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31 gennaio 2009 - Il Piccolo ALLA MARITTIMA Trieste - Oggi alle 16 nella sala Vulcania della Stazione marittima la Federazione regionale RdB-Cub tiene il convegno «Liberalizzazioni e repressione del conflitto sindacale nel trasporto pubblico locale - Il caso di Trieste Trasporti». Partecipano i parlamentari Massimiliano Fedriga, Carlo Monai, Ettore Rosato, il coordinatore nazionale Cub Giampiero Antonini, il nazionale RdB-Cub Pierpaolo Leonardi, il coordinatore Associazione consumatori utenti Mimmo Provenzano. Invitati vari enti locali. 31 gennaio 2009 - L'Unione Sarda Trasporti. Mezzi in deposito dalle
10 alle 16. I lavoratori in corteo rallentano il traffico Cagliari - Ora i sindacati minacciano di marciare sotto
il Municipio: «Visto che non ci ascoltano, ci sarà una nuova protesta il 10 febbraio». 31 gennaio 2009 - Il Padova Lavoro. Dai sindacati di base una
campagna contro le sigle che hanno siglato l'accordo Padova - «Lanciamo un appello ai lavoratori perchè restituiscano le tessere Cisl e Uil». Questo il messaggio lanciato ieri dai sindacati di base e dal coordinamento degli insegnanti precari, che hanno organizzato un'azione di volantinaggio in via Monte di Pietà. «Già alcuni lavoratori hanno assunto spontaneamente l'iniziativa. Ora abbiamo deciso di organizzarci per proporla su larga scala», spiega Celestino Giacon di Rdb Cub. I sindacati di base criticano con forza i contenuti dell'accordo quadro per la riforma dei contratti sottoscritto dalle due sigle. In particolare, viene contestata l'abolizione dell'inflazione programmata sostituita da un indice di inflazione europeo, così come il prolungamento a tre anni della parte economica del contratto e la limitazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici. 31 gennaio 2009 - Il Gazzettino Trieste. Liberalizzazione e
repressione del conflitto sindacale Trieste - Liberalizzazione e repressione del conflitto sindacale nel Trasporto pubblico locale - Il caso della Trieste Trasporti spa" è il tema del convegno promosso per questo pomeriggio, alle 16, alla Stazione marittima del capoluogo giuliano dalla Rdb, i Cobas del trasporto. Liniziativa - viene spiegato - intende "portare al confronto su questo delicato tema i soggetti politici ed istituzionali che a vario titolo sono stati coinvolti nelle scelte di liberalizzazione del Trasporto pubblico locale e nelle conseguenze che tali scelte hanno prodotto, ed ancora producono, con pesanti ricadute di natura giudiziaria, sia per i lavoratori che per i loro rappresentanti sindacali. Parteciperà, tra gli altri, anche il coordinatore nazionale Cub Trasporti, Giampietro Antonini. Padova. Sindacalismo di base sul piede di guerra... Padova - (PpS) Sindacalismo di base sul piede di guerra.
Motivo del malcontento, l'accordo quadro per la riforma degli assetti contrattuali
sottoscritto giovedì scorso da Cisl e Uil con il governo. Ieri una ventina di
rappresentanti di Rdb pubblico impiego, Cobas scuola, Rete organizzata precari della
scuola, Cobas poste e Associazione difesa lavoratori hanno protestato simbolicamente
davanti alla sede cittadina di Cisl e Uil. «Si devono vergognare per l'accordo quadro che
hanno firmato concordando un modello comune tra settore pubblico e quello privato -
esordisce Celestino Giacon, delegato Rdb - La fregatura per i lavoratori è stata messa
nera su bianco: al posto dell'attuale inflazione programmata s'introduce un indice di
inflazione europeo, Ipca, sempre teorico; si prolunga di un anno la validità della parte
economica del contratto passando da due a tre anni, parificando a questa scadenza anche la
parte normativa che in precedenza valeva quattro anni; per il pubblico impiego si prevede
di recuperare gli eventuali scostamenti tra indice teorico e inflazione reale nel triennio
contrattuale successivo. E' stato quindi sensibilmente peggiorato il già bruttissimo
accordo del 1993 che noi avevamo sempre criticato in questi anni. Non è solo un attacco
ai salari dei lavoratori, ma c'è anche il tentativo di disegnare nuove regole sulla
rappresentanza sindacale, magari con il malcelato obiettivo di togliere spazio a
un'organizzazione "scomoda" come la nostra». 31 gennaio 2009 - Il Mattino di Padova SINDACATI MOBILITATI Padova - Mobilitazione in città dei delegati e dei lavoratori iscritti a Rdb/Cub contro i sindacati confederali Cisl ed Uil, accusati di aver firmato laccordo quadro della contrattazione. Circa venti persone, ieri, a mezzogiorno, coordinate da Stefano Pieretti, Celeste Giacon e Carlo Tommasin, hanno protestato in Piazza dei Signori. 31 gennaio 2009 - Il Giornale di Sondrio Stato di agitazione a seguito del
nuovo contratto della Cooperativa sociale Team service Tirano - Stato di agitazione presso la Casa di riposo di
Tirano nella giornata di mercoledì, atta ad aprire le procedure per indire una giornata
di sciopero da tenersi nel prossimo mese. Ciò è scaturito in seguito all'iniziativa
sorta da parte di alcune lavoratrici di un reparto protetto presso la suddetta struttura.
Entrando nei dettagli della vicenda, la Casa di riposo, gestita dalla Fondazione Casa di
Riposo Città di Tirano Onlus, esternalizzò anzitempo il suddetto reparto protetto a
Cooperativa sociale Il Cigno. In data 5 gennaio 2009 alle lavoratrici è stato comunicato
(prima di tale momento alcuna comunicazione scritta venne effettuata) che tale rapporto di
lavoro risultasse estinto a partire dal 31 dicembre 2008, essendo improvvisamente (e senza
che l'appalto fosse scaduto) subentrata la Cooperativa sociale Team service, sostituendosi
quindi alla precedente con decorrenza 1 gennaio (e implicandone dunque un valore
retroattivo). Comunicazione anomala dunque, nonché contenente una nuova lettera di
assunzione presentata alle lavoratrici, senza precedente convocazione delle parti
sindacali, e implicante clausole non previste dalle norme legislative e contrattuali,
andando quindi a modificare il preesistente contratto lavorativo. Modifiche, queste,
inerenti possibilità di eventuali flessibilità per l'orario lavorativo, mobilità e
trasferimenti non precedentemente concordati fra le parti (lettera sottoscritta, fra gli
altri, dal presidente stesso della Casa di riposo Pietro Belottini). Rdb-cub Sondrio - «Inviatiamo i lavoratori a non firmare contratti
diversi da quello nazionale, che, a quanto ci risulta, vengono sottoposti da
organizzazioni sindacali "alternative" anche nella nostra provincia». 31 gennaio 2009 - La Nazione Firenze. ANDREA CALÒ, del gruppo
Uniti... Firenze - ANDREA CALÒ, del gruppo Uniti per Rignano, torna sul caso "bollette salate" da parte di Publiacqua. «Da una serie di comunicati sindacali - commenta il consigliere comunale - Rdb-CUB Firenze, RdB-CUB Energia Publiacqua apprendo che lo scorso 9 gennaio il C.d.A. dell'ATO3 Medio-Valdarno ha deliberato una serie di aumenti». Aumenti che appaiono come una nuova stangata visto che il consigliere ha riportato i dati della nota sindacale evidenziando «un aumento medio del 6,5% in bolletta per il 2009, secondo quanto dichiarato dall'Ato3». Un aumento maggiore rispetto al 2008 che rischia, nuovamente, di mettere in crisi il portafoglio dei cittadini. Una decisione «priva di reali motivazioni» in un momento, in cui, tutto il paese è attraversato da una crisi finanziaria. Da qui la palla passa ai soci ATO3 «che hanno concorso alla decisione di determinare una ulteriore stangata sulle bollette - ha aggiunto Calò - e inoltre, l'Ente Gestore, in questo caso Publiacqua, non ha informato tempestivamente i cittadini utenti». Utenti ormai rassegnati quanto scocciati da questi continui aumenti che non vanno di pari passo con i sevizi offerti. Il consigliere a quindi chiamato la giunta comunale a riferire, in sede di consiglio, quali soluzioni verranno adottate per far fronte a tali aumenti. Una richiesta esplicita che prevede, inoltre, chiarimenti in merito da parte dell'azienda gestore del servizio idrico. 31 gennaio 2009 - Il Cittadino Protesta sindacale davanti al prefetto: «AllInps un caso di raccomandazione» Lodi - I sindacati dellInps sono pronti a scendere in piazza contro le raccomandazioni. Mercoledì le sigle Rdb-Cub, Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Rsu organizzeranno un presidio davanti alla prefettura, per contestare il trasferimento di una dipendente dellInpdap di Lodi allInps di SantAngelo. Dal loro punto di vista non ci sarebbe alcun motivo per autorizzare un simile spostamento, dal momento che sono altre le sedi che hanno bisogno di aumentare il loro organico. «Pretendiamo il rispetto della moralità e delle regole - afferma a nome di tutti Michele Riccardi della Rdb -. È per questo che ci opponiamo al trasferimento "previo comando" allagenzia di SantAngelo di una lavoratrice proveniente dallInpdap di Lodi. Il fatto è evidentemente frutto di "favoritismi clientelari", poiché immotivato. E lesivo degli interessi di tutti quei colleghi Inps (soprattutto di Crema e Melegnano) che da anni sono in graduatoria, aspettando di essere trasferiti alla sede di Lodi e allagenzia di SantAngelo. Contrariamente ad altre realtà produttive, lagenzia di SantAngelo non necessita di personale, avendo scarsità di produzione, tanto da essere costretta a recuperare lavorazioni da altre sedi. Invece lagenzia di Crema ha una fortissima carenza, malgrado vi sia un lungo elenco di lavoratori di altri enti che hanno chiesto di trasferirvisi, la direzione generale non attua nessun provvedimento per risolvere il problema». «Se eseguito - aggiunge Riccardi -, questo provvedimento metterà in crisi lorganizzazione del lavoro. Praticheremo tutte le azioni sindacali possibili, arrivando fino al prefetto, per opporci a un provvedimento scandaloso. La trasparenza e il rispetto delle regole, quando si gestisce la cosa pubblica, devono essere praticate anche sulle piccole cose». 30 gennaio 2009 - L'Unione Sarda Sciopero di 6 ore Autobus fermi dalle 10 alle 16 Cagliari - Autobus fermi oggi per 6 ore, dalle 10 alle 16,
a causa di un sciopero dei lavoratori del Ctm, l'azienda dei trasporti pubblici dell'area
vasta di Cagliari. La protesta è stata proclamata dai sindacati di categoria Filt-Cgil,
Fit-Cisl, Uilt, Ugl-trasporti, Rdb-trasporti, Faisa-Cisal, Fts-Css. 30 gennaio 2009 - Il Centro Sit-in dei precari delle Asl «Bloccheremo tutti i servizi» PESCARA - Una delegazione di precari delle Asl di Pescara e
Chieti ha manifestato ieri mattina davanti alla sede della Regione per chiedere la
stabilizzazione e un incontro con il governatore Gianni Chiodi. Dopo 5 ore di sit-in,
lappuntamento è stato fissato per il 13 febbraio. «Troppo tardi: 100 contratti
scadono nello stesso mese», dicono i lavoratori. 30 gennaio 2009 - Il Manifesto In AGENDA Roma - AMBIENTE «Senza precari è a rischio la ricerca», presidio-performance davanti al Ministero dell'Ambiente, l'Usi-Rdb mette in scena Il mare nero. Via Cristoforo Colombo 44, ore 11. 30 gennaio 2009 - Linerazione Roma. Per la ricostruzione degli ospedali a Gaza... Roma - Per la ricostruzione degli ospedali a Gaza e per la campagna di adozione a distanza "Mamma Roma" Vita, terra e libertà per il popolo palestinese alle 16.30 nella Sala del Carroccio in Campidoglio. Con anche Action, Collettivo antagonista Primavalle, Comunità palestinese, Cobas, Ebrei contro l'Occupazione, Forum Palestina, Prc, RdB/Cub, Mezza Luna Rossa Palestinese, Udap. 30 gennaio 2009 - Il Giornale di Vicenza SANITÀ. Nursind e Rdb-cub sul piede
di guerra contro le decisioni prese dallUlss Vicenza - Sindacati all'attacco. Non mollano la presa.
Sembra alle spalle per sempre la stagione dell'idillio con il dg Antonio Alessandri,
quando le riunioni con confederali e autonomi terminavano sempre fra profumi di incenso e
sorrisi stampati. Da un po' di tempo sul S. Bortolo battono venti di guerra. La decisione
di Alessandri di portare all'esterno la sterilizzazione ha scatenato le proteste di tutto
il fronte sindacale, provocando uno strappo che non sembra facile ricucire. E la prossima
apertura del reparto dozzinanti con uno stuolo di infermieri dedicati ha aggiunto altri
malumori, creando un altro muro contro muro. 30 gennaio 2009 - Il Giorno Si va verso il referendum per il
futuro dell'ospedale LEGNANO - DUE MESI FA avevano chiesto un incontro con il sindaco, Lorenzo Vitali, per concordare modalità e tempi per indire un referendum in città. Tema della consultazione popolare sarà il destino dell'ospedale Civile e il mantenimento nell'attuale sede di alcune attività sociosanitarie anche quando il nuovo nosocomio verrà inaugurato. Le Rappresentanze di base (Rdb) dell'Azienda ospedaliera di Legnano, però, hanno ricevuto una doccia fredda una settimana fa quando il primo cittadino aveva bocciato il referendum ed esortato i sindacalisti «a non fare i politici». Appresa dai giornali l'opinione di Vitali, i sindacati di base hanno replicato invitando il sindaco a stare tranquillo perchè non è loro intenzione sostituirsi alla politica anche se ne fanno parte quando si vota, si parla e si discute. «Si vuole contare, però, come lavoratori e come cittadini nelle scelte politiche e sanitarie - hanno dichiarato - Siamo persone attive e se questo dà fastidio in quanto menti pensanti. Non si rimarrà zitti e neppure rassegnati di fronte all'ennesima speculazione che, questa volta, interessa la salute. Per questo verrà indetta una consulta aperta a tutti i cittadini di Legnano e verranno proposti momenti intermedi di incontro. Una prima assemblea si terrà il 5 marzo e l'invito a partecipare è rivolto a tutti coloro che abitano nel circondario e fanno riferimento al Civile. Questo non per contrastare le scelte di Lorenzo Vitali, ma per contare come cittadini».(S.V.) 30 gennaio 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. PRIMA GRANA per il nuovo' assessore comunale alle Politiche sociali... Bologna - PRIMA GRANA per il nuovo' assessore comunale alle Politiche sociali, il vicesindaco Giuseppe Paruolo (nella foto): le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) lanciano l'allarme sulla situazione di sbando' dei servizi. Gli operatori degli Sportelli sociali dei Quartieri, gli assistenti sociali e gli educatori professionali si sono riuniti in assemblea due giorni fa e ieri il sindacato di base ha fatto il quadro dei problemi emersi nel dibattito. «La confusione attorno al tanto decantato decentramento del welfare dei quartieri è totale», sintetizza Vilma Fabbiani, delle Rdb attaccando la devolution sociale di Palazzo d'Accursio frutto di un accordo con Cgil-Cisl-Uil del 24 giugno 2008. Il risultato di quell'intesa è «un quadro disomogeneo a velocità differente nei nove Quartieri, con opportunità diverse per l'utenza», spiega la sindacalista. LA LISTA di ciò che non va inizia con i «tagli pesanti alle risorse», poi i «servizi scomparsi come il buono latte e altri spalmati su tutti i Quartieri, con il risultato di una caduta di qualita' del servizio stesso". Ad esempio, scrive Fabbiani, il Porto «non riesce a far fronte all'emergenza» legata alle situazioni della stazione e della zona Prati di Caprara-ospedale Maggiore, «per mancanza di fondi e personale». Altri problemi riguarderebbero borse lavoro e contributi disabilità. «Per gli operatori degli sportelli sociali racconta Fabbiani il disagio è notevole: da quello logistico per via di locali inadeguati senza la necessaria riservatezza, a quello della formazione a causa di un'overdose d'informazioni spesso inefficaci e tardive e all'utilizzo di nove applicativi per l'attività di sportello e di back-office. Spesso si trovano completamente soli ad affrontare situazioni molto delicate». Gli educatori professionali sono «i più colpiti dalla confusione creata dall'amministrazione», dicono le Rdb segnalando anche i problemi al Servizio adulti «inadeguato alla richiesta che arriva da un' utenza in fascia di età dai 55 ai 65 anni» alle prese con problemi di ogni tipo, a cui l'operatore dello sportello «non è in grado di dare nessuna risposta». Per di più, denuncia Fabbiani, «anche a seguito di spot pubblicitari ingannevoli da parte dell'amministrazione, lo Sportello sociale viene vissuto dal cittadino come un erogatore di risorse aggiuntive e non semplicemente come porta di accesso ai servizi». Poi si invitano le forze politiche a farsi carico di questi problemi e il Comune a «riaprire subito il confronto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali per rivedere l'accordo firmato in giugno». 30 gennaio 2009 - La Città di Salerno Consiglio comunale
sullospedale Agropoli - Un consiglio comunale monotematico per la
presentazione della proposta elaborata dai sanitari dellospedale di Agropoli, per
evitare che il nosocomio fuoriesca dalla rete dellemergenza. Il consiglio si
svolgerá il 7 febbraio. Il sindaco Franco Alfieri, su richiesta del nuovo Comitato di
lotta presieduto da don Bruno Lancuba, inviterá a partecipare tutti i consiglieri
regionali, ai quali sará affidata la proposta. In programma anche una manifestazione
contro le direttive del nuovo piano sanitario regionale. Il Comitato lunedì è stata
ricevuta dal capo di gabinetto del sottosegretario alla Sanitá, Sergio Saraceno. 30 gennaio 2009 - Il Messaggero PESCARA. Protesta dei precari della
sanità... PESCARA - Protesta dei precari della sanità davanti
la sede della regione in viale Bovio. E il primo effetto della lettera di
commissariamento dei manager delle Asl, recapitata ieri, firmata dallassessore
regionale alla sanità Lanfranco Venturoni e dal commissario governativo Gino Redigolo. 30 gennaio 2009 - La Stampa Nuove iniziative di sindacato di
basee Pari opportunità VADO L. - Un dossier consegnato alla responsabile
provinciale delle «Pari Opportunità», Giuliana Cornetti, in vista dellincontro
con il direttore della Saint Gobain di Milano, Paolo Casatti. Nuova richiesta di un faccia
a faccia con il sindaco di Vado, Carlo Giacobbe, da parte dellAlca-Cub, sindacato di
base dei lavoratori chimici e affini, per tentare di trovare una soluzione «politica».
Infine un documento dei lavoratori in cui si esprimono «grandi preoccupazioni» per il
futuro della fabbrica e si denuncia il clima «poco sereno, più propenso alla sanzione
che al dialogo e alla disponibilità» nellambiente di lavoro. 30 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno Orta di Atella La società vanta
crediti dal Comune per un milione ORTA DI ATELLA Per la quarta volta, nel giro di
una settimana, ieri mattina i 42 operatori ecologici della Igica, l'azienda di Caivano che
da un anno gestisce l'igiene urbana del Comune di Orta di Atella, hanno nuovamente
manifestato (in questo caso all'esterno della sede dell'azienda) invocando il pagamento
degli stipendi arretrati di dicembre. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri ma
tutto si è svolto senza incidenti. 30 gennaio 2009 - Il Gazzettino Padova. Sono ventisette i
sindacalisti che fanno parte delle Rsu... Padova - Sono ventisette i sindacalisti che fanno parte
delle Rsu, le rappresentanze sindacali in Comune, divisi in otto diversi raggruppamenti. Sindacato, lora delle
spaccature Pordenone - Tutto è cominciato dal commercio.
Lestate scorsa il fronte sindacale si è spaccato nel momento in cui si è rinnovato
il contratto nazionale del comparto. E anche in provincia la Filcams Cgil si è sfilata
nel momento in cui si è firmata lintesa. Dopo qualche mese - nel novembre scorso -
è stata la volta del contratto dei dipendenti del pubblico impiego. Il copione si ripete:
la Fp-Cgil contesta linsufficiente importo economico e le modalità. Nelle settimane
successive il sindacato di Epifani, con gli autonomi dellRdb, organizza dei
referendum tra i dipendenti pubblici: nel palazzo di Giustizia di Pordenone lintesa
nazionale siglata da Cisl, Uil e Ugl viene bocciata dalla maggioranza dei lavoratori. Nei
giorni scorsi lassenza dal tavolo del rinnovo del modello contrattuale che
sostituisce le regole del Patto del 93 conferma che le strade del sindacato sono
ormai divise. E liniziativa di ieri dei sindacati della scuola è - di fatto -
lufficializzazione che la spaccatura nel mondo sindacale si sta già consumando
nelle diverse categorie. E la situazione più evidente del fatto che i percorsi si stiano
separando è il segnale che arriva da due importanti categorie della Cgil: i
metalmeccanici e i dipendenti pubblici andranno insieme a uno sciopero già previsto per
il prossimo 13 novembre. 30 gennaio 2009 - Settegiorni INQUINAMENTO. Un gruppo
ambientalista nasce dalla fusione di formazioni comunali Magenta - Prima una diffida, inviata circa un anno fa al Comune di Magenta con la quale si spronavano tutte le municipalità del Magentino ad applicare misure concrete per l'abbattimento delle polveri sottili e sottilissime, e ora l'unione con altri comitati ambientalisti nati spontaneamente tra i cittadini al fine di dare avita alla campagna «Cieli puliti». È questa la battaglia portata avanti da più di due anni dal «Comitato per la salubrità dell'aria». Nato inizialmente da un'iniziativa dei Vas (Verdi, Ambiente e Società), il comitato ha ora unito le sue forze a quelle del Circolo «Vit.a» Legambiente di Vittuone, al Comitato «No Tangenziale» di Magenta, a quello «No Variante» di Boffalora e alla rappresentanza di base Cub dell'Università milanese. Insieme hanno quindi intrapreso una campagna di sensibilizzazione e di denuncia della qualità dell'aria. Decine di lenzuola bianche sono già pronte, e in distribuzione al «Melograno» di via Petrarca a Magenta, per essere esposte in segno di protesta dai balconi del Magentino così da far vedere, «nero su bianco», gli effetti dello smog. Spetterà poi alle amministrazioni, locali o regionali, lavare i panni sporchi in quanto le stoffe candide, una volta annerite dall'inquinamento atmosferico, verranno consegnate alle diverse amministrazioni. «A Magenta nei primi 26 giorni di gennaio, escludendo quelli successivi a Sant'Antonio, i livelli di Pm10 sono già stati superati 17 volte. Il limite massimo consentito è di 50 microgrammi per metro cubo di aria e in diversi casi siamo arrivati ben oltre ai 100 microgrammi, come l'11 gennaio quando ne sono stati rilevati 116, il 12 gennaio con valore 144, il 13 gennaio con 119, il 15 gennaio con quota 131, il 17 gennaio a 133 microgrammi e il 18 gennaio a 162 ha puntualizzato Igor Bonazzoli del Comitato "No Tangenziale" di Magenta questo significa che, secondo le normative europee, Magenta potrà sforare tale soglia solo altre 18 volte in tutto il 2009. Si capisce bene che sforamento sarà di gran lunga superato. Dal 2010 le leggi europee diventeranno inoltre ancora più restrittive in materia. La soglia si abbasserà e la situazione non potrà così che peggiorare». «La cosa preoccupante è che non tutti conoscono gli effetti delle polveri sottili e soprattutto di quelle sottilissime come ad esempio il Pm 2,5» ha aggiunto Paolo Fagnani di «Vit.a», il quale ha sottolineato come l'inquinamento atmosferico prodotto da un Comune si propaga in breve ai territori limitrofi. Come dire, l'aria non ha il nome di una città. Ed è proprio Angelo Terraneo dei Vas a denunciare che «nel corso degli anni mai nessun sindaco del Magentino ha messo in campo azioni concrete per migliorare le cose». Per i promotori di «Cieli puliti» la guerra continua e potrà sfociare in tribunale. Grazie ad una sentenza della Corte di Giustizia europea, qualsiasi cittadino può infatti denunciare penalmente Regione e Comuni per omissione di atti d'ufficio, qualora si verifichi il superamento continuato delle soglie relative alle polveri sottili. 29 gennaio 2009 - Agi CONTRATTI: FUMATA BIANCA PER AGENZIE FISCALI, 77 EURO AUMENTO(AGI) - Roma, 29 gen. - Stipulato definitivamente oggi all'ARAN il Contratto nazionale di lavoro 2008-2009 delle lavoratrici e dei lavoratori delle Agenzie Fiscali, che prevede un aumento di 77 euro destinati ad incremento tabellare e di 5 euro destinati all'incremento dell'indennita' di amministrazione. "Il contratto, che era stato definito il 24 novembre 2008, ha concluso l'iter entro i 55 giorni previsti dalla nuova normativa - ha affermato Giovanni Faverin segretario generale della CISL FP - e consente l'avvio degli aumenti in busta paga dal mese di febbraio con i relativi arretrati del mese di gennaio 2009". Confermato anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione per la produttivita' e il recupero delle risorse dei fondi previsti da leggi speciali, sempre per la maggiore produttivita', utilizzando i risparmi aggiuntivi dovuti a processi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento delle Agenzie. "In un momento di crisi profonda per il Paese e di instabilita' occupazionale per tanti lavoratori del privato - ha sottolineato Faverin - riteniamo significativo l'aumento contrattuale di 82 euro mensili per il biennio 2008/2009. Il contratto apre una nuova stagione negoziale per il sindacato, prevedendo piu' contrattazione integrativa per contribuire al miglioramento funzionale delle Agenzie Fiscali attraverso il recupero di risorse da investire nella qualita' dei servizi e nella retribuzione dei dipendenti". La stipula definitiva del Ccnl delle Agenzie Fiscali, che fa seguito a quella del 23 gennaio scorso del contratto dei Ministeri, rappresenta il secondo risultato importante dopo la firma del nuovo accordo quadro di riforma degli assetti contrattuali per il lavoro privato e pubblico. "Un risultato - conclude il segretario della funzione pubblica cislina - che conferma la validita' del percorso avviato dalla CISL FP e la scelta di valorizzare il ruolo della contrattazione e della concretezza dei miglioramenti per i lavoratori". Il contratto non e' stato firmato dai Rdb-Cub: "Tagliate le risorse del salario accessorio per effetto della legge 133, a fronte di un aumento contrattuale medio di 82 Euro lordi i lavoratori hanno perso piu' di 300 Euro mensili pro capite, corrispondenti a un saldo negativo di almeno 220 Euro", quantifica Stefania Lucchini, dell'esecutivo nazionale RdB-CUB Agenzie Fiscali. 29 gennaio 2009 - Adnkronos SANITA': RDB-CUB, CORTE CONTI LAZIO CONTINUI A INDAGARE SU S.SPIRITO ROMA. LETTERA ALLA MAGISTRATURA CONTABILE REGIONALE SU SPRECHI CAMERE OPERATORIE Roma, 29 gen. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - La Corte dei Conti del Lazio continui a indagare sulla vicenda delle due camere operatorie dell'ospedale Santo Spirito di Roma, ristrutturate nel 2000 in occasione del Giubileo e oggi non ancora funzionanti. Lo chiedono le Rappresentanze sindacali di base - Confederazione unitaria di base (Rdb-Cub), che hanno inviato una lettera alla magistratura contabile del Lazio per impedire che le indagini avviate negli scorsi anni rimangano nella fase istruttoria, facendo cosi' cadere in prescrizione il caso. "Nel 2006 - ricorda il sindacato nella lettera - denunciammo alla Procura regionale della Corte dei Conti il caso delle due camere operatorie ristrutturate in occasione del Giubileo e, malgrado inspiegabili smantellamenti con conseguenti ripetute ristrutturazioni, a oggi non ancora funzionanti". La Corte dei Conti del Lazio avvio' un'indagine preliminare, stimando in oltre 2.200.000 euro il danno erariale a carico della Asl Roma E. Il procuratore regionale, Luigi Mario Ribaudo, nelle relazioni svolte per l'apertura degli anni giudiziari 2007 e 2008 rappresento' il caso delle camere operatorie "come evento significativo di sprechi e disservizio nella sanita' pubblica". La pratica avviata, si sottolinea nella lettera, e' tuttavia rimasta in fase istruttoria e attualmente rischia di cadere in prescrizione. "Abbiamo inviato una lettera aperta a Ribaudo - spiega Maria Teresa Pascucci, del coordinamento regionale Rdb-Cub - per impedire che il caso cada in prescrizione e che gli amministratori inadempienti restino impuniti. Ci amareggia inoltre constatare che nella relazione 2008 del procuratore regionale della Corte dei Conti venga considerato particolarmente significativo un caso di assenteismo da parte di un singolo dipendente pubblico che, malgrado l'esiguita' dell'importo economico, secondo la Corte reca un danno da disservizio e danno all'immagine''. ''Ci sembra enormemente piu' significativo il caso del blocco operatorio del Santo Spirito - prosegue Pascucci - sia per il danno economico importante che per il grave disservizio a carico dell'intera cittadinanza". Secondo la rappresentante, "gli utenti e i lavoratori della Pubblica amministrazione sono stanchi di proclami sul cosiddetto 'fannullonismo', che nulla producono in termini di miglioramento dei servizi''. ''Se la Corte dei Conti non interverra' sul problema del Santo Spirito - conclude Pascucci - si rendera' colpevole di un significativo caso di assenteismo, contribuendo a un grave disservizio nella sanita' del Lazio". 29 gennaio 2009 - Dire AMBIENTE. RDB ISPRA: SENZA I PRECARI
LA RICERCA E' A RISCHIO (DIRE) Roma, 29 gen. - "Senza il personale precario non potremmo far fronte ai progetti di ricerca gia' avviati, con pesanti ripercussioni sulle nostre attivita'". E' l'allarme che lancia Emma Persia, coordinatrice dell'Usi-RdB dell'Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Nell'Ispra, spiega Persia, "lavorano piu' di 600 precari, che grazie alle loro mobilitazioni hanno ottenuto un provvedimento legislativo ad hoc in cui si consentono i prolungamenti contrattuali, le stabilizzazioni ed un piano di concorsi". Cio' nonostante "l'amministrazione, contravvenendo l'obbligo normativo, non ha rinnovato 28 contratti atipici, di cui ben 21 afferenti all'ex Icram" (l'ente di ricerca sul mare confluito nell'Ispra)". In questo modo, lamenta Persia, "si indeboliscono fortemente gli studi e i risultati necessari per la salvaguardia del nostro mare, danneggiando cosi' tutta la comunita'". Per questo, annuncia, "domani mattina alle 11 saremo davanti al ministero dell'Ambiente, dove metteremo in scena il 'mare nero', una performance che mostra cosa puo' accadere al nostro mare e alle nostre coste se non si difende la ricerca pubblica. Terremo inoltre lezioni all'aperto e proietteremo documentari sul nostre attivita' in mare". Al ministro, conclude Persia, "chiediamo di dare un segnale di responsabilita' e chiarezza sul futuro dell'Ispra. La riassunzione dei 28 precari sarebbe un passo importante per dimostrare l'attenzione del ministro per il settore". COMUNE BOLOGNA. PRIMA GRANA PER
PARUOLO, RDB: SBANDO WELFARE (DIRE) Bologna, 29 gen. - Prima grana per il 'nuovo' assessore comunale alle Politiche sociali, il vicesindaco Giuseppe Paruolo: le Rappresentanze sindacali di base (Rdb) lanciano l'allarme sulla situazione di "sbando" dei servizi. Gli operatori degli sportelli sociali dei quartieri, gli assistenti sociali e gli educatori professionali si sono riuniti in assemblea due giorni fa e oggi il sindacato di base fa il quadro dei problemi emersi nel dibattito. "La confusione attorno al tanto decantato decentramento del welfare dei quartieri e' totale", sintetizza Vilma Fabbiani, delle Rdb attaccando la "devolution" sociale di Palazzo D'Accursio frutto di un accordo con Cgil-Cisl-Uil del 24 giugno 2008. Il risultato di quell'intesa e' "un quadro disomogeneo a velocita' differente nei nove quartieri, con opportunita' diverse per l'utenza", spiega la sindacalista. La lista di cio' che non va inizia dai "tagli pesanti alle risorse" e prosegue con "servizi scomparsi come il buono latte e altri spalmati su tutti i quartieri con il risultato e' una caduta di qualita' del servizio stesso". Ad esempio, scrive Fabbiani in una nota, il quartiere Porto "non riesce a far fronte all'emergenza" legata alle situazioni della stazione e della zona Prati di Caprara-Ospedale Maggiore, "per mancanza di fondi e personale". Altri problemi riguarderebbero borse lavoro e contributi disabilita'. "Per gli operatori degli sportelli sociali- racconta Fabbiani- il disagio e' notevole: da quello logistico per via di locali inadeguati senza la necessaria riservatezza, a quello della formazione a causa di un'overdose d'informazioni spesso inefficaci e tardive e all'utilizzo di nove applicativi per l'attivita' di sportello e di back-office. Spesso si trovano completamente soli ad affrontare situazioni molto delicate". Gli educatori professionali sono "i piu' colpiti dalla confusione creata dall'amministrazione", dicono le Rdb segnalando anche i problemi al Servizio adulti "inadeguato alla richiesta che arriva da un' utenza in fascia di eta' dai 55 ai 65 anni" alle prese con la perdita del posto di "lavoro, della casa, del cure sanitarie e con problemi psicosociali, a cui l'operatore dello sportello non e' in grado di dare nessuna risposta". Per di piu', denuncia ancora Fabbiani, "anche a seguito di spot pubblicitari ingannevoli da parte dell'amministrazione, lo sportello sociale viene vissuto dal cittadino come un erogatore di risorse aggiuntive e non semplicemente come porta di accesso ai servizi". Al conto le Rdb aggiungono l'assenza dei servizio con le Asp. "Tutto cio' sta passando nel silenzio piu' assoluto, visto il periodo di campagna elettorale: nessuno vuole che si sappia come sta andando il decentramento dei servizi ai quartieri, soprattutto quelli che l'hanno votato", protesta Fabbiani invitando invece le forze politiche a farsi carico di questi problemi e il Comune a "riaprire subito il confronto con i lavoratori e le organizzazioni sindacali per rivedere l'accordo firmato in giugno". 29 gennaio 2009 - Ansa DOMANI NEL LAZIO (ANSA) - ROMA, 29 GEN - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL
LAZIO:... 29 gennaio 2009 - Omniroma SANTO SPIRITO, RDB-CUB:CORTE CONTI NON SIA COLPEVOLE ASSENTEISMO (OMNIROMA) Roma, 29 gen - «Nel 2006 la Rdb-Cub Sanità del Lazio denunciò alla Procura regionale della Corte dei Conti il caso di due camere operatorie dell'ospedale Santo Spirito di Roma che, ristrutturate nel 2000 in occasione del Giubileo e malgrado inspiegabili continui smantellamenti con conseguenti ripetute ristrutturazioni, ad oggi non sono ancora in funzione. La Corte dei Conti del Lazio avviò un'indagine preliminare, stimando in oltre 2.200.000 euro il danno erariale a carico della Asl RmE. Il procuratore regionale, Ribaudo, nelle relazioni da lui svolte per l'apertura sia dell'anno giudiziario 2007 che dell'anno giudiziario 2008 rappresentò il caso delle camere operatorie come evento significativo di sprechi e disservizio nella sanità pubblica. La pratica avviata è tuttavia rimasta in fase istruttoria ed attualmente rischia di cadere in prescrizione». Lo comunica, in una nota, Rdb-Cub. «Abbiamo inviato una lettera aperta a Ribaudo per impedire che il caso da noi denunciato cada in prescrizione e che gli amministratori inadempienti restino impuniti - riferisce Maria Teresa Pascucci del Coordinamento regionale Rdb-Cub. Ci amareggia inoltre constatare che nella relazione 2008 del Procuratore Regionale della Corte dei Conti venga considerato particolarmente significativo un caso di assenteismo da parte di un singolo dipendente pubblico che, malgrado l'esiguità dell'importo economico, secondo la Corte reca un danno da disservizio e danno all'immagine. Ci sembra enormemente più significativo il caso del blocco operatorio del S. Spirito sia per il danno economico importante che per il grave disservizio a carico dell'intera cittadinanza». Conclude la rappresentante RdB-CUB: «Gli utenti e i lavoratori della Pubblica amministrazione sono stanchi di proclami sul cosiddetto fannullonismo, che nulla producono in termini di miglioramento dei servizi. Se la Corte dei Conti non interverrà sul problema del Santo Spirito si renderà colpevole di un significativo caso di assenteismo, contribuendo ad un grave disservizio nella sanità del Lazio, dove i continui tagli all'assistenza mettono in seria discussione il diritto alla salute e dove si chiede sistematicamente ai cittadini di farsi carico dei costi del sistema». GIUSTIZIA, ASSEMBLEA PERSONALE GIUDIZIARIO PER RIQUALIFICAZIONE (OMNIROMA) Roma, 29 gen - Una contro inaugurazione dell'anno giudiziario per rivendicare la riqualificazione del personale si è tenuta oggi presso l'aula Occorsio del tribunale di Roma presenti il Comitato di lotta degli uffici giudiziari assieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Uil, Flp, Rdb e Ugl. A renderlo noto è lo stesso Comitato e i sindacati in una nota. «L'assemblea ha inteso rivendicare il diritto alla riqualificazione di tutto il personale giudiziario che, ad oggi, il ministro della giustizia continua totalmente ad ignorare e - si legge nella nota - ribadisce: che ogni ipotesi di riforma della giustizia non potrà disconoscere le funzioni e la professionalità del personale giudiziario; la continuazione e l'estensione delle forme di lotta già deliberate nella precedente assemblea del 18 novembre 2008 e in particolare la stretta osservanza delle norme di legge e dei regolamenti che disciplinano l'attività amministrativa». La stessa assemblea inoltre «conferisce mandato al Comitato di lotta e alle suddette organizzazioni sindacali che unitariamente hanno condiviso la richiesta, di indire una manifestazione unitaria in piazza del Parlamento a sostegno delle rivendicazioni già adottate». SANITÀ, LUZZI (AN) VISITA OSPEDALE SUBIACO (OMNIROMA) Roma, 29 gen - «Tommaso Luzzi, consigliere regionale e componente della commissione Sanità della Regione Lazio, si è recato oggi in visita presso l'ospedale Angelucci di Subiaco, accompagnato dal presidente del Tribunale dei diritti del malato Antonio Lollobrigida, dall'assessore alla Sanità del Comune di Subiaco, Ivan Petrini, e dal rappresentante Rdb-Rsu, Lino De Dominicis. La visita dell'esponente di 'AN verso il Pdl' segue le quotidiane lamentele, dei cittadini di Subiaco e dei comuni limitrofi, nei confronti dei disservizi e delle carenze che affliggono il nosocomio subiacense; un ospedale, quello di Subiaco, in agonia ormai da tempo, a causa della chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia, del ridimensionamento del reparto di Ortopedia e del mancato funzionamento della Tac». È quanto si legge in una nota di Tommaso Luzzi, consigliere regionale e componente della commissione Sanità della Regione Lazio. «Luzzi ha incontrato i vari primari dell'ospedale - prosegue la nota - operatori sanitari ed ha parlato a lungo con il professor Napoleoni, primario di Radiologia, con il quale ha discusso del mancato funzionamento, da oltre un anno, della tac e del fatto che la vecchia sia stata smontata, in attesa di essere sostituita, da più di un mese. La settimana scorsa Luzzi era intervenuto alla Pisana per portare all'attenzione del Consiglio la questione dell'ospedale di Subiaco e aveva ricevuto delle precise garanzie dal presidente Milana, il quale aveva affermato che si sarebbe fatto il possibile per riportare quanto prima la proposta di legge in commissione Sanità e per far sì che fossero fatte le opportune modifiche al testo. 'Ad oggi - afferma Luzzi nella nota - la proposta di legge per l'ospedale montano non è ancora approdata in commissione Sanità. È mia intenzione riportare all'attenzione della commissione la questione dell'ospedale Angelucci di Subiaco e proprio per questo, nella prossima seduta di martedì, solleciterò il passaggio della proposta di legge nella commissione stessà. Luzzi, da sempre impegnato in difesa dell'ospedale di Subiaco, oltre a sottolineare lo stato di abbandono in cui versa l'Angelucci ha voluto denunciare l'assegnazione di un appalto, da parte della Asl Rm/G, alla ditta 'Città di Romà, per il servizio di ambulanze.'Questo appalto - conclude Luzzi nella nota - della durata di 4 anni e del costo di oltre 5 milioni di euro, è inutile per la città di Subiaco in quanto erano già presenti i mezzi e le risorse umane necessarie per svolgere nella maniera migliore il servizio ambulanze. Mi auguro che questo stato di abbandono non porti alla chiusura dell'Angelucci; i cittadini di Subiaco e dei comuni limitrofi meritano un'assistenza sanitaria degna di tale nome e continueremo a batterci per far sì che ciò si realizzi quanto prima». 29 gennaio 2009 - L'Unione Sarda Sciopero dei dipendenti del Ctm.
Alle 10,30 corteo per le vie della città Cagliari - Domani dalle 10 alle 16 i pullman del Ctm non
viaggeranno a causa di uno sciopero proclamato da Cgil, Cisl, Uil, Rdb/Cub, Cisal, Css.
Non solo non viaggeranno i bus, ma ci saranno disagi anche a causa della manifestazione di
personale viaggiante, addetti agli impianti fissi e amministrativi che alle 10,30
partiranno dal deposito di Santa Maria e percorreranno via Bacaredda, via Sonnino, via XX
settembre, via Roma lato portici, via Maddalena, viale Trieste. Giunti davanti alla sede
della direzione dell'azienda, i manifestanti attueranno un presidio. 29 gennaio 2009 - Il Tempo L'allarme Civitavecchia - Comunicato allarmato da parte della Rdb-Cub, che chiama la cittadinanza alla mobilitazione contro lo spauracchio della bancarotta. «La situazione del personale all'interno del Comune di Civitavecchia - scrivono i rappresentanti territoriali Flavio Zeppa e Silvia Salvatori - è a dir poco vergognosa; con le continue variazioni di macro e micro strutture, la mancata stabilizzazione dei precari e i recenti concorsi da videoterminalista e da agenti di polizia municipale, con il mancato rispetto degli accordi sindacali e delle progressioni verticali per carriere interne». Gli esponenti della sigla autonoma lamentano anche continui trasferimenti che «impoveriscono» determinati uffici e paventa nuove esternalizzazioni. «Siamo al collasso e alla paralisi; i lavoratori e le lavoratrici del Comune, penalizzati due volte come dipendenti e cittadini utenti, non ne possono più. La bancarotta è dietro l'angolo e sarà la fine per tutti». 29 gennaio 2009 - QN Quotidiano Nazionale Crimini violenti, Roma si arma. Ai
vigili pistola e manganello ROMA CON LA PISTOLA, ma solo per difesa personale. Il Campidoglio ha detto sì alle armi ai vigili urbani, con un distinguo: il regolamento ne limita strettamente l'uso e così, all'indomani di una decisione definita «storica», a Roma è tempo solo di polemiche. I sindacati degli uomini con il fischietto sono divisi: una parte chiede ai colleghi di non ritirare le pistole per obiezione di coscienza; l'altra, pur invocando un'azione analoga, chiede più ampi margini di manovra con le armi e, soprattutto, l'equiparazione alle altre forze di polizia. PER IL SINDACO Alemanno è «un importante passo avanti», per il presidente della Regione, Marrazzo, è solo un pericolo in più e, a dimostrazione, cita la terribile vicenda di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso in autogrill dall'agente di polizia Luigi Spaccarotella. Divisioni politiche a parte, il comandante del corpo sottolinea che il provvedimento «era atteso da 30 anni» e «tiene conto della normativa che prevede l'armamento solo in funzione di difesa personale. Armeremo solo chi lo desidera ha concluso il comandante esarà l'agente a scegliere se usare questo strumento». SUI SEMILACINQUECENTO «pizzardoni» romani in servizio, attualmente 400 hanno già la pistola e un migliaio l'ha riconsegnata prima di andare in pensione. In totale il Campidoglio dovrebbe acquistare circa 4.000 armi con l'aggiunta di un 5% da tenere di riserva. I singoli agenti avranno 60 giorni di tempo per decidere se accettare la pistola o fare obiezione . OLTRE alle armi da fuoco, ai vigili saranno consegnati uno spray antiaggressione, un manganello e la sciabola. Non è passata, invece, la proposta della pistola paralizzante ritenuta troppo pericolosa. Chi accetterà di armarsi, dovrà sottoporsi a dei corsi teorici pratici di addestramento e a visite mediche psico-attitudinali. Al comando generale del corpo sarà allestita l'armeria, dove saranno custodite le armi nei periodi di assenza dell'assegnatario. I primi «pezzi» arriveranno in giugno. Il provvedimento è stato votato dalla maggioranza con l'astensione del Pd. Per Mario Baccini, della Federazione dei cristiano popolari, si deve avere «il coraggio per una volta di andare fino in fondo» poiché con l'uso ristretto alla sola difesa personale «i vigili non sono né carne né pesce» mentre «è necessario che la municipale sia inquadrata nei corpi di pubblica sicurezza». Baccini ha anticipato, in questo senso, la presentazione di un emendamento al pdl su Roma Capitale. MA CHI È veramente furibondo è l'Arvu, associazione dei vigili di Roma, che annuncia ricorso al Tar del Lazio. «Con questo regolamento spiega Mauro Cordova un vigile rischia molto di più, se utilizza l'arma in dotazione per intervenire a difesa di un cittadino minacciato da un malvivente armato, di quanto rischia il collega di Napoli o Milano dove la dotazione non è disciplinata da un regolamento ad hoc». LA PENSA COSÌ anche Luigi Marcucci, dell'Ospol: «Paradossalmente un vigile romano sarà meno tutelato dal punto di vista giuridico». Le due organizzazioni hanno annunciato, oltre al ricorso, assemblee nelle quali sarà chiesto a tutti gli agenti di non ritirare le pistole. Lo stesso invito rivolto, per motivi opposti, dalla Rdb del Comune. «Questa città ha bisogno di essere vigilata e non armata», ha detto Paola Aimo. Che suggerisce ai colleghi in divisa di rinunciare alle armi «come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche dell'amministrazione». 29 gennaio 2009 - Il Giorno Licenziato dall'Atm perché chiese
sicurezza MILANO - «IL PROBLEMA sicurezza non riguarda solo i controlli a chi accede alla metropolitana. Basti pensare a quello che è successo in dicembre sulla linea verde». Carlo Parascandalo, della Cub Trasporti, cita il deragliamento di un convoglio tra Vimodrone e Cascina Gobba, ma il punto è «difendere la libertà di parola» dei dipendenti Atm, «soprattutto quando in ballo ci sono la tutela di chi viaggia e di chi lavora». Ieri mattina il sindacalista era al Tribunale di Milano, dove alcune decine di persone hanno manifestato in solidarietà ad Andrea Pianeta, l'agente di stazione licenziato dall'Atm nel febbraio 2004 dopo aver esternato ai giornalisti i suoi dubbi sulla possibilità di entrare in metropolitana senza controlli. Tredici giorni dopo, 199 persone sarebbero state uccise dalle bombe nelle stazioni di Madrid. Al presidio organizzato dal Coordinamento milanese di solidarietà "Dalla parte dei lavoratori" c'era anche Dante De Angelis, il sindacalista licenziato da Trenitalia per aver denunciato problemi di sicurezza sugli Eurostar dopo che due Etr si spezzarono l'estate scorsa. In apparenza, una vicenda gemella a quella di Pianeta, all'epoca delegato del sindacato autonomo Sama. Il licenziamento è stato confermato nel 2007. Ieri al Tribunale del lavoro c'era l'udienza d'appello, ma il giudice ha riconvocato le parti per il 14 maggio perché tentino di trovare un accordo; una prassi comune, in questi casi. Atm deciderà se confermare la proposta di transazione formulata all'epoca il pagamento di 15 mensilità -, Pianeta se accettarla. Anche se il suo problema numero uno è la pensione: classe '51, trent'anni di servizio all'Azienda trasporti milanese (è stato assunto nel '73), gli mancano sette anni di contributi per ottenerla, spiega il suo avvocato Giovanni Grillo. «E' in una situazione economica e personale molto difficile aggiunge Parascandalo Ha perso la casa e Atm continua a perseguitarlo con le querele». Tre, la prima è stata archiviata nel giugno 2007. Protesta alla Casa di riposo TIRANO - IL SERVIZIO DI ASSISTENZA nel reparto protetto della Casa di Riposo di Tirano quando era stato esternalizzato è stato assolto fino al 31 dicembre 2008 dalla cooperativa Cigno per poi passare alla cooperativa Team Service dal primo gennaio di quest'anno. Ma quello che doveva essere un semplice passaggio burocratico, cioè una formalità con la firma di un nuovo contratto di lavoro che avrebbe dovuto essere uguale al precedente, si è invece trasformato in una grande grana. «Abbiamo constatato un atteggiamento intimidatorio da parte della cooperativa nei confronti delle lavoratrici al fine di ottenere nuovi contratti di assunzione contenenti clausole non previste dalle norme legislative e contrattuali - dichiara Francesco Beltrama, responsabile delle Rappresentanze sindacali di base, sigla delle 7 lavoratrici su 13 che si sono opposte al cambiamento di contratto - . Abbiamo quindi deciso di dichiarare lo stato di agitazione per potere indire una giornata di sciopero». La Rsu infatti, ha inviato comunicazione anche al prefetto Chiara Marolla affinchè tenti una mediazione fra le parti come è previsto dalla legge. Il prefetto, attivandosi celermente, ha già disposto l'incontro per venerdì 30 gennaio. «Siamo davvero allibite dichiara una lavoratrice della Casa di riposo di Tirano che con le colleghe si occupa di anziani non autosufficienti . Noi abbiamo letto il contratto e ci siamo accorte che erano state inserite arbitrariamente delle clausole che prima non c'erano, e questo senza alcuna convocazione o discussione. Quindi quando ci è stato chiesto di firmarlo abbiamo cancellato ciò che non era stato approvato concordemente e lo abbiamo rinviato. Ci hanno risposto che avrebbero dato seguito, per questo, a provvedimenti disciplinari ed anche a procedimenti penali con chiaro intento intimidatorio». «Proprio così fa eco una collega ed oggi (ieri per chi legge, ndr) siamo state convocate per la firma, ma solo a voce. Nessuna comunicazione scritta ci è giunta, ma la nostra intenzione è quella di chiedere che il contratto sia contrattato. Prima di mettere la nostra firma, vogliamo essere tutelate». «I RESPONSABILI della cooperativa, come la presidente Simona Bernacci rincara la dose Beltrama vorrebbe avere la possibilità di cambiare turni quando vuole, invece di adottare la reperibilità che evidentemente costerebbe un po' di più, ma sarebbe la cosa giusta per le dipendenti che pure hanno una vita oltre il lavoro». «Ormai siamo abituate a una serie di ripicche aggiunge una lavoratrice pensi che in 5 giorni mi hanno fatto cambiare turno 4 volte, il che non vuole dire che non saremmo disponibili in assoluto a cambiare turno, ma allora dovrebbero venire incontro anche alle nostre esigenze». 29 gennaio 2009 - Il Centro Asl Pescara-Chieti, i precari sono in stato di agitazione PESCARA - I precari della Asl Pescara-Chieti chiedono la
stabilizzazione e proclamano lo stato di agitazione. La decisione, scaturita di concerto
con le rappresentanze sindacali di base, è arrivata al termine di un incontro con il
commissario di governo, Gino Redigolo, e con il neo assessore alla Sanità, Lanfranco
Venturoni. 29 gennaio 2009 - Corriere del Veneto Cgil isolata VICENZA Ferrotramvie Vicentine, continua la
«guerra» fra sindacati. Su scala locale, il sindacato del trasporto provinciale
vicentino vede tensioni simili a quelle di rango nazionale: si allarga il solco fra le
rappresentanze di Filt-Cgil e Cub, da un lato, e le organizzazioni Fit-Cisl, Uil Trasporti
e Faisa dall'altro. Martedì pomeriggio queste ultime hanno avuto un incontro separato con
l'azienda, nel quale hanno raggiunto la conferma di precedenti accordi fra azienda e
maestranze disdetti dalla Cgil a fine 2008. 29 gennaio 2009 - Il Giornale Sì del Campidoglio I vigili urbani avranno le armi Roma - Dopo oltre trentanni la polizia municipale
della capitale torna ad essere armata. Il Consiglio comunale ha approvato ieri notte
alluna, dopo una seduta-fiume di 9 ore, il «Regolamento dellarmamento degli
appartenenti al Corpo di polizia municipale, in possesso della qualità di agente di
pubblica sicurezza». 29 gennaio 2009 - Il Messaggero Civitavecchia. L'Rdb, torna sul
piede di guerra... Civitavecchia - L'Rdb, torna sul piede di guerra e accusa
l'amministrazione comunale di aver abbandonato i dipendenti e di non dare, di conseguenza,
un servizio adeguato alla collettività. 29 gennaio 2009 - Il Sardegna Trasporti. Contestata anche la poca
chiarezza nella distribuzione di aggiunte discrezionali allo stipendio Cagliari - Elargizioni di premi sullo stipendio assegnati a dipendenti del Ctm in modo discrezionale e senza alcuna trasparenza. E turni di lavoro poco equilibrati. Sarebbero questi i principali motivi che hanno spinto le segreterie di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil, Ugl, RdB-Cub Trasporti, Faisa Cisal e Fts-Css a promuovere domani la seconda ondata di sciopero. Autisti e controllori incroceranno le braccia dalle 10 alle 16, il personale amministrativo lo farà nelle ultime quattro ore del turno. L'azione di protesta prevede una manifestazione con un corteo che partirà alle 10,30 dal deposito di Santa Maria e percorrerà le vie Bacaredda, Sonnino, XX Settembre, Roma (lato portici), Maddalena, viale Trieste per arrivare sotto gli uffici della direzione del Ctm. «Questa è la seconda azione di sciopero - spiega Alessandro Bianco, segretario regionale di Cgil Trasporti -. Il 13 gennaio scorso ha aderito alla protesta circa il 90 per cento dei dipendenti. Lo sciopero si è reso necessario perché vogliamo capire cosa sta accadendo . A partire dalle elargizioni sullo stipendio, assegnate a fine anno sia a dipendenti che dirigenti in modo discrezionale. Un atteggiamento che giudichiamo non trasparente». Pierfranco Meloni, segretario generale Uil Trasporti chiarisce che «lo sciopero è conseguenza di una situazione diventata inaccettabile. È arrivato il momento di sedersi attorno a un tavolo per trovare soluzioni valide. Chiediamo che ci siano regole chiare che consentano di premiare chi raggiunge gli obiettivi. Ma è necessario che la società chiarisca una volta per tutte quali sono obiettivi e percorsi». I sindacati non sono contrari al riconoscimento di meriti e professionalità. «Noi puntiamo sui premi di produttività - sottolinea Ignazio Lai, segretario generale Fit Cisl - . Tutto il personale si sta dedicando per lavorare al meglio. Il problema è che deve essere fatta chiarezza sulle promozioni». Ezio Castagna amministratore unico del Ctm, fa notare che le elargizioni non sono poco trasparenti ma che è stata «riconosciuta la professionalità di coordinatori e addetti al movimento e traffico (controllori, ndr), con buona pace dei sindacati. Non voglio più premiare, invece, chi ogni tanto si ricorda di venire a lavorare». 29 gennaio 2009 - La Sicilia Trenitalia «Scontro aperto» Ragusa - Trenitalia ha deciso di tagliare ben 17 corse che riguardano anche la provincia di Ragusa. Ieri mattina il presidente Franco Antoci si è confrontato con il coordinatore provinciale della Cub Trasporti, Pippo Gurrieri, rilevando la necessità di avviare una forte azione di protesta che dovrà però vedere compatto tutto il territorio. Ed intanto, in un documento, è la Cub Trasporti a contestare apertamente. "Con i nuovi provvedimenti di Trenitalia, che ha eliminato tuttii treni inseriti in orario appena il 14 dicembre scorso, più altri "storici" della tratta Siracusa Ragusa Gela, la misura è colma scrive Gurrieri - E' finito il periodo dell'interlocuzione, e si va adesso allo scontro aperto. I treni inseriti ed ora eliminati, erano scaturiti da lunghi anni di lotte, culminate con la marcia dell'11 novembre 2006 da Modica a Ragusa, che chiedeva una ferrovia moderna. L'obiettivo era quello di rilanciare il trasporto pendolari con una rimodulazione dell'orario per renderlo più appetibile alle esigenze della mobilità provinciale e interprovinciale. Così erano sorti collegamenti tra tutti i principali centri, corsette cadenzate che avevano fatto sperare in un'inversione di rotta, e posti a condizione per la firma di un protocollo tra Trenitalia, Provincia e Comuni. La Cub Trasporti, assieme alla presidenza della Provincia regionale, avevano, proprio inquesti giorni, elaborato un progetto per la pubblicizzazione delle nuove corse e delle tariffe veramente concorrenziali dei treni, e si apprestavano a lanciarlo, quanto è arrivato questo ennesimo colpo di scure. Il sospetto tuttavia ha accompagnato queste settimane: sospetto che Trenitalia avesse messo questi treni in sordina, senza alcuna pubblicità, per poi monitorarli e infine tagliarli con la scusa della scarsa utilizzazione, avendo così un alibi di ferro". Gurrieri lancia poi un appello alla classe politica: "L'on. Minardo farebbe bene a prendersela con il suo presidente della Regione per questo trattamento "speciale". I sindaci, specie quello di Ragusa, farebbero bene a risvegliarsi dal lungo e colpevole sonno. I cittadini dovrebbero esigere di essere trattati come tutti gli altri che pagano le tasse ma hanno servizi e infrastrutture decenti".(M.B.) 29 gennaio 2009 - Cronaca Qui Lenzuola alle finestre per
dimostrare il tasso elevato di smog. MAGENTA - Contro lo smog e l'aria irrespirabile gli ambientalisti promettono battaglia. E' partita infatti l'altra sera da Magenta la campagna "Mal'aria" alla quale aderiscono i circoli di Legambiente, l'associazione Vita di Vittuone, i comitati di Boffalora contro la variante e di Magenta contro la tangenziale. "Esporremo lenzuola bianche alle finestre - spiega Igor Bonazzoli, uno dei promotori della campagna anti smog e membro del coordinamento 'cieli puliti'- e le porteremo alle amministrazioni locali del magentino quando diventeranno nere". I dati presentati da Arpa Lombardia sono preoccupanti. Il mese di gennaio, secondo la centralina di via Zara a Magenta, è rimasto costantemente oltre la soglia consentita per quanto riguarda il superamento del PM10 che già nel mese di febbraio supererà i 35 giorni durante i quali è stato superato il limite di 50 microgrammi per metro cubo. "Chiediamo che i comuni del Magentino agiscano insieme e sostengano forme alternative di mobilità meno inquinanti - continua Bonazzoli - nel 2007 abbiamo presentato una diffida ai sindaci dei vari comuni, ma i risultati non si sono visti. Se non l'asfalto mangia smog al sottopasso di via IV Giugno a Magenta, gli autobus a bioetanolo, qualche mezzo a gpl in dotazione nei comuni, e un tavolo interinale che non ha portato a nulla". Gli ambientalisti denunciano inoltre che il trasporto ferroviario è in disfacimento e ha subito, per forza di cose negli ultimi tempi, una decrescita di utenti. La battaglia segue di pari passo quella che i comitati stanno portando avanti contro la realizzazione del prolungamento a sud della Boffalora-Malpensa e di altre strade ritenute inutili e dannose, quali la variante in territorio di Boffalora. "I dati parlano chiaro - continua Bonazzoli - l'incremento delle polveri sottili porta ad un aumento della mortalità e delle patologie dell'apparato respiratorio". Un'azione, quella partita l'altra sera nella sede dei Vas di via Petrarca a Magenta, che seque quella che si sta portando avanti a Milano. Città colpita da una procedura di infrazione dall'Unione Europea proprio per non avere intrapreso azioni decise nella lotta all'inquinamento. Particolarmente duro Paolo Fagnani dell'associazione Vita di Vittuone: "Non capiamo perchè non vengano prese decisioni che servano davvero alla collettività - dice - un'idea potrebbe essere quella di prolungare la metropolitana e farla arrivare fin nel Magentino. Molti non sanno della situazione catastrofica che sta colpendo i nostri comuni. Tempo fa, quando si usava l'amianto per ogni cosa, lo si faceva nell'ignoranza. Poi ne abbiamo pagato le conseguenze. ora stiamo vivendo una situazione analoga". E Angelo Terraneo presidente dei Vas conclude: "Mai un sindaco è intervenuto in maniera decisa. Magenta è fuori dall'area critica, i dati parlano di un inquinamento simile a quello di viale Juvara a Milano". Alla conferenza stampa dell'altra sera hanno preso parte anche Paola Chiodini e Ivo Gazzola del comitato "no variante" di Boffalora e Adriana Marafiotti della rappresentaza di base dei Cub. 28 gennaio 2009 - Dire VIGILI. RDB LI INVITA A RINUNCIARE ALL'USO DELL'ARMA(DIRE) Roma, 28 gen. - "Dopo l'approvazione notturna della delibera sull'armamento ai vigili urbani la Rdb-Cub esprime una posizione fortemente critica: la storia di questa citta' insegna che Roma e' una citta' aperta che necessita di essere vigilata e non armata", dice Paola Aimo, rappresentante sindacale della Rdb al Comune di Roma. "Proporremo ai lavoratori e alle lavoratrici della polizia municipale- continua Aimo- di rinunciare all'uso dell'arma non per una generica obiezione di coscienza, ma come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche di questa amministrazione. Armare i vigili riporta la nostra citta' indietro di trent'anni e significa mettere in piedi l'esercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano". Continua la sindacalista: "Ne' aiuta l'aumento dei compiti della polizia municipale, che il sindaco va invocando in nome del federalismo e del ruolo speciale di Roma capitale. A questa militarizzazione contribuisce anche una campagna di enfatizzazione dei recenti episodi di violenza contro le donne, delle quali ci si ricorda solo per fini propagandistici. Non si riscontra infatti una vera attenzione verso le donne ne' nelle politiche del governo, vedi l'innalzamento dell'eta' pensionabile, la disparita' di trattamento economico, la carenza di strutture come asili e consultori". "Ne'- conclude Aimo- in quelle della giunta comunale, che ritarda l'assunzione di vincitori di concorso e disdetta precedenti accordi sindacali con il silenzio complice di Cgil, Cisl e Uil". 28 gennaio 2009 - Agi VIGILI DEL FUOCO: RDB-CUB, STOP A VISITE MEDICHE PER IDONEITA' (AGI) - Roma, 28 gen. - A causa dei debiti del ministero dell'Interno sono state interrotte le visite mediche dei vigili del fuoco per l'idoneita' di servizio e la guida dei mezzi speciali. Lo denuncia in un comunicato l'RdB-Cub dei Vigili del fuoco, che afferma: "Mentre dovremo vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, lavoriamo nell'insicurezza, perche' non saremo piu' visitati da nessun ente sanitario. Col nuovo anno - spiega infatti l'Rdb - e' arrivata ai Comandi provinciali la comunicazione che l'ente sanitario delle Ferrovie dello Stato, convenzionato per le periodiche visite di idoneita' psico-fisica del personale, ha sospeso la convenzione a causa del debito di quasi 5 milioni di euro accumulato dal Dipartimento dei vigili del fuoco". Lo stesso problema, aggiunge il sindacato, si verifica per il rinnovo delle patenti dei mezzi speciali, e "non potendo rinnovare quelle del personale esperto si sopperisce affidando il servizio ai neo patentati". Secondo l'Rdb il debito complessivo del Dipartimento si aggira sui 100 milioni di euro e "presto potrebbe portare i Comandi a non essere piu' in grado di approvvigionarsi del gasolio per le vetture di soccorso". 28 gennaio 2009 - Apcom Campidoglio/ Rdb-Cub: Roma deve
essere vigilata, non armata Roma, 28 gen. (Apcom) - No all'armamento dei vigili urbani di Roma. E' la posizione della sigla sindacale Rdb-Cub che in una nota forti riserve sulla novità introdotta ieri notte da una delibera comunale. "La storia di questa città - spiega Paola Aimo, rappresentante sindacale della RdB - insegna che Roma è una città aperta che necessita di essere vigilata e non armata. Proporremo - annuncia - ai lavoratori e alle lavoratrici della polizia municipale di rinunciare all'uso dell'arma non per una generica obiezione di coscienza, ma come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche di questa amministrazione". "Armare i vigili - prosegue - riporta la nostra città indietro di trent'anni e significa mettere in piedi l'esercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano. Né aiuta l'aumento dei compiti della polizia municipale, che il sindaco va invocando in nome del federalismo e del ruolo speciale di Roma capitale". "A questa militarizzazione - continua - contribuisce anche una campagna di enfatizzazione dei recenti episodi di violenza contro le donne, delle quali - puntualizza - ci si ricorda solo per fini propagandistici. Non si riscontra infatti una vera attenzione verso le donne né nelle politiche del governo centrale, vedi l'innalzamento dell'età pensionabile, la disparità di trattamento economico, la carenza di strutture come asili e consultori; né in quelle della giunta comunale, che ritarda l'assunzione di vincitori di concorso e disdetta precedenti accordi sindacali con il silenzio complice - conclude - di Cgil, Cisl e Uil". 28 gennaio 2009 - Ansa SICUREZZA: VIGILI AVRANNO
PISTOLA,SI' DEL CAMPIDOGLIO (ANSA) - ROMA, 28 GEN - Dopo oltre trent'anni la polizia municipale della Capitale torna ad essere armata. Il Consiglio comunale di Roma ha approvato all'1:02, dopo una seduta-fiume di 9 ore, il ''Regolamento dell'armamento degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, in possesso della qualita' di agente di pubblica sicurezza''. La delibera e' stata approvata con 29 a favore (Pdl), 4 contrari (Azzuni del gruppo Misto; Cirinna e De Luca del Pd; Quadrana della Lista civica) e 9 astenuti (Marroni, Mei, Nanni, Onorato, Policastro, Smedile, Stampete, Valeriani del Pd; e il generale Antonino Torre della lista civica per Alemanno). ''I vigili urbani avranno l'arma per difesa personale - ha spiegato l'assessore alle Risorse umane del Comune di Roma Enrico Cavallari - svolgeranno gli stessi servizi ma con una dotazione in piu' che consentira' di difendere meglio i cittadini. Attualmente sono 1500 i vigili che hanno gia' la pistola''. I vigili urbani avranno pero' la possibilita' ''di avere le pistole salvo i casi di obiezione di coscienza''. Il provvedimento approvato dall'Aula prevede anche la dotazione di spray anti-aggressione e 'mazzette distanziatrici'' ovvero i manganelli. Il regolamento approvato dal Consiglio comunale, mettendo un punto fermo a un dibattito che ha contrapposto per anni centrodestra e centrosinistra, disciplina ed individua i servizi da prestare con le armi. La pistola assegnata in dotazione e' consegnata con un caricatore di riserva e le munizioni. Arma che ''puo' essere riconsegnata temporaneamente'' all'armeria in caso di ferie o assenze dal servizio. Nel regolamento, composto di 18 articoli, si affronta anche il problema di ''possibili danni che possono essere causati a beni e persone dall'uso dalle armi'' e ''sono stipulate dall'amministrazione polizze per la responsabilita' civile e patrimoniale entro sei mesi dall'assegnazione dell'arma''. La prima ''tappa'' per dare le pistole ai vigili urbani e' del giugno scorso quando la giunta approvo' la delibera nella quale si decideva di armare i vigili urbani, con pistola calibro nove, spray anti aggressione e manganelli di plastica. Mentre il 6 agosto dello scorso anno, dopo una lunga trattativa, c'e' stata la sottoscrizione di tutte le sigle sindacali ad eccezione degli Rdb. L'Associazione romana vigili urbani (Arvu) ha pero' gia' deciso di ricorrere al Tar, pur essendo la promotrice dell'armamento della polizia locale perche' ''i vigili urbani potranno difendersi da atti criminosi ma non potranno difendere i cittadini in quanto l'arma viene data per la sola difesa personale''. 28 gennaio 2009 - Roma Today I Sindacati ai vigili:
"Rinunciate all'uso dell'arma" Dopo lapprovazione notturna della delibera sullarmamento ai vigili urbani la RdB-CUB esprime una posizione fortemente critica: "La storia di questa città insegna che Roma è una città aperta che necessita di essere vigilata e non armata", commenta Paola Aimo, rappresentante sindacale della RdB al Comune di Roma. "Proporremo ai lavoratori e alle lavoratrici della Polizia Municipale", continua la Aimo "di rinunciare alluso dellarma non per una generica obiezione di coscienza, ma come vero e proprio atto di contrasto alle scelte politiche di questa amministrazione". "Armare i vigili", secondo la sindalista "riporta la nostra città indietro di trentanni e significa mettere in piedi lesercito personale del sindaco ignorando del tutto il ruolo e la funzione di collante sociale svolta fino ad ora dal vigile urbano. Né aiuta laumento dei compiti della Polizia Municipale, che il sindaco va invocando in nome del federalismo e del ruolo speciale di Roma capitale". Da Rdb Cub poi un pensiero ai vigili urbani risultati idonei al concorso ed ancora in attesa di assunzione: "La Giunta comunale ritarda lassunzione di vincitori di concorso e disdetta precedenti accordi sindacali con il silenzio complice di Cgil, Cisl e Uil". Scuola: nel Lazio a rischio
licenziamento 3.000 addetti alle Pulizie Roma - Tremila addetti alle pulizie nelle scuole del Lazio rischiano di essere licenziati tra tre mesi. La denuncia è del sindacato di base Rdb - Cub che denuncia: "Sarà un vero e proprio massacro sociale, per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori sociali". Alla base dei possibili licenziamenti c'è il mancato rifinanziamento del mega appalto tra il Ministero della Pubblica Istruzione e i consorzi addetti alle pulizie. "Un appalto", ci spiega il responsabile regionale del settore precariato, Giovanni Pio Congi, "che è stato voluto nel 2001 dall'allora premier D'Alema per trovare una soluzione al ricollocamento degli Lsu". Quell'appalto coinvolge circa 15.000 addetti alle pulizie in tutta Italia ed affida a 4 consorzi la gestione delle pulizie in molti istituti scolastici. Nel Lazio sono così impiegati circa 3.000 ex Lsu, la maggior parte dei quali nelle province di Rieti, Latina e Frosinone. Nella sola città di Roma i posti a rischio sono poco più di 250. In sostanza quest'appalto nell'ultima finanziaria non è stato rifinanziato per intero. "L'appalto", spiega Congi, "è stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con l'ultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Con questi soldi si può andare avanti al massimo fino a marzo, aprile dopodiché scatteranno i licenziamenti". Tra i lavoratori che rischiano il posto ci sono soprattutto donne, di età media tra i 45 e i 50 anni che difficilmente sarebbero ricollocabili nel mondo del lavoro. Queste donne lavorano per 30-35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese. Soluzioni al momento all'orizzonte non se ne vedono, come conferma anche Congi: "Sappiamo che i quattro consorzi avevano in programma nei giorni scorsi due incontri con il ministero della pubblica istruzione, ma pare siano tutti saltati. Questi dipendenti non hanno ammortizzatori sociali, quindi in caso di licenziamenti non avranno cassa integrazione. Una soluzione possibile, paventata anche dal ministero del Lavoro, è quella di fare ricorso a degli ammortizzatori sociali in deroga". 28 gennaio 2009 - VignaClara blog Comune di Roma - approvata la delibera, Vigili Urbani con la pistola Roma - Al termine di una lunga seduta durata oltre nove ore
questa notte il Consiglio del Comune di Roma ha approvato il "Regolamento
dellarmamento degli appartenenti al Corpo di Polizia". Con 29 voti a favore, 4
contrari e 9 astenuti i Vigili Urbani capitolini saranno di nuovo armati dopo che nel 1978
lallora sindaco Giulio Carlo Argan ne dispose il disarmo. Il Sindaco Alemanno,
commentando levento, ha dichiarato che "nellutilizzo della Polizia
municipale non cambia nulla. Le funzioni rimangono le stesse ma ora la nostra polizia
sarà più in grado di difendersi, di essere rispettata e di essere autonoma rispetto agli
altri corpi di polizia. Questo è importante perché sempre più spesso i nostri vigili
intervengono in contesti molto difficili". Subito dopo lAssessore capitolino al
Personale, Enrico Cavallari, ha spiegato che comunque larmamento non sarà
obbligatorio essendo previsto il caso di obiezione di coscienza. 28 gennaio 2009 - Il Gazzettino Infermieri sotto organico. Rdb Cub
pronto a scioperare Vicenza - LRdb Cub dichiara lo stato di
agitazione sindacale e chiede al prefetto Piero Mattei lincontro di conciliazione e
raffreddamento in vista dellapertura del reparto dei dozzinanti allospedale
San Bortolo. ASL 13 I rappresentanti di base non
hanno condiviso la risposta dellazienda in merito alla modifica complessiva della
turnazione Dolo - (Gdc) Operatori sanitari ancora sul piede di guerra.
Ieri, Federico Martelletto e Raniero Germano, responsabili delle "RdB-Cub",
hanno inviato una lettera al Prefetto per dichiarare il ripristino dello stato di
agitazione sindacale indetto lo scorso maggio e poi momentaneamente sospeso. La
motivazione è da ricercarsi nella proposta della direzione aziendale dellUlss 13
ritenuta inadeguata, dopo mesi di trattative. Nella richiesta avanzata lo scorso maggio,
le Rappresentanze di Base chiedevano una modifica complessiva della turnazione degli
Operatori Socio Sanitari di Dolo e Mirano: «Questo - spiega Martelletto - per garantire
un più adeguato riposo psicofisico, qualche doppio riposo compensativo che permetta la
possibilità di trascorrere almeno un fine settimana completo al mese con le proprie
famiglie. In pratica chiediamo la possibilità davere una vita più normale, contro
lattuale turnistica costruita sul turno di sei ore, di cinque giorni lavorativi e un
riposo, ritenuta particolarmente disagiata». 28 gennaio 2009 - TRC giornale "I politici ci hanno abbandonato, diamoci da fare" Civitavecchia - La situazione del personale all'interno del Comune di Civitavecchia è a dir poco vergognosa. Lo sostengono Silvia Salvatori e Flavio Zeppa, che accusano l'amministrazione comunale di disgregare tutte le certezze lavorative, abbandonando i dipendenti a se stessi ed a fronteggiare la cittadinanza che giustamente si lamenta dei servizi non adeguati. Secondo i due rappresentati territoriali delle RdB Cub, i politici hanno abbandonato i cittadini e per questo invitano proprio i civitavecchiesi a darsi da fare per fronteggiare una situazione che definiscono grave e prossima alla bancarotta. 28 gennaio 2009 - Il Piccolo SABATO UN CONVEGNO Trieste - Un convegno «per rispondere alle scelte di
politica aziendale della Trieste Trasporti, che privilegia i profitti, reprimendo le
istanze delle organizzazioni sindacali e, in particolare, delle Rdb». Questo
lannuncio dato ieri dai rappresentanti della Confederazione unitaria di base (Cub)
trasporti nel corso di una manifestazione che, nonostante il freddo e la pioggia, si è
svolta nel tardo pomeriggio in piazza della Borsa, alla presenza di una cinquantina di
sindcalisti. «Le strategie imprenditoriali ha spiegato Willy Puglia, esponente
delle Rdb - sono presentate allopinione pubblica come indispensabili interventi di
ristrutturazione e razionalizzazione gestionale. Per ottenere lapprovazione della
cittadinanza e dell utenza, questi progetti vengono enfatizzati, trovando spesso
lappoggio interessato e trasversale di personaggi politici. In realtà ha
evidenziato Puglia la privatizzazione del trasporto pubblico, finanziata con il
denaro dei contribuenti, consente agli imprenditori di realizzare ingenti guadagni
economici, determinando al tempo stesso pesanti ricadute negative. Parliamo ha
proseguito lesponente sindacale di un complessivo decadimento della qualità
e della sicurezza del servizio allutenza, un aumento dei carichi di lavoro, una
progressiva riduzione dei livelli retributivi e occupazionali, il taglio delle tutele
normative e una sistematica violazione dei diritti di utenti e lavoratori oltre che delle
norme legislative e contrattuali». Puglia ha denunciato ancora una volta la «repressione
del conflitto sindacale attuata dalla Trieste Trasporti, con lutilizzo di pesanti
sanzioni disciplinari e denunce penali». 28 gennaio 2009 - La Repubblica Le Rdb "Basta sfratti per morosità" Bologna - Blocchiamo gli sfratti per morosità. L´associazione inquilini assegnatari delle Rdb chiede lo stop dei provvedimenti diretti per gli sfratti dovuti al mancato pagamento del canone e occupa simbolicamente, per un paio d´ore, l´ufficio casa del Comune. Una protesta scaturita «dall´ennesimo sgombero per morosità» avvenuto l´altro ieri. L´associazione chiede «un tavolo fra Prefettura, Comune e parti sociali per bloccare gli sfratti». 28 gennaio 2009 - Villaggio Globale.it Un comunicato delle RdB-Cub dei
VV.F. «Mentre dobbiamo vigilare sulla sicurezza nei luoghi di
lavoro lavoriamo nell'insicurezza i Vigili del Fuoco non saranno più visitati da nessun
ente sanitario. Col nuovo anno, infatti, è arrivata ai Comandi Provinciali comunicazione
che l'ente sanitario delle Ferrovie dello Stato, convenzionato per le periodiche visite
atte alla verifica dell'incondizionata idoneità psico-fisica del personale, ha sospeso la
convenzione a causa del debito di circa 5 milioni di Euro accumulato nei suoi confronti
dal Dipartimento dei VV.F. Analogo problema per il rinnovo delle patenti di guida per i
mezzi speciali dei VVF: sospesa la convezione e non potendo rinnovare quelle del personale
esperto si sopperisce affidando il servizio ai neo patentati. Ammonta ormai a circa 100
milioni di Euro il debito complessivo del Dipartimento dei VVF nei confronti dei
fornitori, un debito che presto potrebbe portare i Comandi a non essere più in grado di
approvvigionarsi del gasolio per le vetture di soccorso». Questa è l'amara segnalazione
che viene fatta da Antonio Jiritano della Direzione nazionale delle Rappresentanze
sindacali di Base. «Questi sono i risultati dei progressivi tagli operati dall'attuale e
dai precedenti governi. In due anni al Dipartimento dei Vigili del Fuoco è venuto a
mancare circa il 28% delle risorse. E di questi tagli non risente solo il salario del
personale, ma lo stesso soccorso alla popolazione viene messo a serissimo rischio». 28 gennaio 2009 - La Nuova Venezia Mirano. Turni di lavoro contestati MIRANO - Operatori socio sanitari di nuovo in agitazione per il mancato accordo con la direzione dellAsl 13 sui turni di lavoro. Il sindacato di categoria Rdb-Cub torna a chiedere la modifica complessiva della turnazione degli operatori impiegati negli ospedali di Dolo e Mirano, scrivendo al prefetto e minacciando un presidio di protesta davanti ai due nosocomi. La questione si trascina da mesi, con trattative e proposte che dal maggio scorso non hanno mai incontrato la piena soddisfazione dei dipendenti. «Chiediamo una turnazione che garantisca un più adeguato riposo psicofisico - spiega Federico Martelletto di Rdb-Cub - ma anche qualche doppio riposo compensativo che permetta di trascorrere almeno un fine settimana completo al mese con le proprie famiglie, invece dellattuale turnistica costruita su turni di sei ore, di cinque giorni lavorativi e un riposo». Unapertura da parte dellAsl in realtà cè stata, con la proposta di assunzione di otto nuovi operatori allo scopo di strutturare una nuova turistica composta da tre giorni lavorativi e un riposo compensativo (su un turno di sette ore). «Un passo avanti importante - riconosce Martelletto - ma che ancora non permette il doppio riposo compensativo festivo». I lavoratori chiedono infatti un turno di sette ore e quindici minuti, che permetta di effettuare quattro giorni lavorativi e due riposi settimanali e di seguito quattro giorni lavorativi e un riposo. Se le loro richieste non saranno considerate i sindacati minacciano già la settimana prossima un presidio di protesta davanti agli ospedali per attirare lattenzione. (f.d.g.) 28 gennaio 2009 - Caserta news RdB/CUB diffida Rettore e Direttore Università Salerno "Appreso attraverso informativa sindacale dello svolgimento della trattativa e della chiusura dell'accordo del 26/1/2009 tra l'Amministrazione e le OO.SS Cgil, Cisl e Uil, senza la scrivente Organizzazione Sindacale esclusa immotivatamente. L'O.S. RdB Pubblico Impiego, giudicando gravissimo il comportamento del Rettore e del Direttore Amministrativo per l'esclusione e discriminazione dell'O.S. scrivente e del suo delegato RSU, in violazione delle norme vigenti, intima al Rettore e al Direttore Amministrativo dell'Università di Salerno il ripristino immediato della legalità. La scrivente Organizzazione Sindacale sottolinea la nullità dell'accordo del 26/1/2009 e concede all'Amministrazione 24 ore per il suo ritiro. Si chiede nuova convocazione nel rispetto delle norme vigenti in materia di rappresentanza sindacale. Diversamente l'O.S. RdB Pubblico Impiego darà mandato al proprio Ufficio Legale per denunciare l'amministrazione per comportamento antisindacal e (Ar.28 Legge 300/70)". 28 gennaio 2009 - Il Tempo «Rifondazione a fianco dei
lavoratori ex Lsu» Roma - «Nella nostra regione - prosegue Peduzzi - sono circa 3 mila gli occupati ex Lsu che rischiano il posto, 15 mila in tutta Italia. Sono i lavoratori che dal 2001, grazie al mega appalto del ministero della pubblica istruzione per la pulizia delle scuole, affidato a quattro grandi consorzi e di anno in anno rifinanziato dai governi successivi, hanno trovato una loro collocazione. Adesso, il governo Berlusconi ha deciso di tagliare drasticamente i finanziamenti. La somma stanziata sarà sufficiente a garantire il servizio per qualche mese; al termine, partiranno i licenziamenti di migliaia di addetti che non potranno nemmeno usufruire degli ammortizzatori sociali. Per il Lazio - conclude - sarebbe un ulteriore colpo sia sul piano economico che sociale». 28 gennaio 2009 - Il Centro PRECARI A VIALE BOVIO PESCARA - «I lavoratori precari delle Asl di Chieti e Pescara hanno deciso di continuare la mobilitazione e autoconvocarsi al palazzo di giunta regionale di viale Bovio per giovedì 29 gennaio alle 9 per sentire anche il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi». E liniziativa organizzata dalle Rappresentanze sindacali di base e che segue altre proteste tenute in Abruzzo. Il sindacato chiede la stabilizazione dei precari e contesta i vertici politici e amministrativi della sanità abruzzese. «E grave, secondo noi», si legge nella nota, «che siano stati sacrificati circa 700 posti di lavoro precario della sanità abruzzese sullaltare dellincapacità storica di attuare una seria programmazione sanitaria, di contenere sprechi e di evitare il malaffare. Sconcertante è il fatto che i posti di lavoro nel privato siano stati salvaguardati e che i lavoratori del pubblico, sembra, non siano un problema di questa nuova giunta». 28 gennaio 2009 - Il Venezia Troppi turni nell'Ulss 13 e così scatta la protesta Mestre - Ulss 13 in subbuglio e dalla prossima settimana ripartono i presidi di protesta. Ad annunciare lo stato d'agirazione l'Rdb che ha già scritto pure al prefetto e al Direttore Generale dell'Ulss 13 Dolo Mirano annunciando la ripresa della protesta. Le motivazioni che ci spingono a riproporre l'agitazione sindacale, sono conseguenti alle trattative, partite il 9 maggio 2008 e che non hanno portato risultato. Nella richiesta avanzate si chiedeva la modifica complessiva della turnazione degli Operatori Socio Sanitari degli Ospedali di Dolo e Mirano; una turnazione che garantisca un adeguato riposo psicofisico e qualche doppio riposo compensativo. «A fronte di questo, la Direzione chiede anche, al personale Oss di tutta la Ulss, la disponibilità esercitare la propria attività lavorativa in più Reparti in un contesto dipartimentale, con tutte le difficoltà che ne conseguono». E da qui intanto sono partite le lettere, mentre nei prossimi giorni comincerà la protesta. 28 gennaio 2009 - R.T.M. Il presidente Antoci risponde sui nuovi provvedimenti di Trenitalia Modica - In merito allallarme lanciato dai sindacati Fit- Cisl, per la soppressione di 17 corse dal primo febbraio, il Presidente Franco Antoci tiene a dare ulteriori precisazioni. "Evitare il ridimensionamento del trasporto ferroviario- ha affermato il presidente- ha sempre rappresentato per questa amministrazione una priorità, in quanto si inserisce nella grande questione dello sviluppo infrastrutturale dellintera provincia. È bene chiarire però le diverse tappe che hanno portato oggi a questo risultato e che hanno fatto si che Trenitalia con le sue logiche aziendali colpisse ancora una volta duramente ogni attesa di rivitalizzazione del trasporto ferroviario in provincia. Il 14 dicembre scorso è entrato infatti in funzione il nuovo orario ferroviario annuale, che aveva attivato tutte le corse richieste da questo territorio. Di conseguenza lamministrazione provinciale, anche su richiesta del sindacato Cub Trasporti, stava approntando una campagna di sensibilizzazione alluso del treno, facendo anche leva sulla concorrenzialità delle tariffe con il mezzo gommato; invece appena entrato in funzione il nuovo orario, Trenitalia ha cominciato a monitorare il traffico passeggeri (naturalmente scarsissimo) e come si apprende, dal 1 febbraio sopprimerà ben 17 corse, azzerando quasi il trasporto ferroviario in provincia di Ragusa. Alla luce di questo, ho già preso contatti con il Presidente della Provincia di Siracusa per poter sviluppare insieme unazione sinergica per opporci a questa spoliazione, ma è chiaro che senza un intervento forte (anche dal punto di vista finanziario) della Regione Siciliana, ogni appello a Trenitalia resterà lettera morta. Stupisce pertanto la polemica dellon. Minardo che da qualche giorno, forse in coincidenza con il mancato coinvolgimento del Mpa al tavolo politico provinciale, scopre che l'origine delle inondazioni allaeroporto di Comiso e i tagli di Trenitalia sono addebitabili alla provincia e al suo presidente...Purtroppo, come lon. Minardo ben sa, la Provincia si può muovere solamente negli ambiti di competenza a lei riservati e lo ha sempre fatto. In questo caso specifico, non può opporsi alle logiche commerciali di unazienda come Trenitalia, che nonostante le nostre richieste ed il nostro impegno, ha deciso di perseguire i suoi obiettivi di sviluppo aziendale, anche se questo vuol dire, senza ombra di dubbio, penalizzare il nostro territorio. Siamo consapevoli di questo, ma possiamo affermare che come amministrazione abbiamo cercato di mettere in campo tutti i mezzi a nostra disposizione. Chiedo piuttosto allon. Minardo di far si che il Presidente della Regione convochi Trenitalia e chieda conto e ragione delle scelte penalizzanti per la nostra Provincia facendo quindi arrivare quegli aiuti e quel sostegno tangibile al territorio. La sinergia di tutti i propri rappresentanti politici ed amministrativi e' auspicabile per la soluzione dei problemi del territorio, mentre gridare al lupo al lupo serve a farsi sentire ma non a dare risposte concrete.(gm) 27 gennaio 2009 - Dire CASA BOLOGNA. RDB: BISOGNA BLOCCARE SFRATTI PER MOROSITA'SIMBOLICA 'OCCUPAZIONE' DELL'UFFICIO DEL COMUNE (DIRE) Bologna, 27 gen. - Blocchiamo gli sfratti per morosita'. L'Associazione inquilini assegnari delle Rdb di Bologna chiede lo stop dei provvedimenti diretti per gli sfratti dovuti al mancato pagamento del canone e occupa "simbolicamente l'Ufficio casa del Comune". Una protesta scaturita "dall'ennesimo sgombero per morosita' avvenuto ieri". Un fatto che si aggiunge ai precedenti accendendo le preoccupazioni di Lidia Triossi di Asia-Rdb, che comunica in una nota le ragioni dell'occupazione. "Lo sfratto per morosita'- spiega- e' ormai un'emergenza sociale diffusa anche nel territorio bolognese". Si registrano, infatti, "centinaia di sgomberi" che costringono "diversi inquilini a dormire in macchina". Per questo Triossi, dopo aver denunciato risposte "evasive" da parte delle istituzioni interessate, chiede "un tavolo fra Prefettura, Comune e parti sociali per bloccare gli sfratti per morosita', come gia' chiesto in diversi Comuni a livello nazionale". BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MARTEDI' 27 GENNAIO (DIRE) Bologna, 27 gen. - Questi gli appuntamenti a Bologna
e Provincia:... 27 gennaio 2009 - Omniroma REGIONE, PEDUZZI(PRC): «NEL LAZIO 3.000 EX LSU RISCHIANO POSTO» (OMNIROMA) Roma, 27 gen - «Il gruppo di Rifondazione comunista alla Pisana sarà a fianco dei lavoratori ex Lsu addetti alle pulizie nelle scuole del Lazio che il prossimo 6 febbraio scenderanno in piazza per lo sciopero indetto a livello nazionale da Rdb-Cub». Lo dichiara in una nota il capogruppo del Prc in Consiglio regionale, Ivano Peduzzi. «Nella nostra regione - prosegue Peduzzi - sono circa 3 mila gli occupati ex Lsu che rischiano il posto, 15 mila in tutta Italia. Sono i lavoratori che dal 2001, grazie al mega appalto del ministero della pubblica istruzione per la pulizia delle scuole, affidato a quattro grandi consorzi e di anno in anno rifinanziato dai governi successivi, hanno trovato una loro collocazione. Adesso, il governo Berlusconi ha deciso di tagliare drasticamente i finanziamenti. La somma stanziata sarà sufficiente a garantire il servizio per qualche mese; al termine, partiranno i licenziamenti di migliaia di addetti che non potranno nemmeno usufruire degli ammortizzatori sociali. Per il Lazio - conclude - sarebbe un ulteriore colpo sia sul piano economico che sociale. Perciò chiediamo al governo e a tutte le istituzioni locali di intervenire a garanzia dei livelli occupazionali e di servizi essenziali che il taglio di risorse rischia di cancellare». 27 gennaio 2009 - Asca MESSINA: DIPENDENTI ATM SENZA STIPENDIO SCIOPERANO GIOVEDI' 5 FEBBRAIO (ASCA-NORMANNO) - Messina, 27 gen - Ieri assemblea, da lunedi' gazebo in piazza, giovedi' 5 primo sciopero. Sindacati e lavoratori dell'Atm, l'azienda dei Trasporti pubblica della citta' di Messina, ancora in attesa degli stipendi di dicembre, sono di nuovo pronti a scendere in piazza. Un programma di manifestazioni, annunciano i sindacati, che verra' mantenuto nonostante la consegna all'assessore comunale alla Viabilita' Melino Capone del nuovo piano industriale, avvenuta ieri pomeriggio. ''Dopo aver affrontato per l'ennesima volta le problematiche dell'azienda - scrivono oggi Fit, Uilt Ugl, OrSA/T., Cildi, Cub/T., Cisas e RSU - e ribadito la bonta' dell'accordo sottoscritto con il Sindaco di Messina in data 28/11/2008,'' se ''ne rivendica l'immediata applicazione e stigmatizza il comportamento 'anomalo' del Primo Cittadino e dell'Assessore alla Mobilita' Urbana che persistono nel disattendere quanto concordato e snobbano i lavoratori e la loro rappresentanza sindacale, omettendo il confronto e contrapponendo alle rivendicazioni un'assordante silenzio che rende l'Amministrazione Comunale unica responsabile dello sciopero previsto per il prossimo 5 febbraio''. L'assemblea dei lavoratori, unitamente ad organizzazioni sindacali e RSU, difatti annunciano che il 5 febbraio, in occasione dello sciopero di 4 ore, si terra' un corteo per le vie cittadine fino a giungere in Piazza Municipio dove i lavoratori attenderanno in sit-in di essere ricevuti dal Sindaco Buzzanca per conoscere lo stato dell'arte del risanamento dell'ATM. 27 gennaio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 3
- Anno VI In questo numero: * "Un paese di baroni": truffe, favori, logge
segrete e criminalità organizzata 27 gennaio 2009 - EPolis Roma Scuola. Sono 15mila a livello
nazionale i lavoratori presto disoccupati, Roma - "Tremila posti a rischio nel Lazio nei prossimi due o tre mesi, per i dipendenti dei consorzi che gestiscono i servizi di pulizia negli istituti scolastici». L'allarme lo ha lanciato ieri Pio Congi, responsabile regionale del settore precariato dellRdb - Cub (rappresentanze sindacali di base), in Commissione Lavoro e politiche sociali, presieduta da Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio). "L'appalto del ministero della pubblica istruzione coinvolge circa 15 mila lavoratori ex Lsu (Lavori socialmente utili) in tutta Italia, di cui tremila nel Lazio, soprattutto nelle provincie di Latina, Frosinone e Rieti e circa 250 nella capitale - ha precisato Congi - La maggioranza sono donne fra i 45 e 50 anni, lavorano per 30/35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese. Senza un rifinanziamento in tempi brevi da parte del ministero dell'Economia e dell'Istruzione saranno a spasso». Lappalto è stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con lultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro. "Era intuibile che, davanti a una crisi economica così importante e davanti ad unalta irresponsabilità delle istituzioni centrali, nella Regione Lazio sarebbero arrivati casi di questa importanza - ha detto il presidente della commissione Mariani - Quindicimila persone a livello nazionale si troveranno senza lavoro e senza ammortizzatori sociali - ha proseguito Mariani - Scriverò a Marrazzo, allassessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi, e allassessore allistruzione, Silvia Costa, affinchè questo problema sia portato allordine del giorno delle regioni e siano fatte pressioni sul governo centrale. Nel contempo scriveremo al ministro Sacconi, affinchè presti maggiore attenzione alla questione. La cosa più grave è che si stanno tagliando servizi dimportanza primaria, perchè nelle scuole c'è già sofferenza».(P.A.) 27 gennaio 2009 - Corriere del Veneto Istruzione Protestano le maestre.
Appello dei presidi alle famiglie VICENZA Orientare le famiglie a scegliere il tempo
scuola più lungo. All'appello dei sindacati vicentini, si aggiunge quello dei dirigenti
scolastici degli istituti comprensivi del capoluogo e dei comuni limitrofi che ieri si
sono incontrati per discutere dei problemi che avvolgono la scuola nell'ultimo periodo.
«Ci siamo dati alcune linee di indirizzo spiega il coordinatore Urbano Bonato
da attuare nei prossimi colloqui con i genitori in vista delle iscrizioni per il
prossimo anno scolastico. Siamo preoccupati per l'incertezza che ci circonda: sugli
organici che ancora non conosciamo, sul tipo di offerta che potremo dare e anche sui voti
in condotta. Su questo fronte spetterà ad ogni Consiglio di classe valutare i
comportamenti degli alunni». 27 gennaio 2009 - Il Napoli SANITA'. IMPIANTO TENUTO SPENTO NEI
SOTTERRANEI DEL PRONTO SOCCORSO Napoli - Non si placa l'emergenza ricoveri nel Cardarelli. I pazienti continuano ad essere sistemati sulle barelle nei corridoi del nosocomio e, come se non bastasse, vengono esposti tutti i giorni al rischio di contrarre malattie. Infatti, le lettighe su cui sono destinati a stare gli ammalati non vengono lavate nel miglior modo possibile, ovvero con il cosiddetto 'lavabarelle', uno strumento acquistato diversi anni fa dalla direzione del Cardarelli per ottenere la massima disinfettazione dei lettini mobili. L'impianto, però, giace inutilizzato in una stanza chiusa con tanto di lucchetto nei sotterranei del pronto soccorso. La polvere presente sui mobiletti, su alcune barelle e a terra (dove non ci sono orme di scarpe) non lascia spazio a dubbi: in quella stanza non c'entrato nessuno, almeno negli ultimi mesi. Il che significa che il lavabarelle non viene utilizzato e la sua fresa non getta acqua e disinfettante chissà da quanto tempo. Le barelle del Cardarelli, dunque, non vengono lavate e disinfettate a dovere, ma solo pulite a mano dagli ausiliari sociosanitari in servizio nell'ospedale. E pensare che su una barella dove c'è stato un paziente ammalato di una grave patologia, pochi minuti dopo viene fatta salire un'altra persona. Così il letto mobile, spesso sporco di sangue o di altri liquidi, diventa facilmente veicolo di infezioni e di conseguenza il rischio di contrarre malattie, per i pazienti del Cardarelli sistemati in barella, è molto alto. Il lavabarelle, dopo essere stato rubato, fu riacquistato diversi anni fa dai vertici del nosocomio proprio per la sua efficacia nel garantire la massima pulizia delle barelle. Eppure manca ancora il personale addetto al lavaggio delle lettighe: non c'è una squadra precisa che si occupa di assolvere questo importante compito. E lo spreco dei soldi per l'acquisto del lavabarelle, di fatto inutilizzato, è stato più volte segnalato alla direzione dai Cobas del Cardarelli, ma inutilmente. Intanto, da oggi, riprenderanno le attività di 'Day hospital' e di 'day surgery' nelle Chirurgie dell'ospedale. E riprenderanno anche i ricoveri ordinari in Chirurgia, come garantisce il direttore sanitario Franco Paradiso. Il blocco di tutti i ricoveri ordinari, che durerà fino al 31 gennaio, era scattato nei giorni scorsi per i reparti Medicina, Cardiologia durgenza, Pneumologia, Gastroenterologia, Epatologia, Neurologia, Urologia, Chirurgia e Chirurgia vascolare, Neurochirurgia funzionale e durgenza, Ostetricia e Ginecologia. "Il blocco dei ricoveri di elezione resta operativo fino al 31 gennaio - conclude Paradiso - per i reparti di Medicina e per le aree specialistiche». Sull'organizzazione dei ricoveri e su altre tematiche, però, protestano la Rdb-Cub e il Comitato Cinzia Fico, che giovedì effettueranno un sit-in ed un volantinaggio nel Cardarelli. Infine, questa mattina alle 10, Enzo Rivellini, capogruppo di An in Regione e membro della commissione Sanità e il parlamentare del Pdl Luigi Cesaro, incontreranno il direttore generale del Cardarelli, Enrico Iovino per verificare se siano stati messi a disposizione dei vertici dellazienda ospedaliera i 250mila euro stanziati grazie ad un emendamento della finanziaria regionale 2009. 27 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno Protesta contro il Comune Crediti
per 1,5 milioni ORTA DI ATELLA Tre giorni di sit-in per ottenere il pagamento degli stipendi di dicembre. Non hanno «incrociato » le braccia ma hanno fatto sentire la propria voce, i quarantadue operatori ecologici della Igica spa di Caivano, l'azienda che da circa un anno gestisce i servizi di igiene urbana per il Comune di Orta di Atella, che ieri hanno protestato per il terzo giorno consecutivo all'esterno del municipio atellano e tenuto un'assemblea. Non hanno ancora ottenuto lo stipendio di dicembre dopo aver già avuto in ritardo tredicesime e mensilità di novembre. Il Comune di Orta, commissariato da un anno, ha accumulato debiti per oltre un milione di euro con la Igica. La protesta dei quarantadue lavoratori atellani è sostenuta con forza dal sindacato Flaica- Cub: «Noi protestiamo semplicemente per ottenere quello che ci spetta spiega il segretario provinciale della Flaica, Raffaele Docimo , ad oggi non ci sono ancora stati corrisposti gli stipendi di dicembre e questo, come si può immaginare, crea non poco disagi agli operatori. Finora, ogni protesta o richiesta d'incontro denuncia il sindacalista è caduta nel vuoto: i tre commissari prefettizi che amministrano Orta non ci hanno mai ricevuto e sappiamo che i debiti accumulati con la nostra azienda sono arrivati ad un milione e cinquecentomila euro». Ma i problemi degli operatori ecologici di Orta partono da lontano: esattamente dal 1996 quando, prima la Setia Sud srl e poi la Gmc, falliscono obbligando questi lavoratori, allora impiegati nelle due aziende, a rivolgersi all'Inps per il versamento del Tfr. «E ora interviene ancora Docimo la storia rischia di ripetersi se la politica e le istituzioni non si assumeranno le proprie responsabilità. Trovo assurdo, inoltre, che in un momento di crisi come questo il Comune, invece di preoccuparsi di saldare le nostre spettanze, bandisca una gara d'appalto garantita da non so quale fidejussione visto che tra nove mesi dovranno nascere le nuove società provinciali per la gestione dei rifiuti ». Rincara la dose, il delegato sindacale della Flaica, Giovanni Petrillo: «inaccettabile dice che per ottenere appena mille euro di stipendio si sia costretti a manifestare. In un momento di crisi, restare senza soldi diventa drammatico eppure abbiamo deciso di continuare a lavorare per tutelare i cittadini. Voglio ricordare che, grazie al nostro impegno, in un anno la differenziata ha raggiunto livelli inaspettati ma tutto verrà vanificato se il Comune non ci darà stabilità, versandoci quanto ci spetta». 27 gennaio 2009 - Il Gazzettino Delegazione sindacale ha incontrato
ieri in prefettura lassessore Ruggeri davanti al prefetto vicario per una soluzione
al nodo dei lavoratori a tempo determinato Vicenza - (la.pi.) «Fermiamo lo stato di agitazione ma
rimaniamo in allerta, in attesa di una risposta da parte del Comune». I rappresentanti
del sindacato di base Rdb-Cub si sono recati ieri mattina in prefettura, a colloquio con
il vicario del prefetto, Vincenzo Foglia, con lobiettivo di concludere la vertenza
riguardante lassunzione in ruolo di una dozzina di precari impiegati nel settore
educativo scolastico gestito dal Comune, insegnanti di scuole materne, educatrici di asili
nido e operatori scolastici. 27 gennaio 2009 - Varese news Malpensa - Nota del sindacato in
merito alla società di handling Riceviamo e pubblichiamo 26 gennaio 2009 - Ansa SCUOLA: RDB,A RISCHIO POSTO LAVORO TREMILA ADDETTI PULIZIE(ANSA) - ROMA, 26 GEN - Tremila addetti alle pulizie nelle scuole del Lazio, per la maggior parte donne tra i 45 e i 50 anni, rischiano di perdere il posto di lavoro entro tre o quattro mesi. A lanciare l'allarme il responsabile regionale del settore precariato dell'Rdb - Cub (rappresentanze sindacali di base) Giovanni Pio Congi nel corso di un'audizione in commissione regionale Lavoro. «Sono i lavoratori che nel 2001 il governo ha fatto confluire nel mega appalto delle pulizie nelle scuole affidato a quattro grandi consorzi - ha spiegato Congi -. L'appalto è stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con l'ultimo decreto anticrisi del governo sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Basterà solo per tre quattro mesi, poi i consorzi dovranno procedere con i licenziamenti collettivi». Secondo il rappresentante sindacale «sarà un vero e proprio massacro sociale perchè per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori sociali». Il presidente della commissione Peppe Mariani ha annunciato: «Scriverò a Marrazzo, all'assessore al Lavoro Tibaldi, e all'assessore all'Istruzione Costa, affinchè questo problema sia portato all'ordine del giorno delle Regioni e siano fatte pressioni sul governo centrale. Nel contempo scriveremo al ministro Sacconi, affinchè presti maggiore attenzione alla questione». 26 gennaio 2009 - Omniroma ROMEO GESTIONI, ASIA RDB: STOP PROCEDURE RISCATTO ONERI ACCESSORI (OMNIROMA) Roma, 26 gen - «In seguito alla diffida sottoscritta presso i nostri sportelli da oltre 500 inquilini del Comune di Roma nei confronti della Romeo Gestioni, l'assessore Antoniozzi ha deciso la sospensione delle procedure in corso relative agli oneri accessori messi a conguaglio per gli anni 2000-2007, come comunicato al nostro legale dall'assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative in data odierna». Così una nota AS.I.A. RdB. «Nelle lettere degli inquilini, inviate per conoscenza al Sindaco e all'assessore alla Casa - prosegue la nota - si contesta l'illegittimità delle richieste di pagamenti di oneri accessori e conguagli per gli anni precedenti al 2007 inviate a migliaia di affittuari perché è intervenuta la prescrizione degli stessi. Nella diffida si chiede il rispetto della normativa vigente, la quale prescrive la menzione del criterio di ripartizione e l'effettiva individuazione dei consumi in base ai servizi goduti». «Il tavolo di confronto, con la presenza della Regione Lazio, dovrebbe essere convocato in tempi brevi per convenire le modalità applicative, previa verifica dei conteggi - continua la nota - L'AS.I.A. RdB prosegue nell'organizzazione delle assemblee nei lotti comunali e rinnova l'invito agli inquilini a sottoscrivere le diffide. La mobilitazione proseguirà fino a quando le richieste del Comune e della Romeo non saranno definitivamente accantonate». MUNICIPIO VI, BLOCCHI-ASIA RDB: TAVOLO PER ACCOGLIENZA SFRATTATI (OMNIROMA) Roma, 26 gen - «Questa mattina i Blocchi Precari Metropolitani e l'As.I.A. Rdb hanno incontrato il presidente del Municipio VI Palmieri, l'assessore ai Servizi sociali Vannisanti e il consigliere Santilli per discutere dell'occupazione degli spazi di via Argentina Altobelli 34. Durante l'incontro i Blocchi Precari Metropolitani e l'As.I.A. RdB hanno rappresentato le loro richieste, a partire dalla necessità di convocare un tavolo tra il Comune di Roma e il Municipio VI per definire in modo certo i tempi e le modalità di realizzazione di un progetto di accoglienza per gli sfrattati del territorio». Così si legge in una nota di Blocchi Precari Metropolitani e As.I.A. Rdb. «Nel frattempo - prosegue la nota - continueremo a presidiare lo stabile dall'interno con le famiglie sfrattate che lo abitano da una settimana per garantire la sua destinazione d'uso, fino a quando il Dipartimento III del Comune non avrà consegnato al Municipio l'immobile per avviare il progetto. I Blocchi Precari Metropolitani e l'As.I.A. Rdb sollevano la necessità di prendere provvedimenti immediati per affrontare la piaga degli sfratti per morosità». «Questa mattina - conclude la nota - la mobilitazione di cinquanta persone ha salvato dallo sfratto una famiglia a via Di Vittorio 15, ma l'ufficiale giudiziario tornerà il 16 febbraio. Ancora una volta, in quella data, ci mobiliteremo ma è evidente che la questione non può più essere affrontata come un problema di ordine pubblico. Chiediamo al Comune di Roma, alla Prefettura e alla Questura di fermare le esecuzioni in assenza della garanzia del passaggio da casa a casa». SCUOLA, CONGI (RDB): «NEL LAZIO A RISCHIO 3.000 ADDETTI PULIZIE» (OMNIROMA) Roma, 26 gen - «Tremila posti a rischio nel Lazio, 'sarà un vero e proprio massacro sociale, perché per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori socialì. A lanciare l'allarme per i dipendenti dei consorzi che gestiscono i servizi di pulizia negli istituti scolastici è Giovanni Pio Congi, responsabile regionale del settore precariato dell'Rdb - Cub (rappresentanze sindacali di base), ascoltato oggi dalla Commissione Lavoro e politiche sociali, presieduta da Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio)». È quanto si legge in una nota dell'area informazione del consiglio regionale. «L'appalto del ministero della pubblica istruzione coinvolge circa 15 mila lavoratori ex LSU in tutta Italia, di cui circa tremila sono nel Lazio, soprattutto nelle provincie di Latina, Frosinone e Rieti - ha spiegato Congi nel corso dell'audizione - Sono i lavoratori che nel 2001 il governo ha fatto confluire nel mega appalto delle pulizie nelle scuole affidato a quattro grandi consorzi. La maggioranza è costituita da donne, l'età media è di 45/50 anni, lavorano per 30/35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese. L'appalto è stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con l'ultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Basteranno solo per tre/quattro mesi, poi i consorzi dovranno procedere con i licenziamenti collettivi tramite procedure di mobilità». «Era facilmente intuibile che, davanti a una crisi economica così importante e davanti ad un'alta irresponsabilità delle istituzioni centrali, nella Regione Lazio sarebbero arrivati casi di questa importanza». Così il presidente della commissione Mariani, a conclusione dell'audizione. «Quindicimila persone a livello nazionale si troveranno senza lavoro e senza ammortizzatori sociali - ha proseguito Mariani - Noi ci troveremo con questi numeri: tremila disoccupati con un impatto sociale devastante per il Lazio, dove a problemi si aggiungono problemi, a lavoratori espulsi dal ciclo produttivo si aggiungono altri lavoratori espulsi. Noi comunque ci attiveremo subito. Scriverò a Marrazzo, all'assessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi, e all'assessore all'istruzione, Silvia Costa, affinché questo problema sia portato all'ordine del giorno delle regioni e siano fatte pressioni sul governo centrale. Nel contempo scriveremo al ministro Sacconi, affinché presti maggiore attenzione alla questione. La cosa più grave è che si stanno tagliando servizi d'importanza primaria, perché nelle scuole c'è già sofferenza». «La situazione deve far riflettere sia gli amministratori locali sia quelli nazionali - ha concluso Mariani - Come pensano di coprire questi servizi? Ci troviamo di fronte a persone che rischiano di rimanere senza lavoro e senza ammortizzatori sociali e, in più, al rischio di scuole senza servizi essenziali». 26 gennaio 2009 - Dire BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MARTEDI' 27 GENNAIO (DIRE) Bologna, 26 gen. - Questi gli appuntamenti a Bologna
e provincia:... SCUOLA. RDB: A RISCHIO POSTO TREMILA ADDETTI ALLE PULIZIE (DIRE) Roma, 26 gen. - "Sono tremila i posti a rischio nel Lazio, sara' un vero e proprio massacro sociale, perche' per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori sociali". A lanciare l'allarme per i dipendenti dei consorzi che gestiscono i servizi di pulizia negli istituti scolastici e' Giovanni Pio Congi, responsabile regionale del settore precariato dell'Rdb-Cub ascoltato oggi dalla commissione Lavoro presieduta da Peppe Mariani. "L'appalto del ministero della Pubblica istruzione coinvolge circa 15 mila lavoratori ex Lsu in tutta Italia, di cui circa tremila sono nel Lazio, soprattutto nelle provincie di Latina, Frosinone e Rieti- ha spiegato Congi- Sono i lavoratori che nel 2001 il governo ha fatto confluire nel mega appalto delle pulizie nelle scuole affidato a quattro grandi consorzi. L'appalto e' stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con l'ultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Basteranno solo per tre/quattro mesi, poi i consorzi dovranno procedere con i licenziamenti collettivi tramite procedure di mobilita'". "Scrivero' a Marrazzo, all'assessore al Lavoro Tibaldi, e all'assessore all'istruzione Costa- conclude Congi- affinche' questo problema sia portato all'ordine del giorno delle regioni e siano fatte pressioni sul governo centrale. Nel contempo scriveremo al ministro Sacconi, affinche' presti maggiore attenzione alla questione. La cosa piu' grave e' che si stanno tagliando servizi d'importanza primaria, perche' nelle scuole c'e' gia' sofferenza". CASA. BLOCCHI E ASIA: FERMARE ESECUZIONE DEGLI SFRATTI (DIRE) Roma, 26 gen. - Questa mattina i Blocchi precari metropolitani e Asia-Rdb hanno incontrato il presidente del Municipio VI, Palmieri, l'assessore ai Servizi sociali Vannisanti e il consigliere Santilli per discutere dell'occupazione degli spazi di via Argentina Altobelli 34. "Durante l'incontro- fa sapere una nota dei Blocchi precari metropolitani e dell'Asia-Rdb- abbiamo rappresentato le nostre richieste, a partire dalla necessita' di convocare un tavolo tra il Comune di Roma e il Municipio VI per definire in modo certo i tempi e le modalita' di realizzazione di un progetto di accoglienza per gli sfrattati del territorio". "Nel frattempo- sottolinea la nota- continueremo a presidiare lo stabile dall'interno con le famiglie sfrattate che lo abitano da una settimana per garantire la sua destinazione d'uso, fino a quando il Dipartimento III del Comune non avra' consegnato al Municipio l'immobile per avviare il progetto". I Blocchi Precari Metropolitani e Asia-Rdb "sollevano la necessita' di prendere provvedimenti immediati per affrontare la piaga degli sfratti per morosita'. Questa mattina la mobilitazione di cinquanta persone ha salvato dallo sfratto una famiglia a via Di Vittorio 15- ricordano- ma l'ufficiale giudiziario tornera' il 16 febbraio. Ancora una volta, in quella data, ci mobiliteremo ma e' evidente che la questione non puo' piu' essere affrontata come un problema di ordine pubblico. Chiediamo al Comune di Roma, alla prefettura e alla Questura di fermare le esecuzioni in assenza della garanzia del passaggio da casa a casa". 26 gennaio 2009 - Asca LAZIO/SCUOLA: RDB-CUB IN COMM.NE, A RISCHIO 3000 ADDETTI A PULIZIE(ASCA) - Roma, 26 gen - Tremila posti a rischio nel Lazio, ''sara' un vero e proprio massacro sociale, perche' per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori sociali''. A lanciare l'allarme per i dipendenti dei consorzi che gestiscono i servizi di pulizia negli istituti scolastici e' Giovanni Pio Congi, responsabile regionale del settore precariato dell'Rdb - Cub (rappresentanze sindacali di base), ascoltato oggi dalla Commissione Lavoro e politiche sociali, presieduta da Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio). ''L'appalto del ministero della pubblica istruzione coinvolge circa 15 mila lavoratori ex LSU in tutta Italia, di cui circa tremila sono nel Lazio, soprattutto nelle provincie di Latina, Frosinone e Rieti - ha spiegato Congi nel corso dell'audizione - Sono i lavoratori che nel 2001 il governo ha fatto confluire nel mega appalto delle pulizie nelle scuole affidato a quattro grandi consorzi. La maggioranza e' costituita da donne, l'eta' media e' di 45/50 anni, lavorano per 30/35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese. L'appalto e' stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con l'ultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Basteranno solo per tre/quattro mesi, poi i consorzi dovranno procedere con i licenziamenti collettivi tramite procedure di mobilita'''. ''Era facilmente intuibile - ha dichiarato il presidente della commissione Mariani, a conclusione dell'audizione - che, davanti a una crisi economica cosi' importante e davanti ad un'alta irresponsabilita' delle istituzioni centrali, nella Regione Lazio sarebbero arrivati casi di questa importanza. Noi comunque ci attiveremo subito. Scrivero' a Marrazzo, all'assessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi, e all'assessore all'istruzione, Silvia Costa, affinche' questo problema sia portato all'ordine del giorno delle regioni e siano fatte pressioni sul governo centrale''. 26 gennaio 2009 - Italia Sera La denuncia nel corso di
unaudizione alla Commissione Lavoro e politiche sociali della Regione Roma - Tremila posti a rischio nel Lazio, "sarà un vero e proprio massacro sociale, perché per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori sociali". A lanciare lallarme per i dipendenti dei consorzi che gestiscono i servizi di pulizia negli istituti scolastici è Giovanni Pio Congi, responsabile regionale del settore precariato dellRdb Cub (rappresentanze sindacali di base), ascoltato ieri dalla Commissione Lavoro e politiche sociali, presieduta da Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio)". È quanto si legge in una nota dellarea informazione del consiglio regionale. "Lappalto del ministero della pubblica istruzione coinvolge circa 15 mila lavoratori ex LSU in tutta Italia, di cui circa tremila sono nel Lazio, soprattutto nelle provincie di Latina, Frosinone e Rieti - ha spiegato Congi nel corso dellaudizione - Sono i lavoratori che nel 2001 il governo ha fatto confluire nel mega appalto delle pulizie nelle scuole affidato a quattro grandi consorzi. La maggioranza è costituita da donne, letà media è di 45/50 anni, lavorano per 30/35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese. Lappalto è stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con lultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Basteranno solo per tre/quattro mesi, poi i consorzi dovranno procedere con i licenziamenti collettivi tramite procedure di mobilità". "Era facilmente intuibile che, davanti a una crisi economica così importante e davanti ad unalta irresponsabilità delle istituzioni centrali, nella Regione Lazio sarebbero arrivati casi di questa importanza". Così il presidente della commissione Mariani, a conclusione dellaudizione. "Quindicimila persone a livello nazionale si troveranno senza lavoro e senza ammortizzatori sociali - ha proseguito Mariani - Noi ci troveremo con questi numeri: tremila disoccupati con un impatto sociale devastante per il Lazio, dove a problemi si aggiungono problemi, a lavoratori espulsi dal ciclo produttivo si aggiungono altri lavoratori espulsi. Noi comunque ci attiveremo subito. Scriverò a Marrazzo, allassessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi, e allassessore allistruzione, Silvia Costa, affinché questo problema sia portato allordine del giorno delle regioni e siano fatte pressioni sul governo centrale. Nel contempo scriveremo al ministro Sacconi, affinché presti maggiore attenzione alla questione. La cosa più grave è che si stanno tagliando servizi dimportanza primaria, perché nelle scuole cè già sofferenza". "La situazione deve far riflettere sia gli amministratori locali sia quelli nazionali - ha concluso Mariani - Come pensano di coprire questi servizi? Ci troviamo di fronte a persone che rischiano di rimanere senza lavoro e senza ammortizzatori sociali e, in più, al rischio di scuole senza servizi essenziali". 26 gennaio 2009 - Sabina Oggi REGIONE: SCUOLE, POSTO A RISCHIO PER
3000 ADDETTI ALLE PULIZIE A lanciare lallarme per i dipendenti dei consorzi che gestiscono i servizi di pulizia negli istituti scolastici è Giovanni Pio Congi, responsabile regionale del settore precariato dellRdb Cub (rappresentanze sindacali di base), ascoltato oggi dalla Commissione Lavoro e politiche sociali, presieduta da Peppe Mariani (Lista civica per il Lazio). "Lappalto del ministero dell'Istruzione coinvolge circa 15 mila lavoratori ex LSU in tutta Italia, di cui circa tremila sono nel Lazio, soprattutto nelle provincie di Latina, Frosinone e Rieti ha spiegato Congi nel corso dellaudizione - Sono i lavoratori che nel 2001 il governo ha fatto confluire nel mega appalto delle pulizie nelle scuole affidato a quattro grandi consorzi. La maggioranza è costituita da donne, letà media è di 45/50 anni, lavorano per 30/35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese. Lappalto è stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con lultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Basteranno solo per tre/quattro mesi, poi i consorzi dovranno procedere con i licenziamenti collettivi tramite procedure di mobilità". "Era facilmente intuibile che, davanti a una crisi economica così importante e davanti ad unalta irresponsabilità delle istituzioni centrali, nella Regione Lazio sarebbero arrivati casi di questa importanza". Così il presidente della commissione Mariani, a conclusione dellaudizione. "Quindicimila persone a livello nazionale si troveranno senza lavoro e senza ammortizzatori sociali ha proseguito Mariani - Noi ci troveremo con questi numeri: tremila disoccupati con un impatto sociale devastante per il Lazio, dove a problemi si aggiungono problemi, a lavoratori espulsi dal ciclo produttivo si aggiungono altri lavoratori espulsi. Noi comunque ci attiveremo subito. Scriverò a Marrazzo, allassessore al Lavoro, Alessandra Tibaldi, e allassessore allistruzione, Silvia Costa, affinché questo problema sia portato allordine del giorno delle regioni e siano fatte pressioni sul governo centrale. Nel contempo scriveremo al ministro Sacconi, affinché presti maggiore attenzione alla questione. La cosa più grave è che si stanno tagliando servizi dimportanza primaria, perché nelle scuole cè già sofferenza". "La situazione deve far riflettere sia gli amministratori locali sia quelli nazionali ha concluso Mariani - Come pensano di coprire questi servizi? Ci troviamo di fronte a persone che rischiano di rimanere senza lavoro e senza ammortizzatori sociali e, in più, al rischio di scuole senza servizi essenziali". 26 gennaio 2009 - Gazzetta della Martesana La protesta dei sindacati, e in
città c'è una sola autoscala, con quasi 40 anni di servizio Gorgonzola - Una sola autoscala, che tra poco compirà
quarant'anni. E non è un traguardo da festeggiare. Questa è la situazione del comando
cittadino dei Vigili del fuoco, che, come altre sedi lombarde, vive momenti di
difficoltà. Mezzi scarsi e vecchi, numeri risicati e finanziamenti sempre più ridotti:
insomma, fare il pompiere sta diventando sempre più difficile. 26 gennaio 2009 - Leggo Bari. Un altro mese appesi a un
filo... Bari - Un altro mese appesi a un filo, quello sottilissimo della mobilità che pende da maggio del 2002 sulle teste degli ultimi 600 ex lavoratori delle Case di Cura Riunite ancora senza un'occupazione. La proroga potrebbe essere una formalità, come succede ormai da sette anni a questa parte, ma chi dal 1995 ad oggi non ha mai smesso di dannarsi per tirarsi fuori dalle sabbie mobili del precariato, è più preoccupato del solito. "Nell'ultimo incontro romano - rassicura Nicola Brescia, segretario nazionale dell'USPPI, - il sottosegretario al Lavoro Viespoli ci ha detto che saremmo stati convocati presto". L'intesa sui 380 euro mensili, esclusi gli assegni familiari (dal 2002 la mobilità viene ridotta del 10% ogni anno), dovrebbe essere ratificata entro i prossimi 10 giorni. Lo scandalo ha interessato a più riprese 1.870 lavoratori. "Se invece di istituire quella inutile agenzia per il ricollocamento - ironizza Brescia - avessero speso i 22 milioni di euro dando 100mila euro ad ognuno dei precari la situazione sarebbe risolta da un pezzo". Tanta gente ha accettato i 10mila euro per il pensionamento anticipato, pochissimi hanno invece sfruttato il doppio dei soldi per mettersi in proprio. "Ogni anno - precisa Sabino De Razza, della Rappresentanza sindacale di base/Cub - chiediamo spostare le risorse destinate a chi abbandona". Lo sconforto ha preso il sopravvento. Solo 250 persone sono state ricollocate nella sanità pubblica (Asl Bari, Azienda Ospedaliera Policlinico e Asl Bat) attraverso la creazione di corsie preferenziali nei concorsi. "Speriamo di poter incontrare quanto prima l'assessore alle Politiche della Salute, Alberto Tedesco", concludono i sindacalisti. L'obiettivo è quello di chiedere la revisione della legge regionale n. 10 del 2007. In sostanza si sta cercando di far prevedere in tutti i concorsi pubblici, non solo in quelli che riguardano la sanità, una percentuale di posti riservati a chi è stato travolto dal fallimento di Cavallaro e ancora continua a pagarne le conseguenze sulla propria pelle.(ass) 26 gennaio 2009 - Bisceglie live Il lungo calvario dei lavoratori ex
Ccr si avvia a conclusione Il lungo calvario dei lavoratori ex Ccr si avvia a conclusione. La notizia, trasmessaci dal rappresentante territoriale del sindacato RdB-CUB Sergio Di Liddo, riguarda la prossima assunzione di altri 15 dipendenti da parte della Asl/Bat, che si andrebbero a sommare alle 28 nomine dello scorso agosto. Grazie ad una direttiva dellassessorato regionale alla sanità, è terminato liter procedurale per lindizione del nuovo concorso, il cui bando sarà pubblicato a fine gennaio. In previsione sono, invece, altri incarichi da parte del Policlinico e della Asl/Ba. Dopo quasi quindici anni di attesa e due provvedimenti regionali sulla ricollocazione di oltre 1800 dipendenti (L.R. 20 del 30/12/2005), il 2008 si è caratterizzato come «lanno della svolta sulla vertenza ex CCR. afferma Sergio Di Liddo A parlare sono i numeri: circa 370 dipendenti ricollocati a tempo indeterminato. Queste nuove assunzioni non solo dovrebbero definitivamente chiudere la lunga e controversa questione degli ex dipendenti delle Case di Cura Riunite su tutto il territorio del Nord Barese, ma daranno anche la possibilità, e soprattutto la tranquillità di un lavoro stabile e definitivo ad altri 15 ex CCR, che da anni sono costretti a convivere nella disperazione e nella speranza con una indennità di mobilità pari a 400.00 mensili, oltretutto scaduta il 31 dicembre 2008». E sul tema della mobilità un appello viene lanciato dal sindacato RdB e dalla Fials Sanità (che ha fiancheggiato lRdb in tutta la vicenda) ai parlamentari nostrani, affinché spingano il Governo ad emanare, nel più breve tempo possibile, un decreto a firma dei ministri del Lavoro e dellEconomia. Ciò permetterebbe all Inps di riprendere i pagamenti degli ammortizzatori sociali non solo agli ex CCR ancora in attesa di sistemazione, ma anche ad altri ex dipendenti di aziende in crisi. La Regione, frattanto, nei mesi scorsi, è già intervenuta a livello centrale, chiedendo la proroga dellindennità per tutto il 2009. 26 gennaio 2009 - La Nuova Sardegna Il 30 gennaio i mezzi pubblici si
fermeranno CAGLIARI - Riprende la battaglia sindacale allinterno
del Ctm e ancora una volta a pagarne le conseguenze saranno i cagliaritani che si muovono
in pullman: i sindacati - Filt-Cgil, Uilt, Ugl trasporti, RdB trasporti, Faisa-Cisal e
Fts-Css - hanno indetto uno sciopero per il 30 gennaio: per sei ore i mezzi del Ctm
resteranno in deposito per protestare contro la chiusura manifestata dallazienda
davanti alle richieste economiche dei lavoratori. «La vertenza - è scritto in una nota
firmata da tutte le sigle - si è nuovamente inasprita perchè sulla vicenda del rinnovo
dellaccordo economico di secondo livello, scaduto nel 2006, il Ctm volutamente e in
maniera episodica si è reso disponibile al confronto con argomenti e parametri obiettivo
che portano benefici economici esclusivamente allazienda». 26 gennaio 2009 - Il Gazzettino VICENZA. Vertenza scuola Oggi alle ore 10 il prefetto incontrerà i rappresentanti del sindacato di Base RdB CUB e il sindaco per conciliare sulla vertenza relativa all'assunzione in ruolo dei precari del settore educativo scolastico del comune di Vicenza. 25 gennaio 2009 - La Repubblica Pochi gli arabi, in testa i bambini.
Bruciato un carrarmato di cartone Bologna - Sfilano sotto una pioggia incessante per più di
due ore, pregare in piazza, pur volendo aggirare i divieti imposti dalla Questura è
comunque impossibile. Qualcuno allora, prima della partenza, prega in macchina, lontano
dai flash dei fotografi e dalle polemiche che per settimane hanno preceduto il corteo pro
Palestina che, seppur passando alla larga dalle chiese, ieri è arrivato fin sotto la
statua dell´Immacolata, in piazza Malpighi. Niente a che vedere però con quello che
successe il 3 gennaio, quando quasi duemila musulmani pregarono davanti San Petronio. Un
migliaio i manifestanti, pochissimi gli arabi, molti invece i ragazzi dei centri sociali
che sono venuti anche da fuori città. Partito il corteo (da piazza dell´Unità),
all´incrocio tra via Indipendenza e via dei Mille, gli attivisti di Crash hanno tirato
fuori dal loro furgone un carro armato di cartone, con il disegno di un emblema dello
stato di Israele, per poi distruggerlo a calci e dargli fuoco con un fumogeno. 25 gennaio 2009 - Il Manifesto Un posto letto per i bambini della Palestina Milano - Un presidio, domani (lunedì) per chiedere il minimo indispensabile: che il sistema sanitario lombardo intervenga in aiuto del popolo palestinese massacrato dall'esercito israeliano. L'obiettivo è stanare il presidente Roberto Formigoni «al fi ne di prevedere la possibilità di offrire nelle strutture sanitarie ospedaliere lombarde, specifi ci posti letto destinati a questi feriti soprattutto civili e bambini, che altrimenti diventerebbero presto incurabili». Si tratta di un'iniziativa organizzata da Rdb/Cub Sanità: «Come sindacalisti e operatori sanitari non riusciamo a rimanere fermi e indifferenti di fronte al dramma di vite umane che si potrebbero salvare con adeguate cure specialistiche nel nostro paese e crediamo come sindacato di poter interpretare la completa di disponibilità degli uomini e donne che lavorano con senso del dovere all'interno del nostro sistema sanitario lombardo nel mettersi a disposizione di questi uomini donne e bambine a cui in questo momento è negato il diritto a curasi e quindi alla vita». Appuntamento domani dalle 13 alle 15. Assessorato alla Sanità, via Pola 9/a, ore 13-15. 25 gennaio 2009 - Gazzetta di Reggio/Nuova Ferrara Per la questura mille persone BOLOGNA - Tante bandiere palestinesi e una gigante portata a mano in apertura di corteo, cori anti Israele, una pioggia battente e un piccolo carro armato di cartone bruciato davanti al consolato greco. Così per unora e mezzo è sfilata, nel centro di Bologna, la manifestazione pro Gaza organizzata da una rete di associazioni e centri sociali insieme alle Rdb. Complice la pioggia, solo un migliaio di persone - secondo la questura - ha attraversato la città da piazza dellUnità a piazza Malpighi. A differenza del 3 gennaio, non cè stata la preghiera collettiva (gli islamici si inginocchiarono davanti a San Petronio per pregare, provocando polemiche) nè bandiere israeliane bruciate. Anche per le regole chieste dalla Questura e lautoregolamentazione dei manifestanti. Segno forte un bambolotto insanguinato con la scritta Made in Israel. 25 gennaio 2009 - Il Resto del Carlino Bologna. E' FINITA senza bandiere di
Israele bruciate... Bologna - E' FINITA senza bandiere di Israele bruciate, senza preghiera collettiva e senza un solo momento di tensione. Proprio come avevano promesso gli organizzatori, il cui obiettivo era «una manifestazione incentrata sui massacri a Gaza e sulla solidarietà alla Palestina, evitando ogni possibile strumentalizzazione». MA UNO dei dati più significativi del corteo islamico di ieri è stata proprio la scarsa presenza degli islamici. La stragrande maggioranza dei partecipanti, infatti, erano italiani: molti ragazzi di diversi centri sociali, alcuni venuti da Reggio Emilia e Rimini, poi attivisti di una rete di associazioni, le Rdb e semplici cittadini. Pochi i politici, «completamente assenti gli intellettuali», secondo il consigliere comunale indipendente Valerio Monteventi, presente con Serafino D'Onofrio del Cantiere, Leonardo Masella di Rifondazione e, da Roma, Marco Ferrando, leader del partito comunista dei lavoratori («Israele come Stato va smantellato»). Hanno partecipato mille persone secondo la questura, 1.500 secondo gli organizzatori. Un dato inferiore alle attese, ma su cui ha influito la pioggia battente. Il ritrovo era a piazza dell'Unità alle 16,30 e già alle 16 c'era un grande spiegamento fra polizia e carabinieri. La tensione, specialmente dopo il corteo del 3 gennaio in cui furono bruciati vessilli israeliani e i musulmani pregarono in piazza Maggiore, era palpabile. Preoccupazioni inutili. NESSUNO ha pregato, almeno in pubblico. «Io ho eseguito la preghiera del tramonto con la mia famiglia in macchina ha spiegato Daniele Parracino, presidente del Centro islamico . Credo che molti fratelli abbiano fatto lo stesso». Il corteo è partito alle 17,15. In testa, striscioni pro Palestina e contro Israele e qualche fumogeno. Immagine forte, un bambolotto insanguinato con scritto: «Made in Israel». Poi foto di bambini di Gaza. Dai furgoni dei centri sociali, musica e cori contro Bush, Obama, Berlusconi e Olmert, il presidente israeliano. «Assassini, assassini». E ancora: «Palestina libera, intifada vincerà». Diverse donne, con il velo, hanno gridato la loro rabbia. Il serpentone ha percorso via Matteotti, passando davanti la chiesa del Sacro cuore senza problemi. In via Indipendenza, all'angolo con via dei Mille, un carro armato di cartone, con la bandiera di David, è stato preso a calci e poi bruciato. Via Marconi e, finalmente, piazza Malpighi: qui il corteo si è fermato da solo a dieci metri dalla stele con la Madonna ed è tornato indietro di qualche passo. Poco distante, la Sinagoga, blindata dai carabinieri. Al megafono i manifestanti hanno ribadito la volontà di continuare nelle iniziative di protesta. I fratelli' hanno espresso «vicinanza» a Rafia Boukhbiza, dell'associazione Sopra i ponti', indagato per la preghiera del 3 gennaio. E' stato fatto un collegamento telefonico con il pacifista Vittorio Arrigoni, a Gaza, diffuso in diretta su radio Kairos. Alle 19, il corteo si è sciolto. Ultimo siparietto: dieci donne palestinesi, scandendo slogan, hanno fronteggaiato la polizia per alcuni minuti. Il funzionario: «Dove volete andare?». Secca la risposta: «Da nessuna parte». 25 gennaio 2009 - La Città di Salerno La Rdb: subito sciopero Agropoli- Dopo lo stato di agitazione deciso in seguito a unassemblea di tutto il personale dellospedale di Agropoli, è stata avviata una procedura di conciliazione: è lultimo tentativo prima di proclamare lo sciopero per una o più giornate. E questo lobiettivo della Rdb-Cub sanitá provinciale che ha inviato una lettera al prefetto. La protesta fa seguito alla grave carenza di personale infermieristico e di altre figure professionali. «Una carenza - afferma il segretario provinciale Rdb Cub sanitá, Vito Storniello - che compromette i livelli di assistenza minimi da garantire e la stessa qualitá delle prestazioni erogate agli utenti. La situazione è precipitata anche a seguito di rilascio di nulla-osta per la mobilitá di una decina di infermieri. Durante lincontro che si è tenuto con la direzione generale lo scorso 8 gennaio sono emerse delle forti perplessitá sulle stesse procedure di rilascio che sono state eseguite in aperta violazione delle norme». «La situazione allospedale di Agropoli, per quanto riguarda il personale presente in servizio, è ritornata alla stessa del 18 luglio 2007 quando fu effettuato uno sciopero generale di tutti i lavoratori con una grande partecipazione in massa dei cittadini» conclude. I nulla-osta consentono il trasferimento in altre strutture sanitarie degli infermieri professionali. 25 gennaio 2009 - Il Gazzettino Agitazione comunale: sindacati dal prefetto Vicenza - Domani alle 10 il prefetto di Vicenza incontrerà i rappresentanti del sindacato di base RdB CUB e il sindaco per conciliare sulla vertenza relativa all'assunzione in ruolo dei precari del settore educativo scolastico del comune di Vicenza. Il protrarsi dei tempi di risposta dell'amministrazione hanno indotto la RdbCub a proclamare lo stato di agitazione del personale Educatore Asili Nido, Insegnante e Operatore scolastico. Sarà presente un presidio. 25 gennaio 2009 - La Tribuna di Treviso Accordi Sanità, scontro sindacale
aperto Treviso - Scontro aperto fra i sindacati della sanità. A muovere lattacco sono i delegati delle rappresentanze sindacali di base del Veneto, che accusano Cgil, Cisl, Uil e Fials di aver firmato un accordo con direzione ospedaliera che affida agli operatori socio sanitari nuove funzioni in contrasto con il loro profilo professionale. «Si tratta di un accordo sulle procedure assistenziali presso le strutture semiresidenziali, residenziali e distretti - spiegano in un comunicato piuttosto aspro i delegati RdB - nelle quali gli Oss erano tenuti a somministrare terapia farmacologica e a eseguire microclismi farmacologici. Funzioni che gli Oss non possono svolgere. Possiamo supporre che la direzione ospedaliera, in una situazione di grave carenza infermieristica non sappia come districarsi e faccia la furbetta. Ma è difficile comprendere come dei sindacati possano porgergli il fianco in modo così vergognoso. Ci sono anche altri dipendenti dellUsl 9 che svolgono mansioni non dovute». Replica Dante DallOsso (Cgil-Funzione pubblica): «Gli Oss dovranno aiutare i pazienti di queste strutture ad assumere medicine su indicazioni precise di medici e infermieri. Nulla che sia in contrasto con i loro profili professionali».(l.c.) 24 gennaio 2009 - Ansa GAZA: CORTEO A BOLOGNA SOTTO LA PIOGGIA E SENZA PREGHIERA(ANSA) - BOLOGNA, 24 GEN - Tante bandiere palestinesi e una gigante portata a mano in apertura di corteo, cori anti Israele, una pioggia battente e un piccolo carro armato di cartone bruciato davanti al consolato greco. Così per un'ora e mezzo è sfilata, nel centro di Bologna, la manifestazione pro Gaza organizzata da una rete di associazioni e centri sociali cittadini, insieme alle Rdb. Complice la pioggia, solo un migliaio di persone - secondo la questura - ha attraversato la città da piazza dell'Unità a piazza Malpighi. A differenza del corteo del 3 gennaio, questa volta non c'è stata la preghiera collettiva (allora gli islamici si inginocchiarono davanti alla basilica di San Petronio per pregare, provocando poi molte polemiche) nè bandiere israeliane bruciate. Questo anche per le regole chieste dalla Questura e l'autoregolamentazione dei manifestanti. Segno forte un bambolotto insanguinato con la scritta 'Made in Israel' portato da un uomo, slogan contro Bush, Olmert, Barak e Berlusconi («Lascia i carabinieri a casa»), mentre dal microfono si è invocata la pace in Palestina e una donna ha urlato, riferendosi agli israeliani, «Voi avete le armi, noi abbiamo la forza in Dio». Fra i manifestanti, pochi islamici e più italiani. In corteo anche Marco Ferrando, leader del partito comunista dei lavoratori. «Israele come Stato sionista basato su quei principi confessionali e teocratici va smantellato», ha detto perchè rappresenta «un ostacolo alla pace nel Medio Oriente per gli ebrei stessi». Il corteo si è sciolto in piazza Malpighi, a pochi metri dalla statua dell'Immacolata, da un lato, e della sinagoga dall'altro. LUNEDÌ IN LOMBARDIA: 26/01/2009 (ANSA) - MILANO, 24 GEN - AVVENIMENTI PREVISTI PER
DOPODOMANI, LUNEDÌ 26 GENNAIO, IN LOMBARDIA:.... SANITÀ: 26/1 SIT-IN CUB TARANTO DINANZI CONSIGLIO REGIONALE (ANSA) - BARI, 24 GEN - Esponenti dei Comitati di base del settore Sanità di Taranto manifesteranno lunedì 26 gennaio dalle 9 alle 14 nelle vicinanze della sede del consiglio regionale della Puglia (via Capruzzi) in coincidenza con una riunione della commissione regionale Sanità con all'ordine del giorno i servizi da internalizzare con la 'Sanitaservicè di Foggia. I Cub protestano perchè alla riunione non sono stati invitati i lavoratori e le loro rappresentanze. In una nota si sottolinea che, dopo la internalizzazione del servizio 118, di ausiliariato e portierato, il 2 febbraio dovrebbe seguire la stessa strada il servizio di pulizie in tutta la Asl di Foggia. Di conseguenza, sostengono i Cub, appare incomprensibile una riunione che potrebbe ritardare questo cambiamento, mentre all'incontro di lunedì parteciperanno «le grandi compagnie di cooperative», cioè «coloro che sinora hanno gestito i servizi che sono stati o saranno internalizzati». 24 gennaio 2009 - Dire MO. BOLOGNA, 600 IN CORTEO PER GAZA (SENZA PREGHIERA) (DIRE) Bologna, 24 gen. - Sono 600 secondo la Questura, e mille secondo gli organizzatori, le persone che stanno sfilando per le strade di Bologna nel corteo regionale convocato in solidarieta' alla popolazione palestinese di Gaza. Nessuna preghiera collettiva prima della partenza, in piazza dell'Unita'. Daniele Parracino, vicepresidente del Centro di cultura islamica, racconta che alle 17.12, insieme ad altri quattro appartenenti al centro, ha pregato in macchina. Partito il corteo, all'incrocio tra via Indipendenza e via dei Mille, gli attivisti del centro sociale Crash hanno tirato fuori dal loro furgone un carro armato di cartone con il disegno di un emblema dello Stato di Israele, per poi distruggerlo a calci e dargli fuoco con un fumogeno. Dalla testa della manifestazione Rafia Boukhbiza, presidente dell'associazione "Sopra i ponti", guida gli slogan, tra i quali "Israele via, Palestina terra mia" e "Israele assassini, giu' le mani dai bambini". Piu' indietro, bandiere palestinesi e altri cori che inneggiano alla liberta' della Palestina, all'Intifada e contro il primo ministro israeliano Livni. In corteo anche il centro sociale Tpo (che insieme ad una trentina di persone dell'associazione "Citta' migrante" di Reggio Emilia ha dato vita ad un mini-corteo dalla stazione al concentramento di piazza dell'Unita'), il Lazzaretto autogestito e bandiere del Prc (c'e' il segretario provinciale, Tiziano Loreti, e il consigliere regionale Leonardo Masella), Rdb e Pcl (nelle prime file del corteo sfila anche il leader nazionale Marco Ferrando). In piazza anche i consiglieri comunali Valerio Monteventi e Serafino D'Onofrio. 24 gennaio 2009 - Italia Oggi Ok ai Ccnl di scuola e ministeri Via libera al contratto dei ministeri e della scuola per il biennio economico 2008-2009. Dopo l'ok della Corte dei conti all'Aran è stato formalizzato l'ultimo passaggi con la firma dei contratti. La Cgil, Cub-Rdb e Cse non hanno siglato l'accordo. Il contratto degli oltre 220.000 lavoratori dei ministeri era stato definito il 12 novembre 2008 e ha concluso l'iter entro i 55 giorni previsti dalla nuova normativa. Gli aumenti in busta paga saranno corrisposti dal mese di febbraio con i relativi arretrati del mese di gennaio 2009. Il contratto conferma anche il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione per la produttività (circa 200 milioni). «In un momento di crisi così profonda per il paese», ha commentato il segretario generale della Cisl Fp, Giovanni Faverin, «riteniamo significativo l'aumento contrattuale di 78 euro mensili per il biennio 2008/2009». 24 gennaio 2009 - EPolis nazionale L'accordo. Non sigla neppure Cub Rdb Dopo il parere favorevole della Corte dei conti, è stato firmato il contratto Ministeri e Scuola per il biennio economico 2008-2009. La Cgil e Cub Rdb non hanno siglato l'accordo. Il sindacato di Corso dItalia ha confermato lo sciopero per il 13 febbraio, insieme ai metalmeccanici della Fiom. La Cgil non ha firmato laccordo perché "rimangono tutti i punti negativi dell'intesa. Gli incrementi, pari al 3,2%, sono inferiori al tasso d'inflazione reale del solo 2008 (3,3%); 40 euro al mese non daranno modo alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare la crisi economica in atto. Non si recuperano i soldi del salario accessorio tolti dal governo". Mentre, sottolinea il segretario nazionale Alfredo Garzi, "si accetta un incremento di 8 euro per tutto il 2010". "Di fronte a un referendum già indetto - osserva - nessuna delle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto il contratto si è sentita in dovere di richiamarsi alla volontà dei lavoratori interessati. Ancora di più ci sono le ragioni per le lavoratrici e i lavoratori dei ministeri di partecipare al referendum del 9 e 10 febbraio per dire no ad accordi che diminuiscono le retribuzioni. E ancora di più ci sono le ragioni per aderire allo sciopero del 13 febbraio". Il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda, spiega il motivo del no anche all'accordo di Palazzo Chigi sulla riforma del modello contrattuale, che "colpisce fortemente il lavoro pubblico e rappresenta una diminuzione programmata della retribuzione e del potere contrattuale dei lavoratori". Proteste spontanee si sono già verificate all'ospedale Spallanzani di Roma, al Palazzo delle Aquile a Palermo, all'Inps di Milano, al San Paolo e al Cardarelli di Napoli, passando per la Regione Lombardia, il Comune di Bologna, le Asl di Pavia e Como. Critiche alla Cgil arrivano dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "Quelle del sindacato guidato da Epifani - dice - mi sembrano le accuse di un partito politico di opposizione della sinistra radicale". Il ministro difende quindi l'intesa, definendola "un accordo di portata storica e la Cgil conferma solo di essere ancorata ad un vecchio approccio ideologico". 24 gennaio 2009 - Il Manifesto PUBBLICO IMPIEGO Aria pesante di regime. In campo sindacale la situazione si
sta trasformando di ora in ora. Da un lato il governo e le imprese, che hanno finalmente i
loro «complici» (Sacconi dixit) in Cisl, Uil e Ugl. Dall'altra la Cgil e - dove è
presente - il sindacalismo di base. Dopo il rinnovo del biennio economico dei dipendenti
pubblici (non sottoscritto da Cgil, RdB e Cse), anche per la scuola la destar ha imposto
la via del contratto separato. Entrambi sono stati siglati ieri all'Aran - l'agenzia che
negozia i contratti pubblici - praticamente senza alcuna discussione. Sia per gli statali
che per la scuola la Cgil ha annunciato l'indizione di un referendum tra i dipendenti (il
9 e 10 febbraio per gli statali), con l'ovvia indicazione a esprimersi contro. Lapidario
Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica: «Ancora di più ci sono le
ragioni per dire no ad accordi che diminuiscono le retribuzioni» (già negli stipendi di
gennaio sarà sensibile la diminuzione delle vosi «accessorie» del salrio).
L'indicazione è per lo sciopero generale, il 13 febbraio, insieme ai metalmeccanici della
Fiom Cgil, con manifestazione nazionale a Roma. Nel merito, l'«accordo» allunga di un
anno (da due a tre) il periodo di vigenza del contratto, e fissa in 78 euro (lordi,
naturalmente; meno di 50 netti) l'«aumento» retributivo per il biennio. Il recupero
della «vacanza contrattuale»- una piccola elemosina - sarà in busta paga a febbraio. 24 gennaio 2009 - Liberazione Lo sciopero generale del 13 febbraio
indetto da Fiom e Fp-Cgil «è una prima risposta» Cgil pronta alla mobilitazione per
smontare l'accordo separato «Un fatto di assoluta gravità. Giudicheranno i
lavoratori». Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani è tornato a dare un
giudizio duro sull'accordo separato siglato da Cisl, Uil e Ugl l'altra sera a palazzo
Chigi e, contemporaneamente, ha aperto la prospettiva del referendum e della
mobilitazione. Intanto, lo sciopero generale di metalmeccanici e pubblico impiego è
stasto assunto nel quadro delle iniziative di risposta da tutta l'organizzazione. Poi, si
apriranno una serie di mobilitazioni a livello locale diluite nel tempo. Tutte le
iniziative già previste nelle varie categorie, come nei pensionati, nei chimici e negli
edili (che decideranno a giorni) assumeranno, infine, tutte il segno anti-accordo
separato. L'occasione per stendere un primo piano di guerra è stata la riunione del
gruppo dirigente dell'organizzazione sindacale, composto dai segretari generali
territoriali e da quelli delle categorie. A questo punto la Cgil, che ha già programmato
una manifestazione nazionale ai primi di aprile, si appresta a dare battaglia direttamente
sulla gestione dell'accordo nei luoghi di lavoro e nei territori. Ma l'impegno più
immediato è quello del referendum. Epifani ha concluso il suo intervento introduttivo
dicendo: «Per la Cgil un accordo sulle regole ha un valore se, come avvenuto con l'intesa
del 23 luglio, sono i lavoratori con il loro voto a definire validità e pienezza
democratica». 24 gennaio 2009 - Il Messaggero ROMA. Neppure ventiquattro ore e
arriva un altro «no»... ROMA - Neppure ventiquattro ore e arriva un altro «no»
netto della Cgil. Un «no» al rinnovo del contratto dei ministeri e della scuola per il
biennio economico 2008-2009. La firma è avvenuta ieri mattina allAran, dopo il via
libera del governo e della Corte dei Conti. Non hanno sottoscritto lintesa neppure
Rdb-Cub e Cse. Ora la confederazione di Guglielmo Epifani è plasticamente
allopposizione rispetto al governo, alla Confindustria e alle altre sigle e
associazioni datoriali. Unità sindacale in frantumi. E non si intravedono, in
prospettiva, possibilità di una ricostruzione. Anche perchè i metalmeccanici della Fiom
e gli statali cigiellini hanno confermato lo sciopero del 13 febbraio e il 4 aprile è in
programma una manifestazione a Roma. 24 gennaio 2009 - Il Giornale di Brescia Scuola-statali: contratti chiusi ROMA - Capitolo chiuso per i contratti dei ministeri e
della scuola, ma la Cgil resta fuori. Allindomani dellaccordo quadro sul nuovo
modello contrattuale, valido sia per il settore privato che per il pubblico raggiunto
giovedì sera tra sindacati (ad eccezione della maggiore confederazione italiana, guidata
da Guglielmo Epifani), imprenditori e Governo, in qualità di datore di lavoro, ieri si è
riproposta la spaccatura. 24 gennaio 2009 - Il Cittadino Il sindacato conferma lo sciopero
del 13 febbraio ROMA - Capitolo chiuso per i contratti dei ministeri e della scuola, ma la Cgil resta fuori. Allindomani dellaccordo quadro sul nuovo modello contrattuale, valido sia per il settore privato che per il pubblico raggiunto tra sindacati (a eccezione della maggiore confederazione italiana, guidata da Guglielmo Epifani), imprenditori e governo, in qualità di datore di lavoro, oggi si è riproposta la spaccatura. Il via libera definitivo ai rinnovi dei due comparti statali per il biennio economico 2008-2009, siglati ieri allAran, lAgenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, in entrambi i casi è arrivato senza la firma delle rispettive categorie della Cgil. In particolare, per i ministeri cè stato anche il no di Rbd-Cub e Cse (sì da Cisl, Uil e Confsal). E mentre si procederà al referendum tra i lavoratori il 9 e 10 febbraio, con lindicazione da parte della Cgil ad esprimersi contro, gli statali hanno confermato lo sciopero del 13 febbraio, unitamente ai metalmeccanici della Fiom. «Ancora di più - ha affermato il segretario nazionale della Fp-Cgil, Alfredo Garzi - ci sono le ragioni per dire no ad accordi che diminuiscono le retribuzioni», e «ancora di più ci sono le ragioni per aderire allo sciopero del 13 febbraio». A suo parere, «rimangono tutti i punti negativi dellintesa». È «lultimo accordo di durata biennale per questo comparto. Si chiude unepoca», ha sottolineato il presidente dellAran, Massimo Massella. Dalla prossima tornata in poi varrà infatti la durata triennale (sia per la parte economica che normativa), come fissato dal nuovo modello contrattuale che da ieri sostituisce laccordo del 1993.Dopo la stipula definitiva dei contratti per i ministeri e la scuola, giunta in seguito allok del governo e della Corte dei Conti, le buste paga saranno presto quindi più pesanti. Per gli oltre duecentomila lavoratori ministeriali si tratterà di un aumento medio di 78 euro mensili per il biennio, che sarà erogato a partire «da febbraio, con i relativi arretrati del mese di gennaio», oltre al recupero dei fondi per la produttività, come ha affermato il segretario generale della Fp-Cisl, Giovanni Faverin, parlando di «un importante risultato». Positivo anche il giudizio del segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco: «È stato scongiurato il pericolo di perdere due anni di contratto», in un momento così difficile. Per la Funzione pubblica della Cgil, invece, si tratta di «40 euro al mese che non daranno modo alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare la crisi economica in atto», e «non si recuperano neppure i soldi del salario accessorio tolti dal Governo». Per oltre un milione tra docenti e personale Ata della scuola è invece di 70 euro laumento medio atteso in busta paga, corrispondenti allinflazione programmata dal governo pari al 3,2%, che dalla prossima tornata andrà in soffitta e sarà sostituita dal nuovo indice previsionale indicato con la riforma del modello contrattuale. Il contratto è stato bocciato senza appello dallFlc-Cgil: «Impossibile - ha spiegato il segretario generale Mimmo Pantaleo - dare lavallo a un contratto del tutto inadeguato al reale costo della vita». 24 gennaio 2009 - La Stampa Pubblico impiego Capitolo chiuso per i contratti dei ministeri e della scuola, ma la Cgil resta fuori. Allindomani dellaccordo quadro sul nuovo modello contrattuale, valido sia per il settore privato che per il pubblico raggiunto ieri sera tra sindacati (ad eccezione della maggiore confederazione italiana, guidata da Guglielmo Epifani), imprenditori e governo, in qualità di datore di lavoro, oggi si è riproposta la spaccatura. Il via libera definitivo ai rinnovi dei due comparti statali per il biennio economico 2008-2009, siglati ieri mattina allAran, in entrambi i casi è arrivato senza la firma delle rispettive categorie della Cgil. Per i ministeri cè stato anche il no di Rbd-Cub e Cse (sì da Cisl, Uil e Confsal). Mentre si procederà al referendum tra i lavoratori i prossimi 9 e 10 febbraio, con lindicazione da parte della Cgil ad esprimersi contro, gli statali hanno confermato lo sciopero del 13 febbraio, unitamente ai metalmeccanici della Fiom. 24 gennaio 2009 - La Sicilia siglato ieri l'accordo. «no» della
cgil Roma - Capitolo chiuso per i contratti dei
ministeri e della scuola, ma la Cgil resta fuori. All'indomani dell'accordo quadro sul
nuovo modello contrattuale, valido sia per il settore privato che per il pubblico
raggiunto giovedì sera tra sindacati (ad eccezione della maggiore confederazione
italiana, guidata da Guglielmo Epifani), imprenditori e governo, in qualità di datore di
lavoro, ieri si è riproposta la spaccatura. 24 gennaio 2009 - La Provincia Capitolo chiuso per i contratti dei ministeri e della scuola, ma la Cgil resta fuori Capitolo chiuso per i contratti dei
ministeri e della scuola, ma la Cgil resta fuori. All'indomani dell'accordo quadro sul
nuovo modello contrattuale, valido sia per il settore privato che per il pubblico
raggiunto tra sindacati (ad eccezione della Cgil), imprenditori e governo, in qualità di
datore di lavoro, ieri si è riproposta la spaccatura. 24 gennaio 2009 - Il Tempo Contratto Interessati 220 mila
ministeriali e il comparto scuola. Gli incrementi pagati il prossimo mese Cgil non firma
l'accordo e conferma l'adesione allo sciopero del 13 febbraio Ultimo atto per il contratto dei ministeriali e del
personale della scuola. Il rinnovo economico per il biennio 2008-2009 è stato siglato
ieri anche all'Aran, l'agenzia per la contrattazione nelle pubblica amministrazione, dopo
aver ottenuto il semaforo verde dal governo e dalla Corte dei conti. Per quanto riguarda
il comparto dell'istruzione l'aumento in busta paga sarà di circa 70 euro in media
(corrispondenti all'inflazione programmata dal Governo per il 2008 e 2009, cioè pari al
3,2%). Intorno agli 80 euro pro capite, invece, il beneficio salariale per i 220 mila
ministeriali. 24 gennaio 2009 - Il Denaro Scuola e ministeri: firmato il contratto Dopo il parere favorevole della Corte dei Conti, è stato
firmato ieri il contratto Ministeri e Scuola per il biennio economico 2008-2009. La Cgil e
Cub Rdb non hanno siglato l'accordo. Il sindacato di Corso d'Italia ha confermato lo
sciopero per il 13 febbraio, insieme ai metalmeccanici della Fiom. 24 gennaio 2009 - L'Avvenire DIPENDENTI PUBBLICI ROMA - A ncora due no dalla Cgil. Dopo essersi rifiutato,
giovedì, di firmare laccordo quadro sul nuovo modello contrattuale, ieri il
sindacato di Guglielmo Epifani ha negato assieme alle sigle Rdb-Cub e Cse la
propria firma sui rinnovi contrattuali dei dipendenti dei ministeri e della scuola.
LAran, lAgenzia pubblica che tratta sui contratti degli statali, ha concluso
laccordo per il biennio economico 2008-2009 con Cisl, Uil e Confsal. E, mentre si
procederà al referendum tra i lavoratori i prossimi 9 e 10 febbraio, con
lindicazione da parte della Cgil ad esprimersi contro, gli statali hanno confermato
lo sciopero del 13 febbraio, unitamente ai metalmeccanici della Fiom. 24 gennaio 2009 - Il Giornale di Vicenza IL SINDACATO. Lanalisi del
calo di assenze Vicenza - Il sindacato di base Rdb-Cub non ha molto gradito
le esternazioni del ministro Brunetta, in particolare per quanto riguarda i dipendenti
della Provincia. Quel 71 per cento di assenze in meno sembra quasi dire che
nellAmministrazione provinciale berica lassenteismo fosse una prassi. In
realtà, fa notare lorganizzazione sindacale di base, già nel 2007 i dipendenti
della Provincia facevano pochi giorni a casa per malattia: una media di 0,7 giorni in
luglio e di 0,87 in dicembre. Nel 2008 si è passati a 0,25 giorni/mese, cioè quel famoso
71 per cento di calo. Ma le tabelle del ministro Brunetta, secondo Rdb-Cub, non mettono in
risalto chi fa più giorni di assenza in un mese, ma chi presenta una riduzione delle
assenze più elevata rispetto allanno precedente. In questottica, Sondrio
potrebbe apparire più "fannullone" di Cosenza. Le medie di Vicenza, e più in
generale del Veneto, sono sempre state in linea con le percentuali del mondo del lavoro
privato. 24 gennaio 2009 - EPolis Roma Emergenza casa. Prosegue il braccio
di ferro Roma - È mobilitazione. In via Pincherle, nello stabile al centro del braccio di ferro tra l'Ater e la Fata assicurazioni, ieri si è deciso di proseguire con la resistenza alla vendita in blocco dei 116 appartamenti. Un complesso da 280 case, nato negli anni Sessanta per diventare alloggi olimpici in vista di Roma 1960. Poi, i Giochi si svolsero in un'altra zona della città e quel complesso di mano in mano è diventato residenziale. Oggi è un blocco di due palazzoni da cinque piani l'uno, divisi da una striscia di asfalto e da qualche pezzetto di terra. Un "pacchetto" che, appunto, è al centro di una contesa a suon di milioni di euro tra Regione e Fata assicurazioni. Questa la situazione, spiegata alla sessantina di inquilini riunita nell'androne del palazzo da Paolo Di Vetta di Asia Rdb. «Il preliminare di acquisto del pacchetto che oltre ai 116 appartamenti comprende anche quattro negozi e due magazzini, è stato firmato da Area Mestre e Fata assicurazioni a dicembre -, e sono già state recapitate le lettere di vendita a terzi per alcuni appartamenti da parte di Fata che non ha mantenuto l'impegno preso al tavolo interistituzionale di non vendere gli appartamenti». Il problema, tradotto in moneta è di nove milioni di euro: questa la plusvalenza che Fata vorrebbe da parte dell'Ater che, dal canto suo, ne può mettere sul piatto due. Ieri, intanto, alla Regione Lazio è arrivato l'atto di vendita tra Area Mestre e Fata assicurazioni: l'ente lo aveva richiesto per verificare la transazione. «Il rischio che non venga presa in considerazione c'è - dice ancora Di Vetta -. A questo punto, c'è da mobilitarsi in modo permanente». Per prima cosa, lunedì gli inquilini di via Pincherle andranno al Municipio XI per inserire anche il presidente Catarci nel percorso. Poi, aspettare la risposta della proprietà: se negativa, «il palazzo diventi la nostra roccaforte, il punto di resistenza, la trincea dalla quale non muoversi. Un'occupazione, perchè se le vostre case verranno vendute a terzi, voi diventerete "occupanti senza titolo"», suggerisce ancora Di Vetta. Senza dimenticare la tappa in Campidoglio, come suggerisce Gemma Azuni, capogruppo del Gruppo Misto in Consiglio comunale presente all'assemblea. «È bene andare in municipio, è bene tornare in Campidoglio. È bene anche riproporre la questione in Prefettura. Area Mestre dovrebbe capire che non è facile vendere con la crisi economica di oggi, soprattutto nel caso di appartamenti abitati anche da fasce protette come anziani e disabili: non devono credere di fare un'azione di guadagno facile sulla vostra pelle». 24 gennaio 2009 - La Nuova Venezia Cimarosti scrive alla Rumiz:
«Strade pietose» Venezia - Da una parte ci sono i disagi degli
automobilisti, che denunciano strade dissestate e problemi dovuti ai tanti cantieri.
Dallaltra ci sono gli autisti Actv, che segnalano i troppi cambi nei sensi di marcia
e il pericolo per la loro stessa salute, causato dai continui scossoni dovuti alle
condizioni precarie di molte strade. A scrivere allassessore al Patrimonio Mara
Rumiz è il vicepresidente provinciale di Progetto NordEst, Roberto Cimarosti, autista
egli stesso: «Le arterie stradali della nostra città, da via Fradeletto a viale
Vespucci, via Trento e Trieste, Miranese e Castellana, versano in condizioni pietose, con
un manto stradale dissestato e molto spesso rattoppato manualmente con un po di
asfalto pressato dallo scorrimento degli stessi autoveicoli in transito. Per non parlare
dei mezzi pubblici Actv che compiono gli stessi tragitti decine di volte al giorno e che
con il tempo hanno risentito di problemi nella stessa struttura e agli ammortizzatori
sollecitati oltremisura. Utenti (ed autisti) che quotidianamente prendono lautobus
vengono sballottati di qua e di là a causa del sedimento stradale con sospensioni ridotte
allosso. Se prendiamo in esame le strade secondarie ad alto scorrimento, la maggior
parte versa in condizioni peggiori delle prime, idem dicasi per le strade periferiche». 24 gennaio 2009 - La Nuova Sardegna CTM. Sciopero il 30 CAGLIARI. I sindacati Uil, Ugl, Faisa-Cisl, Rdb e Fts-Css hanno proclamato il 30 gennaio uno sciopero al Ctm. Alla protesta ha aderito anche la Cgil. Gli autisti sciopereranno dalle 10 alle 16. 24 gennaio 2009 - Il Giorno «Sul Civile basta chiacchiere, ci
sono accordi precisi da rispettare» LEGNANO - E PER QUANTO RIGUARDA il destino del "vecchio" ospedale Civile? Ancora se lo chiedono tanti medici - soprattutto quelli che non curano patologie acute, "vocazione" della nuova struttura - e gli infermieri che lavorano in via Candiani. Ma anche gli impiegati amministrativi, incerti se gli uffici verranno trasferiti. «Mi sembra che non si voglia far chiarezza - ha risposto il sindaco, Lorenzo Vitali -. Esistono una proprietà e un accordo di programma. Quello che si potrà fare è previsto nel piano integrato. È stata fatta una richiesta all'Azienda ospedaliera e alla Regione Lombardia, perché si faccia un concorso di idee sull'area, con la partecipazione di studi d'architettura di livello internazionale. Ora l'Azienda si sta riservando alcune valutazioni e poi vedremo il da farsi». VITALI BOCCIA senza mezzi termini il referendum proposto dalle Rappresentanze di base (Rdb) interne all'ospedale. Rdb intende chiedere ai cittadini se vogliono che l'ospedale rimanga una struttura pubblica e conservi servizi socioassistenziali. «È curioso che il sindacato si preoccupi di cosa sarà del Civile - ha ripreso Vitali -. I sindacati non devono fare i politici». A Carla Dotti, direttore generale dell'Azienda ospedaliera, chiediamo alcune "valutazioni" in materia. «In accordo con la Regione, dobbiamo ricavare risorse economiche dalla vendita di una parte del Civile, da investire in tecnologie per il nuovo ospedale. Al momento non è stato ancora venduto alcun immobile. Nel concorso di idee, che sarà bandito entro la fine dell' anno, verranno poste in primo piano le necessità di tutti: Azienda, Regione, Comune, Asl. Soltanto una volta che sarà stata trovata l'intesa, potremo stabilire quali servizi rimarranno al Civile». 24 gennaio 2009 - Il Soldo on line Cub: Svolta positiva della vertenza precari - Agenti Tecnici Esattori C.A.S. Palermo - Si è svolto ieri 22 gennaio 2009 l'incontro
presso la il Comitato Regionale per il Lavoro predisposto dalla Presidenza della Regione
Siciliana, con la presenza dei responsabili del Comitato dei Precari, della Cub Trasporti,
la Presidenza del Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.) e il Presidente dell'ufficio
U.P.L.M.O. con all'ordine dei lavori "Problematiche dei lavoratori stagionali del
C.A.S.". Sono state rappresentate e affrontate tutte le difficoltà e il dramma di
vita di chi presso il Consorzio Autostrade Siciliane ha svolto e continua a svolgere la
propria attività da Agente Tecnico Esattore (casellante) da oltre venti anni. La
discussione si è sviluppata sulla volontà dei responsabili del C.A.S. di assumere
impegno circa la stabilizzazione di tutto il personale Precario, ormai già preistorico
insistente nel C.A.S. 24 gennaio 2009 - Cronaca Qui Dopo lemergenza il minerale si
scioglie sotto lacqua in un deposito Amsa. MILANO - Tutti a imprecare con il naso allinsù e
un occhio a terra per evitare di cadere. Chi non ricorda lemergenza neve della prima
settimana dellanno? Il Comune era in brache di tela perché non aveva le scorte di
sale necessarie a pulire le strade. Poi la corsa per recuperarlo, lappello alla
Protezione Civile e i 165 camion scortati dai militari che arrivano trionfalmente in
città a risolvere i problemi. Ebbene quel sale che prima non cera ora è anche
troppo. Tanto che il Comune non sa dove metterlo. Così 250 tonnellate di sale ( per un
valore di 20mila euro circa) giacciono abbandonate da giorni nel dipartimento Zama
dellAmsa, lazienda milanese di servizi ambientali. A diffondere la notizia è
il sindacato di base Cub, che accusa: «Perché 250 tonnellate di sale giacciono
allaperto e senza copertura, abbandonate al loro destino e senza alcun tipo di
prevenzione per le intemperie?». 24 gennaio 2009 - Il Mattino di Padova Cassa integrazione lunga alla
Komatsu ESTE - Nellambito della vertenza Komatsu ieri il
direttore delle risorse umane Francesco Blasi ha incontrato i delegati dei Cobas Stefano
Pieretti, Nicola Ballotta ed Andrea Schiona. Lincontro è servito a chiarire alcuni
importanti particolari non emersi nella riunione che la direzione dello stabilimento di
Via Atheste aveva avuto con Cgil, Cisl e Uil giovedì a Padova, nella sede di
Confindustria. 24 gennaio 2009 - Interno 18 Tre giorni di sciopero per gli
addetti alla raccolta dei rifiuti Orta di Atella - Non c'e' pace per i lavoratori addetti
al servizio raccolta dei rifiuti solidi urbani nel territorio comunale di Orta di Atella,
che da alcuni mesi non percepiscono lo stipendio. Ieri mattina, con un'assemblea nella
piazza antistante il comune di Orta, e' iniziata una tre giorni di mobilitazione che
proseguira' con una serie di sit-in. Questa mattina nei pressi della sede della Igica Spa
e lunedì di nuovo ad Orta di Atella. "I lavoratori --spiega il referente provinciale
della Flaica Cub Raffaele Docimo -- sono senza stipendio dal mese di dicembre. Purtroppo
la storia si ripete e a pagare sono sempre i lavoratori. La ditta, infatti, ha comunicato
che pagherà soltanto quando il comune di Orta di Atella, attualmente retto da una
commissione prefettizia, salderà il proprio debito, che, a quanto pare, ha raggiunto un
importo elevattisimo". 23 gennaio 2009 - Ansa Statali: ok a contratti ministero-scuolaVia libera per biennio economico. No della Cgil, sciopero (ANSA) - ROMA, 23 GEN - Via libera definitivo al contratto dei ministeri e della scuola, per il biennio economico 2008-2009. La stipula e' avvenuta stamani.E' stato firmato, dopo l'ok del governo e della Corte dei Conti, all'Aran, l'agenzia per la rappresentanza negoziale delle P.A. I contratti non sono stati sottoscritti dalla Cgil. Neanche Rdb-Cub e Cse hanno firmato. Il contratto del personale dei ministeri. Lo sciopero indetto dalla Fp-Cgil per il 13 febbraio, con i metalmeccanici della Fiom, e' confermato.'Questo - ha detto il segretario nazionale della funzione pubblica della Cgil, Alfredo Garzi - non fa che rafforzare le ragioni dello sciopero. Il futuro dei servizi e' messo in discussione dalle politiche dei tagli del governo. Scendiamo in piazza, unitamente alla Fiom, anche contro le scelte economiche del governo che non danno le garanzie che servono ai lavoratori per fronteggiare la crisi. Entrambe le categorie sono impegnate ad ottenere garanzie certe'. CONTRATTI: CUB, NONOSTANTE CRISI ACCORDI CON PASSI INDIETRO(ANSA) - MILANO, 23 GEN - «Mentre si scaricano sui lavoratori sempre più pesantemente gli effetti della crisi, governo, padroni e sindacati collaborativi si accordano per ulteriori arretramenti». È il commento della Cub (Confederazione unitaria di Base) alla firma dei contratti collettivi. Per la Cub, «tutto viene totalmente subordinato alle esigenze delle imprese, annullando l'autonomia del sindacato fino ad arrivare a descrivere un'architettura di controllo dei comportamenti dei lavoratori. La Cub ha contrastato la concertazione che dal 1993 ha permesso che aumentassero i profitti e calassero verticalmente i salari e il loro potere d'acquisto: da oggi sarà necessario impegnarsi ancor più per respingere questo accordo, fortemente voluto da Confindustria, di riforma del modello contrattuale dando continuità alla mobilitazione e alla lotta che ci ha visti protagonisti nei mesi scorsi». «L'accordo quadro - si legge in una nota della Cub - rappresenta un progetto autoritario e regressivo contro i diritti dei lavoratori e porta a compimento un percorso iniziato con la concertazione. I sindacati firmatari accettano il ruolo di agenti del mercato e delle imprese». CONTRATTI: FIRMATI PER MINISTERI E
SCUOLA, CGIL FUORI (ANSA) - ROMA, 23 GEN - Capitolo chiuso per i contratti dei ministeri e della scuola, ma la Cgil resta fuori. All'indomani dell'accordo quadro sul nuovo modello contrattuale, valido sia per il settore privato che per il pubblico raggiunto ieri sera tra sindacati (ad eccezione della maggiore confederazione italiana, guidata da Guglielmo Epifani), imprenditori e governo, in qualità di datore di lavoro, oggi si è riproposta la spaccatura. Il via libera definitivo ai rinnovi dei due comparti statali per il biennio economico 2008-2009, siglati stamattina all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, in entrambi i casi è arrivato senza la firma delle rispettive categorie della Cgil. In particolare, per i ministeri c'è stato anche il no di Rbd-Cub e Cse (sì da Cisl, Uil e Confsal). E, mentre si procederà al referendum tra i lavoratori i prossimi 9 e 10 febbraio, con l'indicazione da parte della Cgil ad esprimersi contro, gli statali hanno confermato lo sciopero del 13 febbraio, unitamente ai metalmeccanici della Fiom. «Ancora di più - ha affermato il segretario nazionale della Fp-Cgil, Alfredo Garzi - ci sono le ragioni per dire no ad accordi che diminuiscono le retribuzioni», e «ancora di più ci sono le ragioni per aderire allo sciopero del 13 febbraio». A suo parere, «rimangono tutti i punti negativi dell'intesa». È «l'ultimo accordo di durata biennale per questo comparto. Si chiude un'epoca», ha sottolineato il presidente dell'Aran, Massimo Massella. Dalla prossima tornata in poi varrà infatti la durata triennale (sia per la parte economica che normativa), come fissato dal nuovo modello contrattuale che da ieri sostituisce l'accordo del '93. Dopo la stipula definitiva dei contratti per i ministeri e la scuola, giunta in seguito all'ok del governo e della Corte dei Conti, le buste paga saranno presto quindi più pesanti. Per gli oltre duecentomila lavoratori ministeriali si tratterà di un aumento medio di 78 euro mensili per il biennio, che sarà erogato a partire «da febbraio, con i relativi arretrati del mese di gennaio», oltre al recupero dei fondi per la produttività, come ha affermato il segretario generale della Fp-Cisl, Giovanni Faverin, parlando di «un importante risultato». Positivo anche il giudizio del segretario generale della Uil-Pa, Salvatore Bosco: «È stato scongiurato il pericolo di perdere due anni di contratto», in un momento così difficile. Per la Funzione pubblica della Cgil, invece, si tratta di «40 euro al mese che non daranno modo alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare la crisi economica in atto», e «non si recuperano neppure i soldi del salario accessorio tolti dal Governo». Per oltre un milione tra docenti e personale Ata della scuola è invece di 70 euro l'aumento medio atteso in busta paga, corrispondenti all'inflazione programmata dal Governo pari al 3,2%, che dalla prossima tornata andrà in soffitta e sarà sostituita dal nuovo indice previsionale indicato con la riforma del modello contrattuale. Il contratto è stato bocciato senza appello dall'Flc-Cgil: «Impossibile - ha spiegato il segretario generale Mimmo Pantaleo - dare l'avallo a un contratto del tutto inadeguato al reale costo della vita». AGRICOLTURA:RICERCA;USI-RDB, SOLUZIONE VICINA SU PRECARI CRA (ANSA) - ROMA, 23 GEN - Si va profilando una soluzione positiva per i precari licenziati dal Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (Cra): dopo il diretto interessamento del ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia, è stata infatti riaperta la trattativa con l'Ente di ricerca. Lo riferisce il Sindacato di base dei lavoratori della ricerca (Usi-Rdb), ricordando che il Cra aveva licenziato il 30% del personale precario. «È stato ottenuto un importante risultato» ha detto con soddisfazione Salvatore Vitale, responsabile del precariato per l'Usi-Rdb Ricerca. «L'incontro di ieri con il Direttore Generale dell'Ente - ha precisato - ha gettato le basi per la riassunzioni. Come Usi-Rdb abbiamo chiesto che il Cra si adegui alle modalità seguite dagli altri Enti di Ricerca, dove si stanno mantenendo in servizio i precari attraverso nuove selezioni, ed abbiamo evidenziato che i precari licenziati al Cra hanno già superato selezioni a Co.co.co, Tempo Determinato e Tempo indeterminato. Abbiamo inoltre chiesto di aprire una trattava urgente sulla conversione a Tempo determinato del personale con contatto atipico e la predisposizione di un piano di assunzioni triennale». Il sindacato, che grazie a questo passo avanti nella soluzione del problema, ha interrotto le agitazioni dei giorni scorsi, ha fatto però sapere di «essere pronto a mobilitarsi nuovamente qualora il processo risolutivo dovesse arenarsi». 23 gennaio 2009 - Adnkronos CONTRATTI: CUB, FIRMATO ACCORDO CHE
PEGGIORA MODELLO Roma, 23 gen. - (Adnkronos) - «È stato firmato un accordo che tenta di imporre un nuovo e peggiore modello contrattuale e che rappresenta un progetto autoritario e regressivo contro i diritti dei lavoratori, portando a compimento un percorso iniziato con la concertazione». Così i Cub commentano l'accordo quadro sulla riforma del modello contrattuale firmato ieri a palazzo Chigi. «È necessario alzare il livello di contrasto per non regredire ancora di più», prosegue la nota. Secondo i Cub sui lavoratori «si scaricano in modo sempre più pesante gli effetti della crisi mentre governo, padroni e sindacati collaborativi si accordano per ulteriori arretramenti». Per il sindacato infatti il contratto collettivo nazionale di lavoro continua ad essere strumento di programmazione della riduzione del potere d'acquisto delle retribuzioni; si annulla l'autonomia del sindacato; si limita il diritto di sciopero; si impone il ricorso all'arbitrato. STATALI: OK CONTRATTI MINISTERI E SCUOLA, NON SIGLA CGIL Roma, 23 gen. (Adnkronos) - Questa mattina all'Aran è stato firmato il contratto Ministeri e Scuola per il biennio economico 2008-2009. La firma arriva dopo il parere favorevole della Corte dei Conti. La Cgil e Cub Rdb non hanno firmato l'accordo. 23 gennaio 2009 - Agi Statali/ Firmato contratto ministeri
e scuola, no della Cgil Roma, 23 gen. (Apcom) - Disco verde per il contratto dei ministeri e della scuola, per il biennio economico 2008-2009. Dopo il via libera del governo e della Corte dei Conti, oggi all'Aran è stato formalizzato l'ultimo passaggio con la firma del contratto. La Cgil, RdB-Cub e Cse non hanno firmato il contratto. 23 gennaio 2009 - Agi STATALI: FIRMATI CONTRATTI MINISTERI E SCUOLA, NO CGIL (AGI) - Roma, 23 gen. - Via libera al contratto dei ministeri e della scuola per il biennio economico 2008-2009. Dopo l'ok della Corte dei Conti all'Aran e' stato formalizzato l'ultimo passaggi con la firma dei contratti. La Cgil, Cub-Rdb e Cse non hanno siglato l'accordo. AGRICOLTURA: SI AVVIA A SOLUZIONE VERTENZA PRECARI CRA (AGI) - Roma, 23 gen - Dopo il presidio indetto da USI-RdB
Ricerca, i precari licenziati dal Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in
Agricoltura (CRA) hanno ottenuto il diretto interessamento del Ministro Zaia, che
attraverso il Capo di Gabinetto e la struttura ministeriale, ha avviato le trattative
nell'Ente. 23 gennaio 2009 - Omniroma VIA ALTOBELLI, BLOCCHI-ASIA RDB: SPAZI PER EMERGENZA ABITATIVA (OMNIROMA) Roma, 23 gen - «Si è svolta ieri pomeriggio, nel parchetto di via Penazzato, un'assemblea sul diritto all'abitare organizzata dai Blocchi Precari Metropolitani dopo l'occupazione dell'immobile di via Argentina Altobelli 34. All'incontro pubblico hanno preso parte numerosi sfrattati, l'AS.I.A. RdB e il consigliere del Municipio VI Santilli. Da tutti gli interventi è emersa l'inadeguatezza delle politiche abitative dell'amministrazione comunale, in forte ritardo nel predisporre strumenti che garantiscano il passaggio da casa a casa a fronte di una situazione drammatica che nel 2008 ha fatto registrare 4030 provvedimenti di sfratto, di cui 2312 per morosità». Così una nota dei Blocchi Precari Metropolitani e AS.I.A RdB. «Cogliendo l'importanza della presenza di un rappresentante dell'amministrazione locale all'assemblea pubblica - prosegue la nota - L'AS.I.A. RdB e i Blocchi Precari Metropolitani chiedono che venga convocato al più presto un incontro con il Comune di Roma e il Municipio VI per definire la tempistica e le modalità di utilizzo dell'immobile di via Argentina Altobelli 34. Ritenendo lo spazio, confiscato alla mafia, un bene comune considerano necessario che venga destinato all'emergenza abitativa come strumento temporaneo di accoglienza per gli sfrattati del Municipio VI». L'AS.I.A. RdB «esprime piena solidarietà alle famiglie, ai singoli e alle singole che occupano in questo momento l'immobile e considera la loro presenza una prima attuazione della destinazione definitiva dello stabile. Chiede inoltre al Municipio VI di trovare soluzioni per le famiglie sfrattate nel territorio e al Comune di affrontare le restanti emergenze. In merito ai finanziamenti regionali destinati allo stabile di via Altobelli crediamo che, pur fondamentali nel migliorare il servizio, non devono prevedere ristrutturazioni tali da rallentare l'avvio dell'attività in quanto gli spazi sono già sostanzialmente idonei per accogliere i soggetti interessati. Per quanto riguarda poi l'utilizzo improprio di spazi riscontrato all'interno dello stabile, riteniamo che la vocazione di partenza destinata all'emergenza abitativa sia l'unica possibile e debba essere mantenuta». 23 gennaio 2009 - Kataweb Statali, firmato il contratto ma senza la Cgil ROMA - Via libera definitivo al contratto dei ministeri e della scuola, per il biennio economico 2008-2009. La stipula, dopo l'ok del governo e della Corte dei Conti, è avvenuta stamattina all'Aran, l'agenzia per la rappresentanza negoziale delle P.A. I contratti, per entrambi i comparti, non sono stati sottoscritti dalla Cgil. Per quanto riguarda il contratto relativo al personale dei ministeri anche Rdb-Cub e Cse non hanno firmato. 23 gennaio 2009 - Asca STATALI: OK DEFINITIVO A CONTRATTO. NO DELLA CGIL CHE SCIOPERA IL 13/2 (ASCA) - Roma, 23 gen - Via libera definitivo al contratto dei ministeri e della scuola, per il biennio economico 2008-2009. La stipula, dopo il parere favorevole del governo e della Corte dei Conti, e' avvenuta stamattina all'Aran. I contratti, per entrambi i comparti, non sono stati sottoscritti dalla Cgil che ha confermato lo sciopero per il 13 febbraio, insieme alla metalmeccanici della Fiom. ''Rimangono tutti i punti negativi dell'intesa - ha commentato il segretario nazionale della FP CGIL Alfredo Garzi -. Gli incrementi, pari al 3,2%, sono inferiori al tasso d'inflazione reale del solo 2008 (3,3%); 40 euro al mese non daranno modo alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare la crisi economica in atto. Non si recuperano i soldi del salario accessorio tolti dal Governo. Si accetta un incremento di 8 euro per tutto il 2010. Di fronte ad un referendum gia' indetto nessuna delle OO.SS. che hanno sottoscritto il contratto si e' sentita in dovere di richiamarsi alla volonta' dei lavoratori interessati. Ancora di piu' ci sono le ragioni per le lavoratrici e i lavoratori dei Ministeri di partecipare al referendum del 9 e 10 febbraio per dire no ad accordi che diminuiscono le retribuzioni. Ancora di piu' ci sono le ragioni per aderire allo sciopero del 13 febbraio''. Per quanto riguarda il contratto relativo al personale dei ministeri anche Rdb-Cub e Cse non hanno firmato. 23 gennaio 2009 - Radio Città Aperta La CUB: 'respingere con la lotta la riforma dei contratti' A poche ore dalla firma dell'accordo di Palazzo Chigi - che
tenta di imporre un nuovo e peggiore modello contrattuale - arriva una dura presa di
posizione da parte del principale sindacato di base e indipendente del paese: 23 gennaio 2009 - Repubblica.it STATALI: FIRMATI CONTRATTI MINISTERI E SCUOLA, NO CGIL Via libera al contratto dei ministeri e della scuola per il biennio economico 2008-2009. Dopo l'ok della Corte dei Conti all'Aran e' stato formalizzato l'ultimo passaggi con la firma dei contratti. La Cgil, Cub-Rdb e Cse non hanno siglato l'accordo. 23 gennaio 2009 - Corriere.it La stipula dopo l'ok del governo e
della Corte dei Conti ROMA - Dopo l'accordo sulla riforma dei contratti di
lavoro, sottoscritto tra Governo, Confindustria, Cisl, Uil e Ugl (con il no della Cgil)
c'è stato il via libera definitivo al contratto dei ministeri e della scuola, per il
biennio economico 2008-2009. La stipula, dopo l'ok del governo e della Corte dei Conti, è
avvenuta all'Aran, l'agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni. 23 gennaio 2009 - Il Giornale di Vicenza I precari degli asili nido vogliono essere in ruolo Vicenza - I rappresentanti del sindacato di base Rdb-Cub
saranno ricevuti lunedì alle 10, assieme al sindaco o comunque ad un suo delegato, dal
prefetto Piero Mattei, nella sede di contrà Gazzolle. 23 gennaio 2009 - La Città di Salerno Agropoli. Comitato pro ospedale Domani lassemblea Si terrá domani alle 16, nellaula consiliare del Comune, lassemblea costituente, indetta dal sindacato Rdb - Cub, del Comitato civico di lotta per il mantenimento dellospedale di Agropoli nella rete dellemergenza 23 gennaio 2009 - Gazzetta di Parma Il ministro A fine febbraio arriveranno gli aumenti con gli arretrati
per i dipendenti statali. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato
Brunetta. 23 gennaio 2009 - Spoleto on line Rdb-Cub attacca la gestione della
salute mentale a Spoleto Come e da chi è gestita la salute mentale a Spoleto? La
domanda teoricamente ha una risposta scontata: la ASL è la titolare di tutti i processi
assistenziali e riabilitativi nei confronti delle persone portatrici di un disagio
psichico. In realtà questa domanda, "assurda", si fonda sulla mancanza di
procedure che assegnino in maniera netta e precisa le responsabilità ed i compiti tra gli
operatori della ASL e quelli della cooperativa. Negli anni '80 la disciolta USL del
Comprensorio Spoletino aveva iniziato un rapporto di collaborazione con la Cooperativa
"Il Cerchio". Da allora ci risulta siano avvenuti solo rinnovi che non hanno mai
comportato una regolamentazione delle attività di supporto prestate dagli operatori della
cooperativa, ma solo un progressivo aumento della spesa a carico della ASL. Questa totale
assenza di direttive e procedure, dopo essere stata segnalata agli organi competenti, ci
viene descritta da nostri iscritti e simpatizzanti che lavorano sia per la Cooperativa che
nella ASL. Questa situazione finisce per ripercuotersi negativamente sia sulle attività
svolte nelle strutture riabilitative del territorio sia per quelle offerte per i pazienti
che vivono nelle loro case, ma che necessitano di un sostegno per lo svolgimento delle
loro attività quotidiane. Inoltre, nella terra di nessuno, là dove non esistono regole,
possono svilupparsi situazioni nelle quali, i ruoli di chi "comanda" e di chi
"obbedisce" finiscono per confondersi e, a volte, persino, ribaltarsi. Basta
però un episodio negativo, che sollevi anche minimamente la titolarità delle
responsabilità, per rimettere le cose a posto e quadrare il cerchio: "Gli stessi
vertici della cooperativa, tra l'altro, precisano che, in ogni caso, fra i servizi di loro
competenza non rientrano né la presa in carico né le cure, che attengono invece agli
enti pubblici (Asl o Comune, a seconda dei casi)". Una precisazione lapalissiana. Ma
allora, perché farla, se serve solo ad alimentare il dubbio su chi gestisce, appunto, la
salute mentale a Spoleto? A qualcuno, non certo a noi che rifuggiamo dalle facili
generalizzazioni, potrebbero persino venire in mente luoghi comuni come: "escusatio
non petita accusatio manifesta" o "la lingua batte dove il dente duole"
oppure l'altrettanto famosa "coda di paglia". Ma a noi, non interessano le
polemiche, anche se non possiamo non denunciare i tentativi di colpire ed isolare quei
pochissimi che non accettano il sistema, siano essi dipendenti pubblici o della
cooperativa. Per qualcuno, questi "disturbatori della quiete" devono essere
"educati". Anche per difendere le ragioni di questi lavoratori a noi interessa
che si faccia al più presto ordine in questa materia. Non vorremmo infatti che il sistema
sia sfuggito di mano e che gli interessi dei cittadini e dei lavoratori non rappresentino
più una priorità della politica locale e regionale. Non è dunque più rinviabile da
parte della ASL, la definizione di un accurato "capitolato" per l'ormai prossimo
appalto delle attività socio-assistenziali in campo psichiatrico. Un capitolato a cui è
sottesa un'attenta analisi dei bisogni ed a cui faccia seguito la definizione di procedure
che stabiliscano in modo certo e definitivo il chi, il come ed il quando. Un'analisi,
necessariamente, totalmente interna alla Asl. Chiamare una cooperativa, qualsiasi essa
sia, a collaborare in questo lavoro non solo sarebbe metodologicamente sbagliato (prima si
discute in famiglia poi si cercano i fornitori all'esterno), ma, in questa delicatissima
fase, anche estremamente sospetto dell'esito dell'ormai prossima gara. Anche perché, la
storia insegna, quando c'è di mezzo potere e denaro, tutto può succedere. 23 gennaio 2009 - Il Salvagente Milano: ora la Moratti ha 250
tonnellate di sale, ma non sa dove metterle e le lascia all'aperto. Perché non ne regala
un po' alla Litizzetto? Milano - Vi ricordate i problemi legati alla mancanza
di sale durante lultima nevicata a Milano? Le polemiche sul fatto che il sindaco,
Letizia Moratti, avesse dato il "prezioso elemento" a Torino prima di pensare
alle esigenze dei suoi cittadini? Quando niente e quando troppo, si potrebbe dire oggi,
perché circa 250 tonnellate di sale giacciono abbandonate da giorni nel dipartimento Zama
dellAmsa, lazienda milanese di servizi ambientali. A diffondere la notizia,
con tanto di corredo fotografico (la foto che vedete ne fa parte) è il sindacato di base
Cub, che osserva, come lecito, "perché 250 tonnellate di sale giacciono
allaperto e senza copertura, abbandonate al loro destino e senza alcun tipo di
prevenzione per le intemperie". 23 gennaio 2009 - Il Gazzettino FTV E SINDACATI (p.r) Dopo la decisione della Commissione Elettorale di riaprire i termini per la presentazione delle liste per l'elezione delle nuove rappresentanze sindacali nelle Ftv, Cisl e Uil e Faisa si dichiarano soddisfatte ma rendono noto che la spaccatura con Cgfil e Rdb Cub continua. La frattura tra le sigle è iniziata, ma meglio dire ri-iniziata, visto che è solo un capitolo di una guerra che dura ormai da due anni proprio con le elezioni delle Rsu. Alla prima tornata elettorale, Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisa, avevano ritirato le loro liste, mentre Filt Cgil e Cub Trasporti hanno proseguito le operazioni di voto. I risultati, che hanno portato alla vittoria della Cgil, sono però stati annullati il mese dopo, su richiesta delle altre sigle, dal Comitato dei Garanti presso la Direzione Provinciale del Lavoro. Una decisione che ha scatenato l'ira di Cgil e Cub, che sono arrivati a dichiarare che "La democrazia in Ftv è morta". «Prendiamo atto che se è così a farla morire non siamo stati noi ma coloro che protestando contro la decisione dei garanti non credono né vogliono le Rsu», hanno risposto ieri, in una nota, i segretari provinciali Fit, Uiltrasporti e Cisal, proponendo di fare le elezioni con una lista unica bloccata che veda tutte le sigle presenti in Ftv. «Abbiamo chiesto alla Filt Cgil e ai Cub Trasporti di valutare con serenità e senza scontri la nostra proposta continuano i segretari - ma abbiamo registrato una risposta negativa». Infine i tre sindacati fanno presente che ad oggi non è intervenuto alcun nuovo elemento che faccia presagire il superamento delle fratture tra le organizzazioni. «Noi non vogliamo sottrarci al confronto democratico conclude il comunicato di Filt, Uil e Cisal - chiediamo che la democrazia, a cui Filt Cgil e Cub giustamente si sono appellate dopo il fallimento delle ultime elezioni Rsu, venga rispettata anche nei nostri confronti, che rappresentiamo la maggioranza degli iscritti e delle sigle in Ftv». 23 gennaio 2009 - Il Mattino di Padova KOMATSU DI ESTE Este - Komatsu non ha alcuna intenzione di chiudere o ridimensionare la fabbrica di Este (circa 700 lavoratori) e, di conseguenza, la sede commerciale di Noventa Vicentina (115 dipendenti) a favore della gemella tedesca Hanomag di Hannover. La cassa integrazione in corso, poi, durerà sicuramente solo sino alla fine di febbraio e non, come avevano annunciato alcune cassandre locali, anche sino alla fine di marzo. Queste le due notizie principali emerse ieri sera, al termine dellincontro con le parti sociali che sè tenuto nella sede di Confindustria, Padova. Una riunione alla quale hanno partecipato anche il direttore delle risorse umane di Komatsu e i tre sindacalisti di Fiom, Fim ed Uilm, rispettivamente Giovanni Acco, Massimo Sartori e Luigi Rizzo. Assenti, probabilmente perchè non convocati, i Cobas, coordinati da Stefano Pieretti. «I dirigenti ci hanno assicurato che la crisi nella fabbrica giapponese è, per fortuna, solo di tipo congiunturale - sottolinea Acco, anche a nome degli altri sindacali sti-. Il calo delle commesse, quasi certamente, durerà solo alcuni mesi. Quindi, già tra marzo ed aprile, la situazione dovrebbe normalizzarsi. Ma, in questi casi, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Per questo motivo abbiamo chiesto di nuovo il piano industriale con lelenco dettagliato di tutti gli investimenti previsti». I rappresentanti di Komatsu ieri hanno anche detto che la progettazione sta andando avanti e che saranno richiamati al lavoro alcuni gruppi.(f.p.) 22 gennaio 2009 - Adnkronos STATALI: RDB CUB, RINNOVO CONTRATTO MINISTERI SI CHIUDE CON -30 EUROMATEMATICA NON È OPINIONE, AUMENTI 40 EURO MA - 70 SU SALARIO ACCESSORIO Roma, 22 gen.(Adnkronos) - A conti fatti i ministeriali si troveranno in busta paga 30 euro in meno. È questo per la Rdb Cub l'effetto sul salario del rinnovo del contratto, che sarà chiuso domani all'Aran, e del decreto Tremonti sul taglio del salario accessorio per quel che riguarda il comparto ministeri, ma che il sindacato non firmerà. «Sui cedolini degli stipendi di gennaio del ministero dell'Ambiente sono già stati operati i tagli al salario accessorio, previsti dalla legge 133, pari a 70 Euro medi. E la matematica non è un'opinione: ad incremento di 40 Euro e al taglio di 70 corrisponde un saldo negativo di ben 30 Euro», commenta Fabio Morabito del Coordinamento Nazionale RdB-CUB P.I. «Quindi questo contratto non solo non aumenta il potere d'acquisto dei salari, non solo non ne recupera la perdita per effetto dell'inflazione, ma addirittura riduce, in valore assoluto, le buste paga», prosegue. Un 'effettò che coinvolgerà, ricorda il sindacato, tutti e 190.000 lavoratori ministeriali con tagli diversificati. Ecco le cifre della perdita media pro capite calcolate dal sindacato: 5.800 Euro per il ministero dell'Economia; 915 Euro per il ministero del Lavoro; 1.200 Euro per il ministero dell'Interno; 2.800 Euro per il ministero degli Esteri; 1.500 Euro per il ministero delle Infrastrutture; 950 Euro per il ministero della Difesa; 9.700 euro per il ministero della Salute; 1.000 Euro per il ministero delle Comunicazioni; 1.300 Euro per il ministero dell'Istruzione; 600 Euro circa per i rimanenti ministeri. 22 gennaio 2009 - Ansa CONTRATTI: MINISTERI; RDB, BUSTE PAGA PIÙLEGGERE DI 30 EURO (ANSA) - ROMA, 22 GEN - Arriva un contratto per i ministeri «a saldo negativo». Lo sostengono le Rappresentanze di Base, aderenti alla Cub, secondo le quali l'aumento netto sarà di 40 euro, mentre il governo sta attuando i tagli al salario accessorio. «Sui cedolini degli stipendi di gennaio del ministero dell'Ambiente - sostiene il sindacato - sono già stati operati i tagli al salario accessorio, pari a 70 Euro medi». «La matematica non è un'opinione: all'incremento di 40 euro e al taglio di 70 corrisponde un saldo negativo di ben 30 euro», afferma Fabio Morabito del coordinamento nazionale Rdb, secondo il quale questo contratto «non solo non aumenta il potere d'acquisto dei salari, non solo non ne recupera la perdita per effetto dell'inflazione, ma addirittura riduce, in valore assoluto, le buste paga. Questo saldo negativo interesserà i 190 mila lavoratori di tutti i ministeri i quali, viste le modalità di pagamento diverse in ogni amministrazione, se lo troveranno davanti quando saranno saldati i compensi del salario accessorio. Ecco le cifre della perdita media annua pro-capite: 5.800 euro per l'Economia; 915 euro per il Lavoro; 1.200 euro per gli Interni; 2.800 euro per gli Esteri; 1.500 Euro per le Infrastrutture; 950 euro per la Difesa; 9.700 euro per la Salute; mille euro per le Comunicazioni; 1.300 euro l'Istruzione; 600 euro circa per i rimanenti ministeri». CONTRATTI:DOMANI SINDACATI ALL'ARAN PER FIRMA STATO E SCUOLA (ANSA) - ROMA, 22 GEN - L'Aran, l'agenzia per la contrattazione nella pubblica amministrazione, ha convocato domani i sindacati per la firma definitiva dei contratti dei ministeri e della scuola, dopo il via libera della Corte dei Conti. Entrambi non sono stati sottoscritti a suo tempo dalla Cgil. L'accordo per i circa 190 mila ministeriali prevede un aumento medio di 70 euro sullo stipendio tabellare. Insieme agli arretrati, sarà corrisposto ai lavoratori a fine febbraio, come ha detto ieri il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. L'intesa separata per i ministeri è stata raggiunta il 12 novembre scorso tra l'Aran e Cisl, Uil, Confsal. A non sottoscriverlo oltre la Cgil anche le Rappresentanze di base del pubblico impiego, aderenti alla Cub. Organizzazioni, quest'ultime, che non hanno firmato neanche il protocollo d'intesa raggiunto a palazzo Chigi a fine ottobre che ha messo a disposizione sei miliardi di euro per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici per il biennio economico 2008-2009. 22 gennaio 2009 - Il Gazzettino «Chiediamo che il Comune metta fine
alla situazione di precariato Vicenza - Pronti a scioperare e a picchettare la sede
del Comune se le cose non dovessero sistemarsi. «Non chiediamo nulla di esagerato. Solo
che lamministrazione metta fine a questa situazione di precariato in cui gravano
decine di educatrici di asili nido, insegnanti di sostegno della scuola materna e
operatori scolastici». Maria Teresa Turretta dirigente sindacale e componente Rsu delle
Rappresentanze sindacali di Base del Comune di Vicenza, spiega come siano determinati alla
battaglia quei lavoratori del settore Servizi Educativi del Comune che dopo anni di
servizio con contratti a tempo determinato, persino "giornalieri", sono ancora
in attesa dellassunzione in ruolo. «Il servizio pomeridiano nei nidi è garantito
solo da precari e quasi tutti gli insegnanti di sostegno non sono di ruolo. Si tratta
magari di donne che in alcuni casi vivono situazioni drammatiche, con un marito a casa in
cassa integrazione». ESTE Ieri mattina diversi dipendenti
supportati dai rappresentanti sindacali hanno dato vita ad una manifestazione di protesta.
I Cobas: «Non ci aspettavamo lassenza di comunicazioni» Este - La questione della Komatsu, che nei giorni
scorsi ha rimandato a nuova data il rientro dei dipendenti dalla cassa integrazione,
approderà oggi sul tavolo delle trattative della sede padovana di Confindustria. Negli
uffici di via Masini si riuniranno stamani i rappresentanti dellazienda, i sindacati
e i delegati della confederazione degli industriali, per cercare di trovare una soluzione
ad una crisi che inizia a far davvero paura. 22 gennaio 2009 - Corriere di Viterbo Sì alla Cassa integrazione Vetralla - (e.t.) Società di Servizi, nel contenuto di un comunicato diffuso dallamministrazione comunale lufficialità dellaccordo raggiunto in Regione per quanto riguarda la cassa integrazione per i dipendenti. "Il 15 gennaio 2009 - si legge - presso la Regione Lazio - Assessorato Lavori, Pari opportunità e politiche giovanili, si è tenuto un incontro per esaminare la situazione occupazionale della Vetralla Servizi. Erano presenti, per lamministrazione Comunale di Vetralla, il sindaco Massimo Marconi e il presidente del consiglio comunale Pierluigi Marini, i rappresentanti della Regione Lazio e delle organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs- Uil, FeNaSalc-Cisal e RdB-Cub, nonché i rappresentanti della Vetralla Servizi s.r.l. I rappresentanti della Regione Lazio e delle organizzazioni sindacali, preso atto della volontà dell'amministrazione comunale di proseguire nel risanamento della società interamente partecipata, hanno sottoscritto, insieme all'amministrazione comunale stessa, un verbale di accordo, in base al quale la società Vetralla Servizi sospenderà dal lavoro 11 dipendenti, con proroga, a decorrere dal primo gennaio 2009 e fino al 31 dicembre 2009, della Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cgis). Tale accordo - si legge ancora - prevede anche l'impegno comune alla verifica dell'iter di risanamento intrapreso, tramite la convocazione di un tavolo di lavoro congiunto, che sarà convocato in due distinte sedute, entro il 15 marzo 2009 e il 15 giugno 2009. Lamministrazione - spiegano nel comunicato - attiverà corsi di riqualificazione professionale per la formazione delle professionalità interne per poter rendere operanti determinati servizi. 22 gennaio 2009 - EPolis Roma Sanità. Allarme dell'Ares 118: servono soldi e nuovo personale.Chiesta deroga sul blocco delle assunzioni Taglio di budget e super-lavoro le ambulanze vicino al collasso Licia Pera, Rsu118 dell'Rdb: «Mezzi fermi ore in pronto soccorso per carenza di barelle» di Paolo Anastasio Roma - Allarme dell'Ares 118, che senza soldi non può funzionare. Il direttore generale Marinella D'Innocenzo ha chiesto alla Regione di non procedere al taglio di 2 milioni di euro sui fondi del 118, che per il 2009 avrà a disposizione 128 milioni di euro, 20 milioni in meno rispetto alle richieste della top manager. «Il 118 è la priorità delle priorità - dice il consigliere il consigliere di Forza Italia Massimiliano Maselli - tagliare 2 milioni di euro alle ambulanze non è la priorità, visto ad esempio lo spreco del doppio reparto di nefrologia e dialisi al Sant'Eugenio». Nei prossimi giorni la commissione sanità della Pisana invierà una lettera a Marrazzo, chiedendo di non procedere ai tagli e di dare disco verde alle assunzioni di nuovo personale, in deroga al blocco delle assunzioni nel quadro del piano di rientro. Il personale non ce la fa più. «L'azienda ha una pianta organica di 4mila unità, ma in servizio ce ne sono soltanto 2mila dice il consigliere regionale del Pd Enzo Foschi Chiederemo al presidente Marrazzo e al commissario Morlacco lo sblocco dei concorsi in itinere per infermieri e barellieri, in deroga al blocco del turn over. Un altro problema è la patrimonializzazione dell'Ares 118, che non è proprietaria degli immobili in cui ci sono i presidi (di proprietà delle Asl ndr), e non può procedere a lavori di manutenzione e così rischia sanzioni dei Nas se gli immobili non sono a norma». Un quadro a tinte fosche: «Lavoriamo in condizioni pessime dice Licia Pera, Rsu 118 dell'Rdb tutte le ambulanze sono completamente bloccate nei pronto soccorso. Adesso poi c'è il boom dell'influenza. Ma anche in altri periodi raggiungiamo centinaia di ore mensili di blocco in pronto soccorso, in particolare al San Camillo, al Pertini, al Casilino, al San Giovanni, per carenza di barelle e di posti letto». I pazienti in attesa di essere visitati sostano per ore sulle barelle del 118, sottratte ai soccorsi. «Manca il personale - aggiunge Pera - In particolare mancano centinaia di barellieri, la terza figura dell'ambulanza, insieme all'autista e all'infermiere e questo significa spesso avere ambulanze che camminano solo con due unità. Se non fosse per le ore di straordinario del 118, che sono tantissime, i barellieri non sarebbero mai garantiti. La situazione del lavoro in due è frequente ». L'Ares 118 ha fatto un concorso, già espletato in tutte le sue tre prove, di 200 infermieri, bloccato nelle graduatorie. Intanto il personale è sotto stress. Molti gli infermieri over 40, visto che negli ultimi anni non ci sono state assunzioni. Il 90 per cento del budget va per coprire le spese del personale, in particolare in straordinari. 22 gennaio 2009 - Il Tempo La protesta. Occupazione dell'aula
consiliare da parte di 15 dipendenti Roma - «I dipendenti, che lavorano nei centri di
assistenza all'handicap ex Anni Verdi di Roma, Civitavecchia, Santa Marinella e Lido dei
Pini, affidati al Consorzio Ri.Rei dalla Regione Lazio - prosegue la nota -, non hanno
ricevuto lo stipendio di dicembre e solo il 50% della tredicesima, e lamentano la
reiterazione di tale comportamento da parte del Consorzio. Chiedono pertanto che la
Regione Lazio eroghi direttamente ai lavoratori, e non al Ri.Rei, le retribuzioni dovute.
Chiedono inoltre che la Regione decida celermente sul mantenimento o meno dell'affido al
Consorzio Ri.Rei, affido ormai scaduto il 15 dicembre 2008. La delegazione degli occupanti
è in attesa di incontrare il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio
Canali». 22 gennaio 2009 - L'Eco di Bergamo Da migrante a migrante: uno
sportello di aiuto Bergamo - Dalle pratiche burocratiche alle informazioni
socio-sanitarie: aiutare un immigrato a integrarsi è davvero un lavoro. E ora a Bergamo,
oltre ai molti patronati sindacali e a vari centri di associazioni, un aiuto concreto
viene anche dallo Sportello immigrati della Cub (Confederazione Unitaria di Base). Lo
sportello si trova in via Torretta 25 è aperto ogni lunedì e mercoledì pomeriggio dalle
17 alle 19 e ogni sabato dalle 14.30 alle 18. Lo sportello è gestito da stranieri che
vivono in Italia da diversi anni. Tra questi c'è Amparo De Los Reyes, una filippina nata
a Manila, in Italia da 30 anni: «Allo sportello assistiamo gli immigrati nella
compilazione delle pratiche necessarie per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno,
i ricongiungimenti e le coesioni familiari, la carta di soggiorno, la cittadinanza e per
effettuare i ricorsi contro le espulsioni. Sono molti anche i datori di lavoro che si
rivolgono a noi per consulenze. Diversi mesi dopo l'apertura dello Sportello immigrati
possiamo quindi dirci soddisfatti». 22 gennaio 2009 - Il Cittadino Non si permetta di discutere il nostro orgoglio di lavoratori Egregio Ministro Brunetta, 22 gennaio 2009 - Cronaca Qui «Servono autoscale, autopompe e
almeno 500 professionisti» MILANO - Pochi uomini, mezzi scarsi e vecchiotti, finanziamenti ridotti allosso e una mole di lavoro che aumenta giorno dopo giorno. E il mestiere del pompiere diventa sempre più difficile. GLI SPRECHI «I fondi destinati a noi sono sempre meno - denuncia Massimo Berto, coordinatore provinciale di Rdb (rappresentanze sindacali di base) - e non sempre vengono impiegati bene». Un esempio? Lacquisto delle 3 mini autopompe che da due anni giacciono inutilizzate nei depositi del comando provinciale di via Messina. Il motivo? «Hanno cisterne poco capienti e non sono adatte per Milano. Sono troppo piccole, sono mezzi pensati per le città darte, dove le vie sono strette» spiega Berto. Senza contare che dopo qualche mese di attività giunture e sospensioni sono finite ko «e i mezzi sono diventati inutilizzabili». Così di autopompe in servizio a Milano ne rimangono solo 10, di cui la metà ormai datate. «Avremmo bisogno di almeno altre 5 autopompe di grandi dimensioni, da 18 tonnellate» ha aggiunto il rappresentante sindacale. E nonostante la lettera inviata al ministro Maroni lo scorso novembre di nuovi mezzi non se ne sono ancora visti. NUOVE AUTOSCALE E per i pompieri milanesi lemergenza continua. «Mancano le autoscale - attacca Berto - le 5 che abbiamo sono insufficienti», oltre al fatto che tre mezzi (sui 5 disponibili) risalgono agli anni 70 e hanno freni e sistemi di sicurezza ormai fuori norma. Ma i problemi al comando provinciale di via Messina non sono finiti: i pompieri professionisti infatti sono pochi e costretti a turni di lavoro massacranti. E le 36 ore settimanali previste dal contratto «diventano anche 60 e 70 - continua il coordinatore Rdb - ma nel nostro lavoro il riposo psicofisico è essenziale per poter affrontare tutte le emergenze». A Milano infatti i vigili del Fuoco in servizio sono 800, a Roma invece «raggiungono quota 1700, anche se il carico di lavoro è molto simile». E per garantire interventi tempestivi in città e provincia «abbiamo bisogno di almeno 500 professionisti in più - ha spiegato Berto - ora siamo troppo pochi». Nei paesi dellhinterland gli
interventi sono gestiti da pompieri "occasionali" MILANO 22/01/2009 - Periodo nero anche per i pompieri della
provincia milanese. Anzi. Nei paesi dellhinterland le sedi dei vigili del fuoco
hanno problemi ancor peggiori: i pompieri professionisti infatti si trovano quasi tutti
nelle stazioni del capoluogo, e nei centri fuori Milano sono i volontari a gestire le
emergenze. 22 gennaio 2009 - Il Giorno Ospedale, le ex centraliniste
iniziano a vedere uno spiraglio di luce LEGNANO - «È ANDATA molto bene, c'è stata collaborazione. Ora inoltreremo un quesito allo staff tecnico del ministro Renato Brunetta per sapere quali sono le vie da percorrere per far sì che le ex centraliniste ritornino a lavorare». Carla Dotti misura le parole. Il direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Legnano così commenta la trattativa che si è svolta martedì fra amministrazione e sindacati. «Abbiamo stabilito di approfondire, in tempi brevi, quanto indicato dal ministro nella lettera». Brunetta affermava che «le possibilità di consentire una proroga dei contratti a tempo determinato sono previste dalle norme in vigore». Fondamentale è un accordo fra le parti. Ma la nota del ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione ha avuto anche il merito di aver ridestato l'attenzione su un caso che sembrava andare alla deriva. Martedì una troupe di La7 si è recata in ospedale e ha intervistato le donne disoccupate che sono state invitate a sedersi al tavolo della trattativa. «I manager dell'ospedale non ci hanno detto "no", l'amministrazione ha mostrato interesse per il nostro futuro, e questa volta non come donne delle pulizie - affermava una di loro -. Spero che non si perda molto tempo». Riccardo Germani delle Rappresentanze di base (Rdb): «Va bene inviare il quesito al ministero della Funzione pubblica, ma chiediamo di vedere come sono poste le domande. Auspichiamo che non sia un temporeggiare o, peggio, un far rimbalzare le responsabilità. I tempi sono stretti: ad aprile le donne non percepiranno più l'assegno di disoccupazione». Cassa integrazione per 750
dipendenti dell'Alfa Romeo ARESE - VECCHI TIMORI e cassa integrazione anche all'Alfa Romeo. Il 2009 si è aperto sotto il Biscione aresino con una sola certezza: anche a febbraio, ci saranno due settimane di cassa integrazione per i 750 dipendenti rimasti nei reparti progettazione, sperimentazione, parte commerciale e centro stile. Nonostante le richieste dei sindacati l'azienda continua a tacere sul futuro dello stabilimento milanese. «Ci avevano promesso un incontro a gennaio per conoscere i progetti Fiat ad Arese - spiega Carlo Pariani della FlmUniti Cub - per salvare quello che è rimasto servono scelte rapide e coraggiose, non si può discutere solo di cassa integrazione e di tagli alla produzione». Secondo il sindacato di base è necessario un intervento con urgenza sul marchio prima che sparisca, inoltre serve un progetto sulle auto a basso impatto ambientale. Arese questo lo può fare. «La Fiat purtroppo, dopo aver fatto la stupidaggine di chiudere la piattaforma Vamia ad Arese, ha buttato via dieci anni di tempo e di conoscenze perdendo l'occasione di essere protagonista in un settore strategico in Europa e non solo», continua il sindacalisata.(Ro.Ramp.) 22 gennaio 2009 - La Città di Salerno Sono state rinnovate le cariche
delle rappresentanze sindacali unitarie dellAsl Sa 3 Salerno - Azzeramento di tutte le cariche dei rappresentanti della Rsu aziendale dellAsl Sa3 e nomina del nuovo presidente. Le elezioni si sono tenute martedì presso lospedale di Vallo della Lucania, a seguito delle dimissioni dellex presidente Pasqualino Romanelli. Nuovo presidente della Rsu aziendale, eletto allunanimitá, è Carmine Rufo dipendente dellospedale di Roccadaspide. Nominati anche i componenti dellufficio di presidenza, con la presenza di un rappresentante per ogni sigla sindacale, che sono: Alessandro Bacci (Rdb-ospedale Agropoli), Michele Viciconte (Cisl-ospedale Vallo della Lucania), Pietro Lorenzo Conte (Uil - ospedale Polla), Mega Marino (Cgil-distretto Sapri), Gennaro Vasile ( Fials-ospedale Vallo della Lucania), Carmine Di Santi (Fsi-Vallo della Lucania). «Vorrei ringraziare tutti i componenti della Rsu aziendale - afferma il neo presidente Carmine Rufo - per la fiducia che hanno voluto accordarmi. Il mio impegno sará quello di creare una sinergia tra tutti i rappresentanti sindacali per la messa in atto di unazione incisiva». 22 gennaio 2009 - Il Messaggero Viterbo - Salvarli tutti, ma con
modalità diverse... Viterbo - Salvarli tutti, ma con modalità diverse.
Allinterno della Vetralla Servizi sarà il tavolo insediato in Comune a individuare
la posizione giuridica dei 24 lavoratori. E quindi i diritti esigibili. Perché alcuni
sono ex lpu (lavoratori di pubblica utilità), altri provengono dai cantieri scuola e
qualcuno non ha invece superato alcuna selezione. Quindi, il loro sarà un futuro
differenziato. Nel frattempo, la Regione ha rinnovato di un anno la cassintegrazione
straordinaria per 11 dipendenti. «Il Comune - dichiara il capogruppo del Pd in consiglio
comunale, Carlo Postiglioni - sta facendo di tutto per risanare la società e mantenere i
livelli occupazionali». 22 gennaio 2009 - Il Manifesto FIRENZE · Per un'altra città fa
l'esaurito allo Spazio Uno. Domenici in tv Firenze - Ornella De Zordo e la lista (dal nome ancora provvisorio) "Per un'altra città" fanno il tutto esaurito al cinema Spazio Uno. Nonostante il tempo inclemente più di trecento fiorentini affollano la sala, nella prima iniziativa pubblica di presentazione di quello che, nei piani dei promotori, "è un percorso di cittadinanza attiva, che vuole lavorare per la costruzione di una lista che si contrappone netamente alle destre, e anche al Pd e alla sua coalizione". In gran forma la consigliera comunale De Zordo, rodata da cinque intensi anni di lavoro politico di opposizione al centrosinistra di Leonardo Domenici, nei fatti candidata in pectore di una "lista di cittadinanza" che può contare su ottimi collaboratori sul doppio fronte dei rapporti con i media e dell'innovazione tecnologica. "Non c'è una lista già fatta - ricorda comunque l' "altrasindaco" dell'ormai lontano 2004 - sarà una lista dal basso, con il nome ufficiale del candidato che arriverà alla fine di un percorso inclusivo e aperto ai cittadini". In sala intervengono uno dopo l'altro alcuni fra i più importanti animatori della lista. Il prof universitario Giorgio Pizziolo ("Questione morale, beni comuni, grande crisi") e la coppia altermondialista Lorenzo Guadagnucci - Camilla Lattanzi ("Per una nuova economia urbana"); poi Maurizio Paoli dell'Anec ("La cultura come strumento di cambiamento") e il segretario degli Umanisti fiorentini Antonio Berti ("La città dei diritti"); ancora i sindacalisti di base Silvia Gabbrielli e Stefano Cecchi delle Rdb Cub ("Servizi pubblici e macchina comunale"). Infine l'architetto Antonio Fiorentino ("Dopo il disastro, l'urbanistica al servizio dei cittadini") e l'ex ferroviere e attivista nonviolento nel movimento contro la guerra Tiziano Cardosi ("La mobilità utile"). Ad ascoltare una platea attenta, con fiorentine e fiorentini di ogni età e di ogni estrazione sociale. Poi esponenti politici dei Verdi con il portavoce regionale Mauro Romanelli, e di Rifondazione con il segretario fiorentino Claudio Bicchielli. E ancora Massimo Torelli dell'associazione Per una sinistra unita e plurale, e il duo Alessandro Nannini - Giuseppe Cazzato dei Cobas. Allo Spazio Uno, tirando le somme, si ritrova uno spaccato della variegata e diffusa sinistra cittadina. Non tutta ma tanta, che fra i vari interventi sente ribadire un secco "no" sia al faraonico sottoattraversamento cittadino dell'alta velocità ferroviaria con annessa nuova stazione sotterranea, che (purtroppo, ndr) al sistema tramviario, giudicato troppo invasivo del centro storico e quindi da rivedere progettualmente in buona parte. Con il rischio concreto di dover attendere ancora anni e anni e anni prima di poter salire sulla tramvia a Bagno a Ripoli e arrivare in tramvia a Prato, Sesto Fiorentino, Scandicci, forse anche Pistoia. Nel mentre Leonardo Domenici è in tv su Rete 37, intervistato dai giornalisti Paolo Ermini del Corriere Fiorentino, Osvaldo Sabato dell'Unità e dal conduttore della trasmissione Vittorio Betti. Il sindaco parla di tutto, dalle primarie ("troppi tre candidati o forse più del solo Pd") alle sue recenti traversie. Parla anche del nuovo stadio Domenici. Ma solo per ribadire: "E' giusto provare a farlo a Castello, o meglio nell'area urbanistica Utoe 2, che è più grande di Castello". Ma solo lo stadio si può fare. Non la "cittadella viola" pensata dalla famiglia Della Valle per cercare di incassare milioni da investire nella Fiorentina. 21 gennaio 2009 - Asca LAZIO: RDB-CUB E LAVORATORI RI. REI OCCUPANO CONSIGLIO REGIONALE(ASCA) - Roma, 21 gen - Un gruppo di circa 15 dipendenti del Consorzio Ri.Rei, insieme alla RdB-CUB e ad alcuni familiari dei pazienti, ha da poco occupato la Sala Nuova del Consiglio Regionale del Lazio, in Via della Pisana a Roma. I dipendenti, che lavorano nei centri di assistenza all'handicap ex Anni Verdi di Roma, Civitavecchia, Santa Marinella e Lido dei Pini, affidati al Consorzio Ri.Rei dalla Regione Lazio, non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e solo il 50% della tredicesima, e lamentano la reiterazione di tale comportamento da parte del Consorzio. Chiedono pertanto che la Regione Lazio eroghi direttamente ai lavoratori, e non al Ri.Rei, le retribuzioni dovute. Chiedono inoltre che la Regione decida celermente sul mantenimento o meno dell'affido al Consorzio Ri.Rei, affido ormai scaduto il 15 dicembre 2008. La delegazione degli occupanti e' in attesa di incontrare il Presidente della Commissione Sanita' della Regione Lazio Canali. 21 gennaio 2009 - Dire SANITA'. TOLTA OCCUPAZIONE RDB-CUB AL CONSIGLIO REGIONALE(DIRE) Roma, 21 gen. - E' cessata l'occupazione della Sala Nuova del Consiglio regionale del Lazio, attuata a partire da questa mattina da un gruppo di lavoratori del Consorzio Ri.Rei insieme alla Rdb-Cub e ad alcuni familiari degli assistititi nei centri per disabili gestiti dal Consorzio. La delegazione degli occupanti -spiega una nota- ha incontrato il presidente della Commissione regionale Sanita', Luigi Canali, al quale sono state evidenziate le gravi problematiche in corso subite sia dai lavoratori, che con ricorrente modalita' non ricevono le retribuzioni, sia dagli assistiti e dai loro familiari. La Rdb-Cub ha chiesto "l'immediato sollevamento del consorzio, anche a fronte delle denunce presentate dai familiari presso alcune Procure del Lazio e alla Corte dei Conti". Il presidente Canali -riferiscono ancora gli occupanti- si e' impegnato a riaprire il 27 gennaio la discussione in Commissione sull'affidamento a Ri.Rei e si e' inoltre espresso a favore dell'internalizzazione del servizio presso le Asl di competenza. La delegazione ha poi incontrato il vice presidente Esterino Montino, il quale ha assicurato -prosegue la nota delle Rdb- che fara' pressione affinche' le risorse erogate dalla Regione a Ri.Rei arrivino in primis ai lavoratori rispetto ad altri soggetti creditori nei confronti del Consorzio. Montino ha ammesso il ritardo da parte della Regione sulle decisioni in merito all'affidamento del servizio ed ha comunicato la costituzione di una Commissione ad hoc per indagare sul possesso dei requisiti da parte del Consorzio Ri.Rei per un eventuale accreditamento. La Rdb-Cub, "esprimendo il proprio disappunto per aver dovuto ricorrere ad una forma di protesta come l'occupazione per dare voce alle ragioni di lavoratori e familiari", comunica che non appena verra' convocato il presidente della Commissione annunciata da Montino "provvedera' a ripresentare la documentazione e le testimonianze sui gravi problemi subiti da lavoratori e utenti". L'organizzazione sindacale di base sara' inoltre presente il 27 gennaio e "vigilera'" sulla discussione affrontata in Commissione. SANITA'. PEDUZZI: SOLIDARIETA' A LAVORATORI RI.REI (DIRE) Roma, 21 gen. - "Ai lavoratori del Consorzio Ri.Rei da mesi senza stipendio che questa mattina insieme ai rappresentanti delle associazioni dei familiari hanno occupato la Sala nuova del Consiglio regionale va tutta la solidarieta' di Rifondazione comunista". E' quanto dichiara il capogruppo del Prc alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi. "La scelta di affidare provvisoriamente al consorzio Ri.Rei i servizi di riabilitazione gestiti tra Roma e provincia fino al 2006 nei vari centri ex Anni Verdi- spiega l'esponente del Prc- e' stata fallimentare. Da mesi lavoratori e familiari dei disabili denunciano con documenti alla mano la cattiva gestione delle strutture e delle attivita' di assistenza e ritardi continui nel pagamento delle retribuzioni che mettono in pericolo sia la qualita' che la continuita' delle prestazioni". "A due anni e mezzo dall'affidamento da parte della Regione di questo importante servizio pubblico al Consorzio, lavoratori e associazioni dei familiari ne chiedono la revoca. Questo conferma che ogni ipotesi di accreditamento futuro e' da escludere nella maniera piu' assoluta. Il servizio- conclude il capogruppo del Prc- deve ritornare alle Asl". "Quello che denunciano i lavoratori ogni giorno- aggiunge Pio Congi in rappresentanza di Rdb-Cub- e' un progressivo svuotamento delle funzioni di assistenza e riabilitazione del Consorzio in favore delle singole cooperative che lo compongono. In sostanza, c'e' la volonta' precisa di smantellare il servizio principale oggetto dell'affidamento provvisorio. E' chiaro che in questo modo si potranno giustificare in futuro gli esuberi tra i lavoratori dipendenti del Consorzio". MO. BOLOGNA, IL CORTEO ANDRA' IN
CENTRO: FINO A P.MALPIGHI (DIRE) Bologna, 21 gen. - Terminera' in piazza Malpighi il corteo regionale per la Palestina in programma per sabato 24 gennaio. E' arrivato, quindi, l'ok della Questura di Bologna che dopo i divieti comunicati la scorsa settimana ieri aveva aperto una porta agli organizzatori, escludendo pero' dal percorso l'ultimo tratto di via Indipendenza e piazza Maggiore. Per l'accordo non si e' reso necessario il secondo incontro in piazza Galilei ipotizzato per oggi: la Questura ha comunicato al consigliere comunale indipendente Valerio Monteventi il via libera per piazza Malpighi. Soluzione che agli organizzatori va bene e ora Monteventi dovra' presentare un secondo preavviso con il nuovo percorso: partenza alle 17,30 da piazza dell'Unita' per poi sfilare lungo via Matteotti, via Indipendenza, via dei Mille e via Marconi. Il nuovo percorso, quindi, consente di far sfilare i manifestanti per le vie del centro senza passare per l'ultimo pezzo di via Indipendenza e per piazza Maggiore: ovvero, davanti alla cattedrale di San Pietro e alla Basilica di San Petronio. La Questura aveva difatti spiegato che il corteo non si sarebbe potuto svolgere "dinanzi ad alcuni dei luoghi maggiormente simbolici per la comunita' cattolica bolognese". Evidentemente il veto, si fa notare tra gli organizzatori, non riguarda pero' tutti i luoghi di culto cattolici: su piazza Malpighi si affaccia infatti un lato della basilica di San Francesco e nel pieno della piazza c'e' una statua della Madonna dell'Immacolata. Un discorso simile si puo' fare anche per le altre piazze prese in considerazione per la conclusione del corteo (da piazza Azzarita, subito scartata dagli organizzatori, alla stessa piazza San Francesco). E dopotutto, anche il pezzo di corteo subito autorizzato comprendeva via Matteotti e quindi la chiesa del Sacro Cuore. Insomma ideare un percorso che non incontri simboli cattolici, nel centro di Bologna, non e' semplice. Tanto che Monteventi, replicando alle dichiarazioni dell'assessore Libero Mancuso, prima di ricevere l'ok per piazza Malpighi aveva chiosato: "Abbiamo capito chi sta fomentando la Questura, perche' con la logica di Mancuso il corteo non potrebbe passare da nessuna parte se non alle Roveri". Percorso a parte, resta un piccolo nodo da sciogliere rispetto alla preghiera islamica ipotizzata, in un primo momento, a meta' corteo. La Questura aveva posto un preciso "no" e gli organizzatori avevano fatto un passo indietro posticipando alle 17,30 l'inizio della manifestazione, superando l'orario dell'orazione del tramonto. Ma in un primo comunicato diffuso oggi dal Comitato Palestina si dava indicazione di un concentramento alle 16,30. Il ritrovo dei manifestanti alle 16.30 e' sparito da una seconda nota diffusa per comunicare la conclusione del corteo in piazza Malpighi. Gli organizzatori, nel frattempo, avevano spiegato: alcuni islamici pregheranno a casa e altri magari in piazza, ma il concentramento alle 16,30 "non costituisce alcun problema, e' indicato solo per accogliere chi arrivera' da fuori citta' con autobus e treni, ma la manifestazione per noi inizia alle 17,30". La nota del Comitato Palestina, intanto, convoca ufficialmente l'iniziativa ("contro l'occupazione israeliana della Palestina") e definisce le polemiche di questi giorni "strumentali e tese a criminalizzare i migranti che hanno dato un grosso contributo ai movimenti di solidarieta' con la Palestina". La manifestazione vuole denunciare "l'impunita' del terrorismo di stato israeliano" e chiedere "il diritto al ritorno dei profughi e la liberta' dei prigionieri politici palestinesi". Al corteo ci saranno, oltre al Comitato Palestina, l'associazione Sopra i ponti, il Centro di cultura islamica, i centri sociali Xm24, Crash, Tpo, Vag61 e Lazzaretto autogestito, la Cub, l'Asia-Rdb, i Cobas, la Rete 28 aprile, il Cua, gli studenti medi-Iskra, le associazioni Ya Basta, Carlo Giuliani di San Lazzaro, Un ponte per, l'Assemblea antifascista permanente, il Prc dell'Emilia-Romagna, i Giovani comunisti, il Pcl, Socialismo Rivoluzionario, la Rete dei Comunisti, il circolo Arci Sesto Senso, le associazioni Anassim, Intorno al cerchio e Papillon-Rebibbia, lo Spazio Sociale Studentesco, gli studenti dell'Onda anomala di Bologna e la Lista Reno. Arriveranno poi, da fuori Bologna, centri sociali, associazioni e collettivi da Reggio Emilia, Rimini, Parma, Modena e Ferrara. In una nota, Prc e Giovani comunisti spiegano le ragioni della loro adesione: "Il massacro fatto nella striscia di Gaza non puo' rimanere impunito: donne, bambini, giovani civili massacrati nelle loro case, un'intera popolazione fatta ostaggio e bersaglio del militarismo di Israele". Oltre a chiedere "l'istituzione di uno stato palestinese secondo i confini stabiliti dall'Onu", Prc e Giovani comunidsti chiedono un "tribunale internazionale per i crimini commessi da Israele" e bocciano l'invio di militari italiani a Gaza. Intanto, lunedi' in Procura sara' sentito Rafia Boukhbiza, il presidente dell'associazione "Sopra i ponti" finito sotto indagine per la preghiera islamica di sabato 3 gennaio sul crescentone di piazza Maggiore. Oggi il suo legale, Andrea Ronchi, si e' presentato dal pm titolare dell'inchiesta bis sulla preghiera, Valter Giovannini, con cui si e' accordato per l'audizione di lunedi'. Boukhbiza e' indagato per l'ipotetica violazione dell'articolo 25 del Testo unico per la pubblica sicurezza del 1931, che prevede un preavviso di tre giorni al Questore per "funzioni, cerimonie o pratiche religiose fuori dei luoghi destinati al culto ovvero processioni ecclesiastiche o civili nelle pubbliche vie". Boukhbiza aveva firmato i preavvisi inoltrati alla Questura per il corteo del 3 gennaio, nei quali non c'era alcun riferimento alla preghiera. Ronchi preannuncia da parte del suo assistito piena disponibilita' a chiarire l'accaduto", "fiducia nella magistratura" e "certezza che tutto si chiarira'". La nuova inchiesta affidata a Giovannini (dopo l'archiviazione della precedente disposta dal pm Luigi Persico a fronte di un rapporto della Digos che non segnalava reati), e' stata aperta dopo la nuova denuncia del deputato di Forza Italia Fabio Garagnani. 21 gennaio 2009 - Ansa SANITÀ: LAVORATORI CENTRO ANNI VERDI OCCUPANO SALA REGIONE (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Un gruppo di circa 15 dipendenti del Consorzio Ri.Rei, nei centri di assistenza all'handicap ex Anni Verdi di Roma, Civitavecchia, Santa Marinella e Lido dei Pini, affidati al consorzio Ri.Rei dalla Regione Lazio, insieme alla RdB-Cub e ad alcuni familiari dei pazienti, stamattina ha occupato la Sala Nuova del consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana a Roma. Lo rende noto Rdb-Cub. I dipendenti hanno protestato perchè «non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e solo il 50% della tredicesima, e lamentano la reiterazione di tale comportamento da parte del Consorzio. Chiedono pertanto che la Regione Lazio eroghi direttamente ai lavoratori, e non al Ri.Rei, le retribuzioni dovute. Chiedono inoltre che la Regione decida celermente sul mantenimento o meno dell'affido al Consorzio Ri.Rei, affido ormai scaduto il 15 dicembre 2008». «Ai lavoratori del Consorzio Ri.Rei da mesi senza stipendio - afferma il capogruppo del Prc alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi - che questa mattina insieme ai rappresentanti delle associazioni dei familiari hanno occupato la sala nuova del consiglio regionale va tutta la solidarietà di Rifondazione comunista». Dopo circa quattro i lavoratori hanno terminato l'occupazione della Sala Nuova. Lo rende noto Rdb-Cub sottolineando che una delegazione di dipendenti ha incontrato il presidente della commissione regionale Sanità Canali, al quale sono state evidenziate «le gravi problematiche in corso subite sia dai lavoratori, che con ricorrente modalità non ricevono le retribuzioni, sia dagli assistiti e dai loro familiari». La RdB-Cub ha chiesto «l'immediato sollevamento del consorzio, anche a fronte delle denunce presentate dai familiari presso alcune Procure del Lazio ed alla Corte dei Conti. Il Presidente Canali si è impegnato a riaprire il prossimo 27 gennaio la discussione in Commissione sull'affidamento a Ri.Rei e si è inoltre espresso a favore dell'internalizzazione del servizio presso le Asl di competenza». La delegazione di lavoratori hanno poi incontrato il vice presidente Esterino Montino, che «ha ammesso il ritardo da parte della Regione sulle decisioni in merito all'affidamento del servizio ed ha comunicato la costituzione di una Commissione ad hoc per indagare sul possesso dei requisiti da parte del Consorzio Ri.Rei per un eventuale accreditamento». 21 gennaio 2009 - Omniroma RI.REI, MANIFESTANTI LASCIANO PISANA: «AVUTE RASSICURAZIONI» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «Abbiamo abbandonato l'occupazione di una sala del consiglio regionale per le rassicurazioni che abbiamo avuto. Per il 27 gennaio è stata convocata una commissione regionale sanità in merito all'affidamento del consorzio Ri.Rei. Questo è l'impegno ottenuto oggi dal presidente della commissione regionale sanità Luigi Canali. Dal vicepresidente della giunta regionale, Esterino Montino, abbiamo invece ottenuto la possibilità di avere un incontro con i responsabili di una commissione ad hoc, già approvata dalla giunta, che indagherà sullo stato del servizio del consorzio Ri.Rei». È quanto dichiara Pio Congi, della Federazione nazionale Rdb, che oggi ha partecipato agli incontri della delegazione di operatori del consorzio Ri.Rei che avevano occupato una sala del consiglio regionale. I lavoratori hanno incontrato alcuni responsabili di giunta e consiglio regionale e, a seguito delle assicurazioni avute, hanno scelto di abbandonare l'occupazione. «Mi sento moderatamente soddisfatto - continua Congi - Nei prossimi giorni sarà nominato il presidente di questa commissione, al quale presto ci rivolgeremo. E Montino ci ha anche sottolineato come la Regione si stia preoccupando dei pagamenti: nei prossimi giorni dovrebbero arrivare ai lavoratori alcuni soldi che gli spettano». CONSORZIO RI.REI, PRC: «SOLIDARIETÀ A LAVORATORI» (OMNIROMA) Roma, 21 gen - «Ai lavoratori del Consorzio Ri.Rei da mesi senza stipendio che questa mattina insieme ai rappresentanti delle associazioni dei familiari hanno occupato la Sala nuova del Consiglio regionale va tutta la solidarietà di Rifondazione comunista». Lo dichiara, in una nota, il capogruppo del Prc alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi. «La scelta di affidare provvisoriamente al consorzio Ri.Rei i servizi di riabilitazione gestiti tra Roma e provincia fino al 2006 nei vari centri ex Anni Verdi - spiega l'esponente del Prc - è stata fallimentare. Da mesi lavoratori e familiari dei disabili denunciano con documenti alla mano la cattiva gestione delle strutture e delle attività di assistenza e ritardi continui nel pagamento delle retribuzioni che mettono in pericolo sia la qualità che la continuità delle prestazioni. A due anni e mezzo dall'affidamento da parte della Regione di questo importante servizio pubblico al Consorzio, lavoratori e associazioni dei familiari ne chiedono la revoca». «Questo conferma che ogni ipotesi di accreditamento futuro è da escludere nella maniera più assoluta. Il servizio - conclude il capogruppo del Prc - deve ritornare alle Asl ». «Quello che denunciano i lavoratori ogni giorno - aggiunge Pio Congi in rappresentanza di Rdb-Cub - è un progressivo svuotamento delle funzioni di assistenza e riabilitazione del Consorzio in favore delle singole cooperative che lo compongono. In sostanza, c'è la volontà precisa di smantellare il servizio principale oggetto dell'affidamento provvisorio. È chiaro che in questo modo si potranno giustificare in futuro gli esuberi tra i lavoratori dipendenti del Consorzio». 21 gennaio 2009 - Adnkronos SANITÀ: RDB-CUB OCCUPA CONSIGLIO
REGIONALE LAZIO, Roma, 21 gen. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un gruppo di circa quindici dipendenti del Consorzio Ri.Rei, insieme alla Rdb-Cub e ad alcuni familiari dei pazienti, ha da poco occupato la Sala nuova del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana a Roma. I dipendenti, che lavorano nei centri di assistenza all'handicap ex Anni verdi di Roma, Civitavecchia, Santa Marinella e Lido dei Pini, affidati al Consorzio Ri.Rei dalla Regione Lazio, non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre - spiega in una nota il sindacato Rdb-Cub - hanno percepito solo il 50% della tredicesima, e lamentano la reiterazione di tale comportamento da parte del Consorzio. Chiedono pertanto che la Regione Lazio eroghi direttamente ai lavoratori, e non al Ri.Rei, le retribuzioni dovute. Chiedono inoltre che la Regione decida celermente sul mantenimento o meno dell'affido alConsorzio Ri.Rei, ormai scaduto il 15 dicembre scorso. La delegazione degli occupanti è in attesa di incontrare il presidente della commissione Sanità della Regione Lazio Luigi Canali. SANITÀ: LAZIO, RDB-CUB OCCUPA CONSIGLIO REGIONALE CON LAVORATORI RI.REI Roma, 21 gen. (Adnkronos) - «Un gruppo di circa 15 dipendenti del Consorzio Ri.Rei, insieme alla RdB-CUB e ad alcuni familiari dei pazienti, ha occupato la Sala Nuova del Consiglio Regionale del Lazio, in Via della Pisana a Roma». Lo comunica RdB-Cub in una nota. «I dipendenti, che lavorano nei centri di assistenza all'handicap ex Anni Verdi di Roma, Civitavecchia, Santa Marinella e Lido dei Pini, affidati al Consorzio Ri.Rei dalla Regione Lazio - prosegue la nota -, non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e solo il 50% della tredicesima, e lamentano la reiterazione di tale comportamento da parte del Consorzio. Chiedono pertanto che la Regione Lazio eroghi direttamente ai lavoratori, e non al Ri.Rei, le retribuzioni dovute. Chiedono inoltre che la Regione decida celermente sul mantenimento o meno dell'affido al Consorzio Ri.Rei, affido ormai scaduto il 15 dicembre 2008. La delegazione degli occupanti è in attesa di incontrare il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio Canali». SANITÀ: RDB-CUB, FINITA OCCUPAZIONE CONSIGLIO LAZIO LAVORATORI RI.REI Roma, 21 gen. (Adnkronos) - «È cessata l'occupazione della Sala Nuova del Consiglio Regionale del Lazio, iniziata questa mattina da un gruppo di lavoratori del Consorzio Ri.Rei insieme alla RdB-CUB e ad alcuni familiari degli assistititi nei centri per disabili gestiti dal Consorzio». Lo rende noto RdB-Cub, riferendo che «la delegazione degli occupanti ha incontrato il Presidente della Commissione Regionale Sanità Canali, al quale sono state evidenziate le gravi problematiche in corso subite sia dai lavoratori, che con ricorrente modalità non ricevono le retribuzioni, sia dagli assistiti e dai loro familiari». La RdB-Cub, si legge nella nota, «ha chiesto l'immediato sollevamento del consorzio, anche a fronte delle denunce presentate dai familiari presso alcune Procure del Lazio ed alla Corte dei Conti. Il Presidente Canali si è impegnato a riaprire il prossimo 27 gennaio la discussione in Commissione sull'affidamento a Ri.Rei e si è inoltre espresso a favore dell'internalizzazione del servizio presso le Asl di competenza. La delegazione ha poi incontrato il Vice Presidente Montino, il quale ha assicurato che farà pressione affinchè le risorse erogate dalla Regione a Ri.Rei arrivino in primis ai lavoratori rispetto ad altri soggetti creditori nei confronti del Consorzio. Montino ha ammesso il ritardo da parte della Regione sulle decisioni in merito all'affidamento del servizio ed ha comunicato la costituzione di una Commissione ad hoc per indagare sul possesso dei requisiti da parte del Consorzio Ri.Rei per un eventuale accreditamento». La RdB-Cub, conclude il sindacato, «esprimendo il proprio disappunto per aver dovuto ricorrere ad una forma di protesta come l'occupazione al fine di dare voce alle ragioni di lavoratori e familiari, comunica che non appena verrà convocato il Presidente della Commissione annunciata da Montino provvederà a ripresentare la documentazione e le testimonianze sui gravi problemi subiti da lavoratori e utenti. L'organizzazione sindacale di base sarà inoltre presente il prossimo 27 gennaio e vigilerà sulla discussione affrontata in Commissione». 21 gennaio 2009 - Apcom Lazio/ Roma, conclusa occupazione
RdB-Cub del consiglio regionale Roma, 21 gen. (Apcom) - Si è conclusa l'occupazione della Sala Nuova del Consiglio Regionale del Lazio, iniziata questa mattina da un gruppo di lavoratori del Consorzio Ri.Rei insieme alla RdB-CUB e ad alcuni familiari degli assistititi nei centri per disabili gestiti dal Consorzio. La delegazione degli occupanti ha incontrato il presidente della Commissione Regionale Sanità Canali, al quale sono state evidenziate le gravi problematiche in corso subite sia dai lavoratori, che con ricorrente modalità non ricevono le retribuzioni, sia dagli assistiti e dai loro familiari. La RdB-CUB, riferisce una nota, ha chiesto l'immediato sollevamento del consorzio, anche a fronte delle denunce presentate dai familiari presso alcune Procure del Lazio ed alla Corte dei Conti: Canali si è impegnato a riaprire il prossimo 27 gennaio la discussione in Commissione sull'affidamento a Ri.Rei. e si è inoltre espresso a favore dell'internalizzazione del servizio presso le Asl di competenza. La delegazione ha poi incontrato il vice presidente della giunta Esterino Montino, il quale ha assicurato che farà pressione affinché le risorse erogate dalla Regione a Ri.Rei arrivino in primis ai lavoratori rispetto ad altri soggetti creditori nei confronti del Consorzio. Montino, continua RdB-Cub, ha ammesso il ritardo da parte della Regione sulle decisioni in merito all'affidamento del servizio ed ha comunicato la costituzione di una Commissione ad hoc per indagare sul possesso dei requisiti da parte del Consorzio Ri.Rei per un eventuale accreditamento. "La RdB-CUB, esprimendo il proprio disappunto per aver dovuto ricorrere ad una forma di protesta come l'occupazione al fine di dare voce alle ragioni di lavoratori e familiari, comunica che non appena verrà convocato il presidente della Commissione annunciata da Montino provvederà a ripresentare la documentazione e le testimonianze sui gravi problemi subiti da lavoratori e utenti. L'organizzazione sindacale di base sarà inoltre presente il prossimo 27 gennaio e vigilerà sulla discussione affrontata in Commissione". Lazio/ Roma, RdB-Cub occupa
consiglio regionale Roma, 21 gen. (Apcom) - Un gruppo di circa 15 dipendenti del consorzio Ri.Rei, insieme alla RdB-CUB e ad alcuni familiari dei pazienti, ha occupato poco dopo le 12 di questa mattina la sala Nuova del Consiglio Regionale del Lazio, in Via della Pisana a Roma. Lo rende noto la RdB-Cub. I dipendenti, che lavorano nei centri di assistenza all`handicap ex Anni Verdi di Roma, Civitavecchia, Santa Marinella e Lido dei Pini, affidati al Consorzio Ri.Rei dalla Regione Lazio, protestano per non aver ricevuto lo stipendio di dicembre e solo il 50% della tredicesima, e lamentano la reiterazione di tale comportamento da parte del Consorzio: chiedono pertanto che la Regione Lazio eroghi direttamente ai lavoratori, e non al Ri.Rei, le retribuzioni dovute. Chiedono inoltre che la Regione decida celermente sul mantenimento o meno dell`affido al Consorzio Ri.Rei, affido ormai scaduto il 15 dicembre scorso. La delegazione degli occupanti è in attesa di incontrare il presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, Canali. 21 gennaio 2009 - Roma Today Sanità: lavoratori ex Centro anni
verdi occupano la sala della Regione Roma - Un gruppo di circa 15 dipendenti del Consorzio Ri.Rei, nei centri di assistenza all'handicap ex Anni Verdi di Roma, Civitavecchia, Santa Marinella e Lido dei Pini, affidati al consorzio Ri.Rei dalla Regione Lazio, insieme alla RdB-Cub e ad alcuni familiari dei pazienti, stamattina ha occupato la Sala Nuova del consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana a Roma. I dipendenti hanno protestato perché "non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e solo il 50% della tredicesima e lamentano la reiterazione di tale comportamento da parte del Consorzio". I lavoratori chiedono quindi che la Regione Lazio eroghi direttamente ai lavoratori, e non al Ri.Rei, le retribuzioni dovute. Inoltre c'è la richiesta che "la Regione decida celermente sul mantenimento o meno dell'affido al Consorzio Ri.Rei, affido ormai scaduto il 15 dicembre 2008". Ad occupare la sala della Regione ci sono anche dei familiari degli assistiti perché, ci dicono dal sindacato RdB-Cub, "sono insoddisfatti di come il servizio viene gestito. Anche per questo chiediamo che il servizio venga reinternalizzato. Una gestione diretta fa sì, non solo che il servizio funzioni meglio, ma che costi anche di meno agli assistiti". Nel corso del 2008 i lavoratori del consorzio Ri.Rei hanno più volte protestato contro il ritardo nei pagamenti degli stipendi. E' successo sia quest'estate che a novembre. Oggi l'occupazione della Regione, a cui ha fatto seguito l'incontro con il senatore, nonché vice presidente della Regione, Montino. "Ai lavoratori del consorzio va tutta la solidarietà di Rifondazione Comunista". Ad affermarlo è il capogruppo del Prc alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi. ''La scelta di affidare provvisoriamente al consorzio Ri.Rei i servizi di riabilitazione gestiti tra Roma e provincia fino al 2006 nei vari centri ex Anni Verdi", spiega l'esponente del Prc, "è stata assolutamente fallimentare.'Questo conferma che ogni ipotesi di accreditamento futuro è da escludere nella maniera più assoluta. Il servizio deve ritornare alle Asl''. 21 gennaio 2009 - Liberare Roma SANITA: RDB-CUB OCCUPA CONSIGLIO REGIONALE INSIEME A LAVORATORI RI.REI E FAMILIARI DEGLI ASSISTITI Roma - Un gruppo di circa 15 dipendenti del Consorzio Ri.Rei, insieme alla RdB-CUB e ad alcuni familiari dei pazienti, ha da poco occupato la Sala Nuova del Consiglio Regionale del Lazio, in Via della Pisana a Roma.I dipendenti, che lavorano nei centri di assistenza allhandicap ex Anni Verdi di Roma, Civitavecchia, Santa Marinella e Lido dei Pini, affidati al Consorzio Ri.Rei dalla Regione Lazio, non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre e solo il 50% della tredicesima, e lamentano la reiterazione di tale comportamento da parte del Consorzio. Chiedono pertanto che la Regione Lazio eroghi direttamente ai lavoratori, e non al Ri.Rei, le retribuzioni dovute. Chiedono inoltre che la Regione decida celermente sul mantenimento o meno dellaffido al Consorzio Ri.Rei, affido ormai scaduto il 15 dicembre 2008. La delegazione degli occupanti è in attesa di incontrare il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio Canali. 21 gennaio 2009 - La Repubblica Le confederazioni lasciano il
vertice insoddisfatte: "Nessuna risposta concreta alla crisi che avanza" Bologna - Un summit senza risposte concrete. I
sindacati lasciano insoddisfatti il vertice di sala Farnese, lamentando la mancanza di
proposte immediate per arginare la crisi economica. Cesare Melloni, segretario provinciale
della Cgil, non ha usato giri di parole per dire che «non si coglie la gravità della
crisi della città», mettendo anche nel mirino le associazioni economiche come
Unindustria, che hanno sollecitato interventi per favorire la liquidità, ma che non hanno
mai preso posizione contro il Governo. Melloni ha citato alcuni dati, 25 mila lavoratori
soggetti ad ammortizzatori sociali, 4 mila in mobilità, caduta del reddito per altri
migliaia, per sostenere che occorrono azioni straordinarie: «Come il blocco del
licenziamenti collettivi, un irrobustimento degli ammortizzatori sociali e un piano
straordinario di formazione che riguardi anche gli occupati». Anche Alessandro Alberani,
segretario della Cisl non è stato tenero, pur apprezzando l´impostazione data al
confronto da Cofferati. «Questi non hanno mai visto in faccia un cassaintegrato. Non mi
sembra che gli interlocutori abbiano dato risposte alle sollecitazioni». 21 gennaio 2009 - Il Resto del Carlino LA CAMPAGNA Bologna - PASSA la linea del boicottaggio a Israele proposta dal centro sociale Tpo. Diego Negri del comitato Palestina Bologna, sindacalista delle Rdb, annuncia: «Il 14 febbraio organizzeremo un'assemblea con alcuni di quegli israeliani che hanno rifiutato di indossare la divisa militare. Sarà l'inizio della nostra campagna. Dopo, stiamo pensando anche a una manifestazione davanti alla Regione. Faremo un dossier sui patti economici tra l'Emilia Romagna e Israele. E vogliamo protestare davanti alle aziende che hanno rapporti con quello Stato». Ma non è pericoloso fare le liste? Non si rischia di rimettere in circolazione i germi dell'antisemitismo? «No è certo Negri . E' come in Sud Africa, quando si protestava davanti alle banche contro l'apartheid. Mandela, allora, era considerato un pericoloso terrorista internazionale. E poi attenzione alle parole: semiti sono i palestinesi. Noi abbiamo sempre distinto gli ebrei da Israele».(ri.ba.) In corteo con i tappeti? Preghiera
premeditata' Bologna - HANNO rinunciato alla preghiera collettiva, ma non intendono rinunciare a una piazza del centro. Gli organizzatori della manifestazione regionale pro Gaza, in programma sabato prossimo, ieri hanno incontrato in Questura il vicequestore Sergio Bracco e il capo della Digos Vincenzo Ciarambino, per sciogliere il rebus del percorso del corteo. Ma l'incontro ha prodotto una fumata nera e oggi, dopo il Comitato per l'ordine pubblico, le parti si incontreranno di nuovo. Trovare un percorso che vada bene a entrambi non sarà facile, ma la trattativa è avviata. La Questura offre piazza Malpighi, gli organizzatori chiedono piazza San Francesco. All'incontro hanno partecipato Valerio Monteventi, consigliere comunale indipendente, Daniele Parracino (vice presidente del Centro islamico) e Rafia Boukhbiza (presidente dell'associazione Sopra i ponti)', esponenti di Prc, Comitato Palestina, Rdb, Cobas e centri sociali. I manifestanti, compresi gli islamici, hanno accettato di partire alle 17,30, evitando così il problema della preghiera collettiva. Ognuno pregherà prima di partire o, se qualcuno lo farà in piazza, sarà una sua iniziativa distinta dal corteo. Si partirà da piazza dell'Unità, questo sembra l'unico elemento certo. IL QUESTORE, d'intesa con il prefetto, vorrebbe tenere il corteo lontano dai luoghi simbolo della città e dai luoghi di culto. Dunque niente piazze centrali né chiese. Gli organizzatori, avendo rinunciato alla preghiera, pretendono di arrivare in centro per far sentire più forte la loro voce. La Questura ha prima proposto di arrivare in piazza XX settembre e tornare indietro, poi, dopo la trattativa, di arrivare in piazza Malpighi, passando da via Indipendenza, Mille e Marconi. I manifestanti hanno chiesto di arrivare in piazza San Francesco. In serata si sono riuniti al Vag 61 per fare il punto. Prima che prevalesse la linea morbida, peraltro, Parracino aveva attaccato: «Non accettiamo che ci impediscano di pregare». Ma l'imam di Bologna Mahadi Said era stato più conciliante: «Non c'è problema, andremo in moschea a pregare e poi in piazza». Infine, l'assessore Libero Mancuso: «Evitare la preghiera servirà a scongiurare atti di intolleranza e violenza». 21 gennaio 2009 - Il Mattino di Padova NUOVO OSPEDALE, OPPORTUNITÀ PER CHI? Padova - A chi serve il nuovo ospedale di Padova? E
unopportunità per chi? Può essere un ospedale «motore dello sviluppo» di una
città? (parole del sindaco Zanonato). 21 gennaio 2009 - L'Arena Pronto soccorso intasato «Dateci più
infermieri» Verona - Pochi, ma agguerriti, gli
infermieri che si riconoscono sotto la bandiera delle Rappresentanze sindacali di base
(Rdb). Dopo aver protestato in autunno e ottenuto un'assunzione per la Neurologia del
policlinico, adesso tornano alla carica per il Pronto soccorso, sempre del policlinico. La
metodologia adottata è la stessa: la richiesta di un incontro di conciliazione al
prefetto, Italia Fortunati, stante - si legge in una nota a firma dei portavoce, Gaetano
Raniero e Federico Martelletto - «l'atteggiamento di non disponibilità al riconoscimento
reale delle problematiche che la direzione continua a tenere». Nel frattempo, gli
infermieri aderenti alle Rdb hanno dichiarato lo stato di agitazione. 21 gennaio 2009 - Il Verona Borgo Roma Proclamato lo sciopero nell'azienda ospedaliera Verona - I carichi di lavoro "inaccettabili"
sarebbero alla base dello stato di agitazione sindacale proclamato per tutto il personale
dell'Azienda Ospedaliera cittadina. I sindacati hanno roclamato un giorno di
sciopero e inviato un documento al direttore generale dell'azienda ospedaliera e al
Prefetto. Pare che a causa della mole di lavoro cui sono sottoposti «personale
infermieristico e operatori socio sanitari del Pronto Soccorso di Borgo Roma» sia stata
«compromessa la corretta assistenza che si dovrebbe prestare ai pazienti che transitano
in Reparto». I rappresentanti sindacali chiedono per questo motivo un incontro di
conciliazione e raffreddamento. Nel 2007 ci sono stati 60mila accessi e nel primo semestre
dello scorso anno si sono attestati sui 30mila. «L'aspetto più importante - è scritto
in una nota - è il considerevole aumento dei codici rossi (380 nel 2007 e 270 nel primo
semestre 2008) e gialli (6031 nel 2007 e 3444 nei primi sei mesi dell'anno scorso).(E.B.) 21 gennaio 2009 - Il Bologna Bologna e la crisi. Alberani (Cisl): «Speriamo sia solo un primo passo». Melloni (Cgil): «Tempi stretti» Forze sociali scettiche «Richiami inascoltati» Bologna - «Se questo è un primo passo, allora il giudizio è positivo, altrimenti...» Il segretario della Cisl Alessandro Alberani esce con il volto perplesso dalla lunga mattinata di Cappella Farnese. E subito manifesta le sue perplessità, dapprima in modo colorito («io ho a che fare con i cassintegrati tutti i giorni e parlo alla fine») poi spiegando il suo scetticismo: «Non ho sentito risposte concrete dalla città - dice, riferendosi agli interventi del mondo dell'impresa - forse non hanno colto le parole di invito spese dal sindaco e dal presidente della Provincia Draghetti». La proposta-Alberani la mette subito in campo: «In molte aziende a capitale pubblico non è stato ancora chiuso l'integrativo, per esempio alla Fiera, per esempio in Hera: perchè non sfruttare i contratti per offrire strumenti a sostegno?». Anche Melloni (Cgil) scuote il capo: «Solo le istituzioni hanno urgenza di intervenire» dice esprimendo una forte critica verso le associazioni delle imprese. E fornendo dati eloquenti: a Bologna già 25mila persone sono interessate agli ammortizzatori sociali; quattromila sono i licenziati; i cassintegrati percepiscono da 600 a 800 euro al mese. Inoltre chiede che il piano anticrisi comprenda anche i lavoratori a tempo determinato. Marinelli (Rdb) si allinea: e chiede una legge regionale "per il reddito sociale minimo" e una moratoria sui licenziamenti. Loretta Ghelfi, segretario della Cna, invece sollecita la macchina istituzionale: lenta, costosa, persino insolvente: «I tempi si allungano senza che le pubbliche amministrazioni - dice - onorino i loro impegni verso le imprese. Di crediti si può morire». Ma la macchina pubblica ha bisogno (quante volte lo abbiamo sentito ripetere ndr.) di semplificazione: burocratica e di costi. Il collegio costruttori attraveso il presidente Buriani ribadisce a sua volta la necessità di ammodernare le infrastrutture, conditio sine qua non per il rilancio economico. 21 gennaio 2009 - Leggo Roma. Rischio stop per le
autoambulanze... Roma - Rischio stop per le autoambulanze: si blocca il servizio demergenza del Lazio e rischia di lasciare letteralmente a piedi i malati. In un momento di grave criticità nei pronto soccorsi, in cui addirittura vengono prese in ostaggio ed usate come letti le barelle delle ambulanze, esplode una nuova emergenza: lAres 118 non riesce a garantire lassistenza ai cittadini a causa della grave carenza di personale e dellulteriore taglio del budget per il 2009. Il grave disagio in cui versano le ambulanze è giunto ieri anche in Commissione sanità con laudizione del direttore generale Marinella DInnocenzo e delle rappresentanze sindacali: il previsto taglio di circa 2 milioni di euro sui costi per il personale ed il blocco del turn-over imposti dalla Regione andrebbero ovviamente ad aggravare le attuali carenze di organico. Il personale ammonta infatti a 2mila unità che, ogni giorno, mandano avanti il servizio di assistenza a fronte delle 4mila previste in pianta organica. «Lavoriamo in grandi difficoltà - racconta Licia Pera, Rsu 118 di RdB - dei tre operatori previsti sullambulanza, autista, infermiere e barelliere, ne manca spesso uno, il barelliere. Significa che di fronte ad un codice rosso occorre fermarsi per aspettare una seconda ambulanza di supporto per alzare il malato, le tecniche prevedono infatti la presenza di tre persone. Sarebbero dovuti essere assunti 200 infermieri grazie ad un concorso ma inspiegabilmente non sono ancora uscite le graduatorie». Lultimo concorso infatti, dal quale dovevano uscire 200 nuovi infermieri per lAres, sembra per ora essere scomparso. 21 gennaio 2009 - Il Gazzettino ESTE Lunedì scorso i cancelli della
fabbrica sono rimasti chiusi. I lavoratori oggi danno il via ad un presidio. E a Torreglia
chiesta la mobilità per 30 dei 250 dipendenti di unaltra azienda Este - Laltro ieri i cancelli dello stabilimento
atestino della Komatsu avrebbero dovuto riaprirsi dopo un lungo periodo di stop, ma i
lavoratori rimarranno in cassa integrazione per chissà quanto tempo ancora. Stamani, fino
alle 11, un presidio dellAdl Cobas farà sentire la propria voce di fronte
allingresso della fabbrica, che dà sulla Padana inferiore, mentre domattina si
terrà nella sede padovana della Confindustria un faccia a faccia fra i sindacati e
lazienda. Nel frattempo la crisi si allarga e va a colpire anche altre realtà della
zona: nei giorni scorsi la Carrier refrigeration operation Italy di Torreglia, che dà
lavoro a 250 persone, ha chiesto lavvio della mobilità per una trentina di
dipendenti. La ditta, leader nel settore dei banchi frigo e della refrigerazione, aveva
richiesto la cassa integrazione per gran parte del personale già a novembre. Domattina si
parlerà in Confindustria anche di questo caso. 21 gennaio 2009 - TeleReggio Quale futuro per i cassa- integrati del gruppo Condotte Impregilo? Non si sa che fine faranno i circa 230 lavoratori sospesi dal 24 Novembre 2008 e messi in Cassa Integrazione dal Gruppo Condotte-Impregilo impegnati nel completamento dei lotti autostradali Gioa Tauro-Scilla.La Cassa Integrazione essendo in prossimità di scadenza rischia di mettere i lavoratori in mezzo ad una strada considerato la situazione di crisi in cui versa il settore delle costruzioni e l'impossibilità di trovare in queste condizioni nuove occasioni di lavoro. Non è consentito a nessuna azienda operare scelte e strategie a suo uso e consumo a meno che,non vi siano accordi fatti come di consuetudine avviene sulle spalle dei lavoratori tra alcuni sindacati e l'azienda che convengono e concordano senza mai dissentire, credendo di avere ricevuto carta bianca dalle aziende per decidere sul futuro degli altri. Alle provocazioni aziendali,la CUB Edilizia risponderà con iniziative di lotta dei lavoratori fuori e dentro i cantieri, perchè avendo i lavoratori sottoscritto un contratto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel quale è stata prevista l'opzione di essere trasferiti da un lotto autostradale ad un'altro venga messo con un colpo di mano da Condotte e Impregilo quanto sottoscritto e firmato nel contratto di assunzione;ne tantomeno sarà consentito di licenziare i lavoratori solo perchè le aziende vogliono cambiare opportunisticamente la loro denominazione sociale trasformandosi in altri gruppi con lo scopo di mandare via i lavoratori dopo la ripresa della CIG per poi assumere nuova manodopera. Queste tecniche aziendali portate avanti con determinazione in un contesto sociale ad alto tasso di disoccupazione come quello reggino,rischiano di innescare una miccia esplosiva creando forti tensioni tra i lavoratori,le cui responsabilità sono da attribuirsi soltanto al Gruppo D'Imprese.Ai lavoratori in CIG diciamo che sarebbe opportuno,prima della scadenza delle 13 settimane di CIG prevista pe ed entro il 10 di Febbraio organizzare un'assemblea sindacale di tutti i lavoratori al fine di capire se vi siano stati delle irregolarità nei criteri di messa in CIG dei lavoratori e per effettuare le eventuali contestazioni caso per caso,sapendo fin da adesso che la CUB Edilizia si rende disponibile a mettere a disposizione dei lavoratori i propri uffici per le dovute verifiche,e per concordare una linea comune di lotta da portare avanti per bloccare gli eventuali licenziamenti previsti.Tutto ciò servirebbe a garantire la stabilità occupazionale e la conservazione del proprio posto di lavoro.La Cub edilizia ritiene necessario un incontro congiunto alla presenza dei lavoratori con il Consorzio c/o la Confindustria al fine di avviare un confronto immediato per una soluzione positiva della vertenza prima del 10 affinche si possa affrontare un problema ormai non più procrastinabile.Ai lavoratori diciamo che è giunto il momento di cancellarsi da certi sindacati e di costruire un sindacato libero,indipendente e di base nei luoghi di lavoro,considerato che ormai quelli attuali rispondono solo ad altre logiche e ad altri interessi che non coincidono più ormai con quelli dei lavoratori edili. 21 gennaio 2009 - La Nazione Firenze - «LE DIFFICOLTA' di Meridiana... Firenze - «LE DIFFICOLTA' di Meridiana non mettono in discussione lo sviluppo di Peretola». Il presidente della società Adf, Michele Legnaioli (nella foto sotto), tiene a rassicurare sul futuro dello scalo, alla luce della crisi del sistema aeroportuale in genere e di Meridiana in particolare. «L'attuale momento di difficoltà non riguarda Firenze spiega - ma l'intero sistema aeroportuale. La nostra resta una delle poche destinazioni richieste a livello internazionale, tanto che fino all'estate abbiamo registrato una crescita costante di voli e passeggeri. Poi, purtroppo, siamo stati costretti a fare i conti con la crisi del settore. L'ampliamento dell'aeroporto non è in discussione, né vi saranno ricadute negative per il personale Adf. Quello che abbiamo progettato è un piano di sviluppo a lungo termine, mentre le difficoltà sono solo congiunturali e momentanee». L'ampliamento dell'aerostazione passeggeri, la cui conclusione è fissata sulla carta per il 2010, prevede un investimento di 25 milioni di euro. Oltre allo sviluppo funzionale e dimensionale, punta a migliorare l'impatto acustico e il risparmio energetico dello scalo. E se la società Adf assicura che il piano di crescita resterà immutato, permettendo a breve l'avvio dei cantieri, preoccupazione viene espressa dalla Cub Trasporti. «Fino a ottobre la situazione del Vespucci era rosea spiegano tanto da far pensare di poter superare i 2 milioni di passeggeri. Poi è successo di tutto, con il fallimento della compagnia low cost Sterling (che potrebbe però tornare su Peretola a primavera grazie all'acquisizione da parte di Cimber), la crisi di Alitalia e i tagli di Meridiana. Inoltre, la generale crisi del sistema ha spinto molte persone a scegliere di non muoversi in aereo, soprattutto per i piccoli spostamenti. Ora, dopo gli ultimi sviluppi del caso Meridiana, temiamo non solo per i dipendenti di questa compagnia, ma anche per quelli di Adf. Stiamo anzi già scontando le prime conseguenze della crisi: su 80 precari presenti in estate, solo una ventina sono stati richiamati. Per gli altri non è scattato alcun rinnovo». E sulla questione Meridiana sono intervenuti i consiglieri comunali del gruppo La Sinistra, chiedendo a Palazzo Vecchio di varare «un pacchetto anticrisi nel prossimo bilancio per sostenere famiglie e aziende in difficoltà». «Esprimiamo pieno sostegno allo sciopero contro la decisione di Meridiana di avviare la procedura di mobilità per 38 dipendenti - hanno detto i consiglieri Daniele Baruzzi, Leonardo Pieri e Luca Pettini -. Una decisione che porterà quasi certamente al loro licenziamento. La situazione appare ancora più grave se pensiamo che rappresentano la metà circa dei dipendenti fiorentini e che, trattandosi di assistenti di volo, il loro taglio porterebbe alla cancellazione di alcuni voli. Una decisione inaccettabile, perché la compagnia non è in crisi. Al contrario Meridiana, che partecipa con una discreta quota azionaria in Adf, negli ultimi anni ha realizzato ottimi profitti, tanto da assumere 12 persone solo a settembre». 21 gennaio 2009 - La Stampa Scendono in campo i vertici
nazionali del sindacato di base VADO LIGURE - Contro i licenziamenti delle due
impiegate della Vetrotex Saint Gobain scende in campo la direzione nazionale del sindacato
di base Alca-Cub (lavoratori chimici e affini), con una lettera inviata alla direzione
milanese dellazienda. «Abbiamo chiesto un incontro urgente e proponiamo alla
Vetrotex di utilizzare il telelavoro. La moderna tecnologia consente di svolgere molte
mansioni a distanza, in particolare quelle di tipo impiegatizio e amministrativo. Con il
telelavoro si potrebbero mantenere la due lavoratrici in servizio nella sede attuale,
evitando così una scelta drammatica come il licenziamento», ha detto Angelo Pedrini,
sindacalista della direzione nazionale. |