testa1.jpg (24414 byte)

testa2.jpg (15476 byte)

Il Sindacato di Base e Indipendente

data di creazione
22/12/08

rassegna_logopicc_news_01.gif (3953 byte)

a

rassegna_logolungo_lenews.jpg (27081 byte)
dicono di noi - le notizie
dall'11 al 20 dicembre 2008


20 dicembre 2008 - La Repubblica

Bilancio, ok dai sindacati. Solo le Rdb dicono no

Bologna - La trattativa più veloce del mandato Cofferati. Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il bilancio 2009 ieri mattina, dopo solo poche ore di discussione. Un record, per la «manovrina» di Palazzo d´Accursio, nonostante i tagli e un buco di 10 milioni di euro dovuto all´azzeramento dell´Ici.
Segnali di distensione anche dal Prc, che strizza l´occhio a Flavio Delbono, nuovo candidato sindaco del Pd, promettendo l´astensione sulla finanziaria del Comune. Una mossa che il sindaco Cofferati gela in toto: «Astenersi sul bilancio è come votare contro. Tecnicamente e politicamente». E che pure il «pacificatore» Delbono boccia, anche se a metà: «E´ uguale al voto contrario. Se poi per loro l´astensione ha un significato politico ci spieghino qual è». Unici a salire le barricate contro il bilancio 2009 sono state le Rdb, che ieri non hanno firmato nemmeno il verbale di seduta: «E´ la manovra più anti - sociale della storia di Bologna» attacca Massimo Betti. Nel mirino le circa 112 precarie dei nidi, che «resteranno a piedi da giugno». E il contratto di servizio con le Asp, che di fatto «trasforma le agenzie di servizi alla persona in contenitori vuoti che subappaltano i servizi». Di tutt´altro avviso i confederali, che estendono la promozione su welfare, nidi (dovrebbe essere raggiunto l´obiettivo dei 746 posti nido in più dal 2004) a tutto il mandato della giunta. Ma la strada del bilancio, che da lunedì a mercoledì approderà in consiglio comunale, diventa anche uno scacchiere politico importante per impostare le alleanze nel centrosinistra. Se Sinistra Democratica va verso il voto favorevole e l´ex Prc Valerio Monteventi verso quello contrario, Rifondazione ha già approvato un ordine del giorno che indica ai consiglieri di astenersi.
Un «segnale» lodato dal segretario del Pdci Oliviero Di liberto, ieri a Bologna, ma che ancora non convince il Pd né il suo candidato Delbono. Resta invece l´incognita su Verdi e Cantiere. «Moderato ottimismo», infine, anche sul recupero dei 10 milioni di buco nel 2009. «Il federalismo fiscale, se approvato avrà efficacia già nel 2009» assicura il Cinese.(s.b.)


20 dicembre 2008 - Corriere della Sera

Campidoglio
Accordo per stabilizzare 1.300 precari

Roma - Sono 1.300 i lavoratori precari del Comune di Roma che saranno stabilizzati: lo stabilisce un'intesa che sindacati e amministrazione hanno chiuso dopo l'accordo firmato nel febbraio 2008 ad opera della precedente giunta Veltroni. Le linee dell'accordo sono state illustrate dal sindaco Alemanno, dagli assessori al Personale e alla Scuola, Enrico Cavallari e Laura Marsilio e dai rappresentanti delle sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl e Rdb. Il 22 dicembre firmeranno il contratto 768 dipendenti: 223 istruttori amministrativi, 198 educatrici di asilo nido, 347 insegnanti della scuola dell'infanzia. Il 23 firmeranno invece altri 114 lavoratori e il 29 dicembre 287 dipendenti (43 educatrici asili nido e 244 insegnanti della scuola dell'infanzia). Entro la fine del 2009, verranno stabilizzati ulteriori 76 lavoratori. In tutto dunque, 1.300 precari che avranno l'agognato contratto a tempo indeterminato.


20 dicembre 2008 - Corriere di Bologna

Firmata ieri l'intesa
Sì dei Confederali al bilancio comunale Rdb sulle barricate

Bologna - Una delle trattative più rapide di tutto il mandato di Sergio Cofferati sindaco di Bologna. Cgil, Cisl e Uil ieri hanno firmato il verbale di accordo con il Comune sul bilancio di previsione 2009.
Un'intesa raggiunta in poche ore (al contrario delle nottate degli anni scorsi) che ha il sapore di una promozione a pieni voti di tutto il mandato della giunta Cofferati, come confermano gli stessi vertici dei confederali bolognesi.
«La trattativa è stata l'occasione per una verifica dell'accordo firmato il 17 dicembre 2004 — spiega Alberto Schincaglia, della segreteria provinciale della Cisl — siamo molto soddisfatti in particolare per le politiche di welfare e per l'aumento dei posti nido», che nel 2009 arriverà a quota 746 dall'inizio del mandato. «Risultati particolarmente positivi — aggiunge Schincaglia — li abbiamo visti anche sulle politiche per gli anziani, dovuti soprattutto al fondo regionale per la non autosufficienza, ma segnale evidente di un chiaro impegno e di un buon utilizzo di quelle risorse da parte dell'amministrazione». Anche Cesare Melloni, segretario provinciale della Cgil, si dichiara «contento per un'intesa che guarda con attenzione ai redditi fissi e che allo stesso tempo si confronta con i problemi dei prossimi anni, come il calo occupazionale e della disponibilità di reddito». Fumata nera invece nella trattativa tra Comune e Rdb: «Non è stato possibile firmare né un accordo e neppure un verbale di incontro — attacca in una nota Massimo Betti — questo è il bilancio più antisociale della storia della giunta Cofferati».


20 dicembre 2008 - Nove Firenze

Cerimonia degli auguri in Palazzo Vecchio: manifestazione sindacale in piazza
20081220_nove_fi.jpg (46208 byte)

Firenze, 20 Dicembre 2008- Si è tenuta oggi la manifestazione di protesta dei lavoratori di Publiacqua per il rispetto dei diritti e delle libertà sindacali in Azienda. La manifestazione si è svolta a Palazzo vecchio in occasione dei saluti di Natale del Sindaco.
Preoccupazione per il periodo di crisi ed in particolare per chi si troverà senza lavoro; appello al governo e alla politica perché si diano ai Comuni strumenti e risorse per meglio affrontare questa crisi; certezza che questa amministrazione abbia fatto "di tutto e anche qualcosa di più" per lo sviluppo e la prospettiva della città, con la convinzione che "il buongoverno non abbia riguardato solo il passato, ma anche il futuro". Sono questi i temi del saluto del sindaco Leonardo Domenici in occasione della tradizionale cerimonia di auguri alla città che si è tenuta oggi nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
....


20 dicembre 2008 - Toscana TV

Gli auguri di Domenici interrotti due volte
Ecco gli auguri prima cancellati e poi ripristinati del sindaco di Firenze

Firenze - Alcuni precari dei musei comunali, a cui nel 2009 non verra' rinnovato il contratto di lavoro, hanno interrotto Leonardo Domenici mentre era impegnato nella cerimonia di auguri alla citta' in cui il primo cittadino ha parlato della crisi economica e di disoccupazione. Lo stesso sindaco ha consentito ai precari di mostrare due striscioni al pubblico riunito nel Salone dei Cinquecento. ''Dovremo affrontare il periodo di crisi che ci aspetta nel 2009 con capacita' di reazione, compattezza ed unita''', ha detto il sindaco Domenici. ''Ci aspetta un periodo piu' complesso di quello lasciato alle spalle e Firenze non e' un'isola felice - ha proseguito -. E quando la crisi si fara' piu' dura, saranno anche minori le risorse finanziarie a disposizione dei Comuni''. Domenici ha ricordato che i precari ''saranno i primi a rimetterci'' e ha evidenziato che ''finora i Governi nazionali, di qualsiasi colore politico, hanno scaricato questi problemi sugli enti locali''. Nel Salone dei Cinquecento c'erano molti rappresentanti delle istituzioni presenti in citta. Ornella De Zordo capogruppo di 'Unaltracitta'/unaltromondo, intanto, ha a portato la sua solidarieta' ad alcuni lavoratori di Publiacqua che manifestavano davanti a Palazzo Vecchio.
....


20 dicembre 2008 - Il Giorno

EX MOTTANA
Busta paga con la beffa Alcuni operai dovranno restituire decine di euro

LEGNANO — DI NUOVO in piazza. Agli ex dipendenti della Ntl - ex Mottana - sembra di vivere in un incubo ricco di colpi di scena. Ieri alcuni ex operai hanno manifestato, supportati dalla Cub, il loro disagio davanti al municipio legnanese. «Dopo settimane di lotte, proteste e manifestazioni finalmente molti di noi hanno ottenuto la busta paga - raccontano -. Il problema è che le spettanze sono state calcolate a ognuno in maniera diversa. Alcuni dovrebbero, secondo la proprietà della nostra ex azienda, restituire decine di euro». Alla base della protesta anche due ipotesi che, se confermate, rappresenterebbero l’ennesima beffa. «Si sente dire che la proprietà avrebbe ceduto il terreno su cui c’era la Ntl per ben 22 milioni di euro e che, quindi, abbia aperto un’altra attività di stampaggio a Gallarate - spiegano -. Non vogliamo crederci. Vorrebbe dire che per anni queste persone hanno soltanto approfittato del nostro lavoro».(C.M.)


20 dicembre 2008 - Il Mattino

Caserta. Trattativa in corso...

Caserta - Trattativa in corso per garantire una giusta retribuzione ai 40 dipendenti della «piccola cooperativa sociale parcheggiatori sammaritani». Ieri una delegazione di lavoratori, sostenuti dalla Confederazione unitaria di base, hanno incontrato il sindaco per attirare l'attenzione delle istituzioni sulla loro vicenda: hanno percepito solo parte della tredicesima mensilità. Il primo cittadino ha proposto l'assegnazione di due nuove aree parcheggio.


19 dicembre 2008 - Ansa

STATALI: RDB, VERSO ACCORDO TRUFFA,SU PIATTO AUMENTO 80 EURO

(ANSA) - ROMA, 19 DIC - Per il parastato si profila un contratto ''truffa''. Lo sostengono le Rdb-Cub, secondo le quali sul piatto c'e' un aumento ''del 3,2%, pari a 80 euro lordi mensili. Mentre da gennaio 2009 agli stessi dipendenti verranno tolti circa 5 mila euro di salario accessorio per effetto della manovra economica''. ''Rdb, insieme alla Fp-Cgil e Cisal - afferma una nota delle Rdb - hanno gia' dichiarato la propria indisponibilita' alla firma di questa truffa ai danni dei lavoratori. Ma giunge in soccorso un parere del Consiglio di Stato, che cancella le norme gia' per altro restrittive sulla rappresentativita', che limita alle sole organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative la base di calcolo per il raggiungimento della percentuale del 51% necessaria alla validita' degli accordi. In tal modo sara' possibile con le sole firme di Cisl e Uil raggiungere la maggioranza del 51%, garantendo cosi' l'approvazione del contratto del Parastato''. Il ministro Brunetta con ''una mano da' e con due toglie'', commenta Massimo Briguori, della Rdb-Cub Parastato. ''Se da un governo di centro destra ci si puo' aspettare questo ed altro rispetto ai livelli di democrazia, e' impressionante vedere Cisl e Uil complici di questo gioco di delegittimazione della rappresentanza sindacale, stracciando i voti espressi democraticamente da centinaia di migliaia di lavoratori''.


19 dicembre 2008 - Dire

COMUNE ROMA. ACCORDO SU STABILIZZAZIONE PER 1.300 PRECARI
ALEMANNO: SVOLTA STORICA E GESTO DOVEROSO VERSO I LAVORATORI

(DIRE) Roma, 19 dic. - Sono 2.300 lavoratori del Comune di Roma interessati dal percorso di stabilizzazione e riqualificazione che oggi sindacati e amministrazione comunale hanno chiuso dopo l'accordo firmato nel febbraio 2008 ad opera della precedente giunta Veltroni. Le linee dell'accordo sono state illustrate dal sindaco Alemanno, dagli assessori al Personale e alla Scuola, Enrico Cavallari e Laura Marsilio e dai rappresentanti delle diverse sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl e Rdb. In concreto, il 22 dicembre firmeranno il contratto 768 dipendenti: 223 istruttori amministrativi, 198 educatrici di asilo nido, 347 insegnanti della scuola dell'infanzia. Il 23 firmeranno invece altri 114 lavoratori e il 29 dicembre 287 dipendenti (43 educatrici asili nido e 244 insegnanti della scuola dell'infanzia). Entro la fine del 2009, verranno stabilizzati ulteriori 76 lavoratori. In tutto dunque, 1.300 precari che avranno l'agognato contratto a tempo indeterminato. Prevista poi la riqualificazione per 1.000 lavoratori stabili: passaggio alla categoria superiore per 64 aiuto bibliotecari, 4 istruttori dell'archivio capitolino, 24 educatori, 59 dietiste, 9 operatori sala macchina, 2 operatori di sistema e 448 operatori di servizi amministrativi.

LAVORO. STABILIZZAZIONI, SINDACATI: REGIONE SEGUA COMUNE

(DIRE) Roma, 19 dic. - Grande soddisfazione da parte dei sindacati per la stabilizzazione di 1.300 precari del Comune di Roma e la speranza "che altre amministrazioni seguano l'esempio del Comune di Roma". Il riferimento e' alla "Regione Lazio dove esitono enormi sacche di precariato- dice Claudio Tulli della Uil FPL- Nel 2006 avevamo sottoscritto un accordo per il riassorbimento dei precari. Ma da allora non abbiamo piu' avuto alcuna risposta dal governatore". "Da quando e' entrato in vigore il piano di rientro- aggiunge Andrea De Simone della Cisl-Fp- la Regione ha bloccato il percorso di stabilizzazione, mentre altre regioni che eppure hanno adottato un piano di rientro stanno stabilizzando i precari, ad esempio la Campania". "Senza precari- aggiunge Tulli- la sanita' del Lazio chiuderebbe". Per quel che riguarda il Comune di Roma, invece, tutti i sindacati si dicono soddisfatti: "In un momento di crisi come questo- dice Danilo Reali segretario generale della Cisl Roma- questa e' davvero una buona notizia". "Un buon segnale per il futuro- lo definisce il segretario della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino- anche perche' si chiude una fase e non si ha intenzione di riaprirla". "Il Comune smette di essere una fabbrica di precariato- commenta Luca Malcotti, segretario Ugl di Roma e Lazio- Oggi celebriamo anche l'apertura di un metodo nuovo perche' l'amministrazione deve programmare per tempo il fabbisogno di personale e indire i concorsi". "Puntare sui precari che da anni lavorano al Comune- aggiunge Daniele Ilari, segretario provinciale Uil Fpl- non e' una spesa ma un investimento, perche' sono persone gia' formate e di alta professionalita'". Voce leggermente discordante quella di Roberto Betti, delle Rdb: "Rimangono sacche di precariato nel Comune: fra i vigili urbani, negli amministrativi e fra il personale scolastico. Crediamo che, ora che i conti sono risanati, il Comune debba avviare coraggiose politiche di assunzione anche perche' in questa citta' c'e' il piu' basso rapporto fra dipendenti e popolazione".

CASA. MOVIMENTI PROTESTANO DAVANTI A CONSIGLIO REGIONALE

(DIRE) Roma, 19 dic. - Diverse centinaia di persone stanno protestando da questa mattina fuori dai cancelli del Consiglio regionale del Lazio la Pisana per manifestare per il diritto alla Casa. I manifestanti fanno parte di tutti i movimenti cittadini per la lotta alla casa, da Action, al Coordinamento cittadino di lotta per la casa, all'Asia-Rdb e al Bpm (Blocchi di protesta metropolitana) e sono intenzionati a restare alla Pisana ad oltranza, parallelamente ai lavori del Bilancio, la cui approvazione potrebbe avvenire questa notte. "Siamo qui- spiega Alberto, uno dei componenti del Coordinamento cittadino- per chiedere piu' attenzione alla questione del diritto alla Casa. Chiediamo piu' risorse per le case popolari e per l'autorecupero degli stabili. Inoltre vogliamo una presa di posizione della regione sulla questione dell'ex stabile Cotral occupato recentemente da 100 nuclei familiari. Anche in questo caso, come per tutti gli altri, crediamo di tutelare le famiglie e non usare la forza pubblica: il problema della casa non e' una questione di ordine pubblico ma sociale da affrontare con la progettualita' politica".

CASA. RDB: LEGGE REGIONALE PER AUMENTARE PATRIMONIO PUBBLICO

(DIRE) Roma, 19 dic. - "La mobilitazione di oggi alla Pisana ha visto la partecipazione di centinaia di persone, tra inquilini Enasarco e di via Pincherle alle prese con la dismissione degli alloggi, occupanti di stabili pubblici e privati, nuclei sotto sfratto o in difficolta' con i mutui. Una moltitudine in emergenza abitativa che da mesi ha iniziato un braccio di ferro con le amministrazioni locali e contro la rendita immobiliare". E' quanto si legge in una nota di Asia-Rdb, che prosegue: "Durante l'iniziativa si e' svolto un incontro tra una delegazione di manifestanti e l'assessore regionale alla Casa Di Carlo, il presidente della commissione Casa Carapella, i consiglieri del Pdl, del Pdci e del Prc". "Al termine del confronto si e' concordato sulla necessita' di un finanziamento regionale permanente indipendente dalle risorse governative e destinato alle politiche abitative. Un sostanziale cambio di passo nel ruolo pubblico- spiega la nota- che dovrebbe portare ad una legge regionale che definisca risorse e strumenti tali da far acquisire 100mila alloggi pubblici alla regione Lazio, con un forte recupero dell'edilizia sovvenzionata rispetto all'agevolata. Una sorta di sostanziale riequilibrio, oggi piu' che mai necessario". "Le novita' che percepiamo sia al tavolo comunale che a quello regionale- insiste Asia-Rdb- sono da ricondurre da una parte alla capacita' di mobilitazione permanente messa in campo dal movimento, dall'altra alla forte crisi delle vendite che oggi sta di fatto fermando molti cantieri, mettendo a rischio 17 mila posti di lavoro nel settore edilizio". "Con molta probabilita' la necessita' di acquisire celermente case convergera' con la spinta alla vendita dei privati. Da tempo l'Asia-Rdb e i Blocchi Precari Metropolitani indicano il patrimonio privato costruito come l'obiettivo da perseguire e su questo il solo prefetto Mosca si era mosso con autorevolezza- conclude la nota- Ora siamo soddisfatti che i segnali vadano nella direzione giusta, pero' mancano le risorse necessarie e su questo fronte si dispieghera' il prosieguo della nostra mobilitazione sia nei confronti del governo che verso gli enti locali".

COMUNE BOLOGNA. FUMATA NERA, RDB BOCCIANO IL BILANCIO
BETTI: NIENTE ASSUNZIONE PRECARIE NIDI, IN COMPENSO 'MISERY CARD'

(DIRE) Bologna, 19 dic. - Mentre i confederali escono con il sorriso, il sindacato di base lascia Palazzo D'Accursio con un nulla di fatto nella trattativa sul bilancio del Comune di Bologna. "Non e' stato possibile firmare ne' un accordo e neppure un verbale di incontro- attacca in una nota Massimo Betti, numero uno delle Rdb di Bologna, al termine della riunione di questo pomeriggio- questo e' il bilancio piu' antisociale della storia della Giunta Cofferati". Betti fa riferimento "alla totale chiusura sull'assunzione dei precari", in particolare sulle 112 precarie dei nidi "di cui la Giunta ha confermato il licenziamento" e che gia' lunedi' prossimo, annunciano le Rdb, "si troveranno in assemblea per organizzare una risposta di lotta". E cosi', mentre Cgil, Cisl e Uil premiano non solo il bilancio 2009, ma l'intero mandato del sindaco Sergio Cofferati, il sindacato di base boccia senza appello la Giunta. "Dal punto di vista delle politiche sociali- insiste Betti- l'amministrazione si prepara ad emettere una family card con caratteristiche peggiori di quella del governo Berlusconi. Una 'misery card' municipale- la definisce il leader delle Rdb- ben lontana dalla carta servizi metropolitana da noi richiesta in favore dei precari e dei cassintegrati". Si tratta di una "carta fidelity per acquisti presso i negozi del gruppo Conad e Coop, entrambi della Legacoop, con uno sconto del 10% sulla spesa, ed e' riservata alle famiglie poverissime e numerose, con almeno tre figli e meno di 15.000 euro di reddito Isee". Insomma, secondo Betti e' "la versione piu' estrema di una concezione del welfare di mercato per i miserrimi, in salsa post-democristiana". Sul welfare, continuano le Rdb, e in particolare sulle Asp, "stanno vincendo le spinte alla privatizzazione dei servizi sociali", grazie al "sodalizio Delbono-Cofferati che si e' creato tra Regione e Comune, capace di smantellare il sistema dei servizi sociali pubblici attraverso il meccanismo dell'accreditamento". Betti reputa poi "insufficienti le risposte del Comune sul problema abitativo. Le cifre descrivono una situazione di emergenza crescente", con circa 7.000 domande persone in lista d'attesa, mentre "il numero di alloggi disponibili e' assolutamente esiguo e ogni anno vengono assegnati circa 400 posti". Di fronte a questo divario, lamentano le Rdb, "non si prevede l'ampliamento del patrimonio immobiliare pubblico e si calcola di recuperare solo 243 alloggi degli oltre 800 che sono vuoti in attesa di ristrutturazione". Betti chiede dunque un utilizzo piu' ampio dei bandi per l'autorecupero e un aumento per il fondo di contributo per gli affitti, al momento "non sufficiente a impedire un aumento della morosita'". Insomma, punta il dito il sindacato di base, "siamo di fronte ad un bilancio che aumenta la precarieta' del lavoro in citta', attraverso un sistema infinito di appalti, non ne controlla in alcun modo la qualita', non interviene nemmeno simbolicamente sugli effetti della crisi economica che ci attanaglia e fa due passi indietro sulle politiche di welfare".

PROVINCIA BOLOGNA. OK AL BILANCIO, PRC RIESCE AD ASTENERSI
MA RIFONDAZIONE BOCCIA MANOVRA; DRAGHETTI: INIZIA FASE DECRESCITA

(DIRE) Bologna, 18 dic. - La Provincia di Bologna approva il bilancio di previsione 2009 e il piano triennale degli investimenti. Una manovra da 200 milioni di euro che anche a Palazzo Malvezzi e' caratterizzata dai tagli (gli investimenti scendono da 67 a 37,6 milioni di euro) e che per l'Ente inaugura la fase della "decrescita", come l'ha definita la presidente Beatrice Draghetti. Al termine di un lungo Consiglio, cominciato alle 9.30 di questa mattina, il bilancio passa alle 18.30. Nessuna sorpresa al momento del voto: ok da Pd e Idv e anche da Sd, Pdci e Verdi, che ieri in commissione avevano "nascosto" le proprie intenzioni di voto. I tre partiti della sinistra tengono aperto il capitolo del personale ma sul bilancio non fanno brutti scherzi a Draghetti. Astenuto il Prc, che asseconda la linea dettata dal suo Comitato politico ma in aula da' una "valutazione negativa" del bilancio stilato dall'assessore Aleardo Benuzzi. Un'astensione a denti stretti che, vista l'aria che tira tra i banchi del Prc ormai da tempo, fatica a nascondere che il gruppo di Rifondazione a Palazzo Malvezzi propendesse per il "no". Voto contrario, naturalmente, arriva da Fi e An: per loro e' un "disastro" tanto la manovra 2009 che l'intera amministrazione Draghetti. Le misure adottate oggi "vengono assunte in un contesto normativo ed economico- ricorda l'assessore al Bilancio, Aleardo Benuzzi- particolarmente difficile", con una manovra condizionata "da una crisi economica che comporta pesantissime riduzioni delle entrate, specialmente di quelle tributarie, il che finisce per determinare una significativa riduzione dell'attivita' dell'Ente". Inoltre, continua Benuzzi, il patto di stabilita' "costringe gli enti locali ad abbandonare quel ruolo di argine contro la crisi, in termini di sostegno all'economia locale e ai redditi delle famiglie. In aula Benuzzi ne approfitta anche per rivolgere un ringraziamento particolare per il Consiglio provinciale degli stranieri che "a differenza di molti consiglieri italiani hanno espresso un parere approfondito e medidato". Appena concluse le operazioni di voto, la presidente Draghetti esprime "grande soddisfazione per un bilancio fatto non solo di numeri anche di un disegno progettuale per la Provincia, che naturalmente risente delle strettezze e dei tagli pero' mantiene alto il profilo del suo compito istituzionale". Per Luca Finotti (Fi), al contrario, il bilancio e' "fallimentare", "elettorale" e "ridotto a sei mesi" e "penalizza le priorita' dell'Ente, come la manutenzione delle strade e delle scuole" mantenendo invece "spese inutili come le Politiche per la pace, il Circondario di Imola o il Consiglio provinciale degli stranieri". Sergio Spina motiva l'astensione del Prc concentrandosi sul personale e parlando di "tagli mirati", realizzati da una Giunta che "mentre Brunetta ancora lavora alla riforma della pubblica amministrazione, contestato da lavoratori e sindacati, qui la attua trincerandosi dietro i tagli di bilancio". La maggioranza approva il bilancio consegnando ad un ordine del giorno (a firma Pd, Idv, Pdci, Verdi e Sd) le valutazioni sulla manovra. Un bilancio dal "valore speciale" sia perche' "ultimo atto generale di programmazione del mandato", sia perche' si colloca in un "contesto di grave e generale crisi nazionale ed internazionale". Per la maggioranza, la manovra della Provincia tiene insieme esigenze di equilibrio, programma di mandato e "necessarie esigenze di razionalizzazione", e i cinque gruppi consiliari condividono il piano di riposizionamento strategico annunciato dalla presidente, che riorganizzera' le attivita' "sulla base del criterio della maggior rilevanza istituzionale". La parte conclusiva dell'odg e' dedicata al tema del personale, che da settimane tiene alta la tensione a Palazzo Malvezzi. Allo strappo del Prc non segue quello degli altri partiti che formavano l'Arcobaleno ancora in maggioranza, che sottolineano insieme al Pd "la significativa riduzione realizzata del tasso di precarizzazione del personale", che e' il punto "da cui partire per la valutazione del piano triennale 2009-2011 delle assunzioni". Un piano rivisitato per la diminuzione delle risorse e che punta alla "realizzazione del 96% del piano originario, seppure in un anno in piu' rispetto al precedente programma". Infine, i gruppi della maggioranza "condividono e sostengono l'impegno della Giunta a verificare concretamente che, a fronte di un andamento piu' favorevole del bilancio 2009, possano essere assunti provvedimenti migliorativi nell'attuazione del piano assunzioni (anticipo dei tempi) e nel ripristino, se possibile, dei livelli consolidati rispetto al salario accessorio". Insomma Pdci, Sd e Verdi colgono da parte della Giunta quel "preciso segnale politico" sul personale invocato ieri in commissione riservandosi il voto in aula. A sinistra, quindi, nessuno raccoglie l'invito ad un voto contrario che l'Rdb ha rivolto a tutti i gruppi con una lettera inviata oggi. Per il sindacato di base non e' "sufficiente dichiararsi per la tutela dei diritti dei lavoratori e contro il precariato" ma e' necessaria "una posizione chiara e coerente anche in sede di voto". Sono le scelte politiche, ricorda l'Rdb, che "determinano le priorita' ed il come e dove effettuare i tagli", e con il bilancio approvato oggi "ad essere colpiti sono i lavoratori, soprattutto i lavoratori precari". Fuori dall'aula, prima che la seduta iniziasse, puntuale il volantino Rdb che da settimane accompagna i Consigli: si tratta questa volta di una preghiera a "San Precario", con tanto di santino, a cui il sindacato chiede tra le altre cose di ricordarsi "delle anime in scadenza di contratto". Al voto va anche un odg di An e Fi secondo cui "risulta da dichiarazioni di stampa non smentite che si e' pervenuti al parere favorevole" del Nuovo circondario imolese sul bilancio "solo dopo" l'accordo tra i due enti che vede la Provincia impegnarsi a "rivedere l'ammontare dei trasferimenti 2009 per i quali la proposta di bilancio gia' verificata dai revisori dei conti prevede un pesante abbattimento" (da 300 a 160 milioni di euro all'anno). Per questo An e Fi vorrebbero integrare il documento di bilancio con l'accordo, per "fare chiarezza sui reali contorni di questa importante voce di spesa". L'aula pero' respinge, con il voto favorevole di An e Fi, l'astensione del Prc e la contrarieta' di tutti gli altri gruppi. Viene ritirato all'ultimo momento, invece, un odg di Sd che chiedeva di inserire nella prima variazione di bilancio il ripristino del finanziamento (15.000 euro) al concorso "Progettando", pensato per premiare le migliori idee dei giovani aspiranti imprenditori, tagliato dal bilancio 2009. Se in un primo momento la proposta sembrava approvabile, si mormora nei corridoi, l'approvazione di questo odg avrebbe pero' rischiato di produrre una moltiplicazione (a quel punto non sostenibile) di richieste simili.


19 dicembre 2008 - Omniroma

COMUNE, ALEMANNO: AL VIA STABILIZZAZIONE PER 1300 PRECARI

(OMNIROMA) Roma, 19 dic - Entro fine anno, 1300 lavoratori precari del Comune di Roma saranno stabilizzati. Parallelamente, 1000 dipendenti comunali saranno riqualificati e, grazie alla mobilità orizzontale, saliranno di categoria. Lo ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno che oggi in Campidoglio ha incontrato le associazioni sindacali insieme agli assessori capitolini alla Scuola e al Personale, Laura Marsilio e Enrico Cavallari. In particolare, entro dicembre 2008, firmeranno il contratto 223 istruttori amministrativi, 241 educatrici di asili nido, 591 insegnanti della scuola dell'infanzia, 114 candidati inquadrati in vari profili professionali. «Una svolta storica sul versante del pubblico impiego comunale», ha definito Alemanno le procedure di stabilizzazione del personale capitolino precario. «Ci auguriamo - ha aggiunto - che questo esempio venga ripreso da altre amministrazioni». Secondo il piano presentato oggi in Campidoglio, entro il 2009 verranno stabilizzati altri 76 lavoratori, tra i quali 14 istruttori amministrativi. In tal modo, secondo Cavallari, «mettiamo un punto e a capo ad una situazione ereditata dalla precedente amministrazione». Cavallari ha precisato che «restano ancora, nell'amministrazione capitolina, sacche di precariato. Ma dobbiamo camminare su un percorso di legge nazionale, anche in base a quanto sarà stabilito dalla finanziaria». Per questo, «l'assunzione non è regalata ma conquistata attraverso selezioni in atto. La nostra politica sarà basata sui concorsi pubblici». Nel corso del 2008, secondo quanto illustrato in conferenza stampa, saranno riqualificate 1000 unità di personale capitolino. In particolare saliranno di categoria 64 aiuto bibliotecari, 24 educatori, 4 istruttori di archivio capitolino, 59 dietiste, 2 operatori sistemi, 9 operatori sala macchina e registrazione dati, 448 operatori di servizi amministrativi e informativi. L'assessore Marsilio ha tenuto a sottolineare come la stabilizzazione delle unità di personale scolastico «consente di dare serenità alle educatrici ed elevare la qualità del progetto educativo con figure di riferimento non saltuarie». Oltre alla stabilizzazione di 1300 unità di personale capitolino e alla riqualificazione di 1000 dipendenti, viene prorogato al 30 novembre 2009 il termine di scadenza dei contratti di lavoro a tempo determinato istaurati dall'amministrazione comunale con 483 istruttori di Polizia municipale, e viene indetto un corso-concorso per l'inserimento nella II fascia della graduatoria permanente degli educatori di asili nido. Il sindaco ha sottolineato che la stabilizzazione di 1300 precari che, in alcuni casi, lavorano al Comune di Roma da 7-8 anni, «è un gesto doveroso e ed è importante che un segnale simile nella lotta al precariato venga dalla pubblica amministrazione». «Non è stato facile - ha aggiunto - perchè c'erano problemi di bilancio seri. Abbiamo dovuto spiegare bene al Governo quello che facevamo per evitare problemi visto che la stabilizzazione di 1300 precari poteva apparire come una mancanza di disciplina di bilancio. Abbiamo spiegato che questo veniva inquadrato in un discorso di sostenibilità economica serio». Erano presenti Danilo Reali della Cisl, Claudio Di Berardino della Cgil, Mario Ricci della Uil, Luca Malcotti dell'Ugl, Mosciarelli della Cisal - Csa, Betti delle Rdb, Andrea De Simone della Cisl - Funzione pubblica.


19 dicembre 2008 - Agenfax

LE R.D.B. A COLLOQUIO CON FABBIO SULLA PRECARIETA' SCOLASTICA

Alessandria (de.qui. 19/12) - Le Rappresentanze Sindacali di Base hanno posto oggi all’attenzione dell’amministrazione comunale di Alessandria il problema legato alla precarietà lavorativa delle collaboratrici servizi scolastici di categoria B3. Assunte a settembre con un contratto a tempo determinato in scadenza il 4 luglio, si troverebbero in condizione di disoccupazione per circa due mesi. Le R.d.B hanno sottolineato la grande valenza del lavoro delle collaboratrici che svolgono servizi essenziali e indispensabili e che hanno avuto accesso al pubblico impiego dopo aver superato positivamente più di una selezione. Il sindaco, Piercarlo Fabbio, ha ricordato il positivo risultato ottenuto, in condizioni analoghe, per le cuoche il cui contratto a tempo determinato è stato trasformato in indeterminato part time all’83% senza costi aggiuntivi a carico dell’amministrazione: "Ho accettato senza remore di valutare l’assenza di impedimenti di ordine tecnico per riproporre la soluzione alle collaboratrici scolastiche poiché, dal punto di vista politico, non abbiamo alcuna accezione da fare".


19 dicembre 2008 - La Repubblica

Carlo Pedemonte segnalò i problemi
Datasiel, licenziato da Villa Scassi il grande accusatore

Genova - Il grande accusatore del nuovo sistema informatico della sanità ligure (sistema affidato con legge regionale a Datasiel), è stato sollevato dal suo incarico di Direttore della struttura complessa del sistema informativo di Villa Scassi dal direttore generale della Asl 3 Renata Canini. La decisione presa il 12 dicembre è stata notificata ieri mattina a Carlo Pedemonte, il funzionario che un anno fa, con le sue circostanziate denunce è diventato uno dei perni di due inchieste, della procura della Corte dei Conti e della procura del Tribunale.
Per quest´ultima, il pm Francesco Pinto ha inscritto sul registro degli indagati per abuso d´ufficio una decina di dirigenti e funzionari, in carica o ex, delle Asl e delle aziende ospedaliere genovesi. Pedemonte ha sempre sostenuto che l´affidamento a Datasiel del servizio ha comportato per la sanità regionale una moltiplicazione dei costi. Tesi sempre respinte dalle autorità sanitarie e da Datasiel, che è una partecipata della Regione. I vertici della Asl hanno deciso di avocare alla Direzione l´incarico che era stato affidato a Pedemonte, e cioè di adeguarsi al nuovo regolamento. Secondo Renata Canini il funzionario non avrebbe ottemperato nonostante i ripetuti solleciti, e inoltre la Asl 3 sottolinea i richiami all´adeguamento della normativa che sarebbero stati rivolti dalla Commissione Europea.
Il provvedimento preso nei confronti di Pedemonte non ha provocato reazioni da parte dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sono invece intervenuti con un comunicato i portavoce della Rappresentanza di Base - Cub della Sanità, l´associazione Città Partecipata, i Cobas Liguria e la Sinistra di Base: «Apprendiamo con stupore e indignazione che Carlo Pedemonte è stato estromesso dal suo posto di lavoro - scrivono in una nota - proprio mentre le sue denunce di Pedemonte sul sistema informatico e Datasiel stanno trovando conferma dalle iniziative della magistratura, i dirigenti sanitari, e i loro mandanti politici, puniscono un valoroso funzionario che ha difeso l´interesse pubblico con grande sacrificio personale. Si ripete il caso del ferroviere De Angelis, licenziato per aver denunciato le situazioni di insicurezza delle ferrovie».(m.p.)


19 dicembre 2008 - Il Manifesto

Agenda

Milano - PIRELLONE , via Filzi 29, ore 9,30: a 30 anni dalla nascita della legge 833 e della legge 180 la federazione regionale lombarda RdB Cub organizza una giornata per discutere della «Sanità pubblica che vogliamo» con Mario Agostinelli e molti altri.


19 dicembre 2008 - Liberazione

Agenda

Novara - L'assemblea dei lavoratori autoconvocati organizza Difendere e rilanciare il contratto nazionale di lavoro . Alle 20.30 Consiglio circoscrizionale con Marco Galli di Cub, Pietro Passarino della Rete 28 Aprile Cgil e Ciro Argentino di Rsu Fiom Cgil Thyssenkrupp.


19 dicembre 2008 - Caserta news

Iniziativa contro centro commerciale ex tabacchificio

S.Maria C.V. – Sabato 20 dicembre ci sara' un presidio contro l'apertura del centro commerciale nell'ex tabacchificio. i giovani di s.maria c.v. avrebbero bisogno di guadagnare prima di spendere. Vogliamo un sito produttivo per davvero, che crei posti di lavoro sicuri e non precari come quelli del centro commerciale, difendiamo anche i piccoli commercianti già in difficoltà che sarebbero fagocitati da questo nuovo mostro.
Aderiscono: rete dal basso caserta csa spartaco, csoa tempo rosso di pignataro maggiore, lab. sociale millepiani di caserta, csa 28dicembre di maddaloni,ass. rinascita cittadina, ass. cittadiniattivi, segr. prov. rifondazione comunista, cub caserta, cobas scuola, collettivo studentesco no pasaran.


19 dicembre 2008 - Settegiorni

I cancelli rimangono chiusi
NESSUNA SCHIARITA PER IL FUTURO DI NOVACETA

Magenta - Non sarà un felice Natale neppure per i lavoratori di Novaceta. Dopo l'ennesimo incontro in Provincia, tenutosi lo scorso 5 dicembre, lo stabilimento rimane chiuso.
«La direzione Novaceta – commenta il sindacato Cub - nega interessi sulle aree, dichiarano una manutenzione (è da giugno scorso!) di fatto inesistente; i quattro mesi , per una possibile soluzione tecnica circa la rimessa in marcia della centrale, sono già trascorsi senza nulla di fatto; il curatore fallimentare di Enercell Spa, dottor Carlo Bianco afferma "Viene solo da pensare che vi siano altri problemi o interessi che impediscono la ripresa dell'attività produttiva" che è quanto dichiarato da Cub e pubblicato su Settegiorni».
Insomma la situazione appare sempre più complessa, anche se per i dipendenti vi è soltanto la certezza di un lavoro che non riprende.


18 dicembre 2008 - Dire

MINORI. ROMA, PRECARIE NIDI E MATERNE PRESIDIERANNO COMUNE
LAVORATRICI CHIEDONO CERTEZZE SULLA STABILIZZAZIONE

(DIRE - notiziario Minori) Roma, 18 dic. - "Agli sgoccioli dell'anno finanziario sta per approdare in Consiglio comunale l'ultima variazione di Bilancio che dovrebbe assicurare la definitiva stabilizzazione per molte precarie degli asili nido e delle scuole dell'infanzia del Comune di Roma". Lo ricorda una nota delle Rdb-Cub, annunciando che "per seguire da vicino le decisioni che verranno assunte in materia, le educatrici precarie presidieranno il Consiglio previsto per domani". "La stabilizzazione delle educatrici doveva gia' essere fatta a settembre- sottolinea Caterina Fida responsabile del settore scolastico-educativo per la Rdb-Cub P.I.- cosa che avrebbe consentito di far partire l'attivita' con ben altro livello di qualita' del servizio e di tranquillita' per il personale. La responsabilita' di questi ritardi non e' pero' tutta dell'amministrazione comunale- prosegue Fida- ma anche di quelle organizzazioni sindacali che hanno abdicato da tempo alla loro funzione in nome di una vergognosa politica concertativa. In questo senso e' auspicabile che il Consiglio indirizzi la Giunta al rispetto del piano assunzionale 2008 a far data dai primi mesi del 2009, utilizzando le graduatorie dei concorsi". "Crediamo che la nuova amministrazione non possa permettersi il lusso di spendere 800 mila euro per armare i vigili o pagare quasi 300 mila euro il capo di Gabinetto- conclude la rappresentante Rdb- e al contempo sostenere che non ci sono i soldi per attuare il piano assunzionale del 2008. Per tutte queste ragioni le educatrici precarie presidieranno il Consiglio comunale e vigileranno sulle decisioni che verranno assunte".

COMUNE BOLOGNA. RDB SI PREPARANO ALLA NOTTATA SUL BILANCIO
DOMANI TRATTATIVA NON STOP

(DIRE) Bologna, 18 dic. - Il confronto sul bilancio tra i sindacati e il Comune di Bologna iniziera' solo domani mattina alle 10. Ma le Rappresentanze sindacali di base sono gia' pronte ad andare ad oltranza. "Negli incontri avuti finora con la Giunta comunale- anticipa oggi Luigi Marinelli delle Rdb- non sono ancora emersi elementi sufficienti per arrivare ad una positiva conclusione del confronto". Per questo, il sindacato di base si sta preparando ad una trattativa "no stop". Questa mattina a Palazzo D'Accursio, nell'incontro preparatorio con l'assessore al Bilancio, Paola Bottoni, "la delegazione delle Rdb ha ribadito i punti fondamentali" per il sindacato, riferisce Marinelli". Prima di tutto, la "correttezza e il rispetto delle relazioni sindacali, in riferimento agli accordi firmati nel 2008 che hanno visto l'illegittima esclusione dalle trattative della Rdb e delle Rsu". E' stata poi rinnovata la "richiesta di una graduatoria permanente per le precarie dei nidi comunali". Le Rdb chiedono anche l'impegno del Comune a "reinternalizzare servizi e lavoratori in appalto, nei servizi che saranno gestiti dalle Asp" e l'istituzione di una carta servizi metropolitana per l'integrazione al reddito".


18 dicembre 2008 - Tempo Stretto

«I soldi mancano solo per i precari del Comune»
La denuncia dell’Rdb/Cub Pubblico Impiego
Prevista un’assemblea generale per il prossimo 23 dicembre ed una manifestazione nel mese di Gennaio

Messina - Assemblea generale il 23 dicembre nella sala del Consiglio Comunale dalle 9.30 alle 13.00, manifestazione dei lavoratori, Precari e disoccupati di tutta la Provincia di Messina da tenersi nel mese di Gennaio 2009. Queste le richieste avanzate dal coordinamento provinciale di Messina del sindacato Rdb/Cub Pubblico Impiego, che all’urolo "i soldi mancano solo per i precari", ripercorre una battaglia lunga 18 anni che ha portato i lavoratori in attesa di stabilizzazione del Comune di Messina, dal fare parte prima nelle cooperative, poi come L.S.U. P.U.C. ora contrattisti , ma senza alcuna certezza per il futuro. «La prospettiva – spiegano - è che alla scadenza del contratto (agosto 2010 LSU e 2012 PUC) saranno licenziati in tronco in virtù della nuova legge finanziaria 2009 che nega l’assunzione a tutti i precari della pubblica Amministrazione. Oltre il danno la beffa, dal 1° gennaio 2009 l’integrazione oraria a 24 ore non sarà rinnovata per mancanza di fondi, questa almeno la versione del Sindaco e della Giunta Comunale». L’ennesimo Natale all’insegna della precarietà, in tutti i sensi, quello che si apprestano a vivere 300 famiglie messinesi «che aspettano ormai da anni una soluzione che è possibile e praticabile nell’immediato senza ulteriori tentennamenti o "scarica barile"». Una richiesta ben precisa quella più volte all’amministrazione comunale che, a detta dei lavoratori, piuttosto che utilizzare fondi er i botti di ferragosto o per altre feste popolari e ultimamente per il Santo Natale, potrebbe invece destinarli a quei precari in attesa di stabilizzazione.


18 dicembre 2008 - Leggo

Roma. Riprende su più fronti la bufera sulla scuola...

Roma - Riprende su più fronti la bufera sulla scuola: oggi sit-in dei docenti a Montecitorio ed educatrici in presidio al Campidoglio. Nella giornata in cui il piano Gelmini approda in Consiglio dei Ministri tornano in piazza le componenti della scuola, pronte a dare battaglia: «La protesta va avanti - annuncia Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas - per questo invitiamo docenti, Ata, studenti e genitori a partecipare all'iniziativa di protesta, oggi pomeriggio, davanti al Parlamento a Piazza Montecitorio». In presidio oggi anche le educatrici precarie delle scuole per l’infanzia e gli asili nido capitolini in occasione della seduta del Consiglio Comunale: «Seguiremo da vicino l’ultima variazione di Bilancio che dovrebbe assicurare la definitiva stabilizzazione per molte precarie degli asili del Comune di Roma - dichiara Caterina Fida, del settore scolastico RdB - la stabilizzazione sarebbe dovuta avvenire già a settembre ed avrebbe consentito di far partire l’attività con ben altro livello di qualità del servizio e di tranquillità per il personale».(L.Loi./ass)


18 dicembre 2008 - Il Resto del Carlino

Bologna. LO SCIOPERO delle Rdb (sindacato di base) all’aeroporto...

Bologna - LO SCIOPERO delle Rdb (sindacato di base) all’aeroporto ha avuto «effetti limitati per i passeggeri». Lo afferma, in una nota, Sab, la società di gestione dello scalo, specificando che ci sono stati due voli cancellati (British per Londra e Air One per Napoli) e uno dirottato a Parma (Air One per Lamezia Terme). Poi i vertici Sab rigettano le accuse delle Rdb circa il fatto di aver invitato i lavoratori a non aderire allo sciopero perché si trattava di un’azione di protesta illegale. Vicenda che durante la giornata ha scatenato l’ira dei sindacati. «L’11 dicembre — ricostruisce la società — la Commissione di garanzia sugli scioperi ha emesso con delibera verso le Rdb-Cub un’indicazione preventiva di violazione» invitando «a differire» lo sciopero a altra data. Invece le Rdb hanno confermato l’agitazione e la società lunedì ha scritto alla Prefettura «chiedendo provvedimenti». Martedì, «in assenza di chiarimenti», Sab ha messo in guardia i lavoratori con una comunicazione che richiamava la pronuncia della Commissione e metteva in guardia dall’aderire a uno sciopero non autorizzato. Alle 18.20 di martedì è arrivata la comunicazione della Prefettura: la delibera della Commissione era annullata. Ma «l’ora non ha permesso l’invio di nuove comunicazioni» dicono dallo scalo. Così ieri i sindacati hanno attaccato Sab. In pratica, per Luigi Marinelli (Rdb), si sono «minacciati provvedimenti disciplinari per i lavoratori». Comunque «il 50% del personale ha aderito allo sciopero e alcuni voli sono stati dirottati». Sulla comunicazione dice: «E’ un atto disperato da parte di un management incapace di dare risposte alle rivendicazioni dei lavoratori». Per il sindacato è «un comportamento antisindacale della presidente Gualtieri» ed è stato dato «incarico a legali di procedere nei confronti della dirigenza». La protesta è contro l’esclusione delle Rdb dai tavoli sindacali e la mancata applicazione di un unico contratto a tutti i dipendenti dello scalo.

Rovigo. «Il Comune risulta inadempiente...

Rovigo - «Il Comune risulta inadempiente su una serie di obblighi previsti dagli articoli 15 e seguenti del Testo Unico sulla Sicurezza, entrato in vigore lo scorso 15 maggio». Fabio Raule, rappresentante delle Rdb del Comune, questa volta pungola l’amministrazione sulla questione della sicurezza. E lo fa tramite una diffida rivolta al sindaco, al direttore generale e ai dirigenti, nella quale chiede di «adottare quanto prima tutti gli atti necessari affinchè l’ente risulti in regola con gli obblighi previsti dal vigente Testo Unico in tema di sicurezza sul lavoro». La questione è nata in seguito a una riunione, avvenuta il 4 dicembre, incentrata proprio sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. All’incontro era presente anche il rappresentante della ditta Polistudio, che, fino al 31 dicembre 2007, aveva l’incarico di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi. Secondo Raule, il Comune risulta inadempiente su una serie di obblighi previsti dal Testo Unico, «come la predisposizione dell’apposito documento di valutazione dei rischi; la nomina di un responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi; la formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza». Il rappresentante delle Rdb chiede quindi «di conoscere l’entità delle risorse effettivamente spese dal Comune nel corrente anno sulla questione della sicurezza e di poter avere un resoconto delle azioni materialmente intraprese da ciascun ‘datore di lavoro’ per prevenire e proteggere i lavoratori da eventuali infortuni sul lavoro». In realtà, quanto al nuovo incarico di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, si starebbe per concludere la gara d’appalto per l’affidamendo del servizio. E con la nuova nomina, di conseguenza, dovrebbe arrivare non solo l’aggiornamento della valutazione dei rischi, ma dovrebbe anche essere presentato il nuovo piano di informazione e formazione dei lavoratori.


18 dicembre 2008 - Corriere di Rieti

"Da gennaio 2009 il Centro di ricerca rischia la paralisi"
Il motivo è legato al mancato rinnovo dei contratti a termine degli operai agricoli dell’azienda sperimentale per la zootecnia di Tor Mancina

MONTEROTONDO - "Il contenuto della lettera inviata due giorni fa dal funzionario delegato alla conduzione tecnica dell’azienda sperimentale per la zootecnia di Tor Mancina a Monterotondo non lascia spiragli: da gennaio 2009 l’importante Centro di ricerca che fa capo al Cra, ente pubblico presieduto dall’ex senatore della Margherita Romualdo Coviello e vigilato dal ministero delle Politiche agricole, rischia la paralisi a causa del mancato rinnovo dei contratti a termine degli operai agricoli". A darne notizia è stato il sindacato Usi-Rdb Ricerca che riporta alcuni stralci della missiva: "L’assenza del personale a tempo determinato oggi in servizio - scrive il funzionario - impedirà lo svolgimento delle principali operazioni di governo e mungitura del bestiame. Si dovrà inoltre rinunciare a quelle attività fino ad oggi affidate a operai agricoli a tempo determinato, quali la guardiania, le pulizie dei locali, oltre che agli interventi di manutenzione e riparazione frequentemente richiesti dalla vetustà delle strutture e attrezzature". Per fronteggiare almeno parzialmente questa situazione, prosegue la lettera, "si dovrà ricorrere solo alla buona volontà del personale a tempo indeterminato: in pratica ci si dovrà appellare al loro buon senso perché accettino di effettuare turnazioni in assenza di un regolamento che lo preveda per i soli lavori insopprimibili". Tuttavia, tra il personale non ci sarebbe un sufficiente numero di "elementi con professionalità adeguata per la mungitura del bestiame". Dunque, conclude il funzionario, "fin dalla prossima settimana, in mancanza di soluzioni praticabili, darò disposizione perché vengano ridotte tutte le attività".


18 dicembre 2008 - Corriere della Sera

Il caso Le proteste dei sindacati sulle nuove assunzioni. Domani l'incontro con Air France
Alitalia, indagati gli ex vertici
La Procura: inchiesta per bancarotta sui top manager dal 2000 al 2007. L'iniziativa dei magistrati dopo la dichiarazione dello stato d'insolvenza della vecchia compagnia
di Lavinia Di Gianvito

ROMA - Bancarotta «per fatti di distrazione o dissipazione »: è il reato contestato agli ex vertici Alitalia, sotto accusa per gli anni 2000-2007. Al centro dell'inchiesta, tre aspetti della gestione: le acquisizioni e le dismissioni del 2006, come l'acquisto di Volare e la vendita di 13 aerei di EuroFly alla F. Luxemburg. L'assunzione di 1.500 dipendenti di Aeroporti di Roma (nel 2000) e di 700 addetti di Volare (nel 2006) contestualmente a un'onerosa politica di esodi. I rapporti con fornitori e consulenti esterni. Nel registro degli indagati sono finiti i nomi degli ex presidenti Fausto Ceredi, Giuseppe Bonomi, Giancarlo Cimoli (è stato anche ad) e Berardino Libonati; gli ex amministratori delegati Domenico Cempella, Francesco Mengozzi e Marco Zanichelli (ha ricoperto pure la carica di dg); l'ex direttore generale Giovanni Sebastiani.
Dopo che il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha depositato a palazzo di giustizia la sua relazione, ieri il procuratore aggiunto Nello Rossi e i pm Gustavo De Marinis, Francesca Loy e Stefano Pesci hanno trascorso l'intera giornata in via della Magliana per interrogare i dirigenti Alitalia. Nelle stesse ore la Guardia di finanza si è fatta consegnare numerosi documenti: deposizioni di testimoni e acquisizioni di carte continueranno nei prossimi giorni.
«Presenterò la richiesta di una commissione d'inchiesta », annuncia Mario Baccini, presidente della federazione dei cristiano popolari. «Finalmente si indaga su chi ha distrutto l'Alitalia», sottolinea l'avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che con la sua denuncia del 5 agosto ha dato il via all'inchiesta.
Intanto il «fronte del no» sindacale (Anpac, Up e Sdl) torna a manifestare oggi a Fiumicino contro il piano della Compagnia aerea italiana (Cai). L'appuntamento è per le 10 al varco equipaggi dello scalo. Alla protesta di cassintegrati precari, hanno dato la loro adesione il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro, il segretario del Prc Paolo Ferrero e l'assessore al Lavoro della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi. Non aderisce invece la Cub, che critica la tardiva presa di posizione. Ma anche i sindacati firmatari degli accordi sono in agitazione: Filt-Cgil e Fit-Cisl protestano contro quelle che chiamano «difformità nei contenuti delle proposte di assunzione rispetto agli accordi» messe in atto da Cai. Chiarimenti saranno chiesti nell'incontro previsto oggi pomeriggio con l'azienda. Ed entro lunedì dovrebbero essere pagate le tredicesime: si tratta in realtà delle sole quote relative agli ultimi quattro mesi, le altre rientrano nel passivo societario. Inoltre domani, a Milano, è in programma l'incontro decisivo per l'alleanza con Air France-Klm.


17 dicembre 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. SAB: SCIOPERO RDB, CHI LO FA VIOLA LEGGE
COMUNICAZIONE A PERSONALE; SINDACATO: FALSO, PAROLA DI PREFETTURA

(DIRE) Bologna, 17 dic. - La Sab, la societa' di gestione dell'aeroporto Marconi di Bologna, stoppa duramente l'ennesimo sciopero indetto dalle Rappresentanze sindacali di base. Le Rdb hanno invitato a incrociare le braccia per tutta la giornata di oggi i dipendenti dello scalo (e' l'ottavo sciopero che indicono), ma Sab mette in guardia i lavoratori: "Questa astensione e' stata ritenuta dalla Commissione di garanzia, con una apposita delibera, in violazione delle norme di legge e delle regolamentazioni che disciplinano il diritto di sciopero nei servizi essenziali". E' quanto sta scritto in una "Comunicazione al personale" del responsabile delle risorse umane del Marconi, Francesco Auregli, che si conclude cosi': oggi "le astensioni dal lavoro saranno ritenute in violazione della legge e conseguentemente perseguite" secondo quanto previsto dal contratto nazionale di categoria. In pratica, 'traduce' Luigi Marinelli (Rdb), "si minacciano provvedimenti disciplinari per i lavoratori che aderiranno". Ma le Rdb sventolano una comunicazione della Prefettura di Bologna, la data e' di ieri ed e' indirizzata a tutte le aziende attive al Marconi, in cui si fa sapere che "deve ritenersi venuta meno l'indicazione della Commissione di garanzia relativa allo sciopero" di oggi. Questo, per le Rdb, significa che l'iniziativa di lotta e' del tutto regolare. "Ma Sab non ha affisso cartelli in aeroporto, nei giorni scorsi e tantomeno oggi, per dire che c'e' sciopero", riferisce il sindacalista. Nonostante questo, "il 50% del personale ha aderito, alcuni voli sono stati dirottati su Parma, la sala vip e' chiusa e sulle rampe tutto il personale ha fatto sciopero", annuncia Marinelli. Gia' ieri sera le Rdb erano insorte contro lo stop di Sab allo sciopero di oggi: "La dirigenza di Sab attacca pesantemente il diritto di sciopero dei lavoratori e l'organizzazione sindacale di base", si leggeva in una nota diffusa in serata. Le Rdb sostengono anche che la societa' di gestione dello scalo non ha nemmeno "predisposto i servizi minimi". Ma e' soprattutto la comunicazione al personale a scatenare l'ira della sigla sindacale: "Riteniamo questo ennesimo atto della dirigenza Sab grave, e allo stesso tempo un atto disperato da parte di un management incapace di dare la minima risposta alle giuste rivendicazioni dei lavoratori del Marconi, a partire dal riconoscimento dei minimi diritti sindacali delle Rdb". Per il sindacato questo e' "comportamento antisindacale della presidente Gualtieri" e per questo e' stato dato "incarico legali di procedere nei confronti della dirigenza dello scalo bolognese".

AEROPORTO BOLOGNA. SCIOPERO RDB, SOLO 2 I VOLI CANCELLATI
SAB RICOSTRUISCE 'AVVERTIMENTO' A PERSONALE: NON STRUMENTALIZZARE

(DIRE) Bologna, 17 dic. - Lo sciopero indetto per oggi dalle Rdb all'aeroporto di Bologna ha avuto "effetti molto limitati per i passeggeri". Lo mette in chiaro Sab, la societa' di gestione dello scalo, specificando che ci sono stati due voli cancellati (British per Londra e Air One per Napoli) e uno dirottato a Parma (Air One per Lamezia Terme). Detto questo, in una nota Sab rigetta le accuse delle Rdb circa il fatto di aver invitato i lavoratori a non aderire allo sciopero perche' si trattava di una azione di protesta illegale. "E' un fatto- dice- che l'11 dicembre la Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici ha emesso con delibera, nei confronti delle Rdb-Cub, un'indicazione preventiva di violazione" invitando "a differire" lo sciopero ad un'altra data e a comunicare quella nuova entro cinque giorni. Invece, racconta Sab, le Rdb hanno confermato l'agitazione e allora la societa' di gestione del Marconi, lunedi' scorso, ha scritto alla Prefettura "ribadendo la propria volonta' di muoversi nel pieno rispetto della normativa e chiedendo l'adozione degli opportuni provvedimenti in merito". Ieri, "in assenza di chiarimenti da parte della Prefettura", Sab ha messo in guardia i lavoratori con una comunicazione al personale che richiamava la pronuncia della Commissione di garanzia e metteva in guardia dall'aderire a uno sciopero non autorizzato. Solo alle 18.20 di ieri, e' arrivata via fax la comunicazione della Prefettura, secondo cui la delibera della Commissione era annullata. "L'ora di recezione del chiarimento, a fine giornata e molto a ridosso dell'inizio dello sciopero, non ha purtroppo permesso l'invio di nuove comunicazioni ai lavoratori", dice Sab che comunque ha rimosso la comunicazione al personale. "Ogni altra ricostruzione dei fatti e' strumentale e priva di fondamento".

COMUNE ROMA. PRECARIE NIDI E MATERNE PRESIDIERANNO CONSIGLIO
LAVORATRICI CHIEDONO CERTEZZE SULLA STABILIZZAZIONE

(DIRE) Roma, 17 dic. - "Agli sgoccioli dell'anno finanziario sta per approdare in Consiglio comunale l'ultima variazione di Bilancio che dovrebbe assicurare la definitiva stabilizzazione per molte precarie degli asili nido e delle scuole dell'infanzia del Comune di Roma". Lo ricorda una nota delle Rdb-Cub, annunciando che "per seguire da vicino le decisioni che verranno assunte in materia, le educatrici precarie presidieranno il Consiglio previsto per domani". "La stabilizzazione delle educatrici doveva gia' essere fatta a settembre- sottolinea Caterina Fida responsabile del settore scolastico-educativo per la Rdb-Cub P.I.- cosa che avrebbe consentito di far partire l'attivita' con ben altro livello di qualita' del servizio e di tranquillita' per il personale. La responsabilita' di questi ritardi non e' pero' tutta dell'amministrazione comunale- prosegue Fida- ma anche di quelle organizzazioni sindacali che hanno abdicato da tempo alla loro funzione in nome di una vergognosa politica concertativa. In questo senso e' auspicabile che il Consiglio indirizzi la Giunta al rispetto del piano assunzionale 2008 a far data dai primi mesi del 2009, utilizzando le graduatorie dei concorsi". "Crediamo che la nuova amministrazione non possa permettersi il lusso di spendere 800 mila euro per armare i vigili o pagare quasi 300 mila euro il capo di Gabinetto- conclude la rappresentante Rdb- e al contempo sostenere che non ci sono i soldi per attuare il piano assunzionale del 2008. Per tutte queste ragioni le educatrici precarie presidieranno il Consiglio comunale e vigileranno sulle decisioni che verranno assunte".

DISABILI. IERI CONTESTAZIONE DEI SINDACATI CONTRO BRUNETTA

(DIRE-notiziarioSanita') Roma, 17 dic. - Lo aspettano gia' dal mattino presto, con bandiere rosse, magafono in mano e polemici cartelloni "sandwich" che lo paragonano a Pinocchio: lui, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, alla fine non verra', ma e' a lungo il protagonista assoluto. All'auditorium dell'Inail e' andata in scena ieri la presentazione della nuova versione del portale dedicato alla disabilita' SuperAbile.it, una "eccellenza della Pubblica amministrazione" con 600 notizie pubblicate ogni mese fra storie, inchieste, dossier, interviste, approfondimenti giornalistici, schede e tabelle tecniche, fotografie, filmati e un notiziario audio giornaliero, tutto interamente accessibile alle persone disabili. Le rappresentanze sindacali di base (RdB), alle quali si unisce anche la Cgil, aspettano il ministro - invitato a partecipare - per manifestare la loro contrarieta' al "giro di vite" da lui voluto sui criteri stabiliti dalla legge 104/92, quella che regola i permessi lavorativi per l'assistenza ai familiari con disabilita'. "Le bugie hanno le gambe corte e un naso lungo. Brunetta uguale Pinocchio", recita - senza neppure troppa fantasia - uno dei cartelli all'ingresso dell'Auditorium. "Soldi alle banche, soldi alle imprese, per i lavoratori solo tagli", rincara la dose un altro striscione allargando la protesta all'azione complessiva dell'intero governo. "Nel delirio di onnipotenza - affermano i sindacalisti - il ministro Brunetta non ha esitato a sparare nel mucchio, penalizzando proprio quei soggetti che per necessita' personale perche' colpiti da malattia, o per assistenza a familiari in condizioni di difficolta' e per questo tutelati dalla legge 104/92, rappresentano l'anello piu' debole della catena, quello cui viceversa sarebbe necessario prestare maggiore attenzione, ampliando le forme di tutela previste dalla norma". "E' del tutto evidente - argomentano mentre ancora sperano di veder arrivare il titolare del dicastero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione - che quelli che vengono definiti privilegi rappresentano solo un parziale ed insufficiente tentativo di venire incontro agli immani bisogni e necessita' di chi presta la propria cura a persone con forte difficolta': lo sanno bene tutti i colleghi che quotidianamente fanno i salti mortali per supplire alle croniche e strutturali carenze di uno Stato che lascia sempre piu' sole le famiglie nell'affrontare il peso delle difficolta' legatre a particolari situazioni". Per i sindacati la "penalizzazione economica della malattia e della fruizione dei permessi previsti dalla 104" non puo' essere legittimata neppure dai "comportamenti aberranti e scorretti" di chi abusa della legge per altri fini, casi peraltro definiti "del tutto isolati". In questo senso la "passerella di Brunetta" alla presentazione di un portale dedicato alla disabilita' e' definita "una vera e propria provocazione". Salvo poi, una volta ufficializzata l'assenza del ministro per impegni concomitanti, esprimere dispiacere - fra uno striscione e un manifesto - "per il mancato confronto". A rappresentare il governo e a confrontarsi con i sindacati arriva poi, per l'esecutivo, il sottosegretario alla Salute Francesca Martini che rassicura: "La legge 104 non si tocca". Ma tutti aspettavano Brunetta. Per una volta, l'assenteista e' lui. (dal notiziario DIRE Welfare di ieri)

RICERCA. USI/RDB:CENTRO ZOOTECNICO TOR MANCINA RISCHIA CHIUSURA

(DIRE-notiziarioSanita') Roma, 17 dic. - "Il contenuto della lettera inviata questa mattina dal funzionario delegato alla conduzione tecnica dell'azienda sperimentale per la zootecnia di Tor Mancina a Monterotondo non lascia spiragli: da gennaio 2009 l'importante Centro di ricerca che fa capo al Cra, ente pubblico presieduto dall'ex senatore della Margherita Romualdo Coviello e vigilato dal ministero delle Politiche agricole, rischia la paralisi a causa del mancato rinnovo dei contratti a termine degli operai agricoli". A darne notizia e' il sindacato Usi-Rdb Ricerca che riporta alcuni stralci della missiva: "l'assenza del personale a tempo determinato oggi in servizio- scrive il funzionario- impedira' lo svolgimento delle principali operazioni di governo e mungitura del bestiame. Si dovra' inoltre rinunciare a quelle attivita' fino ad oggi affidate a operai agricoli a tempo determinato, quali la guardiania, le pulizie dei locali, oltre che agli interventi di manutenzione e riparazione frequentemente richiesti dalla vetusta' delle strutture e attrezzature". Per fronteggiare almeno parzialmente questa situazione, prosegue la lettera "si dovra' ricorrere solo alla buona volonta' del personale a tempo indeterminato: in pratica ci si dovra' appellare al loro buon senso perche' accettino di effettuare turnazioni in assenza di un regolamento che lo preveda per i soli lavori insopprimibili". Tuttavia tra il personale non ci sarebbe un sufficiente numero di "elementi con professionalita' adeguata per la mungitura del bestiame". Dunque, conclude il funzionario, "fin dalla prossima settimana, in mancanza di soluzioni praticabili, daro' disposizione perche' vengano ridotte tutte le attivita'". "Evidentemente- prosegue- questo smantellamento dell'attivita' di produzione di latte bovino e bufalino, avra' conseguenze sia sul bilancio, sia sulla capacita' di questa azienda a rispondere alle esigenze di ricerca del Centro". (dal notiziario DIRE Welfare di ieri)


17 dicembre 2008 - Il Manifesto

RICERCA
RdB-Cub, una proposta «salvacervelli» per i precari

Centinaia di delegati e lavoratori precari arrivati ieri a Roma da diverse parti d'Italia per partecipare all'assemblea nazionale dei lavoratori precari di Scuola, Ricerca e Università indetta da RdB-Cub, tre settori strategici per le politiche di qualsiasi Paese e che in Italia rischiano, anche se con differenti modalità, di passare in mano ai privati. Tre settori che rappresentano ormai, grazie anche agli attacchi del Governo, il fronte avanzato della lotta alla precarietà.
«Il governo deve prendere atto che è necessario modificare le politiche per Scuola, Ricerca e Università», ha dichiarato Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego che ha introdotto i lavori. «È autolesionista - ha proseguito Fiorentini - penalizzare formazione e conoscenza colpendone la parte più giovane, più debole ma altamente professionalizzata, che invece può portare nuovo vigore a questi settori. Per questo riproporre una protesta diffusa è una risposta che dobbiamo ai lavoratori ed al Paese». Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-RdB Ricerca, ha illustrato una proposta di legge elaborata dal sindacato: «Definiamo la nostra proposta 'salvacervelli', perché intende stabilizzare in cinque anni tutti i precari della Ricerca attraverso un investimento non oneroso, determinando una liberazione di risorse, che potrebbero essere investite nei progetti di ricerca, e consentendo così a tanti cervelli di rimanere a lavorare in Italia». È poi proseguito il dibattito, arricchito dalle testimonianze sulla condizione della precarietà espresse da diversi lavoratori dei tre settori. L'assemblea si è conclusa deliberando una prossima riunione, da tenersi verso la metà di gennaio 2009, per costruire una grande mobilitazione nazionale.


17 dicembre 2008 - Il Gazzettino

Il sindacato denuncia le gravi carenze e le mancate risposte dell’Asl 6
«Neurologia, rianimazione e medicina a corto di infermieri»

Vicenza - (m.c.) «Mancano decine di infermieri e nelle medicine abbiamo aperto una vertenza per ottenere risposte immediate». Con queste parole Federico Martelletto dell'Rdb-Cub lamenta la grave situazione dell'Asl 6 di Vicenza. Una crisi che colpisce, a macchia di leopardo, l'intero San Bortolo: «La carenza infermieristica di 8-10 unità in medicina spiega Federico Martelletto rappresenta la punta di un iceberg che sta dilagando in molti reparti, specie in rianimazione, neurologia e medicina riabilitativa. Il taglio dei riposi e le ferie negate, gli straordinari programmati ed i turni massacranti non sono più sufficienti a far girare i turni». Due le soluzioni prospettate dall'amministrazione dell'Asl 6 di Vicenza: la trasformazione dell'orario in eccesso prestato dagli infermieri in medicina, nei mesi di dicembre e gennaio, con acquisto di prestazioni a 30.99 euro l'ora e il pagamento garantito degli straordinari agli Oss. Gli alti vertici rispondono picche, però, alla richiesta dell'Rdb-Cub di ridurre i posti letto. «Ciò che sta accadendo in medicina conclude Federico Martelletto dimostra come, con l'acqua alla gola e con soluzioni tampone, si stanno demotivando, esasperando ed allontanando i lavoratori, andando a peggiorare la qualità dei servizi ed aumentando il rischio per operatori e pazienti, senza risolvere alcuno dei problemi sul tappeto».


17 dicembre 2008 - La Repubblica

Tagliabue lascia il Comune Oltre 3 milioni per pensioni anticipate

Firenze - Franco Tagliabue, 62 anni, dirigente tecnico del Comune di Firenze assegnato a Sas (società di Servizi alla strada), andrà in pensione a gennaio e come "buonuscita" per il pensionamento anticipato riceverà 122.624,57 euro oltre alla liquidazione. «Un vero scandalo», si infuria il sindacato Rdb di Palazzo Vecchio. In Comune si tratta del tredicesimo caso di «rottamazione eccellente», come la definiscono i sindacalisti, e cioè la pratica per quei manager che, sulla base di un accordo sindacale nazionale del 1999, se vanno in pensione in anticipo ricevono una super liquidazione. «In tutto dall´inizio questo accordo è costato al Comune 3.881.941 euro», protesta Stefano Cecchi, segretario delle Rdb. Tagliabue è anche sotto processo davanti alla Corte dei Conti: è accusato di aver causato un danno ai bilanci comunali per 466 mila euro.


17 dicembre 2008 - Il Tirreno

Busta paga in ritardo, è sciopero
I lavoratori del call center Answers esasperati vanno all’Ispettorato

PISTOIA - Scioperano i lavoratori del call center Answers: da molti mesi ormai gi stipendi arrivano in ritardo e con buste paga piene di errori. E intanto non c’è alcuna certezza per i contratti a termine in scadenza.
Ieri mattina un gruppo di dipendenti è andato direttamente all’ispettorato del lavoro per spiegare la situazione. «Avevamo già mandato due fax all’ispettorato, ma senza avere risposta. Da allora sono passati sette mesi - dice Rosario Castelli dell’Rsu-Rls del Cub - per questo ci siamo venuti di persona. Si sono giustificati dicendo che hanno tanto lavoro, tante ispezioni». Comunque si interesseranno del caso «girando la nostra protesta a Inps, Inail e Asl, sì perchè ci sono in discussione anche casi di mobbing, depressioni».
Intanto ieri pomeriggio l’azienda ha incontrato i rappresentanti di Cgil e Cub. «Unica spiegazione che danno ai ritardi nei pagamenti - dice Castelli (Cub) - è la crisi». In realtà i lavoratori del call center si trovano in questa situazione da molti mesi.
Spiegano alla Slc Cgil: «L’ultimo stipendio dovevano averlo il 10 dicembre, ma solo il 15 l’azienda ha comunicato che i bonifici di pagamento sarebbe arrivati il 18». Una tensione continua.
Racconta ancora Castelli: «Ho visto gente piangere perché aveva scadenze da pagare, un lavoratore in categoria protetta ha chiesto un anticipo di 50 euro (ne ha poi ottenuti 100) per comperare le medicine. Ci sono situazioni davvero drammatiche qui, e manca del tutto il rispetto per i dipendenti. Le tredicesime? Sono attese entro il 24, ma chissà quando arriveranno».
All’Answers di Sant’Agostino lavorano 700 persone, il 65% sono precari, percentuale assai superiore a quella prevista dal contratto collettivo.
Ricordano alla Cgil: «Nell’incontro del 18 novembre con il responsabile del personale Masciaga, l’Rsu aveva chiesto risposte certe per i contratti in scadenza. Ma queste risposte non sono arrivate».
Rsu e sindacato hanno dunque chiesto al vicepresidente della Provincia Romiti un incontro istituzionale con i responsabili di Answers, incontro convocato per il 22 dicembre.
I lavoratori si erano detti disposti a interrompere lo sciopero non appena avevano la certezza che i soldi della paga sarebbero arrivati. Cosa che è successa ieri mattina alle 10, come ha spiegato Castelli. «Però una parte di dipendenti ha ritenuto giusto continuare la protesta. L’azienda ci ha detto che non li riconoscerà in sciopero ma come assenti ingiustificati, cosa che naturalmente non accetteremo, a costo di inasprire ancora la lotta».


17 dicembre 2008 - Brescia Oggi

LA PROTESTA. La decisione dei sindacati per la «gravissima carenza» di personale operativo e direttivo nel Comando
Vigili del fuoco in agitazione

Brescia - Il 28 novembre il Consiglio dei ministri aveva nominato il prefetto di Brescia Francesco Paolo Tronca capo dipartimento dei Vigili del fuoco. Non sono passate tre settimane, e nella nuova veste Tronca si ritrova per le mani una patata bollente che gli viene proprio dalla città nella quale era arrivato due anni fa.
Ieri - e il nuovo capo dei Vigili del fuoco è stato subito informato - le organizzazioni sindacali del Comando di Brescia (Rdb-Cub, Cgil, Cisl, Uil, Confsal, Sin.Dir.) hanno dichiarato lo stato di agitazione «per la gravissima carenza di personale operativo e direttivo che continua a persistere ormai da troppo tempo». Insieme allo stato di agitazione, i sindacati hanno chiesto l’apertura di un tavolo di conciliazione fra le parti «ai sensi della Legge 146/90 e successive modificazioni»
«NONOSTANTE LA GIÀ consistente e storica carenza di organico - scrivono i sindacati a Tronca -, la nostra amministrazione ha disposto con decorrenza 22-12-2008 un ulteriore trasferimento di personale da Brescia (32 capi squadra) senza aver previsto alcun reintegro». I sindacati di categoria ritengono «assolutamente incoscienti e improponibili le soluzioni tampone prospettate dall’amministrazione (effettuazione di ore straordinarie a oltranza con carichi di lavoro assolutamente insostenibili e pagamenti differiti anche di 10 mesi, e ricorso al personale di altri Comandi che non hanno conoscenza e familiarità nè del territorio, nè del personale, e neanche del modus operandi locale)».
La situazione, continua la lettera dei sindacati «è aggravata dal fatto che al momento non si prospetta alcun limite temporale a questo stato di grave carenza di personale che, ci teniamo a evidenziare, riguarda solo alcuni Comandi provinciali del Nord Italia. Tra questi, quello di Brescia risulta il più penalizzato».
Le organizzazioni sindacali condannano «fortemente» il comportamento dell’amministrazione per questa situazione, «che potrebbe compromettere gravemente il soccorso e i servizi al cittadino».
IN QUESTI GIORNI, informano i sindacati, continueranno le assemblee del personale per concordare forme di sciopero da mettere in atto «qualora il competente dipartimento del ministero dell’Interno non garantisca adeguate, immediate e definitive soluzioni».
In uno specchietto allegato alla lettera indirizzata a Tronca (e - tra gli altri - al viceprefetto vicario di Brescia Attilio Visconti e al comandante provinciale dei Vigili del fuoco, l’ingegner Salvatore Buffo) i sindacati illustrano le carenze di organico: i funzionari tecnici dovrebbero essere 19, e invece sono 7; i vigili del fuoco dovrebbero essere 196, e sono solo tre di meno, 193, ma i capi reparto sono solamente 2 quando dovrebbero essere 29, e neanche a capi squadra il Comando se la cava meglio: l’organico ne prevede 89, ma sono 46.


17 dicembre 2008 - Corriere di Viterbo

Aloisio promette: "A Pasqua sarà pronto il nuovo ospedale
"Ormai il presidio falisco è acceditato e nessuno può chiuderlo"
di Alessandro Quami

Montefiascone - Il nuovo ospedale aprirà i battenti entro Pasqua. Forse entro la fine di marzo 2009. E ci sarà geriatria (medicina), ci sarà la chirurgia per acuti (a degenza breve), ci sarà un primo soccorso (integrato al pronto soccorso di Belcolle). In più sarà aggiunto il Ptp, il presidio territoriale di prossimità, che è una forma migliore di assistere nella struttura ospedaliera quegli utenti che altrimenti dovrebbero essere curati a casa (Adi); e per i quali il medico di famiglia e degli infermieri trovano più comodo offrire il servizio nella struttura pubblica. Insomma, il direttore generale Giuseppe Aloisio rassicura gli amministratori locali (il sindaco, e gli assessori Massimo Paolini e Maurizio Paradiso), il capo del distretto Viterbo 1 Giuseppe Piermattei, gli operatori sanitari (molti), le associazioni di volontariato (la Solidarietà falisca) e i sindacati (Lino Rocchi delle Rdb) presenti all'incontro organizzato dalla Asl Viterbo in biblioteca comunale. Dove Aloisio lunedì sera ha voluto condividere (non per nulla il titolo dell'incontro è 'Insieme qui') un breve riassunto di "tutto il lavoro svolto in questi anni - dice -, e che anche dopo dei periodi difficili e di aspro confronto ha dato un verdetto: ormai la struttura ospedaliera di Montefiascone è stata accreditata e nessuno può più chiuderla". Paura che solo negli ultimi tempi si è affievolita, in quanto il deficit sanitario del Lazio ha messo fino alla fine a rischio se non la chiusura, il drastico ridimensionamento dei servizi ospedalieri, di Montefiascone e di altri centri della provincia (come Acquapendente). Anche e soprattutto per rassicurare queste realtà locali che Aloisio sta facendo "il giro per la sede dei cinque distretti della provincia". Su Montefiascone si sofferma sul concetto di primo soccorso, e spiega che "con l'accorpamento della struttura con il pronto soccorso di Belcolle, per i medici aumenteranno i casi e si innalzerà la loro bravura". Poi dice che "è ora di togliere la scritta 'pronto soccorso': è un'altra cosa. Lasciarla confonderebbe il lavoro dell'ambulanza. E sarebbe un pericolo". Infine, passa a elencare lo stato dei lavori di messa a norma dell'ospedale. "Siamo in fase di consegna di quasi tutto", afferma. "Prima di Natale il primo soccorso sarà consegnato". E i lavoratori stiano tranquilli: "Per i montefiasconesi il problema degli spostamenti non esiste. Si muoveranno solo se vorranno".


17 dicembre 2008 - Il Riformista

binari La corte dei conti dice che i debiti per l'alta velocità hanno ormai sfiorato i 20 miliardi di euro
Formigoni vs Moretti. La battaglia lombarda contro la Freccia Rossa
TGV ALL'ITALIANA. Oggi ancora proteste per i ritardi al traffico ferroviario locale causati dai treni veloci Roma-Milano. Le Regioni si difendono.
di Gianmaria Pica

Sergio Cofferati vestito da capostazione con berretto, paletta e fischietto. Così, il 14 dicembre scorso, il sindaco di Bologna inaugurava Freccia Rossa, il nuovo treno della linea Alta Velocità delle Ferrovie dello Stato. Ma svestiti i panni del capostazione, Cofferati ha annunciato la sua preoccupazione: «Non bisogna trascurare i problemi di quelli che ogni giorno fanno viaggi più brevi, ma altrettanto importanti per la loro vita perché vanno a casa o al lavoro».
Veggente. I suoi timori hanno trovato conferma il giorno successivo. I notevoli ritardi dei treni hanno causato notevoli disagi in tutte le regioni. In Emilia-Romagna ha addirittura ritardato il 50 per cento dei convogli. In Lombardia gli indugi di lunedì hanno portato il Governatore della regione, Roberto Formigoni, a lanciare un ultimatum all'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Il suo assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, ha detto: «Diamo 24-48 ore per andare a regime. Chiediamo tassativamente il rispetto degli accordi pattuiti con l'ingegner Moretti. Altrimenti siamo pronti a bloccare il Freccia Rossa».
I disagi di lunedì, causati dai ritardi e da treni soppressi (20 totalmente, 33 parzialmente) si sono ripetuti - seppur in misura minore - anche ieri. Sono stati soppressi alcuni treni a Mantova, Varese e Arona. Sulla tratta Milano-Piacenza un convoglio ha avuto 20 minuti di ritardo e, per un guasto a uno scambio sulla linea tra Milano e Lecco, l'indugio medio è stato di mezzora. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha riconosciuto che la situazione dei treni di ieri «è stata leggermente migliore nel suo complesso» rispetto a lunedì, ma che «non è ancora sufficiente». Il Governatore non esclude proteste: «Se proseguisse questo stato insoddisfacente saremmo pronti alle forme di protesta più clamorose». Per quanto riguarda le maggiori risorse richieste dalle Ferrovie dello Stato, Formigoni ha chiarito che l'azienda guidata da Moretti «conosce benissimo la situazione: è inutile che metta in campo una lamentela nei confronti delle Regioni perché sa che siamo impegnati insieme per ottenere i fondi necessari da parte dello Stato».
Anche il Veneto soffre i disagi legati al nuovo treno superveloce Freccia Rossa. Ai ritardi di lunedì, si sono aggiunti quelli di ieri: per esempio il treno 5687 Belluno-Venezia, composto da solo due carrozze, è arrivato a Santa Lucia con 22 minuti di ritardo.
Non è ancora chiara la causa che ha quasi paralizzato il traffico ferroviario locale. Hanno provato a spiegarlo al Riformista alcuni dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Il macchinista Alessandro Pellegatta, iscritto al sindacato autonomo Cub trasporto, è critico anche nei confronti del Freccia Rossa: «Non è altro che un Eurostar dipinto di rosso». Secondo Pellegatta, tutta la politica manageriale di Moretti è sbagliata, «l'amministratore delle Fs ha puntato tutto sull'Alta Velocità. Gran parte delle risorse - ha detto il ferrotranviere - sono state catalizzate su questo progetto. Con ricadute su tutto il traffico». Secondo il macchinista, gli indugi accumulati in questi giorni, non sono altro che «il frutto di una politica mirata a favorire quei pochi che si possono permettere il lusso (e il costo del biglietto) di viaggiare sul Freccia Rossa». Un altro dipendente di Moretti, che preferisce rimanere anonimo, spiega che gli investimenti massicci fatti nell'Alta Velocità vanno contro la volontà degli italiani: «Secondo i nostri dati, l'80 per cento di tutti i viaggiatori Trenitalia sono pendolari, si muovono su tratte che vanno da pochi chilometri fino a un massimo di 180 chilometri». Secondo la fonte aziendale, il problema è tutto politico: «I Governi hanno investito miliardi di euro nei progetti Tav. Ora l'indirizzo, non so se manageriale o dettato dall'esecutivo, è quello di far vedere che funziona il servizio Freccia Rossa. Si bloccano tutti gli altri convogli, causando i conseguenti ritardi, per far passare e arrivare in orario il treno superveloce».
Gli investimenti per l'Alta Velocità sono elevatissimi. Una precedente inchiesta del Riformista ha dettagliato i costi della Tav. Solo per la linea Torino-Trieste si sono accumulati nel corso degli anni 48,4 miliardi di euro di spese, più del doppio della media europea. Delle tratte dell'Alta Velocità tra l'estremo piemontese e quello triestino sono state realizzate solo porzioni minime. E chi pensa che sia la morfologia del territorio italiano, con la catena montuosa delle Alpi, a dettare i maggiori costi dovrà ricredersi. Infatti, la tratta Torino-Novara, costruita completamente in pianura, sarebbe costata oltre 50 milioni di euro al chilometro. Molto più dei costi medi francesi (13 milioni) e di quelli spagnoli (15 milioni).
Lunedì la Corte dei Conti ha pubblicato il rapporto del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da Ferrovie per la realizzazione del sistema Alta Velocità: 12,9 miliardi di euro di debiti, a cui vanno aggiunti oltre 600 milioni di interessi. Tutto perché Infrastrutture spa, una società creata per raccogliere fondi presso le banche per realizzare le opere, si è trasformata, secondo i giudici contabili, in «un project finance atipico, con rischi interamente gravanti sulla parte pubblica», con una «scarsa trasparenza amministrativa e contabile».
Ferrovie dello Stato ha chiuso l'esercizio finanziario 2007 con una perdita che sfiora i 460 milioni di euro e 10,5 miliardi di debiti.


16 dicembre 2008 - Ansa

UNIVERSITA': RDB CUB, PROPOSTA 'SALVACERVELLI' PER RICERCA

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Centinai di delegati e lavoratori hanno partecipato questa mattina a Roma all'assemblea nazionale dei lavoratori precari di Scuola, Ricerca e Universita' indetta da RdB-Cub: ''Il Governo deve prendere atto che e' necessario modificare le politiche per scuola, ricerca e universita''', ha detto Cristiano Fiorentini della direzione nazionale RdB-Cub: ''E' autolesionista penalizzare formazione e conoscenza colpendone la parte piu' giovane, piu' debole ma altamente professionalizzata, che invece puo' portare nuovo vigore a questi settori. Per questo riproporre una protesta diffusa e' una risposta che dobbiamo ai lavoratori ed al Paese''. Claudio Argentini, della segreteria nazionale Usi-RdB Ricerca, ha illustrato una proposta di legge elaborata dal sindacato: ''Definiamo la nostra proposta salvacervelli, perche' intende stabilizzare in 5 anni tutti i precari della Ricerca attraverso un investimento non oneroso, determinando una liberazione di risorse, che potrebbero essere investite nei progetti di ricerca, e consentendo cosi' a tanti cervelli di rimanere a lavorare in Italia''.


16 dicembre 2008 - Adnkronos

EMILIA ROMAGNA: RDB AD ERRANI E DONINI, QUEST'ANNO NIENTE DA FESTEGGIARE A NATALE
'NON VI SIETE ESPRESSI CONTRO IL DECRETO BRUNETTA'

Bologna, 16 dic. - (Adnkronos) - Una lettera che risponde con piglio polemico all'invito avanzato dal presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani e dal presidente dell'Assemblea legislativa Monica Donini a un brindisi per le feste natalizie. L'hanno scritta i rappresenentanti delle Rdb/Cub regionali, che imputano ai due presidenti di non essersi "espressi pubblicamente contro il decreto, ora legge, cossiddetto 'Brunetta'". "Quest'anno - ricordano - non e' stato un anno facile: cambio di governo, crisi economica, borse che scendono, petrolio che sale ma anche nel nostro piccolo le novita' sono tutte di segno negativo. Incominciamo col disciplinare tecnico, prima si investono soldi per la formazione informatica poi ti dicono di usare la 'rete' solo se il tuo dirigente ti autorizza. A luglio poi e' arrivato il contratto integrativo e anche qui i principi di Brunetta ci sono tutti: dalla valutazione individuale (quella gestita solo dai dirigenti) all'introduzione della valutazione di competenze, al ridimensionato il diritto alle cure parentali all'irrigidimento della flessibilita' oraria". "Del tutto eliminata - chiosano - la commissione di conciliazione sindacale". Le Rdb fanno presente poi che "l'aumento dei soldi da distribuire come produttivita' e' tanto esiguo che basteranno pochi giorni di malattia (non esiste piu' la franchigia) per non vedere riconosciuto alcun aumento mentre , nonostante le pessime esperienze degli anni scorsi, rimangono i progetti di 'elevata qualita'' decisi unilateralmente dall'amministrazione per proprie esigenze". Segue un lungo elenco di aspetti che hanno avutio una ripercussione negativa per i dipendenti regionali e le loro famiglie. Di qui la decisione di non accettare l'invito delle prime cariche della Regione.


16 dicembre 2008 - Dire

REGIONE. ERRANI BRINDA COI DIPENDENTI E ATTACCA BRUNETTA
MA LE RDB DISERTANO IL BRINDISI NATALIZIO

(DIRE) Bologna, 16 dic. - Il governatore Emilia-Romagna Vasco Errani bacchetta il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. E lo fa di fronte ai dipendenti della Regione riuniti per il consueto brindisi natalizio. Un brindisi disertato dalle Rdb di viale Aldo Moro, in polemica proprio con Errani e la presidente del parlamentino regionale Monica Donini, per non essersi espressi pubblicamente contro il decreto Brunetta. Una "mancanza" oggi sicuramente colmata: "Dobbiamo applicare le leggi, ma non seguiamo un'ideologia che non condividiamo- scandisce Errani- rappresentare la pubblica amministrazione con semplificazioni che si riassumono nel concetto di fannulloni e' un danno grave per il Paese, perche'" incrina "il rapporto tra cittadini e istituzioni". E, incalza il presidente, "rappresentare la pubblica amministrazione in modo omogeneo e tutta come se fosse negativa non lo possiamo e non lo vogliamo accettare". Parole che strappano l'applauso, e a cui segue una promessa: "Come Regioni- dice Errani- stiamo cercando, nel prossimo rinnovo contrattuale, di dare un segnale positivo a voi che lavorate nelle istituzioni". Il 2009, aggiunge il governatore, "sara' un anno difficile: tenete alto il nome di questa terra, perche' puo' essere utile per rialzare il tono e la qualita' di questo paese". Anche perche' "il lavoro di quest'anno ci ha confermato come una delle realta' piu' dinamiche di Italia- conclude Errani- ma i problemi ci sono e bisogna guardarli in faccia". Insomma, l'augurio di buon Natale e buone feste non solo non puo' prescindere da Brunetta (se fatto a lavoratori del pubblico), ma nemmeno dalla crisi. Una crisi, fa presente Donini "che in primis si scarica sui lavoratori. Vi ringrazio per la prova tangibile che qui non ci sono fannulloni: se non fosse cosi' l'Emilia-Romagna non potrebbe vantare la tenuta complessiva del sistema". Dunque dall'Emilia-Romagna arrivano parole durissime contro Brunetta. Che pero' rimane il motivo principale del boicottaggio delle Rdb del brindisi. "Il 2008 per i dipendenti regionali e le loro famiglie e' stato un anno negativo, per cui mio caro presidente, mia cara presidente il vostro spumantino bevetevelo da soli", scrive il sindacato di base della Regione. Quest'anno "non e' stato un anno facile", fanno notare le Rdb. Che poi ne ripercorrono le tappe: "Incominciamo col disciplinare tecnico, prima si investono soldi per la formazione informatica poi ti dicono di usare la 'rete' solo se il tuo dirigente ti autorizza". A luglio "e' arrivato il contratto integrativo e anche qui i principi di Brunetta ci sono tutti: dalla valutazione individuale (quella gestita solo dai dirigenti) all' introduzione della valutazione di competenze, al ridimensionato il diritto alle cure parentali all' irrigidimento della flessibilita' oraria". Del tutto "eliminata la commissione di conciliazione sindacale". Il premio produttivita', attacca il sindacato, "e' tanto esiguo che basteranno pochi giorni di malattia (non esiste piu' la franchigia) per non vedere riconosciuto alcun aumento mentre, nonostante le pessime esperienze degli anni scorsi, rimangono i progetti di 'elevata qualita'' decisi unilateralmente dall'Amministrazione per proprie esigenze". E ancora: "Peggiorato anche il percorso per le progressioni orizzontali" e "le progressioni verticali e le riqualificazioni poi sempre e solo per i pochi 'fortunati'". Ricapitolando: "Stipendio decurtato per le assenza di malattia, comprese le assenze fatte per accudire figli portatori di handicap e parenti anziani- concludono le Rdb- gli aumenti contrattuali poi sono inesistenti mentre per i soli consiglieri e assessori si parla di centinaia di euro".

RICERCA. USI/RDB: CENTRO ZOOTECNICO TOR MANCINA RISCHIA CHIUSURA

(DIRE) Roma, 16 dic. - "Il contenuto della lettera inviata questa mattina dal funzionario delegato alla conduzione tecnica dell'azienda sperimentale per la zootecnia di Tor Mancina a Monterotondo non lascia spiragli: da gennaio 2009 l'importante Centro di ricerca che fa capo al Cra, ente pubblico presieduto dall'ex senatore della Margherita Romualdo Coviello e vigilato dal ministero delle Politiche agricole, rischia la paralisi a causa del mancato rinnovo dei contratti a termine degli operai agricoli". A darne notizia e' il sindacato Usi-Rdb Ricerca che riporta alcuni stralci della missiva: "l'assenza del personale a tempo determinato oggi in servizio- scrive il funzionario- impedira' lo svolgimento delle principali operazioni di governo e mungitura del bestiame. Si dovra' inoltre rinunciare a quelle attivita' fino ad oggi affidate a operai agricoli a tempo determinato, quali la guardiania, le pulizie dei locali, oltre che agli interventi di manutenzione e riparazione frequentemente richiesti dalla vetusta' delle strutture e attrezzature". Per fronteggiare almeno parzialmente questa situazione, prosegue la lettera "si dovra' ricorrere solo alla buona volonta' del personale a tempo indeterminato: in pratica ci si dovra' appellare al loro buon senso perche' accettino di effettuare turnazioni in assenza di un regolamento che lo preveda per i soli lavori insopprimibili". Tuttavia tra il personale non ci sarebbe un sufficiente numero di "elementi con professionalita' adeguata per la mungitura del bestiame". Dunque, conclude il funzionario, "fin dalla prossima settimana, in mancanza di soluzioni praticabili, daro' disposizione perche' vengano ridotte tutte le attivita'". "Evidentemente- prosegue- questo smantellamento dell'attivita' di produzione di latte bovino e bufalino, avra' conseguenze sia sul bilancio, sia sulla capacita' di questa azienda a rispondere alle esigenze di ricerca del Centro".

HORUS. OCCUPANTI: TRATTARE CON PROPRIETÀ E NESSUNO SGOMBERO

(DIRE) Roma, 16 dic. - Si dicono "soddisfatti" per l'apertura anticipata del tavolo interistituzionale sul destino dell'Horus di piazza Sempione ma anche "preoccupati" per un eventuale sgombero. Gli occupanti dell'Horus, che sono rientrati nel locale lo scorso 12 dicembre dopo essere stati sgomberati il 21 ottobre affermano, nella conferenza convocata dopo l'incontro di questa mattina che "i rappresentanti delle istituzioni si sono impegnati ad agire come mediatori con il prefetto per evitare azioni repressive almeno fino al 14 gennaio" giorno in cui e' stato fissato un nuovo incontro del tavolo interistituzionale. Trattandosi di un locale posto sotto sequestro, infatti, la possibilita' di una azione di sgombero richiesta dalla magistratura rimane. "Comune, Provincia e Regione- spiegano ancora- hanno detto che cercheranno di incontrare la proprieta' prima del 14 per capire quali condizioni pone per cedere l'edificio. Per il momento siamo soddisfatti poiche' abbiamo evitato l'ennesima speculazione e abbiamo permesso alla politica di tornare a decidere sugli spazi della citta'". Riprendono cosi' anche le iniziative e le attivita' culturali anche se i ragazzi che hanno rioccupato l'Horus hanno trovato locali distrutti, bagni cementati e resi inutilizzabili, computer e macchinari distrutti o rubati. "La proprieta'- affermano gli occupanti- ha poco da recriminare viste le condizioni in cui ha tenuto lo stabile. Da quando ci hanno sgomberato ci sono stati 52 giorni di devastazioni e saccheggi, abbiamo trovato svastiche sui muri e scritte offensive contro Renato Biagetti, porte spaccate e macchinari che stavamo ancora pagando sono spariti. E sopra il bancone abbiamo trovato due bottiglie di plastica piene di benzina". Ora gli occupanti si vedono come "custodi sociali di questo posto che vogliamo proteggere dai saccheggi della proprieta'. Abbiamo comunque proposto una soluzione che e' stata gia' adottata altre volte: nominare un custode giudiziario che sia garante dei rapporti fra noi e i magistrati evitando cosi' il pericolo di uno sgombero a sorpresa". Tra le iniziative in programma, venerdi' mattina mobilitazione degli occupanti di case, del Blocco precario metropolitano e dell'Asia Rdb che manifesteranno sotto la sede della giunta regionale. Il pomeriggio ci sara' un'assemblea di movimento a cui parteciperanno rappresentanti della cultura, mentre la sera all'Horus verra' presentato il nuovo singolo degli Assalti Frontali realizzato insieme ai Comitati contro la riforma Gelmini a cui seguira' una serata rap.


16 dicembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 45 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Finanziamenti per giovani ricercatori: Milano sbanca, il sud fanalino di coda
* Ricerca pubblica, un anno funesto
* Diritti umani, Amnesty bacchetta l'Italia
* Il direttore generale Istat rischia il processo penale
* Nessun risarcimento per Gino Giardi
* Il consorzio Almaviva/Cnr finisce in liquidazione
* La Cgil-Istat scivola sul verbo diffidare
* Assemblea nazionale Usi/RdB rinnova organismi statutari
* Sereno Natale e Felice 2009 dalla redazione del Foglietto


16 dicembre 2008 - La Nazione

Sarzana. VOLANTINAGGIO «vietato» davanti all’Ipercoop...

Sarzana - VOLANTINAGGIO «vietato» davanti all’Ipercoop? E’ quanto denunciato dai rappresentanti delle Rappresentanze sindacali di base-Confederazione unitaria di base, impegnati ieri in una manifestazione sindacale davanti al Centroluna di Sarzana. «Qualcuno ha provato ad impedire ad un gruppo di lavoratori della Ipercoop, organizzati con le Rappresentanze Sindacali di Base/Confederazione Unitaria di Base — scrive un documento delle stesse Rdb-Cub — di svolgere la normale attività di propaganda sindacale, attraverso la distribuzione di un volantino nel piazzale antistante il Centroluna. Per scrupolo, i lavoratori avevano anche avvisato la Questura, la direzione Ipercoop e il responsabile della struttura. Inoltre i Carabinieri, presenti nell’area, avevano accertato la regolarità dell’azione sindacale, peraltro sancita dallo Statuto dei lavoratori e dalla Costituzione. Oltre a fare brutta figura, allontanare i lavoratori, impegnati in una legittima propaganda sindacale nel proprio posto di lavoro potrebbe configurare un comportamento antisindacale passibile di denuncia. Ci auguriamo che ciò non si ripeta».


16 dicembre 2008 - Bologna 2000

Villani: Errani fa il Comunista reazionario a brindisi con dipendenti regionali

Regione - "Visto che RDB gli tira le orecchie Errani fa lo scarica barile e attacca il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che ricordiamo essere come la Cuccarini, il più amato dagli italiani, ed anche l’unico italiano ad essere finito tra i 20 nuovi eroi del mondo secondo la rivista Monocle". Il VicePresidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia – Romagna Luigi Giuseppe Villani, consigliere regionale del gruppo Forza Italia – PDL continua: "Per rispondere ad RDB il Presidente Errani non perde il vizio e fa il comunista, da vero Campione come regalo di Natale ai suoi dipendenti dona un pacco di sana demagogia pur di strappargli un applauso. Affrontando il discorso seriamente gli ricordiamo come neanche la nostra regione sia esente da critiche, la comparazione delle assenze per malattia nei mesi di novembre 2007 e novembre 2008 ci dimostrano ancora una volta che la cura Brunetta è assai efficace: a ottobre nel Comune di Castel San Giovanni le assenze sono scese dell’88,5%, a Serramazzoni dell’86,8%, nel Comune di Portomaggiore dell’81%, nel Comune di Modena del 56,8%, nel Comune di Forlì del 62,3%. A Codigoro dell’80,2% a ottobre e del 93,9% a novembre 2008, nella Asl di Ravenna del 63,5% a ottobre e del 62,7% a novembre 2008, nella provincia di Reggio Emilia del 62,5% a ottobre e del 64,5 a novembre. Ricordiamo che nella comparazione dei mesi di settembre 2007 e 2008 anche le assenze per malattia dei dipendenti regionali sono sostanzialmente diminuite facendo registrare un - 44% e nel confronto novembre ’07 – ’08 sono precipitate del 48,3%. E’ evidente che continuare strenuamente a combattere contro i provvedimenti del Ministro Brunetta è il segno della poca responsabilità del Governatore Errani, quella responsabilità che ha richiamato proprio all’inzio della sua relazione sull’attuazione del programma di governo. Un intervento populista, reazionario e superficiale per continuare nella deresponsabilizzazione".


16 dicembre 2008 - Brindisium.net

Precariato, RdB CUB e Cobas: esportare l'esperienza della Asl Foggia

Come è noto alle SS.LL. in indirizzo dal mese di Agosto 2008 è stata costituita, dalla ASL FG, una società (Sanitaservice) ad intero capitale pubblico che, sino ad ora, gestisce quasi tutte le postazioni del 118 della Provincia di Foggia e il servizio di ausiliariato della stessa ASL. A distanza di quasi sei mesi si può tracciare un primo bilancio, sia economico che della qualità del servizio, della società citata e chi, come la scrivente, ha seguito nel tempo tanto la lotta dei Lavoratori che la nascita (e la crescita) della stessa non potrà che dire che il bilancio è, in tutti e due i casi, altamente positivo. Che il risparmio economico sia evidente basta vedere quanto sono costati i Lavoratori della Sanitaservice alla ASL FG; nel mese di Novembre 2008 è stato firmato un mandato di pagamento per le prestazioni della Sanitaservice - 118 e servizi di ausiliariato - di circa 900.000 EURO, con tale importo sono stati pagati gli stipendi di circa 420 dipendenti. In proiezione annuale e con lo stesso numero di dipendenti (compresi oneri sociali e tredicesime) la spesa complessiva si dovrebbe attestare a circa 12 Milioni di Euro. Se si pensa che nel lontano 2004 solo la ex ASL FG/1 spendeva oltre 16 Milioni di Euro per lo stesso numero di Lavoratori esternalizzati crediamo di aver avuto ragione ad insistere a che i servizi fossero reinternalizzati e, per questo, iniziammo una lotta isolata e, in alcuni casi derisa e intimidita, nel "lontano" 1998. Qualcuno potrebbe pensare, vedendo queste cifre, che a rimetterci siano stati i Lavoratori che, invece, hanno mediamente aumentato il loro stipendio (rispetto a quando erano dipendenti delle cooperative o della Cascina) di circa 300 Euro mensili – di questi tempi non sono certamente da buttare - e bastava vederli in volto il giorno del loro primo stipendio da dipendenti della Sanitaservice per capire cosa era loro successo. Come spesso avviene la tranquillità (economica e contrattuale) del Lavoratore coincide anche con un miglioramento della qualità del servizio e questo è quanto sta avvenendo in quanto la professionalità dei Lavoratori del 118 e dei servizi di ausliariato non è mai stata messa in discussione. La RdB CUB e il Cobas del Lavoro Privato sono convinti che l’ esperienza della Sanitaservice di Foggia, dopo questo periodo di "sperimentazione", deve essere "esportata" in tutte le AA.SS.LL. pugliesi non solo per fare cassa ma, soprattutto, per fare uscire dalla mortificazione dei diritti tutti i Lavoratori di imprese e cooperative esterne che operano nella sanità pugliese. Con il tempo stiamo conoscendo tutte le realtà della nostra Regione e chi come noi pensava che la ASL FG fosse il peggio, si è dovuto ricredere contattando le altre. Abbiamo scoperto, per esempio, che là dove questa Giunta Regionale, meritevolmente, ha imposto alle associazioni di volontariato che operano nel 118 di assumere a tempo indeterminato a tempo pieno ¼ dei soci volontari, alcuni presidenti impongono, ai Lavoratori assunti, di lasciare all’associazione quasi il 50% dell’importo dello stipendio (abbiamo assistito alla scena di un Lavoratore che piangeva sapendo di doverlo fare per forza in quanto rischiava di essere licenziato) e se già questo (oltre al risparmio) non è un ottimo motivo per cacciare quanti lucrano sulla pelle dei Lavoratori e dei Cittadini pugliesi vuol dire che ancora non si è capito quanti "profittatori" si sono arricchiti con i servizi esternalizzati. La RdB , il Cobas del Lavoro Privato ed i Lavoratori delle cooperative (!) e delle imprese esterne di tutte le AA.SS.LL. della Regione Puglia avranno un primo momento di mobilitazione giorno 16 Dicembre 2008, a partire dalle ore 10 manifestando la loro voglia di rivincita (possibile) e riscatto nei confronti di quanti hanno deriso la loro dignità e i loro diritti e lo faranno presso il palazzo del Consiglio Regionale in via Capruzzi.
Il Coordinamento Regionale RdB –Cub Sanità - Cobas del Lavoro Privato Regionale


16 dicembre 2008 - Il Mattino di Padova

I PROBLEMI DEL LAVORO
Tnt, altro cambio d’appalto
Il consorzio Aurora subentra al Corso, operai in apprensione

LIMENA - Ennesimo cambio di appalto nella gestione del magazzino della Tnt. Quando ormai pensavano di aver finalmente risolto i loro problemi, ecco arrivare l’ennesima doccia fredda per i lavoratori del magazzino alla Tnt di Limena: il 4 dicembre hanno appreso che non saranno più soci del Consorzio Corso, ma che la nuova gara d’appalto per la gestione del magazzino di Limena e di quello di prossima apertura a Monselice, è stata vinta ora dal Consorzio Aurora. Un ennesimo cambio di appalto che ha sprofondato nuovamente nell’esasperazione e nella preoccupazione i 66 magazzinieri.
Ieri mattina si è tenuta una riunione in Prefettura, dalla quale è emersa la volontà del nuovo consorzio di assumere tutti i lavoratori e alle medesime condizioni contrattuali. Cautamente ottimiste le due sigle sindacali, Adl Cobas e Cgil. «Durante la riunione Aurora ha annunciato di voler assumere tutti i lavoratori presenti a Limena, mantenendo anche tutti gli accordi raggiunti in questo anno - dichiara Romeo Barutta della Cgil - Se questo è senz’altro positivo, resta comunque la nostra contrarietà ad un ennesimo cambio di appalto, il secondo in meno di un anno. Una prassi per questo genere di attività che andrebbe assolutamente cambiata». Aspettano che sia messo tutto nero su bianco i Cobas, prima di cantare vittoria. «Attendiamo di vedere come sarà realizzato il passaggio di consegne da un consorzio all’altro - dichiara Gianni Boetto, Adl Cobas - Abbiamo imparato ormai che tra quanto scritto e quanto in realtà messo in pratica a volte ci sono delle notevoli differenze». Durante la riunione sono stati confermati anche l’attuale volume di lavoro nella sede di Limena e l’apertura dell’Hub di Monselice a partire dal primo febbraio, dentro al quale confluiranno lavoratori in esubero a Limena e ci sarà posto anche per alcune nuove assunzioni. Qualche attimo di tensione si è avuto solo quando il consorzio uscente ha annunciato di voler recuperare il denaro anticipato. I sindacati sono insorti, le buste paga di novembre e dicembre dovrebbero rimanere inalterate.(cri.s.)


16 dicembre 2008 - La Stampa

GUALA CLOSURES. ACCORDO
Gli impiegati passano nei reparti produttivi. Salvi i posti di lavoro

Il verbale d’accordo alla Guala Closures è firmato. Con qualche aggiustamento rispetto alla proposta iniziale, si è trovata convergenza tra l’innovativo piano sociale e le esigenze espresse dai sindacati delle tre sigle Cgil Cisl e Uil. Resta invece contraria la posizione dell’Alca Cub che ha sintetizzato, in un volantino diramato nei giorni scorsi, i motivi del diniego: «Non ci sono dati ufficiali in merito alla crisi aziendale e non c’è un piano industriale di previsione per superarla; non si sono cercate soluzioni alternative; gli incentivi per l’uscita volontaria e il pensionamento sono ridicoli; non ci sono garanzie di reintegro in caso di ripresa».
Secondo i sindacati confederali, invece, la proposta che ha accompagnato il provvedimento di mobilità per una trentina di addetti, il piano sociale, con alcuni aggiustamenti che sono stati proposti e sui quali si è insistito, ha comunque salvaguardato i posti (pur con l’utilizzo dello strumento cosiddetto «novazione del rapporto di lavoro», che significa il passaggio dal ruolo di impiegato o tecnico a quello di operaio in produzione) e i livelli salariali.
Subito dopo la firma, l’azienda ha diramato un comunicato in cui esprime soddisfazione per «l’esito positivo» della trattativa che «salvaguarda gli attuali livelli occupazionali» e inoltre «per i lavoratori interinali prevede, come ammortizzatore, un impiego part time della durata di alcuni mesi». La Guala Closures fa emergere la positività della «collaborazione delle parti coinvolte - Gruppo Guala Closures, sindacati, Confindustria Alessandria -: si è così raggiunto un accordo innovativo che soddisfa le esigenze dell’azienda, dettate dall’attuale difficile contesto macroeconomico, riducendo al minimo l’impatto sull’attuale livello occupazionale e salariale».
Dichiara Mauro Boano, direttore del Personale: «Azienda e sindacati hanno compreso che, nel quadro di difficoltà che sta attraversando il nostro Paese e l’economia mondiale, è possibile e necessario osare un po’ di più e affrontare apertamente i problemi».
Nel caso specifico, è convinzione di Boano che «un passo indietro ha consentito un notevole balzo in avanti nell’interesse di tutti».


16 dicembre 2008 - Il Manifesto

Camerati imprudenti o impuniti? ***

Sabato scorso, allo Spazio liberato ex Breda est di Pistoia, si stava svolgendo una iniziativa antifascista con l'esposizione di una mostra sulle nuove destre, dibattito e musica. Verso le 23.30 si sono presentati sei neofascisti che, dopo alcune provocazioni verbali, hanno picchiato un giovane presente all'ingresso dello Spazio liberato, ferendolo al volto e alla testa. Subito dopo sono fuggiti via a corsa verso il centro della città inseguiti da decine di persone. Ma arrivati in piazza Treviso, alla Barriera, per una coincidenza c'era una volante della polizia e subito dopo anche una dei carabinieri. Le forze dell'ordine, dopo aver fermato quattro aggressori (i più giovani, altre due sono riusciti a fuggire), hanno preso i documenti anche a sei persone tra quelle aggredite. Gli aggressori hanno in quel momento mostrato la loro arroganza ed il loro chiaro orientamento politico esibendosi, alla presenza degli agenti, con saluti romani e mostrando con orgoglio svastiche e croci celtiche. Intanto sono state ritrovate sul luogo dell'aggressione, e denunciate ai militari dell'Arma, catene e altri oggetti contundenti utilizzati dagli aggressori. Un centinaio di antifascisti pistoiesi si è ritrovato davanti alla caserma dei carabinieri, per chiedere l'immediato rilascio dei compagni fermati. In tanti anche per sporgere denuncia come testimoni dell'aggressione. I fermati sono stati rilasciati solo dopo le tre del mattino, i carabinieri non hanno voluto procedere alle denunce spontanee dei presenti per "mancanza di funzionari". Riteniamo fondamentale sottolineare che questa aggressione nasce da un clima di crescente violenza che è iniziata a diffondersi nell'ultimo anno nella nostra città ed è legato all'apertura di due sedi neo o parafasciste - Casa Pound e Forza Nuova - nel quartiere di San Marco. Non siamo quindi disposti ad accettare che questo episodio venga descritto come un episodio di bullismo o una rissa. Vogliamo denunciare pubblicamente la gravità di un'aggressione che va definita chiaramente come un'aggressione fascista. Ieri pomeriggio ci siamo ritrovati in piazza del Duomo in occasione del Consiglio comunale, chiedendo ufficialmente che l'episodio venga messo tra i punti all'ordine del giorno.Invitiamo infine tutta la cittadinanza, domani alle 21, a partecipare all'assemblea pubblica che si terrà allo Spazio liberato ex Breda est in via Pacinotti 9, con all'ordine del giorno l'organizzazione di una manifestazione corteo che si svolgerà sabato prossimo 20 dicembre.
(***)Spazio liberato ex Breda est Rete Antifascista, Carc Osservatorio nuove destre Pt Circolo Arci Ho Chi Minh Comitato antifascista S.Lorenzo Conf. Cobas e Cub Pistoia Anpi Pistoia, Arci Pistoia, Anarchici Pistoiesi Brigata A.Santini Collettivo Liberate gli orsi.


15 dicembre 2008 - Dire

AEROPORTO BOLOGNA. DOPODOMANI NUOVO SCIOPERO DELLE RDB

(DIRE) Bologna, 15 dic. - Nuovo sciopero, dopodomani, all'Aeroporto di Bologna. A chiamare alla mobilitazione per l'intera giornata i lavoratori di Sab, Bas, Marconi Handling, Giacchieri e Koop Service e' ancora una volta il sindacato di base. Le Rdb protestano (per l'ottava volta) contro l'esclusione dai tavoli sindacali e la mancata applicazione di un unico contratto a tutti i dipendenti dello scalo. "Alla situazione, gia' critica da tempo- aggiunge in una nota Luigi Marinelli di Rdb- si e' aggiunta la decisione da parte della societa' aeroportuale di scorporare il settore merci con la creazione di una nuova societa', la Fast Freight, alla quale passeranno anche i dipendenti". Una operazione che le Rdb contestano "nelle modalita', nei contenuti e per l'effetto sulla qualita' dei servizi e diritti dei lavoratori", temendo che si tratti "di un ennesimo passo nel modello 'spezzatino' che tanti danni ha causato alla funzionalita' dell'aeroporto bolognese".


15 dicembre 2008 - Agi

TACCUINO SETTIMANALE: MARTEDI'

(AGI) - Roma, 15 dic. - M A R T E D I' (16 dicembre):...
- Roma: Precari - Assemblea nazionale dei lavoratori precari di scuola, ricerca e Universita' indetta dai RdB-Cub all'Istituto Superiore di Sanita' (viale Regina Elena 229, ore 10).
....


15 dicembre 2008 - Spoleto online

La RdB-Cub a difesa della scuola pubblica e al fianco dell''onda anomala'
'La formazione e la ricerca necessitano non di tagli, ma di incrementi di risorse'

Spoleto - Stiamo assistendo ad un attacco alla scuola pubblica semplicemente devastante! Citando solo gli ultimi anni: con le Finanziarie 2007 e 2008 il Governo Prodi aveva previsto tagli per 47.000 posti (di cui 42.000 di personale docente e 5.000 di personale ATA), 14.000 sono stati tagliati, 11.000 sono stati eliminati da quest'anno scolastico, mentre i restanti verranno eliminati nei prossimi due anni. Con la Finanziaria del Governo Berlusconi, dal prossimo anno e per un triennio, adducendo motivazioni pseudo-pedagogiche, si aggiungeranno altri tagli per 109.841 posti (di cui 67.341 di personale docente e 42.500 di personale ATA) e per primi ne faranno le spese i Precari. Quindi in un quinquennio verranno tagliati 156.841 posti da un organico complessivo di 997.480, il che produrrà la sottrazione alla scuola pubblica di 8 miliardi in tre anni e un decisivo passo avanti nella sua distruzione. Ora, come si arriverà a questo risultato, non sembra importi molto al Governo, sostanzialmente quello che gli interessa è ridurre drasticamente il livello dell'insegnamento pubblico e privatizzare un settore strategico come quello della Scuola, dell'Università e della Ricerca; per costruire una società autoritaria e diseguale è infatti necessario abbassare la qualità della scuola di massa, distribuire risorse alle scuole private e ritornare ad una scuola di classe: buona per i ricchi e scadente per i poveri. Questo progetto, però, sta trovando intoppi e l'ostacolo più grande è la mobilitazione del movimento degli studenti, l'ONDA. La protesta studentesca, immediata, continua ed estesa a tutta Italia ha messo in forte imbarazzo la maggioranza governativa e ha decisamente scavalcato anche l'opposizione e i titubanti sindacati "concertativi". Diverse sono state le iniziative di protesta e di controinformazione promosse dall'ONDA spoletina che, con una sorta di "stato di agitazione permanente" si batte per sensibilizzare i cittadini al pericolo che corrono le giovani generazioni e al rischio di suicidio che sta intraprendendo il Paese. Infatti la formazione e la ricerca necessitano non di tagli, ma di incrementi di risorse.


14 dicembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

La polemica L'allarme dei vigili del fuoco
I sindacati accusano: «Emergenza maltempo, pompieri senza mezzi»

BARI — Senza mezzi e senza uomini. Così i vigili del fuoco hanno fronteggiato l'emergenza maltempo che due giorni fa ha colpito l'intera provincia di Bari. Mentre crollavano alberi e si allagavano strade, il comando dei pompieri andava in tilt per mancanza di mezzi di soccorso e agenti disponibili. A denunciare le precarie condizioni di lavoro è il sindacato dei pompieri Confsal e cub, che chiede al comando centrale di intervenire immediatamente per risolvere la carenza di personale , specie nelle situazioni di emergenza. Nei giorni scorsi mentre in città e in altre zone della provincia c'erano decine di persone in difficoltà a causa del forte vento e della pioggia insistente, i pompieri non sapevano come spostarsi e sono stati costretti a temporeggiare prima di recarsi sul posto a prestare soccorso. Il caos in caserma, informano dal sindacato, si è verificato soprattutto giovedì scorso, quando sono arrivate già dalla prima mattinata decine di chiamate al centralino. Nei paesi più in difficoltà come Gravina, Altamura, Gioia del Colle e Noci i vigili non hanno potuto rispondere in maniera tempestiva all'allarme. Per le strade c'erano alberi caduti, pensiline e cornicioni crollati e macchine impantanate nei sottopassi. Senza poi considerare le tante strade allagate e le scuole invase dall'acqua. Ovunque era necessario intervenire subito, ma né auto né agenti erano a disposizione della caserma di Bari. «In questi giorni c'è uno stato di agitazione - si legge in una nota del sindacato - perché il comando centrale ha negato ai capi squadra la possibilità di mantenere le patenti speciali di terzo e quarto grado, necessarie per guidare i mezzi di soccorso».(V.M.)


14 dicembre 2008 - QN Quotidiano Nazionale

«Presidente, stasera venga con me sul Roma-Palermo»
LE PROTESTE CONTESTAZIONI DI PENDOLARI E NO TAV NEI CAPOLUOGHI LOMBARDO ED EMILIANO

MILANO — «PRESIDENTE, venga con me sul Roma-Palermo di stasera». Mauro Moretti recupera la grinta da sindacalista della Cgil e replica con un «non faccia delle sceneggiate» e aggiunge «Verrò». Fine di una dialogo estemporaneo. Ribolle di rabbia siculo-brianzola Salvatore Boscarelli, 56 anni, siciliano di Niscemi trapiantato a Monza dal 1960. «Volevo dire che stasera a Roma le carrozze saranno uno schifo. Ci sono solo due carrozze per i viaggiatori e cinque carrozze letto». Presidio sotto la pioggia contro l’altra velocità. Sono un centinaio. I pendolari di Piacenza che lamentano di essere stati penalizzati dal nuovo orario, interregionali soppressi, abbonamenti più salati. Pendolari liguri, pendolari dell’Acquese e un profluvio di sigle come Cub, Cobas e Sdl. Inalberano cartelli e striscioni come «No al macchinista unico, più sicurezza», «No ai treni per pochi pendolari» e «No ai pendolari di lusso». Qualcuno, con un cartello, si ricorda di Dante De Angelis, il macchinista sindacalista che la scorsa estate riferì dei due casi di Eurostar spezzatisi e Milano e finì licenziato. Poco prima dell’avvio del Frecciarossa sono una trentina i contestatori (ci sono anche alcuni giovani di un centro sociale), fronteggiati dalla polizia, che si portano in prossimità del binario e scandiscono cori di «Vergogna vergogna» e «no al treno per i ricchi». A Bologna la protesta dei centri sociali a fatto flop: solo una quarantina di persone ha urlato no al supertreno.(G.Mor.)


14 dicembre 2008 - La Provincia di Cremona

Moretti contestato: treni locali? Paghino le regioni

MILANO — «Trenitalia punta sull'alta velocità ma non dimentica i pendolari». E’ il messaggio che lancia l'Ad Mauro Moretti dopo le proteste di alcuni pendolari e alcune rimostranze lanciate dai passeggeri nel corso di un primo sopralluogo che ha compiuto nella rinnovata stazione centrale di Milano in attesa di inaugurare il primo viaggio Milano-Bologna. Al riguardo «l'unico investimento che ho potuto fare — ha spiegato — da quando sono alle ferrovie è stato l'acquisto di 150 locomotori per il trasporto pubblico locale». Quest'ultimo, secondo Moretti, «è un servizio universale e le regioni debbono investire per acquistare i nuovi treni». Quanto alle polemiche sulla riduzione dei treni regionali alla stazione Centrale, Moretti ha replicato che «ogni scalo deve avere la sua funzione, la Stazione Centrale è un hub per le lunghe distanze, mentre per il trasporto regionale ci sono le altre stazioni e il passante ferroviario». Moretti ha fatto un giro lungo le parti rinnovate della stazione, l'atrio, le biglietterie e i tapis roulant insieme al nuovo tunnel che collega lo scalo con la metropolitana milanese. Davanti alla stazione si sono dati appuntamento un gruppo di pendolari insieme al Cub Ferrovieri per lanciare slogan contro i ‘Treni di lusso per pochi privilegiati’ e i ‘pendolari di lusso’.


14 dicembre 2008 - La Provincia

la protesta
I pendolari: «Per noi solo sporcizia e ritardi»
Formigoni assicura: «La Regione impegnata nell'acquisto di nuovi treni e materiale rotabile»

Milano - Mentre la Freccia Rossa di Trenitalia corre a 300 all'ora nel tratto ad alta velocità Milano-Bologna il trasporto ferroviario ordinario, quello usato quotidianamente da 2 milioni di pendolari e che collega le tante città della penisola continua ad arrancare. Treni lenti, sporchi e sovraffollati che rendono la vita di chi viaggia un vero calvario. Oggi, con l'entrata in vigore del nuovo orario delle Fs, molti nodi verranno al pettine come da settimane stanno denunciando i vari comitati dei "viaggiatori locali". Ieri all'estrerno della stazione Centrale di Milano un centinaio di manifestanti (molto meno di quelli annunciati alla vigilia) hanno accompagnato con slogan di protesta l'inaugurazione della tratta Milano-Bologna dell'alta velocità cui hanno partecipato anche molte autorità locali. Esponenti della Cub Trasporti e di gruppi che si definiscono "anarchici appiedati" hanno intonato slogan come: «No ai treni per i pendolari privilegiati, no ai pendolari di lusso».
Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni assicura di avere ben presente il problema e conferma che la Regione, competente in materia di trasporto locale, è pronta a fare la sua parte. «Attraverso un mese e mezzo di duro confronto con le ferrovie siamo riusciti a portare a casa un orario per i pendolari non proprio ottimo ma soddisfacente» ha ribadito anche ieri di fronte alle proteste dei viaggiatori. «Il sistema- prosegue- va comunque migliorato per fornire ai pendolari treni sempre più rapidi e confortevoli. Queste sono le linee della Regione Lombardia impegnata nell'acquisto di treni e materiale rotabile».
Del resto i vertici di Fs da tempo ribadiscono che tocca agli enti locali mettere mano al portafogli perché «il trasporto pubblico locale è un servizio universale, cioè vuol dire che nelle tariffe e nei costi è pianificato e deciso dalle Regioni».
A fare i conti su quanto è stato investito dalle Regioni in questi anni sulla rete ferroviaria locale ci ha pensato Legambiente.
Nella classifica delle Regioni più generose nel destinare fondi alle ferrovie spicca la Toscana, che comunque - sottolinea Legambiente - le ha destinato meno dello 0,4% del suo bilancio.
Cifra irrisoria ma ben superiore a quanto stanziato da altre Regioni che, come Calabria, Molise e Sardegna, non hanno destinato nulla o, come Veneto, Piemonte e Lazio, dove a fronte di una rilevante domanda pendolare vi sono investimenti dello 0,02 o 0,03 del bilancio.


14 dicembre 2008 - Il Giornale di Brescia

Moretti: ai pendolari pensi la Regione.
L’ad di Ferrovie replica alle proteste: stabiliscono le tariffe, comprino i treni

MILANO - Un centinaio di aderenti ai Cub, ai Cobas e ad alcune associazioni di pendolari hanno manifestato ieri davanti alla Stazione Centrale di Milano «No alle ferrovie per pochi privilegiati» affermano volantini distribuiti per l’occasione «si tagliano i servizi per i pendolari e si allungano i tempi di percorrenza, no ai pendolari di lusso». «Oggi possiamo dare il benvenuto all’Alta Velocità soprattutto perché abbiamo evitato il rischio che questa fosse fatta a danno del trasporto ferroviario regionale e pendolare» ha risposto alle critiche l’assessore lombardo alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo. «Ieri abbiamo festeggiato - continua Cattaneo - ma siamo coscienti che da oggi cambia l’orario dei treni per oltre 200mila pendolari lombardi e che la situazione non è certo semplice. Abbiamo fatto il possibile, grazie al confronto in Regione con pendolari, Trenitalia ed Enti locali, per rendere questi orari più accettabili».
Conclude quindi l’assessore regionale: «Siamo riusciti a fare in modo che l’Alta Velocità non partisse sulle spalle dei pendolari». Mentre quindi la Freccia Rossa di Trenitalia corre a 300 all’ora nel tratto Milano-Bologna il trasporto ferroviario ordinario, quello usato quotidianamente da 2 milioni di pendolari e che collega le tante città della penisola continua ad arrancare. Lo denuncia Legambiente puntando il dito sulle Regioni, che investono «briciole» sulla rete ferroviaria, e sui Governi «che hanno sempre premiato gli investimenti sulle strade».
«Non dimentichiamo i pendolari. Infatti abbiamo già attivato un investimento per l’acquisto di 150 locomotori per il trasporto locale» ha detto l’Ad del Gruppo Fs Mauro Moretti. «D’altra parte nel trasporto pubblico locale tariffe e frequenze sono pianificate e decise dalle Regioni. In altre parole - ha concluso Moretti - sono le Regioni che devono mettere le risorse finanziarie per comprare anche i nuovi treni».


14 dicembre 2008 - Il Manifesto

IL «SUPER TRENO» MILANO-ROMA
A tutta velocità, ma pendolari a terra

Corre corre corre la locomotiva. Oggi per la tratta Milano-Roma un normale Eurostar impiega quattro ore e mezza. Domani, con il nuovissimo «Freccia rossa» - il super treno inaugurato ieri dalle Ferrovie in pompa magna - ce ne vorrà una in meno. Il prossimo anno, ne basteranno tre. E poi, nel 2011, addirittura solo due e mezza. Prodigi del progresso. Peccato che poi su quel treno la maggior parte dei passeggeri non ci potrà salire. A scoraggiare l'utilizzo della «Freccia rossa» da parte dei «comuni viaggiatori» basterebbe soltanto il prezzo del biglietto: nel primo periodo in «offerta lancio» a «soli» 98 euro in prima classe, 71 in seconda. Anche se, fortunati loro, i clienti di prima classe potranno, con una spesa aggiuntiva di «soli» 35 euro, avere a loro disposizione per quattro ore un'auto di lusso con autista. Ma i problemi maggiori per i pendolari deriveranno dal naturale allungamento dei tempi di percorrenza dei loro abituali treni, che dovranno dare la precedenza ai convogli veloci, oltre che dallo spostamento delle fermate dei treni «normali» dalle stazioni centrali ad altre più periferiche, con conseguenti disagi per i lavoratori. Per questo ieri, durante la cerimonia di inaugurazione della nuova linea superveloce, i pendolari, i Cub-Cobas e alcuni ferrovieri anarchici hanno protestato contro «le ferrovie per pochi privilegiati». Parole che sembrano però lasciare indifferenti gli alti vertici della compagnia. «L'alta velocità è un'opera eccezionale e questo è un momento storico», ha detto il presidente di Fs Innocenzo Cipolletta. Anche se gli otto operai rimasti uccisi durante i lavori di costruzione della tratta resteranno per sempre «un peso sul nostro cuore». Se non si provvederà al più presto ad adeguare i sistemi di sicurezza, il peso potrebbe aumentare ancora di più.(Al.Bra.)


14 dicembre 2008 - Liberazione

Un giorno da leone per il dottor Moretti
di Claudio Jampaglia

Milano - ....Al binario 14 ci sono le pensiline nuove. Al 16 c'è il nuovo treno: il Freccia Argentata. Ma ancora non si può usare. Mai vista tanta assistenza clienti. Tutti con pettorina. Anche questa inaugurazione fa parte del "gioco della S.p.A.", quel ibrido tra mercato e servizio pubblico in cui si barcamenano le ferrovie italiane e Moretti: le attività in perdita su commissione pubblica, le attività in guadagno, le progetto e le gestisco direttamente. Ma cosa è in perdita? Il cosiddetto "trasporto universale" che "il pubblico" concorda e paga. Treni locali o a lunga percorrenza (fino a qualche anno fa solo i notturni, poi Prodi ha aggiunto anche degli Eurostar e Intercity per evitare che fossero soppressi). D'altronde con 9 miliardi di debiti sul groppone (delle gestioni precedenti) e 450 milioni euro anno di interessi passivi, che volete fare? Meno male che la Tav porterà passeggeri e denaro. Non è così in quasi tutta Europa. Ma "il gioco della S.p.A." deve andare avanti. In questa strana società di mercato lo Stato fa tre parti in un colpo solo: il proprietario, il regolamentatore del servizio, il committente. E quindi chi comanda?
Sotto il "salone delle carrozze", quello dove arrivano i Taxi adesso c'è il buffet, lo spazio per l'orchestra. Arrivano i vip, più imprenditori che politici. D'altronde è la loro opera. C'è La Russa (che però non sale sul treno), il vicepresidente Gianni Letta, un po' di preti, Formigoni, Moratti. Tanto centrodestra. Per il centrosinistra arriva Bersani in sigaro e poi si raccoglieranno gli emiliani a Bologna: Errani e Cofferati che saluta ma non sale. Il supremo Silvio aveva il matrimonio della figlia. Il ministro delle Infrastrutture Matteoli non si sa. Così il vero leone del giorno rimane Moretti. E la piccola contestazione di una cinquantina di Cub e Sdl che chiedono rispetto per i lavoratori, soldi ai pendolari, non lo sfiora nemmeno. Ah, arriva anche Daniela Santanché. Poco dietro Salvatore Ligresti. Al binario alcuni giovani che urlano "vergogna, vergogna". La gente guarda. Il presidente Fs Cipolletta ecumenicamente ricorda i morti sui cantieri e ringrazia i suoi "predecessori". Taglio del nastro e si parte. Tre macchinisti (ma non ne bastava uno?) e punte di 300 orari. Si sballotta un filo di più del solito, ma niente di che. Il rumore idem. In questo raro tratto dritto e piano d'Italia si realizza il sogno Tav. Come ha detto giustamente Michele Paolini (e ricorda un sagace Michele Serra) «L'Italia è un paese di montagne che crede di vivere in pianura». E sarà anche finito il modello di sviluppo del triangolo Mi-To-Ge, ma la "logica della pianura" è rimasta. Almeno nel trasporto. Intorno, però, nelle stazioni, nelle connessioni urbane, nell'Italia diffusa che vive per il 65% in centri piccoli e medi, c'è il quasi nulla. «Festeggiamo i 50 minuti per arrivare a Bologna, certo che se da Varese a Milano poi ci metto un'ora e mezzo...», dice l'assessore ai trasporti della Regione Lombardia, il forzista Cattaneo. Ma il trasporto locale non dipende dai fondi suoi e del governo, signor assessore? Che pasticcio italiano queste privatizzazioni. Ma che volete che sia. Dappertutto è così. L'Europa è così. E infatti l'ossessione di Moretti oggi - macchinista unico a parte - si chiama Francia. Da noi ci sono una quarantina di licenze ferroviarie di cui la metà con i necessari certificati di sicurezza (passeggeri o merci). Sono aziende storiche come la Ferrovie Nord o la Sangritana o la Fcu dell'Umbria, ma anche aziende europee appena arrivate per il via alla liberalizzazione fissato al gennaio 2010. Invece Trenitalia non può andare a operare in Francia. Soprattutto sulle merci, dove Trenitalia opera con la tedesca Tx Logistics e punta molto sulle benedette Ten (trans european network) guidate dal Commissario Tajani con un portafoglio aiuti di 8 miliardi di euro....


13 dicembre 2008 - Dire

TAV. PENDOLARI E CUB PROTESTANO: NO A TRENO DEI VIP

(DIRE) Milano 13 dic. - "No ai treni dei vip: vergogna". Fischi, seppur contenuti oggi a Milano all'inaugurazione della tratta ferroviaria Milano-Bologna della Tav. Poco prima della partenza del treno inaugurale un eterogeneo gruppo di manifestanti (al suo interno sindacati di base e pendolari) hanno protestato contro il convoglio. Bersaglio principale della contestazione le Ferrovie, per non aver mantenuto gli impegni di potenziamento dei treni per i pendolari. "Aumentando invece sempre piu' intercity ed eurostar con una pura operazione di cassa", dicono i manifestanti.


13 dicembre 2008 - Ansa

MALTEMPO: CONFSAL E CUB, VVFF BARI IN VERTENZA MA DA ELOGIARE

(ANSA) - BARI, 13 DIC - I vigili del fuoco di Bari hanno compiuto l'11 novembre scorso decine di interventi, richiamando anche personale libero dal turno, per far fronte ai problemi causati dal maltempo, e questo nonostante da tempo al Comando di Bari il personale sia in stato di agitazione e strutture e mezzi siano deficitarie. Lo sottolineano in una nota le segreterie provinciali di Bari della Confsal e dei Comitati unitari di base. A giudizio delle due organizzazioni sindacali, inoltre, l'unità di crisi della prefettura di Bari non avrebbe coordinato e supportato il lavoro dei vigili del fuoco, che anzi sarebbero stati sobbarcati ulteriormente di richieste di intervento.

EDITORIA: VOLANTINAGGIO PRECARI, 'IGNORANTE CHI LEGGE'

(ANSA) - MILANO, 13 DIC - ''Ignorante chi legge. Perche' non sa che dietro ogni libro che acquista si nascondono storie di sfruttamento e precarieta' prodotte dall'industria editoriale''. E' questo il testo di un volantino distribuito oggi in centro a Milano dalla rete dei redattori precari con il sostegno della Confederazione unitaria di base (Cub). Dietro ogni libro, hanno spiegato i redattori, ''c'e' l'autore, certo, ma ci siamo anche noi, professionisti editoriali: redattori, produttori, grafici, impaginatori, correttori di bozze'' che lavorano in una industria editoriale che ''vive sulle spalle di un esercito di collaboratori mal pagati, sottoposti a ritmi produttivi pressanti, per la quasi totalita' assunti con contratti precari''.

FERROVIE: MORETTI INAUGURA TAV E RINNOVO CENTRALE MILANO

(ANSA) - MILANO, 13 DIC - Via libera all'alta velocita' tra Milano e Bologna e alla rinnovata Stazione Centrale di Milano. L'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti e il presidente Innocenzo Cipolletta si sono dati appuntamento al binario 14 insieme alle autorita' per compiere il primo viaggio sul treno che, da domani, colleghera' il capoluogo lombardo e quello emiliano in un'ora. Moretti ha fatto un giro lungo le parti rinnovate della stazione, l'atrio, le biglietterie e i tapis roulant insieme al nuovo tunnel che collega lo scalo con la metropolitana milanese, tra la curiosita', ma anche le proteste di alcuni viaggiatori. Davanti alla stazione si sono dati appuntamento un gruppo di pendolari insieme al Cub Ferrovieri per lanciare slogan contro i 'Treni di lusso per pochi privilegiati' e i 'pendolari di lusso'. In particolare alcuni pendolari hanno lamentato il fatto che, con il nuovo servizio, la Stazione Centrale perdera' circa 20 coppie di treni regionali al giorno.


13 dicembre 2008 - Apcom

Tav/ Contestazione fuori dalla stazione Centrale: Cub protestano
Un centinaio di manifestanti contro l'alta velocità

Milano, 13 dic. (Apcom) - Un centinaio di manifestanti hanno accompagnato con slogan di protesta l'inaugurazione della nuova stazione Centrale di Milano e il contemporaneo lancio della tratta Milano-Bologna dell'alta velocità. Esponenti della Cub Trasporti e di gruppi che si definiscono "anarchici appiedati" hanno intonato slogan come: "No ai treni per i pendolari privilegiati, no ai pendolari di lusso". Secondo i manifestanti l'alta velocità rappresenta una "perdita di tempo" che crea una nuova classe di viaggiatori privilegiati. Durante la visita alla stazione qualche viaggiatore ha contestato l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, apostrofandolo come "pagliaccio". Altri viaggiatori, incuriositi dalla presenza dei cronisti, dopo aver riconosciuto Moretti, hanno espresso altri commenti polemici.

Milano/ Inaugurazione nuova stazione,piccola protesta per Moretti
In piazza aderenti al Cub e movimento pendolari

Milano, 13 dic. (Apcom) - Un piccolo gruppo di contestatori questo pomeriggio a Milano ha contestato l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, insieme al presidente Innocenzo Cipolletta, alla inaugurazione della nuova stazione Centrale, dove questo pomeriggio è stato tagliato anche il nastro per il collegamento dell'alta velocità Milano-Bologna. In piazza oltre agli aderenti al Cub c'erano alcuni rappresentanti del coordinamento pendolari milanesi, cui si sono uniti un paio di esponenti del movimento No Tav. La protesta già annunciata nei giorni scorsi è stata tuttavia ridimensionata dalla pioggia che da due giorni imperversa su Milano. I pochi che si sono ritrovati in piazza Duca d'Aosta hanno contestato a Moretti le ricadute e la penalizzazione del trasporto locale derivanti dall'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario. E', tuttavia, di due settimane fa, l'accordo raggiunto proprio sull'orario invernale dalla Regione Lombardia e dalle Ferrovie dello Stato per garantire soprattutto nelle fasce di punta i collegamenti ferroviari per i pendolari che quotidianamente fanno la spola tra Milano e l'hinterland.

Tav/ E' partita da Milano l'alta velocità italiana
Proteste di Cub e anarchici: no ai pendolari privilegiati

Milano, 13 dic. (Apcom) - Fuori dalla Centrale un centinaio di manifestanti ha accompagnato con slogan di protesta l'inaugurazione della prima tratta dell'alta velocità. Esponenti della Cub Trasporti e di gruppi che si definiscono "anarchici appiedati" hanno lanciato il loro messaggio da Piazza Duca d'Aosta: "No ai treni per i pendolari privilegiati, no ai pendolari di lusso". Secondo i manifestanti l'alta velocità rappresenta una "perdita di tempo" che crea una nuova classe di viaggiatori privilegiati. L'ad di Fs ha comunque voluto rivolgersi ai pendolari: "Non dimentichiamo i pendolari - ha spiegato - l'unico investimento che ho attivato da quando sono qui sono proprio 150 locomotori per il trasporto locale. D'altra parte - ha aggiunto Mauro Moretti - il trasporto locale è un servizio universale e quindi sono le Regioni che devono mettere le risorse finanziarie per comprare i treni". Le contestazioni, smorzate anche dalla pioggia, non hanno comunque ostacolato l'inaugurazione e, davanti alla platea di ospiti e invitati, il presidente delle Ferrovie dello Stato, Innocenzo Cipolletta, ha voluto ricordare, prima di salire in carrozza, le "otto persone decedute in questi anni di lavoro". Sulla Freccia Rossa hanno dunque preso posto il sottosegretario Gianni Letta, il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e quello dell'Emilia Romagna Vasco Errani, il sindaco di Milano Letizia Moratti. Insieme a loro anche molti esponenti del mondo della finanza e dell'economia come i banchieri Alessandro Profumo e Alberto Nagel, gli imprenditori Carlo Toto, Gilberto Benetton - che ha inaugurato un Autogrill in Centrale -, Salvatore Ligresti e il presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. Proprio Guarguaglini, al momento dell'arrivo a Bologna, ha parlato di "un'emozione abbastanza forte, un ottimo risultato e una grande opportunità". L'alta velocità, definita da Fs "la metropolitana veloce d'Italia, metterà in collegamento le aree del Paese dove vive attualmente il 40% degli italiani. I treni Freccia Rossa collegheranno con assiduità - un treno ogni 15 minuti nelle ore tra le 6 e le 9 e ogni mezz'ora o ogni ora nelle fasce meno affollate - Milano e Roma in 3 ore e 30 minuti per quest'anno e in tre ore dal dicembre 2009, quando Firenze e Bologna saranno collegate tra loro in mezz'ora. Sempre entro dicembre del prossimo anno sono in fase di studio delle corse senza fermate da Roma Tiburtina a Milano Rogoredo, tratta che potrà essere coperta in 2 ore e 45 minuti. Con l'alta velocità Fs conta di poter acquisire in due anni il 60% dell'intero mercato tra Milano e Roma. Per quanto i vertici non lo vogliano dire, la sfida con la nuova Alitalia sua questo bacino di clienti è iniziata. La prossima tappa, con il conto alla rovescia che Moretti, Letta e Cippolletta hanno attivato questa sera, è il completamento entro il prossimo anno dell'intera rete nazionale. Per quanto riguarda i prezzi, in fase di lancio e per un mese la tratta Milano-Roma costerà 98 euro in prima classe e 71 in seconda. Da Milano a Napoli i prezzi saranno di 112 euro in prima e 79 in seconda. Per chi acquisterà i biglietti online è previsto in fase di lancio uno sconto del 5%. Dal 14 gennaio 2009, nelle ore di punta i prezzi potranno aumentare fino a 109 euro per Milano-Roma in prima classe (79 in seconda) e 125 euro per Milano-Napoli (88 in seconda). Ai clienti di prima classe, inoltre, viene offerto il libero accesso ai Club Eurostar e un'auto con autista noleggiabile per 4 ore all'arrivo a Roma e Milano. Sono inoltre previsti abbonamenti mensili ai treni alta velocità, Eurostar ed Eurostar City per un numero illimitato di corse con un prezzo corrispondente a quello di 10 corse semplici.


13 dicembre 2008 - Agi

TRASPORTI: CUB-COBAS CONTESTANO INAUGURAZIONE ALTA VELOCITA'

(AGI) - Milano, 13 dic. - Un centinaio di aderenti ai Cub, ai Cobas e ad alcune associazioni di pendolari hanno manifestato questo pomeriggio davanti alla stazione centrale di Milano, in occasione dell'inaugurazione del treno ad alta velocita' sulla linea Milano-Bologna. "No alle ferrovie per pochi privilegiati" affermano volantini distribuiti per l'occasione "si tagliano i servizi per i pendolari e si allungano i tempi di percorrenza, no ai pendolari di lusso". Alla cerimonia di inaugurazione, ora in corso, partecipano tra gli altri il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il sindaco di Milano Letizia Moratti, il vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, autorita' ed imprenditori.


13 dicembre 2008 - Repubblica.it

20081213_rep_mi_cub_tav2.jpg (49947 byte)

20081213_rep_mi_cub_tav1.jpg (41621 byte)


13 dicembre 2008 - Asca

ALTA VELOCITA': CUB E ANARCHICI, NO A TRENI PER POCHI PRIVILEGIATI

(ASCA) - Milano, 13 dic - Un centinaio di ferrovieri iscritti alla Cub sta manifestando davanti alla stazione centrale di Milano dove e' in corso la cerimonia di inaugurazione del servizio ad alta velocita' tra il capoluogo lombardo e Bologna.
A dire no al nuovo servizio ci sono insieme a loro anche alcuni anarchici appiedati, pronti a puntare il dito contro un servizio che, a loro giudizio, creera' una nuova categoria: quella dei pendolari di lusso.


13 dicembre 2008 - Città della Spezia

Trasporti, via all'alta velocità sul tratto ferroviario Milano-Roma.
Polemiche dei pendolari

Milano - Prende il via anche in Italia l'era dell'Alta velocità ferroviaria. Le Fs hanno inaugurato oggi il tratto Milano-Bologna e da domani entrerà in funzione ufficialmente il collegamento tra Milano e Roma, per un tempo di percorrenza di 3 ore e 30 minuti, che diventeranno solo 3 ore entro il prossimo anno, quando verrà completato il tratto Firenze-Bologna.
Il treno ha coperto la distanza nel tempo previsto di un'ora e 5 minuti. Sul convoglio speciale hanno viaggiato autorità, imprenditori e giornalisti. I lavori della tratta Milano-Bologna sono durati 99 mesi, l'investimento è stato pari a 6,9 miliardi di euro. Il treno viaggia a una velocità di crociera di 300 chilometri orari superando una pendenza massima dell'1,5%. La realizzazione dell'opera ha impiegato nel suo picco massimo 5mila dipendenti.
Un centinaio di manifestanti hanno accompagnato con slogan di protesta l'inaugurazione della nuova stazione Centrale di Milano e il contemporaneo lancio della tratta Milano-Bologna dell'alta velocità. Esponenti della Cub Trasporti e di gruppi che si definiscono "anarchici appiedati" hanno intonato slogan come: "No ai treni per i pendolari privilegiati, no ai pendolari di lusso". Secondo i manifestanti l'alta velocità rappresenta una "perdita di tempo" che crea una nuova classe di viaggiatori privilegiati. Durante la visita alla stazione qualche viaggiatore ha contestato l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, apostrofandolo come "pagliaccio". Altri viaggiatori, incuriositi dalla presenza dei cronisti, dopo aver riconosciuto Moretti, hanno espresso altri commenti polemici.


13 dicembre 2008 - Tirreno/Trentino/Tribuna Treviso/Nuova Sardegna, Venezia, Ferrara/Mattino Padova/ Gazzetta Modena, Mantova, Reggio/Corriere Alpi/Alto Adige/Città Salerno/Centro/Provincia Pavese/ Messaggero Veneto

Fantozzi ha firmato l’atto di cessione per 1,52 miliardi di euro. «Non tifiamo né Roma né Milano»
Continuerà a chiamarsi Alitalia
Cai ha comprato, Colaninno ringrazia Berlusconi e Banca Intesa. Non attueremo un aumento dei prezzi nemmeno sulle rotte dove abbiamo il 100% né vogliamo ridurre l’offerta
di GIGI FURINI

ROMA - Adesso è ufficiale: la Cai (Compagnia aerea italiana) ha comprato Alitalia. Ieri mattina, davanti a un notaio, il commissario straordinario Augusto Fantozzi, ha firmato l’atto di cessione per 1,52 miliardi di euro. Subito dopo il presidente di Cai, Roberto Colaninno, ha incontrato i giornalisti. «Sono stati fondamentali due soggetti: Silvio Berlusconi e Banca Intesa che hanno offerto l’opportunità di investire su Alitalia strutturando un’operazione di acquisizione di Air One». Colaninno ha parole di ringraziamento anche per i suoi soci della cordata: «E’ un gruppo di imprenditori che ha messo i quattrini e metterà il proprio impegno per cercare di normalizzare questa infrastruttura».
«Il nome Alitalia - dice il presidente - verrà ufficialmente utilizzato a partire da 12 gennaio, ma io lo uso da oggi perchè preferisco il nome di Alitalia al nome di Cai».
I conti. L’amministratore delegato, Rocco Sabelli, spiega che il ritorno al pareggio operativo è previsto entro i prossimi due anni, quando la nuova Alitalia arriverà a un fatturato di 4,8 miliardi di euro. Il valore della flotta e gli investimenti per la crescita saranno pari a 4,2 miliardi di euro. La capitalizzazione iniziale della società sarà di 1 miliardo di euro.
La politica. «In questi mesi - dice Colaninno - le varie fasi della trattativa si sono svolte nella logica prevista dall’ortodossia del mercato. Non ci sono state nè interferenze nè pressioni da parte della politica. Ognuno ha agito assumendosi le proprie responsabilità e gli imprenditori hanno deciso liberamente. Non ci sono mai state promesse da parte di Berlusconi».
Le rotte. La nuova Alitalia «avrà un network completo, adeguato e sufficiente per il mercato di riferimento». Queste sono parole dei manager. Più in concreto, la società aerea avrà 670 voli giornalieri (un anno fa, sommando i voli di Alitalia e Air One si arrivava a 1.000) e 4700 frequenze settimanali. Alitalia oggi ha una quota di mercato domestico del 30%, grazie all’integrazione con Air One «arriverà» a una quota del 55-56% nel corso del 2009. «Non attueremo un aumento dei prezzi nemmeno sulle rotte dove abbiamo il 100%, ne’ ridurremo l’offerta - ha spiegato Sabelli - e questa operazione ci consente, a tutti gli effetti, di tornare a confrontarci con le altre compagnie europee».
Air One. La società di Carlo Toto è stata acquistata per 300 milioni di euro più 490 milioni di debiti (la società aveva ipoteche su 26 aerei). «Cai - dice Sabelli - aveva bisogno di Air One e Carlo Toto a un prezzo inferiore non avrebbe venduto. Il prezzo va anche considerato alla luce delle future sinergie».
Roma-Milano. «Non tifiamo nè per Roma, nè per Milano - dice Colaninno - vogliamo solo gestire una società di successo, vogliamo andare dove sono i clienti. Milano è importante per il grande concentrato di imprese. Roma sarà importante per l’Oriente, il Mediterraneo e il Sudamerica. Speriamo che le autorità locali mettano la compagnia in condizione di operarre con le dovute infrastrutture, a partire dall’eliminazione della concorrnza di Linate ai danni di Malpensa».
I dipendenti. C’è ancora confusione sul numero dei dipendenti. Finora sono partite novemila lettere di assunzione, più 700-800 persone che lavoreranno all’estero. A questi si devono aggiungere 600 contratti a tempo determinato. Alitalia conferma che è pronta a partire con oltre 13 mila dipendenti. Ieri un gruppo di lavoratori della Cub Trasporti ha contestato Colaninno: «Vergogna, vi auguriamo un Natale magro e triste come il nostro. Il piano della vostra kordata, fatta di capitani coraggiosi e patrioti, prevede oltre 10 mila esuberi».


13 dicembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

ASILI E MATERNE. Rdb-Cub contro il Comune
«Manca personale e si usano i precari»
di Anna Madron

Vicenza - C’è chi a 62 anni rischia di andare in pensione da precaria, ci sono educatrici con il coniuge in cassa integrazione, insegnanti che aspettano da anni un contratto che non arriva. Una realtà, quella del precariato nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali, che ieri, giornata dello sciopero indetto dalla Cgil e dai sindacati di base contro la crisi che attanaglia il paese, è esplosa in rabbia. A partire dalle 10 davanti a palazzo Trissino si è formato un presidio di lavoratori che hanno gridato le loro rivendicazioni e distribuito volantini.
«Per gli asili nido la pianta organica è in sofferenza, prevede circa 80 posti di educatrici di ruolo, tra tempo pieno e part-time - fa sapere Patrizia Cammarata, RdB Cub, componente Rsu in Comune - ma oltre a questi sono impiegati altre 40 educatrici che però sono precarie. I numeri parlano da soli e dimostrano che gli organici attuali non sono rispondenti al servizio offerto alla cittadinanza. Per questo come sindacato abbiamo chiesto che entro l’anno siano assunti gli educatori part-time presenti nella graduatoria di stabilizzazione. Sono precari già pagati dal Comune, di conseguenza non ci sarebbero aumenti di spesa del personale».
Situazione analoga alle materne dove ogni anno almeno una ventina di insegnanti precarie vengono chiamate per il sostegno dei bambini disabili, «altrettante - sottolinea Cammarata - coprono posti vacanti in pianta organica e assenze a vario titolo».
Anche sul fronte del personale ausiliario la mancanza di stabilità è una condizione cronica, come ha fatto presente Teresa Turetta, delle Rsu del Comune, all'assessore al personale Tommaso Ruggeri il quale ha parlato di bilancio in rosso, precisando che «attualmente risultano coperti tutti i posti di educatore asilo nido e non vi sono in dotazione organica posti vacanti per il profilo di insegnante scuola infanzia» e che «altri posti ci saranno solo con il riesame della dotazione organica e dopo una valutazione dettagliata e approfondita che l’amministrazione si è prefissa nei primi mesi del 2009».
Insomma il Comune prende tempo, mentre i sindacati contestano che «dove investire i soldi è soltanto una questione di scelta politica» e ricordano che «tutelare i lavoratori più deboli è difendere il servizio pubblico».


13 dicembre 2008 - Il Riformista

I cub contro «la ferrovia dei ricchi»

Milano - Una manifestazione prevista per oggi pomeriggio a Milano e organizzata dal sindacalismo di base. Bersaglio: la nuova linea ad alta velocità Milano-Bologna. La Cub spiega che «solo il 10 per cento dei viaggiatori utilizzerà questa linea, mentre il 90 per cento della popolazione utilizza il treno su distanze piccole e medie rimaste a una trentina d'anni fa». Insomma, una protesta per i diritti dei pendolari dimenticati e contro una ferrovia «per pochi privilegiati», costosa e che ruba fondi all'ammodernamento delle altre linee.


12 dicembre 2008 - Il Sole 24 Ore / Radiocor

ALITALIA: GRUPPO LAVORATORI DELLA CUB CONTESTA COLANINNO E SABELLI
Dal piano della «kordata», «Natale triste e magro» per molti

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 12 dic - Un gruppo abbastanza esiguo di lavoratori aderenti alla Cub Trasporti ha contestato i vertici di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. I due top manager, all'uscita dall'Ara Pacis di Roma dove avevano appena tenuto una conferenza stampa di presentazione della nuova Alitalia, sono stati accolti al grido di «Vergogna, vergogna» e di «Vi auguriamo un Natale come il nostro». A questo proposito, in una nota, la Cub dice che «un magro e triste Natale aspetta gli oltre 10mila esuberi che il piano della Kordata di 'capitani coraggiosi e patriotì produce» in Alitalia. «Noi oggi non festeggiamo e non diamo il benvenuto a Cai. Ribadiamo con forza - prosegue la nota - che attueremo tutte le iniziative e le mobilitazioni necessarie alla riassunzione in Alitalia di tutti i precari e i cassaintegrati prodotti dallo scellerato accordo» tra Governo, Cai e sindacati.


12 dicembre 2008 - Ansa

ALITALIA: ACCORDO CON CAI; CUB, COMPAGNIA RIDIMENSIONATA

(ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 12 DIC - «Non un salvataggio di Alitalia, ma un suo ridimensionamento pesante in attesa del partner estero che metta i soldi necessari che oggi non ci sono». È quanto sostiene la Cub Trasporti dopo la firma di Alitalia e Cai del contratto di compravendita di asset di volo della ex compagnia di bandiera. «Noi oggi non festeggiamo e - si legge in un comunicato stampa del sindacato autonomo - non diamo il benvenuto a Cai. Ribadiamo con forza che attueremo tutte le iniziative e le mobilitazioni necessarie alla riassunzione in Alitalia di tutti i precari e cassaintegrati prodotti dall'accordo tra il Governo, la Cai e le nove sigle sindacali».


12 dicembre 2008 - Apcom

Alitalia/ Cub: Cai festeggia e Fantozzi espelle migliaia lavoratori
Piccola contestazione davanti a luogo conferenza stampa Cai

Roma, 12 dic. (Apcom) - "Mentre Cai festeggia e annuncia in pompa magna l'inizio delle attività, migliaia di lavoratori vengono espulsi su commissione da Fantozzi con palesi vessazioni e discriminazioni e contro ogni spirito di legge". E' quanto si legge in un volantino distribuito dalla Cub trasporti fuori dall'edificio dove si è svolta la conferenza stampa Cai per la presentazione del closing della vendita di Alitalia. "NOi oggi - afferma la Cub trasporti che ha inscenato una piccola contestazione davanti alla sede della conferenza stampa - non festeggiamo e non diamo il benvenuto a Cai. Ribadiamo che attueremo tutte le iniziative e le mobilitazioni necessarie alla riassunzione in Alitalia di tutti i precari e i cassintegrati prodotti dallo scellerato accordo tra Cai, Governo e le 9 sigle sindacali". "Promettiamo inoltre alla Cai - conclude la Cub - un impegno sindacale serrato per riconquistare tutto il maltolto salariale e normativo. Vogliamo condizioni di lavoro umane e un salario dignitoso. No al dumping Cai".

Tav, Cub: domani presidio in Centrale contro varo Milano-Bologna
Sindacalismo di base "contro la ferrovia per pochi privilegiati"

MILANO, 12 DICEMBRE (Apcom) - Il sindacalismo di base manifesterà nel pomeriggio di domani davanti alla stazione Centrale del capoluogo lombardo contro il varo della linea Milano-Bologna dell'alta velocità. La Cub spiega che "solo il 10% dei viaggiatori utilizzerà questa linea, mentre il 90% della popolazione utilizza il treno su distanze piccole e medie rimaste a una trentina d'anni fa", denunciando "il degrado di alcune di queste linee, l'obsolescenza dei locomotori, la cattiva manutenzione delle carrozze ordinarie, l'igiene insufficiente e i ritardi continui e cronici" che penalizzano duramente i pendolari ferroviari. "Funzionalità, efficienza e sicurezza latitano - prosegue la Confederazione unitaria di base - e mentre si continua a finanziare progetti faraonici come la Tav, utili per la propaganda, l'intero sistema ferroviario è sul punto di deragliare da un momento all'altro, in particolare in corrispondenza dei grandi nodi metropolitani". Per questi motivi la Cub di Milano, insieme a molte altre realtà del sindacalismo di base, si ritroverà a partire dalle 14 in piazza Duca D'Aosta di fronte alla Stazione Centrale.

Inchiesta su condono a Roma, accuse per dirigente Istat
Pm depositano atti su rilascio sanatoria per sede via Tuscolana

Roma, 12 dic. (Apcom) - Una sanatoria per la sede Istat di via Tuscolana, a Roma, e le concessioni rilasciate, con il contagocce, dall'Ufficio condono del Comune. Su questi due binari viaggia l'atto di conclusione delle indagini della Procura di Roma, e che riguarda l'exalto funzionario dell'amministrazione capitolina (già a capo dell'Uce), Antonio Gagliardi; il dirigente dell'Istat Olimpio Cianfarani e l'amministratore delegato della Mobilrama Spa Carlo Molteni. Secondo quanto viene contestato, Gagliardi abusando della sua posizione, costringeva la società Gemma Spa, che ha in gestione le pratiche di condono del comune di Roma, a consegnare o promettere tangenti per "prestazioni fittizie", fornite alla stessa società, anche attraverso altre due aziende. E se i versamenti non avvenivano, Gagliardi, faceva sì che Gemma Spa non potesse "assolvere correttamente alla sua missione rendendola pertanto contrattualmente inadempiente verso il Comune di Roma". Gagliardi avrebbe compiuto false attestazioni di permessi di sanatoria. In particolare rispetto a due nulla osta relativi alla ristrutturazione di un complesso immobiliare di circa 4500 metri quadri in via Tuscolana, numero 1782-1788, ed il successivo cambio di destinazione d'uso, da 'commerciale ad uffici pubblici. Per arrivare allo scopo si sarebbe attestata "la liceità dei titoli autorizzatori", di sanatorie per condonare un abuso edilizio e si consentiva il mutamento di destinazione d'uso "in deroga alle norme del piano regolatore generale, fino al persistere delle condizioni di natura pubblica dell'ufficio che lo utilizzava". Il dirigente dell'Istat Olimpio Cianfarani su richiesta dell'ad della Mobilrama Spa disponeva - secondo l'accusa - la repertoriazione del contratto di locazione dell'immobile, illecitamente sanato, di via Tuscolana, stipulato tra l'Istat e la Mobilrama Spa, senza che vi fosse la firma di Molteni o di altro legale rappresentante, favorendo così lo stesso manager della società di mobili per la casa. Gli accertamenti sono partiti per accertare perché, fra le quasi 85mila domande piovute in via di Decima in seguito all'ultima sanatoria, ne erano state esaminate e approvate solo pochissime. Tra queste quella che ha permesso alla società proprietaria, la Mobilrama, di dare in locazione all'Istat un'ala del palazzo di via Tuscolana 1788, in cambio di 400 mila euro all'anno. Si tratta di 1.800 metri quadrati affittati, fino al '91, alla Sip. In base alla destinazione d'uso i locali avrebbero dovuto ospitare un centro commerciale, ma l'allora assessore all'urbanistica, firmò una deroga provvisoria, come la legge consentiva. Scaduto il contratto, i locali avevano riacquistato la vecchia destinazione d' uso e non hanno più avuto inquilini per oltre 15 anni. Poi la Mobilrama ha chiesto il condono sostenendo che fin dal '91 i 1.800 metri quadrati erano utilizzati come ufficio pubblico senza contratto. Una settimana dopo l'Uce ha concesso la sanatoria; successivamente la società e il dirigente delegato dell'Istat, Cianfarani, hanno firmato la locazione; una settimana dopo Gagliardi si è dimesso. Prima che cominciasse l'inchiesta, i sindacalisti della Rdb avevano più volte diffidato il Comune e l' Uce a dare il via libera al condono.


11 dicembre 2008 - Caserta news

Occupata la direzione generale dell'asl Sa 1

Salerno – "A seguito mancato pagamento competenze accessorie del mese di Ottobre sulla busta paga di dicembre, i lavoratori dell'ASL SA 1 unitamente ai delegati Sindacali RSU della RdB CUB hanno occupato pacificamente la Direzione Generale dell' ASL SA 1 proclamando lo stato di agitazione con la richiesta al Prefetto di Salerno di convocare le parti per ricercare la ricomposizione del conflitto e garantire ai lavoratori il diritto sacrosanto di vedersi pagate le prestazioni rese nel mese di ottobre senza subire alcuna umiliazione in ordine alla propria condizione di lavoratori salariati. La scrivente Organizzazione Sindacale denuncia all'opinione pubblica l'ennesimo episodio vergognoso in danno dei lavoratori. Una gestione fallimentare delle risorse pubbliche non può essere scaricata sempre sui più deboli: i lavoratori del comparto ed i cittadini che anche loro in questi giorni stanno pagando di tasca propria le prestazioni a causa della devastante crisi economica della Sanità. "


11 dicembre 2008 - La Stampa

Gli amministrativi decidono lo stop agli straordinari
Cancellieri in rivolta "Altro che fannulloni qui lavoriamo gratis"
di RAPHAËL ZANOTTI

Torino - Niente più straordinari, astensione da tutto ciò che non è obbligatorio, attività ridotta all’osso. Che poi tanto all’osso non è considerato che, in media, i cancellieri arrivano a compiere 300-350 ore di straordinario l’anno. «Anche se non ci vengono pagate - dicono le rappresentanze sindacali unitarie - Altro che fannulloni, noi lavoriamo gratis e questo la gente lo deve sapere, Brunetta o non Brunetta».
Sembra che il punto di rottura sia arrivato. Il personale amministrativo del tribunale di Torino è in stato d’agitazione. Dal 2 gennaio partirà una specie di sciopero bianco: il personale lavorerà solo le ore previste. Punto. «La situazione è drammatica - dice Franco Graziani, cancelliere della IV sezione penale e rappresentante delle Rdb Cub - Non c’è più personale, l’ultimo concorso è stato bandito 10 anni fa, il più giovane di noi ha 42 anni e quelli che vanno in pensione non vengono rimpiazzati». Così, se nel 2001 il personale di cancelleria contava 487 unità (con 35 ex Lsu), oggi siamo arrivati a 356 (con 28 ex Lsu). «Ma il carico di lavoro è rimasto lo stesso, se non addirittura aumentato» dice Giovanni Staiano, cancelliere della V sezione e rappresentante Cgil. Un esempio? Nel 2001 le sezioni penali avevano 5200 nuovi fascicoli iscritti, oggi siamo a 8000. Per star dietro a questa mole di lavoro è necessario fare dello straordinario. «Ma noi lo facciamo preventivo - racconta Piera Rolla, cancelliere responsabile della sezione diritto industriale e rappresentante Cisl -. A inizio anno ci viene chiesto di svolgerlo, i trasferimenti dallo Stato arrivano a novembre e così, c’è gente che ha accumulato fino a 400 ore di straordinario. Peccato che poi dagli uffici paga ci spiegano che ne possono pagare solo una parte, tra il 20 e il 40%. In pratica, lavoriamo gratis».
La sezione Gip non è messa meglio. Dal 2001 ha perso il 35% del personale. «E dobbiamo garantire il servizio per i detenuti 365 giorni l’anno - spiega Immacolata Esposito, cancelliera addetta alle spese processuali e rappresentante Rdb Cub - Dal 2 gennaio non daremo più la disponibilità volontaria per il sabato pomeriggio, la domenica e i festivi. Se c’è da coprire un servizio dev’essere la dirigenza a stabilire le priorità». In pratica, ogni attività volontaria è abolita. La minaccia è quella di un blocco del tribunale, o almeno un forte rallentamento. È inutile che i giudici emettano tonnellate di sentenze se poi non c’è nessuno che le fa eseguire. «Già ora stiamo eseguendo le condanne che risalgono al 2006 - spiega ancora la Esposito - ma gli armadi sono piene di quelle di assoluzione. Purtroppo le prime vengono prima, così il cittadino innocente è costretto ad attendere anche anni prima di vedersi cancellata l’imputazione dal carico delle pendenze».
Pochi soldi e niente futuro. «Lavoro da 33 anni e non ho mai avuto la possibilità di partecipare a un concorso interno - dice Mimmo Porcaro, coordinatore della prima sezione penale -. È ora di cambiare».


11 dicembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Occupata la sede dell'Asl Sa 1

NOCERA INFERIORE - I lavoratori dell'Asl Salerno 1 hanno occupato pacificamente con i delegati sindacali Rsu della Rdb Cub la direzione generale dell'Asl proclamando lo stato di agitazione. Al centro della vertenza il mancato pagamento delle competenze accessorie del mese di ottobre sulla busta paga di dicembre. Chiesto al prefetto Claudio Meoli di convocare le parti per cercare la ricomposizione del conflitto e garantire ai lavoratori il pagamento delle prestazioni rese ad ottobre.


11 dicembre 2008 - L'Unione Sarda

Rivolta ad Abbanoa, sardi senz'acqua
Impianti occupati dai 450 lavoratori a rischio licenziamento. Acque agitate anche tra gli operai ex Esaf: «Vogliamo rientrare in Regione o in uno degli enti strumentali».
di ALESSANDRA CARTA

Nel Sulcis e nell'Oristanese hanno già stretto le valvole degli impianti. In poche ore l'acqua fermerà il flusso verso le condotte, lasciando all'asciutto case, fabbriche, uffici in gran parte dell'Isola. La stessa operazione potrebbe essere ripetuta nell'imminente in altre centrali sarde di Abbanoa. Per i lavoratori del gestore unico del servizio idrico a rischio di licenziamento è la carta della disperazione.
LA PROTESTA Da ieri 450 operai sono barricati negli acquedotti e negli impianti di depurazione, una quarantina da Cagliari a Sassari. «Abbanoa (la società per azioni controllata dalla Regione) sta mettendo a rischio i nostri stipendi». A pagarne le spese saranno anche i sardi che da oggi potrebbero restare a corto d'acqua. Tutto scritto nella lettera spedita a prefetti e sindaci: «Qualora non si dovessero ottenere i dovuti riscontri, non garantiremo il servizio sulle quantità idriche erogabili». In poche parole: rubinetti all'asciutto, dopo che ieri il management di Abbanoa ha dato buca all'incontro con i sindacati. Ma ce n'è pure per le sigle confederali: «Dovrebbero tutelare i nostri diritti. Invece non hanno cavato un ragno dal buco». Acque agitate anche tra i dipendenti ex Esaf, transitati in Abbanoa da luglio 2005. «La sopportazione ha superato il limite. Vogliamo rientrare in Regione o in uno degli enti strumentali», chiedono in 600.
IMPIANTI OCCUPATI Lo promettevano da mesi, e ieri l'hanno fatto occupando gli impianti idrici. Il blitz è scattato in tarda mattinata, quando il tavolo Abbanoa-sindacati è andato deserto. All'ordine del giorno c'era il destino dei 450 lavoratori delle ditte esterne che, per conto della spa, gestiscono le strutture. Fino a qualche mese fa la loro assunzione in Abbanoa era certa. Non solo. Doveva essere un passaggio formale, rallentato dal mancato accordo sul tipo di contratto e l'ammontare degli stipendi. «Adesso di salari nemmeno si parla più. Il nuovo capriccio è obbligarci a fare il concorso per mantenere il lavoro che abbiamo da vent'anni», spiega Marco Anedda. La data è fissata: 18 e 19 dicembre. In ogni caso, non per tutti c'è la sicurezza del posto. «Dalle ditte esterne, la società per azioni assumerà solo 230 persone. Gli altri (220) devono andare a casa».
GLI EFFETTI Da qui la decisione di occupare gli impianti, «visto che nemmeno i sindacati sono capaci i difendere i nostri diritti. Si continuerà a oltranza, fino a quando non metteremo al sicuro gli stipendi», chiarisce Francesco Muscas. Insomma, un braccio di ferro che si preannuncia durissimo, dopo la lettera spedita a prefetti e sindaci. La strategia della lotta è chiara: sarà depotenziata la pressione con cui l'acqua viene erogata nelle case. I primi effetti potrebbe sentirsi già stamattina: «La conduzione ordinaria degli impianti viene comunque garantita in tutte le fasi del processo, fermo restando eventuali inasprimenti relativamente al negativo evolversi della vertenza».
LE RICHIESTE I lavoratori chiedono «l'annullamento del concorso e il passaggio diretto alla spa, assicurando il mantenimento dei livelli occupativi», sottolinea Roberto Tatti. Se Abbanoa non dovesse fare passi indietro, è pronta anche la mossa successiva: «Restituiremo schede sindacali ed elettorali, siamo stanchi di essere presi in giro», si ripete in viale Diaz, davanti alla sede di Abbanoa. A preoccupare sono anche gli appalti per gli impianti di depurazione (le buste sono state aperte a inizio dicembre). «Le nuove ditte hanno già comunicato tagli al personale. E non poteva accadere diversamente: sono state bandite e vinte gare al ribasso, fino al 42 per cento. Per di più prendendo come base d'asta gli importi del 2005».
EX ESAF Il clima non sembra diverso tra i dipendenti dell'ex Esaf. Nel mirino c'è ancora e sempre la spa, operativa dal primo gennaio 2006 (la presiede Edoardo Balzarini, primo dirigente dell'assessorato regionale ai Lavori pubblici, mentre il direttore generale è Sandro Murtas). «Diciamo basta all'arroganza di Abbanoa», gridano in 600. La metà ha presentato ricorso al Tar (Tribunale amministrativo), affidando la causa a Giulio Murano, avvocato del foro di Roma. Che spiega: «La società vuole fare carta straccia dei diritti acquisiti, applicando unilateralmente condizioni inaccettabili». Gli ex Esaf, per legge, potevano conservare il contratto da regionali o passare a quello del settore acque (Feder utility). «Hanno scelto la prima opzione», chiarisce il legale, seppure la battaglia è ottenere la riassunzione in Regione. C'è poi il capitolo delle decurtazioni degli stipendi: «Siccome lavoriamo 36 ore e non 38 e mezzo come vorrebbe illegittimamente Abbanoa, a settanta di noi è stato tagliato il salario di settembre», protestano Antonello Corda e Gianfranco Parodo, del sindacato Rdb. La seconda battaglia legale si è così aperta, questa volta davanti alla Direzione provinciale del lavoro.


11 dicembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

ACCUSE. Resistenza?
Il delegato sindacale fu arrestato

Vicenza - L’episodio fu eclatante. Avvenne il 20 luglio 2007. Dopo il primo sgombero della "casa dei diritti sociali" di via Natale Del Grande 24, ci fu la rioccupazione della sera, seguita da un nuovo sfratto. Gli animi erano tesi e un delegato sindacale della sigla Edb-Cu (Rdb-Cub, ndw) venne arrestato, mentre un altro denunciato. Ieri è iniziato il processo davanti al giudice Enrico Pucci a Claudio Sacchiero, 35 anni, via Castelfidardo e a Giuseppe Ceola, 52 anni, di Malo, via Granatieri, accusati di invasione di edifici e deturpamento, mentre il solo Sacchiero di resistenza a pubblico ufficiale. Entrambi sono difesi dall’avv. Lino Roetta. A venire arrestato fu Sacchiero.
In aula rispondendo alle domande del pm d’udienza Andrea Morabito sono sfilati i vigili urbani Michele Piazza, Leonardo Franzan e Michele Crisman, che hanno riferito come Sacchiero fosse molto agitato e si era attaccato a una colonna, dimenandosi e attuando una resistenza non solo passiva molto intensa. Il caso della sede di Rdb-Cub fu vissuto in modo tormentato. Anche perché era insolito vedere spuntare le manette anche in accese diatribe sindacali. Avvenne che dopo la rioccupazione, Ceola e Sacchiero avevano passato la nottata all’interno della sede sotto i Distinti del Menti, in via Natale del Grande. Lì furono trovati dai vigili, che verso le 8.30 si sono presentati in una decina per lo sgombero-bis. I due delegati furono trascinati fuori di peso e Sacchiero avrebbe cercato con la forza di rientrare, violando l’ordine dell’autorià. Il processo finirà il 18 marzo.


a

Federazione Nazionale RdB - Via dell'Aeroporto n.129 - 00175 ROMA - centralino 06.762821 - fax 06.7628233