una casta, sempre più lontana dai bisogni reali dei lavoratori normali».


6 febbraio 2009 - Il Mattino

Napoli. «Ogni giorno è così e aumentano sempre di più»...
di ANNA MARIA ASPRONE

Napoli - «Ogni giorno è così e aumentano sempre di più», dice un infermiere passando davanti all’ingresso del Centro di salute e cura per gli immigrati. L’ambulatorio, al quarto piano della palazzina del pronto soccorso dell’ospedale Ascalesi, nel cuore del centro storico, apre alle 13, quando cominciano le visite per gli extracomunitari. Quasi tutti clandestini, quasi tutti ambulanti abusivi, che sbarcano il lunario su e giù con i loro lenzuoli bianchi pieni di false borse Vuitton, cappelli e occhiali, lungo i marciapiedi del Corso Umberto. Ma nonostante la porta chiusa, alle 11,30 non c’è una sedia libera nel corridoio dalle pareti grigio-azzurro. Venticinque immigrati aspettano, in silenzio. Sono giovani e sul loro volto si legge la paura. Si sentono già a rischio, sanno che dopo l’approvazione da parte del Senato dell’emendamento della Lega, potrebbero non poter più usufruire di quell’unico ma prezioso abulatorio al servizio di extracomunitari, irregolari e senzatetto. Per curarsi dovranno ricorrere, anche per una banale visita medica, a canali sanitari non ufficiali. «Sono tutti clandestini», dice Paolo Fierro, uno dei due medici del centro di cura che da anni è il punto di riferimento sanitario, informativo e di indirizzo per chi vive fuori dalle regole. Alle sue spalle, sul muro dietro la sua scrivania c’è un cartello: «Noi rispettiamo tutte le religioni, tutte le religioni devono rispettare il nostro lavoro». Sulla stessa parete c’è anche altro: un crocifisso, l´effigie di una Madonna medievale, un’icona greco-ortodossa, un Buddha e un paio di versetti del Corano in arabo che parlano del Profeta. Fierro, una lunga militanza a «Medicina democratica», è un otorino. Da anni lavora con il collega Luciano Gualdieri, internista che parla correntemente il «wolof», il dialetto dei senegalesi. Ha lavorato per 2 anni in Africa come volontario, con una agguerrita equipe di specialisti. Insieme gestiscono nell’Ascalesi quest’ambulatorio così particolare, efficiente e sempre affollato: è a due passi dalla stazione, dove da sempre c’è la massima concentrazione di clandestini. Fierro, insieme con gli altri medici, si prepara alla battaglia: «Qui nessuno sarà mai denunciato. Eserciteremo l'obiezione di coscienza, l'emendamento va contro il nostro codice deontologico e mette in discussione il diritto alla salute». Sono state 5287 le visite nel 2008, per 2389 pazienti provenienti da 73 nazioni. Quella dell'Ascalesi è l'unica struttura ambulatoriale che accoglie i «fantasmi» di Napoli in un ospedale cittadino. E proprio da questa struttura, nei giorni scorsi è partita la mobilitazione. «Più di 150 medici napoletani hanno firmato un appello inviato a tutte le istituzioni per bloccare l’emendamento», dice Fierro. Sono docenti dei due Policlinici, medici dei maggiori ospedali napoletani: Cotugno, Ascalesi, Annunziata, San Gennaro. E ancora infermieri del Cardarelli e del Monaldi. A loro si sono aggiunti anche molte sindacati che difendono le ragioni degli immigrati, come la Rdb il cui leader è Soumahoro Aboubakar. «La vita, d’ora in poi, vale quanto un permesso di soggiorno - dice - così si istituzionalizza la discriminazione». Ci sono, però, anche medici più cauti. Franco Faella è responsabile dell'accettazione del Cotugno. «La sensibilità dei medici - dice - è fuori discussione. Studierò il decreto e mi consulterò con i colleghi prima di assumere una posizione». Luciano Gualdieri, componente della Società italiana di medicina dell'immigrazione, è contrario all'emendamento «Questa norma produrrà - dice - un aumento dei costi per il nostro sistema sanitario. Agli immigrati dovranno essere garantite lo stesso le prestazioni di pronto soccorso e senza interventi precedenti di terapia e profilassi, le loro condizioni saranno più gravi e avranno bisogno di interventi più complessi e prolungati». Sui muri dell'Ascalesi scritte in arabo, in cinese, in inglese. Rafiq, pakistano, è il primo a entrare nella stanza di Fierro. Operato al setto nasale, ora ha altri problemi. È un venditore ambulante, lavora nei pressi della stazione ferroviaria. Con lui in attesa tanti altri immigrati provenienti da Senegal, Ucraina, Marocco, Bangladesk, Russia, Romania, Algeria. Le patologie più diffuse sono quelle ortopediche, le malattie infettive ma anche banale influenza.

Napoli - Dieci giorni fa la polizia riuscì a sventare...

Napoli - Dieci giorni fa la polizia riuscì a sventare una rapina al Banco di Napoli di via Diocleziano: le immagini di quella terribile giornata, furono registrate dalle telecamere del circuito interno dell’istituto. Quel video, chissà come, è finito in pasto alla grande rete. La diffusione delle immagini, compresi i minuti vissuti sotto la minaccia delle armi, ha mandato in crisi i dipendenti e i clienti che, adesso, chiedono con forza di sapere chi, e perché, ha trasformato quel momento di paura in uno show multimediale. Il sindacato dei lavoratori degli istituti di credito, il Cub-Sallca ha scritto alla procura della Republica, al garante per la protezione dei dati personali e al direttore generale del Banco di Napoli. Chiede di accertare la responsabilità della diffusione di quelle immagini che erano in possesso di due soggetti (il Banco di Napoli e la polizia che ha acquisito il filmato) e pretende sanzioni severe. Dopo aver visto quel filmino, clienti, amici, parenti e conoscenti degli ostaggi, continuano a chiedere com’è andata, quanta paura c’è stata, cos’hanno detto i delinquenti: quel continuo ricordo è peggio della rapina stessa.(p.b.)


5 febbraio 2009 - Ansa

SCUOLA: RDB, AVVIATO LICENZIAMENTO 15.500 ATA, DOMANI SCIOPERO

(ANSA) - ROMA, 5 FEB - Le Rdb-Cub hanno proclamato per domani uno sciopero del personale Ata (ausiliario, tecnico e amministrativo) della scuola per protestare contro l'avvio delle procedure di licenziamento per 15.500 lavoratori. I licenziamenti - spiegano le Rdb in una nota - ''andranno a colpire circa 15.500 collaboratori scolastici in tutta Italia, di cui circa 14.500 addetti alle pulizie e 1.000 amministrativi Co.co.co, dislocati soprattutto al sud del paese e composti prevalentemente da donne sui 45-50 anni. Per molte scuole si profila la sospensione dei servizi di pulizia e segreteria attualmente svolti dagli Ata''. Di fronte a questa ''gravissima emergenza occupazionale, che fra marzo e aprile rischia di espellere dalla scuola dei lavoratori che non godono di alcun ammortizzatore sociale'', la RdB-Cub, insieme a Cobas e SdL ha quindi indetto per domani una giornata di sciopero generale del personale Ata, con manifestazione a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione. Il problema - spiegano le Rdb - ''e' stato scatenato dalla assenza nella Finanziaria 2009 delle risorse da destinare a questi servizi per i quali, dopo le prime proteste, sono stati stanziati col decreto 'anticrisi' solo 110 milioni di Euro contro i circa 375 milioni necessari''.


5 febbraio 2009 - Adnkronos

SCUOLA: DOMANI SCIOPERO PERSONALE ATA INDETTO DA RDB COBAS E SDL
AVVIATE PROCEDURE DI LICENZIAMENTO PER 15.500 LAVORATORI

Roma, 5 feb. (Adnkronos/Labitalia) - La RdB-Cub, insieme a Cobas e SdL, ha indetto per domani, venerdi' 6 febbraio, una giornata di sciopero generale del personale Ata, con manifestazione a Roma davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, a Viale Trastevere alle 10. Alla base della protesta, le procedure di licenziamento del personale Ata (Ausiliario Tecnico Amministrativo) che andranno a colpire circa 15.500 collaboratori scolastici in tutta Italia, di cui circa 14.500 addetti alle pulizie e 1.000 amministrativi co.co.co, dislocati soprattutto al sud del paese e composti prevalentemente da donne sui 45-50 anni. ''Per molte scuole -commenta la RdB-Cub - si profila la sospensione dei servizi di pulizia e segreteria attualmente svolti dagli Ata''. Il sindacato parla di ''gravissima emergenza occupazionale, che fra marzo e aprile rischia di espellere dalla scuola dei lavoratori che non godono di alcun ammortizzatore sociale''. ''Il problema e' stato scatenato -prosegue la RdB-Cub- dall'assenza nella Finanziaria 2009 delle risorse da destinare a questi servizi per i quali, dopo le prime proteste, sono stati stanziati col decreto anticrisi solo 110 milioni di Euro contro i circa 375 milioni necessari. Tuttavia il personale Ata e' vittima anche di altre discutibili scelte. Questi lavoratori sono infatti ex Lsu (Lavoratori socialmente utili) di cui da tempo la RdB-Cub chiede una internalizzazione a cui non si e'mai voluto dare corso, con la conseguenza che gli Ata hanno continuano a dipendere da ditte e cooperative il cui appalto deve essere rinnovato ogni anno''.


5 febbraio 2009 - Omniroma

INPS, RDB-CUB:USO ARBITRARIO POSTI AUTO SEDE,20% A SINDACALISTI

(OMNIROMA) Roma, 05 feb - «Il maggior ente previdenziale riserva un trattamento speciale ai sindacati aziendali, a cui assegna circa il 20% dei posti auto disponibili nel garage di via Bizet a Roma, nello stabile che riunisce uffici della direzione generale e della sede INPS di Roma Eur. A parte i parcheggi riservati ai diversamente abili, l'amministrazione fa un uso arbitrario dei posti auto, assegnandoli alle segreterie dei direttori centrali, ai dirigenti ed ai sindacalisti». Lo afferma, in una nota, Luigi Romagnoli, coordinatore nazionale della Rdb-Cub Inps. «Anche queste scelte contribuiscono a fare del sindacato una casta, sempre più lontana dai bisogni reali dei lavoratori normali, che invece sono costretti a parcheggiare in doppia fila rischiando multe e sequestro del mezzo - prosegue - Da anni denunciamo questo malcostume chiedendo che i parcheggi interni agli stabili dell'Istituto siano fruibili da tutti i lavoratori, senza liste di favoriti. Nei giorni scorsi ci hanno informato di avere diritto a 3 posti auto nel garage di via Bizet e noi, come già in passato, abbiamo rifiutato i posti riservati decidendo di cederli ai lavoratori con un sorteggio pubblico. Il sorteggio avverrà il 10 febbraio, nel corso di un'assemblea da che abbiamo convocato in direzione generale per svolgere la consultazione sul contratto 2008-2009 del Parastato».


5 febbraio 2009 - L'Unità

Controssoffitti che crollano, cancelleria pignorata e faldoni accatastati in corridoio. Stampanti acquistate in saldo per poi scoprire che il toner costa più del macchinario
Viaggio in un tribunale a pezzi. Oggi il personale incrocia le braccia
I cancellieri e gli ufficiali giudiziari sono scesi da 53mila a circa 43mila: «Il governo vuole la giustizia a costo zero e Berlusconi vorrebbe privatizzare anche questo importante settore della società»
di Livia Ermini

Roma - Un'onda umana ci investementre varchiamo la soglia del numero 54b di Viale Giulio Cesare. E'una normalemattinatadi lavoro al Tribunale Civile di Roma; avvocati, magistrati, praticanti si affrettano, cartelle alla mano, lungo i corridoi e per le scale che portano alle diverse sezioni. Fino a poche ore prima la fila interminabile dei creditori del fallimento Alitalia si assiepava ai due sportelli appositamente aperti da unmese per depositare le pratiche di risarcimento.
UNA STRUTTURA A PEZZI
Le condizioni e gli ambienti di lavoro, paragonabili a bolgie dantesche, appaiono in tutta la loro precarietà. Acominciare dalla struttura. Al piano terra i corridoi sono stretti e tortuosi e le finestre hanno le grate che ostacolano ogni eventuale fuga. Con il recente nubifragio i controsoffitti di duestanze della sezione fallimentare sono crollati e per fortuna che era notte e non c'era nessuno. Nella stanza accanto l'unica porta di sfogo in caso di incendio è bloccata da un armadio. Salendo ai piani superiori gli stipi con le pratiche delle cause sono ancora lungo i corridoi, ma almeno ora nonè più possibile leggere la documentazione poiché sono stati dotati di serrature. Quando entriamo nella sala della cancelleria però il discorso cambia.
FALDONI INCUSTODITI
Negli scaffali i faldoni sono ammucchiati alla meglio. Senza contare che gli archivi sono posizionati solo sull'ala destra del piano perché la sinistra poggiando su piloni ed essendo cava sotto rischia di crollare sotto un peso eccessivo. Legge 626: questa sconosciuta; sembra suggerire la passeggiata, perché di sicurezza sul lavoro paradossalmente qui se ne vede ben poca. I dipendenti si lamentano della situazione ormai al tracollo. Il Ministero della Giustizia, a causa della legge 133 per il risparmio nelle pubbliche amministrazioni, ha tagliato la pianta organica di 3.256 unità.Oggi a fronte di un numero di giudici che è cresciuto da 8mila a 18mila in dieci anni i cancellieri e gli ufficiali giudiziari sono scesi da 53mila a circa 43mila.
I TAGLI DEL GOVERNO
Ovvio che lo smaltimento delle pratiche sia intasato. Solo il 10% degli straordinari viene pagato, ma soprattutto nel penale c'è l'obbligo di farne secondo necessità, pena la denuncia. Dunque c'è chi invece di 36 ore ne lavora 50 e non riesce nemmeno a prendere i riposi compensativi per mancanza di sostituti. Le circolari del Ministero non arrivano e spesso quando cambia qualchenormasi deve improvvisare. I computer sono obsoleti e i programmi non riescono a girare, quando non si rimane senza carta. Avolte fogli e cancelleria vengono pignorati perché non è stata pagata la fornitura. Si acquistano stampanti a prezzo stracciato per poi scoprire che il solo ricambio del toner costa più dell'intera macchina.
GIUSTIZIA «PRIVATIZZATA»
«Ogni Governo - sostiene Daniela Rossone delegata sindacale Cub Rdb - ha fatto riforme a costo zero senza investire nella giustizia, Berlusconi ora vuole privatizzare anche questo importante settore della società». Moltissimi infatti sono ormai i servizi appaltati all'esterno. Quello informatico innanzitutto e poi quello delle intercettazioni telefoniche. Non c'è solo dunque un problema di organizzazione e di tempima anche di controllo delle informazioni che potrebbero finire in mani sbagliate. Non va meglio altrove. Negli uffici del giudice di Pace a Piazzale Clodio i faldoni con documentazione e sentenze stanno stipati nei bagni. Dunque lo sciopero per questi lavoratori esasperati appare oggi, anche se un po' spuntata, l'unica arma per attirare l'attenzione.

Lo sciopero
Corteo RdB-Cub fino a via Arenula

«Chi sono io, Calimero? Voglio un posto, anche uno strapuntino di posto nell'amministrazione del sindaco Alemanno, che mi ha usato per la sua campagna elettorale e poi non l'ho più sentito». I lavoratori degli uffici giudiziari d’Italiaincrocianole braccia.Oggi l’RdB-Cub pubblico impiego ha indetto una giornata di sciopero per chiedere l’efficienza del servizio che, secondo il sindacato,«può essere realizzato solo attraverso un’inversione ditendenzanelle politicheperil settore, caratterizzata da un forte investimento di risorse a cominciare dal potenziamento e dalla riqualificazione del personale,sceso negli ultimi 10 anni a meno di 40mila unità». A Roma la manifestazione andrà da piazza San Marco alla sede del ministero della giustizia, in via Arenula. Proprio il guardasigilli è l’obiettivo delle principali rivendicazioni del sindacato. Pina Todisco, dell’Rdb-Cub, ha spiegato: «Alfano è unministro fantasma».


5 febbraio 2009 - EPolis Roma

Il caso. Sette anni di pagamenti e aumento del canone Erp:
Antoniozzi blocca tutto, Azuni ne chiede conto
Pagamenti arretrati e conguagli caos nelle case gestite da Romeo
«Parte delle richieste agli inquilini sono frutto di un ritardo del XIIdipartimento»
di Marta Rossi

Roma - All'origine della questione c'è la memoria di giunta con la quale, il 27 novembre 2008, il Campidoglio richiede i conguagli agli assegnatari di alloggi comunali delle spese degli oneri accessori dal 2000 al 2007 con una rateizzazione di dodici mesi. Inoltre, agli inquilini è arrivato l'aumento del canone Erp (figlio della stessa memoria di giunta), contemporaneo alla richiesta degli oneri accessori. Per ora, viste le oltre 500 diffide arrivate all'assessorato alla Casa da altrettanti inquilini, Antoniozzi ha deciso di bloccare il conguaglio e l'aumento del canone. Ma il problema resta. Se ne parla oggi in consiglio comunale, dove con una mozione, Gemma Azuni, capogruppo del Misto chiederà al sindaco di modificare la memoria di giunta del 27 novembre 2008 applicando quanto previsto dalla normativa regionale per la rateizzazione delle somme effettivamente dovute. Ancora, consentire ai singoli assegnatari, ai comitati e ai sindacati la verifica della corrispondenza di quanto richiesto con la normativa regionale e aggiornare i canoni in conformità alle disposizioni regionali con decorrenza 1 gennaio 2009. Questo, in virtù del fatto che, si legge nella mozione, "le somme richieste ai singoli assegnatari derivano dalla mancata presentazione dei rendiconti da parte del XII dipartimento, nei tempi previsti dalla normativa generale, e, comunque in tempi congrui; che in moltissimi casi l'ammontare totale delle somme richieste a conguaglio supera i tremila euro per cui gli inquilini dovrebbero versare una somma mensile superiore ai 250 Euro mensili; che le organizzazioni sindacali degli inquilini hanno immediatamente richiesto la sospensione della procedura di addebito sul bollettino, e la verifica delle somme effettivamente dovute, eccependo la prescrizione del debito". Intanto oggi in via Pincherle, dove da lunedì è stato allestito un gazebo, gli inquilini iniziano lo sciopero della fame. "Dopo l'impegno assunto al tavolo interistituzionale da parte di Fata sull'interruzione delle vendite a terzi - disatteso poi il mese scorso con la cessione di cinque appartamenti - e la pretesa della proprietà di realizzare una plusvalenza eccessiva, si attende adesso l'esito della trattativa", dicono dall'Asia Rdb. "Piena solidarietà agli inquilini - dice la Azuni - che hanno annunciato l'inizio dello sciopero della fame dopo le richieste esorbitanti della Giacomazzi che rischiano di fatto la proposta di acquisto dell'invenduto. Il rischio, se non interviene qualche fatto nuovo, è che queste case vengano vendute sul libero mercato annullando tutti i processi di tutela che l'intervento della Regione avrebbe garantito. Non dimentichiamo che la maggioranza degli inquilini sono pensionati a basso reddito, famiglie monoreddito con figli a carico, donne sole con figli, disoccupati, invalidi e persone con handicap", conclude.


5 febbraio 2009 - La Nuova Sardegna

SCIOPERO CTM
Martedì 10 senza bus

CAGLIARI - Le segreterie territoriali di Uil-Trasporti, Ugl, Faisa-Cisal, Rdb, Fts-Css hanno proclamato martedì 10 (dalle 10 alle 16) un nuovo sciopero di tutto il personale del Ctm. Alla protesta ha aderito anche la Filt-Cgil.


5 febbraio 2009 - La Nuova Venezia

MIRANO: ASL 13
Presidio degli operatori socio sanitari

MIRANO - Presidio degli operatori socio sanitari all’entrata dell’ospedale di Mirano, martedì mattina, per protestare contro i turni di lavoro imposti dall’Asl 13. Una ventina i manifestanti, che hanno piantonato per circa due ore gli ingressi del nosocomio. La contrattazione sui nuovi turni riguarda circa 300 operatori, impiegati tra gli ospedali di Mirano, Dolo e Noale. «Chiediamo una turnazione più umana - ha detto il segretario del sindacato Rdb-Cub Federico Martelletto - con qualche doppio riposo compensativo. Per anni abbiamo subìto turni massacranti, in barba ad ogni garanzia di riposo psicofisico». L’obiettivo dei dipendenti dell’Asl è arrivare ad ottenere almeno un doppio riposo al mese, per poter trascorrere un fine settimana completo con le proprie famiglie, invece dell’attuale turnistica costruita su turni composti da sei ore, di cinque giorni lavorativi e un solo riposo settimanale. Nei mesi scorsi la direzione aziendale ha concesso una turnazione che consente tre giorni lavorativi e di seguito un giorno di riposo (il cosiddetto 3+1). Agli operatori però non basta e propongono il turno 4+2 seguito da un 4+1, ovvero quattro giorni lavorativi e due riposi settimanali e di seguito quattro giorni lavorativi e un riposo, mantenendo le trentasei ore contrattuali. Al termine del presidio i manifestanti sono stati ricevuti dei vertici dell’Asl 13. La direzione sanitaria ha garantito di prendere in considerazione la proposta dei sindacati. «Si è aperto uno spiraglio - spiega Martelletto - aspetteremo pazientemente l’incontro di marzo, sospendendo, ma solo temporaneamente, lo stato di agitazione sindacale».(f.d.g.)


5 febbraio 2009 - Roma Today

Via Pincherle: si infiamma la protesta degli inquilini
Oggi è iniziato uno sciopero della fame che proseguirà fino a quando Ater e Area Mestre non raggiungeranno un accordo. Occupati gli uffici della Fata che si trovano al numero 165

Roma - Speculazione immobiliare: troppo spesso si sente pronunciare questa frase senza capire di cosa si tratta veramente. Da qualche mese un gruppo di cittadini di via Pincherle sta provando gli effetti di questa speculazione sulla propria pelle a causa di una vicenda che sta mettendo a rischio la casa di 120 famiglie. Per protestare oggi un gruppo di loro ha iniziato uno sciopero della fame che proseguirà fino a quando non verranno offerte garanzie sul futuro. Una signora di 60 anni, dopo qualche ora dall'inizio dello sciopero, ha anche accusato un malore. Come spesso accade in questi casi, gli inquilini sono le vittime di questa storia. Protagonisti sono in questo caso invece la Fata, società di assicurazione del Gruppo Generali proprietaria dell'immobile, Area Mestre, una società immobiliare che a dicembre ha comprato gli immobili da Fata, l'Ater e la Regione che stanno trattando la riacquisizione delle case per salvaguardare gli inquilini. La storia inizia a luglio quando Fata Assicurazioni decide di vendere l’intero patrimonio immobiliare in via Pincherle. Si tratta di un complesso da 280 case, nato negli anni '60 per diventare alloggi olimpici in vista di Roma 1960. I giochi però si svolsero in tutt'altra zona e quelle strutture diventarono residenziali. Oggi è un blocco di due palazzoni da cinque piani l'uno, divisi da una striscia di asfalto e da qualche pezzetto di terra. Fata a luglio avvisa gli inquilini della messa in vendita. Quelli che possono riescono ad acquistare il proprio appartamento. Non tutti però possono permetterselo e così si forma un comitato per chiedere all'amministrazione pubblica (la Regione) di acquistare per loro le case. A dicembre però entra in scena la società Area Mestre che acquista l'immobile da Fata. Il prezzo dell'acquisizione è di 19 milioni di euro. Il particolare del prezzo è molto importante perché è l'indice della speculazione messa in atto. La Regione, attraverso l'Ater, infatti decide di trattare con Area Mestre, offrendo una cifra pari a 21 milioni di euro. La società però rifiuta l'offerta, chiedendo, stando alle dichiarazioni, 7 milioni di euro in più. In pratica nel giro di 2 mesi Area Mestre punta ad un guadagno di 9 milioni di euro. "Contemporaneamente però", denunciano gli inquilini, "Area Mestre sta attuando un gioco doppio: Da una parte si rende disponibile per la vendita all'Ater e poi continua a provare a vendere ai privati". Proprio per questo motivo un gruppo di inquilini oggi ha deciso di occupare gli uffici della Fata e della Gabetti situati al numero 165 di via Pincherle. Al fianco degli inquilini in protesta si è schierato il presidente del XI Municipio Andrea Catarci: "Chiederemo un incontro con la proprietà . Area Mestre non può usare la strategia del gambero che fa un passo avanti e due indietro. In realtà, loro vorrebbero guadagnarci 9 milioni di euro dall'operazione. Hanno acquistato a 19 milioni e i 23 milioni offerti dall'Ater forse non bastano per i loro interessi". Sotto il palazzo è stato allestito un gazebo per la raccolta delle firme.


5 febbraio 2009 - Il Giorno

Fit-Cgil e Cub trasporti "conquistano" le Ftv

Vicenza - Alle Ferrovie tramvie vicentine c’è di nuovo una rappresentanza sindacale. Dopo le scaramucce dei mesi scorsi in cui Cisl-Uil e il sindacato autonomo Faisa avevano fatto ricorso chiedendo l’annullamento delle elezioni al comitato dei garanti, i delegati sono tornati alle urne. A presentare una lista di candidati Fit-Cgil e Cub Trasporti che hanno eletto le nuove rappresentanze sindacali.
Ieri nel corso di una conferenza stampa Diego De Rossi e Massimo D’Angelo della Cgil e Germano Raniero dei Cub hanno fornito il numero dei votanti: 180 su 298, in pratica il 61% dei lavoratori (4 schede bianche e due nulle). Lunga la lista dei punti che i nuovi delegati sottoporranno all’azienda. «Ci occuperemo della distribuzione del premio di risultato - ha ribadito Massimo D’Angelo - congelato da oltre un anno. Punteremo sul mantenimento del posto di lavoro anche se ci saranno gare per l’assegnazione di nuove linee di trasporto. Da tempo si parla di un’unione tra Aim e Ftv e il personale non dovrà essere toccato».
Le rappresentanze di base chiedono l’apertura immediata di un tavolo sulla sicurezza in grado di dare indicazioni precise ai lavoratori. «Le questioni sul tappeto sono molte: il problema dei bus sovraccarichi e le sanzioni che vengono date ai dipendenti. Bisogna trovare una soluzione che non penalizzi nessuno per cui serve una trattativa immediata». I sindacati, inoltre, puntano il dito sui trattamenti economici che vengono riservati ai nuovi assunti rispetto a quelli che lavorano in azienda da alcuni anni. «A parità di lavoro - afferma Raniero - c’è una disparità economica che non ha alcuna ragione di esistere, considerando il fatto che tutti fanno il medesimo lavoro con gli stessi carichi e con uguale responsabilità che, però, non viene corrisposta con identico stipendio».
Insomma, finita la battaglia sindacale ora inizia quella con l’azienda.(C.R.)


5 febbraio 2009 - Giorno

Protesta alla Casa di riposo. La Rsu accusa Cgil e Cisl
di Luca Pelizzi

TIRANO - LE LAVORATRICI della Cooperativa Team Service che prestano servizio presso la Casa di riposo di Tirano ancora non sanno come finirà la loro vicenda. La conciliazione che si è tenuta davanti al prefetto Chiara Marolla ha visto, infatti, il delegato della Cooperativa, Monteneri, chiedere sette giorni di tempo per decidere se accettare di sedere attorno ad un tavolo per giungere ad una soluzione concordata come proposto dal prefetto. Le lavoratrici e il loro rappresentanti sindacali hanno invece subito aderito alla proposta. «Sarà una battaglia lunga - così ha dichiarato Francesco Beltrama responsabile della "Rappresentanza sindacali di base" poiché la Team Service sostiene che i contratti sono come prima, ma nulla è come prima purtroppo. In pratica vi è stata una cessione di appalto da una cooperativa a un'altra sempre dello stesso gruppo tanto che la presidente della prima, il "Cigno", è direttore anche della seconda, "Team Service". Tutto questo è stato fatto senza avvisare le lavoratrici. Ma il colpo di scena è stata la comparsa di un documento, in pratica un accordo che le sigle sindacali Cisl e Cgil hanno firmato il 18 dicembre nel quale, di fatto, avallavano quanto richiesto dalle due cooperative ma senza avvisare le lavoratrici e questo è assolutamente inaccettabile. I lavoratori non sono dei pacchi postali, l'accordo non è mai stato comunicato loro. Speriamo comunque che la Team Service la smetta con questo comportamento autoritario e voglia finalmente mettersi attorno ad un tavolo per discutere. Per il momento, hanno solo promesso denunce penali per le lavoratrici e anche per me».


5 febbraio 2009 - Corriere del Veneto

La base Usa Intanto il presidio convoca un'assemblea per domani
No Dal Molin, comitati a Bruxelles
di Giulio Todescan

VICENZA - Una delegazione del coordinamento dei comitati No Dal Molin, con a capo Giancarlo Albera, sarà martedì prossimo a Bruxelles. La missione europea servirà a fare pressione sulla Commissione per le petizioni e per ottenere un'audizione al più presto: al centro dei colloqui la petizione europea inviata alcuni mesi fa, in cui si chiedeva all'Unione di farsi garante rispetto alle violazioni – presenti secondo i comitati nell'iter della base Usa - in materia ambientale e di mancata partecipazione dei cittadini. Il 18 novembre 2008 la commissione definì «ricevibile» il ricorso dei comitati vicentini, e si prese del tempo per studiare la questione. «Sarà un viaggio informale, abbiamo già inviato un'istanza in cui si chiede di anticipare l'audizione che verrà presto calendarizzata. Vista l'accelerazione dei lavori, non c'è tempo da perdere» dice Albera. Se le contestazioni fossero accolte dall'Europa, potrebbe scattare un'infrazione nei confronti dello Stato italiano. Il presidio permanente nel frattempo scalda i motori per gli annunciati blocchi ai lavori: per venerdì è convocata, alle 21, una assemblea straordinaria aperta a «tutti coloro che, seppur con diversità, si oppongono al progetto statunitense a mobilitarsi, con le proprie forme e con le proprie pratiche, per rispondere a questo ennesimo atto di sopraffazione ». La chiamata è per il coordinamento dei comitati, rete lilliput, Cub e le altre componenti del No. Una «grande alleanza» che potrebbe rinascere per tentare di rallentare le ruspe, che anche ieri hanno lavorato a ritmo serrato sulla pista dell'aeroporto.
Sul destino della pista, dice la sua l'opposizione: «Siamo sempre stati favorevoli alla salvaguardia della pista mediante un utilizzo di natura civile – afferma Francesco Rucco del Pdl - . La nostra posizione sulla delibera proposta dal consigliere Cicero è di prudente riflessione, anche se l'evoluzione degli eventi di questi giorni la farebbero sembrare superata ed inutile».


5 febbraio 2009 - TamTam

Vigili del Fuoco sulla "graticola" dei debiti
Secondo un sindacato nazionale, a causa di circa 100 milioni di esposizione, sono a rischio sia le visite periodiche di idoneità ai pompieri, sia quelle per rinnovare le patenti di guida delle autopompe

Secondo quanto denuncia l’RdB-CUB dei Vigili del Fuoco, col nuovo anno sarebbe arrivata ai Comandi Provinciali comunicazione che l’ente sanitario delle Ferrovie dello Stato, convenzionato per le periodiche visite atte alla verifica dell’incondizionata idoneità psico-fisica del personale, ha sospeso la convenzione a causa del debito di circa 5 milioni di euro accumulato nei suoi confronti dal Dipartimento dei VVF.
Analogo problema per il rinnovo delle patenti di guida per i mezzi speciali dei VVF: sospesa la convezione, e non potendo rinnovare quelle del personale esperto, si sopperisce affidando il servizio ai neo patentati. Ammonterebbe ormai a circa 100 milioni di euro il debito complessivo del Dipartimento dei VVF nei confronti dei fornitori," un debito che presto potrebbe portare i Comandi a non essere più in grado di approvvigionarsi del gasolio per le vetture di soccorso".
"Questi sono i risultati dei progressivi tagli operati dall’attuale e dai precedenti governi", ricorda Antonio Jiritano della Direzione nazionale RdB-CUB.
"In due anni al Dipartimento dei Vigili del Fuoco è venuto a mancare circa il 28% delle risorse. E di questi tagli non risente solo il salario del personale, ma lo stesso soccorso alla popolazione viene messo a serissimo rischio".
"La dura realtà – prosegue Jiritano – è molto diversa da operazioni di marketing come quella del calendario annuale dei V.V.F., tanto più altisonanti quanto più sono atte alla mistificazione dei fatti. Così, mentre i Vigili del Fuoco debbono vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, si trovano ad operare senza che nessun medico abbia verificato la loro idoneità alla salvaguardia dell’incolumità propria e di quella dei cittadini", conclude il dirigente RdB-CUB..


5 febbraio 2009 - Il Cittadino

Sindacati Inps dal prefetto contro le raccomandazioni
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Lodi - I lavoratori dell’Inps si rivolgono al prefetto per protestare contro le raccomandazioni. Ieri mattina i sindacati hanno organizzato un presidio in corso Umberto, di fronte alla sede della prefettura, un appuntamento a cui hanno partecipato anche i colleghi della sede di Crema e i colleghi dell’Inpdap. Il motivo della protesta è il trasferimento all’Inpdap di Lodi di una dipendente dell’agenzia di Sant’Angelo, tramite il provvedimento del comando. «La situazione del personale alla sede dell’Inpdap è caratterizzata da una grave carenza di organico - spiega Michele Riccardi di Rdb -, ormai ridotto a 13 effettivi, di cui uno in maternità, più 4 provvisori, su una dotazione organica di 20 unità. La sede è addirittura priva di un direttore titolare, sostituito con un dirigente ad interim, proveniente dalla struttura regionale per la Lombardia, che interviene solo una volta alla settimana. È del tutto evidente che in questa difficile situazione spostare una dipendente significa aggravare una condizione già di pesante disagio. Al contrario, il trasferimento all’Inps di Sant’Angelo non risponde agli effettivi bisogni della sede, l’agenzia, infatti, ha un bacino di utenza limitato. Dunque l’organico esistente è più che corrispondente alle necessità. Di fatto, questo provvedimento metterà in crisi tutta l’organizzazione del lavoro».Al presidio hanno partecipato anche Rsu, Cgil e Uil, l’Inps di Lodi ha potuto garantire il servizio presso un solo sportello. «Questo provvedimento - continua Riccardi - più che agli interessi delle amministrazioni sembra rispondere a logiche clientelari. All’affermazione di favoritismi, in violazione dei criteri fondanti della buona amministrazione, che è tenuta, vale la pena ricordarlo, ad agire con imparzialità, trasparenza e per il perseguimento dell’interesse pubblico. Le organizzazioni sindacali - sottolinea Riccardi - ritengono che questa decisione configuri un comportamento lesivo degli interessi delle amministrazioni pubbliche. Tale da screditarne l’immagine stessa presso i propri dipendenti e verso gli utenti, oltre che pregiudicarne un corretto servizio». Proprio per questo motivo è stato chiesto l’aiuto del prefetto e l’interessamento della direzione regionale degli istituti coinvolti. «Siamo arrabbiati - conclude Riccardi -, come pubblico impiego ce ne hanno dette di tutti i colori, ma l’immoralità si vede anche in queste cose».(G.B.)


5 febbraio 2009 - Repubblica.it

Fiumicino, protesta del personale di terra

"Se non riceveremo lo stipendio, ci regoleremo di conseguenza". Il personale di terra della nuova Alitalia annuncia un'agitazione "perché gli stipendi della nuova Cai dovevano esserci già arrivati - spiega Ivano Spicarelli del personale di terra Alitalia, settore manutenzione - e invece noi non abbiamo visto nulla". L'azienda, spiega, ha attribuito la responsabilità a un ritardo della banca. "Se così non fosse l'agitazione riprenderà con le stesse modalità delle scorse settimane, assemblee spontanee dalle 7 alle 9 e dalle 15 alle 17 e i voli potrebbero non essere garantiti". "Chi non aveva i soldi per la benzina - spiega Fabio Frati, coordinatore nazionale di Cub Trasporti - non si è presentato al lavoro". "Il probelma - spiega ancora Frati - è che qui non si vede la luce, è un continuo balletto, un rimpallo di responsabilità e intanto noi rimaniamo senza i nostri soldi".


4 febbraio 2009 - Ansa

RICERCA: PRECARI PROTEZIONE AMBIENTE (ISPRA), PRIME APERTURE

(ANSA) - ROMA, 4 FEB - Prime aperture verso una soluzione al problema dei precari dell'Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra): «il ministro Stefania Prestigiacomo è sceso ad incontrare i lavoratori riuniti in presidio stamane sotto il ministero per protestare contro i licenziamenti in corso all'Ispra». È quanto si apprende da una nota delle Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego-Confederazione Unitaria di Base. «Una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto Corradino e dalla vice Capo di Gabinetto Lucarelli. Dall'incontro - riferisce la nota - sono emerse delle prime aperture da parte del ministero, che si è impegnato a fornire gli strumenti normativi atti a risolvere la vertenza in un successivo confronto per la prossima settimana». In attesa di provvedimenti che scongiurino i licenziamenti in via definitiva, l'Usi RdB Ricerca, conclude la nota «mantiene lo stato di agitazione».


4 febbraio 2009 - Dire

RICERCA. PRIME APERTURE SULLA VERTENZA DEI PRECARI ISPRA

(DIRE) Roma, 4 feb. - Partecipato presidio questa mattina a Roma davanti al ministero dell'Ambiente, dove i precari della ricerca hanno manifestato con l'Usi-RdB contro i licenziamenti in corso all'Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Il ministro Stefania Prestigiacomo e' scesa ad incontrare i lavoratori e una delegazione e' stata ricevuta dal Capo di Gabinetto Corradino e dalla vice Capo di Gabinetto Lucarelli. Dall'incontro "sono emerse delle prime aperture da parte del ministero, che si e' impegnato a fornire gli strumenti normativi atti a risolvere la vertenza in un successivo confronto per la prossima settimana". In attesa di provvedimenti che scongiurino i licenziamenti in via definitiva, l'Usi RdB Ricerca mantiene lo stato di agitazione.

CASA. ASIA-RDB: SI RIACCENDE LA PROTESTA IN VIA PINCHERLE

(DIRE) Roma, 4 feb. - "Si riaccende la protesta degli inquilini di via Pincherle 153/169 per sollecitare Area Mestre -proprietaria dei 116 appartamenti messi in vendita da Fata assicurazioni del gruppo Generali- a rispondere positivamente all'offerta di acquisto per l'intero blocco fatta da Ater lo scorso 29 gennaio". E' quanto si legge in una nota di Asia-Rdb, che prosegue: "Dopo l'impegno assunto al tavolo interistituzionale da parte di Fata sull'interruzione delle vendite a terzi -disatteso poi il mese scorso con la cessione di 5 appartamenti- e la pretesa della proprieta' di realizzare una plusvalenza eccessiva, si attende adesso l'esito della trattativa". "Nel frattempo gli abitanti degli appartamenti hanno allestito dal 2 febbraio un gazebo permanente sotto le palazzine -davanti l'ufficio vendita utilizzato prima da Fata ora da Gabetti per conto di Area Mestre- e hanno avviato una raccolta di firme a sostegno del diritto a rimanere nelle case dove vivono in media da 40 anni, registrando in soli due giorni la solidarieta' di oltre 400 persone- prosegue la nota di Asia-Rdb- Domani gli inquilini inizieranno lo sciopero della fame fino a quando la trattativa tra Ater e Area Mestre non si sara' conclusa definitivamente e non avranno ricevuto rassicurazioni sul loro futuro. Non si puo' speculare sul diritto alla casa, siamo pronti alla resistenza".


4 febbraio 2009 - Asca

MESSINA: SINDACATI CONFERMANO, DOMANI SCIOPERO MEZZI PUBBLICI

(ASCA-NORMANNO) - Messina, 4 feb - Domani il trasporto pubblico si fermera' per quattro ore ed i lavoratori daranno vita ad un corteo che si snodera' dall'Azienda a palazzo Zanca, sede del Municipio. ''Vogliamo parlare con il sindaco Buzzanca - dichiara Franco Urdi' della Cub -, ha disatteso tutte le aspettative senza rispettare l'accordo firmato a dicembre. Speriamo, questa volta che non ci chiudano i cancelli davanti agli occhi''. Con i tre milioni di euro arrivati dalla Regione saranno pagati gli stipendi ai lavoratori. ''A noi non basta - risponde Urdi' - manca anche solo un miraggio di rilancio dell'azienda''.


4 febbraio 2009 - Radiocor

AVVENIMENTI PREVISTI: GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO

(Radiocor)....Ore 16,30. Presso la Sala D'Antona del ministero, via Flavia, 6. - Roma: presentazione del libro inchiesta di Riccardo Chartroux «Cercasi casa disperatamente», organizzata dall'Associazione inquilini e assegnatari-RdB.....


4 febbraio 2009 - Il Gazzettino

MIRANO Manifestazione ieri mattina davanti all’ospedale sotto la pioggia battente
«Turni massacranti», protestano gli operatori sociosanitari dell’Asl 13

Mirano - Sit in di protesta ieri in ospedale a Mirano da parte degli operatori socio sanitari dell’Asl 13. Ieri a manifestare di fronte al cancello del nosocomio miranese sotto la pioggia battente, dalle 9 alle 11, erano in trenta ma la problemativa investe circa trecento dipendenti. «Gli operatori – dice Federico Martelletto, Rdb Cub – chiedono semplicemente turni più umani, qualche doppio riposo compensativo, che permetta loro una vita più normale. Per troppo tempo hanno subito turni massacranti che non hanno consentito loro l’adeguato riposo psicofisico». Turni da 5 o sei giorni lavorativi e uno di riposo, difficili da sostenere soprattutto per chi si trova ogni giorno a seguire anche una famiglia. La direzione sanitaria aveva fatto un passo in avanti concedendo turni da tre giorni più uno di riposo. «Ringraziamo, ma per noi è troppo poco – continua Martelletto – abbiamo proposto il turno 4+2 e 4+1, ovvero quattro giorni di lavoro, quattro di riposo, quattro di lavoro, 1 di riposo. In modo tale da ottenere qualche doppio riposo, anche festivo». Il classico fine settimana, insomma. Di contro, l’azienda ha chiesto che gli operatori possano lavorare in diversi reparti all’interno dello stesso dipartimento. Per i sindacati potrebbe essere una soluzione accettabile, a patto «che questa rotazione sia ben concordata». Ieri mattina, al termine del presidio, i lavoratori hanno incontrato il direttore sanitario, Filippo Accietto e il direttore generale Arturo Orsini. «La Direzione – conclude Martelletto - si è impegnata a provare a pianificare una turnistica complessiva che permetta almeno un doppio riposo festivo al mese agli operatori socio sanitari della Ulss. Nel mese di febbraio le proposte verranno valutate e per i primi di marzo verrà stabilito un altro confronto con i delegati Rdb. Aspettiamo con impazienza il prossimo incontro e sospendiamo temporaneamente lo stato di agitazione sindacale in attesa di risposte nel rispetto dei diritti dei lavoratori».


4 febbraio 2009 - La Nazione

Sarzana. ALL'IPERCOOP a fine mese i dipendenti voteranno...

Sarzana - ALL'IPERCOOP a fine mese i dipendenti voteranno per eleggere i loro delegati e le rappresentanze sindacali di base lanciano il guanto di sfida a Cgil, Cisl e Uil. Ad annunciare che il sindacato RdB/Cub parteciperà al voto con una propria lista, sono due donne: Marzia Tonelli e Roberta Ceccarelli. «Siamo già in 18 spiegano le due dipendenti Ipercoop e parteciperemo alle elezioni per rinnovare Rsu e Rls. Purtroppo, dopo il tentativo di bloccare il nostro volantinaggio, per organizzare un'assemblea, come quelle da sempre fatte da Cgil, Cisl e Uil, dobbiamo affrontare una corsa ad ostacoli. E' da più di una settimana che aspettiamo il via libera ad usare la sala sempre concessa ai confederali». Marzia Tonelli e Roberta Ceccarelli spiegano che possono votare tutti i 300 dipendenti Ipercoop: «Parteciperanno i lavoratori a tempo indeterminato, i contratti a termine e i part-time (questi ultimi sono la quasi totalità)». Le due donne lamentano che «solo il 20% dei dipendenti sono uomini ma nella stanza dei bottoni non ci sono donne». Nel programma RdB/Cub chiede tra l'altro di ridiscutere «il regolamento aziendale per migliorarlo nei punti obsoleti», rilancia la necessità «di un integrativo aziendale che sia espressione della volontà dei lavoratori e non solo frutto di compromessi» e annuncia di voler seguire «l'andamento delle operazioni per la prossima apertura del nuovo Iper alla Spezia, facendo attenzione alle modalità contrattuali sia per le nuove assunzioni che per il personale interessato al trasferimento». All'Ipercoop di Sarzana le ultime elezioni sindacali videro la vittoria della Cgil, seguita dalla Uil e, a distanza, dalla Cisl.(A.Lup.)


4 febbraio 2009 - Il Mattino

L' R.d.B. CUB di Salerno continua la mobilitazione...

L' R.d.B. CUB di Salerno continua la mobilitazione per l'applicazione della Legge Regionale 21/2006 che prevede l'avvio dei corsi gratuiti di operatore socio sanitario da istituire tutti gli anni nel mese di ottobre. Il TAR, pronunciatosi in merito, ordina l'immediato avvio dei corsi, con la sentenza del 12/12/08. Ritenendo infondato il vizio di forma che ha bloccato i corsi nel 2007. Il comitato disoccupati e precari, si riunisce tutti i lunedì alle 18:00 nella sede provinciale di Salerno in Via Zara 32, per discutere e programmare la mobilitazione con quanti vogliano partecipare ai corsi.

Agropoli. Il ricorso al Tar ed ora la riunione...
di ORESTE MOTTOLA

Agropoli - Il ricorso al Tar ed ora la riunione plenaria di tutti i parlamentini municipali dei comuni che gravitano intorno ad Agropoli. È stato convocato per sabato 7 febbraio 2009, alle ore 18, presso l'aula consiliare del Comune di Agropoli, un consiglio comunale congiunto con il seguente ordine del giorno: «Legge regione Campania n. 16 del 28/11/2008 – discussione ed approvazione di eventuale documento da trasmettere al Consiglio regionale della Campania». La seduta del consiglio comunale è aperta ai sindaci, amministratori e consiglieri dei comuni del distretto sanitario n. 108 (Ogliastro, Cicerale, Prignano, Torchiara, Lustra, Rutino, Laureana, Perdifumo, S. Mauro Cilento, Serramezzana, Castellabate, Montecorice), di Capaccio e Giungano. Verranno anche da Roccadaspide, con in testa il sindaco Girolamo Auricchio, dove vivono una situazione simile. Proveranno a spiegare ai consiglieri regionali della provincia di Salerno: Franco Brusco, Ugo Carpinelli, Salvatore Gagliano, Franco Manzi, Pasquale Marrazzo, Gennaro Mucciolo, Donato Pica, Roberto Racinaro, Michele Ragosta, Gerardo Rosania e Gianfranco Valiante, il perché. «Il Consiglio comunale di sabato 7 febbraio, aperto ai sindaci del comprensorio e ai consiglieri regionali della provincia di Salerno – afferma il sindaco Franco Alfieri – è un ulteriore momento attivato a difesa dell'ospedale civile, uscito dalla rete dell'emergenza con la legge regionale 16 del 2008. Chiederemo ai consiglieri regionali di sottoscrivere una proposta di emendamento alla legge regionale 16/2008 per garantire il pronto soccorso alla nostra struttura sanitaria». Il comitato cittadino pro – ospedale sarà guidato dal parroco don Bruno Lancuba con l'appoggio del sindacato dei paramedici Rdb Cub, e di gran parte delle associazioni agropolesi, fra le quali l'Avo, dei volontari ospedalieri, ha già fatto sentire la propria voce presso la Prefettura di Salerno con una manifestazione di protesta. Ad Agropoli mancano infermieri, medici e addetti alle pulizie al nosocomio cittadino. Il bollettino dei medici che mancano all'appello è lungo: 7 a medicina, 2 ad ortopedia e i due radiologi. I medici vanno stabilizzati, occorre dare continuità e certezze ai servizi. E dei 40 infermieri inizialmente destinati, da meno di un anno, al presidio sanitario cilentano molti sono già transitati verso il San Leonardo e qualcuno è rientrato direttamente negli ospedali napoletani. E così oggi i ranghi sono ancora più ridotti rispetto all'anno scorso.


4 febbraio 2009 - Il Messaggero

Pescara. Presidio di protesta da parte dei lavoratori precari della Asl...
di LUCIANO TROIANO

Pescara - Presidio di protesta da parte dei lavoratori precari della Asl. L’iniziativa è partita ieri davanti al Cup. I dipendenti Co.co.co e a tempo determinato hanno anche avviato una raccolta di firme da consegnare al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. «In una mattinata - dice Mario Frittelli - della Rappresentanza sindacale di base - abbiamo raccolto cinquento firme». La gente comune, quella che ha bisogno di una sanità efficiente è dalla parte dei lavoratori, a giudicare da come si appassionano e solidarizzano con i lavoratori che a fine mese resteranno disoccupati. «Il presidio andrà avanti fino al 13 - aggiunge Frittelli - per quella data Chiodi ha detto di volerci ricevere, noi crediamo che sarà tardi». Ma prima di quella data i precari delle Asl abruzzesi, assieme a quelli pescaresi, protesteranno sotto la sede dell’assessorato regionale alla sanità, lunedì prossimo, quando Lanfranco Venturoni incontrerà i manager delle aziende sanitarie. Resta da capire se, all’appuntamento, si presenteranno tutti i sei i direttori generali oppure sarà assente Antonio Balestrino, il manager dimissionario che ha già detto di volersi congedare dal capoluogo adriatico venerdì alle 14. In questo caso, Venturoni, Redigolo e Chiodi dovrebbero decidere chi porre alla guida, almeno fino a metà marzo, della Asl più grande d’Abruzzo. Oltre ai nomi che circolano, non è esclusa una soluzione interna; addirittura, si valuta perfino l’ipotesi di chiedere proprio a Balestrino di svolgere le funzioni di commissario fino alla nomina del sostituto. Ieri pomeriggio, però, c’è stata la riunione dei tecnici della direzione regionale sanità. Si è parlato soprattutto del "caso Pescara" e della quarta relazione trimestrale di cassa che sarebbe in arrivo. Conti che non promettono nulla di buono per il risanamento del debito, uno sforamento che però tornerebbe utile ai nuovi amministratori per sostituire gli altri cinque manager.


4 febbraio 2009 - Il Giorno

I sindacati del pubblico impiego: «Via i raccomandati all'Inps»
E scatta l'assemblea di protesta
OGGI PRESIDIO IN PREFETTURA

LODI SCENDONO in piazza stamattina dalle 10.30 alle 12 i sindacati del pubblico impiego. Il motivo: protestare contro il trasferimento dall'Inpdap di Lodi all'Inps di Sant'Angelo di una dipendente «senza speciali competenze», ignorando la graduatoria. «Su un organico di 20 persone, alla sede di Lodi, in realtà ci sono solo 13 lavoratori. Invece di spostare personale a Lodi, la direzione dell'ente ha scelto di spostare la dipendente, ignorando le richieste di quanti già da tempo chiedono di andare a Sant'Angelo». Per sollevare questo problema, oggi, i sindacalisti di Cub, Cgil, Cisl, Uil, Cisal e delle Rsu Inps di Lodi terranno un presidio davanti alla sede della Prefettura. E allo stesso rappresentante del Governo, Peg Strano Materia, hanno recapitato una lettera per esporre la vicenda.


4 febbraio 2009 - La Città di Salerno

Sul caso dell’ospedale
Consiglio comunale con esponenti della Regione

Agropoli - Si conclude con un nulla di fatto il vertice in prefettura tenutosi lunedì mattina per discutere della carenza di personale infermieristica presso l’ospedale di Agropoli.
Entro una decina di giorni ci sará una giornata di sciopero, indetta dalle organizzazioni sindacali della Rdb Cub che, insieme al Comitato di lotta presieduto da don Bruno Lancuba, sta portando avanti la protesta sia per la carenza di personale che per la fuoriuscita dell’ospedale di Agropoli dalla rete dell’emergenza disposta dal nuovo piano sanitario regionale. Provvedimenti dei quali si discuterá nel corso del consiglio comunale congiunto che si svolgerá sabato alle 18 nell’aula consiliare di Agropoli, al quale prenderanno parte anche gli amministratori dei Comuni di Capaccio, Giungano, Ogliastro, Cicerale, Prignano, Torchiara, Lustra, Rutino, Laureana, Perdifumo, S. Mauro Cilento, Serramezzana, Castellabate Montecorice. Al consiglio inoltre, è prevista la partecipazione dei consiglieri regionali. • Saranno presenti all’adunanza pubblica del consiglio comunale anche i referenti politici dei vari partiti.


4 febbraio 2009 - Il Centro

Precari: senza di noi Asl bloccate
Lotta contro i licenziamenti I sindacati: Chiodi ci ascolti
di Flavia Buccilli

PESCARA - Non si ferma la protesta dei precari della Asl, che chiedono di essere assunti a tempo indeterminato e sollecitano l’aiuto immediato delle istituzioni. Dopo le manifestazioni davanti alla Regione, il Comitato dei precari e le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) si sono spostati da due giorni davanti al Centro unico di prenotazione dell’ospedale di Pescara, dove hanno installato un gazebo per chiedere a tutti di firmare una petizione da inviare al presidente Chiodi. Il sit-in è permanente, annunciano anche uno sciopero. I precari, che da anni e anni lavorano in ospedale e presto potrebbero tornarsene a casa col contratto scaduto e non rinnovato, hanno scritto su cartelli che non sono «fannulloni» né «polpette avvelenate».
E, soprattutto, che non vogliono rinunciare al posto e che le cose andranno sempre peggio se si continuerà a tagliare il personale. Sono tantissimi, ricordano, i contratti a tempo determinato scaduti nei mesi scorsi, altri ancora scadranno alla fine di febbraio e poi nei mesi successivi fino a giugno, per cui si annuncia una riduzione di personale che vedrà «i malati sempre più penalizzati e i lavoratori rimasti in servizio sempre più impegnati».
I precari non vogliono stare a guardare, anzi. Nel 2008 si sono battuti affinché la Regione prevedesse la stabilizzazione e ora chiedono che quelle norme vengono applicate. Ecco perché nei giorni scorsi hanno dichiarato lo stato di agitazione, hanno protestato sotto la sotto la sede della Regione e ora, col sit-in attivato davanti all’ospedale, sperano di catturare una volta per tutte l’attenzione del presidente della Regione, Gianni Chiodi. Vogliono incontrarlo presto, prestissimo, spiega Mario Frittelli delle Rdb, ma l’appuntamento è stato fissato solo per il 13 febbraio, «ed è troppo tardi».
Frittelli annuncia che «a fine mese un centinaio di co.co.co sarà costretto a lasciare il posto di lavoro perché il contratto è scaduto, per cui è necessario parlare il prima possibile di questa vicenda con Chiodi».
La questione è stata già discussa con il commissario della Sanità, Redigolo, e con il neo assessore regionale, Venturoni, ma le risposte non sono state rincuoranti, per Frittelli. «Venturoni considera il precariato un errore amministrativo, mentre Redigolo, pur dichiarando di non avere nulla contro la stabilizzazione, ha bloccato le procedure perché non c’era un piano finanziario».
A questi amministratori, così come ai manager delle Asl, i precari invieranno una petizione sottoscritta dagli abruzzesi (in poche ore sono state raccolte 500 firme) per sollecitare la stabilizzazione.
Proteste a parte una soluzione appare indispensabile viste le condizioni in cui versa l’ospedale di Pescara: non solo si annuncia la scadenza graduale di un centinaio di contratti di infermieri, ma le 21 unità andate in pensione tra il 2008 e gennaio non sono state sostituite, i 21 barellieri assunti un anno fa andranno via a maggio e servirebbero almeno altri 30 ausiliari e 50 operatori sanitari. Per ora, poi, sono bloccati gare di appalto e concorsi e giovedì il manager della Asl, Antonio Balestrino, lascerà il suo posto.


4 febbraio 2009 - Capitanata.it

SANITASERVICE
Si è tenuta l'assemblea delle RDB

Foggia - Si è tenuta, in data odierna, una partecipatissima assemblea dei Lavoratori della Sanitaservice e dei Lavoratori delle imprese di pulizie della ASL FG. All’assemblea erano stati invitati tutti i consiglieri regionali eletti nella provincia di Foggia, e questo per avere delle risposte definitive rispetto a quanto accaduto il 26 gennaio u.s. durante la riunione della commissione sanità della Regione Puglia. Tra i consiglieri invitati è stato presente il consigliere del gruppo misto Avv.Zaccagnino. Siamo convinti che quanti non sono stati presenti hanno perso un’ottima occasione per ascoltare (cosa molto difficile negli ultimi tempi) le ragioni dei Lavoratori e questo, dopo avere ascoltato i padroni delle cooperative il giorno della riunione della Commissione Sanità, era il minimo che alcuni di loro avrebbero dovuto fare. La partecipazione dei lavoratori all’assemblea è stata molto attiva e in tutti gli interventi si è tenuto a sottolineare la volontà di non tornare indietro e di solidarizzare con quanti hanno visto bloccato (inopinatamente) un cambiamento lungamente cercato. Ai Lavoratori della Lucente, della SGM e di tutte quelle imprese di pulizie che operano nella sanità pubblica, non mancherà l’appoggio di tutti quei Lavoratori che hanno lottato per raggiungere un obiettivo di dignità e di civiltà, e questo appoggio sarà visibile e concreto con tutte le iniziative di lotta che si decideranno di intraprendere. Un fatto però è stato dato per scontato da tutti ed è quello che nessuno riuscirà a far tornare indietro l’orologio di una storia che ha portato i Lavoratori ad essere, finalmente, considerati come tali e, soprattutto, con il diritto a riprendersi quella dignità di uomini e donne che qualcuno aveva schiacciato. Questo è quanto si doveva dire, oggi, ai nostri consiglieri regionali (alcuni dei quali invocano, oggi, il rispetto –strumentale – della legalità mentre ieri – con i servizi esternalizzati- avevano occhi e orecchie chiuse) e per questo ancora non si riesce a capire il perché di una "pausa di riflessione" che, per qualche Lavoratore, significa la fine del progetto Sanitaservice. La RdB ed i Lavoratori si opporranno in tutti i modi ed in tutte le sedi a quanti tenteranno di far tornare nell’oblio diritti e dignità di uomini e donne. Noi non molleremo mai, i padroni delle cooperative comincino a mollare l’osso.
il coordinamento Territoriale RdB CUB - Mangia Santo


4 febbraio 2009 - Tempo Stretto

Atm. È il giorno del confronto tra azienda, lavoratori e sindacati
Tanti gli argomenti da discutere questa mattina nell'auditorium di via La Farina, dagli stipendi al piano industriale. E lo sciopero rimane dietro l'angolo...
di Elena De Pasquale

Messina - Entro la fine della mattinata, verrà sciolto il dilemma: sciopero o non sciopero dell'Atm? Ha preso il via alle nove, infatti, presso l'auditorium di via La Farina, l'incontro tra lavoratori, sigle sindacali e vertici aziendali, per fare il punto sull'attuale situazione finanziaria della municipalizzata e per capire dunque se esiste un margine sufficiente di certezze tale da evitare il blocco dei mezzi pubblici fissato per domani. Come accennavamo, infatti, a giocare a favore dell'azienda la notizia giunta qualche giorno fa sull'arrivo dei tre milioni di euro necessari per il pagamento degli stipendi arretrati, elemento che potrebbe forse aiutare il commissario straordinario Domenico Mann a dissuadere i dipendenti dalla protesta. D'altra parte però i lavoratori hanno più volte dichiarato di non aver digerito l'atteggiamento di amministrazione ed azienda sulla mancata discussione del piano industriale per il rilancio dell'Atm di cui i dipendenti affermano di aver avuto prima notizia attraverso la stampa. A ciò si aggiungono poi le dichiarazioni rilasciateci ieri da Tanino Sutera della Cub trasporti che non sembrano lasciare alcuno spiraglio in merito alla possibilità di una revoca dello sciopero «Le procedure – ha affermato – si avviano entro cinque giorni dalla comunicazione dei sindacati, inviata il 5 gennaio scorso, mentre lo sciopero, come legge vuole, è stato proclamato il 15 gennaio. Non si può arrivare a due giorni dallo sciopero e pretendere di avviare le procedure di raffreddamento. Parteciperemo all’incontro di domani perché non ci sottraiamo al confronto, ma non crediamo che ci verranno date quelle risposte necessarie per tornare sui nostri passi». Ulteriori aggiornamenti nel corso della giornata.


4 febbraio 2009 - Il Giornale di Vicenza

L'Ulss 6 rompe con i sindacati «Un fatto senza precedenti»
SANITÀ. Brusco stop ieri: il direttore generale non si è presentato all'incontro previsto e ha inviato un secco biglietto L'Ulss 6 rompe con i sindacati «Un fatto senza precedenti». Cgil, Cisl e Uil danno 48 ore al dg per tornare al tavolo

Sale la febbre nei rapporti fra Ulss e sindacati. Ora, dopo i fuochi di artificio, le stoccate, le repliche dei giorni scorsi, è davvero rottura. Anzi la crisi raggiunge il punto più alto da quando Antonio Alessandri ha il bastone del comando, e mette crudamente allo scoperto anche la spaccatura all'interno del fronte sindacale fra confederali e autonomi. Il dg sospende improvvisamente gli incontri sindacali. Il terremoto ieri pomeriggio. Nella palazzina uffici è in programma una riunione fra Alessandri, Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) e segreterie provinciali. All'ordine del giorno c'è la contestata questione sui Ceod e gli appalti ai privati, ma i sindacati al posto del dg trovano una secca nota di due righe e mezza con cui il dg comunica lo stop. «La tensione nelle relazioni sindacali determinatasi anche a seguito di interviste e notizie apparse sulla stampa impongono a questa direzione la sospensione dei consueti incontri». Neppure un saluto. Punto e basta. E tutti a casa. Nell'atrio sconcertati con in mano la missiva che sembra un annuncio di guerra Flavio Cristofori della Cisl e Giancarlo Puggioni della Cgil, gli ultimi a ricevere una notizia che gli autonomi di Nursind e Rdb pare conoscano già dalla mattina. Cristofori è scatenato: «È una decisione che Alessandri ha preso da solo. Non ci ha fatto neppure una telefonata. È un fatto gravissimo, senza precedenti, che inasprisce i rapporti. Il dg deve sapere che se Nursind e Rdb vanno dal prefetto a insaputa nostra e della Rsu il problema è suo e di queste schegge impazzite. Sono loro che devono rispondere per questo comportamento, non noi che abbiamo sempre rispettato le regole contrattuali e le procedure dei tavoli. Se la prenda con Nursind e Rdb. Noi non possiamo bloccarli. Vanno per conto proprio». Puggioni, sconsolato, concorda: «Questa decisione coglie di sorpresa e lascia esterrefatti. C'erano da discutere cose importanti: la riorganizzazione dei centri diurni, gli organici, il piano assunzioni. È inaccettabile che il direttore generale si sottragga al confronto con i lavoratori e i sindacati. Ma noi non ci facciamo intimidire». Le tregua è finita. Il lungo armistizio sembra alle spalle. L'atmosfera si fa gelida. E subito dopo arriva il comunicato di Cgil, Cisl e Uil firmato dai tre segretari della funzione pubblica, Cristofori, Puggioni e Claudio Scambi. I toni sono parecchio arrabbiati e duri. La conclusione minacciosa: «Non è mai successo che una controparte si ritiri dal tavolo di trattativa e concertazione per supposte tensioni sindacali. Questa condotta è estranea a qualsiasi principio improntato alla correttezza, al rispetto e al riconoscimento del valore del lavoro e del ruolo dei sindacati e della Rsu. Deve essere chiaro e inequivocabile per tutti che Cgil, Cisl e Uil non intendono accettare interruzioni delle relazioni sindacali. Chiediamo l'immediata convocazione del tavolo sindacale aziendale e il ripristino delle relazioni. Se entro 48 ore, la direzione generale non darà alcun riscontro - conclude il comunicato - non esiteremo a promuovere iniziative di mobilitazione e di lotta».


3 febbraio 2009 - Adnkonos

RICERCA: PRECARI ISPRA IN PIAZZA, DOMANI MANIFESTAZIONE A ROMA AL MINISTERO AMBIENTE

Roma, 3 feb. (Adnkronos)- "Aumentano i licenziamenti all'Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) dove i precari non rinnovati sono ormai oltre i 40, tenendo conto dei 12 atipici che a fine gennaio hanno perso il lavoro a Bologna". Lo riferisce l'Ispra annunciando per domani, mercoledi' 4 febbraio, a Roma, una manifestazione davanti al ministero dell'Ambiente. "Il Ministro vigilante per l'Ispra, Stefania Prestigiacomo, non sta ascoltando le ragioni dei lavoratori inopinatamente e illegittimamente licenziati" afferma in una nota Claudio Argentini, della Segreteria Nazionale Usi RdB Ricerca. "E' facile a parole dichiarare sensibilita' per i giovani e le donne, ma i fatti dimostrano -continua- che sono stati mandati a casa 40 lavoratori ultra specializzati, pur in presenza di fondi di ricerca, il tutto con il complice silenzio del Ministro". "Se qualcuno si aspetta che smetteremo di rivendicare i diritti di coloro che hanno contribuito e contribuiscono fattivamente alla Ricerca pubblica italiana si sbaglia di grosso -prosegue Argentini- la lotta continua e domani saremo nuovamente davanti al Ministero dell'Ambiente. Inoltre Usi RdB Ricerca vigilera' attentamente che i fondi destinati a riassumere i precari non vengano destinati ad esternalizzazioni". "I politici e i dirigenti devono avere chiaro che, specie in un periodo di crisi come quello che il Paese sta vivendo, non permetteremo alle logiche clientelari o nepotistiche di avere il sopravvento sulla vita ed i diritti dei lavoratori" conclude il dirigente sindacale.


3 febbraio 2009 - Ansa

GAZA: RDB-CUB CHIEDE A LOMBARDIA POSTI LETTO PER FERITI

(ANSA) - MILANO, 3 FEB - Si e' svolto in mattinata il secondo presidio organizzato dal settore sanita' del sindacato RdB-Cub Pubblico impiego davanti all'assessorato regionale alla Sanita' per chiedere che la Lombardia metta a disposizione negli ospedali posti letto destinati ai feriti di Gaza. Una delegazione dei manifestanti e' stata ricevuta negli uffici regionali. Tra loro Khader Thamini, presidente della comunita' palestinese di Lombardia, che ha portato una lista di decine e decine di casi particolarmente gravi che non possono essere curati a Gaza, il cui sistema sanitario e' 'al collasso'. Riccardo Germani, responsabile sanita' di RdB-Cub ha riassunto cosi' l'esito dell'incontro: ''Ci e' stato comunicato che in queste ore si sta svolgendo a Roma una riunione tra Ministero degli Esteri, Ministero del Welfare e i rappresentanti regionali, tra cui il delegato lombardo, per decidere sulla questione''. ''Quello che e' strano - sottolinea Germani - e' che la Lombardia, in prima linea in passato per fronteggiare diverse emergenze umanitarie debba attendere il via libera da Roma, mentre altre regioni, come la Toscana, si sono gia' mosse autonomamente''.

OGGI IN ABRUZZO

(ANSA) - PESCARA, 3 FEB - Avvenimenti previsti per oggi in Abruzzo:...
PESCARA - Ospedale S.Spirito (lato Cup) Conferenza stampa indetta dalla Rdb/Cub e dal Comitato Precari Asl pescara-Chieti (ore 11).
....


3 febbraio 2009 - Dire

RICERCA. ISPRA, COBAS: 40 PRECARI NON RINNOVATI, MINISTRO ASCOLTI
DOMANI NUOVO PRESIDIO DAVANTI AL MINISTERO DELL'AMBIENTE

(DIRE) Roma, 3 feb. - Aumentano i licenziamenti all'Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca ambientale (Ispra), dove "i precari non rinnovati sono ormai oltre i 40, tenendo conto dei 12 atipici che a fine gennaio hanno perso il lavoro a Bologna". Ad affermarlo sono i precari dell'Ispra, che accusano il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo di "non ascoltare le ragioni dei lavoratori". E' facile "a parole dichiarare sensibilita' per i giovani e le donne- spiega in proposito Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-Rdb Ricerca- ma i fatti dimostrano che sono stati mandati a casa 40 lavoratori ultra specializzati, pur in presenza di fondi di ricerca, il tutto con il complice silenzio del ministro". In tal senso, prosegue il dirigente sindacale, "se qualcuno si aspetta che smetteremo di rivendicare i diritti di coloro che hanno contribuito e contribuiscono fattivamente alla Ricerca pubblica italiana si sbaglia di grosso. La invece lotta continua- conclude- e domani saremo nuovamente davanti al ministero dell'Ambiente".


3 febbraio 2009 - Left

Zeus Brunetta e il masso di Sisifo
Borsisti, assegnisti, cocoprò, consulenti, collaboratori e lavoratori a tempo determinato: un esercito di precari al servizio della ricerca. Storia del loro percorso a ostacoli, in una giungla di norme e decreti. In attesa dell’ultima scadenza, a giugno, decisa dal governo. In migliaia rischiano il posto
di s. s.

Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalle pendici alla cima di un monte, ma ogni volta che raggiungeva la cima il masso rotolava nuovamente fino a valle. Per l’eternità, l’uomo che aveva osato sfidare gli dei con la sua intelligenza, avrebbe dovuto ricominciare daccapo la sua scalata. Secoli dopo, migliaia di precari dei 33 enti pubblici di ricerca sono costretti come Sisifo a ricominciare ogni volta dall’inizio. Zeus, assunte le spoglie del ministro Brunetta, ha rimesso mano alle regole del gioco e giù, in migliaia, a rincorrere il macigno sempre più pesante dell’assunzione. Li ha definiti «capitani di ventura» e ha mandato in fumo le loro speranze di stabilizzazione. Per rendere la finestrella ancora più piccola, al ministro sono bastate tre righe, l’articolo 49 della manovra estiva, la legge 133, in cui si stabilisce che «per evitare abusi» nell’utilizzo del lavoro flessibile, le amministrazioni non possono ricorrere al medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori ai tre anni nell’ultimo quinquennio. Sembrerebbe un deterrente all’uso di contratti atipici nel pubblico impiego, ma nel sudoku di finanziarie e circolari, la norma si trasforma nell’ennesima beffa. Seguo Claudio Argentini, ricercatore dell’Istituto superiore di sanità (Iss ) e delegato delle RdB Usi, nel dedalo dei sotterranei dell’Istituto a Roma. Riemergiamo in un cortile dove in fondo c’è la stanzetta, minuscola, del sindacato che conta il maggior numero di iscritti tra i ricercatori precari. È un giorno importante perché, grazie al presidio tenutosi sotto il ministero dell’Agricoltura, si è aperta una trattativa per la riassunzione di 50 cocoprò del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, "scaduti" il 31 dicembre scorso. «Gli enti in cui lavoriamo - spiega Claudio - hanno come scopo principale la ricerca, tuttavia i ministeri dai quali dipendono affidano loro compiti istituzionali, quasi sempre di controllo. L’Ispra si occupa dei controlli ambientali, l’Istat dell’inflazione, l’Iss della sanità (controlli su vaccini e farmaci, alimenti, compresa la rilevazione di sostanze nocive e la presenza di patologie negli animali da carne), l’Enea segue tutto il settore dell’energia,e così via. Il ricorso massiccio ai collaboratori è iniziato con il blocco delle assunzioni. Dal ’94-’95 gli enti hanno cominciato ad assumere precari, dal ricercatore, al tecnico, fino all’operaio». Di pari passo con l’evoluzione delle forme contrattuali atipiche, i laboratori di tutto il Paese si sono riempiti di borsisti, assegnisti, cococò (poi cocoprò), esternalizzati, consulenti e lavoratori a tempo determinato. «Il risultato è che abbiamo un esercito di ricercatori ultraquarantenni, con mutuo e famiglia a carico, che da dieci-quindici anni cambiano continuamente forma di contratto. L’ultima tipologia, quella del tempo determinato - precisa Claudio -, sarebbe la più corretta per inquadrare un precario della ricerca, se non fosse che questi contratti sono stati reiterati per talmente tanti anni da aver rimpiazzato in pianta organica chi è andato in pensione. Non è raro vedere atti istituzionali firmati da precari». Di fronte a questa prospettiva si è aperta, ormai da qualche anno, una battaglia per la conversione a tempo indeterminato. Nella Finanziaria del 2006 si sono visti i primi risultati: il comma 417 (il cosiddetto emendamento Salvi) ha disposto che tutte le figure precarie nel pubblico impiego fossero sanate, stabilendo un percorso e stanziando fondi a copertura economica. Singoli comparti hanno poi elaborato dei provvedimenti ad hoc per i cococò. Alcune regioni hanno portato avanti con successo le stabilizzazioni, riuscendo addirittura a far rientrare gli esternalizzati. Il provvedimento, al comma 519, riconosce il diritto alla stabilizzazione per chi ha tre anni a tempo determinato negli ultimi cinque; il comma 526 tutela i cococò con una riserva nelle selezioni a tempo determinato. La Finanziaria del 2007 ha rafforzato il principio allargando le assunzioni a chiunque avesse tre anni a tempo determinato, anche ancora da compiere. Ulteriore condizione per la conversione a tempo indeterminato di questi lavoratori è il passaggio attraverso la selezione pubblica simile a un concorso, e per fortuna quasi tutti i titolari di contratti a tempo determinato rispondono al criterio. «Negli enti di ricerca in questo modo sono passati da determinato a indeterminato circa 1.500 lavoratori su una platea di oltre 3.500. Queste stabilizzazioni potranno essere effettuate fino al giugno del 2009, ma vista la stretta dell’attuale governo temiamo che non tutti potranno essere sanati. Lo stesso Brunetta dava, come numero indicativo, un totale di 1.800 stabilizzazioni». Prima del governo Berlusconi, nell’aprile 2008, una circolare dell’allora ministro della Funzione pubblica Nicolais metteva seri paletti alle stabilizzazioni, fissando il criterio del contratto triennale: i tempo determinato con tre anni di servizio non continuativi venivano messi fuori. Ritardi nel bandire i concorsi, mancato adeguamento delle piante organiche, inserimento di requisiti accessori (ad esempio votazione massima di laurea), interruzione e frazionamento dei contratti triennali hanno fatto sì, come nel caso dei lavoratori del Cra, che centinaia di persone fossero rinnovate con co.co.pro. e assegni di ricerca. «Il discorso economico è fondamentale: un tempo determinato costa circa 45mila euro per un ricercatore e 40mila per un tecnico. Il cococò se arriva a 30mila è già costoso, le borse di studio, dal punto di vista dell’ente, sono le più vantaggiose». La conversione a tempo determinato è un primo salto di qualità a cui puntare, perché solo così nei concorsi il candidato accede alla riserva di posti. Esiste però un limite: il contratto nazionale firmato nel ’98 ha sancito una proporzione del 20 per cento di precari sul totale. L’accordo sindacale, paradossalmente, ha spinto alla "sperimentazione" di nuove forme di lavoro. «Una fetta di ricercatori molto particolare - svela Claudio Argentini - sono i cosiddetti "triangolari", gli esternalizzati. Società private o altri enti pubblici che orbitano intorno all’ente di ricerca, assumono i ricercatori con contratti precari e poi li inviano in missione nell’ente di ricerca. Questo è un modo per far circolare denaro, al precario arriva pochissimo». Un esempio? «Ora in Iss ci sono più di 150 "esternalizzati". L’Istituto ha diversi progetti in collaborazione con le università. Il responsabile del progetto, che gestisce i fondi, stipula una convezione, per ipotesi dà 50mila euro all’università che fornisce un cocoprò pagato 15-20mila euro. All’apparenza quanto di meno conveniente per l’ente, sul piano economico. Ma così si può disporre di un lavoratore che non può accampare nessun diritto. Non c’è forma di controllo. Sono lavoratori invisibili, entrano come visitatori senza cartellino, ammessi in base a una lettera. Abbiamo scoperto che in Iss ce n’erano tanti solo dopo un’ispezione sulla sicurezza». Nel labirinto di norme e requisiti per accedere alla conversione è impresa ardua capire se si rientra o non si rientra nella stabilizzazione. A seguito delle manifestazioni dello scorso autunno i precari hanno ottenuto una serie di deroghe sotto forma di pareri del ministero della Funzione pubblica. Ad esempio: per i cocoprò laureati, scaduto il triennio, si può accedere a una selezione pubblica; i diplomati, invece, non potranno essere più assunti come cocoprò e saranno rinnovati solo fino a giugno. «A volte riesce difficile ricostruire la storia contrattuale del lavoratore, una sorta di via crucis con passaggi da borse, assegni, esternalizzazioni, tempo determinato, quasi sempre nello stesso ente, nello stesso progetto. Spesso capita che si lavori gratis, specie se si è in vista della pubblicazione dei risultati di una ricerca o perché si prepara un convegno internazionale. Questo è un ambiente ancora legato alla missione. Per chi ci lavora c’è una forma di devozione mistica alla ricerca che va al di là del normale rapporto di lavoro». Per chi arriva alla fine del percorso, all’agognata stabilizzazione, c’è l’ultimo boccone da ingoiare. Il passaggio di contratto azzera qualsiasi beneficio accumulato, liquidazione, anzianità di servizio, livello contrattuale, persino le ferie non godute (sempre per chi le può maturare). Di fatto laddove la modalità del concorso è aperta, un ricercatore con 15-20 anni di esperienza si troverà nelle stesse condizioni di un neolaureato, di nuovo al punto di partenza. Come il povero Sisifo.


3 febbraio 2009 - Abruzzo 24 Ore

Sit-in a Pescara dei precari della Asl

Con un sit-in davanti al Cup dell'ospedale di Pescara un gruppo di precari sta manifestando pubblicamente per chiedere la stabilizzazione e invitare la Regione a un confronto immediato. Con cartelli e volantini i precari invitano i pescaresi a fermarsi a firmare una petizione da inviare alla Regione proprio per chiedere di avviare la stabilizzazione, e fino ad ora sono gia' state raccolte 500 firme. Il sit-in, iniziato ieri, andra' avanti anche nei prossimi giorni, ed e' solo una delle manifestazioni promosse dal comitato dei precarie e da Rdb. Altre proteste, ha ricordato Mario Frittelli (Rdb), sono state organizzate davanti ai palazzi della Regione e la questione dei precari e' stata anche affrontata nel corso degli incontri con l'assessore regionale alla Sanita' e con il commissario della sanita'. Non e' stato ancora possibile, invece, incontrare il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, che ha annunciato un appuntamento per il 13 febbraio. Per Frittelli, pero', la data del 13 e' eccessivamete tardiva ed e' necessario incontrare Chiodi prima, perche' a fine mese scadranno i contratti di 100 co.co.co. Altre scadenze di contratto si prevedono a scalare entro giugno per 150 persone, tra infermieri e tecnici. A rimetterci, secondo i lavoratori, saranno i malati perche' non potra' essere garantito lo stesso livello di assistenza. Oltre al sit-in si sta anche pensando di indire uno sciopero.


3 febbraio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 4 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Usi/RdB pubblica i risultati dell'indagine sulla condizione lavorativa al Cnr
* Un lavoro dedicato a chi ci apprezza
* Concorsi Ispra: c'è del marcio in Danimarca?
* Co.co.co, il Cra si ravvede. Rientrati i licenziamenti
* Per giovedì prossimo, altra replica all'Aran
* Insorgono i ricercatori Infn: no all'accesso con concorsi interni
* Indennità di responsabilità: il Cnr ne "taglia" il 46%
* Il Foglietto non diffamò Cianfarani


3 febbraio 2009 - Il Manifesto

ZOOM per la Palestina
Prendiamoci cura dei bambini

Milano - I feriti palestinesi di Gaza rischiano la vita ogni giorno perché non possono essere curati. La Regione Lombardia può attivarsi e ospitare alcuni feriti civili, in particolare i bambini. Questa è la richiesta del sindacato Rdb/Cub che per la seconda volta dà appuntamento sotto alle fi nestre dell'assessorato alla Sanità di via Pola, oggi alle 12. Partecipa al presidio anche Khader Tamini, presidente della comunità palestinese di Lombardia, medico e delegato amici della mezza luna palestinese. Al pomeriggio, invece, è presidio delle Donne in Nero: per tre giorni, dalle 18 alle 19, si ritrovano in piazza Cordusio. Assessorato alla Sanità, via Pola, ore 12 Piazza Cordusio, ore 18-19.


3 febbraio 2009 - Liberazione

Agenda

Milano - Ospedalizzazione e cura: Feriti di Gaza: non c'è più tempo da perdere . Presidio alle 12 Assessorato Sanità via Pola 9a. Con Rdb/Cub e il medico Khader Tamini presidente della comunità palestinese di Lombardia e di Amici della Mezza luna palestinese.


3 febbraio 2009 - Corriere del Mezzogiorno

Agropoli. Ospedale verso lo sciopero
di Stefania Marino

SALERNO — Ha avuto esito negativo l'incontro di ieri mattina tra il sindacato Rdb Cub e la direzione generale dell'Asl Sa 3. Tempo dieci giorni dopodichè sarà programmato lo sciopero del personale dell'ospedale civile di Agropoli. Il tavolo era stato convocato dalla Prefettura per avviare le procedure di conciliazione dopo lo stato di agitazione proclamato dal sindacato.
Causa principale: la mancanza di infermieri e di altre figure professionali. Situazione critica, venutasi a creare anche in seguito al rilascio di nullaosta per la mobilità di una decina di infermieri. «In questo momento - spiega Vito Storniello della federazione provinciale sanità RdB- non vengono garantiti i livelli minimi di assistenza». L'incontro di ieri mattina però non produce risultati. L'Asl Sa 3 pare non fare nessun passo avanti per far fronte alla carenza di personale.
Il sindacato RdB non fa un passo indietro su un futuro sciopero dei lavoratori. In mezzo, la mediazione della Prefettura, dieci giorni di tempo e un incontro delle parti all'Asl a Vallo. «Se entro dieci giorni conclude Storniello- non avremo un esito positivo programmeremo lo sciopero dei lavoratori».
In piazza Amendola, ieri mattina, oltre ad una delegazione di tecnici e infermieri, c'erano anche alcuni cittadini di Agropoli, giunti in pullman dal Cilento, per protestare per la fuoriuscita del nosocomio dalla rete d'emergenza.


3 febbraio 2009 - Il Giorno

CHIUSURA: APPELLO DEI LAVORATORI
di MANUELA MARZIANI

PAVIA - MENTRE il Ministero della Difesa sta definendo le procedure per il riempiego dei 230 dipendenti civili dell'Arsenale, i lavoratori tentano l'ultima carta per salvare lo stabilimento e chiamano in causa direttamente Ignazio La Russa. «La partita è truccata - hanno scritto Faustino Giani e Falliero Villani del comparto Difesa della Cub in una lettera inviata al titolare della Difesa - chiediamo al ministro di intervenire perché dopo la riunione di inizio dicembre si è percepita la sola e unica volontà di un sinistro disegno di definitiva chiusura dello stabilimento e rapidamente se ne è consumato il trapasso». Quattro i punti che secondo i lavoratori sono controversi. «È stato dichiarato - hanno proseguito - che la messa in efficienza di questo ente non è sostenibile, perché stimata in 3.500.000 euro. In realtà da più di 10 anni, 7/8 reparti di ex lavorazioni, vengono mantenuti attivi, ma inefficienti dalla dirigenza, con il solo svantaggio di sprecare risorse ed energie». INOLTRE, SECONDO il ministero la struttura avrebbe un costo di solo mantenimento tra un milione e un milione 200 mila euro, «in realtà - sottolineano i lavoratori - esistono aree e magazzini vuoti e abbandonati, praticamente inutilizzati, a fronte di molte Amministrazioni anche locali, che spendono fior di soldi pubblici solo per usi di custodia, rimessaggio, immagazzinamento». E non solo, da fonte ministeriale mancherebbero circa 60 figure professionali, indispensabili per una accettabile condizione di buona organizzazione del lavoro «quando tutti sanno benissimo - ha replicato la Cub -, che abbiamo nell'organico laureati e diplomati, impiegati come ausiliari o poco più, da anni preclusi o quasi da ogni percorso di riqualificazione». QUANTO ALLA PRODUZIONE poi i dati sono inconfutabili. «Pavia ha sempre operato con fondi risicati o nulli, - hanno rimarcato Giani e Villani - nel 2007, sono arrivati 60.000 euro. Però da fonte ministeriale per il solo 2008 è stata finanziata l'esternalizzazione di lavorazioni giacenti a Pavia, per una cifra di 700.000 euro. Questa apparente banale cifra di spesa per le lavorazioni, Pavia non l'ha mai goduta, nemmeno sommando tutti gli ultimi 10 anni di tentata ripresa delle attività». Per queste ragioni, secondo i lavoratori, sarebbe opportuno che «il panorama politico e istituzionale, verificasse chi sono i responsabile di questo squallido processo di degrado, abbandono e deindustrializzazione e che il ministro ne chiarisse le motivazioni». Dialogo: sarebbe questa la parola chiave. «CI APPELLIAMO alle massime autorità politiche e istituzionali del Paese - ha concluso la Cub -, nella speranza che questo atto si concluda con le giuste premesse di ascolto e si chieda al ministro la disponibilità a un riesame della situazione, prima di attuare le imminenti e definitive procedure di dismissione dell'ente con conseguente reimpiego per i 230 dipendenti civili, uniche vittime sacrificali dell'evento». E proprio per sollecitare un dialogo, mentre a Roma si parlerà dell'Arsenale, a Pavia martedì 10 alle 10 in via Indipendenza 42, davanti alla portineria principale si terrà un presidio in solidarietà dei lavoratori.


3 febbraio 2009 - Il Bari

Piazza Prefettura
La protesta dei vigili del fuoco: via Micunco

Bari - Una manifestazione di protesta dei vigili del fuoco è stata indetta per giovedì dinanzi alla sede della prefettura di Bari per iniziativa della Confsal ed RdB/Cub di settore: le due organizzazioni protestano contro «il comportamento discriminatorio e antisindacale» tenuto, come è scritto in una nota, dal comandante di Bari, Giovanni Micunco - del quale chiedono la sostituzione. Tra i diversi punti di contrasto tra il vertice dei vigili del fuoco di Bari e le due rappresentanze sindacali, la gestione del Fua (Fondo unico di amministrazione) per il 2008 e altre questioni che attengono alla gestione del personale. «Dopo otto anni di gestione fallimentare - affermano i segretari privinciali Confsal, Domenico Damiani, e RdB/Cub, Domenico Sciacovelli - crediamo sia arrivato il momento di cambiare rotta e ridare al comando di Bari una guida sicura e onesta che sappia riportare quel clima di serenità, rispetto e collaborazione tra i colleghi».


3 febbraio 2009 - Viterbo Oggi

Contratto dei parastatali, Rdb: "Un attacco al lavoro dipendente"
Il 10 febbraio la consultazione sui contenuti della preintesa

Riceviamo e pubblichiamo: Il 10 febbraio 2009 in tutta Italia i lavoratori del Parastato saranno chiamati ad esprimersi sui contenuti della preintesa per il CCNL 2008 – 2009 sottoscritta presso l’ARAN dalle sole CISL e UIL il 23 Dicembre scorso.
Una consultazione che a Viterbo coinvolgerà INPS, INPDAP, INAIL ed ACI, dichiara Paola Celletti della RdB Pubblico impiego Viterbo, e che ha lo scopo di far esercitare ai lavoratori una forma di democrazia diretta e partecipativa in un momento in cui la democrazia sindacale è calpestata.
Ne è prova il contratto in questione, palesemente illegittimo perché sottoscritto soltanto da due organizzazioni sindacali che complessivamente non raggiungono neanche il 50% dei lavoratori sindacalizzati e ritenuto valido a seguito di un parere del Consiglio di Stato che stravolge i contenuti del Decreto lgs. 165/2001.
Un contratto che dal punto di vista economico è incapace di tutelare il salario dall’inflazione e che di fatto introduce per la prima volta la durata triennale, ulteriore danno per i lavoratori, stabilendo un’elemosina di vacanza contrattuale anche per l’anno 2010.
Per avere un quadro completo dell’attacco che si sta configurando contro il mondo del lavoro dipendente, afferma Lino ROCCHI della federazione RdB VT, occorre analizzare in parallelo i contenuti dell’Accordo Quadro di Riforma degli assetti contrattuali siglato lo scorso 22 gennaio dal governo, dalle parti sociali e da Confindustria, con il quale sono introdotte sia per il lavoro pubblico sia per quello privato regole peggiorative rispetto a quelle attualmente in vigore e che, di contro, vengono stabiliti ulteriori sconti fiscali e contributivi a favore delle aziende.
Come dire: la crisi, oltre che le tasse, la pagano i lavoratori dipendenti.
L’accordo, infatti, oltre ad ufficializzare la durata triennale dei contratti, manda in soffitta il "famigerato tasso d’inflazione programmata", e lo sostituisce con un più fantasioso indicatore dei Prezzi al Consumo Armonizzato in ambito Europeo per l’Italia, (I.P.C.A.).
Questo nuovo indicatore sarà depurato dall’aumento dei prezzi energetici – petrolio, gas, benzina – e, inoltre, non sarà applicato su tutta la retribuzione ma solo su alcune voci stipendiali.
Ne consegue, prosegue Rocchi, che gli aumenti saranno irrisori e le buste paga subiranno una ulteriore perdita del potere d’acquisto, e considerando che, al peggio non c’è mai fine, l’accordo prevede che il CCNL subisca deroghe in pejus sia per la parte salariale sia normativa nell’ambito della contrattazione di secondo livello, naturalmente sempre a discapito dei lavoratori.
Viene da chiedersi, Conclude Paola Celletti, "per quali motivi alcune sigle del sindacato concertativo sottoscrivono accordi come questo?"
La contropartita è l’istituzione di organismi di potere economico quali gli enti bilaterali, ovvero, enti di diritto privato costituiti da rappresentanze delle imprese e degli stessi sindacati finalizzati alla gestione di servizi finora assegnati esclusivamente ad enti pubblici come, ad esempio, l’erogazione di sussidi e integrazioni al reddito finora gestiti dall’I.N.P.S.
La RdB respinge questo modello e si mobilita per impedire che esso trovi applicazione nei contratti e negli accordi territoriali.
Per questi motivi la consultazione assume un’importanza particolare e i lavoratori sono chiamati a pronunciarsi non solo sulla parte economica ma anche sulla democrazia sindacale e sul modello del contratto.
È necessario che i lavoratori si riapproprino dei loro diritti ed anzi li rafforzino con una massiccia partecipazione.
Il loro parere costituirà un segnale forte, difficilmente ignorabile.
RdB P.I. Viterbo - Federazione RdB-CUB Viterbo (Paola CELLETTI) (Lino ROCCHI)

stesso comunicato, ma con diverso titolo, su:

3 febbraio 2009 - New Tuscia

Consultazione dei lavoratori sulla preintesa del contratto nazionale 2008-2009:
l'RdB dice no

3 febbraio 2009 - Maremma Oggi

La RdB consulta i Lavoratori

3 febbraio 2009 - On Tuscia

VITERBO: LA RdB CONSULTA I LAVORATORI SUI CONTENUTI
DELLA PREINTESA PER IL CCNL 2008-2009


3 febbraio 2009 - Il Centro

Sanità, sindacati di base e precari nuova protesta contro la giunta

PESCARA - Settimana di proteste sindacali per i precari della sanità. A tornare in piazza sono le Rappresentazne sindacali di base del settore della sanità che annunciano presidi, volantinaggi e una nuova richiesta di incontro con il presidente della giunta regionale Gianni Chiodi. «La RdB», si legge in una nota del segretario Mario Frittelli, «dopo le auto convocazioni del 22 e del 29 Gennaio 2009 al Palazzo di giunta a Pescara con il presidente Chiodi, ha avuto risposte negative».
«Tenuto conto», scrive Frittelli, «delle inaccettabili dichiarazioni fatte dal commissario di Governo, Gino Redigolo e dall’assessore regionale alla sanità, nella assemblea del 30 Gennaio tenutasi presso la Asl di Pescara è stata ribadita la volontà dei precari: di proclamare lo stato di agitazione e di indire uno sciopero; di avere un incontro con il direttore generale della Asl di Pescara; di richiedere nuovamente un incontro urgente con il presidente Chiodi, considerato l’appuntamento concesso per il 13 Febbraio troppo lontano e... troppo vicino alla perdita del posto di lavoro».
Per Frittelli quindi è necessario rilanciare la vertenza «e avviare un presidio di protesta all’ingresso dell’ospedale di Pescara con una raccolta firme e distribuzione di volantini al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli stessi lavoratori della Asl; di organizzare ulteriori iniziative con tavoli raccolta firme in vari punti della città e presidi di protesta presso i palazzi della Regione Abruzzo».
Oggi alle ore 11 inoltre il sindaco di base e il Comitato dei precari terrà una conferenza stampa per chiarire i punti più controversi del mancato accordo sulla stabilizzazione dei lavoratori Asl.


3 febbraio 2009 - Il Mattino

Agropoli. Il comitato cittadino pro – ospedale...
di ORESTE MOTTOLA

Agropoli - Il comitato cittadino pro – ospedale, guidato dal parroco don Bruno Lancuba, con l'appoggio del sindacato dei paramedici Rdb Cub, e di gran parte delle associazioni agropolesi, fra le quali l'Avo, dei volontari ospedalieri, ha fatto sentire la propria voce presso la Prefettura di Salerno con una manifestazione di protesta. Una delegazione è stata successivamente ascoltata dal prefetto Meoli e da Giuseppe Fiordelisi, dirigente dell'Asl Sa3. Ad Agropoli mancano infermieri, medici e addetti alle pulizie al nosocomio cittadino. E dei 40 infermieri inizialmente destinati, da meno di un anno, al presidio sanitario cilentano molti sono già transitati verso il San Leonardo e qualcuno è rientrato direttamente negli ospedali napoletani. Siamo a punto e a capo. E così oggi i ranghi sono ancora più ridotti: pochi infermieri e molti dei medici sono "convenzionati". Mancano, quasi del tutto, gli addetti ai servizi più elementari di cura, servizi ora gestiti da un'impresa privata. Dall'Asl Sa3 si procede a vista a causa delle incertezze sul varo della legge che ha portato fuori della gestione dell'emergenza, oltre ad Agropoli, anche Roccadaspide. Più volte il sindaco Franco Alfieri ha minacciato di far rimuovere i cartelli che indicano l'esistenza dell'ospedale: «O la dotazione dei servizi è adeguata, oppure noi non avalliamo prese in giro in danno del diritto alla salute», dichiara. Il bollettino dei medici che mancano all'appello è lungo: 7 a medicina, 2 ad ortopedia e i due radiologi. I medici vanno stabilizzati, occorre dare continuità e certezze ai servizi. Per sabato prossimo, 7 febbraio, con inizio alle ore 17, è prevista la riunione congiunta dei vari consigli comunali delle località interessate all'attività dell'ospedale aperto una prima volta nel 2004 e successivamente reinaugurato in pompa magna per i reparti dell'innovativa stereotassica, settore gestito in partnership con il "privato" della Malzoni. «Diciannovemila accessi al pronto soccorso – spiega Alessandro Bacci, rappresentante degli infermieri per la Rdb Cub - in gran parte con i codici rossi e gialli della massima emergenza, dimostrano che questa è la vera vocazione del nostro ospedale». All'assemblea sono stati invitati a partecipare i consiglieri regionali salernitani. «Nei prossimi 10 giorni – aggiunge Alessandro Bacci – dobbiamo capire che intenzioni da Napoli hanno per noi». E dopo? «Siamo già al lavoro per una grande manifestazione cittadina e zonale. Noi siamo quelli che per avere più infermieri bloccarono per oltre un mese e mezzo la direzione sanitaria».


3 febbraio 2009 - La Sicilia

Ferrovia iblea penalizzata. Pippo Gurrieri (Cub Trasporti)
«Praticamente smantellato il parco corse della nostra provincia»
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Ragusa - Tempo di gravi difficoltà per il comparto ferroviario ibleo. Tempo di riunire le rivendicazioni sotto un’unica insegna, formando un fronte comune che possa sperare di ottenere qualche risultato all’indirizzo di Trenitalia che ha deciso la soppressione di 17 corse. Pippo Gurrieri, segretario provinciale della Cub Trasporti, che da sempre segue la vertenza, spiega che "i segnali che andavano in questa direzione avevano, in qualche modo, preoccupato gli operatori del settore. Anche se - prosegue - a fronte di alcune concessioni che ci erano state fatte alla fine dello scorso anno, pensavamo che questi segnali potessero, in qualche modo, essere annullati". Ed invece? "Invece - dice ancora il sindacalista - è accaduto quello che temevamo, cioè l’avvio di un’azione devastante con la quale è stato pressoché smantellato il parco corse della provincia di Ragusa, costringendo i pochi pendolari che utilizzavano la tratta ferroviaria a rivolgersi altrove. E la cosa più emblematica è che queste notizie sono arrivate mentre la Provincia regionale stava predisponendo una campagna di comunicazione che, con il nostro avallo, sarebbe dovuta servire ad invogliare i passeggeri all’utilizzo ulteriore delle corse sui binari, proprio alla luce delle concessioni che, come detto prima, ci erano state fatte. Grande, ovviamente, il nostro stupore nel momento in cui ci siamo resi conto delle reali intenzioni di Trenitalia che, con queste decisioni, ha vanificato anche l’intendimento che si voleva portare a concretizzazione con la campagna di cui sopra". E ora che fare? "Sono tante le lotte che, nel corso di questi anni - sottolinea il rappresentante della Cub Trasporti - abbiamo voluto portare avanti per sensibilizzare istituzioni e territorio sul mantenimento della ferrovia in provincia di Ragusa. Ora, siamo arrivati ad una svolta cruciale. Se non si formerà un fronte comune, se deputati e sindaci non si attrezzeranno per cercare di frenare questa ulteriore dismissione a discapito del nostro territorio, credo che delle ferrovie nell’area iblea rimarrà ben poco. Già, nei mesi scorsi, avevamo dovuto fare i conti con la chiusura di alcuni scali merci e con la riduzione della movimentazione delle stesse. Ora quest’altra scure che ha determinato uno scompenso non da poco".(G.L.)


3 febbraio 2009 - L'Eco di Bergamo

Cooperativa con 12 pachistani «Finito il lavoro alla Pigna»
di Francesco Lamberini

Alzano - Nel corso di un incontro organizzato ieri pomeriggio alla Cub (Confederazione Unitaria di Base) di via Torretta, è stato illustrato l'incerto futuro che attende 12 lavoratori pachistani che formano una cooperativa fornitrice della Cartiere Pigna di Alzano. Gli operai, tutti dipendenti della società «Soluzione Lavoro» di Pavia, svolgono nello stabilimento di Alzano attività di pulizia e movimento merci per la divisione cartiera di prossima chiusura.
«La Pigna - ha sottolineato Sergio Caprini della Confederazione di Base - intende dismettere lavorazioni legate in particolare al reparto di loro competenza. C'è un accordo sindacale della Pigna per i propri dipendenti, ma non riguarda questi lavoratori, che dipendono da un'altra società e che al momento della chiusura della divisione Cartiera, già fissata per metà febbraio, resterebbero senza occupazione. Questo perché la cooperativa non avrà più la commessa e quindi queste persone da soci lavoratori diventeranno soci senza lavoro. Abbiamo posto la questione al responsabile della coop, con la richiesta di un incontro sindacale, per trovare una soluzione collettiva attraverso strumenti di legge che possano essere applicati anche a loro, ad esempio degli ammortizzatori sociali in deroga previsti appunto dalle normative vigenti. Ma a distanza di una settimana non abbiamo ricevuto ancora una risposta. A questo punto stiamo pensando ad iniziative sindacali».
Nel testo inviato alla cooperativa, i Cub chiedono un incontro urgente «per valutare un possibile accordo per gli addetti che resteranno senza lavoro alla chiusura della divisione Cartiera alla Pigna». Oltre a restare «a spasso», per i 12 pachistani si potrebbero profilare a quel punto anche problemi di permanenza sul territorio italiano legati ai permessi di lavoro.


3 febbraio 2009 - La Stampa

ATTESA PER LA DECISIONI SUL NUOVO PROGETTO
Per la cartiera di Murialdo il futuro è nel depuratore

Murialdo - C’è grande attesa fra i lavoratori della cartiera Bormida di Murialdo per il Consiglio comunale aperto che si svolgerà giovedì sulla situazione dell’azienda anche e soprattutto per quanto riguarda il progetto che prevede la realizzazione di un impianto biologico, per un investimento di un milione e mezzo di euro.
Alla riunione sono stati invitati tutti sindaci della Val Bormida, i parlamentari locali, rappresentanti di Regione, Comunità montana e Camera di Commercio. «E’ tempo che anche le istituzioni si mobilitino se davvero vogliono conservare l’occupazione», dice Giampiero Icardo, dipendente della cartiera e delegato dei Cub Informazione. E aggiunge: «Per tutelare sia l’ambiente, sia i posti di lavoro è necessario che si faccia fronte comune e si arrivi ad una soluzione per il depuratore dopo che la Provincia ha bocciato il primo progetto. L’azienda ne ha presentato uno nuovo, tenendo conto delle indicazioni dei tecnici, ma se la portata d’acqua da prelevare dal fiume viene ridotta, la direzione ci ha annunciato che non potendo garantire una produzione minima che ammortizzi l’investimento, sarà costretta a ripensarci».
Per i 45 dipendenti della Bormida, dunque, giorni di attesa che vanno ad alimentare la preoccupazione legata al ricorso alla Cassa integrazione a rotazione adottata il 18 novembre scorso e in vigore sino al 12 aprile.


2 febbraio 2009 - Ansa

VIGILI DEL FUOCO: PROTESTA CONFSAL-RDB CUB A BARI

(ANSA) - BARI, 2 FEB - Una manifestazione di protesta dei vigili del fuoco è stata indetta per giovedì prossimo dinanzi alla sede della prefettura di Bari per iniziativa della Confsal ed RdB/Cub di settore: le due organizzazioni protestano contro «il comportamento discriminatorio e antisindacale» tenuto - affermano in un comunicato - dal comandante di Bari, Giovanni Micunco - del quale chiedono la sostituzione. Tra i diversi punti di contrasto tra il vertice dei vigili del fuoco di Bari e le due rappresentanze sindacali, la gestione del Fua (Fondo unico di amministrazione) per il 2008 e altre questioni che attengono alla gestione del personale. «Dopo otto anni di gestione fallimentare - affermano i segretari privinciali Confsal, Domenico Damiani, e RdB/Cub, Domenico Sciacovelli - crediamo sia arrivato il momento di cambiare rotta e ridare al Comando di Bari una guida sicura e onesta che sappia riportare quel clima di serenità, rispetto e collaborazione tra i colleghi, assolutamente necessario per garantire al massimo la sicurezza e il soccorso ai cittadini».

DOMANI IN ABRUZZO

(ANSA) - PESCARA, 2 FEB - Avvenimenti previsti per domani in Abruzzo:...
PESCARA - Ospedale S.Spirito (lato Cup) Conferenza stampa indetta dalla Rdb/Cub e dal Comitato Precari Asl pescara-Chieti (ore 11).
....


2 febbraio 2009 - Aprile on line

Siamo medici, non siamo spie
L'iniziativa Una raccolta di firme per chiedere ai senatori di respingere l'emendamento della Lega che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria. E' una proposta di Msf che è stata sottoscritta da molte associazioni, anche partiti. Una fiaccolata è prevista oggi davanti a Montecitorio alle 17.30, domani Palazzo Madama voterà

Le organizzazioni firmatarie esprimono preoccupazione ed allarme per le conseguenze della possibile approvazione dell'emendamento 39.306 presentato in sede di esame del DDL 733 all'Assemblea del Senato, volto a sopprimere il comma 5 dell'articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull'immigrazione) che sancisce il divieto di "segnalazione alle autorità".
Il suddetto comma 5 attualmente prevede che "l'accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali n.d.r.) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano".
Questa disposizione normativa è presente nell'ordinamento italiano già dal 1995, attraverso l'art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95, più volte reiterato, voluto ed approvato dal centro destra anche con i voti della Lega. La "logica" della norma non è solo quella di "aiutare/curare l'immigrato irregolare", ma anche quella di dare piena attuazione all'art. 32 della Costituzione, in base al quale la salute è tutelata dalle istituzioni in quanto riconosciuta come diritto pieno ed incondizionato della persona in sé, senza limitazioni di alcuna natura, comprese - nello specifico - quelle derivanti dalla cittadinanza o dalla condizione giuridica dello straniero. Il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerebbe nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa "marginalizzazione sanitaria" di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio, anche aumentando i fattori di rischio per la salute collettiva. Il citato obbligo di non segnalazione risulta quindi essere una disposizione fondamentale al fine di garantire la tutela del diritto costituzionale alla salute. Appare pertanto priva di significato l'ipotesi di affidare alla libera scelta del personale sanitario se procedere o meno alla segnalazione dello straniero poiché ciò, in contrasto con il principio della certezza della norma, lascerebbe al mero arbitrio dei singoli l'applicazione di principi normativi di portata fondamentale.
La cancellazione di questo comma vanificherebbe inoltre un'impostazione che nei 13 anni di applicazione ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri testimoniato, ad esempio, dalla riduzione dei tassi di Aids, dalla stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, dalla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale ...). E tutto questo con evidente effetto sul contenimento dei costi, in quanto l'utilizzo tempestivo e appropriato dei servizi (quando non sia impedito da problemi di accessibilità) si dimostra non solo più efficace, ma anche più "efficiente" in termini di economia sanitaria.
Riteniamo pertanto inutile e dannoso il provvedimento perché:
- spingerà verso l'invisibilità una fetta di popolazione straniera che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria;
- incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie "parallele", al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (gravidanze non tutelate, rischio di aborti clandestini, minori non assistiti, ...);
- creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile;
- avrà ripercussioni sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili, a causa dei ritardi negli interventi e della probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione;
- produrrà un significativo aumento dei costi, in quanto comunque le prestazioni di pronto soccorso dovranno essere garantite e, in ragione dei mancati interventi precedenti di terapia e di profilassi, le condizioni di arrivo presso tali strutture saranno verosimilmente più gravi e necessiteranno di interventi più complessi e prolungati.
Hanno espresso posizioni analoghe gli Ordini ed i Collegi che rappresentano, su base nazionale, le principali categorie di operatori impegnati nell'assistenza socio-sanitaria alle persone immigrate: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FnOMCEO), Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI), Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO), Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS).
Per le ragioni sopraesposte rivolgiamo un sentito appello affinché i senatori di qualunque schieramento respingano la citata proposta emendativa all'art. 35 del Dlgs.286/98 e comunque, nell'incertezza di una eventuale riformulazione di emendamenti specifici, chiediamo che l'articolo 35 del Dlgs.286/98 rimanga per intero nella sua attuale formulazione.
Per aderire all'appello: www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it
Hanno già aderito:
FNOMCEO - Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri
Comunità di Sant'Egidio
Amsi - Associazione dei Medici di origine straniera in Italia
Comunità del mondo arabo in italia (COMAI)
Stefano Rodotà
CSeRMEG - Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale
Istituto di Igiene Università Cattolica di Roma Osservatorio Nazionale per la Salute nelle Regioni Italiane
Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO)
Cnca - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
ENAR - European Network Against Racism
ANLAIDS Onlus
CUAMM - Medici Con l'Africa
Cittadinanzattiva onlus
CGIL NAZIONALE
Associazione Luca Coscioni
ARCI
Bebo Storti - attore e consigliere regionale in Lombardia per il PdCI
MAGISTRATURA DEMOCRATICA
don Virginio Colmegna
Ordine degli Psicologi del Lazio
LILA
ACLI
EMERGENCY ONG-ONLUS
Terre des Hommes Italia
Save the Children Italia Onlus
Associazione On the Road
Medici per i Diritti Umani
Fondazione Internazionale Luigi Di Liegro - Onlus
Un Ponte per...
CeLIM - Centro Laici Italiani per le Missioni
Centro delle Culture Italiano
Immigrazione ARCI
Medicina Democratica
Avvocati per niente ONLUS
Associazione Immigrati (Pordenone)
ACSIM Regionale (Macerata)
CIAC - Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione di Parma e Provincia
ANLAIDS Sicilia
Associazione di volontariato Centro Astalli - Palermo
Distretto della FIMMG dell'ULSS 17
Movimento Nonviolento, Centro Amiche e Amici della Nonviolenza (Ferrara)
CARD
Les Cultures Onlus (Lecco)
Redazione ImmigrazioneOggi/videoweb
RSU Ateneo fiorentino
FLC-CGIL Università di Firenze
LILA-CT - Lega Italiana Lotta AIDS sezione siciliana
Associazione culturale "Cortili di Pace"
KARACEL onlus (Val d'Aosta)
Ufficio di Pubblica Tutela dell'Azienda Ospedaliera G. Salvini di Garbagnate Milanese
FIMP - Federazione Italiana Medici Pediatri Modena
Associazion culturâl "el tomât" (Buje)
Associazione Femminile "La Tela" (Udine)
GRIS Friuli Venezia Giulia
Osservatorio Diseguaglianze/Ars Marche
Associazione Senza Confini (Ancona)
Epasa CNA
CNA World
Associazione LIPA
Partito Umanista di Firenze
Gruppo consiliare Unaltracittà del Comune di Firenze
ARCI Comitato di Arezzo
Agenzia Regionale Sanitaria della Liguria
Associazione camminare insieme (Torino)
Cooperativa sociale Dedalus
Associazione di volontariato Priscilla
Gruppo Prometeo, associazione studentesca della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna
Associazione Migrare
Associazione Casa Amica (Bergamo)
SenzaConfine
Medicina Democratica Napoli
Collettivo AMPI del Centro di Tutela della Salute degli immigrati dell'Ospedale Ascalesi (Napoli)
Associazione culturale "Altri Percorsi"
ISDE - Medici per l'Ambiente
AIIL - Associazione per l'Integrazione degli Immigrati a Latina
EMI - Editrice Missionaria Italiana
Unione Inquilini di Napoli
Centro di Solidarietà "Monica Cruschelli" di Donoratico
Associazione di volontariato Magliana '80 Onlus (Roma)
Ambasciata dei Diritti - Marche
Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale Regionale S.Chiara (Trento)
Associazione Crinali (Milano)
Tavola della Pace - Circolo "Peppino Impastato" della Valle Brembana (BG)
Rete Diritti Friuli Venezia Giulia
NAGA onlus - Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Stranieri e Nomadi
Associazione Gialuma onlus
Associazione vittime ed ex vittime della tratta
La Melarancia onlus (Bergamo)
Farsi Prossimo onlus, Società Cooperativa Sociale (Milano)
Associazione Dimensioni Diverse (Milano)
Associazione SOKOS - Associazione per l'assistenza a emarginati e immigrati (Bologna)
AICS - Associazione Italiana Cultura e Sport (comitato provinciale di Bergamo)
Campagna Diritto in Lutto (Firenze)
Associazione Umanista Voci dal mondo
Circolo "Chico Mendes" (Bologna)
Osservatorio sulla legalita' e sui diritti ONLUS
PARTITO DEMOCRATICO BRESCIA
ANNI DUEMILA SOC. COOP.
DONNE IN COOPERAZIONE - Onlus
Sinistra Critica - Provincia di Varese
Poliambulatorio di Opera San Francesco per i Poveri
Associazione di promozione sociale INsensINverso
Tribunale per i Diritti del Malato della Riviera del Brenta
ANOLF Lombardia
Progetto Melting Pot Europa
Rivista Confronti
Istituto Medicina Solidale IMES onlus
Comitato Pistoia Per Emergency
UONPIA Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena
MEIC - Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale - gruppo di Torino
Associazione Comitato di quartiere Colle Salario onlus - Roma
Donne per la Solidarietà onlus
Funzione Pubblica CGIL
FEDERAZIONE CISL MEDICI NAPOLI
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
CISP - Sviluppo dei Popoli
C.I.C.A. Coordinamento Italiano Case Alloggio per persone con Hiv/AIDS
Cestim - Centro Studi Immigrazione
CUB IMMIGRAZIONE
Gruppo Consiliare Comunisti Italiani - Regione Lombardia
Associazione Antigone
Tavola della Pace
Associazione delle Comunità Straniere in Italia A.C.S.I.
FIM - CISL Varese
ACMIS - Novara
CISL - Unione Sindacale Territoriale
Associazione Città Nostra
Collegio IPASVI di Milano-Lodi
CSER - Centro Studi Emigrazione
Associazione Città Nostra
Associazione umanitaria Medici Contro la Tortura
FP CGIL Medici
ANOLF VARESE ONLUS
Osservatorio Permanente sull'Immigrazione O.P.I.
ASSOMOLDAVE
FIEI Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione
FILEF Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie
Cooperativa Ridere per Vivere
Gruppo consiliare La Sinistra - Provincia di Verona
Associazione Medici Volontari Tolba
RdB Sanità Nazionale
Teatro di Nascosto
RdB CUB
SIMIT - Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali
Ordine professionale dei medici di Roma
LILA Como
Collegio IPASVI Biella
Cuamm Medici con l'Africa - Gruppo del Piemonte
I Girasoli dell'Est onlus
IL BORGO DELLA PACE
LAICI MISSIONARI COMBONIANI PALERMO
ARES Agenzia Ricerca Economica Sociale
CISMAI - Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia
PSICHIATRIA DEMOCRATICA
Coordinamento Stranieri di Vicenza
ANOLF Associazone Nazionale Oltre le Frontiere
Cisl Dipartimento Politiche Migratorie
FIM CISL Nazionale Federazione Italiana Metalmeccanici
Circolo ARCI Bertolt Brecht
Terra di Tutti ONLUS
Sinistra Critica - Roma
Moldova-Italia
Ass.Culturale Daltrocanto
Partito dei Comunisti Italiani Federazione di Roma
Istituto Fernando Santi
Medici del Mondo Italia
Comitato Casa della Cultura Enzo Biagi
Cobas Sanità Venezia
MEDICI CONTRO LA TORTURA ONLUS
Forum Salute Mentale lazio
Round Robin Editrice
Piemondo Onlus
ALTRiTALIA Eboli SA
Coordinamento nazionale STOPRAZZISMO
MADIRO'-Medici per lo sviluppo
Associazione Casa a Colori onlus
Associazione Casa a Colori onlus Bassano del Grappa
ASSOCIAZIONE IL PETTIROSSO
Nursing in movimento
Giovani Democratici Talenti
Voci Erranti
Agesci - Gruppo Bassano 4
Cooperativa Sociale Hermes
ANIMI Associazione Nazionale per l'Immigrazione in Italia Onlus
HANDICAP e SVILUPPO onlus
Città Migrante
AMREF Italia
Assistenti Volontari Penitenziari della casa Circondariale di Ivrea
Una stella per songa
Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Nazionale Italiano
Anzolasolidale onlus
Associazione umanista RECIPROCITA' onlus
Comitato Pace, Disarmo e Smilitarizzazione della Campania
Comitato Genitori Fermiamo la Violenza - Lucca
NPS Italia Onlus
FESMED - Federazione Sindacale Medici Dirigenti
Mitumba onlus
Mondo Amico
Associazione Alfabeti Onlus - Scuola Popolare di Italiano per Stranieri
Associazione Colombre
CRIC - Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione
ASI - Associazione Studenti Infermieristica
Casa dei Popoli
Articolo 11 Promotori di Pace
Centro Studi GISED
PROGRAMMA RADIO HOLA MI GENTE-CIAO AMICI - RADIO VATICANA
Associazione Culturale Researching Movie
Associazione Culturale Stranamore
Associazione Lavoratori Pinerolesi
Arci - Comitato di Pinerolo
NARTHES
Sindacato Medici Italiani - Segreteria regionale Abruzzo
Associazione Culturale Grafio
Medi.Ter - Cooperativa sociale
Associazione RAMI
Associazione La Forza della Condivisione
Mata e Grifone
CARITAS DIOCESANA SAVONA-NOLI
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Fondazione Roberto Franceschi onlus
Associazione Transiti onlus
Movimento per i Diritti della Capitanata sede di Torremaggiore
Comunità Servizi Fondazione diocesana ONLUS
EmErgEnzE - Laboratorio permanente di arte effimera
Cagliari - Medicina Generale


1 febbraio 2009 - Il Gazzettino

Convegno ieri nella città giuliana
«Trasporti, molti soldi ma pochi controlli»
Lo sostiene il coordinatore Rdb

Trieste - (P.P.) Il Friuli Venezia Giulia è la regione d'Italia che dà più risorse al trasporto pubblico locale, ma poi non ci sono efficaci meccanismi di controllo su come i soldi vengono spesi. È la tesi sostenuta dal coordinatore nazionale dei trasporti Rdb Gianpiero Antonini a margine dell'incontro "Liberalizzazioni e repressione del conflitto sociale" organizzato dalla sigla sindacale autonoma alla Stazione Marittima di Trieste. Il convegno ha preso le mosse dalla situazione di frattura tra la Trieste Trasporti e le Rdb. L'organizzazione sindacale ha denunciato l'ostracismo di cui sarebbe vittima nella società di trasporto triestina, con l'illustrazione dei duri prezzi pagati dai suoi sindacalisti, rei di aver denunciato le condizioni di lavoro all'interno dell'azienda e le conseguenze sui servizi ai cittadini. La totale indisponibilità di Trieste Trasporti a trattare con Rdb è stata stigmatizzata dai deputati Ettore Rosato (Pd) e Massimiliano Fedriga (Lega Nord) presenti all'incontro. Rosato ha anche evidenziato l'«alto grado di qualità del trasporto pubblico locale a Trieste» e sostenuto la validità delle privatizzazioni dei servizi pubblici «che sono essenziali per la collettività e la qualità del servizio».
«Non siamo contrari alla privatizzazione, ma se la privatizzazione è solo mettere i soldi in tasca non ci stiamo -, ha replicato il responsabile nazionale Rdb dei Trasporti -. I dirigenti di queste aziende di trasporto privatizzate non sono privati e non pagano mai. I loro errori sono pagati dalla collettività».
Il trasporto pubblico locale nel Friuli Venezia Giulia viene seguito con grande attenzione: «A Trieste e Udine – ha ricordato Willy Puglia – le società di trasporto sono in mano ai privati, visto che Arriva detiene il 60 per cento della Saf di Udine e il 40 per cento di Trieste Trasporti, di cui però per effetto dei patti parasociali esprime l'amministratore delegato».
Una regione considerata pilota nei processi di privatizzazione. Anche per questo secondo Antonini, «la Regione dovrebbe dotarsi di uno staff di controllo su come vengono spese le risorse. Controllo che dovrebbe essere esercitato dalle Province che però a loro volta non hanno risorse».

IL GIORNO DELL’ATTACCO. Ieri alle 10 alcuni no-base hanno aperto un passaggio
nella recinzione e sono entrati nell’area civile dell’aeroporto
Nasce il Presidio numero 2. Dentro al Dal Molin
I manifestanti esultano quando la Polizia si allontana:
per l’Enac, titolare del terreno, non c’è motivo di sgomberare
di Enrico Soli

Vicenza - «Per me possono rimanere lì dieci minuti come dieci giorni: basta che non si faccia male nessuno». Con la benedizione dell’amministratore-liquidatore Mario Martello, l’aeroporto civile Dal Molin è diventato il nuovo presidio provvisorio del movimento "no base". Ieri mattina alcuni attivisti del Presidio Permanente hanno aperto un passaggio smontando un pezzo di recinzione metallica lungo viale Sant’Antonino. Circa duecento manifestanti si sono quindi infiltrati e barricati all’interno dello scalo vicentino. Le forze dell’ordine erano pronte ad intervenire per effettuare lo sgombero. Sgombero che però non è avvenuto perchè l’Enac, il gestore dell’aeroporto, non ne ha fatto richiesta al questore. Gli agenti di polizia hanno quindi abbandonato l’area, per la gioia degli increduli occupanti.
Nel parcheggio antistante l’aeroporto gli attivisti hanno piantato la loro "bandierina" sul territorio occupato, e all’interno hanno montato un tendone in stile Ponte Marchese.
Ore 10. Scatta l’occupazione della parte civile.
Mentre alcuni rappresentanti del movimento si occupavano di tenere impegnati gli agenti messi a guardia dell’aeroporto civile, a cento metri dall’ingresso gli operai dell’"Altrocomune" abbattevano un pezzo di ringhiera dando così il via all’occupazione dello scalo. I manifestanti si sono quindi barricati con reti metalliche in uno spazio asfaltato compreso tra due hangar. Il tam tam avviato dal Presidio ha fatto sì che nel giro di un’ora arrivassero sul posto anche i rappresentanti di altre anime del "fronte del no", cioè Giancarlo Albera del Coordinamento Comitati, Germano Raniero dell’Rdb-Cub, Franca Equizi di Riscossa Democratica e Giovanni Marangoni dei Cristiani per la pace. «In certi momenti bisogna esserci tutti» ha detto Albera. In poco tempo i muri esterni degli hangar venivano riempiti di scritte variopinte contro la nuova base americana. Uno striscione recitava un vecchio leit motiv del movimento: "Se non ora, quando?".
Ore 11.30. Intervento delle forze dell’ordine.
Le forze dell’ordine, decise a procedere con lo sgombero, hanno troncato le reti di difesa poste dai manifestanti tra le proteste del portavoce Francesco Pavin: «Qualsiasi atto di forza sarebbe gratuito visto che l’Enac, il proprietario dell’aeroporto non ha chiesto l’intervento della polizia».
Nel frattempo il movimento rinserrava i ranghi per resistere ad un’eventuale carica. «Cerchiamo di non farci del male» ha detto Pavin mentre gli attivisti e gli agenti rimanevano fermi gli uni davanti agli altri in attesa di lumi. Il faccia a faccia si è protratto a lungo, con il timore, tra i rappresentanti del fronte del "no", che il questore Sarlo perdesse la pazienza.
Ore 11.45. Trattativa tra Enac, Comune e questore.
Avvertito degli eventi, il sindaco Variati ha spedito sul posto l’assessore comunale per la pace Giovanni Giuliari a discutere con Sarlo. Raggiunto telefonicamente, il direttore generale dell’Enac Bonato faceva sapere di non volere lo sgombero e mandava l’amministratore dell’aeroporto Martello a verificare che non ci fossero rischi per l’incolumità delle persone.
Ore 12.45. Le forze dell’ordine si ritirano.
Prevale la soluzione diplomatica. Gli agenti di polizia fanno marcia indietro e i manifestanti festanti richiudono le reti a difesa dell’avamposto appena conquistato. Decisivo il ruolo dell’Enac, che non ha chiesto lo sgombero. Una decisione che Martello ha spiegato così: «Non volevamo forzature, i manifestanti ci hanno assicurato che non intendono creare problemi». Giuliari, raggiunto dall’assessore alla sicurezza Marco Antonio Dalla Pozza, ha dato merito al questore di aver riconosciuto l’aspetto non violento della manifestazione: «Abbiamo evitato le cariche: siamo stati bravi tutti, adesso speriamo di rimanere in quest’ambito». Agli assessori invece non torna il montaggio del capannone nel parcheggio dell’aeroporto: «Non era ancora stato autorizzato, quindi se lo montano prendono la multa. A noi è pervenuta una richiesta di sette giorni a partire da lunedì prossimo». Ma il montaggio è continuato come se nulla fosse in vista di una serata di grandi festeggiamenti. Non era la prima volta che il Dal Molin veniva "invaso" dai no-base. Era già successo un anno e mezzo fa, ma allora l’occupazione era durata poco.


1 febbraio 2009 - Il Piccolo

IL SINDACATO DENUNCIA LE PROBLEMATICHE DEI LAVORATORI E LE POLITICHE AZIENDALI
Braccio di ferro RdB-Trieste trasporti, impegno bipartisan di Rosato e Fedriga

Trieste - Un impegno bipartisan sulle problematiche dei lavoratori della Trieste trasporti. Lo hanno garantito ieri i parlamentari triestini Massimiliano Fedriga (Lega Nord) ed Ettore Rosato (Pd), nel corso del convegno, organizzato dalle RdB di Trieste, «per rispondere alle scelte di politica aziendale, che privilegia esclusivamente i profitti, reprimendo le istanze delle organizzazioni sindacali dei lavoratori».
Rosato ha posto l’accento sul fatto che «ci sono lavoratori costretti a operare per 45 giorni di fila, senza poter beneficiare di un turno di riposo, e questo non è decoroso. L’azienda – ha affermato l’esponente del Pd – ha il dovere di dialogare con i rappresentanti sindacali, che a loro volta devono rispondere in maniera costruttiva, nell’ambito di un reciproco scambio. Farò quanto è nelle mie possibilità – ha promesso Rosato – perché il dialogo ci sia e porti risultati». Fedriga ha affermato che «tutte le richieste, anche quelle apparentemente illegittime, dei lavoratori devono essere prese in considerazione dalla controparte. Poi la soluzione – ha aggiunto – deve essere individuata nell’ambito di un costruttivo confronto. Il senso di responsabilità, alla fine deve prevalere – ha proseguito l’esponente della Lega Nord – arrivando anche all’estremo di sconfessare le sigle sindacali che non operano nell’interesse dei lavoratori, ma si lasciano prendere la mano da strumentalizzazioni politiche».
Rosato e Fedriga hanno chiamato entrambi in causa gli enti locali «che devono essere coinvolti nella definizione delle problematiche fra lavoratori e Trieste trasporti». Gianpiero Antonini, coordinatore nazionale della Federazione trasporti RdB/CUB, dopo aver ricordato che «la sigla che rappresento non è contraria per principio alle privatizzazioni», ha dichiarato che «questi processi però devono essere completate rispondendo al contempo alle richieste dei lavoratori e dell’utenza». Willy Puglia, rappresentante locale delle RdB, ha denunciato ancora una volta la «repressione del conflitto sindacale attuata dalla Trieste trasporti, con l’utilizzo di pesanti sanzioni disciplinari e denunce penali».(u.s.)


1 febbraio 2009 - Corriere del Veneto

Vicenza Enac, proprietario dell'area, non denuncia: tendone degli attivisti nella zona vietata.
A sera cena per trecento, domani fiaccolata
Blitz dei «No Base», occupato il Dal Molin
Presidio nella parte civile dell'aeroporto. Tensione con la polizia: vince il dialogo. Su un hangar striscione «Yes, we can!» Decide la mediazione dell'amministratore di Aeroporti Vicentini
di Tommaso Quaggio

VICENZA — Alle dieci e un quarto le grate della recinzione dell'aeroporto Dal Molin presentano già una grossa falla: pochi minuti prima gli attivisti del Presidio hanno smontato due pannelli metallici e sono riusciti ad entrare, prendendo di sorpresa la polizia. Circa duecento persone entrano nel piazzale dell'aeroporto civile: il Dal Molin è occupato. «Questa non è l'occupazione dell'aeroporto civile, ma l'apertura di uno spazio per la città» grida Francesco Pavin al megafono, mentre gli attivisti sciamano nella zona più sorvegliata di Vicenza. Reti metalliche, montate in fondo al piazzale, diventano una barricata. Qualcuno dipinge un grande «LiberiAmo Vicenza» su uno degli hangar, sul tetto della struttura compare una bandiera della pace e uno striscione: «Yes we can!».
Un blitz preparato dal Presidio in pochi giorni, dopo il rincorrersi di voci sull'inizio dei lavori per la base Usa, con l'aiuto di qualche rinforzo dei centri sociali del nord est, e tenuto segreto fino a ieri mattina. La notizia si sparge, altri sostenitori accorrono: compaiono Giancarlo Albera del coordinamento comitati, Germano Raniero del Cub (Comitato unitario di base), e Cinzia Bottene avvisa assessori e i colleghi consiglieri di maggioranza.
Alle undici polizia e carabinieri si appostano dentro l'aeroporto, ala militare. Dietro la «barricata » un centinaio di persone forma un presidio. «Abbiamo sentito Enac e società Aeroporti Vicentini, ogni atto di violenza sarebbe gratuito e immotivato dice Pavin - . Gli operai della Cmc sono stati fatti uscire al nostro ingresso. Per oggi abbiamo fermato i lavori». Via Sant'Antonino viene chiusa al traffico, un quarto d'ora e le forze dell'ordine tagliano la rete allestita dagli occupanti e si attestano un paio di metri dentro il piazzale: tensione massima, dura una decina di minuti.
Il questore Sarlo sarebbe intenzionato a sgomberare subito, gli occupanti si appellano ai vertici Enac di Venezia, ente concessionario dell'area civile dell'aeroporto, che non sarebbero intenzionati a sporgere denuncia. La tensione si scioglie quando diventa chiaro che occupanti e ente gestore trattano. A sbloccare la situazione è l'arrivo di Mario Martello, amministratore unico di Aeroporti Vicentini, che si fa strada fra il cordone di polizia e incontra Giuliari e Cinzia Bottene. Sono le 12 e 45. Una manciata di minuti dopo, le forze dell'ordine si ritirano oltre la rete, risalgono sulle camionette e tornano all'esterno dell'aeroporto.
Intanto il presidio cresce fino a 300 persone. Si improvvisa un'assemblea nel piazzale appena conquistato. Cinzia Bottene arringa: «Ora organizziamoci per restare qui questa notte, e resistere fino alla fiaccolata di lunedì sera». Nel tardo pomeriggio i manifestanti montano un tendone, inizialmente previsto all'esterno, dentro l'aeroporto. A sera si cena tutti assieme e oggi domenica sul «solito» piazzale.


1 febbraio 2009 - La Stampa

Se il consulente copia Wikipedia
L'ingegnere accusato si difende. 'Non fa molta differenza' ma l'agenzia per cui lavorava non paga il lavoro
di FLAVIA AMABILE

Lo hanno accusato di aver intascato 50 mila euro di soldi pubblici e di aver presentato un lavoro generico e in parte copiato da Wikipedia. Lui, un ingegnere napoletano, si difende: «E che male c’è? Si tratta di definizioni da scrivere in una relazione: copiarle da Wikipedia o da un altro testo non fa molta differenza». Anche se Wikipedia può averla scritta chiunque. Quando Stefania Prestigiacomo diventò ministro dell’Ambiente, spedì subito a casa Giancarlo Viglione, fedelissimo del suo predecessore, Alfonso Pecoraro Scanio. Viglione ha ricoperto molti ruoli al fianco di Pecoraro, nell’ultimo periodo al ministero, ad esempio, al tempo stesso era capo di gabinetto e commissario dell’Apat, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente che dovrebbe essere sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del ministero dell’Ambiente - come da statuto - e che in quel caso era, quindi, più semplicemente controllata da sé stessa. Nel novembre del 2007 come commissario dell’Apat Giancarlo Viglione decise di conferire alcuni incarichi per consulenze specialistiche, erano incarichi individuali conferiti senza confronti con altre persone. Dovevano durare un anno, ed erano giustificati perché «risulta necessario ricorrere ad una collaborazione esterna». I consulenti dovevano fornire «il supporto e la consulenza per le funzioni di direzione relative alle attività di pianificazione e controllo», oltre ad una consulenza su applicazioni informatiche per l’organizzazione dell’Agenzia. Consulenti dell’Apat furono nominati due ingegneri di Lago Patria, una piccola frazione di Giugliano, in provincia di Napoli. Per entrambi il compenso per il lavoro di un anno fu di 40 mila euro a cui andavano aggiunti l’Iva e 2 mila euro di rimborso per le spese di missione. In totale oltre 100 mila euro. Dieci mesi dopo, nel settembre del 2008, Pecoraro Scanio non era più ministro, l’Apat aveva cambiato commissario e anche nome. Si chiamava Ispra, e al suo vertice Stefania Prestigiacomo aveva voluto il prefetto Vincenzo Grimaldi. Era tempo di pagare gli ingegneri di Lago Patria per le due consulenze ma fu chiesto ai Servizi tecnici interni di fare una verifica sul lavoro svolto. Il risultato fu una bocciatura netta. In un caso, dopo aver esaminato le relazioni presentate dal consulente, il Servizio conclude che «non rispondono all’oggetto dell’incarico» perché «del tutto generiche, teoriche» e in una parte anche «pedissequamente derivate da Wikipedia». Per quel che riguarda il secondo consulente la relazione dell’Ispra rileva incongruenze, relazioni che non portano «alcun valore aggiunto al patrimonio di conoscenze dell’Ispra», di «concetti spesso non lineari e neppure originali». E quindi per il momento i pagamenti sono sospesi. A denunciare il lavoro dei consulenti è stato il sindacato Usi Rdb Cub Ricerca. «Siamo sconcertati di fronte a questo modo di spendere il pubblico denaro. Abbiamo già provveduto a inviare il tutto alla Corte dei Conti», spiega Rocco Tritto segretario dell’organizzazione.


1 febbraio 2009 - La Città di Salerno

Vertice per l’ospedale
Il prefetto convoca la Asl 3 e il sindacato

Agropoli - Il prefetto convoca il sindacato Rdb Cub e la direzione generale dell’azienda sanitaria Salerno 3. Tema dell’incontro, che si terrá domani alle 10,30, lo stato di agitazione proclamato dal sindacato per la carenza di personale infermieristico. Nella stessa giornata si svolgerá un sit-in di protesta sotto gli uffici prefettizi a sostegno della delegazione che incontrerá sia il prefetto che il manager dell’Asl Salerno 3. Un incontro che arriva dopo le numerose segnalazioni da parte del sindacato, relative alle difficoltá organizzative per la carenza di personale.
«L’incontro - spiega il segretario provinciale della Rdb Cub, Vito Storniello - servirá ad attivare le procedure di conciliazione previste dalla normativa in vigore prima di arrivare alla proclamazione di una o più giornate di sciopero dei lavoratori dell’ospedale di Agropoli». • Nel corso dell’incontro si discuterá anche della fuoriuscita dell’ospedale dalla rete di emergenza. La convocazione del prefetto segue lo stato di agitazione proclamato alcuni giorni fa, del personale del presidio ospedaliero di Agropoli, deciso dopo l’assemblea tenutasi un paio di settimane fa.
«In quella occasione l’assemblea ha deciso di attivare le procedure di conciliazione - evidenzia il rappresentante sindacale - in seguito alla grave carenza di personale infermieristico e delle altre figure professionali, che compromette i livelli di assistenza minimi da garantire e la stessa qualitá delle prestazioni. La situazione è precipitata anche dopo il rilascio di nulla-osta per la mobilitá di una decina di infermieri. Durante l’incontro che si è tenuto recentemente con la direzione generale, sono emerse delle forti perplessitá sulle stesse procedure di rilascio che sono state eseguite in aperta violazione delle norme».
Lo stato di agitazione e la proclamazione di una o più giornate di sciopero vogliono essere anche un’ulteriore forma di protesta per chiedere la modifica della nuova legge sanitaria e regionale. Per discutere della fuoriuscita dell’ospedale di Agropoli dalla rete di emergenza, il 7 febbraio si terrá un consiglio monotematico nel corso del quale sará presentata la proposta elaborata dai sanitari dell’ospedale per conservare l’emergenza. Il sindaco Franco Alfieri, su richiesta del nuovo Comitato di lotta, inviterá a partecipare tutti i consiglieri regionali, ai quali sará affidata la proposta. I consiglieri regionali dovranno successivamente avviare l’iter procedurale in consiglio regionale per la sua approvazione.


1 febbraio 2009 - Il Mattino di Padova

Nuovi contratti, la protesta

Padova - Mobilitazione dei lavoratori iscritti a Rdb/Cub contro Cisl ed Uil, accusati di aver già firmato l’accordo quadro della contrattazione. Circa venti persone, (foto) coordinate da Stefano Pieretti, Celeste Giacon e Carlo Tommasin, hanno protestato con cartelli e striscioni, in Piazza dei Signori. «L’accordo con Confindustria è una trappola per i lavoratori», dice Giacon

Apre a Monselice il nuovo centro Tnt
Vi lavoreranno anche 20 addetti prima occupati a Limena

LIMENA - Da domani si chiude un ciclo per i lavoratori Tnt di Limena e inizia un nuovo percorso, finalmente positivo, con il full time per tutti e la sicurezza della propria occupazione. Apre, infatti, a Monselice il nuovo Hub del grande colosso della logistica, nel quale andranno a lavorare anche una ventina di lavoratori dal magazzino limenese con un nuovo contratto a full time e a tempo indeterminato, all’interno della cooperativa Handling Group che fa parte del Consorzio Aurora. A costoro sarà riconosciuta una forma di indennità di trasferta di 70 euro e la possibilità, qualora il cantiere di Monselice non decollasse, di ritornare a Limena. Il trasferimento di questi lavoratori ha permesso di allungare l’orario di lavoro anche a coloro che rimarranno a Limena. Condizioni sancite dall’accordo siglato giovedì. «Le richieste presentate dall’Adl sono state accettate, frutto dell’unità che i lavoratori hanno mantenuto in questa lunga vertenza nata nel giugno del 2007 - dichiara il sindacato Adl Cobas - Abbiamo ottenuto un risultato molto importante, specie con questa crisi».(cri.s.)


1 febbraio 2009 - La Stampa

MURIALDO. L’APPELLO DEI LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE DAL 18 NOVEMBRE
"La Cartiera rischia la chiusura"
di LUCIA BARLOCCO

MURIALDO - Sono in cassa integrazione a rotazione dal 18 novembre e ci rimarranno sino al 12 aprile, ora i lavoratori della cartiera Bormida di Murialdo chiamano a raccolta sindaci, amministrati regionali, politici e istituzioni. Ma non tanto per la questione della cassa, che interessa tutti e 45 i dipendenti, adottata in seguito alla crisi del settore e che ha determinato la chiusura temporanea di una delle due linee, quanto per la vicenda legata al progetto di realizzazione dell’impianto biologico, senza il quale «non ci potrà essere futuro né per noi, né per la fabbrica».
Tutto era cominciato circa tre anni fa, quando la direzione dello stabilimento aveva presentato in Provincia il progetto per la costruzione dell’impianto di depurazione. Ma quel piano di intervento venne bocciato perché, secondo i tecnici, nel periodo estivo il quantitativo di acqua prelevato, trattato e poi scaricato nuovamente nel fiume Bormida risultava «eccessivo».
Un mese fa lo staff aziendale ha presentato un secondo progetto ma, come spiega Giampiero Icardo, dipendente della cartiera e sindacalista dei Cub Informazione, «se chiedono la riduzione della quantità d’acqua, la direzione ci ha informati che sarà costretta a ridurre la potenza e se non vi sarà un minimo di produzione che ammortizzerà i costi dell’investimento per l’impianto biologico, circa 1 milione e mezzo di euro, non potrà portarlo avanti».
Per la cartiera Bormida si tratta di un impianto «di vitale importanza», come è stato ribadito nel corso di un incontro con l’Unione industriali, cui è seguita un’assemblea dei lavoratori. Ed è proprio in occasione di quest’ultima che si è deciso di appellarsi ad amministratori e politici.
Giovedì, con inizio alle 20,30, nel palazzo municipale di Murialdo si svolgerà un Consiglio comunale aperto al quale sono stati invitati a partecipare tutti i sindaci della Val Bormida, gli assessori regionali, i parlamentari, la Comunità montana e la Camera di Commercio. Un’iniziativa che ha come obiettivo quello di «affrontare e trovare insieme soluzioni per garantire l’occupazione e la continuità produttiva dello stabilimento». E sull’importanza del depuratore nessuno sembra avere dubbi. «Oltre a garantire la tutela dell’ambiente - dice ancora Icardo -, l’impianto garantirà anche la qualità della produzione, assolutamente indispensabile, ad esempio, per gli imballaggi destinati al settore alimentare. E poi che senso ha puntare sulla raccolta differenziata se poi le aziende come la nostra, che trattano materiale riciclato, non sono messe nelle condizioni di lavorare?».


1 febbraio 2009 - Il Secolo XIX

Cinquanta in cassa alla Cartiera Bormida
Murialdo, altro allarme occupazione. Ma i sindacati temono anche la chiusura senza il depuratore biologico
di Alberto Parodi

Murialdo - Un altro pezzo di industria "pesante" valbormidese sprofonda nella crisi. In cassa integrazione sino ad aprile anche la cinquantina di dipendenti della "Cartiera Bormida" spa di Murialdo, ma il timore è che sia il preludio ad una chiusura se non dovesse essere approvato il progetto del depuratore "biologico" ad uso interno. Un nuovo periodo di stop improvviso, inaspettato, dopo la precedente cassa iniziata ad ottobre e che era finita lo scorso 18 gennaio. Ma la preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati non è tanto la "cassa" quanto la permanenza in vita della stessa storica azienda, leader nella produzione e lavorazione di cellulosa. Infatti è a rischio il progetto di costruzione di un impianto di depurazione annesso alla cartiera per migliorare la qualità ambientale del prodotto (carta). Un progetto ritenuto da enti locali ed istituzioni troppo impattante e che nel caso non andasse in porto non porterebbe soltanto alla diminuzione di personale «ma alla messa in discussione della stessa azienda».
È quanto annunciato dal segretario provinciale della Cub (Comitati Unitari di Base) Giampiero Icardo, dipendente da anni della Cartiera, che ha organizzato una manifestazione di sensibilizzazione in occasione del consiglio comunale straordinario chiesto e ottenuto a Murialdo per giovedì prossimo (ore 20,30) a cui sono stati invitati tutti i sindaci della vallata, il presidente della Camera di Commercio e dell'Unione Industriali, esponenti politici e gli stessi vertici aziendali. Secondo il sindacato e l'azienda il nodo del depuratore "biologico" è strategico per capire il futuro dell'azienda dopo il 12 aprile, scadenza della nuova cassa integrazione. Infatti sull'impianto di trattamento e riciclo delle acque utilizzate per il proprio ciclo interno da parte della Provincia, l'ente titolato al rilascio dell'autorizzazione, sono stati posti diversi stop. Il primo progetto risale a circa 3 anni fa. Un mese fa la società che gestisce la "Cartiera Bormida" presieduta da Guido Ribola, ha infatti ripresentato la proposta con un investimento previsto di un milione e 500 mila euro, ma il problema è la "taglia". Infatti inizialmente era stato ritenuto eccessivo il volume di 90 metri cubi ogni ora di acqua trattata scaricata nel fiume Bormida, la cui portata non riuscirebbe ad assorbirne l'immissione. Adesso il secondo tentativo, con l'azienda che va alla carica con la Provincia, possibilista su una capienza minore di circa 30 metri cubi all'ora di acqua trattata. Cifre che però«non permetterebbero di ammortizzare l'investimento con la produttività di carta che scenderebbe troppo»è quanto riferito dall'azienda alla Cub. E cosìè stato chiesto il sostegno a istituzioni ed enti locali per andare in pressing sulla Provincia. «Una mediazione sulla portata del depuratore si potrebbe raggiungere magari alzando la quota, una via di mezza tra il minimo di 30 metri cubi e i 90 metri cubi originari, secondo noi tarando l'impianto ad un'emissione di 40 metri cubi all'ora il progetto e relativo investimento potrebbe stare in piedi» spiega Icardo. Secondo i tecnici di Palazzo Nervi lo scarico di acqua industriale trattata altererebbe fauna ed ecosistema del fiume, soprattutto danneggerebbe le riserve turistiche di pesca. Nell'appello lanciato dalla Cub alla Comunità Montana e Camera di Commercio per il consiglio comunale straordinario di giovedì«la questione non riguarda soltanto la perdita dei posti di lavoro, ma anche la politica ambientale sviluppata dalle amministrazioni comunali, provinciali e regionali sulla raccolta differenziata. Non si capisce perché si debba tagliare un'azienda che valorizza l' "ingranaggio" di smaltimento e riciclo della carta».


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