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Il Sindacato di Base e Indipendente

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 gennaio 2009


10 gennaio 2009 - Apcom

Gaza/ Manifestazioni a Milano, Palermo e Firenze pro Palestina
Presidi organizzati da associazioni e comunità palestinesi

Roma, 10 gen. (Apcom) - Giornata di presidi e manifestazioni in diverse città italiane per sostenere Gaza e fermare "la guerra di distruzione del popolo palestinese", organizzati dall'associazione palestinesi in Italia e da diverse comunità palestinesi locali, in vista della grande manifestazione che si terrà a Roma il 17 gennaio prossimo. A Milano si scende in piazza alle 15.30 con un corteo che partirà da Piazzale Loreto e terminerà in piazza Duca d'Aosta, alla Stazione Centrale. La manifestazione è organizzata dalla associazione dei palestinesi d'Italia insieme alle associazioni arabe, che invitano "i cittadini, le organizzazioni della società civile e privata e gli amanti della libertà e della pace a sostenere Gaza a rompere l'assedio, a fermare il massacro di massa prima che sia troppo tardi" Ancora, a Palermo alle 17 ci si riunirà in piazza Politeama con un corteo cittadino "contro i palestinesi a Gaza sia contro le consolidate complicità politiche, istituzionali e comunicative in Italia con Israele", mentre a Firenza la comunità palestinese Toscana ha indetto una manifestazione regionale che partirà alle 16 da piazza San Marco. L'appello alla partecipazione lanciato dalla Comunità palestinese, ricorda come "il mondo intero stia assistendo attonito e addolorato allo scempio dei bombardamenti sulla popolazione civile di Gaza e chiede a gran voce che il governo italiano intervenga direttamente presso Israele e nelle sedi internazionali opportune per chiedere l'immediata cessazione delle azioni militari criminali in corso contro la popolazione palestinese, in particolare nel territorio di Gaza". Tutto in vista della manifestazione nazionale prevista per sabato 17 gennaio a Roma alla quale parteciperanno sia le associazioni storiche della solidarietà con i palestinesi (dal Forum Palestina alle associazioni di amicizia con la Palestina di Firenze, Cagliari, Bologna, Viareggio), i coordinamenti Free Palestine di Torino, Napoli e di Pisa, i sindacati di base RdB/CUB e Cobas, i centri sociali ma ci saranno anche le comunità degli immigrati, siano esse musulmane o no, e gruppi di cristiani di base. Tra le forze politiche PRC, PdCI, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, PCL. Domani, a Firenze, è previsto un incontro nazionale per decidere i dettagli del corteo.


10 gennaio 2009 - Rainews 24

Manifestazioni contro l'offensiva israeliana a Gaza in molti Paesi del mondo

Migliaia di persone sono impegnate in cortei e manifestazioni contro l'offensiva israeliana a Gaza in molti Paesi del mondo. A Ramallah, Cisgiordania, 4 mila le persone in corteo, soprattutto militanti di Fatah, il partito dell'ex leader palestinese scomparso Yasser Arafat. A Londra si parla di 100 mila presenze, 12 mila secondo la polizia. Manifestazioni in questi giorni si stanno tenendo un po' in tutto il mondo, oggi sono scesi in piazza anche in Libano e in Mauritania. Domani a partire dalle 10 30 a piazza San Marco anche a Roma si darà vita ad una catena umana per la pace in Medio Oriente, mercoledi, di nuovo nella capitale, ci sarà il corteo della Cgil. Nell'offensiva israeliana in corso da due settimane sono morte 783 persone e ci sono circa 3 mila feriti.
A Milano, Palermo e Firenze manifestazioni pro-palestinesi
Giornata di presidi e manifestazioni in diverse citta' italiane per sostenere Gaza e fermare "la guerra di distruzione del popolo palestinese", organizzati dall'associazione palestinesi in Italia e da diverse comunità palestinesi locali, in vista della grande manifestazione che si terrà a Roma il 17 gennaio prossimo. A Milano si scende in piazza alle 15.30 con un corteo che partira' da Piazzale Loreto e terminerà in piazza Duca d'Aosta, alla Stazione Centrale. La manifestazione e' organizzata dalla associazione dei palestinesi d'Italia insieme alle associazioni arabe, che invitano "i cittadini, le organizzazioni della società civile e privata e gli amanti della libertà e della pace a sostenere Gaza a rompere l'assedio, a fermare il massacro di massa prima che sia troppo tardi". Ancora, a Palermo alle 17 ci si riunirà in piazza Politeama con un corteo cittadino "contro i palestinesi a Gaza sia contro le consolidate complicità politiche, istituzionali e comunicative in Italia con Israele", mentre a Firenza la comunità palestinese Toscana ha indetto una manifestazione regionale che partirà alle 16 da piazza San Marco. L'appello alla partecipazione lanciato dalla Comunità palestinese, ricorda come "il mondo intero stia assistendo attonito e addolorato allo scempio dei bombardamenti sulla popolazione civile di Gaza e chiede a gran voce che il governo italiano intervenga direttamente presso Israele e nelle sedi internazionali opportune per chiedere l'immediata cessazione delle azioni militari criminali in corso contro la popolazione palestinese, in particolare nel territorio di Gaza".
Tutto in vista della manifestazione nazionale prevista per sabato 17 gennaio a Roma alla quale parteciperanno sia le associazioni storiche della solidarietà con i palestinesi (dal Forum Palestina alle associazioni di amicizia con la Palestina di Firenze, Cagliari, Bologna, Viareggio), i coordinamenti Free Palestine di Torino, Napoli e di Pisa, i sindacati di base RdB/CUB e Cobas, i centri sociali ma ci saranno anche le comunità degli immigrati, siano esse musulmane o no, e gruppi di cristiani di base. Tra le forze politiche PRC, PdCI, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, PCL. Domani, a Firenze, è previsto un incontro nazionale per decidere i dettagli del corteo.


10 gennaio 2009 - La Repubblica

La manifestazione parte alle 16 da piazza San Marco e si dirigerà verso lungarno Vespucci
Corteo di solidarietà per Gaza "Arriveremo sotto il consolato Usa"
di GAIA RAU

Firenze - Partirà alle 16 da piazza San Marco la manifestazione regionale di solidarietà con Gaza organizzata per oggi dalla Comunità palestinese. Il corteo, al quale sono attesi circa 1.500 partecipanti, attraverserà via Cavour e via Martelli, le piazze San Giovanni, Signoria e Strozzi per poi proseguire in via della Vigna Nuova e via Goldoni e terminare sul lungarno Vespucci. Qui, secondo la questura, i manifestanti si dovrebbero fermare all´angolo con via Curtatone, a pochi metri dal consolato statunitense, mentre - annuncia il responsabile della Comunità Abel Daas - è proprio sotto alla sede diplomatica Usa che terminerà invece il corteo, «con un breve presidio».
Una scelta, questa, non condivisa - così come i toni unilaterali utilizzati nel volantino che annuncia la manifestazione, intitolato «Ancora una volta la barbarie sionista si scatena violenta e omicida sul popolo palestinese» - dall´Arci: «Siamo solidali nei confronti della Comunità palestinese, ma non possiamo condividere i termini usati nella piattaforma», spiega Francesca Chiavacci, che annuncia una partecipazione «a titolo personale» di alcuni membri dell´associazione. Una posizione condivisa dalla Cgil, col segretario Mauro Fuso che parla di «un´adesione ideale alla causa, ma non alla piattaforma», e dai Beati costruttori di pace: «Non potevamo aderire a quello che è stato scritto nell´appello, nonostante una profonda solidarietà con la Comunità, con la quale siamo amici da moltissimo tempo», commenta Lisa Clark, che sarà in piazza, anche lei, a titolo puramente personale.
Sfileranno invece, tra gli altri, la Comunità islamica di Firenze («Capiamo la situazione politica interna alla città e rispettiamo le scelte di tutti», ha commentato le defezioni del sindacato e delle associazioni l´imam Ezzedin Elzir), Rifondazione comunista («avremo una presenza visibile in piazza, anche se ancora non abbiamo deciso se portare le bandiere», annunciava ieri la capogruppo in consiglio comunale Anna Nocentini), Unaltracittà/Unaltromondo, Cpa Firenze Sud, Sinistra critica, Rdb, Comunità delle Piagge.
Propone invece un «incontro di meditazione» rivolto alle comunità religiose e alle associazioni che lavorano per la pace, domani alle 18 nella sala delle Miniature di Palazzo Vecchio, «Un tempio per la pace» di Marco Romoli, che annuncia la presenza di rappresentanti delle comunità ebraica e islamica. In piazza per la pace in Medio Oriente anche i Comuni della Piana: ieri sera davanti al palazzo comunale di Sesto (sul quale giovedì è stato issato uno striscione con la scritta «Gaza: tregua subito») si è svolta una manifestazione indetta dai Comuni di Sesto, Campi Bisenzio, Calenzano e Signa: «Ci uniamo a quanti in Italia e nel mondo chiedono di far tacere le armi e restituire la parola alla politica», si legge in un appello congiunto.


10 gennaio 2009 - EPolis Roma

San Giovanni. Agitazione in ospedale la direzione nel mirino

Roma - Sindacati del San Giovanni- Addolorata in rotta la direzione dell’azienda ospedaliera S.Giovanni-Addolorata. La Rsu ha richiesto l’utilizzo di fondi riferiti ad annualità passate, pari a 451mila euro, ma, secondo Stefano Zecchetti, segretario regionale Rdb-Cub Sanità, «la direzione generale utilizza i fondi per l'assunzione di nuovi responsabili amministrativi, quando il rapporto è già sproporzionato, con un dirigente ogni 10 impiegati - dice Zecchetti - il tutto, in un momento in cui le condizioni di sicurezza dell'ospedale sono carenti. Da tempo denunciamo i mancati controlli sui macchinari di radiodagnostica, con rischi per operatori e pazienti». Qualche giorno fa è crollato un controsoffitto nella quarta medicina. L’Rsu ha convocato un’assemblea di tutto il personale mercoledì 14 gennaio. Intanto, i volontari del Tribunale del Malato hanno denunciato la reiterata presenza nella sala d'attesa del pronto soccorso di due barboni che bivaccano nei locali.


9 gennaio 2009 - Dazebao

Il personale del San Giovanni di Roma in agitazione

ROMA - Alla fine del mese di dicembre si sono interrotte le trattative sindacali con la Direzione del Azienda ospedaliera romana del S.Giovanni Addolorata. Stefano Zecchetti, del Coordinamento regionale RdB-CUB Sanità spiega i motivi della rottura: "La RSU ha richiesto l’utilizzo dei fondi riferiti agli anni 2004, 2007, 2008 da assegnare a tutto il personale avente diritto. L’amministrazione vuole invece utilizzare parte delle già scarse risorse per creare nuovi responsabili amministrativi, determinando l’assurdo di un dirigente ogni 10 impiegati". "A questo – prosegue Zecchetti - si aggiunge il grave atteggiamento di indifferenza della dirigenza sulle grave carenze di sicurezza sul lavoro, nonostante le denuncie della RdB-CUB regionale. Per non parlare di come sono stati spesi soldi pubblici per il collegamento di viabilità del S. Giovanni all’Addolorata attraverso l’ospedale militare, inaugurato in pompa magna nel 2008 ed attualmente inutilizzabile per motivi tecnici. Per tutte queste ragioni si intensifica lo stato di agitazione del personale dell’ospedale", conclude il responsabile RdB-CUB. L’iniziativa di mobilitazione proseguirà con l’assemblea generale di tutto il personale, convocata per mercoledì 14 gennaio, dove verranno decise ulteriori iniziative di lotta.


9 gennaio 2009 - Il Manifesto

In piazza per fermare la guerra

Firenze - Comunità palestinese toscana Quello che sta avvenendo a Gaza è l'ulteriore conferma che il governo israeliano non ha in mente altro progetto che la distruzione fisica del popolo palestinese, con l'intento di espellerlo definitivamente dalla propria terra o di ridurlo ad una condizione di totale asservimento. Al momento il numero dei palestinesi uccisi è di oltre 650, con oltre 3mila feriti. La Comunità palestinese in Toscana sta assistendo attonita e addolorata a tanto scempio, e chiede a gran voce che il governo italiano intervenga direttamente presso Israele e nelle sedi internazionali, per chiedere l'immediata cessazione delle azioni militari criminali in corso contro la popolazione palestinese ovunque e, in particolare, nella Striscia di Gaza. La Comunità palestinese in Toscana si rivolge perciò alla popolazione, alle organizzazioni, ai comitati, alle associazioni e ai partiti, perché partecipino tutti alla manifestazione regionale convocata a Firenze per domani 10 gennaio 2009 (ore 16 piazza San Marco), per elevare una forte condanna dell'operato di Israele e per dare nuova speranza di vita e di libertà al popolo di Gaza. (prime adesioni all'iniziativa: Ass. Amicizia italo palestinese, Prc Fi, Unaltracittà, Cobas Fi, Il Muretto-Com. di base Le Piagge, comitato Fermiamo la guerra Fi, Comunità islamica Firenze-Toscana, Pcl To, Sx Critica To, Il Filo Rosso, Cpa Fi sud, Cs Cienfuegos, Col Scienze Politiche Fi, Rete collettivi studenteschi Fi, Rete Semprecontrolaguerra, Slai Cobas Fi, Partito umanista Fi, Centro documentazione Carlo Giuliani, Comitato San Salvi chi può, Statunitensi contro la guerra, Ass. Per la sx unita e plurale Fi, Social Forum Cecina, Conf. marocchini in Italia, Comitato varesino per la Palestina, 100 idee per la pace Siena, Pdci To, Comunità palestinese Pisa, Rdb Cub Pi, Rete dei Comunisti, Spazio ant. Newroz, Circolo Arci Agorà, Cobas Pi, Lab Rebeldìa, Valori, Un ponte per..., Pianeta Futuro, Prc Pisa, Pcl Pisa, Ass. Italia Cuba, Circolo Che Guevara Ponsacco, Comunità musulmana Pisa, Prc Reg.To)


9 gennaio 2009 - Il Giorno

IL MINISTRO SCRIVE AL GIORNO
Brunetta lancia il salvagente
Le ex centraliniste potrebbero riavere il posto
di Silvia Vignati
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LEGNANO (Milano) — IL MINISTRO Renato Brunetta scende in campo in prima persona nella vicenda delle centraliste, licenziate dall’Azienda ospedaliera di Legnano, che per richiamare l’attenzione dei media avevano organizzato un eclatante quanto pudibondo strip tease in un teatro milanese. In una lettera scritta direttamente al direttore del «Giorno», Giovanni Morandi (che pubblichiamo integralmente a fianco), il titolare del dicastero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione spiega qual è la «ratio» della legge (impedire abusi nell’utilizzo dei lavori flessibili), ma aggiunge un elemento importante e cioè che se le parti (il sindacato e l’Azienda ospedaliera) si mettono d’accordo è possibile concordare una proroga dei contratti a tempo determinato, anche in deroga al limite massimo di tre anni. Intanto loro, le undici ex centraliniste del call center dell’ospedale di Legnano, si dichiarano più combattive che mai e si preparano a sparare altre bordate pur di riavere il posto di lavoro. Dopo lo spogliarello alla «full monty», ora si giocheranno la carta della tv: il 16 gennaio alle 7,15 appariranno su Telenova nella trasmissione «Novamattina» condotta da Stefano Fumagalli. La speranza è che questo primo trampolino porti anche verso qualche canale nazionale per dare il massimo risalto alla loro vicenda. In questo sono fortemente appoggiate dal sindacato: «Faremo di tutto — dice Riccardo Germani delle rappresentanze di base (Rdb) dell’azienda ospedaliera — perché siano riassunte. Siamo pronti a nuove azioni eclatanti, superiori allo strip di settembre». Che la vicenda del call center di Legnano non fosse giunta al capolinea si è scoperto qualche giorno fa, attraverso l’esito di una trattativa aziendale fra Rsu e azienda ospedaliera. Prima il Sindacato dei lavoratori (Sdl) del Civile ha espresso forti perplessità sul ricorso a una selezione interna per coprire 4-6 posizioni al call center di Legnano. Ora Rdb ritiene la decisione emersa in trattativa «la dimostrazione che il nuovo call center regionale con sede a Paternò non funziona e che serve ripristinare quanto prima il vecchio servizio». GERMANI è sferzante: «In questo modo si vogliono avvantaggiare alcune persone che stanno lavorando attualmente. Ma i numeri non sono corretti: disponibili ci sono 6-7 posizioni full-time, che potrebbero trasformarsi in 12 o 14 part-time e quindi permettere piena occupazione (oltre a crearne di nuova) a tutte e undici le donne licenziate. Noi abbiamo inoltrato oggi (ieri, ndr) la richiesta di un incontro con la direzione per discutere la questione: chiediamo che non venga effettuata una selezione interna, bensì un concorso pubblico a tempo determinato della durata di 18 mesi».

LA LETTERA
«I contratti a termine si possono prorogare se c’è un accordo»
di RENATO BRUNETTA, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione

CARO DIRETTORE, mi riferisco all’articolo apparso sul suo giornale relativo alle dipendenti del call center di Legnano. Al riguardo, vorrei chiarire per l’ennesima volta che le norme inserite nel decreto legge 112/2008 prevedono il limite massimo di tre anni in un quinquennio per i contratti a tempo determinato: tale limitazione è stata introdotta n el lavoro privato da una legge voluta dal Governo precedente. Con il decreto legge 112 è stata giustamente estesa anche al settore pubblico, trattandosi di una norma volta a impedire abusi nell’utilizzo dei contratti di lavoro flessibili. La stessa norma prevede che possono essere fatte salve disposizioni diverse, anche in deroga al limite massimo di tre anni, con contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Inoltre sempre la stessa norma prevede che un ulteriore successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio. Scusandomi per il tecnicismo della risposta, pur non entrando nel merito della questione che rientra nella competenza specifica della Azienda ospedaliera, è chiaro che le opportunità per consentire una proroga dei contratti a tempo determinato sono previste nelle norme in vigore. Basta utilizzarle. Ovviamente le responsabilità di detti accordi sono rimesse alle volontà delle parti: datore di lavoro e organizzazioni sindacali.

I sindacati caustici: «Gli ultimi sviluppi ci danno ragione»
CALL CENTER DEL CIVILE

Legnano - «QUANTO è accaduto a fine dicembre in trattativa sindacale Rsu dimostra quanto noi avevamo già detto da mesi: che il nuovo call center regionale con sede a Paternò non funziona, e il vecchio call center è strategico affinché il servizio erogato continui ad essere di qualità. A Paternò vengono prenotate solo le prime visite, ma da settembre a oggi, ossia da quando sono state licenziate le 11 donne centraliniste di Legnano, i nostri ospedali hanno perso in visite di controlle, ricoveri e conseguentemente anche entrate economiche». Riccardo Germani, delle Rappresentanze di base (Rdb) commenta così la notizia della selezione interna, prevista questo mese, per coprire "4-6" posti (secondo i sindacati confederali) del call center legnanese. Sempre secondo Cigl, Cisl e Uil, «l’eventuale vincita di un partecipante assunto con contratto di lavoro part-time, sarà soggetto alla trasformazione del proprio rapporto collaborativo in full-time». «I numeri non sono corretti: aperte ci sono 6-7 posizioni full time, che potrebbero trasformarsi in 12 o 14 part time, e quindi offrire piena occupazione (oltre a crearne di nuova) a tutte e undici le ex centraliniste licenziate - prosegue Germani -. Noi abbiamo richiesto oggi (ieri per chi legge, ndr) un incontro con la direzione aziendale per discutere della questione: chiediamo che non venga effettuata una selezione interna, bensì un concorso pubblico a tempo determinato della durata di 18 mesi, e che contempli attenzioni particolari verso i candidati che hanno già maturato significative esperienze in call center dell’ambito sanitario». Germani è pronto a riprendere la battaglia a fianco delle donne disoccupate.(S.V.)


9 gennaio 2009 - La Repubblica

Presidio in via Cavour voluto da varie associazioni,
in preparazione la manifestazione della comunità palestinese
Gaza, prima protesta. Domani il corteo

Firenze - Freddo polare e proteste, ieri pomeriggio, davanti alla Prefettura in via Cavour, per quello che sta accadendo nella striscia di Gaza, con la richiesta di un immediato «cessate il fuoco in tutta l´area», nonché di «ritiro immediato delle truppe israeliane, la fine dell´assedio di Gaza, e la protezione internazionale». «Non si può rimanere a guardare» è stato lo slogan del presidio, organizzato da un vasto schieramento di associazioni - Anpi, Arci, Cgil, con l´adesione, fra gli altri, di Libera, Beati i costruttori di pace, Gruppo Abele, Donne in nero, Forum ambientalista, Tavola per la pace, Emergency, Cospe, Legambiente, Cospe, Istituto Gramsci, Pd di Firenze, Sinistra, Giovani Democratici, don Luigi Ciotti, don Enzo Mazzi della Comunità di base dell´Isolotto, Luciana Castellina, Giuliana Sgrena, Sergio Staino, Giovanni Berlinguer - e a cui hanno partecipato ieri anche esponenti delle istituzioni locali, consiglieri regionali e comunali, esponenti sindacali, nonché i rappresentanti della Comunità islamica, dall´imam Ezzeddin Elzir al presidente della Comunità palestinese Abel Daas. Un appello è stato lanciato innanzitutto «a chi ha responsabilità politiche» e deve sentire «il dovere civile perché sia rotto il silenzio e si agisca», dalle Nazioni Unite all´Unione Europea, ai singoli stati, e consegnato da una delegazione, al termine del presidio, nelle mani del prefetto Andrea de Martino. Nello stesso momento in piazza della Repubblica è cominciato, per iniziativa della Comunità palestinese e con l´adesione di Rifondazione Comunista (che ieri ha illustrato la campagna �Sos Palestina´ di raccolta fondi per aiuti umanitari ai bambini di Gaza, promossa dal Comitato internazionale educazione per la pace), un presidio che continuerà fino a domani. Per confluire, alle 16, nella manifestazione-corteo regionale pro-Gaza in piazza San Marco organizzata dalla Comunità palestinese e appoggiata, fra gli altri, da Rc, Unaltracittà/Unaltromondo, Cpa Firenze sud, Sinistra critica, Rdb, la Comunità delle Piagge. La cui ispirazione, tuttavia, non è condivisa da un parte almeno degli organizzatori del presidio di ieri, a cominciare dalla Cgil: «Nella sua piattaforma non si chiede il cessate il fuoco a tutte le parti in causa, ma solo a Israele» ha notato il segretario della Camera del Lavoro Mauro Fuso a proposito del volantino della Comunità palestinese (intitolato «ancora una volta la barbarie sionista si scatena violenta e omicida sul popolo palestinese»). «In realtà» ha sostenuto Elzir «sabato inviteremo tutti a fermarsi», e Fuso ha promesso di «rifletterci su». E intanto, oggi, alla commissione pace del Comune, la Pd Susanna Agostini proporrà che su Palazzo Vecchio venga affisso uno striscione con scritto: «Tregua a Gaza subito».(m.c.c.)


8 gennaio 2009 - Apcom

Gaza/ Manifestazione nazionale pro-Palestina a Roma il 17/1
Promossa da Prc, Pdci, centri sociali Rdb/Cub e Cobas

Roma, 8 gen. (Apcom) - E' stata convocata nella capitale per sabato 17 gennaio da una larghissima coalizione di associazioni e forze politiche una manifestazione nazionale di solidarietà con il popolo palestinese massacrato a Gaza dalle forze armate israeliane. Dopo la prima giornata di mobilitazione nazionale che ha già visto le piazze di quindici città italiane riempirsi di manifestanti a sostegno dei palestinesi lo scorso sabato 3 gennaio, la rete di associazioni attiva da anni per la Palestina ha deciso di passare ad un appuntamento centrale nella capitale politica del paese per far pesare l'indignazione verso il massacro a cui sono sottoposti i palestinesi a Gaza e la condanna della politica filo-israeliana adottata dal governo e -con poche eccezioni - dalla "politica" italiana.
Alla manifestazione partecipano sia le associazioni storiche della solidarietà con i palestinesi (dal Forum Palestina alle associazioni di amicizia con la Palestina di Firenze, Cagliari, Bologna, Viareggio), i coordinamenti Free Palestine di Torino, Napoli e di Pisa, i sindacati di base RdB/CUB e Cobas, i centri sociali ma ci saranno anche le comunità degli immigrati, siano esse musulmane o no, e gruppi di cristiani di base. Tra le forze politiche PRC, PdCI, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, PCL. Per domenica 11 gennaio a Firenze è previsto un incontro nazionale per decidere i dettagli del corteo.


8 gennaio 2009 - Ansa

GAZA:SINDACATO,PROPOSTO BOICOTTARE PRODOTTI MADE IN ISRAELE

(ANSA) - ROMA, 8 GEN - «Abbiamo soltanto proposto di non comprare prodotti made in Israele. Si tratta quindi di un boicottaggio economico che non c'entra nulla con l'antisemitismo e con i negozi gestiti da ebrei». Lo ha detto il segretario provinciale della Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio ed Affini Uniti (Flaica) Cub, Giancarlo Desiderati, sindacato che a Roma conta 8mila iscritti. «Non abbiamo mai parlato - ha spiegato Desiderati - di boicottaggio della comunità ebraica. La nostra iniziativa mira a condannare l'uso della forza e lo avremmo fatto anche se al posto degli israeliani ci fossero stati i palestinesi». Sul sito del sindacato si legge l'invito ai consumatori di non comprare prodotti made in Israele: «Non vogliamo forzare nessuno, ma oggi sentiamo il dovere morale di indicare una strada per protestare contro il governo israeliano e contro la sua politica militare di massacri. Non acquistate prodotti che iniziano con il codice a barre 729, quella merce è stata fabbricata in Israele. Fermiamo il massacro di Gaza... STOP ai bombardamenti subito!».

ALITALIA: CUB, DA PRODI A BERLUSCONI TUTTI PER AIR FRANCE

(ANSA) - MILANO, 8 GEN - «Solo 12 mesi fa, dopo la decisione del Governo Prodi di favorire Air France nella trattativa per la cessione di Alitalia, si erano scatenate le dichiarazioni dei politici e amministratori lombardi. In testa a tutti Bossi. Dopo quella canea, contro le 'scelte romanè, e soprattutto dopo il voto alle politiche dello scorso anno, tutto sembra essere rimasto come prima, con alcune differenze: ora al governo non c'è Prodi ma Berlusconi, Alitalia è stata privatizzata». Lo afferma, in una nota, la Cub-Trasporti. «Oggi, come 12 mesi fa, chi comanda in Alitalia vuole privilegiare un accordo con Air-France», sottolinea il sindacato di base per il quale «oggi come 12 mesi fa, la Lega con in testa Bossi tuona 'O Lufthansa o la liberalizzazione con effetto immediato dei diritti di traffico aereo».


8 gennaio 2009 - Omniroma

BOICOTTAGGIO EBREI, FLAICA-CUB: «NON ESISTE LISTA NEGOZI»

(OMNIROMA) Roma, 08 gen - In relazione alla notizia sul boicottaggio dei saldi nei negozi della comunità israeliana a Roma, si legge in una nota del sindacato Flaica-Cub Roma a firma del segretario provinciale Giancarlo Desiderati, precisiamo che «non è mai stata nominata nei nostri comunicati la comunità ebraica Romana, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà per le sofferenze che ha subito nel passato e che riconosciamo quale composta da cittadini e lavoratori onesti. Non esiste né sarà diffusa nessuna lista dei negozi in cui non comprare perché della comunità israeliana. Condanniamo a prescindere qualunque forma di antisemitismo di destra e di sinistra e siamo per l'integrazione completa di tutte le etnie culturali. Quello che proponiamo con la nostra iniziativa è il boicottaggio finale di Israele perché chiunque usi mezzi militari contro civili inermi, sia palestinese che israeliano, commette un crimine contro la vita umana e per questo và boicottato anche nella parte economica per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altri armi da guerra».


8 gennaio 2009 - Adnkronos

M.O.: FLAICA CUB ROMA, NON ESISTE LISTA NEGOZI EBREI DA BOICOTTARE
'CONDANNIAMO A PRESCINDERE QUALUNQUE FORMA DI ANTISEMITISMO DI DESTRA E DI SINISTRA'

Roma, 8 gen. - (Adnkronos) - "Non e' mai stata nominata nei nostri comunicati la comunita' ebraica Romana, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarieta' per le sofferenze che ha subito nel passato e che riconosciamo quale composta da cittadini e lavoratori onesti. Non esiste ne' sara' diffusa nessuna lista dei negozi in cui non comprare perche' della comunita' israeliana". Lo afferma il segretario Provinciale della Flaica Cub Roma Giancarlo Desiderati riferendosi alla proposta di boicottaggio dei prodotti israeliani. "Condanniamo a prescindere qualunque forma di antisemitismo di destra e di sinistra e siamo per l'integrazione completa di tutte le etnie culturali", sottolinea. "Quello che proponiamo con la nostra iniziativa e' il boicottaggio finale di Israele perche' chiunque usi mezzi militari contro civili inermi, sia Palestinese che Israeliano commette un crimine contro la vita umana e per questo va' boicottato anche nella parte economica per impedire con questi soldi di continuare ad acquistare altri armi da guerra", conclude.


8 gennaio 2009 - Dire

Flaica-cub: ''Boicottare i prodotti di Israele, non la comunità ebraica''

Roma - E' lo Stato di Israele -"che sta compiendo una vera e propria mattanza a Gaza"- e non la comunita' ebraica romana- l'obiettivo del boicottaggio lanciato dalla Flaica-Cub, il sindacato autonomo che nel settore del commercio conta 8 mila iscritti. A chiarire il senso dell'iniziativa e' lo stesso ideatore e segretario provinciale, Giancarlo Desiderati. "Vogliamo esprimere- dice- la nostra solidarieta' alla comunita' ebraica di Roma che non e' mai stata nominata nel corso delle nostre iniziative. Il nostro scopo e' piuttosto quello di boicottare Israele e tutti i suoi prodotti". (DIRE)


8 gennaio 2009 - La Repubblica

Vertice in Prefettura con i magistrati Barbuto e Gianfrotta
Sospeso lo sciopero dei cancellieri
In Tribunale udienze contingentate

Torino - Lo sciopero straordinario dei cancellieri del tribunale è stato momentaneamente sospeso: lo hanno deciso i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, e Rdb, che ieri hanno avuto un lungo incontro in prefettura, a cui hanno partecipato anche il presidente del tribunale Mario Barbuto e quello dei gip Francesco Gianfrotta. I cancellieri sono stati rassicurati sulla possibilità di ottenere una serie di aiuti concreti e di interventi sull´organizzazione del loro lavoro. «Non si tratta solo di promesse, ma anche interventi immediati - ha spiegato Giovanni Staiano della Cgil - in particolare per la definizione delle priorità di lavoro e sulla necessità di contingentamento delle udienze, che non possono superare il numero di 12 a settimana, e con l´invio di fondi per pagare gli straordinari». I cancellieri si trovano in una situazione di disagio, anche per la riduzione del numero passato da 480 a 365. «La decisione di fare lo sciopero straordinario non è cancellata ma soltanto congelata - ha spiegato ancora il cancelliere - in attesa di riunione con il presidente del Tribunale».


8 gennaio 2009 - La Nuova Sardegna

CTM Autobus fermi il 13

CAGLIARI - I sindacati Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Rdb e Css hanno indetto per il 13 gennaio uno sciopero dalle 12 alle 16 degli autisti e di 4 ore per turno di lavoro del personale degli impianti fissi e amministrativo.


8 gennaio 2009 - Il Giorno

Strip inutile, assumono altre
L’Azienda ospedaliera annuncia una selezione interna. LE RAGAZZE DEL CALL CENTER DI LEGNANO
di SILVIA VIGNATI

LEGNANO (Milano) — UNA PRESA IN GIRO totale. Una rabbia infinita. Siamo state licenziate e ora fanno un concorso interno per "ottimizzare" il servizio, a dimostrazione che il call center dell’azienda ospedaliera di Legnano, così com’è fa acqua da tutte le parti. Chi siede ora al nostro posto proviene dagli ambiti più disparati: dalla lavanderia e dalle cucine». Le undici lavoratrici del call center sono disoccupate dal primo settembre 2008. Non è servita la protesta, nè il clamoroso strip-tease visto e rivisto da migliaia di fan in internet. A fine dicembre la Rappresentanza sindacale unitaria e la direzione aziendale affronta il tema del call center di Legnano che prima era da eliminare perchè costoso e ora è da rimettere ma senza assumere: Nel comunicato ai dipendenti si legge: «Per organizzare e ottimizzare il servizio, sarà prevista per il mese di gennaio 2009 una selezione interna per la copertura di 4-6 posti, destinati esclusivamente al call-center legnanese. L’eventuale vincita di un partecipante assunto con contratto di lavoro part-time, sarà soggetto alla trasformazione del proprio rapporto collaborativo in full-time». EVIDENTEMENTE si vuole regolarizzare chi sta lavorando ora - riprende la donna -. Peccato che noi avevamo maturato una lunga esperienza, anche di sei anni, e non di mesi. E qualcuna di noi, seppur precaria, già era impiegata full time. Il sindacato mi ha assicurato che farà di tutto affinché a quella selezione possiamo partecipare anche noi». Ma non è affato facile perchè le undici ex operatrici di call center sono sempre state reclutate tramite agenzie di lavoro interinale, con contratti di lavoro rinnovati di volta in volta. Fino al 31 agosto 2008. Per l’Azienda ospedaliera non sono state licenziate: «Prorogare il loro contratto sarebbe stato un atto illegittimo», ha sempre sostenuto il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Carla Dotti. Le Rappresentanze di base hanno preso fin da subito le loro difese: «Queste donne sono state licenziate perchè hanno lavorato più di tre anni nel quinquennio: è questo il decreto sulla semplificazione nel pubblico impiego, il Decreto Legge Brunetta», affermano. In agosto la protesta si è scaldata. I consiglieri regionali di Rifondazione comunista hanno presentato un’interrogazione urgente alla Giunta. Intanto le ragazze messe alla porta si inventavano un "full monty" casalingo: girano un video col telefonino e lo mettono su Youtube. Il 5 settembre realizzano uno strip-conferenza al Teatro della Cooperativa di via Hermada, a Milano. Sembra che la provocazione sortisca effetti, per lo meno d’immagine. Arrivano i presidi davanti all’ospedale di Legnano e alla Regione. Seguono le partecipazioni a trasmissioni televisive: da "Insieme sul Due", di Milo Infante, ad "Annozero", di Michele Santoro. E dopo tre mesi la batosta finale: altre lavoratrici al loro posto.


8 gennaio 2009 - Il Tirreno

Si mobilita il Coordinamento di solidarietà con la Palestina

PISA - Sulla guerra che sta sconvolgendo Gaza, si mobilita a Pisa il Coordinamento provinciale di solidarietà con la Palestina, una rete di sigle associative pisane nata lo scorso 5 gennaio.
Il fine è fare pressione sulle istituzioni locali e nazionali percHè trovino una via d’uscita al massacro e sensibilizzare l’opinione pubblica. Fanno parte del Coordinamento provinciale la Comunità palestinese di Pisa, le Rappresentanze sindacali di base, la Rete dei Comunisti, lo Spazio antagonista Newroz, il circolo ARCI Agorà, la Confederazione Cobas, Rebeldìa, "Valori", Un Ponte Per, Pianeta Futuro, Prc Pisa, Pcl Pisa, Associazione Italia Cuba, Circolo "Che Guevara" di Ponsacco (PI) e Sinistra Critica. La mobilitazione comprende varie iniziative.
La prima è la richiesta al Comune di una "tenda per la pace" di informazione permanente sull’aggressione in atto a Gaza, tenda da installare in piazza XX Settembre. Anche se già si accende qualche polemica perchè il sindaco Filippeschi intenderebbe far pagare alle associazioni la tassa sul suolo pubblico. «Poi, il boicottaggio delle relazioni commerciali e scientifiche tra Israele e Italia - ha detto Federico Giusti, dei Cobas, durante una conferenza stampa - a partire da quelle individuabili concretamente sui nostri territori cittadini e regionali, come le relazioni scientifiche fra università e scuole di alta formazione (es. il S. Anna), fra università e centri di ricerca israeliani, fra Regione Toscana e Fondazione Peres per il progetto "Saving the children". Chiediamo inoltre al consiglio comunale di sciogliere il gemellaggio con la città israeliana di Akko e proponiamo a tutti i consigli comunali della provincia la promozione di gemellaggi con Gaza».
Il Coordinamento parteciperà sabato prossimo alla manifestazione regionale (appuntamento alle 13,30 alla stazione di Pisa) ed il 17 gennaio a quella nazionale di solidarietà con la Palestina (per le prenotazioni tel. 050-500442 o 329-6947952). Nei prossimi giorni verrà promossa anche una raccolta di fondi a favore delle popolazioni civili di Gaza.
«Dobbiamo fare presto - dice molto preoccupato Kalil, rappresentante della comunità palestinese a Pisa e redattore del portale InfoPal -. La Striscia di Gaza è grande nemmeno il doppio del Comune di Pisa e la situazione è drammatica perchè, a quanto dicono le nostre fonti, l’esercito israeliano sta utilizzando armi non convenzionali, mentre i giornali occidentali criticano le vittime».(M.C.)


7 gennaio 2009 - Dire

MO. BOLOGNA, GARAGNANI (FI): PD IMBARAZZATO E IRRESPONSABILE
POPOLARI LIBERALI: IN PIAZZA "INCIVILE E VOLGARE GAZZARRA"

(DIRE) Bologna, 7 gen. - Fabio Garagnani non molla la presa e torna a farsi sentire sulla preghiera musulmana andata in scena sabato in piazza Maggiore, prendendo di mira in particolare il centrosinistra. Il deputato di Fi rileva "i sottili distinguo e le imbarazzate dichiarazioni di autorevoli esponenti del Pd ex diessini e cattolici ulivisti", in "progressivo allontanamento dal proprio elettorato". In realta', incalza Garagnani, "senza avere il coraggio di dirlo questi politici sono espressione di una cultura che in nome del dialogo tende a delegittimare quella tradizione culturale cristiana che e' strettamente compenetrata con l'identita' del nostro popolo". Una "concezione devastante del dialogo interreligioso- continua Garagnani- ancorata ancora a concezioni sessantottine superate e smentite dalla storia". Una "vera e propria irresponsabilita' politica" per l'azzurro, che riprende le parole del vescovo vicario, monsignor Ernesto Vecchi, parlando di "atteggiamenti di sfida nei confronti di quella tradizione culturale giudaico-cristiana che e' patrimonio comune di tutta la citta'". Lo stesso Garagnani, due giorni fa, ha presentato al Governo un'interpellanza urgente sulla manifestazione "organizzata da settori dell'estremismo islamico e dell'estrema sinistra", terminata "occupando abusivamente piazza Maggiore ed insultando gravemente i sentimenti cattolici dei bolognesi, tenendo conto che San Petronio e' storicamente il 'Tempio' cristiano per eccellenza della citta'". Garagnani segnala la partecipazione di dirigenti e consiglieri comunali della sinistra cittadina, mentre "desta preoccupazione la presenza di esponenti del Centro di cultura islamica di Bologna, dell'associazione Sopra i ponti, di Crash e Disobbedienti nonche' di rappresentanti dell'organizzazione sindacale Rdb-Cub". Senza mettere in discussione il diritto di manifestare nel rispetto delle leggi, precisa Garagnani, "ci si e' trovati di fronte a circostanze che mettevano in pericolo l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini con un atto di vero e proprio oltraggio alla tradizione cristiana di Bologna". Per questo Garagnani sottolinea "la gravita' dell'autorizzazione della manifestazione in questione da parte delle autorita' competenti" e chiede al Governo "un'energica azione di prevenzione e di eventuale repressione su quanto accaduto", ovvero una manifestazione "di fatto mirante ad una vera e proprio strategia della tensione". Sulla linea di Garagnani anche i Popolari liberali di Bologna, per i quali "e' inaccettabile che una minoranza fanatizzata e politicamente etero-diretta" dia luogo a manifestazioni come quella di sabato, in una Bologna "profondamente offesa dalla sfida lanciatale nel luogo simbolo della propria liberta' civica e del proprio profondo e pregnante sentimento religioso cristiano". Per i Popolari si e' trattato di "un'incivile e volgare gazzarra" e di una "esibizionistica ostentazione di religiosita' che nulla aveva a che fare con la manifestazione stessa", di fronte a cui si e' rilevata grave la "miopia" delle autorita' che hanno autorizzato in piu' citta' le manifestazioni di sabato. Critiche alla comunita' islamica anche dal centrosinistra, con Pietro Aceto (dei Cittadini per l'Ulivo) che, richiamandosi alle parole del segretario regionale del Pd, Salvatore Caronna, sottolinea come "chinarsi verso la Mecca davanti a San Petronio sia un gesto di politicizzazione della sfera religiosa, assolutamente inaccettabile per tutte le genti che credono nella liberta' e nell'uguaglianza tra i popoli".


7 gennaio 2009 - Omniroma

PA, SOLE 24ORE: REGIONE LAZIO 1^ PER TAGLIO ASSENZE MALATTIA

(OMNIROMA) Roma, 07 gen - «Nella lotta contro l'assenteismo il Lazio se la cava piuttosto bene. In base ai dati del ministero della Pubblica amministrazione, a novembre la Regione con i suoi 3.078 dipendenti è quella che più ha ridotto il numero di assenze (-68% su base annua) rispetto alle altre amministrazioni regionali. Bene anche la Provincia di Roma, terza con il suo -75,2% nel suo settore, dopo le ben più piccole Oristano e Sondrio. Nessuna amministrazione comunale della regione, invece, è entrata nelle migliori quindici, mentre l'Ospedale San Giovanni Addolorata ha ridotto del 54,4% le assenze dei propri 2.571 dipendenti, la quinta miglior performance tra i nosocomi». Lo scrive Sara Menafra sul Sole 24 Ore. «Il 'manuale anti-Brunettà- prosegue l'articolo - che Cobas e Cub avevano pensato ad agosto per aggirare le nuove norme contro l'assenteismo, non è bastato. Stando ai dati del ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, tra maggio e novembre in tutta Italia le assenze dei dipendenti pubblici sono diminuite del 40% rispetto a quelle del 2007. A novembre i giorni di malattia (retribuiti e non retribuiti) inferiori ai 10 giorni erano calati del 41,4%. E le assenze superiori a 10 giorni, insieme a quelle 'per altri motivì sarebbero scese, rispettivamente, del 35,8% e del 12,8%». «Alla pagella del Lazio - conclude l'articolo - vanno poi sommate le prestazioni positive di alcune amministrazioni centrali. Dunque è una medaglia ai dipendenti pubblici della Capitale anche il risultato del miglior ministero, quello delle Politiche agricole e forestali, tanto più che le 68.000 guardie forestali che pure dipendono dallo stesso ministro sono state escluse dal conteggio. L'occhiata alla divisione per aree, colloca il 'centrò, di cui fa parte anche il Lazio, all'ultimo posto con il 38,9% di malattie in meno, dopo Sud e isole (-43,9%), il Nord ovest (-42,9%) e il Nord est (-41,8%). Benino, dunque, se non fosse che la valutazione statistica è ancora un pò incerta. Ai questionari autunnali hanno risposto in media 1.500 amministrazioni. Poche, se si tiene conto che il confronto di cui parliamo (e dunque quel risultato del - 41,4%) è calcolato tendendo come base i dati di 8mila amministrazioni comunali comunicate nel 2007 e che in tutto ne esistono 40mila».


7 gennaio 2009 - La Nazione online

CARENZA D'ORGANICO
"Ogni difficoltà diventa un'emergenza" Grido d'allarme dei vigili del fuoco
"Ogni difficoltà diventa un’emergenza". E’ la massima di chi, da mesi, denuncia una carenza di organico. Grave. Tanto che la notte di San Silvestro le decine di incendi, tra cassonetti, negozi e barche, sono state gestite grazie alla 'coscienza' di qualcuno e alla volontà di "chi, pur non essendo di turno si trovava in caserma a festeggiare l’ultimo dell’anno con la famiglia, e ha aiutato i colleghi"
di Antonia Casini

Livorno, 7 gennaio 2009 - "Ogni difficoltà diventa un’emergenza". E’ la massima di chi, da mesi, denuncia una carenza di organico. Grave. Tanto che la notte di San Silvestro le decine di incendi, tra cassonetti, negozi e barche, sono state gestite grazie alla 'coscienza' di qualcuno e alla volontà di "chi, pur non essendo di turno si trovava in caserma a festeggiare l’ultimo dell’anno con la famiglia, e ha aiutato i colleghi". Una notte di fuoco per i pompieri labronici: almeno una decina di cassonetti bruciati dai petardi, il negozio di giocattoli in via Garibaldi in fiamme, il rogo a Castorama, il razzo sparato al porticciolo del Calambrone dove hanno preso fuoco e sono state affondate sei imbarcazioni, due interventi nelle case e un incidente. Una raffica di servizi difficile da affrontare con soltanto due partenze. "Anche rispondere al telefono — raccontano i sindacati — in quella situazione era difficile". Considerando oltretutto che il 115 isolano è stato da poco chiuso e fatto confluire nella sede centrale. A parlare dei loro tanti problemi in un giorno di festa, la Befana, sono tutte le principali sigle: Cgil, con Luca Bacci e il delegato Massimo Montauti, Uil, Roberto Lenzi e Roberto Tessari, Cisl, Marco Galigani e Rdb, Paolo Catola. "Vogliamo far sapere ai cittadini in un giorno in cui anche noi festeggiamo che se arriviamo tardi quando dobbiamo fare una normale apertura porta non è colpa nostra. Abbiamo altri servizi più urgenti e pochissime risorse". Quindi, passano al loro racconto della notte del 31 dicembre. "Per spegnere l’incendio da Castorama — ricordano — abbiamo operato contro ogni regola di sicurezza. E, per primo, è intervenuto uno dei nostri precari che si trovava in zona per caso. Se non avesse agito d’istinto, ma anche seguendo la sua esperienza, il titolare del centro commerciale, entrato nel negozio quando c’era un grande fumo, avrebbe avuto conseguenze più gravi. E invece si è intossicato solo leggermente". Difficile capire fino in fondo un sistema fatto di pedine, poche, e di esigenze della provincia. Tante. «Entro quest’anno andrà in pensione una decina di persone. Dei 1300 vigili entrati con il concorso nazionale non sappiamo ancora se e quanti saranno destinati alle nostre zone. E comunque non saranno operativi prima di mesi: devono seguire un corso di formazione. Poi ci sono i colleghi specializzati che sono spesso in giro per l’Italia, come i cinofili. Basti pensare che per l’Unione europea in Italia i pompieri dovrebbero essere almeno 45mila, mentre sono 25mila. Ci sono poi i vigili discontinui in attesa di essere regolarizzati: sono 2 per turno". Non solo. "I fondi per richiamare il personale da libero da inizio anno sono bloccati. Che cosa dobbiamo dire ai cittadini quando ci chiedono aiuto?". Le dodici unità promesse dal sottosegrtario Nitto Palma al senatore Filippi e all’onorevole Velo? "Non vorremmo che si trattasse dei sei capisquadra arrivati da altre province il 22 dicembre, di cui quattro sono stati già trasferiti, e di sei inviati al porto che non sono ancora operativi". L’eta’. Il più giovane in questo corpo? Ha tra i 38 e i 40 anni. Manca il turnover. E alcuni interventi a cinquant’anni si fanno sentire: "Se si lavora di notte, il giorno dopo siamo senza voce", affermano. "Non basta più un salto per arrivare oltre una staccionata ma servono le scale. Tutto si rallenta con i rischi che ne conseguono". Fino ad arrivare al capitolo stipendio: "Dopo 11 anni di servizio si guadagna 1300 euro al mese. In pensione dopo 40 anni si va con 1700 euro". Troppo poco per una responsabilità enorme.


7 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno

I 560 dipendenti chiedono il rispetto dei contratti e l'ingresso negli organici dell'Asl. In piazza il 16
Stabilizzazione, scioperano i lavoratori della Cascina
di Nazareno Dinoi

Taranto - Si rischia la paralisi di alcuni servizi fondamentali nella Asl di Taranto dove i 560 dipendenti della «Cascina Spa» sono alle prese con una vertenza che li contrappone alla direzione dell'ente pubblico e alla società da cui dipendono. Per questo la segreteria provinciale del sindacato Rappresentanze sindacali di Base dei Cobas (fortemente rappresentato nella categoria), ha indetto per il prossimo 16 gennaio una giornata di sciopero con un sit-in davanti alla sede della direzione generale della Asl jonica.
Il conflitto riguarda la mancata applicazione dei contratti, i ritardi con cui sono corrisposti gli stipendi (la tredicesima è stata pagata tre giorni dopo Natale), ma anche il più importante tema della stabilizzazione dei lavoratori attraverso l'internalizzazione dei servizi attualmente affidati alle imprese private. Quest'ultima ipotesi che permetterebbe l'ingresso nell'organico pubblico di circa 800 lavoratori attualmente alle dipendenze di società aggiudicatarie di appalti, è stata anche caldeggiata dalla giunta regionale che lo scorso dicembre aveva invitato la direzione della Asl a congelare i bandi per il rinnovo dei servizi di ausiliariato, pulizia e guardiania. Possibilità presa in considerazione dal manager dell'azienda sanitaria jonica, Angelo Domenico Colasanto, che aveva anche costituito una commissione tecnica incaricata di valutare le ricadute in termini economici e burocratici di tale scelta.
«Considerato che nulla è mutato né è stata avviata la concertazione - scrive il segretario del Rdb-Sanità, Maurizio Palazzo - siamo nell'obbligo di riattivare la procedura di conciliazione stante la circostanza che, in attesa del fantomatico tavolo di verifica, nel frattempo sono trascorsi i tempi di legge per cui si proclama lo stato di agitazione del personale del comparto Asl Ta/1 e, con la presente, avvia le procedure di conciliazione».
Altro elemento di scontro, tra i lavoratori e il management (oggetto anche questo di astensione dal lavoro), è la nuova articolazione dell'orario di lavoro la cui modifica, sostiene il sindacato autonomo, «non implica alcun miglioramento alla fruibilità del servizio da parte dei cittadini malati e crea disagi ai dipendenti».

Intesa Quiete-Asl, il sindacato accusa: «Insieme anziani e malati psichici»
di Angela Cappetta Mariconda

SALERNO — Sette mesi fa i novanta dipendenti della clinica privata La Quiete di Pellezzano bruciavano i cassonetti della spazzatura per scongiurare i tagli. Poi, lo scorso 19 dicembre l'Asl Sa2 sigla un accordo e 14 tra infermieri e operatori socio-sanitari della struttura accreditata vengono trasferiti presso la residenza sanitaria assistenziale di Mariconda. Il personale sarà al lavoro entro dieci giorni, con viva soddisfazione del direttore sanitario della clinica Michelino Romano. «Finalmente usciamo dalla crisi che per anni ci ha attanagliato - esordisce il manager - grazie all'impegno mantenuto dal direttore generale della Sa2, Federico Pagano, e alla sinergia che si è venuta a creare tra strutture pubbliche e strutture private, che comporta un risparmio per l'azienda sanitaria e la salvaguardia dei dipendenti del settore privato». Per il momento, presso la Rsa di Mariconda opereranno sette infermieri e sette operatori socio-sanitari, tra psicologi ed educatori. Eppure, le nubi sulla clinica di Pellezzano e sull'Asl Sa2 fanno fatica ad allontanarsi. Tanto che, dieci giorni dopo la sottoscrizione dell'accordo, le rappresentanze sindacali di base inviano una lettera al manager Pagano e al sindaco di Salerno. «Richiesta chiarimenti», specifica l'oggetto della missiva. E i chiarimenti riguardano proprio il trasferimento di personale dalla clinica La Quiete alla residenza sanitaria di Mariconda, perché «insospettiti dal fatto - si legge nella nota - che da diversi giorni vengono effettuati sopralluoghi all'interno della struttura pubblica da parte di dirigenti dell'Asl Sa2 e senza la presenza del responsabile della struttura o del distretto che riferiva che il sopralluogo serviva per verificare quante stanze sono disponibili degli ammalati ricoverati presso La Quiete». E non solo. Il sindacato polemizza anche sulla «illegittimità di accorpare all'interno della stessa struttura anziani fragili (originaria vocazione della rsa di Mariconda; ndr) e malati psichiatrici». Le rappresentanze di base chiedono se è stato sottoscritto un accordo. «Probabilmente - continua la lettera - ci sarà una delibera adottata dalla direzione generale che ha avviato questa iniziativa imprenditoriale, dimostrando ancora una volta la poca trasparenza nei confronti della Rsu aziendale».


7 gennaio 2009 - Il Tirreno

«Siamo pochi e mal pagati»
I sindacati: «Dentro forze nuove, basta con i precari»

LIVORNO - Quattordici unità in meno, tra pensionamenti e promozioni, nel giro di un anno per i vigili del fuoco, e incertezza su chi rimpiazzerà i colleghi. Un bilancio del personale che sembra un bollettino di guerra, se si pensa alle difficoltà che i pompieri incontrano nel lavoro per far fronte all’emergenza. Entro l’anno, da direttiva ministeriale, dovrebbero arrivare 12 nuovi uomini, ma i sindacati hanno dei dubbi e chiedono «forze fresche». E poi s’aggiunge anche un altro grido di allarme: «Basta con i precari, che sono due a turno: se non ci fossero saremmo in grosse difficoltà. Ma vanno regolarizzati».
«Siamo pochi a fare il lavoro di tanti e mal pagati. In queste condizioni, le difficoltà diventano emergenza. E siamo costretti a continui spostamenti tra il distaccamento del Porto e le sedi di Cecina, Piombino e Portoferraio per cercare di sopperire alle mancanze in caso di bisogno», dicono i sindacalisti, che si fanno portavoce del disagio del personale del Comando (112 pompieri operativi). Non solo carenza di uomini, ma anche avanzamento dell’età media, e mezzi che avrebbero bisogno di manutenzione. E, dal primo gennaio, anche il blocco della possibilità di richiamare i colleghi dal riposo per supplire le carenze. A denunciare la situazione ieri mattina Marco Galigani della Cisl, Luca Bacci della Cgil, Paolo Catola delle Rappresentanze di base (Rdb), Roberto Lenzi della Uil. «A fare le spese di tutto ciò sono i cittadini - dicono i sindacati - per questo torniamo a chiedere che venga quantomeno mantenuta la stessa pianta-organico che c’è ora.»
Per far capire il disagio continuo che incontrano sul lavoro, i vigili del fuoco portano ad esempio i grandi problemi incontrati la notte di san Silvestro, quando ci sono state decine di interventi, quasi contemporaneamente. «Abbiamo dovuto chiamare l’autobotte da Pisa per far fronte al rogo di Castorama - sottolinea il caposquadra Antonio Cucè - E per fortuna sul posto si è trovato il figlio di uno di noi, pompiere anche se discontinuo, il cui apporto è stato fondamentale».
«La voglia di lavorare è tanta e anche a 50 anni sentiamo ancora l’adrenalina quanto interveniamo, ma servono giovani».(L.L.)


7 gennaio 2009 - Il Giorno

OSPEDALE CIVILE DI LEGNANO
di SILVIA VIGNATI

LEGNANO — ABBIAMO SEGUITO fin dalle prime mosse le vicende professionali e umane delle undici ex operatrici del call center dell’Azienda ospedaliera di Legnano, rimaste disoccupate dal 1° settembre 2008. Qualche settimana fa apprendavamo con amarezza che, a distanza di tre mesi, solo una di loro aveva trovato lavoro. Al 30 dicembre, presso l’aula magna dell’ospedale di Legnano, si è svolto un incontro fra la Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) aziendale e la direzione. Tra i temi trattati c’è ancora il centralino delle prenotazioni esami di Legnano. Nel comunicato diffuso ai dipendenti dei quattro ospedali dell’azienda si legge: «Per organizzare e ottimizzare il servizio, sarà prevista per il mese di gennaio 2009 una selezione interna per la copertura di 4-6 posti, destinati esclusivamente al call center legnanese. L’eventuale vincita di un partecipante assunto con contratto di lavoro part-time, sarà soggetto alla trasformazione del proprio rapporto collaborativo in full-time». VIENE SPONTANEO chiedersi che senso abbia avuto tutta l’odissea delle undici donne, se qualche posto non poteva essere conservato per loro. La notizia della selezione interna suscita un primo commento dal parte del Sindacato dei lavoratori (Sdl), che al pari delle Rappresentanze di base (Rdb) è escluso dai tavoli aziendali. «È una decisione che ci lascia molto perplessi, considerato quanto hanno patito le donne licenziate - affermano i sindacalisti -. Ora al call center risponde personale che prima lavorava in cucina centrale. Non sappiamo chi parteciperà alla selezione, ma pensiamo che possa essere un modo per evitare i rischi dell’esternalizzazione. Comunque c’è gente che vuole passare a full time, e siccome quando si poteva fare non è stato fatto, adesso si corre ai ripari». ALTRE TEMATICHE affrontate nella trattativa di fine anno riguardano la verifica della produttività collettiva 2008, e il passaggio di fascia-posizioni organizzative aziendali. Per quanto riguarda la produttività, i confederali così si esprimono: «Come definito dall’accordo aziendale del 14 luglio 2008, la ripartizione economica della produttività collettiva legata ai progetti d’unità operativa è cessata il 31 dicembre. Il problema immediato sorge per l’anno 2009. La Direzione non intende erogare risorse economiche se non conseguenti alla continuità dei progetti già elaborati e attivi in azienda. La Rsu ha respinto quest’ipotesi, in quanto, dopo delle verifiche attuate dai delegati, alcuni progetti aziendali nella loro applicazione hanno evidenziato numerose lacune. Sarà quindi necessaria una seria verifica per arrivare quanto prima ad un accordo per la produttività 2009». PER QUANTO CONCERNE invece il passaggio di fascia, la Rsu ne discuterà con la direzione il 20 gennaio, in un incontro ad hoc. «L’intento sarà quello di attivare una verifica sulle posizioni organizzative aziendali, conferite in modo attivo o che sono al momento vacanti: questo ci permetterebbe di individuare con precisione l’ammontare del fondo economico, ed eventualmente integrarlo con una razionalizzazione delle risorse, garantendo a un maggior numero di lavoratori la progressione economica orizzontale», spiegano i confederali.


7 gennaio 2009 - Il Sole 24 Ore

A livello nazionale nessuna amministrazione ha fatto meglio a novembre
Assenze per malattia, -68% in Regione

Il "manuale anti-Brunetta", che Cobas e Cub avevano pensato ad agosto per aggirare le nuove norme contro l'assenteismo, non è bastato. Stando ai dati del ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, tra maggio e novembre in tutta Italia le assenze dei dipendenti pubblici sono diminuite del 40% rispetto a quelle del 2007. A novembre i giorni di malattia (retribuiti e non retribuiti) inferiori a dieci giorni erano calati del 41,4%. E le assenze superiori a dieci giorni, insieme a quelle "per altri motivi" sarebbero scese, rispettivamente del 35,8% e del 12,8%.
Nel calcolo, il Lazio se la cava piuttosto bene. A novembre, l'amministrazione regionale con i suoi 3.078 dipendenti è quella che più ha ridotto il numero di assenze per malattia a novembre, -68,5%, rispetto alle altre amministrazioni regionali. Bene anche la Provincia di Roma, terza con il suo -75,2% nel suo settore, dopo le ben più piccole Oristano e Sondrio (rispettivamente 280 e 224 impiegati contro i 3.106 capitolini). Nessuna amministrazione comunale della regione, invece, è entrata nelle migliori quindici selezionate dal ministero, mentre una bella sorpresa la riserva l'Ospedale San Giovanni Addolorata che ha ridotto del 54,4% le assenze per malattia dei propri 2.571 dipendenti, la quinta miglior performance tra i nosocomi che hanno partecipato alla rilevazione. Alla pagella del Lazio, vanno poi sommate le prestazioni positive di alcune amministrazioni centrali. Dunque è una medaglia ai dipendenti pubblici della capitale anche il risultato del miglior ministero, quello delle Politiche agricole e forestali, tanto più che le 68.000 guardie forestali che pure dipendono dallo stesso ministro sono state escluse dal conteggio.
L'occhiata alla divisione per aree, colloca il "centro", di cui fa parte anche il Lazio, all'ultimo posto con il 38,9% di malattie in meno, dopo Sud e isole (-43,9%), il Nord ovest (-42,9%) e Nord est (-41,8%). Benino dunque, se non fosse che la valutazione statistica è ancora un po' incerta. Ai questionari autunnali hanno risposto in media 1.500 amministrazioni. Poche, se si tiene conto che il confronto di cui parliamo - e dunque quel risultato del 41,4% - è calcolato tenendo come base i dati di 8mila amministrazioni comunicate nel 2007 e che in tutto ne esistono 40mila. «È possibile che una riduzione dell'assenteismo ci sia stata-ammette Giovanni Nigro segretario della Cgil Funzione pubblica regionale - ma già oggi le assenze per malattia nel settore pubblico sono solo un punto sotto il settore privato, dodici giorni di media annua contro gli undici dei privati». La Cgil critica da tempo e con forza la norma inserita nel decreto Tremonti che invece il ministro Brunetta considera miracolosa. L'articolo 71 della legge 133 cancella dalla busta paga le "indennità fisse" se le assenze per malattia sono in numero inferiore a dieci giorni e aumenta i controlli per le sospensioni più lunghe e per le visite fiscali. «La decurtazione economica- ammette Nigro- può aver indotto qualcuno a rinunciare ai giorni di malattia. Ma ridurre i diritti non è la soluzione».(Sa.Me.)


7 gennaio 2009 - La Repubblica

Un cartello fuori dagli uffici avverte: troppa gente, si chiude.
Sanpaolo spiega: "Provvedimento momentaneo"
Banco dei pegni chiuso per sovraffollamento
ma per i sindacati è un problema di organico
Una dipendente: "Per le feste c´è sempre chi lascia qui in custodia gli oggetti preziosi"
di STEFANO PAROLA

Torino - «Causa sovraffollamento la filiale è momentaneamente chiusa». Leggere questo cartello sulla porta di una delle proprie filiali sarebbe il sogno di qualsiasi banca. A Intesa-Sanpaolo è successo. Però la scritta è comparsa davanti ad un ingresso un po´ particolare: quello del Banco dei pegni di via Botero 9.
Il sovraffollamento dipende dalla crisi che attanaglia i torinesi e li costringe a impegnare i propri preziosi? Non necessariamente. «È stata una chiusura temporanea, dettata dal fatto che si era concentrata una calca di persone», dicono dall´istituto, specificando che «è un settore su cui siamo sempre stati riservati, anche perché è un servizio che ha più che altro una funzione sociale». Una dipendente del Banco riferisce che l´affluenza di clienti non è cambiata più di tanto. Al limite c´è qualche persona in più che è in partenza per le vacanze di Natale e sceglie il reparto pegni come deposito di sicurezza per non lasciare incustoditi in casa gioielli e pellicce.
Per i sindacati, il problema semmai è un altro: «Siamo un´azienda sotto organico», afferma Massimo Bertarini, sindacalista della Falcri. Motivo confermato anche da Nadia Vittone della Fiba-Cisl: «So che recentemente hanno preso in organico una persona in più, ma è probabile che a causare la chiusura sia stata la carenza di personale, anche legata alle vacanze di Natale».
«I dipendenti sono pochi e ci sono poche casse aperte, così capita che il reparto pegni chiuda prima se si formano code particolarmente lunghe, in modo da non sforare l´orario di chiusura», spiega Marco Schincaglia della Cub-Sallca. Che aggiunge: «La situazione è destinata a peggiorare con l´attivazione del fondo esuberi prevista anche per quest´anno».
In realtà, il Banco dei pegni targato Sanpaolo-Imi ha un problema ancora più grosso: il via vai di gente che staziona lì davanti e aggancia i bisognosi che vanno a impegnare i propri beni. L´abbordaggio avviene quando arriva la scadenza del pegno. Il cliente del Banco deve scegliere se lasciarlo alla banca oppure se riscattarlo. Qui si inseriscono personaggi oscuri che si offrono di ritirare il bene a proprie spese, anche perché la polizza che l´istituto rilascia in cambio dell´oggetto impegnato non è nominale ma è al portatore. In questo modo si sostituiscono alla banca: allungano i termini del prestito e applicano tassi d´interesse propri, cioè da usura. In pratica, un contro-mercato dei pegni, che fa leva sulle ansie e sui bisogni di uomini e donne in ristrettezze economiche. Una situazione di cui tutti sanno e che comunque va avanti da anni.


7 gennaio 2009 - Nettuno Press

ATM, I SINDACATI PROCLAMANO LO STATO D'AGITAZIONE
Chiesto il pagamento delle retribuzioni del mese di dicembre 2008 ed invocato un incontro urgente con il sindaco Giuseppe Buzzanca, l’Azienda ATM e ed il prefetto Francesco Alecci

Messina - I sindacati CGIL - CISL - UIL – UGL – CUB – ORSA – CILDI – CISAS – R.S.U. SETTORE AUTOFERROTRANVIERI – ATM DI MESSINA hanno proclamato lo stato d'agitazione come spiegano in una nota inviata al sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca; al prefetto Francesco Alecci; all’Assessore alla Mobilità Urbana, Carmelo Capone; al Commissario speciale A.T.M., Domenico Manna; al Direttore Generale A.T.M. Claudio Conte. "Le scriventi OO.SS. unitamente alle R.S.U., dichiarano lo stato di agitazione della categoria poiché fortemente preoccupati dall’immobilismo dell’ATM e del Comune (Ente proprietario), in ordine al rispetto degli impegni sottoscritti nel protocollo del novembre u.s.. Ricordano che l’accordo, ove sia necessario, sottoscritto in data 28/11/2008 dalle parti (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cub, Orsa, Cildi, Cisas, R.S.U., e per l’Ente proprietario dal Sindaco Buzzanca), frutto anche del ruolo attivo svolto dal Prefetto Alecci, con la propria e significativa azione e l’impegno profuso per l’interesse della città e dei lavoratori, avente come obiettivo prioritario il definitivo risanamento e rilancio dell’ATM.
CONTENUTI DEL PROTOCOLLO: Puntuale e mirata destinazione delle risorse economiche, convocazione al tavolo Regionale, così come richiesto anche dal sig. Prefetto di Messina, individuazione in tempi rapidi di un esperto del settore e di certificata competenza con il compito di redigere un Piano d’Impresa, affidamento di tutti gli altri servizi connessi alla mobilità urbana, mantenimento dei livelli occupazionali, stabilizzazione dei lavoratori precari, ottimizzazione del servizio pubblico, interventi comunali mirati ad aumentare la produttività dell’azienda. Tutto ciò veniva fatto oggetto di attenta disamina dall’Assemblea permanente dei lavoratori del 29/11/2008, che valutava positivamente il contenuto dell’accordo sottoscritto e, a fronte di ciò, l’Assemblea dei lavoratori, deliberava la sospensione provvisoria della protesta, con la permanenza dello stato di agitazione, dichiarandosi altresì pronta ad una eventuale nuova mobilitazione qualora il contenuto dell’intesa raggiunta con la Proprietà venisse meno o stravolo nella sostanza. Per quanto sopra esposto le OO.SS. e le RSU in epigrafe, allarmate inoltre dal mancato pagamento delle retribuzioni del mese di dicembre 2008 chiedono un urgente incontro con il Sindaco Buzzanca, l’Azienda ATM e S.E. il Prefetto di Messina Alecci, poiché con la presente si intendono attivate le procedure di raffreddamento, cosi come previsto dalle vigenti norme".


7 gennaio 2009 - Tempo Stretto

Immobilismo Atm, i lavoratori nuovamente sul piede di guerra
I sindacati dichiarano lo stato d’agitazione e avviano le procedure di "raffreddamento". Contestato il mancato pagamento degli stipendi di dicembre e l’accordo del 28 novembre ancora non rispettato
di Sebastiano Caspanello

Messina - Il 2009 si apre esattamente come il suo predecessore: con i lavoratori dell’Atm in stato d’agitazione. In realtà dal famoso blocco di quindici giorni gli animi non si erano mai placati del tutto, ma oggi i sindacati tornano a farsi sentire, e in maniera unitaria, col sindaco, il prefetto, la Regione e tutti gli organi istituzionali interessati. Lo fanno con una nota, firmata da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cub, Orsa, Cildi, Cisas, e R.S.U., nella quale si definiscono «fortemente preoccupati dall’immobilismo dell’ATM e del Comune», soprattutto in merito agli accordi presi con il protocollo d’intesa sottoscritto dal sindaco Giuseppe Buzzanca e dai sindacati stessi il 28 novembre scorso, grazie anche al ruolo attivo svolto dal prefetto Francesco Alecci. Quell’accordo, ricordano i sindacati, prevedeva «puntuale e mirata destinazione delle risorse economiche, convocazione al tavolo Regionale, così come richiesto anche dal sig. Prefetto di Messina, individuazione in tempi rapidi di un esperto del settore e di certificata competenza con il compito di redigere un Piano d’Impresa, affidamento di tutti gli altri servizi connessi alla mobilità urbana, mantenimento dei livelli occupazionali, stabilizzazione dei lavoratori precari, ottimizzazione del servizio pubblico, interventi comunali mirati ad aumentare la produttività dell’azienda». «Tutto ciò – si legge nella nota - veniva fatto oggetto di attenta disamina dall’Assemblea permanente dei lavoratori del 29 novembre 2008, che valutava positivamente il contenuto dell’accordo sottoscritto e, a fronte di ciò, l’Assemblea dei lavoratori, deliberava la sospensione provvisoria della protesta, con la permanenza dello stato di agitazione, dichiarandosi altresì pronta ad una eventuale nuova mobilitazione qualora il contenuto dell’intesa raggiunta con la Proprietà venisse meno o stravolo nella sostanza». Adesso però le organizzazioni sindacali, «allarmate inoltre dal mancato pagamento delle retribuzioni del mese di dicembre 2008. chiedono un urgente incontro con il sindaco Buzzanca, l’azienda ATM e S.E. il prefetto di Messina Alecci, poiché con la presente si intendono attivate le procedure di raffreddamento, cosi come previsto dalle vigenti norme».


6 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno

Protesta contro Romeo

Napoli - Sacchi di carbone davanti alla sede del Gruppo Romeo. Così ieri mattina gli aderenti a Laboratorio Insurgencia, Rdb/Cub e Onda studentesca napoletana hanno protestato mentre si presentava la nuova giunta.

Sanità
Nomine all'Asl, Carpinelli (Pd) chiede gli atti

SALERNO — Il consigliere regionale Ugo Carpinelli (Pd) chiede all'Asl Sa 2 il decreto di nomina dei nuovi 17 dirigenti amministrativi sottoscritto dal direttore generale, Federico Pagano. Per il momento, è stato chiesto solo la trasmissione degli atti che hanno portato alle nomine, poi, Carpinelli, che preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione in merito, valuterà «il da farsi».
Ad accendere la miccia sulle nuove nomine a tempo determinato della durata di un anno è stato il segretario provinciale delle rappresentanze sindacali di base, Vito Storniello, che ha reputato «eccessivamente discrezionali» le nomine, oltre che «illegittime, perché non è stata emanata alcuna delibera», accusando persino Cgil, Cisl e Uil di «complicità, perchè invece di essere più attenti alle politiche messe in atto dal manager, avallano i criteri di discrezionalità, in spregio alla normativa». Accuse che il manager dell'azienda sanitaria locale aveva respinto, assicurando la legittimità degli atti «dovuta alla carenza di dirigenti in alcuni settori strategici» e garantendo che entro la fine dell'anno gli altri 17 dipendenti esclusi, che avevano proposto istanza per accedere alla qualifica dirigenziale, rivestiranno tale ruolo «perché la Sa2 è l'azienda che ha meno dirigenti in organico». Se Pagano ha cercato di stemperare gli animi, evitando lo scontro, non fa lo stesso il segretario provinciale della Cgil-Funzione pubblica, Arturo Sessa, che minaccia addirittura di ricorrere alle vie legali. «Nessuno può permettersi di accusarci di complicità - incalza - dovrà dimostrarlo in sede legale. Le sue accuse sono prive di ogni fondamento perché c'è stato un bando ed un avviso pubblico a cui sono seguite le istanze presentate dai dipendenti. Come Cgil, non ho preso né visione dei provvedimenti emessi dal direttore Pagano né tantomeno ne conosco il contenuto, ma mi riserverò di approfondire la questione nei prossimi giorni insieme agli altri miei colleghi sindacalisti».(A.C.)


4 gennaio 2009 - Il Gazzettino

Grande partecipazione, soprattutto islamici, alla manifestazione di protesta verso Israele. Al centro del lungo corteo un folto gruppo di sole donne con i bambini
In cinquemila per urlare contro il massacro di Gaza
di Enrico Soli

Vicenza - Gaza chiama e Vicenza risponde alla grande. Chi, come lo stesso organizzatore vicentino di Rdb-Cub Germano Raniero, pensava si sarebbe trattata di una manifestazione piccola, da non più di cinquecento persone, si è sbagliato di grosso. Ieri per le vie di Vicenza, a protestare contro "il massacro in corso nella striscia di Gaza", c’erano tanti manifestanti come ci si era abituati a vederne solo in alcuni cortei contro la base Usa al Dal Molin. Pochi i vicentini, forse un centinaio, rispetto alle quattro-cinque migliaia di islamici provenienti da tutto il Veneto che si sono dati appuntamento alle 14 nei pressi della stazione ferroviaria per poi sfilare lungo viale Milano, corso San Felice, viale Crispi ed arrivare infine, dopo un paio d’ore, sul piazzale del Mercato Nuovo. Secondo le stime della questura, i partecipanti erano tra i 3500 e i 4000, di cui l’80 per cento stranieri.
A colpire è stata soprattutto la presenza al centro del corteo di un folto gruppo di sole donne, quasi tutte impegnate a tenere almeno una bambina o a portare avanti un passeggino. Il fulcro della protesta è stato proprio l’indignazione per le morti dei civili palestinesi provocate in questi giorni dagli attacchi israeliani e sul "silenzio complice del mondo occidentale". Pieni di rabbia quindi i cori e cartelli, alcuni dei quali in arabo: "Israele e Usa assassini", "Palestina libera", "Sionisti criminali", "Onu dove sei?", "Niente pace senza giustizia", "Ieri il Libano, oggi la Palestina, domani?", "Israele bersaglia le moschee", "I sionisti stanno sterminando i bambini". "Siamo di fronte ad un genocidio: per un israeliano morto, ce ne sono cento di palestinesi- ha commentato Nirou Morteza del Cub- A farne le spese è la popolazione civile inerme, già stremata da un lungo embargo che ha come pretesto l’opposizione ad Hamas. Vogliono farci passare per terroristi e intanto compiono stragi". Le poche bandiere di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Alternativa Comunista sono passate quasi inosservate nella moltitudine di vessilli della Palestina. Difficile ma efficace il servizio d’ordine predisposto dagli stessi organizzatori delle comunità islamiche del Veneto, un servizio che ha permesso alle forze dell’ordine di controllare a distanza il corteo. I manifestanti si sono dispersi poco dopo aver raggiunto il Mercato Nuovo. Solidale con l’iniziativa anche la federazione vicentina di Fiamma Tricolore che nella mattinata di ieri ha distribuito volantini a sostegno della causa palestinese. "La scelta di non partecipare al corteo- ha spiegato il portavoce Tommaso Soldà- è dovuta solo alla volontà di evitare le classiche incomprensioni tra opposti schieramenti visto che la manifestazione è stata promossa da realtà ben lontane dalle nostre posizioni politiche. Non volevamo quindi creare situazioni che potessero strumentalizzare il vero scopo del corteo, cioè il massacro inaudito di un popolo tra il silenzio politico di troppi". E sugli attacchi israeliani: "Ormai è evidente- si legge sul volantino di Fiamma Tricolore- In Occidente ci siamo piegati ad accettare come lecite anche le pratiche più incivili".


4 gennaio 2009 - La Repubblica

Preghiera ad Allah davanti a S. Petronio
Duemila musulmani manifestano contro le bombe. Bruciata una bandiera d´Israele. Davanti al corteo i bambini con in mano i fantocci sporchi di vernice rossa
di ALESSANDRO CORI

Bologna - Davanti al simbolo della cristianità tanto caro ai bolognesi, la basilica di San Petronio, quasi duemila musulmani pregano Allah, in un silenzio irreale interrotto solo dalle parole dell´imam e dalle risposte dei fedeli in ginocchio sul Crescentone. Tutti rivolti verso la Mecca. Sono le cinque, e in piazza Maggiore risuonano i versi della preghiera del Maghreb (tramonto) e poi di quella dei morti «per i martiri di Gaza». Prima, durante il breve corteo partito da piazza del Nettuno, cori nei confronti di Bush ed Olmert urlati con gli occhi verso il cielo, in mezzo a scene di disperazione per esprimere la rabbia contro i bombardamenti israeliani, che in questi giorni stanno mettendo in ginocchio la Striscia di Gaza. Alcuni manifestanti bruciano una bandiera con la stella di David e poi schiacciano con i piedi i brandelli rimasti. Tra la gente, tantissimi palestinesi, egiziani, marocchini, venuti anche da Modena e Ferrara, in testa al corteo decine e decine di bambini con in mano fantocci sporchi di vernice rossa, a simboleggiare i loro "fratelli" uccisi dalle bombe israeliane.
"Palestina libera", "da Bologna a Gaza, resistenza resistenza", "Dio è con Gaza", slogan scanditi come una litania mentre i manifestanti, all´inizio poco più di cinquecento, sfilano intorno al Comune. All´iniziativa, che in parallelo si è ripetuta in diverse città d´Italia, hanno aderito anche alcuni centri sociali bolognesi (Crash e Tpo), l´Rdb-Cub e alcuni esponenti di Rifondazione comunista, come il capogruppo Roberto Sconciaforni. Sul camioncino che procede lento in mezzo alla folla, si arrampica un ragazzo che brucia una bandiera israeliana, i manifestanti urlano e si agitano, tenendo in mano cartelli con le foto dei morti e dei feriti palestinesi. Il vicepresidente del centro di cultura islamica bolognese, Daniele Parracino, cerca di impedire che il gesto venga portato a termine. «Questo non è il modo di reagire - dice - se si risponde con lo stomaco vuol dire che si è offuscato il cervello. Quello che ci fa piacere è la sensibilità di molti italiani che ci stanno appoggiando e che hanno a cuore il diritto di tutti a vivere in pace». Molti musulmani sono con kefiah al collo, qualcuno, in prima fila, tiene in alto una scarpa, ricordando il gesto del giornalista iracheno che ha lanciato le proprie contro il presidente statunitense Bush. Davanti all´ingresso della Prefettura, diverse persone si stendono a terra simboleggiando i morti di Gaza. Altri sventolano dei fogli di carta con la stella di Davide affiancata dalla svastica, simbolo nazista. Subito dopo, Parracino scoppia in lacrime quando arriva la notizia del bombardamento di una moschea. Ancora pochi metri e i manifestanti arrivano tutti sul Crescentone, per la preghiera.
Mahdy Said, Imam di Bologna, proprio all´altezza del portone di San Petronio intona prima la preghiera del tramonto e poi quella della morte. Said è un egiziano di 50 anni, dentista e residente a Casalecchio di Reno. Ringrazia le autorità locali per aver consentito la manifestazione e dopo la preghiera spiega che «bisogna guardare ai problemi di Gaza con occhi giusti». Mariam ha dieci anni, è palestinese, e prima che la piazza si svuoti recita una poesia dal microfono con cui ha parlato l´Imam. «In Palestina non cade più la pioggia che fertilizza i campi, ma una pioggia di armi che ammazza la gente... ».


4 gennaio 2009 - Corriere del Veneto

La protesta Manifestazione a Vicenza, immigrati islamici in piazza
«Basta con il sangue in Palestina» Cinquemila in corteo contro Israele
di Tommaso Quaggio

VICENZA — Più di cinquemila persone, nella maggioranza immigrati di religione islamica, hanno sfilato ieri pomeriggio a Vicenza per manifestare contro i raid aerei israeliani lungo la striscia di Gaza. Un numero che ha sorpreso anche gli organizzatori stessi: ne attendevano solo mille. Ingente lo spiegamento delle forze dell'ordine, ma fortunatamente non ci sono stati momenti di tensione, solo molti problemi per il traffico che ha dovuto subire notevoli rallentamenti. Il percorso del corteo, con partenza dalla stazione ferrovia, prevedeva l'arrivo alla Gendarmeria Europea con sede all'interno della caserma Chinotto, ma gli organizzatori hanno preferito scegliere la piazza del mercato ortofrutticolo forse per evitare tensioni. In mattinata, in segno ugualmente di protesta contro l'atteggiamento dell'esercito di Israele, Fiamma Tricolore aveva organizzato un volantinaggio in centro città.
Nel lungo serpentone, che ha sfilato al grido di «assassini, assassini », si sono viste anche numerose ceste portate in spalla dai manifestanti con all'interno dei manichini di bambini morenti. «È una giornata molto positiva – commenta Kirka Riab portavoce delle comunità islamiche – siamo riusciti ad esprimere il nostro rammarico, la nostra denuncia per i massacri che si stanno facendo a Gaza, la manifestazione è umanitaria, e condanniamo quello che sta accadendo». Nonostante ci fosse una presenza massiccia di stranieri, non sono mancate le attestazioni di solidarietà di alcuni cittadini che si sono uniti alla protesta. «Se 500 bambini morti fino ad ora – spiega un uomo – non sono una emergenza umanitaria quando si deve intervenire?» E ancora: «Dobbiamo fare la nostra parte – aggiunge una donna – sappiamo che Hamans ha le sue colpe ma questa violenza deve cessare». Un corteo lunghissimo, tenuto sotto stretta sorveglianza da numerosi agenti di polizia e funzionari della Digos vicentina, che dopo essere partito alle 14 dal piazzale della stazione ferroviaria si è diretto lungo viale Milano, corso santi Felice e Fortunato, via Crispi concludendo la sua protesta nel piazzale del mercato ortoflutticolo dove si è continuato ad inneggiare slogan e a pregare. Il tutto sotto l'occhio degli organizzatori, RdB, Cub Forum Palestina, Salaam Ragazzi dell'Olivo, Consiglio islamico di Vicenza, Consiglio islamico di Verona, Aman-Associazione Pakistani di Vicenza dal RdB e CUB e il partito di Alternativa Comunista. «Non ci aspettavamo davvero uno presenza così imponente – commenta il coordinatore Cub Vicenza Germano Raniero – credo che a questo punto ci sarà nei prossimi giorni una manifestazione a livello nazionale ». I disagi si sono sentiti soprattutto per gli automobilisti visto che sono state chiuse per ore viale Milano e viale della stazione.

Actv Assalto agli sportelli, attese anche di un'ora a piazzale Roma
Rinnovi e tessere gratis per i nonni di nuovo tutti in coda per Imob

VENEZIA – Code, attese, rabbia e sbuffate: è stata una mattinata di fuoco, ieri, agli sportelli Hellovenezia di Mestre e Venezia per centinaia di utenti alle prese con il rinnovo delle tessere Imob in scadenza o dell'abbonamento gratuito per gli over 75. Così, per ritirare un modulo, consegnarlo o portare a termine il rinnovo c'è chi ci ha messo anche un'ora. Ad avere la peggio, i tanti anziani che già di primo mattino hanno cominciato a mettersi in fila. Mezz'ora, quaranta minuti, cinquanta: non è stato semplice per nessuno, ieri, portare a termine l'impresa senza spazientirsi. Gli ultra settantacinquenni, che anche nel 2009 potranno beneficiare dell'abbonamento annuale gratuito, hanno un mese di tempo, se Imob scade con la fine dell'anno, per effettuare il rinnovo ma fin dai primi giorni hanno preso d'assalto gli sportelli, ritrovandosi puntualmente in coda. Non bastasse, moltissimi abbonati Actv sono alle prese in questi giorni con il rinnovo della propria tessera Imob in scadenza. Il risultato? File che si ingrossano ulteriormente, lunghe attese (ieri in molti hanno approfittato del sabato, per non dover perdere ore di lavoro nei giorni feriali) e parecchi malumori. Gli sportelli Hellovenezia di Piazzale Roma, ieri mattina, hanno registrato un vero e proprio boom di utenti, e il copione si è ripetuto anche a Mestre: «E' evidente che ci sono problemi di carattere organizzativo in Vela e Actv – dice Rodino Donato, Rdb Cub - non posso pensare che tutti gli over 75 che si sono presentati in questi giorni agli sportelli sapessero che hanno tempo fino al 31 gennaio per rinnovare l'abbonamento gratuito. Forse l'informazione non è stata abbastanza diffusa. E' assurdo, inoltre, che queste persone debbano compilare un nuovo modulo e ripetere tutta la trafila. Significa complicare le cose agli anziani e far perdere loro un sacco di tempo». Ma i malumori non finiscono qui: molti abbonati annuali si trovano a dover rinnovare la loro tessera Imob prossima a scadere, pagando dieci euro per il modulo di rinnovo. E fioccano le proteste. C'è chi, per esempio, avendo convertito la vecchia tessera in una Imob un anno fa con scadenza a novembre 2009, non può ora caricare l'abbonamento annuale se non rinnovando la tessera al costo di dieci euro. Actv, dal canto suo, fa sapere che al momento di ritirare la propria tessera Imob era possibile scegliere se mantenere la data di scadenza della vecchia tessera oppure prorogarne la validità di altri tre anni al costo di 5 euro.(P.V.)


4 gennaio 2009 - Lamezia web

La sede Inps di Lamezia sarà declassata in agenzia

Lamezia Terme - Si preannuncia un altro duro colpo nei confronti della città della Piana. Ad asserirlo Francescantonio Mercuri presidente dell'associazione "Lamezia libera" e responsabile cittadino del sindacato Rdb Inps. Si prevede infatti, secondo quanto riferisce Mercuri, lo smembramento e il declassamento della sede cittadina dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Una decisione dovuta, sempre per quanto sostenuto da Mercuri, della riorganizzazione delle strutture territoriali decisa dall'Ente. Una riorganizzazione che prevede, afferma ancora Mercuri - «più poteri per le direzioni regionali e per quelle provinciali, mentre le direzioni sub provinciali diventeranno agenzie». Intanto l'ingegnere. Giuseppe Greco direttore della sede di Lamezia Terme, è stato. trasferito, dal primo dicembre scorso, alla direzione generale di Roma dove ha assunto l'incarico di direttore centrale dei Sistemi Informatici e Tecnologici. La sede Inps lametina, otre ad essere declassata da direzione sub provinciale ad agenzia, perderà l'autonomia gestionale che ha sempre avuto sin dalla sua nascita, per passare alle dirette dipendenze della sede provinciale di Catanzaro. «E' doveroso ricordare che - sostiene Mercuri - quella di Lamezia Terme è stata la prima sede zonale d'Italia istituita nel lontano 1974. Successivamente assunse la denominazione di Sap (Sede autonoma di produzione) e infine divenne direzione sub provinciale». «L'Inps di Lamezia, purtroppo - aggiunge Mercuri -non solo perderà la sua autonomia ma sarà privata dell'area Risorse umane e Contabilità che sarà accorpata alla direzione regionale, delle aree Ispettiva e Vigilanza, Legale, Medico-Legale, della gestione dei flussi assicurativi e contributivi e dei conti individuali e aziendali che saranno accorpate alla sede provinciale di Catanzaro». «Inoltre - spiega Mercuri - dopo circa 33 anni di allocazione in uno stabile per civili abitazioni e non adatto, la sua dimora nell'attuale capiente e moderno edificio in via S. D'Ippolito sarà a rischio con possibilità di dismissione per sovra dimensionamento della struttura immobiliare». «Continuano così - osserva Mercuri - inesorabilmente, le spoliazioni ai danni della nostra città e l'accentramento di uffici e servizi nei capoluoghi di provincia, a dispetto di quegli ipocriti che considerano l'Ente intermedio un pennacchio ma che contemporaneamente si mobilitano per il trenta gennaio prossimo contro l'abolizione delle province stesse». «Lo smembramento della sede Inps di Lamezia Terme - sottolinea ancora Mercuri - creerà enormi disagi a dipendenti e utenti e sarà una sconfitta per l'intera città della Piana e del suo hinterland». «Come reagirà - si chiede Mercuri - la classe politica locale e, in particolare, i parlamentari lametini, dinanzi a questa ulteriore mortificazione? Si convinceranno - prosegue - che è urgente che qualcuno di loro, o meglio ancora tutti insieme, decidano una volta per tutte di depositare il disegno di legge per elevare la città al rango di capoluogo di provincia?». Ma se la soluzione della sede Inps lametina, deve dipendere dalla istituzione della Provincia, allora credo che sia una pia illusione, ogni possibile soluzione in tal senso. La realtà è ben diversa! E' noto, ormai, a tutti che il dibattito odierno verte invece sulla reale utilità delle Province esistenti. Un dibattito peraltro alimentato da testate nazionali e cavalcato da vari movimenti e da frange politiche di destra e di sinistra. Si cerca di prendere tempo , di rinviare ogni decisione, anche perchè vi sono forti resistenze da parte della Lega che non condivide una cancellazione selvaggia delle Province, ma opterebbe per una razionalizzazione di questi enti intermedi in termini virtuosi. Chi meglio ha operato e chi ha dimostrato di ben governare dovrebbe essere premiato. Ma mentre è in fase di stallo lo scioglimento delle Province. E' assolutamente impensabile la nascita di nuove Province. E, a questo punto, anche per la sede sub provinciale Inps a Lamezia!


4 gennaio 2009 - Tribuna Treviso/Mattino Padova/Nuova Venezia

VICENZA CON GAZA
Cinquemila in corteo per i palestinesi

VICENZA - Per protestare contro quello che definiscono il massacro di Gaza, inizialmente un migliaio di persone, in maggioranza stranieri, si è riunito ieri pomeriggio davanti alla stazione di Vicenza. La manifestazione, organizzata dai Comunisti Italiani, ha preso le distanze dall’attacco dell’esercito israeliano: tra i gruppi presenti, molti dei quali provenienti da altre province venete, il Forum Palestina, Salaam Ragazzi dell’Olivo, Consiglio Islamico Province di Vicenza e Verona, Aman-Associazione Pakistani, Coordinamento Immigrati RdB, Cub e Mezzaluna rossa palestinese in Italia. I manifestanti si sono organizzati in corteo che ha sfilato lungo viale Milano e corso San Felice, sino al piazzale del Mercato Ortofrutticolo, crescendo passo dopo passo.
In mattinata in segno ugualmente di protesta contro l’atteggiamento dell’esercito di Israele, Fiamma Tricolore aveva organizzato un volantinaggio in centro città.
La manifestazione del pomeriggio si è conclusa poco dopo le 17. Secondo gli organizzatori Comunisti Italiani, i partecipanti sarebbero stati alla fine circa 5.000, mentre secondo le stime della questura si trattava di 3.500 - 4.000 persone, comunque molte di più di quelle che si erano inizialmente radunate. Forte la presenza di stranieri, circa l’80% dei partecipanti, provenienti da tutto il Veneto. Il corteo è sfilato al grido di «assassini, assassini» ed è stato tenuto sotto controllo da un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine e dal servizio predisposto dagli organizzatori. Decine gli striscioni esposti dai manifestanti: «Fermiano il massacro di Gaza», «Quanti morti ci vogliono per fermarli?»,’Uno Stato libero per i Palestinesi e’Gaza libera, comunque intifada fino alla vittoria’. Alcuni cartelli riportavano gigantografie di massacri, bombardamenti, distruzioni e morti.


4 gennaio 2009 - Corriere del Mezzogiorno

Sanità Bufera sui diciassette nuovi dirigenti amministrativi
Nomine alla Sa 2, il sindacato attacca il manager Pagano
Storniello: quali criteri per la selezione? Botta e risposta a distanza tra il direttore generale e il segretario provinciale delle rappresentanze sindacali di base
di Angela Cappetta

SALERNO — L'Asl Sa2 nomina 17 dirigenti amministrativi e scoppia la polemica a distanza tra il direttore generale Federico Pagano e il segretario provinciale delle rappresentanze sindacali di base, Vito Storniello. «Non è stata fatta alcuna delibera, ma è stato chiesto solo ai dipendenti di presentare istanza per la valutazione discrezionale», incalza il sindacalista. «La delibera non era necessaria - replica il manager - non sono assunzioni, ma nomine a tempo determinato (un anno; ndr) necessarie per coprire le carenze di alcuni settori amministrativi». Se la prende anche con le maestranze sindacali Cgil, Cisl e Uil, Vito Storniello. «C'è un gioco all'asso pigliatutto - aggiunge - perché in un momento di crisi della sanità, la triplice dovrebbe essere più attenta alle politiche messe in atto dal direttore generale, invece si sta raschiando il barile con la loro complicità, avallando criteri di discrezionalità in spregio della normativa». E, il sindacalista è già pronto a stilare un documento in cui chiede alla direzione generale dell'Asl Sa2 i criteri utilizzati per la selezione della nuova classe dirigenziale. A distanza arriva la risposta di Pagano. «Abbiamo selezionato 34 laureati all'interno dell'azienda - spiega il manager privilegiando le nomine di coloro che già prestavano servizio presso i settori in cui mancava personale, e cioè quelli economico-finanziario, affari generali, personale e direttori amministrativi di presidi ospedalieri e di distretti. Ma, questo è solo un banco di prova, perché dopo l'anno di servizio chiederemo alla Regione Campania l'autorizzazione a bandire il concorso per le assunzioni effettive ». Stempera i toni Pagano: «Dal punto di vista umano - aggiunge - mi rendo conto che qualcuno possa essersi risentito, ma, poiché la Sa2 è l'unica azienda salernitana ad avere il minor numero di dirigenti, assicuro che entro la fine dell'anno sarà nominato altro personale. Anzi, ritengo che queste prime nomine siano la procedura più corretta per favorire anche la premialità dei dipendenti. E non solo. Ho preferito attribuire i nuovi incarichi a personale interno all'azienda piuttosto che reclutarlo altrove».
Le nuove nomine apporteranno cambi in quasi tutti i presidi e i distretti ospedalieri di appartenenza dell'Asl Sa2. Il direttore amministrativo dell'ospedale di Battipaglia, Ernesto Trapanese, tra qualche mese andrà in pensione. Così come il capo del personale dell'azienda, Bruno Coscioni.
Sarà nominato anche il nuovo direttore amministrativo del presidio di Eboli, attualmente sprovvisto della figura dirigenziale, così come saranno separate le funzioni del direttore amministrativo dell'ospedale di Mercato San Severino, Franco Tortora, che attualmente coordina anche il distretto ospedaliero. Rinnovo dei contratti (fino a giugno) anche per gli 80 precari dell'azienda sanitaria. «Poi, con l'istituzione di un'unica Asl - conclude Pagano - spetterà a chi di dovere procedere o meno alla stabilizzazione ».


4 gennaio 2009 - Il Resto del Carlino

Prc: «Dobbiamo mobilitarci tutti» Il Pd assente: «Siete estremisti»
LE REAZIONI DEL CENTROSINISTRA

Bologna - C’ERA una presenza forte del Prc, nel corteo. A cominciare dal capogruppo in Comune, Roberto Sconciaforni. «Rifondazione era in piazza ma è necessario che tutta la sinistra si mobiliti in favore del popolo palestinese e contro la politica criminale del governo israeliano», detta. In marcia, con le Rdb, anche Valerio Monteventi, indipendente che si prepara a lasciare la presidenza di commissione per dedicarsi a tempo pieno alla sua lista in vista del 2009. ASSENTE invece il partito democratico. Raffaele Donini, braccio destro del segretario provinciale Andrea De Maria spiega: «Non abbiamo partecipato, noi ci riconosciamo nelle parole del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Siamo perché cessino i raid, vogliamo il dialogo. Le manifestazioni in tutta Italia sono state diverse, si sono verificate cose positive e negative. Le parole di Rifondazione sul governo israeliano? E’ la solita linea estremista». Insomma le posizioni, partendo dalla piazza di ieri, sembrano lontane ancora una volta anni luce. Ad esempio pare ancora più difficile stringere un’alleanza per le amministrative del 2009... «Non spetta a me giudicare episodi come questi, sarebbe una forzatura», evita di tirare conclusioni Donini.


3 gennaio 2009 - Ansa

MO: GAZA;MANIFESTAZIONE E VOLANTINAGGIO ANTISRAELE A VICENZA

(ANSA) - VICENZA, 3 GEN - Per protestare contro quello che definiscono 'il massacro di Gazà, un migliaio di persone, in maggioranza stranieri, si è riunito oggi pomeriggio davanti alla stazione di Vicenza. La manifestazione, organizzata dai Comunisti Italiani, prende le distanze dall'attacco dell'esercito israeliano: tra i gruppi presenti, molti dei quali provenienti da altre province venete, il Forum Palestina, Salaam Ragazzi dell'Olivo, Consiglio Islamico Province di Vicenza e Verona, Aman-Associazione Pakistani, Coordinamento Immigrati RdB, Cub e Mezzaluna rossa palestinese in Italia. Sotto la sorveglianza di numerosi agenti di polizia e funzionari della Digos vicentina i manifestanti si sono organizzati in corteo che ha sfilato lungo viale Milano e corso San Felice, sino al piazzale del Mercato Ortofrutticolo. In mattinata in segno ugualmente di protesta contro l'atteggiamento dell'esercito di Israele, Fiamma Tricolore aveva organizzato un volantinaggio in centro città.

MO: GAZA; CORTEO A BOLOGNA, PREGHIERA DAVANTI A SAN PETRONIO

(ANSA) - BOLOGNA, 3 GEN - Un migliaio di persone, in maggioranza stranieri, hanno manifestato a Bologna in favore della Palestina, per protestare contro i bombardamenti nella striscia di Gaza. I manifestanti si sono concentrati in piazza del Nettuno, poi hanno sfilato per le strade intorno al Comune, quindi hanno concluso la manifestazione pregando, tutti insieme, davanti alla Basilica di San Petronio in piazza Maggiore. Il corteo era aperto dai bambini, per sottolineare, simbolicamente, che i bombardamenti israeliani mietono anche vittime innocenti. Durante la manifestazione sono stati scanditi slogan come 'Palestina liberà e 'Da Bologna a Gaza, resistenza resistenzà. All'iniziativa hanno aderito anche alcuni centri sociali della città, l'Rdb-Cub e alcuni esponenti di Rifondazione comunista. Durante il corteo è stata bruciata anche una bandiera di Israele e sono stati esposti striscioni anti-israeliani (con la stella di David equiparata alla svastica). La manifestazione si è fermata per alcuni minuti davanti alla Prefettura, per chiedere un'intervento del Governo italiano per la soluzione della questione mediorientale.


3 gennaio 2009 - Il Gazzettino

Corteo a Roma, bandiere Israele bruciate a Milano, lancio di uova a Torino

ROMA (3 gennaio) - Migliaia le persone scese in piazza oggi per protestare contro i raid israeliani nella Striscia di Gaza a Roma, Torino, Milano e Vicenza.
A Roma il corteo organizzato da Forum Palestina partito da piazza Esedra è stato aperto dallo striscione «Fermiamo il genocidio dei palestinesi a Gaza». Uno spezzone formato da musulmani gridava «Allah u akbar» mentre un gruppo di donne ha marciato con le carrozzine e i propri bambini. Tra i presenti anche l'esponente comunista Marco Rizzo. Alcuni hanno sventolato bandiere degli Stati Uniti con sopra una svastica e una stella di David. Partecipano poco più di mille persone con bandiere palestinesi e di Rifondazione comunista e di altre organizzazioni di sinistra. Slogan contro il governo americano e quello israeliano del tipo: "Bush e Olmert assassini e Israele assassina". Ci sono stati anche insulti verso il corrispondente Rai dal Medio Oriente Claudio Pagliara definito dai manifestanti «agente sionista» per i suoi servizi nei quali verrebbero «minimizzate le vittime palestinesi e echeggiate quelle israeliane». La manifestazione che doveva concludersi a piazza Barberini, arriverò fino a piazza del Popolo passando per il Pincio e piazza di Spagna.
A Milano alcune bandiere di Israele sono state bruciate. Il corteo, partito da Porta Venezia arrivato a San Babila è andato oltre il percorso stabilito lungo corso Matteotti e piazza della Scala. In testa giovani palestinesi con bandiere con la stella di Davide con sopra una svastica. Numerosi gli slogan anche contro gli Stati Uniti. Al corteo anche la comunità irachena con in mano delle scarpe, diventate un simbolo dopo il lancio contro Bush fatto da un giornalista iracheno, tuttora in carcere. A piazza Duomo cento manifestanti si sono inginocchiati in piazza Duomo rivolti verso la Mecca (direzione Palazzo Reale) per pregare guidati nella preghiera dall'imam della moschea di viale Jenner, Abu Imad. La preghiera è durata alcuni minuti poi la folla si è di nuovo raggruppata al centro della piazza scandendo slogan contro Israele e bruciando alcune bandiere israeliane.
A Torino il presidio organizzato dall'assemblea Free Palestine a Porta Palazzo si è trasformato in un corteo spontaneo. Qualche centinaio i partecipanti del corteo arrivao fino alla sede l'associazione Italia-Israele contro la quale sono state lanciate uova.
A Vicenza manifestazione davanti alla stazione. Secondo gli organizzatori c'erano 5.000 manifestanti, mentre secondo le stime della questura tra i 3.500 e i 4.000. Forte la presenza di stranieri, circa l'80% dei partecipanti, provenienti da tutto il Veneto. Il corteo è stato organizzato dai Comunisti Italiani, il Forum Palestina, Salaam Ragazzi dell'Olivo, Consiglio Islamico Province di Vicenza e Verona, Aman-Associazione Pakistani, Coordinamento Immigrati RdB, Cub e Mezzaluna rossa palestinese in Italia. In mattinata Fiamma Tricolore aveva organizzato un volantinaggio in centro città.
Presidio anche a Trento nella piazza del Duomo.


3 gennaio 2009 - Emilianet

SOLUZIONE FINALE
Le truppe israeliane entrano a Gaza nel tentativo di annientare Hamas. A pochi giorni dall’insediamento del nuovo presidente americano, Israele inizia la sua partita più rischiosa. Ignorati tutti gli appelli internazionali alla tregua. Non è solo una risposta ai razzi sugli insediamenti ebraici ma è una nuova terribile tappa del conflitto mediorientale. A Bologna e a Reggio Emilia in piazza associazioni islamiche e pochi pacifisti

(m. so.) 3 GEN. 2009 – Poco più di due settimane ci separano dal passaggio di poteri tra George W. Bush (che oggi ammette l’errore dell’invasione armata dell’Iraq) e il presidente eletto Barack Obama. E non a caso Israele ha scelto proprio questo momento di "vuoto di potere" per lanciare la sua offensiva finale contro Hamas, insieme organizzazione armata/terrorista e governo eletto dai palestinesi. Nei giorni scorsi l’Europa e l’Onu si sono espresse contro l’uso "eccessivo" della forza da parte dell’esercito israeliano: bombardamenti contro razzi. Ma Israele (anch’essa alle prese con un momento di difficile passaggio politico) non ascolta il mondo e prosegue nella sua offensiva. Nonostante la sconfitta bruciante subita in Libano, oggi i generali israeliani ritengono di poter cancellare per sempre dalla faccia della terra Hamas e i suoi dirigenti. Il problema più grande, lo abbiamo scritto nei mesi scorsi su queste pagine, è quel gigantesco lager a cielo aperto che è Gaza, dove una popolazione inerme subisce condizioni di vita al limite della sopravvivenza. La stessa ministra degli esteri e futuro premier israeliano Tzipi Livni, a Parigi, affermando che a Gaza non esiste un’emergenza umanitaria, in realtà ha detto stringendosi nelle spalle che Israele avrebbe fatto il possibile per i civili palestinesi ma che questo "possibile" era molto poco. Oggi due manifestazioni hanno attraversato le vie di Bologna e Reggio Emilia. Le comunità islamiche, presenti nelle nostre città in maniera massiccia, hanno manifestato la loro rabbia contro ciò che accade a Gaza. In prima fila, come in altre occasioni simili, i bambini. A testimoniare il dramma peggiore di questo conflitto, la strage degli innocenti che sempre i bombardamenti israeliani hanno causato in queste azioni. Come si può rimanere impassibili di fronte al fatto che l’uccisione di un capo militare di Hamas (personaggio terrificante, che ha mandato a morire giovani kamikaze in Israele) sia stata compiuta con la strage di 10 dei suoi 12 figli, alcuni di pochissimi anni?
LA MANIFESTAZIONE DI BOLOGNA
Un migliaio di persone, in maggioranza stranieri, hanno manifestato a Bologna per protestare contro i bombardamenti nella striscia di Gaza. I manifestanti si sono concentrati in piazza del Nettuno, poi hanno sfilato per le strade intorno al Comune, quindi hanno concluso la manifestazione pregando, tutti insieme, davanti alla Basilica di San Petronio in piazza Maggiore. Il corteo era aperto dai bambini, per sottolineare, simbolicamente, che i bombardamenti israeliani mietono anche vittime innocenti. Durante la manifestazione sono stati scanditi slogan come 'Palestina libera' e 'Da Bologna a Gaza, resistenza resistenza'. All'iniziativa hanno aderito anche alcuni centri sociali della città, l'Rdb-Cub e alcuni esponenti di Rifondazione comunista. Durante il corteo è stata bruciata anche una bandiera di Israele e sono stati esposti striscioni anti-israeliani (con la stella di David equiparata alla svastica). La manifestazione si è fermata per alcuni minuti davanti alla Prefettura, per chiedere un'intervento del Governo italiano per la soluzione della questione mediorientale.
LA MANIFESTAZIONE DI REGGIO EMILIA
Anche a Reggio Emilia un migliaio di persone hanno manifestato per chiedere la fine dei bombardamenti nella striscia di Gaza. Tanti immigrati, ma anche alcuni italiani, hanno sfilato per le strade del centro, con bandiere della Palestina, striscioni e cori. Il corteo è passato per le strade del centro, con le donne, e i bambini, in testa. Il corteo si è concluso in piazza Prampolini, dove una bandiera israeliana è stata data alle fiamme. Il sindaco Graziano Delrio ha condannato come "gesto inaccettabile di intolleranza e inimicizia tra i popoli" la bandiera israeliana bruciata nel corso della manifestazione. "E’ un atto violento, che non aiuta, ma danneggia la Palestina - ha aggiunto - Azioni di questo genere allontanano il dialogo e la riconciliazione". Di segno molto diverso il giudizio sulla manifestazione di Claudio Grassi di Rifondazione comunista: "E importante che a Reggio migliaia di persone siano scese in piazza anche se è apparsa evidente l’assenza di gran parte delle forze politiche reggiane".


3 gennaio 2009 - Il Giornale di Vicenza online

Vicenza, più di tremila al corteo contro l'attacco israeliano a Gaza

Vicenza - Per protestare contro quello che definiscono "il massacro di Gaza" circa 3 mila persone, in maggioranza stranieri, si sono riunite oggi pomeriggio davanti alla stazione di Vicenza. La manifestazione, organizzata dai Comunisti Italiani, prende le distanze dall’attacco dell’esercito israeliano: tra i gruppi presenti, molti dei quali provenienti da altre province venete, il Forum Palestina, Salaam Ragazzi dell’Olivo, Consiglio Islamico Province di Vicenza e Verona, Aman-Associazione Pakistani, Coordinamento Immigrati RdB, Cub e Mezzaluna rossa palestinese in Italia. Sotto la sorveglianza di numerosi agenti di polizia e funzionari della Digos vicentina i manifestanti si sono organizzati in corteo che ha sfilato lungo viale Milano e corso San Felice, sino al piazzale del Mercato Ortofrutticolo. In mattinata in segno ugualmente di protesta contro l’atteggiamento dell’esercito di Israele, Fiamma Tricolore aveva organizzato un volantinaggio in centro città.


3 gennaio 2009 - Iniziative di Solidarietà col Popolo Palestinese

Fermiamo il massacro del popolo palestinese

Il massacro compiuto da Israele con il bombardamento indiscriminato su Gaza, che ha provocato centinaia di vittime tra la popolazione, è un pessimo segnale per il mondo intero: sta a dimostrare che l’ arroganza e la certezza dell’impunità da parte del governo di Tel Aviv non si fermano davanti a nessuna barbarie.

Il bombardamento di una zona densamente popolata, già provata da due anni di assedio e di embargo, ha potuto aver luogo sia grazie alla connivenza della maggior parte dei governi occidentali, i quali si coprono dietro l’alibi dei lanci degli inefficaci missili palestinesi per giustificare la politica guerrafondaia di Israele, che all’inettitudine dei governi del mondo arabo.

Anni e anni di negoziati a perdere, le cui pur deboli risoluzioni non sono mai state accettate dagli israeliani, hanno prodotto solo l’ampliamento dell’occupazione dei territori palestinesi da parte dei coloni ebrei, l’appropriazione delle fonti d’acqua, la distruzione degli uliveti e della pur minima economia palestinese, la costruzione di un muro lungo centinaia di chilometri che rende impossibile la vita nei territori occupati.

In tutto il mondo si sono organizzate manifestazioni che reclamano la condanna di Israele e una vera politica di pace con il riconoscimento di un vero Stato palestinese.

E’ ora che anche le istituzioni internazionali capiscano la necessità di soluzioni più avanzate di quelle fin qui adottate: se si vuole finalmente arrivare ad una vera pace in Medio Oriente non si può continuare a negare giustizia, libertà e diritti per il popolo palestinese.

Federazione Nazionale RdBCUB

SABATO 3 GENNAIO

ROMA: CORTEO ORE 16.30, PIAZZA DELLA REPUBBLICA

VICENZA: MANIFESTAZIONE ORE 14 c/o STAZIONE FERROVIARIA

MILANO: MANIFESTAZIONE ORE 15.00 DA PORTA VENEZIA

BOLOGNA: PRESIDIO ORE 15.30 PIAZZA NETTUNO

PARMA: PRESIDIO ORE 16.00 PIAZZA GARIBALDI

BARI: MANIFESTAZIONE REGIONALE ORE 17.00 PIAZZA PREFETTURA

SALERNO: VOLANTINAGGIO ORE 16,30 C.SO VITTORIO EMANUELE c/o Benetton

PISA: PRESIDIO/MANIFESTAZIONE ORE 17 PIAZZA XX SETTEMBRE c/o Comune di Pisa

TORINO: PRESIDIO ORE 15.00 C.SO GIULIO CESARE / VIA ANDREIS c/o Mercato di Porta Palazzo


3 gennaio 2009 - Liberazione

Alle 16.00 corteo a Roma (Piazza Esedra)
L’Onu e l’Europa fermino la strage dei palestinesi

Continuano i bombardamenti israeliani sulla popolazione civile ed inerme a Gaza. E continuano i palestinesi a pagare la folle corsa all'estremismo delle forze politiche israeliane per vincere le elezioni del prossimo febbraio.
Il mondo intero ha bisogno della pace in Medio Oriente, i governanti di Israele non possono continuare a violare gli accordi, i diritti del popolo palestinese e il diritto internazionale e rimanere eternamente impuniti.
E' tempo di agire affinché la pace, la giustizia ed il diritto internazionale abbiano il sopravvento sulle armi e farle tacere con l'immediato intervento di una forza di interposizione dell'Onu. L'Unione Europea deve intervenire con forza e determinazione per costringere le parti al dialogo e alle trattative sulla base di un serio negoziato politico che porti a delle soluzioni entro tempi ragionevoli. Dobbiamo reagire subito per: l'immediata cessazione del bombardamento della popolazione a Gaza; il sostegno concreto alla popolazione stremata: aiuti alimentari, medicinali; l'attuazione delle decine delle risoluzioni Onu che possono stabilire una pace giusta e durevole nella zona; la creazione dello Stato libero ed indipendente di Palestina, con Gerusalemme Est sua capitale.
Il Coordinamento della comunità palestinesi in Italia
Oggi, sabato 3 gennaio manifestazione a Roma ore 16.30 in piazza della Repubblica corteo fino a Piazza Barberini
Prime adesioni:
Associazione Handala (Castelli Romani); Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese; Centro Iniziativa Popolare; CIRCI; Circolo Comunista "Stefano Chiarini"; Comitato Palestina nel cuore; Collettivo antagonista Primavalle; Disarmiamoli; Forum Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Rete dei Comunisti; Sinistra Critica, Associazione dei Palestinesi in Italia, Andrea Alzetta, Claudio Ortale , Confederazione Cobas , Federazione RdB/CUB, Associazione per la Pace, UCOII, European Campagn to end the Siege on Gaza , Infopal, Giovani Europei per Palestina (GEP), Abspp onlus


3 gennaio 2009 - Corriere di Bologna

Aeroporto Ritardi nelle partenze
Caos e code al Marconi. Le Rdb all'attacco: «Manca il personale»
di Federica Vandini

Bologna - Lunghe file ai controlli di sicurezza e alcuni voli in ritardo ieri all'aeroporto Marconi. I rallentamenti sono stati causati dall'apertura di due soli varchi di controllo su cinque dalla prima mattinata, e a farne le spese sono stati i passeggeri in partenza per Parigi e Monastir (un'ora di ritardo), Varsavia (un'ora e mezza) e Napoli (due ore e mezza), incolonnati in un serpentone di circa 300 metri che ha occupato tutto l'atrio principale dello scalo bolognese.
Secondo le Rappresentanze sindacali di base (Rdb), la stessa situazione si sarebbe verificata anche il primo dell'anno, quando per tutta la giornata sarebbero stati operativi solo due accessi, causando altri ritardi e code: «Questa è la conferma che manca personale — ha denunciato Italo Quartu, responsabile trasporti delle Rdb-Cub — perché con la crisi in atto e il calo di passeggeri (a settembre il picco, meno 9 per cento, nel 2008 crescita zero rispetto al 2007) non sono stati riconfermati diversi contratti a tempo determinato al personale di Sab addetto alla security, così come non sono state sostituite alcune maternità negli operatori di servizi a terra», Bas e Marconi Handling, con cui i sindacati di base sono da tempo impegnati per ottenere un contratto unico per tutti i dipendenti, il rinnovo degli integrativi scaduti e nuove assunzioni che alleggeriscano il carico di lavoro dei due handler.
In tarda mattinata, dopo le 11, tutti gli accessi sono poi stati riaperti e la situazione è tornata alla normalità, pur nella congestione di ogni periodo festivo e nei malumori dei passeggeri in fila. Dall'aeroporto Marconi hanno comunque fatto sapere che i ritardi nei picchi di partenze sono fisiologici e che gli slittamenti sono semmai da attribuire al maltempo. Dopo le nevicate e le gelate dei giorni scorsi infatti, per questioni di sicurezza ogni volo viene sottoposto al «de-icing"», ovvero allo trattamento delle ali e delle superfici dell'aereo con liquido sghiacciante.


3 gennaio 2009 - Corriere Fiorentino

Protesta. Alla Direzione sicurezza sociale
Termosifoni «quasi spenti», in ufficio con guanti e cappotto

Firenze - Protesta dei delegati sindacali RdB Cub, Stefano Cecchi e Susanna De Carli, per le condizioni in cui sono costretti a lavorare i dipendenti della Direzione Sicurezza Sociale del Comune in viale De Amicis. «Muniti di sciarpe, giubbotti, guanti, e per chi lo ha, anche di cappello» a causa della temperatura che si aggira fra i 12 e i 15 gradi. I termosifoni sono "quasi spenti"».
La situazione era stata già denunciata lo scorso 30 dicembre, senza alcun esito. Gli operai sono intervenuti ma «crediamo — affermano Cecchi e De Carli — che sia un problema di non costante manutenzione degli impianti». La Direzione non è l'unica a subire il disagio del freddo sul posto di lavoro, per questo si annuncia una richiesta di sopralluogo da parte delle RLS (Rappresentanti lavoratori sicurezza). Se il problema dovesse rimanere ancora privo di soluzione i dipendenti che si ammaleranno si riterranno legittimati a chiedere il risarcimento dei danni.


3 gennaio 2009 - La Repubblica

La polemica
Ufficio freddo al lavoro con guanti e cappello
di MICHELE BOCCI

Firenze - In ufficio con sciarpa, cappello, cappotto e guanti. Belli coperti per affrontare otto ore a temperature tra i 12 e i 15 gradi, quelle registrate negli uffici della Direzione sicurezza sociale del Comune in viale De Amicis 21. Il problema sarebbero i termosifoni, che funzionano poco e male. A segnalare il disagio con due lettere al sindaco, all´assessore per il personale e ai dirigenti di Palazzo Vecchio, sono le Rdb, che hanno inviato una lettera il 30 dicembre e una ieri. «I caloriferi sono tenuti al minimo - dicono dal sindacato - e i dipendenti sono costretti a lavorare coperti. La situazione va avanti tra troppo tempo ormai, il problema sembra essere quello di una manutenzione non costante degli impianti».
Dalla Rappresentanza sindacale di base fanno notare che la legge anti-fannulloni del ministro Renato Brunetta penalizza economicamente i dipendenti pubblici che si ammalano. «Chiediamo un intervento urgente, altrimenti i lavoratori che si ammaleranno per la rigidità della temperatura in ufficio da ora in avanti chiederanno il risarcimento dei danni all´amministrazione comunale». Poi arriva l´affondo sindacale riguardo ai problemi economici del Comune. «I dipendenti sono persone responsabili e capiscono la grave situazione di crisi del paese ma i sacrifici non possono essere richiesti a una parte di loro, visto che dopo la dichiarazione della mancanza di risorse economiche da parte di questa Amministrazione, sono stati "rottamati" altri 3 dirigenti per un importo complessivo di 405mila euro». La Rdb annuncia anche che chiederà un sopralluogo dei responsabili della sicurezza sul lavoro del Comune per valutare la situazione di viale De Amicis».


3 gennaio 2009 - Dazebao

12 gennaio "Funerale di Alitalia"

Manifestazione alla regione Lazio. Una delegazione della Cub Trasporti incontrerà il presidente alla Regione Piero Marrazzo. ROMA - Alle ore 15 del 12 gennaio un comitato di cassaintegrati e precari manifesterà davanti alla Giunta regionale del Lazio. Sarà una sorta di veglia funebre, in ricordo di un'azienda massacrata e svenduta che dal 13 non ci sarà più. Di seguito vi riportiamo il testo della missiva inviata dalla Cub Trsporti a Marrazzo.
Al Presidente della Regione Lazio On. P. Marrazzo
Oggetto: Richiesta Incontro Urgente in merito alla vertenza Alitalia
La scrivente O.S. richiede un urgente incontro al Presidente della Regione Lazio in merito alle seguenti questioni inerenti la delicata situazione dei lavoratori di Alitalia:
• definizione di un anticipo delle spettanze per i lavoratori messi in Cigs a zero ore ed in mobilità, in modo da sostenere le migliaia di famiglie che stanno rischiando di dover attendere 4 o 5 mesi prima di ricevere le previste integrazioni salariali dall’INPS;
• definizione di un intervento finanziario a sostegno dei precari di Alitalia e dell’indotto colpiti dalla profonda ristrutturazione del settore senza alcuna possibilità di accedere ai programmi di ammortizzazione sociale;
• definizione di un sistema di controllo e di gestione per le riassunzioni dei lavoratori espulsi dalla produzione e che al momento risultano sostituiti da personale con contratto interinale e da contratti precari a bassisimo costo;
• definizione di una Commissione di Inchiesta e di un urgente intervento contro le inaccettabili discriminazioni messe in atto da C.A.I. nella mancate assunzioni dei dipendenti Alitalia in L.104/90, delle lavoratrici madri o del personale con carichi familiari e notevole anzianità di servizio, ecc.
In attesa di un cortese riscontro, inviamo Distinti Saluti


3 gennaio 2009 - Il Gazzettino

Accuse tra organizzazioni sindacali sulla effettiva rappresentatività all’interno delle Asl
Nursing Up-Nursind, guerra di tessere

Vicenza - (m.c.) Il segretario regionale del Nursing Up, Guerrino Silvestrini, punta il dito contro il Nursind, che attraverso le pagine de Il Gazzettino ha evidenziato una grave carenza di infermieri e la necessità di inquadramento degli operatori socio sanitari e, a suon di tessere e rappresentatività, propone di unirsi nella lotta per la crescita professionale della categoria infermieristica. Una polemica alla quale ribatte il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega: «L’accusa che il nostro sindacato non sia rappresentativo è presto smentita: nell’Asl 6 abbiamo 630 iscritti e siamo il primo sindacato del comparto, presente a tutte le trattative, mentre Nursing Up si è visto una volta sola, non ha rappresentanti in azienda e non conosce l’estrema carenza delle varie unità operative dell’ospedale. A fronte di circa una cinquantina di infermieri in meno nella struttura ci sono 9 nuove assunzioni da concorso ed il 18 scade il bando di avviso per l’assunzione dei neolaureati, una quindicina disponibili solo dopo metà gennaio». Sul ruolo degli operatori socio sanitari e la loro valorizzazione e regolarizzazione, il Nursind ribatte con un’ulteriore provocazione: «Il Nursing Up dimostra di non conoscere la realtà del Vicentino», prosegue il segretario nazionale Andrea Bottega, «perché è forse più impegnato a vendere polizze assicurative che a fare sindacato. Con l’Rdb-Cub il Nursind è firmatario di una richiesta di audizione presso la V commissione sullo stato di estrema carenza degli infermieri nelle strutture del Veneto». Quanto alla richiesta del Nursing Up di unire le forze per portare avanti la battaglia della categoria infermieristica, Andrea Bottega ricorda l’esperienza negativa vissuta nel 2005: «Tre anni fa, con Nursing Up abbiamo stipulato un patto affiliativo che, attraverso l’imputazione di 9mila tessere Nursind al Nursing Up, ha permesso allo stesso di diventare temporaneamente rappresentativo salvo poi tradire tutti i patti (anche con le altre sigle sindacali che successivamente se ne sono andate) e non condividere un percorso, come richiesto, di unificazione delle due rappresentanze per paura di perdita potere. Nursing Up sa di non avere più i numeri per mantenere la rappresentatività e spera con questi giochini di mettersi in luce in una realtà dove Nursind è ben radicato, con oltre 1250 iscritti in provincia, con risultati concreti di iniziative sindacali e dove Nursing Up non conta praticamente nulla».


2 gennaio 2009 - Apcom

Gaza/ Domani manifestazioni a Roma, Milano, Vicenza, Pisa
Cartello associazioni: "Basta con il massacro dei palestinesi"

Roma, 2 gen. (Apcom) - Con lo slogan "Basta con il massacro dei palestinesi", domani, sabato 3 gennaio si svolgeranno a Roma, Milano, Vicenza, Pisa e in altre città manifestazioni di solidarietà con la popolazione colpita dai bombardamenti israeliani. Lo riferisce una nota del Forum Palestina. Nella capitale - precisa il comunicato - ci sarà un corteo che partirà alle 16.30 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza Barberini e che nella propria piattaforma indica quattro punti concordati tra le forze promotrici: "Fermare i bombardamenti su Gaza; mettere fine all'impunità per il terrorismo di stato israeliano; rompere le complicità sul piano politico, militare ed economico tra lo stato italiano e Israele; denunciare l'informazione manipolata sui massa media che uccide le coscienze così come le bombe uccidono le persone". La manifestazione di Roma - si legge ancora nella nota - ha ricevuto l'adesione da un ampio arco di forze: Associazione Handala (Castelli Romani); Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese; Centro Iniziativa Popolare; Circi; Circolo Comunista 'Stefano Chiarini'; Comitato Palestina nel cuore; Collettivo antagonista Primavalle; Disarmiamoli; Forum Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Rete dei Comunisti; Sinistra Critica, Associazione dei Palestinesi in Italia, Andrea Alzetta, Claudio Ortale, Confederazione Cobas, Federazione RdB/CUB, Associazione per la pace, UCOII, European Campagn to end the Siege on Gaza, Infopal, Giovani Europei per Palestina (Gep), Abspp onlus.


2 gennaio 2009 - Il Manifesto

PALESTINA
«Fermiamo il massacro», domani in piazza a Roma

«Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza. Basta con l'impunità del terrorismo di stato israeliano. Rompere ogni complicità politica, militare, economica tra lo stato italiano e Israele. Le bombe uccidono le persone, l'informazione manipolata uccide le coscienze». Con queste parole d'ordine è stata indetta a Roma, per sabato 3 gennaio 2009, una manifestazione che partirà alle 16.30 da piazza della Repubblica e sfilerà in corteo fino a Piazza Barberini.
Tra le prime adesioni:
Associazione Handala (Castelli Romani); Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese; Centro Iniziativa Popolare; CIRCI; Circolo Comunista «Stefano Chiarini»; Comitato Palestina nel cuore; Collettivo antagonista Primavalle; Disarmiamoli; Forum Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Rete dei Comunisti; Sinistra Critica, Associazione dei Palestinesi in Italia, Andrea Alzetta, Claudio Ortale , Confederazione Cobas , Federazione RdB/CUB, Associazione per la pace, UCOII.
European Campagn to end the Siege on Gaza , Infopal, Giovani Eurpei per Palestina (GEP), Abspp onlus.
PER ADESIONI MAIL: stopmassacrogaza@libero.it


1 gennaio 2009 - IMG Press

BASTA CON IL MASSACRO DEI PALESTINESI A GAZA

Scenderanno in piazza sabato 3 gennaio a Roma, Milano, Vicenza, Pisa le associazioni di solidarietà con il popolo palestinese e le forze politiche della sinistra, per dire "Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza". Nella capitale ci sarà un corteo che partirà alle 16.30 da piazza della Repubblica e si concluderà a piazza Barberini e che nella propria piattaforma indica quattro punti concordati tra le forze promotrici: "fermare i bombardamenti su Gaza; mettere fine all’impunità per il terrorismo di stato israeliano; rompere le complicità sul piano politico, militare ed economico tra lo stato italiano e Israele; denunciare l’informazione manipolata sui massa media che uccide le coscienze così come le bombe uccidono le persone". La manifestazione di Roma è stata convocata e ha ricevuto l’adesione da un ampio arco di forze: Associazione Handala (Castelli Romani); Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese; Centro Iniziativa Popolare; CIRCI; Circolo Comunista "Stefano Chiarini"; Comitato Palestina nel cuore; Collettivo antagonista Primavalle; Disarmiamoli; Forum Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Comunista dei Lavoratori; Rete dei Comunisti; Sinistra Critica, Associazione dei Palestinesi in Italia, Andrea Alzetta, Claudio Ortale, Confederazione Cobas, Federazione RdB/CUB, Associazione per la pace, UCOII, European Campagn to end the Siege on Gaza, Infopal, Giovani Europei per Palestina (GEP), Abspp onlus.


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Federazione Nazionale RdB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233