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Il Sindacato di Base e Indipendente

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11/12/08

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dicono di noi - le notizie
dal 1 al 10 dicembre 2008


10 dicembre 2008 - Dire

NIDI BOLOGNA. PROTESTA DELLE PRECARIE IN PIAZZA NETTUNO
PER TRE SERE A PARTIRE DA OGGI: "NON SIAMO INVISIBILI"

(DIRE) Bologna, 10 dic. - "Non siamo invisibili e vogliamo essere assunte". Per questo le educatrici precarie dei nidi di Bologna saranno in piazza Nettuno per tre sere consecutive, a partire da oggi, per protestare contro Palazzo D'Accursio ma soprattutto per "spiegare alla cittadinanza la loro condizione di precarie, vincitrici di concorso e non assunte dal Comune di Bologna". E saranno sotto il "Gigante" per tre ore ogni sera, dalle 19 alle 22, anche per "dimostrare che non sono invisibili, dopo le 18, quando escono dai nidi dove hanno lavorato tutto il giorno ed hanno contribuito a mantenere alta la qualita' dei nidi della citta'". La protesta, divulgata dalle Rdb con un comunicato, riguarda "112 educatrici precarie dei Nidi di Bologna, vincitrici di concorso per la stabilizzazione e non assunte", che chiedono "la copertura dei posti part-time vacanti in organico ed una graduatoria permanente per l'assunzione futura". Finora l'amministrazione comunale "ha risposto no alle nostre richieste negli incontri con l'assessora Virgilio e con il direttore del Personale Angeli, rifiutando tutte le nostre proposte e le soluzioni adottate da altri Comuni (ad esempio Roma) per l'istituzione di una graduatoria permanente, dalla quale procedere per eventuali assunzioni. E' chiaro per noi- affermano le precarie- che le risposte negative di questa giunta rappresentano una scelta politica e non un'impossibilita' di natura tecnica".


10 dicembre 2008 - Omniroma

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

(OMNIROMA) Roma, 10 dic - ...
RdB-CUB CRI ha organizzato, in concomitanza al gran galà della Croce Rossa Italiana, un galà alternativo a base di pane e mortadella, a cui ha invitato tutti i precari dell'Ente. Complesso Monumentale di Borgo Santo Spirito in Saxia (dalle 19).
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10 dicembre 2008 - Campania Report

I sindacati denunciano "l’ennesimo episodio vergognoso ai danni dei lavoratori"
Stipendi arretrati: lavoratori e sindacati occupano l'Asl Salerno 1
Al grido di "Fuori i responsabili"

Salerno - A seguito del mancato pagamento delle competenze accessorie del mese di ottobre sulla busta paga di dicembre, i lavoratori dell’Asl Salerno 1, insieme ai delegati sindacali Rsu della RdB Cub, hanno occupato pacificamente la Direzione generale dell’azienda sanitaria salernitana, proclamando lo stato di agitazione con la richiesta al Prefetto di Salerno di convocare le parti "per ricercare la ricomposizione del conflitto e garantire ai lavoratori il diritto sacrosanto di vedersi pagate le prestazioni rese nel mese di ottobre, senza subire alcuna umiliazione in ordine alla propria condizione di lavoratori salariati".
Le rappresentanze sindacali di base denunciano "l’ennesimo episodio vergognoso ai danni dei lavoratori". Una gestione fallimentare delle risorse pubbliche "non può essere scaricata sempre sui più deboli: i lavoratori del comparto ed i cittadini, che anche loro in questi giorni stanno pagando di tasca propria le prestazioni a causa della devastante crisi economica della Sanità". Lavoratori e sindacalisti hanno occupato la Direzione generale dell'Asl al grido di "Fuori i responsabili" e "La crisi non la vogliamo pagare noi".


10 dicembre 2008 - Il Gazzettino

Dopo la "missione romana", forse un disegno di legge. Nel Vicentino il problema coinvolge 800 dipendenti dell’Asl 6
Operatori socio sanitari, si apre uno spiraglio
di Matteo Crestani

Vicenza - Potrebbe presto nascere un disegno di legge volto a sanare definitivamente il ruolo degli infermieri generici e prendere il via un percorso legislativo finalizzato agli operatori socio sanitari (Oss), per mettere ordine alle professioni del comparto. Questo l'epilogo del recente incontro tra il presidente della Commissione sanità al Senato, onorevole Tommasini, ed il coordinamento nazionale dell'Rdb-Cub, svoltosi a Roma. L'Rdb-Cub, attraverso il proprio responsabile della Sanità di Vicenza, Federico Martelletto, non esita a dire che «occorre uscire dal mondo della confusione totale, per ristabilire un corretto ordine delle cose». La questione degli operatori socio sanitari non è affatto marginale, se si considera che riguarda ben 800 dipendenti dell'Ulss n. 6 di Vicenza, pagati 1.000 euro netti al mese, contro 1.500 infermieri, cui è riconosciuto uno stipendio di 1.500 euro netti al mese. «Una situazione che non può protrarsi ancora nel tempo - sottolinea Federico Martelletto - ingenerando un evidente sfruttamento di questi lavoratori, le cui mansioni spaziano dall'attività alberghiera (rifare i letti ed occuparsi della cucina) alle attività più prettamente sanitarie, nel cui ambito spesso c'è grande confusione tra le competenze degli Oss e quelle degli infermieri».
Positivo il risultato dell'incontro, che ha dimostrato anche l'attenzione del senatore Astore dell'Italia dei Valori: «È stato deciso - conclude Federico Martelletto - che sarà istituito un tavolo di lavoro volto a comprendere e risolvere la gravità della situazione. Importante, poi, il fatto che anche a livello regionale saranno istituiti dei tavoli di confronto, per arrivare quanto prima a fare chiarezza su compiti e ruoli dei professionisti della sanità».


10 dicembre 2008 - La Repubblica

Contestazioni al comandante
Vigili del fuoco i sindacati contro Micunco

Bari - I vigili del fuoco di Bari dichiarano lo stato di agitazione e chiedono l´avvio della procedura di conciliazione preventiva. Un duro attacco all´operato del comandante provinciale, ingegner Giovanni Micunco, arriva dai segretari provinciali di Cnfsal e Rdb Cub, di categoria, Domenico Damiani e Domenico Sciacovelli. In un documento a firma congiunta, annunciano anche l´imminente ricorso «alla protesta sindacale, con un´azione di sciopero da effettuarsi nel rispetto della vigente normativa. Molto correttamente - precisano - tale rivendicazione non l´abbiamo voluta far coincidere con la festività della nostra patrona, Santa Barbara».
Ma ormai la decisione è improrogabile. I sindacati, infatti, rimproverano al comandante Micunco di non aver rispettato le contrattazioni sindacali, relative ad alcune problematiche da tempo sul tavolo delle trattative: la corretta distribuzione del Fondo Fua, ad esempio, così come la mancata convocazione dei sindacati per l´organizzazione della festa di Santa Barbara. E poi, ancora, «abbiamo appreso che i capitoli di spesa destinati al soccorso - obiettano - devono essere necessariamente spesi entro la metà di dicembre. Si parla di cifre consistenti. Il Comando, decidendo autonomamente e unilateralmente, non ritiene opportuno concordarlo con le organizzazioni sindacali, come invece da Contratto collettivo nazionale di lavoro».
Per concludere, «al personale operativo, dal mese di luglio non viene elargito lo straordinario - protestano - Vorremmo capire dove sono andati a finire i soldi stanziati dal ministero per coprire le 120 ore annuali previste». E così concludono: «Abbiamo sempre cercato di avere un dialogo con il comandante, ma abbiamo riscontrato che il tentativo è stato vano».


10 dicembre 2008 - Bergamo news

Cobas - La Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti Tenaris Dalmine interviene sulla disgrazia che è costata la vita ad un giovane di Spirano. Secondo il sindacato le responsabilità di quanto accaduto vanno ricercate in un certo tipo di organizzazione aziendale.
Sergio, vittima delle leggi sulla precarietà

Dalla Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti Tenaris Dalmine riceviamo e pubblichiamo:
Non di può morire a vent’anni, non si deve morire di lavoro. Morti bianche? Perché questo nome? Operai che entrano in fabbrica per guadagnarsi da vivere e vengono inghiottiti dal meccanismo del profitto aziendale: produzione a mille ad ogni costo. Ad ogni costo! Martedì è morto Sergio Riva, pieno di vitalità ed entusiasta del suo posto di lavoro, operaio, vent’anni, interinale. Il frutto delle Leggi Treu e 30: lavoratori sotto ricatto. Ubbidire ad ogni richiesta per avere una chance di conservare il posto. Sempre sotto pressione, sempre a dover dimostrare di essere ‘adatti’ alle esigenze dell’azienda, fino alla flessibilità più alta. Giorni e giorni di lavoro saltando i riposi, svolgimento di mansioni senza preparazione adeguata. Cosa ci faceva un operaio di vent’anni, operaio non manutentore, a riparare una macchina infernale, l’expander, all’1.30 di notte? Una squadra di manutentori, per poter lavorare, ha bisogno di preparazione, esperienza e affiatamento. In tutti i suoi elementi. Senza queste condizioni, agire attorno a un macchinario è un vero e proprio azzardo. A maggior ragione su di un laminatoio per tubi di grosso diametro. Rocca, il padrone, fino a poco tempo fa pubblicizzava profitti record. La base di questi risultai sono lo sfruttamento intensivo degli impianti, spesso modernizzati solo nella diagnostica e nella velocità di funzionamento, la sovrapposizione di mansioni per avere una resa ancora più alta da ogni operaio, nell’allargamento delle giornate lavorative, feste e festività comprese. È questa organizzazione del lavoro che miete la vita dei lavoratori. Mentre già leggiamo dichiarazioni aziendali che attribuiscono all’operaio la responsabilità di essere stato fuori posto. La FLMU/CUB ha già messo in azione i propri attivisti nel reparto, nello stabilimento e l’ufficio legale, per affiancare all’iniziativa in fabbrica un intervento presso la procura della repubblica. Perché vogliamo che emergano, verità e responsabilità sulla morte da lavoro. Il minimo che dovremmo a Sergio Riva, sarebbe quello di liberare i suoi giovani colleghi alla Tenaris Dalmine, dal vincolo della precarietà, pretendendo un’assunzione a tempo indeterminato, immediata e per tutti. Il minimo, perché questo sforzo va indirizzato per la cancellazione delle Leggi 30 e Treu, le leggi della precarietà della vita, anacronistiche, dannose, mortali.


9 dicembre 2008 - Omniroma

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

(OMNIROMA) Roma, 09 dic -...
RdB-CUB CRI ha organizzato, in concomitanza al gran galà della Croce Rossa Italiana, un galà alternativo a base di pane e mortadella, a cui ha invitato tutti i precari dell'Ente. Complesso Monumentale di Borgo Santo Spirito in Saxia (dalle 19).
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CRI, RDB-CUB: DOMANI GALÀ A PANE E MORTADELLA IN DIFESA PRECARI

(OMNIROMA) Roma, 09 dic - «Anche quest'anno la Croce Rossa Italiana organizza il Gran Galà di Natale per raccogliere fondi da destinare ad iniziative di solidarietà. In questa occasione la Rdb-Cub della Croce rossa ha preparato un galà alternativo a base di pane e mortadella, a cui ha invitato tutti i precari dell'Ente. L'appuntamento è domani a Roma, davanti al Complesso Monumentale di Borgo Santo Spirito in Saxia, dalle 19». Così in una nota Rdb-Cub. Massimiliano Gesmini, del Coordinamento Rdb-Cub Croce rossa, spiega le ragioni dell'iniziativa: «La consuetudine del Galà quest'anno assume un aspetto paradossale. Sicuramente per qualcuno sarà una serata briosa e sorridente, ma per i precari della Cri sarà l'ennesima occasione per manifestare la loro forte preoccupazione per il futuro. Infatti, su 3.300 persone in organico, più di 2.000 sono precarie che rischiano concretamente il loro posto di lavoro». «Pur mantenendo distinti i piani tra le grandi tragedie umanitarie che sconvolgono il pianeta e quella dei precari ai quali viene negato ogni futuro - prosegue Gesmini - ci sembra però assurdo che i vertici Cri siano totalmente insensibili a questa vicenda e non intervengano concretamente per assicurare a migliaia di famiglie una vita dignitosa. Inoltre ricordiamo che senza i precari difficilmente la Cri potrà continuare a svolgere tutte le sue attività. Facciamo pertanto nostre le parole di Ludovica Lucifero, Commissario del Comitato Nazionale Femminile CRI, quando dichiara che la crisi del Paese si rispecchia più facilmente nelle persone vulnerabili: i precari della CRI rischiano di aggiungersi all'elenco dei nuovi poveri prodotti dalle storture di questo sistema».

VIA NAZIONALE, RDB-CUB:SOLIDARIETÀ A OCCUPANTI EX CINEMA QUIRINALE

(OMNIROMA) Roma, 09 dic - «La RdB-CUB esprime solidarietà agli esponenti dei Blocchi Precari Metropolitani che questa mattina a Roma hanno simbolicamente occupato il cinema Quirinale, in disuso da diversi anni, per mettere in evidenza il problema dell'utilizzo pubblico e culturale del patrimonio immobiliare e contro le politiche repressive che vedono un esempio recente nello sgombero dell'Horus». È quanto si legge in un comunicato dell'Rdb-Cub. «Secondo la Federazione nazionale RdB-CUB - prosegue la nota - questi momenti del conflitto sociale hanno un importante valore di riferimento per la lotta contro la politica del governo Berlusconi, alla quale la RdB ha dato un contributo con gli scioperi nazionali di categoria e per territorio, fino all'ultima giornata nazionale di mobilitazione dello scorso 5 dicembre. La RdB-CUB continuerà a sostenere i lavoratori, i precari ed i movimenti sociali che si battono tutti assieme per non pagare 'la loro crisì».


9 dicembre 2008 - Ansa

LAVORO: GRAN GALÀ PRECARI CROCE ROSSA CON PANE E MORTADELLA

(ANSA) - ROMA, 9 DIC - La Rdb-Cub della Croce Rossa italiana ha preparato un galà alternativo a base di pane e mortadella, a cui ha invitato tutti i precari dell'ente, domani a Roma in occasione dell'annuale galà che la Cri organizza per raccogliere fondi da destinare in beneficenza. Il sindacato ha dato appuntamento davanti al complesso monumentale di Borgo Santo Spirito in Saxia alle ore 19:00. «La consuetudine del galà - ha detto Massimiliano Gesmini, del coordinamento Rdb-Cub - quest'anno assume un aspetto paradossale. Sicuramente per qualcuno sarà una serata briosa e sorridente ma per i precari della Cri sarà l'ennesima occasione per manifestare preoccupazione per il futuro. Su 3.300 persone in organico più di 2.000 sono precari che rischiano concretamente il posto di lavoro». «Pur mantenendo distinti i piani tra le grandi tragedie umanitarie che sconvolgono il pianeta e quella dei precari ai quali viene negato ogni futuro - ha proseguito Gesmini - ci sembra però assurdo che i vertici Cri siano totalmente insensibili a questa vicenda e non intervengano per assicurare a migliaia di famiglie una vita dignitosa».

LAVORO: ROCCA (CRI), QUESTIONE PRECARI È PRIORITÀ PER ME

(ANSA) - ROMA, 9 DIC - «È semplicemente assurdo accusare di insensibilità il nuovo vertice di Croce Rossa Italiana riguardo alla vicenda dei precari, che invece come detto più volte è al primo posto tra le mie priorità. La preoccupazione delle famiglie dei precari è la mia: sono insediato da meno di un mese, ma per risolvere la delicata situazione è già in atto un fittissimo dialogo con il Governo che sono sicuro darà esito positivo». Lo ha dichiarato il commissario straordinario di Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, in risposta alle dichiarazioni di Massimiliano Gesmini della Rdb-Cub della Cri. «Il Gran galà di domani sera - ha spiegato Rocca - non è una 'consuetudine dall'aspetto paradossalè, ma è un'importante occasione di beneficenza. I fondi raccolti, infatti, serviranno a portare in Italia dai paesi del Terzo mondo tanti bambini che hanno bisogno di cure e operazioni. In particolare tra i primi interventi ci sarà quello per Romolo e Remo, due fratellini sordomuti eritrei, che grazie ai fondi raccolti attraverso il Galà verranno in Italia per sottoporsi ad una delicata operazione che migliorerà le loro vite».

LAVORO: OOSS, INDETTO STATO AGITAZIONE VIGILI FUOCO BARI

(ANSA) - BARI, 9 DIC - I rappresentanti delle organizzazioni sindacali Confsal-Rdb Cub hanno dichiarato lo stato di agitazione dei vigili del fuoco di Bari e chiedono l'apertura di un tavolo di confronto. Lo rende noto un comunicato. Le organizzazioni sindacali lamentano da parte del dirigente del comando di Bari «il non rispetto delle corrette relazioni sindacali». Il dirigente - informa la nota - «disattende gli accordi sottoscritti e concordati in sede di contrattazione». Nel comunicato si manifesta l'intenzione, tra l'altro, «di ricorrere alla protesta sindacale con un'azione di sciopero».


9 dicembre 2008 - Dire

LAVORO. DOMANI GALA' PRECARI CROCE ROSSA CON MORTADELLA

(DIRE) Roma, 9 dic. - Anche quest'anno la Croce Rossa Italiana organizza il Gran Gala' di Natale per raccogliere fondi da destinare ad iniziative di solidarieta'. In questa occasione la Rdb-Cub Cri ha preparato un gala' alternativo "a base di pane e mortadella", a cui ha invitato tutti i precari dell'Ente. L'appuntamento e' domani, davanti al Complesso Monumentale di Borgo Santo Spirito in Saxia, dalle 19. "La consuetudine del Gala' quest'anno assume un aspetto paradossale- spiega Massimiliano Gesmini, del Coordinamento Rdb-Cub Cri- Sicuramente per qualcuno sara' una serata briosa e sorridente, ma per i precari della Cri sara' l'ennesima occasione per manifestare la loro forte preoccupazione per il futuro. Infatti, su 3.300 persone in organico, piu' di 2.000 sono precarie che rischiano concretamente il loro posto di lavoro". "Pur mantenendo distinti i piani tra le grandi tragedie umanitarie che sconvolgono il pianeta e quella dei precari ai quali viene negato ogni futuro- prosegue Gesmini- ci sembra pero' assurdo che i vertici Cri siano totalmente insensibili a questa vicenda e non intervengano concretamente per assicurare a migliaia di famiglie una vita dignitosa. Inoltre ricordiamo che senza i precari difficilmente la Cri potra' continuare a svolgere tutte le sue attivita'". "Facciamo pertanto nostre le parole di Ludovica Lucifero, Commissario del Comitato nazionale femminile Cri, quando dichiara che la crisi del Paese si rispecchia piu' facilmente nelle persone vulnerabili- conclude Gesmini- i precari della Cri rischiano di aggiungersi all'elenco dei nuovi poveri prodotti dalle storture di questo sistema".

CRISI. RDB-CUB: SOLIDARIETA' A OCCUPANTI CINEMA QUIRINALE

(DIRE) Roma, 9 dic. - La Rdb-Cub esprime solidarieta' agli esponenti dei Blocchi Precari Metropolitani che questa mattina a Roma hanno simbolicamente occupato il cinema Quirinale, in disuso da diversi anni, per mettere in evidenza il problema dell'utilizzo pubblico e culturale del patrimonio immobiliare e contro le politiche repressive che vedono un esempio recente nello sgombero dell'Horus. Secondo la federazione nazionale Rdb-Cub, "questi momenti del conflitto sociale hanno un importante valore di riferimento per la lotta contro la politica del governo Berlusconi, alla quale la Rdb ha dato un contributo con gli scioperi nazionali di categoria e per territorio, fino all'ultima giornata nazionale di mobilitazione dello scorso 5 dicembre". La Rdb-Cub "continuera' a sostenere i lavoratori, i precari e i movimenti sociali che si battono tutti assieme per non pagare la 'loro crisi'".


9 dicembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 44 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Nove mesi non sono bastati a Maiani per proporre il nuovo direttore generale
* E' meglio lottare oppure lottizzare?
* Precariato: RdB/Cub presenta proposta di legge
* La rivoluzione conservatrice dell'Istat
* Poposta confederale, qualcuno l'ha vista?
* "Licenziati" dal Cnr 11 direttori d'Istituto
* SciencePark, 50 dipendenti di ruolo e 60 precari
* Il valore e la rilevanza dei diritti umani


9 dicembre 2008 - Il Gazzettino

Il consigliere regionale del Pd critica i criteri introdotti per far quadrare il bilancio del Veneto
Rizzato: «La Regione taglia i fondi alle coop che si occupano di disabili»

Vicenza - (m.c.) La Regione riconosce 20milioni di euro alla caccia e taglia del tutto i fondi per le cooperative sociali che si occupano dell'inserimento dei disabili. «Il sociale rischia di collassare se la Regione Veneto non dispone finanziamenti a favore di questo settore fondamentale. Ed i maggiori rischi sono a carico delle cooperative sociali che si occupano del collocamento dei disabili: nel bilancio di previsione a loro favore non è stata riconosciuta alcuna risorsa, contro i 700mila euro riconosciuti quest'anno». Con queste parole il consigliere regionale Claudio Rizzato ha espresso delle osservazioni dopo l'incontro al San Bortolo con l'assessore regionale alla sanità, Sandro Sandri. «Il bilancio regionale, in discussione in questi giorni», spiega Claudio Rizzato, «taglia pesantemente le risorse per la sanità, al punto da rendere difficile il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza. Ma ad avere la peggio saranno le cooperative sociali, che per il 2009 non beneficeranno di alcun contributo. Aumenteranno, quindi, i giovani disabili inoccupati e, di conseguenza, il costo sociale a carico delle famiglie e della società. A questo, infine, si somma il fatto che la Regione non ha previsto finanziamenti alle Ulss per il sociale, con l'ipotesi di un taglio radicale dei servizi attualmente erogati nel territorio». Una situazione davvero grave, cui si aggiungono i problemi evidenziati dal segretario vicentino dell'Rdb-Cub, Germano Raniero, a colloquio ieri mattina con l'assessore Sandro Sandri. «La carenza di personale che vivono le Ulss vicentine», spiega Germano Raniero, «è al limite dell'interruzione di pubblico servizio. L'assessore regionale deve fare qualcosa, non semplicemente dimostrare la propria sensibilità». Tra gli altri argomenti in ballo: la privatizzazione del servizio di sterilizzazione, l'inquadramento degli oss specializzati e la carenza di infermieri. «Quanto alla sterilizzazione», prosegue Germano Raniero, «il servizio poteva restare al suo posto, in quanto era appena avvenuto il restauro dei locali. Gli oss, poi, attendono dal 2000, data in cui è stata emanata una legge che riconosce la figura professionale, l'inquadramento contrattuale. Infine, è il turno degli infermieri: occorre rivedere la strutturazione delle scuole, abolendo il numero chiuso e rendendole capillari nel territorio. Oggi, infatti, possiamo contare su un migliaio di infermieri sfornati dalle scuole, contro una richiesta di 1900 in tutta la regione». Il prossimo tre dicembre l'Rdb-Cub incontrerà il sottosegretario al ministero della sanità, Francesca Martini, cui riferirà tutte queste istanze, auspicando che, di concerto con l'assessore Sandro Sandri, non tardino ad arrivare valide risposte.


9 dicembre 2008 - Corriere del Veneto

La decisione. Il ministero ha «condannato» l'azienda a pagare 1395 euro
Troppi straordinari, Asl 12 multata

VENEZIA — La multa, per un'azienda che ha un bilancio di quasi 600 milioni di euro, è poco più che simbolica: 1395 euro, con un taglio anche rispetto alla somma inizialmente prevista di 6882 euro. Però per chi, come i sindacati della sigla Rdb-Sanità, ha combattuto per tre anni una battaglia serrata sulla questione, è comunque un successo.
Il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali nelle scorse settimane ha infatti sanzionale l'Asl 12 per alcune irregolarità nella gestione dell'orario di lavoro dei dipendenti. In particolare il servizio Ispezione del lavoro del ministero diretto da Maurizio Sacconi ha ritenuto l'azienda sanitaria veneziana colpevole di un utilizzo oltre i limiti degli straordinari, che secondo il contratto degli infermieri non potrebbero superare le 250 ore annue. I sindacati avevano segnalato in particolare alcuni settori come la sala operatoria della Chirurgia vascolare in cui questo tetto veniva sistematicamente superato e i tecnici del ministero hanno riconosciuto almeno tre casi di violazione che sono stati sanzionati. Inoltre il ministero ha invitato l'Asl 12 a verificare periodicamente, ogni tre mesi, lo stato della situazione, proprio per evitare che si ripetano altri sforamenti. È invece stata archiviata un'altra delle accuse del sindacato, ovvero quella di non rispettare il riposo minimo di 11 ore tra un turno e l'altro. A prevederlo era stato il decreto legislativo 66 del 2003, che aveva recepito una normativa europea di dieci anni prima sui riposi. Secondo l'accusa le violazioni erano ripetute nei reparti di Cardiologia, Emodinamica, Malattie epatobiliari e nelle sale operatorie di Neurochirurgia e Chirurgia vascolare.
In questo caso però era stato riconosciuto il fatto che questi sforamenti non erano imposti dall'azienda, ma erano stati resi possibili in seguito ad un accordo con i lavoratori a livello locale, attraverso i turni di pronta disponibilità, che non possono essere conteggiati come orario di lavoro vero e proprio. Sulla vicenda Rdb-Sanità aveva anche minacciato un esposto alla procura della Repubblica. «Se la situazione era difficile già nel 2005 – aveva detto la segretaria Paola Gasbarri – la cronica carenza di personale ha reso le condizioni di lavoro ancor più massacranti, con ulteriore sfruttamento degli operatori».(A.Zo.)


9 dicembre 2008 - EPolis Roma

Carovita. In azione i Gap, i gruppo d'acquisto popolare appoggiati da Action: vendute 200 pagnotte
Pane a 1 euro ressa all'Auchan
La protesta estesa anche contro l'ipermercato: «C'è sfruttamento del lavoro»

Roma - Protesta dei Gap, gruppi d’acquisto popolare, ieri mattina davanti all’ipermercato Auchan di via Collatina. Circa un centinaio di persone, con un banchetto per la vendita di pane, frutta e verdura a prezzi calmierati, hanno manifestato con striscioni e megafono contro il carovita e la precarietà dei lavoratori interni all’ipermercato. «Questi centri commerciali sono i principali responsabili dell’aumento dei prezzi - ha detto Fabrizio Nizi di Action che ha appoggiato la protesta -. È la grande distribuzione, infatti, che acquista interi terreni coltivati, imponendo il prezzo ai produttori e ricavando enormi guadagni dalla vendita». «Noi la crisi non la paghiamo», recitava uno striscione affisso davanti a Auchan. «In questo ipermercato ci sono circa 300 lavoratori tra i quali il nostro sindacato ha la maggioranza - ha detto Giancarlo Desiderati della segreteria provinciale Cub - le condizioni di lavoro qua dentro sono pessime. Ci sono molti part time, parecchi sono costretti a fare gli straordinari per arrivare alla fine del mese, gli orari vengono cambiati ogni settimana, una situazione invivibile». Alla fine, secondo gli organizzatori, sono stati venduti 200 chili di pane a un euro al chilo e venti cassette di frutta e verdura a otto euro l’una. I Gap sono nati nei quartieri popolari di Roma con l'appoggio di Actione ?ifondazione comunista allo scopo di frenare il carovita: il primo obiettivo abbassare il prezzo del pane distribuendo in tutta Italia pagnotte al prezzo calmierato di 1 euro a chilogrammo, per poi arrivare a calmierare anche altri prodotti di prima necessità come uova e latte.


9 dicembre 2008 - Il Mattino di Padova

ASSEMBLEA SINDACALE ALL’USL

CAMPOSAMPIERO - Dalle 13,30 alle 16,30 di oggi, assemblea non retribuita nell’aula C della direzione generale, al piano terra, organizzata dalla Cub (Confederazione unitaria di base) per gli operatori sanitari di Cittadella e Camposampiero sull’esito dell’incontro tra sindacato e direzione generale, accompagnato dalla proclamazione e poi dalla sospensione dello stato di agitazione indetto dalle Rdb fino al nuovo vertice in gennaio, per la soppressione dell’orario spezzato. Info: Marchiori 340.5729701, Totti 340. 7649613, Martelletto 349.5300398.


9 dicembre 2008 - La Provincia di Cremona

A Castelleone
Assemblea sulla discarica di amianto a Cappella Cantone

CAPPELLA CANTONE — Discarica di amianto: giovedì sera se ne parla in sala ‘Aldo Moro’ a Castelleone. L’incontro, in programma alle 20.45, è promosso dal comitato ‘Cittadini contro l’amianto’, circolo Prc, ‘L'altra Lombardia - Su la testa’; Sindacato dei Lavoratori, Cobas e Cub. Relatori sono Fulvio Aurora dell’Associazione Esposti Amianto, Michele Michelino del Comitato per la Difesa della Salute nel territorio, Mariella Megna del comitato organizzatore, Giulio Filippazzi del Pdci e il consigliere provinciale dei Verdi, Andrea Ladina. L’assemblea di dopodomani riveste una duplice funzione: per prima cosa dà il via alla mobilitazione popolare per contrastare il mega centro di stoccaggio voluto dalla Regione, e in secondo luogo serve ad informare la gente sugli effetti che può procurare l’esposizione all’eternit, tant’è che lo slogan della serata è ‘L’unica fibra di amianto innocua è quella che non respiriamo’.


9 dicembre 2008 - Il Cittadino

Dopo l’annuncio dei tagli i sindacati restano sulle barricate
San Carlo, ancora proteste Oggi un incontro a Milano

San Giuliano - Oggi i lavoratori della San Carlo di Sesto Ulteriano scenderanno ancora una volta in piazza per protestare contro il licenziamento di 19 addetti al magazzino. Stamattina è previsto un picchetto, con il blocco dei mezzi, di fronte ai cancelli dell’unità di logistica della nota fabbrica di patatine che, in base a quanto divulgato dai sindacati, avrebbe intenzione di esternalizzare una parte dell’attività di stoccaggio, affidandola alle cooperative. Scelta ampiamente contestata dai dipendenti.Dopo il presidio che si è tenuto venerdì, in cui un "muro umano" è riuscito per alcune ore a fermare il transito dei camion carichi di merce, a partire da stamattina è prevista una nuova protesta, che inizierà nell’area produttiva di Sesto Ulteriano, per poi spostarsi nel centro di Milano. A partire dalle 16 infatti i lavoratori con volantini e striscioni torneranno così a far sentire il loro dissenso nell’area di Piazza San Babila, sotto la sede degli uffici legali della San Carlo, dove i rappresentanti della proprietà hanno convocato le unità sindacali per un nuovo tentativo di accordo. Sino ad ora, dall’avvio della procedura di mobilità, si sono tenuti solo due incontri, dopo i quali i sindacati hanno rotto il tavolo della trattativa, lamentando una «forte chiusura da parte dell’azienda». Da quel momento è stato indetto lo stato di agitazione, con scioperi e altre iniziative che hanno trovato anche l’appoggio della Cub (Confederazione unitaria di base) e del Partito comunista dei lavoratori del Sudmilano e del Lodigiano i cui esponenti, mostrando solidarietà, si sono affiancati ai promotori della protesta. Intanto il delegato della Filcams Cgil, Nicola Cappelletti, si mostra deciso nella richiesta della mobilità volontaria, punto ritenuto fondamentale per riaprire un dialogo con l’azienda, affinché nessuno sia costretto a ritrovarsi su una strada, senza lavoro. Sarà quindi una giornata decisiva, a cui i lavoratori già nei giorni scorsi si sono preparati, mostrandosi decisi ad unirsi nuovamente in una manifestazione per dare voce ad un condiviso clima carico di preoccupazione. Ulteriori aggiornamenti, a questo punto, sono attesi per questa sera, al termine della riunione.(G.C.)


8 dicembre 2008 - La Repubblica.it

"Vergognatevi" l´urlo del popolo delle transenne
Un signore in giacca e cravatta con moglie a fianco: "Guardali lì i banchieri sorridenti, ci hanno svuotato le tasche e fanno festa". Insulti ai vip in piazza da dimostranti e gente comune
di PAOLO BERIZZI
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«Vergogna». «Buffoni». «Bastardi». E un classico del repertorio, «andate a lavorare». Mica solo i Cub o gli immancabili lavoratori dell´Alfa o i vigili (sì, quest´anno ci sono anche loro): no, la gente normale. Quella che se ne sta pigiata ai lati della piazza con grande affollamento sull´angolo con via Manzoni, e cioè nel punto più vicino all´ingresso del Piermarini. Il lessico del "fuori" della Scala, a parte le sempre più rare ragazzine e gli isolani a caccia di naufraghi vittoriosi, non è esattamente consigliabile ai bambini. Figurarsi in questi tempi di vacche magre. «Guardali lì belli sorridenti», fa un tipo in giacca e cravatta con moglie a fianco, «i banchieri... a noi ci hanno prosciugato le tasche, non abbiamo più un euro e loro vanno a fare festa». Fa niente se a beccarsele è Renato Balestra, e fa ancora meno se nel foyer Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, dice «le banche stanno facendo il meglio per far ripartire il sistema» e che comunque «la Prima è significativa per l´intero Paese, soprattutto in un momento di difficoltà economica».
Sarà, ma è un fatto che da questi che stanno qua fuori - gli "organizzati" laggiù in fondo alla piazza davanti al Comune, i "curiosi incazzati" più avanti ma sempre tenuti a bada da nutriti cordoni di sicurezza - senti molto parlare di «seconda settimana». Che sarebbe il limite massimo oltre il quale, con certi stipendi, non cammini. Chiede Pier Giorgio Tibone, segretario nazionale dei Cub, il megafono in mano: «C´è un´emergenza da affrontare? Siamo tutti d´accordo su questo? Bene, allora è anche questione di forma: non possono fare la carità con la social card e poi venire qui a fare vedere quanto sono ricchi e potenti». Le sei meno un quarto: ecco Veronica Lario con Luigino, dietro il ministro Bondi, uno di famiglia, e subito prima - un po´ prima e comunque sganciato dal gruppo - Fedele Confalonieri. Ambasciator del sentire collettivo è il Dario Ballantini di Striscia. Gli va sotto: «Berlusconi dice di spendere, spendere, spendere. Forza, coraggio, spendete il doppio!». Risposta: «Giusto, compro già il biglietto per l´anno prossimo». Meno ironico lo striscione esposto dai Cub: «Ingrassano i pescecani della finanza e tagliano salari, pensioni, scuola, sanità e servizi sociali». Accanto, un laconico: «Scala, simbolo di spreco».
I più casinisti sono gli studenti, gli insegnanti, i genitori della Rete scuole, il coordinamento degli istituti in guerra contro la disforma Gelmini. Sono un paio di centinaia, sulla destra della piazza vicino alla Galleria. Gridano "scuola pubblica, scuola pubblica»; sventolano bandiere gialle con su un cartello caduta massi e uno studente e un insegnante che scappano: «Brindiamo alla scuola pubblica di qualità - dice Paolo Limonta, maestro alle elementari di viale Romagna. «... Viva il vino spumeggiante... «, dalla "Cavalleria rusticana" di Mascagni. Poi si passa a Bennato: «... tutti in fila per tre... «, ovvero «la scuola come la vorrebbero loro».
Ci sono docenti precari che girano con un cartello sandwich: un panda e la scritta "VVF": «Vi Vogliono Fuori dalla scuola pubblica». Degli ambulanti Oh Bej Oh Bej, solo una delegazione. Però ci sono i vigili in agitazione. Fanno lavorare i fischietti, puntano sull´inquinamento acustico e rimpiangono il passato: «Ridateci Albertini, almeno lui ci ascoltava», tuona Roberto Miglio. La gente ingolfa la galleria, mai vista così tanta gente in giro la domenica di Sant´Ambrogio. Ma i negozi non sono esattamente presi d´assalto. «È ovvio, non c´è il grano», taglia corto il trentenne Roberto Bolle (omonimo), rappresentante. Consoliamoci coi cinesi che vendono elicotterini volanti e Ferrari telecomandate. E con le note di Chopin, che si ascoltano gratis. Ai tavolini dei caffè lungo il passaggio coperto dedicato a Vittorio Emanuele, mentre va in scena il San Carlo, si vedono solo facce forestiere. È finito il primo atto: Valeria Marini esce dal teatro per fare una telefonata. Gli ultrà della scuola hanno tolto le tende, restano i vigili e i loggionisti della transenna. Uno non ce la fa proprio a tenersela: «Valeriaaa, torna sull´isola!».


8 dicembre 2008 - La Stampa web

L'anagrafe dei romani mai nati
All'Archivio di Stato Civile a Roma, dove giacciono un milione e ottocentomila atti arretrati
di FLAVIA AMABILE

Roma - Un giorno bisognerebbe andare tutti in visita guidata all’Anagrafe di Roma. Andare al piano terra di via Petroselli dove ci sono gli Archivi di Stato Civile, decine di metri quadrati di scaffali ormai alti fino al soffitto e corridoi, decine di armadi pieni zeppi di antichi fogli accumulati, a volte anche dimenticati da anni. Quanti sono? Girano molte cifre, ognuna potrebbe essere vera o falsa perché nessuno ha mai contato quei documenti, li hanno semplicemente messi da parte in attesa di un’informatizzazione attesa da troppo tempo ormai. Si dice che l’arretrato dell’Anagrafe di Roma sia di un milione e ottocentomila, o forse due milioni di pratiche. Che cosa significhi davvero lo sanno i tanti che hanno provato ad avere un certificato di nascita o di matrimonio, o chi voleva votare all’estero, e si sono trovati di fronte a certificati che li davano per mai nati, per ancora in vita anche se morti da tempo, per felicemente sposati anche se il tribunale da chissà quando aveva messo sulla loro crisi coniugale la pietra definitiva del divorzio. Coloro che fra queste carte trascorrono le loro giornate dicono che più o meno 200 mila atti di matrimonio e di morte non sono mai stati trascritti, 15 mila residenti all’estero è come se non esistessero, di 60-70 mila atti di cittadinanza si ignora del tutto l’esistenza, e che tutto questo è nulla se si pe,nsa che c’è un arretrato di una cifra variabile tra il milione e trecentomila e il milione e mezzo di annotazioni sui registri di nascita e matrimonio. Cifre che indicano un’emergenza ben nota ai vertici del Campidoglio. L’annotazione in un’Anagrafe come quella di Roma dove l’informatizzazione è ancora un sogno lontano, è alle soglie del 2009, ancora l’unica registrazione ufficiale di quello che accade alle persone. Esattamente come un secolo fa. E come un secolo fa la comunicazione arriva su un foglio di carta inviato da un altro comune o da un tribunale con la variazione da annotare nel registro delle nascite o dei matrimoni. Tenere il passo con la mole di dati da lavorare è una battaglia persa da tempo. I dipendenti sono circa 200, di cui 50 precari. Sono la metà rispetto a 15 anni fa mentre gli atti da registrare sono aumentati a dismisura. In mancanza di computer e soluzioni digitali, gli impiegati fanno quello che possono e quindi, per esempio, dagli anni Settanta hanno del tutto abbandonato l’annotazione delle comunicazioni di morte sui registri di nascita. Le sentenze di divorzio vengono più o meno scritte tutte ma non bisogna pretendere tempi brevi. In questi giorni si stanno annotando le sentenze di un anno fa. Non bisogna dimenticare che a lavorare sui divorzi sono due persone che ogni giorno possono avere dalle 50 alle 100 annotazioni da effettuare. E anche da controllare perché spesso la comunicazione arriva con una data di nascita sbagliata, un matrimonio civile scambiato per matrimonio religioso e allora bisogna telefonare a chi ha inviato il foglio, capire dove è l’errore, correggerlo e poi annotarlo. Ovviamente a penna, sul registro apposito. Gli amanuensi nei monasteri benedettini lavoravano così e non a caso impiegavano anni per i loro lavori. Prendiamo l’Aire, ad esempio, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. Comprende 250 mila iscritti ma ci sono persone nate a Roma di cui non sono mai arrivate le comunicazioni successive e che quindi potrebbero essere ovunque, anche morte, e nessuno lo sa. Come nessuno ha notizie di almeno 15 mila di loro: molti sono apparsi solo dopo la bonifica avvenuta nel 2005 per rendere omogenei i dati dell’Anagrafe con quelli del ministero degli Esteri ma anche dopo questa verifica durante le ultime elezioni nessuno riusciva a dare numeri certi su quanti avessero diritto di voto. «Quello dell’Anagrafe è un problema serio dovuto al fatto che si lavora ancora a mano in condizioni che non hanno confronti in Italia per arretratezza delle procedure e mole di dati da lavorare - spiega Giancarlo Cosentino, responsabile della Cisl funzione pubblica di Roma - Quel che è più grave è che non si vede alcun segno di cambiamento all’orizzonte se non il fatto che all’Anagrafe siano cambiati tre direttori in un anno. Da un punto di vista politico-amministrativo, infine, non ci si rende conto che la responsabilità di questo settore è del sindaco».
Roberto Betti, dirigente Rdb-Cub del comune di Roma, sottolinea che il problema è anche «il progressivo sguarnimento» degli uffici. «Quindici anni fa ci lavoravano in 550, ora sono in 200, di cui 50 precari».
A commentare l'emergenza Anagrafe ho chiamato Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma.
Mauro Cutrufo, è possibile che una metropoli come Roma abbia un milione e ottocentomila pratiche inevase?
«E’ una pesante e negativa eredità che abbiamo ricevuto da parte delle amministrazioni di centro-sinistra. E’ il risultato di quanto si è andato accumulando dal 1993 durante i due mandati di Francesco Rutelli e i due mandati di Walter Veltroni. I cittadini romani hanno votato per la giunta Alemanno anche per risolvere questo problema».
Per il momento però tutto sembra fermo.
«Ho incontrato tre volte il ministro Renato Brunetta ma il governo, che ha già fatto uno sforzo dando il via libera ad un finanziamento di 500 milioni di euro, non ritiene di dare altri finanziamenti. Allora ho presentato un emendamento che non prevede alcuna spesa. Si tratta soltanto di superare il limite posto da una legge del governo Prodi che permette esclusivamente agli ufficiali di stato civile il potere di firmare i certificati. Se invece questi poteri venissero estesi a tutti i dipendenti comunali, si permetterebbe a coloro che lo vorranno di fare straordinari e in questo modo smaltire in un anno e mezzo al massimo tutti gli arretrati».
Se ci sono degli straordinari da fare quest’operazione però avra un costo.
«Abbiamo calcolato circa un paio di milioni di euro»
E poi bisognerà provvedere all’informatizzazione
«Per informatizzare tutta la macchina capitolina ci vorranno circa dieci-dodici milioni.
E i tempi?
«Se passa la parte normativa, ci vorrà solo l’accordo con i sindacati e si parte».


8 dicembre 2008 - Il Mattino di Padova

LE DESTINAZIONI DELLA VECCHIA AREA E DI QUELLA FUTURA
I Cobas-sanità accusano: il vero piano è la speculazione edilizia

Padova - «A pensare male, una logica si può trovare nei progetti di destinazione dell’area del vecchio ospedale»: il ragionamento è delle Rappresentanze di base - Cub della sanità padovana, che mercoledì fuori dal Centro San Gaetano hanno contestato durante il dibattito, con cartelli che accusavano la «svendita della sanità pubblica ai privati». «La vecchia area», rilevano i Cobas, «è di proprietà di tre soggetti: Azienda ospedaliera, la parte più consistente; Demanio statale, area concessa in uso all’Università; e Comune, superficie più limitata, oggetto di possibile acquisizione da parte della Regione, ovvero destinabile a opere di urbanizzazione. L’Università non ha "beni" in proprietà da valorizzare a fini di recupero, e potrebbe contribuire al sostegno economico-finanziario della realizzazione e gestione della nuova struttura con: il concorso alla corresponsione del canone di disponibilità; il concorso alle spese relative ai servizi di manutenzione e gestione. Da ultimo, svolgendo funzioni di didattica e di ricerca, potrebbe assumere una compartecipazione e condivisione dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo. L’Azienda ospedaliera, che è l’unica proprietaria della vecchia struttura, può essere la stazione appaltante nella procedura di gara per l’affidamento della realizzazione del nuovo ospedale. La Regione, che contribuisce al suo finanziamento, può essere delegataria della funzione di stazione appaltante nella procedura di gara per l’affidamento della realizzazione. Quanto al Comune, è previsto che la valorizzazione della vecchia struttura avvenga in fasi successive e strettamente collegate a quelle di realizzazione della nuova: mediante la "dismissione" delle strutture e/o porzioni di terreno per le quali sia stata ottenuta una destinazione urbanistica di tipo "privatistico". E’ quindi il Comune che svolge il compito maggiore. Infatti "garantisce" la variante della disciplina prevista dal Pat per la vecchia area, modificando l’attuale destinazione a "servizi" in una destinazione mista residenziale, terziario e commerciale; e modifica la destinazione urbanistica dell’area che ospiterà il nuovo ospedale».
«Tutti progetti», concludono i Cobas, «che prevedono una colossale speculazione edilizia, che coinvolge entrambe le aree interessate. Che sia questo il vero motivo per cui, anche in assenza di sicuri fondi, si insiste nel proseguire a spron battuto verso la realizzazione dell’ospedale, guardando con fastidio a tutti gli inviti a mantenere alta la qualità dell’assistenza nell’attuale?».


8 dicembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

IMMIGRATI E NUOVE LEGGI
Il Coordinamento berico invia una lettera al prefetto, al sindaco, alla Regione e al vescovo
«Il pacchetto sicurezza? Vessatorio e razzista»
di Chiara Roverotto

Vicenza - Il "pacchetto sicurezza" voluto dal ministro Maroni, attualmente all’attenzione del Senato, gli immigrati vicentini non l’hanno proprio digerito. «Norme vessatorie, razziste e xenofobe»: sono gli aggettivi che sono stati usati nel corso di una conferenza stampa nella sede del Coordinamento stranieri in via Zaguri.
Ha spiegato Giuseppe Ceola, rappresentante sindacale dei Rdb-Cub: «Imporre una tassa di 200 euro per il rilascio oppure il rinnovo del permesso di soggiorno, cifra che va moltiplicata per ogni componente della famiglia e più volte l’anno ci sembra assurda. Il permesso a "punti", esami di conoscenza della lingua italiana per i nuovi ingressi, per gli immigrati irregolari l’obbligo per le agenzie di denunciare chi spedisce denaro a casa, l’allungamento dei tempi di permanenza nei centri di identificazione fino a 18 mesi anche per i minori, l’arresto e la multa fino a 10 mila euro per chi entra irregolarmente in Italia, l’arresto fino a 6 mesi e multe fino a tremila euro per chi circola con il volto coperto dal velo, le classi differenziate proposte dal ministro all’Istruzione».
«Non sono che alcune delle norme contenute nel "pacchetto" - prosegue Ceola - senza contare i problemi che persistono con la questura per i permessi di soggiorno. I tempi d’attesa sono sempre lunghissimi; inoltre la prefettura non ha ancora evaso tutte le pratiche relative al decreto flussi del 2007 e tra un po’ si aprirà quello del 2008 con l’arrivo di altri 170 mila immigrati».
Una situazione pesante in una provincia che conta oltre 85 mila stranieri regolari e proprio per questo il coordinamento ha deciso di inviare una lettera al prefetto, al sindaco, all’assessore ai flussi migratori della Regione e al vescovo. Una, in sostanza, la richiesta che arriva dai rappresentanti degli immigrati presenti nel Vicentino: la convocazione straordinaria del Consiglio territoriale per l’immigrazione.
«Si tratta dell’unico strumento di cui possiamo disporre - spiega Morteza Nirou del coordinamento - per discutere di questi problemi. Ma la prefettura non lo convoca da tempo , senza dimenticare che spesso non abbiamo alcuna voce in capitolo, mentre quello dovrebbe essere lo strumento per affrontare tutte le problematiche che stiamo vivendo. In realtà diventa solo una sede istituzionale dove non vengono recepite le istanze di una popolazione in continua crescita e che chiede di poter convivere in maniera civile. Alla fine stiamo combattendo da anni, ma ci stiamo rendendo conto di come la realtà sociale e politica vicentina sia lontana dalle nostre istanze. Evidentemente, è meglio vivere all’interno di una società composta da disperati senza diritti e speranze».
Un intervento duro che mette in discussione questi ultimi anni in cui le parole d’ordine dovevano essere integrazione e multiculturalità.


8 dicembre 2008 - La Nazione

Pisa. L’AGENZIA delle Entrate dovrà essere spostata...

Pisa - L’AGENZIA delle Entrate dovrà essere spostata nei prossimi due anni e la protesta dei vari sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Flp, Salfi, Rdbcub) non si è fatta aspettare. L’esigenza di ricercare una nuova sede è nata dalla necessità di contrarre le spese per la locazione e la manutenzione dei locali, e non per l’inadeguatezza degli stessi: per l’affitto della sede attuale, vengono infatti spesi 527mila euro annui. La proposta del Comune, presente nel piano regolatore, è stata di quella di creare un sorta di «zona finanziaria» per poter raggruppare in un solo centro vari uffici dalle attività affini, ma, nonostante il progetto fosse già stato approvato è successivamente stato abbandonato e la scelta della locazione per il ricollocamento dell’Agenzia delle Entrate è ricaduta sulla zona industriale di Montacchiello, distante oltre cinque chilometri dal centro cittadino e difficilmente raggiungibile dall’utenza dell’ufficio (che si aggira intorno alle 350 presenze giornaliere). Inoltre i mezzi di trasporto per raggiungere la nuova sede sono quasi praticamente inesistenti (con solo due passaggi nella zona) e la richiesta, fatta dall’Agenzia al Comune, di incrementare il servizio non è stata approvata. IL PROBLEMA dello spostamento di sede è solo uno dei molti. Infatti, nella zona di Montacchiello è presente un’inceneritore e le rilevazioni dell’Arpat hanno confermato l’alto tasso di inquinamento dell’aria. Inoltre, calcolando il consumo di carburante annuo dell’utenza e dei dipendenti dell’Agenzia per il raggiungimento della nuova struttura, si constata che la spesa per la collettività sarebbe di almeno 200mila euro, dimostrando l’aggravarsi del costo di fruizione del servizio che spostandosi di sede dovrebbe, come stabilito dai propositi del piano regolatore del Comune di Pisa, far risparmiare i contribuenti, per non parlare dell’aumento di traffico che si creerebbe in tutta la zona dell’Arnaccio. I dipendenti dell’Agenzia hanno pertanto indetto una raccolta di firme che, con più di 300 nomi, dimostra la riluttanza da parte degli utenti dell’ufficio verso la decisione di spostamento della sede da Cisanello a Montacchiello.


8 dicembre 2008 - Il Giornale

Fra striscioni e slogan: la «Prima» di studenti, vigili e ambientalisti all’insegna della protesta

Milano - La folla, chiaramente, non capisce dove inizia la protesta e finisce la bagarre del giorno di festa: troppa gente, troppe bandiere, troppa confusione. Piazza Scala, ore 17.30 di ieri. Dietro i cavalli allineati davanti al tempio della lirica in attesa di autorità e lustrini, c’è un’altra realtà. Ad esempio quella allegra ma combattiva di Davide Rossi e di un centinaio di ragazzi della Sisa (il sindacato scuola Ambiente) che dicono di sostenere la scuola pubblica tout court. «Ma la scuola va riformata non partendo da 8 miliardi di tagli... Siamo un po’ preoccupati...» sorride Davide.
I Cub (Confederazione unitaria di base) hanno un diavolo per capello pure loro. «Mentre ingrassano i pescecani della finanza, tagliano i soldi, pensioni, scuola, sanità e servizi sociali» recita un loro slogan scritto su uno striscione.
Poi ci pensa Roberto Miglio a tirare le orecchie alla polizia municipale e al Comune. «In questi giorni abbiamo avuto carenze di vigili allo stadio, agli Oh Bej Oh Bej e sugli incidenti stradali. E anche oggi sui 7-800 che dovrebbero essere qui presenti ce ne sono al massimo il 50 per cento: sono appena stato a una festa al quartiere Isola e non c’era un vigile».
La polizia municipale è sul piede di guerra anche per solidarietà a un loro collega, il pluridecorato Paolo Rusconi che, nel 2004, per sottrarsi a un ladro d’auto, lo ferì a un avambraccio. «Rusconi è stato condannato lo scorso 13 novembre senza attendere la sentenza della Cassazione. E adesso dobbiamo fare una colletta di 70mila euro per risarcire il ladro».
«Per ora garantiamo ancora il servizio alla cittadinanza - spiega Giuseppe Falanga del Siapol (Sindacato autonomo polizia locale) - ma se la nostra protesta restasse sorda e decidessimo di ribellarci la città sarebbe nei guai: il Comune è avvertito».


8 dicembre 2008 - Tirreno/Gazzetta Modena, Mantova

Fischi dentro, proteste fuori
Teatro diviso: dalla platea otto minuti di applausi per il Don Carlo. Gli spettatori della prima alla Scala accolti dai manifestanti al grido di «scuola pubblica»

MILANO - Otto minuti di applausi ma anche dissensi, soprattutto dal loggione, hanno accolto la conclusione del Don Carlo di Verdi, diretto da Daniele Gatti, che ha aperto la stagione alla Scala. I loggionisti, inviperiti per il cambio all’ultimo minuto del tenore (Giuseppe Filianoti sostituito da Stuart Neill), hanno reagito con la consueta passione, animando una serata che, in tempi di crisi, era partita dentro e fuori la Scala all’insegna dell’essenzialità.
Scandendo a gran voce lo slogan «scuola pubblica, scuola pubblica» i genitori e gli insegnanti del Coordinamento delle scuole milanesi, raccolti in presidio in Piazza della Scala a Milano hanno accolto l’arrivo degli invitati al Prima del Don Carlo. E’ stata una protesta pacifica e colorata quella degli addetti alla scuola contro la riforma Gelmini, con tanto di canzoni intonate anche dai bambini dell’ultimo anno delle materne.
Di fronte a Palazzo Marino, sotto la statua di Leonardo da Vinci, poche decine di cittadini hanno manifestato il loro disagio, per la crisi, facendosi sentire in maniera comunque pacata. In un angolo di piazza della Scala, i rappresentanti dei Comitati Unitari di Base (Cub) issavano uno striscione con scritto "Ora basta", mentre lì accanto le rappresentanze sindacali della Polizia locale di Milano lamentano il mancato intervento dell’amministrazione comunale sul versante della sicurezza, su quello dei riconoscimenti economici e su quello della tutela legale degli operatori. Il tutto racchiuso in un volantino senza particolare veemenza.
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8 dicembre 2008 - La Provincia di Cremona

Genitori e bambini: scuola pubblica

MILANO — Scandendo a gran voce lo slogan «scuola pubblica, scuola pubblica» i genitori e gli insegnanti del Coordinamento delle scuole milanesi, raccolti in presidio in Piazza della Scala a Milano hanno accolto l'arrivo degli invitati al Prima del Don Carlo. È stata una protesta pacifica e colorata quella degli addetti alla scuola contro la riforma Gelmini, con tanto di canzoni intonate anche dai bambini dell'ultimo anno delle materne. Di fronte a Palazzo Marino, sotto la statua di Leonardo da Vinci, poi poche decine di cittadini manifestano il loro disagio, per la crisi, facendosi sentire in maniera comunque pacata. In un angolo di piazza della Scala, i rappresentanti dei Comitati Unitari di Base (Cub) issano uno striscione con scritto «Ora basta», mentre lì accanto le rappresentanze sindacali della Polizia locale di Milano lamentano il mancato intervento dell'amministrazione comunale sul versante della sicurezza, su quello dei riconoscimenti economici e su quello della tutela legale degli operatori, sottolineando come per «questa amministrazione i vigili sono solo carne da macello senza tutele nè riconoscimenti». Il tutto racchiuso in un volantino senza particolare veemenza.


7 dicembre 2008 - Repubblica.it

SCALA: IN PIAZZA LA CONTESTAZIONE DI CUB E STUDENTI

Milano - Cub e Coordinamento delle scuole milanesi in piazza a contestare in occasione della prima della Scala. Sit in e qualche slogan che non hanno comunque turbato l'evento scaligero con i manifestanti tenuti a distanza dall'ingresso del teatro del Piermarini dalle transenne e da un nutrito numero di uomini delle forze dell'ordine. Primi a farsi sentire sono stati i Cub, poco piu' di un centinaio di persone, con striscioni e slogan contro i 'Vip' delle 'prima': "ingrassano i pescecani della finanza e si tagliano salari, pensioni, scuola, sanita' e servizi sociali", la Scala e' "simbolo di spreco". Piu' 'rumorosi' i manifestanti contro la riforma della scuola che hanno accolto gli spettatori del Don Carlo al grido di "scuola pubblica"".


7 dicembre 2008 - Left

GIUSTIZIA IN PIAZZA
di Alessio Nannini

Un venerdì di proteste per chiedere una maggiore efficienza della giustizia. Così i lavoratori del settore si sono dati appuntamento il 5 dicembre per una manifestazione in piazza San Marco a Roma, poi proseguita con un corteo fino al ministero della Giustizia. Rappresentanze sindacali di base e confederazione unitaria di base chiedono forti investimenti a cominciare dal potenziamento del personale, delle strutture degli uffici e degli strumenti in dotazione ai dipendenti. E magari attraverso una semplificazione delle decine di migliaia di leggi in vigore oggi in Italia. «Negli ultimi decenni - spiega Giuliano Greggi, della direzione nazionale del sindacato - abbiamo assistito a un sostanziale smantellamento della pubblica amministrazione. Anche per il triennio 2009/2011 è stata prevista una riduzione di 400 milioni l’anno». Nel 1991 i magistrati erano 8.509; oggi sono 15.809 di cui 4.700 al giudice di pace. Per contro gli amministrativi si sono ridotti passando da 52.668 a 43.702. Cifra a cui andranno detratte circa 4mila persone, in pensione da gennaio. Una situazione desolante con sfumature grottesche, come quella del processo telematico, la cui data di avvio è continuamente posticipata: metà dei dipendenti infatti non ha l’indirizzo di posta elettronica e mancano i terminali.


7 dicembre 2008 - Il Giorno

I sindacati mettono il veto: l’area dell’Arsenale non si tocca
«Deve restare a destinazione produttiva»

PAVIA — «I 13 MILA METRI quadrati dell’area dell’Arsenale devono restare a destinazione produttiva». È quasi un grido d’allarme quello che hanno lanciato in una conferenza stampa i sindacati della Cub (Confederazione unitaria di base), perché dopo le tante voci circolate su una possibile speculazione edilizia in via Riviera in una zona immersa nel verde, a due passi dal centro e dalla stazione, ora che il ministero della Difesa ha comunicato ufficialmente di non voler mantenere in vita lo stabilimento, il pericolo che l’area possa essere trasformata in residenze di lusso, si fa più concreto. «Il ministero vuole vendere al miglior offerente - ha detto Pasquale Di Tomaso, sindacalista della Cub - per questo chiediamo che la destinazione d’uso non venga mutata, perché abbiamo paura che Pavia perda un altro sito produttivo». LA STESSA BATTAGLIA condotta qualche anno fa in occasione del fallimento della Erc-Necchi, ora si sposta in via Riviera dove presto gli attuali 234 dipendenti saranno trasferiti a Milano e Piacenza. «Molti di loro sono ancora giovani - ha aggiunto Di Tomaso - e avranno davanti una vita da pendolare, senza contare che Pavia perderà altri posti di lavoro, l’indotto ne risentirà e anche l’economia del quartiere ne subirà i contraccolpi. E dire che il sindaco nel suo programma elettorale si era impegnata a trasformare le aree dismesse in siti produttivi, mentre a Pavia le aree dismesse aumentano e i siti produttivi diminuiscono». Per tentare di scongiurare l’ipotesi di un trasferimento in massa, è stato convocato per giovedì 11 il tavolo composto da sindacati e istituzioni locali. Nel corso della riunione saranno formulate delle proposte per il futuro dei lavoratori. «I sindacati confederarli vorrebbero che la loro ricollocazione avvenisse sul territorio - ha sottolineato il sindacalista -, ma sono solo belle intenzioni, sia perché gli enti pubblici non possono assumere, sia perché si andrebbe a scatenare una guerra tra poveri con coloro che magari sono in attesa di un posto da anni e si vedono scavalcati dagli espulsi dall’Arsenale».(M.M.)


7 dicembre 2008 - Corriere.it

Cena di gala per 850 invitati a palazzo marino
Scala, la Prima del «Don Carlo» tra lusso, polemiche e fischi
Il loggione contesta per la sostituzione del tenore, dalla platea otto minuti di applausi. In piazza Cub e Rete Scuole. Assenti le prime tre cariche dello Stato

Milano - ....
LE PROTESTE - Per la prima volta dai tempi della Contestazione sono scesi in piazza davanti alla Scala anche gli studenti delle scuole milanesi. Gli studenti della Rete scuole si sono piazzati accanto agli operai e agli impiegati della Confederazione unitaria di base-Cub. Studenti e lavoratori sono stati trattenuti a circa 50 metri dall’ingresso del Teatro, proprio davanti alla sede comunale di Palazzo Marino, oltre le transenne protette da Polizia e Carabinieri. Gli striscioni dei lavoratori recitavano «Ora basta! Mentre ingrassano i pescecani della finanza, tagliano salari, pensioni, scuola, sanità e servizi sociali». Rincarava la dose il mondo della scuola: «Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto». C'erano anche una decina di bambini dell'ultimo anno dell'asilo, con genitori e docenti, venuti da Sesto San Giovanni. «La mia prima - recitava il volantino distribuito in piazza - la voglio a tempo pieno, con due maestre, con le compresenze e con i bimbi e le bimbe di tutto il mondo».
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7 dicembre 2008 - La Stampa web

Prima alla Scala tra lusso e proteste
A Milano va in scena il "Don Carlo". Cambio di tenore, silurato Filianoti. In piazza gli studenti "anti-Gelmini"

MILANO - ....
Per la prima volta dopo tanti anni scendono in piazza davanti alla Scala di Milano anche gli studenti delle scuole milanesi. Accanto agli operai e agli impiegati della Confederazione unitaria di base-Cub, poco più di 100 persone, manifestano infatti, in occasione della prima della stagione teatrale scaligera, anche gli studenti della Rete scuole. Studenti e lavoratori sono tenuti a circa 50 metri dall’ingresso del Teatro, proprio davanti alla sede comunale di Palazzo Marino, oltre le transenne protette da Polizia e Carabinieri. «Aridateci Albertini», recita uno striscione dei Cub; «Ora basta, mente ingrassano i pescecani della finanza, tagliano salari, pensioni, scuola, sanità e servizi sociali», è lo slogan di un altro manifesto dei lavoratori «contro la manifestazione simbolo dello spreco». Tra i manifestanti anche il sindacato unitario dei lavoratori della Polizia municipale di Milano e gli aderenti alla Cgil-Polizia municipale. Con loro anche una rappresentanza della Flm-Alfa Romeo. Sull’altro lato della piazza, accanto all’ingresso della galleria Vittorio Emanuele, il mondo della scuola, con genitori, docenti e studenti, anche giovanissimi, per protestare contro la riforma Gelmini: «Vogliono distruggere la scuola pubblica, io non ci sto», si legge su un cartello.


7 dicembre 2008 - La Provincia di Varese

Ospedale, sindacati decisi «Adesso l'azienda faccia un passo»

GALLARATE (al.pe.) Vanno avanti per la loro strada i delegati Rsu di Cgil, Fsi, Sdl e RdB Cub dell'azienda ospedaliera di Gallarate. «Vogliamo migliorare e non bloccare l'accordo sulle progressioni orizzontali e verticali», chiarisce Pietro Rizzuto (Rsu Cgil), «ma ora sta all'azienda andare incontro ai propri dipendenti, che in tutti questi anni hanno consentito di raggiungere gli obiettivi aziendali e i relativi riconoscimenti economici ai dirigenti facendo estremi sacrifici e chiedendoli anche alle rispettive famiglie». «In una democrazia ? aggiunge il delegato Cgil ? è fondamentale il confronto tra le parti. Perciò ci auguriamo che dopo le assemblee con i lavoratori, il direttore generale Armando Gozzini ci convochi subito».
Martedì nell'aula sindacale dell'ospedale di Gallarate (dalle 14.30 alle 16.30), mercoledì nell'aula sindacale del «Bellini» a Somma (dalle 14.30 alle 16.30) e giovedì alla ex scuola infermieri dell'ospedale di Angera (dalle 14.30 alle 16.30) si terranno le assemblee per tutti i lavoratori, indette da Cgil, Fsi, Sdl e RdB Cub. Per spiegare le motivazioni della mancata firma all'accordo ed esporre le proposte da portare all'attenzione della direzione del Sant'Antonio Abate.
L'accordo sottoscritto da Cisl, Uil e Fials «penalizza più di 500 persone che avranno un aumento di livello sulla carta senza percepire un soldo in più», rimarca Antonio Negro, rappresentante provinciale della Fsi, «e per il futuro non ci sono garanzie di poter avere dei benefici economici prima del 2011-2013». Si tratta per la stragrande maggioranza dei casi di infermieri, «persone che stanno facendo andare avanti i tre stabilimenti ospedalieri a suon di straordinari», sottolinea Rizzuto. Almeno 80.000 sarebbero le ore extra accumulate in azienda. «Straordinari non pagati e sui quali non viene neanche contato un centesimo di interesse», affonda il delegato Cgil.


7 dicembre 2008 - Liberazione

Governo, sindacati e sinistra: sulla Thyssen siete stati pessimi
di Claudio Jampaglia

Torino - Corteo troppo di sinistra, autorganizzato, manovrato... A mezza bocca alcuni dicono così. Ma anche fosse, è una pazzia lo stesso. Forse di più. I promotori (Comitato 6 dicembre "Basta morti", Associazione Legami d'Acciaio, quella dei parenti e dei lavoratori della "fabbrica dei tedeschi", e Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro) hanno voluto fare da soli. E ne sono orgogliosi. «Questa non è una manifestazione di bandiera, senza sigle come cappello», spiegano dal furgone d'apertura. «Siamo 5mila e siamo tanti per un corteo completamente autorganizzato», diranno alla fine. Va bene. E' una scelta. Ma questa non era la manifestazione del ricordo, delle famiglie, dei parenti, degli amici, della rabbia e della vergogna? E allora bisognava andarci comunque. Anche perché le famiglie sono lì. Aggrappate allo striscione dell'associazione. Strette lungo questo viale immenso, sotto un sole che non scalda. Come questo corteo.
Il giorno dell'anniversario, col processo per omicidio volontario contro 7 dirigenti Thyssen che si aprirà a gennaio, con la crisi che rischia di mettere in secondo piano la sicurezza, con oltre 1000 morti anche quest'anno e con governo e Confindustria scatenati a ridurre e semplificare il Testo unico sulla sicurezza... era sbagliato aspettarsi che questa manifestazione fosse ritenuta importante, nazionale, imprescindibile?
La sinistra non può fare come quelli del Pd che nascondendosi dietro la facciata "istituzionale" vanno al mattino alla messa di suffragio promossa dal Comune, poi scoprono una targa "in memoria" e arrivederci all'anno prossimo. E nemmeno la sinistra può furbescamente dire come Piero Fassino: «È sconcertante che nessun esponente del governo e della maggioranza sia questa mattina accanto ai familiari delle vittime». Alla messa. Mancava anche Confindustria se per quello... E non bastano nemmeno i telegrammi, le dichiarazioni alla stampa. Per altro poche ieri. Evidentemente nella grammatica della politica odierna si può parlare per un anno di ThyssenKrupp e sicurezza e poi non essere qua.
La fabbrica è sprangata. Ma familiari e lavoratori Thyssen possono percorrere il lungo controviale che porta al cancello. Qualche minuto di raccoglimento. E' il momento più duro. La linea 5, l'ultimo capannone in fondo, è ancora sigillata. La scritta non c'è più. Ma qua dentro restano 31 operai, 5 impiegati, più un distacco al Parlamento e 200 in cassaintegrazione. Antonino Santino, padre di Bruno, diventato "icona" della tragedia per il suo grido straziante "assassini" al corteo dei funerali, fa fatica a parlare: «Vi ringraziamo per l'affetto, per il conforto, ma il dolore aumenta, le parole diminuiscono... Sulla sicurezza sento tante chiacchiere ma vedo pochi fatti. Speriamo almeno di avere giustizia nel processo che inizierà gennaio». La zia di Roberto, Giovanna, porta la maglietta con i volti di tutti: Beppe, Bruno, Angelo, Tony, Rocco, Saro e di suo nipote. La stessa maglietta che molte sorelle, madri, zie mettono alle udienze in tribunale. «Roberto era molto responsabile, voleva crescere i suoi due figli. Quando l'hanno portato all'ospedale non diceva altro... "salvatemi la vita, voglio crescere i miei figli"... noi vogliamo dire che non esistono morti di serie A e di serie B, ogni volta che ne muore uno, noi soffriamo sempre di più, noi ricordiamo tutti». I giornalisti incalzano. E la politica? «Abbiamo paura di questo governo, qui si parla e nessuno si occupa di far rispettare le leggi e di farne di più severe».
Dagli altoparlanti del furgone si sparano le musiche che piacevano "a loro", scelte dai parenti. Niente canti di lotta o rap. Negramaro, Laura Pausini, al limite un pezzo dei Gang. Si alternano gli interventi al microfono. Parla Laura Rodino, sorella di Rosario: «Mio fratello è morto per salvare quattro muri e quattro macchinari che non funzionavano più...». Anche altri sono venuti per denunciare. Ci sono i familiari di altri tragedie. Quelli di Taranto, dell'Ilva. Quelli di Porto Marghera. Anche l'Associazione parenti e familiari vittime dell'amianto di Casale Monferrato. Signori e signore di una certa età che hanno iniziato a lottare nel 1977 contro la fibra killer, con e dentro la Cgil. E sono qua. E poi ci sono quelli della Fincantieri. Gente come Salvatore Palumbo che va in giro con un cartello: "Mi facevano lavorare senza sicurezza, ho denunciato, mi hanno licenziato e adesso sì che sono sicuro". Dopo 15 anni al Nord Salvatore era tornato a Palermo, casa sua, un lavoro in Fincantieri. Ma non se ne stava zitto e buono. D'altronde molti anni prima, nel 1980, aveva visto lo zio, nella bara con la testa riattaccata dopo che una fune gliela aveva quasi mozzata. Si chiamava Giuseppe Parisi, operaio Fincantieri. Al cancello restano appese le "foto denuncia" che Salvatore e gli altri si sono portati.
"Di scuola e lavoro non si può morire". Sul camion campeggia la bella faccia di Vito Scafidi, 17 anni, morto nel crollo del controsoffitto della Darwin di Rivoli. Sono quelli di Askatasuna. Presenti. Con tutti i centri sociali, gli anarchici di Torino. Ci sono anche alcuni dei Freak Brothers della Ternana. Ci sono i sindacati di base. Tutti. Cub-Rdb, Cobas, SdL, Slai, Sll, Orsa e forse anche qualcun altro. C'è anche uno striscione unitario con i simboli Cobas-Cub-SdL, una spinta unitaria si sta facendo largo? Speriamo. Della Cgil non c'è l'ombra. Anche Giorgio Cremaschi è un po' imbarazzato. Ci sono lui e tanti delegati Fiom. Senza bandiere e senza striscioni. Non sono stati "invitati" ad organizzare. Avrebbero potuto aderire. Hanno deciso di no. «E forse abbiamo sbagliato», commenta Cremaschi. Hanno scelto la libera adesione dei singoli. Non è la stessa cosa. Anche se ce ne sono. Di delegati. Ma i lavoratori? C'è Rifondazione con i dirigenti locali (e una trentina di militanti dietro lo striscione) con il presidente del consiglio Comunale Giuseppe Castronovo, il neo-segretario regionale Armando Petrini, l'europarlamentare Vittorio Agnoletto e Marilde Provera. Scusate, non è un po' poco? E vale per tutti. Tutti. Anche per i Comunisti Italiani con Marco Rizzo in testa (nel gossip torinese si dice fosse lui il manovratore del corteo "isolato", ma chi se ne frega?).
E non è che a Torino, oggi o ieri o domani, ci siano altre cose di massa. Una messa ieri, più una cerimonia al monumento dei caduti del lavoro, un convegno e un torneo di calcio a 5 con varie associazioni, istituzioni (polizia, vigili urbani) e la nazionale dei sacerdoti. Tutto organizzato dal Comune. Un concerto al Teatro Regio gratuito e aperto alla città, lunedì sera, offerto dai lavoratori, musicisti, cantanti... E' quanto offre l'anniversario della tragedia icona della città, nell'anno dedicato alla sicurezza nei luoghi sul lavoro? Sarà che in città si dice che il Comune sia corto di liquidità e abbia fatto fatica a pagare le tredicesime. O forse abbiamo capito male noi. La tragedia era un classico evento "spettacolarizzato" di quelli che non hanno poi presa sulla vita reale dei lavoratori. Uno striscione appeso alla cancellata Thyssen dice: "Il cielo è una tuta blu, le stelle caschi gialli. Alza gli occhi per ricordare gli operai eroi". Maledetto il paese che ne ha bisogno, di eroi, e che poi li dimentica.

PARMA-COLLECCHIO assemblea pubblica...

PARMA-COLLECCHIO assemblea pubblica ore 20.30 c/o circolo il Cervo, via Nazionale Est 30, "La vostra crisi non la vogliamo pagare", intervengono: Claudio Bellotti, segreteria nazionale Prc; Sergio Bellavita, seg. provinciale Fiom; Pier Michele Pollutri, coordinamento regionale Rdb Cub; coordina Andrea Davolo, seg. provinciale Prc, responsabile Lavoro


7 dicembre 2008 - La Provincia Pavese

«Il ministero deve ascoltare Pavia»
I dipendenti dell’Arsenale: a noi pochi soldi e i lavori all’esterno
di FABRIZIO MERLI

PAVIA - «Il ministero della Difesa ha opposto un "no" secco. Noi chiediamo che, almeno, ascolti le proposte che arrivano dal territorio per mantenere l’atività produttiva dell’Arsenale». I rappresentanti dei lavoratori di via Riviera, insieme al capogruppo consiliare di Rifondfazione, Pasquale Di Tomaso, non accettano la decisione relativa alla chiusura dello stabilimento del Genio. E, soprattutto, respingono il marchio di "improduttività" usato dal ministero della Difesa per giustificare la chiusura.
Faliero Villani, della Rsu, spiega: «L’improduttività non la crea il dipendente, ma il datore di lavoro, cioè, nel nostro caso, il ministero. Per anni gli stanziamenti per le risorse sono stati dell’ordine dei 60/80.000 euro l’anno. Nel frattempo, parte del lavoro è stato esternalizzato e si è arrivati a pagare a ditte private anche 700.000 euro l’anno. Allora, se i soldi non ci sono per fare lavorare i dipendenti pubblici, non dovrebbero esserci nemmeno per gli appalti. Ovviamente non siamo contro i privati, tutti i lavoratori sono uguali, però la differenza è che il pubblico non deve guadagnare, quindi può offrire un servizio migliore».
E sulla necessità di mantenere a Pavia un’attività produttiva di utilità pubblica insiste anche Faustino Giani, delegato della Rdb: «Negli ultimi dieci anni, allo stabilimento di Pavia sono state negate tutte le possibilità di sviluppare le proprie potenzialità. Ora il ministero della Difesa non accetta nemmeno di ascoltare le proposte delle istituzioni locali. Noi, dopo avere ringraziato i parlamentari e tutti quelli che si stanno muovendo sul nostro caso, pensiamo che i lavoratori non possano essere trattati come merce. Chiederemo, se necessario anche con una manifestazione a Roma, che si ragioni per trovare una nuova "vision", per creare cioè un’attività produttiva al servizio del territorio che consenta di salvaguardare le professionalità dei lavoratori».
Pasquale Di Tomaso, coordinatore del sindacato Cub, aggiunge: «Giovedì, in consiglio comunale, si discuterà dei temi del lavoro. Speriamo che non sia una "passerella" per in politici, ma che vengano affrontati problemi concreti. Perchè, non mi stancherò mai di dirlo, su questo punto il sindaco è venuto meno al suo programma. Poi la situazione è grave a livello nazionale. Il governo ha imposto il blocco delle assunzioni e ridotto i trasferimenti agli enti pubblici. A Milano ci sono cooperative che lavorano, per il Comune, a 7 euro l’ora; significa che o non pagano i dipendenti, o danno un cattivo servizio o, peggio, i soldi arrivano da altre parti».
Intanto, sul caso dell’Arsenale, si sta muovendo anche la politica locale. Dopo la presa di posizione di cinque parlamentari pavesi, il sindaco Capitelli spiega che è stato costituito un gruppo di lavoro informale. «L’assessore Luciano Rossella - spiega - e il consigliere comunale Sandro Bruni parteciperanno alle riunioni nelle quali si cercherà di formulare nuove proposte per il mantenimento, in via Riviera, di un insediamento produttivo pubblico».


6 dicembre 2008 - Asca

CALABRIA: RDB/CUB ORGANIZZA SINDACATO SCUOLA

(ASCA) - Lamezia Terme (Cz), 6 dic - Si e' svolto, a Lamezia Terme (Cz), nella sede regionale della RdB/CUB, un incontro di presentazione della CUB Scuola Calabria, sindacato di Base. L'incontro, presieduto dai dirigenti regionali delle RdB/CUB e da Barbara Battisti, della Segreteria Nazionale della CUB Scuola, si e' svolto alla presenza di numerosi insegnanti, personale ATA e, persino, dirigenti scolastici. E' stata affrontata la particolarissima situazione che sta vivendo la scuola in questo periodo: mentre si tagliano senza scrupoli le risorse per la scuola pubblica, mettendo a rischio, da una parte numerosi posti di insegnamento e dall'altra la presenza di scuole nei tanti paesini delle nostre montagne, che rischiano cosi' ancor di piu' l'isolamento e, quindi, la morte civile, contemporaneamente questerisorse vengono trasferite alle scuole private. ''E' significativo, poi - si legge in un comunicato - che, mentre le proteste di centinaia di migliaia di insegnanti e di milioni di studenti, non sono riuscite a cambiare di una virgola i tagli decisi dalla riforma Gelmini, e' proprio di ieri la notizia che alcuni tagli alle scuole private, previsti dalla finanziaria, sono stati immediatamente ritirati, dopo meno di un ora dall'uscita di un comunicato di protesta della chiesa cattolica. E' evidente, l'intenzione di svilire e svuotare la scuola pubblica a favore di quella privata''. La Calabria, si e' detto nell'incontro, e' tra le regioni piu' penalizzate, sia per la particolare conformazione geografica, sia per il fatto che l'eta' media degli insegnanti e' la piu' alta d'Italia. L'incontro si e' concluso con l'impegno a costituire un coordinamento regionale della CUB Scuola Calabria, che analizzi e sviluppi i temi trattati, rappresentando i disagi del mondo della scuola e difendendo le istanze dei lavoratori.


6 dicembre 2008 - Ansa

SCALA: OTTOCENTO INVITATI, POCO LUSSO E ROSE BIANCHE
'DON CARLO' PER LA PRIMA E FUORI MANIFESTAZIONI DI PROTESTA

(ANSA) - MILANO, 5 DIC - La crisi potrebbe scacciare il lusso dalla serata di inaugurazione della stagione alla Scala, domani alle 18, nella ricorrenza di Sant'Ambrogio, con il 'Don Carlò di Giuseppe Verdi. Un evento da sempre all'insegna del presenzialismo e dell'esibizionismo, ma nel quale la sobrietà sembra prevalere in queste ore di vigilia. Oltre ottocento gli invitati, diversi i politici fra cui cinque capi di Stato stranieri, ministri e rappresentanti di una quindicina di altri Paesi. I nomi internazionali sono quelli del cancelliere austriaco Alfred Gusenbauer, del presidente slovacco Ivan Gasparovic, del presidente albanese Bamir Topi, del presidente del Togo Faure Esssozimna Gnassingbè, di quello del Ruanda Paul Kagame. E poi ancora i sindaci di Francoforte Petra Roth e di Buenos Aires Mauricio Macri, il governatore di San Pietroburgo Valentina Matvienko e l'ambasciatore americano in Italia Donald P.Spogli. I ministri italiani sicuri sono Sandro Bondi (Cultura), Ignazio La Russa (Difesa), Angelino Alfano (Giustizia), Gianfranco Rotondi (Attuazione del Programma), oltre al sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. Dal mondo imprenditoriale e finanziario si attendono fra gli altri Fedele Confalonieri, Diana Bracco, Corrado Passera. Mentre dell'area sport e spettacolo si parla di Valeria Marini, ma anche di una presenza di David Beckham, l'asso inglese che da gennaio sarà in prestito per tre mesi al Milan, e della moglie, la ex Spice Victoria. Difficile, considerato che Beckham oggi era in Nuova Zelanda. Degli stilisti è sicuro il duo Dolce e Gabbana. Proprio dal mondo della moda arriva il segnale più sintomatico del clima del momento. Fino allo scorso anno c'era la gara a pubblicizzare chi vestiva chi (al punto che per la stessa ospite giravano anche due o tre mise diverse). Quest'anno pochissime anticipazioni. Laura La Russa ha scelto Blumarine mentre Giorgio Armani vestirà il sindaco di Milano Letizia Moratti. Un abito appositamente disegnato per lei: velluto di seta e chiffon blu notte, con un corpino interamente ricamato di fili di argento, piccole paillettes e cristalli Swarovsky. Fra tanti vip, ci sarà spazio anche per una 'cenerentolà. La signora Alessandrina, che proprio domani compie 80 anni, ha spedito una lettera al sindaco per chiederle di poter assistere alla prima («mi illudo - ha scritto - di poter andare alla Scala. Solo Lei potrebbe darmi la possibilità») e il suo desiderio è stato esaudito. Quindi arriverà a teatro accompagnata dal marito. Chi non ci sarà è invece il basso finlandese Matti Salminen (costipazione) sostituito da Anatolij Kotscherga nella parte del Grande Inquisitore. Per riuscire a prendere il biglietto dei 140 posti numerati in loggione, venduti a 50 euro, la fila è iniziata due giorni fa con con tre appelli di controllo al giorno, il primo dei quali alle 7. Ma per il Don Carlo diretto da Daniele Gatti e soprattutto per l'inaugurazione della Scala c'è chi è disposto a fare questo e altro. L'opera però si potrà seguire in diretta anche in televisione (in chiaro sul canale Classica di Sky) e in 82 fra cinema e teatri in tutto il mondo fra gli altri al Teatro Dal Verme di Milano, al Ponchielli di Cremona, all'auditorium del Louvre di Parigi, alla Laemme Music Hall di Beverly Hills (alle 9 del mattino ora locale), al Miller Theater della Columbia university di New York, in 22 cinema spagnoli, e in quasi 50 sale italiane da Parma a Torino, a Bari, a Sassari. La Scala per l'inaugurazione sarà decorata con 2000 rose bianche avalanche accompagnate da rami di ginestra bianca e da foglie di chamerus, aspidistra e asparagus plumoso. Ornamenti che ingentiliranno il foyer, gli spazi interni e soprattutto il palco reale. Rose bianche saranno donate anche alle signore all'uscita. Per domani sera le previsioni parlano di cielo sereno anche se le temperature scenderanno sotto lo zero. Un gelo che non impedirà le tradizionali manifestazioni di protesta davanti al Teatro. Si sono già dati appuntamento studenti e genitori della Retescuola, mentre la Cub ha organizzato un presidio fin dalle 16.


6 dicembre 2008 - Dire

PROVINCIA BOLOGNA. CHERUBINI: 24% ADESIONE SCIOPERO RDB IERI

(DIRE) Bologna, 6 dic. - E' stata del 24% (per la precisione del 23,9%) l'adesione registrata dalla Provincia di Bologna allo sciopero aziendale indetto ieri dal sindacato Rdb. Lo fa sapere il direttore generale dell'ente, Giovanni Cherubini, in replica all'adesione accreditata dal sindacato, del 70%. All'ultimo sciopero indetto da una sigla in Provincia, la Cgil, l'adesione era stata del 33% circa dei dipendenti.


6 dicembre 2008 - Il Resto cel Carlino

Bologna - SCIOPERI che vanno, scioperi che vengono...
di Nicodemo Mele

Bologna - SCIOPERI che vanno, scioperi che vengono. Sotto le Feste, non è un bel vedere, soprattutto se la città, come si teme, rimarrà a piedi proprio nel periodo clou dello shopping natalizio. Hanno cominciato ieri i dipendenti della Provincia, per la prima volta nella storia dell’ente di via Zamboni: sfidando la pioggia e il gelo, hanno manifestato in centro contro i tagli al personale. Lo sciopero (targato Rdb) è stato messo in atto in segno di protesta contro il licenziamento dei lavoratori precari (64 posti a rischio), il taglio del 50% degli incentivi di produttività, il blocco delle progressioni di carriera sino al 2011 e del turn over. L’agitazione avrebbe coinvolto il 70% dei circa mille dipendenti di Palazzo Malvezzi. ALLO SCIOPERO si sono aggregate le 112 maestre di asilo nido del Comune che aspettano di essere stabilizzate, le 10 dipendenti dell’associazione Anlaids che gestiscono una casa alloggio in centro e che ancora non sanno se l’Ausl rinnoverà la convenzione entro l’anno e le sette dipendenti di Altercoop utilizzate dal Comune nei quattro sportelli sociali. Al termine del corteo una delegazione è stata ricevuta in Prefettura. MA SOTTO Natale, come detto, la città rischia di perdere anche l’autobus, nel senso che, se Comune, Provincia e Atc non garantiranno ai dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico il premio di produzione di un milione e mezzo di euro, sancito da un accordo del 2004, scatterà lo sciopero. L’ultimatum dei sindacati è arrivato ieri mattina durante un’audizione in commissione a Palazzo d’Accursio chiesta da Silvia Noè (Udc), dopo le dichiarazioni dell’assessore alla mobilità, Maurizio Zamboni, che ha di fatto smentito le promesse fatte dal sindaco il 21 novembre scorso dopo il blitz dei lavoratori in consiglio comunale. COSI’, alla vigilia dell’incontro con l’Atc di martedì prossimo per il contratto integrativo, i sindacati annunciano un nuovo sciopero. «Mi auguro che nell’incontro si chiarisca almeno il discorso del milione e mezzo di euro, perché se non ci sono i soldi sul tavolo è meglio che non ci troviamo nemmeno, l’incontro dura cinque minuti e il giorno dopo gli autobus non girano», avverte Maurizio Lunghi, della Filt- Cgil. «Il premio di produttività nel 2008 non è possibile, per motivi economici e giuridici, l’impegno assunto in quel momento oggi non è più mantenibile, quelle risorse non ci sono», spiega Zamboni.


6 dicembre 2008 - L'UnioneSarda

Il caso. La protesta del sindacato: gravi carenze di organico e strumenti informatici ormai superati
Tribunale chiuso per sciopero
Mancano giudici, magistrati e personale d'ufficio
di NICOLA PINNA

Oristano - Oltre al procuratore capo, al primo piano di piazza Aldo Moro, dovrebbero essere in servizio sei sostituti, ma all'appello ne mancano ben tre. I giudici invece sono quattordici: sette si occupano delle cause penali, altri sette di quelle civili.
La macchina della giustizia, anche nell'Oristanese, va su di giri. E rischia di ingolfarsi da un momento all'altro. Le cause sono diverse: prima di tutto la carenza di personale che riguarda i giudici, i magistrati e anche gli impiegati, in più le difficoltà logistiche e il blocco delle carriere. Ieri le Rappresentanze di base hanno proclamato lo sciopero del personale giudiziario e le aule del Tribunale di Oristano sono state paralizzate. Bandiere al vento e udienze sospese.
LA PROCURA Il primo problema è la carenza di magistrati. Oltre al procuratore capo, al primo piano di piazza Aldo Moro, dovrebbero essere in servizio sei sostituti, ma all'appello ne mancano ben tre. Due sono stati trasferiti da qualche mese e ancora non sono stati sostituiti. «Chissà se saranno rimpiazzati - dice il procuratore Andrea Padalino Morichini - Per il momento dobbiamo fare i conti con tante difficoltà: la mole di lavoro è pesante da smaltire». In più, il territorio da tenere sotto controllo è vastissimo: oltre ai paesi della provincia di Oristano, infatti, la competenza della Procura della Repubblica si estende verso una buona fetta del Nuorese. In totale, dunque, ci sono da seguire centotto comuni. I numeri dell'attività dei magistrati oristanesi raggiungono le cifre di grandi città: dodicimila notizie di reato all'anno, quattromila richieste di rinvio a giudizio, duecentocinquanta esecuzioni. I problemi in Procura comunque riguardano anche gli impiegati: in organico attualmente ci sono trenta persone, due hanno un contratto a tempo e a giugno rischiano di trovarsi senza lavoro. Da oltre un anno manca il dirigente e le mansioni sono affidate al cancelliere più anziano. «Dieci anni fa negli uffici della Procura lavoravano quarantasei persone, cioè sedici in più rispetto alla situazione attuale - denuncia Luciano Ghiani, rappresentante sindacale - Questo vuol dire che il carico di lavoro è aumentato in maniera quasi insopportabile, visto che il numero dei reati è cresciuto e di conseguenze le pratiche da seguire sono maggiori».
IL TRIBUNALE Oltre al lavoro degli uffici di piazza Aldo Moro, il Tribunale di Oristano ha da coordinare due sedi staccate (a Sorgono e Macomer) e dieci uffici del Giudice di pace. Anche in questo caso le carenze sono pesanti da sopportare. I giudici in servizio sono quattordici: sette si occupano delle cause penali, altri sette di quelle civili. L'ex presidente Carlo Angioni è stato sostituito da pochi giorni da Luigi Mastrolilli (fino ad ora presidente della sezione penale) che non è stato rimpiazzato. «Attualmente i dipendenti del Tribunale sono centodieci, ma ogni anno due o tre vanno in pensione e non vengono mai sostituiti - spiega Luciano Ghiani - Questo vuol dire che pian piano l'organico si sta riducendo all'osso e che l'età media del personale supera i cinquantacinque anni». Proprio per effetto delle carenze, da gennaio, la cancelleria fallimentare e quella civile saranno accorpate: per gli impiegati rimasti il lavoro sarà doppio. Emblematico il caso del cancelliere dell'ufficio del giudice di pace di Bosa, costretto a spostarsi a Macomer dove non c'è il personale necessario per assistere a tutte le udienze.
LE CARENZE A parte i problemi di organico la macchina delle giustizia nell'Oristanese deve fare i conti con l'arretratezza tecnologica e il blocco dell'aggiornamento professionale dei dipendenti. «I mezzi informatici sono vecchissimi - aggiunge Ghiani - In più c'è bisogno di adeguamento professionale. Di questo passo tutto si blocca e le cause diventeranno lunghissime».


6 dicembre 2008 - La Nuova Sardegna

«La giustizia è sempre più ostaggio di una volontà politica perversa»
Ieri anche in città lo sciopero proclamato da Rdb/Cub contro le misure adottate dal governo. Tagli dagli effetti devastanti. Risorse e organici ridotti del dieci per cento

ORISTANO - Un sit-in per fare conoscere ai cittadini il malessere dei lavoratori del pubblico impiego.
Ieri, nel giorno dello sciopero proclamato a livello nazionale da Rdb/Cub del settore del Pubblico impiego-Ministero della giustizia e affari giudiziari, anche in città i lavoratori aderenti alla sigla sindacale hanno tenuto una conferenza stampa per ribadire non solo la contrarietà alle misure adottate dal Governo, che hanno portato a pesanti tagli finanziari e occupazionali nel delicato settore della giustizia, ma anche per illustrare gli effetti sulla realtà locale.
Luciano Ghiani, dipendente della Procura, e Giampaolo Oppo, della Casa circondariale, supportati dal segretario regionale di rdb, Enrico Rubiu, hanno parlato di «attacco trasversale contro i lavoratori del pubblico impiego da parte dei governi riformisti che si sono alternati in questi ultimi anni. In questo contesto è la giustizia uno dei settori a soffrine maggiormente».
Le critiche più pesanti sono state rivolte alla Legge 103 del 2008, che ha comportato una riduzione del 10% degli organici e delle risorse. «Sono stati di fatto azzerati i posti non coperti negli organici - ha proseguito Ghiani -, con carriere bloccate, l’esclusione dai corsi di riqualificazione professionale, il tutto in una realtà fatta di blocco del turn over e delle assunzioni».
La situazione di Oristano certo non è rosea. «Mentre per il personale amministrativo prosegue il blocco delle assunzioni, ci sono stati aumenti di organico per i giudici, anche onorari. Il risultato - ha detto ancora Ghiani - è un aggravio esponenziale dei carichi di lavoro per gli uffici che, con gli organici ridotti all’osso, non riescono a smaltire pratiche che rimangono giacenti per tempi inaccettabili per una giustizia degna di un paese civile».
Rdb ieri ha infatti denunciato come l’organico sia passato da oltre 40 dipendenti dell’Ufficio unico agli attuali 30. «Fra questi, due precari che se non avranno un contratto a tempo indeterminato verranno licenziati il prossimo giugno». E poi si aggiungono ulteriori disagi. Il sindacato ieri mattina ha ricordato come da febbraio la procura della Repubblica di Oristano non abbia un dirigente. Nel frattempo, una parte dei compiti è stata affidata a un cancelliere, «ma solo una parte - ribadisce Ghiani - con evidenti difficoltà per lo smaltimento di una mole sempre più imponente di lavoro». Così ieri lo sciopero nazionale, con la denuncia da parte del sindacato «di una perversa volontà politica che punta a non fare funzionarte la giustizia».(m.c.)


6 dicembre 2008 - Il Gazzettino

Federico Martelletto (Rdb Cub) ha incontrato il sottosegretario del ministero della Sanità Francesca Martini: «Lavorano come gli infermieri ma vengono pagati molto meno»
E 800 operatori sanitari chiedono giustizia a Roma
di Matteo Crestani

Vicenza - «Non possiamo tollerare che le aziende sanitarie continuino ad assumere operatori socio sanitari, i così detti oss, adibendoli alle medesime mansioni a carico degli infermieri, per il semplice fatto che ciò comporta un consistente vantaggio economico ed approfittando della tardiva disposizione un preciso inquadramento professionale degli stessi operatori socio sanitari». Con queste parole Federico Martelletto, responsabile della Sanità per l'Rdb-Cub di Vicenza, si è espresso a seguito dell'incontro avvenuto l'altro giorno a Roma con il sottosegretario del ministero della Sanità, Francesca Martini. Un incontro che ha visto attorno ad un tavolo i rappresentanti del sindacato autonomo di tutte le province venete, ciascuno dei quali spalleggiato da un oss, in rappresentanza della categoria, per descrivere la recente proposta di legge presentata per il riconoscimento giuridico degli operatori socio sanitari. «Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione di estrema gravità - spiega Martelletto - in quanto gli oss sono inquadrati come operatori tecnici, ma di fatto svolgono mansioni pressochè analoghe a quelle degli infermieri, pur rappresentando una figura di supporto agli infermieri stessi. Ma ciò che più rattrista è che nel nuovo contratto collettivo del comparto, valevole per il biennio 2008-2009, gli oss non sono neppure citati». Per l'Rdb-Cub «occorre uscire dal mondo della confusione totale, per ristabilire un corretto ordine delle cose». La questione degli operatori socio sanitari non è affatto marginale, se si considera che riguarda 800 dipendenti dell'Asl 6 di Vicenza, pagati 1.000 euro netti al mese, contro 1.500 infermieri, cui è riconosciuto uno stipendio di 1.500 euro netti al mese. «Una situazione che non può protrarsi ancora nel tempo - prosegue Martelletto - ingenerando un evidente sfruttamento di questi lavoratori, le cui mansioni spaziano dall'attività alberghiera (rifare i letti ed occuparsi della cucina) alle attività più prettamente sanitarie, nel cui ambito spesso c'è grande confusione tra le competenze degli oss e quelle degli infermieri». Positivo il risultato dell'incontro: «È stato deciso - conclude Martelletto - che verrà istituito un tavolo di lavoro volto a comprendere e risolvere la gravità della situazione. Importante, poi, il fatto che anche a livello regionale saranno istituiti tavoli di confronto, per arrivare quanto prima a fare chiarezza su compiti e ruoli dei professionisti della sanità».


6 dicembre 2008 - Corriere del Mezzogiorno

Sanità A giorni la decisione
Ausiliari Asl, in ottocento per l'assunzione

Taranto - Potrebbe essere annunciato a giorni l'atteso piano per la gestione diretta dei servizi di ausiliariato e pulizie nella Asl di Taranto. Ottocento dipendenti che attualmente lavorano alle dipendenze di ditte esterne, sono con il fiato sospeso in attesa di conoscere gli esiti dello studio chiesto dalla Regione Puglia alla direzione generale della Asl.
In questi giorni i due specialisti che hanno avuto il compito dal direttore Angelo Domenico Colasanto di redigere il piano (un esperto giurista e il responsabile dell'Ares Puglia, Giovanni Molinari), s'incontreranno nuovamente con il manager dell'azienda sanitaria. In quell'occasione i due consulenti illustreranno il lavoro svolto che consiste nel valutare il possibile assorbimento dei dipendenti esterni nel proprio organico. «Le problematiche a cui dovranno dare risposta i due incaricati - spiega il numero uno della Asl jonica - riguardano due aspetti: quello monetario, per cui l'economicità dell'operazione; e quello tecnico ammini-strativo che consiste nel rendere possibile la trasformazione o il passaggio degli attuali rapporti di impiego tra lavoratore, impresa privata e Ente pubblico». Il budget che non si dovrebbe sforare, per mantenere inalterati gli attuali livelli di bilancio, è di ventidue milioni l'anno. Tanto spende attualmente la Asl per assicurare un servizio affidato a terzi. Un meccanismo che va avanti da quattordici anni data in cui le vecchie unità sanitarie locali decisero di esternalizzare i servizi tecnici degli ospedali. Le nuove logiche aziendali e politiche vogliono ora ribaltare tale meccanismo e tornare come una volta quando tutto il personale era interno. A tanto aspirano i sindacati autonomi (RdB/Cub - Servizi e Sanità e Cobas) che in proposito hanno strappato l'impegno all'assessore alla Salute, Alberto Tedesco, di valutare tale ipotesi. Per questo dagli uffici regionali è partito l'invito al management della Asl di sospendere la gara pubblica, già pronta, per l'affidamento di tale servizio in proroga da 14 anni. Colasanto ha subito raccolto l'invito congelando le procedure di gara ed affidando il compito ai due consulenti esterni che lavorano a ritmo serrato per consegnare il piano nei tempi stabiliti. «Non possiamo che salutare positivamente tale decisione - ha riferito Gianni Palazzo dei Cobas Sanità - in attesa del prossimo incontro presso la Regione per definire e sostanziare i passaggi concreti che gli interlocutori istituzionali vorranno compiere».(N.D.)


6 dicembre 2008 - La Sicilia

firmato il contratto tra il comune e il ministero dell'interno
Da gennaio i Vigili del fuoco a Carlino

Via libera al trasferimento del distaccamento dei vigili del fuoco di Canicattì nella nuova sede di contrada Carlino. I pompieri inizieranno il trasloco a breve ed entro il mese di gennaio del 2009 saranno nella nuova struttura. Ieri è stato firmato il contratto tra il Comune ed il Ministero. Lo hanno reso noto i sindacati Cgil, Cisl, Rdb e Confsal. L'iter per l'affidamento dei locali da parte del Comune di Canicattì ai vigili del fuoco è stato alquanto movimentato. Era stata necessaria l'autorizzazione del Consiglio comunale per il cambio di destinazione d'uso dei locali di contrada Carlino i quali potranno ospitare la nuova sede dei vigili del fuoco mentre nello stesso tempo il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, che aveva incontrato il sindaco ed il presidente Lalicata, si era interessato per sollecitare l'intervento del ministero dell'Interno che doveva concedere il finanziamento necessario, di circa 53 mila euro, per adeguare la nuova caserma dei pompieri. Da sottolineare poi come l'amministrazione comunale di Canicattì aveva fatto eseguire una serie di lavori all'interno della struttura di contrada Carlino per consentire il trasferimento del distaccamento dei pompieri. All'interno della Casa Albergo lo ricordiamo attualmente vi sono gli uffici del comando di polizia municipale e quelli della protezione civile. Per quanto riguarda i locali di contrada Carlino questi ultimi ospiteranno i vigili del fuoco in maniera temporanea, per permettere nel frattempo i lavori di costruzione della nuova struttura al Foro Boario.(c.v.)


6 dicembre 2008 - Corriere della Sera

L'opera in diretta al Dal Verme, ma anche al Louvre e in California
Scala, la Prima in mondovisione. Palazzo Marino stile «Don Carlo»
Tutto pronto per personalità e vip. Cinque ministri in teatro. Cena di gala da 350 mila euro. Presidio dei Cobas
di Paola D'Amico

MILANO - Una prima — il «Don Carlo» di domani — in mondovisione, con dirette in teatri e cinema dal Louvre al Laemmle Music Hall in California, ma anche al teatro dal Verme (per 1.200 anziani), ma non agli Arcimboldi e in Galleria. Nel tempio della lirica è tutto pronto per accogliere personalità e vip, dame e cavalieri. Con l'elenco degli ospiti che si va componendo come un puzzle, di ora in ora. Cinque ministri (Bondi, La Russa, Rotondi, Alfano e Frattini), i sindaci di Buenos Aires, Francoforte, Kiev e il governatore di San Pietroburgo, il cancelliere austriaco, i capi di Stato di Togo, Albania, Slovacchia e Ruanda. E, poi, stilisti, da Lella Curiel a Renato Balestra, Dolce e Gabbana e Lorenzo Riva. Confermata la presenza della coppia David Beckham (di ritorno dalla Nuova Zelanda) e l'ex spice Victoria. E, ancora, i fedelissimi, da Diana Bracco a Saverio Borrelli, ma anche Daniela Javarone (alla trentaduesima Prima) e Valeria Marini, in defilé con una sua creazione tutta trasparenze. Non ci sarà Armani, che ha però vestito il sindaco Moratti (velluto di seta e chiffon color blu notti). E per 900 ospiti, alle 23, esaurita l'eco dell'ultimo applauso, si spalancherà il portone di Palazzo Marino, che gli architetti Roberto Peregalli e Laura Sartori Rimini avranno trasformato in giardino manierista: avvolto da intrecci d'edera, viburno ed eucalipti, diventerà un giardino incantato, dove un sapiente uso delle luci riporterà l'atmosfera fredda, quasi lunare, leit motiv del capolavoro di Verdi. Esposti quattro grandi quadri della sala dell'orologio, in perfetto stile cinque-secentesco. Per consentire l'apertura al pubblico di Sala Alessi, dove è esposto il Caravaggio, anche oggi e lunedì, si lavorerà di notte. Scenografia e cena (350 mila euro il budget), che per il secondo anno è affidata agli chef Enrico e Roberto Cerea («Da Vittorio»): centoquaranta tra cuochi, camerieri e sommelier, per allestire un banchetto (spume e cannoncini farciti al pollo, tartare di salmone, risotto milanese con zafferano afgano, dadolata di stinco di vitello e gran finale di cioccolato al pan speziato), innaffiato da 700 litri di bollicine Franciacorta Bellavista. E, fuori, complemento irrinunciabile di una Prima che si rispetti, dalle 16 a notte fonda, la contestazione del Cub (Confederazione unitaria di base), per cui il Teatro alla Scala rappresenta idealmente la metafora di questa crisi, «nel quale lo spreco, associato allo sfarzo esibito, riescono a porre in secondo piano quanto di buono il mondo dell'arte propone».


5 dicembre 2008 - Adnkronos

"Abbiamo preparato - spiega Raffaella Bucciardini - una bozza di legge sulla riforma degli enti di ricerca da consegnare ai deputati"
Roma, 10 mila ricercatori precari in sciopero: presidio davanti Montecitorio
"L'obiettivo della nostra proposta - sottolinea la dirigente dell'Usi-Rdb - è quello di dare una spinta in alto alla ricerca pubblica. Di portarla ai massimi livelli. Per fare questo c'è bisogno di modifiche nella gestione e di alte professionalità''

Roma, 5 dic. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - I precari della ricerca incrociano le braccia. "Circa 10.000 lavoratori 'a tempo' degli enti di ricerca, anche se ancora non ci sono dati ufficiali, stanno aderendo allo sciopero nazionale" indetto dalla Rdb-Cub, sindacato di base che ha anche organizzato un presidio di protesta a Roma davanti a Palazzo Montecitorio, sede della Camera. Un'iniziativa che, al momento, vede oltre 200 precari che stanno sfidando la pioggia, in attesa di un incontro con i rappresentanti politici. "Abbiamo preparato - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Raffaella Bucciardini, dirigente dell'Usi-Rdb - una bozza di legge sulla riforma degli enti di ricerca da consegnare ai deputati". "Un documento che ha gia' ricevuto le prime adesioni politiche, soprattutto da parte dell'Italia dei valori. Anche se speriamo in un appoggio piu' esteso possibile", aggiunge Bucciardini. Quello che rivendicano a gran voce i precari in protesta e' il loro diritto al lavoro e l'avvio di un processo di stabilizzazione. Ma anche una riforma a tutto tondo del mondo della ricerca. "L'obiettivo della nostra proposta - sottolinea la Bucciardini - e' quello di dare una spinta in alto alla ricerca pubblica. Di portarla ai massimi livelli. Per fare questo - aggiunge - c'e' bisogno di modifiche nella gestione e di alte professionalita'. Ecco perche' e' necessario intervenire anche sul sistema di reclutamento del personale. Senza professionisti di alto livello non si va infatti da nessuna parte. Noi - conclude la Bucciardini - non abbiamo un Governo 'amico'. Speriamo che la nostra proposta sia condivisa da tutti: maggioranza e opposizione".


5 dicembre 2008 - Apcom

Giustizia/ Rdb: Alta adesione agli scioperi, tribunali chiusi
Consistente nonostante maltempo partecipazione a cortei e presidi

Roma, 5 dic. (Apcom) - Tribunali chiusi ed enti di ricerca deserti; è questo per le Rdb-Cub e le Usi-Rdb l'esito dello sciopero nazionale di 24 ore nel settore della giustizia e della ricerca. "Consistente, nonostante il maltempo - spiegano le Rdb - è stata la partecipazione ai cortei e ai presidi organizzati in diverse città (Roma, Bologna, Palermo,Venezia, per ricordare solo le principali)" rilevando "disagi all'utenza in molti uffici giudiziari, con particolari ripercussioni nei Tribunali di Roma, Padova, e Venezia; punte di astensione dal lavoro sono state registrate in Enti di Ricerca come ISS, ISPRA ed ENEA".
"Folta e combattiva - si legge in una nota - la manifestazione a Bologna, dove a scendere in piazza sotto una pioggia battente, oltre ai dipendenti di Giustizia e Ricerca, tanti altri lavoratori in sciopero contro le politiche comunali e provinciali: dall'Altercoop alla Provincia, alle educatrici dei nidi comunali agli operatori di ANLAIDS e della Casa Alloggio Cardinale Lercaro. Il corteo è giunto fin sotto le finestre del Comune di Bologna e si è concluso sotto la Prefettura. I lavoratori giudiziari, che a Roma hanno sfilato fino in via Arenula con lo striscione 'Ingiustizia nella Giustizia: siamo pochi, mal pagati e neanche riqualificati', hanno atteso invano un incontro con i rappresentanti del Ministero.
"E' un atto di arroganza gravissimo - ha commentato Pina Todisco, della direzione nazionale RdB-CUB P.I. - il Guardasigilli, che dal suo insediamento non ha mai voluto incontrare le organizzazioni sindacali, persevera in un atteggiamento sprezzante anche davanti alla forte protesta dei lavoratori e rende noto che ci convocherà l'11 dicembre solo per comunicare decisioni già assunte dal suo Dicastero, dimostrando così l'incapacità politica di questo Governo ad affrontare la necessità di un servizio Giustizia degno di un paese civile".
'Estendiamo i diritti: stabilizziamo la Ricerca' è stata la parola d'ordine del presidio di circa 400 precari della Ricerca che si è svolto a Roma davanti al Parlamento. Delegazioni Usi-RdB hanno incontrato, fra ieri ed oggi, i parlamentari Marianna Madia, Leoluca Orlando e Pancho Pardi, i quali hanno mostrato interesse e disponibilità nei confronti della proposta di legge elaborata dalla sigla sindacale e mirata a riformare l'organizzazione del lavoro a partire dalla stabilizzazione di tutti i precari. "Illustreremo la nostra proposta nella prossima assemblea nazionale dei precari di Ricerca, Scuola e Università del 16 dicembre -ha annunciato Cristiano Fiorentini, della Direzione nazionale RDB-CUB P.I - in cui lavoratori decideranno se convocare lo sciopero di tutti i precari di questi settori".


5 dicembre 2008 - Dire

BOLOGNA. RDB: ALTISSIMA ADESIONE A SCIOPERO COMUNE-PROVINCIA

(DIRE) Bologna, 5 dic. - Le Rappresentanze sindacali di base esultano per "l'altissima adesione" allo sciopero di oggi tra i lavoratori della Provincia e nel settore dei nidi e dei Servizi educativi territoriali del Comune di Bologna. "Le lavoratrici ed i lavoratori della Provincia hanno scioperato in massa- sottolineano le Rdb in una nota- contro le scellerate politiche della Giunta Draghetti che cerca di scaricare sui propri dipendenti, decurtando salario e licenziando i precari, i propri errori di gestione ed il costo della crisi economica. I dati su Bologna ci indicano una adesione pari al 70%". E "anche negli asili nido del Comune di Bologna- prosegue il comunicato- lo sciopero a cui hanno partecipato la quasi totalita' delle lavoratrici precarie ha raggiunto la percentuale del 70%, grazie anche all'attiva solidarieta' delle lavoratrici di ruolo che hanno voluto esprimersi cosi' contro la vergogna dell'assessore Virgilio, che, come la Draghetti, vuole licenziare le precarie con oltre 10 anni di lavoro". Inoltre e' stata "totale l'adesione delle lavoratrici e dei lavoratori di Altercoop che gestisce in appalto, fuori legge, il servizio di prima informazione per i servizi sociali del Comune di Bologna e che chiedono la stabilizzazione a parita' di trattamento con i loro colleghi comunali". Analogamente, ricordano le Rdb, "hanno scioperato tutte le lavoratrici e lavoratori di Anlaids che gestisce per conto dell'Ausl il servizio di assistenza domiciliare extra ospedaliera dei malati di Aids in condizioni di disagio sociale. Lavoratrici che stanno per essere licenziate in quanto la convenzione scade il 31 dicembre, con l'ipotesi di chiusura dell'unica casa alloggio per malati di Aids di Bologna". Nonostante la pioggia scrosciante, oltre 400 lavoratori hanno partecipato al presidio sotto la Provincia per poi spostarsi in corteo fin sotto le finestre del Comune di Bologna e concludere infine la manifestazione sotto la Prefettura. Una delegazione di lavoratrici e lavoratori e' stata ricevuta dalla Prefettura dove si e' tenuto "un lungo ed approfondito incontro- riferisce il sindacato di base- durante il quale la stessa Prefettura si e' resa disponibile a lavorare per la costituzione del tavolo interistituzionale da noi richiesto in merito alla grave situazione dell'ente Provincia, per le problematiche inerenti il comune di Bologna (precarie nidi e lavoratrici Altercoop) e per le problematiche dei lavoratori Anlaids". La giornata di oggi e' dunque "un monito- concludono le Rdb- nei confronti della Giunta Draghetti e della Giunta Cofferati per quel che riguarda le politiche del lavoro, che sono troppo simili a quelle del governo nazionale", ovvero "a casa tutti i precari" e i costi della crisi "scaricati sui propri dipendenti". La mobilitazione, annuncia infine il sindacato, proseguira' dai prossimi giorni in altre forme.


5 dicembre 2008 - Ansa

GIUSTIZIA: RDB-CUB, ALTA ADESIONE A SCIOPERI NEI TRIBUNALI

(ANSA) - ROMA, 5 DIC - È alta l' adesione dei lavoratori della Giustizia agli scioperi di 24 ore indetti per oggi dalle Rappresentanze di Base-Comitati Unitari di Base del Pubblico Impiego. Le organizzazioni sindacali - in una nota - dicono che forti disagi si sono registrati in molti uffici giudiziari e «nonostante il maltempo, consistente è stata la partecipazione ai cortei e ai presidi organizzati in diverse città, tra cui Roma, Bologna, Palermo e Venezia». A Roma un corteo di manifestanti ha percorso via Arenula, dove ha sede il ministero della Giustizia, con lo striscione «Ingiustizia nella Giustizia: siamo pochi, mal pagati e neanche riqualificati». Pina Todisco, della direzione nazionale delle Rdn-Cub, critica «l'atto di arroganza gravissimo del ministro Alfano che non ha mai voluto incontrare le organizzazioni sindacali, persevera in un atteggiamento sprezzante anche davanti alla forte protesta dei lavoratori e ha reso noto che ci convocherà l'11 dicembre solo per comunicare decisioni già assunte dal suo Dicastero, dimostrando così l' incapacità politica di questo Governo ad affrontare la necessità di un servizio Giustizia degno di un paese civile».

RICERCA: PRECARI; SCIOPERO RDB, INSUFFICIENTI MISURE GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 5 DIC - Il personale degli enti pubblici di ricerca che aderisce alle Rappresentanze Sindacali di Base (Rdb) del pubblico impiego sciopera oggi contro le misure del governo sul problema del precariato. Le adesioni sono superiori al 50%, informa l'organizzazione sindacale, che oggi ha organizzato un presidio a Roma, a piazza Montecitorio. Secondo le Rdb sono «assolutamente insufficienti le misure adottate dal governo di concerto con i presidenti degli enti» e il sindacato informa di avere messo a punto una proposta di legge che prevede di presentare ufficialmente il prossimo 16 dicembre. Obiettivo della proposta, spiega Cristiano Fiorentini, della direzione nazionale delle RdB/Cub Pubblico impiego, è «riformare l'organizzazione del lavoro e dei metodi di reclutamento del sistema ricerca, partendo dalla valorizzazione del patrimonio di professionalità che già lavora negli enti». Secondo Fiorentini le misure proposte del governo sono «sicuramente importanti, ma non sufficienti perchè nella migliore delle ipotesi servono solamente a mantenere la precarietà, mentre noi crediamo fermamente che questa vada superata per poter dare certezze ai lavoratori e nuova linfa alla Ricerca Pubblica. Anche gli stanziamenti che il Miur ha sbloccato proprio in questi giorni - conclude - riguardano solo alcuni enti, con il rischio che si crei una ricerca di serie A ed una di serie B».

RICERCA: SIT-IN PRECARI A MONTECITORIO PER PROPORRE LEGGE

(ANSA) - ROMA, 5 DIC - Sit-in di protesta stamani a Montecitorio dei precari della ricerca che si sono riuniti per ribadire la loro opposizione ai tagli decisi dal governo. La manifestazione è stata organizzata da Rdb-Cub, la federazione delle rappresentanze sindacali di base dei lavoratori precari che operano nel settore della ricerca. «Siamo qui per passare da una fase di difesa ad una fase propositiva - spiega il rappresentante della direzione generale di Rdb-Cub, Cristiano Fiorentini - e per questo motivo proporremo una legge, che attraverso una riforma dell' organizzazione del lavoro e del sistema di reclutamento, inneschi un percorso utile a rilanciare tutto il comparto». «Questa proposta di legge - prosegue Fiorentini - verrà presentata in occasione dell'assemblea nazionale sul precariato, nel settore della ricerca e formazione, che si terrà il 16 dicembre all'Istituto superiore di sanità».

SCALA: PRESIDIO CUB A 'PRIMA' CONTRO SPRECHI, CRISI, AMIANTO

(ANSA) - MILANO, 5 DIC - La Cub, la Confederazione unitaria di base, ha indetto un presidio davanti alla Scala di Milano, domenica 7 dicembre giorno della 'Primà: la protesta inizierà alle 16. Il sindacato di base definisce «metafora di questa crisi» il teatro scaligero. La Cub, in un comunicato, lamenta che «da più di due anni non si è ancora giunti al rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori degli enti lirici» e che «malgrado la recente ristrutturazione, le condizioni di sicurezza alla Scala non hanno ancora raggiunto gli adeguati standard richiesti dalle normative ed è proprio di alcuni giorni fa il ritrovamento di fibre di amianto al suo interno». La protesta, si legge sempre nella nota, non risparmia nemmeno il Governo «i cui unici passi sono il prioritario salvataggio delle banche» e i sindacati confederali, «la cui subalternità alle peggiori politiche degli ultimi anni ha concorso al dissesto che graverà su lavoratori, pensionati e studenti». Alla Scala non risultano, però, ritrovamenti di amianto: «Le imprese che nel 2004 hanno consegnato il teatro alla Scala prima della riapertura - fa sapere l' ufficio stampa - hanno certificato lo stato di bonifica integrale del teatro».


5 dicembre 2008 - Omniroma

PIAZZA VENEZIA, DIPENDENTI UFFICI GIUDIZIARI PROTESTANO CONTRO TAGLI

(OMNIROMA) Roma, 05 dic - Dipendenti degli uffici giudiziari in protesta contro i tagli al personale stabiliti dalla Finanziaria. Questa mattina a piazza Venezia, un gruppo di una cinquantina cancellieri degli uffici giudiziari di Roma aderenti all'Rdb - Cub si è riunito per manifestare contro «la carenza cronica di organico nei nostri uffici - ha detto Daniela Rosone, dipendente del Tribunale di Roma e delegata Rdb - ogni anno dal '91 il Governo taglia il personale addetto alle nostre funzioni. Da 51mila del '91 siamo scesi a 40mila (circa 5mila a Roma, ndr) dipendenti, mentre il carico di lavoro è pressoché triplicato anche in seguito all'aumento progressivo del numero di giudici, che nel giro di qualche anno sono passati da 8 a 18mila». «L'ingiustizia nella giustizia - recita uno striscione esposto dai manifestanti che a breve si dirigeranno verso il ministero della Giustizia per chiedere un incontro al ministro Angelino Alfano - siamo pochi, mal pagati, e neanche riqualificati». Oltre alla carenza di organico, infatti, i manifestanti denunciano «la fatiscenza degli uffici in cui lavoriamo» e «l'assenza di concorsi per il passaggio di livello da circa 30 anni».


5 dicembre 2008 - Il Manifesto

GIUSTIZIA E RICERCA
Oggi doppio sciopero Rdb-Cub

Doppio sciopero oggi proclamato dal sindacato di base Rdb-Cub nei comparti pubblici della giustizia e della ricerca. I lavoratori del comparto giustizia si fermano per 24 ore «contro l'attacco trasversale in atto nei loro confronti, come nei confronti di tutti i dipendenti pubblici, e contro il processo di smantellamento della pubblica amministrazione». Alcuni dati, diffusi ieri dalla responsabile giustizia della direzione nazionale Rdb-Cub: «Mentre i magistrati sono aumentati di 6300 unità dal 91 al 2008, il personale amministrativo è sceso dalle 52 mila unità del 91 alle 43 mila di quest'anno». «Se inoltre verrà confermato il pensionamento di circa quattromila amministrativi entro l'anno nuovo, ci sarà seriamente da preoccuparsi sul futuro dei tribunali italiani, le cui strutture nel frattempo cadono a pezzi», ha aggiunto la sindacalista delle Rdb-Cub.
Passando alla ricerca, lo sciopero è stato indetto da Usi-Rdb e da Rdb-Cub con la parola chiave: «Superare la precarietà per rilanciare la ricerca». «Il problema dei problemi», quello della precarietà. «Insufficienti» le misure adottate dal governo di concerto con i presidenti degli enti pubblici «perchè nella migliore delle ipotesi servono solo a mantenere la precarietà - dice Cristiano Fiorentini (Rdb-Cub) - e insufficienti anche gli stanziamenti del Miur, che riguardano solo alcuni enti e che rischiano di creare una ricerca di serie A e una di serie B».


5 dicembre 2008 - TRC Giornale

Etm: "Non c’è nessun abusivismo"

Civitavecchia - "In relazione all'ipotesi di abusivismo di Etm per mancanza dei titoli professionali, è facilmente dimostrabile l'assoluta inconsistenza della presunta dichiarazione della Motorizzazione Civile". Lo scrive in una nota stampa Etruria Trasporti e Mobilità, dopo la rivelazione della richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Giuseppe Deodato in merito alla querela presentata da Salvatore Renda, attuale direttore generale di Etm, nei confronti di Flavio Zeppa, sindacalista della Rdb Cub, per diffamazione aggravata. In quella richiesta, il pm avrebbe appunto detto che la municipalizzata non aveva i titoli professionali per svolgere l'esercizio, dopo aver sentito la Motorizzazione. Di diverso avviso invece Etm, come detto, che aggiunge: "Se infatti, la Motorizzazione avesse verificato l'irregolarità nel 2005, avrebbe dovuto, già da quasi quattro anni, sospendere le licenze concesse ad Etm e non immatricolare nessuno dei 31 mezzi dell'azienda, come previsto dalla legge e dai compiti che questa attribuisce alla MTCT ed alla regione Lazio. Ad oggi, come noto a tutti, non risulta a nessuno che ci sia stato un solo minuto di sospensione delle attività disposto dall'autorità competente". Intanto, in merito invece al dialogo tra Renda, Cutellè e Zeppa, che ha portato alla denuncia per tentata estorsione sempre presentata da Renda e Iarlori nei confronti di Zeppa, va precisato che in quel dialogo compare anche il nome del dottor Mori, ma questi non è uno dei due testimoni che hanno riportato quel dialogo protocollato presso il comune.


5 dicembre 2008 - usCatanzaro.net

LA POLIZIA AL COMANDO MILITARE ESERCITO "CALABRIA":
VIOLATI I DIRITTI DI UN DIRIGENTE SINDACALE
di Francesco VALLONE - riceviamo e pubblichiamo -

Catanzaro - Stamattina gli uomini della volante della Questura di Catanzaro sono stati chiamati ad intervenire presso i locali del Comando Militare Esercito "Calabria", a seguito della segnalazione del Responsabile regionale Difesa sig. Corrado DIDONNA. L’intervento è stato richiesto in quanto al sig. DIDONNA è stato impedito di partecipare ad una contrattazione sindacale dove erano presenti il Comandante dell’ente e tutti i sindacati legittimamente convocati al pari della Federazione RdB/CUB per definire l’assegnazione dei premi di produzione per l’anno 2008. Il sig. DIDONNA in passato coordinatore del settore Difesa per la UILPA , ha nei giorni scorsi aderito alla Federazione RdB P.I. assumendo la carica di Responsabile Regionale del comparto Difesa ed oggi come al solito, era a tutelare gli interessi delle lavoratrici e lavoratori all’interno della Caserma Pepe di Catanzaro. L’esclusione era stata proposta inizialmente da un altro Dirigente sindacale presente , il quale sosteneva che la RdB non è firmataria del contratto collettivo nazionale per il settore ministeriale; tale posizione era stata ampiamente contestata dal sig. DIDONNA e da alcuni componenti della R.S.U. di sede ma non ha fatto altro che indurre l’Amministrazione presente ha proporre l’esclusione dalla concertazione del rappresentate del RdB/CUB; inoltre qualche rappresentante sindacale ha rivolto nei confronti dello stesso DIDONNA pesanti insinuazioni circa la sua attività sindacale nonché il suo impegno in attività socio-culturali anche al di fuori dell’ambiente lavorativo, che hanno indotto quest’ultimo ha chiedere ed ottenere l’intervento delle volanti della Questura di Catanzaro, per ristabilire i civili canoni della discussione. Questa Federazione ,informata dei fatti, ha immediatamente diffidato il Comando Militare Esercito "Calabria" a riprendere le corrette relazioni sindacali ed inoltre il sig. DIDONNA, assistito dal suo legale di fiducia, si è riservato di agire nelle sedi Giudiziarie competenti per quanto accaduto e dichiarato agli agenti della Polizia di Stato.-


5 dicembre 2008 - Corriere della Sera

Tribunale civile: «Niente rischio crolli»

Milano - Un allarme esagerato, quello lanciato dalle Rappresentanze di base. Perché, se al tribunale civile ci sono carenze nella sicurezza, già da tempo sono in corso i lavori di sistemazione. Lo spiega il presidente del tribunale, Paolo De Fiore, che precisa: «Non si è verificato alcun crollo di muri o pareti, ma si è trattato del cedimento di alcuni pannelli leggeri del controsoffito a causa di una infiltrazione d'acqua».


4 dicembre 2008 - Apcom

Ricerca/ Domani sciopero nazionale contro il precariato
Proclamato da USI/RdB Ricerca e RdB/CUB

Milano, 4 dic. (Apcom) - USI/RdB Ricerca e RdB/CUB hanno proclamato per domani, venerdì 5 dicembre, uno sciopero nazionale degli Enti di Ricerca: al centro della piattaforma proprio il superamento della precarietà. "La precarietà nella Ricerca Pubblica italiana rimane il problema dei problemi" dichiara Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale RdB/CUB Pubblico Impiego. "Non ci sono dubbi - aggiunge - che affrontando seriamente la questione precariato, anche con investimenti adeguati, si potrebbe innescare un percorso virtuoso del quale beneficerebbe tutto il sistema ricerca. È questo che andremo a proporre alle forze politiche con lo sciopero ed il presidio di domani davanti al Parlamento. Stiamo inoltre elaborando una proposta di legge mirata a riformare l'organizzazione del lavoro e dei metodi di reclutamento del sistema ricerca, partendo dalla valorizzazione del patrimonio di professionalità che già lavora negli Enti". USI/RdB Ricerca e RdB/CUB valutano insufficienti le misure adottate dal governo di concerto con i Presidenti degli Enti. "Sono misure sicuramente importanti, ma non sufficienti - prosegue Fiorentini - perché nella migliore delle ipotesi servono solamente a mantenere la precarietà, mentre noi crediamo fermamente che questa vada superata per poter dare certezze ai lavoratori e nuova linfa alla Ricerca Pubblica. Anche gli stanziamenti che il MIUR ha sbloccato proprio in questi giorni riguardano solo alcuni enti, con il rischio che si crei una ricerca di serie A ed una di serie B". "Il 5 dicembre chiamiamo dunque i lavoratori allo sciopero su una piattaforma molto chiara che chiede il completamento delle stabilizzazioni, investimenti finalizzati ad un percorso di stabilizzazione per tutte le altre forme di precariato, con conseguente liberazione dei fondi dei progetti che finalmente potrebbero essere usati per fare ricerca e non per pagare i precari. Insomma - conclude il dirigente sindacale - chiediamo di superare la precarietà per rilanciare la Ricerca".

Lazio/ A Roma domani cortei e maltempo, rischio paralisi traffico
Studenti e ministeriali Giustizia in piazza in mattinata

Roma, 4 dic. (Apcom) - Nuovo rischio paralisi traffico domani nel centro di Roma: oltre al probabile maltempo la città dovrà affrontare gli ennesimi cortei. Tra le 9 e le 14 è previsto un corteo studentesco che partirà da piazza della Repubblica e si concluderà in largo Bernardino da Feltre, davanti al ministero dell'Istruzione, mentre sempre in mattinata un corteo dei lavoratori del Ministero della Giustizia sfilerà da piazza San Marco a Largo Benedetto Cairoli nel giorno dello sciopero della categoria indetto da RdB-Cub.
Gli studenti sfileranno lungo viale Luigi Einaudi, via Cavour, piazza Esquilino, largo Visconti Venosta, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, via Celio Vibenna, via di San Gregorio, piazza di Porta Capena, viale Aventino, piazza Albania, via Marmorata, piazza dell'Emporio, Ponte Sublicio, piazza di Porta Portese, via Girolamo Induno e viale Trastevere.
....
Dalle 11, invece, davanti al Parlamento si svolgerà un sit-in dei precari della Ricerca organizzatosempre da Rdb-Cub.


4 dicembre 2008 - Dire

Ricerca/Usi-Rdb: ''Domani lo sciopero nazionale''

Roma - "La precarieta' nella ricerca pubblica italiana rimane il problema dei problemi". Lo dichiara Cristiano Fiorentini della direzione Nazionale Rdb/Cub pubblico impiego annunciando lo sciopero nazionale degli Enti di ricerca indetto per domani, venerdi' 5 dicembre, da Usi/Rdb Ricerca e Rdb/Cub che vede, al centro della piattaforma, proprio il superamento della precarieta'. "Non ci sono dubbi che affrontando seriamente la questione precariato- prosegue Fiorentini- anche con investimenti adeguati, si potrebbe innescare un percorso virtuoso del quale beneficerebbe tutto il sistema ricerca. Stiamo inoltre elaborando una proposta di legge mirata a riformare l'organizzazione del lavoro e dei metodi di reclutamento del sistema ricerca, partendo dalla valorizzazione del patrimonio di professionalita' che gia' lavora negli Enti". Usi/Rdb Ricerca e Rdb/Cub valutano, infatti, assolutamente insufficienti le misure adottate dal governo di concerto con i presidenti degli Enti. Per questo, spiega Fiorentini, "il 5 dicembre chiamiamo dunque i lavoratori allo sciopero su una piattaforma molto chiara che chiede il completamento delle stabilizzazioni, investimenti finalizzati ad un percorso di stabilizzazione per tutte le altre forme di precariato, con conseguente liberazione dei fondi dei progetti che finalmente potrebbero essere usati per fare ricerca e non per pagare i precari".

COMUNE BOLOGNA. DOMANI SCIOPERO RDB IN NIDI E SET
ADERISCONO ANCHE DIPENDENTI ANLAIDS

(DIRE) Bologna, 4 dic. - Domani nidi a rischio, e cosi' anche i servizi educativi territoriali (Set) come le ludoteche e gli spazi lettura. L'organizzazione sindacale Rdb/Cub ha infatti proclamato uno sciopero per l'intera giornata di domani che interessa il personale educatore e collaboratore dei nidi e dei Set, precario e di ruolo, del Comune di Bologna. "L'effettuazione dello sciopero- precisa Palazzo D'Accursio in una nota- comporta il rispetto degli accordi sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali sottoscritti tra la delegazione trattante del Comune di Bologna e le organizzazioni sindacali". Sono stati anche annunciate diverse manifestazioni dei lavoratori, con concentramento in piazza Rossini (a partire dalle 9) e presidio in altri punti della citta' (davanti alle sedi della Provincia, del Comune e della Prefettura). Alla manifestazione aderiscono anche le dipendenti dell'Associazione Nazionale per la lotta contro l'Aids (Analaids) e le operatrici della Casa Alloggio di Bologna, che hanno dichiarato lo "stato di agitazione permanente" per diverse motivazioni: innanzitutto "contro la chiusura della 'Casa Alloggio Cardinale Lercaro' e per l'immediato rinnovo della convenzione con l'Ausl Citta' di Bologna"; per la "difesa dell'esperienza della Casa Alloggio di via Irnerio, che e' unica nel territorio del Comune di Bologna ad assicurare il servizio di assistenza domiciliare extra-ospedaliera dei malati di Aids in condizioni di disagio sociale"; infine, "contro l'ipotesi di un trasferimento/dimissioni degli attuali ospiti dalla struttura e il licenziamento dei 12 operatori in servizio".


4 dicembre 2008 - Omniroma

RICERCA, USI-RDB: «DOMANI PRESIDIO DAVANTI PARLAMENTO»

(OMNIROMA) Roma, 04 dic - «La precarietà nella Ricerca Pubblica italiana rimane il problema dei problemi». Lo dichiara, in una nota, Cristiano Fiorentini della direzione nazionale RdB/CUB Pubblico Impiego annunciando lo sciopero nazionale degli Enti di Ricerca indetto per domani da USI/RdB Ricerca e RdB/CUB che vede al centro della piattaforma proprio il superamento della precarietà. «Non ci sono dubbi che affrontando seriamente la questione precariato, anche con investimenti adeguati, si potrebbe innescare un percorso virtuoso del quale beneficerebbe tutto il sistema ricerca - prosegue - È questo che andremo a proporre alle forze politiche con lo sciopero ed il presidio di domani davanti al Parlamento. Stiamo inoltre elaborando una proposta di legge mirata a riformare l'organizzazione del lavoro e dei metodi di reclutamento del sistema ricerca, partendo dalla valorizzazione del patrimonio di professionalità che già lavora negli Enti». «USI/RdB Ricerca e RdB/CUB valutano assolutamente insufficienti le misure adottate dal governo di concerto con i Presidenti degli Enti. Sono misure sicuramente importanti, ma non sufficienti - prosegue Fiorentini - perché nella migliore delle ipotesi servono solamente a mantenere la precarietà, mentre noi crediamo fermamente che questa vada superata per poter dare certezze ai lavoratori e nuova linfa alla Ricerca Pubblica. Anche gli stanziamenti che il MIUR ha sbloccato proprio in questi giorni riguardano solo alcuni enti, con il rischio che si crei una ricerca di serie A ed una di serie B». «Il 5 dicembre chiamiamo dunque i lavoratori allo sciopero su una piattaforma molto chiara che chiede il completamento delle stabilizzazioni, investimenti finalizzati ad un percorso di stabilizzazione per tutte le altre forme di precariato, con conseguente liberazione dei fondi dei progetti che finalmente potrebbero essere usati per fare ricerca e non per pagare i precari. Insomma - conclude il dirigente sindacale - chiediamo di superare la precarietà per rilanciare la Ricerca».


4 dicembre 2008 - Agi

GIUSTIZIA: DOMANI A PALERMO PERSONALE GIUDIZIARIO IN CORTEO

(AGI) - Palermo, 4 dic. - Un corteo da piazza della Memoria per protestare contro i tagli negli organici e alle risorse: a Palermo la protesta dei dipendenti del ministero della giustizia, che aderiscono allo sciopero generale proclamato per domani, partira' dalla piazza dedicata ai magistrati uccisi dalla mafia. I lavoratori della giustizia raggiungeranno a piedi la prefettura: chiedono, si legge in un comunicato, di risolvere "l'oramai annosa mancata riqualificazione di tutto il personale giudiziario", causata "dall'attuazione della legge 133" e dalle sollecitazioni partite dal "ministro Brunetta, che attuano tagli indiscriminati, rallentando cosi' ancor di piu' il regolare svolgimento dei processi". La manifestazione ha anche aspetti prettamente locali: i sindacati Rdb e Cub protestano infatti anche "per le strutture fatiscenti nelle quali lavorano gli operatori giudiziari e per aumentare le risorse in termini di unita'. Il taglio delle piante organiche - conclude il comunicato - ha di fatto tagliato le gambe a tutti coloro che, pur rispondendo ad un regolare interpello ministeriale, sono stati costretti a restare fuori sede". Si sono cosi' "spaccate famiglie intere, alla faccia del diritto alla famiglia".

RICERCA: DOMANI SCIOPERO NAZIONALE INDETTO DA RDB-CUB

(AGI) - Roma, 4 dic. - "La precarieta' nella Ricerca Pubblica italiana rimane il problema dei problemi". Lo dichiara Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale RdB/CUB Pubblico Impiego annunciando lo sciopero nazionale degli Enti di Ricerca indetto per domani, venerdi' 5 dicembre, da USI/RdB Ricerca e RdB/CUB che vede al centro della piattaforma proprio il superamento della precarieta'. "Non ci sono dubbi che affrontando seriamente la questione precariato, anche con investimenti adeguati, si potrebbe innescare un percorso virtuoso del quale beneficerebbe tutto il sistema ricerca - continua Fiorentini - E' questo che andremo a proporre alle forze politiche con lo sciopero ed il presidio di domani davanti al Parlamento. Stiamo inoltre elaborando una proposta di legge mirata a riformare l'organizzazione del lavoro e dei metodi di reclutamento del sistema ricerca, partendo dalla valorizzazione del patrimonio di professionalita' che gia' lavora negli Enti". USI/RdB Ricerca e RdB/CUB valutano assolutamente insufficienti le misure adottate dal governo di concerto con i Presidenti degli Enti: "Sono misure sicuramente importanti, ma non sufficienti - prosegue Fiorentini - perche' nella migliore delle ipotesi servono solamente a mantenere la precarieta', mentre noi crediamo fermamente che questa vada superata per poter dare certezze ai lavoratori e nuova linfa alla Ricerca Pubblica. Anche gli stanziamenti che il MIUR ha sbloccato proprio in questi giorni riguardano solo alcuni enti, con il rischio che si crei una ricerca di serie A ed una di serie B". "Il 5 dicembre chiamiamo dunque i lavoratori allo sciopero su una piattaforma molto chiara che chiede il completamento delle stabilizzazioni, investimenti finalizzati ad un percorso di stabilizzazione per tutte le altre forme di precariato, con conseguente liberazione dei fondi dei progetti che finalmente potrebbero essere usati per fare ricerca e non per pagare i precari. Insomma - conclude il dirigente sindacale - chiediamo di superare la precarieta' per rilanciare la Ricerca".


4 dicembre 2008 - Apcom

Ricerca/ Domani sciopero nazionale contro il precariato
Proclamato da USI/RdB Ricerca e RdB/CUB

Milano, 4 dic. (Apcom) - USI/RdB Ricerca e RdB/CUB hanno proclamato per domani, venerdì 5 dicembre, uno sciopero nazionale degli Enti di Ricerca: al centro della piattaforma proprio il superamento della precarietà. "La precarietà nella Ricerca Pubblica italiana rimane il problema dei problemi" dichiara Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale RdB/CUB Pubblico Impiego. "Non ci sono dubbi - aggiunge - che affrontando seriamente la questione precariato, anche con investimenti adeguati, si potrebbe innescare un percorso virtuoso del quale beneficerebbe tutto il sistema ricerca. È questo che andremo a proporre alle forze politiche con lo sciopero ed il presidio di domani davanti al Parlamento. Stiamo inoltre elaborando una proposta di legge mirata a riformare l`organizzazione del lavoro e dei metodi di reclutamento del sistema ricerca, partendo dalla valorizzazione del patrimonio di professionalità che già lavora negli Enti". USI/RdB Ricerca e RdB/CUB valutano insufficienti le misure adottate dal governo di concerto con i Presidenti degli Enti. "Sono misure sicuramente importanti, ma non sufficienti - prosegue Fiorentini - perché nella migliore delle ipotesi servono solamente a mantenere la precarietà, mentre noi crediamo fermamente che questa vada superata per poter dare certezze ai lavoratori e nuova linfa alla Ricerca Pubblica. Anche gli stanziamenti che il MIUR ha sbloccato proprio in questi giorni riguardano solo alcuni enti, con il rischio che si crei una ricerca di serie A ed una di serie B". "Il 5 dicembre chiamiamo dunque i lavoratori allo sciopero su una piattaforma molto chiara che chiede il completamento delle stabilizzazioni, investimenti finalizzati ad un percorso di stabilizzazione per tutte le altre forme di precariato, con conseguente liberazione dei fondi dei progetti che finalmente potrebbero essere usati per fare ricerca e non per pagare i precari. Insomma - conclude il dirigente sindacale - chiediamo di superare la precarietà per rilanciare la Ricerca".


4 dicembre 2008 - Ami

Ricerca. Domani sciopero nazionale

Domani sarà indetta una giornata di mobilitazione per i ricercatori universitari contro il precariato. L'agitazione su scala nazionale degli enti di ricerca è stata proclamata dalle sigle RdB/Cub e Usi/RdB Ricerca. Per rivendicare il loro diritto al lavoro e l'avvio di un processo di stabilizzazione, i precari hanno anche annunciato un presidio davanti al Parlamento. La proclamazione della giornata di sciopero è stata anticipata da una singolare protesta: nella giornata di ieri il sindacato Usi-Rdb aveva infatti inondato di curricula l'ufficio del ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta. Il gesto non è passato inosservato, tanto che una delegazione di precari è stata ricevuta dal rappresentante delle relazioni sindacali del ministero, Eugenio Gallozzi.


4 dicembre 2008 - Agr

Giustizia: venerdì sciopero nazionale

ROMA - Sciopero nazionale, venerdì prossimo, dei lavoratori degli uffici giudiziari: l'agitazione è stata indetta per 24 ore dalla Rdb-Cub - i sindacati di base del pubblico impiego - per chiedere "più efficienza nel settore giustizia attraverso un forte investimento di risorse, a cominciare dal potenziamento e dalla riqualificazione del personale, delle strutture e degli strumenti in dotazione ai dipendenti e dalla semplificazione delle decine di migliaia di leggi attualmente vigenti nel nostro paese". (Agr)


4 dicembre 2008 - Bologna 2000

Sciopero Rdb-Cub personale nidi e Set, domani

Bologna - L'Amministrazione comunale rende noto che l'organizzazione sindacale Rdb/Cub ha proclamato lo sciopero per l'intera giornata di venerdì 5 dicembre. Lo sciopero interessa il personale educatore e collaboratore dei nidi e dei S.E.T., precario e di ruolo del Comune di Bologna.
L'effettuazione dello sciopero comporta il rispetto degli accordi sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali sottoscritti tra la delegazione trattante del Comune di Bologna e le Organizzazioni sindacali.


4 dicembre 2008 - Corriere della Sera

Giustizia Domani i cancellieri in sciopero contro i tagli
«Rischio di crolli al tribunale civile»
I sindacati: «Carenze nella sicurezza» «Mancano scale antincendio e porte antipanico. Neppure un impianto è a norma. Si cammina tra fili e cavi»
di Lavinia Di Gianvito

Roma - L'ultimo crollo di un soffitto c'è stato una ventina di giorni fa, per fortuna durante un fine settimana. Ma «sono due o tre anni - denunciano le Rdb - che al tribunale civile si verificano cedimenti strutturali». L'incuria che fa traballare le scuole, sostiene il sindacato più votato dai cancellieri, colpisce anche i palazzi di giustizia. «Nessuno si permette il lusso di chiudere gli uffici giudiziari di viale Giulio Cesare - dice Pina Todisco, dirigente nazionale delle Rappresentanze di base ma è quello che si dovrebbe fare. Altrimenti, prima o poi, ci scapperà il morto».
Il tribunale civile di Roma come il liceo Darwin di Rivoli: è questo il timore del sindacato, che lancia l'allarme a margine della conferenza stampa indetta per annunciare lo sciopero nazionale di domani. Una giornata di blocco in cui salteranno i processi (tranne quelli con i detenuti) e molti sportelli resteranno chiusi. A Roma infatti le Rdb raccolgono circa il 45% dei consensi tra gli impiegati del tribunale (1.200) e della procura (la metà). Senza calcolare le adesioni di dipendenti iscritti ad altri sindacati. Intanto è in corso anche uno «sciopero bianco»: i cancellieri si attengono scrupolosamente alle mansioni, costringendo gli avvocati a sobbarcarsi compiti di solito affidati a praticanti e segretarie.
Ma i guai del tribunale civile riguardano anche la stabilità degli edifici, vecchie caserme riadattate alle esigenze della giustizia. «Non ci sono né scale antincendio né porte antipanico. Neppure un impianto è a norma. Si cammina tra i fili e i cavi», sintetizza Todisco, cancelliere da 34 anni. «Ci sarebbe bisogno di investimenti », osserva Giuliano Greggi, anch'egli dirigente delle Rdb, invece da anni si tagliano fondi, stipendi e personale. Tant'è che pure il processo telematico rischia di restare sulla carta: «Il progetto risale al 2002, ma ogni anno si rinvia al successivo. La realtà è che oltre la metà dei dipendenti non ha la posta elettronica. E allora, di quali notifiche via mail parla il ministro Angelino Alfano?».


4 dicembre 2008 - L'Unione Sarda

piazza aldo moro
Uffici giudiziari, domani sciopero e sit-in di protesta

Oristano - I problemi sono diversi e vanno dalla riduzione della pianta organica alla mancanza di garanzie nella progressione di carriera. Domani mattina i lavoratori oristanesi degli uffici giudiziari che aderiscono al sindacato "Rappresentanze di base-Cub pubblico impiego" del ministero della Giustizia manifesteranno il proprio malessere nel corso di un sit-in di fronte al palazzo di giustizia. Lo faranno per sensibilizzare l'opinione pubblica in concomitanza dello sciopero nazionale dei lavoratori della Giustizia del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria. «Il ministero della Giustizia ha ridotto le piante organiche di 3256 lavoratori, un taglio che ha comportato una pesante riduzione - si legge in un comunicato del Coordinamento regionale Sardegna - Il blocco quasi totale delle assunzioni e i continui tagli hanno creato una situazione non più sostenibile negli uffici giudiziari. Da una parte una lenta e progressiva riduzione di personale per effetto dei pensionamenti, dall'altra condizioni di lavoro in ambienti sempre più fatiscenti e senza nemmeno gli strumenti minimi per poter svolgere le proprie mansioni». Una situazione, temono all'interno del Coordinamento, che finirà per non far funzionare come dovrebbe il servizio Giustizia.


4 dicembre 2008 - Corriere di Viterbo

Vetralla Servizi - Le proposte delle Rdb Cub
Lino Rocchi ha inviato una serie di ipotesi al sindaco. Sono tre e sono state concordate con Cgil, Cisl e Uil
di Emanuele Trevi

Vetralla - "È da tempo - spiega Lino Rocchi in merito alle vicende legate alla Vetralla Servizi - che come Rdb Cub in particolare, e insieme ai sindacati confederali, ho intrapreso contatti ed elaborato alcune proposte che sono al vaglio del sindaco di Vetralla. Ad oggi, ormai da circa 15 giorni, sono sul tavolo dell'amministrazione comunale tre possibilità di reinternalizzazione dei servizi e stabilizzazione dei 24 dipendenti che hanno visto il positivo apprezzamento del sindaco Marconi". "Tutte le ipotesi - continua Rocchi - prevedono almeno il risparmio dell'Iva e dell'Irap, per un risparmio minimo di 130mila euro, senza contare l'azzeramento delle spese di funzionamento della società, consulente del lavoro, buste paga dipendenti, energia, e il riassorbimento e stabilizzazione definitiva dei lavoratori. Come Rdb, di concerto con Cgil, Cisl e Uil, ho preso contatto con l'assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi, che si è resa disponibile a vagliare ogni possibilità per arrivare a una soluzione positiva della vertenza. Abbiamo anche preparato schemi di delibera, regolamenti di reinternalizzazione, attuati da altri enti locali ecc. e siamo pronti a condividere queste nostre proposte oltre che con il sindaco, anche con tutto il consiglio comunale".


4 dicembre 2008 - Il Gazzettino

Padova. Fuori dall'Auditorium striscioni inneggianti alla "difesa della sanità pubblica...

Padova - Fuori dall'Auditorium striscioni inneggianti alla "difesa della sanità pubblica contro il project financing che significa affidare al privato sociale beni pubblici", cartelloni di protesta contro "opere la cui realizzazione è motivata più dalla logica del profitto che dalla necessità", a firma di RdB Cub Sanità, dentro le ferme parole del governatore Galan: «Viviamo in una Regione nella quale la sanità è un fiore all'occhiello, dove l'assistenza universale e di alta qualità viene garantita con una spesa per abitante di 1.725 euro, contro i 1.766 della media italiana, i 1.935 del Trentino, i 2.152 della Provincia Autonoma di Bolzano, addirittura gli 8.000 euro degli Stati Uniti. Dove la spesa ospedaliera è scesa sotto il 50\% della quota pro-capite, con il risultato virtuoso di riversare risorse sull'organizzazione territoriale per affrontare le nuove cronicità. Dove diabete, ipertensione, cardiopatie vengono curate al meglio con una spesa farmaceutica di 170 euro per abitante contro la media nazionale di 210. E allora, un sistema così virtuoso deve guardare ad un futuro di sviluppo ed è quello che vogliamo fare a Padova con il progetto Patavium». Il nuovo polo della salute sarà una «struttura avanzata e modernissima, secondo i più recenti standard dettati all'Oms, ma anche un sistema integrato di assistenza, ricerca e insegnamento». Niente concessioni ai privati: «Fino a quando sarò presidente di questa Regione, state sicuri che nessun servizio sanitario verrà delegato ai privati, che non sono dei benefattori ma gente che investe in business». All'entrata della sala, in mostra alcuni progetti di costruzioni ospedaliere realizzate dai laureandi dello Iuav di Venezia.(F.Capp.)

Il segretario dell’RdbCub commenta positivamente la decisione del sindaco di prorogare gli appalti per i pasti a domicilio e la gestione dei centri diurni
«Ipab, ora basta gelosie tra Comune e gli enti»
Raniero: «Concentriamoci sull’accordo di programma. Le Rsa non mi entusiasmano, meglio gli appartamenti protetti»
di Matteo Crestani

Vicenza - «Saggia la decisione del comune di Vicenza di prorogare per altri sei mesi l'appalto per la fornitura di servizi sociali da parte dell'Ipab di Vicenza. Una scelta dovuta, in realtà, in quanto difficilmente il privato avrebbe accettato condizioni economiche più tirate, ma al tempo stesso un passo importante verso l'accordo di programma». Con queste parole il segretario vicentino dell'Rdb-Cub, Germano Raniero, commenta la decisione del sindaco di Vicenza, Achille Variati di prorogare l'appalto in essere con l'Ipab di Vicenza per la fornitura dei pasti a domicilio, l'assistenza domiciliare e la gestione dei centri diurni Bachelet e Villa Rota Barbieri. Germano Raniero, però, auspica anche un maggior dialogo tra gli enti coinvolti nel sociale ed una collaborazione finalizzata a razionalizzare le spese per fornire ai cittadini un servizio sempre migliore. «Dobbiamo concentrarci sull'accordo di programma», prosegue il segretario vicentino dell''Rdb-Cub, «un accordo serio che ponga definitivamente fine alle gelosie tra gli enti e stimoli il coinvolgimento del mondo dell'associazionismo e sindacale, così da captare i bisogni del territorio e tradurli in servizi effettivamente necessari e dei quali i cittadini potranno beneficiare». Germano Raniero sostiene che sia inutile che ogni ente sperperi denaro per rispondere a dei bisogni che potrebbero essere oggetto di un'analisi complessiva tra istituzioni e privato sociale, al fine di costruire una rete forte di servizi alla persona. E andando nel concreto l'Rdb-Cub avanza precise proposte: «L'idea delle Rsa non ci entusiasma particolarmente, mentre riteniamo più evoluta e capace di rispondere ai bisogni della persona, la creazione di appartamenti protetti: delle case dove giovani e persone non autosufficienti possano abitare in stretto contatto con la città, ma al tempo stesso tutelate dalla rete di medici di medicina generale, che dovrebbero essere sempre più presenti nel territorio, per dare il via, finalmente, a quella rete di medicina del territorio di cui da tempo si parla». Progetti ambiziosi, dunque, la cui realizzazione potrà avvenire solo con il lavoro di tutti. «La collaborazione tra Comune, Ipab, Ulss, Associazioni del territorio e sindacati», conclude Germano Raniero, «rappresenta la chiave vincente per creare una rete di assistenza sociale per il Vicentino e per i vicentini».


4 dicembre 2008 - TuttOggi.info

Economia e Lavoro
SOCIAL CARD: PER RDB LA 'TESSERA DEL PANE' DI MISERABILI E FANNULLONI
Dura critica del sindacato autonomo alle iniziative del Governo
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Il Governo ha varato la Carta Acquisti, più conosciuta come Social Card, una sorta di "redistribuzione delle briciole" per i più poveri. Infatti, ai sensi del Decreto Legge 112/08, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n. 113, per i cittadini che ne fanno domanda è disponibile una Carta Acquisti utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare (solo nei pochi negozi convenzionati) e dell'onere per le bollette della luce e del gas. La Social Card ha un valore di 40 euro al mese, circa un 1 euro e 30 centesimi al giorno. Per le richieste antecedenti al 31 dicembre 2008, la Carta sarà inizialmente caricata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008; successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro sulla base degli stanziamenti via via disponibili. La Social Card è diretta agli anziani di età superiore o uguale ai 65 anni e alle famiglie con figli piccoli (fino a 3 anni) che abbiamo un reddito Isee (indicatore della situazione economica equivalente) fino a 6.000 euro, non più di una casa, non più di un'auto.Per chi ha più di 70 anni, la soglia di reddito Isee, che dà accesso alla carta acquisti, è fino a 8000 euro. Nel caso di più figli sotto i 3 anni, gli accrediti si sommano. E’ del tutto evidente, quindi, che ci troviamo di fronte ad una vera e propria elemosina, oltretutto offensiva, umiliante e, chiaramente, del tutto inadeguata ad arginare le disastrose condizioni economiche in cui versano interi settori popolari. Una sorta di "tessera del pane" del ventennio fascista.Invece, il Governo la considera come una "innovativa" misura anti crisi per i più poveri, con funzione di supporto per i meno abbienti: in realtà, si tratta di briciole che non possono, in alcun modo, parare gli effetti di questo epocale disastro economico, finanziario e sociale.Però, quando si tratta di salvare i mercati finanziari e le banche, i soldi saltano fuori come un coniglio dal cappello. Quando si tratta, invece, di prendere vere misure di welfare, garantire continuità di reddito ai precari, migliorare i servizi pubblici, rilanciare la previdenza pubblica, rinnovare i contratti a milioni di lavoratori, evitare privatizzazioni, improvvisamente i soldi spariscono. Insomma, una chiara e violenta logica di classe.Ma, oltre al danno, si consuma anche la beffa dell’esclusione, da questa elemosina, dei migranti e dei cittadini comunitari.La "Social Card" sarà, infatti, destinata solamente ai cittadini italiani residenti con l’esclusione, quindi, dei "non cittadini" contribuenti. Si escludono, pertanto, anche chi contribuisce pienamente dal punto di vista fiscale, contributivo e previdenziale. Insomma, anche nella spartizione delle briciole, si utilizza una forma di welfare perfettamente in continuità con il passato, basata sulla cittadinanza e non sulla redistribuzione della ricchezza tra tutti i soggetti che contribuiscono a produrla. Ma, oltre ad essere una elemosina, quanto costa, in realtà, questa misura "anti crisi" ?Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha sostenuto che allo Stato la "tessera del pane" costerà, a regime, 450 milioni di euro e che la platea dei beneficiari e di 1,3 milioni di italiani.Quindi, poiché entro dicembre daranno la prima tranche di 120 euro, i conti sono presto fatti: il costo, entro dicembre 2008, è di 156 milioni di euro. In pratica, entro dicembre 2009 il Governo stima di spendere 606 milioni di euro per lasocial card.Ma il costo della social card non è solo relativo a quello che finisce nelle tasche dei poveri che rientrano tra i meritevoli di aiuto; infatti, ci sono i costi relativi allo strumento stesso. Parliamo dei costi di produzione della tessera, di circuito, di pagamento e di ricarica.Alcune associazioni dei consumatori hanno stimato che la produzione fisica della tessera costa circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti), quindi già 650 mila euro sono stati utilizzati.Il circuito di pagamento chiede una percentuale all'esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso. Quindi, ad essere ottimisti, ci sono altri 6 milioni di spesa statale.Per quanto riguarda, poi, la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste ammontano ad 1 euro a ricarica.Quindi, per ogni carta, sono 6 euro annui che lo Stato dovrebbe pagare: in ogni caso, anche applicando un costo di 10 centesimi a ricarica, lo Stato, comunque, dovrà versare a Poste Italiane, circa 800 mila euro in un anno.Tirando le somme, senza considerare i costi delle lettere inviate ai poveri (ancora una volte le Poste ringraziano), circa 7,5 milioni di euro si perdono lungo il tragitto che porta i 40 euro al mese nelle tasche delle famiglie bisognose. Ma se, per i meno abbienti, si è rispolverata la "tessera del pane", di "mancetta" si deve parlare anche a proposito dell’indennità di vacanza contrattuale, per l’anno 2008, che sarà attribuita, in base all’art. 33 del D.L. 185 del 29 novembre 2008, a tutto il personale contrattualizzato e a quello in regime di diritto pubblico interessato da procedure negoziali, con la mensilità di dicembre 2008.L’importo di tale assegno corrisponde per i primi tre mesi, dal 1 aprile 2008 al 30 giugno 2008, al 30% del tasso di inflazione programmata per l’anno 2008 pari all’1,7% e, dal 1 luglio 2008, al 50% del tasso di inflazione programmata.La vacanza contrattuale, quindi, non riguarderà tutte e tredici le mensilità del 2008 ma, secondo quanto voluto da CGIL, CISL e UIL con gli accordi di luglio ’93, decorrerà da aprile 2008.Quindi, fatti i conti, sono circa 10 euro lordi al mese, cioè meno dei 40 euro che i "miserabili" potranno ricevere facendo la fila agli sportelli degli uffici postali per ricevere la cosiddetta social card. Per di più, nemmeno ricaricabile! In conclusione, ci sono diverse social card, secondo la classe di appartenenza: quella per i poveri e quella per i fannulloni. Poi, però, ci sono anche quelle per le banche, per le imprese e per i padroni.


4 dicembre 2008 - Il Mattino

Salerno. Scenografia rinnovata ma identica puntualità...

Salerno - Scenografia rinnovata ma identica puntualità giornalistica sui temi dell'attualità. E' ripartita ieri "Salerno parla", la trasmissione di approfondimento di Liratv diretta da Raffaele Budetti. Il nuovo piano ospedaliero al centro del confronto, condotto da Andrea Siano, tra i sindaci di Pagani, Alberico Gambino, Roccadaspide, Girolamo Auricchio, i sindacalisti Pietro Antonacchio (Cisl) e Vito Storniello (Rdb). Proprio sul tema dell’attualità - questione sanità e rivoluzione del modello organizzativo sul territorio - si è sviluppato un confronto che ha fatto registrare un ragguadrdevole share di ascolto. Ad arricchire il quadro dell'informazione, le testimonianze di utenti, servizi (sul caso dell'ospedale di Agropoli escluso dalla rete dell'emergenza) e le efficaci domande del pubblico in studio, coordinate da Simona Cataldo, con la presenza degli studenti dell'Istituto professionale nautico-turistico "Giovanni XXIII" di Torrione. Scheda introduttiva di Ivano Montano per una trasmissione che ha offerto informazione e stimolato discussione e polemiche sul servizio sanitario e le sue linee di programmazione.


4 dicembre 2008 - Il Messaggero

La vicenda Etm. A distanza di 24 ore dal blitz di carabinieri e finanza, arriva un punto fermo su un aspetto della vicenda
La procura dà ragione al sindacato Rdb
Per il pm, alla costituzione della srl, Renda e Iarlori non avevano i titoli necessari

Civitavecchia - A distanza di 24 ore dal blitz dei carabinieri e della guardia di finanza su Etm, arriva una nuova tegola sulla municipalizzata.
Il pubblico ministero Giuseppe Deodato, ha detto che la società, al momento della sua costituzione, non era in possesso della figura professionale avente i titoli e le idoneità necessari per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico. Lo ha scritto nella richiesta d’archiviazione della querela presentata da Salvatore Renda contro Flavio Zeppa per diffamazione aggravata. Querela che era stata avanzata dall’attuale direttore amministrativo di Etm nei confronti del sindacalista, dopo che quest’ultimo aveva affermato, in un comunicato della Rdb, che nella società non era presente una figura professionale in possesso dei titoli richiesti per legge.
Dopo una serie di indagini, il pm già una prima volta aveva avanzato la richiesta di archiviazione del caso, motivandola con il fatto che «le espressioni contenute nelle frasi "incriminate", facevano parte della normale dialettica politica». Richiesta di archiviazione a cui però si è opposto il legale di Renda, l’avvocato Giovanni Spanu. Opposizione che è stata accolta dal gip, ma per disponne una verifica più netta e chiara sulla verdicità o meno delle frasi dette da Zeppa. Quindi ha rimesso tutti gli atti al pm per proseguire le indagini.
E oggi quelle indagini sono di nuovo concluse, stavolta però con una risposta più precisa sull’argomento in questione. Secondo quanto risulta dall’indagine del dottor Deodato infatti, le dichiarazioni di Zeppa erano veritiere. Da qui la richiesta d’archiviazione. In sostanza, secondo quanto accertato dal sostituto procuratore, Etm ha dichiarato nel contratto di affidamento del servizio di trasporto pubblico, di essere in possesso dei necessari titoli abilitativi. Fatto, questo, che stando all’indagine della procura, sembra non rispondente a verità, perché la Motorizzazione civile, su richiesta del pm, ha invece affermato che la municipalizzata non era in possesso di una figura professionale avente i previsti titoli.
Ora sarà il gip Di Grazia a decidere se accogliere o meno la richiesta d’archiviazione per quel che riguarda la querela Renda-Zeppa, mentre la parte inerente l’irregolarità sull’idoneità professionale, fa già parte dell’inchiesta da cui è scaturito il blitz dell’altra mattina.

Civitavecchia. Ma il tentativo di estorsione lamentato da Salvatore Renda c’è stato?...

Civitavecchia - Ma il tentativo di estorsione lamentato da Salvatore Renda c’è stato? Flavio Zeppa, dell’Rdb-Cub del Pincio, non parla e si limita alla dichiarazione riportata qui a sinistra. Ma in Comune circola una specie di verbale che lo stesso Zeppa ha rimesso da tempo al direttore generale del Pincio. In questo "verbale", due dipendenti comunali descrivono (e sottoscrivono) parola per parola una conversazione a tre svoltasi il 2 dicembre 2007, alle 12,40, sotto alla finestra dell’ufficio Relazioni con il pubblico.
Zeppa: Dottor Cutellè buon giorno, come va?
Cutellè: Tutto bene, vedo che scrivi continuamente.
Zeppa: Ogni tanto, scrivo ogni volta che scopro notizie.
Si intromette Renda: Ti posso chiedere perché devi scrivere tutte queste falsità e inesattezze su Etm? Lo sai di dire il falso.
Zeppa: Visto che si intromette, dottor Renda, scrivo solo quello che è riportato nei verbali del cda di Etm, quindi quello che anche lei ha sottoscritto. Il comunicato è il primo, ne seguiranno altri sette, poi l’esposto alla procura e infine la consegna di tutto il materiale alla Corte dei conti.
Renda in tono ironico: E allora, se le cose stanno così, dimmi cosa vuoi, cosa ti serve, cosa possiamo fare per te, dobbiamo forse assumere tuo figlio?
Zeppa sempre in tono ironico con battuta: «Visto che ha assunto in maniera diretta e non con bandi pubblici parenti di assessori, parenti e amici fidati di voi amministratori dell’Etm tutti iscritti all’Ugl, può assumere anche i miei figli come semplici cittadini.
Renda: Ma avete sentito? (rivolgendosi al dottor Cutellè e al dottor Mori presente nell’ufficio Relazione col pubblico). Vuole che gli assumo i figli; lo denuncio per estorsione, datemi i dati di nascita che vi chiamo a testimoniare. Pronto, Paolo (Iarlori), Zeppa mi sta ricattando, dobbiamo denunciarlo.
Zeppa: La mia era solo una battuta ironica in risposta alla sua provocazione ironica; lo hanno capito tutti che era tanto per ridere.
Cutellè: Era solo una battuta ironica, quale denuncia.
Renda: Lo denuncio, i ricatti li fai agli amici tuoi, puoi fare altri cento articoli.
Zeppa: Ribadisco che era una battuta ironica, alla sua provocazione ironica. E poi, perché si è intromesso nei saluti intercorsi tra me e il dottor Cutellè?
Renda: Vergognati, ti querelo per estorsione.
Zeppa: Faccia quello che gli pare. La risposta è ironica.


3 dicembre 2008 - Adnkronos

GIUSTIZIA: RDB-CUB, 5 DICEMBRE SCIOPERO LAVORATORI UFFICI GIUDIZIARI

Roma, 3 dic. - (Adnkronos) - Sciopereranno il 5 dicembre prossimo, per sollecitare la soluzione di numerosi problemi, i lavoratori degli uffici giudiziari di tutta Italia. Sollecitano un fattivo impegno da parte del governo al fine di risolvere gli annosi problemi che, in mancanza di interventi risolutori, progressivamente porteranno ad un disastro irreparabile. Nel corso di una conferenza stampa i rappresentanti della Rdb-Cub pubblico impiego Giuliano Greggi e Pina Todisco hanno sottolineato "che lo sciopero e' stato indetto per chiedere l'efficienza del servizio giustizia, che secondo la Rda-Cub puo' essere realizzato solo attraverso un'inversione di tendenza nelle politiche per il settore, caratterizzata da un forte investimento di risorse a cominciare dal potenziamento e dalla riqualificazione del personale, sceso negli ultimi 10 anni a meno di 40 mila unita'; dalla riqualificazione delle strutture degli uffici e degli strumenti in dotazione ai dipendenti e dalla semplificazione delle decine di migliaia di leggi attualmente vigenti nel nostro Paese".


3 dicembre 2008 - Omniroma

GIUSTIZIA, RDB CUB PROCLAMA SCIOPERO PER VENERDÌ

(OMNIROMA) Roma, 03 dic - Uno sciopero nazionale dei lavoratori della giustizia è stato proclamato per venerdì prossimo da Rdb Cub (rappresentanze sindacali di base, confederazione unitaria di base) comparto pubblico impiego. Lo sciopero prevede per la stessa giornata una manifestazione con appuntamento alle 9.30 in piazza San Marco che poi proseguirà con un corteo fino al ministero della Giustizia. L'iniziativa è stata resa nota nel corso di una conferenza tenutasi nella sala stampa del tribunale capitolino da Giuliano Greggi e Pina Todisco, della direzione nazionale del sindacato, primo nella capitale dove rappresenta oltre il 40 per cento del personale. Lo sciopero è stato indetto per chiedere l'efficienza del servizio giustizia, che secondo Rdb Cub può essere realizzato solo attraverso un'inversione di tendenza nelle politiche del settore, caratterizzata da un forte investimento di risorse a cominciare dal potenziamento e dalla riqualificazione del personale, sceso negli ultimi dieci anni a meno d 40mila unità; dalla riqualificazione delle strutture degli uffici e degli strumenti in dotazione ai dipendenti e dalla semplificazione delle decine di migliaia di leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. «Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un sostanziale smantellamento della pubblica amministrazione con, tra l'altro, riduzione del bilancio, blocco delle assunzioni e della riqualificazione del personale - ha detto Greggi - ed una riduzione dei diritti per i lavoratori. Anche per il triennio 2009-2011 è stata prevista una riduzione di 400milioni l'anno. Ci sarebbe invece bisogno di investimenti nel settore giustizia». Pina Todisco, cancelliera da 34 anni riferisce alcuni dati nel «1991 i magistrati erano 8.509 oggi sono 15.809 di cui 4.700 al giudice di pace. A fronte di tale aumento invece il personale amministrativo si è ridotto passando da 52.668 nel 1991 a 43.702 odierni. Tale dato però è solo teorico in quanto in realtà in pratica l'organico è di 40.350. Senza contare che entro fine anno 4mila persone andranno in pensione. Non dimentichiamoci poi che con la riforma del giudice unico il lavoro dei cancellieri si è triplicato e che il personale non è mai stato aggiornato in merito alle diverse riforme che negli anni si sono susseguite nel comparto giustizia. Per non parlare del processo telematico, la cui data di avvio viene continuamente posticipata. Ci chiediamo però come si possa realizzare calcolando che la metà dei dipendenti non ha un indirizzo di posta elettronica dedicato e la notevole carenza di computer spesso obsoleti. Una realtà dei fatti desolante contro la quale protesteremo venerdì e per il quale stiamo attuando una sorta di sciopero bianco. Ossia il personale amministrativo si sta rigidamente attenendo alle mansioni cui è preposto nei rapporti con i magistrati e con gli avvocati per dimostrare la rilevanza del suo ruolo per evitare uno stallo della giustizia».


3 dicembre 2008 - Ansa

GIUSTIZIA: RDB PROCLAMANO PER VENERDÌ SCIOPERO NAZIONALE

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - Per «un servizio efficiente ai cittadini, per la dignità dei lavoratori degli uffici giudiziari». Sono le motivazioni per le quali le Rdb-Pi (Rappresentanze sindacali di base-Pubblico impiego) hanno indetto per venerdì prossimo uno sciopero nazionale di 24 ore. Nel corso di un incontro presso la Sala stampa del Palazzo di giustizia di Roma, Giuliano Greggi e Pina Todisco, della direzione nazionale il primo e responsabile nazione settore giustizia la seconda, hanno presentato l'iniziativa che sarà composta da un corteo che, da piazza San Marco, raggiungerà la sede del ministero della Giustizia di via Arenula. Lo sciopero - hanno detto i rappresentanti sindacali - «è stato indetto per chiedere l'efficienza del servizio giustizia, che può essere realizzato solo attraverso un'inversione di tendenza nelle politiche per il settore, caratterizzata da un forte investimento di risorse a cominciare dal potenziamento e dalla riqualificazione del personale, sceso negli ultimi 10 anni a meno di 40mila unità». Non solo; per Rdb-Pi occorre anche riqualificare «le strutture degli uffici e degli strumenti tecnologici in dotazione ai dipendenti» e semplificare «le decine di migliaia di leggi attualmente vigenti nel nostro Paese».


3 dicembre 2008 - Agi

GIUSTIZIA: VENERDI' SCIOPERO NAZIONALE LAVORATORI

(AGI) - Roma, 2 dic. - "Efficienza del servizio giustizia". E' la richiesta dei lavoratori degli uffici giudiziari posta alla base dello sciopero di venerdi' prossimo, indetto dalla Rdb-Cub pubblico impiego. Efficienza che, per il sindacato, puo' essere realizzata soltanto "attraverso un'inversione di tendenza nelle politiche per il settore, caratterizzata da un forte investimento di risorse a cominciare dal potenziamento e dalla riqualificazione del personale; dalla riqualificazione delle strutture degli uffici e degli strumenti in dotazione ai dipendenti e dalla semplificazione delle decine di migliaia di leggi attualmente vigenti nel nostro paese". A fornire i numeri del disagio e' Pina Todisco, cancelliere, rappresentante della direzione nazionale Rdb: "Nel '91 erano 8.509 i magistrati, nel 2008 15.809 di cui 4.700 giudici onorari. C'e' stato un aumento esponenziale di 6.300 magistrati. Quanto al personale amministrativo, nel '91 contava 52.668 unita', a fronte nel 2008 di 43.702 in organico. Ma le presenze effettive sono 40.350. Quindi, 8.500 persone in meno in organico e nella realta' oltre 11mila in meno. Con la riforma del giudice unico, poi, il nostro lavoro si e' triplicato". Pina Todisco si e' soffermata, quindi, sul processo telematico: "Dovrebbe partire nel 2009. Ma e' una realta' fantomatica di cui parlano Brunetta e Alfano. La verita' e' che non siamo stati messi in condizione di poter attuare il processo telematico: piu' di ventimila dipendenti non hanno l'indirizzo di posta elettronica; allora come e' possibile effettuare una notifica a un avvocato? Non tutti abbiamo i computer e quelli in dotazione sono obsoleti. Se la mattina li accendiamo contemporaneamente salta il server perche' non e' in grado di reggere l'impatto. Se da un lato ci avvertono che dobbiamo risparmiare carta - anche quella igienica - dall'altro non ci forniscono strumenti tecnologici. Sono nella giustizia da 34 anni - ha proseguito - e non ci e' mai stato un corso di formazione o un'informazione fornitaci sulle nuove leggi. Tra l'altro, molte attivita' sono affidate a ditte private, come le intercettazioni; non possono di certo essere addebitate a noi le fughe di notizie.". Insomma, "i lavoratori della giustizia non ne possono piu'. Sono stanchi di essere vessati e di essere additati come fannulloni. Noi abbiamo intenzione di andare avanti fino a quando non risolveremo questi problemi". Nel corso della conferenza stampa con i rappresentanti della Rdb-Cub pubblico impiego si sono ricordati anche i crolli di soffitti avvenuti al tribunale civile: "Man mano che cedono le strutture ci spostano da un'ala all'altra dell'edificio. Fino a quando non ci sara' un morto, non si pensera' a porre rimedio".


3 dicembre 2008 - Apcom

Giustizia/ Rdb settore: Venerdi' e' uno sciopero irrinunciabile
"Ci saranno manifestazioni e iniziative in tutta Italia"

Roma, 3 dic. (Apcom) - "Lo sciopero dei lavoratori giudiziari previsto per venerdì 5 dicembre si inquadra in un percorso di mobilitazione dei dipendenti pubblici, che stanno reagendo contro l`attacco trasversale in atto nei loro confronti e contro il processo di smantellamento della pubblica amministrazione". Così ha esordito, alla conferenza stampa che questa mattina ha sancito il 'go' definitivo allo sciopero di dopodomani, Giuliano Greggi, membro della Direzione nazionale RdB-CUB P.I. e leader dei lavoratori giudiziari. "Questo processo, avviato da oltre 10 anni, ha subìto un`accelerazione con il governo Berlusconi, che attraverso il decreto 112 e la successiva legge 133 ha apportato tagli consistenti a tutte le amministrazioni pubbliche, ha diminuito il salario accessorio, ha ridotti i diritti ed inasprito le sanzioni per i lavoratori". Greggi ha ricordato alcuni elementi generali sul pubblico impiego: un rinnovo contrattuale che si attesta sui 40 euro netti medi mensili, di cui 8 euro per il 2008 ed il resto nel 2009;15 miliardi di euro di tagli alle spese di funzionamento delle amministrazioni fino al 2011, di cui 400 milioni fra 2009 e 2011 a carico del settore Giustizia. Pina Todisco, responsabile Giustizia per la Direzione nazionale RdB-CUB P.I., ha poi riportato alcuni dati significativi sul personale giudiziario: mentre i magistrati sono passati dalle 8.509 unità del 1991 alle 15.809 del 2008, di cui 4.700 giudici di pace, registrando così un aumento di 6.300 unità, il personale amministrativo è invece sceso dalle 52.668 unità del `91 alle 43.702 del 2008, con una perdita di 8.500 dipendenti. "Oltretutto - ha precisato Todisco - parliamo di piante organiche, mentre il personale effettivo ammonta a 40.350 unità e dunque la diminuzione si attesta su circa 11.000 dipendenti reali. Se inoltre verrà confermato il pensionamento di circa 4000 amministrativi entro l`inizio del nuovo anno ci sarà da preoccuparsi seriamente sul futuro dei tribunali italiani. "Intanto le strutture stesse cadono a pezzi - ha aggiunto amaramente Todisco - come la sede di viale Giulio Cesare del Tribunale Civile di Roma, dove il recente crollo di un soffitto non ha provocato una strage solo perché avvenuto durante la notte. Se poi, invece di continuare ad annunciare il processo telematico, di cui si parla dal 2002, i dipendenti venissero dotati di computer non più obsoleti (o del tutto assenti come in tanti uffici), di server efficienti, che non saltano quando tutte le macchine sono collegate, e di indirizzi di posta elettronica, ora posseduti solo dalla metà del personale, forse si potrebbe parlare di un vero inizio di ammodernamento". "A queste condizioni non siamo certo in grado di fornire un servizio decente alla cittadinanza - ha concluso la dirigente RdB-CUB - ma il confronto su questi temi con i lavoratori evidentemente non sta a cuore al Ministro Alfano, a cui da maggio stiamo chiedendo un incontro mai accordato. Di conseguenza consideriamo irrinunciabile il nostro sciopero, con cui rivendichiamo seri investimenti nel settore e rispetto per un personale che dal 1980 attende una riqualificazione, al quale non si può più chiedere che il lavoro sia un quotidiano atto di eroismo". La conferenza stampa si è conclusa con l`annuncio delle principali manifestazioni a sostegno dello sciopero: a Roma corteo dalle ore 9.30 da Piazza San Marco al ministero della Giustizia; a Palermo, con partenza da Piazza della Memoria; a Venezia-Mestre, con presidio davanti al Tribunale dei Minori; a Bologna. Altre iniziative sono previste in tutta Italia.


3 dicembre 2008 - AMI agenzia multimediale italiana

Giustizia. I sindacati: «Forti carenze nel personale»
Venerdì sciopero nazionale
Le rappresentanze sindacali di base hanno proclamato uno sciopero nazionale dei lavoratori della giustizia per il prossimo venerdì. A Roma ci sarà una manifestazione. La denuncia di Pina Todisco (RdB): «Il ministro Alfano propone il processo telematico, ma come lo facciamo se non abbiamo neanche gli indirizzi e-mail?»
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Le rappresentanze sindacali di base (RdB) hanno proclamato, per venerdì prossimo, uno sciopero nazionale dei lavoratori della giustizia per denunciare le carenze strutturali e organiche del settore
A Roma, in piazza San Marco, si terrà una manifestazione alle 9,30 ma altre dimostrazioni a carattere locale sono previste nel resto del paese.
Lo hanno annunciato oggi, in una conferenza stampa al Tribunale di Roma, Pina Todisco e Giuliano Greggi, membri della direzione nazionale del comparto pubblico impiego di RdB, nonostante nei giorni scorsi il garante sugli scioperi, Antonio Martone, abbia invitato i sindacati a revocare la mobilitazione.
«E' uno sciopero nazionale che coinvolgerà la categoria dell'organizzazione giudiziaria su parole d'ordine ben precise», ha affermato Pina Todisco, che ha illustrato le ragioni dello sciopero, puntando il dito sul fatto che a fronte dell'aumento del numero dei magistrati di oltre 6.300 unità, dal 1991 al 2008, nello stesso periodo il personale del settore giustizia è diminuito di 8.500 lavoratori « Lavoro triplicato per effetto del giudice unico, lavoro aumentato per effetto delle nuove leggi, espulsione degli stranieri assegnata ai tribunali, opposizione alle multe assegnata ai giudici di pace: tutti carichi di lavoro che sono arrivati sulle spalle dei lavoratori di giustizia a fronte di una diminuizione del personale», è la sua denuncia.
La rappresentante sindacale si è quindi rivolta al ministro della Giustizia Angelino Alfano: «Ha lanciato il processo telematico, ma come lo facciamo se non abbiamo neanche gli indirizzi di posta elettronica?».
Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche il sindacalista Giuliano Greggi: «La giustizia è l'amministrazione dove da vent'anni non c'è alcun passaggio di livello, alcun riconoscimento della professionalità acquisita da parte dei lavoratori e questa è una cosa che grida vendetta», ha detto.


3 dicembre 2008 - Il Gazzettino

Venezia. ACTV

Venezia - Tanti disagi per i passeggeri dell'Actv, che la revoca dello sciopero non è servita ad attenuare. Basti pensare che, a fronte di 440 lavoratori richiamati in servizio dall'azienda nel corso nel pomeriggio, solo 80 sono poi effettivamente tornati in servizio. Il giorno dopo l'acqua alta da 156 centimetri, non si smorza la polemica sullo sciopero dell'Rdb-cub (poi revocato) che ha sommato ai disagi legati al meteo eccezionale, quelli alle carenze di trasporto. Una certezza, di cui Actv e sindacato anche ieri si rinfacciavano la responsabilità. L'azienda, in particolare, ha fornito un po' di dati sul pomeriggio nero di lunedì. Per quel che riguarda la mattina, con quei livelli di marea, non sarebbe stato possibile garantire un servizio normale, anche senza sciopero . Ebbene, lo sciopero è stato revocato alle 13.32, a quell'ora erano in servizio 220 persone, quelle necessarie a garantire i servizi minimi. Per un turno normale, però, ne servono 660. Edc ecco le telefonate ai 440 mancanti, che pesò hanno risposto solo in minima parte: 80. «Questo per tre ragioni - riferisce il servizio comunicazione dell'azienda -. In primo luogo perché il personale arriva da fuori e non poteva raggiungere Venezia a causa dello sciopero nel servizio automobilistico, che non è stato revocato. Poi perché molti vengono da Chioggia e avevano avuto problemi a causa dell'acqua. Terzo, perché è comunque molto difficile riorganizzare un servizio nel giro di poche ore». Fin qui Actv.
Ma anche il sindacato usa toni piccati. «Siamo stati noi a proporre di revocare lo sciopero, fin dalla mattina - ribadisce Giampietro Antonini, di Rdb-Cub -, ma tutte le linee della Prefettura erano intasate. L'azienda, da parte sua, sa bene dove cercarmi, ma non mi ha mai chiamato. Siamo stati noi a inviare il fax con la revoca alle 12.05, qualche minuto prima della stessa richiesta da parte del prefetto». Quanto alla proposta del presidente di Actv, Marcello Panettoni, di un codice di autoregolamentazione, il sindacalista si dice d'accordo: «Mi va bene una regolamentazione in caso di calamità, sarei un irresponsabile in caso contrario. Noi siamo qui per difendere i lavoratori, ma anche un servizio pubblico che sia segno di questo nome. Invece questa azienda la stanno usando come una gallina dalle uova d'oro per spennare i turisti. Chi si prende i premi di risultato, non può scaricare le sue responsabilità gestionali sui lavoratori».


3 dicembre 2008 - Vita di donna

Definire ruolo infermieri e puericultrici

Definire ruolo e funzioni delle figure sanitarie di supporto all'assistenza infermieristica: infermieri generici, puericultrici, operatori socio sanitari. "Lavoratori ormai privati della giusta considerazione e della dignità professionale". A chiederlo è Rdb-Cub sanità, il sindacato di base che sul tema ha in programma domani un incontro con i vertici del ministero della Salute. "Abbiamo registrato - sottolinea in una nota Sabino Venezia, del coordinamento nazionale Rdb-Cub - estrema sensibilità da parte delle direzioni generali, degli assessorati regionali e della conferenza delle Regioni riguardo alla necessità di intervenire a favore di questi lavoratori. Adeguati percorsi formativi di qualificazione e di aggiornamento, giusta funzione professionale, nuovo inquadramento economico sono le parole chiave su cui la Rdb ha avviato il dibattito e mantenuti aperti i canali con le associazioni di categoria. Su questi stessi temi ha deciso di provare nuovamente il confronto con il Governo, il quale, dopo le rassicurazioni di giugno, deve passare dalle parole ai fatti disegnando un vero percorso che collochi definitivamente queste categorie di personale nel sistema sanitario che quotidianamente contribuiscono a garantire", conclude Venezia.


3 dicembre 2008 - La Nuova Venezia

TRASPORTI IN TILT LETTERA DI PANETTONI
Actv: più corse garantite quando c’è sciopero dei vaporetti
Richiesta rivolta alla commissione di garanzia: «L’acqua alta ha dimostrato quanto Venezia sia speciale»

VENEZIA - Una lettera alla Commissione di garanzia sul diritto allo sciopero per chiedere un aumento della quantità minima dei servizi per il centro storico. A firmarla è il presidente di Actv Marcello Panettoni all’indomani dei disagi patiti lunedì dai veneziani quando, all’acqua alta eccezionale, si è sommato il blocco dei vaporetti che ha paralizzato la città.
Nella missiva, che sarà spedita oggi, Panettoni chiede che sia rivisto il numero di corse nel caso di scioperi in modo da garantire maggiori collegamenti non solo con le isole ma anche lungo il Canal Grande. Tra i servizi da potenziare c’è anche il ferry boat per il Lido che oggi non è inserito nel «pacchetto» di corse nelle fasce protette. «Venezia è unica per struttura urbana e per il suo territorio insulare - spiega Panettoni - e l’acqua alta di lunedì ha dimostrato per l’ennesima volta quanto la sua diversità abbia bisogno di misure speciali. E’ evidente che l’attuale codice di autoregolamento che garantisce servizi minimi rispetto ad altre città non è più sufficiente. Per questo chiediamo che la quantità dei servizi sia rivista e aumentata». Indispensabile, per il presidente di Actv, è l’inserimento del ferry boat nel novero dei servizi da garantire nel caso di scioperi e quello di un maggior numero di collegamenti non solo con le isole ma anche lungo il Canal Grande fermo restando, ovviamente, il diritto allo sciopero. «E’ l’assoluta specialità di Venezia a chiedere queste misure speciali - continua Panettoni - è ora che quanto era stato pattutito venga riconsiderato». Anche se lunedì, nell’ora in cui l’acqua alta era sopra un metro e 40 non sarebbe servito a nulla perchè, sopra quella soglia, per ragioni di sicurezza i mezzi di Actv restano agli ormeggi. Però nelle ore precedenti avrebbero fatto invece molto comodo, quando migliaia di veneziani che non potevano camminare nelle calli avrebbero preso volentieri un battello. E quando, alle 13, i Cub hanno revocato in corsa lo stato di agitazione, era ormai troppo tardi.
Le polemiche, com’è noto, era esplose a metà mattina, quando i battelli sarebbero stati comunque bloccati ma il disservizio per acqua alta sarebbe dunque durato circa tre ore mentre i disagi erano già iniziati all’alba e sono proseguiti fino al pomeriggio, in una città che già annaspava sotto l’acqua alta. Solo all’ora di colazione, infatti, i sindacati hanno deciso di annullare lo sciopero ma orami il peggio era passato. «Vista la situazione di calamità naturale, responsabilmente, è stato sospeso lo sciopero in corso a Venezia. Sciopero che non era contro l’utenza, ma per il rinnovo del contratto di lavoro», spiegava il segretario Giampietro Antonini, «siamo stati noi a chiamare il prefetto per dire che eravamo disponibili, ma che non sapevamo come raggiungere i lavoratori. Non scarichino sui lavoratori le responsabilità di chi governa il territorio». Nel frattempo, però, l’opposizione si è scagliata contro prefetto e sindaco, accusandoli di non aver saputo precettare il personale fin dall’alba.(m.pi.)


3 dicembre 2008 - Il Giorno

Paola, da disoccupata a selezionatrice
È l’unica delle undici ex centraliniste dell’ospedale Civile ad aver trovato lavoro. A tempo determinato, nel settore Risorse umane
di SILVIA VIGNATI

LEGNANO — AVREBBE POTUTO andare a pulire i bagni degli ospedali - soluzione che le era stata offerta dall’Azienda ospedaliera di Legnano -, ma si è presa una clamorosa rivincita. Ha trovato lavoro in un’agenzia interinale che si occupa, ironia della sorte, di sanità. Paola è felice. Fare la pendolare da Canegrate a Milano, dove ha sede l’agenzia, non è mai stato così bello. Altro che treni sporchi e poco confortevoli. Il suo è un pendolarismo che va verso un futuro abbozzato. Proprio qualche giorno fa ha terminato il periodo di prova. «Ho iniziato a lavorare il 27 settembre, il contratto scadrà a marzo - spiega -. Attendo di incontrare a giorni i responsabili per sapere come è andato il "test"». Di cosa ti occupi? «Sono responsabile della selezione del personale che andrà a operare in ospedali pubblici e privati: infermieri, operatori sociosanitari, medici. Svolgo una prima analisi, puramente conoscitiva. Successivamente il profilo tecnico viene valutato dai medici. Per me è un’attività molto gratificante: si lavora molto bene, e spero di poter proseguire nell’impiego». Paola è l’unica delle undici ex centraliniste del call center dell’Azienda ospedaliera ad aver trovato un lavoro. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Risorse umane, stage in selezione del personale, non dimentica comunque le sue colleghe legnanesi: «Sento spesso le ragazze, e per quanto possibile, ho dato loro qualche indicazione per affrontare un colloquio di lavoro» afferma. Per le altre dieci operatrici, il futuro è tutto da inventare. Nessuna al momento ha un’occupazione. Laura, legnanese, è sconfortata: «Vorrei raccontare cose belle, ma non ho nulla di positivo da dire. Tutto quello che abbiamo fatto per sollevare il problema del precariato non è servito a nulla, ci ha portato a non avere niente fra le mani. Dalla Regione non abbiamo avuto alcun aiuto. Mi sono rivolta ad Eurolavoro, per tentare di migliorare il mio curriculum. Eppure l’esperienza non mi manca. Prima del call center, ho lavorato tredici anni in una ditta: fatture, impieghi in ambito commerciale, segretaria del direttore». CONNIE, DI VARESE - un passato da puericultrice - passa le sue giornate a inviare curriculum vitae. «Sto facendo una marea di domande, ma ancora non trovo nulla. Sono stata all’Informalavoro di Varese, sto inviando il curriculum anche nelle cliniche svizzere. Intanto sto valutando l’oportunità di frequentare un corso Asa, per lavorare con gli anziani nelle case di riposo, e poi ottenere la riqualifica per entrare anche negli ospedali. Certo frenano un po’ i prezzi: dovrei spendere 1.600 euro». Milena, cerrese, era in piazza San Magno quando ci fu il presidio di protesta degli insegnanti contro la legge Gelmini: «No, non sto lavorando. La situazione è pesante. Dopo la trasmissione "Annozero" ero stanchissima. Tutte le proteste fatte per far conoscere il nostro problema. Ora leggo che si prospetta il trasferimento degli amministrativi da Legnano a Magenta. Dispiace. Lo dico senza rancore: noi non abbiamo raccolto la solidarietà di altri operatori del Civile, neppure la loro. E ora sembra che il mondo del lavoro non risparmi proprio nessuno. Mi auguro di trovare quanto prima un’occupazione. Ho sempre lavorato in ufficio, nelle agenzie di pianificazione pubblicitaria». ORNELLA CAMERAN, sindacalista delle Rappresentanze di base, è stata vicino fin dal principio alle donne disoccupate, mettendo loro a disposizione anche il suo bagaglio professionale, visto che è infermiera in Psichiatria al Civile. Depressione, rabbia, perdita di ruolo, disistima: Cameran sa cosa matura nell’anima quando il lavoro svanisce. Per questo ha sempre cercato di tenerle unite nel dialogo, e nella lotta sindacale. «È molto triste constatare che solo una su undici lavori - commenta - e che nessun aiuto sia giunto dai politici, enti, Azienda ospedaliera. Non si può pensare di mantenere famiglie e figli con il solo assegno di disoccupazione, erogato dall’Inps fino a febbraio 2009: 700 euro mensili. Non c’è nessuna volontà di combattere il precariato». Eppure tanto è stato fatto, dal 1° settembre: il video su Youtube nel quale le centraliniste si mettevano "in vendita", i presidi al Civile, lo strip-conferenza al teatro di Milano, le trasmissioni televisive, i banchetti sotto la Regione. Vien Natale e al posto di letterine scriveranno curriculum vitae.


3 dicembre 2008 - Redattore Sociale

Genova: presidio degli educatori contro il rischio di tagli ai servizi sociali
Mentre il consiglio comunale discute i documenti previsionali e programmatici per il 2009-2011, operatori e utenti si sono ritrovati davanti al comune. In gioco la nuova convenzione

GENOVA - A Palazzo Tursi, sede dell'amministrazione civica, si discute del Bilancio comunale per il 2009 o meglio dei documenti previsionali e programmatici per il biennio 2009-2011. Le casse del comune di Genova, come quelle di molti enti locali, sono in difficoltà. Fin da ottobre 2007 – a pochi mesi dell"insediamento della nuova giunta presieduta dal sindaco Marta Vincenzi – era emerso un ammanco considerevole, seria ipoteca sulla costruzione dei bilanci futuri. L’assessore al bilancio si era messo a lavorare e nel 2008 la città ha sentito solo in parte il restringimento della borsa in termini di servizi e prestazioni, ora – per l’anno che verrà – la situazione rischia di diventare più seria, anche per quel che riguarda i servizi sociali. Mancano dati ufficiali e quelli ufficiosi rimbalzano tra le organizzazioni di terzo settore, i sindacati e le stanze dell’amministrazione senza offrire però una voce di chiarezza. Così ieri pomeriggio, alle 17,00, si sono dati appuntamento in via Garibaldi, sotto la sede del consiglio comunale di Genova, gli educatori delle cooperative sociali, soprattutto di quelle che si occupano di minori. Settore che vede la propria convenzione, articolata in nove progetti circoscrizionali di Centro sevizi per i minori e la famiglia, ancora in discussione dopo proroghe ripetute. Convenzione che dovrebbe trovare forma definitiva con l’inizio del 2009, dopo un anno e mezzo dalla scadenza naturale del mandato istituzionale precedente. Per queste ragioni sfidando il maltempo e la pioggia a sprazzi un gruppo di educatori – ma anche qualche genitore e bambino che usufruiscono dei servizi – si sono trovati all’ingresso principale di Palazzo Tursi.
La convocazione per il presidio è partita, un po’ in sordina e in tempi stretti, dal Coordinamento lavoratori terzo settore di Rdb Cub. Nonostante i tempi non abbiamo permesso l’adesione formale di altre realtà organizzate, nella strada antistante la sede dell’amministrazione civica si sono viste e raccolte diverse componenti che rappresentano gli educatori, gli operatori sociali e gli utenti dei servizi sociali genovesi. Un primo appuntamento che fa ben sperare gli organizzatori e le altre componenti del movimento, in previsione di possibili manifestazioni cittadine capaci di coinvolgere più del centinaio di persone che ieri si sono incontrate, ombrello alla mano, per discutere della situazione. (anr)


3 dicembre 2008 - TRC Giornale

Caso Etm, Zeppa replica a Renda

Civitavecchia - "Ho letto con profonda costernazione le dichiarazioni rilasciate dal dottor Renda, a cui però non intendo rispondere in questa sede". Inizia così una nota stampa di Flavio Zeppa, referente locale del sindacato Rdb Cub, che interviene dopo le pesanti accuse che gli sono state mosse contro dal direttore amministrativo di Etm Salvatore Renda nel corso della conferenza stampa di ieri, dopo il blitz dei carabinieri e della guardia di finanza sulla municipalizzata. "Non voglio che l'indignazione - ha proseguito Zeppa - renda ancor più grottesca la vicenda e distragga l'attenzione pubblica dai fatti. Per quanto concerne, infatti, le pesanti oltre che vili insinuazioni mosse contro di me e che colpiscono pesantemente anche la mia famiglia, sarà la magistratura a valutarne veridicità e fondatezza ed a decidere di conseguenza. Ciò che invece ritengo totalmente inaccettabile e di una estrema gravità, su cui non è assolutamente possibile tacere, anche solo per senso civico, è che si sia tentato di ingenerare e diffondere il sospetto che Corte dei Conti, Procura della Repubblica, Polizia Giudiziaria, Carabinieri e Guardia di Finanza possono essere asserviti a bieche vendette personali, o peggio, si prestino ad essere utilizzati come arma di ricatto per la consumazione di presunti reati. Anche questo comunque - conclude il sindacalista della Rdb Cub - contribuisce a dare la misura dell'uomo e del personaggio Salvatore Renda".

Bufera Etm, Renda: "Tutto nasce da un tentativo di estorsione subìto"

Civitavecchia - "Tutte queste indagini, nascono perché non ho voluto sottostare ad un tentativo di estorsione di cui sono stato vittima". L'affermazione è del direttore generale di Etm Salvatore Renda, che in una conferenza stampa ha spiegato le ragioni, secondo il suo punto di vista, di questo nuovo blitz dei carabinieri e della guardia di finanza scattato stamani. "Abbiamo presentato un esposto il primo ottobre del 2007, dopo che uno dei personaggi che hanno presentato un elenco infinito di esposti nei confronti di Etm, è venuto nella sede della municipalizzata, a voluto parlare a quattr'occhi con me e mi ha detto chiaro e tondo che se non avessi assunto un suo parente molto stretto, avrebbe iniziato questa campagna denigratoria nei confronti di Etm sia a livello di denunce che di stampa. L'ho mandato a quel paese, perché non mi sottometterò mai a questi tipi di atteggiamenti. Poi lo ha ripetuto di fronte ad alcuni testimoni, nel'atrio di palazzo del Pincio, ed allora lo abbiamo denunciato. Chiedo alla magistratura di farci sapere a che punto è quella denuncia, perché non ne abbiamo saputo più nulla. Non ho mai voluto divulgare questa notizia perché non mi sembrava corretto, ma adesso il vaso è davvero colmo, per cui ho deciso di rendere nota questa storia, perché con la perquisizione di questa mattina sono 14 le visite che abbiamo ricevuto in questi uffici". Renda non rivela il nome della persona, ma è chiaro che il riferimento è a Flavio Zeppa della Rdb, perché quando ha parlato dei querelanti, che sono lo stesso Zeppa e l'esponente di Ambiente e Lavoro Gabriella Rossi, a specifica domanda ha risposto: "è maschile".


3 dicembre 2008 - L'Eco del Chisone

Protesta per occupazione e tagli a scuola e Comuni
Villar Perosa: due cortei per difendere le valli
Metà lavoratori in cassa integrazione - «Si aiutino anche i precari»

VILLAR PEROSA - C'erano fasce tricolori e gonfaloni dei Comuni, sabato 29, in testa il corteo partito dal piazzale della Stabilus di Villar Perosa. Lungo il serpentone, bandiere e striscioni dei sindacati, dell'istituto comprensivo F. Marro e del personale scolastico Ata. Il corteo si è unito a quello che proveniva dal centro del paese - al motto di «Il lavoro deve restare in valle» - davanti alla "Finestra sulle valli". Circa 500 i manifestanti, altri aspettavano all'arrivo. Secondo un comunicato di Rifondazione comunista (presenti i consiglieri regionali Gian Piero Clement e Iuri Bossuto) avrebbero partecipato in tutto «un migliaio di persone» alla mobilitazione promossa dalla Comunità montana Valli Chisone e Germanasca. Lungo il dibattito, aperto dal sindaco Dario Costantino: «È una valle mortificata». I delegati sindacali di Alp Cub, Fim Cisl e Fiom Cgil hanno dato voce alla crisi che attanaglia i lavoratori e le fabbriche superstiti. Il rappresentante del coordinamento scolastico è intervenuto «a difesa della scuola pubblica, una ricchezza anche per il mondo del lavoro». L'assessore al Lavoro della Cm Viller Manfredini ha parlato delle politiche del Governo che rendono più poveri i Comuni («Altro che federalismo!») e della cassa integrazione («5.176 persone nel Pinerolese, il 50 per cento in valle, perdendo 500 euro al mese di stipendio»). Ha aggiunto: «Oggi il problema è la perdita del lavoro, ma le imprese non hanno niente da dire?». Si sono chiesti ammortizzatori sociali anche per i precari. Presenti, tra gli altri, il parlamentare Giorgio Merlo e il consigliere regionale Marco Bellion.(l.p.)


2 dicembre 2008 - Dire

RICERCA. IL 5 SCIOPERO INDETTO DA USI-RDB, SIT-IN AL PARLAMENTO

(DIRE) Roma, 2 dic. - Dopo lo sciopero generale del 17 ottobre indetto da Cgil e Uil, ora e' l'Usi-Rdb Ricerca a chiamare i lavoratori precari degli enti di ricerca allo sciopero che sara' effettuato per l'intera giornata di venerdi' 5 dicembre. La piattaforma della protesta, spiega il sindacato su "Il Foglietto", la sua pubblicazione settimanale, "va nella direzione di un rilancio complessivo della ricerca, partendo da coloro che la ricerca la fanno sul campo o alla quale contribuiscono con attivita' di supporto". L'Usi chiede di "completare le stabilizzazioni, trasformare a tempo determinato tutte le forme di contratto atipiche per poi procedere all'assorbimento in ruolo secondo un programma pluriennale di investimenti". La manifestazione nazionale connessa allo sciopero si terra' dalle ore 10 davanti al Parlamento dove il sindacato presentera' una sua proposta di legge" alle forze politiche.

BOLOGNA. APPUNTAMENTI DI MARTEDI' 2 DICEMBRE

(DIRE) Bologna, 2 dic. - Questi gli appuntamenti a Bologna e Provincia:...
10.00- Bologna (Comune-sede Rdb/Cub)- Conferenza stampa di illustrazione dello sciopero indetto da Rdb/Cub per il 5/12....


2 dicembre 2008 - Il Foglietto Usi RdB Ricerca

E' DISPONIBILE, su www.usirdbricerca.it , IL NUMERO 43 - Anno V
DEL SETTIMANALE on line DI INFORMAZIONE SINDACALE DAL MONDO DELLA RICERCA

In questo numero:

* Per superare la precarietà, il 5 dicembre scioperano i lavoratori della ricerca
* Tragedia Thyssen, per non dimenticare
* I confederali divisi, il contratto è bloccato
* Progressioni di livello, il Cnr sempre più lumaca
* Sementi, l'uomo dell'Ense ha detto sì
* Certificati medici, solo prognosi niente diagnosi
* Risorse per la ricerca in crescita. Secondo l'Istat
* Estesa la cessione del 5° pure agli ultraottantenni
* L'Istat comunica all'atto delle comunicazioni


2 dicembre 2008 - Il Piccolo

L’AZIENDA: FERMO IL 23% DEI MEZZI
Sciopero, il sindacato: in rimessa il 49% dei bus

Trieste - In aumento secondo i promotori - 49% a Trieste - le percentuali di adesione pomeridiana degli autoferrotranvieri allo sciopero nazionale proclamato dalla Cub-RdB per rivendicare il rinnovo del contratto nazionale della categoria, scaduto da 11 mesi. Lo comunica il sindacato in una nota. Per Trieste Trasporti invece la percentuale di adesione allo sciopero da parte degli autisti è stata del 26% in mattinata, e del 23% nel pomeriggio.


2 dicembre 2008 - La Gazzetta del Sud

Si va dal 4% di Roma al 60% di Venezia dove però la protesta è stata sospesa per le avverse condizioni meteo
Sciopero trasporti, adesioni a macchia di leopardo

ROMA - Disagi e circolazione difficile nelle città italiane, alle prese con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub e in molti casi anche con il maltempo. Lo stop di bus e metro ha registrato adesioni altalenanti da città a città: secondo i primi dati, si va dal 4% di Roma all'oltre 60% di Venezia, che peraltro ha fatto i conti con un livello di acqua alta eccezionale. Una situazione che ha indotto la segreteria veneziana della Rdb Cub trasporti a sospendere l'agitazione. Adesione modesta anche a Milano e Napoli. La giornata di agitazione, che segue lo sciopero del 30 settembre e lo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base il 17 ottobre scorso, è stata indetta per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri 2008-2011, scaduto il 31 dicembre 2007, «che tutt'oggi vede assenti le controparti datoriali, Asstra, Anav, Stato, Regioni, ed Enti locali», sottolinea la Cub. La situazione più complessa a Venezia: nella città lagunare, l'adesione allo sciopero veniva segnalata ieri mattina al di sopra del 60% dall'Actv, l'azienda di trasporti pubblici; tra pullman e vaporetti erano in servizio 120 lavoratori, mentre 205 risultavano assenti. Oltre allo sciopero, a Milano e in tutta la Lombardia la pioggia e la neve (dai 600 metri in su) hanno reso difficili gli spostamenti. Nel capoluogo, lo sciopero per i mezzi di superficie, autobus e tram, è cominciato alle 8.45 ed è durato fino alle 15, per poi riprendere alle 18 sino a fine servizio, con un'adesione modesta: solo tre mezzi di superficie su dieci sono rientrati nei depositi. Regolari, secondo quanto riferito da Atm, le tre linee della metropolitana. Circolazione bloccata, in alcuni tratti cittadini, per la caduta di un albero a causa del maltempo o per allagamenti. Proprio in considerazione dello sciopero, il Comune ha deciso di sospendere l'Ecopass, cioè il biglietto di ingresso in centro città per le auto più inquinanti. A Roma, invece, è stata del 4% l'adesione allo sciopero del trasporto pubblico per quanto riguarda il servizio di tram e autobus gestito dalla società Trambus Spa. Rallentamenti ci sono stati sulla linea A della metropolitana, mentre è risultato regolare il servizio della metro B e delle ferrovie Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo. La società Tevere Tpl, che a Roma ha in gestione le linee di bus della periferia, ha reso noto che, fino alle 11.30, non si segnalava alcun disagio per l'utenza. Bassa, con una percentuale pari all'8,5%, anche l'adesione registrata dall'Azienda napoletana mobilità allo sciopero nazionale proclamato dal Cub Trasporti-Rsb autoferrotranvieri, mentre risulta regolare il servizio delle linee della metropolitana e delle funicolari. Disagi limitati, viene quindi sottolineato, per gli utenti di Circumflegrea e Vesuviana, mentre è stata rispettata la prima fascia di garanzia compresa tra le 5.30 e le 8.30. La seconda fascia di garanzia è scattata dalle 17 alle 20.


2 dicembre 2008 - La Repubblica

File interminabili sui viali per lo stop degli autobus
C´è lo sciopero trasporti anche il traffico va in tilt

Bologna - Il traffico, soprattutto sui viali di circonvallazione, va in tilt per ore ma non solo a causa della pioggia incessante. La «massiccia» adesione allo sciopero dei mezzi pubblici, indetto da Rdb-Cub per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, ha reso infatti ancora più problematica la giornata dei bolognesi. Tutti costretti a ricorrere all´automobile e per questo motivo bloccati in file interminabili, visto che degli autobus non c´era nemmeno l´ombra. Il sindacato di base stima infatti che sotto le Due torri, nonostante questo sia il sesto sciopero in poco più di due mesi, abbia aderito il 60% del personale di servizio Atc. Al contrario per l´azienda del trasporto pubblico locale, l´adesione allo sciopero si aggira intorno al 30%.
In città la protesta dei dipendenti Atc ha riguardato anche il rinnovo dell´integrativo aziendale e gli effetti della fusione con la società di trasporto pubblico ferrarese, Acft. Il progetto di aggregazione prevede, infatti, lo scorporo delle attività di sosta e car sharing, oggi in capo a via Saliceto. «L´assenza di risposte concrete a tutti i livelli - spiega Gianni Cremonini di Rdb-Cub - non può che avere pesanti ricadute sui cittadini, che pagano direttamente, assieme ai lavoratori, le conseguenze dell´atteggiamento inaccettabile degli assessori comunale e provinciale ai Trasporti, del presidente di Atc, Francesco Sutti e dell´associazione delle aziende di trasporto, Asstra».(ale.co.)

Il Marconi fa una società per la gestione delle merci
D´Onofrio: «Un´altra scatola cinese, ne faranno le spese i contribuenti"

Bologna - Al Marconi nasce una nuova società, la Fast Freight Marconi srl, partecipata al 100 per cento da Marconi Handling. E´ un società che gestirà il servizio handling merci, che verrà quindi scorporato dai servizi per i voli passeggeri. Il passaggio del ramo d´azienda è previsto per il 18 dicembre, come hanno comunicato ai sindacati il consigliere delegato di Marconi Handling Giuliano Gotti e il nuovo amministratore unico Armando Brunini, che è già direttore generale di Sab. «Lo scorporo dell´attività, che non rappresenta il core business di M.H. - scrivono Gotti e Brunini - consentirà attraverso una mirata ed innovativa gestione di migliorarne la redditività e di incrementarne il valore. I rapporti di lavoro proseguiranno senza soluzione di continuità». Ieri pomeriggio sulla questione c´è stato un incontro tra Sab e i sindacati confederali, non con le Rdb che la Sab non riconosce. Contro l´operazione si è scagliato ieri mattina in consiglio comunale Serafino D´Onofrio del Cantiere, che parla di «nuove scatole cinesi» al Marconi: «Questo ulteriore scorporo metterà in condizioni gli azionisti pubblici di esercitare un controllo ancora minore sulle partecipate. Se queste società avranno bilanci in passivo, come da accade per Marconi Handling, alla fine saranno i contribuenti a farne le spese. Un´operazione contestata dai sindacati unitari, non prevista dal Piano industriale». D´Onofrio passa poi a contestare che la presidente Giuseppina Gualtieri ricopra cinque cariche tra Sab e Marconi Handling. Dura la posizione del Cub Trasporti: «Se la SAB intendesse investire realmente sull´area merci, lo potrebbe già fare rispettando l´attuale assetto societario. Oppure potrebbe adoperarsi decidendo di riannettere il settore alla Sab, evitando inutili duplicazioni di dirigenti, inutili cessioni, inutili passaggi di lavoratori da un´azienda all´altra, inutili perdite e sperperi di denaro».(lu.sp.)


2 dicembre 2008 - Libertà

problemi al traffico anche per il maltempo
Sciopero trasporti, bassa adesione ma in molte città ci sono stati disagi

ROMA - Disagi e circolazione difficile nelle città italiane, alle prese con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub e in molti casi anche con il maltempo. Lo stop di bus e metro ha registrato adesioni altalenanti da città a città: si è andati dal 4% di Roma all'oltre 60% di Venezia, che peraltro ha fatto i conti con un livello di acqua alta eccezionale. Una situazione che ha poi indotto la segreteria veneziana della Rdb cub trasporti a sospendere l'agitazione in corso. Adesione modesta anche a Milano e Napoli.
La giornata di agitazione, che segue lo sciopero del 30 settembre e lo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base il 17 ottobre scorso, è stata indetta per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri 2008-2011, scaduto il 31 dicembre 2007.
A Milano lo sciopero per i mezzi di superficie, autobus e tram, è cominciato alle 8.45 ed è proseguito fino alle 15, per poi riprendere alle 18 fino a fine servizio, con un'adesione modesta: solo tre mezzi di superficie su dieci sono rientrati nei depositi. Regolari, secondo quanto riferito da Atm, le tre linee della metropolitana. Circolazione bloccata, in alcuni tratti cittadini, per la caduta di un albero a causa del maltempo o per allagamenti. Proprio in considerazione dello sciopero, il Comune ha deciso di sospendere l'Ecopass, cioè il biglietto di ingresso in centro città per le auto più inquinanti.


2 dicembre 2008 - City

Sciopero, il Gtt: ha aderito uno su 4

Torino - Per i sindacati, l’adesione allo sciopero dei mezzi pubblici proclamato da Cub-Rd, ieri, è stata del 35-40%. Ma per Gtt ha aderito invece solo un mezzo su quattro. La metropolitana ha funzionato regolarmente, così come i tram e gli autobus nella fascia di garanzia (dalle 12 alle 15). Spazientiti i cittadini: "Basta scioperi, non se ne può più".

Sciopero e pioggia traffico nel caos in tutta la città

Milano - È stata una giornata difficile sul fronte del traffico ieri a Milano. Lo sciopero indetto da Cobas e Cub, per il rinnovo del contratto, insieme alla forte pioggia ha completamente paralizzato la città. Lo sciopero è iniziato alle 8.45 di ieri mattina, e continuato fino a fine servizio, con una fascia garantita dalla 15 alle 18. Secondo le stime di Atm sono rimasti in deposito solo tre mezzi su dieci. Le metropolitane hanno continuato a funzionare per tutta la giornata, eccetto qualche ritardo sulla linea 1. L’azienda ha anche attivato Infomobilità, il servizio che teneva informati i pendolari minuto per minuto sui principali disagi. La pioggia ha fatto il resto, con code nelle ore di punta in tutte le principali arterie cittadine.


2 dicembre 2008 - Il Resto del Carlino

Reggio E. «I CONTRATTI sono sempre più ridotti e sempre più in ritardo»....

Reggio E. - «I CONTRATTI sono sempre più ridotti e sempre più in ritardo». E’ cominciato così, da questo «grido» di protesta, lo sciopero di ieri indetto dal sindacato degli autoferrotranvieri "Cub Trasporti" per chiedere il rinnovo del contratto nazionale scaduto esattamente un anno fa. «La situazione relativa ai salari è diventata ormai insostenibile — rende noto il sindacato — perché stanno continuando a perdere il loro potere d’acquisto e il nuovo governo non disegna strade migliori di quelle passate fatte di privatizzazioni e di lavoro precario». Per ristabilire equità e restituire dignità agli autoferrotranvieri il sindacato ha formulato una serie di richieste: «Un aumento di 180 euro per il biennio 2008/2009 e il rilancio del contratto nazionale, il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, la difesa e il potenziamento del trasporto che deve rimanere pubblico e la riduzione della forbice parametrale con riallineamneto dei livelli retributivi». Una protesta in piena regola quella del sindacato trasporti che ha visto a Reggio un’adesione allo sciopero che ha toccato punte dell’80 per cento.

Bologna. LA DEFINISCE «un’operazione inutile»...

Bologna - LA DEFINISCE «un’operazione inutile», che «metterà in condizione gli azionisti pubblici di esercitare un controllo minore sulle partecipate». Serafino D’Onofrio, consigliere comunale dell’Altra Sinistra, attacca i vertici dell’aeroporto, contestando la «nascita della Fast freight Marconi srl», società, presentata ieri ai sindacati, che sarà partecipata al 100% da Marconi handling, realtà che si occupa dei servizi a terra. A tutt’oggi «la Fast freight non risulta registrata alla Camera di commercio» e «l’Enac non ha ancora rilasciato le autorizzazioni». Insomma, «a meno di un anno dagli arresti domiciliari dell’ex ad di Marconi handling, Sante Cordeschi, vengono create nuove scatole cinesi, con lo scorporo/cessione del ramo d’azienda della gestione del servizio merci». L’operazione, contestata dalle Rdb, si riassume in breve. Marconi handling, società Sab, cede alla Fast freight (partecipata al 100% dalla stessa Mh) l’attività di movimentazione delle merci, con il conferimento di ramo d’azienda. Non si tratta né di vendita né di cessione a terzi, sottolinea D’Onofrio: la società si occuperà solo delle merci in aeroporto. «Non sembra un’operazione utile, ma si creeranno posti da manager. Questo scorporo metterà in condizione gli azionisti pubblici di esercitare un controllo ancora minore sulle partecipate». Dunque, se queste società «avranno bilanci in passivo, come per Marconi handling, saranno i contribuenti a farne le spese». E la presidente Giuseppina Gualtieri, polemizza D’Onofrio, «che ruolo avrà, lei che ricopre cinque incarichi al Marconi».


2 dicembre 2008 - La Nuova Venezia

Sciopero sospeso: «Troppo tardi»
Trasporti, centro storico paralizzato dai Cub Actv. Panettoni: «Serve un codice»
An mobilitata contro il Comune «Doveva ricorrere alla precettazione sin dall’alba»

VENEZIA - Una città paralizzata - prima ancora che dall’acqua alta - dallo sciopero dei trasporti indetto a livello nazionale dai Cub, per 24 ore: agitazione revocata in corsa dalla segreteria veneziana del sindacato, alle 13, dopo che però erano già esplose in ogni dove le polemiche, per i gravi disagi che si erano andati assommando alla drammatica giornata vissuta da decine di migliaia di veneziani. Tanto più che rintracciare quel 60% di personale che aveva aderito all’agitazione non è stato semplice: cosicché, dopo le 15, servizi minimi a parte, linea 1, linea 2 e 51-52 hanno avuto una frequenza dimezzata (ogni 20 minuti), mentre altre linee, come 61-62 o ferry-boat, sono riprese regolari.
Le polemiche sono esplose a metà mattina, quando i battelli sarebbero stati comunque bloccati: con marea superiore ai 140 cm, i pontili vengono chiusi per motivi di sicurezza. Il disservizio per acqua alta sarebbe dunque durato circa 3 ore, invece i disagi erano già iniziati all’alba e sono proseguiti fino al pomeriggio, in una città già molto provata. «Vista la situazione di calamità naturale, responsabilmente, è stato sospeso lo sciopero in corso nella città di Venezia, che non era contro l’utenza, ma per il rinnovo del contratto di lavoro», spiega il segretario Giampietro Antonini, «siamo stati noi a chiamare il prefetto epr dire che eravamo disponibili, ma che non sapevamo come raggiungere i lavoratori. Non scarichino sui lavoratori le responsabilità di chi governa il territorio». Nel frattempo, però, le categorie si erano già attivate per protestare, come pure An, che con il capogruppo Speranzon e il consigliere di municipalità Bortoluzzi si è scagliata con più comunicati contro prefetto e sindaco, accusati d’immobilismo per non aver precettato il personale sin dall’alba. «Appoggio la scelta, seppur tardiva del sindacato di revoca dello sciopero», ha commentato il presidente di Actv Marcello Panettoni, che sin dalla mattina aveva sollecitato i Cub a tornare sulle loro decisioni, «ma serve un codice di autoregolamentazione da parte del sindacato o un intervento della Commissione di garanzia che si faccia carico della specificità di Venezia: il diritto allo sciopero non dev’essere in conflitto con il diritto alla mobilità dei cittadini».
In serata, anche l’associazione 40xVenezia - lamentando la mancata precettazione del personale Actv - ha chiesto al Comune per il futuro regole per garantire i trasporti nonché il coinvolgimento della città per «la predisposizione di un’apposita procedura, efficace e partecipata, che elenchi le prescrizioni in caso di acqua alta (per esempio, non lasciare i rifiuti in calle), il censimento di eventuali danni straordinari, la partecipazione di volontari ad incombenze specifiche (aiuto agli anziani, telefoni e web per chiedere soccorso), piani di intervento coordinato a difesa delle strutture pubbliche, con la partecipazione dei cittadini».

Sciopero Cub, disagi per i pendolari
Guerra di cifre tra sindacato (90 per cento) e azienda (63). TRASPORTI Tutti in auto Code in città

Venezia - Uno sciopero a due facce quello di ieri del trasporto pubblico, indetto dal sindacato Rdb Cub per il rinnovo del contratto di categoria, che diventerà unico per tutto il settore trasporti. Lo sciopero indetto a livello nazionale ha creato non pochi disagi in terraferma e nei servizi extraurbani, in particolare nei collegamenti con il Miranese.
A Venezia lo sciopero è stato revocato, come noto, per l’emergenza acqua alta ma è stato difficoltoso richiamare in servizio il personale per garantire i collegamenti dal pomeriggio. A Mestre e nel settore extraurbano invece i mezzi pubblici non hanno corso a causa dell’agitazione degli autobus e i disagi sono stati molteplici per i cittadini che hanno vissuto l’ennesima giornata senza mezzi pubblici. Di conseguenza, il traffico in città ne ha risentito. Ieri alle 18 lunghe code si sono formate tra i Quattro Cantoni e la stazione per il gran numero di lavoratori che rientravano a casa in auto. Si è riproposta ieri anche la solita guerra di cifre tra manifestanti ed azienda, ed immancabili disagi per i pendolari a causa dell’agitazione di 24 ore e nonostante le fasce protette dalle 6 del mattino alle 9 e dalle 16.30 alle 19.30. Disagi anche per le corse scolastiche, anche se alcune sono state comunque garantite consentendo agli studenti di rientrare a casa senza particolari difficoltà.
Secondo i rappresentanti locali di Rdb Cub, lo sciopero a Mestre ha visto l’adesione del 90 per cento dei lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico. «Abbiamo sospeso lo sciopero in centro storico vista l’emergenza acqua alta mentre a Mestre l’agitazione è proseguita tutto il giorno», ci ha spiegato Scattolin, che rappresenta gli autisti iscritti al sindacato Rdb Cub. Più contenuti i dati sull’adesione allo sciopero, forniti dall’azienda: all’agitazione in terraferma e nel settore extraurbano avrebbero partecipato il 63 per cento dei dipendenti, con una mappa della partecipazione allo sciopero a macchia di leopardo. Secondo fonti dell’azienda di trasporto pubblico, nessun disservizio si è registrato ad esempio nella rete urbana ed extraurbana di Chioggia mentre i disagi maggiori li hanno patiti gli utenti Actv di Mestre e del settore extraurbano Nord.(m.ch.)


2 dicembre 2008 - Il Gazzettino

I COMITATI DI BASE
«Disposti al dialogo ma nessuno ci ha cercati»

Venezia - Giampietro Antonini ha cercato di salvare il salvabile. Come sindacalista Rdb-Cub e come cittadino. Ha tentato il tutto per tutto, ma alla fine anche lui è stato travolto dalla burocrazia e forse forse anche dagli eventi, come il resto della città. E alla fine, non ce l'ha fatta. «Mica potevamo sapere che oggi ci sarebbe stata un'acqua alta eccezionale...». Antonini è tra i leader del sindacato di base da tempo. É sempre stato impegnato nel settore autoferrotramvieri e in tanti anni di "sindacalismo antagonista" è riuscito a sfilare oltre 300 iscritti a Cgil, Cisl e Uil del settore Actv. «Stamattina (ieri ndr) - racconta - sono arrivato a Mestre in bicicletta da Marcon e mi sono accorto fin da subito che la situazione meteorologica non era delle migliori. L'Osellino stava tracimando in più punti e allora ho pensato che forse era meglio chiamare la Prefettura e far presente, fin dalla mattina presto, la disponibilità di Rdb-Cub a sospendere l'agitazione...».
E allora?
«E allora non è stato per nulla facile. Mi sono attaccato al telefonino e ho cercato di chiamare la Prefettura per dichiarare la nostra disponibilità a soprassedere all'agitazione, ma, si e no, avrò trascorso forse mezz'ora, un'ora al telefono. Il cellulare squillava a vuoto e nessuno mi rispondeva fino a quando dopo varie insistenze ho lasciato un messaggio al centralinista, il primo che mi ha risposto. Non è passato che un quarto d'ora e sono stato richiamato dall'ufficio del rappresentante di governo. Ma intanto il tempo era passato inesorabilmente».
Ma viste le previsione del tempo non sarebbe stato meglio revocare lo sciopero in anticipo di un giorno?
«E chi sono io un meteorologo? Lo sciopero era stato annunciato da tempo. Nei modi stabiliti per legge. La Prefettura avrebbe dovuto farsi carico della situazione meteorologica e agire di conseguenza. Se ci fosse stato un atto formale di questa, probabilmente, non avremmo assistito ai disagi di ieri, anche se poi la situazione è notevolmente peggiorata con un'alta marea eccezionale. Nessuno, però, ci ha chiamato e nessuno ha aperto con dialogo con noi di questo tipo. E sia ben chiaro, però, rifiutiamo l'epiteto di capro espiatorio che ci vogliono affibbiare. Se di fronte ad una nostra richiesta inoltrata in mattinata, la Prefettura si "prega" di revocare lo sciopero con un fax inviato da Venezia alla nostra segreteria solo alle 12.16, ad emergenza terminata, dico: è colpa nostra? Direi proprio di no».
Però una parte di responsabilità esiste.
«Davvero? Lo ripeto noi Rdb-Cub non abbiamo un ufficio meteo per stabilire quando fare sciopero... Il nostro contratto di autoferrotramvieri è scaduto da oltre un anno. Cgil, Cisl e Uil non hanno fatto nulla finora. Troppo comodo adesso prendersela con noi».(P.N.D.)

Trasporti pubblici affossati dalle accuse
Actv critica Rdb-Cub per la revoca tardiva, il sindacato ribadisce la legittimità dell’iniziativa di protesta
di Paolo Navarro Dina

Venezia - Tra l'incudine e il martello. Certo non è facile la posizione di Actv. Da una parte l'acqua alta, dall'altra lo sciopero di Rdb-Cub che ha praticamente paralizzato il servizio. Va detto, comunque, che al di là dell'eccezionale evento atmosferico, l'Actv, anche di fronte a nessuna protesta di carattere sindacale - avrebbe comunque sospeso il servizio che - come è noto - in presenza di una marea sostenuta viene se non ridotto, completamente bloccato. Così, se è vero che la Rdb-Cub ci ha messo un carico da novanta, potrebbe essere sibillino prendersela solo con il sindacato per i disservizi di ieri mattina. Infatti, anche se i lavoratori avessero lavorato senza problemi, l'Actv avrebbe comunque interrotto il servizio appena le passerelle agli imbarcaderi fossero state ritenute inagibili per motivi di sicurezza. Vi è a questo proposito una disposizione che fa scattare il blocco dei servizio e il divieto di accesso agli imbarcaderi quando la marea supera i 140 centimetri, e in alcuni punti i 120. Ma tant'è. Come si suol dire: ognuno porta acqua al proprio molino. Actv che attacca il sindacato di base; quest'ultimo ribadisce la bontà della propria protesta rinviando al mittente ogni accusa. Come sempre la verità rischia di essere nel mezzo. E nel frattempo mentre Actv ha cercato - per quanto possibile - di correre ai ripari, la polemica è al calor bianco. E che il clima non fosse dei migliori lo fa intuire lo stesso presidente Actv, Marcello Panettoni "costretto" a due distinte dichiarazioni alla stampa con altrettante note ufficiali a distanza di venti minuti l'una dall'altra, attorno alle 13. Segno di una situazione fin troppo fluida. «Sarebbe stata auspicabile - ha sottolineato in un primo tempo Panettoni - una presa di coscienza da parte del sindacato per il disagio creato alla città e che Rdb-Cub avesse revocato lo sciopero..». Poco più tardi Panettoni ha aggiunto: «Non posso che appoggiare la scelta, seppur tardiva, del sindacato di aver revocato lo sciopero. É sempre più indispensabile un codice di autoregolamentazione da parte del sindacato o un intervento da parte della Commissione di garanzia che si faccia carico della specificità di Venezia». Vabbè. Dinamiche di difficili da spiegare. Ma se l'azienda ha cercato fino all'ultimo di puntualizzare anche dopo aver richiamato in servizio, con gran fatica, i dipendenti: fatica quasi improba e che non ha migliorato la situazione, l'Actv ha comunque fatto sapere quali servizi è stata in grado di gestire sia pure nell'emergenza. «Alle 10 - ha spiegato il direttore del settore Navigazione, Marino Fontanella nell'incontro di ieri mattina con il sindaco e la Protezione civile a Ca' Farsetti - abbiamo sospeso tutti i servizi garantendo però alcune tratte di collegamento con la Giudecca, tra il Lido e San Zaccaria fino a quando è stato possibile, tra il Lido e Sant'Elena, tra Fondamente Nuove e Murano-Burano e Sant'Erasmo e anche tra Tronchetto e Lido. Sono state fatte anche alcune corse bis tra Piazzale Roma e Rialto per liberare gli imbarcaderi molto affollati». Sul "comportamento" di Actv è intervenuto anche Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori: «Siamo arrivati ad una responsabilità sociale pari allo zero. La Rdb-Cub avrebbe dovuto revocare autonomanente lo sciopero senza aspettare il prefetto».

Alta marea e caos Dilagano le polemiche
Galan attacca il Comune: «Previsioni inefficienti» La Lega Nord: «Il governo nomini un commissario»
di Ario Gervasutti

Venezia - 156 centimetri. I veneziani se li ricorderanno per un pezzo. A 42 anni dai 194 centimetri dalla «acqua granda» del 1966, a trenta dalla seconda in ordine di grandezza del 1979 con 166 centimetri e dai 159 del 1 febbraio del 1986, Venezia ieri ha vissuto una giornata da incubo. Lo scirocco ha "giocato" un altro brutto scherzo alla Serenissima. Dalle 6 di mattina la città è stata invasa dall'acqua fino a toccare attorno alle 11.45, i 156 centimetri allagando negozi, abitazioni, invadendo calli e campi. E a rendere ancora più difficile la situazione lo sciopero dei lavoratori del sindacato Rdb-Cub che hanno paralizzato i trasporti pubblici. Disagi anche per le passerelle sistemate da Vesta insufficienti vista l'alta marea. Le categorie economiche chiedono lo stato di calamità, ma il sindaco Massimo Cacciari taglia corto: «É stata una marea eccezionale. Abbiamo fatto di tutto per avvisare la cittadinanza». Anche a Chioggia l'acqua alta ha provocato gravi danni: allagati negozi e case, spazzata via la spiaggia dell'Isola Verde, emergenza anche a Sottomarina. In provincia danni gravi alle spiagge per le mareggiate e qualche fiume come il Lemene a rischio esondazione. Il Centro Maree domenica sera aveva previsto una massima di 110 centimetri: un errore di quasi mezzo metro. I vaporetti erano stati fermati da uno sciopero, ma fino al mezzogiorno di ieri nessuno ha provveduto a revocarlo o a precettare i lavoratori. Le passerelle previste quando l'acqua arriva fino a 120 centimetri sono state disposte lungo i percorsi stabiliti, ma l'ondata fuori misura le ha travolte con il risultato di farle galleggiare in giro per la laguna. E insieme a loro i sacchi di immondizia che gli operai dell'azienda municipale non hanno raccolto perché - appunto - impegnati a predisporre passerelle rivelatesi inutili. Risultato: veneziani e turisti abbandonati a piedi in mezzo all'acqua, tra sacchetti galleggianti e senza previsioni certe su quando sarebbe finita l'emergenza. Ce n'è abbastanza per dare fuoco alle polveri: comincia il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che se la prende con tutti: «A meno di due ore dal massimo di marea raggiunto in centro storico, il Centro Maree del Comune prevedeva ancora altezze non corrette. Incredibile a dirsi, ma è questo che accade dalle parti di chi continua ad operare in ogni modo per impedire la realizzazione del Mose. In ogni caso, la Giunta Cacciari riesce a far danni solo sbagliando le previsioni». Secondo siluro, ai lavoratori dell'Actv in sciopero: «Complimenti al loro senso di responsabilità, medaglia d'oro al senso civico di chi ritiene giusto scioperare sempre e comunque anche nel corso di emergenze ambientali». Sulla stessa lunghezza d'onda la Lega Nord, il cui capogruppo in Comune Alberto Mazzonetto punta il dito contro il prefetto Guido Nardone: «Avrebbe dovuto precettare i lavoratori dei trasporti pubblici. Il prefetto, che non è veneziano e si muove con la barca di rappresentanza, così come il sindaco non hanno mai capito che lo sciopero dei vaporetti non può bloccare la città. Il governo affidi la gestione di Venezia a un commissario». Dimissioni che si attende anche il capogruppo di An Raffaele Speranzon, chiedendo «l'istituzione di un congruo fondo da parte del Comune per risarcire gli ingenti danni subiti a causa di un evento che amministratori più capaci e lungimiranti avrebbero saputo evitare». Evento che avrebbe potuto avere come spettatore anche il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che si trovava a Verona e aveva diretto l'auto verso la laguna quando ha saputo del disastro: ma a metà strada ha fatto marcia indietro. Ma è stato davvero un disastro? Il sindaco Cacciari lo nega con decisione, al punto da non voler chiedere nemmeno lo stato di calamità. Questo scatterebbe solo al raggiungimento dei 160 centimetri: per quattro centimetri, i veneziani dovranno arrangiarsi. Non la pensa allo stesso modo la Provincia, dato che il presidente Davide Zoggia (pure lui del Pd) ha chiesto invece lo stato di calamità per i comuni della laguna di Caorle e di Venezia; tutti, tranne il capoluogo. «Vorrà dire che i danni ai commercianti li pagherà Cacciari di tasca sua - avverte Galan -, visto che irride così i cittadini. Oppure userà i soldi del Casinò». La confusione, comunque la si guardi, è tanta sotto il plumbeo cielo veneziano. A cominciare dalle spiegazioni fornite dal Centro Maree: «Colpa del vento di scirocco - si giustifica il direttore Paolo Canestrelli -; era previsto che dopo qualche ora girasse verso sudovest, invece ha soffiato a 40 chilometri orari costanti verso nord impedendo il deflusso dell'acqua dalla laguna». Ma è possibile sbagliare di 46 centimetri? È possibile, visto che alcuni giorni fa era stata annunciata un'alta marea di 110 centimetri che poi si erano rivelati "solo" 86: con coda polemica per eccesso di allarmismo. E le passerelle inutili? La società comunale dirotta i netturbini dalla raccolta rifiuti al dispiegamento delle passatoie in legno quando scatta l'allarme: ma sono utili fino a 120 centimetri, oltre finiscono per galleggiare. Così, oltre alle passerelle hanno finito per galleggiare anche i sacchetti dei rifiuti che non erano stati raccolti. Quanto ai vaporetti bloccati dallo sciopero, la Prefettura ha inviato il fax per la precettazione alle 11 e 30, quando la marea era a 140 centimetri: le norme previste in questi casi stabiliscono infatti che il provvedimento può scattare solo al raggiungimento di quel livello. Il bello (o il brutto, a seconda dei gusti) è che il rappresentante del sindacato Cub di buon mattino arrivando a Venezia si era accorto che stava accadendo qualcosa di eccezionale, e aveva chiamato in Prefettura per proporre la sospensione dello sciopero: ma aveva trovato solo il centralinista. Risultato: personale richiamato in servizio a mezzogiorno, e situazione normalizzata solo a metà pomeriggio quando comunque la marea era già scesa a livelli accettabili. Ma è proprio la norma che regola la precettazione a rivelare una clamorosa contraddizione. Impone infatti di far viaggiare i vaporetti solo se la marea è a 140 centimetri: ma oltre i 140 centimetri i vaporetti possono muoversi a stento, sia perché non passerebbero sotto alcuni ponti, sia perché i pontili galleggianti sono impraticabili e anche se dalle barche scendessero passeggeri, questi si troverebbero bloccati sull'attracco circondati dall'acqua. Norme confuse e contraddittorie, ritardi più o meno evitabili, baruffe ed egoismi assortiti: anche quando Venezia affonda i passeggeri continuano a ballare.


2 dicembre 2008 - Corriere della Sera

Trasporti & giustizia La città nel caos
Sciopero Atm, il Comune accusa i Cobas
Ma i giudici «assolvono» la protesta selvaggia

Milano - Metropolitana in funzione quasi regolarmente, bus e tram in servizio (seppur con frequenze ridotte). La «modesta adesione» dei dipendenti Atm al blocco dei mezzi pubblici di ieri non ha tuttavia risparmiato la città: traffico in tilt, lunghe code. E polemiche. Il Comune attacca Cub e Cobas: «Basta con l'effetto annuncio che disorienta i milanesi».
Intanto, si chiude il caso dello «sciopero selvaggio» del dicembre 2003: il giudice ha bocciato la Procura che gli chiedeva di emettere decreti penali di condanna per 4.106 tranvieri.

Trasporti & giustizia Nei depositi solo il 30% dei mezzi.
I consumatori: cambiare la legge sulle astensioni dal lavoro
L'Atm non si ferma, ma traffico nel caos
E i giudici «assolvono» lo sciopero selvaggio
Il Comune attacca i Cobas: basta con l'effetto annuncio che disorienta i cittadini. La sentenza: solo una multa ai tranvieri ribelli. Il vicesindaco De Corato: certi sindacati vogliono solo provocare disservizi
di Armando Stella

Milano - A metà mattina mancavano all'appello solo quattro macchinisti, due sulla linea verde e due sulla gialla. Tutti gli altri erano in servizio. Atm comunicava: «La metropolitana funziona regolarmente». In compenso, il traffico era già ingestibile, impazzito, imbottigliato. Questo, ieri. Un lunedì di sciopero dei mezzi che sarà ricordato per la sua sproporzione: «adesione modesta» ed effetti a valanga. Un passo indietro, adesso. Il 1Ëš dicembre 2003 viene ricordato come il giorno del blocco selvaggio e della città paralizzata. Cinque anni dopo, il caso è chiuso. Il giudice Luigi Varanelli ha bocciato la Procura che gli chiedeva di emettere decreti penali di condanna per 4.106 dipendenti Atm. I lavoratori che violarono le fasce di garanzia sono stati prosciolti dall'imputazione di «interruzione di pubblico servizio». Motivo: lo sciopero selvaggio è un illecito amministrativo ma non è punibile penalmente perché non è previsto come reato.
Milano, dicembre 2008. Per Cub e Cobas, promotori dell'agitazione, il 50 per cento e spiccioli dei tranvieri ha preso parte allo sciopero di ieri. Cifra indicativa. Per Atm non si arriva al 30 la mattina e al 14 per cento la sera, mentre per i sindacati confederali si è addirittura sotto (bus e tram hanno circolato, pur con frequenze ridotte). «Adesso basta», attacca il vicesindaco Riccardo De Corato: «Alcune sigle vogliono solo creare un effetto annuncio, al servizio del disservizio». È scontro aperto.
Bus, tram e metrò si erano già fermati venti giorni fa, il 10 novembre. Mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil. Allora, come ieri, niente Ecopass e sospesi anche i divieti regionali per le vetture più inquinanti. Ultimamente la vigilia dello sciopero è sempre una rincorsa, con le amministrazioni a cercare di «agevolare gli spostamenti dei pendolari» e «consentire di raggiungere comodamente il centro». Il risultato è stato nuovamente una corsa all'auto privata. Un esempio? Viale Sarca, ore 8: i bus Atm non riuscivano neppure a entrare e uscire dal deposito, il traffico era un muro che ha reso «complicato » persino misurare corse saltate e ritardi. «Un inutile caos », commenta il Codacons: «Va modificata la legge sugli scioperi». Regole e sanzioni.
Cadeva proprio ieri il quinto anniversario del blocco che mise Milano in ginocchio. Una ricorrenza che i sindacati autonomi hanno trasformato in tam-tam per il quarto anno di fila. Radio-depositi, ancora domenica sera, minacciava stop improvvisi. Bene: non si sono visti. «Il solito bluff, si voleva solo visibilità mediatica», commentano i confederali. Il risultato? «Migliaia di milanesi e city user, con il timore dei blocchi dei mezzi pubblici, hanno dovuto trovare soluzioni alternative — osserva De Corato— L'effetto è stato quello di rallentare la circolazione e subire tutti maggiori disagi». Diversa la riflessione del consigliere Verde Enrico Fedrighini: «L'ingorgo di oggi (ieri, ndr) dimostra la necessità d'insistere con Ecopass e con il potenziamento dei mezzi per cambiare davvero le abitudini dei milanesi ». E quelle dei sindacati? Fasce d'orario violate. Assembramenti spontanei. Falò davanti ai depositi. Il risultato dello sciopero del 2003 fu «la quasi paralisi della città», ha scritto il giudice Varanelli. Gli stop improvvisi e l'effetto-sorpresa provocarono «disagi eccezionali », nonché «intense reazioni di protesta ed esasperata incomprensione da parte dei cittadini utenti». Ma anche ieri sera, in colonna, fermi ai semafori, smoccolando contro tutti e contro il tempo, i cittadini non se ne facevano una ragione: «Scioperano, non scioperano... E poi, chi sono? Quanti sono? Non si capisce nulla».

Città sommersa Toccati i 156 centimetri. Disagi per lo sciopero dei vaporetti
A Venezia torna l'acqua alta Record, mai così da 22 anni
Lite sulle previsioni. Galan: «Errate». Cacciari: «Strumentalizzazioni». Inondati calli, negozi e abitazioni, si sta valutando l'entità dei danni. La situazione è migliorata nel pomeriggio
di Francesco Alberti

VENEZIA — Calli e campielli come tanti acquafun: con la piccola differenza che nessuno si è divertito. Gente con l'acqua all'inguine in piazza San Marco. Negozi come acquari e merce da buttare. Sacchi dell'immondizia a galleggiare assieme a bottiglie, scarpe e ciarpame vario. Non c'è sestiere che si sia salvato.
Commercianti in lotta per ore con pompe e scope. Turisti insaccati dentro stivaloni alla cacciatora o condannati al pediluvio. Passerelle di legno inutilizzabili. Acqua ovunque. Sopra e sotto. Dai muri. Dai pavimenti. Dai tombini.
Ha vinto il mare. Venezia in balia dell'alta marea. Alta come non accadeva da 20 anni: 156 centimetri a metà mattina (e c'è chi sostiene che in certi punti ha raggiunto anche i 170 centimetri), la quarta di tutti i tempi dopo quella tragica del '66 (194 cm.) e quelle del '79 (166 cm.) e dell'86 (159 cm.). La chiamano «il respiro della laguna », la marea. È grazie ad essa, al flusso e riflusso dell'acqua che passa ogni 6 ore dalle bocche di porto, che l'estuario prende ossigeno dal mare. Stavolta, però, è stato uno di quei «respironi» da togliere il fiato. «Un evento eccezionale, che ogni tot di anni si verifica» ha affermato il sindaco Massimo Cacciari, che solo a metà pomeriggio ha cominciato a sentirsi sollevato, dopo che in mattinata se l'era vista brutta al punto da attivare il massimo livello di allerta, invitando i cittadini «ad evitare spostamenti» e facendo diramare dagli altoparlanti martellanti annunci sull'avanzare della marea.
Non si sono fatti mancare proprio niente ieri i veneziani. Non bastasse l'offensiva dell'acqua, sospinta da un potente scirocco che nelle previsioni avrebbe dovuto sterzare verso sud-ovest, e invece non l'ha fatto, la città si è ritrovata a dover fare anche i conti con uno sciopero dei vaporetti Actv, indetto dalla Rdb Cub, che ha inevitabilmente amplificato i disagi.


2 dicembre 2008 - Corriere del Veneto

Sciopero, trasporti nel caos «Sindacato irresponsabile»
Il prefetto fa revocare l'agitazione, ma i marinai non arrivano. Panettoni: serve un codice diverso Critiche da opposizione, Regione e Consumatori. Grandi disagi al Lido, ressa nei pontili e viabilità in tilt anche per le strade chiuse per acqua
di Giuliano Gargano

VENEZIA — Le polemiche sono già scoppiate quando Actv alza bandiera bianca: sono le 10 e l'azienda sospende ufficialmente il servizio perché i pontili dei vaporetti non sono agibili. Ma di mezzi in Canal Grande non se ne vedono almeno da un'ora, per lo sciopero di Rdb Cub che ha garantito solo le fasce protette del mattino e della sera. L'emergenza che sta colpendo la città non tange il sindacato che tira dritto per la sua strada, nonostante gli appelli del presidente dell'Actv e il sindaco e le polemiche. La mobilitazione è confermata e così dalle 9 scatta lo stop dei vaporetti e la riduzione nei collegamenti con le isole, tanto che il governatore del Veneto, l'opposizione e i Consumatori attaccano il sindacato autonomo etichettandolo come «irresponsabile».
A poco serve l'intervento del prefetto che alle 11 scrive a Rdb Cub: lo sciopero viene revocato verso l'una. Perché la sospensione è solo per la navigazione e per l'automobilistico del Lido, e con gli altri autobus fermi e l'acqua alta che blocca i collegamenti i marinai non riescono ad arrivare in centro storico. Troppo tardi. «Vista la situazione di forte disagio determinata dall'acqua alta - dice Giampietro Antonini di Rdb cub - e visto l'invito del prefetto, abbiamo deciso di sospendere lo sciopero: il nostro non è uno sciopero contro i cittadini, ma contro chi da un anno non discute del rinnovo del contratto. Se era nota la situazione di emergenza il governatore poteva convocare una conferenza di servizi». I disagi però rimangono alti: l'adesione allo sciopero è stato di oltre il 50% alle 9 del mattino, oltre agli iscritti al sindacato di base, anche i lavoratori delle altre sigle chi per protesta, chi perché impossibilitato a raggiungere Venezia - si è fermano.
«Una decisione tardiva — dice Marcello Panettoni, presidente di Actv — serve un intervento della commissione di garanzia che si faccia carico della specialità di Venezia». Tuona Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, «Rdb Cub doveva revocare lo sciopero autonomamente senza aspettare il Prefetto ». E tuona il governatore del Veneto: «Non nascondetevi dietro le cosiddette "fasce protette", visto che comunque i passeggeri sono stati abbandonati in luoghi già sommersi dall'acqua alta — ha detto — Medaglia d'oro al senso civico di chi ritiene giusto scioperare sempre e comunque anche nel corso di emergenze ambientali». Gli effetti in città della revoca della protesta sono inferiori alle attese: l'azienda e il sindacato richiamano uno a uno gli scioperanti, ma solo una sparuta minoranza riesce a raggiungere Venezia. Piazzale Roma è in tilt, gli autobus non circolano e la città è ancora sott'acqua.
Problemi enormi anche al Lido: piazzale Santa Maria Elisabetta e mezzo Gran Viale vanno sotto fino a 50 centimetri, non ci sono bus e la strada viene chiuse per evitare l'effetto onda. Suio pontili grandi resse, mentre i negozianti svuotano i magazzini. Il traffico auto è stato chiuso in tutte le zone centrali per evitare che le onde delle macchine portassero ulteriore acqua nei negozi.
Mentre scende la marea, montano le polemiche: per Pietro Bortoluzzi, capogruppo di An nella Municipalità di Venezia, la notizia della sospensione dello sciopero, effettuata direttamente dai sindacati dopo gli enormi disagi subiti dai cittadini veneziani, «non fa che acuire il disagio e la voglia di protestare contro sindaco e prefetto per la loro inazione». Duro anche il consigliere comunale di An-PdL Raffaele Speranzon. «La gestione dell'emergenza di fatto non c'è stata: nessuna precettazione nei confronti dello sciopero da parte dei lavoratori dell'Actv che oggi ha contribuito a mettere in ginocchio la città ». Per il capogruppo della Lega Alberto Mazzonetto, «i veneziani sono stati sequestrati dallo sciopero e dall'acqua alta nei pressi dei pontili Actv e sulle passerelle», e chiede le dimissioni «dei vertici dell'azienda, del prefetto e del sindaco». È pomeriggio quando ripartono le linee.

Marea eccezionale e improvvisa Venezia diventa una città sommersa
Trasporti bloccati, sciopero sospeso in ritardo. Scuole senza pasti, negozi allagati Usati per la prima volta gli altoparlanti. Salvi i musei, non la cripta di S. Marco

VENEZIA - Un'onda lenta che dalle 6 del mattino non si è mai fermata. Messaggi e sirene non sono bastati, Venezia è stata travolta, nessuno immaginava una marea così. Solo quando l'altoparlante, usato per la prima volta in città, ha scandito le parole «prevista una massima marea di 160 centimetri» è stato chiaro cosa stava accadendo. L'acqua si è fermata a un metro e 56 centimetri alle 10.45, la quarta più alta dall'alluvione del 1966: era dal febbraio di 22 anni fa che non veniva coperto il 96 per cento della città. Danni pesanti a Sant'Erasmo, a Pellestrina, a Burano, al Lido la mareggiata ha spazzato via la spiaggia. Alle 18 i vigili del fuoco erano ancora al lavoro: al Lido una signora è rimasta con 40 centrimetri d'acqua in casa fino a sera.
E' stata la paralisi: uffici, negozi, ristoranti, musei, tutto chiuso. In tribunale a Rialto i processi sono tutti saltati: un imputato dopo aver percorso senza problemi i 180 chilometri dal carcere di Tolmezzo a Venezia, si è fermato a una decina di metri dalla meta, perché non è stato possibile farlo sbarcare dal mezzo della polizia penitenziaria. Il caos è stato aggravato dallo sciopero dei trasporti proclamato da Rdb Cub che solo mentre infuriavano proteste e polemiche, è stato revocato.
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2 dicembre 2008 - Il Mattino

Venezia. Non fate l’onda...
di ARIO GERVASUTTI

Venezia - Non fate l’onda. Quando l’acqua è 156 centimetri più alta del solito, ogni movimento può provocare danni. E l’onda arriva, sempre e comunque: assieme alle polemiche su ciò che non è stato fatto. La quarta acqua più alta della storia di Venezia ha preso in contropiede davvero tutti. Una piena maestosa, la più grande degli ultimi 22 anni. Per trovare qualcosa di simile bisogna andare indietro al febbraio del 1986, quando l’acqua alta toccò i 158 cm, al dicembre 1979 quando la marea raggiunse 166 cm. Il record storico resta comunque sempre quello del 4 novembre 1966, quando il mare entrò in laguna portando distruzione e morte e la città fini sotto 194 cm d'acqua. E non a caso da quale momento nacque il progetto Mose a difesa della laguna. Di certo comunque, il Centro Maree domenica sera aveva previsto una massima di 110 cent.: un errore di quasi mezzo metro. In più, i vaporetti erano stati fermati da uno sciopero. Intanto le passerelle previste per i 120 centimetri erano state disposte, ma l’ondata fuori misura le ha travolte assieme ai sacchi di immondizia. Abbastanza per dare fuoco alle polveri a cominciare dal governatore del Veneto, Giancarlo Galan: «A meno di due ore dal massimo di marea, il Centro del Comune prevedeva ancora altezze sbagliate. È questo che accade dalle parti di chi continua a impedire la realizzazione del Mose». Il siluro è naturalmente alla giunta-Cacciari. Già, il Mose, quel sistema difensivo da realizzare con dighe mobili, paratoie alle tre bocche di porto. Il Mose sarà in grado di proteggere laguna e città da maree fino a 3 metri. Un’opera faraonica le cui origini progettuali risalgono alla prima metà degli anni ‘70. Da allora tante leggi speciali per una questione di «preminente interesse nazionale». Nel 2001 la definizione degli aspetti tecnici ed economici. Nel maggio 2003 la posa della prima pietra non senza polemiche, specie da parte degli ecologisti, per un’impresa faraonica dal costo di oltre due miliardi e mezzo di euro. E allora inevitabilmente l’acqua alta di ieri non serve certo a smorzare le accuse. Un ennesimo disastro come dice Galan? Chiamato in causa il sindaco Cacciari lo nega con decisione visto che non ha chiesto neppure «lo stato di calamità» che, ironia della sorte, scatta a 160 cent.: insomma quattro centimetri fatali. Eppure a pensarla diversamente è la Provincia. Il suo presidente Davide Zoggia (pure lui del Pd) ha infatti invece chiesto lo stato di calamità. Una ennesima polemica nella polemica. Un evento che avrebbe potuto avere come spetttatore anche il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che si trovava a Verona e aveva diretto l’auto verso la laguna quando ha saputo del disastro: per questo a metà strada ha fatto marcia indietro. Una giornata all’insegna della confusione. A cominciare dai dati del Centro Maree che si discolpa del mancato allarme: «Colpa del vento di scirocco - dice il direttore Paolo Canestrelli - era previsto che girasse verso sudovest, invece ha soffiato costante verso nord impedendo il deflusso». E il problema sciopero-vaporetti? La prefettura ha inviato il fax per la precettazione alle 11,30 quando la marea era a 140 centimetri, misura in cui può scattare. Il bello (o il brutto) è che il rapprsentante del sindacato Cub di buon mattino, visto ciò che stava accadendo, aveva chiamato in Prefettura per proporre la sospensione dello sciopero. Aveva trovato però solo il centralinista. Risultato: personale richiamato solo a mezzogiorno. Nel pomeriggio il lento ritonroalla normalità.


2 dicembre 2008 - Il Venezia

Maltempo. Città allagata al 98 per cento.
Fermi i mezzi pubblici per lo sciopero, polemiche in Comune
Acqua alta, Venezia è sommersa marea record a 156 centimetri
Cacciari: «Al ministro Sandro Bondi ho detto che ce la caveremo, come sempre»
di Raffaele Rosa

Venezia - Solo tre volte era andata peggio di così. Il 4 novembre del 1966 quando Venezia rischiò di affogare sotto 194 centimetri di acqua salata; il 22 dicembre del 1979 (marea a 166 cm) e il 1 febbraio del 1986 (159 cm). Eventi eccezionali, maree fuori della portata delle previsioni, anche di quelle più sofisticate e moderne. Così come è successo ieri, 1 dicembre 2008. L'acqua alta ha raggiunto i 156 centimetri sopra il livello medio del mare e il 98 per cento della città si è allagato. Sott'acqua è andato tutto e tutti. Comprese le polemiche e i botta e risposta politici sulla bontà e l'utilizzo del Mose, lo sciopero selvaggio e revocabile dell'Actv, l'azienda di trasporto pubblico che ha lasciato i pendolari senza vaporetti per l'agitazione dell'Rdb Cub.
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2 dicembre 2008 - Tribuna Treviso/Mattino Padova

Bassa pressione e scirocco provocano il quarto evento di sempre. Centro storico in ginocchio anche a causa dello sciopero dei Cub Actv
Acqua alta record, Venezia sommersa
Massima di 156 centimetri: danni, negozi allagati, studenti bloccati a scuola. Superiore alla marea del 1951, che provocò l’alluvione del Polesine

VENEZIA - Centocinquantasei centimetri sul medio mare. La quarta acqua alta della storia, quasi un metro in piazza San Marco, la città sommersa per oltre quattro ore. Una marea da record quella che ha interessato ieri mattina la città storica, mettendo a dura prova la resistenza dei veneziani.
Il maltempo eccezionale che imperversa da giorni in tutto il Nord Italia, la bassa pressione atmosferica e un forte vento di scirocco che soffiava con raffiche potenti per tutta la notte di domenica, hanno portato la marea a un livello record, come non si registrava da oltre vent’anni. Tanti i disagi, e notevoli i danni segnalati dai commercianti, dagli esercenti e dalle associazioni di categoria. Trasporti in tilt, con una paralisi aggravata dallo sciopero dei Cub Actv.
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«Ora Cacciari si deve dimettere»
Il PdL: «Previsioni sbagliate, ed è vera calamità naturale». Contestato da partiti e categorie economiche il sindaco che non vuole chiedere aiuti

VENEZIA - «Lo stato di calamità? Non ce ne sono i presupposti. Stiamo facendo la conta dei danni e poi valuteremo. E’ stata un’acqua alta eccezionale, con gravi disagi. Ma non ha fatto né morti né feriti, non sono crollati palazzi. Le previsioni hanno funzionato, la macchina della protezione civile anche. Se poi c’è qualcuno che vuole fare ridicole strumentalizzazioni, le faccia. Come sempre c’è gente che chiacchiera e gente che lavora».
E’ scuro in volto, il sindaco Massimo Cacciari e definisce «meschine strumentalizzazioni», le critiche arrivate alla presunta «scarsa operatività» dell’Ufficio maree, tra cui quelle del governatore Galan.
Il quale, in mattinata, aveva aspramente criticato la mancata previsione del fenomeno dell’acqua alta così come si è manifestato ieri a Venezia.
«Siamo di fronte al decimo evento più grave di alta marea nel corso degli ultimi cento anni - ha detto Galan - di fronte a questa gravità non c’è nemmeno bisogno di commentare l’inefficienza o la sospetta lacunosità del Centro Previsioni Maree del Comune di Venezia, che alle 8 del mattino non riusciva a prevedere quel che sarebbe successo da lì ad un paio d’ore». «Sulle diverse attività di contrasto alla realizzazione del Mose portate avanti e sostenute dalla giunta Cacciari - ha aggiunto - preferisco non esprimere nessun commento: sono scelte che alla luce di quanto accaduto e di quanto potrebbe sempre accadere si commentano da sole».
«L’acqua alta non si è fermata a 156 cm, come rilevato al mareografo di Punta della Dogana: in molti punti della città ha superato i 170 cm. I danni sono stati enormi e va dichiarato lo stato di calamità naturale, come è stato fatto per l’alluvione di Mestre del 2007. Visto l’atteggiamento di sindaco e prefetto, il Governo deve Commissariare il Comune». Così il capogruppo di An Pietro Bortoluzzi, che cita l’esempio di un locale pubblico recentemente restaurato a San Pantalon: il pavimento - afferma - e’ stato portato ad un’altezza certificata di 160 centimetri. Ebbene, l’acqua alta è entrata anche lì e per ben 13 cm in altezza, il che significa che si deve parlare di 173 cm, non di 156 come sostiene il Centro Maree del Comune».
«Il sindaco Massimo Cacciari - continua Bortoluzzi - ha invitato i cittadini a non muoversi: facile per lui che vive al piano nobile di un palazzo. Ma sono andati sott’acqua tutti i piani terra, anche quelli recentemente restaurati per portare i pavimenti a 150 cm sul livello del medio mare. I danni non si contano in appartementi, negozi, magazzini».
Anche Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, accusa il sindacato autonomo che definisce «irresponsabile».
«Irresponsabile - dice Miozzi - a non cancellare lo sciopero proclamato in una situazione di emergenza come quella che ha vissuto Venezia. Siamo arrivati ad una responsabilità sociale pari a zero. Rdb Cub doveva revocare lo sciopero autonomamente senza aspettare il prefetto».
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Trasporti, flop dello sciopero dei Cub
Actt e La Marca, aderisce solo il 20% del personale: saltano poche corse

Treviso - Sciopero dei trasporti, flop dei Cub. Solo il 20% degli autisti e degli impiegati delle società di trasporto hanno incrociato ieri le braccia.
Actt, La Marca, e le altre realtà della provincia hanno «viaggiato», è proprio il caso di dirlo, con pochi disagi per gli utenti.
Un risultato inatteso, perché in altre circostanze la mobilitazione dei Cub aveva prodotto effetti più rilevanti. Per i passeggeri, ovviamente, tutt’altro punto di vista. Lo sciopero generale indetto ieri dai sindacati di base è rimasto fuori dalla Marca.
Non ha attecchito la richiesta del blocco di uffici e mezzi di trasporto, proclamata in favore del pubblico impiego e degli auto-ferro-tramvieri? Autobus e corriere sono partiti senza intoppi, Causa della bassa adesione, a sentire i dipendenti, sarebbe la scelta di protestare da soli, escludendo le sigle confederali Cgil, Cisl e Uil. Gli stessi treni, nonostante la presenza di alcuni iscritti alle liste dei sindacati di base, hanno rispettato la tabella di marcia.
Gli autisti che hanno scioperato hanno incrociato le braccia dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio, in linea con le norme che tutelano le fasce protette di pendolari e studenti. Viste le condizioni meteo, si potrebbe dire che lo sciopero si è risolto con un... bus nell’acqua.
L’agitazione era stata proclamata nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro. Risultato? Disagi minimi. Poche le corse saltata. Alle fermate, gli habitué del trasporto pubblico non si lamentavano: «E’ stata una giornata quasi normale, temevamo il blocco come in altre circostanze, ma stavolta il servizio non ne ha risentito».
Limitata quindi in ogni caso l’azione di disturbo agli utenti. Ma nonostante il flpo di ieri, i sindacati dei Cub insistono, e non escludono nuove proteste: pongono l’attenzione innanzitutto sul problema della precarietà, nodo trascurato nella legge di bilancio. L’agitazione degli auto-ferro-tramvieri resta.(m.g.)


2 dicembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - Un gruppo di lavoratori di diversa provenienza sindacale ha costituito il comitato
RdB nasce anche all'Università della Tuscia

"La riforma dei contratti, il duro attacco al lavoro dipendente, la tentata privatizzazione delle università e l’accanirsi contro il sapere libero e accessibile a tutti i cittadini, hanno spinto i lavoratori a costituire la RdB anche all’Università della Tuscia", dichiara Sergio de Paola della RdB Viterbo. Un gruppo di lavoratori con provenienza diversa, alcuni dalla Cgil e dalla Cisl e altri senza tessera sindacale, ha deciso di formare il comitato promotore delle RdB all’interno dell’Università di Viterbo. "L’insoddisfazione – continua de Paola - per le pratiche sindacali che subordinano i diritti dei lavoratori alle disponibilità della amministrazione, la scarsa informazione e trasparenza, la svendita dei contratti, la blanda resistenza al tentativo di privatizzare un servizio pubblico fondamentale per la civiltà di un paese, hanno creato le premesse della nascita del sindacalismo di base anche nel centro nevralgico del sapere viterbese". "Assistiamo a una crescente presenza e radicamento del nostro sindacato su tutto il territorio provinciale - prosegue Lino Rocchi della Federazione RdB Cub Viterbo -, dopo essersi affermato nei comparti dello stato, parastato, sanità pubblica e privata, negli enti locali, la notizia di oggi si aggiunge alla forte attenzione a noi rivolta nel comparto della scuola, delle ceramiche e dei servizi. È un segnale forte di dissenso con il sindacalismo confederale che in tutti questi anni ha firmato contratti al ribasso e protocolli di intesa dannosi per il mondo del lavoro, dalla riforma delle pensioni, all’introduzione dei fondi pensioni privati, dalla beatificazione della meritocrazia pagata con i soldi dei lavoratori, dalla decurtazione dei diritti acquisiti per malattie o assistenza, allo screditamento del lavoro dipendente ed alla sua precarizzazione". "La costituzione della RdB dentro l’Università della Tuscia - conclude De Paola - è però anche un segnale all’amministrazione; il decreto Brunetta accompagnato dalla riforma dei contratti nazionali di lavoro apre delle ferite gravi nei lavoratori. Informazione, trasparenza, riconoscimento pieno dei diritti dei lavoratori sono per la RdB la strada maestra su cui costruisce la propria identità e presenza sindacale, questo abbiamo fatto finora, e questo intendiamo fare per il futuro".


2 dicembre 2008 - Il Giornale

Fax, sms e megafono. L'allerta che i Cub hanno ignorato
Pesanti critiche per l'atteggiamento tenuto dai sindacati a Venezia: le previsioni erano sbagliate. Ma ieri mattina l'allarme era stato lanciato con tutti i mezzi
di Marino Smiderle

Venezia - A parole, dopo che la città è finita travolta anche per colpa loro, i sindacalisti lasciano intendere che, ad averlo saputo per tempo, magari avrebbero fatto marcia indietro. Ed è vero che il servizio maree del Comune alla vigilia aveva diffuso una previsione di 110 centimetri, aggiornandola in serata a 120. Una previsione decisamente sbagliata per difetto, insomma, visto che lo scirocco ha portato la marea a quota 156 centimetri, la più alta dal 1986, insomma un livello paralizzante. Sta di fatto che lo stato di agitazione non è stato revocato fino all’una del pomeriggio, quando migliaia di persone, cittadini e turisti, bambini e anziani, erano già stati costretti ad attraversare la città con l’acqua fin sopra la cintura, se non proprio alla gola. No, i sindacalisti non la raccontano giusta. Lo conferma Paolo Canestrelli, il responsabile del servizio maree difeso strenuamente dal sindaco Cacciari: anzi, per la prima volta in tutta la città sono stati diffusi avvisi, fin dalla prima mattina, per avvertire del repentino peggioramento della situazione. «La minima notturna molto alta, a 80 centimetri, ha aggravato le cose - spiega Canestrelli - così già alle 6.30, dopo mezz’ora dall’inizio del flusso, l’avviso dell’aumento a 130 centimetri è stato diffuso con sms, fax, pannelli stradali, allarmi e, per la prima volta in assoluto, con gli annunci vocali udibili in tutto il centro storico». Insomma, i sindacati che hanno architettato la paralisi dei trasporti veneziani non potevano non sapere. Ma quelli dell’Rdb-Cub hanno fatto orecchie da mercante e si sono girati dall’altra parte. «Dovevano precettarli», ha tuonato Alberto Mazzonetto, capogruppo consiliare in Comune per la Lega Nord. D’accordo anche il presidente dell’azienda dei trasporti pubblici veneziani, Marcello Panettoni: vista l’emergenza, «sarebbe stato auspicabile che il sindacato avesse preso coscienza del disagio in cui versava la città e responsabilmente avesse revocato la protesta». Macché. Figuriamoci. Lo sciopero ha gettato altre secchiate d’acqua su una città già sprofondata. Senza che a nessuno, tra tanti dipendenti a braccia incrociate, sia venuto il dubbio che in un giorno come quello di ieri fosse meglio lavorare.

Atm, fallisce lo sciopero dei Cobas Ma la pioggia manda in tilt Milano
L’adesione alla protesta è stata bassa. Regolari i mezzi sulle tre linee del metrò Gli autonomi minacciano: fermi prima di Natale. Aderiscono pure Cgil-Cisl-Uil

Milano - A Milano si è risolto con un insuccesso per gli organizzatori lo sciopero dei mezzi pubblici indetto da Slai Cobas e Cub in tutta Italia.
Molto basse le adesioni: secondo quanto rilevato dall’Azienda dei trasporti milanesi, nell’arco della mattinata solo 3 mezzi su 10 sono rientrati nei depositi. Tutti gli altri hanno continuato a circolare regolarmente. E se qualche disagio c’è stato per i mezzi di superficie, sulle tre linee della metropolitana i treni sono circolati senza provocare alcun problema ai passeggeri.
Lo sciopero, indetto dai sindacati di base dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 a fine servizio, riguardava il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri, scaduto il 31 dicembre 2007. Fra le rivendicazioni, anche l’aumento di 180 euro per il biennio 2008-2009, il no all’incremento delle ore di lavoro con il livellamento a 36 ore settimanali e la parità di trattamento normativo ed economico per il nuovi assunti.
La giornata seguiva lo sciopero del 30 settembre, 17 ottobre e 10 novembre scorsi. A quest’ultimo parteciparono anche i confederali, ma aveva registrato un altro sostanziale insuccesso in termini di adesioni. Lo sciopero di ieri avrebbe dovuto costituire però una svolta: «C’è una nota dolente nello sciopero indetto dai confederali il 10 novembre - si legge nel comunicato dei Cobas -. È stato fatto al buio, ed è evidente che il risultato sarà l’ennesimo contratto bidone». Di fatto la partecipazione è stata così bassa da creare meno disagi del previsto.
A rallentare la circolazione ci ha pensato piuttosto il maltempo: per gran parte del giorno la pioggia battente ha contribuito a rendere difficoltoso il traffico delle auto, e la circolazione è rimasta bloccata in particolare in via Bronzino, per la caduta di un albero a causa del maltempo, mentre vicino alla Tangenziale, in via Vittorini, la circolazione dei mezzi è bloccata per allagamento. Allagamenti sono segnalati dalla Polizia stradale anche in via Mecenate.
E anche se la frequenza dei mezzi pubblici si è rivelata poi maggiore del previsto, l’effetto annuncio dello sciopero ha contribuito all’aumento di auto in circolazione. Tanto che, in considerazione di questo, il Comune aveva deciso di sospendere l’Ecopass, e anche la Regione aveva tolto il divieto di circolazione dalle 7.30 alle 19.30 per i mezzi non catalitici e euro 1 diesel.
Solo alla ripresa dello sciopero nel tardo pomeriggio - dalle 18 fino a fine servizio - c’è stato qualche rallentamento sulla linea 1 della metropolitana, con il 14 per cento dei mezzi rientrati in deposito. Regolari le linee 2 e 3.
Secondo i Cobas, però, che contestano io dati forniti da Atm, la protesta non è andata poi così male: «A noi risulta un’adesione del 50 per cento degli autisti dei mezzi di superficie e del 30 per cento di quelli della metropolitana», si difende Salvatore Brucia, di Slai Cobas Milano. E promette: «Presto faremo un altro sciopero. Il contratto è scaduto da oltre un anno: una situazione insostenibile». Intanto, il 12 dicembre i confederali hanno indetto uno sciopero nazionale, che coinvolgerà anche il trasporto locale. I Cobas però prendono le distanze: «Non aderiremo, ma ne organizzeremo uno parallelo - conclude Brucia -, per ribadire la nostra contrarietà ai confederali».

De Corato Cub sconfitti, nessun disservizio

Milano - Sul fatto che l’adesione allo sciopero dei mezzi sia stata tiepida, con poche ripercussioni su mezzi di superficie e quasi nulle sulle linee metropolitane, il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, ha le idee chiare: «Questo dimostra che ormai alcune sigle sindacali hanno in mente solo di creare un effetto annuncio, al servizio del disservizio».
Secondo il vicesindaco e deputato del Pdl, insomma, annunciare gli scioperi e poi non aderire sarebbe una precisa tattica, che permetterebbe di creare comunque notevoli disagi ai cittadini.
«Migliaia di milanesi e di city-users - continua De Corato -, con il timore dei blocchi dei mezzi pubblici hanno dovuto trovare soluzioni alternative, il cui effetto è stato quello di rallentare la circolazione viabilistica e subire tutti maggiori disagi».
Di fronte al rischio di rimanere ad aspettare invano alle fermate di tram, autobus e metrò, finendo per arrivare in ritardo al lavoro, la maggior parte dei milanesi ha infatti preferito usare l’auto. E anche il Comune, visto lo sciopero, ha contribuito sospendendo Ecopass.
I mezzi hanno funzionato però quasi regolarmente: «Del paventato stop non c’è stato granché - conclude il vicesindaco -. Alcuni sindacati mirano, dunque, a sfruttare l’effetto mediatico, il cui risultato è solo di creare disservizi per i cittadini, mentre in concreto ottiene risicate adesioni».


2 dicembre 2008 - Il Denaro

Sciopero, Anm: adesione bassa

Napoli - E' pari all'8,5 per cento l'adesione registrata dall'Azienda Napoletana Mobilità allo sciopero nazionale di 24 ore proclamato dal Cub Trasporti-Rsb autoferrotranvieri che interessa i lavoratori del comparto del trasporto pubblico locale. Regolare il servizio delle linee della metropolitana e delle funicolari. Disagi limitati per gli utenti di Circumflegrea e Vesuviana. Rispettata la fascia di garanzia compresa tra le ore 5,30 e le 8,30.


2 dicembre 2008 - Rinascita online

Sciopero dei trasporti: un flop annunciato

È stato uno sciopero veramente anomalo quello di ieri che di fatto non ha avuto l’esito annunciato dalle sigle sindacali che lo avevano indetto. Anomalo infatti, perché mentre i sindacati avevano dichiarato, coadiuvati dai mass media che amano generare allarmismo, che ci sarebbe stato un vero e proprio blocco della circolazione nelle città italiane a causa dello stop di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub, in realtà, quello che si è verificato ieri è stato tutt’altro che uno sciopero generale.
Già a Roma nella mattinata era stato rinviato il blocco proclamato dai sindacati Uil trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl trasporti. La protesta, in programma tra le 8:30 e le 12:30, interessava la società Trambus Spa, che a Roma gestisce la maggior parte dei collegamenti bus e le linee tranviarie. Erano stati invece confermati altri due scioperi, indetti da sigle sindacali di base. Uno, proclamato dall’Orsa, tra le 9 e le 13 che interessava la società Metropolitana di Roma, che gestisce le due linee della metropolitana e le ferrovie regionali Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civita Castellana-Viterbo. Il secondo sciopero, di 24 ore, era stato indetto dai sindacati Rdb-Cub e Slai Cobas. Tant’è che avevano comunicato che per il trasporto pubblico della città sarebbero stati possibili alcuni disagi dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio e che si sarebbero potuti verificare disagi anche per le linee notturne, sia nella nottata di domenica che in quella di lunedì. Tuttavia in una nota l’ufficio stampa di Atac Spa nella mattinata di ieri spiegava che Trambus Spa, società che gestisce le principali ed il più numeroso gruppo di linee di trasporto pubblico di superficie della capitale, ha riferito che i dati relativi l’adesione allo sciopero sono del 4%. La stessa strana contingenza che ha avuto luogo a Roma si è verificata anche a Milano. Anche nel capoluogo meneghino infatti erano stati annunciati spostamenti difficili per lo sciopero indetto da Cobas e Cub, per il rinnovo del contratto di lavoro. Lo sciopero per i mezzi di superficie, autobus e tram, cominciato alle 8.45 e perdurato sino alle 15, per poi riprendere alle 18 fino a fine servizio. Proprio in virtù dello sciopero e degli esiti "catastrofici" che questo avrebbe dovuto avere sulla circolazione, così come annunciato da sigle sindacali e media, il Comune aveva deciso di sospendere l’Ecopass, ovvero il biglietto di ingresso in centro città per le auto più inquinanti e anche la Regione aveva tolto il divieto di circolazione dalle 7.30 alle 19.30 per i mezzi non catalitici ed euro 1 diesel. Ma se ieri a Milano ci sono stati dei disagi alla viabilità sicuramente questi non sono stati causati dallo sciopero, anche perché secondo quanto riferito da Atm, le tre linee della metropolitana circolavano regolarmente. A creare problemi è stata infatti la pioggia - e neve dai 600 metri in su - che dalla notte è caduta su tutta la Lombardia. La circolazione era infatti bloccata, ma in via Bronzino, per la caduta di un albero a causa del maltempo, mentre vicino alla Tangenziale, in via Vittorini, per allagamento.
Cosa è stato dunque dell’annunciato e pubblicizzato sciopero generale che doveva bloccare tutta Italia?
A questo proposito è intervenuto il deputato del Pdl e vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, che ieri ha commentato che il fatto che la circolazione dei mezzi pubblici a Milano era regolare dimostrava che "ormai alcune sigle sindacali hanno in mente solo di creare un effetto annuncio, al servizio del disservizio". E ancora in merito allo sciopero dei mezzi pubblici previsto dalle organizzazioni sindacali, Corato ha aggiunto "Migliaia di milanesi con il timore dei blocchi dei mezzi pubblici hanno dovuto trovare soluzioni alternative, il cui effetto è stato quello di rallentare la circolazione viabilistica e subire tutti maggiori disagi. Eppure del paventato stop non c’è stato granché - concludendo - Alcuni sindacati mirano, dunque, a sfruttare l’effetto mediatico, il cui risultato è solo di creare disservizi per i cittadini, mentre in concreto ottiene risicate adesioni". Sarà che si è in tempo di crisi e che una giornata di lavoro non remunerata incide più che mai, stavolta non si può non dar ragione all’esponente del centrodestra.


2 dicembre 2008 - Il Messaggero Veneto

Sciopero dei bus: fermo l’1%

Udine - Meno dell’un per cento dei lavoratori ha aderito ieri allo sciopero per il mancato rinnovo del contratto per i dipendenti del trasporto pubblico locale. I dati, forniti dall'amministratore delegato della Saf Gino Zottis, indicano cinque persone in sciopero su 630, quattro operatori dei bus e uno del trasporto extra urbano. L'astensione dal lavoro era stata richiesta dai Cub (comitati unitari di base), un sindacato che alla Saf è poco rappresentato. Il 12 dicembre è invece previsto lo sciopero generale e nazionale voluto dalla Cgil per la crisi del Paese, per quattro ore dalle 18 in poi. (a.bu.)


2 dicembre 2008 - La Nazione

Carrara. «RISPETTO a una volta, guidiamo molto di più...

Carrara - «RISPETTO a una volta, guidiamo molto di più e in condizioni molto peggiori, che mettono a repentaglio la nostra sicurezza». Le Rsu degli autisti (Cgil, Cisl, Uil, Cub) denunciano una situazione che è costantemente peggiorata negli ultimi due anni: «Non abbiamo più pause fra un turno di lavoro e l’altro — dicono —. Per noi, ritmi del genere sono massacranti, sfibranti. Così non possiamo lavorare al meglio, anche perché le condizioni dei mezzi sono spesso vergognose».


2 dicembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

MAREA ECCEZIONALE. Da oltre vent’anni non si registrava un livello così: la marea ha raggiunto i 156 centimetri. Disagi in molti negozi e nelle abitazioni a piano terra
Acqua alta da record. Venezia in tilt

VENEZIA - Cittadini e turisti sono rimasti, come si dice nella lingua di Goldoni, «con i piedi a mollo» per un’acqua alta record, al quarto posto nella classifica degli ultimi decenni.
La città si era svegliata con una previsione già preoccupante di 140 centimetri sullo zero mareografico, aggiornata poi a 160, appena 34 centimetri in meno della massima raggiunta con l’alluvione del 1966. Alla fine, la massima ha toccato i 156 centimetri alle 10.45, bloccando di fatto la città. A mandare in tilt Venezia anche lo sciopero dei trasporti indetto da Rdb Cub e poi sospeso alle 13, Indipendentemente dallo sciopero ad un certo punto i collegamenti sono stati sospesi perchè i passeggeri non potevano scendere dai vaporetti per la mancanza nella maggior parte della città di passerelle, inservibili con un’alta marea simile.
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2 dicembre 2008 - La Città di Salerno

«Basta tagli alla sanitá» Ieri la dura protesta davanti all’ospedale
I sindacati denunciano "Sprechi e clientele solo per favorire strutture private"
di Gianpaolo Bisogno

Salerno - "No ai tagli della sanitá pubblica". Ieri mattina, davanti al plesso di Nocera Inferiore degli Ospedali Riuniti delle Tre Valli, le Rappresentanze Sindacali di Base, hanno protestato con bandiere e striscioni, diffondendo anche un volantino. «In pochi anni la sanitá pubblica italiana è passata dal secondo posto nel mondo, all’ultimo posto in Europa». «Nella Regione Campania è da sempre agli ultimi posti in Italia, per numero di posti letto, di operatori e attrezzature per numero di abitanti. Risulta, invece, in vetta per emigrazione sanitaria dei propri cittadini verso altre Regioni, altri paesi e verso strutture sanitarie private. Nella Regione Campania c’è il maggior numero di strutture sanitarie private, convenzionate e non d’Italia, e la monopolizzazione totale di alcune specialistiche come la riabilitazione». All’analisi della situazione segue una denuncia. «I politici locali e nazionali che decidono le sorti della sanitá pubblica, quando hanno avuto problemi di salute, non si sono mai rivolti alle strutture sanitarie pubbliche della loro Regione ma a strutture prevalentemente private, di altre Regioni o di altri paesi. Molti ospedali pubblici, a causa di lavori di ristrutturazione da circa 10 anni volutamente funzionano parzialmente solo di mattina, per favorire le attivitá private e discreditare il pubblico. Molti responsabili e coordinatori di reparti, dipartimenti e servizi, nelle strutture sanitarie pubbliche, lo sono solo sulla carta perché non hanno reparti e dipartimenti. Molte consulenze, nelle strutture sanitarie pubbliche non erano o non sono necessarie e vengono affidate ad ex dipendenti e sindacalisti, in modo discrezionale e clientelare. Uno sperpero reso possibile con l’applicazione massima delle imposte locali, del ticket e dell’abuso dell’attivitá privata a pagamento. Per i cittadini l’assistenza sanitaria è peggiore e costa di più».


2 dicembre 2008 - Il Giorno

Sansepolcro, dopo sei mesi tante promesse e pochi soldi
PRECEDENTE IL CASO BUITONI
di Fabrizio Lucidi

LODI — MIRACOLI DELLA CRISI. «La promessa di costruire una linea per produrre il crostino si è trasformata, in sei mesi, nell’offerta di spostare il magazzino dall’esterno all’interno della fabbrica». Massimiliano Piondani, sindacalista delle Rdb, racconta così i primi sei mesi di "convivenza" con Angelo Mastrolia, neopatron della Buitoni di Sansepolcro (Arezzo). A giugno, secondo Piondani, Mastrolia aveva promesso mari e monti pur di tener buoni i sindacati che protestavano. «44 milioni di euro di investimenti in cinque anni». E ora? Nulla. Il piano di rilancio arrivato nelle mani dei sindacalisti è bollato come «deludente». Retromarcia sulla nuova linea che avrebbe dovuto portare 30 nuovi lavoratori, oltre ai 450 già in fabbrica. Nessun aumento dei volumi prodotti, nessuna crescita dei posti di lavoro. Il motivo? «La crisi». Così Mastrolia ha sterzato, puntando sulla costruzione di un magazzino interno, al posto di quello esterno: «Così risparmierà, ci ha detto». Ma anche il magazzino è ancora immerso "nelle nebbie": «Non conosciamo le cifre, non abbiamo visto carte. Ci dovrebbero portare un preventivo a fine dicembre», dice Piondani. Intanto, se ne sono andati parecchi dirigenti. «E altri, so che stanno cercando altri posti. Da noi non è certo un bel vivere: l’unica cosa buona è che finora abbiamo ricevuto regolarmente lo stipendio». E I 44 MILIONI di investimenti? Sospesi, in attesa di tempi migliori. Ma Piondani e i suoi colleghi sono sempre stati contrari a Mastrolia soprattutto perché conoscevano le brutte esperienze avute dai colleghi dello stabilimento Pezzullo di Eboli. «Mastrolia aveva giurato di voler rilanciare l’azienda, invece ora ha firmato un bel po’ di casse integrazione e mobilità». E poi - chiede dubbioso il delegato sindacale - «che senso ha? Prima ha promesso a noi 44 milioni di euro, pochi mesi dopo ha comprato la Polenghi».

E il finanziere promette: Lodi sarà la testa del mio impero

LODI — UNA STORIA di latte e sudore. Il latte che, prodotto a Lodi, attraversava l’Italia per arrivare fino in Sicilia. E il sudore degli operai e dei tecnici che hanno inventato marchi diventati celebri: Galatine, latte Stella e mascarpone Optimus. Fino alla crisi degli anni ’80 e al progressivo assottigliamento degli operai: dagli oltre 450 dell’epoca d’oro ai 93 «reduci» di oggi, in perenne bilico. Angelo Mastrolia, con il suo arrivo, promette un piano di rilancio finora espresso solo a parole. «Impossibile mettere nero su bianco le proposte, perché ancora non ho potuto vedere dall’interno l’azienda», si giustifica. Il suo progetto, per ora, fa perno sul fiore all’occhiello dei prodotti mascarpone e ricotta. «E dal primo trimestre del 2009 spero che riusciremo a mettere in vendita il latte con il marchio Polenghi Lombardo, che però verrà prodotto a Reggio Emilia». I prezzi? «Fra 1,30 e 1,40 al litro per l’alta qualità, mentre il prodotto normale andrà sugli scaffali - spero - a 1,19 euro al litro». Mastrolia vuole rilanciare Lodi come «testa di ponte» del suo gruppo nel ricco mercato della Lombardia. Belle promesse, per ora. A Sansepolcro, dove Mastrolia ha acquistato lo stabilimento Buitoni sei mesi fa, sono sempre più preoccupati. «Ci aveva promesso 44 milioni di euro di investimenti in cinque anni - dice Massimiliano Piondani, sindacalista delle Rdb - ma ora ci ha detto che non farà neppure la linea produttiva in più che ci aveva garantito». Mastrolia, al posto della linea che porterebbe 30 nuovi posti di lavoro, ora sogna un magazzino interno alla fabbrica. «Così potrà risparmiare sui costi di trasporto», confida Piondani.(F.Lu.)


1 dicembre 2008 - Adnkronos

BOLOGNA: RDB, FERMO 60% PERSONALE TRASPORTO LOCALE PER SCIOPERO

Bologna, 1 dic. - (Adnkronos) - Circa il 60% degli autoferrotranvieri di Bologna ha aderito oggi allo sciopero di categoria indetto da Cub Rdb Trasporti per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Ne danno annuncio le rappresentanze sindacali di base, ricordando che i dipendenti di Atc, l'azienda del trasporto pubblico bolognese, «continuano ad essere mobilitati per ottenere, oltre al rinnovo del Ccnl, anche il rinnovo del contratto integrativo (ambedue scaduti da un anno) e precise garanzie in vista della fusione con l'azienda di Ferrara e degli scorpori già annunciati della sosta e del car sharing».

TORINO: SCIOPERO TRASPORTO LOCALE, PER SINDACATI ADESIONE A 35-40%, PER GTT 25%

Torino, 1 dic. - (Adnkronos) - Adesione tra il 35-40%, secondo i sindacati, a Torino allo sciopero di 24 ore dei mezzi pubblici proclamato da Cub-Rdb. Secondo Gtt, Gruppo torinese trasporti, l'adesione allo sciopero è stata pari al 25%. Regolare il servizio di metropolitana. Tram e autobus dalle 12 hanno ripreso a circolare regolarmante fino alle 15 per la fascia di garanzia, poi ci sarà un nuovo stop fino a fine servizio. Nel pomeriggio l'adesione allo sciopero proclamato da Cub-Rdb di 24 ore dei mezzi pubblici, secondo i sindacati è salita al 50%. Gtt conferma, invece, anche nel pomeriggio il fermo del 25% degli autisti di tram e autobus. Prosegue regolare il servizio della metropolitana.

TRIESTE: CUB TRASPORTI, 37% BUS RIENTRATI IN DEPOSITI PER SCIOPERO

Trieste, 1 dic. - (Adnkronos) - In base ai dati diffusi dalla Confederazione Unitaria di Base, Federazione Rdb Trasporti del Friuli Venezia Giulia, anche gli autoferrotranvieri della regione hanno partecipato numerosi alla giornata di sciopero nazionale, e alle ore 11 erano rientrati nei depositi di Trieste il 37 % degli autobus, mentre nelle altre province si sono registrate delle percentuali di adesione mediamente inferiori al 13 %. Il Coordinatore regionale della Federazione Cub Trasporti, Willy Puglia, in una nota ribadisce la propria soddisfazione per «la determinazione che, non solo gli iscritti ai Sindacati di Base, ma l'intera categoria, ha saputo dimostrare anche nel corso dello sciopero odierno, rivendicando con decisione il rinnovo del contratto nazionale scaduto oramai da ben 11 mesi».


1 dicembre 2008 - Ansa

VENEZIA: ACQUA ALTA; SCIOPERO ACTV, ADESIONE OLTRE 60%

(ANSA) - VENEZIA, 1 DIC - È stata del 63% tra il personale dell'Actv di Venezia l'adesione allo sciopero nazionale dei trasporti proclamato oggi dall'Rdb Cub. Vicenda che si è collocata in una giornata di grandi disagi in città, a causa dell'acqua alta eccezionale. Lo ha reso noto la stessa azienda pubblica veneziana, in base ai dati rilevati nella fascia del primo turno di lavoro. Tra pullman e vaporetti erano in servizio 120 lavoratori, mentre 205 risultavano assenti. Secondo l'azienda su questa cifra dovranno essere conteggiati anche i dipendenti che non hanno potuto raggiungere il posto di lavoro a causa dell'acqua alta. Inoltre, per l'Actv i collegamenti dei vaporetti che sono riusciti a partire, tra Piazzale Roma e Rialto, hanno mantenuto prima delle ore 9 una cadenza di 10 minuti, poi di 20 minuti nella parte centrale della mattinata.

VENEZIA: ACQUA ALTA; RDB CUB SOSPENDE SCIOPERO

(ANSA) - VENEZIA, 1 DIC - La segreteria veneziana della Rdb Cub trasporti ha annunciato di aver «sospeso lo sciopero in corso» nella città lagunare vista la situazione determinata dall'acqua alta eccezionale. La segreteria Cub ha riferito che potendo contattare direttamente tutti i lavoratori ha chiesto alla stessa Actv di comunicare ai dipendenti la sospensione dello sciopero. Una decisione che la Cub - la comunicazione della sospensione è stata diffusa dopo le ore 13 - ritiene di aver preso «responsabilmente, in considerazione che lo sciopero a carattere nazionale non è contro l'utenza ma per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto all'inizio del 2008».

VENEZIA: ACQUA ALTA; ACTV, CUB DOVEVA REVOCARE SCIOPERO

(ANSA) - VENEZIA, 1 DIC - Per il presidente dell'Actv, Marcello Panettoni, la situazione critica determinata dall'acqua alta oggi a Venezia avrebbe reso auspicabile «che il sindacato prendesse coscienza del disagio in cui versava la città e responsabilmente revocasse lo sciopero indetto dalla Rdb-Cub». «Questa situazione - aggiunge - sottolinea ancora una volta quanto a Venezia il diritto allo sciopero non debba essere in conflitto con il diritto alla mobilità dei cittadini» Per questo, secondo Panettoni, sarebbe necessario un intervento della Commissione di garanzia, perchè si faccia carico della specialità di Venezia.

SCIOPERI: STOP BUS-METRO,BASSE ADESIONI,DISAGI MALTEMPO/ANSA VENEZIA IN TILT PER ALTA MAREA

(ANSA) - ROMA, 1 DIC - Disagi e circolazione difficile nelle città italiane, alle prese con lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub ed in molti casi anche con il maltempo. Lo stop di bus e metro, al momento, registra adesioni altalenanti da città a città: secondo i primi dati, si va dal 4% di Roma all'oltre 60% di Venezia, che peraltro sta facendo i conti con un livello di acqua alta eccezionale. Una situazione che ha indotto la segreteria veneziana della Rdb cub trasporti a sospendere ora l'agitazione in corso. Adesione modesta, ad ora, anche a Milano e Napoli. La giornata di agitazione, che segue lo sciopero del 30 settembre e lo sciopero generale di tutte le categorie indetto dal sindacalismo di base il 17 ottobre scorso, è stata indetta per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri 2008-2011, scaduto il 31 dicembre 2007, «che a tutt'oggi vede assenti le controparti datoriali, Asstra, Anav, Stato, Regioni, ed Enti locali», sottolinea la Cub. La situazione più complessa riguarda Venezia: nella città lagunare, l'adesione allo sciopero veniva segnalata questa mattina al di sopra del 60% dall'Actv, l'azienda di trasporti pubblici; tra pullman e vaporetti erano in servizio 120 lavoratori, mentre 205 risultavano assenti (una cifra su cui, secondo la stessa azienda, dovranno essere conteggiati anche i dipendenti che non hanno potuto raggiungere il posto di lavoro a causa dell'acqua alta). La marea, come non succedeva dal 1986, ha infatti raggiunto l'altezza di 156 cm. Tanto che, indipendentemente dallo sciopero, il servizio di trasporto acqueo è stato sospeso, per motivi logistici, ossia per l'impossibilità di predisporre passerelle per la discesa dei passeggeri dai vaporetti. Oltre allo sciopero, a Milano ed in tutta la Lombardia la pioggia e la neve (dai 600 metri in su) stanno rendendo difficili gli spostamenti. Nel capoluogo, lo sciopero per i mezzi di superficie, autobus e tram, è cominciato alle 8.45 e durerà fino alle 15, per poi riprendere alle 18 fino a fine servizio, con un'adesione modesta: solo tre mezzi di superficie su dieci sono rientrati nei depositi. Regolari, secondo quanto riferito da Atm, le tre linee della metropolitana. Circolazione bloccata, in alcuni tratti cittadini, per la caduta di un albero a causa del maltempo o per allagamenti. Proprio in considerazione dello sciopero, il Comune ha deciso di sospendere l'Ecopass, cioè il biglietto di ingresso in centro città per le auto più inquinanti. A Roma, invece, è stata finora del 4% l'adesione allo sciopero del trasporto pubblico per quanto riguarda il servizio di tram e autobus gestito dalla società Trambus Spa. Rallentamenti ci sono stati sulla linea A della metropolitana, mentre è risultato regolare il servizio della metro B e delle ferrovie Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo. La società Tevere Tpl, che a Roma ha in gestione le linee di bus della periferia, ha reso noto che, fino alle 11:30, non si segnalava alcun disagio per l'utenza. Bassa, con una percentuale pari all'8,5%, anche l'adesione registrata dall'Azienda napoletana mobilità allo sciopero nazionale proclamato dal Cub Trasporti-Rsb autoferrotranvieri, mentre risulta regolare il servizio delle linee della metropolitana e delle funicolari. Disagi limitati, viene quindi sottolineato, per gli utenti di Circumflegrea e Vesuviana, mentre è stata rispettata la prima fascia di garanzia compresa tra le ore 5,30 e le 8,30; La seconda fascia sarà dalle ore 17 alle 20.

VENEZIA: ACQUA ALTA; SOSPESO SERVIZI VAPORETTI

(ANSA) - VENEZIA, 1 DIC - Il servizio di trasporto acqueo a Venezia - indipendentemente dallo sciopero degli Rdb Cub - è stato sospeso, rendono noto ai pontili i marinai dell'Actv. Una decisione presa per motivi logistici: quando sbarcano i passeggeri non possono scendere dai vaporetti per la mancanza nella maggior parte della città di passerelle, che con un'alta marea simile sono inservibili. Il personale della municipalizzata Vesta e dell'Actv ha provveduto a sistemare le larghe tavole su cavalletti dove è stato possibile, ma spesso il tratto ultimo che porta agli imbarcaderi non può essere coperto, per l'altezza della marea.

VENEZIA: ACQUA ALTA;ANCHE SCIOPERO TRASPORTI, CITTÀ IN TILT

(ANSA) - VENEZIA, 1 DIC - Una città paralizzata, oggi Venezia, dove ai problemi dell'acqua alta su misure eccezionali (160 centimetri previsti a mezzogiorno), si aggiunge lo sciopero dei trasporti pubblici, proclamato dalla sigla Rdb Cub. L'adesione allo sciopero non è stata ancora quantificata dall'Actv, l'azienda di trasporti pubblici, ma è certo che le ripercussioni in una giornata di maltempo come questa non potranno che essere pesanti. Sulla laguna di Venezia, intanto, insiste un vento di scirocco che impedisce il deflusso delle acque. I negozianti della città storica cercano di salvare la mercanzia spostando dagli scaffali i materiali a rischio, mentre nelle abitazioni dei piani terra l'urgenza è quella di sollevare gli elettrodomestici ad alimentazione elettrica perchè non entrino in contatto con l'acqua.

SCIOPERI: MILANO; SPOSTAMENTI DIFFICILI ANCHE CAUSA PIOGGIA

(ANSA) - MILANO, 1 DIC - Spostamenti difficili oggi a Milano per lo sciopero indetto da Cobas e Cub, per il rinnovo del contratto di lavoro, e per la pioggia (e neve dai 600 metri in su) che dalla notte cade su tutta la Lombardia. Lo sciopero per i mezzi di superficie, autobus e tram, è cominciato alle 8.45 e durerà fino alle 15, per poi riprendere alle 18 fino a fine servizio. Regolari, secondo quanto riferito da Atm, le tre linee della metropolitana. Circolazione bloccata, invece, in via Bronzino, per la caduta di un albero a causa del maltempo, mentre vicino alla Tangenziale, in via Vittorini, la circolazione dei mezzi è bloccata per allagamento. Allagamenti sono segnalati dalla Polizia stradale anche in via Mecenate. Proprio in considerazione dello sciopero, il Comune ha deciso di sospendere l'Ecopass, cioè il biglietto di ingresso in centro città per le auto più inquinanti e anche la Regione ha tolto il divieto di circolazione dalle 7.30 alle 19.30 per i mezzi non catalitici e euro 1 diesel.

SCIOPERI: NAPOLI; BASSA ADESIONE, ANM ALL'8,5%

(ANSA) - NAPOLI, 1 DIC - È pari all'8,5 per cento l'adesione registrata dall'Azienda Napoletana Mobilità allo sciopero nazionale di 24 ore proclamato dal Cub Trasporti-Rsb autoferrotranvieri che interessa i lavoratori del comparto del trasporto pubblico locale. Regolare il servizio delle linee della metropolitana e delle funicolari. Disagi limitati per gli utenti di Circumflegrea e Vesuviana. Rispettata la prima fascia di garanzia compresa tra le ore 5,30 e le 8,30. La seconda fascia sarà dalle ore 17 alle 20.


1 dicembre 2008 - Dire

ACT REGGIO. CUB: ADESIONE A SCIOPERO E' STATA TRA 60% E 80%

(DIRE) Bologna, 1 dic. - Lo sciopero degli autobus di oggi, a Reggio Emilia, ha visto un'adesione del 60% al mattino e dell'80% al pomeriggio. Lo rende noto, per la Cub Trasporti. Pasquale Tucci, rilanciando le ragioni della protesta: "Dopo 12 mesi dalla scadenza del rinnovo del contratto nazionale i lavoratori sono stati costretti nuovamente a scioperare. Nonostante una perdita del potere d'acquisto, subito dai nostri stipendi negli ultimi 15 anni del 35%, le associazioni datoriali intendono concedere l'elemosina". E ora, aggiunge, Tucci, "la situazione relativa al salario e' diventata, ormai, insostenibile. Dopo quasi un anno infatti non e' stato ancora rinnovato, scaduto a dicembre 2007". Sotto accusa vengono messe le controparti, Astra e Anav, che lamentano la carenza di soldi per il rinnovo del contratto.Lo sciopero di oggi e' servito dunque a chiedere un aumento di 180 euro per il biennio 2008-2009, il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali.

ATC BOLOGNA. ADESIONE DEL 60% A SCIOPERO INDETTO DA RDB-CUB

(DIRE) Bologna, 1 dic. - "Massiccia" adesione allo sciopero dei mezzi pubblici indetto da Rdb-Cub per il rinnovo del contratto nazionale degli tramvieri. Il sindacato di base stima che a Bologna, nonostante questo sia il sesto sciopero in poco piu' di due mesi, abbia aderito il 60% del personale di Atc. Sotto le Due Torri la protesta riguarda anche il rinnovo dell'integrativo aziendale e gli effetti della fusione con la societa' di trasporto pubblico ferrarese, Acft: il progetto di aggregazione prevede, infatti, lo scorporo delle attivita' di sosta e car sharing, oggi in capo a via Saliceto. "L'assenza di risposte concrete a tutti i livelli- spiega Gianni Cremonini di Rdb-Cub- non puo' che avere pesanti ricadute sui cittadini, che pagano direttamente, assieme ai lavoratori, le conseguenze dell'atteggiamento inaccettabile degli assessori comunale e provinciale ai Trasporti, il presidente di Atc, Francesco Sutti, dell'associazione delle aziende di trasporto, Asstra".

AEROPORTO BOLOGNA. PRESENTATA "FAST FREIGHT" A SINDACATI
MA RDB ACCUSANO: NON CI HANNO CHIAMATI PERCHE' SIAMO CONTRARI

(DIRE) Bologna, 1 dic. - I vertici dell'Aeroporto Marconi di Bologna hanno presentato oggi alle organizzazioni sindacali la nascita di Fast freight Marconi srl, la nuova societa' per la movimentazione delle merci, partorita attraverso il conferimento di ramo d'azienda. Fast freight e' partecipata al 100% da Marconi handling, a sua volta di proprieta' di Sab. Tra i sindacati pero' infuria gia' la polemica, con le Rdb che accusano: "Non siamo stati chiamati, siamo il sindacato piu' rappresentativo tra i lavoratori della Marconi handling, ma non ci vogliono tra i piedi, perche' siamo gli unici che si oppongono a questi scorpori: vedremo come andare avanti". Cosi', Italo Quartu, responsabile regionale trasporti della Cub Rdb, si scaglia contro i vertici dell'Aeroporto, ancora una volta colpevoli di non aver preso in considerazione le Rdb come autorevole controparte sindacale. "C'era anche l'Ugl, che non ha nemmeno un iscritto", rincara la dose Quartu, che appena appreso della presentazione della nuova societa' domani mattina pensa gia' a come darle il "benvenuto". Allerta anche da parte di Pierluigi Cinaciotta, coordinatore regionale Fit-Cisl. "Al momento e' solo una cosa formale, oltre a questo della nuova societa' non sappiamo nulla- spiega Cianciotta- ci hanno presentato i piani di sviluppo, ma ora come ora non ci sono novita', tranne il raggiungimento del pareggio di bilancio in tre anni e del raggiungimento l'attivo in cinque". Riguardo invece alle "clausole sociali, non sono andati oltre il mantenimento dei posti di lavoro", aggiunge Cianciotta. Stesso parere anche per Lorenzo Mastro (Filt-Cgil). "E' una procedura di consultazione, per approfondire meglio la conoscenza di questo progetto, abbiamo preso atto della comunicazione". Ora i sindacati avranno "il passaggio con i lavoratori, poi diremo la nostra".


1 dicembre 2008 - Agi

MALTEMPO: GALAN SU SCIOPERO ACTV, IGNORATI DISAGI CITTADINI

(AGI) - Venezia, 1 dic. - 'Acqua alta eccezionale oggi a Venezia con quasi tutto il centro storico sommerso dall'acqua, ma anche 'grande senso di responsabilita'' di coloro che, incuranti dei gravi disagi subiti da decine di migliaia di cittadini, hanno continuato a scioperare, impedendo cosi' alla cittadinanza di spostarsi da un punto all'altro della citta''. Il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan tuona contro i lavoratori di Actv (l'azienda di trasporto pubblico di Venezia) che, nonostante l'acqua alta eccezionale (156 cm sul medio mare) che ha colpito la citta' lagunare, hanno aderito allo sciopero indetto dall'organizzazione sindacale RdB-CUB Trasporti. 'Agli scioperanti dico: non nascondetevi dietro le cosiddette 'fasce protette', visto che comunque i passeggeri sono stati abbandonati in luoghi gia' sommersi dall'acqua alta - aggiunge Galan -. Dunque, 'medaglia d'oro al senso civico' di chi ritiene giusto scioperare sempre e comunque anche nel corso di emergenze ambientali'.


1 dicembre 2008 - Romagna Oggi

Bologna: sciopero autoferrotranvieri, Rdb: ''adesioni al 60%''

BOLOGNA - Circa il 60% degli autoferrotranvieri di Bologna ha aderito lunedì allo sciopero di categoria indetto da Cub Rdb Trasporti per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro. E' quanto annunciato dalle rappresentanze sindacali di base, ricordando che i dipendenti di Atc, l'azienda del trasporto pubblico bolognese, ''continuano ad essere mobilitati per ottenere, oltre al rinnovo del Ccnl, anche il rinnovo del contratto integrativo (ambedue scaduti da un anno) e precise garanzie in vista della fusione con l'azienda di Ferrara e degli scorpori già annunciati della sosta e del car sharing''.


1 dicembre 2008 - La Tribuna di Treviso

Bus e corriere, scioperano i Cub
Garantiti studenti e pendolari

Nuova giornata di disagi nel settoree dei trasporti pubblici, per uno sciopero degli autoferrotranvieri. Il Cub trasporti ha indetto oggi un’astensione nazionale, dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio. Saranno garantite, come da norme che regolano gli scioperi, le fasce orarie di studenti e pendolari.
Interessate le corse delle società di trasporto della nostra provincia: l’Actt nel capoluogo, le autocorriere della Marca, la castellana Ctm, e l’Atm che serve sia Coengliano che Vittorio Veneto. Nell’ultima giornata di sciopero i disagi erano stati notevoli.


1 dicembre 2008 - Leggo

Scioperano i Cub

Gli addetti al trasporto pubblico locale del sindacato Cub scioperano oggi in tutta Italia per 24 ore. I sindacati di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporti hanno invece rinviato lo sciopero previsto a Roma.

VENEZIA. Lavoratori dei trasporti in sciopero oggi...

VENEZIA - Lavoratori dei trasporti in sciopero oggi, per 24 ore. E si prevede un lunedì nero per bus e vaporetti. Fermi i lavoratori Rdb-Cub e vaporetti a servizio minimo: saranno garantiti solo i collegamenti con le isole. Bus garantiti nelle fasce orarie dalle 6 alle 9 e dalle 16,30 alle 19,30. I lavoratori protestano per il rinnovo del contratto scaduto.(P.Mas./ass)

TRAMBUS, SCIOPERO RIDIMENSIONATO

Roma - Lo sciopero del trasporto pubblico romano, indetto dai sindacati confederali, è stato ridimensionato. Resta invece l’astensione, sempre per oggi, degli autonomi: quello dell'Orsa, tra le 9 e le 13 interesserà la società Metropolitana che gestisce le linee A e B e le ferrovie regionali. La seconda, di 24 ore, indetta dai sindacati Rdb-Cub e Slai Cobas. Per il trasporto pubblico possibili disagi dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio


1 dicembre 2008 - La Repubblica

Sciopero di 24 dei Cub. Sospese le due Ztl
Oggi fermi bus, treni e metrò garantite le fasce dei pendolari

Torino - Sciopero di 24 ore oggi dei dipendenti del Gtt (Gruppo torinese trasporti). L´astensione dal lavoro è stato proclamato dal Cub-Rdb nell´ambito della vertenza per il rinnovo del contratto integrativo. Sarà garantito il servizio urbano in alcune fasce orarie: dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15 per la metropolitana ed il servizio urbano e suburbano, da inizio servizio alle 8 e dalle 14,30 alle 17:30 per le autolinee extraurbane e per le ferrovie Torino-Ceres e Canavesana. In occasione dello sciopero il Comune sospenderà la Ztl centrale (il divieto di ingresso dalle 7,30 alle 10,30 in centro) e quella ambientale (divieto di accesso ai mezzi non ecologici).

Oggi bus a rischio
Sciopero Atm, niente Ecopass

Milano - Oggi niente Ecopass per entrare in centro. A causa dello sciopero nei mezzi pubblici il Comune, infatti, ha deciso di sospendere il pagamento del pedaggio per tutte le auto inquinanti che normalmente dovrebbero versarlo dalle 7,30 alle 19,30. I sindacati autonomi Cobas e Cub protestano contro il mancato rinnovo del contratto nel trasporto pubblico locale. A rischio, per tutta la giornata, è il funzionamento della metropolitana. Ma saranno soprattutto i bus e i tram a non circolare a causa dell´agitazione. L´Atm, comunque, garantirà il servizio da inizio turno alle 8,45 e dalle 15 alle 18.

Trasporti
Sciopero rinviato possibili disagi per linee metro

Roma - È stato rinviato lo sciopero dei trasporti pubblici inizialmente previsto per la giornata odierna e proclamato dai sindacati Uil trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl trasporti. Sebbene dunque il rinvio dello sciopero da parte delle sigle confederali permetterà la normale circolazione della maggior parte delle linee degli autobus e dei tram capitolini, oggi potrebbero comunque verificarsi disagi per il trasporto pubblico. Sono stati infatti confermati gli scioperi indetti da due sigle sindacali di base, l´Orsa e Rdb-Cub e Slai Cobas.
Il primo sciopero, proclamato dal sindacato dell´Orsa, tra le ore 9 e le 13 interesserà la società Metropolitana di Roma, che gestisce le due linee della metro e le ferrovie regionali Roma-Lida, Roma-Giardinetti e Roma-Civita Castellana-Viterbo.
Il secondo sciopero, di 24 ore, è stato indetto dai sindacati Rdb-Cub e Slai Cobas. L´Atac avverte dunque che oggi per il trasporto pubblico potranno verificarsi disagi dalle 8.30 alle 17 e dalle ore 20 sino a fine servizio. Inoltre, lo sciopero delle due sigle sindacali di base potrebbe creare disagi anche agli utenti delle linee notturne....


1 dicembre 2008 - Il Secolo XIX

Scioperi, si fermano i trasporti locali
oggi il blocco. Sarà un dicembre caldo con le proteste di poste, aerei e avvocati. E il 12 è in calendario la manifestazione della Cgil
di Michele Lombardi

Roma. La manovra anti-crisi del governo non ferma gli scioperi. Si parte oggi con il blocco di 24 ore dei trasporti pubblici locali, si prosegue con le proteste di poste, aerei, avvocati, ricercatori, perfino degli orchestrali della Scala e si approda allo sciopero della Cgil, che bloccherà il Paese venerdì 12. Sarà un dicembre caldo sul fronte scioperi, che il pacchetto governativo di misure a favore delle famiglie e delle imprese non è riuscito disinnescare.
I riflettori sono puntati soprattutto sulla giornata di black out nazionale deciso della Cgil contro le scelte del governo per sostenere famiglie e lavoratori in difficoltà a causa della crisi. «La svolta non c'è stata», va ripetendo il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che oggi proporrà al vertice del sindacato confermare ufficialmente la protesta del 12. È una scelta scontata: il decreto da 6 miliardi viene giudicato insufficiente per affrontare la recessione. La Cgil ha proposto invece una Finanziaria da 23 miliardi, che andrebbe realizzata subito approfittando dell'allentamento dei vincoli di Maastricht da parte di Bruxelles. Ma il governo non ci pensa a mettere sotto pressione i conti pubblici. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, è stato irremovibile: «La Finanziaria non si tocca», ha sostenuto. Non ci sono quindi margini per un ripensamento della Cgil, che ha scelto di entrare in rotta di collisione con Cisl e Uil, disposte a collaborare con il governo: «La gente ci vuole uniti», ha detto Raffaele Bonanni della Cisl. Ma l'appello è destinato a cadere nel vuoto. Così non otterranno una risposta i richiami del governo: «Lo sciopero è francamente fuori luogo e dal buon senso. Speriamo che in questi dieci giorni sia possibile riflettere ancora», ha detto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta.
Ma la grande onda degli scioperi è ormai in movimento e non si fermerà fino alla pausa natalizia. Si parte oggi. Città a rischio caos per il blocco di 24 ore dei bus e metro, fermi per la protesta indetta da Cub, Sdl e Cobas. Il 5 a incrociare le braccia saranno i dipendenti del ministero della Giustizia aderenti ai Comitati di base. E venerdì si prevedono disagi agli sportelli delle Poste per lo stop parziale dei dipendenti che si asterranno dagli straordinari. Una protesta di 24 ore è in arrivo il 5 anche per i lavoratori degli Enti pubblici di ricerca dei sindacati di base. Il 6 e il 9 si prevedono disagi per chi deve volare: si fermeranno dalle 12 alle 16 i lavoratori Anpac di Meridiana e quelli di Techno Sky (servizi di terra), che aderiranno al fermo di 4 ore a inizio turno dei metalmeccanici Fiom, Fim, Uil, Rsu. L'11 tocca alla Rai: tv e radio marceranno scartamento ridotto per lo sciopero indetto dalla Cgil.
Le agitazioni non risparmieranno la prima della Scala: il 7 gli orchestrali della Fials sono decisi a incrociare le braccia, anzi gli strumenti e le bacchette sabotando il Don Carlos, che dovrebbe aprire la stagione lirica. Di protesta in protesta si arriva alla giornata clou dello sciopero generale della Cgil: stop per 24 ore, dunque, di trasporti, scuole, uffici pubblici e aziende private. E alla protesta aderiscono tutti i comitati di base. A ridosso della tregua di Natale, il 17, ancora rischi per chi deve volare: dalle 12 alle 16 astensione dei dipendenti Enav aderenti ai sindacati autonomi. E a gennaio si ricomincia: l'8 voli a rischio per lo sciopero all'Enav. Ma la confusione negli aeroporti regnerà sovrana per tutto dicembre e oltre perché il decollo della Nuova Alitalia è slittato a gennaio. Così ritardi e cancellazioni sono sempre in agguato.


1 dicembre 2008 - Il Venezia

Trasporti. Oggi lo sciopero di 24 ore.
La pioggia almeno concederà una tregua, prevista però acqua alta
Pendolari, dicembre inizia male si fermano bus, vaporetti e treni
In Terraferma corse garantite solo dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29. Linea 1 sospesa
di Elena Callegaro

Venezia - Dicembre comincia male sul fronte di Trasporti, oggi scioperano autobus, vaporetti e pure i treni. Con un'unica nota positiva ad alleggerire i disagi dei pendolari che dovranno comunque mettersi in viaggio per andare al lavoro: la pioggia dovrebbe concedere una tregua, con possibili schiarite a partire dal pomeriggio. Manco a dirlo però a Venezia è prevista di nuovo acqua alta, con una punta massima, secondo il bollettino del Centro Maree, di 110 centimetri alle 11 e un quarto. Lo stop, di ventiquattro ore, è stato indetto dall'organizzazione sindacale Rdb Cub, e interesserà il personale di Actv sia per quanto riguarda i servizi di navigazione che il comparto automobilistico, con possibili ricadute anche sulla regolare attività delle biglietterie e dei call center HelloVenezia. Per tutta la durata della protesta dunque i bus, sia urbani che extraurbani di terraferma, saranno garantiti solo in due fasce orarie: dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29. Lo sciopero infatti scatterà alle 2 di questa notte, le corse riprenderanno a circolare normalmente alle 3.30 di martedì. Attenzione dunque che il servizio notturno delle linee N1 e N2 oggi non sarà garantito. Navigazione: la linea 1 sarà sospesa del tutto, la 2 (spola piazzale Roma-Ferrovia-Rialto) prevede invece corse ogni dieci minuti, ma solo in determinate fasce orarie (da piazzale Roma corse dalle 5.59 alle 8.59 e dalle 16.19 alle 19.29. Mentre dalle 16.19 alle 19.29 ci sarà una fermata aggiuntiva a San Marcuola; da Rialto dalle 6 alle 9.00 e dalle 16.20 alle 19.30). Sospeso anche il diretto Murano, lo stesso vale per la linea T, il Giracittà 61,62 e la linea 17 Nave Traghetto Tronchetto - Lido (San Nicolò) - Punta Sabbioni e viceversa. Mentre i collegamenti notturni con Sant Erasmo del servizio notturno Laguna Nord saranno regolari sia stanotte che domani notte. Per il Lido e Pellestrina, oggi le linee A, B e V saranno regolari ma solo per quanto riguarda le corse comprese tra le 6 e le 8.59, e tra le 16.30 e le 19.29. Infine linea LN, collegamento San Zaccaria/ M.V.E.-Lido-Punta Sabbioni, non si fermerà a Sant'Elena). Treni locali: garantiti solo i servizi essenziali dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21.


1 dicembre 2008 - Corriere della Sera

Agitazione Stop dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18. Circolazione libera per le auto inquinanti
Oggi sciopero Atm. Comune: niente Ecopass

Milano - Bus, tram e metrò a rischio, oggi, per lo sciopero nazionale del trasporto pubblico indetto da Cub e Slai-Cobas e sostenuto a Milano anche da Fildiai- Cildi e Sama Faisa-Confail. Atm garantisce il servizio nelle fasce dei pendolari dal primo mattino alle 8.45 e dalle 15 alle 18 (per informazioni: numero verde 800.80.81.81 operativo dalle 7.30 alle 19.30 e sito Web atm-mi.it).
Proprio in considerazione dello sciopero, il Comune ha deciso di sospendere l'Ecopass, cioè il ticket d'ingresso nella Cerchia dei Bastioni per le auto più inquinanti, e anche la Regione ha tolto — solo per oggi — il divieto di circolazione dalle 7.30 alle 19.30 per le vetture non catalitiche e per i motori Euro 1 diesel.


1 dicembre 2008 - Giornale di Vicenza/Arena/Brescia Oggi

TRASPORTI
Sciopero Cub Oggi metrò ed autobus a rischio

ROMA - Circolazione difficile oggi nelle città italiane. Scatta infatti lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. È stato invece rinviato a Roma lo stop del trasporto pubblico che era previsto sempre per domani, proclamato dai sindacati Uil trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl trasporti. Con l’agitazione odierna si apre un dicembre di passione sul fronte degli scioperi. Prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza. Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana dell’Anpac. Dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali.


1 dicembre 2008 - Il Giorno

MILANO. LE ORGANIZZAZIONI sindacali Cub Trasporti...

MILANO — LE ORGANIZZAZIONI sindacali Cub Trasporti e Slai Cobas hanno indetto per oggi uno sciopero nazionale di 24 ore. Le modalità di adesione previste per il trasporto pubblico variano da città a città. A Milano, spiega Atm con una nota, il servizio di metrò bus e tram sarà garantito al mattino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18. A livello territoriale, con possibile astensione dalle 18 alle 22, hanno aderito anche Fildiai Cildi e Sama Faisa Confail. Come di consueto Atm attiverà il servizio di Infomobilità. I livelli di servizio per il trasporto di superficie e nelle metropolitane saranno comunicati in tempo reale attraverso annunci sonori, messaggi sui display delle paline e pensiline di fermata e sui video presenti nelle stazioni del metrò e a bordo dei bus. Costantemente aggiornate le emittenti radiofoniche. Proprio in considerazione dello sciopero, il Comune ha deciso di sospendere domani l’Ecopass, cioè il biglietto di ingresso nella zona del centro della città per le auto più inquinanti e anche la Regione ha tolto il divieto di circolazione dalle 7,30 alle 19,30 per i mezzi non catalitici e euro 1 diesel.


1 dicembre 2008 - Il Piccolo

IL 12 MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA CGIL
Scioperi, parte il dicembre di passione
Trasporto pubblico difficile oggi con lo stop degli autonomi Cub

ROMA - Circolazione difficile oggi nelle città italiane. Scatta infatti lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dagli autonomi della Cub. È stato invece rinviato a Roma lo stop del trasporto pubblico che era previsto sempre per oggi, proclamato dai sindacati Uil trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl trasporti.
Con l'agitazione odierna si apre così un dicembre di passione sul fronte degli scioperi. Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop di 24 ore negli enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Dagli avvocati ai dipendentidelle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale ai lavoratori di vari compartimenti ferroviari italiani, inizia insomma un dicembre di problemi per gli italiani, alle prese con una raffica di scioperi prima della tregua natalizia, e con uno stop generale venerdì 12, proclamato dalla Cgil contro la crisi economica.
Il 6 dicembre è previsto infatti lo stop dei piloti Meridiana aderenti all'Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali; lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5.
È fissato per il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. Già nei giorni scorsi lo sciopero sulla prima del Don Carlo che inaugurerà la stagione lirica della Scala di Milano era stato confermato. Un'assemblea della Fials, il sindacato a cui sono iscritti buona parte degli orchestrali e una trentina di coristi aveva indetto gli scioperi per le prime tre rappresentazioni di ogni opera contro il contratto integrativo che a loro dire penalizza gli artisti. «Manteniamo lo sciopero» aveva detto dopo l'incontro il segretario del sindacato Sandro Malatesta. «Nei giorni scorsi - aveva spiegato - abbiamo avuto trattative ed eravamo arrivati ad avere un accordo su un documento che l'azienda si era impegnata a firmare ma c'è stato il veto dei confederali e siamo punto e a capo».
Il 12 dicembre è quindi il giorno del fermo generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl.
Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell'Enav.

POSSIBILI DISAGI
Autobus, sciopera oggi la Cub-RdB

Trieste - Possibili disagi oggi per chi utilizza l’autobus. Il sindacato autonomo Cub-RdB ha organizzato infatti uno sciopero di 24 ore che coinvolgerà tanto il personale viaggiante quanto quello agli sportelli. Trieste Trasporti informa in una nota che saranno comunque attivi il servizio di scuolabus e i servizi minimi garantiti nelle fasce orarie dalle 6 alle 9 e dalle 13 alle 16. Lo sciopero delle RdB è indetto per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro degli autoferrotranvieri.

Gorizia. Possibili disagi oggi per chi viaggia...

Gorizia - Possibili disagi oggi per chi viaggia in autobus. La Cub - RdB ha indetto per l’intera giornata uno sciopero del personale viaggiante e di quello agli sportelli. Trieste Trasporti informa che saranno comunque attivi i servizi minimi garantiti di scuolabus e di automezzi nelle fasce orarie tra le 6 e le 9 e tra le 13 e le 16.


1 dicembre 2008 - Il Messaggero Veneto

Incrociano le braccia gli autoferrotranvieri
Oggi lo sciopero per il rinnovo del contratto

Pordenone - La Cub trasporti ha proclamato per oggi lo sciopero nazionale di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale. L’astensione dal lavoro, che riguarderà i collegamenti urbani ed extraurbani con rispetto delle fasce garanzia stabilite a livello locale, è stata indetta per «il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, scaduto il 31 dicembre 2007, che a tutt’oggi vede assenti le controparti datoriali».
La Cub trasporti chiede, inoltre, su legge, «un aumento di 180 euro per il biennio 2008/2009, insieme all’introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e a difesa della pensione pubblica e al rilancio del contratto nazionale; il superamento del precariato e la tutela dei livelli occupazionali, invertendo il ricorso alle esternalizzazioni e sub-affidamenti; la difesa ed il potenziamento del trasporto che deve rimanere pubblico».
Anche nel Friuli Venezia Giulia gli autoferrotranvieri incroceranno le braccia. A Pordenone l’astensione dal lavoro sarà così articolata: per quanto riguarda il servizio urbano dalle 9 alle 12.30; dalle 15.30 a fine servizio; per quanto concerne il servizio extraurbano, lo sciopero riguarda le fasce orarie comprese dalle 8.30 alle 12.30; dalle 16 a fine servizio. Il personale interno sciopererà per l’intera giornata.
Le modalità di svolgimento dello sciopero, sono quelle già in vigore e individuate dagli accordi locali e aziendali, nei quali sono definite le fasce orarie di servizio garantito, in applicazione della L. 146/90 e delle successive modifiche. Al di fuori di tali fasce non sarà garantito alcun servizio, nè per l’aeroporto regionale, nè per altre destinazioni.


1 dicembre 2008 - La Nuova Sardegna

STOP DI 24 ORE
SCIOPERO ARST

Le segreterie nazionali Cub/trasporti e Fts/Css hanno proclamato per oggi un’azione di sciopero di 24 ore. Pertanto, il personale viaggiante dell’Arst potrebbe scegleire di astenersi dal lavoro per l’intera giornata. Sono comunque salvaguardate le fasce di garanzia per gli utenti 6-9,30 e 13,30-16. (al.pi.)


1 dicembre 2008 - Corriere Alpi/Centro/Alto Adige/Trentino

Oggi fermi bus e metrò in molte città. Rinviato lo stop di Cgil Cisl Uil e Ugl
Sciopero Cub del trasporto locale

ROMA - Circolazione difficile oggi in molte città per lo sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. E’ stato invece rinviato a Roma quello del trasporto pubblico dei sindacati Uil trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl trasporti. In dicembre e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Sempre il 5 stop di 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 fermi i piloti Meridiana aderenti all’Anpac, mentre dal 6 al 9, serie di stop nei servizi postali, mentre Snater ha proclamato sciopero alla Telecom di Napoli, il 2, e Roma, il 5. E’ fissato per il 7, Sant’Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. Il 12 sciopero generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, enti pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl. Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, possibili disagi nel trasporto aereo per uno sciopero all’Enav.


1 dicembre 2008 - City

Scioperi, oggi fermi i trasporti locali
le proteste. Stop dei mezzi pubblici, oggi, proclamato dai sindacati di base. E la Cgil conferma quello del 12 dicembre contro il governo

ROMA - Dagli avvocati ai dipendenti delle Poste, dagli orchestrali della Scala ai piloti di Meridiana, dal trasporto pubblico locale ai ferrovieri. Comincia oggi un dicembre segnato da una raffica di scioperi.Oggi si parte con quello di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. Sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca.Il 6 dicembresi fermano i piloti Meridiana aderenti all’Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà toccherà ai lavoratori delle Poste . È fissato per il 7, Sant’Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali.Cgil: "Lo sciopero generale si farà"Il 12 è invece il giorno dello sciopero generale di Cgil, Cobas, Cub e Sdl. Mercoledì 17 disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell’Enav.

Autobus fermi per la sesta volta
in due mesi. Gli autobus tornano a fermarsi oggi per uno sciopero che, tra nazionali e locali, è addirittura il sesto in poco più di due mesi

Bologna - Oggi lo sciopero è nazionale, ma per i bolognesi si tratta del sesto stop degli autobus in poco più di due mesi.Scioperi a rafficaL’ultimo sciopero locale era stato il 21 novembre per la vertenza sul rinnovo del contratto aziendale. Anche oggi l'astensione dal lavoro è per chiedere il rinnovo di un contratto, ma quello nazionale degli autoferrotranvieri, scaduto il 31 dicembre del 2007. Oggi, dunque, gli autobus dell’Atc si fermano per 24 ore. Lo sciopero è stato indetto dall’organizzazione sindacale Cub Trasporti. Per il personale viaggiante di Atc, lo sciopero si svolgerà dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio. In queste fasce orarie, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.Durante gli orari di sciopero saranno comunque garantiti i servizi "riservati scolastici" e anche le attività di rilascio di contrassegni e vetrofanie per le aree regolamentate dal piano sosta, nei consueti orari di apertura degli sportelli. Al call center Atc 051-290290 sarà presente un operatore fino alle 9 e dalle 16 al termine del servizio. L’azienda di via Saliceto assicura che adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.Nuove strisce bluSempre sul fronte mobilità, ma privata, da oggi scatta la sosta a pagamento nella "zona A- Casaralta" sulle strisce blu. Ma nelle vie Jacopo di Paolo e Alfonso Lombardi sono stati istituiti posti auto con sosta gratis per tre ore con esibizione del disco orario. Le cosiddette aree "a tariffa intera" o a "rapida rotazione", invece, sono a pagamento per tutti, quindi anche chi ha la vetrofania da residente deve pagare la sosta. Attenzione quindi alla segnaletica, avverte il Comune, per non incorrere nelle multe.


1 dicembre 2008 - La Gazzetta del Sud

Circolazione difficile oggi nelle città italiane. Lo stop durerà ventiquattr'ore
Il trasporto pubblico "apripista" delle agitazioni di dicembre
Clou delle proteste lo sciopero generale della Cgil in programma il 12
di Arturo Portentino

ROMA - Circolazione difficile oggi nelle città italiane. Scatta infatti lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale che è stato proclamato dalla Cub. È stato invece rinviato a Roma lo stop del trasporto pubblico che era previsto sempre per oggi, proclamato dai sindacati Uil trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl trasporti. Con l'agitazione di oggi si apre così un dicembre di passione sul fronte degli scioperi. Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop dei 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca. Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all'Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. È fissato per il 7, Sant'Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. Il 12 è quindi il giorno del fermo generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl. Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell'Enav. Poi, scatterà la tregua natalizia. Ma l'anno nuovo sembra già offrire pochi segnali di respiro, in particolare nel trasporto aereo. L'8 e il 30 gennaio 2009 si fermeranno i dipendenti dell'Enav iscritti a Cila-Av, Usppi, Anpcat e Licta, e il 19 quelli di Air One aderenti a Filt-Cgil e Fit-Cisl. Il 23 gennaio toccherà invece ai treni per la protesta di Rsu/Rls dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri del Gruppo Fs. Intanto Enrico Letta, ministro ombra del Partito democratico, torna a sottolineare la differenza di funzioni fra sindacato e partiti politici, reduce dal colloquio di sabato con Guglielmo Epifani sullo sciopero e la manifestazione del 12 dicembre indetti dalla Cgil, rispetto ai quali Letta è rimasto indifferente. «Quella convocazione – ha detto Letta intervistato da Sky Tg24 – sarà un'occasione in più per dimostrare la distinzione di ruoli fra sindacati e partiti. I sindacati fanno mobilitazione, proclamano scioperi, firmano contratti. I partiti fanno politica: che è un'altra cosa».


1 dicembre 2008 - Il Giornale di Vicenza

SINDACATO. Protesta
Arsenale, Chiesto l’intervento del prefetto

Vicenza - Il personale dello stabilimento Omc Vicenza di Trenitalia, l’Arsenale, ha proclamato lo stato di agitazione. Nel contempo, ha inviato una lettera al prefetto, chiedendo il suo intervento per il ripristino delle corrette relazioni all’interno dello stabilimento.
In particolare, il Cub Trasporti segnala che Trenitalia continua a violare l’accordo quadro nazionale, siglato il 23 giugno 2005, che stabilisce il blocco degli appalti in cambio dell’introduzione nello stabilimento di nuovi regimi di orario; inoltre, l’azienda decide in modo unilaterale sui progetti riorganizzativi fissando l’orario di lavoro nel reparto carrelli in violazione delle clausole contrattuali; infine, non si procede all’assunzione di giovani, pur essendo l’organico sottodimensionato, ma si continua a ricorrere all’appalto su ogni tipo di lavorazione.
«La situazione è preoccupante - spiega in una nota il Cub Trasporti - perchè l’esternalizzazione di attività è così accentuata che siamo arrivati a quote del 50 per cento del ciclo produttivo: la metà dei lavoratori che entrano nello stabilimento sono dipendenti di ditte esterne, che, pur svolgendo le stesse mansioni dei ferrovieri, hanno diversi trattamenti economici e normativi».
Lo stato di agitazione, fa notare l’organizzazione sindacale, può anche portare allo sciopero, in caso di un mancato accordo. E pertanto il Cub chiede una convocazione da parte del prefetto per tentare di dirimere la vertenza.


1 dicembre 2008 - Il Giornale di Brescia

Circolazione difficile nelle città italiane: oggi lo sciopero del trasporto pubblico

ROMA - Circolazione difficile oggi nelle città italiane. Scatta infatti lo sciopero di 24 ore degli addetti al trasporto pubblico locale proclamato dalla Cub. È stato invece rinviato a Roma lo stop del trasporto pubblico che era previsto sempre per oggi, proclamato dai sindacati Uil trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl trasporti. Con l’agitazione di oggi si apre così un dicembre di passione sul fronte degli scioperi.
Nel corso del mese e prima delle vacanze natalizie sciopero a macchia di leopardo anche per gli avvocati e i dipendenti degli istituti di vigilanza, mentre il 5 protestano le Rdb-Cub del settore Giustizia, con manifestazioni nelle maggiori città. Lo stesso giorno stop di 24 ore negli Enti pubblici di ricerca, indetto da Usi-Rdb Ricerca.
Il 6 dicembre stop dei piloti Meridiana aderenti all’Anpac, mentre dal 6 al 9 dicembre, sarà la volta di una serie di stop nei servizi postali, mentre lo Snater ha proclamato due scioperi alla Telecom di Napoli e Roma, rispettivamente il 2 e il 5. È fissato per il 7, Sant’Ambrogio, giorno tradizionale della prima scaligera, invece, lo sciopero degli orchestrali. Il 12 è quindi il giorno del fermo generale della Cgil: fermi per 24 ore trasporti, scuole, amministrazioni pubbliche, aziende private. Assieme alla Cgil, lo stop è stato proclamato anche dai sindacati di base Cobas, Cub e Sdl. Mercoledì 17, alla vigilia della tregua natalizia, disagi potrebbero registrarsi nel trasporto aereo: Cila-Av e Usppi hanno infatti indetto uno sciopero dell’Enav.


1 dicembre 2008 - La Stampa

METEO PREVISTI FREDDO E PRECIPITAZIONI ANCHE IN PIANURA
Oggi maltempo e sciopero dei bus. Disagi per la circolazione in città

Torino - Maltempo e sciopero dei mezzi pubblici: oggi sarà la «tempesta perfetta» per chi deve spostarsi in città.
L’unica consolazione è che le precipitazioni previste da ieri notte, con qualche spruzzata di neve anche a bassa quota, dovrebbero esaurirsi nel corso della mattinata concedendo un po’ di tregua. A Torino la breve nevicata dovrebbe interessare solo l'alta collina, limitandosi ad un paio di centimetri.
Se tutto andrà bene ce la vedremo con il freddo - minime stazionarie tra 1 e 3 gradi, massime in lieve aumento tra 6 e 8 gradi - e con l’agitazione che interesserà il trasporto pubblico locale. L’ha indetta la segreteria sindacale Cub-Rdb e si spalmerà sull’arco delle 24 ore condizionando tutti i servizi: urbano e suburbano, metropolitana, autolinee extraurbane, treni.
Anche in questo caso il servizio sarà garantito in alcune fasce orarie ben definite. Servizio urbano e suburbano (escluse le linee 43, 46b e 19): 6-9; 12-15. Metropolitana: 6-9; 12-15. Autolinee extraurbane e linee 43, 46b e 19 del servizio urbano: da inizio servizio alle ore 8; dalle 14,30 alle 17,30. Idem per le Ferrovie. Il Gruppo Torinese Trasporti comunica che sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantite.
Ce n’è abbastanza per cominciare la settimana con la luna storta. Il Comune, in previsione di una giornata difficile, ha deciso di sospendere la Ztl Ambientale e quella ordinaria per tutto l’arco della giornata. Confermati i divieti di circolazione nelle vie e nelle corsie riservate ai mezzi pubblici. Nessuna pietà per i veicoli Euro 0 (benzina e diesel) ed Euro 1 (diesel) su tutto il territorio cittadino). In attesa di conoscere come la Provincia e il Comune intendono regolarsi per gli Euro diesel con oltre 10 anni, gli unici a pagare dazio sono loro.

INDUSTRIE. ASSEMBLEA
Guala Closures decide sul piano di mobilità
In 30 dovrebbero trasferirsi dagli uffici alla fabbrica
di SILVANA MOSSANO

ALESSANDRIA - Assemblee oggi alla Guala Closures per discutere l'innovativo (e per certi versi spiazzante) piano sociale che l’azienda ha proposto contestualmente all'apertura della procedura di mobilità per una trentina di lavoratori cosiddetti «indiretti», ovvero impiegati e tecnici. In sintesi: le mobilità non sfociano in licenziamenti se gli impiegati coinvolti accettano quello che la norma definisce «novazione del rapporto di lavoro». Significa: il posto è salvo se si lascia la scrivania in ufficio e ci si sposta nello stabilimento produttivo. Senza decurtazione della retribuzione.
Si aprono, principalmente, due tipi di problemi che i sindacalisti Paolo Parodi di Cgil, Elio Bricola della Uil e Roberto Marengo della Cisl hanno sollevato nell'incontro con la dirigenza, in Confindustria Alessandria.
Il primo: se i lavoratori «indiretti» passano in produzione, automaticamente viene assottigliato il numero dei lavoratori interinali impiegati nello stabilimento: «Non si può far finta che questi non esistano quando alcuni addirittura lavorano alla Guala da alcuni anni. E’indispensabile salvare i loro posti» commenta Parodi. Hanno proposto alternative: contratti part time dove sia possibile e cassa integrazione straordinaria. In merito a quest'ultima, il vicedirettore di Confindustria, Michele Pesce, è lapidario: «Tecnicamente, in questo caso, è impossibile». La seconda questione è l’aspetto psicologico, ampiamente comprensibile: chi ha svolto da sempre o comunque già da tempo mansioni di un certo tipo dovrebbe fare un passo indietro; anche se la retribuzione non viene ridotta, umanamente (e in certi casi anche fisicamente) è difficile da accettare. Pesce però replica: «Comprendiamo, ma l'azienda può garantire lo stipendio, non può retribuire la componente psicologica». Oggi Cgil Cisl e Uil incontrano i lavoratori nei vari turni, prima della prossima riunione già fissata in Confindustria per giovedì.
Nel frattempo, anche i sindacati Allca Cub (che prendono le distanze da Cgil, Cisl e Uil) contano di incontrare i lavoratori oggi in assemblea: «Se non faranno entrare in fabbrica il nostro coordinatore nazionale - scrivono su un volantino - parleremo anche all'esterno dei cancelli». Bocciano la proposta dell'azienda dicendo che: «Non si possono togliere figure professionali in determinati settori e pensare che chi rimane possa fare tutto da solo». Propongono: «Una risposta forte» contro la minaccia di posti di lavoro: da quelli a tempo indeterminato, a quelli interinali e delle cooperative.


1 dicembre 2008 - Tuscia web

Viterbo - RdB Cub - Interviene Lino Rocchi: "Si rischia di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati"
"Vetralla Servizi, l'importante è fare bene e fare presto"

Riceviamo e pubblichiamo - Come RdB mi ero proposto di scrivere un articolo solo a "cose fatte", ma il richiamo e il rumore che questa vicenda sta assumendo, mi obbligano a fare un minimo di chiarezza. È da tempo che come RdB in particolare, e insieme ai sindacati confederali, ho intrapreso una serie di contatti ed elaborato alcune proposte che sono al vaglio del sindaco di Vetralla. Ad oggi, ormai da circa 15 giorni, sono sul tavolo dell’amministrazione comunale tre possibilità di reinternalizzazione dei servizi e stabilizzazione dei 24 dipendenti ora Vetralla Servizi, che hanno visto il positivo apprezzamento del sindaco Marconi. Tutte le ipotesi prevedono almeno il risparmio dell’Iva e dell’Irap, ora pagate necessariamente alla società, per un risparmio minimo di 130mila euro, senza contare l’azzeramento delle spese di funzionamento della società, (consulente del Lavoro, buste paga dipendenti, energia, ecc.), e il riassorbimento e stabilizzazione definitiva dei lavoratori. Come RdB, di concerto con Cgil, Cisl e Uil, ho preso contatto con l’assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi, che si è resa disponibile, per quanto di competenza della Regione, a vagliare ogni possibilità e a fornire ogni consulenza possibile per arrivare a una soluzione positiva della vertenza. Da parte della federazione RdB abbiamo anche preparato schemi di delibera, regolamenti di reinternalizzazione, attuati da altri enti locali ecc., andando anche oltre le nostre competenze, e siamo pronti a condividere queste nostre proposte oltre che con il sindaco, al quale ho lasciato una chiamata in tal senso non più tardi di giovedì 27 u.s., ma da cui non ho avuto nessuna risposta, anche con tutto il consiglio comunale. Preciso, per dovere di correttezza, che queste proposte sono condivise, e costruite anche con Cgil, Cisl e Uil, mentre evidentemente altre organizzazioni sindacali, vedi Cisal, hanno scelto di "buttare tutto in caciara", forse perché mancano di proposte credibili, o perché "tarantolati" riescono solo ad "agitarsi" senza produrre soluzioni adeguate. L’auspicio è che si accorgano dell’errore e che si redimano sulla via di Damasco. Troppi hanno e stanno ancora giocando sulla pelle di lavoratori e famiglie. Non c’è nulla di più squallido che sfruttare la disperazione dei lavoratori, per questo finora ci siamo limitati a lavorare in "sordina" anche quando ingiustamente accusati di immobilismo, per giungere a una soluzione positiva senza dar conto a pettegolezzi o voci di corridoio, che vedono parte della maggioranza, della sinistra, e addirittura la segretaria comunale, contrari a qualunque risoluzione positiva di questa vicenda. L’importante è fare bene e fare presto, perchè al 31 dicembre scadono i termini della cassa integrazione concessa alla Vetralla Servizi e si rischia di "chiudere la stalla quando i buoi sono scappati", e, in una fase di crisi globale come questa attuale, è poi difficile "rattoppare il buco".
Lino Rocchi - RdB Cub


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