testa1.jpg (24414 byte)

testa2.jpg (15476 byte)

Il Sindacato di Base e Indipendente

data di creazione
01/01/09

rassegna_logopicc_news_01.gif (3953 byte)

a

rassegna_logolungo_lenews.jpg (27081 byte)
dicono di noi - le notizie
dal 21 al 31 dicembre 2008


30 dicembre 2008 - La Repubblica

La protesta
Bombe a Gaza presidio in piazza

Firenze - In piazza contro i bombardamenti di Gaza e in «solidarietà con il popolo palestinese». Una manifestazione si è svolta ieri pomeriggio in piazza della Repubblica e un´altra è prevista oggi alle 17,30 in via Cavour davanti alla Prefettura. Le due iniziative sono state promosse da varie associazioni fiorentine, tra cui Rdb-Cub, Unaltracittà/Unaltromondo, Verdi.
Intanto la Regione ha deciso di stanziare un nuovo contributo, «fino a 100 mila euro», per il progetto "Saving children" per il ricovero di bambini palestinesi in ospedali israeliani. Il presidente Claudio Martini, riguardo a quanto sta avvenendo nella Striscia di Gaza ha espresso il suo «sconcerto per il cinismo e la spregiudicatezza politica di tutti i partecipanti al conflitto».


30 dicembre 2008 - Il Giorno

Finita la tregua natalizia Venti di sciopero all’Asl
Gli autonomi dell’Rdb dichiarano l’agitazione
di GUIDO BANDERA

LODI — LE FESTE STANNO per concludersi, ma passata la tregua del panettone, la conflittualità sindacale è destinata a riesplodere, anche nel Lodigiano. Non ci sono però soltanto le crisi aziendali, la cassa integrazione e i tagli in organico delle aziende private, soprattutto del manifatturiero, che in queste settimane si stanno proponendo a ritmi concitati, ma c’è pure il mondo del lavoro pubblico, anche nel settore chiave della sanità e dell’assistenza, che è uno di quelli più rilevanti dal punto di vista occupazionale in tutto il territorio. POCO PRIMA della sosta natalizia, infatti, sul tavolo del Prefetto, come la legge prevede per i servizi pubblici, è arrivata la comunicazione dello stato di agitazione dei lavoratori dell’Asl di Lodi, che è iniziato il 24 dicembre. L’iniziativa è del sindacato autonomo Rdb Cub-Pubblico impiego Lombardia Sanità. La comunicazione è arrivata in copia al Prefetto, al direttore generale Asl, alla direzione regionale Sanità e alla commissione di garanzia sugli scioperi, a Roma. In sostanza la lettera contiene la comunicazione della «rottura» dei tentativi di accordo finora ricercati dalle parti e il sindacato avvia le procedure di legge davanti al Prefetto, che prevedono un tentativo di conciliazione all’Ufficio del Governo. Se entro la scadenza di pochi giorni la conciliazione non avrà effetto, la Rdb è pronta a dichiarare lo sciopero dei lavoratori dell’Asl. NEL TESTO della missiva, scritta dal leader locale del sindacato, Gianfranco Bignamini, si legge un duro attacco all’azienda, che non fa immaginare che sussistano grandi spazi di manovra per il tentativo di conciliazione che i funzionari della Prefettura dovranno mettere in campo. «CONTRO questa amministrazione Asl di Lodi — dichiara Bignamini — abbiamo avviato nelle sedi appropriate la difesa dei lavoratori e delle pazienti per violazione di accordi sindacali interni, per violazione del contratto nazionale della Sanità nel modificare assetti assistenziali e carichi di lavoro». Una dichiarazione di lotta che, almeno per l’Asl, cade in un periodo sostanzialmente tranquillo. Negli ultimi anni, infatti, le situazioni di maggiore tensione, pur con qualche episodio all’Azienda sanitaria locale, hanno riguardato l’ospedale, con i vari piani di rilancio e l’ipotesi, mai verificatasi, della privatizzazione del reparto riabilitativo, come programmato dal precedente direttore generale, Piergiorgio Spaggiari.

Prosegue l’agitazione dei vigili del fuoco
Ci sarà un tavolo permanente in Prefettura
EMERGENZA INCONTRO CON I SINDACATI SULLA CARENZA DI ORGANICO

BRESCIA — IL VICEPREFETTO VICARIO di Brescia Attilio Visconti ha convocato ieri le organizzazioni sindacali del comando provinciale dei vigili del fuoco, Cgil, Cisl, Uuil, Rdb-Cub, Confsal, Sin.Dir, per affrontare il problema della grave carenza di organico. Il viceprefetto ha reso nota la sua intenzione di istituire un tavolo permanente in Prefettura a Brescia per «mantenere costantemente monitorata la situazione» e ha chiesto alle organizzazioni sindacali di avanzare una proposta di soluzione. Le organizzazioni sindacali, pur confermando lo stato di agitazione, si sono dette disponibili a intraprendere tutte le iniziative per sanare la situazione. A denunciare il grave stato di difficoltà era stato l’altro giorno Massimiliano Gregori, vigile del fuoco ed esponente delle Rdb (Rappresentanze sindacali di base): «La carenza di organico già elevata, si è accentuata notevolmente con il trasferimento di 32 Capi squadra ad altre province il 21 dicembre, ben la metà dei presenti. Ora siamo il primo comando in Italia per carenza d’organico - aveva spiegato Gregori - considerando che Brescia è comando superiore (unico in Lombardia dopo Milano); è la quinta provincia per industrializzazione e vanta il primato di avere una carenza d’organico pari al 100% di ispettori, al 93% di capi reparto, al 55% di capi squadra, a cui si somma la carenza dei vigili permanenti, dei funzionari e del personale amministrativo». Dice il sindacato: il governo precedente ha tagliato ai pompieri 30 milioni di euro, quello attuale altri 80 milioni.


30 dicembre 2008 - Il Mattino di Padova

OCCUPAZIONE A LIMENA
Per 70 operai l’anno si chiude bene
Gli addetti della Tnt sicuri di mantenere il posto fisso Garantita pure l’anzianità, accordo fatto la vigilia di Natale
di CRISTINA SALVATO

LIMENA - Inizieranno bene l’anno i quasi settanta lavoratori impiegati nel magazzino limenese della Tnt. Nonostante il cambio di appalto che ha visto avvicendarsi di tre consorzi di cooperative nella gestione del servizio, adesso hanno la certezza di avere tutti un lavoro. L’antivigilia di Natale, infatti, è stato siglato un accordo con il quale si sancisce il passaggio di tutti i magazzinieri dal Consorzio Corso, all’Aurora, compresa l’intera cooperativa Crp.
Per intervento delle sigle sindacali, i lavoratori vi entreranno alle stesse condizioni previste dagli accordi raggiunti in prefettura. Non perdono, quindi, anzianità e avanzamenti raggiunti in questi anni. Dal primo febbraio, inoltre, aprirà anche l’Hub a Monselice, dove saranno integrati i lavoratori attualmente in esubero a Limena, costretti per questo a lavorare part-time. «Siamo soddisfatti perché nel passaggio d’appalto è stata garantita la continuità nel lavoro - sottolinea Gianni Boetto, del sindacato Adl Cobas - La lotta però non è finita: il prossimo passo sarà far ottenere a tutti l’orario full time a 40 ore settimanali». Quello che va a chiudersi è un anno duro per i magazzinieri della Tnt, con tre cambi di appalto in 12 mesi e l’incertezza continua del lavoro: a gennaio il consorzio Gesconet per cui lavoravano allora annunciò la fine del loro contratto, perché era cessato l’appalto con Tnt. Scioperarono e protestarono, bloccando i cancelli e fermando i magazzini di diverse città. Di loro si interessarono politici e Prefetto. Alla fine riuscirono ad ottenere di nuovo un lavoro. Arrivò poi il Consorzio Corso, che è rimasto fino a qualche giorno fa, quando l’appalto è passato nuovamente di mano al Consorzio Aurora.


30 dicembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - Interviene il sindacalista Sergio De Paolo (Rdb)
"Perché la Provincia vuole stabilizzare solo 16 co.co.co?"

Riceviamo e pubblichiamo - Rdb ha atteso il Natale sperando portasse qualche buon consiglio alla Provincia di Viterbo ma, per quello che sappiamo, la giunta ha deliberato l’assunzione a tempo pieno e determinato di 16 co.co.co. avviandone, in contemporanea, il processo di stabilizzazione ai sensi della normativa vigente e disinteressandosi, di fatto, del futuro di decine di precari. Rdb, non da sola, aveva chiesto chiarimenti sui contratti di collaborazione stipulati negli anni scorsi che, solo in alcuni casi, hanno garantito il consolidamento dei requisiti per la stabilizzazione, passando così sul destino dei lavoratori interinali e delle cooperative sociali che avrebbero un qualche diritto da far valere. Ma tutto ciò è caduto nel silenzio con buona pace della tendenza egualitaria e solidaristica che ci saremmo potuti attendere. Lo abbiamo detto in tutte le lingue, purtuttavia non comprendiamo perché non si è voluto bandire un concorso aperto agli esterni che, facendo salvi i 16 co.co.co. aventi diritto, offrisse l’opportunità alle decine di precari che in otto anni hanno collaborato con la provincia per disputarsi altri dieci posti di lavoro. Nei mesi scorsi sono stati stabilizzati, e di questo ne diamo atto alla Giunta, Lsu e cantieri scuola, ma il prezzo che questi lavoratori hanno dovuto pagare per tale risultato è stata l’assunzione con un part-time al 50% e, in alcuni casi, addirittura con un inquadramento professionale più basso. Qualcuno tra assessori, presidente, dovrà pur spiegare perchè invece ai co.co.co. è stato garantito un livello di inquadramento medio-alto e, soprattutto, un tempo pieno che ha sterilizzato le risorse utili per un processo di stabilizzazione di altre 10 unità. L’ultimo treno per tentare di rispondere alla carenza di personale della Provincia, stante la normativa vigente e allo stesso tempo di ridurre il bacino del precariato, la Provincia lo ha lasciato passare facendo salire solo alcuni in prima classe.
Perché? Non vogliamo che si apra una guerra tra i precari ma proprio per questo abbiamo richiesto, difeso, lottato perché a tutti fossero offerte pari condizioni e perché le opportunità fossero estese a più persone. Ci spiace di cuore, a fronte di un positivo percorso di stabilizzazione dei precari fatta dalle organizzazioni sindacali e dalla Giunta in tutto il 2008, che sui co.co.co. questa amministrazione abbia scelto di garantire alcuni, purtroppo ignorando altri.
Sergio De Paola - RdB Viterbo


30 dicembre 2008 - Il Giornale di Brescia

Vvf: in Prefettura un tavolo sulla carenza d’organico

Brescia - Le preoccupazioni dei sindacati di categoria sulla grave carenza di personale operativo dei Vigili del fuoco (da lunedì 22 dicembre infatti 32 capi squadra, dei circa 70 che erano in servizio, sono stati trasferiti dal Comando provinciale di Brescia ad altre sedi), con possibile ripercussione sulla sicurezza dei cittadini, hanno prontamente trovato un riscontro nelle sedi istituzionali governative di Brescia. Ieri mattina il vice prefetto vicario della Prefettura di Brescia, Attilio Visconti, ha convocato le organizzazioni sindacali del Comando dei Vigili del fuoco di Brescia (Cgil, Cisl, Uil, Rdb-Cub, Confsal, Sin.Dir), per affrontare la delicata tematica inerente la grave carenza di personale operativo.
«Il dott. Visconti - si legge in un comunicato sindacale - sensibile alla reale problematica evidenziata e, parlando a nome del ministero dell’Interno, ha reso noto la sua intenzione di istituire un "tavolo permanente" presso la Prefettura di Brescia, al fine di mantenere costantemente monitorata l’evoluzione della situazione».
Inoltre il vice prefetto ha chiesto alle organizzazioni sindacali di produrre una proposta per il superamento delle problematiche legate alla carenza di personale, dilazionata nel tempo.
Tale proposta è stata successivamente formalizzata e consegnata al vice prefetto vicario. «Le organizzazioni sindacali - prosegue il comunicato - nel confermare lo stato di agitazione in atto, con grande senso di responsabilità nei confronti del delicato ruolo istituzionale e sociale rivestito dall’operato dei Vvf, si sono dichiarate disponibili ad intraprendere tutte le iniziative costruttive che potranno definitivamente risolvere la questione, rimanendo in attesa di riscontri ufficiali da parte del Ministero dell’Interno».(s.)


29 dicembre 2008 - Dire

CASA. V.PINCHERLE, RDB: ACCORDO COMPRAVENDITA ATER-PROPRIETÀ
"UN PASSO IN AVANTI VERSO L'ACQUISIZIONE PUBBLICA"

(DIRE) Roma, 29 dic. - "Questa mattina si e' svolto l'incontro tra l'Ater e la Giacomazzi spa, l'immobilare subentrata a Fata dal 15 dicembre nella proprieta' degli appartamenti invenduti a via Pincherle. I rispettivi rappresentanti, Luciani per l'Ater e Greco per la Giacomazzi, hanno stabilito i termini di un accordo che verra' definito il prossimo 8 gennaio e che prevede il rapporto esclusivo sull'invenduto tra Ater e Giacomazzi, escludendo acquirenti terzi. Intanto resteranno bloccate le procedure di sfratto gia' in essere, cosi' come quelle relative alle occupazioni senza titolo e ad altre irregolarita'". Lo fa sapere una nota del sindacato Asia-Rdb, che spiega: "In questo modo, dopo aver aiutato decine di famiglie nell'acquisto con un mutuo agevolato, la Regione fa un passo ulteriore verso il processo di acquisizione pubblica degli appartamenti che non possono essere acquistati dagli inquilini, garantendo a questi ultimi di rimanere dentro le proprie case".


29 dicembre 2008 - Omniroma

VIA PINCHERLE, ASIA: ACCORDO COMPRAVENDITA ESCLUSIVA ATER-PROPRIETÀ

(OMNIROMA) Roma, 29 dic - «L'Ater ha raggiunto un accordo di massima con la società Giacomazzi, proprietaria dal 15 dicembre scorso degli oltre 100 alloggi invenduti dello stabile di via Pincherle, per una trattativa in esclusiva finalizzata all'acquisto degli appartamenti. L'8 gennaio prossimo saranno definiti i dettagli della trattativa tra le parti. Intanto, grazie all'accordo, gli sfratti pendenti su alcuni inquilini saranno bloccati». Ne dà notizia il sindacato Asia Rdb che stamattina ha organizzato un presidio di inquilini delle case di via Pincherle e di via dei Colli Portuensi sotto la sede dell'Ater in lungotevere Tor di Nona proprio in occasione dell'incontro. Oggi, nella sede dell'Agenzia territoriale edilizia residenziale, era prevista anche una riunione del Cda per l'acquisto di circa 25 alloggi invenduti di via dei Colli Portuensi, una vicenda che nei mesi scorsi aveva portato gli inquilini in piazza a manifestare per chiedere uno sconto ai prezzi di vendita ritenuti eccessivi. «La regione ha già stanziato 60 milioni di euro per entrambe le operazioni - fanno sapere ancora dall'Asia Rdb - il Cda ha spiegato, però, che su via dei Colli Portuensi si attende la disponibilità liquida dello stanziamento prima di licenziare la delibera per l'acquisto. L'operazione dovrebbe essere rimandata di circa due mesi ma ciò non dovrebbe creare nessun problema agli inquilini colpiti dallo sfratto vista la trattativa in corso».


29 dicembre 2008 - Il Gazzettino

Ftv: Cgil e Cub verso le elezioni
di Pietro Rossi

Trieste - L'incontro del 24 dicembre tra Filt Cgil, Rdb Cub Trasporti e il presidente di Ftv Valter Baruchello ha soddisfatto i sindacati. «Con Baruchello - ha spiegato il segretario Filt Cgil Massimo D'Angelo - abbiamo manifestato preoccupazione per un'azienda che ha ottime iniziative come presidenza ma una direzione che pecca nelle relazioni sindacali». Il vertice ha fatto il punto della situazione su alcune questioni che in questi giorni stanno scuotendo l'azienda provinciale dei trasporti. In primo luogo la profonda spaccatura tra sigle sindacali (Cgil e Cub da una parte Cisl e Uil dall'altra), nata con la polemica della famosa delibera (voluta da Cisl e Uil e affossata dalla Cgil) con la quale l'azienda avrebbe dovuto accollarsi l'onere delle eventuali multe per sovraccarico prese dagli autisti. Dopo il prolungarsi della stagione di veleni, che ha portato alla rottura della piattaforma sindacale, la stessa FTV decise che del provvedimento non se ne sarebbe fatto niente. I malumori tra sindacati sono però rimasti, tanto da inacidirsi. Il 12 novembre, alla vigilia delle elezioni per le rappresentanze sindacali in Ftv i, Cisl e Uil ritiravano le loro liste, assegnando de facto una vittoria schiacciante alla Cgil. Ma giusto qualche giorno fa una sentenza della commissione della direzione provinciale del lavoro, richiesta da Cisl e Uil, annullava le elezioni, causando una dura reazione da parte di Cgil e Cub. I due sindacati sono arrivati a proclamare lo stato di agitazione, denunciando presunte azioni non corrette da parte del direttore del personale con i loro delegati. «Un pezzo di azienda che non è la proprietà è di parte invece di stare al di sopra delle diatribe nate sopra le organizzazioni sindacali - conclude D'Angelo - ma Baruchello ci ha detto che avrebbe verificato personalmente quello che abbiamo raccontato». Nel frattempo Cgil e Cub hanno sospeso lo stato di agitazione, iniziando il percorso per le nuove elezioni delle Rsu di metà gennaio.


29 dicembre 2008 - Nove

Gaza, raid e truppe al confine: corteo pro-palestinesi a Firenze

Firenze - Per tutta la giornata l'aviazione israeliana ha colpito decine di obiettivi di Hamas fra cui caserme, depositi di munizioni, zone di lancio di razzi e decine di tunnel al confine con l'Egitto utilizzati per introdurre nella Striscia armi. L'aggressione militare di Israele ha ucciso 250 palestinesi, in gran parte civili fra la popolazione palestinese di Gaza e che continua anche in queste ore, con una probabile invasione da parte delle truppe terrestri. Palestinesi della Striscia di Gaza, in fuga dai bombardamenti israeliani, hanno aperto una breccia lungo la frontiera con l'Egitto. L'Autorita' palestinese e le municipalita' delle citta' della Cisgiordania hanno proclamato una giornata di lutto e di sciopero in solidarietà. La popolazione palestinese di Ramallah è scesa per strada per dimostrare il sostegno agli abitanti della Striscia di Gaza.
Due le iniziative che si terranno a Firenze, per richiedere l’immediata cessazione delle azioni militari israeliane, per la fine dell’embargo contro la popolazione palestinese di Gaza. Lunedi 29 dicembre (ore 16) presidio in Piazza della Repubblica. Martedi 30 dicembre (ore 17,30) presidio alla Prefettura in Via Cavour. Le due iniziative sono promosse da varie organizzazioni fiorentine, tra cui la Federazione RdB –CUB di Firenze.


29 dicembre 2008 - Corriere Viterbo, Maremma, Siena, Rieti, Arezzo, Umbria

Israele schiera l’esercito A Gaza è guerra aperta
Mentre il bilancio delle vittime è già salito a 300

È caratterizzato da decine di raid aerei e dal richiamo di migliaia di riservisti israeliani il secondo giorno della operazione "Piombo Fuso" lanciata da Israele contro le strutture di potere di Hamas a Gaza. Il bilancio aggiornato delle vittime palestinesi è di circa 300 morti e molte centinaia di feriti. Israele ha avuto finora una vittima: un civile ucciso sabato da un razzo a Netivot, Neghev. Per tutta la giornata, l’aviazione israeliana ha colpito decine di obiettivi di Hamas fra cui caserme, depositi di munizioni, zone di lancio di razzi e decine di tunnel al confine con l’Egitto, solitamente utilizzati per introdurre nella Striscia armi e svariati generi di consumo. Le autorità israeliane hanno, tuttavia, autorizzato l’ingresso a Gaza degli aiuti umanitari. L’obiettivo degli attacchi perpetrati nelle ultime ore - viene spiegato a Tel Aviv - è di ridurre le strutture di Hamas all’impotenza, mentre i suoi dirigenti sono costretti a darsi alla clandestinità e decine e decine di edifici utilizzati da Hamas sono ormai ridotti in macerie, i servizi di emergenza locali sono pure oggetto di continui attacchi, così come le emittenti del gruppo. I cieli di Gaza sono presidiati costantemente dall’aviazione israeliana, che cerca di impedire nuovi lanci di razzi contro il Neghev. In questa atmosfera caotica il braccio armato di Hamas, Brigate Ezzedin al-Qassam, cerca egualmente di sferrare duri attacchi alle retrovie israeliane. Da sabato i lanci di razzi e di colpi di mortaio sono stati complessivamente oltre 150. Ieri, per la prima volta, Hamas ha fatto ricorso a razzi Grad potenziati, da 122 metri, con una gittata di oltre 40 chilometri. Hanno colpito la periferia di Ashdod, una città di oltre 200mila abitanti, parte dei quali vivono delle attività del suo porto commerciale. Se esso diventasse un obiettivo di Hamas, il traffico commerciale ne risentirebbe duramente. Anche Beer Sheva (la principale città della regione del Neghev, pure di 200mila abitanti) si trova adesso alla portata dei razzi palestinesi. Complessivamente, oltre mezzo milione di israeliani devono ora prestare la massima attenzione alle sirene di allarme. Se risuonassero nella loro città avranno a disposizione non più di 45 secondi di preavviso per cercare riparo. Per ragioni cautelative, nelle località israeliane che si trovano a meno di 20 chilometri da Gaza le scuole resteranno chiuse ad oltranza. Intanto a Rafah, nel sud della Striscia, centinaia di palestinesi sono riusciti ad aprire un varco nel muro di confine con l’Egitto e sono penetrati nel Sinai superando le linee dei militari egiziani. La tensione nella zona è altissima, anche perchè Hamas accusa i dirigenti egiziani di collusione con Israele. Si allargano intanto le manifestazioni di protesta popolare contro i bombardamenti israeliani a Gaza. In Cisgiordania un dimostrante è stato ucciso a Naalin dal fuoco di soldati che temevano di essere sopraffatti dalla folla. Altre manifestazioni sono avvenute a Ramallah e Hebron. In Israele ha fatto scalpore la protesta del ministro arabo Ghaleb Majadla (sport e cultura) che si è rifiutato di partecipare alla odierna seduta di governo in protesta per il bombardamento di Gaza. Scioperi sono segnalati in numerose località arabe israeliane. Ad Um el-Fahem centinaia di dimostranti si sono scontrati a lungo con la polizia israeliana. Intanto, in Italia, duecento persone hanno manifestato nel pomeriggio in piazza Navona a Roma per dire «basta al massacro di Gaza». Al sit-in organizzato dal Forum Palestina hanno preso parte esponenti della Comunità Palestinese di Roma e Lazio, del Comitato «Con la Palestina nel Cuore», della Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia, del Forum Palestina, delle Rdb, dei Cobas, del Collettivo Antagonista Primavalle, delle Corrispondenze Metropolitane, del Circolo Comunista Stefano Chiarini e della Rete dei Comunisti. L’iniziativa si ripeterà ogg pomeriggio davanti alla sede della Rai in viale Mazzini, mentre il 3 gennaio è previsto un corteo nella Capitale.


29 dicembre 2008 - Corriere di Siena

Ricercatori presidiano il rettorato
Dal direttore Emilio Miccolis per un confronto, prima del consiglio di amministrazione. Oggi è l’ultimo giorno utile: chiedono l’immediata assunzione

Siena - Oggi si scrive un nuovo capitolo nel processo di recupero dei destini dell’ateneo senese. Si riunisce nuovamente il consiglio di amministrazione con tanta carne al fuoco. Fra le altre cose dovrà essere risolta la situazione precaria dei ricercatori, in attesa di essere assunti. Sono loro a rivolgere attraverso la stampa un nuovo appello affinchè gli amministratori trovino i motivi e le risorse per assicurare loro un futuro certo. Lanciano in qualche modo un ultimatum visto che oggi è l’ultimo giorno utile, per sanare la loro posizione. Ecco il documento che hanno inviato che ricalca un volantino che distribuiranno questa mattina al rettorato a cominciare dalle 9: "In considerazione dell'attenzione precedentemente rivolta dalla vostra redazione alla nostra questione, purtroppo ancora irrisolta, noi, ricercatori vincitori di concorso ed in attesa di presa di servizio all'Università di Siena, torniamo a chiedere la vostra collaborazione nell'informare i vostri lettori riguardo alle iniziative che continuiamo a portare avanti perché le nostre legittime aspettative siano riconosciute dall'Università. Il 29 dicembre (oggi ndr) na delegazione di nostri rappresentanti sarà presente a partire dalle 9 in rettorato a chiedere un incontro con il direttore amministrativo Emilio M iccolis nell'ultimo giorno utile in cui il consiglio di amministrazione potrà deliberare la nostra assunzione, scongiurando il rischio che questa verrà bloccata per tre anni per effetto della legge 133/08 e del d.l. 180/08. Poiché per lo stesso giorno alle ore 11 è stato disposto dal direttore amministrativo un incontro con le rappresentanze di base di un altro gruppo di persone in attesa di presa di servizio come personale amministrativo, è nostra intenzione chiedere che la stessa disponibilità ad un incontro venga dimostrata dal direttore amministrativo anche a noi ricercatori, prima della seduta del consiglio di amministrazione, prevista per le 15.30. Diribuiremo un volantino informativo in questi giorni in tutte le Facoltà dell'ateneo ed al rettorato. Come sempre, vi saremo grati se ci offrirete la vostra collaborazione nel divulgare, tramite il vostro quotidiano, questa ulteriore nostra iniziativa di sensibilizzazione riguardo a tale spiacevole questione, che penalizza non solo le nostre carriere accademiche e vite personali, ma anche l'attività didattica e di ricerca di molti dipartimenti dell'università di Siena", IL documento è stato firmato da: Andre Paolo, Ariani Francesca, Barone Virginia, Bellagamba Filippo, Bocci Cristiano, Brandani Silvia, Di Porto Fabiana, Ferrini Silvia, Giurisato Emanuele, Goracci Cecilia, Gualdani Annalisa, Iannelli Francesco, Ietta Francesca, Lazzerini Pietro Enea, Malvezzi Monica, Montagnani Francesca, Mordini Maura, Murgia Gianluca, Nasi Lorenzo, Piccari Paolo, Pin Paolo, Razzolini Tiziano, Rossi Maria Alessandra, Ruggiero Pasquale, Santos Maria Dolores, Saponara Simona, Sinicropi Adalgisa.


28 dicembre 2008 - Ansa

MO: GAZA; A ROMA SIT-IN FORUM PALESTINA, BASTA ATTACCHI

(ANSA) - ROMA, 28 DIC - Duecento persone, secondo gli organizzatori, hanno manifestato nel pomeriggio in piazza Navona a Roma per dire «basta al massacro di Gaza». Al sit-in organizzato dal Forum Palestina hanno preso parte esponenti della Comunità Palestinese di Roma e Lazio, del Comitato «Con la Palestina nel Cuore», della Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia, del Forum Palestina, delle Rdb, dei Cobas, del Collettivo Antagonista Primavalle, delle Corrispondenze Metropolitane, del Circolo Comunista Stefano Chiarini e della Rete dei Comunisti. L'iniziativa si ripeterà domani pomeriggio davanti alla sede della Rai in viale Mazzini, mentre il 3 gennaio è previsto un corteo nella Capitale. I manifestanti denunciano «la pulizia etnica e il terrorismo di Stato israeliano» e chiedono «l'immediato stop all'attacco militare sulla striscia di Gaza, la fine dell' embargo contro la popolazione, la fine dell'occupazione israeliana della Palestina». Al governo italiano, il Forum della Palestina chiede «il congelamento di tutti gli accordi politici economici e militari tra l'Italia e Israele».


28 dicembre 2008 - Eidon agenzia fotografica

20081228_eidon_palestina.jpg (35354 byte)
Guarda le foto della manifestazione di Roma. Clicca qui


28 dicembre 2008 - Liberazione

Roma, sit-in di protesta dei dipendenti. E' il secondo della Flaica-Cub
Ikea: lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi
di Fabrizio Salvatori
20081228_liberazione_ikea.jpg (70040 byte)

Roma - Per la seconda volta, a nove anni dall'apertura del punto vendita, ieri un gruppo di lavoratori della multinazionale svedese Ikea aderenti alla Flaica-Cub hanno effettuato uno sciopero di 6 ore e un sit in davanti al sito dell'Anagnina. La prima giornata di protesta dei lavoratori Ikea di Anagnina si era svolta durante il mese scorso.
«Ikea: lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi», si leggeva su alcuni cartelli; oppure, «Fissati con gli stipendi bassi, mobili ad un euro, lavoratori alla neuro». I lavoratori scioperano perchè «l'azienda - sostengono - al contrario dei principi etici diffusi sulle pubblicità, sta applicando invece esempi di sfruttamento del lavoro senza pari nel panorama, anche esacerbato, delle altre multinazionali di vendita al minuto». Denunciano, inoltre, che alcuni colleghi sono stati «sospesi e non retribuiti dal medico aziendale, nonostante l'attestazione di idoneità dei medici Asl oppure invio di lettere di contestazione disciplinare ai dipendenti usando pretestuosi motivi come un solo minuto di ritardo».
Le rivendicazioni principali riguardano la riduzione del numero di contratti part-time, con una loro trasformazione in tempo pieno ed un conseguente aumento delle retribuzioni, ed il reintegro di due dipendenti così come stabilito da una sentenza del Tribunale del Lavoro.
Il punto vendita di Anagnina dà lavoro a circa 500 dipendenti, il 90% dei quali hanno un contratto part-time, spesso a tempo indeterminato, da 16 o 20 ore settimanali, che viene retribuito con un salario compreso tra 500 e 650 euro al mese. La Flaica-Cub, «anche in ragione dei bilanci largamente in attivo presentati dall'Ikea», chiede che l'azienda, «invece di assumere continuamente nuovo personale» stabilizzi i precari che attualmente lavorano nel punto vendita di Anagnina e diminuisca i part-time esistenti trasformandoli in contratti a tempo pieno. Sono storie di ordinaria precarietà quelle raccontate dai lavoratori dell'Ikea: «Ho un contratto a tempo indeterminato da 20 ore a settimana» racconta Igor, lavora ad Anagnina da 4 anni «ho chiesto diverse volte all'azienda che mi aumentassero il numero delle ore così da poter avere un salario migliore, ma loro non me lo hanno mai concesso, anche le ore di straordinario vengono assegnate solo a poche persone. Per questo motivo - prosegue - tutti noi che lavoriamo qui siamo costretti a fare anche un secondo lavoro, naturalmente in nero, per poter avere un salario dignitoso a fine mese. Con un ricambio continuo il personale è più facilmente assoggettabile». Ma ci sono anche ben altri tipi di denunce che riguardano l'Ikea. Denunce che parlano di politiche di gestione del personale attuate dall'azienda facendo ricorso ad un «mobbing strisciante», fatto di «spostamenti a mansioni di fatica in seguito a lamentele» o di «orari giornalieri spezzati con turni scomodi che a volte inducono i lavoratori a licenziarsi». Altra richiesta della Flaica-Cub verso l'azienda è quello di modificare l'utilizzo degli stagisti «che in alcuni casi svolgono mansioni identiche a quelle dei lavoratori contrattualizzati, ma percepiscono solo un piccolo rimborso spese». Sul fronte delle vertenze il sindacato rivendica anche il reintegro, come stabilito dal Tribunale del Lavoro di Roma, di due dipendenti che, «sospesi senza retribuzione dopo le visite mediche, in quanto ritenuti non idonei alle loro mansioni, hanno regolarmente passato le visite della Asl».


28 dicembre 2008 - Il Manifesto

LAVORO. La protesta, organizzata dalla Cub, dei dipendenti romani della multinazionale.
Tra salari da fame e assurde lettere di contestazione
Lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi. È la convenienza Ikea
di Patrizia Cortellessa

Roma - Per la seconda volta in due mesi le lavoratrici e i lavoratori del punto vendita Ikea di Anagnina di Roma - quelli con contratto a tempo indeterminato, ci dicono, perché i precari che subiscono il ricatto del contratto sono dentro a lavorare - hanno incrociato le braccia e hanno dato vita ieri ad un presidio musicale e colorato davanti all'entrata principale. Indossando cappelli rossi e il costume di babbo natale, i manifestanti hanno rivendicato maggiore rispetto per i lavoratori e la stabilizzazione dei precari. «Non riusciamo a capire perché dentro un'azienda che è tra le prime al mondo come fatturato, un'azienda che non ha concorrenza, non possano essere aumentate le retribuzioni di chi vi lavora e i part time non si possano trasformare in contratti a tempo pieno», afferma Giancarlo della Flaica-Cub, il sindacato di base che ha indetto lo sciopero di ieri. «Abbiamo chiesto di avere più ore, per evitare ai lavoratori di dover fare due o addirittura tre lavori per arrivare ad uno stipendio che possa definirsi decente». La risposta dell'azienda? Negativa, of course. «Ora la piaga sta diventando il lavoro degli stagisti», continua: «Le persone entrano in Ikea e viene loro detto: state qui, imparate un lavoro, acquisite professionalità. Alla fine svolgono praticamente le stesse mansioni di tutti gli altri lavoratori, ricevendo invece che un salario un rimborso spese di qualche centinaio di euro». Storie di ordinario sfruttamento, insomma. Chi trova di meglio se ne va, ma visti i tempi trovare altro risulta difficile. E che dire delle assurde lettere di contestazione disciplinare, che usano futili e pretestuosi motivi come pochi minuti di ritardo dovuti a cause di forza maggiore dimostrabili? A questo riguardo c'è da registrare una vittoria. Il Tribunale del Lavoro di Roma qualche giorno fa ha dato ragione a Luisa nella causa che la vedeva contrapposta alla multinazionale svedese. Dopo cinque mesi di sospensione non retribuita, dovuta a un'inidoneità inspiegabilmente riconosciuta dal medico aziendale ma non attestata dai medici Asl, Luisa potrà tornare al suo lavoro. Separata dal marito, Luisa vive a Terni con la sua bambina e ha un mutuo da pagare. Lavora in Ikea, al servizio clienti, da 10 anni. Ha un contratto part-time a 16 ore, per uno stipendio base di 500 euro. «Con le domeniche arriverò a 600 euro», precisa. Dopo un piccolo incidente avvenuto nel 2004, in cui ha riportato l'inclinazione di una vertebra del collo, Luisa non può spostare pesi. La responsabile del suo settore un bel giorno decide di mandarla in consegna merci, 8 ore da sola, a dare carrelli con i pacchi. «Spesso sono messi male e non si vede il codice, quindi li devi alzare». Luisa fa presente al medico che non poteva fare una mansione altra da quella che svolgeva da sempre. Conclusione? Inidoneità totale, secondo il medico aziendale. Forse sabato prossimo tornerà al suo posto di lavoro, ma resta tutta l'amarezza dovuta al fatto che per farsi riconoscere un diritto si debba pronunciare un tribunale. Solidarietà ai lavoratori in sciopero è stata espressa anche da Beppe Mariani, presidente della Commissione «Lavoro pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali», presente ieri al sit-in. «Ci troviamo davanti ad una illegittimità ormai conclamata, a una vessazione continua da parte dell'azienda verso i lavoratori. E' una cosa scandalosa» ha affermato Mariani. Che ha aggiunto: «Da gennaio porteremo in regione una legge del 'buon lavoro', per regolamentare o comunque vincolare tutti quei rapporti che ormai sono usciti fuori dalla giurisprudenza lavorista, anche quella più flessibile, che noi combattiamo».


28 dicembre 2008 - Giornale di Sondrio

Lettera
...la vicenda capannoni e Piano territoriale...

È vero, la vicenda capannoni e Piano territoriale sono due argomenti che si intrecciano tra loro e con una pianificazione provinciale attenta potrebbero trovare punti virtuosi di incontro, attraverso uno sviluppo sostenibile del territorio.
Provera ha governato la Provincia in una continua e perenne campagna elettorale con generici proclami all'unità, ma prima o poi i nodi vengono al pettine.
La mancanza del Ptcp, le difficoltà nella programmazione dell'Ato, la mancata attribuzione delle competenze sul demanio idrico, le esigue risorse per le tangenziali di Tirano e Morbegno mettono a nudo il contrasto tra i proclami di grandi risultati raggiunti e la capacità reale di Governare un territorio.
Non saranno sicuramente gli 8 chilometri di strada, che nelle migliori tradizioni vedranno l'apertura dei cantieri all'avvio della campagna elettorale, a risolvere i problemi della mancanza di uno sviluppo sostenibile e di qualità.
Nel merito sarebbe opportuno che il Presidente considerasse con attenzione i contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che, di fatto, conferma le previsioni Comunali senza alcuna valutazione critica della frammentata programmazione e pianificazione degli enti locali.
In poche parole il Piano territoriale di coordinamento in discussione assume passivamente i contenuti dei vigenti Piani Regolatori o Piani di Governo del Territorio.
Sarebbe invece opportuno entrare nel merito degli strumenti che dovrebbero cambiare aspetto e condizioni del Territorio valtellinese.
Sia nelle norme tecniche adottate dall'ente provinciale che nella relativa relazione illustrativa non si parla di vere misure di mitigazione ambientale per ambiti artigianali e industriali. L'unica indicazione che, invece, emerge con forza è la possibilità, per i Comuni, di ampliare le aree già esistenti in misura del 20-30% rispetto alla superficie territoriale occupata fino ad oggi. Le aree industriali e artigianali sono fondamentali per uno sviluppo economico del territorio, ma servirebbe una pianificazione mirata che agevoli le are industriali vere (a partire da quelle comprensoriali) piuttosto che aumenti volumetrici indiscriminati. La polemica sui capannoni rischia di essere solo la punta di un iceberg di una bolla speculativa edilizia fortemente presente in alcuni comuni del nostro territorio.
Quello che emerge con forza è l'incapacità di programmare uno sviluppo sostenibile di qualità che salvaguardi la nostra provincia evitando di copiare i modelli dell'hinterland milanese.
Allora chiediamo al Presidente Provera, al di la dei proclami, quali siano i reali benefici che questo Ptcp, se approvato, potrebbe apportare al paesaggio valtellinese e valchiavennasco e quale modello di sviluppo intende perseguire visto che alcune scelte fatte sino ad oggi non sono certamente sostenibili nel futuro di una realtà alpina?
Andrea Patroni responsabile Territorio-Ambiente PD della provincia di Sondrio
Sicuramente se non ci opponiamo immediatamente e con grande forza questa crisi la pagheremo soprattutto noi (lavoratori dipendenti e pensionati) che siamo la fascia della popolazione più debole; previsione che è già palpabile considerato quanto si sta deliberando in questi giorni nel nostro Parlamento: tagli alla scuola pubblica, tagli alla sanità pubblica, smantellamento della pubblica amministrazione, smantellamento dello stato sociale, ecc.
Noi però non ci stiamo a dover pagare sulla nostra pelle una crisi finanziaria nata per colpa di quel potere politico-economico che, al fine di arricchirsi in modo sproporzionato, ha creato solo speculazione e corruzione.
In passato, con le nostre lotte ci siamo opposti ad una politica dissennata; riteniamo quindi che ora, a maggior ragione, sia definitivamente giunta l'ora di dare il massimo per dire basta a politiche che fanno pagare alle fasce più deboli la crisi irrompente ed il mantenimento di privilegi per una piccola parte di popolazione avida e sprecona.
Certamente quanto sopra non sarà nè facile nè tanto meno indolore ma se non proviamo almeno ad opporci otterremo solo minori diritti ed un maggiore impoverimento di una enorme parte della popolazione.
Siamo convinti, che con il supporto di tutti, riusciremo a fare fronte all'attuale situazione, pertanto l'unico augurio che possiamo fare per il nuovo anno è quello di stare uniti ed essere solidali con coloro che purtroppo si troveranno in serie difficoltà.
Auguriamo comunque un sereno Natale
Federazione Provinciale RdB/CUB Sondrio


27 dicembre 2008 - Ansa

VIGILI DEL FUOCO: GREGORI (RDB) A BRESCIA COME NEL '41

(ANSA) - MILANO, 27 DIC - Massimiliano Gregori, vigile del fuoco ed esponente delle Rdb (Rappresentanze sindacali di base), denuncia una situazione preoccupante al Comando di Brescia dove già «si viveva una carenza d'organico elevata», «che si è accentuata notevolmente con il trasferimento di 32 Capi squadra ad altre province il 21 dicembre (ben la metà dei presenti)». «Ora siamo il primo Comando in Italia per carenza d'organico - spiega in una nota Gregori -, considerando che Brescia è Comando superiore (unico in Lombardia dopo Milano); è la 5ø provincia per industrializzazione e vanta il primato di avere una carenza d'organico pari al 100% di ispettori, al 93% di capi reparto, al 55% di capi squadra, a cui si somma la carenza dei vigili permanenti, dei funzionari e del personale amministrativo». «È dal 1941 - sottolinea la nota -, data d'istituzione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che non si viveva una situazione di tale portata». Secondo il sindacato, il governo precedente ha tagliato ai Vigili del fuoco 30 milioni di euro, quello attuale altri 80 milioni. «Attualmente - conclude Gregori - abbiamo ricevuto solo un »pacchetto straordinari« come se bastasse a compensare quanto suddetto, inoltre sono del tutto cancellate le ferie».


27 dicembre 2008 - Omniroma

ANAGNINA, LAVORATORI IKEA INCROCIANO BRACCIA: STABILIZZAZIONE

(OMNIROMA) Roma, 27 dic - Per la seconda volta, a nove anni dall'apertura del punto vendita Ikea di Anagnina, oggi un gruppo di lavoratori della multinazionale svedese aderenti alla Flaica-Cub ha proclamato uno sciopero di 6 ore. La prima giornata di protesta dei lavoratori Ikea di Anagnina si era svolta durante il mese scorso, due le loro rivendicazioni principali: la riduzione del numero di contratti part-time, con una loro trasformazione in tempo pieno ed un conseguente aumento delle retribuzioni, ed il reintegro di 2 dipendenti come stabilito da una sentenza del Tribunale del Lavoro. Il punto vendita di Anagnina dà lavoro a circa 500 dipendenti, il 90% dei quali hanno un contratto part-time, spesso a tempo indeterminato, da 16 o 20 ore settimanali, che viene retribuito con un salario compreso tra 500 e 650 euro al mese. La Flaica-Cub, «anche in ragione dei bilanci largamente in attivo presentati dall'Ikea», chiede che l'azienda, «invece di assumere continuamente nuovo personale» stabilizzi i precari che attualmente lavorano nel punto vendita di Anagnina e diminuisca i part-time esistenti trasformandoli in contratti a tempo pieno. Sono storie di ordinaria precarietà quelle raccontate dai lavoratori dell'Ikea: «Ho un contratto a tempo indeterminato da 20 ore a settimana» racconta Igor, lavora ad Anagnina da 4 anni «ho chiesto diverse volte all'azienda che mi aumentassero il numero delle ore così da poter avere un salario migliore, ma loro non me lo hanno mai concesso, anche le ore di straordinario vengono assegnate solo a poche persone. Per questo motivo - prosegue - tutti noi che lavoriamo qui siamo costretti a fare anche un secondo lavoro, naturalmente in nero, per poter avere un salario dignitoso a fine mese. Con un ricambio continuo il personale è più facilmente assoggettabile». Altro lavoratori parlano di politiche di gestione del personale attuate dall'azienda facendo ricorso ad un «mobbing strisciante», fatto di «spostamenti a mansioni di fatica in seguito a lamentele» o di «orari giornalieri spezzati con turni scomodi che a volte inducono i lavoratori a licenziarsi». Altra richiesta della Flaica-Cub verso l'azienda è quello di modificare l'utilizzo degli stagisti: «che in alcuni casi svolgono mansioni identiche a quelle dei lavoratori contrattualizzati, ma percepiscono solo un piccolo rimborso spese». Sul fronte delle vertenze di lavoro i Comitati di Base dell'Ikea rivendicano anche il reintegro, come stabilito dal Tribunale del Lavoro di Roma, di due dipendenti che, «sospesi senza retribuzione dopo le visite mediche, in quanto ritenuti non idonei alle loro mansioni, hanno regolarmente passato le visite della Asl».


27 dicembre 2008 - Corriere di Bologna

Il blitz in aula della vigilia di Natale
Rdb fa i regali al Comune: bugia per il sindaco, forbici per Delbono
Stilettate alla Virgilio e Merola. All'assessora all'Istruzione un set da aperitivo «per discutere di diritti delle donne e scuola durante gli happy hour della sinistra salottiera» Al collega il modellino (vuoto) delle case Acer
di Marina Amaduzzi

Bologna - I sarcastici regali di Natale di Rdb hanno interrotto la seduta del consiglio comunale della vigilia di Natale. Un siparietto animato da una ventina tra rappresentanti e lavoratori del sindacato di base che si sono presentati in aula mentre si stavano votando gli ordini del giorno preventivi al voto del bilancio di previsione 2009, la manovra «peggiore e più antisociale del mandato Cofferati», dice Rdb.
I regali, dunque. Al sindaco Cofferati, che ha abbandonato l'aula durante la protesta, viene lasciato in dono una bugia in ceramica, così «tra qualche tempo potrà romanticamente rileggersi al lume di candela il suo programma elettorale e le sue tante promesse non mantenute». Dei progetti di mandato datati ormai 2005 le Rdb ricordano polemicamente i passaggi sulla spesa sociale e i servizi, sull'edilizia pubblica e soprattutto sul precariato. La battaglia sul precariato riguarda anche l'assessore Milli Virgilio, «l'esponente — scrive il sindacato — di quella sinistra salottiera detta anche sinistra dell'happy hour a cui piace infinitamente discettare davanti a un aperitivo e dei salatini, dei diritti delle donne e della giusta lotta in difesa dell'istruzione pubblica». A lei tocca così un set di bicchieri per l'aperitivo, ma di «plastica così che la "femminista dell'happy hour" possa tenere sempre in mano qualcosa di precario». Accetta il suo regalo l'assessore Virginio Merola, un modellino in scala uno a mille di una casetta vuota, perché «ci sono a oggi settemila domande che attendono l'assegnazione di una casa popolare, ma il numero di alloggi disponibili è assolutamente esiguo». Un quarto regalo è destinato al capogruppo di Prc Roberto Sconciaforni, una confezione di colla «per non separarsi da quella poltrona a cui tiene tanto» e un paio di forbici «da regalare al suo candidato sindaco», Flavio Delbono, «per tagliare le spese sociali — spiega Betti — come fece quando era assessore in Comune con le farmacie comunali e come ha fatto nei bilanci in Regione». È infine molto seccata del suo regalo la consigliera Pd Elisabetta Calari, che a fatica ritira la «iper-precari card» targata Rdb anche quando a porgergliela è la mussiana Milena Naldi. Da presidente di Altercoop, fanno presente i sindacalisti, è stata molto disponibile ad «affittare le proprie socie lavoratrici al Comune, sorvolando generosamente sui diritti (delle lavoratrici) e sui doveri (di una cooperativa)».


27 dicembre 2008 - La Repubblica

Le rappresentanze di base e due nuove "rottamazioni" di dirigent
Palazzo Vecchio, rabbia delle Rdb "Buonuscite a oltre 4 milioni"
di MASSIMO VANNI

Firenze - Palazzo Vecchio «rottama» altri due dirigenti e le Rdb s´arrabbiano ancora. «L´ultimo regalo per l´ultimo Natale», lo definiscono. Si tratta di altri due incentivi di buonuscita, che riguardano l´attuale direttore dello sport Luigi Francalanci e il dirigente Maurizio Ferrati, oggi in servizio presso la direzione dei servizi tecnici di via Mannelli. Uno beneficerà di 157.530 euro, l´altro di 125.679. Un totale di oltre 283mila euro che non va giù alle Rdb di Palazzo Vecchio: «Ancora due notevoli gruzzoletti, che equivalgono a molti anni di lavoro per un lavoratore normale che manda avanti quotidianamente la macchina comunale».
Le Rdb, che da tempo denunciano una ad una le «rottamazioni» decise dalla giunta, fanno anche il conto totale di quanto fino ad oggi speso per le buonuscite dei dirigenti: «Si arriva ormai alla cifra complessiva di oltre 4 milioni di euro». Eppure, lamentano le Rappresentanze sindacali di base, «quando si richiede il rinnovo del contratto aziendale ci viene sempre risposto che la situazione è difficile e non ci sono risorse aggiuntive». Una ulteriore prova, secondo le Rdb, «della distanza abissale che esiste tra questa casta di politici e i lavoratori e i cittadini».
L´amministrazione ribatte, al solito, che le «rottamazioni» sono il frutto di un preciso accordo con i sindacati (non le Rdb): un accordo in base al quale si concede al dipendente comunale che desidera di lasciare anzitempo una buonuscita pari alla somma degli stipendi che ancora gli mancano per il raggiungimento formale dell´età pensionabile. Nel caso di Francalanci l´uscita non sarà comunque immediata: il direttore dello sport lascerà solo in coincidenza con la fine della legislatura. Cioè tra circa sei mesi.

Bilancio appeso alle Fondazioni
Scaramuzzino: "Welfare e cultura dipendono dalle risorse esterne". I lavori di ristrutturazione non rientreranno più nel Global Service
di SILVIA BIGNAMI

Bologna - «Il bilancio 2009 si regge su molte promesse che speriamo vadano mantenute». La vicesindaco Adriana Scaramuzzino descrive così la manovra finanziaria di Palazzo d´Accursio, l´ultima dell´era Cofferati, approvata la vigilia di Natale con il voto favorevole del Pd e di Sinistra Democratica, l´astensione del Prc e quello contrario di Pdl e Altrasinistra. Senza grossi scossoni politici e con una nuova ipotesi, l´asse Pd-Sd, di alleanza.
Ma con molte incognite sui conti, soprattutto per quel che riguarda welfare e cultura, i cui bilanci dipendono in gran parte dal buon cuore delle Fondazioni, chiamate a finanziare i vari progetti che l´amministrazione metterà in campo. Fondi messi a bilancio come «promesse», ma suoi quali non ci sono ancora impegni di spesa precisi, e senza i quali la manovrina di Palazzo d´Accursio potrebbe gravare molto di più sull´offerta culturale e sui servizi.
A causa dell´azzeramento dell´Ici, che ha portato a un buco di bilancio di circa 9 milioni di euro, i tagli previsti per i vari settori si aggirano intorno all´8%. «Ma questo dato è ancora incerto - ammette la vicesindaco - nel senso che dipende risorse che attendiamo dalle Fondazioni bancarie e da altri enti, come ad esempio la Regione». Mano tesa alle Fondazioni anche dal settore Cultura, che proprio su questi finanziamenti regge molte delle sue attività. «Abbiamo avuto assicurazioni che le Fondazioni manterranno invariato il loro livello di finanziamento, per questo abbiamo messo a bilancio i loro fondi come «promesse» tira un sospiro di sollievo l´assessore alla cultura Angelo Guglielmi.
Anche se, aggiunge, i tagli peseranno su tutte le altre attività finanziate dal Comune. «Soffriranno un po´ tutti gli ambiti. Ed è probabile che avremo una estate un po´ più povera. Anche se siamo riusciti a tenere fuori dai tagli l´istituzione dei musei e quella delle biblioteche». Tempo di stringere la cinghia anche sulla manutenzione, tagliata di 900mila euro. Quali servizi salteranno?
«Probabilmente rivedremo quelli che riguardano la manutenzione edilizia» spiega Raffaela Bruni, dirigente dei lavori pubblici. In pratica la sforbiciata colpirà i lavori di ristrutturazione degli edifici pubblici, che verranno «via via assegnati come singoli progetti, e non rientreranno più nel contratto con Global Service». All´erta, infine, anche i quartieri, che devono scontare tagli del 12% al loro budget. «Ognuno di noi - racconta il presidente del Porto Sergio Palmieri - ha scelto autonomamente come distribuire i tagli. Alcuni ne tengono conto sin dall´inizio dell´anno. Altri cercano di mantenere intatti i servizi nella speranza di rientrare dei fondi durante l´anno». Strategie di lotta o di governo insomma.
Ma in attesa di vedere se il governo rispetterà gli impegni sull´Ici, e se le Fondazioni copriranno i fondi mancanti, la giunta porta a casa il suo bilancio. Il voto è arrivato mercoledì, senza grosse sorprese. Fatta eccezione per la protesta delle Rdb, l´unico sindacato a non aver firmato la manovra, che ha fatto irruzione in consiglio con cinque «regali di Natale»: una «bugia» in ceramica per il sindaco Cofferati, e altri doni per gli assessori Virginio Merola e Milli Virgilio, per il consigliere di Prc Roberto Sconciaforni e per la consigliera Pd Elisabetta Calari. Un «incidente» che non ha ostacolato l´approvazione della manovra, passata alla fine con il sì di Pd e Sd. «Un segnale che spero ci serva a lavorare uniti per le elezioni del 2009 - ha sottolineato Milena Naldi, Sd, nel suo intervento - altrimenti rischiamo di perdere». Astenuta Rifondazione, come previsto.
Mentre l´Altrasinistra e il Pdl hanno votato contro, e sono persino riuscite a far passare un ordine del giorno che rinnega la politica dei bandi portata avanti dalla giunta sulla gestione dei campi sportivi. Messi a bilancio anche, con una delibera di giunta, circa 7 milioni di euro per i servizi di assistenza agli anziani. Alla fine il sindaco Cofferati archivia il suo ultimo bilancio: «Tutti i comportamenti sono stati lineari e rispettosi degli accordi di maggioranza».


27 dicembre 2008 - La Nazione

Dirigenti ‘rottamati’ in Comune. Ma il vertice della Sas è già un caso
FA DISCUTERE IL BANDO PER IL POSTO DA DIRETTORE GENERALE DELLA SOCIETA’

Roma - ROTTAMAZIONI eccellenti e nuovi bandi di concorso nelle società partecipate del Comune, anche se nulla può apparentemente mettere in relazione le due cose. E’ della vigilia di Natale l’ultima denuncia in ordine di tempo dei sindacati (Rdb - Cub enti locali) che sottolineano due ‘risoluzioni consensuali’ per altri due dirigenti comunali. Si tratta di 283.209,24 euro. Così suddivisi 125.679,12 per uno e 157.530,12 per l’altro. «Due notevoli gruzzoletti — scrivono le rappresentanze di base — che equivalgono a molti anni di lavoro per un lavoratore ‘normale’ che manda avanti quotidianamente la macchina comunale». La questione non è nuova ed è legata a una legge dello Stato. Di fatto la cifra complessiva spesa dal Comune di Firenze per le rottamazioni ha raggiunto i 4.165.150 euro. Una di queste rottamazioni eccellenti riguarda il direttore generale di Sas spa (la società di servizi alla strada, una delle partecipate di Palazzo Vecchio, a capitale interamente pubblico). L’ingegner Franco Tagliabue, dirigente del Comune di Firenze assegnato all’incarico di direttore generale della Sas (dal febbraio 2007) ha chiesto e ottenuto con provvedimento dirigenziale n. 11445 del 15 dicembre scorso, la risoluzione del suo contratto di lavoro con il Comune di Firenze a partire dal prossimo 10 gennaio. E ha quindi usufruito della ‘rottamazione’ prevista dalla legge. Dal 10 gennaio, quindi, la Sas, resterà senza direttore generale ed è quindi statto provveduto a pubblicare sul sito della società e sulla rete civica del comune, il nuovo bando di concorso. Un incarico a tempo determinato fino al 30 maggio 2010. Il bando ha incuriosito il consigliere di FI-Pdl, l’onorevole Gabriele Toccafondi. «Ho pensato — ha scritto — che sarebbero state centinaia le domande per partecipare a questo concorso. Poi ho visto che il bando è stato pubblicato solo il 12 dicembre scorso e che scadrà il 29 dicembre». Tempi stretti, quindi, e i requisiti richiesti sono estremamente ‘rigidi’. Così l’onorevole ha deciso di giocarsela in chiave ironica. «Sono certo — ha ribadito — che saranno centinaia le domande che arriveranno. Anche se per essere ammessi al concorso sono previsti requisiti molto selettivi: laurea in ingegneria o architettura (vecchio ordinamento) o laurea specialistica (nuovo ordinamento), unitamente ad almeno una delle seguenti condizioni: esperienze nella pubblica amministrazione in posizione dirigenziale nell’ambito dell’organizzazione e della gestione dei lavori pubblici e delle attività di manutenzione per almeno 4 anni; aver maturato esperienza nella pubblica amministrazione in qualifiche dirigenziali per almeno 4 anni; aver conseguito in Enti o Aziende private una particolare specializzazione professionale derivante, oltre che dalla formazione universitaria, da concrete esperienze di lavoro maturate in posizione dirigenziale». Inevitabile la domanda: ma è un bando o un identikit?


27 dicembre 2008 - Il Giornale di Brescia

Sicurezza Emergenza organico
Vigili del fuoco, capi squadra dimezzati
Il Dipartimento trasferisce 32 tra i pompieri più esperti
RdB: «Temiamo per la salute dei cittadini bresciani»
di Gianluca Gallinari

Brescia - La prima circolare che annunciava il provvedimento è del settembre scorso. Il trasferimento senza rimpiazzi di 32 capisquadra, contro il quale i sindacati si sono sollevati da subito, è invece giunto - inesorabile - come sgradito regalo di Natale, il 21 dicembre. Esito: dallo scorso lunedì, i Vigili del fuoco capi squadra in forza al comando provinciale di Brescia sono la metà - unità più, unità meno - di quelli che vi erano fino al giorno prima (una settantina). Otto al massimo per ogni turno di servizio tra la sede cittadina, la centrale operativa, la «partenza» di S. Polo, i distaccamenti di Salò, Darfo, Gardone Vt e l’aeroporto di Montichiari, che da solo ne richiederebbe per legge tre. Senza contare servizi di vigilanza (compresa quella costante al centro commerciale Freccia Rossa) e interventi di monitoraggio delicati in caso di episodi di radioattività come quello in atto in un’acciaieria di Lumezzane, destinato a chiudersi solo per l’Epifania.
«Signori, si chiude...»
Una situazione di emergenza che viene denunciata con grande preoccupazione dal segretario provinciale e membro del consiglio nazionale del sindacato RdB, il Vvf caposquadra esperto Massimiliano Gregori. Ancor prima che per le condizioni di ulteriore sovraccarico di lavoro imposte ai «cs» rimasti, per il concreto timore «per la salute dei cittadini», che lo induce a «dissociarsi dall’inefficienza e superficialità dell’Amministrazione nei confronti della popolazione bresciana e lombarda in genere». Parole forti quelle che si leggono nella nota sindacale il cui titolo è più che esplicito: «Signori,... si chiude». E non si tratta di un locale dal quale, alle prime luci dell’alba, gli avventori sono invitati ad uscire. Ma di un servizio tecnico di emergenza imprescindibile, quale quello fornito dai Vigili del fuoco. Il cui organico del resto è già da tempo insufficiente nella nostra provincia, dove i Vvf permanenti (ossia professionisti) sono - stante il taglio «natalizio» - circa 260.
Capi reparto -93%, ispettori -100%
Le carenze del comando di via Scuole sono tutte nei numeri riportati dal sindacalista dell’RdB: «Brescia è la quinta provincia per industrializzazione, ma vanta una carenza d’organico pari al 100% di ispettori, al 93% di capi reparto (ve ne sono solo due), al 55% di capi squadra (ne sono rimasti 8 per turno lavorativo su tutta la provincia) a cui si somma la carenza dei vigili permanenti, dei funzionari e del personale amministrativo. Si preannunciano possibili chiusure dei Distaccamenti permanenti di Salò, Darfo, Gardone Vt e la riduzione delle squadre d’intervento nella sede centrale di Brescia». Come peraltro già avvenuto in questi giorni, con la sospensione della «seconda partenza» da via Scuole, supplita dalla squadra distaccata a S. Polo in virtù della convenzione siglata con il Comune per la zona sud della città. Al minimo, infatti, i capi squadra per turno dovrebbero essere - secondo i dati dell’RdB - nove. Uno in più di quelli disponibili attualmente. Lo stesso comando, nei mesi scorsi, avrebbe interessato della situazione il ministero, senza tuttavia che vi fossero riscontri o nuove assegnazioni a Brescia. E l’attesa si preannuncia tutt’altro che breve.
Ferie cancellate e straordinari a iosa
Tanto che le ferie dei capi squadra «sono state cancellate» e per tamponare la situazione è stato necessario ricorrere a un «pacchetto straordinari», oltre che a richiedere personale «in prestito» da altri comandi provinciali. Situazione davanti alla quale i delegati bresciani delle organizzazioni sindacali hanno dichiarato lo stato di agitazione, salvo concedere tempo al ministero per un provvedimento risolutivo fino al 14 gennaio, come concordato in un incontro con i vertici regionali dei giorni scorsi.
Brescia «maglia nera»
In ogni caso, Brescia si è assicurata il primo posto nella poco appetibile graduatoria dei comandi con maggior sofferenza di organico. Senza contare le condizioni ben più che critiche in cui versano da anni alcune strutture, quali la caserma del distaccamento di Salò, di fatto resa inagibile dal terremoto 2004, mentre il progetto di una nuova sede resta da anni solo sulla carta. Tutte circostanze che l’RdB pone all’attenzione degli amministratori, locali e non. E che appaiono quanto meno paradossali se si pensa che a capo del Dipartimento dei Vigili del fuoco si è da poco insediato proprio quel prefetto Francesco Paolo Tronca che della nostra provincia è stato rappresentante del Governo sino all’inizio di questo mese. C’è da sperare che nella sua nuova posizione possa presto porre rimedio alla situazione, della quale peraltro è stato informato il 1° dicembre scorso, proprio nel corso dell’ultimo incontro con i Vvf, mentre si accingeva a partire per Roma.

Quarantacinque posti vacanti. Fino a luglio?

Brescia - Con la circolare che nei mesi scorsi preannunciava il trasferimento di 514 permanenti in tutta Italia, da una provincia all’altra, era parso chiaro all’RdB e alle varie sigle sindacali che la situazione si faceva critica per Brescia. Con il trasferimento di 32 capi squadra dal comando di Brescia ad altre province, infatti, sale a 45 il numero dei posti vacanti rispetto a quanto previsto dalla pianta organica - dati RdB - per il comando di via Scuole e distaccamenti annessi. Una situazione che rischia di pesare non poco sull’efficienza di una struttura provinciale già segnata da croniche carenze, che impongono il costante ricorso a personale «discontinuo», ossia precario reclutato tra gli ex ausiliari, e che viene con questo nuovo «taglio» ridotto all’osso in una componente essenziale.
I capi squadra, infatti, sono Vvf esperti, appositamente formati, cui competono oltre al coordinamento degli interventi operativi delle squadre sul campo anche una serie di compiti fondamentali di gestione dell’attività ordinaria, in primis, della centrale operativa del 115.
Il rimpiazzo non è cosa facile: l’ultimo corso per capi squadra a livello nazionale si è concluso da poco. Dei 260 partecipanti, nessuno è stato destinato a Brescia. Bisognerà attendere il prossimo corso, previsto per marzo per sapere se ne giungeranno e quanti a Brescia. Anzi, visto che il corso dura tre mesi, l’attesa è destinata a protrarsi almeno fino agli inizi di luglio.(g.gal.)


27 dicembre 2008 - La Stampa

Due tamponamenti nello stesso puntoin appena 24 ore
Coinvolti in cinque incidenti in dieci giorni. L’azienda apre un’indagine
di ALESSANDRO MONDO

Torino - Cinque incidenti nel giro di un mese: più e meno gravi, dovuti a cause diverse ma tutti con il coinvolgimento di un tram. Altro particolare: due sinistri si sono verificati in due giorni consecutivi, il 23 e il 24 dicembre, nello stesso punto della città. Quanto basta per suscitare una serie di interrogativi su un mezzo considerato tra i più sicuri e giustificare l’apertura di un’indagine da parte di Gtt: lunedì è stata convocata una riunione con i responsabili degli stabilimenti e della manutenzione.
Il mese nero dei tram, cominciato con il drammatico incidente del 13 dicembre in cui ha perso la vita una studentessa di 17 anni, è terminato, almeno si spera, poco dopo le 11 di mercoledì mattina: giorno della vigilia. In corso Regina Margherita angolo via Rossini una vettura della linea 16 (serie 2008, la più vecchia) ha tamponato quella della linea 3 (serie 5000) ferma alla pensilina. Un bel botto, con conseguenze fortunatamente non gravi: 4 feriti lievi, compreso il conducente; due sono stati trasferiti all’ospedale Gradenigo e poi dimessi. Sul posto sono intervenuti la Polizia municipale, un’ambulanza del 118 e personale di Gtt. Gli altri passeggeri sono stati trasferiti su due autobus della linea 3. Carla Frassà, per sua fortuna, era seduta. Luigia Salvalaggio era in piedi ma è riuscita a tenersi per un pelo. Idem Monica Cocco. Altri non hanno avuto la stessa prontezza.
Resta da capire perchè il tram numero 16, nonostante la frenata, non abbia arrestato la corsa. Tanto più che il tamponamento è la fotocopia di quello avvenuto il giorno prima, martedì 23, nello stesso punto e alla medesima ora: anche in quel caso il «16» ha tamponato il «3», fermo alla pensilina.
Pura coincidenza? Un dato è certo. Mercoledì mattina, come il giorno precedente, in quel tratto i binari erano bagnati: bagnati e forse resi particolarmente scivolosi dalla sporcizia accumulatasi negli ultimi giorni. «Binario nero, non ha tenuto la frenata», ha commentato uno degli addetti di Gtt intervenuti sul posto. Che poi sia stato questo a fare la differenza, vanificando i tre sistemi frenanti in dotazione alle pesanti vetture, è tutto da verificare.
Le ipotesi si sprecano: guasto meccanico, perdita di aderenza dovuta ai binari scivolosi, errore umano. Gtt precisa che i tram interessati avevano superato la revisione pochi giorni prima, il che farebbe decadere la prima ipotesi. Non solo. Tanto l’azienda quanto il sindacato concordano sulla «provata esperienza» dei conducenti. Restano i binari. La manutenzione e la pulizia della rete, spiegano da Gtt, «è particolarmente attenta: ogni anno costa un milione e mezzo di euro».
E comunque, i punti delicati sono gli scambi e le curve. Nei tratti in rettilineo, come quello interessato dai due incidenti-fotocopia, «basta rispettare le norme di guida prescritte dal regolamento». In condizioni ambientali avverse, poi, bisogna aumentare gli spazi di frenata». Questo il senso del ragionamento.
Anche il sindacato vuole vederci chiaro. «Abbiamo già chiesto la documentazione - spiega Leonardo Locci, delle Rdb - . Parliamo di due incidenti nello stesso punto, in questo caso non credo ci sia stato errore da parte del conducente». Allora come si spiega? «So che la paura del tramviere è la sporcizia sui binari, il rischio maggiore in determinati periodi sono le foglie. Quanto alla pulizia, da alcuni anni il servizio è stato appaltato ad un’azienda esterna: bisogna stabilire se il contratto garantisce l’assiduità degli interventi». Più in generale, spiega Locci, «in azienda c’è un abuso degli straordinari: gli autisti sono sottorganico, il che spinge molti di loro a sottoporsi a turni massacranti, parliamo di 30-40 ore di straordinario al mese, per integrare la busta paga. Da due anni l’integrativo è bloccato».
«Un tram ha un’aderenza dieci volte minore rispetto a un autobus - interviene Andrea De Stasio, Uil Trasporti - Questa è la premessa, anche in circostanze normali». Circostanze che possono essere aggravate da altri fattori: «Materiale rotabile vecchio, guasto meccanico, binari sporchi... A questo punto anche noi vogliamo capire».


27 dicembre 2008 - Corriere della Sera

ALITALIA. Precari e cassintegrati sfilano in centro

Roma - Con le scarpe in mano, campanacci e fischietti oltre un centinaio di cassintegrati e precari di Alitalia e Airone, più la Cub trasporti, hanno manifestato ieri sfilando da piazza del Quirinale a piazza Colonna. «Che dobbiamo fare perchè qualcuno si muova - denuncia uno dei precari - forse ci è rimasto solo lanciare scarpe. Quello che sta avvenendo è una vera e propria mattanza».


27 dicembre 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. I LAVORATORI delle Rdb-Cub hanno portato i loro sarcastici ‘regali di Natale’...

Bologna - I LAVORATORI delle Rdb-Cub hanno portato i loro sarcastici ‘regali di Natale’ in consiglio comunale e la seduta è stata sospesa. Mentre si stavano votando gli ordini del giorno preventivi al voto del bilancio di previsione 2009, mercoledì scorso, vigillia di Natale, una ventina di militanti sindacali hanno fatto irruzione in consiglio a Palazzo d’Accursio e il vicepresidente Paolo Foschini è stato costretto a interrompere la seduta. I lavoratori hanno portato cinque simbolici regali natalizi a tre componenti della giunta e a due consiglieri: al sindaco Sergio Cofferati, agli assessori Virginio Merola e Milli Virgilio, al consigliere di Rifondazione Roberto Sconciaforni e alla consigliera del Pd Elisabetta Calari. Dopo circa un quarto d’ora e la consegna simbolica dei regali di Natale, i lavoratori hanno lasciato l’aula per recarsi in piazza Nettuno sotto il grande albero di Natale. IN REALTA’ c’è stato un sesto regalo. Anzi: un mezzo regalo (da dividere con Sconciaforni) per il candidato del Pd per Palazzo d’Accursio Flavio Delbono. E sono «un paio di forbici — ha spiegato il numero uno delle Rdb bolognesi Massimo Betti — per tagliare le spese sociali, come fece quando era assessore in Comune con le farmacie comunali, e come ha fatto nei bilanci della Regione. E’ esperto in questo». Delbono naturalmente non era in aula né tra il pubblico, dunque le forbici sono rimaste lì anche quando le Rdb se ne sono andate. E anche la colla di Sconciaforni, utile, hanno detto i sindacalisti, «per non separarsi dalla poltrona a cui tiene tanto». Siamo sicuri, hanno sottolineato le Rdb, «che il nostro paladino dei più deboli negherà l’esistenza del patto con Delbono». BETTI ha attaccato l’esponente di Rifonfazione anche sul presente. Nel breve scambio di battute alla consegna dei regali, il giudizio del leader delle Rdb sulla manovra 2009 di Palazzo d’Accursio (su cui il Prc si è astenuto) è netto. «Questo bilancio — dice Betti — è veramente schifoso, Roberto». Prima però di lasciare l’aula le Rdb hanno chiamato ripetutamente Cofferati per consegnargli una bugia in ceramica. Così, hanno spiegato, «fra qualche tempo potrà romanticamente rileggersi al lume di candela il suo programma elettorale e le sue tante promesse non mantenute». Dei progetti di mandato del 2005, le Rdb ricordano polemicamente la spesa sociale e i servizi, l’edilizia pubblica e soprattutto il precariato. Una battaglia, quella sul precariato, che non riguarda solo il Cinese, ma anche «l’esponente di quella sinistra salottiera bolognese detta anche sinistra dell’happy hours cui piace infinitamente discettare, davanti a un aperitivo e dei salatini, dei diritti delle donne e della giusta lotta in difesa dell’istruzione pubblica». L’assessore alle pari opportunità Milli Virgilio, insomma. Per lei appunto un bel set di bicchieri per l’aperitivo, ma di «plastica, così che la ‘femminista dell’happy hours’ possa sempre tenere in mano qualcosa di precario».


26 dicembre 2008 - Ansa

ALITALIA:PRECARI IN CORTEO A ROMA,'SONO RIMASTE SOLO SCARPE'

(ANSA) - ROMA, 26 DIC - Con le scarpe in mano, campanacci e fischietti oltre un centinaio di cassintegrati e precari di Alitalia e Airone, più la Cub trasporti, hanno manifestato nel centro di Roma sfilando da Piazza del Quirinale a Piazza Colonna. «Che dobbiamo fare perchè qualcuno si muova - ha sostenuto uno dei manifestanti - forse ci è rimasto solo lanciare le scarpe». Per i precari quello che sta avvenendo «nella ex compagnia di Bandiera è una vera e propria mattanza; dopo gli oltre diecimila licenziamenti, la ciliegina sulla torta - scrivono in un volantino - è costituita dai trasferimento forzosi (da Roma a Napoli, Milano, Venezia) offerti da Cai agli ex dipendenti del gruppo Alitalia nonchè le quasi 1000 'propostè di un contratto precario (da 1 a 6 mesi) per i lavoratori già in organico nella ex-compagnia di bandiera da diversi lustri con contratto a tempo indeterminato».


26 dicembre 2008 - La Stampa web

Alitalia: a Roma scarpe e slogan contro la Cai
20081226_stampaweb.jpg (50857 byte)

Roma - Con le scarpe in mano, campanacci e fischietti oltre un centinaio di cassintegrati e precari di Alitalia e Airone, più la Cub trasporti, hanno manifestato nel centro di Roma sfilando da Piazza del Quirinale a Piazza Colonna. «Che dobbiamo fare perchè qualcuno si muova - ha sostenuto uno dei manifestanti - forse ci è rimasto solo lanciare le scarpe». Per i precari quello che sta avvenendo «nella ex compagnia di Bandiera è una vera e propria mattanza; dopo gli oltre diecimila licenziamenti, la ciliegina sulla torta - scrivono in un volantino - è costituita dai trasferimento forzosi (da Roma a Napoli, Milano, Venezia) offerti da Cai agli ex dipendenti del gruppo Alitalia nonchè le quasi 1000 'propostè di un contratto precario (da 1 a 6 mesi) per i lavoratori già in organico nella ex-compagnia di bandiera da diversi lustri con contratto a tempo indeterminato».


26 dicembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale web

LA NUOVA ALITALIA
Cai, "alta adesione alle lettere di assunzione"
A Roma corteo di cassaintegrati e precari
Secondo fonti vicine alla cordata guidata da Roberto Colaninno le risposte positive alle 'chiamate' sarebbero circa il 98%. I risultati definitivi saranno diffusi tra lunedì e martedì

Roma - Sta arrivando progressivamente al 100% la quota di adesioni alle lettere di assunzione mandate dalla Cai ai lavoratori che comporranno la Nuova Alitalia. Secondo fonti vicine alla cordata guidata da Roberto Colaninno, l’adesione è "molto alta" e, anche se "i dati definitivi saranno diffusi il 29-30 dicembre, la stragrande maggioranza dei lavoratori sta accettando" la proposta inviata dalla Compagnia aerea italiana: al momento le risposte positive sono circa il 97-98% (e Cai punta ad assumere oltre 12.600 dipendenti). Alla vigilia di Natale sono state inviate altre 180 lettere ai lavoratori della manutenzione pesante esclusi in precedenza: una procedura avviata grazie all’esito positivo dell’ultimo incontro, martedi scorso, tra la Cai e Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti sulla verifica del rispetto dei criteri di assunzione. Un confronto aggiornato a lunedi 29 dicembre.
LA PROTESTA DI CASSAINTEGRATI E PRECARI
Con le scarpe in mano, campanacci e fischietti oltre un centinaio di cassintegrati e precari di Alitalia e Airone, più la Cub trasporti, hanno manifestato nel centro di Roma sfilando da Piazza del Quirinale a Piazza Colonna. ‘’Che dobbiamo fare perché qualcuno si muova - ha sostenuto uno dei manifestanti - forse ci è rimasto solo lanciare le scarpe’’. Per i precari quello che sta avvenendo ‘’nella ex compagnia di bandiera è una vera e propria mattanza; dopo gli oltre diecimila licenziamenti, la ciliegina sulla torta - scrivono in un volantino - è costituita dai trasferimento forzosi (da Roma a Napoli, Milano, Venezia) offerti da Cai agli ex dipendenti del gruppo Alitalia nonché le quasi 1000 ‘proposte’ di un contratto precario (da 1 a 6 mesi) per i lavoratori già in organico nella ex-compagnia di bandiera da diversi lustri con contratto a tempo indeterminato’’.


24 dicembre 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: RDB IN CONSIGLIO COMUNALE PER 'REGALI NATALE', SEDUTA SOSPESA

Bologna, 24 dic. - (Adnkronos) - Questa mattina, in occasione della votazione del bilancio di previsione 2009 del Comune di Bologna, alcune lavoratrici e lavoratori delle Rdb/Cub, hanno interrotto la seduta del consiglio comunale per consegnare 5 simbolici regali natalizi al sindaco, Sergio Cofferati, agli assessori Milli Virgilio e Virginio Merola e a due consiglieri comunali, Roberto Sconciaforni (Prc) ed Elisabetta Calari (Pd). I doni, ovviamente sarcastici, sono stati pensati in relazione a quelle che gli esponenti sindacali ritengono essere state 'promesse mancatè., o in relazione al programma elettorale o rispetto a specifici comportamenti. Ad esempio, a Cofferati una 'bugià in ceramica; a Merola un modellino scala 1/1000 di abitazioni, a Virgiliobicchieri in plastica, a Sconciaforni della colla vinilica e a Calari una 'Iper precari card'. Dopo la consegna dei doni, per la quale il vicepresidente del consiglio comunale Paolo Foschini si è visto costretto a sospendere la seduta, i lavori dell'assise sono ripresi.


24 dicembre 2008 - Dire

COMUNE BOLOGNA. RDB PORTA 'REGALI DI NATALE', SEDUTA SOSPESA
PER COFFERATI UN OGGETTO DI CERAMICA CHE RAFFIGURA UNA 'BUGIA'

(DIRE) Bologna, 24 dic. - I lavoratori delle Rdb-Cub portano i loro sarcastici "regali di Natale" in Consiglio comunale e la seduta viene sospesa. Mentre si stavano votando gli ordini del giorno preventivi al voto del bilancio di previsione 2009, una ventina di militanti sindacali hanno fatto irruzione in Consiglio comunale a Palazzo d'Accursio e il vice presidente Paolo Foschini e' stato costretto ad interrompere la seduta. I lavoratori hanno portato cinque simbolici regali natalizi a tre componenti della giunta e a due consiglieri comunali: al sindaco Sergio Cofferati, agli assessori Virginio Merola e Milly Virgilio, al consigliere del Prc Roberto Sconciaforni e alla consigliera del Pd Elisabetta Calari. Dopo circa un quarto d'ora e la consegna simbolica dei regali di Natale i lavoratori hanno lasciato l'aula per recarsi in Piazza Nettuno sotto il grande albero di Natale, consentendo cosi' la prosecuzione dei lavori del Consiglio. In realta' c'e' un sesto regalo. Anzi: un mezzo regalo (da dividere con il capogruppo del Prc Roberto Sconciaforni) per il candidato del Pd per Palazzo d'Accursio Flavio Delbono. E sono "un paio di forbici- dice il numero uno delle Rdb bolognesi Massimo Betti- per tagliare le spese sociali, come fece quando era assessore in Comune con le farmacie comunali". Non solo. "Come ha fatto- incalza Betti- nei bilanci della Regione Emilia-Romagna. E' esperto in questo". Delbono naturalmente non e' in aula ne' tra il pubblico, dunque le forbici stanno li' anche quando le Rdb se ne vanno. E anche la colla di Sconciaforni, utile, dicono i sindacalisti "per non separarsi dalla poltrona a cui tiene tanto". Siamo sicuri, sottolineano le Rdb "che il nostro paladino dei piu' deboli, neghera' l'esistenza del patto con Delbono". Ma e' tradito da due cose: "l'innaturale rossore che sorge ogni qualvolta racconta una bugia" e "il rapporto di amorosi sensi" tra il suo partito e il candidato sindaco in giunta regionale. "Tranquillo 'Sconcia'- ironizzano i sindacalisti- i tagli li potrai sempre declinare come 'razionalizzazione delle spese', 'valorizzazione del privato sociale' e 'diminuzione degli sprechi' e potrai sempre dire che la colpa e' di Berlusconi". Betti attacca l'esponente di Rifonfazione non solo su un futuro tutto ancora da verificare, ma anche sul presente. Nel breve scambio di battute alla consegna dei regali, il giudizio del leader delle Rdb sulla manovra 2009 di Palazzo d'Accursio (su cui il Prc ha deciso di astenersi) e' netto: "Questo bilancio- dice Betti- e' veramente schifoso, Roberto". Prima pero' di lasciare l'aula ai suoi lavori le Rdb chiamano ripetutamente Cofferati (anche in coro: "Sindaco, sindaco") per consegnargli una bugia in ceramica. Cosi', spiegano, "fra qualche tempo potra' romanticamente rileggersi al lume di candela il suo programma elettorale e le sue tante promesse non mantenute". Dei progetti di mandato datati ormai 2005, le Rdb ricordano polemicamente i passaggi sulla spesa sociale e i servizi, sull'edilizia pubblica e soprattutto sul precariato. "E' un saluto natalizio- avverte il segretario delle Rdb- non e' da scambiare per la fine delle lotte: il 7 gennaio riprendiamo a fianco delle lavoratrici precarie". Anche se, fa notare Betti, "in questa citta' non sappiamo con chi parlare ne' con chi essere conflittuali: non c'e' una giunta, solo candidati sindaco in pectore". Comunque la battaglia sul precariato che non riguarda solo il Cinese, ma anche "l'esponente di quella sinistra salottiera bolognese detta anche sinistra dell'happy hours a cui piace infinitamente discettare davanti ad un aperitivo e dei salatini, dei diritti delle donne e della giusta lotta in difesa dell'istruzione pubblica". L'assessore alle Pari Opportunita' Milly Virgilio, insomma. Per lei appunto un bel set di bicchieri per l'aperitivo, ma di "plastica cosi' che 'la femminista dell'happy hours' possa sempre tenere in mano qualcosa di precario". Anche se "finito l'happy hours, deve fare i conti con il precariato femminile". O meglio dovrebbe, visto che, denunciano le Rdb, quando capita "se la da a gambe farfugliando motivazioni incomprensibili". E "quando deve aprire nuovi asili nido lo fa solo se sono rigorosamente privati". Ma Virgilio non c'e' e quando incrocia i cronisti nel cortile di Palazzo d'Accursio a fine seduta, non una parola sul regalo. Merola invece lo accetta volentieri. È un modellino in scala uno a mille di una casetta vuota. Meglio, una capanna: "altri modellini analoghi si possono ammirare nei vari presepi della nostra citta', basta guardare dove trovano riparo il bambino e l'asinello". Un riparo utile magari anche per chi e' in lista per un alloggio popolare: "ci sono ad oggi 7 mila domande che attendono l'assegnazione di una casa popolare, ma il numero di alloggi disponibili e' assolutamente esiguo". E ogni anno vengono assegnate circa 400 case. Una capanna per l'assessore alla Casa, quindi. Una sorta di memento, visto che "durante la campagna elettorale e in occasione delle primarie ha parlato e scritto su tutto, ad eccezione dell'emergenza abitativa". Elisabetta Calari del Pd infine non e' molto contenta del regalo ricevuto. Tutt'altro: e' molto seccata, non lo ritira nemmeno. Addirittura fa fatica a prendere la iper-precari card targata Rdb anche quando a porgergliela e' la mussiana Milena Naldi. Da presidente della cooperativa Altercoop, fanno presente i sindacalisti, e' stata molto disponibile ad "affittare le proprie socie lavoratrici al Comune di Bologna, sorvolando generosamente sui diritti (delle lavoratrici) e sui doveri (di una cooperativa)". La carta si puo' utilizzare "per l'affitto di 10 lavoratori. Nel retro della card trovera' l'elenco di tutte le agenzie interinali presenti sul territorio". Finita la distribuzione dei regali i sindacalisti guadagnano l'uscita: "Auguri a tutti- gridano ai consiglieri- mangiate alla faccia nostra".

LAVORO. SABATO SCIOPERANO I LAVORATORI DI IKEA ANAGNINA
"PER SFRUTTAMENTO CHE NEGA PRINCIPI ETICI DIFFUSI SU PUBBLICITÀ"

(DIRE) Roma, 24 dic. - Sabato 27 dicembre, dalle 11 alle 17, scattera' uno sciopero dei lavoratori Ikea della sede di Anagnina. I lavoratori -mobilitati dal sindacato Cub-Flaica- protestano "perche' l'azienda, al contrario dei principi etici diffusi sulle pubblicita', sta applicando invece esempi di sfruttamento del lavoro senza pari nel panorama, anche esacerbato, delle altre multinazionali di vendita al minuto". "Ad esempio- spiega una nota sindacale- lavoratori messi in sospensione e non retribuiti dal medico aziendale nonostante l'attestazione di idoneita' dei medici Asl (una recente pronuncia del Tribunale di Roma inchioda Ikea alle sue responsabilita'); lettere di contestazione disciplinare nei confronti dei dipendenti usando futili e pretestuosi motivi come un solo minuto di ritardo". "Questo avviene in una multinazionale che vende i propri prodotti con prezzi quasi eguali nelle varie nazioni europee- prosegue la nota della Cub-Flaica- mentre in Italia gli stipendi dei dipendenti sono all'ultimo posto in europa arrivando (dato che al 70% i lavoratori rimangono part-time a 16 o 20 ore) a stipendi quasi cinesi... malgrado l'azienda vanti profitti miliardari". La manifestazione che si terra' davanti alla sede di Anagnina -annunciano i lavoratori- "sara' molto colorata e caratterizzata dalla presenza dei dipendenti in divisa con i sarcastici slogan tratti dalle pubblicita' di Ikea: 'Ikea, lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi'; 'Fissati con gli stipendi bassi'; 'Mobili ad un euro, lavoratori alla neuro'". Previste anche musica, animazioni, centro ristoro e altro ancora.


24 dicembre 2008 - Il Messaggero

ROMA. La firma del rinnovo del contratto per il personale degli enti pubblici non economici...

ROMA - La firma del rinnovo del contratto per il personale degli enti pubblici non economici scava un altro crepaccio tra i sindacati. Da una parte Cisl e Uil che hanno firmato, dall’altra la Cgil, per la quale la nuova firma separata «non è solo politicamente grave, come tutte quelle precedenti, ma anche illegittima». Lo afferma il segretario generale della Fp Cgil Carlo Podda, che annuncia: «Faremo causa all'Aran, tramite la quale il governo vuol violare e reinterpretare a proprio uso le più elementari norme di democrazia sindacale nel settore pubblico. Non si possono sottoscrivere contratti con meno del 51% dei consensi; ed è il caso del parastato». Per Podda poi «non c'è coerenza nei comportamenti di un governo che da un lato chiede collaborazione sulle misure anticrisi e dall'altro compie atti di forza per indebolire la rappresentanza sociale e chiunque dissenta». Per la Cgil è «insolita» la stessa dinamica con cui si è chiusa la seduta all'Aran: «Si stava procedendo alla firma senza che le organizzazioni sindacali avessero dichiarato le loro posizioni, il che certifica i nostri sospetti su una preparazione preventiva dell'incontro in tavoli non istituzionali. Pe giunta la riunione è stata così precipitosa che, se non fosse intervenuta la Fp-Cgil, nessuno si sarebbe accorto che una norma del testo penalizzava in modo evidente il personale che andrà in pensione a gennaio e febbraio del prossimo anno».
Il contratto firmato ieri interessa circa 60 mila lavoratori. Con quelli di ministeri e agenzie fiscali sono circa 320 mila i lavoratori per i quali è stato sottoscritto il rinnovo. Tra i dipendenti pubblici restano ancora da firmare invece, tra gli altri, i contratti per i 600 mila circa dipendenti degli enti locali, i 600 mila della Sanità e 100 mila medici per un totale di almeno 1,3 milioni di lavoratori. Con la Cgil si oppongono al nuovo contatto anche i Cub Rdb, che annunciano uno sciopero a inizio 2009.
Di tutt’altro tenore, ovviamente, la valutazione in casa Cisl, ove l’intesa è ritenuta «un altro passo concreto: quello dei 98 euro firmati per gli enti pubblici non economici».
È «soddisfatto» anche il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, il quale annuncia di «star facendo tutto il possibile perché dal mese di gennaio vengano pagati tutti gli aumenti dei dipendenti pubblici statali». Per Brunetta «sono stati ormai definiti tutti i contratti di competenza dello Stato», e il ministro si augura «che le Regioni e gli enti locali collaborino per la chiusura dei contratti di loro competenza affinché anche i dipendenti della Sanità e delle Regioni ed enti locali possano avere al più presto gli aumenti contrattuali in busta paga».(An. Pa)


24 dicembre 2008 - Il Sole 24 Ore

Accordo separato sul rinnovo del contratto: in busta 90 euro
Parastatali, firma senza la Cgil
di Tiziana Migliati

ROMA - Un aumento in busta paga di 90 euro a partire da gennaio per 60mila lavoratori degli enti parastatali a cui si aggiungeranno i dipendenti dei ministeri e delle agenzie fiscali per un totale di circa 320mila lavoratori. Firmato ieri all'Aran a Roma il rinnovo del contratto del personale degli enti pubblici non economici per il biennio 2008-2009. Accordo sottoscritto da Cisl e Uil ma non da Cgil che contesta il metodo con cui il governo ha voluto chiudere la trattativa. Si tratta infatti di una violazione della norma sulla rappresentatività che vieta la sottoscrizione dei contratti con meno del 51% dei consensi. Le parti firmatarie si sono avvalse di un parere del Consiglio di Stato che ha limitato alle sole organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative la base di calcolo per la percentuale necessaria alla validità degli accordi, escludendo quindi le sigle sindacali "minori" ed ottenendone l'approvazione pur in assenza della Cgil. «Faremo causa all'Aran - dichiara Carlo Podda, segretario generale della Cgil – questo è un fatto non solo politicamente grave ma illegittimo, come dimostreremo nelle sedi giurisdizionali competenti» un episodio che aggiunge «un motivo inpiù allo sciopero e alla manifestazione nazionale già decisi per il 13 febbraio».
La contestazione riguarda non solo il metodo ma anche il merito. Questo accordo, secondo Podda, «non interviene sul potere d'acquisto dei lavoratori e non restituisce i soldi sottratti alle loro tasche con la legge Tremonti».
Il dissenso espresso anche dalla sigla RdB Cub qualifica l'accordo siglato ieri come un atto di forza compiuto dallo Stato per indebolire il sindacato. Una delegittimazione che ignora i voti espressi dai lavoratoricon le elezioni delle rappresentanze sindacali.
La celerità con cui è stato rinnovato il contratto, 12 mesi contro una media di 25 , è la risposta che il segretario generale della Fps Cisl Giovanni Faverin contrappone «a chi preferiva altri scioperi ed altri mesi di lotta».
Il rinnovo firmato ieri prevede il recupero entro giugno 2009 dei tagli ai fondi unici di amministrazione per la produttività. Secondo Faverini«l'intesa è un importante risultato e mira a recuperare i fondi, previsti anche dalla legge 88/1989 per la maggiore produttività, risparmiati grazie ai processi di razionalizzazione e riduzione dei costi del funzionamento della pubblica amministrazione».


24 dicembre 2008 - Rainews 24

Sciopero Ikea a Roma, i lavoratori: mobili svedesi ma stipendi "cinesi"

Sabato, dalle 11 alle 17, si terrà uno sciopero dei lavoratori nell'unità produttiva della Ikea di Roma Anagnina. "I lavoratori scioperano - si legge in una nota di Flaica-Uniti-Cub - perché l'azienda, al contrario dei principi etici diffusi sulle pubblicità, sta applicando invece esempi di sfruttamento del lavoro senza pari nel panorama, anche esacerbato, delle altre multinazionali di vendita al minuto ad esempio" con "lavoratori messi in sospensione e non retribuiti dal medico aziendale nonostante l'attestazione di idoneità dei medici Asl" e "lettere di contestazione disciplinare nei confronti dei dipendenti usando futili e pretestuosi motivi come un solo minuto di ritardo". Si ricorda quindi una "recente pronuncia del tribunale di Roma che inchioda Ikea alle sue responsabilità". "Questo - si conclude - avviene in una multinazionale che vende i propri prodotti con prezzi quasi eguali nelle varie nazioni europee mentre in Italia gli stipendi dei dipendenti sono all' ultimo posto in Europa arrivando (dato che al 70% i lavoratori rimangono part-time a 16 o 20 ore) a stipendi quasi cinesi, malgrado l'azienda vanti profitti miliardari". La manifestazione, si aggiunge, "sarà molto colorata e caratterizzata dalla presenza dei dipendenti tutti in divisa con sarcastici slogan tratti dalle pubblicità proprie di Ikea ('Ikea, lavoratori italiani, mobili svedesi, stipendi cinesi', 'Fissati con gli stipendi bassi - mobili ad un euro, lavoratori alla neuro'...), musica, animazioni e centro ristoro".


24 dicembre 2008 - Tribuna Treviso/Gazzetta Modena, Mantova, Reggio/Città Salerno/Corriere Alpi/Nuova Ferrara, Sardegna, Venezia/Trentino/Provincia Pavese/Tirreno/Mattino Padova/Centro

Il ministro Brunetta si compiace: conclusi tutti i rinnovi di competenza dello Stato. L’aumento è di 98 euro
Parastato, nuovo contratto per 60mila
Ma la Cgil resta esclusa e farà ricorso legale: manca il consenso del 51%

ROMA - Accordo raggiunto per il parastato, ma con un’intesa separata che ha escluso la Cgil. Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici, che interessa circa 60 mila lavoratori e riguarda enti come Inps, Inpdap e Inail, per il biennio 2008-2009 (con un aumento di 98 euro) è stato infatti firmato da Cisl e Uil, ma non dalla Cgil e dagli altri sindacati esclusi dal tavolo contrattuale all’Aran.
Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, ieri nel suo bilancio, si è compiaciuto dalla chiusura di tutti i contratti di competenza dello Stato e ha ricordato che in gennaio arriveranno gli aumenti in busta paga. Ma proprio il parastato mette in luce un nodo di fondo da chiarire: la rappresentatività sindacale. Ieri infatti la firma è stata possibile perchè secondo l’Aran si raggiungeva, nonostante il no della Cgil, il 51%. Ma la Cgil denuncia proprio una violazione proprio su questo punto e minaccia un ricorso legale ex art. 700. La norma infatti vieta la sottoscrizione dei contratti con meno del 51% dei consensi e il segretario generale della Fp, Carlo Podda, parla di firma «illegittima» e annuncia: «Faremo causa all’Aran». In pratica, spiegano gli esclusi dal tavolo di trattativa, ovvero le Rdb, l’Aran ha calcolato il 51% dei presenti al tavolo e non il 51% degli iscritti ai sindacati compresi quelli non invitati.
La firma contro la Cgil, spiega Podda, è «non solo politicamente grave», ma anche «illegittimo, come dimostreremo nelle sedi giurisdizionali competenti» e viola le «più elementari norme di democrazia sindacale». «Questo accordo non interviene sul potere d’acquisto dei lavoratori e non restituisce i soldi sottratti dalle loro tasche con la legge Tremonti» dice il leader della Funzione pubblica Cgil che poi riferisce: «Si stava procedendo alla firma senza che i sindacati avessero dichiarato le loro posizioni, fatto che certifica i nostri sospetti su una preparazione preventiva dell’incontro in tavoli non istituzionali. La riunione tenuta all’Aran oggi, frettolosa ed il cui contenuto era stato chiaramente predefinito in sedi non istituzionali, è stata così precipitosa che, non fosse intervenuta la Fp-Cgil, nessuno si sarebbe accorto che una norma prevista nell’accordo penalizzava in maniera evidente il personale che andrà in pensione nel gennaio e febbraio 2009».
Il contratto firmato ieri, ricorda infine il sindacalista, interessa 60 mila lavoratori: uniti a quelli di ministeri e agenzie fiscali sono circa 320mila i lavoratori per i quali è sottoscritto il rinnovo con il Ministero. Tra i dipendenti pubblici restano invece ancora da firmare, i contratti per i 600mila dipendenti degli enti locali, i 600mila della Sanità e i 100mila medici per un totale di un milione e 300 mila lavoratori.


24 dicembre 2008 - La Stampa

VALENZA. IERI LA PROTESTA «Non ci sono più stati incontri». Il sindaco: «Gesto inopportuno»
Presidio in municipio per lavoratori Uspidalì
di RODOLFO CASTELLARO
20081224_lastampa_valenza.jpg (64624 byte)

VALENZA - All'insegna di San Precario il Natale celebrato dal sindacato Rdb-Cub, che ieri, dalle 10 alle 15, ha indetto un presidio davanti al municipio e poi ha portato agli amministratori comunali un panettone con spumante, accompagnati da un augurio con riserva: «Vogliamo ricordarvi che dopo gli accordi con le parti sociali di questa primavera, a tuttora non ci sono più stati incontri e che gli inviti in tal senso non hanno ricevuto alcuna risposta».
I quindici precari dell'Uspidalì casa di riposo, in scadenza di contratto, avevano provocato grande agitazione in città a marzo, quando sindacati e lavoratori avevano presidiato Palazzo Pellizzari. Erano nate vivaci polemiche nella stessa maggioranza quando alcuni consiglieri avevano chiesto la rimozione di bandiere e cartelli apposti sulla costruzione di via Zuffi con la scritta «Giù le mani dall'Uspidalì». Alla fine però era stato raggiunto un accordo che trasferiva i lavoratori precari a un’agenzia interinale e permetteva loro di conservare il posto. I sindacati avevano commentato favorevolmente, sottolineando come venisse scongiurata la scelta (avversata) di esternalizzazione dei servizi. La gestione diretta da parte del Comune era impossibile, quindi si era ricorsi a una fase transitoria.
A giugno, però, c'erano state alcune schermaglie tra la Rdb-Cup e l'amministrazione comunale, che non avevano avuto seguito. Ieri, la nuova iniziativa del sindacato. «I nostri inviti ripetuti sono caduti nel vuoto e non riusciamo a comprendere quali progettualità riservi il Comune ai lavoratori - dice Giovanni Maccarino - in tempi come questi meglio chiarire qualsiasi dubbio». Gli amministratori cittadini non l'hanno presa bene: «In una situazione del genere il gesto dei sindacati mi sembra inopportuno e davvero poco autorevole - sottolinea il sindaco Gianni Raselli -, lascino protestare coloro che non hanno lavoro». Duro anche il vice sindaco Maria Maddalena Griva: «Stiamo lavorando da tempo sui problemi legati al personale e al Patto di stabilità, è nostra intenzione incontrare i sindacati ma non è per questa provocazione che affretteremo i tempi. Quando saremo pronti accetteremo di sederci a un tavolo per discutere».


24 dicembre 2008 - La Città di Salerno

Agropoli, in agitazione il personale dell’ospedale

Agropoli - L’organizzazione sindacale Rdb-Cub proclama lo stato di agitazione e chiede un incontro urgente al manager dell’Asl Sa3, Donato Saracino, per discutere delle problematiche dell’ospedale di Agropoli. La protesta fa seguito al rilascio, da parte della direzione generale dell’azienda sanitaria di Vallo della Lucania, di una decina di nullaosta che consentono il trasferimento di altrettanti infermieri professionali in altre strutture sanitarie. «L’articolo 21 del contratto nazionale di lavoro non consente al personale neoassunto di accedere alla mobilitá - scrive il segretario provinciale Rdb Cub sanitá, Vito Storniello nella lettera inviata al manager Saracino - Considerata la perdurante carenza di organico non solo di infermieri ma anche di personale di supporto (operatori socio sanitari), e che il personale tecnico di radiologia (almeno due unitá) assunto non ha mai preso servizio presso l’ospedale di Agropoli, come organizzazione sindacale proclamiamo lo stato di agitazione del personale del presidio ospedaliero». La richiesta di un incontro urgente è motivata - spiega Storniello - dalla necessitá «di discutere delle criticitá che, se non affrontate e risolte, metteranno in ginocchio i livelli di assistenza finora garantiti dalla struttura sanitaria». Nella lettera, il sindacato chiede anche di «avere chiarimenti sul futuro dell’ospedale alla luce dell’approvazione del nuovo piano regionale che ha previsto l’uscita di Agropoli dalla rete di emergenza». La Rdb Cub ribadisce l’importanza della conservazione del ruolo di pronto soccorso attivo per l’ospedale di Agropoli, che il nuovo piano regionale ha trasformato in polo oncologico. «La scellerata decisione di estromettere Agropoli dalla rete dell’emergenza, assunta dal consiglio regionale, ancora una volta penalizza - denuncia Storniello - quest’importante struttura sanitaria, e in special modo le popolazioni del comprensorio. I recenti e gravissimi incidenti stradali, verificatisi sulla superstrada agli svincoli di Agropoli, dimostrano quando sia indispensabile la presenza di un pronto soccorso attivo in quest’area».(an.sa.)


24 dicembre 2008 - Il Napoli

Piazza Dante. Protesta degli extracomunitari dopo il no del Comune al terzo mercato interetnico
Fiera senza gli stand sit-in degli immigrati

Napoli - Il Comune non dà gli stand promessi per la fiera natalizia interetnica? E gli artigiani ed ambulanti immigrati espongono la loro merce sulle lenzuola in piazza Dante. E' partita ieri mattina in piazza Dante sotto un sole primaverile la manifestazione simbolica dei venditori migranti con una esposizione in nome della Solidarietà e dell'inclusione delle diversità sotto la statua di Dante. «Con questa esposizione di merce "non contraffatta" frutto dell'artigianato senegalese, cinese, pakistano, bengalese ma anche italiano, abbiamo voluto dare una speranza a tanti lavoratori - spiega Soumahoro Aboubakar, responsabile dell'immigrazione per le Rdb - che credono che la solidarietà è una parola al quale va dato un seguito che ieri è smarrito». Cosi il mercatino interetnico che due giorni fa doveva essere inaugurato in piazza Dante si è trasformato con una esposizione delle merce sulle lenzuola in presenza del Presidente della II Municipalità, Alberto Patruno, dell'associazione Giuristi Democratici, il coordinatore Regionale RdB, Enzo De Vincenzo, il consigliere municipale, Pino De Stasio e di numero studenti e curiosi che conosciuta la notizia sono venuti ad acquistare i regali di Natale. «Nel quinto rapporto del Cnel sull'indice d'integrazione dei cittadini immigrati in Italia, è da notare la posizione di Napoli: ultima nella graduatoria del rapporto 2007e nel 2008 trova alla posizione numero 83 - continua Soumahoro - e questo dato mette in evidenza la carenza e l'inefficienza soprattutto delle politiche sociali riguardo ai migranti sul territorio». I venditori invitano tutta la cittadinanza a trasformare questi giorni fino al 29 dicembre momenti di interscambio socio-culturale oltre al commercio. Per la giornata di oggi, sempre in piazza Dante alle 12.30, è prevista l'esibizione di un gruppo di ballo del Burkina Faso.(ALE. MIG.)


24 dicembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

FTV. Elezioni invalidate, sit-in Rsu alle Ftv
«Torneremo al voto. Ma è un fatto grave»

Vicenza - «I lavoratori che avevano votato la Rsu delle Ferrotranvie Vicentine, ben 215 pari a quasi il 75 per cento, hanno mal digerito la decisione del comitato dei garanti di invalidare il voto, dopo la presentazione del ricorso. Ed è un fatto grave che tale decisione sia stata presa dai rappresentanti di altre organizzazioni sindacali unitamente alla rappresentanza padronale: è un attacco alla democrazia».
Così Massimo D’Angelo, segretario della Filt Cgil vicentina ha commentato la decisione presa l’altro giorno. E ha spiegato le motivazioni della manifestazione di ieri mattina davanti alla sede delle Ftv. L’iniziativa è stata presa dopo una riunione della Rsu eletta; e i rappresentanti di Rdb Cub e Filt Cgil hanno invitato i lavoratori alla calma.
Davanti alla sede delle Ftv sono state quindi innalzate bandiere dei sindacati, oltre a un cartello con la scritta "Ftv, la democrazia è morta". Tutto si è comunque svolto nella massima calma».
«In mattinata - conclude D’Angelo - avremo un incontro con il presidente delle Ftv, per un confronto sui gravi problemi tuttora irrisolti che riguardano l’azienda: sovraffollamento, organizzazione del lavoro e altro ancora. E poi, seguendo le indicazioni del comitato dei garanti, andremo a nuove elezioni: penso che i numerosi lavoratori che ci avevano dato il voto per la Rsu vorranno confermarlo».


24 dicembre 2008 - Liberazione

Da 2 anni lottano contro l'esternalizzazione. Specializzate, non ci stanno a lavorare peggio. Recuperano i soldi per le vie legali
Le centraliniste vincono in tribunale grazie a San Precario e all'orgoglio
di Claudio Jampaglia

Milano - San Precario ha fatto il miracolo. Oddio, miracolo... si chiama richiesta di pignoramento verso terzi e la avanzano degli avvocati a un giudice che la accoglie. Roba da tribunale non da processione. Ma i soldi arrivano. Soldi dovuti. Che erano stati offerti come "addolcimento" di una esternalizzazione nel 2007. Le lavoratrici avevano rifiutato. E diffidato i sindacati dall'accettare accordi in merito. E ora se li vanno a prendere sti benedetti soldi: tra i 1500 e i 3000 euro a testa, per premio risultato del 2007 e fondo solidarietà per le spese sanitarie. Se li vanno a prendere da Wind, Fastweb, H3G, Barclays, Tele2, Intesa SanPaolo, Tiscali, Yoox, Sky, Rti (Mediaset)... marchi famosi per cui sentite Barbara o Lucia o Francesca rispondervi al telefono con la formula magica: «In cosa posso esserLe utile?». Voi parlate con queste lavoratrici, ma loro i conti li fanno con Omnia Network, il loro datore di lavoro. E i conti non tornano. Perché loro erano lavoratrici Wind e l'esternalizzazione la reputano "illegittima" e su questo non trattano. Non cedono. E qui entra in scena il Santo che dopo averle seguite, fa causa con loro sulla cessione e sulle spettanze e dopo aver ottenuto la condanna del giudice del lavoro al pagamento di quest'ultime, si rivale sui clienti. Il giudice li chiamerà a gennaio e, fissati i titoli di debito verso l'azienda, intimerà il pagamento delle spettanze alle lavoratrici. Direttamente. «Avevamo pensato di promuovere il pignoramento anche delle quote sociali ma era troppo complesso per un caso così», ci spiega un avvocato del "pool precario" (per la cronaca Massimo Laratro, Antonio Pironti, Matteo Paulli). Una buona idea per casi più "politici", sai che scena: "San Precario entra in Borsa".
In questa storia, la testa dura, la "tigna" è soprattutto quella delle lavoratrici che non volevano essere "ex-Wind", una cinquantina le più agguerrite, di quelle "garantite", a tempo indeterminato dopo anni di formazione-lavoro, con salari da 1200 euro al mese e quinto livello. L'élite del call center. Approdate a condizioni di lavoro stabili e decenti. Non volevano retrocedere. Una lotta da "operaie specializzate". D'altronde come loro non ce ne sono quasi più. Adesso nel call center c'è il "precario-massa", interinale, a chiamata, al massimo terzo livello. E poi siamo a Sesto San Giovanni. L'ex-fabbrica d'Italia. E da quando Wind le dichiarò "esuberi" e le passò tutte 275, dalla segretaria alla manager, a una controllata di Omnia attraverso una vendita di ramo d'azienda, non hanno mai smesso di lottare.
In 24 mesi 112 "azioni di lotta, dal "call strike" (l'invito a boicottare i numeri dei centralini "customer care" dei vari 800 e vattelapesca) al picchetto al negozio "MondoWind" (che dà fastidio come l'orticaria ai dirigenti) fino al presentarsi alle 7.30 al bar sotto l'azienda per prendere caffè e cornetto con l'amministratore delegato, in trenta e non attese (è successo il 17 ottobre). «Abbiamo persino comprato mezza pagina di pubblicità di un free-press su Roma e Milano, con una colletta», racconta Silvana, da quest'anno delegata Rsu per la Cub (in San Precario connection).
Finiranno in un libro che uscirà a breve. Ma non prima di sapere come andrà a finire la "madre di tutte le cause". Visto che il 27 di gennaio ci sarà la chiusura delle udienze contro la cessione del ramo d'azienda. Non sarà l'ultima. Perché dopo questa intentata col Santo in testa la processione in Procura è proseguita con altre 80 lavoratrici patrocinate dalla Cgil e altrettante a Roma. Intanto il call center è finito in via Breda, a Milano, senza mensa, senza parcheggi, con pochi spazi. «Siamo al minimo della norma di legge». In un sottotetto. E molte delle lavoratrici si sono dimesse. «Sono andate anche a lavorare a tempo, contratti a tre mesi, pur di non stare qua». Perché? Le risposte fuori dal portone, di corsa, sono tante: «Non ti pagano mai in tempo», «Ci contestano qualsiasi cosa», «Wind era un paradiso al confronto», «Ti vietano anche di alzarti dalla tua postazione senza il permesso».
L'ultimo giallo è su stipendi e tredicesime. Un accordo, vecchio, ne dispone il pagamento al 20 di dicembre, ma causa "difficoltà d'incasso" e "stretta del credito", l'azienda comunica che pagherà tra Natale e Capodanno. Le lavoratrici hanno chiesto un anticipo, ma si aspetta che qualche cliente paghi... Ecco le lavoratrici "con la tigna" non vorrebbero che venisse additato a loro e al loro pignoramento il ritardo (e l'azienda non lo fa).
D'altronde non è colpa loro nemmeno se il call center di Palermo chiuderà (100 a casa) perché Wind ha chiuso la commessa. O se quelli di Ivrea verranno trasferiti a Torino... Sempre meglio che da Osimo a Roma (300 chilometri).
I call center sono in crisi. Come tutto. Omnia Network ha appena ricapitalizzato proprio Omnia Service Center con 10 milioni di euro (ne perdeva 4,7). E' un'azienda importanter Omnia. Dà lavoro a 2500 dipendenti, fa 224 milioni di fatturato e 3 di profitti (nel 2006). E' la ditta dei servizi esternalizzati (logistica, marketing, informatica e tutto il contorno possibile alle aziende). Cresciuta in fretta e quotata nel 2007: prezzo di lancio 5 euro, valore attuale 0,3. Un grafico in costante discesa. Ma c'è un nuovo piano industriale e l'azienda si attrezza. Per le lavoratrici alla cuffia Omnia è una «matrioska». Chi è il padrone? «Boh, i dirigenti cambiano spesso, è tutta una giostra, il padrone... loro stessi probabilmente, i manager». E se questa è la storia di un modello d'impresa dove si spreme solo lavoro e marketing, non lo dirà un tribunale. E nemmeno un Santo di cartone. Bastano queste lavoratrici. Che per 30 denari non hanno scambiato il loro orgoglio. Da centraliniste.


24 dicembre 2008 - Il Piccolo di Alessandria

Ospedalino, presidio di protesta

Valenza - poche ore dal Natale torna d’attualità la questione dei lavoratori delle case di riposo cittadine. Si è svolto infatti ieri mattina, davanti a Palazzo Pellizzari, un presidio organizzato dalla Rappresentanza sindacale di Base Cub per sollecitare un incontro con l’amministrazione comunale per discutere del futuro degli operatori dell’Ospedalino: «Da ottobre ad oggi abbiamo inviato quattro lettere all’amministrazione comunale per sollecitare un incontro - spiega Giovanni Maccarino per la RdB Cub -, non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Non potendo esporre le nostre preoccupazioni riguardo il destino dei lavoratori abbiamo pensato di portare dei doni, di auspicio per favorire gli impegni presi nei mesi scorsi, tra i quali un consiglio comunale aperto mai avvenuto». Il piccolo presidio con spumante e panettone, l’immagine di ‘San Precario’ e la preghiera a lui dedicata ha incuriosito i passanti. Ricordiamo che nella primavera scorsa la giunta comunale aveva ratificato l’accordo stabilito con i lavoratori precari della casa di riposo L’Uspidalì. Il patto, oltre ad aver stabilizzato 8 lavoratori, prevedeva per gli altri addetti una soluzione ponte: che fossero presi in carico da un’agenzia di somministrazione del lavoro, alle stesse condizioni in cui si trovavano al momento dell’accordo, nel frattempo si sarebbero studiate soluzioni definitive. «In occasione dell’accordo, che era stato un po un passaggio obbligato visti i tempi stretti - sottolinea Maccarini - avevamo detto che avremmo vigilato affinché l’amministrazione comunale trovasse una soluzione definitiva. per questo da tempo chiediamo un incontro, prima che venga presentato il bilancio». Mentre si svolgeva la protesta fuori da Palazzo Pellizzari, in Comune venivano ricevuti i lavoratori comunali per lo scambio di auguri, a cui ha partecipato alla fine anche chi aveva organizzato il presidio.


24 dicembre 2008 - La Provincia Pavese

A VALENZA DAVANTI AL PALAZZO COMUNALE
Ieri un presidio dei Cub per il caso dell’Uspidalì
di Emilio Mocchi

VALENZA - Ieri i Cub, il sindacato di base, ha disposto un presidio davanti al palazzo comunale, al quale sono intervenuti i lavoratori dell’Uspidalì, la casa di riposo cittadina, dove da parecchi mesi ci sono problemi relativi alle quote di occupazione. I rappresentanti dei Cub sono stati ricevuti dal sindaco Raselli, al quale hanno fatto simbolicamente dono di un panettone, una bottiglia di spumante e una pergamena che contiene l’ironica preghiera di S. Precario. «È il nostro santo, o no? - dichiara Giovanni Maccarino dei Cub - In realtà con questi doni, visto il periodo natalizio, volevamo ricordare all’amministrazione gli impegni presi mesi fa».
«Questa amministrazione, - continua Giovanni Maccarino - sembra non voler confrontarsi con i lavoratori; da ottobre ad oggi abbiamo inviato almeno quattro richieste di incontro, per discutere di vari problemi. Non abbiamo neanche ricevuto una risposta negativa». Conclude il sindacalista: «Davvero non riusciamo a capire questa chiusura dell’amministrazione verso la nostra richiesta di un dialogo democratico. Per questo siamo qui, a presidiare, per ricordare a tutti che i problemi dei lavoratori, oggi più che mai, sono sempre da tenere presenti». Tanti cittadini si sono fermati davanti al presidio, chiedendo informazioni e delucidazioni sulla vicenda.


24 dicembre 2008 - Il Gazzettino

OGGI VERTICE IN PROVINCIA

Vicenza - (p.r.) Ftv nella bufera dopo l'annullamento delle elezioni dei rappresentanti sindacali. "Attacco alla democrazia", chiosava il cartello affisso ieri di fronte alla sede dell'azienda Provinciale di trasporti, dove si è svolta una manifestazione di protesta da parte della Filt-Cgil e della Cub trasporti. Le due sigle sindacali hanno contestato aspramente la decisione di Fit-Cisl- UilTrasporti- Faisa che assieme insieme all'Asstra (l'associazione che rappresenta le Ftv) l'altro ieri hanno votato, nell'ambito del comitato dei garanti presso la Direzione Provinciale del Lavoro, contro la validità delle elezioni della Rsu che si erano concluse lo scorso 14 novembre. E mentre nel settore dei trasporti si inasprisce la spaccatura tra i sindacati, cominciano ad arrivare le multe per sovraccarico prese dagli autisti: ben 4 nel giro di pochi giorni. A detta del segretario della Filt-Cgil di Vicenza, Massimo D'Angelo, la situazione nella società di trasporti Provinciale è insomma preoccupante: dal disagio per eccesso di studenti nelle corse scolastiche alle presunte intimidazioni ai rappresentanti sindacali da parte di amministratori Ftv. Per quest'ultima segnalazione, inoltre, è previsto per oggi un vertice tra Cgil, il presidente della Provincia Attilio Schneck e il presidente Ftv Valter Baruchello. Le elezioni di rappresentanti dei sindacati si erano svolte il 13 e 14 novembre senza la presenza delle liste della Cisl, della Uil e della Faisa. «Hanno ritirato le liste all'ultimo momento e la commissione elettorale, ritendola tardiva, aveva deciso di procedere lo stesso con le elezioni», spiega D'Angelo, «elezioni che hanno visto il 72\% degli aventi diritto e che hanno contato 215 votanti i quali hanno premiato la Filt Cgil e la Rdb Cub». Cisl e Uil, considerando non valida la votazione, hanno chiesto l'annullamento della stessa. «Nonostante la verifica dei verbali dove è stata accertata la correttezza del voto, padroni e sindacati hanno affossato la scelta di 215 dipendenti», aggiunge D'Angelo, concludendo: «Questa decisione avviene in contemporanea ad atteggiamenti pesanti da parte dei responsabili dell'azienda verso i nostri delegati: anche per questo da oggi dichiariamo lo stato di agitazione del personale».


24 dicembre 2008 - La Repubblica

L´anno terribile delle tute blu
La Fiom: un dramma, in dieci giorni mille cassintegrati in più In fabbrica A gennaio niente rinnovo del contratto per 600 lavoratori interinali
di LUCA SANCINI

Bologna - Le cifre sono da brividi anche per un´industria meccanica che quasi unica in Italia, respira ancora e non collassa, trascinando il pil regionale ad un + 0,1% dal sapore di miracolo. Ma ugualmente a Natale per 8.000 tute blu di Bologna e dintorni ci sarà cassa integrazione. E l´escalation della messa a riposo forzata di addetti e macchinari, è categorica: in 10 giorni in questo mese sono andate in cassa integrazione più di mille persone. Il 10 dicembre erano 171 le aziende coinvolte e i lavoratori 6.558, ieri, ultimo dato, le aziende sono salite a 182 e gli addetti a casa 7.882. La denuncia arriva dalla Fiom bolognese che ieri ha fatto il consuntivo di un anno terribile.
Dove a pagare la crisi hanno iniziato i lavoratori interinali, ai quali non è stato rinnovato il contratto. Seicento sino ad ora e altri 600 a gennaio, le vittime invisibili della gelata industriale, secondo le cifre dichiarate dalla Fiom, che segnala anche una crisi vistosa nelle cosiddette aziendine, quelle della filiera meccanica entrata nel tunnel per mancanza di richieste di fornitura: 163 le aziende e 663 gli artigiani che faranno cassa integrazione, o meglio usufruiranno della Eber, la cassa artigiani, che copre per circa il 60% della retribuzione. Per dare un´indicazione gli artigiani in cassa ad agosto erano solo 92.
E anche per le regine della meccanica nel settore del packaging, nei prossimi mesi la situazione potrebbe peggiorare: «Questo settore subirà un effetto ritardato perchè temiamo che gli ordini anche lì caleranno - spiega Papignani - c´è bisogno quindi di una presa d´atto da parte di tutti. Leggo degli stati generali che vuol fare il sindaco Cofferati a febbraio, non vorrei che i buoi siano già scappati». C´è poi il settore dell´auto: alla Lamborghini di Sant´Agata stanno resistendo e non si annuncia per ora il ricorso agli ammortizzatori, ma alla Magneti Marelli le voci che arrivano dalla Fiat, con un calo della produzione di quasi il 30% insieme ai rumors per nuove alleanze e assetti societari, non fanno vivere giornate tranquille.
Volendo trovare qualche luce, ma l´allarme deve restare sottolineano alla Fiom, ci sono alcuni accordi aziendali: nell´ultimo mese sono 17 (alla Marchesini, alla Ducati Motor, alla Datalogic, alla Cesab) e hanno interessato oltre 4.000 lavoratori, permettendo quindi di vedersi rimpinguata la busta paga con i premi di produzione. «Ammesso che non ci sia un calo dei consumi come ci si aspettava - spiega, Bruno Papignani, segretario Fiom - è perché tra la tredicesima e qualche soldo dall´integrativo per chi lavora in aziende medio-grandi, l´ultima busta è stata ancora sufficiente. Un esempio è quello della Ducati Motor e della Cesab: operai che sono in cassa integrazione ma che a dicembre si vedranno riconosciuti 600 euro come premio annuale. Per ora insomma in molti hanno tenuto botta, ma in migliaia dai prossimi mesi, si vedranno il salario tagliato del 30-35%, e allora sarà dura». Il sindacato delle tute blu Cgil infine ha voluto sottolineare l´impegno della Regione, con l´assessore Campagnoli, che con un recente accordo sul credito agevolato sta dando boccate d´ossigeno alle aziende locali già in difficoltà sul mercato. La Fiom andrà ad uno sciopero delle tute blu per 8 ore, con corteo a Roma, il 13 febbraio. Stamattina, appuntamento alle 10,40 in piazza del Nettuno, i lavoratori delle Rdb-Cub saliranno in Comune per consegnare "regali di Natale" agli assessori della giunta Cofferati.


24 dicembre 2008 - Il Giorno

Quel che resta dell’Alfa in «cassa» a febbraio
«Paghiamo la crisi e la miopia sull’auto ecologica»
di ROBERTA RAMPINI

ARESE — ANCORA cassa integrazione, anche nel 2009, per gli ultimi dipendenti Fiat rimasti all’Alfa Romeo di Arese. Ancora malumori da parte dei 73 ex lavoratori della Rina, azienda di servizi che si è insediata nell’area dell’Abp, che nei giorni scorsi ha inviato la lettera di licenziamento a tutti i dipendenti. Nonostante le rassicurazioni dell’Apb che nessuno resterà in mezzo alla strada, la vertenza sindacale è tutt’altro che risolta. Insomma il 2008 sotto il Biscione aresino si chiude con le stesse preoccupazioni con cui si era aperto. Per quanto riguarda i 750 dipendenti della Fiat, quelli che lavorano nel centro stile, nella progettazione, sperimentazione, enti centrali e parte commerciale, il colosso automobilistico torinese ha annunciato uno stop dal 2 al 15 febbraio 2009. «LA SITUAZIONE che si profila è preoccupante - spiega Carlo Pariani della FlmUniti Cub -. Anche se per Fiat il calo delle vendite è leggermente inferiore alla media europea, gli stabilimenti italiani soffrono perché le produzioni delle vetture che si vendono si fanno all’estero. Il marchio Alfa è quello più in difficoltà in quanto sconta il disimpegno della Fiat sulla gamma medio alta. La cassa integrazione interessa in modo massiccio per la prima volta anche gli enti centrali in quanto Fiat ha bloccato lo sviluppo di tutti i progetti in attesa di decidere se ci sarà o meno un altro matrimonio che comporterà di fatto esuberi in tutto il gruppo. Adesso tutti parlano della necessità di investire sull’auto ecologica. Senza fare demagogia ad Arese c’era la Piattaforma Vamia, che non solo produceva auto elettriche e a metano ma aveva già sviluppato dieci anni fa una vettura ibrida. Tutto è stato distrutto, si sono persi dieci anni di tempo e ingenti conoscenze. Volendo esiste ancora la possibilità di rimediare e di ricostruire la piattaforma. Basterebbe che si smettesse di chiacchierare e si agisse seriamente». POCO DISTANTE lo Slai Cobas in risposta alle dichiarazioni dell’Abp sulla vicenda della Rina ha scritto una lettera per ricordare agli americani che «non sono finiti i suoi obblighi occupazionali assunti con l’accordo sindacale del 18 febbraio 2003». «Inoltre - spiega Corrado Delle Donne, sindacalista Cobas - vogliamo che la nuova azienda che assumerà i lavoratori licenziati dalla Rina dia le stesse garanzie economiche e normative di oggi».


24 dicembre 2008 - Varese news

Malpensa - Nota de sindacato sulla situazione in aeroporto
AlCobas-Cub: "Continuare la lotta al lavoro pecario e sottopagato"

Riceviamo e pubblichiamo - Con l’accordo siglato ieri, nei prossimi sei mesi, altri 65 lavoratori, verranno assunti in modo definitivo da Sea Handling, prima con un contratto a termine fino alla fine della cassa integrazione e successivamente ed in modo continuativo con un contratto a tempo indeterminato. Questi lavoratori sono quelli che hanno aperto la procedura per le cause e che hanno maturato almeno 23 mesi di lavoro in Sea o come stagionale o come interinale. Con questo accordo si conclude la vertenza di massa da noi iniziata più di un anno fa, che ha visto oltre 300 lavoratori precari Sea che si sono rivolti alla nostra organizzazione. Di questi oltre 120 sono stati o saranno assunti da Sea handling, o dopo aver vinto la causa o dopo aver firmato l’accordo di stabilizzazione, 150 hanno conciliato economicamente la loro rinuncia alla vertenza legale, mentre per i rimanenti lavoratori con pochissima anzianità aziendale (meno di 12 mesi) resta aperta la verifica del corretto pagamento degli stipendi. Inoltre, dall’1-1-09 tutti i lavoratori ex interinali e a contratto a termine avranno gli stessi trattamenti dei lavoratori Sea a tempo indeterminato. Saranno quindi inseriti nelle tabelle turni e nel piano ferie annuale. Questo importante risultato, che ha visto in pochi mesi cancellare in Sea il lavoro interinale, è frutto della determinazione di centinaia di lavoratori stufi di un lavoro precario, e dell’iniziativa di tutto il sindacalismo di base ed in particolare della nostra organizzazione, che ha messo al centro della lotta sindacale il lavoro precario. AVIAPARTNER E ATA. Anche in queste società di handling, si è aperto lo scontro per l’eliminazione del lavoro precario. Sono ormai decine i lavoratori precari che hanno impugnato i contratti. Le illegalità e l’abuso dei contratti interinali ed a termine, fatto da queste società, è ancora peggiore di quello esistente in Sea. Vengono fatti contratti a termine o senza nessun motivo o con motivazioni non consentite dalla legge. A decine di lavoratori per anni sono stati fatti contratti a termine mensili. In queste società vi è inoltre una situazione illegale anche nei confronti dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, come in Aviapartner; dove non si rispettano le norme europee sugli orari di lavoro, vengono continuamente cambiamenti i turni, e gli orari giornalieri, non viene garantita la pausa mensa, il mancato rispetto delle normative di sicurezza, la mancanza di spogliatoio ecc ecc.
SETTIMA LOGISTICA, RIZ SERVICE, LA CORSICA, SOLUTION TEAM, ECC..
A Malpensa prosperano decine di cooperative, tutte con la dicitura nel loro statuto di "associazione senza fine di lucro", ma che fanno dell’abuso e della negazione dei diritti dei lavoratori la loro ragione d’essere. Tutte queste coop, assumono i lavoratori solo come soci, e quindi con la possibilità in qualsiasi momento, di convocare l’assemblea dei soci, che può decidere sulla sorte lavorativa dei soci. Inoltre tutte queste coop. utilizzano il contratto nazionale UNCI. Questo è un contratto illegale firmato dalla sola Confsal, sindacato quasi inesistente nella categoria, che nega alcuni diritti previsti dai contratti e dalle leggi. (negazione ex festività e 14°mensilità, minore coperture di malattia e dei rol). Alcune di queste coop quando subentrano ad altre coop, per assumere i lavoratori chiedono di firmare la rinuncia alla liquidazione, della coop cessante. Nonostante la possibilità di utilizzare la cassa, (alcune coop ne fanno uso) altre, per risparmiare, non la chiedono (settima logistica) e lasciano a casa i lavoratori senza nessuna copertura economica. Quelle che invece utilizzano la cig, (riz service e la corsica) con un accordo sindacale firmato dalla sola Uil, ottengono, in modo illegale, la possibilità di mettere in cig chi vogliono senza nessuna rotazione e senza anticipare gli stipendi ai lavoratori. Con il risultato di disporre a piacimento della cig, creando una forte discriminazione tra i lavoratori , con lavoratori che lavorano sempre e fanno straordinari, e lavoratori che sono sempre sospesi in cassa che debbono aspettare lo stipendio che arriva dopo 6-8 mesi dall’inps. DOPO AVER CON SODDISFAZIONE OTTENUTO IMPORTANTI RISULTATI CONTRO SEA, RITENIAMO CHE LA LOTTA CONTRO GLI ABUSI NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI, DEVE CONVOLGERE TUTTE LE SOCIETA’ PRESENTI A MALPENSA. Invitiamo perciò tutti i lavoratori a combattere con noi questa battaglia di civilta’.
ALCobas-Cub trasporti Malpensa


23 dicembre 2008 - Ansa

STATALI: RDB CUB, VERSO SCIOPERO CONTRO RINNOVO PARASTATO

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - «La RdB Cub si oppone sia al metodo che al merito» del rinnovo del contratto dei dipendenti del parastato. Lo afferma Daniela Mencarelli, membro della direzione nazionale RdB-Cub P.i. preannunciando uno sciopero del comparto ad inizio del nuovo anno. «La quantità irrisoria delle risorse, accompagnata alla perdita di salario che da gennaio scatterà per effetto della Legge 133, ci fa respingere la sottoscrizione dell'accordo e ci porta a valutare l'ipotesi di uno sciopero del Comparto da proclamare per l'inizio del nuovo anno» afferma la dirigente sindacale che contesta anche la base di calcolo utilizzata per la firma dell'accordo. Protesta, questa, che ha portato oggi «circa 200 delegati» dell'organizzazione sindacale davanti la sede dell'Aran.«Su questo tavolo - afferma la sindacalista - aleggia il recentissimo parere del Consiglio di Stato richiesto dalla Funzione Pubblica, che va a modificare le regole del gioco mentre la partita è in corso. Questo parere, cancellando le già restrittive norme sulla rappresentatività, limita alle sole organizzazioni sindacali presenti al tavolo la base di calcolo per il raggiungimento della percentuale del 51% necessaria alla validità degli accordi, rendendo così possibile l'approvazione del contratto del Parastato con le sole firme di Cisl e Uil e nei tempi ristrettissimi voluti dal Ministero».

RICERCA: RDB, ASSUNTI 300 PRECARI ISFOL, MODELLO DA REPLICARE

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Trecento precari a tempo determinato dell'ISFOL (Istituto per la formazione professionale dei lavoratori) hanno ottenuto dal Ministero del Lavoro l'assunzione a tempo indeterminato. Lo rende noto il sindacato Usi-Rdb, sottolineando che si tratta di un «modello da replicare in tutti gli enti». Per questi lavoratori, spiega il sindacato inm una nota, «la lotta era iniziata subito dopo le elezioni, quando i fondi destinati alla stabilizzazione stanziati dalla Finanziaria 2007 vennero sottratti dal provvedimento 'taglia ICÌ». «È un diritto che ci siamo conquistati e dopo tante lotte possiamo festeggiare. - commenta Enrico Mari del coordinamento nazionale USI RdB Ricerca - Queste centinaia di lavoratori, da anni inseriti nelle politiche della formazione, rappresentano un valore aggiunto che produrrà benefici per tutti, specie in questi anni di crisi». L'ISFOL «non solo assumerà 300 precari storici - prosegue Mari - ma nel 2008 ha convertito a tempo determinato altri 250 lavoratori, eliminando tutte le forme di lavoro nero e divenendo così il primo ente senza contratti falsamente atipici. Ora la nostra battaglia proseguirà insieme agli altri 2000 lavoratori a tempo determinato in stabilizzazione in tutti gli enti, i 3000 a tempo determinato ed i circa 10.000 atipici». Quello dell'ISFOL, conclude il sindacato, è «un modello che bisogna replicare in tutti gli enti».

CROCE ROSSA: FIRMATO CONTRATTO PER CIVILI,PREVISTI INCENTIVI

(ANSA) - ROMA, 23 DIC - Il personale civile della Croce Rossa Italiana ha un nuovo contratto integrativo. Fra le novità, la selezione oggettiva e un nuovo sistema di incentivazione. L'accordo - fa sapere l'associazione di volontariato - è stato firmato ieri sera dai vertici della Cri e dalle organizzazioni sindacali, ad eccezione della Rdb. L'intesa che riguarda il contratto integrativo quadriennale arriva dopo otto anni. Per la Cri, che da poche settimane è guidata dal commissario straordinario Francesco Rocca, «la firma del nuovo contratto è un grande passo in avanti». Il contratto prevede «una nuova selezione oggettiva per i passaggi orizzontali di circa 300 dipendenti e un nuovo sistema di incentivazione in linea con le norme del ministro Brunetta, con obiettivi prestabiliti da raggiungere e un'attività progettuale, di cui i comitati dovranno farsi carico, per poter premiare i dipendenti migliori sulla base degli obiettivi raggiunti. Fra i criteri fissati, la qualità della prestazione, l'efficienza della struttura organizzativa, l'efficacia dell' attività finalizzata al raggiungimento dell'obiettivo». La Cri informa che inoltre è stato firmato anche il progetto attuativo per il 2009 che definisce tutte le fasi del prossimo anno, tra cui la definizione di un nuovo regolamento. «Sono molto soddisfatto - ha detto Rocca - la firma del nuovo contratto rappresenta un momento molto importante per la Cri. Da oggi in poi, infatti, sarà garantito un pieno riconoscimento delle professionalità del nostro personale e regole certe per tutti i dipendenti».


23 dicembre 2008 - Omniroma

RI.REI, PEDUZZI (PRC): «COMMISSIONE SANITÀ CONVOCHI SINDACATO RDB»

(OMNIROMA) Roma, 23 dic - «Documenti e denunce confermano da tempo l'inadeguatezza del consorzio Ri.Rei. per un'attività delicata come quella che riguarda la riabilitazione e la cura del disagio psico-fisico. Come è noto Rifondazione è per la revoca dell'affidamento del servizio che deve ritornare in capo alle aziende sanitarie locali. Per questo motivo, e per avviare in tempi certi le procedure per la reinternalizzazione, sollecitiamo al presidente della commissione Sanità alla Pisana l'audizione del sindacato Rdb». Lo dichiara in una nota il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Ivano Peduzzi, che questa mattina ha scritto al presidente della Commissione Sanità, Luigi Canali. «L'audizione già richiesta dal sindacato - dice Peduzzi - è dettata dalla necessità di impedire che le difficoltà che attualmente riguardano i servizi gestiti da Ri.Rei non inducano la Regione ad una scelta d'urgenza, ripetendo lo stesso errore del passato. Oggi la situazione di disagio che tocca utenti, familiari e operatori dei centri ex Anni Verdi, è tale da escludere ogni ipotesi di accreditamento. Oltre alle carenze nella direzione e gestione organizzativa già denunciate più volte, si aggiungono comportamenti da parte della direzione del Consorzio che sembrano di fatto preannunciarne la fine. Molte delle terapie domiciliari vengono dirottate verso altri soggetti erogatori, come parte del personale attualmente in carico, con l'obiettivo di precostituire una situazione di assistenza parallela che trae alimento dagli ex centri Anni Verdi. Inoltre, il personale che effettua prestazioni domiciliari deve ricevere ancora le retribuzioni di ottobre, novembre e dicembre. In una situazione del genere - conclude Peduzzi - l'unica strada da percorrere è la revoca dell'affidamento del servizio al Consorzio Ri.Rei. per darlo alle Asl».


23 dicembre 2008 - Adnkronos

ISFOL: RDB, PRECARI ASSUNTI DOPO MESI DI LOTTA, MODELLO DA REPLICARE

Roma, 23 dic. (Adnkronos) - Trecento precari a tempo determinato dell'Isfol hanno ottenuto dal ministero del Lavoro l'assunzione a tempo indeterminato. A darne notizia è una nota delle Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego che ricordano: «Per questi lavoratori la lotta era iniziata subito dopo le elezioni, quando i fondi destinati alla stabilizzazione stanziati dalla Finanziaria 2007 vennero sottratti dal provvedimento 'taglia Icì. Subito l'Usi RdB Ricerca organizzò la mobilitazione che, continuata per mesi, ha infine condotto ad una nuova pianta organica ed alla imminente assunzione di tutti i precari anziani». «È un diritto che ci siamo riconquistati e dopo tante lotte possiamo veramente festeggiare», commenta Enrico Mari del coordinamento nazionale dell'Usi RdB Ricerca. «Queste centinaia di lavoratori, da anni inseriti nelle politiche della formazione, rappresentano un valore aggiunto che produrrà benefici per tutti, specie in questi anni di crisi». «L'Isfol non solo assumerà 300 precari storici - prosegue - ma nel 2008 ha convertito a tempo determinato altri 250 lavoratori, eliminando tutte le forme di lavoro nero e divenendo così il primo ente senza contratti falsamente atipici. Ora la nostra battaglia proseguirà insieme agli altri 2000 tempi determinati in stabilizzazione in tutti gli enti, i 3000 a tempo determinato ed i circa 10000 atipici. E la lotta sarà più difficile perchè dopo la tempesta autunnale la parola Precario è magicamente scomparsa da tutti i documenti ufficiali di Cgil, Cisl e Uil della Ricerca». Secondo l'Usi-RdB, in particolare, quello dell'Isfol è un modello che bisogna replicare in tutti gli enti. E «non è un caso » che l'Usi RdB Ricerca è «il primo sindacato dell'ente tra i precari».

CROCE ROSSA: FIRMATO NUOVO CONTRATTO QUADRIENNALE PER IL PERSONALE CIVILE CRI

Roma, 23 dic. (Adnkronos) - Dopo otto anni, è stato firmato nella serata di ieri il nuovo contratto integrativo quadriennale per il personale civile di Croce Rossa Italiana. L'intesa è stata raggiunta tra i vertici di Cri e le organizzazioni sindacali, ad eccezione di Rdb che non ha firmato. «La firma del nuovo contratto è un grande passo in avanti -commenta la Croce Rossa Italiana in una nota- e un risultato ottenuto dai nuovi vertici di Cri, ovvero il Commissario straordinario, Francesco Rocca, il direttore generale, Patrizia Ravaioli, e ovviamente dalla struttura tecnica del Comitato centrale e dal lavoro portato avanti dal precedente direttore». «Il contratto è stato rivisto completamente e, in particolare, è stata prevista una nuova selezione oggettiva per i passaggi orizzontali di circa 300 dipendenti e un nuovo sistema di incentivazione in linea con la normativa del ministro Brunetta, con -sottolinea la Cri- obiettivi prestabiliti da raggiungere e un'attività progettuale, di cui i comitati dovranno farsi carico, per poter premiare i dipendenti migliori sulla base degli obiettivi raggiunti». «Nell'articolo 20 del contratto sono previsti i criteri: la qualità della prestazione, l'efficienza della struttura organizzativa, l'efficacia dell'attività finalizzata al raggiungimento dell'obiettivo. Inoltre, oltre al contratto, è stato firmato anche -specifica la Cri- il progetto attuativo per il 2009 che definisce praticamente tutte le fasi del prossimo anno, tra cui l'importante definizione di un nuovo regolamento». «Sono molto soddisfatto -commenta il Commissario straordinario, Francesco Rocca- la firma del nuovo contratto rappresenta un momento molto importante per Croce Rossa Italiana. Da oggi in poi, infatti, sarà garantito un pieno riconoscimento delle professionalità del nostro personale e regole certe per tutti i dipendenti».


23 dicembre 2008 - Agi

CRI: FIRMATO NUOVO CONTRATTO QUADRIENNALE PER PERSONALE CIVILE

(AGI) - Roma, 23 dic. - Dopo otto anni, e' stato firmato nella serata di ieri il nuovo contratto integrativo quadriennale per il personale civile di Croce Rossa Italiana. L'intesa e' stata raggiunta tra i vertici di Cri e le Organizzazioni sindacali, ad eccezione di Rdb che non ha firmato. Come scrive la Croce rossa in un comunicato, "la firma del nuovo contratto e' un grande passo in avanti e un risultato ottenuto dai nuovi vertici di Cri, ovvero il Commissario straordinario, Francesco Rocca, il direttore generale, Patrizia Ravaioli, e ovviamente dalla struttura tecnica del Comitato centrale e dal lavoro portato avanti dal precedente direttore". Il contratto e' stato rivisto completamente e, in particolare, e' stata prevista una nuova selezione oggettiva per i passaggi orizzontali di circa 300 dipendenti e un nuovo sistema di incentivazione in linea con la normativa del ministro Brunetta, con obiettivi prestabiliti da raggiungere e un'attivita' progettuale, di cui i comitati dovranno farsi carico, per poter premiare i dipendenti migliori sulla base degli obiettivi raggiunti. Nell'articolo 20 del contratto sono previsti i criteri: la qualita' della prestazione, l'efficienza della struttura organizzativa, l'efficacia dell'attivita' finalizzata al raggiungimento dell'obiettivo. Inoltre, oltre al contratto, e' stato firmato anche il progetto attuativo per il 2009 che definisce praticamente tutte le fasi del prossimo anno, tra cui l'importante definizione di un nuovo regolamento. "Sono molto soddisfatto: la firma del nuovo contratto rappresenta un momento molto importante per Croce Rossa Italiana. Da oggi in poi, infatti, sara' garantito un pieno riconoscimento delle professionalita' del nostro personale e regole certe per tutti i dipendenti", ha commentato il Commissario straordinario, Francesco Rocca.


23 dicembre 2008 - OnLine news

Ricerca, il ministero del Lavoro assume 300 Isfol

Roma - Trecento precari a tempo determinato dell’ISFOL hanno ottenuto dal Ministero del Lavoro l’assunzione a tempo indeterminato. Per questi lavoratori la lotta inizia era iniziata subito dopo le elezioni, quando i fondi destinati alla stabilizzazione stanziati dalla Finanziaria 2007 vennero sottratti dal provvedimento "taglia ICI". Subito l’USI RdB Ricerca organizzò la mobilitazione che, continuata per mesi, infine ha condotto ad una nuova pianta organica ed alla imminente assunzione di tutti i precari anziani. "E’ un diritto che ci siamo riconquistati e dopo tante lotte possiamo veramente festeggiare", commenta Enrico Mari del coordinamento nazionale dell’USI RdB Ricerca. "Queste centinaia di lavoratori, da anni inseriti nelle politiche della formazione, rappresentano un valore aggiunto che produrrà benefici per tutti, specie in questi anni di crisi". "L’ISFOL non solo assumerà 300 precari storici – prosegue Mari - ma nel 2008 ha convertito a tempo determinato altri 250 lavoratori, eliminando tutte le forme di lavoro nero e divenendo così il primo ente senza contratti falsamente atipici. Ora la nostra battaglia proseguirà insieme agli altri 2000 tempi determinati in stabilizzazione in tutti gli enti, i 3000 a tempo determinato ed i circa 10000 atipici. E la lotta sarà più difficile perché dopo la tempesta autunnale la parola Precario è magicamente scomparsa da tutti i documenti ufficiali di Cgil Cisl Uil della Ricerca". Conclude Mari: "Secondo l’Usi-RdB quello dell’ISFOL è un modello che bisogna replicare in tutti gli enti. E non è un caso che l’USI RdB Ricerca è il primo sindacato dell’ente e tra i precari".


23 dicembre 2008 - Il Napoli

Piazza Dante. La fiera natalizia degli extracomunitari dimenticata dall'assessore Riccio: niente stand
ll Comune boicotta gli immigrati il mercato interetnico non si fa
L'area mercatale negata agli ambulanti dell'artigianato di diversi Paesi. Oggi la protesta
di Alessandro Migliaccio

Napoli - Un'esposizione simbolica e tanta rabbia ed amarezza al cospetto della statua di Dante. Così è finito, prima ancora di iniziare, il mercatino interetnico che ieri doveva essere inaugurato in piazza Dante per il Natale all’insegna della solidarietà e dell’inclusione sociale delle diversità. Una manifestazione, giunta alla terza edizione, che sarebbe dovuta subentrare ad un’altra iniziativa finita due giorni fa, sfruttando gli stessi stand già allestiti in piazza. Ma l'evento è stato boicottato e bloccato a causa dell’indisponibilità del Comune, in particolare dell’assessore alle Politiche Sociali, Giulio Riccio (Prc), a concedere gli stand agli espositori, ovvero una cinquantina di ambulanti provenienti da Senegal, Cina, Bangladesh, Pakistan e del Burkina Faso. Eppure l’impegno e la disponibilità degli stand fino a ieri mattina erano stati confermati dall’assessore Riccio al vice prefetto e responsabile dell'area immigrazione della Prefettura di Napoli, Gabriella D’Orso. Ma, ieri, quando i venditori sono arrivati in piazza Dante, con le macchine piene di merce "non contraffatta" ma artigianale, hanno trovato gli operai che smontavano gli stand. Inutile provare a chiamare l’assessore Riccio, il cui telefonino risultava non raggiungibile. L'immagine della giornata è tutta nelle lacrime di una ragazza giapponese, sconsolata di fronte all'imprevisto e con la merce acquistata che non riuscirà a vendere per il mancato allestimento del mercato interetnico. "È successa una cosa gravissima che non trova spiegazioni - afferma Aboubakar Soumahoro, responsabile dell’immigrazione per le Rdb - . Ci doveva essere un'inaugurazione alla presenza del sindaco, ma ci è stato detto che l’assessore alle Politiche Sociali, Giulio Riccio non ha dato alcuna disposizione agli allestitori per prolungare il tempo di permanenza degli stand in piazza Dante. Credo che il senso civico e del pudore impongano all’assessore Riccio di dimettersi - continua Soumahoro - perché qui è stata sconfitta non solo la cultura della valorizzazione delle diversità, ma la cultura stessa della legalità". Testimoni dell'odissea dei migranti ambulanti, il vice Prefetto Gabriella D’Orso, il presidente della II Municipalità, Alberto Patruno, il coordinatore Regionale RdB, Enzo De Vincenzo e il consigliere municipale, Pino De Stasio. Oltre al danno morale subito, le spese sostenute dagli ambulanti per acquistare la merce è di oltre venti mila euro. Motivo per il quale hanno deciso, in accordo col presidente della II Municipalità, Alberto Patruno, di esporre questa mattina la merce sulle lenzuola in segno di protesta.


23 dicembre 2008 - Il Manifesto

Napoli
«stand negati», immigrati contro assessore prc

Il Comune di Napoli avrebbe negato l'utilizzo degli stand e allora, da oggi, cinquanta immigrati che dovevano allestire il mercatino multietnico in piazza Dante rimetteranno la merce sulle lenzuola lungo i marciapiedi. La manifestazione «Natale solidale» doveva subentrare a un'altra iniziativa finita l'altro ieri, per la quale erano già stati allestiti gli stand ma gli espositori, originari del Senegal, Cina, Bangladesh, Pakistan e del Burkina Faso giunti in piazza hanno trovato gli operai intenti a smontare le strutture. «L'evento è stato boicottato e bloccato - dice Aboubakar Soumahoro - responsabile dell'immigrazione per le Rdb e portavoce degli espositori - dall'assessore alle politiche sociali Giulio Riccio nonostante l'impegno da lui preso anche verso il vice prefetto e responsabile Area immigrazione della Prefettura di Napoli, Gabriella D'Orso». L'iniziativa, giunta alla terza edizione, ha come scopo la vendita di prodotti tipici dei Paesi di provenienza degli extracomunitari in contrasto con la commercializzazione di merce falsa o contraffatta che spesso vede coinvolti proprio gli extracomunitari, molti dei quali occupano abusivamente i marciapiedi nelle strade dello shopping cittadino. «Se è così che ci vogliono vedere li accontenteremo - conclude Soumahoro - ma a perdere dignità non saremo noi ma solo chi non ha voluto appoggiare questa iniziativa di legalità e integrazione».


23 dicembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Piazza Dante, stop al mercatino multietnico

NAPOLI — Il mercatino multietnico natalizio che doveva essere inaugurato ieri in piazza Dante è stato bloccato «per l'indisponibilità del Comune di concedere gli stand agli espositori», denunciano gli stessi immigrati con la municipalità. Circostanza però smentita dall'assessore al ramo Giulio Riccio. Il «Natale solidale» giunto alla terza edizione doveva subentrare ad un'altra iniziativa appena terminata, quindi in piazza erano già pronti box e bancarelle per gli immigrati, già l'altro giorno, purtroppo, trattati in malo modo in via Toledo (dai commercianti) durante lo svolgimento di un'altra iniziativa solidale del Comune. La sorpresa gli extracomunitari l'hanno avuta ieri mattina: giunti in piazza Dante per esporre la merce, hanno trovato gli operai intenti a smontare gli stand. «Una cosa gravissima che non trova spiegazioni — protesta Aboubakar Soumahoro, responsabile dell'immigrazione per le Rdb —. Era annunciata un'inaugurazione con la presenza del sindaco, ma ci è stato detto che l'assessore alle politiche sociali non aveva dato alcuna disposizione agli allestitori per prolungare il tempo di permanenza degli stand in piazza, dove, altrimenti, si sarebbero esposti e venduti manufatti provenienti da diversi paesi del mondo anche contro l'illegalità e il mercato della contraffazione al quale spesso vengono associati gli extracomunitari». Il presidente della municipalità Alberto Patruno, col consigliere Pino de Stasio spiega: «Stamane era tutto pronto — sottolineno i due — il Comune ha mandato tavoli, sedie e microfoni e amplificazione per i dibattiti, la municipalità aveva assicurato l'erogazione della corrente elettrica, il viceprefetto Gabriella D'Orso è venuta in piazza ribadendo la piena condivisione della Prefettura all'iniziativa, che è anche contro il mercato illegale del falso, ma mancava una lettera dell'assessore Riccio per la permanenza dei gazebo già montati per le Botteghe del Sociale appena terminate, autorizzazione richiesta dal presidente della cooperativa "L'uomo e il legno"».
L'assessore «chieda scusa» oppure «si dimetta», urlano gli immigrati. Ma Riccio rifiuta ogni addebito: «Non è chiaro perché la municipalità si sia rivolta alla prefettura e non all'amministrazione comunale per ultimare i preparativi dell'iniziativa — dice —. Le richieste mi sono arrivate solo venerdì e non so quali siano le ragioni di una reazione così scomposta: sono intervenuto anche stamane (ieri, ndr) presso l'allestitore offrendo garanzie. A Napoli abbiamo tre mercatini interetnici autorizzati: a piazza Dante, via Bologna e alla stazione. Abbiamo autorizzato l'utilizzo della piazza ma c'era un problema per l'uso delle strutture, quindi ho dato disposizione a chi allestiva di rimanere, ma evidentemente non c'era la volontà di fare questo mercato sempre sostenuto e autorizzato dall'amministrazione comunale».(L.M.)


23 dicembre 2008 - La Repubblica

Stop al mercatino etnico la rivolta degli immigrati
"L´assessore Riccio non ci ha dato gli stand". Anche oggi piazza Dante sarà occupata dalla merce degli extracomunitari
di CRISTINA ZAGARIA

Napoli - Le maschere scolpite nel legno scuro guardano dal basso verso l´alto il volto di Dante. Due mondi lontanissimi. Le maschere dell´Africa nera a terra, su lenzuoli bianchi, e la statua del poeta italiano che svetta verso il cielo. Due mondi che potevano trovare un punto d´incontro e invece si allontanano, si spaccano, perché i conti del Comune sono in rosso. O forse solo per un disguido, l´ennesimo. Ma questa volta è più grave. Perché è Natale. Perché a essere penalizzati sono gli immigrati, le fasce deboli, coloro che lottano per sentirsi parte della città nella legalità e contro ogni discriminazione.
È scontro tra l´assessorato alle Politiche sociali e gli immigrati in piazza Dante. E anche la Municipalità attacca il Comune. Il mercatino multietnico che ieri doveva essere inaugurato in piazza Dante è stato bloccato per l´indisponibilità del Comune a concedere agli espositori (una cinquantina di varie etnie) gli stand. La terza edizione del mercatino multietnico "Natale solidale" doveva subentrare (fino al 29 dicembre) alle "Botteghe del sociale", iniziativa finita domenica e per cui erano già stati allestiti i gazebo. Ma ieri mattina quando gli extracomunitari sono arrivati in piazza Dante hanno trovato gli operai intenti a smontare le strutture in legno e alluminio. E sorpresi, arrabbiati, delusi, non hanno voluto lasciare la piazza. Hanno steso per terra la loro merce. Maschere di legno, ombrellini di seta cinese, stoffe pakistane e gioielli bengalesi. «Questo doveva essere un momento di apertura e di interscambio culturale - dice Aboubakar Soumahoro, responsabile dell´immigrazione per le Rdb - Per la prima volta, per esempio, abbiamo coinvolto le donne cinesi. Doveva essere una campagna per la legalità e contro la contraffazione. Ma l´evento è stato bloccato per colpa dell´assessore alle Politiche sociali Giulio Riccio, che non ha più voluto concedere gli stand. Eppure l´impegno era stato preso davanti al prefetto Pansa».
Ieri mattina è saltato un pezzo del puzzle. Un solo pezzo, ma che ha impedito al mercatino di aprire. Infatti tutto era in regola: il sindaco aveva concesso gratuitamente la piazza, il direttore centrale del Comune, Rosaria Guidi, ha fornito (e simbolicamente ha fatto comunque scaricare dai camion) tavoli e sedie, il presidente della II Municipalità, Alberto Patruno, ha fornito l´energia elettrica. E il vice prefetto Gabriella D´orso era in piazza per la conferenza stampa. Insomma tutti avevano fatto la propria parte, come promesso. Ma, secondo il racconto di Soumahoro, l´assessorato alle Politiche sociali non ha inviato la comunicazione alla cooperativa "L´uomo e il legno", proprietaria degli stand, di non smontarli. Probabilmente non si è raggiunto un accordo economico.
La prefettura non commenta, imbarazzata visto che il mercatino era stato concordato proprio in un tavolo prefettizio. La Municipalità appoggia e difende la versione degli immigrati. L´assessore Giulio Riccio è netto: «Non c´è nessuna richiesta ufficiale al Comune di questi signori. Abbiamo autorizzato l´uso della piazza, ma con gli stand non c´entriamo niente. Sfido chiunque a provare il contrario». Soumahoro si ribella: «Il senso civico e del pudore impongono all´assessore Riccio di dimettersi». Richiesta amplificata dal consigliere circoscrizionale, di Prc (stesso partito di Riccio), Pino De Stasio. I migranti, anche stamattina, per protesta esporranno la merce sulle lenzuola.


23 dicembre 2008 - Tempo Stretto

Personale del Comune e stabilizzazione: i ritardi dell’amministrazione
Documento e richieste di Cgil, Cisl e Uil. Laudini del sindacato di base Rdb/Cub: «Politica troppo lenta»
di Sebastiano Caspanello

Messina - «I ritardi ingiustificabili che caratterizzano l’azione amministrativa nel Comune di Messina nell’affrontare le problematiche del Personale non sono più tollerabili». Non è tenero il messaggio di fine anno che Cgil, Cisl e Uil inviano all’amministrazione Buzzanca. I tre sindacati lamentano la mancanza di risposte «sulla Costituzione del fondo del Salario Accessorio e relativa destinazione anno 2008, sull’espletamento delle prove Concorsuali Interne , fortemente penalizzanti per i lavoratori, sul passaggio dei contrattisti di Categoria C nel Corpo di Polizia Municipale (arenatisi dopo il tentativo "illegittimo" di far passare anche il personale contrattista di categoria "B" nel Corpo di Polizia Municipale con tanto di qualifica), sull’avvio delle procedure di stabilizzazione del personale contrattista». «Chiediamo – aggiungono - che non ci siano ulteriori ritardi nell’accogliere ed attuare l’indirizzo deliberato dal Consiglio Comunale nella seduta del 18 dicembre 2008. Non ci sono risposte, ancora, sulla riconferma delle 24 ore settimanali per 193 Contrattisti, che dal 01 gennaio 2009 ritorneranno a 18 ore con ulteriore aggravio dello stato di precarietà economico per le loro famiglie (200 euro in meno dal bilancio familiare), sull’aumento del buono pasto (da oltre 13 anni sempre dello stesso importo), sul nuovo regolamento dell’orario di lavoro, che preveda in modo dettagliato ed articolato l’Istituto della flessibilità, sulla rimodulazione del Regolamento degli Uffici e Servizi». «Le uniche modifiche apportate al regolamento degli Uffici e dei servizi di codesta Amministrazione – si spiega nella nota - sono stati utili solamente a spostare qualche Ufficio da un dipartimento all’altro o a creare qualche nuovo Dipartimento e qualche altro interim , non incidendo sui problemi strutturali dell’Ente. Il Regolamento degli Uffici e dei Servizi, richiede invece interventi mirati e strutturali, consistenti nel: ridurre in modo consistente le attuali sette Aree; ridefinire le competenze dei Capo Area ed i Capo Dipartimento, oggetto di conflittualità fra Dirigenti, a discapito di una proficua azione amministrativa; rideterminare i servizi in capo ad ogni Dipartimento, nonché competenze, ruoli e responsabilità di ciascun dipendente., necessari per dare servizi efficienti ai cittadini e valutare i lavoratori sui compensi legati al salario accessorio ed alla produttività; rendere trasparente la mobilità interna come prevede il comma 4 dell’art. 65 del vigente regolamento degli uffici e dei servizi, atteso che allo stato attuale la stessa viene effettuata senza un apparente raziocinio; istituire ed assegnare le posizioni organizzative». «Si chiede, inoltre – conclude la nota di rivedere la Circolare del sig. sindaco che dispone l’automatico collocamento in quiescenza dei lavoratori dipendenti al raggiungimento dell’età di 65 anni, nel senso di valutare caso per caso, come prevede la normativa, la possibilità del mantenimento in servizio fino al 67° anno di età». I sindacati si rivolgono, infine, direttamente a Buzzanca: «Sig. Sindaco, non perda altro tempo prezioso ad affrontare le questioni sopra esposte, finalizzate esclusivamente a dare efficienza alla macchina amministrativa ed a valorizzare le tantissime risorse umane e professionali dell’Ente, all’insegna della meritocrazia, della partecipazione e dell’impegno.
IL SINDACATO DI BASE. LAUDINI: «LA FRITTATA E’ FATTA»
«E’ ormai un’emergenza sociale di grosse proporzioni». I toni sono drammatici, ma è proprio questo quello che vuol far trasparire Roberto Laudini, coordinatore di Rdb/Cub, commentando i ritardi che si registrano a Palazzo Zanca per quanto riguarda l’iter della stabilizzazione dei precari. La delibera di indirizzo approvata quasi all’unanimità dal consiglio comunale, infatti, non basta e rischia di rimanere aria fritta. Per questo oggi un gruppo di precari, guidati dallo stesso Laudini, ha cercato invano il confronto con il sindaco. «Dopo l’approvazione della delibera di stabilizzazione da parte del consiglio comunale – scrive Laudini in una nota - si dovrà avviare il piano triennale di stabilizzazione, cioè prevedere nei bilanci le risorse necessarie che prevedano le assunzioni nel triennio 2009/2011. Tutto ciò entro il 31 dicembre 2008, perché dal 1 gennaio 2009 entra in vigore la nuova finanziaria, la cosiddetta "ammazza-precari", in quanto prevede l’assunzione mediante concorso, del 40 per cento dei posti lasciati vacanti dai nei pensionati del 2008». «Quale è la previsione di pensionamento nel triennio 2009-2011? Forse 150 dipendenti per un totale di 60 posti da mettere a concorso per gli oltre 300 precari del Comune di Messina. Con tutte le migliori previsioni ottimistiche, tra il 2010 e il 2012 ci saranno 240 licenziamenti. Quanto tempo hanno perso il sindaco, i consiglieri comunali, la giunta, gli assessori (in)competenti che hanno fatto finta che tutto andava bene, che tanto il tempo c’è fino al 30 di giugno, nascondendo la vera verità». «La Rdb/Cub ha informato giorno dopo giorno sull’evolversi della situazione, ha lottato con i precari e ottenuto le 24 ore, anche se per soli 3 mesi, ha anche preparato in tempo non sospetti la delibera di stabilizzazione per i precari del Comune e un ordine del giorno per l’Ars per l’assunzione dei 10mila precari di tutta la Sicilia, non ci siamo mai sottratti a un confronto costruttivo con i precari e le istituzioni».


23 dicembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

FTV. Dopo il ricorso di Cisl, Uil e Faisa
Elezioni annullate Cgil e Cub protestano

Vicenza - Voto annullato alle elezioni delle rappresentanze sindacali nelle Ftv, nella quali le organizzazioni sindacali Cub e Filt-Cgil avevano ottenuto un significativo risultato. Le Uil e il Faisa, assieme all’Asstra datori del lavoro) sono infatti ricorse al Comitato garanti della Direzione provinciale del Lavoro (per alcune "pecche" formali) che ha annullato le elezioni della Rsu.
Le tre organizzazioni sindacali, poche ore prima del voto, avevano ritirato i loro scrutatori, lamentando una serie di irregolarità ai seggi (ad esempio, la presenza di un solo scrutatore). Ma Cgil e Cub (che hanno ottenuto un significativo risultato) avevano ritenuto di procedere ugualmente con il voto, visto che mancavano meno delle 24 ore previste dalla votazione.
Il fatto che il Comitato dei garanti abbia dato ragione ai ricorrenti, obbligherà ora le associazioni sindacali a indire nuove elezioni per la rappresentanza di base delle Ferrotranvie.
Cgil e Cub denunciano la decisione di annullare le elezioni, che elimina di fatto l’espressione di circa il 72 per cento dei lavoratori Ftv.


23 dicembre 2008 - Il Mattino

Napoli. Beffati i quaranta immigrati...
di MARISA LA PENNA

Napoli - MARISA LA PENNA Beffati i quaranta immigrati che, ieri mattina, dovevano esporre la mercanzia multietnica negli stand di piazza Dante per la terza edizione della fiera natalizia. Sotto accusa l’assessore alle Politiche Sociali Giulio Riccio per il quale immigrati e finanche i suoi stessi compagni di Rifondazione ne chiedono le dimissioni. In effetti il mercatino «Natale solidale» doveva subentrare ad un’altra iniziativa terminata domenica sera, per la quale erano già stati allestiti gli stand. La amara sorpresa per gli espositori stranieri è arrivata ieri mattina quando sono giunti con la loro merce in piazza Dante ed hanno trovato gli operai che smontavano i gazebo. A spiegare l’accaduto è Aboubakar Soumahoro, responsabile dell’immigrazione per le Rdb. Dice: «Stamattina qui ci doveva essere una inaugurazione alla presenza del sindaco, ma ci è stato detto che l’assessore Riccio non ha mai dato alcuna disposizione agli allestitori per prolungare il tempo di permanenza degli stand in piazza». Da giorni era stata preannunciata l’inaugurazione, alla presenza del sindaco, del mercatino che doveva restare aperto fino al 29 dicembre. Poi il leader degli immigrati lancia la stoccata contro Riccio: «Il senso civico e del pudore impongono ora all’assessore di dimettersi». A dare man forte agli immigrati anche Pino De Stasio, consigliere di Rifondazione Comunista della II Municipalità: «Sono indignato con il mio compagno di partito e assessore Giulio Riccio per il mancato impegno, preso in vari incontri con la presenza del delegato del prefetto, in relazione alla III edizione del mercatino. Credo che un atto di saggezza siano le sue immediate dimissioni. A puntare il dito accusatorio contro Riccio anche il presidente della II municipalità, Alberto Patruno. In una nota scrive: «L’assessore avrebbe dovuto garantire che gli stand delle Botteghe del Sociale non venissero smontati ma che restassero in piazza per i mercatini multietnici». Oggi protesta degli immigrati: sistemeranno la loro merce sulle lenzuola aperte a piazza Dante.


23 dicembre 2008 - Corriere di Viterbo

Pro e contro dell’orario spezzato
Intanto ieri Uil e Ugl hanno incontrato i dieci fisioterapisti coinvolti nel cambiamento. Domani la giunta affronterà il tema che riguarda Villa Serena
di Alessandro Quami

Montefiascone - L'orario di lavoro di 10 dipendenti di Villa Serena approda nel tavolo del sindaco. Domani mattina, infatti, nella giunta anticipata per il Natale, tra i temi su cui dibattere ci sarà parte dell'organizzazione del lavoro della struttura sanitaria integrata, di cui palazzo Renzi Doria ha la maggioranza del capitale (51% contro il 49% dei privati della Geress scrl). "Non sono d'accordo con la proposta dell'azienda che vuole spezzare in due il turno di lavoro giornaliero di alcuni dipendenti - afferma il vicesindaco Sandro Leonardi -. Come in tutte le Rsa è giusto che le cure fisioterapiche, di terapia occupazionale e quelle offerte dagli educatori si svolgano di mattina. Di pomeriggio non va bene". Infatti, nell'incontro di una settimana fa, l'amministrazione di Villa Serena ha proposto ai sindacati (Uil e Ugl, Cgil, Cisl e Rdb) di tagliare in due l'orario di dieci dipendenti: cinque fisioterapisti, quattro educatori, un terapista occupazionale. Ma sia i diretti interessati sia la Uil e l'Ugl hanno risposto picche a tale proposta. Mentre altre sigle sono d'accordo sulla divisione del turno di lavoro: "Dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30 - dice un sindacalista d'accordo con la proposta dell'azienda - è una corretta impostazione dell'organizzazione del lavoro di quelle tre figure professionali, che altrimenti starebbero inoperose per troppo tempo". Il sindacalista in questione si pone in una posizione diametralmente opposta alla Uil e all'Ugl, i cui rappresentanti (rispettivamente Angelo Sambuci e Pino Minetola) hanno incontrato ieri mattina i dieci dipendenti: ne sono uscite delle linee guida da seguire per le azioni da intraprendere nell'eventualità di variazione dell'orario di lavoro. Cambiamento che dovrebbe entrare in vigore l'1 gennaio 2009. Per i dipendenti e chi li rappresenta (uno è iscritto all'Ugl e tutti gli altri alla Uil, dicono i sindacati in questione) la variazione comporterebbe un disagio innanzi tutto per i pazienti; e poi anche per loro. Per questo è stato investito il Comune. Con uno spostamento dell'asse della vicenda da sindacale-aziendale a elettorale-politica.


23 dicembre 2008 - Il Secolo XIX

La crisi arriva alla Isoltermica: trentatrè lavoratori in "cassa"

Vado - A POCHI GIORNI dal Natale è arrivata una brutta notizia per una trentina di dipendenti della Nuova Isoltermica, azienda che produce materiali refrattari per l'edilizia e l'industria.
La dirigenza e i sindacati hanno raggiunto un accordo per applicare la cassa integrazione a 33 lavoratori su 45 totali. Il provvedimento scatterà dal 12 gennaio e proseguirà a rotazione fino al 12 aprile.
Se da una parte la cassa integrazione è una tutela per difendere i posti di lavoro, dall'altra evidenzia che la crisi ha raggiunto anche quel settore. Alla base delle difficoltà c'è un calo nelle ordinazioni di materiali che ha fatto rallentare la produzione.
Contemporaneamente il clima si è fatto di nuovo caldo anche alla Vetrotex, azienda che opera a Vado sotto al marchio Saint Gobain.
Dopo aver avanzato la richiesta di introdurre la cassa integrazione per tre mesi, l'azienda ha inviato a due lavoratrici, entrambe impiegate con contratto part time, una lettera con cui si propone il trasferimento a Milano sottolineando che nello stabilimento vadese sarebbe difficile trovare una ricollocazione.
Il fatto ha sollevato la protesta del segretario dell'Allca Cub della Vetrotex, Maurizio Loschi, che teme l'arrivo dei licenziamenti ed ha ribadito la richiesta di un incontro urgente con il sindaco Carlo Giacobbe.(G.V.)


22 dicembre 2008 - Dire

CASA. ASIA-RDB E BLOCCHI PROTESTANO DAVANTI SEDE ACEA

(DIRE) Roma, 22 dic. - "Si e' concluso il sit-in di protesta indetto dai Blocchi precari metropolitani e Asia-Rdb, dopo che una delegazione di manifestanti e' stata ricevuta dai responsabili Acea Giannotti, Paletti e Stracqualursi. Nel corso dell'incontro, i Blocchi e Asia-Rdb hanno sottoposto ai rappresentanti Acea il problema dello stabile di via Erminio Spalla, prima di affrontare la questione della fornitura delle utenze negli stabili occupati in termini piu' generali". E' quanto fa sapere una nota dei manifestanti, che prosegue: "Su via Spalla Stracqualursi, presidente Acea Distribuzione, ha risposto che l'azienda non puo' procedere all'allaccio dell'utenza senza l'autorizzazione del Comune perche' si metterebbe a rischio di denuncia da parte della proprieta' dell'immobile e che un'eventuale fornitura non puo' che essere subordinata a un percorso condiviso con il Comune di Roma e il Municipio XI". "Intanto le famiglie che vivono in emergenza abitativa a via Erminio Spalla non sono garantite ne' dal Comune, che ha messo a disposizione un generatore di 30 kw insufficiente ad affrontare l'inverno, ne' dalle 'buone intenzioni' dei rappresentanti Acea e pertanto sono gia' pronte a mobilitarsi a gennaio, quando il neo-presidente Cremonesi assumera' le proprie funzioni- prosegue la nota di Asia-Rdb- Piu' in generale, i timori legati alle parole rilasciate da Cremonesi a 'il Giornale' sulla necessita' di cambiare atteggiamento nei confronti 'di chi opera al di sopra delle leggi e occupa' ci sembrano confermate da Stracqualursi". "Ribadiamo ancora una volta che la garanzia dei diritti essenziali non puo' essere rinviata da parte dell'amministrazione comunale ne' affrontata in termini di ordine pubblico- conclude la nota- La stessa presenza spropositata delle forze dell'ordine durante il sit-in di questa mattina e' un campanello d'allarme in questa direzione".


22 dicembre 2008 - Omniroma

CASA: PRESIDIO OCCUPANTI VIA SPALLA SOTTO SEDE ACEA

(OMNIROMA) Roma, 22 dic - Un presidio si è svolto questa mattina sotto la sede Acea di Ostiense, organizzato dalle famiglie che occupano lo stabile di via Erminio Spalla nell'XI Municipio. La protesta, alla quale erano presenti un centinaio di persone con l'appoggio dell'Asia Rdb e dei 'Blocchi precari metropolitanì, è stata indetta per chiedere l'allaccio dell'energia elettrica all'interno dello stabile occupato. «Nel palazzo abitano famiglie con bambini, anziani malati, costretti a tenere i farmaci nel frigorifero - ha detto Mimmo, uno degli occupanti - fino ad ora ci siamo arrangiati con un generatore di corrente che però è costosissimo e non ci basta. Per questo chiediamo l'allaccio dell'energia elettrica per la quale siamo disposti a pagare». Alla manifestazione erano presenti anche attivisti dei centri sociali allarmati dopo alcune dichiarazioni dei dirigenti dell'Acea, riportate da un quotidiano, in cui veniva minacciato il distacco dell'utenza agli stabili occupati dai movimenti di lotta e ai centri sociali stessi se non si fossero regolarizzati. Durante la mattinata si è svolto anche un incontro tra alcuni manifestanti e responsabili dell'Acea. «È stato un incontro interlocutorio - ha detto Giacomo dei Blocchi - ci hanno detto di rivolgerci al Comune per la questione dell'erogazione dell'energia elettrica, noi abbiamo proposto l'apertura di un tavolo di trattativa tra noi, i Municipi, il Comune e l'Acea».


22 dicembre 2008 - Ansa

NATALE: NAPOLI; PROTESTA IMMIGRATI DOPO NO A STAND MERCATO

(ANSA) - NAPOLI, 22 DIC - Il Comune di Napoli - denunciano - ha negato l'utilizzo degli stand ed allora, da domani mattina, i cinquanta extracomunitari che dovevano allestire il mercatino multietnico in piazza Dante, rimetteranno la merce sulle lenzuola lungo i marciapiedi. La manifestazione 'Natale solidalè doveva subentrare ad un'altra iniziativa finita ieri, per la quale erano già stati allestiti gli stand ma gli espositori, originari del Senegal, Cina, Bangladesh, Pakistan e del Burkina Faso giunti in piazza hanno trovato gli operai intenti a smontare le strutture. «L'evento è stato boicottato e bloccato - dice Aboubakar Soumahoro - responsabile dell'immigrazione per le Rdb e portavoce degli espositori - dall'assessore alle politiche sociali Giulio Riccio nonostante l'impegno da lui preso anche verso il vice prefetto e responsabile Area immigrazione della Prefettura di Napoli,Gabriella D'Orso». L'iniziativa, giunta alla terza edizione, ha come scopo la vendita di prodotti tipici dei Paesi di provenienza degli extracomunitari in contrasto con la commercializzazione di merce falsa o contraffatta che spesso vede coinvolti proprio gli extracomunitari, molti dei quali occupano abusivamente i marciapiedi nelle strade dello shopping cittadino. «Se e così che ci vogliono vedere li accontenteremo - conclude Soumahoro - ma a perdere dignità non saremo noi ma solo chi non ha voluto appoggiare questa iniziativa di legalità ed integrazione».


22 dicembre 2008 - Il Monferrato online

Valenza: i sindacati portano 'doni' all'amministrazione

Valenza - La questione lavoratori – case di riposo ritorna d’attualità a Valenza proprio a ridosso delle festività natalizie. È stato infatti annunciato per martedì 23, dalle 10.30 in poi, un presidio sindacale di RdB Cub e lavoratori delle case di riposo ai piedi di Palazzo Pellizzari. All’origine dell’iniziativa i mancati incontri tra amministrazione e rappresentanze sindacali per discutere del futuro degli operatori dell’Ospedalino: "Dopo quattro lettere da ottobre ad oggi – spiega Giovanni Maccarino per la RdB Cub - non abbiamo ricevuto neanche un segnale e, non potendo interloquire, non abbiamo compreso il destino dei lavoratori. Così abbiamo pensato di portare dei doni a questa Amministrazione, come panettoni e una pergamena con la preghiera di ‘San Precario’…, per ricordare gli impegni che erano stati presi, tra i quali ad esempio un Consiglio Comunale aperto che fino ad oggi non si è visto".(m.c.)


22 dicembre 2008 - Portadimare

La social-card è una bufala? E siamo solo all'inizio

NARDO' - Il sindacato della sanità se ne accorge: I soldini per gli indigenti non arriveranno a Natale ma chissà quando. Poi aspettiamo di scoprire quanti, realmente, otterranno la tessa di povertà. Si è fatto un gran parlare, da parte della destra, della social card o carta dei poveri, che l'avrebbero data per gli acquisti di natale che serviva per aiutare gli indigenti, che serviva per arrivare a fine mese e invece sono tutte bugie e falsità distribuite a piene mani di questi tempi di crisi. Sono state frottole e menzogne perchè dalle persone che conosciamo noi come RdB/CUB territoriale locale di Nardò una volta registrati alle poste per il 2008 non se ne parla ad accreditare i soldi per fare gli acquisti di natale e capodanno perchè con comodità i signori del governo, ma questo non l'hano detto, ci penseranno a riempire la carta delle 120 euro per l'anno nuovo. Basta attendere e tramite il numero verde ti dicono esattemnte quello che molti neretini e italiani stanno scoprendo: che la carta per le feste natalizie non potranno utilizzarla. Così i politici della destra più becera potranno comprarsi il panettone mentre chi non può sbarcare il lunario dovrà attendere e non poco.
P. Coord. RdB/CUB P.I. Territoriale - Maurizio Maccagnano


22 dicembre 2008 - Valenza.it

Alessandria, il problema delle lavoratrici precarie dei servizi scolastici

Le Rappresentanze Sindacali di Base hanno posto all'attenzione dell'amministrazione comunale il problema legato alla precarietà lavorativa delle collaboratrici servizi scolastici di categoria B3.
Assunte a settembre con un contratto a tempo determinato in scadenza il 4 luglio, si troverebbero in condizione di disoccupazione per circa due mesi.
Le R.d.B hanno sottolineato la grande valenza del lavoro delle collaboratrici che svolgono servizi essenziali e indispensabili e che hanno avuto accesso al pubblico impiego dopo aver superato positivamente più di una selezione.
Il sindaco, Piercarlo Fabbio, ha ricordato il positivo risultato ottenuto, in condizioni analoghe, per le cuoche il cui contratto a tempo determinato è stato trasformato in indeterminato part time all'83% senza costi aggiuntivi a carico dell'amministrazione: "Ho accettato senza remore di valutare l'assenza di impedimenti di ordine tecnico per riproporre la soluzione alle collaboratrici scolastiche poiché, dal punto di vista politico, non abbiamo alcuna accezione da fare".


22 dicembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

INTEGRAZIONE. Quindici associazioni di vicentini stranieri si uniscono
La Rete dei migranti chiede i diritti negati

Vicenza - Una quindicina di associazioni di stranieri per riunire i "vicentini dal mondo" nella "Rete dei migranti" presentata sabato sera ai chiostri di Santa Corona, durante un’assemblea pubblica organizzata anche per illustrare il "decreto sicurezza" e i riflessi che questo avrà sulla vita degli extracomunitari. A fare da "padrini" al nuovo soggetto, che rappresenta immigrati africani, asiatici e dall’Europa dell’Est, sono stati il presidente Ousmane Conde, originario della Guinea Conakry e il suo vice senegalese Gueye Babacar, moderatore della serata. «Questa rete - spiega il primo - è nata per aiutare gli immigrati ad avere informazioni su casa e permessi di soggiorno. Chi non ha vissuto la nostra situazione non la può conoscere. Chiediamo diritti, oltre ai doveri. Se paghiamo le tasse, dovremmo poter eleggere chi amministra quei soldi. Ci batteremo in modo legale e civile per ottenere i diritti negati, a partire dalla lotta contro il pacchetto sicurezza».
A spiegare le conseguenze di questa proposta di legge è stata l’avvocato Elena Chiara Lori, mentre a commentare la "mozione Cota" sulle classi d’inserimento è stato Mario Lorenzi, docente dell’Rdb-Cub. Tante le questioni sul tavolo di Lori, dalla carta di soggiorno non più estendibile a tutta la famiglia, ai 200 euro «necessari per qualsiasi pratica, per ogni membro della famiglia, che non tutelano la sicurezza, ma le casse dello Stato», dai ricongiungimenti, all’obbligo per i medici di denunciare gli irregolari che vanno a farsi curare, «che danneggerà anche gli italiani, perché la salute è un bene di tutti», dal reato d’ingresso regolare al «permesso di soggiorno a punti, che si scalano se uno commette illeciti, ed è già successo che un ragazzo sia stato rimpatriato per il furto di un motorino».
E Lorenzi sulle scuole: «La mozione vorrebbe togliere ai bambini stranieri i loro primi insegnanti, che sono i compagni, e vengono accolti quando il dirigente scolastico ha raggiunto la percentuale necessaria a ricevere il "bonus" di 56 euro l’ora per i corsi di di italiano».(M.E.B.)


21 dicembre 2008 - La Repubblica

Domenici, auguri con protesta
Giocoli (Pdl) brinda con Cioni, ospite inatteso. Sondaggio sms dell´assessore Tea Albini o lista civica? "Prevale la prima chance"
di MASSIMO VANNI

Firenze - Non è ancora tornato in consiglio comunale. Ma il sindaco Leonardo Domenici ieri ha fatto gli auguri alla città nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Niente folla delle grandi occasioni: 300 persone circa, comprese le autorità, gli assessori e i presidenti delle Spa, dipendenti comunali e i candidati alle primarie Pd. Non gli esponenti dell´opposizione. E non Ornella De Zordo: la consigliera di «Unaltracittà» che aveva fatto infuriare il sindaco puntando il dito contro il dvd dei dieci anni di governo Domenici e che era stata all´origine della revoca degli auguri, ha preferito fermarsi al portone d´ingresso, al presidio di protesta delle Rdb di Publiacqua, assieme a Anna Nocentini di Rifondazione.
Complice forse la revoca e il ripensamento, nel salone con molti spazi vuoti alla fine è stata contata circa la metà del pubblico dello scorso anno. E si è vista anche qualche contestazione: quella di otto precari dei musei comunali che hanno perso la speranza di avere il posto e che si sono presentati con due striscioni: su uno c´è scritto "Domenici incatenato per la dignità, interinali dei musei incatenati per la miseria". E´ stato lo stesso sindaco, che dall´inizio ha evocato la crisi, ad invitare di mostrare gli striscioni al pubblico. Un´altra interruzione per la protesa di un anziano che subito viene allontanato dalle forze dell´ordine. «Ci aspetta un periodo complesso - ha detto il sindaco - e quando la crisi si farà più dura, saranno anche minori le risorse dei Comuni». Domenici ha ricordato che i precari «saranno i primi a rimetterci», perché «finora i governi nazionali, di qualsiasi colore politico, hanno scaricato questi problemi sugli enti locali». Nel salone Lapo Pistelli avvicina Graziano Cioni: «Opzione uno o opzione due?», gli chiede di botto. Risponde Tea Albini: «Opzione uno in vantaggio». Si riferisce al "sondaggio" via sms che l´assessore sta facendo tra i suoi sostenitori per capire se preferiscano l´ipotesi di lanciare la candidatura Albini nelle primarie del Pd oppure correre con una lista civica che porti il nome di Cioni. Per ora è in vantaggio la prima scelta. Davvero instancabile Cioni. Che ieri è comparso a sorpresa agli auguri che il Pdl di Palazzo Vecchio ha voluto fare ai giornalisti «a cui il sindaco li ha negati», come sottolinea la capogruppo Bianca Maria Giocoli. Insieme a lei Paolo Amato, Gabriele Toccafondi, Marco Stella, Enrico Bosi, Massimo Pieri e Jacopo Bianchi ricordano «l´anno da brivido della maggioranza, tra cantieri della tramvia, dimissioni di Formigli, inchiesta su Castello e questione dello stadio». Anche De Zordo manda il suo Buon Natale alla stampa, citando Pulitzer: «Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l´unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".


21 dicembre 2008 - Il Tirreno

In centinaia per dire no al fascismo
Momenti di tensione ma nessun incidente in un centro blindato. Schieramento di forze dell’ordine in S. Marco a difesa della sede di Casapound e Agogé
di MARTA QUILICI

PISTOIA - Quartiere San Marco blindato, città bloccata: le forze dell’ordine presidiano il centro lungo tutto il percorso previsto, pronte ad arginare qualsiasi tipo di provocazione o scontro, ma il corteo antifascista sfila senza nessun problema. Tra le centinaia di manifestanti, infatti, l’idea prevalente è quella di non dar adito a tensioni e di non rispondere a nessuna provocazione esterna. Per favorire lo svolgimento pacifico, infatti, gli organizzatori hanno approntato un servizio d’ordine in testa e in coda al corteo.
Unico momento di tensione, ieri, poco prima delle 17, all’incrocio tra via Curtatone e Montanara e via degli Orafi, quando due ragazzi hanno cercato la provocazione inneggiando al fascismo con gesti e slogan.
Sono le 15.30 e davanti allo Spazio Liberato Ex Breda Est, da dove ha inizio il corteo, ci sono centinaia di persone con bandiere e striscioni. Si intravedono i soci di Arcigay, della Bottega del commercio equo e solidale, i dirigenti dell’Arci, tra cui il presidente Marcello Magrini; ci sono i partigiani della sezione dell’Anpi di Pescia e anche alcuni di Pistoia, tra cui Renzo Corsini. Tra sindacati ci sono i Cobas e i Cub, tra i partiti i Verdi, Rifondazione Comunista al gran completo, i Giovani Comunisti, il Partito dei lavoratori e i Carc. Alcuni vengono da fuori Pistoia: un nutrito gruppo viene da Carrara, altri da Firenze.
Tra i manifestanti trapela un po’ di preoccupazione, anche alla luce degli atti vandalici di venerdì notte contro la vetrata di Forza Nuova, verso cui gli organizzatori della manifestazione prendono le distanze: «Noi vogliamo rispondere all’illegalità con la legalità, alla violenza con il dialogo».
Poco prima delle 16 il corteo inizia a muoversi. In testa ci sono sette degli otto indagati per rissa per i fatti di sabato scorso, iniziati con l’aggressione di un giovane fuori dallo Spazio Liberato. Davanti a loro uno striscione con scritto "Aggrediti e indagati per antifascismo". Dopo di loro un furgone con la musica, seguito da altri striscioni: "Pistoia ripudia il fascismo", "Giù le mani dallo spazio liberato". Il corteo percorre tutta via Pacinotti, gira per via Vannucci e continua in via Cino da Pistoia. In centro, intorno alle 16.30, l’ovattato clima natalizio dell’ultimo sabato prefestivo viene squassato dal passaggio del corteo.
Proseguendo per via Curtatone e Montanara, due ragazzetti neofascisti tentano una provocazione rivolta alla coda del corteo: le frange più estremiste provano a reagire, ma altri manifestanti le bloccano subito.
La manifestazione prosegue per Sant’Andrea, fino a giungere in piazza San Lorenzo, passando da via Buonfanti. Qui, vicino al monumento in memoria dei sei partigiani uccisi nel ’43, intervengono un rappresentante dello Spazio Liberato e Aldo Michelotti, ex comandante partigiano della sezione dell’Anpi di Pescia: «Dobbiamo combattere uniti contro questo nuovo fascismo, che non è altro che una riedizione del vecchio: il fascismo di Licio Gelli che continua a poter parlare in televisione».
Poco prima delle 18, la manifestazione si scioglie, ma le forze dell’ordine continuano a presidiare la zona. Una pattuglia dei Carabinieri è appostata di fronte alla sede di Forza Nuova, altri schieramenti di forze dell’ordine sorvegliano CasaPound e altrettanti continuano a tener sotto controllo piazza San Lorenzo.
Proprio nel mezzo a questo triangolo strettamente vigilato, ieri pomeriggio nella parrocchia di San Bartolomeo si è svolta in perfetta serenità una festa multietnica con maghi, buffet con cibi da tutto il mondo, e una sessantina di bambini, figli di immigrati, che hanno ricevuto tanti giocattoli grazie alla collaborazione della Caritas, del Centro San Martino de Porres e dello spaccio delle Misericordia.


a

Federazione Nazionale RdB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233