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10 gennaio 2009 - Apcom Gaza/ Manifestazioni a Milano, Palermo e Firenze pro PalestinaPresidi organizzati da associazioni e comunità palestinesi Roma, 10 gen. (Apcom) - Giornata di presidi e manifestazioni in diverse città italiane per sostenere Gaza e fermare "la guerra di distruzione del popolo palestinese", organizzati dall'associazione palestinesi in Italia e da diverse comunità palestinesi locali, in vista della grande manifestazione che si terrà a Roma il 17 gennaio prossimo. A Milano si scende in piazza alle 15.30 con un corteo che partirà da Piazzale Loreto e terminerà in piazza Duca d'Aosta, alla Stazione Centrale. La manifestazione è organizzata dalla associazione dei palestinesi d'Italia insieme alle associazioni arabe, che invitano "i cittadini, le organizzazioni della società civile e privata e gli amanti della libertà e della pace a sostenere Gaza a rompere l'assedio, a fermare il massacro di massa prima che sia troppo tardi" Ancora, a Palermo alle 17 ci si riunirà in piazza Politeama con un corteo cittadino "contro i palestinesi a Gaza sia contro le consolidate complicità politiche, istituzionali e comunicative in Italia con Israele", mentre a Firenza la comunità palestinese Toscana ha indetto una manifestazione regionale che partirà alle 16 da piazza San Marco. L'appello alla partecipazione lanciato dalla Comunità palestinese, ricorda come "il mondo intero stia assistendo attonito e addolorato allo scempio dei bombardamenti sulla popolazione civile di Gaza e chiede a gran voce che il governo italiano intervenga direttamente presso Israele e nelle sedi internazionali opportune per chiedere l'immediata cessazione delle azioni militari criminali in corso contro la popolazione palestinese, in particolare nel territorio di Gaza". Tutto in vista della manifestazione nazionale prevista per sabato 17 gennaio a Roma alla quale parteciperanno sia le associazioni storiche della solidarietà con i palestinesi (dal Forum Palestina alle associazioni di amicizia con la Palestina di Firenze, Cagliari, Bologna, Viareggio), i coordinamenti Free Palestine di Torino, Napoli e di Pisa, i sindacati di base RdB/CUB e Cobas, i centri sociali ma ci saranno anche le comunità degli immigrati, siano esse musulmane o no, e gruppi di cristiani di base. Tra le forze politiche PRC, PdCI, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, PCL. Domani, a Firenze, è previsto un incontro nazionale per decidere i dettagli del corteo. 10 gennaio 2009 - Rainews 24 Manifestazioni contro l'offensiva israeliana a Gaza in molti Paesi del mondo Migliaia di persone sono impegnate in cortei e
manifestazioni contro l'offensiva israeliana a Gaza in molti Paesi del mondo. A Ramallah,
Cisgiordania, 4 mila le persone in corteo, soprattutto militanti di Fatah, il partito
dell'ex leader palestinese scomparso Yasser Arafat. A Londra si parla di 100 mila
presenze, 12 mila secondo la polizia. Manifestazioni in questi giorni si stanno tenendo un
po' in tutto il mondo, oggi sono scesi in piazza anche in Libano e in Mauritania. Domani a
partire dalle 10 30 a piazza San Marco anche a Roma si darà vita ad una catena umana per
la pace in Medio Oriente, mercoledi, di nuovo nella capitale, ci sarà il corteo della
Cgil. Nell'offensiva israeliana in corso da due settimane sono morte 783 persone e ci sono
circa 3 mila feriti. 10 gennaio 2009 - La Repubblica La manifestazione parte alle 16 da
piazza San Marco e si dirigerà verso lungarno Vespucci Firenze - Partirà alle 16 da piazza San Marco la
manifestazione regionale di solidarietà con Gaza organizzata per oggi dalla Comunità
palestinese. Il corteo, al quale sono attesi circa 1.500 partecipanti, attraverserà via
Cavour e via Martelli, le piazze San Giovanni, Signoria e Strozzi per poi proseguire in
via della Vigna Nuova e via Goldoni e terminare sul lungarno Vespucci. Qui, secondo la
questura, i manifestanti si dovrebbero fermare all´angolo con via Curtatone, a pochi
metri dal consolato statunitense, mentre - annuncia il responsabile della Comunità Abel
Daas - è proprio sotto alla sede diplomatica Usa che terminerà invece il corteo, «con
un breve presidio». 10 gennaio 2009 - EPolis Roma San Giovanni. Agitazione in ospedale la direzione nel mirinoRoma - Sindacati del San Giovanni- Addolorata in rotta la direzione dellazienda ospedaliera S.Giovanni-Addolorata. La Rsu ha richiesto lutilizzo di fondi riferiti ad annualità passate, pari a 451mila euro, ma, secondo Stefano Zecchetti, segretario regionale Rdb-Cub Sanità, «la direzione generale utilizza i fondi per l'assunzione di nuovi responsabili amministrativi, quando il rapporto è già sproporzionato, con un dirigente ogni 10 impiegati - dice Zecchetti - il tutto, in un momento in cui le condizioni di sicurezza dell'ospedale sono carenti. Da tempo denunciamo i mancati controlli sui macchinari di radiodagnostica, con rischi per operatori e pazienti». Qualche giorno fa è crollato un controsoffitto nella quarta medicina. LRsu ha convocato unassemblea di tutto il personale mercoledì 14 gennaio. Intanto, i volontari del Tribunale del Malato hanno denunciato la reiterata presenza nella sala d'attesa del pronto soccorso di due barboni che bivaccano nei locali. 9 gennaio 2009 - Dazebao Il personale del San Giovanni di Roma in agitazione ROMA - Alla fine del mese di dicembre si sono interrotte le trattative sindacali con la Direzione del Azienda ospedaliera romana del S.Giovanni Addolorata. Stefano Zecchetti, del Coordinamento regionale RdB-CUB Sanità spiega i motivi della rottura: "La RSU ha richiesto lutilizzo dei fondi riferiti agli anni 2004, 2007, 2008 da assegnare a tutto il personale avente diritto. Lamministrazione vuole invece utilizzare parte delle già scarse risorse per creare nuovi responsabili amministrativi, determinando lassurdo di un dirigente ogni 10 impiegati". "A questo prosegue Zecchetti - si aggiunge il grave atteggiamento di indifferenza della dirigenza sulle grave carenze di sicurezza sul lavoro, nonostante le denuncie della RdB-CUB regionale. Per non parlare di come sono stati spesi soldi pubblici per il collegamento di viabilità del S. Giovanni allAddolorata attraverso lospedale militare, inaugurato in pompa magna nel 2008 ed attualmente inutilizzabile per motivi tecnici. Per tutte queste ragioni si intensifica lo stato di agitazione del personale dellospedale", conclude il responsabile RdB-CUB. Liniziativa di mobilitazione proseguirà con lassemblea generale di tutto il personale, convocata per mercoledì 14 gennaio, dove verranno decise ulteriori iniziative di lotta. 9 gennaio 2009 - Il Manifesto In piazza per fermare la guerra Firenze - Comunità palestinese toscana Quello che sta avvenendo a Gaza è l'ulteriore conferma che il governo israeliano non ha in mente altro progetto che la distruzione fisica del popolo palestinese, con l'intento di espellerlo definitivamente dalla propria terra o di ridurlo ad una condizione di totale asservimento. Al momento il numero dei palestinesi uccisi è di oltre 650, con oltre 3mila feriti. La Comunità palestinese in Toscana sta assistendo attonita e addolorata a tanto scempio, e chiede a gran voce che il governo italiano intervenga direttamente presso Israele e nelle sedi internazionali, per chiedere l'immediata cessazione delle azioni militari criminali in corso contro la popolazione palestinese ovunque e, in particolare, nella Striscia di Gaza. La Comunità palestinese in Toscana si rivolge perciò alla popolazione, alle organizzazioni, ai comitati, alle associazioni e ai partiti, perché partecipino tutti alla manifestazione regionale convocata a Firenze per domani 10 gennaio 2009 (ore 16 piazza San Marco), per elevare una forte condanna dell'operato di Israele e per dare nuova speranza di vita e di libertà al popolo di Gaza. (prime adesioni all'iniziativa: Ass. Amicizia italo palestinese, Prc Fi, Unaltracittà, Cobas Fi, Il Muretto-Com. di base Le Piagge, comitato Fermiamo la guerra Fi, Comunità islamica Firenze-Toscana, Pcl To, Sx Critica To, Il Filo Rosso, Cpa Fi sud, Cs Cienfuegos, Col Scienze Politiche Fi, Rete collettivi studenteschi Fi, Rete Semprecontrolaguerra, Slai Cobas Fi, Partito umanista Fi, Centro documentazione Carlo Giuliani, Comitato San Salvi chi può, Statunitensi contro la guerra, Ass. Per la sx unita e plurale Fi, Social Forum Cecina, Conf. marocchini in Italia, Comitato varesino per la Palestina, 100 idee per la pace Siena, Pdci To, Comunità palestinese Pisa, Rdb Cub Pi, Rete dei Comunisti, Spazio ant. Newroz, Circolo Arci Agorà, Cobas Pi, Lab Rebeldìa, Valori, Un ponte per..., Pianeta Futuro, Prc Pisa, Pcl Pisa, Ass. Italia Cuba, Circolo Che Guevara Ponsacco, Comunità musulmana Pisa, Prc Reg.To) 9 gennaio 2009 - Il Giorno IL MINISTRO SCRIVE AL GIORNO LEGNANO (Milano) IL MINISTRO Renato Brunetta scende in campo in prima persona nella vicenda delle centraliste, licenziate dallAzienda ospedaliera di Legnano, che per richiamare lattenzione dei media avevano organizzato un eclatante quanto pudibondo strip tease in un teatro milanese. In una lettera scritta direttamente al direttore del «Giorno», Giovanni Morandi (che pubblichiamo integralmente a fianco), il titolare del dicastero per la Pubblica amministrazione e lInnovazione spiega qual è la «ratio» della legge (impedire abusi nellutilizzo dei lavori flessibili), ma aggiunge un elemento importante e cioè che se le parti (il sindacato e lAzienda ospedaliera) si mettono daccordo è possibile concordare una proroga dei contratti a tempo determinato, anche in deroga al limite massimo di tre anni. Intanto loro, le undici ex centraliniste del call center dellospedale di Legnano, si dichiarano più combattive che mai e si preparano a sparare altre bordate pur di riavere il posto di lavoro. Dopo lo spogliarello alla «full monty», ora si giocheranno la carta della tv: il 16 gennaio alle 7,15 appariranno su Telenova nella trasmissione «Novamattina» condotta da Stefano Fumagalli. La speranza è che questo primo trampolino porti anche verso qualche canale nazionale per dare il massimo risalto alla loro vicenda. In questo sono fortemente appoggiate dal sindacato: «Faremo di tutto dice Riccardo Germani delle rappresentanze di base (Rdb) dellazienda ospedaliera perché siano riassunte. Siamo pronti a nuove azioni eclatanti, superiori allo strip di settembre». Che la vicenda del call center di Legnano non fosse giunta al capolinea si è scoperto qualche giorno fa, attraverso lesito di una trattativa aziendale fra Rsu e azienda ospedaliera. Prima il Sindacato dei lavoratori (Sdl) del Civile ha espresso forti perplessità sul ricorso a una selezione interna per coprire 4-6 posizioni al call center di Legnano. Ora Rdb ritiene la decisione emersa in trattativa «la dimostrazione che il nuovo call center regionale con sede a Paternò non funziona e che serve ripristinare quanto prima il vecchio servizio». GERMANI è sferzante: «In questo modo si vogliono avvantaggiare alcune persone che stanno lavorando attualmente. Ma i numeri non sono corretti: disponibili ci sono 6-7 posizioni full-time, che potrebbero trasformarsi in 12 o 14 part-time e quindi permettere piena occupazione (oltre a crearne di nuova) a tutte e undici le donne licenziate. Noi abbiamo inoltrato oggi (ieri, ndr) la richiesta di un incontro con la direzione per discutere la questione: chiediamo che non venga effettuata una selezione interna, bensì un concorso pubblico a tempo determinato della durata di 18 mesi». LA LETTERA«I contratti a termine si possono prorogare se cè un accordo» di RENATO BRUNETTA, Ministro per la Pubblica Amministrazione e lInnovazione CARO DIRETTORE, mi riferisco allarticolo apparso sul suo giornale relativo alle dipendenti del call center di Legnano. Al riguardo, vorrei chiarire per lennesima volta che le norme inserite nel decreto legge 112/2008 prevedono il limite massimo di tre anni in un quinquennio per i contratti a tempo determinato: tale limitazione è stata introdotta n el lavoro privato da una legge voluta dal Governo precedente. Con il decreto legge 112 è stata giustamente estesa anche al settore pubblico, trattandosi di una norma volta a impedire abusi nellutilizzo dei contratti di lavoro flessibili. La stessa norma prevede che possono essere fatte salve disposizioni diverse, anche in deroga al limite massimo di tre anni, con contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Inoltre sempre la stessa norma prevede che un ulteriore successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio. Scusandomi per il tecnicismo della risposta, pur non entrando nel merito della questione che rientra nella competenza specifica della Azienda ospedaliera, è chiaro che le opportunità per consentire una proroga dei contratti a tempo determinato sono previste nelle norme in vigore. Basta utilizzarle. Ovviamente le responsabilità di detti accordi sono rimesse alle volontà delle parti: datore di lavoro e organizzazioni sindacali. I sindacati caustici: «Gli ultimi
sviluppi ci danno ragione» Legnano - «QUANTO è accaduto a fine dicembre in trattativa sindacale Rsu dimostra quanto noi avevamo già detto da mesi: che il nuovo call center regionale con sede a Paternò non funziona, e il vecchio call center è strategico affinché il servizio erogato continui ad essere di qualità. A Paternò vengono prenotate solo le prime visite, ma da settembre a oggi, ossia da quando sono state licenziate le 11 donne centraliniste di Legnano, i nostri ospedali hanno perso in visite di controlle, ricoveri e conseguentemente anche entrate economiche». Riccardo Germani, delle Rappresentanze di base (Rdb) commenta così la notizia della selezione interna, prevista questo mese, per coprire "4-6" posti (secondo i sindacati confederali) del call center legnanese. Sempre secondo Cigl, Cisl e Uil, «leventuale vincita di un partecipante assunto con contratto di lavoro part-time, sarà soggetto alla trasformazione del proprio rapporto collaborativo in full-time». «I numeri non sono corretti: aperte ci sono 6-7 posizioni full time, che potrebbero trasformarsi in 12 o 14 part time, e quindi offrire piena occupazione (oltre a crearne di nuova) a tutte e undici le ex centraliniste licenziate - prosegue Germani -. Noi abbiamo richiesto oggi (ieri per chi legge, ndr) un incontro con la direzione aziendale per discutere della questione: chiediamo che non venga effettuata una selezione interna, bensì un concorso pubblico a tempo determinato della durata di 18 mesi, e che contempli attenzioni particolari verso i candidati che hanno già maturato significative esperienze in call center dellambito sanitario». Germani è pronto a riprendere la battaglia a fianco delle donne disoccupate.(S.V.) 9 gennaio 2009 - La Repubblica Presidio in via Cavour voluto da
varie associazioni, Firenze - Freddo polare e proteste, ieri pomeriggio, davanti alla Prefettura in via Cavour, per quello che sta accadendo nella striscia di Gaza, con la richiesta di un immediato «cessate il fuoco in tutta l´area», nonché di «ritiro immediato delle truppe israeliane, la fine dell´assedio di Gaza, e la protezione internazionale». «Non si può rimanere a guardare» è stato lo slogan del presidio, organizzato da un vasto schieramento di associazioni - Anpi, Arci, Cgil, con l´adesione, fra gli altri, di Libera, Beati i costruttori di pace, Gruppo Abele, Donne in nero, Forum ambientalista, Tavola per la pace, Emergency, Cospe, Legambiente, Cospe, Istituto Gramsci, Pd di Firenze, Sinistra, Giovani Democratici, don Luigi Ciotti, don Enzo Mazzi della Comunità di base dell´Isolotto, Luciana Castellina, Giuliana Sgrena, Sergio Staino, Giovanni Berlinguer - e a cui hanno partecipato ieri anche esponenti delle istituzioni locali, consiglieri regionali e comunali, esponenti sindacali, nonché i rappresentanti della Comunità islamica, dall´imam Ezzeddin Elzir al presidente della Comunità palestinese Abel Daas. Un appello è stato lanciato innanzitutto «a chi ha responsabilità politiche» e deve sentire «il dovere civile perché sia rotto il silenzio e si agisca», dalle Nazioni Unite all´Unione Europea, ai singoli stati, e consegnato da una delegazione, al termine del presidio, nelle mani del prefetto Andrea de Martino. Nello stesso momento in piazza della Repubblica è cominciato, per iniziativa della Comunità palestinese e con l´adesione di Rifondazione Comunista (che ieri ha illustrato la campagna �Sos Palestina´ di raccolta fondi per aiuti umanitari ai bambini di Gaza, promossa dal Comitato internazionale educazione per la pace), un presidio che continuerà fino a domani. Per confluire, alle 16, nella manifestazione-corteo regionale pro-Gaza in piazza San Marco organizzata dalla Comunità palestinese e appoggiata, fra gli altri, da Rc, Unaltracittà/Unaltromondo, Cpa Firenze sud, Sinistra critica, Rdb, la Comunità delle Piagge. La cui ispirazione, tuttavia, non è condivisa da un parte almeno degli organizzatori del presidio di ieri, a cominciare dalla Cgil: «Nella sua piattaforma non si chiede il cessate il fuoco a tutte le parti in causa, ma solo a Israele» ha notato il segretario della Camera del Lavoro Mauro Fuso a proposito del volantino della Comunità palestinese (intitolato «ancora una volta la barbarie sionista si scatena violenta e omicida sul popolo palestinese»). «In realtà» ha sostenuto Elzir «sabato inviteremo tutti a fermarsi», e Fuso ha promesso di «rifletterci su». E intanto, oggi, alla commissione pace del Comune, la Pd Susanna Agostini proporrà che su Palazzo Vecchio venga affisso uno striscione con scritto: «Tregua a Gaza subito».(m.c.c.) 8 gennaio 2009 - Apcom Gaza/ Manifestazione nazionale pro-Palestina a Roma il 17/1Promossa da Prc, Pdci, centri sociali Rdb/Cub e Cobas Roma, 8 gen. (Apcom) - E' stata convocata nella capitale
per sabato 17 gennaio da una larghissima coalizione di associazioni e forze politiche una
manifestazione nazionale di solidarietà con il popolo palestinese massacrato a Gaza dalle
forze armate israeliane. Dopo la prima giornata di mobilitazione nazionale che ha già
visto le piazze di quindici città italiane riempirsi di manifestanti a sostegno dei
palestinesi lo scorso sabato 3 gennaio, la rete di associazioni attiva da anni per la
Palestina ha deciso di passare ad un appuntamento centrale nella capitale politica del
paese per far pesare l'indignazione verso il massacro a cui sono sottoposti i palestinesi
a Gaza e la condanna della politica filo-israeliana adottata dal governo e -con poche
eccezioni - dalla "politica" italiana. 8 gennaio 2009 - Ansa GAZA:SINDACATO,PROPOSTO BOICOTTARE PRODOTTI MADE IN ISRAELE (ANSA) - ROMA, 8 GEN - «Abbiamo soltanto proposto di non comprare prodotti made in Israele. Si tratta quindi di un boicottaggio economico che non c'entra nulla con l'antisemitismo e con i negozi gestiti da ebrei». Lo ha detto il segretario provinciale della Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio ed Affini Uniti (Flaica) Cub, Giancarlo Desiderati, sindacato che a Roma conta 8mila iscritti. «Non abbiamo mai parlato - ha spiegato Desiderati - di boicottaggio della comunità ebraica. La nostra iniziativa mira a condannare l'uso della forza e lo avremmo fatto anche se al posto degli israeliani ci fossero stati i palestinesi». Sul sito del sindacato si legge l'invito ai consumatori di non comprare prodotti made in Israele: «Non vogliamo forzare nessuno, ma oggi sentiamo il dovere morale di indicare una strada per protestare contro il governo israeliano e contro la sua politica militare di massacri. Non acquistate prodotti che iniziano con il codice a barre 729, quella merce è stata fabbricata in Israele. Fermiamo il massacro di Gaza... STOP ai bombardamenti subito!». ALITALIA: CUB, DA PRODI A BERLUSCONI TUTTI PER AIR FRANCE (ANSA) - MILANO, 8 GEN - «Solo 12 mesi fa, dopo la decisione del Governo Prodi di favorire Air France nella trattativa per la cessione di Alitalia, si erano scatenate le dichiarazioni dei politici e amministratori lombardi. In testa a tutti Bossi. Dopo quella canea, contro le 'scelte romanè, e soprattutto dopo il voto alle politiche dello scorso anno, tutto sembra essere rimasto come prima, con alcune differenze: ora al governo non c'è Prodi ma Berlusconi, Alitalia è stata privatizzata». Lo afferma, in una nota, la Cub-Trasporti. «Oggi, come 12 mesi fa, chi comanda in Alitalia vuole privilegiare un accordo con Air-France», sottolinea il sindacato di base per il quale «oggi come 12 mesi fa, la Lega con in testa Bossi tuona 'O Lufthansa o la liberalizzazione con effetto immediato dei diritti di traffico aereo». 8 gennaio 2009 - Omniroma BOICOTTAGGIO EBREI, FLAICA-CUB: «NON ESISTE LISTA NEGOZI» (OMNIROMA) Roma, 08 gen - In relazione alla notizia sul boicottaggio dei saldi nei negozi della comunità israeliana a Roma, si legge in una nota del sindacato Flaica-Cub Roma a firma del segretario provinciale Giancarlo Desiderati, precisiamo che «non è mai stata nominata nei nostri comunicati la comunità ebraica Romana, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà per le sofferenze che ha subito nel passato e che riconosciamo quale composta da cittadini e lavoratori onesti. Non esiste né sarà diffusa nessuna lista dei negozi in cui non comprare perché della comunità israeliana. Condanniamo a prescindere qualunque forma di antisemitismo di destra e di sinistra e siamo per l'integrazione completa di tutte le etnie culturali. Quello che proponiamo con la nostra iniziativa è il boicottaggio finale di Israele perché chiunque usi mezzi militari contro civili inermi, sia palestinese che israeliano, commette un crimine contro la vita umana e per questo và boicottato anche nella parte economica per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altri armi da guerra». 8 gennaio 2009 - Adnkronos M.O.: FLAICA CUB ROMA, NON ESISTE
LISTA NEGOZI EBREI DA BOICOTTARE Roma, 8 gen. - (Adnkronos) - "Non e' mai stata nominata nei nostri comunicati la comunita' ebraica Romana, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarieta' per le sofferenze che ha subito nel passato e che riconosciamo quale composta da cittadini e lavoratori onesti. Non esiste ne' sara' diffusa nessuna lista dei negozi in cui non comprare perche' della comunita' israeliana". Lo afferma il segretario Provinciale della Flaica Cub Roma Giancarlo Desiderati riferendosi alla proposta di boicottaggio dei prodotti israeliani. "Condanniamo a prescindere qualunque forma di antisemitismo di destra e di sinistra e siamo per l'integrazione completa di tutte le etnie culturali", sottolinea. "Quello che proponiamo con la nostra iniziativa e' il boicottaggio finale di Israele perche' chiunque usi mezzi militari contro civili inermi, sia Palestinese che Israeliano commette un crimine contro la vita umana e per questo va' boicottato anche nella parte economica per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altri armi da guerra", conclude. 8 gennaio 2009 - Dire Flaica-cub: ''Boicottare i prodotti di Israele, non la comunità ebraica''Roma - E' lo Stato di Israele -"che sta compiendo una vera e propria mattanza a Gaza"- e non la comunita' ebraica romana- l'obiettivo del boicottaggio lanciato dalla Flaica-Cub, il sindacato autonomo che nel settore del commercio conta 8 mila iscritti. A chiarire il senso dell'iniziativa e' lo stesso ideatore e segretario provinciale, Giancarlo Desiderati. "Vogliamo esprimere- dice- la nostra solidarieta' alla comunita' ebraica di Roma che non e' mai stata nominata nel corso delle nostre iniziative. Il nostro scopo e' piuttosto quello di boicottare Israele e tutti i suoi prodotti". (DIRE) 8 gennaio 2009 - La Repubblica Vertice in Prefettura con i
magistrati Barbuto e Gianfrotta Torino - Lo sciopero straordinario dei cancellieri del tribunale è stato momentaneamente sospeso: lo hanno deciso i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, e Rdb, che ieri hanno avuto un lungo incontro in prefettura, a cui hanno partecipato anche il presidente del tribunale Mario Barbuto e quello dei gip Francesco Gianfrotta. I cancellieri sono stati rassicurati sulla possibilità di ottenere una serie di aiuti concreti e di interventi sull´organizzazione del loro lavoro. «Non si tratta solo di promesse, ma anche interventi immediati - ha spiegato Giovanni Staiano della Cgil - in particolare per la definizione delle priorità di lavoro e sulla necessità di contingentamento delle udienze, che non possono superare il numero di 12 a settimana, e con l´invio di fondi per pagare gli straordinari». I cancellieri si trovano in una situazione di disagio, anche per la riduzione del numero passato da 480 a 365. «La decisione di fare lo sciopero straordinario non è cancellata ma soltanto congelata - ha spiegato ancora il cancelliere - in attesa di riunione con il presidente del Tribunale». 8 gennaio 2009 - La Nuova Sardegna CTM Autobus fermi il 13 CAGLIARI - I sindacati Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Rdb e Css hanno indetto per il 13 gennaio uno sciopero dalle 12 alle 16 degli autisti e di 4 ore per turno di lavoro del personale degli impianti fissi e amministrativo. 8 gennaio 2009 - Il Giorno Strip inutile, assumono altre LEGNANO (Milano) UNA PRESA IN GIRO totale. Una rabbia infinita. Siamo state licenziate e ora fanno un concorso interno per "ottimizzare" il servizio, a dimostrazione che il call center dellazienda ospedaliera di Legnano, così comè fa acqua da tutte le parti. Chi siede ora al nostro posto proviene dagli ambiti più disparati: dalla lavanderia e dalle cucine». Le undici lavoratrici del call center sono disoccupate dal primo settembre 2008. Non è servita la protesta, nè il clamoroso strip-tease visto e rivisto da migliaia di fan in internet. A fine dicembre la Rappresentanza sindacale unitaria e la direzione aziendale affronta il tema del call center di Legnano che prima era da eliminare perchè costoso e ora è da rimettere ma senza assumere: Nel comunicato ai dipendenti si legge: «Per organizzare e ottimizzare il servizio, sarà prevista per il mese di gennaio 2009 una selezione interna per la copertura di 4-6 posti, destinati esclusivamente al call-center legnanese. Leventuale vincita di un partecipante assunto con contratto di lavoro part-time, sarà soggetto alla trasformazione del proprio rapporto collaborativo in full-time». EVIDENTEMENTE si vuole regolarizzare chi sta lavorando ora - riprende la donna -. Peccato che noi avevamo maturato una lunga esperienza, anche di sei anni, e non di mesi. E qualcuna di noi, seppur precaria, già era impiegata full time. Il sindacato mi ha assicurato che farà di tutto affinché a quella selezione possiamo partecipare anche noi». Ma non è affato facile perchè le undici ex operatrici di call center sono sempre state reclutate tramite agenzie di lavoro interinale, con contratti di lavoro rinnovati di volta in volta. Fino al 31 agosto 2008. Per lAzienda ospedaliera non sono state licenziate: «Prorogare il loro contratto sarebbe stato un atto illegittimo», ha sempre sostenuto il direttore generale dellAzienda ospedaliera, Carla Dotti. Le Rappresentanze di base hanno preso fin da subito le loro difese: «Queste donne sono state licenziate perchè hanno lavorato più di tre anni nel quinquennio: è questo il decreto sulla semplificazione nel pubblico impiego, il Decreto Legge Brunetta», affermano. In agosto la protesta si è scaldata. I consiglieri regionali di Rifondazione comunista hanno presentato uninterrogazione urgente alla Giunta. Intanto le ragazze messe alla porta si inventavano un "full monty" casalingo: girano un video col telefonino e lo mettono su Youtube. Il 5 settembre realizzano uno strip-conferenza al Teatro della Cooperativa di via Hermada, a Milano. Sembra che la provocazione sortisca effetti, per lo meno dimmagine. Arrivano i presidi davanti allospedale di Legnano e alla Regione. Seguono le partecipazioni a trasmissioni televisive: da "Insieme sul Due", di Milo Infante, ad "Annozero", di Michele Santoro. E dopo tre mesi la batosta finale: altre lavoratrici al loro posto. 8 gennaio 2009 - Il Tirreno Si mobilita il Coordinamento di solidarietà con la Palestina PISA - Sulla guerra che sta sconvolgendo Gaza, si mobilita
a Pisa il Coordinamento provinciale di solidarietà con la Palestina, una rete di sigle
associative pisane nata lo scorso 5 gennaio. 7 gennaio 2009 - Dire MO. BOLOGNA, GARAGNANI (FI): PD IMBARAZZATO E IRRESPONSABILEPOPOLARI LIBERALI: IN PIAZZA "INCIVILE E VOLGARE GAZZARRA" (DIRE) Bologna, 7 gen. - Fabio Garagnani non molla la presa e torna a farsi sentire sulla preghiera musulmana andata in scena sabato in piazza Maggiore, prendendo di mira in particolare il centrosinistra. Il deputato di Fi rileva "i sottili distinguo e le imbarazzate dichiarazioni di autorevoli esponenti del Pd ex diessini e cattolici ulivisti", in "progressivo allontanamento dal proprio elettorato". In realta', incalza Garagnani, "senza avere il coraggio di dirlo questi politici sono espressione di una cultura che in nome del dialogo tende a delegittimare quella tradizione culturale cristiana che e' strettamente compenetrata con l'identita' del nostro popolo". Una "concezione devastante del dialogo interreligioso- continua Garagnani- ancorata ancora a concezioni sessantottine superate e smentite dalla storia". Una "vera e propria irresponsabilita' politica" per l'azzurro, che riprende le parole del vescovo vicario, monsignor Ernesto Vecchi, parlando di "atteggiamenti di sfida nei confronti di quella tradizione culturale giudaico-cristiana che e' patrimonio comune di tutta la citta'". Lo stesso Garagnani, due giorni fa, ha presentato al Governo un'interpellanza urgente sulla manifestazione "organizzata da settori dell'estremismo islamico e dell'estrema sinistra", terminata "occupando abusivamente piazza Maggiore ed insultando gravemente i sentimenti cattolici dei bolognesi, tenendo conto che San Petronio e' storicamente il 'Tempio' cristiano per eccellenza della citta'". Garagnani segnala la partecipazione di dirigenti e consiglieri comunali della sinistra cittadina, mentre "desta preoccupazione la presenza di esponenti del Centro di cultura islamica di Bologna, dell'associazione Sopra i ponti, di Crash e Disobbedienti nonche' di rappresentanti dell'organizzazione sindacale Rdb-Cub". Senza mettere in discussione il diritto di manifestare nel rispetto delle leggi, precisa Garagnani, "ci si e' trovati di fronte a circostanze che mettevano in pericolo l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini con un atto di vero e proprio oltraggio alla tradizione cristiana di Bologna". Per questo Garagnani sottolinea "la gravita' dell'autorizzazione della manifestazione in questione da parte delle autorita' competenti" e chiede al Governo "un'energica azione di prevenzione e di eventuale repressione su quanto accaduto", ovvero una manifestazione "di fatto mirante ad una vera e proprio strategia della tensione". Sulla linea di Garagnani anche i Popolari liberali di Bologna, per i quali "e' inaccettabile che una minoranza fanatizzata e politicamente etero-diretta" dia luogo a manifestazioni come quella di sabato, in una Bologna "profondamente offesa dalla sfida lanciatale nel luogo simbolo della propria liberta' civica e del proprio profondo e pregnante sentimento religioso cristiano". Per i Popolari si e' trattato di "un'incivile e volgare gazzarra" e di una "esibizionistica ostentazione di religiosita' che nulla aveva a che fare con la manifestazione stessa", di fronte a cui si e' rilevata grave la "miopia" delle autorita' che hanno autorizzato in piu' citta' le manifestazioni di sabato. Critiche alla comunita' islamica anche dal centrosinistra, con Pietro Aceto (dei Cittadini per l'Ulivo) che, richiamandosi alle parole del segretario regionale del Pd, Salvatore Caronna, sottolinea come "chinarsi verso la Mecca davanti a San Petronio sia un gesto di politicizzazione della sfera religiosa, assolutamente inaccettabile per tutte le genti che credono nella liberta' e nell'uguaglianza tra i popoli". 7 gennaio 2009 - Omniroma PA, SOLE 24ORE: REGIONE LAZIO 1^ PER TAGLIO ASSENZE MALATTIA (OMNIROMA) Roma, 07 gen - «Nella lotta contro l'assenteismo il Lazio se la cava piuttosto bene. In base ai dati del ministero della Pubblica amministrazione, a novembre la Regione con i suoi 3.078 dipendenti è quella che più ha ridotto il numero di assenze (-68% su base annua) rispetto alle altre amministrazioni regionali. Bene anche la Provincia di Roma, terza con il suo -75,2% nel suo settore, dopo le ben più piccole Oristano e Sondrio. Nessuna amministrazione comunale della regione, invece, è entrata nelle migliori quindici, mentre l'Ospedale San Giovanni Addolorata ha ridotto del 54,4% le assenze dei propri 2.571 dipendenti, la quinta miglior performance tra i nosocomi». Lo scrive Sara Menafra sul Sole 24 Ore. «Il 'manuale anti-Brunettà- prosegue l'articolo - che Cobas e Cub avevano pensato ad agosto per aggirare le nuove norme contro l'assenteismo, non è bastato. Stando ai dati del ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, tra maggio e novembre in tutta Italia le assenze dei dipendenti pubblici sono diminuite del 40% rispetto a quelle del 2007. A novembre i giorni di malattia (retribuiti e non retribuiti) inferiori ai 10 giorni erano calati del 41,4%. E le assenze superiori a 10 giorni, insieme a quelle 'per altri motivì sarebbero scese, rispettivamente, del 35,8% e del 12,8%». «Alla pagella del Lazio - conclude l'articolo - vanno poi sommate le prestazioni positive di alcune amministrazioni centrali. Dunque è una medaglia ai dipendenti pubblici della Capitale anche il risultato del miglior ministero, quello delle Politiche agricole e forestali, tanto più che le 68.000 guardie forestali che pure dipendono dallo stesso ministro sono state escluse dal conteggio. L'occhiata alla divisione per aree, colloca il 'centrò, di cui fa parte anche il Lazio, all'ultimo posto con il 38,9% di malattie in meno, dopo Sud e isole (-43,9%), il Nord ovest (-42,9%) e il Nord est (-41,8%). Benino, dunque, se non fosse che la valutazione statistica è ancora un pò incerta. Ai questionari autunnali hanno risposto in media 1.500 amministrazioni. Poche, se si tiene conto che il confronto di cui parliamo (e dunque quel risultato del - 41,4%) è calcolato tendendo come base i dati di 8mila amministrazioni comunali comunicate nel 2007 e che in tutto ne esistono 40mila». 7 gennaio 2009 - La Nazione online CARENZA D'ORGANICO Livorno, 7 gennaio 2009 - "Ogni difficoltà diventa unemergenza". E la massima di chi, da mesi, denuncia una carenza di organico. Grave. Tanto che la notte di San Silvestro le decine di incendi, tra cassonetti, negozi e barche, sono state gestite grazie alla 'coscienza' di qualcuno e alla volontà di "chi, pur non essendo di turno si trovava in caserma a festeggiare lultimo dellanno con la famiglia, e ha aiutato i colleghi". Una notte di fuoco per i pompieri labronici: almeno una decina di cassonetti bruciati dai petardi, il negozio di giocattoli in via Garibaldi in fiamme, il rogo a Castorama, il razzo sparato al porticciolo del Calambrone dove hanno preso fuoco e sono state affondate sei imbarcazioni, due interventi nelle case e un incidente. Una raffica di servizi difficile da affrontare con soltanto due partenze. "Anche rispondere al telefono raccontano i sindacati in quella situazione era difficile". Considerando oltretutto che il 115 isolano è stato da poco chiuso e fatto confluire nella sede centrale. A parlare dei loro tanti problemi in un giorno di festa, la Befana, sono tutte le principali sigle: Cgil, con Luca Bacci e il delegato Massimo Montauti, Uil, Roberto Lenzi e Roberto Tessari, Cisl, Marco Galigani e Rdb, Paolo Catola. "Vogliamo far sapere ai cittadini in un giorno in cui anche noi festeggiamo che se arriviamo tardi quando dobbiamo fare una normale apertura porta non è colpa nostra. Abbiamo altri servizi più urgenti e pochissime risorse". Quindi, passano al loro racconto della notte del 31 dicembre. "Per spegnere lincendio da Castorama ricordano abbiamo operato contro ogni regola di sicurezza. E, per primo, è intervenuto uno dei nostri precari che si trovava in zona per caso. Se non avesse agito distinto, ma anche seguendo la sua esperienza, il titolare del centro commerciale, entrato nel negozio quando cera un grande fumo, avrebbe avuto conseguenze più gravi. E invece si è intossicato solo leggermente". Difficile capire fino in fondo un sistema fatto di pedine, poche, e di esigenze della provincia. Tante. «Entro questanno andrà in pensione una decina di persone. Dei 1300 vigili entrati con il concorso nazionale non sappiamo ancora se e quanti saranno destinati alle nostre zone. E comunque non saranno operativi prima di mesi: devono seguire un corso di formazione. Poi ci sono i colleghi specializzati che sono spesso in giro per lItalia, come i cinofili. Basti pensare che per lUnione europea in Italia i pompieri dovrebbero essere almeno 45mila, mentre sono 25mila. Ci sono poi i vigili discontinui in attesa di essere regolarizzati: sono 2 per turno". Non solo. "I fondi per richiamare il personale da libero da inizio anno sono bloccati. Che cosa dobbiamo dire ai cittadini quando ci chiedono aiuto?". Le dodici unità promesse dal sottosegrtario Nitto Palma al senatore Filippi e allonorevole Velo? "Non vorremmo che si trattasse dei sei capisquadra arrivati da altre province il 22 dicembre, di cui quattro sono stati già trasferiti, e di sei inviati al porto che non sono ancora operativi". Leta. Il più giovane in questo corpo? Ha tra i 38 e i 40 anni. Manca il turnover. E alcuni interventi a cinquantanni si fanno sentire: "Se si lavora di notte, il giorno dopo siamo senza voce", affermano. "Non basta più un salto per arrivare oltre una staccionata ma servono le scale. Tutto si rallenta con i rischi che ne conseguono". Fino ad arrivare al capitolo stipendio: "Dopo 11 anni di servizio si guadagna 1300 euro al mese. In pensione dopo 40 anni si va con 1700 euro". Troppo poco per una responsabilità enorme. 7 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno I 560 dipendenti chiedono il
rispetto dei contratti e l'ingresso negli organici dell'Asl. In piazza il 16 Taranto - Si rischia la paralisi di alcuni servizi
fondamentali nella Asl di Taranto dove i 560 dipendenti della «Cascina Spa» sono alle
prese con una vertenza che li contrappone alla direzione dell'ente pubblico e alla
società da cui dipendono. Per questo la segreteria provinciale del sindacato
Rappresentanze sindacali di Base dei Cobas (fortemente rappresentato nella categoria), ha
indetto per il prossimo 16 gennaio una giornata di sciopero con un sit-in davanti alla
sede della direzione generale della Asl jonica. Intesa Quiete-Asl, il sindacato
accusa: «Insieme anziani e malati psichici» SALERNO Sette mesi fa i novanta dipendenti della clinica privata La Quiete di Pellezzano bruciavano i cassonetti della spazzatura per scongiurare i tagli. Poi, lo scorso 19 dicembre l'Asl Sa2 sigla un accordo e 14 tra infermieri e operatori socio-sanitari della struttura accreditata vengono trasferiti presso la residenza sanitaria assistenziale di Mariconda. Il personale sarà al lavoro entro dieci giorni, con viva soddisfazione del direttore sanitario della clinica Michelino Romano. «Finalmente usciamo dalla crisi che per anni ci ha attanagliato - esordisce il manager - grazie all'impegno mantenuto dal direttore generale della Sa2, Federico Pagano, e alla sinergia che si è venuta a creare tra strutture pubbliche e strutture private, che comporta un risparmio per l'azienda sanitaria e la salvaguardia dei dipendenti del settore privato». Per il momento, presso la Rsa di Mariconda opereranno sette infermieri e sette operatori socio-sanitari, tra psicologi ed educatori. Eppure, le nubi sulla clinica di Pellezzano e sull'Asl Sa2 fanno fatica ad allontanarsi. Tanto che, dieci giorni dopo la sottoscrizione dell'accordo, le rappresentanze sindacali di base inviano una lettera al manager Pagano e al sindaco di Salerno. «Richiesta chiarimenti», specifica l'oggetto della missiva. E i chiarimenti riguardano proprio il trasferimento di personale dalla clinica La Quiete alla residenza sanitaria di Mariconda, perché «insospettiti dal fatto - si legge nella nota - che da diversi giorni vengono effettuati sopralluoghi all'interno della struttura pubblica da parte di dirigenti dell'Asl Sa2 e senza la presenza del responsabile della struttura o del distretto che riferiva che il sopralluogo serviva per verificare quante stanze sono disponibili degli ammalati ricoverati presso La Quiete». E non solo. Il sindacato polemizza anche sulla «illegittimità di accorpare all'interno della stessa struttura anziani fragili (originaria vocazione della rsa di Mariconda; ndr) e malati psichiatrici». Le rappresentanze di base chiedono se è stato sottoscritto un accordo. «Probabilmente - continua la lettera - ci sarà una delibera adottata dalla direzione generale che ha avviato questa iniziativa imprenditoriale, dimostrando ancora una volta la poca trasparenza nei confronti della Rsu aziendale». 7 gennaio 2009 - Il Tirreno «Siamo pochi e mal pagati» LIVORNO - Quattordici unità in meno, tra pensionamenti e
promozioni, nel giro di un anno per i vigili del fuoco, e incertezza su chi rimpiazzerà i
colleghi. Un bilancio del personale che sembra un bollettino di guerra, se si pensa alle
difficoltà che i pompieri incontrano nel lavoro per far fronte allemergenza. Entro
lanno, da direttiva ministeriale, dovrebbero arrivare 12 nuovi uomini, ma i
sindacati hanno dei dubbi e chiedono «forze fresche». E poi saggiunge anche un
altro grido di allarme: «Basta con i precari, che sono due a turno: se non ci fossero
saremmo in grosse difficoltà. Ma vanno regolarizzati». 7 gennaio 2009 - Il Giorno OSPEDALE CIVILE DI LEGNANO LEGNANO ABBIAMO SEGUITO fin dalle prime mosse le vicende professionali e umane delle undici ex operatrici del call center dellAzienda ospedaliera di Legnano, rimaste disoccupate dal 1° settembre 2008. Qualche settimana fa apprendavamo con amarezza che, a distanza di tre mesi, solo una di loro aveva trovato lavoro. Al 30 dicembre, presso laula magna dellospedale di Legnano, si è svolto un incontro fra la Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) aziendale e la direzione. Tra i temi trattati cè ancora il centralino delle prenotazioni esami di Legnano. Nel comunicato diffuso ai dipendenti dei quattro ospedali dellazienda si legge: «Per organizzare e ottimizzare il servizio, sarà prevista per il mese di gennaio 2009 una selezione interna per la copertura di 4-6 posti, destinati esclusivamente al call center legnanese. Leventuale vincita di un partecipante assunto con contratto di lavoro part-time, sarà soggetto alla trasformazione del proprio rapporto collaborativo in full-time». VIENE SPONTANEO chiedersi che senso abbia avuto tutta lodissea delle undici donne, se qualche posto non poteva essere conservato per loro. La notizia della selezione interna suscita un primo commento dal parte del Sindacato dei lavoratori (Sdl), che al pari delle Rappresentanze di base (Rdb) è escluso dai tavoli aziendali. «È una decisione che ci lascia molto perplessi, considerato quanto hanno patito le donne licenziate - affermano i sindacalisti -. Ora al call center risponde personale che prima lavorava in cucina centrale. Non sappiamo chi parteciperà alla selezione, ma pensiamo che possa essere un modo per evitare i rischi dellesternalizzazione. Comunque cè gente che vuole passare a full time, e siccome quando si poteva fare non è stato fatto, adesso si corre ai ripari». ALTRE TEMATICHE affrontate nella trattativa di fine anno riguardano la verifica della produttività collettiva 2008, e il passaggio di fascia-posizioni organizzative aziendali. Per quanto riguarda la produttività, i confederali così si esprimono: «Come definito dallaccordo aziendale del 14 luglio 2008, la ripartizione economica della produttività collettiva legata ai progetti dunità operativa è cessata il 31 dicembre. Il problema immediato sorge per lanno 2009. La Direzione non intende erogare risorse economiche se non conseguenti alla continuità dei progetti già elaborati e attivi in azienda. La Rsu ha respinto questipotesi, in quanto, dopo delle verifiche attuate dai delegati, alcuni progetti aziendali nella loro applicazione hanno evidenziato numerose lacune. Sarà quindi necessaria una seria verifica per arrivare quanto prima ad un accordo per la produttività 2009». PER QUANTO CONCERNE invece il passaggio di fascia, la Rsu ne discuterà con la direzione il 20 gennaio, in un incontro ad hoc. «Lintento sarà quello di attivare una verifica sulle posizioni organizzative aziendali, conferite in modo attivo o che sono al momento vacanti: questo ci permetterebbe di individuare con precisione lammontare del fondo economico, ed eventualmente integrarlo con una razionalizzazione delle risorse, garantendo a un maggior numero di lavoratori la progressione economica orizzontale», spiegano i confederali. 7 gennaio 2009 - Il Sole 24 Ore A livello nazionale nessuna amministrazione ha fatto meglio a novembreAssenze per malattia, -68% in Regione Il "manuale anti-Brunetta", che Cobas e Cub
avevano pensato ad agosto per aggirare le nuove norme contro l'assenteismo, non è
bastato. Stando ai dati del ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, tra
maggio e novembre in tutta Italia le assenze dei dipendenti pubblici sono diminuite del
40% rispetto a quelle del 2007. A novembre i giorni di malattia (retribuiti e non
retribuiti) inferiori a dieci giorni erano calati del 41,4%. E le assenze superiori a
dieci giorni, insieme a quelle "per altri motivi" sarebbero scese,
rispettivamente del 35,8% e del 12,8%. 7 gennaio 2009 - La Repubblica Un cartello fuori dagli uffici
avverte: troppa gente, si chiude. Torino - «Causa sovraffollamento la filiale è
momentaneamente chiusa». Leggere questo cartello sulla porta di una delle proprie filiali
sarebbe il sogno di qualsiasi banca. A Intesa-Sanpaolo è successo. Però la scritta è
comparsa davanti ad un ingresso un po´ particolare: quello del Banco dei pegni di via
Botero 9. 7 gennaio 2009 - Nettuno Press ATM, I SINDACATI PROCLAMANO LO STATO
D'AGITAZIONE Messina - I sindacati CGIL - CISL - UIL UGL
CUB ORSA CILDI CISAS R.S.U. SETTORE AUTOFERROTRANVIERI
ATM DI MESSINA hanno proclamato lo stato d'agitazione come spiegano in una nota inviata al
sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca; al prefetto Francesco Alecci; allAssessore
alla Mobilità Urbana, Carmelo Capone; al Commissario speciale A.T.M., Domenico Manna; al
Direttore Generale A.T.M. Claudio Conte. "Le scriventi OO.SS. unitamente alle R.S.U.,
dichiarano lo stato di agitazione della categoria poiché fortemente preoccupati
dallimmobilismo dellATM e del Comune (Ente proprietario), in ordine al
rispetto degli impegni sottoscritti nel protocollo del novembre u.s.. Ricordano che
laccordo, ove sia necessario, sottoscritto in data 28/11/2008 dalle parti (Cgil,
Cisl, Uil, Ugl, Cub, Orsa, Cildi, Cisas, R.S.U., e per lEnte proprietario dal
Sindaco Buzzanca), frutto anche del ruolo attivo svolto dal Prefetto Alecci, con la
propria e significativa azione e limpegno profuso per linteresse della città
e dei lavoratori, avente come obiettivo prioritario il definitivo risanamento e rilancio
dellATM. 7 gennaio 2009 - Tempo Stretto Immobilismo Atm, i lavoratori
nuovamente sul piede di guerra Messina - Il 2009 si apre esattamente come il suo predecessore: con i lavoratori dellAtm in stato dagitazione. In realtà dal famoso blocco di quindici giorni gli animi non si erano mai placati del tutto, ma oggi i sindacati tornano a farsi sentire, e in maniera unitaria, col sindaco, il prefetto, la Regione e tutti gli organi istituzionali interessati. Lo fanno con una nota, firmata da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cub, Orsa, Cildi, Cisas, e R.S.U., nella quale si definiscono «fortemente preoccupati dallimmobilismo dellATM e del Comune», soprattutto in merito agli accordi presi con il protocollo dintesa sottoscritto dal sindaco Giuseppe Buzzanca e dai sindacati stessi il 28 novembre scorso, grazie anche al ruolo attivo svolto dal prefetto Francesco Alecci. Quellaccordo, ricordano i sindacati, prevedeva «puntuale e mirata destinazione delle risorse economiche, convocazione al tavolo Regionale, così come richiesto anche dal sig. Prefetto di Messina, individuazione in tempi rapidi di un esperto del settore e di certificata competenza con il compito di redigere un Piano dImpresa, affidamento di tutti gli altri servizi connessi alla mobilità urbana, mantenimento dei livelli occupazionali, stabilizzazione dei lavoratori precari, ottimizzazione del servizio pubblico, interventi comunali mirati ad aumentare la produttività dellazienda». «Tutto ciò si legge nella nota - veniva fatto oggetto di attenta disamina dallAssemblea permanente dei lavoratori del 29 novembre 2008, che valutava positivamente il contenuto dellaccordo sottoscritto e, a fronte di ciò, lAssemblea dei lavoratori, deliberava la sospensione provvisoria della protesta, con la permanenza dello stato di agitazione, dichiarandosi altresì pronta ad una eventuale nuova mobilitazione qualora il contenuto dellintesa raggiunta con la Proprietà venisse meno o stravolo nella sostanza». Adesso però le organizzazioni sindacali, «allarmate inoltre dal mancato pagamento delle retribuzioni del mese di dicembre 2008. chiedono un urgente incontro con il sindaco Buzzanca, lazienda ATM e S.E. il prefetto di Messina Alecci, poiché con la presente si intendono attivate le procedure di raffreddamento, cosi come previsto dalle vigenti norme». 6 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno Protesta contro RomeoNapoli - Sacchi di carbone davanti alla sede del Gruppo Romeo. Così ieri mattina gli aderenti a Laboratorio Insurgencia, Rdb/Cub e Onda studentesca napoletana hanno protestato mentre si presentava la nuova giunta. Sanità SALERNO Il consigliere regionale Ugo Carpinelli
(Pd) chiede all'Asl Sa 2 il decreto di nomina dei nuovi 17 dirigenti amministrativi
sottoscritto dal direttore generale, Federico Pagano. Per il momento, è stato chiesto
solo la trasmissione degli atti che hanno portato alle nomine, poi, Carpinelli, che
preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione in merito, valuterà «il da farsi». 4 gennaio 2009 - Il Gazzettino Grande partecipazione, soprattutto islamici, alla manifestazione di protesta verso Israele. Al centro del lungo corteo un folto gruppo di sole donne con i bambiniIn cinquemila per urlare contro il massacro di Gaza di Enrico Soli Vicenza - Gaza chiama e Vicenza risponde alla grande.
Chi, come lo stesso organizzatore vicentino di Rdb-Cub Germano Raniero, pensava si sarebbe
trattata di una manifestazione piccola, da non più di cinquecento persone, si è
sbagliato di grosso. Ieri per le vie di Vicenza, a protestare contro "il massacro in
corso nella striscia di Gaza", cerano tanti manifestanti come ci si era
abituati a vederne solo in alcuni cortei contro la base Usa al Dal Molin. Pochi i
vicentini, forse un centinaio, rispetto alle quattro-cinque migliaia di islamici
provenienti da tutto il Veneto che si sono dati appuntamento alle 14 nei pressi della
stazione ferroviaria per poi sfilare lungo viale Milano, corso San Felice, viale Crispi ed
arrivare infine, dopo un paio dore, sul piazzale del Mercato Nuovo. Secondo le stime
della questura, i partecipanti erano tra i 3500 e i 4000, di cui l80 per cento
stranieri. 4 gennaio 2009 - La Repubblica Preghiera ad Allah davanti a S.
Petronio Bologna - Davanti al simbolo della cristianità tanto caro
ai bolognesi, la basilica di San Petronio, quasi duemila musulmani pregano Allah, in un
silenzio irreale interrotto solo dalle parole dell´imam e dalle risposte dei fedeli in
ginocchio sul Crescentone. Tutti rivolti verso la Mecca. Sono le cinque, e in piazza
Maggiore risuonano i versi della preghiera del Maghreb (tramonto) e poi di quella dei
morti «per i martiri di Gaza». Prima, durante il breve corteo partito da piazza del
Nettuno, cori nei confronti di Bush ed Olmert urlati con gli occhi verso il cielo, in
mezzo a scene di disperazione per esprimere la rabbia contro i bombardamenti israeliani,
che in questi giorni stanno mettendo in ginocchio la Striscia di Gaza. Alcuni manifestanti
bruciano una bandiera con la stella di David e poi schiacciano con i piedi i brandelli
rimasti. Tra la gente, tantissimi palestinesi, egiziani, marocchini, venuti anche da
Modena e Ferrara, in testa al corteo decine e decine di bambini con in mano fantocci
sporchi di vernice rossa, a simboleggiare i loro "fratelli" uccisi dalle bombe
israeliane. 4 gennaio 2009 - Corriere del Veneto La protesta Manifestazione a
Vicenza, immigrati islamici in piazza VICENZA Più di cinquemila persone, nella
maggioranza immigrati di religione islamica, hanno sfilato ieri pomeriggio a Vicenza per
manifestare contro i raid aerei israeliani lungo la striscia di Gaza. Un numero che ha
sorpreso anche gli organizzatori stessi: ne attendevano solo mille. Ingente lo spiegamento
delle forze dell'ordine, ma fortunatamente non ci sono stati momenti di tensione, solo
molti problemi per il traffico che ha dovuto subire notevoli rallentamenti. Il percorso
del corteo, con partenza dalla stazione ferrovia, prevedeva l'arrivo alla Gendarmeria
Europea con sede all'interno della caserma Chinotto, ma gli organizzatori hanno preferito
scegliere la piazza del mercato ortofrutticolo forse per evitare tensioni. In mattinata,
in segno ugualmente di protesta contro l'atteggiamento dell'esercito di Israele, Fiamma
Tricolore aveva organizzato un volantinaggio in centro città. Actv Assalto agli sportelli, attese
anche di un'ora a piazzale Roma VENEZIA Code, attese, rabbia e sbuffate: è stata una mattinata di fuoco, ieri, agli sportelli Hellovenezia di Mestre e Venezia per centinaia di utenti alle prese con il rinnovo delle tessere Imob in scadenza o dell'abbonamento gratuito per gli over 75. Così, per ritirare un modulo, consegnarlo o portare a termine il rinnovo c'è chi ci ha messo anche un'ora. Ad avere la peggio, i tanti anziani che già di primo mattino hanno cominciato a mettersi in fila. Mezz'ora, quaranta minuti, cinquanta: non è stato semplice per nessuno, ieri, portare a termine l'impresa senza spazientirsi. Gli ultra settantacinquenni, che anche nel 2009 potranno beneficiare dell'abbonamento annuale gratuito, hanno un mese di tempo, se Imob scade con la fine dell'anno, per effettuare il rinnovo ma fin dai primi giorni hanno preso d'assalto gli sportelli, ritrovandosi puntualmente in coda. Non bastasse, moltissimi abbonati Actv sono alle prese in questi giorni con il rinnovo della propria tessera Imob in scadenza. Il risultato? File che si ingrossano ulteriormente, lunghe attese (ieri in molti hanno approfittato del sabato, per non dover perdere ore di lavoro nei giorni feriali) e parecchi malumori. Gli sportelli Hellovenezia di Piazzale Roma, ieri mattina, hanno registrato un vero e proprio boom di utenti, e il copione si è ripetuto anche a Mestre: «E' evidente che ci sono problemi di carattere organizzativo in Vela e Actv dice Rodino Donato, Rdb Cub - non posso pensare che tutti gli over 75 che si sono presentati in questi giorni agli sportelli sapessero che hanno tempo fino al 31 gennaio per rinnovare l'abbonamento gratuito. Forse l'informazione non è stata abbastanza diffusa. E' assurdo, inoltre, che queste persone debbano compilare un nuovo modulo e ripetere tutta la trafila. Significa complicare le cose agli anziani e far perdere loro un sacco di tempo». Ma i malumori non finiscono qui: molti abbonati annuali si trovano a dover rinnovare la loro tessera Imob prossima a scadere, pagando dieci euro per il modulo di rinnovo. E fioccano le proteste. C'è chi, per esempio, avendo convertito la vecchia tessera in una Imob un anno fa con scadenza a novembre 2009, non può ora caricare l'abbonamento annuale se non rinnovando la tessera al costo di dieci euro. Actv, dal canto suo, fa sapere che al momento di ritirare la propria tessera Imob era possibile scegliere se mantenere la data di scadenza della vecchia tessera oppure prorogarne la validità di altri tre anni al costo di 5 euro.(P.V.) 4 gennaio 2009 - Lamezia web La sede Inps di Lamezia sarà declassata in agenzia Lamezia Terme - Si preannuncia un altro duro colpo nei confronti della città della Piana. Ad asserirlo Francescantonio Mercuri presidente dell'associazione "Lamezia libera" e responsabile cittadino del sindacato Rdb Inps. Si prevede infatti, secondo quanto riferisce Mercuri, lo smembramento e il declassamento della sede cittadina dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Una decisione dovuta, sempre per quanto sostenuto da Mercuri, della riorganizzazione delle strutture territoriali decisa dall'Ente. Una riorganizzazione che prevede, afferma ancora Mercuri - «più poteri per le direzioni regionali e per quelle provinciali, mentre le direzioni sub provinciali diventeranno agenzie». Intanto l'ingegnere. Giuseppe Greco direttore della sede di Lamezia Terme, è stato. trasferito, dal primo dicembre scorso, alla direzione generale di Roma dove ha assunto l'incarico di direttore centrale dei Sistemi Informatici e Tecnologici. La sede Inps lametina, otre ad essere declassata da direzione sub provinciale ad agenzia, perderà l'autonomia gestionale che ha sempre avuto sin dalla sua nascita, per passare alle dirette dipendenze della sede provinciale di Catanzaro. «E' doveroso ricordare che - sostiene Mercuri - quella di Lamezia Terme è stata la prima sede zonale d'Italia istituita nel lontano 1974. Successivamente assunse la denominazione di Sap (Sede autonoma di produzione) e infine divenne direzione sub provinciale». «L'Inps di Lamezia, purtroppo - aggiunge Mercuri -non solo perderà la sua autonomia ma sarà privata dell'area Risorse umane e Contabilità che sarà accorpata alla direzione regionale, delle aree Ispettiva e Vigilanza, Legale, Medico-Legale, della gestione dei flussi assicurativi e contributivi e dei conti individuali e aziendali che saranno accorpate alla sede provinciale di Catanzaro». «Inoltre - spiega Mercuri - dopo circa 33 anni di allocazione in uno stabile per civili abitazioni e non adatto, la sua dimora nell'attuale capiente e moderno edificio in via S. D'Ippolito sarà a rischio con possibilità di dismissione per sovra dimensionamento della struttura immobiliare». «Continuano così - osserva Mercuri - inesorabilmente, le spoliazioni ai danni della nostra città e l'accentramento di uffici e servizi nei capoluoghi di provincia, a dispetto di quegli ipocriti che considerano l'Ente intermedio un pennacchio ma che contemporaneamente si mobilitano per il trenta gennaio prossimo contro l'abolizione delle province stesse». «Lo smembramento della sede Inps di Lamezia Terme - sottolinea ancora Mercuri - creerà enormi disagi a dipendenti e utenti e sarà una sconfitta per l'intera città della Piana e del suo hinterland». «Come reagirà - si chiede Mercuri - la classe politica locale e, in particolare, i parlamentari lametini, dinanzi a questa ulteriore mortificazione? Si convinceranno - prosegue - che è urgente che qualcuno di loro, o meglio ancora tutti insieme, decidano una volta per tutte di depositare il disegno di legge per elevare la città al rango di capoluogo di provincia?». Ma se la soluzione della sede Inps lametina, deve dipendere dalla istituzione della Provincia, allora credo che sia una pia illusione, ogni possibile soluzione in tal senso. La realtà è ben diversa! E' noto, ormai, a tutti che il dibattito odierno verte invece sulla reale utilità delle Province esistenti. Un dibattito peraltro alimentato da testate nazionali e cavalcato da vari movimenti e da frange politiche di destra e di sinistra. Si cerca di prendere tempo , di rinviare ogni decisione, anche perchè vi sono forti resistenze da parte della Lega che non condivide una cancellazione selvaggia delle Province, ma opterebbe per una razionalizzazione di questi enti intermedi in termini virtuosi. Chi meglio ha operato e chi ha dimostrato di ben governare dovrebbe essere premiato. Ma mentre è in fase di stallo lo scioglimento delle Province. E' assolutamente impensabile la nascita di nuove Province. E, a questo punto, anche per la sede sub provinciale Inps a Lamezia! 4 gennaio 2009 - Tribuna Treviso/Mattino Padova/Nuova Venezia VICENZA CON GAZA VICENZA - Per protestare contro quello che definiscono il
massacro di Gaza, inizialmente un migliaio di persone, in maggioranza stranieri, si è
riunito ieri pomeriggio davanti alla stazione di Vicenza. La manifestazione, organizzata
dai Comunisti Italiani, ha preso le distanze dallattacco dellesercito
israeliano: tra i gruppi presenti, molti dei quali provenienti da altre province venete,
il Forum Palestina, Salaam Ragazzi dellOlivo, Consiglio Islamico Province di Vicenza
e Verona, Aman-Associazione Pakistani, Coordinamento Immigrati RdB, Cub e Mezzaluna rossa
palestinese in Italia. I manifestanti si sono organizzati in corteo che ha sfilato lungo
viale Milano e corso San Felice, sino al piazzale del Mercato Ortofrutticolo, crescendo
passo dopo passo. 4 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno Sanità Bufera sui
diciassette nuovi dirigenti amministrativi SALERNO L'Asl Sa2 nomina 17 dirigenti amministrativi
e scoppia la polemica a distanza tra il direttore generale Federico Pagano e il segretario
provinciale delle rappresentanze sindacali di base, Vito Storniello. «Non è stata fatta
alcuna delibera, ma è stato chiesto solo ai dipendenti di presentare istanza per la
valutazione discrezionale», incalza il sindacalista. «La delibera non era necessaria -
replica il manager - non sono assunzioni, ma nomine a tempo determinato (un anno; ndr)
necessarie per coprire le carenze di alcuni settori amministrativi». Se la prende anche
con le maestranze sindacali Cgil, Cisl e Uil, Vito Storniello. «C'è un gioco all'asso
pigliatutto - aggiunge - perché in un momento di crisi della sanità, la triplice
dovrebbe essere più attenta alle politiche messe in atto dal direttore generale, invece
si sta raschiando il barile con la loro complicità, avallando criteri di discrezionalità
in spregio della normativa». E, il sindacalista è già pronto a stilare un documento in
cui chiede alla direzione generale dell'Asl Sa2 i criteri utilizzati per la selezione
della nuova classe dirigenziale. A distanza arriva la risposta di Pagano. «Abbiamo
selezionato 34 laureati all'interno dell'azienda - spiega il manager privilegiando le
nomine di coloro che già prestavano servizio presso i settori in cui mancava personale, e
cioè quelli economico-finanziario, affari generali, personale e direttori amministrativi
di presidi ospedalieri e di distretti. Ma, questo è solo un banco di prova, perché dopo
l'anno di servizio chiederemo alla Regione Campania l'autorizzazione a bandire il concorso
per le assunzioni effettive ». Stempera i toni Pagano: «Dal punto di vista umano -
aggiunge - mi rendo conto che qualcuno possa essersi risentito, ma, poiché la Sa2 è
l'unica azienda salernitana ad avere il minor numero di dirigenti, assicuro che entro la
fine dell'anno sarà nominato altro personale. Anzi, ritengo che queste prime nomine siano
la procedura più corretta per favorire anche la premialità dei dipendenti. E non solo.
Ho preferito attribuire i nuovi incarichi a personale interno all'azienda piuttosto che
reclutarlo altrove». 4 gennaio 2009 - Il Resto del Carlino Prc: «Dobbiamo mobilitarci tutti»
Il Pd assente: «Siete estremisti» Bologna - CERA una presenza forte del Prc, nel corteo. A cominciare dal capogruppo in Comune, Roberto Sconciaforni. «Rifondazione era in piazza ma è necessario che tutta la sinistra si mobiliti in favore del popolo palestinese e contro la politica criminale del governo israeliano», detta. In marcia, con le Rdb, anche Valerio Monteventi, indipendente che si prepara a lasciare la presidenza di commissione per dedicarsi a tempo pieno alla sua lista in vista del 2009. ASSENTE invece il partito democratico. Raffaele Donini, braccio destro del segretario provinciale Andrea De Maria spiega: «Non abbiamo partecipato, noi ci riconosciamo nelle parole del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Siamo perché cessino i raid, vogliamo il dialogo. Le manifestazioni in tutta Italia sono state diverse, si sono verificate cose positive e negative. Le parole di Rifondazione sul governo israeliano? E la solita linea estremista». Insomma le posizioni, partendo dalla piazza di ieri, sembrano lontane ancora una volta anni luce. Ad esempio pare ancora più difficile stringere unalleanza per le amministrative del 2009... «Non spetta a me giudicare episodi come questi, sarebbe una forzatura», evita di tirare conclusioni Donini. 3 gennaio 2009 - Ansa MO: GAZA;MANIFESTAZIONE E VOLANTINAGGIO ANTISRAELE A VICENZA (ANSA) - VICENZA, 3 GEN - Per protestare contro quello che definiscono 'il massacro di Gazà, un migliaio di persone, in maggioranza stranieri, si è riunito oggi pomeriggio davanti alla stazione di Vicenza. La manifestazione, organizzata dai Comunisti Italiani, prende le distanze dall'attacco dell'esercito israeliano: tra i gruppi presenti, molti dei quali provenienti da altre province venete, il Forum Palestina, Salaam Ragazzi dell'Olivo, Consiglio Islamico Province di Vicenza e Verona, Aman-Associazione Pakistani, Coordinamento Immigrati RdB, Cub e Mezzaluna rossa palestinese in Italia. Sotto la sorveglianza di numerosi agenti di polizia e funzionari della Digos vicentina i manifestanti si sono organizzati in corteo che ha sfilato lungo viale Milano e corso San Felice, sino al piazzale del Mercato Ortofrutticolo. In mattinata in segno ugualmente di protesta contro l'atteggiamento dell'esercito di Israele, Fiamma Tricolore aveva organizzato un volantinaggio in centro città. MO: GAZA; CORTEO A BOLOGNA, PREGHIERA DAVANTI A SAN PETRONIO(ANSA) - BOLOGNA, 3 GEN - Un migliaio di persone, in maggioranza stranieri, hanno manifestato a Bologna in favore della Palestina, per protestare contro i bombardamenti nella striscia di Gaza. I manifestanti si sono concentrati in piazza del Nettuno, poi hanno sfilato per le strade intorno al Comune, quindi hanno concluso la manifestazione pregando, tutti insieme, davanti alla Basilica di San Petronio in piazza Maggiore. Il corteo era aperto dai bambini, per sottolineare, simbolicamente, che i bombardamenti israeliani mietono anche vittime innocenti. Durante la manifestazione sono stati scanditi slogan come 'Palestina liberà e 'Da Bologna a Gaza, resistenza resistenzà. All'iniziativa hanno aderito anche alcuni centri sociali della città, l'Rdb-Cub e alcuni esponenti di Rifondazione comunista. Durante il corteo è stata bruciata anche una bandiera di Israele e sono stati esposti striscioni anti-israeliani (con la stella di David equiparata alla svastica). La manifestazione si è fermata per alcuni minuti davanti alla Prefettura, per chiedere un'intervento del Governo italiano per la soluzione della questione mediorientale. 3 gennaio 2009 - Il Gazzettino Corteo a Roma, bandiere Israele bruciate a Milano, lancio di uova a Torino ROMA (3 gennaio) - Migliaia le persone scese in piazza oggi
per protestare contro i raid israeliani nella Striscia di Gaza a Roma, Torino, Milano e
Vicenza. 3 gennaio 2009 - Emilianet SOLUZIONE FINALE (m. so.) 3 GEN. 2009 Poco più di due settimane ci
separano dal passaggio di poteri tra George W. Bush (che oggi ammette lerrore
dellinvasione armata dellIraq) e il presidente eletto Barack Obama. E non a
caso Israele ha scelto proprio questo momento di "vuoto di potere" per lanciare
la sua offensiva finale contro Hamas, insieme organizzazione armata/terrorista e governo
eletto dai palestinesi. Nei giorni scorsi lEuropa e lOnu si sono espresse
contro luso "eccessivo" della forza da parte dellesercito
israeliano: bombardamenti contro razzi. Ma Israele (anchessa alle prese con un
momento di difficile passaggio politico) non ascolta il mondo e prosegue nella sua
offensiva. Nonostante la sconfitta bruciante subita in Libano, oggi i generali israeliani
ritengono di poter cancellare per sempre dalla faccia della terra Hamas e i suoi
dirigenti. Il problema più grande, lo abbiamo scritto nei mesi scorsi su queste pagine,
è quel gigantesco lager a cielo aperto che è Gaza, dove una popolazione inerme subisce
condizioni di vita al limite della sopravvivenza. La stessa ministra degli esteri e futuro
premier israeliano Tzipi Livni, a Parigi, affermando che a Gaza non esiste
unemergenza umanitaria, in realtà ha detto stringendosi nelle spalle che Israele
avrebbe fatto il possibile per i civili palestinesi ma che questo "possibile"
era molto poco. Oggi due manifestazioni hanno attraversato le vie di Bologna e Reggio
Emilia. Le comunità islamiche, presenti nelle nostre città in maniera massiccia, hanno
manifestato la loro rabbia contro ciò che accade a Gaza. In prima fila, come in altre
occasioni simili, i bambini. A testimoniare il dramma peggiore di questo conflitto, la
strage degli innocenti che sempre i bombardamenti israeliani hanno causato in queste
azioni. Come si può rimanere impassibili di fronte al fatto che luccisione di un
capo militare di Hamas (personaggio terrificante, che ha mandato a morire giovani kamikaze
in Israele) sia stata compiuta con la strage di 10 dei suoi 12 figli, alcuni di pochissimi
anni? 3 gennaio 2009 - Il Giornale di Vicenza online Vicenza, più di tremila al corteo contro l'attacco israeliano a GazaVicenza - Per protestare contro quello che definiscono "il massacro di Gaza" circa 3 mila persone, in maggioranza stranieri, si sono riunite oggi pomeriggio davanti alla stazione di Vicenza. La manifestazione, organizzata dai Comunisti Italiani, prende le distanze dallattacco dellesercito israeliano: tra i gruppi presenti, molti dei quali provenienti da altre province venete, il Forum Palestina, Salaam Ragazzi dellOlivo, Consiglio Islamico Province di Vicenza e Verona, Aman-Associazione Pakistani, Coordinamento Immigrati RdB, Cub e Mezzaluna rossa palestinese in Italia. Sotto la sorveglianza di numerosi agenti di polizia e funzionari della Digos vicentina i manifestanti si sono organizzati in corteo che ha sfilato lungo viale Milano e corso San Felice, sino al piazzale del Mercato Ortofrutticolo. In mattinata in segno ugualmente di protesta contro latteggiamento dellesercito di Israele, Fiamma Tricolore aveva organizzato un volantinaggio in centro città. 3 gennaio 2009 - Iniziative di Solidarietà col Popolo Palestinese Fermiamo il massacro del popolo palestinese Il massacro compiuto da Israele con il bombardamento indiscriminato su Gaza, che ha provocato centinaia di vittime tra la popolazione, è un pessimo segnale per il mondo intero: sta a dimostrare che l arroganza e la certezza dellimpunità da parte del governo di Tel Aviv non si fermano davanti a nessuna barbarie. Il bombardamento di una zona densamente popolata, già provata da due anni di assedio e di embargo, ha potuto aver luogo sia grazie alla connivenza della maggior parte dei governi occidentali, i quali si coprono dietro lalibi dei lanci degli inefficaci missili palestinesi per giustificare la politica guerrafondaia di Israele, che allinettitudine dei governi del mondo arabo. Anni e anni di negoziati a perdere, le cui pur deboli risoluzioni non sono mai state accettate dagli israeliani, hanno prodotto solo lampliamento delloccupazione dei territori palestinesi da parte dei coloni ebrei, lappropriazione delle fonti dacqua, la distruzione degli uliveti e della pur minima economia palestinese, la costruzione di un muro lungo centinaia di chilometri che rende impossibile la vita nei territori occupati. In tutto il mondo si sono organizzate manifestazioni che reclamano la condanna di Israele e una vera politica di pace con il riconoscimento di un vero Stato palestinese. E ora che anche le istituzioni internazionali capiscano la necessità di soluzioni più avanzate di quelle fin qui adottate: se si vuole finalmente arrivare ad una vera pace in Medio Oriente non si può continuare a negare giustizia, libertà e diritti per il popolo palestinese. Federazione Nazionale RdBCUB SABATO 3 GENNAIOROMA: CORTEO ORE 16.30, PIAZZA DELLA REPUBBLICA VICENZA: MANIFESTAZIONE ORE 14 c/o STAZIONE FERROVIARIA MILANO: MANIFESTAZIONE ORE 15.00 DA PORTA VENEZIA BOLOGNA: PRESIDIO ORE 15.30 PIAZZA NETTUNO PARMA: PRESIDIO ORE 16.00 PIAZZA GARIBALDI BARI: MANIFESTAZIONE REGIONALE ORE 17.00 PIAZZA PREFETTURA SALERNO: VOLANTINAGGIO ORE 16,30 C.SO VITTORIO EMANUELE c/o Benetton PISA: PRESIDIO/MANIFESTAZIONE ORE 17 PIAZZA XX SETTEMBRE c/o Comune di Pisa TORINO: PRESIDIO ORE 15.00 C.SO GIULIO CESARE / VIA ANDREIS c/o Mercato di Porta Palazzo 3 gennaio 2009 - Liberazione Alle 16.00 corteo a Roma (Piazza Esedra)LOnu e lEuropa fermino la strage dei palestinesi Continuano i bombardamenti israeliani sulla popolazione
civile ed inerme a Gaza. E continuano i palestinesi a pagare la folle corsa all'estremismo
delle forze politiche israeliane per vincere le elezioni del prossimo febbraio. 3 gennaio 2009 - Corriere di Bologna Aeroporto Ritardi nelle partenze Bologna - Lunghe file ai controlli di sicurezza e
alcuni voli in ritardo ieri all'aeroporto Marconi. I rallentamenti sono stati causati
dall'apertura di due soli varchi di controllo su cinque dalla prima mattinata, e a farne
le spese sono stati i passeggeri in partenza per Parigi e Monastir (un'ora di ritardo),
Varsavia (un'ora e mezza) e Napoli (due ore e mezza), incolonnati in un serpentone di
circa 300 metri che ha occupato tutto l'atrio principale dello scalo bolognese. 3 gennaio 2009 - Corriere Fiorentino Protesta. Alla Direzione sicurezza
sociale Firenze - Protesta dei delegati sindacali RdB Cub,
Stefano Cecchi e Susanna De Carli, per le condizioni in cui sono costretti a lavorare i
dipendenti della Direzione Sicurezza Sociale del Comune in viale De Amicis. «Muniti di
sciarpe, giubbotti, guanti, e per chi lo ha, anche di cappello» a causa della temperatura
che si aggira fra i 12 e i 15 gradi. I termosifoni sono "quasi spenti"». 3 gennaio 2009 - La Repubblica La polemica Firenze - In ufficio con sciarpa, cappello, cappotto e
guanti. Belli coperti per affrontare otto ore a temperature tra i 12 e i 15 gradi, quelle
registrate negli uffici della Direzione sicurezza sociale del Comune in viale De Amicis
21. Il problema sarebbero i termosifoni, che funzionano poco e male. A segnalare il
disagio con due lettere al sindaco, all´assessore per il personale e ai dirigenti di
Palazzo Vecchio, sono le Rdb, che hanno inviato una lettera il 30 dicembre e una ieri. «I
caloriferi sono tenuti al minimo - dicono dal sindacato - e i dipendenti sono costretti a
lavorare coperti. La situazione va avanti tra troppo tempo ormai, il problema sembra
essere quello di una manutenzione non costante degli impianti». 3 gennaio 2009 - Dazebao 12 gennaio "Funerale di Alitalia" Manifestazione alla regione Lazio. Una delegazione della
Cub Trasporti incontrerà il presidente alla Regione Piero Marrazzo. ROMA - Alle ore 15
del 12 gennaio un comitato di cassaintegrati e precari manifesterà davanti alla Giunta
regionale del Lazio. Sarà una sorta di veglia funebre, in ricordo di un'azienda
massacrata e svenduta che dal 13 non ci sarà più. Di seguito vi riportiamo il testo
della missiva inviata dalla Cub Trsporti a Marrazzo. 3 gennaio 2009 - Il Gazzettino Accuse tra organizzazioni sindacali sulla effettiva rappresentatività allinterno delle AslNursing Up-Nursind, guerra di tessere Vicenza - (m.c.) Il segretario regionale del Nursing Up, Guerrino Silvestrini, punta il dito contro il Nursind, che attraverso le pagine de Il Gazzettino ha evidenziato una grave carenza di infermieri e la necessità di inquadramento degli operatori socio sanitari e, a suon di tessere e rappresentatività, propone di unirsi nella lotta per la crescita professionale della categoria infermieristica. Una polemica alla quale ribatte il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega: «Laccusa che il nostro sindacato non sia rappresentativo è presto smentita: nellAsl 6 abbiamo 630 iscritti e siamo il primo sindacato del comparto, presente a tutte le trattative, mentre Nursing Up si è visto una volta sola, non ha rappresentanti in azienda e non conosce lestrema carenza delle varie unità operative dellospedale. A fronte di circa una cinquantina di infermieri in meno nella struttura ci sono 9 nuove assunzioni da concorso ed il 18 scade il bando di avviso per lassunzione dei neolaureati, una quindicina disponibili solo dopo metà gennaio». Sul ruolo degli operatori socio sanitari e la loro valorizzazione e regolarizzazione, il Nursind ribatte con unulteriore provocazione: «Il Nursing Up dimostra di non conoscere la realtà del Vicentino», prosegue il segretario nazionale Andrea Bottega, «perché è forse più impegnato a vendere polizze assicurative che a fare sindacato. Con lRdb-Cub il Nursind è firmatario di una richiesta di audizione presso la V commissione sullo stato di estrema carenza degli infermieri nelle strutture del Veneto». Quanto alla richiesta del Nursing Up di unire le forze per portare avanti la battaglia della categoria infermieristica, Andrea Bottega ricorda lesperienza negativa vissuta nel 2005: «Tre anni fa, con Nursing Up abbiamo stipulato un patto affiliativo che, attraverso limputazione di 9mila tessere Nursind al Nursing Up, ha permesso allo stesso di diventare temporaneamente rappresentativo salvo poi tradire tutti i patti (anche con le altre sigle sindacali che successivamente se ne sono andate) e non condividere un percorso, come richiesto, di unificazione delle due rappresentanze per paura di perdita potere. Nursing Up sa di non avere più i numeri per mantenere la rappresentatività e spera con questi giochini di mettersi in luce in una realtà dove Nursind è ben radicato, con oltre 1250 iscritti in provincia, con risultati concreti di iniziative sindacali e dove Nursing Up non conta praticamente nulla». 2 gennaio 2009 - Apcom Gaza/ Domani manifestazioni a Roma, Milano, Vicenza, PisaCartello associazioni: "Basta con il massacro dei palestinesi" Roma, 2 gen. (Apcom) - Con lo slogan "Basta con il massacro dei palestinesi", domani, sabato 3 gennaio si svolgeranno a Roma, Milano, Vicenza, Pisa e in altre città manifestazioni di solidarietà con la popolazione colpita dai bombardamenti israeliani. Lo riferisce una nota del Forum Palestina. Nella capitale - precisa il comunicato - ci sarà un corteo che partirà alle 16.30 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza Barberini e che nella propria piattaforma indica quattro punti concordati tra le forze promotrici: "Fermare i bombardamenti su Gaza; mettere fine all'impunità per il terrorismo di stato israeliano; rompere le complicità sul piano politico, militare ed economico tra lo stato italiano e Israele; denunciare l'informazione manipolata sui massa media che uccide le coscienze così come le bombe uccidono le persone". La manifestazione di Roma - si legge ancora nella nota - ha ricevuto l'adesione da un ampio arco di forze: Associazione Handala (Castelli Romani); Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese; Centro Iniziativa Popolare; Circi; Circolo Comunista 'Stefano Chiarini'; Comitato Palestina nel cuore; Collettivo antagonista Primavalle; Disarmiamoli; Forum Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Rete dei Comunisti; Sinistra Critica, Associazione dei Palestinesi in Italia, Andrea Alzetta, Claudio Ortale, Confederazione Cobas, Federazione RdB/CUB, Associazione per la pace, UCOII, European Campagn to end the Siege on Gaza, Infopal, Giovani Europei per Palestina (Gep), Abspp onlus. 2 gennaio 2009 - Il Manifesto PALESTINA«Fermiamo il massacro», domani in piazza a Roma «Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza. Basta con
l'impunità del terrorismo di stato israeliano. Rompere ogni complicità politica,
militare, economica tra lo stato italiano e Israele. Le bombe uccidono le persone,
l'informazione manipolata uccide le coscienze». Con queste parole d'ordine è stata
indetta a Roma, per sabato 3 gennaio 2009, una manifestazione che partirà alle 16.30 da
piazza della Repubblica e sfilerà in corteo fino a Piazza Barberini. 1 gennaio 2009 - IMG Press BASTA CON IL MASSACRO DEI PALESTINESI A GAZA Scenderanno in piazza sabato 3 gennaio a Roma, Milano, Vicenza, Pisa le associazioni di solidarietà con il popolo palestinese e le forze politiche della sinistra, per dire "Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza". Nella capitale ci sarà un corteo che partirà alle 16.30 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza Barberini e che nella propria piattaforma indica quattro punti concordati tra le forze promotrici: "fermare i bombardamenti su Gaza; mettere fine allimpunità per il terrorismo di stato israeliano; rompere le complicità sul piano politico, militare ed economico tra lo stato italiano e Israele; denunciare linformazione manipolata sui massa media che uccide le coscienze così come le bombe uccidono le persone". La manifestazione di Roma è stata convocata e ha ricevuto ladesione da un ampio arco di forze: Associazione Handala (Castelli Romani); Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese; Centro Iniziativa Popolare; CIRCI; Circolo Comunista "Stefano Chiarini"; Comitato Palestina nel cuore; Collettivo antagonista Primavalle; Disarmiamoli; Forum Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Rete dei Comunisti; Sinistra Critica, Associazione dei Palestinesi in Italia, Andrea Alzetta, Claudio Ortale, Confederazione Cobas, Federazione RdB/CUB, Associazione per la pace, UCOII, European Campagn to end the Siege on Gaza, Infopal, Giovani Europei per Palestina (GEP), Abspp onlus. |