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Il Sindacato di Base e Indipendente

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21/01/09

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dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 gennaio 2009


20 gennaio 2009 - Ansa

GAZA: CUB ASL RMB, METTERE LETTI A DISPOSIZIONE FERITI

(ANSA) - ROMA, 20 GEN - «I risultati di 22 giorni di attacchi sferrati dall'esercito israeliano a Gaza sono una vera e propria catastrofe umanitaria, che ha provocato migliaia di feriti che non possono essere curati, per la devastazione delle strutture sanitarie palestinesi, ed è opportuno che la Direzione della Asl Rm/B, metta a disposizione i posti letto disponibili di fronte ad una così immane tragedia». Lo ha detto Piero Pesce del Coordinamento RdB-CUB ASL Rm/B, aggiungendo di aver proposto alla Direzione sanitaria della Asl, ai presidenti dei Municipi V, VII, e X, e a tutte le istituzioni locali, a quelle sindacali territoriali, alle associazioni, ai comitati, e ai centri sociali, di sottoscrivere un appello a sostegno di «questa battaglia per la solidarietà.


20 gennaio 2009 - Omniroma

GAZA, RDB-CUB: «ASL RMB IMPEGNI POSTI LETTO PER EMERGENZA»

(OMNIROMA) Roma, 20 gen - «La tregua finalmente raggiunta tra le parti sta facendo emergere con tragica evidenza i risultati di 22 giorni di attacchi sferrati dall'esercito israeliano a Gaza: una vera e propria catastrofe umanitaria con migliaia di feriti che non possono essere curati per la devastazione delle strutture sanitarie palestinesi. Come cittadini, come operatori sanitari e come rappresentanti Rdb-Cub Sanità ci è impossibile rimanere inerti di fronte ad una così immane tragedia. Per questo abbiamo avanzato alla direzione della Asl Rm/b la richiesta di adoperarsi, con la necessaria sollecitudine, per impegnare i posti letto disponibili nella Asl, come ad esempio quelli dedicati all'attività intra moenia dell'ospedale Pertini». Così, in una nota, Piero Pesce del Coordinamento RdB-CUB ASL Rm/B. «In tal senso - prosegue Pesce - abbiamo sottoposto alle presidenze dei Municipi V°, VII°,VII° e X° sui quali insiste la nostra azienda, a tutte le istituzioni locali, alle altre strutture sindacali territoriali, alle associazioni, ai comitati, ai centri sociali, alle cooperative e alla società civile tutta un appello da sottoscrivere a sostegno di questa battaglia per la solidarietà». «Questa nostra iniziativa - conclude il responsabile Rdb-Cub - fa seguito a quelle intraprese nei giorni scorsi dalla Rdb-Cub P.I. Sanità, come la lettera inviata al presidente della Regione Lazio, al ministro degli Esteri e al ministro della Salute, in cui è stata posta con forza la necessità che tutto il nostro sistema sanitario si renda disponibile ad affrontare questa crisi umanitaria».


20 gennaio 2009 - Il Velino

Rdb-Cub: 10/2 consultazione sul contratto del Parastato

 Roma, 20 gen (Velino) - La Rdb-Cub Pubblico impiego del Parastato promuove per il prossimo 10 febbraio una giornata nazionale di consultazione sull’ipotesi di contratto di lavoro 2008-2009, firmata lo scorso 23 dicembre solo da Cisl e Uil. “Quello del Parastato è un contratto palesemente illegittimo - afferma Daniela Mencarelli della direzione nazionale Rdb-Cub del Pubblico Impiego - perché poggia su un dubbio parere del Consiglio di Stato che ha modificato l’interpretazione della norma sulla rappresentatività, rendendo possibile il raggiungimento del 51 per cento solo con le firme di Cisl e Uil. Chiediamo pertanto ai lavoratori - prosegue l’esponente del sindacato di base - di bocciare un’intesa che per il 2008 riconosce soltanto l’elemosina di 120 euro lordi annui pari allo 0,6 per cento della retribuzione tabellare, a fronte di un’inflazione 2008 calcolata dall’Istat al 3,3 per cento, mentre l’aumento a regime scatta dal 1 gennaio 2009 per un importo medio lordo mensile di 75 euro, a cui vanno aggiunti 10 euro lordi mensili di indennità di ente corrispondenti ad una percentuale complessiva del 3,2 per cento”. La RdB Parastato evidenzia come l’ipotesi di accordo, prevedendo anche per il 2010 soltanto la vacanza contrattuale, introduce di fatto un nuovo modello basato sulla durata triennale della parte normativa ed economica, modello contrattuale che da subito si mostra negativo per i lavoratori, dal momento che l’aumento previsto è spalmato su tre anni e dunque risulta addirittura al di sotto dell’inflazione programmata. “La consultazione del 10 febbraio - conclude Mencarelli - è soprattutto un importante momento di mobilitazione, a prescindere dal nullaosta sull’intesa dei ministeri vigilanti, e si colloca all’interno di un percorso iniziato a giugno del 2008 per denunciare la politica economica del governo contro i dipendenti pubblici e il tentativo di smantellare definitivamente la pubblica amministrazione”.


20 gennaio 2009 - OnTuscia

VETRALLA SERVIZI: CASSA INTEGRAZIONE
PROROGATA FINO AL 31 DICEMBRE 2009

VETRALLA – (md) In data 15/1/2009, presso la Regione Lazio- Assessorato Lavori, Pari opportunità e Politiche giovanili, si è tenuto un incontro per esaminare la situazione occupazionale della Vetralla Servizi s.r.l. All' incontro erano presenti, per l’amministrazione comunale di Vetralla, il sindaco dr. Massimo Marconi e il Presidente del Consiglio Comunale dr. Pierluigi Marini, i rappresentanti della Regione Lazio e delle Organizzazioni Sindacali FILCAMS-CGIL, FISASCAT- CISL, UILTuCS- UIL, FeNaSALC-CISAL e RdB- CUB, nonché i rappresentanti della Vetralla Servizi s.r.l. I rappresentanti della Regione Lazio e delle Organizzazioni Sindacali, preso atto della volontà dell’Amministrazione Comunale di proseguire nel risanamento della società interamente partecipata, hanno sottoscritto, insieme all’Amministrazione Comunale stessa, un verbale di accordo, in base al quale la Società Vetralla Servizi sospenderà dal lavoro 11 dipendenti, con proroga, a decorrere dal 1°/1/2009 e fino al 31/12/2009, della CIGS. Tale accordo prevede anche l’impegno comune alla verifica dell’iter di risanamento intrapreso, tramite la convocazione di un tavolo di lavoro congiunto, che sarà convocato in due distinte sedute, entro il 15/3/2009 e il 15/6/2009. L’Amministrazione Comunale attiverà corsi di riqualificazione professionale per la formazione delle professionalità interne alla Vetralla Servizi, per poter rendere operanti determinati servizi. A conclusione della riunione, il cui esito ha soddisfatto tutti i partecipanti, le Organizzazioni Sindacali hanno fatto richiesta all’Amministrazione Comunale di convocare un incontro congiunto con i dipendenti della Vetralla Servizi s.r.l., che l’Amministrazione Comunale è stata lieta di accogliere.


20 gennaio 2009 - Il Resto del Carlino on line

"Niente preghiera in piazza Maggiore. Ma vogliamo passare per il centro"
Il Questore ha vietato sia lo svolgimento della preghiera sia l’attraversamento della “T” (U.Bassi-Rizzoli-Indipendenza), con sfilata consentita solo da piazza dell’Unita’ a piazza XX settembre e ritorno. Ha prevalso la linea morbida: "Evitiamo strumentalizzazioni legate alla religione"

Bologna, 20 gennaio 2009 - Un passo indietro sulla preghiera, ma non sulla volonta’ di raggiungere piazza Maggiore. Gli organizzatori della manifestazione regionale pro-Gaza del 24 gennaio si sono riuniti ieri sera in assemblea, al centro sociale Tpo, per fare il punto della situazione dopo le prescrizioni comunicate dalla Questura di Bologna e decidere il da farsi. E oggi, alle 16, andranno in delegazione in piazza Galilei per giocare la propria carta. Il Questore, dopo il preavviso consegnato dal consigliere comunale indipendente Valerio Monteventi, ha vietato sia lo svolgimento della preghiera (previsto a meta’ corteo, in piazza XX settembre) sia l’attraversamento della “T” (U.Bassi-Rizzoli-Indipendenza), con sfilata consentita solo da piazza dell’Unita’ a piazza XX settembre e ritorno. Sul primo punto, la comunita’ musulmana aveva reagito in modi diversi. Piuttosto duro Daniele Parracino, vicepresidente del Centro islamico: “Non accettiamo che ci impediscano di pregare”. Piu’ conciliante invece Mahdi Said, Imam di Bologna: “Non c’e’ nessun problema, vorra’ dire che andremo in moschea a fare la preghiera del tramonto, faremo la manifestazione e poi torneremo in moschea a pregare”. Alla fine ha prevalso la linea morbida. “Per evitare strumentalizzazioni legate a questioni religiose”, spiega Diego Negri del comitato Palestina. Il corteo quindi partira’ non piu’ alle 16.15 ma alle 17.30: dopo, cioe’, l’orario previsto per la preghiera del tramonto. I musulmani che vorranno partecipare al corteo, di conseguenza, pregheranno prima di raggiungere il concentramento. In realta’ non si puo’ escludere che qualcuno decida di farlo in piazza dell’Unita’, ma a questo punto gli organizzatori spiegano che sarebbe un atto distinto (orari alla mano) dalla manifestazione. Piu’ complesso il punto relativo al percorso. Oggi in Questura “ribadiremo che la manifestazione intende sfilare anche per le vie del centro- spiega Monteventi- perche’ non ci sono ragioni per questi divieti”. Preghiera a parte, “l’accento si sposta sul far sentire la solidarieta’ dei cittadini sulla questione palestinese”, aggiunge Negri. E se “in tutte le citta’ italiane ci sono stati cortei per la Palestina che hanno attraversano i centri cittadini- conclude- non si capisce perche’ non si possa sfilare anche a Bologna”.
In piazza Galilei, oltre a Monteventi, andranno due esponenti della comunita’ musulmana (probabilmente Parracino e Rafia Boukhbiza, il presidente dell’associazione ‘Sopra i ponti’ che la Procura sta indagando per la preghiera sul crescentone del 3 gennaio), insieme a rappresentanti del comitato Palestina, di Rdb e Cobas e dei centri sociali. Dopo l’incontro in Questura, gli organizzatori della manifestazione si riuniranno di nuovo in serata per valutare l’evolversi della situazione.


20 gennaio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 2 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

*       Le consulenze del commissario Viglione non hanno convinto i tecnici dell'Ispra
    *       Il debito pubblico è sempre più alle stelle
    *       Cnr, le "nuove" regole per i concorsi interni
    *       Contratto, ma quale ritardo, confederali al lavoro per voi
    *       Co.co.co. e assegnisti, no alla loro espulsione
    *       Inaf, equiparazioni concluse con promozioni e retrocessioni
    *       Ma com'è provinciale quell'Inrim
    *       Un grido: "Ave Lotito latiali te salutant"

 


 

19 gennaio 2009 - Il Gazzettino

L’INTERVENTO

di Maria Antonietta Ponchia - delegata RdB all' ULSS16

A chi serve il nuovo ospedale di Padova? È un'opportunità per chi? Può essere un ospedale "motore dello sviluppo" di una città (parole del sindaco Zanonato)?
Ma di cosa stiamo parlando di una fiera! Per noi lavoratori, che l'ospedale lo viviamo e attraversiamo quotidianamente, è inconcepibile un'idea di sanità legata a logiche di profitto invece che ai reali bisogni del malato; purtroppo in Italia e nel Veneto é in atto la tendenza a privatizzare il sistema sanitario pubblico, attraverso la costruzione di nuovi ospedali(Thiene, Bassa Padovana, Padova, Montecchio, Chioggia, Bussolengo) chiudendone altri, magari più piccoli,meno "cattedrali",ma più vicini ad un'idea di sanità del territorio.
Strumento fondamentale per la privatizzazione degli ospedali è il project financing, un istiuto giuridico (di origine anglosassone) introdotto nel nostro ordinamento con la legge 415/1998 (legge Merloni ter) successivamente modificata dalla 166/2002 (legge Merloni quater),nella quale viene eliminato il termine massimo dei 30 anni quale durata della concessione e la quota minima del 50% quale investimento pubblico.Col project financing un privato o cordata di privati investe in opere pubbliche,ed ha come unica garanzia del prestito il flusso di cassa (cash flow) e la redditività del progetto.I vantaggi sono sicuramente il minor tempo di realizzazione dell' opera e il minor esborso iniziale di fondi pubblici; ma non prendiamo abbagli! Una volta realizzata l'opera sarà il servizio sanitario pubblico (quindi soldi dei cittadini) a remunerare l' investimento dei privati.Parliamo chiaro: il costo del nuovo ospedale è di 1250 milioni, 700 vengono messi dal privato il quale otterà l'utile dal suo investimento (normalmente il 20%annuo, senza rischio d'impresa) attraverso la gestione diretta di servizi, verosimilmente non solo quelli alberghieri,visto l'enorme cifra impegnata, ma anche quelli sanitari, non sicuramente reparti e posti letto, poco remunerativi, ma laboratori analisi e la diagnostica; una "torta" di ben 8 milioni di prestazioni annue,quelle cioè erogate attualmente dall'Azienda ospedaliera di Padova. Si vuole creare una sanità privata pagata con i soldi del servizio sanitario nazionale, così come per l'ULSS 16, l'azienda sanitaria veneta con il più alto numero di strutture private accreditate (95),che forniscono quasi il 90% delle prestazioni. Rientra in questa logica di massimizzare i profitti il drastico taglio dei posti letto, dagli attuali 1590 a 1120 futuri.
Quale sarà il futuro dei dipendenti dei servizi privatizzati? Verremo appaltati a cooperative dequalificando la sanità pubblica? Sicuramente la collocazione centrale dell'ospedale attuale crea problemi di traffico e parcheggio, ma non sono sicuramente 80.000 i veicoli giornalieri transitanti, come riferito da Stefan e Padrin, basta pensare che ne passano 52000 al giorno sulla tangenziale di Mestre; d' altra parte però la posizione centrale gli permette anche di essere ben servito dai mezzi pubblici (in futuro anche il tram), e allora si potrebbe incentivare l'uso del mezzo pubblico garantendo forti sconti sul prezzo del biglietto, abbonamento, per i dipendenti (4500 circa), come già richiesto dal nostro sindacato attraverso una raccolta firme.
Prioritario per noi adesso è la riduzione dei tempi d'attesa per un esame, attuabile solo attraverso l' assunzione di personale infermieristico (secondo l'OCSE ne mancano 98 mila in ITalia per essere in linea con gli standard europei) e la limitazione dell'attività di intramoenia; prioritario inoltre è la partecipazione dei cittadini al dibattito sul nuovo ospedale, per questo stiamo cercando di promuovere un' assemblea cittadina, magari proprio nel quartiere 6 interessato dalla nuova opera; perchè attenzione "il partito del cemento" che esiste a Padova, ha messo gli occhi sia sull' area del vecchio ospedale,che a Padova Ovest.


19 gennaio 2009 - Omniroma

ROMEO GESTIONI, ASIA RDB: BLOCCATE RICHIESTE CONQUAGLIO

(OMNIROMA) Roma, 19 gen - «Apprendiamo dalla segreteria dell'assessorato alla Casa del Comune di Roma che l'amministrazione capitolina ha temporaneamente bloccato le richieste di conguaglio che la Romeo Gestioni sta facendo pervenire da prima di Natale agli inquilini delle case comunali per gli oneri accessori dal 2000 al 2007». Così in una nota AS.I.A. RdB. «Questo - prosegue la nota - è il risultato della protesta determinata degli inquilini, che in pochi giorni hanno sottoscritto le prime cinquecento lettere di contestazione legale nei confronti delle richieste della Romeo e che insieme all'AS.I.A. stanno organizzando assemblee in tutti i quartieri». «Pur considerando importante la decisione del Comune», l'AS.I.A. RdB «manterrà inalterato il calendario delle assemblee già convocate fino a che l'amministrazione non farà definitivamente marcia indietro»


19 gennaio 2009 - Tempo Stretto


Atm. La Fit-Cisl aderisce allo sciopero programmato
per giorno 5 febbraio da sindacati autonomi ed Rsu

A comunicare la decisione il segretario del sindacato Enzo Testa: «I dipendenti della Municipalizzata non hanno alcuna prospettiva futura»

di Elena De Pasquale


Messina - Allo sciopero di giorno 5 febbraio programmato da Sindacati Autonomi e Rsu Atm, parteciperà anche La Fitl Cisl che definisce necessaria la convocazione della protesta. Una decisione legata al mancato avvio di serie procedure di stabilizzazione e risanamento dell’azienda, promesse che l’amministrazione comunale, nonostante l’accordo siglato con i sindacati lo scorso 28 novembre non avrebbe rispettato. Secondo il segretario della Fit-Cisl Enzo Testa, ai lavoratori non è stata data nessuna risposta concreta, «ad oggi i dipendenti della Municipalizzata non hanno alcuna prospettiva futura» ed i cittadini continuano a fare i conti con un servizio di trasporto pubblico che procede a singhiozzi. Una situazione giunta insomma ai limiti della tollerabilità che ha spinto dunque la Fit Cisl ad appoggiare nella protesta Ugl Trasporti, OrSATrasporti, CUB Trasporti, FISAST/Cisas , CILDI ed Rsu ATM. A precedere lo sciopero di giorno 5 febbraio, gli autonomi hanno indetto per il 26 gennaio un’assemblea retribuita di tutti i lavoratori che si terrà dalle 10 alle 13. L’obiettivo, anche in questo caso, sarà quello di discutere ed analizzare «e omissioni dell’azienda e della proprietà comunale circa l’accordo sottoscritto con il Sindaco di Messina in data 28/11/2008 - scrivono - e di denunciare recenti attacchi della Direzione Generale verso i lavoratori che hanno rivendicato il diritto al salario, peraltro, impossibilitati a garantire il servizio per oggettive difficoltà economiche causate dall’azienda».


18 gennaio 2009 - Infopal

200.000 a Roma per la Palestina e per il boicottaggio di Israele
di Marco Santopadre - Radio Città Aperta

Siamo tutti palestinesi
18-01-2009/09:19:28 --- Ieri pomeriggio il centro di Roma si è riempito di bandiere palestinesi e di kefje, per dire basta al massacro del popolo palestinese e per invitare al boicottaggio nei confronti di Tel Aviv. Già dalle 15 la piazza dove era convocata l’iniziativa, Piazza Vittorio, era così piena che gli organizzatori – oltre alle comunità palestinesi il Forum Palestina, i sindacati Cub, Cobas e Sdl, e poi il Prc, la Fiom, il Pdci, Sinistra critica, la Rete dei comunisti, il Partito comunista dei lavoratori ed altri ancora - hanno schierato il camion di testa e gli striscioni di apertura all’altezza di Santa Maria Maggiore.
'Bush Barack assassini, giù le mani dai bambini'
Moltissimi i bambini, anche molto piccoli, che sfilano con i genitori. E proprio la denuncia dei bambini vittime dei bombardamenti israeliani è infatti uno dei tratti salienti della protesta. A sottolinearlo anche l'Ucoii, l'Unione delle comunità islamiche in Italia. Dietro lo striscione 'Gaza, noi siamo tutti con te', sfilano le mamme: alcune portano in braccio dei fagotti di stoffa bianca macchiati di rosso. Ci sono anche alcuni bambini che urlano al microfono lo slogan: «Bush, Barak assassini, questa non è una guerra ma un massacro»
Grande enfasi negli slogan e nei cartelli che mostravano foto delle vittime di Gaza e, in alcuni casi, paragonavano il disprezzo del governo israeliano per le vittime civili al nazismo. "Genocidio nazista a Gaza", si legge sugli striscioni, e ancora: "27 dicembre 2008 giornata della memoria"... mentre la folla grida "Israele Terrorista" e "Palestina Libera". Nel corteo erano visibili anche stelle di David con sopra stampate svastiche, tante kefiah, bambole insanguinate e foto di bambini morti, le vittime dei bombardamenti su Gaza. Sono comparsi anche cartelli inneggianti a Michele Santoro e alla trasmissione di giovedì sera di 'Annozero' tra i manifestanti: «Santoro grazie per la verità e la sincerità», si legge su uno dei cartelli. Altri manifestanti invece inneggiavano all'Intifada: "Palestina grida unita: Intifada per la vita".
''Israeliani assassini, giù le mani dai bambini''. Era questo lo slogan più urlato, in italiano e in arabo, dai manifestanti. ''Siamo arabi - spiega uno di loro - veniamo da diversi paesi e non tutti dalla Palestina e, dopo un tam-tam con le nostre associazioni in Italia e a Roma, abbiamo scelto di essere qui oggi a manifestare contro la guerra e contro chi uccide i bambini, le vere vittime di questa carneficina''. Un gruppo di donne regge uno striscione con la scritta: ''Italiani, aiutate i bambini a vivere''. Una di loro, italiana, madre di due figli, dice: ''Non si può tacere di fronte a tutte queste vittime che sono soprattutto bambini''.
Una decina di mamme palestinesi con in braccio i loro bambini aprivano il corteo organizzato a Roma dal Forum Palestina. Erano moltissimi i bambini, principalmente arabi e della comunità palestinese in Italia, che hanno sfilato per le vie di Roma nella manifestazione. "Bush, Barack assassini, questa non è una guerra ma un massacro", uno degli slogan che i bimbi urlavano ai microfoni. Nidhal ha sette anni, capelli corvini ricci, e tanta rabbia contro la guerra. Con Kadija, 11 anni, e Arige, 8 anni, apre il corteo sventolando bandiere palestinesi e gridando slogan. Nidhal, come racconta sua madre, tunisina in Italia da tanti anni, ha voluto a tutti i costi vedere le immagini della guerra trasmesse in tv. ''E ho avuto gli incubi, ho sognato che uccidevano anche me'', spiega. A lui, per qualche minuto, è stato dato il megafono e il compito di scandire lo slogan di inizio corteo: ''Palestina terra mia, Israele via via''. Nidhal aspetta che gli adulti intorno a lui ripetano la frase, e poi riprende. Accanto a lui Kadija e Arige spiegano: ''sbagliano gli adulti - dicono tenendo in mano la bandiera della Palestina - se pensano che noi non capiamo nulla della guerra''.
''Ecco come riducono i nostri figli'' ha detto stringendo una bambola insanguinata una donna palestinese. Migliaia le bandiere palestinesi e poi il Corano alzato col coro ''Allah e' grande, no al forte che uccide il debole''. Sopra le teste del fiume umano sono spuntate anche scarpe, qualcuna appesa sull'asta delle bandiere. Un simbolo dichiaratamente anti Bush dopo il gesto, ormai icona, del giornalista iracheno. Poi ancora slogan contro Bush e il ministro della difesa israeliano Barak. Insieme alle bandiere palestinesi, di gran lunga le più numerose, anche bandiere rosse, quelle dei sindacati di base e dei movimenti, e kefiah rosse e nere legate intorno al collo e poi, come colonna sonora, ritmi orientali e occidentali. Il lungo serpentone ha sfilato senza problemi per tre ore buone, prima di arrivare a Porta San Paolo. Si è fermato solo due volte, per pochi minuti. La prima volta per osservare un minuto di silenzio ''per i martiri di Gaza' di fronte alla Fao in viale Aventino. La seconda volta per permettere ad alcuni manifestanti musulmani di fermarsi a pregare al tramonto, i fedeli inginocchiati sulle bandiere palestinesi accanto al Colosseo. Mentre il corteo scorreva alcuni partecipanti hanno lasciato sui muri scritte come: "Israele assassino di bambini", "Sionisti razzisti", "Usa, Italia, Israele stati canaglia", "Bush e Olmert boia", "Intifada" e "Stop al massacro" (quest'ultima accompagnata dalle sagome di decine di bombe). Tantissimi gli slogan e gli striscioni che invitavano al boicottaggio degli interessi economici e politici israeliani in Italia, oltre che delle imprese italiane che collaborano con l’economia di guerra israeliana. Su molti cartelli campeggiava un ‘No 729’ che - ha detto Vittorio Arrigoni in un intervento registrato da Radio Città Aperta trasmesso dal palco in Piazza di Porta San Paolo – ‘deve diventare il nostro mantra’. Ebrei contro l'occupazioneNel corteo tanti palestinesi, tanti arabi, gli attivisti delle associazioni e dei comitati di solidarietà con la resistenza palestinese e libanese, e poi i giovani dei centri sociali e delle facoltà universitarie, gli studenti medi, gli insegnanti mobilitati da mesi contro la Legge Gelmini, e poi ancora lo spezzone di Sport sotto l'Assedio, quello delle Donne in Nero, il Manifesto, molte Ong e realtà italiane, per portare solidarietà alla popolazione civile di Gaza e chiedere lo stop della strage. L'Ism aveva una barella con lenzuola macchiate di rosso. All'invito a manifestare hanno aderito anche gli attivisti della Rete degli Ebrei contro l'occupazione, oltre al collettivo Statunitensi contro la guerra. Durante gli interventi finali si è ricordata la presenza di un dirigente del Partito Comunista Israeliano, mentre vari oratori hanno ringraziato vivamente i Presidenti Chavez e Morales che nei giorni scorsi hanno avuto il coraggio di cacciare i rappresentanti diplomatici e commerciali di Tel Aviv, ‘cosa che dovrebbero fare tutti i nostri governi invece di collaborare con i massacratori’. Gli organizzatori del corteo pro Palestina hanno scelto Porta San Paolo come punto di arrivo perché ''luogo-simbolo della Resistenza antifascista e antinazista a Roma''. E intorno alle 19 la testa del corteo arriva in questa piazza mentre la coda è ancora in via dei Fori Imperiali ed arriverà a destinazione che gli interventi finali, durati più di un’ora, sono terminati già da un pezzo e chi è venuto dalle varie città d’Italia in pullman o in treno si affrettava già a raggiungere le stazioni per tornarsene a casa dopo la lunghissima giornata.
'Difendiamo Michele Santoro'
''Difendiamo il conduttore televisivo Michele Santoro dalla crocifissione pubblica bipartisan cui viene sottoposto''. Lo ha affermato Marco Ferrando del Pcl alle agenzie. ''Michele Santoro - dice - ha semplicemente documentato quella brutale disumanità dei crimini sionisti che l'informazione pubblica assolve o rimuove. Il vero ''reato'' che viene imputato è solo questo: non la scortesia delle parole verso Lucia Annunziata, ma la verità controcorrente dei fatti documentati. Come dimostra l'intervento di censura dell'ambasciata israeliana. Per questa stessa ragione la difesa di Michele Santoro e di AnnoZero, non e' solo la difesa di un diritto democratico: ma e' parte dell'opposizione doverosa alla guerra criminale - quella si' indecente - oggi condotta contro il popolo palestinese''. Jacopo Venier, del Pdci, invece se la prende con la propaganda del governo. "Evidentemente e' il nervosismo che fa parlare Bocchino (che aveva invitato la sinistra a manifestare di meno, ndr), perché sa bene che la stragrande maggioranza del popolo italiano e' indignata del massacro che il governo di Israele sta compiendo al popolo palestinese e la manifestazione di oggi di Roma ne e' la prova. Inoltre, non indignarsi, non manifestare o stare zitti di fronte a quanto sta avvenendo a Gaza, dove sono finora morti 1.200 persone, equivale ad essere complici del massacro". Tra le forze della sinistra radicale ieri in piazza a Roma anche Sinistra critica. "Siamo in piazza - spiega in una nota Flavia D'Angeli, portavoce del movimento nato da una scissione del Prc - con convinzione per contribuire a fermare il vero e proprio massacro compiuto sulla pelle dei palestinesi". "Il successo del corteo romano - spiega D'Angeli - dimostra che esiste la possibilità di una solidarietà non ambigua, come quella manifestata ad Assisi, e soprattutto non ipocrita. L'ipocrisia che invece viene dispensata a piene mani da coloro che oggi attaccano Santoro e che non piegano un sopracciglio di fronte alla strage di bambini che la scellerata strategia di Israele ha prodotto". "Siamo con i palestinesi - dice ancora l'esponente di Sc - per la semplice ragione che a essere occupati, da oltre quarant'anni, sono i loro Territori e sono loro a subire l'oppressione e la violenza di un governo e un esercito straniero. Anche su questo tema la sinistra è tale se sa scegliere e sa schierarsi", conclude D'Angeli. Negli interventi finali Sergio Cararo, del Forum Palestina e della Rete dei Comunisti, non nascondeva la soddisfazione degli organizzatori per una partecipazione che è andata oltre ogni previsione: ‘Avevamo promesso che avremmo riempito Roma di bandiere palestinesi, e lo abbiamo fatto. Da domani tutti saremo impegnati con il boicottaggio, le sanzioni e il disinvestimento nei confronti degli interessi economici israeliani.” E poi un attacco alla stampa di regime che in questi giorni ha censurato le immagini del massacro israeliano a Gaza e le iniziative di solidarietà col popolo palestinese. “I giornalisti veri sono sotto le bombe, a Gaza, a raccontarci la verità. Gli altri ci fanno vergognare di essere italiani” ha detto tra gli applausi Samir Al Qariouti, giornalista palestinese.


18 gennaio 2009 - Il Tempo

La manifestazione è contro Israele. Il corteo inneggia all'intifada
I musulmani invadono Roma e pregano vicino al Colosseo
«Palestina rossa, Palestina libera». «Palestina grida unita: Intifada per la vita». «Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni contro Israele». Questi i messaggi di alcuni striscioni e slogan lanciati ieri dal corteo «Dalla parte dei Palestinesi», organizzato a Roma dal comitato «Stopmassacrogaza» composto da varie associazioni (Radio Città Aperta, Movimento per la Casa), forze politiche (Prc, Pdci, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Pcl), sindacati di base (Cobas, Rdb-Cub, Sdl), raggruppamenti di immigrati (Forum Palestina e associazione arabe) e centri sociali
di Giuseppe Grifeo


Roma - Solito balletto di cifre sui partecipanti, 200 mila per gli organizzatori, 15 mila per la Questura. Il corteo è stato un continuo incitamento all'intifada, alla resistenza. Il tutto scandito dalle note di «Bella ciao», urla contro «Israele assassina insieme a tutti i paesi occidentali» e con la volontà di essere ben differenti dalla manifestazione di Assisi. Perché, come sottolineava lo speaker di turno non appena la testa del corteo è arrivato su via dei Fori Imperiali, «noi siamo di parte, siamo con i palestinesi, non siamo equidistanti». E siccome ultimamente va particolarmente di «moda», non è mancata la preghiera di un gruppo di palestinesi musulmani di fronte al Colosseo. Il Corano in mano al grido «Allah è grande. La verità verrà fuori prima o poi. Contro il forte che uccide il debole». Il punto di raccolta iniziale è stato a piazza Vittorio, alle 15.30 circa il corteo si è messo in marcia verso Santa Maria Maggiore e via Cavour. A seguire i manifestanti non solo giornalisti e telecamere di testate italiane, ma anche televisioni arabe e del medio oriente. Fra tutti «Nile News», emittente egiziana osservabile via satellite in Italia (Hotbird 4202), con la telecronaca dell'inviato in Italia, Josef. Lo spettacolo non è mancato, bambole a guisa di neonati in fasce insanguinate, foto di edifici distrutti in Palestina, stelle di Davide trasformate in svastiche naziste. Tanti i megafoni in azione in mezzo a una marea di bandiere palestinesi e rosse. «Per una federazione di repubbliche socialiste del medio oriente», urlava una ragazza con la voce amplificata dagli altoparlanti. «Contro l'ingerenza degli Stati Uniti e dei fascisti» le faceva eco un'altra. Unico striscione che riportava i toni sulla pace: «Non rimaniamo a guardare. Pace Ora». Bandiere di solidarietà al giornalista Rai, Michele Santoro dopo le polemiche scoppiate alla fine della sua ultima trasmissione sulla Palestina e scarpe appese alle aste di alcune bandiere ricordando il giornalista iracheno reso celebre dal lancio di una sua scarpa contro il presidente Usa George Bush. In finale l'arrivo a Porta San Paolo, simbolo della resistenza Italiana all'invasore nazista. «Dalla partecipazione di oggi, si capisce come Roma è contro i crimini di guerra di Israele. Lo stato ebraico sbaglia con questo massacro: ogni vittima palestinese produce 5 mujaheddin pronti al martirio» si dice dal palco montato su un camion seguendo la testimonianza registrata del giornalista Vittorio Arrigoni inviato a Gaza e che sul tema ha scritto ampi articoli per Il Manifesto.
Intanto dalla Digos di Firenze arriva la notizia del ritrovamento nei pressi della sinagoga in Via Pilastri di una bomboletta gas da campeggio avvolta in carta leggermente combusta. A quanto emerge non ci sarebbero danni a cose o a persone e nessuno ha ancora rivendicato l'evento. Dopo l'episodio di ieri, naturalmente, si sono intensificati i contatti tra questore, prefetto e polizia per garantire la sicurezza della cittadinanza.

18 gennaio 2009 - L'Arena

Precari, dopo la protesta si apre uno spiraglio
TAGLI. I lavoratori a termine del Comune di Verona hanno atteso invano il ministro, che doveva inaugurare un master. Brunetta non si presenta. Consegnata una lettera alla senatrice Bonfrisco, che promette un provvedimento.

Verona - Si apre uno spiraglio per i lavoratori precari del Comune di Verona, che ieri hanno manifestato davanti alla facoltà di Giurisprudenza dell'università scaligera, dove era atteso il ministro della pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, che però ha dato forfait per impegni di Governo. Al posto del ministro è arrivata la senatrice del Pdl, Cinzia Bonfrisco, che si è impegnata a far incontrare una loro delegazione con Brunetta. Inoltre, ha parlato della possibilità di concordare con gli altri parlamentari veronesi un emendamento a favore dei precari di Palazzo Barbieri.
In via Montanari dietro allo striscione «Caro Brunetta non siamo tutti fannulloni», c'erano un'ottantina di questi lavoratori, mischiati ad un gruppetto di «studentesse pensanti» della facoltà di Lingue - protestavano contro la proposta di alzare l'età pensionabile delle lavoratrici «poiché la parità non si basa sull'età» - e ad alcuni rappresentanti del personale dell'ateneo. In tutto, i precari del Comune che rischiano di perdere il posto di lavoro sono circa 250 e alcune decine di loro dal primo dicembre è già disoccupata.
A Brunetta, che avrebbe dovuto inaugurare il master universitario in direzione di aziende pubbliche, i rappresentanti sindacali volevano consegnare una lettera per invitarlo ad un'iniziativa pubblica nella quale, scrivono, «i precari-disoccupati dell'amministrazione comunale di Verona e di altre realtà del territorio veronese, le faranno conoscere le conseguenze reali dei suoi provvedimenti legislativi».
La lettera aperta è stata invece consegnata alla senatrice Cinzia Bonfrisco che, al termine di un incontro con Maurizio Framba della Nidl Cgil in una saletta messa a disposizione dal rettore Alessandro Mazzucco, si è impegnata a recapitarla al ministro. La parlamentare veronese ha fatto sapere che il ministro Brunetta è al corrente della vicenda dei precari veronesi e che nei prossimi giorni, a Venezia o a Roma, riceverà una loro delegazione. «Il rammarico più grande», ha aggiunto, «è che l'amministrazione comunale veronese negli anni scorsi avrebbe dovuto tenere un atteggiamento più responsabile, mentre ora dobbiamo trovare un percorso nelle pieghe della normativa». Facendosi interprete anche degli altri parlamentari veronesi, la senatrice Bonfrisco ha fatto sapere che la strada potrebbe essere quella della presentazione di un emendamento interpretativo sulle norme delle legge Finanziaria che riguardano i lavoratori a tempo determinato degli enti pubblici. «Il sindacato parla di percorsi di stabilizzazione, noi preferiamo parlare di concorsi trasparenti», sottolinea l'esponente del Pdl, «che mettano nelle condizioni chi è bravo e capace di essere assorbito dall'amministrazione pubblica, sulla base delle reali necessità di personale nell'ottica di mantenere la qualità e la quantità dei servizi, dal momento che non si può dilatare all'infinito la spesa pubblica».
Framba, da parte sua, ha ringraziato la senatrice veronese per la sua mediazione. «Ci ha assicurato che farà del suo meglio anche per ottenere un incontro con tutti i parlamentari veronesi», ha detto al termine del colloquio. «Le persone che stanno manifestando», ha poi ricordato, «da anni lavorano con forme di contratto atipico-precario per il Comune di Verona e a causa della legge che porta il nome del ministro Brunetta hanno perso, o lo perderanno entro il 30 giugno, il loro lavoro. Dall'inizio dell'anno per tutti quelli che hanno maturato 36 mesi di rapporto di lavoro negli ultimi cinque anni, più di 80 persone, la condizione è cambiata da precario a disoccupato e per un'altra ottantina la scadenza sarà fine giugno, quindi, dalla speranza di passare da un lavoro precario ad un lavoro stabile si è passati alla frustrazione di passare dalla precarietà alla disoccupazione».
A farsi portavoce dei dipendenti tecnici amministrativi dell'università «maltrattati e denigrati dal ministro Brunetta» c'erano anche Sonia Giorietto della Flc-Cgil e Vincenzo Laschera di Rdb-Cub. «Se c'è un fannullone», esclamano, «questo è il ministro che non si è fatto vedere, mentre noi a protestare ci siamo...».(E.S.)


18 gennaio 2009 - Il Giornale di Vicenza

Dal Molin e Gaza "uniti" in un appello pacifista
PRESIDIO NO-BASE. La manifestazione dall'aeroporto si è spostata con un serpentone di auto fino in Fiera. «Finché non c'è valutazione di impatto ambientale, il cantiere è abusivo Chiediamo alla città, contraria a "preparare" altre guerre, di starci vicini»
di Gian Maria Maselli

Vicenza - Il rumore di raffiche di mitra e di scoppi di bombe ieri pomeriggio in via del Sole, diffuso dagli altoparlanti di un camioncino di attivisti del presidio No Dal Molin, è stato il gesto simbolico più tangibile (assieme al rallentamento del traffico durato un'ora) di un pomeriggio pacifista che non ha risparmiato simbolismi. La conclusione della "Settimana della rabbia degna", lanciata dai no-base sul doppio binario "solidarietà a Gaza e attesa delle ruspe che dovrebbero entrare in azione la settimana prossima al Dal Molin", è coincisa con il trafficato sabato pomeriggio vicentino, consumato tra shopping e pienone alla Fiera dell'oro.
Proprio il serpentone a passo d'uomo delle auto cariche di attivisti del presidio No Dal Molin, che da via S. Antonino (dove avevano «messo in sicurezza il cantiere abusivo dell'aeroporto») si stavano dirigendo verso la Fiera «che continua a fare affari con Israele», è stato il momento clou della giornata. Capace di spiazzare l'inappuntabile e quasi invisibile servizio di ordine pubblico garantito ieri da vigili urbani, polizia e carabinieri.
Alle 15.30 circa 200 simpatizzanti del presidio si sono radunati in via S. Antonino, vicino all'ingresso dell'aeroporto civile. Si sono avvicinati alla rete di recinzione del Dal Molin, presidiato da agenti in assetto anti-sommossa. Hanno sovrapposto una rete arancione da cantiere a quella dell'area militare, l'hanno dipinta con i colori dell'arcobaleno pacifista e punteggiata di nastrini multicolori: «Sono i ribbons della solidarietà verso Gaza e del rifiuto verso ogni azione armata e verso ogni sua base di lancio: una di esse sarà proprio il Dal Molin del comando Africom Usa».
Poi, il serpentone-lumaca, affiancato dagli agenti che hanno annotato numeri di targa e filmato il tutto (non sarà però semplice distinguere i veicoli degli attivisti da quelli dei cittadini, incorporati loro malgrado nella semovente azione di sensibilizzazione), si è diretto verso la Fiera, accolto da un goliardico lancio di razzetti di Capodanno. I dimostranti hanno poi parcheggiato in via della Siderurgia, e spedito una loro "delegazione" al di là di viale della Scienza, a centinaia di metri dell'ingresso della Fiera, dove in particolare gli agenti del cordone di separazione, più che i visitatori che uscivano da tutt'altra parte, hanno potuto osservare l'ultima azione pacifica e dimostrativa della giornata: un muro di scatoloni, un riferimento palese a quello reale che divide Israele e Palestina.
«La settimana prossima si riunirà la Conferenza dei servizi, che darà il via libera ai lavori di demolizione al Dal Molin. Come più volte detto, finchè non c'è valutazione di impatto ambientale sulla nuova mega base americana, il cantiere è abusivo perché infrange molte norme; e noi saremo davanti alle ruspe - hanno ribadito i portavoce del presidio - Chiediamo alla città che è contraria a diventare un terreno di preparazione per altre guerre, e che è sensibile alle violazioni che verranno perpetrate ai danni delle nostre risorse naturali, di starci vicini».
Un appello all'unità che arriva però in un momento che unitarietà non ne dimostra molta: continua a smarcarsi dal presidio la pattuglia di sindacalisti Rdb-Cub, che venerdì mattina ha giocato d'anticipo con il suo volantinaggio-blitz "Boicotta Israele", arrivato fin sulle porte della Fiera. E si smarcano anche i gruppi che ruotano attorno a Casa della pace e Coordinamento comitati, che venerdì sera in centro avevano fatto una fiaccolata di solidarietà per Gaza.


18 gennaio 2009 -Genova press

PALESTINA: RDB-CUB P.I. SANITA’ INVIA LETTERA APERTA A MARRAZZO, FRATTINI E SACCONI

Alcuni operatori sanitari della RdB-CUB hanno partecipato nei giorni scorsi ad una iniziativa di protesta presso il Ministero degli Esteri organizzata da diverse associazioni (fra cui Forum Palestina e Rete Ebrei contro l’Occupazione) ed in quella occasione hanno consegnato un progetto per la messa a disposizione dei posti letto del Servizio Sanitario italiano per le necessità dei feriti palestinesi. Il progetto è stato inoltre esposto in una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, e per conoscenza al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi, che è stata inviata questa mattina (copia in allegato).  Spiega Sabino Venezia, della RdB-CUB P.I. Sanità: “L’operazione che stiamo promuovendo presso tutti gli assessorati sanitari regionali consiste nella messa a disposizione per i feriti palestinesi, prevalentemente donne e bambini, dei letti pubblici destinati agli interventi non urgenti ed a pagamento (intra moenia o libera professione) e, per le regioni interessate dai piani di rientro dal deficit, dei posti letto e degli ospedali chiusi o in via di dismissione, come il San Giacomo di Roma”.  “Sappiamo che alcune regioni si sono già attivate per favorire l’ingresso di alcuni feriti nei propri ospedali e siamo certi che altre lo faranno a breve – aggiunge Venezia - ma temiamo che le esigue disponibilità in termini di posti letto di alcuni servizi sanitari regionali non possa rappresentare l’adeguata risposta ad un evento così straordinario”, conclude il dirigente RdB-CUB.  La RdB-CUB P.I. Sanità, che aderisce alla manifestazione nazionale del 17 gennaio a Roma, esorta tutti i lavoratori del settore alla mobilitazione per la cessazione del conflitto e per l’apertura di un corridoio umanitario che permetta l’ingresso a Gaza del personale sanitario e dei presidi medici e la contestuale uscita dei feriti più gravi verso gli ospedali italiani.


17 gennaio 2009 - Ansa

GAZA: NEL POMERIGGIO CORTEO A ROMA 'PRO PALESTINA'

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - Partirà tra poche ore a Roma il corteo 'Dalla parte dei Palestinesì, organizzato dal comitato 'Stopmassacrogazà. Secondo gli organizzatori, nella capitale, potrebbero arrivare oltre centomila manifestanti. Il corteo partirà alle 15:30 da piazza Vittorio, all'Esquilino, il quartiere multietnico della capitale, e si concluderà a Porta San Paolo, passando per Santa Maria Maggiore, via Cavour, via San Gregorio, Circo Massimo. Il comitato promotore della manifestazione è composto da un esteso cartello di associazioni (Radio Città Aperta, Movimento per la Casa ) forze politiche (Prc, Pdci, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Pcl), sindacati di base (Cobas, Rdb-Cub, Sdl) immigrati (Forum Palestina e associazione arabe) e centri sociali. La mobilitazione, hanno spiegato i promotori, servirà anche per «solidarizzare con gli attivisti militanti di Milano caricati dalla polizia» e per «rompere quel muro di omertà e di silenzio» dei mass-media«.


17 gennaio 2009 - Ansa

GAZA: PRESIDI DI PROTESTA A TRIESTE, UDINE E PORDENONE

(ANSA) - TRIESTE, 17 GEN - «Fermiamo il massacro del popolo palestinese»: questo lo slogan dei presidi di protesta attuati nel pomeriggio di oggi a Trieste, Udine e Pordenone. Le manifestazioni sono state organizzate dalla Federazione regionale Rdb-Cub del Friuli Venezia Giulia, da partiti e organizzazioni pacifiste. «Le rappresentanze sindacali di base del Friuli Venezia Giulia - ha rilevato Francesco De Rosa dell'esecutivo regionale - ritengono indispensabile far crescere la pressione sui governi affinchè vengano aperti immediatamente dei corridoi umanitari a Gaza, condividono pienamente la campagna internazionale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni nei confronti delle istituzioni israeliane e ritengono decisive le mobilitazioni popolari». In piazzetta Cavour a Pordenone si sono riunite - a quanto si è saputo dagli organizzatori - circa 200 persone, altre 250 a Udine, mentre a Trieste, al presidio in piazza della Borsa, hanno partecipato quasi 1.500 persone, che poi hanno dato vita ad un corteo per le vie del centro città.


17 gennaio 2009 - AMI

Migliaia in piazza per la Pace a Gaza

A Roma il corteo organizzato da Forum Palestina apre con lo striscione «Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza». Il corteo ha attraversato le vie del centro, via Cavour, via dei Fori Imperiali fino ad arrivare a Porta San Paolo luogo simbolo della resistenza antifascista. All'interno del corteo sfilano cittadini italiani e stranieri con bandiere rosse e palestinesi, molti di loro indossano la kefiah. Un gruppo di musulmani che partecipano al corteo ha dato vita ad una preghiera collettiva nei pressi del Colosseo. Oltre alle associazioni di amicizia con la Palestina di Firenze, Cagliari, Bologna, Viareggio, convergeranno nella capitale i coordinamenti Free Palestine di Torino, Napoli e Pisa; i sindacati di base RdB/CUB e Cobas; i centri sociali, ma ci saranno anche le comunità di immigrati, musulmane e non, nonché gruppi di cristiani di base. Tra le bandiere palestinesi anche quelle delle forze politiche della sinistra radicale: PRC, PdCI, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, PCL. Ridotti all’osso, ma determinati, gli obiettivi della manifestazione nazionale del 17 gennaio: «Fermare il massacro dei palestinesi a Gaza; basta con l’impunità per il terrorismo di stato israeliano; rompere ogni complicità politica, diplomatica, militare ed economica tra Italia e Israele; denuncia di una informazione che uccide le coscienze così le bombe uccidono le persone». Ciò che è chiaro per Germano Monti, portavoce del Forum Palestina è che «La nostra è una manifestazione a sostegno del popolo palestinese e a sostegno del suo diritto alla resistenza, quindi chi scende in piazza con noi sa che scende in piazza per la resistenza palestinese».Gli organizzatori del corteo romano hanno tenuto a precisare che le due manifestazioni «non sono in contrapposizione» e che non vi è alcuna polemica nei confronti del corteo che si snoderà tra le vie della città di San Francesco. Tuttavia, hanno tenuto a sottolineare, il corteo della capitale ingloberà «tutte le comunità palestinesi presenti in Italia. Pertanto - affermano - è a Roma che scenderà in piazza il sentimento del popolo palestinese».


17 gennaio 2009 - Dazebao


Gaza. Manifestazione a Roma "Stopmassacrogaza"

ROMA - Fervono gli ultimi preparativi per il corteo organizzato dal comitato "Stopmassacrogaza" che partirà da Piazza Vittoria a Roma. Presenti alla manifestazione i sindacati di base Cobas, Rdb-Cub, Sdl, il Forum Palestina, associazioni arabe e centri sociali. Non mancherà la partecipazione dei gruppi politici della sinistra antagonista come Prc, Pdci, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica e Pcl, i quali hanno già confermato la loro presenza. La mobilitazione, spiegano gli organizzatori, servirà anche per solidarizzare con gli attivisti di Milano caricati dalla polizia pochi giorni fa. Sono attese migliaia di persone da tutta Italia. Il corteo attraverserà la capitale passando per Santa Maria Maggiore, Via Cavour, Via San Gregorio, Circo Massimo, per terminare a Porta San Paolo.


17 gennaio 2009 - Il Mattino


Stelle di David con svastiche al corteo a Roma e striscioni "Grazie Santoro"

ROMA (17 gennaio) - Corteo a Roma oggi pomeriggio per chiedere la pace a Gaza. Questa mattina invece manifestazione ad Assisi promossa dalla Tavola della pace. Presidi di protesta a Trieste, Udine e Pordenone.
Corteo a Roma. Il corteo Dalla parte dei Palestinesi è stato organizzato dal comitato Stopmassacrogaza. Partito alle 15.30 da piazza Vittorio, all'Esquilino, il corteo ha raggiunto Porta San Paolo, passando per Santa Maria Maggiore, via Cavour, via San Gregorio, Circo Massimo. Secondo fonti della Questura di Roma, le persone che hanno preso parte al corteo sono state 15mila. Secondo gli organizzatori 200mila.
Stelle di David con sopra stampate svastiche, tante kefiah e anche una bambola insaguinata per ricordare i bimbi di Gaza morti sotto i bombardamenti durante il corteo.
Immagini choc sui bimbi. Su alcuni striscioni agghiaccianti collage di foto di bambini morti. Bambole infilzate su pali insanguinati, disegni con bambini fucilati che piangono e slogan quali «No al massacro dei bambini». Alcuni bimbi in corteo hanno urlano slogan come «Bush, Barak assassini, questa non è una guerra ma un massacro».
Mamme palestinesi. Il corteo è stato aperto da una decina di «mamme» palestinesi con in braccio e per mano i loro bambini che sorreggono cartelli con le fotografie di altri bimbi palestinesi uccisi dai bombardamenti sulla striscia di Gaza. Dietro di loro uno striscione con su scritto: «Fermiamo il massacro in Palestina». All'interno del corteo cittadini italiani e stranieri con bandiere rosse e palestinesi.
Riferimenti al caso Annozero. Presente anche qualche riferimento al caso Santoro con cartelli a sostegno del conduttore di Annozero: "Giù le mani da Santoro", "Santoro santo subito", "Grazie Santoro". Alla manifestazione hanno partecipato anche il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero e il segretario dei Cobas Piero Bernocchi.
"La protesta delle scarpe". Un gruppo di palestinesi, riprendendo il gesto del giornalista iracheno che ha lanciato la scarpa a Bush, ha sfilato con le scarpe in mano gridando dal megafono «Vogliamo lanciare le nostre scarpe in faccia a tutti i criminali assassini come ha fatto Al Zaidi». Altri hanno appeso le scarpe alle bandiere. Pesanti le accuse per l'attacco israeliano: «Stanno facendo peggio di quello che hanno fatto i nazisti nei campi di concentramento. È una seconda Shoah e Israele è peggio dei nazisti».
Un minuto di silenzio davanti alla Fao a viale Aventino da parte dei manifestanti «per i martiri di Gaza».
Musulmani in preghiera vicino al Colosseo. Durante il corteo un gruppo di musulmani ha dato vita a una preghiera collettiva nei pressi del Colosseo. In terra una fila di bandiere palestinesi.
A Porta San Paolo appello a stampa imparziale. Gli organizzatori del corteo dal palco a Porta San Paolo hanno rivolto un appello alla stampa affinché sia «imparziale» e hanno criticato le «posizioni filo-israeliane» di alcuni media.
Il comitato promotore della manifestazione è composto da un esteso cartello di associazioni (Radio Città Aperta, Movimento per la Casa ) forze politiche (Prc, Pdci, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Pcl), sindacati di base (Cobas, Rdb-Cub, Sdl) immigrati (Forum Palestina e associazione arabe) e centri sociali. La mobilitazione, hanno spiegato alcuni dei promotori, serve anche per «solidarizzare con gli attivisti militanti di Milano caricati dalla polizia» e per «rompere quel muro di omertà e di silenzio» dei mass-media.
Da piazzale Aldo Moro è partito anche un corteo di studenti universitari per chiedere «la fine dell'offensiva dell'esercito israeliano all'interno della Striscia di Gaza».
Al Ghetto presidio anti-Santoro. Parallelamente al corteo pro-Palestina, al Ghetto di Roma, presidiato dalle forze dell'ordine, si sono riunite circa 300 persone per dire simbolicamente «no al corteo». Sono tutti rappresentanti della comunità ebraica romana e hanno affisso ai muri di via Portico d'Ottavia le bandiere israeliane e un vessillo italiano con una stella di David. Tanti anche i cartelli contro il conduttore di Anno Zero, Michele Santoro: «Santoro servo di Hamas», «Santoro ti manca solo di bruciare la bandiera di Israele», «Santoro la tua pace è unilaterale e senza Israele», «Santoro sta all'Anno Zero, noi al 5769» e «Santoro è un razzo contro l'informazione» A spiegare le ragioni dell'iniziativa il responsabile del circolo culturale «Quarantotto», Angelo Sermoneta: «è una in simbolica contrapposizione alla manifestazione pro-Palestina, siamo indignati perché, è vero che i morti ci sono ma bisogna capire perché. Vogliamo ribadire il nostro attaccamento alla democrazia e il nostro essere cittadini italiani e romani di religione ebraica».
Presidi di protesta a Trieste, Udine e Pordenone.  «Fermiamo il massacro del popolo palestinese»: questo lo slogan dei presidi di protesta attuati nel pomeriggio a Trieste, Udine e Pordenone. Le manifestazioni sono state organizzate dalla Federazione regionale Rdb-Cub del Friuli Venezia Giulia, da partiti e organizzazioni pacifiste. «Le rappresentanze sindacali di base del Friuli Venezia Giulia - ha rilevato Francesco De Rosa dell'esecutivo regionale - ritengono indispensabile far crescere la pressione sui governi affinché vengano aperti immediatamente dei corridoi umanitari a Gaza, condividono pienamente la campagna internazionale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni nei confronti delle istituzioni israeliane e ritengono decisive le mobilitazioni popolari». In piazzetta Cavour a Pordenone si sono riunite - a quanto si è saputo dagli organizzatori - circa 200 persone, altre 250 a Udine, mentre a Trieste, al presidio in piazza della Borsa, hanno partecipato quasi 1.500 persone, che poi hanno dato vita ad un corteo per le vie del centro città.
Manifestazione ad Assisi. Erano presenti fra gli altri Massimo D'Alema, Paolo Ferrero ed il presidente delle Acli Maurizio Olivero. Nella Cittadella si è svolto un dibattito per definire un piano d'azione per far cessare la guerra e ricostruire la pace in quei territori. Durante l'incontro collegamenti telefonici con Gaza e Sderot (Israele), Gerusalemme, Baghdad e Nairobi. Nel primo pomeriggio corteo fino alla alla Basilica di San Francesco. Dal loggiato del Sacro Convento sono intervenuti il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, ed il custode del Sacro Convento, padre Vincenzo Coli. La diretta video è assicurata dal sito internet www.sanfrancescopatronoditalia.it. Secondo gli organizzatori sono state più di mille le associazioni, amministrazioni locali e forze politiche che hanno aderito alla manifestazione.



17 gennaio 2009 - Il Bologna

Coro di proteste da sinistra: «E' un veto inaccettabile»

 

Bologna - La decisione della questura ha scatenato una valanga di reazioni. Se il centrodestra esulta (la Lega aveva chiesto espressamente di proibire una nuova preghiera), sinistra, sindacati e centri sociali si sono indignati. Per il sindacato Rdb "i divieti imposti dalla questura di Bologna alla manifestazione regionale prevista per il 24 gennaio prossimo sono una provocazione voluta ed ottenuta da quei politici che vorrebbero oscurare completamente il massacro che il governo israeliano sta perpetrando nei confronti della popolazione palestinese di Gaza". Anche il Prc e i Giovani Comunisti scrivono che "è un veto inaccettabile, che rivela un atteggiamento di tipo razzista e sprezzante della democrazia, poichè mira ad impedire il sacrosanto diritto di manifestare pubblicamente il dissenso contro la guerra genocida israeliana, creando oggettivamente un inutile clima di tensione, che va invece evitato". Per il consigliere comunale Serafino D'Onofrio "i veti posti alla richiesta di una manifestazione democratica contro il massacro quotidiano di Gaza sono inaccettabili e contraddicono le chiacchiere inutili sulla tolleranza che ascoltiamo continuamente".


17 gennaio 2009 - Caserta news

 

Ospedale, grande partecipazione all’assemblea

Agropoli –   Grande partecipazione all'assemblea di ieri organizzata dalla RdB CUB a difesa dell'Ospedale di Agropoli. C'erano proprio tutti: il Sindaco Franco Alfieri in prima fila con il parroco Don Bruno Lancuba, il vice-presidente del Consiglio Regionale Gennaro Mucciolo, i consiglieri regionali Franco Brusco e Gerardo Rosania, il sen. Gaetano Fasolino e la Sen.ce Olimpia Vano, quasi tutti i rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e opposizione del Comune di Agropoli con in testa il Presidente Luigi Abate, numerosi Sindaci dei comuni limitrofi, le Associazioni di Volontariato, l'Associazione dei Commercianti e tanti tantissimi cittadini e lavoratori dell'Ospedale.
Tutti d'accordo sullo scippo effettuato in danno delle comunità del vasto comprensorio cilentano. Qualcuno addirittura ha definito l'approvazione della legge regionale n. 16 del 28.11.2008 una "carognata". E di carognata si dovrebbe trattare se è vero, come è stato detto, che a poche ore dal Consiglio Regionale che ha approvato la predetta Legge sia l'ospedale di Agropoli sia quello di Roccadaspide erano nella rete dell'emergenza. Comunque, al di là delle polemiche che a tratti si sono sollevate ma prontamente messe da parte nell'interesse principale di decidere quali iniziative di lotta intraprendere, l'Assemblea ha unanimemente approvato la costituzione di un Comitato Civico proposto da Don Bruno Lancuba per organizzare un vasto movimento di protesta contro la decisione della Direzione Generale dell'ASL SA 3 di procedere alla chiusura del Pronto Soccorso, della Rianimazione e dell'UTIC dell'Ospedale che determinerà gravi rischi per la salute, con la seria compromissione per la vita dei cittadini dell'intero comprensorio agropolese che, negli eventi tragici (gravi incidenti stradali, infarti, ictus,..) non potranno più ricorrere più al nosocomio cittadino.
Le adesioni sono fioccate subito, a partire dal Sindaco Alfieri, dal consigliere Rosania, da tutti i gruppi consiliari del comune di Agropoli, le Associazioni, i sindaci presenti, il Sindacato FSI e ovviamente la scrivente Organizzazione Sindacale.
Si è già decisa la data della prima riunione del neonato Comitato: sabato 24 gennaio p.v. alle ore 16,00 presso la sala consiliare del Comune di Agropoli. Si è deciso altresì la costituzione di un gruppo di lavoro di tecnici interni allo stesso Ospedale composto da medici, infermieri e sindacato per elaborare tecnicamente l'emendamento da far presentare in Consiglio Regionale per recuperare e far rientrare l'Ospedale di Agropoli nella rete dell'emergenza.
La lotta oltre ad essere stata avviata sul piano della mobilitazione dal basso ha assunto anche un aspetto istituzionale quando il Sindaco Alfieri ha dato notizia di voler impugnare in tutte le sedi istituzionali la sciagurata decisione di estromettere il nosocomio cittadino dalla rete dell'emergenza, dichiarandosi però pronto a scendere in piazza se il risultato istituzionale sarà negativo.
Ed è stata questa dichiarazione a rinforzare ancora di più gli animi ed il cuore di tutti i presenti per sostenere fino in fondo questa battaglia per il diritto alla salute ed in difesa della vita.
Poi sono arrivate altre proposte che possono ulteriormente arricchire il percorso di lotta se effettivamente verranno messe in essere:
Il vice-presidente del consiglio regionale, On. Gennaro Mucciolo, ha proposto di sottoscrivere presentare un disegno di legge a firma dei consiglieri regionali della provincia di Salerno per emendare e modificare la Legge Regionale n. 16/2008;
Il consigliere provinciale Sansone ha proposto di scendere tutti in piazza con il certificato elettorale e strapparlo se non verrà reintegrato l'Ospedale nella rete dell'emergenza;
Il consigliere comunale Vano ha proposto a tutti politici presenti di auto-sospendersi dai rispettivi partiti fino a quando non sarà modificata la Legge Regionale in questione.
Tutte queste proposte non collidono fra di loro e quindi ci auguriamo che verranno assunte, così come ci auguriamo che nel più breve tempo possibile chi è deputato alla salvaguardia ed alla difesa della salute dei cittadini, non escludendo neanche la magistratura ordinaria, intervenga immediatamente con idonee soluzioni.

L'Assemblea ha ringraziato altresì il Sindaco di Salerno, On. Vincenzo De Luca, per la posizione espressa a favore del reintegro dell'Ospedale di Agropoli nella rete dell'emergenza e lo ha invitato a partecipare attivamente alle prossime iniziative".


17 gennaio 2009 - Tempo Stretto

 

Atm. Resta alta l’attenzione sul futuro dell’azienda
La Cisl ritiene insufficienti le linee di programma anticipate ieri, nell’incontro con i sindacati, dal Dg Conte. Oggi conferenza stampa per i sindacati autonomi. Ieri la nota del presidente del consiglio comunale e dei capigruppo
di Emanuele Rigano

 Mentre i sindacati autonomi “scaldano” i motori in vista della conferenza stampa che si terrà questa mattina, la Cisl, che ieri insieme alle altre sigle confederali ha incontrato il Direttore Generale dell’Atm Claudio Conte, ritiene insufficienti le anticipazioni sul piano d’impresa rivelate da quest’ultimo e rilancia. “Quanto rivelatoci dal Dg - afferma il segretario generale della Fit Cisl, Enzo Testa - danno l’idea di un piano d’impresa che non darà risposte né alle necessità della città e degli utenti, né a quelle sul futuro dei lavoratori. Ci è stato preannunciato l’avvio dei servizi di ganasce, carroattrezzi e noleggio biciclette. Ma non si è affrontato il problema di dare piena occupazione ai 680 lavoratori. Non si parla di potenziamento delle officine nè di internalizzazione di attività attualmente svolte da ditte esterne come, per esempio, la manutenzione dei semafori, quella delle vetture del tram e della linea tranviaria e di riordino della Ztl. Tutte ipotesi previste nell’accordo firmato lo scorso 28 novembre dal sindaco di Messina che impegnava l’Atm a predisporre, con l’aiuto di esperti esterni, un piano che prevedesse tutti questi interventi di riorganizzazione e razionalizzazione”. “Da quello che abbiamo ascoltato non si prevede alcuna integrazione con la metropolitana del mare - continua Testa - la cui gestione è stata già assegnato e dovrebbe entrare in attività a breve, né con la metroferrovia, alla quale manca solo la copertura finanziaria per l’avvio del servizio. Ci aspettiamo in tempi brevissimi un piano d’impresa che vada in questo senso perché riteniamo che, sulle basi di queste anticipazioni, questo piano d’impresa non sia accettabile. Come non è accettabile che ancora oggi non si sia data regolarità al pagamento degli stipendi con i lavoratori ancora in attesa delle spettanze di dicembre. Come se, ciò che è accaduto a novembre, non abbia insegnato nulla”. Nel corso dell’incontro, la Cisl ha posto l’accento anche sulle recenti polemiche per i permessi sindacali durante il blocco di novembre. “E’ necessaria una moralizzazione sotto questo aspetto - ha precisato Testa - per questo abbiamo preteso, come Cisl, la firma di un protocollo che, a partire da oggi, preveda la sospensione di tutti i permessi sindacali e i congedi durante lo svolgimento di uno sciopero”. Come detto stamattina sarà il turno di UILT, UGL Trasporti, OrSATrasporti, CUB Trasporti, FISAST/Cisas , CILDI ed RSU ATM, che hanno indetto una conferenza stampa che si terrà all’Auditorium di Via La Farina, con l’obiettivo di comunicare alla città “le omissioni dell’azienda e della proprietà comunale circa l’accordo sottoscritto con il Sindaco di Messina in data 28/11/2008 e di denunciare recenti attacchi della Direzione Generale verso i lavoratori che hanno rivendicato il diritto al salario, peraltro, impossibilitati a garantire il servizio per oggettive difficoltà economiche causate dall’azienda”. Un primo passo verso due manifestazioni di protesta concrete: l’assemblea retribuita di tutti i lavoratori dell’Azienda prevista per il 26 gennaio (dalle 10 alle 13) e le 4 ore di sciopero per tutto il personale dipendente, con l’astensione dal lavoro, per giorno 5 febbraio (9-13:30). Resta dunque l’attenzione sul futuro dell’Azienda Trasporti Municipalizzata e lo dimostra anche la nota sottoscritta dal presidente del consiglio comunale Pippo Previti e dai capigruppo consiliari. Resa nota ieri (vedi articolo correlato in basso).



16 gennaio 2009 - Adnkronos

 

ROMA: RDB CUB, SOLIDARIETÀ AL CONSIGLIERE CLAUDIO ORTALE

Roma, 16 gen. (Adnkronos) - La Federazione Nazionale RdB-CUB esprime la sua solidarietà al Consigliere del XIX Municipio di Roma Claudio Ortale, contro il quale sono apparse anonime scritte di minaccia sui muri del quartiere Primavalle. «Ad Ortale, da tempo impegnato nel mondo della scuola e del sociale e già vittima negli anni passati di una vile aggressione fascista, va tutto il sostegno della RdB-CUB che chiede venga posto fine ad ogni azione intimidatoria nei confronti del Consigliere», si legge nella nota.


16 gennaio 2009 - Liberazione

Il corteo nazionale delle comunità e delle reti di solidarietà per la Palestina
Domani a Roma un'invasione di kefie per far tacere le armi

di Checchino Antonini

 

«Centomila, sarà un'invasione di kefie», prevede Sergio Cararo, del Forum Palestina, presentando il corteo di domani a Roma, una delle due manifestazioni nazionali per fermare la carneficina israeliana a Gaza. Barometro e conta dei pullman autorizzano l'ottimismo del cartello promotore - associazioni palestinesi, comunità immigrate, islamiche, sigle della sinistra politica e sociale. In particolare, proprio il protagonismo dei migranti ha caratterizzato il cammino del movimento verso Roma disseminando la penisola di manifestazioni spontanee convocate in tempi strettissimi di fronte all'orrore delle rappresaglie diffuso in tempo reale dalle tv satellitari. E, ancora una volta, stride lo scollamento tra lo schieramento istituzionale tutto, o quasi, acriticamente dalla parte delle "ragioni" di Israele (lo stesso Frattini dai tg ironizzava sull'isolamento di D'Alema nel suo stesso partito) e la «solidarietà in crescita della società civile con i palestinesi assediati, bombardati e massacrati dalle truppe israeliane. Una contraddizione che porteremo in piazza sabato», continua Cararo.
Subito dopo il corteo partirà, in modo coordinato, la campagna "Sabotaggio/Disinvestimento/Sanzioni" contro l'economia di guerra israeliana sulla traccia fornita da un appello di personalità dell'ebraismo progressista britannico. Da Fisica in mobilitazione della Sapienza di Roma, gli studenti (che sabato sfileranno nello spezzone dell'Onda) hanno scritto alla comunità dei ricercatori italiani perché interrompano le collaborazioni con i colleghi e le istituzioni israeliane, in particolare con quelle legate all'industria bellica. E, alla comunità scientifica di quel paese, l'Onda romana chiede di smarcarsi netamente dalle operazioni belliche in corso. «Nessuna istituzione accademica - si legge nell'appello - s'è mai pronunciata a riguardo». Si tocca con mano uno degli spettri sempre evocato da chi si batte contro le privatizzazioni del sapere: «La totale integrazione della ricerca con il mercato tecnologico e, in particolare, con l'industria bellica». Con buona pace della pretesa di neutralità della scienza. Un'altra proposta concreta è quella lanciata dal segretario Cub Rdb, Pierpaolo Leonardi: un'ora di salario da devolvere agli ospedali palestinesi. «L'idea viene da alcune Rsu e, in parallelo, stiamo lavorando soprattutto con i lavoratori del comparto sanità sulla questione dell'apertura dei corridoi umanitari da aprire subito a Gaza». Un lavoro tutto in salita dopo il respingimento, in acque internazionali, a 30 miglia da Gaza, della nave carica di aiuti messa su dal FreeGaza Movement.
Alla campagna di boicottaggio, dei prodotti contrassegnati dal codice a barre che inizia per 729, hanno aderito anche gli europarlamentari Agnoletto (Prc) e Giulietto Chiesa (indipendente del gruppo Pse) che proprio ieri si sono astenuti nella votazione sulla risoluzione dell'europarlamento su Gaza: «Non si può continuare a garantire l'impunità a Israele di fronte alla continua violazione di tutte le convenzioni internazionali e degli accordi umanitari». Secondo i due europarlamentari, «Manca una inequivocabile condanna dell'aggressione israeliana mentre l'Ue avrebbe dovuto sospendere ogni accordo con Israele come esplicitamente previsto dalla clausola sui diritti umani».
Per Rifondazione comunista che sarà sia a Roma sia ad Assisi, «l'importante è stare con chi non ha avuto voce, con i palestinesi», spiega a Liberazione Fabio Amato, responsabile esteri del Prc, «quella di Roma è una manifestazione convocata dalle comunità palestinesi e recepita da gran parte del movimento di solidartietà con la Palestina. Sarà una manifestazione per inchiodare il governo italiano: Frattini di fatto è stato complice di questo ulteriore capitolo della guerra preventiva, non ce ne siamo liberati con Bush». Un durissimo ordine del giorno della Fiom nazionale chiede il cessate il fuoco permanente, protezione umanitaria, ritiro delle truppe, cessazione del lancio di missili su Israele, fine di assedio e embargo e «passi concreti per arrivare rapidamente alla fine dell'occupazione dei territori palestinesi»
Intanto, la questione palestinese resterà centrale anche nell'agenda internazionale dei movimenti. Dal 27 gennaio Belem, in Amazzonia, ospiterà il forum sociale mondiale in un contesto animato, come ricorda Bernocchi, portavoce Cobas, «dalle decisioni dei governi di Bolivia e Venezuela di rompere le relazioni diplomatiche con Israele».
Non c'è alcuna polemica - dice, per i promotori, il palestinese Bassam Saleh - con la manifestazione che sfilerà, in contemporanea, ad Assisi (vedi l'articolo nella pagina a fianco). C'è chi sarà solo in una delle piazze - Pcl, Pdci, Sinistra critica, Rete dei comunisti, Sdl, Forum Palestina - chi - come Fiom e Rifondazione - sarà in entrambe le manifestazioni. E al corteo che parte e arriva in due luoghi fortemente simbolici (la Piazza Vittorio multietnica e la Porta S.Paolo dove iniziò la resistenza romana - hanno aderito con uno specifico appello anche Donne in nero, Un Ponte per, Crocevia, Us Citizen for peace, Cric e altre Ong.
A fare da ponte con Assisi circola un appello (firmato tra gli altri da Castellina, Boccia, Nicotra, Pesacane) lanciato da Michele Citoni, Jonas Mannino, Stefano Ciccone per manifestare a Roma e Assisi: «Chiediamo pace, libert e futuro per il popolo palestinese nella certezza che solo così ci potrà essere pace, libertà e futuro per il popolo israeliano».
Articolo 21, da parte sua, reclama l'urgenza di un'informazione onesta: «La guerra si nutre anche di un'informazione faziosa e manipolata», dice l'associazione per la libertà di informazione rivolta soprattutta al disservizio pubblico pronto a leggere con lenti truccate anche cortei come quello di domani.


16 gennaio 2009 - IMG press

IL 17 GENNAIO L’INVASIONE DELLE KEFIJE PER DIRE BASTA AL MASSACRO DEI PALESTINESI

Sono ottimisti i promotori della manifestazione nazionale per la Palestina che sfilerà per le strade della capitale sabato prossimo. “Previsioni meteorologiche favorevoli e quelle sulla partecipazione alla manifestazione lo sono ancora di più” ironizza Sergio Cararo del Forum Palestina. “Prevediamo almeno 100.000 persone in piazza, i pullman stanno aumentando di ora in ora da tutte le città: da Brindisi a Torino, da Palermo a Verona. Saranno in piazza tutte le associazioni palestinesi esistenti nel nostro paese e moltissime comunità di immigrati, musulmani e no.”- “Questo paese non può accettare uno schieramento politico-istituzionale al 99,9% a favore di Israele mentre nella società cresce la solidarietà con i palestinesi assediati, bombardati e massacrati dalle truppe israeliane a Gaza. Questa contraddizione la porteremo alla luce con forza con la manifestazione di sabato” sottolinea Cararo. “Subito dopo la manifestazione partirà in modo coordinato la campagna Boicottaggio-Disinvestimento-Sanzioni contro l’economia di guerra israeliana” ha affermato Germano Monti presentando l’appello di decine di personalità dell’ebraismo progressista britannico che hanno stilato in queste ore un appello per il boicottaggio di Israele. “La questione palestinese è entrata ormai nell’agenda internazionale dei movimenti” sostiene Piero Bernocchi dei Cobas “Nel prossimo Forum sociale mondiale di Belem la questione palestinese sarà probabilmente uno dei principali punti in discussione anche alla luce della decisione di alcuni governi latinoamericani come Venezuela e Bolivia di rompere le relazioni diplomatiche con Israele”. “Un’ora di salario per gli ospedali palestinesi di Gaza è la proposta avanzata da alcune RSU sindacali da mettere in campo nei prossimi giorni” ha detto Pierpaolo Leopardi della CUB “parallelamente stiamo lavorando soprattutto con i lavoratori della sanità intorno alla questione dei corridoi umanitari da aprire subito a Gaza per far uscire i feriti e far entrare personale e materiale sanitario”. La straordinaria partecipazione delle comunità di immigrati alle manifestazioni per la Palestina come dato di novità è stato rilevato dal consigliere comunale di Roma Andrea Alzetta e dal delegato sindacale del SdL (un sindacalista tunisino), mentre il palestinese Bassam Saleh ha chiarito che gli organizzatori della manifestazione di Roma non intendono fare o aprire nessuna polemica con il raduno concomitante di Assisi di sabato 17 promosso da altre associazioni. Sul piano delle forze politiche “c’è l’adesione convinta alla manifestazione di Roma del PdCI” dice Andrea Genoali, ed anche di altre organizzazioni come PCL, la Rete dei Comunisti, così come di Sinistra Critica (Nando Simeone) che sottolinea la presenza di molti ebrei anticolonialisti nelle manifestazioni per la Palestina in Europa e l’importanza delle manifestazioni contro l’attacco a Gaza nel cuore stesso di Israele. Rifondazione Comunista (Fabio Amato) che sarà in piazza a Roma pur avendo aderito anche ad Assisi, ha solidarizzato con i partiti progressisti arabi-israeliani messi recentemente fuorilegge in Israele e si adopererà per far venire uno degli esponenti di questi partiti alla manifestazione di sabato 17 gennaio. Il corteo partirà e si concluderà in due luoghi fortemente simbolici. Partenza alle 15.30 da piazza Vittorio (la piazza più multietnica di Roma) e conclusione a Porta San Paolo, luogo simbolo della resistenza antinazista e antifascista.


16 gennaio 2009 - Il Gazzettino

Venezia. Il Piano urbano della mobilità...

Venezia - Il Piano urbano della mobilità supera l'esame dei sindacati e di Adiconsum. "Un ottimo lavoro " - ha detto Enea Passino dell'Ugl. "Un progetto ambizioso e sostenibile - ha aggiunto Loris Nordio della Filt Cgil. A presentare ieri pomeriggio nella sede di Pmv il complesso studio sulla mobilità stilato dal professor Pietro Gelmini e dall'assessorato alla Mobilità del Comune, prendendo in considerazione i piani regolatori di 7 comuni oltre a quello di Venezia, nonché i relativi indicatori e previsioni di sviluppo, l'assessore Enrico Mingardi e l'ingegner Franco Fiorin. "Le amministrazioni devono prevenire invece che essere travolte dagli eventi che accadono in città - ha sottolineato Mingardi. Esattamente ciò che intendiamo fare con il pum che costituisce un approccio diverso e cambia prospettiva nel senso che esamina tutti i parametri per costruire una buona viabilità, ragionando non sul presente ma sul futuro". Ed il futuro - ha continuato l'assessore - è la mobilità collettiva. L'aspetto positivo di questo momento di crisi economica è che diminuendo le immatricolazioni si tende a muoversi a piedi ad utilizzare maggiormente le biciclette ed il trasporto pubblico che, dunque, in questo contesto, può crescere". Immancabili alcune osservazioni: Renato Michieletto dell'Adiconsum, l'unica associazione dei consumatori intervenuta, ha sottolineato la necessità di individuare in un piano di così ampio respiro le priorità d'intervento. "Le infrastrutture - ha aggiunto Eugenio Magliulo della Rdb Cub Trasporti - devono essere al centro del Pum. Ci aspettiamo risposte concrete ed immediate negli ambiti in cui c'è la possibilità di intervenire subito". Qualche perplessità infine sull'interramento della tangenziale: "Sognare è d'obbligo, ma temo che non ci siano i presupposti finanziari e tecnici per realizzarla - ha detto Ezio Ordigoni dell'Orsa, apprezzando comunque l'ampio progetto sulla mobilità.(Cat.Col.)

Venezia. «Imob va semplificato»...

 

Venezia - «Imob va semplificato»: ribadiscono le associazioni di categorie. E Actv è pronta ad ascoltare queste richieste, magari studiando «forme di agevolazioni per categorie particolari, come gli anziani». Se n’è parlato ieri in un incontro tra il presidente dell’azienda di trasporti, Marcello Panettoni, e i responsabili della Federconsumatori: il presidente provinciale, Carmine Quaglia, e il referente per il centro storico, Patrizio Capuzzo. In passato i "paladini" dei consumatori non avevano risparmiato critiche ad Actv, in particolare per Imob e il fallimento della linea 3. Quello di ieri, insomma, doveva essere un incontro riconciliatore. E così è stato. Tutti soddisfatti alla fine, soprattutto per questa promessa di Actv di istituire un canale di consultazione ufficiale per le associazioni dei consumatori. Proposta che Panettoni porterà già al prossimo consiglio di amministrazione. Nel merito dei problemi sollevati dai consumatori, però, il resoconto dell’incontro fornito dalle due parti ancora diverge. «Uno dei problemi principali di Imob è che in una tessera si possono inserire più tipi di biglietti o di abbonamenti - riferisce Quaglia -. In questo modo la scelta della tratta giusta diventa complicata, si possono creare code e confusione... Ora però l’Actv ha già allo studio delle ipotesi di semplificazione del sistema: diverse tratte potrebbero essere caricate su tessere diverse o in una stessa tessera potrebbero esserci più chip. Per ora solo ipotesi, ma questa ci pare la strada giusta». In realtà Actv smentisce, o quanto ridimensiona il tutto. «Non c’è allo studio alcuna modifica di Imob - fanno sapere dall’azienda -. Il sistema resta quello, certo ci sono continui aggiustamenti. Ora si tratta di capire se per alcune categorie più in difficoltà, come gli anziani, si possono studiare delle modifiche ad hoc». Fin qui il confronto con i consumatori.
Intanto il fronte sindacale torna ad agitarsi. Sempre ieri c’è stata un primo incontro tecnico tra il direttore del personale, le Rsu e le segreterie delle cinque sigle sindacali: Cigl, Cisl, Uil, Ugl e Rdb-Cub, questi ultimi, tra l’altro, hanno anche organizzato un sit-in al Tronchetto. All’ordine del giorno i tanti problemi della marineria: dalle problematiche legate a Imob (i marinai sono ancora senza palmari) ai diversi trattamenti in materia di ferie, disponibilità e retribuzione, riservati a personale che svolge le stesse mansioni. «Era il sistema dei jolly - spiega Giorgio Bullo, della Uil - ma di cui oggi, con le nuove norme sulla flessibilità, non c’è più bisogno». Tutti temi che saranno affrontati in specifici tavoli tecnici, da convocare nei prossimi giorni. Se non dovessero portare a risultati, i sindacati hanno già fatto sapere che dal 26 gennaio avvieranno le procedure per proclamare nuovi scioperi.(R.Br.)


16 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno

In piazza per salvare il pronto soccorso

AGROPOLI — Il Pronto soccorso attivo dell'ospedale civile di Agropoli potrebbe chiudere i battenti... La notizia è emersa ieri sera durante un'assemblea pubblica salva-ospedale organizzata dal sindacato RdB. In prima fila, il sindaco Franco Alfieri, che ribadisce una linea comune di difesa con i comuni di Roccadaspide e Scafati, per contrastare gli effetti del piano sanitario regionale. Due i percorsi di lotta: il Tar e una manifestazione di piazza.
A prendere la parola anche don Bruno Lancuba, parroco della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, da sempre in prima linea. «Bisogna istituire un comitato per difendere l'emergenza dell'ospedale di Agropoli». Il consigliere Pippo Vano invita sindaci, consiglieri e assessori di sospendersi dai partiti. Alla fine passa l'idea del comitato e di una manifestazione di piazza con la consegna dei certificati elettorali.
Intanto il comitato «Salviamo la nostra sanità» lancia l'idea di un referendum abrogativo della legge n. 16 del 28 novembre scorso.(S.M.)


 

16 gennaio 2009 - Il Venezia

Trasporti. Il prossimo Cda dell'azienda delibererà una collaborazione permanente.
Ieri sit-in della Rdb Cub
Accordo Actv e Federconsumatori

Venezia - Actv getta le basi per una collaborazione permanente con Federconsumatori Venezia. Per «prevenire invece che curare» i problemi del trasporto pubblico urbano, come Imob insegna. E mentre il presidente Marcello Panettoni incontrava il presidente provinciale Carmelo Quaglia e il responsabile del centro storico Patrizio Capuzzo, fuori dalla sede direzionale al Tronchetto una ventina di dipendenti del settore navigazione manifestava contro l'azienza. Ieri mattina dalle 9.30 alle 13 una ventina di lavoratori ha partecipato al sit in promosso dalla Rdb Cub su iniziativa di piloti e marinai. Tra le questioni in ballo, che sono poi state discusse in una riunione tra Actv e Rsu, stipendi e profili professionali, ferie estive, vestiario, organico, promozioni. Le questioni discusse tra la presidenza e l'associazione dei consumatori, invece, hanno portato Panettoni a garantire che il prossimo cda studierà la creazione di un rapporto stabile per venire incontro agli utenti. «Sono molti i cittadini che si sono lamentati con noi per Imob così abbiamo fissato quest'incontro con l'azienda - spiega Quaglia - in particolare si deve trovare una soluzione per differenziare i titoli di viaggio per la navigazione da quelli per i bus».(F.FU.)


 

16 gennaio 2009 - Corriere del Veneto

La protesta Presidio dei marinai Actv, nessuna decisione alla riunione tecnica
«Palmari guasti e controlli complicati Così i passeggeri viaggiano gratis»
di Paola Vescovi

 

VENEZIA — Acque ancora agitate fra Actv e le rappresentanze sindacali unitarie, e ancora una volta a causa di Imob. Ieri mattina un presidio di dipendenti del settore navigazione ha manifestato sotto la direzione centrale dell'azienda, al Tronchetto, contro i disagi del sistema di bigliettazione elettronica. Nell'arco degli ultimi nove mesi non è la prima volta che le Rsu manifestano il loro scontento per le ripercussioni che Imob avrebbe sul loro lavoro. Nel mirino, in particolare, ci sono i palmari in dotazione ai marinai che devono servire ad effettuare il controllo e l'emissione dei titoli di viaggio. Malfunzionanti, insufficienti a coprire tutte le corse, complicati da usare: «Due giorni fa durante il mio turno — racconta Nicola, uno dei marinai che ieri ha partecipato al sit-in di protesta — sono salito su cinque motoscafi della linea 52, di cui tre erano sprovvisti di palmare, gli altri due li avevano ma erano rotti. Il che non solo ci impedisce di vendere titoli di viaggio e di riscuotere in base alla percentuale di vendita, ma fa sì che gli utenti viaggino gratis perché non c'è modo di effettuare il controllo». La revisione dell'indennità sulla vendita dei biglietti e Imob nel suo complesso erano uno dei punti all'ordine del giorno della riunione tecnica di ieri pomeriggio con l'azienda che si è conclusa al momento con un niente di fatto. Tutto è rimandato a martedì 27 gennaio, quando ci sarà un nuovo incontro: «Per quel che ci riguarda — spiega Eugenio Magliulo, delegato Rdb Cub — quella data sarà il nostro ultimatum. Se Actv non ci fornisce risposte soddisfacenti avvieremo la procedura di raffreddamento e si moltiplicheranno le iniziative di protesta. Sono nove mesi che siamo in balia di un sistema che funziona male e mette in difficoltà i dipendenti. Le Rsu chiedono inoltre di rivedere i profili professionali e gli scatti economici del personale marinaio che percepisce uno stipendio medio di 1.100 euro». Secondo il personale di bordo, inoltre, le validatrici di terra continuano ad avere problemi di funzionamento che complicherebbero ulteriormente lo svolgimento delle loro mansioni: «Le validatrici in Riva de Biasio non funzionano da un mese e mezzo, — dice un altro marinaio — ma anche al Lido e a Fondamenta Nuove guasti si verificano spesso». Ad accusare qualche problemino ci sarebbe pure il server sul quale i marinai devono inserire a fine turno i dati dei biglietti emessi: «Poiché non funziona — spiegano i marinai — non è possibile avere un riscontro del venduto né calcolare con esattezza quanto ci spetta di aggio. Al momento, quindi, l'azienda ce lo paga a forfait».


 

16 gennaio 2009 - Il Firenze

 

Acqua torbida e salata
di Ornella De Zordo - Capo Gruppo Consiglio Comunale Firenze Unaltracittà/unaltromondo

 

Firenze - Da tempo lo dicono i Movimenti per la ripubblicizzazione dell'acqua e i Sindacati di base dei lavoratori: il sistema idrico gestito da SpA miste (pubblico-privato) è a vantaggio solo dei soci privati, con scelte poco trasparenti in merito a piani industriali, bilanci e tariffe. Di fatto, da quando Acea è entrata in Publiacqua nel 2005, le bollette sono aumentate e ora lievitano di un altro 6,5% (a fronte di un'inflazione dell'1,5%). In più, la fascia nella quale si applica la tariffa agevolata viene ridotta a 60mc, mentre nel 2006 era di 100mc. E non è questo il modo per aiutare le famiglie numerose che avrebbero benefici solo se si contabilizza la tariffa secondo il numero dei componenti del nucleo familiare (e infatti viene in soccorso la Regione Toscana, ma con fondi pubblici, cioè nostri). Grave anche la recente decisione di far pagare a chi è servito da impianto di depurazione gli sgravi previsti per chi non lo è: a Firenze chi abita sulla riva destra dell'Arno pagherà anche per gli abitanti della riva sinistra che, incredibilmente, ancora non ha un impianto e scarica in Arno acque non depurate. Eppure l' alternativa ci sarebbe: gestire l'acqua attraverso un ente pubblico di nuovo modello, controllato e partecipato dai cittadini e dai lavoratori del servizio. Un ente gestore che non intorbidi i bilanci con profitti per i privati e non renda salate le tariffe perché le risorse vanno tutte nella qualità e nell'efficienza.


 

16 gennaio 2009 - Il Manifesto

MOBILITAZIONE PER LA PALESTINA · Sabato 17 gennaio a Roma e Assisi
Due manifestazioni per fermare il massacro
di Patrizia Cortellessa

 

Le agenzie continuano a battere notizie drammatiche provenienti da Gaza: l'ennesimo raid di mercoledì notte, che ha causato la morte di almeno 16 palestinesi, con le truppe di terra israeliane entrate nei quartieri più' popolati della città e migliaia di civili in fuga dalle loro case. I numeri del massacro che si sta consumando a Gaza assomigliano sempre più a una carneficina: più di 1000 le vittime (un numero che cresce ogni minuto che passa), quasi tutti civili, tra cui 300 bambini. Una quindicina fra ospedali e ambulatori distrutti solo nella giornata di ieri, con l'offensiva israeliana che ha intensificato gli attacchi a Gaza City e ha colpito, fra l'altro, anche un edificio che ospitava gli uffici di diversi media arabi e internazionali e la sede dell'Unrw, l'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati. Una vera e propria strage, che si consuma nel silenzio complice e/o lamento flebile dei vari governi, mentre si intensificano gli appelli del mondo intellettuale e della società civile e le mobilitazioni, aventi un unico comune denominatore: fermare il massacro dei palestinesi a Gaza. Sabato 17 gennaio due manifestazioni nazionali - una ad Assisi e l'altra a Roma - attraverseranno il nostro Stivale. «Fermiamo la strage, rompiamo il silenzio dell'Italia», le parole d'ordine del corteo di Assisi. «Stop al massacro di Gaza», «Vita, terra, libertà per i palestinesi» quelle della manifestazione nazionale romana, indetta dal Coordinamento delle comunità palestinesi e dal Forum Palestina (con adesioni di numerosissime altre organizzazioni, tra le quali l'Unione Democratica Arabo Palestinese, International Solidarity Movement, Rete Artisti contro le guerre, Cobas, e tantissime altre. L'appuntamento di Roma è a Piazza Vittorio Emanuele II alle ore 15.30. Il corteo, che attraverserà via dello Statuto, via Merulana, Santa Maria Maggiore, via Cavour, via dei Fori Imperiali, Colosseo, via S. Gregorio, Circo Massimo, viale Aventino e si concluderà con un comizio finale a Porta S. Paolo, luogo storico della Resistenza. Sempre sabato, dalle ore 10 alle 14, presso il Nuovo Cinema Aquila (via L'Aquila 68) l'assemblea nazionale dei movimenti no-war ha indetto un'assemblea con due punti all'ordine del giorno: la partecipazione alla mobilitazione del pomeriggio e il sostegno di una campagna di iniziative per i diritti del popolo palestinese; la preparazione della mobilitazione a Strasburgo del 4 aprile, in occasione del vertice Nato che celebrerà il 60° anniversario dell'Alleanza Atlantica nella sede del Parlamento europeo. Intanto per oggi sono annunciate, al momento in cui andiamo in stampa, le seguenti iniziative: presidio a piazza Irnerio dalle ore 16.00 alle 20.00, una raccolta di medicinali, vestiario e beni di prima necesità da inviare nella striscia di Gaza in largo Beltramelli dalle ore 16.00 e un sit-in a Pomezia, in piazza Indipendenza, dalle ore 16.30.

GAZA-ITALIA
«100 mila per Gaza» Le piazze si scaldano
Domani in piazza nella capitale movimenti, associazioni, ong e comunità islamiche. Tutti «dalla parte dei palestinesi». Nella città di san Francesco invece l'appuntamento della Tavola della Pace, con Arci, Acli e Legambiente. Per «fermare la guerra». Rifondazione dice sì a entrambi i cortei, il Pdci con Sinistra critica e Pcl solo a quello romano Le piazze si scaldano Migliaia di persone da tutta Italia a Roma. Ieri l'adesione anche degli universitari. E ad Assisi assemblea e corteo
di Giacomo Russo Spena

 

Se l'esercito israeliano continua a bombardare la popolazione di Gaza, in Italia aumenta il desiderio di mobilitarsi e di reagire a quello che ormai è a tutti gli effetti un massacro. Le adesioni alle iniziative di domani, quelle di Assisi e Roma, crescono di ora in ora. Diventano appuntamenti nazionali da non mancare. E dato il diniego di Trenitalia di trattare «vagoni speciali» per i manifestanti, le organizzazioni (Forum Palestina, Unione delle comunità islamiche in Italia, Cobas, Attac, ecc.) che hanno lanciato il corteo nella capitale si stanno adoperando con i propri mezzi.
Da Milano, Napoli, Bologna e Nord-Est partiranno in migliaia, ma anche dalle altre città, di solito restie alla mobilitazione fuori porta, è prevista una certa presenza. Poi si spera nella voglia dei romani. «Sarà il corteo più grande d'Europa. Supereremo le centomila persone» dicono i promotori che con enfasi notano come le adesioni stiano andando sopra ogni aspettativa, «la gente è indignata, sente il bisogno di contestare questo massacro». Le parole d'ordine («Dalla parte dei palestinesi») sono inequivocabili ma la manifestazione non ha paletti. È aperta a tutti.
Tanto che sfileranno insieme, dalla multiculturale piazza Vittorio alla Porta di San Paolo («per simboleggiare l'identità della Resistenza»), ong, associazionismo diffuso, comitati e partiti (Rifondazione, Pdci, Sinistra Critica e Pcl). Ieri l'adesione anche dell'Onda studentesca. «Riteniamo fondamentale che le università e le scuole non siano indifferenti a quanto sta accadendo in Medioriente», afferma Giorgio Sestili, uno dei portavoce. Così partiranno dalla Sapienza in corteo per poi confluire: «Daremo vita ad uno spezzone che sappia dire con rabbia e indignazione che la guerra deve cessare». Stessa richiesta viene dallo striscione «Contro il massacro dei palestinesi, Vita, terra e libertà» che aprirà la mobilitazione. Subito dietro, le comunità palestinesi che stanno organizzando pullman per arrivare a Roma. «Tutti sono accetti, tranne i fascisti», dice Germano Monti, portavoce del Forum Palestina, che racconta di aver ricevuto una lettera di Forza Nuova. «Chiedeva - racconta - di partecipare al corteo. Metteva a disposizione l'europarlamentare Roberto Fiore. Roba da matti».
Inoltre i promotori solidarizzano «con gli attivisti di Milano caricati dalla polizia» e sperano domani di «rompere il muro di omertà e di silenzio» dei mass-media. Viene rilanciato anche il boicottaggio delle merci israeliane, correggendo il volantino antisemita della Flaica-Cub: «Non c'entrano niente i negozi degli ebrei - affermano - il boicottaggio non è contro le persone ma contro uno Stato». Iniziativa appoggiata da Andrea Alzetta, consigliere capitolino, che annuncia la presentazione di un ordine del giorno in cui chiede «l'impegno del sindaco a sostenere questa proposta», accusando poi gli enti locali di Roma e Lazio «di subalternità nei confronti della comunità ebraica». Ancor più "radicale" il responsabile esteri del Prc, Fabio Amato, il quale chiede al governo di «sospendere il trattato commerciale con Israele».
Anche alla manifestazione di Assisi, che ha una piattaforma meno "schierata" sui palestinesi, arrivano in continuazione nuove adesioni. «Siamo arrivati a mille tra organizzazioni, associazioni ed enti locali», riferiscono i promotori (Tavola della Pace, Acli, Legambiente, Libera e altri). L'Arci fa la parte del leone: sta organizzando centinaia di pullman da tutta l'Italia. Così dal mattino, nella cittadina umbra, ci sarà un'assemblea «di riflessione, confronto e proposta per cercare di capire come fermare questa tragedia». Hanno scritto anche un documento, in questi giorni, in cui chiedono il coinvolgimento di un «terzo» (un organismo internazionale) che possa ricostruire il dialogo tra palestinesi e israeliani. «Siamo pacifisti» e ci proponiamo «come pontieri del conflitto».
Lo stesso striscione d'apertura della manifestazione, che partirà alle 15 ad assemblea terminata, ha un taglio più equidistante: «Fermiamo la guerra». Poi chiedono che il governo e l'Europa dicano qualcosa per «fermare la tragedia di Gaza»: «Il loro silenzio è scandaloso».


 

16 gennaio 2009 - La Nuova Ferrara

Il 24 gennaio in piazza XX Settembre durante il corteo per Gaza con i centri sociali
La preghiera islamica fa il bis
Ma si sposta da San Petronio per non turbare la Curia

BOLOGNA - Il nome di Allah tornerà a risuonare in una piazza bolognese, dopo le polemiche a non finire per la preghiera islamica sul sagrato di San Petronio. Il copione è destinato a ripetersi il 24 gennaio, ma stavolta in via Indipendenza all’altezza di piazza XX settembre, secondo il programma della manifestazione consegnato ieri a Questura e Comune di Bologna. Un compromesso per consentire ai musulmani di pregare liberamente durante la manifestazione, inginocchiati verso la Mecca, senza urtare troppo la sensibilità della Curia compiendo il rito di nuovo davanti a San Petronio. Al corteo, che raccoglierà musulmani e pro-palestinesi da tutta l’Emilia-Romagna, sono previste due-tremila persone secondo le previsioni degli organizzatori. Il programma prevede il concentramento dei manifestanti alle 15.30 in Piazza dell’Unità, con partenza del corteo alle 16.15. La protesta contro l’attacco di Israele a Gaza percorrerà nel sabato pomeriggio bolognese via Matteotti, il ponte di Galliera, piazza XX Settembre, via Indipendenza, via Rizzoli per concludersi in piazza Maggiore dove si svolgeranno gli interventi dei relatori. Alle 17 il corteo si fermerà però per una quindicina di minuti all’altezza di piazza XX Settembre per la ‘preghiera del tramonto’ per i fedeli islamici.
La richiesta per la manifestazione è stata presentata dal consigliere comunale indipendente Valerio Monteventi. «È vero, ho fatto la richiesta - conferma - è una manifestazione regionale voluta da questa assemblea di realtà che mi ha incaricato di chiedere l’autorizzazione». Tra i promotori ci sono, oltre alle comunità araba e palestinese di Bologna, i centri sociali Vag61, Tpo, Crash e Xm24. Ci saranno anche i Cobas, il coordinamento Migranti, l’associazione Sopra i Ponti, Giovani comunisti, il Lazzaretto autogestito, il comitato Palestina Bologna, la Rete dei comunisti e l’assemblea permanente antifascista.


 

16 gennaio 2009 - Il Messaggero Veneto

In fase avanzata la composizione dei due fronti che domani pomeriggio sfileranno per le vie del capoluogo
Corteo pro Israele: il Pdl si aggrega
No, invece, del Pd. Sul versante pro palestinesi anche l’Assoimmigrati e Rc
di ENRI LISETTO

 

Pordenone - I coordinamenti comunali del Popolo delle libertà, già Forza Italia e Alleanza nazionale, parteciperanno al corteo di domani "pro Israele" organizzato da Michelangelo Agrusti. Lo hanno deciso gli stessi coordinatori riunitisi l’altra sera: con loro, in testa, ci saranno anche i coordinatori provinciali Angioletto Tubaro e Alessandro Ciriani. «Condividiamo l’iniziativa – ha spiegato Tubaro – e l’oggetto stesso: siamo a favore di una pace vera e contro il terrorismo. Ci saremo e invitiamo tutti gli aderenti e i cittadini a partecipare».
Si sfila il Partito democratico, almeno ufficialmente. Il coordinatore provinciale, Francesca Papais: «Non portiamo l’una o l’altra parte. Non credo ci sarò». L’esecutivo provinciale s’è riunito l’altra sera: «La pace in Medio Oriente non si costruisce prendendo partito a favore di uno dei soggetti in causa, ma sollecitando entrambi affinché ci sia in primo luogo una tregua e poi partano i negoziati. Essere effettivamente bipartisan significa riconoscere che in Medio Oriente ci sono due ragioni: il sacrosanto diritto dello stato di Israele a vivere in pace senza sentirsi minacciato ai confini e il diritto dei palestinesi a vivere in condizione di identica sicurezza nell’ambito di uno stato autonomo riconosciuto dalla comunità internazionale».
Domani sarà impegnata su più fronti Rifondazione comunista, che invita però a non strumentalizzare la crisi del Medio Oriente: «Parteciperà alla manifestazione nazionale ad Assisi e a quella analoga di Trieste – spiega il segretario provinciale Michele Negro –. Alcuni suoi rappresentanti parteciperanno comunque al presidio del movimento anarchico a Pordenone».
L’altra sera, intanto, si è costituito il coordinamento "Pace per Gaza" in vista della manifestazione di sabato pomeriggio. Oltre a Inziativa libertaria e all’Usi-Ait hanno aderito l’Rdb-Cub, i Cobas, i comitati Via le bombe, Unitario contro Aviano 2000, l’Associazione immigrati, il Pn no global, il circolo libertario Zapata e l’Arci "Tina Merlin" di Montereale Valcellina; tutti questi movimenti promuoveranno un manifesto unico. «S’è deciso di tenere fuori dal presidio religioni e nazionalismi che sono tra le cause del conflitto arabo-israeliano e non possono certo essere proposte come soluzione». Il coordinamento invita, invece, a «disertare piazze e cortei dove si manifesta perché continuino i bombardamenti e si vietino gli aiuti umanitari».
La segreteria regionale di Rc, infine, fa sapere Pio De Angelis, ha deciso «di appoggiare le varie iniziative che si terranno a sostegno del popolo palestinese, per chiedere la fine dell’aggressione israeliana e l’indizione di una conferenza internazionale sotto l’egida dell’Onu».


16 gennaio 2009 - Omniapress

Atm: continua l'emergenza. Il 5 febbraio sciopero di 4 ore
di Donatella Donato

Messina - Continua l'emergenza all'Atm. Dopo gli scioperi e le proteste che hanno caratterizzato la fine del 2008, si pensava che l'inizio dell'anno sarebbe stato caratterizzato da un riassetto dell'azienda e dalla serenità degli stessi lavoratori. E invece ritorna tutto come prima, o quasi. Quindi è di nuovo emergenza. Già i sindacati avevano dato un pre-allarme all'inizio del mese in quanto doveva ancora arrivare lo stipendio di dicembre. Adesso la protesta si fa concreta. giovedì 5 febbraio i lavoratori sciopereranno per 4 ore, dalle 9:30 alle 13:30. Lo sciopero è stato annunciato dai sindacati Uil, Orsa, Cub Fisast/Cisas, Cildi e Rsu. Il motivo è il mancato accordo, sottoscritto lo scorso 28 novembre. Ma non solo, a questo si aggiunge il mancato pagamento del mese di dicembre e in più gli attacchi del Direttore Generale, nei confronti di quei lavoratori che avevano preso parte alla protesta. Sabato 17, alle 10:30, nel salone dell'Atm, ci sarà una conferenza stampa, nella quale i sindacati illustreranno i motivi dello sciopero.


15 gennaio 2009 - Ansa

 

GAZA: SABATO CORTEO A ROMA, 'DALLA PARTE DEI PALESTINESI'

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - «Oltre centomila» in piazza sabato prossimo a Roma accanto al popolo palestinese. È la previsione del comitato «Stopmassacrogaza» promotore della manifestazione nazionale «Dalla parte dei Palestinesi» che partirà alle 15:30 da piazza Vittorio, all'Esquilino, il quartiere multietnico della capitale, e si concluderà a Porta San Paolo, passando per Santa Maria Maggiore, via Cavour, via San Gregorio, Circo Massimo. Il comitato è composto da un esteso cartello di associazioni (Radio Città Aperta, Movimento per la Casa ) forze politiche (Prc, Pdci, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Pcl), sindacati di base (Cobas, Rdb-Cub, Sdl) immigrati (Forum Palestina e associazione arabe) e centri sociali. Accanto a tanti italiani, provenienti da molte parti d'Italia - soprattutto, è stato spiegato, piccoli centri - ci saranno molti immigrati, ma anche appartenenti alla «Rete degli Ebrei contro l'occupazione». La mobilitazione, hanno spiegato i promotori, servirà anche per «solidarizzare con gli attivisti militanti di Milano caricati dalla polizia» e per «rompere quel muro di omertà e di silenzio» dei mass-media anche perchè «basta criticare il governo di Israele per essere considerati antisemiti». Quanto alle ipotesi di bandiere bruciate nel corso del corteo, dal comitato precisano: «Abbiamo sempre invitato a non bruciarle, ma se qualcuno lo fa non alziamo il dito contro».

LAVORO: SCIOPERO ADDETTI PULIZIE SANITÀ TARANTO

(ANSA) - TARANTO, 15 GEN - Uno sciopero dei dipendenti della Cascina 'Global Servicè, addetti alle attività di pulizia e ausiliariato nei presidi ospedalieri dell'Ausl Taranto 1, è stato indetto per l'intera giornata di domani dal coordinamento provinciale Rdb/Cub. Dalle 9 alle 14, i lavoratori saranno in presidio sotto la sede della Azienda sanitaria locale in viale Virgilio per richiedere una accelerazione del processo di 'internalizzazionè o in alternativa la costituzione di una società a totale capitale pubblico cui affidare le attività con la contestuale assunzione dei lavoratori attualmente addetti. «La gestione del personale da parte della Cascina - è detto nel comunicato di Rdb/Cub - risulta orientato spesso al solo utile di impresa mentre il servizio svolto e le condizioni materiali dei lavoratori ne risente fortemente in termini negativi. Persino la corretta applicazione del contratto è spesso disattesa, quando non anche la puntuale erogazione degli stipendi».

DOMANI IN PUGLIA

(ANSA) - BARI, 15 GEN...
10.00 - Bari - Assessorato regionale alla Sanità Presidio dei lavoratori dei servizi di ausiliariato, portierato e pulizie della sanità, organizzato dal Comitato lavoratori ditte esternalizzate e da Rdb-Cub Bari....

CRISI: SIT-IN LAVORATORI IN CIG DAVANTI CONSIGLIO LOMBARDO

(ANSA) - MILANO, 15 GEN - Alcune decine di lavoratori in cassa integrazione dell'azienda Borghi di Vimercate hanno partecipato, oggi davanti alla sede del Consiglio lombardo, a un sit-in di protesta organizzato dalla Cub, la Confederazione unitaria di base. La protesta è avvenuta in concomitanza con l'incontro congiunto delle commissioni Attività Produttive e Formazione professionale dedicato alla crisi economica e occupazionale. Durante il presidio, i lavoratori hanno distribuito volantini ai passanti e sollecitato «un miglioramento e un'estensione degli ammortizzatori sociali - ha spiegato Angelo Pedrini del sindacato Cub - perchè quelli che ci sono non rappresentano un ombrello in grado di coprire tanti lavoratori». Inoltre hanno chiesto «un aumento del valore di indennità di cassa integrazione e mobilità - ha aggiunto Pedrini - perchè 730 euro al mese è troppo poco». Il sit-in di protesta è stato il primo di una serie di iniziative che il sindacato Cub intende organizzare per «porre all'attenzione delle istituzioni il problema della crisi occupazionale sul nostro territorio».


 

15 gennaio 2009 - Omniroma

GAZA,RDB-CUB:LETTI INTERVENTI NON URGENTI PER FERITI PALESTINESI

(OMNIROMA) Roma, 15 gen - «Alcuni operatori sanitari della RdB-CUB hanno partecipato nei giorni scorsi ad una iniziativa di protesta presso il ministero degli Esteri organizzata da diverse associazioni (fra cui Forum Palestina e Rete Ebrei contro l'Occupazione) ed in quella occasione hanno consegnato un progetto per la messa a disposizione dei posti letto del Servizio Sanitario italiano per le necessità dei feriti palestinesi. Il progetto è stato inoltre esposto in una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, e per conoscenza al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi, che è stata inviata questa mattina (copia in allegato)». Così, in una nota, Rdb-Cub P.I. Sanità. «L'operazione che stiamo promuovendo presso tutti gli assessorati sanitari regionali - spiega Sabino Venezia, della RdB-CUB P.I. Sanità - consiste nella messa a disposizione per i feriti palestinesi, prevalentemente donne e bambini, dei letti pubblici destinati agli interventi non urgenti e a pagamento (intra moenia o libera professione) e, per le regioni interessate dai piani di rientro dal deficit, dei posti letto e degli ospedali chiusi o in via di dismissione, come il San Giacomo di Roma. Sappiamo che alcune regioni si sono già attivate per favorire l'ingresso di alcuni feriti nei propri ospedali e siamo certi che altre lo faranno a breve - aggiunge Venezia - ma temiamo che le esigue disponibilità in termini di posti letto di alcuni servizi sanitari regionali non possa rappresentare l'adeguata risposta ad un evento così straordinario». «La RdB-CUB P.I. Sanità, che aderisce alla manifestazione nazionale del 17 gennaio a Roma - prosegue la nota - esorta tutti i lavoratori del settore alla mobilitazione per la cessazione del conflitto e per l'apertura di un corridoio umanitario che permetta l'ingresso a Gaza del personale sanitario e dei presidi medici e la contestuale uscita dei feriti più gravi verso gli ospedali italiani».


 

15 gennaio 2009 - Dire

MO. RDB-CUB A REGIONE E GOVERNO: POSTI LETTO IN PIÙ A FERITI

(DIRE) Roma, 15 gen. - Mettere a disposizione i posti letto del Servizio Sanitario italiano per le necessita' dei feriti palestinesi. E' questa l'idea rilanciata oggi dalla Rdb-Cub che ha esposto il progetto in una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, e al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi. "L'operazione che stiamo promuovendo presso tutti gli assessorati sanitari regionali- spiega Sabino Venezia, della Rdb-Cub P.I. Sanita'- consiste nella messa a disposizione per i feriti palestinesi, prevalentemente donne e bambini, dei letti pubblici destinati agli interventi non urgenti ed a pagamento (intra moenia o libera professione) e, per le regioni interessate dai piani di rientro dal deficit, dei posti letto e degli ospedali chiusi o in via di dismissione, come il San Giacomo di Roma". "Sappiamo che alcune regioni si sono gia' attivate per favorire l'ingresso di alcuni feriti nei propri ospedali e siamo certi che altre lo faranno a breve- aggiunge Venezia- ma temiamo che le esigue disponibilita' in termini di posti letto di alcuni servizi sanitari regionali non possa rappresentare l'adeguata risposta ad un evento cosi' straordinario", conclude il dirigente Rdb-Cub. La Rdb-Cub P.I. Sanita'- si legge in una nota- aderisce alla manifestazione nazionale del 17 gennaio a Roma ed esorta tutti i lavoratori del settore alla mobilitazione per la cessazione del conflitto e per l'apertura di un corridoio umanitario che permetta l'ingresso a Gaza del personale sanitario e dei presidi medici e la contestuale uscita dei feriti piu' gravi verso gli ospedali italiani.

MO. BOLOGNA, DOMANI CORTEO "LUMINOSO" PER LE VIE DEL CENTRO

(DIRE) Bologna, 15 gen. - Lucine in strada, a Bologna, "per fare luce sul buio di Gaza". Questo lo spirito dell'iniziativa in sostegno della popolazione palestinese che l'associazione Yoda ha organizzato per domani: concentramento alle 18,30 in piazza Nettuno e breve corteo per le vie del centro cittadino. Yoda si occupa di volontariato e cooperazione internazionale e alla luce di quanto sta accadendo a Gaza ha deciso di dar vita ad un'iniziativa "per sensibilizzare- spiega Lorenzo- e per far sentire il dissenso, anche se sappiamo che il dissenso serve fino a un certo punto". L'associazione da' appuntamento sotto al Nettuno e invita tutti a partecipare portando con se' dei lumini, una parte dei quali verra' simbolicamente lasciata lungo la strada. Lorenzo spiega che l'auspicio e' di radunare un centinaio di persone, e parla di un "corteo breve, che passera' sotto le Due Torri e se possibile in piazza Santo Stefano". In Questura risulta la comunicazione (presentata dal Comitato spontaneo di cittadini) di un corteo, con deposizione di lumini lungo il percorso, organizzato per "esprimere la sensibilita' della cittadinanza contro la violazione dei diritti umani e per le vittime sia palestinesi che israeliane". Il percorso comunicato parte da piazza Nettuno e passa per via degli Orefici, piazza della Mercanzia e piazza Ravegnana, con ritorno al Nettuno. Intanto, il Comitato per la Palestina di Bologna annuncia che saranno "piu' di 500" le persone che dalle Due Torri si recheranno a Roma, sabato, per la manifestazione nazionale convocata contro i bombardamenti israeliani. Cinque gli autobus in partenza, ma "sono previste altre delegazioni in treno e in automobile". Rispetto alla manifestazione in programma a Bologna per il 24 gennaio, gia' al centro di numerose polemiche, il Comitato manda a dire che "dobbiamo ancora una volta registrare come l'informazione abbia volutamente schiacciato la notizia del corteo attorno alla pretestuosa polemica in merito alla preghiera", prevista da parte della comunita' islamica in piazza XX settembre. L'Rdb di Bologna, aderendo ai cortei del 17 e del 24, riporta invece l'attenzione sulle campagne di boicottaggio avviate contro lo Stato di Israele, "invitando a non acquistare merci e prodotti provenienti da Israele". E, nella stessa direzione, il sindacato di base chiede "l'immediata revoca del recente Accordo strategico in materia di ricerca e sviluppo industriale, firmato a novembre tra la Regione Emilia-Romagna e il governo israeliano".


 

15 gennaio 2009 - Iris press

GAZA: RDB-CUB SANITA' INVIA LETTERA APERTA A MARRAZZO E SACCONI

(IRIS) - ROMA, 15 GEN - Alcuni operatori sanitari della RdB-CUB hanno partecipato nei giorni scorsi ad una iniziativa di protesta presso il Ministero degli Esteri organizzata da diverse associazioni (fra cui Forum Palestina e Rete Ebrei contro l'Occupazione) ed in quella occasione hanno consegnato un progetto per la messa a disposizione dei posti letto del Servizio Sanitario italiano per le necessità dei feriti palestinesi. Il progetto è stato inoltre esposto in una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, e per conoscenza al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi, che è stata inviata questa mattina (copia in allegato).Spiega Sabino Venezia, della RdB-CUB P.I. Sanità: "L'operazione che stiamo promuovendo presso tutti gli assessorati sanitari regionali consiste nella messa a disposizione per i feriti palestinesi, prevalentemente donne e bambini, dei letti pubblici destinati agli interventi non urgenti ed a pagamento (intra moenia o libera professione) e, per le regioni interessate dai piani di rientro dal deficit, dei posti letto e degli ospedali chiusi o in via di dismissione, come il San Giacomo di Roma"."Sappiamo che alcune regioni si sono già attivate per favorire l'ingresso di alcuni feriti nei propri ospedali e siamo certi che altre lo faranno a breve - aggiunge Venezia - ma temiamo che le esigue disponibilità in termini di posti letto di alcuni servizi sanitari regionali non possa rappresentare l'adeguata risposta ad un evento cosí straordinario", conclude il dirigente RdB-CUB.La RdB-CUB P.I. Sanità, che aderisce alla manifestazione nazionale del 17 gennaio a Roma, esorta tutti i lavoratori del settore alla mobilitazione per la cessazione del conflitto e per l'apertura di un corridoio umanitario che permetta l'ingresso a Gaza del personale sanitario e dei presidi medici e la contestuale uscita dei feriti piú gravi verso gli ospedali italiani.


 

15 gennaio 2009 - La Repubblica

Accordo fatto tra Regione, Cispel e Anci per ridurre il conto a cinquemila famiglie toscane con quattro o più figli
Bollette dell´acqua, aumento del 6,5%

Firenze - Bollette dell´acqua meno care per le famiglie toscane con almeno quattro figli, che, in base ad una stima dell´Irpet, sono circa 5mila. E´ quanto prevede un protocollo d´intesa, il primo in Italia con queste caratteristiche, firmato ieri da Regione, Cispel Confservizi Toscana, Anci Toscana e Associazione nazionale famiglie numerose. L´accordo, grazie a circa 4 milioni e 100 mila euro di risorse, consentirà alle ‘famiglie numerose´ un risparmio medio annuo, per il 2009 e il 2010, di 400 euro sui costi del servizio idrico ad uso domestico. «La logica di questo intervento - ha detto Gianni Salvadori, assessore regionale alle politiche sociali - è diversa da quella della social card del governo: non vogliamo fare l´elemosina, ma intervenire in modo strutturale sul bilancio delle famiglie. In base al reddito, in relazione al numero dei figli e al numero delle famiglie che ne usufruiranno, si potrebbe arrivare anche all´abbattimento totale della bolletta per alcune di queste famiglie». L´entità del contributo dipenderà infatti anche dal reddito complessivo dichiarato nel 2008. L´iniziativa, che prevede anche la possibilità di estendere le agevolazioni per altri servizi, fa parte di un´intesa raggiunta a fine 2007 dalla Conferenza Stato-Regioni.
Intanto, però, le rappresentanze sindacali di base denunciano «aumenti in bolletta che gridano vendetta deliberati lo scorso 9 gennaio dal consiglio di amministrazione dell´Ato3 Medio Valdarno» (in cui rientra Firenze). Così il sindacato riassume le decisioni prese: «Un aumento medio del 6,5% in bolletta per il 2009, la prima fascia di tariffa agevolata ridotta a 60 metri cubi rispetto ai 100 metri cubi del 2006 e paradossalmente, in contrasto con quanto disposto dalla Corte Costituzionale, un aumento ulteriore per i cittadini già serviti dal servizio di pubblica fognatura e depurazione per compensare i mancati introiti, del 25% circa, della popolazione non ancora allacciata alla fognatura e al servizio di depurazione per vergognose complicità e ritardi imputabili sia all´Ato3 che al gestore Publiacqua spa in buona compagnia dei soci privati».


 

15 gennaio 2009 - Il Messaggero

Roma. Un palazzo di sei piani in via Ippolito Nievo ...
di VALENTINA ERRANTE

Roma - Un palazzo di sei piani in via Ippolito Nievo venduto nel 2006 per poco più di un milione e 800 mila euro. Va avanti l’inchiesta dei pm Paolo D’Ovidio e Perla Lori sul presunto svuotamento delle casse dell’Ancr-Istituto di vigilanza Roma Urbe. L’associazione nata come ente morale, con obbligo di redistribuzione degli utili in attività socio-assistenziali, e finita insolvente: libri contabili al tribunale fallimentare e un buco certificato di 80 milioni di euro. E adesso il fascicolo non è più contro ignoti, sul registro degli indagati è stato iscritto il nome dell’ex presidente dell’associazione, Gustavo De Meo, che avrebbe gestito una serie di operazioni immobiliari, come quella del palazzo di Trastevere, per sanare i conti in rosso dell’associazione. L’iscrizione, con l’ipotesi di appropriazione indebita, è un atto dovuto. Sarà la consulenza tecnica sull’ex patrimonio immobiliare dell’ente, già affidata alla Guardia di finanza, a stabilire quanto valessero i beni, a chi siano andati e che fine abbia fatto il denaro. Da tempo i dipendenti dell’istituto di vigilanza tentano di richiamare l'attenzione sulle vicende che hanno portato al fallimento; gli esposti sulla cattiva gestione sono anche all'esame della Corte dei Conti. E la vicenda è stata oggetto anche di interrogazioni parlamentari: mille posti di lavoro a rischio e l’istituto di vigilanza più antico di Roma che potrebbe "passare" a una società di vigilanza privata. Anche l’ipotesi di cessione è all’esame della procura. E’ stato Lucio Francario, commissario straordinario nominato dal Tribunale fallimentare, a fare riferimento nella sua relazione a «comportamenti negligenti o dolosi perpetrati a livello dirigenziale».
Oggi sarà discussa l’opposizione alla dichiarazione di fallimento. Secondo i dipendenti, la particolare natura sociale dell'istituto, un ente morale che ha incassato contributi dal ministero della Difesa e della Presidenza del Consiglio, non consentiva al Tribunale di emettere una sentenza di fallimento. Tanto che i lavoratori avevano presentato anche un esposto alla procura di Perugia, ma i pm umbri, proprio ieri, hanno rispedito gli atti a Roma, non ravvisando irregolarità nel comportamento dei magistrati capitolini.
«E’ stato dichiarato il fallimento di una società inesistente - dichiara Claudio Bigioni, dipendente dell’istituto di vigilanza e sindacalista del comitato Rdb - la sentenza è del 2007, ma la società dichiarata fallita è stata registrata alla Camera di Commercio nel settembre 2008».
Sarà la Guardia di Finanza a stabilire l’inspiegabile crisi dell’associazione, che avrebbe determinato la vendita degli immobili, la perdita degli appalti, fino all'amministrazione controllata. E i conti che, da un attivo di 9 milioni di euro, sono andati in rosso. Prima con un deficit di 30 milioni, poi di 80 milioni.


 

15 gennaio 2009 - Caserta news

Assemblea Rdb/Cub su Ospedale

Agropoli – "Giovedì 15 gennaio 2009 alle ore 16,00 le Rappresentanze Sindacali di Base RdB/CUB hanno convocato un'assemblea pubblica presso l'aula magna dell'Ospedale di Agropoli per discutere sulle iniziative di lotta da intraprendere per evitare la fuoriuscita dell'ospedale dalla rete dell'emergenza così come previsto dalla Legge Regionale n. 16 del 28.11.2008 e come deliberato dalla Direzione Generale con la delibera n. 1497 del 29.12.2008.
Pertanto SI INVITANO tutti i Lavoratori, tutti i Sindaci del comprensorio interessati, tutti i comitati civici sorti a difesa dell'Ospedale, tutte le Forze Politiche, tutte le Associazioni di Volontariato e quanti abbiano a cuore le sorti dell'Ospedale di Agropoli alla ASSEMBLEA PUBBLICA GIOVEDI' 15 GENNAIO ALLE ORE 16,00 Presso l'aula magna dell' Ospedale di Agropoli
Per affrontare insieme e decidere le eventuali azioni di lotta da intraprendere al fine di evitare l'estromissione dell'Ospedale di Agropoli dalla rete di emergenza e per garantire il diritto all'assistenza d'urgenza che la legge regionale ha di fatto scippato alle comunità di questa vasta zona del Cilento condannando le stesse a sperare che in casi di eventi tragici la distanza dal Pronto Soccorso più vicino non diventi fatale".


 

15 gennaio 2009 - Il Manifesto

Agenda. PISTOIA STOP STRAGE A GAZA

Promosso dalla Comunità palestinese toscana e dall'Associazione di amicizia italo palestinese, si è costituito il Coordinamento pistoiese per la Palestina, con l'adesione di Prc, Gc, Verdi, Pdci, SinCri, Pu, Carc, Cobas, Cub, Collettivo liberate gli orsi, Assemblea presidio Montale, Comitato antifascista S.Lorenzo (per ulteriori adesioni lostudioarch@interfree.it). Attivo gazebo informativo e per la raccolta di fondi per Gaza in piazza Gavinana, tutti i giorni dalle 17 alle 19.30 e mercoledì e sabato al mattino in piazza Duomo. Per la manifestazione di sabato a Roma c'è un pullman, prenotel 333.9110.255 o 333.3552.897.


 

15 gennaio 2009 - Il Giornale di Brescia

Vvf, prime risposte da Roma
Dopo la denuncia dei sindacati, la lettera della Loggia e l’avvio del tavolo prefettizio il Dipartimento annuncia nuove misure per ridurre le croniche carenze di personale
di Gianluca Gallinari

 

Brescia - Dodici vigili del fuoco in più dal prossimo aprile. Due funzionari distaccati in via temporanea da altri comandi. E una serie di impegni di indirizzo destinati a porre rimedio in modo strutturale all’ormai cronica carenza di organico dei pompieri della Leonessa. Sono queste le prime risposte giunte dal Viminale dopo che, il 21 dicembre, il trasferimento ad altre province di 32 capisquadra aveva ridotto all’osso il personale dei Vvf di Brescia. Ad annunciarle, nel corso del prefissato incontro del tavolo permanente istituito in Prefettura sul tema - cui sedevano oltre ai rappresentanti delle varie sigle sindacali, il comandante provinciale dei Vvf, Salvatore Buffo e il vice sindaco di Brescia, Fabio Rolfi, è stato il prefetto vicario Attilio Visconti, informato delle decisioni assunte a Roma l’altra sera dai vertici del Dipartimento dei Vvf, su tutti l’ex prefetto di Brescia, Francesco Paolo Tronca.
Gli impegni del Viminale
Dopo la denuncia dei sindacati - pronti a scioperare in caso di mancate risposte - l’interessamento della Prefettura e la lettera inviata al ministro Roberto Maroni da Rolfi, i primi impegni del Viminale sono stati assunti «in tempi solitamente impensabili» ha sottolineato il prefetto Visconti.
Sei le novità annunciate
A illustrarli nel dettaglio è stato il comandante Buffo. Sei le novità previste. La prima - e forse quella destinata ad avere effetti più decisivi, se si concretizzerà nei fatti - è la decisione di «rivisitare la pianta organica del Comando di Brescia, alla luce delle sue criticità, del forte livello di antropizzazione del territorio, della presenza di numerose aziende a rischio rilevante e della vastità del territorio».
Il dipartimento, inoltre, onde evitare di appesantire ulteriormente la situazione, ha disposto che personale bresciano non venga distaccato ad altri comandi in caso di emergenze, come di consueto. Terzo impegno di indirizzo, la revisione dei criteri di assegnazione dei capisquadra, «con l’obiettivo di pareggiare le carenze e coprire i posti vacanti nelle provincie in cui tali carenze sono più elevate». In ogni caso per nuovi capisquadra bisognerà attendere almeno questa primavera.
Due funzionari e 12 vigili
Tre inoltre gli impegni operativi e concretizzabili in breve previsti. Ad aprile, al termine del prossimo corso allievi, verranno assegnati a Brescia 12 nuovi vigili, che consentiranno così a colleghi più anziani di intraprendere il percorso per divenire capisquadra (dimezzati nel numero). Da subito, inoltre, in via Scuole giungeranno due funzionari distaccati per l’esigenza da altri comandi. Da ultimo, l’Amministrazione finanzierà i servizi aggiuntivi che si renderanno necessari per sopperire alla scarsità di personale (si parla di 3.100 ore di straordinari).
Risultati che per il prefetto Visconti costituiscono una «scommessa parzialmente vinta», prova della «capacità di far squadra a livello istituzionale» e, per Rolfi, «conferma della capacità di rappresentare le istanze della città».
Il malumore dei sindacati
Meno entusiasti i delegati sindacali, che hanno stigmatizzato le molteplici difficoltà del personale. Ma anche alcuni paradossi che nella fattispecie hanno avuto evidenti ripercussioni: «Prima dell’introduzione della riforma del Corpo - ha spiegato Matteo Angeletti (RdB) - in assenza di un caposquadra, le sue funzioni potevano essere assunte da un vigile esperto, che era anche retribuito per il compito svolto. Ora questo la riforma lo impedisce. Il personale di Brescia lo sta facendo ugualmente solo per scongiurare la chiusura dei distaccamenti, a tutela dei cittadini, per giunta senza ricompense: che i sacrifici dei Vvf di Brescia servano almeno a far giungere il messaggio che la riforma contiene un grave errore». Gli stessi temi sono stati al centro anche di una accesa assemblea sindacale tenutasi nel pomeriggio in via Scuole: di fatto le proposte della Prefettura sono state accolte ma ritenute da ampliare e da supportare con maggiori garanzie. Il tavolo si riunirà a febbraio. Si vedrà.


 

15 gennaio 2009 - Il Giorno

CARLA DOTTI DIRETTORE DELL'AO DI LEGNANO
«Call center, confrontiamoci»
Il 20 gennaio l'incontro con i sindacati di settore
di SILVIA VIGNATI

 

LEGNANO - «APPROFONDIREMO il suggerimento del ministro per la Pubblica amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta. Mi pare si possa fare un percorso tutti insieme: Azienda ospedaliera e forze sindacali unite». Ieri pomeriggio: Carla Dotti è indaffarata a causa dell'inaugurazione del blocco parto all'ospedale di Magenta, prevista in mattinata. Il direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Legnano non ha molto tempo da dedicare alla vicenda delle undici ex centraliniste del Civile disoccupate, ma intende ritornarci sopra nei prossimi giorni. A riguardo ha già rilasciato un'intervista ai giornalisti di Rai3, che si sono recati al Civile in settimana: sarà trasmessa oggi alle 7.30, all'interno del programma di attualità "Tgr Buongiorno Regione". La dottoressa Dotti fa comunque capire che si apre un fronte nuovo, dopo la lettera inviata dal ministro Renato Brunetta al Giorno sul caso delle undici operatrici ora in cerca di nuova occupazione (anche loro sono state intervistate dalla Rai e ascolteremo le testimonianze nella trasmissione odierna, oltre a un contributo della sindacalista delle Rappresentanze di Base, Ornella Cameran). INTANTO una data importante si profila all'orizzonte: è quella del 20 gennaio, nel pomeriggio ci sarà un incontro sindacale sul destino del call center di Legnano. «Ho già incontrato i confederali il 30 dicembre 2008, ora voglio incontrare tutti i sindacati in quella che potrebbe essere una trattativa risolutiva - riprende il direttore generale -. Ripeto: esamineremo a fondo i provvedimenti indicati dal ministro Brunetta e mi auguro che vengano messe da parte contrapposizioni e si riesca a fare un percorso di reale collaborazione per la risoluzione della vicenda». Trattativa in cui la Provincia potrebbe farsi avanti, come da una prima disponibilità indicata: l'assessore alle Politiche del lavoro, Bruno Casati, aveva infatti annunciato che Palazzo Isimbardi si sarebbe fatto garante per l'assunzione delle Nostre. «SIAMO in un momento forte di crisi, persino la Diocesi ambrosiana si prepara a costruire una cassa di solidarietà per chi sta perdendo il posto di lavoro», commenta un infermiere del Civile. Ricordiamo infine che le undici ex centraliniste saranno alla trasmissione "Nova Mattina" dell'emittente Telenova: domani, alle 7.15, intervistate dal giornalista Stefano Fumagalli. Non che sguazzino nel ruolo di personaggi televisivi: c'è chi preferirebbe non apparire più in video, chi si dedica più volentieri ai gruppi di preghiera, chi passa la sua giornata nei centri per l'impiego. E anche chi è scesa a manifestare in piazza a fianco degli insegnanti precari, quando venne approvata la legge Gelmini.


 

15 gennaio 2009 - La Nazione

Acqua, sconto alle famiglie numerose
Con quattro figli 400 euro l'anno in meno. Ma altri aumenti sulle bollette ordinarie
di Sandro Bennucci

 

Firenze - FIRENZE L'HANNO chiamato, toscanamente, «risparmio tribù». In realtà si tratta di un'iniziativa per tagliare fra i 350 e i 400 euro l'anno nel 2009 e nel 2010 sulla bolletta dell'acqua alle famiglie numerose: minimo sei persone. Babbo, mamma e, almeno, quattro figli. Ovviamente tutti rigorosamente conviventi. La riduzione sarà calcolata in base al reddito e al numero dei componenti della famiglia. Nel caso di più famiglie sotto lo stesso tetto, si può arrivare all'abbattimento totale. L'attuazione? Gianni Salvadori, assessore toscano alle Politiche sociali ha detto: «Prevediamo di dare attuazione all'accordo rapidamente, mettendo le famiglie numerose in condizione di chiedere i rimborsi entro febbraio». Nelle prossime due settimane le aziende che gestino il servizio (esempio: Publiacqua a Firenze) distribuiranno moduli che i cittadini dovranno riempire coi dati richiesti. L'annuncio del taglio delle bollette è stato dato ieri, durante una conferenza stampa con un affollato tavolo di relatori e di istituzioni: Regione, Cispel Confservizi, Anci Toscana, Associazione famiglie numerose. Alfredo De Girolamo, presidente del Cispel, afferma che «l'accordo rappresenta un aiuto concreto alle famiglie, anche se da tempo stiamo cercando di sostenere le fasce deboli con tariffe sociali». Chi si accollerà l'onere delle minori entrate? Ci sono circa 4 milioni e 100 mila euro derivati in parte da risorse statali. «Soldi che arrivano dalla Finanziaria 2007, vale a dire dal governo Prodi», puntualizza Salvadori. Ma il Pdl ribatte: «L'erogazione è del governo Berlusconi, che ha confermato la scelta». Non basta. Il capogruppo dell'Udc, Marco Carraresi, rivendica di aver presentato, già nel 2006 una proposta di legge regionale, bocciata dal centrosinistra, che chiedeva tariffe dell'acqua agevolate per le famiglie numerose e bisognose. Infatti distingue: «Qui si viene incontro alle famiglie numerose, ma perchè si escludono quelle indigenti?». Non basta ancora: la Toscana vanta il poco apprezzabile primato delle bollette più care d'Italia. Eproprio ieri sera è arrivata un'allarmante nota delle Rappresentanze sindacali di base dell'Ato3, Medio Alto Valdarno, che denuncia una nuova stangata del 6,5%. Con l'aggiunta di un'inquietante valutazione: «Chi non inquina pagherà di più per depurazione e fognature». Infine, lo stesso Carraresi e il capogruppo di An in Consiglio regionale, Roberto Benedetti, puntano il dito contro la giunta guidata da Claudio Martini che, in questo momento di crisi, ha «assunto come coordinatore della task-force anticrisi il dottor Andrea Des Dorides con un compenso di 87 mila euro l'anno, più 15 mila euro di rimborso spese perchè vive a Roma». Carraresi e Benedetti chiedono: «Possibile che fra gli alti dirigenti regionali non ci fosse nessuno in grado di ricoprire l'incarico?».


 

15 gennaio 2009 - La Sicilia

Pochi i precari a sostegno della loro vertenza
La protesta. Appena 200 Lsu radunati ieri in piazza Pretoria mentre il Consiglio discuteva sulla loro assunzione
di ONORIO ABRUZZO

 

Palermo - Per gli ultimi tremila Lsu del Comune è l'ultima chance di stabilizzazione. Ma ieri sera a piazza Pretoria si sono radunati in poco più di 200 in risposta alla chiamata alla lotta di Cgil, Cisl e Uil, mentre a Sala delle Lapidi era in corso la seduta del Consiglio comunale per discutere del loro futuro occupazionale. Fra i precari vi erano anche gli appartenenti al consorzio «Palermo Lavora».
Da undici anni aspettano di essere stabilizzati. Ai 187 lavoratori del consorzio oggi scade la convenzione col Comune. Nei volti e nelle parole dei manifestanti tanta amarezza, delusione e stanchezza per i rinvii e le proroghe che ad oggi non ne hanno consentito l'assunzione a tempo indeterminato. «Stiamo manifestando in maniera pacifica – sottolinea Paolo Di Gaetano (Rdb) – ormai indignati da un totale abbandono a cui siamo stati costretti a lavorare in tutto questo tempo. Non si può continuare a mortificare i precari che oggi rappresentano per il Comune la base fondamentale per lo svolgimento di attività fondamentali per la gestione di tanti servizi. Tutti i lavoratori precari hanno sostenuto nuove selezioni e nuovi concorsi già superati e aspettano ancora una sistemazione. Siamo qui per una risposta immediata».
La Corte dei conti ha espresso rilievi sulla copertura finanziaria del provvedimento, e gli uffici hanno chiesto alla Giunta un atto del Consiglio comunale che si pronunci a favore dei precari. Per Giulio Tantillo, capogruppo di Fi «in Aula dobbiamo confrontarci con il parere degli uffici per trovare una copertura finanziaria che ci faccia giungere alla firma dei contratti». Durante la seduta del Consiglio, dalla piazza sono partiti slogan contro l'amministrazione.
«In Consiglio – afferma Mimmo Russo, capogruppo dell'Mpa, che ha espresso dubbi sulla delibera – cercheremo, attraverso un documento politico, una soluzione a questa problematica».


 

15 gennaio 2009 - La Nuova Venezia

I sindacati ricuciono le divisioni e optano per una conferenza con Save
In aeroporto salta il «Marco Polo Day»
Cgil, Cisl, Uil trattano per far assumere i cassintegrati di Alitalia. Voli puntuali nei primi due giorni di gestione della Cai La biglietteria affidata al gestore dello scalo

Venezia - Voli puntuali o con pochi minuti di ritardo nei primi due giorni della Cai a Tessera. Salta, invece, il «Marco Polo Day», annunciato per oggi dalla Cgil contro i tagli di voli e personale di Alitalia AirOne. Cgil, Cisl, Uil dei trasporti - dopo la minaccia della Cisl di non partecipare all’iniziativa - in alternativa hanno indetto al Marco Polo per domani una «conferenza dei servizi» unitaria col presidente di Save. E mentre sindacati trattano l’assunzione dei 21 dipendenti di Alitalia (compresi le 8 addette alla biglietteria ora in cassintegrazione), a Tessera sono in servizio dei giovani - assunti per quattro settimane - che indirizzano i passeggeri di Cai alla biglietteria Save. La Filt-Cgil parla di «assunzioni interinali» che danneggiano chi è in cassa integrazione e annuncia proteste.
Nei primi due giorni dell’era Cai (la compagnia italo-francese che ha preso il posto di Alitalia) i 92 voli - dei 178 ex Alitalia e AirOne - rimasti attivi a Tessera, sono decollati senza problemi ma con pochi passeggeri. «I voli sono partiti quasi tutti in orario - dicono alla Save - salvo qualche minuto di ritardo per alcune destinazioni».
Meno voli ma puntali. Il taglio dei voli, comunque, porterà al Marco Polo un’ulteriore riduzione - solo parzialmente compensata nell’aeroporto di Treviso - del traffico passeggeri, già in calo del 2,8% nel 2008, con 6 milioni e 900 mila passeggeri a fronte dei 7 milioni e 700 mila previsti. La speranza è che almeno una parte di voli Alitalia-AirOne tagliati vengano rilevati da altre compagnie, cosa che sembra essere iniziata con le richieste di MyAir per gestire due voli su Roma e quella di Itali-Airlines per un volo, sempre su Roma. Resta il fatto che, vista la «concorrenza» degli altri aeroporti di prima categoria del Nord Italia (14 in tutto, compresi Malpensa e Linate) sarà difficile, per non dire impossibile, recuperare tutti voli soppressi e passeggeri.
Sindacati e Save. La riduzione di voli, personale e passeggeri sta preoccupando tanto il presidente di Save, Enrico Marchi, quanto i sindacati dei lavoratori aeroportuali di Cgil, Cisl e Uil, che domani dovrebbero incontrarsi nell’ambito di una «conferenza dei servizi del Marco Polo per raccogliere dalla società di gestione dati sulla situazione e proposte finalizzate ad un efficace piano di sviluppo anticrisi». I sindacati di categoria hanno anche deciso di «definire con le strutture confederali del Veneto una giornata di confronto, entro il mese di gennaio 2009, che faccia il punto delle proposte indispensabili allo sviluppo delle infrastrutture a Nordest. In particolare va formalizzato un progetto veneto e veneziano per fare sistema con le istituzioni, le associazioni di rappresentanza economica (imprese e banche), le organizzazioni sindacali e dei fruitori dei servizi al fine di impegnare il Governo al finanziamento di opere indispensabili nell’ambito di un rilancio della intermodalità su treno e nave».
L’occupazione. A Venezia non ci sono solo i 20 dipendenti di Alitalia in cassa integrazione (erano 41 dei quali 21 già assunti da Cai), ma anche i circa 300 dipendenti di Alpi Eagles, anche questi in cassa integrazione straordinaria. Per quanto riguarda Alitalia, si tratta di una ventina di dipendenti (8 ex addette alla biglietteria del Marco Polo più tecnici di manutenzione, operatori del servizio cargo e rappresentanti di scalo) per i quali i sindacati di categoria stanno avviando una trattativa con l’obbiettivo di farli assumere tutti da Cai, come pattuito. Uil-Trasporti, però, propone - in una lettera inviata a Save, Enac e Provincia - di considerare la «cessione» della biglietteria Alitalia al gestore del Marco Polo come «cessione di ramo d’azienda» con l’assunzione delle addette da parte di Save. La trattativa sulle riassunzioni dei 21 cassintegrati Alitalia dello scalo veneziano entrerà nel vivo nei prossimi giorni a livello nazionale e locale. Per i sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti) c’è anche da affrontare la «situazione di difficoltà finanziaria di MyAir», la «riduzione dell’attività di cargo aereo che si risolve con una maggiore densità di trasporto su gomma» e il calo di attività per le società di handling (servizi di terra) che «già a settembre 2008 hanno registrato il licenziamento di 70 lavoratori a tempo determinato». Sulla «pesante» situazione degli organici e dei carichi di lavoro nelle due maggiori società di handling (Gh e Aviapartner), c’è anche in ballo una vertenza dei Cub-Trasporti veneziani che in questi giorni hanno riavviato la «procedura di raffreddamento in Prefettura e minacciano uno sciopero che coinvolgerà anche Save.


 

15 gennaio 2009 - Tempo Stretto

Atm. Sindacati autonomi ed Rsu nuovamente sul "piede di guerra"
UILT, UGL Trasporti, OrSATrasporti, CUB Trasporti, FISAST/Cisas , CILDI ed RSU Atm programmano un’assemblea retribuita per il 26 gennaio e 4 ore di stop per il 5 febbraio. Sabato conferenza stampa per comunicare le ragioni della protesta
di Emanuele Rigano

 

Messina - Tre iniziative, diverse una dall’altra, ma tutte aventi lo stesso scopo: continuare la "battaglia" a sostegno dei lavoratori Atm. UILT, UGL Trasporti, OrSATrasporti, CUB Trasporti, FISAST/Cisas , CILDI ed RSU ATM non mollano la presa e programmano un’assemblea retribuita di tutti i lavoratori dell’Azienda per il 26 gennaio (dalle 10 alle 13) e 4 ore di sciopero per tutto il personale dipendente, con l’astensione dal lavoro, per giorno 5 febbraio (9-13:30) A comunicarlo le stesse Organizzazioni sindacali interne all’Azienda Trasporti Messina, unitamente alle Rsu Atm. "Con l’obiettivo di comunicare alla città le omissioni dell’azienda e della proprietà comunale circa l’accordo sottoscritto con il Sindaco di Messina in data 28/11/2008 - scrivono - e di denunciare recenti attacchi della Direzione Generale verso i lavoratori che hanno rivendicato il diritto al salario, peraltro, impossibilitati a garantire il servizio per oggettive difficoltà economiche causate dall’azienda", hanno anche indetto una conferenza stampa per sabato 17 alle ore 10.30 nei locali dell’Atm. Durante l’assemblea retribuita, nel rispetto della vigente normativa, tutti i mezzi rientreranno in deposito con la sospensione dei servizi. Secondo quanto riportato, la dichiarazione di sciopero, nasce dalla "mancata applicazione dell’accordo sottoscritto con il sindaco di Messina in data 28 novembre 2008; dalla mancata erogazione dei salari relativi al mese di dicembre 2008; dai recenti attacchi del Direttore Generale verso i lavoratori che hanno sostenuto la protesta, peraltro impossibilitati a garantire il servizio a causa di oggettive difficoltà economiche causate dall’azienda. Esperite negativamente le procedure di raffreddamento".


 

14 gennaio 2009 - Ansa

RICERCA: USI/RDB, IN STALLO TRATTATIVA RINNOVO CONTRATTO

(ANSA) - ROMA, 14 GEN - La trattativa per il rinnovo dei ccnl della ricerca (2006-2009) è in una fase di stallo. La riunione tra le parti che si è tenuta oggi all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, secondo il sindacato Usi/RdB-Ricerca, si è conclusa con un nulla di fatto. Il nodo sta nell'aspetto normativo del testo proposto, sul quale non si riesce a trovare un punto di accordo. «Per contrastare l'Aran sull'aspetto normativo - si legge in una nota dell'Usi/RdB - chiediamo che si firmi un contratto-stralcio, che preveda l'approvazione di norme condivise, l'erogazione dei miglioramenti economici già stabiliti e il rinvio a una fase immediatamente successiva della trattativa sulle importanti problematiche normative». Il rischio, secondo l'Usi/RdB, è che la posizione divisa dei sindacati confederali continui ad impedire che i lavoratori della ricerca ottengano il rinnovo contrattuale. Nel corso dell'incontro l'Usi/RdB ha chiesto anche che l'equiparazione per l'Enea, di recente entrato nel comparto della ricerca, e le norme di raccordo abbia luogo nel quadriennio 2006-2009, mentre ha rigettato l'ipotesi avanzata dall'Aran che prevedrebbe, dopo la firma del rinnovo del contratto per il primo biennio, di procedere a quella del secondo biennio, nel quale sarebbero previsti «solo 70 euro lordi», conclude la nota sindacale.


 

14 gennaio 2009 - Dire

CASA. PROTESTA DEI MOVIMENTI AL CONSIGLIO REGIONALE
NEI GIARDINI DELLA PISANA NASCE UNA 'TENDOPOLI'

(DIRE) Roma, 14 gen. - E' in corso davanti all'entrata della sede del Consiglio regionale del Lazio alla Pisana una manifestazione di protesta di circa 300 persone aderenti ai comitati di lotta per la casa romani, dal Coordinamento cittadino di lotta per la casa, all'Asia/Rdb. I manifestanti, equamente divisi tra italiani e immigrati, protestano contro il rischio di "dismissioni selvagge del patrimonio immobiliare romano" e chiedono piu' case popolari. "Siamo qui per chiedere alla regione che non vengano sgomberati gli stabili occupati di Quarticciolo, Porta Pia, Laurentina, Regina Elena e Casale De Merode- spiega Nadia, del Coordinamento cittadino- Vogliamo inoltre che la regione autorizzi l'autorecupero degli stabili come proponiamo da tempo". Diversi gli slogan contro Marrazzo e Alemanno e molte le tende piantate nei giardini della Pisana. Il sit-in di protesta durera' tutto il giorno mentre attualmente una delegazione di manifestanti e' all'interno della sede del Consiglio regionale in attesa di essere ricevuta, probabilmente dall'assessore alla Casa Mario Di Carlo.

CASA. ASIA-RDB: BENE ODG APPROVATI DAL CONSIGLIO REGIONALE

(DIRE) Roma, 14 gen. - "Nel corso della seduta di oggi del consiglio regionale sono stati approvati due importati odg sull'emergenza abitativa, dopo il rinvio del 19 dicembre". Lo segnala una nota di Asia-Rdb, che prosegue: "Il primo impegna la Giunta e il governo regionale a destinare annualmente una cifra non inferiore al 2% del bilancio regionale ad un apposito fondo per la casa; a definire un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica, a tutelare gli inquilini colpiti dalle dismissioni degli enti previdenziali e a promuovere forme di penalizzazione fiscale a coloro che tengono per oltre due anni un alloggio vuoto". "Il secondo odg- aggiunge la nota- prevede la definizione certa di una quota parte degli stanziamenti previsti in finanziaria per l'Edilizia residenziale pubblica da destinare all'avvio di progetti di autorecupero nella citta' e nella Provincia di Roma. Ancora una volta la mobilitazione di centinaia di persone e' stata in grado di produrre piccoli passi in avanti", conclude Asia-Rdb, esprimendo "soddisfazione per il risultato raggiunto" e auspicando che la Regione "trasformi gli impegni presi oggi in provvedimenti legislativi e finanziari".

MUNICIPIO XIX. CUB: GRAVI SCRITTE CONTRO CONSIGLIERE ORTALE

(DIRE) Roma, 14 gen. - La Cub Scuola Roma esprime "la propria solidarieta' a Claudio Ortale, membro del proprio coordinamento e consigliere del Municipio XIX, oggetto di alcune scritte minacciose apparse sui muri del quartiere di Primavalle. Preoccupa l'inasprirsi del clima politico e il ricorso a strumenti di minaccia che esulano il pacifico confronto democratico all'interno dei luoghi deputati allo scopo". La Cub Scuola Roma "ritiene evidente che il lavoro di controllo sull'operato dell'amministrazione municipale svolto con la correttezza e la precisione che il collega Ortale ha sempre dimostrato anche nella attivita' sindacale puo' aver infastidito le mire di qualche personaggio della politica evidentemente non avvezzo al confronto democratico".


 

14 gennaio 2009 - Omniroma

MUNICIPIO XIX, CUB SCUOLA: SOLIDARIETÀ A CLAUDIO ORTALE

(OMNIROMA) Roma, 14 gen - «La Cub Scuola Roma esprime la propria solidarietà a Claudio Ortale, membro del proprio coordinamento e consigliere del 19° Municipio, oggetto di alcune scritte minacciose apparse sui muri del quartiere di Primavalle. Preoccupa l'inasprirsi del clima politico e il ricorso a strumenti di minaccia che esulano il pacifico confronto democratico all'interno dei luoghi deputati allo scopo». È quanto si legge in una nota di Cub Scuola Roma. «La Cub scuola Roma - prosegue la nota - ritiene evidente che il lavoro di controllo sull'operato dell'amministrazione municipale svolto con la correttezza e la precisione che il collega Ortale ha sempre dimostrato anche nella attività sindacale può aver infastidito le mire di qualche personaggio della politica evidentemente non avvezzo al confronto democratico».

CASA, RDB-CUB:CON APPROVAZIONE ODG IN REGIONE PICCOLI PASSI AVANTI

(OMNIROMA) Roma, 14 gen - «Nel corso della seduta odierna del consiglio regionale sono stati approvati due importati odg sull'emergenza abitativa, dopo il rinvio del 19 dicembre. Il primo impegna la Giunta e il governo regionale a destinare annualmente una cifra non inferiore al 2% del bilancio regionale ad un apposito fondo per la casa; a definire un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica, a tutelare gli inquilini colpiti dalle dismissioni degli enti previdenziali e a promuovere forme di penalizzazione fiscale a coloro che tengono per oltre due anni un alloggio vuoto. Il secondo odg prevede la definizione certa di una quota parte degli stanziamenti previsti in finanziaria per l'ERP da destinare all'avvio di progetti di autorecupero nella città e nella provincia di Roma. Ancora una volta la mobilitazione di centinaia di persone è stata in grado di produrre piccoli passi in avanti. L'AS.I.A. RdB esprime soddisfazione per il risultato raggiunto e auspica che la Regione trasformi gli impegni presi oggi in provvedimenti legislativi e finanziari». Lo comunica, in una nota, l'Asia Rdb-Cub.

 


 

14 gennaio 2009 - L'Unità

La parità secondo il governo: donne in pensione più tardi
Il governo sta studiando «una serie di ipotesi» per allineare l’età pensionabile di uomini e donne. Le misure - dice il ministro del Lavoro Sacconi - riguarderebbero per ora solo le lavoratrici del pubblico impiego.

La parità arriva con la pensione, le donne ci andranno più tardi. Il governo sta studiando «una serie di ipotesi» per l’allineamento agli uomini che, per ora, riguarda solo le lavoratrici del pubblico impiego. Almeno così assicura il ministro del Welfare Maurizio Sacconi che esclude interventi nel «privato» e lascia intravedere di non essere proprio sulle stesse posizioni del collega Renato Brunetta. Sarà un allungamento «graduale e flessibile» dichiara il titolare della Funzione pubblica nell’annunciare che il governo è al lavoro. Il mondo politico si divide, mentre il sindacato affila le armi, pronto a usarle se l’esecutivo decidesse di fare di testa propria, soprattutto rendendo obbligatorio l’innalzamento dell’età.
Il dossier era stato aperto in dicembre sulla scia di una sentenza della Corte europea di giustizia che chiedeva ragione all’Italia della disparità di trattamento tra uomini e donne: per i primi l’età per la pensione di vecchiaia è fissata a 65 anni, per le seconde a 60. Esiste però la possibilità, ed è ampiamente utilizzata dalle lavoratrici, di ritardare l’uscita dall’attività. Tant’è vero che sull’età reale di pensionamento non ci sono grandi differenze tra i due sessi. Ma pare non basti più.
Una task force interministeriale sta lavorando alle nuove norme, una bozza dovrebbe essere pronta per fine febbraio e presentata a imprese e sindacati. La materia previdenziale è incandescente, non a caso Brunetta si affretta a dire che si tratta di «una cosa delicata, che desta preoccupazioni tra la gente, ma - tranquillizza - non vogliamo turbare i sonni di nessuno».
I sindacati sono già preoccupati. Vorrebbero discutere le risposte da dare alla crisi economica, si ritroveranno a confrontarsi su una nuova riforma delle pensioni. «La crisi non si risolve con l’innalzamento obbligatorio dell’età pensionabile delle donne», dicono in una nota congiunta la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, e la leader dello Spi Cgil, Carla Cantone. La proposta «non può essere spacciata per una grande opportunità, ma soprattutto non si può "scaricare" sulle donne il peso della crisi, disconoscendo che le donne hanno un accesso ritardato al mercato del lavoro e una frammentazione della vita lavorativa dovuta alla maternità, ai lavori di cura dei figli e dei genitori». Per il sindacato di Corso d’Italia una soluzione starebbe nel ripristino della «flessibilità» dell’età pensionabile, com’era nella riforma Dini previo, tuttavia, «un confronto di merito non demagogico». Anche il leader della categoria Fp, Carlo Podda, si augura di «non dover subire l’ennesima scelta dirigista, altrimenti - afferma - la risposta la darà la piazza». E minaccia la mobilitazione la Rdb-Cub. È per «confronto e volontarietà» l’Ugl, sigla vicina alla destra, e promette «opposizione» in assenza di un tavolo, la Uil-Pa di Salvatore Bosco che evidenzia il rischio di «discriminazione» delle lavoratrici pubbliche. Il segretario dei pensionati Cisl, Antonio Uda si dice disponibile a un innalzamento «graduale e volontario».
Alla base di ogni ragionamento c’è un fatto, e lo ricorda Vittoria Franco, ministro ombra per le Pari opportunità nel Pd: «Limitarsi ad innalzare l’età pensionabile, senza intervenire sui servizi di conciliazione e sulle pari opportunità nel lavoro, finisce per essere un’ulteriore penalizzazione di genere».


 

14 gennaio 2009 - Tribuna Treviso/Trentino/Gazzetta Mantova, Modena, Reggio/Alto Adige/Corriere Alpi/Città Salerno/Nuova Sardegna, Venezia, Ferrara/Mattino Padova/Piccolo/Messaggero Veneto/Tirreno

In pensione tutti alla stessa età
Il progetto di equiparazione tra uomo e donna sarà «graduale» E riguarderà solo i dipendenti della pubblica amministrazione
di Monica Viviani

ORMAI è certo: si va verso l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, ma si tratterà di un provvedimento «graduale e flessibile» che riguarderà solo il pubblico impiego. All’indomani della lettera di rassicurazioni inviata a Bruxelles, il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta conferma: il governo si metterà presto al lavoro per trovare la strada da percorrere, ma «non vogliamo turbare i sonni di nessuno». Mentre il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi assicura che il provvedimento «non riguarderà il settore privato». Intanto «l’impegno» assunto dal governo davanti alla Ue (dopo la sentenza della Corte di giustizia europea che il 13 novembre scorso aveva messo in mora l’Italia sulle differenze di retribuzione e quindi di pensione tra uomini e donne) preoccupa e divide i sindacati. Sarà una task force interministeriale a gettare le basi normative dell’allineamento (tra uomini e donne) dell’età pensionabile nel pubblico impiego.
Il tavolo si riunirà nei primi giorni della prossima settimana e l’obiettivo è la messa a punto di una prima bozza entro la fine di febbraio quando scatterà il confronto con le parti sociali. «L’adeguamento alla sentenza si limita al solo settore pubblico, come è giusto che sia - ha spiegato il ministro Sacconi - con modalità che la stessa Corte di giustizia dice flessibili e graduali.
Nel settore pubblico non ci sono infatti quelle controindicazioni che invece ci sono nel privato, cioè nel pubblico anche in presenza di un elevamento dell’età di pensione la donna non corre il rischio di dover a tutti i costi attendere l’età della pensione di vecchiaia in condizioni di disoccupazione, come invece può accadere nel privato e a pari opportunità di prosecuzione della vita lavorativa rispetto agli uomini. Il settore privato, purtroppo, ancora oggi non offre queste condizioni». Dal canto suo il ministro Brunetta ha assicurato che «cercheremo di cambiare le regole in maniera equa, equilibrata e corretta, superando le discriminazioni che ci sono state nel passato nei confronti delle donne».
Intanto il Pd polemizza e i sindacati si dividono. «Limitarsi ad innalzare l’età pensionabile delle donne, senza intervenire sui servizi di conciliazione e sulle pari opportunità nel lavoro, finisce per essere un’ulteriore penalizzazione di genere» ha dichiarato Vittoria Franco, ministro Ombra delle Pari Opportunità del Pd.
Critica poi la Cgil. «Come spesso accade - ha affermato Carlo Podda della Fp Cgil - tutto è avvenuto senza che le parti sociali prendessero parte alla discussione». Non solo.
Per il segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso, un intervento simile in questo momento di crisi è un controsenso e, soprattutto, non è una priorità. E i Pensionati della Cgil parlano di scelta «puerile e strumentale». La Uil Pa poi avverte: la decisione deve essere presa ad un tavolo di confronto con le parti sociali su tutta l’organizzazione del lavoro pubblico, altrimenti «ci sarà l’opposizione del sindacato» perchè «si profila l’ennesima discriminazione a danno del pubblico impiego».
Contrari pure il Partito Pensionati e le rappresentanze di base Cub del pubblico impiego che annunciano mobilitazioni.
Si dice invece favorevole la Fnp-Cisl «purchè l’innalzamento sia graduale e volontario». Sulla stessa linea l’Ugl: «La volontarietà e la libertà di scelta devono essere i criteri da seguire».


 

14 gennaio 2009 - Corriere del Veneto

Tagli alla cultura
Illustrazione per l'infanzia. Mostra addio

VERONA — Dopo sei edizioni, Verona dice addio alla Mostra internazionale d'illustrazione per l'infanzia, visitata l'anno scorso da ottomila persone.
Il motivo? Ancora la scure dei tagli al bilancio comunale nei settori della cultura e dell'istruzione che, di fatto, hanno costretto alla cancellazione dell'appuntamento.
A rendere noto l'affossamento della manifestazione ci ha pensato la Rdb, il sindacato di base dei lavoratori di palazzo Barbieri.
Per il rappresentante della sigla, Daniele Todesco, si tratta «solo dell'ennesimo taglio selvaggio che non razionalizza nulla, ma semplicemente elimina».
La mostra - «Le immagini della Fantasia» - avrebbe dovuto essere ospitata a palazzo Forti, dal 24 gennaio al 15 febbraio prossimi. Peccato che nelle casse comunali manchino i trentacinquemila euro necessari per l'allestimento. Il che, tradotto in soldoni, significa addio all'evento.
Il Comune l'aveva già programmata ad ottobre 2008. Poi il 19 dicembre, una decisione della giunta l'ha cancellata.
«Le forti riduzioni attuate nel bilancio di previsione 2009 – recita la relativa delibera – rendono difficoltosa la sua realizzazione».
«Come lavoratori del Comune – afferma Todesco – chiediamo che la mostra venga riproposta, visto che non si può eliminare una delle due iniziative culturali (insieme a Maggioscuola) rivolte ai bambini».(F.M.)


 

14 gennaio 2009 - Il Tirreno

A BRUNETTA
Mi vergogno perché manca il "toner"

Non mi vergogno di dire ai miei figli che il mio lavoro è statale, Nè di raccontare loro che il mio lavoro è la tutela della salute dei lavoratori nelle fabbriche e più precisamente nei cantieri edili.
Invece mi vergogno di rubare le spillatrici o le penne ai colleghi perché nonostante le multe salate, puntualmente pagate, siamo senza amministrativi, senza colleghi, senza "toner" per le stampanti.
Mi vergogno anche quando i miei figli mi chiedono di spiegare loro come mai al governo di una nazione ci sono persone così ottuse e maleducate. Mi vergogno anche quando mi chiedono di spiegargli come mai i lavoratori del pubblico impiego non si ribellano a simili gratuite e inutili angherie.
Mi vergogno anche quando devo spiegare come mai il mio conto è sempre in rosso e perché non esiste un sindacato che ci aiuti a percepire una busta paga più dignitosa.
Mentre scrivo fra le mie figlie (undici e dodici anni) si è aperto un dibattito. La domanda è: esiste un mestiere di cui uno si può vergognare? Risposta: no.
Franco Picone Rdb Lucca-Pistoia sanità

 


 

14 gennaio 2009 - Il Manifesto

Agenda. PISTOIA STOP STRAGE A GAZA

Promosso dalla Comunità palestinese toscana e dall'Associazione di amicizia italo palestinese, si è costituito il Coordinamento pistoiese per la Palestina, con l'adesione di Prc, Gc, Verdi, Pdci, SinCri, Pu, Carc, Cobas, Cub, Collettivo liberate gli orsi, Assemblea presidio Montale, Comitato antifascista S.Lorenzo (per ulteriori adesioni lostudioarch@interfree.it). Attivo gazebo informativo e per la raccolta di fondi per Gaza in piazza Gavinana, tutti i giorni dalle 17 alle 19.30 e mercoledì e sabato al mattino in piazza Duomo. Per la manifestazione di sabato a Roma c'è un pullman, prenotel 333.9110.255 o 333.3552.897.


 

14 gennaio 2009 - Il Giorno

Lettere
Caro sindacato, con tutta la stima: non batterti solo per i tuoi iscritti
L'impiegata «Ok lottare per le ex centraliniste. Ma noi chi siamo?»

LEGNANO - SONO UNA DIPENDENTE dell'Azienda ospedaliera di Legnano. Sono precisamente una delle impiegate del Cup (Centralino unico di prenotazione) che sta coprendo il servizio di call center.Le scrivo perché nei giorni scorsi su Il Giorno ho letto alcune dichiarazioni del signor Germani (sindacalista della Rappresentanza di Base) che mi hanno molto amareggiato. Il signor Germani in primo luogo parla di un concorso interno atto a favorire chi già un lavoro ce l'ha, dimenticando forse che molte di noi aspettano da anni la possibilità di un lavoro a tempo pieno e che credo sia lecito ambire ad esso. SONO FELICE che il signore Germani si batta con fervore per le undici centraliniste iscritte al suo sindacato, a cui va tutta la mia stima. Avrei solo voluto che lo avesse fatto anche per noi otto anni fa, quando vincemmo un regolare concorso per entrare in azienda, ma che fu annullato dal direttore generale di allora. Dovemmo invece rivolgerci ad un avvocato privato e pagare un costoso ricorso al Tar che per fortuna vincemmo. IN SECONDO LUOGO (ed è il motivo principale per cui le scrivo ) le affermazione inerenti a delle presunte perdite economiche dell'ospedale in termine di visite e di ricoveri da quando le centraliniste sono state licenziate le trovo fuori luogo e lesive della mia professionalità. Vorrei ricordare al signor Germani che il call center niente ha a che vedere con la gestione dei ricoveri, e che se ci fosse una flessione delle visite prenotate (che a me non risulta) è in grado di dimostrare che ciò dipende dal funzionamento del call center? Sono stata per anni vicepresidente di circoscrizione e presidente di una commissione comunale e so bene, quindi, che quando si parla a mezzo stampa bisogna essere chiari e non fuorviare l'opinione pubblica. QUESTE ORE di straordinario sono state davvero utili per molte di noi, non abbiamo portato via il lavoro a nessuno, sfiderei chiunque dei suoi lettori a non accettare di lavorare in momenti così difficili, ma personalmente (e so che è il parere di molte colleghe) è stato anche un atto di coscienza. IL CALL CENTER è un aiuto per persone che lavorano, ma soprattutto per persone anziane che hanno difficoltà a muoversi da casa, a queste persone cerco nel mio piccolo di offrire ogni giorno la mia professionalita' in un lavoro che amo fare al contrario di ciò che si può pensare. Il nostro non è un lavoro semplice, lontano dai riflettori e dalle pagine dei giornali: siamo l'ultimo anello di una catena a cui la gente spesso a torto o a ragione rivolge i suoi sfoghi. Gradirei solo rispetto almeno da chi dovrebbe rappresentarci in qualità di lavoratori.
Cristina Veluti

«La nostra priorità adesso è di dare qualche cosa a chi oggi non ha più nulla»
LA REPLICA DI GERMANI (RDB)

CARO DIRETTORE la lettera della collega è estremamente condivisibile. La collega Cristina Veluti può testimoniarle che siamo stati l'unico sindacato che è immediatamente intervenuto sulla sicurezza del Centralino unico di prenotazione (Cup) quando una rapina ad Abbiategrasso, durante la quale ha perso la vita una persona, ha dimostrato la necessità di rendere più sicuro il loro posto di lavoro. Ci siamo battuti e siamo riusciti a far installare telecamere, porte blindate e abbiamo fatto togliere il trasporto del denaro da parte degli operatori. Inoltre siamo riusciti a far percepire una somma dalle prestazioni di libera professione dei medici alle colleghe del Cup che si fermano oltre il loro orario di lavoro, e che percepiscono quindi in busta paga, grazie alla mia organizzazione sindacale, un piccolo riconoscimento economico. La priorità per tutti, oggi, non deve essere quella di dare di più a chi già qualche cosa ha: ma di dare qualche cosa a chi non ha più nulla.
Riccardo Germani, Rappresentanza di Base


 

14 gennaio 2009 - NewTuscia

IL PREMIO AD AUSL E CAMERA DI COMMERCIO DI VITERBO PER I PROGETTI PROMOSSI DA BRUNETTA: l'RdB passa all'attacco
Riceviamo e pubblichiamo da RdB Cub di Viterbo

VITERBO - "Non solo fannulloni" è l’ultima iniziativa messa in campo dal Ministro Brunetta per continuare a denigrare i dipendenti pubblici. Si tratta di un concorso per le Amm.ni pubbliche che prevede, quale premio finale la segnalazione del progetto sul sito della funzione pubblica. Una sorta di: chi è il primo della classe? Al concorso nella nostra provincia hanno già aderito la ASL e la Camera di Commercio attraverso i progetti: Innovazione e Modernizzazione, e.procurement e informatizzazione dei ricoveri. Ci rivolgiamo in particolare agli Amm.ri di questi due enti chiedendo: a cosa serve un concorso se i progetti vengono svolti dagli attuali dipendenti dell’ente durante l’orario di servizio? A nostro giudizio, "la gloria e l’onore" di veder riservato un angolo sul sito della Funzione Pubblica, non risolve i problemi di tanti cittadini che aspettano mesi per un ecografia pagando ticket salati e riteniamo che i progetti utili per la cittadinanza debbano essere realizzati attraverso l’onesto lavoro quotidiano senza la necessità di doversi distinguere all’interno di un contesto di strumentale denigrazione. Dalle dichiarazioni del Ministro della Funzione Pubblica emerge implicitamente che i dipendenti non sono solo fannulloni ma anche una categoria di privilegiati ai quali spetta ora risollevare il paese dalla grave crisi che sta attraversando e di cui sono parte in causa. Il fiore all’occhiello del discorso è, però, la preoccupazione per la perduta dignità di questi lavoratori che si vergognano persino davanti ai propri figli. Rispetto a queste affermazioni, ovvero al capovolgimento della realtà non si può tacere e l’informazione non può e non deve ridursi ad un ruolo di sudditanza. Si tratta di una inaccettabile accusa contro migliaia di cittadini onesti che ogni mattina si alzano per andare a lavorare, per mantenere le loro famiglie con uno stipendio molto spesso inadeguato pagando le tasse fino all’ultimo centesimo, cosa molto rara nel nostro Paese. Se la macchina della pubblica amm.ne non funziona si deve ricercare la causa nella commistione tra politica e amministratori. E se proprio si vuole fare una riflessione sulla dignità, ci chiediamo se è dignitoso vivere in un Paese in cui, grazie alla destrutturazione del sistema dei controlli e alle richieste sempre più pressanti di allungamento degli orari anche sotto forma di straordinari detassati, gli incidenti sul lavoro causano ogni giorno vere e proprie stragi: 34 vittime dall’inizio dell’anno, 4 nelle ultime 24 ore. Se è dignitoso un governo che tra i provvedimenti urgenti in maniera di lavoro si affretta a rendere di nuovo lecita la lettera di dimissioni in bianco al momento dell’assunzione. Se è dignitosa l’ assenza di ammortizzatori sociali per disoccupati e precari che si trovano senza lavoro e senza alcun sussidio. Per non citare altre vergogne come il lodo Alfano, che forse esulano dalla materia del lavoro ma parlando di dignità….non vanno fuori tema. E’ iniziato da poco il nuovo anno e la campagna diffamatoria, sempre più aspra, si prefigge lo scopo di creare nuove guerre tra poveri: tra dipendenti privati e pubblici, tra lavoratori e disoccupati, tra precari e stabili, facendo passare per privilegi il diritto ad un salario dignitoso, al lavoro a tempo indeterminato, alla cura e alla salute. Questo attacco così duro al pubblico impiego non è affatto casuale. E’ chiaro che se verranno abbattuti i diritti anche in questo settore che rappresenta il traino per il mondo del lavoro dipendente sia pubblico che privato, allora i datori di lavoro non dovranno rispettare più alcun vincolo. Per questi motivi riteniamo che non sia utile a nessuno aderire a simili iniziative che incoraggiano la cultura delle differenze e delle divisioni, molto in voga oggi. La coscienza matura di un popolo non ha bisogno di medaglie ma di una convivenza civile tramite la riscoperta quotidiana dei valori. Non cadiamo quindi nella rete di dover affermare chi è il primo o l’ultimo della classe, perché in questo modo si rischia di perdere di vista i veri problemi del Paese e restano del tutto indisturbati coloro che ne detengono le responsabilità.
RdB CUB P.I. Viterbo (Paola CELLETTI)

 


 

14 gennaio 2009 - OnTuscia

VITERBO, L'RDB: "ANCHE ASL E CAMERA DI COMMERCIO
HANNO ADERITO ALL'ULTIMA INIZIATIVA DENIGRATORIA DI BRUNETTA"
Per l'RdB Cub P.I. Viterbo interviene Paola Celletti

(OnTuscia) – VITERBO – (md) "Non solo fannulloni" è l’ultima iniziativa messa in campo dal Ministro Brunetta per continuare a denigrare i dipendenti pubblici. Si tratta di un concorso per le Amministrazioni pubbliche che prevede, quale premio finale la segnalazione del progetto sul sito della funzione pubblica. Una sorta di: chi è il primo della classe? Al concorso nella nostra provincia hanno già aderito la ASL e la Camera di Commercio attraverso i progetti: Innovazione e Modernizzazione, e-procurement e informatizzazione dei ricoveri. Ci rivolgiamo in particolare agli Amministratori di questi due enti chiedendo: a cosa serve un concorso se i progetti vengono svolti dagli attuali dipendenti dell’ente durante l’orario di servizio? A nostro giudizio, "la gloria e l’onore" di veder riservato un angolo sul sito della Funzione Pubblica, non risolve i problemi di tanti cittadini che aspettano mesi per un ecografia pagando ticket salati e riteniamo che i progetti utili per la cittadinanza debbano essere realizzati attraverso l’onesto lavoro quotidiano senza la necessità di doversi distinguere all’interno di un contesto di strumentale denigrazione. Dalle dichiarazioni del Ministro della Funzione Pubblica emerge implicitamente che i dipendenti non sono solo fannulloni ma anche una categoria di privilegiati ai quali spetta ora risollevare il paese dalla grave crisi che sta attraversando e di cui sono parte in causa. Il fiore all’occhiello del discorso è, però, la preoccupazione per la perduta dignità di questi lavoratori che si vergognano persino davanti ai propri figli. Rispetto a queste affermazioni, ovvero al capovolgimento della realtà non si può tacere e l’informazione non può e non deve ridursi ad un ruolo di sudditanza. Si tratta di un'inaccettabile accusa contro migliaia di cittadini onesti che ogni mattina si alzano per andare a lavorare, per mantenere le loro famiglie con uno stipendio molto spesso inadeguato pagando le tasse fino all’ultimo centesimo, cosa molto rara nel nostro Paese. Se la macchina della pubblica amministrazione non funziona si deve ricercare la causa nella commistione tra politica e amministratori. E se proprio si vuole fare una riflessione sulla dignità, ci chiediamo se è dignitoso vivere in un Paese in cui, grazie alla destrutturazione del sistema dei controlli e alle richieste sempre più pressanti di allungamento degli orari anche sotto forma di straordinari detassati, gli incidenti sul lavoro causano ogni giorno vere e proprie stragi: 34 vittime dall’inizio dell’anno, 4 nelle ultime 24 ore; se è dignitoso un governo che tra i provvedimenti urgenti in maniera di lavoro si affretta a rendere di nuovo lecita la lettera di dimissioni in bianco al momento dell’assunzione; se è dignitosa l’ assenza di ammortizzatori sociali per disoccupati e precari che si trovano senza lavoro e senza alcun sussidio. Per non citare altre vergogne come il lodo Alfano, che forse esulano dalla materia del lavoro ma parlando di dignità….non vanno fuori tema. E’ iniziato da poco il nuovo anno e la campagna diffamatoria, sempre più aspra, si prefigge lo scopo di creare nuove guerre tra poveri: tra dipendenti privati e pubblici, tra lavoratori e disoccupati, tra precari e stabili, facendo passare per privilegi il diritto ad un salario dignitoso, al lavoro a tempo indeterminato, alla cura e alla salute. Questo attacco così duro al pubblico impiego non è affatto casuale. E’ chiaro che se verranno abbattuti i diritti anche in questo settore che rappresenta il traino per il mondo del lavoro dipendente sia pubblico che privato, allora i datori di lavoro non dovranno rispettare più alcun vincolo. Per questi motivi riteniamo che non sia utile a nessuno aderire a simili iniziative che incoraggiano la cultura delle differenze e delle divisioni, molto in voga oggi. La coscienza matura di un popolo non ha bisogno di medaglie ma di una convivenza civile tramite la riscoperta quotidiana dei valori. Non cadiamo quindi nella rete di dover affermare chi è il primo o l’ultimo della classe, perché in questo modo si rischia di perdere di vista i veri problemi del Paese e restano del tutto indisturbati coloro che ne detengono le responsabilità.


 

14 gennaio 2009 - Tuscia web

Paola Celletti, Rdb, contro l'ultima iniziativa del ministro Brunetta
"Non solo fannulloni"

Viterbo - Riceviamo e pubblichiamo - "Non solo fannulloni" è l’ultima iniziativa messa in campo dal ministro Brunetta per continuare a denigrare i dipendenti pubblici. Si tratta di un concorso per le amministrazioni pubbliche che prevede, quale premio finale la segnalazione del progetto sul sito della funzione pubblica. Una sorta di: chi è il primo della classe? Al concorso nella nostra provincia hanno già aderito la Asl e la Camera di commercio attraverso i progetti: innovazione e modernizzazione , e.procurement e informatizzazione dei ricoveri. Ci rivolgiamo in particolare agli amministratori di questi due enti chiedendo: a cosa serve un concorso se i progetti vengono svolti dagli attuali dipendenti dell’ente durante l’orario di servizio? A nostro giudizio, "la gloria e l’onore" di veder riservato un angolo sul sito della Funzione pubblica, non risolve i problemi di tanti cittadini che aspettano mesi per un ecografia pagando ticket salati e riteniamo che i progetti utili per la cittadinanza debbano essere realizzati attraverso l’onesto lavoro quotidiano senza la necessità di doversi distinguere all’interno di un contesto di strumentale denigrazione. Dalle dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica emerge implicitamente che i dipendenti non sono solo fannulloni ma anche una categoria di privilegiati ai quali spetta ora risollevare il paese dalla grave crisi che sta attraversando e di cui sono parte in causa. Il fiore all’occhiello del discorso è, però, la preoccupazione per la perduta dignità di questi lavoratori che si vergognano persino davanti ai propri figli. Rispetto a queste affermazioni, ovvero al capovolgimento della realtà non si può tacere e l’informazione non può e non deve ridursi ad un ruolo di sudditanza. Si tratta di un'inaccettabile accusa contro migliaia di cittadini onesti che ogni mattina si alzano per andare a lavorare, per mantenere le loro famiglie con uno stipendio molto spesso inadeguato pagando le tasse fino all’ultimo centesimo, cosa molto rara nel nostro Paese. Se la macchina della pubblica amministrazione non funziona si deve ricercare la causa nella commistione tra politica e amministratori. E se proprio si vuole fare una riflessione sulla dignità, ci chiediamo se è dignitoso vivere in un Paese in cui, grazie alla destrutturazione del sistema dei controlli e alle richieste sempre più pressanti di allungamento degli orari anche sotto forma di straordinari detassati, gli incidenti sul lavoro causano ogni giorno vere e proprie stragi: 34 vittime dall’inizio dell’anno, 4 nelle ultime 24 ore. Se è dignitoso un governo che tra i provvedimenti urgenti in maniera di lavoro si affretta a rendere di nuovo lecita la lettera di dimissioni in bianco al momento dell’assunzione. Se è dignitosa l’assenza di ammortizzatori sociali per disoccupati e precari che si trovano senza lavoro e senza alcun sussidio. Per non citare altre vergogne come il lodo Alfano. E’ iniziato da poco il nuovo anno e la campagna diffamatoria, sempre più aspra, si prefigge lo scopo di creare nuove guerre tra poveri: tra dipendenti privati e pubblici, tra lavoratori e disoccupati, tra precari e stabili, facendo passare per privilegi il diritto ad un salario dignitoso, al lavoro a tempo indeterminato, alla cura e alla salute. Questo attacco così duro al pubblico impiego non è affatto casuale. E’ chiaro che se verranno abbattuti i diritti anche in questo settore che rappresenta il traino per il mondo del lavoro dipendente sia pubblico che privato, allora i datori di lavoro non dovranno rispettare più alcun vincolo. Per questi motivi riteniamo che non sia utile a nessuno aderire a simili iniziative che incoraggiano la cultura delle differenze e delle divisioni, molto in voga oggi. La coscienza matura di un popolo non ha bisogno di medaglie ma di una convivenza civile tramite la riscoperta quotidiana dei valori. Non cadiamo quindi nella rete di dover affermare chi è il primo o l’ultimo della classe, perché in questo modo si rischia di perdere di vista i veri problemi del Paese e restano del tutto indisturbati coloro che ne detengono le responsabilità.
RdB Cub Pi Viterbo - Paola Celletti

 


 

14 gennaio 2009 - La Provincia

le proteste
Debutto già all'insegna degli scioperi
Piano di emergenza per prevenire le contestazioni di dipendenti e precari

ROMA - La nuova Alitalia debutterà oggi con «un piano di emergenza contro eventuali azioni di protesta che non possono essere definite sindacali», come ha indicato l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, riferendosi alla possibilità di disagi legati a manifestazioni di «cassaintegrati, sindacati di base, ed altri soggetti che non hanno una rappresentanza sindacale nell'azienda».
Il clima appare invece più sereno con i sindacati confederali, che siedono al tavolo di confronto con l'azienda sulla messa a punto della nuova macchina organizzativa. In particolare, è stato spiegato dai vertici della nuova Alitalia, nell'ultimo confronto di ieri è stata raggiunta un'intesa sul futuro dei dipendenti del settore delle pulizie e del magazzino, che passeranno ad altre aziende che offriranno i servizi in outsourcing. Un nodo che aveva portato a proteste e disagi nei giorni scorsi. E sempre ieri, ultime code, senza conseguenze operative a Fiumicino, delle agitazioni sindacali legate al passaggio di Alitalia a Cai. Nello scalo romano sono andate in scena un «corteo funebre» organizzato dalla Cub Trasporti e dal Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia-Air One per dare l'addio alla «vecchia Alitalia» e un'assemblea indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti del personale di Alitalia Servizi Airport addetti alle attività di handling. Gli stessi sindacati ne hanno programmata un'altra per oggi che, però, potrebbe essere annullata se si troverà un punto di intesa sugli ultimi nodi. Per oggi resta, invece, confermata una manifestazione al Leonardo da Vinci, a partire dalle 10, dell'Sdl che ha indetto anche uno sciopero di 4 ore di tutto il personale (assistenti di volo, piloti, terra) Alitalia per il 19 gennaio.
Intanto oggi, alla vigilia del decollo della nuova Alitalia, nello scalo romano un gruppetto di «irriducibili» della Cub Trasporti e del Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia-Air One che per dare l'addio alla «vecchia Alitalia» e contemporaneamente protestare contro le «discriminazioni della "nuova"», hanno organizzato un «corteo funebre». La manifestazione, che si è svolta all'esterno delle aerostazioni, ha destato la curiosità di molti passeggeri che hanno visto portare a spalla dai manifestanti, una ventina circa, una bara nera sulla quale, accanto ad un modellino di aereo, era conficcato un pugnale con la scritta: «Governo, Enac, Sindacati, Cai e Pd» e una lapide grigia con il logo Alitalia e le date «5.5.1947 - 12.1.2009».


 

13 gennaio 2009 - Adnkronos

 

PENSIONI: PALMIERI (RDB), ATTACCO AI DIRITTI DELLE DONNE

Roma, 13 gen. - (Adnkronos) - «L'aumento dell'età pensionabile è parte di un più vasto attacco contro i diritti delle donne, in particolare contro le lavoratrici del Pubblico Impiego, che va respinto attraverso una grande mobilitazione nazionale». Lo afferma Paola Palmieri, della direzione nazionale RdB-Cub del pubblico impiego. «Il nuovo aumento dell'età pensionabile per le lavoratrici della Pubblica Amministrazione, che presto andrà a colpire le lavoratrici di tutto il mondo del lavoro - precisa Palmieri - avviene con il pretesto di dare corso ad una sentenza della Corte di Giustizia Europea. Ma nè questo nè i governi precedenti si sono preoccupati di applicare un'altra sentenza della Corte riguardante i riconoscimento dell'anzianità di servizio per le lavoratrici precarie». «Inoltre - continua la dirigente RdB-CUB - in un paese dove anche l'assistenza ai disabili grava soprattutto sulle spalle delle donne, alle restrizioni dei diritti derivanti dalla 104 attuate da Brunetta si aggiungono amministrazioni più realiste del re che, come nel caso dell'Ospedale San Giovanni di Roma, interpretano la legislazione in modo ulteriormente restrittivo negando il diritto ai permessi a tutti coloro che non convivono con il disabile da assistere. E ricordiamo che nel Comparto Sanità ben il 75% della forza lavoro è costituito da donne». «La RdB-CUB P.I. si batterà per respingere questo grave attacco ed invita tutte le lavoratrici a riprendere nelle proprie mani l'iniziativa per una battaglia che metta al centro la riconquista di tutti i diritti», conclude Palmieri.

ROMA: ASIA RDB-CUB, 70 FAMIGLIE SFRATTATE DALLE EX CASE ENAL

Roma, 13 gen. - (Adnkronos) - «Circa 70 famiglie che abitano negli immobili dell'ex Enal, ora di proprietà della Regione Lazio, si sono viste recentemente intimare da parte della Regione stessa il rilascio immediato dell'appartamento con il pagamento di un ingente importo a titolo di indennità di occupazione. Tale richiesta è stata rivolta indiscriminatamente anche a coloro che, avendo i requisiti, in ottemperanza della legge regionale 18 del 2000, hanno effettuato a tempo debito una regolare richiesta di assegnazione dell'alloggio al comune di Roma, ente a cui faceva capo l'Enal ed incaricato a decidere sulle domande di sanatoria». Lo sostiene l'Asia Rdb-Cub, spiegando che la Regione Lazio, «rinviando le responsabilità al Comune che sarebbe stato inadempiente rispetto ad alcune procedure amministrative, ha pensato paradossalmente di intraprendere un'azione giudiziaria nei confronti delle famiglie che risiedono negli alloggi di sua proprietà, considerandole arbitrariamente come occupanti abusive». «L'Asia Rdb-Cub - conclude la nota - chiede ai responsabili politici ed amministrativi della Regione che vengano sanate al più presto queste situazioni di palese ingiustizia, che mettono numerose famiglie in pericolo di perdere il loro legittimo diritto alla casa proprio in coincidenza col periodo di grave crisi economica che il paese sta attraversando».


 

13 gennaio 2009 - Dire

 

SANITÀ. S. GIOVANNI, DOMANI ASSEMBLEA DEI LAVORATORI
RDB: REDISTRIBUIRE I FONDI RESIDUI TRA TUTTI I DIPENDENTI

(DIRE) Roma, 13 gen. - La direzione generale gestisce le gia' scarse risorse aziendali in modo arbitrario, privilegiando i dirigenti a scapito dei dipendenti. E' quanto denuncia il coordinamento Rdb sanita' dell'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma che per domani, insieme con le Rsu di Cgil, Cisl e Uil, ha indetto un'assemblea generale di tutto il personale. Le rivendicazioni avanzate riguardano principalmente i fondi residui degli anni 2004, 2007 e 2008 che il sindacato chiede di assegnare a tutti i lavoratori aventi diritto. Per quanto concerne il 2007 e il 2008, "sui 551mila euro residui- spiega la Rdb- chiediamo che 440mila vengano erogati come passaggi orizzontali, cioe' per il trasferimento dei lavoratori in altre fasce retributive, mentre per quanto riguarda il 2004, chiediamo che i fondi residui dei premi di produttivita', che ammontano a circa 400 milioni di euro, siano redistribuiti tra tutti i dipendenti". Tra le questioni sul tappeto, anche quella relativa all'istituzione di nuovi dirigenti amministrativi, ritenuta "inopportuna" dal sindacato secondo cui "8 figure di questo tipo sono troppe e determinano l'assurdo di un dirigente ogni 10 impiegati". Per discutere delle questioni sollevate dalle organizzazioni sindacali, il manager del San Giovanni, Luigi D'Elia, ha convocato le Rsu aziendali per martedi' 27 gennaio.


 

13 gennaio 2009 - Ansa

 

PENSIONI: DONNE; RDB CUB, MOBILITAZIONE CONTRO AUMENTO ETÀ

(ANSA) - ROMA, 13 GEN - Mobilitazione delle rappresentanze di base Cub del pubblico impiego contro l'annunciato aumento dell'età pensionabile delle donne. L'aumento «è parte di un più vasto attacco contro i diritti delle donne, in particolare contro le lavoratrici del pubblico impiego, che va respinto attraverso una grande mobilitazione nazionale» annuncia Paola Palmieri, della direzione nazionale RdB-Cub P.I. che parla della risposta alla sentenza della Corte di giustizia europea come «pretesto» per procedere ad un «nuovo aumento dell'età pensionabile per le lavoratrici della pubblica amministrazione, che presto andrà a colpire le lavoratrici di tutto il mondo del lavoro». Ma, sostiene la sindacalista «nè questo nè i governi precedenti si sono preoccupati di applicare un'altra sentenza della Corte riguardante il riconoscimento dell'anzianità di servizio per le lavoratrici precarie».

ALITALIA: SDL, COLANINNO TEME LAVORATORI E NON FESTEGGIA

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 13 GEN - «Colaninno e Sabelli, blindati nelle loro stanze, non hanno avuto il coraggio di venire a 'festeggiarè il debutto di Cai qui in aeroporto, perchè hanno paura dei lavoratori»: lo ha detto il segretario nazionale SdL Andrea Cavola, che all'aeroporto di Fiumicino guida la manifestazione di protesta dei circa 200 aderenti al sindacato autonomo, che più volte hanno scandito gli slogan «Lavoro, lavoro» e «Non finisce qui». «La vertenza Alitalia non è finita, noi non ci arrendiamo - ha aggiunto - Non vogliamo la cassa integrazione, vogliamo lavoro per le migliaia di dipendenti in esubero». Poco prima delle 12.30 il corteo, che si è snodato lungo la strada che fronteggia le aerostazioni arrivi guardato a vista dalle forze dell'ordine, si è congiunto davanti all'ingresso del varco equipaggi con il presidio messo in atto dalla Cub Trasporti e con il gruppo di dipendenti della cooperativa S.A.R. rimasti senza lavoro, che fino a ieri trasportavano, con le navette, il personale navigante. «La nuova Alitalia nasce oggi sotto i peggiori auspici - dice Fabio Frati, leader della Cub Trasporti assistenti di volo - I suoi obiettivi finora non sono stati quelli di recuperare traffico, clientela e denaro, ma di creare disoccupazione e scaricare sui contribuenti miliardi di euro di debiti e i costi degli ammortizzatori sociali. Diecimila colleghi espulsi, tagli salariali e normativa stravolta per chi 'rimanè. Noi chiediamo il reintegro in azienda di tutti i lavoratori cassaintegrati e precari e continueremo a farlo».


 

13 gennaio 2009 - Omniroma

 

CASA, ASIA RDB: «REGIONE SFRATTA INQUILINI EX ENAL»

(OMNIROMA) Roma, 13 gen - «Circa 70 famiglie che abitano negli immobili dall'ex Enal, ora di proprietà della Regione Lazio, si sono viste recentemente intimare da parte della Regione stessa il rilascio immediato dell'appartamento con il pagamento di un ingente importo a titolo di indennità di occupazione. Tale richiesta è stata rivolta indiscriminatamente anche a coloro che, avendo i requisiti, in ottemperanza della legge regionale 18 del 2000 hanno effettuato a tempo debito una regolare richiesta di assegnazione in regolazione dell'alloggio al Comune di Roma, ente a cui faceva capo l'Enal ed incaricato a decidere sulle domande di sanatoria». Lo riferisce in una nota l'Asia-Rdb. «Invece di cercare una soluzione al problema - prosegue la nota - la Regione Lazio, senza dare corso alle legittime richieste e senza dare la minima risposta alle numerose istanze pervenutele, rinviando le responsabilità al Comune che sarebbe stato inadempiente rispetto ad alcune procedure amministrative, ha pensato paradossalmente di intraprendere un'azione giudiziaria nei confronti delle famiglie che risiedono negli alloggi di sua proprietà, considerandole arbitrariamente come occupanti abusive». L'Asia RdB-CUB «chiede ai responsabili politici ed amministrativi della Regione che vengano sanate al più presto queste situazioni di palese ingiustizia, che mettono numerose famiglie in pericolo di perdere il loro legittimo diritto alla casa proprio in coincidenza col periodo di grave crisi economica che il paese sta attraversando».

FIUMICINO, PROTESTANO LAVORATORI COOPERATIVA TRASPORTO EQUIPAGGI

(OMNIROMA) Roma, 13 gen - Davanti all'imbarco equipaggi dell'aeroporto di Fiumicino è in corso una protesta del personale delle cooperative addette al trasporto equipaggi Alitalia, circa 200 persone. Questi lavoratori manifestando poiché sostengono che «la nuova Alitalia ieri sera alle 21 ha comunicato che da oggi non eravamo più in servizio ed ha provveduto a sostituirci già da questa mattina con altre cooperative». Circa 100 lavoratori delle cooperative addette al trasporto del personale stanno cercando di bloccare l'accesso all'imbarco equipaggi, sul posto sono presenti uomini e mezzi delle forze delle forze dell'ordine. Nel principale scalo romano oggi, primo giorno di attività della nuova Alitalia, sono attese altre iniziative di protesta da parte dei lavoratori Alitalia aderenti alla Cub Trasporti, che da questa mattina hanno esposto nuovamente in aeroporto una bara per celebrare un simbolico «funerale» della ex compagnia di bandiera.


 

13 gennaio 2009 - Agi

 

ALITALIA: CUB, PROTESTA SCALI MILANO "SCENEGGIATA MEDIATICA"

(AGI) - Milano, 13 gen. - Si dissocia dalla protesta messa in scena questa mattina dai lavoratori di Sea negli aeroporti milanesi la Cub-Trasporti, che non ha sottoscritto il comunicato delle altre organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl). "E' l'ennesima assemblea che - si legge in una nota diffusa dalla Cub - ha il solo scopo di far parlare la stampa, senza di fatto cambiare nulla, organizzata dalle stesse organizzazioni sindacali che chiamano a rivolta i lavoratori e contemporaneamente firmano accordi senza neppure indire assemblee".
"Tutti parlano di centinaia di posti di lavoro in pericolo - continua la Cub - dimenticandosi che soltanto pochi mesi or sono all'interno del piano industriale SEA, accettato dagli stessi sindacati che adesso chiamano alla mobilitazione, anche l'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia era visto come transitorio". La Cub chiede "una vertenza che coinvolga tutti i lavoratori che operano negli scali milanesi" per "estendere a tutte le societa' presenti le garanzie sociali, chiedere alla proprieta' di SEA la garanzia del mantenimento nell'ambito societario dell'Handling (scaduta e mai rinnovata) ed estendere a tutte le societa' di Handling, compresi ATA e Aviapartner, il rispetto delle norme su orari, turni, mensa e condizioni di lavoro".

 

SDL, IN 200 SFILANO A FIUMICINO E URLANO 'LAVORO'

(AGI) - Roma, 13 gen. - Si e' conclusa la manifestazione dei lavoratori aderenti all'Sdl nell'aeroporto di Fiumicino. Il corteo si e' fermato presso il varco equipaggi, dove erano presenti anche rappresentanti del Cub Trasporti e lavoratori aderenti alle societa' del trasporto equipaggi. "Colaninno e Castelli - ha continuato Cavola - blindati nelle loro stanze, non hanno avuto il coraggio di venire a festeggiare la nascita della nuova compagnia. Hanno paura dei lavoratori". Il prossimo appuntamento per l'Sdl e' per lunedi' prossimo, giorno in cui e' previsto uno sciopero di quattro ore. "Alitalia - ha detto invece detto Fabio Frati del Cub Trasporti - nasce sotto pessimi auspici. Continueremo a combattere per l'occupazione dei lavoratori". Intanto, al Leonardo da Vinci, come nei principali scali nazionali, da oggi sono stati creati dei piccoli punti di informazione dove i viaggiatori possono avere assistenza e informazione sull'integrazione tra la vecchia Alitalia e AirOne.


 

13 gennaio 2009 - Dazebao

 

I Cub del pubblico impiego: "I tagli diminuiscono la sicurezza sul lavoro"

ROMA - "I tagli verticali al finanziamento della Pubblica Amministrazione voluti dal Governo impediscono lo svolgimento delle funzioni di controllo sulla sicurezza sul lavoro", denuncia Nazareno Festuccia della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. "La mancanza di risorse che si traduce in carenze di mezzi ed organici, insieme alla frantumazione strumentale delle competenze tra vari enti, impediscono ogni possibilità di operare quei controlli tanto fastidiosi per gli imprenditori ma indispensabili per arrestare il macello quotidiano dei lavoratori". "Mentre il piano di Sacconi appare come l’ennesimo fumo negli occhi – prosegue Festuccia - la RdB-CUB P.I. propone una piattaforma concreta per la sicurezza, che preveda il riordino delle competenze dei vari enti e coordinamento operativo; l’inserimento nelle clausole di rescissione dei contratti per il mancato rispetto delle norme di sicurezza; la subordinazione degli appalti alle garanzie di sicurezza; la tutela aziendale e la non perseguibilità degli Rls nell’esercizio delle proprie funzioni; punibilità e certezza delle pene per gli imprenditori inadempienti". "Un datore di lavoro scorretto è molto più pericoloso socialmente di un rom o di un clandestino – conclude Festuccia – e la quotidiana strage sul lavoro dovrebbero essere motivo di vergogna per chi la consente".


 

13 gennaio 2009 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

 

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 1 - Anno VI
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

 

In questo numero:

 

* Il telescopio della Corte dei conti svela i misteri della gestione dell'Asi
* Illegittima nomina di 14 dirigenti Apat?
* Estirpare la parte infetta del Paese
* Isfol, un grande risultato, stabilizzati 300 precari
* Il precario conserva lo status di disoccupato
* Ccnl ricerca, domani nuovo tentativo all'Aran
* La ricerca può aiutare a fermare le guerre?
* Il Cnr cerca pensionandi per incarichi dirigenziali
* A Natale, dopo 40 anni, muto il coro Istat

 


 

13 gennaio 2009 - La Nuova Venezia

 

Marco Polo, sciopero saltato
Superato di un giorno il termine di preavviso

 

Venezia - Un solo giorno di superamento della data limite prevista dalla legge per la proclamazione degli scioperi nei servizi essenziali, ha costretto il sindacato dei Cub-Trasporti dell’aeroporto Marco Polo a rinunciare allo sciopero già indetto per l’11 febbraio. Giampietro Antonini, responsabile dei Cub veneziani dei Trasporti, ha così dovuto riavviare la cosiddetta procedura di «raffreddamento», con la richiesta di un nuovo incontro in Prefettura con le controparti: Sav, Save e le due società di handling (GH e Aviapatner). Con il riavvio della procedura di raffreddamento - prevista dalla legge che regolamenta gli scioperi nei servizi al pubblico - i Cub avranno 45 giorni di tempo per fissare una nuova data per lo sciopero.
«La Commissione nazionale di garanzia ci aveva chiesto di sospendere lo sciopero dell’11 e indire subito una nuova data - spiega Antonini - ma noi abbiamo preferito riavviare del tutto la procedura. Così le società aeroportuali avranno un’ulteriore possibilità di avviare una seria trattativa sulla piattaforma dei lavoratori e di evitare lo sciopero». Per Antonini «la situazione al Marco Polo è sempre più allarmante». «Non ci sono solo i tagli dell’Alitalia - dice il responsabile dei Cub - Le società di handling continuano a ridurre il personale e a imporre turni e carichi di lavoro inaccettabili per chi resta. I problemi vanno affrontati e risolti, vogliamo un confronto serio con il presidente Marchi e i dirigenti della altre società, o saremo costretti a scioperare».(g.fav.)

 


 

13 gennaio 2009 - EPolis Milano

 

Il caso. Educatrici e sindacati: è così da tempo.
Ma dal Comune replicano: nei giorni scorsi tutto regolare
Materna sui Navigli senza riscaldamento

 

Milano - Condizioni di "inagibilità", ieri, con impianto di riscaldamento bloccato e 13 gradi di temperatura nella scuola materna di via Alzaia Naviglio Grande 22. La denuncia è delle educatrici della scuola e delle Rdb-Cub del Comune. Ma da Palazzo Marino è arrivata la replica a stretto giro: il problema è stato risolto entro le 10 di mattina. Ieri, hanno raccontato i sindacati, i termosifoni sono rimasti spenti per 62 bambini su tre sezioni con nove educatrici: "una parte dei genitori, valutate le condizioni, ha riportato a casa i bambini" mentre gli altri "coperti con i cappotti, gelati, sono stati gestiti alla meglio dalle educatrici infreddolite, con punte di difficoltà particolari nei momenti di pasto, lavaggio e bagno". Questo mentre al piano superiore il responsabile della scuola civica aveva disposto di mandare a casa gli studenti causa freddo. La scuola materna, spiegano in una nota i sindacati "lamenta da anni problemi strutturali, denunciati regolarmente dai nostri delegati alla sicurezza. Da mesi mancano i caloriferi nei bagni e le educatrici devono unire gruppi di bambini e a turno, in orari differenti portarli nel bagno agibili. Da mesi, spiegano i sindacati, l’impianto di riscaldamento dell’edificio "ha problemi di funzionamento e le temperature rigide di quest’ultimo periodo hanno creato un problema di emergenza già da mercoledì scorso quando la struttura è stata aperta". A stretto giro la replica dell'assessorato alla Scuola del Comune: il riscaldamento funzionava già alle 10 di ieri. Non solo. È stato tenuto acceso tutta la notte per riscaldare la scuola in previsione della ripresa delle lezioni di questa mattina. Quanto ai problemi al riscaldamento di uno dei due bagni della scuola, segnalato dai sindacati, i tecnici spiegano che per aggiustare i termosifoni occorre aspettare che l’impianto sia spento e svuotato, ma che si stanno studiando soluzioni alternative.

 


 

13 gennaio 2009 - Il Giorno

 

Navigli, troppo freddo nella materna: bimbi a casa

MILANO — Condizioni di inagibilità, con impianto di riscaldamento bloccato e 13 gradi di temperatura nella scuola materna di via Alzaia Naviglio Grande 22. La denuncia è delle educatrici della scuola e delle Rdb-Cub del Comune. Ieri, raccontano, termosifoni spenti per 62 bambini su 3 sezioni con 9 educatrici: «Una parte dei genitori, valutate le condizioni, ha riportato a casa i bambini» mentre gli altri «coperti con i cappotti, gelati, sono stati gestiti alla meglio dalle educatrici infreddolite, con punte di difficoltà particolari nei momenti di pasto, lavaggio e bagno». La scuola «lamenta da anni problemi strutturali, denunciati regolarmente dai delegati alla sicurezza della nostra organizzazione sindacale. Da mesi mancano i caloriferi nei bagni e le educatrici devono unire gruppi di bambini e a turno, in orari differenti portarli nel bagno agibili. La maggioranza dei lavandini ove si lavano i bambini non funziona e anche qui devono essere fatti i turni nei pochi ancora utilizzabili, 2 su 6». Da mesi, spiegano, l’impianto di riscaldamento dell’edificio ha problemi di funzionamento. Le educatrici già negli scorsi giorni hanno segnalato che la temperatura nella struttura era sotto la media consentita alla dirigente ma, nonostante questo tutto è rimasto invariato. E ieri l’impianto era bloccato. Subito la segnalazione è stata fatta dalle educatrici alla responsabile che ha ritenuto di mantenere aperta, nonostante le condizioni, la struttura. Una parte dei genitori, valutate le condizioni ha riportato a casa i bambini. Alle 11 la situazione non era migliorata. Nella struttura c’erano 13 gradi ed erano presenti 62 bambini su 3 sezioni con 9 educatrici.

 


 

13 gennaio 2009 - La Repubblica

 

Organizzazioni di base ancora sul piede di guerra, possibili disagi sui voli. Assemblee programmate anche a Milano
Intesa con i sindacati, resta l´incognita autonomi
di CECILIA GENTILE

 

ROMA - Le assemblee convocate per oggi, dalle 7 della mattina da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono state ancora revocate ieri sera poco prima delle 11. I sindacati confederali hanno infatti raggiunto l´accordo per il reimpiego di 292 i lavoratori ex Alitalia in cassa integrazione a cui verrà data una nuova occupazione, in parte nella nuova compagnia e in parte in aziende a cui vengono affidate attività in outsourcing, come pulizie di bordo e magazzino merci.
Resta la minaccia dei sindacati di base, il Cub e lo Sdl, che annunciano manifestazioni e azioni di boicottaggio dalla mattina presto, quando il primo volo dell´era Cai si alzerà da Roma verso Linate e da Londra planerà il primo arrivo. Debutto difficilissimo anche a Milano, negli scali di Malpensa e Linate, dove i sindacati, confederali e non, scontenti del piano Cai, annunciano una non stop di assemblee che metterà a rischio i voli della mattina.
La giornata di ieri è trascorsa tra gli snervanti presidi sotto la sede Alitalia della Magliana dei dipendenti non riconfermati, in attesa dell´esito delle ultime trattative e un simbolico funerale organizzato dal sindacato Cub e dal Comitato cassintegrati e precari Alitalia-AirOne. «Siamo qui e ancora non sappiamo cosa faremo domani», dicevano i lavoratori Alitalia, riferendo che intanto gli operatori con un contratto di formazione lavoro erano stati raggiunti da un telegramma che li informava dell´interruzione del contratto.
Il funerale ha sfilato all´aeroporto di Fiumicino con una bara nera issata a spalla sulla quale, accanto ad un modellino di aereo, erano conficcati un pugnale con la scritta "Governo, Enac, Sindacati, Cai e Pd", e una lapide grigia con il logo Alitalia e le date "5.5.1947 - 12.1.2009". Da Fiumicino la manifestazione si è spostata davanti alla sede della Regione Lazio per incontrare il presidente Piero Marrazzo che li ha rassicurati: attraverso l´Unionfidi, la Regione anticiperà quanto spetta ai cassintegrati. Effettuerà inoltre un monitoraggio delle procedure di ricontrattualizzazione per verificare la trasparenza delle operazioni. Dagli uffici della Regione il corteo si è diretto al Quirinale e poi alla sede dell´Enac, dove in serata è avvenuto il passaggio di consegne dalla Cai alla nuova Alitalia.

 

Dopo le obiezioni del Tar Liguria
Burlando rassicura "L´Elisoccorso non si fermerà"
L´assessore Montaldo sta preparando un adeguamento della convenzione

 

Genova - L´elisoccorso continuerà a volare. L´importanza del servizio, di particolare utilità per i cittadini, considerato il suo livello di efficienza e di celerità, è stata ribadita nel corso di un incontro avvenuto ieri tra l´assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, ed i rappresentanti sindacali dei vigili del fuoco.
Cgil, Cisl Uil, Confsal ed Rdb hanno cercato di fare il punto della situazione, in particolare hanno richiamato la convenzione triennale, siglata nel 2007 tra la Regione Liguria, il comando regionale del Corpo dei Vigili del Fuoco e il Ministero degli Interni.
Il recente stop imposto dal Tar, seguito dal ricorso di alcune società private che gestiscono il servizio di elisoccorso in altre regioni, ha sollecitato l´intervento dell´assessore, che ieri ha ribadito la necessità di mantenerlo "proprio per il suo uso razionale dei mezzi dei vigili del fuoco e la sua elevata e puntuale qualità".
Montaldo ha riferito che si sta lavorando a modificare la convenzione per rispondere ai rilievi del Tar: l´organo di giustizia amministrativa da una parte ha salvaguardato la legittimità e la sostanza, invece ha contestato alcuni aspetti particolari.
Inoltre, l´assessore ha aggiunto che l´elisoccorso in Liguria (è presente da quasi 20 anni) potrà essere rafforzato con la prevista entrata in funzione del nuovo elicottero presso la sede di Albenga, destinato alle emergenze del Ponente e messo a disposizione dalle risorse della Fondazione Carige. Consentirà alla Regione di raddoppiare il servizio, portando a due i presidi regionali di elisoccorso sanitario.

 


 

13 gennaio 2009 - Il Manifesto

 

Lettera. Vergognarsi

 

Non mi vergogno di dire ai miei figli che il mio lavoro è statale e è raltivo alla tutela della salute dei lavoratori nelle fabbriche e nei cantieri edili. Invece mi vergogno di essere uno che ruba le spillatrici o le penne ai colleghi perché nonostante le multe salate che si fanno, pagate, qui siamo senza amministrativi, senza toner per le stampanti. Di corsi di formazione nemmeno a parlarne. Mi vergogno quando i miei figli mi chiedono di spiegare loro come mai al governo ci sono persone così ottuse e maleducate e anche quando mi chiedono di spiegare come mai i lavoratori del pubblico impiego non si ribellano a simili gratuite angherie. Mi vergogno quando devo spiegare come mai il mio conto è sempre in rosso e perché non esiste un sindacato che ci aiuti a percepire una busta paga più dignitosa. Mentre scrivo fra le mie figlie (11 e 12 anni) si è aperto un dibattito. La domanda è: esiste un mestiere di cui uno si può vergognare? Risposta: No.
Franco Picone, Rdb sanità Lucca-Pistoia

 


 

13 gennaio 2009 - Corriere della Sera

 

Freddo Quasi 300 alloggi in via Anfossi e via Friuli senza riscaldamento
Piove dai soffitti di bagni e cucine Allagate le Torri Aler al Corvetto
di Paola D'Amico

 

Milano - Piove acqua a cascate, dai soffitti dei bagni e delle cucine, dall'ottavo piano in giù. Mentre dal dodicesimo in su sono a secco. Per le Torri Aler (sedici piani, cinque appartamenti per piano, case di serie «A» secondo le tabelle dell'Azienda edilizia residenziale) di via San Dionigi, alla periferia del Corvetto, dopo l'assedio della neve e del ghiaccio, la settimana è cominciata così: domenica sera, all'ora di cena, l'acqua ha cominciato a filtrare dai soffitti. Due ore dopo, tre appartamenti su cinque, all'ottavo piano di una delle due Torri del civico 30, erano completamente allagati. Emergenza gestita dai vigili del fuoco, prima, dal servizio dell'Aler, dopo. Ma gli effetti che si sono visti, a distanza di ventiquattro ore, anche ai piani alti del palazzo. Che è rimasto senz'acqua. Chi lavora se ne accorgerà verso sera, rientrando a casa. «Dovevo preparare la cena, apro il rubinetto. Niente acqua. Provo in bagno. Niente. Ho bussato ai vicini ed erano nelle stesse condizioni», racconta un'inquilina del quattrordicesimo. In mattinata, Graziosa Pagani, che vive sola quattro piani sotto, stava ancora raccogliendo l'acqua che aveva allagato nella notte il suo bilocale. «Un disastro. Qui sopra, al nono piano, ci abitavano degli abusivi un tempo. Ma se ne erano andati, l'appartamento era disabitato». E segni di un inspiegabile allagamento, avvenuto sempre nella notte, sono evidenti anche al piano terreno.
Sono all'asciutto, ma infreddoliti invece i residenti degli stabili Aler di via Anfossi e via Friuli. Duecentosettantacinque alloggi che dall'altro ieri hanno a che fare con un guasto alla rete di riscaldamento. L'Aler ha fatto sapere che i tecnici sono al lavoro, ma non ci sono previsioni certe sulla riparazione del guasto. Così come al freddo sono risultate le aule della scuola materna di via Alzaia Naviglio grande, 22, dove - come hanno denunciato i Cub scuola - «le lezioni si sono svolte a 13 gradi di temperatura». Forti disagi anche alla materna dei Bastioni di Porta Venezia, dove sempre a causa di un guasto al riscaldamento molti bambini sono stati costretti a tornare a casa, mentre alcuni sono rimasti «avvolti» in sciarpe e cappotti.

 

I precari fanno il «funerale»

 

Roma - Un «colorito funerale di Alitalia»: l'avevano promesso e l'hanno fatto. La Cub Trasporti e il Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne hanno protestato davanti alla sede della Regione Lazio «contro le discriminazioni effettuate dalla nuova Alitalia che ha escluso dalle assunzioni gran parte dei precari, donne in maternità e madri in nuclei familiari monogenitoriali»

 


 

13 gennaio 2009 - Marketpress

 

ELISOCCORSO: SERVIZIO DI GRANDE UTILITÀ EROGATO SULLA BASE DEL CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA IL TAR SALVAGUARDIA LA CONVENZIONE TRA REGIONE LIGURIA, VIGILI DEL FUOCO E MINISTERO DEGLI INTERNI

 

Genova, 13 Gennaio 2009 - Si è svolto la mattina di lunedì 12 l´incontro tra l´assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo e i rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco della Liguria, Cgil, Cisl,uil, Confsal e Rdb, per fare il punto sulla convenzione triennale siglata nel 2007 tra la Regione Liguria, il comando regionale dei Vigili del Fuoco e il Ministero degli Interni dopo lo stop del Tar a seguito del ricorso di alcune società private che gestiscono il servizio di elisoccorso in altre regioni. Nel corso dell´incontro si è ribadito l´importanza di un servizio di particolare utilità per i cittadini visto il suo livello di grande efficienza e di celerità e la necessità di mantenerlo proprio per il suo uso razionale dei mezzi dei Vigili del Fuoco e la sua elevata e puntuale qualità. L´assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo ha riferito che si sta lavorando a modificare la convenzione per corrispondere ai rilievi del Tar che ne ha salvaguardato la legittimità e la sostanza e contestato solo alcuni aspetti particolari. "Il servizio di elisoccorso in Liguria - ha ribadito Montaldo - potrà essere rafforzato con la prevista entrata in funzione del nuovo elicottero destinato alle emergenze messo a disposizione, presso la sede di Albenga, dalle risorse della Fondazione Carige che consentirà alla Regione Liguria di raddoppiare, portandoli a due, i presidi regionali di elisoccorso sanitario". Le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco hanno concordato con quanto espresso dall´assessore Montaldo ed assicurato il loro impegno per favorire il rinnovo e il miglioramento del servizio. A favore del servizio di elisoccorso erogato dai Vigili del Fuoco della regione si era espresso in modo unanime anche il Consiglio Regionale Ligure, attraverso un ordine del giorno. Si tratta di un servizio che da 20 anni viene svolto dai Vigili del Fuoco, finalizzato al soccorso primario e ai trasporti sanitari per interventi di estrema urgenza, legato alle condizioni sanitarie o ambientali in grado di garantire l´appropriatezza ed un elemento di garanzia del soccorso in Liguria.

 


 

13 gennaio 2009 - Il Piccolo

 

Sanità. L'elisoccorso decollerà anche da albenga

 

GENOVA - Si è svolto ieri mattina l'incontro tra l'assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo e i rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco della Liguria, Cgil, Cisl,Uil, Confsal e Rdb, per fare il punto sulla convenzione triennale siglata nel 2007 tra la Regione Liguria, il comando regionale dei Vigili del Fuoco e il Ministero degli Interni dopo lo stop del Tar a seguito del ricorso di alcune società private che gestiscono il servizio di elisoccorso in altre regioni. La Liguria è una delle poche regioni in cui il servizio non è stato appaltato ai privati.
Nel corso dell'incontro si è ribadito l'importanza di un servizio di particolare utilità per i cittadini visto il suo livello di grande efficienza e la necessità di mantenerlo proprio per il suo uso razionale dei mezzi dei Vigili del Fuoco e la sua elevata e puntuale qualità.
L'assessore Montaldo ha riferito che si sta lavorando a modificare la convenzione per corrispondere ai rilievi del Tar che ne ha salvaguardato la legittimità e la sostanza e contestato solo alcuni aspetti particolari.
«Il servizio di elisoccorso in Liguria - ha ribadito Montaldo - potrà essere rafforzato con la prevista entrata in funzione del nuovo elicottero destinato alle emergenze messo a disposizione, presso la sede di Albenga, dalle risorse della Fondazione Carige che consentirà alla Liguria di raddoppiare, portandoli a due, i presidi regionali di elisoccorso sanitario». Le organizzazioni sindacali dei Vigili del fuoco hanno assicurato il loro impegno per favorire il rinnovo e il miglioramento del servizio.
A favore del servizio di elisoccorso erogato dai Vigili del fuoco della Regione si era espresso in modo unanime anche il Consiglio Regionale Ligure, attraverso un ordine del giorno.
Si tratta di un servizio che da 20 anni viene svolto dai Vigili del Fuoco, finalizzato al soccorso primario e ai trasporti sanitari per interventi di estrema urgenza, legato alle condizioni sanitarie o ambientali in grado di garantire l'appropriatezza ed un elemento di garanzia.

 


 

13 gennaio 2009 - La Stampa

 

VIGILI DEL FUOCO. BASI A SESTRI E ALBENGA
Montaldo conferma il doppio elicotteroper i soccorsi sanitari

 

Genova - L’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo e i rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco della Liguria, Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Rdb, hanno fatto ieri il punto sulla convenzione triennale siglata nel 2007 tra la Regione Liguria, il comando regionale dei Vigili del Fuoco (che da vent’anni assicurano il servizio) e il Ministero degli Interni dopo lo stop imposto dal Tar a seguito del ricorso di alcune società private che gestiscono il servizio di elisoccorso in altre regioni. Nel corso dell’incontro si è ribadito l’importanza di un servizio di grande utilità sanitaria e sociale visto il livello di grande efficienza e di professionalità e la necessità di mantenerlo proprio per il suo uso razionale dei mezzi dei Vigili del Fuoco e la sua elevata e puntuale qualità. L’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo ha riferito che si sta lavorando a modificare la convenzione per corrispondere ai rilievi del Tar che ne ha salvaguardato la legittimità e la sostanza e contestato solo alcuni aspetti particolari. «Il servizio di elisoccorso in Liguria ha ribadito Montaldo potrà essere rafforzato con la prevista entrata in funzione del nuovo elicottero destinato alle emergenze messo a disposizione, presso la sede di Albenga, dalle risorse della Fondazione Carige che consentirà alla Regione Liguria di raddoppiare, portandoli a due, i presidi regionali di elisoccorso sanitario». Da parte loro, le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco hanno concordato con quanto espresso dall’assessore ed assicurato il loro impegno per favorire il rinnovo e il miglioramento del servizio.

 


 

13 gennaio 2009 - L'Eco di Bergamo

 

proteste a fiumicino un «corteo funebre» per l'addio ad alitalia

 

Ultime code, senza conseguenze operative ieri a Fiumicino, delle agitazioni sindacali legate al passaggio di Alitalia a Cai. Nello scalo romano sono andati in scena un «corteo funebre» organizzato dalla «Cub Trasporti» e dal comitato «Cassintegrati e precari Alitalia/Air One» per dare l'addio alla vecchia Alitalia e un'assemblea indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti del personale di Alitalia Servizi Airport addetti alle attività di handling.
Gli stessi sindacati ne avevano programmata un'altra per oggi che, però, è stata annullata perché ieri sera in extremis si è trovata un'intesa per occupare 292 ex dipendenti di Alitalia in attività di outosurcing, come pulizie di bordo e magazzini merci. Per oggi resta invece confermata una manifestazione al Leonardo da Vinci (Fiumicino), a partire dalle 10, dell'Sdl, che ha indetto anche uno sciopero di quattro ore di tutto il personale Alitalia (assistenti di volo, piloti, terra) per il 19 gennaio.

 


 

13 gennaio 2009 - Avvenire

 

L’annuncio dell’ad Sabelli contro possibili assemblee spontanee di sigle minori. Angeletti: niente disagi. Ma Sdl conferma manifestazioni
Pronto un piano d’emergenza anti-scioperi
di GIUSEPPE MATARAZZO

 

Milano - Scioperi selvaggi e assemblee improvvisate non rovineranno il debutto della nuova Alitalia. È stato predisposto «un piano di emergenza contro eventuali azioni di protesta che non possono essere definite sindacali»: è quanto annunciato dall’amministratore delegato della Cai, Rocco Sabelli, in riferimento alla possibilità di disagi legati a manifestazioni di «cassintegrati, sindacati di base, e altri soggetti che non hanno una rappresentanza sindacale nell’azienda».
Ieri la Cub Trasporti e il Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne hanno organizzato un «corteo funebre » all’aeroporto di Fiumicino per dare l’addio alla vecchia Alitalia e per protestare contro le «discriminazioni» scattate con la nuova compagnia. Il clima è più sereno con i sindacati confederali che siedono al tavolo di confronto con l’azienda sulla messa a punto della nuova macchina organizzativa. In particolare – è stato spiegato dai vertici della nuova Alitalia – nell’ultimo confronto di ieri è stata raggiunta un’intesa sul futuro dei dipendenti del settore delle pulizie e del magazzino che passeranno ad altre aziende che offriranno i servizi in outsourcing. «Siamo contenti per aver evitato il fallimento di A- litalia », ha detto Luigi Angeletti. «Ovviamente – ha aggiunto – si poteva fare molto meglio. Abbiamo dei rapporti con l’azienda non splendidi, non perfetti e ci auguriamo che le dichiarazioni di Colaninno non siano solo 'da inaugurazione', ma domani (oggi, ndr) non ci saranno assemblee, scioperi o quant’altro». Più preoccupata Renata Polverini, segretario generale dell’Ugl: «Non escludo agitazioni, perché ho fatto tante vertenze. Quando le persone sono disperate anche per il sindacato è difficile dare rassicurazioni e se ci sono iniziative spontanee come nei giorni scorsi tutto diventa più complicato». A suo parere, «i lavoratori che stanno manifestando con assemblee spontanee hanno le loro buone ragioni: guardano al loro futuro, alla loro occupazione e alla loro famiglia. Su questo versante abbiamo avuto delle rassicurazioni.
Nei prossimi giorni – ha concluso la Polverini – il confronto proseguirà, staremo a vedere, cercheremo di mantenere gli impegni presi».
A confermare iniziative a Fiumicino nel giorno del debutto e lo sciopero programmato per il 19 gennaio è Sdl intercategoriale. «L’accordo con Air France - Klm – sottolinea il segretario nazionale Paolo Maras – non cambia, almeno per ora, la situazione che si è venuta a creare con la pessima gestione della Cai».
Dal mondo politico l’invito a lavoratori e sindacati a non creare disagi ai passeggeri e a scegliere la via del dialogo. Il segretario della DcA, Gianfranco Rotondi: «L’Alitalia ora può riprendere a volare. L’auspicio è che i sindacati mostrino senso di responsabilità e non si facciano prendere la mano dello sciopero o delle barricate». Intanto alla luce di nuovi accordi raggiunti ieri nella tarda serata tra sindacati e Cai-Alitalia si va verso la sospensione delle assemblee, previste per oggi, del personale di terra in tutti gli scali italiani: a 292 lavoratori ex Alitalia in cassa integrazione verrà data una nuova occupazione in parte in Alitalia e in parte in aziende di outsourcing.

 


 

13 gennaio 2009 - Il Tempo

 

Pochissimi passeggeri, banchi AZ deserti
L'ultimo giorno a Fiumicino Tra proteste e indifferenza
I due carabinieri davanti al varco equipaggi parlottano tra di loro. Più preoccupati dell'acqua che viene giù senza interruzione da ore che da eventuali proteste. Ieri, all'aeroporto di Fiumicino a Roma, nell'ultima giornata della vecchia Alitalia prima del passaggio alla nuova compagnia gestita da Cai c'erano più divise che passeggeri.

 

Forse anche perché chi voleva volare oggi e nei prossimi giorni si è tenuto ben lontano dal prenotare un biglietto con la nostra compagnia di bandiera. Ma la paura che i sindacati di base, specialmente quelli più arrabbiati, quelli dei dipendenti addetti alle pulizie e ai bagagli, inscenassero qualche manifestazione per avere un palcoscenico di prim'ordine nell'ultimo giorno di vita di Alitalia, ha fatto scattare un piano di emergenza. Così i carabinieri hanno presidiato tutti i punti nevralgici, per evitare problemi. Perfino i briefing degli equipaggi si sono svolti con la presenza dei militari dell'Arma. Decisione che certo non ha contribuito a smorzare le tensioni di assistenti di volo e piloti. «Siamo persone responsabili, non ci mettiamo certo a fare pazzie — commenta Simona L., da quattordici anni in Alitalia e riassunta da Cai — Non siamo sicuramente noi a creare i disservizi nella nuova compagnia». Nuova, in realtà solo sulla carta. Perché oggi i passeggeri che si imbarcheranno sul primo volo Alitalia-Cai — 6,30 del mattino, destinazione Milano Linate — troveranno tutto esattamente come ieri: stessi aerei, stessi biglietti, stesse divise a bordo. Magari, però, con qualche equipaggiamento di meno. Perché — è l'accusa di hostess, steward e piloti — nell'ultimo periodo la manutenzione a bordo lascia abbastanza a desiderare. Così capita — sempre più spesso è la denuncia — che chi si imbarca per voli intercontinentali trovi lo schermo della tv fuori uso o la poltrona inesorabilmente bloccata. «Hanno ridotto al minimo anche il personale che esegue la manutenzione — spiega uno steward — e soprattutto non ci sono più i tempi tecnici per effettuarla perché gli aerei arrivano e ripartono subito. Noi abbiamo una lista dei controlli che devono essere eseguiti. Se quelli che riguardano la sicurezza sono tutti ok sugli altri ci dobbiamo arrangiare». I pochi passeggeri che hanno scelto ieri di partire da Fiumicino con Alitalia si sono comunque accorti di poco. Anche perché tutti i voli a lungo raggio erano stati soppressi e i viaggiatori dirottati su altre compagnie. Dalle undici di ieri sera fino alle sei di stamani, infatti, gli aerei della compagnia di bandiera sono rimasti a terra per i controlli e per consentire il passaggio di certificazione dalla nuova alla vecchia società. Un confine che per gli equipaggi segna anche la fine di quello che in molti hanno considerato un privilegio: l'accompagnamento da casa all'aeroporto con macchine e pullmini. Un benefit (ma in realtà il servizio è pagato in parte dagli equipaggi stessi e in parte dall'azienda) che poche altre compagnie europee hanno. E che non è previsto neppure per il personale Alitalia che lavora a Linate e a Malpensa. Così l'equipaggio che ieri alle quattro del pomeriggio è rientrato da New York a Roma è stato forse l'ultimo a essere riaccompagnato a casa. Da oggi ognuno dovrà arrivare con mezzi propri. E lasciare auto o moto a un parcheggio convenzionato. Di proprietà di Benetton. «Non sono certo questi i problemi di Alitalia — racconta ancora Simona L. — Parliamo piuttosto del fatto che i voli hanno ritardi enormi perché hanno diminuito gli aerei e ridotto all'osso gli equipaggi. Dovevamo decollare da New York alle 17,45, siamo partiti alle due di notte. E in più dobbiamo anche consolare passeggeri sfiniti che ci dicono che non voleranno più Alitalia». Un brutto colpo all'immagine di una compagnia che negli ultimi messi ha perso passeggeri a rotta di collo. Colpa di proteste, scioperi, sit-in. Ma anche di una gestione dell'azienda non certo da manuale. «Cai? Non esiste, non c'è nessuno con cui poter parlare — racconta Giancarlo Gobbetti, uno degli autisti della cooperativa Sar che effettua il servizio di accompagnamento — Non ci hanno avvisato di nulla, sappiamo solo che da domani non lavoriamo più. E lo sappiamo perché un assistente di volo ci ha fatto vedere una lettera che la società ha mandato agli equipaggi nella quale li avverte che il servizio è stato cancellato. A noi non è arrivato niente». Mancanze, ritardi, confusione. La nuova Alitalia, vista da chi ci sta dentro, di problemi da risolvere ne ha ancora parecchi. Comprese le proteste che, forse, oggi, potrebbero creare disagi a Fiumicino. Alle dieci è prevista un'assemblea di Sdl, il sindacato degli assistenti di volo, nella sala mensa. E i Cub hanno minacciato nuove manifestazioni dopo quella di ieri mattina organizzata insieme al comitato cassintegrati e precari Alitalia/Air One: un corteo funebre con tanto di lapide grigia e citazione — modificata — della prima strofa del celebre «Cinque maggio» di Alessandro Manzoni: «Ella fu siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all'ultima ora del Vol fatale».

 


 

13 gennaio 2009 - L'Unione Sarda

 

Già oggi c'è il rischio di nuove manifestazioni. Il 19 agitazione di quattro ore
Fiumicino, l'incubo di nuovi scioperi

 

FIUMICINO - Ultime code, senza conseguenze operative ieri a Fiumicino, delle agitazioni sindacali legate al passaggio di Alitalia a Cai. Nello scalo romano sono andate in scena un «corteo funebre» organizzato dalla Cub Trasporti e dal Comitato cassintegrati e precari Alitalia/Air One per dare l'addio alla «vecchia Alitalia» e un'assemblea indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti del personale di Alitalia Servizi Airport addetti alle attività di handling. Gli stessi sindacati ne hanno programmata un'altra per oggi che, però, potrebbe essere annullata se si troverà un punto di intesa sugli ultimi nodi che restano ancora da sciogliere. I problemi ancora sul tavolo sono legati, in particolare, all'impiego del personale addetto alle pulizie di bordo. Per oggi resta, invece, confermata una manifestazione al Leonardo da Vinci, a partire dalle 10, dell'Sdl che ha indetto anche uno sciopero di 4 ore di tutto il personale (assistenti di volo, piloti, terra) Alitalia per il 19 gennaio.
Intanto ieri, alla vigilia del decollo della nuova Alitalia, nello scalo romano un gruppetto di «irriducibili» della Cub Trasporti e del Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/Air One che per dare l'addio alla «vecchia Alitalia» e contemporaneamente protestare contro le «discriminazioni della "nuova" », hanno organizzato un «corteo funebre».
La manifestazione, che si è svolta all'esterno delle aerostazioni dello scalo di Fiumicino, ha destato la curiosità di molti passeggeri che hanno visto portare a spalla dai manifestanti, una ventina circa, una bara nera sulla quale, accanto ad un modellino di aereo, era conficcato un pugnale con la scritta: «Governo, Enac, Sindacati, Cai e Pd» e una lapide grigia con il logo Alitalia e le date «5.5.1947 - 12.1.2009». Il tutto seguito da una citazione parafrasata del 5 Maggio di Alessandro Manzoni («Ella fu siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all'ultima ora del Vol fatale»).
«Celebriamo il funerale e portiamo i resti di un'azienda che era orgoglio e vanto dell'Italia - ha detto Fabio Frati, dell' organizzazione Cub - da domani non c'è più, partirà sotto un altro nome ed altri auspici». Prima del decollo della nuova compagnia Alitalia, i team degli ispettori dell'Enac sugli aeroporti nazionali avranno terminato il lavoro per la verifica della regolarità di tutti gli aerei ex Alitalia.
Da oggi, intanto, saliranno a un centinaio nello scalo romano gli addetti Alitalia-Cai preposti all'assistenza dei clienti: i passeggeri potranno individuarli facilemente perché sono riconoscibili da una pettorina giallo fosforescente.

 


 

13 gennaio 2009 - Tribuna Treviso/Trentino/Gazzetta Mantova, Modena, Reggio/Alto Adige/Corriere Alpi/Città Salerno/Nuova Sardegna, Venezia, Ferrara/Mattino Padova/Messaggero Veneto/Tirreno

 

«Non lasceremo a terra i precari»
L’azienda rassicura i sindacati: è un impegno di fondo Proteste e contestazioni e oggi si teme assemblea selvaggia. Sul debutto pende la minaccia del "fronte del no" di boicottare i voli

 

ROMA - Non lasciare a terra precari e cassaintegrati. Anche questo è uno degli obiettivi ai quali lavorerà l’Alitalia che stamane spicca il volo. La promessa l’ha fatta ieri, in conferenza stampa, il presidente della Cai, Roberto Colaninno. «Abbiamo la consapevolezza dell’importanza del personale» e «cercheremo di riportare in Alitalia tutti coloro che sono in cassa integrazione o in precariato», ha detto Colannino. «È un impegno che ci siamo assunti, un punto fondamentale della nostra etica che cercheremo di perseguire con tutte le nostre forze», ha aggiunto il numero uno della compagnia illustrando l’accordo firmato con Air France nella sede della Magliana, blindata per l’occasione da carabinieri, polizia e guardia di finanza.
Per ora, «le assunzioni sono state completate al 99 per cento. E lo sono state nel pieno rispetto degli accordi sindacali», ha dichiarato l’ad Rocco Sabelli affermando che da stamattina la compagnia sarà quindi in grado di operare, come da progetto, con un organico di 9.600 persone. In porto, ha detto Sabelli, «è andato anche l’accordo per le assunzioni nel personale di terra, e per le pulizie di bordo e la gestione dei magazzini, date in appalto esterno con il consenso dei sindacati». Consenso sul quale c’è stata una trattativa serrata andata avanti fino alla tarda mattinata di ieri. «Se poi vi dovessero essere alcuni soggetti che in questi ultimi non trovano rappresentanza, abbiamo pronto un piano di emergenza», ha detto ancora l’Ad riferendosi alla minaccia di agitazioni dell’ultim’ora annunciate nei giorni scorsi dallo zoccolo duro dei lavoratori. Proteste che potrebbero compromettere il battesimo operativo della compagnia e che ancora ieri hanno visto la Cub Trasporti e il comitato precari e cassintegrati Alitalia-Airone, portare una bara di cartone, in segno di lutto, prima in processione a Fiumicino e poi sotto le finestre della Regione Lazio. Manifestazioni di rabbia arrivate fino al quartier generale della Magliana.
A non escludere agitazioni anche Renata Polverini, segretario generale dell’Ugl. «Quando le persone sono disperate, anche per il sindacato è difficile dare rassicurazioni e se ci sono iniziative spontanee tutto si complica», ha detto il segretario spiegando che un punto sul quale si sta battagliando sono i criteri di assunzione. Perchè «chiamare una persona con carichi familiari e un’elevata anzianità costa molto di più che assumere un precario. E le aziende tentano di risparmiare sul costo del lavoro».
Tra i riassunti, per la cronaca, figura invece Fabio Berti, il presidente dell’Associazione piloti che nei mesi scorsi si oppose duramente alla Cai. Suo vice, nel fronte del no, era Stefano Di Carlo, messo in cigs, mentre il presidente dell’Unione piloti, Massimo Notaro, è stato pensionato.(n.a)

 


 

13 gennaio 2009 - Provincia di Cremona/Cittadino

 

Cai-Air France, sì alle nozze
Disco verde del Cda, ma oggi il primo volo è a rischio scioperi
di Stefania De Francesco

 

ROMA — Alitalia dice sì al matrimonio con Air France-Klm e oggi, finalmente, decolla con il partner straniero. Che entra nel capitale al 25% con 322 milioni di euro, pagando un sovrapprezzo di 40 milioni rispetto a quello versato dai 24 imprenditori italiani. Un''alleanza di otto anni in cui il colosso franco-olandese non farà la parte del leone: garantiti l''italianità di Alitalia, lo sviluppo di Malpensa per il suo ruolo strategico, un ruolo per Fiumicino, la stabilità dell''investimento degli azionisti italiani, un modello di governance innovativo. Il cliente è al centro della nuova compagnia i cui servizi non costeranno di più. Il debutto della rinata Alitalia, fissato per le 6 di stamattina, è, però, a rischio proteste da parte di lavoratori non assunti ma la compagnia ha pronto un piano di emergenza. Ieri a Fiumicino è andato in scena un «corteo funebre» organizzato da Cub Trasporti e dal Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/Air One per dare l'addio alla «vecchia Alitalia». Le nuove sinergie tra Alitalia e Air France genereranno — a vantaggio della nostra compagnia — un valore di 720 milioni nei prossimi tre anni (160-170 il primo, 270-280 dal secondo), contro gli attuali 89 milioni. E se entro il terzo anno non è stato raggiunto almeno il 50% delle sinergie previste Alitalia avrà il diritto di recesso. Fino al 12 gennaio 2013 nessun socio italiano potrà cedere le azioni all'esterno della compagine azionaria di Alitalia, nè ad AirFrance-Klm. Al quinto anno — tra il 13 gennaio e il 28 ottobre 2013 — il trasferimento delle azioni a terzi sarà possibile, a condizione che gli altri soci italiani non abbiano esercitato il diritto di prelazione e il trasferimento sia approvato dal cda di Alitalia. Il lock up viene meno solo con la quotazione in Borsa, a partire dal terzo anno. Delusione a Francoforte anche se Lufthansa continua a credere nel mercato italiano grazie al nuovo marchio Lufthansa Italia con cui decollerà in febbraio. La compagnia tedesca, comunque, verificherà con le autorità europee l'impatto dell'accordo Alitalia-Air France sul traffico aereo in Italia e l'impatto della nuova situazione sulla partnership commerciale con Air One (ormai in Alitalia) nel code-sharing con Lufthansa e nel programma frequent-flyer. AirOne, associata a Star Alliance, confluendo nella nuova Alitalia entrerà entro un anno nell'alleanza SkyTeam in cui sono anche Alitalia e Air France-Klm. L'operazione esecutiva della partnership tra Alitalia e Air France-Klm avverrà dopo il via libera dell'Antitrust europeo, dell'ammissione di SkyTeam (al passaggio di consegne domattina) e l'ok dell'assemblea di Alitalia lunedì prossimo. La nuova Alitalia decolla con 12.500 lavoratori ma l'impegno, ha detto Colaninno, è «di riportare tutti coloro che sono in cassa integrazione o in precariato all'interno». Quello con Air France-Klm è «un accordo straordinario, abbiamo raggiunto obiettivi al di là delle nostre attese» ha commentato il presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno. La scelta del gruppo d'Oltralpe «è la soluzione migliore» secondo l'amministratore delegato, Rocco Sabelli che ha sondato nei mesi scorsi anche Lufthansa e British Airways ed è «la scelta giusta» anche per Corrado Passera, l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, la banca che ha elaborato il ‘piano Fenice’ per la rinascita dalle ceneri della compagnia ormai fallita. «Ora — ha aggiunto — bisogna lavorare tutti insieme per fare la grande Malpensa». Con Alitalia in prospettiva rinascerà anche Malpensa, dove è previsto l'incremento da 3 a 14 rotte intercontinentali, perchè il traffico del Nord Italia «è strategico» ma a condizione di razionalizzare il traffico su Linate con le cui autorità «discuteremo per raggiungere un accordo al più presto» ha annunciato Colaninno. Ottimismo dal presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni: «La certezza che coltiviamo è che Malpensa tornerà ad essere l'hub che è stata e tornerà a crescere, dopo un paio di anni di sofferenza». Lo scalo varesino sarà l'hub di riferimento dei clienti business della Pianura padana, quarto mercato a livello europeo e ottavo al mondo, ma Linate dovrà diventare 'city airport' specializzato nella navetta Milano-Roma e realizzare nei tempi previsti le infrastrutture di collegamento tra Milano e Malpensa.

 


 

13 gennaio 2009 - Arena/Brescia Oggi/Giornale Vicenza

 

LA COMPAGNIA DI BANDIERA. Fuori dalla nuova azienda più di ottomila dipendenti. L’offerta che i franco-olandesi fecero ai tempi di Prodi prevedeva 2.100 esuberi
L’Alitalia decolla con l’Air France
Colaninno: hub a Malpensa dopo il ridimensionamento dell’aeroporto di Linate, destinato ai voli per Roma

 

ROMA - Stamattina alle 6,10, salvo sorprese, la nuova Alitalia decolla con due voli. Il primo - sigla Az676 - sarà l’intercontinentale da Malpensa con destinazione San Paolo del Brasile. Il secondo - Ap2853 - il nazionale già AirOne che collega Palermo a Roma in un’ora.
Ieri il consiglio di amministrazione della Cai ha approvato all’unanimità l’offerta di Air France-Klm, pari a 323 milioni di euro: è il 25% del capitale con un sovrapprezzo di 40 milioni. «È un accordo straordinario, abbiamo raggiunto obiettivi al di là delle nostre attese. In tre anni porterà sinergie per 720 milioni di euro», sostiene il presidente Roberto Colaninno durante la conferenza stampa di presentazione dell’intesa che stabilisce l’assoluta autonomia gestionale e contiene una postilla per l’aeroporto varesino: Colaninno ribadisce «la priorità strategica» di Malpensa dove i voli intercontinentali saranno potenziati fino a 14 (attualmente sono tre) entro due anni, in seguito al ridimensionamento di Linate al rango di aeroporto cittadino specializzato nella tratta Milano-Roma. Soltanto così lo scalo varesino potrà affiancare gli altri due hub, Parigi e Amsterdam. Su Fiumicino si concentrerà il traffico per Mediterraneo e Medioriente.
Inoltre Colannino si impegna a riassumere cassintegrati e precari, la cui protesta continua. Quando l’Air France fece la sua offerta per l’Alitalia ai tempi del governo Prodi (in un momento in cui non ci sarebbe stata necessità del prestito-ponte, né della «bad company» su cui scaricare i debiti, finiti così ai contribuenti italiani) prevedeva una quota di esuberi pari a 2.100 unità. Adesso, gli esuberi sono ottomila per il gruppo Alitalia e 700 per AirOne. Ora gli aerei Alitalia-Cai saranno 148; i soli aerei Alitalia erano, in origine, 170; quelli AirOne 69: il taglio attuale è dunque di 91 aeromobili. L’offerta che l’Air France fece sotto il governo Prodi prevedeva invece la messa a terra di un numero inferiore di aerei: 37. Poiché però aumentano le destinazioni e i voli, questo vuol dire che gli aerei voleranno di più. Quanto all’aumento dei biglietti ventilato nei giorni scorsi, arriva la smentita dell’amministratore delegato Rocco Sabelli, che dell’Air France dice: «Ha mostrato più determinazione e volontà degli altri». Resta il nodo della concentrazione delle rotte sul mercato nazionale, per cui la Lufthansa ha chiesto la verifica dell’Antitrust.
«Alitalia e Air France-Klm hanno raggiunto un accordo per avviare una nuova partnership strategica, suggellata dall’acquisizione di una quota di minoranza», recita il comunicato congiunto. Il gruppo guidato da Spinetta diventa così il maggior singolo azionista della nuova compagnia e ottiene tre rappresentanti nel consiglio di amministrazione e due nel comitato di gestione.
Dal 13 gennaio 2013, alla scadenza il patto quinquennale tra gli azionisti, il controllo dei franco-olandesi potrà diventare totale se gli altri soci italiani non eserciteranno il diritto di prelazione.
In serata l’amministratore delegato Rocco Sabelli è recato alla sede dell’Enac dove ha ricevuto dal presidente Riggio la licenza di volo. Sono 292 i lavoratori ex Alitalia in cassa integrazione a cui verrà data una nuova occupazione in parte nell’Alitalia e in parte in aziende a cui viene affidata attività in outsourcing, come pulizie di bordo e magazzino merci. È il risultato di accordi raggiunti fra Alitalia, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-trasporti e Ugl-trasporti e le aziende Nas e Alah. Si va verso la sospensione delle assemblee previste per oggi del personale di terra in tutti gli scali italiani. Ultime code, ieri a Fiumicino, delle agitazioni sindacali. Nello scalo sono andati in scena un «corteo funebre» organizzato dalla Cub-trasporti e dal Comitato cassintegrati e precari Alitalia-Air One per dare l’addio alla «vecchia Alitalia» e un’assemblea indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-trasporti e Ugl-trasporti del personale di Alitalia servizi airport. Dalle 10 di oggi resta confermata una manifestazione a Fiumicino dell’Sdl che ha indetto anche uno sciopero di 4 ore di tutto il personale (assistenti di volo, piloti, terra) Alitalia per il 19 gennaio.
Le parti hanno anche fissato nuovi incontri, a partire da domani, per approfondimenti e verifiche riguardanti il personale navigante, gli organici negli scali periferici, al call center, dei tecnici informatici e nella manutenzione. Dovranno anche essere definite le modalità di trasferimento degli equipaggi: un’ipotesi è quella di un sistema di trasporto integrato collettivo a carico degli enti locali.

 


 

13 gennaio 2009 - Il Piccolo

 

Nuova Alitalia con Air France: Malpensa strategica
Hub europeo con Roma, Parigi e Amsterdam. Ai francesi il 25%. «Non lasceremo a terra i precari». I tedeschi di Lufthansa si dicono amareggiati e preannunciano di "voler verificare" con la Ue l’effetto dell’accordo. Il consiglio d’amministrazione di Cai presieduto da Colaninno ha dato via libera all’operazione con l’ingresso dei transalpini
di Alessandro Cecioni e Gabriele Rizzardi

 

ROMA - Air France perché ha accettato di mettere 322 milioni in una quota di minoranza, Air France perché era un’alleanza che poteva partire subito, Air France perché fa parte di Sky Team, il network in cui Alitalia era già parte e che con Continental e Delta controlla il 16% del mercato nordamericano, ovvero i soldi, il business delle rotte intercontinentali. Air France perché c’era un accordo commerciale e romperlo sarebbe costato 80-90 milioni. E perché ha lasciato mano libera ad Alitalia sull’hub da scegliere, se Malpensa o Fiumicino. «Ora è Fiumicino, ma se Linate verrà razionalizzato sarà Malpensa», dice il vertice di Alitalia. Buffo destino, il primo volo della compagnia privatizzata parte proprio da Malpensa, oggi all’alba, destinazione San Paolo, Brasile.
Lufthansa - dice Sabelli - non aveva mai fatto una vera offerta e British non era interessata alla quota di minoranza.
I tedeschi si dicono amareggiati e preannunciano di "voler verificare" con la Ue l’effetto dell’accordo sul traffico aereo in Italia. Insomma se ci sia abuso di posizione dominante. La compagnia franco-olandese entra al 25% (per una spesa di 325 milioni) con un accordo di partnership che dura otto anni. Dopo quattro potrà acquistare azioni dai soci italiani, dopo tre se l’Alitalia tornerà in borsa. I soci italiani sono vincolati a vendere le azioni solo fra di loro fino al 2013, e a sottoscrivere gli aumenti di capitale in modo che le quote della società restino invariate per 4 anni: 75% agli italiani e 25% ai francesi: «Noi siamo orgogliosi di avere proposto il salvataggio della compagnia, di aver assunto 12mila 500 persone e salvato l’indotto. La nostra è un’operazione industriale, non finanziaria», dice Colaninno.
L’hub, l’aeroporto che deve rappresentare l’Italia nelle rotte a largo raggio? «Il nostro interesse è nella Pianura Padana - dice Roberto Colaninno - perché è lì che c’è bisogno di una compagnia per le piccole e medie imprese, è lì che c’è clientela business. Per questo Malpensa è il nostro hub. Ma deve essere regolarizzato Linate». Ovvero? «Ovvero deve diventare l’aeroporto della navetta Roma-Milano». Stop a tutti gli altri voli, insomma, spostati invece su Malpensa. Intanto tutti a Fiumicino e, con Air France-Klm un’Europa dei cieli che punta su tre grandi centri: Roma, Parigi e Amsterdam.
«Lunedì prossimo assemblea dei soci Cai, via libera all’aumento di capitale da sottoscrivere entro febbraio-marzo, ingresso a pieno titolo di Air France, poi passaggio alla Ue e inizio della sinergia», dice Colaninno. Si sa già quanto darà in soldi: 720 milioni in tre anni grazie ai passeggeri Alitalia che vanno sui voli Air France, Klm o dei vettori Sky Team. E se le cose non vanno come devono Alitalia può recedere dal contratto o Air France chiedere che gli italiani si ricomprino le azioni.
Colaninno: nessun precario. Colaninno assicura: non lasceremo a terra precari e cassaintegrati. Anche questo è un degli obiettivi ai quali lavorerà l’Alitalia che stamane spicca il volo. «Abbiamo la consapevolezza dell’importanza del personale» e «cercheremo di riportare in Alitalia tutti coloro che sono in cassa integrazione o in precariato», ha detto Colannino. Ma intanto la protesta potrebbe compromettere il battesimo operativo della compagnia e che ancora ieri hanno visto la Cub Trasporti e il comitato precari e cassintegrati Alitalia-Airone, portare una bara di cartone, in segno di lutto, prima in processione a Fiumicino e poi sotto le finestre della Regione Lazio. Manifestazioni di rabbia arrivate fino al quartier generale della Magliana.
Bersani: operazione irresponsabile. «È stata un’operazione irresponsabile ed impostata per esigenze elettorali. Il risultato è che si spendono tra i tre e i quattro miliardi di euro per avere meno occupazione, meno voli interni, meno scambi internazionali e minore concorrenza». Il ministro dell’Economia del governo ombra del Pd, Pierluigi Bersani, non nasconde la sua amarezza per la chiusura dell’accordo con Air France Per il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, è «un successo per tutto il Paese». Critico Massimo D’Alema, che parla di un «grande imbroglio». La Lega con Roberto Cota prova a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Per noi Air France non è una buona scelta ma la concorrenza è lo strumento che consentirà a Malpensa di riprendersi». Il più arrabbiato è comunque il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che lancia un ultimo appello prima della firma, ricorda che la Cai ha avuto «grandi facilitazioni» dal governo e poi va all’attacco del Cavaliere: «So che c’è una proposta e il presidente Berlusconi tre giorni fa mi ha detto che avrebbe dato indicazione a Cai di aspettare l’offerta Lufthansa...».

 


 

12 gennaio 2009 - Ansa

 

ALITALIA: CUB, OGGI MANIFESTAZIONE 'FUNERALE' A SEDE REGIONE

 

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 12 GEN - La Cub Trasporti insieme al Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne annunciano per oggi, alle 14, una manifestazione davanti la sede della Regione Lazio, in piazza Oderico. «Nel corso della manifestazione si svolgerà anche un colorito 'funeralè Alitalia - informano i rappresentanti della Cub - per 'celebrarè l'ultimo giorno di operatività della ex-Compagnia di Bandiera e per 'salutarè il decollo di Cai. Una »bara« partirà in mattinata, per raggiungere la sede regionale, dall'aeroporto di Fiumicino. La manifestazione è contro le discriminazioni effettuate dalla »nuova« Alitalia »che ha escluso, tra l'altro, dalle assunzioni gran parte del personale in 104, moltissime donne in maternità e o madri in nuclei familiari monogenitoriali, il personale con elevata anzianità e senza i requisiti per la pensione, le lavoratrici ed i lavoratori con carichi familiari. A ciò si accompagna un massivo sfruttamento di lavoratori interinali sia negli aeroporti che in numerose altre attività della compagnia«.

 

ALITALIA: A FIUMICINO ULTIME PROTESTE PRIMA DEL DECOLLO
OGGI 'CORTEO FUNEBRE' CUB TRASPORTI,DOMANI MANIFESTAZIONE SDL

 

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 12 GEN - Ultime code, senza conseguenze operative oggi a Fiumicino, delle agitazioni sindacali legate al passaggio di Alitalia a Cai. Nello scalo romano sono andate in scena un «corteo funebre» organizzato dalla Cub Trasporti e dal Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/Air One per dare l'addio alla «vecchia Alitalia» e un'assemblea indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti del personale di Alitalia Servizi Airport addetti alle attività di handling. Gli stessi sindacati ne hanno programmata un'altra per domani che, però, potrebbe essere annullata se si troverà un punto di intesa sugli ultimi nodi che restano ancora da sciogliere legati, in particolare, all'impiego del personale addetto alle pulizie di bordo. Per domani resta, invece, confermata una manifestazione al Leonardo da Vinci, a partire dalle 10, dell'Sdl che ha indetto anche uno sciopero di 4 ore di tutto il personale (assistenti di volo, piloti, terra) Alitalia per il 19 gennaio. Intanto oggi, alla vigilia del decollo della nuova Alitalia, nello scalo romano un gruppetto di «irriducibili» della Cub Trasporti e del Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/Air One che per dare l'addio alla «vecchia Alitalia» e contemporaneamente protestare contro le «discriminazioni della 'nuovà », hanno organizzato un «corteo funebre». La manifestazione, che si è svolta all'esterno delle aerostazioni, ha destato la curiosità di molti passeggeri che hanno visto portare a spalla dai manifestanti, una ventina circa, una bara nera sulla quale, accanto ad un modellino di aereo, era conficcato un pugnale con la scritta: «Governo, Enac, Sindacati, Cai e Pd» e una lapide grigia con il logo Alitalia e le date «5.5.1947 - 12.1.2009». Il tutto seguito da una citazione parafrasata del 5 Maggio di Alessandro Manzoni («Ella fu siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta, muta pensando all'ultima ora del Vol fatale»). «Celebriamo il funerale e portiamo i resti di un'azienda che era orgoglio e vanto dell'Italia - ha detto Fabio Frati, della Cub - da domani non c'è più, partirà sotto un altro nome ed altri auspici». Prima del decollo della nuova Alitalia, i team degli ispettori dell'Enac sugli aeroporti nazionali avranno terminato il lavoro per la verifica della regolarità di tutti gli aerei ex Alitalia. Da domani, intanto, saliranno a un centinaio nello scalo romano gli addetti Alitalia-Cai preposti all'assistenza dei clienti: sono riconoscibili da una pettorina giallo fosforescente.

 

Alitalia:Cub,bara in corteo a Fiumicino per 'morte'compagnia
Addio alla vecchia societa' e protesta contro la nuova

 

(ANSA) - ROMA, 12 GEN - 'Corteo funebre' all'aeroporto di Fiumicino per dare l'addio alla vecchia Alitalia e protestare contro le 'discriminazioni della nuova'. La manifestazione, all'esterno delle aerostazioni, e' stata organizzata da Cub Trasporti e Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne. I simboli funerari adottati dal gruppetto di irriducibili: una bara nera issata a spalla sulla quale, accanto ad un modellino di aereo, era conficcato un pugnale.

 

ALITALIA: TIBALDI, FONDO GARANZIA PER AZIENDE INDOTTO

 

(ANSA) - ROMA, 12 GEN - «Con la legge finanziaria 2008 la regione Lazio ha deciso di attivare un Fondo di Garanzia sulle ricadute occupazionali istituito presso Unionfidi, per un importo pari a 10 milioni di euro, a sostegno delle aziende dell'indotto diretto ed indiretto Alitalia». Lo ha affermato l'assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Lazio Alessandra Tibaldi nel corso della manifestazione svoltasi nel pomeriggio della Cub Trasporti davanti alla sede della Regione Lazio. Tibaldi ha sottolineato che «la Regione Lazio non lascerà sole le lavoratrici e lavoratori della compagnia di bandiera che, con il piano industriale della Cai, o sono stati espulsi dal processo produttivo o sono stati assunti dalla nuova compagnia secondo criteri di selezione discriminatori. A favore delle migliaia di precari e cassintegrati Alitalia, e di intesa con l'assessore al lavoro della Provincia di Roma Smeriglio - ha concluso Tibaldi - attiveremo tramite i Centri per l'impiego liste pubbliche per l'assunzione dei dipendenti della nuova compagnia di volo attingendo al serbatoio delle lavoratrici e lavoratori Alitalia».

 


 

12 gennaio 2009 - Omniroma

 

ALITALIA, SOTTO SEDE REGIONE CUB CELEBRA FUNERALE COMPAGNIA

 

(OMNIROMA) Roma, 12 gen - Da un'ora circa centro manifestanti della Cub Trasporti stanno manifestando sotto la sede della Giunta regionale in piazza Oderico da Pordenone: stanno celebrando un simbolico «funerale» dell'Alitalia. I lavoratori della CUb Trasporti e del comitato Cassaintegrati e Precari stanno manifestando per chiedere alla Regione: un anticipo di quanto dovuto per i lavoratori messi in cassa integrazione, un intervento finanziario a sostegno dei precari Alitalia, una commissione d'inchiesta sulla C.A.I. ed un sistema di controllo e gestione per le riassunzioni dei lavoratori licenziati dalla ex compagnia di bandiera. Per ascoltare le richieste dei lavoratori è sceso in piazza per alcuni minuti anche il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, accompagnato dall'assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi. Una delegazione dei lavoratori della Cub Trasporti è stata ricevuta per un incontro all'interno della Regione al termine del quale il 'corteo funebre per l'Alitalià dovrebbe spostarsi verso il centro città sfilando davanti alla Provincia ed a Palazzo Chigi per giungere poi al Quirinale.

 

ALITALIA, MARRAZZO:LAVORIAMO PER ANTICIPO MENSILITÀ A CASSINTEGRATI

 

(OMNIROMA) Roma, 12 gen - «Stiamo lavorando con Unionfidi per cercare di poter anticipare noi, come Regione Lazio quanto spetta ai lavoratori Alitalia che vanno in cassa integrazione, ma per alcuni mesi non percepiranno quanto gli spetta in quanto cassaintegrati». È quanto ha affermato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, intervenendo al presidio dei lavoratori Alitalia della Cub Trasporti organizzato sotto la sede della Giunta regionale. «Certo - ha aggiunto - prima dobbiamo avere una stima di quelli che sono le persone che realmente andranno in cassa integrazione, comunque ci impegniamo a fare fronte noi come Regione a questa emergenza per quanto ci sarà possibile».

 

ALITALIA, MARRAZZO:MONITORAGGIO RIASSUNZIONI, NO GUERRA TRA POVERI

 

(OMNIROMA) Roma, 12 gen - «Ci è stato segnalato da più parti che nelle procedure di ricontrattualizzazione del personale Alitalia nella nuova compagnia aerea si stanno utilizzando procedure trasparenti. È chiaro che il potere d'ispezione spetta ai ministeri competenti ma nulla toglie che la Regione possa chiedere di sapere come stanno andando le cose». Così il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, parlando ai lavoratori Alitalia della Cub Trasporti che oggi pomeriggio hanno organizzato un sit-in davanti alla sede della Giunta regionale. «Proprio in questo momento di crisi dobbiamo saper guardare oltre a quello che sarà il futuro di questa compagnia - ha proseguito Marrazzo - credo che sia anche giusto costruire un monitoraggio su quello che è il processo di riassunzione dei dipendenti di Alitalia. Ritengo che in un Paese serio una questione del genere vada affrontata con una grande progettualità e non con una guerra tra poveri, e lo dico anche parlando ai presidenti Formigoni e Penati ed al sindaco Moratti. La crisi non deve essere gestita solo con un accompagnamento dei lavoratori verso la cassa integrazione».

 

ALITALIA, TIBALDI: «REGIONE NON LASCERÀ SOLI LAVORATORI»

 

(OMNIROMA) Roma, 12 gen - «Con la legge finanziaria 2008 la regione Lazio ha deciso di attivare un Fondo di Garanzia sulle ricadute occupazionali istituito presso Unionfidi, per un importo pari a 10 milioni di euro, a sostegno delle aziende dell'indotto diretto ed indiretto Alitalia». È quanto ha dichiarato l'assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della regione Lazio Alessandra Tibaldi nel corso della manifestazione svoltasi oggi pomeriggio per iniziativa della CUB Trasporti davanti la sede della regione Lazio in via Rosa Raimondi Garibaldi. «Dalla mappatura dell'indotto effettuata dalla Regione nella seconda metà del 2008 - ha continuato - è emerso che i posti di lavoro maggiormente a rischio riguardano questa categorie di imprese, che sono spesso società monocliente. Le risorse finanziarie disponibili verranno erogate esclusivamente alle imprese che hanno effettivamente bisogno di aiuto». «La Regione Lazio - ha concluso Tibaldi - non lascerà sole le lavoratrici e lavoratori della compagnia di bandiera nazionale che, con il piano industriale della Cai, o sono stati espulsi dal processo produttivo o sono stati assunti dalla nuova compagnia secondo criteri di selezione discriminatori. A favore delle migliaia di precari e cassintegrati Alitalia, e di intesa con l'assessore al lavoro della provincia di Roma Smeriglio, attiveremo tramite i Centri per l'impiego delle liste pubbliche per l'assunzione dei dipendenti della nuova compagnia di volo attingendo al serbatoio delle lavoratrici e lavoratori Alitalia».

 


 

12 gennaio 2009 - Asca

 

LIGURIA: MONTALDO, ELIOSOCCORSO POTRA' ESSERE RAFFORZATO

 

(ASCA) - Roma, 12 gen - Il servizio di eliosoccorso potra' essere rafforzato: lo ha detto l'assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, in un incontro con i rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco della Liguria, CGIL, CISL,UIL, Confsal e Rdb, per fare il punto sulla convenzione triennale siglata nel 2007 tra la Regione Liguria, il comando regionale dei Vigili del Fuoco e il Ministero degli Interni dopo lo stop del TAR a seguito del ricorso di alcune societa' private che gestiscono il servizio di elisoccorso in altre regioni. Nel corso dell'incontro, si legge in una nota della Regione Liguria, si e' ribadito l'importanza di un servizio di particolare utilita' per i cittadini visto il suo livello di grande efficienza e di celerita' e la necessita' di mantenerlo proprio per il suo uso razionale dei mezzi dei Vigili del Fuoco e la sua elevata e puntuale qualita'. L'assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo ha riferito che si sta lavorando a modificare la convenzione per corrispondere ai rilievi del Tar che ne ha salvaguardato la legittimita' e la sostanza e contestato solo alcuni aspetti particolari. ''Il servizio di elisoccorso in Liguria - ha ribadito Montaldo - potra' essere rafforzato con la prevista entrata in funzione del nuovo elicottero destinato alle emergenze messo a disposizione, presso la sede di Albenga, dalle risorse della Fondazione Carige che consentira' alla Regione Liguria di raddoppiare, portandoli a due, i presidi regionali di elisoccorso sanitario''. Le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco hanno concordato con quanto espresso da Montaldo ed assicurato il loro impegno per favorire il rinnovo e il miglioramento del servizio. A favore del servizio di elisoccorso erogato dai Vigili del Fuoco della regione si era espresso in modo unanime anche il Consiglio Regionale Ligure, attraverso un ordine del giorno. Si tratta di un servizio che da 20 anni viene svolto dai Vigili del Fuoco, finalizzato al soccorso primario e ai trasporti sanitari per interventi di estrema urgenza, legato alle condizioni sanitarie o ambientali in grado di garantire l'appropriatezza ed un elemento di garanzia del soccorso in Liguria.

 


 

12 gennaio 2009 - Agi

 

ALITALIA: CUB, OGGI MANIFESTAZIONE 'FUNERALE' A SEDE REGIONE

 

(AGI) - Roma, 12 gen. - La Cub Trasporti insieme al Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne annunciano per oggi, alle 14, una manifestazione davanti la sede della Regione Lazio, in piazza Oderico. "Nel corso della manifestazione si svolgera' anche un colorito 'funerale' Alitalia - informano i rappresentanti della Cub - per 'celebrare' l'ultimo giorno di operativita' della ex-Compagnia di Bandiera e per 'salutare' il decollo di C.A.I. Una ''bara'' partira' in mattinata, per raggiungere la sede regionale, dall'aeroporto di Fiumicino". "La manifestazione - informa una nota - e' contro le discriminazioni effettuate dalla ''nuova'' Alitalia che ha escluso, tra l'altro, dalle assunzioni gran parte del personale in 104, moltissime donne in maternita' e o madri in nuclei familiari monogenitoriali, il personale con elevata anzianita' e senza i requisiti per la pensione, le lavoratrici ed i lavoratori con carichi familiari. A cio' si accompagna un massivo sfruttamento di lavoratori interinali sia negli aeroporti che in numerose altre attivita' della compagnia".

 

ALITALIA: A FIUMICINO "CORTEO FUNEBRE" PER VECCHIA COMPAGNIA

 

(AGI) - Roma, 12 gen. - "Corteo funebre" all'aeroporto di Fiumicino per dare l'addio alla vecchia Alitalia e per protestare contro le "discriminazioni" scattate con la nuova compagnia. La manifestazione si e' svolta all'esterno dello scalo ed e' stata organizzata dalla Cub Trasporti e dal Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne, presenti una ventina di rappresentanti. I simboli funerari adottati vanno da una bara nera issata a spalla sulla quale, accanto ad un modellino di aereo, e' conficcato un pugnale con la scritta 'Governo, Enac, Sindacati, Cai e Pd', e una lapide grigia con il logo Alitalia e le date '5.5.1947 - 12.1.2009'. "Celebriamo il funerale e portiamo i resti di un'azienda che era orgoglio e vanto dell'Italia - ha detto Fabio Frati, della Cub - da domani non c'e' piu', partira' sotto un altro nome ed altri auspici". "Il core business della nuova Alitalia non sono i passeggeri, ma il danno sociale: stiamo a qui a testimoniare diecimila licenziati e discrimizioni - continua Frati - dopo aver accompagnato oggi, con questa celebrazione, il ricordo dell'azienda, saremo qui a ricordarlo sempre affinche' questa vergogna non venga messa sotto silenzio, finche' politica ed istituzioni non mettano in atto gesti riparatori per far riassumere le diecimila persone". Da Fiumicino la manifestazione si e' spostata davanti alla sede della Regione Lazio.

 


 

12 gennaio 2009 - CittàdellaSpezia

 

Regione/Montaldo su elisoccorso: "Servizio di grande utilità"

 

Genova - Si è svolto questa mattina l’incontro tra l’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo e i rappresentanti sindacali dei Vigili del Fuoco della Liguria, CGIL, CISL,UIL, Confsal e Rdb, per fare il punto sulla convenzione triennale siglata nel 2007 tra la Regione Liguria, il comando regionale dei Vigili del Fuoco e il Ministero degli Interni dopo lo stop del TAR a seguito del ricorso di alcune società private che gestiscono il servizio di elisoccorso in altre regioni.
Nel corso dell’incontro si è ribadito l’importanza di un servizio di particolare utilità per i cittadini visto il suo livello di grande efficienza e di celerità e la necessità di mantenerlo proprio per il suo uso razionale dei mezzi dei Vigili del Fuoco e la sua elevata e puntuale qualità. L’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo ha riferito che si sta lavorando a modificare la convenzione per corrispondere ai rilievi del Tar che ne ha salvaguardato la legittimità e la sostanza e contestato solo alcuni aspetti particolari. "Il servizio di elisoccorso in Liguria – ha ribadito Montaldo – potrà essere rafforzato con la prevista entrata in funzione del nuovo elicottero destinato alle emergenze messo a disposizione, presso la sede di Albenga, dalle risorse della Fondazione Carige che consentirà alla Regione Liguria di raddoppiare, portandoli a due, i presidi regionali di elisoccorso sanitario". Le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco hanno concordato con quanto espresso dall’assessore Montaldo ed assicurato il loro impegno per favorire il rinnovo e il miglioramento del servizio.
A favore del servizio di elisoccorso erogato dai Vigili del Fuoco della regione si era espresso in modo unanime anche il Consiglio Regionale Ligure, attraverso un ordine del giorno.
Si tratta di un servizio che da 20 anni viene svolto dai Vigili del Fuoco, finalizzato al soccorso primario e ai trasporti sanitari per interventi di estrema urgenza, legato alle condizioni sanitarie o ambientali in grado di garantire l’appropriatezza ed un elemento di garanzia del soccorso in Liguria.

 


 

12 gennaio 2009 - Il Sannio

 

Valle Telesina: Un dibattito per discutere di ‘Social Card’ e ‘Bonus di sostegno’

 

Benevento - "Social card" e "bonus straordinario di sostegno al reddito", questi i due temi del dibattito che c’è stato l’altra sera nella sala consiliare del Comune di Ponte. Un dibattito organizzato dall’associazione pontese non lucrativa di utilità sociale "Il Laboratorio", in collaborazione con l’organizzazione sindacale RdB/CUB di Benevento. Entrambi, infatti, hanno programmato una serie di incontri di sensibilizzazione ed informazione della cittadinanza sulle due iniziative governative. In particolare, l’associazione e l’organizzazione sindacale, hanno voluto fornire al cittadino un’informazione utile ed ogni possibile ausilio a chi è interessato. Infatti si è discusso sui requisiti necessari per accedere all’iniziativa, le modalità di rilascio e di utilizzo della Social card, utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare e dell’onere delle bollette di luce e gas; e i requisiti per accedere, e le modalità di accesso, all’altra iniziativa governativa che riguarda il bonus straordinario di sostegno al reddito a favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Come detto il primo incontro già si è consumato, l’altro è rimasto fissato per mercoledì 14 gennaio alla ore 16.00 sempre presso la sala consiliare di Ponte.

 


 

12 gennaio 2009 - TgFin

 

Alitalia:"Pronta offerta Lufthansa"
L'annuncio del sindaco Moratti

 

Chi sarà il partner di Alitalia? Il sindaco Letizia Moratti annuncia che è pronta una proposta di Lufthansa e dice: la Cai aspetti. Insomma, Air France potrebbe non essere più l'unica candidata a diventare l'alleato estero della nuova compagnia, che si prepara al debutto ufficiale. Intanto resta alto il nervosismo tra i sindacati, che avvertono la compagnia: o rispettate gli accordi o blocchiamo tutto. Da una parte dunque c'è un discorso partner ancora molto aperto, con Lufthansa che ancora nelle ultime ore ha ribadito di non essere fuori dalla partita per Alitalia. "In queste ore siamo ancora in contatto con i vertici di Cai, esattamente come lo eravamo la scorsa settimana", ha detto Claudia Lange, portavoce corporate della compagnia aerea tedesca. "Il mercato italiano, come dimostra Lufthansa Italia operante da Milano, è per noi decisamente interessante e molto importante". Dall'altra ci sono i sindacati, sempre più nervosi sul futuro dei lavoratori, che minacciano: rispettate gli accordi o blocchiamo tutto. E adesso anche l'annuncio della Moratti.
...
10.40 - Cub: oggi il "funerale"
La Cub Trasporti insieme al Comitato cassintegrati e precari Alitalia/AirOne annunciano per le 14 una manifestazione davanti alla sede della Regione Lazio, in piazza Oderico. "Nel corso della manifestazione si svolgerà anche un colorito funerale Alitalia" informano i rappresentanti della Cub "per celebrare l'ultimo giorno di operatività della ex-compagnia di bandiera e per salutare il decollo di Cai. Una bara partirà in mattinata, per raggiungere la sede regionale, dall'aeroporto di Fiumicino. La manifestazione è contro le discriminazioni effettuate dalla nuova Alitalia che ha escluso, tra l'altro, dalle assunzioni gran parte del personale in 104, moltissime donne in maternità e o madri in nuclei familiari monogenitoriali, il personale con elevata anzianità e senza i requisiti per la pensione, le lavoratrici e i lavoratori con carichi familiari. A ciò si accompagna un massivo sfruttamento di lavoratori interinali sia negli aeroporti che in numerose altre attività della compagnia"....

 


 

13 gennaio 2009 - La Stampa

 

Cub e precari celebrano il funerale Alitalia
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Fiumicino - Un momento della manifestazione di protesta di Cub Trasporti insieme al Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne, questo pomeriggio davanti la sede della Regione Lazio a Roma. La manifestazione è contro le discriminazioni effettuate dalla ''nuova'' Alitalia che -secondo i manifestanti- «ha escluso, tra l'altro, dalle assunzioni gran parte del personale in 104, moltissime donne in maternità e o madri in nuclei familiari monogenitoriali, il personale con elevata anzianità e senza i requisiti per la pensione, le lavoratrici ed i lavoratori con carichi familiari. A ciò si accompagna un massivo sfruttamento di lavoratori interinali sia negli aeroporti che in numerose altre attivita' della compagnia».

 


 

12 gennaio 2009 - Quotidiano.net

 

LA COMPAGNIA DI BANDIERA
Alitalia, oggi il sì ad Airfrance. Lufthansa: "Non siamo ancora fuori"
La compagnia tedesca: "Siamo in contatto con i vertici Cai". Matteoli: "La Moratti vuole riaprire il dossier? Atteggiamento curioso". E la Cub organizza il 'funerale' della vecchia compagnia. Parla il primo pilota della nuova compagnia

 

ROMA, 12 GENNAIO 2009 - Alla vigilia della partenza della nuova compagnia (oggi è previsto il Cda per Airfrance, stasera lo stop ai voli), c'è maretta attorno alla nuova Alitalia. Lufthansa non accetta di essere considerata fuori dalla partita: "In queste ore siamo ancora in contatto con i vertici di Cai, esattamente come lo eravamo la scorsa settimana", conferma al quotidiano online Affaritaliani.it Claudia Lange, portavoce corporate della compagnia aerea tedesca. "Il mercato italiano, come dimostra Lufthansa Italia operante da Milano - ha aggiunto - è per noi decisamente interessante e molto importante". Intanto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli si dichiara fiducioso in vista dell’imminente decollo della nuova Alitalia. In un’intervista al ‘Messaggero’, matteoli definisce ‘’curioso’’ l’atteggiamento del sindaco di Milano Letizia Moratti che chiede la riapertura del dossier a favore di Lufthansa. ’’Nessuno del governo pensa di ridimensionare Malpensa - rassicura il ministro -. L’emendamento approvato alla Camera obbliga me e Frattini a fare negoziati in vista di accordi per le rotte con altri Paesi, in sintonia con le disposizione europee. In ogni caso pensare che qualcuno voglia danneggiare lo scalo milanese e’ strumentale: lasciamo fare all’opposizione’’. In ogni caso, chiude il ministro, ‘’di offerta ne e’ arrivata una sola’’.
IL FUNERALE
E oggi la Cub Trasporti e il Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne manifesteranno a partire dalle 14 davanti alla sede della Regione Lazio, in piazza Oderico da Pordenone.
"Si svolgerà un colorito ‘funeralè Alitalia - spiegano i rappresentanti della Cub - per ‘celebrarè l’ultimo giorno di operatività della ex-Compagnia di Bandiera e per salutare il decollo di Cai. Una ‘bara' partirà in mattinata, per raggiungere la sede regionale, dall’aeroporto di Fiumicino". "La manifestazione - informa una nota - è contro le discriminazioni effettuate dalla ‘nuovà Alitalia che ha escluso, tra l’altro, dalle assunzioni gran parte del personale in 104, moltissime donne in maternità e madri in nuclei familiari monogenitoriali, il personale con elevata anzianità e senza i requisiti per la pensione, le lavoratrici ed i lavoratori con carichi familiari. A ciò si accompagna un massivo sfruttamento di lavoratori interinali sia negli aeroporti che in numerose altre attività della compagnia"....

 


 

12 gennaio 2009 - Repubblica.it

 

In tarda mattinata il Cda dovrebbe ratificare l'accordo con Air France. In serata la cessione degli asset e la licenza rilasciata dall'Authority
Alitalia, Moratti: "Cai ci ripensi pronta l'offerta di Lufthansa"
Il Comitato precari e il Cub nel pomeriggio celebreranno "i funerali". Mentre D'Alema ribadisce: "Questa vicenda è stata un tipico imbroglio"

 

ROMA - Alla vigilia del decollo della nuova Alitalia (è prevista per domani mattina alle 6 la partenza dei primi voli della nuova compagnia di proprietà Cai-Air France), il sindaco di Milano Letizia Moratti rilancia con forza la candidatura della partnership di Lufthansa. "Temo di dovere dire a questo punto che la decisione era scontata fin dall'inizio, perché so che c'é una proposta da parte di Lufthansa - ha detto oggi Moratti - Mi auguro che il cda di Cai oggi non sancisca la partnership con un partner internazionale senza aver avuto modo di esaminare un'altra proposta che arriva da un vettore internazionale che ha come obiettivo quello di sviluppare il mercato italiano". L'auspicio del sindaco Moratti è che il consiglio di amministrazione di Cai prenda in seria considerazione l'offerta di Lufthansa, una compagnia "che viene in Italia per investire", non come Air France "che ci vuole solo comprare" "Fino alla fine - ha assicurato il sindaco - lotterò per sostenere la proposta di Lufthans, che tra l'altro prevede la presenza sul nostro territorio di due hub e non di uno solo come quella dei francesi". Nei giorni precedenti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva negato l'esistenza di una proposta formale da parte di Lufthansa, spiegando che la lettera a lui inviata dall'amministratore delegato della compagnia tedesca conteneva solo una generica manifestazione di interessi. In effetti i tempi tecnici sembrano non esserci più per prendere in esame altre proposte. Alle 13 il consiglio di amministrazione di Cai si è riunito per accettare, salvo colpi di scena, l'offerta di Air France, che intende acquisire il 25 per cento del capitale per una somma vicina ai 310 milioni di euro. Stasera, intorno alle 21, è stata fissata nella sede dell'Enac la stipula del contratto di cessione degli asset, con il rilascio della licenza per l'inizio delle operazioni della nuova società. Lufthansa anche oggi, attraverso la portavoce Claudia Lange, ha ribadito di essere ancora in contatto con i vertici della nuova Alitalia: "In queste ore siamo ancora in contatto con i vertici di Cai, esattamente come lo eravamo la scorsa settimana. ll mercato italiano, come dimostra Lufthansa Italia operante da Milano, è per noi decisamente interessante e molto importante". Il che farrebbe presupporre che per l'accordo con Air France non sia ancora detta l'ultima parola. Il decollo della nuova Alitalia non pone fine alle polemiche con i dipendenti e i loro sindacati: la Cub Trasporti insieme al Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne annunciano per oggi, alle 14, una manifestazione davanti la sede della Regione Lazio, in piazza Oderico. "Nel corso della manifestazione si svolgerà anche un colorito 'funerale' Alitalia - informano i rappresentanti della Cub - per 'celebrare' l'ultimo giorno di operatività della ex-Compagnia di Bandiera e per 'salutare' il decollo di Cai. Una "bara" partirà in mattinata, per raggiungere la sede regionale, dall'aeroporto di Fiumicino". Sempre estremamente critico il Pd: l'alleanza tra Alitalia e Air Francia, ribadisce Massimo D'Alema, dimostra che "la vicenda Alitalia è stato un tipico imbroglio. Berlusconi ne ha fatto una bandiera elettorale e alla fine si è arrivati all'unica soluzione ragionevole, cioè che nel giro di qualche anno ci sarà una funzione tra Alitalia e Air France così come aveva individuato Prodi ma la differenza è che i francesi non pagheranno la funzione perché il costo dell'operazione è stato già scaricato sui cittadini italiani".

 


 

12 gennaio 2009 - Leggo

 

Roma. Bufera sul San Giovanni...
di Giulia Parini

 

Roma - Bufera sul San Giovanni, il personale sanitario in rotta con la direzione generale entra in agitazione e promette di dare battaglia fino allo sciopero. Un’assemblea intersindacale, prevista per mercoledì, deciderà come portare avanti la mobilitazione. A far scoppiare la scintilla una delibera della direzione, datata 23 dicembre, relativa ai fondi da destinare alle progressioni economiche orizzontali per il personale: «Una parte dei fondi, già esigui, è stata destinata alla creazione di 18 nuovi responsabili amministrativi, senza contrattazione con i sindacati - denuncia Ivo Camicioli, delegato Rsu - la direzione sta esasperando il personale con decisioni inaccettabili soprattutto per le fasce più deboli: come il mancato pagamento della produttività del 2004 per un totale di 420 mila euro, il mancato pagamento della produttività alle colleghe in maternità obbligatoria ottenuto solo con il ricorso, le discriminazioni sull’orario di lavoro per il personale adibito a mansioni meno gravose e la revoca dei benefici della legge 104, relativa ai lavoratori che assistono parenti malati, nel caso in cui non ci sia la convivenza con il congiunto».
Per difendere questi diritti i sindacati sono pronti allo sciopero, oltre ad informare la Regione ed i cittadini con sit-in e manifestazioni. Una vera spaccatura, dunque, aperta su più fronti: «Lavoriamo in gravi carenze di sicurezza sul lavoro, nonostante le denunce del sindacato - spiega Stefano Zecchetti del coordinamento regionale RdB-Cub sanità - per non parlare di come sono stati spesi i soldi pubblici per il collegamento di viabilità del San Giovanni all’Addolorata attraverso l’ospedale militare, inaugurato in pompa magna nel 2008 ed attualmente inutilizzabile per motivi tecnici».

 


 

12 gennaio 2009 - EPolisTorino

 

Giustizia. Dopo un vertice con il prefetto Paolo Padoin
scongiurato per ora il minacciato blocco dei processi
Cancellieri, sciopero congelato faranno 12 udienze a settimana
A breve una nuova riunione col presidente del Tribunale sull'organizzazione del lavoro

 

Torino - Nessuno stop alle udienze civili e penali del Tribunale. Lo sciopero bianco annunciato dai cancellieri a fine anno e che sarebbe dovuto partire subito dopo le festività natalizie, almeno per adesso, è rientrato. Ma le udienze, da subito, verranno contingentate. E a breve ci sarà una nuova riunione con il presidente del Tribunale per affrontare il problema straordinari. L'annuncio è stato dato dalle rappresentanze sindacali (Cigl, Cisl e RdB) dopo un incontro in Prefettura durante il quale sarebbero arrivate concrete proposte in merito al pagamento degli straordinari effettuati dai cancellieri durante l'anno appena concluso, il 2008. Accanto a questo però c'è anche un piano per organizzare meglio il lavoro di una categoria che a Palazzo di Giustizia è largamente sottodimensionata rispetto a quanto servirebbe per garantire il normale svolgimento del lavoro. I cancellieri sono infatti 365 mentre la pianta organica ne prevede 480. Per questo motivo è stato deciso un intervento immediato. «Si è preso atto della necessità di contingentare il numero di udienze» ha detto Giovanni Staiano della Cgil. «Non ne faremo più di dodici a settimana». Una decisione scaturita dalla necessità di razionalizzare il lavoro, scongiurando quell'astensione dalle prestazioni straordinarie che avrebbe mandato in tilt il tribunale facendo saltare decine e decine di udienze sia la civile che al penale. «Il fatto è che da dieci anni non si fanno concorsi. Qui il cancelliere più giovane ha 40 anni, con quelli che man mano vanno in pensione l'organico si è progressivamente sguarnito» dice Piera Rolla, cancelliera con quasi 35 anni di servizio. «A fine anno il Ministero invia una certa somma di denaro che viene distribuita in percentuale» spiegano i cancellieri. «Di norma non ci viene pagato tutto lo straordinario perchè la precedenza spetta al magistrato, all'autista sempre in servizio. Se va bene ci pagano il 40%».(R.C.)

 


 

12 gennaio 2009 - Corriere della Sera

 

Il retroscena. Il consiglio della cordata italiana oggi per la scelta del partner
Colaninno aspetta un fax tedesco
di Antonella Baccaro

 

ROMA — Dicono che «potrebbe arrivare un fax». Dicono. E dicono anche che «non servirà a molto, che ormai è tutto concluso». Tra le brume della Magliana ieri sera si aggiravano ancora il fantasma di Lufthansa e l'ipotesi che il vettore tedesco possa ancora tentare il colpo di scena per far saltare l'accordo tra Alitalia e Air France- Klm, che oggi, alle 13, dovrebbe essere ratificato dal cda italiano.
La prospettiva potrebbe essere stata comunicata anche al premier Silvio Berlusconi che ieri, a Roccaraso, ha sentito il bisogno di precisare: «Non credo che ci siano più i tempi per l'inserimento di Lufthansa in una trattativa che è molto avanzata fra Alitalia e Air France». Il Cavaliere ha rispiegato che dai tedeschi non è mai arrivata un'offerta concreta e «nemmeno — ha aggiunto — una richiesta di termini per presentare una proposta». E proprio di questo, dicono, si potrebbe trattare: la strategia, in parte anticipata ieri dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, che la sostiene, potrebbe essere quella di chiedere ad Alitalia uno slittamento della decisione sull'alleanza. A questo scopo, dicono, oggi a mezzogiorno, alla Magliana, potrebbe risuonare il fastidioso fischio del fax attraverso cui i tedeschi farebbero recapitare l'offerta di aprire una vera e propria trattativa, come finora non era mai stato fatto.
Ma dalle parti dell'ex Cai (Compagnia aerea italiana) si respinge ogni ipotesi. Se un fax simile arrivasse, pare di capire, sarebbe restituito al mittente. L'unica mossa che potrebbe mettere in discussione l'alleanza con i francesi sarebbe una vera offerta deliberata dal cda tedesco, che ormai, però, non ha più i tempi per riunirsi. Tutte fantasie? Paure dei «coraggiosi»? Non resta che aspettare. Tutto è pronto per l'annuncio dell'alleanza e ancor più per il decollo di domani che si prefigura molto travagliato. Nessuna intesa c'è ancora con i sindacati firmatari degli accordi, che minacciano assemblee capaci di bloccare l'operatività. Quanto agli autonomi della Cub, oggi alle 14 celebreranno un pittoresco funerale della Vecchia Alitalia davanti alla sede della Regione Lazio.

 


 

11 gennaio 2009 - Apcom

 

Alitalia; Cub Trasporti "celebra" domani funerale compagnia
"Contro le discriminazioni effettuate dalla 'nuova' Alitalia"

 

Roma, 11 gen. (Apcom) - Per "celebrare" l'ultimo giorno di operatività della ex-Compagnia di Bandiera e per "salutare" il decollo di C.A.I., domani, 12 gennaio 2009 dalle ore 14 la Cub Trasporti insieme al Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne - informa un comunicato - manifesterà davanti la sede della Regione Lazio "contro le vergognose discriminazioni effettuate dalla 'nuova' Alitalia". Nel corso della manifestazione si svolgerà anche un colorito "funerale" Alitalia. Il "corteo funebre" si sposterà poi verso il centro di Roma raggiungendo il Quirinale. Da qui, sfilando vicino al palazzo della Provincia terminerà di fronte a Palazzo Chigi. Cub Trasporti sostiene che la nuova Alitalia "ha escluso dalle assunzioni gran parte del personale in 104, moltissime donne in maternità e/o madri in nuclei familiari monogenitoriali, il personale con elevata anzianità e senza i requisiti per la pensione, le lavoratrici ed i lavoratori con carichi familiari nonchè ha assunto centinaia di lavoratori trasferendoli da una città all'altra o addirittura inserendoli in organico con contratti precari da 1 a 6 mesi, benché da decine di anni in servizio in Alitalia con contratto a tempo indeterminato". A tale scempio sociale di vastissime dimensioni - prosegue la nota - si accompagna un massivo sfruttamento di lavoratori interinali sia negli aeroporti che in numerose altre attività della compagnia (scalo, call-center, ecc.), chiamati dalla dirigenza C.A.I. per sopperire al gravissimo sott'organico prodotto dai licenziamenti di massa del personale della ex-Compagnia di bandiera". "Altro che salvataggio di Alitalia: l'operazione C.A.I. - conclude la nota - rappresenta una vera e propria mattanza sociale mentre scarica sui contribuenti il costo di una privatizzazione che giorno dopo giorno si rivela un progetto evanescente e senza alcuna solidità industriale che il Paese pagherà con la scomparsa della propria compagnia di bandiera".

 


 

11 gennaio 2009 - La Stampa

 

MANIFESTAZIONE. COMUNITA’ ISLAMICA
In corteo anche i bambini "Stop al massacro di Gaza"
di SELMA CHIOSSO

ALESSANDRIA - In prima fila c’erano i bambini. Tanti e disciplinati, come il resto del corteo. Obbedienti alle indicazioni del presidente della Comunità islamica e dell’imam.
Molti gli slogan, ma su tutti un «Palestina libera» gridato tante, tantissime volte.
Al corteo, organizzato ieri dalla comunità islamica contro l’invasione israeliana della striscia di Gaza, hanno partecipato diverse associazioni, tra cui il Centro sociale Crocevia, il movimento studentesco, e i sindacati dall’Rdb, con il sindacalista Antonio Olivieri che con il megafono «arringava» i cittadini.
Alcuni manifestanti si sono avvolti nelle bandiere colorate della pace. Altri hanno optato per le immagini agghiaccianti della guerra. Simulacri di cadaveri tra le mani, foto di bimbi e civili martoriati innalzate. I primi, verso le 15, ad arrivare in piazza Santo Stefano sono stati una quindicina di islamici. Poi improvvisamente la piazza si è riempita e i manifestanti, circa settecento, scortati dalla polizia e dai carabinieri, hanno attraversato il centro storico, corso Roma e piazza della Libertà. Rancore verso Bush e Barack definiti «assassini», accuse sia per il «silenzio colpevole e complice» degli Stati arabi, rabbia per il fatto che venga violato il trattato di Ginevra. Infine un invito all’Italia perché si impegni a far cessare il massacro.
Imam e presidente della comunità islamica hanno ribadito tante volte: «I morti sono più di 500, migliaia i feriti e le vittime sono quasi tutti bambini, vecchi, e donne». E loro, i piccoli palestinesi alessandrini, bimbi con i capelli corti e bambine con la treccia, in prima fila, tenendosi per mano dicevano: «Anche noi siamo palestinesi, basta con la guerra».


11 gennaio 2009 - L'Unione Sarda

Corteo ieri per condannare i bombardamenti di Israele sulla Striscia di Gaza
Oltre mille alla manifestazione pro Palestina

Cagliari - Poche bandiere della pace, molte della Palestina e moltissime dei partiti: le sigle della frastagliata galassia comunista, ma anche RdB, Verdi, Sardigna Natzione, associazioni e volontariato. Poi tanti slogan gridati in coro o scanditi al megafono da isolate aree del lungo corteo, quasi tutti contro Israele (definito "assassino" o "terrorista"), oppure in supporto alla resistenza palestinese ("Intifada sino alla morte").
Cori non condivisi, almeno nei toni, da buona parte degli oltre mille manifestanti che ieri pomeriggio hanno partecipato al corteo di sostegno alla Palestina, contro i massacri di queste settimane sulla striscia di Gaza. Radunata in piazza Garibaldi già prima dell'ora fissata per la partenza, la folla pacifica ha sfilato sino a piazza Costituzione, per poi scendere in via Manno e arrivare in piazza Yenne.
Organizzata dall'associazione Amicizia Sardegna-Palestina contro i bombardamenti a Gaza (che hanno già provocato 758 morti palestinesi e 3500 feriti), la manifestazione è stata aperta da bambini e giovanissimi immigrati arabi che tenevano in mano le foto dei loro coetanei massacrati dalle bombe. Uno che spiccava in primissima fila, tenuto in mano da una ragazzina, recitava in inglese "Israele è il vero terrorista", poco lontano una grande croce ricoperta dalla Kefiah (il tradizionale copricapo palestinese) con stampato il volto terrorizzato di una giovanissima vittima dei raid aerei dei giorni scorsi. «Chiediamo che Israele interrompa immediatamente le operazioni militari, rispettando almeno la tregua - scandisce un manifestante sotto le insegne di Rifondazione Comunista - ma anche che termini l'occupazione dei territori».(f.p.)


11 gennaio 2009 - La Tribuna di Treviso

«Fermiamo il conflitto a Gaza» Sinistra trevigiana in piazza

Treviso - Proprio nel giorno in cui l’esercito israeliano ha annunciato l’inizio della «terza fase» nella guerra ad Hamas, la Sinistra trevigiana è scesa in piazza per chiedere il cessate il fuoco nella striscia di Gaza. Circa duecento persone, ieri pomeriggio, si sono date appuntamento in piazza dei Signori per aderire alla manifestazione organizzata da Sinistra Trevigiana, coordinamento che riunisce Sinistra Democratica, Verdi, Comunisti italiani e Rifondazione Comunista.
Si è trattato di una manifestazione spontanea, nata dal tam-tam tramite email e cellulari, alla quale hanno aderito anche il centro sociale Ubik Lab di Ponzano, Adl (Associazione in Difesa dei Lavoratori) e il coordinamento Hilal, che raduna le associazioni di cittadini stranieri presenti sul territorio.
«L’indifferenza nei confronti di questo conflitto è inaccettabile - afferma Nicola Atalami - Finora il ruolo dell’Italia è stato ininfluente, il governo non è stato all’altezza della nostra storia di mediazione diplomatica».(a.m.)


11 gennaio 2009 - Tempo Stretto

All’Atm regole ad personam e "soliti scaltri", la denuncia dei sindacati
Confederali e autonomi uniti nel segnalare a sindaco, assessore, commissario e dg dell’azienda movimenti da furbetti intorno alle retribuzioni per il periodo di assemblea permanente

Messina - Ricordate il periodo di blocco totale del trasporto, che finì anche sulle pagine del Corriere della Sera? Ricordate l’assemblea permanente dei lavoratori dell’Atm? Qualcuno pagherà, per quel periodo, perché non verrà retribuito. Qualcun altro, invece, verrà pagato perché risulta, dai tabulati, presente in servizio, usufruendo di congedi e permessi vari. E’ quanto denunciano Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Orsa, Cub, Faisa, Cidl e Rsu in un documento che noi abbiamo ricevuto solo oggi (evidentemente non è chiaro il concetto che di fronte al diritto d’informare non dovrebbero seguirsi tempistiche diverse a seconda dell’organo d’informazione…), e che è stato inviato anche al sindaco Buzzanca, all’assessore alla Mobilità urbana Capone, al commissario dell’Atm Manna e al direttore generale Conte. «Come ampiamente denunciato in diverse occasioni – si legge nella nota, che pubblichiamo integralmente - siamo certi che alla base dello sfascio organizzativo ed economico dell’ATM, ci sia un consolidato sistema di gestione della cosa pubblica fondato su interessi di bottega di varia natura che sfociano inevitabilmente in deprecabili discriminazioni fra i lavoratori, conclamate pratiche di nepotismo e sperpero di denaro pubblico. Appena all’indomani della clamorosa protesta dei lavoratori per le mancate retribuzioni, siamo costretti, ancora una volta, a denunciare una gestione sommaria del personale e delle risorse pubbliche: dai tabulati delle presenze relative al periodo di assemblea permanente, apprendiamo che alcuni dipendenti, prevalentemente di fascia dirigenziale, risulterebbero regolarmente presenti in servizio durante il blocco totale del trasporto urbano. Presenze che saranno retribuite con risorse pubbliche. Più precisamente, nel Settore Uffici risulterebbero giornalmente presenti almeno 8 dipendenti di area dirigenziale ed alcuni soggetti di parametro inferiore che avrebbero lavorato per gran parte del periodo e rimediato alle residue assenze con permessi e giorni di congedo impropriamente concessi. Lo stesso dicasi per il Settore Esercizio dove si registra la costante presenza di almeno 4 dirigenti, 3 capi linea ed altri dipendenti di parametro inferiore che hanno inteso colmare la perdita economica dichiarandosi presenti in servizio e usufruendo di congedi e permessi che durante i giorni di protesta andrebbero sospesi. Fino a giungere al paradosso di alcuni personaggi che non hanno perso un solo euro nell’arco della protesta, approfittando di permessi retribuiti per cariche elettive, legge 104 e qualche presunta presenza sul posto di lavoro. Mentre i colleghi erano in piazza a rivendicare salario e diritti per tutti. Nel ribadire che le norme relative alle proteste nel settore dei trasporti prevedono la sospensione automatica di congedi e permessi, si partecipa alle SS.LL. in indirizzo la certezza che durante l’assemblea permanente nessun dipendente ha fornito la prestazione lavorativa, né si ha notizia di lavoratori che hanno avanzato denuncia alle autorità competenti per essere stati impediti dai "manifestanti" a presenziare regolarmente il posto di lavoro. Alla luce dei fatti, oltre all’affronto diretto ai lavoratori che hanno condotto una lotta senza precedenti per rivendicare il diritto al salario per tutti, si concretizzerebbe una gestione illecita delle risorse pubbliche attraverso il pagamento di giornate lavorative mai prestate e la concessione impropria di congedi e permessi finalizzata a favorire economicamente i "soliti noti" che, fra l’altro, presenziavano l’assemblea permanente nei giorni in cui avrebbero dichiarato di essere regolarmente in servizio (vedi filmati DIGOS). In tema di sperperi non si può evitare il riferimento alla gestione annuale delle ferie, in rispetto del condivisibile principio che le ferie non godute non possono più essere retribuite, nell’ultimo periodo la gran parte del personale è stato posto in ferie d’ufficio(giustissimo), ma anche in questo caso si applicano le regole ad personam. Si ha infatti notizia di alcuni "eletti" che sarebbero esentati da tale norma, tanto da accumulare ferie pregresse superiori alle 200 giornate. Non vorremmo si trattasse della riproposizione di colpi di mano già visti, quando con "taciti" accordi di dubbia regolarità, si bypassavano le norme nazionali per pagare, ai furbi, il congruo bottino di ferie accumulate. Ci si era illusi che la profonda crisi dell’azienda, sull’orlo del fallimento per gli inspiegabili rossi in bilancio accumulati negli anni; avesse, quanto meno, ridimensionato la politica che tende a gestire "privatamente" le risorse pubbliche e socializzare il debito. Purtroppo non è così, neanche lo spettro del baratro è riuscito ad abbattere il malgoverno diretto da capi, capetti e loro adepti che nell’interesse dell’azienda, andrebbero invitati a fare le valigie anzitempo. Non è possibile far passare il principio per cui gli "scaltri" vincono sempre a spese dei lavoratori onesti, non è più tempo di mezze frasi o timide accuse; per rendere produttiva e salvare l’ATM bisogna asportare il cancro e le metastasi, dal versante sindacale partirà ogni iniziativa per impedire agli autori dello sfascio di completare l’opera distruggendo il futuro dei lavoratori, quelli veri impegnati sul campo, quelli che con impegno e dedizione garantiscono il servizio ai cittadini, quelli che non si nascondo dietro il protettore di turno ed hanno il coraggio di rivendicare il salario con la certezza di aver dato tutto per guadagnarselo. Nel rispetto della collettività che paga salato un servizio inesistente e dei tanti lavoratori con la coscienza dei diritti e dei doveri che hanno avuto la dignità di sostenere la protesta ponendosi in prima linea e sacrificando gran parte della mensilità, si richiede urgente incontro con le SS.LL. in indirizzo per fare chiarezza sull’increscioso evento e ristabilire la parità di trattamento salariale durante la protesta. In assenza di urgentissimo riscontro per esaurienti chiarimenti, ci vedremo costretti a rivolgerci nelle sedi opportune».


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